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Ministro economia e finanze Tria Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (981) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) C.1334 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.1334/I) (assegnato in data 10/12/2018). Disegni di legge, presentazione di relazioni A nome della 2ª Commissione permanente Giustizia in data 10/12/2018 il Senatore Cucca Giuseppe Luigi Salvatore ha presentato la relazione 955-A/bis di minoranza sul disegno di legge: "Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici" (955) (presentato in data 23/11/2018) C.1189 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.765). Governo, trasmissione di atti Il Ministro dell'interno, con lettera in data 29 novembre 2018, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 59 della legge 20 maggio 1985, n. 222, come modificato dall'articolo 3, comma 2, lettera a) , del decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90, copia del decreto del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze di approvazione del bilancio assestato del Fondo edifici di culto per l'anno 2018, corredato dai relativi allegati. La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 122). Interrogazioni Atto n. 3-00462 BOTTICI CASTELLONE ANGRISANI SILERI DONNO PARAGONE TRENTACOSTE LEONE LANZI GIANNUZZI PIRRO FERRARA DE LUCIA CORRADO FENU LANNUTTI VANIN MOLLAME GALLICCHIO DRAGO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: nel territorio tra i comuni di Montignoso (Massa e Carrara) e Pietrasanta (Lucca) è sita la discarica denominata Cava Fornace, gestita da Programma ambiente Apuane SpA, del gruppo ALIA SpA, che nasce come discarica di inerti, per essere successivamente riclassificata, nel 2007, a discarica di rifiuti non pericolosi e speciali, con deroga a quanto previsto per i rifiuti pericolosi contenenti amianto, nonché diverse tipologie di "codici a specchio"; il frazionamento del progetto di discarica e il progressivo aumento dei rifiuti conferibili hanno contribuito cumulativamente ad impedire la valutazione complessiva dell'impatto ambientale e di quello cumulativo dell'impianto stesso, depotenziando così tutte le istruttorie svolte in successivi procedimenti autorizzativi; la valutazione d'impatto ambientale (VIA) svolta sull'intero impianto evidenzierebbe, come emerso nell'inchiesta pubblica conclusasi nel 2009-2010, l'inidoneità del sito rispetto ai criteri del decreto legislativo n. 36 del 2003, in quanto sito carsico, sismico, caratterizzato da alta pericolosità geomorfologica, con sorgenti sottostanti, e con l'adiacente SIR-ZPS "lago e rupi di Porta"; le molteplici attività di controllo poste in essere da Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale) sovente sfociano in segnalazioni all'autorità giudiziaria per violazioni al codice ambientale (di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006) o alle prescrizioni impartite con l'autorizzazione integrata ambientale (AIA); la Procura di Massa Carrara avviava nell'anno 2014 un'inchiesta per il reato di inquinamento ambientale, a conclusione della quale nel 2016 fu emesso un provvedimento interdittivo antimafia da parte della Prefettura, poi revocato dopo un rinnovamento della compagine societaria; risulta agli interroganti di aziende del sistema dei rifiuti, indagate e o sotto processo per reati ambientali, che hanno regolarmente conferito e lavorato con la discarica di Cava Fornace; i Comuni di Montignoso, Pietrasanta, Seravezza, Forte dei Marmi e Massa hanno approvato recentemente atti di indirizzo per chiedere la chiusura dell'impianto. Il Consiglio regionale della Toscana ha fatto proprie le preoccupazioni delle comunità locali impegnando con una mozione (atto n. 1079 del 2017), votata all'unanimità, la Giunta alla rapida chiusura dell'impianto e alla contestuale realizzazione di un piano di messa in sicurezza nonché di bonifica dell'area; di contro, contravvenendo allo statuto della Regione Toscana, che individua nel Consiglio regionale l'organo di indirizzo politico, la Giunta regionale e l'assessore per l'ambiente Fratoni non hanno messo in atto l'indirizzo del Consiglio, favorendo al contrario la possibilità di estendere l'utilizzo del sito fino a fine vita o almeno fino al 2028, data ultima per i conferimenti nelle discariche che trattano amianto, emessa dalla Comunità europea; con nota n. 13824 del 19 settembre 2007, il Ministro dell'ambiente pro tempore si esprimeva in modo contrario alla riclassificazione dell'originaria discarica di inerti: "Questo ministero aveva già avuto occasione di esprimersi circa tale discarica e, nel corso di una riunione tenutasi presso la Regione Toscana nel giugno 2003 , si era convenuto sul fatto che le criticità ambientali dell'area non consentissero la possibilità di estendere le tipologie di rifiuti conferibili nella discarica (Nota passando da inerti a non pericolosi e speciali ) e sull'opportunità di procedere al recupero del sito individuando forme di rinaturalizzazione e riqualificazione ambientale, nel confermare tale posizione e nel ribadire la particolare vulnerabilità e le criticità ambientali dell'area si richiedono con urgenza informazioni sulla eventuale procedura in corso"; Arpat, prima che la Provincia approvasse (determinazione del dirigente del settore Ambiente e Trasporti della Provincia di Massa n. 8732/2003 del 17 dicembre 2003) la riclassificazione del sito contro ogni buon senso, e violando anche il principio di precauzione, indicava che: "la discarica insiste su un'area che presenta varie criticità ambientali, dovute alla presenza dei calcari dolomiti fratturati e due sorgenti subito a valle del sito di discarica.