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Signor Ministro, lei si è molto impegnato e soprattutto si è molto espresso in questi primi mesi di Governo - e anche nel suo precedente impegno politico - nei confronti della lotta ai cosiddetti privilegi, cosa sicuramente condivisibile, specialmente a fronte di quanto emerge dalle statistiche - com'è successo anche ieri - per esempio della Svimez, sul Mezzogiorno, o dell'Istat, sul crescente aumento della povertà in Italia e delle diseguaglianze tra ricchi e poveri e tra Regioni ricche e povere. L'abbiamo vista però stranamente silente su uno dei fronti che più colpiscono l'opinione pubblica e proprio i lavoratori, ossia i cosiddetti privilegi di alcuni sindacalisti. Nello stesso sito web dell'INPS - facilmente visibile a qualunque lavoratore voglia informarsi - c'è scritto che i sindacalisti hanno alcune regole contributive diverse dagli altri lavoratori, perché possono vedersi ugualmente versati i contributi - o addirittura lo stipendio - da enti terzi rispetto al sindacato presso il quale prestano effettivamente il proprio lavoro e perché, prima di andare in pensione, possono farsi pagare dalle organizzazioni sindacali incrementi delle proprie pensioni a condizioni molto vantaggiose. I sindacalisti svolgono una funzione assolutamente necessaria nel nostro Paese. Proprio per questo, trattandosi di una funzione necessaria che risponde anche alla vocazione etica di tutelare e rappresentare i lavoratori, dovrebbero avere, come chiunque altro svolge rappresentanza politica, sociale e sindacale, un comportamento che non sia scandaloso, come quello che è apparso a molti leggendo questo stesso sito web . Signor Ministro, le chiediamo se intende porre fine a questi privilegi. Essi riguardano certamente anche i contributi figurativi, come altre categorie; riguardano il distacco sindacale, soprattutto quando è fatto da enti pubblici - che sono tanti e troppi e, soprattutto, il decreto legislativo n. 564 del 1996, emanato su proposta dell'allora ministro Treu, che consente ai sindacalisti di aumentarsi la retribuzione negli ultimi mesi per gonfiarsi le pensioni. Per questo le chiediamo se lei risponderà alle richieste del presidente dell'INPS che dice che c'è bisogno solo del suo nulla osta per eliminare questo privilegio, quale sia il numero dei sindacalisti che ad oggi ne traggono beneficio e, inoltre, se intende procedere al ricalcolo delle pensioni anche… (Il microfono si disattiva automaticamente . Congratulazioni) . PRESIDENTE. Il ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti DI MAIO, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, ringrazio il senatore interrogante. Innanzitutto tengo a ribadire in quest'Aula che questo Governo, così come è previsto dal contratto di Governo, vuole mettere fine a tutti i privilegi, vitalizi, auto blu e pensioni di privilegio. Tutto ciò che è privilegio va eliminato perché è ora che si ristabilisca che tutti i cittadini sono uguali e devono essere trattati alla stessa maniera. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Questo discorso vale anche per i privilegi sindacali, sui quali chiaramente interverremo. Stiamo già lavorando, in collaborazione con l'INPS, per eliminare le cosiddette pensioni d'oro e le dico che nulla osta, secondo questo Ministero, a metter mano alla pensione dei sindacalisti. La peculiarità dell'ordinamento previdenziale per i sindacalisti consente loro di avere una pensione di privilegio incrementando la retribuzione pensionabile negli ultimi anni di servizio. Il versamento della contribuzione aggiuntiva produce, infatti, un incremento delle quote di pensione calcolate ancora con il sistema retributivo, in quanto risultano agganciate allo stipendio degli ultimi anni di servizio. Peraltro, c'è una notevole disparità di trattamento tra sindacalisti che sono dipendenti pubblici o iscritti ai fondi esclusivi dell'assicurazione generale obbligatoria e sindacalisti che non lo sono. Interverremo in maniera risoluta per impedire che questi privilegi vengano mantenuti. Non sono ammissibili incrementi anomali e cospicui delle retribuzioni dei sindacalisti in un così breve lasso di tempo, senza che nello stesso tempo risultino essersi verificate variazioni negli incarichi di dirigenza sindacale conferiti perché ciò comporta degli sproporzionati privilegi in termini di prestazione pensionistica a danno della finanza pubblica e delle tasse dei cittadini. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Urso, per due minuti. URSO (FdI) . Signor Ministro, siamo soddisfatti perché le abbiamo dato questa possibilità di esprimersi finalmente su questo argomento anche in una sede pubblica. Siamo soddisfatti perché ha preso un impegno ufficiale a dare il nulla osta al presidente dell'INPS per eliminare da subito il privilegio più scandaloso: quello dei sindacalisti che vedono aumentata artificiosamente la retribuzione negli ultimi mesi del mandato per costruire delle pensioni d'oro. Pensioni che sono scandalose perché parliamo di chi deve difendere i diritti dei lavoratori. L'aspettiamo, pronti a giudicarla positivamente con un comunicato, quando lei firmerà il nulla osta. Sono passati due mesi di Governo. Capisco che il tempo è stato dedicato ad altro. Aspettiamo i prossimi giorni per ottenere la notizia e le chiediamo nel contempo, ma lo faremo anche in un altro momento, se come Ministro dello sviluppo economico vorrà dare continuazione anche al provvedimento, non riproposto dal Ministro precedente, in merito ai tetti degli stipendi dei manager pubblici, che nel frattempo, in mancanza di un suo provvedimento, si sono in alcuni casi triplicati, con retribuzioni che hanno raggiunto anche il milione di euro. L'aspettiamo anche su questo privilegio che viola una direttiva del Governo. (Applausi dai Gruppi FdI e M5S) . PRESIDENTE . Il senatore Floris ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00157 sull'introduzione del reddito di cittadinanza, per tre minuti. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, se c'è una cosa del Regolamento che avremmo dovuto cambiare nella scorsa legislatura è proprio il question time , che non dà il tempo di esporre il quesito e naturalmente neanche la conseguente risposta. Il mio quesito verte sul tema del reddito di cittadinanza, signor Ministro: in una recente trasmissione televisiva lei ha annunciato che nel disegno di legge di bilancio 2018 saranno contenute le soluzioni per l'introduzione del reddito di cittadinanza. Se non sbaglio, si tratta di un reddito che comporta un esborso di circa 16 miliardi di euro. Poi naturalmente potrà correggermi e fornirmi i dati in suo possesso, ma non sappiamo da quali fonti e da quali cespiti verranno individuate queste risorse e in misura così importante. Secondo quanto proposto negli emendamenti degli scorsi anni, si pensa a un aumento del prelievo erariale unico sui giochi, peraltro già aumentato nel cosiddetto decreto dignità; a un aumento delle imposte addizionali; a un aumento delle imposte per chi estrae gas e via dicendo: in ogni caso si parla sempre di un aumento delle imposte.