[resaula]

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 7. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Si è così concluso l'esame degli articoli del rendiconto. Poiché al disegno di legge di assestamento non sono stati presentati emendamenti ed esso si compone del solo articolo 1, passiamo alle dichiarazioni di voto finale sul complesso dei due provvedimenti, che verranno svolte congiuntamente. PRESUTTO (Ipf-CD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PRESUTTO (Ipf-CD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è facile predisporre una dichiarazione di voto su provvedimenti tecnici che evidenziano, attraverso una serie di dati numerici, la condizione di uno Stato. Nel caso specifico, i dati riportati mostrano l'andamento economico del nostro Paese, che si è trovato ad affrontare l'emergenza Covid prima, e la guerra in Ucraina dopo, con le pesanti conseguenze per l'economia interna che tutti noi conosciamo, prima tra tutte la pesantissima crisi energetica in corso. Gli anni appena trascorsi sono stati caratterizzati dall'emanazione di una serie di provvedimenti emergenziali volti a mitigare, per quanto possibile, gli effetti di una condizione senza precedenti. È stata ed è quindi una situazione straordinaria, affrontata con strumenti straordinari ed è per questo che nel corso dell'anno siamo dovuti intervenire più volte, modificando, ove necessario, le previsioni di spesa con appositi scostamenti di bilancio imponenti, necessari ed urgenti. Oggi affrontiamo il tema dell'assestamento di bilancio, che modifica le previsioni che abbiamo precedentemente approvato. Come già sottolineato, non è facile fare un ragionamento politico sui numeri, però vorrei affrontare alcuni temi evidenziando una parte dei dati che hanno caratterizzato l'ultima gestione finanziaria. Il quadro generale degli andamenti dei saldi in termini assoluti mostra un generale peggioramento tra le previsioni iniziali e le previsioni definitive per il 2021, sia per la cassa, che per la competenza. Nel confronto con l'esercizio precedente, tuttavia, la gestione di competenza ha fatto conseguire nel 2021 un generale miglioramento di tutti i saldi rispetto ai risultati differenziali registrati nell'esercizio 2020. Anche in rapporto al PIL, si riscontra lo stesso quadro generale di evoluzione, con un aumento che passa da 1.651 milioni di euro del 2020 a 1.775 milioni di euro del 2021. Il saldo netto da finanziare, dato dalla differenza tra le entrate finali e le spese finali, presenta nel 2021 un valore negativo di circa 187,7 miliardi, con un miglioramento di oltre 83,2 miliardi rispetto al saldo registrato nel 2020. Tale miglioramento è frutto di un aumento delle entrate finali di circa l'11,7 per cento e di una lieve riduzione delle spese finali di circa il 2 per cento. Se confrontato con le previsioni iniziali, che indicavano un valore negativo del saldo netto di -193,5 miliardi, il miglioramento è pari a circa 5,8 miliardi. Il risparmio pubblico, saldo delle operazioni correnti, che se positivo misura la quota di risorse correnti destinabile al finanziamento delle spese in conto capitale, si attesta nel 2021 a -64,9 miliardi, con un miglioramento di 40,5 miliardi rispetto al 2020. Il peso della spesa complessiva rispetto al PIL è passato dal 65,2 per cento del 2020 al 59,7 per cento del 2021. Rispetto al bilancio di previsione, a seguito dell'adozione di provvedimenti emergenziali, le previsioni definitive delle spese per operazioni finali hanno presentato un aumento di 98,3 miliardi, +12,7 per cento rispetto alle previsioni iniziali della legge di bilancio. L'aumento ha riguardato le spese correnti con un incremento dell'11,2 per cento e quelle in conto capitale, aumentate del 21,5 per cento. Il rendiconto generale e l'assestamento di bilancio sono fortemente penalizzati dagli effetti della pandemia e dalla crisi energetica in atto. Oggi dobbiamo guardare a questi provvedimenti per trovare una strada e una via d'uscita dalla situazione attuale del Paese e lo possiamo fare approfittando del fatto che abbiamo uno strumento importante sul quale stiamo già lavorando, il PNRR. Negli anni scorsi abbiamo dovuto compiere una scelta dolorosa ma obbligata: aumentare il debito pubblico per fronteggiare la crisi. Le riforme, quindi, non sono procrastinabili, perché è attraverso di esse che si potrà rendere sostenibile tale debito, considerandolo una sorta di debito strategico e necessario al Paese per ripartire. È opportuno in primis portare avanti il cruciale tema della riforma fiscale, che rischia di essere penalizzata dalla crisi politica in atto. Occorre evidenziare come non possa esserci una reale crescita del Paese senza una riforma che sia in grado di rilanciare l'economia, aumentare il potere di acquisto delle famiglie ed aiutare concretamente i lavoratori e le imprese. Su questo, occorre impegnarsi in modo tenace e risolutivo anche nella prossima legislatura, mettendo al primo posto le famiglie, l'uomo, la dignità del lavoro. Rispetto al cruciale tema del lavoro, i dati Istat del nostro Paese evidenziano un elevato tasso di disoccupazione generale, 9,7 per cento, che comprende coloro i quali non sono occupati, ma cercano lavoro, e un elevato tasso di inattività, 35,5 per cento, che comprende chi non è occupato e non cerca un lavoro. A ciò si aggiunge un dato allarmante: un invecchiamento demografico senza precedenti e tra i peggiori in Europa, che porterà la nostra forza lavoro a perdere nei prossimi decenni circa 200.000 persone all'anno. Una riforma risolutiva sul tema non può prescindere da temi roventi come quello del salario minimo e del lavoro nero. Altro tema dolente è la riforma della giustizia, che si sarebbe dovuta chiudere entro dicembre, per non parlare di una serie di temi che certamente saranno prestissimo al tavolo delle nuove Camere in quanto non rinviabili: la digitalizzazione della pubblica amministrazione, la riforma della scuola (ricordiamo che tale riforma prevede l'emanazione di ben quattordici decreti attuativi che un Ministero attualmente depotenziato non sarà in grado di emanare in così poco tempo), della riforma degli ammortizzatori sociali e tutta una serie di provvedimenti, ben 295 per la precisione, che il vecchio Esecutivo avrebbe dovuto mettere nero su bianco attraverso un numero elevato di decreti attuativi che non vedranno presumibilmente la luce in questi ultimi mesi del 2022. I numeri che analizziamo oggi dunque vanno valutati e giudicati nell'ambito di un contesto politico inedito, caratterizzato da una profonda crisi in atto, da un clima di incertezza rispetto alle prossime elezioni politiche, ma anche considerando le innumerevoli opportunità fornite dal PNRR che saranno in grado di aprire scenari inediti per il nostro Paese. Per tutte queste ragioni, signor Presidente, esprimo il voto favorevole del Gruppo Insieme per il futuro-Centro democratico-Impegno civico. (Applausi) . CONZATTI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) .