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Si andrà meno a scuola ma si farà più scuola, perché in parte si lavorerà in piccoli gruppi anche da casa e in parte anche lavorando per creare degli spazi nuovi, degli spazi esterni alla scuola e fare quelli che abbiamo chiamato dei 'patti di comunità', quindi agevolare la possibilità per le scuole di avere dei laboratori, delle aule, degli spazi esterni, nelle vicinanze della scuola, ma che possano diventare spazi sicuri ma anche spazi dove fare didattiche alternative"; il comitato di esperti disegna una scuola meno formativa ed inclusiva, in cui le strutture familiari e i contesti relazionali sociali e civici incideranno ben più di quanto avviene oggi alimentando diseguaglianze e iniquità nelle opportunità e nelle occasioni offerte a ciascuno studente; la scelta del Governo verso una scuola meno in presenza e più virtuale rischia di inverare la profezia del filosofo Giorgio Agamben, secondo il quale la pandemia sarebbe stata usata "come pretesto per la diffusione sempre più pervasiva delle tecnologie digitali", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo condivida l'obiettivo di una "scuola ibrida" enunciato dall'architetto Ceppi; se ritenga opportuno che consiglieri "tecnici" travalichino in maniera così esorbitante le proprie funzioni arrivando a dare per acquisiti obiettivi politici di cui il Parlamento non è informato. Atto n. 3-01629 ALFIERI ZANDA FEDELI GIACOBBE RAMPI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: la polizia antisommossa di Hong Kong ha arrestato almeno 180 persone nel corso delle proteste scoppiate negli ultimi giorni, a seguito della decisione delle autorità cinesi di procedere all'approvazione di una nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong i cui termini saranno discussi nella sessione plenaria dell'assemblea parlamentare cinese che chiuderà i suoi lavori il 28 maggio. La norma, che vieterebbe e punirebbe attività di carattere secessionista o sovversivo, oltre ad interferenze straniere su Hong Kong, limita pesantemente l'amministrazione speciale della regione. Finora, infatti, la pubblica sicurezza era rimasta di competenza del Governo locale, in osservanza del principio "un Paese, due sistemi" che regola le relazioni tra Pechino e Hong Kong; la legge sulla sicurezza nazionale è da tempo un punto di contrasto tra i cittadini di Hong Kong e il Governo centrale. La " basic law ", la mini costituzione della città che dal 1997 ne regola i rapporti con la Cina, prevede che il Governo locale "adotti leggi che proibiscano atti di tradimento, secessione, sedizione o sovversione contro il governo centrale" e che proibiscano attività di organizzazioni politiche straniere sul territorio della provincia autonoma. Nel 2003 il Governo di Pechino aveva già tentato di approvare la predetta legge, ma a fronte delle massicce proteste aveva ritirato il testo; i cittadini di Hong Kong si sono sempre opposti, anche con grandi manifestazioni di piazza e il sostegno internazionale, a qualunque legge che limiti il principio "un Paese, due sistemi", che ha garantito a Hong Kong un'autonomia speciale all'interno della Repubblica popolare cinese. In tal senso si pensi alle proteste scoppiate nel corso del 2019 di fronte al tentativo di approvare una nuova legge sull'estradizione, anche questa ritirata, che avrebbe permesso di processare in Cina, per alcuni reati, anche i residenti di Hong Kong; la nuova legge sulla sicurezza consentirebbe alle autorità continentali di occuparsi direttamente delle minacce alla sicurezza nazionale. Inoltre, le autorità approvando la nuova normativa nel Parlamento cinese e inserendola nell'"annesso III" della basic law di Hong Kong, impedirebbero qualunque ratifica da parte dell'ex colonia britannica; come sottolineato dagli attivisti di Hong Kong, qualora entrasse in vigore la legge sulla sicurezza nazionale, il Governo di Pechino potrebbe utilizzare la nuova normativa per reprimere qualunque forma di dissenso politico, rubricando tali forme di dissenso a atti sovversivi o terroristici. A riprova del fatto che il timore degli attivisti non sia infondato si segnala come il segretario per la sicurezza di Hong Kong John Lee abbia dichiarato che: "Il terrorismo sta crescendo e le attività che danneggiano la sicurezza nazionale, come la richiesta di 'indipendenza di Hong Kong', diventano più dilaganti". Una dichiarazione cui ha fatto seguito quella del ministro degli esteri cinese Wang Yi, che, parlando durante il congresso nazionale del popolo, ha affermato che: "la questione è un affare interno (?) è necessario fermare i separatisti, i sostenitori dell'indipendenza e le forze esterne a sostegno di 'attività violente e terroristiche'"; rilevato che: nonostante il Governo della città abbia cercato di rassicurare gli investitori stranieri venerdì 22 maggio, la borsa di Hong Kong ha ceduto il 5,6 per cento, il peggior risultato di giornata in 5 anni. Come naturale, infatti, gli investitori sono molto preoccupati dalla potenziale perdita di autonomia dell' hub finanziario e le azioni repressive hanno attirato le critiche dei governi stranieri a partire dagli Stati Uniti, di gruppi di difesa per i diritti umani e di importanti lobby commerciali; inoltre, come sottolineato in una dichiarazione della camera di commercio statunitense qualsiasi cambiamento nello stato dell'ex colonia britannica "avrebbe effetti devastanti non solo sul commercio e gli investimenti americani a Hong Kong, ma invierebbe segnali negativi a livello internazionale", con pesanti ricadute per l'economia globale già duramente provata dalla crisi epidemiologica dovuta al COVID-19; l'Alto rappresentante UE per la politica estera Josep Borrell ha dichiarato che "l'Unione europea sta seguendo da vicino gli sviluppi relativi a Hong Kong. Attribuiamo grande importanza al principio 'un Paese, due sistemi'. Il dibattito democratico a Hong Kong e il rispetto dei diritti e delle libertà sono il modo migliore per preservarlo", si chiede di sapere quale sia la posizione del Governo italiano in merito alla legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong e quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo intenda assumere nelle opportune sedi internazionali ed europee al fine di garantire il rispetto degli accordi internazionali sottoscritti dal Governo cinese in merito all'autonomia e la salvaguardia dei diritti civili di Hong Kong. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03541 MALAN Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: le risposte alle interrogazioni 3-2828 del 4 maggio 2016 e 4-06760 del 20 dicembre 2016 sul completamento dell'autostrada Asti-Cuneo hanno confermato le forti anomalie riscontrate dall'interrogante, in particolare il mancato rispetto delle condizioni con cui il socio privato della concessione aveva vinto la procedura competitiva indetta nel 2003 e la mancanza di alcuna azione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per chiederne conto, in primis sul versamento di soli 37,5 dei 130 milioni di euro previsti in sede di gara; il 4 aprile e il 13 agosto 2019 l'interrogante ha presentato sull'argomento le interrogazioni 3-00764 e 3-01134;