[resaula]

i loro disperati guaiti non sono passati inosservati ad un gruppo di ciclisti dell'associazione "Bike in Tour" Vallo di Diano, impegnati in una delle loro abituali escursioni naturalistiche; il gruppo si è fermato e ha individuato dall'alto del ponte l'origine dei guaiti nel sacco avvistato nelle acque del torrente; è iniziata una non semplice operazione di salvataggio, portata a compimento dai ciclisti valdianesi insieme a due ragazzi del posto, che stavano facendo una passeggiata; il sacco è stato recuperato e i 10 cuccioli, in evidente stato di assideramento, sono stati asciugati e portati presso una veterinaria della località Silla, che ha prestato loro le cure necessarie; considerato che: si tratta dell'ennesimo episodio di crudeltà verso gli animali, che fortunatamente questa volta ha avuto un lieto fine; la legge 14 agosto 1991, n. 281, recante "Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo", sancisce, all'articolo 1, il principio generale che «lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l'ambiente»; e, al successivo articolo 5, introduce una sanzione amministrativa per chiunque abbandoni cani, gatti o qualsiasi altro animale custodito nella propria abitazione; inoltre, i maltrattamenti verso gli animali, oltre ad essere inaccettabili atti di crudeltà, sono puniti penalmente nel nostro ordinamento; la legge 20 luglio 2004, n. 189, recante "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate", infatti, ha introdotto nel codice penale il titolo IX- bis "Dei delitti contro il sentimento per gli animali"; l'articolo 544 -ter del codice penale, rubricato "Maltrattamento di animali", in particolare, (come modificato nel 2010, per effetto della ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987) prevede, al comma 1, che «chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro», si chiede di sapere quali misure i Ministri in indirizzo intendano adottare, ciascuno nell'ambito delle rispettive competenze, al fine di: promuovere la tempestiva identificazione e denuncia degli autori di reati di maltrattamenti verso gli animali e il loro abbandono; sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi dei maltrattamenti e dell'abbandono degli animali, e promuovere una cultura del rispetto e del contrasto efficace ad ogni forma di violenza; assicurare il rispetto della normativa vigente ed eventualmente proporre l'inasprimento delle sanzioni per i responsabili di atti particolarmente efferati. Atto n. 4-00838 LAFORGIA DE PETRIS ERRANI GRASSO Al Ministro dell'interno Premesso che: svariati organi di informazione, fra cui "Fanpage" e "la Repubblica", hanno riportato la notizia, secondo la quale sarebbero stati fermati svariati bus alle porte di Roma destinati alla manifestazione antirazzista indetta per sabato 9 novembre 2018; gli organizzatori del corteo, che è partito da piazza della Repubblica ed è giunto a piazza San Giovanni, hanno denunciato dei controlli ai caselli autostradali, che avrebbero fatto ritardare i pullman con perquisizioni della Polizia e schedature delle persone che avrebbero poi partecipato alla manifestazione indetta contro il decreto Sicurezza (di cui al decreto-legge n. 113 del 2018); considerato che: la Costituzione italiana tutela il diritto di esprimere le proprie opinioni, di associarsi e di manifestare i propri dissensi; nelle prime ore della giornata di sabato, al momento dell'arrivo dei primi pullman a Roma, non risulta siano avvenuti fatti gravi al punto di giustificare controlli e perquisizioni dei manifestanti in arrivo nella capitale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa e se fosse a conoscenza delle intenzioni da parte delle forze dell'ordine di effettuare fermi e schedature; come intenda promuove e tutelare la libertà di pensiero e di manifestazione del dissenso nel nostro Paese. Atto n. 4-00839 DE PETRIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: gli eventi meteorologici di inaudita violenza che hanno colpito il nostro Paese nei giorni scorsi hanno registrato un'alta perdita di vite umane (oltre trenta) ed hanno avuto un enorme impatto sull'ambiente, sulla biodiversità, sulla fauna; sono state interessate vaste aree di particolare pregio ed importanza naturalistica e fonti scientifiche valutano che il ripristino dei luoghi, nelle sue caratteristiche e nelle sue funzioni ecosistemiche, richiederà molti decenni; la cancellazione di boschi e foreste, lo stravolgimento degli alvei di fiumi e corsi d'acqua, rappresentano una perdita anche sotto il profilo culturale, identitario, paesaggistico, storico, economico; undici regioni, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Calabria, Lazio, Sicilia, Sardegna, Lombardia ed Emilia-Romagna, hanno chiesto lo stato di calamità, che è stato loro riconosciuto dal Governo; le associazioni ambientaliste e animaliste, Enpa, Lac, Lav, Lipu e WWF, hanno chiesto il riconoscimento dello stato di calamità anche per la fauna, con la conseguente sospensione di ogni attività venatoria, richieste ben giustificate dalla gravità degli eventi e mancando di ogni giustificazione il prosieguo di una pratica puramente "ludica" quale è la caccia esercitata sugli animali sopravvissuti, stremati e in difficoltà per lo stravolgimento degli habitat ; paradossalmente, nella comunicazione, nell'informazione, nonché nella valutazione delle istituzioni è stata generalmente ignorata la gravissima ripercussione della catastrofe sulla fauna e sulla biodiversità, pur custodendo i luoghi colpiti anche specie rare e particolarmente protette; le dimensioni degli eventi sono state ben rappresentate dalla comandante dei Carabinieri forestali di Belluno, che ha riferito di una vera ecatombe degli animali; il Veneto, in particolare, ha subito fortissimi contraccolpi. Vento superiore a 190 chilometri orari (per cui trattasi di uragano), 497 chilometri di strade chiuse, 160.000 persone senza energia elettrica, 8 paesi isolati, 400 evacuati, rasi al suolo circa 15 milioni di alberi. Per la fauna sono stati adottati dalla regione solo provvedimenti di limitazione della caccia e solo nella provincia di Belluno, fino al 16 novembre, e in parte di quella di Vicenza, che ha visto la ripresa degli spari nella giornata di domenica 11 novembre. Risulta assolutamente insufficiente la limitazione adottata in presenza di una vera e propria catastrofe;