[massime]

Edilizia e urbanistica - Condono edilizio straordinario - Disciplina complessiva - Ricorsi delle regioni campania, marche, toscana, emilia-romagna, umbria, friuli-venezia giulia - Bilanciamento fra valori costituzionali primari ed altri interessi pubblici - Ritenuto irrimediabile sacrificio del valore costituzionale della tutela dei beni ambientali e paesaggistici a vantaggio di esigenze di finanza pubblica, lesione della competenza regionale concorrente relativa alla valorizzazione dei beni ambientali - Non fondatezza della questione.. Nel condono edilizio vengono in rilievo una pluralità di interessi pubblici, che devono trovare un punto di equilibrio, poiché il fine di questa legislazione è quello di realizzare un contemperamento dei valori in gioco (da un lato, paesaggio, cultura, salute, conformità dell'iniziativa economica privata all'utilità sociale, funzione sociale della proprietà; dall'altro, abitazione, lavoro); e la tutela di un fondamentale valore costituzionale sarà tanto più effettiva quanto più risulti garantito che tutti i soggetti istituzionali cui la Costituzione affida poteri legislativi ed amministrativi siano chiamati a contribuire al bilanciamento dei diversi valori in gioco; non è pertanto fondata, alla luce delle dichiarazioni di illegittimità costituzionale parziale pronunciate, la questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento agli articoli 9 e 117, terzo comma, Cost., dell'art. 32 d.l. 30 settembre 2003, n. 269, convertito in l. 24 novembre 2003, n. 326. – Sulla qualificazione come «valori costituzionali primari» degli interessi coinvolti nel condono edilizio, citate le sentenze n. 151/1986, n. 359 e n. 94/1985. – Sugli interessi ed i valori concretamente in gioco nella disciplina del condono edilizio, citate le sentenze n. 85/1998, n. 302/1996 e n. 427/1995.