[ddlpres]

Per quanto riguarda i cavalli impiegati a scopo sociale o terapeutico, con l'articolo 2 del disegno di legge si stabilisce che essi siano riconosciuti quali «animali d'affezione», con la conseguenza dell'applicazione per la loro tutela e benessere di tutti i princìpi e le norme che disciplinano la categoria degli animali d'affezione, nonché dei princìpi e delle disposizioni di cui alla legge 14 agosto 1991, n. 281; inoltre si stabilisce che essi non possano essere soppressi se non gravemente malati o incurabili. Con l'articolo 3 si procede a instaurare una serie di divieti, sempre a tutela del cavallo: non è più possibile, dunque, separare i puledri dalle proprie madri prima del compimento del sesto mese di vita; eseguire interventi che possano recare menomazioni ai cavalli (esempio: marchiatura «a fuoco»); ogni tipo di addestramento coercitivo, violento o traumatico sia di tipo fisico che psichico, promuovendo il metodo della doma etologica; l'uso di imboccature che producano o possano produrre lesioni o sofferenze. All'articolo 4 si stabilisce che i cavalli messi a riposo, nonché quelli di proprietà non più utilizzati, debbano essere mantenuti nel rispetto delle normative vigenti a tutela del benessere degli animali, e che sia vietata la macellazione degli equidi che non siano stati allevati o importati per tale finalità. A tali fini, il Ministero della salute è tenuto al controllo periodico, almeno annuale, delle strutture di macellazione, nonché alla pubblicazione semestrale, sul proprio sito, dei dati relativi alle strutture stesse e all'esito dei controlli effettuati. In tal senso, essendo già istituita l'anagrafe degli equidi, è anche necessario che essa sia resa più fruibile e più funzionale: conseguentemente, l'articolo 5 del disegno di legge stabilisce che i dati delle informazioni della banca dati equidi siano resi disponibili ai cittadini, seppur nel rispetto della normativa sulla privacy . Al fine di evitare al cavallo esercizi innaturali, pericolosi, stressanti o contrari alla sua dignità, all'articolo 6 si procede a vietare le manifestazioni di spettacolo e sportive qualora non siano rispettate le condizioni di tutela e di benessere dei cavalli. Tale principio va rispettato nell'ambito di tutte le competizioni che si svolgono sotto l'egida degli enti tecnico-sportivi di riferimento. Inoltre, dagli stessi vanno autorizzate le manifestazioni che si svolgono al di fuori dei circuiti e dai percorsi ufficiali, sempre seguendo tale criterio, poiché anche queste ultime devono garantire norme di sicurezza e salute di equidi e persone. È indispensabile che gli enti tecnico-sportivi di riferimento, la Federazione italiana sport equestri, la Federazione equestre internazionale, la Federazione italiana turismo equestre e tecniche di ricognizione equestre competitiva e il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che è subentrato, ai sensi dell'articolo 23- quater del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, nelle funzioni svolte dalla soppressa Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI), salvaguardino il benessere degli equidi nell'ambito della programmazione dell'attività sportiva e nell'ambito dell'attività quotidiana che viene svolta con i cavalli sotto la loro egida. È altresì indispensabile che gli stessi promuovano una lotta al doping e a tal fine effettuino un numero sempre maggiore di controlli. Infine, l'articolo 7 prevede l'istituzione di un fondo di 10 milioni di euro annui, a decorrere dall'anno 2013, finalizzato alla realizzazione di strutture di ricovero e mantenimento dei cavalli abbandonati dai propri proprietari e ivi ospitati. Tali risorse saranno ripartite tra le regioni a statuto ordinario, le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano su presentazione di progetti relativi alla realizzazione di strutture di ricovero e mantenimento degli equidi.. 1 (Finalità) 1 Lo Stato e le regioni, nel rispetto delle rispettive competenze, disciplinano e promuovono la tutela degli equidi. 2 È vietato destinare alla filiera alimentare sia umana sia animale gli equidi impiegati a scopo sociale o terapeutico nonché quelli utilizzati per lavoro o per l'attività ludica e sportiva. 3 È vietata altresì la macellazione di equidi importati, allevati o gestiti in violazione alla legislazione vigente in materia di tutela degli animali. 2 (Disposizioni generali) 1 Agli equidi di cui all'articolo 1, comma 2, della presente legge si applicano i princìpi generali e le norme vigenti che disciplinano e promuovono la tutela degli animali di affezione nonché i princìpi e le disposizioni di cui alla legge 14 agosto 1991, n. 281. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero della salute, con proprio decreto, recepisce i princìpi del codice per la tutela e la gestione degli equidi, adottato dal medesimo Ministero. 2 Gli equidi di cui all'articolo 1, comma 2, possono essere soppressi, secondo il corretto protocollo eutanasico, solo se gravemente malati o incurabili. 3 (Divieti) 1 Ai sensi della presente legge, è vietato: a separare i puledri dalle proprie madri prima del compimento del sesto mese di vita; b eseguire interventi che possono recare menomazioni agli equidi; c ogni tipo di addestramento degli equidi coercitivo, violento o traumatico sia sotto il profilo fisico che psichico. L'addestramento dell'equide è attuato secondo il metodo della doma etologica; la gestione quotidiana dell'equide, nell'allevamento, nell'addestramento, nel lavoro e durante l'attività ludica e sportiva, è attuata nel rispetto delle esigenze etologiche e psicofisiche dell'animale; d utilizzare imboccature o finimenti che producono o possono produrre lesioni o sofferenze agli equidi. 4 (Norme a tutela del benessere e della salute del cavallo) 1 I cavalli al termine della carriera sportiva o comunque non più utilizzati sono mantenuti nel rispetto della legislazione vigente in materia di tutela degli animali, nonché del decreto di cui all'articolo 2, comma 1. 2 È vietata la macellazione degli equidi che non siano allevati o importati per tale finalità. È vietata la macellazione degli equidi per i quali il proprietario ha dichiarato l'esclusione dal consumo umano, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera c) , del decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 29 dicembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2010. Il Ministero della salute è tenuto al controllo periodico, almeno annuale, delle strutture di macellazione degli equidi nonché alla pubblicazione semestrale, sul proprio sito istituzionale, dei dati relativi alle strutture stesse ed all'esito dei controlli effettuati. 3 Soggetti privati, enti e associazioni di protezione degli animali nonché enti locali possono gestire strutture di ricovero per cavalli con il controllo sanitario dei servizi veterinari dell'azienda sanitaria locale.