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Ulteriori misure sono previste dal disegno di legge con finalità di supporto all'implementazione della riforma con riferimento all'istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, per la consulenza e il supporto nella valutazione periodica del raggiungimento degli obiettivi di accelerazione e semplificazione del procedimento penale (articolo 2, commi 16-17) e con riferimento alla disciplina vigente dell'ufficio per il processo istituito presso i tribunali e le corti d'appello (articolo 1, commi 26-28). Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. AS 2371 Conversione in legge del decreto-legge 24 agosto 2021, n. 118, recante misure urgenti in materia di crisi d'impresa e di risanamento aziendale, nonché ulteriori misure urgenti in materia di giustizia DDL 2371 Conversione in legge del decreto-legge 24 agosto 2021, n. 118, recante misure urgenti in materia di crisi d'impresa e di risanamento aziendale, nonché ulteriori misure urgenti in materia di giustizia (Parere alle Commissioni 2 a e 10 a riunite. Esame e rinvio) La senatrice RICCIARDI ( M5S ), relatrice, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, di conversione in legge del decreto-legge n. 118, recante misure urgenti in materia di crisi d'impresa e di risanamento aziendale, nonché ulteriori misure urgenti in materia di giustizia. Il decreto in conversione si compone di tre capi: il Capo I (articoli 1-23), recante norme in materia di crisi d'impresa e di risanamento aziendale, è volto a fornire a tutte le imprese commerciali e agricole, indipendentemente dalle dimensioni, nuovi strumenti per prevenire o affrontare situazioni di crisi; il Capo II (articoli 24-26) reca norme in materia di giustizia; il Capo III (articolo 27) reca disposizioni transitorie. In particolare, l'articolo 1 differisce al 16 maggio 2022 l'entrata in vigore del Codice della crisi d'impresa, attualmente fissata al 1° settembre 2021; mentre per ciò che concerne il Titolo II del Codice stesso, in materia di procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, è prevista l'entrata in vigore il 31 dicembre 2023. Ciò in quanto, negli articoli successivi del provvedimento in oggetto, sono previste nuove misure di gestione delle crisi, ritenute più adatte a fronteggiare la congiuntura economica causata dalla pandemia. L'articolo 2 introduce lo strumento denominato "composizione negoziata della crisi d'impresa", attivabile su richiesta dell'imprenditore commerciale o agricolo in situazione di potenziale crisi o insolvenza. L'imprenditore può chiedere alla camera di commercio la nomina di un esperto che agevola le trattative tra imprenditore, creditori e eventuali altri soggetti. Gli articoli 3 e 4 definiscono la procedura di nomina e i requisiti dell'esperto, i cui elenchi sono tenuti dalle camere di commercio di ciascun capoluogo di regione. Si tratta, fra l'altro, di dottori commercialisti, esperti contabili, avvocati, consulenti del lavoro che hanno svolto attività nel campo delle ristrutturazioni aziendali e di crisi d'impresa. L'esperto è tenuto ad operare in modo professionale, riservato, imparziale e indipendente. L'articolo 5 regola l'accesso alla composizione negoziata e il funzionamento. L'istanza di nomina dell'esperto viene presentata tramite una apposita piattaforma telematica; l'imprenditore deve indicare determinati dati contabili che forniscono il quadro generale della situazione contabile e debitoria dell'impresa. L'esperto nominato, una volta accettato l'incarico, convoca l'imprenditore e verifica le prospettive di risanamento; ove ritenga sussistere concrete possibilità di risanamento, l'esperto incontra le altre parti interessate, prospettando possibili strategie. L'incarico dell'esperto si considera concluso qualora entro 180 giorni non siano state individuate soluzioni adeguate. L'articolo 6 regola la possibilità per l'imprenditore di chiedere misure protettive del patrimonio con l'istanza di nomina dell'esperto o con successiva istanza; dalle misure protettive sono esclusi i diritti di credito dei lavoratori. L'articolo 7 reca disposizioni sul procedimento, di carattere giudiziale, relativo alle misure protettive e cautelari. Detto procedimento è caratterizzato da una particolare celerità, in quanto si inserisce all'interno del percorso negoziale della durata massima di 180 giorni. L'articolo 8 prevede che l'attivazione della composizione negoziata della crisi di impresa comporti la sospensione degli obblighi previsti dagli articoli 2446 (riduzione del capitale per perdite) e 2447 (riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale) del codice civile. L'articolo 9 prevede che con l'attivazione della composizione negoziata l'imprenditore conservi la gestione ordinaria e straordinaria dell'impresa. L'articolo 10 reca norme specifiche sulle autorizzazioni del tribunale durante la procedura negoziata, con riferimento ai finanziamenti prededucibili e alla cessione di impresa; il successivo articolo 12 regola la conservazione degli effetti di tali atti autorizzati. L'articolo 11 reca norme concernenti i possibili sbocchi della composizione negoziata, fra i quali contratti con i creditori, convenzione di moratoria, piano di risanamento, concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio come regolato al successivo articolo 18, procedure fallimentari. L'articolo 13 è volto a rendere accessibile la composizione negoziata a gruppi di imprese. L'articolo 14 prevede misure premiali di natura fiscale connesse al ricorso alla composizione negoziata, in continuità con alcune disposizioni contenute nel Codice della crisi d'impresa. L'articolo 15 dispone che l'organo di controllo societario segnali all'organo amministrativo la sussistenza dei presupposti per fare ricorso alla composizione negoziata. L'articolo 16 reca norme di dettaglio sul compenso dell'esperto, che è a carico dell'imprenditore. L'articolo 17 consente l'accesso alla composizione negoziata da parte delle imprese di minori dimensioni. L'articolo 18 istituisce la nuova procedura del concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio, quale possibile esito della composizione negoziata, in alternativa agli strumenti previsti dalla legge fallimentare; il successivo articolo 19 detta la conseguente disciplina di liquidazione del patrimonio. Gli articoli da 20 a 23 introducono modifiche alla legge fallimentare, al fine di favorire strumenti alternativi al fallimento. Per quanto riguarda le norme in materia di giustizia, l'articolo 24 prevede l'aumento di 20 unità del personale della magistratura ordinaria al fine di far fronte all'adeguamento della normativa nazionale al regolamento UE per l'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea ("EPPO"). L'articolo 25 reca misure in materia di semplificazione delle procedure di pagamento degli indennizzi per equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo, attraverso una modifica alla c.d. "legge Pinto" (legge n. 89 del 2001).