[normattiva_dump]

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Veduto lo statuto dell'Università di Trieste, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1961, n. 1836 e modificato con decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 1962, n. 1540, e successive modificazioni; Veduto il testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592; Veduto il regio decreto-legge 20 giugno 1935, n. 1071, convertito nella legge 2 gennaio 1936, n. 73; Veduto il regio decreto 30 settembre 1938, n. 1652, e successive modificazioni; Veduta la legge 11 aprile 1953, n. 312; Veduto il decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 102; Veduta la proposta di modifiche dello statuto formulata dalle autorità accademiche dell'Università anzidetta; Sentito il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione; Sulla proposta del Ministro della pubblica istruzione; Decreta: Articolo unico Gli articoli 184, 185, 186, 187, 188, 189, 190, 191, 192, 193, 194, 195, 196, 197, 198, 199, 200, 201, 202, 203, 204, 205, 206 e 207 dello statuto dell'Università degli studi di Trieste sono sostituiti dai seguenti: Scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori Art. 1 Art. 184. - Nell'Università degli studi di Trieste è istituita la scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori, con effetto dall'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 102. La scuola si propone di fornire la necessaria preparazione tecnica e scientifica a coloro che intendono dedicarsi all'esercizio della professione di traduttore e di interprete. L'ammissione come allievi della scuola è subordinata all'esito dell'esame di ammissione, di cui ai successivi articoli 190 e 193, bandito annualmente dalla scuola stessa. Gli iscritti alla scuola sono studenti universitari a tutti gli effetti. La scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori assorbe la scuola di lingue moderne per traduttori ed interpreti di conferenze funzionante presso la facoltà di economia e commercio dell'Università degli studi di Trieste ed istituita con decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 1962, n. 1540. Art. 185. - La scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori ha sede a Trieste presso la Università degli studi di Trieste e gode di autonomia amministrativa, didattica e disciplinare, nei limiti stabiliti dal decreto del Presidente della Repubblica del 6 marzo 1978, n. 102 e dalle norme di cui al testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e successive modificazioni. Art. 186. - Gli organi di direzione della scuola sono: 1) il comitato direttivo; 2) il direttore; 3) il consiglio della scuola superiore. Art. 187. - Il comitato direttivo è composto: 1) dal rettore dell'Università di Trieste che lo presiede; 2) dal direttore della scuola superiore, con funzione di vicepresidente; 3) da due rappresentanti designati dal consiglio di amministrazione dell'Università di Trieste; 4) da due rappresentanti dei docenti della scuola superiore eletti dal consiglio della scuola; 5) da due rappresentanti degli studenti eletti dagli studenti della scuola; 6) da due rappresentanti del personale non docente eletti dal personale non docente assegnato alla scuola; 7) dal direttore amministrativo della scuola che svolge le funzioni di segretario. Il comitato direttivo dura in carica un biennio. Il comitato direttivo sovrintende alla gestione speciale della scuola e predispone il bilancio e il conto consuntivo annuale della scuola superiore che vanno approvati dal consiglio di amministrazione dell'Università di Trieste e costituiscono rispettivamente parte integrante del bilancio e del conto consuntivo dell'Università stessa. Le rappresentanze, di cui ai punti 4), 5) e 6), saranno elette dalle corrispondenti categorie e secondo le modalità fissate dall'art. 9 del decreto-legge 1 ottobre 1973, n. 580, convertito, con modificazioni, nella legge 30 novembre 1973, n. 766, e successive norme integrative e modificative (cfr. art. 35 del decreto del Presidente della Repubblica istitutivo 6 marzo 1978, n. 102). In conformità di quanto disposto dall'art. 9, comma quarto, del decreto-legge 1 ottobre 1973, n. 580, convertito, con modificazioni, con legge 30 novembre 1973, n. 766, e successive norme integrative modificate (cfr. art. 36 del citato decreto del Presidente della Repubblica istitutivo), il direttore della scuola è un professore di ruolo della scuola stessa eletto dal consiglio della scuola e dura in carica un triennio. Il direttore della scuola promuove e sovrintende allo svolgimento delle attività della stessa ed esercita tutti i poteri attribuitigli dal decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 102, dallo statuto e dai regolamenti dell'Università nonché le altre attribuzioni previste dall'ordinamento universitario per i presidi di facoltà. Art. 188. - Il consiglio della scuola svolge le funzioni di consiglio di facoltà ed è composto dal direttore che lo presiede, dai professori ufficiali della scuola e dai rappresentanti degli studenti della scuola nelle proporzioni e secondo le modalità di partecipazione di cui all'art. 9 del decreto-legge 1 ottobre 1973, n. 580, convertito con legge 30 novembre 1973, n. 766, e successive modificazioni ed integrazioni, in materia di consiglio di facoltà. Art. 189. - L'insegnamento ufficiale è impartito dai professori di ruolo e dai professori incaricati. Tutti i docenti della scuola sono docenti universitari. Per quanto riguarda le procedure di conferimento degli incarichi la scuola dovrà osservare le norme stabilite per il conferimento degli incarichi di insegnamento dall'art. 4 del decreto-legge 1 ottobre 1973, n. 580, convertito, con modificazioni, nella legge 30 novembre 1973, n. 766. Art. 190. - La scuola rilascia due titoli: un diploma alla fine del secondo anno e la laurea per interprete o traduttore dopo quattro anni. Al primo anno della scuola possono iscriversi coloro che siano in possesso di un titolo di istruzione secondaria di secondo grado valido per l'immatricolazione ai corsi di laurea universitari, previo superamento dell'esame di ammissione di cui al precedente art. 184 e al seguente art. 193. Al termine del primo biennio gli allievi che abbiano superato tutti gli esami di profitto sostengono un esame per il conseguimento del diploma. Al terzo anno potranno iscriversi coloro che abbiano conseguito il diploma (della scuola superiore).