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Tali disposizioni si applicano a fattispecie ulteriori rispetto a quelle sanzionate dalla norma penale e a fatti commessi prima dell’entrata in vigore della norma penale medesima Insomma, se in presenza di determinate condizioni deve essere pronunciata addirittura la decadenza dal mandato, non può non essere contestualmente pronunciata la decadenza dai benefici accessori connessi con lo stesso mandato. Chi non è degno di entrare nell'istituzione parlamentare o di continuare a farne parte, ovvero di assumere l’incarico elettivo regionale o di mantenerlo, non è degno neppure di continuare a percepire benefici connessi con l'esercizio del mandato stesso. Vengono fatte salve le erogazioni già effettuate (la ripetibilità delle quali potrebbe incontrare forti dubbi di legittimità) e il rateo attribuibile dal 1° gennaio 2012 in base al sistema contributivo.. 1 (Modifica al libro I, capo III, del codice penale in materia di perdita dei benefici connessi al mandato elettivo parlamentare e alle cariche elettive regionali) 1 Dopo l'articolo 29 del codice penale è inserito il seguente: «Art. 29- bis. -- (Perdita del diritto ai benefici connessi al mandato elettivo parlamentare e alle cariche elettive regionali). -- La condanna per i reati contro la pubblica amministrazione e per ogni altro delitto non colposo punibile con pena massima non inferiore a quattro anni di reclusione importa, per i membri del Parlamento e per i titolari di cariche elettive regionali, anche se cessati dal mandato, la decadenza dal diritto ai benefici connessi con l’esercizio del mandato elettivo ed eventualmente maturati, quali vitalizi, assegni di fine mandato o altri emolumenti comunque denominati. La decadenza ha effetto dalla data in cui la condanna è divenuta definitiva. Sono fatte salve le erogazioni già percepite». 2 (Modifiche al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, in materia di decadenza dai benefici connessi al mandato elettivo parlamentare e alle cariche elettive regionali) 1 Al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo l'articolo 3 è inserito il seguente: «Art. 3- bis. - (Perdita del diritto ai benefici connessi al mandato elettivo parlamentare) -- 1. Fuori dei casi di applicazione della pena accessoria prevista dall’articolo 29 -bis del codice penale, la decadenza dalla carica di deputato o di senatore, pronunciata ai sensi del comma 1 dell'articolo 3 del presente decreto, determina altresì la decadenza dai benefici connessi con l'esercizio del mandato ed eventualmente maturati, quali vitalizi, assegni di fine mandato o altri emolumenti ad esso conseguenti, anche nel caso di godimento differito ad epoca successiva. La Camera di appartenenza, nel pronunciare la decadenza dalla carica durante l’esercizio del mandato, dichiara contestualmente la revoca dei benefici di cui al primo periodo. 2. Quando le condizioni di cui all'articolo 1 si verificano dopo la conclusione del mandato parlamentare, la revoca dei benefici di cui al comma 1 del presente articolo è disposta dall’Ufficio di Presidenza della Camera competente. A tal fine le sentenze definitive di condanna di cui all'articolo 1, emesse nei confronti di chi ha rivestito la carica di deputato o di senatore, sono immediatamente comunicate alla Camera di rispettiva appartenenza a cura del pubblico ministero presso il giudice indicato nell'articolo 665 del codice di procedura penale. 3. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 29- bis del codice penale e del presente articolo sono fatti salvi i ratei già corrisposti prima del verificarsi delle condizioni che ne costituiscono il presupposto e la quota corrispondente all’incremento contributivo a carico del deputato o del senatore per gli anni successivi al 31 dicembre 2011»; b nel capo III, dopo l’articolo 9 è aggiunto il seguente: «Art. 9- bis. - (Perdita dei benefici connessi alle cariche elettive regionali). -- 1. Fuori dei casi di applicazione della pena accessoria prevista dall’articolo 29– bis del codice penale, la decadenza dalle cariche di presidente della giunta regionale e di consigliere regionale, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, del presente decreto, determina altresì la decadenza dai benefici connessi con l’esercizio del mandato ed eventualmente maturati, quali vitalizi, assegni di fine mandato o altri emolumenti ad esso conseguenti, anche nel caso di godimento differito ad epoca successiva. 2. Quando le condizioni di cui all’articolo 7, comma 1, si verificano dopo la cessazione dalla carica, la revoca dei benefici di cui al comma 1 del presente articolo è disposta ai sensi dell’articolo 8. 3. Sono fatti salvi i ratei già corrisposti prima del verificarsi delle condizioni previste dall'articolo 7, comma 1».