[massime]

Riscossione di entrate pubbliche - Canoni per la concessione in uso di beni demaniali - Riscossione coattiva - Rinvio alla procedura prevista per la riscossione esattoriale (delle imposte dirette) - Improponibilità dell’opposizione all’esecuzione innanzi all’autorità giudiziaria ordinaria - Prospettata, irragionevole, limitazione della tutela giurisdizionale del debitore - Carenza di motivazione in ordine alla perdurante applicabilità delle norme censurate, nonostante la intervenuta abrogazione - Manifesta inammissibilità della questione.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 63, commi 1 e 4, e 69, comma 1, del d.P.R. 28 gennaio 1988, n. 43, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui le norme censurate, per la disciplina della riscossione coattiva dei canoni per l’utilizzazione dei beni del demanio pubblico, rinviano alle disposizioni contenute nel d.P.R. n. 602 del 1973, ed in particolare agli artt. 53 e 54 di detto decreto, che non consentono al debitore di proporre opposizione all’esecuzione. Infatti, essendo state abrogate le norme censurate in epoca anteriore alla pronuncia dell’ordinanza di rimessione, il giudice rimettente ha omesso di motivare sulla perdurante applicabilità delle stesse alla fattispecie sottoposta al suo esame. - Sulla abrogazione di norme di rinvio, v. sentenze n. 26/1998 e n. 239/1997, e ordinanza n. 359/1997. M.F.