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- risulta necessario anche preservare il potenziale economico delle piccole e medie imprese, specializzate e apprezzate ed i cui prodotti, spesso ad alta tecnologia, risultano funzionali agli obiettivi delle grandi aziende e del Paese; - appare altresì necessario, sempre in un contesto di tutela dell'interesse nazionale, elevare il profilo della partecipazione italiana ai vari livelli decisionali dell'Unione europea, aumentando la presenza di personale italiano qualificato in posizioni di vertice nelle diverse istituzioni coinvolte nel processo di rafforzamento della Difesa europea, a partire dal Servizio europeo di azione esterna e dall'Agenza europea per la difesa, anche per sostenere temi e progettualità di maggiore interesse per il nostro paese e per l'industria nazionale; - considerata la necessità di evitare il rischio che, nell'attuale situazione di crisi economica, i finanziamenti per il settore della difesa vengano ulteriormente ridotti, a fronte di uno scenario internazionale in costante peggioramento, anche a causa, da ultimo, dell'emergenza Covid-19; - rilevato che, al contrario, il settore della difesa e sicurezza, con un ciclo di sviluppo e investimenti tradizionalmente più lungo, potrebbe costituire un importante volano di ripresa economica; impegna il Governo: - adassicurare risorse finanziarie stabili, prevedibili e adeguate a sostegno della partecipazione italiana ai progetti delle difesa europea, sia per quelli che prevedono la cooperazione tra gli Stati, sia di quelli che prevedono la cooperazione a livello industriale, valutando anche, allo scopo, la possibilità di istituire nel bilancio della difesa un fondo pluriennale dedicato al finanziamento dei programmi approvati in sede europea; - a continuare nel suo impegno per sostenere l'accesso delle piccole e medie imprese ai progetti e ai fondi; - ad operare per garantire il necessario sostegno alla partecipazione italiana ai vari livelli decisionali UE, rafforzando la presenza di personale italiano qualificato negli ambiti decisionali chiave delle diverse istituzioni coinvolte nel processo di rafforzamento della Difesa europea, a partire dal Servizio europeo di azione esterna e dall'Agenza europea per la difesa, anche per sostenere temi e progettualità di maggiore interesse per il nostro paese e per l'industria nazionale; - a informare periodicamente il Parlamento sulla partecipazione dell'Italia ai progetti di rafforzamento della Difesa comune europea, a partire dai Piani nazionali d'attuazione dei progetti PESCO; - a garantire in tempi rapidi la piena operatività delle norme in materia di accordi "governo-governo", per evitare situazioni di svantaggio competitivo per le nostre imprese in relazione ai competitori internazionali. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 414 SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 414 La Commissione Difesa, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'Affare assegnato sulla partecipazione italiana ai progetti di Difesa europea; preso atto delle risultanze delle audizioni svolte; premesso che: - con una dotazione complessiva di bilancio di oltre 220 miliardi di euro l'anno (peraltro in crescita), gli Stati membri dell'Unione europea si collocano collettivamente al secondo posto nel mondo per entità della spesa nel settore della difesa. Tuttavia la grande varietà degli assetti di ciascuna Forza armata e la forte chiusura dei mercati nazionali comportano frammentazione del mercato, scarsa crescita dell'industria e duplicazioni dei prodotti, con un impiego delle risorse molto lontano dall'essere ottimale; - secondo un recente studio del Parlamento europeo, il rafforzamento delle cooperazione tra gli Stati membri nel settore della difesa potrebbe offrire ulteriore efficienza, soprattutto se sostenuta da una maggiore standardizzazione dei materiali e dalla specializzazione dei compiti. In particolare, sarebbe ancora possibile ottenere un incremento di efficienza di almeno 22 miliardi di euro; - negli ultimi anni l'Unione europea ha avviato diverse importanti iniziative per sostenere l'industria europea della difesa, con l'obiettivo di rafforzare la sua base tecnologica e favorire lo sviluppo cooperativo e coordinato dei prodotti destinati alle Forze armate; - da alcuni anni gli Stati membri si sottopongono a un processo di Revisione coordinata annuale sulla difesa ( CARD ), con cui individuano le proprie carenze capacitive e sincronizzano, per quanto possibile, i bilanci nazionali della difesa. A seguire, secondo le linee definite dal Piano di sviluppo delle capacità (CDP), gli Stati, con l'aiuto del Servizio dell'azione esterna, dell'Agenzia europea della difesa e dello Stato maggiore UE, avviano una progettazione cooperativa per colmare le lacune esistenti, evitare duplicazioni e sprechi di risorse, attraverso gli strumenti della Cooperazione strutturata permanente (PESCO); - dopo i primi interventi per favorire i trasferimenti intra-comunitari e l'armonizzazione delle regole del procurement , a partire dal giugno del 2017 la Commissione ha poi adottato anche un pacchetto di misure di finanziamento diretto dell'industria della difesa, articolato in due diverse fasi; - per la prima fase, che copre il periodo 2017-2020, sono stati istituiti, con risorse già presenti nel bilancio, due principali programmi di sostegno: uno dedicato alla ricerca, con una dotazione finanziaria di 90 milioni, (l'Azione preparatoria sulla ricerca in materia di difesa, PADR); e uno rivolto allo sviluppo dei progetti, con una dotazione di 500 milioni (il Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa, EDIDP); - con la recente elezione dei progetti vincitori del bando del 2019, l'Azione preparatoria ha concluso i suoi tre cicli di programmazione annuale, che stanno finanziando una serie di progetti, cui partecipano ovviamente anche aziende italiane, talvolta in posizione di direzione, come Leonardo per il progetto Ocean 2020; - il programma EDIDP, che si rivolge alla fase dello sviluppo dei prodotti e alla definizione dei prototipi, si articola in due cicli di programmazione. Il bando del 2019 è scaduto lo scorso settembre. Il bando per il 2020 è stato invece appena pubblicato, con una scadenza prevista per il 1 dicembre 2020 (a meno di proroghe dovute all'emergenza Covid-19) e un budget complessivo di oltre 160 milioni di euro. Oltre ai bandi annuali, sono previste due iniziative da sostenere attraverso finanziamenti diretti, per il progetto del velivolo europeo a pilotaggio remoto, EURODRONE (con 100 milioni di euro, sostenuto da Francia, Germania, Spagna e Italia) e per lo sviluppo del sistema di comunicazioni per la difesa ESSOR (finanziato con 37 milioni); - per la seconda fase, per il periodo dal 2021 al 2027, la Commissione ha proposto uno strumento più strutturato e dotato di maggiori risorse, un vero e proprio Fondo europeo per la difesa, da finanziare con le risorse del nuovo Quadro finanziario pluriennale. Il procedimento per l'approvazione del regolamento del nuovo Fondo si è sostanzialmente concluso nella primavera del 2019, con l'accordo tra Parlamento e Consiglio.