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Articolo 4 (Disposizioni in materia di durata del permesso di soggiorno per lavoro a tempo indeterminato, per lavoro autonomo e per ricongiungimento familiare) La norma mira a prolungare la durata del permesso di soggiorno, rilasciato rispettivamente per lavoro a tempo indeterminato, per lavoro autonomo e per ricongiungimento familiare, di massimo tre anni per ciascun rinnovo. La ratio della disposizione è quella di alleggerire gli oneri amministrativi a carico dei beneficiari del permesso, decongestionando, nel contempo il carico di lavoro degli uffici delle questure. Articolo 5 (Ingresso dei lavoratori nel settore agricolo e contrasto alle agromafie) Il presente articolo, al comma 1, interviene nell'ambito della procedura di assegnazione dei lavoratori agricoli non comunitari ai datori di lavoro che ne hanno fatto richiesta. L'intervento normativo prevede la priorità di assegnazione sulla manodopera che risulterà autorizzata dai prossimi decreti sui flussi, per i datori di lavoro la cui richiesta, effettuata in base al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 dicembre 2022, non è stata soddisfatta. Il comma 2 sostituisce il comma 4- quater dell'articolo 1 del decreto-legge 28 febbraio 2005, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2005, n. 71, con l'obiettivo di aggiornarne il disposto in funzione del nuovo sistema di classificazione del personale e della conseguente attribuzione della qualifica di ufficiale o agente di polizia giudiziaria, previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) comparto funzioni centrali 2019/2021. Articolo 6 (Misure straordinarie in materia di gestione dei centri per migranti) Il presente articolo introduce una misura di straordinaria e temporanea per la gestione dell'impresa aggiudicataria di un appalto di fornitura di beni e servizi relativi al funzionamento di un centro governativo destinato all'accoglienza o al trattenimento degli stranieri, prevedendo contestualmente l'avvio delle procedure di affidamento di un nuovo contratto. In particolare, l'ipotesi presa in considerazione dal comma 1 riguarda il caso di grave inadempimento degli obblighi previsti dal capitolato di gara adottato con decreto del Ministro dell'interno per ciascuna tipologia di centro, quando l'immediata cessazione dell'esecuzione del contratto, senza il contestuale subentro di un nuovo contraente, possa compromettere la continuità dei servizi indifferibili per la tutela dei diritti fondamentali, nonché la salvaguardia dei livelli occupazionali. In questi casi, il prefetto, nomina uno o più commissari per la straordinaria e temporanea gestione dell'impresa, limitatamente all'esecuzione del contratto di appalto, scelti tra funzionari della prefettura o di altre amministrazioni pubbliche, in possesso di qualificate e comprovate professionalità. Si tratta di un'ipotesi ulteriore rispetto alle misure per la straordinaria e temporanea gestione dell'impresa previste dall'articolo 32 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, in materia di misure anticorruzione e di prevenzione antimafia, la cui applicazione, laddove ne ricorrano i presupposti, viene comunque fatta salva. I commissari nominati dal prefetto gestiscono l'impresa limitatamente alle prestazioni e alle forniture oggetto del contratto, non oltre la durata dello stesso, nell'ambito dei poteri e della responsabilità previsti dai commi 3 e 4 del citato articolo 32, applicabili nei limiti della compatibilità. Il comma 2 disciplina il compenso ai commissari e gli utili prodotti dalla gestione del contratto oggetto della misura straordinaria. Per quanto riguarda il compenso dei commissari, come previsto dalle disposizioni di cui al già richiamato articolo 32 del decreto-legge n. 90 del 2014, la norma in esame dispone che lo stesso sia detratto da quanto è versato come pagamento all'impresa e quantificato nel decreto prefettizio di nomina, sulla base di parametri individuati con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze. Per quanto concerne gli utili derivanti dal contratto, la disposizione ne prevede l'accantonamento in un apposito fondo a garanzia di quanto dovuto all'amministrazione per il risarcimento del danno conseguente al grave inadempimento. Il comma 3 dispone che contestualmente all'adozione della misura di cui al comma 1, il prefetto avvii le procedure per l'affidamento diretto di un nuovo appalto per la gestione del centro, senza previa pubblicazione del bando per ragioni di estrema urgenza derivante da eventi imprevedibili, non imputabili all'amministrazione aggiudicatrice, così come disposto dall'articolo 63, comma 2, lettera c), del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Il comma 4 prevede che con l'affidamento e il subentro del nuovo aggiudicatario, il prefetto dichiari la risoluzione per inadempimento del contratto, che opera di diritto, e i commissari nominati dal prefetto ai sensi del comma 1 cessino dalle proprie funzioni. Articolo 7 (Protezione speciale) Nella prospettiva di una complessiva rivisitazione della disciplina della protezione speciale, all'articolo 7, comma 1, si prevede l'abrogazione del terzo e del quarto periodo dell'articolo 19, comma 1.1, del testo unico immigrazione di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, concernente la specifica disciplina del divieto di respingimento ed espulsione di una persona in ragione del rispetto della sua vita privata e familiare. Conseguentemente, viene abrogata anche la previsione del quarto periodo del medesimo comma, che, ai fini della valutazione del presupposto citato, fa riferimento alla natura e all'effettività dei vincoli familiari dell'interessato, al suo effettivo inserimento sociale in Italia, alla durata del suo soggiorno nel territorio nazionale, nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il Paese di origine. Il comma 2 prevede una norma transitoria, che estende l'efficacia della predetta normativa abrogata alle istanze presentate in data anteriore a quella di entrata in vigore del decreto-legge, nonché ai casi in cui lo straniero abbia già ricevuto dalla competente questura l'invito a presentare l'istanza di protezione speciale. Il comma 3 prevede un'ulteriore disposizione intertemporale riguardante la durata dei permessi di soggiorno rilasciati ai sensi della normativa abrogata e in corso di validità, i quali sono rinnovati, per una sola volta e con durata annuale. Tale meccanismo consente ai titolari attuali di permesso di soggiorno per protezione speciale ex articolo 19, comma 1.1, terzo periodo, del testo unico sull'immigrazione, di fruire di un congruo periodo di tempo, anche ai fini della ricerca di un lavoro stabile, per accedere al titolo di soggiorno per motivi di lavoro, evitando il rischio di cadere in una posizione di irregolarità. Resta ferma, infatti, la facoltà di convertire il titolo in permesso di soggiorno per motivi di lavoro, qualora ricorrano i requisiti di legge.