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a assumere informazioni sulle caratteristiche fisiche ed etologiche dell’animale d’affezione che intende detenere, nonché sulle norme in vigore; b affidare l'animale solo a persone che siano in grado di gestirlo correttamente nonché farsi carico della loro adozione consapevole; c provvedere alla cura dell’animale, garantendo un adeguato riparo dalle condizioni climatiche e metereologiche, fornirgli adeguate cure sanitarie, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici ed etologici e garantendogli adeguati interventi di prevenzione e assistenza medico-veterinaria; d controllare l'attività riproduttiva dell'animale d'affezione attraverso la sterilizzazione chirurgica, fatte salve le attività di allevamento autorizzate per le quali si applica l’obbligo di denunciare la cucciolata al servizio veterinario ufficiale entro tre giorni dall'evento; e portare con sé il documento d'identità dell’animale, di cui all'articolo 8, comma 3, quando lo si conduce in luoghi pubblici o aperti al pubblico, esibendolo a richiesta dell'autorità competente. Nei casi di violazioni accertate dalle autorità, il responsabile che non abbia con sé il documento è tenuto a farlo pervenire entro tre giorni presso l'ufficio dell'autorità che procede alla contestazione. 4 Il responsabile di un cane deve, inoltre, adottare le seguenti misure minime: a utilizzare sempre il guinzaglio, di misura adeguata a garantire l'incolumità pubblica e del cane, durante la conduzione dell'animale nelle aree urbane e nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; b portare con sé una museruola, da applicare al cane in caso di rischio per l'incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti; c assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali, garantendo la prevenzione delle aggressioni; d in caso di manifestazioni di un comportamento pericoloso per l'incolumità di persone o di animali, consultare un medico veterinario esperto in medicina comportamentale o un educatore cinofilo; e adottare ogni possibile precauzione per impedirne la fuga e il vagabondaggio; f raccogliere le feci del cane in ambito urbano, in luogo pubblico o aperto al pubblico, e portare con sé sacchetti o altri strumenti idonei alla raccolta delle stesse. 5 Le disposizioni di cui al comma 4, lettere a) , b) e f) , non si applicano ai cani addestrati a sostegno delle persone disabili e ai cani in dotazione alle Forze armate, alle Forze di polizia, ai servizi di protezione civile e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, solo durante lo svolgimento delle attività istituzionali, nonché ai cani a guardia e a conduzione delle greggi. 6 I detentori a qualsiasi titolo di cani e gatti che dimorino in una regione per un periodo superiore a novanta giorni devono segnalarlo all'anagrafe degli animali d'affezione entro sette giorni dal trasferimento della dimora nella regione. I cani di proprietà e quelli reintrodotti sul territorio devono essere muniti di medaglietta di riconoscimento che riporti il nome dell'animale ed il numero telefonico del detentore ai fini della sua rintracciabilità. I cani utilizzati in ambito venatorio devono essere registrati, con indicazione di numero di microchip , razza, sesso e mantello, sul tesserino venatorio del cacciatore indicando le generalità del proprietario. 7 In caso di smarrimento o furto di un animale d'affezione il responsabile, entro tre giorni dall'evento, deve darne comunicazione scritta al servizio veterinario ufficiale e alla polizia locale, fornendo tutti i dati utili per il ritrovamento. Il responsabile deve altresì, in caso di ritrovamento, darne comunicazione scritta ai medesimi enti entro il termine di tre giorni. 8 Chiunque rinvenga animali randagi o vaganti è tenuto a comunicarlo tempestivamente al servizio veterinario ufficiale e alla polizia locale. I cittadini, con le modalità preventivamente indicate dal comune, possono consegnare animali vaganti in situazione di abbandono o pericolo, anche se feriti o malati, ai canili o gattili sanitari. 9 I cani tenuti in appartamento, box o recinto con spazio all'aperto devono poter effettuare almeno due regolari uscite giornaliere, comunque per un totale minimo di 90 minuti. Per i cani di proprietà custoditi in recinto, la superficie di base non deve essere inferiore a metri quadrati 10 per cane; per i cani custoditi in box la superficie minima è di 8 metri quadrati. Ogni box o recinto non può contenere più di due cani adulti con gli eventuali loro cuccioli in fase di allattamento. 10 I privati impossibilitati alla detenzione di un animale, specialmente se pericoloso, possono cederlo spontaneamente al comune competente per territorio, il quale, d'intesa con le associazioni riconosciute e le autorità veterinarie, provvede alla ricerca di un idoneo ricovero o di una soluzione d'affidamento. Il comune è tenuto a mantenere l'animale fino alla definitiva adozione, attribuendo le spese di mantenimento al cedente secondo la tariffa indicata dal Ministero della salute. 8 (Gestione dell’anagrafe regionale degli animali d'affezione) 1 I cani e i gatti di proprietà pubblica o privata devono essere identificati in maniera univoca mediante inoculazione sottocutanea di un microchip e contestualmente iscritti nell'anagrafe regionale degli animali d'affezione. In caso di cessione il proprietario deve darne comunicazione al servizio veterinario ufficiale, fornendo una copia dell'atto al nuovo responsabile. Colui che riceve l'animale deve ottemperare alla registrazione nell’anagrafe, entro il termine di tre giorni. 2 L'adempimento di cui al comma 1, quale atto medico veterinario, deve essere effettuato dal servizio veterinario ufficiale o dai veterinari libero-professionisti che hanno fatto richiesta di accesso diretto all'anagrafe degli animali d'affezione, secondo modalità predefinite dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano. 3 Il veterinario ufficiale o libero-professionista che provvede all'applicazione del microchip rilascia un certificato d’iscrizione in anagrafe che accompagna l'animale in tutti i trasferimenti di proprietà, denominato carta d'identità dell'animale d'affezione. 4 I veterinari liberi professionisti, nell'espletamento della loro attività professionale, devono verificare la presenza e la leggibilità dell'identificativo con l'apposito lettore di cui all’articolo 9, comma 4, e, in caso di mancanza o di illeggibilità dello stesso, devono provvedere all'inoculazione, informando con comunicazione scritta il servizio veterinario ufficiale in caso di rifiuto da parte del proprietario. 9 (Obblighi per produttori e distributori di microchip ) 1 Il microchip di identificazione dei cani e dei gatti può essere prodotto e commercializzato unicamente da soggetti iscritti all'apposito registro istituito presso il Ministero della salute, che assegna loro una serie numerica di codici identificativi elettronici. È vietato utilizzare serie numeriche diverse da quelle assegnate. 2 I microchip possono essere venduti esclusivamente alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, alle aziende sanitarie locali, ai veterinari liberi professionisti accreditati presso il Servizio sanitario nazionale e alle facoltà di medicina veterinaria che dispongano di un ambulatorio aperto al pubblico.