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2 Al minore non accompagnato che ha espresso la volontà di chiedere la protezione internazionale è garantita l'assistenza di un tutore, nominato ai sensi degli articoli 343 e seguenti del codice civile, in ogni fase della procedura per l'esame della domanda. 3 Il tutore: a svolge i suoi doveri in conformità del principio dell'interesse superiore del minore; b informa il minore non accompagnato sul significato e sulle eventuali conseguenze del colloquio personale, informandolo su come prepararsi ad esso; c partecipa al colloquio personale e può porre domande o formulare osservazioni. 4 Tutti i minori non accompagnati presenti sul territorio nazionale hanno diritto a ricevere informazioni sulla protezione internazionale in una lingua da essi conosciuta. 5 Se sussistono dubbi in ordine all'età, il minore non accompagnato può, in ogni fase della procedura, essere sottoposto, previo consenso del tutore, ad accertamenti medico-sanitari in merito. Se gli accertamenti effettuati non consentono l'esatta determinazione dell'età il richiedente è considerato minore. 6 Se vengono effettuate visite mediche, il minore non accompagnato deve essere informato, prima dell'esame della domanda e in una lingua che comprende o che è ragionevole supporre possa comprendere, della possibilità che la sua età può essere determinata attraverso visita medica, del tipo di visita e della incidenza della stessa ai fini dell'esame della domanda, così come delle conseguenze discendenti dall'eventuale rifiuto a sottoporvisi. Il rifiuto, da parte del minore, di sottoporsi alla visita medica non incide negativamente sull'ammissibilità della domanda o sull'esito della decisione. 42 (Obblighi del richiedente) 1 Il richiedente ha l'obbligo di cooperare con la commissione territoriale per la protezione internazionale ai fini di accertare la veridicità degli elementi e della documentazione allegati alla domanda di cui al comma 2 dell'articolo 52. 2 Il richiedente ha, altresì, obbligo: a di presentare, unitamente alla domanda di protezione internazionale, gli elementi e la documentazione essenziali, in suo possesso o comunque appena disponibili, a motivare la domanda, incluso il passaporto; b di rendere noto se ha già subito o rischia di subire persecuzioni o danni gravi; c di comparire personalmente, se convocato, e senza indugio, nel giorno e nel luogo stabilito, davanti alla commissione territoriale per la protezione internazionale per il colloquio personale; d di informare tempestivamente la commissione territoriale per la protezione internazionale, anche per tramite la questura competente o la prefettura -- UTG del capoluogo, in ordine ad ogni mutamento della sua residenza o del domicilio; e di agevolare, in tutte le fasi della procedura, il compimento degli accertamenti previsti dalla legislazione in materia di pubblica sicurezza; f a sottoporsi ai rilievi fotodattiloscopici; g di dare il consenso informato a registrazioni delle dichiarazioni rese oralmente; h a sottoporsi ad esami medici per motivi di sanità pubblica. 3 In caso di mancata osservanza della lettera d) del comma 2, eventuali comunicazioni concernenti il procedimento si intendono validamente effettuate presso l'ultimo domicilio di cui la commissione territoriale per la protezione internazionale è a conoscenza. La mancata ricezione delle comunicazioni comporta la sospensione dell'esame della domanda e non incide negativamente sull'esito finale della stessa. 43 (Diritto all'assistenza e rappresentanza legali) 1 Nel caso di impugnazione delle decisioni in sede giurisdizionale, il richiedente è assistito da un avvocato ed è ammesso al gratuito patrocinio, ove ricorrano le condizioni previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. In ogni caso per l'attestazione dei redditi prodotti all'estero si applica l'articolo 94 del medesimo testo unico. 2 Al richiedente o al suo legale rappresentante, nonché all'avvocato che eventualmente lo assiste, è garantito l'accesso a tutte le informazioni e la documentazione relative alle procedure di cui alla sezione III del presente capo e a quelle che potrebbero formare oggetto di giudizio in sede di ricorso avverso la decisione della commissione territoriale o della Commissione nazionale per la protezione internazionale, secondo le modalità previste dai capi I, ad esclusione dell'articolo 2, comma 2, II, III, articoli 7, 8 e 10, IV -bis e V della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. III Procedure di primo grado 44 (Presentazione della domanda di protezione internazionale) 1 La domanda di protezione internazionale è presentata all'ufficio di polizia di frontiera ovvero alla questura competente per il luogo di dimora, entro cinque giorni dall'arrivo. Nel caso di presentazione della domanda all'ufficio di frontiera, è disposto l'invio del richiedente presso la questura competente per territorio, per l'adozione del provvedimenti di cui al comma 2. Nei casi in cui il richiedente abbia con sé figli minori o persone che, comunque, necessitano della sua protezione, è tenuto ad indicarlo nella sua domanda di protezione internazionale. 2 La questura, ricevuta la domanda di protezione internazionale, redige, entro tre giorni dalla presentazione della domanda, il verbale delle dichiarazioni del richiedente su appositi modelli predisposti dalla Commissione nazionale, a cui è allegata la documentazione prevista dall'articolo 52. Il richiedente, su sua domanda o se ritenuto necessario, usufruisce di un supporto linguistico e psicologico. Il verbale è approvato e sottoscritto dal richiedente, al quale ne è rilasciata copia unitamente a quella della documentazione allegata. 3 Nei casi soggetti alla procedura di cui al regolamento (UE) n. 604/2013, la questura, entro sei giorni dalla presentazione della domanda, avvia le procedure per la determinazione dello Stato competente per l'esame della domanda, secondo quanto previsto dall'articolo 34, comma 4. 4 Il questore, qualora ricorrano le ipotesi di cui agli articoli 83, 84 e 85, dispone l'invio del richiedente nelle strutture ivi previste e rilascia allo stesso un attestato nominativo che certifica la sua qualità di richiedente presente nella struttura. 45 (Criteri applicabili all'esame delle domande) 1 Le domande di protezione internazionale non possono essere respinte, né escluse dall'esame per il solo fatto di non essere state presentate nei termini di cui al comma 2 dell'articolo 53. 2 La decisione su ogni domanda deve essere assunta in modo individuale, obiettivo ed imparziale e sulla base di un congruo esame effettuato ai sensi dell'articolo 52. 3 La commissione territoriale per la protezione internazionale, al fine dell'esame della domanda, acquisisce le informazioni precise e aggiornate elaborate dalla Commissione nazionale sulla base dei dati forniti dall'ACNUR, dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, da organizzazioni internazionali o da ogni altra fonte ritenuta affidabile sulla situazione esistente nello Stato di origine dei richiedenti e, ove occorra, in quelli in cui gli stessi sono transitati. 46 (Colloquio personale) 1 Le commissioni territoriali per la protezione internazionale dispongono l'audizione del richiedente dopo aver ricevuto comunicazione di avvenuta presentazione della domanda da parte della questura.