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nel corso degli anni, i micro interventi finanziati non hanno consentito di arrestare il pericoloso movimento franoso tanto che, attualmente, gran parte del territorio comunale è esposto a dissesto; considerato, altresì, che: gli ultimi dati elaborati sulla frana si riferiscono a quelli raccolti dai satelliti ERS 1992-2000 e ENVISAT 2002-2010, come affermato dagli studiosi e dai tecnici che se ne sono occupati; dunque, i dati riferiti al lasso di tempo 2010-2020, ad oggi, non risultano ancora essere stati acquisiti, elaborati e interpretati; appare dunque indispensabile procedere quanto prima a tale analisi, per comprendere come il movimento franoso si sia sviluppato nel tempo; le condizioni di grave pericolosità idrogeologica e idraulica del territorio di Lettomanoppello sono state evidenziate da molteplici studiosi, oltre che da numerose e recenti segnalazioni provenienti direttamente dal territorio, mostrando come la frana quotidianamente costituisca un profondo pericolo all'incolumità dei residenti; il fenomeno franoso, quando lo si osservi da vicino, risulta aggressivamente in salute; tanto più necessarie ed urgenti risultano le elaborazioni scientifiche adeguate in grado di sostenere progetti di cantiere proporzionati alla gravità del problema; appare indispensabile individuare un progetto che garantisca soluzioni capaci di mitigare i rischi attualmente esistenti, anche attraverso l'audizione di autorevoli studiosi in grado di fornire nuovi e attendibili elementi e la realizzazione di una valutazione complessiva e approfondita sulle diverse, ormai stratificate, criticità esistenti, si chiede di conoscere: quali provvedimenti urgenti, attesa l'evidente e improcrastinabile necessità, si intenda adottare al fine di garantire con la massima celerità la totale esecuzione di quanto stabilito nel decreto del Presidente della Repubblica n. 1285 del 1954, non essendo in alcun modo venuta meno l'urgenza e la pericolosità allora già evidenziate; quali siano le ragioni dell' impasse nella realizzazione dell'impegno assunto con l'ordinanza del Ministero per il coordinamento della protezione civile n. 1433/FPC del 1988 che portava con sé l'approvazione del complessivo organico progetto del 1989 pari a circa 30 miliardi di lire e la cantierizzazione del primo lotto funzionale per un importo pari a 2 miliardi di lire, determinando la prosecuzione degli interventi nel seguito degli esercizi finanziari, anche in ragione di quanto previsto dalla norma contenuta nella legge n. 500 del 1992, con la quale è stata garantita la necessità di portare a completamento le opere poste a presidio della sicurezza; quali ulteriori azioni ed interventi di stabilizzazione e risoluzione si intenda adottare, al fine di scongiurare i rischi che interessano l'area e che comportano potenzialmente conseguenze molto gravi. Atto n. 3-01363 PILLON Al Ministro della giustizia Premesso che: da troppo tempo ormai le associazioni che si occupano di sottrazioni internazionali di minori, ma soprattutto le vittime di sottrazioni internazionali di minori residenti sul territorio italiano, chiedono la rapida approvazione di una legge che risolva in maniera definitiva tale problematica; nelle precedenti Legislature sono state presentate diverse proposte di legge, il cui iter non si è mai concluso con un'approvazione definitiva; attualmente al Senato della Repubblica è stato depositato un disegno di legge, a prima firma dell'interrogante (AS 692), che prevede "Abrogazione degli articoli 574 e 574- bis , nonché introduzione dell'articolo 605- bis del codice penale in materia di sottrazione o trattenimento anche all'estero di persone minori o incapaci"; l'auspicio delle associazioni è quello di vedere approvata una legge che tuteli i genitori dalla sottrazione internazionale di minori nel più breve tempo possibile, e che potrebbe risolvere in maniera decisiva la maggior parte dei casi di sottrazione internazionale di minori; ad oggi solo la Procura di Vicenza ha risolto il 90 per cento dei casi di sottrazione internazionale di minori, diversamente la maggior parte dei casi in Italia rimane irrisolta; nella XVII Legislatura venne presentata una risoluzione nelle Commissioni permanenti II e III della Camera dei deputati (C. 7-00927 del 24 febbraio 2016) nella seduta n. 576, proposta da Emanuele Scagliusi, secondo firmatario Alfonso Bonafede, che impegnava il Governo, tra l'altro, "ad adottare le opportune iniziative normative volte ad abrogare l'articolo 574-bis del codice penale relativo ai reati di sottrazione internazionale di minori e a introdurre un nuovo reato di sequestro di persona di minore di anni dodici; ad assumere iniziative per prevedere l'istituzione di una procura generale nazionale per le sottrazioni internazionali di minori specializzata con personale di maggiore esperienza, senza oneri aggiuntivi, ovvero senza assumere nuovo personale; ad agire in ambito europeo e internazionale affinché siano previste sanzioni verso i Paesi inadempienti agli obblighi derivanti dalle convenzioni, e siano studiate e messe in atto iniziative diplomatiche e politiche adeguate in modo che tali Stati abbiano un atteggiamento più collaborativo nell'esclusivo interesse dei bambini coinvolti, e a tutela di una vera garanzia dell'esercizio del diritto di visita da parte del genitore italiano all'estero; ad adottare iniziative che permettano l'immediata individuazione, la segnalazione e il divieto di espatrio del minore sottratto già ai terminal di porti e aeroporti, facilitando così l'applicazione dell'articolo 97 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985", si chiede di sapere quali iniziative, anche di carattere normativo, intenda intraprendere il Ministro in indirizzo al fine di provvedere nel più breve tempo possibile a dare delle soluzioni concrete al problema della sottrazione internazionale dei minori. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01341 FERRO MALLEGNI VITALI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: il 29 gennaio 2020 è stato approvato definitivamente il decreto-legge 2 dicembre 2019, n. 137, cosiddetto decreto Alitalia, che prevede il finanziamento di 400 milioni di euro in favore della compagnia, della durata di 6 mesi; con questa erogazione sale a circa 1,5 miliardi di euro il totale dei soldi versati dallo Stato ad Alitalia da quando è stata commissariata: oltre ai 400 milioni previsti dal decreto, sono stati stanziati 900 milioni dal Governo pro tempore Gentiloni, e ammontano a 145 milioni gli interessi maturati fino al 31 maggio, che non sono stati rimborsati; sul nuovo finanziamento è previsto un tasso d'interesse di quasi il 10 per cento, perché anche questo formalmente è un "prestito". Ma di fatto Alitalia non ha rimborsato né il prestito precedente, né appare in grado di restituire i soldi ricevuti un mese fa; il costo totale di Alitalia per lo Stato e per la collettività sale a 9,2 miliardi di euro in 45 anni; nel 2019 la compagnia ha perso circa 600 milioni di euro, 100 in più dell'anno precedente, anche se c'è scarsa trasparenza sull'andamento economico-finanziario della società.