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Innanzitutto il bilancio a legislazione vigente, cioè la fotografia che il Governo presenta al Parlamento prima dell'inizio della sessione di bilancio, con l'indicazione di quante risorse sono previste per l'anno successivo per ogni capitolo di spesa, riportava un «tracollo» delle risorse destinate a CAI e CNSAS: dai 2,2 milioni del 2011 si passava a 854.000 euro! Si trattava degli effetti combinati di due manovre con riduzioni lineari della spese, ai sensi dei decreti-legge n. 98 e n. 138 del 2011, che determinavano riduzioni pari al 38,75 per cento. A tali riduzioni si sommava anche un «errore tecnico» dovuto a un’incomprensione «contabile» tra gli uffici del Dipartimento del turismo della Presidenza del Consiglio e quelli della Ragioneria generale dello Stato: delle tre autorizzazioni di spesa per le attività del CNSAS (legge n. 388 del 2000, legge n. 289 del 2002 e legge n. 119 del 2007), veniva esposta nel bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio soltanto quella relativa alla legge del 2007, per l'indicazione di una dotazione pari a 230.000 euro. Per il CNSAS la riduzione rispetto all'esercizio precedente (2011) risultava pari a circa l'80 per cento! Nel corso dell'anno, con un’attenta e pressante attività di sollecitazione da parte dei parlamentari aderenti al Gruppo Amici della montagna (GAM) nei confronti del Ministro pro tempore in merito ai «trasferimenti» in favore del CAI e del CNSAS, nell'agosto 2012, con un decreto del Ministro del turismo ci fu un parziale reintegro dei fondi, ma si trattò di una integrazione relativa al solo 2012. Nel 2013 si sono riproposti i soliti problemi di insufficienza di risorse: pertanto nel corso dell'esame della legge di stabilità 2013, con un emendamento di iniziativa parlamentare (emendamento Quartiani Tab. C.1) è stata disposta alla Camera dei deputati una integrazione delle risorse indicate nella tabella C della medesima legge (sotto la voce «Turismo») per un importo complessivo di 700.000 euro a decorrere dal 2013, ripartito in misura eguale tra il pagamento del premio dell'assicurazione e le attività del CNSAS. Analogamente con la legge di stabilità 2014 si è provveduto in sede parlamentare (emendamento del relatore Marchi 1.4010 alla Camera dei deputati) ad integrare la tabella C (capitolo 6823/MIBACT) di un importo di un milione di euro a decorrere dal 2014, anch'esso ripartito in misura eguale tra pagamento dell'assicurazione e attività del CNSAS. Tuttavia il trasferimento delle competenze in materia di turismo dalla Presidenza del Consiglio dei ministri al Ministero dei beni e attività culturali disposto dall'articolo 1, comma 2, della legge 24 giugno 2013, n. 71, ha comportato un notevole ritardo nei trasferimenti di risorse conseguente ai tempi di nomina del nuovo direttore e alla determinazione delle risorse. Infatti per quanto riguarda la quota del 2013 sono state pagate nel 2013 soltanto le prime due rate annuali, mentre le risorse relative alla terza e quarta rata sono state definite nel loro ammontare dagli uffici della Presidenza del Consiglio dei ministri, per essere poi trasferite alla Ragioneria generale dello Stato e quindi al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) che ha provveduto ad effettuare il pagamento nel dicembre 2014. Analogamente le risorse relative all'esercizio 2014 sono state pagate soltanto nel mese di novembre 2014, mentre le risorse conseguenti all'emendamento Marchi alla tabella C della legge di stabilità 2014 (1 milione) sono state pagate a dicembre 2014. Tuttavia, poiché tali incrementi non si originano da specifiche autorizzazioni legislative di spesa in favore del CAI e del CNSAS, ma quale variazione in aumento della tabella C, essi figurano nel bilancio dello Stato sul capitolo di bilancio relativo al complesso delle risorse del settore turismo trasferite ai sensi del decreto-legge n. 262 del 2006, articolo 2, comma 98. Infatti sia nel bilancio gestionale per il 2014, così come nel bilancio per il 2015-2017, risultano presenti autorizzazioni di spesa per circa 740.000 euro per il pagamento del premio per l'assicurazione dei soccorritori CNSAS ai sensi della legge n. 162 del 1992 (cap. 6823/piano di gestione 6) e per 700.000 euro per il funzionamento del Corpo stesso ai sensi dell'articolo 145, comma 17, della legge n. 388 del 2000 (cap. 6823/piano di gestione 7). Tali importi sembrerebbero contabilizzare l'incremento di tabella C di 700.000 euro a decorrere dal 2013 disposto dall'emendamento Quartiani alla legge di stabilità 2013 nonché alle risorse residuali dei finanziamenti originari. Come già specificato, gli uffici del MIBACT hanno tuttavia provveduto ad effettuare il pagamento relativo alla quota 2014 nello scorso mese di dicembre. Si osserva che nel bilancio dello Stato non figurano «autonomamente» le risorse destinate al CAI ai sensi della legge n. 91 del 1963 (nel bilancio della Presidenza del Consiglio per il 2012 erano indicati in oltre 500.000 euro): tali somme non sono esposte in un apposito piano di gestione del capitolo 6823 del MIBACT, ma sono ricomprese nel piano di gestione n. 1 ricomprendente le risorse generiche per il turismo. Con il presente disegno di legge si intende razionalizzare il complesso quadro di finanziamenti in favore del CAI e del CNSAS, al fine di porre chiarezza circa l'ammontare delle risorse stanziate, evitare incomprensioni tra le amministrazioni interessaei nonché ritardi nei pagamenti. Si segnala peraltro che nel bilancio 2015 la dotazione del capitolo 6822 dello stato di revisione del MIBACT «Contributo al C.A.I.» ( ex lege n. 119 del 2007) risulta soppresso in attuazione di quanto disposto dall'articolo 50, comma 3, del decreto-legge n. 66 del 2014 relativo alla riduzione dei consumi intermedi. Tale disposizione è stata applicata anche per l'esercizio 2014. Si tratta -- per ciascuna annualità -- di una cifra pari a oltre 240.000 euro, che appare di un importo sicuramente eccessivo rispetto a quanto teoricamente il CAI dovrebbe «restituire» al bilancio dello Stato in applicazione della norma richiamata sulla base del proprio bilancio «civilistico», ove non è presente il concetto di consumi intermedi ma quello di spesa per acquisti di beni e servizi (gli uffici del CAI ipotizzano una somma pari a 70.000-80.000 euro annui). Si ricorda che il bilancio del CAI è determinato per l'80-85 per cento dal contributo associativo dei circa 320.000 soci e per la restante quota a carico dello Stato. Tale eccessiva riduzione potrebbe peraltro generare contenziosi amministrativi.