[pronunce]

Quando la prima fase si sia conclusa con la delibazione sommaria sulla ammissibilità del conflitto, è necessario che il ricorrente notifichi il ricorso e l'ordinanza che lo dichiara ammissibile agli organi interessati e che depositi gli atti notificati presso la cancelleria della Corte nel termine di venti giorni dall'ultima notificazione, come prescrive l'art. 26, comma 3, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale. Questa Corte ha ripetutamente affermato che il predetto deposito costituisce un adempimento necessario perché si apra ritualmente la seconda fase del giudizio sul conflitto, e che il prescritto termine di venti giorni ha carattere perentorio, in quanto da esso decorrono gli ulteriori termini stabiliti per la prosecuzione del giudizio dall'art. 26, comma quarto, delle richiamate norme integrative (v. sentenze n. 35, n. 50 e n. 203 del 1999; n. 274 e n. 342 del 1998; e n. 449 del 1997). Non essendo stato rispettato il termine perentorio per il deposito del ricorso, non è possibile procedere alla ulteriore fase del giudizio.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara improcedibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal tribunale civile di Savona, in composizione monocratica, nei confronti del Senato della Repubblica, con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 giugno 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Mezzanotte Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 14 giugno 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola