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Detto questo, se vogliamo passare dai "bla bla bla" ai fatti, adesso votiamo questo provvedimento, che è chiaramente un cerotto, e passiamo alle riforme strutturali. Le riforme strutturali sono: più generazione distribuita, più rinnovabili, più efficienza energetica, superbonus, comunità energetiche. E buon lavoro a tutti. (Applausi) . PRESIDENTE . Il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. La Presidenza, conformemente a quanto stabilito nel corso dell'esame in sede referente, dichiara improponibile, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità di materia rispetto ai contenuti del decreto-legge, l'emendamento 2.0.2. Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire. Procediamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, più che per illustrare un emendamento, vorrei utilizzare il tempo a disposizione per fare alcune riflessioni su di esso e, più in generale, su quanto ha appena annunciato, e cioè l'esclusione di un emendamento per estraneità di materia. La domanda che allora vorrei rivolgere a lei, Presidente, così come agli uffici del Senato, all'Assemblea e alla Commissione, è qual è la materia di questo decreto-legge. Qual è la natura - o, meglio, il perimetro - di questo provvedimento? Presidente, lei ha appena dichiarato l'emendamento 2.0.2 inammissibile per estraneità di materia. Non entro nel merito, però le voglio far notare che il titolo del decreto-legge arrivato all'attenzione del Senato e della Commissione reca: «Conversione in legge del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale». Ora, se questo è il titolo del provvedimento ed è il perimetro preciso e non discutibile all'interno del quale decidere qual è la materia estranea, perché c'è un comma che parla di modifiche dei piani di studio e di modalità attuative e organizzative del corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l'inclusione scolastica? (Applausi) . Me lo sa spiegare, Presidente? Cosa c'entrano l'inclusione scolastica e i corsi di pedagogia con le bollette del gas? Questo non è un tema su cui sorridere: il Governo può emanare decreti-legge di dubbia urgenza su materie eterogenee, ma lo stesso Governo e il Senato impediscono ai parlamentari di introdurre argomenti molto più attinenti, perché cade la tagliola dell'inammissibilità. Le chiedo ancora una volta, Presidente, che cos'è ammissibile e cosa inammissibile e qual è il criterio per cui si decide che un emendamento è ammissibile o meno. (Applausi) . Qual è il perimetro di questo decreto-legge? Presidente, mi riservo di intervenire nuovamente più tardi. Dico solo che in fondo al fascicolo degli emendamenti che è stato distribuito si inserisce una modifica tale per cui il decreto-legge non si chiama più come ho appena letto, perché alla fine - e cioè dopo l'esame in Commissione - si aggiunge: "nonché per l'abrogazione o la modifica di disposizioni che prevedono l'adozione di provvedimenti attuativi". Detto nel latinorum dei giuristi, significa che abbiamo messo una pezza giuridica al fatto che il decreto-legge contiene materie estranee al titolo dello stesso, però su questo nessuno dice niente, perché va tutto bene, se lo fa la maggioranza. Dopodiché, emendamenti su argomenti molto più pertinenti, su cui l'opposizione o alcuni colleghi di maggioranza tentano di ragionare, vengono "bocciati" dalla Presidenza del Senato, dalla 5 a Commissione e, se non bastasse, anche dalla Ragioneria generale dello Stato. (Applausi) . Questa non è più una democrazia, Presidente: chiamatela come volete, ma non è più tale. Mi rifaccio agli appelli che in anni recenti e meno recenti le massime autorità dello Stato hanno rivolto al Governo e al Parlamento in tema di decreti-legge omnibus (Brusio) ; so che non interessa ai colleghi, ma vorrei concludere. Mi rifaccio agli appelli istituzionali e accademici di chi, molto più preparato di me, ancora una volta ha denunciato il fatto che approviamo decreti omnibus senza alcun rispetto della Costituzione, del Parlamento, del Senato e delle forze di opposizione. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Ciriani, la Presidenza ha tenuto in considerazione tempistiche che rendono la norma non più temporale. Chiedo al senatore Girotto, che insieme alla presidente Alberti Casellati ha stabilito i termini per i quali l'emendamento è stato dichiarato improponibile, se vuole aggiungere riferimenti al senatore Ciriani per comprenderne l'improponibilità; altrimenti, come ben sa, essendo il giudizio della Presidenza inappellabile, considero l'emendamento improponibile, così come mi è stato indicato (per un problema di temporalizzazione, secondo le spiegazioni a me fornite) e come il senatore Girotto può confermare. COLLINA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, annuncio il ritiro dell'ordine del giorno G1.2. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei segnalare che c'è stato un equivoco nella diversa numerazione degli ordini del giorno tra la Commissione e l'Assemblea. Chiedo pertanto il ritiro dell'ordine del giorno G1.4 e la riammissione alla trattazione dell'ordine del giorno G2.16. PRESIDENTE . Senatore Arrigoni, affronteremo l'ordine del giorno G2.16 quando arriveremo all'articolo 2. Considero ritirato l'ordine del giorno G1.4. I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e ordini del giorno in esame. GIROTTO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.100 e contrario sull'emendamento 1.5. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G1.1. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G1.3, perché vi sia una riformulazione volta a inserire all'inizio la classica formula «a valutare l'opportunità di». PRESIDENTE. La senatrice De Petris accetta la riformulazione proposta dal relatore. GIROTTO, relatore .