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Delega al Governo per l'adozione di un codice amministrativo. Onorevoli Senatori . – Le disposizioni normative afferenti la materia del diritto amministrativo sono contenute in una serie di leggi, regolamenti e provvedimenti che risultano di difficile conoscibilità e ardua consultazione per i destinatari e per tutti gli operatori del diritto che si trovano a doversi confrontare con tale disciplina. Da suddetta incertezza legislativa deriva l'esigenza di riunire in un codice tale frammentario quadro normativo. Il codice amministrativo sarebbe senza dubbio un importantissimo strumento per tutti coloro che da un punto di vista professionale o scientifico sono chiamati ad interpretare le norme e sarebbe anche una rilevante occasione per ordinare, in senso logico e cronologico, tutta la produzione legislativa in materia, semplificando e aggiornando le disposizioni vigenti, al fine di garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della disciplina di riferimento. La certezza del diritto è la ragione stessa per cui il diritto esiste quale strumento di sicurezza dell'individuo nel rapporto con i consociati e, dunque, rappresenterebbe negazione del diritto una legislazione che ponga regole farraginose, incerte, di non facile conoscibilità e applicazione. In quest'ottica il presente disegno di legge affida al Governo il compito di portare a termine, entro trentasei mesi dall'entrata in vigore della legge, un'operazione di rassegna ed enunciazione ordinata delle norme vigenti in materia di diritto amministrativo, imponendo, inoltre, che qualunque norma futura venga introdotta come modifica al codice medesimo. Il presente disegno di legge, all'articolo 1, reca la delega al Governo per la predisposizione di un codice amministrativo, indicando, inoltre, le materie le cui afferenti disposizioni normative devono essere contenute nel presente codice. All'articolo 2 sono indicati alcuni criteri e princìpi generali per circoscrivere l'ambito del codice e fondare su una definizione giuridica certa il lavoro di rassegna e riordino che il Governo dovrà porre in essere. In particolare, in tale articolo sono indicati i titoli dei sei libri in cui il codice dovrà essere suddiviso: ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione; attività amministrativa in generale; organizzazione dei pubblici uffici e del lavoro; disposizioni in materia di contratti pubblici ; disposizioni in materia di intervento dei pubblici poteri nell'economia; disposizioni in materia di beni pubblici, ambiente, beni culturali e paesaggio, edilizia ed espropriazioni. Inoltre, vi sono indicati i princìpi e i criteri specifici a cui il Governo dovrà attenersi nella redazione di ognuno dei predetti libri. L'articolo 3 dispone la nomina di una commissione di quarantadue esperti, individuati, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge, dal Presidente del Consiglio dei ministri tra gli appartenenti a determinate categorie professionali esplicitate nell'articolo. Inoltre, ai fini della maggiore partecipazione e condivisione del lavoro, è previsto che la commissione di esperti renda pubblico il proprio operato, affinché determinati utenti, facenti parte di specifiche categorie professionali precipuamente indicate nell'articolo, possano visionare i testi, proponendo alla commissione modifiche e integrazioni, affinché la commissione stessa si possa avvalere delle esperienze e del contributo di determinati soggetti che giornalmente hanno a che fare con la materia del diritto amministrativo. L'articolo 4 dispone l'istituzione di una Commissione parlamentare, composta da venti deputati e venti senatori, scelti dai rispettivi Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, a cui il Governo deve inviare, entro ventiquattro mesi dall'entrata in vigore della legge, il testo del codice amministrativo per il parere.. 1 (Oggetto della delega) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e il Ministro della giustizia , un decreto legislativo recante un codice amministrativo, di seguito denominato « codice », che riunisca in un unico testo le disposizioni vigenti nelle seguenti materie: a ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione: 1 lo Stato; 2 le amministrazioni pubbliche; 3 gli enti territoriali; 4 gli enti pubblici; 5 le autorità amministrative indipendenti; b attività amministrativa in generale: 1 procedimento, atto e provvedimento amministrativo; 2 documentazione amministrativa; 3 amministrazione digitale; 4 rimedi amministrativi; 5 illeciti amministrativi; c organizzazione dei pubblici uffici e ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche; d contratti pubblici; e intervento dello Stato nell'economia: 1 società a partecipazione pubblica; 2 esercizio dei poteri speciali sugli assetti societari; 3 servizi di interesse economico generale; f beni pubblici; g ambiente; h beni culturali e paesaggio; i edilizia; l espropriazioni. 2 (Princìpi e criteri direttivi) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1 il Governo prevede che il codice sia suddiviso in sei libri, così articolati: a libro I, recante ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione; b libro II, recante attività amministrativa in generale; c libro III, recante organizzazione dei pubblici uffici e del lavoro pubblico; d libro IV, recante disposizioni in materia di contratti pubblici; e libro V, recante disposizioni in materia di intervento dei pubblici poteri nell'economia; f libro VI, recante disposizioni in materia di beni pubblici, ambiente, beni culturali e paesaggio, edilizia, espropriazioni. 2 Nella redazione dei libri di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi generali: a razionalizzazione, coordinamento, unificazione della normativa vigente, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della disciplina di riferimento e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo, attuando la massima razionalizzazione delle norme e delle procedure, attraverso l'eliminazione delle duplicazioni e delle sovrapposizioni normative, anche parziali; b concentrazione e limitazione dei procedimenti e dei provvedimenti a poche tipologie ben definite, con possibilità di introdurre, laddove strettamente necessario, disposizioni specifiche per singole fattispecie; c indicazione per espresso delle modifiche alle disposizioni vigenti, al fine di una semplificazione dei procedimenti e degli obblighi a carico dei cittadini, delle imprese e della pubblica amministrazione; ove ciò non sia possibile, mantenimento della disciplina vigente, ferma restando la riformulazione a soli fini di maggiore comprensibilità del testo, nonché a fini di coordinamento con altre disposizioni; d svolgimento in via telematica, salvi i casi di assoluta impossibilità o laddove la natura del provvedimento lo richieda, di tutte le fasi procedimentali nonché di tutte le comunicazioni tra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, mediante sistemi che offrano certezza legale dell'identità personale e della provenienza dei contenuti;