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come riportato dal quotidiano "Il Sole-24 ore" dell'11 ottobre 2021, nella facoltà di Medicina dell'università di Ferrara le lezioni si svolgono esclusivamente con la didattica a distanza, con lezioni videoregistrate e speso datate, nonostante ripetute lettere, petizioni e manifestazioni di protesta; questa situazione riguarda anche altre facoltà dell'università di Ferrara, ma nel caso di Medicina tale scelta risulta decisamente sconcertante; considerato che ciò continua ad avvenire nonostante il decreto-legge 8 ottobre 2021, n. 139, recante disposizioni urgenti per l'accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l'organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali, già in vigore e attualmente all'esame della 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali) del Senato, preveda che per gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all'aperto, in zona bianca, la capienza consentita sia pari a quella massima autorizzata; considerato inoltre che: sono ormai noti e documentati da numerosi studi i danni provocati dalla didattica a distanza agli studenti delle scuole e delle università dall'inizio della pandemia; alla data del 12 ottobre 2021, l'80,37 per cento della popolazione sopra i 12 anni ha completato il ciclo vaccinale; gli studenti universitari al momento sono i cittadini più penalizzati, nonostante siano tenuti ad avere la certificazione verde COVID-19, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire che le attività didattiche e curriculari in tutte le università italiane si svolgano in presenza, compatibilmente e nel rispetto delle misure finalizzate a prevenire la diffusione del COVID-19, superando il più possibile ogni modalità di didattica a distanza e consentendo, finalmente, anche agli studenti universitari di tornare a beneficiare di una condizione di normalità. Atto n. 3-02874 GIAMMANCO Al Ministro della giustizia Premesso che: il Ministero della giustizia ha paventato la possibilità di disporre il trasferimento degli uffici giudiziari oggi ubicati a Palermo presso il palazzo EAS, edificio annesso alla "cittadella giudiziaria", interessato oggi e fino al 2024 da lavori di ristrutturazione, nei locali di via Orsini, in precedenza destinati agli uffici di Riscossione Sicilia S.p. A.; nella seduta del 24 giugno 2021 il consiglio dell'ordine degli avvocati di Palermo ha proclamato lo stato di agitazione dell'avvocatura palermitana in conseguenza della possibilità che la scelta esposta si concretizzi; il trasferimento provocherà enormi disagi agli avvocati, agli operatori giudiziari e a tutti i palermitani, costretti a spostarsi da una parte all'altra della città, congestionandola e con anche il rischio di ledere il diritto del cittadino ad una giusta ed efficiente difesa; considerato che: l'Assemblea regionale siciliana ha approvato, lo scorso 15 settembre, un ordine del giorno che impegna il Governo regionale a un'interlocuzione serrata con il Ministro della giustizia, al fine di trovare una differente soluzione per l'ubicazione degli uffici; si potrebbe prevedere di escludere dal trasferimento gli uffici destinati alle attività degli ufficiali giudiziari e quelli destinati allo svolgimento delle udienze in materia di lavoro e di esecuzione, si chiede di sapere quali azioni intenda intraprendere il Ministro in indirizzo al fine di evitare che tali disagi si ripercuotano sul sistema giustizia palermitano. Atto n. 3-02875 GARAVINI Al Ministro per le politiche giovanili Premesso che: nel settembre 2015 è stata sottoscritta dai governi dei 193 Paesi membri dell'ONU l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, quale programma d'azione per le persone, il pianeta e la prosperità, che ingloba 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile; nel dicembre 2015 è stato adottato l'accordo di Parigi, durante la conferenza di Parigi sul clima, primo accordo universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici, che stabilisce un quadro globale per porre rimedio al problema del riscaldamento globale; entrambi gli atti propongono obiettivi condivisi e particolarmente importanti per lo Stato italiano, per la politica tutta e per i cittadini; la Commissione europea propone politiche e atti legislativi di propria iniziativa e può anche rispondere a inviti in tal senso, non solo da parte di istituzioni, ma anche da parte dei cittadini europei, spesso attivando veri e propri progetti di consultazione; in data 16 settembre 2021 la Commissione europea ha sottoposto alla consultazione dei cittadini dei Paesi membri le proprie tabelle di marcia circa il "Piano d'azione per la gioventù - coinvolgere i giovani nell'azione esterna dell'UE", in quanto la Commissione considera i giovani come portatori di cambiamenti e partner essenziali per garantire il successo dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e per realizzare le transizioni verde e digitale; il piano d'azione presentato definisce misure complessive volte a: garantire che l'azione esterna della UE offra maggiore spazio ai giovani a livello politico, sociale ed economico; favorire l'impegno dei giovani nel processo decisionale e nell'elaborazione delle politiche in modo significativo e inclusivo; la Commissione prevede di adottare, nel terzo trimestre del 2022, il relativo programma di lavoro; tale tabella di marcia è stata aperta ai commenti per 4 settimane, con scadenza al 14 ottobre 2021. I commenti saranno presi in considerazione per sviluppare e perfezionare l'iniziativa; la documentazione necessaria alla espressione dei commenti dei cittadini italiani è stata predisposta esclusivamente in inglese, e segnatamente: tabelle di marcia - Ares (2021) 5669504 inglese; considerato che: la lingua della nazione è la lingua italiana, come prescrive l'articolo 1, comma 1, della legge 15 dicembre 1999, n. 482, recante "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche", costituito dall'unica frase: "La lingua ufficiale della Repubblica è l'Italiano"; il multilinguismo rappresenta uno dei valori fondanti dell'Unione europea, come si legge nella risoluzione del Consiglio del 21 novembre 2008, per il quale, "la diversità linguistica e culturale [è] parte intrinseca dell'identità europea e (...) allo stesso tempo un retaggio condiviso, una ricchezza, una sfida e una risorsa per l'Europa (...) il multilinguismo rappresenta una questione trasversale di grande portata poiché abbraccia i settori sociale, culturale, economico e dunque educativo". Questo concetto è profondamente ancorato alle radici democratiche di un'Europa dei cittadini, in cui ciascuno deve essere in grado di comprendere ed interpretare le disposizioni normative emanate dall'Unione, in quanto esse costituiscono diritto nazionale di ciascun Paese membro;