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Il presidente OSTELLARI informa che la Commissione giustizia della Camera dei deputati ha iniziato l'esame delle proposte di legge nn. 274, 308, e 580 recanti disposizioni in materia di legittima difesa in sede referente, in data 25 luglio 2018. Ciò ha determinato la necessità che i Presidenti delle due Camere raggiungano un'intesa su quale ramo del Parlamento debba proseguire nell'esame. Sarà sua cura informare la Commissione sull'esito delle intese che intercorreranno tra le Presidente dei due rami del Parlamento. La Commissione prende atto. La senatrice MODENA ( FI-BP ) ricorda che le proposte del Gruppo di Forza Italia presso i due rami del Parlamento sono analoghe, e auspica una rapida prosecuzione dell' iter da parte del Senato, stante anche la discussione congiunta del disegno di legge di iniziativa popolare. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. DDL N. 536 - Istituzione Commissione inchiesta 'Il Forteto' DDL 536 Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto" (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione sospesa nella seduta pomeridiana del 25 luglio. Il PRESIDENTE avverte che della seduta sarà redatto il resoconto stenografico e informa che sono stati presentati emendamenti (pubblicati in allegato). Il seguito della discussione è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge del decreto legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative DDL 717 Conversione in legge del decreto legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (Parere alla 1 a Commissione. Esame e rinvio) La relatrice RICCARDI ( M5S ) illustra il provvedimento in titolo, che si compone di 14 articoli e che prevede la conversione in legge del decreto legge n. 91 del 2018, recante la proroga di alcuni termini previsti da disposizioni legislative. Ricorda che la Commissione giustizia è chiamata, in questa sede, a rendere parere alla Commissione affari costituzionali sul provvedimento con riguardo ai profili di propria competenza. Evidenzia in particolare come risultino di rilievo per la Commissione giustizia le disposizioni di cui all'articolo 2 del decreto legge in conversione. Nel merito l'articolo 2, comma 1, proroga al 1 aprile 2019 l'efficacia della riforma della disciplina delle intercettazioni di comunicazioni e conversazioni introdotta dal decreto legislativo n. 216 del 2017. La disposizione in esame modifica l'articolo 9, comma 1, del suddetto decreto legislativo, di riforma della disciplina delle intercettazioni, che ha previsto che le disposizioni di cui agli articoli 2, 3 4, 5 e 7 si applicano alle operazioni di intercettazione relative a provvedimenti autorizzativi del giudice emessi dopo il centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore dello stesso decreto. La nuova disciplina delle intercettazioni avrebbe, quindi, acquistato efficacia il 26 luglio 2018. Il termine è prorogato dal decreto-legge al 1 aprile 2019. Per quanto riguarda la proroga in esame la relazione al provvedimento d'urgenza giustifica tale scelta con la necessità del "completamento delle complesse misure organizzative in atto, anche relativamente alla predisposizione di apparati elettronici e digitali" presso strutture ed uffici. Risultano, infatti, ancora in corso i collaudi dei sistemi presso le procure nonché l'individuazione e l'adeguamento delle cd. sale di ascolto. La nuova data di efficacia della riforma dà, quindi " certezza di giungere all'applicazione della disciplina con le misure organizzative completamente dispiegate e funzionanti". Per comprendere appieno la portata della proroga riassume il contenuto della disciplina interessata dal differimento. Più in generale, il decreto legislativo n. 216 del 2017 ha attuato la delega volta a riformare la disciplina delle intercettazioni di comunicazioni e conversazioni, conferita al Governo dalla legge n. 103 del 2017, cosiddetta Legge Orlando, sulla base di specifici principi e criteri direttivi . La stessa legge n. 103 ha, inoltre, parzialmente modificato la disciplina dei costi delle intercettazioni, conferendo in materia una ulteriore delega al Governo, non ancora esercitata (il termine scade il 26 gennaio 2019). In relazione ai profili oggetto della proroga, la riforma prevista dal decreto legislativo n. 216 del 2017, in estrema sintesi: vieta la trascrizione, anche sommaria delle comunicazioni dei difensori nei colloqui con l'assistito; prevede - con riguardo alla garanzia di riservatezza delle comunicazioni non penalmente rilevanti o contenenti dati sensibili - che quando l'ufficiale di polizia giudiziaria ascolta una comunicazione di questa natura non la trascriva, neanche sommariamente; stabilisce, a tutela dei difensori, che questi possano ottenere la trasposizione su supporto informatico delle registrazioni acquisite al fascicolo, e copia dei verbali delle operazioni; prevede, per quanto riguarda l'uso delle intercettazioni nel procedimento cautelare, che, tanto nella richiesta di misura cautelare fatta dal Pubblico ministero, quanto nell'ordinanza del giudice che concede la misura, possano essere riprodotti solo i brani essenziali delle comunicazioni intercettate, che risultino necessari a sostenere la richiesta del Pubblico ministero o a motivare la decisione del giudice; disciplina, infine, le intercettazioni tra presenti mediante immissione di captatori informatici in dispositivi elettronici portatili (c.d. trojan). Il comma 2 dell'articolo 2, poi,sospende fino al 15 febbraio 2019 l'efficacia delle disposizioni della citata legge n. 103 del 2017 con la quale sono state apportate modifiche alla disciplina della partecipazione al procedimento penale mediante videoconferenza. Più nel dettaglio la disposizione sospende l'efficacia delle disposizioni di cui ai commi 77-80 dell'articolo 1 della legge Orlando, le quali apportano modifiche alla disciplina relativa alla partecipazione a distanza - con il sistema del collegamento audiovisivo- al procedimento penale da parte dell'imputato o del detenuto. La disposizione fa salva l'immediata efficacia di quanto previsto dal comma 81 dell'articolo 1 della suddetta legge, concernente le persone che si trovano in stato di detenzione per i delitti di cui agli articoli 270- bis , primo comma e 416- bis , secondo comma, del codice penale, nonché di cui all'articolo 74, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990. Anche in questo caso sintetizza il contenuto delle disposizioni oggetto della proroga. I commi 77, 78 e 79 dell'articolo 1 della legge n. 103 del 2017 riguardano la partecipazione a distanza al procedimento penale da parte dell'imputato o del detenuto sia nel giudizio ordinario che nel rito abbreviato nonché la partecipazione a distanza all'udienza camerale. Il comma 77 apporta, anzitutto, alcune modifiche all'articolo 146- bis , disp. att. del codice di procedura penale. per riformare la disciplina della partecipazione al dibattimento a distanza. In particolare, partecipa a distanza: