[resaula]

per anni l'amministrazione comunale ha tenuto un atteggiamento remissivo e giustificazionista nei confronti dell'illegalità diffusa che fin dall'inizio ha contraddistinto l'azione di queste bande, sostenendo che, soltanto in ragione del fatto di non essere italiani e di avere quindi una cultura diversa dalla nostra, nei confronti degli extracomunitari, soprattutto se di origine africana, bisognava essere tolleranti ed evitare forme di repressione che ne avrebbero evitato l'integrazione; il risultato di questa cultura politica a giudizio dell'interrogante aberrante è stato negli anni la conquista all'illegalità diffusa di una sempre più vasta zona della città, con la conseguenza che i cittadini per bene non possono più uscire tranquilli di casa e corrono ogni giorno il rischio di essere rapinati per strada, di essere coinvolti in risse di ogni genere, di vedere spacciare droga ai propri figli alla luce del sole e spesso sotto gli occhi impotenti della Polizia, che se anche riesce ad arrestare uno spacciatore, poco ore dopo se lo ritrova dov'era prima che continua il suo "lavoro" come niente fosse; il valore degli immobili dell'intera zona è negli anni crollato anche dell'80 per cento, vanificando i risparmi ed i sacrifici di migliaia di famiglie che hanno investito il frutto di una vita di lavoro nell'acquisto della loro casa; stessa sorte è toccata a centinaia di negozi ed esercizi pubblici, molti dei quali sono stati costretti a chiudere; ovviamente, nessuna donna di qualsiasi età può tranquillamente uscire di casa oltre una certa ora; considerato che, per quanto risulta all'interrogante: soltanto alla fine del 2017, dopo che per anni il sindaco Tiziano Tagliani si è fermamente opposto alla richiesta in tal senso di tutte le associazioni dei residenti e delle forze politiche di opposizione, è stato assegnato un piccolo contingente di militari dell'Esercito per il pattugliamento della zona, purtroppo ancora del tutto insufficiente; un autorevole esponente cittadino del PD recentemente si è persino spinto ad affermare in Consiglio comunale di aver più paura della divisa della Polizia che di uno spacciatore; l'assessore per la sicurezza del Comune, nel descrivere la sensazione di paura suscitata nei residenti dalla grave situazione dell'ordine pubblico, ha sempre parlato di "percezione soggettiva" di insicurezza e, appena una settimana fa, con sommo sprezzo del ridicolo, ha sostenuto che la situazione al GAD è migliorata; il sindaco Tagliani commentando i fatti di questi giorni ha superato il proprio assessore nello sprezzo del ridicolo affermando che quanto avvenuto è da mettere in relazione al recente "decreto sicurezza" approvato dal Parlamento, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per contrastare efficacemente la criminalità diffusa e riportare alla legalità nel quartiere GAD e in tutta Ferrara; se intenda attivarsi per garantire alle forze dell'ordine ed in particolare alla Questura di Ferrara, gravemente sotto organico da troppo tempo, la dotazione organica necessaria a fronteggiare questa grave emergenza; se intenda attivarsi per aumentare ad almeno 50 unità il contingente dell'Esercito impegnato nel pattugliamento della zona GAD; se intenda dare disposizioni urgenti affinché nella zona sia immediatamente garantito un presidio delle forze di polizia aperto 24 ore su 24; quali misure intenda porre in essere per allontanare dal territorio italiano tutti i clandestini che non hanno diritto di risiedervi e tutti gli stranieri che commettono reati o che comunque non dispongono legalmente dei mezzi necessari alla propria sussistenza. Atto n. 4-01283 CIRINNA' Ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, della salute e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: anche per il 2019 sono aperte le adesioni degli istituti scolastici al programma "Latte nelle scuole", con una partecipazione attesa di circa 382.000 alunni, iniziativa finanziata dall'Unione europea e realizzata dal Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo in collaborazione con Ministero della salute e Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, che mira a promuovere il consumo di latte e prodotti lattiero-caseari rivolgendosi ai bambini tra i 6 e gli 11 anni; sul sito della campagna, nella sezione "FAQ" si legge: "D. I genitori di un bambino sono contrari all'assunzione di prodotti di origine animale. È possibile avere prodotti alternativi? R. No, i prodotti alternativi sono previsti unicamente per i bambini che hanno dichiarato allergie al latte e suoi derivati. È tuttavia facoltà del genitore non far partecipare il proprio figlio al programma, previa esplicita dichiarazione alla scuola; in tal caso il genitore sarà portato a conoscenza che ciò facendo escluderà il proprio bambino da un momento di condivisione e di convivialità con gli altri compagni di classe"; considerato che a giudizio dell'interrogante, quanto affermato sul sito internet , con i loghi dei Ministeri in indirizzo, risulta evidentemente discriminatorio ed è peraltro contrario alle linee guida di Ministero della salute-Regioni-Autonomie sulla refezione scolastica, dove è esplicitamente sempre prevista, e senza alcuna necessità di produrre certificato medico, la disponibilità della scelta di prodotti di origine non animale, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere per prevedere alternative di bevande vegetali ai bambini vegani delle classi scolastiche coinvolte nel programma, e se intendano procedere ad una rettifica di quanto affermato sul sito internet "lattenellescuole". Atto n. 4-01284 BONINO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: tra il 23 e il 26 maggio 2019 si terranno in tutti gli Stati membri dell'Ue le elezioni per i membri del Parlamento europeo; almeno 330.000 Italiani risultano iscritti all'AIRE, come residenti nel Regno Unito e si stima che altri 300.000 vi siano temporaneamente domiciliati; nelle precedenti elezioni europee i cittadini italiani residenti nel Regno Unito, come negli altri Paesi dell'Unione europea, hanno potuto esercitare il diritto di voto attraverso la rete dei seggi organizzati nelle sedi consolari, ma l'annunciata uscita del Regno Unito dall'Unione europea li priverebbe di questa forma di esercizio dell'elettorato attivo, perché gli Italiani residenti in un Paese extra Ue, sulla base della normativa vigente, non possono votare con questa modalità per il Parlamento europeo; in un incontro organizzato presso il Consolato italiano a Londra, Luigi Vignali, direttore generale per gli Italiani all'estero della Farnesina, non ha escluso che il Governo possa decidere di conservare questo diritto di voto per canali consolari, anche in caso di uscita nel marzo 2019 del Regno Unito dall'Ue; nel Regno Unito, sia i cittadini britannici, sia gli altri cittadini europei vivono una condizione di totale incertezza rispetto ai termini e ai tempi del processo di uscita del Regno Unito dall'Unione europea, tra "uscita senza accordo", proroga dei termini dell'articolo 50 del Trattato sull'Unione europea, e nuovi negoziati tra Regno Unito e Unione europea;