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Sono fatti gravi che occorreva evitare, che andranno evitati e che, forse, potevano essere evitati. Signora Ministra, lei ha fatto un'informativa molto onesta. Quando diciamo che c'erano informative, precedenti alle manifestazioni, che segnalavano che quelle manifestazioni erano attenzionate dall'iniziativa di gruppi che volevano creare incidenti, forse dobbiamo chiederci perché non siamo stati in grado di prevenire. Abbiamo di fronte una situazione sociale, legata anche al Covid-19, molto seria, che può generare tensioni. Quindi, serve prevenire, disinnescare lo scontro. Questa è una responsabilità che abbiamo tutti: chi controlla, chi ha la responsabilità dell'ordine pubblico, chi, come noi, ha la responsabilità di non farsi sommergere dalla propaganda e con quella accendere gli animi o utilizzare strumenti che possano far crescere la tensione. Io penso, però, che, come ha bene detto lei, signor Ministro, in particolare tra i giovani vi sia un malessere. Per questo è utile questa informativa ed è utile ragionare su quanto successo. Non può e non deve passare l'idea, soprattutto tra questi giovani, di uno Stato nemico, che punisce il dissenso. Non è così. Quindi, signor Ministro, si dovrà lavorare bene per prevenire che questi episodi si verifichino ancora. I giovani e gli studenti stanno dalla stessa parte delle Forze dell'ordine. Le Forze dell'ordine e le Istituzioni stanno dalla stessa parte degli studenti, anche quando gli studenti protestano. Questo è il principio su cui dobbiamo lavorare. Sta a lei, a noi, ai vertici delle Forze dell'ordine mettere in campo gli strumenti più adatti perché, in futuro, si possano contrastare efficacemente i gruppi di facinorosi, i gruppi organizzati, i gruppi che cercano incidenti, al fine di garantire a chi manifesta pacificamente di farlo in sicurezza, così come è giusto farlo in un Paese democratico che funziona e in cui le istituzioni funzionano come nel nostro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente,il signor Ministro oggi, all'inizio della sua informativa, ha giustamente richiamato le questioni, le tensioni che ci sono nel Paese, il malessere. Noi questi aspetti non dobbiamo mai perderli di vista. In particolare sulla questione che riguarda gli studenti, io vorrei ricordare qui, a me stessa per prima, che quelli erano ragazzi che stavano manifestando per solidarietà, per protesta rispetto a quanto era accaduto, un fatto gravissimo: un ragazzo che, all'ultimo giorno di questo stage di alternanza scuola-lavoro, ha perso la vita. Ancora una vittima, una morte bianca ancor prima di accedere al posto di lavoro. Quando ci sono in campo manifestazioni legate a fatti così gravi, queste riguardano ovviamente quel ragazzo e la sua famiglia, ma riguardano tutti noi e quanto questi ragazzi stavano chiedendo e che continuano a chiedere. Lei sa, infatti, che vi è mobilitazione dappertutto, che c'è l'occupazione delle scuole sulla questione dell'alternanza scuola-lavoro, questione su cui io mi sono battuta, perché non la condividevo, per come era stata impostata, già nella scorsa legislatura. Io ritengo, inoltre, che, se vogliamo che queste informative abbiano un senso, forse vicino a lei doveva esserci anche il ministro Bianchi, perché bisogna dare delle risposte. Molte tensioni, in questo momento, ci sono anche sulla questione della seconda prova di maturità. Pertanto, il dialogo e il venire incontro deve originare dalle istituzioni, proprio perché usciamo - spero di sì - da due anni molto pesanti, che hanno colpito duramente i giovani e le loro famiglie. Noi ci troviamo di fronte, lei lo sa, a una situazione difficile a livello sociale, molto difficile. Pertanto, quando lei dice di usare prudenza e cautela, ancor di più queste, Ministra, devono essere applicate in momenti come questi. Quanto agli episodi che si sono verificati - non voglio qui soffermarmi sulle ricostruzioni - certamente alla fine che cosa è passato? I ragazzi che giustamente erano in piazza per manifestare - la Costituzione ne è garante - in una situazione anche molto difficile sono stati picchiati e maltrattati: questo è il messaggio arrivato e non è certamente un messaggio positivo. Signora Ministra, ho una certa esperienza di manifestazioni, come lei ben sa, e i manifestanti generalmente hanno una certa capacità di gestirle, sanno dialogare e sanno chiedere se vogliono fare un pezzetto di corteo. La capacità di gestire l'ordine pubblico sta anche nel fatto di saper accontentare i manifestanti su alcuni percorsi, nel saperli accompagnare e saper distinguere. Non erano oltretutto grandi manifestazioni, per cui si poteva dire che c'erano un milione di persone in piazza ed era complicato gestirle. Erano piccole manifestazioni. Pertanto, per la sicurezza di tutti, per garantire il diritto a manifestare, perché sia chiaro che il Governo conosce bene la situazione in cui siamo e il disagio che c'è nella scuola, bisogna avere molta accortezza, bisognava averla, Ministra, ma qualcosa non ha funzionato. Lei lo sa ed è evidente che qualcosa non ha funzionato. Lo so che non basta dare le direttive dalle centrali e che ci vuole la capacità nella piazza di saper riconoscere certi soggetti e non condivido anche il fatto di utilizzare sempre i termini «provocatori» o «facinorosi»; in una piccola manifestazione, nelle città, chi ha esperienza sa com'è possibile fare in modo che si manifesti in sicurezza. In conclusione, Ministra, noi dobbiamo certamente riflettere e il nostro dovere qui, come legislatori, è fare in modo che a quel disagio si risponda con fatti veri: è questa la vera discussione e il nostro compito. Questo però fa capo anche al Governo. Vi è un'altra questione, Ministra: io sono presentatrice, già dalla scorsa legislatura, insieme con altri colleghi, della proposta di legge sulla questione del numero identificativo. Lei ha risposto adesso parlando delle telecamere, ma è una questione su cui, come lei sa, con l'allora prefetto Gabrielli stavamo trovando una soluzione, a garanzia dei manifestanti e delle Forze dell'ordine; a garanzia di tutti, perché io dai fatti di Genova sto ancora aspettando. Sono passati ormai molti anni e credo che sarebbe un atto importante, vero, di garanzia della democrazia, a dimostrazione della capacità di gestire l'ordine pubblico e quindi una garanzia per tutti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, in primo luogo il Gruppo Forza Italia non può non partire dal dolore e dallo sgomento per la morte di Lorenzo Parelli: alla sua famiglia, a tutti i ragazzi che con lui hanno condiviso un percorso di scuola e di istruzione e speravano in un futuro di lavoro va il nostro pensiero e la riflessione più generale, che non è estranea a questa discussione, sull'inaccettabile vicenda delle morti bianche e di quanto accade, che nei giorni scorsi anche il presidente Mattarella ha ricordato, in quell'elenco importante di argomenti e impegni morali, sociali e legislativi che ha collegato alla tutela della dignità della Nazione.