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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 54 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta ( ore 9,34 ). Si dia lettura del processo verbale. CASTALDI , segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 840 Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Relazione orale) Discussione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 840. Ricordo che nella seduta di ieri i relatori hanno svolto la relazione orale e ha avuto luogo la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, mi rimetto alla relazione svolta nella seduta di ieri. A questo punto, penso sia più importante che la replica venga fatta dal Governo, se lo ritiene. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza. MIRABELLI, relatore di minoranza . Signor Presidente, farò una veloce replica per ribadire il giudizio che abbiamo espresso sul decreto-legge al nostro esame, che non cambia dopo la discussione alla quale abbiamo assistito. Al di là di polemiche fondate sul passato, le critiche che abbiamo avanzato su questo decreto riguardano in particolare l'assenza di misure nuove e cogenti per garantire davvero più sicurezza ai cittadini. Inoltre, le norme introdotte sulla questione migratoria renderanno più insicuro il Paese, perché aumenteranno la dimensione della clandestinità e infieriranno su figure che non hanno colpe. Non hanno colpe i ragazzi che sono nati nel nostro Paese e che oggi, per avere la cittadinanza dopo i diciotto anni, dovranno aspettare non più solo ventiquattro mesi, ma quarantotto mesi; non hanno colpe le persone che sono qui con un regolare permesso di soggiorno per ragioni umanitarie, che precipiteranno nella clandestinità nel momento in cui quel permesso di soggiorno non gli verrà rinnovato perché sono stati eliminati i requisiti che ne avevano determinato il rilascio. Il nostro giudizio quindi non cambia; ci sarebbe piaciuto ascoltare dai banchi del Governo e dalle forze di maggioranza le proprie ragioni o argomentazioni di merito per contrastare le affermazioni che abbiamo avanzato. Abbiamo ascoltato invece una serie di valutazioni generali che ci confermano che questa è una legge manifesto, che serve a dare l'idea che ci si occupa della sicurezza degli italiani e che si identifica un nemico nell'immigrazione e si pensa di spaventare chi ha fame, chi è disperato, chi non è libero, preannunciandogli una vita dura nel caso venisse nel nostro Paese. Mi sembra che questa nostra valutazione non sia stata contrastata nel merito della discussione. Pertanto, l'opinione che abbiamo espresso nella relazione di minoranza, resta la medesima e continuiamo a pensare che il decreto-legge al nostro esame sia inutile, dannoso e - lasciatemelo dire - orribile dal punto di vista umanitario. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno . Signor Presidente, colleghi, una breve replica da parte del Governo alla luce del dibattito importante, utile ed interessante che si è svolto ieri in Aula, ma anche alla luce dei tanti spunti di interesse e di leale confronto che vi sono stati in Commissione nei tre giorni in cui si è lavorato tanto e bene su un decreto-legge molto importante per il Governo, la maggioranza e - oserei dire - in modo particolare per il Paese. Nella mia breve replica vorrei anzitutto ringraziare il Parlamento e tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione; di maggioranza per gli spunti, le riflessioni e gli emendamenti migliorativi del testo che sono stati proposti e accolti con gioia e soddisfazione da parte del Governo. Vi spiegherò poi le ragioni per le quali abbiamo sempre detto e sostenuto che si trattava di un provvedimento importante, che non poteva essere demolito e smantellato, ma che doveva necessariamente essere migliorato. Credo che gli emendamenti, di maggioranza ma anche di opposizione, che sono stati presentati, vadano esattamente in questa direzione. Ritengo pertanto che il lavoro svolto sia stato utile e abbia portato a migliorare il testo. Lo dico partendo da un aspetto del decreto-legge che è stato oggetto di minore attenzione, almeno nel dibattito parlamentare e che invece per quanto riguarda il Governo rappresenta un punto qualificante della sua azione e di quanto contenuto nel provvedimento medesimo. Mi riferisco in modo particolare al tema del contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie; un tema che deve unire e non dividere, che deve vedere tutta la politica nazionale muoversi nella medesima direzione. Infatti, nel contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie il Paese, il Parlamento e la politica non si possono dividere. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Ho apprezzato, e lo dico dopo dieci anni di politica, che su questi temi - dal piano straordinario contro le mafie, al nuovo codice antimafia, all'istituzione dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata - fortunatamente il Parlamento non si è mai diviso tra forze di destra e di sinistra, perché il contrasto alla criminalità organizzata non può e non deve avere colore politico. Fortunatamente si è sempre lavorato bene, tutti orientati nella medesima direzione.