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Capaccio-Paestum è un comune esteso su un territorio molto vasto e presenta una popolazione di più 22.000 abitanti, a cui si aggiungono migliaia di turisti considerando la presenza del sito archeologico di Paestum; un tale livello di popolosità e ricettività rende vieppiù necessaria la garanzia del presidio capillare del territorio e la difesa dei cittadini e dei visitatori per contrastare il crimine e garantire la legalità diffusa; preso atto che: il principale presidio di sicurezza e legalità, rappresentato dalla caserma dei Carabinieri di Capaccio scalo, risulterebbe inadeguata (composta da solo 16 unità di personale), inagibile e a parziale rischio di crollo strutturale, non riuscendo così a garantire nemmeno la sicurezza interna (dei dipendenti che vi operano), non soltanto quella esterna nei confronti dei cittadini; già dal 2015 sarebbe in atto la procedura burocratica che avrebbe dovuto portare alla costruzione della caserma in un'area acquisita dal Comune; si apprende da fonti stampa che solo al fine 2020 la Giunta comunale di Capaccio-Paestum avrebbe dato il via libera all' iter progettuale della nuova caserma dei Carabinieri, dando il via libera ad uno studio di fattibilità che prevede una spesa di 1,5 milioni di euro per la costruzione degli edifici, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se non ritengano, considerati i rilievi della Direzione investiva antimafia, che il territorio salernitano, ed in particolare quello di Capaccio-Paestum, necessiti di un presidio delle forze dell'ordine funzionante in tempi brevi e di una disponibilità più ampia di uomini e mezzi; se non ritengano, nell'ambito delle proprie rispettive prerogative, di intervenire al fine di facilitare la rapida risoluzione di questa situazione di stallo, riaffermando così la presenza dello Stato e l'autorevolezza delle forze dell'ordine e il rispetto della legalità. Atto n. 4-05573 AIMI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: le gelate tardive verificatesi dal 7 al 10 aprile 2021 hanno fortemente compromesso il raccolto in Emilia-Romagna, in particolare nel modenese e per quel che concerne, nello specifico, la coltivazione delle pere; la coltivazione delle pere in Emilia-Romagna è di rilevanza fondamentale, rappresentando il 65 per cento del prodotto nazionale. In tutta Italia la produzione lorda vendibile ortofrutticola interessa 1,2 milioni di ettari e coinvolge 300.000 aziende, garantendo lavoro a oltre un milione di persone tra autonomi e dipendenti; solo nel modenese le giornate denunciate alla contribuzione previdenziale INPS, nel 2019, erano di 936.000, di pertinenza quasi esclusiva delle imprese frutticole e delle cooperative della lavorazione della frutta. È pertanto evidente la strategicità del settore primario nell'economia regionale e nazionale; dal 2010 a oggi gli ettari coltivati a pero in Emilia-Romagna sono passati da 24.709 a 17.347. La prima crisi di mercato congiunturale si è verificata nel 2011; successivamente, nel 2013, sono cominciate le prime gravi infestazioni da cimice asiatica. Nel 2018 e 2019 altre gravi malattie dovute alla alternaria, alla maculatura bruna e alla valsa ceratosperma hanno obbligato molti produttori ad abbandonare la coltivazione; la Regione, seppur tardivamente, è intervenuta con alcuni bandi, garantendo indennizzi a seguito dei danni del 2019. Gli espianti di peri tuttavia non si sono arrestati, ma sono tuttora in atto; è evidente che gli indennizzi non sono sufficienti e che servono misure strutturali per far fronte alla crisi che da anni attanaglia il settore primario, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda assumere iniziative normative al fine di prevedere un esonero contributivo immediato per le imprese agricole almeno per le annualità 2021 e 2022; se intenda effettuare investimenti al fine di garantire alle aziende agricole una somma a fondo perduto in percentuale sul fatturato del 2020; se intenda procedere all'erogazione di un contributo straordinario forfettario ad ettaro; quali iniziative intenda attuare per prevedere indennizzi complessivi a favore delle aziende agricole che hanno subito perdite di fatturato, ivi comprese quelle che non sono riuscite a sottoscrivere una polizza assicurativa per i rischi da gelo. Atto n. 4-05574 PITTELLA PUGLIA PEROSINO DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: all'articolo 1, comma 1048, della legge n. 205 del 2017, è stata prevista una procedura selettiva per la riassegnazione di concessioni di raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, ivi compresi gli eventi simulati. A legislazione vigente è prevista l'indizione della procedura entro il 30 giugno 2021, a cui sono collegati effetti finanziari di gettito per 410 milioni di euro; all'articolo 1, comma 727, lettere a) - d) , della legge n. 160 del 2019, è stata prevista la procedura selettiva per la riassegnazione di concessioni in materia di apparecchi di cui al comma 6, lettere a) e b) , dell'articolo 110 del testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931. A legislazione vigente è prevista l'indizione anche di questa procedura entro il 30 giugno 2021; ad essa sono collegati effetti finanziari di gettito per 866,25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022; relativamente alla procedura selettiva per la riassegnazione di concessioni di raccolta delle scommesse, l'articolo 1, comma 1049, della legge n. 205 del 2017 prevede esplicitamente che: "al fine di consentire l'espletamento delle procedure di selezione di cui ai commi 1047 e 1048 le regioni adeguano le proprie leggi in materia di dislocazione dei punti vendita del gioco pubblico all'Intesa sancita in sede di Conferenza unificata in data 7 settembre 2017"; nell'adunanza del 27 marzo 2019, il Consiglio di Stato, nell'esprimere il proprio parere obbligatorio (sezione I, n. 1068) sugli atti della procedura di gara relativi all'affidamento di altre concessioni in materia di gioco lecito (nella specie, il gioco del Bingo) ha evidenziato che: "le autonomie territoriali (soprattutto i Comuni) hanno introdotto regole e limitazioni localizzative dei punti di vendita del gioco (sulla legittimità dei limiti distanziali cfr. da ultimo Consiglio di Stato, sez. VI, 19 marzo 2019, n. 1806, di conferma di TRGA Bolzano 19 gennaio 2017, n. 19; Tar Lazio, sez.