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le previsioni di spesa aventi carattere discrezionale sono adeguate in base alle esigenze sopravvenute; le previsioni delle autorizzazioni di pagamento in termini di cassa sono adeguate in base alla consistenza dei residui accertati in sede di rendiconto dell'esercizio precedente. Il disegno di legge di assestamento riflette la struttura del bilancio dello Stato ed è quindi organizzato in missioni e programmi. Questi ultimi costituiscono le unità di voto. In sede di assestamento possono essere modificati, mediante variazioni compensative, gli stanziamenti di spese predeterminate per legge (cosiddetta flessibilità di bilancio), anche tra unità di voto diverse, fermo restando il divieto di utilizzare stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti. A partire dal 2017, in analogia con quanto stabilito per il disegno di legge di bilancio, anche il disegno di legge di assestamento è corredato da una relazione tecnica, in cui si dà conto della coerenza del valore del saldo netto da finanziare con gli obiettivi programmatici indicati nel Documento di economia e finanza. Tale relazione è aggiornata all'atto del passaggio del provvedimento tra i due rami del Parlamento. Per quanto riguarda il contenuto del disegno di legge, l'articolo 1 dispone l'approvazione delle variazioni alle previsioni del bilancio dello Stato per il 2019, indicate nelle annesse tabelle, riferite allo stato di previsione dell'entrata, agli stati di previsione della spesa dei Ministeri e ai bilanci delle amministrazioni autonome. In allegato al disegno di legge è evidenziata, a fini conoscitivi, l'evoluzione, in termini di competenza e di cassa, delle singole poste di bilancio per effetto, sia delle variazioni apportate in forza di atti amministrativi fino al 31 maggio, sia delle variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento medesimo. Per ciascuna unità di voto si indicano, inoltre, le variazioni che si registrano nella consistenza dei residui, in linea con le risultanze definitive esposte nel rendiconto dell'esercizio 2018. L'articolo 2 dispone la riduzione degli importi dei fondi previsti dagli articoli 26, 27, 28 e 29 della legge di contabilità e finanza pubblica rispetto a quanto stabilito dall'articolo 3, comma 5, della legge di bilancio 2019. In particolare, si tratta: del Fondo di riserva per le spese obbligatorie, il cui importo viene ridotto di 130 milioni di euro; dei Fondi speciali per la reiscrizione in bilancio di residui passivi perenti delle spese correnti e in conto capitale, ridotti di 50 milioni di euro; del Fondo di riserva per le spese impreviste, ridotto di 150 milioni di euro; del Fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa, ridotto di 500 milioni di euro. I citati fondi sono inseriti nel programma Fondi di riserva e speciali, nell'ambito della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. Quanto ai risultati finanziari, le variazioni che si propone di apportare con il disegno di legge in esame determinano un miglioramento del saldo netto da finanziare (corrispondente alla differenza tra entrate finali e spese finali) pari a 1,919 miliardi di euro in termini di competenza e 3,393 miliardi in termini di cassa. Conseguentemente, il saldo netto da finanziare si attesta su un valore di -58,9 miliardi di euro rispetto ad una previsione iniziale di -59,4 miliardi di euro. Tale miglioramento è dovuto essenzialmente all'effetto positivo, per 1,92 miliardi di euro, delle variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento in esame, in buona parte compensato per 1,48 miliardi di euro dalle variazioni per atto amministrativo. Anche gli altri saldi evidenziano un andamento positivo: il risparmio pubblico (dato dalla differenza tra entrate correnti e spese correnti al lordo degli interessi) registra un miglioramento di 364 milioni di euro rispetto alla previsione iniziale. I dati relativi al ricorso al mercato (pari alla differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, queste ultime date dalla somma delle spese finali e del rimborso prestiti) evidenziano un impatto positivo pari a circa 5,3 miliardi di euro. Le variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento risultano coerenti con i livelli programmatici di saldo netto programmatico fissati con la legge di bilancio e, nel complesso, riflettono in larga parte l'adeguamento degli stanziamenti di bilancio alle stime formulate con il Documento di economia e finanza 2019. L'assestamento, oltre ad allineare la previsione di entrata a quella del DEF, ha preso atto degli ulteriori introiti per 1,7 miliardi di euro. Il miglioramento del saldo netto da finanziare in termini di competenza è dovuto essenzialmente a un decremento delle spese finali per 668 milioni di euro (che passano da 637,991 a 637,323 miliardi di euro), parzialmente compensato da una riduzione delle entrate finali di 232 milioni di euro (che scendono da 578,638 a 578,406 miliardi di euro). Le riduzioni degli stanziamenti di spesa proposte con il disegno di legge di assestamento afferenti agli accantonamenti indisponibili costituiti dalla legge di bilancio 2019, per circa 2 miliardi di euro, non hanno effetti sull'indebitamento netto in quanto già scontati nelle previsioni tendenziali del DEF 2019. In relazione alla correzione complessiva dei saldi di finanza pubblica, la relazione tecnica precisa inoltre che ulteriori 0,5 miliardi di euro di riduzione dell'indebitamento netto derivano dai maggiori introiti delle cosiddette Aste CO­­2 e dalle maggiori entrate per flussi con l'Unione europea. Si tratta di misure i cui effetti finanziari non incidono tuttavia sul disegno di legge di assestamento in esame, in quanto agiscono al di fuori dal perimetro del bilancio dello Stato. In termini di cassa, il disegno di legge di assestamento per il 2019 determina complessivamente un miglioramento del saldo netto da finanziare di 1,929 miliardi di euro, derivante da una riduzione delle entrate finali per 232 milioni di euro e da una variazione in diminuzione delle spese finali per 2,16 miliardi di euro. Nel corso delle audizioni svoltesi nella seduta del 17 luglio, sono emersi ulteriori elementi a conferma della congruità delle stime alla base del provvedimento in esame. Il direttore generale delle finanze, nel corso dell'audizione nelle Commissioni bilancio di Camera e Senato, ha evidenziato, per l'anno in corso, la presenza di maggiori entrate tributarie e contributive per 0,18 punti percentuali di PIL e maggiori entrate non fiscali per ulteriori 0,16 punti percentuali. A queste si aggiungono spese inferiori di 0,04 punti percentuali di PIL rispetto a quelle previste. Tali variazioni sono state puntualmente recepite dall'assestamento di bilancio. I miglioramenti di bilancio registrati nel disegno di legge di assestamento e gli effetti del provvedimento di accantonamento produrrebbero una variazione del saldo di bilancio strutturale positiva per oltre 0,3 punti percentuali di PIL nel 2019, più di quanto concordato a dicembre con la Commissione europea.