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oltre a Demeter, vi sono Agribiodinamica e Verdèa biodinamica, che egualmente certificano biodinamico, che hanno sede in Italia e che svolgono la loro attività ordinaria. Abbiamo quindi a che fare con un sistema di certificazione, esattamente come per tutti gli altri prodotti che si avvalgono di un marchio certificato. La seconda considerazione è che vorrei solo informare l'Assemblea che i cosiddetti preparati biodinamici, di cui tanto abbiamo discusso e che sono l'oggetto del contendere sulle questioni esoteriche, in Europa sono autorizzati nell'utilizzo in agricoltura biologica dal regolamento n. 2092 del 1991, poi ribadito nel regolamento n. 834 del 2007 e nel regolamento n. 848 del 2018, che sono stati recepiti nel nostro Paese da decreti ministeriali di recepimento dei regolamenti europei dal 1991 a seguire, quindi sono prodotti ufficialmente autorizzati all'utilizzo in agricoltura e in agricoltura biologica. Dico questo solo per chiarezza, altrimenti si ingenera la sensazione che stiamo parlando di chissà cosa: sono prodotti autorizzati dal 1991 nel nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, a cui chiedo anche di pronunziarsi sull'ordine del giorno G1.100. BATTISTONI, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari e forestali . Signor Presidente, chiedo una breve sospensione dei lavori per esaminare l'ordine del giorno. PRESIDENTE . Sospendo brevemente la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 16,16, è ripresa alle ore 16,22) . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. BATTISTONI, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari e forestali . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G1.100, a condizione che vengano apportate al testo le seguenti modifiche: eliminazione della parte delle premesse fino a "il testo oggi in discussione" ed eliminazione della parola "contestualmente" dal dispositivo. PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Senatrice Cattaneo, accetta la riformulazione dell'ordine del giorno G1.100 proposta dal rappresentante del Governo? CATTANEO (Aut (SVP-PATT, UV)) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.100 (testo 2) non verrà posto ai voti. Procediamo all'esame degli articoli, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli articoli da 2 a 20 non sono stati modificati dalla Camera dei deputati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 21. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, due italiani su tre oggi acquistano bio, a dimostrazione di una maggiore sensibilità verso la qualità degli alimenti e dell'ambiente. Approvare la legge sull'agricoltura biologica, che ha visto Italia Viva convintamente promotrice dell'iniziativa, grazie all'operato della collega Gadda, alla Camera dei deputati, prima firmataria del provvedimento... (Brusio). PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che la collega Garavini meriti di essere ascoltata o, almeno, di essere lasciata libera nella sua esposizione. Vi invito pertanto ad abbassare il tono della voce. GARAVINI (IV-PSI) . Grazie, signor Presidente. Stavo dicendo che approvare la legge sull'agricoltura biologica vuol dire in primo luogo rispondere alle esigenze sia dei consumatori, sia dei produttori. Non a caso, proprio dal mondo agricolo, attraverso le rispettive associazioni di categoria, arriva l'appello ad approvare rapidamente il testo in esame. Si tratta infatti di un disegno di legge che risponde alle richieste del comparto agricolo e biologico, perché si pone l'obiettivo di difendere produttori e consumatori e di garantire la trasparenza degli acquisti, con misure concrete. Tra i diversi aspetti particolarmente qualificanti, si prevede ad esempio l'introduzione di un marchio ad hoc , che identifica come articoli al 100 per cento made in Italy soltanto i prodotti biologici ottenuti con materia prima nazionale. Inoltre, si potenziano i controlli e si favorisce l'uso di piattaforme digitali, per garantire una piena tracciabilità dei prodotti. Sono dunque tutte misure che mirano a difendere il comparto. Siamo contenti che con il voto di oggi si trovi un punto di mediazione, capace di superare la retorica secondo cui ci sarebbe contrapposizione tra agricoltura tradizionale, da un lato, e agricoltura biologica, dall'altro: il provvedimento in esame attesta che non è così; le coltivazioni biologiche si stanno rivelando un vero volano per il nostro made in Italy , al punto da rendere l'Italia il secondo Paese al mondo per volume di export di prodotti biologici, dopo gli Stati Uniti. È un dato incredibile, se si confrontano le dimensioni dell'Italia con quelle degli USA. Tra l'altro, questa tipologia di coltivazioni ha il merito di favorire le Regioni economicamente più deboli, in particolare quelle del Sud, come Sicilia, Calabria e Campania, che sono le prime per quantitativi di biologico prodotto, perché lì ci sono tra l'altro caratteristiche climatiche ottimali, che consentono un minore uso di fitofarmaci. Il biologico infatti non si può produrre ad ogni latitudine e il nostro Paese ha le condizioni climatiche e paesaggistiche più favorevoli, in un territorio che per il 70 per cento è collinare e montuoso. Insomma, il biologico fa bene alle persone che ne fanno uso, fa bene ai territori nei quali si produce e fa bene ai produttori agricoli che lo coltivano. Lo scorso anno gli acquisti di prodotti bio made in Italy , ad esempio, hanno sfiorato il record di 7,5 miliardi di euro di valore, con 2 milioni di ettari di terreno coltivati. Sono dimensioni che parlano da sole e che contribuiscono in modo decisivo al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla strategia Farm to fork nel green new deal dell'Unione europea, che punta ad avere almeno un quarto della produzione agricola dedicata al bio anche nel nostro Paese. Ecco che per rispondere alle richieste che l'Europa ci pone sul green deal occorre agevolare la transizione al biologico da parte delle nostre aziende e per farlo servono norme ad hoc . Servono leggi come questa, che ha il grosso merito di colmare quel vuoto normativo che fino ad oggi non ha consentito al settore di esprimersi in tutte le sue potenzialità.