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Credo che non le rimanga il tempo per riflettere pubblicamente; lo faccia anche da solo. (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Casolati) . Avviso che, tra circa mezz'ora, si potrebbe passare alle votazioni. Vediamo l'andamento dei lavori, ma volevo intanto farlo presente ai Capigruppo per opportuna informazione. È iscritta a parlare la senatrice Evangelista. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi senatori, siamo oggi chiamati ad esprimere il nostro voto sulla conversione in legge del decreto-legge n. 44 del 9 maggio 2018 in cui, in particolare, all'articolo 1 si dispone uno stanziamento pari a 9 milioni di euro per il 2018 in favore della Regione Sardegna, al fine di consentire il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga nelle aree industriali di Portovesme e di Porto Torres, riconosciute con due distinti decreti del 2016 come aree di crisi industriale complessa, ovvero aree rispetto alle quali si è constatato che gli effetti della profonda crisi non sarebbero potuti essere risolti con risorse e strumenti di competenza regionale. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 17,59) ( Segue EVANGELISTA). Dal riconoscimento così operato, è derivata la creazione di sinergie ai diversi livelli istituzionali volte a favorire e sostenere i processi di riconversione e riqualificazione industriale. Il voto favorevole a questo provvedimento appare allora necessario allo scopo di mettere al sicuro la dignità dei circa mille lavoratori e delle loro famiglie, così garantendo quella che Roosevelt nel 1941 definì efficacemente «la libertà dal bisogno». Famiglie che hanno tanto sofferto negli ultimi anni; basti pensare ai lavoratori dell' ex stabilimento Alcoa (oggi venduto ad un gruppo svizzero) e alle loro eclatanti, quanto estreme battaglie, iniziate nel novembre 2009 con l'occupazione della fabbrica, durante la quale ricordiamo in particolare l'episodio dell'operaio che rimase per ore asserragliato su un traliccio a 60 metri di altezza, convinto a scendere dalle Forze dell'ordine solo in tarda notte. Sempre i lavoratori dell'Alcoa, nel 2012, presidiavano il sito e lo stesso palazzo della Regione Sarda, fino ad arrivare a manifestare davanti al Ministero dello sviluppo economico, battendo a terra i caschetti da lavoro per farsi sentire. I quotidiani nazionali dell'epoca titolavano: «E così l'autunno caldo della Sardegna è sbarcato a Roma». I 9 milioni di euro previsti dal decreto-legge n. 44 del 2018, che oggi siamo chiamati ad approvare, non sono da considerarsi aiuti di Stato, come ha affermato soltanto la scorsa settimana la Commissione per i rapporti con l'Unione europea, presieduta dal senatore sardo Ettore Licheri, che ringrazio vivamente per il lavoro svolto. Questi 9 milioni di euro consentiranno di affrontare la crisi strutturale con la necessaria ponderatezza, mettendo in campo tutti i sistemi di intervento e di controllo rispetto alla corretta realizzazione dei progetti di riconversione e riqualificazione sia per il territorio di Portovesme, che per il polo industriale di Porto Torres; territori tristemente inseriti dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale tra i quaranta siti d'interesse nazionale perché zone contaminate che necessitano di interventi di bonifica. Tracciate queste linee d'azione, voglio ricordare a quest'Assemblea e soprattutto alle opposizioni, per sottolinearne la validità, la proposta del ministro Di Maio, il quale, in modo encomiabile e dando così attuazione ad uno dei principi fondamentali del MoVimento 5 stelle, ovvero il principio della massima trasparenza, ha proposto una partecipazione estesa ai tavoli di crisi presso il Ministero, in qualità di uditori, sia ai parlamentari di maggioranza sia ai parlamentari di opposizione che provengono da quei territori della cui crisi si discute. E non si tratta di un meccanismo che politicizzerebbe la trattativa (come ingiustamente affermato da alcuni esponenti dell'opposizione), ma di una vera e propria trattativa politica nel significato più alto del termine, da intendersi come arte di governare (e nel miglior modo possibile). Nella piena adesione a questa proposta e nelle politiche di contrasto delle delocalizzazioni (pensiamo al recentissimo decreto dignità), il mio auspicio e primario impegno di parlamentare sarda è quello di promuovere e sostenere interventi finalizzati anche alla soluzione di crisi industriali non complesse, ma che comunque hanno un impatto significativo sullo sviluppo e sull'occupazione dei territori interessati, tra i quali è doveroso ricordare, purtroppo, anche altre zone, come il polo industriale di Ottana, nella Sardegna centrale. Anch'esso costituisce una ulteriore e triste realtà del fallimento della vecchia politica industriale, incapace di garantire i livelli produttivi ed occupazionali degli impianti in origine creati dall'ENI. Occorre un'attenta analisi e la ricerca di una soluzione ai devastanti effetti della crisi che ha colpito il polo industriale di Ottana, che attende risposte urgenti ma al contempo adeguate, rispettose delle peculiarità del territorio e non improvvisate come quella, senatore Floris e senatore Carbone, che vorrebbe il vostro partito, Forza Italia, ossia di passare per le vie brevi di un emendamento al decreto legge n. 44 del 2018, di cui oggi si discute, senza che vi siano i necessari presupposti giuridici. Per diversi anni la vostra forza politica ha governato la Sardegna senza fornire risposta alcuna alla drammatica situazione occupazionale ed economica della realtà di Ottana. Perche la Sardegna non si salva con i campi da golf! (Applausi dal Gruppo M5S) . Il MoVimento 5 Stelle, lungi da sbandierare interventi in campagna elettorale, come da voi affermato, ha presentato, anche a firma di chi parla e della senatrice sarda Bogo Deledda, un preciso ordine del giorno che consenta di affrontare il tema relativo al polo industriale di Ottana, e che impegni il Governo a valutare l'opportunità di porre in essere tutti gli atti idonei al riconoscimento di detto polo quale area di crisi industriale complessa, al fine di erogare eventuali ulteriori risorse finalizzate a garantire strumenti di sostegno al reddito a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori della zona industriale di Ottana. Concludo con l'auspicio che una nuova e corretta politica industriale possa ristabilire le sorti economiche della mia Regione e del nostro Paese, nel quale la dignità dei cittadini passi, non attraverso forme assistenzialistiche, ma attraverso la garanzia del diritto al lavoro come mezzo per l'affermazione della personalità dell'individuo e, nello stesso tempo, strumento di progresso materiale e spirituale della società, così come statuisce l'articolo 4 della Costituzione. La dignità del lavoro, infatti, senatore del PD Laus, non passa attraverso le parole, ma attraverso i fatti: forse lei si è dimenticato di quando, come imprenditore di una cooperativa multiservizi oggi intestata ai suoi congiunti, sottopagava dipendenti e lavoratori a quattro euro all'ora, sfruttandoli o licenziandoli senza giusta causa, salvo poi essere reintegrati dalla corte d'appello.