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Disposizioni in materia di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta. Onorevoli Senatori. – L'insegnamento dell'educazione civica, tra il 1950 e i giorni nostri, è stato introdotto e dismesso, valorizzato e mortificato molte volte. Si tratta di un insegnamento che è sempre stato considerato sacrificabile, pur restando argomento di proposte parlamentari e di lodevoli iniziative scolastiche. Consapevoli che le nostre istituzioni scolastiche sono senza dubbio capaci di dar piena e dignitosa forma didattica allo studio della Costituzione e all'educazione civica, nonostante essa sia stata troppo a lungo relegata quale materia non disciplinare, c'è tuttavia da ritenere che – come dimostrano le diverse proposte di legge depositate negli ultimi anni da colleghi di diversa estrazione politica, che attestano comunque sensibilità e lungimiranza democratica – sia divenuto ormai improcrastinabile ridare spazio e dignità a quella disciplina da tutti intesa come «educazione civica». «La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione», sostenne Piero Calamandrei nel celebre discorso tenuto al III congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN) l'11 febbraio del 1950. E come tale riteneva ch'essa dovesse continuare ad assolvere al meglio l'oneroso compito di formare i cittadini del nostro presente e del nostro domani. Ciò potrà realizzarsi anche grazie all'«educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta» che, in qualità di disciplina autonoma e in armonia con il piano dell'offerta formativa e con l'intero apparato didattico dei consigli di classe, è un volano capace di promuovere la cittadinanza responsabile come valore per i nostri giovani, nonché la conoscenza della Costituzione italiana. Lo studio della nostra Carta fondamentale, infatti, non può e non deve essere considerato come una mera appendice degli insegnamenti storici, perché altrimenti si rischia di smarrire la cifra reale della Costituzione e, in particolare, la sua perdurante attualità. Da questo punto di vista deve essere valorizzata la capacità del testo costituzionale di essere, al contempo, un atto , frutto di un percorso politico che trova il suo fondamento nella lotta della Resistenza, ma anche un processo , quanto alla sua capacità di guardare ben oltre la contingenza dell'oggi. L'educazione alla cittadinanza attiva e responsabile non si può esaurire, pertanto, in un'asettica ricostruzione di eventi storici, ma deve puntare a dare allo studente il senso della sua attualità, evidenziandone l'applicabilità a contesti scientifici, tecnologici, sociali, politici, economici e culturali radicalmente diversi da quelli del 1946-1947. Emblematiche sono in tal senso talune sensibilità emerse negli ultimi decenni in seno all'opinione pubblica: prime fra tutte, quella per le questioni ambientali e quelle concernenti i cosiddetti diritti di quarta o di quinta generazione, come ad esempio il diritto all'accesso a Internet . Non vi è dubbio che oggi il diritto alla conoscenza o al sapere (e quindi, di riflesso, l'educazione alla cittadinanza responsabile) passa dalla possibilità di accedere alle informazioni disponibili sulla Rete, finendo quindi con l'esaltare le enormi potenzialità di quest'ultima ma anche gli innumerevoli rischi che possono derivare da un uso abnorme. Anche se è stata definita secondo diverse modalità, e numerosi sono i nomi che alla disciplina «educazione civica» sono stati dati (si pensi, per citarne alcuni, a «educazione alla convivenza democratica», «educazione alla convivenza civile» o, da ultimo, «Cittadinanza e Costituzione»), unico e univoco è il significato dei diversi significanti. La dicitura prescelta in questa sede intende fondere l'imprescindibile conoscenza della Costituzione con la necessità di formare studenti/cittadini forti della conoscenza dei propri diritti ma al tempo stesso responsabili, in quanto consapevoli dei propri doveri: una «educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta» dovrà educare, proprio grazie allo studio della nostra Costituzione, ai fondamenti morali della vita condivisa, nel riconoscimento e nel rispetto della diversità e dei diritti di ciascuno, all'impegno nel corrispondere comportamenti responsabili in ciascun luogo di condivisione democratica, compresi gli ambienti digitali. Giovi sottolineare, infine, che una cittadinanza responsabile non può non essere considerata, oggi, una cittadinanza universale nel rispetto del territorio e dell'ambiente che ci circonda, in conformità a quegli atteggiamenti virtuosi che li tutelano. Nello specifico dell'articolato: con l'articolo 1 viene introdotto nell'ambito delle discipline curricolari obbligatorie previste per le scuole primarie e secondarie di ogni ordine e grado, l'insegnamento dell'«educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta». L'articolo 2 stabilisce che, per l'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, con uno o più regolamenti da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, si provvede alla definizione delle disposizioni relative all'insegnamento dell'«educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta», che includa l'educazione alla cittadinanza anche digitale, alla Costituzione e alla sensibilità ambientale, declinandone criteri (monte ore mensile, individuazione del personale docente, adeguatamente formato, nonché definizione dei contenuti da trattare nei diversi cicli di studio). All'articolo 3, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, è stabilita la disciplina per lo svolgimento delle attività di aggiornamento del personale docente della scuola primaria e del personale docente individuato nella scuola secondaria di primo e secondo grado per l'insegnamento dell'«educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta». L'articolo 4 reca la copertura finanziaria. L'articolo 5 stabilisce che le presenti disposizioni si applicano a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020.. 1 (Introduzione dell'insegnamento dell'«educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta») 1 In conformità alle finalità previste dall'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, e alla legge 23 novembre 2012, n. 222, e nel pieno rispetto dell'autonomia scolastica, è introdotto, nell'ambito delle discipline curricolari obbligatorie previste per le scuole primarie e secondarie di ogni ordine e grado, l'insegnamento dell'«educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta». 2 Nell'ambito del sistema nazionale di istruzione e formazione, nonché ai fini della presente legge, l'insegnamento di cui al comma 1 deve intendersi come processo formativo volto a: a favorire una consapevole partecipazione dei giovani alla vita civile e democratica;