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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge prevede l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere in quanto operanti nel territorio nazionale, per la durata della XVIII legislatura, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione. Nella storia repubblicana, a partire dalla III legislatura, le Camere hanno sempre istituito una Commissione parlamentare che, sulla base dei poteri definiti dalla rispettiva legge istitutiva, ha analizzato le strategie messe in atto dalle diverse organizzazioni mafiose operanti in Italia per infiltrarsi nella vita sociale, politica ed economica, radicandosi sempre più in aree diverse da quelle di tradizionale insediamento e utilizzando sempre più il metodo corruttivo in aggiunta all'uso della forza. Se è vero, infatti, che le mafie nel corso degli anni hanno subìto significativi colpi grazie all'approvazione di importanti misure legislative di prevenzione e contrasto, all'opera encomiabile di magistratura e forze dell'ordine (testimoniato dall'arresto dei grandi capi e dal sequestro di ingenti patrimoni), e alla riduzione del consenso sociale, è altrettanto vero che i gruppi criminali italiani e stranieri continuano ad esercitare un ruolo rilevantissimo, ormai non solo nella società italiana ma anche in Europa e nel mondo. Di assoluta gravità, a tale riguardo, è il fenomeno degli scioglimenti delle Amministrazioni locali per infiltrazioni della criminalità organizzata: negli ultimi cinque anni sono stati sciolti nel complesso 68 enti locali, di cui ben 32 nella sola Calabria, a conferma del fortissimo interesse dei clan mafiosi per le risorse gestite da comuni ed aziende sanitarie locali. Altrettanto preoccupante è la capacità della criminalità organizzata di estendere la propria sfera d'influenza in numerosi settori dell'economia legale (dalle costruzioni, alla ristorazione, alla sanità, ai trasporti, alla gestione dei rifiuti, al gioco d'azzardo e alle scommesse, al comparto immobiliare), reinvestendo così gli ingentissimi profitti ricavati dal traffico degli stupefacenti e da altre attività illecite. Pertanto è necessario proseguire in modo sistematico e continuativo l'attività di analisi e prevenzione delle attività criminali e dell'illegalità, approfondendo ulteriormente le conoscenze finora acquisite e verificando in modo puntuale l'effettiva adeguatezza degli strumenti previsti dall'ordinamento, delle strutture esistenti e delle risorse attualmente disponibili nell'azione di contrasto alle mafie. Per queste ragioni riteniamo auspicabile una tempestiva ricostituzione della Commissione anche in questa legislatura, proseguendo lo sforzo compiuto dall'ultima Commissione, che si è caratterizzata per l'intensa attività di inchiesta, testimoniata non solo dall'elevatissimo numero di sedute, missioni e comitati di lavoro, ma anche dalle venti relazioni approvate sui diversi temi oggetto di approfondimento durante tutto l'arco della legislatura: tra gli altri, il riutilizzo sociale dei beni confiscati, la trasparenza delle liste elettorali, i comuni sciolti per mafia, i rapporti tra organizzazioni criminali e massoneria, il condizionamento dei mezzi di informazione, il gioco lecito ed illecito, la situazione degli uffici giudiziari in Calabria. Proprio grazie al confronto serrato con i rappresentanti di tutti i livelli istituzionali (esponenti del Governo, delle regioni e degli enti locali, magistrati, forze di polizia, docenti universitari etc.), la Commissione ha fornito un contributo rilevantissimo anche all'approvazione di due importantissimi provvedimenti, quali la riforma organica del codice antimafia e la nuova legge sul sistema di protezione dei testimoni di giustizia. Nel presentare all'inizio della XVIII legislatura questo disegno di legge, si è voluto valorizzare al massimo l'esperienza maturata nel corso degli anni, recependo in particolare alcune indicazioni innovative contenute nella relazione conclusiva della Commissione della XVII legislatura, al fine di consolidarne il ruolo acquisito nel panorama istituzionale e renderla sempre più efficace e propositiva. In continuità con le leggi approvate nelle scorse legislatura, proponiamo che essa abbia il carattere di una Commissione parlamentare di inchiesta e che proceda, a norma dell'articolo 82 della Costituzione, «alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria», senza la possibilità di adottare provvedimenti attinenti alla libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale. L'articolo 1 del disegno di legge, oltre a istituire la Commissione per la durata della XVIII legislatura, ne indica in dettaglio i compiti, in linea con la proposta formulata al riguardo nella relazione conclusiva della Commissione della XVII legislatura. In primo luogo, vi rientra l'accertamento della congruità della normativa vigente e della conseguente azione di Stato, regioni ed enti locali: in tale ambito, dovrà essere effettuato in particolare un accurato monitoraggio dell'attuazione del nuovo codice antimafia, della legge riguardante i collaboratori ed i testimoni di giustizia, della disciplina sullo speciale regime carcerario di cui all'articolo 41- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, anche con riguardo al monitoraggio dei fine pena e delle scarcerazioni, della normativa antiriciclaggio e dei sistemi informativi in uso presso l'autorità e gli uffici giudiziari. Nel mandato della Commissione rientrerà, in linea di continuità con il lavoro della scorsa legislatura, l'approfondimento dei mutamenti e delle trasformazioni del fenomeno mafioso in tutte le sue connessioni, comprese quelle istituzionali, con particolare riguardo alle nuove modalità di azione mediante condotte corruttive o collusive; il rapporto tra mafia e politica e le relative manifestazioni che hanno determinato nel tempo delitti e stragi di carattere politico-mafioso, proseguendo il lavoro della precedente Commissione per attuarne gli indirizzi formulati, nella relazione conclusiva, in ordine al dovere di proseguire la ricerca della verità, storica, politica e giudiziaria, sulle cosiddette stragi di mafia del 1992-1993 e di salvaguardarne la memoria; l'elaborazione delle proposte per rendere più adeguate le intese internazionali concernenti la prevenzione delle attività criminali, l'assistenza e la cooperazione giudiziaria e la promozione di una più efficace «diplomazia dell'antimafia» nelle sedi internazionali ed europee; le infiltrazioni nell'economia produttiva e nel sistema degli appalti pubblici; le infiltrazioni all'interno di associazioni a carattere segreto o riservato; lo sfruttamento dei flussi migratori illegali; il traffico internazionale di stupefacenti; il commercio di opere d'arte; la presenza nel settore del gioco d'azzardo lecito ed illecito. La Commissione dovrà riferire alle Camere al termine dei propri lavori, nonché ogni volta che la Commissione lo ritenga opportuno e comunque annualmente. Sempre nell'articolo 1 del presente disegno di legge si precisano ulteriormente i poteri spettanti alla Commissione.