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Questo è l'augurio che faccio a Venezia, agli italiani e a tutti noi. Voglio concludere ricordando una cosa: ci sono alcuni colleghi che hanno detto che Venezia non può vivere senza turismo. In realtà, l'auspicio che tutti noi dovremmo avere è che questo bando di progettazione consenta di realizzare opere e interventi che possano salvaguardare Venezia e la laguna di Venezia dalle eccessive speculazioni del turismo… (Applausi) …e tutt'al più possa rendere possibile un turismo virtuoso che invece rispetti le necessità di Venezia e della sua laguna. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Devo solo dare una comunicazione all'Assemblea su una richiesta che è stata fatta. Il senatore De Falco ha chiesto l'acquisizione di un documento che attiene a comunicazioni interne agli Uffici. Dopo approfondimenti e verifiche, a norma del Regolamento questa Presidenza ritiene di non poter acquisire un documento, perché possono essere acquisiti gli interventi, le relazioni se sono più estese, ed eccezionalmente possono essere acquisiti tabelle ed elenchi di dati nominativi e numerici, ovviamente omettendo di darne lettura in Assemblea. Pertanto l'indicazione del Regolamento è assolutamente non esemplificativa ma indicativa e dunque non dispongo l'acquisizione del cosiddetto allegato di cui ci ha fatto richiesta il senatore De Falco. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno CORRADO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (Misto) . Signor Presidente, recentemente il Teatro dell'Opera di Roma ha proposto due opere di repertorio utilizzando gli spazi del teatro Costanzi; opere che sono state trasmesse sui canali radio e TV nazionali, riscuotendo notevole apprezzamento. Il 2 agosto prossimo cadrà il primo centenario della scomparsa di Enrico Caruso, evento che sarà ricordato con diverse manifestazioni in Italia e nel mondo. Ho recentemente manifestato in quest'Aula le mie riserve sulla composizione del comitato istituito allo scopo dal Ministero della cultura. Oggi desidero invece farle osservare, signora Presidente, che l'interesse suscitato dalle suddette iniziative del Teatro dell'Opera di Roma e l'importanza mondiale del centenario della scomparsa di Caruso possono costituire già da sole una prima motivazione, un primo spunto per giustificare la necessità di annoverare il melodramma italiano fra i beni comuni da tutelare a livello nazionale e internazionale, ciò anche per metterlo al riparo da eventuali tentativi di snaturarne la struttura filologica, con lo scopo di giustificare interpretazioni personali che vanno ben al di là di quella che taluni definiscono libertà intellettuale. In nome di questa libertà intellettuale oggi assistiamo spesso ad allestimenti impensabili ai tempi di Caruso (tanto per rimanere in tema), che stravolgono la struttura di melodrammi che prevedono precisi contesti storici, ambientali e temporali, come se la loro originaria produzione artistica diventasse una sorta di proprietà privata indebitamente acquisita e messa a disposizione di chi voglia sperimentare proprie interpretazioni che nulla hanno a che vedere con la struttura drammaturgica e scenica stabilita dagli autori. Un'opera d'arte materiale, signora Presidente, quale un dipinto o una scultura, rimane sempre quella nei secoli e non può essere modificata ogni qualvolta venga esposta in un tale o talaltro museo, cambiandone i connotati a discrezione del direttore. Lo stesso deve accadere per le opere d'arte immateriali. Pertanto, libertà intellettuale sì, ma dentro confini che devono essere tutelati anche dopo anni, decenni o secoli dalla scomparsa degli autori. Concludendo, auspico che da parte delle istituzioni, eventualmente coadiuvate dalle stesse fondazioni liriche o da altri organismi pubblici o privati, siano avviate le opportune procedure formali per richiedere alla Commissione nazionale italiana per l'UNESCO che il melodramma italiano sia annoverato tra i beni tutelati dall'UNESCO come bene immateriale dell'umanità, un bene che anche l'arte di Enrico Caruso ha contribuito a rendere tale (Applausi) . COLTORTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, già cinque mesi fa avevo segnalato il comportamento assai scorretto del direttore generale dell'ufficio scolastico marchigiano Marco Ugo Filisetti, che il 4 novembre scorso inviò agli studenti una lettera nostalgica del fascismo, rievocando un discorso del duce. Oggi purtroppo devo denunciare un ulteriore raccapricciante episodio che lo vede protagonista di revisionismo storico. Alla vigilia della festa della Liberazione, il dirigente ha infatti firmato un messaggio rivolto agli studenti marchigiani in cui ricorda il 25 aprile, invitandoli a commemorare tutti i caduti della Seconda guerra mondiale, senza distinzione di parte, esaltando le rispettive ragioni e i rispettivi sogni nell'equiparazione tra partigiani e nazifascisti. Nella lettera sgrammaticata e delirante Filisetti riesce a parlare della Liberazione senza mai usare le due parole fondamentali della narrazione della storia: partigiani e fascismo. Ovviamente sindacati e mondo politico si sono mossi per chiedere al ministro Bianchi di intervenire quanto prima, ma, visto che si tratta di una recidiva, questa volta mi auguro davvero che Filisetti venga rimosso quanto prima dal suo incarico. Il MoVimento 5 Stelle non è né di destra né di sinistra, ma di sicuro non esitiamo a dichiarare con fermezza che siamo profondamente antifascisti. (Applausi). Inoltre le sortite di questo personaggio sono doppiamente inaccettabili, sia perché un dirigente pubblico non può usare siffatti toni revisionisti, sia perché queste parole sono rivolte agli studenti, alle giovani menti che nulla o poco sanno della storia. Figuriamoci se viene loro trasmesso un messaggio distorto: cosa resterebbe della memoria storica del nostro passato recente? È sacrosanto piangere tutti i caduti, perché la vita umana è sacra. Ma si piangono soprattutto coloro che sono morti per la libertà nostra e delle future generazioni. Non si possono e non si devono dimenticare i milioni di morti incolpevoli tra i civili nei campi di concentramento. Esistono ragioni e torti facilmente riconoscibili e fortunatamente la fine della Seconda guerra mondiale è stata determinata dalla vittoria delle forze alleate, altrimenti ora di certo non vivremmo in democrazia e in libertà. (Applausi) . LEONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Signor Presidente, quest'oggi intervengo sollecitata da quanto accaduto nella nottata tra sabato e domenica, in concomitanza dunque alla ricorrenza della festa della Liberazione, e denunciato dall'attivista Aboubakar Soumahoro in un recente articolo in merito a delle sparatorie a danno di braccianti agricoli da parte di bande di malavitosi. Mi piace prendere la parola, perché ho il gusto di dare visibilità anche in questa Assemblea, con un intervento di fine seduta, a questi invisibili, i migranti, che seppur invisibili sono essenziali per tenere in piedi un settore così importante come quello agricolo.