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giova ricordare che con nota del 9 dicembre 2016, l'assessore per il welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha inviato al Ministro della salute una lettera di richiesta di revoca del diniego alla deroga per la chiusura dei punti nascita presentata dalla Regione Lombardia; tale richiesta non è stata accolta, determinando la decisione dell'imminente chiusura del punto nascite di Piario (Bergamo), riferimento dell'alta valle Seriana e delle zone limitrofe; il punto nascite di Piario non è solo un servizio da difendere, ma piuttosto il simbolo di una zona di montagna che non si rassegna allo spopolamento e che per tale motivo reclama il diritto di avere prestazioni e servizi di qualità; si evidenzia che, nel 2017, si è raggiunto il record negativo di nascite dall'unità d'Italia (464.000 nuovi nati, contro il record positivo di 1.016.000 del 1964): una diminuzione che in zona di montagna è ancora più accentuata per la carenza di lavoro e servizi e, di conseguenza, di famiglie giovani; occorre, inoltre, far presente che vicino a Bergamo, nel raggio di 7 chilometri, ci sono i tre punti nascita di Seriate, Alzano e Bergamo; a parere delle interroganti, appare insensata la decisione di chiudere il punto più periferico, che dista oltre 30 chilometri dagli altri e che offre livelli di cura adeguati, garantendo il supporto alla nascita e alla crescita dei neonati in un territorio molto ampio; se si considerano le mamme dei territori dell'alta valle Seriana e della val di Scalve, dell'alto sebino, della media valle Seriana (fino a Gazzaniga) e della val Gandino, il bacino potenziale si aggira attorno ai 700 parti annui, ben al di sopra dei 500 previsti; considerata l'importanza del punto nascite di Piario, occorre profondere un costante impegno, a livello sia regionale che nazionale, affinché ci siano sempre i requisiti per il mantenimento del presidio, garantendo più servizi, migliori condizioni di sicurezza e maggiori risorse, si chiede di sapere: quali risposte il Ministro di indirizzo intenda fornire in relazione alla richiesta di deroga per il punto nascita di Piario (Bergamo); se non ritenga di attuare interventi finalizzati alla riorganizzazione e al potenziamento strutturale del punto nascita di Piario, in ottemperanza del decreto ministeriale 11 novembre 2015 che prevede anche gli standard operativi, tecnologici e di sicurezza delle strutture. Atto n. 4-00247 LANNUTTI PARAGONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: le autorità indipendenti sono amministrazioni pubbliche caratterizzate da un elevato livello di autonomia organizzativa e finanziaria il cui finanziamento è garantito anche attraverso la previsione di uno specifico contributo richiesto ai soggetti operanti nei rispettivi settori controllati; l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) è un'autorità di regolazione di servizi di pubblica utilità ai sensi della legge n. 481 del 1995 ed è stata istituita con la legge n. 249 del 1997; l'art. 2, comma 31, della legge n. 481 del 1995, e successive modificazioni e integrazioni, prevede che "Il personale dipendente in servizio anche in forza di contratto a tempo determinato presso le Autorità non può assumere altro impiego o incarico né esercitare altra attività professionale, anche se a carattere occasionale. Esso, inoltre, non può avere interessi diretti o indiretti nelle imprese del settore. La violazione di tali divieti costituisce causa di decadenza dall'impiego ed è punita, ove il fatto non costituisca reato, con una sanzione amministrativa pecuniaria pari, nel minimo, a 5 milioni di lire, e, nel massimo, alla maggior somma tra 50 milioni di lire e l'importo del corrispettivo percepito"; l'Autorità predispone annualmente la relazione dell'attività svolta che presenta al Parlamento di norma nel corso del mese di luglio di ciascun anno; la redazione di tale relazione è organizzata dal personale di ruolo dell'Autorità che ne predispone i contenuti; considerato che, per quanto a conoscenza degli interroganti: l'Agcom avrebbe concesso ripetutamente a diversi dirigenti di ruolo dell'Autorità un periodo di aspettativa finalizzato all'espletamento di incarichi diversi da quelli previsti dalla normativa vigente, in contrasto con quanto previsto all'art. 2, comma 31, della legge n. 481 del 1995; da ultimo, nel mese di maggio 2018, sarebbero stati prorogati i rispettivi periodi di aspettativa a due dirigenti, uno dei quali non presta più servizio in Agcom da oltre 8 anni grazie ai più disparati istituti giuridici; tali rinnovi sarebbero stati adottati dal consiglio dell'Autorità con le delibere n. 219/18/CONS e n. 220/18/CONS; nonostante la disponibilità di tali dirigenti, attualmente in aspettativa, l'Autorità continuerebbe ad avvalersi di un alto dirigente del Ministero dello sviluppo economico, la dottoressa Laura Aria, in servizio presso Agcom in posizione di fuori ruolo dal 2004, a cui è attualmente attribuito l'incarico di vice segretario generale, con un conseguente inutile aggravio di costi per le casse dell'Autorità; la commissione di garanzia dell' authority già nella sua relazione sul progetto di conto consuntivo del 2017, confermando l'osservazione anche in quella del giugno 2018, evidenziando la situazione di precario equilibrio economico-finanziario dell'Autorità, ha raccomandato il contenimento dell'utilizzo di nuovo personale e il non trattenimento in servizio di quello che può essere rilasciato; l'Autorità, nonostante la disponibilità di qualificato personale interno, anche iscritto all'ordine dei giornalisti professionisti, e di uno specifico Servizio studi, avrebbe di recente attribuito un'attività di consulenza al dottor Edoardo Segantini per la predisposizione di due volumi di una collana dedicata alla divulgazione al pubblico di contenuti realizzati e curati dall'Agcom. La richiesta di attribuire la predetta consulenza sarebbe stata formulata direttamente al consiglio dall'attuale capo di gabinetto, dottoressa Annalisa D'Orazio, senza passare per la competente struttura organizzativa; gli interroganti ritengono che l'Agcom dovrebbe rispettare principi di contenimento dei costi mediante l'internalizzazione dell'attività di consulenza, a giudizio degli interroganti deliberata con metodi clientelari al dottor Segantini, che potrebbe costituire spreco di pubbliche risorse; dovrebbe inoltre rispettare quanto previsto all'art. 2, comma 31, della legge n. 481 del 1995, richiamando in servizio i due dirigenti che beneficiano di un periodo di aspettativa a giudizio degli interroganti illegittimo; gli interroganti ritengono infine che il Ministero dello sviluppo economico dovrebbe procedere a richiamare in servizio la dottoressa Laura Aria, si chiede di sapere se il Governo intenda attivarsi, per quanto di propria competenza, presso le autorità indipendenti, raccomandando il rispetto della legge n. 481 del 1995 in merito alla gestione del proprio personale. Atto n. 4-00248 RAMPI MALPEZZI Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Premesso che: