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occorre evidenziare che la procedura prevede dei passaggi del tutto superflui i quali producono una perdita di tempo che nuoce esclusivamente all'avvocato che vede drasticamente allungare i tempi del suo pagamento (considerando che detta procedura viene seguita per migliaia di pratiche); come segnalato all'interrogante, in molti casi accade che dalla data di emissione del decreto di liquidazione del giudice a quella di pagamento da parte della Corte d'appello trascorrano circa due anni e mezzo. A ciò si aggiunga che, dovendo emettere la fattura elettronica prima della riscossione del dovuto, il legale, sulle somme che non ha ancora ricevuto, deve pagare le tasse; sarebbe opportuno operare una sostanziale revisione della disciplina al fine di semplificarne l'applicazione, attraverso la soppressione di incombenze del tutto inutili ed affidando buona parte della gestione della pratica allo stesso giudice attraverso l'utilizzo della piattaforma ministeriale SIAMM, ovvero, per abbreviare i tempi di liquidazione, attraverso l'affidamento di tale funzione direttamente all'ufficio spese di giustizia posto presso l'autorità giudiziaria procedente invece che alle Corti d'appello, dal momento che queste ultime si trovano a dover gestire in media ogni mese migliaia di fatture elettroniche provenienti da tutti i tribunali e giudici di pace del distretto; è necessario snellire la procedura burocratica interna al Ministero per agevolare il finanziamento delle Corti d'appello e velocizzare il pagamento dei compensi. Non è ammissibile attendere mesi prima che arrivino i fondi per saldare le migliaia di fatture elettroniche in attesa di liquidazione; con riferimento ai differimenti dell'accredito delle liquidazioni agli avvocati da parte delle Corti d'appello, continuano a registrarsi problemi causati dai costanti rinvii delle Corti d'appello dei pagamenti delle fatture; in alcuni casi, i disservizi sono dovuti anche alla mole di arretrato presso gli uffici competenti per i patrocini a spese dello Stato; questa situazione è divenuta intollerabile ed occorre porvi rimedio perché danneggia tutti gli avvocati che svolgono seriamente la loro professione e che fanno affidamento anche sui patrocini a spese dello Stato, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per risolvere le problematiche esposte. Atto n. 4-01475 IANNONE Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la scuola media "Romualdo Trifone" di Montecorvino Rovella (Salerno) versa in condizioni disastrose; lo stabile è circondato da impalcature e materiale edile, pericoloso per la salute e la sicurezza degli studenti, da più di quattro anni; attualmente, anche se la scuola è aperta, i lavori sono sospesi; secondo quanto si apprende da fonti di stampa, la Regione Campania non ha pagato lo stato di avanzamento dei lavori, bloccando il cantiere per il completamento dell'efficientamento energetico dell'istituto; i lavori hanno subito più volte rallentamenti e, in alcuni casi, sono stati sospesi per diversi mesi; ad oggi, alla ditta esecutrice è stato erogato soltanto il 30 per cento della somma stanziata dalla Regione, pari a 130.000 euro, nonostante l'impresa esecutrice avesse emesso ben due stati di avanzamento dei lavori per circa 270.000 euro; a destare preoccupazione sono anche altri plessi di Montecorvino Rovella: nel corso degli ultimi anni alcuni sono stati progressivamente chiusi, altri hanno cantieri aperti con evidenti rischi per la pubblica incolumità e gravi disagi per la localizzazione degli studenti; il 13 marzo 2019 per via di un crollo dovuto ai lavori in corso la dirigente scolastica ha chiuso la palestra della scuola e solo per miracolo non si è fatto male nessuno, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative urgenti intendano adottare, per quanto di competenza, per garantire la sicurezza degli istituti scolastici, degli studenti e del personale di Montecorvino Rovella; se non intendano avviare, per quanto di competenza, uno screening generale sulle condizioni in cui versano le diverse strutture scolastiche presenti sul territorio. Atto n. 4-01476 DE BERTOLDI Al Ministro dell'interno Premesso che: il 22 marzo 2019, in occasione di un convegno sulle diversità di genere, organizzato presso il palazzo della Provincia di Trento, si sono verificati violenti scontri tra le forze dell'ordine e i contestatori presenti all'esterno, appartenenti all'estrema sinistra, la cui manifestazione di protesta, a parere dell'interrogante, era premeditata, come confermano i ciclostili ingiuriosi lasciati a modo di firma sul pavimento della sede di piazza Dante, con l'intento evidente di impedire lo svolgimento dell'incontro; gli stessi individui facinorosi hanno invaso l'edificio anche dopo la fine della manifestazione, impedendo per diverse ore la chiusura del palazzo; gli stessi relatori del convegno sono stati isolati all'interno della struttura e impossibilitati al termine ad uscirne, a seguito degli scontri in corso, avvenuti anche a causa di gravissimi e inaccettabili comportamenti da parte di alcuni esponenti delle istituzioni locali e del sindacato, i quali incitavano i manifestanti (tra cui alcuni minorenni) all'occupazione e al danneggiamento dell'edificio, in dispregio della libertà di espressione, invece di rimanere dalla parte della legalità e dell'equilibrio di un atteggiamento più responsabile; quanto esposto a parere dell'interrogante dimostra come sia in corso da tempo, nella città di Trento, un'attività di estrema intolleranza da parte di numerosi soggetti appartenenti agli anarchici e ai centri sociali, inaccettabile e di assoluta gravità, se si considera come numerose manifestazioni pubbliche nel capoluogo trentino siano state caratterizzate da scontri anche violenti con le forze dell'ordine, finalizzati a compiere atti di guerriglia urbana, causando di conseguenza situazioni di estremo pericolo per la comunità locale e il normale svolgimento della vita quotidiana; le numerose interrogazioni parlamentari, presentate nel corso della XVIII Legislatura, rimaste attualmente senza risposta, volte ad evidenziare la grave situazione di ordine pubblico esistente attualmente a Trento, confermano a giudizio dell'interrogante l'urgente esigenza di introdurre misure finalizzate a potenziare i livelli di sorveglianza e di tutela da parte delle forze dell'ordine, al fine di fronteggiare gli atti di violenza da parte degli appartenenti all'estrema sinistra, che in diverse recenti manifestazioni pacifiche sono intervenuti con azioni di disturbo e di protesta terminate quasi sempre con scontri fisici e verbali nei riguardi delle forze dell'ordine e di coloro che invece manifestavano in forma pacifica, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'ennesimo atto di violenza verificatosi la scorsa settimana a Trento; quali considerazioni intenda esprimere in merito; se non ritenga che i numerosi atteggiamenti ostili e aggressivi da parte degli appartenenti agli anarchici e dei centri sociali trentini, che si stanno verificando da tempo, rischino di alimentare sentimenti di paura e angoscia nella pacifica comunità trentina;