[pronunce]

Quest'ultimo comma, per effetto di detta modifica, stabilisce che l'aliquota dell'IRAP, «determinata secondo quanto disposto dall'articolo 6, comma 2, della legge provinciale 31 dicembre 2001, n. 11» (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2002 e pluriennale 2002-2004 della Provincia autonoma di Trento - legge finanziaria), «è prorogata fino al periodo d'imposta in corso al 1° gennaio dell'anno successivo a quello fissato dall'art. 1, comma 43, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e delle relative proroghe previste con legge statale», cioè fino al periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2011. Nel precedente testo del comma 2 dell'art. 3, invece, la proroga era disposta «per il» (e non «fino al») periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2011. Pertanto, in base al combinato disposto dell'articolo 6, comma 2, della legge provinciale n. 11 del 2001, e del comma 2 dell'art. 3 della citata legge provinciale n. 2 del 2009, quale modificato dal censurato comma 1, lettera a), dell'art. 20 della legge della Provincia autonoma di Trento n. 19 del 2009, l'indicata aliquota dell'IRAP -applicabile ai soggetti che operano nel settore agricolo ed alle cooperative della piccola pesca e loro consorzi, di cui all'articolo 10 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 601 (Disciplina delle agevolazioni tributarie) - risulta, secondo quanto dedotto dalla difesa dello Stato, ridotta dall'«1,9 per cento» allo «0,9 per cento» e prorogata «fino al» (e non piú, come disponeva il vecchio testo dell'art. 3 della legge provinciale n. 2 del 2009, «per il») periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2011. Il ricorrente richiama al riguardo (trascrivendole integralmente) tutte le argomentazioni da lui stesso svolte nel ricorso n. 35 del 2009 a sostegno dell'illegittimità costituzionale del testo originario del comma 2 dell'art. 3 della legge provinciale n. 2 del 2009 ed afferma che esse valgono anche in relazione al testo vigente del medesimo comma, nel quale ravvisa - come si esprime - una mera «proroga dell'aliquota agevolata a tutto il 2011». Ribadisce, pertanto, che la denunciata disposizione invade la sfera di competenza legislativa esclusiva statale in materia di sistema tributario dello Stato, perché, in violazione degli evocati parametri costituzionali, si pone in contrasto con quanto stabilito dagli artt. 16, commi 1 e 3, e 45, comma 1, del d.lgs. n. 446 del 1997, i quali attribuiscono alle Regioni (ed alle Province autonome) il potere di variare, fino ad un punto percentuale, solo l'aliquota base dell'IRAP, pari al 3,9 per cento (commi 1 e 3 dell'art. 16), e non quella speciale dell'«1,9 per cento», applicabile ai soggetti che operano nel settore agricolo ed alle cooperative della piccola pesca e loro consorzi e stabilita dal comma 1 dell'art. 45 (articolo, questo, rubricato come «Disposizioni transitorie»). La difesa dello Stato ricorda, al riguardo, che la giurisprudenza costituzionale ha piú volte affermato che l'IRAP, in quanto istituita e disciplinata dalla legge statale, non costituisce tributo proprio della Regione, ai sensi del secondo comma dell'art. 119 Cost. (sentenze n. 296 del 2003 e n. 216 del 2009), e conclude, pertanto, nel senso che il denunciato comma 2 dell'art. 3 della legge della Provincia autonoma di Trento n. 2 del 2009 «eccede la competenza statutaria provinciale di cui agli articoli 8 e 9 dello Statuto di autonomia e si pone in contrasto con l'art. 16 d.lgs. n. 446/97 e conseguentemente víola l'art. 117, comma 2, lett. e), della Costituzione in materia di sistema tributario». 6.2. - Il censurato art. 45, comma 5, della medesima legge provinciale n. 19 del 2009, stabilisce che «Per i lavori pubblici i cui bandi e inviti sono stati pubblicati o, rispettivamente, inviati prima della data di entrata in vigore della legge provinciale 29 dicembre 2005, n. 20, trovano applicazione le disposizioni statali in materia di adeguamento dei prezzi». Secondo il ricorrente, la denunciata disposizione si pone in contrasto con il combinato disposto degli artt. 4, comma 3, e 133 del d.lgs. 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici), il quale vieta alle Regioni, «nel rispetto dell'art. 117, comma secondo, della Costituzione», di modificare la disciplina contenuta nel suddetto Codice dei contratti pubblici in relazione, tra l'altro, «alla stipulazione e all'esecuzione dei contratti» (art. 4) e, quindi, anche alla disciplina dell'adeguamento dei prezzi (contenuta nell'art. 133 dello stesso Codice). Poiché, prosegue la difesa dello Stato, l'istituto della revisione dei prezzi, secondo la giurisprudenza costituzionale, non tollera una disciplina differenziata nel territorio, la sua regolamentazione resta riservata alla competenza legislativa esclusiva dello Stato prevista in materia di ordinamento civile; competenza che si impone anche alla potestà legislativa delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome (sentenze n. 411 del 2008; n. 446 del 2007; n. 308 del 1993). Il ricorrente, pertanto, conclude nel senso che la denunciata disposizione eccede la competenza legislativa provinciale di cui agli artt. 8 e 9 dello Statuto di autonomia e, violando «una norma fondamentale di riforma economico-sociale posta dalla disciplina statale di settore», invade la competenza esclusiva dello Stato nella materia «ordinamento civile» (art. 117, comma 2, lettera l, Cost.). 7. - Si è costituita in giudizio la Provincia autonoma di Trento, chiedendo che entrambe le questioni siano dichiarate inammissibili od infondate. 7.1. - Con riguardo alle questioni concernenti il comma 1, lettera a), dell'art. 20 della legge della Provincia autonoma di Trento n. 19 del 2009, la resistente ne eccepisce l'inammissibilità per tre motivi: in primo luogo, perché il ricorrente non motiva sulla idoneità lesiva della disposizione impugnata, limitandosi a presupporre che questa, al pari della disposizione originaria, proroghi al 2011 l'aliquota agevolata dell'IRAP (in tema di inammissibilità per inadeguata motivazione del ricorso proposto in via principale, menziona la sentenza della Corte costituzionale n. 165 del 2007);