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Delega al Governo per il riconoscimento della qualità di forza di polizia speciale al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per l'inserimento del medesimo nel Comparto sicurezza e per l'allineamento del trattamento retributivo e pensionistico con quello percepito dal personale delle Forze di polizia a ordinamento civile. Onorevoli Senatori. -- Gli appartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco da decenni soffrono di una ingiusta ed immotivata sperequazione retributiva e pensionistica rispetto agli appartenenti agli altri Corpi dello Stato. I vigili del fuoco, ai sensi dell'articolo 8, primo comma, della legge 27 dicembre 1941, n. 1570, rivestono la qualifica di «agenti di pubblica sicurezza». Tale qualifica risulta mantenuta in vigore dall'articolo 35, comma 1, lettera d) , del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 (Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229). L'articolo 6 del decreto legislativo n. 139 del 2006 attribuisce ai Vigili del fuoco anche compiti di polizia giudiziaria nell'esercizio delle attività istituzionali; il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha preminenti funzioni di «polizia speciale ai fini della sicurezza pubblica». L'articolo 34 del testo unico di cui al regio decreto 31 agosto 1907, n. 690, stabilisce che «Gli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza vegliano al mantenimento dell'ordine pubblico, all'incolumità e alla tutela delle persone e delle proprietà, in genere alla prevenzione dei reati; [...] curano l'osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei comuni, come pure delle ordinanze delle pubbliche autorità; prestano soccorso in casi di pubblici e privati infortuni». Il Consiglio di Stato -- IV sez. giurisdizionale (ordinanza n. 245/99 del 4 marzo 1999) ha affermato che «il Corpo nazionale dei vigili del fuoco è stato, sin dall'istituzione (legge 27 dicembre 1941, n. 1570), investito dei compiti propri delle forze di polizia cui era stata demandata la tutela della pubblica sicurezza così come definita dall'articolo 1 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza). Tali compiti sono stati confermati dalla legge 13 maggio 1961, n. 469, che, all'articolo 9, ha sottolineato il carattere civile del Corpo senza, tuttavia, mutarne i compiti e le funzioni istituzionali, che sono di polizia di sicurezza ed, in generale, di tutela dell'incolumità delle persone nell'ambito della cosiddetta attività di pubblica sicurezza». Ancora il Consiglio di Stato, nella medesima ordinanza, ha affermato che «i vigili del fuoco sono soggetti ai poteri di direzione e vigilanza da parte del prefetto e svolgono istituzionalmente e non solo occasionalmente attività finalizzata alla tutela della pubblica sicurezza come gli appartenenti alle altre forze di polizia di cui all'articolo 16 della legge n. 121 del 1981». Di concorde parere la Cassazione penale (sez. VI, 25 giugno 2009, n. 38119, e sez. VI, 5 dicembre 1986) che annovera anche i vigili del fuoco tra soggetti attivi del reato di cui all'articolo 329 del codice penale, quali agenti della forza pubblica, essendo investiti di potestà di coercizione diretta sulle persone e sulle cose ai fini dell'ordine e della sicurezza pubblica. Il Consiglio di Stato -- I sez. consultiva (parere n. 1571/78 del 12 gennaio 1979), ha affermato che «l'attività di prevenzione ed estinzione degli incendi nonché quella, più in generale, di tutela della incolumità delle persone rientrano nell'ambito della cosiddetta "attività di pubblica sicurezza", di cui i vigili del fuoco costituiscono una specificazione ratione materiae . Ciò in quanto, come si evince dalla lettura dell'articolo 1 del regio decreto 18 giugno 1931 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) costituisce compito naturale ed indefettibile dell'autorità della P.S., tra gli altri, il vegliare sulla pubblica e privata incolumità, il curare l'osservanza delle leggi e dei regolamenti, nonché il portare soccorso nel caso di pubblici e privati infortuni». Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha quindi preminenti funzioni di «polizia speciale ai fini della sicurezza pubblica». Di particolare rilevanza risultano i compiti affidati al Corpo nazionale dei vigili del fuoco in ordine all'attività di difesa civile, certamente ascrivibile al più ampio ambito della pubblica sicurezza e della difesa nazionale. L'articolo 24, comma 8, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, prevede infatti che «Il Corpo nazionale, nell'ambito delle proprie competenze istituzionali, in materia di difesa civile: a) fronteggia, anche in relazione alla situazione internazionale, mediante presidi sul territorio, i rischi non convenzionali derivanti da eventuali atti criminosi compiuti in danno di persone o beni, con l'uso di armi nucleari, batteriologiche, chimiche e radiologiche; b) concorre alla preparazione di unità antincendi per le Forze armate; c) concorre alla predisposizione dei piani nazionali e territoriali di difesa civile; d) provvede all'approntamento dei servizi relativi all'addestramento e all'impiego delle unità preposte alla protezione della popolazione civile, ivi compresa l'attività esercitativa, in caso di eventi bellici; e) partecipa, con propri rappresentanti, agli organi collegiali competenti in materia di difesa civile». Sono innegabili l'abnegazione ed i sacrifici, spesso al prezzo della vita, che i vigili del fuoco quotidianamente compiono al servizio della sicurezza dei cittadini, al pari dell'attività svolta dagli altri Corpi dello Stato. Pertanto l'inserimento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco all’interno dell’articolo 16, secondo comma, della legge 1º aprile 1981, n. 121, sanerebbe una discrasia esistente sin dal 1981, e perseguirebbe obiettivi di miglioramento dell'efficienza delle funzioni ispettive ai fini della prevenzione incendi e della tutela della pubblica incolumità in genere, ivi compresa la sicurezza sul lavoro e la prevenzione e repressione degli illeciti in materia di incendi boschivi, nonché sanerebbe la assurda sperequazione esistente sotto il profilo del trattamento retributivo tra i vigili del fuoco e le (altre) forze di polizia, mediante attuazione del principio di perequazione contenuto negli articoli 43 e 43- ter della legge 1º aprile 1981, n. 121. Inoltre la locuzione «Fatte salve le rispettive attribuzioni e le normative dei vigenti ordinamenti...» di cui all'articolo 16, secondo comma, della legge 1º aprile 1981, n. 121, garantisce, al pari degli altri Corpi, l'invarianza delle funzioni istituzionali dei vigili del fuoco.