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sono numerose le misure che il Governo ha messo in campo in questi mesi, da ultimo con il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, il cosiddetto decreto "rilancio", a sostegno dell'essenziale settore del turismo, che, tuttavia, non sono da sole in grado di far riprendere al settore la strada dello sviluppo se non vengono accompagnate dalla piena operatività delle infrastrutture di trasporto serventi il settore del turismo, quali aeroporti e tratte aeree operanti sulle aree del Paese a maggiore vocazione turistica, tra cui il Sud e le isole; il ripristino delle tratte aeree è pertanto prioritario affinché le misure messe in campo possano adeguatamente svilupparsi, si chiede di sapere: se, in ragione della conclusione della fase emergenziale più critica, il Ministro in indirizzo non intenda attivarsi al fine di ripristinare il maggior numero di tratte operanti prima del lockdown con particolare riguardo per i territori dell'Italia meridionale e insulare che servono bacini di utenza altrimenti sforniti, e che ne hanno particolare necessità soprattutto in vista dell'ormai avviata stagione estiva; se non ritenga necessario, in vista del nuovo piano industriale che interessa la compagnia Alitalia, adoperarsi, d'intesa con il Ministro dello sviluppo economico, affinché vengano previste e assicurate alcune tratte aeree fuori dalle scelte di mercato, per garantire l'effettivo diritto alla mobilità. Atto n. 3-01696 FARAONE NENCINI VONO BONIFAZI COMINCINI CONZATTI CUCCA GARAVINI GINETTI GRIMANI MAGORNO MARINO PARENTE RENZI SBROLLINI SUDANO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: le conseguenze dell'emergenza economica provocata dall'epidemia da COVID-19 risultano ogni giorno più drammatiche: basti ricordare che mentre il 13 marzo 2020 la Commissione europea aveva pubblicato una stima preliminare del possibile impatto dell'emergenza sull'economia quantificata in una riduzione di 2,5 punti percentuali del tasso di crescita del PIL della UE nel 2020, negli scorsi giorni l'ISTAT ha certificato il crollo del PIL italiano nella misura dell'8,3 per cento, con una riduzione dei consumi delle famiglie dell'8,7 per cento e del 12,5 per cento negli investimenti; questi dati numerici si traducono concretamente nel fallimento di decine di migliaia di aziende e la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, fenomeni ai quali si sta già drammaticamente assistendo; il Governo e il Parlamento per rispondere a questa emergenza economica hanno messo in campo misure senza precedenti, con due scostamenti del deficit per oltre 80 miliardi di euro complessivi approvati nel giro di un mese; questi sono stati resi possibili dall'eccezionalità delle circostanze, che ha prodotto un inedito scenario nel quale si è verificato un generale consenso, anche a livello europeo, sull'esigenza di rispondere alla crisi con grandi investimenti; è opinione diffusa che uno dei principali canali nei quali indirizzare gli investimenti debba essere quello delle infrastrutture materiali, per il valore aggiunto che esse determinano immediatamente nella mobilitazione di capitali e nella creazione di posti di lavoro e nel periodo medio e lungo per il valore aggiunto che apportano a livello dei trasporti per la realizzazione di corridoi essenziali per il trasporto di merci e persone; tra questi corridoi, l'asse ferroviario Berlino-Palermo è classificato come "progetto prioritario 1" nell'ambito dei 30 progetti prioritari definiti nella decisione 884/2004/CE relativa agli orientamenti comunitari per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti, il che significa che sulla sua necessità vi è stata un'espressione ufficiale in sede europea già oltre 15 anni fa; il Presidente del Consiglio dei ministri ha annunciato pubblicamente già due settimane fa che nell'ambito degli investimenti che saranno sbloccati dall'annunciato "decreto semplificazioni" e dalla messa a disposizione dei fondi già stanziati e di quelli in arrivo quali misura in risposta alla crisi economica determinata dall'emergenza pandemica sarà valutato il progetto del ponte sullo stretto di Messina; aperture significative su tale progetto sono arrivate a livello politico proprio dai vertici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti competente e in particolare dal viceministro Cancelleri e dal sottosegretario Margiotta; lo stesso masterplan del Governo sul rilancio dell'economia ha ribadito negli scorsi giorni quanto più volte già affermato in precedenza, ossia come sia assolutamente prioritaria la realizzazione dell'alta velocità al Sud; è noto che il progetto, a differenza di molti altri, era già giunto allo stadio definitivo, con la conclusione del relativo appalto nell'ottobre 2005 e la successiva firma del contratto di assegnazione nel marzo 2006, e che dunque vi è già stata la validazione del progetto da parte tutte le autorità competenti e interessate, a cominciare dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, fino a tutti i Ministeri e gli enti regionali e locali coinvolti; un recente report realizzato dalle associazioni industriali siciliane e calabresi ha ribadito la necessità della realizzazione dell'opera attraverso il ricorso al "modello Genova" che ha permesso la realizzazione in tempi brevissimi del nuovo ponte (si veda l'articolo de "Il Sole-24 ore" dal titolo "Le imprese: un commissario per fare il Ponte sullo Stretto" del 16 giungo 2020), evidenziando tra l'altro un aumento dell'occupazione legato all'opera stimato in 100.000 posti di lavoro comprensivi dell'indotto, si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per dare avvio in tempi rapidi alla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. Atto n. 3-01697 SALVINI Matteo FAGGI PERGREFFI CAMPARI CORTI RUFA Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nell'attuale fase congiunturale, contrassegnata dalla più grave recessione del dopoguerra, il rilancio degli interventi infrastrutturali rappresenta il fattore decisivo per una più rapida uscita dalla crisi; la ripresa in termini accelerati degli interventi per la realizzazione, la manutenzione e la messa in sicurezza di opere pubbliche e di interventi di rigenerazione urbana può assicurare un contributo rilevantissimo per le prospettive occupazionali e per evitare che la situazione già critica del settore precipiti definitivamente. Inoltre, la congiuntura offre un'occasione preziosa per riallineare il nostro Paese ai maggiori partner europei quanto a dotazione infrastrutturale in modo da colmare un divario che negli ultimi anni si è progressivamente accentuato; allo stato attuale, gli interventi infrastrutturali (strade, autostrade, ferrovie, porti e aeroporti) già programmati ammontano a quasi 200 miliardi di euro, con oltre il 65 per cento delle risorse necessarie già stanziate e utilizzabili; tuttavia, tali investimenti risultano ancora oggi bloccati per ragioni a giudizio degli interroganti inspiegabili, perlopiù riconducibili a lungaggini burocratiche non più accettabili; il caso delle autostrade è emblematico: gli aggiornamenti dei piani economico-finanziari di molte società concessionarie attendono di essere approvati, in alcuni casi dal 2018, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;