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Conversione in legge del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, recante disposizioni urgenti per l’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell’area di Taranto. Onorevoli Senatori. -- L'articolo 1 mira ad estendere la disciplina, prevista per l'ammissione immediata all'amministrazione straordinaria delle imprese operanti nel settore dei servizi pubblici essenziali, alle imprese che gestiscono almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale e sono sottoposte a commissariamento straordinario ai sensi del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89. L'ammissione alla procedura, che avviene alternativamente o con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o con decreto del Ministero dello sviluppo economico, può prescrivere nell'apposito provvedimento il compimento di atti necessari al conseguimento delle finalità della procedura. Il comma 2 dell'articolo 1 prevede che il commissario straordinario dell'impresa che riveste interesse strategico nazionale può essere nominato commissario straordinario della procedura di amministrazione straordinaria. Il comma 4 sostituisce il comma 4- quater dell’articolo 4 del decreto-legge n. 347 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 39 del 2004, prevedendo che il commissario dell'amministrazione straordinaria individui l'affittuario o l'acquirente, a trattativa privata, tra i soggetti che garantiscono, a seconda dei casi, la continuità del servizio pubblico essenziale ovvero la continuità produttiva dello stabilimento industriale di interesse strategico nazionale anche con riferimento alla garanzia di adeguati livelli occupazionali. Il canone di affitto o il prezzo di cessione non devono essere inferiori a quelli di mercato. È altresì previsto che il diritto di prelazione di cui all'articolo 104- bis del regio decreto n. 267 del 1942 a favore dell'affittuario può essere concesso convenzionalmente, previa espressa autorizzazione del Ministro dello sviluppo economico e con parere favorevole del comitato di sorveglianza. Il comma 5 sostituisce il comma 4- sexies del citato articolo 4 del decreto-legge n. 347 del 2003, statuendo che in caso di affitto o cessione di azienda o di un ramo aziendale, le autorizzazioni, certificazioni, licenze o altri titoli sono trasferiti all'affittuario o all'acquirente. Il comma 7 dell'articolo 1 introduce una deroga alla disciplina dell'azione revocatoria per assicurare il raggiungimento dello scopo del commissariamento. In particolare la norma intende garantire la prosecuzione della attività produttiva dell'impresa di interesse strategico nazionale, assicurando che le risorse aziendali siano prioritariamente destinate a tale scopo. L'articolo 2, al comma 1, disciplina la normativa applicabile all'ipotesi in cui ILVA S.p. A. sia ammessa alla procedura concorsuale di amministrazione straordinaria di cui al decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, prevedendo la cessazione del commissariamento straordinario deliberato ai sensi del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61. Dispone, inoltre, l'attribuzione al commissario straordinario dei poteri necessari per attuare le prescrizioni di carattere ambientale previste dall'autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) rilasciata con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, come modificata dal piano ambientale approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014. Il comma 2 disciplina i rapporti intercorrenti tra la valutazione del danno sanitario (VDS) e le prescrizioni contenute nell'A.I.A., conformando la valutazione ai criteri metodologici stabiliti dal decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013. La VDS non può modificare unilateralmente le prescrizioni dell'A.I.A., ma consente alla regione competente di chiederne il riesame ai sensi dell'articolo 29- octies , comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Vengono altresì disciplinati i procedimenti per la modifica del piano ambientale, conseguente alla suddetta variazione dell'A.I.A. Il comma 3 specifica che l'attività di gestione dell'impresa va considerata ad ogni effetto attività di pubblica utilità e che gli interventi previsti dal piano ambientale sono dichiarati indifferibili, urgenti e di pubblica utilità e costituiscono varianti alla vigente pianificazione urbanistica. I commi da 4 a 7 disciplinano la procedura per l'attuazione del piano ambientale approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014. In particolare il comma 4 introduce misure di semplificazione per il rilascio di pareri, visti e nulla osta da parte delle amministrazioni e dei soggetti competenti, prevedendo che gli stessi debbano essere resi entro venti giorni dalla richiesta ed eventualmente prorogati di ulteriori venti giorni previa istanza motivata. È altresì previsto che, nel caso in cui tali termini trascorrano infruttuosamente, troverà applicazione l'istituto del silenzio-assenso. Il comma 5 detta la tempistica per la conclusione di tutte le misure previste nel piano di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014, stabilendo che il piano si intende attuato se entro il 31 luglio 2015 sono state realizzate almeno l'80 per cento delle prescrizioni in scadenza a quella data e che, entro il 31 dicembre 2015, il commissario è tenuto a presentare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e all'ISPRA una relazione sull'osservanza delle disposizioni contenute del predetto piano. È infine previsto che con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su istanza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, è stabilito il termine ultimo per l'attuazione di tutte le altre prescrizioni. Il comma 6 disciplina il regime di responsabilità del commissario straordinario e dei soggetti da questo funzionalmente delegati ai fini della valutazione delle condotte poste in essere in attuazione del piano di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014. In particolare, viene esclusa la punibilità delle stesse. Il comma 7 comporta l'esenzione dai reati di bancarotta, semplice e fraudolenta, per i finanziamenti all'impresa commissariata autorizzati ai sensi dell'articolo 22- quater , comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, nonché per i pagamenti e le operazioni che il commissario straordinario nominato ai sensi del decreto-legge n. 61 del 2013 ha effettuato, per le finalità della norma citata, con l'impiego delle somme derivanti da tali finanziamenti. L'esenzione trova giustificazione nel fatto che tali finanziamenti sono funzionali al risanamento ambientale ovvero alla continuazione dell'esercizio dell'attività di impresa attestata dal Ministro dell'ambiente e dal Ministro dello sviluppo economico. Il comma 8 individua le norme vigenti che continueranno a trovare applicazione, nei limiti di compatibilità, in costanza del nuovo regime di amministrazione straordinaria.