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5 Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano fino al 31 dicembre 2022. Successivamente al 30 giugno 2022, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le parti sociali, provvede, con proprio decreto, ad una rimodulazione, a decorrere dal 1° gennaio 2023, delle aliquote contributive in funzione della durata dell'orario di lavoro. III MODULAZIONE E ORGANIZZAZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO 7 (Orario settimanale di lavoro) 1 A partire dal 1° gennaio 2020, l'orario settimanale di lavoro dei dipendenti da datori di lavoro privati e pubblici e dei prestatori d'opera coordinata e continuativa è stabilita in trentaquattro ore effettive. I contratti collettivi devono prevedere una riduzione dell'orario legale di lavoro fino ad un orario medio settimanale di trentaquattro ore, fermi restando i vigenti limiti legali e contrattuali inferiori. 2 Si considera tempo di lavoro effettivo anche per mansioni di controllo di processi organizzativi o produttivi quello compreso fra l'inizio e il termine della giornata lavorativa, inclusi in ogni caso i periodi di vigile attesa determinati dalla natura della prestazione, nonché le ore retribuite di assemblea, i permessi sindacali e per allattamento e altri congedi parentali. 3 Nell'arco dell'anno la distribuzione dell'orario di lavoro settimanale e giornaliero è stabilita in sede contrattuale ed è comunicata al lavoratore all'atto dell'assunzione. Variazioni successive nella distribuzione dell'orario sono consentite previo confronto con le rappresentanze sindacali, anche aziendali, con il consenso del lavoratore interessato. 4 In nessun caso l'orario settimanale di lavoro comprensivo delle ore di lavoro straordinario può superare il limite massimo di quaranta ore e l'orario giornaliero quello di otto ore, fatti salvi i casi previsti dagli articoli 10 e 11 del regolamento di cui al regio decreto 10 settembre 1923, n. 1955. La previsione di cui al primo periodo si applica altresì ai lavoratori impegnati al servizio continuativo di un'azienda con modalità diverse dal lavoro dipendente che, allorché sia possibile, devono poter scegliere le fasce di orario funzionali alla loro attività, e comunque nell'ambito di quanto stabilito nei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. 5 Per i lavoratori addetti a mansioni che richiedono forme di reperibilità, questa non può essere stabilita in misura superiore a otto ore giornaliere, fatte salve le disposizioni contrarie delle leggi speciali e le migliori condizioni previste dai contratti collettivi. La disposizione di cui al presente comma non si applica agli addetti alle attività di assistenza medica o paramedica. 6 I lavoratori hanno diritto, per motivate esigenze, a regimi di flessibilità rispetto all'inizio e al termine della prestazione giornaliera, compatibilmente con le esigenze aziendali. 8 (Pause di lavoro e riposo giornaliero) 1 Qualora l'orario di lavoro giornaliero ecceda sei ore, il lavoratore ha diritto ad una pausa, le cui modalità, durata e condizioni di concessione sono stabilite dai contratti collettivi, anche aziendali. 2 Ove non siano prescritte pause di lavoro, il lavoratore ha comunque diritto, per ogni periodo giornaliero di lavoro eccedente le sei ore, ad una sosta di durata non inferiore a quindici minuti per ogni ora aggiuntiva. 3 Il lavoratore e il collaboratore ai sensi all'articolo 2 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, hanno diritto ad almeno dodici ore consecutive di riposo nel corso di ogni periodo di ventiquattro ore, fatte salve le deroghe previste dalla contrattazione collettiva, anche aziendale, per prestazioni di pronto intervento o di attesa nei servizi pubblici. 9 (Ferie annuali) 1 Fatto salvo quanto prescritto dall'articolo 2109 del codice civile, il prestatore di lavoro, compresi i lavoratori impegnati con modalità diverse dal lavoro dipendente e collegati funzionalmente all'organizzazione aziendale, ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuito nella misura e secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi nazionali di lavoro compatibile con la modalità lavorativa utilizzata e, comunque, non inferiore a quattro settimane lavorative. 2 Fatto salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva o da leggi speciali, il periodo di ferie deve essere goduto per almeno due settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dell'anno di maturazione e, per le restanti due settimane, nei diciotto mesi successivi al termine dell'anno di maturazione. 3 Il periodo annuale di ferie retribuite non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute, fatto salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro. 10 (Attività usuranti) 1 Per le attività usuranti, come individuate nella tabella A, allegata al decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 374, è prevista un'ulteriore riduzione dell'orario di lavoro di cui all'articolo 1, comma 2, pari ad almeno altre cinque ore settimanali, da definire in sede di contrattazione collettiva. 2 Ai fini della ulteriore riduzione dell'orario di lavoro in sede di contrattazione collettiva di cui al comma 1, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentite le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale, possono essere definite ulteriori attività particolarmente pericolose, insalubri ed usuranti in aggiunta a quelle individuate nella tabella A, allegata al decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 374. 11 (Lavoro straordinario) 1 Per lavoro straordinario si intende la prestazione lavorativa aggiuntiva rispetto all'orario giornaliero e all'orario settimanale come definiti dai contratti collettivi nazionali o, in difetto di disciplina collettiva applicabile, aggiuntiva rispetto all'orario di cui all'articolo 7, comma 1, e con carattere non continuativo o ricorrente. Il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario deve essere contenuto. 2 Al lavoratore non può essere richiesto lavoro straordinario eccedente il limite di due ore giornaliere e di sei ore settimanali, fatti salvi comunque i limiti annuali stabiliti dai contratti collettivi nazionali. 3 Fermi restando i limiti di cui all'articolo 7, l'eventuale prestazione di lavoro straordinario è stabilita in sede contrattuale. 4 Il lavoro straordinario non può essere normalmente richiesto nelle imprese o unità produttive: a che sono interessate da riduzione o sospensione dal lavoro di personale, o che lo sono state nei sei mesi precedenti, ovvero che usufruiscono di altre forme di riduzione di orario, quali quelle definite da contratti di solidarietà; b nelle quali vi sono dipendenti che fruiscono di trattamento di integrazione salariale, fatto salvo l'accertamento da parte dell'ispettorato territoriale del lavoro dell'impossibilità tecnico-organizzativa di riutilizzo dei lavoratori posti in cassa integrazione o di riassunzione dei lavoratori licenziati. 5 Fatta salva diversa disposizione dei contratti collettivi, il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario è inoltre ammesso in relazione a: a casi di eccezionali esigenze tecnico-produttive e di impossibilità di fronteggiarle attraverso l'assunzione di altri lavoratori;