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Tale eccezione, concepita in anni ormai lontani in cui alcun ruolo era attribuito, in questa materia, alle prefetture, risulta, alla luce delle considerazioni di cui sopra, non più giustificata. A ciò si aggiunga che la Prefettura è, comunque, e pesantemente, coinvolta nell’attività di demolizione promossa dalla magistratura requirente per la necessità di assicurare, attraverso il coordinamento delle risorse umane e finanziarie, la cornice di sicurezza indispensabile a garantire, talvolta con grande difficoltà, l’effettivo abbattimento dei manufatti previo sgombero e sistemazione alternativa degli occupanti. Né può essere trascurato che, sempre in termini di risorse, la gestione di tali procedure costituisce un onere non irrilevante per gli uffici di Procura che, come è noto, già non sono in grado di definire, nel rispetto del principio costituzionale della giusta durata sancito dall’articolo 111 della Costituzione, i procedimenti penali di loro competenza e presentano, proprio negli uffici per l’esecuzione delle Procure della Repubblica di maggiori dimensioni, situazioni di forte criticità. È giunta l’ora, quindi, di porre fine a questo improprio concorso di competenze riportando il sistema alla sua coerenza e riconducendo tutti gli interventi all’ambito, più pertinente e corretto, dell’azione amministrativa in senso proprio, condotta, cioè, da organi amministrativi nelle forme del procedimento amministrativo. Per le procedure in corso, in ossequio al principio fondamentale del tempus regit actum e nel rispetto di autorevoli precedenti come, ad esempio, quello registrato in occasione del trasferimento di competenze dal giudice penale alla prefettura per effetto di depenalizzazioni (decreto legislativo 30 dicembre 1999 n. 507), è stata prevista, con la norma dell’articolo 2 del presente disegno di legge, l’immediata operatività delle nuove competenze prefettizie.. Art. 1. 1. L’articolo 31, comma 9, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, è sostituito dal seguente: «9. Per le opere abusive di cui al presente articolo il giudice, con la sentenza di condanna per il reato di cui all’articolo 44, dispone la trasmissione di copia della sentenza stessa al prefetto del luogo in cui il manufatto è stato realizzato affinché questi provveda, con le modalità di cui all’articolo 41, alla demolizione delle opere stesse se ancora non sia stata altrimenti eseguita, assicurando l’ordine pubblico». Art. 2. 1. Nei casi in cui il giudice abbia già pronunciato ordine di demolizione e siano state attivate, a cura dell’ufficio del pubblico ministero presso il giudice competente ai sensi dell’articolo 665 del codice di procedura penale, procedure esecutive dirette ad eseguirlo, il giudice dispone la trasmissione, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, degli atti relativi alle suddette procedure al prefetto del luogo in cui è stato realizzato l’immobile.