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Infatti, dal 2010 ad oggi, sono oltre 800.000 gli ettari che in Italia sono stati convertiti al biologico, con una crescita percentuale, negli ultimi anni, di oltre il 70 per cento. Si tratta comunque di un dato che, già da solo, rende perfettamente l'idea di come si stia orientando il mercato, che deve spingerci tutti ad un'attenta analisi e all'adozione di misure adeguate, per stare al passo con la spinta impressa a questo settore. Il biologico in Italia viene coltivato su un numero importante di ettari da oltre 75.000 imprese. L'Italia conferma di essere quindi uno dei principali Paesi in Europa per questo tipo di coltivazione. Anche i dati sui consumi di biologico in Italia segnalano importanti indici di crescita, con un incremento generalizzato per tutte le referenze biologiche vendute sia nella grande distribuzione, sia nei negozi specializzati. L'Italia è inoltre ai primi posti in Europa per l' export di prodotti di origine biologica e - secondo una ricerca condotta dall'ISPRA - il fatturato oltre frontiera è superiore a un miliardo di euro, un importo che rappresenta più di un terzo del giro d'affari complessivo del biologico italiano. Proprio per queste ragioni ritengo, e tutti noi di Fratelli d'Italia riteniamo, che il provvedimento oggi in esame sia di estrema importanza, anche in base ai numeri che ho appena elencato, in quanto ha la funzione di disciplinare un settore in forte espansione, quale è appunto quello dell'agricoltura biologica. Il provvedimento ha l'obiettivo - come si dice anche nel testo - di favorire e promuovere iniziative volte all'incremento delle superfici agricole condotte con il metodo biologico, anche attraverso interventi volti a incentivare la costituzione di organismi, punti e piattaforme di aggregazione delle filiere e dei prodotti biologici, perfettamente in linea con gli obiettivi europei per la realizzazione del PNRR. Vorrei accennare brevemente a quelle che sono per noi le disposizioni più importanti dell'atto in esame. Riteniamo importante l'istituzione, presso il Ministero delle politiche agricole, di un tavolo tecnico per la produzione biologica, il quale avrà il compito di delineare le priorità del Piano di azione nazionale, con particolare attenzione alla ricerca. Importante è quindi l'aver previsto anche un Piano d'azione nazionale per la produzione biologica; come riteniamo importante citare le misure previste dall'articolo 6 del testo, che noi di Fratelli d'Italia sposiamo in pieno, cioè il fatto che si istituisca il marchio biologico italiano che caratterizza i nostri prodotti. Così come riteniamo importante la costituzione di distretti per la valorizzazione di zone vocate al biologico. In particolare, crediamo che questo passaggio possa aiutare le zone montane e le zone periferiche, di per sé indirizzate a pratiche di coltivazione o di allevamento naturali già per vocazione biologica (se così la possiamo definire), grazie però alla scarsa industrializzazione e al basso inquinamento presenti in quelle zone. Per noi tutto quello che può valorizzare e aiutare le zone montane è positivo. Le misure che ho appena elencato sono solamente alcune nell'insieme degli interventi dell'intero provvedimento, ma sono un esempio di come il testo in esame oggi in quest'Aula vada nella giusta direzione. Il lavoro in Commissione ha profondamente mutato il testo approvato alla Camera; siamo però convinti che si poteva e si doveva fare meglio. Proprio con questo obiettivo - ad esempio - siamo intervenuti in Commissione affinché l'agricoltura biologica non fosse equiparata all'agricoltura biodinamica. Peccato per la bocciatura del nostro emendamento che chiedeva l'abolizione del comma 3 dell'articolo 1, in quanto in esso si vuole equiparare l'agricoltura biologica all'agricoltura biodinamica, indicando solo genericamente il rispetto delle disposizioni del regolamento UE in materia di agricoltura biologica, senza definire il metodo dell'agricoltura biodinamica, che - come sappiamo - è frutto solamente di autoregolazione privata e non risponde a regolamentazioni normative né europee, né nazionali. Coerentemente, abbiamo votato gli emendamenti della senatrice Cattaneo, che andavano nella stessa direzione, e ci siamo conseguentemente astenuti sugli articoli 1, 5 e 8. Abbiamo comunque dato il nostro contributo. Nella discussione in Commissione abbiamo proposto un nostro emendamento per aiutare gli agricoltori che subiscono perdite a causa della decertificazione di prodotto biologico a seguito di contaminazione durante la filiera. Come sappiamo, i prodotti agricoli italiani non possono essere venduti come biologici se presentano contaminazioni di prodotti non ammessi al sistema produttivo. Purtroppo questa contaminazione può avvenire anche durante le fasi di commercializzazione che portano il prodotto sui banchi di vendita e, quindi, dovevamo prevedere una qualche forma di ristoro. Abbiamo ritirato l'emendamento e abbiamo presentato un ordine del giorno condiviso che impegna il Governo ad adottare misure per compensare le eventuali perdite dei produttori. Detto tutto ciò - mi avvio alle conclusioni - credo che dobbiamo anche fare una profonda riflessione su quale potrà essere il futuro dell'agricoltura. Nei prossimi decenni la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi e il tema dell'alimentazione umana sarà al centro della discussione politica. Senza però andare in ambiti mondiali, noi abbiamo il dovere non solo di puntare sulla qualità, ma anche di garantire un minimo di autonomia alimentare alla nostra Nazione. Già al momento abbiamo grosse difficoltà nell'essere autosufficienti in molti settori agroalimentari e nel futuro la situazione potrebbe essere ancora più critica. Non possiamo certo pensare di poter risolvere il problema puntando solo sull'incremento del biologico, senza contare poi che, sul piano sociale, rischiamo di creare anche delle discriminazioni fra cittadini che non potranno permettersi di consumare prodotti di qualità biologica a causa del loro maggior costo. Tali elementi devono portarci a trovare soluzioni sempre più all'avanguardia per l'agricoltura e a coniugare produzione, modernità e qualità. (Applausi) . Con queste considerazioni finali fornite come spunto di riflessione per tutti noi, ribadisco il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia al disegno di legge in esame, perché riteniamo opportuno dare - sì - una regolamentazione al settore tramite questo provvedimento, ma, nonostante l'enfatizzazione data al biologico, riteniamo che questa non possa essere l'unica via per la nostra agricoltura. (Applausi) . PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, senza la pretesa di coartare gli interventi, rilevo però che, se i Gruppi sono disponibili a ridurre i tempi di parola, eventualmente consegnando il testo scritto, riusciamo forse a concludere l'esame del provvedimento prima di procedere alla sanificazione dell'Aula. STEFANO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, proverò a contenere i tempi, ma ho necessità di dire alcune cose con chiarezza, motivo per cui ho accettato di buon grado l'invito del mio Gruppo a svolgere la dichiarazione di voto sul disegno di legge in esame, recante disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico.