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40 leggi su 80 hanno avuto il voto di fiducia, che avremo di nuovo domani, addirittura bino, uno probabilmente nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio, l'altro probabilmente nella notte o nella mattinata di venerdì. Eppure la presidente di quest'Aula, la senatrice Alberti Casellati, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno più volte evocato e invocato il ritorno alla democrazia parlamentare e alla logica della piena rappresentanza non perché il Parlamento in sé debba essere centrale, ma perché il Parlamento in sé è il luogo della rappresentanza politica e istituzionale più alta e, come tale, richiede rispetto. Il Parlamento è invece in un angolo e non è soltanto un problema di emergenza pandemica. Concludo con una domanda: se l'emergenza diventa però strutturale, perlomeno per i prossimi due, tre o quattro anni, e mi auguro che questa non sia una profezia, ma soltanto un errore di lettura dei prossimi mesi, allora c'è bisogno di ripensare gli strumenti per affrontarla. Il rischio è infatti che prevalgano l'irrazionalità e un'esagerazione di individualismo e la somma di questi due fattori, alla fine, è la paura e l'assenza della speranza, cioè la solitudine e l'isolamento di chi soffre di più e dei più deboli. Si risponde anche nel modo che ho provato ad indicare. Immagino che l'elezione del Capo dello Stato debba essere un punto di partenza e non il punto centrale di un'equazione soltanto parlamentare. Se posso fare un esempio, citerei quello di Einaudi, che rappresentò l'inizio della fine di un ventennio, a Costituzione appena approvata, e l'inizio di una Italia che si avviava a diventare felicemente democratica. Siccome in quest'Aula, Presidente, si è parlato addirittura della tutela del sughero nazionale e siccome il Parlamento europeo si sta avviando a discutere del proprio futuro e del futuro dell'Unione europea, quanto mai utile sarebbe una sessione parlamentare da destinare a discutere apertamente e coralmente del futuro dell'Italia. Continuo a pensare - e ho concluso - che il futuro dell'Italia non possa essere vaticinato soltanto dai virologi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Giacobbe. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, intervengo oggi per sottolineare il segnale dato dal Gruppo Partito Democratico, dal Senato e dal Governo ai nostri connazionali all'estero. Tanti temi erano stati proposti in sede di esame del disegno di legge di bilancio, ma abbiamo dovuto concentrare i nostri sforzi e soprattutto le risorse solo su alcuni, che credo siano sostanzialmente il segnale del forte collegamento dell'Italia con i cittadini, dentro e fuori i confini nazionali. Già la Commissione di cui mi onoro di far parte, nella stesura del parere, aveva dato il segnale di un convinto sostegno alle nostre comunità all'estero. Con l'approvazione della legge di bilancio, stiamo dando contezza a un lavoro svolto in maniera certosina e soprattutto di enorme valore, conferendogli concretezza. Due milioni di euro vengono aggiunti agli investimenti dell'Italia per le nostre comunità all'estero. Per la promozione della lingua e della cultura italiana sono stati stanziati 600.000 euro aggiuntivi rispetto al finanziamento a regime, destinati in particolare al sostegno degli enti gestori di corsi di lingua e cultura nelle scuole locali. Per il personale a contratto presso le rappresentanze diplomatiche e consolari sono stati stanziati 800.000 euro a decorrere dal 2022, quindi in maniera permanente, per adeguare le retribuzioni. Infine, per il sostegno alla rete dei consoli onorari, sono stati stanziati 600.000 euro, un ulteriore segnale alla rete di servizi per le nostre comunità, che ha subito forti pressioni in questi anni a causa dell'emergenza sanitaria. I consoli onorari, infatti, facilitano l'accesso ad importanti servizi ai nostri connazionali che vivono lontani dalle sedi diplomatico-consolari. Immaginate il caso degli italiani che vivono a Darwin, in Australia, ad oltre 3.000 chilometri dal consolato di Brisbane. Entriamo nel merito di questi tre importanti interventi. È stato ribadito il forte interesse dell'Italia per i nostri connazionali fuori confine e per una maggiore proiezione del sistema Italia nel mondo, grazie al sostegno dei programmi per la diffusione di lingua e cultura. Il nostro Paese si arricchisce e si espande nel mondo, anche - e, direi, soprattutto - con la diffusione della sua lingua e della sua cultura. (Applausi) . Un ulteriore sostegno va a favore di quanti ogni giorno sono impegnati a garantire i servizi della rete consolare all'estero, gli impiegati a contratto, che rappresentano un'importante parte del motore dell'amministrazione oltre confine. Tanti fattori hanno guidato la nostra azione politica per l'approvazione di risorse per un adeguamento dei loro salari. Fra questi ricordo la conclamata carenza di personale e l'oggettiva vacanza di organici, l'aumento del costo della vita nei Paesi della rete diplomatico-consolare, le tensioni sui mercati dei cambi e un netto peggioramento delle condizioni di vita, legato al progressivo deterioramento del quadro internazionale, che si riverbera in un aumento dei fattori di rischio e disagio. Risultati come questi vanno a beneficio della rete consolare, ma soprattutto delle nostre comunità e dei servizi che ricevono ogni giorno. Sempre nell'ottica della garanzia di maggiori servizi ai nostri concittadini all'estero, sono stati stanziati ulteriori fondi per la rete dei consoli onorari, che operano soprattutto nei Paesi in cui si trovano le più alte concentrazioni delle collettività italiane o in quelli interessati da intensi flussi turistici, dove spesso sono richiesti interventi a tutela dei connazionali in difficoltà. La presenza in loco di un console onorario può essere, in molti casi, risolutiva di diverse problematiche. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha da tempo avviato un progetto volto a dotare i consoli onorari delle attrezzature per la rilevazione dei dati biometrici per il rilascio di passaporti. Tale progetto, oltre ad essere visto favorevolmente dalla collettività, ha consentito un notevole risparmio di tempi e costi, ma si è tradotto in un ulteriore onere, spesso pesante, per i consoli onorari. Voglio ricordare che i consoli onorari ricevono solo un contributo per il rimborso spese, che in molti casi ha solamente un valore simbolico, a fronte delle significative spese che sono tenuti a sostenere. Il contributo previsto in questa manovra di bilancio è un risultato importante e un segnale verso coloro che ogni giorno sono impegnati, a vari livelli, a sostegno dei servizi ai nostri concittadini nel mondo. Come accennato all'inizio, tanti sarebbero stati i temi da trattare, tutti importanti, ma - purtroppo - non è stato possibile affrontarli. Voglio qui ricordarne due, secondo me lasciati in sospeso e che hanno bisogno di una particolare attenzione: il primo riguarda la rete delle camere di commercio italiane all'estero e il secondo il valore del turismo di ritorno.