[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito dell'Allegato E del d.P.C.m.11 maggio 2001, recante «Individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative da trasferire alle regioni ai sensi dell'art. 4, comma 1, del decreto legislativo 5 giugno 1997, n. 143», nella parte in cui individua i beni dello Stato, siti nel Veneto, non trasferiti alla Regione, promosso con ricorso della Regione Veneto, notificato l'8 agosto 2001, depositato in cancelleria il 14 successivo ed iscritto al n. 27 del registro conflitti 2001. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 27 aprile 2004 il Giudice relatore Alfonso Quaranta; uditi gli avvocati Romano Morra e Luigi Manzi per la Regione Veneto e l'Avvocato dello Stato Franco Favara per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- La Regione Veneto ha proposto - con ricorso notificato in data 8 agosto 2001 e depositato in data 14 agosto 2001 - conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri in relazione all'Allegato E del d.P.C.m. 11 maggio 2001, recante «Individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative da trasferire alle regioni ai sensi dell'art. 4, comma 1, del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143» (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 giugno 2001, n. 134, supplemento ordinario), nella parte in cui non ha trasferito alla ricorrente taluni beni siti nel Veneto, mantenendoli in proprietà allo Stato. Il predetto atto lederebbe le attribuzioni costituzionali conferite alla Regione Veneto dagli artt. 117, primo comma, 118, primo comma, e 119 della Costituzione, «per il tramite di varie norme legislative interposte», tra cui gli artt. 66-78 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui all'art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382), nonché l'art. 1 del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143 (Conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione dell'Amministrazione centrale). 1.1.- La ricorrente premette che gli artt. 117, primo comma, e 118, primo comma, della Costituzione, attraverso le citate norme legislative interposte, hanno trasferito alla Regione Veneto un «elevatissimo numero di funzioni e compiti amministrativi» nelle materie dell'agricoltura e delle foreste, conservando allo Stato solo funzioni e compiti di rilievo nazionale. Al fine di consentire l'esercizio di dette funzioni e compiti in modo effettivo, l'art. 1, terzo comma, numero 2, della legge 22 luglio 1975, n. 382 (Norme sull'ordinamento regionale e sulla organizzazione della pubblica amministrazione), gli artt. 3, comma 1, lettera b), ultimo periodo, e 7, comma 1, della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), l'art. 4, comma 1, del d.lgs. n. 143 del 1997, nonché l'art. 7, comma 3, primo periodo, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) , hanno stabilito che lo Stato avrebbe dovuto trasferire alla Regione tutti i beni necessari per consentirle, appunto, l'esercizio di dette funzioni, mantenendo i soli beni strumentali all'esercizio delle funzioni e dei compiti conservati. 1.2.- Detto trasferimento nelle materie dell'agricoltura e delle foreste è stato previsto, prosegue la ricorrente, dall'art. 4 del d.P.C.m. 11 maggio 2001, che ha conservato allo Stato i soli beni necessari per l'esercizio delle uniche funzioni, affidate al Corpo forestale dello Stato dalle leggi 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette) e 9 dicembre 1998, n. 426 (Nuovi interventi in campo ambientale), di riduzione in pristino - a seguito di interventi vietati - in danno dei trasgressori, dei luoghi rientranti nelle aree naturali protette (art. 6, comma 6, della legge n. 394 del 1991), nonché di sorveglianza sui territori delle aree naturali protette di rilievo internazionale e nazionale (art. 21, comma 2, della medesima legge). La Regione ritiene che, «in contraddizione logica manifesta con gli intenti dichiarati» nell'art. 4 del d.P.C.m. citato, lo Stato, con l'impugnato Allegato E del medesimo d.P.C.m. , non avrebbe provveduto a trasferirle una notevole quantità di beni, ad esso non necessari per l'esercizio delle suddette funzioni affidate al Corpo forestale dello Stato. Detti beni sarebbero costituiti da: cinque Comandi stazione del coordinamento territoriale del Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi; vaste aree agro-silvo-pastorali (boschi e pascoli); tredici immobili connessi alle predette aree agro-silvo-pastorali. Si tratta di beni che, secondo la ricorrente, atterrebbero «strutturalmente all'agricoltura e alle foreste» e in quanto tali sarebbero necessari per esercitare in modo effettivo le funzioni e i compiti spettanti alla ricorrente stessa nella suddetta materia. 1.3.- Nell'ultima parte del ricorso la difesa della Regione Veneto, per dimostrare la fondatezza delle argomentazioni sostenute, afferma come, sul piano teorico, sia meritevole di condivisione la tesi secondo cui in tanto può dirsi che un soggetto è titolare di un potere in quanto ha la possibilità di esercitarlo. Ciò significa, continua la difesa regionale, che nel caso in esame la Regione Veneto «non avendo i beni necessari per potere esercitare le funzioni ed i compiti» ad essa spettanti nella materia in esame, «non ha la possibilità di esercitare tali funzioni e compiti e, dunque, si deve concludere che non abbia questi ultimi». 1.4.- Sulla base delle riportate motivazioni la ricorrente chiede che questa Corte voglia: «1) dichiarare che lo Stato non ha la possibilità di mantenere ed ha l'obbligo di trasferire alla Regione Veneto i beni statali, siti nel Veneto, necessari alla Regione per poter esercitare le funzioni ed i compiti amministrativi ad essa trasferiti nelle materie dell'agricoltura e delle foreste; 2) annullare l'Allegato E del d.P.C.m. 11 maggio 2001, nella parte in cui ha individuato i beni dello Stato, siti nel Veneto, che sono mantenuti allo Stato e non trasferiti alla Regione del Veneto, ai fini di cui all'art. 4 del d.P.C.m. citato».