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Tornando agli studenti, tra i problemi che il Paese deve risolvere c'è anche quello della connessione Internet. Molti esponenti del nostro Gruppo ne hanno già parlato, ma nessuno ha ancora risolto nulla. Uno su quattro, ad oggi, in casa non ha una connessione Internet all'altezza della situazione; un altro 36 per cento ha rimediato solo all'inizio dell'emergenza. Le cause più ricorrenti della difficoltà di connessione sono imputabili, per il 61 per cento, al fatto di non avere un collegamento veloce che supporti la fluidità delle lezioni, mentre il 23 per cento accede a Internet usando hotspot con pochi giga a disposizione e in una famiglia non si può far studiare un bambino con solo un cellulare (Applausi); il 9 per cento non ha neanche questo (Applausi) . È chiaro che se sommiamo tutti questi problemi, molti studenti rischieranno di stare a casa. Sulle strutture scolastiche ho sentito pochissimo, se non nulla. Bisogna controllare, devono esser stanziati fondi per migliorare le strutture e il sistema scolastico; sulla scorta del sistema scolastico americano, bisogna integrare all'interno delle scuole mense, che da noi non ci sono o sono pochissime, palestre funzionanti, spazi per attività da svolgere in sicurezza. Si parla di fondi che arrivano alle scuole, di cifre stanziate per migliorare la scuola, ma poi nei territori non se ne conosce la destinazione. È ora che i cittadini sappiano che fine fanno queste risorse e dove vanno a finire. Inoltre, è di queste ore l'appello di diverse associazioni non profit affinché si intervenga in sede di conversione del decreto-legge rilancio, per riparare alle gravi ingiustizie nei confronti della fondamentale realtà delle scuole pubbliche e paritarie italiane. È indispensabile considerare il sistema scolastico come unico, ma articolato in scuola statale e scuola paritaria. (Applausi) . In questo modo, è giusto che si trovino risorse adeguate per gli uni e per gli altri. Oggi stiamo ancora discutendo di questo problema e a risentirne saranno sempre i nostri bambini che saranno il futuro del nostro Paese. Ribadisco, in conclusione, la necessità di stabilizzare immediatamente il personale precario, anche se non ha raggiunto i tre anni di servizio. Il Ministro afferma che devono solo avere tre anni di servizio, ma è sbagliato. Penso agli insegnanti che hanno fatto supplenza per un anno intero o che magari hanno svolto corsi di formazione, corsi-concorso, percorsi abilitanti speciali (PAS) o comunque selettivi a fine percorso: che facciamo, dove li mandiamo? In conclusione, mettiamo mano a questa scuola perché, se ci pensate, la maggior parte dei nostri figli trascorre metà giornata o forse più a scuola piuttosto che a casa, è lì che si formano e quindi mettiamoci mano. Mi dispiace che il Ministro non sia presente, avrei voluto conoscerla. Oggi ho ascoltato il telegiornale e al ministro Azzolina va tutta la mia solidarietà per quello che è accaduto; so che ha chiesto la scorta perché è stata minacciata. Ritengo inaccettabile ogni forma di dissenso espresso attraverso atti di violenza fisici o verbali; il confronto civile tra le parti deve essere sempre favorito, ma ahimè mi rendo conto che l'insulto gratuito è facile ed è tipico di chi evidentemente non ha argomenti per parlare; pertanto, al Ministro va tutta la solidarietà del Gruppo Forza Italia. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Alessandrini. Ne ha facoltà. ALESSANDRINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, la chiusura delle scuole è una ferita per tutti. È impossibile non riconoscersi in questa affermazione pronunciata dal Presidente della Repubblica in occasione di un messaggio indirizzato al mondo scolastico, che interpreta alla perfezione il sentimento di tristezza di tutti gli operatori della scuola, ma allo stesso tempo si fa portatore del disagio di milioni di famiglie, preoccupate dell'andamento e della qualità del percorso formativo dei propri figli. Noi oggi in quest'Aula stiamo valutando un provvedimento che dovrebbe farsi interprete delle esigenze di certezza che chiedono studenti e genitori, ma che invece è ben lontano dal prevedere azioni che possano fornire soluzioni chiare e definitive. Il Ministro, sin dal momento del suo insediamento, ha mostrato una sostanziale chiusura rispetto alle proposte e alle soluzioni della Lega e del centrodestra in genere, assumendo un atteggiamento prevenuto. Ricordo, anzi ricordiamo bene tutti, il suo repentino abbandono di una videoconferenza con tutti gli assessori regionali alla scuola, nel corso della quale, senza nessuna di forma di preavviso e in totale spregio delle più elementari regole di buona educazione, ha evitato di rispondere alle domande che le venivano rivolte. Se questo provvedimento doveva essere il suo biglietto da visita per mostrare quali fossero le intenzioni reali, cioè mettersi in contrasto con il mondo della scuola, allora posso assicurare che c'è riuscita benissimo. Questo testo costituisce infatti un concentrato di contraddizioni, carenze e soluzioni pasticciate. (Applausi). Non sarebbe stato meglio stabilire fin da subito la chiusura delle scuole e non optare per soluzioni incerte? E poi, che errore proclamare fin da subito che tutti sarebbero stati promossi; in tal modo - lo sappiamo bene - molti studenti si sono potuti adagiare su questa soluzione ed evitare così di impegnarsi fino alla fine nella didattica a distanza. Riguardo alla reale possibilità di svolgere la didattica a distanza, si scopre che i dati sono molto diversi da quelli forniti dal ministro Azzolina in Senato; parlava di oltre l'80 per cento di studenti raggiunti, ma le rilevazioni ci dicono che quasi il 30 per cento non dispone a casa di un dispositivo per seguire la didattica e il 23 per cento ha problemi di connessione. Quindi un 50 per cento degli alunni non può seguire le lezioni o, se lo fa, lo fa con molta fatica. Inoltre, l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza ha lanciato l'allarme per i ragazzi con disabilità, per i minorenni in condizioni di povertà e marginalità, per quelli nel circuito penale, per i figli dei detenuti e per i minori segnati dall'epidemia in famiglia. Per rendere effettivo il diritto all'istruzione bisogna fare in modo che chi è privo di PC o tablet connessi ne sia dotato, monitorando costantemente quanti studenti siano effettivamente raggiunti. Riguardo ai problemi di connessione che ho citato voglio ricordare una situazione che riguarda alcune parti del mio territorio, l'Umbria: mi riferisco al cratere sismico, dove la fibra ottica è ancora assente, per cui sostenere il carico dei collegamenti Internet in famiglia e con più di un figlio, con i genitori che magari lavorano in smart working , è difficile, se non impossibile. Voglio stigmatizzare un fatto: in questi giorni di emergenza da coronavirus, nella ridda dei provvedimenti di urgenza e delle conferenze stampa del Governo, non ho mai sentito un accenno alla situazione dei territori terremotati. Gli abitanti di queste zone stanno vivendo un'emergenza nell'emergenza.