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se il Ministro in indirizzo non intenda verificare, per quanto di sua competenza, quali siano le ragioni per le quali il provvedimento di sospensione è stato adottato non da parte dell'ordine professionale territorialmente competente, come stabilito dall'articolo 4 del decreto-legge n. 44 del 2021, ma dall'ASP 6 di Palermo; se sia a conoscenza di altri casi di sospensione dal servizio di personale sanitario che non abbia adempiuto al rispetto dell'obbligo vaccinale, con conseguente privazione della retribuzione, sospensione disposta da organi incompetenti ex lege . Atto n. 4-07353 TURCO ANASTASI Ai Ministri dello sviluppo economico, della transizione ecologica e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: da tempo le organizzazioni sindacali denunciano che all'interno dello stabilimento siderurgico di Taranto, principale polo produttivo di acciaio in Europa, le gravi carenze relative alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti potrebbero mettere a serio rischio l'incolumità dei lavoratori e dei cittadini del territorio; il 30 luglio 2022 si è verificato un incendio, peraltro visibile anche da diverse e vaste zone della città distanti dallo stabilimento, ad uno dei nastri trasportatori che collegano i parchi minerali del siderurgico dell'ex Ilva al 4° sporgente del porto di Taranto; secondo fonti interne alla fabbrica, qualche giorno prima dell'evento, un altro nastro si era spezzato e l'azienda è intervenuta per riparare il danno; si sottolinea che questo è il terzo incidente all'interno dello stabilimento nel giro di appena 15 giorni. In particolare, nella tarda serata del 29 giugno, nell'area di colata continua, mentre un gruista sollevava un bramma caricandolo sul carroponte, improvvisamente si sono rotte le funi che, come fruste, hanno urtato violentemente la zona di evacuazione e, successivamente, è precipitato il bozzello, di considerevole peso, da un'altezza di circa 15 metri. Il 14 giugno in Afo 1, dell'acciaio liquido ad alte temperature insieme a loppa è fuoriuscito dalla tubiera, occupando il piano di colata che, in condizioni normali, vede impegnate decine di lavoratori, si chiede di sapere: se si preveda di rafforzare le attività di controllo e di prevenzione del piano di sicurezza e tutela ambientale; se sussistano prescrizioni concordate nei piani di manutenzione ordinaria e straordinaria, con riferimento anche alle relative risorse destinate a tali attività; se le attività di controllo e prevenzione di incidenti siano oggetto di revisione, tenuto conto della frequenza di questi ultimi. Atto n. 4-07354 CORRADO Margherita LANNUTTI GRANATO Bianca Laura ANGRISANI Luisa Al Ministro della cultura Premesso che lo scioglimento anticipato delle Camere ha vanificato la possibilità di tradurre in un atto di indirizzo il lavoro istruttorio svolto dalla 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) nei mesi scorsi, su iniziativa della prima firmataria della presente interrogazione, finalizzato ad approfondire il valore culturale della moneta nei contesti archeologici, valore rivelatosi fondamentale per la ricostruzione della circolazione monetale, della società e dell'economia nell'antichità, nel Medioevo e nella prima età moderna, nonché a cogliere le criticità che riguardano la tutela del patrimonio numismatico di natura archeologica; considerato che: dopo profonde riflessioni teoriche sull'interpretazione dei rinvenimenti monetali in scavo, avviate in ambito anglosassone dal 1965, anche in Italia si sono avuti importanti sviluppi nello studio del significato della moneta in rapporto al luogo e al contesto archeologico di rinvenimento, concretizzatisi in particolare nei convegni di Roma nel 1986, 2011 e 2018, nonché di Trieste nel 2022 (Fundmünzen & Co., "30 years of ancient coin finds (VI cent. BC - VIII cent. AD)", università degli studi di Trieste); l'Italia ha riconosciuto l'importanza culturale delle "cose di interesse numismatico" sin dalla prima normativa nazionale di tutela (legge n. 364 del 1909, art. 1), contenente previsioni integralmente recepite e ampliate nell'evoluzione normativa successiva (legge n. 1089 del 1939, artt. 44 e 49), con il riconoscimento dell'interesse pubblico prevalente della conservazione e della trasmissione del patrimonio archeologico rinvenuto nel sottosuolo alle generazioni future, attraverso l'attribuzione della proprietà allo Stato di tutto ciò che fosse oggetto di rinvenimento (casuale o in seguito a ricerche), e nel codice civile (del 1942, art. 826), sino all'attuale codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42 del 2004), che in particolare, all'art. 91, prescrive l'appartenenza allo Stato delle cose indicate nell'articolo 10 (beni culturali), da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini; l'Italia ha inoltre sottoscritto la convenzione europea sulla protezione del patrimonio archeologico a Londra il 6 maggio 1969 (ETS n. 66) e la sua revisione a La Valletta il 16 gennaio 1992 (ETS n. 143), ratificando quest'ultima con legge n. 57 del 2015, per la sua "piena ed intera esecuzione" (art. 2). E la convenzione europea de La Valletta (art. 1) recita: "1. L'obiettivo della presente Convenzione (riveduta) è di proteggere il patrimonio archeologico in quanto fonte della memoria collettiva europea e strumento di studio storico e scientifico. 2. A tale scopo sono considerati come costituenti il patrimonio archeologico tutti i reperti, beni e altre tracce dell'esistenza dell'uomo nel passato: i) la cui salvaguardia e studio permettono di descrivere l'evoluzione della storia dell'uomo e del suo rapporto con la natura; ii) i cui principali mezzi di informazione sono costituiti da scavi e scoperte, nonché da altri mezzi di ricerca concernenti l'uomo e l'ambiente che lo circonda; iii) che si trovano su territori soggetti alla giurisdizione delle Parti contraenti. 3. Il patrimonio archeologico comprende le strutture, costruzioni, complessi architettonici, siti esplorati, beni mobili, monumenti di altro tipo e il loro contesto, che si trovino nel suolo o sott'acqua"; valutato che: con la novella apportata dal decreto legislativo n. 62 del 2008 all'articolo 10, comma 4, lettera b) , del codice dei beni culturali si è richiesto il carattere di rarità o di pregio per sottoporre a dichiarazione di interesse culturale i beni numismatici, introducendo un'eccezione nel sistema normativo, perché nel caso degli altri beni (storici, artistici, archeologici, etnoantropologici, paleontologici) per essere considerati "beni culturali" è sufficiente un generico "interesse" nel caso di appartenenza pubblica (art. 10, comma 1), o un interesse riconosciuto "particolarmente importante" nel caso di appartenenza privata (comma 3), ma senza che tale modifica possa incidere rispetto ai beni potenzialmente oggetto di rinvenimento "nel sottosuolo o sui fondali marini" (art. 91 del codice), appartenenti allo Stato in forza di legge;