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Con l'approvazione di questa legge accorciamo le distanze tra cittadini e istituzioni, considerato che il risultato a cui siamo arrivati è anche frutto dell'ascolto delle istanze del territorio; dimostriamo che per lo Stato non esistono cittadini di serie B; diamo un segnale tangibile investendo importanti risorse affinché le nostre isole possano rappresentare il nostro miglior biglietto da visita per l'Europa e per il mondo. Permettetemi infine di rivolgermi ai sindaci dei Comuni delle isole minori, lagunari e lacustri: avete l'onore e l'onere di governare ed amministrare queste terre; vi chiedo quindi di non attenervi solo al buono di questo provvedimento, ma andate oltre. Attivatevi per far sì che possono nascere nuove sinergie e forme di collaborazione, con la partecipazione dei cittadini che amano la loro terra e sono desiderosi di prendersene cura, iniziando da buone pratiche già in corso. Ringrazio davvero tutti coloro che onestamente e convintamente hanno dato il loro contributo su questo disegno di legge, dichiaro il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). SOLINAS (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SOLINAS (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per richiamare l'attenzione della Presidenza sul combinato disposto degli articoli 100, comma 8, e 103 del Regolamento, ossia una correzione meramente formale del testo. La Commissione ha fatto una pregevole lavoro di catalogazione e inventariazione di tutte le isole minori suddividendole tra isole marine e isole lacustri e lagunari. Tra le isole lacustri è stata espunta un'isola che sta in Sardegna e mi chiedevo se in sede di coordinamento formale potesse essere ricompresa, perché faceva parte del disegno di legge presentato dal Gruppo cui appartengo. Si tratta dell'isola che ha al suo interno la chiesa di San Sebastiano e si trova sull'invaso artificiale di Is Barrocus. Era presente in uno dei testi di legge che è stato unificato, ed è stata poi espunta non so se per un mero errore materiale. Quindi in sede di coordinamento formale vorrei chiedere se fosse possibile reinserire il riferimento a tale isola, visto che era presente. PRESIDENTE . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sul punto. MANTERO, relatore . Signor Presidente, al momento direi di no perché, dopo aver svolto delle verifiche, abbiamo incluso tutte le isole che abbiamo ritenuto abitate o che avessero bisogno di finanziamenti e le esclusioni sono state operate scientemente. Eventualmente potremmo effettuare nuove verifiche in occasione del passaggio alla Camera. GAVA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, la risposta è negativa perché le isole da includere sono state verificate. PRESIDENTE . Colleghi, dagli elementi presenti agli atti mi sembra che non stiamo parlando di un errore materiale, ma di un emendamento e quindi proseguiamo. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 497, nel suo complesso, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori marine, lagunari e lacustri». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B)(Applausi). Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 149, 757, 776 e 789. Interventi non iscritti all'ordine del giorno D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, intervengo per richiamare l'attenzione del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sulla mia iniziativa di sindacato ispettivo 3-00241 , riguardante la chiusura di un importante viadotto, l'unico che collega Molise e Abruzzo, denominato viadotto Sente. Dal 13 settembre su questo viadotto è stata impedita la circolazione del traffico. C'è bisogno di un intervento straordinario a opera di ANAS, poiché questo viadotto è al termine della sua vita tecnica e quindi del suo esercizio. C'è bisogno di un intervento coerente, significativo sul piano economico. Ma cogliendo questa occasione, voglio richiamare le attenzioni del Ministero, e naturalmente del Ministro, al fine di evitare per il futuro di essere colti di sorpresa dalla vita tecnica di un'infrastruttura, insediando la tradizione di un certificato del fabbricato o dell'infrastruttura che determini e stimi periodicamente, tramite una visura tecnica, la resistenza della stessa. Adesso, per esempio, è impedita la normale vita (io starei per dire: la civiltà) di intere popolazioni a cavallo di Abruzzo e Molise. Questo, naturalmente, non mi impedisce di richiamare anche l'attenzione del Ministro su un'altra vicenda assurda che ha riguardato alcuni piloni ed alcune zattere di viadotti dell'agro di Aielli, in corrispondenza dei quali addirittura il Ministro - lui personalmente e visivamente - ha dichiarato che questi viadotti, con quei piloni di riferimento, non sarebbero più capaci di garantire l'esercizio autostradale. Non credo che un Ministro possa permettersi dichiarazioni di questa fatta, fondate sull'opinione personale, scavalcando il Ministero, le competenze e gli uffici. Sia nel caso del viadotto Sente, dove c'è bisogno di un intervento del Ministero sia nel caso dei piloni dell'autostrada A24-A25 c'è allora bisogno di adeguatezza di condotta da parte del Ministero delle infrastrutture, poiché attraverso questa infrastruttura è garantita la vitalità dell'economia, la circolazione di cittadini, il trasporto di merci e anche tutto ciò che riguarda la vita della comunità studentesca. Ecco perché è bene che il Ministro si documenti e si faccia carico di riscontrare la mia richiesta di sindacato ispettivo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Grazie, senatore D'Alfonso. La Presidenza trasmetterà la sua richiesta. GIACOBBE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, intervengo per condividere con voi alcune riflessioni a seguito di un'intervista con l'emittente radiofonica nazionale australiana ABC sui recenti fatti di Riace. Ieri mattina ricevo una telefonata da un giornalista australiano dell'ABC e la prima domanda che egli mi pone è: perché l'Italia sta mettendo fine all'unica esperienza di integrazione di cui siamo a conoscenza? Mi chiedo: ma proprio dall'Australia, un Paese spesso erroneamente citato dai nostri Ministri come un esempio di zoccolo duro nei confronti dell'immigrazione, seguono con interesse l'esperienza di Riace? Sicuramente la vedono per quello che in effetti è: un'esperienza positiva di integrazione. Penso che il problema dell'immigrazione in Italia non riguardi il numero degli arrivi. Il problema vero è l'integrazione; il processo di integrazione diffusa che il sindaco di Riace e i sindaci di altri paesi in giro per l'Italia stanno cercando di mettere in atto.