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il diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente alla qualità e quantità del lavoro svolto, il diritto alla salute declinato sotto forma di tutela contro gli infortuni e le malattie professionali, il diritto al riposo, alle ferie. Diritti che sono il frutto di rivendicazioni e conquiste, che vanno garantiti ed estesi, non negati ai lavoratori o assicurati a compartimenti stagni. Non è possibile pensare che i cambiamenti intervenuti nel mercato del lavoro aprano al far west o alla logica dello sfruttamento tout court , con lavoratori da chiamare all'occorrenza e di cui disfarsi quasi fossero una merce di scambio o magari da impiegare senza alcuna tutela. Non è di certo riducendo o comprimendo i diritti che incentiviamo la crescita economica: così si aumentano solo disuguaglianze e discriminazioni e si creano nuovi schiavi. Tornando ai contenuti del decreto-legge, questo provvedimento ha il merito di dare risposte non solo a categorie di persone rimaste fuori dai radar , ma anche alle tante vertenze ancora aperte nel nostro Paese. Penso dai lavoratori delle aree siciliane in cui insiste una crisi complessa - quelle dell'ex FIAT di Termini Imerese o di Gela - a quelli della Sardegna e di Isernia, in cassa integrazione o mobilità in deroga. Guardiamo anche a loro quando, grazie a una norma contenuta nel decreto, assicuriamo coperture per oltre 30 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali o quando consentiamo a quattro Regioni del Sud - Basilicata, Calabria, Campania e Puglia - la proroga delle convenzioni e dei contratti per i lavoratori socialmente utili e per i lavoratori impegnati in attività di pubblica utilità, senza i quali queste Regioni non potrebbero erogare servizi essenziali ai cittadini. E ancora grazie ad un nostro emendamento abbiamo colmato un gap che si era creato quando a gennaio è diventato strutturale l'indennizzo alle aziende commerciali in crisi; erano rimasti esclusi i cessati del biennio 2017-2018. Ora anche a questa categoria di lavoratori autonomi, finiti nel limbo degli esodati, è stato garantito il diritto essenziale alla pensione. Ma le misure contenute nel decreto guardano anche ad una maggiore inclusione sociale. Non a caso una norma si occupa anche del diritto al lavoro delle persone disabili, aprendo alla possibilità per i privati di alimentare con versamenti volontari il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, istituito nel 1999 proprio per incentivare l'assunzione delle persone diversamente abili. Inoltre, potenziamo i servizi per il lavoro con l'assunzione di 1.003 vincitori di concorso dell'Istituto nazionale di previdenza sociale e del personale di ANPAL Servizi. Migliorare il sistema delle politiche del lavoro nel nostro Paese, ci consente di raggiungere un duplice risultato: dare risposte ai lavoratori ma anche ai cittadini disoccupati o in cerca di un'occupazione, dato che ANPAL e INPS hanno nuove competenze, legate all'introduzione del reddito di cittadinanza, una misura di civiltà voluta dal MoVimento 5 Stelle per contrastare le disuguaglianze, sostenere la riqualificazione del personale e la formazione dei lavoratori, con l'obiettivo di aumentare l'occupazione e contrastare le vecchie e nuove povertà. Il lavoro è un diritto. Lo ripeto dall'inizio di questo intervento, e non può essere svenduto per abbattere o ridurre i costi. Oggi in Italia si continua a morire di lavoro e sul lavoro. Per il M5S, la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è una priorità e credo debba esserlo per tutte le forze politiche, perché è una battaglia di civiltà. Per questo guardiamo con soddisfazione l'emendamento che potenzia le attività dell'Ispettorato nazionale del lavoro, prevedendo 150 nuove assunzioni. Solo migliorando il sistema di controlli, possiamo contrastare il fenomeno delle morti bianche, che rappresentano, purtroppo, ancora oggi, una piaga per il nostro Paese. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grimani. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, in questa discussione sulla fiducia esprimiamo alcune considerazioni positive sul provvedimento al nostro esame, a partire dalla valutazione che diamo innanzitutto sull'impianto generale dello stesso. Ognuno di noi può fare valutazioni in merito ad alcuni aspetti, ma va salvaguardata la valutazione del provvedimento nella sua interezza, a partire dalle norme relative all'aumento delle tutele per il mondo del lavoro precario, che consideriamo una conquista. Durante il dibattito di ieri abbiamo manifestato alcune perplessità perché avremmo preferito una norma unica, magari che riguardasse l'intero universo delle collaborazioni, avremmo preferito uno schema diverso ma crediamo che il riconoscimento di maggiori tutele al lavoro autonomo sia un buon passo avanti e che il riconoscimento di tutele per coloro che fanno lavori di trasporto di prodotti e merci attraverso i velocipedi - i rider - sia una conquista importante, soprattutto perché spesso sono fasce deboli di lavoratori ed è quindi nostro dovere, secondo me, assecondare provvedimenti di questa natura. È uno dei motivi per cui il provvedimento in esame va sostenuto con convinzione, insieme ad altre norme, che già ieri abbiamo trattato ed evidenziato, sempre riguardanti il mondo del lavoro. Non credo infatti sia di secondo piano l'introduzione dell'indennità di disoccupazione per i collaboratori, così come non credo lo siano altre norme, come quella che prevede la stabilizzazione dei precari dell'ANPAL. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Si tratta di una conquista importante, che riguarda centinaia di persone, che attendevano questo momento con trepidazione. Questo è uno degli aspetti per cui ha senso fare politica, quando cioè si riescono a dare risposte, magari anche piccole, ma significative e profonde dal punto di vista sociale. Da umbro, voglio fare una riflessione. Avevamo proposto un emendamento al provvedimento in esame, che riguardava la proroga della cosiddetta busta paga pesante, che poi è stato recepito dal Governo, proprio in questi giorni, in un provvedimento successivo. Si tratta di un risultato importante, perché avevamo chiesto la proroga della cosiddetta busta paga pesante fino al 31 dicembre 2019, per evitare la tagliola del 15 ottobre, data entro la quale i cittadini avrebbero dovuto corrispondere l'intera quota dei contributi che erano stati sospesi. La tagliola del 15 ottobre è stata invece sospesa, dando così respiro alle popolazioni colpite dal sisma, che hanno ancora oggettive difficoltà. Tra l'altro, in un provvedimento successivo, il Governo ha previsto la riduzione del 60 per cento degli importi da restituire per quanto riguarda i tributi sospesi del biennio 2016-2017. Tale attenzione, stimolata da un emendamento al provvedimento in esame, il Governo ha mostrato di volerla sostenere con convinzione, anche nel decreto-legge recentemente emanato in materia. Propongo un'ultima riflessione su un tema che sta agitando il dibattito e che riguarda l'Ilva. Come abbiamo evidenziato anche in occasione delle nostre riflessioni nel corso della seduta di ieri, si tratta di un tema importante, rispetto al quale ognuno si deve prendere le proprie responsabilità. Al riguardo, è del tutto evidente, secondo me, che occorre evitare di creare un clima da stadio: