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forse avrebbero dovuto essere più attenti nel dire questo sì, questo no, perché ogni giorno ce n'era una. Posso però comprendere che la scienza abbia un limite, perché anche gli scienziati sono umani e, come tali, hanno dei limiti: se Dio ci avesse voluto immortali oppure onniscienti, non saremmo neanche in quest'Aula, perché faremmo tutto da soli e non avremmo bisogno di stare delle ore a discutere anche sulle piccole virgole. Il virus è lì e vedremo che fine farà e che cosa sarà di noi. Quello che invece ci interessa, d'ora in poi, visto che in quest'Aula cerchiamo di essere costruttivi nell'ambito di una maggioranza allargata molto particolare - come la collega ha giustamente ricordato - è provare a non andare tutte le volte in tensione e vedere se un emendamento è della Lega o di Forza Italia, del PD, di Italia Viva o dei 5 Stelle. Magari sarebbe opportuno pensare che tutte le persone che sono fuori di qui hanno veramente necessità di leggere provvedimenti semplici, e non alla costruzione complessa per cui tante volte non capiscono niente e sono messe nella condizione di non sapere neanche come applicare la norma. Adesso che c'è uno spiraglio di luce e veramente si può tornare un po' a vivere, proviamo magari a pensare di lavorare veramente insieme, con la prerogativa non della spilletta o di applaudire solo il presidente Draghi: dobbiamo invece lodare gli italiani che hanno resistito a una situazione davvero unica che speriamo possa veramente avere una fine. Ma se vogliamo dare loro un'alba e la possibilità di poter guardare oltre, dobbiamo dare loro gli strumenti per farlo. E gli strumenti non sono né le proroghe né il braccio di ferro su quello che ci serve. Dobbiamo ricordare che l'esperienza che abbiamo vissuto è stata pesante, e che alcuni di noi hanno vissuto sulla propria pelle, me compresa. Questa è una cosa su cui non si scherza e dalla quale si esce diversi e rinnovati. Bisogna essere capaci di ricalibrare anche il ruolo politico rispetto a quello che ci è successo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, membri del Governo, la lotta alla pandemia in questi diciotto mesi è stata improntata, prima dal Governo Conte e successivamente dal Governo Draghi, sulla necessità di modulare le necessarie chiusure, parziali o totali a seconda del momento, e le conseguenti riaperture delle attività commerciali e delle strutture ritenute a forte rischio per possibili contagi in base alla reale situazione epidemiologica e agli indici di diffusione del virus. Seguire i dati scientifici, senza fughe in avanti rischiose, e l'avanzare della campagna vaccinale ci permettono oggi di essere in una situazione di vantaggio e di speranza. Somministrare il vaccino a fasce sempre maggiori della popolazione, riuscendo a raggiungere un grado di omogeneizzazione sempre più elevato su tutto il territorio nazionale, è la vera chiave di svolta. Nei momenti in cui si è riusciti a ottenere - pur tra le tante difficoltà e le mille problematiche - un grado di protezione sufficiente, con il conseguente abbassamento drastico degli indici di contagio, è più che mai giusto accelerare, dando finalmente respiro ad attività in notevole sofferenza. È chiaro che, al di là degli aiuti economici, la prospettiva reale di un futuro delineato e ben definito, con punti fermi da cui partire, su cui programmare le scelte di investimento e da cui indirizzare le opzioni di marketing , ivi compresi acquisti di materie prime e di logistica, rappresenta la vera ripartenza per le imprese. Tutte le misure previste in questo decreto-legge, che abbracciano anche il nostro vivere sociale, il nostro modo di incontrarsi e di vivere i rapporti interpersonali, rappresentano un segnale forte: finalmente la pandemia è controllabile. Stiamo andando avanti nella battaglia contro il virus. Passano ai nostri occhi - e infondono sicuramente gioia al nostro animo - le immagini dei ristoranti riaperti, dei turisti che ritornano nelle nostre città d'arte e sulle nostre splendide spiagge o dei tifosi che si riappropriano degli stadi fino a pochissimo tempo fa vuoti, così come dei cinema e dei teatri. È importante, però, non far passare il segnale erroneo del «tutti liberi» o dell'«oramai tutto è finito»: sarebbe assolutamente sbagliato perché la gradualità delle riaperture - ripeto giuste e condivise - l'allentamento progressivo delle restrizioni devono e dovranno sempre avvenire nel rispetto delle esigenze di contenimento, nell'applicazione delle misure di protezione individuali e nel controllo rigido e rapido di eventuali nuovi focolai che si potranno verificare ad opera di possibili varianti, quest'ultime sempre in agguato. Abbiamo visto cosa sta accadendo nel Regno Unito. Non bisogna abbassare la guardia. A tal proposito sarebbe indispensabile garantire dosi vaccinali ai Paesi economicamente più deboli, per una questione non solo etica, ma anche sanitaria, per evitare il pericolo del selezionarsi di possibili varianti, come già successo, d'altronde, che potrebbero diffondersi e - in assenza di una risposta ottimale ai vaccini attualmente disponibili - mettere a rischio il percorso già delineato che ci sta portando realmente fuori dal tunnel. Il MoVimento 5 Stelle ha chiesto con forza e ripetutamente ai vertici europei l'abolizione temporanea dei brevetti dei vaccini. Il Parlamento europeo ha approvato - grazie ai voti decisivi del MoVimento 5 Stelle - un emendamento alla risoluzione sui vaccini, che chiede alla Commissione europea di sostenere la proposta di sospensione temporanea dei brevetti. Il segnale è chiarissimo: da questa pandemia non ci salveremo da soli. Dobbiamo imparare una volta per tutte che siamo tutti sulla stessa barca e che atteggiamenti egoistici potrebbero davvero essere una rovina. Non si può permettere che interessi economici di pochi appartenenti alla ristretta cerchia di big pharma prevalgano sulla lotta quotidiana per la vita di centinaia di milioni di esseri umani. Concludo, signor Presidente, con un messaggio di grande speranza, ma, al tempo stesso, di estrema attenzione: riprendiamoci la nostra vita e il nostro futuro, ma avanti adagio. Occorre essere realisti e consequenziali nei provvedimenti, senza demagogia, ma nel solo interesse dei cittadini e a tutela della loro salute psichica e fisica. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. In attesa delle disposizioni della Conferenza dei Capigruppo, ancora in corso, sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 17,30, è ripresa alle ore 18,03) . Il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.