[resaula]

Banca Carige è una delle infrastrutture grazie alle quali si dovrà rideterminare la ripresa del volo, del largo della città di Genova, dopo la vicenda del ponte Morandi, che non ha riguardato soltanto un ponte, ma ha rappresentato proprio la caduta di fiducia nel futuro. Banca Carige ha avuto sofferenze e difficoltà. Noi abbiamo sentito tre autorità in Commissione: il ministro Tria, il vice direttore generale Panetta - leggo questa mattina, candidato alla direzione generale - e il vicariato innominabile di Consob. Abbiamo anche seguito il punto di vista di alcune figure accademiche, le quali, tutte, ci hanno detto che il decreto-legge in esame è in perfetta continuità con quello precedente, di cui appunto si è parlato. Serve, allora, questo provvedimento e serve con le sue caratteristiche. Tuttavia, dobbiamo sapere che il procedimento di ristrutturazione si è solo attivato, onerosamente per precauzione, sulla finanza pubblica; ma, per completare il cammino, servirà che il mercato si faccia carico della rigenerazione di questa banca. Si è sbagliato quando si è detto, da parte di figure che hanno un ruolo di Governo in questa maggioranza, che la via d'uscita sarebbe stata la nazionalizzazione. Si parla a caso, se si parla in questi termini. Noi dobbiamo fare in modo che il mercato produca la soluzione, sapendo che la normativa può essere anche di facilitazione - ad esempio - sul piano fiscale, come ci hanno suggerito gli auditi in Commissione: lavorare su una normazione che faciliti, dal punto di vista fiscale, procedimenti di riaggregazione, di ingrandimento e ristrutturazione. Probabilmente, infatti, devono essere ripensate anche le dimensioni di Banca Carige rispetto allo scenario territoriale, salvaguardandone la capacità di essere banca del territorio. Sappiamo anche, cari colleghi senatori, che non dobbiamo farci cogliere di sorpresa, attrezzando ulteriori strumenti per la vigilanza, per fare in modo che non ci siano più quelle debolezze pagate e patite in passato. Dobbiamo fare in modo - ad esempio - che coloro i quali hanno patito la sfortuna di una banca che ha conosciuto sfortuna, i risparmiatori, siano risarciti, evitando, però, che la norma sul risarcimento venga saccheggiata dalla politica. Anche questo è stato detto dal ministro Tria in audizione. Il concepito normativo del Governo funzionava; poi il Parlamento l'ha saccheggiato, per ragioni elettorali, e adesso c'è una fase di stanca, c'è la palude, tant'è che anche la commissaria Vestager è venuta a ripeterci che vi sono difficoltà sulla procedura da attivare per quanto riguarda il ristoro dei risparmiatori traditi. Cosa serve allora? Evitiamo di metterci la polemica politica, la lettura ideologica. Evitiamo di incendiare la ragione, quando trattiamo di istituzioni fondamentali per l'economia, per la società e per il futuro. Giorgio Ruffolo diceva che non sempre il denaro depositato è lo sterco del diavolo: quando il denaro depositato è funzionale a progetti di vita, di ambizione delle imprese e del territorio, esso diventa molla, funzione. Sappiamo che è per questa ragione che la Costituzione ha stabilito, all'articolo 47, la tutela del risparmio, la sua custodia rispettosa, la sua protezione e, dall'altra parte, il controllo dell'uso del credito. Su questa base, il rispetto della delicatezza e della gravità di questo argomento deve tenere lontano lo spettacolo dell'incendio della ragione, che è esattamente ciò che è accaduto nella scorsa legislatura. Noi oggi votiamo a favore. Voi del Governo avreste dovuto farlo anche l'altra volta. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà. DAMIANI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi senatori, oggi siamo qui in Aula per votare un provvedimento che mai avremmo pensato potesse portare non soltanto la firma dei colleghi del MoVimento 5 Stelle, ma anche il loro sostegno politico e il voto favorevole dopo le accuse degli anni scorsi contro i Governi del passato e soprattutto il precedente Esecutivo, reo di aver salvato una banca: mi riferisco al famigerato decreto Monte dei Paschi di Siena. Oggi però non solo ci ritroviamo a votare un decreto-legge che tutela una banca del territorio, una banca nazionale del nostro Paese, ma anche un provvedimento identico, simile a quello sul Monte dei Paschi di Siena. È surreale ma vero e ciò avviene in quest'Aula, dove ormai da mesi siamo consapevoli delle retromarce e delle inversioni a U in merito a tanti argomenti che il MoVimento 5 Stelle sta mettendo in atto nei confronti degli impegni, delle promesse, di ciò che era stato detto anche in passato. Come hanno già detto altri colleghi prima di me, il testo è identico al provvedimento su Monte dei Paschi di Siena e ci si è anche divertiti da un punto di vista mediatico quando, mettendolo a confronto, si è visto che è proprio uguale e simile. Si tratta quindi di una questione veramente divertente e innegabile, ma ci tengo a precisare, come abbiamo ascoltato da altri interventi, che i colleghi del MoVimento 5 Stelle sostengono che il decreto Gentiloni Silveri su Montepaschi salvava una banca, mentre oggi quello varato dal Governo da loro sostenuto salva i risparmiatori. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sarà una questione di punti di vista? Ci viene da parafrasare il filosofo canadese Marshall McLuhan, il quale sostiene che un punto di vista può essere un lusso pericoloso quando si sostituisce alla comprensione. Questo discorso però non ci appassiona più di tanto; non si tratta di puntare il dito contro chi fa queste inversioni e fa retromarcia su tutti gli argomenti; a noi interessa il punto positivo, costruttivo di questa vicenda, perché noi guardiamo al fatto che oggi anche il MoVimento 5 Stelle finalmente ha scoperto quello che può e deve essere il ruolo fondamentale di una banca, soprattutto di una banca del territorio. Questo è importante e noi speriamo che sia così soprattutto nell'immediato futuro, che i comportamenti siano sempre coerenti con la linea oggi intrapresa dal Governo Conte in favore delle banche. Invece, soprattutto nel mese di dicembre, abbiamo assistito a dichiarazioni fatte tutti i giorni da parte della maggioranza e del Governo con cui abbiamo bruciato 300 miliardi di capitalizzazione e di risparmi degli italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il punto oggi è proprio questo, cari colleghi: il problema non è tutelare il caso singolo della banca o in futuro altri istituti di credito: la vera questione oggi è tutelare il risparmio degli italiani sempre e comunque. È questo il punto fondamentale. Non ci servono soltanto provvedimenti spot , ma una pianificazione di interventi a favore della struttura del nostro sistema bancario. Ciò è importante, tuttavia in queste ore e in questi giorni notiamo che le positive intenzioni della maggioranza nei fatti non si concretizzano. Al riguardo, vorrei citare solo due casi che in queste settimane sono all'attenzione del Parlamento, del Governo e soprattutto del Paese. Avete promesso di rimborsare i famosi risparmiatori truffati, ne avete fatto motivo di propaganda.