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- Il testo vigente dell'art. 59 del D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 59. - Non è ammesso l'intervento dei periti negli stabilimenti dello Stato sottoposti a speciale sorveglianza e negli stabilimenti nei quali si compiono lavori che, per la sicurezza dello Stato, debbono essere tenuti segreti. In questi casi i funzionari preposti alla sorveglianza degli stabilimenti presentano alla direzione provinciale del lavoro - settore lavoro una relazione sulle cause dell'infortunio, che è unita al processo verbale dell'inchiesta. ". - Il testo vigente dell'art. 60 del D.P.R 30 giugno 1965, n. 1124, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 60. - Salvo il caso di impedimento da costatarsi nel processo verbale, l'inchiesta deve essere compiuta nel più breve termine e non oltre il decimo giorno da quello in cui è pervenuta alla direzione provinciale del lavoro - settore lavoro la denuncia dell'infortunio. Dell'inchiesta è redatto processo verbale, nel quale gli intervenuti hanno diritto di far inserire le proprie dichiarazioni. Nei casi previsti dal penultimo comma dell'art. 56, il verbale deve essere redatto sul luogo dell'infortunio. ". - Il testo vigente dell'art. 62 del D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 62. - Le indennità di cui all'art. 58 sono liquidate dalla direzione provinciale del lavoro - settore ispezione del lavoro. Sono compresi fra i periti gli ufficiali sanitari e i medici condotti, di cui all'art. 97, in quanto prestino l'opera loro nei casi per gli effetti indicati nell'art. 58. L'onorario per l'autopsia con il referto è liquidato dalla direzione provinciale del lavoro - settore ispezione del lavoro nella misura da stabilirsi con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con i Ministri per il tesoro e per la sanità, ed è compreso tra le spese di cui al primo comma del successivo art. 202. Il pagamento di dette indennità è effettuato per mezzo degli agenti demaniali e, in mancanza, per mezzo degli uffici postali, osservate le vigenti norme per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato, e grava sul bilancio del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Per tutto ciò che concerne la liquidazione e il pagamento di dette indennità, le quietanze e le verifiche dei mandati relativi, sono osservate, in quanto applicabili, le disposizioni della tariffa penale e le altre norme e istruzioni vigenti nella materia. ". - Il testo vigente dell'art. 232 del D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 232. - In ogni caso di morte, ad istanza dell'istituto assicuratore o degli aventi diritto dell'infortunato, il Pretore, avuto il consenso dei componenti la famiglia dell'infortunato, dispone che sia praticata l'autopsia; le parti interessate possono delegare un medico per assistervi. La richiesta deve essere motivata e, nel caso che sia fatta dall'istituto assicuratore, il Pretore, nel darne comunicazione agli aventi diritto, deve avvertirli che il loro rifiuto a consentire alla richiesta potrebbe eventualmente costituire un elemento di presunzione contro l'eventuale loro diritto all'indennità. Se i componenti la famiglia non consentano all'autopsia, il Pretore deve farlo risultare da una dichiarazione che rilascia all'istituto assicuratore, a sua domanda, nella quale fa menzione, altresì, dell'avvertenza fatta ai componenti la famiglia a norma del presente comma. Le spese dell'autopsia richiesta a norma del presente articolo sono in ogni caso a carico dell'istituto assicuratore, l'onorario per l'autopsia, con il referto, è liquidato dalla direzione provinciale del lavoro - settore ispezione del lavoro, nella misura da stabilirsi con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con i Ministri per il tesoro e per la sanità. ". - Il testo vigente dell'art. 239 del D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 239. - Nei casi di infortunio seguiti da morte o da lesioni tali da doversene prevedere la morte o un'inabilità assoluta al lavoro superiore ai trenta giorni, il medico è obbligato a trasmettere direttamente copia del certificato-denuncia all'autorità di pubblica sicurezza. Questa, non più tardi del giorno successivo a quello del ricevimento, ne trasmette copia all'Ispettorato del lavoro e al pubblico ministero nella cui circoscrizione è avvenuto l'infortunio. Inoltre, in caso d'infortunio mortale, il medico deve darne avviso per telegrafo immediatamente e, in ogni caso, entro ventiquattro ore dall'infortunio all'Istituto assicuratore, che ne rimborsa la spesa. La direzione provinciale del lavoro - settore ispezione del lavoro nel più breve tempo possibile e in ogni caso, non più tardi di quattro giorni dal ricevimento della denuncia, procede sul luogo dell'infortunio ad una inchiesta, secondo le disposizioni contenute negli articoli da 56 a 62 e negli articoli 64 e 232. ". - Il testo vigente dell'art. 240 del D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 240. - Per gli infortuni seguiti da morte, copia del processo verbale di inchiesta deve essere, a cura della direzione provinciale del lavoro - settore ispezione del lavoro, rimessa al Ministero del lavoro e della previdenza sociale. ".