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la sera del 10 giugno, al Gemelli, non c'era un solo letto libero da destinare a Sandro Biviano, per cui la dimissione del giorno dopo è diventata urgente per non trascorrere un'altra giornata sulla barella del pronto soccorso, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e che cosa intenda fare per migliorare le condizioni dei pronto soccorso, tenendo conto delle circostanze specifiche dei malati rari, disabili e privi di assistenza a livello familiare. Atto n. 4-01805 LAFORGIA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Atto n. 4-01806 GIACOBBE Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, a parere dell'interrogante: il ruolo della scuola pubblica e della scuola statale come bene pubblico appartenente al Paese non deve essere oggetto di continue riforme non condivise e calate dall'alto; la scuola italiana di Asmara è costituita da circa 1.250 alunni tra i vari ordini di scuola e da più di 100 anni garantisce le migliori opportunità di crescita, promuovendo vocazioni e aspirazioni condivise da docenti e studenti; il susseguirsi di decreti, quali il decreto legislativo n. 64 del 2017, che ha introdotto modalità di assunzione privatistica a livello locale, abolendo di fatto l'istituto delle supplenze all'estero, unito al recente decreto ministeriale n. 2501 del 2018, che affida ai locali l'insegnamento di numerose materie, sta letteralmente distruggendo il carattere distintivo dell'offerta formativa della scuola italiana, pubblica e statale, come sancito dalla Costituzione; il mandato in sede estera del personale nominato fino all'anno scolastico 2016/2017 è stato di 9 anni, e la sede di Asmara è l'unica al mondo ad imporre un mandato ridotto di 5 anni, e di conseguenza tale termine danneggia, altresì, coloro che sono stati nominati con il decreto legislativo n. 64 del 2017, che prevede un primo mandato di 6 anni; si è a conoscenza del fatto che la parte eritrea ha manifestato ripetutamente la disponibilità ad estendere il servizio in Eritrea per tutta la durata del mandato riconosciuta dall'attuale normativa, chiedendo come contropartita l'attivazione di un ulteriore indirizzo di liceo linguistico. Malgrado ciò l'ufficio competente del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale non ha ancora offerto riscontro alla richiesta proveniente dall'amministrazione eritrea; considerato che, a giudizio dell'interrogante: il decreto ministeriale n. 2501 del 2018 affida agli insegnanti locali l'insegnamento di numerose materie, come lingua e letteratura inglese, matematica e fisica, scienze, arte, scienze motorie, tecnologia e musica, distruggendo il carattere distintivo dell'offerta formativa della scuola italiana, pubblica e statale, come sancito dalla Costituzione; smantella l'essenza e le finalità della tradizione della scuola italiana e del suo carattere pubblico, trasformando gli istituti all'estero in meri fornitori di corsi di lingua italiana. Inoltre prevede la riduzione, nell'arco dei prossimi anni, di circa 15 cattedre di contingente di ruolo nella scuola secondaria di primo e di secondo grado a vantaggio di contratti a personale locale; ciò che si sta verificando è in evidente contrasto con la volontà espressa nel decreto legislativo n. 64 del 2017, che intende invece potenziare e rafforzare la presenza delle istituzioni scolastiche statali all'estero e la promozione della lingua e della cultura italiana; molte sedi estere, come Parigi, Istanbul e Addis Abeba, hanno già evidenziato le difficoltà applicative in merito alla possibilità di sostituire il personale di contingente con contrattisti locali, come previsto dal decreto ministeriale. E nello specifico le criticità riguardano il fatto che il personale locale non dispone del titolo di studio prescritto per l'insegnamento, in quanto in Eritrea non esistono corsi di laurea equipollenti ai titoli rilasciati in Europa; il medesimo personale non è in possesso di certificazioni linguistiche di conoscenza della lingua italiana ad un livello avanzato, in quanto tali certificazioni richiederebbero la presenza in loco di un istituto di cultura con docenti certificatori inviati dall'Italia; durante l'anno scolastico 2018/2019, presso la sede di Asmara non è stato possibile coprire la maggior parte delle cattedre rimaste scoperte; per di più, coloro i quali rispondono ai requisiti citati potrebbero comunque non essere assunti, in quanto privi di congedo (" release ") dal servizio militare che, nel Paese, può avere durata semi-permanente; in aggiunta, preme sottolineare che, poiché gli stranieri possono ottenere la residenza in loco solo in presenza di un contratto di lavoro in essere, il requisito della residenza nel Paese da almeno un anno, richiesto dal decreto ministeriale, è inapplicabile, si chiede di sapere: quali azioni intendano mettere in campo i Ministri in indirizzo affinché la distorta applicazione del decreto legislativo n. 64 del 2017 non continui a snaturare il sistema scolastico italiano all'estero, corrodendone le fondamenta, e creando una serie di disfunzioni che compromettono il regolare svolgimento delle attività didattiche e la credibilità del sistema nel suo complesso; nello specifico, quali azioni intendano intraprendere per evitare la chiusura della scuola italiana di Asmara. Atto n. 4-01807 ALFIERI Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il Consiglio degli Stati della Confederazione elvetica ha deciso di non archiviare e di rimettere all'ordine del giorno dei propri lavori la mozione presentata dalla Lega dei Ticinesi, che chiede, per motivi di sicurezza, la chiusura totale notturna dei valichi non commerciali tra Italia e Svizzera; la sperimentazione attuata per sei mesi nel 2017 sui valichi di Novazzano-Marcetto, Pedrinate e Ponte Cremenaga non ha avuto seguito perché, secondo il Consiglio federale elvetico, ha avuto un impatto debole sulla criminalità transfrontaliera; altri metodi oggi offrono maggiori garanzie dal punto di vista della sicurezza per entrambi i Paesi e permettono di presidiare meglio il territorio, come le nuove e avanzate tecnologie di videosorveglianza e le pattuglie miste di Polizia italiana e svizzera; i valichi non commerciali sono una fondamentale arteria di circolazione per i lavoratori frontalieri e, visto il territorio sul quale insistono, spesso rappresentano indispensabili vie alternative per interventi urgenti di soccorso in caso di emergenze o calamità nelle aree di confine; la proposta della Lega dei Ticinesi è inadeguata a garantire maggiore sicurezza alle comunità di confine ed è discriminatoria e strumentale nei confronti dell'Italia e delle sue forze di polizia; sono grandi la contrarietà e la preoccupazione dei sindaci e delle comunità italiane di frontiera, che già si mobilitarono nel 2017 contro la chiusura sperimentale dei valichi, si chiede di sapere: quali misure urgenti il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale intenda adottare al fine di evitare la chiusura anche solo parziale dei valichi non commerciali tra Italia e Svizzera;