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in questi giorni stiamo vedendo anche i nuovi. Ci sono una valanga di categorie, di codici Ateco che ci stanno chiedendo di parlare per favore con la maggioranza, di dar loro una mano. Ci sono 207.000 persone che aspettano ancora la cassa integrazione (Applausi) : 207.000 cittadini italiani cui avete fatto una promessa! Faccio alcuni esempi: la trasformazione per gelaterie e pasticcerie, le agenzie di viaggio, i pirotecnici, gli organizzatori di eventi e congressi e potrei andare avanti per ore a parlare di questi codici Ateco. Avete però trovato il tempo per escort e sexy shop . Grandi! Mitici! (Applausi) . È vero che lavorano anche loro. Tanti italiani ci dicono che dobbiamo mandarvi a casa. Tanti italiani, rispetto ai mesi scorsi, ci stanno dicendo che la fiducia nei confronti del presidente Conte e di questo Governo non è più ai livelli di questa primavera, quando si sperava in qualcosa di diverso. Il problema è che io vorrei mandarli a casa, cari italiani, ma il partito della cadrega è più forte del partito di chi invece li vuole mandare a casa questi signori. (Applausi) . Però, visto che il partito della cadrega è forte, noi siamo qua con proposte concrete, ci sediamo al tavolo con proposte concrete, andiamo nelle Commissioni con proposte concrete, veniamo nelle Aule con proposte concrete. La Lega ha proposte concrete. La Lega propone e saremmo disponibili a sederci al tavolo nel momento in cui ci fosse un interlocutore serio che si vuole confrontare con noi. Il problema è che sicuramente chi ci sta ascoltando da casa penserà che sono noioso perché dico sempre le stesse cose. È la terza volta che il senatore Centinaio interviene ed è la terza volta che dice le stesse cose. Ma il problema è che non sta cambiando niente, non ci ascoltano, non fanno nulla, non propongono, non aiutano gli italiani, se non con pochi spiccioli. Quindi, Presidente, come possono gli italiani fidarsi di voi? In primavera c'erano le lenzuola con su scritto «andrà tutto bene», se vi ricordate. Adesso, invece, ci sono gli italiani che stanno dicendo che non andrà tutto bene. All'ottimismo si è sostituito il pessimismo e la rabbia. In primavera c'erano le canzoni. La gente aspettava le 18, apriva i balconi e cantavano chi «Bella ciao», chi l'Inno di Mameli, alcuni cantavano le canzoni di Toto Cutugno, tutti felici perché poi sarebbero cambiate le cose. Le cose sono cambiate perché in autunno invece ci sono le manifestazioni di piazza, la gente incavolata, la gente arrabbiata e, in alcuni casi, la gente che si suicida. Ricordo a tutti che il presidente Conte aveva fatto una promessa: non rimarrà indietro nessuno. Quindi, Presidente, noi voteremo contro il provvedimento al nostro esame per rispetto di tutti gli italiani che si aspettano azioni concrete. Ancora una volta, con questo provvedimento, voi avete dimostrato che progetti e idee non ne avete, (Applausi) . MANTOVANI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghe senatrici e colleghi senatori, annuncio subito che il Gruppo MoVimento 5 Stelle voterà a favore del provvedimento in esame su cui voglio focalizzare l'attenzione partendo da un suo breve inquadramento, vista la situazione attuale. Quando questo decreto-legge è stato approvato dal Consiglio dei ministri, il 7 ottobre scorso, in Italia si attestava a circa 3.600 l'incremento giornaliero di casi di Covid-19 e il totale dei ricoverati in terapia intensiva era 337. Oggi la crescita giornaliera dei contagi è quasi dieci volte tanto, e quasi tremila posti in terapia intensiva sono occupati da pazienti Covid. In Spagna e in Francia la situazione il 7 ottobre era già grave, con la Francia che registrava oltre 18.000 nuovi contagi giornalieri. In quei giorni il senatore Salvini chiedeva più autonomia di scelta per i governatori regionali e sosteneva che di certo la mascherina andava indossata mentre prima aveva mostrato molte reticenze ad indossarla proprio qui in Senato. Il capogruppo della Lega Molinari si chiedeva a cosa servisse la proroga dello stato di emergenza e anche il presidente dei deputati di Fratelli d'Italia Francesco Lollobrigida si era espresso in modo critico. Questa era la situazione al 7 ottobre quando il commissario metteva in guardia sul fatto che i posti letto occupati nelle terapie intensive sarebbero aumentati e aveva ragione. Oggi, più di un mese dopo, le polemiche di quella giornata, con il presidente Toti che criticava la misura che impedisce da allora alle Regioni di allentare le misure previste dal Governo, se non concertate con il Ministro della salute, appaiono davvero piccole. Questi atteggiamenti e queste parole al vento sono state spazzate via dalla realtà dei fatti, che oggi nessuno può negare o sminuire. Appare quindi piccolo il continuo polemizzare di fronte a una situazione che, come purtroppo vediamo oggi, dava ragione a chi scelse di mettere l'obbligo di mascherina anche all'aperto e di impedire in qualsiasi modo un allentamento delle misure da parte di chiunque. Non ce lo potevamo permettere e oggi finalmente anche dalle Regioni arrivano messaggi e approcci più collaborativi nei confronti del Governo. Non possiamo aspettare che la situazione sanitaria precipiti per promuovere il massimo di collaborazione tra i vari livelli istituzionali. Oggi non è più tempo di puntare il dito; faremo i conti con il fallimento della regionalizzazione della sanità quando questa pandemia sarà finita; faremo i conti con la gestione a dir poco deficitaria di alcuni territori; faremo i conti con la mancata attuazione dell'aumento di posti letto in terapia intensiva e delle unità speciali di continuità assistenziale (USCA) da parte di alcune Regioni quando non saremo più in emergenza. Adesso, però, è il momento di muoversi: gli ospedali sono in affanno; i posti letto carenti, i pazienti purtroppo spesso lasciati a loro stessi. Cosa serve per uscire insieme e uniti da questa emergenza? Innanzitutto serve un patto a più livelli. Il Governo sta facendo tutto quanto in suo potere. Il decreto che esaminiamo oggi è uno dei tanti tasselli di un'azione governativa caratterizzata da responsabilità, velocità di intervento e misure emergenziali e strutturali in ogni settore coinvolto. Anche il Parlamento ha dato il suo importante contributo. In particolare, il Gruppo MoVimento 5 Stelle durante l'esame in Commissione ha inserito alcuni importanti previsioni. Ad esempio, siamo intervenuti sulla disciplina del rinnovo degli organi statutari degli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca stabilendo un termine massimo entro il quale in ogni caso procedere al rinnovo degli organi scaduti. Per gli enti del terzo settore come ONLUS, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e imprese sociali abbiamo prorogato al 28 febbraio 2021 i termini entro i quali questi soggetti devono adeguare i propri statuti e la propria organizzazione alla normativa prevista a seguito dell'approvazione della riforma del terzo settore e con un altro emendamento abbiamo prorogato per l'anno 2020 la pubblicazione delle delibere di variazione delle aliquote e dei regolamenti in materia di tributi comunali.