[pronunce]

che, con ordinanza n. 311 del 2002, questa Corte ha altresì dichiarato manifestamente infondata una questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 2, del d.l. n. 2 del 2000, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 35 del 2000, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 111, quarto comma, Cost, nella parte in cui – nel disciplinare l'applicazione dei principi costituzionali in tema di “giusto processo” ai procedimenti penali in corso – la norma consente la valutazione delle dichiarazioni rese nell'ambito delle indagini preliminari da chi si è sempre volontariamente sottratto all'esame dell'imputato o del suo difensore, se tali dichiarazioni sono state già acquisite al fascicolo per il dibattimento, sempre che la loro attendibilità sia “confermata da altri elementi di prova, assunti o formati con diverse modalità”; che, a tal proposito, questa Corte – richiamando quanto già affermato nella sentenza n. 381 del 2001 – ha osservato che la norma (allora ed ora) impugnata ha pienamente assolto al compito di regolare transitoriamente l'applicazione dei principi del “giusto processo”: e ciò in conformità agli indirizzi contenuti nella legge costituzionale n. 2 del 1999, a proposito della conservazione, sia pure medio tempore, del pregresso sistema – nella parte in cui questo non fosse risultato incompatibile con i nuovi principi e le nuove regole – e della non totale vanificazione dell'attività probatoria espletata; sicchè, la lamentata, possibile diversità di trattamento processuale finisce per costituire null'altro che «una disparità di mero fatto, inevitabilmente conseguente a qualsiasi disciplina transitoria»; che, di conseguenza, non prospettando le ordinanze di rimessione argomenti nuovi o diversi da quelli già esaminati, la relativa questione deve essere dichiarata manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 513 del codice di procedura penale, dell'art. 1, comma 2, del decreto-legge 7 gennaio 2000, n. 2 (Disposizioni urgenti per l'attuazione dell'articolo 2 della legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2, in materia di giusto processo), convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2000, n. 35, e dell'art. 26, comma 4, della legge 1° marzo 2001, n. 63 (Modifiche al codice di procedura penale in materia di formazione e valutazione della prova in attuazione della legge costituzionale di riforma dell'articolo 111 della Costituzione), sollevata, in riferimento agli artt. 3, primo comma, e 111, terzo e quarto comma, della Costituzione, dalla Corte di assise di appello di Napoli con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 dicembre 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 29 dicembre 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA