[pronunce]

D'altro canto non è da sottovalutare che l'attività demandata all'ispettore si sostanzia non solo nel monitoraggio dei progetti educativi, ma, segnatamente, nell'acquisizione di elementi di conoscenza e di “giudizio sull'operato” degli istituti secondari parificati sull'intero territorio nazionale. La nota in questione, specifica, infatti, che l'incaricato “avrà cura di assumere dati ed elementi di giudizio con riferimenti analitici alle voci contenute nelle allegate Linee guida”, le quali si riferiscono a tutti gli elementi strutturali, organizzativi e funzionali dell'istituzione scolastica (tipologia dell'istituto, strutture materiali e attrezzature, personale, progetto educativo, organi collegiali e rapporto con il territorio), sicché la loro “analitica” verifica non può che qualificarsi come attività ispettiva in senso proprio. Riconosciuta, pertanto, tale natura all'attività posta in essere dal Ministero con la nota 13 gennaio 2003, prot. n. 136, deve rilevarsi la violazione da parte del predetto Ministero delle attribuzioni della Regione Siciliana risultanti dai sopra richiamati articoli 14, 17 e 20 dello statuto regionale e 1 e 3 delle norme di attuazione dello statuto in materia di pubblica istruzione. 6. - Né, d'altra parte, la violazione delle attribuzioni regionali può essere esclusa in base all'indicazione, contenuta nella nota impugnata, che la causa dell'ispezione sarebbe il “monitoraggio dei progetti educativi e dell'opera svolta sul territorio nazionale dagli Istituti secondari paritari” e sarebbe effettuata dal Ministero “in attesa dell'avvio di una sistematica opera di valutazione … di competenza dell'INVALSI” (Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione), istituito con decreto legislativo 20 luglio 1999, n. 258. Infatti, come si è appena visto, dalla nota impugnata emerge che la finalità della disposta ispezione non è la valutazione del sistema di istruzione, ma la verifica del mantenimento, da parte delle istituzioni scolastiche non statali, dei requisiti previsti per il riconoscimento della parità. Ed in ogni caso, in attesa dell'avvio del sistema di valutazione nazionale e del completamento della normativa di riferimento (anche in relazione al coordinamento tra i poteri centrali demandati all'ente nazionale e quelli delle autonomie regionali, ordinarie e speciali), va rimarcato che l'attività di vigilanza del Ministero deve svolgersi nel rispetto delle richiamate competenze statutarie regionali in materia di pubblica istruzione.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara che non spetta allo Stato e per esso al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca il potere ispettivo nei confronti degli istituti scolastici paritari presenti nella Regione Siciliana e per l'effetto annulla la nota 13 gennaio 2003, prot. n. 136, del predetto Ministero. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 giugno 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 22 giugno 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA