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Nel rispetto dell'autonomia scolastica, nell'ambito nell'ambito dell'offerta formativa relativa all'insegnamento di cui al comma 1, iniziative di condivisione di buone pratiche ed esperienze di coprogettazione, in collaborazione con le consulte provinciali degli studenti, volte a fornire agli studenti dei casi studio di partecipazione attiva, inseriti nei contesti scolastici ». Art. 3. (Compiti e funzioni del comitato studentesco) 1. Negli istituti e nelle scuole di istruzione secondaria superiore, il comitato studentesco di cui all'articolo 13, comma 4, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, integrato con i rappresentanti degli studenti nel consiglio di istituto, nella consulta provinciale e nella commissione paritetica, formula proposte ed esprime pareri sulle attività previste dal regolamento recante la disciplina delle iniziative complementari e delle attività integrative nelle istituzioni scolastiche, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 10 ottobre 1996, n. 567. Il comitato designa, altresì, i rappresentanti degli studenti nell'organo di garanzia interno previsto dall'articolo 5, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249. 2. Il comitato studentesco adotta un regolamento interno di organizzazione dei propri lavori, anche per commissioni e gruppi, ed esprime un gruppo di gestione, coordinato da uno studente, che può assumere la responsabilità della realizzazione e del regolare svolgimento di talune iniziative. 3. La Consulta di cui all'articolo 6, comma 2, del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 567 del 1996, oltre ai compiti ivi previsti, ha anche il compito di monitorare lo svolgimento delle elezioni degli studenti negli istituti, lo svolgimento dell'attività di rappresentanza e il miglioramento di quest'ultima, tramite iniziative di condivisione e formazione delle esperienze più significative raccolte sulla base della relazione annuale in materia coprogettazione e partecipazione attiva inviata dalla commissione paritetica d'istituto, nonché quello di promuovere la formazione dei rappresentanti degli studenti attraverso seminari, sportelli e corsi di formazione nelle scuole sui diritti e sui doveri degli studenti nonché sulla rappresentanza degli stessi. 4. La Consulta vota, all'inizio del mandato, il documento programmatico delle linee di indirizzo proposto dal presidente della consulta provinciale, nel quale, coerentemente con i compiti di cui al comma 2, definisce la destinazione dei fondi destinati dalla provincia o dall'area metropolitana, assegnandone almeno una parte per le attività di orientamento universitario, formazione dei rappresentati e sensibilizzazione alla partecipazione attiva. Ai consulenti della consulta è attribuito il compito di formare i neoeletti e, in collaborazione con la presidenza, promuovere l'organizzazione di momenti di formazione e di iniziative di tutoraggio a sostegno della rappresentanza studentesca nei singoli istituti. 5. Con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono apportate al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 10 ottobre 1996, n. 567, le modifiche necessarie ai fini dell'adeguamento delle norme ivi contenute alle disposizioni del presente articolo. Art. 4. (Clausola di invarianza) 1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate vi provvedono nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente.