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Alla copertura finanziaria si provvede mediante incremento dell'imposizione sui beni di lusso (autoveicoli di potenza superiore a 185 chilowatt, unità navali da diporto di lunghezza superiore a 20 metri, aereotaxi, aeromobili e elicotteri privati) di cui all'articolo 16 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (articolo 12). 2) Assetto degli enti parco e loro entrate -- rispetto alla configurazione prevista dalla legge n. 394 del 1991, vengono soppressi la giunta esecutiva e il collegio dei revisori dei conti, quest'ultimo sostituito da un revisore unico (articolo 6); -- è introdotta una procedura che consente di pervenire comunque alla nomina del presidente dell'ente, anche in caso di contrasto reiterato in proposito fra Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e regioni interessate. È prevista inoltre l'incompatibilità della carica di presidente con qualunque altro incarico pubblico amministrativo ed elettivo, la necessità di scegliere la nomina fra persone con particolare qualificazione nel settore e viene precisata la disciplina delle assenze e dei permessi dal lavoro nel caso in cui il presidente sia lavoratore dipendente (articolo 6); -- il consiglio direttivo è formato dal presidente e da otto componenti, scelti fra persone di particolare qualificazione nelle materie attinenti alla conservazione della natura, alla gestione delle aree protette e al diritto amministrativo e ambientale, assicurando l'equilibrio fra nomine di natura «politica» e nomine «tecniche» o di provenienza dall'associazionismo di settore. In particolare degli otto componenti, 4 sono designati dalla comunità del parco, uno su designazione dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), uno su designazione delle associazioni ambientaliste individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, uno su designazione delle associazioni nazionali di categoria del settore agricolo rappresentate nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), uno su designazione dell'Accademia nazionale dei Lincei, della Società botanica italiana, dell'Unione zoologica italiana e delle Università degli studi con sede nelle province nei cui territori ricade il parco. È introdotta inoltre la decadenza dall'incarico dei componenti nominati dalla comunità del parco in caso di cessazione, a qualsiasi titolo, degli incarichi elettivi ricoperti negli enti da cui sono stati designati (articolo 6); -- è prevista un'indennità di carica per il presidente e gettoni di presenza per gli altri componenti del consiglio direttivo, con importi entrambi stabiliti con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze (articolo 6); -- viene abolito l'albo dei direttori degli enti parco, attualmente previsto dall'articolo 9, comma 11, della legge n. 394 del 1991 e si prevede che il direttore sia nominato dal Consiglio direttivo, previa selezione ad evidenza pubblica orientata a valutare le competenze e le capacità professionali attinenti alla specificità dell'incarico e rivolta a dirigenti e funzionari direttivi dell'amministrazione pubblica, con almeno cinque anni di anzianità nell'incarico, nonché ad esperti che abbiano già esercitato le funzioni di direttore in parchi nazionali e regionali per un periodo non inferiore a tre anni; -- al fine di garantire l'efficace gestione delle risorse pubbliche assegnate, è previsto l'obbligo di introdurre forme di controllo interno di gestione sull'operato degli enti parco, in analogia con quanto previsto per gli enti locali. Inoltre, per ridurre i costi fissi di struttura e migliorare i servizi offerti, è introdotta la possibilità di convenzioni con altri enti parco o con altri organi dello Stato operanti nella stessa regione per la conduzione coordinata o condivisa di funzioni (articolo 6); -- in relazione alle procedure già in corso o di prossimo avvio concernenti alienazione, cartolarizzazione o attribuzione a società di gestione dei beni immobili di proprietà demaniale, si prevede che il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare possa individuare, anche su segnalazione di associazioni ed enti locali, beni di particolare rilievo ambientale in ordine ai quali ritenga invece prioritario procedere all'istituzione di un'area protetta, escludendo in tal modo il cespite da ogni procedura di dismissione. Per tali casi la presente proposta intende introdurre la possibilità, innovativa rispetto al contesto attuale, di assegnarne la gestione a una fondazione di diritto pubblico, partecipata dalla regione e dai comuni competenti, dotata di autonomia amministrativa e gestionale, i cui organi di governo siano costituiti da componenti designati dalle associazioni ambientaliste, dagli enti di ricerca e dalle università. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dovrà approvare, con proprio decreto, acquisito il parere della regione e degli enti locali partecipanti, lo statuto della fondazione che deve ovviamente operare nel rispetto delle disposizioni della legge n. 394 del 1991 (articolo 6); -- gli enti parco sono inseriti nell'elenco degli organismi a cui possono essere assegnati beni confiscati alla criminalità organizzata, secondo le procedure previste dal codice delle leggi antimafia (articolo 48 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159). Agli enti parco sono inoltre assegnati in concessione gratuita i beni demaniali presenti nel territorio dell'area protetta, anche del demanio marittimo nel caso di aree protette marine, qualora non siano già stati concessi a soggetti terzi, con la possibilità per l'ente di riscuotere eventuali canoni (articolo 9). Sono conseguentemente revocate, a cura dell'Agenzia del demanio, eventuali procedure di dismissione già avviate; -- viene introdotta la possibilità per l'ente parco di concedere a titolo oneroso il proprio marchio di qualità a servizi e prodotti locali che soddisfino requisiti di qualità, di sostenibilità ambientale e di tipicità territoriale. L'ente di gestione potrà inoltre stipulare contratti di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione con soggetti privati ed associazioni riconosciute o fondazioni, escludendo a priori eventuali proposte che possano configurare un conflitto di interessi con le finalità prioritarie di conservazione dell'area protetta (articolo 9); -- a decorrere dall'anno 2014 gli enti parco potranno inoltre accedere alla quota del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, designabile dai contribuenti a favore di vari organismi che operano con finalità di interesse pubblico (articolo 9); -- i comuni delle isole minori di cui all'articolo 25, comma 7, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nelle quali sono presenti aree protette, possono deliberare l'istituzione di un contributo per lo sbarco di passeggeri sul proprio territorio, operante anche per periodi limitati dell'anno, destinato a finanziare interventi per la tutela ambientale, per il controllo territoriale e per il miglioramento dei servizi di informazione, accoglienza e promozione turistica. Una quota non inferiore al 30 per cento degli introiti derivanti dal contributo deve essere destinato dai comuni alla realizzazione di opere ed interventi previsti dai piani dell'area protetta e da programmi approvati dall'ente gestore.