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Si parlava di criteri di premialità, di merito, di processi di sburocratizzazione, di misurazione delle performance individuali e organizzative, di digitalizzazione, di vicinanza ai cittadini, di responsabilità dei dirigenti, di concorsi, di stabilizzazione, di lotta all'assenteismo. Questa era la prospettiva sulla quale noi abbiamo lavorato e che voi non perseguite e neanche provate a farlo con il disegno di legge in argomento, affrettato e scritto male. Avevamo chiesto che se ne potesse parlare assieme in Commissione con più calma, ma ci è stato detto che bisognava esaminarlo presto e quindi ribadiamo la nostra contrarietà al disegno di legge in esame, che rimane centralistico e autoritario. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, sulle questioni pregiudiziali presentate si svolgerà un'unica discussione, nella quale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghe e colleghi, sulla necessità di dare piena efficienza ed efficacia alla pubblica amministrazione, naturalmente a cominciare dai convegni, siamo tutti d'accordo, così come siamo d'accordo nel perseguire e colpire forme di assenteismo che pure ci sono all'interno della pubblica amministrazione. Fatta tale premessa, nel provvedimento in esame sembra quasi, però, che si voglia ignorare quali sono i problemi reali della pubblica amministrazione ed è per questo che noi sosteniamo le questioni pregiudiziali presentate. Il primo problema della pubblica amministrazione è la motivazione. Negli ultimi anni abbiamo costruito un clima di così grande sfiducia nei confronti della pubblica amministrazione che i suoi operatori non trovano più corrispondenza rispetto alle loro funzioni. Da questo punto di vista, il provvedimento va esattamente nella direzione opposta rispetto alle necessità. Peraltro, esso è stato discusso, come ormai siamo abituati a fare, senza lasciare alcun termine di dibattito reale per affrontare, discutere, verificare e capire quasi sono i problemi che stiamo discutendo. No, si è fatto tutto in tempi rapidissimi. C'è una cosa che mi interessa sottolineare ed è questo un aspetto sostanziale che è stato sottolineato anche dalle relatrici di minoranza e negli interventi che mi hanno preceduto. Il Nucleo della concretezza è qualcosa di assolutamente astratto che si va a sovrapporre a tanti altri strumenti di controllo e non potrà che essere inefficace. Soprattutto - lo dico ai colleghi e a coloro che hanno a cuore l'autonomia - si prevede che tale Nucleo andrà a controllare e intervenire anche in livelli - dagli enti locali, alle Regioni, al Servizio sanitario nazionale - che hanno piena autonomia organizzativa. Voi parlate sempre dell'articolo 116 della Costituzione, ma le due cose non stanno insieme in quanto sono in netta contraddizione. C'è poi l'intervento dei prefetti. Io non sono mai stato d'accordo, ma ricordo che il più partito più vecchio presente nell'attuale Assemblea parlamentare pensava qualche anno fa all'abolizione dei prefetti. (Applausi dal Gruppo PD) . Ora siamo all'arrivo dei prefetti nelle funzioni che spettano alla politica e agli amministratori. È la confusione più totale. Se vogliamo lavorare sull'efficienza della pubblica amministrazione - sappiamo tutti che ce ne è tanto bisogno - bisogna avere l'umiltà di non pensare che con una norma si riesca a risolvere il problema e che occorre partire dal basso, dai problemi reali. Leggo che si intende presentare un emendamento per un Nucleo unico di progettazione. No, bisogna fare un piano per far assumere ingegneri e architetti nei Comuni per progettare e bisogna assumere chi ricopre la carica di responsabile unico del procedimento (RUP) e si occupa di direzione dei lavori. Queste sono le ragioni che bloccano gli investimenti. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . Invece di fare chiacchiere e fare propaganda, per la verità adesso siamo ai titoli: «legge concretezza», «decreto sicurezza» (quello sulla sicurezza vediamo già in questi giorni i problemi che sta creando), «decreto dignità». Tutti grandi titoli, la pratica, però, andrà esattamente nella direzione opposta. Mi piacerebbe capire come questo Nucleo possa entrare in un ospedale a spiegare come riorganizzarlo! Sono cose che non esistono e lo sapete anche voi! Per questo, noi voteremo a favore di queste questioni pregiudiziali! (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale presentata, con diverse motivazioni, dalla senatrice Bernini e da altri senatori (QP1) e dal senatore Marcucci e da altri senatori (QP2). (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Avendo avuto conferma dagli Uffici che, inevitabilmente, il fascicolo degli emendamenti non potrà essere fisicamente sistemato e, quindi, distribuito ai Gruppi questa sera, ma solo domattina, io chiederei di convenire sul fatto di concludere qui i lavori questa sera, rimandando tutti gli interventi in discussione generale a domattina. In tal modo si darà il tempo utile a tutti i Gruppi, una volta recuperati i fascicoli, di poterli valutare e, quindi, arrivare pronti alla fase di valutazione dei vari emendamenti. Avanzo, dunque, agli altri Gruppi la proposta di chiudere ora i lavori, soprattutto per essere posti nelle condizioni di poter lavorare meglio di quanto non sia accaduto la scorsa settimana sul decreto fiscale. FLORIS (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, penso di dover sostenere quanto richiesto dal senatore Ferrari a nome del Gruppo del PD e spero di poterlo fare anche a nome del Gruppo Forza Italia. Devo, però, rilevare che ormai questa prassi si è invalidata a livello di discussione di questo disegno di legge. In Commissione è successo lo stesso. Non avevamo i pareri sugli emendamenti delle altre Commissioni e abbiamo lavorato, sotto questo aspetto, in fretta e male. Soprattutto, non siamo stati neanche presi in considerazione per la portata degli emendamenti. In questo momento, però, anche per chi deve intervenire, è corretto avere tutte le carte a disposizione prima di poter fare il proprio intervento. PRESIDENTE . Poiché non vi sono osservazioni, così resta stabilito. Il seguito dell'esame del disegno di legge in titolo è rinviato ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno LONARDO (FI-BP) . Domando di parlare. (Brusio) . PRESIDENTE. Colleghi, se non siete interessati, vi prego di lasciare l'Aula in modo non eccessivamente rumoroso. Ne ha facoltà, senatrice Lonardo. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, prendo la parola perché vorrei far giungere al ministro Grillo la mia voce forte e chiara per un appello accorato che le rivolgo.