[resaula]

sempre con riferimento al computo dei dati Auditel di cui all'art. 6, comma 1, lettera c) , in combinato disposto con la lettera b) della tabella 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2017, il parere delle Commissioni parlamentari sull'articolato normativo aveva evidenziato la necessità di rapportare l'ascolto medio del canale su base annuale nella regione per cui è stata fatta domanda (AMR) alla popolazione delle province nella regione in cui il canale è ricevuto (P), secondo la formula AMRp=AMR/P, formula espunta nel testo approvato col decreto; la graduatoria definitiva delle domande ammesse al contributo per l'anno 2016 è stata approvata con decreto della Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica di radiodiffusione e postali, Divisione V - Emittenza Radio Tv Contributi, mise. AOO_COM.Registro Ufficiale. Int. 0058806 del 1° ottobre 2018; la graduatoria definitiva delle domande ammesse al contributo per l'anno 2017 è stata approvata con decreto mise. AOO_COM.Registro Ufficiale. Int.0024080 del 9 aprile 2019; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: la disciplina è stata oggetto di ricorsi giurisdizionali attualmente al vaglio della giustizia amministrativa; in particolare, i suddetti gravami sono stati proposti avverso il decreto del Presidente della Repubblica n. 146, e l'udienza di merito è stata fissata per il prossimo 4 dicembre 2019; relativamente a tali giudizi, il Tar del Lazio ha "ritenuto meritevoli di attenta considerazione le censure di parte ricorrente avverso il nuovo regolamento di cui al d.P.R. n. 146 del 2017, laddove (art. 6) sancisce la formazione di una graduatoria unica in ambito nazionale, per l'accesso ai fondi in oggetto, nella quale i contesti regionali meno popolosi possono costituire oggettivo ostacolo per le emittenti che operino in tali territori, con possibile pregiudizio per la pluralità dell'informazione, che è uno degli obbiettivi che la legge demanda al Regolamento citato (vedi in tal senso il parere del Consiglio di Stato sull'affare 690/2017 - n. 1228/2017)" (Tar Lazio Roma, sez. III, ordinanza n. 156/2018 del 12 gennaio 2018); per tali ragioni, il Ministero dello sviluppo economico avrebbe opportunamente ritenuto di erogare soltanto un acconto del 50 per cento dell'importo stanziato per ciascuna annualità, con riserva di procedere al saldo all'esito dell'appello cautelare al Consiglio di Stato avverso l'ordinanza del Tar Lazio n. 2090/19, la cui discussione è stata fissata alla camera di consiglio del 9 maggio 2019, e non invece della definizione del merito, previsto per dicembre 2019; l'eventuale accoglimento dei ricorsi proposti avverso i criteri fissati dal decreto del Presidente della Repubblica potrebbe determinare l'integrale rimodulazione delle graduatorie per effetto ed in conseguenza dell'espunzione o modifica di taluno dei suddetti criteri ove ritenuti illegittimi, con conseguente redistribuzione delle risorse già assegnate nelle more della definizione dei giudizi; l'erogazione di ingenti risorse pubbliche al settore radiotelevisivo locale sulla base di detti criteri sub iudice rischia di determinare un gravissimo pregiudizio per la pluralità dell'informazione, che è uno degli obiettivi che la legge demanda al regolamento, così come già rilevato in sede cautelare dal giudice amministrativo; oltre al profilo inerente al pluralismo dell'informazione, tanto più sensibile ove si consideri l'imminente svolgimento delle elezioni amministrative ed europee del prossimo 28 maggio 2019, si evidenziano profili di stringente interesse erariale, stante la conclamata difficoltà di procedere al recupero degli importi delle sovvenzioni pubbliche erogate per il caso di rimodulazione delle graduatorie, anche in considerazione della nota sofferenza finanziaria delle emittenti beneficiarie, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, in relazione alle prioritarie esigenze sia di tutela del pluralismo dell'informazione sia di salvaguardia del pubblico erario, disporre l'accantonamento prudenziale del 50 per cento degli importi assegnati al comparto dell'emittenza radiotelevisiva locale per le annualità 2016, 2017 e 2018, fino alla definizione del merito dei ricorsi pendenti innanzi al Tar Lazio avverso il decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2017, la cui udienza pubblica è stata fissata per il 4 dicembre 2019; se non ritenga opportuno valutare la correzione del criterio di cui all'art. 6, comma 1, lettera c) , in combinato disposto con la lettera b) della tabella 1, del decreto del Presidente della Repubblica, al fine di ripristinare il computo dei dati di ascolto in rapporto alla popolazione residente in ciascuna regione, a tutela delle imprese radiotelevisive operanti nei contesti meno popolosi e del pluralismo informativo, come già evidenziato dal Tar del Lazio. Atto n. 4-01648 LANNUTTI CASTALDI PIRRO ACCOTO DRAGO LEONE GIANNUZZI NATURALE FENU PRESUTTO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: ANAS, con i suoi 6.000 dipendenti, è il gestore della rete stradale e autostradale italiana, 26.000 chilometri in tutto, di interesse nazionale, ed è una società per azioni sottoposta al controllo e alla vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; il 40 per cento delle infrastrutture gestite da ANAS ha più di 35 anni, e usura e scarsa manutenzione hanno provocato negli anni danni fatali e incalcolabili, con aperture di inchieste e molteplici condanne; negli anni ANAS ha visto la sua reputazione macchiata anche da inchieste e accuse gravissime che vanno dalla corruzione al disastro colposo per crolli e incidenti. Basti ricordare la maxinchiesta della Procura di Roma che nel 2015 ha portato alla luce un sistema corruttivo all'interno della Società, una "cellula criminale" "che gestiva un giro di mazzette", e che ha coinvolto Antonella Accroglianò, la "Dama Nera", potente ex capo del coordinamento tecnico amministrativo di Anas; l'azienda è stata costantemente al centro di numerosi atti di sindacato ispettivo, oltre che per le vicende giudiziarie, anche per le inefficienze, compensi esorbitanti ai vertici societari e assunzioni in contrasto con le norme sulla selezione del personale dipendente delle società partecipate; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: tra il 2015 e il 2018, ANAS ha provveduto a un consistente rinnovo delle figure apicali conseguente al cambio di direzione (da Ciucci ad Armani).