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Misure per il contenimento del consumo del suolo e il riuso del suolo edificato e deleghe per la disciplina in materia di rigenerazione delle aree urbane degradate e per la definizione di incentivi di natura fiscale. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge persegue la finalità di contenere il consumo del suolo, di valorizzare il suolo non edificato, di promuovere l'attività agricola che sullo stesso si svolge o potrebbe svolgersi, nonché gli obiettivi del prioritario riuso del suolo edificato e della rigenerazione urbana rispetto all'ulteriore consumo del suolo inedificato, al fine complessivo di impedire che lo stesso venga eccessivamente « eroso » e « consumato » dall'urbanizzazione. Il consumo di suolo è un processo associato alla perdita di una risorsa ambientale fondamentale, limitata e non rinnovabile, dovuta all'occupazione di una superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale con una copertura artificiale. È un fenomeno legato alle dinamiche insediative e infrastrutturali ed è prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici, fabbricati e insediamenti, all'espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un'area urbana, all'infrastrutturazione del territorio (cfr. Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici – SNPA Report 2022). La salvaguardia della destinazione agricola dei suoli e in ogni caso la conservazione della relativa vocazione naturalistica rappresentano un obiettivo di primaria importanza, soprattutto alla luce dei dati statistici acquisiti, dai quali risulta la rapida « cementificazione » della superficie agricola nazionale. Il monitoraggio effettuato dal Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA), nel lavoro congiunto dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e delle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente, conferma per il 2021-2022 la criticità del consumo di suolo, in particolare nelle zone periurbane e urbane, in cui si rileva un continuo e significativo incremento delle superfici artificiali, con un aumento della densità del costruito a scapito delle aree agricole e naturali, unitamente alla criticità delle aree nell'intorno del sistema infrastrutturale, anche per la crescente richiesta di spazi sempre più ampi per la logistica. I cambiamenti rilevati si concentrano in alcune aree del Paese, e sono particolarmente elevati in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Il consumo di suolo nel 2021 ha ripreso a correre, superando la soglia dei 2 metri quadrati al secondo e sfiorando i 70 chilometri quadrati di nuove coperture artificiali in un anno. La compromissione del suolo mette a rischio una risorsa fondamentale non solo dal punto di vista agricolo e alimentare, ma anche ambientale e paesaggistico. La perdita di superficie agricola, infatti, comporta inevitabilmente una riduzione della produzione agricola, rendendola insufficiente a soddisfare il fabbisogno alimentare nazionale e facendo crescere la dipendenza del nostro Paese dall'estero. Preservare la vocazione agricola del suolo ed evitare di snaturarne e stravolgerne le connotazioni naturalistiche attraverso l'eccessiva urbanizzazione, però, significa anche tutelare sia il paesaggio contro il rischio di deturpamento delle bellezze naturali, sia l'ambiente contro il rischio di disastri idrogeologici. Inoltre, la cementificazione ha un effetto negativo anche sulle temperature. Le aree urbane risultano essere molto più calde di quelle naturali o seminaturali: in media 2°C in più, con picchi che toccano i 6 in alcune città metropolitane, mentre le aree verdi, anche nelle città, riescono a mitigare tali effetti. L'urgenza per il nostro Paese di limitare e tendenzialmente azzerare il consumo di suolo è data, dunque, anche dall'aggravarsi della crisi climatica e alla luce delle particolari condizioni di fragilità e di criticità del territorio italiano, che rendono non più rinviabili la definizione e l'attuazione di politiche e azioni di tutela del suolo. È necessario garantire un equilibrio, nell'assetto territoriale, tra zone suscettibili di utilizzazione agricola e zone edificate ed edificabili, al fine di non pregiudicare, da un lato, la produzione agricola e la sicurezza alimentare e, dall'altro, le condizioni generali di vita della popolazione. Per realizzare tali obiettivi, il presente disegno di legge, che ripropone un testo presentato nel corso della XVIII Legislatura (atto Senato n. 843), prevede una serie di interventi destinati a porsi come princìpi fondamentali della materia, secondo il disposto dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione. Nel merito, l'articolo 1 reca i princìpi fondamentali per la valorizzazione e la tutela del suolo, con particolare riguardo alle superfici agricole e alle aree sottoposte a tutela paesaggistica, indicando le finalità dell'intervento normativo. Tali princìpi sono in coerenza con gli articoli 9, 44 e 117 della Costituzione, con la Convenzione europea del paesaggio e con gli articoli 11 e 191 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. L'obiettivo è quello di promuovere e tutelare l'attività agricola, il paesaggio e l'ambiente, contenere il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile, anche in funzione della prevenzione e della mitigazione del dissesto idrogeologico e delle strategie di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici. Il riuso e la rigenerazione urbana, oltre a limitare il consumo di suolo, costituiscono princìpi fondamentali del governo del territorio. La pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistica privilegia il riuso e la rigenerazione urbana e l'utilizzo agroforestale dei suoli agricoli abbandonati. Le politiche di sviluppo territoriale favoriscono la destinazione agricola, e l'esercizio di pratiche agricole e perseguono la tutela e la valorizzazione dell'attività agricola attraverso la riduzione del consumo di suolo. L'articolo 2 reca definizioni riguardanti il consumo di suolo, le superfici libere, l'impermeabilizzazione, la rigenerazione urbana, la mitigazione e la compensazione ambientale, il contesto prevalentemente artificiale, il contesto a media intensità e quello prevalentemente agricolo o naturale. L'articolo 3 demanda alle regioni il compito di definire la riduzione progressiva e vincolante del consumo di suolo. In tale contesto, le regioni adottano opportuni criteri, parametri e percentuali di riduzione del consumo del suolo da articolare su scala comunale o per gruppi di comuni. Il monitoraggio sul consumo del suolo è assicurato dal SNPA, nel lavoro congiunto di ISPRA e Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente, in collaborazione con il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA). L'articolo 4 reca disposizioni in materia di priorità del riuso del suolo, con una procedura per l'individuazione, entro tempi certi, degli ambiti urbanistici da sottoporre a interventi di ristrutturazione urbanistica e di rinnovo edilizio. Le regioni incentivano i comuni, singoli e associati, a promuovere strategie di rigenerazione urbana.