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La gestione finanziaria dei progetti è a cura dei soggetti promotori di cui all’articolo 9 sulla base di alcuni parametri fissi riferiti alla diaria, al viaggio e al rimborso degli operatori, dei costi assicurativi e della loro formazione e di altri parametri variabili legati alla specificità della realizzazione del progetto. 4. I progetti devono valorizzare il coinvolgimento della comunità locale e tendere alla continuità nonché ad essere sostenibili nel tempo. 5. I progetti approvati sono finanziati per un massimo dell'80 per cento della spesa ammessa di cui almeno il 40 per cento in fase di avvio. In base alla durata del progetto possono essere autorizzati successivi anticipi. Il saldo finale, del 20 per cento, è liquidato alla presentazione del rendiconto. 6. Fra le spese ammesse a contributo sono comprese, in ogni caso: a) diaria per il CCP in attività; b) oneri previdenziali del CCP in attività; c) assicurazione sanitaria, civile e per infortunio; d) spese di gestione, progettazione e coordinamento non superiori al 20 per cento del totale delle voci di spesa indicate nelle lettere a) , b) e c) . Art. 9. (Soggetti ed enti promotori) 1. I soggetti atti a promuovere e gestire progetti di CCP sono enti locali, università e organizzazioni private senza scopo di lucro. 2. Gli enti locali e le università devono dimostrare di possedere capacità gestionali e personale competente nel settore degli interventi internazionali e della cooperazione allo sviluppo e dimostrare di avere esperienza e di avere promosso interventi sul campo da almeno tre anni nell'area per cui viene proposto un progetto di CCP. 3. I soggetti promotori devono essere senza scopo di lucro; avere nello statuto tra le finalità prevalenti, la promozione della pace e della solidarietà internazionale; dimostrare di avere esperienza e di avere promosso interventi sul campo da almeno tre anni nell'area per cui viene proposto un progetto di CCP, avere un bilancio ad evidenza pubblica, da almeno tre anni. Sono abilitate le organizzazioni non governative (ONG) riconosciute ai sensi dell'articolo 28 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, le organizzazioni che hanno realizzato progetti di servizio civile nazionale, ai sensi della legge 6 marzo 2001, n. 64, e tutte le organizzazioni che rientrano in quanto previsto dal presente comma. Art. 10. (Consulta nazionale per i CCP) 1. La Consulta nazionale per i CCP ha lo scopo di proporre e verificare le aree di intervento dei CCP sulla base delle informazioni del Ministero degli affari esteri, dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e dei principali istituti di ricerca italiani ed internazionali. 2. La Consulta nazionale per i CCP ha la facoltà di proporre studi, ricerche, metodologie, approcci formativi, incontri per la migliore realizzazione delle attività dei CCP. 3. La Consulta nazionale per i CCP è composta da un rappresentante della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli affari esteri, da un rappresentante dell'UNSC, da un rappresentante in Italia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, da due rappresentanti dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, da un rappresentante dell'Unione delle province italiane, da un rappresentante della Conferenza delle regioni e delle province autonome, da un rappresentante della Conferenza nazionale delle Università, da sette rappresentanti delle organizzazioni senza scopo di lucro di cui al comma 3 dell'articolo 9. 4. La partecipazione alla Consulta nazionale per i CCP è a titolo gratuito e può prevedere solo il rimborso delle spese per gli spostamenti. Art. 11. (Coordinamento con organismi nazionali e sovranazionali) 1. I CCP si coordinano, nelle aree di intervento comuni, con gli interventi realizzati nell'ambito della legge 26 febbraio 1987, n. 49, sulla cooperazione allo sviluppo, con i progetti di cooperazione decentrata realizzati dagli enti locali italiani e con i progetti di servizio civile all'estero, previsti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64, con i progetti del Servizio volontario europeo e con le attività all'estero dei programmi di servizio civile di altri Paesi. 2. I CCP ricevono assistenza e supporto logistico nelle aree di intervento dalle ambasciate italiane all'estero e dal Ministero degli affari esteri. 3. I CCP si coordinano nelle aree di intervento con altri organismi europei ed internazionali, ad esclusione di quelli militari che non stiano intervenendo su mandato delle Nazioni Unite per operazioni di peace keeping e peace building , per realizzare nel modo più efficace le attività previste dal progetto. Art. 12. (Trattamento economico e previsioni amministrative) 1. Gli operatori dei CCP hanno diritto al medesimo trattamento economico e assicurativo, relativamente a diaria, rimborso spese, copertura assicurativa e assistenza sanitaria gratuita all'estero, previsto per i volontari che svolgono servizio civile all'estero ai sensi degli articoli 8 e 9 della legge 6 marzo 2001, n. 64, secondo modalità individuate con apposita circolare della Presidenza del Consiglio dei ministri. 2. I soggetti promotori dei progetti di CCP usufruiscono del rimborso previsto dal piano finanziario di cui all'articolo 8, comma 2, lettera d) , della presente legge, approvato dalla SAT, secondo modalità individuate con apposita circolare della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il finanziamento dei progetti non può dare luogo a utili per i soggetti promotori dei progetti. Art. 13. (Norme transitorie) 1. Nelle more della piena attuazione della presente legge, i progetti di CCP, ai sensi del comma 253 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono gestiti e realizzati dall'UNSC nell'ambito dell'articolo 12 del decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77.