[resaula]

Tale convenzione, tra la Regione Lazio e la Città metropolitana di Roma capitale all'articolo 5 prevede, nelle more dell'apertura di un tavolo tecnico in sede di Conferenza unificata, che definisca la disciplina delle società partecipate delle Province e Città metropolitane in tema di centri per l'impiego, la possibilità per le Regioni di sottoscrivere, con le Province e Città metropolitane, ulteriori accordi intesi a prorogare o integrare convenzioni già in essere al fine di garantire la continuità del funzionamento dei servizi per il lavoro, anche mediante l'utilizzo del personale specificamente impegnato in servizi per il lavoro con rapporti giuridici in essere alla data del 31 dicembre 2017, delle società in house , delle aziende speciali e consorzi delle Città metropolitane e Province; preso atto che: nelle more del trasferimento delle circa 170 unità di società Capitale Lavoro SpA, impiegato presso i 22 centri per l'impiego della Città metropolitana di Roma capitale, nei ruoli della Regione Lazio, quest'ultima con apposita memoria di Giunta ha assunto l'impegno relativo alla programmazione degli interventi necessari a garantire l'erogazione di servizi pubblici e salvaguardare le professionalità dei lavoratori che operano all'interno dei centri per l'impiego da disciplinare con nuova convenzione; attualmente sussiste un'ipotesi, ragionevolmente fondata, che potrebbe ben rispondere alla doppia esigenza di salvaguardare i livelli occupazionali, adesso a rischio, e garantire un passaggio alla Regione senza ricadute negative in termini di efficienza ed efficacia nell'erogazione di un servizio così importante all'utenza. Tale ipotesi consisterebbe nella cessione di ramo di azienda tra la società Capitale Lavoro SpA e una delle società in house della Regione. Tuttavia, tale ipotesi di intervento potrebbe richiedere una tempistica articolata e lunga, la quale stride con l'urgenza data dal termine, normativamente indicato, del 30 giugno 2018, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione; se e quali iniziative intendano adottare, nelle more di un definitivo e compiuto trasferimento gestionale presso l'amministrazione regionale, anche di concerto con la Regione Lazio, e con la stessa Città metropolitana di Roma capitale, al fine di garantire sotto il profilo finanziario, organizzativo e funzionale il mantenimento occupazionale dei dipendenti della società Capitale Lavoro SpA, presso i centri dell'impiego della Città metropolitana di Roma capitale, a tutela dei livelli minimi di prestazione disposti dal legislatore quali strumenti di effettivo e sostanziale riconoscimento di diritti costituzionalmente garantiti. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00263 NASTRI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato il 19 giugno 2018 dal quotidiano "La Stampa", gli effetti derivanti dalle importazioni di riso a dazio zero proveniente da Cambogia e Myanmar, sebbene rappresenti un'iniziativa per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad uscire dalla povertà, in realtà rischia di causare danni rilevanti ai risicoltori italiani; l'Ente nazionale risi ha stimato in almeno 11.000 gli ettari (il 5 per cento del totale) che sono stati abbandonati, poiché i prezzi pagati dall'industria non riescono a coprire i costi di produzione; in tal senso, gli ispettori inviati da Bruxelles nel corso della settimana scorsa stanno incontrando i risicoltori del Piemonte e della Lombardia, al fine di verificare gli effetti negativi nei riguardi delle imprese risicole nazionali; a tal fine, la richiesta italiana nei riguardi della UE di attivare la clausola di salvaguardia con ripristino dei dazi a 175 euro a tonnellata, per un periodo di 3 anni, costituisce una misura che, a scopo precauzionale, può incidere positivamente nel contrastare il fenomeno della concorrenza sleale dei Paesi asiatici; l'interrogante evidenzia, altresì, come alla questione legata alle importazioni a dazio zero si aggiunge un ulteriore fenomeno collegato alle concessioni rilasciate nell'ambito degli accordi commerciali ai Paesi terzi, a cominciare dall'India, nei confronti dei quali è necessario porre un freno, al fine di tutelare il sistema delle imprese non solo risicole, ma dell'intero settore agroalimentare italiano; la necessità di un intervento in ambito comunitario, finalizzato a salvaguardare i livelli di crescita e competitività delle aziende risicole italiane, per la maggior parte concentrate in Piemonte, che rappresentano un'eccellenza a livello mondiale, costituisce a giudizio dell'interrogante un'esigenza urgente e indifferibile, considerando come la risicoltura italiana rappresenti un segmento economico fondamentale non soltanto del settore agricolo nazionale, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; quale sia la sua posizione, in riferimento alle misure anti-dumping , richieste peraltro dal precedente Esecutivo Gentiloni, nonché dalle concessioni rilasciate nell'ambito degli accordi commerciali nei riguardi dei Paesi terzi; quali iniziative di competenza, in ambito comunitario, intenda intraprendere in favore delle imprese risicole italiane, il cui persistente fenomeno della concorrenza sleale e delle pratiche irregolari in continuo aumento, in particolare da parte dei Paesi asiatici, continua ad arrecare gravissimi danni in termini d'immagine e soprattutto economici all'intera risicoltura nazionale; se non convenga infine sulla necessità di avviare in tempi rapidi iniziative nei confronti delle autorità comunitarie, al fine di rivedere la normativa europea per la tutela e la promozione del riso in grado di valorizzare la varietà del riso italiano rafforzando i livelli di tutela per le imprese risicole nazionali. Atto n. 4-00264 GRANATO Al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: dal 21 al 23 giugno 2018 si terrà a Firenze l'87a edizione di "Pitti Bimbo", il salone internazionale dell'abbigliamento dell'infanzia e dei ragazzi, piattaforma di riferimento per presentare le nuove tendenze del lifestyle legate alla moda bimbo; nelle ultime edizioni la kermesse è stata al centro di polemiche, dopo quanto denunciato dalla scrittrice Flavia Piccinni nel libro inchiesta "Bellissime. Baby miss, giovani modelli e aspiranti lolite" (edizioni Fandango); in una delle edizioni di Pitti Bimbo, infatti, ai genitori sarebbe stato vietato andare "dietro le quinte" e dunque gli stessi sono stati costretti a lasciare in solitudine i propri figli tanto che, secondo quanto dichiarato da un operatore e riportato nel libro inchiesta, "a tutelare i bambini non c'è nessuno"; desta sconcerto quanto si legge in un altro passo del libro: "I bambini sono sul set (di Pitti Bimbo, nda ) dalle sette di questa mattina, e da due giorni vivono qui dentro (...) Oggi ai genitori è stato concesso di vederli per pochi minuti. I malumori sono esplosi nel primo pomeriggio, quando dei bimbi hanno raccontato di non aver ricevuto né la merenda né dell'acqua";