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Modifiche alla Costituzione in tema di Stato federale e forma di governo presidenziale. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge costituzionale reca una modifica complessiva dell'impianto istituzionale, al fine di istituire una Repubblica federale di impianto presidenziale: gli Stati Uniti d'Italia. La storia della Penisola è caratterizzata da vicende che, nel corso dei secoli, hanno caratterizzato le singole realtà territoriali in modo peculiare. L'unificazione nazionale, avvenuta nella seconda metà del XIX secolo, non ha certo azzerato le differenze esistenti tra le singole regioni. Per tale motivo, il Costituente nel 1946-1947 ha opportunamente deciso di superare l'assetto centralista del previgente Regno d'Italia. Tuttavia, l'impianto istituzionale del regionalismo italiano è stato attuato con forte ritardo, salvo che per le cinque regioni a statuto speciale; l'attuazione concreta, attraverso il deferimento delle funzioni, è stata caratterizzata da eccessiva lentezza. Ancora negli anni Novanta del secolo scorso, il legislatore lavorava per completare il modello regionale, sino all'approvazione della nota riforma del titolo V del 2001, che ha rafforzato l'autonomia delle regioni a Statuto ordinario ma non ha risolto tutti i problemi che caratterizzavano la forma di Stato. Sono diversi i tentativi, d'altro canto, di restaurare un estemporaneo neo-centralismo, sulla base di una diffusa – quanto infondata – opinione secondo cui l'accentramento di funzioni consentirebbe di migliorare l'erogazione di servizi ai cittadini. In realtà, le esperienze di molte regioni dimostrano come l'autonomia ha consentito, per contro, di valorizzare le diverse realtà territoriali senza per questo creare disparità tra i cittadini a seconda della regione di residenza. Da ultimo, l'emergenza sanitaria che ha coinvolto il nostro Paese, l'Europa e le altre aree mondiali ha reso evidente come solo la devoluzione delle funzioni e l'autonomia degli enti territoriali possano garantire, in ossequio al principio di sussidiarietà verticale, l'erogazione efficiente ed ottimale dei servizi al cittadino. In quest'ottica, il presente disegno di legge costituzionale si prefigge di apportare una revisione generale ed organica al testo costituzionale in modo da rafforzare da un lato il potere esecutivo – attraverso l'adozione del modello istituzionale statunitense, basato sull'investitura popolare del Capo dello Stato – e valorizzare dall'altro le realtà territoriali, giungendo finalmente ad un vero e proprio assetto federale. Il presente disegno di legge si compone di 77 articoli. Nei primi due titoli si apportano modifiche ai princìpi fondamentali e alla parte prima della Costituzione. In particolare, il nuovo articolo 1 recita nel seguente modo: « L'Italia è una Repubblica federale democratica, denominata Stati Uniti d'Italia e fondata sul lavoro e sull'imprenditorialità ». L'esigenza di affiancare l'attività di impresa al principio lavoristico appare necessaria, al fine di evidenziare come solo dalla corretta interrelazione tra lavoro ed impresa possano generarsi crescita e benessere per tutta la popolazione. Anche l'articolo 3 viene modificato integrandolo con un richiamo al concetto di felicità: « È compito della Repubblica federale rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà, la sicurezza, l'uguaglianza e la felicità dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i cittadini all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ». Altro importante principio è quello relativo al sistema tributario, che deve essere sì informato a criteri di progressività ma, soprattutto, strutturato a livello federale, statale e comunale, con una imposta sul reddito che non deve superare dei limiti fisiologici, previsti nella stessa Carta fondamentale. Dal punto di vista prettamente istituzionale, il Parlamento resta bicamerale e composto dalla Camera dei deputati e da un'assemblea propriamente federale, il Senato, eletto a suffragio universale e diretto dai cittadini contestualmente all'elezione della rispettiva Assemblea rappresentativa territoriale. La Camera dei deputati si compone di 400 membri, mentre il Senato di 200 senatori elettivi, cui si aggiungono ulteriori 20 senatori eletti nell'ambito della circoscrizione Estero. Il potere esecutivo resta attribuito al Governo, composto però dal Presidente federale e dai Ministri, i quali non sono legati da alcun rapporto fiduciario nei confronti delle Camere. Il Presidente federale è infatti eletto a suffragio universale e diretto, con sistema elettorale maggioritario a doppio turno. Accanto al Presidente si introduce la figura del Vicepresidente, eletto in modo contestuale e chiamato non soltanto ad esercitarne le funzioni nei casi in cui egli non possa adempierle, ma anche a sostituirlo in caso di impedimento permanente, morte o dimissioni. Il Presidente e il suo Vice sono eletti per cinque anni e possono essere rieletti solo una volta. Il Governo federale risulta quindi composto dal Presidente federale e dai Ministri, i quali vengono nominati e revocati dal Presidente stesso. Una notevole impronta riformatrice caratterizza anche il potere giudiziario, in relazione al quale si realizza – per la prima volta – una vera e propria separazione delle carriere tra magistrati requirenti e magistrati giudicanti. Assunti attraverso concorsi autonomi, sono inquadrati in due distinti organi di autogoverno: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente. Sempre in tema di giustizia, si prevede che il pubblico ministero abbia la facoltà – e non già l'obbligo – di esercitare l'azione penale, sopprimendo quindi un principio che non ha avuto concreta attuazione. In tema di forma di Stato ed enti territoriali, il nuovo articolo 114 prevede che la Repubblica federale sia costituita dai Comuni, dagli Stati e dalla Federazione. Gli Stati federati sono 20 e corrispondono alle attuali regioni, i cui stemmi saranno rappresentati nella Bandiera italiana. Ciascuno Stato ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina le condizioni di autonomia, la forma di governo e i princìpi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Gli organi istituzionali sono il Parlamento, il Governo e il Governatore. Quanto al riparto di competenze tra Federazione e Stati, infine, il nuovo articolo 117 elenca tutte le materia di potestà legislativa federale, lasciando alla potestà statale tutte le restanti materie. Non esistono più materie di competenza concorrente, in modo da eliminare il contenzioso che la riforma del 2001 aveva prodotto. L'Italia ha problemi strutturali che ci trasciniamo da decenni e che lentamente stanno conducendo il nostro Paese nel baratro: pertanto, servono cambiamenti istituzionali importanti. Soltanto cambiando le sue fondamenta, cioè la Carta costituzionale, l'Italia potrà risalire.. I MODIFICHE AI PRINCÌPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE 1 (Modifica all'articolo 1 della Costituzione) 1 All'articolo 1 della Costituzione, il primo comma è sostituito dal seguente: « L'Italia è una Repubblica federale democratica, denominata Stati Uniti d'Italia, fondata sul lavoro e sull'imprenditorialità ».