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Atto n. 4-04409 CAMPARI PILLON PELLEGRINI Emanuele Al Ministro della giustizia Premesso che: da tempo il Sindacato autonomo Polizia penitenziaria (SAPPE) sollecita il Governo, per il tramite del Ministero della giustizia, a predisporre adeguati interventi a tutela delle donne e degli uomini del Corpo, in servizio nella prima linea delle sezioni detentive, e di tutti gli operatori penitenziari. Interventi che sono diventati indispensabili a fronte degli ultimi dati, che vedono contagiati 448 detenuti e 574 tra poliziotti ed impiegati; nonostante ciò, nel "decreto ristori" è previsto uno stanziamento di quasi 68 milioni di euro a favore delle forze di polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, ma nulla per il Corpo di Polizia penitenziaria; il crescente aumento di positivi tra detenuti e poliziotti nelle carceri, per adulti e minori, evidenzia che non si deve affatto abbassare la guardia ma è auspicabile che si adottino le opportune cautele, sanando questa incomprensibile disparità con le altre forze dell'ordine; considerato che: un terzo della popolazione detenuta è straniera, e autorevoli consessi impegnati nella sanità in carcere, come la SIMSPe, hanno constatato che, con il collasso di sistemi sanitari esteri e con il movimento delle persone, si riscontrano nelle carceri tassi di tubercolosi latente molto più alti rispetto alla popolazione generale; è indispensabile monitorare costantemente la questione e attuare ogni utile intervento per la tutela della Polizia penitenziaria, si chiede di sapere quali interventi, anche di carattere finanziario, il Ministro in indirizzo ritenga opportuno attuare tempestivamente al fine di tutelare gli agenti di polizia e gli altri operatori penitenziari. Atto n. 4-04410 DE PETRIS Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e della salute Premesso che: nell'ambito della legislazione emergenziale, disposta al fine di contrastare la diffusione e ridurre i rischi connessi all'emergenza epidemiologica da COVID-19, il Governo e le autorità regionali e locali preposte alla tutela della salute pubblica hanno adottato durante la fase remissiva dell'epidemia, verificatasi a ridosso della scorsa stagione estiva, provvedimenti atti ad una graduale ripresa delle attività produttive, avendo comunque prioritario riguardo per la salute dei cittadini e per il contenimento della diffusione virale; in tale contesto, è intervenuto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 giugno 2020, il quale ha recepito le linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni per la riapertura delle attività economiche e produttive, autorizzando di fatto le Regioni a valutare l'opportunità di acconsentire alla riapertura, fra gli altri, dei locali adibiti a discoteche e intrattenimento notturno; per quanto concerne la Sardegna, il 15 luglio il presidente della Regione ha emanato l'ordinanza n. 34 valevole sino al 31 luglio, autorizzando l'apertura di attività che abbiano luogo in discoteche o in altri locali assimilabili destinati all'intrattenimento (in particolare serale e notturno) all'aperto; nelle settimane seguenti, dai primi giorni di agosto, si è verificata su tutto il territorio nazionale una recrudescenza della pandemia, con un costante incremento dei contagi e in particolare, con riguardo alla Sardegna, il 5 agosto si è verificato un primo focolaio nell'isola di Carloforte, al quale ne sono seguiti rapidamente diversi altri, in gran parte riconducibili agli assembramenti avvenuti presso i locali notturni delle località balneari con maggior densità turistica ; per cercare di contenere la circolazione del virus, il Governo, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 agosto 2020, ha disposto la chiusura di tutte le discoteche o altri locali ad esse assimilabili. La disposizione ha comunque lasciato la possibilità alle singole Regioni, "in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori", di "stabilire una diversa data di ripresa delle attività"; l'11 agosto, il presidente della Regione autonoma della Sardegna ha firmato l'ordinanza n. 38 attraverso la quale ha disposto che continuassero ad essere consentite le attività svolte nelle discoteche o in altri locali assimilabili destinati all'intrattenimento (in particolare serale e notturno); di conseguenza, per tutta la settimana di ferragosto in Sardegna le discoteche e i locali notturni ad esse assimilati sono rimasti aperti, nonostante i dati statistici evidenziassero un preoccupante incremento dei contagi e dei focolai riconducibili proprio agli assembramenti verificatisi fra soggetti in giovane età proprio all'interno o in prossimità di discoteche e locali notturni; data la situazione, il 16 agosto il Ministro della salute ha emesso un'ordinanza con la quale sono state sospese su tutto il territorio nazionale le attività di discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all'intrattenimento. Ha stabilito altresì che le Regioni potessero introdurre ulteriori misure solo in termini più restrittivi rispetto a quelle descritte; considerato che la citata ordinanza n. 38 della Regione risulta essere stata emessa sulla base di una valutazione della contingente situazione epidemiologica del contagio da COVID-19, effettuata direttamente dal presidente della Regione quale autorità sanitaria regionale, ma solo dopo aver acquisito il parere espresso sul provvedimento dal comitato tecnico scientifico istituito con deliberazione della Giunta regionale n. 17/4 del 1° aprile 2020, integrato con deliberazione n. 24/9 dell'8 maggio; inoltre, tale parere è stato oggetto di una formale richiesta di esibizione in data 12 agosto, avanzata da componenti dei gruppi consiliari di minoranza, ma ciò nonostante non è ad oggi mai stato trasmesso dalla Giunta regionale, in violazione delle disposizioni regolamentari del Consiglio regionale della Sardegna, e in particolare dell'articolo 105, comma 2, che dispone che "ogni consigliere ha diritto di ottenere dagli uffici regionali, compresi quelli degli enti ed aziende dipendenti della Regione, copia degli atti preparatori dei provvedimenti"; atteso che si è avuta notizia, tramite gli organi di stampa, di un'inchiesta avviata dalla Procura di Cagliari in relazione all'ipotizzato reato di epidemia colposa, conseguente al servizio televisivo andato in onda su RAI3 nella trasmissione "Report" del 9 settembre, secondo il quale il Governo regionale avrebbe consentito la riapertura delle discoteche e degli altri locali di intrattenimento notturno nonostante fosse a conoscenza dei rischi per la salute della popolazione, consapevole quindi che l'apertura delle attività avrebbe favorito la diffusione del virus prima in Sardegna e poi nel resto del territorio nazionale. Ulteriori azioni giudiziarie sono state attivate dalle Procure di Sassari e Tempio, finalizzate all'accertamento dell'adeguatezza degli interventi sanitari, e indagini sulle procedure di gara relative ad acquisti di DPI sono state attivate dalla Procura di Cagliari, si chiede di sapere: