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Per quale motivo, allora, se il contratto è stipulato prima del concepimento, lo stesso atto non viene più perseguito ma addirittura dovrebbe ricadere nella categoria del «dono»? E, proseguendo nel ragionamento, per quale motivo allora non contrattare direttamente la cessione del neonato alla nascita? Per quale motivo, insomma, sono proibite la vendita e il «dono» dei bambini – perseguite come tratta di minori – e invece può essere addirittura considerato un diritto il poterne programmare la nascita ricorrendo a varie combinazioni di tecniche di fecondazione assistita? In Italia il divieto di surrogazione di maternità viene aggirato anche grazie a sentenze che consentono di legalizzare indirettamente questa pratica, ex post , riconoscendo la trascrizione di atti di nascita, rilasciati all'estero, in cui la madre gestante sparisce ed è sostituita dai committenti. In molti Stati e purtroppo di recente anche nel nostro, si consente addirittura l'adozione legale di bambini nati da surrogazione di maternità da parte del compagno dell'unico genitore biologico, con il risultato che il bambino risulta nato da «due papà», cancellando in modo totale la donna che lo ha partorito. Con questo disegno di legge vogliamo evitare che si progetti a tavolino la nascita dei bambini a cui si sottrae la madre e per i quali si potrebbe addirittura affermare che la madre non c'è: vogliamo rendere efficace il divieto di surrogazione di maternità e al tempo stesso vogliamo che non si perdano le tracce delle diverse figure materne che contribuiscono al concepimento e al parto di questi bambini. Il diritto a conoscere le proprie origini ha ancora più ragione d'essere nel momento in cui la madre non è più unica, ma ce ne sono due dal punto di vista del contributo biologico. Con l'aggravante che, mentre la donatrice di ovociti almeno teoricamente è sempre rintracciabile, mediante il DNA del nato, la madre surrogata può essere cancellata per sempre. Solo l'obbligo di conservare il contratto di surrogazione può consentire al nato, una volta adulto, di conoscere le modalità del concepimento e di poter ricostruire il puzzle materno; si eviteranno, così, discriminazioni rispetto ai bambini adottati che, in Italia, hanno il diritto a conoscere l'identità dei propri genitori biologici, se nota. Un diritto esteso recentemente anche ai bambini nati da madri che hanno usufruito del cosiddetto parto in anonimato. Per tutte le circostanze elencate, il contratto di surrogazione di maternità viola una serie di convenzioni internazionali e di carte dei diritti, ponendosi al di fuori della cornice dei diritti civili riconosciuti dagli Stati che fanno parte della comunità degli Stati liberi e democratici. Con l'utero in affitto sono violate la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani, la Convenzione dei diritti del fanciullo, la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, la Convenzione di Oviedo sui diritti umani e la biomedicina e la Carta europea dei diritti fondamentali. Il presente disegno di legge si compone di due articoli. L'articolo 1 modifica l'articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n.40. Nel novellato comma 6 si aumentano le pene ivi previste e si estendono ai casi di surrogazione di maternità, anche se commessi all'estero. Nel comma 6- bis si rende più stringente il divieto di fare commercio di cellule e di tessuti di origine umana, impiegati a scopo terapeutico, limitandone l'importazione da parte di istituti di cellule e di tessuti di tipo no profit , corredando la documentazione con una dichiarazione esplicita del donatore che esclude forme di pagamento. Nel comma 6- ter si dispone l'interdizione dall'esercizio professionale per uno dei reati previsti dallo stesso articolo 12. L'articolo 2 riguarda il diritto dei nati a seguito di surrogazione di maternità a conoscere le proprie origini e alla tracciabilità dei genitori biologici (genitori genetici e madre gestazionale) per scopi medici. In particolare, nel comma 1 si subordina la trascrizione dell'atto di nascita al deposito presso l'anagrafe dell'originale del contratto di surrogazione di maternità, dal quale si possano evincere gli estremi della madre surrogata e degli eventuali donatori di gameti che hanno contribuito al concepimento del bambino. Nel comma 2 si stabilisce che al compimento del diciottesimo anno di età il nato possa accedere al contratto che lo riguarda. Nel comma 3 si disciplina l'accesso agli stessi dati da parte del minore. La procedura è di competenza del tribunale per i minorenni analogamente a quanto attualmente previsto dalla legge 4 maggio 1983, n. 184, sulle adozioni.. 1 1 Il comma 6 dell'articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, è sostituito dai seguenti: « 6 . Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni è punito con la reclusione da tre a cinque anni e con la multa da euro 600.000 a euro 1.000.000. Chiunque, in qualsiasi modo, organizza, pubblicizza, utilizza o ricorre alla surrogazione di maternità è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da euro 1.200.000 a euro 2.000.000. Le disposizioni del periodo precedente si applicano anche quando il fatto è commesso all'estero da un cittadino italiano. 6-bis . L'importazione di cellule e di tessuti di origine umana a scopo clinico è consentita solo da parte di istituti di cellule e di tessuti senza fini di lucro, autorizzati secondo le norme dell'Unione europea sulla qualità e sulla sicurezza delle cellule e dei tessuti di origine umana. L'importazione deve essere corredata della documentazione dei costi del materiale biologico importato, inclusa la dichiarazione di donazione volontaria e gratuita da parte del donatore di cellule e di tessuti, in conformità all'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 191. 6-ter. È disposta l'interdizione dall'esercizio professionale nei confronti dell'esercente di una professione sanitaria condannato per uno dei delitti di cui al presente articolo». 2 1 Al capo V della legge 19 febbraio 2004, n. 40, è aggiunto, in fine, il seguente articolo: «Art. 12- bis. - (Diritto a conoscere le proprie origini e tracciabilità dei genitori biologici a scopi medici per i nati a seguito di surrogazione di maternità). – 1. È garantito il diritto alla conoscenza delle proprie origini e alla tracciabilità dei genitori biologici a scopi medici, per i nati a seguito di surrogazione di maternità. La trascrizione dell'atto di nascita è subordinata al deposito, presso l'anagrafe del luogo di nascita, della forma originale del contratto di surrogazione di maternità, nel quale devono essere indicate le identità della madre surrogata e degli eventuali donatori di gameti, al fine di garantire al nato la possibilità di conoscere le modalità del proprio concepimento e le proprie origini biologiche. 2 .