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Disposizioni in materia di lavoro accessorio. Onorevoli Senatori. – Il lavoro occasionale di tipo accessorio (cosiddetto voucher ) è stato introdotto dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, in attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30, emanata dal secondo governo Berlusconi (cosiddetta legge Biagi). La sua finalità è quella di regolamentare quelle prestazioni occasionali, definite appunto «accessorie», e tutelare situazioni non regolamentate. Varie sono state le modifiche apportate a tale materia negli anni. La Corte costituzionale, con sentenza dell'11 gennaio 2017, ha dichiarato – tra gli altri – ammissibile la richiesta di referendum popolare, che si sarebbe dovuto svolgere il 28 maggio 2017, per l'abrogazione della normativa vigente in materia di lavoro accessorio (cosiddetto voucher ) ovvero degli articoli da 48 a 50 del decreto legislativo n. 81 del 2015, adottato in attuazione del cosiddetto Jobs Act , che hanno operato una revisione dell'istituto del lavoro accessorio, innalzando, ad esempio, a 7.000 euro il limite annuo relativo all'importo complessivo, per ciascun lavoratore, del valore dei buoni orari. Obiettivo del richiamato referendum era, quindi, quello di escludere dall'ordinamento il lavoro accessorio. Con il decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 aprile 2017, n. 49, il governo Gentiloni, per evitare lo svolgimento del referendum – realizzando un effetto abrogativo analogo a quello che sarebbe scaturito dall'abrogazione referendaria – ha disposto la soppressione della disciplina del lavoro accessorio (attraverso l'abrogazione degli articoli da 48 a 50 del decreto legislativo n. 81 del 2015), prevedendo un regime transitorio per i buoni già richiesti fino al 17 marzo 2017 (data di entrata in vigore del provvedimento in esame), i quali potevano essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017. Successivamente, con l'articolo 54- bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, è stata introdotta una nuova disciplina lavoristica, inerente allo svolgimento di prestazioni occasionali, sulla base di un sistema di regole e tutele che, tuttavia, ne restringe notevolmente il campo di applicazione rispetto alla precedente normativa. In particolare, la norma citata, al comma 10, consente alle persone fisiche, al di fuori dell'esercizio dell'attività professionale o d'impresa, di acquistare, attraverso la piattaforma informatica dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), un libretto nominativo prefinanziato, denominato «Libretto Famiglia», per il pagamento delle prestazioni occasionali rese a suo favore da uno o più prestatori nell'ambito di: a) piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione; b) assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità; c) insegnamento privato supplementare. Con il presente disegno di legge, composto da due articoli, si intende riscrivere la disciplina delle prestazioni di lavoro occasionali, attraverso il recupero dello strumento del voucher , per favorire l'emersione del lavoro nero per particolari settori di attività interessati dal fenomeno come l'agricoltura o il lavoro domestico ad esempio, e offrire garanzie ai lavoratori che potranno fruire di copertura previdenziale e assicurativa per la prestazione resa.. 1 (Disciplina delle prestazioni di lavoro occasionali) 1 Entro i limiti e con le modalità di cui alla presente legge è ammessa la possibilità di acquisire prestazioni di lavoro occasionali, intendendosi per tali le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile: a per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro; b per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro; c per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro. 2 Il prestatore ha diritto all'assicurazione per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con iscrizione alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e all'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali disciplinata dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124. 3 Il prestatore ha diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali secondo quanto previsto agli articoli 7, 8 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66. Ai fini della tutela della salute e della sicurezza del prestatore si applica l'articolo 3, comma 8, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. 4 I compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. 5 Non possono essere acquisite prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali l'utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa. 6 Alle prestazioni di lavoro occasionali possono fare ricorso: a le persone fisiche; b gli altri utilizzatori, nei limiti di cui al comma 11; c le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali: 1 nell'ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o che fruiscono di ammortizzatori sociali; 2 per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi; 3 per attività di solidarietà, in collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato; 4 per l'organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative. 7 Sono computati in misura pari al 75 per cento del loro importo, ai fini del comma 1, lettera b) , i compensi per prestazioni di lavoro occasionali rese dai soggetti percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (ReI), di cui al decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, o di altre prestazioni di sostegno del reddito. In tali casi l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno del reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro occasionali.