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la dieta mediterranea. (Applausi) . È evidente che l'olio d'oliva contiene dei grassi e probabilmente, per citare le sue parole, anche più di quelli della Red Bull, ma io non berrò mai un litro di olio d'oliva in un giorno. Occorre quindi prendere in considerazione la quantità dei cibi che assumiamo, perché una dieta equilibrata è ciò che conta e il problema è soprattutto culturale. Dobbiamo far capire alla Commissione europea che ciò che conta è trasmettere i valori culturali della sana alimentazione, il che significa che il bicchiere di vino a fine pasto fa bene, mentre una bottiglia e mezza no. È questo il tema centrale e non può essere un'etichetta sulla bottiglia a dire se un alimento fa male oppure no in assoluto, perché ciò dipende sempre dal modo in cui una persona si nutre. Siamo profondamente convinti di ciò e tutti assieme dobbiamo fare una forte battaglia in Europa - non solo noi come Paese, ma insieme ad altri Paesi che stiamo coinvolgendo in questo percorso - perché se è vero, come è vero, che i cittadini e i consumatori hanno il diritto di conoscere i valori nutrizionali del cibo di cui si nutrono, è altrettanto vero che tale diritto va garantito nel modo corretto e non per arrecare un ingiusto vantaggio ai produttori multinazionali. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore De Carlo, per due minuti. DE CARLO (FdI) . Signor Ministro, anzitutto la ringrazio e la invito a passarmi la dieta che ha seguito, così da poter godere anche io dei suoi benefici. Non posso che condividere le sue parole, che però - me lo consenta - stridono un po' con le dichiarazioni fatte ieri dal ministro Cingolani (tecnico di quel Dicastero che anche lei ha accolto con grande entusiasmo), le quali sono in parte viziate da ideologia. Da un tecnico noi ci saremmo aspettati delle dichiarazioni diverse rispetto all'alimentazione, alla carne e agli allevamenti italiani, che costituiscono un esempio classico di agricoltura green. Le dico questo, signor Ministro, perché per difendere i prodotti e i produttori italiani non solo bisogna avere un'opinione comune, ma occorre anche che questa si traduca poi in fatti concreti. Siamo sotto attacco ed è evidente che abbiamo bisogno di un Governo che difenda l'interesse nazionale dei nostri produttori, dei nostri prodotti, delle nostre genti e delle tante tradizioni che tutto il mondo oggi ci invidia. Non possiamo pretendere di andare in un'Europa di squali con un atteggiamento timido o - peggio ancora - di sudditanza ai Diktat delle lobby . Su questo non ci tranquillizzano nemmeno le dichiarazioni di Draghi il giorno in cui è venuto in Senato e ha detto di cedere maggiore sovranità nazionale a beneficio dell'Europa. Noi vogliamo che il suo Governo e lei in primis tuteliate il prodotto italiano e ogni volta che lo farete troverà sempre questa parte dell'Assemblea al vostro fianco, in misura anche maggiore di qualche membro della vostra stessa maggioranza. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Stefano ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02311 sull'etichettatura europea del vino come prodotto nocivo per la salute, per tre minuti. STEFANO (PD) . Signor Presidente, innanzitutto rivolgo il mio augurio di buon lavoro al ministro Patuanelli, destinatario di una delega importante per il sistema Italia. Credo che l'azione di Governo vada rilanciata con forza e lei, signor Ministro, ha strumenti e approccio per fare bene, quindi, anche a nome del Gruppo Partito Democratico, le auguro buon lavoro. L'Italia è leader mondiale nella produzione di vino, con oltre 11 miliardi di euro di fatturato, e con una copertura occupazionale che supera 1,3 milioni di persone. Il cosiddetto piano d'azione per migliorare la salute dei cittadini europei, approvato dalla Commissione europea, prevede, tra le altre cose, la cancellazione dei fondi per la promozione del vino - un fatto molto grave - e l'introduzione entro il 2023 di una serie di avvertenze per la salute direttamente sul packaging . Nel documento della Commissione si parte da un assunto erroneo, dal mio punto di vista, ovvero che qualsiasi consumo di alcol o di bevanda con contenuti alcolici sia dannoso, senza tener conto della quantità consumata o delle condizioni in cui si realizza quel consumo. Il vice presidente della Commissione europea Schinas, dopo le polemiche che questo argomento ha legittimamente suscitato, ha precisato che l'Unione europea non ha alcuna intenzione di proibire il vino né di etichettarlo come una sostanza tossica, riconoscendo quindi come improprio il paragone tra l'eccessivo consumo di superalcolici, tipico dei Paesi nordici, e il consumo moderato di prodotti di qualità e a più bassa gradazione (come il vino). Considerato che, nonostante le parole di Schinas, il piano di azione è attualmente in vigore e quindi prevede queste etichette, al di là dei valori di contenuto alcolometrico, i produttori italiani non possono rimanere nell'incertezza, in un momento così delicato. Signor Ministro, le chiedo pertanto quali iniziative intenda intraprendere e se non sia il caso di sentire tutti gli attori italiani per un'azione comune. Le voglio riportare un'esperienza personale. Nel 2007 l'Unione europea stava deliberando un regolamento beffardo per il vino rosato italiano: volevano riconoscere la semplice miscela di vino bianco e vino rosso come vino rosato. Con i produttori pugliesi andai a Bruxelles, intrapresi una lotta e vincemmo quella battaglia. Le battaglie, quando sono giuste, si possono vincere anche in Europa. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, senatore Patuanelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. PATUANELLI, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . Signor Presidente, ringrazio l'onorevole interrogante per la domanda. È evidente che l'interlocuzione con tutte le associazioni di categoria, ma anche con il Ministero della salute - lo dirò anche dopo - e con altri colleghi, sia fondamentale per ottenere un risultato in Europa, che è necessario. In parte, come ho detto anche prima, la dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell'umanità, è formata da un'alimentazione variegata: la pasta, il pane, la carne, l'olio d'oliva, accompagnati da un bicchiere di vino. Questo ha consentito ai cittadini italiani di avere il primato europeo di longevità. Evidentemente, il bicchiere di vino finale non fa così male come qualcuno vuole farci credere, e la tutela dei nostri prodotti agroalimentari, soprattutto di quelli più rappresentativi del made in Italy , come i vini, è una delle priorità che il Governo intende perseguire, non solo a vantaggio dei comparti produttivi, ma anche dei consumatori che, attraverso un'etichettatura corretta e trasparente, possono operare una scelta consapevole dei loro acquisti. In tale direzione, pur apprezzando il pregevole impegno della Commissione europea per tutelare la salute dei cittadini, non possiamo permettere che, per una decisione contenuta nel piano d'azione per migliorare la salute dei cittadini europei, si possano criminalizzare ingiustamente singoli prodotti. La salute va infatti salvaguardata promuovendo una dieta equilibrata e varia, senza biasimare singoli alimenti.