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Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulla condizione della comunità linguistica italiana e mistilingue nella provincia autonoma di Bolzano. Onorevoli Senatori. – Qual è la minoranza linguistica meglio tutelata in Europa? Certamente non quella italiana, neppure formalmente individuata nell'ambito dell'« autonomissima » provincia di Bolzano, ma la minoranza austriaca in tutto il territorio nazionale. All'interno della provincia autonoma di Bolzano, provincia a caratterizzazione etnica, senza dubbio gli italiani, come dimostrato anche da un celebre sondaggio del quotidiano tedesco « Dolomiten » e da un'inchiesta del quotidiano Alto Adige, si sentono vessati e frustrati rispetto alla maggioranza di lingua tedesca, « dolcemente coccolata » dai vari Governi italiani succedutisi negli anni a causa dei voti parlamentari del Südtiroler Volkspartei (SVP). Gli italiani dell'Alto Adige sono « spaesati », come titola un noto libro di un giornalista locale relativo al « compromesso etnico » nato sessantuno anni fa dall'accordo De Gasperi-Gruber, che confermò l'appartenenza dell'Alto Adige all'Italia inserendolo in un'autonomia regionale che oggi è stata progressivamente smembrata, delegando poteri fortissimi alle due province e favorendo pertanto, nella provincia autonoma di Bolzano, la creazione di una minoranza italiana in terra italiana all'interno di una realtà etnica nella quale il gruppo tedesco è pari a circa 300.000 unità e quello italiano supera di poco le 100.000 unità e i mistilingue, fenomeno in grande crescita, non possono essere censiti e, dunque, non sono legalmente riconosciuti. In aggiunta, la comunità italiana nella provincia di Bolzano si trova in una condizione di declino demografico per penalizzazioni di varia natura e di ogni sorta, legate però sempre ad una sostanziale discriminazione etnico-linguistica. Tutto ciò nasce da un'interpretazione della gestione della provincia autonoma di Bolzano (che è stata lasciata nelle mani dei partiti di lingua tedesca ininterrottamente per più di mezzo secolo) che è diventata sempre più estensiva e pervasiva, fino al punto da comportare una cristallizzazione della posizione dominante della comunità tedesca e una lenta, voluta e, talvolta, indiretta marginalizzazione del gruppo linguistico italiano. Con l'accordo De Gasperi-Gruber fu sancita una completa autonomia amministrativa per il Trentino-Alto Adige e per l'Alto Adige furono stabilite norme per l'accesso privilegiato alla pubblica amministrazione dei cittadini di lingua tedesca (proporzionale etnica) e per l'introduzione del bilinguismo. Inoltre, con la concessione di uno statuto speciale del tutto particolare alla regione Trentino-Alto Adige e con la complicità di alcune forze politiche, le province di Trento e di Bolzano hanno ottenuto una larga autonomia dinamica attraverso le commissioni paritetiche, che tutt'oggi esautorano il Parlamento della sua competenza legislativa e che di fatto le hanno trasformate in due regioni distinte; in particolare poi nell'ambito della provincia autonoma di Bolzano, la comunità italiana è diventata, come si diceva, di gran lunga minoritaria. Nel dicembre del 1971 è stato approvato dal Parlamento un « pacchetto » contenente provvedimenti che hanno ampliato ulteriormente i poteri amministrativi e legislativi delle province autonome di Trento e di Bolzano, ma a tali provvedimenti, molto favorevoli alla comunità di lingua tedesca, si è data un'attuazione estremamente estensiva che ha finito per rendere la comunità di lingua italiana una comunità di « figli di un Dio minore ». A questo si è aggiunta la riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione che ha aggravato ulteriormente la situazione concentrando altri poteri nelle due piccole « province/regioni » autonome. È senza dubbio anacronistico che in un momento in cui si sta puntando il dito contro ogni muro in Europa e si parla tedesco dal confine italiano di Salorno fino al Nord della Germania ininterrottamente, si indugi ancora nella difesa di localismi obsoleti e di comunità di persone che dovrebbero sentirsi ora più che mai dei cittadini europei invece di ricercare privilegi amministrativi e fiscali superati dal tempo, dalla storia e dai fatti. E ancora più paradossale è che, dall'altra parte del confine del Brennero, nella « madre patria Austria », l'italiano e gli italiani siano considerati « in », da imitare, si impara come seconda lingua la lingua di Dante e si trasforma la toponomastica in bilingue quando non in trilingue. In Alto Adige avviene l'esatto contrario. La politica miope tende a cancellare ogni traccia di identità e di cultura italiane, si favoriscono l'impresa, il commercio, l'artigianato e l'associazionismo tedeschi assistendo alla progressiva sparizione, specie in periferia, della presenza italiana in ogni settore strategico economico con la conseguenza, fin troppo evidente, della cosiddetta « Todesmarsch », ovvero la marcia della morte, della sparizione, dell'assottigliamento della comunità italiana. Si propone pertanto l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta per verificare lo stato e le condizioni della minoranza italiana nella provincia autonoma di Bolzano e per definire gli eventuali interventi amministrativi e legislativi necessari per garantire un'assoluta parità di diritti, come peraltro previsto dall'articolo 3 della Costituzione, tra i componenti delle diverse comunità linguistiche presenti nella provincia autonoma di Bolzano. L'articolo 1 del presente disegno di legge prevede l'istituzione di tale Commissione e definisce lo scopo a cui è diretta. L'articolo 2 definisce i criteri di composizione della Commissione e la durata della stessa. L'articolo 3 definisce i compiti precipui della Commissione. Gli articoli 4 e 5 individuano i poteri e i limiti della Commissione, che si comporterà come un'autorità giudiziaria, nonché le modalità per l'acquisizione di atti e documenti e sulla necessità di apporre il segreto su quelli utilizzati ai fini dell'indagine. L'articolo 6 impone alla Commissione l'obbligo del segreto. L'articolo 7 prevede l'adozione di un regolamento interno per l'organizzazione dei lavori della Commissione e pone a carico del bilancio di entrambe le Camere le spese di funzionamento della stessa Commissione. L'articolo 8, infine, disciplina l'entrata in vigore della legge.. 1 (Istituzione della Commissione) 1 È istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sulla condizione della comunità linguistica italiana e mistilingue nella provincia autonoma di Bolzano, di seguito denominata « Commissione ». 2 (Composizione e durata) 1 La Commissione è composta da venti deputati e da venti senatori, nominati rispettivamente dal Presidente della Camera dei deputati e dal Presidente del Senato della Repubblica, in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari, comunque assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo parlamentare. 2 Il Presidente del Senato della Repubblica e il Presidente della Camera dei deputati, entro dieci giorni dalla nomina dei componenti, convocano la Commissione per la costituzione dell'ufficio di presidenza. 3 La Commissione elegge a maggioranza assoluta dei suoi componenti il presidente e due vicepresidenti, di cui almeno uno appartenente alla coalizione di minoranza, e due segretari, ai sensi dell'articolo 20, commi 1, 2, 3 e 4, del Regolamento della Camera dei deputati.