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Disposizioni per la promozione della salute nel sistema nazionale di istruzione e formazione e reintroduzione della medicina scolastica. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge nasce dall'esigenza, avvertita in modo sempre più frequente e attuale dalle famiglie, di fornire la comunità scolastica di una figura professionale di riferimento per quanto concerne l'aspetto sanitario, quale è il medico scolastico, e di implementare la promozione della salute all'interno del sistema di istruzione ed educativo italiano, nonché dall'esigenza, ormai da tutti sentita, di migliorare la qualità della vita agendo sul miglioramento della salute e sulla prevenzione delle malattie, soprattutto nella popolazione giovanile in età scolastica. Nel solco di questo, il presente disegno di legge utilizza l'espressione « promozione della salute » nel senso più ampio del termine, assegnando al sistema scolastico un ruolo di guida, fondamentale per la tutela della salute nei bambini e giovani. Negli ultimi anni si è fortemente dibattuto su questo argomento, anche a livello parlamentare, ma fino ad oggi la problematica non ha trovato soluzioni, malgrado l'emergenza pandemica dovuta al COVID-19 abbia evidenziato il ruolo fondamentale della scuola non solo come luogo fisico dove poter operare sulla tutela della salute, ma anche come luogo di educazione e formazione sulla salute stessa. Informare e formare i giovani alla promozione della salute, quale componente importante della propria vita, deve essere obiettivo primario da parte del sistema scolastico, ispirandosi al concetto promosso dall'Organizzazione mondiale della sanità, che identifica come obiettivo dell'Organizzazione stessa « il raggiungimento, da parte di tutte le popolazioni, del più alto livello possibile di salute », definita come « uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale » e non semplicemente « assenza di malattie o infermità ». In tal senso è proprio nell'ambiente scolastico che deve essere promosso questo concetto facendo sì che le generazioni future abbiano quegli strumenti culturali propri di una formazione specifica nell'ambito della propria istruzione scolastica. Nel sistema scolastico italiano non è prevista, all'interno dei curriculum formativi, una disciplina scolastica specificatamente dedicata alla salute e al benessere, come avviene invece in altri Paesi. La promozione della salute va dunque inserita nel curriculum scolastico in modo tale da essere affrontata trasversalmente alle diverse discipline. La crisi pandemica dovuta al COVID-19 ha avuto un forte impatto sulla didattica italiana rilanciando il concetto della « medicina scolastica ». La medicina scolastica è stata istituita in Italia tramite due decreti presidenziali, risalenti al 1961 e al 1967, tutt'ora vigenti in quanto non abrogati dalla successiva legge di istituzione del Servizio sanitario nazionale del 1978; dunque, almeno a livello teorico, l'istituto è ancora materia « attuabile » e declinabile secondo i nuovi bisogni della società. Le prestazioni sanitarie di medicina preventiva e di urgenza nell'ambito dei servizi di medicina scolastica dovevano essere svolte in ambulatori ricavati nello stesso edificio scolastico con un medico scolastico che provvedeva a: visitare in via preliminare tutti gli alunni all'inizio dell'anno scolastico; visitarli almeno una volta durante l'anno per controllarne lo sviluppo psico-fisico; individuare alunni che necessitavano di più approfonditi accertamenti, avviandoli a eventuali visite specialistiche; collaborare con i dirigenti scolastici, con gli insegnanti, con le famiglie e con i centri medici e psicopedagogici. La medicina scolastica, nella sua originaria accezione, così come prevista dai sopracitati decreti, ha perso nel tempo contenuti e funzioni molto rilevanti, ricevendo peraltro un'applicazione diversificata a livello locale. Reintrodurre la medicina scolastica oggi significa innovare l'istituto secondo declinazioni che si adattino alle caratteristiche territoriali del Paese; al contrario, riproporre l'istituto nei suoi termini iniziali genererebbe una duplicazione di servizi, sovrapponendosi alle figure del pediatra di libera scelta e del medico di medicina generale, che già assicurano a livello locale la presa in carico degli assistiti. Il nuovo medico scolastico potrebbe invece essere una figura di raccordo tra scuola, famiglie e medicina del territorio per rafforzare la prevenzione, il monitoraggio di salute e la formazione degli studenti alle tematiche sanitarie. Fatta a scuola, la promozione della salute può infatti generare benefici e ricadute positive non solo per gli studenti, ma anche per le famiglie e le comunità di appartenenza, per esempio grazie alla trasmissione di conoscenze dall'ambito scolastico a quello familiare. Formando e sensibilizzando gli studenti, avvicinando i servizi sociosanitari alla scuola e garantendo un ambiente salubre nel contesto scolastico, è possibile incidere sui determinanti di salute e assicurare maggiore equità nell'erogazione delle prestazioni sociosanitarie, facilitandone l'accesso. Inoltre, la presenza o il collegamento della struttura scolastica con i servizi sanitari potrebbe essere uno strumento prezioso per la presa in carico delle fragilità e per la gestione delle eventuali situazioni di emergenza sanitaria degli studenti, soprattutto con riferimento a quanti, affetti da patologie croniche, necessitano di punti di riferimento sanitario all'interno delle strutture scolastiche. Una medicina scolastica che sia in grado di diventare presidio di promozione della salute. Il concetto di scuola come presidio di promozione della salute è stato originariamente coniato dal progetto Schools for Health in Europe (SHE) nato nel 1998 e cofinanziato dal programma salute dell'Unione europea. Per determinanti di salute si intendono i fattori che influenzano lo stato di salute di un individuo e, per estensione, di una comunità. Possono essere raggruppati in categorie: comportamenti personali e stili di vita; fattori sociali; condizioni di vita e di lavoro; accesso ai servizi sanitari; condizioni socioeconomiche, culturali, ambientali; fattori genetici. Reintroducendo la medicina scolastica l'Italia si avvicina agli standard europei. La maggior parte dei servizi sanitari scolastici europei si occupa della promozione di stili di vita salutari, privilegiando temi come l'attività fisica, l'alimentazione sana e la lotta all'abuso di sostanze. Dal punto di vista organizzativo, i servizi sanitari scolastici possono essere school-based , cioè presenti nelle scuole, distinti dalle scuole oppure offerti dal sistema di assistenza primaria ( primary care ). Le figure professionali coinvolte sono principalmente infermieri scolastici, medici scolastici, psicologi, operatori sociali, dentisti, fisioterapisti, assistenti sanitari e personale sanitario di supporto. I compiti dei servizi sanitari scolastici sono trasversali e complessi; per questo motivo, in molti casi è prevista la collaborazione con i soggetti della comunità e tra figure professionali che riuniscano competenze e discipline diverse. L'ufficio regionale per l'Europa dell'Organizzazione mondiale della sanità ha elaborato nel 2014 un framework sugli standard di qualità dei servizi sanitari scolastici e sulle competenze dei professionisti della salute presenti o collegati alla scuola. Tra i principali standard troviamo: la presenza di un quadro normativo nazionale o regionale che includa i Ministeri della salute e dell'istruzione;