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impianti già autorizzati e in esercizio per i quali tale procedura era stata a suo tempo ritenuta esclusa sulla base delle soglie individuate nell'Allegato IV alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e nella legislazione regionale di attuazione, prevedendo che la procedura è svolta a norma della nuova disciplina introdotta dal presente decreto, ferma restando la prosecuzione dell'attività fino all'adozione dell'atto definitivo da parte dell'autorità competente. Al fine di bilanciare le istanze di tutela ambientale dei territori incisi con quelle industriali e del lavoro, la disciplina transitoria prevede il rigoroso termine di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, trascorso il quale gli impianti non potranno proseguire nella loro attività, ancorché non sia consumato il potere in capo all'Amministrazione di concludere il procedimento autorizzatorio in via postuma. Art. 16. - (Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. Procedura di infrazione 2014/2006, Caso EU-Pilot 4634/13/ENVI, Caso EU-Pilot 5391/13/ENVI -- Modifiche al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 32, recante attuazione della direttiva 2007/2/CE, che istituisce un'infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea. Caso EU-Pilot 4467/13/ENVI) L'articolo, al comma 1, al fine di superare i rilievi della Commissione europea nell'ambito della procedura d'infrazione 2014/2006 in materia di divieto delle attività di cattura di uccelli a fini di richiamo mediante reti, interviene sulla legge n. 157 del 1992. Viene eliminata in via generale la previsione dell'utilizzo di richiami vivi provenienti da attività di cattura, salvo i casi previsti come deroghe. Le deroghe, ai sensi dell'articolo 19- bis della legge n. 157 del 1992, possono essere disposte dalle regioni e province autonome, con atto amministrativo, solo in assenza di altre soluzioni soddisfacenti, in via eccezionale e per periodi limitati, sentito l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – ISPRA; devono inoltre essere notificate al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il quale può, in caso di violazioni normative, proporne la revoca al Consiglio dei ministri. Il comma 2, al fine di superare i rilievi formulati dalla Commissione europea nell'ambito del caso EU-Pilot 4634/13/ENVI, precisa, all'articolo 13, comma 1, della legge n. 157 del 1992, che anche i caricatori dei fucili ad anima rigata a ripetizione semiautomatica impiegati nella caccia non possono contenere più di due cartucce. Il comma 3 è volto a superare i rilievi formulati dalla Commissione europea nell'ambito della procedura d'informazione EU-Pilot 5931/13/ENVI. La norma proposta introduce modifiche alle lettere bb) e cc) del comma 1 dell'articolo 21 della legge n. 157 del 1992 al fine di precisare che il divieto di commercializzazione riguarda le specie ornitiche oggetto di tutela ai sensi della direttiva 2009/147/CE, anche se provenienti dall'estero. Con il comma 4 vengono apportate modifiche al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 32, recante attuazione della direttiva 2007/2/CE, che istituisce un'infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea, allo scopo di rispondere alle considerazioni e ai rilievi della Commissione europea nell'ambito della procedura EU Pilot 4467/13/ENVI. La disciplina in esame si propone di superare tutti i rilievi formulati dalla Commissione europea nell'ambito del caso EU Pilot 4467/13/ENVI, in piena coerenza con quanto indicato nella Comunicazione SEIS (Verso un sistema comune di informazioni ambientali) del 1° febbraio 2008 della Commissione europea, secondo la quale, in particolare le informazioni territoriali e del monitoraggio ambientale dovranno essere: -- gestite il più possibile vicino alla fonte; -- raccolte una sola volta e condivise per differenti fini; -- completamente disponibili per il pubblico a diverse scale e nelle rispettive lingue nazionali; -- accessibili per consentire ai fruitori di fare comparazioni su scala geografica; -- rapidamente disponibili per le autorità pubbliche per consentire il facile adempimento degli obblighi di relazione; -- prontamente accessibili per gli utilizzatori finali, primariamente per le autorità pubbliche locali ed europee, al fine di valutare prontamente lo stato dell'ambiente, l'efficacia delle relative politiche e per pianificare nuove strategie. In particolare, l'articolo in esame consente di superare due tipologie di rilievi: 1) quelli relativi a richieste di adeguamento del testo di natura prettamente formale, legate al drafting del provvedimento; 2) quelli relativi a criticità di merito che contestano le soluzioni tecnico-normative individuate in fase di recepimento. Rientrano nella prima categoria (adeguamento formale alla direttiva) le modifiche introdotte alle lettere a), b), c), e), o), r) e t) . Riguardo, invece, alle modifiche volte a superare rilievi di natura sostanziale, previsti alle lettere d), f), g), h), i), l), m), n), p), q), s) e u) , si precisa che: -- l'integrazione di cui alla lettera d) è necessaria per superare il rilievo della Commissione relativa all'omesso recepimento dell'articolo 4, paragrafo 6, della direttiva; -- l'integrazione di cui alla lettera i) è necessaria per superare il rilievo della Commissione relativo all'omesso recepimento dell'articolo 10, paragrafo 1, della direttiva; -- l'integrazione di cui alla lettera h) è necessaria per superare il rilievo della Commissione relativo all'omesso recepimento dell'articolo 11, paragrafo 3, della direttiva; -- le integrazioni di cui alle lettere l) e m) sono necessarie per superare il rilievo della Commissione relativo all'omesso recepimento dell'articolo 12, primo paragrafo, secondo periodo, della direttiva; -- le integrazioni di cui alle lettere r) e s) sono necessarie per superare i rilievi della Commissione relativi all'omesso recepimento dell'articolo 17, paragrafi 1, 4, 5 e 6, della direttiva; -- le modifiche e le integrazioni di cui alle lettere f), g), n) e u) sono necessarie per superare il rilievo della Commissione relativo all'ambiguo e inidoneo recepimento dell'articolo 5, paragrafo 3 della direttiva; -- l'integrazione di cui alla lettera q) è necessaria per superare il rilievo della Commissione che contesta il parziale recepimento dell'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva. Art. 17.