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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 88 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente ROSSOMANDO e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,33) . Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione dei disegni di legge costituzionale: Doc 214 Modifiche alla Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari QUAGLIARIELLO. - Doc 515 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica CALDEROLI e PERILLI. - Doc 805 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori PATUANELLI e ROMEO. - (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione dei disegni di legge costituzionale nn. 214, 515 e 805. Ricordo che nella seduta di ieri ha avuto inizio la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Cucca. Ne ha facoltà. CUCCA (PD) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi senatori, ci risiamo: prosegue l'opera sistematica di demolizione, scientificamente architettata da pochi soggetti, del sistema democratico che abbiamo vissuto fino a questa legislatura, costruito faticosamente e ai prezzi che ben conosciamo pagati dai nostri genitori, con tutti i principi consacrati nella nostra Costituzione, da molti considerata la più bella del mondo. Certamente la nostra Carta aveva e ha bisogno di una messa a punto, di una revisione, ma non si possono intaccare i cardini fondamentali della nostra democrazia, del nostro sistema democratico. Il provvedimento in discussione, invece, non è altro che la conferma degli intenti perseguiti da coloro che guidano questa maggioranza devotamente silente. Avevamo avuto un chiaro segnale al momento dell'approvazione della legge di bilancio, scodellata in Aula dopo un periodo di estenuanti rinvii e approfondimenti, approvata da una maggioranza che neppure aveva conoscenza diretta del contenuto. D'altro canto, tanti altri provvedimenti sono stati approvati con il medesimo sistema: confezionati dal Governo, consegnati per l'approvazione della maggioranza incapace di qualsiasi confronto, con l'unico compito di far valere la forza dei numeri, privata come è della facoltà di discutere degli ordini propinati dall'alto; poca professionalità, scarse competenze, con la malcelata volontà di arida gestione del potere, mascherata dall'asserita necessità di assecondare la volontà popolare. Ecco quindi l'ennesima operazione demagogica, con un provvedimento quantomeno discutibile, che dispiegherà effetti disastrosi in danno dei principi fondamentali della nostra democrazia. Il popolo chiede la riduzione del numero dei parlamentari - questo è vero - che costituiscono la casta che tanto guadagna per produrre niente, che pensa solo a sé stessa e mai al bene comune: questo è l'immaginario che è stato alimentato scientemente. Ecco che questa maggioranza risponde ancora una volta alla pancia del popolo e mette su un provvedimento che apoditticamente taglia il numero dei parlamentari con un colpo di machete, assestando un colpo durissimo al nostro sistema parlamentare fondato essenzialmente sul principio della rappresentanza, che assicura la gestione democratica del nostro Paese. L'intento è ormai drammaticamente chiaro, seppure già era stato apertamente declinato dai vertici di quella silente maggioranza: lo scopo è smantellare il Parlamento, l'istituzione che rappresenta la massima espressione dei principi democratici su cui si fonda la nostra Repubblica, posto che esso è composto dai rappresentanti del popolo che li aveva eletti per svolgere quella funzione. L'antiparlamentarismo che anima il provvedimento in esame sottende proprio alla volontà di realizzare l'obiettivo di demolire completamente il sistema parlamentare, il sistema democratico parlamentare che - come dicevo - è il luogo di maggiore espressione della democrazia. Questo Governo dà quindi sfogo al populismo e alla demagogia e propina un provvedimento da utilizzare nella prossima campagna elettorale per le elezioni europee. Lo fa appellandosi anche a un altro risibile argomento, quello del contenimento delle spese della politica. Questo è un altro tema demagogico perché, al di là delle cifre di cui questa maggioranza si riempie la bocca, affermando che si risparmierà la ragguardevole cifra di circa 40 milioni di euro, omette di dire che i costi dell'istituzione Parlamento sono ben altri. Il Parlamento è un'istituzione complessa, come è normale che sia un'istituzione che è il presidio della democrazia, che - come è noto - ha dei costi elevati. Quello dei parlamentari, però, è ben poco rispetto ai costi - quelli sì davvero elevati - delle strutture del Parlamento che resteranno invariati, non verranno intaccati e sono più di dieci volte superiori rispetto a quanto si risparmierebbe col taglio dei parlamentari proposto con il provvedimento in esame. Il Partito Democratico e io stesso - come è noto - non eravamo e non siamo contrari alla riduzione del numero di parlamentari, ma solo a condizione che non si intacchino i valori fondamentali del sistema e, in particolare, del principio di rappresentanza. È quindi evidente che è necessario mettere mano all'anomalia fondamentale del nostro sistema parlamentare, basato sul bicameralismo paritario, che è ormai anacronistico e motivo di oggettivo rallentamento dell'attività parlamentare. In questo senso sono indirizzati gli emendamenti presentati dal Partito Democratico che, pur prevedendo la riduzione del numero dei parlamentari, contemplano pure la revisione del bicameralismo paritario, consentendo però al contempo di salvaguardare il principio della rappresentanza.