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il dicastero è uno fra i più importanti per il Paese in quanto racchiude comparti che sono trainanti per l'economia, dalle produzioni agricole alla tutela dei prodotti agroalimentari e alla promozione dell'enogastronomia e del made in Italy , passando per la tutela dei settori delle foreste e della pesca; tale visione, a giudizio degli interroganti improntata su un ambientalismo di maniera, letta in combinato disposto con la volontà dell'Esecutivo di ridurre le agevolazioni fiscali ad oggi previste sul gasolio utilizzato per i mezzi agricoli, suscita allarme in tutta la filiera produttiva agricola, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo voglia chiarire, al di là della propaganda di partito, quali azioni concrete intende mettere in atto per coniugare i necessari interventi strutturali a sostegno del comparto agricolo con le campagne di contrasto ai cambiamenti climatici. Atto n. 3-01148 CENTINAIO RIPAMONTI PIANASSO MARTI PISANI Pietro Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: l'articolo 13- quater , comma 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, il decreto crescita, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, ha istituito presso il Ministero delle politiche agricoli alimentari, forestali e del turismo una banca dati delle strutture ricettive nonché degli immobili destinati alle locazioni brevi presenti sul territorio nazionale, rispondendo ad un'esigenza di trasparenza e di miglioramento di qualità da tempo manifestata da parte di tutti gli operatori del settore; tale banca dati consente di indentificare le strutture ricettive attraverso l'assegnazione di un codice alfanumerico di identificazione, da utilizzare necessariamente in ogni comunicazione inerente all'offerta e alla promozione dei servizi turistici all'utenza; i titolari delle strutture ricettive, ovvero i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, nonché i soggetti che gestiscono portali telematici sono tenuti a pubblicare nelle comunicazioni inerenti all'offerta e alla promozione di unità immobiliari tali codici identificativi; l'adozione di tale strumento permette di migliorare la qualità dell'offerta turistica e contrastare forme irregolari di ospitalità, a beneficio dei turisti stessi e dell'immagine del nostro Paese; appare urgente dare quanto prima attuazione alla norma anche alla luce delle prossime festività natalizie che vedranno una maggiore affluenza turistica nelle principali città d'arte, dove fra l'altro di registra un aumento di alloggi destinati ad affitti brevi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda adottare entro i primi giorni di dicembre dell'anno in corso gli atti necessari a rendere applicativa la norma. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02174 PIROVANO CENTINAIO IWOBI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che : a pochi giorni dall'incarico ricevuto, il ministro Bellanova è stata ospitata nella trasmissione televisiva "Otto e mezzo", nel corso della quale ha affermato, testualmente: "Tenga conto che mentre venivo qui ci sono state delle imprese che mi hanno chiamato per dirmi una cosa semplicissima: che senza flussi migratori le nostre produzioni marciscono nei campi. Allora attenti a dire porti chiusi"; le parole pronunciate si prestano ad un'interpretazione preoccupante, laddove lasciano intendere, neanche troppo implicitamente, che l'agricoltura necessita di migranti disposti a lavorare a condizioni non accettabili dai connazionali. Ancor di più, sembra irragionevole l'accostamento del concetto di forza lavoro con quello dell'apertura dei porti, considerato che gli immigrati che sbarcano conseguentemente all'apertura dei porti non sono arrivati legalmente nel nostro Paese e risultano in gran parte clandestini a seguito di accertamenti e non potrebbero prestare i loro servizi all'agricoltura, se non alimentando l'allarmante e quasi scontato binomio fra clandestini e lavoro illegale; il dossier statistico immigrazione Idos del 2018 stima che circa un quarto del totale della manodopera in agricoltura è costituita da lavoratori stranieri e secondo le stime del IV rapporto dell'osservatorio Placido Rizzotto della FLAI-CGIL (giugno 2018) tra i 400 e i 430.000 lavoratori stranieri sono esposti al rischio di ingaggio irregolare, e circa 130.000 versano in condizioni di grave vulnerabilità; alla luce della preoccupante situazione, negli ultimi mesi è stato coordinato dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, all'interno del tavolo nazionale sul caporalato per la prevenzione e il contrasto del fenomeno, un gruppo di lavoro a cui hanno partecipato anche i rappresentanti delle principali realtà del settore interessate, tra cui organizzazioni di categoria, parti sociali, grande distribuzione organizzata e gli enti collegati al Ministero; le aree prioritarie di riflessione e di intervento individuate dal gruppo di lavoro sono state: contrasto alle pratiche sleali di mercato, semplificazione delle norme relative al sistema agricolo e agroalimentare, mercato del lavoro agricolo trasparente, rafforzamento delle politiche di filiera, miglioramento dell'organizzazione e dell'aggregazione delle imprese agricole; le dichiarazioni pubbliche rese da un Ministro della Repubblica dovrebbero rappresentare il nostro Paese anche all'estero, e non è accettabile a parere degli interroganti che in un'intervista televisiva il riferimento ai braccianti agricoli evochi immediatamente il concetto dell'immigrazione clandestina, dello sfruttamento e del lavoro illegale, quasi a sottintendere che nel nostro Paese esista una nuova forma di schiavitù. Il nostro Paese ha bisogno di un Ministro che parli di garanzie dei diritti e dei salari dei lavoratori agricoli, di lotta al caporalato, di sviluppo di un'agricoltura moderna che superi il concetto stesso di lavoro usurante, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga importante chiarire quale sia il nesso fra l'apertura dei porti e il fabbisogno di manodopera in agricoltura espresso nelle sue dichiarazioni e quali siano le prime iniziative che intende intraprendere per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e la tutela delle migliaia di aziende oneste che subiscono la concorrenza sleale di chi fa ricorso al lavoro illegale; se sia a conoscenza delle cause che condizionano la mancanza di manodopera agricola italiana direzionando la domanda verso lavoratori stranieri e se ritenga di dover mettere in atto azioni concrete per invertire tale tendenza; come intenda proseguire nell'importante lavoro intrapreso negli ultimi mesi dal gruppo di lavoro del tavolo nazionale sul caporalato e in che modo e con quali tempistiche intenda sviluppare concretamente i temi che sono stati individuati nel corso del lavoro: contrasto alle pratiche sleali di mercato, semplificazione delle norme relative al sistema agricolo e agroalimentare, mercato del lavoro agricolo trasparente, rafforzamento delle politiche di filiera, miglioramento dell'organizzazione e dell'aggregazione delle imprese agricole. Atto n. 4-02175 SACCONE Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: