[massime]

Regione siciliana - Elezione dei consigli delle province regionali - Assegnazione dei seggi residui - Criteri - Lamentata lesione del canone di coerenza e ragionevolezza e del principio di eguaglianza per quanto concerne l’accesso ai pubblici uffici e alle cariche elettive - Mancata indicazione da parte del rimettente della soluzione che dovrebbe soddisfare le (incompatibili) esigenze prospettate - Manifesta inammissibilità della questione.. E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 51 della Costituzione, dell’art. 18, numero 3, secondo comma, quarto e quinto periodo, della legge della Regione siciliana 9 maggio 1969, n. 14 e successive modificazioni, introdotte dall’art. 14, secondo comma, della legge regionale 1° settembre 1993, n. 26, nella parte in cui “dispone l’assegnazione dei seggi residuati non secondo la graduatoria delle liste in funzione del miglior quoziente ed in ragione della disponibilità dei seggi per collegio, ma partendo dai collegi con popolazione legale meno numerosa e passando via via agli altri in ordine crescente di popolazione”. Il giudice ‘a quo’, infatti, non indica la soluzione che consentirebbe di soddisfare le contrapposte esigenze, poiché, da un lato, esprime l’esigenza di rispettare scrupolosamente “la graduatoria delle liste in funzione del miglior quoziente” e, dall’altro, l’incompatibile esigenza di assegnare i seggi “in ragione della loro disponibilità per collegio”.