[resaula]

basta poco perché non riesca a far fronte alle necessità e non solo quelle relative all'epidemia di coronavirus ma alle necessità generali di tutti i cittadini, poiché un sistema che collassa non è più in grado di rispondere a tutte le esigenze alle quali è preposto. Sono quindi necessari sicuramente dei provvedimenti efficaci, se non a contenere il contagio, perché ciò potrebbe essere illusorio, quantomeno a ritardarlo, dato che il picco potrebbe non essere affrontabile dal nostro sistema. Un'altra carenza importante, organizzativa più che di tipo economico, che dipende dalle risorse è stata quella evidenziata relativamente al numero unico di emergenza 112. Il modello adottato dall'Italia prevede che tutte le chiamate d'emergenza, quindi quelle sanitarie, ma anche quelle rivolte ai Vigili del fuoco e alle Forze dell'ordine, passino attraverso l'imbuto del numero unico 112. La quantità di chiamate che si è prodotta, anche per ricevere informazioni - anche se poi alcune Regioni hanno introdotto il numero verde a tal fine - è andata ad intasare le centrali del numero 112, con persone che hanno aspettato fino a trenta minuti, e forse anche oltre, per avere il primo contatto con l'operatore. L'emergenza sanitaria ha causato quindi un rischio anche per chi aveva bisogno dei Vigili del fuoco o delle Forze dell'ordine. Nella mia Regione, il Friuli-Venezia Giulia il problema persiste tuttora e le chiamate di soccorso restano in coda per diversi minuti, prima del primo contatto con l'operatore. Credo che da tutto questo noi dovremmo imparare e fare una riflessione; in questo momento è sicuramente prioritario il fatto di affrontare tutti insieme, collettivamente, come già stato detto, l'emergenza, però - altrettanto tutti insieme - una volta cessata l'emergenza credo dovremmo fare un ragionamento sulle condizioni del Servizio sanitario nazionale e della sanità pubblica, in modo da dare una svolta a queste politiche basate sui tagli. Questa emergenza ci ha dimostrato infatti quanto sia importante il Servizio sanitario nazionale. Auspicando che il fenomeno si riveli alla fine il più contenuto possibile, ritengo che in ogni caso questa esperienza potrà servire per farci trovare pronti un'altra volta. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Castiello. Ne ha facoltà. CASTIELLO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, alla base del decreto-legge n. 6 del 23 febbraio 2020, oggetto di conversione in legge milita l'esigenza di una gestione unitaria dell'emergenza sanitaria, in quanto la frammentazione decisionale, gli interventi scoordinati di cui abbiamo avuto prova purtroppo in questi giorni, non sempre basati sull'evidenza scientifica, rischiano di essere inappropriati ed inopportuni, recando pregiudizio alla reputazione e all'economia del Paese. Il provvedimento al nostro esame vuole sanare queste discrasie facendo applicazione dell'articolo 117, terzo comma della Costituzione, che ripartisce nella materia della tutela della salute la competenza tra lo Stato e le Regioni, trattandosi di materia di competenza concorrente; è però riservata allo Stato la cura in modo uniforme del diritto alla salute, che l'articolo 32 della Costituzione - non dimentichiamo - definisce come diritto fondamentale della persona e interesse primario della collettività. Di tutti i diritti soggettivi e di libertà tutelati dalla Costituzione, l'unico contrassegnato con la qualifica di «fondamentale» è il diritto alla salute, che richiede una disciplina uniforme e unitaria, sottratta alle valutazioni differenziate della discrezionalità dei legislatori regionali che possono portare agli inconvenienti ai quali il decreto-legge intende porre rimedio. La normativa varata dal Governo ha avuto assentimenti internazionali; il commissario alla salute dell'Unione europea Stella Kyriakides lo ha definito un insieme di misure veloci e risolutive. Hans Kluge, direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità in Europa, il 26 febbraio, in relazione alle misure che il Governo ha assunto in questi ultimi giorni ha dato «piena fiducia all'Italia», che ha dovuto prendere decisioni difficili, sacrificando la prosperità economica sull'altare della tutela del diritto alla salute. Quello che più interessa rimarcare in questo decreto-legge, però, è che fa proprio il principio di proporzionalità, al quale si ispira prevedendo con clausole flessibili la necessaria adattabilità dell'azione governativa, attraverso la normativa secondaria di attuazione, all'evoluzione del quadro epidemiologico. Ecco perché è ben fatto: risponde alle esigenze di flessibilità e adeguatezza nel rispetto del principio di proporzionalità, che trova le sue radici nell'articolo 3 della Costituzione. Interessante in termini di flessibilità è anche la norma che prevede che i controlli della Corte dei conti non blocchino l'azione governativa, in quanto vengono conformati alla stregua non di condizioni sospensive, ma semmai risolutive. I provvedimenti vengono quindi dichiarati provvisoriamente efficaci esecutori ed esecutivi, ancorché sottoposti al controllo della Corte dei conti. Sono proprio queste clausole di flessibilità e proporzionalità insite al tessuto normativo che rendono questo provvedimento senz'altro adeguato alla congiuntura. Sicché, in vista della capacità e della qualità di questo strumento legislativo di fronteggiare la situazione emergenziale, ritengo inopportuna, per non dire indecorosa, l'insistita e ossessiva proposta di alcuni segmenti dell'opposizione di barattare con la promessa di sostegno a questo Governo come Esecutivo istituzionale di emergenza nazionale l'anticipazione di un termine certo per le elezioni anticipate. Si tratta di una proposta irricevibile, che non trova alcun fondamento costituzionale, e di un baratto non accettabile. L'articolo 60 della Costituzione stabilisce un preciso inquadramento temporale per la legislatura, da intendersi come periodo naturale di durata in carica delle Camere. Ecco perché, in conclusione, esprimiamo convinta solidarietà alla replica del presidente del Consiglio Conte a quest'inaccettabile e irricevibile proposta. Questo è già un Governo di unità nazionale, che ha avuto l'avallo da Kluge, dell'Organizzazione mondiale della sanità, e, lo ribadisco, dal commissario alla soluzione Kyriakides, che ha recensito positivamente l'impegno di questo Governo nell'assumere soluzioni, rimedi, misure e interventi veloci e risolutivi. Il MoVimento 5 Stelle esprime pertanto il suo convinto assentimento alle scelte compendiate in questo decreto-legge, oggetto di conversione in legge, e manifesta piena solidarietà al Governo in carica, al quale va il suo pieno sostegno in questa difficile congiuntura. (Applausi dal Gruppo M5S). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garnero Santanchè. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, innanzi tutto Fratelli d'Italia vuol esprimere il cordoglio per tutte le vittime di questi giorni e di queste ore. Non ci è piaciuta soprattutto la comunicazione sulle vittime, in base alla quale sembrava che, se muore un anziano, la sua vita conti meno rispetto a quella di un giovane. Trovo che questo sia veramente un brutto messaggio che abbiamo dato ai nostri figli, come se le vite non fossero tutte umane. Si è sentito dire più volte, in questi giorni: