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La guerra che verrà, signor Presidente, non è la prima. «Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell'ultima c'erano vincitori e vinti. Tra i vinti la povera gente faceva la fame. Tra i vincitori la povera gente faceva la fame egualmente»; così recitava Bertolt Brecht. Chi vive nella bolla del pensiero unico che non ammette critiche, bolla come fiancheggiatore di Putin tutti coloro che non si genuflettono alla dottrina USA-NATO, non accorgendosi che soffia sul fuoco della terza guerra mondiale. «Spendere nelle armi è uno scandalo che sporca l'umanità», ha detto oggi Papa Francesco. Il suo Governo però vuole aumentare le spese militari di 13 miliardi di euro l'anno, da 25 a 38, per un costo di 104 milioni al giorno, mentre non trova fondi per aiutare famiglie ed imprese devastate dalla crisi e dalle sanzioni. (Applausi) . Signora Presidente, in conclusione, «la storia», diceva Marx, «si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa». Spero e credo che evitare la più grave tragedia per l'umanità sia ancora possibile. (Applausi) . NUGNES (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. NUGNES (Misto) . Signor Presidente, presidente Draghi, lei mi ha sorpreso molto quando ha detto che non dobbiamo commettere l'errore di avallare una contrapposizione tra Occidente e Russia. Mi ha sorpreso perché non è stata questa la linea adottata fino a ieri, ma lei stesso ha detto che ciò è stato in risposta ad una polemica nata in questi giorni, quella che si stia alimentandolo uno scontro di civiltà. I discorsi che infatti lei ha portato avanti in questo mese e, con lei, i suoi Ministri, sono stati divisivi. Sono stati discorsi in cui avete pensato di poter omettere quella che è un'emergenza che non possiamo mettere da parte perché non ci aspetta: sto parlando dell'emergenza climatica. Tale emergenza ci dovrebbe insegnare un fatto estremamente importante: il mondo è uno e dobbiamo capire che è per noi necessario impedire che le identità soffochino le diversità. Le parti devono confrontarsi al fine di riportarsi su posizioni terze. Dobbiamo essere il nuovo paradigma, non possiamo tornare a una contrapposizione Est-Ovest. Dobbiamo portare la pace per il pianeta. Lei però dice, giustamente, che questo potrà avvenire solo quando Mosca lo vorrà. Questo potrà avvenire solo quando noi saremo disponibili a trovare la posizione terza e non a considerare irricevibili tutte le posizioni portate sui tavoli. Non possiamo farlo aumentando la spesa militare, le armi e rafforzando l'alleanza armata. Questi sono discorsi divisivi che fanno la differenza tra noi e gli altri, i nostri valori e i loro valori. Questo significa tornare indietro alla guerra fredda, se non alla terza guerra mondiale. Noi invece dobbiamo costruire il soggetto europeo autonomo e sovrano come soggetto politico non soggetto ad altri interessi. L'Europa deve farsi mediatrice per la pace e per la cooperazione, ritrovando le radici da cui è nata. (Applausi) . PARAGONE (Misto-IpI-PVU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. (Commenti) . PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. PARAGONE (Misto-IpI-PVU) . Signor Presidente, in un giorno e mezzo Mario Draghi ci sta dicendo che vuole la pace, che però vuole dare più armi alla resistenza ucraina e che vede già l'Ucraina in Europa, in quell'Europa che ovviamente, nell'emergenza della guerra, deve compiere il salto e dotarsi di una identità di difesa comune. Esattamente come è successo con i vaccini - ha detto il governatore - dobbiamo avere la stessa lungimiranza per la difesa, cioè armi e strumenti militari in generale. Perché mai, scusate, dovremmo armare l'Europa e smontare l'Italia? Quando gli italiani avrebbero deciso che dovremmo rinunciare ad un altro pezzo di sovranità per assemblare l'Europa militare? Nei programmi elettorali del MoVimento 5 Stelle e della Lega c'era scritto ben altro, era una tesi sovranista quella. Quanto ad inviare altre armi, poi, non ho mai visto un negoziatore armare una delle due parti e poi essere credibile nel processo di mediazione. Se davvero vogliamo fermare questo conflitto e se davvero vogliamo che lo stesso non si allarghi, sarebbe bene tessere con pazienza e senza la muscolarità che ieri e oggi Draghi ha esibito, tanto i muscoli di Draghi sono dopati, lo sanno tutti. (Commenti). Oggi Putin ha detto che vuole che il gas russo sia pagato in rubli, quel gas che al momento non ha fatto venire meno nemmeno di una goccia né agli europei, né agli ucraini. Non so cosa farete, di sicuro so che il rublo, nel mese di guerra, ha avuto una perdita del 42 per cento sull'euro nelle prime due settimane e ha recuperato il 32 per cento nelle ultime due: questa rivalutazione fa capire che le sanzioni non servono. Draghi e il Governo cosa vogliono fare? Stare con l'Ucraina «senza se e senza ma» prevede il blocco del gas? Ditelo agli italiani, andate in televisione e dite che non compriamo più gas russo e pazienza se famiglie e piccole imprese dovranno ripensare le proprie economie. La Germania - ve lo dico - non lo farà e l'Italia di Draghi? Visto che ci siamo, Draghi potrebbe farsi spiegare dal suo ministro Di Maio come mai abbiamo pagato oltre tre milioni di euro al personale medico e militare mandato dalla Russia all'inizio dell'emergenza Covid. Oltre tre milioni per avere mascherine e tamponi e altro materiale sufficiente per un giorno di pandemia. Cosa c'è sotto, Draghi? Ce lo deve spiegare anche lei, visto che state saldando adesso parte di quel conto. O fa lo gnorri come con i soldi dei derivati? Vengo all'ultima considerazione. Davvero pensate che l'entusiasmo solidaristico degli italiani basti per un popolo in fuga? Davvero pensate che oltre 10 milioni di sfollati - numero destinato ad aumentare - possa essere smaltito da un'Europa che sui flussi migratori non ha mai trovato una linea comune ma soltanto menefreghismo? Ditecelo. PRESIDENTE . Prima di passare alle votazioni, avverto che, in linea con una prassi consolidata, le proposte di risoluzione saranno poste ai voti secondo l'ordine di presentazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 1, presentata dal senatore Lannutti e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Quanto alla proposta di risoluzione n. 2, mi pare che il senatore Ciriani avesse richiesto, durante il suo intervento in dichiarazione di voto, la votazione per parti separate. Non ha però specificato quali parti vorrebbe separare. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, per quanto riguarda la proposta di risoluzione n. 2, vorremmo votare separatamente le premesse dal dispositivo e poi, all'interno del dispositivo, vorremmo votare tutti i paragrafi tranne il 10), quindi chiediamo di votare separatamente il paragrafo 10). PRESIDENTE.