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Tale complesso e i temi scelti da discutere in questo ramo del Parlamento hanno portato poi a costruire, partendo dagli emendamenti base la formulazione definitiva. Ringrazio anche l'opposizione perché è giusto dire che l'articolo 3 (scusate ma per la numerazione degli articoli faccio ancora riferimento al disegno di legge originario) che corrisponderebbe all'articolo 5 del testo approvato dalla Commissione sui porti, è stato costruito partendo da un emendamento del Gruppo Fratelli d'Italia a prima firma della senatrice Santanchè perché era il più completo ed era quello su cui si poteva lavorare meglio. Ecco perché c'è stato il contributo di tutti. Quindi a questo punto è stata data al Governo, sia nella parte regolamentare che nella parte di delega, la forza di una sintesi virtuosa con impegni chiari e con l'obiettivo comune di tutelare quelle che sono le imprese italiane e i valori della nostra Carta costituzionale, che richiama il tema della concorrenza e naturalmente alla sua valenza sociale. Si tratta di fatto di andare a promuovere quelli che sono stati gli interessi del Paese, naturalmente visti da parte politica. Con questo intervenendo in sede di replica e non intendo aprire un dibattito. Mi sia concesso anche aggiungere che sarà fondamentale la parte di valutazione rispetto ai decreti attuativi e su questo il ruolo del Parlamento diventa nuovamente fondamentale, anche nell'invito al Governo affinché esso accetti di seguire le parti indicate nella legge con l'approvazione di oggi, o che lo diventeranno con il terzo tempo (perché siamo al primo; un secondo tempo sarà alla Camera e poi ci saranno i tempi supplementari con la terza lettura in Senato) e la parte che scaturisce dall'importante dibattito che c'è stato nell'ambito delle forze politiche. Su questo cito la misura sui balneari, che comunque con le varie riscritture rappresenta un contributo verso una posizione che porta a riconoscere il valore d'azienda. Quando parlo dell'azienda parlo delle imprese e non delle rendite, sia chiaro. Naturalmente riguardo a questo ci sono anche le valutazioni che fanno riferimento ai beni, ai cosiddetti inamovibili, che ci sono sul sedime demaniale, ricordando che comunque, come è stato detto in alcuni interventi, c'è uno spazio di deroga al codice della navigazione, entrato in vigore nel 1940, che invece è molto rigido nelle valutazioni dei beni del concessionario uscente. Anche il codice della navigazione però è altrettanto rigido, come è stato citato in alcuni interventi; l'articolo 52 - se ricordo bene - riguarda i beni e le costruzioni abusive. Quindi, sul punto non c'è deroga come in alcune parti si è considerato. I temi sono stati tanti e hanno valenza importante in questo momento perché riguardano la libertà di impresa, la ripresa della nostra economia. Riguardano il settore turistico, che incide sul 13 per cento del prodotto interno lordo, di cui il settore balneare è una parte importante. Ci siamo focalizzati molto sul comparto marittimo, ma non c'è solo quello; parliamo infatti dei settori turistico, ricreativo e sportivo, ma riguardano anche un altro fronte importante e attuale più che mai, cioè quello dell'energia. Infatti, oltre che dei porti, abbiamo trattato del gas e dell'idroelettrico, che forse fino a qualche mese fa potevano essere elementi in cui si valutava puramente la concorrenza, invece oggi più che mai sono un elemento su cui la concorrenza viene valutata a livello mondiale. Se mi permettete, vorrei fare una considerazione. Rispetto al cambiamento che stiamo vivendo anche in vista degli equilibri geopolitici del futuro, di cui ad oggi nessuno è di noi è in grado di definire i contorni, il passo che stiamo compiendo è uno sforzo che peraltro arriva dopo cinque anni dalla precedente legge sulla concorrenza. Questo testo deve farci arrivare ad un adattamento che comunque determinerà, non solo nei decreti attuativi ma anche nei provvedimenti successivi, passi ulteriori rispetto a un mondo che non sarà più quello in cui abbiamo vissuto negli ultimi trent'anni. Da ciò deriva la necessità di ampie valutazioni e di confronto da parte di tutte le forze politiche. Il provvedimento in discussione fa anche delle prese d'atto su novità. L'articolo 29, che è diventato nel testo della Commissione l'articolo 33, riguarda le posizioni dominanti, una realtà che noi non ci eravamo posti. Non cito nessuno dei presenti perché dovrei citare tutti gli interventi, ma vorrei richiamarmi all'intervento del presidente della 10 a Commissione Girotto, che ha parlato del rischio di avere due o tre player per ogni settore. L'articolo 29 fa proprio riferimento all'attenzione che dobbiamo porre, proprio per garantire concorrenza al nostro sistema di imprese, ai rischi di posizioni dominanti proprio da parte dei grandi soggetti che hanno il controllo delle reti. Questa è un'attenzione che il Parlamento italiano ha posto, pone e che è stato oggetto di una discussione molto vivace in Commissione nell'ambito della maggioranza. Lo stesso vale per altri temi toccati, come il sistema dell'idroelettrico o e le questioni che riguardano le società in house, anche rispetto alle responsabilità degli enti locali. È stato corretto un meccanismo che prevedeva una specie di autorizzazione, invece i controlli rimangono forti; va motivata la scelta rispetto al fatto che andare a gara sia di mercato o che possa essere competitivo e d'interesse pubblico il non andare a gara. Questo è un elemento importante ed è frutto di una mediazione. Certo le mediazioni non soddisfano mai tutti, come non rendono tutti insoddisfatti. Ritengo comunque che questo sia un passaggio importante in questo ramo del Parlamento e una riforma importante. A nome del Governo chiedo al Parlamento il massimo di attenzione nel percorso successivo, che è quello dei decreti attuativi. (Applausi) . PRESIDENTE . Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espressi dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrò pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. RIPAMONTI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 1.1. PICHETTO FRATIN, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dai senatori De Bertoldi e Garnero Santanchè. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'articolo 2. CALANDRINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, vogliamo rimarcare, anche alla luce dell'intervento del relatore della Lega sul provvedimento cui poi più compiutamente risponderà il nostro collega Iannone in dichiarazione di voto sul provvedimento complessivo, fondamentalmente tre temi che sono stati oggetto dei subemendamenti che abbiamo presentato all'articolo 2. Questi temi fondamentalmente sono il "no" alla direttiva Bolkestein, consequenzialmente il "no" alle aste e, per ultimo, il "no" all'esproprio del lavoro italiano.