[ddlpres]

Le Autorità di bacino distrettuali, nello svolgimento delle funzioni ad esse attribuite, nei limiti di legge e secondo le proprie disponibilità finanziarie, possono altresì avvalersi del personale delle amministrazioni regionali, provinciali, delle città metropolitane, dei comuni e delle loro forme associative, delle comunità montane competenti per territorio, nonché dei provveditorati interregionali alle opere pubbliche, del Servizio nazionale della protezione civile, dell'ISPRA, dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), dei consorzi di bonifica, del CNR, delle università e degli altri enti di ricerca pubblici, nonché di tutti i soggetti pubblici, ivi comprese le società in house delle amministrazioni centrali dello Stato, delle regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano e delle società a totale capitale pubblico, dotati di organico con specifica competenza tecnica, scelti tra soggetti dotati di comprovata esperienza pluriennale tecnico-scientifica nei settori della geologia, della geologia applicata, della geomorfologia applicata, della geofisica, dell'idrogeologia, della geotermia, dell'ingegneria civile e ambientale, nonché esperti di diritto ambientale, di contratti pubblici, architetti, biologi, agronomi, esperti di scienze forestali. 4. Tutti gli atti di concessione per l'attuazione di interventi ai sensi della presente sezione sono soggetti a registrazione a tassa fissa ». 7 (Modifica dell'articolo 94 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152) 1 L'articolo 94 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente: « Art. 94. – (Disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano e delle zone di protezione dei bacini imbriferi e delle aree di ricarica degli acquiferi) – 1. Su proposta delle Autorità di bacino distrettuali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, erogate a terzi mediante impianto di acquedotto che riveste carattere di pubblico interesse, nonché per la tutela dello stato quantitativo delle risorse, individuano, tenendo conto delle specifiche caratteristiche morfodinamiche e della vulnerabilità delle sorgenti e dei corpi idrici, le aree di salvaguardia, distinte in zone di tutela assoluta , zone di rispetto e zone di protezione, indicando in appositi piani territoriali gli interventi da porre in essere con la relativa descrizione tecnica. 2. In relazione alle finalità di cui al comma 1, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, d'intesa con le Autorità di bacino distrettuali, redigono il piano delle indagini geognostiche, la carta della pericolosità e del rischio geologico-idraulico, i piani per il monitoraggio della sicurezza delle dighe e i relativi piani di emergenza, nonché il piano di manutenzione dei corpi idrici, indicando per ognuno il cronoprogramma degli interventi, le singole stime di costo, la quota parte delle risorse finanziarie già assegnate a legislazione vigente per i medesimi interventi, ivi comprese quelle a valere sui fondi dell'Unione europea e sul bilancio regionale o della provincia autonoma, nonché il fabbisogno residuo per il finanziamento degli interventi previsti. 3. Per gli approvvigionamenti diversi da quelli di cui al comma 1, le autorità competenti impartiscono, caso per caso, le prescrizioni necessarie per la conservazione e la tutela della risorsa e per il controllo delle caratteristiche qualitative e quantitative delle acque destinate al consumo umano. 4. La zona di tutela assoluta di cui al comma 1 è costituita dall'area immediatamente circostante le captazioni o derivazioni, la quale, in caso di acque sotterranee, e ove possibile per le acque superficiali, deve avere un'estensione di almeno cinquanta metri dal punto di captazione, dev'essere adeguatamente protetta e dev'essere adibita esclusivamente a opere di captazione o presa e ad infrastrutture di servizio. 5. La zona di rispetto di cui al comma 1 è costituita dalla porzione di territorio circostante la zona di tutela assoluta da sottoporre a vincoli e destinazioni d'uso ed ha un'estensione e una forma variabili, comunque non inferiore a 300 metri dal punto di captazione, in relazione alla tipologia dell'opera di presa o captazione, alla situazione locale di direzione di deflusso del corpo idrico sotterraneo e alla situazione locale di vulnerabilità e rischio della risorsa. Nella zona di rispetto sono vietati l'insediamento dei seguenti centri di pericolo e lo svolgimento delle seguenti attività: a) dispersione di fanghi e acque reflue, anche se depurati; b) sistemi di geoscambio termico a ciclo aperto; c) accumulo di inquinanti chimici, quali PFAS, nitrati, fitofarmaci, nutrienti, geni di resistenza ad antibiotici sintetici e semisintetici, interferenti endocrini, metalli pesanti, nonché contaminanti emergenti quali microplastiche; d) spandimento di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi, salvo che l'impiego di tali sostanze sia effettuato sulla base delle indicazioni di uno specifico piano di utilizzazione che tenga conto della natura dei suoli, delle colture compatibili, delle tecniche agronomiche impiegate e della vulnerabilità delle risorse idriche; e) dispersione nel suolo e sottosuolo di acque meteoriche ed acque provenienti da reflui urbani, industriali, zootecnici ed agricoli; f) aree cimiteriali; g) apertura di cave; h) apertura di pozzi, ad eccezione di quelli che estraggono acque destinate al consumo umano e di quelli finalizzati alla variazione dell'estrazione ed alla protezione delle caratteristiche qualitative e quantitative della risorsa idrica; i) gestione di rifiuti; l) stoccaggio di prodotti o di sostanze chimiche pericolose e sostanze radioattive; m) centri di raccolta, demolizione e rottamazione di autoveicoli; n) pozzi perdenti; o) pascolo e stabulazione di bestiame che ecceda i 170 chilogrammi per ettaro di azoto presente negli effluenti, al netto delle perdite di stoccaggio e distribuzione. È comunque vietata la stabulazione di bestiame nella zona di rispetto. 6. Sono fatte salve le attività di cui al comma 5 ubicate al di fuori della zona di rispetto stabilita prima della data di entrata in vigore della presente disposizione e ricadenti nell'area di 500 metri dal punto di captazione, la cui esistenza sia stata regolarmente concessa dalle regioni e dalle province autonome. 7. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano, all'interno delle zone di rispetto, le seguenti strutture o attività: a) fognature; b) edilizia residenziale e relative opere di urbanizzazione; c) opere viarie, ferroviarie e in genere infrastrutture di servizio; d) pratiche agronomiche e contenuti dei piani di utilizzazione e spandimento di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi, salvo che l'impiego di tali sostanze sia effettuato sulla base delle indicazioni di uno specifico piano di utilizzazione che tenga conto della natura dei suoli, delle colture compatibili, delle tecniche agronomiche impiegate e della vulnerabilità delle risorse idriche. 8.