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Segnala, inoltre, la particolare situazione del commissariamento di alcuni municipi di Roma, a seguito della sfiducia dei rispettivi presidenti da parte della maggioranza del Movimento 5 Stelle: giudica inaccettabile il rinvio delle relative elezioni per accorparle con quelle del sindaco, previste per il prossimo anno. Infine, sottolinea che probabilmente sul territorio nazionale si determinerà una situazione di disparità, in quanto alle Regioni a Statuto speciale è consentito, nell'esercizio della loro autonomia, di individuare una data differente, disapplicando quindi la norma sull' election day . Conclude, ribadendo la disponibilità di Fratelli d'Italia a un confronto costruttivo, sebbene la maggioranza e il Governo sembrino indisponibili anche ad accogliere proposte di buonsenso. Il senatore CAUSIN ( FIBP-UDC ) sottolinea che il differimento del rinnovo degli organi rappresentativi di Comuni e Regioni determina una lesione dell'esercizio democratico del diritto di voto. Esprime perplessità, inoltre, sulla individuazione della data del 20 settembre, in quanto sarà necessario sospendere l'anno scolastico pochi giorni dopo il suo avvio. Per Forza Italia, sarebbe preferibile spostare la data del referendum costituzionale, evitando di accorparlo alle elezioni amministrative e regionali. A suo avviso, infatti, la modifica della Costituzione per la riduzione del numero dei parlamentari - che peraltro non condivide, in quanto incide sul principio di rappresentanza democratica - meriterebbe uno spazio di riflessione adeguato, per un voto informato e consapevole, soprattutto in un momento in cui il Parlamento è sostanzialmente privato delle sue prerogative, essendo chiamato a ratificare i provvedimenti urgenti adottati dal Governo sulle libertà personali o su questioni economiche e sanitarie. Auspica pertanto un ripensamento da parte del Governo e, quanto meno, che sia possibile svolgere un ampio dibattito. Il senatore PARRINI ( PD ) ringrazia per gli spunti di riflessione emersi nel corso del dibattito, sebbene ritenga non condivisibili i rilievi di incostituzionalità sul provvedimento. Del resto, la proroga dei consigli regionali è stata causata da una oggettiva situazione di particolare straordinarietà. Ricorda, inoltre, che la frammentazione dei turni elettorali potrebbe risultare insostenibile per i Comuni, la cui situazione finanziaria è già particolarmente difficile, come ha ricordato il presidente dell'ANCI nel corso delle audizioni informali svolte oggi. Nota, peraltro, che solo per il referendum abrogativo è prevista la non sovrapponibilità con le elezioni politiche da parte della legge n. 352 del 1970, infatti, stabilisce che non possa richiesto in prossimità del rinnovo delle Camere. Tuttavia, i motivi che giustificarono tale scelta furono esclusivamente politici, a causa delle divisioni interne tra i quattro partiti della maggioranza di centrosinistra, in particolare sul temadel divorzio. Ritiene, quindi, del tutto ragionevole la scelta di estendere la norma sull' election day al referendum costituzionale, nell'attuale situazione contingente. Le forze politiche che non condividono tale orientamento dovrebbero cercare di mobilitare l'elettorato in base alle proprie argomentazioni, piuttosto che calcolare quali effetti sull'esito finale potrebbe avere una maggiore affluenza alle urne. Per quanto riguarda la data del voto, precisa che il Governo inizialmente intendeva fissarla per il 6 o il 13 settembre, come del resto preferivano anche i presidenti delle Regioni; successivamente, ha modificato il proprio orientamento a causa della contrarietà manifestata dalle opposizioni, proprio per cercare una sintesi tra posizioni differenti. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) esprime rammarico in quanto il provvedimento non sarà certamente modificato, data la scadenza ormai imminente. Almeno su questo decreto, invece, sarebbe stato possibile pervenire a una soluzione condivisa, se non fosse stata inserita la norma sull' election day : del resto, sarebbe stato opportuno coinvolgere le opposizioni, su una modifica delle regole della competizione elettorale. Esprime perplessità circa l'individuazione della data del 20 settembre per il voto, in quanto l'avvio del procedimento elettorale nel mese di agosto potrebbe risentire negativamente della mancanza dei servizi per gli adempimenti burocratici necessari per la presentazione delle liste. Critica, inoltre, l'abbinamento delle elezioni comunali e regionali con il referendum confermativo, in quanto il quesito referendario potrebbe catalizzare il consenso a sostegno dei partiti di maggioranza. A suo avviso, sarebbe stata opportuna una riflessione più approfondita su questo tema. Formula riserve sulla norma, introdotta alla Camera, che esclude dall'applicazione della disposizione sul rinvio di soli sei mesi delle elezioni comunali e circoscrizionali per gli organi di quei Comuni il cui consiglio rimane in carica fino alla scadenza naturale prevista nell'anno 2021: come già sottolineato dal senatore La Pietra, si aggrava l'anomalia di alcuni municipi di Roma, i cui presidenti - seppur sfiduciati - hanno poi ricevuto l'incarico di commissario straordinario del medesimo organo circoscrizionale. Conclude, anticipando che presenterà un emendamento affinché non ricadano sui Comuni i costi derivanti dalla sospensione delle lezioni e dalla successiva sanificazione delle aule per lo svolgimento delle elezioni il 20 settembre. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) ritiene che in ogni caso la discussione in corso nella Commissione sia utile per chiarire le rispettive posizioni politiche e per contribuire al dibattito in materia, ricordando come ci si appresti a un voto regionale la cui straordinarietà deriva dal fatto che, per la prima volta, viene prorogata la durata delle relative legislature. Per questo motivo, a suo avviso, sarebbe stato preferibile limitare al minimo la proroga e votare già a luglio. Quanto all'accorpamento con il referendum confermativo, ritiene che non vi siano criticità dal punto di vista costituzionale: la debolezza della posizione avanzata in tal senso viene dimostrata nel momento in cui si apre parallelamente la strada a un accorpamento con il secondo turno delle elezioni amministrative. Si tratta perciò di un orientamento squisitamente politico. Richiama al riguardo la posizione di Costantino Mortati, il costituente che si era maggiormente occupato di referendum , secondo il quale il referendum, sede di decisione politica di ultima istanza, non avrebbe dovuto prevedere alcun quorum obbligatorio poiché, in tal caso, si sarebbe dovuto prevedere un quorum anche per la validità delle elezioni politiche. Il tema, perciò, della partecipazione, non ha a suo avviso alcun pregio costituzionale. La questione dell'accorpamento, invece, può anche essere interpretata come un tentativo di manomissione della volontà popolare, ma sul piano politico, sul quale invita a mantenere il livello della discussione, e non costituzionale: conseguentemente, non ritiene neppure che possano essere avanzate questioni pregiudiziali di questo tipo a tale riguardo. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) dichiara di aver ascoltato con attenzione le posizioni e le argomentazioni portate dall'opposizione, in particolare sulla delicata questione dell'accorpamento tra le elezioni e il referendum costituzionale.