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Modifiche alla legge 24 dicembre 2004, n. 313, concernenti la disciplina dell'apicoltura amatoriale. Onorevoli Senatori. -- L'apicoltura svolge un ruolo cruciale nello sviluppo sostenibile delle zone rurali, e offre un importante servizio ecosistemico tramite l'impollinazione che contribuisce al miglioramento della biodiversità mantenendo la varietà genetica delle piante. Attraverso l'impollinazione, le colonie di api forniscono importanti beni pubblici di natura ambientale, economica e sociale, garantendo così la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare e mantenendo la biodiversità. Infatti proprio attraverso la gestione delle loro colonie di api, gli apicoltori svolgono un servizio ambientale di primaria importanza, oltre a salvaguardare un modello produttivo sostenibile nell'ambiente rurale. Negli ultimi anni proprio a causa degli ingenti costi di avviamento delle aziende apicole, si osserva una diminuzione degli entranti nel settore, il che determina un calo nel numero di alveari necessari per impollinare colture agricole di vitale importanza. Oltre al fatto della produzione del miele e dei suoi prodotti derivati studi scientifici dimostrano che l'ape accresce quantità e qualità della produzione agricola di frutta e verdura. Quest'immenso contributo è dovuto soprattutto ai tipi di api selezionati dall'apicoltura ed è doveroso sottolineare che ai fini della crescita economica, il contributo dato dall'impollinazione è molto più importante dell'utilità delle api come produttrici di miele. Si stima infatti che l'84 per cento delle specie vegetali e il 76 per cento della produzione alimentare in Europa dipendano dall'impollinazione ad opera delle api. Un terzo fattore da non sottovalutare è che l'apicoltura fa parte del patrimonio agricolo europeo e delle tradizioni nazionali di ciascun Paese. Il presente disegno di legge nasce proprio dalla volontà di creare un regime di sostegno speciale agli apicoltori di piccola entità nell'ambito del regime degli aiuti diretti al fine di contribuire alla tutela dell'apicoltura e alla permanenza degli apicoltori nel settore, suscitando anche l'interesse dei giovani per tale attività, e alla salvaguardia delle api come agenti impollinatori. La promozione all'apicoltura in questo caso è data dal fatto di introdurre l'apicoltura amatoriale incentivando l'attività privata nell'allevamento delle api domestiche attraverso l'esenzione fiscale per gli apicoltori per i proventi dell'attività di apicoltura di così piccole entità. Il presente disegno di legge interviene sulla legge di riferimento dell'apicoltura, la legge 24 dicembre 2004, n. 313, aggiungendo un articolo 3- bis nel quale al comma 1 si introduce il concetto di apicoltore amatoriale, definendo tale chiunque detiene fino ad un massimo di 20 alveari. Inoltre viene determinato che non concorrono a formare reddito i proventi per l'attività di apicoltura amatoriale e di conseguenza gli apicoltori amatoriali sono esonerati da qualunque forma di tassazione. Al fine della profilassi e del controllo sanitario viene mantenuto comunque l'obbligo anche per gli apicoltori amatoriali di comunicare la detenzione o la variazione degli alveari ai servizi veterinari dell'azienda sanitaria locale competente (comma 2) come già previsto dall'articolo 6 della legge 24 dicembre 2004, n. 313, mentre con il comma 2 del capoverso 3- bis del disegno di legge, l'apicoltore amatoriale viene esonerato dall'obbligo di iscrizione alla banca dati dell'anagrafe apistica.. 1 (Diposizioni in materia di apicoltura amatoriale) 1 Al fine di promuovere l'iniziativa privata nell'esercizio dell'apicoltura, alla legge 24 dicembre 2004, n. 313, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo l’articolo 3 è inserito il seguente: «Art. 3- bis. - (Apicoltura amatoriale). - 1. È apicoltore amatoriale chiunque detiene fino ad un massimo di 20 alveari. Non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche i proventi dell'attività di apicoltura amatoriale. 2. Per gli apicoltori di cui al presente articolo non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 34 della legge 28 luglio 2016, n. 154»; b all'articolo 6, comma 1, le parole: «di cui all'articolo 3» sono sostituite dalle seguenti: «di cui agli articoli 3 e 3- bis ». 2 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 2 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 3 (Entrata in vigore) 1 Le disposizioni di cui alla presente legge entrano in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .