[pronunce]

2.- Adito con altro reclamo, avverso ordinanza di diniego della sospensione dell'efficacia esecutiva di ingiunzione di pagamento, in questo caso, di una sanzione pecuniaria irrogata dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli, ai sensi dell'art. 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), la stessa sezione del Tribunale ordinario di Napoli, in composizione collegiale, con successiva ordinanza (r.o. n. 145 del 2017) , premessane la rilevanza, ha sollevato, con analoghe motivazioni, questione incidentale di legittimità costituzionale del predetto art. 5, comma 1, del decreto legislativo n. 150 del 2011, come richiamato dal successivo art. 6, comma 7 (concernente, appunto, le controversie ex art. 22 della legge n. 689 del 1981), «nella parte in cui non consente la proposizione del reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c. avverso l'ordinanza che decide la sospensione dell'efficacia esecutiva dell'ordinanza-ingiunzione emessa ai sensi della legge n. 689/81, per contrasto con gli articoli 76 e 3 della Costituzione». 2.1.- Anche in questo giudizio si è costituito, e ha depositato successiva memoria, il reclamante nel processo a quo per sostenere, ed ulteriormente argomentare, la fondatezza della questione sollevata; mentre il Presidente del Consiglio dei ministri - a sua volta intervenuto per il tramite dell'Avvocatura generale dello Stato - ha concluso per la sua non fondatezza.1.- L'art. 5, comma 1, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69), testualmente dispone che, nei casi in cui il decreto stesso prevede la sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato, il giudice, se richiestone e sentite le parti, vi provvede «con ordinanza non impugnabile», quando ricorrono gravi e circostanziate ragioni esplicitamente indicate nella motivazione. Il successivo art. 6 dello stesso decreto - concernente, in particolare, il procedimento di opposizione ad ordinanza-ingiunzione ex art. 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) - al suo comma 7 stabilisce che «[l']efficacia esecutiva del provvedimento impugnato può essere sospesa secondo quanto previsto dall'art. 5» e cioè, appunto, «con ordinanza non impugnabile». Identicamente dispone il comma 3 dell'art. 32 del decreto in esame, con riguardo alle controversie in materia di opposizione all'ingiunzione per il pagamento delle entrate patrimoniali degli enti pubblici di cui all'art. 3 del regio decreto 14 aprile 1910, n. 639 (Approvazione del testo unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato). 2.- Con due ordinanze di pressoché identico contenuto (r.o. n. 95 e n. 96 del 2017) , il Tribunale ordinario di Napoli, decima sezione civile, in composizione collegiale, denuncia il suddetto art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 150 del 2011, «come richiamato dal successivo art. 32, nella parte in cui non consente la proposizione del reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c. avverso l'ordinanza che decide sulla sospensione dell'efficacia esecutiva dell'ingiunzione amministrativa prevista dall'art. 2 del regio decreto n. 639 del 1910, per contrasto con gli articoli 76 e 3 della Costituzione». 2.1.- Con altra ordinanza (r.o. n. 145 del 2017), la stessa sezione del Tribunale ordinario di Napoli censura il medesimo art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 150 del 2011, «come richiamato dal successivo art. 6, nella parte in cui non consente la proposizione del reclamo ex art. 669 terdecies c.p.c. avverso l'ordinanza che decide sulla sospensione dell'efficacia esecutiva dell'ordinanza-ingiunzione emessa ai sensi della legge 689/81, per contrasto con gli articoli 76 e 3 della Costituzione». 3.- Le tre riferite ordinanze - che, per la sostanziale coincidenza del nucleo essenziale delle questioni sollevate, possono riunirsi per essere unitariamente decise - identicamente motivano la violazione dei parametri costituzionali evocati. Quanto all'art. 76 Cost., sul rilievo che - con l'escludere l'impugnabilità delle ordinanze, di innegabile natura cautelare, con le quali il giudice decide sulla sospensione dell'efficacia delle ingiunzioni amministrative di cui, rispettivamente, all'art. 2 del r.d. n. 639 del 1910 e all'art. 22 della legge n. 689 del 1981 - il legislatore delegato avrebbe operato fuori dalla copertura dei principi e criteri direttivi fissati dalla norma di delega, di cui all'art. 54, comma 4, della legge 18 giugno 2009, n. 69 (Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile), atteso che detti principi e criteri direttivi non riguardavano il rito cautelare e non giustificavano, pertanto, l'introduzione di una disciplina particolare e differenziata per i provvedimenti cautelari previsti dalla legislazione speciale oggetto del riordino disposto dal legislatore delegante. E, quanto all'art. 3 Cost., in ragione della disparità di trattamento, che ne deriverebbe, tra provvedimenti cautelari, una volta che per le sole ordinanze di cui all'art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 150 del 2011 risulta ora escluso il reclamo che l'art. 669-terdecies del codice di procedura civile consente, invece, in via generale, avverso le ordinanze cautelari previste dallo stesso codice e che il successivo art. 669-quaterdecies estende alle ordinanze cautelari previste da leggi speciali. E ciò considerata anche, in particolare, la consentita impugnabilità dei provvedimenti cautelari adottati dal giudice amministrativo, ex art. 62 del codice del processo amministrativo, approvato dall'art. 1 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 (Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo); la ritenuta reclamabilità dell'ordinanza che decide sulla sospensione dell'efficacia esecutiva dell'opposizione a precetto (ex art. 624, secondo comma, in relazione all'art. 615, primo comma, cod. proc. civ.); e la reclamabilità del provvedimento di rigetto dell'istanza per l'assunzione preventiva di mezzi di prova di cui agli artt. 692 e 696 cod. proc. civ. , quale risultante dalla dichiarazione di parziale illegittimità costituzionale degli artt. 669-quaterdecies e 695 stesso codice, di cui alla sentenza di questa Corte n. 144 del 2008.