[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 6, commi 1 e 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545 (Ordinamento degli organi speciali di giurisdizione tributaria ed organizzazione degli uffici di collaborazione in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), nonché degli artt. 26 e 30 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), promosso con ordinanza del 18 luglio 2006 dalla Commissione tributaria provinciale di Cagliari, sul ricorso proposto dalla s.n.c. “Sa Cabizza” di Sanna Maria e di Casta Maria Cristina contro l'Agenzia delle Entrate Ufficio di Sanluri, iscritta al n. 186 del registro ordinanze 2007 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 15, prima serie speciale, dell'anno 2007. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 20 giugno 2007 il Giudice relatore Giuseppe Tesauro. Ritenuto che la Commissione tributaria provinciale di Cagliari, con ordinanza del 18 luglio 2006, solleva questione di legittimità costituzionale dell'art. 6, commi 1 e 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545 (Ordinamento degli organi speciali di giurisdizione tributaria ed organizzazione degli uffici di collaborazione in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), nonché degli artt. 26 e 30 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), e della «disposizione interna» del Presidente della V sezione della Commissione tributaria di Cagliari, in riferimento agli artt. 3, 24, 25, primo comma, 35, 54 e 111 della Costituzione; che il giudice rimettente, investito di una controversia avente ad oggetto l'impugnazione di un avviso di accertamento in materia di IVA e di IRAP, assume di dovere preliminarmente verificare la legittimità della sua costituzione nonché della assegnazione della causa alla sezione ed al relatore in riferimento all'art. 25, primo comma, della Costituzione, il quale disporrebbe che la designazione del giudice deve essere effettuata in base a criteri automatici «previsti per legge (riserva di legge)», in modo da eliminare ogni discrezionalità ed arbitrarietà della scelta; che, a tal proposito, la Commissione tributaria riferisce: che il collegio è stato costituito con decreti del Presidente della Commissione tributaria, adottati ex art. 6, comma 1, del d.lgs. n. 545 del 1992, e «forse» in virtù di provvedimenti del Presidente della sezione, ai sensi del secondo comma di detto articolo; che la causa oggetto del giudizio principale è stata assegnata alla sezione con provvedimento del Presidente della Commissione tributaria provinciale, emesso ai sensi dell'art. 26, comma 1, del d.lgs. n. 546 del 1992, ed è stata successivamente attribuita al secondo collegio di detta sezione, con una disposizione contenuta nel provvedimento adottato dal Presidente della sezione all'inizio dell'anno 2006, in forza dell'art. 6, comma 2, del d.lgs. n. 545 del 1992, avente ad oggetto la formazione del calendario delle udienze; che, infine, la designazione del giudice relatore è stata effettuata ai sensi dell'art. 30 del d.lgs. n. 546 del 1992; che il rimettente censura l'art. 6, comma 1, del d.lgs. n. 545 del 1992, nella parte in cui dispone che il presidente di ciascuna commissione tributaria, all'inizio di ogni anno, stabilisce con proprio decreto la composizione delle sezioni, in base ai criteri di massima fissati dal consiglio di presidenza ai sensi dell'art. 24, comma 1, lettera f), del medesimo d.lgs. n. 545 del 1992, per assicurare l'avvicendamento dei componenti tra le stesse, in quanto detta norma prevede una «discrezionalità pressoché assoluta (in diritto ed in fatto) del presidente» della Commissione tributaria, in violazione dell'art. 25, primo comma, della Costituzione, che «vuole che i criteri siano fissati per legge»; che la predetta norma e l'art. 6, comma 2, del medesimo d.lgs. n. 545 del 1992, nella parte in cui prescrive che il presidente di ciascuna sezione, all'inizio di ogni anno, stabilisce il calendario delle udienze e, all'inizio di ogni trimestre, la composizione dei collegi giudicanti in base ai criteri di massima definiti dal consiglio di presidenza ai sensi dell'art. 24, comma 1, lettera f), dello stesso d.lgs. n. 545 del 1992, nonché gli artt. 26 e 30 del d.lgs. n. 546 del 1992, là dove, rispettivamente, dispongono che il presidente della commissione tributaria, sempre sulla base dei predetti criteri di massima formulati dal consiglio di presidenza, assegna il ricorso ad una delle sezioni (art. 26) ed il presidente della sezione nomina il giudice relatore (art. 30), recherebbero altresì vulnus agli artt. 3, 24, 25, primo comma, 35, 54 e 111 della Costituzione, in quanto, «nel disciplinare la composizione dei collegi»: non stabiliscono una pubblicità preventiva ed accessibile di detti criteri; non prevedono che in ogni fascicolo sia inserito il provvedimento motivato di individuazione del collegio e di assegnazione del ricorso; non disciplinano forme di controllo di dette assegnazioni da parte di contribuenti, difensori e giudici; non prevedono la nullità del processo, nel caso di irregolare composizione del collegio e/o di irregolare assegnazione del ricorso; non prevedono sanzioni disciplinari e/o organizzative per le infrazioni lievi e sanzioni penali per quelle inescusabili; che le citate disposizioni sarebbero costituzionalmente illegittime in relazione ai predetti parametri, in quanto il corretto funzionamento della giustizia tributaria è interesse di tutta la collettività, dei contribuenti e dei difensori, dei singoli giudici e di tutti gli altri operatori di qualunque livello, i quali «hanno pieno diritto a pratiche e forme che assicurino di poter dare pubblica dimostrazione (e ricevere pubblico riconoscimento), che il proprio lavoro nella struttura del contenzioso tributario viene svolto con dignità […] e con onore»; che il rimettente censura anche la «disposizione interna alla sezione n. 5 d'assegnazione dei ricorsi ai collegi 1° e 2°», per violazione degli artt. 3, 24, 25, primo comma, 35, 54 e 111 della Costituzione, sotto i medesimi profili evocati in relazione alle altre norme censurate;