[resaula]

rappresenta una visione - dite voi - ma a nostro avviso è lontana anni luce dalla realtà e dalla drammaticità che si vive nel nostro Paese e che si percepisce tra lavoratori, imprenditori, artigiani e commercianti, che voi non sentite. La situazione oggi è paradossale, perché, in un certo senso, è calmierata dallo stanziamento di questi 100 miliardi che avete versato nella spesa pubblica, ma che affrontano solo in via emergenziale la cassa integrazione con sussidi, indennità, contributi e bonus che non risolvono assolutamente il problema che sta vivendo il nostro Paese. I problemi che state gestendo si ripeteranno e si manifesteranno in tutta la loro drammaticità quando queste risorse finiranno (e, prima o poi, questi stanziamenti finiranno). Avete speso 100 miliardi quest'anno, avete intenzione di spenderne altri 200 l'anno prossimo con il recovery fund , ma va ricordato che tutte queste risorse sono a debito, non sono nelle disponibilità del nostro sistema produttivo. Vi indebitate ed è opportuno farlo, ma se ci sono soluzioni strutturali, non forme di sussidi e indennità che lasciano il tempo che trovano e rinviano il baratro verso il quale stiamo andando. È qui che si rispecchia la differenza di mentalità tra la vostra parte politica, che è quella della sinistra e dei 5 Stelle, che almeno dal punto di vista economico hanno la stessa visione, e la nostra parte. Riteniamo evidente che tutte queste forme di sussidio e di indennità siano finanziate o a debito o con la raccolta delle tasse. Abbiamo una visione diversa: no a indennità, no a sussidi, no a redditi di cittadinanza o di emergenza. Lasciamo i soldi nelle tasche delle famiglie, degli imprenditori, dei commercianti e degli artigiani, perché possano lavorare e dare posti di lavoro. (Applausi). In questo modo si potrà avere una società sana, costruita sul lavoro e non su sussidi o su forme emergenziali come quelle che proponete. Avete una visione dell'economia assolutamente distorta e pensate che il nostro Paese possa vivere con questi strumenti, ma è evidente che prima o poi il castello crollerà. Ci troviamo ormai in una situazione in cui la barca fa acqua da tutte le parti e continuate a mettere toppe a destra e a manca, in varie direzioni, senza trovare le soluzioni definitive. Bisogna alleggerire il carico, che è fatto di tasse e burocrazia. Sono stati approvati, in questi tre anni, due decreti-legge che dovevano semplificare il mondo degli appalti, con il nostro Governo, sicuramente ostacolati da una visione dei 5 Stelle, che non era la nostra, e infatti quel decreto-legge non ha raggiunto tutti gli obiettivi che doveva, e con un decreto semplificazioni che allo stesso modo non ha semplificato assolutamente nulla. Ci vogliono scelte coraggiose. Nelle situazioni drammatiche come quella che stiamo vivendo non servono interventi di sopravvivenza e galleggiamento come quelli che state portando avanti, ma una rivoluzione, che passa da una drastica riduzione della pressione fiscale e del carico burocratico nei confronti di chi lavora. Questi obiettivi non sapete cosa siano, anzi li ostacolate, perché avete tendenzialmente una mentalità per cui chi lavora in proprio è un evasore fiscale e va combattuto e ostacolato (Applausi) e la burocrazia serve, perché tendenzialmente siamo tutti disonesti e quindi, per impedire che i disonesti facciano quello che vogliono, ci vogliono regole infinite, impossibili da gestire e da affrontare per chi lavora. Alla fine raggiungete solo un obiettivo: chi è disonesto lo rimane, riesce a evadere e ad evitare la burocrazia e fa quello che vuole, nonostante tutti i vostri lacci e lacciuoli. Registro anche che, dalla Nota di aggiornamento al DEF che avete da poco sfornato, si presume ancora adesso di poter raccogliere ingenti risorse dalla lotta all'evasione fiscale: l'ennesima fantasia; l'ennesima follia. D'altra parte, non vi accorgete che, col carico fiscale enorme, fate chiudere le aziende e le attività artigianali e commerciali e fate sì che quelli che erano lavoratori oggi diventino disoccupati che hanno bisogno di sussidi, cassa integrazione e redditi di cittadinanza. Con la burocrazia mettete fuori gioco gli onesti, che vogliono e si trovano costretti ad adempiere a tutte queste forme di vincoli da parte dello Stato e fate sopravvivere chi invece riesce ad evitare con la disonestà tutte queste procedure. Questo è il modello di società vostro, che sicuramente porterà al fallimento di uno dei sistemi economici più all'avanguardia del nostro Paese. Questo è il dramma che stiamo vivendo, nel totale silenzio e nell'indifferenza: in una situazione surreale, qui non ci stiamo accorgendo che, finiti i 100 miliardi e finiti i 200 del recovery fund , avremo solo più debito pubblico, senza aver minimamente affrontato la sfida di cambiare la pressione fiscale e il carico burocratico che oggi più che in passato dovevamo affrontare. Avevamo un'occasione storica, con tutte le risorse che l'Europa generosamente ci ha autorizzato a utilizzare a debito, ma non lo stiamo facendo. L'occasione la stiamo perdendo per colpa vostra. Per l'ennesima volta caricate cittadini e lavoratori di burocrazia e tasse e condannate tutti noi a un inesorabile declino. Speriamo che finisca questo periodo, ma il rischio è di raccogliere solo le ceneri. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fenu. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, ancora una volta siamo chiamati a convertire un decreto-legge in tutta fretta e in un clima di apprensione. Spesso, quando trascorriamo le giornate qua, all'interno dei locali del Senato, ci sembra quasi che la pandemia sia un po' lontana da queste sale. Invece, la scorsa settimana è entrata nel palazzo del Senato e ha contagiato due colleghi: Marco Croatti e Francesco Mollame, a cui ovviamente vanno il nostro abbraccio e un augurio di pronta guarigione. (Applausi) . Abbiamo temuto di dover interrompere i lavori delle Commissioni e il processo legislativo e di non riuscire nei termini prestabiliti a convertire in legge il decreto agosto, con tutte le conseguenze per i soggetti destinatari delle misure previste nel provvedimento. La mancata conversione avrebbe significato: la mancata proroga della cassa integrazione, con migliaia di imprese costrette a licenziare nell'immediato i propri dipendenti; la mancata proroga del pagamento delle imposte sui redditi e dell'esonero da TOSAP e COSAP per bar e ristoranti; la mancata proroga degli ammortizzatori sociali Naspi e della disoccupazione per i collaboratori. I lavoratori dipendenti stagionali del turismo non avrebbero potuto ricevere l'indennità di 1.000 euro prevista dal decreto e i lavoratori marittimi avrebbero visto decadere il diritto all'indennità di 600 euro per i mesi di giugno e luglio. Ancora, non ci sarebbe stato l'aumento da 600 a 1.000 euro delle indennità per il mese di maggio in favore dei liberi professionisti iscritti a enti di previdenza obbligatoria, così come il sussidio di 600 euro per i lavoratori sportivi.