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4) a garantire, soprattutto durante il percorso di formazione curriculare delle professioni sanitarie, un'adeguata e competente formazione nell'ambito delle cure palliative e terapie del dolore, prevedendo anche percorsi abilitativi in ambiti clinici specifici; 5) ad attuare campagne di informazione sociale capillari, sia del personale medico che dei cittadini, in modo tale da fornire tutte le informazioni sulle possibili soluzioni e sull'offerta assistenziale messa a disposizione dal SSN; 6) a valutare l'opportunità di proporre percorsi di formazione sul concetto di "salute" nelle scuole di ogni livello e grado, con progetti ed obiettivi formativi adeguati ad età e indirizzo scolastico; 7) a valutare l'opportunità di destinare ulteriori risorse per la ricerca nel campo delle cure palliative, considerando ambiti particolari come la art therapy , la musicoterapia; la psicoterapia individuale e di gruppo; 8) a riconoscere, visti i contenuti della sentenza n. 242 del 2019 della Consulta, il valore delle cure palliative e del pieno dispiegamento della coscienza del medico anche in tema di disposizioni anticipate di trattamento; 9) a valorizzare percorsi di cura globalmente considerati, dalla diagnosi ai diversi iter terapeutici, includendo anche le cure palliative, a fronte di eventi intercorrenti lungo le traiettorie di malattie complesse (cancro, insufficienze d'organo, malattie degenerative); 10) a istituire presso il Ministero della salute, in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità e con la Società di cure palliative l'osservatorio multidisciplinare sulle cure palliative. Interrogazioni Atto n. 3-01759 TARICCO GIACOBBE FEDELI MANCA STEFANO PINOTTI BITI IORI BOLDRINI COLLINA ASTORRE LAUS D'ARIENZO D'ALFONSO PITTELLA ROJC VALENTE FERRAZZI CIRINNA' ROSSOMANDO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'effetto dei cambiamenti climatici sta colpendo sempre più spesso e sempre con maggiore violenza la produzione agricola, aggiungendosi a tutte le altre complessità e difficoltà del settore; il sistema assicurativo nel nostro Paese, pur con i suoi limiti, è allo stato, unitamente a tutti gli strumenti e gli investimenti in difesa attiva, uno strumento fondamentale per la sostenibilità economica delle imprese agricole, ma pesa in termini di impatto economico sulle stesse imprese, e i contributi pubblici nazionali e di provenienza comunitaria sono fondamentali in un'ottica di sostenibilità del sistema; nel 2019, secondo dati dell'Associazione nazionale dei consorzi di difesa, i valori assicurati nel nostro Paese hanno toccato la cifra più alta mai raggiunta con più di 8 miliardi di euro per vegetali, uva da vino, zootecnia e strutture, con premi agevolati grazie ai contributi comunitari e nazionali per oltre 500 milioni di euro; considerato che l'emergenza sanitaria da COVID-19 ha determinato un aggravamento pesantissimo della carenza di liquidità per la gran parte delle imprese, specie del comparto primario; tenuto conto che In Italia si possono assicurare con il sostegno di contributi pubblici tutti gli eventi atmosferici, dalla grandine, al gelo, all'eccesso di pioggia, sulle colture vegetali, su una molteplicità di situazioni del comparto zootecnico e sulle strutture, ma allo stato non sempre questa possibilità è adeguatamente valutata, e in ogni caso rappresenta comunque un investimento importante per le aziende agricole; rilevato che: gli equilibri finanziari delle imprese rappresentano sempre più una delle componenti fondamentali in una gestione capace di programmazione e di investimenti, e i ritardi nell'erogazione dei contributi assicurativi (siano essi di entità europea, sia nazionali) unitamente alla complessità dei PAI (piani assicurativi individuali) hanno contribuito ad inasprire la già difficile situazione delle imprese del settore primario; nello specifico, in merito ai contributi per la gestione del rischio, nella sola sezione vegetali, risulterebbero ancora significative cifre da erogare, a solo titolo di esempio per la sola provincia di Cuneo, dati Condifesa, devono ancora essere erogati alle aziende assicurate 1,4 milioni di euro relativi ai contributi per l'anno 2019, una situazione molto più grave per i rimborsi assicurativi del comparto zootecnico, sempre prendendo ad esempio la provincia di Cuneo, solamente l'8 per cento delle aziende zootecniche hanno ricevuto i contributi per il 2015 e solo il 5 per cento di queste per il 2016, e nulla per gli anni seguenti con un mancato pagamento che supera la cifra di 1,2 milioni di euro, e purtroppo si rileva una situazione simile per gli investimenti nelle strutture (serre o impianti antigrandine) impiegate nel comparto ortofrutticolo (sono stati erogati solo il 18 per cento dei contributi per il 2015 e il 9 per cento per il 2016); a questa situazione si aggiunga che si sono verificate nel tempo anomalie di difficile risoluzione riguardanti la determinazione della spesa parametrata (non sono stati calcolati i parametri per il computo della spesa per i vivai di pioppi, fagioli e zucchine, per le cui produzioni le domande di sostegno 2019 sono ferme) oltre alla problematica legata alla verifica della produzione massima assicurabile sulla base della resa media aziendale; questa situazione ha messo in seria difficoltà anche la gestione dei consorzi di difesa, che sono chiamati ad anticipare alle compagnie assicurative i versamenti delle quote di competenza delle aziende, portandoli ad un'esposizione in molti casi pesantissima, mettendoli in difficoltà e comunque senza più potere contrattuale con il sistema bancario cui sono costretti a chiedere prestiti ed anticipazioni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'attuale difficile situazione in cui versa il mondo agricolo in tema di contributi assicurativi e della necessità di ulteriori semplificazioni nelle documentazioni formali che accompagnano i piani assicurativi individuali per rendere il fascicolo aziendale dell'agricoltore meno macchinoso nella sua compilazione; se non intenda adottare doverose iniziative che permettano un'accelerazione dei pagamenti dei rimborsi assicurativi alle aziende e quindi di ottenimento di maggiore liquidità da parte di queste ultime, specie alla luce delle criticità connesse all'emergenza sanitaria da COVID-19; se non intenda, alla luce del crescente mercato assicurativo agricolo italiano, adottare le dovute misure necessarie ad evitare rischi sempre più incalzanti per il settore, e rendere così possibile ad un numero sempre maggiore di imprese l'utilizzo di questo "ombrello" finanziario, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici e dello svilupparsi di emergenze anche di altra natura che attanagliano l'attività delle imprese agricole. Atto n. 3-01760 STABILE Al Ministro della salute Premesso che: il 10 giugno 2020 l'interrogante con atto 3-01680 ha chiesto al Ministro in indirizzo quali fossero state le motivazioni che hanno portato durante il periodo dell'emergenza ancora in corso alla decisione da parte dell'Istituto superiore di sanità di non diffondere in modo chiaro e puntuale tutti i dati dei contagi;