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Ministro, per favore, dia retta al Paese e non a qualche pseudo-virologo che ha suoi interessi privati o a qualche Ministro che non vuole perdere la poltrona. Grazie e buon lavoro. (Applausi) . TONINELLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TONINELLI (M5S) . Presidente, membri del Governo, colleghi, prendo la parola in quest'Aula pensando a tutto ciò che è successo da fine febbraio ad oggi, perché qualcuno - sicuramente l'ultimo che ha parlato prima del sottoscritto - sembra averlo già completamente dimenticato. Voglio dire una cosa, Presidente: questo non è un Governo che si tira indietro. Non si è tirato indietro quando si è trattato di fare scelte dure, difficili, in quel periodo contestate anche da alcuni Paesi europei, come è stato il lockdown , mentre altri irresponsabilmente chiedevano di riaprire tutto. Non si è tirato indietro quando si è trattato di smentire menzogne - ahinoi quotidiane - come quella sul MES, che è uno strumento ratificato dal Consiglio dei ministri il 3 agosto 2011, per mano di un Governo guidato da Silvio Berlusconi con dentro la Lega di Salvini e Fratelli d'Italia. (Applausi) . Non si è tirato indietro nemmeno sulle scelte che si devono prendere sulla gestione delle nostre autostrade; ne ha parlato anche ora il leader della Lega e sappiamo benissimo - e io forse più di tutti - che la Lega non è mai e poi mai stata d'accordo a revocare la concessione ad ASPI. A differenza delle menzogne quotidiane del leader di questo partito, non l'ultimo leghista arrivato, ma il Presidente della Commissione trasporti della Camera dei deputati, il leghista Morelli, lo ha dichiarato a chiare lettere pochi giorni fa in TV. Siamo completamente stufi di queste menzogne. Ma veniamo a noi. Prorogare le misure già adottate per evitare la diffusione del coronavirus è sicuramente, signor Ministro e Governo, la scelta più giusta. Lo è per il MoVimento 5 Stelle. Lo sappiamo bene e lo sanno soprattutto i cittadini lombardi, come sono io stesso, che hanno sofferto più di tutti le devastanti conseguenze del coronavirus. (Applausi) . Da cittadino lombardo, amando profondamente i lombardi e la mia Regione, ricordo che la Lombardia ha avuto - dati aggiornati ad oggi - 95.173 casi accertati di Covid. E chissà quanti altri ce ne sono stati e chissà quanti morti da Covid ci sono stati, ma non sono stati ovviamente sottoposti a tampone e non lo sappiamo. Sono decedute ad oggi 16.760 persone, su un totale in Italia di 34.984 persone che hanno perso la vita: una vera ecatombe. Il coronavirus è un'emergenza sanitaria, mondiale ovviamente, come abbiamo detto tutti: ne vediamo tutti i giorni le drammatiche conseguenze e, sebbene molti Paesi abbiano fatto progressi, sappiamo che a livello mondiale la pandemia sta accelerando. Come qualcuno ha già dichiarato, è stato toccato un record di 230.000 contagi in un solo giorno. Chi soffre, in particolare, ahinoi? Gli Stati Uniti e il Brasile soffrono, come abbiamo sofferto noi in Italia, ma con una piccola, grande differenza: lì a gestire la pandemia ci sono Donald Trump e Bolsonaro; qui, per fortuna - e lo sottolineo - c'è il presidente Giuseppe Conte. (Applausi). Come non ricordare che il presidente degli Stati Uniti Trump, nonostante il coronavirus avesse già contagiato oltre 3,3 milioni di persone e fatto 135.000 vittime circa, ha indossato per la prima volta la mascherina in pubblico due giorni fa. In Brasile, da fine maggio, si registrano più di 1.000 morti al giorno, con un totale di oltre 72.000 decessi. È il secondo Paese solo dopo gli Stati Uniti; eppure, nello Stato di Rio è solo di ieri la notizia dell'entrata in vigore dell'obbligo della mascherina e Bolsonaro ha sempre parlato di banale influenza, ricordando ai suoi cittadini addirittura che tanto, prima o poi, tutti devono morire, nella più totale irresponsabilità (Applausi) . È l'esatto opposto di quello che è stato fatto in Italia grazie al presidente Conte e a questo Governo. Ecco, questo è ciò che è accaduto in alcuni Paesi del mondo, ma non in Italia, dove, nonostante a febbraio ci fosse qualcuno che diceva che Milano doveva ripartire, questo Governo ha scelto invece la strada della responsabilità, adottando misure che ci hanno riconosciuto in tutto il mondo. Quando la Lega voleva riaprire tutto, c'è chi ha pensato a chiudere - e ci è voluto coraggio - salvando così - ascoltate bene - secondo uno studio dell'Imperial College di Londra, pubblicato su «Nature», oltre 600.000 vite umane in Italia. Grazie alla responsabilità del Governo e a una gestione responsabile della pandemia, 600.000 cittadini italiani non sono deceduti. Sono numeri che fanno tantissima paura e non dobbiamo mai dimenticare, come i bergamaschi non dimenticheranno mai i mezzi militari uscire dalla città carichi di feretri; i lombardi non dimenticheranno mai loro nonni e genitori morti nelle RSA. E noi non dimenticheremo mai nessuna delle singole vittime del Covid in tutta Italia - tantissime, ahinoi! - né i loro familiari, che hanno sofferto e soffrono ancora, e tutti quelli che soffrono in generale. Non dobbiamo farlo nemmeno oggi che i contagi sono diminuiti, ma non scomparsi. Non dobbiamo dimenticare che, se avesse governato chi a fine febbraio voleva tenere tutto aperto, avremmo i numeri degli Stati Uniti e del Brasile. (Applausi). Il Covid non è sconfitto, è sotto controllo. Oggi, però, pensare di contestare ancora una volta questo Governo perché sta scegliendo la strada della responsabilità onestamente spaventa, e parecchio, soprattutto quando queste critiche arrivano da parte di chi ha governato Regioni come la Lombardia dove i disastri commessi nella gestione della sanità da parte della politica sono sotto gli occhi di tutti. (Applausi). Chi ha governato ieri e governa ancora oggi quella Regione ha dato i soldi pubblici ai privati, alle cliniche private, per far gestire loro le cure mediche sanitarie dei lombardi. Per non parlare ovviamente dei 37 miliardi di tagli circa operati in dieci anni al Servizio sanitario nazionale, che però abbiamo cancellato - è vero - da quando il MoVimento 5 Stelle sta al Governo, invertendo la rotta e tornando a investire nella sanità pubblica, come confermano i nuovi stanziamenti inseriti nei decreti cura Italia e rilancio. Abbiamo raddoppiato i posti letto in terapia intensiva e aumentato quelli in subintensiva. Abbiamo previsto più assunzioni e rafforzato l'assistenza domiciliare. (Applausi). Tutte queste scelte serie, coerenti e lungimiranti ci rendono più preparati. Oggi, insomma, sappiamo affrontare meglio il coronavirus, anche se una cura non c'è ancora: non abbiamo ancora un vaccino e, quindi, l'allerta deve rimanere massima e immediate devono essere le misure che dovremo mettere in campo laddove ce ne dovesse essere estrema necessità. Ed ecco giustificato il sì del MoVimento 5 Stelle alla proroga dello stato di emergenza. Certo, sappiamo benissimo che dopo la crisi sanitaria è scoppiata una crisi economica;