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Pertanto, per il Gruppo Forza Italia, come ritengo per tutti i Gruppi di questo Parlamento, sconfiggere la criminalità organizzata rappresenta, prima di tutto, una battaglia di libertà. È un obiettivo di ampia portata e può essere ottenuto lavorando su vari campi: certamente su quello culturale, educando le nuove generazioni alla cultura della legalità, della giustizia sociale, del merito e delle pari opportunità; ma anche su quello legislativo e infine, ma non per ultimo, su quello politico, offrendo dei modelli virtuosi da applicare nelle prassi quotidiane. Per come si evince dai lavori preparatori al provvedimento in esame, l' iter dei precedenti normativi risulta particolarmente complesso. È stato già detto che la prima norma risale al 1992, a quell'articolo, il 416- ter , derubricato come scambio elettorale politico-mafioso. Non vi è alcun dubbio che scacciare ogni legame, indipendentemente dalla sua gravità, dalle istituzioni pubbliche rappresentative sia una inderogabile necessità, e non è una necessità solo del MoVimento 5 Stelle, cara collega Mantovani. Assumono, però, rilievo anche le modalità con cui si cerca di ottenere questo risultato; se su un tema così complesso e importante si propongono soluzioni errate, il rischio di ottenere l'effetto contrario o un incentivo al disimpegno pubblico risulta particolarmente elevato e - lo ribadisco - soprattutto al Sud. E questo rischio naturalmente bisogna scongiurarlo con tutte le forze. Il tentativo di infiltrazione nelle istituzioni politiche - lo ribadisco, affinché nessuno mai, né sulla stampa né tantomeno sui social , possa dire che Forza Italia era contraria alla normativa sul voto di scambio - va contrastato con ogni mezzo. Il testo approvato dalla Commissione giustizia amplia il contenuto dell'articolo 416- ter sullo scambio elettorale politico-mafioso. Si censura penalmente chi accetta, direttamente o per mezzo di intermediari, la promessa di procurare voti, non solo dietro la promessa di denaro o di qualsiasi altra utilità, in cambio della soddisfazione degli interessi o delle esigenze dell'associazione mafiosa. La pena prevista - come è stato precedentemente detto - va da dieci a quindici anni, con un raddoppio della stessa nel caso in cui, appunto, il candidato fosse eletto. In più, naturalmente, c'è la condanna alla interdizione perpetua dai pubblici uffici. I dubbi sul testo in esame sono già stati manifestati dai senatori Caliendo, Dal Mas e Modena in Commissione giustizia il 26 settembre ultimo scorso. La prima lacuna - a giudizio dei colleghi - è l'esclusione della punibilità per i soggetti non appartenenti all'organizzazione mafiosa, che chiaramente diminuisce la portata della norma. Esistono, poi, ambiguità interpretative sul disegno di legge in discussione, espresse in fase consultiva anche dalla Commissione affari costituzionali, che, ai fini della configurabilità dell'illecito, dovrebbe mantenere il riferimento al metodo mafioso, che invece non è presente nel testo. Il testo licenziato dalla Commissione ha - per fortuna - recepito la proposta emendativa dei colleghi Caliendo, Modena e Dal Mas e la norma prevede che in capo al candidato accettante vi sia la certezza dell'appartenenza al sodalizio mafioso del promittente. Nel primo comma è stato inserito l'inciso «direttamente o a mezzo di intermediari». In realtà, la modifica è inutile, in quanto l'eventuale intermediario concorrerebbe già, stante la formulazione attuale, nel reato. A noi del Gruppo Forza Italia diversi emendamenti, però, sono stati rigettati. Ad esempio, nel primo comma del disegno di legge in esame è stata inserita una modifica rilevante, in quanto ad oggi l'accettazione o la promessa - anche la promessa è punibile - sono punibili se realizzate mediante le modalità di cui all'articolo 416- bis , comma 3, come già detto dal senatore Dal Mas. Nella formulazione proposta dal disegno di legge, invece, la promessa deve provenire da «soggetti appartenenti alle associazioni di cui all'articolo 416- bis ». Questa modifica - per quanto già accennato è immediatamente intuibile - potrebbe restringere il campo di applicazione della norma, in quanto, oggi, chiunque risulta punibile, purché la promessa sia formulata con «le modalità di cui al terzo comma dell'articolo 416- bis ». Se fosse approvata la modifica, la promessa dovrebbe invece provenire necessariamente da soggetti appartenenti all'associazione mafiosa. La promessa proveniente da un soggetto estraneo al sodalizio criminale non sarebbe punibile e non sarebbe punibile neanche la sua accettazione. Non è l'unico emendamento proposto da Forza Italia. Con il rigetto si disperde l'opportunità di un confronto più articolato e scevro da pregiudizi e opposizioni che, ove si fosse invece concretizzata, avrebbe certamente giovato alla buona riuscita del testo. Il testo, inoltre, presta il fianco a numerose critiche. I rilievi tecnici sono già stati ampiamente avanzati dal Gruppo Forza Italia. Fra questi vi è anche l'aggravante connessa all'ottenimento della carica elettiva. In questo caso, la pena è aumentata della metà (da quindici a ventidue anni e sei mesi). Ricordo che in caso di omicidio non aggravato la pena prevista è fino a ventuno anni. La formulazione dell'aggravante proposta non è, comunque, del tutto lineare e propone una questione interpretativa: occorre che l'elezione sia avvenuta grazie al sostegno dell'associazione mafiosa o l'aggravante si applica anche nel caso di pura e semplice avvenuta elezione del candidato? In quest'ultimo caso risulterebbe chiaramente violato il principio di offensività. Nel caso, invece, che la norma sia da interpretarsi nel senso più ragionevole, e cioè che si ritenga necessario un nesso di causalità tra l'intervento mafioso e l'elezione, si proporrebbe un insormontabile problema di natura probatoria, essendo necessario accertare che il candidato sia risultato eletto grazie al supporto dei voti provenienti da ambienti mafiosi e non da ambienti sani. Gli aspetti tecnici che, però, sottendono a scelte politiche poco ponderate non convincono il Gruppo Forza Italia. Tengo a ribadire che ciò che non convince non è l'eliminazione assoluta della mafia da processi politici, ma la modalità con la quale questo Governo vuole porre in essere una legge che non aiuterà la buona riuscita del buon proposito. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo scientifico statale «Elio Vittorini» di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 510 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Grasso. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, appare certamente necessaria la riforma dell'articolo 416- ter del codice penale in materia di voto di scambio politico mafioso per rompere, una volta per tutte, il legame che spesso unisce il mondo della politica con quello della criminalità organizzata. Ormai, non è solo la dazione del danaro la controprestazione che il politico mette in campo nello scambio corruttivo.