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L'acqua viene inoltre utilizzata per consumi idropotabili, ma anche per l'irrigazione dei nostri campi per sostenere il settore della produzione agroalimentare, che è un settore fondamentale della nostra economia. Ciò accade da sempre, ma soprattutto negli ultimi anni, in cui il brand Italia continua ad andare a gonfie vele. Mi soffermo sul tema della manutenzione delle infrastrutture riferendomi anche alla rete stradale e autostradale, costruita con il lavoro e il sacrificio dei nostri avi. Tale rete oggi necessita ovunque di urgente manutenzione straordinaria, proprio perché non si è intervenuto quando lo si poteva fare con quel tipo di manutenzione che si sarebbe chiamata ordinaria. Questi temi vengono affrontati con norme specifiche riguardanti l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali ed autostradali. Si interviene anche nel settore delle infrastrutture ferroviarie per accelerare l'attuazione del Piano nazionale di implementazione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (European rail traffic management system). Ci tengo a sottolineare che si tratta di un sistema che dovrà essere esteso a tutte le linee ferroviarie e non solo ai corridoi europei, proprio perché la sicurezza è una prerogativa e un diritto di tutti i cittadini passeggeri. (Applausi) . Si interviene e si investe anche nel settore del trasporto marittimo e si migliora e si rende più sostenibile la mobilità di merci e passeggeri, nonché la continuità territoriale da e per la Sicilia. Si istituisce presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili il Centro per l'innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità, che affiancherà il glorioso e storico Consiglio superiore dei lavori pubblici. Si interviene nel settore del trasporto aereo, anche con modifiche alle procedure relative all'amministrazione straordinaria di Alitalia e alla cessione dei beni aziendali della stessa, cercando di porre fine a un ormai annoso e doloroso problema. Si interviene anche sulla disciplina delle agevolazioni per l'acquisto di autoveicoli a bassa emissione, ma devo puntualizzare che resto un po' perplesso circa la continua promozione della produzione delle nuove vetture. Ricordiamo - ne abbiamo parlato oggi in Commissione industria, commercio, turismo - che questo è uno dei settori dove si consumano enormi quantità di materie prime. Il tema meriterebbe pertanto un serio approfondimento e una valutazione effettuata con il metodo LCA ( Life Cycle Assessment ). Il tema più importante trattato dal provvedimento è però quello delle procedure di attuazione del PNRR, su cui ci giochiamo il futuro dell'Italia e degli italiani. Conosciamo l'importanza e il valore straordinario di questo piano di investimenti e dobbiamo costruire degli strumenti che devono funzionare in modo efficace. Penso che come prima cosa vada fatta una concreta analisi di ciò che nei più recenti decenni non ha funzionato in Italia e reso stagnante la nostra economia, nonostante il grande lavoro di tanti e la straordinaria inventiva, l'impegno e la passione di tantissimi italiani. Certo, il grande debito pubblico accumulato nei due decenni che vanno dai primi anni Settanta ai primi anni Novanta ha fatto probabilmente da zavorra, ma l'occasione è certamente unica in questo primo quarto di secolo ventunesimo. Il senso potremmo dire di averlo anche individuato se parliamo di transizione e passaggio verso un impegno che sia graduale e autenticamente indirizzato al rispetto del nostro pianeta. La strada è irta e piena di ostacoli, ma l'Italia e l'Europa, con grande senso di responsabilità, l'hanno intrapresa. Al fine di rilanciare il concreto processo di sviluppo territoriale, si prevede anche l'istituzione di un Fondo concorsi, progettazione e idee per la coesione territoriale per i Comuni delle Regioni del Mezzogiorno e delle aree interne del Paese. L'istituto Resto al Sud, volto a promuovere lo sviluppo di attività imprenditoriali, viene steso anche alle isole minori del Centro-Nord. Un'altra materia sulla quale voglio soffermarmi riguarda la perequazione infrastrutturale, basata sullo studio e sull'analisi della dotazione infrastrutturale del Paese e sull'analisi dell'atavico divario fra le diverse aree geografiche. Concludo con ottimismo. Non ci rimane che crederci, nell'interesse di tutti e soprattutto delle future generazioni; non ci rimane che rimboccarci tutti le maniche. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo sul provvedimento in esame facendo riferimento a un ordine del giorno che ho presentato e di cui parlerò alla fine dell'intervento. Vorrei ora raccontare la storia di 68 lavoratori e del loro posto di lavoro. La storia nasce centonove anni fa, quando i nostri nonni (o i loro padri) costruirono la rete funiviaria di Savona, che collega il porto a Val Bormida e in modo particolare al Comune di Cairo Montenotte. Si trattò, all'epoca, della rete aerea più lunga del mondo (18 chilometri) e serviva per trasportare le merci. Fu raddoppiata nel 1936 e resa ancora più efficiente. Paradossalmente all'epoca lo spirito con cui nacque era diverso da quello che oggi potrebbe avere la messa a terra. Non c'era tutto il trasporto su gomma che c'è adesso e, quindi, quella fu una di quelle infrastrutture necessarie per evitare le lungaggini del trasporto delle merci che sbarcavano al porto per andare verso il Nord dell'Italia. Il nubifragio del 23 e 24 novembre del 2019 ha di fatto causato lo smottamento di un fronte importante, che ha danneggiato anche la rete autostradale della Torino-Savona con il crollo di un ponte e ha fatto crollare anche due pilastri dell'infrastruttura. Dopo due anni questa infrastruttura è ancora giù; non è ancora stata ricostruita. Nel 2020 - il senatore Margiotta non è presente, ma lui all'epoca era Sottosegretario - ci fu una levata di scudi quasi unanime del Parlamento e noi giocammo un ruolo importante per varare un provvedimento che mettesse a disposizione della ricostruzione, e quindi del commissario nominato alla ricostruzione, ben 4 milioni di euro e una cassa integrazione che consentisse ai 68 lavoratori di avere ancora un futuro. È chiaro che all'epoca si pensava di essere un pochino più celeri, ma siamo in Italia e siamo arrivati ai giorni d'oggi. Forse qualche giorno fa si intravedeva uno spiraglio, che però ha trovato un intoppo. Questo è quasi paradossale perché nella prima lettura di questo provvedimento - ritorno anch'io a lamentare che un'unica lettura, nonostante ci siano due Camere, è una cosa anomala che forse andrebbe rivista - si pensava di aver trovato un minimo di soluzione perché mancava qualche fondo affinché il bando di gara potesse partire. È successo che probabilmente per la voglia di intestarsi qualcosa o di buttare il cuore oltre l'ostacolo - mi piace pensare così - è stato presentato un emendamento che alla fine, nonostante fosse del relatore, non ha trovato la luce perché non aveva la copertura finanziaria. Racconto questa storia perché è della mia terra e la sento molto mia.