[massime]

Sanità pubblica - Bilancio e contabilità pubblica - Norme della Regione Campania - Misure per i rientri dal disavanzo sanitario - Obbligo per le ASL di indire concorsi riservati a lavoratori, in servizio presso strutture sanitarie private, licenziati e posti in mobilità - Ricorso del Governo - Violazione della regola del concorso pubblico nonché dell'obbligo di copertura finanziaria dei maggiori costi per il personale - Illegittimità costituzionale.. E' costituzionalmente illegittimo l'art. 7 della Regione Campania 28 novembre 2008, n. 16 - il quale prevede l'obbligo, per le Aziende sanitarie locali e per quelle ospedaliere, di indire concorsi riservati per l'assunzione di personale privato - per contrasto con gli artt. 3, primo comma, 51 e 97, primo e terzo comma, Cost., in quanto la natura comparativa e aperta della procedura è elemento essenziale del concorso pubblico, sicché procedure selettive riservate, che escludano o riducano irragionevolmente la possibilità di accesso dall'esterno, violano il "carattere pubblico" del concorso. Orbene, laddove, come nell'ipotesi in esame, la riserva integrale dei posti operi nei confronti di un limitato gruppo di soggetti estranei ad essa, deve ritenersi violata quella natura "aperta" della procedura, che costituisce elemento essenziale del concorso pubblico. Risulta, inoltre, violato l'art. 81, quarto comma, Cost., in quanto la norma impugnata, pur comportando maggiori costi per il personale, non reca alcuna copertura finanziaria, donde la sua illegittimità costituzionale anche sotto questo profilo. Sulla ammissibilità, in passato, di procedure integralmente riservate, v. citate sentenze n. 228 del 1997, n. 477 del 1995 e ordinanza n. 517 del 2002. Sulla più recente giurisprudenza della Corte in materia, v. citate sentenze n. 363/2006 e n. 215 e 293/2009. In senso analogo, sulla violazione dell'art. 81, quarto comma, Cost., v. citate sentenze n. 359/2007 e n. 213/2008.