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Disposizioni per la promozione e il sostegno delle produzioni, della diffusione, della fruizione e dell'accesso alla creatività, alla cultura, alle arti performative e allo spettacolo e riconoscimento di luoghi e di spazi della cultura, della creatività e delle arti performative. Onorevoli Senatori. – A fronte del dibattito pubblico ormai più che ventennale sulla creatività, sulla cultura, sulle arti e sui diversi linguaggi artistici come fenomeni sempre meno classificabili nell'ambito di generi e di settori specifici, la disciplina nazionale di riferimento prevede ancora un approccio schematico e rigido sulla vita creativa e artistica che si riflette su una carenza altrettanto evidente riguardo all'individuazione e al riconoscimento della composizione e dell'articolazione della filiera della creatività, della cultura e delle arti performative. Una delle testimonianze di questo ritardo è, ad esempio, l'assenza nella nostra legislazione del riconoscimento del jazz e della musica contemporanea e popolare quali espressioni e linguaggi propriamente culturali e artistici, che ha portato a ricondurli alla semplice sfera dell'intrattenimento anziché, come è lampante e ormai storicamente acclarato, a quella della fruizione culturale, da un lato, e, dall'altro lato, al novero dei linguaggi e delle espressioni creative, culturali e artistiche che originano e accompagnano fenomeni di trasformazione della società, contribuendo e influendo nella costruzione dell'identità culturale e del costume sociale: si tratta di uno dei vulnus normativi che il presente disegno di legge si prefigge di colmare. La capacità d'innovazione, il sostegno della contemporaneità, la diffusione e l'accesso alle produzioni artistiche e di spettacolo costituiscono un interesse primario delle politiche pubbliche di sostegno e di sviluppo delle produzioni creative e culturali. È, inoltre, centrale l'allargamento del bacino dei fruitori e della domanda, in particolare in un Paese, come il nostro, in cui la domanda e i consumi culturali tendono tradizionalmente alla standardizzazione, a prescindere dalle conseguenze che in Italia e in Europa l'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di COVID-19 ha determinato nel 2020 e nel corso del 2021; conseguenze che, al di là e oltre i dati riguardanti l'inevitabile contrazione dei consumi dovuta alla sospensione delle attività culturali e di spettacolo e ai gravissimi effetti economici e occupazionali sul settore creativo e culturale, sono state chiarissime rispetto alla manifesta obsolescenza dei contenuti, degli obiettivi e delle prassi pubbliche e istituzionali degli interventi per il sostegno e la crescita del settore, rispetto ai quali è necessario, tra l'altro, restituire valore e dignità al lavoro e alle attività di prossimità che si realizzano nelle comunità e nei territori. L'allargamento e la crescita della domanda e della fruizione sono un presupposto necessario per la creazione di un sistema culturale e creativo indipendente e, quindi, abbiamo bisogno di investire sulla formazione di nuovi spazi pubblici e di nuovi fruitori. Un obiettivo di interesse pubblico e collettivo che richiede, parallelamente, misure per sostenere il lavoro e le attività di quei luoghi e in quegli spazi che nei territori e nelle comunità costituiscono le infrastrutture della promozione, della diffusione e dell'accesso alle produzioni, perché forniscono occasioni e servizi essenziali a sostegno della conoscenza, dei consumi e della fruizione creativa, culturale e artistica. Perciò è necessaria una disciplina che focalizzi e valorizzi le funzioni che concretamente questi soggetti svolgono per le comunità e per l'intero sistema creativo e culturale, riconoscendone l'identità e il ruolo, intesi nei termini articolati di realizzazione di economie di scala, di capacità e di know-how professionale, di trasferimento di competenze e di esperienze, di promozione di nuovi talenti e della contemporaneità, di funzione culturale e sociale, di rigenerazione e riqualificazione urbana e di innovazione sociale. Dall'individuazione e dal riconoscimento delle funzioni, del ruolo e della partecipazione attiva di luoghi e spazi quali i live club , i piccoli teatri di prossimità e di quartiere, i centri culturali ibridi di prossimità alla composizione della filiera creativa e culturale e alla realizzazione degli obiettivi di interesse pubblico e collettivo illustrati discendono le misure di sostegno a carattere indiretto e diretto stabilite dal presente disegno di legge, con la prospettiva di determinare un quadro normativo omogeneo di riconoscimento del sistema produttivo, del lavoro e della fruizione della creatività, della cultura e delle arti performative in una logica di insieme articolato e complesso, unitario e interdipendente. L'articolo 1 definisce in tre commi le finalità e l'ambito di applicazione della legge per il perseguimento dei seguenti obiettivi: 1) sostenere, diffondere, aumentare e ampliare l'accesso, la fruizione, la partecipazione del pubblico, la rappresentazione e la messa in scena delle produzioni creative e culturali, artistiche, dello spettacolo e delle arti performative; 2) riconoscere la musica contemporanea e popolare e il jazz quali espressioni e linguaggi culturali, creativi e artistici la cui crescita, diffusione e fruizione costituiscono un interesse pubblico e collettivo; 3) riconoscere i luoghi e gli spazi che nei territori e nelle comunità svolgono attività di produzione, di promozione, diffusione e accesso dei fruitori e del pubblico alle produzioni culturali, creative e artistiche contemporanee, innovative e sperimentali, quali parte integrante del sistema culturale e creativo, costituendo, tra l'altro, infrastrutture essenziali per l'elaborazione, lo sviluppo e la progettazione creativa, culturale e artistica e per la diffusione, la fruizione, l'accesso e il consumo delle produzioni. L'articolo 2 individua e riconosce, al comma 1, i luoghi e gli spazi qualificabili come live club in base allo svolgimento di specifiche attività che sono ordinate e coerenti con gli obiettivi pubblici e di interesse collettivo ai quali è improntata la legge. Al comma 2 si specifica che l'accesso alla qualifica di live club è riservato ai soggetti di diritto privato, compresi le imprese individuali e gli organismi cooperativi, che sono proprietari, possessori, detentori, gestori, concessionari o affidatari, in forza della titolarità del relativo titolo giuridico, di spazi e di luoghi dedicati alle attività definite dal comma 1. L'articolo 3 istituisce l'elenco nazionale dei live club presso il Ministero della cultura - Direzione generale spettacolo. L'iscrizione nell'elenco è volontaria e da essa discendono il riconoscimento della qualifica di live club e l'accesso da parte dei soggetti iscritti nell'elenco ai benefìci stabiliti dalla legge, cioè a misure di sostegno pubblico a carattere indiretto e automatico e a carattere diretto nei termini di quanto stabilito dalla medesima legge. Conseguentemente il medesimo articolo detta i criteri e le modalità per l'iscrizione nell'elenco su domanda dei soggetti interessati (comma 1, lettere da a) a d) , e comma 2). I criteri stabiliti per il riconoscimento della qualifica di live club rispondono alla necessità di assicurare: