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Le attività e le passività connesse ai sistemi di PSEA sono evidenziate in modo autonomo nella contabilità dei soggetti interessati, secondo i criteri stabiliti dal decreto di cui al comma 2. 4. I fornitori rendicontano l'attuazione delle misure adottate, per quanto di loro competenza, alle regioni, ai soggetti gestori delle aree protette, nonché alle Autorità di bacino distrettuale, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 15. Art. 13. (Sistemi di PSEA e pianificazione) 1. I sistemi di PSEA e le azioni in essi previste o conseguenti sono definiti in modo da rispettare i contenuti degli strumenti di pianificazione adottati ai sensi della normativa vigente. 2. In considerazione del carattere innovativo dell'approccio di valutazione del CN e delle sue funzioni, la redazione e l'aggiornamento degli strumenti di pianificazione previsti dalla normativa vigente tiene conto dei SEA esistenti nel territorio di riferimento nonché dei sistemi di PSEA attivati in relazione ai medesimi. Capo IV DISPOSIZIONI PARTICOLARI SUI SEA Art. 14. (Disposizioni particolari sui SEA di regolazione in materia di salvaguardia della biodiversità) 1. La presente legge promuove la partecipazione dei soggetti gestori delle aree protette nella definizione dei meccanismi volontari di negoziazione per la definizione di sistemi di PSEA, anche in collaborazione con le regioni con riguardo alla Rete Natura 2000. 2. All'interno delle aree protette gli interventi di salvaguardia ambientale realizzati nell'ambito dei sistemi di PSEA tengono conto delle previsioni normative definite dai rispettivi strumenti di regolamentazione e pianificazione, comprese le misure di conservazione previste ai sensi delle direttive 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, e 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992. 3. Nell'ambito degli interventi di pulizia e di manutenzione dell'alveo dei fiumi e dei torrenti i sistemi di PSEA prevedono anche interventi di salvaguardia e di ripristino della biodiversità, nonché, al fine di assicurare la capacità di autodepurazione dei corsi d'acqua, interventi di valorizzazione delle aree di esondazione, di riduzione della velocità di corrivazione, di riqualificazione e di ampliamento delle aree ripariali e di realizzazione di infrastrutture verdi. Art. 15. (Disposizioni particolari sui SEA in materia di risorse idriche) 1. Nei piani di gestione di cui alle direttive 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, e 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, i SEA relativi e conseguenti all'utilizzo delle risorse idriche sono valorizzati attraverso la definizione delle misure necessarie a garantire le funzioni e i processi svolti dagli ecosistemi e a conseguire gli obiettivi di qualità ambientale ai sensi delle medesime direttive. L'Autorità di bacino distrettuale individua tra le misure del piano di gestione delle acque quelle riconducibili ai SEA e soggette a sistemi di PSEA. 2. Le misure del piano di gestione delle acque, comprese quelle finalizzate al conseguimento della migliore destinazione d'uso della risorsa idrica, quelle per la regimazione delle acque nei bacini montani e gli interventi di pulizia e manutenzione dell'alveo dei fiumi e dei torrenti costituiscono costi ambientali e costi della risorsa ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 febbraio 2015, n. 39. 3. I SEA riconducibili al servizio idrico integrato sono remunerati attraverso il riconoscimento dei relativi costi in tariffa, quale componente dei costi ambientali e della risorsa. La quota di tariffa corrisposta alle comunità montane e ai consorzi di bonifica o ad altro soggetto pubblico o privato ai sensi di quanto disposto dall'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), per il tramite del gestore del servizio idrico integrato, costituisce il pagamento dei SEA forniti dagli stessi. Ai fini della verifica di congruità della quota riconosciuta in tariffa e del relativo trasferimento, la rendicontazione da parte dei fornitori del SEA è effettuata anche a beneficio dell'ARERA e dell'Autorità di bacino distrettuale territorialmente competente. Per il trasferimento delle somme quale pagamento dei SEA è necessaria l'approvazione, per la parte di rispettiva competenza, della rendicontazione da parte dell'ARERA e della citata Autorità di bacino. 4. Nel caso sia previsto un sovracanone, compreso quelli di cui all'articolo 1 della legge 27 dicembre 1953, n. 959, il 50 per cento dell'importo del sovracanone medesimo è impiegato dai beneficiari esclusivamente ai fini dell'attuazione dell'articolo 72 della legge 28 dicembre 2015, n. 221. 5. Nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica è istituito un fondo per l'attuazione delle misure del piano di gestione delle acque. Il fondo è alimentato da: a) una quota pari al 50 per cento dei canoni di concessione per la derivazione di acqua previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici, di cui al regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775; b) una quota pari al 30 per cento dei canoni per le autorizzazioni e le licenze idrauliche previste dal testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie, di cui al regio decreto 25 luglio 1904, n. 523; c) una quota pari al 20 per cento dei canoni di concessione, autorizzazione e licenza sul demanio di bonifica previsti dal regolamento di cui al regio decreto 8 maggio 1904, n. 368; d) una quota pari al 20 per cento dei canoni di concessione per occupazione delle aree del demanio idrico; e) una quota parte dei canoni di concessione per l'utenza di acqua pubblica di cui all'articolo 154, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, determinata dal decreto di cui al comma 6 del presente articolo. 6. Al fondo di cui al comma 5 accedono i comuni, le loro unioni, le aree protette, nonché le organizzazioni di gestione collettiva dei beni comuni, comunque denominate, secondo criteri e modalità stabiliti con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, comunque prevedendo che ai citati soggetti siano trasferite le risorse finanziarie per l'attuazione di misure volte al mantenimento, miglioramento o ripristino dei SEA, stabilite di concerto con l'Autorità di bacino distrettuale territorialmente competente, al fine della coerenza con i pertinenti piani di gestione delle risorse idriche. 7. Con il decreto di cui al comma 6 sono stabilite, altresì, la quota parte del canone da destinare al fondo vincolato per l'attuazione delle misure del piano di gestione delle acque di cui al comma 5, lettera e) , e la quota parte di contributo a valere sul canone di derivazione a copertura dei costi di funzionamento delle Autorità di bacino distrettuali per le attività di monitoraggio e controllo.