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allo stesso tempo, sempre nella relazione, il Governo ha dichiarato che, limitatamente alle "opere di accesso all'evento olimpico", si procederà diversamente, ovvero nominando un commissario straordinario ai sensi dell'articolo 3 del decreto-legge n. 16 del 2020, il quale però non prevede il preliminare passaggio alle Camere per il loro parere, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda presentare al Senato una più approfondita illustrazione delle valutazioni che hanno condotto l'Esecutivo ad escludere le infrastrutture olimpiche di competenza della società Infrastrutture Milano-Cortina tra quelle che necessitano della nomina di un commissario straordinario di cui al decreto sblocca cantieri; entro quali tempi verrà nominato il commissario ai sensi dell'articolo 3 del decreto-legge n. 16 del 2020, così come indicato dal Governo nella sua relazione illustrativa al secondo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell'articolo 4 del decreto-legge sblocca cantieri, e se tra gli ambiti di competenza del medesimo commissario possano essere incluse infrastrutture che non siano solo quelle di accesso ai giochi olimpici, così come attualmente previsto dall'Esecutivo. Atto n. 3-02687 BINETTI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il disegno di legge Zan, pur tra fortissime polemiche, è stato approvato il 4 novembre 2020 a larga maggioranza dalla Camera dei deputati ed è stato incardinato in 2ª Commissione permanente (Giustizia) del Senato in data 6 maggio 2021; il presidente della Commissione, senatore Ostellari, su sollecitazione dei diversi Gruppi parlamentari, ha promosso una serie di audizioni con esperti segnalati dagli stessi senatori da cui emergono con grande chiarezza forti perplessità in merito alla norma, soprattutto per l'ambiguità di alcune definizioni (articolo 1) e in particolare per l'articolo 4 da cui emerge un'aperta contraddizione rispetto all'articolo 21 della Costituzione; ciò nonostante, di giorno in giorno aumenta il pressing per portare in Aula il disegno di legge senza modifiche e se fosse necessario anche senza relatore; analogamente si moltiplicano gli eventi all'esterno per lo più a sostegno, in genere supportati da una grossa eco mediatica, mentre stentano a trovare visibilità sui mass media quegli eventi che sollevano critiche e perplessità in merito; tali critiche provengono per lo più da persone che appartengono al mondo cattolico, ma annoverano anche voci autorevoli del mondo laico, a cominciare da quelle di alcune femministe storiche; il tema della legge, la sua formulazione, le reazioni che suscita, tutto appare fortemente divisivo; in questo contesto si apprende il 22 giugno dalla stampa che il cardinal Gallagher, della Segreteria di Stato del Vaticano, avrebbe consegnato in data 17 giugno una lettera ufficiale all'ambasciatore italiano presso la Santa Sede, Sebastiani, esprimendo forti perplessità in merito al disegno di legge Zan, che proprio all'articolo 4 conterrebbe elementi di contraddizione con il Concordato che regola i rapporti tra i due Stati, Italia e Vaticano, in merito alla libertà di pensiero e di espressione, e al diritto dei cattolici a fare scelte coerenti con le loro convinzioni; "Alcuni contenuti attuali della proposta legislativa in esame presso il Senato, recita il testo, riducono la libertà garantita alla Chiesa Cattolica dall'articolo 2, commi 1 e 3, dell'Accordo di revisione del Concordato". Un passaggio delicatissimo. Questi commi sono proprio quelli che, nella modificazione dell'accordo tra Italia e Santa Sede del 1984, da un lato assicurano alla chiesa "libertà di organizzazione, di pubblico esercizio di culto, di esercizio del magistero e del ministero episcopale" (comma 1); e, dall'altro garantiscono "ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" (comma 2). E sono i veri nodi della questione; di tutto questo il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale non ha fatto parola, pur essendo certamente consapevole di come questa legge sia divisiva e di quanto forti siano le pressioni a portarla in Aula per un'approvazione definitiva senza modificarla; è come se avesse deciso di ignorarla o comunque di sottrarla al dibattito pubblico che in questi giorni si fa ogni volta più acceso; il Ministro non ignora certo che la legge va ben oltre la semplice richiesta di porre un freno alla violenza che in alcune occasioni viene esercitata nei confronti delle persone omo e transessuali, accentuando le pene relative, in coerenza con la legge Mancino, cosa di cui si è convinti e per la quale è stato presentato anche un altro disegno di legge a prima firma Ronzulli; nel rispetto assoluto delle persone, di tutte le persone anche quelle appartenenti alla comunità LGBTQ+, sembra che la legge Zan ponga rischi concreti per quei cattolici che volessero continuare ad esprimere liberamente e correttamente un dissenso informato rispetto ai contenuti della legge stessa, vincolando peraltro tutte le scuole di ogni ordine e grado a dedicare la giornata del 17 maggio a spingersi ben oltre il naturale rispetto per la diversità di tutti e di ognuno, per considerare come pregiudizi ogni singola forma di pensiero non allineato alla legge stessa; sorprende quindi che il Ministro in indirizzo non abbia detto nulla, pur consapevole dell'assoluta peculiarità di questa legge e dell'autorevolezza della fonte vaticana che comunque aveva scelto le vie ufficiali da Segreteria di Stato ad Ambasciata presso la Santa Sede e si è appellato al Concordato, si chiede di sapere per quale ragione il Ministro in indirizzo non abbia dato adeguata informazione della sollecitazione ricevuta dal Vaticano in questo momento così delicato del dibattito sul disegno di legge. Atto n. 3-02689 TURCO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: 130 dipendenti della società Infrataras, partecipata al 100 per cento dal Comune di Taranto, rischiano il posto di lavoro; la società Infrataras è una società del Comune di Taranto che si occupa di lavori e manutenzioni. Il contratto di lavoro a tempo determinato per 130 dipendenti è già scaduto a febbraio 2021. I 130 lavoratori, già in forza a Taranto Isola Verde, società della Provincia di Taranto messa in liquidazione tempo fa, hanno lavorato per due anni in un progetto di "bonifica leggera" (chiamato "Verde Amico") che ha riguardato alcune aree della città di Taranto. Sono stati impiegati per un tempo complessivo di 24 mesi, alle dipendenze di Infrataras, grazie a fondi (5,5 milioni di euro) messi a disposizione dall'ex commissaria di governo alla bonifica, Vera Corbelli; dall'esame del carteggio intercorso tra l'attuale commissario straordinario pro tempore e l'ex Ministero dell'ambiente risulta che "tale intervento non sia stato ritenuto coerente con le finalità di bonifica assegnate al Commissario Straordinario" (Nota Prefettura di Taranto - Area Gabinetto - prot.