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Tuttavia, signor Presidente, signor Ministro, la situazione resta ad ogni modo drammatica per via del fondo di dotazione che registra un ammanco da un miliardo ed è stato certificato che si tratta di oneri non pagati dall'amministrazione, di passività. È d'uopo ricordare che il conto economico delle pubbliche amministrazioni, il cui saldo è quello valido ai fini europei, ricomprende tutte le amministrazioni pubbliche (Stato, Regioni, enti territoriali, previdenziali e così via). Il debito delle Regioni entra a far parte del debito pubblico complessivo. Se a fronte di questi debiti si dovesse ricorrere a strumenti finanziari con oneri a carico dello Stato - se si dovesse - come spesso succede in queste situazioni, ci troveremmo a risponderne direttamente. Oltre a ciò, abbiamo anche una serie di cose della sanità laziale che ci lasciano molto perplessi e che ci preoccupano per i possibili risvolti finanziari, soprattutto sul corretto svolgimento del servizio sanitario regionale. Mi riferisco al gran numero di strutture ospedaliere chiuse, al crescere in modo dilagante delle strutture sanitarie private, alla vendita smisurata di immobili sanitari pubblici, alla continua e inarrestabile crescita delle liste d'attesa (la Regione Lazio si colloca agli ultimi posti della graduatoria nazionale), per non parlare della scarsità delle misure di prevenzione realmente attuate, del caos nei pronto soccorso, del continuo ricorso allo strumento delle esternalizzazioni (tra i servizi più importanti, penso, ad esempio, al servizio CUP), dell'assenza totale dei controlli, delle nomine politiche in cui un partito, in particolare, ha fatto scuola. Detto questo, signor Ministro, pensiamo bene che in proposito occorra una sana e prudente riflessione prima di attuare scelte così determinanti per la salute e le tasche dei cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Il senatore Giacobbe ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01068 sul fondo per il piano Africa, per tre minuti. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, come riportato da diversi organi di stampa, è stato assegnato ad Alessandro Amadori, consulente del vice presidente del Consiglio, Matteo Salvini, l'incarico di curare un dossier sul piano Africa, al quale sono stati destinati 500 milioni. In un'intervista è stato chiarito che non si tratterebbe di un piano Africa, quanto piuttosto di un fondo sovrano italiano per l'Africa. La legge n. 125 del 2014 attribuisce la responsabilità politica della cooperazione allo sviluppo al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ed all'articolo 15 istituisce un Comitato interministeriale, presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri e composto dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dal Vice Ministro della cooperazione allo sviluppo e da diversi ministri, con il compito di assicurare la programmazione ed il coordinamento di tutte le attività di cooperazione pubblica e la coerenza delle politiche nazionali con i fini della cooperazione allo sviluppo. Il fondo sovrano, così come delineato da Alessandro Amadori, appare di difficile configurazione. Se si intende quale strumento generalista, per investire strutturalmente i soldi dei cittadini in progetti di sviluppo, lo strumento utilizzabile ai sensi della legge n. 125 del 2014 è l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) con la Cassa depositi e prestiti nel ruolo di banca italiana per lo sviluppo. Si verrebbe quindi a creare un doppione o un ulteriore attore, fuori dallo schema istituzionale di disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo. Una sorta di cooperazione del Ministero dell'interno, dunque, operante senza alcun passaggio presso il Comitato interministeriale previsto dalla legge n. 125 del 2014. È per questo motivo, Ministro, che le chiediamo quali siano le sue valutazioni sui fatti esposti, se lei non ritenga che la creazione del fondo sovrano per l'Africa sia in aperto contrasto con le sue responsabilità politiche in materia di cooperazione allo sviluppo e quali iniziative necessarie e urgenti intenda intraprendere al fine di garantire il rispetto delle competenze ministeriali in una materia di così rilevante interesse, anche alla luce del ruolo dell'Italia nei processi di pacificazione e sviluppo in Libia, nel Corno d'Africa e in generale nell'area dei Paesi dell'Africa occidentale. PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, professor Moavero Milanesi, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. MOAVERO MILANESI, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, come ricordato dal sentore interrogante, la materia di cui stiamo parlando - cooperazione e sviluppo - è definita dalla legge n. 125 del 2014 che attribuisce al Ministero degli esteri e - non a caso - della cooperazione internazionale il compito di tirare le fila e di assicurare l'unitarietà e la coerenza nell'ambito delle deliberazioni assunte dall'apposito Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo che veniva ricordato. A riguardo, ho conferito ampia delega al vice ministro Emanuela Del Re che opera coadiuvata dalla Direzione generale per la cooperazione e lo sviluppo del Ministero degli esteri e della cooperazione internazionale e dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Nell'ambito delle attività di queste diverse entità e nell'ambito della struttura della filiera politica indicata, le strutture operano in proficua e costante cooperazione con altre amministrazioni. Eventuali proposte sono valutate, se del caso, al fine di verificarne la coerenza con la strategia disegnata - quindi c'è una supervisione costante di coerenza da parte del Ministero degli affari esteri e, quando appropriate, vengono indirizzate nell'ambito del Comitato interministeriale. Dunque, in questo contesto, qualsiasi iniziativa, e in particolare le eventuali iniziative del professor Amadori al quale si riferisce il senatore interrogante, possono essere esaminate e formare oggetto di riflessione e, se del caso, sottoposte al Comitato interministeriale nell'ambito del quale verranno valutate nel merito e si daranno indicazioni per dare eventuali seguiti. Nulla di diverso da questa ordinaria filiera di normale amministrazione e interlocuzione fra amministrazioni dello Stato. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Alfieri, per due minuti. ALFIERI (PD) . Signor Ministro, nulla di personale, ma, di fatto, ella non ci ha risposto e ha riproposto la nostra interrogazione. (Applausi dal Gruppo PD) . Io capisco che il ministro Salvini sia inafferrabile. Ieri, abbiamo provato a fargli dire in qualche modo cosa facesse Savoini a Mosca con lui. Lo stesso presidente Conte ha detto di non aver avuto risposta. Quindi, immagino che anche per lei sia difficile capire come mai quei 500 milioni di euro vengano decisi all'infuori della programmazione di cui lei ricordava essere il titolare, in quanto responsabile delle politiche di cooperazione allo sviluppo (Applausi dal Gruppo PD) . Così, però, non si può andare avanti, perché la cooperazione allo sviluppo è uno degli strumenti principali della politica estera: