[massime]

SENT. 431 F. REGIONE MARCHE – SERVIZIO CIVILE REGIONALE – PROGRAMMAZIONE ATTRAVERSO LA PREDISPOSIZIONE DI LINEE GUIDA - RICORSO DEL GOVERNO – DENUNCIATA INVASIONE DELLA SFERA DI COMPETENZA STATALE - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale – sollevata per violazione degli artt. 117, secondo comma, lettera d), e 120 della Costituzione – degli artt. 2, comma 1, lettera a), 4, commi 1 e 2, lettera i), e 10, comma 1, lettera f), della legge della Regione Marche 23 febbraio 2005, n. 15, che complessivamente attribuiscono alla Regione le funzioni di programmazione del sistema regionale del servizio civile attraverso la predisposizione di apposite linee guida, comprensive dei criteri con i quali la Regione approva i progetti da comunicare all’Ufficio nazionale ai sensi dell’art. 6, comma 5, del decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77. Tali poteri, infatti, riguardano innanzitutto il servizio civile regionale, nel cui ambito la Regione ha piena competenza. Peraltro, la norma si riferisce legittimamente anche al servizio civile nazionale: sul punto, il decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77 ha delineato un sistema nel quale allo Stato sono riservate la programmazione e l’attuazione dei progetti a rilevanza nazionale e alle Regioni e Province autonome è demandato il compito di occuparsi della realizzazione dei progetti di servizio civile nazionale di rilevanza regionale o provinciale, nel rispetto delle linee di programmazione, indirizzo e coordinamento tracciate a livello centrale. Le norme impugnate, là dove disciplinano, ai fini dell’approvazione dei progetti, la programmazione, le linee guida e i criteri, si prestano ad una lettura suscettibile di comprendere tali attività in una prospettiva rispettosa della programmazione statale e, al contempo, capace di cogliere i bisogni delle diverse aree. - V., citata, sentenza n. 228/2004.