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negli anni, sono stati definiti programmi di intervento redatti all'interno di documenti ufficiali come, ad esempio, il piano di emergenza, la dichiarazione ambientale (EMAS) o il sistema di gestione ambientale ISO 14001, ma sembrerebbe che tutto sia rimasto sostanzialmente solo sulla carta; un incendio avvenuto nei pressi dello stabilimento il 7 maggio 2019, che ha interessato una rimessa di camper , la cui nube di fumo è stata inizialmente imputata dalla popolazione ad un incidente avvenuto all'interno dello stabilimento industriale, ha dato luogo a fenomeni di caos nella città e comportamenti di massa diametralmente opposti a quelli necessari, tali da evidenziare una sostanziale inadeguatezza dei livelli di consapevolezza della popolazione al rischio; considerato infine che: recentemente è stato approvato il nuovo piano regolatore generale del Comune che prevede l'estensione dell'area dello stabilimento per più di un terzo di quella attuale e sembra che questo non sia stato oggetto di valutazione e autorizzazione da parte del comitato tecnico regionale (CTR) ai sensi dell'art. 18 (allegato D) del decreto legislativo n. 105 del 2015; in precedenza era stata valutata come strada percorribile quella della delocalizzazione della fabbrica, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano conoscenza dei fatti esposti; se e quali iniziative di competenza intendano assumere per ristabilire il giusto livello di informazione della popolazione nella zona interessata da incidente rilevante; se, nell'ambito delle proprie attribuzioni, intendano adottare iniziative, anche di carattere normativo, volte alla delocalizzazione di siffatte realtà industriali. Atto n. 4-01942 LONARDO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: sono giunte all'interrogante notizie relative alle problematiche che stanno riscontrando i dipendenti dell'azienda M.C.I. Srl, a socio unico, con sede legale a Benevento; nel mese di marzo 2019, l'azienda ha informato verbalmente i dipendenti che, in merito alle mensilità spettanti, non avrebbero percepito il saldo di gennaio, l'acconto e il saldo di febbraio, e 7 giorni di marzo, poiché le somme erano state "congelate" a seguito della richiesta di concordato preventivo presso l'ufficio fallimentare del Tribunale di Benevento, con accettazione in data 13 marzo 2019; nei giorni successivi, sarebbero state selezionate (non è chiaro con quali criteri) 10 persone per l'iscrizione al sindacato CGIL Fiom; il 15 marzo è stato comunicato ai dipendenti, in bacheca aziendale, l'inizio della rotazione dei turni lavorativi, a seguito dell'approvazione da parte della Giunta regionale della Campania della cassa integrazione guadagni straordinaria a 0 ore (ad oggi ancora non presentata al Ministero); nel mese di aprile, l'azienda ha comunicato ai dipendenti l'inizio della cassa integrazione; nella linea produttiva è stata avviata la rotazione, a differenza del settore amministrativo dove questa non è stata attuata, tant'è che alcuni dipendenti non hanno più lavorato dal giorno 4 aprile 2019, non percependo, né stipendio, né retribuzione relativa alla cassa integrazione guadagni straordinaria; più volte i dipendenti hanno tentato di ricevere tutela e spiegazioni presso il sindacato, che mai avrebbe adempiuto ai suoi doveri, anzi più volte avrebbe comunicato al titolare dell'azienda i nominativi di chi fosse andato a chiedere giustamente delucidazioni, mettendo in cattiva luce gli stessi con la proprietà; nel mese di luglio, inoltre, non sarebbero stati riconosciuti ai dipendenti i periodi di malattia, nonostante l'azienda abbia ricevuto certificati telematici prontamente comunicati, giustificandosi che la CIGS (ad oggi ancora non presentata al Ministero) sostituisce l'indennità di malattia e che di conseguenza al pagamento dovrà provvedere l'INPS; agli stessi dipendenti in busta paga non risulterebbero i periodi dei suddetti certificati, bensì sostituiti con giorni in CIGS; l'INPS, a seguito di un colloquio presso gli uffici, ha consigliato loro di denunciare, con urgenza, al sindacato tali illeciti, poiché senza l'approvazione del decreto, l'azienda non può beneficiare delle agevolazioni della CIGS; dal 1° giugno, l'Ispettorato del lavoro, insistentemente, sta richiedendo all'azienda la chiusura del bilancio 2018 necessario alla richiesta del pagamento diretto della CIGS che, in data 9 luglio 2019 è stato consegnato privo di firma e timbri, per di più provvisorio, allungando ulteriormente i tempi per l'approvazione del decreto; sembrerebbe ci sia l'intenzione dell'azienda di voler chiudere lo stabilimento di Benevento nel mese di agosto; ad oggi i dipendenti non sanno immaginare il proprio futuro lavorativo e se riceveranno le mensilità "congelate" e quelle maturate in CIGS, si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di fare chiarezza sulla vicenda esposta in premessa e soprattutto quali provvedimenti intenda adottare affinché vengano corrisposte ai dipendenti le mensilità dovute, garantendo, al contempo, ammortizzatori sociali immediati per i lavoratori. Atto n. 4-01943 LANNUTTI LEONE FENU PELLEGRINI Marco ABATE PRESUTTO GARRUTI ACCOTO GIARRUSSO PUGLIA GIROTTO FERRARA MARINELLO DI MARZIO MININNO DONNO DRAGO ORTIS PESCO MOLLAME CRUCIOLI PIRRO BOTTO EVANGELISTA LOMUTI TRENTACOSTE NATURALE AGOSTINELLI LANZI SILERI ROMAGNOLI MAUTONE VONO CASTIELLO GALLICCHIO DI PIAZZA PARAGONE MAIORINO AUDDINO DI MICCO ANGRISANI MATRISCIANO GUIDOLIN CAMPAGNA GIANNUZZI LICHERI CASTALDI PACIFICO NOCERINO COLTORTI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della giustizia Premesso che: su "il Fatto Quotidiano" del 10 luglio 2019 è apparso un articolo, a firma di Gaia Scacciavillani, dal titolo "Corriere: espulso dall'Ordine, Fubini salda (dopo 14 anni)", in cui si dà notizia che il vicedirettore del "Corriere della Sera", Federico Fubini, ha lavorato con un contratto giornalistico per quasi 14 anni senza però essere iscritto all'ordine dei giornalisti. L'articolo informa che Fubini era stato multato per morosità nel 2005 e di conseguenza cancellato dall'ordine dei giornalisti a novembre 2005; Fubini, teorico del rigoroso rispetto delle regole ferree imposte dall'Unione europea ai Paesi membri, membro del board europeo di "Open Society", la fondazione di George Soros, speculatore sulla lira, che nel 1992 costrinse il Governo pro tempore Amato ad una manovra lacrime e sangue di 100.000 miliardi di vecchie lire a danno degli italiani, con l'incarico di tenere i legami con le istituzioni politiche italiane, produsse un clamoroso outing il 3 maggio 2019, secondo quanto riportato da molti articoli di stampa; "Faccio una confessione, c'è un articolo che non ho voluto scrivere.