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Siccome si è sentito molto parlare di trasporti e sanità, ricordiamo di chi sono le competenze in questi ambiti. Mi sembra che siano delle Regioni, se non ricordo male. (Applausi) . E mi sembra, oltretutto, che molte di queste Regioni siano governate dal centrodestra. Quindi, prima di parlare di quello che viene addebitato al Governo, è meglio guardarsi in casa propria e assumersi le proprie responsabilità. Invece di parlare di tutto ciò che è stato detto, usciamo da questo loop con le parole che il Sommo poeta fa dire a Virgilio: «Non ragioniam di lor, ma guarda e passa». Mi sembra sia il Canto III dell'Inferno, dove si parla di un gruppo di persone che erano nell'anticamera, in quanto neanche degne di stare nell'Inferno. Usiamo una parola che potrebbe essere interessante e si richiama all'illustre personaggio citato dal Presidente del Consiglio, che era un fisico: entropia. Sulla base del secondo principio della termodinamica, l'entropia è una misura del caos. Noi vediamo che il caos aumenta all'interno di un sistema isolato quando aumenta la temperatura. Quindi, una prima cosa che dobbiamo fare per diminuire il livello di caos è raffreddare il sistema. (Applausi) . Questo significa agire e ragionare con lucidità e freddezza, perché la politica deve assumersi la responsabilità utilizzando il raziocinio, che non è naturalmente disgiunto dal cuore. L'entropia l'abbiamo vista anche in quest'Aula, in cui mi sembra che ci sia stato un certo caos vagante. Come è stato detto, il vero nemico che stiamo affrontando è il Covid, che ha un trend non lineare ma esponenziale. E qui dobbiamo stare molto attenti a quello che facciamo perché quando ci troviamo di fronte alla necessità di compenetrare la salute delle persone con la loro libertà dobbiamo ricordarci di una cosa. Ancora una volta mi tocca citare il presidente Pertini, quando diceva che non c'è libertà senza giustizia sociale. Siccome ci troviamo nella condizione che per salvaguardare la salute delle persone abbiamo dovuto fare una restrizione del livello di libertà, dobbiamo parimenti aumentare il livello di giustizia sociale e in fin dei conti è quello che è stato fatto con il decreto-legge pubblicato oggi, in cui si affronta il tema e si cerca di riportare un livello di giustizia sociale accettabile per la vita delle persone. (Applausi). Ovviamente questo non ha fatto altro che accentuare un sistema che già c'era. Come tutti sappiamo, il sistema neoliberista ha esasperato le disuguaglianze. Abbiamo visto cosa è successo nei Paesi di lingua anglosassone, Stati Uniti per primi. Quindi ci troviamo in una condizione che è preesistente, con un aumento delle disuguaglianze e noi dobbiamo intervenire proprio per combattere questo enorme livello di disuguaglianza e fare in modo che ci sia un riequilibrio tra chi tanto ha e chi poco ha. Quindi dobbiamo ancora una volta pensare che dobbiamo far pagare le tasse a chi tanto ha, anche se magari sono società estere o anche se sono società che hanno acquisito molta più ricchezza in questo periodo, e cercare quindi di riequilibrare per dare al popolo quello di cui ha bisogno. La senatrice Bernini diceva che non bisogna morire di fame; chi può essere in disaccordo? Però, per non morire di fame, dobbiamo capire di cosa stiamo parlando. Come ci ha ricordato il Presidente del Consiglio, nel cosiddetto decreto ristori abbiamo previsto contributi a fondo perduto, proroga della cassa integrazione, esonero dal versamento dei contributi previdenziali, credito d'imposta sugli affitti, cancellazione della seconda rata IMU, misure per i lavoratori dello spettacolo e del turismo, fondi di sostegno per alcuni settori più colpiti, proroga del reddito di emergenza e così via. Ci troviamo però anche nelle condizioni di vedere cosa succede in Francia e in Germania. In Francia il presidente Macron ha annunciato che da domani passeranno al lockdown ; una cosa però non la faranno: non chiuderanno le scuole. Come ci ha detto il presidente Conte, l'istruzione è un valore irrinunciabile e quindi noi dobbiamo mettere al centro il valore dell'istruzione, capire che non possiamo agire nella chiusura delle scuole e quindi intervenire nei confronti di alcuni pezzi dell'apparato statale che pensano che chiudere le scuole sia una soluzione quando non lo è, perché dobbiamo salvaguardare l'integrità psichica - principalmente - ed empatica dei bambini. Mi sembra quindi che non sia corretto chiudere le scuole elementari. Alla fine il discorso è molto semplice; possiamo fare tutte le cose che vogliamo, anche con l'opposizione se questa è disposta a discutere, ma non possiamo accettare che si metta in discussione l'operato e la figura del Presidente del Consiglio che si è trovato a gestire una situazione incredibile, per posizionamenti che non vanno da nessuna parte. (Applausi). Il senatore Salvini ha detto che non vuole avere mezza poltrona; forse ne vuole avere una intera. (Applausi). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa del Presidente del Consiglio dei ministri, che ringrazio per la disponibilità. Sospendo i lavori. (La seduta, sospesa alle ore 14,53, è ripresa alle ore 15,02) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. Il senatore De Carlo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02030 sui pregiudizi al settore agroalimentare causati dalle recenti misure governative, per tre minuti. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, noi sappiamo che lei non è una fata e non può avere la bacchetta magica per risolvere con un solo tocco tutti i problemi dell'agricoltura che sono ovviamente antecedenti alla crisi del Covid. Possiamo dire, però, che è stata un po' timida nell'affrontare le tante questioni aperte. Per quanto riguarda il nutri-score, ad esempio, se non fosse stato il Gruppo Fratelli d'Italia a sollevare in Aula il problema, dopo averlo fatto con le etichette a semaforo o con la questione relativa ai pesticidi, il tentativo dei Paesi del Nord e delle grandi multinazionali di discriminare i nostri prodotti nazionali come il grano e il prosciutto sarebbe passato quasi sotto traccia. Quello a cui stiamo assistendo, infatti, signor Ministro, è un vero e proprio attacco alle nostre produzioni, la cui riconosciuta alta qualità costituisce per i nostri competitor sul mercato proprio il motivo per tenerle sotto attacco. La nostra agricoltura è sotto attacco anche da parte di un certo ambientalismo, quando proprio l'agricoltura italiana è invece la più verde d'Europa. Sicuramente migliorabile ma non demonizzabile. Possiamo dirle che non ha certo affrontato e risolto il problema dei prezzi dei prodotti agricoli che troviamo sugli scaffali della grande distribuzione a prezzi addirittura inferiori ai costi di produzione.