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nel mese di luglio 2017 Roma capitale ha avviato i lavori di uno specifico appalto concernente attività di monitoraggio, manutenzione ed eventuale abbattimento delle alberature presenti sul suolo pubblico nel territorio di propria competenza, stimate in circa 350.000 esemplari; il patrimonio arboreo di Roma capitale riveste grande rilevanza di carattere naturalistico, storico e paesaggistico, in relazione all'età ed alla dimensione degli alberi, alla stretta connessione con emergenze di carattere storico ed archeologico, all'integrazione delle alberature con visuali e contesti di rilievo paesaggistico, sottoposti a tutela, anche con specifici provvedimenti di vincolo; ad un anno di distanza dall'avvio del monitoraggio l'assessore per la sostenibilità ambientale di Roma capitale, Pinuccia Montanari, ha dichiarato che sono state controllate circa 50.000 alberature ed effettuati 2.000 abbattimenti, fra i quali si sono verificati numerosi interventi in aree centrali e di rilievo storico della città, come i quartieri Prati, Delle Vittorie, Esquilino, Appio Latino, Monte Sacro, Garbatella, San Paolo, Pigneto ed ulteriori interventi di abbattimento sono programmati o già in corso; l'amministrazione capitolina non ha provveduto ad alcuna sostituzione degli esemplari arborei abbattuti, determinandosi nei quartieri interessati modificazioni sostanziali della configurazione ambientale, dell'arredo stradale, della qualità e delle condizioni di ombreggiatura degli insediamenti abitativi, con reiterate proteste degli abitanti, e non è stata indicata, ad oggi, una programmazione delle eventuali piantumazioni sostitutive; l'amministrazione capitolina non ha provveduto ad alcuna pubblicazione delle informazioni concernenti le condizioni fitosanitarie degli alberi abbattuti e non è noto se le risultanze del monitoraggio siano corredate da dati strumentali sulla stabilità delle piante; considerato che: la sistematica "demolizione", senza sostituzione, di alberature di alto fusto presenti nelle zone del centro storico della capitale, o nelle aree del territorio di Roma comunque soggette a vincoli di carattere storico o paesaggistico emessi ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (codice dei beni culturali e del paesaggio), può alterare in modo sostanziale la configurazione dei luoghi e le visuali di tali zone, ed è pertanto necessario il parere preventivo della Soprintendenza preposta; analogamente l'abbattimento senza sostituzione che intervenga nella viabilità di quartieri delle aree centrali della capitale, anche non soggette a vincoli emessi con decreto ministeriale, modifica sostanzialmente la configurazione, l'arredo stradale e la qualità urbanistica di beni pubblici che possono rientrare nel regime di tutela di cui agli artt. 10 e 12 del citato decreto legislativo n. 42 del 2004; l'art. 1 della legge 29 gennaio 1992, n. 113, come modificato dall'art. 2 della legge 14 gennaio 2013, n. 10, prevede l'obbligo per tutti i Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti di mettere a dimora un albero per ogni nuovo nato residente, obbligo soggetto al monitoraggio del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ai sensi dell'art. 3 della legge n. 10 del 2013; l'art. 3- bis della legge n. 113 prevede che i sindaci rendano noto il "bilancio arboreo" del Comune, indicando il rapporto fra il numero degli alberi piantati e quelli deceduti o abbattuti nelle aree di proprietà pubblica; gli interventi di abbattimento di alberature già effettuati o in programma su Roma potrebbero aver già interessato o interessare in futuro esemplari definiti "monumentali" ai sensi dell'art. 7 della legge n. 10, o appartenenti a specie protette, si chiede di sapere: se i competenti organi del Ministero dei beni e delle attività culturali e la Soprintendenza speciale di Roma siano stati consultati o coinvolti nei procedimenti avviati da Roma capitale per il monitoraggio e l'abbattimento di alberature di alto fusto, con particolare riferimento ad aree sottoposte a vincoli di protezione o concernenti beni pubblici rientranti nel regime di tutela di cui agli artt. 10 e 12 del decreto legislativo n. 42 del 2004; se i competenti organi del Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare stiano provvedendo a monitorare l'obbligo dei Comuni di porre a dimora un albero per ogni nuovo nato di cui all'art. 1 della legge n. 113 del 1992, e se in particolare il suddetto obbligo sia attualmente rispettato da Roma capitale; se i Ministri in indirizzo non ritengano comunque necessario ed urgente accertare se gli abbattimenti di alberature di alto fusto sistematicamente in corso a Roma per iniziativa del Dipartimento di tutela ambientale di Roma capitale siano preceduti da idonei accertamenti fitosanitari e strumentali sulla salute e sulla stabilità delle piante o se abbiano interessato piante classificate monumentali o appartenenti a specie protette. Atto n. 4-00436 MARTELLI BUCCARELLA CUCCA Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: l'Assessorato per i beni locali della Regione Sardegna, Direzione generale enti locali e finanze, Servizio demanio, il 18 luglio 2017, con determinazione n. 1809, ha rilasciato all'associazione ricreativa dilettantistica, con sede in Riola, una concessione demaniale marittima per 7.200 metri quadrati nelle acque di Su Pallosu (comune di San Vero Milis in provincia di Oristano), entro i 100 metri dal litorale, per la realizzazione di un campo boe, atto ad ospitare 32 posti barche; l'ufficio SUAPE dello stesso Comune ha emanato il provvedimento n. 14 del 6 giugno 2018 per la realizzazione; sulla stessa specifica area insistono i seguenti vincoli: vincolo ex legge n. 1497 del 1939 (decreto ministeriale 13 agosto 1966), compreso anche tra i beni paesaggistici del PPR (piano paesaggistico regionale), ai sensi dell'art. 136 del decreto legislativo n. 42 del 2004; aree a pericolosità da frana elevata Hg2 perimetrate dal piano stralcio di assetto idrogeologico (PAI); beni paesaggistici ai sensi dell'art. 142 del decreto legislativo n. 42 del 2004 (fascia dei 300 metri dalla linea di battigia); beni paesaggistici di categoria individuati dal PPR ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo n. 42 del 2004 (falesie e fascia costiera, abitato, tomba, ruderi); vincolo archeologico identificato come zona H secondo il piano urbanistico comunale di San Vero Milis ; PUC, piano urbanistico comunale (approvato con delibera del Consiglio comunale n. 12 del 12 marzo 2015); PUL, piano utilizzo dei litorali (approvato con delibera del Consiglio comunale n. 13 del 24 giugno 2014); direttive PUL (allegato alla delibera della Giunta della Regione Sardegna n. 10/5 del febbraio 2017);