[sommcomm]

Il PRESIDENTE prospetta l'espressione di un parere contrario, per i profili finanziari, sulla proposta 2.9, rimettendo alle Commissioni di merito la possibilità di predisporre una riformulazione volta a superare le criticità di carattere finanziario. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il relatore PRESUTTO ( M5S ) alla luce delle indicazioni emerse dal dibattito e sulla base dei chiarimenti forniti dal Governo, esprime il seguente parere: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti precedentemente accantonati riferiti all'articolo 1, nonché gli emendamenti riferiti all'articolo 2 del disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulla proposta 2.9. Il parere è non ostativo sugli emendamenti 1.19, 1.20, 1.21, 1.78, 1.79, 1.86, 1.87, 1.88 e 1.93, precedentemente accantonati. Il parere è altresì non ostativo sui restanti emendamenti riferiti all'articolo 2. La valutazione rimane sospesa sui restanti emendamenti all'articolo 1 accantonati nella seduta di ieri. ". La proposta di parere, messa ai voti, risulta approvata. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE A.S. 2308 - Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2020 DDL 2308 Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2020 A.S. 2309 - Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2021 DDL 2309 Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2021 (Esame congiunto e rinvio) Il presidente PESCO propone, in via preliminare, che l'esame dei due disegni di legge in titolo proceda congiuntamente fino al termine della discussione generale. La Commissione conviene. Il relatore FANTETTI ( Misto-IeC ) illustra il disegno di legge n. 2308, recante il rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2020, segnalando, preliminarmente, che esso è il documento contabile attraverso il quale il Governo rende conto al Parlamento dei risultati della gestione del bilancio. Ai sensi degli articoli 35 e 36 della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009), il rendiconto, articolato per missioni e programmi, è costituito da due parti: il conto del bilancio, che espone le risultanze della gestione, cioè l'entità effettiva delle entrate e delle uscite del bilancio dello Stato rispetto alle previsioni approvate dal Parlamento, e il conto generale del patrimonio, che espone le variazioni intervenute nella consistenza delle attività e passività che costituiscono il patrimonio dello Stato. Al rendiconto è allegata, per ciascuna amministrazione, una nota integrativa. Per le entrate, la nota integrativa espone le risultanze della gestione. L'analisi del contenuto del disegno di legge mostra che la gestione di competenza ha fatto conseguire nel 2020 un peggioramento di tutti i saldi sia rispetto all'esercizio 2019 sia rispetto alle previsioni iniziali. In particolare, il saldo netto da finanziare (dato dalla differenza fra le entrate finali e le spese finali) presenta nel 2020 un valore negativo di circa 270,9 miliardi, con un peggioramento di oltre 273,2 miliardi rispetto al saldo registrato nel 2019, anno in cui, in controtendenza rispetto agli anni precedenti, si era invece registrato un accreditamento netto del valore di 2,3 miliardi. Tale peggioramento, frutto di una diminuzione delle entrate finali, pari a circa il 6 per cento, e di un significativo aumento delle spese finali di quasi il 40 per cento, è stato determinato dai provvedimenti straordinari e urgenti adottati nel corso dell'esercizio per far fronte alle conseguenze dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. Tale emergenza ha reso infatti necessario un progressivo aggiornamento dei saldi programmatici attuato nel corso dell'esercizio 2020 tramite successivi scostamenti di bilancio approvati dal Parlamento. Il peggioramento del saldo, se confrontato con le previsioni iniziali che indicavano un valore di -78,6 miliardi, è pari a circa 192,3 miliardi. Anche il risparmio pubblico (saldo delle operazioni correnti, che, se positivo, misura la quota di risorse correnti destinabile al finanziamento delle spese in conto capitale), che si attesta nel 2020 a -105,5 miliardi, denota un peggioramento di 155,4 miliardi rispetto al 2019. Tale situazione si è determinata a causa di un aumento delle spese correnti (+117,4 miliardi), contestuale ad un decremento del complesso delle entrate tributarie ed extra-tributarie (-38 miliardi). Il peggioramento è di oltre 65 miliardi se confrontato con le previsioni iniziali. Infine, il dato del ricorso al mercato finanziario (differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, incluse quelle relative al rimborso di prestiti) si attesta nel 2020 a -506,9 miliardi, evidenziando un peggioramento di 289,3 miliardi rispetto al 2019 e di 193,4 miliardi rispetto alle previsioni iniziali. I limiti massimi fissati per il saldo netto da finanziare e per il ricorso al mercato dalla legge di bilancio per l'anno finanziario 2020 (legge n. 160 del 2019)  che erano stati indicati inizialmente, rispettivamente, in -79.500 milioni di euro per il saldo netto da finanziare e in -314.340 milioni di euro per il ricorso al mercato  sono stati progressivamente aggiornati nel corso dell'esercizio finanziario dai provvedimenti di urgenza adottati per far fronte alle conseguenze dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. Nel complesso, gli scostamenti di bilancio hanno rideterminato i limiti massimi del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato, rispettivamente, a -341.000 e -599.840 milioni di euro in termini di competenza. Tali valori massimi sono stati comunque rispettati dai risultati della gestione finanziaria 2020, i quali denotano, infatti, per entrambi i saldi, un sensibile miglioramento rispetto alle previsioni definitive comprensive degli scostamenti autorizzati dal Parlamento. Il peggioramento del saldo netto da finanziare di cui si è detto sopra discende da una gestione di competenza 2020 che evidenzia un aumento considerevole degli impegni delle spese finali (+236,8 miliardi) e una diminuzione degli accertamenti di entrate finali (-36,4 miliardi) rispetto all'anno precedente. Guardando invece alle entrate complessive (comprensive delle entrate per accensione di prestiti), l'entità degli accertamenti, pari a circa 943 miliardi di euro, è risultata invece in crescita rispetto al 2019 (circa +77,5 miliardi) a causa dell'aumento degli accertamenti delle entrate da accensione prestiti (+113,9 miliardi rispetto al 2019).