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considerato altresì che, se non si interviene in maniera costante presso la tecnostruttura europea, i programmi di revisione della rete TEN-T potrebbero lasciare l'Italia esclusa dalla moltiplicazione dei corridoi del trasporto europeo secondo obiettivi di potenziamento e efficientamento e quindi dai grandi progetti di sviluppo futuri, si chiede di sapere quali provvedimenti siano stati adottati o si intenda adottare presso le competenti sedi europee al fine di sostenere la proposta italiana di prolungamento dei corridoi della rete transeuropea dei trasporti lungo la dorsale adriatica, in particolare, dal porto di Ravenna al porto di Bari, integrando l'attuale configurazione dei corridoi con: a) il prolungamento nord-sud del corridoio scandinavo-mediterraneo al tratto Ancona-Pescara-Bari e del corridoio Baltico-Adriatico all'intero versante adriatico italiano; b) la diramazione del corridoio mediterraneo che realizzi la relazione tra la penisola iberica (Mediterraneo occidentale), la regione Lazio, la regione Abruzzo (mare Adriatico) e le regioni dei Balcani (Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania, Slovenia, Grecia, Serbia fino a raggiungere la Romania). Atto n. 3-00039 BELLANOVA Al Ministro della salute Premesso che: dopo un iter durato oltre 2 anni dalle indicazioni poste dalla legge n. 81 del 2014 (conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 52 del 2014, recante disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari), si è arrivati, finalmente, alla loro chiusura per dare vita ad un nuovo sistema basato sulle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), strutture più piccole, di massimo 20 persone, distribuite sul territorio; all'origine le Rems erano nate come luoghi di cura e reinserimento per accogliere in via residuale coloro per i quali fosse stato accertato in via definitiva lo stato di infermità al momento della commissione del fatto, da cui derivi il giudizio di pericolosità sociale anche se successivamente, con l'approvazione della legge n. 103 del 2017 sulla riforma della giustizia, si è aperta la possibilità di accogliere nelle Rems anche i "detenuti per i quali l'infermità di mente sia sopravvenuta durante l'esecuzione della pena, gli imputati sottoposti a misure di sicurezza provvisorie e tutti coloro per i quali occorra accertare le relative condizioni psichiche, qualora le sezioni degli istituti penitenziari alle quali sono destinati non siano idonee, di fatto a garantire i trattamenti terapeutico-riabilitativi"; attualmente sono due le Rems attive in Puglia, una struttura pubblica a Spinazzola (Asl Bat), con 20 posti letto, e un'altra struttura privata convenzionata a Carovigno (Asl Br), sempre per 20 posti letto; con nota prot. n. 2809 in data 16/01/2017 la unità operativa sanitaria Manutenzione, impianti e immobili della Asl Br ha presentato uno studio di fattibilità per la realizzazione di una Rems provvisoria pubblica, negli ambienti della struttura ospedaliera di San Pietro Vernotico, in alternativa alla Rems pubblica ipotizzata a Carovigno; con delibera del direttore generale della Asl di Brindisi n. 549 del 27 marzo 2017 si approvava il "Progetto di riconversione dell'ospedale di S. Pietro Vernotico mediante riqualificazione in presidio territoriale di assistenza (PTA)", con cui l'ipotesi progettuale redatta dal servizio per l'allocazione della Rems presso la struttura sanitaria di San Pietro Vernotico veniva individuata come quella più idonea per la realizzazione della residenza pubblica definitiva, in alternativa alla soluzione prevista nel comune di Carovigno, in considerazione della mancata collaborazione e dell'inerzia di quell'amministrazione comunale; con delibera n. 1142 del 14 giugno 2018, la Asl ha deliberato di indire ed esperire la procedura di gara aperta, ai sensi dell'art. 60 del decreto legislativo n. 50 del 2016, per l'intervento "Realizzazione di una residenza per Esecuzione delle Misure di Sicurezza (R.E.M.S.) nella Asl di Brindisi presso un'ala del comprensorio sanitario "Ninetto Melli" di S. Pietro V.co", e non più a Carovigno come già previsto nel programma presentato dalla Regione Puglia al Ministero della salute; la Regione Puglia, infatti, aveva presentato un programma approvato con decreto ministeriale 19 dicembre 2013. Successivamente, con l'entrata in vigore della legge n. 81 del 2014, si è avvalsa della facoltà di modificare il programma. Successivamente con decreto ministeriale 4 marzo 2015 è stato approvato il nuovo programma; come è noto, la norma prevedeva il limite temporale del 15 giugno 2014 per la presentazione della modifica del programma. Pertanto la Regione si è avvalsa già della facoltà di modificare il suo programma entro i limiti temporali. A normativa vigente, dunque, il programma non potrà essere modificato se non con una nuova modifica normativa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tale progetto di modifica del programma della Regione Puglia di spostamento della Rems, già attiva a Carovigno, in convenzione, presso l'ospedale "Melli" di San Pietro Vernotico e se tale modifica sia stata autorizzata da una norma; se non ritenga opportuna una valutazione più in generale sul futuro delle Rems, e specificamente sul programma della Regione Puglia. Atto n. 3-00041 PARRINI COLLINA COMINCINI FERRARI GINETTI MAGORNO MALPEZZI MIRABELLI NANNICINI PITTELLA MARCUCCI ZANDA CERNO Al Ministro della giustizia Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00040 ASTORRE ZANDA PARENTE CIRINNA' Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: la normativa riguardante la formazione professionale, servizi e politiche attive per il lavoro è stata oggetto, nel corso degli ultimi anni, in particolare a seguito della legge n. 56 del 2014, di una notevole revisione. Sotto il profilo normativo, è stata disposta la collocazione della formazione professionale, dei servizi e delle politiche per il lavoro tra le funzioni non fondamentali delle Città metropolitane e delle Province; in attesa del trasferimento al livello regionale, sotto il profilo gestionale dei servizi e delle politiche attive per il lavoro, l'accordo quadro in materia di politiche attive del lavoro del 30 luglio 2015, nella parte in cui richiama l'impegno congiunto del Governo e delle Regioni, è teso a garantire, nella fase di transizione verso un diverso assetto di competenze, la continuità di funzionamento dei centri per l'impiego e del personale in essi impiegato, anche a tempo determinato, assicurandone il miglior rapporto funzionale con le Regioni e prevedendo, pertanto, nell'ambito di una cornice di indirizzo unitario, la stipula di convenzioni tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e ciascuna Regione, finalizzate ad individuare linee di collaborazione interistituzionale che valorizzino le buone pratiche esistenti nei contesti regionali;