[pronunce]

Con memoria depositata in data 2 maggio 2012, giusta delibera di Giunta regionale del 23 aprile 2012, n. 250, si è costituita in giudizio la Regione Abruzzo, osservando quanto segue. In ordine alla censura relativa alla violazione dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione per lesione dei principi fondamentali stabiliti dalla legge statale in materia di tutela della salute, la Regione resistente ha rilevato che le strutture di cui all'art. 35 della legge della Regione Abruzzo n. 6 del 2009 erano già state provvisoriamente accreditate con provvedimenti della Giunta regionale fino alla definizione dei criteri e requisiti per l'accreditamento definitivo. La disposizione impugnata, di cui all'art. 1 della legge della Regione Abruzzo n. 3 del 2012, non avrebbe fatto altro che prorogare sino al 31 dicembre 2012 l'accreditamento provvisorio, nel rispetto del termine del 1° gennaio 2013 stabilito per il passaggio all'accreditamento istituzionale, in conformità alle previsioni contenute nel testo vigente dell'art. 1, comma 796, lettera t), della legge n. 296 del 2006. La norma transitoria contenuta nella legge regionale impugnata si limiterebbe, pertanto, a salvaguardare le strutture che assicurano sul territorio regionale prestazioni, rientranti nei LEA, a favore di pazienti autistici, minori in situazione di disagio, vittime di abbandono o di abuso, senza perciò violare i principi fondamentali in materia di tutela della salute ex art. 117, terzo comma, della Costituzione. Con riferimento alla censura relativa alla violazione dell'art. 120, secondo comma, della Costituzione, la difesa della resistente ha osservato che la finalità transitoria della legge regionale di adeguamento al disposto nazionale non ostacola la realizzazione delle finalità commissariali di attuazione della normativa statale. Inoltre, la medesima disposizione regionale impugnata fa salvi i poteri e le attribuzioni commissariali relativi alla rideterminazione del fabbisogno di prestazioni riabilitative. Conseguentemente non si potrebbe ravvisare nella specie alcuna violazione dell'art. 120, secondo comma, della Costituzione. Riguardo, infine, alla censura relativa alla violazione dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione per lesione di principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica, la Regione ha rammentato che, in mancanza dell'accreditamento provvisorio delle strutture socio-sanitarie previste dalla legge regionale impugnata, i pazienti si vedrebbero costretti a rivolgersi a strutture accreditate di altre Regioni, il cui onere verrebbe comunque imputato al bilancio della ASL di residenza del paziente e, quindi, a carico della Regione Abruzzo che non avrebbe alcuna possibilità di effettuare controlli sulla necessità della prestazione, sulla loro erogazione e sulla appropriatezza e sulla conformità delle richieste di pagamento delle strutture accreditate delle altre Regioni. Neppure quest'ultima censura risulterebbe, pertanto, fondata. 3.- Con memoria depositata in data 11 settembre 2012, la difesa della Regione Abruzzo ha insistito perché il ricorso sia rigettato in quanto infondato, ribadendo le medesime considerazioni, già sviluppate nell'atto di costituzione, e sopra riportate. 4.- Con memoria depositata in data 18 settembre 2012 la Presidenza del Consiglio ha ritenuto non condivisibili le argomentazioni esposte dalla Regione Abruzzo, evidenziando come le autorizzazioni e gli accreditamenti provvisori rilasciati ai sensi della normativa previgente la legge della Regione Abruzzo, 31 luglio 2007, n. 32 (Norme regionali in materia di autorizzazione, accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private) fossero idonei esclusivamente a legittimare le strutture private all'avvio dei percorsi amministrativi finalizzati all'ottenimento delle autorizzazioni e degli accreditamenti istituzionali quali delineati dalla stessa legge regionale citata. Pertanto, l'art. 1 della legge regionale n. 3 del 2012, disponendo l'accreditamento provvisorio delle strutture sanitarie ivi indicate, con elisione della prevista fase procedimentale e dell'esercizio dei connessi poteri amministrativi, si sarebbe posto in contrasto con i principi fondamentali in materia di accreditamento istituzionale fissati dall'art. 8-quater del d.lgs. n. 502 del 1992, in particolare con quelli riguardanti le verifiche di compatibilità con la programmazione regionale e con i risultati raggiunti, così da violare l'art. 117, terzo comma, della Costituzione. La difesa erariale ha ribadito, infine, le argomentazioni già esposte in ricorso sull'interferenza con il mandato commissariale e sulla lesione dei principi fondamentali diretti al contenimento della spesa pubblica sanitaria, con conseguente violazione dell'art. 120, secondo comma, e dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione.1.- Con ricorso notificato il 23 marzo 2012 e depositato il successivo 30 marzo, il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato l'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), della legge della Regione Abruzzo, 13 gennaio 2012, n. 3 (Modifiche all'art. 35 della legge regionale 30 aprile 2009, n. 6, concernente disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2009 e pluriennale 2009-2011 della Regione Abruzzo - Legge finanziaria regionale 2009 - e altre disposizioni di adeguamento normativo). La disposizione impugnata ha modificato l'art. 35, comma 1, della legge della Regione Abruzzo 30 aprile 2009, n. 6 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2009 e pluriennale 2009-2011 della Regione Abruzzo - Legge finanziaria regionale 2009), il cui testo originario prevedeva che «le strutture pubbliche e private che alla data del 1° gennaio 2009 erogano prestazioni socio-sanitarie a seguito di "Progetti obiettivo" sono provvisoriamente autorizzate, ai sensi dell'art. 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) fino alla data del 31 dicembre 2011, a continuare ad erogare le stesse prestazioni in attesa della ridefinizione della normativa regionale che consente di accedere all'accreditamento istituzionale, fermo restando il possesso dei requisiti strutturali, organizzativi e di personale». In particolare, l'art. 1, comma 1, lettera a), della legge regionale impugnata dispone che: «dopo le parole "provvisoriamente autorizzate", sono inserite le seguenti: "ed accreditate"»; l'art. 1, comma 1, lettera b), della medesima legge regionale dispone, inoltre, che: «le parole "31 dicembre 2011", sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2012"».