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Dobbiamo registrare che è cambiato il Governo, ma non è cambiato il modo abusato di ricorrere all'utilizzo di questo strumento, e quindi alla violazione della Carta costituzionale. Come veniva sottolineato dalla senatrice De Petris, l'eterogeneità delle materia rappresenta ovviamente per noi il motivo per il quale sosteniamo l'incostituzionalità del provvedimento. Come è stato affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 171 del 2007, l'omogeneità dei contenuti del provvedimento va valutata sia con riferimento alla materia oggetto di disciplina che da un punto di vista teleologico, con riguardo, pertanto, al fine unitario dell'intervento. Dall'esame delle singole disposizioni emergono, invece, molteplici finalità, così come interventi su termini fissati dallo stesso Governo con provvedimenti presentati e approvati in tutta fretta solo poche settimane prima. È il caso, piuttosto eclatante, dell'articolo 9, che proroga i termini per la presentazione, da parte dei soggetti destinatari dei procedimenti di recupero degli aiuti di Stato, dei dati relativi all'ammontare dei danni subiti per effetto degli eventi sismici verificatisi nella Regione Abruzzo a partire dal 6 aprile 2009 e delle eventuali osservazioni relative alle somme effettivamente percepite. Non serve ricordare a nessuno di noi che il 19 luglio questo Parlamento ha approvato in via definitiva un disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55, recante ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016. Altrettanto incredibile è l'articolo 6, come modificato in sede di esame dal Senato, che ha previsto la possibilità per gli insegnanti abilitati entro l'anno 2017-2018 e per coloro che sono in possesso del diploma magistrale conseguito entro il 2001-2002 o di un diploma che dà accesso al profilo di insegnante tecnico-pratico, di inserirsi una fascia aggiuntiva delle GAE. Voglio ricordare le promesse fatte in campagna elettorale al mondo della scuola: questi insegnanti sono stati prima illusi e poi delusi in maniera clamorosa, vista la confusione pazzesca che c'è stata qui in Aula. Noi condividiamo l'emendamento della senatrice De Petris, che peraltro, in questa materia, viene a contraddire, secondo le intenzioni del Governo, ciò che invece è previsto dal decreto dignità. Non meno gravi sono le previsioni che riguardano le Province italiane: la legge Delrio è stata un esempio di psichiatria politica e di psichiatria legislativa. Oggi si passa alla legislazione creativa: con le elezioni che vengono indette al 31 ottobre, noi ci troveremo a votare in molte Province soltanto per il Presidente, mentre in molte altre i consigli provinciali verranno sciolti in maniera anticipata rispetto alla loro scadenza naturale per una fretta inspiegabile. Noi inoltriamo nuovamente l'invito alla maggioranza di Governo ad approvare una legge che ridia voce al popolo e faccia in modo che i Presidenti delle Province e i consigli provinciali tornino a essere scelti dai cittadini. Quello che stiamo vedendo nelle Province aggiunge confusione alla grande confusione che è stata creata dalla cosiddetta legge Delrio, ribattezzata "delirio". Anche le norme in materia di proroga di banche popolari e le norme in materia di proroga degli obblighi vaccinali rappresentano un motivo forte per il quale siamo contrari a questo decreto omnibus e per il quale chiediamo all'Assemblea del Senato di deliberare di non procedere all'esame del disegno di legge. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Pagano per illustrare la questione pregiudiziale QP4. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, la ringrazio per avermi concesso la parola. Non è la prima volta che il Gruppo di Forza Italia presenta una questione pregiudiziale al milleproroghe. È già accaduto in prima lettura, ma è evidente che la questione non è di lana caprina. Non è un problema, quello della pregiudiziale, che può essere taciuto, quando si tratta in modo chiaro di un caso di abuso di decretazione d'urgenza; un fatto evidente che reca un danno all'attività legislativa del Parlamento. Nel corso della prima lettura erano già chiare ed evidenti tutte le disposizioni legislative contenute all'interno di questo provvedimento definito milleproroghe, che appare divenuto ormai una consuetudine per il Parlamento. È un aspetto che noi dobbiamo rilevare come un fatto negativo: non è detto che il Governo, che si autodefinisce del cambiamento, debba poi proseguire con le cattive abitudini del passato. Se è vero, come l'attuale maggioranza afferma, che si vogliono cambiare tutte le cattive abitudini del passato, allora la prima cattiva abitudine che c'è stata negli anni e nelle legislature del passato è proprio quella di far ricorso in modo abusivo - oserei dire - e comunque bulimico alla decretazione d'urgenza. In particolare poi, all'interno di questo tipo di provvedimento, riguardante la cosiddetta proroga termini e definito giustamente da noi parlamentari milleproroghe, ci si mette di tutto e, di fatto, da provvedimento che dispone l'allungamento di termini che vanno in scadenza, ci si occupa di temi specifici. L'allungamento e la proroga di un termine non è un fatto formale, ma sostanziale perché si entra nel merito del singolo problema. È evidente che l'aspettativa del decreto milleproroghe, anzi la certezza della sua emanazione con cadenza sistematica, in quanto ormai divenuta una prassi consolidata del Parlamento, costituisce evidentemente un fortissimo disincentivo per la pubblica amministrazione che invece di adempiere ai propri doveri, sa già, prima ancora che i termini scadano, che tanto arriva il milleproroghe di turno ed è questo il modo per poter superare le scadenze che intervengono e che devono essere invece assolutamente rispettate per una buona amministrazione e per un buon Governo. Capite bene che tutto questo non può più proseguire; il Gruppo Forza Italia ha quindi necessità di far rilevare tutto questo, non solo perché siamo all'opposizione, ma perché, come dice bene la presidente del nostro Gruppo, senatrice Bernini, è assolutamente necessario cambiare le regole del gioco e tornare a far sì che il nostro Senato faccia davvero in modo innovativo le cose che dovrebbe fare e che invece non vengono fatte. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Parliamo ora di quel che accade per esempio in questa seconda lettura, visto che, il caro collega, vicepresidente della 1 a Commissione, ha fatto rilevare in Commissione come, in effetti, in prima lettura alcune modifiche sono state richieste e non approvate, mentre alla Camera dei Deputati l'attuale maggioranza e il Governo italiano abbiano posto alcune modifiche, anche significative, che certamente fanno intuire un fondo di incertezza rispetto al percorso che la maggioranza dovrebbe dare all'Italia.