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Art. 3. (Istituzione del Fondo per la promozione dell'indipendenza scientifica) 1. Dopo l'articolo 28 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, è inserito il seguente: « Art. 28- bis . – (Istituzione del Fondo per la promozione dell'indipendenza scientifica) – 1. Al fine di promuovere l'indipendenza scientifica dei titolari di contratto di ricerca postdottorale di cui all'articolo 22, è istituito presso il Ministero dell'università e della ricerca il Fondo per la promozione dell'indipendenza scientifica, con una dotazione annua pari a 30 milioni di euro a decorrere dall'anno successivo a quello di entrata in vigore della presente disposizione. 2. A valere sul fondo di cui al comma 1 sono erogati, a coloro che siano titolari di un contratto di ricerca postdottorale da almeno tre anni, finanziamenti individuali non superiori a euro 120.000 annui destinati a coprire i costi del contratto di ricerca postdottorale per ulteriori tre anni nonché i costi delle attività di ricerca, anche in considerazione dell'eventuale presenza o previsione di attività sperimentali e di laboratorio. Ai fini dell'accesso al finanziamento è necessario presentare un progetto dal quale risulti l'articolazione delle attività previste e il loro costo stimato. 3. Con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabiliti i criteri di redazione dei progetti, anche con riferimento alla stima dei costi, nonché le modalità e i criteri per la loro valutazione, affidata a una commissione terza e indipendente, composta da soggetti in possesso di elevata qualificazione e autorevolezza scientifica a livello nazionale e internazionale ». 2. Ai maggiori oneri derivanti dalle disposizioni di cui al comma 1, pari a 30 milioni di euro annui a decorrere dall'anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Art. 4. (Modifiche all'articolo 18 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, in materia di chiamata dei professori) 1. All'articolo 18 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera d) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « . Nelle procedure di chiamata di professori di prima fascia, la valutazione di cui ai periodi precedenti tiene conto altresì della continuità e dell'effettiva maturazione della produzione scientifica e dell'attività didattica con riferimento alla data di conseguimento dell'abilitazione scientifica nazionale »; b) dopo la lettera d) è inserita la seguente: « d-bis) valutazione comparativa del valore numerico degli indicatori valevoli ai fini dell'abilitazione scientifica nazionale, che non può essere inferiore alla media del valore numerico degli indicatori dei professori in servizio nella medesima posizione oggetto della procedura presso il dipartimento che deve effettuare la chiamata. Il candidato che sia ricercatore o professore associato in servizio presso il dipartimento che deve effettuare la chiamata, il quale non soddisfi il requisito di cui al periodo precedente, può essere chiamato da un dipartimento di altra università, in relazione al quale soddisfi il medesimo requisito, senza necessità di concorso »; c) dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis . Ai fini dell'applicazione del comma 1, lettera d-bis) , l'ANVUR elabora, all'inizio di ogni anno accademico e comunque non oltre il 30 novembre di ogni anno, una tabella recante l'indicazione, suddivisa per fascia, del valore medio degli indicatori riportati dai professori in servizio presso ciascun dipartimento delle università italiane. La valutazione comparativa di cui al comma 1, lettera d-bis) , è effettuata con riferimento all'ultima tabella elaborata dall'ANVUR »; d) dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3-bis . Nel caso in cui il vincitore della procedura di cui al comma 1 sia in servizio presso un ateneo o un ente di ricerca estero, al trattamento economico si applica l'articolo 1, comma 9, ultimo periodo, della legge della legge 4 novembre 2005, n. 230. Le variazioni non possono in ogni caso eccedere i valori corrispondenti alla quinta classe stipendiale prevista per la posizione oggetto di chiamata ».