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b garantire la stabilizzazione e il consolidamento delle opere eseguite; c accelerare i processi di reinserimento naturalistico delle aree di intervento, utilizzando le caratteristiche biotecniche di alcune specie vegetali quali la capacità di sviluppo di un considerevole apparato radicale e l'elevata capacità di propagazione vegetativa. 4 Le tecniche di ingegneria naturalistica perseguono i seguenti obiettivi: a tecnico-funzionali: riduzione del rischio di dissesto idrogeologico, consolidamento del terreno, protezione dall'erosione sia di pendii sia di corsi d'acqua, sistemazione idrogeologica diffusa del territorio e aumento della ritenzione delle precipitazioni meteoriche, nonché stabilizzazione e consolidamento di scarpate in ambiti infrastrutturali; b ecologico-naturalistici: preparazione, riparazione e ricostruzione dei processi vitali di ecosistemi con diverso grado di naturalità, utilizzando anche particolari accorgimenti per garantire la continuità degli habitat , quali rampe per pesci o sottopassi e sovrappassi faunistici; c paesaggistici: impiego di materiali naturali del luogo e determinazione di processi pseudo-spontanei di riedificazione ambientale ed ecologica, garantendo l'integrazione delle componenti naturali e delle componenti antropiche; d economici: risparmi sui costi delle opere e, in particolare, su quelli di manutenzione, calcolati sulla durata dell'intero ciclo di vita dei manufatti, rispetto alle tradizionali tecniche di ingegneria civile e di geotecnica; e socio-economici: sviluppo dell'occupazione nelle aree collinari e montane nonché miglioramento della qualità dell'ambiente di vita; contributo alla gestione economica ed ecocompatibile delle risorse naturali, secondo i princìpi dello sviluppo sostenibile. 13 (Limiti alla realizzazione degli interventi) 1 I terreni interessati dagli interventi di cui ai Piani d'intervento non possono cambiare destinazione d'uso per almeno dieci anni dalla loro conclusione, fatti salvi eventuali limiti temporali maggiori. 14 (Realizzazione di banche dati informatizzate) 1 Al fine di dar conto degli interventi affidati e di verificare la coerenza delle dichiarazioni rese, i soggetti attuatori dei Piani di intervento pubblicano sui propri siti internet istituzionali gli interventi approvati e i relativi stati di avanzamento finanziario, realizzativo e procedurale. 2 I soggetti attuatori dei Piani di intervento possono avvalersi delle schede istruttorie inserite nel Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo (ReNDiS) e, in tal caso, hanno il compito di verificare che le informazioni sugli interventi inserite nei propri sistemi gestionali di monitoraggio, e rese disponibili sui propri siti internet istituzionali, siano congruenti con i contenuti delle corrispondenti schede istruttorie inserite nel ReNDiS. 3 I dati e le informazioni di cui ai commi 1 e 2 sono, altresì , resi disponibili, con periodicità bimestrale, dalla banca dati istituita presso la Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 13 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, che provvede a renderli fruibili per le amministrazioni interessate. 15 (Partecipazione dei privati alla definizione dei Piani di intervento) 1 Nei provvedimenti di approvazione dei Piani di intervento sono disciplinate le modalità di partecipazione diretta dei privati alla individuazione dei progetti da inserire nei Piani medesimi. 2 Le autorità competenti fanno ricorso alla procedura del concorso di progettazione o del concorso di idee di cui agli articoli da 152 a 156 del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, attraverso procedure aperte e rispondenti ai princìpi di trasparenza, libera concorrenza e pari opportunità. 3 Le autorità competenti, nell'ambito dei Piani di intervento, hanno facoltà di affidare gli interventi di cui alla presente legge a soggetti pubblici o privati a seguito dell'espletamento delle procedure di gara di cui al codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. 16 ( Modifica all'articolo 8, comma 1, lettera b), della legge 17 ottobre 1996, n. 534 ) 1 All'articolo 8, comma 1, lettera b) , della legge 17 ottobre 1996, n. 534, dopo le parole: « prestino rilevanti servizi in campo culturale » sono inserite le seguenti: « , storico-culturale e artistico, al fine di valorizzare la memoria storico-culturale delle città e dei paesaggi; ». 17 (Riconoscimento del valore storico-culturale delle ex repubbliche marinare e delle ex città marinare) 1 È riconosciuto il valore storico-culturale delle ex repubbliche marinare ed ex città marinare di cui all'allegato I alla presente legge. 2 Il Ministero della cultura stabilisce con proprio decreto il completamento e l'aggiornamento delle tabelle di cui al comma 1, qualora vi siano città che ne facciano espressa richiesta scritta e abbiano il possesso di almeno uno dei seguenti requisiti: a una letteratura specifica attestante l'identità storico-marinara della città; b l'avvenuto svolgimento, per almeno cinque anni, di attività promozionale di carattere storico-culturale sul tema della memoria storica di ex città marinara, attraverso la produzione di pubblicazioni e seminari di studio. 18 (Risorse per la realizzazione del Programma nazionale) 1 Per la realizzazione dei Piani di intervento inseriti nel Programma nazionale, gli enti locali possono fare ricorso a risorse proprie, alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e al relativo Fondo complementare, al Piano energia e clima 2030, ai fondi strutturali europei e a tutte le risorse complementari di cui al programma Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe (REACT EU). 2 Le risorse destinate alla realizzazione del Programma nazionale devono essere impiegate principalmente: a per la realizzazione delle politiche di cui agli articoli 1 e 2 e degli obiettivi generali di cui all'articolo 6, comma 1, della presente legge; b per il rimborso delle spese di progettazione degli interventi ammessi a finanziamento; c per il finanziamento delle spese per la redazione di studi di fattibilità ambientale e urbanistica ed economico-finanziaria; d per il finanziamento delle opere e dei servizi pubblici o di interesse pubblico e delle iniziative previste in riferimento agli interventi ammessi; e per il finanziamento delle spese per la demolizione delle opere incongrue, per le quali sia accertato l'interesse pubblico e prioritario alla demolizione; f per il ripristino e la messa in sicurezza del patrimonio infrastrutturale pubblico ricadente nei rispettivi Piani di intervento; g per la ristrutturazione e l'efficientamento energetico e sismico del patrimonio immobiliare pubblico, con particolare riferimento ai palazzi storici, nonché per il recupero di opere o manufatti antichi di grande valenza artistica e storico-culturale di proprietà dello Stato ricadenti nei rispettivi Piani di intervento; h per l'assegnazione di finanziamenti ai privati per la ristrutturazione e l'efficientamento energetico e sismico di palazzi storici, nonché per il recupero e la mostra al pubblico di opere o manufatti antichi di grande valenza artistica e storico-culturale;