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Vi occupate di far diventare l'Italia il centro profughi d'Europa e di raccogliere tutte le miserie del mondo, senza dare le risposte agli italiani. Credo che vi dovreste vergognare di questo atteggiamento. Oggi - giovedì 18 dicembre - anziché rispondere ai tanti bisogni dei nostri connazionali, vi occupate dei clandestini, di incrementare il fatturato e di aumentare il traffico nel Mediterraneo. Vorrei concludere, signor Presidente, anche se tante sarebbero le cose da dire. Sono fiduciosa negli italiani, che sapranno giudicare l'operato di questo Governo. Giudicheranno loro la distanza che avete con i bisogni delle persone. Giudicheranno loro il comportamento di questo Governo. Nella giornata di giovedì 18 dicembre, quando gli italiani non hanno risposte su ciò che succederà nei prossimi giorni, invece date loro certezze. Voi che vi riempite la bocca di Europa, usandola a seconda delle vostre convenienze, non avete nemmeno ascoltato le parole della von der Leyen, quando ha detto che l'Italia deve assumersi la responsabilità di difendere i confini italiani, che sono anche quelli dell'Europa. Complimenti. Con il decreto al nostro esame, da oggi, gli italiani hanno una certezza: nella nostra Nazione sono stati aboliti i confini. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, la prima questione che voglio affrontare è relativa al fatto che le pregiudiziali di costituzionalità sul decreto-legge al nostro esame, e anche gli interventi svolti, sono state impostate sulla mancanza dei presupposti di necessità e urgenza, tant'è che si è fatto riferimento al molto tempo trascorso e addirittura al fatto che, prima di promulgare il decreto, siano passati altri giorni. Riteniamo invece che il presupposto principale per l'emanazione di questo decreto, quindi la necessità e l'urgenza, fosse il ripristino dei principi costituzionali che erano stati violati sistematicamente, come vari interventi hanno dimostrato nel tempo, con i due decreti sicurezza, i cosiddetti decreti Salvini. Vi pare non necessario e non urgente ripristinare i principi costituzionali? Credo che sia questo il problema fondamentale. Non era un caso che il secondo decreto fosse accompagnato da una lettera del Presidente della Repubblica che diceva in modo molto chiaro quali erano gli elementi su cui intervenire e i profili di violazione costituzionale, a partire dall'articolo 10 della nostra Costituzione. Bastava solo e unicamente questo a rendere necessario che si intervenisse con decreto-legge. Per quanto riguarda l'altro elemento sollevato, la disomogeneità, per curiosità sono andata a recuperare le pregiudiziali di costituzionalità che avevamo presentato sui due decreti in questione e, se vogliamo fare una discussione precisa in merito, ritengo che fossero un esempio chiaro di come non si dovrebbe agire in fase di decretazione d'urgenza. Per la mia parte politica, quindi, era questo che giustificava necessità e urgenza, com'è stato da noi sottolineato fin dall'inizio. Il presidente Calderoli ha ricordato il punto programmatico che ne parlava e siamo orgogliosi che questa maggioranza abbia tenuto fede all'attuazione di uno dei punti programmatici che le hanno dato vita. Infatti, quando si violano sistematicamente i principi costituzionali, come abbiamo visto anche nell'applicazione, si fa un danno al patto fondante della nostra Repubblica. Qui erano violati sistematicamente le convenzioni e i trattati internazionali, a cui la nostra Costituzione ci richiama. Di questo stiamo parlando e questo è il punto. Inoltre si fa una contabilità relativa al fatto che, da quando l'attuale Governo è in carica, sono aumentati gli sbarchi. Ma come, colleghi? Ci avete detto che il decreto-legge in esame è arrivato tardi e che ci abbiamo messo molto tempo: vorrei dunque ricordare che, fino alla sua emanazione erano in vigore i decreti precedenti. Vorrei anche aggiungere un altro elemento fondamentale, che riguarda la necessità e l'urgenza di intervenire: alla contabilità degli sbarchi, che è stata ricordata, vorrei aggiungerne un'altra, che sistematicamente rimuovete e che riguarda tutto quello che hanno provocato i decreti precedenti, rendendo invisibili, da un'ora all'altra, dalla mattina alla sera, migliaia e migliaia di persone. Colleghi, è questo che avete prodotto con i precedenti decreti. (Applausi) . Questa contabilità, che avete dimenticato, è costata molto al Paese. Parlate tanto di legalità, ma è costata moltissimo! Non c'è solo la violazione dei diritti e dei trattati internazionali, ma un danno vero. Quei decreti-legge, che pomposamente chiamavate decreti sicurezza, in realtà hanno prodotto solo e unicamente insicurezza. Chiedete inoltre se fosse questa l'urgenza, durante la pandemia. (Brusio. Richiami del Presidente). Guardate, colleghi, che è proprio questo il punto. Sono mesi, ormai quasi un anno, che lavoriamo incessantemente sull'emergenza del Paese, ma proprio per questo era ancor più giusto intervenire per rimuovere i problemi che si erano creati con i decreti sicurezza. A proposito della questione degli invisibili, è chiarissimo quali sono le conseguenze. Era inoltre necessario e urgente rimuovere, così come si è fatto con il decreto-legge in esame, un'altra vergogna: avremmo poi voluto, se ce ne fosse stato il tempo, migliorare ulteriormente alcune norme e certamente potremo farlo in futuro, perché la discussione da questo punto di vista è ampia e c'è la possibilità di farlo. Occorreva dunque rimuovere un'altra vergogna, chiudendo con la persecuzione nei confronti delle ONG, ovvero di coloro che salvano le vite. I precedenti decreti, infatti, ne avevano prodotto la criminalizzazione, facendo diventare reato salvare le vite, che non solo è il principio fondamentale di chi sta in mare, ma è il principio guida di ogni essere umano. (Applausi) . Su questo c'erano la necessità e l'urgenza di intervenire e il decreto-legge lo fa giustamente, in modo chiaro ed equilibrato, facendo in modo che, anche su questo aspetto, si torni alla nostra tradizione. Vorrei ricordare a tutti perché che le ONG sono dovute intervenire. Con la cancellazione della missione Mare nostrum, infatti, non c'era più una serie di interventi necessari, realizzati come Unione europea. Ci auguriamo che tutto questo ritorni e allora vedrete che non ci sarà più il problema di assicurare la possibilità di salvare le vite. Il provvedimento in esame tratta un'altra questione, su cui la Corte costituzionale è intervenuta. Non c'era forse l'urgenza di rimuovere il divieto di iscrizione anagrafica, su cui la Corte si era già pronunciata, dichiarandolo incostituzionale? Potrei proseguire, citando il sistema di accoglienza. Anche in quel caso, che cos'era? Era un sistema sicuro per il Paese e per i nostri cittadini quello che prevedeva di costruire grandi centri creando di conseguenza problemi enormi sul territorio?