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Quindi, concludo ringraziando tutti per il lavoro svolto, certo che il Parlamento, con tutte le forze politiche, si impegnerà ad usare anche i toni giusti per rappresentare correttamente la questione di genere e a non derubricare il problema, dicendo che si tratta di una patologia, perché non c'è una base scientifica per una patologia che si incrementa del 400 per cento. Si tratta dunque di un problema culturale, sociale e politico e noi qui lavoriamo per risolverlo. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Comunico all'Assemblea che è stata presentata la proposta di risoluzione n. 1, dai senatori Conzatti, Maiorino, Valente, Castellone, Romeo, Bernini, Malpezzi, De Petris, Rauti, Faraone, Crucioli, Unterberger e Rizzotti, il cui testo è in distribuzione. Hanno facoltà di parlare le relatrici. MAIORINO, relatrice . Signor Presidente, intervengo molto brevemente solo per ringraziare tutti i Gruppi, perché la proposta di risoluzione è stata firmata da tutti i Gruppi presenti, comprese le opposizioni. È stato quindi un lavoro straordinario e condiviso, che segna una pagina davvero bella della politica e una grande maturazione rispetto alla volontà davvero autentica di contrastare la violenza sulle donne. Grazie davvero a tutte e a tutti i colleghi. CONZATTI, relatrice . Signor Presidente, desidero ringraziare la ministra Bonetti e il Dipartimento per le pari opportunità per il lavoro di collaborazione svolto sino a qui e perché alcuni bandi sulla rieducazione degli uomini maltrattanti sono già stati pubblicati e quindi la strategia nazionale ha già avuto inizio. C'è un lavoro da compiere per l'accreditamento nazionale, per scrivere delle linee guida nazionali, per fare in modo che i centri lavorino sulla base degli stessi standard organizzativi e sugli stessi livelli di competenza dei professionisti e lo faremo assieme. È un grande lavoro e oggi è davvero un giorno importante, signor Presidente. Ringrazio pertanto tutto il Senato. (Applausi) . PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo anche di esprimere il proprio parere sulla proposta di risoluzione presentata. BONETTI, ministro per le pari opportunità e la famiglia . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, rivolgo un ringraziamento particolare alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, alle relatrici, le senatrici Conzatti e Maiorino, e alla presidente Valente, per il lavoro straordinario, sempre puntuale e approfondito, che svolgono su tutti gli aspetti che riguardano la violenza maschile contro le donne. Il dibattito odierno e l'unanimità del sostegno alla proposta di risoluzione credo confermino pienamente l'impegno delle nostre istituzioni nel dare pieno compimento alla Convenzione di Istanbul, che il nostro Paese è stato tra l'altro tra i primi a ratificare, confermando fermamente le proprie politiche, nel disegnare un processo finalizzato a contrastare la violenza maschile contro le donne. Il contrasto alla violenza maschile contro le donne è una scelta sulla quale il nostro Paese non intende arretrare e lo abbiamo deciso come direzione strategica anche dell'azione di governo. Lasciatemi dire che ce lo impone la nostra Costituzione e l'essenza stessa della nostra democrazia. Come avete richiamato nel dibattito, lo abbiamo voluto fare con scelte strutturali e integrate, con risorse finalmente strutturali, così come strutturale è, finalmente, il piano strategico nazionale di contrasto alla violenza maschile contro le donne. Si tratta di un piano nel quale - come ricordava la relatrice - abbiamo voluto inserire l'attuazione dell'articolo 16 della Convenzione di Istanbul per quanto riguarda la riabilitazione e il trattamento degli uomini autori di violenza. Lo abbiamo inserito con azioni specifiche nell'asse della prevenzione, con un'azione di monitoraggio necessaria per una verifica puntuale e con azioni di rafforzamento anche nell'asse della punizione. A tal fine, lasciatemi ricordare - e ringrazio la relatrice per averlo fatto - il disegno di legge (Atto Senato 2530), a firma mia e delle ministre Cartabia e Lamorgese, con cui si rafforza la necessità e la condizionalità di seguire questi percorsi di riabilitazione. Anche io auspico che il Senato possa procedere al più presto alla valutazione e all'esame di questo disegno di legge. Abbiamo dato seguito agli investimenti che sono stati destinati, in via strutturale, ai centri di riabilitazione e recupero degli uomini maltrattanti lo scorso anno, con un primo milione di euro che è divenuto strutturale. Quest'anno abbiamo stanziato, per l'anno 2022, 9 milioni di euro, che stiamo ripartendo. Due milioni di euro saranno destinati all'azione prevista dalle Regioni, con le quali stiamo anche procedendo alla definizione di criteri di accreditamento per i nuovi centri di riabilitazione per gli uomini maltrattanti e alla definizione di requisiti standard e linee guida che si rendono oggi particolarmente necessari per l'efficacia dell'azione stessa. Nell'osservatorio di contrasto alla violenza maschile contro le donne che sto costituendo la rappresentanza dei centri per uomini maltrattanti è prevista proprio per definire la sinergia e co-progettazione necessarie per la stessa strategia. Confermo pienamente, anche a seguito di questo dibattito, l'impegno mio personale e di tutto il Governo a dare seguito alla responsabilità alla quale il Senato ci sta oggi richiamando con così tanta forza, chiarezza e nitidezza. Credo sia un messaggio importante non solo per questa istituzione, ma da trasmettere al Paese e soprattutto alle tante donne e - purtroppo - ai tanti bambini che, accanto e insieme alle donne, sono sempre più oggetto di una violenza che viola i diritti fondamentali dell'essere umano. Purtroppo avviene nel nostro Paese e nei contesti qui vicino, penso alla situazione dell'Ucraina, che credo sia oggi doveroso richiamare in questa sede. Per questi motivi, esprimo parere favorevole alla proposta di risoluzione presentata. (Applausi) . PRESIDENTE . Passiamo quindi alla votazione. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, ministra Bonetti, la costruzione di strumenti di prevenzione e rieducazione affettiva degli uomini maltrattanti è un aspetto molto importante nel contrasto alla violenza contro le donne. La personalità violenta è frutto di diversi fattori: il contesto culturale nel quale si è cresciuti - e tutti sappiamo bene che l'Italia è segnata da un patriarcato che si manifesta in molteplici forme e che vede nella violenza quella più grave ed evidente -e la famiglia di provenienza, in cui si apprendono i principi relazionali e si viene educati alle emozioni e alla loro gestione. Nella relazione è contenuto un passaggio significativo, ossia quello per cui nelle società patriarcali i bambini vengono educati a reprimere alcune emozioni che non si addicono alle attese che la società ripone sui maschi. Tutto questo ci ricorda che, se vanno sviluppati interventi per evitare la ripetizione dei comportamenti violenti, il problema si risolve alla radice solo con il cambiamento sociale.