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Pertanto, condividendo la valutazione della Corte costituzionale, essendo evidente la non sostenibilità del ripiano del disavanzo derivante dall'accantonamento al Fondo anticipazioni di liquidità effettuato secondo le modalità ordinarie (in uno o tre esercizi), il comma 3, così come il comma 5 e il comma 8, impone alle regioni una compressione della capacità di spesa di importo pari a quello del disavanzo, distribuito nel periodo di ammortamento dell'anticipazione. In altri termini, la ratio delle anticipazioni di liquidità è, come opportunamente sottolineato dalla stessa Corte costituzionale, «quella di riallineare nel tempo la cassa degli enti strutturalmente deficitari con la competenza, attraverso un'utilizzazione limitata al pagamento delle passività pregresse unita a contestuali risparmi nei bilanci futuri, proporzionati alle quote di debito inerenti alla restituzione della anticipazione stessa così da rientrare dai disavanzi gradualmente ed in modo temporalmente e finanziariamente proporzionato alla restituzione dell'anticipazione». Il comma 4 definisce le modalità di utilizzo del Fondo anticipazioni di liquidità erogate per il finanziamento degli ammortamenti non sterilizzati di investimenti del settore sanitario di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) , del citato decreto-legge n. 35 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 64 del 2013, da seguire a seconda che, nell'esercizio di incasso dell'anticipazione, la regione risulti o meno in disavanzo. La lettera a) prevede che, in caso di disavanzo nell'esercizio 2015, il fondo anticipazioni di liquidità è applicato all'entrata del bilancio di previsione dell'esercizio successivo per un importo non superiore a quello del disavanzo 2015 (escluso il disavanzo da debito autorizzato e non contratto) e nuovamente stanziato in spesa per lo stesso importo al netto del rimborso dell'anticipazione effettuato nell'esercizio in corso. La lettera b) prevede che la quota del fondo anticipazioni di liquidità di importo superiore all'ammontare del disavanzo al 31 dicembre 2015 è utilizzata secondo le modalità previste dall'articolo 2, comma 6, del citato decreto-legge n. 78 del 2015, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 2015, che consente al fondo anticipazioni di liquidità di confluire nel fondo crediti di dubbia esigibilità previsto e disciplinato dal decreto legislativo n. 118 del 2011. Il comma 5 disciplina le modalità di ripiano dell'eventuale quota del disavanzo 2015 corrispondente al fondo anticipazioni di liquidità di cui al comma 4, prevedendo un ripiano annuale di importo pari alle anticipazioni ripianate nel corso dell'esercizio. Il comma 6, che ha natura di norma interpretativa, conferma la validità delle modalità di sterilizzazione delle registrazioni contabili delle anticipazioni di liquidità già incassate dalle regioni, effettuate nei casi di disavanzo da debito autorizzato e non contratto, riducendo gli stanziamenti di entrata riguardanti il debito non ancora contratto. La correttezza di tale modalità di registrazione contabile è stata riconosciuta anche dalle Sezioni regionali della Corte dei conti che hanno già parificato i rendiconti 2013 e 2014 delle regioni. Tale modalità di registrazione contabile viene confermata anche per le anticipazioni di liquidità incassate negli anni 2015 e successive. Il «disavanzo da debito autorizzato e non contratto» si forma nei casi in cui le spese di investimento destinate ad essere finanziate da nuovo debito sono effettuate dalle regioni senza contrarre il debito al fine di risparmiare gli oneri finanziari. Verificandosi solo la spesa di investimento e non l'entrata correlata costituita dal debito, può formarsi un «disavanzo di amministrazione da debito autorizzato e non contratto». La sentenza della Corte costituzionale n. 181 del 2015 non ha riguardato tale forma di disavanzo in quanto la regione Piemonte non era in disavanzo da debito autorizzato e non contratto. La norma è tuttavia necessaria per chiarire che la predetta sentenza non mette in discussione la validità delle registrazioni contabili effettuate dalle altre Regioni che hanno incassato le anticipazioni di liquidità riducendo gli stanziamenti di entrata riguardanti il debito non ancora contratto. I commi da 7 a 10 definiscono le modalità di adeguamento alla sentenza della Corte costituzionale n. 181 del 2015 da parte delle regioni che non hanno contabilizzato le anticipazioni di liquidità incassate nel 2013 e nel 2014 secondo le modalità di cui al comma 6 ovvero attraverso l'iscrizione in bilancio di un fondo anticipazione di liquidità, conservato nel risultato di amministrazione. Trattandosi di un intervento di adeguamento riguardante esercizi ormai chiusi, non si è ritenuto opportuno effettuare la sterilizzazione delle anticipazione di liquidità 2013 e 2014 sulle scritture contabili degli esercizi 2013 e 2014, ma si è preferito operare direttamente sul risultato di amministrazione 2014, prescrivendo che le regioni, a far data dal 1º gennaio 2015, iscrivano nel risultato di amministrazione 2014 l'accantonamento denominato «Fondo anticipazioni di liquidità», quantificato con le modalità indicate al comma 7. Il comma 7 prevede due differenti modalità di rideterminazione del risultato di amministrazione, Le regioni che nel corso del 2015 non hanno effettuato il riaccertamento straordinario dei residui previsti dall'articolo 3 del decreto legislativo n. 118 del 2011, accantonano al Fondo il risultato di amministrazione risultante dal rendiconto 2014, e lo riferiscono alla data del 1º gennaio 2015 (lettera a) ). Le regioni che nel corso del 2015 hanno già effettuato una rideterminazione del risultato di amministrazione risultante dal rendiconto 2014, attraverso il riaccertamento straordinario dei residui di cui all'articolo 3, comma 17- bis , del decreto legislativo n. 118 del 2011, effettuano l'accantonamento al Fondo anticipazioni di liquidità facendo riferimento al risultato di amministrazione rideterminato in occasione del riaccertamento straordinario (lettera b) ). Il comma 8 disciplina le modalità di ripiano del disavanzo derivante dall'accantonamento al fondo, nel caso in cui il risultato di amministrazione risulti incapiente rispetto al fondo, prevedendo che il ripiano sia effettuato annualmente per un importo pari all'anticipazione rimborsata nell'esercizio precedente. Al fine di consentire il ripiano del disavanzo nell'esercizio 2016, le regioni calcolano il risultato di amministrazione presunto nel bilancio di previsione 2016-2018, considerando tra le quote accantonate anche il Fondo anticipazioni di liquidità. II comma 9 disciplina le modalità di utilizzo del Fondo anticipazioni di liquidità accantonato nel risultato di amministrazione 2014 rideterminato, con modalità differenti a seconda che, a seguito del peggioramento del risultato di amministrazione determinato dall'accantonamento al fondo, si determini o meno un maggiore disavanzo di amministrazione.