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Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05808 PETRENGA Ai Ministri della cultura e per la pubblica amministrazione Premesso che: nelle scorse settimane il Ministero della cultura ha informato le organizzazioni sindacali del comparto della prossima emanazione di un decreto interministeriale concernente la disciplina del concorso pubblico per il reclutamento, a tempo indeterminato, di 100 unità di personale non dirigenziale appartenenti alla seconda area funzionale, posizione economica F2, nel profilo professionale di "assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza", e della procedura selettiva per il reclutamento, a tempo indeterminato, di 50 unità di personale non dirigenziale appartenenti alla seconda area funzionale, posizione economica F1, nel profilo professionale di "operatore alla custodia, vigilanza e accoglienza", nei ruoli del Ministero, ai sensi dell'articolo 1- bis del decreto-legge n. 104 del 2019; tutto ciò avviene mentre sono in corso due procedure concorsuali: la prima per il reclutamento di 1.052 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato, da inquadrare nella seconda area funzionale, posizione economica F2, nel profilo professionale di "assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza" ( Gazzetta Ufficiale , 4a serie speciale, n. 63 del 9 settembre 2019); la seconda per il reclutamento, a tempo indeterminato, di 500 unità di personale non dirigenziale appartenenti alla seconda area funzionale, posizione economica F1, nel profilo professionale di "operatore alla custodia, vigilanza e accoglienza" ( Gazzetta Ufficiale , 4a serie speciale, n. 15 del 21 febbraio 2020); i principi di economicità, efficacia ed efficienza costituiscono corollario del canone di buon andamento dell'azione amministrativa (consacrato dall'articolo 97 della Costituzione), che impone alla pubblica amministrazione il conseguimento degli obiettivi legislativamente prefissati con il minor dispendio di mezzi e risorse. È evidente che avviare due nuove procedure concorsuali mentre sono ancora in espletamento identici concorsi per identici profili non è né efficiente ed efficace e men che meno economico; è opportuno sottolineare che il reclutamento del personale di vigilanza e accoglienza è una necessità inderogabile per il Ministero che sconta un sottorganico del 40 per cento rispetto alla dotazione organica di diritto. In questi profili la mancanza di personale tocca in alcune realtà punte del 50 per cento, con conseguente messa a rischio dei servizi di tutela e valorizzazione di musei, archivi e biblioteche, servizi essenziali ai sensi della legge n. 146 del 1990; l'interrogante ricorda inoltre che il Senato della Repubblica, nella seduta n. 243 del 22 luglio 2020, ha votato una mozione (1-00264) con la quale impegna il Governo "a varare nel triennio 2020-2022 un efficace piano di assunzioni per compensare la vacanza organica del Ministero per i beni culturali", oggi Ministero della cultura; appare urgente che il Governo sottoponga al Parlamento un provvedimento normativo con il quale si autorizzi, in deroga alle norme vigenti, lo scorrimento degli idonei delle procedure concorsuali in corso di espletamento sopracitate affinché si compensi la vacanza organica dei profili di "assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza" e di "operatore alla custodia, vigilanza e accoglienza", si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario chiarire per quale motivo non si sia provveduto, attraverso la predisposizione di una norma ad hoc , a far convogliare le risorse e le facoltà assunzionali del Ministero per incrementare il numero di posti delle due procedure concorsuali già in corso di espletamento attraverso lo scorrimento degli idonei di queste procedure e si stia invece procedendo a bandire due nuovi concorsi con tutto l'aggravio di lavoro per le strutture deputate all'espletamento degli stessi. Atto n. 4-05809 BARBARO Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della difesa Premesso che: si è recentemente appreso che pochi giorni prima dell'agguato che ha visto morire l'ambasciatore Attanasio ed il carabiniere Iacovacci, precisamente il giorno 13 febbraio 2021, per garantire l'incolumità del diplomatico belga Axel Kenes e dei suoi colleghi estoni, irlandesi e norvegesi di stanza a Kinshasa, l'ONU aveva disposto un folto contingente a protezione dei diplomatici: le foto pubblicate evidenziano la presenza di mezzi blindati e di notevoli armamenti ad equipaggiamento di scorta al convoglio ONU; queste immagini dimostrano, a giudizio dell'interrogante vergognosamente e inspiegabilmente, la totale inadeguatezza dei mezzi dei nostri connazionali, transitati in aree pericolose con due fuoristrada vetusti e senza nessun livello di protezione, in occasione del tragico accadimento del 22 febbraio; a quanto emerge dalle inchieste giornalistiche, secondo il World food programme, alla sicurezza avrebbero dovuto contribuire sia l'Italia che il Congo, tanto che dalla sede delle Nazioni Unite hanno infatti voluto ricordare che quando la diplomatica statunitense Samantha Power ha viaggiato in quelle zone alcuni mesi prima dell'omicidio dell'ambasciatore Attanasio, Washington ha ascoltato le valutazioni sulla sicurezza dell'ONU, ma ha deciso ugualmente di inviare rinforzi nei dispositivi di sicurezza. In sostanza, a prescindere dalle considerazioni delle Nazioni Unite o delle autorità locali, è lo Stato di appartenenza del diplomatico a prendere in autonomia le decisioni per salvaguardare la sicurezza dei propri uomini; con risposta all'atto di sindacato ispettivo 4-04967 il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale dichiarava che: "Questo Ministero svolge regolarmente valutazioni sui livelli di rischio nei vari Paesi e può formulare raccomandazioni sulle misure di sicurezza da adottare", mentre in risposta all'atto di sindacato ispettivo 4-05052, lo stesso Ministero specificava che "A luglio 2018 (...) è stata effettuata un'ispezione a Kinshasa di carattere generale nell'ambito dell'ordinaria attività ispettiva, non correlata ad alcuna richiesta dell'ambasciatore. In quell'occasione fu stabilito di mantenere un attento monitoraggio dell'evoluzione della situazione politica ed ambientale, al fine di valutare l'eventuale necessità di rafforzamento, su base temporanea, del servizio di tutela a fronte di un possibile peggioramento della situazione", ma, nella stessa risposta, segnatamente dichiarava che l'ambasciatore Attanasio, quale "datore di lavoro", anche di sé stesso, avesse in ragione di tale condizione responsabilità dirette sulla sicurezza propria e del personale affidatogli, ancorché le stesse, senza dubbio, travalichino in aree di esclusiva pertinenza di apparati di sicurezza dedicati; per l'interrogante, già fortemente perplesso su come il Governo abbia gestito la programmazione e l'esecuzione del servizio di sicurezza del capomissione italiano nella Repubblica democratica del Congo e vieppiù insoddisfatto proprio in ragione delle contraddittorie due risposte prodotte alle precedenti interrogazioni, le recenti notizie apprese, relative alla dotazione di sicurezza dei diplomatici Axel Kenes e Samantha Power, determinano particolare sgomento: