[ddlpres]

Sono fatte salve le competenze delle professioni sanitarie di cui alla legge 26 febbraio 1999, n. 42. Art. 21. (Prestazioni talassoterapiche e fitobalneoterapiche) 1. Con decreto del Ministro della salute, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituita la Commissione di studio per la definizione dei fondamenti scientifici e degli aspetti giuridico-economici delle prestazioni erogate dagli stabilimenti talassoterapici e fitobalneoterapici ai fini dell'eventuale inserimento delle stesse tra le prestazioni erogabili dal Servizio sanitario nazionale. 2. Fino alla conclusione dei lavori della Commissione di cui al comma 1 è prorogata la validità dei rapporti già in atto con il Servizio sanitario nazionale. Art. 22. (Commissione nazionale per la promozione del turismo termale sanitario e del benessere) 1. Presso il Ministero della salute è istituita la Commissione nazionale per la promozione del turismo termale sanitario e del benessere, di seguito denominata « Commissione », con il compito di individuare strategie per lo sviluppo del turismo termale sanitario in ambito internazionale, promuovendo servizi di prevenzione, cura e riabilitazione termale e servizi turistici integrati. In particolare, la Commissione si occupa di: a) definire un piano d'azione biennale per lo sviluppo del turismo termale sanitario; b) favorire il partenariato pubblico e privato e tra strutture termali e turistiche; c) facilitare l'accesso dell'utenza straniera ai servizi termali sanitari e ai servizi turistici integrati, anche attraverso la stipulazione di apposite convenzioni; d) promuovere la commercializzazione in Italia e all'estero dei prodotti delle aziende termali; e) realizzare iniziative promozionali dedicate; f) favorire gli investimenti, i consumi e il radicamento nei territori termali. 2. La Commissione è composta da: a) un rappresentante del Ministero della salute; b) un rappresentante del Ministero del turismo; c) un rappresentante del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; d) un rappresentante del Ministero delle imprese e del made in Italy ; e) un rappresentante dell'ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane; f) un rappresentante dell'ENIT-Agenzia nazionale italiana del turismo; g) un rappresentante delle organizzazioni delle aziende termali comparativamente maggiormente rappresentative a livello nazionale. 3. Ai componenti della Commissione non spettano emolumenti, né rimborsi spese, comunque denominati. Capo V DISPOSIZIONI FINALI Art. 23. (Istituzione della Giornata nazionale delle terme d'Italia) 1. La Repubblica riconosce il giorno 28 settembre di ogni anno quale Giornata nazionale delle terme d'Italia, al fine di diffondere la conoscenza dell'azione benefica delle cure termali sulla tutela della salute quale strumento per il mantenimento e per il ripristino dello stato di benessere psico-fisico. 2. Le organizzazioni delle aziende termali più rappresentative a livello nazionale nominano una commissione incaricata dell'organizzazione, della promozione e del coordinamento delle iniziative in occasione della Giornata nazionale delle terme d'Italia. 3. Dall'attuazione delle disposizioni del comma 2 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 24. (Pubblicità e sanzioni) 1. L'autorizzazione a effettuare la pubblicità degli stabilimenti termali nonché delle relative acque termali e dei prodotti derivanti dalle stesse, limitatamente a quanto attiene alle cure termali, alle patologie, alle indicazioni e alle controindicazioni di natura clinico-sanitaria, è rilasciata dall'autorità sanitaria competente per territorio, sentito il parere del servizio di igiene. 2. La pubblicità effettuata in violazione di quanto disposto dal comma 1 del presente articolo e dall'articolo 3, comma 2, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 100.000. Se la violazione è commessa da un soggetto non in possesso dei requisiti di cui all'articolo 3, l'autorità sanitaria competente per territorio dispone la cessazione immediata della pubblicità e la sospensione dell'attività da un minimo di tre mesi a un massimo di un anno. 3. L'erogazione di cure termali da parte di centri estetici e di centri benessere è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 100.000 e con la sospensione dell'attività da un minimo di tre mesi a un massimo di un anno. 4. Le somme derivanti dalle sanzioni di cui ai commi 2 e 3 sono versate alla tesoreria del comune nel quale è stata rilevata la violazione. Art. 25. (Abrogazione) 1. La legge 24 ottobre 2000, n. 323, è abrogata.