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Nonostante alcuni interventi normativi operati sulla tassazione del settore finanziario, si continua ad avvertire la necessità di limitare la formazione di bolle speculative e si ritiene ancora valido lo strumento fiscale per il raggiungimento di tale scopo. Si intende, pertanto, ampliare la base imponibile e la categoria dei titoli da assoggettare a tassazione, in linea con le indicazioni della Commissione europea e degli organismi internazionali. L'obiettivo del presente disegno di legge è, quindi, quello di cercare di contrastare le condotte speculative, favorire gli investimenti nel capitale permanente delle imprese e delle amministrazioni pubbliche, sostenere lo sviluppo economico. D'altra parte, nell'intento di favorire la crescita degli stessi mercati finanziari e, conseguentemente la diffusione degli strumenti di finanziamento del settore produttivo, soprattutto di quelli emessi dalle piccole e medie imprese italiane, quale fonte di finanziamento alternativo a quello bancario, si vuole destinare parte del prelievo fiscale derivante dalla tassazione a finanziare gli investimenti delle imprese maggiormente volte all'innovazione e all'internazionalizzazione. Ciò nella prospettiva di sperimentare e creare, in ambito tributario, una fiscalità di tipo circolare. Il presente disegno di legge, pertanto, si inserisce in tale contesto, proponendo, in sostituzione alla Tobin Tax , introdotta con la citata legge n. 228 del 2012, un nuovo sistema di tassazione sulle operazioni finanziarie, denominato « raider tax » , ovvero contro i fenomeni speculativi. In particolare, l'articolo 1 interviene sulle operazioni finanziarie di acquisto, già contemplate all'articolo1, comma 491, della legge n. 228 del 2012, modificandone i presupposti soggettivi ed impositivi, riducendo l'aliquota fiscale dallo 0,2 per cento ad un'aliquota non superiore allo 0,0030 per cento, ridotta ad un terzo per le negoziazioni nei mercati regolamentati e sistemi multilaterali, differentemente più alta per i soggetti istituzionali rispetto ai risparmiatori privati, da applicare sul prezzo di acquisto, ed estendendo l'oggetto della tassazione anche alle obbligazioni, ai titoli pubblici a medio-lungo termine e agli altri valori mobiliari e strumenti finanziari, negoziati da soggetti privati e investitori istituzionali, per conto proprio e di terzi, nonché da fondi comuni d'investimento, fondi pensione, SICAV, EFT e fondi simili. L'articolo 2 introduce un nuovo comma 491- bis all'articolo 1 della legge n. 228 del 2012, in materia di tassazione sulle operazioni finanziarie di vendita prevedendo, sugli stessi strumenti finanziari definiti dal comma 490 dell'articolo 1 della citata legge, una decrescita di imposizione fiscale al crescere del tempo di titolarità dello strumento finanziario, con previsione di scaglioni fiscali giornaliero, settimanale, ed entro mese, e l'esenzione dalla tassa per quelle operazioni di vendita concluse oltre l'anno dall'acquisto. Ciò al fine di agevolare gli investimenti a carattere tendenzialmente stabile e permanente. La progressività degli scaglioni fiscali è stabilita in una soglia non superiore allo 0,1 per cento, ridotta alla metà nel caso di titoli negoziati nei mercati regolamentati e sistemi multilaterali. Al fine di agevolare e sostenere le piccole e medie imprese del mercato regolamentato o dei sistemi multilaterali di negoziazione, i titoli azionari e obbligazionari emessi da società aventi capitalizzazione non superiore, per le operazioni di acquisto, a 600 milioni di euro, mentre per quelle di vendita a 400 milioni di euro, sono esentati da imposta. Sono esentati da imposizione anche gli acquisti di qualsivoglia strumento finanziario laddove si dichiara l'impegno a non dismettere lo strumento finanziario entro l'anno dalla negoziazione, nonché le operazioni finanziarie effettuate da soggetti privati e per lo stesso strumento finanziario del valore di euro 20.000, in caso di acquisto, e di euro 100.000, in caso di vendita. La disciplina fiscale sulle operazioni finanziarie di acquisto, definita dal comma 491, si applica, in sede di assegnazione, anche ai beneficiari di cosiddette stock option e di qualunque altro strumento finanziario sugli importi di valore superiori ad euro 2.065,83 (ex articolo 51, comma 2, lettera g) , del testo unico della imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917). L'articolo 3 modifica la disciplina sulle operazioni finanziarie in derivati di cui al comma 492 dell'articolo 1 della citata legge n. 228 del 2012, estendendo la tassazione ai derivati, di qualunque categoria, indipendentemente dal bene sottostante, quali attività finanziarie (come azioni, obbligazioni, valute, etc.), merci (quali, petrolio, oro, grano, metalli, etc.), indici nazionali o esteri (quali, MIB, il DAX, etc.), nonché eventi di varia natura. Allo stesso tempo, all'articolo 8, si delega il Governo a modificare la tabella 3 alla citata legge prevedendo per i derivati cosiddetti speculativi ( future, covered warrant, warrant, CFD, certificates, etc.) una tassazione non più fissa ma variabile, nella misura massima dello 0,0030, e comunque differente a seconda della tipologia di strumento e del relativo sottostante, nonché commisurata al valore del contratto. Le operazioni finanziarie di copertura dai rischi su operazioni finanziarie e non ( option ), comprese quelle di copertura dai rischi su cambi ( forex ), sia se compiute da soggetti istituzionali che da soggetti privati, sono assoggettate ad una tassazione fissa determinata con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto. Diversamente, sui derivati di vendita short selling (ossia, allo scoperto), aventi ad oggetto obbligazioni sui titoli di Stato, si prevede una tassazione massima dello 0,5 per cento sul valore del contratto, in relazione ai gravi danni economici che queste operazioni finanziarie possono creare ai conti pubblici. L'articolo 4 introduce il comma 500- bis all'articolo 1 della citata legge n. 228 del 2012 e prevede la tassazione sulle operazioni finanziarie di valute virtuali, il cui utilizzo negli ultimi anni è andato sempre più diffondendosi grazie alla possibilità di effettuare speculazioni sui tassi di cambio e soprattutto alla crescente accettazione quale strumento di pagamento internazionale anonimo, rapido e gratuito. Il loro riconoscimento nel nostro ordinamento come strumento di pagamento nello scambio di beni e servizi è avvenuto con il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90, il quale ha esteso alle valute virtuali la disciplina sul monitoraggio fiscale di cui al decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227. Nella fattispecie, si prevede per le operazioni di acquisto di valute virtuali una tassazione non superiore allo 0,009 per cento da calcolare sul prezzo di negoziazione, delegando il Governo (articolo 8) a definire gli scaglioni d'imposta crescenti al crescere dell'importo della transazione.