[resaula]

Non stupisce la difficoltà nel determinare già solo l'entità numerica. Chi rappresenta il popolo europeo, ovvero il Parlamento europeo, ha indicato nell'1,3 per cento il Prodotto interno lordo dei 27 Paesi; per il precedente Presidente, finlandese, era l'1,06; per l'attuale Presidente, l'1,07; per la Commissione, l'1,11. Parliamo di una differenza di oltre 300 miliardi: sembrano davvero numeri dati a caso. Preoccupa il fatto che i numeri della parte tecnica siano di gran lunga inferiori a quelli indicati da chi rappresenta il popolo europeo, il Parlamento. Si intrecciano certamente le questioni sul Nord ed Est-Ovest nei rapporti politici e nelle velocità delle diverse economie. Siamo in presenza di una proposta che gli stessi proponenti hanno definito "frugale" e che possiamo dire poco ambiziosa. Qual è il nostro obiettivo? Certamente assicurare e garantire il finanziamento alle politiche tradizionali dell'obiettivo dei fondi strutturali: l'armonizzazione e l'unificazione in ambito europeo, quindi politica agricola e politica di coesione, anche intervenendo sulle regole. La modifica di alcune regole che spostano due Regioni come la Sardegna e il Molise dal phasing out precedente alla nuova politica di coesione va valutata e può essere anche positiva. Ancora, dobbiamo dare una soluzione all'emergenza climatica: il green new deal è un punto fondamentale della proposta dell'odierno Presidente della Commissione; si parla di un'entità di 1000 miliardi, ma non sono ancora stati definiti i percorsi di finanziamento e cofinanziamento. Annoto, peraltro, che non sono previsti scomputi degli interventi per investimenti verdi. Cosa propone, vuole e indica Forza Italia a lei, signor Presidente del Consiglio, che rappresenterà tutti noi in questa trattativa molto difficile? Innanzitutto, il cambiamento che stiamo vivendo ha bisogno di una flessibilità nella gestione, che poi dev'essere declinata non in libertà assoluta, ma in verifiche frequenti del modello ad opera dei partner europei: non possiamo andare avanti per sette anni con un modello rigido, com'era in passato, quando il cambiamento era molto più lento. Al momento, ahimè, non si parla in nessun documento di una politica della natalità, un problema che investe l'Europa e particolarmente l'Italia. Avremo un'Europa che mantiene il proprio livello di abitanti con gli immigrati, ma vorremmo anche abitanti europei, vorremmo anche gli europei in Europa. Non c'è chiarezza sul rapporto di gestione dell'immigrazione. È forse il caso, signor Presidente, di riaprire una trattativa con l'Unione africana - e l'occasione è anche la discussione del quadro di finanza pluriennale - per valutare un accordo anche per centri regionali di sbarco nel Nord Italia? Poniamo la questione, che certamente brucia più all'Italia che ad altri Paesi, per cui, se non la poniamo noi, chi vogliamo la ponga? È una questione che ha una valenza economica, sociale e umanitaria. Chiediamo pure trasparenza. Vorrei ricordare che il sistema delle ONG - e parlo in generale, non solo di quelle che si occupano d'immigrazione, non mi si fraintenda - nei tre anni 2014-2017 ha avuto oltre 11 miliardi, ma non ce n'è l'elenco o almeno io non l'ho trovato. Dobbiamo quindi essere attenti ai temi, all'entità - chiarendo dunque quella totale - e ai regolamenti. Possiamo anche essere d'accordo con una valutazione per la modifica di alcune regole. Il meccanismo del prodotto interno lordo pro capite può anche essere preso in modo diverso e giustamente disoccupazione, livelli d'istruzione, cambiamenti climatici e accoglienza dei migranti, se vi facciano riferimento, sono elementi che possono incidere sulla definizione dell'algoritmo per la determinazione delle quote. Il punto, però, è che come Paese Italia non possiamo accettare la riduzione da 63 a 46 miliardi del Fondo di coesione e la modifica con riduzione del sistema della PAC. Dobbiamo garantire il nostro modello culturale, intensivo e qualitativo, rispetto alle grandi estensioni del Nord e dell'Est. È dunque assolutamente necessario che il Governo italiano si opponga - visto che c'è l'unanimità, deve farlo - a modifiche convergenti verso il sistema del latifondismo di alcuni Paesi dell'Est. Va corretto il sistema dei rimborsi, che c'era ai tempi della Gran Bretagna e oggi non ha più merito di essere. Va capitalizzata la Banca europea degli investimenti, cui gli investimenti green devono fare riferimento, come la ricerca e l'economia digitale. Signor Presidente, mi avvio a concludere con un ragionamento sulle risorse dell'Unione europea. Non siamo d'accordo con l'attuale proposta sulle risorse che riguardano plastica, entrate sulle società e modifiche sulle quote. Si può discutere sulle quote ambientali, ma è fondamentale far pagare le tasse in Europa a chi non le paga, come le pagano, non solo gli italiani, ma gli europei. La web tax va quindi definita a livello europeo, senza espropriare gli Stati nazionali del loro potere impositivo, così come nel trattato originario, ma va definita e chiarita a livello europeo. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Gli italiani o gli europei non possono permettersi che si arrivi alla condizione per cui... (Il microfono si disattiva automaticamente) . Signor Presidente, mi sia consentito concludere con un'ultima osservazione. Signor Presidente del Consiglio, si va verso l'approvazione all'unanimità, ma, prima di esprimersi sul Quadro finanziario pluriennale, chiuda l'accordo sul MES e sull'Unione bancaria, temi su cui è richiesta la maggioranza. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Infatti, è tutto parte di un unico disegno. Apriamoci a ridiscutere il modello di governance dell'Unione europea in modo sereno e serio e non da avversari, ma da fondatori quali siamo stati. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . LOREFICE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOREFICE (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, signor Presidente del Consiglio, signor Ministro e membri del Governo, inizio il mio intervento un pelino fuori tema: vi volevo parlare di Giro d'Italia, ma mi si chiederà cosa c'entri con l'argomento di oggi. Ebbene mi riferisco non al Giro d'Italia in bicicletta, a pedali, bensì a un nostro collega, rappresentante di una forza di opposizione, che, anziché trovarsi qui in Aula a lavorare su temi importanti come quello di oggi, va in giro a fare campagna elettorale, il giro d'Italia in Basilicata e in Puglia. (Applausi dal Gruppo M5S. Applausi ironici e commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il lavoro si fa in Parlamento e i temi importanti si difendono qua dentro, perciò basta retorica e lavoriamo insieme. Anziché fare il giro d'Italia, Matteo il leader maximo della Lega venga in Aula a rappresentare per benino la propria parte politica. (Applausi dal Gruppo M5S. Vivaci proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Torniamo a noi... PRESIDENTE.Per cortesia, colleghi. Riprendo io, quando è necessario.