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Premesso che la legge di stabilità 2016 aveva previsto che il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizzasse mediante un corso-concorso selettivo di formazione, il decreto-legge modifica tale previsione, disponendo che, a regime, il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante non un corso-concorso ma un concorso selettivo per titoli ed esami. Resta fermo che la procedura è organizzata su base regionale, per i posti vacanti nel triennio a venire. Possono partecipare i docenti e il personale educativo delle istituzioni statali in possesso di laurea che abbiano maturato un'anzianità complessiva nel ruolo di appartenenza di almeno 5 anni. Viene inoltre autorizzata per la formazione iniziale dei dirigenti scolastici una spesa di 180.000 euro annui a decorrere dal 2021. I commi 3 e 4 del medesimo articolo 2 trattano invece di dirigenti tecnici e autorizzano il Ministero a bandire un concorso per l'assunzione, da gennaio 2021, di 59 dirigenti tecnici e, dal 2023, di ulteriori 87 dirigenti tecnici. Nel frattempo, si proroga al 2020 la possibilità di conferire incarichi temporanei di livello dirigenziale non generale di durata non superiore a tre anni per le funzioni ispettive e a tal fine si rifinanzia l'autorizzazione di spesa già prevista per questo dalla legge n. 107 del 2015. L'articolo 2, al comma 5, lettere da a) ad e) , e al comma 5- bis , interviene sulla disciplina dettata dalla legge di bilancio per il 2019 per la stabilizzazione, come collaboratori scolastici, di 11.263 dipendenti delle imprese attualmente impegnate nei servizi di pulizia nelle scuole i quali abbiano 10 anni di servizio a tempo indeterminato. In particolare, le modifiche intervengono: sulla data di decorrenza dell'internalizzazione dei servizi di pulizia, che viene differita dal 1° gennaio al 1° marzo del prossimo anno (il 2020); sulla procedura selettiva, che era per titoli e colloquio e diventa per soli titoli; sui requisiti di ammissione alla selezione; sul meccanismo di assorbimento del personale. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, sono previste procedure secondarie, per la copertura dei posti eventualmente residuati all'esito della prima procedura selettiva, tra cui una procedura di mobilità straordinaria per l'a.s. 2020/2021, e una seconda procedura selettiva per soli titoli riservata al medesimo personale, ma con un requisito di soli 5 anni di servizio, che può essere svolto in questo caso anche a tempo determinato. Le assunzioni sono autorizzate anche a tempo parziale, con la precisazione che i rapporti instaurati a tempo parziale non possono essere trasformati in rapporti a tempo pieno, né può esserne incrementato il numero di ore lavorative, se non in presenza di risorse certe e stabili. È specificato che il personale immesso in ruolo non ha diritto al riconoscimento del servizio prestato quale dipendente delle imprese di pulizia. La lettera f ) del comma 5 dell'articolo 2, inserita durante l'esame in prima lettura, autorizza invece lo scorrimento della graduatoria formata nell'ambito della procedura di stabilizzazione dei lavoratori titolari di contratti per lo svolgimento di funzioni corrispondenti a quelle di collaboratore scolastico attivati dall'ufficio scolastico provinciale di Palermo a seguito del subentro dello Stato nei compiti degli enti locali. L'articolo 2, comma 6, prevede una procedura selettiva riservata per il reclutamento di personale dell'area di Direttore dei servizi generali e amministrativi nelle scuole (DSGA) mediante la progressione di assistenti amministrativi di ruolo che abbiano svolto a tempo pieno le funzioni di direttore per almeno 3 anni scolastici interi, a decorrere dall'anno scolastico 2011/2012. Il decreto-legge prevede il rinvio, per la disciplina della procedura, all'articolo 22, comma 15, del decreto legislativo n. 75 del 2017, il quale ha dettato una disciplina generale, a valere per il triennio 2018-2020, per consentire alle pubbliche amministrazioni di attivare procedure selettive interne riservate al personale di ruolo per la progressione tra le aree. Il decreto legislativo specifica che alla progressione può essere ammesso solo personale in possesso dei titoli di studio richiesti per l'accesso dall'esterno. L'articolo 3, al comma 1, esclude anche i dirigenti scolastici e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA)  unitamente al personale docente ed educativo delle scuole, che ne era già escluso  dal sistema di verifica biometrica dell'identità e di videosorveglianza degli accessi ai fini della verifica dell'osservanza dell'orario di lavoro introdotto per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche dalla legge n. 56 del 2019 . Il comma 2 dello stesso articolo 3 consente ai comuni la riduzione o l'azzeramento della quota corrisposta dalle famiglie per i servizi di trasporto scolastico rispetto ai costi sostenuti, in considerazione delle condizioni della famiglia e sulla base di delibera motivata, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. L'articolo 4, modificato durante l'esame in prima lettura, reca norme per la semplificazione delle procedure di alcuni acquisti da parte delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli enti pubblici di ricerca. In particolare si prevede che alcune forme di acquisto centralizzato tramite Consip SpA  previste dall'ordinamento  non trovino applicazione per questi enti quando si tratta di acquisti destinati all'attività di ricerca, al trasferimento tecnologico e alla terza missione. L'articolo 5 novella la legge n. 240 del 2010 per quanto attiene alla durata dell'abilitazione scientifica nazionale, che viene portata da sei a nove anni. Inoltre proroga fino al 31 dicembre 2021 la facoltà, attribuita alle università dalla stessa legge n. 240, di procedere alla chiamata nel ruolo di professore di prima e di seconda fascia di soggetti già in servizio nella stessa università edi utilizzare, per le chiamate a professore di seconda fascia di ricercatori a tempo determinato di tipo B, fino a metà delle risorse disponibili per coprire i posti di professore di ruolo. Il comma 1 dell'articolo 6,modificato dalla Camera, reca disposizioni specifiche per gli enti pubblici di ricerca di cui al decreto legislativo n. 218 del 2016, ai fini dell'applicazione della disciplina transitoria di carattere generale che consente l'assunzione a tempo indeterminato di dipendenti che abbiano rapporti a termine con pubbliche amministrazioni. Il successivo comma 1- bis - inserito dalla Camera - reca disposizioni a regime che consentono la trasformazione a tempo indeterminato del rapporto con il personale che svolga, presso i suddetti enti, attività di ricerca e tecnologiche in base ad un contratto di lavoro a termine o ad un assegno di ricerca. Ricorda che l'articolo 20, comma 1, del decreto legislativo n. 75 del 2017 consente alle pubbliche amministrazioni, nel triennio 2018-2020, di assumere a tempo indeterminato personale non dirigenziale che possegga determinati requisiti.