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Istituzione del ruolo dei magistrati di complemento. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge pone l'attenzione sulla circostanza, difficilmente confutabile, che la magistratura onoraria, nel nostro Paese, non ha più un ruolo complementare e occasionale in rapporto all'amministrazione della giustizia, ma anzi svolge una funzione assolutamente fondamentale nel rispondere alla domanda di giustizia che sempre più massicciamente proviene dai cittadini. È noto a tutti che, se tutti i magistrati onorari incrociassero le braccia, l'attività nei palazzi di giustizia sarebbe paralizzata. A fronte di questa sempre crescente importanza della magistratura onoraria a vario titolo, non sempre è corrisposta un'altrettanta considerazione, da parte del legislatore e dei vari Governi che si sono succeduti alla guida del Paese, nei confronti di quanti, sempre più professionalmente, rispondono in prima linea alla domanda di giustizia della gente. Per cui oggi ci troviamo di fronte a diverse categorie di giudici onorari, con altrettanti diversi criteri di selezione, con diverse retribuzioni e con diverse durate di rapporti di lavoro, ma tutti improntati all'assoluta precarietà che molte volte non corrisponde alla qualità del servizio che sempre più viene fornito con alto tasso di professionalità. In tutto ciò vi è la beffa di perdere la prestazione professionale, per scadenza dei mandati, proprio quando la stessa è diventata più remunerativa dal punto di vista dell'efficacia e della qualità del servizio. Il problema è stato sempre impostato in maniera sbagliata. Da una parte, quella dello Stato, aumentando le competenze e le disponibilità per i magistrati onorari, dall'altra, quella della magistratura onoraria, cercando di far scattare qualche diritto o di trovare scappatoie per improbabili inserimenti nella magistratura ordinaria. Con il presente disegno di legge, con cui si ripropone un'iniziativa dapprima presentata nella XIV legislatura, grazie alla disponibilità di parlamentari collocati trasversalmente nel panorama politico e all'attivismo di alcuni esponenti associativi della magistratura onoraria, e ulteriormente ripresentata nella XV legislatura (atto Camera n. 900) e XVI legislatura (atto Camera n. 537), si cerca di porre fine ad una ingiustizia istituendo la magistratura onoraria di complemento che, pur svolgendo un ruolo del tutto simile a quello svolto dalla magistratura ordinaria, è reclutata in maniera diversa; ha una retribuzione inferiore ma assolutamente decorosa e, cosa più importante, ottiene un inquadramento previdenziale che la rende una delle tante professioni del nostro tempo. É evidente che, regolarizzando i magistrati onorari, il numero di quelli che possono essere regolarmente inquadrati sarà notevolmente inferiore a quello attuale (da circa 9.000 si passerà a circa 4.500), ma sufficiente a garantire un servizio assolutamente soddisfacente. Il disegno di legge consta di dodici articoli che disciplinano l'istituzione del ruolo dei magistrati di complemento (articolo 1); il trattamento giuridico, economico e previdenziale (articolo 2); il concorso pubblico (articolo 3); il tirocinio e la nomina, il passaggio di funzioni e i trasferimenti (articoli 4 e 5); l'accesso alla magistratura ordinaria e alle funzioni superiori (articoli 6 e 7), le disposizioni transitorie e quelle regolamentari, le disposizioni per i magistrati di complemento distrettuali e la copertura finanziaria (articoli da 8 a 12).. 1 (Istituzione e funzioni dei magistrati di complemento) 1 É istituito il ruolo dei magistrati di complemento, i quali esercitano la giurisdizione in materia civile e penale, presso gli uffici del giudice di pace, presso i tribunali ordinari e presso le procure della Repubblica, secondo le norme della presente legge. 2 I magistrati di complemento si distinguono dagli altri magistrati ordinari soltanto per diversità di funzioni e per modalità di reclutamento. 3 I magistrati di complemento svolgono le proprie funzioni presso gli uffici del giudice di pace e presso i tribunali ordinari con la qualifica di giudice di complemento e presso le procure della Repubblica con la qualifica di sostituto procuratore di complemento della Repubblica. 4 I giudici di complemento svolgono le funzioni che la legge assegna ai giudici di pace e ai giudici di tribunale, nei limiti indicati dalla presente legge. 5 I sostituti procuratori di complemento della Repubblica svolgono le funzioni che la legge assegna ai sostituti procuratori della Repubblica, nei limiti indicati dalla presente legge. 6 Salvo quanto previsto ai soli fini della progressione economica ai commi 2 e 3 dell'articolo 2, le funzioni di magistrato di corte d'appello e le funzioni di magistrato di Corte di cassazione non possono essere svolte da magistrati di complemento. 7 Conseguono la nomina a magistrato di complemento coloro che, avendo superato il concorso pubblico di cui all'articolo 3 e avendo ultimato il tirocinio di cui all'articolo 4, sono valutati idonei dal Consiglio superiore della magistratura previo parere del Consiglio giudiziario. 8 La tabella B annessa alla legge 5 marzo 1991, n. 71, è sostituita dalla tabella di cui all'allegato A annesso alla presente legge. 2 (Trattamento giuridico, economico e previdenziale dei magistrati di complemento) 1 Ai magistrati di complemento si applicano le incompatibilità, le guarentigie e il trattamento giuridico, economico, previdenziale e assistenziale previsti per gli altri magistrati ordinari dell'ordine giudiziario, salvo quanto stabilito dalla presente legge. 2 Ai magistrati di complemento sono corrisposte per intero l'indennità integrativa speciale, l'indennità giudiziaria e gli altri diritti che la legge attribuisce ai magistrati ordinari di tribunale con eguale anzianità di servizio, nei limiti salariali previsti dal comma 3. 3 Lo stipendio dei magistrati di complemento è calcolato sulla base dello stipendio corrisposto agli altri magistrati ordinari di tribunale con eguale anzianità di servizio, applicando una riduzione percentuale del 50 per cento nei primi tre anni di servizio e del 35 per cento nei successivi anni di servizio. 4 Ai fini previdenziali, ai magistrati di complemento si applicano, per il periodo di pregressa attività forense, le disposizioni di cui alla legge 5 marzo 1990, n. 45, senza oneri a carico del bilancio dello Stato. 3 (Concorso pubblico per l'accesso al ruolo dei magistrati di complemento) 1 L'accesso al ruolo dei magistrati di complemento avviene tramite concorso pubblico per titoli. Al concorso per magistrato di complemento si applicano, in quanto compatibili con la presente legge, le disposizioni vigenti per il concorso ad uditore giudiziario. 2 Per l'accesso al concorso è richiesto il possesso dei seguenti requisiti: a cittadinanza italiana; b esercizio dei diritti civili e politici; c idoneità fisica e psichica; d età non inferiore a trenta anni e non superiore a sessanta anni; e laurea in giurisprudenza conseguita a seguito di corso universitario di durata non inferiore a quattro anni; f non avere riportato condanne per delitti non colposi o a pena detentiva per contravvenzioni e non essere stato sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza;