[ddlpres]

Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, adottato, di concerto con il Ministro con delega per le pari opportunità, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono previste le misure di attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2. 7 (Statistiche sulla violenza e Osservatorio sulla violenza nei confronti delle donne) 1 Nel titolo II del libro II del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, dopo l’articolo 24, è aggiunto il seguente: «Art. 24- bis. - (Statistiche sulla violenza). -- 1. Ai fini della progettazione e della realizzazione di politiche di contrasto alla violenza nei confronti delle donne e alle discriminazioni di genere e del monitoraggio delle politiche di prevenzione, l’istituto nazionale di statistica (ISTAT), sulla base di finanziamenti dedicati, assicura lo svolgimento di una rilevazione statistica sulla discriminazione e la violenza di genere fisica, sessuale, economica, psicologica, atti persecutori e sui maltrattamenti in famiglia, che ne misuri le caratteristiche fondamentali e individui i soggetti più a rischio con cadenza almeno quadriennale». 2 La rilevazione dei dati relativi ai reati accertati e denunciati, condotta dal Ministero della giustizia e dal Ministero dell’interno, prevede la disaggregazione per genere, età e cittadinanza, sia degli autori che delle vittime, nonché la relazione tra autore e vittima, rendendo i dati, previamente anonimizzati, fruibili e garantendone la qualità, secondo quanto previsto dal decreto di cui al comma 4. 3 Presso l’ISTAT è costituito un apposito sistema informativo sulla violenza nel confronti delle donne, di seguito denominato: «Osservatorio sulla violenza nel confronti delle donne», in cui confluiscono, secondo le modalità previste dal decreto di cui al comma 4 e previa anonimizzazione, le informazioni rilevate ai sensi dei commi 1 e 2, nonché gli ulteriori dati prodotti dal Ministero della giustizia, dell’interno, della salute, nonché dal Dipartimento delle pari opportunità della Presidenza del Consiglio del ministri, dai centri antiviolenza e da tutti gli enti che dispongano di dati utili alla conoscenza e descrizione del fenomeno, coordinando gli stessi nella raccolta, secondo quanto previsto dal decreto di cui al comma 4. I dati contenuti nell’Osservatorio sono resi accessibili alle università e agli enti, pubblici e privati che perseguono finalità di ricerca, secondo le modalità previste dal decreto di cui al comma 4. 4 Con decreto avente natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare di concerto con i Ministri della giustizia e dell’interno entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, sono indicate le variabili fondamentali da descrivere al sensi del comma 1; le garanzie per la qualità e la confidenzialità statistica del dati di cui al comma 2; le modalità per la trasmissione dei flussi informativi di cui al comma 3, nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nonché le condizioni per la consultazione dei dati contenuti nel sistema informativo di cui al comma 3, da parte dei soggetti legittimati. IV TUTELA DELLE VITTIME DI VIOLENZA 8 (Tutela della donna vittima di delitti contro la personalità individuale e la libertà sessuale) 1 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, ciascuna questura è tenuta ad assicurare la presenza, nel propri uffici, di una quota di personale, titolare di una formazione specifica in materia di delitti contro la personalità individuale e la libertà sessuale, competente a ricevere le denunce o le querele da parte di donne vittime di uno o più dei delitti previsti dagli articoli 572 e dalla sezione I del capo III del titolo XII del libro II del codice penale, dagli articoli da 609- bis a 609- octies e 612- bis del medesimo codice, nonché dei reati di cui all’articolo 3 della legge 20 febbraio 1958, n. 75. 2 La quota di personale di cui al comma 1 è stabilita dal Ministero dell’interno con proprio decreto, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3 Il decreto di cui al comma 2 stabilisce altresì le caratteristiche e le modalità di organizzazione del corsi di formazione professionale in materia di tutela delle vittime dei delitti di cui al comma 1, compresivi anche di una formazione specifica in materia di tutela e assistenza delle vittime minorenni del medesimi delitti. La partecipazione ai corsi di cui al periodo precedente è condizione per l’assegnazione alle quote di personale di cui al comma 1. 4 Ciascuna donna, anche minorenne, che intenda presentare presso una questura denuncia o querela per uno o più dei delitti di cui al comma 1, di cui affermi essere vittima, ha il diritto di farsi assistere, qualora, debitamente informata della possibilità, dichiari di volersene avvalere, dal personale di cui al medesimo comma l, anche nelle fasi successive alla presentazione della denuncia o della querela. 9 (Nuclei specializzati per l’assistenza delle vittime di violenza nei confronti delle donne) 1 Le aziende ospedaliere e le aziende sanitarie locali assicurano l’attivazione di almeno un nucleo specializzato per i problemi correlati alla violenza nei confronti delle donne. 2 Il nucleo specializzato di cui al comma 1, al fine di assicurare assistenza integrata alle vittime di violenza, garantisce l’intervento di personale sanitario adeguatamente formato per l’accoglienza, l’assistenza e la cura delle vittime della violenza. L’assistenza richiesta garantisce, oltre agli interventi per la cura della vittima, l’adeguata effettuazione di esami, prelievi e refertazioni, che possono essere utilmente prodotti come prove della violenza in un eventuale fase giudiziaria. 3 Il personale sanitario operante presso il nucleo specializzato di cui al comma 1 segue corsi di formazione appositamente organizzati. 4 Ogni struttura ospedaliera e azienda sanitaria assicura che almeno una parte del personale sanitario sia adeguatamente formato per l’accoglienza, l’assistenza integrata e la cura delle vittime della violenza. La formazione di tale personale è realizzata, secondo quanto previsto dal Ministro della salute con proprio decreto, emanato di concerto con i Ministri della giustizia e del lavoro e delle politiche sociali, attraverso seminari organizzati da esperti specializzati nella prevenzione della violenza di genere e sostegno alle vittime provenienti dai consultori pubblici, senza costi aggiuntivi per la finanza pubblica. Nelle rete dei consultori pubblici o nelle unità sanitarie è possibile individuare le professionalità adeguate agli scopi della presente legge. 5 Il personale specializzato, secondo quanto previsto dal decreto di cui al comma 4, può predisporre piani di organizzazione annuale e di aggiornamento, richiedere l’appoggio di professionalità esterne al servizio pubblico come le organizzazioni non governative e le case e i centri delle donne, la cui professionalità nell’appoggiare le donne vittime di violenza si è resa evidente nella loro esperienza sul campo. In quest’ottica l’ équipe può costituire un punto di riferimento anche per la formazione del personale tirocinante proveniente dall’università. 10 (Tutela lavorativa)