[pronunce]

che con la sentenza n. 178 del 2023, successiva all'ordinanza di rimessione oggi all'esame, questa Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale - per contrasto con gli artt. 11 e 117, primo comma, in relazione all'art. 4, punto 6, della decisione quadro 2002/584/GAI, nonché con l'art. 27, terzo comma, Cost. - dell'art. 18-bis, comma 1, lettera c), della legge n. 69 del 2005 (nella versione introdotta dall'art. 6, comma 5, lettera b, della legge 4 ottobre 2019, n. 117, recante «Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2018»), nella parte in cui non prevedeva che la corte d'appello possa rifiutare la consegna di una persona ricercata cittadina di uno Stato terzo, che legittimamente ed effettivamente abbia residenza o dimora nel territorio italiano e sia sufficientemente integrata in Italia, nei sensi precisati in motivazione, sempre che la corte d'appello disponga che la pena o la misura di sicurezza sia eseguita in Italia; che, nella medesima sentenza, questa Corte ha dichiarato, in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), l'illegittimità costituzionale dell'art. 18-bis, comma 2, della legge n. 69 del 2005, nella formulazione introdotta dall'art. 15, comma 1, del d.lgs. n. 10 del 2021 e censurata dall'odierno rimettente, nella parte in cui non prevedeva che la corte d'appello possa rifiutare la consegna di una persona ricercata cittadina di uno Stato terzo, che legittimamente ed effettivamente abbia residenza o dimora nel territorio italiano da almeno cinque anni e sia sufficientemente integrata in Italia, nei sensi precisati in motivazione, sempre che la corte d'appello disponga che la pena o la misura di sicurezza sia eseguita in Italia; che peraltro, successivamente alla sentenza n. 178 del 2023, in sede di conversione del decreto-legge 13 giugno 2023, n. 69, recante «Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi derivanti da atti dell'Unione europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano», la legge 10 agosto 2023, n. 103 ha aggiunto a tale testo normativo un art. 18-bis, che al comma 1, lettera a), numero 1), modifica l'art. 18-bis, comma 2, della legge n. 69 del 2005, prevedendo la possibilità di rifiutare «la consegna del cittadino italiano o di persona che legittimamente ed effettivamente risieda o dimori in via continuativa da almeno cinque anni sul territorio italiano», e dunque includendo nell'ambito applicativo della disposizione i cittadini di Paesi terzi; che, pertanto, le questioni ora in scrutinio debbono essere dichiarate manifestamente inammissibili perché ormai prive di oggetto (ex plurimis, ordinanze n. 87 e n. 78 del 2023, n. 226, n. 206, n. 204, n. 172 e n. 102 del 2022). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 11, comma 1, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 18-bis della legge 22 aprile 2005, n. 69 (Disposizioni per conformare il diritto interno alla decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri), come sostituito dall'art. 15, comma 1, del decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 10 (Disposizioni per il compiuto adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni della decisione quadro 2002/584/GAI, relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra stati membri, in attuazione delle delega di cui all'articolo 6 della legge 4 ottobre 2019, n. 117), sollevate - in riferimento agli artt. 2, 3, 27, terzo comma, 117, primo comma (quest'ultimo in relazione agli artt. 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e 17, paragrafo 1, del Patto internazionale sui diritti civili e politici), nonché 11 e 117, primo comma, della Costituzione (in relazione agli artt. 4, punto 6, e 1, paragrafo 3, della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra gli stati membri, agli artt. 2 e 6 del Trattato sull'Unione europea, e agli artt. 7 e 20 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea) - dalla Corte d'appello di Napoli, sezione quarta penale, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 febbraio 2024. F.to: Augusto Antonio BARBERA, Presidente Francesco VIGANÒ, Redattore Igor DI BERNARDINI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 febbraio 2024 Il Cancelliere F.to: Igor DI BERNARDINI