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Inoltre, «nella primavera del 2011 fu ipotizzato l'utilizzo del Fondo salva Stati (suggerito dall'Italia nel 2008) per salvare non solo gli Stati, ma anche le banche. Il Governo italiano pose la condizione che il contributo al Fondo, in caso di utilizzo per salvataggi bancari, non fosse calcolato in base al PIL (come è giusto per la funzione salva Stati), ma calcolato sul rischio bancario: Germania e Francia erano a rischio sulla Grecia per 200 miliardi, l'Italia solo per 20 miliardi. La soluzione proposta all'Italia determinò reazioni negative fortissime non solo perché aumentava esponenzialmente l'onere a carico dei pubblici bilanci tedesco e francese, ma anche perché evidenziava l'effettiva origine della crisi, che non era tanto connessa alle finanze pubbliche, avendo piuttosto causa in una profonda crisi del sistema bancario, crisi che non si voleva assolutamente evidenziare (e che ancora a lungo, e per le stesse ragioni, ancora si tende a nascondere)». È in ciò che ho appena evidenziato «che si trova sia l'origine prima degli sberleffi recitati in televisione da una coppia di leader europei in conferenza stampa, sia il parallelo altrimenti ingiustificato scatenarsi degli spread contro l'Italia. Per evitare il default minacciato con la lettera del 5 agosto, il Governo emanò il cosiddetto decreto di Ferragosto. La stampa internazionale lo definì perfect . In realtà, dato tutto quanto sopra, il decreto non fu comunque sufficiente per bloccare la pressione politica necessaria per forzare l'Italia verso l'ipotesi di un abnorme finanziamento del fondo salva banche». (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ce lo ricordiamo bene. «La clausola di salvaguardia non è stata dunque un'invenzione italiana, ma una imposizione europea. Tuttavia con una specifica, una differenza tra quanto è stato nell'agosto del 2011 e quanto è poi avvenuto negli otto anni successivi. Nella formulazione italiana (agosto-settembre 2008) l'adempimento alla clausola-imposizione era assolutamente programmatico e generico e comunque subordinato all'ipotesi del non raggiungimento di altri e vasti obiettivi di bilancio. Alla larga nel testo si ipotizzava infatti, nel caso denegato di un insufficiente raggiungimento di questi obiettivi, una «possibile rimodulazione delle tax expenditure o delle aliquote delle imposte indirette, incluse le accise o l'IVA. Nell'ottobre-novembre del 2011 il Governo entrò in crisi, interrompendo la sua azione in finanza pubblica. È solo con il primo decreto del Governo Monti che appare la clausola IVA come poi è stata iterata nei lunghi otto anni successivi. Una serie di clausole vincolanti e cifrate per importi e date. È del resto poi forse il caso di ricordare che, oltre ad avere importato dall'Europa e montata in loco una clausola IVA di tipo imperativo, come da allora così ancora, uno dei primi atti del Governo Monti fu quello per cui il Governo italiano consentì il calcolo del contributo italiano al fondo salva banche non in base al rischio, ma in base al PIL, così che la crisi rispetto alla quale l'Italia era totalmente estranea (...) fu prima addebitata all'Italia, come se si trattasse di una crisi della finanza pubblica italiana, per poi essere - per beffa - messa sul conto dell'Italia gravandola - in aggiunta alle clausole - per un importo assolutamente spropositato». Questo - perché rimanga agli atti - è uno scritto dell'allora ministro Tremonti, che ricostruisce giustamente una cosa che, invece, viene riportata nella maniera più sbagliata, attribuendo colpe a chi non ce l'ha. Comunque, le clausole dell'IVA sono state sterilizzate e qualunque Governo avrebbe dovuto farlo. Certo, è stato un conto pesante, ma le clausole di salvaguardia sono state sterilizzate anche lo scorso anno. Come ho già detto e continuo a ripetere, il problema è che questo sarà un anno incredibilmente difficile. Infatti, se i colleghi della maggioranza ci hanno spiegato tutte le caratteristiche positive di quanto è contenuto nella manovra, non possono negare che comunque di crescita si parla veramente poco questo anno, come ripeteva prima anche il collega Damiani. Questo luogo induce molti ad allontanarsi dalla vita reale, a non ascoltare la gente che ti ferma nei negozi o che si ferma ai gazebo; ma la percezione è che la vita sarà complicata per le famiglie e per le imprese e i commercianti, come ho già detto in sede di relazione di minoranza. Ricordiamo la mancata proroga sulla cedolare secca, ma non solo; l'aumento delle accise sui carburanti il prossimo anno: sarà una mazzata per tutti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Damiani) . Ma questo non lo diciamo? Lo dobbiamo dire solo noi? La differenza è veramente questa. Lo ripeto perché le persone, non solo quelle che votano il mio partito, ma le persone che incontro, hanno una percezione negativa. Non c'è l'aspettativa positiva che c'era l'anno scorso; non c'è la speranza di ricostruire qualcosa, perché, nonostante vi sia stato il benevolo assenso e supporto dell'Europa, questo è quello che c'è. Quest'anno ci saranno più tasse e così l'anno prossimo. Il collega Stefano diceva che finalmente ci saranno investimenti al Sud. Io che abito a 15 chilometri dal confine con la Svizzera dico ben vengano gli investimenti, l'Italia deve andare avanti tutta insieme; questi investimenti, però, devono essere certi nei tempi e nella realizzazione, perché altrimenti non funzionano. Non ci si può fermare, questo Paese deve ripartire, ma con un altro tipo di mentalità. Ringrazio tutti: gli Uffici della Commissione, dell'Assemblea, gli uffici legislativi di tutti i Gruppi che hanno lavorato in un modo incredibile. Abbiamo l'impressione di essere dei fenomeni, ma ricordiamoci che alla Camera praticamente si voterà solo la fiducia e secondo me questo è un vulnus pazzesco. Ce lo vogliamo dimenticare? E non è colpa della minoranza, ma della maggioranza che ha litigato per venticinque giorni per mettersi d'accordo sul contenuto della manovra e ha costretto le opposizioni a una maratona in cui in certi momenti addirittura veniva meno la lucidità. Per fortuna in 5 a Commissione c'è comunque un buon clima, ci sono stima e rispetto reciproco, ma le condizioni nelle quali abbiamo lavorato non sono assolutamente accettabili. Non solo avete previsto dei contenuti che non condividiamo, ma in più dovremmo anche farvi i complimenti, i salamelecchi e considerarvi eroi dello Stato. Noi ci rifiutiamo di dirlo, perché non lo crediamo. Noi non crediamo in questa manovra e contestiamo fortemente le modalità con le quali l'avete portata avanti. Vorrei accennare infine a una questione, perché è un esempio di come anche la maggioranza abbia vissuto delle contraddizioni pazzesche. La maggioranza è composta dal PD e da Italia Viva, che anni fa hanno avviato la riforma del Terzo settore e del servizio civile. Stiamo parlando di migliaia di ragazzi che vivono un'esperienza incredibilmente formativa e che, grazie a questa, il più delle volte riescono a trovare lavoro nei primi sei mesi dalla fine del servizio. Chi ha varato questa riforma praticamente dimezza i fondi per il servizio civile e questa è una incredibile contraddizione;