[ddlpres]

Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo di Barbados per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, fatta a Barbados il 24 agosto 2015. Onorevoli Senatori. -- La Convenzione tra l'Italia e Barbados per evitare le doppie imposizioni sul reddito disciplina gli aspetti fiscali inerenti alle relazioni economiche poste in essere tra i residenti dei due Paesi contraenti, fornendo uno strumento giuridico utile alle imprese italiane al fine di operare in Barbados in condizioni concorrenziali rispetto agli operatori economici di altri Paesi ad economia avanzata. La Convenzione garantisce inoltre l'interesse generale dell'Amministrazione finanziaria italiana. Gli aspetti tecnici di seguito evidenziati si riferiscono alle diverse disposizioni della Convenzione che ricalcano gli standard più recenti del modello di Convenzione fiscale dell'OCSE, discostandosene solo per taluni aspetti, in relazione ad alcune particolarità dei sistemi fiscali delle parti contraenti. La sfera soggettiva di applicazione della Convenzione di cui all'articolo 1 è costituita dalle persone fisiche e giuridiche residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti. Per quanto riguarda le imposte considerate, figurano per l'Italia all'articolo 2, paragrafo 3, l'IRPEF, l'IRES e l'IRAP. L'articolo 3 elenca le definizioni generali necessarie per l'interpretazione di alcuni termini ed espressioni utilizzati nella Convenzione. L'articolo 4 stabilisce la definizione di residenza e, conformemente al modello OCSE, detta i criteri per stabilire la residenza prevalente ai fini della Convenzione nei casi di doppia residenza di persone fisiche e giuridiche. La disposizione relativa alla risoluzione dei casi di doppia residenza delle persone diverse dalle persone fisiche (paragrafo 3) prevede che la persona diversa da una persona fisica venga considerata residente esclusivamente nello Stato in cui è situata la sede della sua direzione effettiva. Tale principio della sede di direzione effettiva è conforme al modello OCSE ed è in linea con i princìpi della legislazione fiscale italiana. In materia di stabile organizzazione (articolo 5), le disposizioni concordate accolgono in linea generale lo standard OCSE. Inoltre, si considera la configurazione di una stabile organizzazione, nel caso di un cantiere di costruzione o di installazione, un'installazione o una piattaforma di trivellazione o una nave utilizzati per l'esplorazione o lo sfruttamento di risorse naturali, allorquando venga oltrepassato un limite temporale di sei mesi. La tassazione dei redditi immobiliari (articolo 6), come da modello OCSE, è prevista secondo il principio della tassazione concorrente nel Paese in cui sono situati gli immobili e nel Paese di residenza del beneficiario di tali redditi. La doppia imposizione viene evitata con l'applicazione del credito d'imposta da parte del Paese di residenza del beneficiario. Per quanto concerne il trattamento degli utili di impresa (articolo 7), è accolto il principio generale secondo il quale gli stessi sono imponibili esclusivamente nel Paese di residenza dell'impresa, ad eccezione dei redditi prodotti per il tramite di una stabile organizzazione. In quest'ultima ipotesi, il Paese in cui è localizzata la stabile organizzazione ha la potestà di tassare gli utili realizzati sul suo territorio mediante tale stabile organizzazione, nella misura in cui tali utili siano attribuibili alla stabile organizzazione. Gli utili derivanti dall'esercizio, in traffico internazionale, di navi e aeromobili (articolo 8), nonché dal noleggio di contenitori, sono tassati esclusivamente nello Stato contraente in cui è situata la sede della direzione effettiva dell'impresa di navigazione. In materia di imprese associate (articolo 9), è stato concordato un testo in linea con il modello OCSE. Inoltre, la disposizione convenzionale di cui al paragrafo 2 prevede che gli aggiustamenti, operati da una amministrazione fiscale a fronte di rettifiche effettuate nell'altro Stato contraente, possono essere effettuati soltanto in conformità alla procedura amichevole di cui all'articolo 25 della Convenzione. Con riferimento alla disciplina dei dividendi (articolo 10), posto il principio generale della loro definitiva tassazione nello Stato di residenza del percipiente (paragrafo 1), gli stessi sono imponibili anche nello Stato della fonte, ma limitatamente ad una aliquota del 5 per cento nel caso di partecipazioni uguali o superiori al 10 per cento del capitale della società che distribuisce i dividendi, e del 15 per cento negli altri casi. Il paragrafo 6 dell'articolo 10 prevede la potestà di uno Stato contraente di applicare una ritenuta del 5 per cento sui trasferimenti degli utili di una stabile organizzazione ad una società residente dell'altro Stato contraente che dispone della predetta stabile organizzazione. In materia di interessi (articolo 11), fermo restando il principio generale della loro definitiva tassazione nello Stato di residenza del percipiente (paragrafo 1), è stata concordata un'aliquota di ritenuta nello Stato della fonte del 5 per cento (paragrafo 2). Anche in materia di royalties (articolo 12), posto il principio generale della loro definitiva tassazione nel Paese contraente di residenza del percipiente, è stata prevista un'aliquota massima di ritenuta nel Paese della fonte del 5 per cento. Per ciò che riguarda la tassazione degli utili di capitale (articolo 13), questa avviene: -- se trattasi di plusvalenze relative a beni immobili di cui all'articolo 6 della Convenzione, nello Stato contraente in cui questi sono situati, secondo il principio della tassazione concorrente; -- se si tratta di plusvalenze relative a beni mobili appartenenti alla stabile organizzazione o alla base fissa, nello Stato contraente in cui è situata la stabile organizzazione o la base fissa, secondo il principio della tassazione concorrente; -- nel caso di plusvalenze conseguenti ad alienazioni di navi o aeromobili utilizzati in traffico internazionale ovvero a beni mobili relativi alla gestione di tali navi o aeromobili, esclusivamente nello Stato contraente in cui è situata la sede della direzione effettiva dell'impresa alienante; -- nel caso di plusvalenze relative ad azioni di una impresa di uno Stato contraente derivanti più del 50 per cento del loro valore da beni immobili situati nell'altro Stato contraente, in tale altro Stato contraente in cui i beni immobili sono situati, secondo il principio della tassazione concorrente; -- in tutti gli altri casi, esclusivamente nello Stato contraente di residenza dell'alienante. Nel rispetto della prassi negoziale italiana è stato previsto l'articolo 14 sulle professioni indipendenti che prevede, quale principio generale, l'imposizione esclusiva nello Stato contraente di residenza. Viene tuttavia prevista la tassazione concorrente nello Stato contraente di prestazione dell'attività, nel caso della disponibilità di una base fissa utilizzata per l'esercizio della professione. Il trattamento fiscale delle remunerazioni per lavoro subordinato è regolato dall'articolo 15 il quale prevede, nel caso in cui l'attività di un soggetto di uno Stato contraente sia svolta nell'altro Stato contraente, il criterio della tassazione concorrente, in linea con il principio contenuto al paragrafo 1 dell'articolo 15 del modello OCSE.