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Vi invitiamo anche a leggere qualche libro come «Governare la Cina» di Xi Jinping (si chiama così, Di Maio). Tra l'altro di Maio è stato a Matera, perché ci sono le elezioni in Basilicata, e ha scoperto che Matera è in Basilicata e non in Puglia. Complimenti anche a Di Maio perché nel tempo si imparano tante cose. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ebbene, Xi Jiping ha scritto il saggio «Governare la Cina». Siccome lo riceverete, vi consiglio di leggere il saggio: è un po' noioso e lungo, ma bisogna studiarselo. Costui ha detto che il valore è l'armonia, non la democrazia. Ora non so se questo sia un principio giusto. Deng Xiaoping disse molti anni fa che la democrazia è una cosa troppo complicata per applicarla in Cina e che cinesi erano troppi per poter utilizzare la democrazia ma noi siamo di un altro avviso. Noi difendiamo la democrazia e vogliamo una reciprocità di diritti con un Paese che nega diritti essenziali ai propri lavoratori e che inquina l'ambiente. Questo a noi preoccupa di questa intesa, di questo negoziato e di questo misterioso dato di fatto. Vi ricordiamo che oggi abbiamo una bilancia commerciale che vede importazioni in Italia dalla Cina per 31 miliardi ed esportazioni per 13 miliardi. Siamo certi che il memorandum migliorerà un dato che vede la nostra bilancia commerciale in forte passivo o arriveranno qui altri prodotti dalla Cina? Poi questa Via della Seta (la chiamo in italiano) è una strada di collegamento (chiamiamola strada); voi siete favorevoli come Governo a collegare l'Estremo Oriente con il cuore dell'Occidente e poi non volete fare qualche chilometro di ferrovia che colleghi l'Italia alla Francia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ma qual è la coerenza? Qual è la lungimiranza? La Via della Seta va bene, un bel treno da Pechino fino a non so dove va bene, ma le merci che arrivano a Genova o che arrivano a Trieste come viaggiano verso l'Europa? Arrivati a Chiomonte ci si ferma perché c'è la pausa di riflessione: è un'assurdità. Volete le connessioni a nostro svantaggio per farci colonizzare e non volete invece le connessioni a nostro vantaggio nel cuore dell'Europa. Altra bella coerenza. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Vi piace il giallo della Cina, vi piace il giallo dei gilet : avete una forma di itterizia politica probabilmente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Voglio ricordare agli ambientalisti che se Greta andasse in Cina la arresterebbero, visto il livello di inquinamento e di inerzia sul piano ambientale. Abbiamo adesso in Europa il fenomeno di discussione dell'ecologismo precoce che va bene. Allora vediamo che succederebbe se andasse in Cina. Noi abbiamo il dramma di Taranto, dove il lavoro si scontra con la salute, dove nel quartiere Tamburi le stesse famiglie hanno paura della chiusura della fabbrica siderurgica, che potrebbe cancellare il lavoro dei propri familiari, ma hanno anche paura del tumore, dei fumi e dei residui. Allora noi la Cina la vogliamo richiamare al rispetto dei protocolli ambientali internazionali, che non rispetta, portando qui acciaio che costa la metà del nostro perché prodotto inquinando e sfruttando senza nessun diritto il lavoro dei cinesi? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mi avvio a concludere, Presidente, perché abbiamo anche altri impegni nella serata. Noi non abbiamo né la cinofobia, perché bisogna confrontarsi con la Cina (lo si fa da qualche millennio), ma neanche la cinofollia, che mi sembra vi abbia colpito. Noi siamo preoccupati - e per questo difendiamo le nostre risoluzioni - dalla scarsa credibilità della vostra oscillante politica internazionale. Lo dico anche agli amici della Lega, che condividono con noi tradizionalmente posizioni più serie. Noi stiamo facendo caos sugli F-35. Costano molto, sì, ma non avere più una difesa aerea nel futuro per un Paese che nel Mediterraneo è esposto alle minacce del terrorismo fondamentalista, è una scelta lungimirante secondo voi? È una scelta occidentalista? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Abbiamo un Governo che non ha ancora riconosciuto in Venezuela il legittimo Governo perché siete amici di Maduro, gli ultimi castristi del mondo seduti su quei banchi. Che vergogna! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . C'è quindi un riposizionamento che ci porta lontani dall'Occidente, un giorno a fare i camerieri dei cinesi, un giorno a fare gli apologeti di Maduro, un giorno a negare le appartenenze alla NATO e alle alleanze occidentali. Noi siamo per il sovranismo vero, quello dell'Italia e quello dell'Europa, non subalterno a nessuno. Qualcuno pensa di avere una corona in testa dai cinesi? Avrà un collare per essere trascinato al guinzaglio e noi a questo diremo sempre no. (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI) . DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 18,48) DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente del Consiglio, condividiamo pienamente la sua visione sull'agenda dei problemi all'esame del Consiglio europeo, soprattutto apprezziamo che lei abbia illustrato la necessità, per l'Unione europea, di farsi guida dei processi di cambiamento in atto non solo sul continente, ma anche su scacchieri internazionali più complessi e globali. Dai cambiamenti climatici ai temi posti dalle pratiche di disinformazione, che vedono protagonisti non solo singoli individui, ma anche Stati di primaria importanza, ma soprattutto sul fronte dell'economia e della competitività, che con il fallimento delle ricette economiche neoliberiste, piegate all'austerità, pone all'ordine del giorno l'urgenza di un cambio di approccio e visione sugli andamenti dell'economia mai come oggi bisognosa di politiche espansive fondate sul sostegno della domanda, sul rilancio degli investimenti e sul contrasto alla disoccupazione e alle povertà. Un cambio di passo tanto più necessario alla luce dei mutati scenari internazionali, che negli ultimi mesi hanno visto la ricomparsa di vere e proprie guerre commerciali tra Paesi che, a causa della globalizzazione dei mercati, hanno velocemente minato la stabilità economica internazionale. Scenari sempre più multilaterali che impongono la necessità di governare gli inevitabili processi di apertura ai nuovi mercati, come quello cinese, che rappresenta un'occasione imperdibile per le nostre aziende e le nostre economie. Plaudiamo perciò alla decisione del nostro Governo di voler regolamentare e guidare queste ineludibile cooperazione avendo come obiettivo la salvaguardia del nostro interesse nazionale e dei valori e principi su cui si fondano le nostre economie e la nostra società. Un'iniziativa necessaria, come si vede, che ha tuttavia suscitato critiche da parte europea, americana e da parte delle opposizioni. Critiche incomprensibili e infondate, a ben vedere. Vediamo perché.