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A tal fine, si stabilisce che l'AVCP possa stipulare apposite convenzioni con la Guardia di finanza, la Ragioneria generale dello Stato, le amministrazioni pubbliche, gli enti pubblici e gli organismi di diritto pubblico, al fine di avvalersi del loro supporto, prevedendo che tali convenzioni possano individuare, altresì, meccanismi per la copertura dei relativi costi. Si prevede, inoltre, che l'AVCP riceva dalle pubbliche amministrazioni i dati dei contratti non conclusi attraverso centrali di committenza di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria aventi ad oggetto una o più delle prestazioni individuate dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di cui al comma 3 in essere alla data del 30 settembre 2014, nonché i dati dei contratti aventi ad oggetto beni o servizi di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria e relativa determina a contrarre, in essere alla data del 30 settembre 2014, stipulati a seguito di procedura negoziata o di procedura aperta o ristretta in cui sia stata presentata una sola offerta valida. Si dispone, poi, che l'AVCP trasmette alle strutture, agli uffici e agli organi preposti alle funzioni di controllo delle amministrazioni pubbliche i dati e le circostanze ritenuti rilevanti ai fini dell'esercizio delle funzioni di cui sopra. Il comma 3 demanda a un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro il 30 giugno 2014, l'individuazione delle prestazioni principali in relazione alle caratteristiche essenziali dei beni e servizi oggetto delle convenzioni stipulate da Consip SpA ai sensi della vigente normativa in materia di acquisto di beni e servizi, cui è stato possibile ricorrere tra il 1º gennaio 2013 e la data di entrata in vigore del decreto-legge in esame. Si prevede, altresì, che entro dieci giorni dall'emanazione del suddetto decreto il Ministero medesimo pubblichi nel proprio sito internet i prezzi relativi alle prestazioni individuate. I commi 4 e 5 prevedono che, entro il 30 settembre 2014, le amministrazioni aggiudicatrici di cui all'articolo 3, comma 25, del citato decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (ovvero le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici territoriali, gli altri enti pubblici non economici, gli organismi di diritto pubblico, le associazioni, unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti da detti soggetti), siano tenute a trasmettere all'Osservatorio dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, secondo modalità individuate con deliberazione dell'AVCP, i dati, già menzionati in precedenza, relativi ai contratti non conclusi attraverso centrali di committenza di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria aventi ad oggetto una o più delle prestazioni individuate dal decreto del Ministero dell'economia e delle finanze di cui al comma 3 in essere alla data del 30 settembre 2014, nonché ai contratti aventi ad oggetto beni o servizi di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria e relativa determina a contrarre, in essere alla data del 30 settembre 2014, stipulati a seguito di procedura negoziata o di procedura aperta o ristretta in cui sia stata presentata una sola offerta valida. Art. 11. - (Riduzione dei costi di riscossione fiscale) In linea con gli obiettivi di contenimento della spesa pubblica, la disposizione è finalizzata alla riduzione dei costi della riscossione fiscale. Il comma 1, a tal fine, dispone che l'Agenzia delle entrate provvede alla revisione delle condizioni, anche di remunerazione delle riscossioni dei versamenti unitari di cui all'articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997, del servizio di accoglimento delle deleghe di pagamento, in modo da assicurare una riduzione di spesa pari, per l'anno 2014, al 30 per cento di quella sostenuta nel 2013. Per ciascuno degli anni successivi, dovrà essere assicurata una riduzione di spesa pari al 40 per cento di quella sostenuta nel 2013; conseguentemente i trasferimenti alla predetta Agenzia sono ridotti di 75 milioni di euro per l'anno 2014 e di 100 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015. Il comma 2 introduce l'obbligo, a decorrere dal 1º ottobre 2014, di eseguire i versamenti di cui all'articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997: a) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, nel caso in cui, per effetto delle compensazioni effettuate, il saldo finale sia di importo pari a zero; b) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate e dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa, nel caso in cui siano effettuate delle compensazioni e il saldo finale sia di importo positivo; c) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate e dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa, nel caso in cui il saldo finale sia di importo superiore a 1.000 euro. Art. 12. - (Remunerazione conti di tesoreria e provvigioni di collocamento dei titoli) Il comma 1 dà facoltà al Ministro dell'economia e delle finanze di modificare il decreto del medesimo Ministro del 5 dicembre 2003, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 12 dicembre 2003, che, al comma 2 dell'articolo 6, riferendosi al conto corrente della Cassa depositi e prestiti SpA presso la Tesoreria centrale denominato «CDP SpA -- gestione separata», stabilisce la remunerazione da corrispondere sulle relative giacenze, basata sulla media tra il tasso medio dei BOT e quello dell'indice Rendistato, rilevati con riferimento al semestre precedente. Fermi restando i parametri di riferimento di detta remunerazione, in quanto indicativi della raccolta postale della Cassa depositi e prestiti, composta da depositi su libretti (a breve termine quale il BOT) e buoni postali fruttiferi (a medio-lungo termine), appare opportuno prevederne un migliore allineamento assimilando i relativi periodi di rilevazione a quelli di effettiva maturazione delle giacenze. Poiché la misura non modifica i suddetti parametri di remunerazione, essa è da ritenersi neutrale, in quanto volta a prevedere una rilevazione più aggiornata. Gli effetti economici in termini di riduzione di spesa che possano stimarsi sono, pertanto, soltanto quelli relativi al primo periodo di entrata in vigore. Con il comma 2 si prevede la rimodulazione delle provvigioni di collocamento in asta dei titoli di Stato, da effettuarsi in funzione dell'andamento dei tassi di interesse e tenuto conto della tutela del risparmio. Tali provvigioni sono corrisposte, per il tramite della Banca d'Italia, agli intermediari che acquistano i titoli di Stato in asta e costituiscono il presupposto per vietare a questi ultimi l'applicazione di commissioni a carico dei risparmiatori. Con tale sistema gli acquirenti di titoli di Stato accedono al relativo mercato primario a parità di condizioni, senza dover corrispondere commissioni ai propri intermediari.