[massime]

Straniero - Procedura di emersione per la regolarizzazione della posizione lavorativa degli stranieri extracomunitari - Esclusione per i lavoratori extracomunitari che risultino condannati, anche con sentenza non definitiva, per uno dei reati previsti dagli artt. 380 e 381 cod. proc. pen. - Impossibilità per l'Amministrazione procedente di valutare la gravità del reato, l'allarme sociale da esso procurato, la condotta successiva tenuta dal lavoratore e la sua attuale pericolosità - Eccezione di inammissibilità della questione per difetto di motivazione sulla rilevanza - Reiezione.. - Non può essere accolta, in quanto infondata, l'eccezione, formulata dalla difesa dello Stato, di inammissibilità per difetto di motivazione sulla rilevanza della questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, dell'articolo 1- ter , comma 13, ( recte : art. 1- ter , comma 13, lettera c), del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini), convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, avente ad oggetto la disciplina della regolarizzazione della posizione lavorativa degli stranieri extracomunitari, nella parte in cui dispone che «non possono essere ammessi alla procedura di emersione prevista» dalla stessa coloro i quali abbiano riportato condanna «per uno dei reati previsti dagli articoli 380 e 381» del codice di procedura penale e non consente «all'Amministrazione che istruisce il procedimento [di] valutare la gravità del reato, l'allarme sociale che lo stesso ha procurato, la condotta successiva tenuta» dal lavoratore extracomunitario e «l'attuale pericolosità» del medesimo. Invero, il rilievo formulato dall'interveniente - che sarebbero state dichiarate inammissibili questioni analoghe e che difetterebbe la specifica valutazione di precedenti e di argomenti già svolti dalla Corte - potrebbe comportare la manifesta infondatezza, non la manifesta inammissibilità della questione.