[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito della sottoposizione a controllo preventivo di legittimità - effettuata dalla Corte dei conti, sezione di controllo per la Regione Sardegna, con delibera del 29 giugno 2000 - del decreto del presidente della giunta regionale 13 gennaio 2000, n. 4, concernente la ridefinizione dei Servizi dell'Amministrazione regionale e delle posizioni dirigenziali di staff e ispettive, promosso con ricorso della Regione Sardegna, notificato il 5 settembre 2000, depositato in cancelleria il 12 successivo ed iscritto al n. 41 del registro conflitti 2000. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nell'udienza pubblica del 6 febbraio 2001 il giudice relatore Valerio Onida; Uditi gli avvocati Benedetto Ballero e Sergio Panunzio per la Regione Sardegna e l'avvocato dello Stato Giuseppe Stipo per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso notificato il 23 agosto e il 5 settembre 2000 e depositato il 12 settembre 2000, la Regione autonoma della Sardegna ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, chiedendo che questa Corte, previa sospensione cautelare dell'atto impugnato, dichiari che non rientra nelle attribuzioni della Corte dei conti, sezione di controllo per la Regione autonoma della Sardegna, sottoporre al controllo preventivo di legittimità il decreto del Presidente della Giunta regionale 13 gennaio 2000, n. 4, e dichiarare l'inefficacia di tale decreto; e conseguentemente annulli la deliberazione adottata dalla medesima sezione di controllo della Corte dei conti n. 14/2000 in data 28-29 giugno 2000, perché in contrasto con la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna), con particolare riferimento agli artt. 3, lettera a), 6, 27, 34 e 54, nonché con il d.P.R. 16 gennaio 1978, n. 21, così come modificato dal d.lgs. 9 marzo 1998, n. 74, che contiene norme di attuazione dello statuto. Con la deliberazione impugnata, la sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione autonoma della Sardegna ha accertato l'assoggettamento al controllo di legittimità del decreto del Presidente della giunta regionale 13 gennaio 2000, n. 4 (pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione autonoma della Sardegna 15 gennaio 2000 e recante la ridefinizione dei servizi delle direzioni generali della presidenza della giunta e degli assessorati, la costituzione delle posizioni dirigenziali di "staff", con definizione delle loro competenze, e la determinazione del contingente numerico dei dirigenti ispettori), sul presupposto della sua natura regolamentare, e ne ha dichiarato l'inefficacia allo stato degli atti in mancanza della dimostrazione dell'intervenuta approvazione da parte del consiglio regionale. In base allo statuto speciale di autonomia della Sardegna, mentre le funzioni normative - tanto legislative che regolamentari - sono di competenza del consiglio regionale (art. 27), la giunta è organo esecutivo della Regione (art. 34). Il controllo preventivo di legittimità sugli atti della Regione, esercitato dalla Corte dei conti, è circoscritto, ai sensi del d.P.R. 16 gennaio 1978, n. 21, come modificato dal d.lgs. 9 marzo 1998, n. 74, ai regolamenti, di competenza del consiglio regionale, e agli atti dell'esecutivo costituenti adempimento di obblighi comunitari. La Regione ricorrente, nel considerare l'estensione e la profondità del controllo della Corte dei conti aspetti essenziali della autonomia ad essa costituzionalmente garantita, esclude che il decreto del Presidente della giunta regionale n. 4 del 2000 potesse essere sottoposto a controllo preventivo di legittimità. Ad avviso della Regione, gli artt. 13 e 71 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), di cui il decreto costituisce attuazione, avrebbero, non soltanto delegificato, ma anche deregolamentato la materia della organizzazione degli uffici regionali, che invece era in precedenza (secondo la legge regionale 17 agosto 1978, n. 51) disciplinata dalla legge e dai regolamenti regionali; ed avrebbero cura di definire sempre come "decreto del presidente della giunta", e mai come "regolamento", il provvedimento di istituzione (art. 13) e di prima definizione (art. 71) dei servizi. La legge regionale distinguerebbe le diverse fonti in materia di organizzazione, individuando come tali, oltre alla legge, anche i "regolamenti" e gli "atti di organizzazione" di natura non regolamentare attribuiti al presidente della giunta previa conforme delibera della giunta stessa o ai singoli assessori su proposta dei direttori generali. Nell'ambito di tale ripartizione, la configurazione data dall'art. 13, comma 2, della legge regionale n. 31 del 1998 al decreto del presidente della giunta sarebbe quella di un atto attribuito alla competenza propria e sostanziale dell'esecutivo, da non confondere con gli atti di mera iniziativa che, in materia regolamentare, oltre che legislativa, competono alla giunta regionale. Questa volontà del legislatore, oltre a risultare positivamente dalla corretta interpretazione delle norme vigenti, sarebbe confermata anche dai lavori preparatori della legge regionale. La natura non regolamentare del decreto del presidente della giunta n. 4 del 2000 emergerebbe anche dai seguenti indici: (a) l'atto in questione non si autoqualifica come regolamento - laddove invece sarebbe ormai prevalente la tesi che per l'individuazione della natura regolamentare o meno di un atto è determinante l'autoqualificazione -; (b) esso proviene da un'autorità regionale - la giunta, alla cui deliberazione si conforma il decreto del suo Presidente priva di qualsiasi potestà regolamentare, nella Regione Sardegna attribuita dall'art. 27 dello statuto esclusivamente al consiglio regionale; (c) esso, per il suo contenuto, sarebbe privo dei caratteri della innovatività, della generalità e della astrattezza. La Corte dei conti, esercitando il controllo preventivo di legittimità sul provvedimento del presidente della giunta regionale, avrebbe violato le attribuzioni costituzionali della Regione autonoma della Sardegna di cui agli artt. 3, lettera a), 6, 34 e 54 dello statuto, e all'art. 5 delle "Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna concernenti il controllo sugli atti della regione", di cui al d.P.R. 16 gennaio 1978, n. 21, come sostituito dall'art. 1 del decreto legislativo 9 marzo 1998, n. 74, anche in relazione all'art. 27 dello statuto speciale.