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Passiamo ora alla proposta del senatore Romeo volta a inserire l'informativa del ministro Moavero Milanesi nel calendario della settimana che va dal 28 gennaio al 1° febbraio, non appena si sia concluso l'esame del disegno di legge n. 989 di conversione del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, in materia di semplificazioni. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Su questa proposta il Gruppo Forza Italia probabilmente si asterrà, ma vorrei chiarire definitivamente che qui non stiamo parlando di un problema di tempi: qui si sono confrontate due concezioni della politica estera. Chiunque ha un minimo di cognizione di cosa sia la politica estera, sa che il tempo in questo caso ha una geometria variabile. Voglio dire che, mentre un decreto-legge può essere votato oggi o la settimana prossima, in politica estera ci sono eventi che avvengono in alcune fasi e addirittura sono condizionati dalle ore o dai minuti. Dire che si discute dopo aver finito l'esame di un provvedimento, significa una cosa ben chiara e basta che ognuno di noi lo sappia: vuol dire che quella materia è considerata un problema che viene dopo i nostri affari interni e non vogliamo intervenire nel momento nel quale il problema si definisce. Un colpo di Stato o una situazione di difficoltà, se presi in considerazione dopo tre o quattro giorni - come si direbbe da queste parti "a babbo morto" - vuol dire che vengono commentati. Non si interviene sull'azione di un Paese nel momento nel quale una questione si verifica. (Applausi dal Gruppo FI-BP ) . Questa è la differenza. Questo è il problema. Con molta pacatezza: non c'è difficoltà a prenderne atto, ma questo è quanto stiamo votando. Noi abbiamo chiesto di sapere qual è il nostro intervento. Ci è stato detto che il Parlamento non deve saperlo e verrà informato quando i fatti si saranno svolti. Pertanto, noi votiamo contro per questo motivo e non già per una ripicca o un problema solamente di tempi. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ricordo che il Senato ha già votato contro le altre proposte. Rimane da votare solo quella avanzata dal senatore Romeo, su cui è consentito l'intervento del senatore Marcucci. Ne ha pertanto facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, con la stessa pacatezza e anche con la speranza che si possa fare un passo in avanti - parlo in particolare al collega, senatore Romeo - prendiamo atto delle votazioni appena svolte e non torniamo sull'argomento. Chiediamo però, quanto meno, che il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale intervenga in questa sede per rendere delle comunicazioni e ci sia l'impegno della maggioranza e del Governo a far sì che ciò avvenga martedì sera o mercoledì mattina della prossima settimana. Ricordo che il Venezuela è un Paese dove gli italiani hanno una storia rilevante e dove vivono e hanno interessi tanti nostri concittadini. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Si tratta di un tema pregnante per l'interesse del nostro Paese e della nostra comunità nazionale. Ed è questo il motivo per cui chiedo al senatore Romeo che la prevista informativa del Ministro venga trasformata in comunicazioni. Vorremmo inoltre avere l'impegno del Governo sulla sollecitazione da fare al ministro Moavero Milanesi. Ma quanto avrà mai da fare questo Ministro che non è mai disponibile per il Senato della Repubblica? (Applausi dal Gruppo PD) . Capisco che è impegnato, ma - forse - qualche diritto il Senato lo ha. Durante il weekend manderemo al Ministro una Costituzione per chiarirsi le idee sull'equilibrio istituzionale e su cosa è una democrazia parlamentare. Detto ciò, chiediamo al senatore Romeo di trasformare l'informativa in comunicazioni e al Governo di impegnarsi affinché martedì sera, o - al più tardi - mercoledì mattina il ministro Moavero Milanesi intervenga in questa sede per illustrare la posizione del Governo. Le comunicazioni sono importanti. A differenza dell'informativa, le comunicazioni daranno l'opportunità ai singoli parlamentari e ai Gruppi di entrare nel dettaglio della questione e assumere delle posizioni precise. Il Governo italiano deve prendere delle posizioni precise insieme al Parlamento su un tema delicato come questo. (Applausi dal Gruppo PD) . URSO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, in queste ore - e non la prossima settimana, o tra due settimane, senatore Romeo - tutti i Governi... DE PETRIS (Misto-LeU). I Governi! URSO (FdI). ...si stanno esprimendo al riguardo. Senatore Romeo, in queste ore, mentre qui discutiamo se il Governo italiano debba rendere un'informativa o una comunicazione tra due settimane, tutti gli altri Governi si stanno esprimendo. C'è chi, come Erdogan, si schiera con Maduro e chi, come Bolsonaro, si schiera con la libertà dei cittadini venezuelani. Tutti i Governi si stanno esprimendo. L'Italia non si esprime perché questo argomento non è nel contratto di Governo? (Applausi dai Gruppi FdI, PD, FI-BP e Aut (SVP-PATT, UV)) . Stiamo parlando dell'Italia, che, a differenza della Turchia, ha due milioni di concittadini che vivono in Venezuela, parenti di qualche decina di milioni di italiani che stanno qui. (Applauso dal Gruppo FI-BP). Più di qualunque altro Paese al mondo abbiamo il dovere di esprimerci e non di rinviare di due settimane, dopo l'esame del cosiddetto decreto semplificazioni. Ci avete convocato per settimane in quest'Assemblea, in attesa di un accordo da fare sulle trivelle. Anche oggi siamo qui. Perché non procedere all'esame oggi? Siamo qui. Perché non domani? Perché non domenica? In qualunque momento il Governo ha il dovere, meglio se con comunicazioni, di venire in questa sede a dirci se si schiera da una parte o dall'altra, perché non schierarsi oggi significa dare il via libera alla repressione sanguinosa di Maduro. Vogliamo capire o meno che due milioni di italiani rischiano la vita in quel Paese? Dobbiamo esprimerci subito. Il Governo deve scegliere da che parte stare. L'Italia sta con gli italiani in Venezuela. (Applausi dai Gruppi FdI, FI-BP e PD e della senatrice Unterberger). NENCINI (Misto-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (Misto-PSI) . Signor Presidente, intervengo per richiamare l'attenzione dell'Assemblea. Stamattina abbiamo fissato un criterio il cui effetto è pari, perlomeno, a quello avuto nella scienza dalla rivoluzione copernicana: abbiamo cioè fissato il principio che la politica estera è atemporale e che, in alternativa, le trivelle sono superiori per rilievo e importanza a due milioni di italiani che vivono in Venezuela. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP).