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considerato che l'ordine del giorno G/2426/58/6 e 11 a firma della prima firmataria del presente atto, presentato in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, ha impegnato il Governo ad adottare ogni opportuna iniziativa, anche di carattere legislativo, volta a garantire la più ampia trasparenza ed accessibilità delle procedure di erogazione di incentivi pubblici, contributi, sussidi o qualsiasi altra forma di emolumento, destinati ai vettori aerei per lo sviluppo di nuove rotte, nonché ad adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione apposite linee guida finalizzate a prevedere, in capo alle società di gestione aeroportuale specifici obblighi di comunicazione, a carattere semestrale, relativamente agli incentivi che intendono attivare per l'anno successivo, nonché tutte le incentivazioni riconosciute nel 2020 e nel 2021, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto sopra esposto, in particolare con riferimento al sistema di tariffazione per cui alcuni biglietti hanno un costo minore rispetto alle tasse aeroportuali; quali iniziative intenda assumere per garantire il rispetto del principio di trasparenza nella concessione di incentivi da parte di aeroporti ed enti locali; quali iniziative intenda intraprendere per assicurare, nei confronti dei consumatori, l'applicazione di politiche tariffarie trasparenti e non discriminatorie da parte delle compagnie aeree operanti in Italia. Atto n. 3-03148 ZAFFINI Al Ministro della salute Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: tutti gli operatori sanitari che negli ultimi mesi si sono ammalati di COVID-19 e per tale motivo hanno potuto beneficiare del green pass rafforzato ritornando al lavoro in strutture private, ospedali e RSA per anziani, sono recentemente incappati nel "cambio di rotta" imposto con nota prot. 2992 del 17 febbraio 2022 del capo di gabinetto del Ministero della salute indirizzata al presidente della Federazione nazionale dell'ordine dei medici chirurghi e odontoiatri (FNOMCeO) e concernente "Quesiti concernenti la sospensione dei sanitari per inadempimento vaccinale"; la lettera, che prende le mosse dalla nota prot. 3558/2022 dell'8 febbraio 2022 con cui la federazione aveva rappresentato una situazione di "disorientamento" creatasi a seguito dell'inserimento in piattaforma nazionale DGC dei dati sulle guarigioni dei professionisti, in un primo momento non presenti, fa poi riferimento al quesito posto dalla medesima federazione con nota prot. 2349/2022 del 27 gennaio 2022 in merito alla difficoltà di inquadrare giuridicamente la situazione del professionista sanitario, il quale, risultato inadempiente all'obbligo di effettuare il ciclo vaccinale primario, abbia contratto l'infezione e sia guarito successivamente al provvedimento di sospensione dell'esercizio dell'attività professionale; al riguardo la nota del Ministero chiarisce che, ai sensi dell'articolo 4, comma 5, del decreto-legge n. 44 del 2021, la sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell'interessato all'ordine professionale del completamento del ciclo vaccinale primario e, per i professionisti che hanno completato il ciclo vaccinale primario, della somministrazione della dose di richiamo. La nota conclude che "la guarigione non è, in base alla normativa vigente, circostanza idonea a legittimare la revoca della sospensione che invece consegue esclusivamente: Per il professionista temporaneamente sospeso per non aver effettuato il ciclo vaccinale primario, al completamento di quest'ultimo; Per il professionista sospeso per non aver effettuato la dose di richiamo, alla somministrazione di tale dose"; la FNOMCeO ha pertanto comunicato a tutti gli ordini provinciali che in base alle disposizioni di cui all'art. 4, comma 5, del decreto-legge n. 44 del 2021 la sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell'interessato all'ordine del completamento del ciclo vaccinale primario e, per i professionisti che hanno completato il ciclo vaccinale primario, della somministrazione della dose di richiamo ribadendo il principio che la guarigione non è, in base alla normativa vigente, circostanza idonea a legittimare la revoca della sospensione dei professionisti sanitari; la circostanza ha determinato caos e scompiglio fra i sanitari che erano già stati richiamati in servizio in quanto avevano già contratto l'infezione posto che, peraltro, anche volendo, non potrebbero eseguire subito né il ciclo vaccinale primario né il booster che nei soggetti infettati non possono essere somministrati prima che sia trascorso un determinato lasso di tempo; appare necessario sanare urgentemente il paradosso determinato dalla mancanza di una previsione specifica che contempli il reintegro dei sanitari già infettati fino al momento in cui sarà possibile per loro effettuare il ciclo vaccinale primario o il booster ; il 2 marzo 2022, durante la seduta riunita delle Commissioni permanenti Affari costituzionali e Igiene e sanità del Senato, il Governo ha accolto, tra gli altri, gli ordini del giorno G/2542/11/1 e 12 a firma dell'interrogante. Essi evidenziano l'opportunità che la misurazione dei titoli anticorpali nei soggetti che si sono infettati diventi strumento per valutare la necessità o meno di somministrare vaccino e booster in modo mirato invece che "a tappeto", e pertanto impegnano il Governo "a valutare l'opportunità, nel rispetto delle indicazioni della comunità scientifica, di rivedere la strategia vaccinale prevedendo il ricorso ai test per le risposte anticorpali come strumento utile alla pianificazione delle somministrazioni". Tale impegno del Governo andrebbe applicato in via principale proprio ai sanitari già infettati, considerato che: l'ordine delle professioni infermieristiche interprovinciale Firenze-Pistoia ha annunciato, in data odierna, che non procederà alla sospensione degli infermieri rientranti in questa fattispecie, spiegando che "Le motivazioni della nostra decisione sono la tutela dei diritti sia degli infermieri che di tutta la cittadinanza"; gli infermieri sottolineano infatti che i sanitari che hanno contratto il virus non possono fare la terza dose prima di diversi mesi (quattro per la precisione come sottolinea del resto lo stesso Ministero della Salute, si veda la FAQ aggiornata al 4 marzo 2022), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda disporre urgentemente per i sanitari già infettati il ricorso all'utilizzo dei test anticorpali per valutare la necessità o meno di effettuare il ciclo vaccinale primario o il booster , dando seguito agli impegni assunti; se non intenda sanare il paradosso, prevedendo il reintegro immediato dei sanitari già infettati fino a quando non sia trascorso il lasso di tempo necessario perché possano essere sottoposti al ciclo vaccinale primario o al booster . Atto n. 3-03149 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: