[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 100 del decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205), promosso con ordinanza emessa il 4 aprile 2001 dal Giudice di pace di Pignataro Maggiore nel procedimento civile tra Salvatore Contestabile e la Prefettura di Caserta, iscritta al n. 672 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 37, prima serie speciale, dell'anno 2001. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 10 aprile 2002 il Giudice relatore Gustavo Zagrebelsky. Ritenuto che con ordinanza in data 4 aprile 2001, emessa nel corso di un giudizio di opposizione avverso ordinanza-ingiunzione, il Giudice di pace di Pignataro Maggiore, «vista e letta l'eccezione di illegittimità costituzionale dell'art. 100 d.lgs. 507/99 [Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205] sollevata dal procuratore del ricorrente in relazione agli artt. 23 e 25 della Costituzione», e ritenuto che essa «prima facie non appare manifestamente infondata», ha disposto la sospensione del procedimento principale e ha «rimesso» gli atti alla Corte costituzionale; che ha depositato atto di intervento l'Avvocatura generale dello Stato, per il Presidente del Consiglio dei ministri, che, richiamando questioni analoghe sollevate da altri giudici di pace (r.o. n. 252/2001 e n. 554/2001), ha concluso per la manifesta infondatezza della questione. Considerato che l'ordinanza di rimessione del Giudice di pace, come risulta dal tenore testuale di essa che si è sopra riportato, (a) è totalmente carente di indicazioni relativamente agli elementi di fatto della controversia, (b) non contiene alcun accenno sul rapporto tra la disposizione denunciata e la definizione del giudizio principale, il cui oggetto non è neppure precisato, e (c) non illustra i termini e i motivi che portano il rimettente a dubitare della costituzionalità della norma; che d'altra parte non può valere a colmare le suddette lacune di esposizione e di motivazione il mero rinvio a una imprecisata eccezione di parte, giacché, come costantemente affermato da questa Corte (per tutte, ordinanza n. 556 del 2000), il giudice deve rendere esplicite le ragioni che lo portano a dubitare della costituzionalità della norma e questa necessaria motivazione deve essere autosufficiente, per permettere la verifica dell'avvenuto apprezzamento, da parte del rimettente, circa la rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione; che per queste ragioni la questione sollevata deve essere dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 100 del decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205), sollevata, in riferimento agli artt. 23 e 25 della Costituzione, dal Giudice di pace di Pignataro Maggiore, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 giugno 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Gustavo ZAGREBELSKY, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 14 giugno 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA