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2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro (Versione codificata); 2009/149/CE della Commissione, del 27 novembre 2009, che modifica la direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda gli indicatori comuni di sicurezza e i metodi comuni di calcolo dei costi connessi agli incidenti; 2010/12/UE del Consiglio, del 16 febbraio 2010, recante modifica delle direttive 92/79/CEE, 92/80/CEE e 95/59/CE per quanto concerne la struttura e le aliquote delle accise che gravano sui tabacchi lavorati e della direttiva 2008/118/CE. " - La decisione 2455/01/CE è pubblicata nella G.U.C.E. 15 dicembre 2001, n. L 331. - Il testo della parte terza, dell'allegato 1 e dell'allegato 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 aprile 2006, n. 88, S.O. così recitano: «Parte terza Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche Sezione I Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione Titolo I PRINCIPI GENERALI E COMPETENZE Capo I Principi generali Capo II Competenze Titolo II I DISTRETTI IDROGRAFICI, GLI STRUMENTI, GLI INTERVENTI Capo I Distretti idrografici Capo II Gli strumenti Capo III Gli interventi Sezione II Tutela delle acque dall'inquinamento Titolo I PRINCIPI GENERALI E COMPETENZE Titolo II OBIETTIVI DI QUALITÀ Capo I Obiettivo di qualità ambientale e obiettivo di qualità per specifica destinazione Capo II Acque a specifica destinazione Titolo III TUTELA DEI CORPI IDRICI E DISCIPLINA DEGLI SCARICHI Capo I Aree richiedenti specifiche misure di prevenzione dall'inquinamento e di risanamento Capo II Tutela quantitativa della risorsa e risparmio idrico Capo III Tutela qualitativa della risorsa: disciplina degli scarichi Capo IV Ulteriori misure per la tutela dei corpi idrici Titolo IV STRUMENTI DI TUTELA Capo I Piani di gestione e piani di tutela delle acque Capo II Autorizzazione agli scarichi Capo III Controllo degli scarichi Titolo V SANZIONI Capo I Sanzioni amministrative Capo II Sanzioni penali Sezione III Gestione delle risorse idriche Titolo I PRINCIPI GENERALI E COMPETENZE Titolo II SERVIZIO IDRICO INTEGRATO Titolo III VIGILANZA, CONTROLLI E PARTECIPAZIONE Titolo IV USI PRODUTTIVI DELLE RISORSE IDRICHE Sezione IV Disposizioni transitorie e finali». «Allegati alla parte III Allegato 1 Monitoraggio e classificazione delle acque in funzione degli obiettivi di qualità ambientale Allegato 3 Rilevamento delle caratteristiche dei bacini idrografici e analisi dell'impatto esercitato dall'attività antropica». - Il testo del comma 1 dell'art. 1, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208 «Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente.», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 2008, n. 304, così recita: «Art. 1 (Autorità di bacino di rilievo nazionale). - 1. Il comma 2-bis dell'art. 170 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente: "2-bis. Nelle more della costituzione dei distretti idrografici di cui al Titolo II della Parte terza del presente decreto e della eventuale revisione della relativa disciplina legislativa, le Autorità di bacino di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183, sono prorogate, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, fino alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 2, dell'art. 63 del presente decreto. ".». - Il testo dell'art. 9 del decreto legislativo 16 marzo 2009 n. 30 (Attuazione della direttiva 2006/118/CE, relativa alla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4 aprile 2009, n. 79, così recita: «Art. 9 (Modifiche alla Parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni). - 1. Alla Parte Terza del decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) le lettere i), aa) e dd) del comma 2 dell'art. 74 sono rispettivamente sostituite dalle lettere m), c) e d) dell'art. 2 del presente decreto; b) il punto 1.2 dell'Allegato 1 è sostituito dall'Allegato 1, Parte A, al presente decreto; c) la lettera B del punto 2 dell'Allegato 1 è sostituita dagli Allegati 3 e 4 al presente decreto; d) i punti 2.1 e 2.3 del punto 2 dell'Allegato 3 sono sostituiti dall'Allegato 1, Parte B al presente decreto. ». Note all'art. 1: - Si riporta il testo dell'art. 74, del citato decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, così come modificato dal presente decreto: «Art. 74 (Definizioni). - 1. Ai fini della presente sezione si intende per: a) abitante equivalente: il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno a 5 giorni (BOD5) pari a 60 grammi di ossigeno al giorno; b) acque ciprinicole: le acque in cui vivono o possono vivere pesci appartenenti ai ciprinidi (Cyprinidae) o a specie come i lucci, i pesci persici e le anguille; c) acque costiere: le acque superficiali situate all'interno rispetto a una retta immaginaria distante, in ogni suo punto, un miglio nautico sul lato esterno dal punto più vicino della linea di base che serve da riferimento per definire il limite delle acque territoriali e che si estendono eventualmente fino al limite esterno delle acque di transizione; d) acque salmonicole: le acque in cui vivono o possono vivere pesci appartenenti a specie come le trote, i temoli e i coregoni; e) estuario: l'area di transizione tra le acque dolci e le acque costiere alla foce di un fiume, i cui limiti esterni verso il mare sono definiti con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio; in via transitoria tali limiti sono fissati a cinquecento metri dalla linea di costa; f) acque dolci: le acque che si presentano in natura con una concentrazione di sali tale da essere considerate appropriate per l'estrazione e il trattamento al fine di produrre acqua potabile; g) acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche; h) "acque reflue industriali":