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tale massimale a livello dell'Unione per il 2021 degli impianti fissi è sceso a 1.571.583.007 quote; in Italia sono stati disciplinati più di 1.200 soggetti nel 2013 che hanno coperto circa il 40 per cento delle emissioni di gas serra, nel 2021 il numero di impianti esistenti per la quarta fase dell'EU ETS è salito a 2.462 e il quantitativo di quote emesse a titolo gratuito è stato di 85.465 stabilito per gli anni 2021-2025. La contabilità delle compensazioni è tenuta con il Registro unico dell'Unione, mentre il controllo su scadenze e rispetto delle regole del meccanismo è affidato alle Autorità nazionali competenti (ANC). Il meccanismo di trading delle quote di emissione dei gas-serra ha previsto l'istituzione di registri nazionali (Regolamento europeo 2216/2004) gestiti dagli Stati membri e coordinati a livello centrale dal CITL (Community Independent Transaction Log). In Italia, il Registro nazionale è gestito da ISPRA e serve a tenere traccia del rilascio, possesso, trasferimento, restituzione e cancellazione delle quote; nel 2007 la Commissione europea ha predisposto e messo gratuitamente il CR a disposizione degli Stati membri; considerato che ciascuno Stato membro ha elaborato un piano nazionale che determina il totale delle quote di emissione da assegnare e le modalità di assegnazione delle quote. Il Comitato nazionale di gestione e attuazione ha il ruolo di Autorità nazionale competente per l'attuazione della direttiva 2003/87 CE e ha molteplici compiti importanti quali, ad esempio, predisporre il Piano nazionale di assegnazione delle quote di emissione; verificato che: il regolamento (UE) n. 1031/2010 della Commissione del 12 novembre 2010 prevede i volumi di quote da mettere all'asta ogni anno relativo ai tempi, alla gestione e ad altri aspetti della vendita all'asta delle quote di emissioni dei gas a effetto serra. Il prezzo delle quote è definito dal mercato, in base alla interazione fra la domanda e l'offerta. La prima piattaforma italiana per lo scambio di quote di emissione è stata predisposta dal Gestore del mercato elettrico (GME). Il Gestore dei servizi energetici (GSE S.p. A.) è responsabile del collocamento delle quote italiane di emissioni ai sensi del decreto legislativo n. 30 del 2013. Gli Stati membri mettono all'asta le quote su una determinata piattaforma sotto forma di contratti elettronici standardizzati negoziati a termine ordinari ( futures ) o assistiti ( forwards ), le quote messe all'asta sono nella forma di strumenti finanziari. Il metodo secondo il quale si svolgono le aste prevede che ciascun offerente presenti la sua offerta durante un determinato periodo d'offerta senza conoscere le offerte presentate dagli altri offerenti, ogni aggiudicatario versa lo stesso prezzo di aggiudicazione per ogni quota a prescindere dal prezzo che ha offerto, il volume minimo d'offerta è pari a un lotto, 500 quote rappresentano un lotto di contratti ( spot ) a due giorni o contratti ( futures ) a cinque giorni, 1.000 quote rappresentano un lotto di contratti a termine ordinari ( futures ) o contratti a termine assistiti ( forwards ), i volumi offerti sono sommati partendo dal prezzo più elevato proposto, il prezzo dell'offerta alla quale la somma dei volumi corrisponde o supera il volume delle quote messe all'asta è considerato prezzo di aggiudicazione dell'asta. Parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 è destinata al Ministero della transizione ecologica, che avrebbe dovuto finanziare interventi di decarbonizzazione e di efficientamento energetico del settore industriale; l'insieme dei proventi generati dalle aste di EUA (EUA+EUA A), a partire dal 2012, ha generato risorse finanziarie all'Italia per quasi 6,3 miliardi di euro per 605 milioni di quote emesse per il periodo che va dal 2012 al 2020, di questa cifra la metà avrebbe dovuto finanziare interventi di decarbonizzazione. Con il decreto -legge n. 101 del 2019 è stato istituito il Fondo per la transizione energetica del settore industriale per sostenere la transizione energetica di settori o di sottosettori considerati a rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, a causa dei costi connessi alle emissioni di gas a effetto serra trasferiti sui prezzi dell'energia elettrica; il fondo è alimentato dalla quota annua dei proventi derivanti dalle aste di allocazione delle quote EU ETS eccedente il valore di 1.000 mln di euro. Tale eccedenza, nella misura massima di 100 mln di euro per il 2020 e di 150 mln di euro annui a decorrere dal 2021, è stata destinata a finanziare interventi di decarbonizzazione e di efficientamento energetico. Nell'audizione dell'ARERA (memoria n°50/2022/I/COM) si evince che i proventi a copertura per l'aumento dei prezzi dell'energia, per 3.64 miliardi di euro sono stati utilizzati per ridurre l'impatto del caro energia su famiglie e le piccole imprese sacrificando quanto disposto nel decreto-legge n. 199 del 2021; ritenuto, ad avviso degli interroganti, che: le imprese manifatturiere e aviazione ricevono parte delle quote a titolo gratuito e ricorrono alle aste per la parte rimanente; i soggetti finanziari invece (banche, società di investimento e intermediari finanziari) partecipano alle aste contribuendo ad aumentare la liquidità del mercato primario e secondario. In Italia nel Piano nazionale di assegnazione delle quote di CO2 per il periodo 2008-2012 sono state assegnate il numero di quote complessivo, a livello di settore e a livello di impianto, pari a 201,63 MtCO2/anno (milioni di tonnellate di CO2 equivalente); la Corte dei conti dell'Unione europea nella relazione speciale nell'assegnazione gratuita di quote per le imprese ritiene che l'assegnazione gratuita al settore dell'energia elettrica non abbia incentivato la decarbonizzazione e raccomanda la Commissione di procedere ad un'assegnazione più mirata delle quote gratuite, si chiede di sapere: se e in quali misure siano stati sostenuti e finanziati interventi di decarbonizzazione e di efficientamento energetico nei settori industriali più energivori utilizzando le risorse finanziarie del Fondo per la transizione energetica e i proventi delle aste di CO2; se l'Italia si avvalga gratuitamente del software GRETA ( Greenhouse gas Registry for Emissions Trading Arrangements , in accordo di licenza con il Regno Unito) per il Registro italiano; se le quote gratuite concesse alle imprese italiane siano state conferite a beneficio della decarbonizzazione e dell'efficientamento energetico del settore industriale; se, come previsto dall'accordo di Parigi e in assenza di interventi strutturali, le cause del rialzo dei prezzi energetici in Italia sia dovuto anche all'incremento del prezzo di CO2 (53 euro/MWh) previsto nel 2022, che così provoca un impatto sui prezzi dei prodotti energetici, con aggravio su imprese e famiglie. Atto n. 4-06770 RICHETTI MASINI GRIMANI Ai Ministri della transizione ecologica e dell'economia e delle finanze Premesso che: SOGIN è la società pubblica, con unico azionista il Ministero dell'economia e delle finanze e sotto l'attuale vigilanza istituzionale del Ministero della transizione ecologica, responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare;