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la città di Venezia, patrimonio dell'UNESCO, città conosciuta nel mondo, soffre in particolare non tanto per i collegamenti con la capitale, perché nel corso della giornata i collegamenti ci sono, quanto piuttosto per un determinato tipo di turismo, così come emerge anche nelle varie relazioni dell'UNESCO. Quel treno sul quale abbiamo posto la nostra attenzione dava la possibilità di elevare la qualità di questo turismo, trattandosi di un treno diretto, senza alcuna fermata né a Bologna né a Firenze, e strutturato in modo da evitare il mordi e fuggi, perché si partiva da Venezia alle 6 e si tornava da Roma la sera. Quindi non era disponibile per quel tipo di turismo che per Venezia è la cosa peggiore, cioè quello di arrivare la mattina e andar via la sera. Possibile che, anziché sostenere un'operazione del genere e anziché dare una mano a una città che soffre quel tipo di turismo, Trenitalia, avallata anche dal Governo (per quanto capisco dalla risposta all'interrogazione), conferma l'eliminazione di un treno che sarà stato anche costoso, ma era un investimento per dare una mano alle infrastrutture della città di Venezia? Rilevo invece molto positivamente gli interventi che saranno realizzati per 160 milioni di euro, che ritengo rientrino nel piano e nella cura del ferro dell'allora ministro Delrio, perché è assurdo che da Venezia a Roma, sulle maggiori direttrici dell'alta capacità, proprio quel pezzo da Bologna a Padova non sia sufficiente per sopportare una elevata velocità. Certo, è utile per far viaggiare i treni (ci mancherebbe altro), ma non con quelle impostazioni come avviene invece su altre direttrici, da Salerno fino a Milano. Mi dichiaro quindi parzialmente soddisfatto per quanto riguarda la parte infrastrutturale relativa al binario; ricordo che quei finanziamenti vengono dal passato e che li abbiamo voluti noi. Sono invece insoddisfatto perché il Governo non coglie la necessità di dare una mano alla città di Venezia, che soffre per quelle particolari caratteristiche che ho esposto. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Segue l'interrogazione 3-00724 sulle criticità presenti nella stazione ferroviaria di Salerno. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione. DELL'ORCO, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti . Signor Presidente, la stazione ferroviaria di Salerno ha due sottopassaggi per l'accesso dalla piazza ai marciapiedi di binario: il sottopasso lato Napoli, di più recente realizzazione, mette in comunicazione l'atrio con i marciapiedi a servizio di tutti i binari e presenta una breve rampa di scale in accesso dall'atrio; quello lato Sapri permette l'accesso ai primi tre binari, non ha barriere di tipo architettonico ed è fornito di ascensori per l'accesso ai marciapiedi. Al riguardo Rete ferroviaria italiana (RFI) riferisce di avere in programma il prolungamento del sottopassaggio lato Sapri fino alla Cittadella giudiziaria, con la contestuale realizzazione degli ascensori per gli ulteriori binari, cioè dal 4° in poi. Più in particolare, circa l'accesso delle persone a ridotta mobilità (PRM) che debbono utilizzare treni previsti in partenza o in arrivo sui binari dal 4° in poi, è garantito con il posizionamento ad hoc del treno nei primi 3 binari, sulla base delle informazioni curate dal circuito di assistenza dedicata Sala Blu. GAUDIANO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GAUDIANO (M5S) . Signor Presidente, ringrazio il rappresentante del Governo e mi dichiaro soddisfatta della risposta. La città di Salerno è la seconda della Campania per numero di abitanti e per importanza strategica commerciale e turistica. La mia interrogazione è finalizzata a che ai numerosi utenti della stazione ferroviaria di Salerno vengano garantiti ed offerti tutti i servizi e le utilità che spettano ad uno snodo ferroviario di grandissima importanza, quale quello di Salerno. Visto che Ferrovie dello Stato si è impegnata ad effettuare i lavori richiesti e previsti, noi confidiamo e speriamo che essi vengano realizzati nel minor tempo possibile. PRESIDENTE . Segue l'interrogazione 3-00407 sulla gestione del servizio idrico di Enna. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione. DELL'ORCO, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti . Signor Presidente, con riferimento alle questioni poste, occorre preliminarmente evidenziare che l'onere del controllo e della verifica circa la corretta erogazione del servizio idrico integrato in termini di qualità e sicurezza, nonché del rispetto degli obblighi contrattuali e di fornitura, è in capo all'Ente di governo d'ambito dell'ATO 5 Enna che, a norma del decreto legislativo n. 152 del 2006, ha facoltà di accesso e verifica alle infrastrutture idriche e, nell'ipotesi di inadempienze del gestore, interviene tempestivamente per garantire l'adempimento da parte dello stesso, esercitando tutti i poteri ad esso conferiti dalle disposizioni di legge e dalla convenzione. Perdurando l'inadempienza del gestore e ferme restando le conseguenti penalità a suo carico, nonché il potere di risoluzione e di revoca, l'Ente di governo d'ambito, previa diffida, può sostituirsi ad esso provvedendo a far eseguire le opere a terzi. Si ricorda, peraltro, che all'Autorità per l'energia elettrica e il gas (oggi ARERA) sono state trasferite le funzioni di regolazione e controllo dei servizi idrici, che vengono esercitate perseguendo la finalità di garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza nel settore dei servizi di pubblica utilità, nonché adeguati livelli di qualità nei servizi medesimi in condizioni di economicità e di redditività. Fermo restando quanto appena esposto, sulla base degli elementi informativi acquisiti dai soggetti direttamente competenti, si rappresenta che la programmazione degli interventi previsti nella convenzione del 2004, con cui l'ATO 5 Enna ha affidato la gestione del servizio idrico ad Acquaenna, è stata effettuata sulla base delle informazioni fornite dal piano d'ambito posto a base di gara, aggiornato mediante la redazione di uno specifico studio sullo stato delle reti e degli impianti esistenti. Inoltre, in merito all'attività svolta dall'ARERA nell'esercizio delle proprie competenze, si fa presente che con la delibera del 22 giugno 2017 di approvazione delle predisposizioni tariffarie per il periodo 2016-2019, proposte dal Consorzio ATO 5 Enna, la stessa Autorità aveva evidenziato che il Consorzio aveva a sua volta rilevato sul proprio territorio specifiche criticità, a fronte delle quali l'Ente di governo d'ambito ha individuato i principali obiettivi specifici della pianificazione. In considerazione dei rappresentati obiettivi specifici, il consorzio ha programmato, per il periodo 2016-2019, i seguenti interventi ritenuti prioritari: rifacimento di tratti delle condotte di adduzione e ristrutturazione dei pozzi e delle stazioni di sollevamento ; rifacimento di tratti della rete idrica urbana di distribuzione e ristrutturazione dei serbatoi ; sostituzione dei misuratori di utenza ; realizzazione e rinnovo dei collettori fognari