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a il regolare adempimento di tutti gli obblighi contributivi, fiscali e assicurativi connessi, risultante dal documento unico di regolarità contributiva (DURC), relativo al personale impiegato nei servizi di contact center , e comunque secondo le modalità previste dalla normativa vigente; b l'integrale rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro di settore adottati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; c l'utilizzo di personale qualificato, debitamente formato e aggiornato, in relazione agli specifici servizi richiesti dai committenti. 5 L'Organismo effettua controlli periodici sulla sussistenza e permanenza dei requisiti di cui ai commi 2 e 4 e, in caso di inosservanza, irroga le sanzioni previste dal regolamento di cui al comma 2. 5 (Contenuto generale dei contratti di appalto per l'affidamento dei servizi di contact center e criteri per l'affidamento e l'erogazione dei servizi da parte di committenti pubblici) 1 I contratti di appalto per l'affidamento di servizi di contact center devono contenere l'indicazione analitica: a del costo del lavoro sostenuto dall'impresa aggiudicataria, che non può, a pena di nullità del contratto, essere inferiore a quello determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative, al netto degli eventuali incentivi contributivi spettanti ai sensi della normativa vigente; b degli ulteriori costi aziendali, che non possono, in alcun caso, essere inferiori ai parametri standard definiti dall'Organismo nazionale di controllo e di certificazione ai sensi del comma 5 dell'articolo 4. 2 Le amministrazioni pubbliche, le società inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, a totale partecipazione pubblica diretta o indiretta, le società controllate dagli enti locali che siano organismi di diritto pubblico ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera d) , del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ivi comprese quelle che emettono strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati, nonché i concessionari di beni e servizi pubblici procedono all'aggiudicazione dei contratti relativi all'affidamento di servizi di contact center esclusivamente sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, ai sensi dell'articolo 95, commi 3 e 6, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, al netto delle spese relative ai costi aziendali concernenti l'adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che devono essere, in ogni caso, analiticamente indicati nell'offerta economica. 3 I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti a garantire che nell'erogazione dei servizi di contact center da parte delle imprese di call center aggiudicatarie siano mantenuti gli standard di servizio individuati ai sensi dell'articolo 4, comma 4. 6 (Misure per la salvaguardia dei livelli occupazionali) 1 Per le attività di vendita diretta di beni e per le attività di servizi realizzate attraverso servizi di contact center outbound il ricorso ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa è consentito nei limiti e alle condizioni economiche e giuridiche previste dagli accordi collettivi nazionali stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, secondo quanto disposto dall'articolo 2, comma 2, lettera a) , del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81. 2 In caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di call center , il rapporto di lavoro del personale impiegato dall'impresa uscente continua con l'appaltatore subentrante, secondo le modalità e le condizioni economiche e giuridiche previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati e vigenti alla data del trasferimento, stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative sul piano nazionale. In assenza di specifica disciplina nazionale collettiva, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto adottato sentite le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale, definisce i criteri generali per l'attuazione del presente comma. Le amministrazioni pubbliche, le società partecipate da amministrazioni pubbliche e dagli enti locali nonché le imprese pubbliche o private che intendono stipulare un contratto di appalto per servizi di contact center devono darne comunicazione preventiva alle rappresentanze sindacali aziendali e alle strutture territoriali delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale. 7 (Norme in materia di delocalizzazione) 1 Qualora un'impresa di call center che occupi almeno venti dipendenti decida di delocalizzare, anche mediante affidamento a terzi, la sua attività fuori dal territorio nazionale, deve darne comunicazione, almeno centoventi giorni prima del trasferimento: a al Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonché, all'Ispettorato nazionale del lavoro, indicando i lavoratori coinvolti; b al Ministero dello sviluppo economico, indicando le numerazioni telefoniche messe a disposizione del pubblico; c al Garante per la protezione dei dati personali, indicando quali misure sono adottate per il rispetto della legislazione nazionale, in particolare del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nonché delle ulteriori disposizioni in materia di registro pubblico delle opposizioni. 2 Una comunicazione analoga a quella di cui al comma l deve essere fornita, nel termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dalle imprese che già operano in Paesi esteri. 3 Quando un cittadino effettua una chiamata a un call center , deve essere informato preliminarmente sul Paese estero in cui l'operatore con cui parla è fisicamente collocato e deve, al fine di poter essere garantito rispetto alla protezione dei suoi dati personali, poter scegliere che il servizio richiesto sia reso tramite un operatore collocato nel territorio nazionale. 4 Quando un cittadino è destinatario di una chiamata da un call center , deve essere preliminarmente informato sul Paese estero in cui l'operatore è fisicamente collocato. 5 Il mancato rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo comporta la sanzione amministrativa pecuniaria di 20.000 euro per ciascuna comunicazione omessa o tardiva e per ogni giornata di violazione. La sanzione è irrogata: a nei casi di cui al comma 1, lettera a) , dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dall'Ispettorato nazionale del lavoro; b nei casi di cui al comma l, lettere b) e c) , rispettivamente, dal Ministero dello sviluppo economico e dal Garante per la protezione dei dati personali; c nei casi di cui ai commi 3 e 4, dal Ministero dello sviluppo economico cui spetta l'accertamento delle relative violazioni. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 161 del citato codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ove la mancata informazione di cui ai citati commi integri altresì la violazione di cui all'articolo 13 del medesimo codice di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003.