[ddlpres]

Orientamento alla formazione e al lavoro e delega al Governo per il riordino delle misure a sostegno dell'orientamento alla formazione e al lavoro. Onorevoli Senatori. -- Il pieno sviluppo della persona umana, nella ricerca e nella scelta del lavoro ideale per sé e per il giusto contributo che, tramite il lavoro, ognuno può offrire alla società di appartenenza, non può prescindere da una corretta e completa informazione delle possibilità a disposizione. Per questo motivo si ritiene essenziale provvedere ad istituire, nel nostro ordinamento, il diritto all'orientamento alla formazione ed al lavoro. Dagli inizi del 2000 si è andato incrementando l'impegno economico ed organizzativo relativo ai servizi pubblici per l'impiego, con un forte ruolo dell'Europa che coordina, indica e finanzia la strada da seguire. La congiuntura economica negativa ha posto nuove sfide alla politica europea per l'occupazione: la riduzione delle risorse a disposizione ha aumentato la pressione sul miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza dei servizi pubblici per l'impiego, oggetto di un dibattito intenso, sia generale che comparativo. Il diaframma tra occupazione, disoccupazione e inattività è sottilissimo. Molti lavoratori precari o economicamente fragili potrebbero richiedere servizi non dissimili da quelli per i disoccupati tout court . La ricerca di lavoro è un'attività senza soluzione di continuità. È importante quindi sfatare il luogo comune che l'orientamento, la formazione e i vari servizi servano solo a coloro che sono senza lavoro. Sono oltre 4,6 milioni le persone che nei dodici mesi precedenti la rilevazione ISFOL Plus 2014 si sono rivolte ai servizi per il lavoro (centri per l'impiego-CPI e Agenzie per il lavoro-APL) ovvero ad agenzie di somministrazione, società di ricerca e selezione del personale, sindacati o organizzazioni datoriali, consulenti del lavoro, job center universitari. Analizzando la composizione degli utenti dei servizi per l'impiego, si scopre che poco più della metà (54 per cento pari a 2,5 milioni di persone) si è rivolta esclusivamente a un CPI, un 21 per cento (1 milione) si è rivolto esclusivamente alle APL e il restante 23 per cento (1,1 milioni) si è rivolto sia a un CPI che a una APL. I CPI hanno una utenza prevalentemente femminile, meno istruita, meno occupata, più in cerca di lavoro e localizzata nel Sud. Le APL si concentrano soprattutto sui più istruiti e i già occupati e molto poco su chi è in cerca, anche da molto tempo. L'offerta mista pubblico/privata (CPI+APL), che già ammonta a un quarto del totale, attrae in particolare persone in cerca di lavoro e residenti al Nord. Come scongiurare il rischio di selezione avversa nei confronti dell'utenza difficile da collocare quando al privato si delegano parte dei servizi? La strumentazione necessaria è composita: insieme ad un buon sistema informativo nazionale serve una accurata profilazione iniziale. Tutto questo non può prescindere dalla realizzazione di un trattamento continuativo e personalizzato poiché ogni individuo ha tali e tante peculiarità che non possono essere risolte solo da un algoritmo o da un operatore occasionale. Vale la pena rimarcare il dato relativo alla attuale domanda di servizi inevasa: oltre 900.000 su 3,6 milioni di utenti dei CPI (1/4) e a oltre 400.000 utenti APL su una platea di 2,1 milioni (1/5). I due sistemi, complessivamente, sono in grado di prendere in carico poco più di 3 milioni di persone all'anno e di rispondere con successo a circa il 60 per cento di questa domanda. Visto il ruolo che le politiche attive vanno assumendo e il rischio di congestione, è necessaria una forte e strutturata cooperazione fra Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca attraverso una efficace e snella riorganizzazione delle infrastrutture e del personale già presente, al fine di strutturare un orientamento alla formazione ed al lavoro che accompagni il percorso dell'individuo a partire dal termine delle scuole dell'obbligo, al fine di avvicinarsi al livello dei principali paesi europei. L'attivazione dello strumento previsto da questo disegno di legge comporterebbe una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e della possibilità di autodeterminazione da parte delle nostre nuove generazioni, con conseguente maggiore partecipazione attiva dei singoli alla vita della società nel suo complesso e all'abbattimento delle quote di persone non impegnate nello studio, né nel lavoro, né nella formazione ( non in education, employment or training -- NEET) , quei ragazzi che, sentendosi ignorati ed emarginati dalla comunità, decidono di non impegnarsi in nessun percorso di istruzione, di formazione o di occupazione. Favorire la qualità del loro futuro è nostro dovere costituzionale.. 1 (Princìpi generali) 1 Ogni individuo ha diritto al pieno sviluppo della propria formazione culturale e professionale attraverso l'individuazione ed il perseguimento delle personali inclinazioni e l'efficace integrazione delle stesse nella società. A tal fine è istituito il diritto all'orientamento alla formazione ed al lavoro. 2 Per «orientamento alla formazione ed al lavoro» si intendono tutte le offerte di orientamento alle possibilità educative e lavorative disponibili e all'individuazione delle più vicine alle proprie inclinazioni, al fine di migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze di ognuno, in una prospettiva di crescita civica, sociale e occupazionale. 3 La Repubblica, in coerenza con le strategie dell'Unione europea e con la Costituzione, promuove l'orientamento alla formazione ed al lavoro come condizione determinante per: a favorire la piena realizzazione della persona, la cittadinanza attiva, il benessere e la qualità della vita delle persone e della comunità, l'occupabilità e la mobilità professionale; b promuovere la coesione sociale, la convivenza interculturale, la competitività economica e lo sviluppo civile del paese. 4 La Repubblica rimuove gli ostacoli che impediscono l'accesso alle attività finalizzate all'individuazione dei giusti percorsi di crescita culturale e professionale secondo la correlazione con le personali inclinazioni del singolo individuo. 5 Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano a tutte le persone che vivono nel nostro Paese, comunitarie ed extracomunitarie, compresi gli stranieri residenti e soggiornanti. 2 (Centro di orientamento scolastico) 1 A supporto ed in coordinamento con quanto previsto dai commi da 290 a 293 dell'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, è istituito, presso ogni Ufficio scolastico provinciale, il Centro di orientamento scolastico, una équipe di psicologi e pedagogisti a disposizione di famiglie e scuole. Il Centro supporta la giusta scelta educativa attraverso colloqui, test e questionari informativi su e con gli studenti. 2 Il Centro offre consulenza anche per i ragazzi che vogliono cambiare il proprio percorso di studi, che hanno problemi con gli insegnanti o che manifestano problemi comportamentali. I servizi presenti sono aperti a tutti i ragazzi dai sei anni fino ai diciotto anni e sono gratuiti. 3 Gli psicologi e i pedagogisti provvedono ad incontri collettivi ed individuali, presso la propria sede, le sedi scolastiche o attraverso strumenti di interconnessione telematica. 3 (Centro di orientamento professionale)