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sono evidenti alcune differenze nei rispettivi ordinamenti penali e giuridici tra il Regno Unito e l'Europa, come ad esempio la non obbligatorietà dell'azione penale, le priorità dell'azione investigativa imposte dall'Esecutivo, l'utilizzo o meno delle intercettazioni telefoniche a fini processuali e, ancora, l'approccio delle autorità britanniche alla permeabilità del sistema societario e finanziario del Regno Unito. Nel confronto specifico con l'Italia va sottolineata la scarsa conoscenza del fenomeno mafioso e della criminalità organizzata da parte delle autorità britanniche. L'ordinamento italiano, infatti, presta un'attenzione particolare al fenomeno mafioso, tanto da fissare misure di prevenzione personali e patrimoniali sancite dal Titolo I e II del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante "Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136"; è bene, inoltre, tenere conto del peculiare contesto economico e finanziario londinese, un ambiente che favorisce la proliferazione di transazioni illecite, finanziate anche da capitali provenienti da Paesi stranieri, spesso paradisi fiscali; considerato inoltre che: il procuratore generale della Procura di Catanzaro, Nicola Gratteri, dalle colonne de "Il Sole-24 ore" ha lanciato l'allarme sul possibile indebolimento del contrasto al narcotraffico, riciclaggio, terrorismo e mafie che la Brexit potrebbe comportare, crimini transnazionali che richiedono una risposta coordinata; in un articolo di Amalia De Simone per il "Corriere della Sera" pubblicato il 23 febbraio 2018, il colonnello della Guardia di finanza presso l'ambasciata italiana a Londra, Claudio Petroziello, ha riportato i dati dell'Economic crime command della National crime agency britannica, secondo cui sono circa 195 i miliardi di sterline investiti ogni anno attraverso la piazza finanziaria di Londra, sottolineando che, in mezzo a grandi volumi di denaro che circolano ogni giorno, è meno facile che vengano individuati degli investimenti di provenienza dubbia o chiaramente illecita; nello stesso articolo, secondo Anna Sergi, docente di criminologia e vice direttrice del centro di criminologia dell'università di Essex, il Regno Unito, in ragione della posizione geografica, è esposto al rischio di permeabilità per l'infiltrazione di gruppi criminali, incluse le mafie italiane, rendendolo uno dei principali porti di ingresso in Europa, ad esempio per il traffico di stupefacenti. Inoltre, dall'articolo emerge un rischio rappresentato da una facilitazione delle operazioni di riciclaggio; l'inchiesta "Mafie unite d'Europa" de "il Fatto Quotidiano" del 2017 sul riciclaggio di denaro a Londra ha, fra l'altro, riportato le già esistenti difficoltà di cooperazione giudiziaria del sistema "Sirena" (sistema di cooperazione giudiziaria tra Paesi dell'Unione europea), rafforzando la necessità di costruire un rapporto solido di cooperazione giudiziaria bilaterale che possa supplire a tali problematiche; ritenuto che: sebbene con Paesi ed in situazioni molto differenti dal caso di specie, la ratifica di trattati internazionali di cooperazione giudiziaria è stata oggetto di interesse delle Commissioni permanenti Affari Esteri del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, che durante la XVIII Legislatura hanno esaminato ai fini della ratifica trattati di estradizione e mutua assistenza giudiziaria in materia penale con Emirati Arabi Uniti, Bosnia ed Erzegovina, Repubblica di Macedonia, Nigeria, Argentina, Uruguay; le peculiarità delle tipologie criminose transfrontaliere che coinvolgono, nel caso di specie, l'Italia ed il Regno Unito sono legate come si è visto al mondo della criminalità organizzata ed al riciclaggio di denaro, impegna il Governo: 1) a porre in essere tutte le azioni possibili per evitare che, durante le fasi dei negoziati per la Brexit e il periodo immediatamente successivo, si crei un vuoto legislativo in materia di cooperazione internazionale in ambito giudiziario e di polizia con la Gran Bretagna; 2) a determinare congiuntamente con le procure attive su indagini internazionali tutte quelle tutele volte a garantire la prosecuzione e il miglioramento delle fasi istruttorie per i reati transfrontalieri; 3) ad avviare negoziati bilaterali con il Regno Unito al fine di stipulare accordi di cooperazione giudiziaria per perseguire efficacemente i crimini transnazionali. Interpellanze Atto n. 2-00022 STEFANO MARCUCCI CUCCA TARICCO MALPEZZI MIRABELLI VALENTE COLLINA FERRARI BINI CIRINNA' ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BITI BOLDRINI BONIFAZI CERNO COMINCINI D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FEDELI FERRAZZI GARAVINI GIACOBBE GINETTI GRIMANI IORI LAUS MAGORNO MANCA MARGIOTTA MARINO MESSINA Assuntela MISIANI NANNICINI PARENTE PARRINI PATRIARCA PINOTTI PITTELLA RAMPI RENZI RICHETTI ROJC ROSSOMANDO SBROLLINI SUDANO VATTUONE VERDUCCI ZANDA Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: da giorni i pastori sardi conducono una durissima battaglia per vedersi garantito il prezzo equo e remunerativo del latte ovino destinato alla trasformazione; gli stessi pastori individuano inequivocabilmente la controparte nelle "imprese della trasformazione", e nei loro comportamenti monopolistici, che costituiscono il fondamento di un'unilaterale definizione del prezzo sotto costo di produzione; il patrimonio ovino nazionale è costituito per il 45 per cento circa dagli allevamenti sardi, sono circa 15.400 le aziende operanti nel settore, che assicurano reddito da lavoro a circa 100.000 persone; la lotta pluriennale dei pastori, pertanto, merita la solidarietà attiva delle pubbliche istituzioni, a partire da quelle preposte alla definizione e gestione delle politiche agricole; l'intero settore ovicaprino patisce ormai importanti carenze di attenzione da parte del Ministero competente delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, in particolare il settore della produzione del latte ovino per la trasformazione in formaggio "pecorino romano", commercializzato sul mercato internazionale; considerato che risulta assolutamente urgente intraprendere una serie di iniziative finalizzate a sostenere il settore ovi-caprino, ed in particolare a porre in essere ogni misura tesa a garantire un prezzo equamente remunerativo per il latte ovino nel conferimento alle imprese della trasformazione, si chiede di sapere: in quali tempi il Ministro in indirizzo intenda rendere informazione al Parlamento circa l'esito degli incontri avuti in merito alla vertenza sul prezzo del latte in Sardegna, ed in particolare in ordine alle misure che intende adottare al fine di darle positiva soluzione; se intenda provvedere, ed in quali tempi, all'immediato commissariamento nonché alla complessiva riforma del consorzio di tutela del pecorino romano, misura che si ritiene essenziale per evitare per il futuro il ripetersi delle problematiche presenti; se intenda promuovere l'istituzione del reddito minimo garantito per i lavoratori del settore agro-zootecnico e pastorale in particolare;