[pronunce]

che la disposizione in esame rendeva così definitiva la predetta sospensione già stabilita dall'art. 1 del decreto-legge 3 novembre 1997, n. 375 (Disposizioni urgenti in tema di trattamenti pensionistici anticipati), decaduto per mancata conversione ed espressamente abrogato, conservando validità agli atti e ai provvedimenti adottati e facendo salvi gli effetti prodottisi, dall'art. 63 della legge n. 449 del 1997; che il comma 55 dell'art. 59 della legge n. 449 del 1997 demandava a un decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e il Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali, da emanarsi entro il 31 marzo 1998, i termini di accesso al trattamento pensionistico per i lavoratori che avessero presentato, antecedentemente al 3 novembre 1997 domanda, accettata dall'amministrazione di appartenenza, per accedere al pensionamento entro il 1998; che, in via preliminare, deve essere disattesa la eccezione di inammissibilità avanzata dalla difesa statale in riferimento all'assenza di motivazione sulla violazione dei parametri costituiti dagli artt. 36 e 38 Cost., posto che l'unico parametro evocato dal giudice rimettente è costituito dall'art. 3 Cost., come si evince dal complessivo tenore dell'ordinanza e dalle argomentazioni ivi svolte; che, parimenti, va disattesa l'eccezione della stessa difesa statale concernente l'inammissibilità delle censure relativamente al d.m. 30 marzo 1998, non essendo esso atto di rango primario, perché, come già osservato da questa Corte nell'ordinanza n. 10 del 2011, la previsione del differimento del trattamento pensionistico contenuta nell'impugnato art. 1 del predetto decreto è strettamente collegata alla disciplina dettata dalla norma primaria congiuntamente censurata; che questa Corte, con le ordinanze n. 10 e n. 145 del 2011, ha dichiarato la manifesta infondatezza delle questioni promosse dalla stessa Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Puglia, nei confronti delle disposizioni oggi impugnate, in riferimento agli artt. 36 e 38 Cost.; che il giudice a quo ripropone la questione assumendo la violazione da parte delle disposizioni censurate del principio di ragionevolezza posto dall'art. 3 Cost.; che anche in riferimento a tale censura la questione risulta manifestamente infondata; che, a tal fine, possono richiamarsi le argomentazioni svolte da questa Corte nelle precedenti ordinanze, in quanto, seppur svolte in riferimento al parametro dell'art. 36 Cost. evocato all'epoca dal rimettente, assumono con ogni evidenza rilievo anche al fine della valutazione dello scrutinato intervento normativo quanto alla sua complessiva ragionevolezza; che, difatti, questa Corte, come ricordato in particolare nell'ordinanza n. 10 del 2011, «ha già più volte escluso l'illegittimità costituzionale di interventi di "blocco" dell'accesso ai trattamenti pensionistici di anzianità, come quello censurato in questa sede», in quanto sono «tutti ragionevolmente inseriti nel processo di radicale riconsiderazione di tali trattamenti al fine di stabilizzare la spesa previdenziale entro determinati livelli del rapporto con il prodotto interno lordo (sentenze n. 245 del 1997, n. 417 del 1996 e n. 439 del 1994; ordinanze n. 319 e n. 18 del 2001, nonché n. 318 del 1997)»; che nelle citate ordinanze è stato, altresì, evidenziato che le disposizioni scrutinate, nell'offrire agli interessati dalla sospensione temporanea dell'accesso al pensionamento anticipato (come il ricorrente nel giudizio principale) la possibilità di chiedere la prosecuzione e il ripristino del rapporto d'impiego, consentivano loro di non rimanere privi di reddito da lavoro, in attesa di conseguire quello pensionistico; che, conseguentemente, questa Corte ha rilevato che l'effetto economico negativo lamentato dall'interessato finisce per dipendere dalla sua eventuale scelta di non utilizzare gli strumenti così posti a sua disposizione e, dunque, da un suo atto volontario; che, inoltre, sotto diverso profilo, l'intervento normativo in oggetto, contrariamente a quanto asserito dal rimettente, risulta, dall'esame dei lavori parlamentari, corredato da analitica relazione tecnica che indica i rilevanti risparmi di spesa prodotti, conseguenti allo slittamento della decorrenza dei trattamenti pensionistici per l'effetto del loro temporaneo blocco e alla successiva ridefinizione dell'accesso attraverso il sistema delle "finestre fisse" operata dallo stesso art. 59 della legge n. 449 del 1997; che, pertanto, le disposizioni impugnate realizzano un ragionevole contemperamento tra le finalità di riequilibrio del sistema pensionistico, con rilevanti e evidenti benefici sulla finanza pubblica, e la compressione delle aspettative dei soggetti incisi dall'intervento, quale è il ricorrente, in quanto consistente in una limitata posticipazione della decorrenza del trattamento pensionistico; che, per tutte tali ragioni la questione deve essere dichiarata manifestamente infondata.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 59, commi 54 e 55, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica) , e dell'art. 1 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 30 marzo 1998, emanato di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e il Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali (Programmazione dell'accesso al pensionamento di anzianità dei militari, ai sensi dell'art. 59, comma 55, della legge 27 dicembre 1997, n. 449), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dalla Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Puglia, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 aprile 2020. F.to: Marta CARTABIA, Presidente Giulio PROSPERETTI, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 15 maggio 2020. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA