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Quanto alla prima, il povero senatore Zaffini, sin dal marzo 2020, ha raccontato in quest'Aula storielle (perché con questo, evidentemente, vi siete misurati con il Governo) sulla necessità di fare i tamponi in misura di almeno cinque o sei volte superiore a quanto si è sempre fatto per trovare gli asintomatici. Oggi lei mi conferma che nel passaporto c'è un'importante componente diagnostica perché la gente che non avrebbe fatto il vaccino e il tampone, in virtù del fatto che non può uscire di casa, fa il tampone. Qualcosa non mi torna. I tamponi servono o non servono? Parlatevi con il suo Ministro. Passo alla seconda domanda sui tamponi. Se il passaporto lo diamo per due vie - vaccino e tamponi - perché i vaccini sono gratuiti, mentre i tamponi sono a pagamento per tutti? (Applausi) . Perché non si riconosce la possibilità di fare i tamponi pagati dal Servizio sanitario nazionale? Qualcuno ha detto che altrimenti il tampone sarebbe una via di fuga rispetto al vaccino. Questa è roba da regime sovietico. Capisco che lei, collega, a volte fa riferimento a quelle procedure e prassi, ma per noi valgono la libertà, il convincimento e il trattamento anche terapeutico delle emergenze e non vale l'obbligatorietà. Quindi, se il tampone non lo paghiamo, per costringere la gente a fare per forza il vaccino, e siccome i tamponi devono essere fatti anche da coloro che sono impossibilitati a fare il vaccino, si determina un cono d'ombra tra quelli che vengono sollevati dall'obbligo e gli altri, perché vi sono delle patologie nella fascia intermedia che nessuno è in grado di certificare in funzione dell'esenzione dal vaccino. Queste persone devono essere coperte dai tamponi, che non possono essere a pagamento. La gente non può spendere 20-25 euro ogni due o tre giorni o una volta a settimana, altrimenti perde il lavoro. Perché, colleghi della sinistra, se non si fanno i tamponi si perde il lavoro! Lo dice la CGIL, non lo dice solo Zaffini. Mi perdoni, collega Sileri, ho un'altra domanda. Noi stiamo ripartendo con la scuola e abbiamo denunciato innumerevoli volte il tema delle classi pollaio. Sa, collega Sileri, quante sono oggi in Italia le classi con più di 27 alunni, definite giornalisticamente classi pollaio? Sono 13.761. Sì, 13.761; però saranno diminuite rispetto all'anno scorso o rispetto a due anni o tre anni fa, perché avremo capito che c'è il problema del Covid-19? Avremo pur fatto qualcosa? Almeno una o due o dieci o venti saremo riusciti a trasformarle da classi pollaio in classi normali? No. Ce ne sono 4.000 in più quest'anno rispetto all'anno scorso. Volete sapere qual è l'ulteriore aggravante, colleghi? Che quest'anno non c'è più il metro di distanziamento. È un delitto, non c'è più l'obbligo del metro di distanziamento! Altro che cincischiare, attribuire patenti di no vax o giocare con le paroline: assumiamoci le responsabilità, da persone serie, da Stato degno di questo nome! Peraltro, non provvedere alla sistemazione di una vicenda annosa come quella delle classi pollaio è un'occasione persa, perché questo problema non è solo, evidentemente, un problema di Covid, ma anche di didattica che risulta inefficace rispetto alla necessità di formare i nostri ragazzi per il futuro. Noi perdiamo un'occasione perché è stato stimato che, per risolvere il problema delle classi pollaio, servono 300 milioni; non serve chissà cosa, servono 300 milioni e ne abbiamo stanziati solo 22, Presidente. In compenso, però, abbiamo speso enormi cifre per... Per cosa? Rispondete voi, colleghi. Vi viene in mente per cosa abbiamo speso un'enorme cifra nella scuola? Rispondete da soli. Concludo, colleghi, senza citare il tema dei trasporti, naturalmente. Si sale sugli autobus che portano a scuola i ragazzi ovviamente senza nessuna precauzione. Addirittura il Ministro dell'istruzione - Presidente, siamo veramente sfortunati noi in Italia con i ministri della scuola, perché ce li andiamo a prendere con il lanternino - dice che se in classe sono tutti vaccinati si può anche non usare la mascherina. Quindi niente mascherina, niente metro di distanziamento e che succede nelle scuole? Cosa succede nelle scuole, collega Sileri? Signor Presidente, concludo con una semplice, banalissima battuta. Non era un intervento da ordine dei lavori, ma un intervento da dichiarazione di voto. È l'ennesimo voto di fiducia. Colleghi, non vi vergognate? Avete il 95 per cento dei parlamentari e continuate a "spararci" il voto di fiducia, impedendo di discutere in Commissione e in Aula gli emendamenti? E domani riporrete un altro voto di fiducia. Presidente, un minimo di decoro, di dignità delle istituzioni. (Applausi) . Ancora voti di fiducia con una maggioranza ipertrofica come la prostata? Basta! Basta voti di fiducia! (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Crucioli, ho verificato il Resoconto stenografico. Effettivamente il sottosegretario Sileri ha parlato di «idiozie», ma ha detto anche «perdonatemi», quindi ci sono delle scuse. Invito comunque il Sottosegretario a contenuti e a parole più consoni all'Assemblea. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, autorevoli rappresentanti del Governo, intanto, da parte mia un plauso al Governo, al Presidente del Consiglio, al Ministro della sanità per la coerenza con la quale stanno portando avanti questa battaglia epocale per la nostra società e per i provvedimenti in continuità: quello che oggi stiamo discutendo e votando qui al Senato, ma anche quelli che sono stati emanati in queste settimane e quello che, credo, sarà approvato domani dal Consiglio dei ministri. A mio avviso, un'azione così incisiva era auspicata ed assolutamente necessaria. Io credo che il combinato disposto di una programmazione attenta e determinata di un programma di vaccinazione così intenso, che sta dando grandi risultati, e della politica del passaporto vaccinale (o green pass , comunque lo si voglia chiamare) sia la soluzione migliore di fronte a questa pandemia che non ha precedenti. Dico, anche con orgoglio, che siamo diventati esempio per l'Europa e per il mondo. Stiamo operando bene e dobbiamo semplicemente continuare a farlo. Sono orgoglioso di supportare queste scelte del Governo a nome del Partito Democratico. Del resto, abbiamo ascoltato, anche in quest'Aula, una palese strumentalizzazione della situazione. L'Italia oggi avrebbe bisogno di una unità di intenti, di una chiamata alla responsabilità collettiva e alla responsabilità individuale. Oggi avremmo dovuto sostenere tutti insieme l'esigenza della vaccinazione di tutti gli italiani. Oggi si sarebbe dovuta sostenere insieme l'esigenza di andare avanti col green pass in maniera progressiva e decisa. Questo per un semplice motivo. Lo dico ai colleghi di Fratelli d'Italia e ai colleghi, anche della maggioranza, che hanno assunto posizioni diverse, sulle quali poi tornerò: semplicemente per l'interesse della nostra comunità nazionale;