[pronunce]

Verrebbe inoltre «consentita per l’affidamento delle concessioni la procedura negoziata, che invece il legislatore nazionale non ammette, a maggior tutela della concorrenza. Sicché la legge provinciale si traduce in una diminuzione della concorrenza effettiva nel delicato settore delle concessioni di lavori pubblici». Per le suddette argomentazioni, l’intero articolo sarebbe incostituzionale. L’art. 57 introduce l’art. 50-bis nella legge prov. n. 26 del 1993 , e disciplina l’affidamento diretto al concessionario dei lavori complementari che attiene alla materia tutela della concorrenza, riservata allo Stato. L’art. 58 introduce l’art. 50-ter nella legge prov. n. 26 del 1993 , e disciplina gli appalti del concessionario. La norma, in quanto attiene all’istituto delle procedure di affidamento e, segnatamente, alle condizioni di affidamento esterno, sarebbe lesiva della potestà legislativa dello Stato nella materia tutela della concorrenza. L’art. 59 introduce il capo VII-bis e l’art. 50-quater nella legge prov. n. 26 del 1993, «riscrivendo ex novo la finanza di progetto». Quest’ultima «costituisce un tipo contrattuale per la realizzazione dei lavori pubblici, e delle relative procedure di affidamento, con i connessi temi dei requisiti soggettivi, della società di progetto, delle garanzie, della risoluzione e del recesso. Tutti istituti che rientrano nella materia tutela della concorrenza». La società di progetto, l’emissione di obbligazioni, le garanzie, la risoluzione e il recesso rientrano anche nella materia ordinamento civile. «L’intero capo VII-bis, e dunque gli artt. da 59 a 72 compresi, della legge prov. n. 10 del 2008, sono pertanto incostituzionali». L’art. 73 della legge prov. n. 10 del 2008 sostituisce l’art. 51 della legge prov. n. 26 del 1993, relativo alle varianti in corso di esecuzione del contratto. L’art. 74 della legge prov. n. 10 del 2008, introduce l’art. 51-bis della legge prov. n. 26 del 1993, relativo alle varianti migliorative. Entrambe le disposizioni sarebbero incostituzionali, in quanto attengono alla fase di esecuzione del contratto, che rientra nella materia ordinamento civile, riservata allo Stato. L’art. 79 della legge prov. n. 10 del 2008 introduce nella legge prov. n. 26 del 1993 il capo X-bis dedicato al contratto. L’intero capo disciplina la fase di esecuzione del contratto relativo ai lavori pubblici, che è un contratto di diritto privato, che ricade nella materia ordinamento civile riservata al legislatore statale. «L’intero capo X-bis, e pertanto gli articoli da 79 a 90 compresi, della legge prov. n. 10 del 2008, sono incostituzionali». In particolare, l’art. 86 della legge prov. n. 10 del 2008, che introduce l’art. 58.8, nella legge prov. n. 26 del 1993, relativo alle procedure di affidamento in caso di fallimento dell’esecutore o risoluzione del contratto per grave inadempimento dell’esecutore, viola altresì la materia tutela della concorrenza, in quanto disciplinando una procedura di affidamento, contrasta con l’art. 140 del Codice degli appalti, come novellato. A sua volta, l’art. 90 della legge prov. n. 10 del 2008, che introduce l’art. 58.12 nella legge prov. n. 26 del 1993, relativo alle riserve dell’appaltatore e alle contestazioni tra quest’ultimo e l’amministrazione aggiudicatrice, nella misura in cui disciplina l’accordo bonario e il ricorso amministrativo alla Giunta provinciale, entrambi strumenti alternativi di risoluzione delle liti, invaderebbe la materia «giustizia amministrativa» che rientra nella legislazione statale esclusiva. L’art. 91 della legge prov. n. 10 del 2008 introduce il capo X-ter e l’art. 58.13 nella legge prov. n. 26 del 1993, disciplinando i lavori relativi a beni culturali e il relativo ambito. Il ricorrente sostiene che «se è vero che rientra nella competenza legislativa esclusiva provinciale la tutela dei beni culturali, ai sensi dell’art. 11» (recte: 8) «dello statuto, tuttavia tale materia legislativa provinciale va definita tenendo conto della competenza esclusiva statale nelle materie tutela della concorrenza, ordinamento civile, giurisdizione, norme processuali, giustizia amministrativa». Pertanto, deve ritenersi preclusa alla legge provinciale la disciplina dei lavori su beni culturali, quanto ai tipi contrattuali, alle procedure di affidamento, ai requisiti soggettivi, alle garanzie, alla fase di esecuzione, con la conseguente illegittimità costituzionale delle norme in esame. L’art. 92 della legge prov. n. 10 del 2008 introduce l’art. 58.14 nella legge prov. n. 26 del 1993 relativo agli appalti misti per i beni culturali: si tratta di disciplina del tipo contrattuale riservata, in quanto tale, al legislatore statale. L’art. 93 della legge prov. n. 10 del 2008 introduce l’art. 58.15 nella legge prov. n. 26 del 1993 relativo all’affidamento separato o congiunto dei lavori su beni culturali. Pertanto, si inciderebbe sulle procedure di affidamento. L’art. 94 della legge prov. n. 10 del 2008, introduce l’art. 58.16 nella legge prov. n. 26 del 1993 «relativo ai requisiti di qualificazione, istituto che rientra nella tutela della concorrenza». L’art. 95 della legge prov. n. 10 del 2008 introduce l’art. 58.17 nella legge prov. n. 26 del 1993 relativo alle attività di progettazione, direzione e accessorie. Tale ambito, inerendo ad appalti di servizi, esulerebbe dalla competenza legislativa provinciale. L’art. 97 della legge prov. n. 10 del 2008 introduce l’art. 58.19 nella legge prov. n. 26 del 1993 relativo alla progettazione, «materia preclusa alla legislazione provinciale». L’art. 98 della legge prov. n. 10 del 2008 introduce l’art. 58.20 nella legge prov. n. 26 del 1993 relativo alle varianti, ambito che rientra nella fase di esecuzione del contratto, e dunque nella materia ordinamento civile riservata alla potestà legislativa dello Stato. L’art. 99 della legge prov. n. 10 del 2008 introduce il capo X-quater e l’art. 58.21 nella legge prov. n. 26 del 1993, dettando una disciplina per i lavori di importo superiore alla soglia comunitaria. Il riferimento all’importo superiore alla soglia comunitaria si porrebbe in contrasto con gli obblighi internazionali. Ed infatti, le direttive comunitarie sui pubblici appalti, e conseguentemente il diritto nazionale che le recepisce, si applicano ai contratti di importo pari o superiore alla soglia comunitaria, e non solo a quelli di importo superiore. Gli articoli da 100 a 108 della legge prov. n. 10 del 2008, che introducono gli articoli da 58.22 a 58.30 nella legge prov.