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gli enti locali gardesani, veronesi e bresciani, ancora a fine estate 2013, hanno raggiunto un'intesa sul documento di revisione della regolazione dei livelli idrometrici del lago con il quale si è deciso di sperimentare, per cinque anni, la riduzione di 15 centimetri del livello stabilito nel lontano 1965 per il periodo da novembre a marzo di ogni anno; si aggiunge la giusta considerazione che i livelli delle acque in questo periodo sono influenzati dalle mancate nevicate invernali che avrebbero garantito un flusso costante in mancanza del quale ed in previsione della stagione irrigua delle campagne mantovane, normalmente si trattengono le acque nel bacino, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano, al fine di accelerare la definizione della grave situazione, avviare con urgenza un'istruttoria in merito, nell'ambito della quale considerare le proposte avanzate dalla comunità del Garda allo scopo di riesaminare il contesto e giungere alla definizione dei livelli corrispondenti alle esigenze contemporanee; se intendano avviare un tavolo specifico con AIPO, Regioni e comunità del Garda affinché siano valutate nuove ipotesi con nuovi ed ulteriori livelli, da applicare nei casi in cui in inverno non nevica e si presuppone che successivamente, come sempre più spesso accade, si registreranno piogge ed eventi atmosferici intensi. Atto n. 3-00814 ASTORRE PARENTE CIRINNA' Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nel 2018 il numero di imprese che vanta crediti con Roma capitale è pari a 4.966, cioè 770 in più rispetto al 2017 con un incremento del 18,5 per cento con un inevitabile incremento delle richieste di ore di cassa integrazione. Questa situazione di stallo nei pagamenti da parte del Campidoglio porta molte imprese a non avere ossigeno per restare in piedi, o peggio ancora per pagare gli stipendi. In questa situazione gravissima si innesta il blocco dei cantieri; in base ai dati Inps elaborati dalla UIL, nel primo trimestre del 2019, alla capitale, spetta il record assoluto di cassa integrazione con ben 7 milioni e 653.000 ore autorizzate (su un totale nazionale di 66 milioni) ed un aumento del 115,8 per cento sul 2018. Il Lazio (dati UIL) complessivamente arriva a 10,2 milioni di ore di cassa integrazione in questo inizio d'anno, con in testa Roma e la sua area metropolitana e la provincia di Frosinone; pesano anche, oltre ai motivi già detti, la cassa integrazione di Alitalia, e a Frosinone lo stabilimento FCA, vicino a Cassino. Due grandi temi, quello di Alitalia e di FCA, che il Governo ha gestito, ad avviso degli interroganti, con estrema approssimazione. Basti pensare agli effetti dell'ecotassa sulle auto, introdotta dal Governo Conte, che ha portato alla crisi di vendite di auto in Italia e quindi a problemi sulla catena di produzione; a tutto ciò si aggiunge il fatto che molte imprese, anche grandi gruppi industriali come Sky, ex Pagine Bianche, Opel, Esso, numerose aziende farmaceutiche, Condotte SpA, su cui l'amministrazione capitolina è rimasta completamente inerte, hanno lasciato Roma per trasferirsi a Milano, nell'indifferenza della stessa amministrazione cittadina; considerato che: Roma capitale, in un'area che rappresenta il 10 per cento del PIL nazionale, grande come l'Irlanda e che ospita straordinari hub pubblici e privati in grave stato di sofferenza, sta diventando una vera e propria "zavorra" per il tessuto economico e imprenditoriale della città. A ciò si aggiunge la paralisi dei cantieri, che blocca lavoro e sviluppo; il decreto "sblocca cantieri" (di cui al decreto-legge n. 32 del 2019), come rilevato da numerose associazioni di categoria, ha bisogno di 13 provvedimenti attuativi per riscrivere parte del codice degli appalti, cosa che non lascia ben sperare in termini di celerità per la ripresa di tutti quei lavori fermi, con il rischio per Roma e per il Lazio di capitolare definitivamente sotto il profilo economico e occupazionale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione; quali provvedimenti urgenti intendano adottare per dare una risposta certa e immediata al grave problema dei debiti commerciali di Roma capitale con le diverse centinaia di imprese creditrici; se e quali politiche di sviluppo intendano adottare nell'immediato per aumentare la competitività di Roma capitale, servizi ed infrastrutture più adeguate ed efficienti, e per scongiurare la fuga da parte di importanti gruppi imprenditoriali. Atto n. 3-00816 IORI BOLDRINI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, della salute e per la pubblica amministrazione Premesso che, l'art. 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992 prevede che il lavoratore dipendente che assiste la persona con disabilità grave ha diritto di fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito; in seguito alla circolare INPS n. 45 del 1° marzo 2011, in attesa dei nuovi contratti collettivi nazionali di lavoro, le aziende ospedaliere hanno concesso la possibilità di fruire alternativamente di 3 giorni di permesso o di 18 ore mensili da ripartire nelle giornate lavorative; il nuovo contratto del comparto sanità, sottoscritto in data 21 maggio 2018, all'art. 38, comma 1, ha disposto che i dipendenti hanno diritto, ove ne ricorrano le condizioni, a fruire di tre giorni di permesso di cui all'art. 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992 ma non ha previsto, al contrario degli altri comparti, la possibilità del frazionamento ad ore dei permessi; a seguito di un chiarimento richiesto all'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni dall'azienda ospedaliera universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino) il 9 agosto 2018, è stata ribadita l'impossibilità di fruizione ad ore dei permessi per l'assistenza delle persone con disabilità, anche attraverso accordi aziendali, in quanto la mancata previsione contrattuale "non è dovuta ad un mero refuso, al contrario le parti negoziali hanno ritenuto incompatibile con l'organizzazione del lavoro delle strutture sanitarie detta frazionabilità, avuto riguardo alle prioritarie esigenze di carattere gestionale"; generalmente, la fruizione ad ore è richiesta per assistere i figli con disabilità che frequentano gli istituti scolastici per cui il dipendente chiede l'uscita anticipata all'orario del pranzo. A loro, soprattutto, viene negato il diritto all'assistenza del familiare più idoneo per competenza, titolo di studio e lavoro quotidiano di assistere le persone con problemi di salute;