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In conclusione, potrei certo dire che ci sono misure importanti nel provvedimento, ad esempio, l'aver introdotto la valutazione discorsiva, anziché quella numerica per la scuola primaria, ma potrei dire che non siamo riusciti ad approvare ad esempio un provvedimento per fare in modo che nelle classi con i ragazzi disabili non ci siano più di 20 alunni o per abbassare il dimensionamento del numero nelle scuole per permettere ai territori, soprattutto quelli marginali, di avere la scuola come comunità. Ecco, signor Presidente, non possiamo non avere un'idea e una visione sulla scuola perché è un torto non solo ad un settore, ma ad un intero Paese, alle nuove generazioni. È un torto che noi non possiamo permettere per alcuna ragione. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, ringrazio il Governo, in modo particolare i sottosegretari De Cristofaro, Malpezzi e Ascani, il ministro Azzolina e la relatrice, collega Angrisani. (Commenti) . C'è il Governo. PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo era salito al banco della Presidenza per vedere l'ordine degli interventi. Quindi, senatrice, se non è stata offesa da questo fatto, può anche continuare senza il richiamo dell'Assemblea. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, avevo visto che il Sottosegretario era vicino a lei. Voglio altresì ringraziare tutta la 7 a Commissione, maggioranza e minoranza, perché credo davvero che ci sia stato un grande confronto, con toni assolutamente civili, su posizioni anche molto divergenti, ma anche alcune posizioni che invece ci vedevano forse più vicini. Oggi, con ritardo, purtroppo sì, con ritardo, riaffermiamo finalmente il diritto allo studio, il merito, la qualità dell'insegnamento, la parità e l'autonomia scolastica, la tutela dei ragazzi e delle ragazze con disabilità. Permettetemi di dire che per noi di Italia Viva un grande risultato che oggi entra nel decreto scuola è quello dell'edilizia scolastica, con l'approvazione del piano shock per sbloccare i cantieri nelle scuole. (Applausi) . Quei soldi e quelle risorse che sono già nelle casse dei Comuni e delle Province - e che magari non sono stati utilizzati finora - grazie proprio a quella struttura che aveva costruito il Governo Renzi e che Italia Viva ha portato avanti. Finalmente ci siamo arrivati e di questo ringrazio il Governo. Soprattutto, colleghe e colleghi, attraverso questo decreto-legge, ma non solo, dobbiamo rimettere al centro gli studenti, le famiglie e le loro esigenze. La scuola rappresenta uno dei principali patrimoni del nostro Paese; non è soltanto diritto allo studio, non è soltanto sapere e conoscenza, è anche servizio educativo. È formazione e crescita dell'individuo. La scuola è per noi tutto questo, ma anche di più, perché è relazione, è socialità ed inclusione: tutte parole a noi molto care, che credo possiamo condividere in quest'Aula, anche tra maggioranza e minoranza. Voglio citare brevemente alcuni numeri che ci danno l'idea di quanto importante sia questo settore educativo. Pensiamo soltanto alla scuola statale: più di 40.000 sedi scolastiche su tutto il territorio nazionale, più di 13.000 scuole per l'infanzia, quasi 15.000 scuole primarie, 7.000 scuole di primo grado, quasi 6.000 scuole di secondo grado. Un totale di 370.000 classi per ben 8 milioni di studenti. A queste si aggiungono le scuole paritarie, che nel precedente anno scolastico erano quasi 13.000, con quasi 900.000 studenti che le frequentano. Questo perché appunto - come dicevo all'inizio - crediamo nella parità e nel pluralismo scolastico; esistono le scuole statali ed esistono le scuole paritarie. Già solo questi numeri ci danno l'idea di quanto importante sia la scuola. Guardiamo alla fase essenziale dello sviluppo e della crescita dei nostri figli. Se pensiamo a questo, capiamo che con questo provvedimento cominciamo a tutelare tutti i nostri studenti: le ragazze e i ragazzi delle scuole statali, delle scuole paritarie, i disabili e anche i privatisti, di cui si è parlato poco, ma ci sono anche loro: sono 17.000 le ragazze e i ragazzi privatisti che frequentano le nostre scuole e non sono ragazzi di serie B. La scuola è il presidio fondamentale di alcuni dei principali diritti tutelati dalla nostra Costituzione, dove deve vigere una sola regola: la libertà e l'uguaglianza dei cittadini. In sostanza, è un pezzo fondamentale della nostra vita e della nostra scuola, ma è anche un driver fondamentale dello sviluppo economico del sistema Paese. Gli studi economici dimostrano la stretta correlazione tra l'apprendimento scolastico e la crescita economica di un Paese, riaffermando il valore dell'istruzione come leva centrale dello sviluppo. Allo stesso modo è evidente che il livello di istruzione è correlato a un migliore stato di salute e allunga la speranza di vita. Una forte correlazione positiva si osserva con diversi indicatori che danno la misura del funzionamento democratico della società, con il grado di partecipazione ad attività politiche e associative e con il livello di legalità. Sono tanti i motivi per cui da questo decreto-legge (e non solo) ricominciamo a parlare di scuola. Ricominciamo però anche a parlare di come ricostruire un benessere emotivo, sociale e relazionale dei nostri figli, che più di tutti hanno sofferto questo momento difficile e drammatico. La scuola si è trovata a dover reagire in una situazione emergenziale senza preparazione e con il rischio di compromettere il percorso di crescita di intere generazioni di studenti. Eppure, c'è riuscita, perché i docenti sono stati straordinari nello svolgere questo lavoro complicato anche in questi mesi difficili. Allo stesso modo, ci dobbiamo battere per il principio di giustizia intergenerazionale. Grazie davvero. Grazie a tutti i ragazzi e alle ragazze. Permettetemi di dire, facciamo davvero un in bocca al lupo a tutti coloro che, nei prossimi giorni, dovranno affrontare grandi prove, non solo di maturità, ma anche gli esami di terza media. Prima di chiudere il mio intervento, Presidente, vorrei soffermarmi rapidamente su alcuni punti. Il decreto-legge oggi al nostro esame riporta parole come «merito». D'altra parte, come abbiamo detto, non vogliamo una promozione con il 6 politico, non vogliamo una promozione per tutti, ma chiediamo una valutazione dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze. La qualità dell'insegnamento è un tema centrale: dobbiamo assolutamente stabilizzare i precari, con altissime qualificazioni, ma da troppo tempo precari, e siamo ben lieti di aver ottenuto decine di migliaia di posti aggiuntivi. Al tempo stesso, però, abbiamo preteso come Italia Viva - e siamo contenti che la nostra proposta sia stata accolta - un concorso vero e selettivo da svolgersi in assoluta sicurezza quando le condizioni lo consentiranno. Ma questo concorso si dovrà fare, anche con una prova scritta. Questi sono alcuni dei risultati che portiamo a casa: il pluralismo, le scuole paritarie. Qui ci sono alcune risorse, c'è uno stanziamento complessivo di 150 milioni di euro per le scuole paritarie;