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Ove ripristinato, il plesso giudiziario si identificherebbe come un tribunale di area perché andrebbe a soddisfare il fabbisogno dei comuni limitrofi, spesso molto più vicini al comune di Bassano del Grappa rispetto al loro attuale capoluogo di provincia. Ciò anche nel rispetto dei parametri che CE-PEJ (Commissione europea per l'efficienza della giustizia) ha indicato nelle sue linee guida sulla geografia giudiziaria del 2013, affinché sia garantito ai cittadini un equo accesso alla giustizia. La stessa regione Veneto, con deliberazione della giunta regionale n. 1721 del 1° dicembre 2015 e successiva risoluzione del consiglio regionale del 12 gennaio 2016, ha aderito al progetto di istituzione della nuova circoscrizione del tribunale della Pedemontana Veneta. Il presente disegno di legge, che riprende quello già depositato dalla regione Lombardia, segue a quelle presentate anche dalle regioni Abruzzo, Toscana, Sicilia, Marche, Calabria, Campania e vuole quindi modificare il sistema delineato dal decreto legislativo n. 155 del 2012. In particolare, l'articolo 1 prevede quale siano le finalità della legge. L'articolo 2 introduce l'articolo 8- bis al decreto legislativo n. 155 del 2012 e conferisce la possibilità alle regioni di richiedere al Ministero della giustizia, mediante apposite convenzioni, il ripristino del servizio delle funzioni giudiziarie nelle sedi soppresse (comma 1) o la costituzione di nuovi tribunali e delle relative procure, sempreché il nuovo circondario abbia una popolazione residente di almeno 100.000 abitanti (comma 2). Al fine di salvaguardare i procedimenti pendenti si dispone che gli stessi rimangono incardinati presso l'ufficio giudiziario territorialmente competente alla data antecedente a quella di entrata in vigore della legge (comma 3) Sono inoltre a carico della regione le spese di gestione e manutenzione degli immobili e di retribuzione del personale di custodia e vigilanza delle strutture (comma 4). Viceversa, rimangono a carico dello Stato le spese relative alle retribuzioni dei magistrati e del personale amministrativo e di polizia giudiziaria (comma 5). È conferito poi al Ministero della giustizia il termine di cento giorni per la riformulazione o la determinazione delle piante organiche dei tribunali ordinari e delle procure della Repubblica ripristinati o istituiti (comma 6). Sono conseguentemente oggetto di adeguamento la tabella A allegata al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, la tabella A allegata all'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, la tabella A allegata alla legge 26 luglio 1975, n. 354, la tabella N allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 agosto 1951, n. 757 (comma 7). L'articolo 3 prevede l'abrogazione del comma 4- bis dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 155 del 2012, introdotto dall'articolo 1, comma 397, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, il quale prevedeva la possibilità di stipulare apposite convenzioni tra il Ministero della giustizia e le regioni o le province autonome al fine di utilizzare gli immobili adibiti a servizio degli uffici giudiziari periferici e delle sezioni distaccate soppresse per l'esercizio di funzioni giudiziarie nelle relative sedi, con spese di gestione e manutenzione degli stessi e di retribuzione del personale di servizio a carico del bilancio regionale. Tale articolo è superato dall'introduzione dell'articolo 1, comma 4, della presente proposta. L'articolo 4 prevede la clausola di invarianza finanziaria.. Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge introduce nuovi criteri per l'istituzione o la riattivazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero in ossequio al principio della parità di accesso alla giustizia di tutti i cittadini. Art. 2. (Riorganizzazione territoriale degli uffici giudiziari) 1. Dopo l'articolo 8 del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, è inserito il seguente: « Art. 8- bis. – (Interventi delle regioni) – 1. Nel rispetto del principio del massimo decentramento dei servizi dello Stato di cui all'articolo 5 della Costituzione e del principio di prossimità di cui all'articolo 10 del Trattato sull'Unione europea, su richiesta delle regioni interessate, il Ministro della giustizia, sulla base di apposite convenzioni da stipulare con le regioni richiedenti, dispone, con propri decreti, il ripristino della funzione giudiziaria, nelle rispettive sedi, dei tribunali ordinari e delle procure della Repubblica di cui all'articolo 1. 2 . Le convenzioni e i decreti ministeriali di cui al comma 1 possono prevedere anche l'istituzione di nuovi tribunali ordinari e delle relative procure della Repubblica con sede nei comuni dove avevano sede le sezioni distaccate di tribunale soppresse dall'articolo 1, purché il nuovo circondario così costituito abbia una popolazione residente di almeno 100.000 abitanti. 3 . I procedimenti giudiziari pendenti rimangono incardinati presso l'ufficio giudiziario territorialmente competente alla data antecedente a quella di entrata in vigore della presente legge. 4 . Le spese di gestione e di manutenzione degli immobili oggetto della convenzione di cui al comma 1 e di retribuzione del personale di custodia e vigilanza delle strutture sono a carico del bilancio della regione richiedente. 5 . Le spese relative alla retribuzione dei magistrati, del personale amministrativo e della polizia giudiziaria rimangono a carico dello Stato. 6 . Entro cento giorni dalla stipula delle convenzioni di cui al comma 1, il Ministro della giustizia provvede alla revisione della pianta organica dei tribunali ordinari e delle procure della Repubblica e alla loro copertura, senza modificare le piante organiche dei tribunali ordinari e delle procure della Repubblica istituite ai sensi della presente legge. 7 . In seguito al ripristino dei tribunali ordinari e delle procure della Repubblica sono aggiornate le seguenti tabelle: a) tabella A allegata al presente decreto; b) tabella A allegata all'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12; c) tabella A allegata alla legge 26 luglio 1975, n. 354; d) tabella N allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 agosto 1951, n. 757 ». Art. 3. (Abrogazioni) 1. Il comma 4- bis dell'articolo 8 del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, è abrogato. Art. 4. (Invarianza finanziaria) 1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. All'attuazione delle disposizioni della presente legge si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente