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la borsa di studio denominata «lo studio voucher 2017-2018» destinata agli studenti con un Isee inferiore a 10.632,90 euro e di cui è stata stilata una graduatoria in ogni regione, non risulta mai erogata; il sito relativo a questo bando, riguardante la regione Campania, dava in data 2 maggio 2018 l'accreditamento come imminente in poche settimane; questo elenco è stato poi bloccato e ripresentato dopo il depennamento di alcune situazioni irregolari di studenti non iscritti o iscritti in altre regioni e ripubblicato l'8 agosto 2018; sul sito gestito dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è pubblicata questa citazione: «Per consentire a tutti gli studenti individuati dalle Regioni come beneficiari della borsa di studio di potere accedere al servizio, sono in corso le operazioni di completamento delle rispettive graduatorie e di caricamento degli elenchi all'interno del sistema»; e ancora «Al termine delle operazioni sopra descritte, sarà possibile fornire ulteriori dettagli relativi alle tempistiche e alle modalità di erogazione delle borse di studio»; fino al 28 ottobre 2018 agli studenti campani non è stato possibile accedere ai voucher tramite il sito, né tanto meno ricevere l'accredito sulla carta all'uopo abilitata; questo poteva essere un modo per fornire agli studenti in difficoltà i fondi per l'acquisto del materiale in modo rapido; in regioni come la Campania gli studenti non possono avvalersi del comodato d'uso per i libri, dei buoni scuola e anche i «buoni libro», sono spesso erogati in ritardo, si chiede di sapere quali siano i motivi che impediscono a migliaia di studenti di usufruire di un supporto concreto al loro percorso di studio. Atto n. 4-00923 LAFORGIA Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che a quanto risulta all'interrogante: è stata annunciata, nel settore del food delivery , la vendita di Foodora a Glovo ed è trapelata la volontà di Glovo di non voler dare continuità ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (Co.co.co) instaurati da Foodora con quasi 2.000 rider in tutta Italia; la Cgil ha riportato la notizia che a Firenze circa 200 ciclo fattorini resteranno senza lavoro dal 1° dicembre 2018, quando saranno scaduti i loro contratti. Si tratta di ragazzi e ragazze, giovani e anche meno giovani, studenti o ciclo fattorini a tempo pieno; considerato che: dalla Nidil Cgil, Ilaria Lani e Aldo Iacona segnalano che: "Per continuare a lavorare, se vorranno, potranno solo partecipare alle selezioni di Glovo, senza nessuna garanzia di continuità occupazionale, e sperare di vincerle all'interno di una gara con nuovi sistemi di ranking. Qualora fossero scelti da Glovo, vedrebbero in ogni caso peggiorare le proprie condizioni di lavoro, in quanto non avrebbero un Co.co.co ma una collaborazione occasionale pagata a cottimo. Foodora ha ceduto a Glovo l'intero pacchetto commerciale, dai ristoranti ai dati sulle App fino ai clienti, ma non i lavoratori che in quanto co.co.co non hanno nessuna garanzia: un panino per queste aziende vale più dei lavoratori in carne ed ossa. È inaccettabile, per questo abbiamo scritto alla Regione Toscana affinché apra un Tavolo di crisi sulla vertenza, così come abbiamo scritto ai vertici locali di Foodora per chiedere un incontro", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e come valuti gli effetti della vendita/passaggio di proprietà sui lavoratori coinvolti, sia da un punto di vista occupazionale sia riguardo alla tipologia del rapporto di lavoro; se intenda convocare quanto prima la proprietà, affinché si possa giungere all'obiettivo della continuità dei rapporti di lavoro e si possa scongiurare il peggioramento delle attuali condizioni economico-normative. Atto n. 4-00924 LAFORGIA Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il quotidiano "la Repubblica", in data 23 novembre 2018, ha riportato la notizia secondo la quale gli esperti di "Grevio" (Group of experts on action against violence against women and domestic violence), organismo del Consiglio d'Europa che monitora in ogni Paese l'applicazione della Convenzione di Istanbul, starebbe preparando un rapporto sul nostro Paese su questi temi; da quello che è emerso nel rapporto e da quanto riportano le fonti del citato articolo del quotidiano, mancherebbero più di 5.000 posti letto per chi fugge dalle mura domestiche, teatro dell'80 per cento dei maltrattamenti; i fondi pubblici sono scarsi e utilizzati male; di quelli disponibili ne sono stati spesi solo lo 0.02 per cento; scarsa preparazione e formazione sul fenomeno della violenza di forze dell'ordine e personale socio-sanitario, interventi di prevenzione e protezione sui territori a macchia di leopardo, così solo il 7 per cento degli stupri viene denunciato; considerato che: l'Istat ha raccolto dei dati ed ha svolto l'indagine sui servizi offerti dai Centri antiviolenza, in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri le regioni e il Consiglio nazionale della ricerca; quello che emerge dall'indagine dimostra come le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza nel 2017 sono 49.152, di queste 29.227 hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza; il 26,9 per cento delle donne che si rivolgono ai centri sono straniere e il 63,7 per cento ha figli minorenni in più del 70 per cento dei casi; sempre secondo l'articolo riportato da "la Repubblica", da gennaio a ottobre sono state oltre 70 le donne uccise per mano di chi diceva di "amarle"; da gennaio a fine luglio sono state 1.646 le italiane e 595 le straniere che hanno presentato denuncia per stupro; l'Istat stima che siano 1 milione 404mila le donne che hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro da parte di un collega o del datore di lavoro, si chiede di sapere: quali efficaci misure il Governo intenda intraprendere urgentemente affinché questa strage venga interrotta nel minor tempo possibile; se intenda aumentare i finanziamenti per contrastare la violenza di genere; come intenda agire per debellare il fenomeno delle molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro. Atto n. 4-00925 LAFORGIA Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: in data 20 novembre, il quotidiano "The Guardian" ha riportato la notizia secondo cui, in Libia, nei centri di detenzione finanziati anche dall'Unione europea tramite il fondo per l'Africa, ci sarebbero alcuni minori che subiscono abusi e soffrono di malnutrizione; l'articolo continua segnalando come alcuni bambini avrebbero raccontato di essere stati picchiati e maltrattati dalla Polizia libica e dalle guardie del campo, descrivendo la loro vita come "un inferno in terra"; secondo i dati analizzati dal Guardian, in Libia esistono 26 centri di detenzione dei migranti, ma il numero dei minori detenuti non è chiaro, in quanto non esistono registi affidabili; secondo l'Unhcr, almeno 5.400 rifugiati sono detenuti in territorio libico;