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Il Piano di sistema prevede contributi in conto capitale per le attività nelle aree naturali protette istituite dalle regioni con proprie risorse, nonché per progetti delle regioni relativi all'istituzione di dette aree e determina i criteri e gli indirizzi ai quali debbono uniformarsi lo Stato, le regioni e gli organismi di gestione delle aree naturali protette nell'attuazione del programma per quanto di loro competenza, ivi compresi i compiti relativi alla informazione ed alla educazione ambientale delle popolazioni interessate, sulla base dell'esigenza di gestione unitaria delle aree da proteggere. 9 . Le attribuzioni economico-finanziarie del Piano di sistema alle singole aree protette sono effettuate in base a criteri oggettivi relativi alle dimensioni e alla complessità geomorfologica dell'area tutelata, alla significatività degli ecosistemi terrestri, marini e costieri, alla presenza e incidenza dei fattori antropici, agli interessi socio-economici e ad altri parametri da definire in tale sede. Il programma prevede altresì la realizzazione nelle aree protette di un monitoraggio scientifico dello stato di salute dell'ambiente, degli effetti della protezione e dell'evoluzione del contesto antropico e socio-economico, valutato con indicatori specifici. Le assegnazioni finanziarie ordinarie dello Stato a favore delle aree protette nazionali sono disposte annualmente con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio. 10. La realizzazione delle previsioni del Piano di sistema avviene a mezzo di intese, eventualmente promosse dal Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, tra regioni ed enti locali, sulla base di specifici metodi e criteri stabiliti d'intesa. L'osservanza dei predetti criteri è condizione per la concessione di finanziamenti ai sensi della presente legge. Proposte relative al Piano possono essere presentate dalle regioni, dalle province autonome e dai comuni. Le proposte per l'istituzione di nuove aree naturali protette o per l'ampliamento di aree naturali protette esistenti possono essere altresì presentate al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, dalle associazioni di protezione ambientale riconosciute ovvero da cinquemila cittadini iscritti nelle liste elettorali. 11. Il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica presenta entro il mese di gennaio dell'anno successivo alla data di entrata in vigore della presente disposizione la proposta di Piano di sistema alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che delibera entro sessanta giorni. Qualora il Piano non sia adottato nel termine previsto, si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica. 12. Allo scopo di favorire la promozione economica e sociale dei territori e promuovere le politiche di sistema delle aree naturali protette, è istituito, presso il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica che lo inserisce nel proprio bilancio, un Fondo, finanziato con risorse nazionali, da utilizzare per finanziare il presente Piano di sistema e cofinanziare i programmi, i progetti e le strategie per la conservazione della biodiversità e l'attuazione delle politiche di sistema. 13. L'Ente gestore dell'area naturale protetta predispone annualmente un piano economico-finanziario, sulla base di una propria programmazione triennale coerente con quella del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e della regione, e lo sottopone all'approvazione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica o della regione secondo le rispettive competenze, unitamente al bilancio consuntivo e al bilancio previsionale per la successiva annualità. 14. Le assegnazioni finanziarie dello Stato e delle regioni sono destinate prioritariamente alle attività di tutela e conservazione e, subordinatamente, previo assolvimento dei compiti istituzionali di tutela e conservazione, anche ad attività di valorizzazione e promozione. Sono escluse dal riparto per la corrispondente annualità le aree protette i cui enti gestori non abbiano presentato al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, entro il 30 giugno di ciascun anno, i risultati della gestione riferiti all'anno precedente. 15. Il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica può revocare con proprio provvedimento l'affidamento in gestione delle aree naturali protette in caso di comprovata inadempienza, inosservanza o irregolarità da parte dell'Ente gestore rispetto a quanto previsto nel decreto istitutivo, nella convenzione di affidamento e nel Piano di sistema di cui al presente articolo. 16. I proventi delle sanzioni amministrative derivanti dalle violazioni relative alle disposizioni di cui alla presente legge sono riscossi dagli enti gestori e destinati al finanziamento delle attività di gestione, coerentemente con le finalità istituzionali dell'area protetta. 17 . In deroga ad ogni diversa disposizione, i pareri, le intese, le pronunce o i nulla osta delle amministrazioni pubbliche, quando richiesti dall'Ente gestore di un'area naturale protetta, sono resi entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, il predetto parere si intende favorevolmente acquisito ». 2. Sono abrogati: a) il titolo V della legge 31 dicembre 1982, n. 979; b) l'articolo 76 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112; c) l'articolo 20 della legge 6 dicembre 1991, n. 394. Art. 6. (Modifiche all'articolo 5 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. L'articolo 5 della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: « Art. 5. – (Attuazione del Piano di sistema e poteri sostitutivi) – 1. Il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica vigila sull'attuazione del Piano di sistema e propone le variazioni ritenute necessarie. In caso di ritardi nell'attuazione del Piano di sistema tali da pregiudicarne gravemente le finalità, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, indica gli adempimenti e le misure necessarie e fissa un termine per la loro adozione, decorso il quale rimette la questione al Consiglio dei ministri che provvede in via sostitutiva, anche attraverso la nomina di commissari ad acta . 2. Il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica provvede ad aggiornare l'elenco ufficiale delle aree protette e rilascia le relative certificazioni. A tal fine, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli altri soggetti pubblici o privati che attuano forme di protezione naturalistica di aree sono tenuti a informare il medesimo Ministero. 3. L'iscrizione nell'elenco ufficiale delle aree protette è condizione per l'assegnazione di contributi a carico dello Stato ». Art. 7. (Modifiche all'articolo 6 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. All'articolo 6 della legge n. 394 del 1991 sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1.