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- (Disposizioni concernenti RAI SpA) Il comma 1, intervenendo sull'articolo 17 della legge 3 maggio 2004, n. 112 (relativo ai compiti del servizio pubblico generale radiotelevisivo), elimina la previsione ai sensi della quale la società concessionaria è articolata in una o più sedi nazionali, nonché in sedi in ciascuna regione e provincia autonoma. Pertanto, la disposizione in esame abroga il comma 3 del citato articolo 17, concernente le sedi regionali e provinciali della società concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo. Si precisa, inoltre, che il servizio pubblico generale radiotelevisivo è tenuto a garantire, tra l'altro, l'informazione pubblica a livello nazionale e regionale. Il comma 2 introduce un regime transitorio, in base al quale le sedi regionali di RAI SpA, nonché quelle delle province autonome di Trento e di Bolzano, continuano ad operare in regime di autonomia finanziaria e contabile in relazione all'attività di adempimento degli obblighi di pubblico servizio affidati alle stesse, fino alla definizione di un nuovo assetto territoriale da parte della medesima Società. Al fine di consentire l'efficientamento, la razionalizzazione e il riassetto industriale nell'ambito delle partecipazioni detenute dalla RAI SpA, il comma 3 prevede la facoltà, per la predetta Società, di cedere sul mercato, secondo modalità trasparenti e non discriminatorie, quote di società partecipate, garantendo la continuità del servizio erogato. Nell'ipotesi di cessione di partecipazioni strategiche determinante la perdita del controllo, si demanda l'individuazione delle modalità di alienazione ad apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con il Ministro dello sviluppo economico. A norma del comma 4, le somme relative al canone di abbonamento alle radioaudizioni circolari e alla televisione, da riversare alla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo ai sensi dell'articolo 27, comma 8, primo periodo, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, sono ridotte di euro 150 milioni per l'anno 2014. Art. 22. - (Riduzione delle spese fiscali) Il comma 1 interviene in tema di forfetizzazione del reddito derivante dalla produzione di energia elettrica da biocombustibili agroforestali effettuata da aziende agricole, determinando tale reddito attraverso l'applicazione di un coefficiente di redditività pari al 25 per cento dell'ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione ai fini IVA. Il comma 2 interviene in tema di IMU per i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina. L'articolo 7, comma 1, lettera h) , del decreto legislativo n. 504 del 1992 prevede l'esenzione per i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984. La nuova formulazione della disposizione contenuta nel comma 5- bis dell'articolo 4 del decreto-legge n. 16 del 2012 prevede che con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministro dell’interno, sono individuati i comuni nei quali si applica l'esenzione in esame sulla base dell'altitudine riportata nell'elenco dei comuni italiani predisposto dall'ISTAT. La novella in esame dispone altresì che il suddetto decreto debba garantire un maggior gettito complessivo annuo pari a 350 milioni di euro. Gli effetti della disposizione in esame decorrono dall'anno 2014. Pertanto, la disposizione è diretta a razionalizzare l'esenzione, la cui applicazione è attualmente determinata dall'inclusione dei predetti terreni nell'elenco allegato alla circolare del Dipartimento delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993, concernente «Imposta comunale sugli immobili (ICI). Decreto legislativo n. 504 del 30 dicembre 1992 -- Esenzione di cui all'articolo 7, lettera h) -- Terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984». Vengono infine individuate le procedure per il recupero del maggior gettito, come risultante per ciascun comune a seguito dell'adozione del suddetto decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, per i comuni delle regioni a statuto ordinario e delle regioni Sicilia e Sardegna, nonché per i comuni delle regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Art. 23. - (Riordino e riduzione della spesa di aziende, istituzioni e società controllate dalle amministrazioni locali) La disposizione in esame prevede che il Commissario straordinario per la spending review di cui all'articolo 49- bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, predisponga un programma di razionalizzazione delle aziende speciali, delle istituzioni e delle società direttamente o indirettamente controllate dalle amministrazioni locali incluse nell'elenco predisposto annualmente dall'ISTAT, e ciò al fine di individuare concrete misure volte, in particolare, alla riduzione ovvero all'aggregazione dei citati organismi, alla cessione di rami d'azienda, al trasferimento di funzioni e attività di servizi e infine al'efficientamento della loro gestione. La disposizione fa salva, in ogni caso, la normativa vigente in materia di alienazione di partecipazioni vietate di cui all'articolo 3, comma 29, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e all'articolo 1, comma 569, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Art. 24. - (Disposizioni in materia di locazioni e manutenzioni di immobili da parte delle pubbliche amministrazioni) L'articolo reca disposizioni in materia di contenimento della spesa per le locazioni passive e per la manutenzione degli immobili, nonché in tema di razionalizzazione degli spazi in uso alle amministrazioni pubbliche. In particolare, il comma 1 -- nel modificare l’articolo 2, comma 222, della legge n. 191 del 2009 -- introduce l'obbligo di effettuare indagini di mercato per l'individuazione della soluzione allocativa maggiormente vantaggiosa tramite la consultazione di sistemi informatici messi a disposizione dall'Agenzia del demanio, nei quali sono presenti le informazioni relative ad immobili disponibili sul mercato offerti in locazione per le esigenze delle amministrazioni statali di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001. Con il comma 2, lettera a) , si prevede che, in caso di violazione degli obblighi di comunicazione da parte delle amministrazioni dello Stato (incluse la Presidenza del Consiglio dei ministri e le Agenzie anche fiscali) di cui al comma 222- bis dell'articolo 2 della citata legge n. 191 del 2009 (piani di razionalizzazione degli spazi; dati e informazioni relativi ai costi per l'uso degli edifici di proprietà dello Stato e di terzi da esse utilizzati), l'Agenzia del demanio ne effettua la segnalazione alla Corte dei conti per gli atti di competenza.