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Modifiche al testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale. Onorevoli Senatori. – La legge elettorale dei comuni (delle regioni a statuto ordinario) è disciplinata dalla parte prima, titolo III, capo III, articoli 71, 72 e 73, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL). Più precisamente l'articolo 71 disciplina l'elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti, mentre gli articoli 72 e 73 regolamentano rispettivamente l'elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti. In entrambi i casi è prevista l'elezione diretta del sindaco (a partire dal 1993) contestualmente all'elezione del consiglio comunale, con un'unica scheda, ma i due sistemi elettorali differiscono in molteplici aspetti. Nei 7.207 comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti l'elezione del sindaco e del consiglio comunale si effettua con sistema maggioritario a turno unico. Ogni candidato sindaco è collegato ad un'unica lista, non sono ammesse coalizioni. L'elettore esprime un voto congiunto, ossia vota contemporaneamente il candidato sindaco e la lista che lo appoggia. È eletto sindaco il candidato che ha ricevuto il maggior numero di voti validi. È previsto il secondo turno (ballottaggio) esclusivamente nel raro caso in cui i due candidati più suffragati abbiano ottenuto lo stesso numero di voti. Alla lista collegata al candidato sindaco eletto sono attribuiti i due terzi dei seggi. I restanti seggi sono ripartiti proporzionalmente alle altre liste con il metodo D'Hondt. Nei 747 comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti ogni candidato sindaco può essere collegato a più liste. L'elettore può votare per un candidato alla carica di sindaco e per una lista anche a questi non collegata (voto disgiunto). In alternativa è possibile votare per il solo candidato sindaco. È eletto sindaco il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi. Nel caso in cui nessun candidato raggiunga tale maggioranza, si ricorre al ballottaggio tra i due candidati sindaci più suffragati con possibilità di collegamento ad altre liste perdenti (apparentamento). In entrambi i casi, alla lista o alle liste collegate al candidato sindaco eletto sono attribuiti i sei decimi dei seggi. I restanti seggi sono ripartiti proporzionalmente alle altre liste con il metodo D'Hondt. Il premio di maggioranza non viene assegnato nel caso in cui un'altra lista o una coalizione di liste non collegate al candidato sindaco risultato eletto abbia superato il 50 per cento dei voti validi. In questo caso si verifica la cosiddetta « anatra zoppa »: il sindaco eletto si trova a « convivere » con un consiglio comunale la cui maggioranza è rappresentata da liste che avevano sostenuto un diverso candidato sindaco e, conseguentemente, l'amministrazione comunale ha statisticamente vita breve. Gli elettori possono poi esprimere una preferenza per i candidati al consiglio comunale. Con legge 23 novembre 2012, n. 215, al fine di garantire il rispetto del principio della parità di accesso delle donne e degli uomini alle cariche elettive dei comuni e assicurare nelle composizioni delle liste dei candidati la rappresentanza di entrambi i sessi (rappresentanza di genere) è stato introdotto, nei comuni con popolazione a partire da 5.000 abitanti, il divieto per ognuno dei due sessi di essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati, con arrotondamento aritmetico. Allo stesso fine, è stata introdotta la possibilità per l'elettore di esprimere due voti di preferenza di candidati di sesso diverso della stessa lista. Al riguardo, in linea con l'ordine del giorno n. 9/2486-AR/5, accolto dal Governo nella seduta dell'assemblea della Camera dei deputati del 31 luglio 2014, e con la sentenza del Consiglio di Stato, sezione terza, n. 2071 del 18 maggio 2016, le Istruzioni per la presentazione e l'ammissione delle candidature per l'elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale del Ministero dell'interno prevedono che si adotti il criterio dell'arrotondamento all'unità superiore per il genere meno rappresentato, anziché il criterio dell'arrotondamento aritmetico previsto dalla legge, allo scopo di favorire la massima rappresentanza di genere. Comuni fino a 15.000 abitanti Comuni oltre 15.000 abitanti Liste collegate al candidato sindaco Una sola lista Ammessa coalizione Espressione del voto Voto congiunto cand. sindaco/lista Ammesso voto disgiunto Possibilità di voto al solo cand. sindaco Sindaco eletto Il candidato che riceve il maggior numero di voti Il candidato che supera il 50 per cento dei voti validi. Ballottaggio Solo se i primi due candidati ottengono gli stessi voti Sempre se nessun candidato supera il 50 per cento dei voti validi Premio di maggioranza 2/3 dei seggi 6/10 dei seggi Soglia di sbarramento Nessuna 3 per cento alla lista/coalizione Preferenza ai candidati consiglieri Max 1 nei comuni fino a 4.999 abitanti Max 2 di sesso diverso negli altri comuni Max 2 di sesso diverso Il consiglio comunale è un organo collegiale, con funzioni di indirizzo e di controllo politico amministrativo, composto dal sindaco e da un numero di consiglieri che varia in base all'entità della popolazione comunale. L'articolo 37 del TUEL prevede che « il consiglio comunale è composto dal sindaco e: a) da 60 membri nei comuni con popolazione superiore ad un milione di abitanti; b) da 50 membri nei comuni con popolazione superiore a 500.000 abitanti; c) da 46 membri nei comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti; d) da 40 membri nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti o che, pur avendo popolazione inferiore, siano capoluoghi di provincia; e) da 30 membri nei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti; f) da 20 membri nei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti; g) da 16 membri nei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti; h) da 12 membri negli altri comuni ».