[pronunce]

Tale accordo, recepito con legge 23 dicembre 2014, n. 190 - recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2015) - ha, quindi, ulteriormente rinnovato il sistema di relazioni finanziarie con lo Stato, tanto che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 28 del 2016, avrebbe confermato che le Province autonome godono di una particolare autonomia in materia finanziaria, caratterizzata (e rafforzata) da un meccanismo peculiare di modificazione delle relative disposizioni statutarie, che ammette l'intervento del legislatore statale con legge ordinaria solo in presenza di una preventiva intesa con la Regione e le Province autonome. Ciò posto, ricorda la Provincia autonoma ricorrente che, in forza dell'art. 75 dello statuto speciale di autonomia, sono attribuite alle Province autonome di Trento e di Bolzano quote del gettito delle entrate tributarie specificamente indicate dalla disposizione richiamata, e che il successivo art. 75-bis, al comma 1, specifica che nell'ammontare delle quote di tributi erariali devolute alla Regione ed alle Province autonome sono comprese anche le entrate afferenti all'ambito regionale e provinciale ed affluite, in attuazione di disposizioni legislative o amministrative, ad uffici situati fuori dal territorio della Regione e delle rispettive Province. Lo stesso articolo limita poi, al comma 3-bis, le fattispecie di riserve all'erario ad ipotesi del tutto eccezionali (connesse all'introduzione di maggiorazioni di aliquote o all'istituzione di nuovi tributi), escludendo espressamente, peraltro, l'ammissibilità di riserve di gettito destinate al raggiungimento di obiettivi di riequilibrio della finanza pubblica. Infine, il comma 4 dell'art. 79 dello statuto di autonomia prevede, quale formula di chiusura a garanzia della stabilità del nuovo assetto dei rapporti finanziari, che «[n]ei confronti della regione e delle province e degli enti appartenenti al sistema territoriale regionale integrato non sono applicabili disposizioni statali che prevedono obblighi, oneri, accantonamenti, riserve all'erario o concorsi comunque denominati, ivi inclusi quelli afferenti il patto di stabilità interno, diversi da quelli previsti dal presente titolo». 3.3.- Secondo la ricorrente, dunque, poiché la Corte costituzionale, nella sentenza n. 66 del 2016, avrebbe escluso che il gettito riscosso per effetto della volontaria collaborazione possa essere considerato derivante da maggiorazioni di aliquote o dall'istituzione di nuovi tributi, la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e le Province autonome dovrebbero essere le destinatarie della devoluzione dei tributi erariali prevista dallo statuto di autonomia, anche in riferimento al gettito riscosso in base alla procedura di collaborazione volontaria di cui alle norme statali in questione. Si tratterebbe, infatti, di maggiori entrate riguardanti il gettito tributario originariamente evaso attraverso la violazione degli obblighi dichiarativi e, successivamente, «emerso» in applicazione delle procedure in questione. In ogni caso, il gettito così recuperato sarebbe privo dei requisiti statutariamente previsti per risultare possibile oggetto di riserva all'erario. 3.4.- Posto che le citate norme statutarie in materia finanziaria sono state approvate con la procedura prevista dall'art. 104 dello statuto speciale di autonomia, la riserva al bilancio statale delle maggiori entrate derivanti dalle procedure di collaborazione volontaria costituirebbe un'unilaterale violazione dell'accordo del 15 ottobre 2014 concluso con il Governo. Tale accordo avrebbe definito in modo esaustivo la natura e la misura della partecipazione delle Province autonome ai processi di risanamento della finanza pubblica, ed in particolare l'entità dei concorsi assicurati dalla Regione e dalle Province autonome. Sarebbero altresì violati il principio di leale collaborazione, in relazione all'art. 120 Cost., e quello pattizio, definito, per quanto riguarda la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e le Province autonome di Trento e di Bolzano, dagli artt. 103, 104 e 107 dello statuto speciale di autonomia. 4.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato dall'Avvocatura generale dello Stato, si è costituito nel giudizio di legittimità costituzionale, chiedendo che il ricorso sia dichiarato inammissibile o, comunque, non fondato, con argomentazioni del tutto analoghe a quelle spese nell'atto di costituzione nel giudizio instaurato con il ricorso della Provincia autonoma di Trento ed illustrate al precedente punto 2. 5.- Entrambe le ricorrenti hanno depositato, in vista dell'udienza pubblica, memorie illustrative, con le quali hanno ribadito le argomentazioni che sorreggono i ricorsi introduttivi, ritenendo non condivisibile la difesa dell'Avvocatura generale dello Stato, in ordine alla carenza di lesività delle disposizioni censurate. La Provincia autonoma di Bolzano evidenzia, altresì, che non incide sull'ammissibilità dell'impugnazione il fatto di non aver proposto ricorso contro l'art. 1, comma 7, della legge n. 186 del 2014, trattandosi di disposizione non applicabile alla nuova fase della collaborazione volontaria in materia fiscale. Aggiunge, infine, che le norme impugnate, per il futuro, sovrapponendosi alle normali procedure di accertamento e riscossione di imposte non dichiarate, precluderebbero il «recupero per le vie ordinarie di tali tributi», che potrebbe portare nelle casse provinciali le quote del relativo gettito. In tal modo esse violerebbero anche l'art. 81 (recte: 82) dello statuto di autonomia. La Provincia autonoma di Trento, per parte sua, osserva che non è escluso il vaglio di costituzionalità di una norma - quella che devolve integralmente allo Stato il gettito della collaborazione volontaria «senza considerare le regole statutarie sulle quote di tributi erariali spettanti alla Provincia» - che non è contenuta in una sola disposizione di legge, ma che si riconduce «al combinato operare di diverse disposizioni». Ricorda poi che nel giudizio in via principale sono ammesse, dalla giurisprudenza costituzionale, le questioni promosse «in via cautelativa ed ipotetica», sulla base di interpretazioni prospettate come possibili e purché non implausibili.