[pronunce]

Considerato che in questa fase la Corte è chiamata, a norma dell'art. 37, terzo e quarto comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, a verificare la sussistenza dei requisiti per la astratta ammissibilità del ricorso; che, in via preliminare, occorre osservare che il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Verona, in riferimento alle deliberazioni adottate dal Senato della Repubblica nella seduta del 31 gennaio 2001 (doc. IV – quater, n. 60), ripropone il conflitto di attribuzione che questa Corte ha già dichiarato inammissibile, con la sentenza n. 267 del 2005, poiché non risultavano espresse in modo esaustivo le condotte poste in essere dagli imputati, rimanendo pertanto preclusa la possibilità di valutare se ricorressero le condizioni per l'operatività della prerogativa di cui all'art. 68, primo comma, della Costituzione; che, nel caso in esame, acquista rilevanza decisiva la circostanza che il conflitto contro la stessa delibera del Senato venga proposto per la seconda volta, nel corso del medesimo procedimento e della stessa fase di giudizio, dall'identico giudice, cosicché si pone in essere una situazione che è in oggettivo contrasto con quanto stabilito da questa Corte, fin dalla sentenza n. 116 del 2003, secondo cui le finalità e la particolarità dell'oggetto del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato determinano «l'esigenza costituzionale che il giudizio, una volta instaurato, sia concluso in termini certi non rimessi alle parti confliggenti»; che non è quindi ammissibile mantenere indefinitamente in sede processuale una situazione di conflittualità tra poteri, protraendo così ad libitum il ristabilimento della «certezza e definitività dei rapporti» (sentenza n. 116 del 2003 e, ex plurimis, ordinanze n. 294 del 2006 e n. 143 del 2005); che, pertanto, deve essere esclusa, sulla base delle argomentazioni già svolte da questa Corte e che qui si ribadiscono, la riproponibilità (dopo una dichiarazione di inammissibilità) del conflitto in esame (ordinanze n. 358 e n. 280 del 2003).. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Verona, nei confronti del Senato della Repubblica, con l'atto indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 marzo 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Paolo Maria NAPOLITANO, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 21 marzo 2007. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA