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Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 6 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 502); della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, per gli esercizi 2018 e 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 503). Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), trasmissione di documenti. Deferimento Il Presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), con lettera in data 17 dicembre 2021, ha trasmesso, ai sensi degli articoli 10 e 12 della legge 30 dicembre 1986, n. 936, i seguenti documenti approvati dall'assemblea del CNEL nella seduta del 1° dicembre 2021: Osservazioni e proposte riguardanti lo schema di decreto ministeriale recate approvazione del documento «Piano nazionale sicurezza stradale 2030: indirizzi generali e linee guida di attuazione» (atto del Governo sottoposto al parere parlamentare n. 323). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8° Commissione permanente (Atto n. 1039); Osservazioni e proposte per una maggiore sicurezza nella circolazione dei monopattini elettrici e per la valorizzazione della figura del mobility manager . Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8° Commissione permanente (Atto n. 1040); Memoria dell'audizione del Presidente del CNEL presso le Commissioni riunite Affari esteri e Politiche dell'Unione europea del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nell'ambito dell'indagine conoscitiva concernente la Conferenza sul futuro dell'Europa. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 1041). Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 16 al 23 dicembre 2021) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 129 DE BONIS: sulla mancata erogazione di 400 milioni di euro di fondi FEASR alla Sicilia per l'irrigazione (4-06113) (risp. PATUANELLI, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ) LEONE ed altri: sulle criticità legate alle domande di partecipazione ai bandi ISMEA (4-05804) (risp. PATUANELLI, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ) MALLEGNI: sulla soppressione degli uffici di tribunale e del giudice di pace in provincia di Firenze (4-06203) (risp. CARTABIA, ministro della giustizia ) PAPATHEU: sulla rescissione unilaterale del contratto MEG da parte algerina (Maghreb-Europe gas pipeline) (4-06213) (risp. DI STEFANO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) Interrogazioni Atto n. 3-02999 GIROTTO PIRRO GUIDOLIN VANIN ANASTASI PISANI Giuseppe PAVANELLI L'ABBATE Ai Ministri della salute, delle politiche agricole alimentari e forestali e della transizione ecologica Premesso che: le sostanze organiche perfluoro-alchiliche (PFAS) sono utilizzate principalmente per rendere impermeabili carta, stoffe, stoviglie, oltre a essere utilizzate nella produzione del teflon per le pentole, del gore-tex per i tessuti, negli involucri alimentari e in numerosi altri campi, inclusi usi industriali e farmaceutici: non sono biodegradabili e risultano bioaccumulabili, ovvero possono rimanere a lungo nell'ambiente e anche accumularsi nei tessuti degli organismi viventi, inclusi gli esseri umani; dal 2013 un largo numero di istituzioni pubbliche e private, a partire dall'Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche con il suo ampio studio di valutazione del rischio ambientale e sanitario associato alla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche nel bacino del Po e nei principali bacini fluviali italiani fino ad arrivare alle recentissime analisi sulla concentrazione di PFAS negli alimenti effettuate dalle autorità sanitarie tra 2016 e 2017 rese note dalle associazioni Greenpeace e "Mamme no PFAS", ha rilevato che una percentuale allarmante delle acque italiane risulta contaminata, con una particolare preoccupazione per la zona tra Vicenza, Verona e Padova, includendo ben 30 comuni, e che ha visto coinvolgere anche la falda acquifera di Almisano, la seconda più estesa d'Europa, interessando circa 350.000 tra cittadini in oltre 200 chilometri quadrati di territorio; le indagini epidemiologiche svolte sui lavoratori dei siti produttivi di PFAS e sulle popolazioni esposte mostrano che l'inquinamento causato da dette sostanze presenta una probabile correlazione con ipercolesterolemia, ipertensione in gravidanza e pre eclampsia, malattie della tiroide e alterazioni degli ormoni tiroidei, colite ulcerosa, tumore del rene e tumore del testicolo; inoltre, sono state registrate alterazioni dei livelli di glucosio, aumento dei livelli di acido urico e dell'enzima epatico ALT nel sangue, nonché una moderata riduzione del peso medio alla nascita; considerato che: gli studi più recenti hanno riguardato anche i possibili danni psicosociali, oltre che fisici e biologici, subiti da tutti coloro che risiedono nei territori colpiti; se fino a poco tempo fa l'attenzione era posta esclusivamente sugli effetti diretti della contaminazione delle acque, recentemente si è iniziato ad analizzare anche gli effetti della contaminazione sugli alimenti (che ben potrebbe avere conseguenza non solamente sulle popolazioni locali, ma anche sull'intera penisola italiana e ancora oltre, in caso di esportazioni extra nazionali). Recentemente l'European food safety authority (EFSA) ha pubblicato i risultati di una consultazione pubblica indetta per raccogliere contributi scientifici sulla bozza di valutazione del rischio della presenza di PFAS nei cibi. Tra i contributi ve ne sono anche alcuni dell'Istituto superiore di sanità, dai quali si apprende che, a seguito di uno studio condotto proprio in Veneto, rispetto all'esposizione ai contaminanti derivante da cibi e liquidi assunti, subito dopo l'acqua potabile risultano estremamente rilevanti anche uova, latte e carne bovina, in particolare per l'acido perfluoroottanoico. In risposta a tale contributo, l'EFSA ricordava che le valutazioni della bozza coprono la popolazione generale e non quella abitante specifici luoghi oggetto di contaminazione e, tuttavia, i massimi livelli assumibili settimanalmente varranno anche per tali popolazioni. Inoltre, l'EFSA è al corrente che i tipi di PFAS che occorrono in simili luoghi contaminati potranno differire da quelli che si trovano nella popolazione generale e una valutazione più specifica potrebbe essere richiesta per tenere conto di simili differenze. Inoltre, il contributo relativo di differenti gruppi di cibo e dell'acqua potabile potrebbe chiaramente risultare differente;