[pronunce]

che il Giudice di pace di Parma, con ordinanza del 24 novembre 2011 (r.o n.112 del 2012), ha sollevato, in riferimento agli articoli 3, 24 e 77 della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale degli articoli 5, primo, secondo e terzo periodo, e 16, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 (Attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali); che il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, con ordinanza del 2 maggio 2012, ha sollevato, in riferimento agli artt. 24 e 77 Cost., questioni di legittimità costituzionale dell' art. 5, comma 1, primo, secondo e terzo periodo, e dell'art. 16, comma 1, del d.lgs. n. 28 del 2010 (r.o. n. 149 del 2012); che il Tribunale ordinario di Firenze, in composizione monocratica, con ordinanza dell'11 maggio 2012, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 24, 76 e 77 Cost. , dell'art. 5 del d.lgs. n. 28 del 2010 (r.o. n. 204 del 2012); che, con sentenza n. 272 del 2012, successiva alla pronuncia delle indicate ordinanze di rimessione, questa Corte ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 28 del 2010; che, per conseguenza, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 28 del 2010 è divenuta priva di oggetto e va, quindi, dichiarata manifestamente inammissibile nei diversi profili prospettati con le ordinanze di rimessione; che, alla luce della detta dichiarazione di illegittimità costituzionale, deve ritenersi manifestamente inammissibile anche la questione sollevata in ordine all'art. 16 del d.lgs. n. 28 del 2010, perché le censure di illegittimità proposte in relazione ai requisiti di «serietà ed efficienza» degli organismi abilitati a gestire il procedimento di mediazione sono state formulate con riferimento all'istituto della mediazione costruito quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale e, quindi, con riguardo alla mediazione obbligatoria, sull'assunto della «necessità che l'interpretazione dell'art. 16 del d.lgs. 28/2010 [...] sia correlata con quanto previsto dall'art. 5 dello stesso decreto [...], il cui combinato disposto costituisce il vero perno della regolazione delegata» (ordinanza TAR Lazio, pag. 27); che, pertanto, una volta dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 28 del 2010, sarebbe stata necessaria un'apposita motivazione, idonea a censurare l'art. 16 del detto d.lgs. anche in regime di mediazione facoltativa (motivazione che invece è mancata); che il Tribunale ordinario di Latina, con le sei ordinanze di analogo tenore indicate in epigrafe (le prime tre in materia di locazione, la quarta in materia di contratti bancari, la quinta in materia di risarcimento danni da responsabilità medica, la sesta ancora in materia di locazione) ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 24, 76 e 77 Cost., questioni di legittimità costituzionale degli artt. 5, 8 e 13 del d.lgs. n. 28 del 2010 e dell'art. 16 del d.m. n.180 del 2010 (r.o n. 210 del 2012, n. 211 del 2012, n. 212 del 2012, n. 213 del 2012, n. 214 del 2012, n. 215 del 2012); che, come innanzi rilevato, con sentenza n. 272 del 2012, successiva alla pronuncia delle indicate ordinanze di rimessione, questa Corte ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 28 del 2010 , ed, in via consequenziale, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 8, comma 5, e dell'art. 13 del d.lgs. n. 28 del 2010; che, pertanto, le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 5, comma 1, 8, comma 5, e 13 del d.lgs. n. 28 del 2010 sono divenute prive di oggetto e vanno, dunque, dichiarate manifestamente inammissibili; che la questione di legittimità costituzionale, concernente l'art. 16 del d.m. n. 180 del 2010, deve essere dichiarata del pari manifestamente inammissibile, in quanto si tratta di norma di natura regolamentare, non suscettibile, ai sensi dell'art. 134 Cost., di essere sottoposta a scrutinio di legittimità costituzionale, perché priva di forza di legge (ex multis: ordinanze n. 37 del 2007, n. 401 e n. 125 del 2006, e n. 389 del 2004) e, peraltro, collegata a norma dichiarata costituzionalmente illegittima (art. 5 del d.lgs. n. 28 del 2010); che il Tribunale ordinario di Tivoli, con le tre ordinanze di analogo tenore indicate in epigrafe, ha sollevato, in riferimento agli artt. 11, 24, 111, 117 Cost., nonché degli artt. 6 e 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e degli artt. 47, 52 e 53 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, questione di legittimità costituzionale dell'art. 5 del d.lgs. n. 28 del 2010, nella parte in cui viola "il principio di non incertezza del diritto" ("default de securitè juridique") , non prevedendo una formulazione della normativa che sia di comprensione univoca e chiara; che, inoltre, in via subordinata, ha sollevato, in riferimento agli articoli 11, 24, 111 e 117 Cost. e agli artt. 6 e 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'Uomo, nonché in relazione agli artt. 47, 52 e 53 della Carta dei diritti Fondamentali dell'Unione europea, questione di legittimità costituzionale dell'art. 372, commi 2 e 3, del codice di procedura civile nella parte in cui «non consente ad ogni giudice di qualsiasi ordine e grado di richiedere una interpretazione pregiudiziale alle Sezioni unite della Corte di cassazione, analogamente a quanto previsto dall'art. 267 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea in relazione alle pronunzie pregiudiziali della corte di giustizia europea in merito a dubbi interpretativi di norme comunitarie» (r.o. n. 265 del 2012, n. 274 del 2012, n. 283 del 2012); che, in relazione alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 5 del d.lgs. n. 28 del 2010, deve essere ribadita la pronunzia di manifesta inammissibilità della stessa, alla luce della sentenza n. 272 del 2012; che la questione, sollevata in via subordinata, è manifestamente inammissibile per più motivi;