[pronunce]

che l'incompetenza per territorio del TAR per la Sicilia emergeva fin dall'origine in modo manifesto e la relativa questione è stata sollevata ritualmente in limine litis dalle parti resistenti nel giudizio a quo mediante la tempestiva proposizione del regolamento di competenza, in quanto il giudizio a quo aveva ad oggetto l'impugnazione di atti la cui efficacia territoriale non è limitata al solo territorio per il quale sussiste la competenza del TAR per la Sicilia (art. 3, secondo comma, della legge n. 1034 del 1971), trattandosi di atti concernenti l'approvazione del progetto preliminare per la realizzazione di un'opera di collegamento viario tra due Regioni, la Sicilia e la Calabria, e come tale ad efficacia ultraregionale; che, comunque, il TAR siciliano rigettando l'istanza di sospensiva (sia pure allo stato degli atti) ha esaurito il potere cautelare che si era riconosciuto, in quanto coincidendo la valutazione del fumus boni juris con la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale sollevata, il rigetto non altro può, oggettivamente, significare che insussistenza del periculum in mora; che appare, in ogni caso, evidente l'originario difetto di competenza del TAR adìto, il quale, tra l'altro, è ora privo di potestas decidendi, essendo la causa trasmigrata davanti al giudice che fin dall'origine era competente in ordine alla controversia sia per la tutela cautelare, sia per quella di merito; competenze che – in linea di principio – devono ritenersi intimamente connesse, scindibili in casi eccezionalissimi e solo al fine di assicurare una tutela interinale immediata e provvisoria, idonea a salvaguardare gli effetti della futura pronuncia, cautelare o di merito, a seconda dei casi; che, restando assorbito ogni ulteriore profilo relativo alle eccezioni pregiudiziali prospettate nel giudizio davanti a questa Corte, deve essere dichiarata la manifesta inammissibilità della questione sollevata dal TAR per la Sicilia, sezione staccata di Catania.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 1 e 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive), degli artt. 13 e 14 della legge 1° agosto 2002, n. 166 (Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti), degli artt. 1, comma 2, e 3 del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190 (Attuazione della legge 21 dicembre 2001, n. 443, per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 5, 97, 117, 118 e 120 della Costituzione e all'art. 14 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 (Approvazione dello statuto della Regione siciliana), convertito nella legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2, dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 febbraio 2005. F.to: Fernanda CONTRI, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 2 marzo 2005. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA