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Il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ), rilevata l'assenza di una volontà ostruzionistica da parte dell'opposizione, considera opportuno valutare la convocazione dell'Ufficio di Presidenza delle Commissioni riunite, al quale demandare la definizione dei tempi dell'esame. Il presidente BAGNAI dispone la sospensione della seduta e avverte che l'Ufficio di Presidenza delle Commissioni riunite integrato dai rappresentanti dei Gruppi si riunirà immediatamente. La seduta, sospesa alle ore 12,25, è ripresa alle ore 14,10. Il presidente BAGNAI avverte che come deliberato in Ufficio di Presidenza delle Commissioni riunite svoltosi in precedenza, nel corso della seduta si svolgeranno le relazioni introduttive, i lavori saranno poi sospesi alle ore 14,30 e riprenderanno, per svolgere la discussione generale, 15 minuti dopo il termine della seduta dell'Assemblea. Il termine per presentare gli ordini del giorno e gli emendamenti fissato alle ore 11 di domani. Le Commissioni riunite torneranno a riunirsi domani alle ore 9 in un'unica seduta, con sospensioni che saranno definite nel corso della giornata, e domenica alle ore 9. Introduce il provvedimento, per le parti di competenza della Commissione lavoro, la relatrice MATRISCIANO ( M5S ), la quale si sofferma in particolare sul Capo I. Con l'articolo 1 sono apportate modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato, con riferimento al limite massimo di durata di 24 mesi, e si opera una distinzione tra proroghe e rinnovi, consentendo per le prime la proroga libera, nel rispetto del limite dei 12 mesi, mentre la possibilità di rinnovo risulta subordinata, anche nell'àmbito dei 12 mesi, alla sussistenza di esigenze temporanee e oggettive. Ricorda che i limiti relativi al numero di proroghe non si applicano alle imprese start up innovative, per il periodo di 4 anni dalla costituzione della società, e che per le riassunzioni a tempo determinato resta vigente il divieto di ricorrere ad esse entro un determinato periodo; quest'ultimo decorre dalla scadenza del precedente contratto a termine ed è pari a 10 giorni qualora il medesimo contratto avesse una durata pari o inferiore a 6 mesi, ovvero a 20 giorni qualora la durata del precedente contratto fosse superiore a 6 mesi. Si riduce altresì da 5 a 4 il numero massimo di proroghe possibili per il contratto di lavoro a tempo determinato, superato il quale il contratto si trasforma a tempo indeterminato. La relatrice passa poi ad illustrare l'articolo 1- bis , inserito dalla Camera, che prevede una riduzione dei contributi previdenziali, per i datori di lavoro privati, con riferimento alle assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato nei confronti di giovani under 35, e l'articolo 2, che modifica la fattispecie riguardante la somministrazione di lavoro a tempo determinato, introducendo anche quella della "somministrazione fraudolenta". Con l'articolo 2- bis si apportano modifiche alla disciplina delle prestazioni occasionali di lavoro (i cosiddetti PrestO), previste solo per alcuni ambiti quali quello alberghiero ed agricolo: si eleva ad 8 unità per le aziende alberghiere e le strutture ricettive del turismo il limite massimo di dipendenti a tempo indeterminato, ai fini dell'ammissibilità del ricorso alle prestazioni di lavoro occasionale. La prestazione occasionale va preventivamente comunicata, attraverso la piattaforma informatica INPS, con l'indicazione della data e dell'ora di inizio e di termine della prestazione medesima. L'arco temporale di utilizzo non può essere superiore a 10 giorni, nel limite di 4 ore continuative nell'arco della singola giornata. La relatrice si sofferma poi sull'articolo 3, concernente i limiti minimi e massimi della misura dell'indennità in caso di licenziamento illegittimo, con riferimento ai lavoratori del settore privato assunti a tempo indeterminato. I limiti massimi dell'importo dell'indennità che il datore di lavoro deve corrispondere sono elevati da 3 e a 27 mensilità; resta fermo che, qualora il datore non raggiunga i 15 dipendenti, la misura dell'indennità è dimezzata e non può superare il limite di 6 mensilità. Con l'articolo 3- bis si prevede che, nel triennio 2019-2021, le regioni destinino una quota delle proprie facoltà assunzionali, definita in sede di Conferenza Stato-Regioni, al rafforzamento degli organici dei centri per l'impiego. L'articolo 4 reca, in primo luogo, norme intese a salvaguardare la continuità didattica per l'anno scolastico 2018-2019, con riferimento a docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001-2002, i cui contratti di lavoro dovessero decadere a séguito di provvedimenti giurisdizionali. Inoltre, viene dilazionata l'esecuzione delle sentenze che dovessero adeguarsi alla sentenza dell'Adunanza Plenaria n. 11 del 2017 con la quale il Consiglio di Stato, nello scorso dicembre, ha dichiarato che il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l'a.s. 2001/2002, non costituisce titolo sufficiente per l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento (GAE) del personale docente. La relatrice fa presente che il MIUR provvederà a dare esecuzione alle decisioni giurisdizionali trasformando, da un lato, i contratti di lavoro a tempo indeterminato in contratti a tempo determinato fino al 30 giugno 2019, e, dall'altro, trasformando i contratti di lavoro sulla base dei quali sono state conferite supplenze annuali in contratti a tempo determinato con termine finale non posteriore al 30 giugno 2019. Inoltre, l'articolo 4 prevede una nuova disciplina per la copertura dei posti nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria. Alla copertura dei posti non coperti con il ricorso alle graduatorie dei concorsi del 2016 si provvede mediante uso delle graduatorie di un nuovo concorso straordinario, fino a integrale scorrimento delle stesse e mediante ricorso alle graduatorie di concorsi ordinari per titoli ed esami banditi con cadenza biennale. Si sofferma poi sull'articolo 4- bis , che abroga il limite di durata complessivo - pari a 36 mesi, anche non continuativi - per i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario presso le istituzioni scolastiche ed educative statali (per la copertura di posti vacanti e disponibili). Con l'articolo 5 vengono introdotti limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti agli investimenti produttivi, disponendo che le imprese italiane ed estere operanti nel territorio nazionale beneficiarie di un aiuto di Stato decadono dal beneficio stesso qualora l'attività economica interessata o una parte di essa venga delocalizzata in Stati non appartenenti all'UE, entro cinque anni dalla data di conclusione dell'iniziativa agevolata. In caso di decadenza, l'amministrazione titolare della misura di aiuto applica anche la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di importo da 2 a 4 volte quello dell'aiuto fruito.