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Vengono altresì definiti un sistema sanzionatorio specifico per i casi di infrazione delle regole disciplinari e dei doveri di servizi (articolo 12), nonché le modalità per la sospensione o cessazione dall'impiego dei Cappellani (articoli 12-13). Il disegno di legge di ratifica dello Scambio di Lettere si compone di 7 articoli. L'articolo 3 reca le norme di adeguamento dell'ordinamento italiano alle disposizioni previste dall'Intesa bilaterale, novellando in particolare il Codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010 con riferimento all'assistenza spirituale ai militari cattolici, allo svolgimento del servizio, alla nomina dell'Ordinario militare e del Vicario generale, ed agli altri aspetti strumentali, organizzativi, giurisdizionali, retributivi e pensionistici dell'attività dei Cappellani militari. Il Capo II del disegno di legge reca ulteriori disposizioni di adeguamento dell'ordinamento interno ad obbligazioni internazionali contratte con la Santa Sede mediante Scambi di Lettere intervenuti fra il 2006 e il 2008, rispettivamente in materia di informazione alle autorità ecclesiastiche sull'avvio del procedimento penale che riguardi un ecclesiastico o un religioso del culto cattolico (articolo 4), e in materia di assunzione della testimonianza di cardinali (articolo 5). Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 6 del disegno di legge di ratifica pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della misura normativa non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La relazione che accompagna il provvedimento evidenzia, peraltro, come la riduzione degli oneri a carico dello Stato in relazione all'assistenza spirituale alle Forze armate rappresenti uno dei principali obiettivi dell'intervento normativo. Il relatore conclude rilevando che lo Scambio di Lettere in titolo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA AG 177 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, adottato in attuazione dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 2019, n. 133 Doc n. 177 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, adottato in attuazione dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 2019, n. 133 (Osservazioni alla 1 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore FERRARA ( M5S ), relatore, illustra lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica di cui all'Atto del Governo n. 177, su cui la Commissione è chiamata ad esprimere, entro il prossimo 24 giugno, delle osservazioni a beneficio della Commissione Affari costituzionali sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica di cui all'Atto del Governo n. 177. Ricorda che della materia la 3 a Commissione si è già occupata nella seduta dello scorso 5 novembre mese, in occasione dell'esame, in sede consultiva, dell'Atto Senato 1570 di conversione in legge del decreto-legge n. 105 del 2019, recante disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, formulando nella circostanza alla 1 a Commissione un parere favorevole. In particolare, il decreto-legge n. 105 è finalizzato prioritariamente ad assicurare un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, nonché degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati da cui dipende l'esercizio di una funzione essenziale dello Stato il cui malfunzionamento, interruzione o utilizzo improprio possa procurare un pregiudizio per la sicurezza del Paese, attraverso l'istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e la previsione di misure idonee a garantire i necessari standard di sicurezza rivolti a minimizzare i rischi. Lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in esame, prosegue il relatore, è volto a dare attuazione a due previsioni contenute nel decreto-legge n. 105 del 2019, in particolare definendo le modalità e i criteri procedurali di individuazione delle amministrazioni pubbliche, degli enti e operatori pubblici e privati inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica che saranno tenuti al rispetto delle misure e degli obblighi previsti in materia, nonché i criteri con cui i soggetti individuati saranno tenuti a predisporre e ad aggiornare l'elenco delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici di rispettiva pertinenza rilevanti per le finalità della normativa introdotta dal decreto-legge stesso. Composto di 12 articoli, suddivisi in quattro Capi, lo schema di decreto offre innanzitutto (articolo 1) un quadro delle definizioni utilizzate. Al comma 1, lettera d ), in particolare, si richiama, sotto la denominazione "amministrazioni CISR", le amministrazioni che, ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 124 del 2007 di riforma dell' intelligence italiana, partecipano al Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), l'organismo di consulenza e deliberazione sugli indirizzi e le finalità generali della politica dell'informazione per la sicurezza, tra i cui membri figura anche il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Il testo delinea, quindi, le modalità e i criteri procedurali per l'individuazione dei soggetti da includere nel perimetro (articoli 2, 3 e 4). In particolare, esso individua i soggetti che esercitano funzioni essenziali e servizi essenziali ai fini di quanto previsto dal decreto-legge, includendovi anche il riferimento alla sicurezza esterna, alla difesa dello Stato e alle relazioni internazionali, ai servizi essenziali (articolo 2). Ai fini dell'inclusione nel perimetro nazionale, vengono individuati settori di attività dei soggetti che esercitino funzioni e servizi essenziali, fra cui viene indicato quello governativo, che richiama le attività delle amministrazioni CISR, ivi incluso il MAECI (articolo 3). La Relazione illustrativa che accompagna il provvedimento, precisa, a tal riguardo, che con riferimento al settore governativo, ciascuna delle amministrazioni CISR individuerà, nell'ambito delle proprie attività o riconducibili alla propria sfera di competenza nell'ambito governativo, le amministrazioni o gli enti che esercitano funzioni essenziali dello Stato o che svolgono servizi essenziali.