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È altresì disposta la sospensione da tre mesi a sei mesi dell'attività di trasporto, di commercio, o di allevamento degli animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta è pronunciata nei confronti di chi svolge le predette attività. Nel caso di recidiva è disposta l'interdizione dall'esercizio delle attività medesime. L'articolo 3, comma 1, del disegno di legge apporta le necessarie modifiche al citato decreto legislativo 6 novembre 2013, n. 131, abrogando esplicitamente le sanzioni riferite agli articoli del regolamento disciplinanti l'utilizzo di particolari metodi di macellazione prescritti da riti religiosi in assenza di stordimento. La lettera a) prevede l'abrogazione del comma 3 dell'articolo 3, ai sensi del quale: « Salvo che il fatto costituisca reato, la persona responsabile della macellazione secondo i metodi di cui all'articolo 4, paragrafo 4, del regolamento che viola le disposizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento della somma da 1.000 euro a 3.000 euro ». È bene specificare che l'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento, stabilisce che, nell'ambito della macellazione rituale, qualora gli animali siano abbattuti senza essere precedentemente storditi, le persone responsabili della macellazione effettuano controlli sistematici per garantire che gli animali non presentino segni di coscienza o sensibilità prima di essere liberati dal sistema di immobilizzazione e non presentino segni di vita prima di subire la preparazione o la scottatura. È evidente che, nella misura in cui, tramite l'articolo 1 del disegno di legge, è introdotto l'obbligo di stordimento anche nella macellazione rituale, la specifica sanzione prevista da detto articolo 3, comma 3, del decreto legislativo n. 131 del 2013 perde la sua ragion d'essere. La lettera b) modifica l'articolo 4 del decreto legislativo, disciplinante le violazioni riguardanti le procedure di stordimento, eliminando l'ultimo periodo del comma 1 e abrogando il comma 2. In questo modo si provvede a estendere la sanzione prevista per chi violi le disposizioni di cui all'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (obbligo di stordimento), nel caso di utilizzo di particolari metodi di macellazione prescritti da riti religiosi. Conseguentemente, mediante l'abrogazione del comma 2 è eliminata la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento della somma da 1.000 euro a 3.000 euro per l'operatore che, nel caso di animali sottoposti a particolari metodi di macellazione prescritti da riti religiosi, non comunichi all'autorità sanitaria veterinaria territorialmente competente, per il successivo inoltro al Ministero della salute, di rispettare le condizioni previste dall'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento. Il summenzionato articolo 15, paragrafo 2, del regolamento stabilisce che: « Gli operatori garantiscono che tutti gli animali che sono abbattuti conformemente all'articolo 4, paragrafo 4, senza essere precedentemente storditi siano immobilizzati individualmente; i ruminanti sono immobilizzati meccanicamente. Sono vietati i sistemi di immobilizzazione dei bovini che prevedano il capovolgimento o qualsiasi altra posizione innaturale, a meno che non si tratti di animali macellati conformemente all'articolo 4, paragrafo 4, e tali sistemi non siano provvisti di un dispositivo che limiti i movimenti laterali e verticali della testa dell'animale e siano adattabili alle dimensioni dell'animale ». Il paragrafo 2 dell'articolo 15 pertanto vieta, tra l'altro, i sistemi di immobilizzazione dei bovini che prevedano il capovolgimento o qualsiasi altra posizione innaturale, specificando che il divieto non si applica per gli animali sottoposti a macellazione rituale. Al fine di estendere tale divieto e la relativa sanzione anche alla macellazione rituale, la lettera c) del comma 1 dell'articolo 3 del presente disegno di legge modifica l'articolo 9 del decreto legislativo n. 131 del 2013, specificando che la sanzione amministrativa pecuniaria si riferisce ai paragrafi 1 e 3 dell'articolo 15 del regolamento ed esplicitando, mediante l'introduzione del comma 1- bis , che la sanzione di cui al comma 1 si applica anche in caso di utilizzo di sistemi di immobilizzazione dei bovini che prevedano il capovolgimento o qualsiasi altra posizione innaturale.. Art. 1. (Obbligo di abbattimento previo stordimento) 1. Al fine di evitare agli animali dolori, ansia o sofferenze durante l'abbattimento e le operazioni correlate, tenuto conto di quanto disposto dall'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1099/2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009, nel territorio nazionale gli animali sono abbattuti esclusivamente previo stordimento. 2. Ai sensi di quanto previsto dall'articolo 26, paragrafo 2, lettera c) , del regolamento (CE) n. 1099/2009, il principio di cui al comma 1 del presente articolo si applica anche a particolari metodi di macellazione prescritti da riti religiosi. Art. 2. (Modifiche al codice penale) 1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 544- ter , dopo il primo comma è inserito il seguente: « La stessa pena si applica a chiunque nel territorio nazionale abbatte gli animali destinati alla macellazione, anche nei casi di applicazione di metodi di macellazione prescritti da riti religiosi, senza praticare il previo stordimento »; b) all'articolo 544- sexies è aggiunto, in fine, il seguente comma: « Nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per il delitto previsto dal secondo comma dell'articolo 544- ter , è sempre ordinata la confisca degli animali ancora eventualmente vivi presenti nel luogo di macellazione ovvero dove è avvenuta la vendita degli animali. È altresì disposta la sospensione da tre mesi a sei mesi dell'attività di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta è pronunciata nei confronti di chi svolge le predette attività. Nel caso di recidiva è disposta l'interdizione dall'esercizio delle attività medesime ». Art. 3. (Modifiche al decreto legislativo 6 novembre 2013, n. 131) 1. Al decreto legislativo 6 novembre 2013, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 3, il comma 3 è abrogato; b) all'articolo 4: 1) al comma 1, l'ultimo periodo è soppresso; 2) il comma 2 è abrogato; c) all'articolo 9: 1) al comma 1, dopo le parole: « disposizioni di cui all'articolo 15 » sono inserite le seguenti: « , paragrafi 1 e 3, »; 2) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: « 1-bis . La sanzione di cui al comma 1 si applica anche in caso di utilizzo di sistemi di immobilizzazione dei bovini che prevedano il capovolgimento o qualsiasi altra posizione innaturale ». Art. 4. (Disposizioni finanziarie) 1.