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in un bellissimo intervento, che in parte oggi non si rispecchia in quello che produce talvolta quest'Assemblea. Il Governo Draghi è politico, non tecnico. È un Governo che ha avuto - e ha - una delle voci più autorevoli dell'Italia e dell'Europa, riconosciuta nel mondo, ma oggi ci troviamo in questa condizione (cito ancora una volta Flaiano, che oggi, evidentemente, mi torna alla memoria: sarà la giornata, come suggerisce il senatore Mallegni): la via più breve tra due punti in Italia è l'arabesco. Abbiamo infatti assistito a un Movimento 5 Stelle che definire movimento è un obbrobrio semantico, perché è una compagine (Applausi) , nata sfruttando un atteggiamento populista, intriso di rancore, che oggi non ha più alcuna visione di ciò che sta succedendo (Applausi) . Esso sta tenendo inchiodati questo Paese e gli italiani, che stanno rivendicando attenzione per la loro situazione economica, per la crisi energetica e per un mondo che si sta dividendo davanti alla Russia, il cui disegno neozarista sta mettendo nuovamente in discussione gli equilibri del dopo Jalta (Applausi) . Ma dove pensate di andare in questo modo? Quale responsabilità avete rispetto al Paese? È solo questo il tema che sta al centro del dibattito politico e della discussione di oggi e starà al centro di ciò che accadrà nelle prossime ore. Faccio un appello al presidente Draghi, uomo che in questo momento rappresenta - come ho detto - l'Italia. (Richiami del Presidente) . Concludo, Presidente: è stata fin troppo gentile nei miei confronti, la ringrazio veramente di cuore. Credo che stiamo sprecando l'occasione per un ordinato concludersi di questa legislatura, che vada nella direzione di aiutare gli italiani nelle difficoltà e che soprattutto dia la possibilità di una politica estera chiara. Oggi Draghi è un punto di riferimento nell'Europa; è in difficoltà Macron, non c'è Boris Johnson. Quale Europa volete? Quale Alleanza atlantica volete? Volete rafforzare il disegno putiniano e l'alleanza con la Russia? Bene: io non ci sto! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Arrigoni. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghi, questo decreto aiuti è il nono provvedimento che prevede misure per fronteggiare il caro energia ed il caro carburante: complessivamente, ad oggi, ammontano ad oltre 33 i miliardi stanziati. Queste, in sintesi, le misure introdotte dal provvedimento. Per le imprese vengono potenziati i crediti di imposta per le spese sostenute per i consumi di luce e gas nel secondo trimestre; vi sono ulteriori contributi straordinari agli enti locali per fronteggiare gli aumenti delle bollette: 150 milioni ai Comuni, 30 milioni alle Province. Contro il caro carburanti per gli autotrasportatori vi è il credito di imposta del 28 per cento delle spese sostenute per l'acquisto di gasolio, effettuato però solo nel primo trimestre del 2022. Contro la spirale dell'inflazione, vi è il riconoscimento del bonus di 200 euro a una platea di 31 milioni di italiani. Vi è poi la proroga al terzo trimestre dell'azzeramento degli oneri di sistema nelle bollette elettriche per tutte le utenze; della riduzione degli oneri di sistema nelle bollette del gas; dell'IVA agevolata al 5 per cento per i consumi di gas naturale per usi civili e industriali. Sempre al terzo trimestre vi è anche la proroga del bonus sociale energia alle famiglie in difficoltà economica e per i cittadini in gravi condizioni di salute: parliamo di 5,2 milioni di soggetti. Per l'accesso a questo bonus - voluto dalla Lega, che ne ha fatto una battaglia di equità e giustizia (Applausi) - si è aggiunta la retroattività con la compensazione dell'automatismo, dopo che avevamo denunciato come l'automatismo stesso all'inizio valesse solo per i percettori del reddito di cittadinanza, mentre per le restanti famiglie in difficoltà economica, moltissime delle quali ignare del diritto del beneficio e che in questi mesi hanno continuato a pagare bollette salatissime, correva l'obbligo di presentare al Comune la documentazione sostitutiva unica: una discriminazione inaccettabile, che ora abbiamo rimosso, a beneficio di milioni di famiglie. (Applausi) . Altre misure significative del decreto-legge sono i commissari per i due rigassificatori galleggianti di Piombino e Ravenna, le ulteriori semplificazioni per le rinnovabili e le comunità energetiche, qualcosa sul superbonus e sulla cessione dei crediti, 3 miliardi contro il caro materiali per i lavori pubblici; vi è anche la gestione dei rifiuti a Roma, con il termovalorizzatore che confidiamo venga realizzato quanto prima (Applausi) , per rimuovere la vergogna in cui da troppi anni versa la Capitale. Non tutto, però, è filato liscio: con la riformulazione da parte dell'Esecutivo di un emendamento parlamentare alla Camera, è stato incredibilmente introdotto il de minimis per il riconoscimento alle imprese dei crediti d'imposta per gli acquisti di gas ed elettricità; è una norma che ci ha lasciato esterrefatti per l'approssimazione e che ha gettato le imprese nel panico. È inaccettabile come il Governo, mentre con una mano prevede il credito di imposta per dare una boccata d'ossigeno alle imprese, con l'altra, invece - mi dicono al Dipartimento delle politiche europee - intenda comprimere, se non persino azzerare, questi stessi benefici, voltando le spalle alle imprese, peraltro in questo periodo di caro energia, in cui anche l'Europa ha allargato le maglie in tema di aiuti di Stato. Il vincolo, dunque, è assolutamente da rimuovere, perché il de minimis prevede a 200.000 euro il massimale di aiuti ottenibili, ma su base triennale e per tutte le imprese appartenenti allo stesso gruppo, e la cifra di 200.000 euro risulta in questo momento assolutamente inadeguata alle finalità del sostegno alle imprese. (Applausi) . L'impegno del MEF, anche su spinta del ministro Giorgetti, di effettuare l'intervento correttivo, dopo la richiesta della Lega, è importante, ma i tempi per attuarlo sono ristretti. Se la distorsione non verrà rimossa entro il 16 luglio, dopodomani, le imprese, già pesantemente colpite dal caro bollette, non potranno operare la compensazione dei crediti d'imposta maturati nel secondo trimestre, dunque subirebbero ulteriori difficoltà finanziarie, senza contare poi il problema dei crediti già usufruiti, in contrasto con la norma sopravvenuta. Altra assurdità accaduta è che, mentre il Governo ha prorogato per altri tre mesi - questo il 30 giugno, dunque fino a settembre - l'IVA agevolata al 5 per cento per i consumi di gas naturale per usi civili e industriali, misura in vigore dall'ottobre 2021, ecco che arriva a sorpresa l'Agenzia delle entrate, che di fatto, con una propria interpretazione, vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani, chiedendo la restituzione di parte dell'agevolazione. (Applausi) .