[resaula]

Il periodo di attività documentabile è esteso da dieci a quindici anni, al fine di tenere conto della crisi economica che ha determinato l'impossibilità per alcune imprese di attestare lavori negli ultimi dieci anni per gli importi previsti a legislazione vigente. Le Commissioni riunite hanno previsto che, ai fini della prova dell'assenza dei motivi di esclusione in capo all'operatore economico che partecipa alla procedura, per i soggetti di cui l'operatore economico si avvale nonché per i subappaltatori, i certificati e gli altri documenti hanno una durata pari a sei mesi dalla data del rilascio. Il decreto-legge, alla lettera s) , ha poi apportato alcune modifiche alla disciplina dei criteri di aggiudicazione dell'appalto prevedendo, tra l'altro, che siano aggiudicati esclusivamente sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa i contratti di servizi e le forniture di importo pari o superiore a 40.000 euro e caratterizzati da notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo. Sul punto dei criteri di aggiudicazione, le Commissioni riunite hanno previsto la reintroduzione del tetto del 30 per cento per il punteggio economico ai fini dell'individuazione del rapporto qualità/prezzo, di cui il decreto-legge ha invece previsto l'eliminazione. Un emendamento approvato dalle Commissioni riunite prevede poi che nell'offerta economica devono in ogni caso ritenersi compresi i costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l'adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, propri dell'operatore economico e che le stazioni appaltanti, relativamente ai costi della manodopera, prima dell'aggiudicazione procedono a verificare il rispetto di quanto previsto all'articolo 97, comma 5, lettera d) (costo del personale rispetto ai minimi salariali retributivi indicati nelle tabelle adottate dal Ministero del lavoro). Con le disposizioni di cui alla lettera t) , si provvede, inoltre, a disciplinare le modalità per il calcolo della soglia di anomalia, sostituendo i cinque metodi alternativi finora previsti dal codice con un unico sistema di calcolo, nell'ambito del quale si introducono alcune variabili. Con riferimento alla disciplina del subappalto, le Commissioni riunite hanno previsto che la stazione appaltante possa decidere nel bando che i lavori subappaltabili possano raggiungere il 40 per cento dell'importo complessivo di lavori, servizi o forniture (mentre il decreto-legge aveva portato tale percentuale dal 30 al 50 per cento), e hanno previsto la reintroduzione del divieto di affidare il subappalto a chi abbia partecipato alla procedura per l'affidamento dell'appalto, del quale il decreto-legge aveva disposto invece l'eliminazione. Restano ferme l'eliminazione dell'obbligo di indicazione della terna di subappaltatori in sede di offerta e l'estensione del pagamento diretto a tutti i casi in cui ciò sia richiesto dal subappaltatore. Le Commissioni riunite hanno inoltre riportato l'incentivo del 2 per cento alle finalità originariamente previste dal codice dei contratti pubblici, eliminando l'incentivo per le attività di progettazione, reintrodotto dal decreto-legge. Si prevede, nei settori speciali, che nei documenti di gara siano indicate le modalità della verifica, anche a campione, della documentazione relativa all'assenza dei motivi di esclusione e del rispetto dei criteri di selezione e che, sulla base dell'esito di tale verifica, si procede eventualmente a ricalcolare la soglia di anomalia (lettera bb) ). È prevista, inoltre, la proroga al 31 dicembre 2019 del termine entro il quale le concessioni già in essere si adeguano all'obbligo di affidare l'80 per cento dei contratti di lavori, servizi e forniture mediante procedura ad evidenza pubblica (lettera ee) ). Si dispone inoltre l'ampliamento del novero dei soggetti che possono presentare alle stazioni appaltanti proposte di partenariato pubblico privato, ai sensi dell'articolo 183, comma 15, primo periodo, del codice dei contratti pubblici, includendovi gli investitori istituzionali (lettera ff) ). La successiva lettera gg) prevede l'eliminazione dell'Albo nazionale dei soggetti che possono ricoprire i ruoli di direttore dei lavori e di collaudatore negli appalti pubblici di lavori aggiudicati con la formula del contraente generale. Si demanda la disciplina della qualificazione del contraente generale al regolamento di attuazione, eliminando la previsione per cui l'attestazione del possesso dei requisiti dello stesso avveniva mediante SOA e prevedendo l'istituzione del sistema di qualificazione del contraente generale, gestito dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (lettere hh) e ii) ); riduce da novanta a sessanta giorni il termine entro il quale il Consiglio superiore dei lavori pubblici deve esprimere il parere sui progetti che gli sono sottoposti (lettera ll) ); prevede che, per gli interventi ricompresi tra le infrastrutture strategiche approvati secondo la disciplina previgente, le varianti da apportare al progetto definitivo approvato dal CIPE, sia in sede di redazione del progetto esecutivo sia in fase di realizzazione delle opere, siano approvate esclusivamente dal soggetto aggiudicatore qualora non superino del 50 per cento il valore del progetto approvato; quelle di valore superiore sono approvate dal CIPE (lettera mm) , numero 1). La lettera mm) , numero 6) proroga ulteriormente e amplia l'ambito di applicazione della disposizione transitoria che consente ai concessionari autostradali di avviare le procedure di gara per l'affidamento della concessione anche sulla base del solo fabbisogno predisposto dal concedente stesso, limitatamente agli interventi di messa in sicurezza dell'infrastruttura esistente. In conseguenza delle modifiche apportate dal comma 1, lettera f) , alla disciplina dei contratti sotto soglia, il comma 2 dell'articolo 1 abroga il comma 912 dell'articolo 1 della legge di bilancio per il 2019, ai sensi del quale, nelle more di una complessiva revisione del codice dei contratti pubblici e fino al 31 dicembre 2019, le stazioni appaltanti possono procedere all'affidamento di lavori di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro mediante affidamento diretto previa consultazione, ove esistenti, di tre operatori economici e mediante le procedure di cui al comma 2, lettera b) , del medesimo articolo 36 per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro. Ai sensi del comma 3, le modifiche di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle procedure i cui bandi o avvisi con i quali si indice la gara sono pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, non sono ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte. Un emendamento approvato dalle Commissioni riunite prevede che, in caso di affidamento diretto, le modifiche apportate dal decreto-legge in esame al codice dei contratti pubblici trovino applicazione qualora, alla data di entrata in vigore del decreto medesimo, non sia stata ancora avviata la progettazione dell'opera.