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L'altro strumento individuato per fronteggiare, in tal caso, l'esigenza di ricollocazione dei lavoratori anziani è costituito dalla decontribuzione triennale per le nuove assunzioni, prevista dalla legge di stabilità per il 2015 (legge n. 190 del 2014) e, ad oggi, riservata alle assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2015. Anche in tal caso, l'articolo 2 del disegno di legge dispone una proroga per gli anni 2016 e 2017 dell'incentivo di cui all'articolo 1, commi 118 e seguenti, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, riservandolo ai datori di lavoro privati che assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato stipulato non oltre il 31 dicembre 2017, lavoratori di età non inferiore a 55 anni. Infine, in forma del tutto innovativa, l'articolo 3 del disegno di legge introduce ex novo , in via sperimentale, una disciplina del prestito previdenziale. L'obiettivo è quello di creare uno strumento di flessibilizzazione generale del sistema, in grado anche di colmare, quando necessario, il gap temporale eventualmente esistente tra la fine degli interventi di sostegno al reddito e la data di effettivo accesso alla pensione. La norma proposta prevede, infatti, che i soggetti in età prossima al pensionamento (la cui pensione è liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché della gestione separata INPS) possano accedere, sino alla maturazione del diritto alla pensione, ad un prestito pensionistico, nella forma di un Assegno previdenziale anticipato (APA). Per accedere all'APA è necessario maturare, entro il 31 dicembre 2017, i requisiti idonei a conseguire, entro i cinque anni successivi alla data di presentazione della domanda, il diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia. In tal caso, alla data della domanda, i soggetti che richiedono l'APA devono trovarsi in stato di disoccupazione e non essere titolari di alcun trattamento pensionistico, né di assegni straordinari per il sostegno del reddito previsto dalle norme per l'incentivo all'esodo. Inoltre, affinché vi sia adeguata «capienza» per l'anticipazione di pensione, gli stessi soggetti devono risultare in prospettiva beneficiari -- secondo le regole vigenti alla data della domanda -- di un assegno di pensione di importo non inferiore a 2 volte l'importo del trattamento minimo INPS, come previsto per l'anno in corso. L'importo dell'APA è infatti fissato, su base annua, a 1,7 volte l'importo dell'assegno sociale come individuato per ciascun anno di erogazione dello stesso. L'assegno non è pignorabile ed il titolare non può accedere a prestiti estinguibili con la cessione del quinto dell'assegno medesimo. A differenza dei trattamenti di disoccupazione, l'APA è pienamente cumulabile con i redditi da lavoro dipendente, autonomo, di impresa o professionale per attività lavorativa svolta successivamente all'accesso all'APA, a condizione che i suddetti redditi lordi non eccedano l'importo dell'assegno medesimo. Diversamente, l'APA è ridotto in misura corrispondente alla quota di reddito da lavoro eccedente l'importo dell'assegno. Per altro verso, è espressamente chiarito che per il periodo di percezione dell'assegno non è riconosciuta alcuna forma di contribuzione figurativa. L'articolo 3 prevede inoltre che i soggetti titolari, alla data di entrata in vigore della nuova disciplina, di trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria che abbiano già maturato alla stessa data i requisiti per accedere all'APA, o li maturino in corso di fruizione di quei trattamenti, possano optare per la loro sospensione e per l'accesso all'APA. Quanto alla restituzione del prestito, si prevede che i ratei di pensione spettanti ai soggetti percettori dell'APA vengano ricalcolati, alla data del pensionamento effettivo, in modo da compensare, su base pluriennale, le anticipazioni di pensione percepite. A tal fine, sul trattamento pensionistico spettante a ciascun soggetto verrebbe applicata, su base annuale, una trattenuta -- deducibile ai fini IRPEF -- determinata applicando alla somma degli assegni previdenziali anticipati complessivamente erogati, diminuita di un terzo, il coefficiente di trasformazione di cui alla legge n. 335 del 1995, corrispondente all'età anagrafica del soggetto stesso alla data di accesso alla pensione, come vigente alla medesima data. Nel caso di pensioni ai superstiti, la trattenuta verrebbe ridotta in base alla stessa aliquota di reversibilità spettante agli aventi diritto. Infine, è rimessa ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, l'individuazione delle modalità di attuazione della disciplina dell'APA, nonché delle modalità di verifica e di recupero delle somme indebitamente corrisposte. L'articolo 4 reca, da ultimo, la clausola di copertura finanziaria. La fonte di finanziamento delle misure previste dagli articoli l, 2 e 3 è individuata nelle risorse rinvenienti dai decreti legislativi attuativi del cosiddetto Jobs Act (legge 10 dicembre 2014, n. 183), in coerenza con le finalità della medesima legge.. 1 (Proroga dell’assegno di disoccupazione per i lavoratori anziani) 1 Al fine di garantire ai lavoratori in età prossima al pensionamento la continuità di accesso agli istituti di sostegno al reddito già vigenti in via sperimentale per l'anno 2015, per gli anni 2016 e 2017, possono permanere nel godimento dell'Assegno di disoccupazione (ASDI) di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, ovvero accedere per la prima volta ad esso, per un periodo complessivo non superiore a dodici mesi, decorrente dalla data di inizio del trattamento, i lavoratori di età non inferiore a 55 anni: a già beneficiari, nell'anno 2015, dell'ASDI; b beneficiari della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI), di cui all'articolo 1 del medesimo decreto legislativo n. 22 del 2015, che abbiano fruito di questa per l'intera sua durata entro il 31 dicembre 2016. 2 Eccetto che per la durata massima del trattamento, l'ASDI è riconosciuto ai lavoratori di cui al comma 1 nei limiti e alle condizioni stabiliti dal decreto previsto dall’articolo 16, comma 6, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22. 2 (Proroga della decontribuzione per l'assunzione di lavoratori anziani) 1 Al fine di promuovere la ricollocazione dei lavoratori anziani, ai datori di lavoro privati che assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato stipulato non oltre il 311 dicembre 2017, lavoratori di età non inferiore a 55 anni, è riconosciuta la proroga per gli anni 2016 e 2017 dell'incentivo di cui all'articolo l, commi 118 e seguenti, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, alle condizioni e nei limiti previsti dalla medesima disciplina.