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Nell’ambito delle azioni volte alla incentivazione della residenza nel centro storico e nelle isole della laguna è fatto divieto alle amministrazioni pubbliche di alienare immobili con destinazione ad uso residenziale. Rimangono in vigore gli articoli 9, secondo comma, 10 e 19 della legge 29 novembre 1984, n. 798. 5. Per la tutela, il restauro e la conservazione dei beni culturali pubblici di cui all’articolo 1, comma 8, lettera c) , il piano contenente le priorità è vidimato dal Soprintendente per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Venezia e dei comuni della gronda lagunare e dal Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e laguna e redatto entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 7. (Norme di attuazione per Porto Marghera e sito di interesse nazionale) 1. Nella redazione del piano per l’area di Porto Marghera di cui all’arficolo 1, comma 4, lettera i) , sono previsti: a) la gestione unitaria di Porto Marghera quale area ecologicamente attrezzata, anche mediante processi integrati di trattamento dei reflui e recupero di rifiuti e di materie seconde; b) la messa al bando dei cicli produttivi di materie prime, prodotti intermedi e prodotti finali classificati nelle categorie dei prodotti cancerogeni genotossici, seguendo il prioritario criterio del principio di precauzione; c) la messa al bando dei cicli produttivi e degli stoccaggi rientranti nelle previsioni della direttiva 96/82/CE del Consiglio, del 9 dicembre 1996; d) la definizione dei tempi per la dismissione degli impianti non più compatibili con l’ecosistema lagunare e con la sicurezza di cittadini e lavoratori, nonché per l’adeguamento degli impianti esistenti ai criteri di qualità ambientale perseguiti dalla presente legge; e) la definizione dei tempi per un’azione di riduzione al minimo e superamento del sistema di produzione di energia elettrica derivata dal carbone e derivati dal petrolio, privilegiando la produzione di energia pulita proveniente da solare termico, fotovoltaico, geotermico, eolico ed uso delle correnti e onde marine; f) l’individuazione di un’area ecologicamente attrezzata, in cui privilegiare azioni, metodologie e tecnologie miranti alla riduzione di rifiuti, potenziando al massimo la selezione, il recupero e il loro utilizzo, e tendenti ad agevolare la bonifica, il restauro e la difesa del territorio; g) preliminari e inderogabili provvedimenti e forme di garanzie economiche per tutti i lavoratori coinvolti nella chiusura o ristrutturazione dei cicli produttivi, fino al loro reinserimento in attività di società o enti nell’area industriale veneziana, mediante il ricorso ad accordi tra enti pubblici e privati giuridicamente vincolanti; h) la partecipazione della popolazione alle scelte da attuare a Porto Marghera, attraverso forme di coinvolgimento che assicurino l’informazione e la consultazione, secondo la metodologia e i principi di Agenda 21; i) l’interesse pubblico generale nella realizzazione degli impianti, delle opere e di ogni altro intervento connesso e funzionale agli obiettivi di risanamento e sviluppo economico e produttivo. 2. Per tutte le aree inquinate comprese nel SIN e facenti parte del territorio comunale di Venezia e della gronda lagunare individuata nel PALAV, in applicazione della norma di cui all’articolo 239, comma 2, lettera b) , del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e in deroga all’articolo 252, commi da 4 a 8, del medesimo decreto, la titolarità delle procedure e delle autorizzazioni per bonifiche o messe in sicurezza previste dal titolo V della parte IV del citato decreto legislativo n. 152 del 2006, è attribuita in via esclusiva al Consiglio superiore di cui all’articolo 3 della presente legge. L’autorizzazione del progetto di bonifica e dei relativi interventi sostituisce a tutti gli effetti le autorizzazioni, le concessioni, i concerti, le intese, i nulla osta, i pareri e gli assensi previsti dalla legislazione vigente, ivi compresi quelli relativi alla realizzazione e all’esercizio degli impianti e delle attrezzature necessarie alla loro attuazione. Se il progetto di bonifica prevede la realizzazione di opere sottoposte alla procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA), l’approvazione del progetto di bonifica comprende anche tale valutazione. La proprietà dei siti inquinati che provvede ad avviare le operazioni di bonifica entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge con oneri a proprio carico beneficia della defiscalizzazione dei costi della bonifica dagli oneri fiscali dovuti a qualsiasi titolo allo Stato o alla regione. Tali benefici valgono anche a favore delle società dalla medesima controllate prima dell’acquisizione dell’area. I piani urbanistici attuativi per poter essere approvati devono indicare le destinazioni d’uso specifiche ed aver ottenuto l’approvazione del progetto di bonifica dell’area inquinata. I permessi di costruzione possono essere rilasciati solo dopo l’attuazione del progetto di bonifica. Art. 8. (Norme di attuazione in materia socio-economica) 1. Per gli incentivi alle aziende di cui all’articolo 1, comma 8, le amministrazioni comunali hanno facoltà di applicare, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze, imposte inferiori all’aliquota applicata a livello nazionale. Gli incentivi ai privati sono assegnati dai comuni interessati a seguito di bando, sulla base di progetti finalizzati alla realizzazione di programmi valutati favorevolmente dai rispettivi consigli comunali. 2. Al fine di perseguire le finalità di cui all’articolo 1, comma 8, per favorire la riconversione dell’economia veneziana alla green economy e per contribuire al raggiungimento degli obiettivi posti dal Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, fatto a Kyoto l’11 dicembre 1997, di cui alla legge 1º giugno 2002, n. 120, e dalle direttive dell’Unione europea in materia, è previsto il finanziamento di progetti e di opere, compresi quelli di iniziativa privata, tesi a ridurre o ad azzerare l’impatto delle emissioni e dei fattori inquinanti dell’acqua, dell’aria e del suolo sull’ambiente lagunare, nonché a sperimentare produzioni a basso impatto ambientate, e di progetti di infrastrutturazione della città, compresi gli edifici civili, con reti in fibra ottica. Sono inoltre cofinanziati progetti indirizzati a progetti Smart cities , secondo quanto previsto dal programma dell’Unione europea Internet of things . Per tali finalità è altresì prevista l’erogazione di finanziamenti da parte del Consiglio superiore di cui all’articolo 3, per un periodo non eccedente i cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, finalizzati alla realizzazione di progetti e di opere, anche di iniziativa di soggetti di diritto privato, destinati all’implementazione o all’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche, produttive e di trasporto nell’area metropolitana veneziana.