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Introduzione dell'obbligo di deposito cauzionale per l'acquisto di bevande in contenitori non riutilizzabili e non ecosostenibili. Onorevoli Senatori. – Il tema dei rifiuti è di attualità e riveste un'importanza strategica sotto il profilo sociale, politico ed economico nell'Italia di oggi. Come è emerso dal rapporto Rifiuti Urbani 2016 dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) negli ultimi anni il nostro Paese – in linea con la maggior parte dei «vecchi» Stati membri dell'Unione europea – ha visto finalmente diminuire la produzione complessiva di rifiuti urbani – dopo che questa era invece raddoppiata nei due decenni precedenti la crisi – nonché crescere in modo notevole la percentuale di rifiuti urbani conferiti tramite raccolta differenziata e di quelli riciclati. Questi dati incoraggianti, tuttavia, non ci impediscono di notare che i passi avanti ancora da compiere nel campo dei rifiuti sono ancora tanti. Basti pensare alle recenti emergenze rifiuti in città come Roma e Napoli, con le relative ricadute negative, anche di natura emotiva, sulla popolazione e in termini di diminuita credibilità della politica, o al fatto che fino a circa due anni fa era attiva nel territorio della capitale, Roma, la più grande discarica d'Europa, quella di Malagrotta. Soprattutto, non va sottovalutato il fatto che il business dei rifiuti è uno dei più lucrosi per la criminalità organizzata: secondo il rapporto Ecomafia 2017 dell'associazione Legambiente, solo il business dei rifiuti speciali frutterebbe alle mafie in Italia circa 3 miliardi di euro all'anno. L'incidenza dei reati ambientali sulla nostra società è confermata, fra l'altro, dall'istituzione nella XVII legislatura di un'apposita Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esse correlati. Per tutti questi motivi, risulta quanto mai urgente colmare il gap che ci separa dagli Stati membri dell'Unione europea più virtuosi di noi nel limitare l'impatto ambientale dei rifiuti e al contempo capaci di trasformare il conferimento dei rifiuti in un'opportunità di crescita economica. Per fare questo appare opportuno fare riferimento anche ad alcune buone prassi sviluppatesi in questi Paesi, che prevedono anche il sistema del «vuoto a rendere», operativo da anni in diversi Paesi, fra i quali la Germania. Il presente disegno di legge è strutturato proprio seguendo l'esempio della norma tedesca di modifica al decreto sull'arginamento e sul riutilizzo degli imballaggi (Verordnung über die Vermeidung und Verwertung von Verpackungsabfällen – Verpackungsverordnung) del 1998 promossa dall'allora Ministro dell'ambiente, Jürgen Trittin, e approvata nel 2002 dal Parlamento tedesco. In particolare, l'articolato riprende le disposizioni dell'articolo 3, comma 4, e dell'articolo 9 del citato provvedimento, prevedendo, all'articolo 1, per i distributori e gli esercenti che immettono sul mercato bevande in contenitori sigillati non riutilizzabili e non ecocompatibili, con determinate caratteristiche, l'obbligo di esigere dai rispettivi acquirenti un deposito su cauzione dell'importo di almeno 0,25 euro, inclusa l'imposta sul valore aggiunto, per contenitore. Il comma 3 demanda poi a un apposito decreto ministeriale la fissazione delle modalità di riconsegna dei contenitori e l'istituzione di un sistema che coinvolga i distributori di bevande nella riutilizzazione dei vuoti resi dai consumatori finali. Il comma 4 fissa i criteri per definire ecocompatibile un contenitore per bevande. Il comma 5 specifica i tipi di bevande i cui contenitori non ecocompatibili sono soggetti all'obbligo del deposito su cauzione. Il comma 6 prevede che il Governo proceda alla valutazione della legge e riferisca alle Camere sugli effetti della stessa legge nel tempo. Il comma 7, infine, proprio in ragione dell'alta incidenza di reati ambientali nella nostra società e dei citati interessi della criminalità organizzata, prevede che, entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, il Governo predisponga un piano mirante a prevenire e contrastare sfruttamenti illeciti dell'introduzione dell'obbligo del deposito su cauzione. Il presente disegno di legge si pone l'obbiettivo di diminuire l'impatto dei rifiuti derivanti dai contenitori sull'ambiente. In particolare, anche in riferimento ai risultati disponibili relativi alla citata legge tedesca, è prevedibile che con l'approvazione del presente disegno di legge aumenterà la percentuale di bevande in contenitori riutilizzabili o ecosostenibili, in modo da portare la percentuale di questi all'80 per cento del totale di contenitori utilizzati nell'ambito del mercato delle bevande. In Germania, ad esempio, la legge Trittin ha provocato un drastico calo della circolazione di lattine: da 7 miliardi di lattine l'anno vendute in Germania prima del 2003, si è passati a 1,8 miliardi di lattine vendute nel 2014. Inoltre, i risultati sono stati ancora più positivi sul fronte della raccolta differenziata: dopo l'introduzione della legge Trittin circa il 95 per cento dei contenitori «a rendere» viene restituito e riciclato in terra tedesca. Anche alla luce di tali incoraggianti performances all'estero dell'introduzione del sistema del vuoto a rendere, l'approvazione del presente disegno di legge porterebbe un significativo beneficio alla collettività, al territorio dello Stato nonché alla nostra economia. L'attualità della tematica oggetto è dimostrata dall'avvio, il 10 ottobre 2017, di una sperimentazione, prevista dal regolamento di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 3 luglio 2017, n. 142, in attuazione dell'articolo 219- bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, finalizzata alla prevenzione dei rifiuti di imballaggio monouso attraverso l'introduzione, su base volontaria, di un sistema incentivato di restituzione delle bottiglie riutilizzabili. La sperimentazione riguarda gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo e ha una durata di dodici mesi. Il presente disegno di legge, infine, si pone in linea con gli attuali orientamenti dell'Unione europea in materia di economia circolare. Nella comunicazione della Commissione europea al Parlamento europeo del 2 dicembre 2015, recante il Piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare, si legge, ad esempio, che «gli Stati membri sono incoraggiati a fornire incentivi e avvalersi di strumenti economici, come la tassazione, per garantire che i prezzi dei prodotti rispecchino più fedelmente i costi a carico dell'ambiente» e che «le autorità nazionali, regionali e locali possono svolgere un ruolo importante nell'incoraggiare il riutilizzo» degli imballaggi. Nello specifico, il Piano d'azione comprende un Piano strategico sulla plastica, che affronta questioni di riciclabilità, biodegradabilità, presenza di sostanze pericolose nelle materie plastiche e coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile per ridurre in modo significativo i rifiuti marini.