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il Ministro per gli affari regionali si è occupato ben poco di turismo, un semplice sottosegretario delegato non parteciperebbe alle riunioni del Consiglio dei ministri e sarebbe nell'impossibilità di intervenire laddove le politiche trasversali dovrebbero prendere forma, mentre un vice ministro potrebbe parteciparvi e rappresentare adeguatamente in quella sede e nella sede della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano gli interessi del turismo. Oggi le vecchie scelte, anche a seguito della riforma dell'articolo 117 della Costituzione, che ha confermato e ulteriormente esteso le competenze regionali in materia di turismo, sembrano inadeguate alle esigenze di un settore che attraversa una fase critica. Di qui discende l'esigenza di superare con una nuova proposta i limiti delle esperienze precedenti: aver riservato la competenza esclusiva di tale settore alle regioni, l'ha indebolito ed è dunque necessaria un'azione di riequilibrio, quantomeno dando maggiore peso al referente politico nazionale che dovrà rappresentare i molteplici interessi e le ricche realtà del turismo italiano soprattutto in sede europea. L'articolo 2 del presente disegno di legge stabilisce che il vice ministro con delega al turismo presenti ogni tre anni il Piano strategico nazionale per lo sviluppo del turismo e ne stabilisce i contenuti. Il Piano è discusso nella Conferenza nazionale del turismo prima di essere sottoposto al parere delle competenti Commissioni parlamentari. Negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria smobilitazione del settore del turismo a livello istituzionale. Il turismo è stato praticamente cancellato dalle politiche economiche, non solo per la parte che riguarda il sostegno alle imprese, ma anche in quella che riguarda la presenza dell'Italia sui mercati turistici mondiali. Rilanciare e riorganizzare il turismo, significa anche rilanciare e riorganizzare l'ENIT, attraverso una vera e incisiva riforma, fondamentale per il riposizionamento del Paese sui mercati turistici nazionali ed internazionali. Non sono più realistici piccoli ritocchi, aggiustamenti regolamentari, ampliamenti o restringimenti del consiglio di amministrazione. Serve una svolta radicale. Una riforma efficace non può non porsi il problema della fuoruscita dell'ENIT dal modello di ente pubblico, per vedere valorizzata una molteplicità di presenze e soggetti, anche privati, che possono, per loro natura e per il loro grado di rappresentatività, imprimere un carattere dinamico e flessibile alle funzioni di servizio della struttura. La promozione e l'immagine del nostro Paese non può essere più un'attività isolata, sganciata dalle altre iniziative promozionali e organizzative che a vario titolo si svolgono sul mercato internazionale. Occorre costruire una struttura specializzata capace di competere sui mercati internazionali, in particolare sui mercati emergenti e potenziali che stanno modificando la natura del turismo. Una struttura, in sostanza, che risponda esclusivamente a precisi indirizzi programmatici e che possa essere giudicata sulla base dei risultati operativi conseguiti. L'Italia, una delle più importanti destinazioni turistiche a livello mondiale, non può continuare a proporre campagne promozionali classiche, scarsamente incisive, non in grado di rispondere ai bisogni di un turista sempre più maturo, informato ed esigente. Dobbiamo saper offrire ai turisti un Paese che guarda al mondo, ai suoi problemi di crescita e di sviluppo, che è attento ai temi ambientali e alla tutela dei diritti. Un Paese che per le sue tradizioni e culture, per i suoi luoghi, sia in grado di offrire un turismo di qualità, ma soprattutto con un'anima. La promozione turistica è in piena evoluzione nei concetti, nei criteri e negli strumenti. Cambia il modo di fare marketing turistico. Il rapporto diretto, on line , tra turista e servizio turistico sta rivoluzionando l'intero comparto. Il modo tradizionale di fare promozione attraverso brochure , fiere, workshop , o tramite tradizionali campagne di advertising non è più sufficiente e risponde sempre meno alla realtà del consumatore e dei soggetti che compongono il sistema turistico. Le parole chiave del web 2.0 sono interazione e partecipazione. Gli utenti possono interagire con il sito. Inserire i loro contenuti, creare un blog in maniera semplice e veloce. Le strategie promozionali devono tramutarsi, e velocemente, in vere e proprie strategie di marketing web . Il presente disegno di legge propone di trasformare l'ENIT-Agenzia nazionale del turismo in una società per azioni, denominata ENIT Spa e finalizzata alla promozione dell'immagine turistica unitaria dell'Italia, alla realizzazione e al coordinamento della comunicazione e della diffusione delle informazioni turistiche anche attraverso una rete di uffici di rappresentanza di diverso livello secondo linee direttive che il disegno di legge individua con precisione. ENIT Spa avrà il compito di coinvolgere le regioni, i grandi vettori nazionali, i tour operator , che potranno entrare a far parte del capitale sociale, e di operare in accordo con le agenzie di viaggio che potranno commercializzare pacchetti turistici complessi e con le singole imprese ricettive che potranno vendere direttamente i propri prodotti: le imprese balneari, il sistema dei campeggi, il comparto crocieristico, il sistema delle terme, le organizzazioni che promuovono il turismo sociale. Un insieme di soggetti, di territori, di prodotti destinati a comporre un sistema sotto il «marchio Italia». L'articolo 3 prevede pertanto l'istituzione di una società per azioni a maggioranza pubblica, per la promozione e la commercializzazione dei prodotti turistici in Italia e all'estero denominata ENIT Spa, la cui maggioranza azionaria è attribuita al Ministero dell'economia e delle finanze, alle regioni e alla province autonome di Trento e di Bolzano, che esercitano i diritti dell'azionista. È tuttavia ammessa la partecipazione al capitale sociale da parte di soggetti pubblici e privati, tramite l'acquisto di azioni di nuova emissione, per una quota non superiore al 49 per cento del capitale sociale sottoscritto dallo Stato. Si prevede inoltre che, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di natura non regolamentare, di concerto con i Ministri del turismo e degli affari esteri, siano stabiliti: funzioni, sede legale, composizione del capitale sociale, dotazione finanziaria; contenuti e modalità di conclusione di un contratto di servizio volto a regolare le attività ed i servizi che la società svolge per conto dello Stato, delle regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano e di altri organismi pubblici e privati; intervento finanziario dello Stato relativo al contratto di servizio medesimo; criteri di integrazione delle sedi della società con le altre sedi di rappresentanze italiane all'estero; modalità di attuazione della partecipazione al capitale sociale da parte di altri soggetti pubblici e privati; modalità dell'eventuale costituzione da parte di ENIT Spa di altre società che perseguano fini di interesse generale, nonché modalità di partecipazione, anche con quote di minoranza, ad enti, a consorzi e a società aventi scopi analoghi o affini ai propri. Con il medesimo decreto è approvato lo statuto della società e sono nominati i componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale per il primo periodo di durata in carica.