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Dobbiamo però stare attenti anche a fare in modo che questa libertà, che viene messa in pericolo dall'esterno, venga anche difesa all'interno, perché purtroppo, troppo spesso, succede che basta discostarsi di un minimo, di pochissimo, dal pensiero dominante, dal mainstream e dal politicamente corretto, per essere subito tacciati di complicità con il nemico, di ambiguità e di essere portatori d'odio e quant'altro. Come se fosse proibito avanzare un ma, porre un dubbio, cercare di ragionare, cercare il cosiddetto giusto mezzo, che ha fatto nei secoli un po' la storia del nostro Paese, della nostra cultura. Perché dico questo? Perché l'abbiamo visto negli ultimi anni, capita un po' in tutto l'Occidente, signor Presidente; quando si tratta di alcuni argomenti, dalle politiche di genere all'immigrazione, al Covid, e anche sul tema della guerra, guai a discostarsi da quello che è il pensiero dominante. È sufficiente dire e sostenere che bisogna dialogare con la Russia, non certo per fare il suo interesse, ma in maniera funzionale ad aprire un negoziato - che evidentemente deve essere tra due parti e deve comprendere anche la Russia - per essere subito tacciati di filo puntinismo piuttosto che di antieuropeismo e quant'altro. Adesso, per fortuna, visto che sia Macron che Scholz hanno detto che bisogna parlare con Putin, almeno abbiamo abbattuto questo muro del politicamente corretto (Applausi) e abbiamo capito - questo lo sappiamo - che non è tanto cosa si dice nella sostanza, ma chi lo dice e soprattutto come lo dice. Cito un altro esempio, ovvero un'affermazione del segretario del Partito Democratico Enrico Letta, il quale, qualche giorno fa, si è lasciato scappare un pensiero che personalmente condivido assolutamente: meglio una pace imperfetta che la guerra. È dovuto quasi correre ai ripari non per smentire ma quantomeno per rettificare che era solo una citazione e che non vi è alcun cambio di linea. Questo tipo di atteggiamento la dice lunga su quelle che sono le reali possibilità di essere liberi di esprimere, in un Parlamento e nel Paese, quelle che sono legittime opinioni. (Applausi) . Si può essere assolutamente convinti europeisti, atlantisti e considerare l'arma più potente quella della diplomazia (Applausi) . Visto che ho accennato al discorso dell'arma più potente, è indubbio che, se non avessimo fornito gli aiuti e i sostegni anche militari all'Ucraina, soprattutto nella prima parte del conflitto, sarebbe stato difficile portare al tavolo del negoziato la Russia perché avrebbe vinto la guerra in due settimane e magari probabilmente avrebbe deciso di invadere anche qualche altro Paese. Quindi, è assolutamente vero e importante quanto è stato fatto, ed è stato votato in una risoluzione. È altrettanto vero che, alla luce del fatto che questo è un conflitto di un certo spessore, che rischia - lo dico citando un giornalista - delle esondazioni incontrollabili, sarebbe altrettanto bene che questo sostegno militare proseguisse nell'ambito della legittima difesa del popolo ucraino, proprio così come abbiamo votato nella risoluzione del 1° marzo, stando attenti che la legittima difesa non diventi a sua volta aggressione. Questo è quello che chiediamo. Stiamo affermando qualcosa di scandaloso? No, a nostro giudizio stiamo semplicemente dicendo quello che la maggior parte della gente chiama buon senso, quello a cui noi ci rivolgiamo quando vogliamo discutere anche di queste tematiche senza per forza essere esperti di geopolitica. Allo stesso modo, è altrettanto vero - questo di sicuro - che non bisogna dividere l'Occidente. È chiaro che l'Occidente non si deve dividere, soprattutto a livello di opinione pubblica; faremmo il gioco del nemico Putin; ripeto, su questo non vi è alcun dubbio. Certo che è tutto vero, però, per evitare di fare il gioco del nostro nemico, restano sostanzialmente due strade aperte da seguire, che lei, presidente Draghi, insieme agli altri capi di Stato dovrà discutere all'interno del Consiglio europeo. La prima è che la comunità internazionale - l'Unione europea, la NATO, tutti gli Stati possibili che possono mettersi in campo per cercare di risolvere il conflitto - separi aggressore e aggredito e obblighi entrambi a una pace negoziata, immediata con un cessate il fuoco. Questa è la strada che noi preferiamo e che ci prefiguriamo, ma qualora non fosse possibile e dovesse invece protrarsi, secondo gli allarmi della Nato, un allungamento della guerra, perché qualcuno sostiene che Putin perderà e che la vittoria dell'Ucraina non passerà certo per un cessate il fuoco, se davvero la guerra dovesse durare a lungo, allora l'Unione europea e tutte le istituzioni dovrebbero cominciare a pensare che bisogna intervenire in modo molto serio per sostenere il nostro tessuto economico fatto da piccoli e medi imprenditori (Applausi). Tutto ciò per tutelare il potere di acquisto di lavoratori e pensionati, visto l'aumento dell'inflazione, per compensare gli squilibri derivanti dalle sanzioni applicate alla Russia, che di sicuro fanno male alla Russia, come dice il Presidente del Consiglio, ma anche a noi, non dimentichiamocelo. Occorre far fronte alla crisi alimentare, un aspetto che lo stesso Presidente del Consiglio ha messo in evidenza. In questo momento, poi, ci sono delle emergenze su cui occorre intervenire rapidamente: bisogna dichiarare lo stato di calamità, per l'evidente siccità che sta colpendo il nostro Paese e non solo. (Applausi) . Bisognaintervenire rapidamente per assicurarsi al più presto un'indipendenza di tipo energetico, non dipendenza da altri: 750 pozzi sono fermi e devono essere subito riattivati, indipendentemente dai partiti del no, che purtroppo in questo Paese hanno causato la rovina su tanti settori e su tanti fronti. Occorre fermare i flussi migratori e su questo punto non è che il Governo da lei presieduto, signor Presidente del Consiglio, brilli particolarmente: c' è un aumento del 30 per cento, anche alla luce dei rischi connessi alla crisi alimentare. Occorre fermare le speculazioni e in questo senso potrebbe essere ottima l'idea che lei ha lanciato sul price cap, quindi sul tetto al prezzo del gas, ma non soltanto su quello. Tutto ciò, però, va fatto in tempi rapidi, perché non ci possiamo permettere che i lavoratori comincino a perdere i posti di lavoro, che la nostra industria manifatturiera cominci a chiudere i battenti, che la nostra economia vada incontro al degrado e ad una completa débâcle, perché di fronte ad un degrado sociale ed economico ci sarebbero dei disordini che porterebbero l'opinione pubblica, non solo dell'Italia ma di tutta l'Europa e di tutto l'Occidente, a dividersi e in quel caso sì che faremmo il gioco del nostro nemico Putin. (Applausi) . L'Europa sappia quindi che se la guerra dura a lungo, perché questa è la strada che inevitabilmente si deve percorrere se non ci sono altre soluzioni, deve intervenire e quando si è in un'economia di guerra, come ha dichiarato esplicitamente il presidente Macron, ci sono due strade: o si aumentano le tasse, ma noi non vogliamo percorrere questa via e il Presidente del Consiglio ha detto che non le avrebbe mai aumentate, oppure si aumenta il debito pubblico, ma l'Europa non sembra averlo capito molto, vedendo le ultime raccomandazioni arrivate dalla Commissione europea.