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nel fascicolo si ipotizza anche il reato di sostituzione di persona per gli oltre 400 profili twitter , tutti riconducibili ad un'unica fonte, comparsi sul social network la notte tra il 27 e il 28 maggio; premesso, inoltre, che: secondo quanto riportato dal quotidiano "La Stampa" del 7 agosto 2018 e da molti altri quotidiani, la Procura di Roma, attraverso una rogatoria internazionale chiederà a "Twitter" i dati utili a capire il momento e le modalità con cui sono stati attivati i profili da cui la notte del 27 maggio sono partiti i messaggi di insulti contro il Presidente della Repubblica; finora, secondo il citato quotidiano, non sono stati trovati riscontri oggettivi che la tweetstorm abbia avuto origine in Russia. La Polizia postale ha accertato che i tweet pubblicati dal sito americano "FiveThirtyEight" non hanno connessioni con quelli pubblicati in Italia contro il Presidente della Repubblica. Ciò nonostante gli eccessivi "rimbalzi" nel web e i continui processi di "anonimizzazione" dei profili spingono a non trascurare la pista della "fabbrica di troll" situata a San Pietroburgo, secondo quanto riportato dai quotidiani nei giorni scorsi; inoltre, secondo quanto riportato dal citato quotidiano, per conoscere il Paese dove ha avuto origine questa campagna denigratoria contro il Presidente della Repubblica, si aspetta la risposta da Twitter in merito, soprattutto, alla comunicazione dell'IP (il tratto distintivo da cui si può desumere la fonte di partenza di un messaggio) e al momento esatto in cui sono stati creati i 400 account ; a questo proposito, in un'audizione resa in data 6 agosto 2018 al Copasir, il direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), Alessandro Pansa, ha detto, secondo quanto riportato dal quotidiano "La Stampa" del 7 agosto 2018, che: "sono in corso approfondimenti da parte delle strutture specializzate della nostra intelligence e che al momento non è possibile formulare conclusioni"; secondo quanto riportato dal quotidiano "Corriere della sera" del 7 agosto 2018, "le verifiche effettuate da intelligence e polizia postale" hanno accertato che "tutto è partito da un'unica fonte che ha generato 400 profili" e che "il punto di partenza sarebbe lo «snodo dati» di Milano "che ha fatto rimbalzare la creazione dei profili su server stranieri, proprio per inquinare ulteriormente la possibilità di risalire agli autori dell'attacco"; inoltre, secondo quanto riportato dal quotidiano "la Repubblica" del 7 agosto 2018, "Non c'è alcuna evidenza per pensare che dietro la tweetstorm di fine maggio lanciata contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ci siano gli apparati russi. (...) Più probabile - sembrano indicare i primi accertamenti - che l'attacco sia partito dall'Italia e che la regia non sia stata unica. È un fatto, però, dimostrato dall'indagine del Fbi sul Russiagate , che i russi abbiano provato a influenzare attraverso Twitter anche l'opinione pubblica italiana, almeno fino all'ottobre scorso: perché lo abbiano fatto, e soprattutto, per conto di chi, lo dovrà stabilire la procura di Roma. L'indagine aperta dal sostituto procuratore Eugenio Albamonte, infatti, riguarda non solo il "caso Mattarella" ma anche l'ttività in Italia dell' Internet Research Agency (Ira), l'agenzia di San Pietroburgo legata a uomini del presidente Vladitnir Putin"; sempre secondo quanto riportato dal citato quotidiano, "Si è scoperto, tra le altre cose, che 18.254 tweet prodotti da 140 account circa sono in lingua italiana: gli argomenti trattati sono i più disparati, ma la politica (e in particolare gli attacchi al Partito democratico e all'allora suo segretario Matteo Renzi) e i temi populisti e sovranisti sono i più frequenti. (...) la maggior parte dei messaggi in italiano che arrivavano da San Pietroburgo erano retweet , fatti per lo più da cinque profili fake . Ma ne esistevano altri tre (rossirossivin, sergio-maestri e marialuigi5) che producevano contenuti originali nella nostra lingua. Dettagli che fanno pensare agli inquirenti che Ira si sia avvalsa anche di esperti italiani volati a San Pietroburgo"; sempre secondo quanto riportato dal citato quotidiano, "è arrivata una prima informativa della Postale che ricostruisce quanto emerso fino a ora: e cioè che l'Ira non sembra aver avuto una parte in gioco, ma che qualcosa "di strutturato" è accaduto, perché la lista dei profili coinvolti ha delle caratteristiche comuni nel ricorso a combinazioni numeriche nei nomi e nel tipo dei post rilanciati"; considerato che: è evidente che, come altre volte è accaduto in passato, la democrazia è soggetta a cambiamenti profondi. Diversamente dal passato, però, molti di questi cambiamenti non sono visibili e immediatamente percepibili, quali quelli definiti, con inquietante lucidità, "poteri digitali occulti"; il cambiamento, sempre più veloce e profondo, del modo di comunicare e di influenzare l'opinione pubblica è molto profondo e difficile da controllare e può rappresentare, come si è visto, un rischio di inquinamento per la democrazia, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti intenda adottare o abbia già adottato al fine di fare al più presto chiarezza sui fatti inquietanti riportati in premessa, gravemente lesivi della sicurezza nazionale e della libertà democratica; quali iniziative urgenti intenda altresì adottare per tutelare e garantire l'integrità della democrazia del nostro Paese. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00482 ERRANI DE PETRIS GRASSO LAFORGIA Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: ai fini della ciclica ed opportuna riqualificazione del personale del Ministero per i beni e le attività culturali, con decreto direttoriale del 24 luglio 2007 (e successivi bandi integrativi), vennero indetti specifici concorsi per titoli ed esami, per i passaggi interni dall'area B all'area C (i cosiddetti passaggi interni tra aree), ai sensi e per gli effetti dell'art. 15, comma 1, lett. a), del contratto collettivo nazionale del lavoro del comparto Ministeri 1998-2000; suddivisi per i differenti profili professionali della III area (funzionario amministrativo, funzionario archivista, funzionario bibliotecario, capo bibliotecario, capo tecnico, funzionario esperto in comunicazione e informazione, funzionario informatico e funzionario restauratore conservatore), i posti messi a concorso erano un totale di 920 (così come previsto dal piano assunzioni triennale 2006-2008 del Ministero), individuati sulla necessità di sanare i numerosi posti vacanti, dovuti innanzitutto ai pensionamenti in corso del personale; al termine della procedura di riqualificazione, solo 460 dei 920 posti richiesti venivano autorizzati, in quanto il Ministero dell'economia e delle finanze accordò la copertura finanziaria solo per la metà, prevedendo espressamente che, per l'altra metà, si sarebbe avuto l'inquadramento solo dopo la concessione al Ministero della prescritta autorizzazione;