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Tutto sembra organizzato per rendere invivibile il trasporto ferroviario a lunga percorrenza e convincere gli utenti ad accettare la "rottura di carico" che prevede di scendere dal treno, attraversare lo stretto a piedi con i mezzi veloci (destinati all'utenza pendolare) e riprendere il treno nella sponda opposta; tale situazione rappresenta un inaccettabile salto indietro nel tempo, la solita soluzione al risparmio propagandata come modernizzazione del sistema che nei fatti si riduce all'ennesimo taglio delle sovvenzioni per il trasporto ferroviario nel Meridione d'Italia, mentre da Roma a Milano si viaggia nella futuristica "Frecciarossa"; da organi di stampa si è appreso che ben 31 milioni di euro costituirebbero la somma di denaro non spesa per la continuità territoriale. Ad oggi, quindi, la situazione assume delle connotazioni a giudizio dell'interrogante grottesche: da un lato il sistema non funziona ed i tempi di percorrenza sono lunghissimi, dall'altro sembrerebbe che i fondi per la continuità territoriale siano spesi male o addirittura non spesi; è evidente che il Governo, oltre a dover riferire compiutamente dando completa rendicontazione del se e come i fondi per continuità territoriale siano stati spesi o non spesi, debba prendere impegni seri e precisi per garantire la continuità territoriale, anche in assenza o comunque in attesa di un servizio consono, con misure sostitutive che prevedano tariffe agevolate, almeno per i residenti dei territori disagiati o quantomeno per le fasce deboli, utilizzando in via provvisoria e temporanea le risorse della continuità territoriale che provengono come è noto dall'Unione europea e che sono serviti e servono quale volano economico per tutte le aree disagiate e depresse, si chiede di sapere: quale sia il dettaglio di spesa dei fondi per la continuità territoriale da e per la Sicilia negli ultimi 5 anni e la programmazione futura; quali azioni il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire la continuità territoriale; in particolare se, in attesa di un servizio di continuità territoriale efficiente, sia disponibile ad utilizzare i fondi per il medesimo servizio per consentire la mobilità da e per la Sicilia con soluzioni alternative di mobilità a tariffe agevolate. Atto n. 4-01275 ASTORRE CIRINNA' Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: la Rai utilizza servizi di manovalanza e trasporto all'interno dei propri studi televisivi per esigenze funzionali alla produzione televisiva, per importi di alcuni milioni di euro all'anno; tali servizi vengono affidati a seguito di svolgimento di gare pubbliche, ai sensi del codice degli appalti (di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016); per quanto concerne i servizi di manovalanza e trasporto per il centro produzione di Roma, a luglio 2015, il consiglio di amministrazione della Rai ha approvato l'aggiudicazione definitiva della gara europea per l'affidamento dei servizi per un valore complessivo di 19 milioni di euro, suddiviso in 6 lotti; i contratti sono stati formalizzati a febbraio 2016 e, essendo di durata pari a tre anni, sono scaduti il 12 febbraio 2019; ad oggi non risulta la pubblicazione del nuovo bando di gara sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea e non si ha alcuna notizia relativa alla nuova gara; gli attuali fornitori di tale servizio sono stati fatti oggetto, dopo diverse segnalazioni del circolo tematico del Partito democratico "Trasporto merci e logistica", di intervento ispettivo dell'Ispettorato territoriale del lavoro di Roma, il quale ha rilevato un'applicazione dei contratti di lavoro lesiva e limitativa dei diritti dei lavoratori. Invero, l'appalto vinto dal consorzio "Oversinerco" ha il contratto Unicoop, anziché il contratto collettivo della Cgil Cisl Uil/Confetra- centrali cooperative, costituenti le organizzazioni sindacali di settore comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; quanto detto si pone in evidente contrasto con la realtà. Inoltre, con la nota inviata al circolo del Partito democratico dal direttore acquisti Rai, in data 5 ottobre 2018, in risposta ad una precedente comunicazione in cui tale anomalie contrattuali venivano riscontrate, l'azienda radiotelevisiva ha riconosciuto, pro futuro , l'inderogabilità di formalizzare rapporti contrattuali come previsti dalla normativa vigente. Tanto è vero che, in un passaggio, è possibile leggere che "la lex specialis (Bando e Disciplinare) di gare aventi ad oggetto i citati servizi (ovvero facchinaggio e trasporto) riporteranno espressamente che il Fornitore aggiudicatario dovrà applicare al personale impiegato nello svolgimento dei servizi, il contratto collettivo nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro, stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro, comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, secondo quanto previsto dall'articolo 30, comma 4, del D. Lgs. 50/2016"; già nella XVII Legislatura della questione erano stati investiti il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il presidente della XI Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati, i quali, pur con diverse sfumature, avevano fortemente stigmatizzato l'utilizzo spregiudicato che questa tipologia contrattuale sta determinando, oltre ad un visibile abbassamento dei salari, anche quella dei diritti, in virtù del fatto che questo contratto non prevede la clausola sociale nei cambi di appalto; a seguito di tali ispezioni è atteso, nella riformulazione del bando di gara, l'inserimento della corretta dicitura per l'applicazione da parte dei concorrenti del contratto della logistica maggiormente rappresentativo del settore, al fine di migliorare il trattamento economico e sociale di lavoratori che da molti anni lavorano presso la Rai; in quanto azienda a capitale interamente pubblico, i comportamenti adottati in Rai rappresentano un benchmark per molte aziende del settore privato; la mancata applicazione presso la Rai del contratto maggiormente rappresentativo della logistica, ha fatto sì che in questi anni anche numerose aziende private si sentissero libere di applicare contratti minori e dalla dubbia rappresentatività, generando una reazione a catena che ha fortemente indebolito le tutele e i trattamenti economici dei lavoratori di settore; il contratto stipulato dopo l'ultima gara europea per i servizi della logistica in Rai risulta essere scaduto il 12 febbraio 2019; non è al momento stato pubblicato il nuovo bando di gara per l'assegnazione dei servizi di manovalanza e trasporto all'interno della sede di Roma, si chiede di sapere se e quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di rafforzare le tutele e il trattamento economico dei lavoratori impiegati nelle sedi dell'emittente televisiva pubblica, tenuto conto che andrebbe promosso un bando di gara che privilegi i concorrenti che applicano il contratto della logistica, stipulato dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale, anche in considerazione del fenomeno delineato. Atto n. 4-01276 AIMI Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: la presenza della mafia nigeriana in Emilia-Romagna e nel Nord Italia sembra essere purtroppo ormai da tempo assodata.