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Poi però (cito il nome di un'azienda ma non ce l'ho con loro) da IKEA, che è come un centro commerciale per ampiezza, ma è monomarca, quindi non è un centro commerciale (è un "negozione" grande, come La Rinascente) l'affollamento c'è lo stesso nel fine settimana. Invece un centro commerciale, che ha i vigilantes e la sicurezza privata, quindi può anche disciplinare l'ingresso e le uscite delle persone e fare una valutazione, non ha avuto la possibilità di svolgere la sua attività nei fine settimana. Ci sono alcune decisioni cervellotiche. Io ho sottolineato le cose che il Governo fa bene ma francamente a volte, quando ascolto il professor Locatelli, con tutto il rispetto, a parte il linguaggio un po' legnoso e aulico, alcune cose non le capisco. Sarà il linguaggio o sarà la mia inadeguatezza a certi livelli di scienza, ma alcune valutazioni empiriche devono essere fatte. Nei trasporti si registrano affollamenti molto più alti di quelli che si registrerebbero in un ristorante dai locali ampi, che anche al chiuso, con le distanze, potrebbe lavorare. Perché l'IKEA può avere l'affollamento e il centro commerciale non può avere nel fine settimana un ingresso e un'attività regolamentati? Abbiamo bisogno, insomma, di dare segnali di fiducia. Concludo sul tema del coprifuoco e degli orari: non solo è importante prendere le decisioni che noi ci auguriamo il Governo assumerà nelle prossime ore, rivedendo gli orari e una organizzazione sociale che è stata compressa per le ragioni che conosciamo e che oggi può tornare a respirare; ma c'è anche la prospettazione della stagione turistica. Quindi poter dire che c'è un'evoluzione in progress aiuterà chi deve fare le prenotazioni in albergo e chi deve vincere, con le spiagge, le montagne e le città d'arte italiane, la concorrenza spagnola e greca, che si sta proponendo in questi giorni. Dunque non basta solo fare qualche spot su un'isola Covid free , da qualche parte, ma bisogna rassicurare coloro che, pian piano - perché purtroppo il percorso sarà lento - fanno delle prenotazioni e vogliono venire in Italia, ad avere una prospettiva e una dinamica che consenta loro di immaginare, compatibilmente con i dati dell'epidemia, di svolgere in Italia un'attività di turismo e di fruizione delle nostre bellezze. Quindi mi auguro che, anche sull'onda di questo dibattito, il Governo assuma un ritmo più incisivo e più rapido e cancelli alcune contraddizioni. Il professor Locatelli si faccia un giro in metropolitana e vada a vedere la differenza con il grande magazzino o il centro commerciale, perché, francamente, alcune di queste persone forse non hanno mai visto tali realtà. Ci vuole dunque maggiore coerenza nella regolamentazione. Non siamo mai stati dalla parte dei negazionisti, abbiamo sempre sottolineato - per primo lo ha fatto il presidente Berlusconi - le situazioni di pericolo che il nostro Paese ha vissuto e vive ancora, così come la necessità di cautela, di prudenza e di saggezza e siamo sostenitori attivi delle campagne vaccinali. Da Forza Italia è venuta la proposta di coinvolgere il mondo della sanità del territorio, il mondo delle imprese e il mondo delle farmacie. Il piano da 500.000 vaccinazioni al giorno l'ha consegnato per primo il nostro partito, in occasione delle consultazioni che hanno preceduto la formazione dell'attuale Governo. Quindi siamo sempre stati oggettivi, con i piedi per terra e con realismo. Con lo stesso realismo, diciamo al Governo di avere più coraggio e più determinazione, perché l'Italia deve tornare a vivere e a crescere. (Applausi) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, siamo molto contenti del fatto che sia cambiato molto l'atteggiamento nel dibattito, soprattutto da parte di alcune forze politiche, rispetto all'ultima volta in cui abbiamo parlato del tema delle riaperture, in occasione dell'esame della mozione di sfiducia presentata dal Gruppo Fratelli d'Italia nei confronti del ministro Speranza. Registriamo toni molto differenti e più aperturisti, da parte di alcune forze politiche, che fino a ieri sostenevano con forza l'idea che occorresse usare tutta la prudenza possibile, senza dare la possibilità di riconquistare un po' di libertà a tanti cittadini, che se la sono vista togliere nel corso del tempo, raccogliendo anche - lo dico e ne sono fiero - l'invito che aveva fatto la Lega ad uscire dal dibattito tra aperturisti, chiusuristi, negazionisti, estremisti sanitari o sostenitori dell'estremismo sanitario (Applausi) , affrontando invece il problema in maniera pragmatica, utilizzando buonsenso e prudenza, riaprendo certamente con protocolli di sicurezza adeguati, ma cercando di fare in modo che i cittadini possano tornare al più presto ad una vita normale. Certamente sono subentrati aspetti ulteriormente importanti, come la campagna vaccinale, che sta progredendo in maniera sempre più rilevante, con numeri sempre più alti, rispettando il cronoprogramma del generale Figliuolo. Indubbiamente anche i dati vanno nella direzione auspicata: abbiamo un calo delle terapie intensive, un calo del numero delle persone ricoverate, c'è un aumento delle persone guarite e c'è una diminuzione dei casi positivi registrati quotidianamente. Quindi tutto questo, insieme naturalmente alla volontà di riportare un po' alla vita i cittadini, ha fatto sì che molte forze politiche - di questo siamo contenti - che magari inizialmente erano molto titubanti, si sono invece convinte che questo sia il momento di poter riaprire. Del resto la logica che ha sempre contraddistinto le nostre tesi è quella di stare attenti perché è provato che, più le restrizioni sono lunghe e durano troppo nel tempo - su questo ho citato uno studio dell'università di Harvard - più le persone tendono ad ignorarle. (Applausi) . Il rischio vero era quindi di fare dei provvedimenti che rimanessero solo sulla carta, facendo fare poi anche una brutta figura al Governo perché, mentre si mettono delle restrizioni, si vede che sostanzialmente in giro pochi le rispettano. Aggiungo che viene anche difficile mettere in campo i controlli, se ci sono 20.000 o 30.000 giovani che vanno in piazza Bologna e che sostanzialmente restano a festeggiare ben oltre le ore 22, tanto per fare un esempio. Questo ordine del giorno, sul quale abbiamo lavorato tutti insieme e che invito anch'io il Gruppo Fratelli d'Italia a sottoscrivere e a votare, mostra comunque che siamo usciti da quel dibattito e che siamo riusciti a convincere molte delle forze politiche che erano restie a capire che è il momento di riaprire: direi che per una forza politica poter affermare di essere riuscita a convincere gli altri è un ottimo risultato e non potevamo certo chiedere di più. (Applausi) . Come potevamo fare a chiedere di più rispetto al fatto di essere riusciti a convincervi? È una cosa di cui andiamo assolutamente orgogliosi e fieri. Vorremmo riuscire a convincere anche i colleghi di Fratelli d'Italia, non tanto sulle riaperture, perché su questo mi sembra che siamo abbastanza d'accordo, ma sul tema della mozione.