[resaula]

è porre mano al principio della certezza della pena, che oggi purtroppo in Italia è molto lungi dall'essere applicato. (Applausi dal Gruppo FdI) . CUCCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (PD) . Signor Presidente, signori del Governo, ancora una volta un provvedimento che questo Governo vuole vendere come rivoluzionario nel sistema giudiziario italiano. Ancora una volta un provvedimento che non produrrà effetti favorevoli. Ancora una volta un provvedimento che non tiene in alcuna considerazione lo stato effettivo del nostro sistema giudiziario e delle condizioni in cui operano coloro che vi lavorano. L'intento dichiarato è quello di assicurare una risposta sanzionatoria più severa per reati di particolare gravità. Ancora una volta questo Governo pensa esclusivamente alla propria campagna elettorale perpetua e scodella un provvedimento dietro l'altro, provvedimenti che non vengono discussi in Commissione e che passano come voluti e proposti dal Governo. La prossima volta che il Ministro verrà a dirci che intrattiene rapporti continuativi con gli operatori del diritto, farà allora meglio ad aggiungere che lui, di ciò che gli riferiscono gli operatori del diritto, se ne infischia allegramente. Se ne infischia del loro pensiero, perché lui o chi per lui procedono come rulli compressori per l'approvazione di provvedimenti, talvolta inutili e spesso addirittura dannosi. Come accaduto per altri provvedimenti già approvati, anche per questo provvedimento, tanto alla Camera quanto al Senato, sono stati auditi numerosi e autorevolissimi soggetti: rappresentanti della magistratura, illustri avvocati e esponenti delle associazioni maggiormente rappresentative. Tutti all'unisono hanno affermato che questo provvedimento non solo è inutile, ma, come dicevo, è addirittura dannoso. Taluno ha addirittura detto che produrrà nel sistema giudiziario effetti devastanti. Questo provvedimento è diretto essenzialmente a impedire che l'imputato di un reato punibile con l'ergastolo possa accedere al rito abbreviato e quindi godere dello sconto di pena. Tuttavia - questo è uno degli aspetti che non è stato minimamente preso in considerazione - in molti dei casi previsti il beneficio si riduce in effetti ad uno sconto della pena dell'ergastolo per dare trenta anni, o addirittura, in altre circostanze, a comminare semplicemente l'ergastolo evitando l'isolamento diurno per due anni. È stato osservato, da parte dei soggetti auditi, che impedendo l'accesso al rito abbreviato si indebolirebbe la giurisdizione; anzi, taluno ha addirittura affermato che il provvedimento costituisce un vero e proprio attacco alla giurisdizione. Teniamo conto di questi giudizi che sono stati dati da chi opera all'interno del sistema giudiziario. Tra l'altro, il provvedimento potrebbe indurre anche qualche magistrato a contestare in maniera assolutamente strumentale o forzatamente l'omicidio aggravato o comunque il reato punibile con l'ergastolo, solo per impedire l'accesso al rito abbreviato; e a nulla varrebbero i correttivi che sono stati proposti. È stato detto che il provvedimento in esame produrrà effetti dannosi perché costringerà i tribunali a sguarnirsi, per consentire la formazione delle corti d'assise, spostando i giudici, già in numero esiguo, dal tribunale alle corti, assieme al personale. Ovviamente questo produrrà anche disastrosi effetti sul piano economico, in un settore che è già ridotto all'osso. Pensate che per fare le copie degli atti di un processo bisogna portarsi dietro la carta. Se vuole fare la copia di un provvedimento, un avvocato deve portare con sé la carta: nonostante paghi, non può avere una copia se non porta la carta per la stampante. Ebbene, in questo sistema ridotto già in condizioni disastrose, si introdurranno ulteriori nuove spese che andranno a gravare sul bilancio del settore giustizia, ovviamente con l'indebolimento dell'intero sistema intero, perché poi bisognerà aggiungere il pagamento delle spese per i giudici popolari titolari e supplenti e per il personale amministrativo. Il dottor Edmondo Bruti Liberati, che è stato già citato più volte, ha riferito che sino a quando non c'era il rito abbreviato, a Milano c'erano cinque corti d'assise. Oggi ce n'è una soltanto, che funziona benissimo e conclude i processi in un lasso di tempo tra i tre e i quattro anni. Succederà allora che, come affermato dallo stesso magistrato, i processi subiranno sicuramente un forte rallentamento, con la possibilità che gli imputati vengano rimessi in libertà per la scadenza dei termini di custodia cautelare e si creeranno comunque disagi enormi nei tribunali, dove i processi subiranno grandi rallentamenti perché i giudici dovranno essere spostati per la formazione delle corti d'assise. Questi sono gli effetti che hanno abbondantemente previsto i soggetti che sono stati auditi. Ovviamente queste conseguenze saranno notevolmente più gravi in quei tribunali, che già di per sé sono sguarniti di personale e che si troveranno ancora in condizioni peggiori, per la necessaria formazione della corte d'assise, e ciò accadrà più volte rispetto a quanto sta accadendo adesso in cui è possibile accedere al rito abbreviato. Di fatto il Governo, con provvedimenti come quello in esame, sta entrando a gamba tesa nel nostro sistema democratico. Ho già detto che ha tentato e tenta di demolire sistematicamente il sistema parlamentare, con l'approvazione di testi che talvolta non sono neanche conosciuti (si pensi al caso più eclatante, ovvero quello della legge di bilancio). Questo però accade sempre, così come sempre accade che non vengano mai discussi con le forze dell'opposizione e nelle Commissioni, ma che siano approvati come sta accadendo anche oggi: parlerò poi del danno che verrà prodotto. Dunque si producono effetti devastanti, perché semplicemente tali provvedimenti vengono scodellati e approvati così come li vuole il Governo. A questo punto, evidentemente, siamo dinanzi ad un altro attacco al sistema democratico, perché con il provvedimento in esame c'è un palese attacco alla magistratura. Esso volge infatti il suo sguardo ed entra a gamba tesa nella discrezionalità del giudice. La discrezionalità - vivaddio! - come ho già detto in precedenza in occasione della dichiarazione di voto su un emendamento, è in effetti la caratteristica precipua dell'attività di un magistrato, che è tecnicamente preparato, conosce gli atti e sa quindi come applicare correttamente la legge per far sì che la giustizia sia giusta e non giustizialista. È quindi evidente, ancora una volta, un attacco al sistema democratico: prima al sistema parlamentare e oggi alla magistratura. Due dei poteri dello Stato vengono svillaneggiati in continuazione, con l'approvazione di questo genere di provvedimenti. D'altro canto, abbiamo detto che l'obiettivo del provvedimento in esame è una risposta adeguata alla gravità del fatto. Avevamo proposto un emendamento che da solo sarebbe bastato, che la senatrice Valente ha illustrato e di cui ha parlato il senatore Balboni nel suo intervento.