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La proposta, più specificatamente, è intesa alla definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza quale atto necessario ai fini dell'attivazione, in favore del nostro Paese e secondo le indicazioni poste dal medesimo Piano, delle risorse del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF). Il suddetto Dispositivo - previsto dal Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, e che consente l'attribuzione di risorse europee agli Stati membri sia a fondo perduto sia a titolo di prestiti - costituisce, per quantità di risorse allocate, il maggiore tra gli strumenti finanziari del programma Next Generation EU e, più in generale, il maggiore tra gli strumenti definiti dal Quadro finanziario pluriennale europeo 2021-2027. Nella proposta di Piano, il Governo ha ritenuto in ogni caso opportuno promuovere un "approccio integrato", facendo riferimento al complesso delle risorse del suddetto Quadro che possano essere attivate nell'arco temporale oggetto del medesimo Piano, costituito dal periodo 2021-2026. In particolare, l'azione di rilancio del Paese delineata dal Piano è guidata da obiettivi di policy e interventi connessi ai tre assi strategici condivisi a livello europeo, quelli della digitalizzazione e innovazione, della transizione ecologica e dell'inclusione sociale. La proposta definisce, quindi, sei missioni strategiche quali aree "tematiche" strutturali di intervento e che riguardano: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Tali missioni, afferma il documento, mirano anche a tre grandi obiettivi "orizzontali", quelli della parità di genere, dell'accrescimento delle competenze, della capacità e delle prospettive occupazionali dei giovani e del riequilibrio territoriale e la coesione sociale, con particolare attenzione al Mezzogiorno. Nell'insieme, le missioni raggruppano sedici componenti, funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo, che a loro volta si articolano in 48 linee di intervento per progetti omogenei e coerenti. Le risorse complessivamente allocate nelle sei missioni del PNRR sono pari a 223,91 miliardi di euro. Di questi, 145,2 miliardi finanziano "nuovi progetti" mentre i restanti 65,7 miliardi sono destinati a "progetti in essere" che riceveranno, grazie alla loro collocazione all'interno del PNRR, una significativa accelerazione dei profili temporali di realizzazione e quindi di spesa. Più in dettaglio, le risorse previste per la missione "digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura" ammontano a 46,30 miliardi di euro, mentre quelle per la missione "rivoluzione verde e transizione ecologica" - la più onerosa - a 69,80 miliardi. Per la missione "infrastrutture per una mobilità sostenibile" sono previste risorse per 31,98 miliardi di euro, per la missione "istruzione e ricerca" 28,49 miliardi, per la missione "inclusione e coesione" 27,62 miliardi, ed, infine, per la missione "salute" 19,72 miliardi. Il documento in esame evidenzia, peraltro, come assommando alle risorse del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) e del REACT-EU per le politiche di coesioni, quelle della programmazione nazionale di bilancio e dei fondi SIE/PON e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), cofinanziati da risorse UE, le risorse complessive dedicate alle sei Missioni del PNRR nel periodo 2021-2026 raggiungano un totale di 311,9 miliardi di euro. Con riferimento agli aspetti di specifico interesse per la Commissione affari esteri, il relatore evidenzia come il documento, nell'ambito della missione "Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo", preveda, oltre agli incentivi fiscali inseriti nel PNRR riservati alle imprese che investano in beni strumentali, materiali ed immateriali per un'effettiva trasformazione digitale dei processi produttivi, anche specifici progetti per sostenere lo sviluppo e l'innovazione del Made in Italy , delle catene del valore e delle filiere industriali strategiche, nonché la crescita dimensionale e l'internazionalizzazione delle imprese, puntando ad aumentare la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali anche attraverso l'utilizzo di strumenti finanziari a leva. Più in particolare, il paragrafo dedicato alle politiche industriali di filiera e all'internazionalizzazione, evidenzia come lo stanziamento totale per questo progetto sia pari a 2 miliardi di euro e preveda l'adozione di nuovi progetti volti a sostenere le filiere industriali, soprattutto quelle che maggiormente hanno risentito degli effetti della crisi e quelle più avanzate dal punto di vista dell'innovazione e della sostenibilità ambientale, con particolare riguardo per le imprese che promuovono nel mondo i prodotti del Made in Italy , specie quelle di minori dimensioni. A tale scopo, il documento rileva come sarà utilizzato il sistema del fondo di fondi attraverso il quale le risorse stanziate sono conferite a fondi operativi specializzati per strumenti finanziari, rischi assunti e settori di intervento. Inoltre, il Piano prevede di incentivare le integrazioni e le interconnessioni tra le aziende nelle diverse fasi dei processi produttivi, favorendo, con strumenti idonei, anche percorsi di fusione e di patrimonializzazione. Altro aspetto di interesse, sempre nell'ambito della missione "Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo", è l'impegno per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione - che auspicabilmente dovrebbe includere anche il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e la rete dei servizi offerti dalle Ambasciate e dai consolati - per le importanti ricadute che potrebbe garantire in termini di servizi da rendere ai cittadini, inclusi quelli residenti all'estero, nonché di maggior efficienza del sistema produttivo, con particolare riferimento alle filiere produttive strategiche e al Made in Italy . Le risorse complessive destinate a tale scopo sono indicate in 7,95 miliardi di euro, destinate a raggiungere la soglia di 8,55 miliardi di euro assommando alle risorse del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) e del REACT-EU per le politiche di coesioni, quelle della programmazione nazionale di bilancio e dei fondi SIE/PON. Proprio alla luce di quanto esposto, il relatore propone alla Commissione la formulazione di un parere favorevole sul provvedimento in esame (pubblicato in allegato), con alcune osservazioni relative all'opportunità di rafforzare ulteriormente le misure previste a sostegno dell'internazionalizzazione del sistema produttivo nazionale e per la promozione del Made in Italy , e di garantire investimenti addizionali per la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo. Ritiene altresì indispensabile, anche alla luce della dolorosa vicenda dell'Ambasciatore Attanasio che ha palesato elementi di fragilità nei meccanismi di sicurezza posti a tutela delle nostre sedi diplomatiche e del relativo personale, di richiamare nelle osservazioni anche l'opportunità di assicurare misure di potenziamento della rete diplomatica e consolare, in termini di aumento del personale e delle risorse strumentali a sua disposizione.