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Con riferimento ad alcune tipologie di sostanze inquinanti di carattere persistente quali, ad esempio, le diossine, rileva come in precedenza il legislatore non abbia individuato dei limiti specifici relativamente alla loro tossicità in quanto la dannosità di tali sostanze è ben nota e l'individuazione di un limite viene a creare un precedente pericoloso circa la loro possibile presenza nei fanghi. Evidenzia che sussiste tanto un parere rilasciato dall'ISPRA che una sentenza della Corte di cassazione sui limiti previsti dal decreto legislativo n. 152 del 2006 che, pur confliggenti tra di loro, risultano comunque entrambe discordanti con quanto disposto dall'articolo 41 in esame. Più in generale, contesta l'idea che la norma sia stata inserita nel decreto-legge al fine di fronteggiare le emergenze verificatesi in diversi siti di depurazione sparsi sul territorio: se così fosse, andrebbe prioritariamente individuato un termine entro cui tale disciplina emergenziale debba cessare. In casi del genere, comunque, riterrebbe più opportuno intervenire con norme inserite in un apposito provvedimento. Segnala in conclusione che non vengono previsti limiti di concentrazione per alcune sostanze quali, ad esempio, lo iodio, che sarebbe invece opportuno normare. Il senatore ORTOLANI ( M5S ) ritiene che sul concetto di abusivismo sorgano spesso dei malintesi, soffermandosi sull'abusivismo quale viene normalmente considerato dall'opinione pubblica e l'abusivismo ambientale causato dall'uomo che ritiene sia spesso all'origine di disastri ambientali. Cita il caso della scriteriata copertura degli alvei di alcuni fiumi e torrenti effettuata in diverse città e ricorda i danni causati dalla tombatura di alcuni di questi, realizzata a Genova così come ad Ischia, al verificarsi di fenomeni atmosferici particolarmente violenti. Si tratta infatti di fenomeni che sono all'origine di dissesto idrogeologico, indipendentemente dalla presenza di condoni edilizi. Evidenzia che, per quanto concerne l'isola di Ischia, in presenza di edifici costruiti in aree sottoposte a rischio idrogeologico, questi non potranno comunque in alcun modo essere oggetto di condono e quindi il problema della loro pericolosità non dovrebbe porsi. Segnala, sempre con riferimento ad Ischia, che si porranno invece problemi di raccolta, selezione e smaltimento dei detriti, che andranno opportunamente tenuti in considerazione; altra problematica da evidenziare è quella delle cosiddette "parracine", ossia i muri a secco tipici del territorio ischitano, che andrebbero salvaguardati e fatti oggetto di manutenzione ai fini del contenimento del dissesto idrogeologico. Ritiene in conclusione che andrebbero fornite ai comuni risorse adeguate per far fronte al presumibile aumento dei carichi di lavoro, così come andrebbero previsti dei piani di protezione civile per consentire l'accesso alle aree dei centri storici. La senatrice DI GIROLAMO ( M5S ), premettendo di avere deciso di intervenire solo a seguito dell'intervento del senatore Nencini, rileva criticamente come ci si continui a soffermare sul supposto "condono di Ischia" che non è invece a suo avviso presente nel decreto, un testo che origina sì dall'emergenza creatasi a Genova ma che ne affronta anche altre, come la critica situazione dei piloni dell'autostrada dei Parchi o le urgenze dei comuni del cratere dell'isola campana. Dissente fortemente dal senatore Nencini laddove ha affermato che l'inclusione di tali misure sminuirebbe la tragedia di Genova: il sisma di Ischia è stato incluso nel testo solo perché non era stato affrontato dal Governo precedentemente in carica. La presidente MORONESE invita i senatori del Partito democratico, qualora intendano intervenire, a chiedere la parola. La senatrice DI GIROLAMO ( M5S ) conclude dando un giudizio positivo sul complesso del decreto-legge. Il senatore SANTILLO ( M5S ) nota come, dal momento che il dibattito si sta concentrando solo sugli articoli 25 e 41, occorre desumere che il resto del provvedimento sia particolarmente condiviso. Circa l'articolo 25, precisa che questo riguarda meno di seimila domande su totale di ventottomila, e che, poiché i fabbricati danneggiati sono meno di mille, quelli condonabili dovrebbero essere soltanto qualche centinaio: a suo avviso non si stanno perciò cogliendo le dimensioni reali del fenomeno. Il presidente dell'8 a Commissione COLTORTI invita i commissari a mantenere l'ordine. Il senatore SANTILLO ( M5S ) prosegue rilevando che se una domanda presentata nel 1985 aveva già all'epoca i requisiti per essere accolta, è corretto che venga definita positivamente e che l'interessato possa ricevere il contributo. Denuncia le strumentalizzazioni riferite alla tragedia di Palermo, che ha invece interessato un edificio non condonabile perché costruito nell'alveo di un fiume. Nel caso di Ischia, invece, si intende dare risposta a cittadini che per l'inerzia di una pubblica amministrazione non riescono ad ottenere i contributi, restando inteso che se la domanda non sia accoglibile il manufatto dovrà essere abbattuto. Con riferimento infine all'articolo 41, ritiene invece che in tema di idrocarburi la norma rappresenti un giusto punto di equilibrio. Il senatore BRUZZONE ( L-SP-PSd'Az ) ricorda che il decreto-legge in esame è stato appositamente varato dal Governo per risolvere una serie di problematiche urgenti per la città di Genova. Infatti, al danno inizialmente provocato dal crollo del ponte Morandi, si sono aggiunte diverse altre situazioni emergenziali con ripercussioni su tutto il sistema economico ligure. Si sofferma pertanto sui contenuti del decreto-legge inerenti la città di Genova e la regione Liguria, apprezzandone i principali passaggi in quanto fornisce risposte utili alle molte emergenze sussistenti sul territorio. Elogia in conclusione il lavoro svolto tanto dal Governo quanto dalla Camera dei deputati che, in prima lettura, ha significativamente migliorato la portata del testo in esame ed auspica che sia possibile portare a termine l'esame del provvedimento in tempi rapidi e senza strumentalizzazioni politiche. La senatrice SUDANO ( PD ) ritiene che sarebbe stato più opportuno affrontare le problematiche connesse alla situazione emergenziale della città di Genova in maniera autonoma, senza inficiarne il contenuto con tematiche quali quelle relative al condono nell'isola di Ischia, sicuramente estranee. In ogni caso, dopo aver deciso di allargare i margini di intervento del decreto-legge ad altre tematiche, sarebbe stato allora più opportuno tenere conto di tutte quelle situazioni emergenziali verificatesi negli ultimi mesi in diverse arre del Paese. Cita, a tale proposito, i recenti eventi occorsi in Sicilia, Veneto e Trentino Alto-Adige, oggetto di gravi emergenze alluvionali. Conclude rilevando come la previsione di una sanatoria edilizia per l'isola di Ischia appaia un atto irresponsabile alla luce di quanto recentemente accaduto, con danni ingentissimi e perdita di vite umane dovuti a situazioni di abusivismo. In tali casi ritiene indispensabile procedere non con interventi di sanatoria bensì con l'abbattimento degli immobili abusivi.