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elettrodomestici, mobili, contenitori di latta, bottiglie di plastica ed ogni altro materiale che, una volta trascinato dalla corrente, se non intercettato dalle dighe predisposte dalla Regione, si riversa nel mare; tale incresciosa condizione ambientale è dovuta, sia alle violente alluvioni di queste ultime settimane che hanno "portato a valle" i rifiuti, sia all'ormai incontrollata proliferazione di baraccopoli, che come estensione territoriale hanno superato la "spiaggia di Tiberis", allestita senza nessuna fortuna dall'attuale amministrazione comunale; l'imponente presenza di accampamenti comporta diversi problemi, sia di sicurezza che ambientali; secondo quanto riportato dall'associazione Ecoitaliasolidale "è opportuno segnalare anche la presenza di fuochi, accesi anche bruciando la plastica, con un pericolo d'incendio costante per la presenza fra la vegetazione della golena ed i canneti di bombole del gas che potrebbero esplodere"; giova ricordare come più volte quel tratto parallelo alla pista ciclabile sia stato interessato da enormi incendi che hanno causato disagi e inquinamento; senza degli interventi strutturali di recupero degli argini del fiume attraverso un più intenso controllo del territorio e contestualmente una riqualificazione ambientale permanente, il problema rischia di diventare incontrollabile ed anche economicamente insostenibile, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano al corrente del problema; quali iniziative, ciascuno per la propria competenza, intendano assumere al fine di contrastare il proliferare di discariche ed accampamenti abusivi; se non ritengano che si debba urgentemente rimuovere i rifiuti e le baracche ubicate nei paraggi del lungotevere di Pietra Papa, riqualificando l'area e destinandola alla creazione di aree ludico-ricreative e ad aree attrezzate per cani. Atto n. 4-05120 PILLON Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: l'università degli studi di Perugia ha organizzato, per i giorni 19 e 20 marzo 2021, un convegno su piattaforma telematica dal titolo "Studi di genere e nuove sfide del XXI secolo - Forme familiari, relazioni intime, genitorialità"; tra i punti in programma nel corso, si legge: Essere padri: (vaghe) tracce di mighty girl effect nei dati trasversali ripetuti della Multiscopo Istat "Aspetti della vita quotidiana"; Attraverso le lenti della pandemia. Tra nonne/i e nipotine/i: autobiografie di genere e pregiudizi di discorsi esperti sulle biopolitiche e sul valore della vita umana; Narrazioni genitoriali e le forme familiari delle persone bisex e attratte da più di un genere; Servizi sociali e genitorialità LGBT: una scoping review della letteratura; Le persone in unione civile e asimmetrie di coppia; Surveying the LGBTQ population(s) through social media: The Over the Rainbow research project; è inoltre in programma un incontro con un parlamentare sul disegno di legge sulla cosiddetta omotransfobia, del quale lo stesso è stato relatore alla Camera dei deputati; considerato che: gli argomenti oggetto del convegno sono temi eticamente sensibili, che sono molto dibattuti all'interno della società civile e che su di loro non vi è di certo un consenso unanime nell'opinione pubblica; su questi temi non è previsto alcun contraddittorio nell'ambito del convegno, neppure su un disegno di legge così controverso come quello sull'omotransfobia, e non vi è, pertanto, alcuna garanzia di pluralismo; sebbene ognuno abbia diritto a esprimere le proprie idee politiche e le proprie opinioni, a parere dell'interrogante l'università non può e non deve essere luogo di indottrinamento, né di campagna elettorale; solo poche settimane fa un incontro con i ragazzi di alcune scuole di Parma, tenuto da un esponente politico sempre sul tema della cosiddetta omotransfobia, ha suscitato numerose polemiche anche per la mancata garanzia di pluralismo, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda assumere per garantire che le iniziative organizzate dalle università si svolgano sempre in presenza di un adeguato contraddittorio, e per ribadire che le istituzioni universitarie assicurano il rispetto del pluralismo delle idee e sono aliene ad ogni forma di indottrinamento ideologico. Atto n. 4-05121 PILLON Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: nelle scorse settimane è comparso su internet un manifesto pubblicitario della Biotexcom, clinica con sede a Kiev, specializzata in tecniche di maternità surrogata, sul quale figurava la foto di un neonato recante in calce la scritta "utero in affitto" e il relativo prezzo in euro; l'utilizzo della lingua italiana sul manifesto e l'indicazione della pagina web italiana della clinica indicano chiaramente che il messaggio pubblicitario è indirizzato a nostri concittadini; considerato che: oltre alla gravità e all'indecenza del messaggio lanciato dal manifesto, per il quale il bambino non è che una merce con un prezzo, lo spot in questione, come ogni altra forma di organizzazione o pubblicizzazione della maternità surrogata, comporta per il responsabile dell'azienda che lo propone la reclusione da tre mesi a due anni, ai sensi dell'art. 12, comma 6, della legge 19 febbraio 2004, n. 40; il firmatario della presente interrogazione ha più volte denunciato la cosa alla Polizia postale, senza che tuttavia ci sia stato alcun seguito; pertanto, gli autori di questo reato ad oggi continuano ad agire indisturbati; inoltre, nonostante il divieto stabilito dalla legge, digitando parole quali "utero in affitto" sui motori di ricerca di internet , i primi risultati che si ottengono sono per lo più annunci pubblicitari di maternità surrogata; la Corte costituzionale, con sentenza n. 272 del 2017, ha definito la maternità surrogata gravemente lesiva della dignità della donna e del minore, stabilendo che la stessa «offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane», si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di ribadire il sussistente divieto di pubblicizzazione della commercializzazione di maternità surrogata, ai sensi dell'art. 12, comma 6, della legge n. 40 del 2004 e al fine di garantire che gli autori di questo reato siano adeguatamente perseguiti a termini di legge. Atto n. 4-05122 BONINO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della transizione ecologica Premesso che: con sentenza del 19 luglio 2012, Commissione/Italia (causa C-565/10), la Corte di giustizia dell'Unione europea ha statuito che la Repubblica italiana, avendo omesso di prendere le disposizioni necessarie per garantire che 109 agglomerati situati nel territorio italiano fossero provvisti, a seconda dei casi, di reti fognarie per la raccolta delle acque reflue urbane o di sistemi di trattamento delle acque reflue urbane conformi alle prescrizioni dell'articolo 3, dell'articolo 4, paragrafi 1 e 3, nonché dell'articolo 10 della direttiva 91/271/CEE, è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza di tali disposizioni; la Corte di giustizia dell'Unione europea per la causa C-251/17, in data 31 maggio 2018, ha dichiarato e statuito che: