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Si tratta di una nuova operazione che impiegherà aerei, satelliti, droni e navi operando in un tratto di mare più a est rispetto a quello interessato da Sophia e, quindi, non tutta la costa libica, come era in precedenza. A fronte dell'entusiasmo e delle dichiarazioni del Ministro in merito a tale accordo, ci sono tuttavia criticità e incertezze riguardo l'operatività e l'efficacia dell'intera operazione, nonché sulle sue regole di ingaggio. Come confermato anche dal commissario Borrell, sono legittime - e le facciamo nostre - le preoccupazioni sui potenziali effetti di attrazione per i flussi migratori (il cosiddetto pull factor ). È stato deciso in merito che, se i flussi migratori aumenteranno, gli asset marittimi saranno ritirati lì dove il pull factor si è manifestato. Quindi, resta l'obbligo per legge di mare di soccorrere i migranti, ma in assenza di un accordo - la domanda è: che fine hanno fatto i mirabolanti accordi di Malta di settembre 2019? - tra Paesi europei su dove sbarcare i migranti, i 27 hanno concordato che, se i flussi aumenteranno, verrà sospeso il pattugliamento navale. Ministro, con quali criteri e parametri si misurerà il rischio del pull factor ? Qual è la soglia che definisce un'ondata migratoria? Noi temiamo che proprio questa decisione possa incoraggiare i trafficanti di esseri umani e di migranti ad aumentare il flusso per costringere così le navi a fermarsi, facendo venir meno anche lo scopo principale della missione. Inoltre, la missione Sophia aveva una guida italiana e l'Italia potrebbe rivendicare la guida della nuova. A chi spetterà, invece, la missione voluta dall'asse franco-tedesco? Abbiamo cambiato idea e vogliamo capire perché si voleva ampliare Sophia e, invece, si è deciso per una nuova missione, anche se i vertici militari hanno sempre detto che era meglio fortificare Sophia che avviarne una nuova. Se si possono schierare le navi per attuare l'embargo sulle armi, che già esiste ma è inefficace, allora vuol dire che le navi possono essere schierate anche per attivare il blocco navale che Fratelli d'Italia invoca da sempre per impedire ai barconi della morte di partire e per bloccare gli scafisti e la tratta degli esseri umani. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, senatrici e senatori, nell'ultimo Consiglio degli affari esteri (CAE) dell'Unione europea tutti gli Stati all'unanimità hanno convenuto sul fatto che Sophia non può soddisfare le esigenze di una missione che in questo momento deve bloccare l'ingresso di armi in Libia. Per fermare anche ulteriori potenziali partenze di migranti o la proliferazione del terrorismo in Libia, dobbiamo arrivare a un cessate il fuoco; per arrivare a un cessate il fuoco, dobbiamo bloccare l'ingresso di armi via aerea, via mare e via terra in Libia; per fare ciò abbiamo creato una nuova missione con un mandato esclusivo che ha il compito di bloccare l'ingresso di armi con sorveglianza aerea e navale anche ai confini terrestri se le parti libiche saranno d'accordo. Inoltre, con questa missione continuiamo ovviamente a formare la Guardia costiera libica - anche questo è stato deciso all'unanimità - per gestire le rotte dei migranti. Infine, perseguiamo in maniera secondaria quelli che erano gli obiettivi di contrasto ai cosiddetti scafisti. Che cosa abbiamo convenuto lunedì nell'ambito del Consiglio affari esteri? I punti sono semplici, pubblici e vorrei lasciarli anche alla disponibilità della Presidenza. Concordiamo di lanciare una nuova operazione nel Mediterraneo; l'operazione Sophia sarà chiusa. Concordiamo che tale operazione avrà come obiettivo l'attuazione dell'embargo sulle armi. L'operazione includerà sette aerei satellitari e marittimi. L'area delle operazioni sarà definita in linea con il mandato concordato. Conveniamo che manterrà altri compiti secondari, inclusi la lotta al crimine organizzato responsabile per le migrazioni nonché il training della Marina e della Guardia costiera libica. Registriamo preoccupazioni sul potenziale impatto sui flussi migratori e indichiamo che questo aspetto verrà monitorato con attenzione e il comandante dell'operazione riferirà regolarmente. Su tale base, in caso di osservazione di pull factor sulla migrazione, gli assetti navali saranno ritirati dall'area interessata. Tutti i criteri che lei legittimamente ha chiesto, senatrice, saranno discussi nei prossimi giorni nel Comitato politico e di sicurezza (Cops) e nel Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper), per individuare tutte le regole di ingaggio di questa missione a livello tecnico. Dopodiché l'obiettivo è che, il 23 marzo, il prossimo CAE possa deliberare definitivamente la missione. Ovviamente noi faremo rilevare che il quartier generale, nello specifico, e anche il comando sono in Italia e non è un caso - credo - che comunque la fase istruttoria sia stata affidata allo stesso personale che gestiva l'operazione Sophia. La fase istruttoria tecnica che dovremo decidere nei prossimi giorni è seguita dall'ex comando di Sophia. Ciò è molto importante perché vuol dire che si continua a riconoscere la rilevanza dell'Italia nel guidare missioni di tal genere. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Rauti, per due minuti. RAUTI (FdI) . Signor Ministro, noi volevamo essere rassicurati e invece ora - mi dispiace dirlo - siamo preoccupati. Magari, dopo marzo, il quadro sarà più felice. Siamo preoccupati per la difesa e la sicurezza nazionale. Siamo preoccupati per le mancate risposte, perché è tutto un «vedremo e faremo notare». Siamo preoccupati sulla mancata risposta sul blocco navale all'interdizione marittima che lei stesso aveva invocato prima della Conferenza di Berlino. Siamo preoccupati per la mancata risposta, sapendo lei benissimo che le armi vengono da terra, e invece rispetto a questa, che è una missione soltanto navale e aerea, lei dice «se le parti libiche saranno d'accordo»; quindi, se saranno d'accordo. E ancora la preoccupazione maggiore nasce dal fatto che spostare le navi da un lato solo significa, o comunque potrebbe significare, la riduzione di un'attenzione sul fianco Sud, che vuol dire anche ridurre la capacità di monitoraggio, di fare intelligence , e sul traffico non solo delle armi, ma anche degli esseri umani che, tra l'altro, lei ci dice diventare un task secondario; ciò è decisamente preoccupante. Questo significa abbassare complessivamente la guardia nel contrasto all'attività dei trafficanti, con l'effetto, in riferimento al pull factor , che avremo un aumento incontrollato dei flussi migratori. E, soprattutto, non abbiamo specificato dove andranno i migranti raccolti nel mare: andranno nei Paesi di bandiera - come lei ha dichiarato in un'intervista - o ci sarà rotazione dei porti?