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f) progressiva armonizzazione dei regimi di tassazione del risparmio, anche con riferimento alle basi imponibili e al progressivo superamento della distinzione tra redditi di capitale e redditi diversi di natura finanziaria, prevedendo, in ogni caso, che tale armonizzazione operi esclusivamente con riferimento ai redditi prodotti dopo l'entrata in vigore dei decreti legislativi con cui è attuata e tenendo conto dell'obiettivo di contenere gli spazi di elusione e di erosione dell'imposta; g) attuazione del principio di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b) , numero 1), con specifico riferimento alle modalità di versamento dell'IRPEF dovuta dai lavoratori autonomi, dagli imprenditori individuali e da tutti i contribuenti a cui si applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale di cui all'articolo 9- bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, mantenendo l'attuale sistema di calcolo del saldo e degli acconti anche previsionale, prevedendo, senza penalizzazioni per i contribuenti rispetto alla normativa vigente, una più equa distribuzione del carico fiscale nel corso del tempo, anche attraverso un meccanismo di progressiva introduzione della periodicità mensile degli acconti e dei saldi e l'eventuale riduzione della ritenuta d'acconto, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 2. Ai fini dell'applicazione del comma 1, lettera c) , si intendono per aliquote medie e marginali effettive quelle derivanti dall'applicazione dell'IRPEF senza tenere conto né dei regimi sostitutivi né delle detrazioni diverse da quelle per tipo di reddito. 3. All'attuazione delle disposizioni di delega di cui al comma 1, lettere c) e f) , del presente articolo si provvede nei limiti delle risorse di cui all'articolo 12, comma 4, della presente legge. Art. 3. (Princìpi e criteri direttivi di delega per la revisione dell'IRES e della tassazione del reddito d'impresa) 1. Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo osserva, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali fissati dal medesimo articolo 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici per la revisione dell'imposta sul reddito delle società (IRES) e della tassazione del reddito d'impresa: a) semplificazione e razionalizzazione della tassazione del reddito d'impresa, finalizzate alla riduzione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese, anche attraverso un rafforzamento del processo di avvicinamento tra valori civilistici e fiscali, con particolare attenzione alla disciplina degli ammortamenti e alla revisione dei costi parzialmente e totalmente indeducibili; b) revisione della disciplina delle variazioni in aumento e in diminuzione apportate all'utile o alla perdita risultante dal conto economico per determinare il reddito imponibile, al fine di adeguarla ai mutamenti intervenuti nel sistema economico, anche allineando tendenzialmente tale disciplina a quella vigente nei principali Paesi europei; c) tendenziale neutralità tra i diversi sistemi di tassazione delle imprese, per limitare distorsioni di natura fiscale nella scelta delle forme organizzative e giuridiche dell'attività imprenditoriale. Art. 4. (Princìpi e criteri direttivi di delega per il graduale superamento dell'imposta regionale sulle attività produttive) 1. Ai fini della revisione del sistema di imposizione personale sui redditi di cui all'articolo 2 e della revisione dell'imposizione sul reddito d'impresa di cui all'articolo 3, nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo osserva, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali fissati dal medesimo articolo 1 e ai principi e criteri direttivi specifici dei citati articoli 2 e 3, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici per il graduale superamento dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), con priorità per le società di persone, gli studi associati e le società tra professionisti: a) garantire in ogni caso il finanziamento del fabbisogno sanitario e nonché il rispetto di quanto previsto dall'articolo 11 comma 1, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, e garantire altresì, un gettito in misura equivalente per le regioni che presentano squilibri di bilancio sanitario ovvero per quelle che sono sottoposte a piani di rientro i quali, in base alla legislazione vigente, comportano l'applicazione, anche automatica, di aliquote dell'IRAP maggiori di quelle minime; b) evitare aggravi di alcun tipo sui redditi di lavoro dipendente e di pensione; c) nel caso di sostituzione dell'IRAP con altri tributi prevedere che i poteri fiscali e i limiti minimi e massimi dell'aliquota siano almeno pari a quelli attualmente previsti dalla legislazione vigente in materia e il limite massimo di aliquota deve garantire, a livello aggregato, un gettito almeno equivalente a quello assicurato dalla medesima legislazione vigente. d) in assenza di sostituzione dell'IRAP con altri tributi, il gettito derivante dall'applicazione dei limiti massimi dell'IRAP medesima sia conservato adeguando il limite massimo di aliquota di altri tributi regionali compresi quelli compartecipati o per i quali venga prevista un'addizionale o una sovraimposta regionale. 2. All'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 si provvede ai sensi dell'articolo 12, comma 4, della presente legge. Art. 5. (Princìpi e criteri direttivi di delega per la razionalizzazione dell'imposta sul valore aggiunto e di altre imposte indirette) 1. Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo osserva, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali fissati dal medesimo articolo 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici per la razionalizzazione dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) e delle imposte indirette sulla produzione e sui consumi: a) razionalizzazione della struttura dell'IVA, con particolare riferimento al numero e ai livelli delle aliquote e alla distribuzione delle basi imponibili tra le diverse aliquote, allo scopo di semplificare la gestione e l'applicazione dell'imposta, contrastare l'erosione e l'evasione fiscali e aumentare il grado di efficienza del sistema impositivo in coerenza con la disciplina europea armonizzata dell'imposta; b) adeguamento delle strutture e delle aliquote della tassazione indiretta, in coerenza con l' European Green Deal e con la disciplina europea armonizzata dell'accisa, in modo da tener conto dell'impatto ambientale dei diversi prodotti nonché con l'obiettivo di contribuire alla riduzione progressiva delle emissioni di gas climalteranti, alla promozione dell'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili ed ecocompatibili e alla promozione di uno sviluppo sostenibile. Art. 6. (Princìpi e criteri direttivi di delega per la modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili e la revisione del catasto dei fabbricati) 1. Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo osserva, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali fissati dal medesimo articolo 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici per modificare la disciplina relativa al sistema di rilevazione catastale al fine di modernizzare gli strumenti di individuazione e di controllo delle consistenze dei terreni e dei fabbricati: