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Interviene incidentalmente la PRESIDENTE per sottolineare che le tragiche situazioni emergenziali recentemente verificatesi in diverse zone del Paese non devono far dimenticare che anche nell'isola di Ischia i cittadini hanno dovuto fronteggiare un vero e proprio dramma con il terremoto dell'agosto del 2017. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) premette che avrebbe gradito ascoltare altri interventi su Genova, oltre a quello del senatore Bruzzone. Al riguardo nota come, subito dopo la tragedia, il Governo abbia iniziato a parlare di revoca della concessione ad Autostrade, attribuzioni di responsabilità, tempi e modalità della ricostruzione: poiché già all'epoca aveva dichiarato di attendersi atti formali al riguardo, si domanda se sia stato realmente avviato il procedimento per la decadenza della concessione, e se siano stati posti in essere gli atti necessari per l'attivazione della ricostruzione. Ritiene che vi sia stata una catena di errori commessi dal 14 agosto ad oggi, tanto che, tra la popolazione, la speranza ha lasciato spazio al disagio e l'atteggiamento nei confronti del Governo è sensibilmente cambiato. Il proprio Gruppo alla Camera si è astenuto sul provvedimento, perché, pur essendo in parte d'accordo sui contenuti, vi è una mancanza di rispetto per l'autorità giudiziaria che deve verificare le reali responsabilità del crollo. Riconosce di aver condiviso, all'indomani del disastro, la tentazione di colpire il concessionario, poi però ha prevalso il senso di giustizia e, anche sulla base della propria esperienza personale, è giunto alla conclusione che occorre seguire l' iter giudiziario previsto dall'ordinamento per addivenire alla verità. Il decreto, invece, attribuisce per legge la responsabilità dell'accaduto al concessionario, con la contraddizione, peraltro, per cui da un lato si chiedono al concessionario le risorse per la ricostruzione e dall'altro gli si consente di continuare a gestire tutta l'infrastruttura ad eccezione di un piccolo tratto: l'impressione che ne ricava è che il Governo sia inadeguato e non sufficientemente esperto per gestire una situazione che incide su fondamentali interessi dello Stato, dei suoi cittadini e dell'economia. Con riguardo all'articolo 41, ricorda che la disposizione trae origine da un emendamento presentato dal Gruppo di Forza Italia in sede di conversione in legge del decreto proroga termini, poi trasformato, con il consenso della maggioranza, che ringrazia, in ordine del giorno e votato all'unanimità dall'Aula del Senato. Il testo dell'articolo in questione è perfettamente coincidente con il contenuto di tale atto di indirizzo: con la disposizione sono stati risolti problemi di tutte le amministrazioni locali italiane, che potranno, similmente a quanto accadeva prima della nota sentenza del TAR Lombardia, riprendere a utilizzare i fanghi di depurazione, con un costo a tonnellata di 50 euro e non più i 250 euro necessari per lo smaltimento. Nel precisare che la norma si applica soltanto agli scarichi civili, evidenzia come si tratti di un atto di civiltà nei confronti dei territori, reso possibile grazie alla sensibilità e all'impegno del sottosegretario Vannia Gava. Preannuncia che il Gruppo di Forza Italia presenterà degli emendamenti, alcuni dei quali già depositati alla Camera, altri nuovi e legati a quanto accaduto tra il 14 agosto e oggi, con l'obiettivo di dare risposte immediate alle famiglie delle vittime, ai cittadini e all'intera città di Genova. La senatrice FAGGI ( L-SP-PSd'Az ) rileva come l'apparente eterogeneità del testo derivi dalla necessità di dare risposte a diverse urgenze in corso: del resto occorrerà affrontare con appositi provvedimenti anche altre emergenze che sono purtroppo sorte nel frattempo. Peraltro non condivide la considerazione per cui il provvedimento riguardi Genova solo marginalmente. Rifacendosi alla propria esperienza di amministratore in una società autostradale, coglie l'occasione per soffermarsi sulla vicenda, a proprio avviso emblematica, del ponte sulla strada statale 36, crollato a Lecco il 28 ottobre 2016. Ciò avveniva dopo un'intera giornata dedicata a sopralluoghi tecnici, originati da una caduta di calcinacci, da un manufatto che da alcuni anni era sottoposto ad un carico di 108 tonnellate in luogo delle 44 consentite. L'ente preposto ad adottare i provvedimenti tergiversava e mandava infine un proprio incaricato, che però giungeva sul posto solo 15 minuti dopo il crollo e la morte di una persona. All'epoca la politica promise una ricostruzione entro venti mesi ma ad oggi non è stato fatto nulla: in quanto senatrice del territorio, è oggetto di pressanti richieste di intervento per accelerare le procedure presso l'ANAS. Per quanto riguarda il ponte di Paderno d'Adda, nota invece favorevolmente che la chiusura è stata disposta precedentemente e non successivamente al crollo. Alla luce di questa esperienza, esprime la propria approvazione sulla scelta di nominare un commissario straordinario che costituisca un'unica interfaccia per la demolizione e ricostruzione del Ponte Morandi: occorrerebbe tuttavia che questi fosse affiancato da collaboratori che, a tutti i livelli, garantiscano una corretta e trasparente attuazione delle misure e sappiano assumersi le proprie responsabilità. A tale riguardo, sarebbe perlomeno opportuno prevedere che questi funzionari non debbano avere procedimenti penali in corso o essere stati condannati, anche solo in primo grado, per reati contro la pubblica amministrazione. Ciò al fine di evitare che la mancata assunzione di responsabilità provochi altre vittime come accaduto a Lecco nel 2016. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 19,55.