[pronunce]

Qualora, poi, si ritenesse che «in materia di istruzione e formazione professionale» l'art. 117, quarto comma, della Costituzione prevedesse una forma di autonomia più ampia di quella configurata dai citati artt. 8 e 9 dello statuto speciale (secondo quanto affermato dalla sentenza n. 328 del 2006, anche se successivamente superata dalle sentenze n. 328 del 2010 e n. 213 del 2009), la norma impugnata - nella parte in cui prevede che «Per i tirocini formativi e di orientamento di cui alle linee guida di cui all'Accordo sancito il 24 gennaio 2013 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano i datori di lavoro pubblici e privati con sedi in più regioni possono fare riferimento alla sola normativa della regione dove è ubicata la sede legale» - violerebbe la competenza residuale delle Regioni in dette materie, in quanto il legislatore statale non può né disporre l'ultraterritorialità di una legge regionale nel territorio di altra Regione, né sottrarre al potere legislativo di una Regione fattispecie che si svolgono nel territorio di essa. Infine la Provincia ricorrente lamenta, in via subordinata, anche la lesione del principio di leale collaborazione e di ragionevolezza. 2.- Il ricorso è inammissibile perché l'atto di ratifica è stato depositato in giudizio oltre il termine previsto per la costituzione della parte ricorrente. Come si è detto, la Giunta provinciale ha deliberato la proposizione del ricorso avverso la sopra indicata normativa in data 17 ottobre 2013, agendo in via d'urgenza ai sensi dell'art. 54, numero 7), dello statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige/Sudtirol. Il ricorso è stato notificato il successivo 19 ottobre, prima della scadenza del termine di sessanta giorni dalla pubblicazione della legge statale nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica avvenuta in data 22 agosto 2013. Da tale data, è iniziato a decorrere, ai sensi dell'art. 31, quarto comma, richiamato dall'art. 32, terzo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), il termine di dieci giorni per il deposito del ricorso comprensivo dell'atto di ratifica da parte dell'organo competente secondo lo statuto a deliberare l'impugnazione (termine avente scadenza, perciò, il 2 novembre 2013). Il ricorso è stato depositato, senza che ad esso fosse allegato l'atto di ratifica, il 29 ottobre 2013. La ratifica dell'impugnazione è stata successivamente deliberata dal Consiglio provinciale in data 18 dicembre 2013 ed è pervenuta nella cancelleria di questa Corte solo il 2 gennaio 2014, quindi, ben oltre il già menzionato termine del 2 novembre 2013 fissato per il deposito del ricorso. 2.1.- Questa Corte ha già affermato che, «in tema di giudizi di legittimità costituzionale in via principale e per conflitto di attribuzione tra enti, promossi dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Presidente della Giunta regionale, [...] la "previa deliberazione" della proposizione del ricorso introduttivo da parte dell'organo collegiale competente è "esigenza non soltanto formale, ma sostanziale [...] per l'importanza dell'atto e per gli effetti costituzionali ed amministrativi che l'atto stesso può produrre" (sentenza n. 33 del 1962; analogamente le sentenze n. 8 del 1967; n. 119 del 1966; n. 36 del 1962). Essa ha più volte precisato, altresì, che non sussiste un principio generale "secondo il quale ogni organo di presidenza potrebbe, in caso di urgenza e salvo ratifica, adottare i provvedimenti spettanti al collegio" (sentenza n. 119 del 1966), non valendo a sanare l'originario difetto di potere dell'organo ricorrente una delibera di ratifica del competente organo collegiale adottata dopo la scadenza del termine per l'impugnazione (sentenze n. 54 del 1990, n. 147 del 1972, n. 8 del 1967, n. 76 del 1963)» (sentenza n. 142 del 2012). Si è affermato, inoltre, proprio in riferimento alla Provincia autonoma di Trento che l'eccezionale e temporanea legittimazione processuale della Giunta (sostitutiva di quella ordinaria attribuita al Consiglio provinciale dagli artt. 54, numero 7, e 98, primo comma, dello statuto) deve essere «necessariamente consolidata e resa definitiva, in quanto prevista solo a titolo provvisorio, mediante ratifica entro un termine predeterminato». Tale termine, in mancanza di una normativa specifica, è stato individuato nel «termine perentorio di dieci giorni dall'ultima notificazione del ricorso, stabilito dal combinato disposto del terzo comma dell'art. 32 e del quarto comma dell'art. 31 della legge n. 87 del 1953» (sentenza n. 142 del 2012). Infatti, in base alla disciplina ed ai relativi principi che attualmente regolano i giudizi davanti a questa Corte, si è ritenuto che, al fine di garantire l'economia, la celerità e la certezza del giudizio costituzionale, è necessario che la volontà dell'organo che in base alla normativa statutaria è competente a promuovere ricorso avverso una legge dello Stato (cioè, nel caso in questione, del Consiglio provinciale), sia accertata, mediante acquisizione della deliberazione agli atti del processo, al più tardi, al momento in cui il ricorso va depositato nella cancelleria della Corte; e cioè entro il termine sopra indicato. «Il deposito del ricorso notificato, da effettuarsi entro il termine perentorio di dieci giorni dall'ultima notificazione, costituisce, infatti, un momento essenziale del processo costituzionale, perché comporta la costituzione in giudizio della parte ricorrente, fissa definitivamente il thema decidendum (impedendone ogni successivo ampliamento), instaura il rapporto processuale con questa Corte e segna l'inizio del termine ordinatorio di novanta giorni per la fissazione dell'udienza di discussione del ricorso (art. 35 della legge n. 87 del 1953). Inoltre, dalla scadenza del termine stabilito per il deposito del ricorso decorre il termine perentorio entro il quale le altre parti possono costituirsi in giudizio (nella specie, per la parte convenuta nei ricorsi di impugnazione di leggi, trenta giorni, ai sensi del comma 3 dell'art. 19 delle citate norme integrative). [...] Diversamente, si imporrebbe irragionevolmente alla parte resistente di costituirsi in giudizio quando ancora non è stata perfezionata e definitivamente accertata la volontà del ricorrente di proporre il ricorso. Ne segue che l'atto di ratifica dell'impugnazione della legge statale deve essere depositato nel termine del deposito del ricorso stesso» (sentenza n. 142 del 2012).