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Chiedete ai nostri figli e nipoti dove si ferma il programma di storia nelle nostre scuole e licei. A quale anno del secolo breve si ferma? Si arriva al 1915-1918? Forse. Si arriva al ventennio? Forse. L'approfondimento vero sugli anni dell'orrore è spesso veloce, fugace e superficiale alla fine dell'ultimo anno di scuola. Qui occorre un impegno vero, educativo, formativo, culturale e scolastico, a partire anche dai nostri insegnanti. Signor Presidente, con un po' di rammarico vedo che la nostra richiesta di un lavoro condiviso per l'elaborazione di un'unica mozione da votare tutti insieme non è stata accolta. Mi viene da dire che si tratta di un'occasione persa, cari colleghi. Tante belle parole ma - poi - un'occasione persa. Spero non ci siano altri retropensieri. Ad ogni modo, noi voteremo convintamente a favore di questi testi. (Applausi dai Gruppi PD e Misto, e dei senatori Bressa e Sbrollini. Congratulazioni) . RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo io; dico «io» ma si tratta di un «io» di testimonianza e non, evidentemente, di egocentrismo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Intervengo, come ha fatto la senatrice Pirovano, a dimostrazione del fatto che la visita in un campo di concentramento e di sterminio cambia la vita, come molti colleghi hanno riportato. Voglio dunque condividere due ricordi con i colleghi. Quando ero molto piccola, rimasi sconvolta da quanto mio padre, un uomo molto forte, fosse sconvolto nel leggere un libro sui campi di concentramento. Ricordo poi la potenza formativa, interiore e di crescita, che ha generato in me e in mio marito la scelta di andare a visitare il campo di Auschwitz-Birkenau, insieme a un gruppo di parlamentari, durante la XVI legislatura, con Walter Veltroni e i testimoni, che ci hanno voluto accompagnare: Nedo Fiano, Andra e Tatiana Bucci, Piero Terracina, Sami Modiano. Si tratta effettivamente di un momento indimenticabile: la vita cambia e ti rendi conto sulla tua pelle, emozionandoti e patendo allo stesso modo, di cosa è successo in quel luogo. È davvero un'esperienza indimenticabile, ma non si ferma lì. La senatrice Pirovano ha chiesto di volare alto oggi ed è quello che dobbiamo fare, perché rivestiamo un ruolo fondamentale per il nostro Paese. Cerchiamo allora di volare alto. Da altri colleghi è arrivata la richiesta di essere coerenti, di testimoniare tutti i giorni ed è esattamente questo il punto. Penso che per fare questo occorre innanzitutto una dote, che spesso in questo luogo è dimenticata: l'umiltà, che è spazio per capire gli altri, per crescere, per formarsi e per dare; questo è un aspetto importante. C'è poi la testimonianza, che anche noi possiamo fare: è vero che i superstiti scompariranno tra uno, due o dieci anni e noi, che abbiamo visitato questi luoghi di sterminio, potremo diventare testimoni a nostra volta. È lo stesso principio contenuto nella mozione che proponiamo: tutti i giovani e agli studenti che potranno fare questa visita a loro volta diventeranno dei testimoni potenti. Porto un esempio, molto importante, che ho visto nella mia città, in cui sono assessore all'istruzione. Per un progetto sul bullismo, gli insegnanti del liceo scientifico «Galileo Galilei» hanno formato i ragazzi, che a loro volta formeranno altri ragazzi. Nel momento in cui si riesce ad insegnare e a trasmettere, vuol dire che si possiede quel concetto, quell'emozione e quella potenza e che sono stati interiorizzati. Questo dobbiamo fare: è l'unica ricetta. Quindi, nella sua semplicità, la nostra mozione propone di stanziare ulteriori somme importanti - meglio se saranno il doppio, il triplo o dieci volte tanto - perché più giovani e più studenti possibile possano fare questa esperienza. Aggiungo anche, visto che ho fatto questa esperienza proprio in ambito parlamentare, che sarebbe auspicabile che anche noi parlamentari organizzassimo dei viaggi nei campi di prigionia e di sterminio, perché ci si accorge quando le persone non ci sono state e non hanno toccato con mano: il pathos è completamente diverso. Possiamo fare tanto anche nelle scuole, ricordando anche l'incredibile storia di tutti i Giusti, anche italiani. Ricordo Giorgio Perlasca, comasco come me, che ha salvato più di 5.000 ebrei fingendosi un diplomatico spagnolo. Incredibile! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e PD) . Abbiamo anche un'aula dedicata a lui nel Palazzo dei beni spagnoli. Era una persona straordinaria, come Carlo Angela, come Gino Bartali, come tanti sacerdoti o assicuratori; c'è di tutto: ci sono persone che magari hanno salvato solo una vita o persone che ne hanno salvate migliaia. Onore a loro. Con questi momenti, noi diamo riconoscenza, rispetto e onore a tutti quei superstiti che hanno vissuto sulla propria pelle l'orrore di quell'inferno e riconosciamo anche il valore della loro testimonianza. Una collega, in un intervento precedente, ricordava come ci sia stato tanto silenzio, come il desiderio di rinascita alla fine la guerra abbia portato tanti a non dire ciò che avevano vissuto, da una parte perché il mondo andava verso un futuro che doveva essere migliore, dall'altra, secondo me, per l'orrore incontenibile che andava fermato con una grossa pietra. In seguito però, quasi tutti, dopo molti anni, hanno trovato il coraggio di riaprire quel cassetto pieno di orrore e di dolore e di diventare testimoni, nelle scuole, nella vita, con scritti, film e quant'altro. Questo ha una potenza incredibile, veramente troppo importante. Ricordo, ad esempio, che alla Camera dei deputati ci fu la visita di Elie Wiesel, premio Nobel per la pace, e ricordo ancora, come se fosse oggi, i tre perché, quando chiese perché tutto ciò era successo: « why, why, why ?». Nessuno, ancora oggi, può dare una spiegazione comprensibile sul perché tutto ciò sia accaduto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Come però scriveva Primo Levi: «È accaduto, quindi potrebbe accadere di nuovo». Ciò vuol dire che tutti noi ci dobbiamo impegnare. E allora ben vengano tutte le mozioni: non penso non ci sia la volontà di arrivare ad una mozione unitaria, semplicemente ritengo ci possa essere un momento successivo, con maggior tempo, per fare anche ulteriori passi e presentare ulteriori documenti insieme. Oggi prendiamo l'impegno, con grande onestà intellettuale e al di là degli schieramenti politici perché questa è una battaglia di civiltà, di votare a favore di tutte e tre le mozioni presentate. È importante, però, come anche qualche altro collega ha detto, che si costruisca un percorso che non si interrompa. Se fondiamo le nostre vite sul rispetto, sull'umiltà, sulla testimonianza e sulla coerenza, possiamo migliorare il mondo (certo, nella quotidianità e nelle piccole cose).