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Ringrazio anche entrambi i relatori, ma in particolare la senatrice Faggi, perché abbiamo affrontato anche quelli che erano nodi politici e credo che in quest'Aula non si debba fare sempre retorica e ipocrisia: si deve dire che c'erano nodi politici e che li abbiamo affrontati. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo risolto anche questa volta i nodi politici per il bene di questo Paese, grazie a una maggioranza che certamente discute e che certamente ha posizioni talvolta diverse, ma che poi pensa sempre all'interesse primario: migliorare la qualità di vita dei nostri cittadini. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Questo è il faro che sta guidando la maggioranza. Dopodiché c'è la gestione dei decreti-legge e delle leggi di conversione. Ho la sensazione che si prova il giorno prima degli esami all'università, quando ci si rammarica del fatto di non aver avuto un giorno in più, perché magari si sarebbe potuto fare meglio e studiare qualcosa in più e sarebbe stato perfetto. Questo dà anche il senso della responsabilità di ciascuno di noi, maggioranza e opposizione, della volontà di migliorare i testi e fare proposte. Dopodiché, se l'approccio è questo, finisce come con l'emendamento Verducci: si sospendono magari per venti minuti i lavori dell'Assemblea ma si risolve il problema e si trova la copertura e anche in questo caso si dà la risposta che quei cittadini si aspettavano. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Parto dal tema del terremoto: certamente è una questione che deve essere di unità nazionale. C'è l'articolo 28 del decreto-legge al nostro esame che tratta della riforma del codice delle comunicazioni elettroniche, un punto che forse non è mai stato toccato nel dibattito, perché politicamente e mediaticamente non è di facile trattazione, ma che in questo contesto è importante perché parla di prevenzione, di sistemi di allarme e di comunicazione. È su queste linee che dobbiamo muoverci quando affrontiamo le grandi tragedie e le grandi disgrazie legate a fenomeni atmosferici, terremoti o altri eventi calamitosi. C'è una fase di prevenzione necessaria e una fase di gestione dell'emergenza. La Protezione civile italiana è un fiore all'occhiello del nostro Paese e gestisce l'emergenza. Dobbiamo essere più capaci di affrontare il tema del post-emergenza. Su questo tema mi sembra evidente l'impegno della maggioranza e di tutte le forze politiche. Stiamo lavorando, anche insieme alla Protezione civile e alla Presidenza del Consiglio dei ministri (penso al grandissimo piano sul dissesto idrogeologico), per ottenere molti dei risultati che sono attesi. Passiamo poi a quel tema noioso, riguardante il codice dei contratti. Ho sentito il collega Mirabelli parlare della necessità di ridurre degli spazi di discrezionalità (ha usato queste parole) e di un avanzamento del criterio del massimo ribasso. Penso che un buon motivo per esprimere un voto favorevole al disegno di legge di conversione del decreto-legge sbloccacantieri è dato dal fatto che, finalmente, non esiste più il criterio del massimo ribasso. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . La procedura che abbiamo previsto, con l'esclusione automatica delle offerte che superano la soglia di anomalia, significa aver detto basta a quegli spazi di discrezionalità che erano inseriti nei giustificativi per il prezzo più basso. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Questa è una verità tecnica e fattuale, non confutabile in alcun modo. Questo è un elemento. Se poi non si ha capacità - e posso capire - di comprendere l'aspetto tecnico, che è molto preciso e di dettaglio, quantomeno non abbiamo cambiato niente, perché il 30 per cento del valore del prezzo nelle offerte economicamente vantaggiose è rimasto quello, così come non sono cambiate le soglie per le procedure negoziate; quindi, quantomeno, non è cambiato niente e non vi è stato alcun passo verso il massimo ribasso. Anzi, ripeto che tecnicamente posso sostenere che c'è stata proprio l'eliminazione del massimo ribasso, ma - quantomeno - non c'è stato un avanzamento su quel fronte. Passo ora alla parte generale riguardante la riforma del codice dei contratti pubblici. È evidente che il codice dei contratti pubblici è uno degli elementi e dei tasselli che si inseriscono nel processo per cui un'amministrazione pubblica, una stazione appaltante, pensa un'opera, decide di farla, ne approva lo stanziamento, fa fare i progetti internamente o esternamente e - poi - dà in affidamento all'impresa e realizza (e c'è poi c'è la parte relativa all'esecuzione dell'opera). È chiaro che è una parte di questo procedimento molto lungo che non determina da sola la velocità della procedura. È evidente che occorre intervenire per fare chiarezza sulle decine e decine di valutazioni che si fanno sui progetti, ma non lo si fa con il codice degli appalti. Noi oggi tocchiamo questa parte, ma il vero provvedimento sbloccacantieri è costituito dall'articolo 4, perché ci sono delle opere che sono ferme e bloccate - con stanziamenti e avvio dei lavori già in essere - per degli impedimenti riguardanti situazioni puntuali del singolo cantiere o di carattere procedurale. Anzitutto devo dare atto che l'approvazione dell'emendamento del senatore Margiotta (che ringrazio per averlo proposto, così come lo ringrazio per la presentazione di altri emendamenti approvati), con la fissazione di un limite temporale e una metodologia di decisione sulle opere da commissariare più ristretta, ci mette nelle condizioni di dire che questo provvedimento è esattamente quello che serviva. Infatti, al di là della questione del programma 6.000 Campanili e della strada Lioni - Grottaminarda, in fase emendativa si sono inserite ulteriori opere da sbloccare perché ferme, ancorché già finanziate. Penso al Mose; è evidente la posizione che il MoVimento 5 Stelle ha da sempre su quell'opera. Si tratta però di un'opera che ha uno stato di avanzamento del 95 per cento e con 5 miliardi di euro fermi che si devono spendere per portarla a compimento affinché possa finalmente funzionare: è evidente che era necessario agire come ha proposto il ministro Toninelli, tra l'altro in accordo con i Presidenti di Regione. Quindi, quella misura è necessaria per risolvere questi tipi di problemi. Ci sono poi ulteriori misure all'interno del decreto-legge in esame. Sul terremoto, oltre a quello che ho detto e su cui non ritorno, altri colleghi hanno già citato diversi provvedimenti. Dobbiamo, però, anche uscire dall'ipocrisia, perché se a distanza di molti anni dai terremoti come quello dell'Aquila, dal quale sono passati veramente molti anni, e quelli del 2016 - ci sono ancora grandi difficoltà è perché forse il meccanismo iniziale che è stato pensato, con le ordinanze del commissario e le ordinanze di Protezione civile hanno creato una sedimentazione di dispositivi, disposizioni e norme che rendono difficile il procedere delle pratiche. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Concludo, Presidente, citando un ultimo dispositivo che è stato inserito nel provvedimento. Mi riferisco alla revoca delle concessioni autostradali.