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negli anni '30 del Novecento, l'Albania mutò il suo concetto di pianificazione urbanistica concependo la trasformazione della parte vecchia della capitale con una nuova progettazione affidata a diversi architetti ed ingegneri italiani come Bertè, Di Fausto, Ballio, Morpurgo, Brasini, Bosio, che progettarono e realizzarono la nuova città di Tirana e il complesso del Boulevard, insieme alla casa del Fascio (oggi sede dell'università), all'opera dopolavoro albanese (oggi accademia delle arti), e al complesso dei ministeri costruiti attorno a piazza Skanderberg; nel 1938, l'architetto italiano Giulio Bertè progettò la costruzione del teatro nazionale d'Albania in puro stile razionalista, basato sulla pittura metafisica di De Chirico, e fu uno dei primi interventi architettonici degli italiani in quel Paese, realizzato dagli occupanti con l'obiettivo di fornire alla città un centro culturale e sportivo, per lo svago, il diporto e l'arricchimento culturale delle classi dirigenti di allora, italiane e albanesi, con l'unico scopo di permeare le diverse culture ed etnie. Dal 1947 la struttura ha ospitato il principale polo teatrale albanese; il teatro nazionale d'Albania, figlio del razionalismo architettonico italiano, il 17 maggio 2020, dopo oltre 2 anni di manifestazioni contrarie, è stato demolito nonostante le proteste di cittadini, artisti e attivisti che erano impegnati e battuti per proteggerne la conservazione. L'edificio è stato abbattuto per far spazio ad una nuova struttura dall'aspetto futuristico che ospiterà un nuovo teatro ed un centro commerciale; a marzo 2020, il teatro era stato anche incluso nell'elenco dei 7 siti del patrimonio europeo più minacciati dell'anno, un programma gestito da "Europa nostra", organizzazione europea a tutela del patrimonio culturale e finanziato dalla UE; fino a poco tempo fa l'ambasciata italiana in Albania organizzava mostre e pubblicazioni sull'architettura razionalista italiana, insieme a numerosi lavori di ricerca storica, il tutto attraverso finanziamenti anche italiani per il restauro; negli ultimi anni si sta verificando una trasformazione, prima con interventi di arte moderna sulle facciate di palazzi monumentali, poi con demolizioni, come quella dello stadio olimpico, progettato dall'architetto Bosio, fino al teatro nazionale. Testimonianze tangibili, riconosciute per il loro valore artistico anche con un itinerario certificato dal Consiglio d'Europa, definito "Atrium", che raccoglie le testimonianze architettoniche dei regimi totalitari del XX secolo nella memoria urbana dell'Europa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle azioni descritte e come intenda agire, nel pieno rispetto per la sovranità albanese, ma tenendo presente che sono stati spesi soldi pubblici e italiani per il restauro delle bellissime architetture italiane tra le due guerre, allora giustificati quale recupero storico-culturale e turistico; se non ritenga opportuno intervenire affinché si possa evitare di assistere alla cancellazione dalla città di Tirana della memoria italiana e della bellezza architettonica del periodo, unanimemente riconosciuta, tenendo presente che l'Italia è peraltro il primo Paese donatore e partner commerciale dell'Albania. Atto n. 4-05130 BARBONI AIMI BERNINI Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della salute Premesso che: in data 11 gennaio 2021 è stato siglato un protocollo d'intesa di mutua collaborazione tra il Ministero della salute della Repubblica italiana e la segreteria di Stato per la sanità e la sicurezza sociale della Repubblica di San Marino, al fine di destinare una fornitura complessiva di vaccini contro il COVID-19 per un numero massimo di 25.000 cittadini di San Marino. La fornitura per ciascun vaccino doveva avvenire nella proporzione massimo di uno ogni 1.700 vaccini acquistati dall'Italia fino alla concorrenza della copertura massima, con il divieto assoluto per la controparte della cessione a terze parti; a causa di alcuni rallentamenti nella consegna dei vaccini, non imputabili all'Italia, intorno alla fine del mese di febbraio non era stata consegnata alcuna dose di vaccino, con una situazione epidemiologica aggravata dalla presenza delle varianti sul territorio. Motivazione che ha spinto il Governo sanmarinese ad intervenire sul mercato per reperire ulteriori dosi di vaccino, in attesa che si sbloccasse la fornitura stabilita dagli accordi europei; a seguito del protocollo sottoscritto tra la Repubblica di San Marino e il Russian direct investment fund (fondo sovrano russo) è stata acquistata una fornitura completa di vaccino Sputnik V per vaccinare circa il 15 per cento della popolazione sanmarinese, mentre il resto sarà coperto dalla fornitura europea; dalle notizie degli ultimi giorni, a San Marino è in corso la vaccinazione con lo Sputnik V e, a seguito delle diverse richieste pervenute dall'Italia, le autorità sanmarinesi hanno sottolineato che la vaccinazione sarà disponibile solo per i cittadini di San Marino e di conseguenza inaccessibile alle persone di cittadinanza italiana residenti nei comuni confinanti; i sindaci di Coriano e San Leo, in qualità di autorità sanitarie dei loro territori, hanno inoltrato una richiesta di confronto con la Repubblica di San Marino in merito alle vaccinazioni tra realtà confinanti e interessate dallo spostamento di cittadini in entrambe le direzioni, al fine di valutare l'estensione della vaccinazione con Sputnik V ai frontalieri che operano quotidianamente; il COMITES, comitato degli italiani a San Marino, a seguito delle molteplici richieste da parte dei frontalieri, ha sollecitato negli ultimi giorni che si apra un confronto nelle sedi diplomatiche opportune tra Italia e San Marino, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo vogliano intraprendere ogni azione diplomatica con la Repubblica di San Marino per garantire la possibilità ai frontalieri, cittadini italiani residenti in Italia e che per motivi di lavoro si recano quotidianamente in territorio sanmarinese, di effettuare in tempi brevi il vaccino, anche attraverso un nuovo accordo di approvvigionamento tra gli Stati interessati. Atto n. 4-05131 BERUTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: nel corso degli anni 2019 e 2020 il territorio del Piemonte è stato colpito da ripetuti fenomeni di forte maltempo, che hanno provocato eventi alluvionali dalle gravi conseguenze; a fronte di un fabbisogno totale di 1.353 milioni di euro per i danni determinati dagli eventi alluvionali, la Regione Piemonte ha delineato in modo concertato con i territori il quadro dei fabbisogni e delle priorità delle categorie e li ha comunicati al Presidente del Consiglio dei ministri e al capo del Dipartimento della Protezione civile nell'ambito di un dialogo costante; nell'interlocuzione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Dipartimento di protezione civile, la Regione Piemonte ha avanzato la richiesta di uno stanziamento prioritario pari a 259 milioni di euro per le opere pubbliche e 149 milioni di euro per i danni ai privati e alle attività produttive, danni rispetto ai quali la stessa Regione è intervenuta destinando, con il bilancio 2020, 7,5 milioni di euro;