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se dobbiamo fare le centrali uniche di committenza e scegliamo la base provinciale, bisogna attribuire competenze a tali enti altrimenti le gare non si fanno o si impiegano mesi o anni per farle. Bisogna prendere dei progettisti, dobbiamo fare finalmente - anche queste ultime inondazioni ce lo dicono - un piano straordinario, decennale, per la messa in sicurezza del territorio. Ci vogliono i progettisti, le competenze ambientali. Non le abbiamo. Dopodiché non possiamo più permetterci, fra un anno o due, di prendere atto che c'è ancora questo problema. Lo ribadisco ancora: è una decisione che bisogna prendere subito, con la legge di bilancio. É necessario creare una struttura importante presso la Presidenza del Consiglio con queste competenze, capace di articolarsi nella rete di decentramento di questo Paese. Ieri è stato detto dal Capogruppo della Lega che con il lockdown totale, che non ha fatto nessun altro Paese d'Europa, l'Italia avrebbe pagato un prezzo più alto dal punto di vista economico. Non è esattamente così e non lo dico per polemica, ma per puntualizzare, perché ci è utile partire da dati della realtà concreta, come giustamente tante volte le opposizioni ci hanno ricordato. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,40) ( Segue ERRANI). Se prendiamo i dati Eurostat, nei due trimestri relativi al lockdown l'Italia ha avuto un calo del 17,3 per cento, la Francia del 19 per cento, la Spagna del 22 per cento. Lo dico per ribadire che non è vero quanto si è sostenuto, anzi, si dimostrerà sempre di più, nei prossimi mesi, che l'azione durissima che abbiamo portato avanti con il lockdown , anticipatamente rispetto ad altri Paesi, consentirà - ne sono convinto - una ripresa più rapida. In conclusione, rimane una grande sfida per tutti noi e lo ribadisco ancora. Mi piacerebbe che, al di là delle diverse posizioni politiche, fosse una sfida della classe dirigente di questo Paese, non solo della politica. Vedo - ahimè - molta disponibilità a chiedere assistenza e contributi, uso i termini dell'opposizione anche se la cassa integrazione non è assistenza, e vedo una scarsa propensione ad elaborare un progetto strategico. È su questo che saremo misurati nei prossimi anni. (Applausi) . MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, onorevoli senatori, onorevole rappresentante del Governo, anche il Gruppo Partito Democratico esprimerà un voto favorevole sul rendiconto e sull'assestamento. Il rendiconto e l'assestamento non rappresentano due atti burocratici, due passaggi tecnici. Sono due pilastri del sistema di bilancio dello Stato, come ha ricordato il collega D'Alfonso parlando dei principi fondamentali della contabilità pubblica. Sono due passaggi fondamentali all'interno dei quali, per quello che riguarda il rendiconto, così come prevede l'articolo 81 della Costituzione, viene data giustamente l'opportunità e la possibilità al Parlamento di verificare se le politiche di bilancio hanno determinato esiti e ricadute economiche e sociali nel nostro Paese. Quindi sono due elementi non tecnici, non burocratici ma di forte valenza politica. Se a questo affianchiamo il fatto che il rendiconto, che consente di portare nell'assestamento i risultati economici, ma anche la base dell'assestamento rappresentano inevitabilmente la base previsionale della legge di bilancio 2021, io credo sia giusto ed opportuno, al di là dei numeri e dei dati che qui sono stati rappresentati dai colleghi che mi hanno preceduto, svolgere alcune considerazioni politiche. Il più importante contributo che il Governo ha dato in questo momento - ed è un risultato evidente a tutti - è stato quello di costruire insieme all'Europa un nuovo volto dell'Europa. Dobbiamo ammettere che tanti interventi strutturali e tanti limiti strutturali che abbiamo ereditato dal passato hanno una radice profonda in un'Europa che aveva al centro l' austerity , un'Europa che metteva al centro della parola «riforme» tagli, riduzioni di spesa e riduzione di servizi. Questo lo dobbiamo ammettere con grande franchezza tra di noi, perché credo che invece, attraverso l'azione importante di questo Governo e il cambiamento della dinamica europea, il nuovo volto dell'Europa ci consegni una nuova responsabilità che è quella di correggere anche i limiti strutturali che si sono insediati nella pubblica amministrazione. Il collega Errani prima ricordava nelle diverse tabelle un'evidente ricaduta, cioè la difficoltà della pubblica amministrazione di attuare in tempi rapidi le scelte che il Parlamento, anche con la legge di bilancio, individua. Se noi prendiamo i rendiconti, vediamo quanto in molti casi i residui attivi e passivi manifestino una difficoltà di collegamento tra la previsione e l'attuazione. Se poi a questo aggiungiamo anche la valutazione delle ricadute economiche che i ritardi producono o non attuano nel nostro Paese, ci accorgiamo che abbiamo elementi strutturali da risolvere che solo il nuovo volto dell'Europa ci consentirà di risolvere. Abbiamo infatti bisogno di iniettare nuove risorse nella pubblica amministrazione e non lo si poteva fare prima, quando ad ogni «riforma» corrispondeva un taglio lineare, una riduzione di spesa o un blocco delle assunzioni. Questo nella pubblica amministrazione è evidente, perché senza la definizione di una nuova stagione di investimento, anche generazionale, perché le nuove generazioni nella pubblica amministrazione portano con sé innovazione, competenze e nuove tecnologie, non riusciremo a dare velocità alle nostre azioni. Senza dare velocità alle nostre azioni, anche la nuova programmazione europea rischia di non avere tempi utili per la sua attuazione e dunque di non produrre gli effetti positivi ai quali invece noi tutti facciamo riferimento. Dunque credo che il Governo non abbia solo dimostrato di affrontare lo shock più rilevante che questa pandemia ha introdotto; se guardiamo i dati dell'assestamento ci accorgiamo che nessuno di noi avrebbe potuto prevedere ricadute economiche sui saldi di finanza pubblica così violente e così immediate, che di fatto hanno cambiato in pochi mesi la concezione stessa dei saldi di finanza pubblica sui quali avevamo lavorato fin qui. In sostanza, quello shock pandemico, che è diventato uno shock economico-finanziario in tutto il mondo, ci consegna una nuova responsabilità: solo attraverso un nuovo volto dell'Europa riusciremo, con la nuova programmazione europea, ad aprire una stagione nuova. Ecco perché considero questa la più grande opportunità per il futuro. Vi è la prossima legge di bilancio. La Nota di aggiornamento al DEF definisce già l'impianto politico di questa trasformazione. Certo, servono investimenti più importanti nella pubblica amministrazione, perché c'è un ritardo strutturale al quale dobbiamo dare una risposta immediata, perché senza una pubblica amministrazione adeguata e pronta faticheremo a dare attuazione, corpo, velocità e motore ai nostri progetti. Serve una stagione di investimento nella pubblica amministrazione. Credo che questo elemento, unito alla ricerca di un nuovo progetto di sviluppo economico, determini inevitabilmente, con la nuova programmazione, la possibilità di superare i nodi strutturali di questo Paese, anche nelle dinamiche economiche, così da rendere sostenibile l'indebitamento netto che abbiamo costruito.