[normattiva_dump]

ANNESSO Risoluzione di Barcellona sull'ambiente e lo sviluppo sostenibile nel bacino mediterraneo I ministri dei paesi mediterranei incaricati dell'ambiente in rappresentanza dei rispettivi governi, ed il membro della Commissione europea responsabile per l'ambiente, riuniti a Barcellona (Spagna il 10 giugno 1995 nell'ambito del Piano d'azione per il Mediterraneo, Ricordando che il Piano d'azione per il Mediterraneo è stato approvato a Barcellona nel 1975 dai governi degli Stati mediterranei e dalla Comunità europea per sorvegliare e proteggere l'ambiente marino del Mediterraneo e garantire un'integrata pianificazione dello sviluppo nonché la gestione delle risorse del Bacino; in base ad una cooperazione multilaterale sotto gli auspici del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, Ricordando l'adozione della Convenzione di Barcellona per la protezione del mare Mediterraneo contro l'inquinamento e dei Protocolli ivi contenuti, nel 1976 e negli anni successivi, Riconoscendo l'importante, contributo che il Piano d'azione per il Mediterraneo, il programma MEDPOL nonché i centri di attività regionali e le organizzazioni internazionali cooperanti hanno fornito alla protezione dell'ambiente marino ed alla promozione ed all'istituzione di un sistema di diritto dell'ambiente e di una struttura istituzionale ambientale a livello regionale e nazionale nel bacino del Mediterraneo, In considerazione dei risultati delle riunioni svoltesi successivamente a Genova (1985) a Nicosia (1990) al Cairo (1992) ed a Casablanca (1993), è consapevoli dei risultati della Conferenza ministeriale svoltasi a Tunisi nel 1994, nonché dell'importanza della dichiarazione e delle risoluzioni da essa adottate per la promozione dello sviluppo sostenibile nel Mediterraneo in considerazione della Dichiarazione di Rio e di Azione 21, Consapevoli delle differenze di sviluppo socio-economico chesussistono tra gli Stati rivieraschi del Mediterraneo. Preoccupati per le continue pressioni esercitate sulle zone marine e costiere ed i loro ecosistemi dal processo di urbanizzazione, di accrescimento demografico e di sviluppo economico, che hanno comportato il degrado delle risorse umane e naturali della regione mediterranea, come chiaramente dimostrato dagli scenari del Piano Blu; Riconoscendo i progressi compiuti dall'adozione nel 1985 della Dichiarazione di Genova sul. secondo Decennio mediterraneo, pur notando che la qualità attuale dell'ambiente del mar Mediterraneo esige che le azioni siano fortemente intensificate, Soddisfatti di poter adottare gli emendamenti alla Convenzione di Barcellona, che ampliano considerevolmente il settore di applicazione della stessa, con l'introduzione di principi che consentiranno di far fronte alle sfide dello sviluppo sostenibile, Sottolineando l'importanza di applicare gli emendamenti al Protocollo relativo alla prevenzione dell'inquinamento del mar Mediterraneo mediante operazioni di immersione effettuate dalle navi e dalle aeronavi, in conformità con gli accordi internazionali pertinenti che garantiranno una crescente protezione del mar Mediterraneo Sottolineando l'importanza di adottare il nuovo Protocollo relativo alle zone. specialmente protette ed alla diversità biologica nel Mediterraneo volta a garantire la preservazione ed una migliore gestione della diversità biologica soprattutto per le specie minacciate di estinzione ed i siti naturali di grande interesse, Ricordando l'importanza della risoluzione adottata alla Conferenza di Tunisi riguardo all'utilizzazione di strumenti di gestione fondiaria in vista di garantire la preservazione della natura e dei siti naturali delle regioni costiere del mediterraneo, Riconfermando l'impegno di proteggere individualmente e collettivamente l'ambiente mediterraneo, grazie al dialogo, alla concertazione, alla solidarietà ed al partenariato tra i popoli della regione, Confermando l'impegno di promuovere uno sviluppo sostenibile nel quadro della formulazione e dellapplicazione di politiche regionali relative alla protezione dell'ambiente ed allo sviluppo in considerazione delle Dichiarazioni di Rio e di Tunisi, Considerando che l'Unione europea ha deciso di convocare una Conferenza ministeriale euromediterranea che si svolgerà a Barcellona il 27 e 28 novembre 1995, in vista di rafforzare il partenariato euroemediterraneo tra i paesi dell'Unione europea e gli altri paesi del Mediterraneo l. Adottano la seconda fase del Piano d'azione per il Mediterraneo contenuto nell'Annesso I della risoluzione in vista di realizzare i seguenti obiettivi: -integrare l'ambiente nelle politiche di sviluppo economico, sociale, culturale e altre, nonché nelle politiche di utilizzazione delle terre; - garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali marine e costiere in considerazione del programma Azione 21 per il Mediterraneo; -preservare la natura e proteggere le specie nonché i siti ed i paesaggi d'interesse ecologico o culturale; - prevenire l'inquinamento del mare Mediterraneo e delle sue regioni costiere; - applicare meccanismi razionali per l'esecuzione ed il controllo dell'attuazione della Convenzione e dei suoi Protocolli e delle misure di protezione stabilite - rafforzare la cooperazione con le organizzazioni governative internazionali e con le agenzie specializzate delle Nazioni Unite in ogni fase della formulazione o dell'esecuzione di attività specifiche; - intensificare l'appoggio e la partecipazione delle organizzazioni non governative (ONG) internazionali e regionali e nazionali e del pubblico; 2. S'impegnano ad attuare pienamente la, seconda fase del Piano d'azione per il Mediterraneo, la Convenzione di Barcellona ed i relativi Protocolli ed a tal fine stabiliscono i settori prioritari di attività per l'ambiente e lo 'sviluppo nel Bacino mediterraneo (1996-2005) figuranti all'Annesso II della presente risoluzione; 3. Decidono la creazione, nel quadro del Piano d'azione per il Mediterraneo, della Commissione Mediterranea per lo Sviluppo Sostenibile (CMDD) che inizierà le sue attività nel primo semestre del 1996. 4. Incaricano l'unità di coordinamento di portare a termine il processo di preparazione del Protocollo relativo alla prevenzione dell'inquinamento del Mediterraneo derivante dai movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e dalla loro eliminazione nonché dagli emendamenti. al Protocollo tellurico e pregano il Direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente di convocare entro marzo 1996 una Conferenza di plenipotenziari in vista dell'adozione di tali Protocolli; 5. S'impegnano ad adottate ogni misura necessaria per incorporare ed integrare la preservazione della diversità biologica negli obiettivi delle politiche di sviluppo economico e di pianificazione del territorio è delle risorse naturali nonché a rafforzare con urgenza tutte le attività intraprese al fine di preservare le specie minacciate di estinzione, l'habitat e i siti d'interesse ecologico; 6. Convengono di ridurre, entro il 2005, le discariche e le emissioni di sostanze tossiche persistenti e suscettibili di bioaccumuli pregiudizievoli per l'ambiente marino, in particolare per gli organoalogeni, a livelli non nocivi per l'uomo o la natura fino alla loro graduale eliminazione ed a questo scopo di ottenere sostanziali riduzioni di tali discariche o emissioni completando se del caso le misure di riduzione con programmi volti a vietare l'uso di dette sostanze;