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È in questa logica che si muove il disposto dell'articolo 3, comma 1, lettera a) , ai sensi del quale sono attribuite al Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero al Ministro per la famiglia e le disabilità, le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per la famiglia in tutte le sue componenti e problematiche generazionali e relazionali, nonché le funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dall'articolo 46, comma 1, lettera c) , del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in materia di coordinamento delle politiche volte alla tutela dei diritti e alla promozione del benessere della famiglia, di interventi per il sostegno della maternità e della paternità, di conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia, di misure di sostegno alla famiglia, alla genitorialità e alla natalità, anche al fine precipuo del contrasto alla crisi demografica. In questo ambito, viene specificato che, oltre alle funzioni concernenti l'Osservatorio nazionale sulla famiglia, di cui all'articolo 1, comma 1250, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la Presidenza del Consiglio dei ministri esercita altresì la gestione delle risorse finanziarie relative alle politiche per la famiglia e per il sostegno alla natalità ed, in particolare, la gestione del Fondo per le politiche della famiglia, di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, nonché del Fondo per il sostegno alla natalità, di cui all'articolo 1, comma 348, della legge 11 dicembre 2016, n. 232. Resta ferma la funzione di espressione del concerto in sede di esercizio delle funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di «Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari», di cui al decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 565 (lettera a ), numero 2)) , mentre sono invece trasferite (lettera a), numero 3)) alla Presidenza del Consiglio dei ministri le funzioni statali di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali riguardanti la Carta della famiglia, introdotta dall'articolo 1, comma 391, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016). Il comma 1, lettera b) , prevede l'attribuzione alla Presidenza del Consiglio dei ministri delle funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di adozioni, anche internazionali, di minori italiani e stranieri, fermo restando quanto previsto dall'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2007, n. 108, in ordine alla presidenza della Commissione per le adozioni internazionali da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, fatta salva la facoltà di delega della funzione. Ai sensi del comma 1, lettera c), sono attribuite alla Presidenza del Consiglio dei ministri la funzione di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per l'infanzia e l'adolescenza, nonché le funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dall'articolo 46, comma 1, lettera c) , del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in materia di coordinamento delle politiche per il sostegno dell'infanzia e dell'adolescenza e per la tutela dei minori, anche con riferimento al diritto degli stessi ad una famiglia, fatte salve le competenze del medesimo Ministero in materia di politiche per l'integrazione e l'inclusione sociale. Tale funzione di indirizzo e coordinamento è esercitata anche con riferimento allo sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, fatte salve in tal caso le specifiche competenze in materia del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Si prevede, inoltre, che l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, di cui al regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103, attualmente oggetto di una gestione condivisa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sia ora presieduto esclusivamente dal Presidente del Consiglio dei ministri ovvero dal Ministro per la famiglia e le disabilità. Le attività utili al funzionamento dell'Osservatorio saranno assicurate dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri. Quest'ultimo è chiamato altresì ad esercitare le funzioni già proprie del Centro nazionale di documentazione e di analisi per l'infanzia e l'adolescenza, di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103, nonché quelle relative all'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, di cui all'articolo 17, comma 1- bis , della legge 3 agosto 1998, n. 269. Alla Presidenza del Consiglio dei ministri sono, infine, attribuite le funzioni di espressione del concerto in sede di esercizio delle funzioni di competenza statale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza di cui alla legge 28 agosto 1997, n. 285. Per tali finalità, il comma 3 dell'articolo 3 apporta le necessarie novelle alla citata legge n. 285 del 1997, con particolare riferimento alle competenze inerenti alla Conferenza nazionale sull'infanzia e sull'adolescenza, la cui organizzazione è ricondotta in capo al citato Dipartimento per le politiche della famiglia. Il comma 1, lettera d) , introduce significative novità connesse alla scelta di ricondurre alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ovvero al Ministro per la famiglia e le disabilità, il novero delle funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche in favore delle persone con disabilità. Attesa la frammentazione delle competenze in materia, il dettato normativo è volto ad individuare nella Presidenza del Consiglio dei ministri la sede propria per dare impulso a iniziative di programmazione e coordinamento delle politiche in favore delle persone con disabilità, anche con riferimento a quelle per l'inclusione scolastica, l'accessibilità e la mobilità, fatte salve, con riferimento a tali ambiti, le competenze dei Ministeri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle infrastrutture e dei trasporti e fermo restando quanto specificamente previsto dal secondo periodo della medesima lettera d) con riferimento alle politiche in materia di salute, in relazione alle quali la Presidenza del Consiglio dei ministri esercita funzioni di coordinamento mediante l'espressione del concerto nell'adozione degli atti di competenza del Ministero della salute con riguardo alle attività volte alla promozione dei servizi e delle prestazioni rese dal Servizio sanitario nazionale in favore delle persone con disabilità.