[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 126-bis, comma 2, 196, commi 1, 2 e 3, 201, comma 1, e 204-bis, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), promosso con ordinanza del 17 febbraio 2005 dal Giudice di pace di Cagliari, nel procedimento civile vertente tra Simula Gianluca e il Comune di Cagliari, iscritta al n. 301 del registro ordinanze 2005 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 23, prima serie speciale, dell'anno 2005. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 22 marzo 2006 il Giudice relatore Alfonso Quaranta. Ritenuto che il Giudice di pace di Cagliari, con ordinanza del 17 febbraio 2005, ha sollevato questione di legittimità costituzionale – in riferimento all'art. 24 della Costituzione – degli artt. 126-bis, comma 2, 196, commi 1, 2 e 3, e 201, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), nonché – in riferimento all'art. 111 della Costituzione – dell'art. 204-bis, comma 1, del medesimo d.lgs. n. 285 del 1992; che il rimettente premette di essere chiamato a giudicare – ai sensi dell'art. 204-bis del codice della strada – di un ricorso proposto, avverso verbale di contestazione di infrazione stradale, dal dipendente di una società commerciale; che il predetto ricorrente – si precisa nell'ordinanza di rimessione – risulta essere stato indicato, quale responsabile della violazione dell'art. 41, comma 11, del medesimo codice della strada, dal legale rappresentante della società sua datrice di lavoro (nonché proprietaria dell'autovettura a carico della quale veniva accertata l'infrazione suddetta), avendo costui provveduto a comunicare – ai sensi dell'art. 126-bis, comma 2, del codice della strada – «i dati personali e della patente del conducente» non identificato al momento dell'accertamento dell'infrazione; che, ciò premesso, il rimettente – non senza rammentare come nel giudizio a quo la convenuta amministrazione municipale abbia eccepito il difetto di legittimazione ad agire del ricorrente (non essendo stato egli «destinatario di un'autonoma, tempestiva contestazione o notificazione» del verbale relativo all'infrazione stradale, e non potendo pertanto agire avverso tale atto ai sensi dell'art. 204-bis del codice della strada) – ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sopra meglio indicata; che il Giudice a quo assume, in particolare, che il sistema sanzionatorio di cui al codice della strada, «come quello penale, da cui discende, è fondato sul principio costituzionale della responsabilità personale del trasgressore ex art. 3 legge 24 novembre 1981, n. 689», recante «Modifiche al sistema penale»; che, sulla base di tale prospettazione, gli artt. 126-bis, comma 2, e 196, commi 1, 2 e 3, del codice della strada, violano «l'art. 24 della Costituzione», nella parte in cui estendono «ad altri soggetti», diversi dal trasgressore, «l'obbligo di pagamento in solido con l'autore della violazione della somma da questi dovuta» a titolo di sanzione pecuniaria; che, inoltre, secondo il rimettente, si pongono in contrasto, sempre con il medesimo art. 24 Cost., anche gli artt. 201, comma 1, e 196 del codice della strada, nella parte in cui prevedono, «in caso di violazione non contestata immediatamente» al trasgressore, la notificazione del verbale relativo alla commessa infrazione stradale «ai soggetti di cui all'art. 196» del medesimo codice; che, difatti, poiché costoro hanno l'obbligo di trasmettere – pena l'applicazione a loro carico della «sanzione amministrativa di cui all'art. 180», comma 8, del codice della strada – «i dati del responsabile della violazione» (e ciò al fine di consentire che a costui siano «sottratti i punti», dalla patente di guida, «nella misura indicata dalla legge»), per effetto di tale sistema si verrebbe a determinare una lesione del diritto di difesa dell'autore dell'infrazione stradale; che, secondo il Giudice a quo, «l'autore indicato quale responsabile è di fatto privo di tutela giuridica ed inoltre soggetto alla più ampia discrezionalità del proprietario del veicolo, il quale, se persona giuridica, ha facoltà di indicare un nominativo quale responsabile della violazione senza alcun controllo o possibilità di verifica»; che, infine, il Giudice di pace di Cagliari assume l'esistenza di un contrasto con l'art. 111 della Costituzione dell'art. 204-bis, comma 1, del codice della strada, «nella parte in cui prevede che possono proporre ricorso al giudice di pace gli altri soggetti indicati nell'art. 196» del medesimo codice; che, ad avviso del rimettente, se – «come nel caso sopra descritto» – «l'opponente è una persona giuridica», il ricorso proposto ai sensi dell'impugnata disposizione di legge instaura un giudizio «che si svolge tra persone prive della conoscenza diretta dei fatti», dando così luogo ad un processo «cartaceo e soprattutto privo del contraddittorio tra le parti», all'esito del quale «la decisione del giudice di pace potrà essere limitata ad un esame della legittimità degli atti, ma non certamente al merito dei fatti»; che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, con il patrocinio dell'Avvocatura generale dello Stato, che ha concluso per la inammissibilità o infondatezza delle questioni sollevate; che, quanto, in particolare, alla prima di tali questioni, la difesa dello Stato rileva come la giurisprudenza costituzionale abbia «costantemente affermato che la responsabilità del proprietario di un veicolo, per le violazioni commesse da chi si trovi alla guida, costituisce, nel sistema delle sanzioni amministrative previste per la violazione delle norme relative alla circolazione stradale, un principio di ordine generale», ribadendo tale affermazione, «proprio con riguardo alle disposizioni che qui vengono in considerazione, nella sentenza n. 27 del 2005»; che, in merito alla seconda e alla terza delle questioni in esame, l'Avvocatura generale dello Stato rileva, in via preliminare, che nessun dubbio sussiste sul fatto che «quando il trasgressore sia successivamente identificato» (e ciò «in conseguenza della dichiarazione del proprietario del veicolo» resa ai sensi dell'art. 126-bis, comma 2, del codice della strada), nei confronti del medesimo «deve essere redatto e notificato un nuovo verbale di contestazione, secondo la prescrizione recata dall'art. 201 del codice della strada», verbale avverso il quale «l'interessato potrà proporre ricorso al prefetto ovvero al giudice di pace alla stregua degli artt. 203 e 204-bis del medesimo codice»;