[resaula]

dunque infrastrutture, servizi, pubblica amministrazione efficiente, reti di collegamento, welfare adeguato e inclusivo, misure - sia chiaro - differenziate sia pure soltanto nella loro intensità, misure dispari a garanzia di pari opportunità. In questa logica negli ultimi anni si è mosso il PD; in questa direzione vanno le cose importanti avviate: ZES, Resto al Sud, decontribuzioni, Banca delle terre, credito di imposta, superamento del criterio della spesa storica per la definizione dei fabbisogni standard , misure di contrasto alla povertà e da ultima la clausola del 34 per cento di investimenti in conto capitale. Sono misure che hanno consentito di avviare un percorso che finalmente è stato capace di invertire una tendenza che pareva invece inarrestabile, ma le ferite e le disparità sono ancora tante e tanto c'è ancora da fare. Per questo, se potevamo guardare - lo dico con sincerità - anche con qualche timido apprezzamento alle parole della ministra Lezzi, che esprimevano esplicitamente la volontà di proseguire e rafforzare le misure avviate dai Governi a guida PD, ci preoccupano poi le sue dichiarazioni su provvedimenti da avviare ex novo , che ci paiono francamente improvvisati, a partire dalla vicenda degli sgravi contributivi. Così come pure ci preoccupano esternazioni di Ministri della sua maggioranza tanto sulla visione del Mezzogiorno e delle misure necessarie, quanto sulle misure - ad esempio - da adottare dando seguito alla richiesta di maggiore autonomia fiscale delle Regioni del Nord, senza una riflessione seria e rigorosa sul punto. E allora mi rivolgo al MoVimento 5 Stelle, che in questa campagna ha speculato sul bisogno che veniva dalle aree più in difficoltà del Paese, facendo in questa parte del territorio incetta di voti. Ora scegliete di cedere questo consenso a forze che sempre hanno lavorato contro il Sud e contro il Mezzogiorno, forze antimeridionali che hanno speculato sostanzialmente sulla paura. Ma fuori da questo scontro di consenso e di potere, che riguarda voi e soltanto voi, sono i cittadini a rischiare di più. Su di loro cadranno i vostri interventi spot , su di loro la vostra incapacità di governo. Ecco, ora sta a voi, colleghi senatori anche della maggioranza, a voi che avete le leve del governo e del potere, dire davvero da dove volete partire. Sicuramente non dico noi, ma gli italiani, dai vostri primi atti, da quanto presentato in questo dibattito oggi, da quanto detto in quest'Aula, non lo hanno capito. Noi staremo qui, in quest'Aula e nelle nostre comunità, nei nostri territori, non solo a stanare le vostre contraddizioni e le vostre timidezze, ma anche a sfidarvi nell'interesse di quella parte del Paese che non può pagare il vostro accordo che, per ora, è e resta un accordo di potere e di certo non un accordo di buon Governo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Battistoni. Ne ha facoltà. BATTISTONI (FI-BP) . Illustre Presidente, autorevoli membri del Governo, onorevoli colleghi, siamo consapevoli di trovarci di fronte quest'anno a un Documento di economia e finanza che si limita a una descrizione dell'evoluzione economica e finanziaria e all'aggiornamento delle previsioni macroeconomiche per il nostro Paese, non aggiungendo alcun elemento relativo alla programmazione. Va preso atto, quindi, che questo DEF di transizione tra il precedente Governo di centrosinistra e l'attuale Governo giallo-verde è dunque un Documento che non prende alcuna scelta di carattere programmatico, neppure in materia di agricoltura che - vorrei ricordarlo - rappresenta un settore importante per larga parte del nostro territorio e, come altri settori produttivi, va incontro a nuove e importanti sfide. L'agricoltura, però, non è solo programmazione; è un'attività soggetta a imprevisti, calamità naturali, che troppo spesso, purtroppo, mettono in ginocchio gli agricoltori che si ritrovano privi di mezzi di supporto e sostegno da parte dell'amministrazione centrale e locale, come è successo un mese fa in Piemonte, Lombardia, Campania, recentemente in Calabria o, la scorsa settimana, nel litorale laziale, dove, a seguito di una forte grandinata, molti agricoltori hanno visto distruggere il 100 per cento della loro produzione, con l'impossibilità non solo di guadagnare per questa stagione, ma anche solo di rientrare dei costi finora sostenuti. Sarebbe forse il caso di prevedere un fondo che possa dare ristoro a quanti siano vittime di questi cambi climatici disastrosi. Nel Documento di economia e finanza manca la progettazione che, qualora fosse stata inserita, si sarebbe scontrata con la recente programmazione comunitaria. A pagare le conseguenze della Brexit - come è noto - saranno le politiche agricole e quelle di coesione, che vedono una riduzione del 5 per cento circa degli stanziamenti. In sostanza, il taglio del 5 per cento dei fondi comunitari all'agricoltura renderà ancora più difficile venire incontro ai bisogni dei territori, a cui va aggiunta, peraltro, la necessità di rivedere il criterio tutto italiano - questo sì - con cui sono state definite le zone cosiddette svantaggiate e quelle, per così dire, avvantaggiate. Il nuovo Esecutivo ha deciso di non inserire una programmazione, affidandosi alla trasposizione del proprio contratto nella risoluzione di maggioranza. A fronte della riduzione delle risorse, senza un'azione incisiva del nostro Governo in sede europea, sarà difficile rispettare quelle priorità precedentemente definite in sede comunitaria. (Brusio). PRESIDENTE. Senatore, mi scusi, ma il brusio sta aumentando oltre il livello di guardia. BATTISTONI (FI-BP) . Se qualcuno del Governo ascoltasse, non sarebbe neanche male. Dobbiamo allora confidare nella volontà, espressa a vari livelli dal Governo Conte e dallo stesso ministro Centinaio, di «ricontrattare» con l'Europa anche le decisioni della Commissione e ci auguriamo che, al di là delle enunciazioni fatte ieri in Lussemburgo dal Ministro, ci saranno, già nel breve periodo, dei risultati. Il lavoro di produzione agricola italiana è sinonimo di qualità, grazie a un controllo e a una certificazione di tutta la filiera alimentare e, pertanto, la stessa Europa dovrebbe combattere il dumping commerciale dei prodotti stranieri che arrivano nei nostri mercati, la cui provenienza non è accertabile, attraverso un maggiore sostegno della PAC ai nostri prodotti e produttori. Se è, quindi, condivisibile la necessità di integrare le misure di sostegno all'agricoltura, specie quelle di sviluppo rurale, con interventi espressamente finalizzati a realizzare obiettivi di interesse generale, quali la tutela del paesaggio, la difesa degli assetti idrogeologici e la sicurezza alimentare, ci aspettiamo delle misure concrete per difendere la peculiarità alimentare dell'Italia; tutelare le eccellenze del made in Italy , ma anche riformare le agenzie, in primis l'Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e il Sistema informativo unificato di servizi del comparto agricolo (SIAN). Aspettiamo fiduciosi di vedere come verranno in pratica proposti e poi realizzati i seguenti punti: potenziare la redditività e la competitività del settore;