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Nel 2012 la recessione ha avuto un impatto violento nel comparto dei servizi (+3,1 per cento) e nelle costruzioni (+2,7 per cento), mentre la manifattura -- pur con un numero di fallimenti che rimane a livelli critici -- ha registrato un calo rispetto all'anno precedente (-6,3 per cento). Dal punto di vista territoriale, le procedure sono fortemente aumentate nel Nord Ovest (+6,6 per cento) e nel Centro (+4,7 per cento), mentre sono rimaste ai livelli dell'anno precedente nel Sud e nelle Isole (-0,4 per cento). Nel Nord Est i casi sono invece più chiaramente diminuiti (-4,3 per cento), un dato compensato dal forte incremento delle liquidazioni, che ha portato il totale di chiusure in quell'area a superare quota 20.000 (+8,60 per cento sul 2011); nei primi otto mesi del 2013 si sono registrate 32.000 chiusure di attività nel commercio e 18.000 nel turismo, 50.000 in totale (contando le aperture il saldo è negativo di quasi 20.000 unità ). Se questa tendenza non muta a fine anno il saldo sarà negativo per quasi 30.000 imprese e si perderanno almeno 90.000 posti di lavoro ( catering : --1.12 imprese; bar: --2.035 esercizi, in quanto a fronte di 5.806 iscrizioni si sono registrate 7.841 cessazioni; ristoranti: --2.583 imprese, in quanto a fronte di 5.909 iscrizioni hanno corrisposto 8.492 cessazioni a fine agosto 2013. La Campania svetta al primo posto con 289 imprese della ristorazione chiuse definitivamente. Tra le città Roma è capitale anche delle chiusure di bar e ristoranti: 417 attività chiuse da gennaio 2013; alberghi e alloggi: --371 attività, in quanto a fronte di --830 iscrizioni si sono registrate 1.201 cessazioni. Al primo posto, questo, è un dato significativo, l'Emilia Romagna, con 58 imprese venute meno, seguita dalla Campania con un saldo negativo di 51 imprese e la Sicilia che perde 43 imprese del settore alloggio, a pari merito con il Trentino Alto Adige/SudTirol; moda: continua il tracollo nel settore, preso atto che una cessazione su quattro nel commercio è un negozio di abbigliamento. Nei primi otto mesi hanno aperto solo 3.400 nuove attività nel comparto abbigliamento e tessile, a fronte, di 8.162 chiusure, per un saldo negativo di 4762 unità). Anche il recente provvedimento sulla cultura, ad esempio, difficilmente riuscirà ad essere portatore di sviluppo economico attraverso una valorizzazione dei beni culturali e ambientali: i 2,5 miliardi di euro da assegnare a 500 giovani non risolve alcun problema di sottoccupazione o di disoccupazione. Inutili in una prospettiva di crescita dell'occupazione. Il presente provvedimento intende al contrario quindi partecipare attivamente alla ripresa economica, e quindi sociale del paese, inserendosi nell'alveo di quelle misure già adottate, o che dovranno essere adottate in futuro dal Parlamento, volte al sostegno delle imprese, del commercio e delle famiglie creando forme di sostegno economico che non sottraendo risorse ad altri compatti delle Pubbliche amministrazioni non impoveriscono altri interventi pubblici.. Art. 1. 1. All'articolo 48, del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, l’alinea è sostituito dal seguente: «L'Agenzia versa al Fondo unico giustizia e al Fondo di rotazione per la concessione di prestiti a tasso agevolato e di fideiussioni presso istituti di credito, da istituire entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, per le finalità di cui al comma 3, lettera d-bis) : »; b) dopo il comma 1- bis è inserito il seguente: « 1-ter . Con decreto del Direttore dell'Agenzia, sentiti il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'interno, è stabilito il reparto delle risorse dei Fondi di cui al comma 1, alinea.»; c) al comma 3, è aggiunta, in fine, la seguente lettera: « d-bis) utilizzati al fine di agevolare, o sostenere, le attività produttive commerciali, artigianali, imprenditoriali, professionali, di nuova costituzione, o già in essere, che si trovino in dimostrabile stato di necessità, non derivante da mala amministrazione, per la sopravvivenza della attività medesima, o che intendano sviluppare significative innovazioni di essa che comportino incremento dei livelli occupazionali e la loro salvaguardia, prioritariamente nello stesso ambito comunale nel quale gli stessi beni sono stati confiscati. Nella utilizzazione del bene e delle somme è data priorità alle attività economiche che comportino incremento o salvaguardia della occupazione o siano poste in essere da giovani o da persone che si trovano in uno stato di disoccupazione da almeno dodici mesi. L'Agenzia, sentiti il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'interno, emana, annualmente, l'elenco dei beni immobili e mobili che possono essere utilizzati nei singoli ambiti territoriali. L'elenco è pubblicato sul sito internet dell'Agenzia. » ; d ) al comma 12, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, ovvero a privati per attività economiche in Italia.»; e) al comma 15, le parole: «si può disporre» sono sostituite dalle seguenti: «si dispone».