[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 35, comma 3, della legge Regione Toscana 4 maggio 1989, n. 25 (Disciplina per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e per la determinazione del canone sociale) e dell'art. 32, comma 3, della legge Regione Toscana 20 dicembre 1996, n. 96 (Disciplina per l'assegnazione, gestione e determinazione del canone di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica), promossi dal giudice di pace di Livorno con tre ordinanze emesse il 20 novembre 2000 nei procedimenti civili vertenti tra D'Aparo Salvatore e il Condominio Via Ademollo nn. 4-6-8 di Livorno; Guadagnoli Patrizia e il Condominio Via Turati n. 18/22 di Livorno ed altri; Pisani Giovanni e il condominio Via Gobetti n. 28 di Stagno, iscritti ai nn. 69, 70 e 71 del registro ordinanze 2001 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 6, 1ª serie speciale dell'anno 2001. Visti gli atti di intervento della Regione Toscana. Udito nella camera di consiglio del 26 settembre il Giudice relatore Franco Bile.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - In tre distinti giudizi, aventi tutti ad oggetto l'opposizione a decreto d'ingiunzione emesso in favore del richiedente amministratore di un condominio nei confronti di un assegnatario in locazione di un appartamento dell'ATER (già IACP) di Livorno per il pagamento di spese condominiali (per vari periodi compresi tra il 1995 ed il 1997), il Giudice di pace di Livorno, con tre ordinanze del 20 novembre 2000, ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondato - in riferimento agli artt. 108 e 117 della Costituzione - il dubbio di legittimità costituzionale dell'art. 35, comma 3, della legge Regione Toscana 4 maggio 1989, n. 25 (Disciplina per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e per la determinazione del canone sociale) e dell'art. 32, comma 3, della legge Regione Toscana 20 dicembre 1996, n. 96 (Disciplina per l'assegnazione, gestione e determinazione del canone di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica) nella parte in cui prevedono che, in caso di assegnazione in locazione di alloggi compresi negli stabili a regime condominiale, le spese relative ai servizi a rimborso sono versate direttamente all'amministrazione del condominio, cui compete di agire anche in giudizio per il recupero nei confronti degli assegnatari inadempienti o morosi. Il giudice rimettente ritiene che la citata normativa regionale, nel conferire all'amministratore di condominio di edifici già di proprietà pubblica (ma successivamente alienati perché dati a riscatto o, comunque, locati con patto di futura vendita all'interno dei quali l'ente pubblico conserva un numero minoritario di alloggi assegnati in locazione semplice) il potere di agire anche in giudizio nei confronti degli assegnatari in locazione di alloggi compresi negli edifici a regime condominiale, abbia invaso il campo di materie che alla stessa non sono riconosciute come attribuite dall'art. 117 della Carta costituzionale. Le norme regionali denunciate, con l'attribuire all'amministratore del condominio azione diretta nei confronti dell'assegnatario in locazione semplice, modificano sia l'assetto processuale sia quello civilistico sostanziale quale ricavabile dal nostro ordinamento civile e processuale civile. Ma alla Regione non è riconosciuta dalla Carta costituzionale alcuna possibilità di incidere né sulle regole del processo, né nei rapporti tra privati, essendo la disciplina della materia del diritto processuale civile (art. 108 Cost.) e del diritto civile sostanziale (ex art. 117 Cost.) attribuita alla legislazione statale. 2. - In tutti i giudizi è intervenuta la Regione Toscana chiedendo la declaratoria di inammissibilità o infondatezza della questione. In particolare osserva, in via preliminare, che l'art. 15, comma 3, della legge reg. n. 25 del 1989 è stato abrogato e sostituito dall'art. 32, comma 3, della legge reg. n. 96 del 1996, con conseguente inammissibilità della relativa questione di legittimità costituzionale. Nel merito, la difesa della Regione richiama la precedente ordinanza n. 243 del 2000 della Corte, per sostenere che le disposizioni censurate non dettano alcuna norma nelle materie della giurisdizione e dell'attività processuale riservate allo Stato; sicché non può dirsi violato l'art. 108 della Costituzione. Quanto all'allegata violazione dell'art. 117 Cost., la difesa della Regione rileva da una parte che la materia dell'edilizia residenziale pubblica, pur se non ricompresa nell'art. 117 Cost., è stata attribuita alle regioni prima dagli artt. 93 e seguenti del d.P.R. n. 616 del 1977 e poi dall'art. 60 del decreto legislativo n. 112 del 1998, che ha ampliato la sfera delle attribuzioni regionali includendovi anche la gestione e l'attuazione degli interventi, nonché la fissazione dei criteri per l'assegnazione degli alloggi e la determinazione dei canoni. D'altra parte, considera che in questo contesto la legge regionale ben può prevedere una situazione soggettiva attiva del condominio direttamente nei confronti degli assegnatari in locazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, in quanto si tratterebbe di una previsione non contrastante con i principi generali desumibili dalla legislazione di diritto privato e, nello stesso tempo, finalizzata a garantire il corretto funzionamento dell'amministrazione condominiale.1. - I tre giudizi, che pongono la stessa questione di legittimità costituzionale, devono essere riuniti. 2. - La questione di legittimità costituzionale - sollevata in riferimento agli artt. 117 e 108 della Costituzione - riguarda l'art. 35, comma 3, della legge Regione Toscana 4 maggio 1989, n. 25 (Disciplina per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e per la determinazione del canone sociale) e l'art. 32, comma 3, della legge Regione Toscana 20 dicembre 1996, n. 96 (Disciplina per l'assegnazione, gestione e determinazione del canone di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica) nella parte in cui prevedono che, in caso di assegnazione in locazione di alloggi compresi negli stabili a regime condominiale, le spese relative ai servizi a rimborso sono versate direttamente all'amministrazione del condominio, cui compete di agire anche in giudizio per il recupero nei confronti degli assegnatari inadempienti o morosi. I giudici rimettenti allegano la violazione degli indicati parametri per aver il legislatore regionale inciso sulle regole del processo e sui rapporti tra privati, devoluti entrambi alla competenza esclusiva del legislatore statale. 3.