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Al momento della sua entrata in vigore, questo Accordo sostituirà quello di cooperazione in materia di difesa, sottoscritto dai due Paesi a Roma il 6 ottobre 1992 e ratificato dall'Italia con la legge n. 173 del 1996, entrato poi in vigore il 21 luglio 1997. I settori della cooperazione bilaterale si riferiscono all'elaborazione di appositi piani annuali e pluriennali, all'organizzazione di visite reciproche di delegazioni, a scambi di esperienza tra esperti e alla partecipazione a corsi ed esercitazioni militari. In particolare, i campi di cooperazione attengono a: sicurezza comune e politica di difesa; ricerca e sviluppo, supporto logistico e acquisizione di prodotti e servizi per la difesa; proprietà intellettuale e brevetti; operazioni umanitarie e di mantenimento della pace; organizzazione e impiego delle Forze Armate, nonché strutture ed equipaggiamento di unità militari e gestione del personale; formazione e addestramento in campo militare; sanità militare e sport militare. Infine, voglio ricordare che, con l'abolizione (nel 2008) del codice di giustizia militare, l'Argentina - già abolizionista, nel 1984, per i crimini ordinari - ha cancellato definitivamente la pena di morte dal proprio ordinamento. L'accordo, oltre a rafforzare il legame tra il nostro Paese e l'Argentina, costituisce, dunque, un'intensa attività intergovernativa idonea a semplificare la procedura di autorizzazione alle trattative contrattuali e all'esportazione e importazione di materiale d'armamento, fatti salvi i divieti imposti dalla legge n. 185 del 1990. Per tutte queste ragioni, esprimo il voto favorevole di Forza Italia, notando che, finalmente, tutta l'Assemblea si rende conto dell'importanza di stabilire rapporti anche in tema di armamenti. È vero che c'è una conversione importante anche da parte di certi settori - non me lo sarei mai aspettato - che finalmente cominciano a comprendere che, se vogliamo realizzare la pace, dobbiamo anche arrivare a una difesa armata. Diceva la saggezza latina - non ce ne dobbiamo dimenticare - si vis pacem, para bellum . Per queste ragioni, il Gruppo Forza Italia voterà favorevolmente al disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell'accordo. (Applausi). CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo per dichiarare, a nome del Gruppo Per le Autonomie, il voto favorevole al provvedimento. Colgo l'occasione per dire che il rapporto tra Italia e Argentina affonda le sue radici nella presenza di tanti nostri connazionali in quel Paese e, anche se a volte si mette in discussione la limpidezza di questo rapporto, essa appare sempre più nel suo fulgore. Consentitemi di dire che, nei mesi scorsi, la neo eletta vice presidente della Repubblica, la signora Kirchner, ha detto cose assai sgradevoli dell'Italia; ha pronunciato frasi che certamente il nostro Paese non merita e che credo i cittadini argentini non pensino. Per fortuna, il signor Presidente della Repubblica neo eletto ha provveduto a ristabilire quei sentimenti di affetto, amicizia e stima verso l'Italia e questo sentimento è stato suffragato da un incontro ufficiale - proprio all'indomani di quell'affermazione - con l'ottimo ambasciatore italiano Manzo. Credo che questa occasione, per quanto mi riguarda, debba coincidere con l'affermare i sentimenti di amicizia e di vicinanza al popolo argentino, che in questo momento, anche per via della stagione invernale, sta combattendo contro il coronavirus, ma rispetto ad altri Paesi sudamericani sembra con esiti migliori. Votiamo con grande convinzione l'Accordo che giustamente viene portato oggi alla nostra attenzione. DONNO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DONNO (M5S) . Signor Presidente, ci apprestiamo ad approvare il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione nel settore della difesa: un Gov to Gov tra la Repubblica italiana e quella argentina, fatto a Roma il 12 settembre 2016. Un medesimo disegno di legge di ratifica era già stato esaminato nel dicembre 2017 dalla Commissione esteri del Senato con atto n. 2969, ma l'esame non poté vedere la sua conclusione perché finì la XVII legislatura. L'accordo in esame ricalca analoghi provvedimenti già esaminati in passato e risponde all'esigenza di incrementare la cooperazione bilaterale tra le Forze armate di Italia e Argentina con il preciso intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni di sicurezza. Il testo bilaterale, come è stato ben illustrato dalla relatrice, si compone di un preambolo e di 12 articoli; dopo aver enunciato princìpi e scopi di intesa, individua le modalità attuative e i settori della cooperazione, riferendosi in particolare all'elaborazione di appositi piani annuali e pluriennali, all'organizzazione di visite reciproche di delegazioni, a scambi di esperienze tra esperti e partecipazione a corsi ed esercitazioni militari. È quindi di fondamentale importanza sottolineare come tra i campi di cooperazione siano annoverati i settori della sicurezza comune, della politica di difesa, della ricerca, dello sviluppo e acquisto di materiali e servizi per la difesa, delle operazioni di mantenimento della pace con il supporto delle Nazioni Unite, dell'organizzazione ed impiego di Forze armate, della formazione delle stesse e della sanità militare. È chiaro quindi che il testo identifica le categorie di materiali della Difesa interessate da una possibile collaborazione bilaterale, prevedendo l'impegno delle parti a non riesportare a Paesi terzi il materiale acquisito senza il preventivo benestare della parte cedente. Se è vero, dunque, che l'accordo in questione ha lo scopo di incrementare la cooperazione bilaterale, non può però passare in secondo piano che la sottoscrizione di simili atti bilaterali mira anche ad indurre effetti positivi ed effetti indiretti in diversi settori produttivi e commerciali dei due Paesi. Tra l'Italia e l'Argentina, come già esplicitato da altri colleghi, ci sono legami storici, culturali e sociali, legami unici imprenditoriali che è impossibile non tenere in considerazione, a partire dal fenomeno della storica emigrazione italiana verso il territorio dell'attuale Repubblica Argentina, passando attraverso il commercio bilaterale che, oltre ad essere concentrato su prodotti di generi alimentari, riguarda anche macchinari e strumentazioni scientifiche di vario tipo. L'Italia è dunque un investitore di rilievo in Argentina e quando il Governo Conte si è insediato, in tanti si sono chiesti quale atteggiamento avrebbe assunto nei confronti della difesa del nostro Paese, in numerosi si sono preoccupati o addirittura hanno inteso speculare sui dubbi da instillare, su come il MoVimento 5 Stelle, per via del forte legame con il suo elettorato, avrebbe affrontato i temi legati alle Forze armate. Ebbene, in tanti si sono dovuti ricredere. Eliminare le spese inutili in ogni campo, Difesa compresa, è e rimane per il MoVimento 5 Stelle una stella polare, ma la leadership è consapevole degli equilibri internazionali e della necessità della difesa del Paese, da valorizzare ed incentivare nella giusta misura.