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nel decreto-legge sulle semplificazioni, con un'elencazione tassativa e non più esemplificativa dei casi d'illecito professionale; nella legge di bilancio, sugli acquisti di beni e servizi delle amministrazioni statali, centrali e periferiche; sulla messa in sicurezza di strade, scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale; sull'individuazione di una struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici, proprio per la velocizzazione delle attività di progettazione; nel decreto-legge sicurezza, che ha introdotto una nuova fattispecie di procedura negoziata per un periodo limitato e per i lavori d'importo inferiore alla soglia comunitaria; nel decreto-legge su Genova, con l'introduzione di un archivio informatico nazionale per alcune tipologie di opere pubbliche. Questo per dire che il Governo in carica, fin da subito e con ogni provvedimento con cui è stato possibile, ha cercato di porre rimedio alle criticità e ai punti di confusione esistenti nel nuovo codice degli appalti del 2016, perfino aggiornato nel 2017. Lo sblocca cantieri è il risultato di uno studio e di un lavoro solleciti su princìpi fondamentali, per un effettivo intervento in un settore molto delicato, ma determinante, come quello dei contratti pubblici, su cui raramente s'interviene in modo efficace e tempestivo. Una prima novità di questo provvedimento è la reintroduzione del regolamento unico attuativo del codice degli appalti, che disciplinerà i contenuti della progettazione nei tre livelli (preliminare, definitivo ed esecutivo) e il contenuto minimo del quadro esigenziale che le stazioni appaltanti devono predisporre, snellendo notevolmente le previsioni del decreto ministeriale di cui all'articolo 23 del codice degli appalti mai attuato. Si introduce una disciplina semplificativa direttamente applicabile per l'affidamento dei contratti che prevedono manutenzione ordinaria e straordinaria, purché non contemplino la sostituzione o il rinnovo di parti strutturali di opere o di impianti. Si tratta quindi di un modus operandi semplificato, che consente l'affidamento dei lavori sulla base del progetto definitivo, che abbia un contenuto informativo minimo indicato dalla norma stessa, e la possibilità di eseguire lavori senza redigere o approvare il progetto esecutivo. In realtà, non si eliminano i livelli di progettazione, come qualcuno erroneamente sostiene, ma si interviene sulla norma ex articolo 23 del codice degli appalti, solo permettendo che l'espletamento della prima fase non sia più condizionato dal contesto, ma unicamente dall'importo del contratto, relativamente ai lavori pubblici sopra o sotto soglia di rilevanza europea. In merito poi all'affidamento dei servizi di architettura e ingegneria, si allinea la disciplina della partecipazione di gara nelle concessioni di lavori pubblici dei soggetti affidatari degli incarichi di progettazione per progetti posti a base di gara alla disciplina europea, secondo la quale i concessionari uscenti che abbiano predisposto la progettazione da porre a base di gara hanno diritto di partecipare alla procedura di gara per l'affidamento delle concessioni dei lavori pubblici. Si snellisce la procedura di affidamento dei lavori sotto soglia permettendo la previa consultazione di soli tre operatori anziché dieci e si amplia l'ambito di applicazione a tutti i lavori di importo fino a 150.000 euro e ovviamente pari o superiori a 40.000 euro. Per gli affidamenti dei lavori di importo pari o superiore a un milione di euro e fino alla soglia di rilevanza europea viene previsto l'affidamento tramite ricorso alle procedure aperte con partecipazione quindi di tutti gli operatori economici dotati di qualifiche e caratteristiche adatte all'affidamento di un determinato appalto e con il criterio del minor prezzo. Colleghi, queste modifiche vanno nell'unica direzione di permettere una velocizzazione delle procedure di affidamento nella piena legittimità delle procedure stesse e il fatto che per quelle sotto soglia la stazione appaltante possa prevedere nel bando l'esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia garantisce la tutela di possibili situazioni illegittime. Vengono soppressi i commi 2- bis e 6- bis dell'articolo 120 del codice del processo amministrativo relativamente al rito superaccelerato che, pur essendo conforme al diritto europeo, presenta il limite dell'effettiva conoscenza da parte dei partecipanti a una gara d'appalto dei motivi di illegittimità del provvedimento, che sarebbero onerati di impugnare subito, con la compromissione del diritto di difesa, con oneri a carico dell'impresa e senza raggiungere di fatto l'accelerazione delle procedure di affidamento. Pertanto, adesso i vizi relativi alla fase di ammissione alla gara potranno essere fatti valere nelle forme ordinarie. Si dispone, con attenzione anche per i piccoli Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, la conclusione dei programmi infrastrutturali, di cui al decreto-legge n. 133 del 2014 per la realizzazione di opere pubbliche. Nello stesso ambito, si prevede l'assegnazione a un nuovo programma di interventi infrastrutturali per Comuni fino a 3.500 abitanti dalle economie risultanti dai precedenti programmi per lavori di immediata cantierabilità per la manutenzione di strade, illuminazione pubblica e strutture pubbliche comunali. Per la rigenerazione urbana si prevede la necessità e non più solo in via facoltativa, da parte delle Regioni e delle Province autonome, dell'approvazione di disposizioni derogatorie al decreto ministeriale n. 1444 del 1968 relativamente ai limiti di densità edilizia, altezza e distanza tra fabbricati con adeguamento da parte dei Comuni dei propri strumenti urbanistici, introducendo un contenimento del consumo di suolo, una rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, una riqualificazione delle aree urbane degradate, uno sviluppo dell'efficienza energetica e un miglioramento e adeguamento sismico del patrimonio edilizio esistente. Concludo affermando con sicurezza che questo provvedimento, fortemente voluto dal Governo e sostenuto da questa maggioranza, darà finalmente impulso al sistema produttivo del Paese, costituito dalle imprese italiane che in questo particolare periodo di stagnazione economica hanno bisogno di essere supportate nella loro attività attraverso l'introduzione di misure di semplificazione del quadro amministrativo e normativo. Consentirà un celere utilizzo delle risorse economiche previste per gli interventi infrastrutturali indifferibili, per gli interventi necessari nelle zone sismiche snellendo l' iter burocratico, per gli interventi infrastrutturali di immediata cantierabilità, per gli interventi edilizi di rigenerazione urbana, per i servizi mobili di comunicazione nei territori interessati da gravi emergenze. Tutto ciò si compie nell'unico, esclusivo e predominante interesse dell'Italia e dei cittadini italiani. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Urso. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, in questa legislatura noi abbiamo sempre avuto una posizione non pregiudiziale nei confronti dei provvedimenti presentati dal Governo, comportandoci secondo correttezza e in base al programma, e quindi alla direttrice che ci siamo dati con i nostri elettori di centrodestra.