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Ulteriori titoli riguardano, rispettivamente, cooperazione in materia di ricerca, innovazione e società dell'informazione (Titolo VI, articoli 38-39), la cooperazione in materia di istruzione, cultura e contatti interpersonali (Titolo VII, articoli 40-42) e la cooperazione in materia di sviluppo sostenibile, energia e trasporti (Titolo VIII, articoli 43-51), in cui fra l'altro viene esplicitato l'impegno delle Parti a collaborare nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, per promuovere un nuovo accordo internazionale per il periodo successivo al 2020. Il Titolo IX (articoli 52-54) definisce, quindi, il quadro istituzionale dell'Accordo, prevedendo la possibilità di sottoscrivere ulteriori accordi su specifici settori di cooperazione, e istituendo un apposito Comitato misto preposto a monitorare il buon andamento dell'intesa, nonché a prevenire o risolvere eventuali controversie. Da ultimo, il Titolo X (articoli 55-60) stabilisce che il testo bilaterale possa essere modificato tramite un accordo scritto tra le Parti, disciplinandone altresì i termini per l'entrata in vigore e la durata e prevedendo l'applicazione provvisoria delle disposizioni già concordate dalle Parti. Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'analisi delle compatibilità dell'intervento - conclude il Relatore - non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con il diritto europeo e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. Il presidente PETROCELLI apre la discussione generale. Al senatore AIROLA ( M5S ) preme sottolineare il ruolo, riconosciuto nell'Accordo in titolo, alla Corte penale internazionale. Il senatore GIACOBBE ( PD ) mette in risalto, invece, i numerosi punti di contatto che esistono tra l'Italia e la Nuova Zelanda, un Paese a noi lontano ma anche vicino, per il suo fervore economico e culturale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 1141 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra, fatto a Monaco il 18 febbraio 2017 DDL 1141 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra, fatto a Monaco il 18 febbraio 2017 (Esame e rinvio) Il senatore LUCIDI ( M5S ), relatore introduce il disegno di legge di ratifica dell'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo sottoscritto nel febbraio 2017 tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra. L'Accordo, frutto di un iter negoziale durato quasi quattro anni, è finalizzato ad istituire un partenariato per rafforzare il dialogo politico tra l'Unione europea e l'Afghanistan, per migliorare le relazioni fra le Parti e per sviluppare la cooperazione bilaterale in un'ampia gamma di settori - dalla sicurezza allo sviluppo sostenibile fino al commercio -, anche al fine di promuovere la collaborazione in ambito multilaterale e di incoraggiare l'inserimento del Paese asiatico nel sistema economico internazionale. Il testo, che intende porsi anche quale strumento di promozione e sostegno dei princìpi democratici, dei diritti umani, dello Stato di diritto e della pace, dispone altresì in ordine alla cooperazione fra le Parti nella lotta contro il terrorismo, la corruzione, il riciclaggio di denaro, il crimine organizzato e il traffico di sostanze stupefacenti, così come nella gestione delle migrazioni. Composto di sessanta articoli, suddivisi in nove titoli, l'Accordo definisce innanzitutto il proprio campo di applicazione (Titolo I, articoli 1-2), e vede le Parti confermare la loro adesione ai valori comuni sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. Il Titolo II, dedicato alla cooperazione politica (articoli 3-11), esplicita l'impegno delle Parti ad instaurare un dialogo politico regolare per favorire una migliore comprensione reciproca, per cooperare alla promozione dei diritti umani e delle istituzioni che se ne occupano, nonché per consolidare le politiche relative alle questioni di genere. Il Titolo II esplicita altresì la volontà delle Parti a cooperare per promuovere la piena applicazione dello statuto della Corte penale internazionale, per rafforzare l'applicazione degli strumenti internazionali sul disarmo e la lotta alla non proliferazione delle armi di distruzione di massa, per contrastare il commercio illecito di armi leggere e il terrorismo. Con riferimento alla cooperazione allo sviluppo, il Titolo III (articolo 12) vede le Parti riaffermare il loro impegno a conseguire gli obiettivi di sviluppo del millennio, a rispettare la dichiarazione di Parigi sull'efficacia degli aiuti, a promuovere lo sviluppo sostenibile e a collaborare nell'ambito delle organizzazioni regionali e internazionali. L'Accordo definisce, quindi, (Titolo IV, articoli 13-23) la cornice della cooperazione bilaterale in materia di scambi ed investimenti, prevedendo l'avvio di un dialogo sul commercio bilaterale e multilaterale, la diversificazione degli scambi commerciali, l'eliminazione degli ostacoli non tariffari e la collaborazione su questioni sanitarie e di sicurezza alimentare. Vengono, inoltre, previsti l'intensificazione della cooperazione tra le autorità doganali, l'incentivazione agli investimenti diretti esteri, l'accesso reciproco nel settore dei servizi e la tutela di diritti di proprietà intellettuale. Con l'Accordo le Parti riconoscono altresì l'importanza di incrementare la loro cooperazione in materia di giustizia e affari interni, di collaborare per contrastare la criminalità organizzata e la corruzione, e convengono sull'impegno a combattere il traffico di droghe illecite, il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo, e a gestire in modo congiunto i flussi migratori, a partire dalla possibilità di negoziare un accordo che disciplini gli obblighi in materia di riammissione (Titolo V, articoli 24-30). Relativamente alla cooperazione settoriale (Titolo VI, articoli 31-47), l'Accordo prevede che le Parti collaborino nella modernizzazione della pubblica amministrazione in Afghanistan e nella gestione del rischio di catastrofi, e promuovano azioni concertate nei settori dell'istruzione, della formazione professionale, dell'occupazione, dello sviluppo sociale, dei trasporti, dell'agricoltura, della sanità e della cultura.