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Testi unici delle leggi elettorali politiche. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge tende a ripristinare, con limitate correzioni, il sistema elettorale che, a seguito della consultazione referendaria del 1993, fu adottato con le leggi 4 agosto 1993, n. 276 e n. 277: esso però abbandona il sistema misto per l'elezione dei membri delle due Camere, che assegnava il 75 per cento dei seggi col metodo maggioritario e il 25 per cento dei seggi col metodo proporzionale, limitandosi al solo maggioritario. Poiché l'identificazione dei collegi operata in esecuzione dell'articolo 7 della legge 4 agosto 1993, n. 277 (il territorio nazionale era suddiviso in 475 collegi uninominali per la Camera, e in 232 per il Senato; ad essi dalla revisione costituzionale del 2001 si sono aggiunti -- per la circoscrizione Estero, 12 collegi alla Camera e 6 collegi al Senato) non coincide con la composizione delle due assemblee fissata in Costituzione, si coglie l'occasione rappresentata dall'attuale fase per collegare la riforma elettorale -- resa necessaria dalla sentenza della Corte costituzionale di caducazione di varie disposizioni della legge del 2005 -- con i contenuti della revisione costituzionale. La scelta di far rivivere il Mattarellum, infatti, non è integrale: invece del sistema misto -- quella legge assegnava infatti i tre quarti dei seggi (ripartiti fra le regioni in conformità al ricordato articolo 57 della Costituzione) col sistema maggioritario, articolato in collegi uninominali, a maggioranza semplice e a turno unico, mentre per il restante quarto dei seggi da assegnare, ciascuna regione si costituiva in circoscrizione unica, all'interno della quale si applicava il metodo proporzionale ai gruppi di candidati collegati -- nel presente disegno di legge si destinano i seggi eccedentari al cosiddetto diritto di tribuna, con cui piccole formazioni possono avere accesso alla visibilità nazionale. Piuttosto che un finto agnosticismo in tema di contenuto della riforma del bicameralismo -- professato da chi finge di porsi il solo problema della diversa tempistica dei due disegni riformatori espressi dalla maggioranza che esprime il governo Renzi -- i proponenti del presente disegno di legge intendono risolutamente precostituire, con la proposta di legge elettorale, anche un esito della revisione costituzionale: questo consiste in una riduzione dei seggi delle due Camere, idonea a comprimere i seggi eccedentari mantenendo il numero di collegi fissati nel 1993. Pertanto, se invece di 143 seggi alla Camera e 77 al Senato, il Parlamento vorrà ridimensionare questo diritto di tribuna a numeri più gestibili -- per la necessaria esigenza di governabllità -- non dovrà fare altro che approvare con la massima urgenza una riduzione della composizione costituzionale delle due assemblee, avvicinandosi il più possibile al numero dei collegi pur senza mai sovrapporvisi (proprio per quell'esigenza di rappresentatività anche delle minoranze, che s'è detto essere alla base del diritto di tribuna). Quanto al sistema che assicura la governabilità, esso riposa nell'uninominale all'inglese con cui vengono attribuiti i seggi messi in palio nei collegi: ogni elettore dispone cioè di una sola scheda ed esprime il voto per uno dei candidati del collegio uninominale. Risulta eletto nel collegio il candidato che ottiene il maggior numero di voti validi (in caso di parità, il più anziano di età anagrafica), senza quorum : è cioè sufficiente superare di un voto il candidato «arrivato secondo». Su questo punto peraltro i proponenti lasciano al dibattito parlamentare la valutazione sull'opportunità di prevedere, in sede emendativa, un ballottaggio, che però dovrà aderire alla soluzione qui prescelta e quindi essere di collegio. Si coglie, infine, l'occasione per risistemare i testi unici in un corpus più omogeneo, che recepisca l'evoluzione normativa degli ultimi anni, quando non in contrasto con i princìpi sopra delineati.. 1 1 I testi unici di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, sono sostituiti dai testi unici delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica e delle disposizioni comuni in materia di elezioni politiche, rispettivamente contenuti negli allegati I, II e III. 2 In relazione alle spese per consultazioni elettorali di cui alla presente legge, continua ad essere utilizzata la copertura finanziaria derivante dalle risorse stanziate nel Fondo da ripartire per fronteggiare le spese derivanti dalle elezioni politiche, amministrative, del Parlamento europeo e dall'attuazione dei referendum dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare al bilancio dello Stato le variazioni occorrenti a seguito dell’entrata in vigore dei testi unici allegati alla presente legge. 4 Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’interno, sono definite le caratteristiche delle schede, di cui all’articolo 31 del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, e delle schede di cui all’articolo 11, comma 3, del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica. 5 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .