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b) Dipartimento per lo sviluppo e il protenziamento dell'attività di ricerca; c) Dipartimento per gli affari economici. 2. Il Dipartimento per l'autonomia universitaria e gli studenti provvede agli adempimenti connessi alla completa attuazione deIl'autonomia delle università ed alla promozione delle iniziative volte alla razionalizzazione e al miglioramento delle condizioni per l'accesso all'istruzione superiore. In particolare cura: a) l'esame degli statuti e dei regolamenti generali di ateneo; b) le attività inerenti agli ordinamenti didattici universitari; c) l'adozione delle iniziative connesse all'attuazione delle direttive comunitarie e degli accordi internazionali in materia di istruzione universitaria; d) gli adempimenti connessi alle attività della facoltà di medicina e dei policlinici universitari in relazione alle prestazioni di assistenza sanitaria; e) le attività inerenti il reclutamento e il trattamento giuridico e economico dei professori e dei ricercatori universitari; f) le iniziative per l'attuazione del diritto allo studio degli studenti universitari, compresi quelli stranieri; g) gli adempimenti relativi alla costituzione e al funzionamento del Consiglio universitari nazionale, del Consiglio per le ricerche astronomiche e del Consiglio nazionale geofisico. 3. Il Dipartimento per lo sviluppo ed il potenziamento delle attività di ricerca provvede agli adempimenti connessi alla realizzazione dei programmi nazionali e internazionali di ricerca nonché alle attività per la cooperazione scientifica in ambito nazionale, comunitario e internazionale. In particolare cura: a) la elaborazione del piano pluriennale di sviluppo della ricerca; b) gli adempimenti relativi ai programmi e ai progetti finalizzati d'interesse generale; c) le iniziative relative ai programmi coordinati di ricerca ed agli accordi di programma; d) le attività inerenti la cooperazione scientifica nazionale e internazionale tra le università e gli enti di ricerca; e) le attività connesse alla ripartizione degli stanzianienti destinati agli enti di ricerca; f) la predisposizione dei programmi di incentivazione e sostegno della ricerca scientifica e tecnologica nel settore privato; g) la gestione del Fondo speciale per la ricerca applicata di cui all'art. 4 della legge 25 ottobre 1963, n. 1089, e successive modificazioni e integrazioni, nonché gli adempimenti connessi alla legge 5 agosto 1988, n. 346; h) la predisposizione della relazione sullo stato della ricerca scientifica e tecnologica; i) la vigilanza sugli enti di ricerca e sulle attività dell'Agenzia spaziale italiana in ambito nazionale, comunitario e internazionale; l) gli adempimenti relativi alla costituzione ed al funzionamento del Consiglio nazionale della scienza e della tecnologia. 4. Il Dipartimento per gli affari economici sovrintende alla programmazione degli interventi sul sistema universitario ed alla gestione delle risorse finanziarie, strumentali e di personale assegnate al Ministero. In particolare cura: a) gli adempimenti per la definizione dello stato di previsione della spesa del Ministero, nonché delle relative variazioni; b) la elaborazione del piano triennale di sviluppo delle università, la programmazione delle dotazioni organiche e la erogazione delle relative risorse; c) gli adempimenti relativi alla costituzione ed al funzionamento dell'osservatorio permanente del sistema universitario; d) gli adempimenti relativi alla ripartizione degli stanziamenti destinati alle università statali e non statali ivi compresi quelli per l'edilizia, comunque finanziata; e) la predisposizione del rapporto triennale sullo stato dell'istruzione universitaria; f) gli adempinienti connessi all'amministrazione e alla gestione del personale in servizio presso il Ministero, ivi comprese le attività di reclutamento, di aggiornamento professionale e di formazione; g) le iniziative correlate all'attività di supporto tecnico e amministrativo ai Dipartimenti, ivi comprese quelle di cassa e di economato". - Il testo dell'art. 5, comma 23, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, è il seguente: "23. La relazione dei nuclei, di valutazione interna è trasmessa al Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, al Consiglio universitario nazionale e alla Conferenza permanente dei rettori per la valutazione dei risultati relativi all'efficienza e alla produttività delle attività di ricerca e di formazione, e per la verifica dei programmi di sviluppo e di riequilibrio del sistema universitano, anche ai fini della successiva assegnazione delle risorse. Tale valutazione è effettuata dall'osservatorio permanente da istituire, con decreto del Ministro, ai sensi dell'art. 12, comma 4, lettera f), della legge 9 maggio 1989, n. 168, previo parere delle competenti commissioni parlamentari. La relazione è altresì trasmessa ai comitati provinciali della pubblica amministrazione, di cui all'art. 17 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203". - Il testo dell'art. 1 della legge 19 novembre 1990, n. 341 (Riforma degli ordinamenti didattici universitari), è il seguente: "Art. 1 (Titoli universitari). - 1. Le università rilasciano i seguenti titoli: a) diploma universitario (DU); b) diploma di laurea (DL); c) diploma di specializzazione (DS); d) dottorato di ricerca (DR)". - Il testo dell'art. 7 della legge 19 novembre 1990, n. 341, è il seguente: "Art. 7 (Disposizioni per le scuole dirette a fini speciali). - 1. Entro un anno dalla pubblicazione dei decreti di cui all'art. 9, le università deliberano la soppressione delle scuole dirette a fini speciali, ovvero ne prevedono, nello statuto: a) la trasformazione in corsi di diploma universitario; b) la conferma secondo il loro specifico ordinamento. 2. Trascorso il predetto termine qualora l'università non abbia provveduto a quanto previsto dal comma 1, le scuole dirette a fini speciali presenti nell'ateneo sono soppresse. 3. L'attivazione di nuove scuole dirette a fini speciali è limitata alle tipologie esistenti e a quelle già previste nel piano di sviluppo dell'università 1986-1990. 4. Le scuole dirette a fini speciali confermate ai sensi del comma 1, lettera b), o attivate ai sensi del comma 3, rimangono in funzione secondo le norme del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, fino alla data di entrata in vigore della legge sull'ordinamento dell'istruzione postsecondaria. 5. Lo statuto dovrà dettare le eventuali disposizioni per il graduale passaggio al nuovo ordinamento e per consentire il completamento degli studi da parte degli studenti già iscritti".