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– (Circostanze aggravanti speciali) – Oltre alle circostanze aggravanti comuni, aggravano i reati di cui al presente titolo: a) avere agito alla presenza di minori; b) avere agito a scopo di lucro; c) avere agito con strumenti o modalità particolarmente efferati o con crudeltà. Art. 544- decies . – (Circostanza attenuante) – Le pene stabilite agli articoli 544- bis , 544- ter e 544- septies sono ridotte di un terzo se il reato è commesso per colpa ». 2 Al primo comma dell'articolo 625 del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente numero: « 8- quater) se il fatto è commesso su animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività ». 3 Al capo II del titolo I del libro terzo del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 727: 1 al primo comma, le parole: « con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 euro a 10.000 euro » sono sostituite dalle seguenti: « con l'arresto da uno a tre anni e con l'ammenda da 2.500 a 25.000 euro »; 2 il secondo comma è sostituito dal seguente: « Fermo restando quanto previsto dagli articoli 582, 583, 589 e 590, la pena è aumentata della metà se l'azione dell'abbandono determina un danno a persone, animali o cose »; 3) dopo il secondo comma sono aggiunti i seguenti: « Nel caso di condanna, di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale o di decreto penale di condanna a norma dell'articolo 459 del codice di procedura penale, per il reato di cui al presente articolo è sempre ordinata la confisca dell'animale. È altresì disposta la sospensione da sei mesi a due anni dell'attività circense, di caccia, di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta o il decreto penale di condanna sono pronunciati nei confronti di chi svolge le predette attività. In caso di recidiva è disposta l'interdizione perpetua dall'esercizio delle attività medesime. Nel caso in cui la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti o il decreto penale di condanna per il reato di cui al primo comma sono pronunciati nei confronti di chi svolge la professione di medico veterinario, è disposta l'interdizione dalla professione per un periodo non inferiore a sei mesi. In caso di recidiva è disposta l'interdizione perpetua dall'esercizio delle attività medesime. Qualora il medico veterinario sia un pubblico ufficiale, è disposta l'interdizione dal pubblico ufficio per un periodo non inferiore a un anno. In caso di recidiva è disposta l'interdizione perpetua dal pubblico ufficio. Nel caso di sentenza di proscioglimento emessa in seguito all'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, ove vi sia stata condanna in primo grado per il reato di cui al primo comma e ove si sia proceduto ad affidamento definitivo degli animali ai sensi degli articoli 254- ter e 321, comma 3- quater , del codice di procedura penale, il decreto di affidamento definitivo non perde efficacia e l'imputato ha diritto di rivalersi unicamente sull'importo complessivo della cauzione versata »; b l'articolo 727- bis è abrogato; c all'articolo 733- bis , le parole: « con l'arresto fino a diciotto mesi e con l'ammenda non inferiore a 3.000 euro » sono sostituite dalle seguenti: « con l'arresto da sei mesi a tre anni e con l'ammenda da 5.000 a 50.000 euro ». 2 (Modifiche al codice di procedura penale) 1 Al comma 2 dell'articolo 381 del codice di procedura penale è aggiunta, in fine, la seguente lettera: « m-sexies) : reati di cui al libro secondo, titolo IX- bis , del codice penale ». 2 Dopo l'articolo 254- bis del codice di procedura penale è inserito il seguente: « Art. 254- ter . – (Sequestro di animali vivi) – 1 . L'autorità giudiziaria, nell'ambito dei procedimenti per i reati di cui agli articoli 544- ter , 544- quater , 544- quinquies e 727 del codice penale e di cui all'articolo 4 della legge 4 novembre 2010, n. 201, consumati o tentati, quando dispone il sequestro di animali vivi può, con decreto motivato, affidare gli stessi, in via definitiva, alle associazioni di cui all'articolo 19- quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale, previo versamento, da parte di queste ultime, di una cauzione relativa a ogni singolo animale affidato. 2. L'importo della cauzione di cui al comma 1 è stabilito, tenendo conto della tipologia dell'animale, dall'autorità giudiziaria e il versamento della stessa è presupposto di efficacia del decreto di affidamento definitivo. 3. Le associazioni di cui all'articolo 19- quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale, previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria procedente, possono individuare singole persone fisiche a cui affidare gli animali. In tali casi e sempre previo versamento della cauzione, il decreto di affidamento definitivo è emesso a nome dell'affidatario individuato. 4. Il versamento della cauzione deve essere effettuato mediante bonifico bancario presso il Fondo unico giustizia. La cauzione complessiva versata rimane a disposizione dell'autorità giudiziaria fino alla sentenza definitiva. In caso di sentenza di condanna è acquisita all'erario. 5. La documentazione relativa al versamento della cauzione deve essere conservata, in originale, nel fascicolo del procedimento. 6. Il decreto di affidamento definitivo costituisce titolo ai fini delle variazioni anagrafiche, ove previste, degli animali affidati ». 3 All'articolo 321 del codice di procedura penale, dopo il comma 3- ter è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 3- quater . Qualora il giudice disponga il sequestro preventivo di animali vivi, il pubblico ministero, previa autorizzazione del giudice che ha emesso il decreto di sequestro preventivo, può procedere ai sensi dell'articolo 254- ter ». 4 Al comma 5 dell'articolo 460 del codice di procedura penale sono premesse le seguenti parole: « Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 544- sexies del codice penale e dall'articolo 4, commi 4 e 4- bis , della legge 4 novembre 2010, n. 201, ». 3 (Modifiche all'articolo 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189, in materia divieto di utilizzo a fini commerciali di pelli e pellicce e disposizioni sanzionatorie sul commercio dei prodotti derivati dalla foca) 1 All'articolo 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189 , sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, dopo le parole: « Felis silvestris » sono inserite le seguenti: « e Felis catus »; b al comma 2, le parole: « l'arresto da tre mesi ad un anno o con l'ammenda da 5.000 a 100.000 euro » sono sostituite dalle seguenti: « la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 10.000 a 200.000 euro ». 2 All'articolo 6, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2.