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Si ricorda che tale aspettativa è concessa dall'amministrazione, tenuto conto delle esigenze organizzative, previo esame della documentazione prodotta dall'interessato. Nel successivo articolo 5 vi è una disciplina specifica per i problemi posti dall'avvenuta risoluzione, da parte di Consip SpA, di alcune convenzioni di fornitura di buoni pasto per pubblici dipendenti. La Camera ha aggiunto i commi 5 e 6, concernenti l'introduzione dell'obbligo, a carico delle società di emissione di buoni pasto, di fornire una garanzia fideiussoria. Nell'articolo 6, recante le disposizioni finali e la clausola di salvaguardia, relativa alle Regioni a Statuto speciale e alle Province autonome, la Camera ha operato esclusivamente una modifica di coordinamento, in relazione alla suddetta soppressione dell'articolo 3 originario. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. La relatrice di minoranza, senatrice Parente, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza, senatrice Parente. PARENTE, relatrice di minoranza . Signor Presidente, interverrò sulle tre questioni principali che pone il provvedimento in esame in terza lettura. Si tratta di sei articoli che la senatrice Nisini, relatrice di maggioranza, ha appena illustrato. Le questioni fondamentali tuttavia sono tre: istituzione del Nucleo della concretezza, misure per il contrasto all'assenteismo e misure per accelerare le assunzioni mirate e il ricambio generazionale. Comincio da quest'ultima questione per continuare a ribadire la nostra contrarietà - altri colleghi interverranno al riguardo successivamente - al provvedimento, che è molto altisonante poiché parla di futuro, di ricambio generazionale, fondamentale per una pubblica amministrazione il cui organico è al di sotto rispetto a quello degli altri Paesi europei e con un livello di anzianità di servizio molto alto. Le uniche aggiunte che la Camera vi ha apportato riguardano, nell'ambito del Piano triennale delle azioni concrete per l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, azioni dirette a garantire la corretta applicazione delle disposizioni in materia di organizzazione, funzionamento, trasparenza e digitalizzazione: queste ultime due parole sono le uniche aggiunte nel testo che ci è arrivato dalla Camera. Queste due parole naturalmente importanti, «trasparenza e digitalizzazione» della pubblica amministrazione, sono un'ulteriore riprova che del Nucleo della concretezza non c'era bisogno, perché si tratta di una chiara sovrapposizione con l'Ispettorato per la funzione pubblica, con l'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione e, in parte, anche con le funzioni dell'ANAC. Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo già detto molto in prima lettura, ma venendo qui mi è venuto in mente «Il Castello» di Kafka - peraltro un romanzo incompiuto e, se ci fosse un novello Kafka, lo completeremmo con questo provvedimento - quando l'agrimensore chiamato al castello per svolgere il suo lavoro si accorge che è praticamente irraggiungibile, fino a quando non parla con il sindaco, il quale gli dice che c'è un errore e non deve fare l'agrimensore, tanto è vero che va a fare il bidello: un disguido dovuto alla complessità dell'amministrazione. Quindi il castello, ovvero la macchina burocratica cui va incontro il signor K, è fatto di segretari e funzionari che vanno e vengono, scrivono verbali su ogni cosa, ma accedere al castello è un'impresa ardua. Consentitemi, Presidente, una citazione precisa di questo romanzo bellissimo: «Il Castello ha molti ingressi. Ora è in voga l'uno, e tutti passano di lì; ora l'altro, e il primo è disertato. Secondo quali regole avvengano questi cambiamenti non s'è ancora potuto scoprire». Noi invece abbiamo bisogno nella pubblica amministrazione di un unico ingresso, agevole, semplice e accessibile. Tutti i funzionari che vanno e vengono, come prevede il Nucleo della concretezza, allontaneranno efficienza ed efficacia delle azioni amministrative, anche perché sono 52 rispetto a 3 milioni. La nostra proposta consisteva nel far funzionare l'esistente, nel rafforzare sia economicamente che in termini di strumenti quanto già esiste, per dare appunto efficienza alla pubblica amministrazione. L'articolo 2 prevede l'introduzione di sistemi di verifica biometrica dell'identità e della sorveglianza negli accessi per i dipendenti di tutte le amministrazioni pubbliche. Sottosegretario, quante discussioni, quanto contenzioso abbiamo avuto su questo? Vi rimando anche alla relazione in prima lettura. La Camera ha aggiunto un richiamo importante, che peraltro - lo ricorderanno la relatrice e il Sottosegretario - era una proposta del Partito Democratico qui bocciata. Ha aggiunto il richiamo ai principi di proporzionalità ai sensi dell'articolo 52 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ancora, in questo provvedimento - resta invariato l'intervento delle norme nonostante il richiamo aggiunto alla Camera - non si è dato ascolto a quanto sostenuto anche dal Garante per la protezione dei dati personali sia in Senato che alla Camera: la previsione dell'obbligatorio impiego contestuale di due sistemi di verifica del rispetto dell'orario di lavoro (raccolta di dati biometrici, e cioè impronte digitali o controllo dell'iride - di questo stiamo parlando - e videosorveglianza) eccede sicuramente il limite del diritto alla protezione dei dati personali. Nel corso dell'esame della Camera si è inoltre intervenuti su un ambito specifico della pubblica amministrazione: la scuola. La scuola è molto diversa dagli altri settori della pubblica amministrazione. In seconda lettura alla Camera è stato quindi escluso dai controlli biometrici e dalla videosorveglianza il personale scolastico, e quindi i docenti, fatta eccezione per i dirigenti degli istituti soggetti ad accertamento dell'osservanza dell'orario di lavoro esclusivamente ai fini della verifica dell'accesso: questo dice il testo Camera trasmesso al Senato in terza lettura. Aggiungo che si fa politica con il buonsenso. Immaginate voi un preside, un dirigente scolastico che, nell'ingresso a scuola, viene sottoposto alla videosorveglianza e al controllo digitale delle impronte o dell'iride? È chiara l'irragionevolezza della norma: i presidi, i dirigenti scolastici non sono legati a un ufficio ma molto spesso a più plessi e non hanno un orario contrattuale ben definito; i dirigenti sono legali rappresentanti dell'istituzione scolastica, per cui devono garantire i rapporti con gli enti locali, le ASL e le associazioni territoriali. Inoltre, con un tale intervento si viola il principio di uguaglianza, perché si discriminano alcuni lavoratori della scuola rispetto ai dirigenti. Colleghe e colleghi, c'è un ultimo appello dell'Andis arrivato ieri; ci sono gli appelli di CGIL, CISL e UIL, nonché la manifestazione dei sindacati dei dirigenti scolastici. Da madre, da zia, da cittadina, da rappresentante delle istituzioni so che cosa fa un dirigente scolastico.