[resaula]

Signor Ministro, si apprende da sue interviste recenti che l'intenzione del Governo sarebbe quella di predisporre ritocchi alle normative per sostenere il superamento del blocco dei licenziamenti con strumenti che tengono conto del diverso andamento dei settori. Tutto ciò premesso, vorrei chiederle quali iniziative urgenti intenda promuovere al fine di rilanciare le politiche attive del lavoro del nostro Paese, anche allo scopo di scongiurare i rischi di immediate e gravi ripercussioni occupazionali derivanti dalla fine del blocco dei licenziamenti; e poi quali iniziative voglia intraprendere per promuovere il reinserimento lavorativo e l'innalzamento dei livelli occupazionali, anche alla luce degli scarsi risultati ottenuti negli ultimi anni. PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Orlando, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. ORLANDO, ministro del lavoro e delle politiche sociali . Ringrazio i senatori interroganti. Con la proroga dei trattamenti straordinari di integrazione salariale e il contestuale blocco dei licenziamenti e l'individuazione di ulteriori strumenti di sostegno al reddito per i soggetti che non si era riusciti a raggiungere con gli interventi precedenti, il Governo ha inteso garantire una rete di protezione il più possibile inclusiva ed equa, che facesse da argine all'impatto devastante della pandemia, in continuità - io credo - con alcune scelte precedentemente assunte. Fin dal mio insediamento, ho cercato di coniugare le misure straordinarie di protezione dei lavoratori, con l'avvio di due riforme strutturali che ritengo prioritarie: quella degli ammortizzatori sociali e quella delle politiche attive. Dobbiamo dare ammortizzatori a milioni di lavoratori che oggi non li hanno. E dobbiamo agire sulle competenze di base dei lavoratori più lontani dal mondo del lavoro e fornire una formazione più avanzata anche per quei lavoratori più qualificati che comunque potrebbero trovarsi in una situazione di transizione nei prossimi mesi e avranno bisogno di un accompagnamento della ricollocazione; ciò anche perché molti indicatori ci dicono che non è detto che la ripresa riprodurrà i posti di lavoro che si sono determinati negli stessi ambiti in cui sono venuti meno. Ritengo fondamentale adottare una visione organica, che racchiuda in un solo intervento l'insieme di queste iniziative, accompagnando così la trasformazione del mercato del lavoro e facilitando le transizioni occupazionali; migliorando l'occupabilità dei lavoratori e innalzando il livello delle tutele attraverso la formazione. Puntiamo quindi ad un pacchetto di misure adeguate per contrastare il fenomeno della disoccupazione giovanile, agendo sull'intero percorso che dalle misure di welfare può condurre al lavoro, e cioè fino al vero e proprio sbocco occupazionale. Per questo stiamo valutando misure specifiche da inserire anche nei prossimi provvedimenti d'urgenza che istituiscono luoghi di formazione all'interno dei contesti produttivi. Introduciamo così un intervento innovativo di politica attiva basato sul partenariato pubblico-privato per mettere in connessione con continuità ed efficacia il sistema produttivo e la forza lavoro disponibile, attraverso lo sviluppo di servizi dedicati alla creazione di nuove opportunità. Anche sull'occupazione femminile stiamo già studiando specifiche proposte che agiscano innanzitutto sulle pari opportunità di lavoro per le donne, a partire dall'anticipazione della valutazione sull'impatto di genere, che già è contenuto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, e il gender procurement , che stiamo cercando di inserire il prima possibile. Per scongiurare i rischi dei prossimi mesi, quando lo sblocco dei licenziamenti sarà suscettibile di determinare gravi ripercussioni occupazionali, stiamo valutando alcune misure volte ad incentivare il reinserimento lavorativo e l'innalzamento dei livelli occupazionali. Si tratta dell'introduzione di nuovi strumenti che garantiscono alle imprese la necessaria flessibilità nella delicata fase della ripartenza e ai lavoratori un percorso contestuale di formazione, di adeguamento mirato delle competenze e di inserimento lavorativo, in grado di accompagnarli nelle transizioni occupazionali verso un impiego stabile. Credo poi che sia urgente, urgentissimo, in collaborazione con il Ministero dello sviluppo economico, iniziare a fare una mappatura dell'andamento dei diversi settori, perché la ripresa non è uguale, non sarà uguale da tutte le parti e dentro gli stessi settori ci sarà un'articolazione diversa e un rimbalzo diverso. Il monitoraggio è quindi molto importante anche perché continuare a utilizzare strumenti uguali per situazioni diverse non sempre è il meglio che si possa fare in questa fase storica. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Carbone, per due minuti. CARBONE (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio della risposta e prendo atto delle sue parole. Mi dichiaro soddisfatto e rimango anche speranzoso. Tra l'altro, devo dire che da quando si è insediato non ha mancato un appuntamento con la Commissione lavoro. Sono quindi davvero speranzoso del suo impegno e di quello del presidente Draghi per quanto faremo insieme per i lavoratori, per le aziende e per il sistema produttivo italiano in genere. Mi permetta però di esprimerle un mio cruccio e una mia preoccupazione. Venendo dalla Campania, da Napoli, vorrei soffermarmi sulla situazione della Whirpool in tale città. Lei sa che la Whirpool nonostante abbia presentato i risultati del primo trimestre in Europa, riferendo una crescita doppia nei ricavi, ha comunque deciso di chiudere i battenti a Napoli, lasciando così a piedi, a casa, 330 lavoratori. Signor Ministro, lei sa che la situazione della Whirpool, tra l'altro, è simile a quelle di altre aziende e di altri grossi gruppi del Sud, che tra poco chiuderanno, lasciando a casa migliaia di operai. Mi rendo conto che, dati i tempi contingentati previsti dal Regolamento, non posso pretendere da lei una risposta, ma almeno vorrei da lei un impegno, che non sia formale, ma sostanziale, affinché finalmente queste importanti questioni siano affrontate dal suo Ministero e all'interno del Governo, alla luce anche dei notevoli finanziamenti all'interno del PNRR per il Sud. Lo dico da napoletano, da campano, da uomo del Sud, ma soprattutto - mi permetta, Ministro, da italiano: se non riparte il Mezzogiorno, non riparte l'Italia. (Applausi). PRESIDENTE . Il senatore De Bertoldi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02469 sulle agevolazioni ai navigator per l'accesso al pubblico impiego, per tre minuti. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, la tutela e la promozione del lavoro sono per noi di Fratelli d'Italia un impegno politico quasi esistenziale e rappresentano, almeno per un Ministro della Repubblica e soprattutto per il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, un dovere. Vogliamo interrogarla sul tema del reddito di cittadinanza.