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un energy recovery fund per sostenere quei Paesi colpiti indirettamente dalle conseguenze del conflitto. Su questo ci aspettiamo che il presidente Mario Draghi metta in campo tutta la sua autorevolezza affinché ci sia un' escalation diplomatica nel conflitto oggi in atto tra Russia e Ucraina. Il problema è che, per affrontare questa emergenza, ci vorrebbe un Governo solido e meno eterogeneo di quello che c'è, con una visione chiara del Paese e del futuro: tutto ciò che questo Governo evidentemente non ha. Le forze politiche che lo compongono non sono d'accordo su nulla. Proprio in un momento in cui ci vorrebbe senso di responsabilità, non fanno altro che picconare la tenuta dell'Esecutivo, come abbiamo visto anche oggi. Ho sentito parlare il Presidente della Commissione bilancio e qualche collega ha chiesto se il senatore Pesco è passato all'opposizione. Dico questo per indicare la tenuta di questa maggioranza. Come Fratelli d'Italia siamo stati profeti nel dire, sin dal primo giorno, che questa maggioranza non aveva troppa strada da percorrere perché era ed è troppo diversa per stare insieme. Il tempo è galantuomo e - purtroppo - le cose ci stanno dando ragione. In conclusione, noi continueremo a denunciare tutto ciò che sta accadendo, così come stiamo facendo negli ultimi anni, in particolare con questo monocameralismo di fatto. Ci troviamo oggi di fronte all'ennesimo voto di fiducia sull'ennesimo decreto che arriva in Aula. Noi faremo sempre denunce a voce alta e alzeremo la voce per dire all'Italia intera che, mentre il Paese è alle prese con la peggior crisi dal dopoguerra a oggi, la vostra priorità torna a essere una riforma elettorale in senso proporzionale. Se ne parla in questi giorni e sembra che il Partito Democratico sia addirittura disponibile a portare in Aula questa riforma. Lo fate per trovare un modo per garantirvi - perché solo a questo può servire - quella poltrona da cui non vi siete voluti separare e che comunque tra pochi mesi dovrete lasciare, visto che la legislatura oramai sta giungendo al termine. Noi, come Fratelli d'Italia, non temiamo il ritorno alle urne, né strane leggi elettorali. Continueremo a chiedere il ritorno al voto il prima possibile, perché l'Italia merita un Governo forte e all'altezza della situazione, e non un'accozzaglia di partiti che sono tutto e il contrario di tutto e che neppure un autorevole Presidente del Consiglio è stato in grado di guidare. (Applausi) . PRESIDENTE. Grazie per il rispetto dei tempi, senatore Calandrini. Comunico che, siccome sono molti gli interventi, anche di cinque o di sette minuti, e siccome sono tantissime le persone iscritte a parlare - pertanto andremo oltre i tempi normali - sarò inflessibile sui tempi e ve li segnalerò prima. È iscritta a parlare la senatrice Ferrero per cinque minuti. Ne ha facoltà. FERRERO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ne impiegherò quattro, se riesco. Cari colleghi, Governo, ringrazio i relatori e ovviamente il Governo, nelle persone della sottosegretaria Guerra e del sottosegretario Freni. Ringrazio inoltre gli uffici per l'impegno che, nella proliferazione dei provvedimenti ormai da due anni a questa parte, è particolarmente intenso. Lasciatemi però dire, colleghi, che in quattro anni non abbiamo imparato niente nella gestione dei lavori. Vero è che, tra forze politiche molto variegate, gli accordi di maggioranza diventano complicati. Ma, in ogni caso, tutti noi dovremmo essere concordi nel non ridurci a concludere i lavori sempre di notte, questa volta addirittura nella notte tra domenica e lunedì. Non è un problema per noi, ma più che altro è un problema proprio di lavoro: il lavoro svolto di notte rischia di essere non serio e foriero di errori, che, seppur piccoli, vanno inevitabilmente sistemati poi in un secondo momento. Non mi stuferò mai di dire che di notte bisognerebbe dormire e non lavorare a provvedimenti importanti. Detto ciò e fatto questo piccolo appunto, si può affermare che il provvedimento in esame va nella giusta direzione. Con esso il Governo ha cominciato ad accogliere le sollecitazioni arrivate in particolare dal nostro Gruppo e dal nostro segretario Matteo Salvini, che fin da tempi non sospetti aveva messo in guardia sui pericoli degli aumenti e dei rincari energetici. È sicuramente un buon inizio per avviare successivi provvedimenti di più ampio respiro. Per questo nel mio intervento non mi soffermerò tanto su quello che andremo ad approvare; molti sono, d'altronde, gli emendamenti a nostra firma che hanno ottenuto, anche attraverso accordi trasversali, il parere favorevole del Governo e il voto favorevole in Commissione. Vorrei invece sensibilizzare tutti voi, colleghi, su quelli che sono il piano reale e il piano istituzionale, cioè due piani che fanno fatica a incontrarsi. Siamo tutti consapevoli degli aumenti del costo delle materie prime, dell'energia e inevitabilmente del carrello della spesa, ma gli imprenditori erano a conoscenza del fenomeno dell'aumento delle materie prime già dall'inizio del 2021. Allora, colleghi, questo epilogo è stato inevitabile, anche perché forse non abbiamo saputo ascoltare a sufficienza. Poi tutto è precipitato ed è stato accelerato dalla guerra, ovviamente; ma i presupposti erano già evidenti. Dobbiamo imparare a captare i segnali che ci dà il mondo reale. C'è una parte di questo Parlamento che, vedendo evasori ovunque e il furbo dietro ogni angolo, crede che con lacci e lacciuoli si ostacolino queste storture. Ma quella parte politica spesso non si rende conto che le complicazioni delle procedure non fanno altro che agevolare i professionisti della burocrazia e i furbetti, che sanno bene come aggirare le norme. Quindi, ascoltate gli imprenditori di quelle aziende sane, di quelle aziende che lavorano onestamente. Il mio vuole essere un appello per i prossimi provvedimenti. In questo grave momento di crisi economica non è tanto importante dare, ma evitare di togliere, evitare di riscuotere, come è stato fatto per le accise sui carburanti, d'altronde. Semplifichiamo le procedure, abbassiamo l'imposizione fiscale per imprese e lavoratori, perché solo così potranno affrontare le problematiche economiche anche dovute al conflitto, ma che oggi non sentiamo ancora, perché devono ancora arrivare. Quindi, ascoltiamo imprenditori e famiglie e caliamoci tutti quanti nella realtà. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pergreffi. Ne ha facoltà. PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, siamo di fronte a un decreto-legge veramente necessario, perché in questo momento penso che tutti gli italiani lo aspettino per poter risolvere tantissime delle situazioni che ci siamo trovati di fronte con il caro materie prime. Illustrerò alcuni interventi che sono stati messi a punto di competenza della nostra Commissione.