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Peraltro la legge prevede anche come sopperire quando è esaurito l'elenco dei candidati, ricorrendo a una lista associata in coalizione. In conclusione, l'obiettivo di riuscire a realizzare il plenum dell'Assemblea del Senato non è sovraordinato alla nostra Costituzione, che è, da questo punto di vista, assolutamente irrinunciabile e non scavalcabile. Ricordo che ci sono altri precedenti che hanno fatto sì che non si completasse il plenum . Da questo punto di vista, quindi, i precedenti sono a favore della scelta di non completare il plenum , per essere rigidamente e coerentemente rispettosi dell'articolo 57 della Costituzione. Per tutti questi motivi noi voteremo a favore della questione sospensiva QS1 per palese e manifesta incostituzionalità. (Applausi dai Gruppi Misto e PD) . ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, colleghi, a questo punto della discussione le premesse sono note. C'è stato un numero di eletti inferiore, per sovrapposizione di candidature, ai seggi in astratto attribuibili e a maggioranza, e si propone una soluzione che noi riteniamo costituzionalmente illegittima. Vorrei sottolineare questo aspetto per evidenziare che il nostro ruolo di parlamentari in questa seduta di Assemblea del Senato, quindi non nelle Commissioni tecniche o nella Giunta per il Regolamento, è importantissimo: noi siamo individualmente chiamati a essere i custodi della Costituzione, indipendentemente da schieramenti o altro, prioritariamente rispetto a qualsiasi altra cosa. Quali sono a questo punto i temi? La legge elettorale del Senato, con l'ormai noto articolo 17- bis , esclude esplicitamente che si possa applicare la disciplina prevista dalla legge elettorale della Camera dei deputati, che consente, in alcune situazioni, di attribuire i seggi non assegnati ai candidati della medesima lista in altre circoscrizioni. C'è ora un'altra questione. C'è una logica che dobbiamo utilizzare. Visto che sono stati chiamati giustamente in causa dei termini giuridici quale l'istituto dell'interpretazione analogica, sottolineo che c'è un principio di chiusura e sovrastante quello cioè del «provvedimento abnorme», che non è ammesso. È una categoria giuridica ampiamente illustrata ed esplorata che serve a evitare delle forzature di sistema che poi influiscono non solo sul caso specifico. Qui saremmo esattamente nella fattispecie del provvedimento abnorme. Ci sono delle questioni di principio che non possono essere oltrepassate: la diversa attribuzione tra regionale e nazionale, tra Camera e Senato è voluta. Il legislatore finora - addirittura, il legislatore costituzionale - ha voluto, fintanto che non si cambia la Costituzione, prevedere una diversa disciplina proprio attribuendo anche a questa un equilibrio nel bicameralismo perfetto (che spesso viene difeso, anche se poi non così tanto nei fatti). Il dettato dell'articolo 57 della Costituzione è assolutamente invalicabile. Quando si fa un'interpretazione giuridicamente analogica - maldestra nella sua accezione giuridica - superando l'articolo 17- bis del testo unico delle leggi per l'elezione del Senato, con il successivo articolo 19, comma 2, del medesimo testo, vorrei ricordare che le norme di chiusura servono non quando non si riesce a trovare una soluzione che ci piace, ma quando c'è una parte indeterminata perché comunque non ci può essere una non disciplina. Qui non siamo però in un caso di non disciplina: qui è disciplinato molto chiaramente il divieto di utilizzare - quando bisogna ancora assegnare i seggi e non quando sono già assegnati - i criteri previsti per l'attribuzione alla Camera. In base a cosa si fa prevalere l'articolo 19, che dichiaratamente serve per altre ipotesi, sull'articolo 17- bis , in contraddizione con un principio costituzionale dell'articolo 57, che è invalicabile? Per questo è abnorme la soluzione proposta. Tutte le interpretazioni possibili non possono andare in contrasto con la norma costituzionale, che è la norma che orienta qualsiasi interpretazione. Da questo punto di vista, il ragionamento è viziato da illogicità palese. Riassumo i tre punti: innanzitutto non si può rinviare per casi differenti all'interpretazione analogica perché non c'è un vuoto normativo, ma un vuoto di soluzione attesa, che eventualmente per un caso concreto de iure condendo può essere presa in considerazione; l'articolo 19, come lo stesso relatore ha correttamente esposto, ha finalità e ambiti di applicazione assolutamente differenti perché è un momento successivo. È vero che, a volte, analogicamente si può utilizzare una norma indipendentemente dal fine per cui la norma è stata scritta, ma deve essere consentito dal testo della norma stessa e non quando c'è una contraddizione in termini e quando c'è la barriera dell'articolo 57 della Costituzione, che stabilisce che l'attribuzione è a base regionale e territoriale. I tre motivi sono pertanto: si tratta di casi differenti, invalicabile analogia e violazione dell'articolo 57 della Costituzione, che prevale sempre. Un ulteriore punto riguarda la sovranità popolare, che guida qualsiasi interpretazione della legge elettorale e che non è un principio astratto che evochiamo quando non sappiamo più cosa dire: è un principio che la stessa Costituzione stabilisce debba essere applicato nelle forme e nei limiti da essa previsti. Pertanto la Costituzione fornisce una guida per la sovranità popolare «stabilendo che essa vada esercitata nelle forme e nei limiti della Costituzione». In questo caso c'è l'articolo 57, che è inscindibilmente legato alla sovranità popolare. In questo caso la sovranità popolare significa che c'è un principio territoriale regionale che non può assolutamente essere travolto e violato. Sono stati fatti degli esempi concreti anche dal collega Malan, il quale giustamente ci ha detto che in questo caso ci sarebbe una Regione che, con un principio del tutto casuale, vedrebbe addirittura accresciuto il numero degli eletti su base regionale. Qual è il criterio? Non può essere un criterio astratto. In conclusione, l'introduzione di un simile premio di maggioranza e di un preliminare livello sovraregionale di assegnazione dei seggi non solo non è mai stato preso in considerazione, ma è stato sempre escluso dal legislatore nel tempo, quindi è una fattispecie contraria anche ai precedenti legislativi. Non a caso, la base regionale del Senato implica che il criterio di assegnazione dei seggi sia sempre e soltanto quello regionale, che in questo caso discende dall'applicazione della sovranità popolare, senza possibilità di traslazione dei seggi vacanti da una circoscrizione regionale all'altra. Non c'è alcun precedente analogo nella storia repubblicana. Come dicevo in premessa, noi siamo i custodi del dettato costituzionale e non possiamo assolutamente travolgerlo. Se c'è un tema, il legislatore si applicherà ad esso, ma finora questa è la disciplina che ci siamo dati e che, tra l'altro, attiene a un impianto che va oltre, quello del bicameralismo perfetto, che fino ad oggi non è stato messo in discussione neanche da un voto popolare. Ecco perché, signor Presidente, colleghi, non soltanto insistiamo, ma sosteniamo con grande forza e convinzione che il tema è talmente alto ed importante che deve essere riesaminato. Quindi la richiesta di sospensiva ha esattamente questo significato.