[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 763, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2007), promosso con ordinanza del 12 luglio 2007 dal Tribunale di Lucca nei procedimenti riuniti vertenti tra i signori P. G. e P. L. e la Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali, iscritta al n. 700 del registro ordinanze 2007 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 40, prima serie speciale, dell'anno 2007. Visti gli atti di costituzione di P. G. e P. L., della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali, nonché l'atto di intervento, fuori termine, di L. B. e di altri sei e l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 1° aprile 2008 il Giudice relatore Alfonso Quaranta; uditi gli avvocati Anna Campilii per L. B. ed altri sei, Mario Lazzeretti per P. G. e P. L., Massimo Luciani e Matteo Fusillo per la Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali e l'avvocato dello Stato Francesco Lettera per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto che il Tribunale ordinario di Lucca, con ordinanza in data 12 luglio 2007 - pronunciata nel corso di un giudizio avente ad oggetto due cause riunite, promosse, rispettivamente, dai signori P. G. e P. L., entrambi iscritti all'albo dei ragionieri di Lucca e alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali (C.N.P.R.), nei confronti della Cassa medesima, per la rideterminazione dell'importo della pensione di anzianità - ha sollevato, in riferimento agli artt. 2, 3, 24 e 38 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 763, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2007); che il giudice a quo premette in fatto che i ricorrenti, con ricorsi depositati il 14 settembre 2006, hanno esposto di aver presentato domanda di pensione di anzianità, con decorrenza, rispettivamente, dal 1° settembre 2005 e dal 1° febbraio 2006, e che con delibere in data 9 febbraio 2006 è stata disposta la liquidazione provvisoria di dette pensioni secondo i criteri stabiliti dall'art. 49 del regolamento di esecuzione dello statuto della Cassa, come modificato dalla delibera del Comitato dei delegati della Cassa medesima del 22 giugno 2002; che, ad avviso dei ricorrenti, tale delibera sarebbe illegittima, in quanto non rispetterebbe il principio del pro-rata, di cui all'art. 3, comma 12, della legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare), determinando una decurtazione delle pensioni; che, in pendenza di giudizio, è stata emanata la legge n. 296 del 2006, la quale, con il primo periodo del citato art. 1, comma 763, sostituisce il primo ed il secondo periodo dell'art. 3, comma 12, della legge n. 335 del 1995 con i seguenti: «nel rispetto dei princìpi di autonomia affermati dal decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e dal decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, e con esclusione delle forme di previdenza sostitutive dell'assicurazione generale obbligatoria, allo scopo di assicurare l'equilibrio di bilancio in attuazione di quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, del suddetto decreto legislativo n. 509 del 1994, la stabilità delle gestioni previdenziali di cui ai predetti decreti legislativi è da ricondursi ad un arco temporale non inferiore a trenta anni. Il bilancio tecnico di cui al predetto articolo 2, comma 2, è redatto secondo criteri determinati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le associazioni e le fondazioni interessate, sulla base delle indicazioni elaborate dal Consiglio nazionale degli attuari nonché dal Nucleo di valutazione della spesa previdenziale. In esito alle risultanze e in attuazione di quanto disposto dal suddetto articolo 2, comma 2, sono adottati dagli enti medesimi, i provvedimenti necessari per la salvaguardia dell'equilibrio finanziario di lungo termine, avendo presente il principio del pro-rata in relazione alle anzianità già maturate rispetto alla introduzione delle modifiche derivanti dai provvedimenti suddetti e comunque tenuto conto dei criteri di gradualità e di equità fra generazioni. Qualora le esigenze di riequilibrio non vengano affrontate, dopo aver sentito l'ente interessato e la valutazione del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, possono essere adottate le misure di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509»; che il censurato secondo periodo dello stesso comma 763 dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006 stabilisce: «sono fatti salvi gli atti e le deliberazioni in materia previdenziale adottati dagli enti di cui al presente comma ed approvati dai Ministeri vigilanti prima della data di entrata in vigore della presente legge»; che, secondo il rimettente, tale disposizione sarebbe viziata da illegittimità costituzionale; che, infatti, la prevista salvezza avrebbe il valore di sanatoria della citata delibera del 22 giugno 2002, così ledendo l'affidamento nella sicurezza giuridica e le legittime aspettative dei lavoratori già in quiescenza, «quando sono già pendenti i giudizi fondati su tale illegittimità e così peggiorando in misura notevole ed in maniera definitiva il trattamento pensionistico in precedenza spettante, sulla base della normativa vigente al momento della cessazione dell'attività lavorativa, in contrasto con i principi desumibili dagli artt. 2, 3, 24, 38 della Costituzione»; che, a sostegno della prospettata interpretazione della norma denunciata, da cui discenderebbe la illegittimità costituzionale della stessa, il giudice a quo osserva, in particolare, che tale norma, intervenuta quando era già sorto «un nutrito contenzioso» al riguardo, da un lato, non può essere intesa come mera conferma di efficacia degli atti e delle deliberazioni già in precedenza legittimi; dall'altro, non può neppure essere interpretata come sanatoria ma con effetti limitati al solo periodo successivo all'entrata in vigore della legge;