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Il secondo atto inizia tra il 21 e il 22 novembre. Ministro Tria, il 21 novembre la Commissione europea respinge la seconda versione del documento programmatico di bilancio e avvia i primi passi della procedura di infrazione. Il 22 novembre suona il vero campanello d'allarme: l'asta dei BTP Italia va semideserta, il flop peggiore dal 2012, l'allarme vero per un Paese che l'anno prossimo dovrà collocare 400 miliardi di debito pubblico con il rischio che nessuno si compri il debito pubblico italiano, a partire dai risparmiatori italiani. In quei due giorni avete scoperto che il problema più grosso dell'Italia non era nelle stanze di Bruxelles, ma nel nostro Paese, in un muro verso cui avevate lanciato l'Italia e che era molto più vicino di quanto voi stessi vi poteste rendere conto. In quel momento avete innestato la retromarcia e ripreso il negoziato con l'Unione europea, ma l'avete ripreso nelle condizioni peggiori, con un Paese isolato come mai era accaduto in passato. Era isolato rispetto ai grandi partner europei, isolato anche nei confronti di quei Governi sovranisti, che teoricamente dovrebbero essere amici di Matteo Salvini e del MoVimento 5 Stelle e che, invece, sono stati i più duri a pretendere il rientro dell'Italia nei parametri europei. (Applausi dal Gruppo PD) . I vostri amici e i vostri alleati sono stati i primi a mettervi con le spalle contro un muro e a costringervi a innestare la retromarcia. Vengo, infine, al terzo atto di questa farsa. Il 19 dicembre, due giorni fa, si raggiunge l'accordo con l'Unione europea. Il vice premier Salvini - che vedo fare capolino in quest'Aula - aveva con il suo solito tono sprezzante parlato di una letterina di Babbo Natale. Vice premier Salvini, la letterina c'è stata, ma è stata quella che il presidente del Consiglio Conte e il ministro dell'economia Tria hanno mandato a Jean Claude Juncker, Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis dicendo che l'Italia era pronta a tornare indietro sui suoi passi, che la manovra del popolo era uno scherzo e che si andava invece a riequilibrare per rispettare le regole europee. (Applausi dal Gruppo PD) . Tutto ciò avveniva nella mortificazione del Parlamento italiano, costretto a fare da spettatore a questa farsa e privato di informazioni essenziali che erano state date alla Commissione europea, ma non al Senato della Repubblica, con tanti saluti alle parole d'ordine sovraniste, alla Repubblica italiana e a una manovra del popolo che dal 19 dicembre non esiste più. Signor Presidente, noi siamo felici che l'Italia abbia evitato la procedura di infrazione. Sia chiaro: noi facciamo sempre il tifo per il nostro Paese. La procedura di infrazione sarebbe stato il colpo di grazia per un Paese avvitato nell'instabilità finanziaria. Gli italiani, però, devono sapere il prezzo altissimo di questi due mesi di follia che saranno costretti a pagare per l'insipienza, il dilettantismo e l'avventurismo con cui è stato gestito il percorso della legge di bilancio. È un prezzo che sta scritto nelle tabelle che vi siete rifiutati di dare alla Commissione bilancio e che finalmente abbiamo potuto leggere. È il prezzo di una manovra che non è più espansiva: è neutra nel 2019 e recessiva negli anni successivi. È il prezzo di due bandiere propagandistiche, il reddito di cittadinanza e quota 100, che hanno un terzo delle risorse in meno rispetto agli stanziamenti iniziali. Cari amici, gli italiani non hanno le fette di salame sugli occhi e non potrete andare avanti a lungo a raccontare che, con un terzo di soldi in meno, interesserete la stessa platea e con la stessa tempistica a provvedimenti come il reddito di cittadinanza e quota 100. Le nozze non si fanno con i fichi secchi. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Presidente, le risorse per la crescita erano già molto limitate nella versione iniziale e il maxiemendamento che ha presentato il Governo riduce le risorse per gli investimenti. Altro che crescita! Questa è diventata una manovra tutta sulla parte corrente ed è una manovra che fa cassa sulle pensioni di 3 milioni di italiani, blocca le assunzioni nella pubblica amministrazione e lascia sulla testa degli italiani una gigantesca spada di Damocle, con 23 miliardi di euro di aumento dell' IVA nel 2020 e 29 miliardi di euro nel 2021. Sapete quali saranno le conseguenze di questa spada di Damocle? Chi avrà la sfortuna di impostare la manovra per il 2020 potrà fare solo due cose: aumentare le tasse, perché nessuno è in condizione di smontare questa clausola di salvaguardia, e dire agli italiani che abbiamo scherzato e che quota 100 e reddito di cittadinanza sono le promesse di una stagione, buone per le elezioni europee, ma che non ci saranno i soldi per andare avanti a lungo con queste misure. (Richiami del Presidente). Ho concluso, signor Presidente. Abbiamo evitato di andare contro un muro - questo sì - ma abbiamo messo un cappio sulla testa degli italiani, perché l'IVA al 26,5 per cento è un cappio e una spada di Damocle. (Applausi dal Gruppo PD) . Con questa manovra tirate a campare per i prossimi mesi, ma avete compromesso il futuro di questo Paese. Noi non lo accetteremo e voteremo contro, ma saranno gli italiani a non perdonarvelo. (Applausi dal Gruppo PD. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Tosato. Ne ha facoltà. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei chiarire che anche per il Gruppo Lega è un rammarico che non si sia potuti arrivare in Aula con i relatori e, nonostante questo, penso si possa affermare che il lavoro in Commissione, al di là degli avvenimenti delle ultime ore, non sia stato inutile. Il lavoro è stato utile, sia nell'Aula della Commissione bilancio, sia negli incontri informali e se oggi abbiamo un maxiemendamento, lo abbiamo anche perché i componenti della Commissione bilancio, di maggioranza e di opposizione, hanno lavorato insieme per migliorare questa manovra. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). È stata fatta una scelta obbligata, a fronte di una trattativa con la Commissione europea che è durata, ahimè, fino al 19 dicembre. È stata fatta una scelta necessaria per evitare l'esercizio provvisorio ed è stato un tempo utile, perché ha permesso al nostro Paese di evitare la procedura di infrazione. Quindi, dispiace per quanto accaduto, ma abbiamo la certezza di aver fatto tutto il possibile perché il dibattito parlamentare non fosse inutile e avesse una sua utilità. VOCE DAL GRUPPO PD. Quale dibattito? TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Parliamo dei contenuti della manovra. Innanzitutto per noi era fondamentale riformare la legge Fornero. Era un patto che avevamo preso con i cittadini e che dovevamo onorare. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Con questa manovra si fa giustizia per centinaia di migliaia di cittadini che hanno subito una riforma ingiusta e inaccettabile.