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Quindi, non solo monocameralismo, non solo disprezzo per i compiti delle istituzioni parlamentari, ma di fatto un venir meno anche di ogni tentativo e volontà di migliorare, come si dovrebbe fare, questo decreto-legge. Siamo stati costretti a presentare in Aula degli emendamenti che avremmo voluto presentare e discutere in Commissione, ma non è stato possibile; li abbiamo presentati in Aula, signor Presidente, e abbiamo visto ovviamente, per esigenze di tempo, bocciare tutte le nostre proposte. Entrando un po' nel merito, notiamo che questo provvedimento, il cosiddetto decreto semplificazioni, è in realtà un altro decreto omnibus , che contiene un po' di tutto e arriva di fatto ad essere anche una sanatoria per gli immigrati irregolari. L'articolo 43, comma 3, rappresenta infatti una sospensione dei procedimenti sulla clandestinità e sugli immigrati clandestini e si accompagna al comma 6, sempre dell'articolo 43, che prevede che a fronte di una semplice domanda, venga estinto il reato e si ottenga di fatto il permesso di soggiorno. Quindi, in un decreto-legge semplificazioni avete introdotto anche una sanatoria sugli immigrati: non mi pare coerente né assolutamente condivisibile. Per questo Fratelli d'Italia con la sua logica comportamentale mai avrebbe potuto dare un voto favorevole a una norma di questo tipo. Una norma che rappresenta peraltro - lo voglio sottolineare - una discriminazione verso quegli immigrati, Presidente, che fanno domanda da casa loro, che non hanno violato le leggi, che non hanno voluto fare i clandestini, che aspettavano di poter arrivare nel nostro Paese in base al decreto-legge flussi. Quindi, abbiamo anche discriminato gli immigrati onesti rispetto ai clandestini. Questo è quanto contenuto nel cosiddetto decreto-legge semplificazioni: un provvedimento che niente aveva a che fare con questo argomento. Signor Presidente, se si fosse voluto semplificare si sarebbero potute fare tante cose. Basta girare un qualunque studio professionale, parlare con qualunque imprenditore, con qualunque artigiano: quante semplificazioni si potevano fare. Fratelli d'Italia, come ho detto, aveva cercato di dare un ulteriore contributo in questa direzione con gli emendamenti presentati. Voglio qui citarne alcuni perché non possiamo pensare di criticare senza spiegare cosa di meglio avremmo potuto fare. Ad esempio, in riferimento all'articolo 3, credo - e penso che tanti miei colleghi commercialisti che ci stanno ascoltando non possono che condividere - che si poteva semplicemente abrogare le liquidazioni periodiche IVA. Nella fatturazione elettronica, infatti, lo Stato ha a disposizione tutti gli elementi senza dover chiedere un ulteriore adempimento alle imprese, agli artigiani, ai commercianti, alle piccole e medie imprese e ovviamente ai loro consulenti. Quella era una semplificazione: eliminare con l'articolo 3 le liquidazioni periodiche dell'IVA. Potremmo anche citare l'articolo 9, laddove avete previsto - a mio avviso anche correttamente - per le società cosiddette in perdita sistemica, l'abrogazione della norma che prevede le società di comodo; quindi avete dato un sollievo a quelle imprese che sono in perdita non perché gli piaccia essere in perdita, ma perché la crisi di questi ultimi anni rende possibile, purtroppo con una certa facilità, andare in perdita, in almeno due degli ultimi cinque esercizi. Avete quindi tolto dalla disciplina assurda delle società di comodo questo tipo di società, ma ritengo che un atto di maggiore semplificazione sarebbe stato eliminare l'intero percorso delle società di comodo. Ricordo a chi non è del mestiere, cari colleghi, che la norma prevede che le società vengono tassate, vengono obbligate a dichiarare dei ricavi sulla base di una percentuale imposta dallo Stato; percentuale, ad esempio, sugli immobili che va dal 4 al 6 per cento, quindi si prevedono ricavi che si presumono doverci essere. Se non ci sono a quel livello, si viene tassati in modo ovviamente presunto. Una semplificazione, soprattutto in un momento come questo, non era solamente rivolgersi alle società in perdita sistemica, ma estendere il percorso a tutte le società di comodo. Cito un altro emendamento proposto da Fratelli d'Italia: penso all'abrogazione almeno per il settore degli edili della cosiddetta reverse charge , cioè dell'inversione che si attua nell'IVA, che di fatto crea continuamente problemi alle nostre piccole imprese che, non applicando l'IVA, si trovano a scontare l'IVA a monte, quella che devono decurtare. Ciò li porta ad andare a credito e a dover chiedere ogni volta rimborsi che puntualmente arrivano in ritardo tanto da costringerle a ricorrere al credito bancario per far fronte alle proprie esigenze di liquidità. Quindi, perché non avete semplificato, eliminando la reverse charge almeno nel settore degli edili, che così pesantemente ne sono colpiti come da altre misure? Un altro passaggio di vera semplificazione sarebbe stato, ad esempio, alzare i limiti del forfettario. Perché continuate a mantenere a 65.000 euro quel forfettario che potrebbe essere elevato almeno a 100.000 euro? Avreste semplificato la vita a molte piccole imprese che hanno gravi difficoltà. Non lo avete fatto. Invece, signor Presidente, ha prevalso sempre la logica delle tasse, del sospetto verso l'impresa; quelle logiche che, magari, nella delega fiscale contengono il catasto e quindi il voler creare un reddito parallelo per poi evidentemente creare le condizioni per tassare il patrimonio degli italiani, le case degli italiani o magari prevedere, come ha detto il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, un'ulteriore tassa patrimoniale sulle successioni, per creare ulteriore assistenzialismo nei confronti dei giovani. Magari, invece, basterebbe utilizzare altre fonti di reddito, per dare ai giovani opportunità di lavoro, secondo il principio: più lavoro, meno tasse, come ha proposto Fratelli d'Italia. Più assumi, meno paghi tasse: in tal modo, sì che dai una risposta ai giovani senza lavoro; non dando loro una mancia, magari elettorale, visto che siamo sotto elezioni, e proponendo, dall'altra parte, di creare una tassazione, che magari andrebbe a penalizzare tanti giovani, che hanno ereditato qualche patrimonio, ma che non hanno il reddito per poterlo sostenere e poterne pagare l'imposizione. Queste sono le proposte di un partito serio, di un partito come il nostro. Sempre nel merito, voglio qui riferirmi anche all'articolo 40- quater . Ben venga una interrogazione di Fratelli d'Italia, che ha evidenziato come voi, nel decreto precedente, con una mano davate i crediti di imposta alle imprese in difficoltà, che devono pagare il gas e l'energia ad alto prezzo, ma poi applicavate il de minimis europeo e li andavate a sottrarre. Ricordo che voi avete posto rimedio a questo grazie ad un'interrogazione che nelle scorse settimane Fratelli d'Italia ha presentato. Sempre nell'articolo 40- quater avete dato una risposta al problema della cessione del credito sui superbonus. Finalmente dite quello che Fratelli d'Italia vi diceva da mesi rispetto ai decreti precedenti: non si può avere il limite del 1° di maggio, perché ovviamente, con questo limite, non liberavate il cassetto fiscale di banche e assicurazioni.