[pronunce]

in particolare, l’art. 1, comma 2, della legge regionale, definendo il sistema di istruzione e formazione professionale, avrebbe violato l’art. 117, secondo comma, lettera m), Cost., perché in contrasto con le disposizioni della legge n. 296 del 2006 e del decreto-legge n. 7 del 2007; che l’art. 10, che disciplina unilateralmente a livello regionale il sistema di certificazione delle competenze acquisite con la frequenza dei percorsi di istruzione e formazione professionale, avrebbe leso l’art. 117, secondo comma, lettera m), Cost.; che gli artt. 11 e 14, comma 2, della legge regionale, nel consentire a coloro che concludono il primo ciclo di iscriversi ai percorsi di istruzione e formazione professionale realizzati dalle strutture formative accreditate presso la Regione, avrebbe violato l’art. 117, secondo e terzo comma, Cost., in quanto si porrebbero in contrasto con le norme generali sull’istruzione di cui all’art. 1 della legge n. 296 del 2006, nonché con il principio di leale collaborazione, non prevedendo l’intervento della Conferenza unificata e della Conferenza Stato-Regioni; che l’art. 18, contemplando percorsi formativi validi ai fini dell’abilitazione professionale, avrebbe leso l’art. 117, primo e terzo comma, Cost., spettando la competenza ad individuare i titoli abilitanti per l’esercizio delle professioni, in via esclusiva, allo Stato; che l’art. 24, denominando unilateralmente «istituzioni formative» alcuni soggetti eroganti percorsi di istruzione e formazione professionale e attribuendo loro personalità giuridica, avrebbe violato gli artt. 33, 117, secondo comma, lettere m) ed n), 118 Cost. ed il principio di leale collaborazione; che l’art. 28, prevedendo un meccanismo automatico di determinazione delle risorse in base al criterio della quota capitaria, avrebbe leso gli artt. 33 e 117, secondo comma, lettera n), Cost., invadendo le competenze esclusive statali in materia di istruzione; che l’art. 30, comma 3, stabilendo che i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) rientrano nel sistema di istruzione e formazione professionale, avrebbe violato gli artt. 33, 117 e 118 Cost., perché in contrasto con l’art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144 (Misure in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi all’occupazione e della normativa che disciplina l’INAIL, nonché disposizioni per il riordino degli enti previdenziali), e con l’art. 1, comma 631, della legge n. 296 del 2006; che la Regione Lombardia, costituitasi in giudizio con atto del 5 novembre 2007, ha resistito, con dettagliate argomentazioni, alle censure sollevate, ritenendole prive di fondamento e sostenendo che il legislatore regionale avrebbe operato in modo coerente rispetto al quadro costituzionale ed a quello normativo statale derivante dalla legge n. 53 del 2003 e dai suoi decreti attuativi; che, a seguito di istanze presentate dalla Regione Lombardia in data 30 luglio 2007 e in data 30 gennaio 2008, si è proceduto, con adesione delle parti, alla riunione, in ragione di stretta connessione, dei ricorsi n. 27, n. 29 e n. 43 del 2007 e del conflitto di attribuzione tra enti n. 7 del 2007. Considerato che, con atto depositato presso la cancelleria di questa Corte il 9 marzo 2009, il Presidente del Consiglio dei ministri ha dichiarato di rinunciare al ricorso n. 43 del 2007; che tale rinuncia è stata formalmente accettata dalla Regione Lombardia, con atto depositato presso la cancelleria di questa Corte in data 23 ottobre 2009; che, con atto depositato presso la cancelleria di questa Corte il 17 aprile 2009, la Regione Veneto ha dichiarato di rinunciare al ricorso n. 27 del 2007; che tale rinuncia è stata formalmente accettata dall’Avvocatura generale dello Stato per conto del Presidente del Consiglio dei ministri, con atto depositato presso la cancelleria di questa Corte in data 15 maggio 2009; che, con atto depositato presso la cancelleria di questa Corte il 23 ottobre 2009, la Regione Lombardia ha dichiarato di rinunciare al ricorso n. 29 del 2007 ed al conflitto di attribuzione tra enti n. 7 del 2007; che tale rinuncia è stata formalmente accettata dall’Avvocatura generale dello Stato per conto del Presidente del Consiglio dei ministri, con atto depositato presso la cancelleria di questa Corte in data 2 novembre 2009; che, ai sensi degli artt. 23 e 25 delle norme integrative per i giudizi dinanzi alla Corte costituzionale, la rinuncia al ricorso, seguita dall’accettazione della controparte, comporta l’estinzione del processo.. . per questi motivi La Corte costituzionale riuniti i giudizi, dichiara estinto il processo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 2 dicembre 2009. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Sabino CASSESE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'11 dicembre 2009. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA