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lasciare i pazienti senza cure precoci a domicilio è assolutamente inaccettabile e, alla luce di quanto esposto, sarebbe necessaria una revisione immediata delle linee guida ministeriali, si chiede di sapere: come intenda procedere il Ministro in merito alle linee guida ministeriali afferenti al trattamento domiciliare dell'infezione da coronavirus e se non ritenga necessario revisionarle, recependo la richiesta che proviene dalla popolazione che sta lottando contro il COVID-19 e da tanti medici che con grande professionalità, da mesi, stanno operando a fianco di pazienti, come volontari, per far sì che possano avere una pronta terapia domiciliare in grado di ridurre i ricoveri ospedalieri; se non ritenga, oltre a stabilire un protocollo nazionale di cura domiciliare, di disporre un'azione di rinforzo della medicina territoriale, anche attraverso la creazione in ogni Regione delle USCA, previste dalla legge nazionale ma istituite solo in alcune Regioni. Atto n. 4-05134 FERRARA MAUTONE PAVANELLI TRENTACOSTE ROMANO CROATTI VANIN MONTEVECCHI Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica Premesso che: il progetto della ciclovia tirrenica nasce allo scopo di realizzare un percorso ciclabile che colleghi Ventimiglia (Imperia) a Roma lungo la costa tirrenica, con oltre 1.000 chilometri di tracciato; il 7 aprile 2016 è stato siglato un protocollo d'intesa tra Regione Liguria, Regione Toscana e Regione Lazio al fine di individuare le aree da destinare alla ciclovia, altresì prevedendo la possibilità di partecipare a progetti nazionali ed europei per favorire la continuità degli itinerari; nell'ambito della determinazione del tratto di percorso in Toscana, in particolare nel comune di Viareggio (Lucca), è emersa una controversia relativa all'individuazione del sito. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il tratto passante per Viareggio si estenderebbe per 12 chilometri e resterebbe da individuare solo il segmento che collegherebbe Viareggio e Torre del Lago (Lucca); il percorso attraverserebbe il parco regionale Migliarino-San Rossore. Per l'individuazione del tracciato l'ente parco ha già segnalato il percorso del viale dei Tigli, fuori dall'area protetta. Tuttavia il Comune di Viareggio ha indicato un tratto diverso, nella zona retrodunale del parco; secondo quanto riportato in un articolo de "La Gazzetta di Viareggio" del 22 marzo 2021, il percorso di viale dei Tigli sarebbe stato scartato, a seguito di analisi tecnica, per motivi di sicurezza dovuti alle condizioni del terreno; considerato che: il percorso retrodunale nel parco è una stretta striscia di territorio, estremamente fragile dal punto di vista ambientale e già sottoposto a forte pressione derivante dalla presenza umana che potrebbe, potenzialmente, essere ulteriormente esacerbata da un'ancor più assidua frequentazione qualora venisse realizzata la ciclovia. Inoltre si rischierebbe di intaccare il già fragile sistema idrosalinico del luogo, il peculiare sistema di dune naturali e la vegetazione, tipica della parte costiera della macchia mediterranea; nel sito indicato, altresì, sarebbe a rischio la conservazione della biodiversità. Nella zona nidificano uccelli a rischio di estinzione, tra i quali il Charadrius alexandrinus , detto "fratino", tutelato anche in virtù della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici; a parere degli interroganti è innegabile l'importanza rivestita dalla promozione della mobilità sostenibile e dalle possibili ricadute economiche del progetto nel suo complesso, che non necessariamente risulterebbero invalidate da una diversa collocazione della ciclovia, ma risulta altrettanto fondamentale l'esigenza di tutelare l'ecosistema, soprattutto in aree protette, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se intendano attivarsi, nelle sedi di competenza, per verificare che il Comune di Viareggio e la Regione Toscana si conformino alle indicazioni dell'ente parco e provvedano a tutelare l'ambiente e la biodiversità. Atto n. 4-05135 D'ANGELO TRENTACOSTE PRESUTTO DI GIROLAMO VACCARO MAUTONE LANNUTTI LOREFICE MATRISCIANO DONNO CAMPAGNA ANASTASI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: una gravissima situazione, connotata secondo gli interroganti da omissioni e mala gestio , affligge le autostrade del messinese (A18 e A20) già da qualche anno, come riportato dalla cronaca giudiziaria nazionale, che ha più volte denunciato a carico dell'ente concessionario Consorzio autostrade siciliane (CAS) innumerevoli omissioni, che hanno messo a serio rischio l'incolumità dei cittadini, a causa di un'inadeguata manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture e di una grave carenza organizzativa nella gestione delle emergenze e nella messa in sicurezza dei tratti autostradali; il CAS è da tempo sottoposto a indagini penali e contabili per la mancanza di adeguati sistemi di sicurezza e di manutenzione nei tratti autostradali gestiti e le indagini in corso denunciano, tra l'altro, presunti sprechi di denaro pubblico e corruzione; considerato che: è di pochi giorni fa l'ennesima notizia di una grave situazione emergenziale nel tratto autostradale Messina-Catania (A18), a seguito delle recenti piogge che hanno provocato smantellamenti a macchie di leopardo sull'asfalto appena realizzato, come si legge su "paeseitaliapress" il 21 marzo 2021; altrettanto recente è la notizia del sequestro preventivo di 22 cavalcavia del tratto autostradale Messina-Palermo (A20), richiesto dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto per condizioni critiche talmente evidenti che i consulenti hanno rilevato il pericolo imminente di crollo e rovina in termini di alta probabilità, come si legge su "ilfattoquotidiano" il 6 marzo; si apprende, peraltro, da "Il Sole-24 ore" che nelle ultime settimane l'incarico di "controllore" è stato affidato ad un unico dirigente ministeriale per tutto il territorio nazionale "su quasi 900 chilometri di gallerie e poco più di 1000 chilometri tra ponti e viadotti" (15 marzo); destano forte preoccupazione le dichiarazioni del direttore dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali: "al momento l'Agenzia può contare su 161 risorse, poco più del 28% rispetto alle 569 unità di Personale previste dalla Legge. Inoltre, la maggior parte delle persone è impegnata nel settore ferroviario (...). Nella Direzione per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali attualmente non arriviamo a 40 dipendenti", dichiarazioni riportate da "stradeeautostrade" il 16 marzo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto;