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Si tratta di un'anomalia che, a maggior ragione in una situazione di pandemia ed emergenza come quella attuale, non è tollerabile; mettere in attesa coloro che potrebbero essere di aiuto nel salvare vite umane appare infatti un paradosso: in una situazione emergenziale il sistema sanitario nazionale avrebbe bisogno in corsia di giovani specializzandi pronti ad entrare in azione il prima possibile; il concorso per le borse di specializzazione in medicina si è già tenuto con un ritardo di due mesi a causa del coronavirus. Il numero dei posti da assegnare era stato aumentato con l'obiettivo di avere più occupati nel settore, per risolvere uno dei maggiori problemi del sistema sanitario italiano, ossia la mancanza di specialisti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario trovare soluzioni di più ampia visione, tanto più in una situazione con problemi straordinari come quelli derivanti dalla pandemia; se non ritengano, inoltre, di sbloccare la graduatoria del concorso di specializzazione in medicina ammettendo tutti i candidati, ferma restando la graduatoria attuale, affinché i ricorsi pendenti non facciano slittare ulteriormente l'inizio delle scuole, vanificando così lo sforzo del Governo che ha aumentato da 8.776 a 14.395 il numero di borse. Atto n. 4-04319 DE CARLO Ai Ministri della salute e per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: tra le varie manifestazioni di protesta che stanno animando le piazze in questi giorni di preoccupante emergenza sanitaria, una categoria fondamentale nel sistema nazionale, eppure spesso trascurata, è stata quella degli infermieri e, in particolare, degli infermieri che assistono a domicilio pazienti con disabilità, scesi in piazza contro il precariato e gli stipendi troppo bassi; spesso si dimentica, infatti, che gli infermieri non lavorano solo nelle realtà ospedaliere, ma anche nelle case dove assistono pazienti ad alta complessità e affinché sia garantita la continuità di cura dei pazienti c'è bisogno di personale stabile; tale categoria professionale e le famiglie lamentano, invece, discontinuità a causa di condizioni lavorative non adeguatamente tutelate; nella maggior parte dei casi, esercitano la professione con partita IVA, non godendo di diritti come ferie e malattia; la richiesta importante di infermieri in questo particolare momento di emergenza pandemica sta rendendo ancor più complicata la reperibilità di personale infermieristico presso le assistenze domiciliari; come denunciato dalla presidente dell'ADI Famiglie italiane, Serena Troiani, "siamo dunque senza infermieri o alla mercé di continui cambi di personale. Le società che erogano i servizi per conto della regione inviano nelle nostre case personale che non è messo nelle condizioni di offrire quella fondamentale stabilità a famiglie fragili come le nostre, già seriamente minate dal dramma della malattia. Chiediamo diritti per gli infermieri e diritti per le nostre famiglie che necessitano di una assistenza domiciliare garantita, con personale che lavori stabilmente e con continuità nell'assistere i nostri cari"; gli infermieri sono pochi e di questo risente, in particolare, l'assistenza: secondo l'OMS, che ha lanciato l'allarme, in Italia ne mancano 53.000 e di questi almeno 21.000 dovrebbero essere gli infermieri di famiglia e di comunità, indispensabili per l'assistenza, anche nelle RSA vista la loro caratteristica, appunto, di comunità; gli sviluppi epidemiologici e l'aumento delle malattie croniche hanno fatto sì che l'assistenza si stia sempre più spostando dall'ospedale al domicilio e questo richiede uno sforzo maggiore per assicurare la qualità e le giuste prospettive del loro percorso professionale, la formazione, la qualità dei contratti, la sicurezza sul posto di lavoro e, ovviamente, la qualità dell'assistenza realmente garantita ai pazienti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali immediate iniziative di competenza intendano assumere per garantire condizioni lavorative adeguate agli infermieri e continuità dell'assistenza domiciliare, anche attraverso l'apertura a un confronto con le associazioni maggiormente rappresentative della categoria degli infermieri e dei malati; se e quali iniziative di competenza intendano intraprendere per garantire un accesso alle cure domiciliari uniforme su tutto il territorio nazionale. Atto n. 4-04320 URSO Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico Premesso che: è ormai evidente il tentativo di realizzare nel porto di Taranto e nelle aree produttive adiacenti una zona portuale logistica produttiva e commerciale sotto il controllo di imprese cinesi; il 12 ottobre 2020 il Presidente del Consiglio dei ministri, accompagnato da ben 7 ministri, si è recato a Taranto per la firma di un accordo per la concessione dell'area demaniale "ex Belleli" all'interno del porto al "Ferretti group", per l'86 per cento di proprietà del Weichal group, gruppo di proprietà dello Stato cinese e leader del manifatturiero made in China , per la costruzione di scafi e la realizzazione di un'area di ricerca; il porto di Taranto e tutta l'area cittadina e circostante rivestono un'importanza strategica per la sicurezza nazionale, per quella europea e per quella dell'alleanza atlantica; il porto, in particolare, rappresenta un'infrastruttura strategica sia nel suo tradizionale ruolo di sorveglianza marittima atta a garantire la sicurezza nella fornitura di energia e merci, sia per la sua collocazione unica per la politica di vicinato verso gli Stati del nord Africa e del Medio oriente; nel mese di novembre scade il mandato quadriennale conferito al dottor Sergio Prete quale presidente dell'Autorità portuale del mar Jonio, comprensiva del porto di Taranto, e lo stesso risulta ricoprire anche l'incarico di componente del comitato di esperti dello Shanghai international shipping institute; in questo suo doppio ruolo, il dottor Prete parteciperà sia come ospite, per promuovere il porto di Taranto in Cina, sia come relatore alla conferenza "Una nuova era genera nuove opportunità" promossa dall'istituto a Shanghai nelle giornate del 19 e 20 dicembre; appare necessario garantire che le autorità pubbliche non abbiano manifesti conflitti di interessi, tanto più quando sono in causa l'interesse e la sicurezza nazionale, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della sussistenza del conflitto di interessi illustrato e se non ritengano necessario, in prossimità della scadenza del mandato di presidente dell'Autorità portuale del mar Jonio, identificare profili idonei a garantire indipendenza e imparzialità rispetto ai molteplici e rilevanti interessi nazionali in campo. Atto n. 4-04321 URSO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: come è noto, la pandemia da COVID-19 e le molteplici restrizioni adottate dagli Stati hanno generato una serie di implicazioni e limitazioni alla libera circolazione delle persone, con la conseguente emersione di numerose questioni di ordine fiscale in ordine al regime da applicare nei riguardi di persone e imprese, e in particolare a lavoratori transfrontalieri, lavoratori dipendenti e pensionati che, a causa delle restrizioni imposte, sono rimasti bloccati per più mesi in un Paese diverso dal proprio Paese di residenza;