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Disposizioni concernenti l'istituzione di zone produttive speciali e di zone franche montane in Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste. Onorevoli Senatori. – La presente proposta di legge statale è stata presentata al Consiglio regionale della Valle d'Aosta dal gruppo consiliare Rassemblement Valdôtain l'11 ottobre 2023. Fin dalla sua presentazione, i proponenti hanno espresso la volontà di accogliere nel testo di essa il più ampio numero di contributi, di natura politica e tecnica, capaci di renderla quanto più possibile concreta e attuabile, nell'eventualità di una successiva approvazione da parte del Parlamento nazionale. In questo senso il testo proposto, poi emendato nel corso dell' iter presso il Consiglio regionale, intende dare finalmente risposta a un dibattito che non si è mai interrotto e spesso ha ricevuto nuovo impulso sotto diverse forme. La presente proposta di legge mira a dare attuazione a disposizioni dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta che finora non sono state pienamente applicate o eventualmente lo sono state soltanto in parte e, in ogni caso, soltanto per un limitato periodo di tempo. Per questa ragione, prima di presentare in dettaglio il contenuto della proposta di legge, conviene rivolgere l'attenzione ad alcuni rilevanti aspetti di portata più generale. Premessa. L'articolo 14 dello statuto speciale per la Valle d'Aosta, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, dispone: « Il territorio della Valle d'Aosta è posto fuori della linea doganale e costituisce zona franca. Le modalità d'attuazione della zona franca saranno concordate con la Regione e stabilite con legge dello Stato ». Questo è oggi come ieri il passaggio più complicato, più citato e più « nostalgico » del nostro Statuto speciale del 1948. Nel corso della storia repubblicana vi sono stati vari disegni di legge presentati nel Parlamento italiano per darvi attuazione. In particolare (per citare alcuni esempi), si richiamano quelli presentati al Senato dal senatore Chabod nel corso della III e IV legislatura (rispettivamente atti Senato n. 385 e n. 33) nonché quello del senatore Fillietroz nel corso della VI legislatura (atto Senato n. 2368). Una previsione, una possibilità, una prerogativa che, come ben sappiamo, di fatto non fu mai realmente applicata, vuoi per ragioni pratiche, vuoi anche per ragioni politiche. In alternativa si preferì quello che, in breve, possiamo chiamare il regime del « contingentamento » con le relative applicazioni e incombenze. Quanto storicamente è accaduto sembra essere ciò che aveva già pronosticato il relatore del nostro Statuto speciale, l'onorevole Lussu, che sul punto ebbe a dire: « l'attuazione di questa concessione [quella della zona franca] deve affrontare e risolvere una serie di difficoltà, che sono lungi dall'essere semplici ». Non erano certo semplici allora, quando l'Europa, l'Italia e la Valle d'Aosta erano tutte da ricostruire dopo una guerra devastante; non lo sono certo oggi, allorché il quadro normativo di riferimento si è significativamente evoluto con la fine del regime doganale d'antan , la nascita della Comunità europea, l'Atto unico europeo e il resto del complesso sistema normativo comunitario, fino a quella che oggi è diventata l'Unione europea. Allo stesso modo anche i rapporti con la Svizzera si sono significativamente evoluti rispetto al dopoguerra, così come, in senso lato, anche quelli con realtà tutt'altro che limitrofe e poste al di là degli stessi confini dell'Unione europea. Il Consiglio della Valle trattò l'argomento già nella seduta dell'11 marzo 1948 (oggetto n. 31/48). Nel corso di quell'adunanza emersero varie posizioni politiche (e personali) sull'argomento, così come la serie di difficoltà già antivedute dall'onorevole Lussu all'Assemblea costituente. Nella storia del Consiglio della Valle si trovano anche altri due momenti importanti in cui la massima assise valdostana trattò il tema. Nel corso della seduta del 28 luglio 1961 si discusse di una proposta di legge dello Stato per l'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta, ai sensi del richiamato articolo 14 dello Statuto speciale. Fu una lunga e interessante discussione che tra i documenti preparatori teneva anche conto del già citato disegno di legge del senatore Chabod. Nella seduta del 6 giugno 1967 si discusse nuovamente della questione, in quel caso nella forma di un ordine del giorno (poi approvato) in merito ad una proposta di legge presentata al Parlamento, per iniziativa del Consiglio regionale valdostano, relativa all'attuazione della zona franca della Valle d'Aosta (oggetto n. 124/67). Una completa ricostruzione del contesto di riferimento dal 1948 ad oggi sulla mai attuata zona franca nella Valle d'Aosta meriterebbe un'analisi anche di carattere storico molto più approfondita. Tuttavia, in questa sede si intende rappresentare soltanto per sommi capi quelli che sono stati, forse, i momenti più importanti, almeno dal punto di vista del contenuto degli atti discussi, sulla questione della zona franca. Come si è già detto, oggi il contesto di riferimento, normativo e no, è enormemente cambiato. Tuttavia quello che resta scritto e valido sono proprio i contenuti dell'articolo 14 e, in particolare, tre importanti princìpi: 1) quello della territorialità della Valle d'Aosta, così costituita dal 1948 ad oggi; 2) quello dell'intesa, ossia il fatto che, come chiaramente previsto dal secondo comma dell'articolo 14 dello Statuto speciale, le modalità di attuazione devono essere necessariamente concordate tra la regione e lo Stato; 3) quello della forma legislativa, ossia l'attuazione per mezzo di una legge dello Stato. Questi, in estrema sintesi, sono i princìpi cardine del testo dell'articolo 14 dello Statuto speciale attualmente in vigore senza modificazioni rispetto alla sua formulazione originaria. Il percorso parallelo della norma di attuazione e il testo finale. Nella seduta del Consiglio della Valle del 6 aprile 2023 (oggetto n. 2290/XVI) è stata approvata all'unanimità la mozione n. 150/XVI relativa alla « Predisposizione di uno schema di norma di attuazione dello Statuto speciale per l'istituzione di zone franche urbane e di montagna all'interno del territorio regionale ». L'atto consiliare impegnava il Governo regionale, entro sei mesi, ad « approfondire il quadro normativo in essere, anche al fine di verificare la fattibilità della previsione di una norma di attuazione che tenga conto delle esigenze territoriali, delle opportunità di sviluppo e delle esperienze europee, ed all'esito a relazionare presso la competente Commissione consiliare ». Un importante lavoro è stato condotto dalle strutture tecniche del Dipartimento legislativo e aiuti di Stato, dei Dipartimenti bilancio, finanze e patrimonio, degli affari europei, dello sviluppo economico nonché del Dipartimento turismo, sport e commercio, i cui contenuti e le cui analisi sono stati successivamente oggetto di una dettagliata presentazione alla I Commissione consiliare in data 15 febbraio 2024. Al termine della presentazione in Commissione si sarebbe potuto scegliere di fermare il percorso avviato, rimandando a chissà quando ogni ulteriore determinazione.