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i cambiamenti climatici sono la sfida principale della strategia green new deal e tutte le politiche afferenti a questo obiettivo primario ora fanno parte e afferiscono al Mite. Mi riferisco alla politica energetica, alla politica delle emissioni, e quindi alla qualità della nostra aria, allo sviluppo sostenibile, alla mobilità green , alle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici, senza dimenticare la base più importante e la missione storica del Ministero: la valorizzazione dell'ambiente, del territorio e dell'ecosistema, la conservazione delle aree naturali protette e della biodiversità e poi l'economia circolare, le bonifiche, la difesa del territorio e la lotta ai danni ambientali. Per noi del MoVimento 5 Stelle il Mite è il Ministero che pone come centralità la transizione ecologica e solidale, in quella che è ormai l'era della resilienza, e con consapevolezza affronta una sfida non solo ambientale, ma anche soprattutto sociale, confrontandosi con grande apertura e avendo a cuore il futuro delle nostre generazioni. In questi mesi abbiamo visto che è stato firmato l'atto sull'obiettivo della direttiva 2021, che dà degli indirizzi per la conservazione della biodiversità agli enti parco nazionali e alle aree marine protette. È stato ribadito il concetto di proteggere e ripristinare la biodiversità e assicurare il mantenimento dei servizi ecosistemici. In particolare, si fa riferimento agli insetti impollinatori, dai quali dipende oltre il 70 per cento della produzione agricola per la nostra alimentazione. È un grande inizio perché stiamo finalmente quantificando i nostri servizi ecologici, che finora abbiamo considerato a costo zero, quasi gratuito. C'è un'ulteriore notizia degli ultimi giorni: l'inserimento del Parco Nazionale dell'Arcipelago toscano e quello delle Foreste Casentinesi nella green list dell'Unione internazionale per la conservazione della natura. È un riconoscimento importante - come ha commentato il ministro Roberto Cingolani - perché fa onore all'Italia, un Paese dalla natura magnifica che sa valorizzare questa preziosissima risorsa. È un riconoscimento non solo in termini di biodiversità, ma anche della gestione complessiva che è stata effettuata e ci incoraggia ad ampliare la rete delle aree protette e dei parchi nazionali italiani, che saranno anche trattati e i protagonisti del Piano nazionale di ripresa resilienza. Barry Commoner, un famosissimo ecologista, diceva sempre che non ci sono pasti gratis in natura. Lui era un ecologista. Ma poi il grandissimo economista Milton Friedman ha parlato del costo opportunità. Il risultato era sempre lo stesso. L'opportunità alla fine significa che, se noi prendiamo un qualcosa, sicuramente sarà la società a rinunciare all'opportunità di destinare le medesime risorse a qualche altro uso. Vogliamo dire che questo modello economico chiaramente ha un qualcosa che non ha funzionato se siamo arrivati a questo punto. Quando parliamo di transizione ecologica, diciamo che la transizione è passare da un modello economico - quello che ha creato un disequilibrio tra il sistema economico, quello sociale e quello ambientale - a un sistema che deve essere ecologico. Perciò parliamo di transizione ecologica. (Applausi) . Si è detto spesso che il Ministero della transizione ecologica dovrà semplificare e autorizzare, ma facciamo attenzione. E lo dico chiaramente quando incontro gli imprenditori, che sono la nostra spina dorsale, i quali ci dicono che abbiamo bisogno di semplificare e utilizzare, ma poi anche di verificare ciò che fanno. Occorre vigilanza perché in questo modo possiamo capire quali sono gli imprenditori veramente virtuosi che hanno fatto per bene le cose e non hanno fatto greenwashing . Sono quelli che stanno lavorando per costruire una nuova Italia. (Applausi) , e che noi non vogliamo fermare. Noi vogliamo fermare chi purtroppo il greenwashing lo fa e, quindi, dobbiamo vigilare e verificare. Diciamo, pertanto, sì a impianti di rinnovabili, al riciclo e all'economia circolare, ma anche alla tutela del nostro ambiente. Dobbiamo tutelarlo verificando. Dobbiamo fare questo perché il prezzo di ciò che prendiamo dal pianeta deve essere pagato: tutto ciò che è preso dal sistema ambiente, anche in modalità gratuita, ha un costo. Tutto ciò che immettiamo nell'atmosfera - inquinamenti dell'aria, NO x , particolato sottile che comportano infrazioni, insufflazione nelle acque di altri inquinanti - ha un costo e ci troviamo poi in una pandemia. E ci chiediamo perché? Siamo arrivati a questo livello perché abbiamo rotto l'equilibrio e, quindi, la resilienza del sistema è ormai in crisi. Per questo e non per altri motivi il nostro piano lo abbiamo chiamato Piano di ripresa e resilienza. Il ministro Cingolani in una conferenza ha detto che gli uomini producono cose inutili e ad alto costo energetico e che non crede siano necessari telefonini sempre più potenti. Al contrario, è necessario sistemare l'ecosistema perché lo abbiamo rovinato. Invecchiare, vivere a lungo va bene se la salute è buona e vivere in tanti sul pianeta significa cercare equilibri sostenibili. «Ecco perché sono orgoglioso - diceva - di appartenere al gruppo di scienziati che fa scienza per quelli che verranno dopo di noi». Egli non è solo uno scienziato, ma anche un Ministro, quindi noi ci fidiamo di lui e di quello che deve fare. Noi del MoVimento 5 Stelle chiediamo al Governo, al Ministro e al nuovo Ministero per la transizione ecologica una sola cosa: ci basterebbe che fosse applicato il principio di precauzione. Si tratta di un principio del 1982, inserito nella Carta mondiale della natura. Esso spiega che le attività che comportano un elevato grado di rischio per la natura devono essere precedute da un esame approfondito; i loro promotori devono dimostrare che i benefici derivanti dall'attività prevalgono sui danni eventuali alla natura e, qualora gli effetti nocivi di tali attività siano conosciuti in maniera imperfetta, esse non dovranno essere intraprese. Credo sia chiaro. Dobbiamo, quindi, gestire situazioni di pericolo ambientale, che molto spesso sono sconosciute, complesse e accompagnate da incertezza, a volte anche scientifica, e da un margine di rischio e di errore. Per questo noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo fiducia nel Ministero per la transizione ecologica, per come è strutturato e per il lavoro armonioso che svolgerà con gli altri Dicasteri; abbiamo fiducia in questo grande passo in avanti e quindi annunciamo un voto favorevole sul disegno di legge di conversione del decreto-legge di riordino dei Ministeri. (Applausi) . GRANATO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. GRANATO (Misto) . Signor Presidente, oggi ci troviamo a votare la conversione del decreto-legge di riordino dei Ministeri. È il terzo Governo all'interno di questa legislatura che cambia l'assetto dei suoi Ministeri. Ogni volta che si insedia un Governo, alcuni Ministeri cambiano il proprio assetto interno e questo ovviamente determina disagi, rallentamenti e problemi per tutto il sistema istituzionale, per la gestione degli affari correnti e per tutto quello che di straordinario, purtroppo anche in funzione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e delle emergenze sanitarie in corso, si deve comunque portare avanti con efficacia ed efficienza.