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quali azioni a tutela della pace intenda assumere, anche alla luce di una situazione internazionale, tra Taiwan e la Repubblica popolare cinese, particolarmente delicata, rispetto anche alle continue dichiarazioni del presidente Xi Jinping, in base alle quali la riunificazione con Taiwan è uno degli obiettivi più importanti del Partito comunista cinese, mentre il Ministro della difesa taiwanese stima che l'esercito cinese potrebbe essere pronto ad invadere l'isola entro il 2025; se non convenga che, nonostante la complessità della sua storia, Taiwan resti una delle democrazie più libere, prospere e vivaci dell'intera Asia. Atto n. 4-06127 BALBONI Al Ministro dell'interno Premesso che: a una settimana di distanza dai violenti disordini e della vergognosa devastazione registrati a Roma il 9 ottobre 2021 nel corso della manifestazione dei "no green pass", culminati nell'assalto violento alla sede della CGIL, persistono e anzi si moltiplicano, con l'avanzare delle indagini e l'emergere di nuovi elementi investigativi, gli interrogativi in ordine alle modalità di gestione di una situazione che a tutti è parsa sin da subito e con evidenza fuori da ogni controllo; dopo solo pochi giorni dalle imbarazzanti, preoccupanti ed assolutamente non esaustive risposte rese in Parlamento dal Ministro in indirizzo, interrogato sui medesimi fatti dalla leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni nell'ambito del question time svolto alla Camera dei deputati lo scorso 13 ottobre (3-02536) , emergono anche dalle ricostruzioni e dai verbali divulgati dalla stampa nuovi incredibili elementi, tutti protesi nell'evidenziare una generale inadeguatezza tanto nella prevenzione quanto nel contenimento dei rischi per l'ordine e la sicurezza pubblica da parte delle forze dell'ordine; sono dunque molte le risposte e i chiarimenti che il Parlamento e la nazione si aspettano e anzi pretendono anche nell'ambito di un'informativa parlamentare su questi fatti che peraltro, sebbene sia contrassegnata come "urgente", è stato richiesto fosse calendarizzata alla Camera e al Senato solo alla data del 19 ottobre (ben 10 giorni dopo i fatti), in perfetta linea con un approccio di gestione delle emergenze che in questa Legislatura sembra essere stato ispirato più al principio della relatività che non a quello dell'oggettivo realismo; è in questo contesto di incertezza e di confusa ricerca di elementi funzionali ad un difficile scarico delle responsabilità istituzionali che la stampa oggi diffonde le incredibili ed intollerabili (se tali dinamiche fossero accertate) note informative della Polizia che ricostruiscono non solo forme di allarmante contiguità tra i responsabili della sommossa e gli agenti di polizia, ma persino vere e proprie trattative per una deviazione di una frangia di manifestanti del corteo da piazza del Popolo alla sede della CGIL, deviazione non solo autorizzata, ma persino accompagnata dalle forze dell'ordine con tanto di blocchi della circolazione per favorirne il passaggio; sempre stando a quanto riportato dai verbali, il corteo giunto innanzi alla sede della CGIL avrebbe poi incontrato dapprima uno schieramento di forze dell'ordine che, a richiesta dei manifestanti di passare, non avrebbe opposto alcuna resistenza e avrebbe agevolato, consentendolo, l'arrivo dinnanzi alla sede dell'obiettivo dichiarato d'assedio; agghiacciante ancora quanto emerge oggi dalla stampa, secondo cui "Giuliano Castellino e Roberto Fiore avrebbero dato l'incarico all'ex Nar Luigi Aronica, che era in contatto con la polizia, di chiedere l'autorizzazione per il corteo, e fra le varie ipotesi, fra cui quella pericolosa di andare a Palazzo Chigi, viene fuori quella di andare da Maurizio Landini alla CGIL, perché dopo aver detto no al green pass, poi ha detto sì"; alla luce di quanto sta emergendo è evidente che il Ministro non possa rifuggire da responsabilità e debba rendere senza indugio né tergiversazione con assoluta urgenza e risolutezza chiare risposte ai cittadini e alle istituzioni della Repubblica, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di chiarire con la massima urgenza in base a quali valutazioni di ordine pubblico la Polizia abbia scortato i manifestanti di Forza Nuova fino alla sede della CGIL, e chi abbia dato questo ordine; per quali ragioni non sia stato apprestato un adeguato servizio di protezione della sede della CGIL. Atto n. 4-06128 ERRANI Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze Premesso che: la legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio per il 2021), commi 1015-1022 dell'art. 1, ha introdotto nell'ordinamento la previsione del rimborso delle spese legali da parte dello Stato agli imputati di un processo penale assolti con formula piena; in particolare il comma 1015 prevede che: "Nel processo penale, all'imputato assolto, con sentenza divenuta irrevocabile, perché il fatto non sussiste, perché non ha commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, è riconosciuto il rimborso delle spese legali nel limite massimo di euro 10.500"; infine, il comma 1019 recita: "Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità di erogazione dei rimborsi di cui al comma 1015, nonché le ulteriori disposizioni ai fini del contenimento della spesa nei limiti di cui al comma 1020, attribuendo rilievo al numero di gradi di giudizio cui l'assolto è stato sottoposto e alla durata del giudizio"; all'interrogante non risulta ad oggi ancora essere stato adottato alcun decreto applicativo della norma, si chiede di sapere se ai Ministri in indirizzo risulti a quale punto sia l' iter di presentazione e quali siano i contenuti del decreto applicativo del comma 1015 dell'art. 1 della legge n. 178 del 2020 relativo al rimborso delle spese legali agli imputati di un processo penale assolti con formula piena. Atto n. 4-06129 DI NICOLA PUGLIA CASTALDI PRESUTTO Al Ministro dell'interno Premesso che: è nota oramai da tempo la grave situazione di degrado e illegalità che persiste da anni all'interno e nelle adiacenze degli alloggi di edilizia residenziale pubblica ubicati nella provincia di Pescara; come risulta dalle numerose e frequenti doglianze legittimamente e da tempo avanzate agli amministratori pubblici degli enti territoriali delle zone di pertinenza, oltre che dalle diverse denunce pubbliche effettuate sia a mezzo stampa che mediante formali e reiterate comunicazioni trasmesse al Ministro in indirizzo dal vicepresidente del Consiglio regionale dell'Abruzzo Domenico Pettinari, i cittadini residenti negli alloggi popolari sono da tempo costretti a vivere nel degrado e nel terrore a causa della presenza di persone abusivamente residenti all'interno di tali stabili e dediti ad attività illecite; la situazione interessa in particolar modo gli alloggi ubicati in via Tavo, di proprietà del Comune di Pescara, meglio noto come "ferro di cavallo", e in via Lazio a Montesilvano, noto come "palazzo della vergogna", composto da 49 alloggi popolari, di cui 29 regolarmente abitati e 15 occupati abusivamente;