[resaula]

Inoltre, tutte le competenze che erano state pensate e valorizzate e tutta la rete delle conoscenze che in questi anni sono state messe a valore per il nostro Paese, che fine fanno con questo provvedimento? Qual è la ratio di questo provvedimento? Com'è possibile, ad esempio, pensare che nel Paese che ha il 70 per cento del patrimonio culturale, artistico e architettonico mondiale (dati UNESCO) noi sleghiamo il turismo dal Ministero dei beni culturali e lo diamo a quello dell'agricoltura? (Applausi dal Gruppo PD) . È una cosa insensata. Qual è la ratio ? Qual è la motivazione? Vogliamo forse solo far fuori tutto quello che era stato fatto in precedenza, a prescindere dalla qualità degli interventi, dalla qualità delle strutture? Oppure vogliamo fare una spartizione di antica memoria di carattere partitocratico: un pezzetto di competenza per uno, e siccome il Ministero dell'agricoltura magari non ha abbastanza competenze, gli diamo anche il Ministero del turismo. Ma l'interesse è quello della Nazione, dei cittadini, o è nella logica della spartizione? Altro che Prima Repubblica, signor Presidente. Vi è poi un profilo che riguarda la legittimità costituzionale, che abbiamo depositato e che ora leggo per sommi tratti. A parere nostro, vi sono rilevanti perplessità sotto il profilo della legittimità costituzionale del provvedimento in esame per l'assenza dei requisiti essenziali per l'uso del decreto-legge. Innanzitutto non ricorrono, nel testo adottato dal Governo, quei presupposti di necessità ed urgenza indispensabili per il legittimo utilizzo dello strumento di cui stiamo parlando. Ovviamente, non è infatti sufficiente la mera dichiarazione di necessità ed urgenza per giustificare l'adozione di un decreto-legge se, come nel provvedimento in esame, il contenuto del decreto-legge risulta assolutamente carente rispetto ai requisiti prescritti dall'articolo 77 della Costituzione. In effetti, la puntuale giurisprudenza costituzionale in materia, con le sentenze della Corte n. 171 del 2007 e n. 128 del 2008, ha stabilito che l'esistenza dei presupposti di costituzionalità, di cui all'articolo 77 della nostra Carta fondamentale, non possa evincersi dall'apodittica enunciazione dell'esistenza delle ragioni di necessità ed urgenza, né può esaurirsi nella constatazione della ragionevolezza della disciplina introdotta, sottolineando che la valutazione della sussistenza dei presupposti di costituzionalità non può essere meramente soggettiva, ma deve ovviamente fondarsi soprattutto su riscontri oggettivi, secondo un giudizio che non può ridursi alla valutazione in ordine alla mera ragionevolezza od opportunità delle norme introdotte. Nel decreto-legge in esame non vi è nessun riscontro oggettivo sulla necessità ed urgenza delle disposizioni di cui ai primi tre articoli. In particolare, all'articolo 1 il presupposto carattere di straordinaria necessità ed urgenza del trasferimento al Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestalidelle funzioni esercitate dal Ministero per i beni e le attività culturali in ambito turistico risiederebbe, secondo quanto si legge nell'analisi contenuta nella relazione tecnica normativa, nel favorire un rapido avvio di una politica integrata di valorizzazione del made in Italy . Si tratta quindi di una motivazione che, già a leggere, si capisce essere del tutto inconsistente e che mostra, al contrario, come il trasferimento avrebbe potuto avvenire per legge ordinaria. Allo stesso modo, signor Presidente, la necessità ed urgenza che dovrebbe giustificare l'inserimento nel decreto-legge delle norme di cui agli articoli 2 e 3 non è motivata e addirittura nell'articolo 4 i requisiti di necessità ed urgenza non sono nemmeno affermati. È evidente, signor Presidente, che a parere del Gruppo PD ciò pone una questione pregiudiziale che sottoponiamo all'attenzione di tutta l'Assemblea. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Pagano per illustrare la questione pregiudiziale QP2. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, vorrei semplicemente spiegare come il Gruppo Forza Italia abbia inteso presentare una questione pregiudiziale sul provvedimento legislativo in questione. Intanto, come è già stato ampiamente riferito poco fa, non sembra che nel testo adottato dal Governo ricorrano quei presupposti di necessità ed urgenza che sono indispensabili per il legittimo utilizzo dello strumento del decreto-legge. Non siamo qui nel campo né della necessità, né dell'urgenza, sono requisiti prescritti dall'articolo 77 della Costituzione che mancano assolutamente in questo decreto-legge. Il provvedimento in esame trasferisce, di fatto, le funzioni in materia di turismo, fino ad oggi esercitate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. La finalità è quella di promuovere - almeno secondo la relazione - e valorizzare il turismo italiano anche attraverso i prodotti delle attività primarie di competenza del Ministero delle politiche agricole. Tale decisione è motivata dalla necessità e dall'urgenza di favorire una politica integrata di valorizzazione del made in Italy e di promozione del sistema Italia. Il decreto-legge reca altresì disposizioni finalizzate al riordino delle competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, prevedendo all'articolo 2 che al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare siano trasferite le attribuzioni relative alle azioni e agli interventi di monitoraggio degli interventi ambientali di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 136 del 2013, assegnando allo stesso il coordinamento del Comitato interministeriale e assegnando alla Commissione istituita dal medesimo decreto-legge le relative attività di supporto tecnico. L'articolo 3 del decreto-legge reca poi una revisione e l'ampliamento delle funzioni di indirizzo e il coordinamento del Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero del Ministro delegato per la famiglia e le disabilità in materia di politiche per la famiglia, adozioni, infanzia, adolescenza e disabilità. Il provvedimento reca infine disposizioni sull'edilizia scolastica e il dipartimento cosiddetto Casa Italia. Tutto ciò, in realtà, come detto in premessa, non ha nulla a che vedere con la necessità e l'urgenza contenuta in un decreto-legge. (Applausi del senatore Siclari). Devo dire, inoltre, che in passato - e mi soffermo in particolare sulla decisione assunta di accorpare il settore del turismo con il Ministero delle politiche agricole - il Ministero del turismo e dello spettacolo fu istituito nel lontano 1959, fu poi abrogato nel 1993 da un referendum dei radicali, ma dal 2009 al 2011 fu nuovamente dal Governo Berlusconi ricostituito come Ministero del turismo. Il settore del turismo - è giusto ricordarlo - nel 2017 ha generato un contributo diretto al PIL italiano di oltre 91 miliardi di euro, cioè il 5,5 per cento del PIL nazionale, diventati più di 217 miliardi con l'indotto, pari al 13 per cento. Nel 2018 è prevista un'ulteriore crescita di due punti percentuali, gli investimenti sono stati pari a 11,6 miliardi, con un milione e mezzo di addetti diretti e 3,4 milioni circa nell'indotto.