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1 Nell'ambito dell'assistenza specialistica ambulatoriale per le donne in stato di gravidanza e a tutela della maternità, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017, e delle tabelle allegate, i consultori familiari assistono le donne in stato di gravidanza e si adoperano, in conformità alla legge 22 maggio 1978, n. 194, affinché le donne siano messe nelle condizioni di scegliere coscientemente e liberamente se portare a termine la gravidanza. 2 In attuazione di quanto previsto dal comma 1, i consultori familiari svolgono i seguenti compiti: a forniscono ogni informazione necessaria sul concepimento, sulle fasi di sviluppo dell'embrione e sulle tecniche attuate in caso di interruzione volontaria della gravidanza, avvalendosi di personale medico e ostetrico anche obiettore di coscienza; b informano sui diritti spettanti alle donne in gravidanza ai sensi della legislazione statale e regionale vigente in materia, nonché sui servizi sociali, sanitari e assistenziali offerti nel comune di residenza e nel territorio della provincia, anche in collaborazione con il privato sociale; c informano sulla legislazione del lavoro vigente a tutela della maternità; d predispongono, in collaborazione con gli enti locali, interventi individualizzati per le donne che scelgono di proseguire la gravidanza; e offrono assistenza psicologica alle donne durante la pausa di riflessione prevista dall'articolo 5, quarto comma, della legge 22 maggio 1978, n. 194; f si avvalgono, attraverso appositi regolamenti e convenzioni, della collaborazione delle associazioni operanti a difesa della vita; g informano sulla normativa vigente in materia di non riconoscimento del nascituro ai fini dell'eventuale adozione. 40 (Criteri per lo svolgimento dei compiti dei consultori familiari) 1 Le regioni fissano i criteri per la programmazione, il funzionamento, la gestione e il controllo del servizio prestato dai consultori familiari in attuazione dei compiti previsti dagli articoli 38 e 39, in conformità ai seguenti princìpi: a i consultori familiari sono istituiti da parte dei comuni, in forma singola o associata, o da parte di consorzi di comuni quali organismi operativi delle aziende sanitarie locali; b i consultori familiari operano su tutto il territorio nazionale in base al principio della rispondenza alle esigenze territoriali; c i consultori familiari possono essere istituiti anche da istituzioni o da enti pubblici o privati che hanno finalità sociali, sanitarie e assistenziali senza scopo di lucro, quali i presidi di gestione diretta o convenzionata delle aziende sanitarie locali; d ai fini dell'assistenza ambulatoriale e domiciliare, i consultori familiari si avvalgono del personale delle aziende sanitarie locali. 41 (Compiti delle regioni) 1 Le regioni assicurano attraverso l'attività dei consultori familiari di cui al presente capo la vigilanza e il rispetto dei principi stabiliti dalla legge 22 maggio 1978, n. 194. 42 (Personale) 1 Nella dotazione organica dei consultori familiari è garantita la collaborazione delle seguenti figure professionali: a medici, di cui almeno uno obiettore di coscienza; b psicologi; c assistenti sociali; d educatori professionali; e infermieri. 2 Gli operatori di cui al comma 1 sono tenuti a esercitare la propria attività con il metodo del lavoro di équipe interdisciplinare. 43 (Ripartizione delle risorse) 1 Ai fini della copertura dei maggiori oneri derivanti dall'attuazione del presente capo, il Ministro della salute, con proprio decreto adottato entro il 31 dicembre di ogni anno, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze e previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, acquisito il parere delle Commissioni parlamentari competenti, provvede alla ripartizione tra le regioni delle risorse del Fondo di solidarietà per la famiglia di cui all'articolo 45, sulla base dei seguenti criteri: a il 5 per cento in proporzione alla popolazione residente in ciascuna regione; b il 5 per cento in proporzione ai tassi di natalità e di mortalità infantili quali risultano dai dati ufficiali dell'Istituto nazionale di statistica relativi al penultimo anno precedente a quello della ripartizione dei finanziamenti. 44 (Abrogazioni) 1 La legge 29 luglio 1975, n. 405, è abrogata. 2 L'articolo 2 della legge 22 maggio 1978, n. 194, è abrogato. VII DISPOSIZIONI FINALI 45 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 6, 9, 10, 13, 19, 22, 25, 27, 28, 29, 31, 32 e 34 si provvede a valere sulle risorse del « Fondo di solidarietà per la famiglia », istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con una dotazione di 800 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025. A decorrere dall'anno 2023, confluiscono nel Fondo le eventuali somme ottenute a titolo di ristoro dei danni e di indennità ai sensi della presente legge, detratte le spese documentate. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di rotazione per l'attuazione del Next Generation EU-Italia, di cui all'articolo 1, commi da 1037 a 1050, della legge 30 dicembre 2020, n. 178. 2 Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 7, 11, 12, 14, 15, 16 e 26, pari a 583 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.