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Le disposizioni del presente decreto e dei decreti ministeriali specifici in materia di etichettatura dei preparati pericolosi hanno lo scopo di mettere a disposizione della popolazione e dei lavoratori informazioni essenziali sulle sostanze e sui preparati pericolosi. L'etichetta richiama l'attenzione di coloro che manipolano o utilizzano dette sostanze o preparati sui rischi insiti in alcuni di essi. L'etichetta può inoltre richiamare l'attenzione su informazioni più complete in materia di precauzioni e di utilizzazione del prodotto, disponibili sotto altra forma. 1.3. L'etichetta tiene conto di tutti i rischi potenziali connessi con la normale manipolazione ed utilizzazione delle sostanze e dei preparati pericolosi nella forma in cui vengono commercializzati, ma non necessariamente nelle altre possibili forme di utilizzazione finale, ad esempio allo stato diluito. I rischi più gravi sono segnalati da simboli; questi rischi e quelli causati da altre proprietà pericolose sono precisati in frasi tipo, mentre altre frasi, relative ai consigli di prudenza, presentano le precauzioni che occorre prendere. L'informazione è completata dalla denominazione della sostanza secondo una nomenclatura chimica riconosciuta a livello internazionale, dal nome e dall'indirizzo del fabbricante, del distributore o dell'importatore. 1.4. Per quanto si riferisce alle sostanze di cui all'art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 927/81, l'etichettatura apposta dal fabbricante o dal suo rappresentante è valida sino al momento in cui la sostanza viene inserita nell'allegato I o sino a quando sia stata presa una decisione di non inserirla nell'elenco, in conformità della procedura di cui all'art. 21 della direttiva n. 79/831/CEE del 18 settembre 1979. 2. CLASSIFICAZIONE DELLE SOSTANZE PERICOLOSE E SCELTA DELLE FRASI INDICANTI I RISCHI 2.1. Introduzione La classificazione tende ad identificare tutte le proprietà tossicologiche e fisico-chimiche delle sostanze e dei preparati che possono presentare un pericolo all'atto della normale manipolazione o utilizzazione. - Per le sostanze per le quali occorre fornire le informazioni specificate nell'allegato I del decreto del Presidente della Repubblica n. 927/81 la maggior parte dei dati necessari per la classificazione e l'etichettatura sono contenuti nel "fascicolo di base". La classificazione e l'etichettatura verranno rivedute, se necessario, quando si disporrà di nuove informazioni (allegato II del decreto del Presidente della Repubblica n. 927/81). - Per quanto riguarda le altre sostanze (ad esempio quelle cui fa riferimento l'art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 927/81) dati necessari per la classificazione e l'etichettatura potranno ottenersi, eventualmente, da numerose altre fonti, ad esempio risultati di precedenti prove, informazioni richieste in applicazione delle norme internazionali sui trasporti di sostanze pericolose, informazioni ricevute da opere di consultazione, da pubblicazioni specializzate, informazioni basate sull'esperienza. I criteri guida illustrati nel presente allegato sono direttamente applicabili nel caso in cui i dati in questione siano stati ottenuti mediante metodi di prova comparabili a quelli esposti nell'allegato V del decreto ministeriale 3 dicembre 1985. Negli altri casi i dati disponibili devono essere valutati confrontando i metodi di prova utilizzati con quelli presentati nel medesimo allegato V e in base alle norme contenute nel presente allegato, in modo da determinare gli appropriati criteri di classificazione ed etichettatura. 2.2. Proprietà fisico-chimiche 2.2.1. I metodi di prova per la determinazione delle proprietà esplosive, comburenti e di infiammabilità indicati nell'allegato V del decreto ministeriale 3 dicembre 1985 hanno lo scopo di precisare il significato delle definizioni generali contenute nell'art. 2, lettere a), b), c), d), i) della legge 29 maggio 1974, n. 256 e successive modifiche. I criteri derivano direttamente dai metodi di prova di cui all'allegato V del decreto ministeriale 3 dicembre 1985 quando sono menzionati. 2.2.2. Se sono disponibili informazioni adeguate che dimostrino in pratica che le proprietà fisico-chimiche delle sostanze e dei preparati (ad eccezione dei perossidi organici) sono diverse da quelle che si rilevano dai metodi di prova di cui all'allegato V del decreto ministeriale 3 dicembre 1985 tali sostanze e preparati dovrebbero essere classificati in funzione del rischio che eventualmente essi presentano per coloro che manipolano le sostanze ed i preparati o per altri. 2.2.3. I perossidi organici sono classificati come pericolosi sulla base della struttura (per esempio R-O-O-H ; R1-O-O-R2). In generale i perossidi organici saranno classificati come comburenti e l'etichetta sarà conforme a quanto disposto dal punto 2.4.2 a meno che: - le prove svolte in conformità dei metodi presentati nell'allegato V del decreto ministeriale 3 dicembre 1985 dimostrino che il perossido organico, nella forma commercializzata, presenta proprietà esplosive, come indicato al punto 2.4.1, ovvero - il perossido organico è così diluito o indebolito da non potersi considerare né esplosivo, né comburente, né infiammabile. 2.3. Proprietà tossicologiche 2.3.1. La classificazione si basa sugli effetti acuti e su quelli a lungo termine delle sostanze e preparati, siano essi dovuti ad un'unica esposizione o ad un'esposizione ripetuta o di lunga durata. 2.3.2. Le sostanze ed i preparati in generale vanno classificati in base alla tossicità acuta del prodotto commercializzato, espressa come DL50 o CL50 e determinata attraverso prove su animali da laboratorio. I valori di riferimento figurano nella parte I del presente allegato. Se si osservano effetti diversi dagli effetti acuti rivelatisi in animali da laboratorio, ad esempio effetti cancerogeni, mutagenici, allergenici, subacuti o cronici, le sostanze o i preparati vanno classificati in relazione con l'entità di questi effetti. Se è possibile provare che l'effetto tossico delle sostanze e dei preparati sull'uomo è o potrebbe essere diverso da quello messo in evidenza dai risultati sperimentali ottenuti con le prove su animali, le sostanze e i preparati vanno classificati in base alla tossicità per l'uomo. 2.3.3. Quando la classificazione deve basarsi sui risultati sperimentali ottenuti con prove su animali, i risultati debbono essere validi anche per l'uomo, cioè le prove devono riprodurre in maniera adeguata i rischi per l'uomo. 2.4. Criteri per la classificazione, la scelta dei simboli, l'indicazione del pericolo e la scelta delle frasi indicanti i rischi La classificazione deve basarsi sulle proprietà tossicologiche e fisico-chimiche delle sostanze e preparati. L'obiettivo della scelta delle frasi indicanti i rischi è di illustrare sull'etichetta la natura specifica dei potenziali rischi identificati nella classificazione. Occorre dunque tenere conto di tutti i criteri per la scelta dei simboli e delle frasi indicanti i rischi, cioè dei punti da 2.4.1 a 2.4.11 e del capitolo 3;