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Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica, nonché delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali e plurinominali. Onorevoli Senatori. -- Il 17 maggio 2017, l'onorevole Fiano, relatore delle proposte di legge di modifica della legge elettorale, ha depositato presso la Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati una proposta di testo unificato, il cosiddetto «Rosatellum» , dal nome dell'onorevole Rosato, capogruppo del Partito democratico alla Camera. Il 23 maggio 2017, il testo unificato del relatore è stato adottato come testo base. Il sistema elettorale proposto dal suddetto testo prevedeva l'assegnazione di metà dei seggi nel territorio nazionale in collegi uninominali, con la vittoria del candidato più votato, e di metà dei seggi con metodo proporzionale in collegi plurinominali di limitate dimensioni. Nei giorni seguenti il 23 maggio, a seguito di un serrato dibattito e dell'approvazione di numerose proposte emendative sia della maggioranza che dell'opposizione, la Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati ha approvato un testo condiviso dalle maggiori forze politiche del Paese, noto come «sistema tedesco». Un punto di convergenza, frutto del confronto parlamentare, era stato faticosamente trovato per consentire al legislatore di approvare una nuova legge elettorale. Si ricorda, infatti, che nel corso della legislatura, è intervenuta dapprima la sentenza della Corte costituzionale n. 1 del 2014 che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle disposizioni della legge 21 dicembre 2005, n. 270 (cosiddetto «Porcellum» ), relative ai seguenti aspetti: a) attribuzione di un rilevante premio di maggioranza, senza la previsione di una soglia minima, per cui il meccanismo premiale sarebbe risultato «foriero di una eccessiva sovra-rappresentazione della lista di maggioranza relativa»; b) liste «bloccate» con un numero di candidati tale da non garantire «l'effettiva conoscibilità degli stessi e con essa l'effettività della scelta e la libertà del voto». Alla sentenza della Corte costituzionale n. 1 del 2014 è seguita l'approvazione della legge 6 maggio 2015, n. 52 (cosiddetto «Italicum» ), che ha disciplinato un nuovo sistema elettorale per la Camera dei deputati. Successivamente, la sentenza n. 35 del 2017 della Corte costituzionale è intervenuta sulla legge n. 52 del 2015, dichiarando l'illegittimità costituzionale delle disposizioni relative ai seguenti aspetti: le modalità di attribuzione del premio di maggioranza attraverso il turno di ballottaggio e la possibilità per il capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d'elezione. Poiché il cosiddetto «Italicum» non è intervenuto sul sistema elettorale del Senato, per l'elezione dello stesso trovano attualmente applicazione le norme contenute nel decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica), come modificate dalla legge n. 270 del 2005 e come risultanti a seguito della richiamata sentenza n. 1 del 2014. Quindi, il «Consultellum» , ovvero il sistema elettorale risultante dalla sentenza della Corte costituzionale n. 1 del 2014 è, per il Senato, la legge n. 270 del 2005, senza il premio di maggioranza e senza le liste «bloccate», ma con l'espressione di un voto di preferenza, mentre il «Consultellum» per la Camera dei deputati è la legge n. 52 del 2015, senza il turno di ballottaggio e senza la facoltà di opzione da parte del pluri-candidato pluri-eletto. Ciò premesso, la discussione generale nell'Assemblea della Camera dei deputati sul testo approvato dalla Commissione Affari costituzionali ha avuto inizio il 6 giugno 2017. Nella seduta dell'8 giugno 2017, dopo l'approvazione, con votazione segreta, degli identici emendamenti 1.512 dell'onorevole Fraccaro e 1.535 dell'onorevole Biancofiore, volti a superare la disciplina speciale per il Trentino-Alto Adige, è stato richiesto il rinvio del testo in Commissione del provvedimento su cui l'Assemblea ha deliberato favorevolmente. Il percorso di mediazione faticosamente intrapreso si è interrotto quel giorno. Oggi è necessario riprendere quel percorso per approvare una nuova legge elettorale. Proponiamo di ripartire dalla proposta nota come «Rosatellum-bis» , depositata dall'onorevole Fiano presso la Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati e adottata come testo base. Il disegno di legge delinea un sistema elettorale misto, in cui l'assegnazione di 231 seggi alla Camera e 102 seggi al Senato è effettuata in collegi uninominali con formula maggioritaria, dove vince il candidato più votato, mentre l'assegnazione dei restanti seggi avviene con metodo proporzionale, nell'ambito di collegi plurinominali. Alla Camera, il territorio nazionale è ripartito in 28 circoscrizioni. Ciascuna circoscrizione è ripartita in collegi uninominali ed in uno o più collegi plurinominali. Sono complessivamente costituiti 231 collegi uninominali ripartiti in ciascuna circoscrizione sulla base della popolazione (cui si aggiunge il collegio uninominale della Valle d'Aosta). In Trentino-Alto Adige sono costituiti 6 collegi uninominali. Per l'assegnazione del restante numero di seggi, con metodo proporzionale, ciascuna circoscrizione è ripartita in collegi plurinominali costituiti dalla aggregazione del territorio di collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, di norma, un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei. I partiti possono presentarsi da soli o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale. I partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. In ogni collegio plurinominale, ciascuna lista è composta da un elenco di candidati, presentati secondo un determinato ordine numerico. Il numero dei candidati non può essere inferiore a due né superiore a quattro. Nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di tre collegi plurinominali, a pena di nullità dell'elezione. La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla. Il candidato in un collegio uninominale può essere candidato altresì nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di tre. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere. Per quanto riguarda l'espressione del voto, ogni elettore dispone di un unico voto da esprimere su una scheda recante il nome del candidato nel collegio uninominale ed il contrassegno della lista o delle liste collegate, corredate dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale. L'elettore vota il contrassegno della lista prescelta ed il voto è attribuito anche al candidato.