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che le aziende beneficiarie dei prestiti non distribuiscano dividendi per i successivi dodici mesi, che non riacquistino sul mercato azioni proprie e, infine, che utilizzino il finanziamento per le attività produttive localizzate in Italia. Come è noto, gli importi che si possono richiedere ammontano al 25 per cento del fatturato del 2019 o al doppio del costo del personale sempre nello stesso anno; questi finanziamenti possono essere utilizzati fino a un massimo del 20 per cento per pagare debiti pregressi. Certo, non tutta questa massa di liquidità è ancora giunta ai destinatari. Alla Commissione banche, di cui faccio parte, sono arrivate le risposte degli istituti di credito all'uopo interrogati in merito al numero di domande presentate, accolte ed evase; il dato che sto per darvi è aggiornato al 20 maggio. Ebbene, su circa 560.000 domande presentate per richieste di prestiti fino a 25.000 euro, ne sono state accolte o erogate il 51,8 per cento (Applausi) , mentre su circa 48.000 domande per finanziamenti di importo superiore a 25.000 euro ne sono state accolte il 24 per cento. Questi sono i dati medi, come è ovvio. Andando a guardare nel dettaglio quello che hanno fatto i singoli istituti di credito e fermandosi a quelli più significativi, quindi a quelli che hanno processato più domande, si può vedere come alcune banche (cito volentieri UBI Banca, di cui non sono correntista, quindi lo faccio proprio per amore della verità) hanno accolto o erogato il 98 per cento delle richieste pervenute fino a 25.000 euro. Altri, come UniCredit, si sono fermati (per così dire) al 78 per cento, mentre Intesa non è andata oltre il 30 per cento. Poi c'è un valore veramente singolare, che ha sorpreso noi tutti della Commissione banche: Iccrea si è fermata al 2,5 per cento. È evidente che non è questa norma a essere sbagliata o di difficile applicazione, ma sono le organizzazioni delle singole banche e dei singoli istituti di credito ad aver fatto la differenza sino ad oggi. Noi quindi auspichiamo che quegli istituti di credito che finora hanno avuto risultati meno buoni esprimano al massimo il loro sforzo, per dare risposte alle aziende e per allinearsi agli standard degli istituti più performanti. Noi ci attiveremo all'uopo e pungoleremo le banche affinché questo accada. Aggiungo, sempre in tema di liquidità, che è stato potenziato il Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, aumentando sia la dotazione finanziaria, che è stata portata a 7 miliardi, sia la dimensione delle imprese che potranno beneficiarne. Stiamo parlando, signor Presidente, di numeri che non si erano mai visti negli ultimi cinquant'anni; quindi stiamo parlando di qualcosa di veramente enorme, che siamo convinti darà grandi risultati. Con questo intervento il fondo di garanzia diventa uno strumento di sostegno delle piccole e medie imprese, di persone fisiche esercenti l'attività di impresa, arti o professioni, di associazioni professionali, di società di professionisti, di agenti e subagenti assicurativi e di broker . Oltre a queste misure, volte a iniettare liquidità nel sistema produttivo, sono stati previsti altri 200 miliardi, che consentiranno allo Stato di sostenere e aiutare le aziende che esportano, quindi in sostanza di proteggere e fortificare il nostro made in Italy , introducendo un sistema di coassicurazione, sempre tramite la SACE, dove il 90 per cento degli impegni finanziari derivanti dall'attività assicurativa saranno assunti dallo Stato, mentre il restante 10 per cento sarà in capo alla SACE stessa. La gestione del piano delle garanzie sarà effettuata dal MEF, di concerto con il Ministero degli esteri, che quindi assumerà un ruolo ancora più importante in tema di commercio con l'estero. Per quanto riguarda il golden power , con questa norma si proteggono le imprese strategiche da eventuali scalate che potrebbero essere di fatto facilitate da eventuali cali di valori azionari delle medesime aziende. Si è agito secondo due direttrici: la prima è consistita nell'ampliare il campo di applicazione del golden power ,aggiungendo ai settori difesa, telecomunicazioni ed energia, che erano già esistenti, i settori finanziario, creditizio e assicurativo, infrastrutture e tecnologie critiche, trasporti, acqua, salute, sicurezza alimentare, accesso a informazioni sensibili, intelligenza artificiale, robotica, semiconduttori, cybersicurezza, nanotecnologie e biotecnologie. La seconda direttrice consiste nell'estendere il campo di applicazione della disciplina anche alle operazioni intraeuropee; mentre, per quanto riguarda le operazioni extraeuropee, si estende l'autorizzazione governativa anche a partecipazioni non di controllo, ma superiori al 10 per cento. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 18) ( Segue PELLEGRINI Marco). Facendo un ultimo accenno agli interventi fiscali, proseguendo una via già indicata nel decreto-legge cosiddetto cura Italia, per le aziende con ricavi fino a 50 milioni e interessate da una diminuzione fino al 33 per cento sono stati sospesi i versamenti tributari e contributivi; mentre, per le imprese che superano la soglia dei 50 milioni, alla sospensione si arriva se la riduzione dei ricavi è del 50 per cento; inoltre, si sospendono fino al 31 dicembre i termini previsti per l'applicazione dell'imposta di registro e per il riconoscimento del credito d'imposta per il riacquisto della prima casa. Concludo dicendo che siamo convinti di aver fatto tutto quanto necessario per aiutare le nostre aziende a rialzarsi, ma siamo determinati a fare tutto quanto dovesse rivelarsi indispensabile nei prossimi mesi per preservare il nostro tessuto produttivo, di cui noi siamo orgogliosi. (Applausi). PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Urso. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, mi stupisce e, per qualche verso, ammiro il trionfalismo di chi mi ha preceduto, perché è l'esempio evidente di una realtà virtuale profondamente staccata dalla condizione in cui purtroppo versano i nostri cittadini e le nostre imprese, dal precipizio in cui rischiamo di cadere come sistema Paese. Ciò è evidente nel provvedimento in esame, che è del tutto inefficace: è un provvedimento proclama sin dal suo inizio. Nella conferenza stampa a reti unificate si è parlato di 400 miliardi alle imprese e questo dato è stato ripetuto anche poco fa in quest'Aula, come se ripetere una cosa significasse avvalorarla. Purtroppo, però, se si ripete il falso, si avvalora il falso: le imprese si aspettano 400 miliardi, ma nel provvedimento per la garanzia c'è poco più di un miliardo. Sono 400 miliardi di potenziali prestiti. Peraltro, che il provvedimento sia del tutto inefficace lo dimostra anche il fatto stesso che, a fronte della drammaticità in essere - che può esser riferita da chiunque abbia un amico che produce - solo una piccola parte del sistema produttivo ha richiesto di accedere a quei prestiti e solo una piccola parte di quanti li hanno richiesti li ha ottenuti.