[pronunce]

che, per quel che riguarda la questione di legittimità costituzionale relativa all'art. 1 del decreto-legge n. 253 del 2002, essa, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte deve essere dichiarata manifestamente inammissibile in quanto – a prescindere dalla circostanza, risultante dal comunicato del Ministro della giustizia pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 2003, che tale decreto-legge, non convertito nei termini, è decaduto e, quindi, ha perso efficacia sin dall'inizio – già anteriormente allo spirare del termine per la conversione in legge di tale atto, l'art. 1 era stato oggetto di espressa abrogazione da parte dell'art. 62, comma 7, della legge n. 289 del 2002, e, quindi, incombeva sul rimettente l'onere di motivare in ordine alla perdurante rilevanza nel giudizio a quo della norma abrogata (vedi ordinanze n. 187 del 2007; n. 31 del 2007; n. 254 del 1995); che, con riferimento all'altra disposizione censurata, cioè l'art. 62, comma 1, della legge n. 289 del 2002, la questione si palesa del pari manifestamente inammissibile, atteso che il rimettente non offre una descrizione della fattispecie concreta posta al suo giudizio, tale da permettere l'apprezzamento della rilevanza della questione stessa nel giudizio a quo; che, in particolare, il rimettente non chiarisce la circostanza, pur indicata dal giudice di prime cure fra i motivi di rigetto del ricorso, se la contribuente avesse o meno provveduto a trasmettere tempestivamente alla Agenzia delle entrate la documentazione indicata dalla disposizione censurata, il cui invio è previsto a pena di decadenza dal beneficio dell'attribuzione del credito tributario; che l'omissione di indicazioni in ordine a tale circostanza è decisiva riguardo alla possibilità di valutare la rilevanza della questione in quanto, ove la contribuente, non avendo adempiuto al predetto onere di trasmissione, fosse decaduta dal beneficio costituito dal credito di imposta, non rivestirebbe alcun interesse sindacare la legittimità o meno della intervenuta temporanea sospensione della fruibilità del credito stesso. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle disposizioni integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 del decreto-legge 12 novembre 2002, n. 253 (Disposizioni urgenti in materia tributaria), e dell'art. 62, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2003), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 25, comma secondo, della Costituzione, dalla Commissione tributaria regionale della Campania con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 dicembre 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Paolo Maria NAPOLITANO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 12 dicembre 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA