[ddlpres]

Dal nono ospite sono presenti 2 operatori; d) un supervisore che operi almeno una volta ogni mese sulle attività e le relazioni presenti in équipe . 4. Le comunità sono gestite da soggetti che condividono con gli ospiti la residenzialità e la vita quotidiana e che devono avere fissa dimora presso le comunità. Uno dei soggetti gestori, in possesso dei titoli, assume la funzione di coordinatore del servizio ed è affiancato da un educatore se i minori presenti nella comunità sono più di 4. Nelle ore notturne deve essere garantita la presenza del coordinatore del servizio e, in caso di temporanea e motivata assenza, di un educatore. 5. Il responsabile del servizio di accoglienza, attraverso la richiesta del certificato penale in sede di assunzione, deve verificare che il personale non abbia precedenti penali riferibili a reati contro la persona. 6. L'utilizzo di volontari deve essere preceduto ed accompagnato da attività formativa, necessaria ad un proficuo inserimento nelle comunità. Il loro coinvolgimento deve configurarsi come complementare e non sostitutivo di attività assistenziali; la loro presenza nelle comunità risulta in appositi registri. Art. 5. (Autorizzazione al funzionamento e accreditamento) 1. Le comunità possiedono l'autorizzazione al funzionamento e il titolo di accreditamento. 2. Le comunità di nuova apertura avviano una procedura integrata di autorizzazione e accreditamento. La domanda di autorizzazione al funzionamento è inoltrata ai servizi sociali del comune ove ha sede la comunità e per conoscenza al tribunale e alla procura per i minorenni competenti per territorio; contestualmente è inviata la richiesta di accreditamento all'assessorato regionale competente. Il comune e l'assessorato regionale rilasciano, ognuna per le proprie competenze e provvedendo ad informazione reciproca, l'autorizzazione e l'accreditamento, accertandosi che la comunità sia uniforme ai principi e alle finalità della legge e che siano rispettati i requisiti disciplinati dalla presente legge. 3. Gli atti sono emanati entro due mesi dal ricevimento della domanda; ulteriori 30 giorni sono concessi qualora nel corso dell'esame della documentazione si rilevi la necessità di provvedere alla sua integrazione. Trascorsi i termini senza risposta, l'autorizzazione e l'accreditamento si intendono concessi. 4. Le strutture già operanti, e in possesso di autorizzazione definitiva, richiedono la conferma dell'autorizzazione e presentano la domanda di accreditamento entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. La domanda, inviata ai servizi sociali del comune ove ha sede la comunità e all'assessorato regionale competente, è corredata delle autocertificazioni relative al possesso dei requisiti o, in caso di assenza degli stessi, di un piano di adeguamento dotato di cronoprogramma. 5. In caso di assenza di parte dei requisiti il comune e la regione possono comunque concedere rispettivamente l'autorizzazione e l'accreditamento definendo i tempi massimi per l'adeguamento e provvedendo a verifica periodica, almeno semestrale, del rispetto degli impegni previsti nel cronoprogramma, con potere di revoca in caso di ritardo o inadempienza. 6. Le strutture già operanti ma prive di autorizzazione o con autorizzazione provvisoria devono presentare domanda di autorizzazione e accreditamento entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 7. Il soggetto titolare dell'autorizzazione e dell'accreditamento trasmette copia degli atti alla procura del tribunale per i minorenni territorialmente competente. Art. 6. (Continuità degli interventi e accompagnamento all'autonomia) 1. Al fine di favorire percorsi volti all'inclusione sociale dei giovani fino a 25 anni provenienti da famiglie affidatarie o da comunità che devono completare la fase di transizione verso la piena autonomia e completare il percorso scolastico o formativo, al compimento della maggiore età, il giovane può usufruire di un progetto di autonomia predisposto dal servizio sociale territoriale coinvolto, in collaborazione con l' équipe del servizio o con la famiglia accogliente. Art. 7. (Istituzione del «Fondo per le politiche a sostegno dei giovani che vivono al di fuori della famiglia di origine») 1. Al fine di realizzare politiche di tutela e di sostegno e di favorire l'inserimento nel mercato del lavoro dei minori di almeno sedici anni, provenienti da strutture di accoglienza, a decorrere dall'anno 2014, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è istituito il Fondo per le politiche a sostegno dei giovani che vivono al di fuori della famiglia di origine, di età compresa tra i 16 e i 25 anni, di seguito denominato «Fondo», con una dotazione pari a 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2014, finalizzato a: a) l'erogazione di contributi agli enti che svolgono attività rivolta al sostegno e all'integrazione lavorativa di minori che sono per diverse motivazioni fuori dalla loro famiglia di origine; b) l'attivazione di un sistema integrato di politiche attive del lavoro a loro dedicato; c) il sostegno all'avviamento di attività economiche che prevedono impiego di giovani con le caratteristiche di cui al presente comma. 2. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono definiti i criteri e le modalità per la ripartizione delle disponibilità del Fondo. Art. 8. (Incentivi ai datori di lavoro) 1. Al fine di realizzare politiche di tutela e di sostegno favorendo l'inserimento nel mercato del lavoro di giovani di età compresa tra i 16 e 25 anni, provenienti da comunità di famiglie affidatarie, gli oneri contributivi dovuti dal datore di lavoro che assume con contratto a norma i soggetti di cui al presente comma, sono integralmente defiscalizzati e beneficiano di uno sgravio dei contributi previdenziali e assistenziali per un periodo di tre anni dalla data di assunzione. 2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono individuati i criteri e le modalità di accesso e di riparto del beneficio di cui al presente articolo. Art. 9. (Comitato tecnico) 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito un Comitato tecnico, di seguito denominato «Comitato», al fine di assicurare sul territorio nazionale la piena attuazione di quanto previsto dalla presente legge. 2. Il Comitato svolge la propria attività in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione e non è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico e funzionale. 3. Il Comitato è costituito da cinque membri nominati dalla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza a maggioranza assoluta. Può essere membro del Comitato chi è in possesso di documentata esperienza, maturata nell'ambito delle politiche educative e socio-sanitarie, con particolare riferimento alle strutture sociali dedicate ai minori allontanati dalla famiglia di origine. 4.