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In corrispondenza della piana costiera, tali rocce costituiscono il letto di una estesa copertura ghiaioso sabbiosa e limosa, di origine prevalentemente alluvionale o detritica, il cui spessore, in corrispondenza dello stabilimento, raggiunge i 25 m s.l.m. La successione stratigrafica è quindi costituita, dal basso verso l'alto, da: calcari ben stratificati, fratturati e a lungo carsificati ; copertura di ciottoli calcarei a spigoli arrotondati immersi in una matrice sabbioso-limosa (70% del deposito). La notevole eterogeneità e la spiccata anisotropia del mezzo non consentono di valutare con precisione il coefficiente di permeabilità dell'acquifero; vista la limitata estensione del bacino e i bassi valori delle portate emunte si può dire che l'acquifero è a bassa potenzialità idrica e a permeabilità non elevata. La permeabilità aumenta ad est dello stabilimento nella zona inizialmente scelta per l'insediamento dell'impianto termoelettrico (Enel), con calcari a luoghi intensamente carsificati con cavità anche comunicanti con l'esterno. La falda idrica è sostenuta dall'acqua di mare, che si rinviene anche a distanza dalla costa (10 - 15 km); la superficie piezometrica degrada verso il livello del mare in cui si riversa (con flusso idrico in direzione sub perpendicolare alla costa). L'acqua di mare penetra piuttosto profondamente all'interno del territorio. La contaminazione non permette l'utilizzazione irrigua dell'acqua di falda: secondo il piano di risanamento delle acque della regione Puglia si tratta di "zone a vietato emungimento": a pagina 280 del volume IV del piano si legge infatti che: "le aree dell'hinterland di Manfredonia corrispondono a quelle nelle quali forti fenomeni di contaminazione salina vietano oggi l'impiego delle acque sotterranee per qualsiasi uso, nelle quali il divieto di emungimento deve essere posto con l'obiettivo di limitare l'ulteriore propagazione del fenomeno nell'entroterra". La piovosità media annua varia fortemente di anno in anno, influenzando in modo significativo l'entità delle acque disponibili per la formazione di risorse idriche sia superficiali che sotterranee. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime indicano un fabbisogno di circa duecento miliardi. Piano di caratterizzazione. A seguito dell'approvazione formale del piano di caratterizzazione dei suoli e delle acque di falda è stata effettuata la loro caratterizzazione nelle aree interne allo stabilimento Enichem, comprese le aree vendute a terzi. In particolare sono state effettuate le seguenti indagini: caratterizzazione dei terreni (su maglia 25x25); caratterizzazione delle acque sotterranee (1 piezometro ogni dieci stazioni di campionamento dei suoli); caratterizzazione delle discariche secondo i criteri della norma UNI 10802/1999; Sono in corso di svolgimento le indagini di caratterizzazione sulle seguenti aree: tratto di mare antistante lo stabilimento; area di proprietà Enel. La caratterizzazione dei sedimenti marini prevede il campionamento dell'intero fronte di affaccio dello stabilimento, in ragione di 3 prelievi ogni 100 metri; Per quanto riguarda l'area ENEL non sono presenti indizi di contaminazione dei terreni, fatta eccezione per un settore localizzato a ridosso del confine meridionale dell'area Enichem (100 x 10 m), dove è stata riscontrata una concentrazione di IPA più tossici (crisene) e di fenoli superiore a quelle indicate dal D.M. n. 471/1999 per le aree a destinazione d'uso industriale; per quanto concerne l'acqua sotterranea, in un campione prelevato da una cavità carsica presente nel sito è stato riscontrato un elevato contenuto salino (solfati e cloruri), dovuto presumibilmente all'ingressione delle acque marine, ed il superamento della concentrazione limite per l'ammoniaca e per alcuni solventi aromatici (toluene e xilene). Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. È stata completata la rimozione degli stoccaggi di sali sodici per un totale di circa 30.000 t. Per i seguenti progetti è in corso l'attività istruttoria: progetto preliminare di messa in sicurezza della falda mediante barriera idraulica, realizzata attraverso sessantasei pozzi di ricarica con acque di caratteristiche conformi alla tabella 21 dell'allegato 1 del decreto legislativo n. 152/1999 (portata totale immessa pari a circa 200 mc/ora); progetto preliminare di bonifica della falda con emunzione a monte della barriera di immissione. L'acqua emunta dovrà essere trattata al livello delle migliori tecnologie disponibili; messa in sicurezza dei terreni (impermeabilizzazione superficiale delle aree contaminate con raccolta e trattamento delle acque meteoriche): pavimentazione in c.a., asfaltatura e posa di materassini bentonitici delle isole 12, 14, 16 e 17 nonché dell'area s.o. ; messa in sicurezza delle discariche: svuotamento di quelle contenenti rifiuti pericolosi, impermeabilizzazione della discarica di inerti, smaltimento dei rifiuti contaminati da arsenico in una discarica esterna allo stabilimento di tipologia adeguata (presumibilmente 2C). In alternativa è in studio la possibilità di detossificare i rifiuti al fine di smaltirli in una discarica 2B, interna allo stabilimento; saranno eliminate le discariche ubicate nelle isole 12, 14 e 17; progetto preliminare di bonifica dei terreni: decorticazione dei terreni contaminati da arsenico sino a raggiungere i valori previsti nel regolamento per i siti industriali e loro conferimento in discarica, previo trattamento di detossificazione; bonifica e ripristino ambientale dei terreni inquinati da caprolattame mediante processo di landfarming. Per quanto concerne le discariche esterne è stato predisposto dal comune di Manfredonia un progetto di bonifica riguardante le discariche Conte di Troia e Pariti I. Per Pariti II è stato predisposto il progetto di messa in sicurezza del lotto attivato ex art. 12, decreto del Presidente della Repubblica n. 915/1982. BRINDISI Comune - Località. Brindisi. Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale dell'area industriale, bonifica dell'area marina antistante comprensiva dell'area portuale, bonifica dell'invaso del Cillarese. Perimetrazione. All'interno del perimetro definito dal decreto del Ministro dell'ambiente del 10 gennaio 2000 sono presenti: stabilimento petrolchimico; industrie metallurgiche; industrie farmaceutiche; centrali per la produzione dell'energia elettrica; discarica di idrossido di calcio (V = 1,5 milioni di mc) ; area agricola compresa tra la centrale Enel di Brindisi Nord, il polo chimico e la centrale Enel di Cerano Brindisi Nord; discarica abusiva di rifiuti urbani; aree di abbandono di rifiuti provenienti da demolizioni industriali e non ; bacino artificiale del Cillarese; grandi fosse settiche di sedimentazione dei reflui organici della città di Brindisi ; capannoni della ex SACA, contenenti residui di amianto; area marina antistante comprensiva dell'area portuale.