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L'azione a livello di Unione è inoltre necessaria al fine di coordinare il nuovo sistema informatizzato della cooperazione giudiziaria europea con tutti i pertinenti regolamenti europei già emanati in materia. Per quanto riguarda il principio di proporzionalità, le misure proposte non sembrano andare oltre quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi di una maggiore digitalizzazione della cooperazione giudiziaria europea e dell'accesso alla giustizia nelle cause transfrontaliere, né sembrano gravare in modo sproporzionato sugli Stati membri ai fini del conseguimento degli obiettivi, pur stabilendo l'obbligatorietà della comunicazione digitale tra gli organi giurisdizionali e le autorità competenti degli Stati membri e tra questi e le persone fisiche e giuridiche, anche mediante l'uso della videoconferenza e dei servizi fiduciari quali la firma digitale e la posta elettronica certificata. La proposta è attualmente all'esame di cinque Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea, che non hanno ad oggi sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. Infine, sulla proposta non risulta ancora pervenuta la relazione del Governo prevista dall'articolo 6 della legge n. 234 del 2012. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/8/CE del Consiglio, le decisioni quadro del Consiglio 2002/465/GAI, 2002/584/GAI, 2003/577/GAI, 2005/214/GAI, 2006/783/GAI, 2008/909/GAI, 2008/947/GAI, 2009/829/GAI e 2009/948/GAI e la direttiva 2014/41/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto riguarda la digitalizzazione della cooperazione giudiziaria Doc n. COM(2021) 760 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/8/CE del Consiglio, le decisioni quadro del Consiglio 2002/465/GAI, 2002/584/GAI, 2003/577/GAI, 2005/214/GAI, 2006/783/GAI, 2008/909/GAI, 2008/947/GAI, 2009/829/GAI e 2009/948/GAI e la direttiva 2014/41/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto riguarda la digitalizzazione della cooperazione giudiziaria (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Il senatore CORBETTA ( M5S ), relatore, introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, recante disposizioni di coordinamento, finalizzate ad assicurare l'allineamento di una serie di direttive e decisioni quadro in materia civile e penale, con la nuova disciplina sulla digitalizzazione della cooperazione giudiziaria e dell'accesso alla giustizia in materia civile, commerciale e penale, di cui alla proposta di regolamento COM(2021) 759. Si tratta, in particolare, di modifiche ai seguenti atti: - direttiva 2003/8/CE, sul miglioramento dell'accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere; - decisione quadro 2002/465/GAI, sulle squadre investigative comuni; - decisione quadro 2002/584/GAI, sull'adozione della decisione quadro relativa al mandato d'arresto europeo; - decisione quadro 2003/577/GAI, sul mandato d'arresto europeo; - decisione quadro 2005/214/GAI, sul reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie; - decisione quadro 2006/783/GAI, sul reciproco riconoscimento delle decisioni di confisca; - decisione quadro 2008/909/GAI, sul reciproco riconoscimento delle sentenze penali; - decisione quadro 2008/947/GAI, sul reciproco riconoscimento elle sentenze e elle decisioni di sospensione condizionale della pena; - decisione quadro 2009/829/GAI, sul reciproco riconoscimento delle decisioni sulle misure alternative alla detenzione cautelare; - decisione quadro 2009/948/GAI, sui conflitti di giurisdizione nei procedimenti penali; - direttiva 2014/41/UE, sull'ordine europeo di indagine penale. I predetti atti, oggetto di modifica, disciplinano la cooperazione giudiziaria europea e l'accesso alla giustizia nelle cause civili, commerciali e penali transfrontaliere, stabilendo anche disposizioni sulla comunicazione tra le autorità competenti, le agenzie e gli organi dell'UE che si occupano di giustizia e affari interni (GAI), e tra le stesse autorità e le persone fisiche o giuridiche. Tuttavia tali atti non prevedono l'utilizzo dei mezzi digitali come modalità principale e presentano diverse lacune in tale contesto. Inoltre, durante la pandemia da Covid-19, il ricorso a tecnologie digitali (posta elettronica, videoconferenza, ecc.), da parte di molti Stati membri, ha contribuito a limitare la perturbazione al normale funzionamento dei rispettivi sistemi giudiziari. Tuttavia, numerose delle soluzioni tecniche adottate sono state sviluppate in maniera ad hoc e non soddisfano appieno le esigenze in materia di sicurezza e di esercizio dei diritti fondamentali. In questo contesto, la proposta di direttiva in esame, volta a rendere applicabile la nuova normativa sulla digitalizzazione, di cui alla proposta di regolamento COM(2021) 759, ha la finalità di migliorare l'accesso alla giustizia nonché l'efficienza e la resilienza dei flussi di comunicazione inerenti alla cooperazione tra autorità giudiziarie, autorità competenti e persone fisiche e giuridiche nelle cause transfrontaliere dell'UE in materia civile, commerciale e penale, mediante il ricorso "per default " alle tecnologie digitali, consentendo di rendere più efficienti i sistemi giudiziari, alleviare gli oneri amministrativi, abbreviare i tempi di trattazione delle cause, e assicurare una comunicazione più sicura e affidabile. Nello specifico, gli articoli da 1 a 11 introducono modifiche alle predette direttive e decisioni quadro in materia civile, commerciale e penale, rinviando alla disciplina contenuta nel regolamento sulla digitalizzazione della cooperazione giudiziaria e dell'accesso alla giustizia in materia civile, commerciale e penale, di cui alla proposta COM(2021) 759. In particolare, tali modifiche riguardano: le modalità di trasmissione della domanda di patrocino a spese dello Stato; le modalità di comunicazione tra Stati membri nella creazione di squadre investigative comuni; le modalità di trasmissione di un mandato d'arresto europeo; le modalità di trasmissione, riconoscimento ed esecuzione dei provvedimenti di blocco dei beni o sequestro probatorio; le modalità di trasmissione delle decisioni e del ricorso all'autorità in materia di riconoscimento delle sanzioni pecuniarie; le modalità di trasmissione di sentenze e certificati ai fini dell'esecuzione di sanzioni penali detentive; le modalità di comunicazione nella risoluzione dei conflitti di giurisdizione nei procedimenti penali; e le modalità di trasmissione dell'ordine europeo di indagine penale. La proposta di direttiva in esame stabilisce altresì che gli Stati membri dovranno recepirla entro due anni dall'adozione degli atti di esecuzione sul sistema informatico decentrato, previsti dalla proposta di regolamento COM(2021) 759, che la Commissione europea avrà adottato entro due anni dall'entrata in vigore di tale proposta.