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L'emendamento 1.0.1 risponde alle specifiche esigenze professionali dei docenti precari di I, II e III fascia delle graduatorie di istituto, non in possesso del titolo di specializzazione, che vengono chiamati annualmente a coprire posti di sostegno per mancanza di specializzati e che hanno acquisito sul campo la pratica operativa, pur in assenza della necessaria preparazione tecnico-scientifica. Si consente inoltre di innalzare la qualità dell'insegnamento su posti di sostegno dei docenti di ruolo, appartenenti a classi di concorso in esubero o in assegnazione provvisoria sul sostegno per carenza di posti di insegnamento comune, problema endemico in alcune realtà, che da anni esplicano la medesima funzione dei loro colleghi di ruolo sul sostegno, senza specifica preparazione. L'emendamento 1.0.2 intende porre rimedio - disponendo uno slittamento di un anno nell'applicazione delle aliquote previste - alle difficoltà estrema nel reperire i presidenti e i membri delle commissioni d'esame, che hanno provocato un notevolissimo rallentamento dei tempi nello svolgimento dei concorsi, con grave pregiudizio per le legittime aspettative di moltissimi precari che, in sostanza, non hanno potuto usufruire della percentuale più favorevole per il primo anno di applicazione della norma. L'emendamento 1.0.3 intende rispondere alle esigenze dei docenti immessi in ruolo con la procedura del FIT transitorio - istituto giuridico poi abrogato - costretti a rimanere per cinque anni in una sede non scelta e sulla quale, per di più, hanno prestato servizio per un anno mantenendo lo stato giuridico di supplenti. Con l'emendamento 1.0.3 si affida alla contrattazione collettiva l'impegno di regolamentare la permanenza nelle sedi successive alla prima, allo scopo di offrire un giusto contemperamento tra l'interesse pubblico alla continuità didattica ed educativa e l'interesse dei docenti a poter svolgere il servizio nella sede più consona al soddisfacimento alle proprie esigenze di vita. Con l'emendamento 1.0.4 si propone un intervento reso necessario dall'approvazione, in prima lettura alla Camera dei deputati, di un emendamento dell'onorevole Toccafondi, che nega ai docenti precari di religione quanto ottenuto dai colleghi abilitati di secondaria (FIT transitorio 2018) e primaria/infanzia (Concorso straordinario 2018). Solo per loro, pur in possesso di idoneità dell'Ordinario, è previsto un concorso doppiamente selettivo, che impone il superamento di una prova scritta e una orale, di fatto disconoscendo il valore abilitante dell'idoneità ecclesiastica. Sono inoltre fortemente penalizzati vincitori e idonei del concorso 2004 poiché mentre pochi fortunati saranno stabilizzati "nelle more dell'espletamento" della procedura, una volta pubblicate le graduatorie del nuovo concorso - probabilmente nel primo semestre 2021 - le vecchie liste non avranno più valore. L'emendamento prevede il recupero delle graduatorie del concorso 2004, con due procedure parallele e distinte che vengono incontro sia a coloro che esercitano da anni la funzione docente sia ai giovani laureti; si tratta di una proposta presentata nel corso dell'esame da parte della Camera dei deputati, ma respinta dalla maggioranza. Dopo essersi soffermato sul meccanismo delineato con l'emendamento 1.0.4, passa a illustrare la proposta 1.0.5, con la quale si affronta la questione dei cosiddetti "diplomati magistrali", alla luce delle numerose pronunce giurisprudenziali e dei conseguenti licenziamenti di molti insegnanti in servizio di ruolo - o in servizio con contratti a tempo determinato - da diversi anni, senza peraltro poter percepire alcuna indennità di disoccupazione, non ricorrendone le condizioni di legge. Dopo aver sottolineato come non possa considerarsi risolutivo l'accordo siglato dal MIUR e dai sindacati il 18 ottobre scorso, che si limita a "salvaguardare i rapporti di lavoro in corso", ormai superato nei fatti, precisa che, allo scopo di assicurare, nei limiti del possibile, la continuità lavorativa al predetto personale senza penalizzare coloro che essendo inseriti a pieno titolo nelle graduatorie a esaurimento (GAE) e di conseguenza nella I fascia di istituto hanno maggior titolo non solo per l'acceso al ruolo ma anche per il conferimento delle supplenze, l'emendamento prevede la precedenza assoluta nel conferimento delle supplenze dalle graduatorie di istituto di II fascia per coloro che hanno presentato domanda di partecipazione al concorso straordinario bandito nel 2018 e, in subordine, a coloro che hanno titolo a presentare domanda per un nuovo concorso straordinario, cui possono partecipare coloro che, pur lavorando da anni sia per supplenze nella scuola statale sia, con contratti di varia natura, nelle paritarie, non hanno maturato due annualità complete di servizio prestato nella scuola statale. Un diverso concorso straordinario è poi destinato a coloro che possiedono un solo anno di servizio. Passa quindi a illustrare l'emendamento 1.0.6, con il quale, in armonia con il nuovo sistema di reclutamento previsto dal decreto legislativo n. 59 del 2017 e dalla legge n. 145 del 2018, si propone l'istituzione presso le Università e presso gli Istituti del sistema AFAM di percorsi annuali di specializzazione finalizzati al rilascio dell'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria. Si risponde così sia alle esigenze da tempo rappresentate dai docenti appartenenti alla III fascia delle graduatorie di istituto che da più anni esercitano regolare attività d'insegnamento, sia a quelle di insegnanti di ruolo che, avendone titolo, desiderino sviluppare la loro carriera acquisendo l'abilitazione e partecipando successivamente alla mobilità professionale prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) del comparto. Nel ricordare come tale previsione sia coerente con la direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005 per l'esercizio delle professioni regolamentate e con la normativa italiana vigente, precisa che il percorso formativo proposto è diverso da quello ordinario - in quanto non selettivo in ingresso, ma sempre selettivo in itinere e in uscita - ed è destinato a coloro che esercitano da tre anni legittimamente la funzione docente nell'istruzione e formazione pubblica italiana, costituito da scuole statali, paritarie e sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). La senatrice MONTEVECCHI ( M5S ) interviene sull'ordine dei lavori chiedendo al Presidente il rispetto dei tempi per l'illustrazione degli emendamenti e criticando la scelta di procedere a interventi di tale natura presiedendo la Commissione. Il senatore CANGINI ( FI-BP ) interviene in merito a quanto lamentato dalla senatrice Montevecchi, dichiarando di non comprendere il senso delle obiezioni mosse e giudicando del tutto fisiologica un'illustrazione da parte del Presidente di emendamenti presentati, anche con valutazioni di tipo politico. Anche il senatore BARBARO ( L-SP-PSd'Az ) ritiene del tutto normale che il Presidente possa illustrare emendamenti a propria firma, invitando a considerare che, se così non fosse, si verificherebbe un'incomprensibile compressione delle prerogative di un parlamentare.