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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 30 GIROTTO La seduta inizia alle ore 9. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Proposta di nomina della dottor Giorgio Palmucci a Presidente dell'ENIT - Agenzia nazionale del turismo Doc n. 12 Proposta di nomina del dottor Giorgio Palmucci a Presidente dell'ENIT - Agenzia nazionale del turismo (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta. Seguito dell'esame e rinvio ) Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri. Al fine di consentire ai Gruppi una valutazione più approfondita del curriculum del candidato, il presidente GIROTTO propone che la votazione sulla proposta di nomina sia rimandata a una seduta appositamente convocata alle ore 9 di domani, giovedì 20 dicembre. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2015/2436 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa nonché per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2015/2424 recante modifica al regolamento sul marchio comunitario Doc n. 55 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2015/2436 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa nonché per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2015/2424 recante modifica al regolamento sul marchio comunitario (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 3 della legge 25 ottobre 2017, n. 163. Esame e rinvio) Il presidente GIROTTO fa preliminarmente presente che gli schemi di decreto legislativo all'esame nell'odierna seduta sono stati predisposti in attuazione rispettivamente degli articoli 3 (Atto n. 55), 4 (Atto n. 56), 6 (Atto n. 57) e 7 (Atto n. 58) della legge 25 ottobre 2017, n. 163, la legge di delegazione europea 2016-2017. Ricorda che il termine per l'esercizio della delega (dodici mesi dall'entrata in vigore delle disposizioni di delega) scadeva il 21 novembre 2018. L'articolo 31 (Procedure per l'esercizio delle deleghe legislative conferite al Governo con la legge di delegazione europea) della legge 24 dicembre 2012, n. 234 recante "Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione delle normative e delle politiche dell'Unione europea", al comma 3, terzo periodo, indica in quaranta giorni dalla trasmissione dell'atto il termine per l'espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti. Il termine per l'espressione del parere sui quattro schemi di decreto legislativo assegnati alla 10ª Commissione scade quindi il 31 dicembre 2018. Tuttavia il medesimo articolo 31, comma 3, al quarto periodo dispone che, qualora il termine per l'espressione del parere parlamentare scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini di delega o successivamente, questi ultimi sono prorogati di tre mesi. Nei quattro schemi di decreto legislativo in questione, il termine per l'esercizio della delega - se il Governo è d'accordo - potrebbe essere prorogato al 21 febbraio 2019. Il vice ministro GALLI conviene sulla richiesta di proroga per l'espressione dei pareri sugli atti del Governo n. 55, n. 56, n. 57 e n. 58. La Commissione prende atto. Il relatore Pietro PISANI ( L-SP-PSd'Az ) illustra, di seguito, lo schema di decreto che reca attuazione della direttiva (UE) 2015/2436 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa, nonché per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2015/2424 che modifica il regolamento sul marchio comunitario. La direttiva e il regolamento costituiscono il cosiddetto «pacchetto marchi», ossia l'intervento normativo voluto dal legislatore europeo per rendere il più possibile omogenei gli ordinamenti nazionali e quella parte di ordinamento europeo che disciplina in maniera diretta il "marchio dell'Unione europea", ossia il titolo di proprietà industriale rilasciato dall'EUIPO (Ufficio europeo per la proprietà intellettuale) e che ha effetto in tutti gli Stati membri. Tra i principali profili innovati della nuova direttiva, segnala, in particolare, l'abolizione del requisito della rappresentazione grafica e la ricomprensione delle denominazioni di origine e indicazioni geografiche. Pertanto, i segni potranno essere rappresentati in qualsiasi forma idonea, utilizzando la tecnologia generalmente disponibile, purché la rappresentazione sia chiara, facilmente accessibile, durevole e obiettiva, e che sarà assolutamente vietata la registrazione dei marchi in caso di conflitto con le DOP/IGP, indipendentemente dal settore di appartenenza (vini, bevande spiritose, prodotti agricoli e alimentari ecc.). Il provvedimento, predisposto in attuazione dell'articolo 3 della legge 25 ottobre 2017, n. 163 (legge di delegazione europea 2016-2017), che ne detta i principi ed i criteri direttivi, si compone di 37 articoli. Gli articoli da 1 a 32modificano il decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, recante Codice della proprietà industriale. L'articolo 33 contiene una disposizione transitoria che prevede, in favore dei titolari di marchi collettivi registrati secondo il regime previgente a quello del decreto, la facoltà di convertire il segno in marchio collettivo o in marchio di certificazione conformemente alla novellata disciplina, senza incorrere il rischio di preclusioni. L'articolo 34 reca modifiche al decreto del presidente della Repubblica 26 ottobre, 1972, n. 641 in materia di tasse sulle concessioni governative per la registrazione dei marchi d'impresa. L'articolo 35 dispone che il Ministero dello sviluppo economico possa adottare eventuali ulteriori disposizioni attuative della direttiva (UE) 2015/2436, nelle materie non coperte da riserva di legge e già disciplinate mediante analoghi regolamenti. L'articolo 36 prevede che il Ministero dello sviluppo economico, nel triennio 2019-2021, è autorizzato ad assumere a tempo indeterminato, nei limiti dei posti disponibili in dotazione organica, trenta unità selezionate attraverso concorso pubblico, in possesso di specifici requisiti professionali necessari all'espletamento dei nuovi compiti operativi. Quantifica poi i relativi oneri, pari a 0,3 milioni di euro per l'anno 2019 e a 1,2 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020 e indica le conseguenti coperture. L'articolo 37 contiene la clausola di invarianza finanziaria. Il seguito dell'esame è quindi rinviato.