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Signor Presidente, esprimo parere favorevole sulla mozione 1-00135 (testo 2), presentata dalla senatrice L'Abbate e da altri senatori, e contrario sulle restanti mozioni. PRESIDENTE . Passiamo dunque alla votazione delle mozioni. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, alcune settimane fa qui in Senato abbiamo tutti applaudito le parole di Greta Thunberg, in cui invitava la politica, il mondo dei grandi, a smetterla con le parole e a passare, finalmente, ai fatti. Purtroppo, l'Italia è un Paese dove la sensibilità ambientalista non ha ancora portato a un radicale cambiamento dei comportamenti. Pensiamo all'utilizzo massiccio dei pesticidi in agricoltura, al fatto che in interi territori la raccolta differenziata stenta a raggiungere numeri accettabili e non si riesce a chiudere il ciclo dei rifiuti, ma anche alla debolezza dei servizi pubblici di trasporto e al ricorso di tutti all'automobile. Eppure, l'Italia non è esente dalle negative conseguenze del cambiamento climatico. Le devastazioni che hanno interessato diverse Regioni lo scorso autunno hanno messo in ginocchio interi settori dell'economia agricola. Gli apicoltori denunciano da tempo il cattivo stato di salute delle api, per via della minore disponibilità di acqua, delle trasformazioni nelle fioriture e dell'utilizzo massiccio dei pesticidi. Sulle Alpi, alcune specie di salici stanno raggiungendo altitudini che mai avevano conosciuto prima. Il gufo e la civetta si riproducono in anticipo e anche le rondini hanno modificato il loro arrivo in Paesi come l'Italia e la Spagna. Siamo davanti a un impoverimento delle specie vegetali e animali, ad un aumento esponenziale dei rischi di catastrofe naturale, cui seguiranno vere e proprie migrazioni forzate dai Paesi del Sud a quelli a Nord del mondo. Senza dimenticare le morti legate all'inquinamento dell'aria, 7 milioni di decessi prematuri e una spesa enorme per l'assistenza sanitaria. Si sta cioè alterando l'armonia della natura e, come spiegano gli scienziati, se entro pochi anni non si invertirà la rotta, quest'alterazione diverrà irreversibile. Per questo anche l'Italia deve fare la sua parte con azioni concrete e immediate per consentire la conversione ecologica dell'intera economia: più investimenti per le energie rinnovabili e per le tecnologie verdi, più risorse per superare gradualmente i combustibili fossili e rafforzare l'impegno per la decarbonizzazione anche attraverso meccanismi di compensazione per tutelare la competitività e la sostenibilità sociale nella fase di transizione. Bisogna cioè sensibilizzare i cittadini e dotarsi di una strategia complessiva che non metta a repentaglio il sistema produttivo, ma lo accompagni in un'opera di ammodernamento. La questione ambientale è il grande tema degli anni a venire; se l'Italia vuole dire la sua a livello europeo e mondiale, deve anzitutto mostrarsi come un Paese virtuoso. Per questo chiediamo che venga stabilito subito un piano con azioni concrete e immediate, con un cronoprogramma di obiettivi da raggiungere nel tempo. Non c'è più molto da aspettare, abbiamo il dovere di passare dalle parole ai fatti. Esprimiamo quindi voto favorevole alla mozione n. 85, a prima firma del senatore Ferrazzi. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, nell'illustrare la mozione n. 122 a mia prima firma avevo cercato, forse sommessamente, di fare un appello a non svolgere una discussione rituale, ma ad assumere decisioni che possano anche indicare nelle mozioni la strada volta a non perdere più tempo. Invece, evidentemente, lo slogan che tutti i ragazzi per fortuna ci ricordano, quello secondo il quale non c'è più tempo, non è arrivato in quest'Aula e forse anche alla maggioranza, considerando i pareri espressi. Mi riferisco cioè a quel richiamo forte che, torno a ripeterlo, è rivolto ad una assunzione di responsabilità. Signor Presidente, è molto chiaro quanto abbiamo di fronte e non lo dico perché vogliamo soltanto essere dei catastrofisti, come molti ci accusano. Torno infatti a chiedere cos'altro dobbiamo attendere. I dati scientifici sono chiarissimi, come anche quello che viviamo nella quotidianità: ormai anche nella percezione dei cittadini è chiaro che ci troviamo di fronte a mutamenti climatici che non solo stanno cambiando profondamente l'ecosistema, ma hanno effetti immediati sulla nostra vita, sulla nostra esistenza. Torno a ripetere che abbiamo undici anni. Questi sono i dati che ci consegnano il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) e tutte le comunità scientifiche per cambiare rotta in modo rapido. Ciò significa non solo cambiare mentalità, ma assumersi la responsabilità di una vera e propria rivoluzione copernicana; significa avere il coraggio e la lungimiranza di metter mano innanzitutto al superamento rapido e con un'assunzione di decisioni immediate della nostra dipendenza dai combustibili fossili. In questa sede vi chiedo ancora una volta - ora è stata modificata anche una parte della mozione di maggioranza - se, sottolineando il fatto che bisogna contenere gli aumenti e gli oneri di sistema, vi rendete conto di qual è il nostro metodo: i sussidi ai combustibili fossili non li vede nessuno, sennonché il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare pubblica l'elenco, invece gli incentivi alle fonti rinnovabili li avete messi in bolletta. Anche questo è significativo. Bisognava innanzitutto metter mano a questo, togliere quei sussidi e fare in modo che sulla fiscalità generale, che deve cambiare perché bisogna introdurre quella ambientale, ci siano gli oneri per la transizione energetica. Su questo bisogna spingere (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . Lo vogliamo capire o no che non si può più perdere tempo? Lo vogliamo capire o no che serve una vera e propria rivoluzione? L'ecosistema è completamente alterato. Noi, come specie umana, e le attività umane siamo la prima causa, nonostante ciò che i negazionisti alla Trump continuano ad affermare. Le attività umane, il nostro modello produttivo, il nostro sistema produttivo ha creato una situazione che rischia di essere quasi senza ritorno. Negli ultimi anni, negli ultimi decenni sono scomparse l'83 per cento delle specie animali e vegetali. Noi viviamo all'interno dei cicli naturali, non siamo una cosa a parte. La specie umana può continuare a vivere solo all'interno di un sistema armonico, all'interno della biodiversità che ci permette di sopravvivere. Il pianeta si salva da solo perché il pianeta sopravvive senza di noi. È la vita su questo pianeta che rischia di morire. Si deve investire su questa rivoluzione, sulla transizione energetica, su un modello che finalmente modifichi e riduca radicalmente le emissioni. Si deve investire, anche nel nostro Paese, sul piano di mitigazione, il che significa investire nell'agricoltura, modificare il modo di produrre in agricoltura, significa investire sui sistemi di allevamento, significa investire su un green new deal .