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dall'altro lato, sempre relativamente alla modifica dell'articolo 9, si prevede una disciplina di favore per i minori che, essendo arrivati in Italia dopo il dodicesimo anno di età ma prima dei diciotto, potranno chiedere la cittadinanza se in Italia legalmente residenti da almeno cinque anni, e se hanno frequentato regolarmente, ai sensi della normativa vigente, nel medesimo territorio, un ciclo scolastico, con il conseguimento del titolo conclusivo, presso gli istituti scolastici appartenenti al sistema nazionale di istruzione, ovvero un percorso di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale con il conseguimento di una qualifica professionale (nuova lettera f-bis) del comma 1 dell'articolo 9). Si tratta dunque di modifiche volte a introdurre criteri che rendano il conseguimento della cittadinanza più accessibile e che sono più allineati alla maggioranza dei Paesi europei. L'articolo 1, comma 1, lettera e) sostituisce i commi 2 e 3 della citata legge n. 91 del 1992 in materia di contributo che deve essere versato per la presentazione delle istanze volte ad ottenere la cittadinanza. In luogo del contributo di 250 euro attualmente previsto, si dispone che le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza siamo soggette al pagamento di un contributo di importo non superiore a quello previsto per il rinnovo del passaporto. Il contributo inoltre non è più dovuto per le istanze o dichiarazioni concernenti i minori o per le istanze provenienti da soggetti appartenenti a nuclei familiari con indicatore della situazione economica equivalente inferiore a 15.000 euro. Il gettito poi derivante dal contributo di cui al comma 2 sarà versato all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato allo stato di previsione del Ministero dell'Istruzione e del merito che lo destinerà al finanziamento di progetti nell'ambito dell'educazione civica. Questo passaggio è molto rilevante perché rivela il senso politico di questa proposta: le risorse, infatti, che lo Stato riceve dalle istanze dei nuovi cittadini e cittadine vengono reinvestite nel Ministero più importante per il valore della cittadinanza ovvero quello dell'Istruzione. L'articolo 1, comma 1, lettera f), modifica la disciplina dell'acquisizione della cittadinanza da parte dei figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana. In particolare il requisito attualmente previsto della necessaria convivenza del minore con il genitore che acquista o riacquista la cittadinanza viene sostituito con quello più razionale relativo alla non decadenza del genitore (che acquista o riacquista la cittadinanza) dalla responsabilità genitoriale. L'articolo 1, comma 1, lettera g) introduce invece nuovi articoli 23- bis e 23- ter che recano disposizioni interpretative volte a chiarire la portata e l'ambito di applicazione oggettivo e soggettivo della legge. L'articolo 2 detta poi alcune disposizioni di coordinamento, al fine di garantire una migliore interpretazione ed applicazione delle norme in materia di cittadinanza, e al comma 4 autorizza il coordinamento, il riordino e l'accorpamento delle disposizioni di natura regolamentare in materia di cittadinanza in un unico testo. L'articolo 3 prevede l'applicazione delle disposizioni della legge anche agli stranieri che abbiano maturato i requisiti necessari per l'acquisto della cittadinanza prima della data della sua entrata in vigore. Tuttavia in questi casi è previsto che l'ufficiale dello stato civile che riceve la richiesta, verificati i requisiti, sospenda l'iscrizione e l'annotazione nei registri dello stato civile e provveda tempestivamente a richiedere al Ministero dell'interno il nulla osta relativo all'insussistenza di provvedimenti di diniego della cittadinanza per motivi di sicurezza della Repubblica ovvero di provvedimenti di espulsione o di allontanamento per i medesimi motivi adottati ai sensi della normativa vigente. Il nulla osta è rilasciato entro sei mesi dalla richiesta dell'ufficiale dello stato civile. Infine l'articolo 4, al fine di garantire il diritto di pieno accesso alla pratica sportiva, consente a tutti i minori presenti nel territorio della Repubblica, inclusi i rifugiati e i richiedenti asilo, anche senza cittadinanza italiana, di tesserarsi presso le società sportive appartenenti alle federazioni nazionali o alle discipline associate, nonché presso le associazioni e gli enti di promozione sportiva, consentendo agli stessi di partecipare ai campionati italiani, con le stesse procedure previste per il tesseramento dei cittadini italiani.. Art. 1. (Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91) 1. Alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 1, comma 1, è aggiunta, in fine, la seguente lettera: « b-bis) chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia regolarmente soggiornante in Italia da almeno un anno al momento della nascita del figlio ». b) all'articolo 1 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « 2-bis . Nei casi di cui alla lettera b-bis) del comma 1 la cittadinanza si acquista a seguito di una dichiarazione di volontà in tal senso espressa, entro il compimento della maggiore età dell'interessato, da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale all'ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore, da annotare a margine dell'atto di nascita. La direzione sanitaria del punto nascita ovvero l'ufficiale dello stato civile cui è resa la dichiarazione di nascita informa il genitore di tale facoltà. Entro due anni dal raggiungimento della maggiore età l'interessato può rinunciare alla cittadinanza italiana se in possesso di altra cittadinanza. 2-ter. Qualora non sia stata resa la dichiarazione di volontà di cui al comma 2-bis, i soggetti di cui alla lettera b-bis) del comma 1, raggiunta la maggiore età, acquistano la cittadinanza se ne fanno richiesta all'ufficiale dello stato civile »; c) all'articolo 4, il comma 2 è sostituito dai seguenti: « 2 . Il minore straniero che ha fatto ingresso nel territorio della Repubblica italiana entro il compimento del dodicesimo anno di età e, ai sensi della normativa vigente, abbia frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale idonei al conseguimento di una qualifica professionale, acquista la cittadinanza italiana. Ai fini del computo dei cinque anni di cui al primo periodo si considera altresì la frequenza presso le scuole dell'infanzia statali e paritarie facenti parte del sistema nazionale di istruzione. 2-bis . La cittadinanza si acquista a seguito di una dichiarazione di volontà in tal senso espressa, entro il compimento della maggiore età dell'interessato, da uno dei genitori legalmente soggiornante in Italia o da chi esercita la responsabilità genitoriale, all'ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore, da annotare nel registro dello stato civile. Entro due anni dal raggiungimento della maggiore età, l'interessato può rinunciare alla cittadinanza italiana se in possesso di altra cittadinanza. 2-ter .