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Tale copertura costituisce un diritto che viene riconosciuto a tutti i cittadini italiani e dei paesi terzi che lavorano nel territorio dello Stato e pertanto non è ulteriormente tollerabile il perdurare di tale vuoto legislativo. Agli articoli 25 e 26 è previsto un importante aumento della competenza civile e penale del giudice di pace, con notevoli vantaggi in termini di efficienza ed economicità della giustizia. Tale aumento è, inoltre, applicato immediatamente sul ruolo pendente del magistrato di tribunale, con i conseguenti effetti positivi sui carichi dell'ufficio giudiziario. Ulteriore aspetto qualificante del progetto di legge è l'attuazione del disposto di cui al comma terzo dell'articolo 116 della Costituzione. Con l'espressa previsione della facoltà concessa alle Regioni di avere autonomia in materia di organizzazione della giustizia di pace, il legislatore costituzionale ha ricondotto la materia nell'ambito delle forme di autonomia adottata dagli statuti speciali dalle Regioni di cui al primo comma dell'articolo 116, nel senso che mentre in questo caso avremo un'autonomia per così dire «perfetta», nel caso delle regioni a statuto autonomo avremo un'autonomia per singole materie. L'attribuzione alle Regioni dell'organizzazione degli uffici del giudice di pace, costituisce un passo necessario verso l'efficienza della giustizia. Il giudice di pace è ormai il giudice del circondario che decide delle controversie che interessano direttamente le famiglie, le piccole imprese, gli artigiani, ossia quei soggetti processuali ancorati al territorio. È pertanto necessario che l'organizzazione venga gestita e coordinata dalle Regioni le quali potranno agire in maniera più efficace sugli uffici rispetto al governo centrale.. Capo I DEL GIUDICE DI PACE Art. 1. (Ambito di applicazione) 1. Le disposizioni del presente capo si applicano ai giudici di pace che svolgono le funzioni giurisdizionali ai sensi della legge 21 novembre 1991, n. 374 e successive modificazioni. Art. 2. (Requisiti per la nomina) 1. Per la nomina a giudice di pace sono richiesti i seguenti requisiti: a) essere cittadino italiano; b) avere l'esercizio dei diritti civili e politici; c) non avere riportato condanne per delitti non colposi o a pena detentiva per contravvenzione e non essere stati sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza; d) avere idoneità fisica e psichica; e) avere un'età non inferiore a trenta anni e non superiore a settanta, all'atto della nomina; f) avere conseguito la laurea, al termine di un corso quadriennale, in giurisprudenza; g) aver svolto funzioni di magistrato ordinario od onorario per almeno cinque anni ovvero aver esercitato per almeno cinque anni la professione di avvocato o notaio senza incorrere in sanzioni disciplinari o aver svolto, in qualità di docente di ruolo, attività di insegnamento universitario in materie giuridiche per almeno cinque anni; h) avere cessato, o impegnarsi a cessare prima dell'assunzione delle funzioni di giudice di pace, l'esercizio di qualsiasi attività lavorativa dipendente, pubblica o privata; i) non essere stati dichiarati inidonei all'esercizio delle funzioni di giudice onorario. 2. Costituisce titolo preferenziale per la nomina a giudice di pace il possesso, nell'ordine, di uno o più dei seguenti requisiti: a) aver svolto le funzioni giudiziarie, in qualità di magistrato ordinario, vice procuratore onorario o giudice onorario di tribunale, senza aver subito provvedimenti disciplinari; b) aver svolto le funzioni giudiziarie, nella qualità di giudice tributario presso le commissione tributarie provinciali o regionali, senza aver subito provvedimenti disciplinari; c) aver esercitato, senza incorrere in sanzioni disciplinari, la professione di avvocato da almeno tre anni; d) aver esercitato l'insegnamento universitario in qualità di docente in materie giuridiche nei ruoli dell'università o aver esercitato le funzioni di notaio, senza incorrere in sanzioni disciplinari; e) aver conseguito il dottorato di ricerca in materie giuridiche; f) avere conseguito il diploma di specializzazione in una disciplina giuridica al termine di un corso di studi della durata non inferiore a due anni presso le scuole di specializzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162. 3. Nel caso in cui due o più candidati possiedano il medesimo requisito fra quelli indicati al comma 2, ha la precedenza quello che ha maturato, con riferimento al requisito comune, il maggior numero di anni, in caso di ulteriore parità, quello che possiede anche un altro requisito tra quelli nell'ordine indicati, ed infine, la minore età anagrafica. 4. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 41 della legge 21 novembre 1991, n. 374, per la nomina a giudice di pace presso gli uffici giudiziari che hanno sede nel capoluogo del circondario di Bolzano è richiesta inoltre l'appartenenza ad uno dei tre gruppi linguistici di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752. 5. Possono essere nominati giudici di pace solo coloro che, in possesso dei requisiti di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, siano capaci di assolvere degnamente, per preparazione giuridica e culturale, nonché per indipendenza, equilibrio ed imparzialità, le funzioni giudiziarie. Art. 3. (Incompatibilità) 1. Non possono esercitare le funzioni di giudice di pace: a) i membri delle Camere e del Parlamento europeo, i membri del Governo e quelli delle giunte degli enti territoriali, i consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali; b) gli ecclesiastici e i ministri di qualunque confessione religiosa; c) coloro che ricoprono, o hanno ricoperto nei tre anni precedenti alla domanda, incarichi direttivi o esecutivi nei partiti politici; d) coloro che ricoprono la carica di difensore civico; e) coloro che svolgono attività professionale per imprese di assicurazione o banche. Quando tale attività è svolta abitualmente dal coniuge, convivente, parenti fino al secondo grado o affini entro il primo grado, le funzioni di magistrato di pace non possono essere esercitate nell'ambito del circondario in cui l'attività professionale è svolta. 2. Gli avvocati non possono esercitare le funzioni di giudice di pace nel circondario del tribunale nel quale esercitano la professione forense, ovvero nel quale esercitano la professione forense loro associati di studio, il coniuge o il convivente, i parenti fino al secondo grado o gli affini entro il primo grado. Gli avvocati che esercitano la propria attività professionale nell'ambito di società di persone o associazioni tra professionisti di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c) , del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, non possono esercitare le funzioni di giudice di pace nel circondario del tribunale nel quale la società o l'associazione forniscono i propri servizi.