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Modifica all'articolo 3 del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge mira a modificare la disciplina in materia di « inconferibilità di incarichi in caso di condanna per reati contro la pubblica amministrazione » al fine di estenderla a tutti i ruoli dirigenziali, di vertice e non, per gli enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico. L'attuale versione del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, disciplina la sanzione dell'inconferibilità di « incarichi dirigenziali », presso gli enti privati in controllo pubblico, per i casi di condanna (anche non definitiva) per reati contro la pubblica amministrazione. Come ha già sancito l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), tramite la delibera n. 166 del 22 dicembre 2015, tale norma è colpita da un vizio di chiara illogicità, giacché irroga la sanzione dell'inconferibilità, per chi sia stato colpito da una sentenza penale per reati contro la pubblica amministrazione, esclusivamente nel caso in cui si tratti di un ruolo dirigenziale « non apicale », tralasciando incomprensibilmente chi, per ovvi motivi, deve garantire un carico di inattaccabilità morale e giudiziaria maggiore, come è appunto il caso degli « incarichi amministrativi di vertice ». La prova di tale chiara illogicità viene ulteriormente corroborata dal fatto che, in un altro settore, ossia quello delle amministrazioni statali, regionali e locali di cui alla lettera a) della stessa disposizione, il decreto legislativo n. 39 del 2013 prevede la sanzione dell'inconferibilità anche per gli incarichi amministrativi di vertice. Si aggiunga che, sempre secondo il disposto del decreto legislativo citato, la categoria degli « incarichi amministrativi di vertice », ai sensi della definizione data dall'articolo 1, comma 2, lettera i) , riguarda « gli incarichi di livello apicale, quali quelli di Segretario generale, capo Dipartimento, Direttore generale o posizioni assimilate nelle pubbliche amministrazioni e negli enti di diritto privato in controllo pubblico, conferiti a soggetti interni o esterni all'amministrazione o all'ente che conferisce l'incarico, che non comportano l'esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione ». L'ultimo argomento a supporto della proposta di modificare il testo della lettera c) del comma 1 del citato articolo 3 è legato alla circostanza che l'attuale testo, così si esprime l'ANAC con la delibera n. 166 del 2015, « non è del tutto conforme con la ratio [... della] legge delega n. 190/2012 – che, in via generale, richiedeva l'applicazione del criterio della non conferibilità per coloro che sono stati condannati e con riferimento a tutti gli incarichi dirigenziali, di responsabilità amministrativa e di vertice sia nelle pubbliche amministrazioni che negli enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico ». Da tali premesse muove il disegno di legge, diretto, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto regionale, a fare voto affinché le Camere provvedano a modificare il decreto legislativo n. 39 del 2013 nel senso evidenziato. Da ultimo si evidenzia che il testo proposto, intervenendo su aspetti di natura ordinamentale, non presenta profili di carattere finanziario.. 1 1 Alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 3 del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, alle parole: « gli incarichi dirigenziali, » sono premesse le seguenti: « gli incarichi amministrativi di vertice, ».