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Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.800, presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, ho proposto qualche emendamento chirurgico all'articolo 4 - l'ho fatto anche per alcuni articoli successivi - visto che sulle cose grosse evidentemente non c'è proprio verso di discutere. L'ho fatto per aiutare i proponenti del disegno di legge a fare quello che ieri è stato detto in discussione generale. Ad esempio, ieri è stato detto che questa è una manovra di ridistribuzione ma, considerando che è fatta a debito, è difficile che si possa considerare tale. Nella versione originale del provvedimento sul reddito di cittadinanza c'era una quota di prelievo sui grandi patrimoni, oltre i 2,5 milioni di euro, in ragione di una copertura di 2.100 milioni di euro, ma poi "Giangi non volle" e quindi quel tipo di copertura venne soppresso. Oppure ho proposto alcuni emendamenti sempre per aiutare a decidere che questa non è una manovra economica, perché incide per il 2 per cento sui consumi finali delle famiglie, che ammontano a 319 miliardi di euro, e quindi riguarda solo 6 miliardi di euro (i consumi finali rappresentano un sesto del PIL, quindi capite voi di quanto possa essere questa manovra economica, ma poiché nelle schede di comunicazione era scritto che si dovesse chiamare «manovra economica», allora veniva detto che era tale). Gli emendamenti vorrebbero riequilibrare il trattamento che riceve una persona in ordinaria ricerca di un posto di lavoro rispetto a qualcuno che invece riceva questo tipo di erogazione. Prendiamo il caso, per esempio, di una persona che riceva un'offerta di lavoro, si presenti al colloquio e, pena la decadenza dell'offerta, sia costretta ad accettare un posto di lavoro in qualunque dislocazione sul territorio italiano. Questa riceve ha un trattamento, mentre una che è percettrice dell'erogazione può permettersi di rifiutare l'offerta, avendo tre jolly da giocarsi. Non solo: se la prima offerta è entro 250 chilometri, è comunque ritenuta congrua, quindi discriminate una persona che cerca lavoro per conto proprio e non percepisce questo reddito, rispetto a una che invece lo percepisce. Il secondo esempio è relativo alla soglia di patrimonio mobiliare al di là della quale non si ha il beneficio. Prendiamo un singolo senza nucleo familiare che si attesti al di sotto dei 6.000 euro: questa persona può percepire il reddito di cittadinanza. Invece una persona che si attesti a 8.000 euro - regalo il 30 per cento e sono un jolly di tre mesi di sopravvivenza a reddito di cittadinanza pieno - non può accedere al reddito di cittadinanza - che eventualmente può chiedere dopo, ma questo è tutto da stabilire - e viene ulteriormente discriminata. Quindi questo provvedimento, che dovrebbe servire a riequilibrare, in realtà discrimina. Cosa prevedono allora gli emendamenti che desidero illustrare? Innanzitutto, che non si hanno tre jolly da giocare, ma uno soltanto: se sta bene un'offerta di lavoro sul territorio nazionale, la si prende; altrimenti, amici come prima. Altro aspetto riguarda la faccenda del patrimonio immobiliare stabilito a 6.000 euro, che effettivamente non è un parametro corretto (e ho voluto regalarne 2.000, ma se fosse 6.010 o 6.020, capite che non vi sarebbe più una parità di trattamento). Cerchiamo allora di fare almeno quello che avete detto che vorreste in questo reddito di cittadinanza, ossia non discriminare le persone che, per un motivo o per l'altro, cercano lavoro autonomamente. FLORIS (FI-BP) . Nell'emendamento 4.12 si propone un'aggiunta rispetto al comma 2 dell'articolo 4. Dove si parla di lavoro e di esclusioni, lo si fa anche nel caso in cui siano presenti disabili. Proponiamo di aggiungere invece che un disabile, laddove abbia voglia o sia in grado di lavorare, possa essere inserito in elenchi speciali previsti da tutti gli ispettorati del lavoro; pertanto un disabile, se vuole lavorare, dev'essere inserito in appositi elenchi. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, desidero intervenire per illustrare più emendamenti presentati dai colleghi del mio Gruppo, perché teniamo a sottolineare un aspetto a nostro avviso fondamentale per definire la legge che stiamo discutendo. Faccio riferimento all'inizio dell'articolo 4, che recita: «L'erogazione del beneficio è condizionata alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro da parte dei componenti...» eccetera. Ebbene, mi permetto di dire che questa è un'affermazione infondata e falsa. Nel corso della discussione generale abbiamo ascoltato molti interventi gonfi di retorica, soprattutto da parte dei colleghi del MoVimento 5 Stelle. Ho percepito una retorica manichea, che separa il mondo tra buoni (loro, che pensano ai poveri e a coloro che non hanno lavoro) e cattivi (che pensano ancora che il lavoro debba essere creato dalla società e dalle imprese, per poi essere offerto a chi lo cerca). Tuttavia, al di là di questo, per definire quello che è un intervento non già di carattere sociale, culturale e di filantropia pura, come ce lo hanno descritto, ma semplicemente di tipo elettorale, è sufficiente leggere l'articolo 4 e compararlo con quanto abbiamo appena votato. Infatti, non è vero che il contributo verrà assegnato successivamente alla sottoscrizione del Patto per il lavoro e del Patto per l'inclusione sociale: avverrà esattamente il contrario e voi l'avete scritto laddove imponete ai Comuni e all'INPS di determinare in tempi estremamente rapidi i criteri e la disponibilità di risorse. Quindi, intanto la carta prepagata verrà assegnata, poi, con molta calma, ci saranno il tempo e lo spazio per fare - forse - il Patto per il lavoro e il Patto per l'inclusione sociale. Assistiamo qui al rovesciamento logico di un principio elementare che vale in tutto il mondo - e anche in Italia - in forza del quale se io sottoscrivo un contratto di lavoro, intanto comincio a lavorare e, poi, alla fine del mese, ricevo lo stipendio. Non avviene il contrario. In questo caso, invece, l'urgenza è quella di dare intanto la carta prepagata (che il beneficiario userà oggi, domani e nei prossimi mesi) e, poi, dopo l'adozione di 24 decreti attuativi, forse saremo in grado di dare inizio al Patto per il lavoro e al Patto per l'inclusione sociale. Ciò avverrà dopo che avremo assunto 10.000 navigator con criteri di trasparenza molto dubbi (spero che i navigator non saranno i forestali del ventunesimo secolo). Poi, avremo tempo di determinare con le Regioni cosa faranno i centri per l'impiego e dove staranno fisicamente 6.000- 10.000 navigator : in quali 10.000 stanze, con quali 10.000 computer ? A fare che cosa? Ribadiamo pertanto che il provvedimento in esame ha natura elettorale.