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Nell’aprile 2011, alla Conferenza dei donatori per la ricostituzione del CSF, tenutasi a Kiev in occasione del venticinquesimo anniversario dell’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, quasi tutti i partecipanti -- fatta eccezione di Italia, Canada e Giappone -- hanno annunciato il proprio contributo per garantire i finanziamenti necessari (740 milioni di euro) a completare il progetto. L’Italia ha annunciato il proprio impegno al vertice G8 di Deauville del maggio 2011: l’allora Presidente del Consiglio Berlusconi ha dichiarato formalmente che il contributo dell’Italia sarebbe stato pari a 26.100.000 euro, da versare in quattro rate annuali a partire dal 2012. Qualora l’Italia non onorasse l’impegno preso si metterebbe a repentaglio il contributo addizionale promesso dalla BERS e da alcuni donatori bilaterali per raggiungere l’ammontare complessivo di 740 milioni di euro. Infatti, tali contributi addizionali saranno versati solo a condizione che tutti i donatori rispettino i loro impegni. Poiché è possibile utilizzare 1 milione di euro, proveniente dalla chiusura di un Accordo di Contribuzione stipulato in passato con la BERS, al momento giacente presso la stessa, l’ammontare da finanziare con nuove risorse è pari a 25.100.000 euro. Al fine di adempiere al suddetto impegno, con la disposizione di cui al comma 5 si autorizza il contributo di 25.100.000 euro a favore del Chernobyl Shelter Fund (istituito presso la BERS), da versarsi in cinque rate annuali (2.000.000 di euro per il 2013 e 5.775.000 euro per ciascuno degli anni dal 2014 al 2017), cui si provvede mediante riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio 2013-2015 (programma «Fondi di riserva e speciali», missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per il 2013, parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare). Comma 6. L’articolo 1, comma 171, della legge n. 228 del 2012, integrando quanto disposto dal comma 170, indica alla lettera e) l’ammontare del contributo italiano dovuto alla IX ricostituzione delle risorse del Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) in euro 58.000.000,00. Tale ammontare, a causa di un mero errore materiale, deve essere rettificato in quanto il contributo effettivo da versare è pari a euro 58.017.000,00. La differenza di 17.000 euro è coperta dalle risorse assegnate dal comma 170 dell’articolo 1 della legge n. 228 del 2012. Pertanto la variazione di importo non comporta alcun onere aggiuntivo per il bilancio dello Stato. Commi 7 e 8. Si interviene sull’articolo 6- novies del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, al fine di inglobare in un’unica disposizione sia l’agevolazione prevista dall’articolo 12-bis del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74 (che contempla la detassazione di plusvalenze e sopravvenienze derivanti da indennizzi o risarcimenti in favore delle imprese danneggiate), sia quella prevista dal medesimo articolo 6- novies del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43 (che contempla la detassazione dei contributi di cui all’articolo 3- bis del decreto-legge n. 95 del 2012) estendendo il trattamento agevolativo a tutte le forme di contributi, indennizzi o risarcimenti, di natura pubblica o privata, ricevuti sotto qualsiasi forma, in relazione a danni causati dal sisma del maggio 2012. L’attuale formulazione dell’articolo 6- novies, invece, che fa esclusivo riferimento ai contributi di cui all’articolo 3- bis del decreto-legge n. 95, di fatto ricomprende nella detassazione solo i contributi concessi per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa o ad uso produttivo (di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a) , del decreto-legge n. 74 del 2012). Inoltre, al fine di armonizzare l’ambito soggettivo delle norme sopra richiamate, si è fatto riferimento ai «soggetti» che hanno sede o unità locali nel territorio dei comuni colpiti dagli eventi calamitosi e non solo alle «imprese» (richiamate nel citato articolo 12- bis ), al fine di ricomprendere nell’agevolazione anche altri soggetti non titolari di reddito di impresa (ad esempio i lavoratori autonomi) che ricevano per i danni causati dal sisma i medesimi contributi. Con il comma 2 della novella,infine, si è attribuito ai presidenti delle regioni il compito di controllare la totalità dei contributi ricevuti dai beneficiari, al fine di evitare sovracompensazioni dei danni subiti. Commi 9-11. La norma di cui al comma 9 prevede che i gestori dei servizi pubblici, in raccordo con i comuni interessati dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, provvedono a identificare e quantificare la presenza di macerie a terra miste ad amianto e pianificare le attività di rimozione delle stesse sia nelle aree interessate dalla tromba d’aria del 3 maggio 2013 che ha colpito il territorio di alcuni dei suddetti comuni sia nelle restanti aree per i materiali contenenti amianto derivanti dal crollo totale o parziale degli edifici pubblici e privati causato dagli eventi sismici, per quelli derivanti dalle attività di demolizione e abbattimento degli edifici pericolanti disposti dai comuni interessati, nonché da altri soggetti competenti, o comunque svolti su incarico dei medesimi comuni. Comma 10. Si prevede che sulla base della suddetta quantificazione delle macerie contenenti amianto, il presidente della regione Emilia-Romagna in qualità di Commissario delegato, provvede, anche per ragioni di economia procedimentale, allo svolgimento delle procedure di gara per l’aggiudicazione dei contratti aventi ad oggetto l’elaborazione del piano di lavoro previsto dall’articolo 256 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, la rimozione dei materiali in tutto il territorio individuato dal comma 9, il loro trasporto ai siti individuati per lo smaltimento e lo smaltimento dei materiali. Comma 11. Si prevede che agli oneri derivanti dai commi 9 e 10 si provveda con le risorse finanziarie già disponibili a legislazione vigente. Comma 12. La norma è finalizzata a consentire alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano, il ricorso alla leva fiscale per la copertura annuale del rimborso dell’anticipazione di liquidità erogata dallo Stato per far fronte ai pagamenti di cui agli articoli 2 e 3 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, relativi, rispettivamente, ai debiti delle regioni e delle province autonome ed ai debiti degli enti del servizio sanitario nazionale-SSN. La necessità di tale norma deriva dalla circostanza che le disposizioni dell’articolo 6 del decreto legislativo.