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presso la città di Cremona sarebbe in distribuzione in questi giorni un volantino nel quale si sollecitano i cittadini ad effettuare una "spesa responsabile"; nella pagina su "cibo e clima", il volantino evidenzia l'interdipendenza tra alimentazione e cambiamenti climatici, invitando i cittadini a scegliere principalmente cibi di origine vegetale, possibilmente stagionali e locali, e limitare il consumo di alimenti trasformati; nella medesima pagina si indicano, altresì, quattro rimedi ritenuti efficaci per mitigare i cambiamenti climatici: consumare meno carne rossa; rinunciare per quanto possibile all'uso dell'automobile privata; evitare i viaggi in aereo; fare meno figli; per quanto consta agli interroganti, il volantino sarebbe stato realizzato con il patrocinio del Comune di Cremona; considerato che: l'Italia è uno dei Paesi d'Europa maggiormente colpiti dal fenomeno del progressivo invecchiamento della popolazione; l'età media cresce continuamente ed è attualmente superiore a 45 anni, ma si stima che nel 2050 la popolazione italiana scenderà a circa 54 milioni con un'età media di oltre 53 anni; l'Italia è parallelamente uno dei Paesi d'Europa con i più bassi tassi di fecondità; nel 2018, secondo l'Istat il tasso è stato pari a 1,29 figli per donna; occorre dunque un deciso cambio di rotta, attraverso politiche per la famiglia e la natalità che possano incrementare i tassi di fecondità e mitigare il fenomeno dell'invecchiamento progressivo della popolazione; a giudizio degli interroganti è molto inopportuno che gli enti locali si facciano promotori di iniziative che seguono un approccio diametralmente opposto, come accaduto in questi giorni presso il Comune di Cremona, si chiede di sapere: se i fatti richiamati in premessa corrispondano al vero e, in tal caso, se il Ministro in indirizzo non ritenga che siano di assoluta gravità per un Paese civile, che dovrebbe improntare la società alla cultura della vita; quali iniziative di propria competenza il Ministro voglia assumere per evitare che fatti così gravi possano ripetersi; quali iniziative di propria competenza intenda adottare al fine di mettere in atto serie politiche per la famiglia e la natalità che possano permettere agli italiani di fare figli e contrastare il fenomeno del progressivo invecchiamento della popolazione. Atto n. 4-02867 MONTANI CANDIANI RIVOLTA Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il sistema previdenziale svizzero si basa sul cosiddetto " sistema dei tre pilastri". Il primo garantisce il minimo essenziale nella vecchiaia del percipiente e in caso di decesso del soggetto assicurato (AVS); il secondo è obbligatorio ed è costituito dalla previdenza professionale integrativa (LLP - legge sulla previdenza professionale); il terzo, infine, è basato sulla previdenza privata individuale e risulta facoltativo; in particolare, il secondo pilastro costituisce fonte di integrazione del reddito da pensione per numerosi italiani, che hanno trascorso la loro vita oltre confine e ora sono rientrati in Italia e per altrettanto numerosi frontalieri che per lungo periodo hanno varcato giornalmente la frontiera per recarsi al lavoro in Svizzera; considerato che: relativamente ai soggetti tenuti all'applicazione della ritenuta nell'ipotesi di corresponsione delle rendite tramite un intermediario, per le rendite AVS, il comma 1, dell'articolo 76, della legge n. 413 del 1991 prevede che la ritenuta è applicata dagli "istituti italiani, quali sostituti di imposta, per il cui tramite l'AVS Svizzera le eroga ai beneficiari in Italia", mentre per le prestazioni LPP, il comma 1- bis del medesimo articolo stabilisce che la ritenuta "è applicata dagli intermediari finanziari italiani che intervengono nel pagamento"; la differente formulazione utilizzata dal legislatore comporta che, diversamente da quanto avviene per le rendite AVS, che sono corrisposte ai beneficiari per il tramite di determinati istituti di credito italiani e, dunque, sulla base di specifiche convenzioni fra questi ultimi e la gestione AVS, le prestazioni LPP sono direttamente corrisposte ai beneficiari, mediante accreditamento sui rispettivi conti correnti aperti in Italia. Ne consegue che, nel primo caso, la ritenuta è applicata solo dagli istituti italiani individuati dalle convenzioni come destinatari dei pagamenti, mentre, nel secondo caso, la ritenuta è applicata da tutti gli intermediari finanziari presso i quali i beneficiari delle prestazioni decidono di far accreditare le prestazioni; ultimamente sono giunte segnalazioni riguardanti il secondo pilastro; in quanto, se la rendita viene erogata attraverso un intermediario finanziario italiano, la tassazione è del 5 per cento, ma se questa rendita viene erogata attraverso un intermediario finanziario non italiano, in dichiarazione dei redditi invece di essere tassata con un'aliquota del 5 per cento viene tassata con l'aliquota ordinaria, così come annunciato dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione N.3/E del 27 gennaio 2020; si evince quindi una diversità di trattamento, in quanto la stessa pensione, se erogata attraverso intermediari finanziari italiani ha una tassazione agevolata, se invece erogata attraverso intermediari finanziari non italiani viene tassata con aliquota ordinaria; risulta non esserci una logica ben chiara, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non consideri opportuno segnalare la questione descritta e chiedere quale sia l'interpretazione corretta, al fine di ricevere dettagli esaustivi, per fare piena e totale chiarezza sul caso e soprattutto fugare ogni dubbio di incoerenza e disparità di trattamento, affinché la rendita erogata attraverso un intermediario anche se non italiano, venga tassata con un'aliquota del 5 per cento. Atto n. 4-02868 GRASSI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il parco archeologico dell'antica Abellinum (III-II A.C.) e la basilica paleocristiana di Capo La Torre (III-IV D.C.) in Atripalda (Avellino), giacciono nel degrado più assoluto; a partire dal mese di gennaio 2018, cioè da quando la ALES non ha più in manutenzione ordinaria la pulizia dei luoghi, la domus , le terme, il decumano e la basilica risultano abbandonati all'incuria del tempo ed ai fenomeni atmosferici, con le conseguenze che si possono facilmente immaginare; Abellinum è un'area di notevole interesse archeologico, tanto è vero che il Ministero in indirizzo, nel 2016, dopo molti anni di controverse vicende giudiziarie, ha definitivamente acquisito il sito come proprietà demaniale per un ammontare di svariati milioni di euro; i danni materiali ed immateriali che in questo momento si stanno consumando ai danni del patrimonio storico-artistico sono ingenti; intonaci, affreschi di età pompeiana, si stanno lentamente sbriciolando e le murature della domus sono in stato di collabenza per l'assenza totale di manutenzione; una situazione dalla quale deriva un nocumento certo e riscontrabile al sito monumentale, al punto tale che sarebbero ravvisabili ipotesi di reato nei confronti di chi ne ha la responsabilità e la gestione, si chiede di sapere: