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ne è un esempio la circolare n. 461 del Ministero dell'istruzione del 1° aprile 2022, nella parte in cui si rappresenta "In ogni caso, per tutti l'accesso alle strutture scolastiche è subordinato, fino al 30 aprile 2022, al possesso del green pass base ed è consentito, fino al 15 giugno 2022, lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni soltanto al personale docente ed educativo non inadempiente con l'obbligo vaccinale, che risulti quindi in possesso di green pass rafforzato, nonché ai soggetti esentati dalla vaccinazione", si chiede di sapere, valutati gli effetti applicativi delle disposizioni in materia, se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno e urgente intraprendere delle iniziative, anche di carattere normativo, al fine di rimuovere ogni forma di disparità di trattamento tra docenti, al fine di garantire lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni sia per i docenti vaccinati sia per coloro che risultano guariti dall'infezione da COVID-19. Atto n. 4-06983 DE VECCHIS Al Ministro della salute Premesso che: l'ordine dei medici di Roma (proc. 414/21-10/M pos.n.34127/M) ha avviato un'azione disciplinare nei confronti del dottor G. B. per presunta violazione del codice deontologico. L'accusa è di aver applicato il principio di precauzione nella prescrizione di esami pre-vaccinali per la corretta valutazione ed attestazione della classe "Goldman" di rischio di reazione avversa da vaccinazione anti SARS-COV-2 e del relativo rapporto rischio/beneficio. L'applicazione del principio di precauzione è stata ribadita anche dall'ordinanza del TAR Sicilia del 23 marzo 2022, che ha posto il quesito di legittimità costituzionale per l'attuale inadeguatezza del triage pre-vaccinale e della corretta valutazione di un vantaggio certo della vaccinazione per la salute individuale e collettiva superiore al danno per i singoli; l'esercizio del diritto di prudenza professionale nei confronti dei vaccini anti SARS-COV-2, come di ogni trattamento sanitario, non deve essere considerato come illecito disciplinare, ma essere in linea con le plurime prese di posizione degli organismi legislativi europei. Esso infatti è applicazione del primo paragrafo del giuramento e dell'articolo 4 del codice di deontologia medica, che prevede l'indipendenza del medico nelle sue decisioni in funzione della tutela della salute e della vita del paziente e dell'articolo 48 dello stesso codice in termini di prevenzione (affermato anche dal primo comma dell'articolo 15), che prevede la corretta informazione al paziente dei rischi cui potrebbe andare incontro nel ricevere un farmaco ancora in fase sperimentale; considerato che: l'esercizio della professione medica non può prescindere dal principio di precauzione, che deve sempre ispirare la buona pratica clinica; ad avviso degli interroganti si tratta di una interpretazione politica del codice deontologico, invece correttamente applicato dal dottor B., che ha portato ad accusare quest'ultimo per il solo fatto di non essere stato condizionato nelle sue scelte cliniche. Questo rappresenta un fatto di estrema gravità, che scredita la figura del medico e la sua etica professionale, e che deve essere debitamente stigmatizzato, si chiede di sapere se al Ministro in indirizzo risulti per quale motivo l'ordine dei medici di Roma, invece di tutelare l'indipendenza e la non condizionabilità del medico, abbia aperto un procedimento disciplinare nei confronti del dottor G. B., solo per aver applicato correttamente il principio di precauzione, che deve rappresentare la base della buona pratica clinica. Atto n. 4-06984 SALVINI Matteo Al Ministro per le disabilità Premesso che: secondo quanto riportato dagli organi di stampa, presso il cimitero di Santa Maria dei Rotoli, ubicato a Palermo nel quartiere Vergine Maria, l'accesso alle persone con disabilità è limitato nelle giornate domenicali; domenica 8 maggio 2022, in occasione della tradizionale "festa della mamma", un uomo si sarebbe recato presso il cimitero dei Rotoli per visitare la tomba della madre recentemente scomparsa, utilizzando come di consueto un'automobile, in quanto portatore di handicap con regolare contrassegno autorizzativo rilasciato dal Comune, ma il personale sul posto ne avrebbe impedito l'ingresso, perché la domenica il contrassegno H non sarebbe valido; secondo il regolamento del cimitero, richiamato dai medesimi organi di stampa, l'accesso con mezzi privati sarebbe consentito solo dal lunedì al sabato dalle ore 7:30 alle ore 14, nonché il mercoledì fino alle 15:30, ai cittadini affetti da grave deficienza fisica e che abbiano esposto sul parabrezza il contrassegno H in corso di validità, ai cittadini che abbiano compiuto gli 80 anni di età e ai visitatori affetti da temporanea incapacità motoria, previa esposizione sul parabrezza di certificazione attestante l'impedimento alla normale deambulazione; le disposizioni richiamate impedirebbero, di fatto, ad una persona con disabilità di accedere al cimitero comunale e far visita ai propri cari durante le domeniche, visto che per le persone con difficoltà di deambulazione l'uso di un veicolo è l'unico strumento per muoversi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia informato dei fatti richiamati in premessa; quali iniziative di propria competenza intenda assumere al fine di fare piena luce sull'accaduto e rendere effettivo il diritto di tutte le persone con disabilità di accedere a spazi e servizi o semplicemente l'esercizio del diritto costituzionale all'accessibilità. Atto n. 4-06985 SALVINI Matteo Ai Ministri della giustizia e dell'interno Premesso che: il 4 ottobre 2019 Alejandro Meran, un uomo della Repubblica dominicana, accompagnato per accertamenti in Questura a Trieste, uccise due poliziotti; a seguito del processo, Alejandro Meran è stato assolto per "vizio totale di mente", poiché secondo il verdetto della Corte d'Assise di Trieste in quel momento, come adesso, non era in grado di intendere e volere, anche se dovrà trascorrere almeno 30 anni in una residenza sanitaria assistita; la Corte d'Assise di Trieste ha accolto la richiesta dei difensori di Meran, ma anche dei PM che avevano chiesto, "non a cuor leggero", l'assoluzione per aver commesso il fatto in stato di non imputabilità; la pubblica accusa aveva, infatti, accolto l'esito della seconda perizia psichiatrica che ha rovesciato le sorti del processo salvando Meran da un ergastolo sicuro per il duplice omicidio dei due poliziotti e per il ferimento di altri otto loro colleghi. Secondo la nuova perizia, già al momento del suo fermo Meran soffriva di una forma grave di schizofrenia e di un delirio persecutorio. Quanto basta a sancire la non punibilità del suo operato. Un verdetto accolto con sgomento dai familiari delle vittime, come dagli organi di appartenenza degli agenti, visto che i colpi sono stati esplosi per uccidere; al danno è seguita la beffa: