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È un Governo questo che, abbracciando la politica della green economy e della sostenibilità ambientale, ha pensato di andare a colpire le produzioni che utilizzano plastica, imponendo quella plastic tax che è riuscita a portare in piazza Montecitorio gli industriali di un comparto che, solo in Emilia-Romagna, la mia Regione, conta 36.000 posti di lavoro (20.000 impiegati nel packaging e 16.000 nelle imprese di trasformazione plastica) e genera più di 8 miliardi di euro di fatturato. L'Emilia-Romagna è la terza dopo Lombardia e Veneto nell'area Lover, che da sola vale quasi il 60 per cento dell'industria nazionale della trasformazione di plastica. Quando parliamo della trasformazione di plastica, dobbiamo pensare non solo alle bottiglie di plastica, ma anche a tutti quegli articoli che utilizziamo nella nostra quotidianità, come imballaggi, serramenti e articoli di cancelleria. Pensiamo - per esempio - ai dispositivi biomedicali per renderci conto di quanto una tassa del genere farà lievitare i costi, che ricadranno inevitabilmente sulle famiglie e su tutta la collettività. Infatti, aver rimandato l'avvio di tale tassazione al mese di aprile, con qualche riduzione ed escludendo alcune categorie di prodotti, non ha risolto il problema, ma l'ha solo posticipato. Ecco, non so sinceramente come si possa pensare di risolvere i nostri problemi ambientali applicando una tassa che, in realtà, è una grande beffa. Se questo Governo non si ravvede, servirà solo a fare cassa, provocando danni all'industria e mettendo a rischio numerosi posti di lavoro e, quindi, in difficoltà molte famiglie - come se quelle dell'Ilva non bastassero - affossando peraltro un settore di eccellenza che, già da tempo, ha intrapreso un percorso verso soluzioni più sostenibili, tanto che attualmente il 15 per cento della plastica utilizzata proviene da economia circolare. E per fare questo gli imprenditori di questo settore ci hanno messo impegno e soldi. E voi come li premiate? Tassandoli. Un grande applauso! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vorrei poi ricordare che le imprese pagano già un contributo ambientale al Conai per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica, per un ammontare di 450 milioni di euro all'anno, 350 dei quali vengono versati ai Comuni per garantire la raccolta differenziata. L'introduzione di una tassa sulla plastica equivale, quindi, a una sorta di doppia imposizione e favorirà i produttori esteri che, con una tassa come questa, non si devono confrontare. Le aziende virtuose si aspettavano piuttosto scelte del Governo volte a sostenere e accelerare l'impegno ambientale e i percorsi di sostenibilità che non possono essere liquidati caricandole di tasse, ma avviando piani concordati e incentivando lo sviluppo di nuove filiere di riciclo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Oltre alle tasse che questa manovra contiene e di cui ho fatto solo un esempio, bisogna stare attenti a quelle novità che sembrano essere state introdotte per fini lodevoli, ma che in realtà nascondono la volontà politica di invadere campi da cui la politica dovrebbe assolutamente stare fuori. Parlo, in questo caso, dell'Agenzia nazionale della ricerca, nascosta tra le pieghe delle misure per la crescita. Detta Agenzia, sottoposta alla Presidenza del Consiglio oltre che al MIUR, dovrebbe avere come finalità quella di potenziare la ricerca - badate bene, però - con un direttore scelto dal Presidente del Consiglio e un comitato direttivo composto da 8 membri, di cui 5 scelti dai Ministri del MIUR, del Mise, del Ministero della salute e di quello per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Infine, anche i membri del collegio dei revisori dei conti sarebbero nominati con decreto del Ministro del MIUR. Insomma, si tratta di un'Agenzia sulla cui istituzione anche i ricercatori nutrono molte perplessità, sia perché le linee indicate nella legge di bilancio per l'individuazione delle ricerche da finanziare da parte dell'Agenzia stessa portano a indirizzare le risorse disponibili solo su alcune aree della ricerca, sia perché la gestione dell'Agenzia risulterebbe affidata a cariche di nomina politica. Questo significa che la politica entrerebbe o entrerà nel controllo delle università e degli enti di ricerca, in dispregio all'articolo 33 della nostra Costituzione, che vuole che l'arte e la scienza siano libere e libero il loro insegnamento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vi chiedo, signori del Governo e onorevoli colleghi, se anziché creare un nuovo organo che costerà 25 milioni nel 2020, 200 nel 2021 e 300 nel 2022, non fosse stato più opportuno potenziare il già collaudato Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), o destinare piuttosto tali risorse a borse di studio per gli studenti, a borse di dottorato e di specializzazione medica, all'assunzione di ricercatori a tempo determinato, alle progressioni di carriera dei ricercatori a tempo indeterminato e dei professori associati delle università, alle stabilizzazioni e alle progressioni di carriera dei ricercatori degli enti di ricerca. Non le dico io queste cose: queste alternative le chiedono gli stessi ricercatori. L'altro giorno ho ricevuto una lettera firmata da oltre 5.000 ricercatori. Ancora, Presidente, mi permetto di fare un veloce riferimento alle Forze dell'ordine. Fa piacere leggere sulle pagine dei quotidiani delle nostre città che è aumentato il numero dei Vigili del fuoco, dei Carabinieri e degli agenti della Polizia di Stato. Ma ricordiamoci tutti che, se nelle nostre città oggi abbiamo più Forze dell'ordine, lo dobbiamo solo ed esclusivamente a Matteo Salvini (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) che, in veste di Ministro dell'interno, ha fatto scorrere le graduatorie e ha messo a bilancio risorse per l'assunzione di circa 8.000 uomini in divisa nel bilancio del 2019. In questo bilancio invece cosa è stato fatto per le Forze dell'ordine? Signori del Governo, per evitare di prendere meriti che non spettano, riflettiamo su questi aspetti. In conclusione, Presidente, doveva essere questa una legge di bilancio all'insegna della green economy , ma vengono cassati emendamenti che propongono la bonifica di siti contaminati. Doveva essere questa una legge di bilancio anche in favore delle zone svantaggiate, come quelle montane, la cui desertificazione produce tanti danni ai territori. Le richieste di istituire zone economiche speciali (ZES) nei nostri Appennini sono state cassate, mentre ci sarebbe stato bisogno di dare un segnale forte a tutta la montagna. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Doveva essere questa una legge di bilancio con un occhio di riguardo a favore della ricerca e dell'istruzione e invece si va solo a creare l'ennesimo carrozzone con rappresentanza politica che della ricerca porterà solo il nome. Doveva, in una parola, essere questo un bilancio espansivo; invece ci troveremo tutti a tirare la cinghia, a veder scappare altre aziende all'estero, se non addirittura a chiudere i battenti.