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Quello che ci spaventa è il modo di procedere, che si potrebbe definire una deriva. Nella precedente Conferenza dei Capigruppo avevamo infatti stabilito un calendario con orari di inizio e di fine lavori, poi necessariamente modificato perché ci troviamo di fronte a un'assenza di lavori della Commissione. Mi spiego: dovremmo discutere il disegno di legge n. 2488 di conversione del decreto-legge n. 221 del 2021, a cui l'emendamento del Governo ha aggiunto anche altri aspetti. Si tratta quindi di un atto importante che riguarda la materia sanitaria, la sorveglianza sanitaria e le tantissime misure di contenimento dell'epidemia. La Commissione è stata convocata e sconvocata più di una volta e fondamentalmente non ha ancora cominciato i suoi lavori, al di là della discussione generale. A noi di Fratelli d'Italia non piace fare e disfare il calendario in base al criterio della fretta, piegando gli orari che servono alla discussione e al confronto per alcune esigenze che non mettono al primo posto, come invece dovrebbe essere fatto, l'importanza dei provvedimenti e anche la funzione di quest'Assemblea. La questione, in sintesi, non è certamente l'orologio al polso, ma - e noi lo sottolineiamo - è di carattere politico. Aggiungo anche che siamo a meno di una settimana di distanza dalle parole di richiamo del presidente Mattarella pronunciate durante il secondo giuramento, e mi riferisco in particolare all'espressione di non comprimere e non dilatare i tempi di discussione in Aula, che poi concettualmente è un principio sano e sacrosanto... (Brusio). Chiedo ai colleghi della Lega se possono fare silenzio, perché si tratta solo di un minuto. (Richiami del Presidente). Grazie per l'attenzione così cortese. Dicevo che si tratta di difendere il principio della centralità del Parlamento. Il decreto-legge è molto importante, merita tempi e modi di discussione e lo meritano anche i numerosi emendamenti, quindi non si può puntare sullo scampoletto di tempo di giovedì sera. Posso anche immaginare il modo frettoloso in cui si svolgerà la discussione, con la rinuncia di qualcuno a discutere gli emendamenti per fare prima o, come è successo in altri casi, con dichiarazioni di voto depositate al tavolo della Presidenza e non discusse in Assemblea (Applausi) , accompagnate addirittura da un applauso liberatorio, con la rinuncia quindi a svolgere una funzione. Sono discorsi che poi arrivano all'esterno, perché non siamo in una bolla e non ci vogliamo finire. Pensiamo quindi che questa ipotesi di rimaneggiamento del calendario vada a vantaggio delle esigenze di chi vuole tornare a casa e non della discussione; anzi, ne sacrifica l' iter . Perché parlavo di deriva? Perché non è la prima volta, colleghi, che dobbiamo richiamare alla valenza e alla centralità della discussione da fare in Assemblea... (Brusìo). PRESIDENTE. Mi scusi, senatrice Rauti. Colleghi, dovete assolutamente diminuire il tono della voce o interrompere, in attesa che la senatrice Rauti concluda l'intervento. Prego, senatrice Rauti. RAUTI (FdI) . Grazie, signor Presidente, poiché mi aiuta a farmi ascoltare. Penso che chi non è interessato possa tranquillamente uscire e tornare per il voto. Come dicevo, purtroppo non è la prima volta che dobbiamo subire questa - se la vogliamo chiamare elegantemente - asistematicità. Penso, ad esempio, ai tempi di discussione e di approvazione della legge di bilancio, una cosa drammatica che non possiamo dimenticare, sia qui che alla Camera, con la rinuncia alle dichiarazioni di voto in alcuni casi, come già ho ricordato; per non parlare degli ultimi due anni, caratterizzati da un eccessivo ricorso alla decretazione d'urgenza; nonché - devo dirlo e ripeterlo - il ricorso quasi compulsivo ai voti di fiducia, che francamente non si spiegano, di fronte a una maxi-maximaggioranza che comprende tutti tranne noi. Allora, visto anche lo scarso interesse dell'Assemblea, vengo alla nostra proposta di modifica del calendario. Presidente, colleghi, considerato anche che domani ricorre la giornata del ricordo delle foibe e che domani pomeriggio sono previste anche manifestazioni in quest'Aula, così come fuori da quest'Aula, proponiamo che si inizi la discussione domani mattina come previsto, sempre compatibilmente con i lavori di Commissione - di cui in effetti non sappiamo tempi e modi - dalle ore 9,30 alle 13, e che si prosegua poi nella giornata di venerdì. Dopodiché, sempre a proposito di calendario, ricordo a tutti che esistono anche il sabato, la domenica, il lunedì e il martedì; non è scritto da nessuna parte che dobbiamo lavorare o fare finta di lavorare di sera per chiudere i lavori venerdì all'ora di pranzo. Questa è la nostra proposta. (Applausi) . PRESIDENTE . Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dalla senatrice Rauti. Non è approvata. Colleghi, a questo punto sospendo la seduta che riprenderà alle ore 16. (La seduta, sospesa alle ore 9,47, è ripresa alle ore 16,08) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Informativa del Ministro dell'interno sui fatti occorsi in occasione di recenti manifestazioni di studenti relative alla morte del giovane Lorenzo Parelli e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Informativa del Ministro dell'interno sui fatti occorsi in occasione di recenti manifestazioni di studenti relative alla morte del giovane Lorenzo Parelli». Ha facoltà di parlare il ministro dell'interno, consigliere di Stato Luciana Lamorgese. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signora Presidente, onorevoli senatori, prima di riferire sugli episodi oggetto dell'informativa odierna, desidero rinnovare, da parte di tutto il Governo e mia personale, il cordoglio alla famiglia per la morte in fabbrica di Lorenzo Parelli (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi. Applausi.) , che con l'impegno e la freschezza dei suoi diciotto anni testimoniava la determinazione del nostro Paese a rialzarsi dalla crisi devastante indotta dalla pandemia. Sono proprio i giovani ad aver risentito più intensamente delle restrizioni sociali, delle diseguaglianze, delle marginalità e delle occasioni mancate che sono alla base di un malessere profondo, non sempre compreso. Più voci autorevoli si sono soffermate recentemente sulla profondità di questa crisi, dovuta anche al mancato ascolto da parte degli adulti in un quadro di angoscia esistenziale che ha cambiato i nostri comportamenti, creando distanze umane sconosciute e incidendo profondamente sulla nostra società. Così, la morte inaccettabile di un giovane, per giunta in un momento che avrebbe dovuto essere di massima sicurezza perché collocato nell'ambito di uno stage curricolare, ha originato manifestazioni di solidarietà e proteste da parte dei suoi coetanei. È innegabile che ognuno di noi abbia provato sentimenti di incredulità e sgomento, così come è indubitabile che queste proteste giovanili esprimano anche la voglia di partecipazione di un mondo che durante la pandemia ha sofferto in particolar modo l'isolamento. È comunque un segno di vitalità della nostra democrazia che ci fa ben sperare nel futuro.