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In relazione a eventuali procedure di valutazione di impatto ambientale necessarie ai fini della realizzazione degli interventi, il comma 4 stabilisce che ogni eventuale procedimento di valutazione di impatto ambientale o della verifica di assoggettabilità da svolgersi sul progetto di fattibilità tecnico – economica, ivi incluse le opere connesse e le infrastrutture indispensabili, è di competenza della regione. A tal fine, tutti i termini previsti ai sensi dell'articolo 27- bis , commi da 1 a 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono dimezzati. Infine, il comma 5 prevede che le amministrazioni pubbliche interessate provvedono all'attuazione delle disposizioni del presente articolo nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 34. – (Rafforzamento del sistema di certificazione della parità di genere) La disposizione si rende necessaria per armonizzare la disciplina contenuta nel codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, all'introduzione del sistema della certificazione della parità di genere, conferendo allo stesso effettività, in coerenza con lo specifico obiettivo del PNRR. La lettera a) del comma 1, in particolare, va a modificare il comma 7 dell'articolo 93, concernente le garanzie per la partecipazione alle procedure di gara, inserendo quale ulteriore ipotesi di riduzione della cosiddetta « garanzia provvisoria » (cauzione o fideiussione, a scelta dell'offerente, nella misura del 2 per cento del prezzo base indicato nel bando o nell'avviso) il possesso della certificazione della parità di genere. In tal modo si conferisce operatività alla documentazione in questione, disciplinata a livello generale dall'articolo 46- bis del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunità), introdotto dalla legge 5 novembre 2021, n. 162, valorizzandone altresì la finalità « certificativa », appunto, dell'avvenuta adozione da parte dell'impresa di politiche tese al raggiungimento della parità di genere. In pratica, nei contratti relativi a servizi e forniture è riconosciuta la riduzione del 30 per cento della garanzia provvisoria anche agli operatori economici in possesso di tale certificazione della parità di genere, che vengono pertanto equiparati alle altre categorie già ivi contemplate dalla norma, ovvero quelli in possesso del rating di legalità e del rating di impresa o della attestazione del modello organizzativo, ai sensi del decreto legislativo n. 231 del 2001. La lettera b) impatta invece sulla disciplina dei criteri di aggiudicazione degli appalti, declinati all'articolo 95 del medesimo codice dei contratti pubblici. Il comma 13 dell'articolo 95, sostituito dall'articolo 49, comma 1- bis , lettera b) , introdotto in sede di conversione del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, ad opera della legge 19 dicembre 2019, n. 157, prevede la possibilità di introdurre nei bandi di gara, negli avvisi o negli inviti criteri premiali applicabili alla valutazione delle offerte. La modifica va ad incidere sull'ultimo periodo della norma, relativo ai casi in cui tale vantaggio si traduce in un maggior punteggio per l'offerta concernente beni, lavori o servizi che presentano un minore impatto sulla salute e sull'ambiente, ivi compresi i beni o i prodotti da filiera corta o a chilometro zero. Con essa si estende tale premialità anche ai casi di offerte di operatori economici che dimostrino l'adozione di politiche tese al raggiungimento della parità di genere, comprovata dal possesso della già ricordata certificazione prevista dall'articolo 46- bis del codice di cui al decreto legislativo n. 198 del 2006. Art. 35. – (Procedure attuative e i tempi di realizzazione degli interventi finanziati con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza) La norma proposta specifica che le previsioni dell'articolo 48, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, si applicano anche agli investimenti articolati per lotti funzionali. L'intervento normativo è finalizzato a garantire l'unicità delle procedure attuative e la coerenza dei tempi di realizzazione nel caso in cui un'opera complessiva sia articolata in più lotti funzionali (come nel caso della realizzazione di opere in cui un lotto è finanziato con risorse del PNRR ed uno, immediatamente contiguo e funzionale al precedente, con risorse nazionali). Art. 36. – (Interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza di competenza del Ministero della cultura) Comma 1 L'articolo 1, comma 4, lettera o) , del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, indica che i soggetti attuatori degli interventi realizzati a valere sulle risorse del PNRR sono: « i soggetti pubblici o privati che provvedono alla realizzazione degli interventi previsti dal PNRR ». L'articolo 9, comma 1, del medesimo decreto specifica che « alla realizzazione operativa degli interventi previsti dal PNRR provvedono le Amministrazioni centrali, le Regioni, le provincie autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, sulla base delle specifiche competenze istituzionali, ovvero della diversa titolarità degli interventi definita nel PNRR, attraverso le proprie strutture, ovvero avvalendosi di soggetti attuatori esterni individuati nel PNRR, ovvero con le modalità previste dalla normativa nazionale ed europea vigente ». La disposizione in esame ha finalità acceleratorie e di semplificazione in materia di interventi su beni ecclesiastici. È a tal fine specificato che gli enti ecclesiastici e le diocesi titolari dei beni interessati da interventi di recupero finanziati con risorse del PNRR possono essere identificati quali soggetti attuatori esterni, fermo restando il rispetto della normativa vigente in materia di contratti pubblici. Gli interventi saranno altresì realizzati secondo modalità stabilite con apposito atto adottato dal soggetto pubblico titolare dell'intervento e a seguito dell'assunzione di specifici obblighi nei confronti del medesimo ivi previsti. La norma è stata elaborata in analogia a quanto disposto dall'articolo 15, comma 3- bis , del decreto-legge n. 189 del 2016, come modificato dall'articolo 11, comma 3, del decreto-legge n. 76 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 120 del 2020, e dalla successiva ordinanza del Commissario straordinario per il sisma n. 105 del 17 settembre 2020. In base alle predette disposizioni, le diocesi sono state riconosciute soggetti attuatori dei lavori relativi a riparazione, ripristino con miglioramento sismico o ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali di proprietà delle stesse e degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti.