[resaula]

Quando prendete il tempo e lo dividete in cinque minuti, non è poi possibile andare oltre il settimo minuto, altrimenti è un'ingiustizia verso i Gruppi che meglio suddividono i propri tempi. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, credo che i miei colleghi, intervenuti prima di me, abbiano già descritto questo provvedimento e la sua valenza in maniera molto importante e significativa. Desidero solo sottolineare un tema a livello generale. Mi sembra che questi decreti-legge confermino la straordinaria attenzione che abbiamo avuto per chi ha perso il reddito e per le imprese. È un dato oggettivo se si calcola la quantità di risorse investite, come è oggettivo che sono state spostate molte scadenze fiscali e che il Governo e la maggioranza hanno scelto di cancellare le tasse per chi è stato più colpito da questa pandemia. Noi ristoriamo chi ha perso il lavoro, però vorrei anche sottolineare gli interventi che riguardano le persone più deboli, gli invisibili, chi in questi anni ha più subito e rischia di subire ancora di più da questa crisi i danni di un aumento delle distanze e delle differenze sociali. I 400 milioni per i Comuni, per il fondo per gli incapienti e la proroga del reddito di emergenza sono provvedimenti importanti che credo vadano sottolineati: ci si deve occupare di tutti e abbiamo tentato di occuparci di tutti, perché lo slogan che nessuno deve essere lasciato solo non può restare soltanto sulla carta. Signor Presidente, concentrerò brevemente il mio intervento su un tema che riguarda anche in questo caso alcuni cittadini, persone che in questo momento difficile sono detenute nelle carceri, negli istituti di pena del nostro Paese. È chiaro a tutti che qualunque istituzione in cui le persone sono concentrate presta di più il fianco alla diffusione del virus e del contagio. Oggi nelle carceri siamo di fronte a una situazione molto seria rispetto alla pandemia, che però non è fuori controllo: su 54.000 detenuti nel nostro Paese, mille sono contagiati, 140 hanno sintomi. Quindi, la situazione è seria ma non è fuori controllo, anche grazie al lavoro fatto in questi mesi dai direttori, dalle maestranze, dagli operatori sanitari, dagli operatori delle carceri e soprattutto dagli agenti di custodia. Grazie a quel lavoro si è contenuto il contagio, ma grazie anche ai provvedimenti presi dal Governo all'inizio della pandemia e oggi riproposti. Li ricordo perché sento cose assolutamente non vere: non c'è stato alcuno svuota-carceri, non c'è stata alcuna persona liberata in questa fase; ci sono stati gli arresti domiciliari per molti; si è intervenuto e si deve intervenire meglio e di più per ridurre le pressioni e le presenze nelle carceri. Ci vuole un'attenzione maggiore per tutelare la salute dei carcerati. Abbiamo detto in questi mesi, insieme a tanti operatori, insieme ai garanti regionali e al Garante nazionale, insieme a tante associazioni, che si deve e si può fare di più, anche rispetto a quello che già il Governo ha fatto e che è contenuto in questo decreto. La popolazione carceraria è ancora troppo alta rispetto alla ricettività; non ci sono spazi per il distanziamento all'interno degli istituti di pena; non ci sono spazi di isolamento ed è difficile trovare il modo di curare le persone e di metterle in sicurezza. L'approvazione del decreto al nostro esame e di alcuni emendamenti migliora la situazione. Noi avremmo voluto di più, lo dico e lo dirò: avremmo voluto il blocco delle esecuzioni delle condanne che passano in giudicato in questo periodo per non far entrare altre persone e peggiorare la situazione. Avremmo voluto e andremo avanti a rivendicare la necessità di aumentare gli sconti di pena per chi ha avuto un percorso positivo e per chi ha vissuto bene e con buona condotta la propria esperienza in carcere. Il problema delle condizioni nelle carceri, di chi è recluso e di chi opera nelle carceri penso sia un tema molto serio e la condizione perché si risolva è che ci sia una minore pressione. È bene che nel recovery fund , nel programma del Governo, siano già previste risorse per migliorare gli spazi di detenzione e per difendere la salute, così come spazi adeguati per la formazione e il lavoro. Il Governo, il Parlamento e la politica hanno il dovere di rispettare il dettato costituzionale, che è sicuramente quello di garantire la certezza della pena, ma anche il rispetto della salute delle persone detenute. Chi pensa alla pena come alla vendetta e non alla rieducazione e al reinserimento, chi agita le paure - come ho sentito fare oggi - evocando lo svuota-carceri, chi fa propaganda su delle persone evocando la necessità di buttare via le chiavi se qualcuno ha sbagliato, crea le condizioni perché il carcere diventi un moltiplicatore di violenza e di criminalità. In questo modo si mette ancora di più a rischio la sicurezza di tutti. Su questo argomento il provvedimento che stiamo votando non è come l'avremmo voluto, ma fa un passo avanti: non mette in discussione la certezza della pena, né libera nessuno, come state raccontando, ma afferma un principio, quello per cui la politica deve agire per tutelare la salute di chi sta in carcere e perché la detenzione non sia solo sofferenza, ma diventi un'opportunità. (Applausi) . PRESIDENTE . La ringrazio anche per il perfetto rispetto del tempo. È iscritto a parlare il senatore Briziarelli. Ne ha facoltà per cinque minuti. Anticipa l'intervento del senatore Pichetto Fratin, che avrebbe dieci minuti, ma andremmo oltre l'orario delle 14, previsto per la sospensione. Mi hanno detto che devo rispettare i tempi in maniera precisa. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . No, perché ci sono gli orari. C'è prima il collega Pichetto Fratin e volevo prendere spunto dal suo intervento. PRESIDENTE. L'ordine dei lavori appartiene alla Presidenza. Se lei vuole parlare dopo, basta dirlo. Sospendo la seduta che riprenderà alle ore 15. (La seduta, sospesa alle ore 13,55, è ripresa alle ore 15,02) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI La seduta è ripresa. È iscritto a parlare il senatore Pichetto Fratin. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, relatori, un grazie particolare va ai membri della 5 a della 6 a Commissione, che hanno esaminato il provvedimento congiuntamente; naturalmente, grazie anche al ministro D'Incà, ai sottosegretari Guerra e Castaldi per la loro partecipazione, per il loro contributo, e ai relatori, Toffanin e Ferrero per l'opposizione, Marino e Presutto per la maggioranza. Come abbiamo potuto ascoltare nei tanti interventi che si sono susseguiti tra ieri e oggi, dopo i decreti-legge cosiddetti cura Italia, liquidità, rilancio, agosto, esaminiamo oggi un complesso di ben quattro decreti-legge: ristori uno, due, tre e quattro e fin d'ora è stato annunciato anche il quinto. All'origine erano interventi sui codici Ateco, incrementativi con i vari ristori: congedi, congedi baby sitter , stop all'IMU, credito d'imposta per tre mesi d'affitto ottobre-novembre-dicembre, ma anche 300 milioni per il sistema dei trasporti e 250 milioni per le Regioni.