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2.2) importazione di semilavorati o di prodotti finiti in metalli preziosi; 2.3) commercio di prodotti finiti di fabbricazione altrui dei quali intende garantire direttamente la rispondenza del titolo; f) per «titolo»: il tenore del metallo prezioso fine espresso in millesimi in rapporto alla massa totale della lega; g) per «campioni di analisi»: l'aliquota rappresentativa della materia prima o dell'oggetto, prelevata per eseguire le analisi tendenti ad accertare l'esattezza del titolo. Tali campioni possono essere costituiti da interi oggetti, quando particolari caratteristiche costruttive o dimensionali degli stessi lo richiedono; h) per «laboratori di analisi»: i laboratori che effettuano le analisi previste dal regolamento di attuazione della presente legge di cui all'articolo 40, di seguito denominato «regolamento», sui metalli preziosi e che rilasciano le relative certificazioni del titolo, di cui all'articolo 30; i) per «analisi facoltativa di parte terza»: l'analisi delle leghe e degli oggetti contenenti metalli preziosi, richiesta facoltativamente dagli interessati ed eseguita dai laboratori di analisi di cui all'articolo 29; l) per «certificazione di conformità»: la facoltà riconosciuta al produttore o al suo mandatario, ai sensi dell'articolo 33, di garantire la conformità dei propri prodotti alle disposizioni della presente legge. Capo II TITOLI DEI METALLI PREZIOSI Art. 2. 1. Le materie prime e gli oggetti in metallo prezioso fabbricati e posti in commercio nel territorio della Repubblica devono recare l'indicazione del titolo in millesimi e il marchio di identificazione. 2. È vietato l'uso di marchi di identificazione diversi da quelli stabiliti dalla presente legge. Art. 3. 1. Le tecniche e le modalità di apposizione del marchio di identificazione e dell'indicazione del titolo sono previste dal regolamento. Esse devono garantire l'individuazione univoca dell'impresa assegnataria del marchio. 2. Nel regolamento sono altresì previste disposizioni particolari in merito alle tecniche di apposizione dei marchi di identificazione e dell'indicazione del titolo e all'indicazione degli stessi nei semilavorati e nei prodotti finiti che non consentono una diretta apposizione, negli oggetti di fabbricazione mista di due o più metalli preziosi e negli oggetti costituiti da più parti smontabili non vincolate da saldature. Art. 4. 1. Il titolo del metallo prezioso contenuto nelle materie prime o negli oggetti deve essere espresso in millesimi. 2. Le materie prime possono essere prodotte a qualsiasi titolo, ma devono recare l'indicazione del loro titolo reale. 3. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 8, gli oggetti in metallo prezioso devono essere prodotti ad uno dei seguenti titoli legali: a) per il platino: 950, 900 e 850 millesimi; b) per il palladio: 950 e 500 millesimi; c) per l'oro: 750, 585, 375 e 333 millesimi; d) per l'argento: 925, 830 e 800 millesimi. 4. Gli oggetti in metalli preziosi aventi un titolo effettivo compreso tra due titoli legali rispettivamente ammessi sono marchiati con il titolo legale inferiore. 5. È ammesso qualsiasi titolo superiore al titolo più alto indicato per ciascuno dei metalli preziosi di cui al comma 3. 6. Non sono ammesse tolleranze negative sui titoli dichiarati relativi alle materie prime in oro, argento, platino e palladio, nonché sui titoli legali. 7. Il regolamento indica i metodi ufficiali di analisi per la determinazione del titolo, da applicare ai fini della presente legge. Art. 5. 1. Nei semilavorati e nei prodotti finiti in metallo prezioso, la cifra indicante il titolo, espresso in millesimi, deve essere racchiusa in figure geometriche le cui forme e dimensioni sono indicate nel regolamento. Art. 6. 1. Il titolo reale sulle materie prime deve essere apposto mediante l'indicazione dei millesimi e dei decimi di millesimo di metallo fine, preceduta dai simboli «Pt», «Pd», «Au» e «Ag», rispettivamente per il platino, il palladio, l'oro e l'argento, e seguita dal simbolo «%». Art. 7. 1. Le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti in metallo prezioso, legalmente prodotti e commercializzati negli Stati membri dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, possono essere posti liberamente in commercio nel territorio della Repubblica a condizione che rechino l'indicazione del titolo in millesimi e un marchio, comprensibile per il consumatore finale, che, conformemente alla normativa del Paese di provenienza, identifichi il soggetto giuridico responsabile della rispondenza del titolo dichiarato al titolo reale. 2. Le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti in metallo prezioso, importati da Paesi che non sono membri dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, per essere posti in commercio nel territorio della Repubblica devono essere a titolo legale, recare l'indicazione del titolo in millesimi, il marchio di identificazione assegnato all'importatore nonché, limitatamente ai prodotti finiti, riportare l'indicazione del Paese di origine, secondo le modalità fissate dal regolamento. 3. Le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti in metallo prezioso importati da Paesi che non sono membri dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo possono non recare il marchio di identificazione dell'importatore e l'indicazione del Paese di origine a condizione che: a) sussistano accordi di reciprocità con il Paese di provenienza e i titoli siano corrispondenti o superiori a quelli previsti dalla presente legge e le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti rechino già l'indicazione del titolo in millesimi e un marchio che, conformemente alla normativa del Paese di provenienza, identifichi il soggetto giuridico responsabile della rispondenza del titolo dichiarato al titolo reale; b) il Paese di provenienza sia firmatario di accordi o convenzioni internazionali di cui anche l'Italia sia firmataria, a condizione che i titoli siano corrispondenti o superiori a quelli previsti dalla presente legge e che le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti rechino le indicazioni previste da detti accordi o convenzioni. Art. 8. 1. È consentita la produzione di semilavorati e di prodotti finiti in metallo prezioso con titoli diversi da quelli stabiliti dalla presente legge, ai fini sia dell'esportazione fuori dello Spazio economico europeo, sia della commercializzazione negli Stati appartenenti allo Spazio economico europeo, a condizione che tali titoli siano previsti dalla normativa del Paese di destinazione. 2. La commercializzazione dei prodotti semilavorati e dei prodotti finiti in metallo prezioso di cui al comma 1 è vietata nel territorio della Repubblica. La violazione del presente comma è punita ai sensi dell'articolo 34, comma 1, lettera o) . Art. 9. 1. Il giudizio sull'emissibilità delle monete d'oro e d'argento coniate dall'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato Spa è demandato all'Istituto stesso a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2. I metodi di analisi relativi al giudizio sull'emissibilità di cui al comma 1 sono definiti con il regolamento.