[pronunce]

Con riferimento a tale ultimo atto, si precisa nella memoria che, se è pur vero che una denuncia non può considerarsi atto funzionale del parlamentare (sent. n. 286 del 2006) , la semplice esistenza della stessa assevera e conferma il rapporto di conseguenzialità tra l'originario atto di funzione e le opinioni esterne, tutte inserite in un filone unitario. Né si potrebbe obiettare, secondo la difesa della Camera dei deputati, che tra la interrogazione del 5 marzo 1997 e l'intervento extra moenia del 17 febbraio 2001, di cui si tratta, sia trascorso uno spazio temporale eccessivamente lungo, in quanto la giurisprudenza costituzionale sarebbe orientata nel senso di ritenere decisivo il nesso di continuità che lega gli uni agli altri. Infine, si sottolinea nella memoria, la interrogazione sopra richiamata era rimasta senza risposta: sicché, sino alla fine della legislatura nel corso della quale essa era stata presentata, doveva ritenersi ancora in corso il procedimento aperto dalla presentazione dell'atto di sindacato ispettivo. Troverebbe applicazione, nella delineata ipotesi, il medesimo principio alla stregua del quale la Corte, nella sentenza n. 13 del 2007, ha affermato che le opinioni manifestate da un parlamentare nel corso o in occasione di un procedimento di autorizzazione all'arresto o di utilizzazione di tabulati telefonici sono coperte dalla guarentigia della insindacabilità.1. – Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, nel corso di un procedimento penale nei confronti del deputato Nicola Vendola, ha sollevato conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato in relazione alla deliberazione della Camera dei deputati, adottata nella seduta del 12 aprile 2005 (Doc. IV-ter, n. 13-A), con la quale è stato dichiarato che i fatti per i quali è in corso il predetto procedimento penale per il reato di diffamazione aggravata in danno di Michele Scianatico, presidente del consiglio di amministrazione del Laterificio Pugliese s.p.a., e di Caio Scianatico, consigliere della stessa società, concernono opinioni espresse dal parlamentare nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione. 2. – Preliminarmente, deve essere confermata l'ammissibilità del conflitto, sussistendone i presupposti soggettivi ed oggettivi, come già ritenuto da questa Corte con l'ordinanza n. 6 del 2006. 3. – Va, invece, dichiarata l'inammissibilità dell'intervento del deputato Vendola nel giudizio innanzi a questa Corte, in considerazione della distinzione esistente fra il giudizio per conflitto e il giudizio penale in cui il parlamentare è imputato, dovendosi escludere che l'esito di tale giudizio possa definitivamente pregiudicare le posizioni del parlamentare (sentenza n. 451 del 2005). Infatti, i diritti inerenti alla qualità di imputato, che possono sempre essere fatti valere con gli ordinari strumenti processuali, non sono direttamente coinvolti, né sono suscettibili di essere pregiudicati nell'attuale giudizio per conflitto, nel quale la Corte è chiamata esclusivamente a decidere in ordine alla denunciata lesione delle attribuzioni costituzionali della Camera dei deputati (sentenza n. 225 del 2001). 4. – Non è, poi, condivisibile la prospettazione della Camera dei deputati circa la configurabilità del conflitto come vindicatio potestatis, e non come conflitto da menomazione, da cui scaturirebbe la infondatezza dello stesso, per essere la Camera, senza alcun dubbio, titolare del potere di dichiarare la insindacabilità, ex art. 68, primo comma, Cost., delle opinioni espresse da un membro del Parlamento. Al riguardo, se è pur vero che il giudice ricorrente ha chiesto alla Corte di dichiarare che «non spetta alla Camera dei deputati deliberare che i fatti per i quali è pendente procedimento penale nei confronti del deputato per il delitto di diffamazione concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, ma al giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Trani, e, conseguentemente, annullare, per incompetenza, la deliberazione adottata» – ciò che effettivamente farebbe pensare ad una vera e propria vindicatio potestatis –, va, però, osservato che la sussistenza del requisito oggettivo del conflitto di attribuzione è ravvisabile ogni qualvolta si controverta in ordine alla delimitazione della sfera delle attribuzioni di cui sono titolari i poteri dello Stato. Nella specie, che il conflitto si configuri come contestazione del potere della Camera dei deputati in concreto esercitato, per l'erronea valutazione dei presupposti richiesti per il suo valido esercizio, emerge in modo incontrovertibile dal passo del ricorso nel quale, dopo aver esaminato le dichiarazioni rese extra moenia dal deputato in questione, il g.i.p. del Tribunale di Trani osserva che lo stesso non ha in esse riprodotto il contenuto storico e sostanziale né dell'atto parlamentare tipico (interrogazione del 3 marzo 1997), invocato dalla Camera per inferirne la esistenza del nesso funzionale tra dette dichiarazioni e la funzione parlamentare, né del colloquio avuto con il deputato Iacobellis nel 1998, e che, per tali ragioni, quelle dichiarazioni vanno sindacate dall'autorità giudiziaria, alla quale «va rimessa la valutazione in ordine alla sussistenza del delitto di diffamazione». Nessuna erronea rivendicazione, quindi, da parte del ricorrente, del potere di dichiarare la insindacabilità delle opinioni espresse dal parlamentare è ravvisabile nella specie, ma solo la richiesta di un giudizio di erronea valutazione della sussistenza dei requisiti di operatività della guarentigia di cui all'art. 68, primo comma, Cost. 5. – Superato, in tal modo, il primo rilievo di infondatezza sollevato dalla Camera dei deputati, deve, poi, essere esclusa la sussistenza di un nesso funzionale tra il contenuto delle dichiarazioni rese dal deputato e le funzioni parlamentari esercitate dallo stesso. Va, al riguardo, richiamata la giurisprudenza costituzionale che ha, anche di recente, ribadito che, per la esistenza di detto nesso funzionale tra le dichiarazioni rese extra moenia da un parlamentare e l'espletamento delle sue funzioni, è necessario che tali dichiarazioni siano identificabili come espressione dell'esercizio di attività parlamentari.