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come osserva Borzi, "La ripartizione, gestita tramite 7 decreti ministeriali, non è stata calcolata sulle perdite di bilancio subite dagli operatori (quando sono stati distribuiti i primi sostegni non erano ancora disponibili i rendiconti 2020) ma in base ad autodichiarazioni sulla differenza in corso d'anno tra i fatturati 2020 e 2019... Così sono stati risarciti incassi presunti da parametri precedenti. Inoltre gli operatori hanno ottenuto anche altri sostegni, come la cassa integrazione per i dipendenti"; la Direzione generale musei dell'allora Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo aveva stabilito che potessero fare domanda gli operatori "che abbiano subito un calo di fatturato per la cancellazione, l'annullamento o il rinvio, a causa dell'emergenza Covid, di almeno una mostra d'arte in Italia o all'estero in calendario tra il 23 febbraio e il 30 settembre 2020"; l'ammissione agli aiuti pubblici era riservata ai soggetti abilitati a contrarre con la pubblica amministrazione, in regola dal punto di vista contabile e contributivo, la cui "attività prevalente sia l'organizzazione di mostre d'arte", nonché alle imprese di logistica, trasporto e allestimento che dalle mostre d'arte avessero ricavato oltre il 50 per cento del fatturato; "Gli aiuti per legge non sono tassabili come reddito e dunque entrano tutti nelle componenti positive dell'utile netto"; si è trattato, perciò, di "contributi detassati che hanno sostenuto i bilanci consolidati 2020 dei relativi gruppi editoriali quotati", ha commentato Borzi; tale dato corrobora l'amara riflessione di Tomaso Montanari pubblicata nella stessa sede con il titolo "Quel drenaggio di soldi pubblici verso tasche private": lo storico dell'arte addita il caso in questione come esemplare della purtroppo consueta socializzazione delle perdite e privatizzazione degli utili invalsa da trent'anni in qua, in Italia, a causa dall'estensione della legge Ronchey al settore mostre; considerato, inoltre, che, a quanto risulta: nel 2019 Mondadori Electa S.p. A., le cui visure attestano che l'attività prevalente è la "gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili" insieme all'"edizione di libri", ha dichiarato ricavi per 60,2 milioni di euro e utili per 8. Il 48 per cento dei ricavi proveniva dalla vendita di libri (28,82 milioni), il 40 per cento dalle mostre (24 milioni, di cui 3,2 dall'organizzazione e 20,8 dalla biglietteria), il 9 per cento dalla gestione museale (5,23 milioni) e il 2,8 dalla voce varie. Nel caso di 24Ore Cultura S.r.l., nel 2019 i ricavi sono stati pari a 12,21 milioni di euro e l'utile ad 808.000 euro. Il 53 per cento dei ricavi proveniva da servizi e sponsorizzazioni, vendite di libri e altri prodotti, cointeressenze, gestione del parcheggio del museo Mudec; il 47 per cento dai biglietti delle mostre; ad oggi, dunque, le due società hanno ottenuto dallo Stato l'una aiuti pari al 60 per cento dei ricavi da eventi realizzati nel 2019 e l'altra aiuti pari all'82 per cento dei suoi ricavi del segmento del 2019; valutato, infine, che: nel caso di Mondadori Electa S.p. A., una mostra prevista per il 2020, che certamente ha subito il rinvio dell'apertura (da aprile ad ottobre) e poi un duro contraccolpo per le restrizioni imposte dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre e 3 dicembre 2020, è quella allestita a Roma, a villa Caffarelli, intitolata "I Marmi Torlonia. Collezionare capolavori", di cui, in qualità di concessionaria delle attività di valorizzazione della Soprintendenza speciale ABAP di Roma, la società milanese si è accollata il 70 per cento del costo (3.013.065 euro più IVA), a fronte del 30 per cento (980.181,85 euro più IVA) speso da Zètema Progetto Cultura S.r.l. per conto della Sovrintendenza capitolina dei beni culturali, contando di recuperare quella cifra e fare utili grazie al 70 per cento degli incassi, come da convenzione stipulata tra i due uffici il 22 settembre 2017 (prot. n. 24710) , si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto riferito; se sia in grado di spiegare le ragioni per le quali, nonostante l'attività prevalente di un'impresa coincida, secondo i più, con la fonte principale dei suoi ricavi, non con il mero codice Ateco aziendale, sono stati ammessi a contributo, tra gli organizzatori di mostre, editori i cui bilanci 2019 (e codici Ateco) attestano un'attività prevalente diversa da quella richiesta; se nel caso di Mondadori Electa S.p. A., principale beneficiaria degli aiuti pubblici elargiti dal Ministero agli organizzatori di mostre, pari addirittura al 30 per cento del totale erogato fin qui, non ritenga di voler disporre una verifica molto attenta, per fugare anche il più lontano sospetto che lo Stato abbia inteso concedere al privato un immediato e spropositato risarcimento delle spese sostenute e un'intempestiva anticipazione degli utili su quella che avrebbe dovuto essere la mostra dell'anno, "I Marmi Torlonia. collezionare capolavori", annullando di fatto il rischio d'impresa e socializzando le perdite al di là di ogni ragionevolezza. Atto n. 3-02476 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che: la storia più recente di Reggio Calabria, quella dell'ultimo secolo, segnata dalla ricostruzione seguita al terremoto del 1908, trova nella piazza dedicata al reggino Giuseppe De Nava il luogo simbolico del suo sviluppo architettonico e l'elemento di cerniera con i quartieri di nuova edificazione a nord del vecchio nucleo urbano; l'attuale sistemazione della piazza è stata realizzata, su disegno dell'architetto palermitano Camillo Autore, in coincidenza con l'avvento della tipica architettura "razionalista", riconducibile cioè a uno dei movimenti architettonici più significativi della cultura italiana del '900, caratterizzata da un richiamo di classica monumentalità. La piazza è "connotata", quindi, da quel preciso stile, sia nell'impianto sia nei caratteri formali; tali elementi si trovano rappresentati anche in altre architetture del centro storico cittadino, come piazza del Popolo, la Casa del mutilato di guerra e soprattutto il museo archeologico nazionale, progettato dal più importante architetto dell'epoca, Marcello Piacentini, prospiciente la stessa piazza De Nava, e, sul lato opposto, l'edificio di civile abitazione progettato ancora da Camillo Autore; si devono all'architetto Autore anche il tempio della Vittoria, la fontana "La Luminosa", il monumento a Vittorio Emanuele III, il complesso della stazione centrale, nonché numerosi altri edifici: tutti progetti e realizzazioni di alcuni dei maggiori architetti dell'epoca, chiamati a cimentarsi in quell'imponente opera di rinascita di Reggio di cui De Nava fu l'epigono;