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Ai fini dell'iscrizione anagrafica nelle liste della popolazione residente di un comune, si considera dimora abituale della persona appartenente alla minoranza dei Rom e dei Sinti anche il suo alloggio legalmente comunicato in una unità abitativa mobile su un'area attrezzata o in una microarea, incluse quelle di proprietà pubblica, sulla quale abbia la legale disponibilità la persona o il suo familiare convivente. 4. L'alloggio di una persona appartenente alla minoranza dei Rom e dei Sinti, nell'ambito di un'unità abitativa mobile su un'area attrezzata o in una microarea, incluse quelle di proprietà pubblica, o nell'ambito di una area residenziale di comunità, che sia nella legale disponibilità sua o di un suo familiare, costituisce domicilio e, in quanto tale, gode delle medesime garanzie previste dalla legge per l'inviolabilità dello stesso. 5. Gli stranieri e gli apolidi appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti che abbiano chiesto asilo o protezione alle autorità italiane hanno diritto di accedere alle misure di accoglienza in immobili nonché all’avvio ad abitazioni previste per i richiedenti asilo, gli asilanti e per le persone vulnerabili; costoro, anche se temporaneamente alloggiate in centri o aree sosta, hanno diritto di fruire delle suddette misure con modalità non discriminatorie e che evitino di destinare loro l'accoglienza in campi sosta, o campi nomadi comunque denominati, quali centri di prima accoglienza. Art. 27. (Modalità di accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica) 1. Ogni persona appartenente alla minoranza dei Rom e dei Sinti accede agli alloggi di edilizia residenziale pubblica secondo i medesimi requisiti e condizioni previste, in generale, per ogni altro cittadino o straniero dalle leggi e dai regolamenti regionali e locali. Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, dispongono che ogni persona appartenente alla minoranza dei Rom e dei Sinti può altresì accedere agli alloggi di edilizia residenziale pubblica secondo i seguenti criteri e metodi aggiuntivi: a) accesso nell'ambito delle quote di alloggi riservate, in generale, a situazioni urgenti o di emergenza, allorché si tratti di persone che alloggiano in campi-nomadi o in campi-sosta che devono essere chiusi o sgomberati; b) accesso secondo speciali modalità e tipologie di alloggi, definite insieme con le associazioni rappresentative dei Rom e dei Sinti, che tengano conto del desiderio di vivere insieme, o di vivere vicino, dei componenti di una determinata famiglia allargata, liberamente manifestato dalle persone maggiori di età che la compongono; c) accesso ad alloggi nell'ambito di microaree o di aree residenziali di comunità, intese quali sistemi di residenze sociali e spazi attrezzati per nuclei familiari costituenti una comunità familiare, identitaria, di affinità, costituiti da residenze sociali concesse a costo moderato, da spazi comuni, da attrezzature di servizio ed eventuali altri elementi di caratterizzazione sociale e lavorativa; d) accesso a forme di edilizia sovvenzionata o agevolata per la costruzione di alloggi idonei e conformi alle esigenze e alla cultura dei Rom e dei Sinti. 2. Nei progetti degli alloggi di cui al comma 1 è evitata ogni forma di concentrazione o di segregazione degli appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti. 3. Le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti che presentano domanda di accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica possono richiedere che nei loro confronti gli organi competenti all’assegnazione dei suddetti alloggi applichino le seguenti deroghe: a) si considera sempre abitazione impropria o precaria l'abitazione in un campo sosta o in un campo nomadi, ancorché abusivo, o l'alloggio mediante lo stazionamento di unità abitativa mobile in un determinato terreno di proprietà privata; b) non si applicano eventuali requisiti di accesso che comportino un periodo minimo di residenza del richiedente in un determinato territorio, fermi restando i requisiti previsti dalle norme statali in materia di soggiorno degli stranieri e degli apolidi; tuttavia, in caso di concorrenza di domande presentate da persone appartenenti alla minoranza dei Rom o dei Sinti, si dà priorità a quelle presentate da coloro che nel territorio del comune lavorano regolarmente o frequentano regolarmente corsi di formazione o riqualificazione professionale o hanno figli minori regolarmente iscritti e frequentanti nelle scuole pubbliche o paritarie; c) il mero possesso, a qualsiasi titolo, la proprietà di unità alloggiative mobili o la comunicazione di alloggiare su terreni mediante unità abitative mobili non si considera disponibilità di alloggio a qualsiasi titolo e non preclude l'accesso agli alloggi. 4. Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, e gli altri enti pubblici da loro istituiti, promossi o vigilati, hanno altresì la facoltà di stabilire criteri e modi per concedere a pagamento, a persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, il diritto di superficie su aree di proprietà pubblica, sulle quali installare unità abitative mobili non ancorate al terreno, purché si tratti di aree dotate di allacciamenti ad acqua, gas, elettricità e fognature e che rispettino le condizioni igienico-sanitarie minime previste dalla normativa vigente, a condizione che non si tratti di terreni oggetto di provvedimenti di espropriazione per ragioni di pubblica utilità o di terreni sui quali sussistono servitù o ipoteche o vincoli paesaggistici, ambientali, storici o archeologici, o che facciano parte di aree golenali dei fiumi ovvero che non si tratti di zone ad alto rischio idrogeologico o di aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano. 5. Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, hanno altresì la facoltà di istituire aree residenziali di comunità stabilendone la superficie minima e massima in relazione alla numerosità dei componenti della famiglia allargata a cui è assegnata l'area. Ciascuna area residenziale di comunità può essere assegnata ad una sola famiglia allargata. L'area è ubicata in modo da evitare ogni forma di emarginazione, è dotata di rete fognaria, di impianto per l'allacciamento all'energia elettrica privata, di impianto idrico e di uno spazio per la raccolta dei rifiuti. Le unità abitative e le piazzole possono essere assegnate ai nuclei familiari residenti nella regione o provincia autonoma da un determinato numero di anni. Le unità abitative e le piazzole sono assegnate ai nuclei familiari aventi i requisiti previsti dalle norme regionali o locali, previa sottoscrizione di una convenzione che disciplini gli impegni assunti dal nucleo familiare a pena di revoca dell'assegnazione, anche con riguardo all'utilizzo delle parti comuni dell'area residenziale e il canone da corrispondere al comune.