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Sarà altresì necessario che la rete dei servizi sostenga economicamente, sanitariamente e psicologicamente le famiglie che scelgono di prendersi cura del proprio malato, assicurando così una alleanza terapeutica forte, centrata sul patto di assistenza. La costruzione di Piani di assistenza individuali, di progetti di vita specifici, di Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali ( PDTA ) centrati sulla singola persona e famiglia, consentirà quella appropriatezza delle cure necessaria per rendere i servizi efficaci nell'intervento ed efficienti nella tenuta economica complessiva. Da qui l'appello, che viene dalle associazioni delle famiglie, dal terzo settore, dalla società civile, a non tradire ancora una volta le attese, adottando rapidamente misure efficaci e di immediata applicazione. È nostro dovere, nell'interesse della collettività, raccogliere questo appello, che è stato anche promosso dal club Lions del Veneto – i quali in questi ultimi anni hanno organizzato incontri con familiari di malati di Alzheimer e medici specialisti, nonché effettuato studi sulle demenze in genere – e andare oltre la logica dei piccoli passi, formulando con il presente disegno di legge una disciplina specifica per il caregiver familiare, al fine di istituire un sistema omogeneo di diritti soggettivi, supporti e servizi, a sostegno della sua funzione. Il presupposto è il riconoscimento formale, da parte dello Stato, del caregiver familiare, non solo per la condizione di bisogno in cui si viene a trovare e per garantire il suo diritto a vivere in modo indipendente e con adeguati standard , ma anche per il ruolo fondamentale che assume nel sistema di cura e assistenza e i vantaggi diretti e indiretti che ne derivano per la collettività (qualità della vita della persona non autosufficiente, riduzione dei casi di istituzionalizzazione, minore ricorso alle cure ospedaliere, di emergenza e di routine ). La proposta, infine, pur nella consapevolezza dei suoi limiti, vuole creare le condizioni effettive affinché il caregiver non sia costretto a rinunciare del tutto e per sempre alla sua vita professionale, potenziando alcune misure di conciliazione e soprattutto rendendole effettivamente fruibili. Tutto ciò con uno sguardo attento all'obiettivo di contribuire alla sostenibilità del nostro modello universale di protezione sociale, in una prospettiva di società attiva e inclusiva.. Capo I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1. (Finalità) 1. La Repubblica italiana riconosce il valore sociale delle attività svolte a favore di una persona che necessita, nel lungo termine, di cure e di assistenza per svolgere le attività essenziali ed elementari della vita quotidiana. 2. La presente legge riconosce l'importanza della figura del caregiver familiare, soggetto che assiste la persona non autosufficiente e che è destinatario di autonome tutele e titolare di diritti legati alla funzione svolta. 3. Le disposizioni della presente legge si conformano all'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione, in materia di livelli essenziali di assistenza e prestazioni sociali, nonchè alle finalità della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e ratificata ai sensi della legge 3 marzo 2009, n.18. Art. 2. (Definizioni) 1. Ai fini e per gli effetti della presente legge si intendono per: a) « caregiver familiare »: il soggetto che in ambito domestico si prende cura e assiste gratuitamente la persona che, a causa di malattia, infermità o disabilità, è, in base alle disposizioni vigenti, invalida civile di grado superiore al 74 per cento e bisognosa di assistenza globale e continua. Il caregiver familiare aiuta la persona assistita nella vita di relazione, concorre al suo benessere psico-fisico, la assiste nel disbrigo delle pratiche amministrative, si rapporta con gli operatori del sistema dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari-professionali che forniscono attività di assistenza e di cura. Il caregiver familiare può prendersi cura di più persone se queste sono conviventi. Il caregiver familiare non può svolgere compiti e doveri propri dell'amministratore di sostegno, del tutore e del curatore se non è da essi autorizzato; b) « riconoscimento »: il provvedimento mediante il quale il comune attribuisce e certifica lo status di caregiver familiare ai sensi della presente legge; c) « progetti individualizzati di assistenza integrata (PAI) »: i progetti individuali, predisposti in coerenza con quanto previsto dall'articolo 1, comma 163, della legge 30 dicembre 2021, n. 234; d) « patto di assistenza »: il documento con il quale, sulla base delle previsioni del piano assistenziale, si definiscono di massima le modalità di svolgimento dell'attività del caregiver familiare e le verifiche periodiche; e) « contributo di cura e assistenza »: contributo economico determinato in base all'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) erogato a favore del caregiver familiare per le attività svolte nei confronti della persona assistita secondo le previsioni del PAI; f) « ambiti territoriali sociali (ATS) »: i soggetti giuridici di cui all'articolo 8, comma 3, lettera a) , della legge 8 novembre 2000, n. 328, e di cui all'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147; g) « punti unici di accesso (PUA) »: i servizi integrati di cui all'articolo 1, comma 163, della legge 30 dicembre 2021, n. 234; h) « livelli essenziali di assistenza(LEA) »: i livelli essenziali di assistenza sanitaria e sociosanitaria previsti dall'articolo 1, comma 10, lettera b) , del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502; i) « livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS) »: i processi, gli interventi, i servizi, le attività e le prestazioni integrate da garantire al caregiver familiare su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell'articolo 1, comma 159, della legge 30 dicembre 2021, n. 234. Capo II RICONOSCIMENTO DEL CAREGIVER FAMILIARE Art. 3. (Procedura di riconoscimento) 1. Ai fini della concessione del riconoscimento, il caregiver familiare presenta al comune in cui la persona assistita risiede o è domiciliata i seguenti documenti: a) atto di nomina per la funzione di caregiver familiare sottoscritto dall'assistito o dall'amministratore di sostegno o, nei casi di interdizione o di inabilitazione, dal tutore o dal curatore; b) copia del verbale che riconosce lo stato di salute della persona da cui è desumibile la necessità di assistenza ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero del verbale di riconoscimento dell'invalidità del medesimo ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18; c) autocertificazione di residenza, domicilio o stabile dimora, resa ai sensi dell'articolo 46 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; d) per i cittadini extracomunitari, copia del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. 2. Il caregiver familiare cessa dalla propria funzione in caso di: a) rinuncia; b) revoca da parte dell'assistito;