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«Tali attività di cooperazione possono comprendere, fra l'altro, attività concordate tra le parti, volte a: a) garantire il rispetto dello Stato di diritto; b) promuovere istituzioni trasparenti, responsabili, efficienti, stabili e democratiche; c) procedere a scambi di esperienze e allo sviluppo di capacità per quanto riguarda le questioni giuridiche e le capacità giudiziarie; d) procedere a scambi di informazioni sui sistemi giuridici e sulla legislazione; e) promuovere lo scambio di migliori prassi in materia di buon governo, rendicontabilità e gestione trasparente a tutti i livelli; f) collaborare a favore di processi politici più inclusivi che consentano l'effettiva partecipazione di tutti i cittadini». Proprio così: si parla di «effettiva partecipazione di tutti i cittadini». Questa è la ragione principale per la quale noi esprimiamo un voto favorevole, pur comprendendo tutte le criticità che si possono manifestare e che ho sommariamente elencate all'inizio del mio intervento. Per questo, come Gruppo Forza Italia esprimeremo il nostro consenso al provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PACIFICO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PACIFICO (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, l'Accordo, la cui ratifica siamo chiamati a votare oggi, è stato firmato a Bruxelles un mese dopo l'elezione USA di Trump, nel solco, però, della nuova fase di apertura di relazioni del presidente Obama. Negli anni successivi, gli equilibri politici nel mondo sono mutati. Nella stessa Cuba è stato eletto presidente Miguel Diaz-Canel, indubbiamente di fede castrista, essendo cresciuto politicamente con i presidenti Castro, ma relativamente giovane, nato dopo la rivoluzione. Diaz-Canel, pur nella tradizione e nell'ortodossia sociale dei suoi predecessori, sembra - anche se con estrema cautela - voler dare vita a un corso politico innovativo. Una politica di progressive aperture senza strappi, proprio per evitare stravolgimenti che probabilmente teme di non poter governare. Sarebbe per me stucchevole sottolinearvi che i cambi di regime, per essere efficaci e benefici, devono affidarsi sempre alle riforme, perché difficilmente si affermano attraverso le rivoluzioni. La politica estera europea lo sostiene ormai da decenni. Infatti, quando alcuni singoli Stati hanno imposto una visione diversa e più radicale, il mondo intero ne ha tratto le negative conseguenze. In questo Accordo vedo la sintesi dei valori europei. Un Accordo che riguarda fondamentalmente principi di democrazia e di indirizzo economico, atto a dare respiro all'asfittica economia cubana che, dopo la crisi venezuelana, appare ancora più in difficoltà. È interesse comune avere un partner credibile, rispettoso dei diritti umani, aperto a forme di mercato più convenienti per i singoli cittadini. È una scommessa che l'Italia e l'Unione europea devono affrontare, per essere in un futuro, spero prossimo, interlocutore privilegiato di un Paese che, inevitabilmente, si appresta a cambiare. Oggi ci prepariamo a votare la ratifica di un Accordo che, per la complessità, si può definire onnicomprensivo. Da una parte, indica il rafforzamento e l'allargamento dei diritti dell'uomo. Dall'altra, tenta di agevolare il sistema economico cubano, anche invitando il Paese caraibico a diversificare la produzione ed a rimuovere tutti gli ostacoli tecnici. Pertanto, per tutti questi motivi, il MoVimento 5 Stelle annuncia il voto favorevole al disegno di legge n. 1104. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PARENTE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, intervengo per qualche minuto per ricordare che il 27 aprile del 1937 moriva Antonio Gramsci, gravemente malato, dopo undici anni di prigionia. A ottantadue anni dalla morte, sabato ho avuto l'onore di rappresentare il mio Gruppo e il Partito Democratico a rendere omaggio alla sua tomba. Gramsci fu arrestato dal regime fascista nel 1926. Quello che mi ha sempre colpito della sua biografia è la frase che il pubblico ministero Isgrò pronunciò durante la requisitoria del processo: per vent'anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare. E, difatti, lo condannarono a vent'anni, quattro mesi e cinque giorni. Lui non ci arrivo, perché morì dopo undici anni. Ripercorrere la vita di Gramsci, signor Presidente, colleghi, equivale a tenere viva la storia del nostro Paese e la conoscenza del passato, in particolare in questi giorni, in cui abbiamo celebrato il 25 aprile, nostra festa nazionale, che segnò, nel 1945, la fine dell'occupazione tedesca, la fine del regime fascista, la fine della Seconda Guerra Mondiale e l'inizio della nostra storia repubblicana di democrazia. (Applausi dal Gruppo PD) . Su questa ricostruzione storica non ci si può dividere come è successo anche in questi giorni. Certo, si possono avere idee politiche diverse. Si può non aderire al pensiero di Gramsci. Ma basta leggere le lettere che Gramsci scrisse dal carcere ai suoi familiari per avere consapevolezza di dove sta il discrimine tra dittatura e oscurantismo, da una parte, e libertà e democrazia dall'altra. Non a caso, Benedetto Croce definiva l'«Epistolario» il libro che appartiene anche a chi è di altro opposto partito politico. Dunque, la storia è un nostro bene comune. (Applausi dal Gruppo PD) . Chiudo, ricordando una frase di Gramsci, sempre presa dal suo epistolario, indirizzata a suo figlio, tra un racconto di elefanti e pappagallini, perché egli ebbe negato anche il diritto a conoscere i suoi figli. Gramsci scrive, rivolgendosi al figlio: «Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me, quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini viventi e tutto ciò che riguarda gli uomini, (...) in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi non può non piacerti», Delio, «più di ogni altra cosa». Signor Presidente, colleghi, penso che conoscere la storia e averne consapevolezza voglia dire ritrovare se stessi, la nostra Italia, la nostra Europa e il mondo. (Applausi dal Gruppo PD) . CROATTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, sono passate poche settimane dal 27 marzo, giorno dell'approvazione in via definitiva del reddito di cittadinanza, una misura di contrasto alla povertà molto importante per il MoVimento 5 Stelle e una delle nostre stelle polari. Stiamo proseguendo sulla strada giusta per ridurre le diseguaglianze e, in quest'ottica, i prossimi passi del MoVimento 5 Stelle saranno compiuti verso la tassazione sulle bollette, le accise e l'IVA.