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Il settore, al pari degli altri, ha inoltre dovuto sostenere gli aumenti di costi dovuti all'adeguamento alla normativa anti COVID-19; si ricorda a titolo esemplificativo che le produzioni frutticole colpite da cimice asiatica hanno registrato danni ingentissimi che si aggirano sull'ordine di 600 milioni di euro, di cui 350 per il Nord Italia e 250 per il Centro-Sud. Solo in Emilia-Romagna, ad esempio, la perdita della produzione di pere è stata enorme, in alcune province, come quella di Modena, di oltre il 70 per cento; la scelta di escludere alcune filiere dal provvedimento appare pertanto ingiustificata e illogica e creerà in tutta evidenza una grave sperequazione, andando a colpire un comparto strategico per l'economia del Paese, si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per superare le criticità descritte, intervenendo con misure compensative atte a consentire alla filiera ortofrutticola, e a tutte le filiere ad oggi escluse dal provvedimento, di usufruire con effetto immediato dell'esonero dai pagamenti dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro. Atto n. 4-04102 ROJC Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la stazione del soccorso alpino della Guardia di finanza (SAGF) di Sella Nevea nel comune di Chiusaforte (Udine), in località Sella Nevea, è ospitata, sin dagli anni '70, in una caserma di proprietà demaniale, la cui realizzazione risale a metà degli anni '50; nel 2011 la caserma è stata oggetto di importanti lavori di ristrutturazione, con la realizzazione di un'autorimessa per 4 automezzi e di 4 canili, per una spesa complessiva di circa 170.000 euro, finanziati dalla Regione Friuli-Venezia Giulia; successivamente è stato completato anche il rifacimento dell'impianto elettrico; attualmente sono in forza, presso la stazione di soccorso, 12 militari, di cui 8 specializzati per il soccorso in montagna; per la sua posizione strategica, la stazione permette ai militari di essere prontamente reperibili e di giungere in brevissimo tempo sul luogo degli incidenti, soprattutto sulle montagne di Montasio, Canin e Jôf Fuart, ovvero le montagne principali delle Alpi Giulie; a Sella Nevea è presente un comprensorio sciistico molto noto e affollato di turisti, tanto che nel corso degli anni vi sono stati numerosi incidenti in valanga e per i quali i militari SAGF sono sempre stati utilizzati per il soccorso delle persone; al di fuori della caserma è dislocata una piazzola per atterraggio di elicotteri e la caserma viene anche utilizzata come base d'appoggio per altre tipologie d'intervento (ad esempio speleologico) non prettamente di competenza del Corpo; il comando provinciale della Guardia di finanza avrebbe preso la decisione, improvvida secondo l'interrogante, di chiudere la stazione di Sella Nevea e di trasferire le competenze nella sede di Tarvisio; tale dislocazione comporterebbe, in primis , una perdita di operatività e prontezza di intervento in una località al momento non presidiata in altro modo; a Tarvisio sono già presenti, inoltre, altri enti che si occupano in via primaria di soccorso, con cui il SAGF collabora, come è il caso del Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico e i Vigili del fuoco, oltre a tutte le altre forze di polizia, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della decisione del comando provinciale della Guardia di finanza di Udine di chiudere la stazione di soccorso alpino di Sella Nevea e se non intenda intervenire per scongiurare la chiusura poiché, come è ampiamente noto e dimostrabile, il soccorso alpino di Sella Nevea è diventato negli anni un luogo irrinunciabile di presidio del territorio, utilizzato continuamente in presenza di incidenti sulla neve. Atto n. 4-04103 FREGOLENT ALESSANDRINI FAGGI RICCARDI RUFA PIANASSO LUNESU CANDIANI CAMPARI PISANI Pietro PIZZOL BOSSI Simone PUCCIARELLI STEFANI VALLARDI Al Ministro della salute Premesso che: l'emergenza sanitaria da COVID-19 ha confermato la necessità di rafforzare le misure volte a migliorare la capacità del sistema sanitario di rispondere ad un'eventuale situazione di crisi, nonché a proseguire, ed eventualmente ampliare, i programmi di prevenzione delle malattie infettive; nel mese di giugno 2020, in anticipo rispetto agli scorsi anni, il Ministero della salute ha pubblicato le "raccomandazioni in vista della stagione influenzale 2020-2021", con cui evidenzia l'importanza cruciale del vaccino antinfluenzale nel contribuire a gestire i casi di COVID-19, in caso di una seconda ondata; per ridurre significativamente la morbosità per influenza e le sue complicanze nonché la mortalità, è quanto mai necessario raggiungere coperture elevate nei gruppi di popolazione target della vaccinazione, in particolare nei soggetti ad alto rischio, ma non solo; infatti nella prossima stagione influenzale, come riportano dal Ministero, "non è esclusa una co-circolazione" di virus influenzali e Sars-Cov-2, pertanto un'ampia vaccinazione antinfluenzale risulta rilevante per verificare in anticipo i sintomi del coronavirus e ridurre il carico di malattie su tutta la popolazione e quindi sul SSN; per la stagione 2020-2021, a causa dell'emergenza da COVID-19, al fine di facilitare la diagnosi differenziale nelle fasce d'età di maggiore rischio, il Ministero ha ampliato l'utenza degli aventi diritto a vaccinazione antinfluenzale gratuita, abbassando dai 65 ai 60 anni la soglia di età ed ampliandola a una serie di persone con patologie croniche o situazioni delicate; si apprende da organi di stampa che le Regioni sembrano aver già acquistato tutte le dosi disponibili, ovvero quasi 17 milioni, per la copertura vaccinale gratuita, lasciando in tal modo sguarnite le farmacie della quota di dosi che i cittadini acquistano direttamente ogni anno; oltre agli aventi diritto alla vaccinazione gratuita, infatti, sono circa 800.000 i cittadini che acquistano ogni anno autonomamente il vaccino antinfluenzale e quest'anno, con la concomitanza di influenza e Sars-Cov-2, è verosimile che la domanda sarà nettamente superiore, stimata a circa 1,5 milioni di richieste da parte di privati cittadini; la Conferenza Stato-Regioni ha sancito il 14 settembre 2020 l'intesa che prevede per le Regioni di ampliare la dotazione per le farmacie per una quota minima dell'1,5 per cento di vaccini, da distribuire alla rete sul territorio, che corrispondono a circa 250.000 dosi, insufficienti a coprire l'atteso fabbisogno dei privati;