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vi è stato, nel frattempo, un consistente ricambio nella popolazione dei due comuni e, laddove consentito, sarebbe corretto e doveroso che quei cittadini potessero esprimersi oggi. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ), notando come ormai sia stato audito, sul disegno di legge in questione, un numero di soggetti così ampio che, a questo punto, potrebbe essere integrato anche con tutti gli abitanti dei due comuni, si sofferma sulle tappe dell'esame in Senato del disegno di legge. In particolare ricorda come questo fu espunto dal calendario dell'Aula, lo scorso agosto, su richiesta dell'allora Capogruppo del Movimento 5 Stelle senatore Patuanelli, per ragioni tecniche, ovvero per ricavare lo spazio per la discussione delle mozioni sulla Tav, con l'impegno a inserirlo nel calendario di settembre. A seguito del rinvio in Commissione deliberato dall'Assemblea, si è svolta una seconda approfondita fase istruttoria e, ora che la Commissione è chiamata a votare il provvedimento, a suo avviso non è più possibile procedere a ulteriori audizioni. Si interroga anche sulla natura della proposta del senatore Parrini che, se fosse una proposta di questione incidentale, non sarebbe ammissibile. Nel merito, nota che la legge n. 352 del 1970 e la giurisprudenza costituzionale prevedono la possibilità di un secondo referendum , anche abrogativo, decorsi cinque anni ma solo nel caso di respingimento del quesito. In questo caso vi è invece un esito positivo che non sta trovando attuazione, prima per responsabilità della regione Marche, e poi del Parlamento, che procede a continui rinvii, non ultimi quelli della convocazione delle sedute di questa settimana. Insiste per procedere senza indugio al voto. Il senatore PAGANO ( FIBP-UDC ) stigmatizza l'ostruzionismo della regione Marche che, non esprimendo il proprio parere, aveva cercato di invalidare, di fatto, l'esito referendario. Poiché il Parlamento non può rendersi complice di questo sovvertimento della volontà popolare, appoggia la richiesta del senatore Calderoli. Ritiene peraltro pericoloso determinare un termine di scadenza per una consultazione popolare che così si ritroverebbe diminuita nella sua portata e di fatto non definitiva, ragion per cui il referendum va ritenuto tuttora valido e non deve essere ripetuto. Il senatore GRASSI ( L-SP-PSd'Az ) concorda con il senatore Calderoli e ritiene che siano già stati svolti tutti gli approfondimenti del caso. Ricorda che l'ordinamento giuridico, quando intende dare un valore al decorso del tempo, vi provvede espressamente: in caso contrario si opererebbe un'attività creativa che contravverrebbe al carattere definitivo della pronuncia popolare e consentirebbe ai sostenitori della tesi perdente di poter sempre richiedere una seconda consultazione. Invita ad attenersi alla lettera della Costituzione e della legge e ad approvare il provvedimento. Il senatore GARRUTI ( M5S ) precisa che la richiesta del senatore Parrini va nel senso di un'evoluzione positiva della situazione di stallo che si è determinata per l'inerzia di soggetti istituzionali coinvolti e non ha alcun intento dilatorio: qualora ammissibile, il secondo referendum a suo avviso dovrebbe essere celebrato subito e, in caso di esito positivo, ratificato immediatamente dalla legge. Il senatore CROATTI ( M5S ) dichiara di non comprendere le ragioni politiche alla base di questo ulteriore rallentamento, di fronte al chiaro pronunciamento espresso a suo tempo dalla popolazione dei due comuni, che si trova tuttora, unitamente alle rispettive amministrazioni comunali, in una situazione indefinita. Apprezza la posizione del relatore, rammaricandosi tuttavia di come non abbia sostenuto con analoga forza la necessità di approvare il provvedimento all'epoca in cui apparteneva al proprio Gruppo. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) invita alla cautela sul presupposto che, dopo oltre dodici anni, non solo vi è stata una notevole evoluzione nella composizione dell'elettorato dei due comuni, ma sono intervenute anche importanti modifiche dal punto di vista dell'accesso ai servizi, tema all'epoca alla base della richiesta di distacco. Se il termine quinquennale previsto dalla legge n. 352 del 1970 per altre fattispecie fosse ritenuto applicabile in via generale, la strada del secondo referendum sarebbe senz'altro da prendere in considerazione. Il senatore PARRINI ( PD ) integra il proprio intervento precisando che un termine quinquennale costituirebbe un giusto contemperamento e che, dal momento che vi è stato un ricambio della popolazione di circa il 30 percento, non è assolutamente certo che la valutazione di oggi possa essere la stessa del 2007. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) nota come, seguendo la linea argomentativa del senatore Parrini, qualunque termine, anche più breve di cinque anni, potrebbe essere ritenuto valido per verificare un cambiamento nell'elettorato. In ogni caso, l'applicazione analogica di termini previsti per casi diversi non è a suo avviso percorribile, soprattutto per quanto riguarda il referendum abrogativo che, come è noto, interviene a valle del procedimento parlamentare, mentre il referendum di cui all'articolo 132, secondo comma, della Costituzione opera a monte. Se si prevedesse una scadenza ci sarebbe infatti un implicito invito al legislatore a non portare a termine il procedimento. Ricorda che, in ogni caso, all'indomani del distacco, nulla vieterebbe ai comuni di chiedere un referendum per la riaggregazione alla regione dalla quale sono stati distaccati. Invita quindi la Commissione ad assumersi la responsabilità di decidere: nella consapevolezza che il principale responsabile per il ritardo è la regione Marche, il Parlamento non ritardi ulteriormente. Il PRESIDENTE chiede alla Commissione di esprimersi sulla proposta del senatore Parrini. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) dichiara che non parteciperà al voto poiché, a suo avviso, la richiesta è tardiva ed è perciò da ritenersi inammissibile. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) preannuncia un voto favorevole. A seguito di una richiesta di chiarimento del senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ), il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) precisa di intervenire non a titolo personale, ma a nome del proprio Gruppo. La Commissione conviene sulla proposta del senatore Parrini. Il PRESIDENTE fissa quindi un termine per l'indicazione di soggetti da audire sulla questione della legittimità di un eventuale secondo referendum per domani, 14 febbraio, alle ore 12. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 12,55. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUGLI EMENDAMENTI RIFERITI AL DISEGNO DI LEGGE N. 1659 La Commissione, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri: - sugli emendamenti 2.165, 2.166 e 2.167 parere contrario, poiché prevedono l'adozione da parte delle commissioni parlamentari competenti, ovvero delle Camere, di un documento non ulteriormente specificato; - sull'emendamento 2.168 parere contrario, in quanto attribuisce al solo Senato della Repubblica il potere di adottare una deliberazione parlamentare;