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quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per la salvaguardia dei "marchi storici" italiani, prevedendo specifici strumenti normativi; quali iniziative intenda intraprendere per tutelare i livelli occupazionali dei lavoratori impiegati nelle storiche aziende italiane, oggetto di operazioni industriali che prevedono il trasferimento della produzione all'estero o in aree diverse dalle zone di origine dell'azienda. Atto n. 3-00753 PIANASSO BERGESIO CASOLATI FERRERO MONTANI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: "Mahle GmbH" è un'azienda produttrice di componenti automobilistici con sede a Stoccarda, in Germania; la Mahle Componenti motori Italia SpA è presente nel nostro Paese fin dal 1987, anno in cui ha acquisito il controllo della precedente società "Mondial Piston SpA", attiva fin dal 1946; in Italia sono presenti due stabilimenti di produzione, uno a La Loggia (Torino) e uno a Saluzzo (Cuneo), per un totale di circa 500 dipendenti; lo stabilimento di Saluzzo comprende il processo produttivo di fusione della lega d'alluminio, nonché pre-lavorazioni meccaniche di formatura del pistone, nel quale sono impiegati 200 operai e altri 40 lavoratori tra impiegati e quadri e dirigenti; nello stabilimento di Saluzzo, nel 2018, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria ha coinvolto un numero compreso tra i 50 ed i 200 operai, sui 200 totali; come riferito dalle associazioni sindacali, il piano industriale presentato dall'azienda tedesca non prevede adeguati investimenti in Italia, comportando un depotenziamento per i siti produttivi presenti sul territorio; nello stabilimento di Saluzzo, inoltre, vengono prodotti componenti per motori diesel , settore che risulta in contrazione, causando preoccupazione per il futuro dello stabilimento alla luce dei mancati investimenti su nuove produzioni; in generale, il mercato automobilistico europeo presenta forti contrazioni, che rischiano di causare gravi conseguenze nel comparto industriale italiano e dell'Unione europea; in un incontro tra i rappresentanti sindacali della Mahle e i vertici del gruppo, svoltosi il 7 dicembre 2018 presso l'Assessorato per il lavoro della Regione Piemonte, i dirigenti Mahle hanno illustrato la situazione economica nei vari stabilimenti europei dell'azienda, hanno ribadito la volontà di mantenere la presenza in Italia, ma non hanno fornito indicazioni sulla possibile diversificazione produttiva e sugli sviluppi futuri; secondo quanto risulta agli interroganti, ci sarebbe il rischio di una completa riorganizzazione aziendale che comporterebbe una drastica riduzione produttiva negli stabilimenti italiani di La Loggia e di Saluzzo, con conseguente crisi occupazionale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto, e se intenda convocare un tavolo presso il Ministero dello sviluppo economico affinché si possa avere chiarezza sui futuri piani industriali dell'azienda, al fine di tutelare i livelli occupazionali attuali. Atto n. 3-00754 BELLANOVA MARCUCCI MALPEZZI MIRABELLI STEFANO VALENTE COLLINA FERRARI BINI CIRINNA' RICHETTI ROSSOMANDO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: secondo le ultime previsioni OCSE, contenute nel "Rapporto economico Italia" del 1° aprile 2019, il PIL dovrebbe registrare una preoccupante contrazione dello 0,2 per cento nel 2019 e un aumento dello 0,5 per cento nel 2020. Tali dati confermano un andamento negativo della crescita per il nostro Paese iniziato successivamente all'insediamento del Governo in carica. Il terzo trimestre del 2018, interrompendo una fase di 16 trimestri consecutivi di crescita, ha registrato una prima contrazione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il quarto trimestre del 2018 ha registrato una seconda contrazione, pari a 0,1 punti percentuali. L'OCSE, nel proprio rapporto, ha sottolineato che il PIL reale pro capite del nostro Paese è praticamente tornato al livello del 2000 e ad un livello nettamente inferiore al picco precedente alla crisi; i recenti dati diffusi dall'Istat hanno evidenziato forti difficoltà sul fronte della produzione, del fatturato e degli ordinativi industriali. Nella comunicazione del 19 febbraio 2019, l'Istat ha reso nota una drastica riduzione per il 2018 del fatturato dell'industria pari al 7,3 per cento su base annua e degli ordinativi, pari al 5,3 per cento su base annua. Si tratta di una marcata diminuzione, sia in termini congiunturali sia su base annua, che ha riguardato in maniera diffusa tutti i settori; dalla comunicazione Istat del 1° aprile 2019 si apprende che nel mese di febbraio l'occupazione ha registrato una preoccupante flessione, pari a 14.000 unità in meno. Tale andamento è stato determinato dalla diminuzione di 44.000 dipendenti, sia permanenti sia a termine, parzialmente compensato dall'aumento dei lavoratori indipendenti. Gli occupati a fine maggio 2018, prima dell'insediamento del Governo in carica, erano pari a 23.327.000 unità mentre a febbraio 2019 gli occupati erano 23.211.000; considerato che: la situazione di grave difficoltà della nostra economia si sta pesantemente ripercuotendo sulle imprese e sull'occupazione, tanto che attualmente presso il Ministero dello sviluppo economico risultano aperti oltre 130 tavoli di crisi con il coinvolgimento di migliaia di lavoratori. Le vertenze in atto interessano settori tra loro molto diversi, che richiedono azioni e strategie calibrate ognuna sulle proprie specificità: si va dal settore siderurgico, all'agroalimentare, passando per i trasporti e alla grande distribuzione organizzata. Nei prossimi mesi, anche in ragione della grave situazione economica del Paese, diverse altre aree industriali saranno costrette a ricorrere agli interventi previsti dalla legge n. 181 del 1989. Un'adeguata gestione di tali vertenze richiede interventi tempestivi da parte del Ministero e lo stanziamento di risorse finanziarie sufficienti allo scopo; per quanto concerne gli interventi di cui alla legge n. 181 del 1989 nelle aree di crisi industriale complessa e non complessa, le risorse destinate all'attuazione degli interventi, in gran parte stanziate nella XVII Legislatura, ammontano a 721,87 milioni di euro, di cui 283 milioni per gli interventi nelle aree di crisi industriale complessa, 375,87 milioni per gli interventi nelle aree di crisi industriale non complessa, 40 milioni per le aree del terremoto del Centro Italia del 2016 e 15 milioni di euro per il programma "Restart Abruzzo". Tali risorse risultano in gran parte impegnate per le istruttorie in corso, fatta salva l'assegnazione per i successivi utilizzi disposta dalla legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018) che ha previsto, per il finanziamento degli interventi destinati alla riconversione e alla riqualificazione produttiva delle aree di crisi industriale, un incremento di soli 100 milioni di euro per l'anno 2019 e di 50 milioni di euro per l'anno 2020 del "Fondo per la crescita sostenibile", ovvero per un ammontare che appare del tutto inadeguato alle necessità dei prossimi mesi;