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Yves Mersch, membro del consiglio direttivo della Banca centrale europea, lo scorso 14 dicembre 2020, ha inviato una lettera al Ministro dell'economia e delle finanze italiano, Roberto Gualtieri, nella quale ha affermato che l'introduzione del cashback , con la finalità dichiarata di costituire strumento di lotta all'evasione, è "sproporzionata alla luce del potenziale effetto negativo che tale meccanismo potrebbe avere sul sistema di pagamento in contanti e in quanto compromette l'obiettivo di un approccio neutrale nei confronti dei vari mezzi di pagamento disponibili", lamentando, altresì, la mancata informazione preventiva alla Banca centrale, stante il notevole impatto che una norma di questo tipo potrebbe avere sulla circolazione del denaro; se la BCE riconosce che incentivare le transazioni per mezzo di strumenti di pagamento elettronici per l'acquisto di beni e servizi allo scopo di combattere l'evasione fiscale può, in linea generale, costituire un "interesse pubblico" che giustifichi la disincentivazione e la conseguente limitazione dell'uso dei pagamenti in contanti, tuttavia, tali limitazioni o disincentivi devono rispettare il corso legale delle banconote in euro e, pertanto, sarebbe necessario dimostrare che le limitazioni imposte, che incidono sul corso legale delle banconote in euro, siano realmente efficaci per conseguire le finalità pubbliche che legittimamente si intende raggiungere attraverso tali limitazioni; dovrebbe, dunque, sussistere una chiara ed inequivocabile prova che il meccanismo di cashback consenta, di fatto, di conseguire la finalità pubblica della lotta all'evasione fiscale; si legge ancora nella lettera che "le limitazioni dirette o indirette ai pagamenti in contanti dovrebbero altresì essere 'proporzionate' agli obiettivi perseguiti e dovrebbero limitarsi a quanto necessario per conseguire tali obiettivi, specialmente alla luce del fatto che le misure di cui al decreto del Mef potrebbero spingere i soggetti aderenti a competere per il più alto numero di transazioni effettuate, che, in definitiva, favorirebbe gli aderenti che effettuano un alto numero di transazioni per importi limitati (ossia importi che altrimenti potrebbero essere pagati in moneta)"; la BCE ricorda, poi, l'importanza del ruolo del contante per alcuni gruppi sociali, precisando che il meccanismo del cashback , incentivando la propensione al consumo per mezzo di un rimborso di denaro sui conti correnti dei consumatori, non tiene nella debita considerazione "che la possibilità di pagare in contanti rimane particolarmente importante per taluni gruppi sociali, che, per varie legittime ragioni, preferiscono utilizzare il contante piuttosto che altri strumenti di pagamento"; precisa che "il contante è, altresì, generalmente apprezzato come strumento di pagamento in quanto è ampiamente accettato, è rapido e agevola il controllo sulla spesa di chi paga" e inoltre "agevola l'inclusione dell'intera popolazione nell'economia consentendo a qualsiasi soggetto di regolare in contanti qualsiasi tipo di operazione finanziaria", permettendo ai cittadini di regolare istantaneamente le loro operazioni; considerato, inoltre, che: il pagamento in contanti è l'unico metodo di regolamento in denaro della banca centrale e al valore nominale per il quale non sussiste la possibilità giuridica di imporre tariffe per il suo utilizzo e che non richiede infrastrutture tecniche, cosa che riveste particolare importanza in caso, ad esempio, di interruzione della corrente elettrica che renderebbe impossibili i pagamenti elettronici indisponibili; secondo un report stilato dall'ufficio studi della Confederazione generale italiana dell'artigianato (CGIA) di Mestre il piano cashback "sarà un provvedimento che favorirà soprattutto coloro che possiedono una elevata capacità di spesa: persone che, secondo le statistiche, vivono nelle grandi aree urbane del Nord, dispongono di una condizione professionale e un livello di istruzione medio-alto. Insomma, una misura a vantaggio dei ricchi, ma pagata con i soldi di tutti"; sempre la CGIA di Mestre, in un altro report , ha certificato che il sistema produttivo italiano nell'annualità 2020 ha registrato un calo di fatturato complessivo di circa 423 miliardi di euro e che il Governo ha fin qui stanziato contributi diretti a fondo perduto per le imprese per un totale di 11,3 miliardi di euro, impegna il Governo a sospendere il piano cashback e a destinare le somme stanziate a tal fine per sostenere la ripresa delle categorie commerciali più colpite dalle misure anti COVID. Interrogazioni Atto n. 3-02244 PUCCIARELLI Ai Ministri della giustizia, della salute e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: le difficili condizioni dell'assistenza sanitaria nelle strutture penitenziarie collocate su tutto il territorio nazionale, aggravate dal sovraffollamento negli istituti penitenziari, pesano sui detenuti, alcuni dei quali con problemi psichici, anche gravi; la casa circondariale di La Spezia gestisce circa 160 detenuti, e almeno 5 di loro necessiterebbero di continua assistenza per seri problemi psichici, ma lo specialista può garantire solo poche ore settimanali nell'istituto; i detenuti con disturbi mentali dovrebbero essere destinati alle REMS (residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza), apposite strutture gestite direttamente dal Dipartimento di salute mentale delle ASL, specificamente dedicate alla cura e custodia di soggetti con disturbi psichici, ma in Liguria tale struttura è ancora da ultimare; il sovraffollamento degli istituti penitenziari e l'impossibilità di assicurare un'adeguata assistenza ai detenuti con patologie psichiche non garantiscono la sicurezza né dei detenuti stessi, né del personale impiegato nella struttura. Alcuni giorni fa, nel carcere di La Spezia, un agente della Polizia penitenziaria ha riportato una frattura nel tentativo di sedare una colluttazione fra detenuti, uno dei quali con problemi psichici, si chiede di sapere: se, in considerazione dell'elevato numero di detenuti con problemi psichici presenti nelle strutture penitenziarie, sia stato definito un piano e con quale tempistica in ordine alla realizzazione di nuove REMS; quali risorse siano state stanziate per la realizzazione di nuove REMS e in generale per l'edilizia carceraria; quali misure concrete siano state poste in essere per assicurare maggiore cura e assistenza ai detenuti con disturbi mentali che non si trovano nelle REMS e degli altri detenuti presenti, nonché del personale impiegato negli istituti penitenziari in cui trovano detenuti psichiatrici. Atto n. 3-02245 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo quanto risulta da numerose segnalazioni, pubblicate sui social media da parte di commercialisti ed esperti contabili, nell'ambito delle misure relative all' ecobonus contenute nel decreto-legge n. 34 del 2020 ("decreto rilancio"), risulterebbe che alcuni istituti di credito, a seguito della sottoscrizione di convenzioni con alcune società di revisione, agiscano, insistendo addirittura pesantemente nei riguardi della clientela, affinché il visto di conformità previsto dal comma 11 dell'articolo 119, sia rilasciato esclusivamente dalle medesime società di certificazione contabile di loro "stretta conoscenza";