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Le voglio sintetizzare che il caso in esame, al pari di tanti altri - ho presentato molte interrogazioni in merito - dimostra come il carico di grano, che mi risulta sia di terza categoria "western amber durum", proveniente da Vancouver, abbia una sua tipologia merceologica e tossicologica. All'estero (negli Stati Uniti, in Canada e in Australia), la qualità tossicologica viene valutata in modo rigoroso. So bene che il Ministero sta affrontando questo tema con la Commissione unica nazionale, che dovrebbe armonizzare i prezzi italiani con quelli internazionali. Sin da quando c'era il ministro Martina, la stessa Ismea ha sempre dichiarato che questa armonizzazione in Italia non c'era, lasciando spazio a operazioni di distorsione del mercato nazionale. Quindi, è importante che su tutte le navi che arrivano si compia un supplemento di controllo e che i dati vengano comunicati alla Borsa merci telematica, affinché l'Ismea, nei report che fornirà alla Commissione unica nazionale, possa mettere a disposizione dei commissari tutte le informazioni di carattere qualitativo e quantitativo, per una giusta previsione dei prezzi in Italia e per un'armonizzazione con i prezzi internazionali. PRESIDENTE . La senatrice Caligiuri ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02679 sulle misure per tutelare la produzione agricola italiana di qualità, per tre minuti. CALIGIURI (FIBP-UDC) . Signor Ministro, premesso che nelle ultime settimane abbiamo assistito a un crollo del prezzo dei cereali di provenienza estera, che sta causando il crollo del mercato italiano, la Commissione unica nazionale sul grano dovrebbe costituire un osservatorio stabile sui prezzi, contribuendo a criteri di maggiore trasparenza. Esiste però un evidente sperequazione tra territori e filiere e sedi delle commissioni uniche nazionali, che richiede una maggiore presenza del Meridione, in quanto rappresenta un importante apporto alla produzione nazionale. Il tema della concorrenza sleale sul grano attiene anche alle questioni sanitarie legate all'importazione, al trasporto e all'immagazzinamento dei grani di provenienza estera, il cui controllo deve tutelare maggiormente la sicurezza dei consumatori italiani. Il prezzo più alto del grano italiano è proprio conseguente a procedure e oneri ulteriori che gravano sui produttori italiani, in quanto soggetti a maggiori protocolli di sicurezza e di controllo per la gestione dell'intero ciclo produttivo. Allo stesso modo, tutti gli altri prodotti alimentari italiani sono soggetti a procedure di produzione e cessione sul mercato, che comportano oneri ulteriori rispetto ai prodotti di provenienza estera, sempre a tutela della qualità del prodotto italiano che va sulle tavole dei consumatori. Quindi chiediamo di sapere: cosa intenda fare il Ministro per tutelare il reddito dei produttori agricoli italiani, che garantiscono sicurezza alimentare del grano e degli altri prodotti alimentari, ma sono soggetti a maggiori oneri di produzione; considerata la stagione di siccità nella quale siamo e le diverse calamità naturali verificatesi, soprattutto nel Sud Italia, quali misure straordinarie siano previste per ristorare gli agricoltori, che a fine anno porteranno un conto salatissimo, e in che modo si possa al contempo intervenire sulla questione delle assicurazioni agricole; a che punto sia la creazione di un marchio che certifichi e valorizzi la totale italianità al 100 per cento di un prodotto alimentare italiano. PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, senatore Patuanelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. PATUANELLI, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . Signor Presidente, ringrazio la senatrice interrogante. Ovviamente il problema del prezzo e in qualche modo della tutela del reddito nel settore cerealicolo dipende da diversi fattori e, per sostenere il comparto, occorre agire su diversi fronti, come la trasparenza dei prezzi, la competitività del settore e l'integrazione di filiera. In tale direzione, per una più limpida e condivisa quotazione del grano duro, stiamo dando avvio alla CUN, la Commissione unica nazionale sperimentale, per la quale è stato recentemente definito il regolamento di funzionamento tra la parte venditrice, cioè le associazioni di parte agricola, e la parte acquirente, Italmopa. Siamo quindi in procinto di una fase storica nella formazione del prezzo del grano duro che consentirà anche di riequilibrare i rapporti di filiera. Inoltre, per garantire un aiuto al reddito degli agricoltori, dal 2016 è attivo il "Fondo grano duro", rifinanziato da ultimo con la legge di bilancio del 2020 e attuato con il decreto 20 maggio 2020, con una dotazione complessiva di 40 milioni di euro. Tale fondo prevede l'erogazione di un contributo pari a 100 euro per ogni ettaro coltivato a grano duro nel periodo autunno-inverno dell'annualità precedente in favore di imprese agricole che abbiano sottoscritto, entro il 31 dicembre dell'anno precedente, contratti di filiera di durata almeno triennale. I contratti di filiera sono infatti uno dei principali mezzi di sostegno alle politiche agro-industriali gestiti dall'amministrazione e strumento di finanziamento che si adatta bene a un tema di sviluppo economico del settore dei cereali e in particolare del grano duro, per migliorare l'integrazione tra i diversi operatori della filiera. Sui contratti di filiera il fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede 1,2 miliardi di stanziamento. Riguardo alla valorizzazione dell'italianità del prodotto, unita a una corretta informazione al consumatore, ricordo che è già stata introdotta l'indicazione d'origine in etichetta del grano duro per pasta di semola di grano duro, con l'intento di rendere evidente anche la provenienza della materia prima, oltre che quella del prodotto finito. Per quanto concerne, infine, le misure per la copertura dei rischi delle colture cerealicole nazionali, siamo riusciti a ottenere nella PAC l'aumento dall'1 al 3 per cento del prelievo sul primo pilastro per la gestione del rischio. Rilevo che gli agricoltori possono stipulare polizze assicurative agevolate da contributi europei, cofinanziati con risorse nazionali fino al 70 per cento della spesa premi sostenuta. Inoltre, per il settore del frumento è attiva da alcuni anni una misura di aiuto sulla spesa assicurativa agevolata con risorse nazionali, che consente la sottoscrizione di polizze a copertura dei ricavi, comprese, quindi, le oscillazioni di prezzo come quella segnalata. Non dobbiamo comunque dimenticare che le assicurazioni agricole agevolate, cui sono stati destinati finanziamenti superiori a 2,1 miliardi di euro per il periodo 2015-2022, rappresentano il principale strumento di intervento messo in campo dallo Stato per fronteggiare le pesanti perdite di reddito subite dalle imprese agricole in caso di avversità atmosferiche. Rilevo inoltre che l'attività di comunicazione avviata nell'ambito del programma di sviluppo rurale nazionale, finalizzata tra l'altro ad ampliare la conoscenza degli strumenti a disposizione, ha portato a un lieve, ma costante aumento della sottoscrizione di polizze agevolate. Per la prossima programmazione dei fondi comunitari relativi allo sviluppo rurale stiamo infine approntando un nuovo strumento di intervento ex ante sotto forma di fondo di mutualizzazione nazionale proprio grazie alla possibilità di aumentare il prelievo.