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La rapida sostituzione di alcune figure rimosse da ruoli chiave responsabili di una gestione inefficace e spesso poco trasparente della crisi, il nuovo approccio nell'affrontare le tante criticità che purtroppo caratterizzano questa fase storica e la fermezza con la quale ha assunto decisioni delicate, come quella del blocco delle esportazioni di oltre 250.000 vaccini in partenza verso l'Australia, hanno incontrato il nostro apprezzamento. È necessario dare un'accelerazione al piano vaccini, ricorrendo a ogni misura possibile, correggendo lo scompenso tra le Regioni e colmando i ritardi accumulati. Per questo, signor Presidente, siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Nell'attesa che si arrivi presto alla massima copertura vaccinale possibile, mi permetta però di riportarle la preghiera di molti medici di base che, ancora dopo un anno, aspettano dallo Stato linee guida nazionali per il trattamento domiciliare del Covid-19. Anche in questo caso, infatti, le Regioni vanno in ordine sparso. Eppure, se tutti i pazienti fossero prontamente curati in modo efficace a casa, il numero di quelli ospedalizzati si potrebbe ridurre, signor Presidente. Serve quindi un protocollo unico delle cure, lo chiedono in tanti. La vigile attesa o il paracetamolo consigliati dal Ministero della salute in una circolare del 30 novembre dello scorso anno possono andar bene per i giovani, ma chi è più anziano deve potersi curare da subito a casa, prima che la situazione precipiti. Sappiamo anche che si sta lavorando a una piattaforma unica per le prenotazioni dei vaccini. Le chiedo quindi di intervenire per far sì che in tutte le Regioni si possano vaccinare senza problemi i non residenti, i cosiddetti fuori sede: studenti, lavoratori e anziani, che non devono essere costretti a cambiare domicilio o -peggio - ad affrontare a proprie spese spostamenti, con tutti i rischi connessi, solo per poter usufruire di un proprio diritto. Nella guerra contro il virus non combattiamo da soli, ma nella direzione tracciata dall'Unione europea. Da quando è partita la campagna vaccinale, però, gli Stati Uniti o Paesi come il Regno Unito e Israele hanno dimostrato che si può fare più in fretta e meglio dell'Europa. Dobbiamo lavorare, quindi, per recuperare il tempo perduto. Servono più dosi vaccinali e serve richiamare le case farmaceutiche che producono i vaccini al rispetto degli impegni presi. AstraZeneca, ad esempio, non ha rispettato nemmeno un quarto delle consegne programmate. Sono necessari maggiori investimenti per intensificare la produzione europea. Vogliamo un'Europa più intraprendente e meno attendista. Mentre l'Unione europea ha esportato circa 10 milioni di dosi verso la Gran Bretagna, il Regno Unito non ha spedito nulla e certamente adesso appare necessario agire con fermezza. Nella definizione dei contratti per l'acquisto dei vaccini, l'Unione non ha investito abbastanza. Lei, signor Presidente, non ha voluto fare polemiche e la capisco, ma l'Unione è stata protagonista di una negoziazione troppo timida e di un approccio prudentemente burocratico e a tratti poco chiaro, obbligando semplicemente le grandi multinazionali a fare del loro meglio, senza definire alcuna clausola relativa a brevetti e tecnologie. È quindi necessario rendere l'Europa autosufficiente nella produzione dei vaccini, anche attraverso strumenti di partenariato tra pubblico e privato. Nel frattempo servono efficienza e rapidità da parte dell'EMA nelle procedure di approvazione dei vaccini già autorizzati e disponibili fuori dall'Unione europea, in modo che si possa contare su una diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Signor Presidente Draghi, il Consiglio europeo di domani sarà un'occasione importante per fare il punto della situazione con gli altri Paesi su ciò che non è andato e su come procedere per correggere gli errori fatti. Ci attendiamo decisioni chiare, ma in caso contrario le chiediamo, forte della sua autorevolezza, il coraggio di scelte anche autonome, a partire dall'acquisto diretto di vaccini dalle aziende produttrici, nel segno di un europeismo pragmatico che potrà fare da apripista a un nuovo corso all'insegna di un maggior decisionismo, affinché l'europeismo non si riduca a una mera delega all'Europa, ma si arricchisca e alimenti del contributo dei singoli Paesi membri. L'obiettivo dev'essere attrezzarsi per avviare un'autentica vaccinazione di massa, anche con il coinvolgimento dei privati, senza preclusioni ideologiche, e anche acquistando vaccini come lo Sputnik, senza farne una questione geopolitica. Stante poi la volontà della Commissione europea di prorogare l'allentamento dei vincoli del Patto di stabilità anche per l'anno 2022, cui lei si è riferito poc'anzi, ci auguriamo che si possa lavorare in Europa anche per estendere di un altro anno la deroga alla normativa sugli aiuti di Stato. Le regole temporanee sugli aiuti di Stato, se applicate a realtà economiche di un certo rilievo e in contesti socio-economici particolarmente disagiati, possono rivelarsi davvero preziose. Ad esempio, grazie al Temporary framework si potrebbe estendere la decontribuzione per le imprese del Sud di un ulteriore anno. Ciò darebbe nuovo ossigeno a tanti imprenditori che, con coraggio, hanno deciso di investire nel Mezzogiorno, nonostante le mille difficoltà. Inoltre, compenserebbe anche il forte calo degli investimenti pubblici che ha colpito il Sud negli ultimi anni e che lei stesso ieri ha rilevato, stigmatizzando ciò che denuncio da tempo, ossia il grave sottoutilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione, di cui è stato speso solo poco più del 6 per cento. Infine, signor presidente Draghi, in vista della Conferenza sul futuro dell'Europa del prossimo 9 maggio, data simbolo, sarà fondamentale ribadire l'importanza di riformare l'Unione europea superando il metodo intergovernativo e le decisioni all'unanimità (quindi il potere di veto di pochi) a vantaggio del metodo comunitario, prezioso per prendere con maggiore rapidità decisioni delicate in un mondo globalizzato, in cui le economie nazionali sono sempre più interdipendenti e le comunicazioni di un'immediatezza mai sperimentata prima. Signor Presidente Draghi, i punti all'ordine del giorno del Consiglio europeo di domani sono tanti e impegnativi. Nell'annunciarle quindi il nostro voto favorevole alla proposta di risoluzione di maggioranza che a breve voteremo, le auguriamo buon lavoro e la invitiamo a proseguire il suo impegno nel solco di quel cambio di passo che ha giustificato la nascita di questo Governo. Per quanto ci riguarda, continueremo a lavorare e collaborare con lei e il suo Esecutivo per portare il Paese fuori dall'emergenza. (Applausi) . PRESIDENTE . Prima di proseguire con le dichiarazioni di voto, comunico, per completezza di informazione, che all'inizio dell'intervento della senatrice Giammanco siamo passati dal secondo al terzo canale della RAI. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, conto che mi comunichi alla fine su che canale stiamo andando in onda;