[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 27 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2003), e dell'art. 4, commi 9 e 10, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2004), promossi con ricorsi della Regione Emilia-Romagna, notificati il 1° marzo 2003 e il 24 febbraio 2004, depositati in cancelleria il 7 marzo 2003 e il 4 marzo 2004 ed iscritti al n. 25 del registro ricorsi 2003 ed al n. 33 del registro ricorsi 2004. Visti gli atti di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 6 luglio 2004 il Giudice relatore Annibale Marini; uditi l'avvocato Giandomenico Falcon per la Regione Emilia-Romagna e l'avvocato dello Stato Franco Favara per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – La Regione Emilia-Romagna, con ricorso, ritualmente notificato e depositato, volto ad impugnare numerose disposizioni della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2003), ha censurato, fra l'altro, l'art. 27 della citata legge n. 289 del 2002, rubricato «Progetto “PC ai giovani”», deducendone il contrasto con gli artt. 117, 118 e 119 della Costituzione nonché con il principio di leale collaborazione. 1.1. – La disposizione impugnata istituisce un fondo speciale, denominato «PC ai giovani», destinato a finanziare un progetto promosso dal Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri per incentivare l'acquisizione e l'utilizzo degli strumenti informatici fra i giovani che compiano sedici anni nel 2003; essa prevede che il Ministro dell'economia e delle finanze emani, di concerto con quello per l'innovazione e le tecnologie, un decreto ministeriale, espressamente definito «di natura non regolamentare» con il quale siano stabilite le modalità di presentazione delle istanze nonché quelle di erogazione degli incentivi, essendo anche prevista la possibilità di avvalersi della collaborazione di organismi esterni alla pubblica amministrazione. Ad avviso della ricorrente la descritta disciplina non rientrerebbe in alcuna delle materie di cui all'art. 117, commi secondo e terzo, della Costituzione, ricadendo, pertanto, nella competenza residuale delle Regioni e sarebbe perciò lesiva della loro potestà legislativa ed amministrativa, in quanto, in contrasto con i commi quarto e sesto dell'art. 117 della Costituzione, conferirebbe al Ministro dell'economia e delle finanze poteri sostanzialmente normativi ed al Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie poteri amministrativi in materia di competenza regionale. Né potrebbe, in senso contrario, addursi la circostanza che i decreti ministeriali in parola siano definiti «di natura non regolamentare», dovendo farsi riferimento, ai fine della qualificazione di tali atti, più che alla loro “etichetta”, al loro oggetto sostanziale; sicché, contenendo precetti generali ed astratti, innovativi dell'ordinamento, i medesimi avrebbero carattere normativo. Ne discenderebbe poi, sotto altro aspetto, la lesione della autonomia finanziaria di essa ricorrente, spettando alle Regioni la autonoma gestione delle risorse nelle materie di loro competenza L'illegittimità della disposizione, peraltro, non sarebbe esclusa neppure nel caso in cui essa fosse riconducibile ad una materia oggetto di potestà normativa concorrente. In definitiva, la norma impugnata sarebbe illegittima nella parte in cui, non limitandosi a prevedere la mera ripartizione fra le Regioni delle somme costituenti il fondo, attribuisce al Ministro dell'economia e delle finanze ed al Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie poteri normativi ed amministrativi relativi alla sua gestione. In subordine la ricorrente lamenta che l'esercizio dei poteri statali non sia preceduto dalla intesa «con la Conferenza Stato-Regioni», in violazione del principio di leale collaborazione che impone forme di coordinamento fra i soggetti interessati. 2. – Si è costituito nel giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dalla Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione sia dichiarata infondata, non essendo configurabile alcuna lesione delle competenze riservate alle Regioni, né sotto il profilo della loro autonomia finanziaria né sotto quello della loro organizzazione. 3. – Con altro ricorso, ritualmente notificato e depositato, la medesima Regione Emilia-Romagna, nell'impugnare numerose disposizioni della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2004), ha censurato, fra l'altro, l'art. 4, commi 9 e 10, della citata legge n. 350 del 2003, deducendone il contrasto con gli artt. 117, 118 e 119 della Costituzione, nonché con il principio di leale collaborazione. 3.1.– Il comma 9 della disposizione censurata stabilisce che il fondo di cui all'art. 27, comma 1, della legge n. 289 del 2002 sia destinato a finanziare un progetto, promosso dal Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie, volto a favorire l'acquisizione e l'utilizzo degli strumenti informatici da parte dei giovani che compiano sedici anni nel corso del 2004, nonché la loro formazione. Le modalità di attuazione del progetto e di erogazione dei benefici saranno disciplinate con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con quello per l'innovazione e le tecnologie. Il successivo comma 10 prevede che, entro il limite di 30 milioni di euro, le risorse del fondo di cui sopra saranno adibite all'istituzione di un ulteriore fondo, denominato «PC alle famiglie», destinato, nell'ambito di un progetto promosso dal Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie, a finanziare la concessione di un contributo in favore di quanti, avendo conseguito nell'anno 2002 un reddito non superiore a 15.000 euro, acquistino nell'anno 2004 un personal computer idoneo al collegamento ad “internet”. Le modalità di attuazione di tale progetto saranno stabilite con decreto di natura non regolamentare, adottato, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, dal Ministro per l'innovazione e le tecnologie, che potrà anche prevedere la possibilità di avvalersi, al fine di cui sopra, della collaborazione di organismi esterni alla pubblica amministrazione. 3.2. – Anche in questo caso, ad avviso della ricorrente, la norma impugnata, non rientrando in alcuna delle materie di cui ai commi secondo e terzo dell'art. 117 della Costituzione, violerebbe la autonomia finanziaria della Regione, stante la gestione ministeriale di fondi settoriali in materie di competenza regionale.