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Conseguentemente, le condotte che dovessero essere poste in essere da parte dell'attuale gestore, pur in esecuzione del predetto Piano Ambientale, successivamente alla scadenza dei termini di attuazione stabiliti dal Piano stesso (o successivamente al decorso dei termini contrattualmente previsti, se più ravvicinati) per ogni singola prescrizione ivi prevista che venga in rilievo relativamente alle suddette condotte daranno luogo – se del caso – a responsabilità penale o amministrativa del gestore medesimo secondo quanto ordinariamente previsto dalle norme di riferimento e restando, comunque, ferma la responsabilità in sede penale, civile e amministrativa che dovesse scaturire dalla violazione di norme poste a presidio e a salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori. ARTICOLO 15 – MODIFICHE ALL'ARTICOLO 47 DEL DECRETO-LEGGE 30 APRILE 2019, N. 34 La disposizione interviene sull'articolo 47 del decreto-legge 30 aprile 2019, n, 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, con le misure che saranno di seguito illustrate, la cui necessità ed urgenza è correlata all'esigenza di rendere immediatamente operativo il Fondo salva-opere previsto da tale disposizione normativa, allo scopo di evitare che i tempi di approvazione di una legge in via ordinaria impediscano, per molti degli imprenditori beneficiari delle risorse del Fondo, di fruirne tempestivamente. Ciò potrebbe invero avere, con ogni evidenza, l'effetto di rendere praticamente inutile la tutela prevista, con conseguente sottoposizione dei beneficiari di tale risorse, a propria volta, a procedure di crisi (concordato, fallimento eccetera), con gravissime ricadute negative sull'occupazione e sulla prosecuzione del lavori. In questa prospettiva, l'articolo in esame prevede: – alla lettera a) , un intervento sul comma 1 -bis , quarto periodo, dell'indicata previsione normativa, che si sostanzia nella sostituzione delle parole « di lavori » con quelle di « sub-fornitori, sub-appaltatori, sub-affidatari », in questa parte non si va, sostanzialmente, a modificare l'ambito applicativo della disposizione sul piano soggettivo ma soltanto a chiarire lo stesso, onde evitare – di qui la necessità ed urgenza – che vengano esclusi dall'accesso alle risorse del Fondo soggetti come i fornitori nelle ipotesi di affidamenti da parte di contraente generale che sono coloro i quali hanno, secondo i dati raccolti, i crediti più risalenti e consistenti nelle recenti procedure di crisi che hanno riguardato alcuni tra i maggiori contraenti generali operanti in ambito nazionale; – alla lettera b) , un intervento sul comma 1 -ter , quinto periodo, dell'indicata disposizione normativa, che prevede la sostituzione, nell'ottica di chiarire la portata della medesima disposizione, allo scopo di evitare incertezze nella fase applicativa e quindi ritardi nell'erogazione di risorse necessarie per scongiurare l'imminente crisi di alcune delle imprese beneficiarie, delle parole « del sub-appaltatore, del sub-affidatario o del sub-fornitore verso l'appaltatore o l'affidatario del contraente generale » con quelle « dei beneficiari del fondo verso l'appaltatore, il contraente generale o l'affidatario del contraente generale »; – alla lettera c) , un intervento – caratterizzato da peculiare necessità ed urgenza – che sancisce, in favore delle imprese beneficiarie delle risorse del « Fondo salva-opere », anche in pendenza di controversie giurisdizionali, una deroga alla normativa in tema di regolarità del documento unico di regolarità contributiva (DURC), consentendo alle medesime – che si trovano in una situazione di eccezionale crisi di liquidità dipendente da un prolungato inadempimento del committente o del contraente generale nei loro confronti – di accedere alle risorse anche a prescindere dalla regolarità di tale documentazione, purché ricorrano le condizioni di cui all'articolo 80, comma 4, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . I TUTELA DEL LAVORO 1 (Modifiche al decreto legislativo n. 81 del 2015) 1 Al decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 2, comma 1, è aggiunto in fine il seguente periodo: « Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche qualora le modalità di esecuzione della prestazione siano organizzate mediante piattaforme anche digitali. »; b dopo l'articolo 2 è inserito il seguente: « Art. 2- bis . (Ampliamento delle tutele in favore degli iscritti alla gestione separata) . - 1. Per i soggetti iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, l'indennità giornaliera di malattia, l'indennità di degenza ospedaliera, il congedo di maternità e il congedo parentale sono corrisposti, fermi restando i requisiti reddituali vigenti, a condizione che nei confronti dei lavoratori interessati risulti attribuita una mensilità della contribuzione dovuta alla predetta gestione separata nei dodici mesi precedenti la data di inizio dell'evento o dell'inizio del periodo indennizzabile. 2. La misura vigente dell'indennità di degenza ospedaliera è aumentata del 100 per cento. Conseguentemente è aggiornata la misura dell'indennità giornaliera di malattia. »; c dopo il Capo V è aggiunto il seguente: « CAPO V- bis TUTELA DEL LAVORO TRAMITE PIATTAFORME DIGITALI Art. 47- bis . (Scopo, oggetto e ambito di applicazione) . - 1. Al fine di promuovere un'occupazione sicura e dignitosa e nella prospettiva di accrescere e riordinare i livelli di tutela per i prestatori occupati con rapporti di lavoro non subordinato, le disposizioni del presente Capo stabiliscono livelli minimi di tutela per i lavoratori impiegati nelle attività di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l'ausilio di velocipedi o veicoli a motore di cui all'articolo 47, comma 2, lettera a) , del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 attraverso piattaforme anche digitali. 2. Ai fini del presente decreto si considerano piattaforme digitali i programmi e le procedure informatiche delle imprese che, indipendentemente dal luogo di stabilimento, organizzano le attività di consegna di beni, fissandone il prezzo e determinando le modalità di esecuzione della prestazione. 3. Il corrispettivo per i lavoratori di cui al comma 1 può essere determinato in base alle consegne effettuate purché in misura non prevalente. I contratti collettivi possono definire schemi retributivi modulari e incentivanti che tengano conto delle modalità di esecuzione della prestazione e dei diversi modelli organizzativi. Il corrispettivo orario è riconosciuto a condizione che, per ciascuna ora lavorativa, il lavoratore accetti almeno una chiamata. Art. 47- ter .