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Oggi l'istituto è un ente di diritto pubblico, vigilato dal Ministero dello sviluppo economico e -per gli aspetti tecnici e di sicurezza- anche dai Ministeri dell'interno e della difesa e la sua funzione è quella di "controllore tecnico" della rispondenza delle armi e delle munizioni alle norme tecniche e di legge. L'istituto è gestito da un Consiglio di amministrazione nominato dal Ministro dello sviluppo economico, mentre il Consiglio di amministrazione è composto da 12 componenti, rimane in carica 4 anni ed elegge il suo Presidente. Il Direttore del Banco è nominato dal Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero della difesa e partecipa al Consiglio di amministrazione con voto consultivo e con le funzioni di segretario. L'oratore osserva peraltro che il Banco ha anche sottoposto il proprio sistema di gestione della qualità alla certificazione secondo le norme UNI EN ISO 9001/2000. Venendo all'atto del Governo iscritto all'ordine del giorno, rileva che il testo contiene un nuovo schema di regolamento, per meglio disciplinare gli assetti organizzativi del Banco. La materia, infatti, come evidenziato dalla relazione illustrativa, presentava parecchi profili problematici: il decreto del Presidente della Repubblica n. 222 del 2010, cui era demandata la disciplina organizzativa del Banco, non aveva, infatti, mai trovato attuazione. Ciò a causa della successione nel tempo di due provvedimenti: il decreto-legge n. 78 del 2010, che disponeva la soppressione del Banco e il decreto-legge n. 5 del 2012, che, a sua volta, abrogava le predette norme soppressive. Infine, il comma 174 della legge n. 124 del 2017 abrogava lo stesso Decreto del Presidente della Repubblica n. 222 del 2010 (comunque mai attuato), facendo rivivere, in via transitoria, una normativa ancora più vecchia, risalente ad un decreto del Ministro dello sviluppo economico del 2001. Nel dettaglio, il provvedimento il provvedimento all'esame della Commissione si compone di 17 articoli. Gli articoli 1 e 2 indicano, rispettivamente, la finalità del provvedimento e i compiti istituzionali del Banco, mentre l'articolo 3 afferma l'autonomia statutaria e finanziaria del Banco. L'articolo 4 indica gli organi del Banco (Presidente, Assemblea dei partecipanti, Consiglio di amministrazione, Collegio dei revisori e un Comitato tecnico di natura consultiva), mentre gli articoli 5, 6 e 7 disciplinano, rispettivamente, i compiti del Presidente (che ha la rappresentanza legale dell'ente e vigila sull'esecuzione delle delibere del Consiglio di amministrazione), dell'Assemblea dei partecipanti (espressione dell'originaria forma associativa del Banco), e del Consiglio di amministrazione. In particolare, nell'Assemblea dei partecipanti e nel Consiglio di amministrazione è previsto un componente del Ministero della difesa, Nel nuovo assetto manca, invece, rispetto all'attuale disciplina, la presenza di un rappresentante del Ministero dell'interno, espunto su richiesta del medesimo Dicastero. Ciò a seguito dell'abrogazione del catalogo nazionale delle armi disposto dalla legge di stabilità 2012 e del successivo trasferimento al Banco stesso, in via esclusiva, della competenza a classificare le armi comuni da sparo. L'articolo 8 prevede, in caso di gravi irregolarità, o illegittimità, la nomina, da parte del MiSE, di un commissario straordinario, mentre gli articoli 9 e 10 disciplinano i compiti e le funzioni del Collegio dei revisori e del Comitato tecnico. L'articolo 11, invece, disciplina la figura e i poteri del Direttore generale, responsabile della gestione del Banco e che assicura la funzionalità dell'ente. Il Direttore generale è nominato dal MiSE, sentita la Difesa; Gli articoli 12 e 13 prendono quindi in considerazione da un lato le fonti di finanziamento e dall'altro l'autonomia di gestione (sia in relazione ai profili finanziari che al personale, sul quale ricadono anche divieti di svolgere attività connesse con l'industria e il commercio delle armi), mentre l'articolo 14, che disciplina l'attività di vigilanza del MiSE. In particolare, i regolamenti interni di natura tecnica sono approvati sentito anche il Ministero della difesa; Infine, gli articoli 15, 16 e 17 recano, rispettivamente, la disciplina transitoria, la clausola di invarianza finanziaria e le abrogazioni. Conclude formulando una proposta di osservazioni favorevoli. Poiché nessuno chiede di intervenire, la proposta del relatore viene, previa verifica del numero legale, posta ai voti ed approvata dalla Commissione. IN SEDE REFERENTE Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare DDL 1152 Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 19 maggio. La presidente GARAVINI dà conto degli emendamenti presentati alla scadenza del termine (pubblicati in allegato). Risultano presentati quattro emendamenti: due a firma del senatore Mininno e due a prima firma della senatrice Rauti. Si procede pertanto all'illustrazione degli emendamenti. Il senatore MININNO ( M5S ) sottolinea che lo scopo sotteso al disegno di legge, cioé la razionalizzazione e semplificazione dell'ordinamento militare, è pienamente condivisibile. Occorre però definire i principi e criteri direttivi della delega. Illustra gli emendamenti 1.1 e 1.2. Il primo riduce da due anni a 18 mesi i termini per l'esercizio delle deleghe e degli eventuali decreti correttivi, in modo da poter valutare i risultati della riforma nella presente legislatura, se essa si concluderà alla sua scadenza naturale. Il secondo emendamento interviene sulla lettera g) dell'articolo 1, ampliando l'intervento di razionalizzazione anche alle procedure per l'avanzamento del personale, introducendo però alcuni principi direttivi, che al momento sono assenti. La senatrice RAUTI ( FdI ) illustra quindi l'emendamento 1.3, con cui propone di stabilizzare efficacemente il personale in ferma annuale e quadriennale. Illustra successivamente l'emendamento 1.4, che amplia il novero delle fattispecie che consentono la riammissione dei volontari in ferma prefissata esclusi dall'immissione in servizio permanente a seguito della pendenza di un procedimento penale. Al riguardo l'oratrice sottolinea che la proposta, dal tenore senz'altro garantista, non incide comunque sui requisiti di integrità morale richiesti al personale del comparto difesa e sicurezza. Interviene da ultimo il senatore CASTIELLO ( M5S ), osservando che l'esigenza, espressa dal collega Mininno, di meglio definire criteri e principi direttivi non rappresenta una preferenza politica, ma piuttosto una necessità costituzionale, per evitare che il provvedimento, in particolare, la lettera g) dell'articolo 1, risulti in contrasto con i dettami dell'articolo 76 della Costituzione. La presidente GARAVINI concorda con l'opinione espressa dal senatore Castiello, ritenendo che tale preoccupazione coinvolga l'intero provvedimento. Il seguito dell'esame è quindi rinviato.