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con la delibera della Giunta regionale n. 119 del 20 marzo 2012 viene individuata ARCADIS (Agenzia regionale campana per la difesa del suolo), ente strumentale della Regione, quale beneficiario del grande progetto "completamento della riqualificazione e recupero del fiume Sarno"; con successiva delibera della Giunta regionale n. 124 del 20 marzo 2012 viene deciso di approvare il progetto preliminare del grande progetto "completamento della riqualificazione e recupero del fiume Sarno" del POR Campania FESR 2007-2013, trattandosi di intervento di interesse regionale finalizzato alla sistemazione idraulica, alla riduzione del rischio idrogeologico ed alla riqualificazione ambientale del fiume Sarno; considerato che, a parere dell'interrogante: la Regione Campania con il grande progetto Sarno, impegnerebbe 400 milioni di euro prevedendo ulteriore cementificazione per la costruzione di vasche di laminazione; interventi sul bacino idrografico frutto di una progettazione basata su studi risalenti da circa venti anni addietro, che non tiene conto dei progressi tecnologici e delle scelte di sostenibilità ambientale, violando anche l'art. 191 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE); il primo lotto del grande progetto Sarno prevede la creazione di una seconda foce artificiale con ulteriore modifica della linea di costa, già fortemente impattata da altre opere antropiche, e distruzione della spiaggia che conserva ancora oggi faticosamente elementi di biodiversità tipici della fascia costiera dunale; considerato inoltre che: a seguito dell'entrata in vigore del decreto ministeriale 11 gennaio 2013, recante "Approvazione dell'elenco dei siti che non soddisfano i requisiti di cui ai commi 2 e 2- bis dell'art. 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e che non sono più ricompresi tra i siti di bonifica di interesse nazionale", sono stati esclusi dall'elenco dei siti di interesse nazionale (SIN) il litorale Domitio Flegreo ed Agro Aversano, il bacino idrografico del fiume Sarno, le aree del Litorale Vesuviano e Pianura; ritenuto che: le direttive "Acque" (direttiva 2000/60/CE) e Alluvioni" (direttiva 2007/60/CE) convergono sulla comprovata importanza di mantenere o ripristinare un corretto assetto idromorfologico del corso d'acqua, funzionale, sia alla prevenzione delle alluvioni e alla riduzione del rischio, sia al miglioramento ecologico degli ecosistemi acquatici e perifluviali. Le direttive "Acque", "Uccelli" e "Habitat" convergono sulla centralità della tutela degli ecosistemi e della biodiversità ai fini della costituzione della rete ecologica; una recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea, Grande Sezione, 1/7/2015, n. C-461/13, ha sancito in maniera inequivoca la cogente rilevanza delle direttive richiamate, precisando che la direttiva quadro 2000/60/CE per l'azione comunitaria in materia di acque osta all'autorizzazione di un progetto che possa provocare un deterioramento dello stato del corpo idrico superficiale; a seguito di un sopralluogo effettuato nel mese di dicembre 2018 in alcune aree comprese nel bacino idrografico del fiume Sarno, il ministro pro tempore Costa, verificata la gravità dello stato di degrado in cui versa quel territorio, ha ritenuto necessario istituire, presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un Tavolo di confronto con i sindaci dei 41 Comuni del bacino idrografico del fiume Sarno, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se siano a conoscenza di ulteriori elementi a riguardo; quali iniziative di competenza intendano assumere affinché il cronoprogramma di attuazione dei lavori deliberati dalla Regione Campania nel 2012, non solo sul Sarno, ma sull'intera rete fluviale interessata dalle opere, sia reso pubblico; quali siano i rischi per la salute dei cittadini, considerata la forte antropizzazione dell'area e se, e in quale percentuale, le acque utilizzate per l'irrigazione dei campi presenti nelle vicinanze dei corsi d'acqua interessati e utilizzati per le coltivazioni incorrano nel rischio di essere inquinati; se intendano attivarsi nelle sedi di competenza, al fine di giungere alla sospensione della gara relativa al grande progetto Sarno adottando, nel contempo, un piano d'azione con l'istituzione di una cabina di regia nazionale, con definizione chiara delle competenze degli enti coinvolti, con l'impiego delle forze dell'ordine e inasprimento delle sanzioni; se non intendano promuovere un raccordo istituzionale sulla vicenda adottando le iniziative di competenza, affinché il sito venga riqualificato come sito da bonificare di interesse nazionale. Atto n. 4-01342 LA MURA Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'accumulo di foglie morte di posidonia oceanica costituisce un problema rilevante per la gestione delle coste italiane. Gli interventi antropici lungo le coste, nel tempo, hanno incrementato i tassi di accumulo delle foglie, impedendo, inoltre, la naturale rimozione e dispersione verso il largo dei depositi e quindi il loro smaltimento sui fondi di macerazione; in seguito a numerosi sopralluoghi, effettuati dall'interrogante nei territori comunali particolarmente interessati dalla problematica, è stata rilevata la preoccupazione degli operatori del settore balneare e dei cittadini residenti, che lamentano la non fruibilità dei litorali, oltre a problemi di salubrità dell'ambiente che si ripercuotono negativamente sull'economia turistica; le stesse amministrazioni locali, ad oggi, hanno adottato per lo più soluzioni temporanee e di emergenza ricorrendo anche ad onerosi interventi di raccolta e smaltimento in discarica. In genere, la rimozione viene effettuata prima dell'estate con mezzi meccanici che asportano, oltre alle foglie, grandi quantità di sabbia, senza tenere conto della natura del litorale su cui si interviene. Ciò significa, a parere dell'interrogante, innescare/accelerare l'erosione e compromettere l'integrità dell' habitat costiero, costringendo poi le amministrazioni locali ad interventi costosi di protezione della costa e di ripascimento della spiaggia;