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L'emendamento 1.418 viene posto in votazione ed è approvato. Gli identici emendamenti 1.436 e 1.437 sono posti congiuntamente in votazione e risultano respinti. Con separate votazioni, sono respinti gli emendamenti 1.438 e 1.439. Gli identici emendamenti 1.440 e 1.441 sono posti congiuntamente in votazione e risultano respinti. Con separate votazioni, sono respinti gli emendamenti 1.442, 1.443, 1.444, 1.445 e 1.447. Con unica votazione sono respinti gli identici emendamenti 1.446 e 1.450. Con separate votazioni, sono respinti gli emendamenti 1.448, 1.451 e 1.452. Gli identici emendamenti 1.453, 1.454 e 1.455 sono posti congiuntamente in votazione e risultano respinti. Con distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 1.456, 1.457, 1.458, 1.459 e 1.460. Con unica votazione sono respinti gli identici emendamenti 1.461 e 1.462. Con distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 1.464 e 1.465. Gli identici emendamenti 1.466 e 1.467 sono posti congiuntamente in votazione e sono respinti. Con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 1.468 e 1.469. Gli identici emendamenti 1.470 e 1.471 sono posti congiuntamente in votazione e sono respinti. Con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 1.472, 1.474, 1.475, 1.476, 1.477, 1.478, 1.533, 1.534, 1.535, 1.536, 1.537, 1.538, 1.539, 1.541 e 1.542. Gli identici emendamenti 1.544 e 1.545 sono posti congiuntamente in votazione e sono respinti. Con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 1.546, 1.557, 1.558, 1.559, 1.560, 1.561, 1.562, 1.563, 1.564 e 1.565. Gli identici emendamenti 1.568, 1.569 e 1.570 sono posti congiuntamente in votazione e sono respinti. Posto in votazione, l'emendamento 1.572 è respinto. Gli emendamenti 1.573 e 1.574, sostanzialmente identici, sono posti congiuntamente in votazione e sono respinti. Con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 1.575 e 1.576. Gli identici emendamenti 1.577 e 1.578 sono posti congiuntamente in votazione e sono respinti. Gli identici emendamenti 1.579 e 1.580 sono posti congiuntamente in votazione e sono respinti. Gli identici emendamenti 1.581, 1.582, 1.583 e 1.584 sono posti congiuntamente in votazione e sono respinti. Gli identici emendamenti 1.585, 1.586 e 1.587 sono posti congiuntamente in votazione e sono respinti. Con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 1.589 e 1.590. Il senatore MARGIOTTA ( PD ), intervenendo in dichiarazione di voto sugli emendamenti identici da 1.591 a 1.596 e, in particolare sull'emendamento 1.593 a sua prima firma, esprime stupore per la decisione del Governo di prorogare ulteriormente il termine a decorrere dal quale scatta l'obbligo per i concessionari di affidare mediante procedure ad evidenza pubblica una quota pari all'80 per cento dei contratti di lavori, servizi e forniture. Ciò costituisce un grande favore fatto soprattutto alle concessionarie autostradali: esse infatti continueranno anche a godere del trattamento preferenziale costituito dal fatto che, per loro, l'obbligo riguarda solo il 60 per cento dei contratti, considerato che il relatore e il rappresentante del Governo hanno dato parere contrario all'emendamento 1.599, che era volto proprio a eliminare tale trattamento speciale. Tutto ciò appare in netto contrasto con le veementi parole pronunciate dal Ministro Toninelli e dal Presidente del Consiglio dei ministri Conte, all'indomani del crollo del Ponte Morandi e dimostra che il Movimento Cinque Stelle non ha le carte in regola per fare lezioni a nessuno. Il senatore MARTELLI ( Misto ) esprime il proprio voto favorevole sugli emendamenti in questione, che escludono un'ulteriore proroga sul punto. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) si associa allo sconcerto espresso dal senatore Margiotta, poiché, alla luce delle posizioni manifestate in passato, si sarebbe attesa dall'attuale maggioranza una decisione di segno diametralmente opposto: una penalizzazione per chi non procedesse ad adeguarsi all'obbligo e non certo una nuova proroga. Il senatore PATUANELLI ( M5S ) osserva che la disposizione prorogata riguarda tutte le concessionarie, delle quali le concessionarie autostradali costituiscono solo una parte, mentre concerne un gran numero di concessionarie di servizi pubblici. La proroga è funzionale a trovare una soluzione equilibrata per un problema complesso, dati anche il numero e la diversità dei soggetti coinvolti e si dice convinto che tale soluzione avverrà in tempi brevi. Il senatore FERRAZZI ( PD ) ricorda le accuse strumentali mosse dal Ministro Toninelli al Partito Democratico all'indomani del crollo del Ponte Morandi, che hanno costituito un atto di sciacallaggio politico, considerato che la proroga delle concessioni autostradali era stata votata dalla Lega e, in particolare, dal ministro Salvini che sedeva allora alla Camera, con il voto contrario del Partito Democratico espresso in Aula dal capogruppo, on. Soro. A parole, il Ministro voleva fare la rivoluzione e mandare tutti a casa, ma le sue azioni sono invece di segno esattamente opposto. Gli identici emendamenti 1.591, 1.592, 1.593, 1.594, 1.595 e 1.596 sono posti congiuntamente in votazione e sono respinti. Con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 1.597, 1.598, 1.599, 1.600, 1.602, 1.603, 1.604 e 1.605. Il senatore MARTELLI ( Misto ) dichiara il suo voto favorevole sugli emendamenti identici 1.606, 1.607, 1.608 e 1.609, volti a sopprimere la lettera ff) del comma 1, che inserisce gli investitori istituzionali tra i soggetti che possono presentare alle stazioni appaltanti proposte relative alla realizzazione in concessione di lavori pubblici non presenti negli strumenti di programmazione approvati dall'amministrazione aggiudicatrice. Tale previsione è senz'altro negativa, in quanto il percorso logico e virtuoso dovrebbe prevedere, prima, che un territorio avverta la necessità di un'opera e che, solo dopo, si cerchi un finanziatore e non, vice versa, che un soggetto che non lavora nel campo delle infrastrutture ma della finanza proponga un'opera di cui nessuno aveva avvertito precedentemente l'utilità. Tale inversione dell'ordine delle cose crea il rischio che una bolla finanziaria, determinata da un eccesso di liquidità sui mercati, causi poi una bolla edilizia. Gli identici emendamenti 1.606, 1.607, 1.608 e 1.609 sono posti congiuntamente in votazione e sono respinti.