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il vaccino russo Sputnik, utilizzato in Paesi quali Repubblica di San Marino, Russia, Ungheria e altri, non è riconosciuto in Italia, così come in Europa. Tale condizione vieta, al momento, a questi cittadini l'accesso alle attività italiane per cui è obbligatorio il green pass ; tra Italia e Repubblica di San Marino non vi sono limitazioni alla mobilità; gli operatori turistici della riviera romagnola stanno manifestando forte preoccupazione per il mancato arrivo dei turisti russi e le dirette conseguenze economiche che vi saranno, dopo un periodo già fortemente provato dalle lunghe chiusure, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intervenire tempestivamente con l'Unione europea al fine di accelerare la procedura di approvazione da parte dell'EMA nei confronti del vaccino Sputnik oppure procedere al riconoscimento da parte dell'Italia, così come previsto dalla clausola straordinaria del regolamento, valutando l'opportunità nella fase transitoria di concedere il green pass , ove documentata l'efficacia sierologica della somministrazione del vaccino, e consentire quindi anche ai cittadini vaccinati con Sputnik di utilizzare il certificato richiesto. Atto n. 4-05854 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: il decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche, all'esame della Camera dei deputati, oltre a prorogare al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza, ha introdotto significative novità in merito all'uso del green pass ; chi avrà le certificazioni verdi COVID-19 comprovanti il completamento del ciclo vaccinale o la somministrazione di una sola dose di un vaccino dopo una precedente infezione da SARS-COV 2 (validità 9 mesi) o la guarigione dall'infezione (validità 6 mesi) o chi avrà effettuato un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus (con validità 48 ore) può accedere alle seguenti attività: servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso; spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi; musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre; piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all'interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; sagre e fiere, convegni e congressi; centri termali, parchi tematici e di divertimento ; centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l'infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione; attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò; concorsi pubblici, eccetera; il decreto prevede che i titolari o i gestori dei servizi e delle attività autorizzati previa esibizione del green pass sono tenuti a verificare che l'accesso a questi servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni. In caso di violazione si potrà incorrere a una sanzione pecuniaria da 400 a 1.000 euro sia per l'esercente che per l'utente. In caso in cui la violazione fosse ripetuta per 3 volte in 3 giorni diversi, potrà essere applicata la sanzione della chiusura dell'esercizio per un minimo di uno a un massimo di 10 giorni; prevede inoltre un protocollo d'intesa con le farmacie e con le altre strutture sanitarie per assicurare fino al 30 settembre 2021 la somministrazione di test antigenici rapidi a prezzi contenuti; il personale sanitario è stato vaccinato, come era giusto che fosse, per primo, per lo più tra dicembre 2020 e gennaio 2021; la certificazione del " green pass " ha una durata media prevista di 9 mesi, il che significa che tra fine settembre e fine ottobre non sarà più valido per coloro che si sono vaccinati a gennaio; con la diretta conseguenza che gran parte del personale sanitario, non avendo un green pass valido, non potrà più avere libero accesso nei ristoranti, palestre, musei, treni, aerei, e, cosa del tutto paradossale, neppure in ospedale, a meno che non faccia un tampone, che ha la validità di 48 ore, si chiede di sapere: se il personale sanitario entro ottobre-novembre dovrà tornare a vaccinarsi; se il green pass di cui dispone sarà prolungato per un tempo ulteriore, almeno fino a dicembre 2021, quando dovrebbe terminare il periodo di emergenza; come il Ministro in indirizzo intenda garantire al personale sanitario la necessaria autonomia per svolgere il proprio lavoro professionale e far fronte alle comuni esigenze della sua vita personale e familiare. Atto n. 4-05855 RIZZOTTI Al Ministro della salute Premesso che: il tumore al seno è la principale causa di morte per cancro della popolazione femminile mondiale; secondo l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, il numero previsto di casi nel 2030 sarà di 2.740.000, con 857.000 decessi; solo nel nostro Paese, nel 2020 si sono registrati oltre 53.000 casi di tumore al seno; al fine di contrastare la patologia, il Parlamento europeo nel 2003 e nel 2006 ha emanato due risoluzioni che impegnano ogni Stato membro ad "assicurare entro il 2016 la costituzione di centri multidisciplinari di senologia specializzati allo scopo di trattare specificatamente tale malattia per incrementare la sopravvivenza e la qualità della vita delle donne europee"; la Conferenza Stato-Regioni, tramite intesa (n. 185/CSR), il 18 dicembre 2014 ha approvato le "linee di indirizzo sulle modalità organizzative e assistenziali della rete dei centri di senologia"; sul tema è successivamente intervenuto il decreto del Ministro della salute 2 aprile 2015, n. 70, prevedendo di "sollecitare specifici percorsi di integrazione terapeutici assistenziali quali ad esempio quelli relativi alla presa in carico multidisciplinare delle pazienti affette da neoplasia mammaria attraverso le unità mammarie interdisciplinari ( breast unit )"; l'intesa ha previsto, al punto 2, per assicurare il coordinamento e il monitoraggio dei centri di senologia, l'istituzione di un tavolo di coordinamento presso il Ministero della salute, con la partecipazione di esperti dello stesso Ministero, dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) e delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano; tuttavia, ad oggi, il tavolo di coordinamento nazionale non ha esercitato compiutamente le proprie funzioni, visto che, nonostante gli impegni presi anche dalle Regioni, si continuano a rilevare difformità territoriali e regionali nell'attuazione delle breast unit ; un'azione di monitoraggio effettiva da parte del tavolo di coordinamento è richiesta a gran voce dalle associazioni impegnate su queste tematiche, in particolare da "Europa Donna Italia", il movimento che tutela i diritti alla prevenzione e cura del tumore al seno, che ha favorito il percorso normativo e continua a promuovere le breast unit attraverso azioni di sensibilizzazione della popolazione, delle istituzioni e della comunità scientifica a livello nazionale e regionale;