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con nota dell'11 gennaio 2018, il Ministro in indirizzo ha dato mandato al Consiglio universitario nazionale di effettuare «una verifica delle criticità relative all'offerta formativa per Classi di Laurea e di Laurea Magistrale nonché all'articolazione dell'attuale classificazione dei saperi in settori scientifico-disciplinari», in modo da poter «porre mano a una revisione complessiva delle classi di corsi di studio in conseguenza delle mutate esigenze culturali e professionali delle società contemporanee e del contesto internazionale nel quale l'Università è chiamata ad agire», nella «direzione di un aggiornamento degli obiettivi qualificanti e di una maggiore flessibilità e semplificazione delle attività formative previste nelle relative tabelle»; nella nota del Ministro si richiama l'esigenza di procedere, quanto ai settori scientifico-disciplinari, a «un aggiornamento dell'attuale impianto della classificazione che, nel rispetto delle specificità nazionali delle attività di ricerca e di didattica, lo renda meno rigido, più aderente agli attuali sviluppi culturali, nonché più funzionale e coerente con gli indirizzi europei»; visto che: il Consiglio universitario nazionale, nell'adunanza del 2 maggio 2018, come richiesto dal Ministro, ha trasmesso il parere generale n. 22 al Ministero, con prot. n. 14130 del 7 maggio 2018, ovvero parere generale «Per un modello di aggiornamento e razionalizzazione della classificazione dei saperi accademici e del sistema delle classi di corso di studio, anche in funzione della flessibilità e dell'internazionalizzazione dell'offerta formativa»; in diverse occasioni, gli attori del sistema universitario hanno manifestato la necessità di una manutenzione organica dell'impianto delle classi dei corsi di studio, sia di un intervento che ponga rimedio alle disfunzioni e alle anomalie indotte dall'attuale schema di classificazione dei saperi, così da adeguarli all'evoluzione delle esigenze culturali, professionali, sociali, scientifiche e di ricerca; l'art. 15 della legge n. 240 del 2010, al comma 3, prevede che le modalità di revisione dei settori concorsuali e dei relativi settori scientifico-disciplinari con cadenza almeno quinquennale, si chiede di sapere: quali interventi il Ministro in indirizzo intenda assumere, ai fini di un necessario adeguamento sostanziale del contesto normativo e dell'attuazione delle innovazioni richieste e proposte dal Consiglio universitario nazionale; in quali tempi intenda assumere le iniziative di cui in premessa. Atto n. 3-00335 ROSSOMANDO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: i cluster tecnologici nazionali sono reti di soggetti pubblici e privati che operano sul territorio nazionale in settori quali la ricerca industriale, la formazione e il trasferimento tecnologico, fungendo da catalizzatori di risorse per rispondere alle esigenze del territorio e del mercato, coordinare e rafforzare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello delle imprese; con il decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 214 del 13 marzo 2018, sono state approvate le linee guida per la redazione del piano di azione triennale dei cluster tecnologici nazionali; ad oggi però non risulta ancora emanato il decreto ministeriale di riconoscimento per la presentazione del piano triennale di azione dei cluster tecnologici nazionali, a cui sarà assegnato un cofinanziamento per le attività di animazione, progettazione, formazione e sviluppo; un ulteriore ritardo nell'emanazione del decreto comporterà gravi conseguenze per le imprese dei comparti interessati, determinando un rallentamento nella crescita, in una dinamica imprenditoriale e professionale fortemente globalizzata; i cluster previsti sono: aerospazio, agrifood , chimica verde, fabbrica intelligente, mezzi e sistemi per la mobilità di superficie terrestre e marina, scienze della vita, tecnologie per gli ambienti di vita, tecnologie per le smart community , tecnologie per il patrimonio culturale, design , creatività e made in Italy , economia del mare, energia, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario ed urgente l'emanazione del decreto ministeriale necessario per l'attuazione delle linee guida, approvate dal Ministero dell'istruzione con il decreto ministeriale n. 214 del 13 marzo 2018, per la redazione del piano di azione triennale dei 12 cluster tecnologici nazionali, che rappresentano un volano importantissimo per l'occupazione, la competitività delle imprese e per i professionisti che operano nei territori del nostro Paese. Atto n. 3-00336 ROSSOMANDO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: nelle scorse settimane l'azienda multinazionale Jde ha annunciato a sorpresa la chiusura della fabbrica di Andezeno (Torino), unico stabilimento italiano di sua proprietà, in cui si producono i marchi storici di caffè Hag e Splendid, e la cessazione delle attività dal 1° gennaio 2019; l'azienda ha contestualmente annunciato l'apertura della procedura di licenziamento collettivo per i 57 dipendenti; tale decisione avviene a fronte della dichiarazione dei rappresentanti dell'azienda che affermano di considerare importante e unico il mercato del caffè italiano; l'azienda proprietaria, così come ha annunciato ai sindacati, intenderebbe trasferire la produzione dei due marchi italiani fuori dall'Italia, delocalizzando la produzione in uno dei 15 stabilimenti di sua proprietà all'estero; i sindacati hanno convocato uno sciopero immediato per chiedere la revoca dei licenziamenti e l'apertura di un tavolo di confronto per salvare la produzione e tutelare i lavoratori; quella di Andezeno è una fabbrica fondata nel 1920, per la quale non si riscontravano segnali di crisi; nello stabilimento che si intende chiudere vengono prodotte circa 16.000 tonnellate di caffè tra Hag e Splendid, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per sollecitare il ritiro da parte dell'azienda della procedura di licenziamento; quali strumenti intenda adottare per realizzare una concreta tutela dei lavoratori interessati, a partire dagli ammortizzatori sociali; se intenda aprire un apposito tavolo istituzionale, al fine di mettere in campo tutte le possibili soluzioni che consentano di evitare la chiusura dell'attività produttiva e le relative gravi conseguenze per i lavoratori. Atto n. 3-00337 GALLONE TIRABOSCHI PAPATHEU Alfredo MESSINA MALLEGNI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Atto n. 3-00339 MORONESE NUGNES CASTELLONE MORRA PIRRO VACCARO L'ABBATE LANNUTTI PRESUTTO TRENTACOSTE DRAGO SANTILLO DONNO ANGRISANI RICCIARDI DE LUCIA DI MICCO PUGLIA GALLICCHIO TURCO BOTTICI AUDDINO NOCERINO CORRADO LOMUTI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: