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Voglio chiarire, viste le polemiche giunte da vari fronti, che sono equiparati al metodo dell'agricoltura biologica solo i metodi di produzione basati su preparati e specifici disciplinari applicati nel rispetto delle disposizioni dei regolamenti dell'Unione europea e delle norme nazionali in materia di agricoltura biologica. Da qui anche la biodinamica e i metodi che, avendone fatta richiesta secondo le procedure fissate dal MIPAAF con apposito decreto, prevedano il rispetto delle disposizioni che ordinano anche il biologico. Sono i consumatori a decidere sui loro acquisti, noi condanniamo soltanto cosa è dannoso e indichiamo corrette pratiche. Certamente i vegani non accetterebbero questa pratica, il biodinamico, visto che si usano parti animali. Ma questa è un'altra storia. Lavorare la terra con il metodo biologico significa utilizzare una tecnica di coltivazione e un modo di produrre cibo che rispettano i cicli di vita naturali. Dopo anni di utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, ci troviamo con pochissima sostanza organica nei suoli e con una preoccupante presenza di residui di fitofarmaci nelle acque. Indispensabili, quindi, queste norme rigorose di produzione che contribuiscono innanzitutto al rispetto dell'ambiente. Da qui l'attenzione alla qualità dei prodotti e alla sicurezza alimentare, nonché al benessere degli animali. Sono previste e considerate anche pratiche virtuose, che consentano la riduzione dell'intensità delle emissioni di gas a effetto serra, come stabilito dalla direttiva europea n. 98/70/CE. Grandi sfide, dunque; per affrontarle al meglio è previsto un tavolo tecnico al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali come punto di riferimento per l'evoluzione di queste pratiche e di questi metodi, in continuo cambiamento. Il tavolo è propedeutico alla stesura di un piano triennale, che ha l'obiettivo di espandere la produzione biologica, convertire piccole aziende, magari in zone svantaggiate e montane, offrire assistenza e formazione professionale, incentivare la ricerca. Il tutto con risorse attinte da un fondo già destinato. Molto importante è il riconoscimento dei distretti biologici, che vanno oltre la coltivazione genuina e l'idea di sostenibilità nel suo complesso e indirizzano tutte le attività umane verso un quadro inteso a valorizzare la bellezza del paesaggio in tutti i suoi aspetti e la conservazione dei siti naturali protetti. Centrale è l'introduzione del marchio biologico italiano, che, sulla scia dell'eccellenza che caratterizza i nostri prodotti, aggiunge valore anche in termini di economia, per un mercato contemporaneo sempre più esigente e attento. Il consumatore vuol mangiare bene e in modo etico. È un valore anche l'italianità sottolineata dal marchio, per una maggiore trasparenza sull'origine. (Applausi) . Tutto il mondo invidia la nostra cucina e le materie prime che crescono nei nostri campi, maggiormente se contraddistinte da marchi di garanzia e di qualità a tutela del consumatore. Un marchio per un messaggio chiaro, che genera valore ed economia, che parla di rispetto della natura e della salute, di semplicità, di ritorno alla genuinità e alle tradizioni, di attenzione agli ingredienti e a ogni fase della lavorazione. In questo percorso la redditività di chi produce e chi trasforma deve essere garantita. In questo senso va la regolamentazione degli accordi di filiera e delle organizzazioni dei produttori biologici e delle sementi. A proposito di queste ultime, gli agricoltori possono produrre varietà di sementi biologiche e hanno diritto alla vendita in ambito locale e di procedere al libero scambio. Dal lungo lavoro condotto in Senato con i colleghi della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare si è giunti alla definizione dell'articolo 19, in cui si delega al Governo la revisione della normativa sui controlli per la produzione biologica, in ordine a una maggiore trasparenza delle procedure. Tra queste abbiamo inserito l'obbligo di informazione circa la provenienza, la qualità e la tracciabilità dei prodotti biologici, anche mediante l'impiego di piattaforme digitali. (Applausi) . Abbiamo poi introdotto la garanzia di terzietà dei controlli, una migliore tutela dei consumatori e la revisione del sistema sanzionatorio. In conclusione, dato che, nei fatti, la coltivazione con metodo biologico riduce la produttività fino al 25 per cento rispetto alle coltivazioni convenzionali e che, d'altro canto, è stato rilevato che il 30 per cento del cibo che produciamo viene sprecato, è giusto che venga valorizzata la sostenibilità, sia ambientale che economica, del biologico, considerando il grande contributo che garantisce alla fertilità e alla biodiversità dei suoli. Fortunatamente le popolazioni stanno apprezzando sempre più il prodotto bio, tanto che negli ultimi dieci anni il consumo è più che raddoppiato. A fronte di tutto questo, pensare di continuare a consumare suolo, che sia agricolo o naturale, per cementificazioni varie, oppure di utilizzare terreni vocati all'agricoltura per sovrastarli di pannelli fotovoltaici o, ancora, di dedicare campi a coltivazioni destinate a biomassa per impianti di produzione elettrica è pura follia. (Applausi) . Se c'è davvero una nuova consapevolezza sull'importanza del suolo agricolo e del suolo naturale, oltre che di un ambiente vivo e nel suo complesso non inquinato, è ora di dimostrarlo con politiche indirizzate a questi scopi. L'agricoltura biologica è una delle possibilità concrete che noi abbiamo. Per questo e per le ragioni che ho detto in premessa, esprimo convintamente il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . TARICCO, relatore . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO , relatore . Signor Presidente, vorrei fare un ringraziamento per il modo con il quale siamo arrivati a questo risultato. Credo di poter dire grazie a tutti i colleghi. Il fatto che in Commissione non ci siano stati voti contrari è segno della collaborazione che c'è stata. Voglio ringraziare il sottosegretario Battistoni e il suo predecessore L'Abbate, con cui abbiamo collaborato molto bene. Voglio altresì ringraziare il mio predecessore, il senatore Mollame, che ha fatto gran parte del lavoro in Commissione. Grazie di cuore a tutti. Penso che il risultato sia qualcosa di buono per l'agricoltura del nostro Paese. PRESIDENTE . Senatore Taricco, trattandosi di un disegno di legge di iniziativa parlamentare, credo fosse più che opportuno anche questo ringraziamento. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato. (Segue la votazione). Il Senato approva. ( v. Allegato B ). È immediatamente convocata la Conferenza dei Capigruppo. In attesa delle determinazioni della Conferenza, sospendo i lavori, che riprenderanno alle ore 14,30. (La seduta, sospesa alle ore 13,21, è ripresa alle ore 14,31) . Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Riferisco l'esito della Conferenza dei Capigruppo, che ha stabilito che nella seduta di martedì 25 maggio, alle ore 16,30, l'Assemblea tratterà i seguenti argomenti: disegno di legge sul distacco dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla Regione Marche