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Per questo, non possiamo condividere l'impostazione del Governo gialloverde, che limita la possibilità dei lavoratori e ha come obiettivo principale quello di costringere le imprese a rendicontare con logica punitiva. Chi ha lavorato con le imprese sa che questo decreto-legge creerà enormi difficoltà a chi vuole lavorare e soprattutto a chi vuole lavorare bene. Parlo a chi ascolta e di conseguenza parlo alle imprese e ai lavoratori e a loro dico di lavorare insieme per cambiare rotta prima che ci portino ancora più giù. Parlo alle imprese e ai lavoratori per dire loro che siamo nella situazione in cui l'esigenza di fare un baffo a un decreto-legge per dire «fatto» viene prima dell'esigenza di fare le leggi per bene. Per noi continua a venire prima il merito, continua a venire prima il Paese e invece di punire i lavoratori azzoppando il contratto a tempo determinato, il contratto di somministrazione abbiamo proposto decontribuzioni per favorire imprese e lavoratori a convertire i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, abbiamo scritto emendamenti per defiscalizzare: sono gli emendamenti che abbiamo discusso e proposto con dovizia di dettagli agli articoli 1, 1- bis e 2, il Sottosegretario c'era e lo sa. Non sono stati ascoltati, ma possono diventare ordini del giorno che questo Governo può fare propri. Abbiamo proposto anche di non attribuire la presunzione di colpevolezza e di abrogare questo accertamento induttivo. È vero, l'articolo 38 c'è da tempo, ma è ora di abrogarlo, l'abbiamo letto tutti, la consapevolezza che non funziona c'è. Ci sono delle soluzioni alternative, creiamo delle piattaforme digitali tra tutte le banche dati esistenti: Agenzia delle entrate, PRA, INPS, catasto tavolare, conservatorie e controlliamo sulla base di dati certi, non presuntivi, senza importunare inutilmente i contribuenti onesti e assumendosi, da parte dell'Agenzia delle entrate l'onere di dimostrare gli errori di quelli meno onesti. Abbiamo proposto tutto questo in emendamenti all'articolo 10, non considerati - io credo - per superficialità, perché potevano essere benissimo recepiti (alcuni di questi non avevano nemmeno bisogno di copertura). Ora sono ordini del giorno, sono delle raccomandazioni: fatene buon uso. Invece di chiedere i passi evolutivi necessari scelti da questo Paese, in base alle direttive europee, in base alle scelte già fatte dall'Italia, alle imprese più grandi, più strutturate, più solide, si continua nell'atteggiamento di mettere in difficoltà i piccoli imprenditori. Parlo della fatturazione elettronica: già nel decreto-legge n. 79 del 2018 avevamo fatto presente che anche i subappaltatori devono essere assimilati ai cedenti di carburante nella proroga. Ma, non essendo stato fatto, almeno evitiamo che siano sanzionati, perché siamo in una condizione di caos organizzativo e normativo. Facciamo una sintesi. Questo non è un decreto dignità; forse è un "decreto visibilità". Ministro, faccia quello che a noi tutti sembra lei gradisca fare: faccia questo proclama a mezzo stampa; dica a quelli che stanno sotto gli ombrelloni di essere sicuri che questo Paese andrà bene. Per parte nostra, noi, che abbiamo a cuore la vita dei lavoratori, continueremo a occuparci di loro, seriamente, e di migliorare il futuro dell'impresa italiana. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Di Piazza. Ne ha facoltà. DI PIAZZA (M5S) . Signor Presidente, senatori, senatrici, rappresentanti del Governo, in occasione del mio intervento parlerò solamente dell'articolo 9, cioè dalla misura per il contrasto al disturbo da gioco d'azzardo. Questo perché ho cinque minuti e voglio puntualizzare esclusivamente su questo aspetto. Dal 1998 al 2016 la raccolta complessiva che definisce l'ampiezza del mercato è aumentata di cinque volte: se nel 1998 era di 12,5 miliardi di euro, al 31 dicembre 2016 ha raggiunto i 96 miliardi. Al 31 dicembre 2017 sembra che abbia superato i 102 miliardi, anzi, sicuramente ha superato i 102 miliardi. Il «Corriere della Sera» lo scorso 17 settembre 2017, a firma di Stella, riportava l'impennata mostruosa, pari al 668 per cento, del volume d'affari dall'azzardo legale, che nel 2016 superava, come ho detto, i 96 miliardi, pari a 1.587 euro l'anno a persona. Questo perché siamo il primo Paese in Europa consumatore di azzardo. Eppure nella legislatura precedente tantissimi sono stati i disegni di legge presentati da rappresentanti del Parlamento; questo a dimostrazione che c'è comunque tanta sensibilità su questo problema e lo abbiamo visto anche dagli interventi fatti in precedenza. Ho qui un elenco (che non leggo, altrimenti se ne andrebbero dieci minuti, altro che cinque) dei disegni di legge presentati, tantissimi ovviamente dal MoVimento 5 Stelle, ma tanti anche dalla Lega e da tutti i partiti, anche Forza Italia e Fratelli d'Italia; 18 disegni di legge presentati dal Partito Democratico contro l'azzardo. Eppure al Governo c'è stato il Partito Democratico. E cosa ha fatto il precedente Governo contro l'azzardo? Ha fatto un provvedimento nel 2015 (decreto Padoan) che ha previsto 50 milioni di euro per curare la ludopatia: è intervenuto sugli effetti, non sulla causa. (Applausi dal Gruppo M5S) . Se vogliamo prevenire il fenomeno, invece, si devono rimuovere le cause. Ma cerchiamo di offrire gli elementi per capire di cosa parliamo quando trattiamo di azzardo. Per dirla con Papa Francesco, parliamo di quel capitalismo che crea continuamente scarti, cercando di nasconderli o curarli per non farli più vedere, perché queste persone sono studenti, disoccupati, anziani, lavoratori, benestanti, poveri, sono donne e uomini, grandi e piccoli, bianchi e neri: sono quelli che noi chiamiamo «i penultimi», perché non hanno visibilità. Per queste persone, caro Presidente, le assicuro che nessuno mai indosserà una maglietta rossa. (Applausi dal Gruppo M5S) . Si tratta di affrontare il quadro patologico della società nel suo complesso e perciò ogni intervento veramente preventivo deve rivolgersi alla cultura della riduzione antropologica che il ricorso all'azzardo rivela. Papa Francesco lo scorso 4 febbraio ebbe a dire: «La "dea fortuna" è sempre più la nuova divinità di una certa finanza e di tutto quel sistema dell'azzardo che sta distruggendo milioni di famiglie nel mondo (...). Questo culto idolatrico è un surrogato della vita eterna». Due sono gli interventi realizzabili in fretta e il MoVimento 5 Stelle lo ha detto in campagna elettorale: il primo intervento consiste nel decretare il divieto assoluto di pubblicità, comprensivo di ogni tipo di sponsorizzazione diretta e indiretta. Il secondo consiste nella trasparenza del settore: