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lui ha cominciato a guidare il Governo, sono riapparsi per la politica economica il ministro Tria e per la politica estera il ministro Moavero Milanesi e le cose sono andate meglio. Io spero sempre nella stabilità dei governi, che in genere migliorano via via che imparano, purché non rifiutino il confronto con la realtà e dunque per la stabilità e l'efficacia del Governo mi auguro che il Presidente del Consiglio sappia fare tesoro di questa esperienza. Aggiungo un paio di ultime considerazioni: ho rilevato, al momento del primo dibattito sulla fiducia, che questo Governo e questa maggioranza sono costituiti dagli unici due partiti che hanno avuto un travolgente successo elettorale che hanno costruito, in gran parte, sulla base di una narrazione falsa, di una storia alla quale hanno partecipato solo per distruggere, cioè sono stati i due unici partiti che, a differenza del PD, di Forza Italia e dei partiti di centro che c'erano allora, non si sono assunti alcuna responsabilità nel far uscire l'Italia dalla crisi del 2011-2012. Ebbene, hanno costruito una narrazione che adesso, se vogliono governare, devono smontare pezzo per pezzo. Ma io assicuro ai colleghi della Lega e dei 5 Stelle che mai dirò che con la ritirata poco elegante che ci hanno fatto vedere in questi giorni siano stati servi dei poteri forti, del capitalismo internazionale, inginocchiati di fronte alla Commissione europea e altre delizie con le quali hanno caratterizzato il loro contributo critico alla vita politica italiana degli ultimi sei o sette anni. Infine, a proposito della manovra del popolo, sì, nelle intenzioni devo dire che a me piaceva moltissimo l'idea che fosse una manovra del popolo, ma sapete "del" in italiano può denotare soggetto o oggetto. È nata come manovra del popolo, fatta dal popolo nell'interesse del popolo, ma è diventata moltissimo alla fine - e mi dispiace - un atto di manovra sul popolo nel quale sono state fatte penetrare idee di vittoria, di benessere futuro incrementato, di grande rivendicazione di cose che il popolo aveva dovuto subire in passato. (Applausi dal Gruppo PD) . Concludo dicendo che adesso converrebbe, contenuto il pur giustificato, in parte, giubilo per aver evitato la procedura di infrazione, concentrarci sulle prossime tappe. Le leggiamo bene nei giornali oggi e, in parte, le abbiamo costruite noi: una sorta di mercato dei tappeti, anzi tappeti volanti, sotto i quali c'è moltissima polvere in forma di IVA per i prossimi anni. Quindi, grandissima attenzione, perché non siamo ancora ad una Italia liberata da un'Europa che esiste e che esercita la sua sorveglianza perché tutti i Paesi le hanno chiesto di esercitarla. (Applausi dal Gruppi Misto e PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, onorevoli senatori, signor rappresentante del Governo, in quest'Aula, per la prima volta, si discute un disegno di legge di bilancio di cui non conosciamo ancora definitivamente i dettagli, anche perché quella effettiva - si dice - arriverà oggi pomeriggio; perché di testi ne abbiamo avuti molti, ma mai quello sul quale lavorare definitivamente. L' iter di questa manovra è l'emblema della approssimazione dimostrata quasi quotidianamente questi primi sei mesi di Governo. Balletti penosi, cifre, misure, emendamenti, previsioni surreali di crescita, attacchi all'Europa, meste retromarce e autosmentite come quella, ad esempio, sulla tassa sulle auto più inquinanti. Per giorni, un evidente tentativo di prendere tempo perché, ce ne siamo accorti, ci si è dovuti limitare a discutere di misure minori, sostanzialmente mance e mancette distribuite senza troppo criterio. Cosa ancor più grave, avete esautorato il ruolo del Parlamento, riducendo i parlamentari a meri passacarte: perché di carta ne abbiamo vista tantissima qui dentro, purtroppo per i nostri alberi! Speriamo almeno che venga riciclata. (Applausi dal Gruppo PD) . Alla Camera i nostri colleghi hanno discusso letteralmente al buio. Hanno approvato una manovra che non sanno neanche cosa contenga e i cui contenuti non sono stati finora chiariti in modo definitivo. Questo in particolare per quanto riguarda le vostre misure principali, che sono la quota 100 e anche il reddito di cittadinanza, che non sappiamo ancora come verrà erogato, che cosa ci si farà e cosa vi è scritto dentro, a parte qualche tessera che forse stanno stampando. Ci è stato detto che in Senato sarebbero arrivate le vere modifiche. Ebbene, noi siamo ancora qui ad aspettare le modifiche. A parte la relazione del presidente Conte, che ci ha detto che vi saranno ulteriori tagli, quindi, noi stiamo aspettando per sapere dove saranno effettuati questi tagli. Alla fine, la legge di bilancio che verrà fuori da quest'Aula si limiterà solamente a sollevare molto fumo e un po' di assistenzialismo, senza promuovere la crescita, senza diminuire le tasse e senza mettere in cantiere investimenti di cui il Paese avrebbe bisogno. Si tagliano fondi anche all'università perché, con il blocco del turnover da novembre del prossimo anno, non abbiamo fatto altro che bloccare i fondi all'università. Inoltre, i dati dell'Ufficio parlamentare di bilancio, che non avete voluto audire in Commissione, già allora ci dicevano che ci sono sei miliardi di euro in più e che poi il prossimo congelamento con la manovra sull'IVA porterà, nel 2020 e nel 2021, ulteriori tasse sulla testa dei cittadini. Sarebbe stato opportuno proseguire sulla strada delle riforme avviate nella precedente legislatura e, di fatto, voi lo avete fatto. Infatti, con il Rei, il reddito di inclusione, avete comunque recuperato e avete già inserito in questa manovra norme che possono mantenerlo in vita fintanto che non verrà approvata. Questo perché vi siete accorti che questo famoso reddito di cittadinanza non ha ancora né testa né coda. Sarebbe stato opportuno non sfidarla l'Europa. Ma tant'è, voi l'avete sfidata dicendo sempre: "Me ne frego" e "Noi andiamo avanti", per poi ritornare a dire che è meglio che stiamo con l'Europa perché, altrimenti, si ricadrebbe in questa procedura di infrazione, ancora non del tutto scongiurata, però. Era tutta propaganda, ovviamente, il dire: "Noi non ritorneremo indietro", visto che ora siete giunti alla resa con l'Unione europea. Il vostro compito dovrebbe essere quello di proporre una legge di bilancio che eviti al Paese il rischio di entrare in recessione. Di fatto, però, stiamo già cominciando a vederla questa retrocessione. Arrivo, però, al punto che mi interessa maggiormente, che è quello della sanità. Anche qui, grandi proclami, ma non è stata fatta nessuna programmazione di sistema, solo annunci a spot . Il Fondo sanitario nazionale è rimasto uguale a quello programmato dai Governi precedenti, non si è spostato di una virgola. Alla faccia dell'elenco del premier Di Maio, che dice: «Fatto!». Fatto, niente, perché quel miliardo in più è quello che avevamo messo noi. (Applausi dal Gruppo PD) . Ancora spot sull'edilizia sanitaria.