[massime]

ORD. 283/06. STRANIERO - ESPULSIONE IN VIA AMMINISTRATIVA DAL TERRITORIO DELLO STATO - GIUDIZIO DI OPPOSIZIONE - IMMEDIATA ESECUTIVITÀ DEL DECRETO, ANCORCHÉ SOTTOPOSTO AD IMPUGNATIVA - SOSPENSIONE DA PARTE DEL GIUDICE DI PACE - OMESSA PREVISIONE - LAMENTATA LESIONE DEL DIRITTO DI DIFESA E DEL PRINCIPIO DI INVIOLABILITÀ PERSONALE - OMESSA DESCRIZIONE DELLE FATTISPECIE - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ.. Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale, sollevate in riferimento agli artt. 3, 13, commi primo, secondo e terzo, e 24 della Costituzione, degli artt. 13, commi 2, lettere a) e b) , 3 e 7, 13- bis e 14, comma 5- bis , del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, nella parte in cui prevedono che il decreto di espulsione dello straniero è immediatamente esecutivo anche se sottoposto a gravame o impugnativa, che il consequenziale ordine del questore di lasciare il territorio dello Stato entro il termine di cinque giorni non è soggetto a convalida e che gli atti del procedimento di espulsione debbono essere tradotti in una lingua conosciuta allo straniero ovvero, ove non sia possibile, in francese, inglese e spagnolo. Invero, le ordinanze di rimessione difettano della descrizione delle fattispecie concrete oggetto dei giudizi a quibus , mentre la questione relativa all'art. 13, comma 3, del d.lgs. n. 286 del 1998 è, in ordine al requisito della rilevanza, del tutto ipotetica, atteso che il giudice rimettente si è limitato ad affermare che la mancata comparizione in udienza dello straniero è "presumibilmente determinata dalla già avvenuta esecuzione dell'espulsione o dal timore di incorrere nella sanzione penale prevista dall'art. 14, comma 5- ter , del d.lgs. n. 286 del 1998".