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La norma vigente fa riferimento agli elaborati progettuali « con un livello informativo e di dettaglio almeno equivalente a quello del progetto di fattibilità (...) o comunque con un livello tale da consentire la compiuta valutazione degli impatti ambientali in conformità con quanto definito in esito alla procedura di cui all'articolo 20 ». Il minor livello di dettaglio degli elaborati progettuali previsto a legislazione vigente incide sulla qualità dello studio di impatto ambientale presentato dai proponenti per l'avvio del procedimento di VIA ai sensi dell'articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, con conseguenti ritardi nella procedura dovendo l'Amministrazione richiedere al proponente ulteriori elementi di dettaglio sulle caratteristiche del progetto al fine di poterne valutare compiutamente gli impatti sull'ambiente. Con la proposta in esame, viene rafforzato il livello di dettaglio della progettazione su cui si basa lo studio di impatto ambientale, lasciando comunque al proponente la facoltà di scelta del livello più idoneo per valutare la significatività degli impatti ambientali. Inoltre, in luogo della « compiuta valutazione degli impatti ambientali » in conformità all'articolo 20 (che identifica una specifica, ulteriore procedura per la definizione del livello di dettaglio degli elaborati progettuali ai fini del procedimento di VIA), viene fatto diretto riferimento al fatto che il progetto presentato deve essere comunque tale da consentire la compiuta valutazione dei contenuti dello studio di impatto ambientale che, a sua volta, di fatto rappresenta il documento su cui si concentra l'esame da parte dell'autorità competente ai fini della valutazione dell'impatto ambientale del progetto proposto, nonché unico elaborato previsto dalla vigente normativa europea Conseguentemente, viene modificata la lettera i) del comma 1 dell'articolo 5 sopra citato, facendo riferimento al progetto anziché agli elaborati progettuali. Inoltre, si provvede a modificare l'articolo 5, comma 1, lettera o-quater) del decreto legislativo n. 152 del 2006, al fine di dettagliare maggiormente i contenuti e le finalità delle prescrizioni associate ai provvedimenti di VIA e di verifica di assoggettabilità. Si prevede, pertanto, di integrare la definizione di « condizione ambientale », prevedendo che essa contenga anche « le linee di indirizzo da seguire nelle successive fasi di sviluppo progettuale delle opere per garantire l'applicazione di criteri ambientali atti a contenere e limitare gli impatti ambientali significativi e negativi o incrementare le prestazioni ambientali del progetto ». Le finalità di tale proposta sono quelle di definire un più efficace procedimento di vigilanza e controllo degli impatti ambientali durante tutto l' iter di approvazione di un progetto, atteso che, successivamente all'emanazione del provvedimento di VIA o di verifica di assoggettabilità a VIA, il progetto potrebbe essere sottoposto a successive fasi progettuali, nonché ad ulteriori procedimenti di carattere autorizzativo. Le modifiche proposte al comma 1, lettera b) , numeri 1) e 3), sono finalizzate ad equiparare, ai fini dello svolgimento delle procedure di valutazione ambientale (VIA e VAS), il piano di sviluppo aeroportuale al piano regolatore portuale, per il quale l'attuale comma 3- ter dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 152 del 2006 prevede che « Per progetti di opere e interventi da realizzarsi nell'ambito del Piano regolatore portuale, già sottoposti ad una valutazione ambientale strategica, e che rientrano tra le categorie per le quali è prevista la Valutazione di impatto ambientale, costituiscono dati acquisiti tutti gli elementi valutati in sede di VAS o comunque desumibili dal Piano regolatore portuale. Qualora il Piano regolatore Portuale ovvero le rispettive varianti abbiano contenuti tali da essere sottoposti a valutazione di impatto ambientale nella loro interezza secondo le norme comunitarie, tale valutazione è effettuata secondo le modalità e le competenze previste dalla Parte Seconda del presente decreto ed è integrata dalla valutazione ambientale strategica per gli eventuali contenuti di pianificazione del Piano e si conclude con un unico provvedimento. ». I piani di sviluppo aeroportuali rientrano tra le tipologie progettuali di cui all'allegato II alla parte seconda del citato decreto n. 152 del 2006, numero 10) « [...] aeroporti con piste di atterraggio superiori a 1.500 metri di lunghezza », soggette alla procedura di valutazione di impatto ambientale di competenza statale, ai sensi dell'articolo 7, comma 1, del medesimo decreto legislativo n. 152/2006. Le procedure di approvazione dei piani di sviluppo aeroportuali avvengono ai sensi dell'articolo 1, comma 6, del decreto-legge n. 251 del 1995, convertito, con modificazioni, della legge n. 351 del 1995, che prevede: « Per l'esecuzione dei lavori aeroportuali finanziati dallo Stato, il Ministero dei trasporti e della navigazione – Direzione generale dell'aviazione civile provvede con le proprie strutture tecniche all'approvazione dei progetti. I piani di sviluppo aeroportuale, approvati dal Ministero dei trasporti e della navigazione – Direzione generale dell'Aviazione Civile, d'intesa con il Ministero dei lavori pubblici, ai sensi dell'art. 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, comprendono la verifica di compatibilità urbanistica e comportano dichiarazione di pubblica utilità, nonché di indifferibilità e di urgenza, e variante agli strumenti urbanistici esistenti. L'approvazione di detti piani comprende ed assorbe, a tutti gli effetti, la verifica di conformità urbanistica delle singole opere in essi contenute ». Con la proposta di modifica di cui al comma 1, lettera b) , numero 1), si provvede, pertanto, a modificare il citato comma 3- ter dell'articolo 6 al fine di integrare, come attualmente avviene per il Piano regolatore portuale, il procedimento di VAS in quello di VIA per il piano di sviluppo aeroportuale, mentre, con la proposta di modifica del comma 12 dell'articolo 6, prevista al comma 1, lettera b) , numero 3), della norma proposta, in conformità a quanto stabilito dal citato articolo 1, comma 6, del decreto-legge n. 251 del 1995, si esclude il procedimento di VAS per le modifiche di piani e programmi conseguenti all'approvazione di opere sottoposte a VIA, non solo nel caso in cui si tratti di « opere singole », come già previsto, ma anche nelle ipotesi di piani regolatori portuali e di piani di sviluppo aeroportuali, in quanto, per tali piani, la procedura di VAS è effettuata nell'ambito del procedimento di approvazione dei medesimi ovvero hanno ad oggetto opere puntuali che sono sottoposte a VIA. La lettera b) prevede, inoltre, al numero 2) che l'esito della valutazione preliminare e la documentazione trasmessa dal proponente siano tempestivamente pubblicati dall'autorità competente sul proprio sito internet istituzionale. La modifica proposta garantisce la piena trasparenza dell'azione amministrativa dell'autorità competente, sia statale che regionale, in linea con le altre procedure di valutazione ambientale previste dalla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.