[ddlpres]

La proposta di TSO di cui all'articolo 33 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, deve contenere le motivazioni che inducono all'intervento e la sede di attivazione dello stesso, e deve essere convalidata da un operatore medico. Nelle more dell'adozione del provvedimento con il quale il sindaco dispone il TSO, la persona che necessita del trattamento, quando sussistano le condizioni di urgenza, può essere ricoverata presso la struttura del DEA destinata agli interventi urgenti e alle osservazioni psichiatriche di cui al comma 4. 11. Le aziende sanitarie, in accordo con la direzione dei DSM, stabiliscono il numero degli SPDC necessario per rispondere alle esigenze della popolazione. 12. Il DSM, attraverso il SPDC o personale medico specificamente dedicato, assicura un adeguato servizio di consulenza per i problemi di salute mentale delle persone ricoverate negli altri dipartimenti dell'ospedale. Art. 6. (Definizione di percorsi sanitari di assistenza psichiatrica e dati epidemiologici all'interno degli istituti penitenziari e delle REMS) 1. Alle persone con disagio psichico o affette da disturbo mentale che si trovino in istituti penitenziari o in residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) è garantito un sostegno adeguato, che inizia con la presa in carico, mediante il coordinamento e l'intervento integrato del competente Servizio sanitario regionale, degli uffici di esecuzione penale esterna e dei servizi sociali comunali, e prosegue attraverso l'attività diretta delle équipe multidisciplinari dei DSM. A tale fine i DSM utilizzano le risorse di cui all'articolo 3- ter , comma 6, del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9. 2. Con decreto del Ministro della giustizia, adottato di concerto con il Ministro della salute, sono realizzate, all'interno degli istituti penitenziari, sezioni sanitarie specialistiche psichiatriche a rapido turnover dei pazienti, con un numero di posti letto non inferiore al 3 per cento del totale dei soggetti detenuti. In tali sezioni è possibile effettuare TSO secondo la normativa vigente. Negli istituti penitenziari i DSM realizzano inoltre UO integrate di salute mentale e dipendenze, anche in relazione al numero di detenuti in situazione di comorbilità. 3. Le REMS sono strutture afferenti al DSM e il loro funzionamento è orientato all'integrazione con i servizi forniti dal DSM medesimo, con la finalità della tutela della salute della persona. Le REMS si conformano ai seguenti principi organizzativi e di funzionamento: a) inapplicabilità, al loro interno, delle disposizioni dell'ordinamento penitenziario; b) limite massimo di capienza di venticinque posti letto, esaurita la quale è opponibile, da parte del sanitario responsabile, la causa di rinvio dell'esecuzione del ricovero; c) inapplicabilità al loro interno del TSO di cui all'articolo 34 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e della sua attuazione, qualora se ne verificassero le condizioni, presso il SPDC di competenza territoriale; d) centralità della dimensione terapeutica del lavoro, dell'istruzione, dell'abitare e della socialità, come dimensioni dotate di valenza terapeutica, volte al recupero della soggettività e alla responsabilizzazione della persona; e) formulazione del programma terapeutico-riabilitativo individuale e rivalutazione periodica ogni qualvolta sia necessario e, comunque, almeno ogni tre mesi da parte dei servizi territoriali competenti, garantendo la partecipazione responsabile della persona sottoposta a misura di sicurezza al progetto di cura, e utilizzando procedure atte ad acquisire il consenso informato della persona medesima a ogni trattamento sanitario proposto; f) continuità di trattamento nell'esecuzione di misure di sicurezza non detentive presso le strutture territoriali, attraverso un regime di libertà vigilata con prescrizioni mediche; g) garanzia, nell'ambito del programma terapeutico-riabilitativo individuale, dell'integrazione lavorativa e sociale, con possibilità di attuazione del suddetto programma in contesti di quotidianità, anche ai fini della rivalutazione della pericolosità sociale; h) divieto di realizzare più moduli di REMS in un solo edificio o comprensorio e divieto di istituire le residenze medesime presso i locali o gli istituti in precedenza adibiti a ospedale psichiatrico, ospedale psichiatrico giudiziario o istituto di pena, ovvero a strutture residenziali sanitarie, socio-sanitarie o sociali, private o pubbliche; i) piena trasparenza delle prassi organizzative all'interno di ciascuna residenza, mediante la possibilità di accesso, previa autorizzazione, di rappresentanti di associazioni dei pazienti, di promozione dei diritti umani e del personale degli uffici dei Garanti nazionale e regionale delle persone private della libertà personale, anche al fine della loro partecipazione ad attività di informazione e prevenzione; l) istituzione di unità di valutazione costituite da équipe multidisciplinari, al fine di eseguire, ove assente, l'inquadramento diagnostico delle persone ricoverate presso le REMS, anche con la finalità di intercettare precocemente i segnali del disagio in età evolutiva e garantire la formulazione di progetti terapeutico-riabilitativi individualizzati. 4. Al fine di adempiere all'obbligo di presa in carico, da parte delle aziende sanitarie locali, delle persone affette da disturbo mentale autrici di reato, assicurando ad esse il diritto alle cure e al reinserimento sociale, i DSM si dotano di unità di accoglienza e di presa in carico intensiva territoriale e si organizzano per fornire interventi diagnostici e terapeutici all'interno delle strutture penitenziarie, attraverso l'uso delle risorse impiegate per il rafforzamento dell'attività dei servizi, ai sensi dell'articolo 3- ter , comma 6, del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9. 5. Nell'ambito del Sistema informativo per il monitoraggio e tutela della salute mentale (SISM) è costituita una sezione relativa ai dati epidemiologici relativi ai disturbi mentali gravi, disturbi da uso di sostanze e disturbi in comorbilità negli istituti penitenziari e nelle REMS. Art. 7. (Attività di riabilitazione) 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano assicurano, per il tramite dei DSM, le attività riabilitative psicosociali attraverso le seguenti strutture: a) centri per la riabilitazione diffusa sul territorio, con il coinvolgimento delle agenzie sociali presenti; b) strutture residenziali e semiresidenziali, quali presidi di cura e riabilitazione intensiva o estensiva, a ciclo diurno o continuativo, e residenze sanitarie assistite; c) strutture residenziali o semiresidenziali di natura socioassistenziale. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per il tramite dei DSM, promuovono il reinserimento della persona affetta da disturbi mentali nel contesto familiare o abituale, con particolare supporto contesto abitativo, o l'inserimento della persona medesima in strutture residenziali e semiresidenziali sociosanitarie con progetti personalizzati, verificati periodicamente dall' équipe multidisciplinare cui compete la presa in carico della persona.