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Nel testo di legge, quindi, si verifica una contraddizione in termini, che pregiudica in due momenti fondamentali questo provvedimento: il valore e la trasparenza. Le discussioni in Commissione sono state lunghe ed accorate, e ringrazio per questo il Presidente e la Commissione tutta. Cito tra tutte la collega Silvana Abate, assente per motivi di salute, la quale ha sollevato con determinazione e argomentazioni giuridiche la gravosa questione, unitamente a me e alla senatrice Fattori. Ci uniamo sottoscrivendo l'ordine del giorno, preparato dall'autorevole senatrice Cattaneo, che già ebbe a presentare in prima lettura emendamenti abrogativi di ogni riferimento al metodo biodinamico agli articoli 1, 5 e 8 contenuti nel provvedimento in questione. Spero che l'ordine del giorno sia votato. Sarebbe un modo per dare voce anche a chi la pensa in modo diverso e che riesce a cogliere tra le righe i pericoli che si annidano in un provvedimento fondamentale e ritengo utilissimo per il futuro della comunità - parlo del biologico - che io personalmente voterò convintamente perché, appunto, il biologico è fondamentale mentre credo che il biodinamico sia molto tendenzioso. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pizzol. Ne ha facoltà. PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, rappresentanti del Governo, siamo oggi chiamati ad approvare il disegno di legge inerente allo sviluppo e alla competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico. Il settore dell'agricoltura biologica è in continua crescita e l'Italia rappresenta il terzo Paese europeo con oltre 2 milioni di ettari coltivati da 80.000 aziende. È una coltivazione che cresce di anno in anno e rappresenta il 16 per cento della superficie agricola utilizzata nel nostro Paese. I prodotti biologici sono molto richiesti ed è un mercato in continua crescita, incrementato dai consumi che aumentano ogni anno. In Italia il mercato di prodotti biologici ha un fatturato di 3,6 miliardi annui e il calo di importazioni da Paesi terzi ci permette di dare un maggior valore ai prodotti italiani, la cui richiesta, invece, cresce all'estero. Grazie alla grande crescita sia per quanto riguarda i consumi che la produzione, l'agricoltura biologica è oggi in grado di generare nuova occupazione e soprattutto di ampliare l'imprenditoria giovanile. Infatti, il 20 per cento dei giovani imprenditori agricoli si avvicina alla coltivazione biologica, che è considerata come concreta possibilità di ampliare le loro attività economiche, in particolare nei territori di collina e pedemontani, laddove l'agricoltura intensiva non è molto sostenibile, come avviene, invece, nei terreni pianeggianti. Ciò consente di valorizzare la tipicità dei prodotti locali e regionali, come è avvenuto nel Trentino Alto Adige dove, accanto alle numerose colture agricole, si sono promossi i distretti biologici, intesi come sistemi produttivi locali integrati a vocazione agricola, caratterizzati da una presenza significativa della produzione biologica. Si è provveduto, inoltre, alla tutela delle metodologie di allevamento e trasformazione tipica del luogo. La norma oggi in discussione può dare, quindi, un valore aggiunto alla nostra agricoltura, sostenendo i nostri prodotti a elevata qualità, che rappresentano la risposta moderna alle tradizioni locali che provengono dalle radici della nostra cultura e dall'identità dei nostri territori, ed è una legge che i nostri agricoltori ci chiedono da anni. La previsione, poi, del tavolo di filiera (qui all'articolo 16) per i prodotti biologici aiuterà nella promozione e nell'organizzazione di un mercato efficiente dei prodotti stessi e garantirà la stipulazione dei cosiddetti contratti di filiera. L'agricoltura biologica è considerata una tecnica di produzione privilegiata per il raggiungimento di tutti gli obiettivi ambientali previsti. Tutto ciò avviene in un contesto ben preciso, in cui l'Unione europea, con il green new deal , la Farm to fork e con la tutela della biodiversità ha tracciato un orizzonte e un impegno preciso per la riduzione delle emissioni di gas serra, la salvaguardia della biodiversità e la creazione di un sistema di produzione del cibo meno impattante per l'ambiente. L'Unione europea conta inoltre di investire annualmente oltre 40 milioni di euro per promuovere il metodo dell'agricoltura biologica, intravedendo in questa tipologia di coltura uno strumento per accentuare e tutelare la salvaguardia della biodiversità, per un'agricoltura più sostenibile. Il piano d'azione prevede di sostenere i consumi, di aumentare le produzioni biologiche in tutta Europa e di introdurre un nuovo regolamento per semplificare le procedure, rivisitare i controlli e rafforzarli per i prodotti biologici che arrivano da Paesi terzi. Quanto sopra si inserisce in un quadro più generale di politiche agricole e ambientali europee, finalizzato alla riduzione del 50 per cento dell'utilizzo di fitofarmaci e del 50 per cento della perdita di nutrienti del suolo, migliorandone la qualità. PRESIDENTE. Si avvii a concludere. Grazie. PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . La proposta di legge oggi in argomento sottolinea come la produzione biologica sia un sistema globale di gestione dell'azienda agricola e di tutela della produzione alimentare; un metodo basato sull'interazione fra le migliori prassi in materia di ambiente, finalizzato alla salvaguardia delle risorse naturali e allo sviluppo ecosostenibile. Si tratta di metodi di produzione basati su preparati e specifici disciplinari, applicati nel rispetto delle disposizioni e dei regolamenti dell'Unione europea e delle norme nazionali in materia di agricoltura biologica, con l'obbligo di fornitura di tutte le informazioni circa la provenienza, la qualità e la tracciabilità dei prodotti biologici. Così ci saranno maggiori garanzie di terzietà nei soggetti autorizzati al controllo. (Applausi) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. TARICCO, relatore . Signor Presidente, intervengo solo per fornire all'Assemblea due chiarimenti che ritengo necessari, visto che sul tema del biodinamico è stato detto di tutto e di più. È stato detto anche che regalavamo soldi all'esoterismo e cose del genere, quando nella norma non è previsto in alcun caso neanche un euro di erogazione a ciò che non è biologico. Ora bisogna intendersi: il biodinamico, così come è fatto in Italia, in tutti e tre i disciplinari che ne autorizzano la certificazione, prevede come obbligo la certificazione biologica. Pertanto, tutti i prodotti che oggi in Italia sono certificati biodinamici sono, a tutti gli effetti, anche biologici, quindi trattati come tutti gli altri prodotti biologici. Non è vero quindi che vengono dati soldi all'esoterismo. C'è, però, una questione che è stata di nuovo riportata in due interventi in quest'Aula. Noi non stiamo parlando di una società economica - Demeter - che gestisce la materia. Questa è una fotografia di vent'anni fa. Oggi in Italia sono tre le società che fanno certificazione: