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Ringrazio tutti i colleghi, a cominciare dal senatore Castaldi, che è stato il primo firmatario, che hanno contribuito, compresi quelli appartenenti alle formazioni dell'opposizione. Grazie a tutti e buon lavoro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gaudiano. Ne ha facoltà. GAUDIANO (M5S) . Signor Presidente, il nuovo percorso della pubblica amministrazione, con il progressivo abbandono del modello burocratico in favore di un approccio aziendalistico, ha origini ormai risalenti nel nostro impianto legislativo. La vecchia struttura organizzativa gerarchica, seppur con difficoltà, è stata via via sostituita da un approccio manageriale e da una nuova visione del lavoro non più ancorata al concetto di mansione, ma organizzata per il raggiungimento di obiettivi secondo una logica di risultato. L'urgenza di garantire un modello di gestione efficace e un'adeguata disponibilità di competenze si affianca all'esigenza di ringiovanire la pubblica amministrazione e di garantire un organico efficiente. La pandemia e tutte le difficoltà che ne sono derivate hanno reso ancora più evidenti i problemi presenti nella nostra pubblica amministrazione. Le carenze di organico specializzato, la scarsa valorizzazione delle competenze e soprattutto un'età media dei dipendenti troppo alta, che si attesta intorno ai cinquant'anni: sono queste alcune tra le storture che è necessario risolvere. La necessità, quindi, di rendere attrattiva la pubblica amministrazione per convogliare al suo interno risorse umane e competenze di eccellenza trova nel PNRR nuova linfa vitale, aprendo una stagione di investimenti pubblici e di auspicata rinascita. Dopo anni di tagli e di austerity , finalmente ritroviamo risorse e ossigeno per le riforme, per poter così scommettere sul capitale umano, per investire nella valorizzazione del merito e per attrarre giovani professionisti. Il decreto che ci apprestiamo a convertire si inserisce in questo solco. I suoi 19 articoli puntano tutto sul capitale umano, istituendo percorsi semplificati e straordinari per rafforzare la capacità amministrativa della pubblica amministrazione e della giustizia, prevedendo percorsi trasparenti, veloci e definiti. Il titolo I si apre con la previsione di modalità speciali per conferire incarichi professionali dando la possibilità alla pubblica amministrazione di porre a carico del PNRR solo le spese per il reclutamento del personale destinato a realizzare i progetti di cui le singole amministrazioni hanno titolarità diretta di attrazione, prevedendo la possibilità di ricorrere a contratti di lavoro a tempo determinato e a contratti di collaborazione anche per un periodo superiore a trentasei mesi, con il solo limite temporale posto al 31 dicembre 2026. Tali contratti dovranno indicare il progetto del PNRR cui saranno riferiti, potranno essere rinnovati e prorogati per una sola volta e saranno sottoposti a valutazione di risultato. Al fine di non sprecare le competenze maturate, valorizzare l'esperienza e consolidare le capacità, sarà possibile riservare una quota di posti, non superiore al 40 per cento, nei bandi dei concorsi successivi per il reclutamento di personale a tempo indeterminato, in favore del personale reclutato ai fini dell'attuazione del PNRR che, al momento della pubblicazione del bando, abbia maturato un'esperienza di almeno trentasei mesi all'interno dell'amministrazione. L'articolo 2 del decreto prevede l'attivazione di specifici progetti di formazione e lavoro nella pubblica amministrazione tramite contratti di apprendistato per l'acquisizione di competenze trasversali e l'orientamento professionale di diplomati e universitari. L'articolo 3 pone nuove misure per la valorizzazione del personale e il riconoscimento del merito. A tal proposito, ho presentato un emendamento, il 3.38 (testo 2), approvato in Commissione, al fine di valorizzare il titolo di dottorato di ricerca nelle procedure comparative per l'accesso ai ruoli dirigenziali e per gli avanzamenti di carriera. Inoltre, l'emendamento interviene sulla valutazione delle esperienze maturate, dando peso alla tipologia e non al numero degli incarichi, nella convinzione che sia preferibile un criterio qualitativo rispetto ad un criterio quantitativo. Per quanto riguarda il settore giustizia, il decreto fissa nuove misure urgenti per la giustizia ordinaria e amministrativa, al fine di favorire l'operatività dell'ufficio per il processo e di assicurare lo smaltimento dei procedimenti giudiziari arretrati. Il Ministero della giustizia potrà avvalersi delle piattaforme digitali della pubblica amministrazione per avviare procedure di assunzione per 16.500 unità con contratti di lavoro a tempo determinato e di 326 unità per la giustizia amministrativa. Il servizio svolto con merito dai soggetti in possesso di laurea in giurisprudenza potrà valere come titolo per accedere al concorso in magistratura ordinaria, ovvero come tirocinio professionale per l'accesso all'esame di Stato da avvocato o al concorso notarile. Sarà poi il Ministro della giustizia a individuare tribunali e corti di appello cui destinare le risorse, nonché il numero degli addetti per ogni singolo ufficio. Sarà possibile, inoltre, per il Ministero della giustizia avviare procedure di reclutamento tramite concorsi per titoli o prova scritta. È poi espressamente previsto il criterio dello scorrimento delle graduatorie, anche per diverse tipologie di concorsi per diversi distretti giudiziari, laddove una graduatoria risultasse incapiente. Il personale così reclutato sarà impiegato per lo smaltimento dell'arretrato, preferibilmente in modalità da remoto, anche nell'ottica della transizione digitale, che resta un punto fermo e una guida salda delle riforme da cui non è più possibile prescindere. In conclusione, merito, trasparenza, competenza e creazione di nuove opportunità lavorative sono le linee guida seguite dal decreto. Duplici i benefici attesi: rendere la pubblica amministrazione un datore di lavoro attrattivo per i giovani e per le eccellenze del nostro Paese; creare opportunità di crescita per migliorare prestazioni e servizi offerti ai cittadini dalla pubblica amministrazione. Sono sfide importantissime cui non possiamo rinunciare, perché un Paese moderno merita e necessita di un'amministrazione moderna, attrattiva e dinamica. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, naturalmente il fine del provvedimento al nostro esame non può che trovare condivisione in tutti noi, soprattutto in coloro che hanno avuto la fortuna, oltre che l'onere, di essere amministratori locali e di conoscere le vere condizioni nelle quali versa l'amministrazione pubblica in Italia, sapendo quanto è difficile mietere un risultato, in particolare quando si è al cospetto di un ambizioso lavoro che, come veniva detto, ricadrà sulla vita della nostra Nazione nei prossimi anni. Quando si tratta di rafforzare il capitale umano della pubblica amministrazione, magari elevando anche la qualità professionale e abbassando il dato anagrafico, per noi di Fratelli d'Italia si tratta sempre di un momento importante, anche se dobbiamo dire che questa esigenza esiste da anni. Quella che viene dal decreto-legge in esame è una risposta finalizzata sostanzialmente alla gestione delle politiche legate al PNRR.