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Atto n. 3-00705 BOLDRINI PITTELLA D'ARIENZO BELLANOVA VATTUONE GIACOBBE MANCA SBROLLINI ROJC MAGORNO TARICCO LAUS MESSINA Assuntela IORI SUDANO PATRIARCA ALFIERI CUCCA PARENTE FERRAZZI STEFANO MARINO GARAVINI Al Ministro della salute Premesso che: l'infezione da virus dell'epatite C (HCV) ha rappresentato un problema di salute pubblica non solo per l'elevato numero di soggetti infetti ma anche per il fatto che l'infezione cronica si associa ad un aumento di mortalità sia per cause epatiche che per cause extraepatiche; l'obiettivo della terapia antivirale è pertanto quello di prevenire le complicazioni correlate alla malattia del fegato e aumentare la sopravvivenza del soggetto infetto; l'eradicazione del virus è la condizione indispensabile al raggiungimento di tale obiettivo; il Ministero della salute ha previsto, nell'atto di indirizzo per l'anno 2019, la revisione delle leggi n. 210 del 1992 e n. 229 del 2005 relative agli indennizzi per danni cagionati alle persone da emotrasfusioni infette o da vaccini obbligatori, "in quanto il modificarsi delle conoscenze scientifiche e gli orientamenti giurisprudenziali in materia di danni da emotrasfusioni infette e da vaccini obbligatori rende consigliabile una revisione generale della normativa del settore. In particolare, appare urgente considerare l'attualità dei requisiti sulla cui base sono stati riconosciuti i benefici di legge. Infatti, la messa a disposizione da parte del Ministero a carico della fiscalità generale di nuovi farmaci curativi dell'epatite C, consentendo la guarigione dei soggetti, supera il presupposto della permanenza della menomazione che costituisce il requisito fondamentale del riconoscimento dell'indennizzo. Parimenti, l'evoluzione della farmacologia ha consentito anche la cura di patologie connesse alla vaccinazione"; la grande maggioranza dei danneggiati sta aspettando da 15 anni il risarcimento del danno biologico, attraverso infinite cause legali e tentativi del Ministero di ridurre la popolazione da risarcire; i danni epatici subiti dal contagio sono danni biologici permanenti che non si cancellano con l'eliminazione del virus; rivedere la normativa vigente, che prevede un indennizzo per coloro che hanno subito danni causati da emotrasfusioni di sangue infetto, sarebbe a parere degli interroganti un grave errore umano e politico e rischierebbe di riaprire una delle pagine più vergognose dello Stato italiano; asserire che grazie al progresso scientifico ed ai nuovi farmaci si possa giungere alla guarigione è a giudizio degli interroganti un vergognoso ed inaccettabile tentativo di fare cassa sulla pelle dei malati, sopravvissuti a quella che può essere a tutti gli effetti definita una strage di Stato. Inoltre non c'è nel merito nessun riscontro da parte della comunità scientifica; è alquanto arduo sostenere che i pazienti, rimasti in vita dopo aver contratto virus quali HIV e HCV, sopportando cure gravose e subendo gravi danni, anche, alla vita di relazione (si pensi all'ambito della procreazione) e nonostante l'utilizzo solo in tempi recenti per quanto riguarda l'HCV di farmaci capaci di eradicare il virus, siano guariti; l'eradicazione del virus dell'HCV elimina unicamente la causa che nei pazienti ha provocato per anni gravi danni epatici, che spesso hanno avuto un'evoluzione cirrotica, ma non rimuove certamente i danni medesimi; tentare di sottoporre i pazienti ad eventuali ulteriori indagini di commissioni mediche appare profondamente ingiusto ed antigiuridico, anche in considerazione del fatto che la normativa vigente prevede già criteri molto stringenti per accedere a quello che si configura come un ristoro minimo se commisurato ai gravissimi danni subiti ed all'alto rischio di sviluppare patologie neoplastiche, anche dopo l'eradicazione del virus; sempre nelle linee guida dell'atto di indirizzo per l'anno 2019 si parla di auspicabile estensione delle procedure dell'equa riparazione. Purtroppo ad oggi ancora molti pazienti aventi diritto non hanno ricevuto il pagamento spettante; i ritardi nell'erogazione dei risarcimenti spettanti sono dovuti anche ad una carenza di personale amministrativo presso il Ministero che non permette l'esame, la lavorazione e l'evasione delle pratiche pendenti, si chiede di sapere: quali siano le reali finalità dell'atto di indirizzo 2019 citato, in riferimento alla volontà di rivisitare un impianto di legge che sta funzionando, e quali saranno gli eventuali criteri alla base di un'eventuale modifica normativa; se il Ministro in indirizzo non reputi doveroso prorogare il termine entro cui fare domanda nonché i pagamenti per l'equa riparazione per l'anno 2019; se non ritenga urgente semplificare e velocizzare le procedure per i pagamenti dell'equa riparazione agli ancora aventi diritto ed in attesa di essere ristorati, nel corso dell'anno 2019 e se il capitolo di spesa relativo sia stato finanziato adeguatamente. Atto n. 3-00706 MALPEZZI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: come segnalato dal direttore della fondazione Agnelli, Andrea Gavosto, quest'anno le domande di cessazione presentate dai docenti della scuola statale entro il 31 dicembre, secondo le regole dalla "legge Fornero" (decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 211 del 2011) e di altre "finestre" pensionistiche, sono state circa 15.000. A queste vanno sommate 16.000 domande presentate entro fine febbraio, di cui circa 13.000 dovute all'introduzione di "quota 100" e le restanti per altre misure ("Ape" sociale, "Opzione donna", pensione anticipata). A questi numeri bisogna, infine, aggiungere 5.000 pensionamenti d'ufficio per raggiunti limiti di età dei docenti; ad oggi, non è possibile conoscere il numero delle domande che l'Inps accetterà; in media ogni anno ne viene respinto il 10-15 per cento. Allo stesso modo, non è ancora dato sapere quante saranno le cessazioni in corso d'anno per motivi diversi dal pensionamento, quali sopravvenuta inabilità, dimissioni volontarie, decessi: in genere, sono circa 2.000. In ogni caso, come indicato in un contributo pubblicato sul "Il Sole-24 ore" dal professor Gavosto, approssimando, si può stimare che le cessazioni effettive potrebbero essere 35-36.000 a fronte delle 33.000 dell'anno precedente; una conclusione emerge dai dati sui pensionamenti e da quanto avviene sul lato opposto, quello del reclutamento dei nuovi docenti: il prossimo anno, indipendentemente dal numero di cessazioni, le istituzioni scolastiche avranno enormi difficoltà a rimpiazzare i docenti in uscita e a dare stabilità alle cattedre che negli anni trascorsi erano occupate da personale supplente; già oggi, in molte regioni, soprattutto al Nord e al Centro, e per molte materie, non si trovano insegnanti con la formazione e i titoli adeguati a occupare le cattedre di ruolo lasciate libere e vacanti; a Torino, Milano e Roma sono ormai del tutto vuote le graduatorie provinciali di matematica per le medie e le superiori; lo stesso accade per italiano, storia e geografia alle medie;