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L'attuazione dei punti c) e d) è sostanzialmente demandata a decreti del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, che dovranno regolamentare le procedure di reperimento, entro il 31 dicembre 1998, dei titoli non accentrati al fine di: a) ricomporre la globalità dei prestiti; b) consentire ai detentori di poter percepire gli interessi e/o il rimborso del capitale; c) determinare le modalità di consegna dei titoli oltre il termine del 31 dicembre 1998; d) stabilire le procedure tecniche ed operative al fine di accentrare i titoli attualmente al di fuori del sistema centralizzato; e) individuare gli enti pubblici che applicheranno il regime di dematerializzazione ai propri prestiti. Le disposizioni in materia di gestione accentrata dei titoli di Stato presso la Banca d'Italia restano in vigore per la fase transitoria e si integreranno con le procedure di cui al precedente punto d). Analogamente ai titoli privati vengono individuate le funzioni che gli intermediari dovranno compiere al fine di: a) ritirare i titoli in circolazione; b) accendere nuovi conti senza gravare la nuova clientela acquisita di costi che non siano gli stessi previsti dalle norme in materia di tenuta di conti di titoli privi di circolazione materiale; c) registrare i vincoli persistenti sui titoli in appositi depositi; d) registrare le iscrizioni ai fini dell'accentramento, fatta salva la possibilità da parte dell'intestatario del conto aperto presso l'intermediario di detenere titoli di pertinenza di soggetti diversi dallo stesso. In questo caso le norme riferite all'intestatario del conto devono essere intese come riferite al beneficiario finale o proprietario dei titoli. Al fine di agevolare la ridenominazione dei titoli di Stato si dispone il rimborso dei titoli nominativi e al portatore di taglio inferiore a cinque milioni di capitale nominale, e delle eventuali frazioni di capitale inferiori a cinque milioni. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica fisserà le modalità del rimborso anticipato dei titoli di Stato ovvero, limitatamente ai titoli sottoposti a vincolo cauzionale, tramite le ordinarie procedure di debito pubblico. L'onere complessivo è stimato di importo molto contenuto. L'attuale sistema di rendicontazione sui pagamenti di debito pubblico è disciplinato, a seconda dei prestiti di riferimento, dalle norme del Regolamento sulla contabilità generale dello Stato. Allo scopo di rendere omogeneo tale sistema al nuovo status dei titoli, il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica potrà emanare speciali disposizioni per il riscontro dei pagamenti effettuati. TITOLO VI - ATTIVITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Premessa. La legge delega per l'introduzione dell'euro reca agli articoli 12 e 13 disposizioni concernenti la Pubblica Amministrazione. In particolare, l'articolo 12 riguarda le dichiarazioni, attestazioni e altri documenti, di cui sia obbligatoria la presentazione, che si potranno produrre con l'indicazione degli importi in euro, nonché la possibilità di ottenere il pagamento o di effettuare il versamento in euro, qualora l'adempimento non avvenga in contanti. L'articolo 13 è relativo ai documenti contabili delle Pubbliche Amministrazioni in cui l'indicazione di valori in euro risulti particolarmente significativa. In applicazione dei principi e criteri direttivi di ordine generale delle delega indicati nell'articolo 2 della legge, nonché dei principi e criteri direttivi speciali di cui ai citati articoli 12 e 13, con il presente titolo vengono dettate disposizioni concernenti la Pubblica Amministrazione, intese ad attuare il graduale e consapevole utilizzo dell'euro, e un passaggio equilibrato alla nuova moneta. L'articolo 47 del decreto legislativo, in applicazione di un preciso criterio di effettiva delegificazione, dispone che le pubbliche amministrazioni e i soggetti pubblici interessati individuano con propri decreti le dichiarazioni, le attestazioni e gli altri documenti - di cui sia obbligatoria la presentazione alla Pubblica Amministrazione - per i quali sarà possibile indicare gli importi euro; qualora a questo fine si rendesse necessario modificare la modulistica prevista con atti normativi si prevede la possibilità di modificarla in via amministrativa. Per quanto concerne in particolare l'Amministrazione finanziaria, le dichiarazioni dei redditi, le dichiarazioni annuali ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, le dichiarazioni dei sostituti d'imposta e le dichiarazioni ai fini dell'IRAP potranno essere presentate in euro a partire dai periodi di imposta aventi decorrenza dal 1 gennaio 1999, ovvero chiusi nel corso di tale anno. L'articolo 48 prevede, sempre nel periodo transitorio, che con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentita la Banca d'Italia, sono stabilite le modalità per assicurare ai creditori e debitori delle Pubbliche Amministrazioni la possibilità di ottenere i pagamenti o di effettuare i versamenti, anche in euro, escluso il caso in cui il pagamento avvenga in contanti. In base ai cennati criteri di flessibilità e delegificazione, sono pertanto adottate in via amministrativa le iniziative e le misure necessarie per garantire l'esercizio della facoltà di effettuare versamenti e pagamenti anche in euro. Inoltre, per consentire certezza e costanza di rapporti, è previsto che qualora un soggetto privato abbia scelto di adottare l'euro nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, tale scelta è irreversibile e vincolante per quanto concerne i pagamenti e versamenti inerenti alla medesima obbligazione. L'articolo 49, concernente l'attività contrattuale delle Pubbliche Amministrazioni, stabilisce che con apposito regolamento sono emanate norme per adeguare le disciplina in materia di stipula e di esecuzione dei contratti delle Pubbliche Amministrazioni per appalti di lavori, forniture e servizi. La graduale introduzione della nuova unità monetaria comporta la necessità di garantire fin dal primo periodo di applicazione della medesima, la migliore leggibilità dei conti pubblici, anche per rendere possibile la comparazione a livello comunitario. A tal fine l'articolo 50 prevede che con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica sono individuati i documenti contabili in cui, in appositi allegati, sono riportati i dati riassuntivi espressi anche in euro. Per le amministrazioni pubbliche non statali viene confermato lo stesso principio, demandando alle medesime la possibilità di individuare, nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, i documenti contabili per i quali si rende necessario applicare - nel periodo transitorio 1999 2001 - l'esposizione dei dati riassuntivi anche in euro. TITOLO VII - CONVERSIONE IN EURO DELLE SANZIONI PECUNIARIE ESPRESSE IN LIRE Articolo 51 - L'articolo regola l'impatto che la riforma monetaria è destinata a produrre nel campo dell'apparato sanzionatorio penale e amministrativo, provvedendo a disciplinare gli effetti della conversione secondo il principio, stabilito dalla legge di delega, di "conservare l'omogeneità, la congruità e la proporzionalità delle sanzioni". La disposizione si basa sul criterio di riconoscere valore al semplice risultato algebrico della conversione, derivante dall'applicazione del tasso fissato ai sensi del Trattato.