[ddlpres]

e la ricerca e la raccolta del tartufo con un numero di cani superiore a due, comprensivi di quelli in addestramento. 10 (Abilitazione alla raccolta) 1 Per praticare la raccolta del tartufo, il raccoglitore deve sottoporsi a un esame per l'accertamento della sua idoneità sulla base del documento di cui all'articolo 3, comma 5, lettera g) . La regione incentiva le associazioni riconosciute all'istituzione di corsi di formazione per la preparazione all'esame. Sono esentati dalla prova d'esame coloro che sono già muniti del tesserino alla data di entrata in vigore della presente legge. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano il rilascio, a seguito dell'esame di cui al comma 1, di apposito tesserino di idoneità con cui si autorizza a praticare la ricerca e la raccolta del tartufo. Sul tesserino devono essere riportate le generalità e la fotografia del raccoglitore. 3 L'età minima dei raccoglitori non deve essere inferiore a sedici anni. 4 Le autorizzazioni di raccolta hanno valore sull'intero territorio nazionale. 5 Non sono soggetti agli obblighi di cui al presente articolo i raccoglitori di tartufi aventi diritto di raccolta nelle tartufaie controllate e coltivate. 6 L'abilitazione alla raccolta è valida senza limiti temporali, salvo l'interruzione dell'esercizio della raccolta e del pagamento del contributo annuale di cui all'articolo 21, per una durata di cinque anni consecutivi. 11 (Disposizioni in merito alla tracciabilità del prodotto) 1 Il raccoglitore, al fine di consentire il controllo e il monitoraggio da parte delle autorità preposte, annota su una scheda, predisposta dalla regione o dalla provincia autonoma, da allegare al tesserino di cui all'articolo 10, la zona territoriale, la data, la quantità e le specie raccolte. 2 Entro il 31 gennaio di ogni anno il raccoglitore invia alla regione o provincia autonoma competente la scheda di cui al comma 1 relativa all'anno precedente. 3 In caso di mancato adempimento della disposizione del comma 2, la regione o la provincia autonoma provvede a comunicare al raccoglitore la riduzione dei giorni previsti per esercitare l'attività di raccolta. 4 Dopo due anni consecutivi di mancato invio delle schede di cui ai commi 1 e 2 da parte del raccoglitore, la regione o la provincia autonoma provvede alla sospensione o al ritiro del tesserino per un anno. 5 Il raccoglitore, qualora intenda cedere i tartufi raccolti, anche a titolo gratuito, rilascia al cessionario una ricevuta contenente: le proprie generalità; nome, cognome e partita IVA o codice fiscale del cessionario; l'indicazione di specie, qualità, quantità, data, luogo o area di raccolta; il corrispettivo ricevuto. 12 (Calendari di raccolta) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano gli orari, i calendari e le modalità di raccolta e di vigilanza, rispettando almeno un mese di chiusura nel periodo primaverile tra i mesi di aprile e di maggio e almeno un mese nel periodo estivo tra i mesi di agosto e settembre. 2 Fatte salve le discipline adottate ai sensi del comma 1, la raccolta è consentita normalmente nei seguenti periodi: a Tuber magnatum Pico, dal 1° ottobre al 31 dicembre; b Tuber melanosporum Vitt. , dal 15 novembre al 15 marzo; c Tuber brumale var. moschatum De Ferry, dal 15 novembre al 15 marzo; d Tuber aestivum Vitt. , dal 1° maggio al 30 novembre; e Tuber uncinatum Chatin, dal 1° ottobre al 31 dicembre; f Tuber brumale Vitt. , dal 1° gennaio al 15 marzo; g Tuber Borchii Vitt. o Tuber albidum Pico , dal 15 gennaio al 30 aprile; h Tuber macrosporum Vitt. , dal 1° settembre al 31 dicembre; i Tuber mesentericum Vitt. , dal 1° settembre al 31 gennaio. 3 È vietata ogni forma di commercio delle varie specie di tartufo fresco italiano nei periodi in cui non è consentita la raccolta, fatto salvo il quantitativo detenuto e comunicato entro le ventiquattro ore successive al giorno di chiusura del periodo di raccolta che può essere venduto entro i successivi dieci giorni. La comunicazione deve essere effettuata al servizio competente della regione o provincia autonoma tramite fax o posta elettronica. La comunicazione deve indicare anche il quantitativo detenuto di tartufo congelato. III LAVORAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEI TARTUFI 13 (Caratteristiche dei tartufi posti in vendita) 1 I tartufi freschi, per essere posti in vendita al consumatore, devono essere distinti per specie e varietà, ben maturi e sani, liberi da corpi estranei e impurità. Il cartello di vendita deve chiaramente indicare il nome latino o il nome volgare, l'origine e l'eventuale denominazione di origine protetta o di indicazione geografica tipica. 2 I tartufi interi devono essere tenuti separati dai tartufi spezzati. 3 I pezzi e il tritume di tartufo devono essere venduti separatamente, senza terra e materie estranee, distinti per specie e varietà. Sono considerate pezzi le porzioni di tartufo di dimensione superiore a centimetri 0,5 di diametro e tritume quelle di dimensione inferiore. 4 Ai tartufi posti in commercio ai fini dell'utilizzo nell'alimentazione umana si applicano le disposizioni concernenti l'igiene, la tracciabilità, la sicurezza alimentare e l'attività di controllo ufficiale, di cui alle pertinenti normative dell'Unione europea e nazionali vigenti. 14 (Lavorazione dei tartufi) 1 La lavorazione del tartufo, per la conservazione e la successiva vendita, per le specie indicate nell'allegato 2, può essere effettuata: a dalle aziende iscritte alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, nel settore delle industrie produttrici di conserve alimentari; b dai consorzi di cui all'articolo 8; c da cooperative di conservazione e commercializzazione del tartufo. 15 (Tartufi conservati) 1 I tartufi conservati sono posti in vendita in recipienti ermeticamente chiusi, muniti di etichetta ai sensi delle vigenti disposizioni dell'Unione europea e nazionali. 2 I tartufi conservati sono classificati come nell'allegato 2. 3 I tartufi conservati sono confezionati con l'aggiunta di acqua e sale, nonché con l'aggiunta facoltativa di vino, liquore o acquavite, e devono essere sottoposti a sterilizzazione a circa 120 gradi centigradi per il tempo necessario in rapporto al formato dei contenitori. 4 L'impiego di altre sostanze, purché non nocive alla salute, oltre quelle di cui al comma 3, o un diverso sistema di preparazione e conservazione, deve essere indicato sulla etichetta con termini appropriati e comprensibili. 5 È vietato in ogni caso l'uso di sostanze coloranti. 16 (Confezionamento dei tartufi conservati) 1 Il peso netto indicato nella confezione corrisponde a quello dei tartufi sgocciolati con una tolleranza massima del 5 per cento. 2 Il contenuto dei barattoli e dei flaconi presenta le seguenti caratteristiche: a liquido di governo o di copertura limpido, di colore scuro nel Tuber melanosporum Vitt. , brumale Vitt.