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Legge quadro per l'esercizio della pesca della fauna ittica e per la protezione e la conservazione della fauna delle acque interne in tutte le acque interne pubbliche del territorio nazionale. Onorevoli Senatori. -- «I pescatori non sono altro che dei contadini prestati al mare. Pertanto dobbiamo considerare il nostro mare, i nostri fiumi e i nostri laghi non come luoghi di predazione ma come luoghi da coltivare e custodire», queste le parole di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore. Sulla base di queste parole, con il disegno di legge al vostro esame si intende prevedere una nuova disciplina in materia di pesca nelle acque interne, tale da superare un quadro normativo nazionale basato su una legislazione datata, risalente al regio decreto n. 1604 del 1931 e connotata da una frammentarietà dovuta a una notevole serie di provvedimenti di delega statale alle regioni. In questo senso, si pone in modo evidente l'esigenza sia di individuare criteri ispiratori nuovi e più moderni, anche in riferimento alle positive esperienze di altri Paesi, sia di inquadrare la disciplina della materia nel contesto della riforma del titolo V della parte II della Costituzione, con il conseguente rilievo da attribuire alle competenze legislative regionali. Il disegno di legge si propone come un moderno quadro di riferimento, che assume una funzione di cornice atta a individuare le linee di indirizzo generali per la gestione di un'attività che rappresenta uno dei più importanti settori ricreativi in ambito nazionale. La nuova disciplina proposta ruota su alcuni principi innovatori fondamentali, quali la nuova definizione giuridica della fauna ittica, il criterio della cogestione, l'istituzione di un Osservatorio nazionale di settore, la definizione di una tassa di concessione unica regionale. Quanto alla fauna ittica, finora giuridicamente ritenuta res nullius , viene considerata patrimonio indisponibile dello Stato, con evidenti conseguenze verso una gestione della risorsa naturale orientata non al semplice prelievo ma alla preservazione della stessa. Il provvedimento si propone altresì di valorizzare le acque interne e le loro prossimità mediante la promozione anche delle attività turistiche e sportive legate alla pesca sportiva, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 3- quater del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), degli articoli 9 e 32 della Costituzione, nonché l'abrogazione del regio decreto 8 ottobre 1931, n. 1604 (testo unico delle leggi sulla pesca) e di tutte le leggi e normative precedenti di riferimento. Con il presente disegno di legge si mira, pertanto, a favorire la tutela e l'educazione ambientale, il rilancio territoriale, nonché la promozione di attività sportive, turistico-ricreative, didattiche e di promozione territoriale, anche nell'ottica di una destagionalizzazione delle attività stesse che si intende regolamentare in prossimità e sullo specchio d'acqua, creando nuove opportunità per perseguire uno sviluppo che sia integrato, condiviso e sostenibile. La proposta, infine, mira a regolamentare, nell'ottica della semplificazione amministrativa, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza, i procedimenti per il rilascio, la modificazione e l'estinzione delle autorizzazioni, delle concessioni e dei titoli d'uso relativi alle acque pubbliche, alle aree demaniali e alle relative pertinenze, nel rispetto della legislazione statale e regionale concernente la tutela delle risorse idriche e la difesa del suolo, nonché del superiore interesse pubblico all'uso multisettoriale della risorsa a cui ciascun corso d'acqua e invaso è destinato, tenendo in debito conto le esigenze di sicurezza delle opere e l'incolumità pubblica. Il disegno di legge si compone di 22 articoli. Gli articoli 1 e 2 contengono i principi generali e le finalità della legge. Gli articoli dal 3 all'8 contengono le specifiche delle attività consentite nelle acque interne. Inoltre, nell'articolo 3 si attribuisce al pescatore sportivo la possibilità di attraversare i fondi privati per raggiungere la zona di pesca. L'articolo 9 istituisce le guide professionali di pesca sportiva e ricreativa. Gli articoli dal 10 al 14 fissano le modalità di concessione e gestione delle acque, della loro classificazione e degli interventi preventivi di tutela durante gli svasi. Gli articoli dal 15 al 18 contengono le norme relative alla vigilanza ittica e ambientale, gli illeciti e le sanzioni amministrative e penali relative all'esercizio della pesca sportiva e ricreativa. L'articolo 19 dispone in materia di ripopolamenti ittici. L'articolo 20 istituisce l'Osservatorio nazionale sul bracconaggio ittico. L'articolo 21 regola gli introiti e la destinazione dei proventi derivanti dalla tassa delle licenze di pesca. L'articolo 22 abroga le precedenti leggi e normative di riferimento e contiene la norma di invarianza finanziaria.. I PRINCÌPI E DISPOSIZIONI GENERALI 1 (Finalità della legge) 1 La presente legge ha come finalità la disciplina dell'esercizio della pesca della fauna ittica delle acque interne pubbliche del territorio nazionale, nonché la protezione e la conservazione della fauna delle acque interne pubbliche del territorio nazionale. 2 Sono considerate acque interne pubbliche tutte le acque dolci e salmastre esistenti sul territorio nazionale. Nelle zone costiere sono considerate interne tutte le acque comprese entro la linea ideale congiungente i punti più foranei delle foci e degli sbocchi in mare dei fiumi, dei canali e degli altri corpi idrici. 3 Per gli effetti della presente legge fanno parte della fauna ittica i crostacei e i pesci appartenenti alla classe degli osteitti, o pesci con scheletro osseo, viventi stabilmente o temporaneamente in tutte le acque interne del territorio nazionale. 4 Con il termine fauna delle acque interne si intende la fauna ittica e tutti gli altri vertebrati che vivono, anche temporaneamente, nelle acque interne pubbliche del territorio nazionale. Essa costituisce patrimonio indisponibile dello Stato. 5 È fatto divieto assoluto di pescare, prelevare, catturare, detenere, tendere insidie a qualsiasi organismo appartenente alla fauna delle acque interne che non sia compreso nella fauna ittica; eventuali deroghe a tale divieto devono essere individuate dalle amministrazioni competenti. Deroga temporanea a tale divieto è fatta per quelle specie che sono oggetto di attività, già autorizzate anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, legate al loro commercio o al loro consumo o a tradizioni locali. La deroga è valida fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti predisposti dalle amministrazioni competenti, che dovranno regolamentare i tempi, i mezzi e le modalità di cattura, le specie e le quantità catturabili. 6 Ai fini della presente legge i termini pesca non professionale, pesca sportiva, pesca ricreativa, pesca dilettantistica, sono da considerare sinonimi. Sono altresì da considerare sinonimi i termini pesca professionale e pesca di mestiere. 7 Alle acque di cui al comma 2 si applicano, secondo la disciplina della presente legge, i seguenti princìpi: a protezione, conservazione e incremento della fauna ittica; b gestione e tutela dei relativi ambienti; c disciplina dell'attività di pesca professionale e dilettantistica.