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Anche oggi, lei ha avuto parole assolutamente garbate nei confronti del Parlamento, ribadendo che nessuna decisione può essere presa senza il Parlamento protagonista. Un conto, però, sono le affermazioni che si dicono qui, nelle occasioni canoniche, ed un conto è quello che avviene. Io non sto a ripercorrere la storia di questi mesi difficili: i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, i decreti per sanare i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, l'uso improprio dei DPCM. Per chi ci ascolta fuori da qui, ricordo che i DPCM sono provvedimenti adottati dal Governo senza un adeguato coinvolgimento del Parlamento, mentre un decreto-legge deve essere comunque convertito. Vi è stata una situazione caotica inaccettabile e confusionaria, anche di alcuni enti e anche di alcune strutture sanitarie, che noi rispettiamo, perché non siamo tra coloro che minimizzano e che negano i problemi e tutt'ora siamo attenti e preoccupati. Seguiamo le affermazioni della comunità scientifica, perché non possiamo dare per scontato nulla. Tuttavia, noi abbiamo assistito, in fase anche recente, all'INAIL che diceva che sull'autobus si stava a un metro di distanza, al ristorante a due metri, allo stabilimento balneare a quattro metri e poi le Regioni hanno costretto il Governo a rivedere decisioni che erano cervellotiche: il pericolo, infatti, non è diverso sull'autobus o allo stabilimento balneare. E sto parlando di un paio di mesi fa. Quindi, confusione, arroganza e approssimazione, anche perché il problema è stato di una serie di abusi, come è stato già citato in questo dibattito e come riporta la risoluzione unitaria del centrodestra. Io non sempre sono stato d'accordo con il professor Cassese, ma la sua conoscenza delle norme e la sua autorevolezza sono incontestabili. Ebbene, ministro Speranza, da diversi giorni e settimane, egli vi sta dando delle lezioni. Anche l'altro giorno sul «Corriere della sera», invocando i poteri che lei ha, in base alla legge n. 833 del 1978, sull'istituzione del Servizio sanitario nazionale, ricordava che lei può intervenire con ordinanza in casi di emergenza. Perché, allora, spaventare turisti ed operatori economici con uno stato di emergenza fino al 31 dicembre, come avevate annunciato, invece che intervenire, come potete fare, in base a queste leggi, che il professor Cassese ha ricordato a tutti, in base alla decretazione? (Applausi) . Dio non voglia che si determinino situazioni pericolose. Avete tutti i poteri come Governo, e nessuno contesterebbe l'uso dei poteri che lei ha come Ministro della salute e i poteri che il Governo ha di emettere decreti. Quanto ci vuole a riunire il Consiglio dei ministri se c'è una situazione di emergenza? Oramai siamo abituati a riunioni via video, via web , che vengono fatte a livelli planetari. I Consigli europei si sono svolti via Rete; noi, per fortuna, abbiamo mantenuto l'abitudine del voto fisico in Aula. Tuttavia, non ci sono scusanti; c'è un'emergenza. Avete i poteri, gli strumenti e la tempistica per riunirvi nel giro di minuti e assumere decisioni. Quando Conte ha preso decisioni sbagliate ci ha messo pochi secondi a invadere le televisioni e stare ore e ore sforando gli orari dei telegiornali. (Applausi) . Siamo d'accordo che non si debba abbassare la guardia, però crediamo che gli strumenti vadano usati in maniera appropriata. Oggi siamo qui a discutere di una proroga al 31 luglio; ci sarà, poi, l'occasione successiva in cui Presidente del Consiglio chiarisca in Parlamento: il 31 dicembre, il 31 ottobre, ma non è un negoziato politico; è una decisione che andrebbe assunta sulla base di evidenze scientifiche. (Applausi). Abbiamo grande rispetto per la comunità scientifica e per i virologi, però quando vediamo che Emiliano usa il suo virologo di fiducia come candidato alle elezioni, beh, ci chiediamo dove sta il trucco, dove sta lo scienziato e dove il candidato. (Applausi) . Siamo sottoposti a conflitti di competenze, conflitti di attribuzione, conflitti di potere. Dopodiché, il virologo va in televisione, poi si candida e non si capisce. Sarà uno? Non so gli altri; faremo il monocolore dei virologi, ripeto, pur rispettandoli. Non ripercorro qui la storia: mascherine che c'erano o che non c'erano, i congiunti, che non si capiva giuridicamente quale categoria del diritto fossero. Vi dirò di più: c'è un rischio di seconda ondata? Bene, conosciamo i Paesi, i luoghi dove oggi c'è il virus. E, allora, invece di attendere impotenti, si assumano decisioni verso quelle realtà, anche nelle sedi internazionali dove l'Italia deve far valere la sua voce. D'altra parte, se in qualche Paese c'è perfino il traffico dei certificati falsi che attestano l'immunità di una persona, interveniamo con quei Paesi. Non voglio nemmeno citarli, ma li avete letti. Volete estendere l'emergenza fino al 31 dicembre o al 31 ottobre e non andate in soccorso della Sicilia e della Calabria dove l'emergenza immigrazione sta dilagando. (Applausi). Facciamo nostro l'appello del presidente Santelli e del presidente Musumeci che hanno chiesto interventi adeguati. Sulle coste della Calabria e della Sicilia vogliamo le navi dei turisti, non le navi della quarantena per l'arrivo di clandestini in quantità, che già si annunciano. (Applausi). Oggi leggevamo sui giornali i soliti rapporti fondati dei Servizi di sicurezza che parlano della Libia, delle 20.000 o 30.000 persone pronte a sbarcare. Aspettiamo che la Calabria e la Sicilia, che hanno contenuto la pandemia, anche per la saggezza dei loro amministratori regionali, siano sommerse da questi problemi? Noi vorremmo sbarchi virtuosi di turisti, che non arrivano. Allora noi teniamo le porte aperte ai clandestini e teniamo le porte chiuse ai turisti. Andate a vedere a 50 metri da qui: hanno richiuso bar e ristoranti che avevano appena aperto perché c'è una crisi profonda. (Applausi). Volete la condivisione? Abbiamo dato voti decisivi per lo scostamento di bilancio, che è servito anche - lei le ha citate oggi, ministro Speranza - per le assunzioni della sanità: 29.000 - cito a mente - se ho sentito bene. Ebbene, è stato possibile anche per l'uso di quei fondi. I voti di tutto il centrodestra unito sono stati decisivi, ma non ci avete chiamato neanche un secondo a condividere le priorità su come utilizzare i soldi dello scostamento di bilancio. (Applausi). Attendiamo ancora l'appuntamento, non marginale perché adesso Conte dirà: «Quello non vuole venire, quello...»; poi la telefonatina: «Venite domani pomeriggio». Noi rappresentiamo un pezzo di democrazia italiana, probabilmente maggioritaria nel Paese, ed esigiamo rispetto quando si devono assumere le decisioni, non essere invitati dopo l'ultima giornata degli stati generali, dopo le archistar, i cantanti, dopo tutti quelli che, per carità, hanno diritto di dire la loro. Noi abbiamo un mandato per dire la nostra.