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Come sapete, sono un estimatore del presidente Draghi, sono orgoglioso che egli sia il nostro Presidente del Consiglio. Con la stessa franchezza, amicus Plato, sed magis amica veritas , bisogna avere il coraggio di dire al presidente del Consiglio Mario Draghi che nulla giustifica oggi uno stop del Governo in questa situazione. Bisogna arrivare a chiudere il pacchetto PNRR, la legge di bilancio e poi il prossimo anno andare alle elezioni e ciascuno di noi farà la propria campagna elettorale. Pensare di utilizzare schiamazzi diurni, come quelli che abbiamo visto in queste ore, per bloccare un'attività fondamentale non per noi, ma per il sistema Paese, sarebbe inaccettabile. Concludo su questo, signor Presidente. Sono momenti delicati, non ne parla nessuno. A livello internazionale abbiamo detto giustamente che siamo dalla parte della democrazia, giustamente abbiamo combattuto tutti insieme sui nostri valori - ovviamente da posizioni diverse - ma qui non c'è nessuno che abbia il coraggio di dire che la democrazia in questo 2022 sta vivendo una pagina di difficoltà enorme. È la prima volta che parlo in Senato dopo la morte di un amico come Abe Shinzo, il primo ministro giapponese; la democrazia è in crisi in Giappone. È la prima volta che facciamo una discussione vera dopo quello che è successo nel Regno Unito, dove comunque - piaccia o non piaccia - Johnson aveva vinto le elezioni e va a casa. È la prima volta che facciamo una discussione vera dopo tre sentenze della Corte costituzionale americana - al di là del merito, le metto in fila: armi, aborto e ambiente - che in una settimana hanno segnato una nuova pagina nei rapporti tra Casa Bianca, Corte Suprema e Congresso. È la prima volta persino che discutiamo dopo i problemi democratici in Sri Lanka. Dallo Sri Lanka, che non è propriamente il Paese numero uno al mondo, almeno come popolazione, fino agli Stati Uniti, c'è una situazione di difficoltà democratica pazzesca. Non vorrei che all'elenco di questa triste lista si dovesse sommare, da domani mattina, anche l'Italia, perché il fatto che oggi Draghi sia Presidente del Consiglio è stato frutto di una scelta politica di un anno e mezzo fa che noi rivendichiamo, ma oggi Draghi deve continuare a rivestire il ruolo di Presidente del Consiglio perché serve all'Italia e lasciatemi dire che forse, se oggi ci fosse una crisi, in altre capitali non propriamente democratiche stasera o domani qualcuno festeggerebbe. Voglio che festeggino gli italiani e che non festeggino gli altri. Buon lavoro, Presidente. (Applausi) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, la prima cosa che vorrei dire in premessa è che pensiamo - noi come forza di opposizione, ma credo tutti qui in Senato - che in un momento così grave e difficile per la politica italiana, in cui non sappiamo se avremo un Governo oggi pomeriggio, vi sia un solo posto dove il Presidente del Consiglio dovrebbe stare adesso e quel posto è qui nel Senato della Repubblica, perché noi ci vogliamo confrontare con il Presidente, non con i banchi vuoti di un Governo fantasma. (Applausi) . La seconda cosa che vorrei dire in premessa è che abbiamo letto le agenzie, perché noi non facciamo parte della maggioranza, e sappiamo dei tentativi messi in campo questa mattina per cercare di tenere insieme la maggioranza non sulla fiducia, senza votare la fiducia, ma votando gli emendamenti in modo tale da poter proseguire nell'azione di Governo, secondo un ragionamento talmente bizantino che nessuno è riuscito a capirlo. Lo voglio ricordare perché quando qualcuno di voi, qualcuno dei giornali o delle televisioni, o qualche intellettuale da strapazzo ci verrà a dire che questo è il Governo della serietà, noi gli ricorderemo le scene da basso impero di questa mattina. (Applausi) . Noi abbiamo di fronte sfide terribili ed epocali, cui in parte hanno già fatto cenno i colleghi del Gruppo che sono intervenuti. Ricorderò soltanto un dato che è stato rilasciato con l'ultimo bollettino dell'Autorità per l'energia: nell'ultimo anno il prezzo medio della bolletta del gas per le famiglie italiane è salito del 70,7 per cento; la bolletta dell'elettricità da adesso a luglio 2023 salirà del 91,4 per cento. Anch'io sono costretto a fare il quadro geopolitico - oserei dire - della situazione in cui siamo tutti noi coinvolti: c'è la guerra a 700 chilometri dal confine italiano, c'è una difficoltà enorme a garantire l'approvvigionamento del gas, c'è un problema enorme a far uscire il grano sul Mar Nero, c'è il rischio della carestia nei Paesi africani, c'è il rischio concretissimo che la carestia generi nuove ondate migratorie che si aggiungono a quelle già esistenti, c'è il problema dell'inflazione mai così alta dal 1986, c'è una pandemia che non sappiamo ancora se sia alle nostre spalle, c'è una crisi di siccità che mette in ginocchio l'agricoltura. Queste sono tutte le emergenze di cui gli italiani si preoccupano e che gli italiani credono dovrebbero essere al centro dell'azione del Governo. Ci vorrebbe, però, un Governo forte, coeso e serio, invece noi da settimane - ho perso il conto di quante - viviamo in una bolla fatta di ricatti, di teatrini, di ultimatum e penultimatum , tutte cose che appartengono alla peggiore prima Repubblica. Abbiamo un ex Presidente del Consiglio, Conte, che deve ancora elaborare il duplice lutto derivante dalla scissione di Di Maio e dal suo sfratto da Palazzo Chigi e che un giorno sì e l'altro pure bombarda il Governo. Il Presidente del Consiglio italiano è in missione a Kiev, in zona di guerra, e mentre è a Kiev non sa se il suo Paese ha una politica estera, perché negli stessi giorni in Italia la sua maggioranza di politiche estere ne mette in campo tre o addirittura quattro. E poi, pochi giorni dopo, a Madrid, abbiamo una riunione storica della NATO per decidere l'ingresso di Svezia e di Finlandia, ma il nostro Presidente del Consiglio, sempre Draghi, deve ritornare precipitosamente in Italia: è una bellissima figura che il nostro Paese fa sullo scenario internazionale! Voi ci dite che il Governo è quello che garantisce l'immagine dell'Italia all'estero. Ebbene, Draghi prende l'aereo, torna in Italia, perché succede che Conte, Grillo e pezzi dei 5 Stelle si rinfacciano reciprocamente il fatto di essere totalmente inadeguati. E se lo dicono loro noi naturalmente ci crediamo. (Applausi) . Se non bastasse, alla Camera il Partito Democratico pianta le proprie bandierine ideologiche, sapendo di non avere alcuna possibilità di far approvare lo ius scholae o la legge sulla liberalizzazione della droga, con il solo e unico scopo di irritare e di provocare gli alleati del centrodestra. Di fronte a questo, a quello che è avvenuto e sta avvenendo, noi abbiamo atteso per settimane, Presidente, colleghi, che qualcuno dalle parti del Governo si alzasse e dicesse o gridasse: «Guardate ragazzi miei, la ricreazione è finita!». Ma nessuno si è alzato a dire questo, Presidente.