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Le misure avrebbero dovuto chiamare in causa anche il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per andare a vedere quali competenze maturano effettivamente i nostri giovani dopo la scuola media superiore, dopo un percorso di laurea, dopo un master e un dottorato. Perché non trovano lavoro? Perché persone con altissimi profili di competenza non trova lavoro? C'è la possibilità che forse queste competenze non siano concordate o in qualche modo armonizzate adeguatamente con le attuali richieste del mondo del lavoro. Mi preoccupa molto, signor Presidente, che le uniche persone che potranno effettivamente trovare lavoro con l'approvazione di questo provvedimento siano i navigator . Mi preoccupa sapere quale profilo di competenza avranno i navigator , perché è chiaro che attuare questa armonizzazione, facendo coincidere la richiesta e la ricerca di lavoro con la possibilità di trovare il lavoro, di avere un contratto e di essere inseriti stabilmente nel mondo del lavoro, implica passaggi molto complessi. Invece il passaggio alla Camera ha avuto un valore incrementale sotto il profilo della cultura del sospetto: ho sentito parlare di furbetti. È possibile, ma noi abbiamo incrementato soprattutto la presenza della Guardia di finanza e dei Carabinieri, abbiamo addirittura stabilito degli organici e dei profili gerarchici di presenza e non ci siamo realmente preoccupati di fare la cosa più normale per ogni territorio, che è la mappa di quell'area con le effettive possibilità di lavoro che quel territorio offre (Applausi dal Gruppo FI-BP) , per attivare quel patto di formazione che effettivamente mette i ragazzi in condizione di essere non soltanto formati, ma anche formati in funzione del lavoro. È chiaro che i famosi 780 euro sembrano tantissimi se li confrontiamo con i 500 euro che molte persone che lavorano nei call center possono percepire (Applausi dal Gruppo FI-BP) , ma se una persona si trasferisce fuori dalla famiglia e dal proprio territorio, come ci si può mantenere? In altri termini, esistono delle ambiguità strutturali nel decreto-legge in esame. Mi permetta anche di fare riferimento, per quanto riguarda quota 100, a una domanda che sembra occupare l'orizzonte delle speranze, da un lato, e della diffidenza, dall'altro: davvero per ogni persona che uscirà dal mondo del lavoro ci sarà una nuova persona che vi entrerà? Mi chiedo inoltre se siamo sicuri che alla saggezza e all'esperienza accumulata nel tempo potranno rispondere le nuove competenze, sia pure quelle maturate nel campo della digitalizzazione, capaci di garantire anche a tutta la grande politica del pubblico impiego un rinnovamento del lavoro burocratico, che oggi come oggi è veramente un cimitero degli elefanti? Siamo sicuri che da questo possa derivare un effettivo incremento nella qualità dello sviluppo del Paese o avremo semplicemente appesantito la nostra macchina burocratico-amministrativa, togliendo speranza e perdendo una grande opportunità? Concludo dicendo che resta per me un elemento di grande dispiacere pensare che i più poveri dei poveri, quei poveri senza dimora e senza residenza, non potranno nemmeno aspirare alle misure in discussione. Abbiamo discusso se erano i sans papier o i barboni o comunque li si voglia chiamare; ne abbiamo una esperienza materiale uscendo dal Senato dalla parte di San Luigi dei Francesi, dove c'è la Casa della misericordia, presso cui è attiva una mensa. Questa gente non potrà aspirare alle misure contenute nel provvedimento in esame, perché manca dei requisiti di base che però sono formali, dal momento che l'unico requisito veramente sostanziale è la documentata, sperimentale povertà e miseria di queste persone. Non aver pensato a loro è un ulteriore vulnus del decreto-legge in esame (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, oggi noi del Movimento 5 Stelle siamo emozionati e felici perché stiamo per approvare definitivamente un complesso di norme che contribuiranno concretamente a far vivere meglio tanti milioni di italiani che la cattiva politica aveva dimenticato o ignorato e che noi, invece, abbiamo messo al centro della nostra azione. Stiamo finalmente per approvare un provvedimento che è una delle colonne portanti della proposta politica del MoVimento 5 Stelle; un provvedimento che ha lo scopo di contrastare l'impoverimento progressivo di milioni di italiani che non trovano lavoro o che, pur lavorando, si trovano sotto la soglia di povertà essendo sfruttati e vessati; un provvedimento che ha lo scopo di migliorare le politiche attive per il lavoro, di aumentare le pensioni e di superare la sciagurata legge Fornero. Ci arriviamo oggi dopo esserci contrapposti per anni alle altre forze politiche su tali tematiche, perché il MoVimento 5 Stelle ha proposto il reddito di cittadinanza e il superamento della legge Fornero sin dal suo ingresso in Parlamento nel 2013. Questa contrapposizione politica è stata totale, ed è stata ribadita ieri ed oggi dai colleghi delle opposizioni. C'è chi, come loro, descrive alcuni milioni di italiani come fannulloni, come truffatori, come gente che rimarrà sul divano e percepirà comodamente il reddito di cittadinanza. E c'è chi, come noi del MoVimento 5 Stelle, vuole aiutare questi nostri connazionali colpiti dalla crisi economica, dalle politiche di austerità e dalle disuguaglianze che dal 2011 ad oggi sono aumentate a dismisura. Soprattutto, c'è chi, come noi del MoVimento 5 Stelle, vuole dare attuazione, dopo settant'anni, all'articolo 38 della nostra amata Costituzione, il quale statuisce che «i lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria». Ripeto: mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di disoccupazione involontaria. La risposta a questo problema è nel reddito di cittadinanza e nelle politiche attive del lavoro, che noi oggi approviamo definitivamente. In questi ultimi anni e mesi, e ancora oggi, si è palesata chiaramente la contrapposizione tra il MoVimento 5 Stelle, che vuole dare attuazione ai princìpi costituzionali, e alcune forze politiche e alcuni potentati economico-finanziari, che vogliono lasciare le cose come stanno, forse perché fa comodo tenere in condizioni di bisogno e di disperazione milioni di italiani a cui, magari, chiedere il voto e il sostegno a ogni tornata elettorale. (Applausi dal Gruppo M5S) . Tra l'altro, questa contrapposizione tra visioni politiche e socioeconomiche diverse si palesa per la verità ad intermittenza, perché in campagna elettorale invece eravate tutti a favore del reddito di cittadinanza. Sono indimenticabili, a questo proposito, le dichiarazioni di Berlusconi, che voleva dare un reddito di cittadinanza non di 780 euro al mese - anche se oggi dite che è tanto - ma di 1.000 euro al mese. Salvo poi rimangiarsi la promessa elettorale, come al solito. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per fortuna degli italiani, il MoVimento 5 Stelle è diverso, non dimentica gli impegni elettorali, anzi li mantiene, e in questo caso li tramuta in provvedimenti di legge in solo otto mesi di Governo.