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l'assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, nel rimarcare che il Governo siciliano ha avviato un'interlocuzione con Anas per il rispetto degli impegni contrattuali, ha evidenziato a sua volta le problematiche che permangono sull'arteria SS640 Caltanissetta - Agrigento, richiamando l'esigenza di conoscere quali soluzioni intenda porre in atto il Governo nazionale per il pagamento delle imprese creditrici, per accelerare i lavori e per farli ripartire a pieno regime; in tale contesto è stato riscontrato un fenomeno di erosione costiera lungo quindici chilometri, con la conseguente urgenza di dover pianificare una strategia d'intervento per contrastare il rischio ambientale in corso. Per questo, lunedì 18 marzo 2019, il Presidente, nella qualità di commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico, si è visto costretto a convocare d'urgenza un Tavolo tecnico per individuare le contromisure da adottare; risulta all'interrogante che, nel corso di una recente visita in Sicilia, il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e il ministro Danilo Toninelli abbia visitato soltanto i tre micro-cantieri Delia, Favarella, Santuzza, che servono a riaprire la tratta tra Canicattì e l'ingresso di Caltanissetta; tuttavia rimane privo di una soluzione l' iter per i lavori sulla SS 640, da 120 milioni di euro, che impone un dispiegamento di almeno 100 mezzi e 300 maestranze al giorno, per raggiungere una produzione di lavori da 8 milioni al mese; appare di tutta evidenza che non sia possibile perdere ulteriore tempo nella realizzazione di interventi essenziali per garantire la sicurezza e la percorribilità delle strade statali siciliane, propedeutiche anche al più ampio quadro strategico delle grandi opere e di un ammodernamento dei sistemi di trasporto nell'isola, con le relative ricadute (positive o negative, a seconda dei casi) per l'economia del territorio, si chiede di sapere: quali siano gli intendimenti del Ministro in indirizzo in relazione alle opere infrastrutturali citate in premessa; quali poteri si intenda conferire alla Regione Siciliana e quali risorse si intendano stanziare per lo sblocco ed il completamento delle opere necessarie per la rete viaria delle strade statali in Sicilia; se non intenda convocare con urgenza un Tavolo tecnico alla presenza del Governo siciliano. Atto n. 4-01470 DAMIANI CONZATTI PICHETTO FRATIN SCIASCIA PEROSINO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il visto di conformità è un istituto di garanzia introdotto con l'articolo 35 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con una duplice finalità: a) evitare errori materiali e di calcolo nella determinazione degli imponibili, delle imposte e delle ritenute, nonché nel riporto delle eccedenze di credito risultanti dalle precedenti dichiarazioni; b) attestare la corrispondenza dei crediti di imposta utilizzati in compensazione nei modelli di versamento unificato (mod. F24) a quelli risultanti dalle dichiarazioni presentate e dalle scritture contabili tenute dal contribuente. Il suo rilascio implica, pertanto, il riscontro della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze della relativa documentazione e alle disposizioni che disciplinano gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni e i crediti d'imposta, lo scomputo delle ritenute d'acconto e i versamenti; in aggiunta ai menzionati riscontri e con riferimento ai soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili, i controlli implicano altresì: a) la verifica della regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie; b) la verifica della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili; c) la verifica della corrispondenza dei dati esposti nelle scritture contabili alla relativa documentazione; i riscontri comportano il controllo in ordine all'ammontare delle componenti positive e negative relative all'attività di impresa e/o di lavoro autonomo esercitata, rilevanti ai fini delle imposte sui redditi, dell'imposta sul valore aggiunto e dell'imposta regionale sulle attività produttive, nonché in ordine all'ammontare dei compensi e delle somme corrisposti in qualità di sostituto d'imposta; in ogni caso, il rilascio del visto di conformità presuppone il controllo che il codice di attività economica indicato nella dichiarazione IVA corrisponda a quello risultante dalla documentazione contabile, desunto dalla tabella di classificazione delle attività economiche vigente al momento di presentazione della dichiarazione; si tratta, come è agevole intuire, di controlli di estrema delicatezza e rilevanza effettuati in sostituzione di quelli abitualmente svolti dall'Agenzia delle entrate, posti a tutela del gettito erariale, al fine di evitare, tra l'altro, l'utilizzo disinvolto e indiscriminato in compensazione di crediti di imposta inesistenti o non spettanti; tali controlli devono pertanto essere affidati a professionisti dotati di specifiche competenze nel settore fiscale e nella tenuta della contabilità, che garantiscano il corretto e completo esperimento di detti controlli; per tale motivo, il legislatore ha circoscritto la platea dei soggetti competenti a rilasciare il visto di conformità agli iscritti nell'albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e nell'albo dei consulenti del lavoro, nonché ai soggetti di cui all'articolo 3, comma 3, lettera b ), del decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 1998 ("i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria"); i commercialisti, così come gli altri professionisti iscritti in albi, sono soggetti che, per svolgere la loro professione, hanno superato un esame di Stato per l'abilitazione professionale, dimostrando, pertanto, il possesso di specifiche competenze nelle materie giuridico-aziendalistiche. Sono soggetti che, in quanto iscritti ad un ente pubblico non economico, qual è l'ordine professionale, esercitano un'attività che è sottoposta alla vigilanza del Ministero della giustizia, oltre che agli obblighi deontologici, di assicurazione dei rischi e di formazione continua previsti dall'ordinamento professionale e che garantiscono integrità, onestà, correttezza, obiettività, indipendenza, imparzialità e prevalenza dell'interesse pubblico in tutte le loro attività e relazioni, nonché competenza, diligenza e qualità delle prestazioni, obblighi, la cui violazione è punita con sanzioni disciplinari che possono arrivare sino alla radiazione dall'albo;