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Il disegno di legge in esame introduce un apposito rito nel codice del processo amministrativo. Il procedimento viene delineato nell'articolato. Ovviamente stiamo parlando del procedimento elettorale preparatorio, che è esattamente quello su cui si è registrato e si registra attualmente il vuoto. Peraltro, si introduce tra le materie di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e si sceglie il TAR del Lazio come tribunale amministrativo regionale competente. Come potete evincere dall'articolo 2, si tratta di una procedura molto rapida, i cui termini sono assai brevi: due giorni per l'impugnazione e anche per il ricorso presso il Consiglio di Stato avverso il pronunciamento del TAR. All'articolo 3 del disegno di legge si interviene, poi, per quanto riguarda i procedimenti elettorali preparatori con riferimento ai cittadini residenti all'estero. Penso che sia un disegno di legge assolutamente necessario. Noi ci troviamo, tra l'altro, alla fine della legislatura. Ovviamente non perdo la speranza di poter mettere mano a una nuova legge elettorale, ma nel frattempo cerchiamo almeno di colmare i vuoti di tutela del procedimento preparatorio delle elezioni politiche, nel caso specifico dell'elettorato passivo, e, in generale, per la questione - a mio avviso più grave - relativa alla ricusazione delle liste. Per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole del Gruppo Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali. (Applausi) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la proposta che stiamo valutando interviene in materia di procedimento preparatorio per le elezioni politiche, introducendo un apposito rito nel codice del processo amministrativo. Come è stato detto ampiamente dai colleghi, questo intervento si è reso necessario a seguito di una sentenza della Corte costituzionale, la n. 48 del 2021, che aveva rilevato come fosse carente la tutela giurisdizionale in questo specifico settore. La Corte ha, quindi, invitato il legislatore a porre rimedio a tale vacatio . In tal senso, questa proposta è stata sottoscritta da tutti i rappresentanti dei Gruppi all'interno della 1 a Commissione. La posizione di Forza Italia è stata ampiamente illustrata in Commissione dal pregevole intervento del collega Pagano, che ha fornito un contributo qualificante e sostanziale alla stesura definitiva della proposta che oggi stiamo valutando. In definitiva, l'intervento è sicuramente da accogliere in maniera favorevole, in quanto contiene semplificazioni al procedimento amministrativo in materia delicata e spesso oggetto di ricorsi, come quella del procedimento elettorale. Si interviene, sostanzialmente, sulla diminuzione dei termini previsti per i ricorsi e le decisioni. Si crea, in definitiva, un clima di maggiore serenità nel procedimento elettorale, in previsione di una competizione elettorale che deve basarsi esclusivamente sulle proposte e sui contenuti delle liste e dei candidati. Il provvedimento introduce elementi di certezza all'interno del procedimento amministrativo che, in via complessiva, deve essere definito nel termine di otto giorni: tra ricorso, esito, ricorso in appello e decisione dell'appello; quindi, termini assolutamente brevi, compatibili con la materia sulla quale intervengono. Per non ripetere ciò che è stato già detto in quest'Aula in sede di dichiarazioni di voto, nel ringraziare il collega Pagano per il lavoro svolto in Commissione, così come il relatore Parrini e tutti i colleghi che hanno dato un contributo importante, annuncio il voto favorevole del Gruppo Forza Italia su questo provvedimento. (Applausi) . GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il provvedimento che ci apprestiamo a votare si inserisce all'interno di un fecondo dialogo tra organi costituzionali, in particolare tra la Corte costituzionale e il Parlamento italiano. Il provvedimento rappresenta l'esito del lavoro armonico - questo devo sottolinearlo - della Commissione affari costituzionali, la quale ha raccolto la sollecitazione della Corte costituzionale contenuta in una sentenza del 2021. La sentenza in questione delinea e chiarisce il rapporto tra l'articolo 66 della Costituzione e le norme che presidiano la presentazione delle liste elettorali. Sul complesso delle norme citate - ricorda la Corte - si è consolidato un orientamento giurisprudenziale secondo il quale, rispetto alle decisioni dell'ufficio centrale, sussiste difetto assoluto di giurisdizione sia del giudice ordinario, sia del giudice amministrativo. In pratica, per quanto riguarda i contenziosi che nascono al momento della presentazione delle liste - osserva la Corte - la partita si gioca esclusivamente tra gli uffici elettorali e l'ufficio elettorale centrale e la Giunta delle elezioni. La Corte costituzionale, però, ha chiarito - da un lato - che l'autodichia del Parlamento e la competenza esclusiva dello stesso non possono spingersi sino ai contenziosi che si instaurano prima dell'elezione, perché in quella fase ancora non sorge la necessità di difendere l'autonomia delle Camere che - come sappiamo - è alla base dell'autodichia. Nello stesso tempo - ricorda la Corte - l'attività decisoria degli uffici elettorali è un'attività amministrativa, non giurisdizionale ( iurisdictio vuol dire pronunciarsi all'esito di un contenzioso in posizione di terzietà, applicando i principi fondamentali a tutela delle parti del processo). Gli uffici elettorali non svolgono attività giurisdizionale. La Corte, in quella sentenza, ancorché abbia negato l'illegittimità costituzionale delle norme per cui si ricorreva, ha sottolineato dunque che c'è un vuoto di tutela - c'era e tra pochi minuti non ci sarà più - giacché, appunto, in presenza di un contenzioso all'esito della presentazione delle liste, nessun giudice degno di questo nome è chiamato a giudicare. La Commissione affari costituzionali ha raccolto questa indicazione per mezzo dello strumento dell'affare assegnato e ha preparato un testo, che oggi propone all'Assemblea, il quale scioglie il nodo e affida al tribunale amministrativo il compito di decidere i contenziosi che dovessero sorgere all'esito della presentazione delle liste. In più, la Commissione è stata ben attenta a stabilire termini ridottissimi affinché le decisioni siano prese in tempo utile per consentire ai ricorrenti, eventualmente vittoriosi, di partecipare al procedimento elettorale. È ovvio, infatti, che qualunque decisione dovesse intervenire successivamente allo svolgimento delle elezioni sarebbe tardiva. Decidere tardi vuol dire non dare tutela a colui che invece ha ragione. Questo provvedimento è dunque molto importante, sicuramente dal punto di vista tecnico, perché frutto di quel dialogo di cui ho parlato poc'anzi, ma anche perché consente di colmare una lacuna in ordine alla tutela degli interessi di noi tutti, non in quanto parlamentari, ma in quanto cittadini. Per queste ragioni, dichiaro il voto favorevole della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi) . PERILLI (M5S) .