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L’Organismo pagatore dell’AGEA, in effetti, negli ultimi tre anni è stato oggetto di rilevanti osservazioni da parte degli organi di controllo e supervisione, relativamente al mantenimento dei requisiti per il suo riconoscimento, a causa delle carenze strutturali manifestatesi riguardo al cosiddetto «ambiente interno e risorse umane», così come disciplinate dall’Allegato I del regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione, del 21 giugno 2006. Ciò che è stato stigmatizzato, in particolare, è il permanere dello «stato interinale» delle figure dirigenziali per un lungo periodo di tempo. Da ultimo, la situazione di precarietà funzionale ha avuto incidenza sul permanere dei requisiti per il riconoscimento dell’Organismo pagatore, poiché il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, svolgendo la propria attività di supervisione ai sensi dell’articolo 2 del citato regolamento (CE) n. 885 del 2006, ha denunciato, come peraltro rilevato dalla certificazione relativa ai conti 2012, una evidente debolezza strutturale legata alla precarietà del personale dirigenziale, che potrebbe impattare, già dal 2013, sullo svolgimento delle attività proprie dell’Organismo pagatore. La stessa Commissione europea, in sede di liquidazione dei conti 2012, evidenzia che la carenza di dirigenti presso l’Organismo pagatore provoca un problema a livello organizzativo, a causa del quale lo stesso Organismo non risulta pienamente conforme ai criteri in base ai quali gli è riconosciuta la capacità e facoltà di pagare. Allo stato, la grave carenza nella dotazione organica della struttura operativa è stata gradualmente solo in parte riassorbita, grazie all’espletamento di una apposita procedura concorsuale autorizzata dalla Funzione Pubblica. L’assunzione di tre dirigenti vincitori del concorso pubblico ha consentito, infatti, solo la copertura di altrettante funzioni. L’attuale dotazione organica di 10 posizioni dirigenziali, già più volte ridotta in applicazione delle linee di contenimento della spesa pubblica, rimane ancora scoperta di 3 unità dirigenziali. Le risorse finanziarie provenienti dalle cessazioni dal servizio, determinate in applicazione della legge 24 dicembre 2007, n.244, non sono sufficienti a consentire l’assunzione delle tre unità dirigenziali necessarie, ancorché il numero delle tre unità di cui si richiede l’assunzione rientra nei parametri previsti dalla medesima legge. Né risulta praticabile -- per la particolarità della specifica professionalità richiesta -- un rimpiazzo per mobilità da altre pubbliche amministrazioni, i cui tempi sarebbero comunque assai lunghi e non compatibili con le attività relative alla nuova programmazione degli aiuti comunitari in agricoltura, con particolare riguardo al FEASR. Con la presente norma è data facoltà all’AGEA, per consentirle di assicurare la gestione delle predette attività, di procedere, entro il termine di validità della graduatoria concorsuale (tre anni dalla data di pubblicazione della graduatoria, avvenuta il 16 gennaio 2013), con l’ingresso in servizio di un numero di unità dirigenziali non superiore a tre, per la copertura delle vacanze nella dotazione organica, come sopra quantificate. Il finanziamento della presente norma richiede la disponibilità di un importo pari, a regime, a 410 mila euro, ammontare di incidenza modesta specie se confrontata con il volume sopra evidenziato di risorse di fonte europea di cui l’Organismo pagatore cura la gestione. La copertura per finanziare la norma, pari a 137.000 euro per l’anno 2013, e a 410.000 euro a regime, è individuata tramite corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa per le garanzie creditizie in agricoltura (articolo 1- quinquies , comma 2, del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2005, n. 231). Articolo 3 Il comma 1 è finalizzato a favorire, da un lato, una migliore funzionalità degli uffici giudiziari, caratterizzati da una grave carenza di personale e, dall’altro, a consentire un più rapido assorbimento di personale soprannumerario attraverso procedure di mobilità volontaria. La disposizione, infatti, prende come riferimento le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.135, che presentano situazioni di soprannumerarietà o di eccedenza rispetto alle loro dotazioni organiche ridotte, consentendo, al relativo personale, un passaggio diretto a domanda presso il Ministero della giustizia per ricoprire i posti vacanti del personale amministrativo operante presso i predetti uffici giudiziari, con inquadramento nella qualifica corrispondente. In relazione a tale passaggio viene disciplinato il trattamento economico da corrispondere a coloro che sono interessati a tali processi di mobilità. Inoltre con i commi da 2 a 7 si intende fornire alle società partecipate da pubbliche amministrazioni, ad esclusione di quelle emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati e di quelle da loro controllate, uno strumento di flessibilità organizzativa quale la cessione del contratto individuale di lavoro di personale dipendente dalle medesime società. Viene introdotta una novità importante per quanto riguarda le società partecipate come sopra individuate, prevedendo che le stesse possano, mediante accordi tra le stesse e previa adozione di procedure di partecipazione sindacale, realizzare processi di mobilità del personale e favorire così una loro maggiore flessibilità organizzativa. La nuova disciplina può essere applicata in via ordinaria per esigenze di razionalizzazione direttamente individuate dalle società o sollecitate dall’amministrazione controllante. Con forme di partecipazione sindacale, la mobilità del personale in parola può svolgersi tra società partecipate dalla stessa amministrazione, tra società partecipate da amministrazioni diverse nell’ambito della medesima regione e, infine, anche tra società collocate in regioni diverse. La mobilità non può comunque avvenire tra le società di cui al presente comma e le pubbliche amministrazioni. Lo strumento della mobilità di personale tra società partecipate consente di arginare i rischi di gravi effetti occupazionali che potrebbero derivare dalle critiche situazioni finanziarie di alcune società o dalla loro messa in liquidazione. Articolo 4 Con l’articolo in argomento si rafforza il principio che nelle pubbliche amministrazioni il ricorso al lavoro flessibile è consentito esclusivamente per rispondere ad esigenze temporanee o eccezionali. La norma si coordina con il comma 1 dell’articolo 36 del citato decreto legislativo n. 165 del 2001 (che non viene modificato) secondo cui le assunzioni per rispondere al fabbisogno ordinario delle pubbliche amministrazioni sono a tempo indeterminato (contratto dominante). L’intervento serve da freno per gli eventuali abusi che potrebbero essere compiuti in tutti i settori. I richiami rimarcano: -- il principio del contratto a tempo indeterminato come contratto dominante, -- il presupposto necessario delle esigenze esclusivamente temporanee o eccezionali (per combattere i contratti a-causali) -- il divieto di conversione dei rapporti da tempo determinato a tempo indeterminato.