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A completamento delle norme sopra evidenziate, l'articolo 3 del disegno di legge mira a rifinanziare il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, creando al contempo un vincolo di destinazione volto all'attuazione di programmi di emersione, assistenza e di integrazione sociale e reinserimento lavorativo in favore dei soggetti che cessano l'esercizio della prostituzione, anche al di là delle ipotesi previste dalla legge 11 agosto 2003, n. 228, in materia di tratta di persone. Il presente articolo istituisce un programma per la realizzazione, in tutto il territorio nazionale, di centri di supporto ai soggetti che cessano l'esercizio della prostituzione, al fine di garantire adeguata assistenza legale, sanitaria, psicologica, di mediazione sociale e ove necessario di formazione e reinserimento lavorativo nonché adeguate condizioni di alloggio e di vitto. Infine, all'articolo 4 del disegno di legge viene previsto un obbligo di relazione annuale alle Camere, da parte del Ministro per le pari opportunità e la famiglia, relativamente alle attività poste in essere nell'annualità precedente.. 1 (Modifica alla legge 20 febbraio 1958, n. 75) 1 Alla legge 20 febbraio 1958, n. 75, dopo l'articolo 3 è inserito il seguente: « Art. 3 -bis. – 1. Fuori dai casi previsti dall'articolo 3, chiunque compie atti sessuali con persone che esercitano la prostituzione, in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità, anche solo promessi, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.500 a euro 5.000. 2. L'ordinanza che applica la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dal comma 1 è trasmessa al questore che, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, se ritiene, sulla base di elementi di fatto, che la condotta non ha carattere episodico, ammonisce oralmente il responsabile della violazione, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Copia del processo verbale è rilasciata al soggetto ammonito. 3. Quando il fatto di cui al comma 1 è commesso da soggetto già ammonito ai sensi del comma 2 nei cinque anni precedenti, lo stesso è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000. 4. Al di fuori dei casi previsti dal quarto comma dall'articolo 163 del codice penale, nel caso di condanna per il delitto di cui al comma 3, la sospensione condizionale della pena è comunque subordinata alla partecipazione con successo ai percorsi destinati agli autori di violenza di genere presso i servizi disponibili sul territorio previsti dall'articolo 3, comma 5- bis , del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna ». 2 (Modifica al decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 24) 1 All'articolo 7 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 24, comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti lettere: « c-bis) attuare campagne informative relativamente al fenomeno della prostituzione, inteso quale forma di violenza perpetrata nei confronti di chi offre il proprio corpo in cambio di denaro o altra utilità, anche solo promessi; c-ter) prevedere campagne di responsabilizzazione rivolte ai soggetti che si avvalgono di prestazioni sessuali in cambio di denaro o altra utilità, anche solo promessi; c-quater) prevedere monitoraggi costanti di coloro che esercitano o esercitavano la prostituzione, con attenzione verso quest'ultimi, relativamente al reinserimento nella società e ad eventuali ripercussioni dal punto di vista psico-fisico del soggetto ». 3 (Misure a supporto dei soggetti che cessano l'esercizio della prostituzione) 1 Il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, di cui all'articolo 19, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, è incrementato di euro 2.500.000 per l'anno 2022 e di euro 5.000.000 a decorrere dall'anno 2023, al fine di finanziare programmi di emersione, assistenza e di integrazione sociale e reinserimento lavorativo in favore dei soggetti che cessano l'esercizio della prostituzione e conseguentemente sono presi in carico dai servizi sociali e dalle associazioni impegnate nell'assistenza dei soggetti implicati nella prostituzione. Al Fondo sono altresì assegnate le somme derivanti dall'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 3- bis della legge 20 febbraio 1958, n. 75, come introdotto dall'articolo 1 della presente legge. 2 Nei limiti delle risorse di cui al comma 1, che costituiscono tetto di spesa massimo, è istituito un programma per la realizzazione in tutto il territorio nazionale di centri di supporto ai soggetti che cessano l'esercizio della prostituzione. I centri garantiscono adeguata assistenza legale, sanitaria, psicologica, di mediazione sociale e, ove necessario, di formazione e reinserimento lavorativo nonché adeguate condizioni di alloggio e di vitto. 3 I centri di cui al comma 2 svolgono la loro attività garantendo l'anonimato dei soggetti in carico e possono essere gestiti dagli enti locali, in forma singola o associata, nonché da associazioni operanti nel settore del sostegno e dell'aiuto ai soggetti di cui al medesimo comma. I centri operano in maniera integrata, anche con la rete dei servizi socio-sanitari e assistenziali territoriali, tenendo conto delle necessità fondamentali per la protezione dei soggetti di cui al comma 2, ivi compresa l'assistenza legale, sanitaria, psicologica e di mediazione sociale dei medesimi. 4 Le modalità di attuazione del comma 2, incluso il programma ivi previsto, sono definite con decreto del Ministro per le pari opportunità e la famiglia, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche al fine di rispettare il limite di 5 milioni di euro annui che costituisce tetto di spesa massimo. In caso di insufficienza delle disponibilità finanziarie annuali del Fondo di cui al comma 1, le domande accolte e non soddisfatte sono poste a carico del successivo esercizio finanziario e hanno precedenza a parità di punteggio rispetto alle richieste presentate nel medesimo esercizio. Il decreto individua i requisiti organizzativi dei centri di cui al comma 2, le tipologie degli stessi, le categorie professionali che vi possono operare e le modalità di erogazione dei servizi assistenziali e assicura, in sede di elaborazione del programma, opportune forme di consultazione delle associazioni di cui al comma 3. La domanda di accesso al Fondo ai fini dell'indennizzo è presentata al Dipartimento per le pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. 5 Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a euro 2.500.000 per l'anno 2022 e a euro 5.000.000 a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 4 (Relazione alle Camere)