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La scorsa settimana è stato approvato in Consiglio dei ministri un decreto legislativo, ma sottolineiamo che la delega già anticipava questo decreto. Altre macro-aree sono gli incentivi al lavoro femminile, il sostegno alle famiglie per la formazione dei figli e l'autonomia finanziaria dei giovani e la promozione delle responsabilità familiari. Quindi, questo provvedimento - come abbiamo detto - promuove la genitorialità e l'armonizzazione dei tempi familiari e di lavoro e l'equa condivisione dei carichi di cura tra i genitori; viene posta una particolare attenzione alle condizioni di disabilità, indicandola come criterio da prendere in considerazione al fine di concedere qualsiasi tipo di beneficio alle famiglie. Con l'articolo 2 abbiamo conferito delega al Governo ad adottare delle misure di sostegno all'educazione dei figli a carico, nonché all'introduzione di nuovi benefici da erogare alle famiglie. Il Governo deve attenersi a una serie di princìpi volti a garantire l'istituzione, il sostegno e il rafforzamento dei servizi socio-educativi per l'infanzia e l'adolescenza, orientati alla promozione e allo sviluppo delle potenzialità di crescita personale, di autonomia e di integrazione sociale dei minori iscritti, anche disabili, qualora esprimano disagio personale, sociale e familiare, nonché a prevedere delle misure di contrasto alla povertà educativa minorile. È prevista inoltre anche l'adozione di misure di sostegno alle famiglie mediante contributi destinati a coprire il costo delle rette relative alla frequenza dei servizi educativi per l'infanzia. Questi servizi possono essere erogati anche secondo modelli gestionali strutturali flessibili, che si adeguino alle esigenze dei genitori. Inoltre, sono previsti misure di sostegno - anche questo è un punto importante - e contributi vincolati per le spese sostenute per i figli con disabilità, con patologie fisiche e psichiche invalidanti, inclusi i disturbi del comportamento alimentare, disturbi specifici dell'apprendimento e bisogni educativi speciali, comprese le spese di cura e riabilitazione per attività terapeutiche e ricreative svolte dai soggetti accreditati. È prevista inoltre l'introduzione di misure a sostegno per le spese relative ai viaggi d'istruzione, alla pratica sportiva, all'acquisto di libri, di beni e di servizi informatici, di biglietti per accesso ai musei, mostre, parchi naturali e gallerie. L'articolo 3 delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per il riordino della disciplina dei congedi parentali di paternità e di maternità. L'articolo 4 prevede il riordino e il rafforzamento per quanto riguarda le misure volte ad incentivare il lavoro femminile e la conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Anche su questo punto è stato previsto una serie di princìpi e criteri volti a un netto miglioramento della condizione lavorativa: prevedere una modulazione graduale della retribuzione percepita dal lavoratore nei giorni di assenza dal lavoro nel caso di malattia dei figli, fatte salve le condizioni di maggior favore stabilite dai contratti collettivi di lavoro; prevedere incentivi per i datori di lavoro che applicano le clausole dei contratti collettivi nazionali di lavoro che prevedono modalità di lavoro flessibile ai fini della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, con il riconoscimento ai lavoratori della facoltà di chiedere il ripristino dell'originario regime contrattuale; prevedere inoltre strumenti agevolati per la disciplina delle prestazioni di lavoro accessorio riferite all'attività di supporto alle famiglie in ambito domestico e di cura e di assistenza alla persona, agevolazioni alle imprese per le sostituzioni di maternità, il rientro al lavoro delle donne e per le attività di formazione a loro destinate; prevedere ancora ulteriori interventi di rafforzamento delle misure volte a incentivare il lavoro femminile nelle Regioni del Mezzogiorno e ulteriori incentivi per favorire l'emersione del lavoro sommerso in ambito domestico. L'articolo 5 delega il Governo ad adottare dei decreti legislativi per il riordino e il rafforzamento delle misure volte a sostenere la spesa delle famiglie per la formazione dei figli e il conseguimento dell'autonomia finanziaria da parte dei giovani. Come detto, Presidente, la delega è molto ampia. Ci auguriamo quindi che l'accelerazione che c'è stata in questo ramo del Parlamento possa dare la possibilità al Governo di procedere velocemente con i decreti delegati. Noi, come Commissione lavoro, cercheremo di dare il nostro contributo in questa fase, visto che non è stato possibile nella prima. Sottolineo di nuovo la grande responsabilità della Commissione, che ho l'onore di presiedere, e anche la sua grande capacità di sintesi. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Pillon. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, siamo di fronte a un dato drammatico: 400.000 nuovi nati, ma per il 2021 saremo sotto questa quota. Siamo di fronte a una emergenza natalità che non ha mai avuto picchi così drammatici. Di fronte a tale emergenza - glielo dico con estrema sincerità, Ministro - siamo convinti che il provvedimento al nostro esame sia un pannicello caldo o poco più. Dobbiamo avere il coraggio di fare vere politiche familiari e queste non lo sono. Ci ostiniamo a pensare che le politiche familiari siano politiche di lotta alla povertà, ma non è così. La politica familiare è una cosa, la politica di lotta alla povertà è un'altra. Noi non possiamo continuare con la demolizione della famiglia dal punto di vista ideologico quotidianamente, con provvedimenti e stratificazioni giurisprudenziali - da una parte - e poi - dall'altra - pensare che la famiglia, demolita dal punto di vista ideologico, possa continuare a svolgere il suo ruolo dal punto di vista sociale. Non funziona così: una volta che la famiglia viene distrutta e demolita, lo è poi per sempre e non si può pensare che la natalità sia colmata con altre risorse. La natalità si colma con la famiglia e niente di diverso. Il mio pensiero va oggi ai 20 milioni di famiglie italiane, ai 20 milioni di papà e mamme che questa mattina si sono svegliati, hanno accompagnato i loro figli a scuola, sono andati a lavoro, hanno predisposto per loro la colazione, il pranzo per quando torneranno; penso alla quotidianità di questo lavoro che è molto spesso lasciata senza risorse, aiuti e sostegno. Il primo colossale neo di questo provvedimento è aver voluto legare ancora una volta le politiche che si dice siano famigliari, ma in realtà sono sociali, alla questione dell'ISEE: non possiamo legare le politiche famigliari all'ISEE, perché questo è uno strumento di misurazione della ricchezza e va bene se vogliamo usarlo per le politiche di lotta alla povertà, in modo che le famiglie, le persone che devono essere aiutate a uscire dalla povertà abbiano un misuratore affidabile. Ma, nel momento in cui vogliamo fare delle politiche famigliari, dobbiamo uscire da questa specie di loop dell'ISEE, perché l'ISEE in primo luogo non è fatto per le politiche famigliari. Scusate: