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la sua esclusione dall'accesso al meccanismo di finanziamento dell'UNFCCC determinerà ripercussioni sugli alti costi delle complesse misure di riduzione del carbone e questo causerà una riduzione delle capacità competitive delle industrie taiwanesi (motore produttivo della 22ª economia del pianeta) scoraggiandole dall'aiutare il Governo a sviluppare una struttura industriale verde e a trasformare l'isola in una società a basse emissioni di carbonio; Taiwan, rinomata per la sua esperienza nello sviluppo di tecnologie verdi, ha la volontà ed è in grado di contribuire alle iniziative globali in risposta al cambiamento climatico attraverso la cooperazione bilaterale e multilaterale: nel corso dei decenni Taiwan ha, infatti, intrapreso numerosi progetti di proficua cooperazione con numerosi Paesi in via di sviluppo del Pacifico, dei Caraibi, dell'America latina e dell'Europa orientale; questi progetti per la mitigazione del cambiamento climatico aiutano i Paesi nostri partner a ridurre le loro emissioni di diossido di carbonio, a rinforzare la capacità adattativa della loro agricoltura e a migliorare i loro sistemi di previsione meteorologica e di efficienza energetica; nel maggio 2017, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha affermato: "Il treno della sostenibilità ha lasciato la stazione. Salite a bordo o sarete lasciati indietro", spingendo il mondo a raccogliersi, per operare congiuntamente, dietro al punto di riferimento rappresentato dagli accordi di Parigi, per cui a Taiwan, come a tutti gli altri Paesi, dovrebbe essere assicurata l'opportunità di partecipare a meccanismi, negoziati e attività globali che promuovano l'attuazione di tali accordi; per questa ragione tutte le parti coinvolte dovrebbero lavorare per evitare insensate strumentalizzazioni politiche di parte e sostenere la partecipazione professionale, pragmatica e costruttiva di Taiwan all'UNFCCC, mettendola in condizione di apportare il suo doveroso contributo agli sforzi globali di tutela del clima, della terra e della qualità della vita di tutti i popoli, si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda intraprendere, di concerto con i partner dell'Unione europea, affinché cessi la esclusione di Taiwan dalla COP ed essa possa dare, anche con lo status di "osservatore", il suo contributo alle finalità perseguite dall'UNFCCC. Atto n. 3-00325 STABILE GALLONE RIZZOTTI Ai Ministri della salute e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: la legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205 del 2017) è intervenuta sull'annosa questione dei precari della ricerca sanitaria. I commi da 422 a 434 dell'art. 1 hanno, infatti, delineato un percorso, per quanto lungo e tortuoso, che è stato definito "piramide dei ricercatori" che prevede tempi determinati per 5 anni più 5 anche a chi ha già 15 o 20 anni di precariato atipico e che avrebbe potuto essere la soluzione per la stabilizzazione di migliaia di ricercatori precari; va segnalato che le disposizioni non riguardano gli enti di ricerca bensì soltanto quelli che si occupano di ricerca sanitaria, cioè gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) e gli istituti zooprofilattici sperimentali (IZS). I primi sono ospedali di eccellenza che svolgono, oltre all'assistenza, la fondamentale funzione di ricerca clinica. Sono attualmente presenti sul territorio nazionale 49 IRCCS, di cui 21 pubblici e 28 privati. Gli IZS assicurano la sorveglianza epidemiologica e la ricerca sperimentale nel campo dell'alimentazione, sono 10 in tutto con valenza territoriale sovraregionale. Riguardo al personale dipendente di questi istituti, si contano più di 25.000 operatori (21.924 i primi e 3.256 i secondi) e rientrano nel novero delle aziende, enti e amministrazioni che compongono il comparto del Servizio sanitario nazionale; la criticità legata ad un precariato storico per i ricercatori deriva soprattutto dal fatto che le forme di finanziamento degli istituti hanno avuto spesso caratteristiche non strutturali e contingenti, con la conseguenza che, nell'incertezza del consolidamento delle risorse finanziarie, l'unica modalità di assunzione del personale è stata spesso quella a tempo determinato; tra coloro che possono accedere alla stabilizzazione non rientrano i ricercatori con borse di studio, prorogate in molti casi anche per 10 anni. Questo significa che la maggior parte dei precari non può accedere alla stabilizzazione prevista dalla "piramide Lorenzin". Le borse di studio sono tra l'altro la più ampia e abusata modalità per questa forma di precariato, senza alcun tipo di tutela previdenziale; considerato che: ad un anno dall'approvazione, la contestata riforma dei contratti della ricerca sanitaria non è ancora entrata in vigore, in quanto non sono ancora stati emanati i decreti attuativi ai sensi del comma 425 dell'art. 1 della legge n. 205 che avrebbero dovuto essere emanati entro il mese di giugno 2018; restano senza garanzie molti precari della ricerca, il cui contratto scadrà il 31 dicembre 2018; in particolare, la direzione amministrativa del centro di riferimento oncologico (CRO) di Aviano (Pordenone), uno degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico per il trattamento delle patologie oncologiche, ha dichiarato che non intende prorogare i contratti in scadenza fino a quando non sarà firmato il nuovo contratto del comparto sanità, e fino a quando non saranno contestualmente attuati i decreti ministeriali che dovrebbero stabilire, ai sensi del predetto comma, le procedure dei concorsi e i sistemi di valutazione; il riconoscimento in un comparto contrattuale non risulterà attrattivo per i ricercatori e non incentiverà la ricerca negli IRCCS, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; quali siano le ragioni del ritardo dell'emanazione dei decreti attuativi ai sensi del comma 425 dell'art. 1 della legge n. 205 del 2017; se non ritengano opportuno, in attesa dell'emanazione dei decreti, di concedere una proroga ai contratti dei ricercatori in scadenza il prossimo 31 dicembre; se non ritengano opportuno permettere anche ai ricercatori con borse di studio di accedere ai concorsi per la stabilizzazione prevista dalla "piramide Lorenzin". Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00734 MALLEGNI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Permesso che: il decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze, all'articolo 12 reca l'istituzione, a decorrere dal 1° gennaio 2019, dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali ed autostradali (ANSFISA) e la contestuale soppressione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ANSF), secondo una complessa procedura che sarà perfezionata da un successivo decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;