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L’articolo 98 disciplina, infatti, l’ipotesi di impugnazione delle leggi e degli atti aventi valore di legge dello Stato, suscettibili di violare lo statuto d’autonomia o il principio di tutela delle minoranze linguistiche tedesca e ladina, da parte della regione o della provincia autonoma. In quanto non in linea con la competenza primaria della provincia di Bolzano in materia di toponomastica, l’articolo 51 dispone la soppressione dell’articolo 101 del vigente statuto, il quale prevede che, all’interno della provincia di Bolzano, le amministrazioni pubbliche debbano usare, nei confronti dei cittadini di lingua tedesca, anche la toponomastica tedesca, sempre che la legge provinciale ne abbia accertata l’esistenza e approvata la dizione. Ciò sembrerebbe presupporre l’inesistenza «storica» dei toponimi tedeschi e, allo stesso tempo, conferire alla toponomastica italiana, in gran parte costituita (salvo rare eccezioni) dai toponimi inventati da Ettore Tolomei (e ufficialmente gli unici legali durante il fascismo), il crisma della «primogenitura storica». L’articolo 52, in conseguenza della riforma operata con legge costituzionale n. 2 del 2001, modifica l’articolo 104 dello statuto del 1972 allo scopo di correggere, al secondo comma, il riferimento all’articolo 48- ter dello statuto stesso. L’articolo 53 modifica la formazione e la composizione della commissione paritetica (cosiddetta «commissione dei dodici»), di cui all’articolo 107 dello statuto del 1972. Per consentire l’inserimento del componente appartenente al gruppo linguistico ladino, è elevato a tre il numero dei componenti nominati da ciascuno dei consigli provinciali e sono soppressi i due consiglieri la cui nomina è ora riservata al consiglio regionale. I tre componenti nominati dal consiglio provinciale di Bolzano appartengono, uno per ciascun gruppo, ai tre gruppi linguistici della provincia. Gli articoli 54, 55 e 56 operano l’abrogazione delle norme transitorie disposte, rispettivamente, dagli articoli 108, 109 e 110 dello statuto vigente. L’articolo 57 modifica l’articolo 111 dello statuto del 1972 in relazione ai trasferimenti di competenza dallo Stato alle province autonome e da queste ultime ai comuni, disponendo che si provveda al passaggio di uffici e personale, rispettivamente, con norme di attuazione e con legge provinciale. Gli articoli 58 e 59, al fine di adeguare lo statuto al nuovo assetto delineato dal presente disegno di legge costituzionale, abrogano gli articoli 112 e 113 attualmente vigenti, mentre l’articolo 60 regola il termine di efficacia delle disposizioni di cui all’articolo 36 dello statuto, fissandolo a partire dalla prima scadenza del consiglio regionale in carica alla data di entrata in vigore della stessa legge costituzionale. L’articolo 61 provvede alla copertura finanziaria delle disposizioni che comportano oneri di bilancio e l’articolo 63 dispone l’entrata in vigore della legge costituzionale con la clausola d’urgenza.. Art. 1. (Modifica dell’articolo 1 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972, concernente disposizioni generali) 1. L’articolo 1 del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, è sostituito dal seguente: «Art. 1. -- 1. La regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, costituita dalle province autonome di Trento e di Bolzano, è una regione autonoma fornita di personalità giuridica. 2. La regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e le province autonome di Trento e di Bolzano dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia sulla base degli accordi intervenuti tra il Governo italiano ed il Governo austriaco il 5 settembre 1946, di cui all’Allegato IV del Trattato di pace fra l’Italia e le Potenze Alleate ed Associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 e reso esecutivo con decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 28 novembre 1947, n. 1430, nonché dei princìpi sanciti dalla Costituzione e secondo il presente statuto. 3. La regione Trentino-Alto Adige/Südtirol ha per capoluoghi le città di Trento e di Bolzano». Art. 2. (Modifica all’articolo 2 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972, in materia di tutela delle minoranze linguistiche locali) 1. All’articolo 2 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972, è aggiunto, in fine, il seguente comma: «La tutela delle minoranze linguistiche locali costituisce un interesse nazionale». Art. 3. (Modifica dell’articolo 3 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972, in materia di emblemi della regione e delle province autonome) 1. L’articolo 3 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972 è sostituito dal seguente: «Art. 3. -- 1. La regione, la provincia autonoma di Trento e la provincia autonoma di Bolzano hanno ciascuna un proprio gonfalone e uno stemma, approvati con decreto del Presidente della regione o della provincia». Art. 4. (Modifica dell’articolo 4 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972, in materia di funzioni della regione) 1. L’articolo 4 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Art. 4. -- 1. La regione è organo di consultazione, programmazione e coordinamento in tutte le materie di interesse comune delle due province autonome di Trento e di Bolzano». Art. 5. (Modifica dell’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972, in materia di legislazione esclusiva dello Stato) 1. L’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Art. 5. -- 1. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: 1) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto d’asilo dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea; 2) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose; 3) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi; 4) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; sistema valutario; sistema contabile dello Stato; imposta sul valore aggiunto; 5) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo; 6) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; 7) cittadinanza, stato civile e anagrafi; 8) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;