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La norma in esame, in particolare, modificando il comma 196- bis dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, è volta ad autorizzare il Commissario straordinario del Governo del comune di Roma, nominato ai sensi dell'articolo 4, comma 8- bis, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42, ad inserire, nella massa passiva di cui al documento concernente l'accertamento del debito del comune di Roma, predisposto ai sensi dell'articolo 14, comma 13- bis , del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e per un importo complessivo massimo di 115 milioni di euro, le eventuali ulteriori partite debitorie rivenienti da obbligazioni od oneri dello stesso Comune di Roma anteriori al 28 aprile 2008. Si prevede altresì che Roma Capitale possa riacquisire l'esclusiva titolarità di crediti, inseriti nella massa attiva di cui al documento citato, verso le società dalla medesima partecipate, anche in via compensativa. A tal fine, Roma Capitale può avvalersi di appositi piani pluriennali per il rientro dai crediti così riacquisiti verso le proprie partecipate. Il Commissario Straordinario è autorizzato ad iscrivere nella massa passiva, ai fini del loro reintegro, le somme erogate al comune di Roma per l'anno 2009 per effetto del comma 3 dell'articolo 5 del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e trasferite alla gestione commissariale nelle more dell'utilizzo del contributo di cui all'ultimo periodo del citato comma 3. Si dispone, infine, che gli importi così ottenuti possano essere utilizzati per garantire l'equilibrio di parte corrente del bilancio di Roma Capitale per gli anni 2013 e 2014 e che gli stessi non vadano considerati tra le entrate finali, rilevanti ai fini del patto di stabilità interno, di cui all'articolo 31, comma 3, della legge 12 novembre 2011, n. 183. La norma di cui al comma 6 è finalizzata ad attribuire al comune di Roma Capitale la possibilità di incrementare la misura dell'aliquota dell'addizionale comunale all'IRPEF -- attualmente fissata allo 0,9 per cento -- di ulteriori 0,3 punti percentuali. La necessità di un intervento normativo deriva dalla circostanza che l'articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, fissa allo 0,8 per cento l'aliquota massima dell'addizionale in esame. Si ricorda che l'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 -- sul quale la norma interviene -- detta specifiche disposizioni per fronteggiare la situazione di squilibrio finanziario del comune di Roma prevedendo una deroga al predetto limite. Infatti, il Comune ha potuto incrementare la misura dell'aliquota dell'addizionale, deliberata in misura pari allo 0,5 per cento, fino al limite massimo dello 0,4 per cento, arrivando, quindi, allo 0,9 per cento. Occorre però considerare che l'incremento dello 0,4 per cento deliberato sulla base della disposizione appena citata è destinato esclusivamente alla copertura dell'indebitamento pregresso. La disposizione in esame consente, pertanto, al comune di ripristinare la naturale funzione della norma di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, di reperire le risorse necessarie alla copertura dei costi relativi ai servizi offerti alla collettività. La disposizione di cui al comma 7 è finalizzata a prevede un contributo per l'anno 2013 di 25 milioni di euro a favore del comune di Milano, quale contributo agli oneri che il medesimo comune sostiene per la realizzazione di Expo 2015. Comma 8. L'articolo 46- ter, comma 2 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, prevede che: «Fermo restando il conseguimento complessivo dei risparmi di spesa previsti a legislazione vigente, le società in house degli enti locali soci di Expo 2015 S.p. A. possono procedere, anche in deroga agli specifici vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia di personale, ad assunzioni di personale a tempo determinato necessarie per la realizzazione di opere infrastrutturali essenziali e altre opere, nonché per la prestazione di servizi e altre attività, tutte strettamente connesse all'evento, fino alla conclusione delle medesime e comunque con durata non oltre il 31 dicembre 2015, nei limiti delle risorse finalizzate a dette opere». Ai sensi dell'articolo 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 ottobre 2008, confermato dal successivo articolo 5, comma 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 maggio 2013, Expo 2015 S.p. A. «sulla base di convenzioni può anche avvalersi degli uffici tecnici e amministrativi degli enti pubblici interessati». Expo 2015 S.p. A., in base alla suddetta previsione normativa, ha stipulato delle convenzioni con società in house ed enti pubblici controllati dai propri soci per lo svolgimento di attività necessarie alla realizzazione dell'Esposizione Universale di Milano 2015. Nella formulazione attuale, il riferimento «enti locali» è oggetto di interpretazione letterale da parte dei responsabili dei controlli regionali che, unitamente alla Corte dei conti Lombardia, non ritengono l'ente regione un ente locale. In questo modo viene vanificato l'intendimento del legislatore che ha voluto ricomprendere nella dicitura «enti locali» tutte gli enti (comune di Milano, provincia di Milano e Regione Lombardia) che partecipano del capitale sociale di Expo 2015 S.p. A. In particolare, l'Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste (di seguito ERSAF), ente in house di Regione Lombardia competente in materia di agricoltura, foreste, ambiente e paesaggio, ha ricevuto l'incarico di svolgere attività necessarie ai fini di garantire interventi di riqualificazione ambientale, opere compensative territoriali e in materia di compensazione della CO2 tramite interventi di agricoltura conservativa, servizi fitosanitari, opere di difesa idrogeologica delle aree dell'Esposizione Universale di Milano 2015. Per poter dare esecuzione alle convenzioni stipulate con società Expo 2015 S.p.A. e agli incarichi affidati ad ERSAF per le materie sopraddette (tramite 3 convenzioni in essere e due in corso di definizione per un totale di circa 15 milioni di euro), si è reso e si renderà necessario assumere personale, a tempo determinato e nell'ordine di 100 unità, con contratti agricoli e forestali per il tempo necessario all'esecuzione degli interventi inerenti all'evento «Expo Milano 2015» e per le manutenzioni forestali successive che normalmente durano cinque anni.