[pronunce]

trova la sua disciplina, nell'ipotesi di irripetibilità dell'esame, soltanto nell'art. 512 cod. proc. pen. , escludendo che nella situazione sottoposta al suo esame sia applicabile la previsione dell'art. 513, comma 2, cod. proc. pen. per il caso di impossibilità di ottenere la presenza del dichiarante; che il giudice a quo omette peraltro di precisare quale fosse la posizione processuale del soggetto che è stato giudicato separatamente nel momento in cui aveva reso le dichiarazioni di cui è successivamente divenuta impossibile la ripetizione e non chiarisce, in particolare, se tali dichiarazioni erano state raccolte nell'ambito di un procedimento cumulativo a carico anche dell'attuale imputato o in un procedimento diverso; che tali omissioni non consentono di valutare se nel caso in esame avrebbe potuto trovare applicazione l'art. 238, comma 3, cod. proc. pen. , che prevede l'acquisizione della documentazione di atti di altri procedimenti di cui è divenuta impossibile la ripetizione per fatti o circostanze imprevedibili; che la questione va pertanto dichiarata manifestamente inammissibile per difetto di motivazione sulla rilevanza. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 512 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 111 della Costituzione, dal Tribunale di Palermo, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 maggio 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Guido NEPPI MODONA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 9 maggio 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA