[pronunce]

Considerato che la Commissione tributaria regionale della Toscana, in riferimento all'art. 118, terzo comma, della Costituzione (nel testo anteriore a quello introdotto dall'art. 4 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante «Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione»), dubita della legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 3, della legge 16 dicembre 1993, n. 520 (Soppressione dei consorzi idraulici di terza categoria), nonché degli artt. 59-bis, comma 1, e 59-ter della legge della Regione Toscana 5 maggio 1994, n. 34 (Norme in materia di bonifica), nella parte in cui prevedono la delega di funzioni amministrative della Regione ad enti che, come i consorzi di bonifica, sono classificabili quali meri enti pubblici economici e, pertanto, non rientrano nella categoria «altri enti locali», prevista dal citato articolo della Costituzione; che le sollevate questioni sono tutte manifestamente inammissibili, in quanto il giudice rimettente ha evocato quale parametro costituzionale, pur nella vigenza del nuovo testo dell'art. 118 Cost., il vecchio testo di detto articolo, senza fornire alcuna motivazione in ordine alla sua applicabilità (ordinanze n. 200 del 2003, n. 412 e n. 351 del 2002); che il giudice rimettente, inoltre, non specifica se i contributi consortili relativi all'anno 2000 ed oggetto della cartella impugnata nel giudizio principale riguardino opere di competenza dei disciolti consorzi idraulici di terza categoria (alle quali si riferiscono i denunciati art. 1, comma 3, della legge 16 dicembre 1993, n. 520, ed art. 59-bis, comma 1, della legge della Regione Toscana 5 maggio 1994, n. 34); ovvero opere di regimazione idraulica, ricomprese nelle attività di bonifica non di competenza dei disciolti Consorzi idraulici di terza categoria (alle quali si riferisce il parimenti denunciato art. 59-ter della medesima legge della Regione Toscana n. 34 del 1994); ovvero, infine, opere già di competenza dei preesistenti consorzi di bonifica territorialmente competenti (alle quali si riferisce la non denunciata normativa statale sui contributi consortili in favore dei consorzi di bonifica); che l'indicata omessa descrizione della fattispecie impedisce di verificare se la cartella impugnata abbia ad oggetto i contributi consortili relativi alle opere idrauliche prese in considerazione dalle norme denunciate e, quindi, preclude a questa Corte il controllo della rilevanza di tutte le sollevate questioni, rendendole manifestamente inammissibili (v., ex plurimis, ordinanze n. 126, n. 123 e n. 18 del 2006, n. 472, n. 434 e n. 312 del 2005); che, infine, il rimettente non fornisce alcuna motivazione in ordine alla rilevanza della censura dell'art. 59-bis della legge della Regione Toscana 5 maggio 1994, n. 34 (nel testo vigente al momento dell'ordinanza di rimessione), sollevata con esclusivo riferimento alla parte in cui esso dispone che le funzioni idrauliche già proprie dei disciolti consorzi idraulici di terza categoria sono esercitate dagli enti territorialmente competenti (comma 1) e, quindi, anche dai consorzi di bonifica; che infatti, in base a quanto si desume dall'ordinanza di rimessione, mentre il consorziato sembra contestare l'attribuzione ai consorzi di bonifica sia delle funzioni idrauliche già proprie dei soppressi consorzi idraulici di terza categoria, sia del correlativo potere di imporre contributi, invece il rimettente omette di censurare, unitamente al comma 1 del suddetto art. 59-bis, il comma 4 dello stesso articolo, il quale prevede proprio tale potere impositivo, laddove dispone che, «per l'assolvimento delle funzioni di cui sopra e fino alla costituzione dei consorzi di bonifica di cui alla legge regionale n. 34 del 1994, gli enti di cui al comma 1» – e cioè anche i consorzi di bonifica territorialmente competenti – «sono autorizzati ad emettere ruoli di contribuenza con riferimento alle funzioni già esercitate dai soppressi consorzi idraulici di terza categoria»; che – per effetto di tale incompleta ricostruzione del quadro normativo di riferimento e della conseguente mancata denuncia anche del citato comma 4 dell'art. 59-bis della legge regionale n. 34 del 1994 – all'eventuale pronuncia di illegittimità costituzionale delle disposizioni censurate, concernenti la delega regionale ai consorzi di bonifica di esercitare le funzioni idrauliche già proprie dei soppressi consorzi idraulici di terza categoria, conseguirebbe il paradossale ed irragionevole effetto del mantenimento, da parte dei consorzi di bonifica, del potere di imporre contributi per tali funzioni, ancorché esercitate direttamente dalle Regioni o dagli enti locali; che l'erronea individuazione della norma alla quale è ascrivibile il denunciato vizio di illegittimità costituzionale comporta la manifesta inammissibilità della questione (v., ex plurimis, ordinanze n. 210 del 2006, n. 96 del 2004 e n. 417 del 2001); che i suddetti concorrenti profili di manifesta inammissibilità, logicamente preliminari in quanto attinenti ai termini della questione, impediscono di accogliere la richiesta – comunque avanzata in via subordinata dal Consorzio e dalla Regione Toscana – di restituire gli atti al giudice a quo per un nuovo esame della rilevanza e non manifesta infondatezza della sola questione concernente il denunciato art. 59-bis, comma 1, della legge regionale n. 34 del 1994, alla luce della sopravvenuta sostituzione di tale articolo, ad opera dell'art. 2 della legge della Regione Toscana 8 maggio 2006, n. 16, recante «Modifiche alla legge regionale 5 maggio 1994, n. 34 (Norme in materia di bonifica) e alla legge regionale 18 maggio 1998, n. 25 (Norme per la gestione e la bonifica dei siti inquinati)».. .