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2) a proseguire nel percorso di equa condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri in materia di gestione del fenomeno migratorio, sostenendo altresì le iniziative internazionali per la stabilizzazione della Libia, essenziale per rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione; 3) a sollecitare l'attuazione di un programma europeo di controllo efficace delle frontiere esterne, che implementi gli sforzi per combattere le reti criminali di trafficanti di uomini compiuti dal 2015 ad oggi, rafforzando i poteri e le competenze dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e incentivando le azioni di dialogo e collaborazione messe in campo dall'Italia con le autorità dei Paesi di origine e di transito; 4) a sostenere lo sviluppo dei Paesi africani di origine e di transito mediante la previsione di dotazioni finanziarie adeguate, superando così l'asimmetria contributiva che vede poche centinaia di milioni di euro per contenere i flussi sulla rotta mediterranea a fronte di quelli erogati per contenere i flussi sulla rotta balcanica; 5) a sostenere un maggior coordinamento nelle politiche di accoglienza evitando di utilizzare la pratica della chiusura dei porti come strumento di pressione negoziale e a sostenere la creazione di piattaforme di sbarco regionali ( hotspot ) gestite a livello europeo, con risorse comunitarie, per procedere alla prima accoglienza ed identificazione dei migranti; 6) a promuovere e sostenere l'apertura di corridoi umanitari per quanti fuggono da guerre e conflitti e a sostenere tutte le iniziative assunte dall'Unione e dalla comunità internazionale per fermare guerre e conflitti armati e costruire soluzioni politiche fondate su dialogo e negoziato; 7) a promuovere ogni forma di collaborazione con l'UNHCR, con l'Organizzazione internazionale per le migrazioni e il Consiglio dei diritti umani dell'ONU, per l'apertura di centri di accoglienza nei Paesi di origine e soprattutto di transito che garantiscano il rispetto dei basilari diritti dei migranti; 8) a promuovere l'adozione di una normativa europea sul diritto di asilo, applicabile in modo omogeneo e uniforme da tutti i Paesi dell'Unione; 9) a sostenere e incentivare programmi nazionali di affidi familiari, con cui dare un focolare e una vita sicura agli stranieri minori non accompagnati; 10) ad accompagnare politiche coordinate e condivise a livello europeo di rimpatri umanitari volontari dei migranti irregolari; 11) a promuovere accordi bilaterali tra l'Unione europea e i Paesi africani per l'apertura di canali legali per la gestione dell'immigrazione economica. Interrogazioni Atto n. 3-00589 BITI BINI MALPEZZI GARAVINI CUCCA FEDELI SUDANO LAUS MARGIOTTA VERDUCCI BOLDRINI STEFANO IORI ROJC PINOTTI RAMPI PARRINI SBROLLINI MESSINA Assuntela TARICCO ALFIERI MAGORNO MARINO PITTELLA MIRABELLI FERRAZZI D'ALFONSO MISIANI GIACOBBE Al Ministro della salute Premesso che: in data 30 gennaio 2019 è stato organizzato presso il Parlamento europeo un evento dal titolo "Expanded Newborn Screening Programme", a cura dell'eurodeputato del MoVimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo col sostegno del MoVimento 5 Stelle e del gruppo politico "Europe of freedom and direct democracy"; accanto ai loghi dei gruppi politici organizzatori, la locandina dell'iniziativa presentava il logo del Ministero della salute, a indicare una forma di sostegno pubblico all'evento; premesso inoltre che: le note legali sul sito del Ministero chiariscono che il logo dello stesso Ministero non può essere riprodotto senza consenso. A tal proposito si fa notare che un'eventuale riproduzione senza consenso sarebbe da considerarsi indebita; le istituzioni e i loro simboli sono patrimonio di tutti i cittadini e legarle all'attivitaÌ politica di un partito costituirebbe una grave violazione del principio di rispetto istituzionale, si chiede di sapere: quale provvedimento del Ministero della salute abbia concesso l'utilizzo del logo istituzionale all'iniziativa; se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno affiancare il logo del Ministero a iniziative di un partito politico, specie se quest'ultimo ha assunto negli anni posizioni controverse o antiscientifiche su temi importanti per la salute pubblica. Atto n. 3-00591 CONZATTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: i porti, gli interporti e gli aeroporti sono i punti di accesso e di movimentazione internazionale del Paese. Il Brennero, in quanto valico di minore altitudine delle Alpi austriache centrali, è il corridoio multimodale (strada e ferrovia) transalpino maggiormente trafficato e il più importante nodo di connessione tra l'Italia e numerosi Paesi dell'Unione europea; a fine della XVII Legislatura, il 5 febbraio 2018, si è svolto a Monaco di Baviera il vertice europeo sul traffico lungo l'asse del Brennero. Il vertice, organizzato dal coordinatore del corridoio scandinavo-mediterraneo dell'Unione europea, Pat Cox, ha registrato la partecipazione dei Ministri dei trasporti di Italia, Austria e Germania, nonché dei governatori locali dei territori interessati, ovvero Baviera, Tirolo, Trentino-Alto Adige. Al termine del vertice è emersa la volontà Comune di ricercare soluzioni di respiro europeo per risolvere la questione, tenuto conto che il documento comune varato dall'Euregio sottolinea come, con oltre 11 milioni di transiti, di cui 2,2 milioni di TIR, il Brennero sia ormai giunto al limite delle proprie capacità infrastrutturali; poiché il traffico pesante non ha registrato quindi alcuna diminuzione (a gennaio 2018 sono stati registrati 36.100 mezzi pesanti, ovvero più 22 per cento) dal 22 marzo 2018 l'Austria ha imposto per il transito lungo l'asse del Brennero un sistema di dosaggio dei veicoli pesanti con una limitazione del passaggio dei veicoli a 300 combinazioni all'ora, secondo un calendario di 25 giornate. La motivazione, come noto, risiede nelle richieste della Regione austriaca del Tirolo di contingentare i veicoli in transito nel suo territorio (solo i TIR ammontano a oltre due milioni all'anno): conseguentemente, da tempo, ogni venerdì sera, si forma una lunga colonna di mezzi pesanti sull'A22 versante a sud del Brennero, per il divieto notturno e il nuovo divieto di circolazione del sabato mattina in Tirolo. Ciò determina, non solamente un problema di circolazione, ma anche di sicurezza: infatti, i mezzi pesanti che trasportano merci deperibili e quelli autorizzati a circolare anche di notte, per evitare di rimanere bloccati dall'entrata in vigore dei divieti austriaci, tentano di superare la colonna di TIR per soddisfare i committenti e consegnare le merci, un servizio essenziale per l'economia dell'Italia; ricordato che: seppure in maniera non ufficiale, la commissaria europea per i trasporti, Violetta Bulc, a margine di un convegno che si è svolto il 16 aprile 2018 a Vienna, ha messo in guardia l'Austria dal prendere iniziative unilaterali sul transito dei mezzi pesanti lungo l'asse del Brennero.