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Questa direttiva riscrive la concorrenza fiscale su alcuni comparti mettendo in gara settori finora esclusi. In questo contesto l'arte rientra, secondo la Commissione europea, a pieno titolo, in quanto prodotto culturale da far circolare più facilmente, alla pari di altri prodotti culturali che già godono di IVA ridotta. Rafforzare con l'aliquota ridotta questi beni culturali consentirebbe una loro maggiore fruizione e disseminazione e, naturalmente, un sostegno alla produzione contemporanea di opere di arte e agli stessi artisti. È nell'interesse nazionale che la filiera dell'arte nella sua funzione culturale e di attrattore turistico ed economico possa dare maggiore forza e competitività all'Italia nel mondo. In Italia oggi si applica l'aliquota ridotta del 10 per cento alle cessioni effettuate dall'autore dell'opera oppure dai suoi eredi o legatari e alle importazioni di opere d'arte dall'estero. In tutti gli altri casi, ovvero in caso di cessione da soggetto diverso dall'autore o dai suoi eredi o legatari, il trasferimento di opere d'arte da parte di soggetti sottoposti a IVA effettuato nel territorio dello Stato è soggetto all'aliquota IVA ordinaria, attualmente pari al 22 per cento sul prezzo di vendita. L'obiettivo del presente disegno di legge è quello di prevedere l'esenzione dall'IVA per le vendite fino a 20.000 euro di oggetti d'arte, di antiquariato e da collezione importati e ceduti dagli autori, dai loro eredi o legatari, nonché la riduzione dell'aliquota dal 22 al 10 per cento per le cessioni di oggetti d'arte, da collezione o d'antiquariato, di valore inferiore uguale a euro 20.000, ceduti da soggetti diversi dall'autore o dai suoi eredi o legatari.. Art. 1. (Finalità) 1. Nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 117, primo comma, e in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, la presente legge, ai fini del rilancio economico del settore dell'arte e dell'antiquariato, reca disposizioni volte alla semplificazione della disciplina sulla circolazione dei beni culturali e alla riduzione delle aliquote dell'imposta sul valore aggiunto su oggetti d'arte, d'antiquariato e da collezione. Art. 2. (Semplificazione delle procedure per la circolazione dei beni culturali) 1. Al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 10: 1) al comma 3, la lettera d-bis) è abrogata; 2) il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5. Salvo quanto disposto dagli articoli 64 e 178, non sono soggette alla disciplina del presente titolo le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettere a) , d) ed e) , che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre settanta anni »; b) all'articolo 11, comma 1, lettera h) , la parola: « cinquanta » è sostituita dalla seguente: « settanta »; c) all'articolo 65: 1) al comma 3, lettera a) , le parole: « ad euro 13.500 » sono sostituite dalle seguenti: « alle soglie di valore indicate nell'allegato A, lettera B, numeri 2), 3), 4) e 5) »; 2) al comma 4, lettera b) , le parole: « ad euro 13.500 » sono sostituite dalle seguenti: « alle soglie di valore indicate nell'allegato A, lettera B, numeri 2), 3), 4) e 5) »; 3) al comma 4- bis) , il secondo periodo è soppresso; d) all'articolo 68, il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3. L'ufficio di esportazione, accertata la congruità del valore indicato, rilascia o nega con motivato giudizio, anche sulla base delle segnalazioni ricevute, l'attestato di libera circolazione, dandone comunicazione all'interessato entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda. Il termine di cui al primo periodo può essere sospeso una sola volta dal responsabile del procedimento, per un periodo non superiore a trenta giorni, esclusivamente per le ipotesi in cui si ritenga necessario svolgere ulteriori verifiche o approfondimenti; in tal caso, il termine ricomincia a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Decorso inutilmente il termine per il rilascio dell'attestato di libera circolazione, ove non sia stato opposto motivato diniego, sulla domanda si intende formato il silenzio assenso. Sono in ogni caso fatti salvi i poteri di cui all'articolo 21- nonies della legge 7 agosto 1990, n. 241 »; e) all'articolo 72, comma 1, le parole: « comma 3 » sono sostituite dalle seguenti: « commi 3 e 4 »; f) all'allegato A, lettera B: 1) al numero 2), il valore: « 13.979,50 » è sostituito dal seguente: « 15.000 »; 2) al numero 3), il valore: « 27.959,00 » è sostituito dal seguente: « 30.000 »; 3) al numero 4), il valore: « 46.598,00 » è sostituito dal seguente: « 50.000 »; 4) al numero 5), il valore: « 139.794,00 » è sostituito dal seguente: « 150.000 ». Art. 3. (Modifiche alla disciplina dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto su oggetti d'arte, d'antiquariato e da collezione importati) 1. Nelle more del recepimento delle disposizioni di cui alla direttiva (UE) 2022/542 del Consiglio, del 5 aprile 2022, e della conseguente revisione della disciplina delle aliquote dell'imposta sul valore aggiunto, a decorrere dall'anno 2024: a) gli oggetti di cui al numero 127- septiesdecies ) della tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, di valore inferiore o uguale a euro 20.000 sono esenti dall'imposta sul valore aggiunto, con diritto alla detrazione dell'imposta ai sensi dell'articolo 19, comma 1, del medesimo decreto; b) alle cessioni degli oggetti di cui all'allegato IX, parti A, B e C, della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, di valore inferiore o uguale a euro 20.000 si applica l'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto di cui alla tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Art. 4. (Copertura finanziaria) 1. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui alla presente legge, valutati in 42,8 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Art. 5. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .