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Art. 9 Disposizioni varie 1. In tutti i casi in cui esiste trattamento provvisorio liquidato dalla direzione provinciale del tesoro, l'attribuzione del trattamento definitivo ha luogo con l'applicazione, da parte della direzione medesima, del provvedimento formale di conferma o di variazione degli assegni in godimento, senza emissione di un nuovo ruolo di spesa fissa. 2. Nei confronti dei trattamenti pensionistici contemplati dal presente decreto si applica il disposto dell'art. 197 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, come modificato dall'art. 34 della legge 29 aprile 1976, n. 177 dall'art. 9 del decreto del Presidente della Repubblica 19 aprile 1986, n. 138 e dal comma 3 dell'art. 44 del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 1986, n. 429. Si applica, altresì, il disposto degli articoli 11 e 12 del decreto del Presidente della Repubblica 19 aprile 1986, n. 138. 3. Ai fini della rivalsa di cui al sesto comma dell'art. 52 dell'ordinamento approvato con regio decreto-legge 3 marzo 1938, n. 680, gli enti corrispondono alle casse pensioni amministrate dagli istituti di previdenza la quota del trattamento di quiescenza secondo le modalità ed i coefficienti previsti con decreto del Ministro del tesoro. 4. Le disposizioni contenute nei precedenti articoli si applicano nei confronti delle pensioni relative a cessazioni dal servizio avvenute dopo il 30 giugno 1987. Note all'art. 9: - Il testo vigente dell'art. 197 del D.P.R. n. 1092/1973 (il cui argomento è enunciato nelle note all'art. 8) è il seguente (i primi sei commi sono stati introdotti dall'art. 9 del D.P.R. n. 138/1986 e gli ultimi due dall'art. 44, comma 3, del D.P.R. n. 429/1986; l'art. 34 della legge n. 177/1976 aveva aggiunto in precedenza due commi al testo originario dell'articolo sottoriportato): "Art. 197. (Pagamento delle pensioni e degli assegni). - Le pensioni e gli assegni rinnovabili sono pagati a rate mensili o bimestrali scadenti, rispettivamente, alla fine del mese o del bimestre. La tredicesima mensilità viene pagata unitamente all'ultima rata dell'anno. La periodicità dei pagamenti è stabilita con decreto del Ministro del tesoro. I pagamenti delle rate vengono effettuati nel corso del mese o del bimestre alle date stabilite dal Ministro del tesoro con proprio decreto. Tutte le ritenute non erariali, che in atto vengono versate mensilmente, sono effettuate e versate agli enti creditori con la stessa periodicità stabilita per il pagamento della rata di pensione, anche in deroga a pattuizioni ed obblighi degli interessati. In caso di decesso del titolare prima del giorno di scadenza della rata di pensione o di assegno non si richiede la restituzione della quota di pensione o di assegno relativa al periodo intercorrente tra la data di morte del titolare e la scadenza della rata e si fa luogo alla corresponsione del rateo della tredicesima mensilità soltanto per la parte eccedente la predetta quota. Le pensioni e gli assegni pagabili all'estero sono corrisposti a trimestre intero maturato, alla data che sarà stabilita dal Ministro del tesoro con il decreto di cui al secondo comma. Nel caso di cessazione del diritto da parte di un compartecipe della pensione di riversibilità, la riduzione della misura della pensione si effettua, ai fini del pagamento, dal primo del mese successivo all'evento che determina la cessazione del diritto stesso. È fatto obbligo al titolare di pensione o di assegno rinnovabile di comunicare alla competente direzione provinciale del tesoro il verificarsi di qualsiasi evento che comporti la cessazione del pagamento ovvero la variazione della misura della pensione o dell'assegno nonché la riduzione o la soppressione degli assegni accessori. Analogo obbligo è fatto anche al rappresentante legale del titolare di pensione o di assegno nonché al rappresentante volontario per gli eventi di cui egli possa essere a conoscenza per motivi inerenti all'incarico a lui conferito. Il rappresentante risponde dei danni eventualmente arrecati all'erario a causa della omessa o tardiva comunicazione di cui al precedente comma". - Il testo degli articoli 11 e 12 del D.P.R. n. 138/1986 (il cui argomento figura nelle premesse al presente decreto) è, rispettivamente, il seguente: "Art. 11 (Arrotondamento dell'importo annuo della pensione). - 1. L'importo annuo della pensione o dell'assegno rinnovabile è arrotondato per eccesso a lire cento, a decorrere dal 1 gennaio dell'anno successivo all'entrata in vigore del presente decreto. Dalla stessa data è abrogato l'art. 35 della legge 29 aprile 1976, n. 177. Art. 12 (Comunicazioni agli organi di controllo). - 1. Nel caso in cui, ai sensi delle vigenti disposizioni, i trattamenti di attività o pensionistici vengono concessi o modificati senza provvedimento formale, dell'avvenuta concessione o modifica viene data comunicazione entro tre mesi alla Corte dei conti e alla competente ragioneria". - Si riporta qui di seguito il sesto comma dell'art. 52 del R.D.L. n. 680/1938 (Ordinamento della Cassa di previdenza per le pensioni agli impiegati degli enti locali): "Il pagamento dell'intera indennità o dell'intera pensione è sempre fatto dalla cassa di previdenza, che si rivale sugli enti della quota messa a loro carico, con le norme stabilite per l'esazione dei contributi. La quota di indennità a carico degli enti non viene pagata se non quando la relativa liquidazione sia divenuta definitiva o per decorrenza di termini o per accettazione dei singoli interessati o per decisione della Corte dei conti".