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Con riferimento poi alla prospettata eventualità di "perdita di parte del bacino d'utenza anche da parte di imprese di trasporto partecipate da pubbliche amministrazioni, con riflessi sui ricavi e sugli utili d'esercizio (e quindi sui dividendi retrocessi alla pubblica amministrazione)", si evidenzia che, in considerazione dell'attuale livello di vaccinazione della popolazione e degli obblighi vaccinali previsti a legislazione vigente, non è stimata alcuna apprezzabile riduzione del bacino d'utenza; - per quanto attiene all'articolo 7, viene fatto presente che, sin dall'inizio della pandemia, l'azione di controllo del rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus è sempre stata assicurata dalla polizia di Stato, così come anche dalle altre forze di polizia e dalle polizie locali, sotto il coordinamento dei prefetti. In tal senso, l'articolo 4 del decreto-legge n. 19 del 2020, mettendo a sistema le previsioni recate dai primi dPCm emanati, ha previsto una chiara attribuzione di competenza, i cui effetti sono destinati a durare per l'intera fase di emergenza. ln tale quadro, la norma di cui all'articolo 7 in commento non aggiunge nuove e diverse attribuzioni, ma le modula e le procedimentalizza, rendendo obbligatoria l'acquisizione del parere del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica; ne consegue, pertanto, che i controlli previsti dal decreto-legge in commento ed effettuati dal personale della polizia di Stato sono sostenibili con le risorse disponibili a legislazione vigente, anche alla luce del fatto che tali verifiche possono essere effettuate anche a "campione" e che le stesse possono essere abbinate all'azione coordinata di controllo del territorio; - in merito all'articolo 8, viene ribadito che tale disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, dal momento che alle attività ivi previste si provvede nei limiti delle risorse iscritte nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri e destinate alle finalità indicate dal presente articolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo nel presupposto che alle iniziative formative e informative di cui all'articolo 8 si faccia fronte nei limiti delle risorse iscritte nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri e destinate alle finalità indicate dal medesimo articolo. " La rappresentante del GOVERNO esprime un avviso conforme al relatore. La senatrice FERRERO ( L-SP-PSd'Az ) annuncia il voto di astensione del proprio Gruppo, esprimendo una valutazione critica circa le restrizioni previste per le regioni rientranti nella cosiddetta "zona bianca". Verificata la presenza del prescritto numero legale, la Commissione approva la proposta di parere avanzata dal relatore. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. 2463 - Conversione in legge del decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, recante misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali DDL 2463 Conversione in legge del decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, recante misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali (Parere all'Assemblea sul testo e sugli emendamenti. Esame del testo. Parere non ostativo con presupposto. Rinvio dell'esame degli emendamenti) Il relatore Marco PELLEGRINI ( M5S ) propone di ribadire per l'Assemblea il parere non ostativo con presupposto precedentemente reso alla Commissione di merito. Con l'avviso conforme della rappresentante del GOVERNO e previa verifica del numero legale, la Commissione approva la proposta di parere avanzata dal relatore. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO A.G. 333 - Schema di decreto legislativo recante istituzione dell'assegno unico e universale per i figli a carico Doc n. 333 Schema di decreto legislativo recante istituzione dell'assegno unico e universale per i figli a carico (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1, 2 e 5 della legge 1° aprile 2021, n. 46. Esame e rinvio) La relatrice CONZATTI ( IV-PSI ) illustra lo schema di decreto in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che con riferimento agli articoli da 1 a 8, che istituiscono e disciplinano l'assegno unico per i figli a carico, in merito ai profili di quantificazione evidenzia in primo luogo che la relazione tecnica descrive il procedimento di quantificazione utilizzando un modello di microsimulazione Tax-Ben del Dipartimento delle Finanze, ma non fornisce tutti i dati necessari per una verifica puntuale della stima dell'onere recato dalla norma in esame - o almeno per un congruo riscontro del relativo ordine di grandezza - quali ad esempio la distribuzione della platea potenziale per classi di ISEE e per numero di componenti e gli importi medi, per classi di ISEE, considerati per la stima dell'onere: ai fini di una verifica, sia pur di massima, delle quantificazioni, appare quindi necessario che siano esplicitati tali dati. Inoltre, rileva che il tasso di adesione (" take up rate ") considerato nella stima per i nuclei cui non spettava l'Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), ora soppresso, è considerato dalla Relazione tecnica in misura inferiore al 100 per cento: tale parametro  peraltro ivi non esplicitato in termini numerici - è stato calcolato in base all'andamento delle domande presentate per l'assegno temporaneo istituito nel secondo semestre del 2021. In proposito, andrebbe acquisita una valutazione del Governo circa l'effettiva prudenzialità della scelta di basare le stime su tale andamento delle adesioni all'assegno temporaneo. Ciò in considerazione del fatto che la stessa Relazione tecnica, con riguardo all'articolo 11 dello schema in esame, nello stimare gli oneri per la proroga dell'assegno temporaneo, prudenzialmente opera un incremento, per possibili maggiori domande, in luogo di un mero riproporzionamento del livello di spesa risultante per l'anno 2021. Con riferimento alla rivalutazione degli importi dell'assegno unico, la Relazione tecnica afferma che la spesa prevista viene rivalutata annualmente sulla base del costo della vita: dalle informazioni fornite non è tuttavia possibile dedurre con certezza le percentuali di incremento considerate ai fini della stima, che andrebbero quindi esplicitate. Considerando infatti gli oneri che la relazione tecnica espone nella tabella riferita agli articoli 1-8 - con esclusione delle prime annualità su cui potrebbero incidere anche fattori ulteriori, come l'incremento dell'adesione o la disciplina temporanea - per le annualità 2025 e 2026 gli incrementi percentuali risultano di poco superiori all'1 per cento, mentre dal 2027 in poi gli incrementi annui risultano costantemente dello 0,60 per cento: circa gli elementi posti alla base di tali valutazioni, non esplicitati nella relazione tecnica ma che sembrano presupporre un'inflazione bassa, appare quindi opportuno acquisire chiarimenti dal Governo.