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il decreto-legge 29 marzo 2004, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2004, n. 139, recante « Disposizioni urgenti in materia di sicurezza di grandi dighe e di edifici istituzionali » e, in particolare, l'articolo 4; il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (cosiddetto « Decreto Monti »), recante « Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici » e, in particolare l'articolo 4; la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2014, recante « Indirizzi operativi inerenti all'attività di protezione civile nell'ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe »; il decreto-legge 10 settembre 2021, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2021, n. 156 e, in particolare, l'articolo 2, commi 4 -bis e 4 -ter , nonché il comma 4 -quater , che ha modificato il comma 4 -bis dell'articolo 6 della legge 1° agosto 2002, n. 166, stabilendo che con il regolamento di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 507 del 1994, sono definite le modalità con cui il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili provvede alla vigilanza tecnica sulle operazioni di controllo eseguite dai concessionari e all'approvazione tecnica dei progetti delle opere di derivazione e adduzione connesse agli sbarramenti di ritenuta di cui all'articolo 1, comma 1, del citato decreto-legge n. 507 del 1994, aventi le caratteristiche definite dallo stesso comma 4 -quater . Per quanto attiene, in particolare, alla normativa in materia ambientale, e con specifico riferimento alla previsioni del citato articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 507 del 1994, relative alla valutazione di impatto ambientale e all'esigenza di tutela delle acque dall'inquinamento, si evidenzia che il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante « Norme in materia ambientale », alla parte seconda ha puntualmente disciplinato le procedure di valutazione di impatto ambientale per tutte le categorie di opere e progetti e, all'articolo 114, ha previsto disposizioni specifiche in materia di dighe al fine di assicurare il mantenimento della capacità di invaso e la salvaguardia sia della qualità dell'acqua invasata sia del corpo ricettore, stabilendo che le operazioni di svaso, sghiaiamento e sfangamento delle dighe sono effettuate sulla base di un progetto di gestione di ciascun invaso; che il progetto di gestione è finalizzato a definire sia il quadro previsionale di dette operazioni connesse con le attività di manutenzione da eseguire sull'impianto, sia le misure di prevenzione e tutela del corpo ricettore, dell'ecosistema acquatico, delle attività di pesca e delle risorse idriche invasate e rilasciate a valle dell'invaso durante le operazioni stesse; che il progetto di gestione individua altresì eventuali modalità di manovra degli organi di scarico, anche al fine di assicurare la tutela del corpo ricettore e che restano valide in ogni caso le disposizioni fissate dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1° novembre 1959, n. 1363, volte a garantire la sicurezza di persone e cose. La norma in esame, alla luce delle intervenute modifiche normative, apporta una modifica all'articolo 2 del decreto-legge n. 507 del 1994, prevedendo che il regolamento per la disciplina del procedimento di approvazione dei progetti e del controllo sulla costruzione, l'esercizio e la dismissione delle dighe, sia adottato con decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 – anziché nella forma di decreto del Presidente della Repubblica ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della medesima legge n. 400 del 1988- e, contestualmente, ne adegua i contenuti alla nuova disciplina tecnica di settore in materia di costruzione, esercizio e dismissione delle dighe alla luce della richiamata normativa in materia ambientale intervenuta successivamente. Al fine di prevedere un adeguato coinvolgimento delle regioni nella fase di adozione del suddetto decreto si dispone l'acquisizione dell'intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Al comma 2 si prevede, a decorrere dall'anno 2022, l'istituzione, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, di un fondo alimentato, con una quota pari al 15 per cento delle risorse di cui all'articolo 2, comma 172, primo periodo, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e, comunque, nel limite massimo di 1 milione di euro annui. Tale fondo è destinato al riconoscimento di incentivi, con le modalità e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata integrativa e nei limiti delle risorse effettivamente confluite nel medesimo fondo, in favore dei dipendenti di livello non dirigenziale in servizio nelle articolazioni di cui all'articolo 2, comma 171, del citato decreto-legge n. 262 del 2006, per lo svolgimento di specifiche funzioni di vigilanza tecnica sui lavori e sull'esercizio delle dighe e delle opere di derivazione, nonché di istruttoria di progetti e di valutazione della sicurezza. Gli importi corrisposti a titolo di incentivo sono comprensivi anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell'amministrazione e non possono, nel corso dell'anno, superare l'importo del 50 per cento del trattamento economico complessivo annuo lordo. Al riguardo, si evidenzia che l'articolo 2 del citato decreto-legge n. 262 del 2006, al comma 170 ha disposto la soppressione del Registro italiano dighe (RID), istituito ai sensi dell'articolo 91, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, prevedendo, al comma 171, che: « Fermi i compiti, gli obblighi, e le responsabilità degli enti concessionari e dei soggetti gestori in materia di sicurezza, nonché le funzioni di controllo delle amministrazioni concedenti, i compiti e le attribuzioni facenti capo al Registro italiano dighe, ai sensi del citato articolo 91, comma 1, del decreto legislativo n. 112 del 1998, nonché dell'articolo 10 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 marzo 2003, n. 136, sono trasferiti al Ministero delle infrastrutture, e sono esercitati dalle articolazioni amministrative individuate con il regolamento di organizzazione del Ministero, adottato ai sensi dell'articolo 1, comma 23, del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233.