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3 (Tutela delle persone che denunciano una molestia sul luogo di lavoro) 1 Ai sensi dell'articolo 26, commi 2- bis , 3 e 3- bis , del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, la lavoratrice o il lavoratore che denuncia una molestia o una molestia sessuale sul luogo di lavoro non può essere a causa di ciò sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito né sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro, determinati dalla denuncia stessa. 4 (Congedo per le donne vittime di molestie sessuali sul luogo di lavoro) 1 Il congedo di cui all'articolo 24 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80, si applica anche alle donne che abbiano denunciato una molestia sessuale subita sul luogo di lavoro. 2 La lavoratrice o il lavoratore vittima di molestie sessuali ha diritto, senza subire penalizzazioni, a richiedere la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale, verticale od orizzontale, ove ne sussista la disponibilità nell'organico. Il rapporto di lavoro a tempo parziale così instaurato è nuovamente trasformato in qualunque momento, a richiesta della lavoratrice o del lavoratore interessato, in rapporto di lavoro a tempo pieno, compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro. La lavoratrice o il lavoratore vittima di molestie sessuali può usufruire del lavoro agile, come disciplinato dal capo II della legge 22 maggio 2017, n. 81. 5 (Consigliere e consiglieri di parità) 1 Le consigliere e i consiglieri di parità previsti dal capo IV del titolo II del libro I del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, svolgono anche funzioni di assistenza e di consulenza in favore dei dipendenti che subiscono atti di molestia sessuale, garantendo la riservatezza sulle informazioni apprese, qualora richiesta dagli interessati. 2 Il datore di lavoro porta a conoscenza delle lavoratrici e dei lavoratori le funzioni, le competenze e i recapiti delle consigliere e dei consiglieri di parità mediante affissione di idoneo avviso in un ambiente del luogo di lavoro accessibile a tutti. 3 La consigliera o il consigliere di parità interviene, ove richiesto, per promuovere il tentativo obbligatorio di conciliazione, ai sensi dell'articolo 410 del codice di procedura civile, su istanza della persona che ha subìto molestie sessuali e che intende agire in giudizio. 6 (Comitati unici di garanzia) 1 Le pubbliche amministrazioni informano i propri dipendenti circa il ruolo, le funzioni, le competenze e i recapiti dei comitati unici di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni istituiti ai sensi dell'articolo 57, comma 01, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Esse predispongono altresì piani formativi di prevenzione per i dirigenti e per i componenti dei medesimi comitati e adottano codici etici o codici di condotta quali strumenti di prevenzione delle molestie e delle molestie sessuali sui luoghi di lavoro. 2 All'articolo 2, comma 222- bis , della legge 23 dicembre 2009, n. 191, dopo il quinto periodo è inserito il seguente: «Un'ulteriore quota, pari al 3 per cento dei medesimi risparmi di spesa, è destinata all'attuazione dei piani formativi di prevenzione delle molestie e delle molestie sessuali nei luoghi di lavoro adottati dalle stesse Amministrazioni». 3 Alle spese necessarie per l'attuazione dei piani formativi di prevenzione di cui al comma 1 si provvede mediante le risorse di cui al sesto periodo del comma 222-bis dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, introdotto dal comma 2 del presente articolo. 7 (Ispettorato del lavoro) 1 L'Ispettorato nazionale del lavoro, di cui al decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149, vigila, a decorrere dalla data della denuncia di molestie o di molestie sessuali sul luogo di lavoro, sullo stato del rapporto di lavoro della lavoratrice o del lavoratore denunciante, al fine di assicurarne la tutela ai sensi dell'articolo 3 della presente legge e nel caso in cui presenti dimissioni volontarie, anche con l'intervento delle organizzazioni sindacali. 8 (Introduzione nel codice penale del reato di molestie sessuali) 1 Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo l'articolo 610 è inserito il seguente: «Art. 610- bis . (Molestie sessuali) . Chiunque compia atti indesiderati a connotazione sessuale, espressi in forma fisica, verbale o non verbale, aventi lo scopo o l'effetto di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo, è punito con la reclusione da 5 a 10 anni. Il reato di cui al comma 1 si prescrive in dieci anni dalla condotta»; b dopo l'articolo 124 è inserito il seguente: «Art. 124- bis . (Termine per proporre la querela nel caso di molestie sessuali) . La vittima del reato di cui all'articolo 610- bis può esercitare il diritto di querela entro dodici mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato».