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Siamo tuttavia consapevoli, e ce ne siamo accorti ogni volta che abbiamo provato a fare interventi di questo tipo, di quanto sia difficile tenere in equilibrio l'esigenza di velocizzare, semplificare, sburocratizzare il più possibile le procedure amministrative e, allo stesso tempo, garantire la piena tutela dei lavoratori e soprattutto il pieno rispetto della legalità. È un provvedimento, quello che stiamo discutendo, sul quale, come sempre più spesso accade, non abbiamo avuto la possibilità di intervenire. Nonostante alla Camera sia stato fatto un gran lavoro di implementazione rispetto al testo varato dal Governo e di grande mediazione fra le forze politiche rispetto a temi specifici che, a mio avviso, hanno migliorato il provvedimento stesso, resta il problema, sempre più acuto, di un monocameralismo alternato perfetto. Stando al merito, signor Presidente, credo sia stato importante il lavoro impostato sulla cosiddetta governance . Non vi è alcun dubbio, infatti, che aver previsto una governance partecipata, non solo dal Parlamento, ma anche da tutte le forze del Paese, rappresenti una garanzia per tutti i cittadini. Parimenti, mi sembra rilevante avere previsto che la gestione dei fondi e di tutti i processi collegati abbia il Parlamento come protagonista in tutte le sue tappe. Il provvedimento in discussione prevede che il Governo sia chiamato a fornire alle Commissioni parlamentari competenti le informazioni e i documenti utili per esercitare il controllo sul PNRR, per migliorarne le criticità e per svolgere un ruolo sinergico con entrambi i rami del Parlamento. Ritengo che sia una previsione di assoluta importanza, anche rispettosa delle funzioni che ci vengono attribuite dalla Costituzione. Sappiamo bene che, quando il Parlamento viene messo nelle condizioni di svolgere bene il proprio compito, il Paese ne beneficia anche in termini di trasparenza, essendo Camera e Senato i luoghi deputati, i luoghi simbolo della discussione e del confronto. Ritengo poi degno di nota il risultato che si è conseguito anche grazie al lavoro del collega Ceccanti alla Camera e che, all'articolo 8- bis , si traduce nell'introduzione di un obbligo, in capo al Governo, di trasmissione al Parlamento di relazioni periodiche, che ci facciano comprendere meglio a che punto siamo con la produzione dei provvedimenti attuativi, che, come sappiamo tutti molto bene, tanto spesso sono l'ostacolo ultimo alla realizzazione di moltissime iniziative, che, pure se deliberate dal Parlamento, restano ferme al palo. Passando invece agli articoli che compongono il capo VII del provvedimento in esame, ovvero le disposizioni in materia di efficienza energetica, vediamo che queste ultime sono in larga parte destinate ad accompagnare alcuni interventi specificamente elencati nel PNRR. Tra questi, come accennavo all'inizio del mio intervento, troviamo quelli legati alla transizione energetica e alla mobilità sostenibile. Su questi temi saremo chiamati, sempre più frequentemente, a scelte non semplici, ma di assoluta rilevanza. L'ultimo G20 sull'ambiente, gli accordi sul clima e il piano Fit for 55 tracciano il solco dei confini entro i quali saremo chiamati a fare le nostre scelte. Appare chiaro che costruire un sistema più semplice, con un apparato burocratico meno lento e macchinoso, significa anche essere in grado di raggiungere, prima e meglio, quegli obiettivi che, in ambito europeo e internazionale, l'Italia si sta impegnando a raggiungere. Penso, ad esempio, a tutto il tema legato alla decarbonizzazione e all'utilizzo delle fonti rinnovabili. Altrettanto importante è la previsione di cui all'articolo 33, che riconosce la detrazione al 110 per cento (il cosiddetto superbonus), anche per gli interventi volti all'eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, eseguiti congiuntamente a quelli antisismici. Essa si accompagna anche all'ulteriore semplificazione della disciplina per fruire del superbonus, stabilendo che, attraverso una comunicazione di inizio lavori asseverata, la CILA, è possibile attestare gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell'immobile o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione, rendendo così non più necessaria l'attestazione dello stato legittimo. Di pari rilevanza appaiono gli articoli seguenti del provvedimento, che mirano a semplificare e a disciplinare meglio aspetti rilevanti legati alla gestione dei rifiuti. Penso dunque all'articolo 34, sulla end of waste , oppure ancora al dissesto idrogeologico e allo sblocco delle grandi opere e delle infrastrutture, per le quali il provvedimento in esame prevede procedure speciali, fino ad arrivare alle modifiche per i contratti pubblici, cioè quelle al codice degli appalti su cui, come sappiamo, c'è un impegno del Governo. Su tali modifiche mi pare vi sia stato un giudizio positivo anche da parte dell'ANCI, che si è vista accogliere diverse proposte miranti a semplificare il lavoro di migliaia di sindaci, i quali, ancora di più in questa fase, saranno chiamati a svolgere un ruolo di prim'ordine. Nel corso di questi mesi, la nostra Assemblea ha visto l'approvazione di provvedimenti indubbiamente rilevanti. Ritengo che quello che stiamo discutendo oggi possa tranquillamente essere annoverato tra questi ultimi. In tema di semplificazioni, il nostro Paese ha un ritardo imperdonabile, che, quando si trasforma in inefficienza, determina la rottura di quel patto di fiducia che si instaura tra lo Stato e i cittadini e che va preservato, mostrando efficienza e serietà, perché è proprio in questa rottura che poi si inseriscono le organizzazioni criminali e che si alimenta la corruzione. Credo di poter dire che con questo provvedimento contribuiamo a tenere saldo quel patto tra Stato e cittadini, con l'ambizione di immaginare e costruire nel migliore dei modi il futuro delle generazioni che verranno. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, quello al nostro esame è il secondo decreto-legge semplificazioni che transita in questa legislatura. L'esame del primo era stato di stretta competenza del Senato, mentre questo della Camera dei deputati e devo dire che Forza Italia ha provato in tutte e due le occasioni a inserire quella che abbiamo sempre ritenuto la semplificazione regina e in assoluto principale, che riguarda la vita dei cittadini. Questo secondo decreto-legge semplificazioni parte ovviamente dal PNRR, inserisce una serie di agevolazioni e ricorda molto la legge obiettivo, che in Parlamento, anche in questa legislatura, ogni tanto viene ricordata in negativo. Mi sembra di capire invece che non debba essere così, perché oggi approviamo esattamente l'evoluzione della legge obiettivo, voluta dal Governo Berlusconi e dall'allora ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Lunardi. Addirittura, per quel che riguarda le opere del PNRR, saltiamo a piè pari gli enti locali e le Regioni e andiamo dritti con una cabina di regia, che forse potrà creare disagi, ma allo stesso modo tiene in considerazione le idee, le indicazioni e le formulazioni nate dal Governo in carica dal 2001 al 2006. Sono state accolte altre indicazioni, per noi fondamentali, sulla questione del superbonus al 110 per cento.