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Stefano è stato il Capogruppo mio e di tanti colleghi che, per la prima volta, varcavano il portone del Senato senza alcuna esperienza parlamentare e assolutamente a digiuno di Regolamenti, logistica e funzionamenti. Ha sempre avuto una grandissima pazienza nel raccontarci, nello spiegarci, nel rinfrancarci e rincuorarci sulle cose da fare e su ciò che non dovevamo fare, perché era molto facile entrare subito in empatia e simpatia con Stefano. Noi, che ci sforziamo di essere non solo una comunità politica, ma anche una comunità umana, di amici e di persone che hanno il piacere di stare insieme lo ricordiamo anche per questo, per i tanti momenti belli che abbiamo vissuto con lui, magari a cena o prendendo un caffè alla fine dei lavori, e in cui ci si confrontava sulle speranze, le delusioni e i tanti momenti di amarezza, ma anche sulle piccole e grandi vittorie che il nostro movimento, Fratelli d'Italia, un'avventura per alcuni versi romantica e anche un po' folle, registrava giorno dopo giorno. Adesso che sembra che raccogliamo i frutti di quanto abbiamo seminato in anni difficili Stefano non c'è e ci mancano molto i suoi consigli, la sua presenza e la sua capacità di vedere lontano. Noi abbiamo un rimpianto, l'ho io personalmente e tanti di noi, perché stavamo organizzando una visita a Verona dopo il blocco, il lockdown e tutte le difficoltà del coronavirus per poterlo incontrare, ma la malattia è stata terribile e più veloce di noi e ci ha anticipato e questo ci provoca davvero tanta amarezza perché avremmo voluto salutarlo un'ultima volta. (Applausi). Con Stefano condivido un percorso politico per molti aspetti molto simile, di politica giovanile e non solo, negli anni e ho pensato che a lui sarebbe piaciuta una poesia, che è anche una preghiera e una benedizione irlandese, di san Patrizio, che lui sicuramente apprezzerebbe, se potesse sentirci, ma sicuramente ci sentirà. È una poesia benedizione che si recita quando qualcuno parte per un viaggio, anche per uno da cui purtroppo non si ritorna. L'ultima parte dice: «Finché non ci incontreremo di nuovo, fratello, possa Dio custodirti nel palmo della sua mano». Ciao Stefano, grazie per tutto ciò che ci hai insegnato. Con la tua vita hai onorato il Senato e hai onorato l'Italia. (Prolungati applausi) . PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, sono personalmente provata dalla notizia della morte di Stefano Bertacco. Abbiamo condiviso la presenza in Commissione lavoro per due legislature, a cominciare dalla passata legislatura. Era un uomo gentile, sorridente, generoso, tranquillizzante e saggio e oggi piangiamo il senatore Bertacco, perché figura costantemente dialogante, come sappiamo noi, componenti della Commissione lavoro pubblico e privato, previdenza sociale. Il dialogo tra le persone è sempre importante quando arricchisce e ancora di più lo è il dialogo istituzionale, perché tutti noi, qui, dobbiamo decidere della sorte e, spesso, della vita dei nostri concittadini e concittadine. Il senatore Bertacco ne era perfettamente consapevole, quando portava sempre in questa sede, quotidianamente, la sua esperienza politica sul territorio, vicino alla vita reale. Come ricordava il suo Capogruppo, anche noi spesso ci confrontavamo in momenti informali, al bar, alla buvette , fuori dall'Aula. Spesso mi raccontava dei suoi progetti a favore delle persone con autismo, della Giornata in blu, che organizzava sul suo territorio, della sua esperienza di amministratore di sostegno. Ricordo che una volta mi ha raccontato, in maniera profondamente umana, la sua esperienza al fianco di un ragazzo con disabilità. Per questo profondo confronto, pur appartenendo a famiglie politiche diverse, abbiamo anche condiviso battaglie politiche e parlamentari importanti, dalla legge sul dopo di noi, nella passata legislatura, a quella odierna sui caregiver , alla stabilizzazione dei precari Anpal, l'ultima normativa sulla quale ci siamo impegnati assieme. Ieri sera ho avuto occasione di rivedere un suo intervento a proposito di questa normativa e, in maniera sempre dialogante, ha fatto riferimento a un mio emendamento, pur appartenendo a partiti politici diversi. Anche quel suo ultimo video, in cui richiamava l'attenzione sul Covid-19, era carico della sua umanità. Pertanto, io e tutto il Gruppo Italia Viva ci stringiamo al cordoglio della sua famiglia, dei suoi amici, al Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia, alla sua leader Giorgia Meloni e a tutta la comunità di Verona. Sono convinta che oggi perdiamo un uomo delle istituzioni, profondamente umano, nel senso alto del termine. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, è difficile intervenire, perché la notizia della morte di Stefano Bertacco ha colpito tutti quanti, chi l'aveva conosciuto nella scorsa legislatura e chi aveva avuto modo di conoscerlo in questa. È stato nel mio Gruppo per qualche mese, siamo stati colleghi di Gruppo nella scorsa legislatura, quando decise, insieme a un altro senatore, di far parte del Gruppo Misto per costituire la componente Fratelli d'Italia, con grande impegno e con grande entusiasmo. Noi avevamo, come ben sapete, opinioni politiche diverse, ma vi posso assicurare che è stata per me quella l'occasione di conoscerlo abbastanza bene. Era una persona così gentile, così garbata; il dialogo non era soltanto un modo di atteggiarsi nelle istituzioni, come spesso si dice, ma era proprio un tratto profondo della sua persona. È sempre stato collaborativo. Ci siamo incontrati nella scorsa legislatura non solo nel Gruppo, ma anche in alcune battaglie, che io vorrei ricordare in questa sede (alcune le ha ricordate adesso la senatrice Parente). Era una persona che aveva molto a cuore le persone più deboli e più fragili e questo forse si rifletteva profondamente in quel suo tratto della personalità, che lo faceva così umano. Io insisto molto sul suo garbo, sulla sua educazione, sulla sua gentilezza: sapete che in politica non è una caratteristica così facile da trovare, soprattutto tra avversari politici. Credo quindi che mancherà molto; mancherà alla sua Commissione e mancherà a quest'Assemblea. Io sono profondamente addolorata per la sua prematura scomparsa e anche per quanto ha lottato; ha lottato così profondamente fino alla fine, pensando fino in fondo di poter sconfiggere quella malattia terribile. Per questo siamo vicini - lo dico a nome mio, dei senatori di Liberi e Uguali e di tutto il Gruppo Misto - ai suoi cari, ai suoi familiari, ai suoi amici, a tutti i senatori del suo Gruppo e al partito Fratelli d'Italia. Addio Stefano, che la terra ti sia lieve. (Applausi) . D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, a nome del Gruppo Partito Democratico esprimo cordoglio e vicinanza alla famiglia di Stefano Bertacco, alla città di Verona e al suo Gruppo di appartenenza, Fratelli d'Italia. Il ricordo che ho di Stefano è legato ovviamente al territorio e alla città, più che all'attività parlamentare;