[resaula]

Ciò significa che voi, da allora, da sei mesi a questa parte, non siete stati in grado di creare un'azione di sistema neanche in quel settore che nulla ha a che vedere con la cultura. Avete, invece, deciso di inserire una misura al riguardo all'interno di un decreto che, evidentemente, non parla di cultura, perché siete i primi ad aver agito in questo modo. Quindi cosa avete fatto? Avete inserito nuovamente l'ulteriore proroga antincendio per le scuole. E avete perfino sbagliato a scriverla, tanto che la state rimandando indietro, nuovamente, al Senato. Voi prevedete norme che non c'entrano nulla con il decreto-legge, sbagliate a scriverle, ci mettete fretta nelle audizioni sulle fondazioni lirico-sinfoniche, sul cinema, sullo spettacolo, sulla musica dal vivo e sul secondary ticketing . Insomma, voi ponete in essere un'accelerazione e poi noi torniamo indietro a lavorare per colpa vostra, che sbagliate a scrivere le norme. E non veniteci più a dire che è sempre colpa della Commissione bilancio, perché il vostro povero presidente Pesco sarà anche stanco di assumere sulle sue spalle la responsabilità di chi, invece, non riesce neppure a fare politica perché non riesce a scrivere un decreto che parli veramente di cultura. Noi ci siamo anche un po' stancati, perché abbiamo provato in tutti i modi in questi mesi a tenere un atteggiamento civile all'interno della Commissione, un atteggiamento di collaborazione, un atteggiamento sempre nel merito di ogni intervento, anche a costo di subire di sbuffi dei colleghi che mal sopportano il fatto che un membro dell'opposizione possa fare un intervento lungo in Commissione per spiegare le proprie motivazioni: perché c'è fretta; perché vi stiamo facendo perdere tempo; perché è un decreto e, quindi, scade. Salvo, poi, chiederci di stare qui in Aula e in Commissione a lavorare sui vostri errori, a rimediare ai vostri errori, alla vostra incapacità, alla vostra assoluta mancanza di visione. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo ci continuate a chiedere. E noi, ancora una volta, proviamo con serietà ad affrontare il tema. Anche ieri noi, in Commissione, nel poco tempo che ci è stato concesso, volevamo presentarci raccontando quella che è la nostra visione di cultura, per provare a darvi dei suggerimenti, per provare a vedere se insieme si può costruire qualcosa. Se io fossi nei panni del Ministro, infatti, un po' mi vergognerei: io porto dopo un anno di Governo il mio primo e unico provvedimento in Aula e in esso non si parla di cultura. Non c'è nemmeno una flebile notizia rispetto al provvedimento che sto approvando. Intorno c'è il silenzio e, addirittura, la lasciano da solo ai banchi del Governo ad affrontare questa discussione. Ma, allora, la cultura a questa maggioranza gialloverde interessa oppure no? (Applausi dal Gruppo PD) . Ce l'avete una visione? Ce la venite a raccontare o dobbiamo aspettarci ancora qualche azione, che poi si rivelerà sbagliata e per la quale chiederete alle opposizioni di aiutarvi a correggerla? Per questo, signor Presidente, noi continueremo ad astenerci. (Applausi dal Gruppo PD. Applausi ironici dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PITTONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 59 del 2019 è tornato all'esame del Senato, in sede di terzo esame, dopo le modifiche apportate dalla Camera dei deputati. Come sappiamo, l'altro ramo del Parlamento ha modificato, in primo luogo, il comma 2- octies dell'articolo 1; tale norma prevede che, fino al 31 dicembre 2021, le fondazioni lirico-sinfoniche, ove procedano ad assunzioni a tempo indeterminato di personale artistico e tecnico o amministrativo, vi provvedono, in deroga al principio in base al quale il contratto di lavoro subordinato presso le stesse è instaurato esclusivamente attraverso procedure selettive pubbliche, in misura non superiore al 50 per cento dei posti disponibili mediante procedure selettive riservate a soggetti in possesso di determinati requisiti, relativi a pregresse attività lavorative presso la medesima fondazione. Il Senato, in prima lettura, aveva sostituito la percentuale massima del 50 per cento con una quota rigida e più elevata pari al 70 per cento. Questa modifica, intervenuta in sede referente e confermata dall'Assemblea del Senato, era stata proposta con un emendamento della maggioranza condiviso dal Governo e sul quale si era registrato anche il consenso delle forze di opposizione. La Camera ha, sul punto, ripristinato il testo originario del decreto-legge alla luce del parere della Commissione affari costituzionali. L'articolo 4- bis , introdotto al Senato, interviene invece in materia di adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici. È una questione a tutti noi ben nota, cui si è cercato più volte di porre rimedio presentando in Senato emendamenti a diversi provvedimenti d'urgenza (poi non approvati), nonché - da ultimo - un disegno di legge assegnato alla 7 a Commissione in sede deliberante, a testimonianza anche in questo caso di una generale condivisione da parte dei Gruppi parlamentari. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Anche questa norma è stata modificata dalla Camera dei deputati, demandando a un decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, d'intesa con la Conferenza unificata, la definizione di un piano straordinario per l'adeguamento alla normativa antincendio degli edifici pubblici adibiti a uso scolastico; per l'attuazione del piano straordinario in questione sono stanziati 25 milioni di euro per l'anno 2019, 25 milioni di euro per l'anno 2020 e 48 milioni di euro per l'anno 2021. La Camera dei deputati ha inoltre demandato a un decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, la definizione di misure gestionali di mitigazione del rischio, da osservare fino al completamento dei lavori di adeguamento, e scadenze differenziate per il completamento dei lavori di adeguamento a fasi successive, fermo restando il termine del 31 dicembre 2021. Infine, la Camera ha anche modificato l'articolo 5- bis , una norma che è stata introdotta durante l'esame al Senato e che riguarda il processo in atto relativo alla statizzazione degli istituti superiori musicali non statali e delle accademie di belle arti non statali finanziati dagli enti locali. Si tratta di una disposizione di grande importanza per gli istituti in questione, poiché la situazione di dissesto o di pre-dissesto di alcuni enti locali rischiava di pregiudicare la vita di alcuni istituti e accademie delle belle arti sostenuti dai medesimi enti locali, i quali avrebbero incolpevolmente pagato un prezzo elevato per la situazione finanziaria dell'ente territoriale. Proprio per scongiurare questo pericolo, si prevede che lo Stato metta a disposizione un fondo, fino al limite di 4 milioni di euro per il 2019.