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Per le grandi strutture di vendita e per i centri commerciali nei quali si esercita la vendita di prodotti alimentari, il contributo per il rilascio del permesso di costruire o di altri atti autorizzatori o concessori in materia di edilizia o urbanistica è ridotto del 50 per cento qualora, all'atto della richiesta dell'agevolazione, risulti l'impegno del richiedente a porre in vendita prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità. 2. Ai fini della concessione dell'agevolazione di cui al comma 1 i prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità devono essere posti in vendita in misura non inferiore, in termini di valore, al 30 per cento delle produzioni alimentari complessivamente acquistate su base annua. 3. La violazione dell'impegno di cui al comma 1 nei cinque anni successivi al provvedimento di accoglimento della richiesta comporta il pagamento integrale del contributo di cui al medesimo comma 1 con un tasso di interesse superiore di due punti a quello legale decorrente dalla data di concessione dell'agevolazione prevista dal citato comma 1. 4. Le strutture beneficiarie dell'agevolazione di cui al comma 1 sono soggette al vincolo ventennale di non mutamento della destinazione d'uso. Art. 8. (Istituzione del marchio di filiera «chilometro zero») 1. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali istituisce con proprio decreto, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il marchio di filiera «chilometro zero» che riconosce i prodotti alimentari di comprovata sostenibilità ambientale per i quali dalla produzione alla distribuzione è dimostrato un ridotto apporto di emissioni di gas a effetto serra rispetto ad altri prodotti alimentari equivalenti presenti sul mercato. 2. Al fine di evidenziare le caratteristiche proprie e i vantaggi dei prodotti alimentari di cui al comma 1, al marchio «chilometro zero» può essere data adeguata evidenza grafica nello scontrino di acquisto rilasciato ai consumatori. Art. 9. (Istituzione dell'albo delle imprese agricole e agroalimentari e delle imprese commerciali) 1. È istituito da ciascuna regione e dalle province autonome di Trento e di Bolzano l'albo delle imprese agricole e agroalimentari e delle imprese commerciali che vendono i prodotti alimentari a chilometro zero provenienti da filiera corta, stagionali e di qualità. 2. L'iscrizione all'albo di cui al comma 1 è gratuita e non è soggetta alla tassa di concessione governativa. Art. 10. (Attività di controllo e sanzioni) 1. Al fine di accertare eventuali infrazioni delle disposizioni della presente legge, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, esercitano i relativi controlli anche avvalendosi degli organi di polizia amministrativa locale, ovvero attraverso l'istituzione di appositi gruppi di intervento. 2. I controlli di cui al comma 1 sono svolti con il supporto operativo e investigativo di unità appartenenti al Comando carabinieri per la tutela della salute e ai nuclei antifrodi dell'Arma dei carabinieri, al Nucleo agroalimentare e forestale del Corpo forestale dello Stato e all'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari. 3. Per lo svolgimento dei controlli di conformità alle norme di commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli freschi, di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 3 agosto 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 dell’8 ottobre 2011, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali si avvalgono degli organi di polizia amministrativa locale.