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In Italia i fanghi dei depuratori civili e industriali possono essere recuperati in agricoltura come concime perché contengono azoto e fosforo utili ai terreni, ma anche una serie di inquinanti, metalli pesanti, idrocarburi e PCB considerati cancerogeni. In Italia, incenerire il fango nei termovalorizzatori costa 140 euro a tonnellata, smaltirlo invece su un campo agricolo 65 euro. Meno della metà; purtroppo, la presenza di sostanze altamente cancerogene nei fanghi, come ha affermato a Report la dottoressa Fiorella Belpoggi (direttrice scientifica dell'istituto "Ramazzini" di Bologna) finiscono direttamente negli alimenti; anche Attilio Bonetta, chimico, ha dichiarato a Report: "Il quantitativo di fanghi lavorati in provincia di Pavia è un milione e 100mila tonnellate/anno. Contengono contaminanti, metalli, microplastiche, antibiotici. Qui i terreni sono argillosi, si coltiva il riso, per cui vanno nelle falde. Ma solo 48 mila tonnellate provengono dalla provincia. Il resto da tutta Italia"; nelle intercettazioni nell'ambito delle indagini della Procura di Brescia a carico dell'azienda WTE Srl di Brescia, si odono due soggetti coinvolti dire le seguenti affermazioni: "Ho fatto il delinquente consapevolmente. Ogni tanto ci penso: chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais...cresciuta sui fanghi di Vercelli"; "Ti ho trovato un altro clientino a Sizzano, in Piemonte. Sono posti veramente belli, ma proprio paesaggisticamente... andiamo proprio a rovinarli coi gessi"; il 3 dicembre 2021 è stato posto agli arresti domiciliari finanche un sindaco, Giorgio Falbo, primo cittadino di Barbianello (Pavia), per presunta complicità negli sversamenti illegali. Gli arresti sono stati poi revocati, ma rimane per lui il divieto di dimora presso Belgioioso, il comune dove sorge l'impianto sequestrato dell'azienda Var Srl, coinvolta nelle indagini; nel corso della medesima puntata di Report del 10 gennaio 2022, il ministro Cingolani ha assunto precisi impegni. Ha innanzitutto riconosciuto, a prescindere dalla differenza tra fanghi e gessi da defecazione, che, "normalmente, non dovrebbe nemmeno avvenire che ai fanghi da usi civili si uniscano fanghi di depurazione da reflui industriali. Ma è quello che a quanto pare è avvenuto, visto che dopo il decreto Genova sono stati innalzati i limiti per poter mettere insieme componenti diverse. Questo va assolutamente stroncato e va fatto quanto prima il tracciamento. Ci dovrà mettere mano la normativa nazionale e il nostro Ministero. È un ottimo momento per cominciare a lavorare su questo. Se viene sfruttata in maniera illegittima, la legge va cambiata. Studiamo le carte, ma dobbiamo intervenire e lo faremo. Lo faremo prestissimo"; il primo firmatario del presente atto di indirizzo ha presentato, nel 2018, alcuni emendamenti per sopprimere o modificare la disposizione riguardante i fanghi di depurazione nel decreto Genova ma, purtroppo, sono stati respinti. L'ex ministro Costa aveva promesso che quella norma sarebbe stata transitoria e che i limiti sarebbero stati rivisti quanto prima. Non si è fatto nulla. Evidentemente c'è un colpevole ritardo sul quale va richiamata una precisa responsabilità politica, impegna il Governo: 1) ad attivarsi al fine di giungere all'abrogazione della disposizione prevista dall'articolo 41 del decreto-legge n. 109 del 2018, per evitare la distribuzione di idrocarburi e altre sostanze nocive nei terreni agricoli e varare, come promesso allora dall'ex ministro Costa, una nuova normativa, anche armonizzando la misurazione degli idrocarburi in sostanza secca; 2) a varare una moratoria che sospenda immediatamente e per l'intero periodo dell'emergenza sanitaria, l'uso dei fanghi di depurazione civile e industriale sui terreni agricoli, il cui trasporto potrebbe ulteriormente veicolare il virus da COVID-19; 3) a rafforzare i controlli su smaltimenti illeciti di acque reflue o fanghi non trattati in impianti di depurazione che potrebbero causare esposizione umana a materiali potenzialmente infetti da SARS-CoV-2, anche attraverso la contaminazione di falde sotterranee o superficiali; 4) ad agire per la definizione di più stringenti limiti guida nazionali per individuare e monitorare l'inquinamento dei suoli agricoli, in particolare in coincidenza con lo spandimento di fanghi; 5) ad obbligare nei controlli che le analisi non siano solo sui metalli pesanti, ma anche su tutte le altre sostanze tossiche presenti nei fanghi; 6) a definire un periodo limite per la risoluzione dell'emergenza e, comunque, a limitare in tale periodo lo spargimento su terreni non destinati alla produzione di derrate alimentari; 7) ad obbligare i produttori e i distributori di ammendanti per l'agricoltura a confezionare ed etichettare i propri prodotti destinati alla commercializzazione, al fine di assicurare un'adeguata conoscenza delle sostanze ivi contenute; 8) a prevedere l'obbligo dell'adeguamento dei processi di produzione dei fanghi industriali al fine di abbattere la presenza di contaminanti e, quindi, obbligare al loro "pretrattamento"; 9) a valutare di limitare, secondo le considerazioni svolte, lo spandimento dei fanghi civili, industriali ed ospedalieri, presunti vettori di virus; 10) a prevedere il divieto di immissione in pubblica fogna o conduttura delle acque reflue, per tutti gli impianti di trattamento di biodigestione dei rifiuti in caso di accertata non bioaccumulabilità degli scarichi da parte delle ARPA territoriali; 11) ad incaricare al più presto una commissione specifica multidisciplinare di esperti che predisponga una normativa adeguata sul tema, visto il quadro gravissimo che abbiamo di fronte, soprattutto per la presenza delle ecomafie, che mette in serio rischio i nostri suoli, le nostre acque superficiali e sotterranee, il nostro cibo, la nostra salute. Atto n. 1-00447 GIROTTO TAVERNA CASTELLONE GARRUTI CATALFO D'ANGELO FERRARA PELLEGRINI Marco GAUDIANO MANTOVANI TRENTACOSTE GALLICCHIO AGOSTINELLI AIROLA ANASTASI AUDDINO BOTTICI CAMPAGNA CASTALDI CASTIELLO CIOFFI COLTORTI CORBETTA CRIMI CROATTI DE LUCIA DELL'OLIO DI GIROLAMO DI NICOLA DI PIAZZA DONNO ENDRIZZI EVANGELISTA FEDE FENU FLORIDIA GUIDOLIN L'ABBATE LANZI LEONE LICHERI LOMUTI LOREFICE LUPO MAIORINO MARINELLO MATRISCIANO MAUTONE MONTEVECCHI NATURALE NOCERINO PAVANELLI PERILLI PESCO PETROCELLI PIARULLI PIRRO PISANI Giuseppe PRESUTTO PUGLIA QUARTO RICCIARDI ROMAGNOLI ROMANO RUSSO SANTANGELO SANTILLO TONINELLI TURCO VANIN VACCARO BUCCARELLA - Il Senato, premesso che: