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Il comma 2 prevede che, in caso di eventuali crediti vantati da ANAS s.p.a., a titolo di prezzo di concessione, nei confronti del concessionario inadempiente, il concedente è autorizzato a trattenere dalle somme dovute l'importo corrispondente a detti crediti che viene versato ad ANAS s.p.a. nei termini e secondo le modalità definite con la medesima società e d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, anche tenendo conto dei proventi derivanti dalla gestione dell'infrastruttura autostradale da parte di ANAS s.p.a. ai sensi dell'articolo 35, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8. Sulle somme trattenute non decorrono ulteriori interessi. Al riguardo, si ricorda che fino al 30 settembre 2012 ANAS s.p.a. ha svolto le funzioni di concedente delle infrastrutture autostradali. Dette funzioni sono state successivamente attribuite al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili giuste le previsioni di cui al combinato disposto dell'articolo 36 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e dell'articolo 11, comma 5, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14. Il comma 3 prevede la costituzione, per le finalità di cui al comma 1 ( id est , determinazione e corresponsione dell'indennizzo eventualmente dovuto al concessionario inadempiente), di un fondo nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile con una dotazione di complessivi 500 milioni di euro nel triennio 2022-2024, di cui 100 milioni di euro per l'anno 2022, 150 milioni di euro per l'anno 2023 e 250 milioni di euro per l'anno 2024, cui si provvede ai sensi dell'articolo 4. Il comma 4 prevede, in relazione agli interventi di cui alla delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) n. 26 del 25 giugno 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 266 del 26 ottobre 2020, la proroga di ulteriori due anni: a) ovvero fino al 3 agosto 2024, del termine previsto per l'adozione dei decreti di esproprio di cui alla dichiarazione di pubblica utilità, apposta dal medesimo Comitato interministeriale con la delibera n. 88 del 18 novembre 2010, pubblicata nel supplemento ordinario n. 195 alla Gazzetta Ufficiale n. 198 del 26 agosto 2011; b) ovvero fino al 10 dicembre 2024, del termine previsto per l'adozione dei decreti di esproprio di cui alla dichiarazione di pubblica utilità, apposta dal medesimo Comitato interministeriale con la delibera n. 51 del 2 agosto 2013, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 2 del 3 gennaio 2014. Nel dettaglio, quanto agli interventi previsti dalla delibera del CIPE n. 88 del 2010 si evidenzia che si tratta del completamento del collegamento intermodale Roma-Latina, tratta autostradale Roma (Tor de' Cenci) – Latina nord (Borgo Piave), e del collegamento autostradale Cisterna-Valmontone [CUP: B51B06000390001 collegamento autostradale Roma-Latina – Roma (Tor de' Cenci) – Latina nord (Borgo Piave) – CUP: B21B06000520001 collegamento autostradale Cisterna-Valmontone]. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 167, comma 5, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, nonché ai sensi dell'articolo 12 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 327 del 2001, detta delibera recava l'approvazione dei progetti definitivi « con le prescrizioni e le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, anche ai fini della dichiarazione di pubblica utilità », precisandosi che « 1.2 È conseguentemente perfezionata ad ogni fine urbanistico ed edilizio, l'intesa Stato – Regione sulla localizzazione dell'opera. 1.3 Le prescrizioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti cui resta subordinata l'approvazione dei progetti e le raccomandazioni sono riportate nell'allegato 1, che forma parte integrante della presente delibera. 1.4 La documentazione relativa alla risoluzione delle interferenze è contenuta negli elaborati progettuali indicati nella prima parte dell'allegato 2 alla presente delibera, mentre la documentazione relativa agli espropri è contenuta negli elaborati progettuali indicati nella seconda parte del medesimo allegato 2, che forma parte integrante della presente delibera ». In esecuzione di detta delibera registrata dalla Corte dei conti il 3 agosto 2011, il termine di adozione dei decreti di esproprio, giuste le previsioni di cui all'articolo 166, comma 4- bis , del medesimo codice di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, veniva fissato con scadenza il 3 agosto 2018 (decorrenza dal 4 agosto 2011 e scadenza il 3 agosto 2018); Successivamente, con delibera del CIPE n. 41 del 26 aprile 2018, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 181 del 6 agosto 2018, veniva disposta una prima proroga di due anni (decorrenza dal 4 agosto 2018 e scadenza il 3 agosto 2020), ai sensi e per gli effetti dell'articolo 166, comma 4- bis , del codice di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, del termine previsto per l'adozione dei decreti di esproprio di cui alla dichiarazione di pubblica utilità apposta con la delibera n. 88 del 2010. Infine, con delibera del CIPE n. 26 del 25 giugno 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 266 del 26 ottobre 2020, è stata disposta la proroga di ulteriori due anni (decorrenza dal 4 agosto 2020 e scadenza il 3 agosto 2022) ai sensi e per gli effetti dell'articolo 166, comma 4- bis , del codice di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, del termine previsto per l'adozione dei decreti di esproprio di cui alla dichiarazione di pubblica utilità apposta con la delibera n. 88 del 2010.