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Non a caso, ad esempio e come accennato, la soprintendenza di Chieti ha proposto e ottenuto l'apposizione del vincolo puntuale su ben undici dei circa trentadue trabocchi esistenti appunto sulla Costa dei Trabocchi, riconoscendone il valore tradizionale delle tecniche costruttive e dei materiali utilizzati. Infine, tra i soggetti interessati indicati nel disegno di legge sono evidentemente ricompresi i comuni sul cui territorio insistono i trabocchi sia in quanto proprietari dei trabocchi medesimi (come accade ad esempio per il trabocco Turchino del comune di San Vito e per il trabocco pubblico Punta Le Morge ricostruito a suo tempo dal comune di Torino di Sangro), sia in quanto facoltizzati ad avviare d'ufficio le attività necessarie per l'eventuale ricostruzione dei manufatti divenuti res nullius, perché non è possibile rintracciarne il proprietario o suoi eredi. Per quanto appena illustrato, sottopongo all'esame il presente disegno di legge.. Art. 1. (Oggetto, finalità e ambito di applicazione) 1. Al fine di conservare e valorizzare le diversità e la complessità dei patrimoni culturali locali, nonché per favorire la riscoperta degli antichi mestieri e delle usanze tradizionali da parte della popolazione, in particolare dei giovani, sono oggetto di tutela e di salvaguardia i manufatti e le macchine per la pesca realizzati con tecniche tradizionali, già esistenti e, attraverso il loro recupero e la loro ricostruzione, quelli crollati o demoliti purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza e superficie originaria. 2. Per le finalità di cui al comma 1, sono oggetto di particolare tutela i trabocchi o trabucchi, i caliscendi, i bilancini, i manufatti di qualsiasi tipo, anche galleggianti e ancorati, dotati di strumenti e le reti da pesca lungo le coste marittime, le acque interne, quali laghi, fiumi e porti, sempre che sia possibile accertarne, anche storicamente, la presenza in determinate aree e siano in possesso delle caratteristiche tradizionali del particolare contesto ambientale, sociale ed economico di un determinato territorio. 3. Le regioni possono adottare disposizioni volte a perseguire le finalità di cui ai commi 1 e 2, promuovendo il recupero e l'utilizzazione dei manufatti e delle macchine per la pesca non contrastanti con la loro naturale destinazione e con i loro valori tipici estetici, tecnologici e paesaggistici. A tal fine, le regioni possono considerare i manufatti di cui al comma 2 e le aree circostanti come beni di valenza culturale e tradizionale di un determinato territorio, fermo restando il rispetto di quanto stabilito dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e dalle vigenti disposizioni in materia di concessioni demaniali, salute, sicurezza, edilizia e governo del territorio, queste ultime in quanto compatibili. Art. 2. (Esclusione e regime amministrativo applicabile) 1. I manufatti e le macchine per la pesca di cui all'articolo 1: a) sono esclusi dalla procedura di selezione di cui all'articolo 12 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, e all'articolo 16 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, e ad essi si applica il regime derogatorio, sussistendo motivi imperativi d'interesse generale e di necessità dettati dal regime di tutela, salvaguardia e conservazione della specificità dell'antico e tradizionale fenomeno culturale che si è sedimentato nel tempo come patrimonio immateriale della popolazione in limitati e determinanti contesti indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali, secondo i princìpi stabiliti dall'articolo 41, secondo e terzo comma, della Costituzione; b) ferme restando le competenze e le funzioni amministrative proprie dello Stato, delle regioni e degli enti locali, possono essere utilizzati per le attività tradizionali per le quali sono stati realizzati e ai fini di una promozione turistica del territorio e di un suo sviluppo socio-economico sostenibile, non in contrasto con il principio generale della tutela del patrimonio storico, culturale e ambientale del territorio nel quale sono presenti; c) possono essere utilizzati solo a seguito di istanza di rilascio di apposita concessione o altro titolo demaniale ai sensi della parte prima, libro primo, titolo II, del codice della navigazione e del regolamento per l'esecuzione del codice della navigazione (Navigazione marittima), di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328, secondo il modello procedimentale previsto in generale dall'articolo 37 del codice della navigazione e dall'articolo 18 del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 1952. Ai fini di tutela della continuità dell'attività stessa e delle peculiari tecniche realizzative tradizionali è data priorità e preferenza ai soggetti che possono dimostrare la pregressa titolarità del bene, in quanto direttamente espressiva dell'attività realizzativa svolta dal richiedente. La concessione e ogni altro titolo demaniale previsto sono rilasciati su apposita istanza presentata dal soggetto interessato e costituiscono il presupposto necessario per richiedere ogni autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso e nulla osta comunque denominato previsti per svolgere ogni attività sociale, culturale, turistica ed economica consentita dai luoghi e dall'ambiente e non in contrasto con le disposizioni della presente legge e i dettami dello sviluppo sostenibile e dell'economia sociale e circolare. Entro il 31 dicembre dell'anno antecedente la scadenza del titolo demaniale devono essere avviate le procedure per il suo rinnovo. Le procedure devono concludersi entro il successivo 31 marzo e il termine può essere interrotto una sola volta per motivate necessità istruttorie. Art. 3. (Disposizioni finali) 1. In sede di prima applicazione restano valide ed efficaci fino alla scadenza prevista nei relativi atti le concessioni e ogni altro titolo demaniale e autorizzatorio già rilasciati ed efficaci alla data di entrata in vigore della presente legge. 2. Per quanto non disciplinato dalla presente legge trovano applicazione le disposizioni del codice della navigazione e del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328, la legge 7 agosto 1990, n. 241, l'articolo 8 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, le leggi regionali e, in quanto applicabile, ogni altra disposizione vigente.