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Pertanto, ho già deciso di non presentare alcuna proposta emendativa e, quindi, di favorire una rapida conclusione del dibattito, sperando che questo sacrificio e la limitazione della libertà che ciascuno di noi si è dato siano alla fine utili e vadano nella direzione di tutelare veramente i soggetti LGBT, che hanno tutto il diritto di non essere discriminati e di vedere rappresentata la propria identità di genere all'interno di una società pienamente e ampiamente inclusiva, come quella che la Costituzione delinea e definisce chiaramente. Quello che però mi lascia estremamente perplessa è che la stessa maggioranza di Governo, che oggi è così divisa sul provvedimento in esame, invece nel Consiglio dei ministri in cui si è discussa nei giorni scorsi la riforma della giustizia si è trovata pienamente d'accordo su una linea che in qualche modo rende più difficile, non solo per quei soggetti ma per chiunque, veder realizzato il principio della certezza della pena. Quindi, visto e considerato che una parte di questo consesso parlamentare si sta muovendo per la repressione delle fattispecie di reato, tra cui l'istigazione a delinquere e il compimento di atti di violenza dettati da intenti omofobici, in qualche modo estremamente difficili e complessi da dimostrare, mi chiedo come mai tutti, sia di destra che di sinistra, si trovino d'accordo a sostenere e supportare una riforma della giustizia che cancellerà moltissimi reati, perché praticamente diventeranno impunibili a causa dell'improcedibilità dei vari gradi di giudizio, in appello e in Cassazione. Quindi mi auguro che il Partito Democratico, il MoVimento 5 Stelle e tutte le forze politiche che oggi stanno sostenendo il disegno di legge Zan - alle quali in questo momento mi ritengo vicina, perché penso sia giusto sostenere questo provvedimento, sebbene imperfetto - e stanno facendo pressione affinché si approvi così com'è, per non rischiare che venga in qualche modo affossato, si assumano poi le loro responsabilità. Quando poi arriverà in Commissione giustizia e in Aula la riforma della giustizia, che cassa di fatto la possibilità della certezza della pena per tantissimi reati - figuriamoci per quelli in esame, che in questo provvedimento vengono delineati in maniera molto labile e difficile da dimostrare, perché l'onere della prova spetta sempre a chi accusa - io mi auguro che siano conseguenti e prendano posizioni nette per consentire anche al disegno di legge Zan di funzionare nella direzione da loro stessi voluta, chiedendo la modifica e quindi l'integrazione di due articoli del codice penale, il 604- bis e il 604- ter , proprio per punire in maniera rigorosa tutti i reati legati all'omofobia, sia sotto forma di aggravante delle pene, sia quelli dovuti all'istigazione a commettere reati. Nel dichiarare che voterò comunque a favore del provvedimento così com'è, aspetto di vedere come procederà il dibattimento sulla riforma della giustizia. E mi attendo, proprio da quelle forze politiche che oggi stanno lavorando su questo provvedimento perché venga licenziato immediatamente - c'è assolutamente urgenza che venga licenziato ora e non lo si può modificare, perché altrimenti viene affossato - che siano conseguenti e quindi mantengono una posizione a favore della certezza della pena e di una conclusione dei processi che renda giustizia non solo ai rei, ma anche alle vittime dei reati. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Marin. Ne ha facoltà. MARIN (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, ho letto il testo settario descritto dal senatore Malan e l'ho trovato inquietante in ogni singola riga. Comunque, Presidente e colleghi, questo provvedimento è servito più che altro per dare risalto a numerose personalità, più o meno note, che hanno preso posizione in merito e che si propongono come promotrici dell'acqua calda. La sessualità è una funzione intima, che va vissuta tra adulti consenzienti; non ha bisogno di Zan che suggerisca cosa è giusto e cosa è sbagliato. (Applausi) . Ma l'alibi si regge sul fatto che le persone non etero subiscono maggiormente violenze rispetto alle persone etero. Chi l'ha detto? Dove sta scritto? Siamo sicuri che gran parte di quegli atti violenti siano esclusivamente messi in atto per ragioni di orientamento sessuale? Siamo così abituati ad ascoltare un tam tam assillante che ci impedisce la corretta valutazione dei casi. Proposte di legge selettive e fumose, come il disegno di legge n. 2005 e anche altre, non hanno senso di esistere, perché hanno finalità sottostanti implicite, che condannano e sanzionano la libertà di espressione. Il senso del nostro ruolo parlamentare non può essere banalizzato e incanalato in un'unica visione estrema, che vuole piegarsi al pietismo popolare, che è lo strumento che serve a gestire una situazione che si millanta come tutela, ma che invece mira al controllo per omologare e a un consenso quasi automatico. (Applausi) . Perché? Perché è più facile, signori. All'articolo 1, punto d) , si legge: «per identità di genere si intende l'identificazione percepita e manifestata». Ma dal punto di vista giuridico cosa significa? Percepita come? Percepita quando, in quale contesto, in quale occasione? (Applausi) . Questo disegno di legge, che presenta gravi criticità, favorisce l'ambiguità e ovviamente l'opportunismo di taluni. In pratica, se oggi dichiaro di percepirmi donna, posso partecipare a concorsi come quote rosa (Applausi) ; mi iscrivo a competizioni agonistiche nelle file femminili, così la mia massa muscolare biologicamente maschile può favorire il mio successo nel contesto (Applausi) ? Come pensa Zan di risolvere questa realtà? Il disegno di legge in esame è una legge cerotto, che interviene su un sintomo altamente specifico, anziché sulla causa. A monte di un crimine come l'incitamento all'odio, ogni forma di odio, sia esso di tipo razziale, omofobo, misogino o culturale, ci sono dinamiche che il provvedimento nemmeno considera. Pertanto, allo stato attuale si presenta come un inutile elenco di reati già inseriti in altri importanti provvedimenti. Gli articoli 7 e 8 sono inquietanti. Si pretende di manipolare lo sviluppo dei bambini, ponendoli di fronte a tematiche che risultano essere poco pertinenti all'età e rischiano di minare le basi etiche della formazione primaria (Applausi) , attribuendo alla scuola e agli insegnanti la responsabilità di affrontare un tema intuitivamente non condiviso da tutto il corpo docente, delegittimando di conseguenza la famiglia, dove la figura educativa primaria è sempre stata e sempre rimarrà la figura genitoriale (Applausi) . Anziché educare i bambini al rispetto per la vita, per tutte le vite, dalla più semplice alla più complessa, si vuole far loro credere che l'esperienza della realtà è una finzione, essendo l'umanità non biologica, ma oggetto di infinite, mutevoli identità. Tutto questo è tradotto in un'età nella quale si va formando la percezione di sé in relazione al mondo che ci circonda. La scuola che sceglierà di non celebrare la giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia potrà farlo o sarà destinata a pagare questa scelta di libertà?