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Se, infatti, durante la fase di emergenza non ci sono dubbi sulla catena di comando e di controllo attraverso la protezione civile, finita tale fase si entra nella variabilità delle diverse leggi, adottate di volta in volta dal Parlamento. Il comma 2 dell'articolo 1 prevede una delega al Governo per l'adozione, entro i centoventi giorni successivi all'acquisto di efficacia delle disposizioni contenute in ciascuno dei decreti legislativi adottati nell'esercizio della delega di cui al comma 1, di decreti legislativi recanti la disciplina transitoria, se necessaria, le norme eventualmente occorrenti per il coordinamento dei medesimi con le altre leggi dello Stato e l'abrogazione delle norme divenute incompatibili. Viene altresì disciplinata la modalità di adozione dei decreti delegati. L'articolo 2 indica i princìpi e criteri direttivi cui deve attenersi il Governo nell'esercizio della delega. In particolare, per quanto riguarda la governance della ricostruzione si prevede la nomina, per almeno tre anni, rinnovabili sulla base dello stato di avanzamento dei lavori di ricostruzione, di un Commissario straordinario del Governo ai sensi dell'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, per il coordinamento degli interventi di ripristino e di ricostruzione privata conseguenti all'evento calamitoso. Per gli interventi di ripristino e di ricostruzione pubblici al Commissario straordinario è concesso un potere di ordinanza derogatorio delle disposizioni di legge, ad eccezione delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea, su un elenco di interventi e di opere urgenti e di particolare criticità, individuati anch'essi con ordinanza del Commissario straordinario. Sono previsti specifici princìpi e criteri direttivi per la costituzione di una struttura di coordinamento della ricostruzione in caso di eventi calamitosi che interessino i territori di più regioni. Al fine di coinvolgere i territori nelle scelte si prevede, inoltre, la costituzione a livello regionale di un comitato istituzionale, composto dal presidente della regione, che lo presiede in qualità di vice commissario, dai presidenti delle province interessate e dai sindaci dei comuni interessati dall'evento calamitoso, nell'ambito del quale sono discusse e condivise le scelte strategiche di competenza dei presidenti. Nel processo di ricostruzione è stato ritenuto fondamentale il pieno coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali e a tale fine è stato previsto che sin dalle fasi successive a eventi calamitosi siano attivati appositi percorsi per la gestione condivisa delle scelte, con forme e modalità che possono variare in base alla specificità dei casi. Per quanto concerne la progettazione e l'esecuzione delle opere, si prevede che debbano essere adottate delle linee guida per garantire una ricostruzione sicura, unitaria e omogenea nel territorio colpito dall'evento calamitoso, che determinino i contributi spettanti ai beneficiari sulla base di indicatori del danno, della vulnerabilità e, in caso di emergenze derivanti da eventi sismici, del fattore di accelerazione sismica in sito. Un'altra novità importante riguardante la gestione della ricostruzione è la previsione che, in ogni regione interessata, unitamente agli enti locali interessati e sulla base dell'ampiezza territoriale dell'evento calamitoso, siano istituiti uno o più uffici speciali per la ricostruzione che possano curare, su delega del comune, la pianificazione urbanistica connessa alla ricostruzione, l'istruttoria per il rilascio delle concessioni di contributi e tutti gli altri adempimenti relativi alla ricostruzione privata, la diretta attuazione degli interventi di ripristino o di ricostruzione di opere pubbliche e di beni culturali, nonché la realizzazione degli interventi di prima emergenza, esercitando anche il ruolo di soggetti attuatori assegnato alle regioni per tutti gli interventi compresi nel proprio territorio di competenza degli enti locali. Gli uffici speciali per la ricostruzione possono, tra le altre cose, operare, su richiesta dei comuni, quali ufficio di supporto e di gestione operativa anche per i procedimenti relativi ai titoli abilitativi edilizi. La disposizione prevede, poi, che vengano definite le modalità per la quantificazione delle necessarie risorse umane e finanziarie per la pronta costituzione degli uffici in caso di necessità, con la possibilità di avvalersi di personale di società in house della regione. Si prevede, inoltre, che il personale di tali uffici, assunto con concorso a tempo indeterminato, compreso il personale già assunto con le medesime modalità e in servizio alla data di entrata in vigore della legge, alla cessazione delle esigenze di ricostruzione venga assegnato al Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei ministri. Princìpi e criteri specifici riguardano poi la pianificazione, la progettazione e la realizzazione degli interventi di ricostruzione degli edifici distrutti e di ripristino degli edifici danneggiati, in modo da rendere compatibili gli interventi strutturali con la tutela degli aspetti architettonici, storici e ambientali, anche mediante specifiche indicazioni dirette ad assicurare un'architettura ecosostenibile, l'efficientamento energetico, l'abbattimento delle barriere architettoniche, la diffusione delle fonti rinnovabili e l'adeguamento o il miglioramento sismico degli edifici e da rendere tali criteri vincolanti per tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nel processo di ricostruzione. Al fine di scongiurare fenomeni di abbandono dei territori con una parte consistente del patrimonio abitativo inagibile si prevedono modalità semplificate per consentire l'installazione di strutture temporanee per i bisogni del proprio nucleo familiare. Sempre nell'ottica di un pieno coinvolgimento delle comunità locali, si prevede di definire i criteri in base ai quali il Commissario straordinario, sentite le regioni, su proposta dei comuni, elabori linee guida per la perimetrazione dei centri e dei nuclei di particolare interesse, o parti di essi, che risultano maggiormente colpiti e nei quali gli interventi sono attuati attraverso strumenti urbanistici attuativi approvati dal comune. Specifici princìpi e criteri direttivi riguardano la ricostruzione privata per la quale si prevede, tra le altre cose che, ai fini della concessione di benefìci e contributi, vengano individuati i contenuti del processo di ricostruzione e di ripristino del patrimonio danneggiato distinguendo gli interventi sulla base della tipologia di danno; si stabiliscano obblighi e facoltà in capo al beneficiario dei contributi per la ricostruzione privata prevedendo, in particolare, che la selezione dell'impresa debba avvenire esclusivamente tra le imprese iscritte nell'Anagrafe antimafia degli esecutori; che i contributi siano erogati solo a fronte di pagamenti tracciabili; che possano essere concessi contributi anche per le seconde case danneggiate se affittate come prime case o se costituiscono importante bene culturale e artistico; che sia data priorità agli interventi di immediata riparazione per il rafforzamento locale degli edifici residenziali e produttivi che presentano danni lievi.