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Salto di Quirra, capo Teulada e capo Frasca, oltre a varie basi fra cui quella USA di S. Stefano a La Maddalena; considerato che: ormai da anni le bellezze naturalistiche della Sardegna sono minacciate da queste esercitazioni che lasciano sul territorio vere e proprie discariche militari. Il 6 giugno 2021, presso il tribunale di Cagliari, si è aperto il procedimento sul presunto disastro ambientale di capo Teulada, nel sud della Sardegna, contro cinque alti ufficiali dell'Esercito italiano. Il sistema vegetale e faunistico della penisola interdetta di capo Teulada sarebbe compromesso irreversibilmente. Secondo gli atti processuali, dal 2009 al 2014, lì sarebbero stati sparati 686.000 colpi tra artiglieria pesante, razzi e missili. Inoltre, nel fondale marino, si rinverrebbero costantemente ordigni inesplosi e il territorio sarebbe interessato da gravi mutamenti morfologici; negli anni, si è registrato un aumento di decessi e malattie fra coloro che vivevano e lavoravano nei pressi e all'interno del poligono di Quirra, dove la presenza di metalli pesanti e scorie radioattive di proiettili all'uranio impoverito, che hanno contaminato il terreno, avrebbero provocato tumori, leucemie e patologie neurologiche, colpendo addirittura gli animali; considerato altresì che: come denunciato da più parti, negli anni scorsi queste esercitazioni si sarebbero svolte nel periodo autunnale, ma, quest'anno, l'anticipo al mese di maggio, in un contesto internazionale caratterizzato dal conflitto in Ucraina, denoterebbe un collegamento ben preciso fra i due eventi e si profilerebbe come l'ennesima provocazione non in linea con la ricerca di una mediazione diplomatica; nelle ultime settimane tutti i quotidiani italiani si sono occupati della questione. "L'Unione Sarda" ha titolato: "La Sardegna oggi più che mai colonia e baricentro militare dell'Italia e della Nato. Un bersaglio internazionalmente additato come teatro di guerra con le truppe belliche più invasive che hanno scelto l'Isola per simulare gli scenari più nefasti, ed esercitarsi a contrastarli"; "il Fatto Quotidiano": "Le spiagge sarde come le coste del Mar d'Azov"; "il Manifesto" ha scritto: "Non è strettamente necessario pensare al Mare di Azov per guardare con allarme a un'esercitazione Nato delle dimensioni di quella programmata in Sardegna, con truppe speciali anfibie ultra selezionate che sbarcano sulle coste supportate dai caccia e dal sostegno tattico di navi da guerra e di sottomarini. Con bombe e missili veri"; visto che: l'esercitazione sarebbe stata estesa ben oltre le aree già oggetto di servitù militari, in particolare sottoponendo a interdizione ben 17 aree a mare, con grave pregiudizio per l'integrità ambientale e la salute degli abitanti; la Capitaneria di Cagliari, dopo la conclusione dell'esercitazione, ha emesso un'ordinanza di divieti davanti a capo Teulada in cui si legge: "Il fondale della zona di mare è interessato dalla presenza di presunti ordigni bellici. Con decorrenza immediata e fino all'intervento di bonifica a cura di personale artificiere specializzato, nello specchio acqueo e nella zona costiera compresa nel raggio di mille metri è vietato ancorare e sostare con qualunque imbarcazione, fare il bagno e quant'altro", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda chiarire urgentemente se vi sia un collegamento fra l'esercitazione militare "Mare aperto 2022" e il conflitto fra Russia e Ucraina; se l'Italia si stia preparando a far fronte a un conflitto bellico; in che modo lo Stato assicuri l'integrità ambientale del territorio sardo , la salvaguardia della biodiversità e la tutela della salute umana, principi costituzionalmente garantiti. Atto n. 4-07102 PARAGONE GIARRUSSO DE VECCHIS MARTELLI Al Ministro della giustizia Premesso che: il 17 maggio 2022, presso il Tribunale di Pavia, un giudice ha deciso di sospendere un'udienza perché l'avvocato B.B., difensore di una donna sospesa dal lavoro perché non vaccinata, non indossava la mascherina nonostante dal 1° maggio 2022 non sia più obbligatoria ma solo raccomandata in tutti i luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico, come disposto con ordinanza del Ministro della salute 28 aprile 2022; stando a quanto si apprende dalle parole del legale: "Il giudice è andato su tutte le furie, intimandomi che dovevo indossare la mascherina, che ero obbligato a farlo e che se non lo avessi fatto avrebbe chiamato la sicurezza. Gli ho detto di chiamarla perché non stavo violando alcuna norma. Mi ha fatto uscire ed è iniziata una discussione più accesa, perché lui non poteva impormi nulla. Mi ha tenuto sulla porta non facendomi entrare e ha affermato che il presidente del tribunale di Pavia aveva fatto questa raccomandazione anche in base alla circolare del Ministero della salute del 28 aprile 2022. Io gli ho riposto che una raccomandazione non è un obbligo. E lui ha alzato i toni dicendomi addirittura che stavo rischiando grosso", a quel punto, dopo un'ulteriore discussione, il giudice avrebbe deciso di sospendere e l'udienza e rimandarla al mese di ottobre 2022; così facendo il giudice ha arrecato un grave pregiudizio alla donna che vedrà allungarsi ancor di più i tempi del giudizio; considerato che: stando a quanto riferito agli interroganti, il presidente del Tribunale di Terni, con provvedimento interno del 2 maggio 2022, privo di prescrizione di natura coercitiva, pubblicato sul sito dell'ordine degli avvocati di Terni, ha disposto che all'interno del palazzo di giustizia si indossino i dispositivi di protezione individuale a tutela della salute di utenza, magistrati, avvocati con esplicito richiamo alla circolare del Dipartimento per la funzione pubblica n. 1/2022, finalizzata a regolare esclusivamente il rapporto di lavoro pubblico e che, ad oggi, l'accesso al palazzo sarebbe consentito soltanto a coloro che indossino dispositivi di protezione, nonostante il contesto normativo ed epidemiologico non lo richiedano; la Procura generale della Repubblica presso la Corte di appello di Roma, con circolare 28 marzo 2022, ha disposto che l'obbligo della mascherina permaneva solo fino al 30 aprile 2022; visto che gli uffici giudiziari rientrano a tutti gli effetti fra i luoghi in cui l'utilizzo della mascherina non è obbligatorio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se, come nel caso richiamato, ritenga legittima la sospensione di un'udienza per la ragione esposta; se non ritenga, per quanto di propria competenza, che l'atteggiamento del giudice sul mancato uso della mascherina da parte del legale palesi un'evidente parzialità di giudizio, considerato che lo stesso è chiamato a giudicare un caso di mancata vaccinazione;