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L’articolo 12 prevede la cessione totale al comune di Venezia dell’Arsenale di Venezia e comunque il titolo oneroso di qualsiasi utilizzo di aree ricomprese nel compendio Arsenale (fatta eccezione per la Biennale di Venezia). L’articolo 13 contiene una delega al Governo ad adottare uno o più decreti legislativi diretti a favorire lo sviluppo di istituti universitari, enti culturali e di ricerca con sede nel territorio della laguna di Venezia. La composizione della Commissione di salvaguardia di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1973, n. 171, e all’articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 369, e le modalità di espressione di pareri da parte della stessa sono disciplinati dall’articolo 14. L’articolo 15 prevede il coordinamento con organi e funzioni dell’istituenda area metropolitana di Venezia. I successivi articoli 16 e 17 contengono norme relative al finanziamento delle opere ed alla copertura finanziaria.. Art. 1. (Finalità ed obiettivi) 1. Venezia e la sua laguna costituiscono patrimonio storico-artistico e ambientale di rilevanza mondiale. La loro salvaguardia è obiettivo di preminente interesse nazionale. La Repubblica garantisce pertanto la salvaguardia naturale e ambientale, la valorizzazione artistica, storica, archeologica e promuove lo sviluppo sociale ed economico della città di Venezia e del suo complesso sistema lagunare; ne tutela, in particolare, l’equilibrio idraulico, fisico e morfologico, rimuovendo le cause dei dissesti idrogeologici e del degrado esistenti; ne risana e preserva l’ambiente dall’inquinamento atmosferico, delle acque e del suolo, favorendo la vitalità socioeconomica dell’area nel quadro degli indirizzi sullo sviluppo sostenibile indicati nel Programma d’azione delle Nazioni Unite denominato «Agenda 21» e nel rispetto delle convenzioni internazionali e delle direttive comunitarie in materia ambientale. 2. Le finalità di cui al comma 1 sono attuate mediante il piano generale degli interventi del sistema lagunare veneziano. Tale piano è sottoposto alla valutazione ambientale strategica di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, al fine di valutare preventivamente la sostenibilità ambientale degli effetti diretti e indiretti, cumulativi, sinergici, a breve e a lungo termine, permanenti e temporanei delle diverse azioni programmate. 3. Il piano generale degli interventi è elaborato per un arco di tempo di dieci anni, con programmi triennali di spesa annualmente aggiornati e assicurati ai sensi delle disposizioni e con la copertura finanziaria di cui agli articoli 16 e 17. Il piano prevede un fondo per studi e ricerche ed è redatto entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4. Il piano generale degli interventi prevede direttive, indirizzi, prescrizioni, piani e programmi settoriali e interventi concernenti: a) il recupero e la riqualificazione ambientali; b) il riequilibrio idrogeologico e morfologico della laguna, per contrastare il processo erosivo e la perdita di sedimenti fini nello scambio mare-laguna; c) la riduzione dei livelli di marea in laguna, per porre al riparo tutti gli insediamenti urbani dalle acque alte attraverso: 1) interventi di regolazione dei flussi di marea alle bocche di porto; 2) interventi di iniezione su strati geologici profondi volti al sollevamento antropico, previ studi scientifici specifici e adeguati, valutati dal Consiglio superiore di cui all’articolo 3; 3) interventi integrati per insulae e di innalzamento delle parti più basse dei centri storici e delle isole dell’estuario, da ottenere in connessione con i programmi di manutenzione urbana; d) il consolidamento delle difese a mare, il ripascimento dei litorali e il rafforzamento dei marginamenti lagunari, nonché interventi nei bacini fluviali in grado di ripristinare l’afflusso di sedimenti; e) l’apertura all’espansione delle maree delle valli da pesca, le quali, anche se in concessione, appartengono dall’origine al bacino demaniale marittimo costituente la laguna di Venezia, ai sensi dell’articolo 28 del codice della navigazione e dell’articolo 822 del codice civile; f) la tutela e la valorizzazione del paesaggio lagunare; g) il risanamento delle acque della laguna e del bacino idrografico direttamente sversanti nel corpo idrico ricettore lagunare; h) un piano di bonifica e recupero dei siti inquinati, localizzati nel sito di interesse nazionale (SIN) e nell’ambito della laguna nonché nel sistema ambientale delle gronde lagunari individuato nel piano d’area della laguna di Venezia (PALAV); i) il piano per la riconversione e lo sviluppo dell’area di Porto Marghera e dell’area di «Isola Saloni» e Val da Rio del comune di Chioggia, che preveda altresì una gestione unitaria, con garanzia preliminare dei posti di lavoro e della sicurezza ambientale e dei cittadini; l) il riconoscimento della laguna di Venezia come area di rilievo internazionale ai sensi delle convenzioni relative alle zone umide d’importanza internazionale; m) gli interventi per la manutenzione delle città site all’interno della conterminazione lagunare e per la rivitalizzazione socio-economica dell’area veneziana, secondo le indicazioni di cui ai commi 6, 7 e 8; n) programmi per la tutela, il restauro e la conservazione dei beni culturali e del patrimonio storico-artistico-architettonico mobiliare e immobiliare pubblico delle città site all’interno della conterminazione lagunare; o) la promozione e la valorizzazione, anche in ambito internazionale, delle istituzioni e delle produzioni culturali e scientifiche, anche attraverso la creazione di centri di eccellenza e di dialogo interculturale e interreligioso site in città interne alla conterminazione lagunare; p) la previsione di strumenti di agevolazioni fiscali e finanziarie, anche in deroga alla disciplina ordinaria, nel rispetto dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera d) , del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in quanto destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio delle città site all’intrno della conterminazione lagunare; q) un piano della mobilità e dell’accessibilità alla città storica di Venezia e al centro storico di Chioggia dall’intero comprensorio dell’area veneziana, nonché piani finalizzati alla riduzione del numero complessivo dei mezzi meccanici a motore che possono accedere ai centri storici, attraverso la conversione, la costruzione o il risanamento di aree limitrofe destinate a parcheggio e l’adozione di adeguati sistemi di telecontrollo e gestione degli accessi; r) un piano per la nautica da diporto per natanti-imbarcazioni compatibili con la tutela della laguna di Venezia; s) lo sviluppo delle infrastrutture, della portualità e della logistica, anche attraverso la realizzazione di una struttura portuale d’altura, al fine di rendere Venezia, in sinergia con il porto fluviomarittimo di Chioggia, un nodo logistico e di trasporto di interesse europeo e mediterraneo e di realizzare la progressiva estromissione dalla laguna di Venezia del traffico petrolifero e delle grandi navi incompatibili con la laguna stessa, a norma del comma 6 dell’articolo 9;