[resaula]

la legge n. 580 del 1993 disciplina le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura come enti pubblici dotati di autonomia funzionale, che svolgono, nell'ambito della circoscrizione territoriale di competenza, sulla base del principio di sussidiarietà di cui all'articolo 118 della Costituzione, funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese, curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali; il sistema delle funzioni e dell'organizzazione e delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, come disciplinato dalla legge n. 580 del 1993 e già modificato dal decreto legislativo n. 23 del 2010, è stato oggetto di riforma nella XVII Legislatura ad opera del decreto legislativo n. 219 del 2016, di attuazione della delega di cui all'articolo 10 della legge delega di riforma delle pubbliche amministrazioni (legge n. 124 del 2015, "legge Madia"); l'articolo 10, comma 1, della legge n. 124 del 2015 ha delegato infatti il Governo ad adottare un decreto legislativo per la riforma dell'organizzazione, delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, anche mediante la modifica della legge n. 580 del 1993, e il conseguente riordino delle disposizioni che regolano la relativa materia; il decreto legislativo n. 219 del 2016 che ha dato attuazione all'articolo 10 della legge Madia ha introdotto una serie di importanti novità, con particolare riguardo alle funzioni delle camere di commercio, all'organizzazione dell'intero sistema camerale e alla sua governance complessiva; ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo n. 219 del 2016, che disciplina la riduzione del numero delle camere di commercio mediante accorpamento, razionalizzazione delle sedi e del personale, l'Unioncamere ha trasmesso al Ministero dello sviluppo economico una proposta di rideterminazione delle circoscrizioni territoriali, al fine di ricondurre il numero complessivo delle camere di commercio entro il limite di 60, nel rispetto di due vincoli (almeno una camera di commercio per regione; accorpamento delle camere di commercio con meno di 75.000 imprese iscritte). Il medesimo articolo 3 ha poi rinviato a un successivo decreto ministeriale, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, per la rideterminazione delle circoscrizioni territoriali, l'istituzione delle nuove camere di commercio, la soppressione delle camere interessate dal processo di accorpamento e razionalizzazione; il comma 1 dell'articolo 3, alla lettera d) , prevede la "possibilità di istituire una camera di commercio tenendo conto delle specificità geo-economiche dei territori e delle circoscrizioni territoriali di confine nei soli casi di comprovata rispondenza a criteri di efficienza e di equilibrio economico"; il medesimo decreto legislativo n. 219 ha poi definito in maniera chiara i compiti delle camere di commercio, con l'obiettivo di focalizzarne l'attività sui servizi alle imprese. A tal fine, le camere di commercio, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della legge n. 580 del 1993, come modificato dall'articolo 1, comma 1, lettera b) , numero 2), del decreto legislativo n. 219, svolgono funzioni relative al "sostegno alla competitività delle imprese e dei territori tramite attività d'informazione economica e assistenza tecnica alla creazione di imprese e start up, informazione, formazione, supporto organizzativo e assistenza alle piccole e medie imprese per la preparazione ai mercati internazionali nonché collaborazione con ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, SACE, SIMEST e Cassa depositi e prestiti, per la diffusione e le ricadute operative a livello aziendale delle loro iniziative". Le camere di commercio svolgono altresì funzioni relative alla "valorizzazione del patrimonio culturale nonché sviluppo e promozione del turismo, in collaborazione con gli enti e organismi competenti"; considerato che: ad ogni camera di commercio è riconosciuta potestà statutaria e regolamentare. La vigilanza sul sistema camerale spetta, rispettivamente, al Ministero dello sviluppo economico, per le funzioni ed i compiti attinenti alla competenza dello Stato, che si avvale di un comitato indipendente di esperti, e alle Regioni, nelle materie di propria competenza. Organi delle camere di commercio sono il consiglio, la giunta, il presidente e il collegio dei revisori dei conti; a seguito delle modifiche apportate dall'articolo 1, comma 1, lettera i) , n. 1), del decreto legislativo n. 219 del 2016, l'articolo 10 della legge n. 580 del 1993 prevede che il numero dei componenti del consiglio, quale organo delle camere di commercio, "è determinato in base al numero delle imprese ed unità locali iscritte nel registro delle imprese ovvero annotate nello stesso, nel modo seguente: a) sino a 80.000 imprese 16 consiglieri; b) oltre 80.000 imprese: 22 consiglieri"; ai sensi dell'articolo 10, comma 2, sono gli statuti che definiscono la ripartizione dei consiglieri secondo le caratteristiche economiche della circoscrizione territoriale di competenza in rappresentanza dei settori dell'agricoltura, dell'artigianato, delle assicurazioni, del commercio, del credito, dell'industria, dei servizi alle imprese, dei trasporti e spedizioni, del turismo e degli altri settori di rilevante interesse per l'economia della circoscrizione medesima; al comma 3, il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, con decreto, definisce i criteri generali per la ripartizione dei consiglieri di cui al comma 2, sulla base della classificazione ISTAT delle attività economiche e tenendo conto del numero delle imprese, dell'indice di occupazione, e del valore aggiunto di ogni settore, nonché dell'ammontare del diritto annuale versato, ai sensi dell'articolo 18, ad ogni singola camera di commercio dalle imprese di ogni settore. La disposizione prevede che con le stesse modalità sono apportate le successive modifiche; con riferimento ai criteri generali per la ripartizione dei consiglieri, ad oggi risulta ancora vigente, in attuazione dell'articolo 10, comma 3, così come modificato dal decreto legislativo n. 23 del 2010, il decreto ministeriale n. 155 del 2011, emanato quindi anteriormente alle citate modifiche apportate dal decreto legislativo n. 219 del 2016, volto al completamento del processo di riordino delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, impegna il Governo, alla luce delle modifiche riportate e al fine di dare piena attuazione al comma 3 dell'articolo 10 della legge n. 580 del 1993, ad adottare un nuovo decreto ministeriale volto ad assicurare e garantire nella composizione dei consigli delle camere di commercio la rappresentatività effettiva ed efficace di tutte le tipologie di imprese ed economie locali, nonché delle specificità geo-economiche dei territori e delle circoscrizioni territoriali di confine.