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Che, in conseguenza di quanto sopra, dovrà essere stralciato perché superfluo, il tronco viario di collegamento tra l'anzidetta strada ai margini della zona a parco pubblico e la via Trionfale a sud della Villa Stuart; Che tutti gli anzidetti tronchi viari da sopprimere sono distinti, nella planimetria in iscala 1: 5000 allegata al presente decreto, con le lettere in rosso AB, CD, EF, GH, HI, HL, MN ed NO; Che dovranno essere mantenuti nella forma progettata gli slarghi lungo la Camilluccia nei tratti BC e DE e FG mentre la sistemazione viaria tra la via Trionfale ed il punto LM potrà essere soppressa secondo quanto si dirà più precisamente in sede di esame della opposizione avanzata dalla Cooperativa edilizia "La Rinascente"; Considerato che anche i vincoli a zona di rispetto sono necessari ed opportuni in quanto integrano strettamente le previsioni del piano in rapporto all'affermata esigenza di preservare il carattere panoramico dei luoghi; Che, tuttavia, le zone come sopra qualificate investono aree già sistemate nelle quali sono sorte varie costruzioni per cui si rende necessario prescrivere che tutte le zone di rispetto del piano siano mantenute nella loro forma attuale con esclusione assoluta di qualsiasi trasformazione volumetrica ed altimetrica dei fabbricati ivi esistenti, o di qualsiasi altra costruzione e ciò allo scopo di salvaguardare e conservare il carattere panoramico dei luoghi; Che del pari ammissibile, in quanto tendente a moderare i caratteri della edificazione consentita in alcune zone, appare la previsione di destinare a "ville signorili con particolari limitazioni" quei ripiani delle pendici di Monte Mario ove una ridotta densità fabbricativa non nuoce all'ambiente; Che necessaria, in quanto confacente al carattere delle destinazioni ad attrezzature sportive ed al loro sviluppo, appare la previsione di vincolare a "campi sportivi" tutta la fascia adiacente agli impianti già esistenti; Considerato, infine, che appare opportuna l'indicazione del vincolo ad "edifici pubblici" per gli immobili demaniali adiacenti il fabbricato destinato a sede del Ministero degli affari esteri; Che, tuttavia, circa il comprensorio qualificato dal piano come destinato ad edifici pubblici è da prescrivere quanto segue: a) la parte racchiusa dal perimetro indicato nella planimetria, 1: 5000 con le lettere P, Q, R. S. T dovrà essere riservata a campi sportivi in quanto l'area di che trattasi ha già tale opportuna destinazione, analogamente a quella del vicino Foro Italico, né, d'altra parte, essa e necessaria per altri edifici di pubblica utilità; b) l'edificazione nell'ambito della restante arca non dovrà avvenire impegnando tutta l'area stessa, ma, dovrà limitarsi a mettere in risalto l'edificio destinato a sede del Ministero degli affari esteri per cui sull'area in questione dovranno sorgere soltanto, oltre quest'ultimo edificio, i quattro edifici individuati planimetricamente con segno rosso nella planimetria in iscala 1: 2000 redatta dal Provveditorato regionale alle opere pubbliche per il Lazio ed allegata al presente decreto. Tali edifici avranno la funzione di costituire delle quinte atte a definire meglio gli spazi di contorno alla mole dell'edificio principale; c) la sistemazione delle strade, dei piazzali e degli altri spazi da mantenere liberi nell'ambito della medesima area, nonché di quella adiacente già destinata a parco pubblico, compresa tra il confine della zona ad edifici pubblici e la sede della ex cintura ferroviaria di Roma, non dovrà restare imprecisata, per cui le previsioni del piano per l'area di che trattasi vanno integrate con quelle risultanti dalla planimetria in iscala 1: 2000 compilata dal Provveditorato regionale alle opere pubbliche per il Lazio; d) le aree ed i manufatti relativi alle strade ed ai piazzali di cui al precedente punto c) dovranno restare di pertinenza comunale; Considerato che, allo scopo di rendere le previsioni del piano più compiutamente rispondenti alle esigenze di ambientamento paesaggistico si rende necessario prescrivere che qualsiasi autorizzazione a costruire o a trasformare edifici nell'ambito del piano stesso dovrà riportare preventivamente il nulla osta della Soprintendenza ai monumenti agli effetti dell'accertamento della rispondenza dei progetti agli indispensabili requisiti di rispetto paesistico e di tutela ambientale; Che, per quanto riguarda l'eventuale fabbricazione nell'area della Villa Stuart, nei limiti delle possibilità consentite dalla prevista destinazione a parco privato, si rende necessario che la fabbricazione stessa si uniformi alle seguenti prescrizioni: a) le costruzioni, comprese quelle accessorie di qualunque natura esse siano, che potranno sorgere, non dovranno coprire più di 1/20 (un ventesimo) della superficie destinata dal piano a parco privato, considerando la villa come un comprensorio unitario e facendo, pertanto, rientrare nel compito di detto ventesimo tutte le costruzioni - di qualunque tipo siano - attualmente esistenti nella villa; b) le costruzioni esistenti non potranno essere assolutamente modificate nella loro attuale volumetria, né quanto alla superficie coperta, né quanto all'altezza dei vari colpi di fabbrica, di cui sono presentemente costituite e dovranno, pertanto, considerarsi soggette alle stesse norme per le zone di rispetto assolato di cui si è detto in precedenza; c) le eventuali nuove costruzioni, oltre alle limitazioni di superficie di cui al precedente punto a) non dovranno superare m. 10 di altezza a partire dalla quota minima del terreno a sistemazione avvenuta e dovranno inoltre sorgere, nei tratti più depressi del terreno, e comunque, in posizione tale da non occludere le visuali panoramiche esistenti; per le parti verso il confine nord dovrà provvedersi ad una schermatura con piante ad alto fusto disposto lungo il limite del confine stesso; Che ammissibili appaiono le proposte varianti ai piani un. 51 e 70 in quanto si tratta di modifiche marginali atte a rendere più omogenee le previsioni con quelle delle zone adiacenti; Considerato che, allo scopo di dare un nuovo assetto urbanistico ad un'importante parte della Capitale e di salvaguardare i suoi peculiari caratteri ambientali e paesistici, il piano di che trattasi prevede notevoli modifiche alla sistemazione contemplata dal piano regolatore di massima approvato con regio decreto-legge 6 luglio 1931, n. 981, convertito nella legge 24 marzo 1932, n. 355. Che la facoltà di apportare modifiche al piano regolatore di massima e espressamente prevista dall'art. 20 della citata legge 24 marzo 1932, n. 355, per cui le modifiche al detto piano di massima contenute nel piano particolareggiato n. 149, oltre ad essere necessarie ed indispensabili per le ragioni esposte nei precedenti considerato, sono anche legittime; Che in conseguenza di quanto sopra non possono essere accolte le opposizioni presentate da: