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A. in qualità di proprietaria del Centro Pietro Fanti e usufruttuaria, in forza di appositi atti conclusi con la regione Abruzzo e il Consorzio per lo sviluppo di Avezzano ( vedi infra ), dell'edificio presso cui è fisicamente collocato il GCC. L'articolo 2 ricorda che l'Accordo si prefigge di definire nel dettaglio i termini per l'applicazione del Protocollo sui privilegi e le immunità dell'Unione europea (di seguito « Protocollo ») al GCC. L'articolo 3 ribadisce che il GCC ha sede all'interno del Centro spaziale Pietro Fanti, rinviando all'Allegato 2 per l'esatta individuazione degli spazi. L'articolo 4 definisce le responsabilità degli attori coinvolti. All'Italia spetta mettere a disposizione della Commissione, senza oneri, la sede del GCC e garantirne la manutenzione, obblighi che saranno però concretamente espletati da Telespazio S.p. A. in forza di due atti interni: la Convenzione per la realizzazione di infrastrutture di base presso il Centro spaziale Piero Fanti del Fucino, conclusa il 16 gennaio 2007 tra regione Abruzzo, Telespazio S.p,A. e Consorzio per lo sviluppo industriale di Avezzano, e il successivo contratto di comodato stipulato tra il Consorzio e Telespazio S.p. A. in data 7 luglio 2009. L'articolo delinea anche compiti e responsabilità relativi alla trattazione delle informazioni classificate, originate o ricevute dal GCC. L'articolo 5 ricorda che l'Italia non può essere considerata responsabile, né sul piano interno né su quello internazionale, per le attività svolte all'interno del GCC, salvo nel caso in cui eventuali danni siano attribuibili alle autorità nazionali o a Telespazio S.p. A.. L'articolo 6 chiarisce che la regione Abruzzo è proprietaria della struttura al cui interno è situato il GCC, la quale è però gestita da Telespazio S.p. A., per un periodo di trent'anni dalla data in cui gliene è stato concesso l'uso esclusivo attraverso il già citato contratto di comodato, L'Unione europea è invece proprietaria delle apparecchiature e della strumentazione del GCC. L'articolo 7, riconoscendo che la Commissione ha diritto all'uso esclusivo della sede del GCC, impegna l'Italia a fornirle adeguata protezione, mettendo in campo misure almeno equivalenti a quelle previste per le infrastrutture critiche europee così come definite dalla direttiva 2008/114/CE del Consiglio, dell'8 dicembre 2008, (recepita con il decreto legislativo 11 aprile 2011, n. 61). Si tratta di infrastrutture essenziali per il mantenimento delle funzioni vitali della società – il cui danneggiamento o distruzione avrebbe un impatto significativo su almeno due Stati membri dell'Unione europea – per la protezione delle quali sono richiesti alcuni specifici accorgimenti, quali l'elaborazione di « piani di sicurezza per gli operatori » (comprendenti valutazione dei rischi e individuazione di contromisure e procedure d'emergenza) e la nomina di un funzionario di collegamento in materia di sicurezza e di punti di contatto nazionali per il coordinamento e la cooperazione a livello statale ed europeo. Poiché al momento non è previsto che presso il GCC prestino servizio funzionari europei, ma solo dipendenti di Telespazio S.p. A., che non hanno titolo ad alcuna facilitazione, l'articolo 8 rinvia la declinazione più puntuale delle norme del Protocollo relative a privilegi e immunità del personale ad accordi da concludere successivamente, nel caso in cui tale situazione venisse a cambiare. L'articolo 9 ricorda che, in linea con quanto previsto dal Protocollo per i locali e gli edifici dell'Unione europea, anche la sede del GCC e i suoi archivi sono inviolabili, ma che essi non possono essere utilizzati come rifugio da persone intenzionate a sottrarsi all'arresto o ricercate dalle autorità di pubblica sicurezza. L'Autorità nazionale di sicurezza potrà accedere ai locali per le attività connesse con la protezione delle informazioni classificate, dopo aver preavvisato la Commissione. Gli articoli 10 e 11 impegnano l'Italia a consentire le comunicazioni del GCC e l'apposizione della bandiera dell'Unione europea all'esterno della sua sede. L'articolo 12 è dedicato alle agevolazioni finanziarie e prevede che gli averi e i beni dell'Unione europea, utilizzati per il funzionamento del GCC, siano esenti dalla tassazione diretta, nonché dalle accise e dall'IVA per gli acquisti di beni e servizi di valore superiore al limite stabilito dalla legislazione nazionale per le organizzazioni internazionali accreditate in Italia. Analoga esenzione vale per le imposte doganali e le restrizioni all'importazione e all'esportazione. Le merci acquistate o importate in esenzione non potranno essere cedute a terzi senza il consenso delle autorità italiane e il pagamento delle relative imposte. L'articolo 13 riconosce le consuete immunità funzionali ai rappresentanti degli Stati membri che prendano parte ai lavori del GCC. Gli articoli 14 e 15 impegnano l'Italia a fare il possibile perché il GCC sia fornito dei servizi pubblici necessari al suo funzionamento (quali l'elettricità, l'acqua corrente, la protezione anti-incendio, la linea telefonica o la connessione a internet ) e a collaborare con la Commissione e l'Agenzia del GNSS europeo per facilitare l'applicazione dell'Accordo stesso. L'articolo 16 elenca gli allegati all'Accordo, il primo che dettaglia gli obblighi dell'Ente ospitante e il secondo che contiene le planimetrie della sede del GCC. Gli articoli 17, 18 e 19 disciplinano le modalità di comunicazione tra Italia e Commissione, richiamano il diritto europeo e, in assenza, la legge italiana quali ordinamenti che ne integrano, ove necessario, le previsioni, e stabiliscono le modalità di soluzione delle eventuali controversie (negoziato diretto tra le Parti, gruppo ad hoc di rappresentanti delle Parti, deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea). L'articolo 20 contiene le disposizioni finali, relative all'estensione dei benefici dell'Accordo all'Agenzia del GNSS europeo, disciplinandone anche l'entrata in vigore (al deposito del secondo strumento di ratifica), la modifica (per iscritto e per concorde volontà delle Parti) e la risoluzione (al 31 dicembre 2035, salvo rinnovo da concordare due anni prima, o in qualsiasi momento, per concorde volontà delle Parti).. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e la Commissione europea sulla sede del Centro di controllo Galileo in Italia, con Allegati, fatto a Roma il 19 novembre 2019 e a Bruxelles il 28 novembre 2019, di seguito denominato « Accordo ». 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 20 dell'Accordo stesso.