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È pertanto necessario potenziare il sostegno ai prodotti DOP e IGP, che costituiscono le componenti di maggiore penetrazione e successo nei mercati più dinamici e remunerativi. Una tutela che passa anche attraverso la lotta alla contraffazione del cosiddetto italian sounding , ambito in cui l'attenzione del Ministero è sempre elevata grazie alla costante ed efficace azione di controllo dell'ispettorato e del comando Carabinieri per la tutela agroalimentare. All'interno dei marchi a denominazione, il Prosecco rappresenta una tipicità esclusivamente italiana, nonché il caso di maggiore successo commerciale degli ultimi anni. Nel 2020 sono state prodotte 500 milioni di bottiglie per 2,4 miliardi di euro di fatturato al consumo: un dato che parla da solo. Nell'arco di poco più di un decennio dalla sua costituzione, il 2009, il Prosecco è diventato la prima DOP italiana del comparto del vino. Negli ultimi cinque anni, sia le esportazioni che il valore della produzione sono aumentati di circa il 30 per cento, arrivando a sfiorare una quota del 25 per cento del valore totale nazionale delle DOP del vino. Nello stesso periodo di tempo il Prosecco ha svolto un ruolo determinante nella crescita delle esportazioni di vino italiano, fino a raggiungere nel 2020 una quota di oltre il 16 per cento del totale. È del tutto evidente che il prosecco traina tutto il settore agroalimentare. Oggi i tre quarti delle bottiglie prodotte sono collocati all'estero, in particolare nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Germania. Tale effetto trainante si riflette anche nei risultati dell' export di vino del primo semestre 2021, come dicevo prima, che cresce del 15,2 per cento rispetto al primo semestre del 2020, a fronte di una crescita del 12,2 per cento del settore agroalimentare nel suo complesso. È anche per tali ragioni che alla vicenda oggetto dell'informativa odierna, che vado a ricostruire, è rivolta la massima attenzione da parte mia e del Ministero, al fine di tutelare il mercato agroalimentare italiano e una delle nostre eccellenze vitivinicole. Nel mese di giugno la Commissione europea ha posto all'attenzione degli Stati membri un documento di lavoro relativo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea della domanda di protezione della menzione tradizionale Prošek del settore vitivinicolo presentata dalla Croazia, ai sensi dell'articolo 113 del Regolamento UE n. 1308 del 2013. Sin da subito, già nel corso del Comitato di gestione europeo del 29 giugno, abbiamo espresso la netta contrarietà alla proposta in quanto, non solo la traduzione di detta menzione corrisponde al nome della DOC Prosecco e delle DOCG Conegliano Valdobbiadene-Prosecco e Colli asolani-Prosecco, protette come DOP e come tali iscritte nel relativo registro della Commissione, ma anche perché - e voglio sottolinearlo con forza - l'eventuale autorizzazione all'uso del Prošek croato avrebbe creato e creerebbe un pericoloso precedente di istituzionalizzazione dell' italian sounding . Cionondimeno, la Commissione ha ritenuto che non sussistessero ragioni ostative alla pubblicazione della domanda e, pur mantenendo ovviamente altissima l'attenzione sulla vicenda, tengo a rassicurarvi sul fatto che ad oggi non è stata ancora presa nel merito una decisione definitiva sulla registrazione del Prošek, dal momento che la normativa europea ci consente, in sede di opposizione, di fare valere le nostre ragioni. Ad oggi la Commissione ha semplicemente dato l'assenso alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della domanda. Tutta la fase di merito sarà lunga e seguirà a questo percorso. Lo stesso commissario dell'Unione europea per l'agricoltura Janusz Wojciechowski, chiamato in causa dal sottoscritto e dai rappresentanti delle Regioni - gli assessori regionali, che ringrazio per il loro contributo e il grande lavoro che stanno facendo assieme al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali - nel corso del recente G20 dell'agricoltura, nell'asserire che la questione del Prosecco è assai specifica e che il punto di vista dell'Italia sarà preso in seria considerazione, ha dichiarato che la questione è tutt'altro che conclusa e, in una riunione con gli assessori a margine degli eventi del G20, ha dichiarato espressamente che DOP e IGP sono elementi da rafforzare e non da indebolire. Come previsto dalla normativa europea, dunque, nei sessanta giorni decorrenti dalla pubblicazione della richiesta di registrazione in Gazzetta Ufficiale (pubblicazione ad oggi non ancora intervenuta) faremo opposizione formale nei confronti della domanda croata e lo faremo in modo adeguato e compatto, sia con l'ausilio delle strutture tecniche del Ministero, sia con la pressione, l'azione e l'interlocuzione politica che eserciteremo nei confronti di Bruxelles. È già stato attivato, infatti, un tavolo tecnico per predisporre una dichiarazione debitamente motivata relativa alle condizioni di ammissibilità, al fine di opporci a quanto proposto dalla Croazia. Permettetemi, a tale riguardo, di rivolgere un ringraziamento al sottosegretario per le politiche agricole alimentari e forestali, senatore Centinaio (Applausi) , il quale, oltre aver seguito immediatamente in prima persona la questione - e che, anzi, in virtù della sua delega oggi ha voluto essere presente proprio per rappresentare l'unità del Governo e di come ci muoviamo in modo sincrono - sin da subito ha attivato appunto un dossier , anche in ragione della sua delega. A lui ho personalmente chiesto di agire assicurando il coordinamento necessario a rendere proficua ed efficace l'azione ministeriale nel suo complesso. Ci sono molti argomenti a sostegno delle nostre ragioni, che mi fanno ben sperare sul lieto fine della vicenda, che festeggeremo stappando un'ottima bottiglia di Prosecco, posto che in ogni caso, non essendo ancora intervenuta la pubblicazione della domanda da parte croata, gli elementi informativi di cui disponiamo sono necessariamente limitati. Non conosciamo ancora il merito e il contenuto della domanda, ma ovviamente la analizzeremo nel dettaglio appena pubblicata in Gazzetta. Rilevo, infatti, che un eventuale riconoscimento della menzione tradizionale Prošek si pone in contrasto con l'articolo 33, paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2019/33, che ammette la coesistenza tra menzioni tradizionali DOP e IGP soltanto per le menzioni tradizionali protette anteriormente al 1° agosto 2009 e non è questo il caso. A tal riguardo, ricordo che già dai negoziati per l'adesione all'Unione europea da parte della Croazia fu avanzata da questo Paese una richiesta in tal senso e, su opposizione dell'Italia, tale richiesta venne respinta. Infatti, la menzione tradizionale Prošek non venne iscritta nel registro della Commissione UE. Ci appelleremo inoltre a quanto statuito dalla Corte di giustizia dell'Unione europea lo scorso 9 settembre nell'ambito della causa C-783/19 (Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne/GB, nota anche come sentenza Champanillo), vale a dire che sussiste evocazione abusiva quando «l'uso di una denominazione produce nella mente di un consumatore europeo medio, normalmente informato e ragionevolmente attento e avveduto, un nesso sufficientemente diretto e univoco tra tale denominazione e la DOP.