[resaula]

la cessazione della qualifica di rifiuto; la nascita delle cooperative di lavoro nelle aziende in crisi, come ha ben ricordato il relatore. Insomma, in definitiva - e concludo - quando portiamo davvero le istanze dei lavoratori, delle lavoratrici e dei mondi produttivi in queste Aule, non dobbiamo pensare a degli ultimatum . La dialettica, anche tra le forze politiche, è un arricchimento democratico. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Urso. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, state per approvare il disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame verosimilmente con un voto di fiducia. Si tratta del primo voto di fiducia sul primo provvedimento serio all'esame di quest'Assemblea dalla nascita del nuovo Governo, il Governo Conte II. Se avete bisogno di un voto di fiducia su un decreto-legge da voi realizzato in così breve tempo, ciò la dice lunga sullo stato della maggioranza e del Governo, pochi giorni dopo l'esultanza per la nascita di un Esecutivo che non solo dovrebbe essere di legislatura, ma che - secondo le dichiarazioni del capo politico del MoVimento 5 Stelle - dovrebbe addirittura indirizzare la politica italiana per i prossimi dieci anni. Nel decreto-legge in esame c'è tutto quello che non andrebbe fatto. In realtà il provvedimento è stato approvato salvo intese il 6 agosto dal Consiglio dei ministri, su proposta del premier Conte e dell'allora biministro Di Maio; e dico biministro perché era Ministro dello sviluppo economico e contemporaneamente del lavoro e delle politiche sociali e, quindi, aveva una duplice competenza per elaborare questo straordinario decreto-legge, approvato - lo ripeto - salvo intese il 6 agosto dal primo Governo Conte. Poi il salvo intese si è prolungato e il testo è stato approvato definitivamente ai primi di settembre, ma sostanzialmente era quello approvato salvo intese prima. Successivamente è stato portato all'esame dell'Assemblea dopo settimane di ricatto politico all'interno dei 5 Stelle, perché una loro parte non avrebbe voluto votare un decreto-legge elaborato dal loro capo politico quando era Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali; nel frattempo, infatti, era cambiata la geografia interna al MoVimento e quanti non erano più al Governo hanno manovrato per ricattarlo affinché ne fosse abolita una norma fondamentale. Tutto è avvenuto all'interno dei 5 Stelle nell'elaborazione del decreto-legge, che è stato profondamente modificato da un confronto, scontro e ricatto all'interno del MoVimento; nel contempo il Governo è cambiato, ma i 5 Stelle sono ancora il partito di maggioranza e relativa in Parlamento e ovviamente non nel Paese, dove è in via di scomparsa. Il decreto-legge ha diverse anime: quella del lavoro, di cui si occuperanno i miei colleghi, e quella della presunta risoluzione di crisi aziendali. E parlo di presunta risoluzione di crisi aziendali perché quando fu annunciato, durante il primo Governo Conte dal biministro Di Maio, si parlò di un provvedimento straordinario che avrebbe affrontato radicalmente la questione dei tavoli di crisi. Confesso che il ministro Patuanelli a me sembra molto più serio del ministro Di Maio, perché l'altro giorno in Aula ha finalmente detto quello che prima veniva smentito, e cioè i numeri. Secondo il Ministro siamo giunti a 158 tavoli di crisi che si accumulano giorno per giorno sempre di più e siamo a 300.000 occupati diretti a rischio, molti di più considerando quelli indiretti. Il provvedimento in discussione, approvato salvo intese il 6 agosto e poi nuovamente dal nuovo Governo, avrebbe dovuto intervenire su due questioni fondamentali che riguardano due aziende importanti del Paese, su cui ci sono un dibattito e un confronto forte sul piano sociale e sindacale. La prima questione, quella che è stata annunciata, riguarda l'Ilva. La norma è stata scritta da Di Maio e non capisco perché oggi il MoVimento l'abbia abolita. Che cosa è successo negli ultimi mesi all'interno del MoVimento per cui una norma approvata su proposta del biministro Di Maio dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali viene poi abolita? Peraltro, oggi sui giornali leggiamo che ciò è avvenuto alla cieca, e cioè senza alcuna interlocuzione con la nuova proprietà dell'azienda cui era stato promesso quello scudo penale. E ricordo che non si tratta di una piccola azienda - una volta si diceva che fosse la prima impresa siderurgica d'Europa - che opera in un piccolo settore: essa opera in un comparto strategico, perché tutta l'industria metalmeccanica italiana si regge sulla produzione siderurgica italiana e, ove tale situazione fosse spezzata, si renderebbe meno competitivo uno dei principali settori produttivi del Paese, con ricadute straordinariamente negative sulle imprese e sul tessuto occupazionale italiano. Voi cancellate quella norma al buio, senza alcuna interlocuzione, dopo averla voi stessi introdotta. È una follia legislativa che crea soltanto confusione: cambiando le norme continuamente nello stesso Governo, con lo stesso soggetto politico ripetutamente, create confusione nel Paese e ovviamente scoraggiate qualunque tipo d'investimento. Non si sa cosa succederà da qui a poche settimane, paradossalmente con gli stessi uomini di Governo. Ci fossero state le elezioni, avessimo avuto un nuovo Governo con un altro programma, lo capirei; ma qui le stesse persone si confondono, girano in tondo e tornano alla casella di partenza, come nel gioco dell'oca. E questo per quanto riguarda l'Ilva. Ma ancora più grave, se permettete, è il silenzio in quest'Aula, su un decreto-legge di questo tipo, sul dramma dei lavoratori della Whirlpool. C'è o non c'è quella norma che era stata annunciata come salvifica (per Whirlpool) dallo stesso ministro Di Maio quando ha approvato il provvedimento? C'è o non c'è in questo provvedimento? E quella norma ha salvato Whirlpool, come era stato annunciato e strombazzato alla stampa internazionale? O invece è stato proclamato uno sciopero generale dai sindacati il 31 ottobre, e cioè tra pochi giorni, che paralizzerà tutta la regione Campania? La Whirlpool - lo ricordo - è un'industria strategica della Campania e voi l'avete abbandonata all'attività predatoria di una multinazionale. È l'esempio di questo decreto-legge: noi approviamo un decreto che doveva salvare Whirlpool, quando si sa che Whirlpool chiude e ci sarà uno sciopero generale dei sindacati contro le vostre inadempienze. Vi rendete conto di come state legiferando? Lo fate soltanto con annunci propagandistici (Twitter, Facebook), mai confermati dalla realtà, che spesso voi stessi cambiate, perché vi pentite di ciò che avete proposto e approvato. Ma Whirlpool è qualcosa di più: è l'esempio del nuovo Governo Conte, che mette insieme le precise responsabilità dei Governi della sinistra precedente, che acconsentirono alla vendita del gruppo Merloni (azienda strategica italiana nel settore degli elettrodomestici, leader in buona parte d'Europa) a una multinazionale (Whirlpool) che era sua azienda competitiva, e non soltanto in Europa.