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Il rappresentante del Governo precisa inoltre che, con particolare riferimento alla turnazione di impiego dei reparti e delle unità, il volume di forza impiegata per l'operazione ha reso necessaria l'adozione di criteri di turnazione semestrale che tenessero in considerazione le esigenze di equa ripartizione dello sforzo tra tutte le unità operative dell'Esercito, al fine di soddisfare le continue esigenze d'impiego nei molteplici teatri operativi esteri e sul territorio nazionale. Per quanto attiene, invece, alle tempistiche di pagamento dei compensi spettanti al personale, il Centro nazionale amministrativo dell'Esercito ha reso noto che, a partire dall'esercizio finanziario in corso, il pagamento viene disposto entro i due mesi successivi all'inserimento delle variazioni stipendiali, da parte degli Enti d'impiego, tramite apposita piattaforma informatica. Conclude osservando che la Difesa sta altresì valutando la possibilità di un impiego dei presidi militari improntato a maggiore dinamicità, per assicurare un minore utilizzo di personale e un miglior controllo del territorio. Inoltre, è stato predisposto un particolare sistema di turnazioni al fine di evitare la compromissione delle capacità addestrative acquisite dal personale. Replica la senatrice GARAVINI ( PD ), ponendo innanzitutto l'accento sulla lacuna normativa in materia di limiti di orario e di retribuzione per il lavoro fuori sede dei militari, rispetto alla quale sarebbe opportuno un tempestivo intervento del legislatore. Sottolinea inoltre che, a fronte di una situazione di riduzione degli organici e di inadeguata corresponsione delle prestazioni straordinarie, il personale delle Forze armate è oggetto di sempre maggiori richieste di intervento in ambito civile (tra cui la gestione dei rifiuti nel comune di Roma e il controllo dei cantieri autostradali). Ciò comporta, a suo avviso, una situazione insostenibile in grado, tra l'altro, di riverberarsi negativamente sul benessere psico-fisico del personale. Conclude dichiarandosi insoddisfatta della risposta ricevuta. La presidente TESEI dichiara concluse le procedure informative all'ordine del giorno. IN SEDE REFERENTE (1152) Delega semplificazione e razionalizzazione ordinamento militareE DDL 1152 Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare (Esame e rinvio) Introduce l'esame, in qualità di relatrice, la presidente TESEI ( L-SP-PSd'Az ), osservando che il provvedimento reca una semplificazione "di secondo grado" su una materia che è stata già oggetto di un consistente intervento di semplificazione nel 2010, da un lato con il Codice dell'ordinamento militare (introdotto con il decreto legislativo n. 66, per le norme primarie) e dall'altro del Testo unico delle disposizioni regolamentari di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 90 (per le norme secondarie). Questi due provvedimenti - come ricorda la relazione governativa - sono stati frutto di un lavoro lungo e complesso, anche perché l'ordinamento militare è sempre stato uno dei settori dell'ordinamento più intricati, caratterizzato da sovrapposizioni e da una non sempre facile conoscibilità delle norme. La codificazione realizzata nel 2010 ha pertanto avuto un effetto indubbiamente positivo, perché ha arginato la frammentarietà e, soprattutto, la volatilità delle disposizioni in materia. L'opera di semplificazione ha però mantenuto in vigore una ingente mole di norme, a volte caratterizzate da un livello di estremo dettaglio anche a livello primario. Dal 2010 ad oggi, inoltre, ci sono stati una serie di interventi - legislativi e regolamentari - che hanno inciso direttamente su quei testi e altre volte hanno invece prodotto norme - attinenti direttamente o indirettamente all'ordinamento militare - all'esterno del codice e del testo unico. Il provvedimento intende quindi proseguire l'opera di semplificazione avviata negli anni scorsi. L'analisi tecnico-normativa che accompagna il testo specifica che l'intervento proposto non ha carattere innovativo, ma si limita a un'opera di razionalizzazione e armonizzazione nonché di miglioramento del linguaggio normativo. Procede quindi alla disamina dell'articolato, rilevando che il testo si compone di un unico articolo suddiviso in cinque commi. Il primo comma contiene le deleghe al Governo per la semplificazione e il riassetto del Codice dell'ordinamento militare. I principi e i criteri direttivi sono: - coordinare sotto il profilo formale e sostanziale le disposizioni in materia di ordinamento militare, anche di recepimento e attuazione della normativa europea, apportandovi le opportune modifiche volte a garantire o migliorare la coerenza giuridica, logica e sistematica delle disposizioni; - adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo, intervenendo mediante novellazione e aggiornamento del codice dell'ordinamento militare e del testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90; - indicare esplicitamente le norme da abrogare, fatta salva comunque l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile; - assicurare l'unicità, la contestualità, la completezza, la chiarezza e la semplicità delle disposizioni in materia di ordinamento militare; - mantenere nel codice dell'ordinamento militare le sole disposizioni recanti le norme generali regolatrici delle materie in esso disciplinate nonché quelle che regolano materie coperte da riserva di legge, con contestuale ricognizione, coordinamento e, ove possibile, codificazione delle disposizioni legislative appartenenti all'ordinamento militare ma non ricomprese nel codice; - razionalizzare e semplificare la normativa in materia di ordinamento militare adeguandola alle esigenze dello strumento militare professionale e ridurre i tempi previsti per la conclusione dei relativi procedimenti; - razionalizzare e semplificare le forme, i parametri e i criteri di valutazione del personale; - semplificare, velocizzare e razionalizzare i processi e le attività formative, incentivando le sinergie organizzative e l'integrazione delle attività medesime, in un'ottica di salvaguardia delle professionalità del personale militare e civile della Difesa nonché di contenimento e ottimizzazione della spesa; - effettuare una ricognizione delle disposizioni del codice che, avendo natura attuativa o esecutiva delle norme generali regolatrici la materia e comunque disciplinano materie non coperte da riserva di legge, anche relativa, e che possono dunque essere "delegificate" e inserite nel testo unico delle disposizioni regolamentari. Al riguardo, l'oratrice osserva che la definizione dei principi e dei criteri direttivi della delega è il cuore del provvedimento al nostro esame, perché con essi il Parlamento si priva della funzione legislativa, per trasferirla in capo al Governo. Proprio per questo l'articolo 76 della Costituzione, nel disciplinare l'istituto della delega legislativa, prevede una serie di garanzie, imponendo non solo la determinazione di principi e criteri direttivi, ma anche per un tempo limitato e per oggetti definiti. Osserva quindi che i commi successivi sono volti a definire gli aspetti più propriamente procedurali riferiti all'esercizio della delega.