[pronunce]

La stessa difesa osserva, in primo luogo, che la disposizione in esame è intervenuta su una precedente legge provvedimento che aveva parzialmente esaurito i suoi effetti, a seguito dell'approvazione del piano di rientro del debito operata con il d.P.C.m. del 5 dicembre 2008, peraltro non pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. In secondo luogo, la stessa norma ha previsto la definitiva ricognizione del piano di rientro già approvato, senza fissare un termine per provvedervi (diversamente dalla norma "interpretata"), nonostante il carattere temporaneo della gestione commissariale. In terzo luogo, l'art. 4, comma 8-bis, avrebbe esteso l'applicazione della gestione commissariale anche alle obbligazioni non contrattuali, che l'art. 78 del d.l. n. 112 del 2008 non comprendeva. L'espressione «tutte le somme derivanti da obbligazioni contratte [...] alla data del 28 aprile 2008», contenuta nell'art. 78, comma 3, evocherebbe unicamente le obbligazioni contrattuali, ed anche sotto il profilo sistematico, la previsione in capo al Commissario della facoltà di recesso «dalle obbligazioni contratte» deporrebbe nel senso che l'intenzione del legislatore fosse di circoscrivere l'applicazione della gestione commissariale alle obbligazioni nascenti da contratto, dalle quali soltanto è possibile recedere. L'art. 4, comma 8-bis, nella parte in cui estende la gestione commissariale a tutte le obbligazioni sorte in virtù di atti o fatti antecedenti al 28 aprile 2008, anche qualora accertate con sentenze pubblicate successivamente alla medesima data, avrebbe inoltre reso incerti i tempi di ricognizione del piano di rientro ed inciderebbe sui giudizi pendenti. La difesa della società osserva in conclusione che, indipendentemente dalla natura innovativa o interpretativa, il carattere retroattivo della disposizione censurata non troverebbe giustificazione sul piano della ragionevolezza e si porrebbe in contrasto con una serie di valori ed interessi costituzionalmente protetti, come già segnalato dai giudici rimettenti. Sono richiamati alcuni arresti della giurisprudenza della Corte EDU (sentenza 28 ottobre 1999, Zielinsky vs. Repubblica Francese), secondo cui è esclusa a priori la compatibilità con l'art. 6 della Convenzione EDU delle norme interpretative che incidano retroattivamente su un numero limitato di soggetti, ovvero presentino un contenuto contra personam, o, ancora, estinguano diritti intangibili, cioè posizioni consolidate, anche se non ancora racchiuse in decisioni definitive (sentenza 10 novembre 2004, Lizarraga vs. Regno di Spagna).1.- Con due ordinanze di tenore analogo, il Consiglio di Stato (reg. ord. n. 265 del 2011) e il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio (reg. ord. n. 252 del 2012) hanno sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 78, comma 6, primo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133, nella parte in cui prevede l'applicazione dell'art. 248 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali) alle obbligazioni rientranti nella gestione commissariale del Comune di Roma, e dell'art. 4, comma 8-bis, ultimo periodo, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2 (Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 26 marzo 2010, n. 42, nella parte in cui prevede, «ai fini di una corretta imputazione del piano di rientro», che il primo periodo del comma 3 dell'articolo 78 del d.l. n. 112 del 2008 «si interpreta nel senso che la gestione commissariale del comune assume, con bilancio separato rispetto a quello della gestione ordinaria, tutte le obbligazioni derivanti da fatti o atti posti in essere fino alla data del 28 aprile 2008, anche qualora le stesse siano accertate e i relativi crediti liquidati con sentenze pubblicate successivamente alla medesima data». 1.1.- Il Consiglio di Stato assume un contrasto tra le predette norme e gli artt. 2, 3, 24, 41, primo comma, 42, terzo comma, 97, primo comma, 101, 102, 103, 104, 108, secondo comma, 113, 114, 117, primo comma, (in relazione all'art. 6, comma 1, e all'art. 13 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva in Italia dalla legge 4 agosto 1955, n. 848, nonché in relazione all'art. 1 del primo Protocollo addizionale alla medesima Convenzione, firmato a Parigi il 20 marzo 1952), 118 e 119 della Costituzione. 1.2.- Il TAR Lazio richiama la motivazione dell'atto di promovimento del Consiglio di Stato, facendo proprie le censure ivi formulate, alle quali aggiunge ulteriori ragioni di contrasto delle norme in oggetto con gli artt. 24, 25, secondo comma, 41, primo comma, 42, secondo e terzo comma, 97 e 113 Cost. 1.3.- Dinanzi ai rimettenti pendono altrettanti giudizi di ottemperanza, aventi ad oggetto sentenze di condanna pronunciate nei confronti del Comune di Roma, per obbligazioni sorte in epoca antecedente al 28 aprile 2008, e dunque imputabili alla gestione commissariale configurata dall'art. 78 del d.l. n. 112 del 2008. Per quanto riferito dai rimettenti, le sentenze azionate sono passate in giudicato prima dell'entrata in vigore dell'art. 4, comma 8-bis, del d.l. n. 2 del 2010, inserito dalla legge di conversione n. 42 del 2010. 1.3.1.- Più specificamente, il Consiglio di Stato è adito in sede di appello avverso la sentenza 5 novembre 2010, n. 33208, resa dal TAR Lazio sul ricorso per l'ottemperanza della sentenza della Corte d'appello di Roma n. 4565 del 2008, che ha liquidato, a favore della società Consorcasa Regione Lazio Coop. a r.l. ed altri, l'indennità, maggiorata di interessi legali, per un'espropriazione avvenuta molti anni addietro. Il giudice di primo grado ha ritenuto di poter accogliere il ricorso in ottemperanza, facendo nel contempo applicazione della normativa sul commissariamento del Comune di Roma, di cui agli artt. 78 del d.l. n. 112 del 2008 e 4, comma 8-bis, del d.l. n. 2 del 2010