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sempre secondo i documenti rivelati dai giornali, dei "favoritismi" della Sergio avrebbe beneficiato, tra gli altri, l'imprenditore cutrese Gaetano Papaleo, "la cui moglie Maria Lucente è nipote del defunto capo cosca Antonio Dragone"; inoltre, nell'ambito delle sue competenze riguardo il regolamento urbanistico edilizio del comune di Reggio Emilia, la Sergio avrebbe favorito l'inserimento di un terreno edificabile di proprietà di Alberto Zambelli, geometra che, secondo quanto risulta dalle relazioni, avrebbe ricevuto dalla 'ndrangheta il compito di individuare lotti di terreno da acquistare con capitali di provenienza illecita per poi rivenderli una volta divenuti edificabili, con conseguenti plusvalenze; preso atto inoltre che: i Carabinieri avrebbero avviato accertamenti sulla dirigente già nel 2006 per il reato di corruzione ed abuso d'ufficio nell'ambito delle indagini condotte dal ROS di Bologna su appalti di Cosa nostra nel nord Italia; secondo il ROS già a quei tempi furono svolte intercettazioni telefoniche attraverso le quali si sarebbe evidenziato che l'illecito "si concretizzava nel fornire in anticipo, agli imprenditori favoriti, informazioni sulle decisioni in itinere da parte dell'Amministrazione comunale reggiana riguardanti i cambi di destinazione d'uso di terreni che da agricoli venivano resi commerciali e di conseguenza edificabili, agevolando acquisti a basso costo di vasti appezzamenti che in breve tempo aumentavano notevolmente il valore di mercato"; secondo quanto scritto nel libro di Paolo Bernini, "Storie di Ordinaria ingiustizia", "il Fatto Quotidiano" del 23 gennaio 2016 avrebbe inoltre reso noto, tramite un articolo a firma di Emiliano Luzzi, come il Sindaco Vecchi e la coniuge avrebbero acquistato un immobile residenziale dalla società alla quale faceva capo Francesco Macrì; l'articolo dal titolo: "Reggio Emilia, sindaco e moglie hanno comprato casa dall'uomo poi accusato di essere prestanome delle 'ndrine, finito agli arresti nell'inchiesta Aemilia", sarebbe confermato da Paolo Bernini che nel libro scrive: "L'attuale Sindaco Luca Vecchi, già Capogruppo ai tempi di Delrio Sindaco, e la moglie Maria Sergio di origine cutrese, nominata da Delrio dirigente del settore Urbanistica in Municipio, hanno acquistato nel 2012 al grezzo una abitazione da una società di Francesco Macrì, arrestato nel gennaio del 2015 appunto nella inchiesta Aemilia, con l'accusa di essere il prestanome a Reggio Emilia del Boss Nicolino Grande Aracri. Il sindaco Vecchi non è mai stato interrogato né inquisito per questo, né tanto meno si è a conoscenza che si siano svolte indagini sui termini della compravendita a grezzo della casa acquistata"; considerato infine che: secondo quanto riportato dalla stampa, l'informativa dei Servizi riguardo la ricostruzione post sisma sarebbe stata trasmessa dai Carabinieri il 28 gennaio del 2013 al procuratore di Reggio Emilia; sempre secondo fonti giornalistiche, il procuratore inviò tutto l'incartamento al procuratore distrettuale di Bologna, ove venne consegnata il successivo 7 febbraio 2013 al PM, titolare di un fascicolo sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Emilia; secondo quanto risulta dalle carte riportate ampiamente dalla stampa, Maria Sergio ed il marito Luca Vecchi non sarebbero mai stati interrogati dal PM che, in seguito nel 2018, fu nominato dal CSM procuratore di Reggio Emilia, si chiede di sapere: se le notizie riportate dalla stampa risultino confermate da corrispondenze documentali interne a disposizione dei Ministri in indirizzo; in caso affermativo, se i Ministri fossero a conoscenza del dossier dell'AISI riportato dalla stampa, nonché degli accadimenti esposti; quali iniziative intendano promuovere, nell'ambito delle proprie rispettive funzioni, per fare chiarezza su quanto accaduto e sulle eventuali azioni o omissioni da cui hanno avuto origine fenomeni di illegalità; se non ritengano opportuno valutare il commissariamento del Comune di Reggio Emilia per infiltrazioni mafiose, al fine di effettuare indagini approfondite e assicurare la legalità nella gestione degli appalti e dell'urbanistica. Atto n. 4-04022 TARICCO FEDELI MESSINA Assuntela ROJC IORI PARRINI STEFANO ALFIERI VALENTE PITTELLA FERRAZZI PINOTTI LAUS VATTUONE D'ALFONSO BOLDRINI ASTORRE MANCA BITI Ai Ministri dell'istruzione e dell'economia e delle finanze Premesso che: dal 2000 le scuole paritarie sono a tutti gli effetti parte del sistema pubblico di istruzione e, oltre ad assicurare nel concreto l'attuazione del principio di libertà educativa, la loro azione si traduce anche in un importante risparmio per lo Stato, accogliendo oltre 800.000 studenti su tutto il territorio nazionale; l'articolo 233 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 prevede uno stanziamento di 70 milioni "a titolo di sostegno economico in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette o delle compartecipazioni comunque denominate, da parte dei fruitori fino ai sedici anni di età, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza a seguito delle misure adottate per contrastare la diffusione del Covid-19", risorse che si sono aggiunte ai 65 milioni di euro destinati alle scuole materne paritarie, anche queste a copertura del mancato versamento delle rette, e ai 15 milioni di incremento del Fondo nazionale per il sistema integrato di educazione e di istruzione, che porta il totale dei contributi per i servizi tra 0 e 6 anni a 80 milioni di euro; considerato che con un emendamento approvato in sede di conversione del citato decreto-legge è stato previsto un raddoppio dello stanziamento previsto (ulteriori 150 milioni di euro) che si aggiungono ai complessivi 150 milioni stanziati per le scuole paritarie, dall'infanzia alla secondaria di secondo grado (per una cifra pari a 300 milioni di euro) 180 per nidi e materne e 120 per le scuole dalla primaria alla secondaria di secondo grado; tenuto conto che a un mese e mezzo circa dall'approvazione del citato decreto-legge, il totale delle risorse stanziate, pari a 300 milioni di euro, sono bloccate a causa di una "necessaria variazione di bilancio" da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, non ancora effettuata ed indispensabile per poter poi erogare i fondi, azione che secondo il parere del Ministero sarebbe "sempre possibile in caso di urgenza, per le amministrazioni interessate, richiedere risorse necessarie ricorrendo ad anticipazioni di tesoreria"; rilevato che: le scuole hanno già dovuto impiegare queste risorse, che avrebbero dovuto coprire il mancato versamento delle rette da parte delle famiglie durante i mesi di sospensione della didattica in presenza, per la sanificazione ed organizzazione degli spazi in vista della ripresa delle lezioni; ad oggi, sono già 96 le scuole paritarie che hanno dichiarato la chiusura, ed in gran parte si tratta proprio di servizi per la fascia 0-6 anni, spesso collocati in territori dove non c'è la presenza di nidi e materne statali, si chiede di sapere: