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Il senatore TONINELLI ( M5S ) chiede un chiarimento sull'emendamento in esame, paventando il rischio che le misure straordinarie per il reclutamento nelle pubbliche amministrazioni siano estese a progetti non strettamente connessi con l'attuazione del Piano nazionale. Ritiene necessario, quindi, un approfondimento sull'impatto della norma. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che l'emendamento estende fino al 2023 le misure per l'accelerazione delle assunzioni da parte delle pubbliche amministrazioni, comprendendo anche quelle relative all'attuazione dei progetti inclusi nel PNRR. Il PRESIDENTE dispone l'accantonamento dell'emendamento 1.106 (testo 3) e degli identici 1.68, 1.69 (testo 2) e 1.70. Si passa all'emendamento 1.77 (testo 3). Il senatore TONINELLI ( M5S ) esprime preoccupazione per la previsione di individuare la società Ales Spa come centrale di committenza esclusiva per il Ministero della cultura, a cui sono destinati 5 milioni di euro all'anno dal 2021 al 2026. Ritiene che il Ministero si sarebbe potuto avvalere della Consip, oppure di altre strutture interne per assicurare il funzionamento degli Archivi di Stato e garantire l'attuazione dei progetti connessi al PNRR, piuttosto che di una società peraltro oggetto di accertamenti giudiziari. Il senatore MIRABELLI ( PD ) precisa che la Ales Spa è una società in house del Ministero della cultura e che, in ogni caso, per l'attuazione del PNRR anche il Ministero dovrà avvalersi di una centrale di committenza, alla pari delle altre pubbliche amministrazioni. Sottolinea, inoltre, che la corte dei conti ha chiesto all'ANAC di effettuare una verifica sulla gestione dei fondi da parte della società, ma i controlli non hanno evidenziato criticità. Il senatore GARRUTI ( M5S ) osserva che con l'emendamento in esame si attribuiscono fondi alla Ales Spa "comunque fino al 31 dicembre 2026", quindi eventualmente anche oltre l'attuazione dei progetti del PNRR, qualora fossero completati in anticipo. Inoltre, la Ales Spa è qualificata centrale di committenza sine die , a prescindere dalla realizzazione del PNRR. Il senatore TONINELLI ( M5S ) si dichiara non convinto dai chiarimenti del proponente. A suo avviso, vi è il rischio di uno spreco di denaro pubblico, attribuendo fondi consistenti a una società incaricata di svolgere le attività di competenza del Ministero. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) rileva che i commi 10 e 11 dell'emendamento prevedono oneri, per il finanziamento della società, rispettivamente, a decorrere dal 2027 e dal 2024. Il relatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) precisa che la Ales Spa è una società in house , quindi un'articolazione del Ministero della cultura. Pertanto, dopo aver completato l'attuazione dei progetti legati al PNRR, continuerà a svolgere la sua attività per il Ministero. Il senatore MIRABELLI ( PD ), nel replicare al senatore Augussori, precisa che i commi 10 e 11 indicano solo la copertura degli oneri derivanti dallo stanziamento dei fondi necessari per l'attività della società. La senatrice MANTOVANI ( M5S ) e il senatore BALBONI ( FdI ), a nome dei rispettivi Gruppi, annunciano un voto di astensione. Con il parere favorevole dei relatori e del rappresentante del Governo, è posto ai voti l'emendamento 1.77 (testo 3), che risulta approvato. Si passa all'emendamento 1.78 (testo 3). Il sottosegretario Caterina BINI invita il proponente a integrare l'emendamento in esame con la previsione, al comma 8 dell'articolo 1, che le amministrazioni, in linea con il rispetto della parità di genere, possano invitare "almeno quattro professionisti o esperti", in luogo di tre, per il colloquio selettivo. Il senatore TONINELLI ( M5S ) chiede di verificare se, con l'emendamento in esame, sarà garantito il rispetto dell'ordine di graduatoria, considerato che - al comma 8 - queste parole sono invece soppresse. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ), accogliendo l'invito del Governo, riformula l'emendamento 1.78 (testo 3) in un testo 4, pubblicato in allegato. La relatrice VALENTE ( PD ) esprime parere favorevole sull'emendamento 1.78 (testo 4). Si passa alla votazione. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che, mentre il testo originario dell'emendamento 1.78 era molto simile all'emendamento 1.86 (testo 2) a sua prima firma, la nuova riformulazione se ne discosta significativamente. Pertanto, pur annunciando il proprio voto favorevole, ritiene che il proprio emendamento non possa risultare assorbito o precluso da un'eventuale approvazione dell'emendamento 1.78 (testo 4). La senatrice MANTOVANI ( M5S ) sottolinea che l'emendamento in esame riguarda una funzione innovativa della pubblica amministrazione, che utilizzerà un portale telematico per la registrazione e selezione di professionalità avanzate, sulla base di criteri specifici, quali determinate competenze o la provenienza geografica. Ritiene condivisibile la modifica apportata su richiesta del Governo, in quanto con quattro professionisti anziché tre sarà possibile rispettare il principio della parità di genere. Il senatore BALBONI ( FdI ), a nome del Gruppo, annuncia un voto di astensione. Posto ai voti, l'emendamento 1.78 (testo 4) è approvato. Si passa nuovamente all'emendamento 1.49. Il sottosegretario Caterina BINI propone di modificarlo nel senso indicato dal relatore Caliendo, sostituendo le parole: "enti pubblici e privati nazionali" con le altre: "enti pubblici nazionali". Tuttavia, evidenzia la necessità di coordinare eventualmente il nuovo testo con gli emendamenti 1.50 e 1.51, su cui era già stato espresso un parere favorevole. Il senatore GARRUTI ( M5S ) accoglie le modifiche proposte dal Governo, inserendo anche la prima parte degli emendamenti 1.50 (testo 2) e 1.51 (testo 2) e identici. Riformula pertanto l'emendamento 1.49 in un testo 2, pubblicato in allegato, a cui aggiungono la propria firma i proponenti degli emendamenti 1.50 (testo 2) e 1.51 (testo 2) e identico 1.54 (testo 2), 1.52 e identici 1.53 e 1.55. Posto ai voti, è approvato l'emendamento 1.49 (testo 2). Gli emendamenti 1.50 (testo 2), 1.51 (testo 2), 1.52, 1.53, 1.54 (testo 2) e 1.55 sono quindi assorbiti. Il senatore GRIMANI ( IV-PSI ) ritira l'emendamento 1.79.