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Atto n. 3-01768 LANNUTTI ANGRISANI DRAGO PRESUTTO NATURALE VANIN GIANNUZZI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, in base al decreto-legge n. 18 del 2020 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020, recante "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID - 19", convertito dalla legge n. 27 del 2020, l'Agenzia delle entrate-riscossione non può procedere con nessuna procedura cautelare, come ad esempio il fermo amministrativo o l'ipoteca, e non può neppure avviare alcuna procedura esecutiva, come ad esempio il pignoramento. Tali azioni sono infatti sospese e non possono essere proseguite o attivate fino al 31 agosto 2020; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: nonostante il dettato normativo, l'Agenzia delle entrate di Mestre ha comunque proceduto al pignoramento dei conti correnti dell'artigiano G.V. di Murano (Venezia), presso la Banca popolare dell'Alto Adige e la banca Intesa San Paolo, violando palesemente la legge; l'avviso del pignoramento è stato comunicato al signor V. il 5 giugno 2020 da parte delle due banche, quindi ben prima del 31 agosto. Secondo l'Agenzia l'azienda artigiana dovrebbe allo Stato 136.352,86 euro, dei quali 68.120,55 sono stati richiesti alla filiale di Intesa San Paolo e la quota restante alla filiale della Banca popolare dell'Alto Adige; l'Agenzia ha richiesto in cambio dello sblocco dei conti il versamento di 60.000 euro. Nel frattempo ha decretato anche il fermo dell'auto del signor G.V.; inoltre, a seguito di questa azione illegale, la ditta, già in grande difficoltà a causa dell'emergenza COVID-19 e, in particolare, per il blocco totale dell'attività dovuto al lockdown , si trova letteralmente in ginocchio, perché non potrà utilizzare i due conti correnti per le operazioni aziendali, necessarie per riavviare l'attività, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti; se non ritenga di dover verificare se l'Agenzia delle entrate-riscossione abbia violato il decreto-legge n. 18 del 2020. In particolare, qualora fosse riconosciuto un abuso da parte dei responsabili dell'Agenzia di Mestre, quali provvedimenti urgenti intenda prendere nei confronti di chi ha proceduto violando palesemente la legge e quindi i diritti dei cittadini; se non ritenga di dover agire per mettere fine al più presto ai casi di abuso riferibili all'Agenzia delle entrate. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03791 CASOLATI BERGESIO FERRERO PIANASSO MONTANI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno Premesso che: nel maggio 2010 la strada provinciale di Melezet, nel comune di Bardonecchia (Torino), è stata investita da una frana rovinosa in cui 150 metri cubi di massi sono arrivati fino al cortile di un residence di circa 40 appartamenti appena costruito, e per fortuna in quel momento disabitato; i lavori preventivati e finanziati da Regione e Città metropolitana in seguito alla frana del 2006 comprendevano messa in sicurezza, bonifica, riapertura della strada provinciale e sottoservizi per un totale di 8,5 milioni di euro. A distanza di anni risultano iniziati ma non ancora completati; i danni dello smottamento arrecati al residence all'epoca dei fatti ammontavano a poche migliaia di euro, limitandosi in pratica alla sola rimozione dei detriti, ma gli interventi non sono mai stati completati e il residence , tuttora sotto sequestro, attualmente versa in condizioni di abbandono, preso d'assalto da vagabondi e vandali; data la posizione geografica in cui è collocata, negli ultimi anni la struttura è stata occupata abusivamente da migranti in transito verso la Francia, che hanno letteralmente saccheggiato gli appartamenti e distrutto l'immobile; paradossalmente quindi, a distanza di 10 anni dalla frana, ai proprietari non è permesso neanche di accedere alla struttura perché inagibile, mentre occupanti clandestini possono utilizzarla come dormitorio. La situazione è ancora più preoccupante in questo particolare periodo, in cui l'emergenza sanitaria imporrebbe misure di contenimento del contagio per COVID-19 che non vengono rispettate dagli abusivi, che quindi mettono a rischio la propria e l'altrui salute, si chiede di sapere: quali siano le tempistiche previste per l'ultimazione dei lavori progettati e finanziati in seguito alla frana e quali siano le cause alla base di un esorbitante ritardo di interventi che ha comportato innumerevoli disagi per tutti gli abitanti della zona; se non si reputi opportuno controllare le attuali condizioni in cui versa il residence di Melezet per e mettere in atto azioni immediate: in caso venga confermata la sua inagibilità, volte ad impedire fermamente e in qualunque modo l'accesso alla struttura a chiunque non sia autorizzato e, in caso venga invece scongiurato l'imminente pericolo, volte a consentire ai legittimi proprietari di riappropriarsi dei propri immobili; a chi siano imputabili le cause di una gestione così fallace del bene sequestrato e a chi siano quindi ascrivibili le responsabilità dei danni subiti dalla struttura non a causa della frana, ma a causa del saccheggio perpetrato da migranti clandestini che hanno occupato abusivamente la struttura distruggendola e, pertanto, quali azioni risarcitorie si possano ipotizzare per i legittimi proprietari degli appartamenti; se, nell'attuale situazione emergenziale dovuta al COVID-19, non si ravvisino potenziali rischi per la salute pubblica dovuti alle condizioni in cui vivono gli occupanti abusivi del residence Melezet, senza il rispetto delle norme igieniche e delle accortezze necessarie per ridurre le possibilità di contagio. Atto n. 4-03792 BRIZIARELLI Al Ministro della salute Premesso che: con circolare del Ministero della salute n. 2627 del 1° marzo 2020 per l'"Incremento disponibilità posti letto del Sistema Sanitario Nazionale con ulteriori indicazioni per la gestione dell'emergenza COVID-19", e con le successive circolari n. 7422 del 16 marzo e n. 7865 del 25 marzo, vengono fornite alle regioni indicazioni relative alla necessità di incremento della disponibilità di posti letto; per le terapie intensive tale incremento è individuato nel 50 per cento dei posti letto esistenti; la Regione Umbria ha recepito tali indicazioni con la deliberazione di Giunta n. 180 del 19 marzo 2020, recante "piano di gestione dei posti letto della rete ospedaliera emergenza coronavirus", che, vista la straordinarietà dell'emergenza, ha previsto la riconfigurazione della rete ospedaliera regionale a temporanea e parziale deroga del provvedimento generale di programmazione (di cui alla delibera di Giunta regionale n. 212/2016), ed ha programmato l'allestimento di 3 postazioni ampliabili all'occorrenza fino ad 8 di terapia intensiva, e 4 postazioni di terapia subintensiva nel reparto infettivo, anch'esse ampliabili;