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Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni. Attesto che il Senato della Repubblica, il 28 settembre 2017, ha approvato il seguente disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Realacci, Borghi, Speranza, Giachetti, Lupi, Taricco, Amendola, Antezza, Anzaldi, Baretta, Bargero, Berlinghieri, Bini, Bocci, Bonaccorsi, Bonomo, Franco Bordo, Bruno Bossio, Burtone, Capelli, Capozzolo, Carnevali, Carra, Carrescia, Cimbro, Cirielli, Coccia, Cominelli, Culotta, De Menech, Marco Di Maio, D'Incecco, Ermini, Famiglietti, Faraone, Fedi, Fiano, Folino, Fregolent, Gadda, Gentiloni Silveri, Giammanco, Ginoble, Giulietti, Gnecchi, Grassi, Gregori, Guerra, Tino Iannuzzi, Iori, Kyenge, La Marca, Leva, Lodolini, Losacco, Manzi, Marazziti, Marcon, Marguerettaz, Martella, Martelli, Mattiello, Mazzoli, Melilla, Misiani, Mongiello, Mura, Narduolo, Oliverio, Paris, Pellegrino, Pes, Piccoli Nardelli, Giuditta Pini, Rampi, Ribaudo, Richetti, Rostan, Sanga, Giovanna Sanna, Sbrollini, Senaldi, Tentori, Terrosi, Valiante, Verini, Vignali, Zanin e Zardini; Terzoni, De Rosa, D'Incà, Busto, Mannino, Daga, Micillo, Segoni, Zolezzi, Sibilia, Brugnerotto, Gagnarli, L'Abbate, Ciprini, Benedetti, Gallinella, Vignaroli, Basilio, Frusone, Mucci, Cecconi, Grillo, De Lorenzis e Massimiliano Bernini:. La presente legge, ai sensi degli articoli 3, 44, secondo comma, 117 e 119, quinto comma, della Costituzione e in coerenza con gli obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale di cui all'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea e di pari opportunità per le zone con svantaggi strutturali e permanenti di cui all'articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, promuove e favorisce il sostenibile sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale dei piccoli comuni, come definiti ai sensi del comma 2, alinea, primo periodo, del presente articolo, promuove l'equilibrio demografico del Paese, favorendo la residenza in tali comuni, e tutela e valorizza il loro patrimonio naturale, rurale, storico-culturale e architettonico. La presente legge favorisce l'adozione di misure in favore dei residenti nei piccoli comuni e delle attività produttive ivi insediate, con particolare riferimento al sistema dei servizi essenziali, al fine di contrastarne lo spopolamento e di incentivare l'afflusso turistico. L'insediamento nei piccoli comuni costituisce una risorsa a presidio del territorio, soprattutto per le attività di contrasto del dissesto idrogeologico e per le attività di piccola e diffusa manutenzione e tutela dei beni comuni. comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico; comuni caratterizzati da marcata arretratezza economica; comuni nei quali si è verificato un significativo decremento della popolazione residente rispetto al censimento generale della popolazione effettuato nel 1981; comuni caratterizzati da condizioni di disagio insediativo, sulla base di specifici parametri definiti in base all'indice di vecchiaia, alla percentuale di occupati rispetto alla popolazione residente e all'indice di ruralità; comuni caratterizzati da inadeguatezza dei servizi sociali essenziali; comuni ubicati in aree contrassegnate da difficoltà di comunicazione e dalla lontananza dai grandi centri urbani; comuni la cui popolazione residente presenta una densità non superiore ad 80 abitanti per chilometro quadrato; comuni comprendenti frazioni con le caratteristiche di cui alle lettere a) , b) , c) , d) , f) o g) ; in tal caso, i finanziamenti disposti ai sensi dell'articolo 3 sono destinati ad interventi da realizzare esclusivamente nel territorio delle medesime frazioni; comuni appartenenti alle unioni di comuni montani di cui all'articolo 14, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, o comuni che comunque esercitano obbligatoriamente in forma associata, ai sensi del predetto comma 28, le funzioni fondamentali ivi richiamate; comuni con territorio compreso totalmente o parzialmente nel perimetro di un parco nazionale, di un parco regionale o di un'area protetta; comuni istituiti a seguito di fusione; comuni rientranti nelle aree periferiche e ultraperiferiche, come individuate nella strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese, di cui all'articolo 1, comma 13, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Ai fini di cui al comma 2, i dati concernenti la popolazione dei comuni sono aggiornati ogni tre anni e resi pubblici sulla base delle rilevazioni dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT). In sede di prima applicazione, è considerata la popolazione risultante dall'ultimo censimento generale della popolazione. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentito l'ISTAT, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i parametri occorrenti per la determinazione delle tipologie di cui al comma 2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, è definito, entro sessanta giorni dall'adozione del decreto di cui al comma 4 del presente articolo, l'elenco dei piccoli comuni che rientrano nelle tipologie di cui al comma 2. L'elenco di cui al comma 5 è aggiornato ogni tre anni con le stesse procedure previste dal medesimo comma 5. Contestualmente all'aggiornamento, per ciascun comune appartenente alle tipologie di cui al comma 2, lettere da b) a e) , sono rilevati i dati indicativi dei miglioramenti eventualmente conseguiti. Gli schemi dei decreti di cui ai commi 4, 5 e 6 sono trasmessi alle Camere per il parere delle competenti Commissioni parlamentari, da esprimere entro trenta giorni dalla data dell'assegnazione.