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Avete rinunciato, sempre allo stesso Consiglio Europeo, alla richiesta di garanzia europea sui depositi, che era già prevista dall'Unione bancaria: avete svenduto non solo la manovra economica, ma lo stesso futuro dell'Italia, pur di far passare qualcosa che sia una manovra di sapore elettorale per le elezioni di aprile e maggio. Questo è il conto che dovete portare agli italiani, peraltro un conto di cui gli italiani si stanno accorgendo. Chiedetevi per quale motivo, un giorno dopo l'altro, abbiamo avuto intorno al Parlamento prima il blocco dei noleggiatori, il giorno dopo il blocco selvaggio dei tassisti e il giorno dopo ancora il blocco dei bus turistici. Non sono i ricchi che stanno facendo i blocchi, ma solo le categorie svantaggiate. Quando alimentate il rancore degli uni contro gli altri, poi le bandiere che vengono bruciate - e mi dispiace sempre quando viene bruciata una bandiera - sono le vostre e sono bruciate da poveri proletari, malgrado voi abbiate realizzato una manovra che è un esproprio proletario. È un esproprio proletario nei confronti del Parlamento, di questa istituzione borghese che va espropriata nelle sue prerogative al punto tale che ancora non abbiamo la manovra di bilancio. Ma è un esproprio proletario nei confronti dei ceti produttivi, dei lavoratori e di chi in questo Paese fa economia e benessere e lo dimostra anche nelle misure nuove che avete portato. Pensate soltanto - è stato detto già in quest'Assemblea - all'aggravio fiscale che ne deriverà: 52 miliardi di euro. Certo, collega della Lega, c'erano le clausole sull'IVA anche in precedenza, ma voi le avete non rimosse, bensì aggravate. C'era un cappio scorsoio sui beni e sui consumi degli italiani e quel cappio voi non l'avete levato agli italiani, ma lo avete aggravato. Lo stesso vale per le imprese: non c'è una misura a sostegno delle imprese, anzi vengono tolti soldi in più; oltre a quelli che avete tolto alla Camera, se vedete la tabella del vice ministro Di Maio, leggerete soltanto più tasse, più entrate fiscali e, quindi, più pressione fiscale per le imprese e per chi lavora. Faremo un manifesto dopo questa legge finanziaria che elencherà tutte le misure che colpiscono i ceti produttivi, le imprese e i lavoratori. In questo manifesto si vedrà una gallina che una volta faceva le uova d'oro avendo accanto tre personaggi, che oggi potremmo identificare in Conte, Di Maio e Salvini. Quella gallina di uova d'oro ne fa sempre di meno; anzi, ormai state uccidendo quella gallina, ve la state mangiando. Quel manifesto - lo diffonderemo tramite i social - sarà l'esatta rappresentazione delle cifre di questa manovra economica, di tutte quelle cifre che colpiscono i ceti produttivi del Paese, e sopra ci sarà scritto: «Taci e paga, somaro del Nord». Questa legge finanziaria, la prima fatta compiutamente dai 5 Stelle e dalla Lega, è un esproprio proletario, ma non in favore dei proletari. Basta guardare quello che è stato tolto - per esempio - sulla sicurezza sul lavoro o con la cancellazione dell'indicizzazione delle pensioni sopra i 1.500 euro, che sono le pensioni dei proletari. (Applausi dal Gruppo FdI) . Questa manovra economica è contro chiunque lavori e, d'altra parte, i numeri lo dimostrano, colleghi dei 5 Stelle: da quanto siete al Governo, ogni giorno 74 negozi abbassano la saracinesca. (Commenti dal Gruppo M5S) . PELLEGRINI Marco (M5S) . Ma che dici? URSO (FdI) . Con 52 miliardi di IVA nel prossimo biennio, i negozianti che chiuderanno gli esercizi commerciali saranno non 74, ma 740 al giorno. (Applausi della senatrice Rizzotti) . Nel frattempo ogni giorno, da quando siete al Governo, ci sono quasi 700 disoccupati in più. Certo, ogni disoccupato in più, ogni negoziante che chiude il suo esercizio commerciale è massa di manovra elettorale per il reddito cittadinanza che forse darete - ma solo qualcosa - in campagna elettorale. Questa è una non manovra proletaria, ma elettorale. Non è una manovra espansiva, ma è una manovra recessiva. Non è una manovra per il popolo, ma è una manovra contro il popolo. Questa è una manovra che avete subìto dall'Unione europea per quanto riguarda i parametri, che avete scritto, con una sorta di analfabetismo economico, sulla base di un rancore qual è quello che voi avete nei confronti di chi ha prodotto ricchezza in questo Paese, di coloro che hanno assunto lavoratori, di coloro che possono dare uno sbocco e un futuro al nostro Paese. Questa, da come è disegnata, sembra essere la vostra prima e ultima manovra economica, perché rinviate tutto ai prossimi due anni, come se a governare ci fosse qualcun altro. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Urso. URSO (FdI) . Questo dobbiamo evitare: dobbiamo evitare che la troika venga qui a governare. Qui ci vuole un Governo della Nazione! Altro che un Governo dei cittadini in cui la parcella salatissima la pagano tutti i cittadini. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi senatori, vorrei anzitutto tranquillizzare il nominato senatore a vita Mario Monti che noi non possiamo prendere lezioni da chi ha messo in ginocchio economicamente il nostro Paese (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) , con un Governo mai votato dagli italiani - come d'altronde lo è anche lui - e imposto proprio da quei poteri occulti che ogni giorno ostacolano l'azione di questo Governo del cambiamento, che - lo dico in modo chiaro - non si inchinerà mai più a chi non ha a cuore il bene di tutti gli italiani. Prima gli italiani, sempre! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Intervengo, signor Presidente, su un settore specifico che è stato richiamato anche ieri, il settore dell'agricoltura e dell'agroalimentare, che vale 140 miliardi di euro per il nostro Paese - lo ricordo in quest'Aula - il 9 per cento del prodotto interno lordo. Su tutte, sono state dette ieri delle cose particolarmente errate, perché è stato detto che nella manovra in esame non sono contenute misure all'altezza dello sviluppo di questo settore. Non è assolutamente vero. Ne cito una su tutte, che è stata messa in discussione e rappresenta il ricambio generazionale, una nuova opportunità di lavoro: l'assegnazione a titolo gratuito di una quota dei terreni agricoli a favore dei nuclei familiari con tre o più figli a partire dal 2019, 2020 e 2021. Quelle famiglie potranno anche richiedere un mutuo, fino a 200.000 euro a tasso zero, per costruire l'abitazione vicino ai terreni dove sono insediate. Proprio questo Governo, che sembra non far nulla per il settore, anche e soprattutto per le zone di montagna ha finanziato il Fondo nazionale per la montagna con 10 milioni di euro l'anno per gli anni 2019, 2020 e 2021.