[pronunce]

6.4.- I commi da 196 a 199 dell'art. 1 della legge n. 197 del 2022 regolano gli effetti processuali della presentazione e del perfezionamento della domanda di definizione agevolata. Ai sensi del comma 196, gli effetti della definizione perfezionata «prevalgono» su quelli delle eventuali pronunce giurisdizionali non passate in giudicato anteriormente alla data di entrata in vigore della legge. Il comma 197 stabilisce che le controversie definibili non siano sospese, salvo che il contribuente faccia apposita richiesta al giudice, dichiarando di volersi avvalere della definizione agevolata. In tal caso il processo resta sospeso fino al 10 ottobre 2023 ed entro la stessa data il contribuente ha l'onere di depositare, presso l'organo giurisdizionale innanzi al quale pende la controversia, copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata. Il comma 199 prevede, invece, per le controversie definibili la sospensione dei termini di impugnazione, anche incidentale, delle pronunce giurisdizionali e di riassunzione, nonché per la proposizione del controricorso in cassazione, a scadere tra la data di entrata in vigore della legge e il 31 ottobre 2023. Questa sospensione dei termini opera automaticamente, a prescindere dal concreto intento del contribuente di avvalersene, trovando, dunque, il suo presupposto applicativo sufficiente nell'astratta definibilità della lite pendente. Il legislatore non ha quindi introdotto una sospensione automatica delle controversie pendenti, ma ha subordinato l'eventualità di tale effetto all'apposita richiesta del contribuente di volersi avvalere della definizione agevolata, conseguendo solo a tale richiesta, in ragione della parallela vicenda amministrativa destinata ad incidere sulla causa, l'aprirsi di uno stato di quiescenza del processo fino al 10 ottobre 2023, data ultima per la presentazione della domanda di definizione corredata dal versamento degli importi dovuti o quanto meno della prima rata. 6.5.- Il censurato comma 198 dell'art. 1 della legge n. 197 del 2022 stabilisce, poi, che nelle controversie pendenti in ogni stato e grado, in caso di deposito di copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata presso l'organo giurisdizionale adito, il processo è dichiarato estinto con decreto del presidente della sezione o con ordinanza in camera di consiglio se è stata fissata la data della decisione. Le spese del processo restano a carico della parte che le ha anticipate, identicamente a quanto disposto in via generale dal comma 3 dell'art. 46 del d.lgs. n. 546 del 1992 per i casi di cessazione della materia del contendere conseguenti alla definizione delle pendenze tributarie previsti dalla legge. 6.6.- I commi 200 e 201 dell'art. 1 della legge n. 197 del 2022 disciplinano gli effetti processuali dell'evoluzione negativa del procedimento amministrativo di definizione agevolata. Come si è visto, il legislatore, modellando la definizione agevolata di cui ai commi 186 e seguenti dell'art. 1 della legge n. 197 del 2022, non ha scelto la soluzione di una sospensione impropria del processo pendente in attesa degli esiti della vicenda incidentale di natura amministrativa, benché tali esiti siano certamente destinati a incidere sulla controversia. E, al fine di perseguire l'obiettivo della più sollecita deflazione del carico delle controversie tributarie pendenti, il comma 194 ha disposto che il procedimento di definizione agevolata «si perfeziona con la presentazione della domanda [...] e con il pagamento degli importi dovuti [...] entro il 30 settembre 2023», ovvero, «[n]el caso di versamento rateale [...] si perfeziona con la presentazione della domanda [...] e con il pagamento degli importi dovuti con il versamento della prima rata» entro il medesimo termine. Il comma 200 dell'art. 1 della legge n. 197 del 2022 considera l'eventualità di un successivo diniego della definizione agevolata, che l'amministrazione finanziaria, evidentemente quale conseguenza dell'espletamento dell'attività di controllo successivo circa la regolarità della domanda e la ricorrenza dei presupposti richiesti dal comma 186 e seguenti per la validità della definizione, avrebbe potuto notificare entro il 30 settembre 2024, e prevede che tale diniego sopravvenuto possa essere impugnato entro sessanta giorni dalla sua notificazione dinanzi al medesimo organo giurisdizionale presso cui pende la controversia. Il diniego della definizione non incide, quindi, sul perfezionamento del procedimento, ormai maturato per come descritto, ma ne fa cessare la produzione degli effetti. Il comma 201 dell'art. 1 della legge n. 197 del 2022 ha invece delineato un apposito rimedio giurisdizionale per l'ipotesi che, a seguito dell'attività di controllo dell'amministrazione successiva al perfezionamento della definizione agevolata e degli eventuali inadempimenti nel pagamento degli importi dovuti dal contribuente, venga meno il presupposto conciliativo della lite. Infatti, ai sensi del comma 201, l'effetto estintivo che il perfezionamento e l'iniziale efficacia della definizione agevolata determinano sulla controversia pendente, in ipotesi di sopravvenuto diniego proveniente dall'amministrazione, può essere travolto mediante un procedimento di revocazione del provvedimento di estinzione, che si deve svolgere congiuntamente all'eventuale impugnazione del diniego, restando entrambi i giudizi affidati al giudice che ha dichiarato l'estinzione e soggetti al medesimo termine per impugnare di sessanta giorni dalla notificazione del diniego stesso. 7.- Tanto premesso, le eccezioni di inammissibilità delle questioni poste dall'Avvocatura generale dello Stato sono solo in parte da accogliere. 7.1.- Sono effettivamente inammissibili, per difetto di rilevanza, le questioni inerenti all'art. 1, commi 200 e 201, della legge n. 197 del 2022, non essendo le Corti rimettenti chiamate a fare immediata applicazione di tali disposizioni, le quali presuppongono che la domanda di definizione sia stata respinta e indicano come il diniego e il provvedimento di estinzione possano essere impugnati. Al momento in cui sono stati promossi gli incidenti di legittimità costituzionale in esame, nei giudizi principali non era da applicare l'art. 1, commi 200 e 201, della legge n. 197 del 2022, non risultando, peraltro, neppure specificato dalle ordinanze di rimessione che vi fosse stata ammissione al pagamento rateale dell'importo da versare per la definizione agevolata. Ciò rende meramente eventuali e ipotetiche, e dunque premature, le censure prospettate al riguardo dalle Corti rimettenti. Per costante orientamento di questa Corte, la questione incidentale è, infatti, prematura, se l'applicazione della norma denunciata è solo eventuale e successiva (tra le tante, per l'omogeneità delle fattispecie, sentenza n. 141 del 2022; ordinanza n. 410 del 2007). 7.2.- Sono del pari inammissibili le questioni concernenti l'art. 1, comma 198, della legge n. 197 del 2022, sollevate in riferimento agli artt. 10, 11, 80, 81, 97 Cost., all'art. K.3 TUE e agli artt. 113 e seguenti TFUE.