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Non per nulla siamo convinti che il riconoscimento UNESCO conferito alla dieta mediterranea sia non una sorta di bollino da attaccare su qualche prodotto, ma il riconoscimento di uno stile alimentare, di uno stile di vita, che produce nel concreto risultati importanti sulla qualità e la salute di vita dei cittadini. Sarà un caso, ma il fatto che l'aspettativa di vita nel nostro Paese sia tra le più alte al mondo, sia in termini di longevità che di qualità, credo stia a testimoniare sul tappeto tutto questo. Condurremo dunque questa battaglia esattamente nella direzione delle finalità annunciate da quanto abbiamo messo in campo e di cui stiamo discutendo. Stiamo parlando della tutela dei cittadini nei confronti delle malattie cardiocircolatorie, del diabete, del cancro; stiamo parlando di modalità attraverso le quali dare realmente contezza e trasparenza del contenuto dei prodotti. Noi siamo assolutamente favorevoli al fatto che il cittadino debba avere il massimo di informazione e siamo convinti che non sia dando dati sulla concentrazione di sali, di zuccheri e di grassi sul singolo prodotto che noi facciamo lo sforzo e che dà questo tipo di risultato. Crediamo fermamente che il tema sia quello degli stili alimentari e degli stili di vita ed è per questo motivo che chiediamo al Governo di fare il massimo sforzo possibile in questa direzione, nella convinzione che sia fondamentale lavorare su questi temi operando su due fronti: da una parte, fornendo dati, con studi che vadano a testimoniare ciò che stiamo dicendo e, dall'altra, creando alleanze. Solo se questo tema sarà un tema condiviso in modo ampio, riusciremo a portare a casa i risultati che la salute dei nostri cittadini e le prospettive della nostra agricoltura, che in direzione della salute sta lavorando, richiedono. È per questo che il Partito Democratico esprimerà voto favorevole a questo ordine del giorno. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Laniece). BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi senatori, ho cercato di capire da cosa nasce l'idea di discriminare i migliori prodotti italiani attraverso quelle che possiamo definire delle pratiche sleali a livello mondiale, attraverso la tassazione, le etichette discriminanti, le restrizioni, se non addirittura i divieti, al marketing e alla commercializzazione. Sono giunto alla conclusione che si tratta di una conseguenza dell'adozione da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità e di diversi Paesi, dei cosiddetti profili nutrizionali. Per chi non lo sapesse, i profili nutrizionali sono un metodo di classificazione dei cibi, che punisce i cibi con maggiori quantità di grassi, di sali e di zuccheri, a prescindere dalla qualità generale del prodotto e dal resto dei suoi ingredienti. Non possiamo e non dobbiamo consentire che motivazioni di tipo commerciale e industriale arrivino ad imporre agli italiani una banalizzazione della dieta come componenti chimiche. Questo concetto, che non è proprio della medicina, non solo risulta estraneo alla nostra cultura, alla nostra tradizione e alla nostra storia enogastronomica, come ha detto bene il Ministro, ma finirebbe certamente per danneggiare anche la salute dei nostri cittadini. La scienza dell'alimentazione, infatti, dice chiaramente che i profili nutrizionali sono un concetto marcatamente ideologico e non scientifico. In sostanza, non sono suffragati da alcuna evidenza scientifica. Non a caso, nel 2016, per ben due volte, ad aprile e a luglio, il Parlamento europeo si è schierato a larga maggioranza contro i profili nutrizionali. Anche l'Autorità europea sulla sicurezza alimentare, l'EFSA, in un'opinione del 2008, ha espresso tutti i limiti intrinseci dei profili nutrizionali come metodo di classificazione dei cibi, soprattutto perché ogni alimento viene modificato durante la preparazione e l'interazione con altri alimenti. Nel complesso, penso che siano importanti due considerazioni su tutte: la prima è che i profili nutrizionali finiscono per classificare tutti i cibi come buoni o cattivi e questo è profondamente sbagliato. La scienza della nutrizione ci dice che non esistono cibi buoni o cattivi, ma diete, cioè combinazioni di cibi, buone o cattive. Qualsiasi cibo può far parte di una dieta bilanciata, purché ingerito in quantità appropriata. La seconda è che le recenti scoperte del prestigiosissimo istituto Weizmann sul valore della dieta personalizzata hanno mostrato in tutta evidenza che uno stesso alimento può avere e ha un effetto sulla salute buono o cattivo a seconda di chi se ne nutre. Questo perché non bisogna concentrarsi unicamente sul cibo, ma sull'individuo che lo assume. Ogni persona ha una sua conformazione fisica, ha un suo metabolismo, una sua risposta glicemica e il proprio sistema intestinale, da cui deriva la risposta del corpo al cibo. Indicare dei cibi come buoni o cattivi, a prescindere e per chiunque, è un approccio non solo fallimentare, ma potenzialmente controproducente, perché potrebbe indurre qualcuno a preferire cibi, che addirittura non fanno bene a chi li ingerisce. A queste considerazioni, concernenti la salute, vanno aggiunte quelle di ordine economico e ampiamente condivise da tutta l'Assemblea. Se le proposte lanciate dai sette Paesi guidati da Brasile e Francia venissero accolte, i danni per il nostro Paese sarebbero devastanti. Tutto il comparto alimentare italiano costituisce quasi un decimo del nostro prodotto interno lordo e occupa più di 3 milioni di lavoratori. Ci sono oltre 1.300.000 aziende in questo settore, tra piccole, medie e grandi. Un gran numero dei nostri prodotti di esportazione verrebbe etichettato subito come nocivo per la salute, causando non solo una sicura contrazione delle vendite delle nostre eccellenze, ma anche un gravissimo danno alla reputazione del made in Italy , che è invece apprezzatissimo in tutto il mondo e di cui piuttosto dobbiamo combattere la contraffazione. Il fatto che tutta l'Assemblea del Senato abbia sottoscritto convintamente l'ordine del giorno in esame - e di questo ringrazio i colleghi - deve rappresentare un monito importante per quanti nutrono il proposito di attentare ogni giorno alle abitudini alimentari, simboleggiate dalla nostra dieta mediterranea, ormai riconosciuta dall'UNESCO - come è stato detto bene prima - come un patrimonio immateriale dell'umanità. Guardate, non voglio più citare l'assurda situazione per la quale ci ha chiamato in causa il Governo francese, guidato dall'incomprensibile azione del presidente Macron, il quale credo che in questi giorni, invece di pensare alle mozioni dell'ONU, probabilmente ha altri problemi a cui pensare all'interno del suo Paese, ovvero ai gravissimi problemi economici e sociali e ad una protesta civile, che è stata attivata. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non consentiremo a nessuno di attentare alla qualità delle nostre produzioni, alla nostra crescita economica e alla salute dei nostri cittadini. Signor Presidente, siamo per il diritto alla salute, ma per una vera salute e per tutti i cittadini. Non sarà certo facendoci imporre una classificazione superficiale per i nostri prodotti agroalimentari, non suffragata da dati scientifici, che si favorirà il benessere della popolazione.