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Sei persone il 27 giugno 2019 sono finite agli arresti domiciliari e tra loro anche il sindaco di Bibbiano, sospeso dalla carica dal prefetto. Al centro dell'indagine le complesse vicende relative ai bambini (10 in tutto quelli confluiti nel fascicolo originario) che sarebbero stati strappati alle loro famiglie naturali ricorrendo a escamotage illeciti messi in atto da operatori dei servizi sociali di Bibbiano; secondo gli inquirenti, questi ultimi avrebbero steso relazioni che riportavano particolari falsi per mettere in cattiva luce i genitori naturali (ad esempio abusi da loro subiti, case in pessimo stato, scarse attenzioni verso i figli) e poter così disporre l'affidamento coatto dei minori ad altre famiglie. Dietro a queste ipotesi di reato, che prefigurano gravi accuse (tra cui falsità ideologica, abuso d'ufficio, frode processuale, violenza privata, peculato, depistaggio e lesione personale aggravata per alcuni bambini sottratti) si evidenzia un business che avrebbe colpito e sfruttato dei minori, sottoposti a sedute di psicoterapia in una struttura pubblica di Bibbiano, praticate da operatori del centro privato torinese "Hansel e Gretel", che avrebbero percepito un compenso orario doppio rispetto a quello medio di analoghi professionisti; altri approfondimenti sono in corso su altri possibili casi di affidi illeciti segnalati da altre famiglie, che si sono rivolte ai legali e alla Procura per denunciare di aver vissuto situazioni simili a quelle oggetto del filone di inchiesta principale, si chiede di sapere quali urgenti iniziative, ciascuno per le rispettive competenze, i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di contrastare simili violenze inaccettabili a danno dei più piccoli, di garantire la regolarità delle procedure riguardanti i casi di bambini in affido e di tutelare, con ogni mezzo, chi non ha altri strumenti per difendersi se non quelli forniti dagli adulti, assicurando che simili drammatiche vicende non abbiano ulteriormente a verificarsi. Atto n. 4-02187 PAPATHEU Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: negli ultimi 6 anni sono stati proclamati in Italia 87 stati di emergenza con danni riconosciuti per oltre 9,4 miliardi di euro, a fronte dei quali, però, gli importi trasferiti dallo Stato sono stati meno del 10 per cento; dal 1999 al 2017 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha risposto alla richiesta di fondi per la prevenzione (circa 23 miliardi di euro per oltre 8.000 interventi) con un supporto pari a 5,6 miliardi (dati Ispra, che raggruppa atti e decreti in 6 macrocategorie) con iniziative come il decreto-legge n. 180 del 1998 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 267 del 1998) varato dopo l'alluvione di Sarno e gli accordi di programma 2010-2011; in tale quadro, alla Sicilia sono stati assegnati 662 milioni di euro, alla Lombardia 551 e alla Toscana 567. A livello nazionale, solo il 44 per cento dei fondi (quindi circa 2,4 miliardi) sono stati impiegati in progetti portati a termine; il 15 per cento, più di 800 milioni di euro, è stato destinato a progetti mai avviati o definanziati; al verificarsi delle emergenze ai fondi per le prime attività di soccorso non seguono gli stanziamenti per la progettazione; in un Paese drammaticamente afflitto dall'emergenza del dissesto idrogeologico, il piano "ProteggItalia", pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 aprile 2019, non assegna fondi sufficienti per la prevenzione poiché circa 3 degli 11 miliardi di euro complessivi stanziati sono dedicati alle emergenze e quasi tutti sono già stati assegnati dal Dipartimento della protezione civile per le calamità dell'autunno 2018. I fondi realmente destinati al Ministero dell'ambiente per la prevenzione sono 4 miliardi di euro per il periodo 2019-2021 a cui si aggiungono 900 milioni di euro a triennio da qui al 2030; i dati di Ispra e Dipartimento evidenziano come l'Italia sia un territorio fragile: il 16,6 per cento è mappato nelle aree di maggiore pericolosità di dissesto idrogeologico, aree nelle quali ci si trova a ragionare in chiave di risposta a una calamità. E tra il 1° maggio 2013 e il 13 maggio 2019, 19 delle 20 Regioni italiane hanno operato almeno una dichiarazione dello stato d'emergenza e hanno chiesto, nel complesso, 11,4 miliardi di euro, di cui 9,4 riconosciuti legittimi dai commissari, si chiede di sapere il Governo intenda adoperarsi affinché sia rivista la previsione economica dei fondi per la prevenzione e se siano previste iniziative volte a favorire la pianificazione urbanistica e adeguati investimenti per politiche di riassetto ambientale del territorio. Atto n. 4-02188 PAPATHEU Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: la mappa demografica dell'Italia di oggi, disegnata nell'ultimo rapporto Istat, evidenzia che nel 2018 si sono registrate soltanto 439.000 nascite, mai così poche dal primo dopoguerra in poi. La recessione demografica in un decennio ha portato ad un decremento di 140.000 nascite rispetto al 2008 e risulta, inoltre, che il 45 per cento delle donne tra i 18 e 49 anni non ha ancora messo al mondo un figlio. Il rapporto attesta, dunque, che per 165 anziani ci sono solo 100 giovani; la popolazione italiana al 31 dicembre 2018 è scesa a 55.104.000 persone, 235.000 in meno rispetto all'anno precedente (con un calo dello 0,4 per cento). Per avere un eloquente termine di paragone si consideri che rispetto al 2014 la perdita di italiani è pari alla scomparsa di una città grande come Palermo (677.000 abitanti in meno); il Governo Conte I, come reso noto dall'ex Ministro per la famiglia e le disabilità, aveva avviato l' iter per l'istituzione di un assegno unico con importo dai 100 ai 300 euro per ogni bambino dai zero fino ai 26 anni al fine di contrastare il calo demografico. Tale iniziativa prospettava, altresì, un'interlocuzione presso la Commissione europea considerando che "gli incentivi alla natalità devono essere considerati come un investimento"; appare, pertanto, importante conoscere le reali intenzioni del nuovo Esecutivo su questa o similari iniziative atte a favorire nuove nascite e a porre così rimedio al progressivo consolidamento di un calo demografico senza precedenti: si è di fronte alla peggiore fase di declino demografico degli ultimi 90 anni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi al fine di istituire l'assegno unico da 0 a 26 anni, già ipotizzato dal precedente Governo, o in alternativa quali altre iniziative siano previste per incentivare le nascite e contrastare la grave emergenza demografica in atto nel nostro Paese. Atto n. 4-02189 PAPATHEU Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: la disoccupazione giovanile nel Sud Italia ha raggiunto e superato il 50 per cento e un giovane meridionale su 2 non lavora.