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Misure per lo sviluppo e la rigenerazione economica e sociale dei comuni delle aree interne. Onorevoli Senatori. – Una parte prevalente del territorio italiano è caratterizzata da comuni minori e spesso di piccole dimensioni, situati nelle aree interne del Paese, che rappresentano complessivamente il 60 per cento dell'intera superficie del territorio nazionale, il 52 per cento dei comuni e il 22 per cento della popolazione. I comuni delle aree interne si caratterizzano per aspetti simili tra loro: sono significativamente distanti dai principali centri di offerta di servizi essenziali (istruzione, salute e mobilità); dispongono di importanti risorse ambientali (risorse idriche, sistemi agricoli, foreste e paesaggi naturali), che, invece mancano nelle « aree centrali », e di risorse culturali (beni archeologici, insediamenti storici, abbazie, piccoli musei, centri di mestiere); costituiscono un territorio profondamente diversificato, esito delle dinamiche dei vari e differenziati sistemi naturali e dei peculiari e secolari processi di antropizzazione; soffrono del declino demografico, dovuto principalmente alla difficoltà, se non addirittura in alcuni casi all'impossibilità, di accedere ai servizi essenziali. Per tali luoghi, nel 2012 è stata concepita la Strategia nazionale per le aree interne (SNAI), incorporata nel 2014 nell'Accordo di partenariato 2014-2020 con l'Italia per l'utilizzo dei fondi della politica di coesione europea, per intervenire su di essi, investendo sulla promozione e sulla tutela della ricchezza del territorio e delle comunità locali, valorizzandone le risorse naturali e culturali, creando nuovi circuiti e opportunità occupazionali e contrastando l'emorragia demografica. La SNAI è stata finanziata, per la parte che prevede il potenziamento dei servizi di cittadinanza (sanità, trasporti, educazione), da leggi nazionali per un totale di oltre 591 milioni di euro; mentre per la parte relativa allo stimolo dello sviluppo locale (nei settori dell'agricoltura, del turismo, della cultura, dell'artigianato eccetera), per fare fronte al perseguimento degli obiettivi di coesione sociale volti a rallentare e a invertire i fenomeni di spopolamento, è stata finanziata da stanziamenti provenienti dai programmi operativi dei Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE) e da altri fondi, pubblici e privati. Nata come un progetto sperimentale, la SNAI attualmente non si estende a tutti i comuni delle aree interne, ma solo ad alcune aree pilota, ossia un ristretto numero di aggregazioni di comuni specificamente individuati, che finora la SNAI ha selezionato in settantadue, distribuiti nell'intero territorio nazionale; ne fanno parte complessivamente 1.077 comuni per circa 2.072.718 abitanti. Ciò nonostante, a quasi dieci anni dalla sua introduzione la SNAI non ha ancora prodotto gli effetti desiderati, con uno stato di avanzamento della spesa molto al di sotto delle previsioni. Al 31 dicembre 2020, infatti, le risorse effettivamente ricevute dai comuni interessati sono state solo il 6,67 per cento di quanto previsto, ovvero 31 milioni di euro rispetto a costi programmati per 477 milioni di euro. Questa latenza quasi decennale tra programmazione, stanziamento e benefìci attesi è assolutamente inconciliabile con lo stato di spopolamento che vivono le comunità interessate e con le condizioni di deprivazione dei diritti essenziali. L'auspicio della SNAI è di fare leva sul miglioramento dei servizi e delle condizioni di vita dei cittadini per stimolare una maggiore attrattività di quei comuni che oggi sono oggetto del fenomeno della fuga verso centri a maggiore concentrazione di servizi. La sperimentazione condotta a partire dal 2014, che ha portato alla sottoscrizione di accordi di programma quadro, ha dimostrato un iter complesso e farraginoso, del tutto inadeguato a dare risposte efficaci per risolvere tempestivamente le criticità delle comunità coinvolte, in contrasto con lo spirito stesso della SNAI. Oggi, in coincidenza con l'avvio del nuovo periodo di programmazione delle risorse europee e nazionali, il presente disegno di legge si prefigge di riconoscere e di istituzionalizzare le comunità interne italiane, recependo i risultati ottenuti nel corso della sperimentazione della SNAI soprattutto dal punto di vista definitorio degli indici di deprivazione, accelerando sul processo di attuazione degli interventi nel campo della residenzialità. Ponendo quale requisito indispensabile a livello locale il percorso di aggregazione dei servizi, vengono premiati i comuni in grado di superare i limiti e gli interessi amministrativi disegnati per ciascuno di essi dall'ordinamento, a favore di un'organizzazione associativa in grado di rappresentare nei fatti una vera comunità interna.. 1 (Requisiti per l'applicazione delle misure per lo sviluppo e la rigenerazione economica e sociale dei comuni delle aree interne) 1 Le misure per lo sviluppo e la rigenerazione economica e sociale dei comuni delle aree interne a rischio di spopolamento, di cui alla presente legge, si applicano ai comuni a maggiore rischio di spopolamento: a caratterizzati dai parametri relativi al livello di decrescita demografica e all'indice di vecchiaia della popolazione residente individuati dall'allegato A al decreto del Ministro dell'interno 10 agosto 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 213 del 27 agosto 2020; b caratterizzati da un'insufficienza di servizi pubblici e di infrastrutture essenziali, come definita nella Strategia nazionale per le aree interne (SNAI), collegata alla bozza di Accordo di partenariato 2013-2020, trasmessa alla Commissione europea il 9 dicembre 2013; c situati in aree intermedie, aree periferiche o aree ultra-periferiche, definite in base ai tempi di percorrenza per raggiungere il centro di offerta dei servizi più vicino stabiliti dalla SNAI. 2 I comuni di cui al comma 1 devono, altresì, garantire un'organizzazione regolata in forma associata di almeno cinque comuni, mediante unione o convenzione, per il potenziamento della gestione dei servizi di cittadinanza, relativi alla salute, all'istruzione e alla mobilità. 3 I comuni associati con le modalità di cui al comma 2 del presente articolo devono, inoltre, esercitare almeno cinque funzioni fondamentali fra quelle indicate dall'articolo 14, comma 27, lettere da a) a e), e da h) a l-bis) , del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. 2 (Soggetti beneficiari delle misure per la rigenerazione economica e sociale dei comuni delle aree interne) 1 Hanno diritto alle agevolazioni e agli incentivi legati alle misure per lo sviluppo e la rigenerazione economica e sociale dei comuni delle aree interne di cui all'articolo 1: a i nuovi residenti, singoli o nuclei familiari, di cittadinanza italiana, che trasferiscono la propria residenza, nonché lo stabile domicilio, da comuni con più di 10.000 abitanti nei comuni delle aree interne; b i cittadini, italiani o stranieri, pensionati che trasferiscono la propria residenza, nonché lo stabile domicilio nei comuni delle aree interne;