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stima di tutte le minacce di degrado del suolo, in una data area geografica, che possono portare alla degradazione acuta del suolo con la relativa irreversibile perdita di gran parte o di tutte le funzioni e i servizi ecosistemici; t « aree minacciate da degrado attuale »: quelle aree in cui attualmente sussistono evidenti condizioni di degradazione dei suoli; u « aree minacciate da degrado potenziale »: aree che, pur non mostrando evidenti condizioni di degradazione dei suoli, sono potenzialmente soggette a minaccia di degrado a causa dell'alta vulnerabilità dei suoli combinata all'azione di fattori ambientali. 3 (Ambito di applicazione) 1 La presente legge disciplina la difesa delle funzioni e dei servizi ecosistemici di natura ambientale, sociale, culturale ed economica dei suoli, come di seguito individuati: a produzione di alimenti e altre biomasse, in particolare nei settori dell'agricoltura e della selvicoltura; b stoccaggio, filtrazione e trasformazione di nutrienti, sostanze e acqua; c riserva di biodiversità; d stoccaggio di carbonio; e fornitura di materie prime; f ambiente fisico e culturale per le persone e le attività umane; g sede del paesaggio e del patrimonio ambientale, archeologico e scientifico-culturale. 2 Ai fini di cui al comma 1, la presente legge introduce misure per la conoscenza, l'analisi e la prevenzione dei processi di degrado del suolo dovuti a cause naturali o ad attività umane. 3 Non rientrano nell'ambito di applicazione della presente legge le acque sotterranee. 4 (Istituzione del Centro nazionale per la protezione e la gestione sostenibile dei suoli) 1 È istituito, presso l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), il Centro nazionale per la protezione e la gestione sostenibile dei suoli (CENPSU) presieduto dal presidente dell'ISPRA. 2 Al CENPSU sono attribuiti i seguenti compiti: a aggiornamento con cadenza triennale delle linee guida e delle prescrizioni tecniche adottate dal Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 5; b armonizzazione delle cartografie pedologiche regionali e divulgazione dei dati sotto forma di cartografia digitale a scala nazionale; c divulgazione delle informazioni e formazione sul suolo; d valutazione e quantificazione delle funzioni e dei servizi ecosistemici dei suoli; e messa a punto degli strumenti informativi e operativi sulla piattaforma LANDSUPPORT per supportare il perseguimento dell'obiettivo di avere suoli sani entro il 2050; f individuazione e aggiornamento delle aree minacciate da erosione, compattazione, salinizzazione, perdita di sostanza organica, perdita di biodiversità, con conseguente inserimento in un apposito elenco; g definizione dei programmi d'azione obbligatori per il ripristino, ove tecnicamente possibile, delle funzioni e dei servizi ecosistemici dei suoli già bonificati come previsto dal titolo V della parte quarta del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152; h valutazione della perdita di funzioni e di servizi ecosistemici dei suoli degradati da frane e alluvioni e definizione dei programmi d'azione obbligatori per il ripristino, ove tecnicamente possibile, di tali funzioni e servizi ecosistemici, nonchè raccolta dei dati su frane e alluvioni, trasmessi dal Ministero della transizione ecologica e dal Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, ed elaborazione degli stessi; i individuazione e aggiornamento delle aree degradate a causa dell'impermeabilizzazione e del consumo di suolo e dei relativi indici di valutazione, con inserimento in un apposito elenco; l valutazione globale delle aree minacciate dal degrado e dalla desertificazione del suolo e individuazione delle stesse con inserimento in un apposito elenco e relativo aggiornamento; m monitoraggio del flusso dei suoli escavati sani e del flusso dei suoli escavati contaminati sul territorio italiano per il loro uso circolare sostenibile, sulla base della gerarchia del contrasto al consumo di suolo, e individuazione e aggiornamento di procedure. 3 Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il CENPSU provvede allo svolgimento delle attività di cui al comma 2 con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 5 (Competenze del Comitato tecnico-scientifico) 1 Presso il CENPSU è istituito un Comitato tecnico-scientifico, di seguito denominato « Comitato ». Il Comitato è composto: a da un rappresentante dell'ISPRA in virtù del ruolo di coordinamento delle agenzie regionali per la protezione ambientale di ciascuna regione; b da un rappresentante delle società scientifiche di pedologia e scienze del suolo accreditate presso il Ministero dell'università e della ricerca e da un rappresentante esperto di pedologia, proposto da ognuna delle seguenti istituzioni: Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA), Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), università italiane, Associazione italiana delle società scientifiche agrarie (AISSA). 2 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Comitato, avvalendosi del supporto tecnico dell'ISPRA, del CREA, dei servizi pedologici regionali o, se non presenti, delle agenzie regionali per la protezione ambientale adotta le linee guida per la protezione e la gestione sostenibile del suolo nonché le relative prescrizioni tecniche. 3 Con cadenza annuale il Comitato segnala al CENPSU l'eventuale aggiornamento dei sistemi di monitoraggio della qualità del suolo da parte dell'Unione europea. 4 Ai componenti del Comitato non spettano gettoni di presenza, compensi, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati. 6 (Poteri sostitutivi) 1 In caso di accertata inattività delle regioni e degli enti locali in relazione agli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione europea e dall'applicazione della presente legge o che comporti pericolo di grave pregiudizio alla salute o all'ambiente o inottemperanza agli obblighi di informazione, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri competenti, esercita i poteri sostitutivi in conformità all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, fermi restando i poteri di ordinanza previsti dall'ordinamento in caso di urgente necessità. II MISURE PER LA PROTEZIONE E LA GESTIONE SOSTENIBILE DEI SUOLI 7 (Banca dati pedologica nazionale) 1 Per una valutazione completa e affidabile dei servizi ecosistemici svolti dai suoli, è istituita presso l'ISPRA, con il contributo delle agenzie regionali per la protezione ambientale, dei servizi pedologici regionali, delle università e del CREA, la banca dati pedologica nazionale, in scala 1:50.000, per la stima dei servizi ambientali svolti dai suoli e dagli ecosistemi agroforestali. La banca dati pedologica deve essere integrata con i maggiori programmi di monitoraggio territoriale e di qualità del suolo dell'Unione europea, tra i quali figurano COPERNICUS e LUCAS.