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Penso - ad esempio - a un importantissimo emendamento che mira a incentivare il traffico ferroviario delle merci in ambito portuale, prevedendo la possibilità di diminuire i canoni delle concessioni demaniali su cui insistono le attività terminalistiche, favorendo in tal modo un trasporto sostenibile grazie all'utilizzo dei treni con conseguente diminuzione delle emissioni di CO2 e della congestione delle strade nelle aree di riferimento. Questo è un emendamento importante che si stava tanto attendendo, soprattutto per quanto riguarda le aree portuali. C'è poi un altro emendamento veramente molto importante. In questi mesi ci siamo trovati di fronte al caro dei materiali, legato alla difficoltà del reperimento delle materie prime. Nell'ambito edilizio interi cantieri, soprattutto adesso che ci troviamo di fronte ai cantieri del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma anche ai cantieri privati, non si riescono a trovare i materiali, soprattutto per quello che riguarda gli isolamenti: non arrivano e, di conseguenza, il cantiere si ferma e si trovano prezzi completamente folli, che ovviamente fanno saltare tutti i piani finanziari. Da qui la grande importanza di un emendamento di cui ero prima firmataria: la proroga dei titoli edilizi abilitativi, per consentire più respiro alle imprese e ai cittadini privati che si trovano in questo momento nella difficoltà di poter chiudere i cantieri con le scadenze dei titoli abilitativi. Reputo questa una misura veramente importante che si è riusciti a portare a casa. C'è poi tutta la questione che non si è risolta del tutto - probabilmente troverà soluzione nel prossimo provvedimento - sui prezziari a cui far riferimento per le opere edili, che sono da adeguare: se già avessimo avuto un prezziario aggiornato a gennaio di quest'anno, a questa data, a maggio, sarebbe stato completamente fuori fase. Dispiace, però, che un emendamento non abbia avuto buon fine. Ci troviamo di fronte a una previsione di 500 milioni per il fondo degli autotrasportatori relativo al comparto merci. Poiché in questo momento quel settore sta soffrendo soprattutto a causa del caro carburante, delle accise e quant'altro, va benissimo che ci sia questo fondo. Tuttavia, ci si è dimenticati una categoria importantissima: quella relativa al trasporto persone. Penso ai bus turistici - per esempio - ma anche al trasporto persone in generale, che si trovano anch'essi a dover combattere ogni giorno contro il caro carburante e, anche se hanno investito su mezzi innovativi, si ritrovano con metano e gas alle stelle. Non dimentichiamoci che questa categoria ha subito le conseguenze del lockdown , il fermo di tutte le gite e mi riferisco non solo a quelle scolastiche, ma a tutte in generale; ha subito una riduzione della capienza al 50 per cento per quasi due anni e adesso si trova a fronteggiare il caro carburanti, per cui veramente non riesce ad andare avanti. Quindi, quello che chiedevamo al Governo era soltanto il gesto simbolico di ricordarsi di questa categoria davvero importante, che racchiude tantissimi posti di lavoro, ma ha delle serie difficoltà e quindi non possiamo dimenticarle. Tra breve ci troveremo a esaminare un altro decreto- legge sempre relativo alla questione delle accise, che contiene già un articolo sull'autotrasporto, e un decreto trasporti. Spero dunque, dopo quello che è successo in questa fase, che tale problematica possa trovare una soluzione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cioffi. Ne ha facoltà. CIOFFI (M5S) . Signor Presidente - come è stato già detto - il decreto-legge in esame riguarda tutto ciò che è connesso alla crisi ucraina, nella vita dei cittadini e delle imprese, tant'è vero che è stato chiamato taglia prezzi. Tante sono le cose presenti nel decreto-legge in esame e tanto è stato il lavoro delle Commissioni parlamentari. Mi soffermerò su uno dei tanti possibili aspetti, che riguarda l'estensione della disciplina della golden power . La disciplina della golden power nacque sostanzialmente nel 1994 - si chiamava allora golden share - all'epoca delle privatizzazioni, ed è stata poi modificata durante il Governo Monti, a seguito dei richiami della Corte di giustizia dell'Unione europea, perché ritenuta un po' troppo forte e non rispondente ai dettami dell'Unione europea, anche se in uno scritto dell'attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Garofoli, che si intitolava « Golden power e controllo degli investimenti esteri», lo stesso autore sosteneva che la Corte di giustizia «non ha mai condannato in radice la golden share , rimarcando piuttosto che l'esercizio dei connessi poteri è compatibile con la disciplina dell'Unione». La normativa si è poi evoluta e siamo arrivati alla golden power , che il Governo Conte, nel 2019, ha esteso al campo delle telecomunicazioni e del 5G. In questo momento si è ulteriormente estesa la disciplina della golden power a tutto il settore dell'energia, dei trasporti e, ovviamente, delle telecomunicazioni, con un'estensione del concetto. Ciò parte in realtà da un ragionamento fatto in occasione del decreto-legge concorrenza e serve a estendere il potere dello Stato nel difendere i suoi asset strategici principalmente dalla speculazione. Sono tantissimi i fondi speculativi famosi, gli hedge fund , che investono con l'obiettivo puro di ottenere risorse. Sono tanti nel mondo e il più grande, anche se non è propriamente un hedge fund , è il fondo statunitense "BlackRock", che ha a disposizione 10 trillion dollar, cioè 10.000 miliardi di dollari, per investire. Per non parlare poi del fondo "Bidgewater" sempre statunitense, tutto hedge e pari a 160 miliardi di dollari. Ci sono poi anche i fondi sovrani che arrivano dall'Asia, come il fondo sovrano "China investment corporation", che ha 800 miliardi di dollari, e quelli di Abu Dhabi e del Qatar. Quindi, la disciplina dell'estensione della golden power serve a tutelare l'interesse economico degli asset strategici dell'Italia, relativamente alle speculazioni che arrivano da Paesi esteri, perché questo, purtroppo, è un mondo dominato dalla finanza. Tutti noi sappiamo - ne abbiamo parlato in un'altra occasione - quanto la speculazione abbia inciso sul mercato dei title transfer facility (TTF), e cioè sul mercato che determina il costo del gas. Abbiamo già detto nella precedente occasione di dibattito che il volume degli scambi e di transazioni finanziarie su quel mercato è esattamente 10 volte il volume del gas realmente esistente sul mercato. Quindi, il tema del dominio della finanza è assolutamente centrale e per questo dobbiamo proteggere l'economia, perché abbiamo bisogno di lavoro. Dobbiamo mettere al centro l'economia che produce lavoro e tassazione, perché spesso - come sappiamo bene - questi fondi hanno sistemi elusivi e dobbiamo dunque combattere tutto questo. Quando ragioniamo sul ruolo dell'Europa, partiamo dal ragionamento sulla golden power per estenderlo al ruolo che l'Europa deve avere nella competizione globale con i grandi giganti che sono al di là dell'Atlantico, se quindi sostanzialmente il Nord America, e con quelli che sono invece nella parte asiatica. Abbiamo bisogno di un'Europa che ragioni in modo diverso e dobbiamo capire come e quando l'Europa debba intervenire per non fare la fine del famoso vaso di coccio tra i vasi di ferro. Abbiamo bisogno di un'Europa più forte.