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Il mio appello al Governo è che si faccia promotore in Europa di un adeguamento degli altri Paesi alle nostre leggi sul tema della sicurezza alimentare. Invito anche tutti i parlamentari europei a sostenere la battaglia di Forza Italia contro l'abominio del nutri-score, l'ultima trovata del vino annacquato, l'etichettatura anticancro dei salumi, eccetera. Confido nella difesa di questo Governo e invito i parlamentari europei degli altri Gruppi politici ad essere più presenti nelle Commissioni di merito per difendere gli interessi del Paese senza altre bandiere che quella italiana, come fanno gli altri, e a dialogare di più con i parlamentari nazionali, affinché non ci arrivino sul tavolo regolamenti ormai immodificabili. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Puglia. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, prendo la parola in questo elevato consesso per manifestare la mia soddisfazione e quella del Gruppo al quale appartengo in relazione al presente decreto-legge che reca misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare. Mi sono personalmente fatto carico della questione oggetto del decreto-legge insieme ai colleghi della Commissione agricoltura, interagendo proprio con il Ministero, al fine di porre riparo alla situazione grave che si sarebbe determinata in assenza di una tutela penale e amministrativa nella materia alimentare. Il provvedimento, infatti, circoscrive l'ambito di operatività della disciplina di cui all'articolo 18 del decreto legislativo n. 27 del 2021, che per l'appunto avrebbe comportato l'abrogazione delle contravvenzioni e dei principali illeciti amministrativi, di cui alla legge n. 283 del 1962, proprio in materia di sicurezza alimentare. La legge n. 283 del 1962 reca la disciplina generale, preventiva e repressiva, sull'igiene degli alimenti, prevedendo tra l'altro numerose contravvenzioni di pericolo contro la salute pubblica. Essa costituisce il primo livello di tutela penale lungo la filiera agroalimentare rispetto ai più gravi delitti previsti dal codice penale, ex articolo 439 e seguenti, applicabili quando gli eventi si sono già verificati. La normativa vieta la vendita, la somministrazione e l'impiego di alimenti e bevande private, anche in parte, dei propri elementi nutritivi o mescolate a sostanze di qualità inferiore o comunque trattate in modo da variarne la composizione naturale, in cattivo stato di conservazione, con cariche microbiche superiori ai limiti stabiliti dal regolamento di esecuzione o da ordinanze ministeriali, con l'aggiunta di additivi chimici, di qualsiasi natura, non autorizzati con decreto del Ministero della salute o, nel caso siano stati autorizzati, senza l'osservanza delle norme prescritte per il loro impiego. Quindi, si può ben capire l'importanza della reintroduzione di questa normativa. Dalle predette violazioni discende la pena dell'arresto e dell'ammenda, variamente determinata. Dunque il decreto-legge in esame evita che rilevanti settori relativi alla produzione e alla vendita delle sostanze alimentari e delle bevande restino privi di tutela sanzionatoria, penale e amministrativa, in risposta alla inaspettata depenalizzazione, introdotta con il decreto legislativo n. 27 del 2021, della quale peraltro non vi era traccia nello schema di decreto legislativo trasmesso al Parlamento per il prescritto parere e che avrebbe potuto presentare anche un possibile vizio di eccesso di delega, come affermato anche dalla Corte di cassazione, ufficio del massimario, nella relazione del 17 marzo 2021. La legge di delega, infatti, prevedeva soltanto la possibilità di adeguare e raccordare le disposizioni nazionali vigenti alle disposizioni del Regolamento UE 2017/625, con l'abrogazione espressa delle norme nazionali incompatibili, oltre a conferire al Governo soltanto il potere di ridefinire il sistema sanzionatorio per la violazione delle disposizioni del Regolamento UE 2017/625, attraverso la previsione di sanzioni amministrative efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità della violazione medesima. Concludendo, come rappresentante del Parlamento ed esponente del MoVimento 5 Stelle, che ha sempre avuto a cuore le tematiche ambientali e alimentari, e primariamente come cittadino, ritengo che l'elevata tutela prevista per il consumo e il commercio di prodotti di qualità sia essenziale, sia per dare effettiva applicazione al diritto alla salute, sia per proteggere la qualità dei nostri prodotti. Il presente decreto-legge contribuisce a ripristinare e a implementare le finalità anzi esposte e ringrazio tutti i membri della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare del mio Gruppo, che sono stati garanti del provvedimento in esame. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Pietra. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli senatori, per prima cosa penso sia opportuno e soprattutto chiarificatore leggere le premesse al disegno di legge in esame, che ci apprestiamo a votare oggi, in seconda lettura. Leggo testualmente alcuni passaggi, a mio avviso significativi: «l'intervento normativo è urgente, ha lo scopo di evitare che si produca l'abrogazione di tutte le disposizioni sanzionatorie di carattere penale e amministrativo, previste dalla legge 30 aprile 1962, n. 283» Salto alcuni passaggi di carattere tecnico e continuo sempre a leggere testualmente: «Senza questo intervento, che evita l'abrogazione delle fattispecie di illecito penale e amministrativo, si produrrebbe l'effetto di lasciare del tutto privi di tutela alcuni settori importanti per la salute dei consumatori, effetto certamente non voluto, quantomeno perché non previsto dalla legge di delega, in forza alla quale è stato adottato il decreto legislativo n. 27 del 2021 e non accompagnato, nel medesimo decreto legislativo, da interventi di natura sanzionatoria idonei ad incidere sui medesimi ambiti». In sostanza, cari colleghi, si dice in maniera anche molto esplicita, che bisogna mettere una toppa all'errore fatto dal precedente decreto, con cui si eliminava tutta una serie di norme sanzionatorie a tutela del consumatore e non solo. Attenzione, quindi: questo non lo dice il senatore La Pietra di Fratelli d'Italia perché è all'opposizione e quindi in qualche modo dobbiamo trovare qualcosa da contestare, ma lo scrive il Governo nella prefazione del disegno di legge. Già di per sé, quindi, credo si dovrebbe stigmatizzare questo fatto, ma soprattutto si dovrebbe capire da dove e da chi nasce questo errore macroscopico dell'aver cancellato quelle norme sanzionatorie. È stato solo un errore, una svista di per sé già grave, oppure c'è stata la famosa manina che in qualche modo - e non si capisce come - all'insaputa di tutti è riuscita a scrivere questa cosa? Non lo sappiamo, forse non lo sapremo mai; fatto sta che molto spesso abbiamo riscontrato che questa manina ogni tanto appare e stravolge quanto scritto nei decreti. Non è la prima volta e forse non sarà l'ultima, purtroppo. Un po' come, per chi ama la cinematografia, la mano della famiglia Addams, sempre pronta ad obbedire agli ordini del padrone di casa. Solo che in questo caso non si capisce chi sia il padrone di casa.