[resaula]

Tante le famiglie con i loro figli già in viale Scarampo, ancor prima di accedere alle zone di attesa della struttura gestita da Policlinico Milano e Regione Lombardia, sempre all'aperto. Prima di accedere all'interno dei padiglioni per la registrazione, il triage e l'inoculazione, ci sono state attese al freddo anche di circa due ore"; quello de "la Repubblica" non è stato l'unico articolo. In generale, sui media italiani sono apparsi diversi articoli che raccontano della campagna vaccinale per la cosiddetta dose booster , ovvero il richiamo per chi ha già completato il ciclo vaccinale di due dosi. Tutti gli articoli parlano di lunghe code, sfiancanti attese, in alcuni casi sotto temperature rigidissime e di una grossa disorganizzazione generale. I centri vaccinali d'Italia sono stati presi d'assalto dai cittadini timorosi di non poter tornare al lavoro senza la vaccinazione. Per l'occasione sono stati organizzati anche diversi open day per accelerare la campagna. L'accesso alle strutture senza l'obbligo della prenotazione è diventato, però, un incubo per molti cittadini, dal momento che, come hanno segnalato diversi di loro anche attraverso i social , è impossibile gestire in modo ordinato e corretto le lunghe file che si creano davanti agli hub . Tra la gente in fila, tra i quali molti anziani costretti ad attendere diverse ore, si sono registrati momenti di tensione in molte parti di Italia. C'è chi è stato costretto, dopo essere stato in coda per molto tempo, a far rientro a casa senza ricevere il vaccino, dal momento che le dosi risultano insufficienti rispetto alle richieste; tra le molte segnalazioni, il caso di una signora che ha vissuto una disavventura all' hub vaccinale "Ente Fiera" di Catanzaro Lido. Dopo aver provato inutilmente a fare la prenotazione per ricevere la terza dose, si è presentata alle 9 del mattino all' open day organizzato per il primo dell'anno. Benché ci fosse già una fila importante, visto che la stessa scorreva, ha deciso di rimanere in fila. Dopo aver fatto circa un'ora di fila è riuscita ad entrare nel cancello della struttura. Da quel momento è cominciata per lei e per tutti quelli che erano in coda una vera odissea. Dopo tre lunghe ore, erano finiti i moduli e gli organizzatori avevano difficoltà a stamparli. A quel punto le persone hanno cominciato a protestare e c'è anche chi ha chiamato le forze dell'ordine. Dopo molte ore di attesa gli anziani presenti, costretti a fare la fila in piedi, hanno cominciato a dare segni di cedimento, molti chiedevano di sedersi e tanti altri di andare in bagno. Molti erano all'ombra infreddoliti. Un'immagine sconcertante. Dopo quasi sei ore di fila la signora è riuscita a mettere piede all'interno dell' hub. Da quel momento sono passate altre due ore prima di riuscire a fare la terza dose; considerato inoltre che: nonostante l'intenzione teorica del Governo di accelerare la campagna vaccinale, anche in previsione di nuove decisioni che potrebbero estendere l'obbligo della vaccinazione a nuove categorie di lavoratori, la realtà documenta caos , disorganizzazione, approssimazione nelle strutture aperte, con molti centri vaccinali che ancora non hanno riaperto; a tali, a parere degli interroganti, evidenti abusi, ordinari soprusi, quotidiane vessazioni che Governo, struttura commissariale e Regioni riservano proprio a quei cittadini che vorrebbero adempiere alle vaccinazione, come elemento utile per contrastare la pandemia, si aggiunge la decisione ultima del Consiglio dei ministri di imporre l'obbligo per talune categorie ed il discriminatorio "green pass rafforzato", anche per accedere al proprio posto di lavoro, stante l'inspiegabile resistenza del ministro della Pubblica amministrazione ad incentivare lo smart working quale formidabile strumento per ridurre, nelle grandi città, sia la propagazione del contagio che la riduzione del traffico, quindi dell'inquinamento, si chiede di sapere: se il Governo ritenga di dover intervenire per aumentare i punti vaccinali, utilizzando anche medici di medicina generale, se necessario, in modo da porre rimedio a questa disorganizzazione, diffusa ormai in tutto il Paese, visto anche che il Governo sta valutando di allargare l'obbligo vaccinale, senza però evidentemente considerare l'inefficienza delle tantissime, troppe, strutture vaccinali. Peraltro questa situazione, se perdurasse, scoraggerebbe i cittadini, che potrebbero decidere di desistere e rinunciare alla terza dose o anche alla prima, aumentando il rischio di diffusione del virus , con possibili gravi conseguenze sia per la salute pubblica, sia per la ripresa dell'economia del Paese; se, a fronte di quelli che agli interroganti appaiono evidenti abusi, ordinari soprusi, quotidiane vessazioni derivanti dalle modalità di attività di struttura commissariale e Regioni, riservati proprio a quei cittadini che vorrebbero adempiere alle vaccinazioni, come elemento utile per contrastare la pandemia, il Governo non abbia l'obbligo di un intervento urgente per lenire i disagi e ridurre le lunghe, snervanti attese, specie per gli anziani, aggravate dalle temperature rigide; se la decisione ultima di imporre l'obbligo per talune categorie ed il discriminatorio "super green pass", anche per accedere al proprio posto di lavoro, non rappresenti un boomerang , stante l'inspiegabile resistenza del ministro della Pubblica amministrazione ad incentivare lo smart working quale formidabile strumento per ridurre, nelle grandi città, coi mezzi pubblici sempre più radi ed affollati, sia la propagazione del contagio. che la riduzione del traffico, quindi dell'inquinamento. Atto n. 4-06423 NENCINI BITI PARRINI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: l'Ortofrutticola Mugello è una società specializzata nella lavorazione e nella distribuzione in Italia e all'estero delle castagne e di altri prodotti della filiera agroalimentare; lo stabilimento dell'Ortofrutticola Mugello è sito a Marradi, un piccolo comune in provincia di Firenze; nel 2020 l'Ortofrutticola Mugello è stata acquistata dalla Italcanditi S.p. A., società con sede a Pedrengo (Bergamo); in seguito alla recente delocalizzazione della fabbrica nel bergamasco, annunciata dalla nuova società, è prevista la chiusura dello stabilimento di Marradi; considerato che: la chiusura dello stabilimento causerebbe la perdita del posto di lavoro di circa 80 lavoratori; la decisione di delocalizzare l'impianto produttivo è stata comunicata con colpevole ritardo; è notevole l'importanza sociale ed economica che lo stabilimento ha per il Comune di Marradi; nel PNRR vengono valorizzate, attraverso appositi investimenti, le aree di montagna ed i piccoli centri e pertanto la delocalizzazione dello stabilimento dal Comune di Marradi sarebbe in totale contrasto con l'orientamento assunto dal Governo, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano doveroso accertare le cause che hanno portato alla chiusura dello stabilimento di Ortofrutticola Mugello di Marradi; se non ritengano doveroso, in considerazione del fatto che la decisione presa dalla Italcanditi è in palese conflitto con gli indirizzi assunti dal Governo, impedire ove possibile la chiusura dello stabilimento. Atto n. 4-06424 RUFA FREGOLENT Al Ministro della salute Premesso che: