[massime]

RESPONSABILITÀ CIVILE - RISARCIMENTO DEI DANNI FISICI E MATERIALI SUBITI A CAUSA DI CONDOTTA COLPOSA DEL CONDUCENTE DI AUTOVEICOLO - ASSICURAZIONE R.C.A. - VALUTAZIONE E QUANTIFICAZIONE DEL DANNO - MODALITÀ E CRITERI DISCRIMINATORI, UNIFORMITÀ ED IRRISORIETÀ DELLA MISURA ECONOMICA - DENUNCIATA DISPARITÀ DI TRATTAMENTO FRA DANNEGGIATI, LESIONE DEL DIRITTO ALL’INTEGRITÀ FISICA E ALLA SALUTE - QUESTIONI PREMATURAMENTE PROPOSTE - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ.. Sono manifestamente inammissibili le questioni legittimità costituzionale dell’art. 5 della legge 5 marzo 2001, n. 57 e dell’art. 23 della legge 12 dicembre 2002, n. 273, che dettano norme per la valutazione e la quantificazione del danno biologico in conseguenza di incidenti cagionati dalla circolazione di veicoli, censurati, rispettivamente, in riferimento agli artt. 2, 3, 32 Cost., e all’art. 3 Cost.. Premesso che il primo comma dell’art. 5 della legge n. 57 del 2001 e il secondo comma dell’art. 23 della legge n. 273 del 2002 riguardano il solo rapporto tra il danneggiato, alla persona o alle cose, e la compagnia di assicurazione contro cui lo stesso agisce e che il remittente dà atto di non aver provveduto sulla richiesta di chiamata in causa della compagnia assicuratrice, le questioni risultano sollevate prematuramente, in quanto hanno ad oggetto disposizioni che concernono una ipotetica fase processuale ulteriore, mentre difetta ogni motivazione sull’eventuale applicabilità dell’art. 5 della legge n. 57 del 2001 nel rapporto tra danneggiata e danneggiante. - Sulla inammissibilità di questioni relative a disposizioni la cui applicabilità dipenda da una futura eventualità, vedi le citate ordinanze nn. 566/1990, 85/1998 e 130/1998.