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Qualora la conversione determini risultati con cifre decimali, si prevede, dopo il periodo transitorio, un arrotondamento per difetto, cioè alla cifra senza i decimali, al fine di conservare la congruità e la proporzionalità delle sanzioni e di rispettare nello stesso tempo il principio del "favor rei", la cui applicazione si rivela in questi casi doverosa in base ad orientamenti desumibile dalla carta costituzionale e dai principi dell'ordinamento. Articolo 52 - Sempre nel rispetto del principio di congruità cui deve uniformarsi la sanzione pecuniaria, si è ritenuto opportuno modificare l'articolo 16 della legge n. 689 del 1981 (che disciplina il pagamento in misura ridotta della sanzione amministrativa), al fine di evitare che ad illeciti di particolare gravità consegua (anche per effetto dell'applicazione della conversione) una sanzione del tutto irrisoria e simbolica quale quella che si ricava dal combinato disposto degli articoli 10 e 16 della medesima stessa. Infatti, secondo l'attuale orientamento giurisprudenziale (Consiglio di Stato, adunanza generale 17/4/1989, n. 11; Corte di cassazione, I Sezione, 3/5/1988, n. 3303; Corte costituzionale, sentenza n. 152 del 1995), nel caso in cui non sia stabilito il minimo della sanzione amministrativa, questo deve essere ricavato dall'articolo 10 della citata legge, che fissa, in generale, il minimo delle sanzioni amministrative pecuniarie in lire 4.000.