[ddlpres]

a) incarichi presso organismi e tavoli tecnici costituiti in materia di MdG nell'ambito di Ministeri, istituti, enti, università o aziende del Servizio sanitario nazionale (SSN); b) attività di docenza, di tutor o di responsabile scientifico nel settore della MdG in master universitari, congressi, corsi di formazione e di aggiornamento accreditati per l'educazione continua in medicina (ECM); c) ruoli istituzionali nelle società scientifiche di MdG; d) incarichi di responsabilità per la MdG in società scientifiche; e) compiti di rappresentanza istituzionale per la MdG individuati dalle federazioni nazionali degli ordini delle professioni sanitarie; f) partecipazione a commissioni ordinistiche o a comitati scientifici nell'ambito della MdG; g) partecipazione al consiglio di redazione di riviste scientifiche che pubblicano lavori che riguardano la MdG; h) attività di ricerca ed editoriali nell'ambito della MdG, quali pubblicazioni scientifiche, libri o capitoli di libro. 6. Ciascun Gruppo tecnico redige annualmente, entro il mese di febbraio di ciascun anno, un documento tecnico delle attività svolte nell'anno precedente facendo riferimento ad indicatori di processo e di esito che attestino la rilevanza dei risultati ottenuti. Il documento è trasmesso da ciascun responsabile regionale alle commissioni consiliari competenti per materia della regione di appartenenza, alla Rete e al Ministro della salute. Art. 6. (Regolamento regionale della MdG) 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito il Gruppo tecnico, adottano un apposito regolamento con il quale sono definiti: a) i criteri e le modalità di organizzazione dei gruppi tecnici aziendali, di cui all'articolo 10; b) il numero dei componenti dei gruppi tecnici aziendali, di cui all'articolo 10, in rapporto alle dimensioni dell'azienda sanitaria; c) le potestà, i limiti e il rapporto funzionale dei gruppi tecnici aziendali con i direttori di struttura e con le strutture e i professionisti accreditati. 2. I componenti dei gruppi tecnici aziendali devono soddisfare i requisiti di cui all'articolo 5, comma 5. Art. 7. (Accreditamento) 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, all'atto dell'accreditamento delle strutture e dei servizi pubblici e privati nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, garantiscono che tutte le strutture accreditate assicurino adeguate condizioni di organizzazione interna, con specifico riferimento alla dotazione quantitativa e alla qualificazione professionale del personale effettivamente impiegato in rapporto anche alle specificità di genere. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano garantiscono altresì la partecipazione degli operatori a programmi, interni alla struttura e interaziendali, di valutazione sistematica e continuativa dell'appropriatezza delle prestazioni erogate e della loro qualità, anche in rapporto alle specificità di genere. Art. 8. (Accordi contrattuali) 1. Gli accordi con le strutture pubbliche ed equiparate, comprese le aziende ospedaliero-universitarie, e i contratti con le strutture private e con i professionisti accreditati, nonché con le organizzazioni pubbliche e private accreditate, tengono conto del Piano per l'applicazione e la diffusione della MdG, di cui all'articolo 3. Art. 9. (Ricerca sanitaria) 1. L'articolo 12- bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, è sostituito dal seguente: « Art. 12- bis . – (Ricerca sanitaria) – 1. La ricerca sanitaria risponde al fabbisogno conoscitivo e operativo del Servizio sanitario nazionale e ai suoi obiettivi di salute , anche in funzione delle specificità di genere, individuato con un apposito programma di ricerca previsto dal Piano sanitario nazionale. 2. Il Piano sanitario nazionale definisce, con riferimento alle esigenze del Servizio sanitario nazionale e alla medicina di genere, nonché tenendo conto del Programma nazionale per la ricerca di cui al decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, gli obiettivi e i settori principali della ricerca del Servizio sanitario nazionale, alla cui coerente realizzazione contribuisce la comunità scientifica nazionale. 3. Il Ministero della salute elabora il programma di ricerca sanitaria e propone iniziative da inserire nella programmazione della ricerca scientifica nazionale, di cui al decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, e nei programmi di ricerca internazionali ed europei. Il programma di ricerca sanitaria è adottato dal Ministro della salute, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del Piano sanitario nazionale, ha validità triennale ed è finanziato dalla quota di cui all'articolo 12, comma 2. 4. Il programma di ricerca sanitaria: a) individua gli obiettivi prioritari per il miglioramento dello stato di salute della popolazione anche con riferimento alla medicina di genere; b) favorisce la sperimentazione di modalità di funzionamento, gestione e organizzazione dei servizi sanitari nonché di pratiche cliniche e assistenziali e individua gli strumenti di verifica del loro impatto sullo stato di salute della popolazione e degli utilizzatori dei servizi anche con riferimento alla medicina di genere; c) individua, anche con riferimento alla medicina di genere, gli strumenti di valutazione dell'efficacia, dell'appropriatezza e della congruità economica delle procedure e degli interventi, anche in considerazione di analoghe sperimentazioni avviate da agenzie internazionali e con particolare riferimento agli interventi e alle procedure prive di una adeguata valutazione di efficacia; d) favorisce, anche con riferimento alla medicina di genere, la ricerca e la sperimentazione volte a migliorare l'integrazione multiprofessionale e la continuità assistenziale, con particolare riferimento alle prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria; e) favorisce la ricerca e la sperimentazione, volte a migliorare la comunicazione con i cittadini e con gli utilizzatori dei servizi sanitari, a promuovere l'informazione corretta e sistematica degli utenti e la loro partecipazione al miglioramento dei servizi anche con riferimento alla medicina di genere; f) favorisce la ricerca e la sperimentazione degli interventi appropriati per l'implementazione delle linee guida e dei relativi percorsi diagnostico-terapeutici, necessari per la valutazione della attività degli operatori, la verifica ed il monitoraggio dei risultati conseguiti anche con riferimento alla medicina di genere, compresa una valutazione dei dati anche in forma disaggregata. 5. Il programma di ricerca sanitaria si articola nelle attività di ricerca corrente e di ricerca finalizzata. La ricerca corrente è attuata tramite i progetti istituzionali degli organismi di ricerca di cui al comma 6 nell'ambito degli indirizzi del programma nazionale, approvati dal Ministro della salute. La ricerca finalizzata attua gli obiettivi prioritari, biomedici e sanitari, del Piano sanitario nazionale. I progetti di ricerca biomedica finalizzata sono approvati dal Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca, allo scopo di favorire il loro coordinamento. 6.