[resaula]

Di fronte alla decisione della corte d'appello francese, che riguarda il diniego all'estradizione di tutta una serie di personaggi che si sono macchiati di crimini gravissimi, è responsabilità politica di questo Parlamento e del Governo prendere posizione, ovviamente nell'ambito dei poteri che sono loro demandati. Con questo ordine del giorno chiediamo al Governo di impegnarsi per far tutto ciò che è diplomaticamente utile e necessario affinché l'azione del Governo, anche del Governo francese (perché sappiamo che, comunque sia, la procura ha una derivazione di tipo politico), possa portare a una decisione di accoglimento della domanda di estradizione. Estradizione che non solo è sacrosanta dal punto di vista giuridico, ma ritengo, pesando le parole che dico, eticamente doverosa, da parte di tutte quelle istituzioni che devono assistere i parenti delle vittime e tutti coloro che hanno subito sofferenze a causa di gravissimi atti delittuosi, che non possiamo dimenticare solo perché sono passati tanti anni. (Applausi) . Questa è una forma di rispetto che dobbiamo alle vittime e ai parenti delle vittime. Dire che un imputato, un condannato, perché tale è, è in condizioni di salute difficili non equivale a dire che non possa subire il giusto giudizio e la giusta pena. Ricordiamo che a chi svolge la professione di avvocato viene insegnato che ogni avvocato deve assistere il proprio cliente affinché venga difeso nel miglior modo possibile, ma anche affinché riceva la giusta pena. Da un lato, dunque, abbiamo un momento di responsabilità politica, che si concretizza in questo ordine del giorno, che mira al rispetto della legalità, delle decisioni e delle condanne che questi soggetti hanno già subito nel nostro Paese, nel rispetto dei morti, delle sofferenze e del sangue versato in quegli anni terribili. Questo è anche un atto di maturità politica internazionale. Noi non possiamo parlare di Unione europea, infatti, di integrazione europea, se poi non rispettiamo i principi, contenuti anche in questo trattato, di cooperazione internazionale anche per quanto riguarda la consegna delle persone che si sono macchiate di questi crimini gravissimi. Non possiamo perciò pensare che questo ordine del giorno venga lasciato andare così, semplicemente come lettera su carta. Questo è un atto politico che deve essere internazionalmente pesato. Quindi, chiediamo al Governo di farsi promotore di queste azioni, ovviamente dal punto di vista diplomatico, perché sappiamo benissimo che l'azione giurisdizionale francese è un'azione autonoma. Assumendomi la responsabilità di quanto dico, ribadisco che noi non possiamo pensare che, all'interno di una sentenza di un organo giudiziario, ancorché di un Paese assolutamente civile come può essere la Francia, possa essere giustificato il diniego all'estradizione semplicemente perché non vengono indicati i termini, i numeri degli articoli delle leggi che si vogliono applicare. Questo perché sappiamo benissimo che i giudici devono giudicare secondo legge e che è compito dei giudici conoscere la legge e dunque applicarla. (Applausi) . Questo è ciò che chiediamo con l'ordine del giorno. Chiediamo semplicemente il rispetto delle regole, delle norme e dei rapporti internazionali, ma soprattutto - ciò che più conta - il rispetto delle persone uccise da soggetti che non posso neanche definire persone perché sono solamente criminali. (Applausi). CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, l'ordine del giorno G103 che presentiamo ha una ratio molto semplice: stiamo chiudendo e andremo ad approvare un Trattato importante come quello del Quirinale; non possiamo tuttavia trascurare che esistono delle vertenze aperte tra il nostro Paese e la Francia, che, tenuto conto del contesto generale, possono sembrare secondarie, ma che hanno il loro valore e la loro importanza. Nel caso specifico, la Francia ha una cartografia che pone il Monte Bianco e i circa 72 ettari all'interno del proprio territorio, cosa che sappiamo, invece, non corrispondere al vero. Chiediamo quindi, con parole molto semplici, che il Governo si impegni ad adoperarsi per giungere alla definitiva risoluzione della questione della disputa frontaliera tra Italia e Francia che si trascina da ormai settant'anni, avendo come punto fermo il mantenimento della piena sovranità dello Stato italiano sulle aree del Monte Bianco (Applausi) conformemente a quanto stabilito dal Trattato di Torino del 1860 e dalla successiva Convenzione del 1861. Ci sarebbe poi da aprire un'altra parentesi - quando arriverà il momento di ratificarlo in Parlamento ne parleremo - sull'Accordo di Caen che riguarda acque territoriali, o meglio acque contese tra Italia e Francia. Vale comunque il principio che se si collabora lo si deve fare a partire dall'appianamento di dispute e controversie aperte, come in questo caso, da troppo tempo. (Applausi) . PRESIDENTE. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli ordini del giorno in esame. LUCIDI, relatore . Signor Presidente, esprimo un parere favorevole all'accoglimento di tutti gli ordini del giorno presentati. DI STEFANO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale . Signor Presidente, all'ordine del giorno G100 vorrei proporre una piccola modifica in premessa: sostituire le parole «sebbene in data 4 luglio 2022 sia» con le parole «in considerazione del fatto che in data 4 luglio è», perché è un evento accaduto, è positivo, quindi diamo un senso migliore al testo. Oltre a questa riformulazione, il Governo accoglie i restanti ordini del giorno. PRESIDENTE . Chiedo al senatore Balboni se accetta la riformulazione testé proposta dell'ordine del giorno G100. BALBONI (FdI) . Certamente, Presidente, è solo una questione di drafting , va benissimo. PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G100 (testo 2), G101, G102 (testo 3) e G103 (testo 2) non verranno posti ai voti. Passiamo all'esame degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signora Presidente, Italia e Francia più unite, per un'Europa più forte. È questa la visione che sta alla base del Trattato del Quirinale, un Trattato che segna il passaggio da rapporti bilaterali tradizionali ad un accordo di cooperazione rafforzata tra Roma e Parigi.