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dobbiamo farlo non solo come Europa, nonostante l'opposizione della Gran Bretagna e la resistenza di Ungheria e Bulgaria, ma innanzitutto come Governo italiano, sulla scia di quanto hanno già fatto la Francia, la Germania, l'Olanda, la Svezia e la Finlandia. Vogliamo che un'altra importante istituzione del calcio europeo, quale è la UEFA, si prenda carico della decisione di non far disputare a Istanbul la prossima finale di Champions League, la più importante competizione per i club in Europa, che si disputerà proprio in terra turca il prossimo 30 maggio. Noi non chiediamo di valutare, come ha detto in qualche modo il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, se sia opportuno o meno mantenere la finale a Istanbul; noi chiediamo esplicitamente che quella finale si giochi altrove. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, L-SP-PSd'Az e PD) . Quella competizione porterà un giro di affari di circa 50 milioni di euro. Signor Presidente, chiediamo che questo Governo della Turchia non possa beneficiare di questa opportunità. Noi non siamo e non saremo mai dalla parte della Turchia governata da Erdogan, ma saremo sempre dalla parte della Turchia democratica e faremo di tutto affinché il Parlamento possa intervenire in tal senso. (Applausi dai Gruppi IV-PSI e PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Alessio Simmaco Mazzocchi», di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, il Gruppo Forza Italia si associa alle parole di grave preoccupazione per l'intera azione avviata dalla Turchia nel territorio siriano, nell'area abitata e controllata dai curdi e, in particolare, per un episodio che quasi ne simboleggia l'aspetto particolarmente bruciante. Mi riferisco all'uccisione di Hevrin Khalaf, che è una donna che si è battuta non soltanto per i diritti delle donne in quell'area - cosa certo assai più difficile di chi fa la stessa cosa, per esempio, in Europa occidentale - ma si è anche battuta per la pacifica convivenza tra le diverse comunità (tra musulmani, cristiani e le altre etnie presenti da tempo antichissimo in quell'area). È anche per questo che è stata uccisa. Ancora non è chiaro chi sia stato ad ucciderla, ma è chiaro che il quadro è quello dell'attacco turco. Probabilmente si tratta di milizie jihadiste in qualche modo collegate alle forze turche. Ciò consente di dare un volto alle vittime di questa azione, che però ne sta facendo ben altre. Tra queste c'è il tentativo di pacificare un'area che già ha tanto sofferto per la guerra che da anni va avanti in Siria. Noi lo chiederemo anche domani in modo formale in occasione delle comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo, ma chiediamo e chiederemo che l'Italia prema per avere una posizione decisa e forte dell'Unione europea nei confronti della Turchia. Bisogna pensare, come minimo, a delle sanzioni, che però ovviamente nell'immediato saranno ben poco efficaci perché le forze turche hanno tutto ciò di cui necessitano. Se sarà necessario e opportuno - verosimilmente lo sarà - bisognerà mettere in campo altre iniziative. Pertanto, l'Unione europea deve riuscire a trovare un accordo. Naturalmente siamo anche d'accordo - e ci sono già state da parte nostra delle dichiarazioni pubbliche in questo senso - sul fatto che bisogna attivarsi, pur sapendo che l'ordinamento sportivo ha la sua indipendenza, al fine di chiedere agli organismi italiani che rappresentano l'Italia in seno all'UEFA di spostare, in ogni caso e qualunque cosa possa accadere nei prossimi mesi, la sede della finale di Champions League, che attualmente è prevista a Istanbul. È chiaro che non è accettabile, neanche ora per allora (e nemmeno quando arriverà quella data, per la quale ci vogliono alcuni mesi) che una festa dello sport sia celebrata in un Paese che purtroppo in questi giorni, dopo aver dato in passato segnali diversi che facevano sperare in un ben altro orientamento da parte del cammino della Repubblica turca, sta dando segnali di disprezzo per i diritti e per le convenzioni internazionali, in particolare nei confronti di quel popolo curdo che ha tanto patito nel corso dei secoli e che si è particolarmente distinto, con i suoi uomini e con le sue donne combattenti, nel contrastare il mostro costituito da Daesh e dall'ISIS, che hanno provocato tanti lutti e distruzioni (non soltanto in Siria, ma anche in Iraq) e che aspira ad estendersi. Ci uniamo pertanto alle parole che commemorano e che sostengono la memoria e soprattutto il messaggio, il lavoro e l'opera di Hevrin Khalaf. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . MAIORINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAIORINO (M5S) . Signor Presidente, il barbaro assassinio di Hevrin Khalaf, donna libera e impegnata per i diritti delle donne e per la pacifica convivenza di culture e religioni diverse, ci lascia sgomenti, ma non sorpresi. Le donne infatti pagano sempre il prezzo più alto nei conflitti; ma, soprattutto, le donne libere e impegnate per le cause dell'uguaglianza e i diritti delle donne e delle minoranze spaventano ancora, perché la loro stessa esistenza rappresenta una minaccia intollerabile per tutti i fondamentalismi, in ogni tempo e in ogni luogo. Il barbaro assassinio di Hevrin, infatti, ricorda l'assassinio della filosofa alessandrina Ipazia, avvenuto nel 415 dell'era volgare. Secoli sono trascorsi da allora e questi secoli non devono essere trascorsi invano. Oggi non è possibile restare inerti di fronte a questo tipo di barbare minacce. Auspichiamo dunque una forte presa di posizione di tutta la comunità internazionale verso chi si crede al di sopra dei trattati di alleanza stretti e dei patti siglati. La deriva fondamentalista in Turchia deve essere riconosciuta senza alcun tipo di ipocrisia e fermamente respinta dall'Italia, dall'Europa e da tutta la comunità internazionale. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, già nella scorsa settimana avevamo avuto modo di intervenire in quest'Aula per richiamare l'attenzione dei colleghi e del Governo su quello che stava accadendo a seguito dell'attacco della Turchia nei confronti dei curdi. Tutto quello che sta accadendo e che continua ad accadere è sempre più terribile in questi giorni e in queste ore. Di fronte a questa escalation noi siamo sgomenti e inorriditi, soprattutto pensando a quello che è successo, cioè all'uccisione barbara e senza pietà di una paladina dei diritti delle donne come è stata Hevrin Khalaf, che ha rappresentato, nel corso della sua giovane vita e della sua militanza, la battaglia per questi diritti. Osserviamo l'accanimento della Turchia, dell'ISIS e di tutte le milizie jihadiste, che sono filoturche. È inutile che continuiamo a girarci intorno: