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Onorare la divisa, rispettare i principi che caratterizzano le radici alle quali facciamo riferimento, la nostra Patria e la nostra Nazione sono cose che vogliamo e che pretendiamo che vengano ricordate e, soprattutto, che vengano difese e per farlo bisogna assolutamente guardare al domani con quel sole in tasca e quella fiducia che è necessaria per arrivare alla pace. Mi auguro che si possa fare, ma non lo si può fare con un linguaggio da pacifisti o da paci-finti. La verità è un'altra. La politica deve uscire dall'uno vale uno, deve tornare a essere protagonista di questo momento della storia, una storia difficile che bussa alle porte di ciascuno di noi e alla quale dobbiamo dare risposte. La migliore risposta credo che l'abbia data il presidente Berlusconi vent'anni fa a Pratica di mare ed è la stessa che vogliamo continuare a dare oggi come Forza Italia per il benessere di tutti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Russa. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, le chiedo scusa innanzitutto se le ho chiesto di sostituirmi alla Presidenza; avrei continuato io, ma avevo piacere di intervenire, anche se in un'Aula non proprio piena. Ringrazio i colleghi del mio Gruppo che sono ancora presenti, così come altri colleghi, tra cui il senatore Gasparri. Il motivo per il quale mi sono deciso ad intervenire è perché mi sono chiesto come sia possibile che da qui a qualche minuto il Governo dovrà porre la fiducia su un provvedimento che il 95-98 per cento del Senato - non so qual è la percentuale esatta - non contrasta e sul quale si dice favorevole. Eppure il Governo sul provvedimento porrà la fiducia, che è uno strumento che serve o quando c'è l'ostruzionismo o, più correttamente, quando il Governo, avendo al suo interno delle opinioni così divergenti da non poter essere portate ad unicum , decide di dire: «O tu voti questo provvedimento attraverso la fiducia o mi dimetto». Come è possibile che di fronte alla prospettiva di aiutare un Paese aggredito, un Paese bombardato, un Paese europeo, cristiano, che ci assomiglia nei modi di vivere, ci sia oggi bisogno del voto di fiducia? Non lo so o, meglio, lo so fin troppo. Si tratta di aiuti peraltro giustificati, di aiuti doverosi e necessari anche per noi, non solo per l'Ucraina. C'è infatti un prima e un dopo l'aggressione della Russia di Putin all'Ucraina. C'era la speranza o, si può dire, l'illusione prima dell'invasione che l'Europa potesse essere una potenza economica grande senza bisogno di avere una politica internazionale e una politica di difesa. Questa illusione è caduta, non c'è più. Abbiamo la guerra non ai confini dell'Europa, ma all'interno di chi vuole farne parte anche organicamente. E allora forse vuol dire che c'è ancora qualcuno che pensa che sarebbe più opportuno mettere qualche bandierina multicolore alle finestre, magari fare qualche girotondo di pace e non mandare aiuti oppure mandare solo qualche coperta e non gli aiuti di difesa militare che frenano un'aggressione brutale e danno un segnale preciso a chi oggi aggredisce l'Ucraina e domani potrebbe aggredire non solo la Georgia o la Moldavia, ma anche Paesi che sono parte integrante di questa Europa. (Applausi) . L'altro argomento è che a questo dibattito si è unito - non per scelta di Fratelli d'Italia, ma per scelta dell'Europa, di quell'Europa tanto declamata, per scelta del nostro Presidente del Consiglio, del vostro Presidente del Consiglio - il tema dell'entità degli stanziamenti necessari per la difesa, prima nazionale, e quindi europea. Chi capisce sa infatti che oggi la difesa europea può essere solo figlia di un adeguamento delle difese nazionali, altrimenti si è balbuzienti in termini di conoscenza politica. E allora qualcuno si è chiesto come sia possibile pensare di aumentare le spese per la difesa fino al 2 per cento, mentre la gente non paga e non ha i soldi per pagare le bollette. Pensate che non lo sappiamo? Guardate le richieste di provvedimenti che vengono dalla destra per aiutare le famiglie, le imprese e i commercianti. Cosa c'entra? Perché equiparare? Cito, perché mi fa piacere, perché è una persona che stimo ed è intelligente, anche se fa parte di un altro partito, del Partito Democratico, il collega Zanda che un paio d'ore fa ha detto che l'Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ma considera - pensate l'ha detto un esponente del PD e io sono orgoglioso di leggerlo - sacro il dovere di difendere la Patria. Il dibattito su quale deve essere la priorità tra la spesa per la difesa della Patria e quella per le politiche sociali è sempre esistito. Governi precedenti all'attuale hanno aumentato e - dice lui - abbiamo votato a favore per la difesa del nostro Paese nonostante dovessero fronteggiare imponenti percentuali di disoccupazione giovanile e allora non c'era la guerra che ora c'è. Aggiungo che noi abbiamo speso un miliardo e mezzo l'anno doverosamente per quindici anni per le missioni internazionali in posti lontani; doverosamente, perché, anche lì, andavamo a contrastare il terrorismo. Figurarsi se può far paura la necessità di un graduale aumento delle spese militari alle quali l'Italia si è impegnata nel 2004, nel 2006, nel 2014 e ieri con Draghi e, attenzione, non solo con Draghi, amici del MoVimento 5 Stelle, con il voto alla Camera del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Con il voto alla Camera di tutti i partiti. Poi qualcuno ha detto: vuoi vedere che se cambiamo idea magari recuperiamo qualche voto di quelli che stiamo perdendo? Allora è una polemica che volevano fare con noi. Con noi? Noi non abbiamo fatto altro che ribadire quello che i 5 Stelle, il PD, tutti i partiti di maggioranza e ovviamente quelli di centrodestra hanno fatto alla Camera, quello a cui si è impegnata l'Italia nei consessi internazionali e che oggi viene messo a confronto con le necessità delle famiglie e delle imprese. Certo, ma non abbiamo quei famosi miliardi che devono arrivare dall'Europa per le famiglie, per le imprese, per i commercianti, per i lavoratori? Non abbiamo - forse non lo avete letto - la proposta di un ulteriore incremento di fondi europei che anticipino le spese militari in aumento? Lo sapete o non lo sapete? Allora decidete e se è per questo che oggi costringete l'Italia a una figuraccia quale quella di dover votare col voto di fiducia un provvedimento che dovrebbe essere approvato quasi all'unanimità, se non all'unanimità, battetevi il pugno e dite: mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa ! Vergogna! (Applausi) . In conclusione, per una volta avremmo voluto poter dimenticare che per noi questo è un Governo che, se fosse andato a casa prima, avrebbe dato agli italiani la possibilità di sceglierne uno che la pensasse in un modo o nell'altro, ma alla stessa maniera.