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sia progettuale, che politico-finanziaria); secondo quanto riferisce una fonte interna dell'ospedale, prosegue ancora l'articolo de "la Repubblica", al momento l'esercizio risulta attivo, affidato in comodato d'uso agli stessi ex proprietari, fino a quando si arriverà all'apertura dei cantieri e a seguito di quanto avvenuto, il Procuratore regionale della Corte dei Conti di Genova ha fatto notificare (durante le settimane di chiusura totale delle attività a causa dell'emergenza epidemiologica COVID-19) "15 inviti a dedurre", che per la magistrutura contabile equivalgono all'avviso di garanzia previsto dal codice penale; al riguardo la stessa Corte dei Conti ha infatti rilevato (all'interno delle motivazioni) che quel prezzo valutato nel 2008, sarebbe stato in totale controtendenza rispetto al mercato immobiliare di quel periodo, addirittura ancora di più rispetto al 2017, anno di piena crisi per il settore immobiliare, determinando pertanto un grave danno economico per le casse dell'ospedale Galliera e pertanto per l'amministrazione dello Stato; le perizie commissionate dalla medesima struttura ospedaliera nel 2008, inoltre, sebbene avessero indicato una cifra non superiore a 178.000 euro, riporta ancora "la Repubblica", non sono tuttavia state sufficienti a vincere le resistenze dei proprietari del locale, considerato che l'amministrazione del Galliera aveva in seguito deciso di elargire la cifra in precedenza esposta; la vicenda, ove confermata, desta ad avviso degli interroganti, dubbi e perplessità in relazione alle modalità con le quali è avvenuta l'acquisizione del bar Bruna da parte del Galliera, sia con riferimento alla cifra complessiva elargita da parte dell'ente pubblico, nei riguardi dell'ex proprietario, evidentemente considerata esagerata dalla magistratura contabile, che nell'ambito delle procedure con cui è avvenuta la trattativa di vendita, si chiede di sapere; se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa; in caso affermativo, se intenda confermare l'esistenza dell'iniziativa avviata dalla Corte dei Conti, nei riguardi dei 15 consiglieri di amministrazione dell'ospedale pubblico Galliera di Genova, come riportato, in merito all'irregolarità con la quale è avvenuta la compravendita dell'immobile interessato; quali iniziative di competenza intenda infine assumere, al fine di stabilire la veridicità di quanto accaduto e se a tal fine, non ritenga opportuno adottare dei meccanismi di rendicontazione e di controllo più rigorosi su come vengono gestite le risorse pubbliche da parte delle strutture ospedaliere a livello nazionale. Atto n. 4-04041 PETRENGA Ai Ministri dell'istruzione e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che a quanto risulta all'interrogante: con delibera di Giunta comunale n. 203 del 29 novembre 2019, la città di Caserta proponeva un nuovo piano di dimensionamento per le scuole del 1° ciclo per l'anno scolastico 2020/2021 che, in buona sostanza, modificava l'intera rete scolastica, nonostante la quasi totalità della stessa rientrasse nei parametri indicati dalle vigenti linee guida regionali; tale proposta di modifica, voluta dal Comune di Caserta, veniva deliberata nonostante non avesse trovato favorevole accoglimento, né da parte delle dirigenze delle istituzioni scolastiche interessate, né dalle organizzazioni sindacali di categoria che, unanimemente, oltre ad aver stigmatizzato il comportamento dell'ente comunale sulla loro mancata partecipazione alla formulazione della proposta, eccepivano la palese inosservanza di tutti i principi sottesi alla normativa disciplinante il processo di dimensionamento: dal principio della territorialità al principio della continuità educativa e didattica; ad ogni buon conto, la Regione Campania, con delibera n. 616 del 4 dicembre 2019, senza alcuna istruttoria, approvava il piano di dimensionamento proposto dal comune di Caserta con la citata delibera comunale; la delibera regionale di approvazione del nuovo piano di dimensionamento scolastico per le scuole del 1° ciclo della città di Caserta per l'anno scolastico 2020/2021 veniva, tuttavia, impugnata innanzi il Tribunale amministrativo regionale per la Campania - Napoli - dall'I.C. "De Amicis - Da Vinci" di Caserta che, per effetto di tale nuovo dimensionamento, veniva a scomparire nonostante lo stesso risultasse in perfetta armonia con i parametri di dimensionamento minimo, anzi raggiungendo il numero massimo di iscritti previsto, pari a 1.160 alunni; con decreto presidenziale n. 1543 del 20 agosto 2020, il TAR Campania accoglieva l'istanza di misure monocratiche provvisorie presentata dall'istituto ricorrente per la seguente motivazione: «alla luce delle contestazioni svolte in ricorso in ordine al difetto di motivazione del provvedimento regionale di dimensionamento, siccome fondato su una delibera comunale adottata in base a presupposti controversi e comunque antecedenti alle sopravvenienze determinate dall'emergenza epidemiologica ancora in atto", e per l'effetto ordinava agli uffici competenti della Regione Campania il riesame del gravato provvedimento dovendo rideterminarsi sulla questione entro 10 giorni dalla pubblicazione del decreto presidenziale, il cui termine ultimo scadeva lo scorso 30 agosto; ebbene, nonostante l'ordine statuito dal Tribunale amministrativo regionale, alla data della presente interrogazione, gli uffici regionali ancora non hanno ottemperato al giudicato presidenziale, lasciando in una sorta di «limbo giuridico» non solo il competente Ufficio scolastico regionale per la Campania, che si è trovato inevitabilmente ad avviare l'anno scolastico, seguendo un piano di dimensionamento che de facto il TAR Campania ha già ritenuto «controverso», ma anche l'intero corpo docente e le famiglie di una città intera, che sono piombati in un'incertezza sul percorso formativo e sulla regolarità delle funzioni didattiche del prossimo anno scolastico, già fortemente compromesso dalla grave emergenza epidemiologica del COVID-19; a parere dell'interrogante, pur volendo tralasciare le questioni di merito che sono oggetto del giudizio in corso, ciò che emerge è la grave omissione degli uffici della Regione Campania, che hanno completamente disatteso ed ignorato un provvedimento dell'autorità giudiziaria; tale incomprensibile ed inaccettabile comportamento ingenera, specie in un territorio come la Regione Campania, un messaggio grave ed intollerabile e cioè che le sentenze o, in ogni caso, i provvedimenti dell'autorità giudiziaria in generale, possono essere disattesi o elusi; e ciò è ancora più grave quando a compiere tale illegittimo comportamento è un'istituzione dello Stato che, invece, dovrebbe rappresentare il primo presidio di legalità sul territorio teso al rispetto delle leggi e delle determinazioni delle autorità costituite e riconosciute dall'ordinamento, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ognuno per le rispettive competenze, non ritengano che le circostanze descritte richiedano un intervento urgente teso a chiarire e a far luce sugli elementi controversi della vicenda esposta. Atto n. 4-04042 IANNONE Al Ministro dell'istruzione Premesso che: