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Signor Presidente, il voto del Gruppo Partito Democratico in ordine a questo disegno di legge di ratifica sarà favorevole in quanto l'Accordo in esso contenuto rappresenta la conclusione di un percorso, intrapreso nella scorsa legislatura, e di un cammino unito tra l'Italia e il Montenegro. Il relatore ha detto alcune cose importanti relativamente ai rapporti tra Italia e Montenegro, un Paese che in questi anni sta compiendo un percorso molto importante e quasi d'esempio perché, dopo esser stato protagonista di una indipendenza dalla Serbia senza sparare neanche un colpo (quindi un esempio quasi unico nei Balcani nella storia degli ultimi secoli), ha poi intrapreso con grande decisione la strada dell'integrazione in Europa sotto vari profili, da quello più complessivo della difesa, con l'ingresso nella NATO, a quello più economico, culturale e sociale rappresentato dal percorso d'integrazione nell'Unione europea. Il senso di questo desiderio di entrare in Europa è stato dato immediatamente perché, appena divenuto indipendente, il Montenegro ha adottato l'euro. Questo è stato quindi un segnale forte di voler andare nella direzione dell'integrazione europea. Spesso si parla di allargamento dell'Unione, ma va considerato un aspetto. Noi vogliamo allargare l'Unione non a Paesi euroscettici, ma a Paesi che credano nell'Unione europea e il Montenegro ci ha dato questo grande esempio, questa grande testimonianza di convinzione. Peraltro, all'interno degli equilibri balcanici la scelta del Montenegro non è stata facile, ma contrastata e ha anche avuto delle ripercussioni interne, soprattutto nei rapporti con altri Paesi limitrofi. Vorrei altresì sottolineare che il Montenegro ci ha anche dato un grande insegnamento rispetto alla storia recente, perché quando c'è stata la crisi del Kosovo, ha accolto sul proprio territorio decine di migliaia di profughi di quel Paese e tutto questo lo ha fatto con un grande senso di solidarietà e disponibilità. La terza cosa che voglio, infine, sottolineare è legata agli interessi dell'Italia nei confronti della penisola balcanica. Se esiste una propensione dell'Italia ad avere un'influenza economica su una importante regione dell'Europa, questa regione può senza dubbio essere la penisola balcanica e il Montenegro rappresenta un punto di riferimento importante perché, dal punto di vista culturale e storico, ha avuto legami col nostro Paese fin dai tempi del Regno d'Italia grazie alla regina Elena, tanto per fare un esempio. È una storia ancora viva nel Montenegro che vede l'Italia, proprio dal punto di vista culturale, come un punto di riferimento. Il disegno di legge di ratifica che ci accingiamo ad approvare va proprio nella direzione di rafforzare i legami culturali tra Italia e Montenegro. Credo che ciò sia importante sottolinearlo. Tralascio altri aspetti venuti nel tempo come i legami nati sul tema dell'energia pulita. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che nel Montenegro vi è stato un importante investimento legato al trasferimento dell'energia elettrica prodotta dai bacini idrici. Mi riferisco all'investimento di Terna che permette oggi, attraverso un cavo, il collegamento elettrico tra Adriatico e Montenegro. Ho tralasciato tanti altri aspetti, però desidero segnalare l'importanza per noi italiani e per l'Italia di tenere un legame forte con il Montenegro, un Paese che ha dimostrato di essere capofila di un percorso nella penisola balcanica assolutamente non facile, né banale o scontato; percorso che il Montenegro sta portando avanti con forza. Ci sono altri Stati nella penisola balcanica che sono molto più indietro, che vivono contrasti al loro interno. Pensiamo alla Bosnia-Erzegovina o alla Macedonia le cui storie sono molto più complesse e complicate. Il Montenegro ci dà la possibilità di instaurare - credo - rapporti positivi all'interno della penisola balcanica. Tanti altri aspetti della stessa penisola, non ultimi quelli legati ai movimenti dei profughi e ad altre realtà interne alla zona balcanica possono rappresentare rischi per l'Europa. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che ci sono tensioni religiose. Credo, quindi, che per il nostro Paese concludere in questa legislatura l'impegno portato avanti nei confronti del Montenegro sia importante, dopo tutta la strada fatta nella XVII legislatura, perché dimostra che la politica estera dell'Italia nei confronti dei Balcani viene condotta, al di là del colore dei Governi, seguendo una linea retta e una direzione condivisa, nell'ottica di dare vita ad ulteriori rapporti e di creare quei ponti oggi sempre più necessari. (Applausi dal Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'entrata in vigore del presente Accordo decadrà a tutti gli effetti l'Accordo culturale tra la Repubblica italiana e la Repubblica federale socialista di Jugoslavia che venne firmato a Roma il 3 dicembre del 1960. Questo Accordo rappresenta la base giuridica necessaria ad avviare iniziative e progetti di scambio culturale tra i nostri Paesi e dà esecuzione all'Accordo di cooperazione culturale e di istruzione sottoscritto dall'Italia e dal Montenegro nell'aprile del 2014. Tante cose sono state dette - non le ripeterò - sull'importanza di questo Accordo. Mi preme sottolineare che l'Italia, però, ha forti ragioni e legami culturali con questo Paese ed è un punto di riferimento essenziale per il percorso di avvicinamento all'Unione europea del Montenegro. Lo scopo principale di questo Accordo, nel rispetto della normativa nazionale, dell'ordinamento europeo e degli impegni internazionali assunti dall'Italia, è in effetti propriamente quello di consolidare e di incrementare tali legami. Si è parlato poc'anzi di provvedimenti che promuovono iniziative a livello universitario e scolastico, dell'offerta di borse di studio, della diffusione nelle scuole e nelle università montenegrine della lingua e della cultura italiana: si tratta di aspetti estremamente importanti. In conclusione, questo Accordo prevede una stretta collaborazione anche nei campi dell'archivistica, dell'informazione e dell'editoria, rappresentando altresì un valido strumento anche per la protezione dei diritti d'autore, tanto attesi dai nostri imprenditori. Per queste ragioni, a nome del Gruppo Forza Italia, dichiaro il voto favorevole. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PACIFICO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PACIFICO (M5S) . Signor Presidente, colleghe, colleghi, rappresentanti del Governo, da più di duemila anni l'Italia e il Montenegro sono indissolubilmente legati da comuni radici culturali. Già l'impero romano, per circa cinquecento anni, aveva annesso il Montenegro all'Urbe. Mi dilungherei oltremodo se elencassi, in uno spazio temporale lunghissimo, il legame fra i due Paesi, ma per meglio fotografare la storia recente vado direttamente al secolo scorso, quando i rapporti si rinforzarono ulteriormente, con il matrimonio tra Vittorio Emanuele III, re d'Italia, e la principessa Elena di Montenegro. Questa millenaria amicizia non si interruppe nemmeno nel biennio 1918-1920, quando l'Italia, unico Paese europeo, si oppose alla cancellazione dell'indipendenza del Montenegro.