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Continueremo, quindi, a dare grande attenzione al sostegno alla società civile russa e anche agli interessi delle nostre imprese, piccole e medie. Passo a una considerazione finale sul tema della Brexit. La questione più difficile su questo versante resta quella del confine tra Irlanda e Nord Irlanda, su cui continueremo a lavorare nelle prossime settimane, con l'obiettivo di preservare la pace e l'Accordo del Venerdì Santo ed evitare la sciagurata ipotesi di un recesso senza accordo, che sarebbe inaccettabile anche per le imprese e i cittadini. Anche per questo motivo porterò all'attenzione dei miei colleghi europei la difesa senza ambiguità dei diritti dei nostri connazionali che vivono nel Regno Unito per avere dalle autorità britanniche impegni precisi e puntuali, vigilando in particolare sui diritti delle categorie più vulnerabili e in difficoltà. Si negozia l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea ma, nello stesso tempo, dobbiamo costruire per il futuro un partenariato che rifletta il profondo legame tra la Gran Bretagna e il continente europeo. L'Italia, in particolare, lavorerà per un partenariato basato sulla mobilità, per garantire che i fruttuosi scambi tra i nostri cittadini possano continuare; sull'economia per mantenere un elevato scambio dei commerci e sulla sicurezza per affrontare insieme in maniera più efficace le numerose sfide del nostro tempo. Vi ringrazio per l'attenzione. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP, FdI, del senatore Cario e dai banchi del Governo. I senatori dei Gruppi M5S e L-SP si levano in piedi) . PRESIDENTE . Avverto l'Assemblea che le proposte di risoluzione dovranno essere presentate entro la conclusione della discussione. BOTTICI (M5S) . Signor Presidente del Consiglio, desidero ringraziarla per le sue parole pronunciate qui in Aula ma, soprattutto, la ringrazio per il lavoro che sta portando avanti per tutelare noi cittadini. A nostro avviso, lei ha agito nel migliore dei modi ed io, per la prima volta, mi sento davvero rappresentata in Italia, in Europa e all'estero. La ringrazio. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Il tema dell'immigrazione e della governance economica dell'Unione europea saranno al centro del prossimo Consiglio europeo. In questi ultimi giorni, non ho potuto fare a meno di notare quanto sia complicato parlare di questi temi, in un contesto in cui gli interessi economici sono più importanti del benessere delle persone. Sull'immigrazione è arrivato il momento di voltare pagina. È necessario trovare delle soluzioni comuni perché, senza un rafforzamento della gestione europea, il fenomeno migratorio non può essere governato ed è destinato a rimanere senza controllo. L'Unione europea dovrà rafforzare i rapporti con i Paesi di origine e di transito dei migranti, così da prevenire i viaggi della morte. Cari colleghi, sebbene alcuni di voi ci abbiano accusato di essere cinici e imprudenti, il valore che più abbiamo a cuore è la salvaguardia della vita umana. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Per questo, il nuovo approccio al fenomeno dell'immigrazione sarà orientato a tutelare i diritti fondamentali dell'uomo, dichiarando una guerra senza precedenti a tutti i trafficanti di esseri umani. Quello che auspico è che questa guerra non venga combattuta soltanto dall'Italia, com'è accaduto negli ultimi anni. Siamo rimasti soli davanti a questa emergenza, ma credo che un cambio di paradigma nella gestione dell'immigrazione giovi non soltanto all'Italia, ma anche al resto dell'Europa. Agire insieme rafforzerà i vincoli di solidarietà tra gli Stati, perché un'Europa dove c'è un Paese che traina e Paesi che vengono trainati non è un'Europa che funziona. Caro Presidente, l'Italia è stata relegata a una condizione di subalternità anche in altri ambiti. A questo proposito, vorrei sottoporre alla sua attenzione alcune questioni relative alla riforma dell'unione economica e monetaria, anzitutto la modalità attraverso cui il Meccanismo di vigilanza unico monitora lo stato di salute delle banche. Questo sistema di valutazione si è concentrato prevalentemente sul rischio di credito, trascurando il rischio di mercato relativo alla presenza nei bilanci bancari di strumenti finanziari derivati. Questo meccanismo ha determinato uno svantaggio per i sistemi bancari più focalizzati nella tradizionale attività creditizia, come ad esempio quello italiano, avvantaggiando, invece, i sistemi bancari maggiormente orientati alla speculazione finanziaria, come quelli francesi e tedeschi. Come sappiamo, l'unione bancaria è ancora priva del suo terzo pilastro, cioè il Sistema europeo di assicurazione dei depositi, l'EDIS. Alcuni Paesi ritengono che le banche degli Stati membri potranno condividere i propri rischi tramite l'EDIS solo dopo averli drasticamente ridotti. L'idea di ridurre i rischi prima dell'istituzione dell'EDIS è condivisibile, ma a condizione che si considerino tutti i rischi e non solo alcuni. Infatti, se i crediti deteriorati e i titoli di Stato possono costituire una fonte di rischio per le banche tradizionali, per altre banche rischi rilevanti scaturiscono dal possesso di strumenti finanziari derivati. Nel 2016 le attività e le passività di livello 2 e livello 3 detenute dalle maggiori banche europee ammontavano complessivamente a 6.800 miliardi di euro, un valore circa 12 volte superiore a quello dei crediti deteriorati di tutte le banche dell'area dell'euro. Caro Presidente, lavoriamo insieme e noi saremo sempre al suo fianco per una Europa più equa. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Alfieri. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, abbiamo ascoltato le parole del Presidente del Consiglio e devo dire che molti dei propositi sono in continuità con i Governi precedenti. Ma, giustamente, lei ha messo in evidenza che questo è un Consiglio particolare perché il Consiglio europeo è il suo debutto in Europa. È quindi un Consiglio spartiacque ed è in gioco il futuro dell'Europa. Pertanto, vorremmo sapere da lei qual è la visione complessiva sulle relazioni internazionali, sulla politica internazionale e comunitaria del nostro Paese; qual è la cornice. Rimaniamo in un ambito multilaterale o si privilegia essenzialmente il canale bilaterale? Ancora, con quali alleanze? Lo dico perché i successi che abbiamo ottenuto con la nostra diplomazia e con i nostri Governi negli anni passati li abbiamo raggiunti costruendo delle alleanze solide. È stato così sui flussi migratori, con il passaggio da Triton a Themis, con l'operazione Sophia, la modifica di Frontex e la maggiore attenzione sul Mediterraneo; L'abbiamo fatto costruendo delle alleanze. Anche riguardo al proposito giusto di modificare Dublino (peraltro approvato con il supporto di una forza politica che oggi sostiene tale proposito), noi condividiamo l'idea, invece, di superarlo, e a ragione. (Applausi dal Gruppo PD) . Ma con quali alleanze? Con i Paesi di Visegràd o con quelli con cui noi stiamo provando a costruire, giustamente, un cordone positivo nel Mediterraneo? E questo vale anche per il Sud della Libia e il Niger. Abbiamo sentito le parole di Salvini di ritorno dalla Libia.