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Lavoro, produttività e rispetto per l'ambiente sono profili che debbono essere coniugati, perché non contrapposti. Il disegno di legge non ha oneri aggiuntivi in quanto la detrazione fiscale è compensata con le minori spese sanitarie, previdenziali e assistenziali, derivanti dall'abbattimento dei casi di patologie asbesto correlate e di altre patologie professionali. Il Governo è intervenuto recentemente con una serie di disposizioni contenute nella legge di stabilità 2015 (la legge n. 190 del 2014) e con altre misure. Ma, dal momento che tali interventi contengono limiti e restrizioni non compatibili con il principio di eguaglianza e di ragionevolezza e si pongono in violazione del criterio di non discriminazione, si rende necessario un immediato intervento per evitare condanne anche in sede internazionale.. 1 (Obbligo di bonifica dei locali pubblici ed aperti al pubblico) 1 Nei locali pubblici e aperti al pubblico, compresi scuole ed ospedali, è fatto obbligo alle amministrazioni competenti e ai proprietari privati di provvedere alla bonifica dell'amianto o dei materiali contenenti amianto entro il 1° gennaio 2020. 2 La violazione della disposizione di cui al comma 1 è punita, a titolo di colpa, se il fatto non costituisce un più grave reato, con la pena della reclusione non inferiore a sei mesi. 2 (Obbligo di bonifica nei luoghi di lavoro) 1 Nei luoghi di lavoro ove i lavoratori sono, o possono essere, esposti alla polvere proveniente da amianto o da materiali contenenti amianto ivi presente, il datore di lavoro, indipendentemente dalla concentrazione di amianto in sospensione e dal periodo di esposizione del lavoratore, deve provvedere alla bonifica di tali materiali entro il 1º gennaio 2020. 2 La violazione della disposizione di cui al comma 1 è punita, se il fatto non costituisce un più grave reato, con la pena della reclusione non inferiore a un anno. 3 (Riduzione del rischio di esposizione all'amianto e termine per la bonifica) 1 Fuori dei casi previsti dagli articoli 1 e 2, è fatto obbligo di diminuire progressivamente il rischio di esposizione all'amianto, attraverso la progressiva sostituzione dei materiali in amianto con altri prodotti di uso equivalente non contenenti amianto e altre sostanze cancerogene, con divieto assoluto di esposizione. 2 Gli interventi di bonifica di cui all'articolo 20 della legge 23 marzo 2001, n. 93, e all'articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio 18 marzo 2003, n. 101, devono essere portati a termine entro 1° gennaio 2020. 4 (Individuazione e termine per il censimento dell'amianto) 1 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge la presenza di amianto, in qualunque luogo, deve essere evidenziata con l'apposizione di un'etichetta chiara e visibile recante l'indicazione della presenza di amianto e il simbolo del teschio raffigurante la morte. 2 La mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, ai sensi dell'articolo 20 della legge 23 marzo 2001, n. 93, deve essere ultimata e portata a termine entro il 1º gennaio 2015, secondo le modalità stabilite dal regolamento di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio 18 marzo 2003, n. 101. 5 (Benefici previdenziali ai lavoratori esposti all'amianto) 1 I lavoratori esposti all'amianto e i lavoratori ex esposti che intendano ottenere il riconoscimento dei benefici di cui al comma 1 dell'articolo 47 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, devono presentare domanda agli enti previdenziali presso i quali sono iscritti entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Per gli addetti alle bonifiche o per coloro che lavorano in ambienti nei quali sono presenti fibre di amianto, al fine del riconoscimento dei benefici di cui al citato comma 1 dell'articolo 47 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, non è fissato alcun termine per la presentazione della relativa domanda. 2 Il comma 5 dell'articolo 47 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, è abrogato. 6 (Collocazione in pensione dei lavoratori affetti da patologie asbesto correlate) 1 Tutti i prestatori di lavoro esposti all'amianto che non hanno ancora maturato il diritto a pensione e dei quali si sia accertata la condizione di «affetto da patologia asbesto correlata», diagnosticata e certificata presso strutture pubbliche ospedaliere o universitarie, hanno facoltà, anche in base all'articolo 13, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257, di richiedere la concessione di un trattamento di pensione secondo la disciplina con una maggiorazione dell'anzianità assicurativa e contributiva pari al periodo necessario per la maturazione del requisito dei trentacinque anni, in forza dell'articolo 22, primo comma, lettera a) , della legge 30 aprile 1969, n. 153, e successive modificazioni, e con facoltà di richiedere la concessione di un trattamento di pensione secondo la disciplina di cui al medesimo articolo 22 della legge n. 153 del 1969 e in deroga all'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. 2 Il comma 117 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, è abrogato. 3 Restano valide le disposizioni previste in favore dei lavoratori affetti da asbestosi, ai sensi degli articoli 140 e seguenti del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, ed ogni altra norma in vigore in ordine ai lavoratori affetti da patologie asbesto correlate. 4 Il diritto di cui al comma 1 non impone la rinuncia alle altre provvidenze stabilite per i lavoratori e cittadini affetti da patologie o familiari di deceduti per patologie asbesto correlate. 7 (Equiparazione degli atti di indirizzo emanati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali agli atti equipollenti emanati da ciascun presidente e assessore al lavoro delle province autonome di Trento e di Bolzano e delle regioni a statuto speciale ai fini della concessione dei benefici di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257)