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L'articolo 12 disciplina modifiche in materia di essiccatoi agricoli. L'articolo 13 reca disposizioni in materia di utilizzo di terre e rocce da scavo e stabilisce che i materiali di scavo provenienti dalle miniere dismesse, o comunque esaurite, collocate all'interno dei siti di interesse nazionale, possono essere utilizzati nell'ambito delle medesime aree minerarie per la realizzazione di reinterri, riempimenti, rimodellazioni e cosi via. In sostanza, tali materiali possono essere riciclati in situ . L'articolo 14 reca una serie di disposizioni diverse in materia di «residui di coltivazione e di lavorazione della pietra e del marmo» semplificando a livello procedurale di molto la possibilità per gli operatori di settore di riutilizzo anche a fine industriale. L'articolo 16 dispone ulteriori modifiche al codice ambientale, il decreto legislativo n. 152 del 2006, in materia di rifiuti e residui agricoli. Significative sono le misure che permettono di semplificare e alleggerire gli oneri di carattere amministrativo e procedurale sullo smaltimento di materiali agricoli e forestali per gli abitanti delle piccole isole consentendo loro di utilizzare processi o metodi, ivi inclusa la combustione, che in ogni caso non danneggino l'ambiente né mettano in pericolo la salute umana. L'articolo 17 riguarda il tema della gestione di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), e dispone che rientra nella fase della raccolta il raggruppamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche finalizzato al loro trasporto presso i centri di raccolta. L'articolo 18 reca disposizioni in materia di misure di compensazione, prevedendo che in tutti i casi in cui siano previste misure di compensazione e riequilibrio ambientale e territoriale, in relazione alla realizzazione di attività, opere, impianti o interventi, tali misure non possono comunque avere carattere meramente monetario. Questa norma interviene su una controversia molto antica. Troppo spesso l'obiettivo della compensazione ambientale è stato stravolto, trasformandolo semplicemente nell'erogazione di mance a questa o a quell'amministrazione comunale che, con la compensazione del danno o dell'impatto ambientale prodotto, non avevano nulla a che fare. L'articolo 19 è relativo alla quantificazione di flussi riguardanti contributi su politiche ambientali e dispone che nei casi in cui sia prevista dalla normativa vigente la riassegnazione di fondi a capitoli dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare o a fondi istituiti dalla legge comunque funzionali all'attuazione, da parte del medesimo Ministero, di politiche ambientali, sul sito web del Ministero deve essere indicato, con aggiornamento almeno trimestrale, l'andamento effettivo dei flussi di riassegnazione. Si tratta quindi di una misura che riguarda il tema della pubblicità degli atti della pubblica amministrazione. L'articolo 20 reca una norma di interpretazione autentica in tema di determinazione delle tariffe dei servizi idrici e di recupero dei costi ambientali, chiarendo che la determinazione della tariffa deve incorporare un principio stabilito anche in questo caso da normative internazionali, europee ed italiane, ossia il principio secondo il quale «chi inquina paga». L'articolo 21 reca una serie di misure per il potenziamento dell'azione amministrativa in materia di difesa del suolo allo scopo di massimizzare l'efficacia e l'efficienza delle azioni di prevenzione e di mitigazione del rischio idrogeologico. L'articolo 22 promuove il recupero e il riciclaggio dei materassi dismessi, disponendo che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare emani un regolamento per la gestione di questo tipo di materiali, che si prestano in modo molto efficace al recupero di materia. Gli articolo 24 e 25 prevedono una serie di misure volte in particolare ad ampliare il campo delle imprese beneficiarie dei previsti interventi normativi e regolamentari di semplificazione e riduzione dei controlli a livello ambientale, evitando duplicazione tra diversi livelli di soggetti certificatori ed in particolare si fanno rientrare tra i beneficiari delle semplificazioni le imprese certificate EMAS. L'articolo 26 riguarda più specificatamente il settore delle attività produttive disponendo misure di semplificazione ambientale volte a ridurre gli oneri di trattamento dei materiali di lavorazione antropica quali residui e scarti di produzione e di consumo. Inoltre viene prevista la possibilità che i rifiuti derivanti da attività di manutenzione delle infrastrutture o comunque di lavorazione industriale siano conferiti direttamente ad impianti di smaltimento o recupero in condizione di soddisfare i requisiti ambientati previsti.. Art. 1. (Modifica all'articolo 124 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di scarichi idrici) 1. All'articolo 124, comma 8, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il primo periodo è sostituito dal seguente: «Con esclusione degli scarichi contenenti sostanze pericolose, l'autorizzazione è valida per sei anni dal momento del rilascio». Art. 2. (Modifica all'articolo 179 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di criteri di priorità nel trattamento dei rifiuti) 1. All'articolo 179, comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «A tal fine i soggetti detentori che conferiscono rifiuti per il trattamento sono tenuti a intervenire per assicurare, nel caso in cui la dinamica dei prezzi di mercato produca esiti diversi, che il prezzo riconosciuto per il conferimento al riciclo sia, per la medesima tipologia di rifiuti, superiore a quello riconosciuto per il conferimento al recupero energetico. La violazione di tale obbligo è punita con la sanzione pecuniaria di 200 euro per ogni tonnellata di rifiuti». Art. 3. (Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di gestione dei rifiuti) 1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 182- ter , comma 2, alinea, dopo le parole: «e gli ATO» sono inserite le seguenti: «ovvero le autorità competenti, individuate ai sensi dell'articolo 2, comma 186- bis , della legge 23 dicembre 2009, n. 191,»; b) all'articolo 183, comma 1: 1) alla lettera d) , dopo le parole: «in modo differenziato» sono aggiunte le seguenti: «, nonché manufatti compostabili con certificazione UNI EN 13432:2002»; 2) alla lettera e) , dopo la parola: «domestiche» sono inserite le seguenti: «e non domestiche»; 3) alla lettera ee) , dopo le parole: «che rispetti» è inserita la seguente: «esclusivamente»; 4) dopo la lettera ff) è inserita la seguente: « ff-bis) “digestato da non rifiuto”: prodotto ottenuto dalla digestione anaerobica di prodotti o di sottoprodotti di cui all'articolo 184- bis che sia utilizzabile come ammendante ai sensi della normativa vigente in materia»; c) all'articolo 185, comma 2: 1) alla lettera b) , dopo le parole: