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Misure per la tutela dell'ambiente marino e la resilienza delle zone costiere. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge introduce disposizioni atte a favorire gli investimenti intersettoriali nel campo dello studio e della pianificazione territoriale delle zone costiere e di prossimità, della tutela dell'ambiente marino dai fenomeni naturali e antropici avversi e della realizzazione di infrastrutture strategiche per la messa in sicurezza e lo sviluppo ecosostenibile delle zone costiere. Si ritiene che l'ambiente marino, le zone costiere, in particolare le città ubicate sulla costa, e le aree portuali necessitino di maggiore attenzione: devono essere dotate di adeguate infrastrutture per poter favorire il rilancio economico tanto atteso, specialmente dopo la crisi provocata dalla pandemia da Sars-CoV-2, che ha messo in seria difficoltà interi comparti produttivi del nostro Paese. Per favorire la ripresa economica, in linea con quanto programmato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), occorre investire in cultura e turismo, negli scambi economici e in un'adeguata rete di collegamento, nella salvaguardia del patrimonio naturale, infrastrutturale, storico e culturale esistente, in considerazione del fatto che queste sono questioni imprescindibili per un Paese moderno quale si considera l'Italia. In particolare, si auspica che questo testo normativo promuova la realizzazione delle opere specialmente nelle zone meno sviluppate d'Italia, con particolare riguardo al Mezzogiorno, il cui sviluppo è una condizionalità per l'approvazione del PNRR. Tra l'altro, per anni si è considerato il settore turistico e culturale come un settore produttivo a sé, specialmente se si considera che l'Italia è la culla della cultura occidentale. In realtà, anche le bellezze naturali e storico-culturali del nostro Paese necessitano, in primo luogo di un adeguato riconoscimento da parte delle istituzioni come settore strategico per la ripartenza economica e, inoltre, di un valido ed efficace progetto per la realizzazione di interventi strategici che mettano queste zone svantaggiate in condizione di attrarre capitali nazionali e internazionali. È evidente che per far ciò occorre investire nella realizzazione di reti di collegamento dell'ultimo miglio e non solo. Occorre investire nella realizzazione di autostrade, porti e ferrovie che siano in grado di collegare in breve tempo le regioni del Mezzogiorno con le zone costiere italiane, i Paesi dell'Europa del Nord o con i continenti al di fuori dell'Unione europea, nell'ottica della green o, meglio, della blue economy , nel rispetto cioè del principio secondo cui bisogna svolgere attività economiche che abbiano il minor impatto ambientale possibile e che dunque tendano alla conservazione del naturale equilibrio di tipo idrogeologico, ambientale e paesaggistico. Non solo. Occorre investire anche nell'ammodernamento e adeguamento alle più stringenti norme e buone pratiche in termini di sicurezza del patrimonio edilizio e infrastrutturale dei trasporti, oltre che investire per la competa realizzazione delle opere in cantiere che sono rimaste per lungo tempo incompiute. Una rete di infrastrutture adeguate lungo tutta la penisola italiana è la chiave di volta di un Paese all'avanguardia con i tempi, interconnesso con il mondo, in grado di manifestare la sua adeguatezza al ruolo, per lungo tempo rivestito, di Paese membro del G7. Nel mondo globalizzato dobbiamo confrontarci non solo con i Paesi europei, ma con le grandi potenze economiche mondiali, che crescono a livelli vertiginosi, mentre l'Italia resta ferma. La forza dell'Italia, storicamente, non risiede nel numero di forza lavoro a basso costo, nella disponibilità di risorse geominerarie, ma nelle abilità intellettuali e manifatturiere degli italiani, che da sempre si sono contraddistinti nel mondo come uomini di scienza e cultura. A ciò si aggiunge un'altra forza del nostro Paese: il suo patrimonio paesaggistico, artistico, storico e culturale, il cui emblema è racchiuso nel Grand Tour . Il presente disegno di legge intende principalmente introdurre norme per la tutela dell'ambiente marino e la resilienza delle zone costiere da diverse angolazioni: dal punto di vista della tutela ambientale e della valorizzazione storico-culturale, turistica, infrastrutturale e urbanistica. Con riferimento alla realizzazione di interventi strategici per la tutela dell'ambiente marino, il presente disegno di legge: prevede una serie di azioni concrete. In particolare, attribuisce funzioni e assegna compiti per la gestione del rischio di erosione costiera e di maremoto, nonché per la gestione delle georisorse delle acque sotterranee, delle risorse idroelettriche e paesaggistiche; promuove la realizzazione di reti di monitoraggio strumentale e di sistemi di allertamento geologici locali e la pianificazione di emergenza; mira a tutelare le acque marine e a salvaguardare la biodiversità dell'ecosistema marino, incentivando la riduzione dell'inquinamento del mare da nutrienti (nitrati, fosfati), microplastiche, farmaci e contaminanti emergenti; promuove i piani di rinaturalizzazione delle aree marine e delle coste inquinate; promuove la realizzazione di impianti di depurazione efficienti, la bonifica dei siti inquinati e contrasta lo scarico diretto dei reflui urbani e industriali in mare; incentiva e agevola la produzione e l'utilizzo delle fonti energetiche alternative (moto ondoso, maree, correnti); promuove attività di formazione e di sensibilizzazione inerenti il contrasto all'inquinamento del mare e l'utilizzo di tecnologie ecosostenibili finalizzate alla prevenzione del rischio di maremoto. Con riferimento alla volontà di avviare sul territorio nazionale la realizzazione di interventi strategici per la valorizzazione artistica, storico-culturale e turistica delle città e delle zone costiere, la presente legge incentiva e agevola la buona pianificazione territoriale e la realizzazione di opere pubbliche strategiche per la corretta gestione del territorio, la loro interconnessione con le principali reti di collegamento nazionali, e promuove azioni per la tutela del patrimonio ambientale dai rischi naturali e dall'inquinamento. In definitiva, investire nella « tutela e valorizzazione della bellezza del nostro Paese » è il leitmotiv del presente disegno di legge. Non è esclusa infatti la possibilità che possano verificarsi frane delle falesie lungo le coste. Ogni anno sono qualche migliaio le frane che si innescano o si riattivano sul territorio nazionale e qualche centinaio gli eventi principali di frana che causano vittime, feriti, evacuati e danni a edifici, beni culturali e infrastrutture lineari di comunicazione primarie. In Italia sono state perimetrate complessivamente oltre 860.000 aree a pericolosità da frana per una superficie pari a 59.981 km 2 (19,9 per cento del territorio nazionale), pericolosità strettamente connessa al pericolo alluvionale, che mette in serio rischio gli abitanti delle zone interessate, oltre che il patrimonio infrastrutturale, edilizio e storico-culturale. Si stima che in Italia le aree a pericolosità da alluvione « elevata » e « molto elevata » hanno una superficie di 12.405 km 2 e che la popolazione ivi residente, esposta a rischio, è di oltre 6 milioni di abitanti. Tra l'altro, una della principali cause delle alluvioni è la desertificazione delle campagne e la sostituzione dell'agricoltura tradizionale con le monocolture industriali, per cui occorre un concreto impegno per la costante manutenzione del territorio: