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C'è ovviamente un'attenzione forte alla tutela dei beni culturali e dei centri storici. C'è tutta la questione della centralità degli investitori istituzionali e quindi i fondi pensioni, i fondi delle casse professionali e i fondi immobiliari. C'è poi la rimodulazione del decreto ministeriale n. 1444 del 1968, perché nel nostro Paese abbiamo il paradosso di una legge-quadro dell'urbanistica del 1942, la cui normativa applicativa è del 1968. Occorre rimettervi mano, perché l'urbanistica espansiva di quegli anni non deve più avere nulla a che fare con l'urbanistica rigenerativa di oggi. Faccio un esempio: bisogna rimodulare i costi di costruzione e gli oneri di urbanizzazione, perché non è la stessa cosa costruire uno schifo, in classe energetica G, oppure fare riqualificazione, con classe energetica A. Occorre rimodulare i costi di costruzione, fino all'abbattimento. Con l'emendamento in esame c'è anche grande attenzione alla qualità della progettazione nei concorsi pubblici. Infine, c'è tutta l'attenzione sull'incentivazione fiscale e in particolare su Tasi, Tari, abbattimento fino al 50 per cento di tributi e canoni di qualsiasi tipo, diminuzione del contributo per rilascio a costruire, imposta di registro ipotecaria e catastale fissa. Ovviamente stiamo parlando sempre delle aree che il Comune definisce di rigenerazione urbana e che quindi il Consiglio comunale, vota per il bene della città. Si prevedono inoltre la detrazione del 65 per cento, stabile, per la ristrutturazione edilizia, la riqualificazione energetica e antisismica e la rottamazione e una detrazione del 50 per cento dell'imposta lorda relativa all'importo corrisposto per l'acquisto di un'unità immobiliare in classe B e, da ultimo, incentivi per gli interventi di retrofit energetico. Signor Presidente, concludo dicendo che inseriamo anche il concetto di continuità amministrativa, ovvero, una volta definito l'interesse pubblico, l'amministrazione successiva non può cancellare la programmazione di rigenerazione, ma deve dimostrare, nel farlo, che c'è un interesse pubblico prevalente (Applausi dal Gruppo PD) . Chiediamo a tutti i senatori di votare l'emendamento, perché con l'emendamento in esame si fa rigenerazione e senza questo emendamento si fanno chiacchiere. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della parte ammissibile dell'emendamento 5.4, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . NUGNES (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NUGNES (M5S) . Signor Presidente, voglio specificare che mi sono astenuta sull'emendamento appena posto ai voti per quanto avevo detto in precedenza e per la non opportunità di trattare in questa sede tale argomento, altrimenti avrei votato a favore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.6, presentato dai senatori Martelli e De Petris, identico agli emendamenti 5.7, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e 5.10, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.8, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori, fino alle parole «del Fondo». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.9. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.11, presentato dal senatore Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.5 (testo 2), presentato dalla senatrice Moronese e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.12 è pertanto assorbito e risultano preclusi gli emendamenti da 5.15 a 5.14 (testo 2). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.18, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.19 (testo 2), presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.20, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.21, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.22 (testo 2) è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 5.23, identico agli emendamenti 5.24 e 5.25, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 5.23 con uno spirito differente da quello con cui mi sono espresso su un precedente emendamento, sul quale sono intervenuto appellandomi soprattutto al buon senso che avrebbe dovuto vederci tranquillamente uniti nel semplificare un certo tipo di percorso. Sull'emendamento 5.23 intervengo soprattutto in un'ottica politica e mi rivolgo alla gran parte di quest'Assemblea e delle forze politiche. Anche in virtù del voto espresso recentemente, questo emendamento vedrebbe favorevole la stragrande maggioranza degli italiani su certe posizioni. L'emendamento in oggetto finanzia un fondo per la rigenerazione urbana, quindi avente anche caratteristiche di tutela ambientale e di promozione delle energie rinnovabili; il che si sposa, peraltro, con la giornata odierna. Il finanziamento sarebbe reso possibile dalla circostanza che si pone fine alla moratoria sulle trivellazioni che, di fatto, è stata approvata nei mesi scorsi. Con questa logica, vogliamo capire se ciò che si fa in questa sede corrisponde a quello che si dice al di fuori di quest'Assemblea, nelle piazze e nei convegni. Vedo qui il senatore Arrigoni, che al convegno di Fare Ambiente del 15 maggio scorso - se non sbaglio - ricordo aver sostenuto queste tesi (io l'ho apprezzato). Mi rivolgo ai colleghi perché è ora di dire chiaramente se stiamo dalla parte degli investimenti o del loro blocco. Non si possono recitare due parti nella medesima commedia, signor Presidente.