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Siamo i primi a chiedere a Francia, Spagna e Germania, ma anche a tutti gli altri, di mettere da parte gli egoismi e le rendite di posizione, in favore di una vera condivisione dei problemi del nostro continente. Oggi ci sarà una grande mobilitazione, promossa da più di 200 associazioni in oltre 140 piazze in Europa, per la European solidarity , alla quale mi sento di aderire convintamente. E mi domando: che giudizio si può dare del fatto che i partiti che sostengono questo Governo hanno votato contro o si sono astenuti sulla proposta del Parlamento europeo di rivedere quel regolamento, superando il criterio del primo approdo e sostituendolo con la redistribuzione dei richiedenti asilo in tutti e 27 gli Stati membri? Sui giornali, in roboanti dichiarazioni e a colpi di tweet di grande impatto chiedete che l'Europa cambi; ma lì dove quel cambiamento può avvenire siete clamorosamente assenti o contrari. Siete ancora una volta forti con i deboli e deboli con i forti: questa è la cifra del vostro Governo. Difendete con forza questa proposta domani al Consiglio europeo. Parlate di invasione, di emergenza, di orgoglio nazionale finalmente ristabilito; sarebbe invece il caso di parlare di spaventosa e incomprensibile retorica della paura. Basta slogan , basta. Migliaia di uomini, donne e bambini sono morti in questi anni al largo delle nostre coste. Forse per voi sono un po' di clandestini in meno. Per noi erano esseri umani. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, gentile Presidente del Consiglio che non c'è, onorevoli colleghi, noi siamo assolutamente consapevoli del fatto che da domani questo Governo ha un impegno importante, perché questo Governo e il Presidente del Consiglio rappresenteranno la nostra Nazione in un vertice europeo importante, che potrebbe essere una svolta per la nostra Nazione. Quindi ne capiamo tutta la responsabilità e le siamo e vi siamo vicini. Questo Governo, il Presidente del Consiglio e il ministro Salvini ci hanno dimostrato un cambio di passo, perché eravamo abituati a sentire soltanto dei "no": questo non si può fare, quello non si può fare e noi non ci rassegnavamo ad avere un ruolo di passacarte e a sottostare a ciò che decidevano, di volta in volta, la Germania o la Francia. Avevamo la certezza di aver perso una cosa a noi molto cara: la sovranità nelle decisioni di ciò di cui ha bisogno la nostra Nazione. Quindi siamo contenti che questo Governo abbia messo nell'agenda politica europea l'Italia e il problema dell'Italia, perché siamo consapevoli che, quando c'è un problema, bisogna trovare il modo per poterlo risolvere. Bene anche la scelta coraggiosa del ministro Salvini di non fare più attraccare le navi ONG, che spesso agiscono fuori da ogni norma nazionale e internazionale. Quindi il cambio di passo lo sentiamo e abbiamo anche sentito molte parole che sono musica per le nostre orecchie. Detto questo, dobbiamo entrare nel merito di ciò che questo Governo presenterà in Europa e dobbiamo dire che, sui dieci punti che l'Italia presenterà, alcuni sono da noi condivisibili, mentre altri non lo sono per niente. E, anche in quei punti che condividiamo, non ne condividiamo poi la ricetta, non ne condividiamo la soluzione. Siamo contenti che, ad esempio, ci siano gli hot spot sulle coste dell'Africa. Siamo anche soddisfatti che il Presidente del Consiglio abbia capito che il tema centrale non è il Trattato di Dublino; non ci sembrava dello stesso avviso quando è venuto qui a fare il suo discorso di insediamento, quindi è un bene che forse abbia accolto un nostro consiglio, una proposta di Fratelli d'Italia. Tutti sappiamo che il Trattato di Dublino si riferisce esclusivamente ai rifugiati, quindi sappiamo che questa non può essere una soluzione, perché soltanto l'8 per cento di chi arriva in Italia ottiene lo stato di rifugiato. Il nostro problema centrale sono i clandestini e usiamo questa parola perché il linguaggio è una convenzione ed è bene che sul nostro linguaggio non arretriamo. Quindi il problema sono quei 200.000 clandestini che continuiamo a mantenere e quelle altre centinaia di migliaia che sono usciti dal circolo dell'accoglienza: persone che vivono nel nostro Paese, ma che sono bombe sociali, persone che non sappiamo cosa fanno per vivere e spesso commettono reati, spacciano, rubano, violentano. Sono persone invisibili per le leggi, ma i cittadini italiani ne sentono molto bene la presenza e ne hanno paura. Dalla paura all'ostilità, come sappiamo, il passo è molto breve. Il problema quindi non è di ottenere dall'Europa la spalmatura anche dei clandestini, ma è altro e ci può essere soltanto una soluzione: quella del blocco navale, proposta da sempre da Fratelli d'Italia. Credo che questo Governo sia consapevole che il prosieguo della costruzione dell'Europa non sarà l'euro, ma sarà proprio la questione degli immigrati. Quindi noi diciamo al Presidente del Consiglio e a tutto il Governo che debbono abbandonare la timidezza, che debbono andare in Europa con più coraggio e che dovrebbero portare al vertice europeo il tema della protezione dei nostri confini. Devo dire - e mi dispiace che non ci sia il Presidente del Consiglio - che averlo visto ieri al tavolo col presidente francese Macron, che ha insultato l'Italia e che ha definito noi italiani «vomitevoli», mi ha lasciato e ci ha lasciati basiti. Mi permetto di dare un consiglio al Presidente del Consiglio: è bene che vada alle cene e agli aperitivi solo con chi rispetta l'Italia e gli italiani, soprattutto perché la Francia - e di questo dovremmo essere tutti consapevoli - ha grossissime responsabilità. La Francia che fa accoglienza con i porti degli altri e soprattutto con i porti italiani; la Francia che ha fatto scelte scellerate, come attaccare la Libia di Gheddafi, non certo per uno spirito umanitario ma per interessi economici e per sostituirsi all'Italia nel rapporto privilegiato che abbiamo sempre avuto con la Libia. Credo che li ricordiate anche voi, membri del Governo, Presidente del Consiglio, perché siamo tutti italiani e credo abbiano fatto male anche a voi, i sorrisini di Sarkozy e della Merkel. Quindi il tema centrale della soluzione è quello di difendere i nostri confini, come sta facendo una parte dell'Europa, come stanno facendo altri Paesi del Mediterraneo come la Spagna e la Grecia. Occorre coraggio, nel chiedere tutto questo. Molti domandano: ma come si può fare per difendere i nostri confini? È molto semplice: si può fare come ha fatto il presidente Prodi nel 1997, ossia con un blocco navale in accordo con le autorità locali. Il Governo Prodi, in accordo col Governo albanese, fece un blocco navale per impedire la partenza dei barconi. Se ne faccia una ragione anche chi sta in quest'Aula, la sinistra che oggi critica tantissimo i blocchi navali. Consiglierei al Presidente del Consiglio, prima di partire, di fare una telefonata a Prodi, che magari, da questo punto di vista, potrebbe dare degli utili consigli. Il blocco navale si può e si deve fare, attraverso un accordo con le autorità libiche, un blocco navale concordato.