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Il comitato per l'Educazione finanziaria è stato istituito ad agosto con apposito decreto del ministro Pier Carlo Padoan, che ha nominato come presidente l'economista Annamaria Lusardi e altre dieci personalità tra le quali spiccano il proprio portavoce Roberto Basso e i rappresentanti di Bankitalia, Consob, Covip (fondi pensione), Ivass (assicurazioni), Ocf (consulenti finanziari). E l'avvocato Tanza, presidente di Adusbef, su indicazione di tutta la galassia dei consumatori. Bilancio annuo: un milione di euro. Lo scorso 16 aprile è finalmente partito il portale internet, intitolato "Quello che conta", ma nella riunione del 13 aprile il rappresentante dei consumatori ha sollevato varie questioni che ha poi riversato in una lettera ai propri mandatari e che La Verità ha potuto leggere. Tanza ha innanzitutto contestato l'impostazione del sito internet, dove "si mira esclusivamente a promuovere le magnifiche e progressive sorti del sistema bancario, nel tentativo di acquisire gli ultimi 3 o 4 milioni di cittadini non ancora bancarizzati". Quando si apre il sito, ci sono subito alcuni video che presentano in ordine alfabetico i vari strumenti bancari e di risparmio, anziché in ordine di popolarità e complessità. Nel primo modulo, ad esempio, ci si imbatte subito nel "Bonifico Sepa", ma Tanza fa notare che non è esattamente la prima cosa con cui introdurre il cittadino al magico mondo bancario. "Le guide già presenti sul sito di Bankitalia, dai mutui per la casa al credito al consumo, sono addirittura più accattivanti di quelle sfornate dal Comitato", scrive il presidente Adusbef. Che poi definisce il sito "carente" perché "non è stato studiato tenendo conto delle ampie conoscenze dei consumatori". Quello che dovrebbe connotare un'iniziativa del genere dovrebbe essere almeno la trasparenza, a dire dei consumatori manca anche quella. Il bilancio 2017 non è stato ancora consegnato ai membri del comitato, anche se è stato loro detto che una copia di questo sarebbe stato pubblicata nel sito del ministero dell'Economia. Anche qui Tanza allarga le braccia e scrive: "Pare sia nella sezione Trasparenza del sito del Mef, ma io non sono stato capace di trovarlo". A dire il vero, non è riuscito neppure a noi. In ogni caso, si sa che circa 750.000 euro sono stati spesi per attrezzature varie e per far partire il portale, mentre il resto del milione sarebbe finito in borse di studio e consulenze. Ma è la proposta di bilancio per il 2018 che è già ritenuta "inaccettabile" dai consumatori. Le loro associazioni, in prima fila nell'assistere decine di migliaia di truffati, sono contemplate solo in quanto riceveranno 100.000 calendari, che dovranno poi distribuire gratuitamente. "Ho lottato perché i calendari arrivassero almeno a spese del comitato presso le sedi delle associazioni: inizialmente avremmo dovuto curare noi anche il ritiro", scrive Tanza ai colleghi. Per gestire il portale si spenderanno invece 13.500 euro al mese, ovvero molto di più quanto spendono le associazioni per i propri siti, mentre ben 640.000 euro se ne andranno in "pubblicità ed eventi". Di questi, ben 400.000 euro andranno in inserzioni sui giornali. Ma non mancheranno anche 15.000 penne a sfera con il logo Edufin da regalare qua e là. Sul budget 2018 hanno espresso perplessità anche altri quattro consiglieri, ma è con i consumatori, che si vedranno il 3 maggio, che si rischia lo strappo più doloroso. Il tutto mentre da oltre quattro mesi si attende lo sblocco di 10 milioni di euro derivanti dalle multe Antitrust, in buona parte frutto delle denunce dei consumatori», si chiede di sapere: se risponda al vero che il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, che si permette di pronunciare espressioni che l'interrogante ritiene ingiuriose, riceva una pensione dalla Banca d'Italia dall'età di 65 anni, in caso affermativo quale ne sia l'ammontare, oltre agli emolumenti per la carica pari a 450.000 euro all'anno, che, diversamente da altri dirigenti del pubblico impiego, non sembra sia soggetta al cumulo per i dirigenti dell'intero direttorio compreso il presidente Ivass e direttore generale Salvatore Rossi; se risponda al vero che il comitato Edufin, presieduto dalla professoressa Lusardi, abbia speso circa 750.000 euro per attrezzature varie e per far partire il portale, mentre il resto del milione sarebbe finito in borse di studio e consulenze; se sia vero che per gestire il portale Edufin si spenderanno 13.500 euro al mese, ovvero molto di più quanto spendono le associazioni per i propri siti, mentre ben 640.000 euro se ne andranno in "pubblicità ed eventi", ben 400.000 euro in inserzioni sui giornali; quali siano le valutazioni del Governo rispetto a tale gestione "allegra" (che l'interrogante ritiene anche clientelare) dei fondi pubblici, per offrire il monopolio dell'"educazione" a soggetti quale il museo del risparmio di Intesa Sanpaolo, alla Feduf finanziata da decine e decine di banche associate all'Abi, che avranno titolo per fare "educazione finanziaria" (in testa banca Intesa, BNL, Unicredit, l'Ania, cioè le assicurazioni), con la finalità, secondo le accuse, di ammorbidire i clienti per affibbiare loro i prodotti più redditizi per loro stessi, ovvero peggiori per i risparmiatori (polizze, piani previdenziali, fondi molto cari ed opachi, piani assicurativi, piani individuali di risparmio e polizze vita dai dubbi rendimenti); se non sia più utile sottrarre il monopolio dell'educazione finanziaria a soggetti che a giudizio dell'interrogante avrebbero bisogno di un corso accelerato di "rieducazione", alla luce di crac e dissesti che hanno ridotto sul lastrico almeno 500.000 famiglie per un valore stimato da Adusbef in 110 miliardi di euro, per affidarlo invece alle strutture pubbliche di insegnamento, ossia alle scuole secondarie di primo e secondo grado; se, infine, il portale denominato "Quello che conta" non rappresenti una ben congegnata beffa, in aggiunta alla truffa patita dalle incolpevoli famiglie i cui risparmi sono stati azzerati. Atto n. 4-00119 LANNUTTI DI NICOLA Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e dello sviluppo economico Premesso che: in data 1° giugno 2016, sull'anomalo andamento delle copie vendute del quotidiano di Confindustria "Il Sole-24 ore", l'associazione Adusbef presentava un esposto alla Consob, dopo la decisione del consiglio di amministrazione Ads di sospendere la certificazione delle copie multiple degli abbonamenti digitali, ben 109.000 copie, chiedendo l'immediata apertura di un'indagine sugli ultimi due bilanci del gruppo editoriale, quotato in borsa, per verificarne la veridicità contabile e la congruità dei ricavi iscritti nei bilanci, con le copie vendute, dato che nel periodo della presidenza Benedini (nominato durante il secondo quadrimestre 2013), la posizione finanziaria netta, al netto delle operazioni straordinarie, era passata da un negativo di 37,4 milioni a un negativo di 141,6 milioni di euro, con un deterioramento pari a 104,2 milioni;