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BASI, CASERME E INSTALLAZIONI MILITARI 5 1 Tutti i progetti aventi ad oggetto la costruzione o l’ampliamento di basi, caserme e installazioni militari sul territorio nazionale, siano esse di mare o di terra, anche se nella disponibilità di Paesi terzi, possono essere autorizzati solo in seguito allo svolgimento della valutazione ambientale strategica e della valutazione di impatto ambientale, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e previo parere favorevole dei Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della difesa, nonché del Presidente della regione e dei sindaci territorialmente competenti. 2 I progetti di cui al comma 1, già autorizzati alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, sono sospesi per essere sottoposti nuovamente alla procedura autorizzatoria ai sensi del comma 1, anche al fine di garantire l’adempimento della normativa europea in materia di valutazione di impatto ambientale, nonché di prevedere un sistema di controlli idoneo ad accertare l'effettivo rispetto delle prescrizioni ambientali e di sicurezza. 3 Tutte le basi, le caserme e le installazioni militari sono sottoposte con cadenza biennale alla verifica del rispetto delle prescrizioni in materia ambientale, effettuata dall'Agenzia regionale per l'ambiente competente per territorio che, a seguito della verifica, rilascia apposita certificazione. 6 1 Tutti i progetti aventi ad oggetto la costruzione o l’ampliamento di basi, caserme e installazioni militari sul territorio nazionale, anche se nella disponibilità di Paesi terzi, devono essere corredati di un progetto per la riconversione ad uso civile della struttura al termine della sua destinazione militare, che deve garantire il riassorbimento di tutti i lavoratori civili impiegati, nonché indicare l'entità e le modalità di reperimento delle occorrenti risorse finanziarie. 2 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, per tutte le basi, le caserme e le installazioni militari, ivi compresi i poligoni e i campi di tiro sia marini che terrestri già esistenti sul territorio nazionale, anche se nella disponibilità di Paesi terzi, deve essere predisposto un piano di riconversione ad uso civile, con i contenuti di cui al comma 1. 7 1 La destinazione militare delle strutture di cui al presente capo non può in ogni caso superare la durata di cinque anni, rinnovabili una sola volta. 2 Le strutture di cui al presente capo, in essere da più di dieci anni, sono dismesse e riconvertite a scopi esclusivamente civili entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. 8 1 La permanenza di basi, caserme, installazioni e di ogni altra servitù militare, già esistenti sul territorio nazionale, anche se nella disponibilità di Paesi terzi, anche in deroga a quanto previsto dalla normativa vigente in materia e dagli accordi internazionali eventualmente in corso, è sottoposta ad autorizzazione da rilasciare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, con deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri della difesa e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previo parere favorevole del Presidente della regione e dei sindaci territorialmente competenti. 9 1 Nessuna struttura o infrastruttura ad uso civile presente sul territorio nazionale, ivi compresi porti, aeroporti e ferrovie, può essere utilizzata per scopi militari, compreso il passaggio di armamenti e truppe per missioni militari all’estero. 10 1 Tutti i progetti aventi ad oggetto l’installazione, la costruzione e l’ampliamento di basi militari, in corso alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, nonché l’uso di strutture militari per esercitazioni di tiro esistenti sul territorio nazionale, siano esse terrestri, navali o aeree, sono sospesi fino all’adeguamento alle disposizioni introdotte dal presente capo.