[resaula]

il disagio, la sofferenza e la disperazione di molte famiglie marchigiane non sembrano avere fine, malgrado l'enorme impegno profuso in termini economici per garantire in tempi accettabili un percorso di riqualificazione del territorio, volto a ripristinare quella situazione di normalità sociale, abitativa e lavorativa precedente ai terremoti occorsi; non è pensabile, né accettabile, che l'Italia, Paese del G7, possa trascinare negli anni programmi di ricostruzione che lasciano intere famiglie in uno stato di bassa qualità di vita e di privazioni, famiglie che non vedono un termine oltre il quale sarà per loro possibile riappropriarsi di quelle abitudini di vita annullate nello spazio di pochi minuti; già ad un anno da quel 24 agosto 2016, denunce di enti e persone delle aree terremotate e approfondimenti giornalistici hanno fatto emergere criticità, ritardi, disagi, problematiche nel piano di assistenza e di ricostruzione dei territori colpiti; la mancanza di linee guida omogenee e di procedure straordinarie come straordinario è un terremoto e la burocrazia non facilitano ma impediscono il superamento di una situazione, che rimane comunque emergenziale, si chiede di sapere: se corrisponda al vero che le SAE sono costate anche 5.000 euro a metro quadro e se si ritenga questo costo compatibile con la loro qualità; se siano ipotizzabili sanzioni nei confronti dei consorzi che hanno fornito le SAE; se risulti appurato che la Regione Marche, alla quale, in quanto stazione appaltante, spetta la direzione dei lavori e pertanto la verifica e il collaudo dei materiali, abbia, con riferimento alle SAE, responsabilità dirette; con quale tempistica, considerando che sono trascorsi ormai due anni e mezzo dalla prima scossa tellurica, si ritenga di poter garantire ai marchigiani colpiti dagli eventi calamitosi quelle certezze che spettano loro e che attendono oramai da troppo tempo; alla luce di quanto riportano gli organi di informazione, se il Governo non ritenga opportuno riferire alle Camere sulla situazione riguardante le SAE, nonché con quali risorse finanziarie e con quale tempistica, tenuto conto l'avvicinarsi della stagione invernale, si intendano sostituire le SAE irrimediabilmente danneggiate. Atto n. 3-00384 D'ANGELO RICCARDI TRENTACOSTE EVANGELISTA DE LUCIA FLORIDIA VANIN LANZI GALLICCHIO DONNO NOCERINO LOMUTI DI GIROLAMO ROMANO LEONE LANNUTTI AUDDINO PIARULLI CRUCIOLI URRARO MANTOVANI ANGRISANI Al Ministro della giustizia Premesso che: secondo la Costituzione (articolo 27) la pena detentiva deve tendere alla rieducazione del condannato; gli istituti penitenziari hanno il compito di assolvere, sia alla reclusione dei detenuti, implementata attraverso l'utilizzo del corpo di custodia, sia alla rieducazione, effettuata attraverso il servizio degli addetti all'Area trattamentale; le attività svolte all'interno dell'Area trattamentale sono coordinate dai funzionari giuridico-pedagogici e sono finalizzate a formare e a consolidare nell'individuo le attitudini sociali e civili, che si suppone egli non possegga o abbia perduto. Tali attività puntano ad integrare la formazione personale del detenuto, attraverso corsi professionali e competenze che egli potrà sfruttare a suo favore al momento della riammissione a pieno titolo nella società, e cercando di stimolare, attraverso l'attività scolastica e lavorativa, le attitudini a rispettare le norme civili di convivenza; considerato che a quanto risulta agli interroganti: tutte le case circondariali presenti sul territorio nazionale soffrono la carenza di funzionari giuridico-pedagogici; i funzionari giuridico-pedagogici costituiscono poco più del 2 per cento per cento del personale impiegato negli istituti di pena, già assai carente, e il divario tra i funzionari giuridico-pedagogici previsti e quelli presenti si attesta su una media nazionale del 35 per cento per cento; questa carenza non permette l'attuazione organica degli interventi atti ad attribuire alla pena il valore educativo previsto della Costituzione, né la valorizzazione del lavoro in carcere come forma di rieducazione e reinserimento sociale della persona condannata prevista dal Contratto di Governo; in particolare, la Casa circondariale di Messina "Gazzi" è da molto tempo in carenza di funzionari di area giuridico-pedagogica. Allo stato attuale, per 272 detenuti, vi sono solo due funzionari giuridico-pedagogici, uno dei quali in congedo parentale saltuario; nella stessa situazione si trova la Casa circondariale Modena "Sant'Anna", dove, a fronte di 484 detenuti, ci sono 5 funzionari giuridico-pedagogici, due dei quali in distacco temporaneo da altre strutture; l'esiguo numero di funzionari giuridico-pedagogici presenti negli istituti penitenziari italiani, a fronte dell'elevato numero di detenuti, non permette l'attuazione dei servizi fondamentali previsti dall'Area trattamentale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda avvalersi di ulteriori risorse nell'ambito giuridico-pedagogico, affinché si ponga rimedio alla problematica descritta. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00379 GIAMMANCO MODENA BARBONI CANGINI AIMI PICHETTO FRATIN SERAFINI PEROSINO URSO DE BERTOLDI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: a Bagheria (Palermo), in prossimità della località di Aspra, esiste un edificio costruito a cavallo tra gli anni '60 e '70, mediaticamente conosciuto come "ecomostro di Bagheria", edificato all'interno del limite di 150 metri dalla battigia; l'immobile è attualmente sotto sanatoria per alcune parti che potrebbero essere abusive perché costruite dopo l'approvazione della legge regionale contro l'abusivismo n. 78 del 1976, "Provvedimenti per lo sviluppo del turismo in Sicilia", promulgata dall'Assemblea regionale siciliana il 12 giugno 1976; il 17 maggio 2017, la società "Nuova Poseidonia" si è aggiudicata all'asta l'acquisto della struttura per 225.000 euro. Questa società è stata costituita due giorni prima dell'asta giudiziaria dal sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, del Movimento 5 Stelle, da una deputata nazionale, da suo marito e da altre due persone, in analogia con quanto fatto nel precedente atto di sindacato ispettivo, 3-00299; il sindaco Cinque e la deputata hanno acquistato l'edificio per realizzarvi un resort di lusso, senza valutare che esso incombe sulla spiaggia di Sarello, che dista poco più di 5 chilometri da Casteldaccia, il comune a forte rischio di dissesto idrogeologico in cui agli inizi di novembre 2018 sono morte nove persone che si trovavano in una villa abusiva costruita a pochi metri dal fiume; il comune di Casteldaccia, a pochi passi dal luogo in cui si trova l'ecomostro di Bagheria, è catalogato nella carta della pericolosità del piano di bacino come a "elevata pericolosità idrogeologica";