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Previsioni conclusive Lo Stato richiesto assicura allo Stato richiedente, in caso di sua esplicita richiesta, la riservatezza delle informazioni trasmesse a sostegno della domanda di estradizione (articolo 22). Ogni eventuale controversia derivante dall'interpretazione o dall'applicazione del Trattato sarà risolta in via diplomatica, previe consultazioni del caso (articolo 20). Il Trattato si applicherà alle richieste di estradizione successive alla data di entrata in vigore, ivi comprese quelle riguardanti reati commessi prima di tale data (articolo 21). La data di entrata in vigore sarà quella del trentesimo giorno successivo alla data di ricezione dell'ultima notifica con cui le Parti si saranno comunicate, per via diplomatica, il completamento delle rispettive procedure di ratifica (articolo 23, paragrafo 1). Il Trattato avrà durata illimitata. Sono fatte salve sia la facoltà di bilaterale e concordata modifica; sia quella di unilaterale recesso, esercitabile in qualsiasi momento con comunicazione scritta all'altra Parte per via diplomatica. In tal caso il Trattato perderà efficacia il centottantesimo giorno successivo alla sopra citata comunicazione, ma continuerà a regolare le procedure cominciate prima dello spirare di tale termine (articolo 24, paragrafi 2, 3 e 4). Trattandosi di intesa stipulata successivamente al 6 maggio 2016, si assicura il rispetto di standard di protezione adeguati nel caso di trasferimento di dati personali nel Paese terzo, ai sensi degli articoli 31 e seguenti, del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51, recante attuazione della direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio. TRATTATO TRA LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA DOMINICANA DI ASSISTENZA GIUDIZIARIA RECIPROCA IN MATERIA PENALE, FATTO A ROMA IL 13 FEBBRAIO 2019 I. Premessa Il presente Trattato si inserisce nell'ambito degli strumenti finalizzati all'intensificazione ad alla puntuale regolamentazione dei rapporti di cooperazione posti in essere dall'Italia con i Paesi centroamericani, con i quali si persegue l'obiettivo di migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto alla criminalità. Ed infatti con tale Trattato si avvia un processo di sviluppo estremamente significativo ed importante dei rapporti tra l'Italia e la Repubblica dominicana, che permetterà una stretta ed incisiva collaborazione tra i due Paesi nel campo della cooperazione giudiziaria penale, ed in particolare nel settore del narcotraffico. L'adozione di norme volte a disciplinare in modo preciso il settore della assistenza giudiziaria penale con la Repubblica dominicana è stata imposta dall'assenza di trattati bilaterali e nel contempo dall'evoluzione dell'attuale realtà sociale, caratterizzata da sempre più frequenti ed estese relazioni tra i due Stati, il cui progressivo intensificarsi favorisce anche lo sviluppo di fenomeni criminali che li coinvolgono entrambi e che richiedono, pertanto, l'approntamento di strumenti idonei a garantire una reciproca ed efficace collaborazione, soprattutto nella lotta alla criminalità organizzata. II. Previsioni generali L'ampiezza degli intenti perseguiti con il Trattato è esplicitata nelle norme generali, laddove è previsto che le Parti s'impegnano a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in molteplici settori, quali – tra l'altro – la ricerca e l'identificazione di persone, la notificazione di atti e documenti, la citazione dei soggetti coinvolti a vario titolo nei procedimenti penali, l'acquisizione e la trasmissione di atti, documenti ed elementi di prova, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni (ivi inclusi gli interrogatori di indagati ed imputati), l'espletamento e la trasmissione di perizie, l'esecuzione di attività di indagine e di ispezioni giudiziarie, l'esame di luoghi e cose, l'effettuazione di perquisizioni e sequestri, la confisca dei proventi del reato e delle cose pertinenti al reato, le intercettazioni di comunicazioni, ed, in generale, qualsiasi altra forma di assistenza conforme alle finalità e alle disposizioni del presente Trattato (articolo 2). L'assistenza potrà essere prestata anche quando il fatto per cui procede lo Stato richiedente non sia previsto come reato nello Stato richiesto (articolo 1). L'assistenza giudiziaria potrà essere rifiutata dallo Stato richiesto in una serie di casi divenuti ormai consueti nelle discipline pattizie internazionali, ovvero: – quando la richiesta di assistenza è contrada alla legislazione dello Stato richiesto o non è conforme alle previsioni del Trattato; – quando si procede per un reato politico, o per un reato connesso ad un reato politico, ovvero per un reato di natura esclusivamente militare in base alla normativa dello Stato richiedente; – quando si hanno fondati motivi per ritenere che la richiesta di assistenza possa essere strumentalmente volta a perseguire, in qualsiasi modo, una persona per motivi di razza, sesso, religione, nazionalità od opinioni politiche ovvero che la posizione di detta persona possa essere pregiudicata per i detti motivi. La richiesta di assistenza potrà, altresì, essere respinta anche allorquando il suo accoglimento possa compromettere la sovranità, la sicurezza e l'ordine pubblico o altri interessi essenziali dello Stato Richiesto. Essendosi recepito il cosiddetto principio del ne bis in idem , costituisce motivo di rifiuto dell'assistenza la circostanza che la persona nei cui confronti si procede sia già stata indagata o giudicata per il medesimo fatto nello Stato richiesto (articolo 7). Il Trattato individua poi, le Autorità centrali legittimate alla trasmissione ed alla ricezione – direttamente tra loro e non tramite canali diplomatici – delle richieste di assistenza giudiziaria (articolo 3), disciplinando nel dettaglio i requisiti di forma e di contenuto di queste ultime e prevedendo, in ogni caso, la facoltà dello Stato richiesto di sollecitare le eventuali ulteriori informazioni che si rendessero necessarie ai fini delle valutazioni di sua competenza; di significativa utilità, sul piano operativo, risulta la possibilità di anticipare con « mezzi di comunicazione rapida » (quale la posta elettronica) le richieste di assistenza, da inoltrarsi comunque per le vie ordinarie non appena possibile (articolo 5). Le Parti si impegnano a collaborare tempestivamente in conformità alla legislazione dello Stato richiesto, ma è anche prevista la possibilità di eseguire la domanda di assistenza secondo modalità particolari indicate dallo Stato richiedente, purché ciò non contrasti con la legislazione del primo (articolo 4). III. Previsioni specifiche Una disciplina di dettaglio è prevista per talune attività di assistenza giudiziaria, quali l'assunzione probatoria nel territorio della Parte richiesta (articolo 11) ovvero della Parte richiedente (articolo 15).