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Aggiungiamo anche che le normative, i regolamenti e i sistemi di controllo che abbiamo in Italia sono fra i più rigorosi al mondo e abbiamo il dovere di affermarlo e ribadirlo, anche contro un costume che ci vede spesso autocritici e finanche - mi sia consentito il termine crudo - autolesionisti. Questo disegno di legge, per rispondere anche a quello che ho sentito, stabilisce che ci possono essere anche altri metodi, che solo se rispettano quelli dell'agricoltura biologica possono essere dichiarati biologici. Poi, con una puntina di orgoglio, posso dire che il settore ha un grandissimo sviluppo nel Meridione d'Italia (quindi in Sicilia, in Calabria, in Campania e in Basilicata) e questo - mi dispiace dirlo - va anche contro certe operazioni di qualche Ministero che ha tagliato i fondi verso il Sud. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Trentacoste. Ne ha facoltà. TRENTACOSTE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'agricoltura con metodo biologico è un sistema globale di gestione dell'azienda agricola e di produzione alimentare basato sull'interazione tra le migliori prassi in materia ambientale e azioni per il clima e di salvaguardia delle risorse naturali. Grazie all'applicazione di norme rigorose, il metodo biologico contribuisce alla qualità dei prodotti, alla sicurezza alimentare, al benessere degli animali, allo sviluppo rurale, alla tutela dell'ecosistema, alla salvaguardia della biodiversità e al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei gas a effetto serra stabiliti dall'Unione europea, contribuendo al raggiungimento dei propositi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Il settore del biologico è in costante crescita e rappresenta una fetta importante del made in Italy , ponendoci tra i Paesi all'avanguardia in Europa. Le superfici agricole dedicate al biologico sono pari a due milioni di ettari, il 15 per cento della superficie agricola nazionale, localizzata soprattutto in Emilia-Romagna, Puglia, Calabria e Sicilia, con oltre 80.000 operatori impiegati nella filiera. Alla luce di questi numeri, lo Stato ha l'obbligo morale di promuovere e sostenere la produzione con metodo biologico, anche attraverso interventi volti a incentivare la costituzione di organismi e piattaforme di aggregazione del prodotto e delle filiere. La recente emanazione del bando per la ricerca sul biologico, con uno stanziamento di 5 milioni di euro a partire da quest'anno e già previsto nella legge di bilancio del 2020, per la promozione del settore, dimostra quanto si stia puntando sulla sostenibilità ambientale dell'agricoltura. Tuttavia, non è ancora sufficiente e molto dev'essere ancora fatto. Tra gli obiettivi principali indicati dalla Commissione europea, vi sono il raggiungimento del 25 per cento delle superfici coltivate a metodo biologico e la riduzione di almeno il 50 per cento dei pesticidi: due assi strategici in cui l'Italia avrà un ruolo fondamentale. A nostro avviso, solo una visione agroecologica, ecosistemica e attenta alla qualità ambientale potrà ricreare un giusto rapporto tra uomo e ambiente. Auspico pertanto che le sensibilità presenti in quest'Aula possano contribuire, in un prossimo futuro, all'esito di un provvedimento legislativo più ampio sull'agroecologia, riconoscendo all'agricoltura il suo ruolo cruciale tra salvaguardia ambientale, sicurezza alimentare e qualità della vita. Lo sviluppo dell'agricoltura biologica assume grande rilevanza, tanto da rientrare tra gli obiettivi prioritari da perseguire, assieme alla riduzione della chimica utilizzata in agricoltura e nella zootecnia, al miglioramento del benessere animale e al contrasto della perdita di biodiversità. La realtà agricola organizzata secondo criteri di ecocompatibilità costituisce, dunque, il campo di indagine più appropriato per dare avvio a un rinnovamento culturale nella direzione dello sviluppo sostenibile. In questo contesto, l'agricoltura biologica ha un ruolo rilevante. Secondo il Rodale Institute, tale metodo impiega il 45 per cento in meno di energia rispetto a quello convenzionale e fa un uso più efficiente dell'energia stessa, al contrario dei sistemi agricoli convenzionali, che producono il 40 per cento in più di gas serra. I suoli biologici, inoltre, hanno una funzione di carbon sink , che è mediamente quantificabile in mezza tonnellata per ettaro l'anno. In questo senso, l'agricoltura biologica offre agli agricoltori opzioni significative sia nelle politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici sia in quelle di adattamento ai citati mutamenti. All'inizio del terzo millennio, dunque, ogni sforzo dev'essere dedicato a riorientare il comune patrimonio di conoscenze nella direzione di un umanesimo agroecologico ed ecocompatibile. Per incrementare questa tendenza, occorre organizzare al meglio i distretti biologici e la filiera produttiva, con un supporto sia tecnico sia commerciale. Bisogna puntare sulla transizione digitale, utilizzando ad esempio la tecnologia blockchain per tracciare i prodotti agroalimentari. I dati elaborati dal Sistema di informazione nazionale sull'agricoltura biologica (SINAB) lo dimostrano: dal 2010 gli ettari destinati alle colture biologiche sono aumentati di oltre il 75 per cento e il numero degli operatori del settore di oltre il 65, mentre i consumi di prodotti bio sono più che raddoppiati dal 2013 ad oggi. Si tenga presente che il biologico è il solo metodo agricolo chiaramente regolato e riconoscibile agli occhi dei consumatori grazie alla sua certificazione, che è stata fondamentale per l'espansione del mercato, dando un'identità a quei prodotti. A tal riguardo, tra le novità più interessanti contenute nel disegno di legge in discussione vi è la creazione di un marchio bioitaliano, che garantirà ai consumatori la possibilità di identificare i prodotti che provengono dalle filiere biologiche completamente italiane. Sono previsti anche piani di azione per il settore e per le sementi, un fondo di sostegno alla ricerca, alla formazione e alla promozione di accordi quadro e alle intese di filiera. I cibi biologici prodotti senza l'impiego della chimica sono più sani e garantiscono standard di salute più elevati. Lo ha affermato con chiarezza il commissario europeo all'agricoltura Janusz Wojciechowski durante la presentazione del Piano d'azione biologica dell'Unione europea, aggiungendo che, nella sua visione ideale, tutta l'agricoltura europea dovrebbe essere bio. Concludendo, l'agricoltura biologica ha un impatto ambientale inferiore rispetto alla produzione convenzionale e c'è una crescente domanda di cibo biologico, sia per l'Europa sia a livello globale, poiché sempre più persone cercano cibo sano. A conferma di quanto detto, nei giorni scorsi è stato presentato dalla Commissione europea il nuovo Piano d'azione 2021-2027 per la transizione agroecologica dell'agricoltura europea. Gli obiettivi sono individuati dal green deal , dalle strategie comunitarie farm to fork e a difesa della biodiversità: triplicare le superfici agricole coltivate a biologico e dimezzare l'uso di pesticidi e antibiotici entro il 2030. Il Piano sostiene i consumi, puntando a una maggiore diffusione dei prodotti biologici nelle mense pubbliche e scolastiche.