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In primo luogo diciamo che serve una forte azione politica, a cominciare dal prossimo vertice di Bruxelles, affinché si decida una nuova governance economica e finanziaria con capacità fiscale e con l'istituzione di un Ministero delle finanze, in modo da tenere insieme stabilità e salvezza dei conti, crescita sostenibile e creazione di posti di lavoro. La battaglia sulla capacità fiscale è altrettanto importante di quella sull'istituzione del Ministero, perché la vera questione di fondo, come hanno detto anche i colleghi che mi hanno preceduto, è che non si può avere nella tasca la stessa moneta se poi questa non ha una capacità fiscale, perché non si ottimizza tutto il suo potenziale. Allora, se siamo d'accordo, convincete i vostri alleati europei, altrimenti è troppo facile dirlo in quest'Aula quando poi invece a Bruxelles da Le Pen a Farage sono contrari a qualsiasi estensione della capacità dell'euro. (Applausi dal Gruppo PD) . Contemporaneamente bisogna aprire una riflessione, non sulla necessità di avere una disciplina di bilancio, che serve a livello europeo, ma sulla tipologia delle regole, sulla loro qualità, sulla loro trasparenza, sulla loro sanzionabilità, sulla inadeguatezza - sono d'accordo con alcuni colleghi che lo hanno detto - del prodotto interno lordo come parametro per decrittare il benessere o il mancato benessere delle nostre comunità; sulla immodificabilità di queste regole davanti a situazioni di collasso o di crisi sociale od occupazionale di un Paese della zona euro. Bisognerà anche discutere - lo dico al ministro Tria - sulla proposta, che sembra emergere, di un bilancio della zona euro. Siamo d'accordo che ci sia un bilancio solo della zona euro? Può essere una proposta, ma a condizione che abbia capacità fiscale, cioè che consenta di fare quegli investimenti infrastrutturali a cui lei si è richiamato e di cui hanno tanto bisogno l'Europa, il Mezzogiorno e l'Italia. Noi siamo stati i primi a dirlo, questo non lo potete smentire, anzi ci attaccavate quando Renzi e noi nel Gruppo socialista e democratico del Parlamento europeo criticavamo alcune rappresentanze brussellesi perché si attaccavano allo zero virgola e poi erano miopi di fronte alle violazioni della prima regola che ci deve essere nell'Unione europea, cioè quella dello stare insieme, dello spalmare pesi e responsabilità, come è avvenuto sui migranti e sui richiedenti asilo da parte di Orban e dei suoi amici. (Applausi dal Gruppo PD) . A mio parere sarà necessario ribadire gli obiettivi di medio periodo, ma con un percorso più graduale, non tanto verso - consentitemi questa considerazione personale - il pareggio di bilancio, ma verso l'equilibrio di bilancio, sostenibile da un punto di vista economico e sociale. Sulla riforma della governance , come Gruppo sosterremo con forza l'inclusione al suo interno del pilastro sociale. Vi sono poi i temi della difesa comune, delle frontiere esterne, della sicurezza, della revisione del regolamento di Dublino, della difesa delle politiche di coesione e delle politiche agricole nel nuovo quadro pluriennale europeo. Vi sono poi le questioni interne di cui hanno parlato i colleghi. Penso innanzitutto alla disattivazione delle clausole di salvaguardia, quindi il non aumento dell'IVA, al lavoro, alle questioni del welfare , alla lotta alla povertà. Non toccate le misure che riguardano i giovani, come il bonus cultura e l'applicazione web 18app. Lo dico al Governo: non toccate tutto ciò che riguarda cultura, istruzione e formazione per i nostri giovani (Applausi dal Gruppo PD) . Solo se si investe sui giovani si dà un futuro a questo Paese. Infine, ambiente e Mezzogiorno. Ha detto delle cose interessanti la collega L'Abbate. L'Italia ha aderito al grande accordo sulla lotta al cambiamento climatico, perché bisogna andare avanti su questa strada, iniziata dai Governi Renzi e Gentiloni: decarbonizzazione elettrica al 2025, rinnovabili al 28 per cento nel 2030 e altre misure sul Mezzogiorno. Andiamo avanti sulla strada delle zone economiche speciali (ZES), che potrebbero essere il vero strumento di crescita del nostro Mezzogiorno. Investimenti sulle infrastrutture: connettere l'Italia, lotta alla corruzione e uso dei fondi strutturali anche, e soprattutto, su progetti multiregionali. Senza intaccare la titolarità delle Regioni, io non capsico come si possano fare interventi seri sulla cultura, sul turismo o sulla ricerca se non si mettono insieme le Regioni meridionali. Si faccia un grande programma senza intaccare l'autonomia delle Regioni su questi temi, perché solo in questo modo noi possiamo ottimizzare. Per esempio, Matera 2019 non ha un senso se resta solo Matera. Matera deve essere il punto di forza di un intero Mezzogiorno e anche di un'intera area mediterranea. Infine, colleghi, - mi rivolgo alla senatrice Rivolta - noi rispettiamo l'esito delle elezioni, ma una vittoria non autorizza nessuno a sentirsi padroni eterni, intoccabili, esenti da critiche e osservazioni. (Applausi dal Gruppo PD) . In democrazia, infatti, si ascolta, si lavora per il dialogo, si opera con umiltà. Ciò che si chiede a un Governo che si rispetti è: meno dichiarazioni roboanti e altezzose; più fatti e atti. Un collega ha detto: più continenza verbale. Ebbene, ricordate sempre De Gaulle: niente rafforza di più l'autorità quanto il silenzio. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . Saluto a una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Salutiamo gli studenti della facoltà di economia della Libera Università di Bolzano che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi). Ripresa della discussione del Doc Doc. LVII, n. 1 PRESIDENTE . Comunico che è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti. ROMEO (L-SP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP) . Signor Presidente, come Gruppo Lega ringraziamo ovviamente il relatore per il prezioso lavoro svolto, anche in Commissione, e anche per il grande intervento che ha fatto prima. (Applausi dal Gruppo L-SP) . È abbastanza difficile intervenire e fare più bella figura del senatore Bagnai. Ovviamente, ringrazio anche i colleghi intervenuti nel dibattito. Il Documento di economia e finanza in discussione oggi, presentato dal Governo Gentiloni Silveri, non ci dà un nuovo quadro programmatico ma solo un aggiornamento delle previsioni macroeconomiche, riferite al quadro tendenziale che consegue chiaramente dalla relazione alla legge di bilancio del 2018. Per questo motivo la risoluzione presentata dalla maggioranza rimanda in buona parte alla Nota di aggiornamento che ci sarà a settembre. Il significato politico, però, nella risoluzione c'è, perché è chiaro che in questo momento il Paese attende che il Governo vada a sterilizzare quelle che sono le clausole di salvaguardia. Nella risoluzione questo impegno preciso c'è, perché la parola "favorire" significa impegnarci a fare in modo che le clausole di salvaguardia vengano sterilizzate, questo è l'obiettivo primario. (Applausi dal Gruppo L-SP) .