[pronunce]

che nella richiamata pronuncia – dopo aver ricordato il costante indirizzo della giurisprudenza costituzionale secondo cui le scelte compiute dal legislatore, nell'esercizio della sua ampia discrezionalità in ordine alla configurazione degli istituti processuali, sono sindacabili solo se manifestamente irragionevoli – la Corte ha escluso che la disposizione censurata travalichi tale limite ed ha anche affermato la compatibilità della stessa con la garanzia costituzionale del diritto di difesa; che il Tribunale di Milano non sottopone alla Corte alcuna argomentazione diversa ed ulteriore rispetto a quelle già scrutinate nella menzionata decisione; che la presente questione, pertanto, deve essere dichiarata manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 4, del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Milano, in composizione collegiale, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 14 gennaio 2009. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 gennaio 2009. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA