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Sono stati infatti emanati 16 decreti-legge, con disposizioni più volte integrate e modificate, che prevedono circa 300 provvedimenti attuativi; 16 decreti del Presidente del Consiglio dei ministri; 6 delibere del Consiglio dei ministri; 40 ordinanze della Presidenza del Consiglio dei ministri; 11 ordinanze del commissario straordinario; 17 decreti o comunicati dei diversi Ministeri coinvolti nella pandemia; 72 provvedimenti della Protezione civile. Questa è una delle ragioni per cui si era chiesto un intervento più ampio in quest'Assemblea, da parte del presidente Conte, che riguardasse sicuramente i temi attuali della sanità, ma che coinvolgesse anche i temi dell'economia e della ripresa economica, laddove dovesse esserci ed essere più evidente, e anche i dati drammatici che ci propina periodicamente l'INPS sull'occupazione. Questo è il motivo per cui, senza nulla togliere a lei, signor Ministro, avremmo gradito avere un'interlocuzione più ampia sullo stato attuale del nostro Paese, in questo momento. Per quanto riguarda lei, su ciò che ha detto, signor Ministro, credo di non avere nulla da ridire: ha fatto uno spaccato della situazione, partendo dal livello internazionale, da ciò che si sta facendo a livello mondiale, per passare al livello europeo e poi determinare i passi da fare nella nostra Nazione, per evitare una recrudescenza o un ritorno del virus; quei passi che già dall'inizio avevate dichiarato, e cioè il distanziamento sociale e il lockdown , che hanno avuto sicuramente un effetto ampiamente positivo, perché i dati non solo nazionali, ma anche internazionali lo possono affermare ormai con una certa sicurezza. L'altro dato molto importante che lei ha citato è quello relativo all'igiene, cioè lavarsi spesso le mani, senza risparmiare, oltre che sui saponi, soprattutto sui disinfettanti antivirali. Su questo ritengo che non ci sia veramente nulla da dire. Quello che invece mi preoccupa, signor Ministro, è quello che lei non ha detto: non ha parlato delle criticità attuali del nostro sistema sanitario, che coinvolgono soprattutto le categorie più deboli, le persone che devono recarsi in ospedale per farsi ricoverare e hanno anche paura di farlo; così come le persone che sono sottoposte a dei triage veramente stancanti e affaticanti. E questo lo può dire una persona che ha un'esperienza diretta in tale settore. Non va bene vedere persone lasciate nei pronto soccorsi per quattro, cinque o sei ore; è vero che sono codici non rossi, ma gialli, ma comunque sono persone che vanno in ospedale perché ne hanno necessità, e non certo per fare una passeggiata. Mi aspettavo che lei facesse un cenno a tutto questo, all'ingresso negli ospedali, alla grande difficoltà per tornare alla normalità, alla grandissima difficoltà per ridurre le liste d'attesa, signor Ministro. Le liste d'attesa non si stanno per niente riducendo, ma si stanno allungando. E questo è dovuto al fatto che mentre prima, per effettuare una visita, bastava entrare in un ambulatorio o in un poliambulatorio e sottoporsi alla visita, oggi anche lì c'è il distanziamento, lì c'è il triage o il cosiddetto pre triage in caso di ricovero in ospedale, per cui c'è un tempo in più da dedicare al paziente; dopodiché c'è la visita, finita la quale, occorre tempo per la sanificazione dell'ambiente che ha ospitato il paziente. Tutte queste cose portano a un ritardo nell'effettuare una visita o una prescrizione medica e nell'ottemperare alle richieste dei pazienti stessi. Di ciò avrei voluto sentir parlare: come della questione di ridurre i tempi di attesa, che sono veramente molto lunghi e preoccupanti per tutta la categoria sanitaria. Signor Ministro, c'è poi il discorso relativo alla medicina territoriale e ai comportamenti delle RSA, che sono state, in questo periodo drammatico, una fonte di contagi ripetuti; su queste situazioni non abbiamo sentito dire niente. Per ultimo, c'è il maggiore costo che tutto quello di cui ho parlato finora comporta per l'attività sanitaria. Bene, a tal proposito spero ci sia l'occasione di capire a breve quali sono gli strumenti che lei, signor Ministro, intende mettere in campo con i fondi destinati alla rete ospedaliera. Si tratta di una dotazione di risorse importante dal punto di vista tecnologico, ma anche ai fini di una ristrutturazione edilizia, perché molti ospedali sono in condizioni a dir poco pietose. Si lavora molto e ci sono medici veramente all'altezza delle prestazioni, così come lo è tutto il personale che lavora negli ospedali; tuttavia, ci sono dei deficit strutturali e tecnologici ai quali bisogna porre rimedio. Mi permetta, signor Ministro, di parlare anche del caso Sardegna, visto che prima di me ne hanno parlato anche altri colleghi; mi dispiace che i problemi non siano stati affrontati dal versante giusto. La Sardegna ha un milione e 600.000 abitanti e ha competenza primaria ed esclusiva - come lei ben sa - in termini di sanità. In questo periodo di pandemia, soprattutto nella stagione estiva, la Sardegna ha avuto un sovraccarico; ci fa piacere che questo sia avvenuto e avremmo voluto ancora adesso avere tantissimi turisti. C'è stata una presenza di 7 milioni di turisti, che ha comportato un sovraccarico notevole per la sanità sarda, alla quale spero che lei voglia dare una mano, al di fuori delle risorse normalmente destinate a tale Regione; per un accordo Stato-Regione, ci sono sistemi compensativi diversi dalle altre Regioni. Ponga però attenzione, perché il sistema anche in Sardegna ha necessità di un intervento veramente forte e importante. Dicevo che avremmo voluto proseguire con l'attività turistica; io sono uno di quelli che ringraziano i turisti, perché vengono a trascorrere - penso sempre con piacere - le loro vacanze nella nostra Regione, e non sono tra coloro che rifiutano questo sistema di approvvigionamento economico della Regione. (Applausi) . È una voce importante nella nostra Regione, che vale quasi il 10 per cento del PIL; si potrebbe fare molto di più e abbiamo subito sicuramente una crisi. Io ringrazio - come ha fatto lei - tutti gli operatori della sanità, tutti indistintamente per la loro prestazione. Ma devo anche ringraziare gli operatori del sistema turistico le cui strutture, nonostante le difficoltà attuali, hanno contribuito per quanto di loro competenza alla formazione del nostro PIL. Ministro, il tempo è tiranno. Non posso dire niente di più, anche se avrei voluto parlarle di altre cose più in generale e non solo della Sardegna. Certamente, la ringrazio per lo spaccato dell'attuale situazione interna delle sanità e naturalmente la aspettiamo sempre con piacere. ( Applausi ). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pizzol. Ne ha facoltà. PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, il Governo e la maggioranza hanno voluto fortemente la proroga dello stato di emergenza per il Covid. Lo hanno fatto per tutelare la salute degli italiani o per prorogare i poteri speciali del Governo e del presidente Conte? L'avvocato del popolo ha mobilitato tutto l'Esercito per limitare i nostri movimenti. Ci ha privato delle libertà fondamentali con i suoi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, degni solo di un monarca assoluto.