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Disposizioni in materia di incompatibilità con la partecipazione ad associazioni che comportano vincolo di obbedienza come richiesto da logge massoniche o ad associazioni fondate su giuramenti o vincoli di appartenenza. Onorevoli Senatori. – La massoneria si definisce ordine iniziatico e la società ideale cui aspira è strutturata in modo gerarchico: coloro che si fanno custodi del sapere, hanno il compito di guidare dall'alto il mondo dei profani, affinché anche questi ultimi possano beneficiare della luce di cui gli Iniziati sono portatori. Tale concetto di società governata da un gruppo di persone che si ritiene superiore per intelligenza e cultura è opposto al concetto di democrazia in cui tutti i cittadini hanno uguali diritti nel governo dello Stato. La segretezza è un aspetto fondamentale dell'iniziazione, così nelle logge i fratelli non sono mai a conoscenza del reale grado di appartenenza dei loro compagni. Grande oppositore delle trame massoniche è stato il giudice istruttore Ferdinando Imposimato, scomparso a Roma il 2 gennaio 2018. Magistrato, avvocato, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, ha vissuto da testimone e protagonista fatti criminosi e processi tra i più importanti, e clamorosi, della storia italiana. Si è occupato della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo: è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro nel 1978, l'attentato al papa Giovanni Paolo II del 1981, l'omicidio del vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. Si è occupato della difesa dei diritti umani, del caso di Michele Sindona e di settanta sequestri di persona, nel periodo più drammatico e sanguinoso della storia d'Italia. È stato in prima linea contro il crimine organizzato, contro la «Banda della Magliana», contro la mafia e la camorra, tanto che nell'84 il settimanale francese Le Point lo definisce «uomo dell'anno». Nell'86 deve lasciare la magistratura, proprio a causa delle continue minacce di Cosa Nostra e dei terroristi, divenute una tragica realtà con l'uccisione di suo fratello Giuseppe. L'anno dopo viene eletto al Senato, tra gli indipendenti di sinistra. Vi resta per tre legislature, entrando a far parte della commissione antimafia. L'Italia ha vissuto anni di piombo e terrorismo, stragi impunite e misteri irrisolti, sui quali in alcuni casi aleggia l'ombra della massoneria e della P2. Per Imposimato le stragi facevano parte di una strategia della tensione a livello mondiale. Da una pluralità di fonti, provenienti da inchieste parlamentari (Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2, IX legislatura; Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, XI legislatura) e da atti processuali, affiorano vicende legate a fenomeni di condizionamento dell'azione del pubblici poteri. La Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2, presieduta dall'onorevole Anselmi, nella sua relazione conclusiva ( doc . XXIII, n. 2, IX legislatura), riferisce sui rapporti tra Gelli e la massoneria, affermando: «La situazione che si delinea al termine del lungo processo sin qui ricostruito è pertanto contrassegnata da due connotati fondamentali: 1) Gelli ha acquisito nella seconda metà degli anni settanta il controllo completo ed incontrastato della Loggia Propaganda Due, espropriandone il naturale titolare e cioè il Gran Maestro; la Loggia Propaganda Due non può nemmeno eufemisticamente definirsi riservata e coperta: si tratta ormai di una associazione segreta, tale segretezza sussistendo non solo nei confronti dell'ordinamento generale e della società civile ma altresì rispetto alla organizzazione che ad essa aveva dato vita. Perché certo è che Licio Gelli non ha inventato la Loggia P2 né per primo ha contrassegnato l'organismo con la caratteristica della segretezza, ed altrettanto certo è che non è stato Gelli ad escogitare la tecnica della copertura, ma l'una e l'altra ha trovato funzionanti e vitali nell'ambito massonico: che poi se ne sia impossessato e ne abbia fatto suo strumento in senso peggiorativo, questo è particolare che ci interessa per comprendere meglio Licio Gelli e non la massoneria. Il discorso sui rapporti tra Gelli e la massoneria è approdato a conclusioni che si ritengono sufficientemente stabilite e tali da consentire, a chi ne abbia interesse, di trarre le proprie conclusioni». La legge 25 gennaio 1982, n. 17, sciolse definitivamente la P2 e rese illegale il funzionamento di associazioni segrete con analoghe finalità, in attuazione del secondo comma dell'articolo 18 della Costituzione italiana. Recita l'articolo 18 della Costituzione sulla libertà di associazione: «I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare». Ferdinando Imposimato, dopo la morte di David Rossi, tornò a mettere in guardia sul grave pericolo delle associazioni segrete e a ribadire la necessità e l'urgenza di una legge per impedire a chi esercita pubbliche funzioni (dalla magistratura alla Rai, dalla Banca d'Italia alla Consob, all'Autorità garante della concorrenza e del mercato e alle altre autorità indipendenti, dai ministeri alle Forze armate, di polizia e all'Arma dei carabinieri) di essere affiliato ad associazioni segrete che contrastano con la Costituzione e i pubblici interessi: una legge che sancisca l'incompatibilità tra lo svolgimento di una funzione pubblica e l'appartenenza ad associazioni segrete, che occultano la loro esistenza, le loro finalità e attività sociali, e che potrebbero svolgere attività diretta o indiretta per interferire sull'esercizio delle funzioni di amministrazioni pubbliche, di enti pubblici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale. Nella sua relazione conclusiva ( doc . XXIII, n. 38, XVII legislatura), la Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari chiarisce che «si è (...) occupata, non della massoneria come fenomeno associativo in sé, ma della mafia e delle sue infiltrazioni nelle associazioni di tipo massonico, e ciò in linea con altre inchieste svolte, incentrate sull'aspetto relazionale delle mafie con tutti i soggetti del mondo politico, imprenditoriale e sociale (...). L'inchiesta parlamentare ha, dunque, evidenziato gravi elementi di criticità e di incompatibilità, in seno all'ordinamento giuridico, tra talune forme associative o, meglio, tra l'estrinsecarsi di talune forme associative e lo Stato democratico (...). Non può dimenticarsi, al riguardo, che, dall'entrata in vigore della Costituzione, è sostanzialmente mancato un dibattito culturale, tanto sotto il profilo storico-politico che sotto quello tecnico-giuridico, sia riguardo al divieto costituzionale, previsto nell'articolo 18, delle associazioni segrete, sia, più in particolare, riguardo all'associazionismo massonico italiano degli ultimi decenni.