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Permettetemi di ricordare velocemente, Presidente, che nel corso della pandemia abbiamo spesso ricordato i medici e gli infermieri che sono morti, ma ci sono anche dieci sindaci in carica che sono morti a causa del coronavirus mentre svolgevano le loro funzioni per le loro comunità, ed è giusto ricordare anche loro. Noi crediamo che vi sia una strada tracciata e una visione da perseguire. Con questo decreto-legge sono state poste, come dicevo, delle basi importanti che vanno potenziate. Dobbiamo perseguire una strada di cooperazione e collaborazione con il terzo settore che ha svolto una funzione importantissima in questi mesi, in questo periodo così critico. Anche a questo settore va dato un adeguato supporto. Il Governo deve avere attenzione anche per le loro richieste. Oggi la strada, come dicevo, è quella della semplificazione, dell'innovazione, del sostegno alle realtà locali, della decontribuzione, del rilancio del turismo (con i gravi problemi che come sappiamo sta vivendo), del sostegno alle aziende per garantire il lavoro di oggi e di domani. Bisogna farlo cooperando con l'Europa. Il Governo e il Presidente del Consiglio stanno conducendo una trattativa importantissima per poter ottenere dall'Europa risposte significative. Concludo con un appello al Governo e alla maggioranza perché dobbiamo anche saper meglio gestire i tempi dei provvedimenti, perché il fatto che una delle due Camere, in maniera ormai alternata, non riesca ad esprimersi compiutamente sui provvedimenti del Governo non è facile da digerire ed è grave per il processo della democrazia. Comprendo e accolgo le lamentele dell'opposizione su questo versante che sono le lamentele anche di chi è nella maggioranza perché è impossibilitato a dare il proprio contributo. PRESIDENTE. Concluda, senatore Cominicini. COMINCINI (IV-PSI) . Chiudo, Presidente. Nel decreto-legge rilancio c'è tanto di buono che possiamo e dobbiamo migliorare con i prossimi importanti provvedimenti, quindi l'invito al Governo e alla maggioranza è di proseguire su questa strada, di potenziare i provvedimenti positivi e di organizzarsi anche al meglio per poter dare ad entrambi i rami del Parlamento il tempo per potersi esprimere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D'Arienzo. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, ho ascoltato con interesse tutti gli interventi che mi hanno preceduto, quindi ravvedo la necessità e l'opportunità di alcune precisazioni. Infatti quando in Aula si dice che si blatera o si fa testimonianza, non si rende merito al lavoro che ogni Gruppo parlamentare e ogni senatore svolge nell'ambito delle sue funzioni. (Applausi) . Allo stesso modo, sono convinto - parlo ovviamente a nome e per conto del Gruppo del Partito Democratico ma immagino per tutti - che gli eletti del Partito Democratico conoscano il mondo del lavoro, conoscano i problemi, sappiano quello che sta accadendo (perché non vivono chissà dove), conoscano l'Italia, e quindi in queste Aule esprimano la loro opinione, i loro progetti perché pensano siano quelli migliori per risollevare le sorti del Paese. Di fronte a questo, ripetere meccanicamente o urlando le soluzioni possibili non vuol dire rappresentare la verità. Inoltre, quando si paventano scenari foschi, non si fa altro che alimentare inutili divisioni. Per quanto riguarda il bicameralismo, capisco bene che sia un tema vero e attuale in una fase di emergenza come questa. Sembra che vi sia una depressione delle idealità che ogni Gruppo parlamentare nelle due Camere può esprimere; ma dire che si è lavorato con il favore delle tenebre e a scatola chiusa è assolutamente inaccettabile. Anzi, a quel collega che ha detto una cosa del genere vorrei chiedere se lui non ha partecipato ad alcun tipo di discussione nel suo partito rispetto a quanto è accaduto (mi riferisco al decreto rilancio) alla Camera dei deputati. Il decreto rilancio è il terzo, purtroppo, dall'inizio dell'epidemia. È certamente un progetto ambizioso, che consente al Paese non più solo ed esclusivamente di affrontare l'emergenza (anche ovviamente, in particolare quella sanitaria e della cassa integrazione) ma anche, con gli strumenti che sono contenuti in quel tomo (certamente non facile da leggere e neanche da gestire fisicamente), di finanziare e sostenere quanto più possibile i cardini e i pilastri dell'economia del nostro Paese. Con il decreto rilancio e con il prossimo decreto semplificazione, quindi, oltre a investire ingentissime risorse economiche, è intenzione nostra e del Governo superare tutti gli ostacoli, soprattutto quelli di carattere burocratico, per favorire il più possibile la ripresa delle attività. È un disegno certamente ambizioso, ma ineludibile. Siamo di fronte a scelte in parte costrette dall'emergenza e dall'evidenza delle cose, ma con il decreto rilancio si mettono in campo delle operazioni che vanno anche in prospettiva. Potrei far riferimento all'eliminazione definitiva - finalmente - delle clausole di salvaguardia. Certamente all'interno del decreto rilancio vi sono previsioni che ci consentono di programmare e di affrontare serenamente il futuro attraverso il recovery plan e il recovery fund . Il tema che noi dovremo affrontare purtroppo non è soltanto di tipo economico. Da parte nostra si ripete spesso che mai si è stanziato un simile volume di risorse in diversi settori (come nel campo sanitario e nel turismo, e non li elenco tutti); il problema è che non si tratta solo di soldi. Magari fosse soltanto un problema di soldi. Lo abbiamo visto nella fase più acuta dell'economia: oggi siamo in condizioni diverse grazie alle scelte operate dal Governo italiano ma soprattutto grazie a quel connubio felice che si è stabilito tra le scelte del Governo e delle istituzioni e i cittadini, che hanno rispettato i dettami del lockdown e hanno consentito al Parlamento, al Governo e alle istituzioni di essere ora in una situazione completamente diversa. Purtroppo oggi, nonostante le risorse, nonostante gli sforzi, nonostante quello che ci sarà (mi riferisco anche al prossimo scostamento di bilancio: immagino un altro provvedimento di spesa), nonostante la volontà politica di supportare tutte le azioni possibili e immaginabili, non possiamo dire di essere fuori da quel timore. Il fatto che vi siano in Europa e nel mondo ancora situazioni di criticità e che vi sia una presenza del virus in tante parti del mondo, con le limitazioni che vi sono alla mobilità sociale tra i Paesi, sta continuando a deprimere la domanda; le presenze turistiche inferiori alle attese o a quello cui eravamo abituati ne sono la più evidente espressione. Quando si dice che siamo in condizioni pessime, non si tiene conto che il vero punto di svolta è la soluzione che la comunità scientifica può darci attraverso il vaccino. In una condizione ancora difficile è quindi difficile immaginare quale sia il provvedimento migliore che risolleva il Paese. Intanto, è compito del Governo affrontare tutte le ripercussioni; lo facciamo con i miliardi di euro nel campo sanitario e per rifinanziare la cassa integrazione, ma anche attraverso provvedimenti di spesa che mettono il Paese in condizione di ripartire in futuro. Si tratta quindi del terzo provvedimento di questo trittico, che si concluderà con il decreto semplificazioni e poi, ancora, con il recovery fund . Difficile dire il contrario: