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3 Tutte le forme di gestione del servizio idrico affidate a società a capitale misto pubblico-privato in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, se non decadute per contratto, sono tenute ad avviare il processo di trasformazione in società a capitale interamente pubblico previo recesso del settore acqua e scorporo del ramo d'azienda relativo, in caso di gestione di una pluralità di servizi. Tale processo deve essere completato entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4 Le società risultanti dal processo dì trasformazione di cui al comma 3 possono operare alle seguenti condizioni vincolanti: a divieto di cessione di quote di capitale a qualsiasi titolo; b esercizio della propria attività in via esclusiva nel servizio affidato; c obbligo di sottostare al controllo da parte degli enti affidanti analogo a quello dagli stessi esercitato sui servizi a gestione diretta; d obbligo di trasformazione in enti di diritto pubblico entro tre anni dalla data di costituzione. 5 Tutte le forme di gestione del servizio idrico affidate a società a capitale interamente pubblico in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, se non decadute per contratto, sono tenute a completare il processo di trasformazione in enti di diritto pubblico entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. 6 Per le forme di gestione del servizio idrico di cui al comma 5, che rispettano le condizioni vincolanti di cui al comma 4, lettere a) , b) , e c) , il termine di cui al medesimo comma 5 è prorogabile fino a un massimo di sette anni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 7 In caso di mancata osservanza di quanto stabilito dal presente articolo, il Governo esercita i poteri sostitutivi stabiliti dalla legge. 8 Con decreto dei Ministri competenti da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti i criteri e le modalità ai quali le regioni e gli enti locali devono attenersi per garantire la continuità del servizio idrico e la qualità dello stesso durante la fase transitoria di cui al presente articolo, assicurando la trasparenza e la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini ai relativi controlli. 7 (Istituzione del Fondo nazionale per la pubblicizzazione del servizio idrico integrato) 1 Al fine di attuare i processi di trasferimento di gestione di cui all'articolo 6, è istituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare il Fondo nazionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. Il Fondo nazionale è alimentato dalle risorse finanziarie di cui all'articolo 12. 2 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo adotta un apposito regolamento per disciplinare le modalità di accesso al Fondo di cui al comma 1. 8 (Norme generali sul finanziamento del servizio idrico integrato) 1 Il servizio idrico integrato è finanziato attraverso la fiscalità generale e specifica nonché attraverso la tariffa di cui all'articolo 9. 2 I finanziamenti reperiti attraverso il ricorso alla fiscalità generale sono destinati a coprire parte dei costi di investimento e i costi di erogazione del quantitativo minimo vitale garantito, come definito all'articolo 9, comma 3. Ad essi vanno destinate risorse ai sensi di quanto stabilito all'articolo 12. 9 (Finanziamento dei servizio idrico integrato attraverso la tariffa) 1 Con apposito decreto, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo definisce il metodo per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato per tutti gli usi dell'acqua, nel rispetto di quanto previsto dal presente articolo. 2 Si definisce uso domestico ogni utilizzo d'acqua atto ad assicurare il fabbisogno individuale per l'alimentazione e l'igiene umane. La tariffa per l'uso domestico deve coprire i costi ordinari di esercizio del servizio idrico integrato, ad eccezione del quantitativo minimo vitale garantito di cui al comma 3. 3 L'erogazione giornaliera di acqua per l'alimentazione e l'igiene umane, considerata diritto umano e quantitativo minimo vitale garantito, è pari a 50 litri per persona. Essa è gratuita ed è coperta dalla fiscalità generale. 4 L'erogazione del quantitativo minimo vitale garantito non può essere sospesa. In caso di morosità nel pagamento, il gestore provvede a installare un apposito meccanismo limitatore dell'erogazione, idoneo a garantire esclusivamente la fornitura giornaliera essenziale di 50 litri al giorno per persona di cui al comma 3. 5 Per le fasce di consumo domestico superiori a 50 litri al giorno per persona, le normative regionali individuano fasce tariffarie articolate per scaglioni di consumo tenendo conto: a del reddito individuale; b della composizione del nucleo familiare; c della quantità dell'acqua erogata; d dell'esigenza di razionalizzazione dei consumi e di eliminazione degli sprechi. 6 Le normative regionali, inoltre, definiscono tetti di consumo individuale, comunque non superiori a 300 litri al giorno per abitante, oltre i quali l'utilizzo dell'acqua è assimilato all'uso commerciale. La tariffa è commisurata a tale uso e l'erogazione dell'acqua è regolata secondo i princìpi di cui all'articolo 2. 7 Le tariffe per tutti gli usi devono essere definite tenendo conto dei princìpi di cui all'articolo 9 della citata direttiva 2000/60/CE e devono contemplare, con eccezione per l'uso domestico, una componente aggiuntiva di costo per compensare: a la copertura parziale dei costi di investimento; b le attività di depurazione o di riqualificazione ambientale necessarie per compensare l'impatto delle attività per cui viene concesso l'uso dell'acqua; c la copertura dei costi relativi alle attività di prevenzione e controllo. 10 (Governo partecipativo del servizio idrico integrato) 1 Al fine di assicurare un governo democratico della gestione del servizio idrico integrato, gli enti locali adottano strumenti di partecipazione attiva alle decisioni sugli atti fondamentali di pianificazione, programmazione e gestione ai lavoratori del servizio idrico integrato e agli abitanti del territorio. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni definiscono, attraverso normative di indirizzo, le forme e le modalità più idonee ad assicurare l'esercizio di tale diritto. 2 Ai sensi dell'articolo 8 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, gli strumenti di democrazia partecipativa di cui al comma 1 del presente articolo sono disciplinati dagli statuti dei comuni. 3 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo definisce la Carta nazionale del servizio idrico integrato, al fine di riconoscere il diritto all'acqua, come definito all'articolo 9, comma 3, nonché di fissare i livelli e gli standard minimi di qualità del servizio idrico integrato. La Carta nazionale del servizio idrico integrato disciplina, altresì, le modalità di vigilanza sulla corretta applicazione della stessa, definendo le eventuali sanzioni applicabili. 11 (Fondo nazionale di solidarietà internazionale)