[pronunce]

In subordine si sostiene, altresì, la violazione delle norme statutarie che attribuiscono alla Provincia autonoma di Bolzano la competenza legislativa esclusiva in materia di «viabilità ... di interesse provinciale» (art. 8, n. 17) e di «toponomastica, fermo restando l'obbligo della bilinguità nel territorio della Provincia di Bolzano» (art. 8, n. 2), assumendosi che, in base a tali disposizioni statutarie, non potrebbe che spettare alla Provincia la determinazione delle lingue che possono essere utilizzate nei segnali di localizzazione territoriale del confine del Comune. Ulteriore profilo di illegittimità si configurerebbe perché nella Provincia autonoma di Bolzano esistono specifici vincoli in tema di uso della lingua tedesca e del ladino, imposti dagli articoli 99, 100, 101 e 102 dello statuto. Si lamenta, inoltre, immotivatamente, la violazione dell'art. 16 dello statuto. 4. – La terza censura viene mossa all'art. 2, comma 05, lettera b), del d.l. n. 151 del 2003, che ha aggiunto nell'art. 95 del d.lgs. n. 285 del 1992 il comma 1-bis, il quale attribuisce al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il potere di stabilire, con decreto dirigenziale, il procedimento per il rilascio, attraverso il proprio sistema informatico, del duplicato delle carte di circolazione. Si fa valere anche in questo caso l'argomento della sussistenza della competenza esclusiva residuale della Provincia e si deduce, inoltre, che la norma, tuttavia, sarebbe illegittima anche rispetto alle norme statutarie di cui all'art. 8, numeri 17 e 18, del d.P.R. n. 670 del 1972, le quali attribuiscono alla Provincia ricorrente competenza esclusiva in materia di «viabilità ... di interesse provinciale» e «comunicazioni e trasporti di interesse provinciale»; e sarebbe anche in contrasto con l'art. 107 dello statuto, poiché, avendo l'art. 4-bis, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 19 novembre 1987, n. 527 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di comunicazioni e trasporti di interesse provinciale), delegato, a decorrere dal 1° gennaio 1996, alle Province autonome di Trento e Bolzano l'esercizio delle funzioni attribuite agli uffici provinciali della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione di Trento e Bolzano, stabilendo, inoltre, nel comma successivo, che «le province disciplinano con legge l'organizzazione delle funzioni delegate di cui al comma 1», il rilascio dei duplicati della carta di circolazione – in quanto attribuito, in molti casi, agli uffici della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione (si rinvia all'art. 2, commi 4 e 5, del d.P.R. 9 marzo 2000, n. 105) – nella Provincia di Bolzano spetterebbe alla Provincia in forza della suddetta delega e la relativa disciplina non potrebbe essere dettata da atti di livello statale, ma dovrebbe essere invece regolata, in base alle norme di attuazione appena richiamate, da leggi provinciali: la norma impugnata si sarebbe, invece, sostanziata in una modifica o deroga unilaterale da parte dello Stato, lesiva del citato articolo dello statuto. Si lamenta, inoltre, immotivatamente, la violazione dell'art. 16 dello statuto. 5. – Una quarta censura viene proposta in riferimento ad una serie di commi dell'art. 3 del d.l. n. 151 del 2003, convertito in legge n. 214 del 2003, che, in tema di regole di condotta nella guida, hanno sostituito od aggiunto disposizioni in norme del d.lgs. n. 285 del 1992, e precisamente con riguardo: a) al comma 6, lettera a) (che ha sostituito il comma 1 dell'art. 152 di detto d.lgs. , che regola l'obbligo dell'uso delle luci di posizione, dei proiettori anabbaglianti, ecc.); b) al comma 7, lettere a) (che ha sostituito il comma 1 dell'art. 153 di detto d.lgs. , che regola prescrizioni sull'uso delle luci di posizione e d'ingombro, dei proiettori anabbaglianti, etc.) e d) (che ha sostituito il comma 5 dell'art. 153 cit. , che regola l'uso dei dispositivi di segnalazione visiva durante la fermata o la sosta); c) al comma 8 (che aggiunge un periodo al comma 2 dell'art. 157 di detto d.lgs. , prescrivente l'obbligo di spegnimento del motore del veicolo durante la sosta); d) al comma 9 (che ha aggiunto un comma 4-bis ed un comma 4-ter nell'art. 162 di detto d.lgs. , concernenti l'obbligo di utilizzazione di dispositivi retroriflettenti di protezione individuale per operare su veicoli fermi); e) al comma 10, lettera a) (che ha sostituito il comma 2 nell'art. 170 di detto d.lgs. , in tema di limitazioni al trasposto sui ciclomotori di altre persone oltre al conducente); f) al comma 11, lettere a) e b) (che, rispettivamente, hanno sostituito i commi 1 ed 1-bis nell'art. 171 di detto d.lgs. , in tema di obbligo di indossare il casco protettivo su ciclomotori e motoveicoli); g) al comma 16, lettere b), c), d) ed e) (che, rispettivamente, hanno sostituito il comma 1, inserito il comma 2-bis, sostituito il comma 3, ed aggiunto il comma 6-bis nell'art. 179 di detto d.lgs. , disposizioni concernenti l'obbligo per i veicoli di circolare provvisti di limitatore di velocità e, in alcuni casi, di cronotachigrafo, dotati di determinate caratteristiche, funzionanti e non manomessi). Anche rispetto a tali disposizioni, viene ribadita la censura basata sull'esclusività della competenza legislativa provinciale sulla circolazione stradale. Inoltre, le norme in discorso sarebbero lesive delle competenze legislative esclusive della Provincia in materia di «viabilità ... di interesse provinciale» (art. 8, n. 17, del d.P.R. n. 670 del 1972) e di «comunicazioni e trasporti di interesse provinciale» (n. 18), nonché delle competenze amministrative nelle medesime materie spettanti alla Provincia ex art. 16 dello statuto, poiché queste disposizioni comprenderebbero anche la competenza ad adottare «i provvedimenti ritenuti necessari ai fini della sicurezza del traffico», sia sulle strade di interesse provinciale, sia sulle strade statali, essendo stata quest'ultima espressamente delegata dallo Stato alle Province in sede di norme di attuazione delle suddette disposizioni statutarie. Siffatte competenze amministrative non sarebbero, pertanto, modificabili senza le procedure di cui all'art. 107 dello statuto, che viene evocato come parametro unitamente all'art. 19, secondo comma, del d.P.R. n. 381 del 1974 (precisandosi, inoltre, che, al riguardo, occorre tenere presente anche l'art. 2 del decreto legislativo 26 febbraio 1994, n. 143, “Istituzione dell'Ente nazionale per le strade”, richiamato dall'art. 19).