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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, vorrei avanzare in premessa, alla luce delle dichiarazioni del sottosegretario Amendola, la richiesta di voto per parti separate della proposta di risoluzione della maggioranza e, se serve, anche di quella del Gruppo Fratelli d'Italia, a mia prima firma. Presidente Draghi, signori del Governo, onorevoli colleghi, il Consiglio europeo di domani è il primo dopo che la parola guerra, con il suo significato terribile, è entrata nel vocabolario e nell'agenda politica di tutte le cancellerie europee, anzi del mondo. Siamo chiaramente di fronte a un salto di qualità e a un cambio di paradigma nella politica, dopo che per tanti anni moltissimi ci hanno spiegato che la globalizzazione avrebbe portato la pace nel mondo e cancellato le frontiere, gli Stati e le differenze tra sistemi politici. Non è stato così, non è così e - cosa più importante - non sarà così e tutti dovremo rendercene conto in maniera molto seria per non essere, come qualcuno ha detto con espressione molto efficace in queste settimane, semplici turisti della storia, osservando la storia che ci passa accanto senza non rendercene conto. Il Consiglio europeo di domani - l'hanno già detto molti colleghi intervenuti e ne ha fatto cenno, nella sua replica, anche il presidente Draghi - è fondamentale per capire dove va il nostro Continente e, ad esempio, se l'Europa vuole essere un soggetto politico con una propria politica estera e militare. Tuttavia, deve essere chiaro che ciò può avvenire soltanto se si cambia in maniera radicale l'approccio che l'Europa ha avuto finora. Fino a oggi l'Europa si è occupata di mille cose poco importanti, spesso rompendo le scatole cittadini e alle imprese, e mai di poche cose davvero importanti tra le quali, in cima alla lista, vi sono la politica estera e quella militare. Ciò significa anche ripensare il nostro ruolo all'interno della Nato: non l'appartenenza dell'Italia alla NATO, ma - ripeto - il ruolo che vogliamo giocare come Paese e come comunità europea. Infatti, dobbiamo confessarci che alla NATO abbiamo dato una delega in bianco sulla nostra difesa perché ci faceva comodo essere poco responsabili e affidare al gigante americano la risoluzione dei conflitti internazionali, essendone soltanto comprimari. Infine, avere una politica estera e militare significa - cosa forse più importante e difficile - aumentare le spese militari, perché non c'è altra strada. La collega Rauti ha fatto cenno ai progetti che sono partiti: sono poca cosa, ma sono un segno nella direzione che tutti noi abbiamo auspicato e che Fratelli d'Italia ha promosso con atti formali (emendamenti, dichiarazioni e risoluzioni), spesso purtroppo bocciati negli anni passati. Ciò a meno che, presidente Draghi, nella sua maggioranza (come mi pare serpeggiare) non si pensi che questa che stiamo vivendo sia soltanto una parentesi della storia. Passata la nottata, tutto torna come prima e torniamo a non vedere i problemi, sperando che, se problemi ci saranno, qualcuno li risolverà al posto nostro. Così saremo, appunto, i turisti della storia. Come ho detto, si percepisce questo atteggiamento dei molti distinguo anche all'interno della maggioranza. Guarda caso, coloro che dicono che le spese militari non sono importanti e prioritarie - ma figuriamoci! - sono gli stessi che in tutti questi anni hanno detto sempre no a tutto. (Applausi) . Hanno detto no al gas, al petrolio, ai rigassificatori e al nucleare; alle fonti rinnovabili hanno detto sì, ma per favore non nel loro collegio elettorale, ma in quello accanto. Siamo alle prese con una maggioranza che non so se ha compreso fino in fondo la gravità del momento che stiamo vivendo. Abbiamo votato le sanzioni contro la Russia con senso di responsabilità e le voteremo ancora, anche domani. Tuttavia, dobbiamo dire una cosa su questo, che è stato un atto fondamentale per dimostrare l'unità del mondo occidentale nei confronti della Russia. Queste sanzioni non colpiscono tutti allo stesso modo: è onesto dire che l'Italia paga un prezzo più alto di quanto non paghino, ad esempio, gli Stati Uniti o altri Paesi europei. Dico questo per ribadire che è necessaria solidarietà all'interno dell'Europa e anche con il partner d'oltreoceano su questa partita, altrimenti c'è il rischio che qualcuno pensi che ci sono partner di serie A e altri di serie B, gente che paga un prezzo alto e qualcun altro che non ne paga nessuno. Dico questo anche in riferimento al decreto-legge sull'energia, che il Governo ha emanato qualche giorno fa e che noi abbiamo dichiarato essere non solo tardivo, ma anche molto molto deludente. Ci sono interi settori e intere filiere dell'economia italiana che rischiano di fallire, presidente Draghi. Serve un nuovo recovery plan dedicato questa volta al problema energetico dell'Italia, perché purtroppo le aziende italiane sono le più esposte alle ritorsioni economiche. Sono le più esposte per colpa nostra, ma vorrei dire per colpa vostra, che avete governato questo Paese per dieci anni senza aver garantito una indipendenza economica. Tuttavia ciò è anche dovuto al fatto che la nostra economia è basata sull'esportazione. Sul tema del caro bollette devo ricordare che esponenti autorevoli di questo Governo hanno gridato alla speculazione in atto, ma si sono dimenticati di dire chi sono gli speculatori e cosa intende fare il Governo per punirli. (Applausi) . Un discorso analogo vale per il PNRR. Non sono tra quanti affidano al PNRR chissà quali capacità salvifiche dell'economia; gli riconosco grande importanza, ma forse ci sono state troppe attese intorno ad esso. Va detto, tuttavia, che quel piano è stato scritto in un'altra epoca storica, non in questa. L'invasione dell'Ucraina ha creato un discrimine fortissimo e noi dobbiamo rinegoziarlo e rivederlo insieme agli enti locali, ai Governatori, alle imprese che rischiano di fallire. Il rischio, infatti, è che i prossimi bandi vadano deserti, che quei soldi non servano o siano insufficienti e questo sarebbe un fallimento che il Paese non può permettersi. Infine vorrei fare alcune osservazioni di natura volutamente politica o forse addirittura polemica. Signor Presidente del Consiglio, io parlo a nome del Gruppo Fratelli d'Italia, che è stato raccontato, dipinto e descritto da certa stampa pigra dal punto di vista intellettuale, ma vorrei dire più semplicemente in malafede, come un Gruppo sovranista, laddove per certa stampa, per certa intellighenzia mentalmente pigra o in malafede, tale termine indica una specie di concentrato di tutte le qualità negative che una formazione politica può avere. Vorrei chiedere ai colleghi della Sinistra, alla carta stampata e agli intellettuali che ci danno lezioni qual è il tema di cui sta discutendo il mondo intero in questi giorni, se non la sovranità nazionale, la libertà dei Paesi. (Applausi) . In cosa consistono la sovranità politica e la libertà se non nel fatto di avere un'autonomia, ovvero una sovranità militare, energetica e persino alimentare? In tema di sovranismo, un termine che potremmo anche sostituire con altri che magari piacciono di più, vorrei fosse chiaro che c'era qualcuno che ci aveva visto lungo.