[sommcomm]

a) a valutare di creare una centrale nazionale dell'emergenza sul modello CDC, Center for Disease Control and Prevention, almeno elettivamente coincidente con l'Istituto Superiore di Sanità ovvero incardinato nella Protezione Civile, quale sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica e di prevenzione pandemica, con un potenziamento della capacità diagnostica e predittiva in emergenza, mediante screening a diffusione estensiva con impiego sistematico e combinato sulla base di appropriate linee guida di test molecolari e sierologici quanto più rapidi e specifici, assumendo che possano essere utili test sierologici fatti in modo massivo seguiti da ulteriore diagnostica clinica (tamponi) per coloro i quali siano risultati positivi, allocando adeguate risorse per l'esecuzione degli screening; b) ad avviare una reingegnerizzazione del sistema nazionale di Protezione civile, strutturandolo come vero Hub centrale per le emergenze, con progettualità innovative fra cui la creazione di un albo dinamico di "riservisti in Sanità", che contempli l'attivazione di un elenco di riservisti idonei della Protezione Civile tra i vari professionisti in pensione, quindi medici, infermieri che siano richiamabili entro 12 mesi comunque non oltre 3 anni dalla quiescenza, su base volontaria a fronte di un riconoscimento tipo indennità di chiamata, di reperibilità, pronti a intervenire con la massima tempestività; c) a realizzare una forma di responsabilizzazione istituzionale della filiera Stato Regioni in ordine all'adempimento e alla verifica secondo predeterminati parametri degli aggiornati Livelli Essenziali di Assistenza Continua territoriale integrata H/T a garanzia di Promozione, Prevenzione (dentro e fuori l'Ospedale), potenziamento della Rete di Medicina territoriale e domiciliarizzazione appropriata del paziente di cui ai punti b.1.1 a b.1.3 in premessa con applicazione innovativa del regionalismo sanitario differenziato pansolidale, riconoscendo maggiori funzioni e risorse alle Regioni adempienti agli indicati nuovi livelli di prevenzione, promozione, sanità e assistenza evolutivamente normati sulla base del criterio, da subito, della spesa storica e, a regime, del costo standard, attingendo alle maggiori risorse dei fondi europei a salvaguardia del meccanismo dell'art. 119, commi 4 e 5 della Costituzione con finalizzazione di adeguate risorse incrementali nelle Regioni con inferiori livelli assistenziali e sanitari rispetto agli indicati standard nazionali di riferimento insuscettibili di essere disattesi a detrimento dei cittadini giacché agganciati a nuove regole di ingaggio non più eludibili (novellando i parametri di accreditamento e contratto con sistema effettivamente deflattivo dell'inadempimento) e implementando controlli stringenti di impiego e risultato; d) ad istituire la rete territoriale dei medici e infermieri di famiglia, creando il ruolo professionale dell'infermiere di famiglia che vada a coadiuvare il medico di cure primarie negli interventi di prevenzione, assistenza e cura domiciliare dei fragili (minori, disabili, anziani) e cronici secondo parametri LEA di medicina di prevenzione accreditata e a contratto (convenzionata) debitamente profilati e segregati privilegiando modelli dove i due professionisti si integrano nelle loro rispettive funzioni in équipe stabili multiprofessionali; e) a realizzare la rete nazionale di ospedali Covid e post Covid, rendendo fungibili i moduli di terapia intensiva delle nuove strutture che avendo tutto il necessario per esserlo possono essere utilizzate in tempi non pandemici per altri scopi (lo stesso dovrebbe valere per le ambulanze ad alto biocontenimento) e riqualificando per il secondo segmento anche piccoli e medi ospedali di recente o imminente smantellamento sì che, debitamente attrezzati per la fase di emergenza epidemica, possano essere reimpiegati nell'ordinarietà per integrare la rete di Cure Intermedie e per tutte le esigenze di estensiva e convalescenziali dei pazienti non stabilizzati, con adeguamento correttivo del DM 70/2015 portando in particolare il vincolo dei 3,7 posti letto per mille abitanti (comprensivi di 0,7 posti letto per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie) fino a 4,7 per mille abitanti e adeguamento della rete di Emergenza Urgenza non solo per i posti letto delle terapie intensive bensì soprattutto per i Pronti Soccorso, OBI (Osservazione Breve Intensiva), posti letto e servizi cui debbono concorrere, proporzionalmente al budget presidio per presidio (principio di aderenza territoriale) tutti gli erogatori pubblici e privati; f) a creare la rete delle strutture Long Term Care superando la logica della dicotomia intra ed extraospedaliera e investendo in occupazione e riqualificazione del sistema con il lavoro di assistenza e cura al domicilio secondo le allegate direttrici e riducendo da un lato la pressione sulle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) con standard sanitari, socio sanitari ed assistenziali più stringenti e dall'altro sviluppando lavoro strutturato e giustamente remunerato per i cittadini italiani disoccupati, disoccupandi e cassaintegrati nell'ambito dell'assistenza e cura al domicilio delle persone e delle famiglie, istituendo il ruolo dell'assistente familiare non solo per la protezione dell'anziano fragile ma anche di disabili non autosufficienti e minori e normando altresì il riconoscimento del lavoro di assistenza e cura del caregiver familiare, il cui ruolo ha validità solo nei confronti del congiunto assistito; g) a potenziare la rete dei laboratori di sanità pubblica secondo parametri minimi dedotti nei Livelli Essenziali di Assistenza quali centri di effettuazione diagnostica in emergenza dei test microbiologici per la ricerca diretta virologica (in grado anche di fare autoproduzione, in caso di necessità) e nell'ordinarietà di analitica rilevante per il governo dei determinanti sanitari e ambientali in un sistema di controlli di sicurezza delle attività produttive a costo zero per le imprese che assolvono i parametri di legge; h) a realizzare il modello di assistenza territoriale integrata H/T con la telemedicina e la digitalizzazione, implementando strutturalmente il fascicolo sanitario e socio-sanitario elettronico dell'assistito quale LEA informativo non più eludibile del sistema nazionale di medicina digitalizzata; i) a sviluppare il trasferimento tecnologico di ricerca e innovazione con industrializzazione degli esiti con incentivi alle imprese a risultato, a cominciare in materia di prevenzione e profilassi vaccinale dalla promozione dell'investimento in vaccini sempre più efficaci e sicuri, anche puntando sulle nuove tecnologie di trasferimento vaccino su cerotto (patch); j)