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Un'iniziativa che, riletta adesso, dopo la violenta azione eversiva del 9 ottobre, con l'attacco ai palazzi delle istituzioni e l'intenzione dei manifestanti no green pass di occupare Palazzo Chigi e Parlamento - come poi hanno fatto nella sede del primo sindacato italiano - suona quasi profetica, e comunque piuttosto inquietante. Per questo, ministra Lamorgese, le rinnovo la nostra solidarietà, chiedendole nello stesso tempo un cambio di passo. Bisogna garantire la libertà di manifestazione, ma non può esserci legittimità per i violenti e i fascisti di questo millennio. C'è un prima 9 ottobre e ci deve essere un dopo 9 ottobre: sottovalutare quei movimenti rappresenterebbe una tragica replica di momenti già vissuti e le nostre istituzioni non possono, non devono commettere simili errori di cui si porterebbero tutte le responsabilità. Viva la CGIL, viva il sindacato, viva l'Italia antifascista! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saccone. Ne ha facoltà. SACCONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, signora ministra Lamorgese, noi non le chiederemo le dimissioni, ma questo non ci esime dall'esprimere perplessità sulla gestione dell'ordine pubblico durante la fase finale della campagna elettorale. Abbiamo anche apprezzato la sua presa d'atto nella sua informativa, signora Ministra, ma ci chiediamo allo stesso tempo quanta responsabilità sia da ascrivere alle dichiarazioni di alcuni esponenti politici che hanno soffiato sul fuoco al punto da rendere protagoniste, loro malgrado, anche le Forze dell'ordine nella competizione elettorale. A quelle donne e a quegli uomini con la divisa va la nostra solidarietà; senza se e senza ma, noi siamo al vostro fianco, da Trieste, passando per Milano, sino alla sede della CGIL di Roma. (Applausi) . Siamo al fianco di chi garantisce libertà e diritti di tutti, ma questo deve avvenire nell'alveo delle regole democratiche. Signora Ministra, mi permetta di dirle che, dinanzi a tanta solidarietà, auspico che alle parole seguano i fatti. Si dia luogo finalmente alla chiusura del contratto nazionale e si adeguino i mezzi in dotazione alle Forze dell'ordine. In sintesi, si diano le garanzie funzionali: oggi un carabiniere che va a processo non ha alcuna tutela legale e questo è sperequativo rispetto a ciò che accade ad altri servitori dello Stato. Nel merito della gestione, signora Ministra, ci sono state troppe falle precedenti alla manifestazione di Roma e troppe durante il suo svolgimento. C'erano solo sette agenti a difesa della sede della CGIL, nonostante gli annunci minacciosi di personaggi troppo noti da essere sottovalutati e persino liberi di circolare. Quelle immagini dei nostri poliziotti malmenati è una ferita che lede la dignità della nostra democrazia. (Applausi) . Si è trattato di un'aggressione non solo di neofascisti, ma anche di piccole frange che hanno abbandonato consapevolmente la protesta democratica per dare luogo ad atti criminali. La saggezza e il sangue freddo delle nostre Forze dell'ordine dinanzi a questa deriva di violenza hanno evitato che ci scappasse il morto. La politica non deve versare benzina sul fuoco, perché il rischio di un punto di non ritorno è dietro l'angolo. (Applausi) . Attenzione, però, signora Ministra, a non catalogare con definizioni semplicistiche gli oltre tre milioni di lavoratori nostri concittadini che non si sono vaccinati, solo perché magari non credono nell'obbligatorietà del green pass . Le maglie larghe tra l'obbligo del green pass e la facoltà di vaccinarsi alimentano la narrazione di un Governo che agisce in modo pilatesco, ossia non si assume la responsabilità di rendere obbligatorio il vaccino. Lo voglio dire con chiarezza: noi rigettiamo queste tesi. Grazie ai vaccini e grazie al green pass l'Italia torna libera e torna a vivere, ma nove milioni di nostri concittadini non vaccinati chiedono a tutta la politica un surplus di analisi che non può essere archiviato con epiteti o con la messa al bando degli stessi protagonisti. In termini di legalità, mi permetta un'ultima considerazione non polemica, signora Ministra. La manifestazione indetta dalla CGIL a San Giovanni nel sabato precedente le elezioni, quindi nel giorno del silenzio elettorale, crea un precedente, una deroga che neanche durante il periodo del terrorismo è stata posta in essere. (Applausi) . Abbiamo aderito allo spirito della piazza contro ogni forma di violenza, ma perché non condannare anche gli atti violenti provenienti dall'estrema sinistra? (Applausi) . Perché non condannare in quella piazza gli atti vandalici subiti dal comitato Michetti con la stella delle Brigate Rosse? Neanche una parola di condanna è arrivata da quella piazza. (Applausi) . Troppo facilmente, nel nostro Paese, quando non si comprende, non si condivide o semplicemente non si apprezza, si ricorre a definizioni semplicistiche. Non esistono soluzioni o definizioni facili, sarebbe un solo slogan e noi non parleremo mai per slogan . Mi permetta di ricordare un giornalista (in tanti non hanno mai parlato per slogan , ma sono stati vittime dell'onta, quando hanno detto la verità): ricordo Giampaolo Pansa, che ha scritto il libro «Il sangue dei vinti»; ecco, quelli sono uomini coraggiosi, che non hanno paura di raccontare la verità. In conclusione, signor Presidente, il monito che rivolgiamo al Governo, ma soprattutto all'Assemblea, è questo: uniamoci, senza divisioni manichee, contro ogni forma di violenza, perché il rischio è che si vada fuori controllo e si generi un clima che riporta indietro le lancette del tempo, a cui noi non ci rassegneremo mai. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Salvini. Ne ha facoltà. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, userò anche meno dei dieci minuti che mi sono stati assegnati, per evitare ripetizioni di parecchi passaggi che ho condiviso. Mi soffermo su quello che è mancato nell'intervento: nessun accenno di autocritica, con lo scarico di responsabilità - non solo in questa occasione, ma anche in altre - su chi sta sotto. È un errore grave, da non commettere. Ricordo che dieci giorni fa, non di più, il senatore Morra, Presidente della Commissione antimafia, quindi non un passante, ha detto testualmente che in Italia spesso la criminalità organizzata va cercata nelle prefetture. Oibò, da Ministro dell'interno, io avrei chiesto immediatamente o i nomi o le dimissioni. Sono passati dieci giorni. (Applausi) . Lei, signor Ministro, ha fatto il prefetto, guida e nomina i prefetti e lascia che qualcuno che ricopre un incarico così importante affermi pubblicamente che nelle prefetture si annidano mafiosi e camorristi? (Applausi) . Non è normale. Non è colpa dei fascisti: in questo non c'entrano Forza Nuova e i fascisti.