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Modifiche alla legge 30 marzo 2004, n. 92, in onore e memoria dei martiri delle foibe. Onorevoli Senatori. – È necessario restituire appieno alla Repubblica italiana un capitolo essenziale degli avvenimenti storici accaduti al confine orientale, per troppo tempo rimossi, e recuperare la memoria sulle dolorose e drammatiche vicende che hanno visto la morte e l'esodo di istriani, fiumani e dalmati, a seguito della vittoria militare della Jugoslavia di Tito, che, oltre i caratteri di reazione post-bellica, si tramutò di fatto in una pulizia etnica. I nostri giovani e le future generazioni devono sapere quanto accadde, tra il maggio e il giugno del 1945, a quei migliaia di italiani che furono ferocemente uccisi dai partigiani di Tito e gettati nelle foibe, mentre altri vennero invece obbligati a lasciare la loro terra e deportati nei campi sloveni e croati. Il numero degli infoibati e dei massacrati nei lager fu superiore alle 20.000 persone e almeno 250.000 furono gli esuli italiani costretti a lasciare le proprie case. Tra quei morti c'era anche Norma Cossetto, diventata l'esempio emblematico di quello che le donne subirono in quel periodo. Norma era una ragazza di 24 anni di Santa Domenica di Visinada che, il 25 settembre del 1943, venne prelevata da un gruppo di partigiani titini per essere poi seviziata e gettata, con le braccia legate con il filo di ferro, in una foiba di Villa Surani in Istria, sopra i corpi ammassati di altri cadaveri istriani. Per decenni non solo è rimasta nascosta la verità storica degli spietati eccidi delle foibe ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, ma addirittura, ancora oggi, non è stata fatta piena luce su questo dramma. Al riguardo, è quasi sconosciuto l'eccidio che si è consumato in Croazia, nell'isola di Zuri, contea di Sebenico, dove, nel settembre del 1943, furono portate e infoibate oltre una cinquantina di ragazze, fucilate dagli uomini di Tito e gettate in una fossa a Gradina. Solo nel 2005 gli italiani sono stati chiamati per la prima volta a celebrare il « Giorno del ricordo », istituito con la legge 30 marzo 2004, n. 92, recante « Istituzione del “Giorno del ricordo” in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati », con il fine di conservare la memoria del tragico destino di quei migliaia di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. Tale riconoscimento è stato un'importante conquista per contribuire a non dimenticare tali vicende storiche che, per decenni, posizioni di natura strettamente politica, hanno in ogni modo occultato e stravolto. Quei connazionali meritano di essere riconosciuti come veri e propri « martiri », che da fieri italiani hanno sopportato ogni pena, sino alla morte, per i loro ideali. Il presente disegno di legge intende, pertanto, apportare modifiche alla summenzionata legge d'istituzione del « Giorno del ricordo », per consentire la giusta commemorazione della tragedia delle foibe e dell'intera vicenda del confine orientale, ricordando come « martiri » coloro che vi hanno brutalmente perso la vita.. 1 1 Alla legge 30 marzo 2004, n. 92, sono apportate le seguenti modificazioni: a al titolo, le parole: « delle vittime » sono sostituite dalle seguenti: « dei martiri »; b all'articolo 1, comma 1, le parole: « tutte le vittime » sono sostituite dalle seguenti: « tutti i martiri ».