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Tali provvedimenti mirano a realizzare un quadro organico di interventi, taluni di carattere temporaneo e altri di carattere strutturale, destinati a integrare efficacemente misure già predisposte e a superare alcune residue disarmonie, migliorando, quindi, la funzionalità delle Amministrazioni e l'operatività del personale del Comparto sicurezza-difesa. Con riferimento al comma 6, la norma si propone di incrementare il monte ore medio di straordinario del personale effettivamente impiegato nei servizi di vigilanza di siti ed obiettivi sensibili, portandolo dalle attuali 14,5 a 21 ore mensili, con la premessa, una volta reperite le necessarie risorse finanziarie, di ulteriori interventi normativi che consentano il pieno soddisfacimento dell'esigenza (almeno 38 ore mensili). Ciò permetterebbe sia di gratificare il personale militare impegnato sia di ridurre i giorni di assenza dai reparti operativi per recuperi maturati, contribuendo ad elevare il livello di efficienza ed operatività. Il comma 7 reca la disposizione concernente la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'intervento normativo di cui al comma 6. L'articolo 4, al comma 1, prevede l'istituzione, fino al 31 dicembre 2020, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di una apposita struttura tecnica, posta alle dipendenze funzionali del Ministro. Alla struttura saranno assegnati essenzialmente compiti e funzioni di tipo ispettivo finalizzati a rafforzare il sistema dei controlli di regolarità amministrativa, contabile e di gestione di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286. Il comma 2 prevede che la Struttura tecnica stabilisce i criteri generali per assicurare la migliore e razionale utilizzazione delle risorse pubbliche mediante il controllo di gestione, nonché vigila e svolge verifiche di audit interno, anche a campione, sulla base di parametri definiti in raccordo con il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e con l'Organismo indipendente di valutazione, al fine di vagliare la conformità dell'azione amministrativa dei Provveditorati interregionali per le opere pubbliche e degli uffici centrali e periferici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alle vigenti disposizioni normative e alle specifiche direttive del Ministro in materia di organizzazione, funzionamento, prevenzione della corruzione, trasparenza e digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché ai princìpi di imparzialità, efficacia, efficienza ed economicità, anche ai fini dell'esercizio dei poteri ministeriali di cui all'articolo 14, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Il comma 3 stabilisce che la Struttura tecnica si avvale di quindici unità di personale, di cui una con qualifica dirigenziale di livello generale, due con qualifica dirigenziale di livello non generale e dodici funzionari di Area III del comparto funzioni centrali dipendenti dalle pubbliche amministrazioni. Con riferimento al personale di livello non dirigenziale si prevede che lo stesso venga individuato tra quello appartenente ai ruoli del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ovvero tra il personale delle altre amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001, collocato in posizione di comando o fuori ruolo o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti, secondo le modalità di cui all'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e all'articolo 56, settimo comma, del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3. Con specifico riguardo alle tre unità di personale di livello dirigenziale, si prevede la non applicazione delle percentuali previste dall'articolo 19, commi 5- bis e 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e dei limiti riferiti alla durata degli incarichi previsti dall'articolo 19, comma 2, secondo periodo, del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001. Il comma 4 attribuisce alla Struttura tecnica la facoltà di avvalersi, in aggiunta al contingente stabilito dal comma 3, di un numero massimo di dodici esperti o consulenti nominati ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001. Il comma 5 dispone che si proceda all'adeguamento, anche con riferimento ai compiti ed alle funzioni previste dai commi 1 e 2, delle strutture organizzative del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ivi compresi gli uffici di diretta collaborazione, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il comma 6 provvede ad individuare la copertura degli oneri finanziari derivanti dall'attuazione dei commi da 1 a 4. L'articolo 5 provvede, in primo luogo, a ridefinire l'organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sopprimendo la figura del Segretario generale, istituendo due dipartimenti e una nuova direzione generale interamente dedicata ai cambiamenti climatici. Si prevede di riorganizzare l'attuale modello di governance del Ministero superando il modello incentrato sul segretariato generale e, adeguandosi alla maggior parte delle strutture ministeriali vigenti, introducendo una organizzazione per dipartimenti individuati in numero di due di cui uno dedicato alle attività di risanamento ambientale ed economia circolare e l'altro dedicato ai processi di miglioramento della qualità dell'aria e di crescita sostenibile. L'articolo 6 provvede a ridurre il numero di posti di direttore generale nella dotazione organica del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, che era stata incrementata con la norma di legge che viene ora emendata (articolo 1, comma 345, della legge 30 dicembre 2018, n. 145), atteso il difficile contesto economico e finanziario che impone urgenti scelte di maggior rigore nella gestione della spesa pubblica. Ad una più attenta valutazione le finalità di tale norma possono infatti essere parimenti perseguite pur rinunciando ad un posto dirigenziale di livello generale presso l'Amministrazione centrale del ministero. Il presente intervento normativo, inoltre, risponde alla necessità istituzionale di garantire con la massima urgenza il corretto funzionamento del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca nella attuale fase in cui il regolamento di organizzazione, adottato ai sensi dell'articolo 4- bis del decreto-legge n. 86 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 97 del 2018, non ha ancora trovato concreta attuazione a causa di una impossibilità di perfezionare le procedure di nomina dei dirigenti di livello generale, anche a seguito dei rilievi formulati dall'organo giurisdizionale preposto al controllo preventivo, che ha evidenziato profili di illegittimità delle procedure poste in essere, determinando così una situazione di paralisi amministrativa. I dirigenti generali preposti alle strutture organizzative dell'Amministrazione a livello centrale e periferico infatti stanno continuando ad operare, sin dal 23 giugno 2019, in una condizione di incertezza, come « funzionari di fatto », al fine di assicurare la necessaria continuità dell'azione amministrativa.