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l'assistenza agli Stati membri perché sviluppino e migliorino le capacità di raccolta e analisi dei dati per le proprie iniziative in tema di politica idrica. L'articolo 5 disciplina le diverse, potenziali attività congiunte Italia-UNESCO in ambito WWAP, tra le quali: la produzione di rapporti informativi sui progressi fatti, sia su scala regionale che globale, nel raggiungimento dei traguardi stabiliti dagli Obiettivi di sviluppo del Millennio connessi all'acqua; l'organizzazione di programmi di formazione su scala regionale e nazionale nello specifico settore. L'articolo 6 prevede la diffusione da parte di Italia e UNESCO dei risultati delle ricerche del Segretariato UNESCO di Perugia, anche tramite la rete globale dei Comitati idrologici nazionali. L'articolo 7 istituisce uno scambio regolare di informazioni tra le Parti sulle attività del Segretariato UNESCO di Perugia, che potrà avvenire anche attraverso la previsione di incontri periodici. L'articolo 8 concerne i privilegi e le immunità, prevedendo l'applicazione della Convenzione del 1947 sui privilegi e le immunità delle Agenzie specializzate delle Nazioni Unite, alla quale l'Italia ha aderito il 30 agosto 1985. In particolare, l'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto opera per gli acquisti di importo superiore al limite stabilito dalla legislazione nazionale per le organizzazioni internazionali in Italia. L'articolo 9 disciplina i rapporti di lavoro tra l'UNESCO e il suo personale in forza presso il Segretariato UNESCO di Perugia, rinviando alla legislazione propria dell'Organizzazione internazionale. L'articolo 10 concerne il regolamento delle controversie relative all'applicazione o all'interpretazione del Protocollo d'intesa. L'articolo 11 contiene le disposizioni finali relative all'entrata in vigore, alla validità ed alle modifiche del Protocollo d'intesa. In particolare, l'Accordo entrerà in vigore al ricevimento reciproco di notifica scritta circa il completamento delle procedure interne di ratifica dello stesso. Eventuali modifiche all'atto internazionale dovranno essere apportate mediante accordo scritto.. Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare il Protocollo d’intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura relativo al funzionamento in Italia, a Perugia, dell’UNESCO Programme Office on Global Water Assessment , che ospita il Segretariato del Word Water Assessment Programme , fatto a Parigi il 12 settembre 2012. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data dal Protocollo di cui all’articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall’articolo 11 del Protocollo stesso. Art. 3. (Copertura finanziaria) 1. Agli oneri derivanti dalle spese di missione di cui agli articoli 5 e 7 del Protocollo d’intesa di cui all’articolo 1, valutati in euro 2.260 a decorrere dall’anno 2013, e dalle rimanenti spese di cui agli articoli 3 e 8 pari a euro 2.313.000 a decorrere dall’anno 2013, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri. 2. Ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per le spese di missione di cui ai citati articoli 5 e 7 del presente Protocollo, il Ministro degli affari esteri ed il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare provvedono al monitoraggio dei relativi oneri e riferiscono in merito al Ministro dell’economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 1, il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro competente, provvede mediante riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall’attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie di parte corrente aventi la natura di spese rimodulabili ai sensi dell’articolo 21, comma 5, lettera b) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, destinate alle spese di missione nell’ambito del pertinente programma di spesa e, comunque, della relativa missione del Ministero interessato. Si intende corrispondentemente ridotto, per il medesimo anno, di un ammontare pari all’importo dello scostamento, il limite di cui all’articolo 6, comma 12, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni. 3. Il Ministro dell’economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all’adozione delle misure di cui al comma 2. 4. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .