[resaula]

la legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio per il 2018), all'articolo 1, commi da 793 a 800, ha disciplinato il trasferimento alle Regioni (o all'agenzia o ente regionale costituito per la gestione dei servizi per l'impiego) di dipendenti o collaboratori già in servizio presso i centri per l'impiego. In particolare, si specifica che il personale delle Città metropolitane e delle Province, non delle società in house providing, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, in servizio presso i centri per l'impiego e già collocato in soprannumero, è trasferito alle dipendenze della relativa Regione (o dell'agenzia o ente regionale costituito per la gestione dei servizi per l'impiego), con corrispondente incremento della dotazione organica; con particolare riferimento alla Città metropolitana di Roma capitale, i servizi erogati dai centri per l'impiego sono stati disciplinati attraverso il sistema delle convenzioni tra Regione e Città metropolitana e sono stati finanziati mediante anticipazioni da parte della Città metropolitana di Roma capitale, successivamente ristorate dalla Regione Lazio a seguito di puntuale rendicontazione delle spese sostenute. Con riguardo all'impiego di risorse umane, la gestione dei servizi è stata finora garantita, anche grazie al supporto qualificato del personale della società Capitale Lavoro SpA; Capitale Lavoro SpA costituisce società unipersonale della Città metropolitana di Roma capitale che opera in regime di in house providing a sostegno della stessa Città metropolitana in rapporto di delegazione interorganica e di controllo analogo. È stata costituita dall'allora Provincia di Roma, come ente strumentale, nel 2002, e ha accresciuto le sue competenze soprattutto con riferimento alle politiche del lavoro e della formazione con progetti finanziati dal Fondo sociale europeo e via via sempre più strutturati e coerenti con le funzioni di gestione dei servizi per l'impiego, in virtù del decentramento amministrativo disciplinato con il "pacchetto normativo Bassanini" del 1997, e della successiva riforma del 2001 del Titolo V della Costituzione; considerato che: la legge di bilancio per il 2018, allo scopo di completare la transizione in capo alle Regioni delle competenze gestionali in materia di politiche attive del lavoro esercitate attraverso i centri per l'impiego ha disposto il trasferimento delle funzioni precedentemente esercitate dalle Città metropolitane e dalle Province alle Regioni entro il 1° gennaio 2018. Termine, poi, fissato normativamente al 30 giugno 2018; nei centri per l'impiego della Città metropolitana di Roma capitale sono occupati circa 300 dipendenti della Città metropolitana, a cui si aggiungono 172 lavoratori dipendenti di Capitale Lavoro SpA, i quali a seguito del quadro normativo vigente, non essendo prevista alcuna disposizione a garanzia dei dipendenti delle società partecipate dalle Città metropolitane o dalle Province, alla data del 1° luglio 2018, rischiano di non poter più esercitare il proprio lavoro, con gravi ripercussioni che potrebbero ragionevolmente derivarne, sia sotto il profilo dell'erogazione dei servizi all'utenza che sotto il profilo della stabilità occupazionale. A tal fine, è opportuno ricordare che i centri per l'impiego hanno già subito una considerevole diminuzione di personale a tempo indeterminato, in virtù della disciplina pensionistica "pre-Fornero", in applicazione della circolare del 30 gennaio 2015 sul personale delle Province del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione pro tempore Madia; oltre alle numerose dichiarazioni pubbliche, rilasciate sulla stampa e sui social network , nel "contratto per il governo del cambiamento" viene espressamente previsto che "al fine di tutelare la sicurezza occupazionale e sociale, è importante lo sviluppo e il rafforzamento di politiche attive che facilitino l'occupazione, la ricollocazione ed adeguate misure di sostegno al reddito e di protezione sociale. Ciò potrà essere attuato anzitutto procedendo ad una profonda riforma e ad un potenziamento dei centri per l'impiego". Parimenti, con particolare riferimento ai centri per l'impiego, tra i punti più qualificanti del programma del Movimento 5 Stelle, reperibile nell'apposita pagina internet dedicata, viene esplicitamente indicata la somma di 2 miliardi di euro necessari alla riforma e al potenziamento dei centri per l'impiego al fine di favorire un più efficace incontro tra domanda e offerta di lavoro; la fuoriuscita dei lavoratori dipendenti dalla società Capitale Lavoro, occupati presso i 22 centri per l'impiego della Città metropolitana di Roma capitale, rischierebbe di compromettere seriamente un servizio pubblico di così rilevante importanza, investendo un diritto costituzionalmente garantito. Inoltre, costituirebbe un grave pregiudizio sotto il profilo della qualità del servizio reso all'interno dei centri per l'impiego dal personale di Capitale Lavoro SpA, che, nel corso di questi anni, ha potuto acquisire un ampio bagaglio di competenze e raggiungere un elevato livello di professionalità; posto che: risulta necessaria la prosecuzione delle attività e dei servizi per l'impiego e formativi, vieppiù alla luce del disposto di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto legislativo n. 150 del 2015, a norma del quale "La rete dei servizi per le politiche del lavoro promuove l'effettività dei diritti al lavoro, alla formazione e all'elevazione professionale, previsti dagli artt. 1, 4, 35 e 37 della Costituzione ed il diritto di ogni individuo ad accedere ai servizi di collocamento gratuito di cui all'art. 29 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, mediante interventi e servizi volti a migliorare l'efficienza del mercato del lavoro, assicurando, tramite l'attività posta in essere dalle strutture pubbliche e private, accreditate o autorizzate, ai datori di lavoro il soddisfacimento dei fabbisogni di competenze ed ai lavoratori il sostegno nell'inserimento o nel reinserimento al lavoro". Ed ancora, quando fa riferimento, nel combinato disposto degli artt. 2, comma 1, lett. b) , e 28, al dovere di garantire da parte dei servizi per l'impiego, livelli essenziali delle prestazioni ben definiti sotto il profilo funzionale; la legge n. 205 del 2017 all'articolo 1, comma 799, prevede che la sottoscrizione di apposite convenzioni tra le Regioni, le Province e le Città metropolitane, per disciplinare le modalità di rimborso degli oneri relativi alla gestione della fase transitoria del trasferimento del personale fino al 30 giugno 2018, avvenga secondo uno schema approvato in sede di Conferenza unificata. Per quanto riguarda la gestione della fase transitoria del personale dei centri per l'impiego la convenzione è stata approvata in sede di Conferenza unificata il 15 febbraio 2018.