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In generale, rileva in molte disposizioni contenute nel provvedimento in esame - a partire dall'articolo 8, comma 10, sul documento unico di regolarità contributiva - una mancanza di chiarezza che darà adito a interpretazioni confliggenti e a contenzioso, in aperto contrasto con le finalità semplificatorie dell'intervento. Anche gli interventi sulla figura del RUP paradossalmente attribuiscono a quest'ultimo maggiori responsabilità e rischi, con la conseguenza che nessuno vorrà più svolgere tale funzione. Peraltro, si continua a scrivere i decreti come se esistessero solo i grandi comuni, le città metropolitane e le grandi aziende, mentre in realtà la grande maggioranza dei destinatari di queste disposizioni sono piccoli comuni e piccole e medie imprese, che hanno ovviamente risorse umane molto più limitate e che non si possono permettere costose consulenze. A tal proposito, sarebbe importante che l'ANAC e la Corte dei conti fornissero una consulenza preventiva agli enti locali, che devono essere aiutati prima della gara. Anche la riscrittura dell'articolo 80, comma 4, del codice dei contratti pubblici sulle cause di esclusione si presterà a dubbi interpretativi e a ricorsi giurisdizionali, in quanto non è chiaro sulla base di quali elementi si potrà affermare che la stazione appaltante sia a conoscenza e possa adeguatamente dimostrare che un operatore economico non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte. Si sofferma poi sul tema della rigenerazione urbana, sottolineando che i vuoti urbani generano degrado e sono spazi che devono essere restituiti ai cittadini, come è avvenuto a Milano, cosa che peraltro non comporta consumo di suolo essendo aree già utilizzate. Inoltre, il rispetto pedissequo della sagoma, del prospetto e di tutte le caratteristiche non genera di per sé buone architetture. Le esperienze di tanti altri Paesi europei dimostrano infatti che ciò che importa è realizzare architetture di buona qualità. Valuta positivamente la spinta alla digitalizzazione del Paese, ma servono risorse umane e finanziarie per gli enti pubblici, che devono essere accompagnati nella transizione. Il senatore SANTILLO ( M5S ) pone l'accento sull'importanza di ridurre i tempi di realizzazione delle opere pubbliche, intervenendo sui vari livelli che vanno dalla progettazione al collaudo. Uno strumento importante di accelerazione è il ricorso all'aggiudicazione sulla base del minor prezzo che, in realtà, a seguito delle modifiche apportate nella legislatura in corso, è il prezzo più congruo, più vicino al prezzo medio che a quello più basso. L'applicazione di tale criterio può portare ad aggiudicazioni molto più rapide di quelle effettuate sulla base dell'offerta economicamente più vantaggiosa, che richiede tempi più lunghi, se non altro per la costituzione della commissione e l'individuazione di criteri oggettivi, che si presteranno maggiormente ad essere oggetto di contestazione di quanto non sia un criterio puramente matematico. Con riferimento al tema del RUP, ritiene condivisibile l'approccio del provvedimento in esame che stimola l'azione e disincentiva l'inazione. Per quanto concerne l'applicazione del criterio di rotazione degli inviti che tenga conto anche di una diversa dislocazione territoriale delle imprese invitate, sarà necessario trovare un punto di equilibrio tra un criterio di prossimità e il principio della concorrenza. Infine, ritiene che la soglia a 150.000 euro per l'affidamento diretto sia molto alta per quanto concerne servizi e forniture e si dovrà dunque valutare una differenziazione. Il senatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) ricorda che il provvedimento in esame contiene tante misure in materia ambientale e che la Commissione ambiente, della quale fa parte, aveva anche richiesto la riassegnazione del provvedimento in esame alle Commissioni riunite 1ª, 8ª e 13ª, ma che tale richiesta non è stata accolta. Quello delle semplificazioni è un pendolo che oscilla tra la revisione di interi settori e interventi puntuali e sarebbe opportuno prevedere l'introduzione di una legge annuale di semplificazione, analogamente a quanto accade con la legge europea e la legge di delegazione europea. Peraltro, una volta che le misure di semplificazione sono state adottate, è fondamentale che ad esse sia data concreta attuazione e che quindi non restino sulla carta ma possano incidere in maniera positiva sulla vita delle comunità e sull'attività degli amministratori. Nello specifico, sul provvedimento in esame bisognerà operare in varia maniera, a seconda della misura, completando alcune disposizioni, inserendo interventi che sono rimasti fuori dal testo e infine chiarendo alcuni punti che rimangono oscuri, ad esempio per quanto riguarda le misure in materia edilizia di cui all'articolo 10 e quelle relative alla ricostruzione pubblica nelle aree colpite da eventi sismici di cui all'articolo 11, onde evitare che misure di semplificazione si possano trasformare in complicazioni. Si sofferma poi sulle semplificazioni delle procedure per interventi e opere nei siti oggetto di bonifica, di cui all'articolo 52, e sulle semplificazioni delle procedure nei siti di interesse nazionale, di cui all'articolo 53, auspicando che possa essere recuperato il lavoro fatto per la predisposizione di una risoluzione approvata all'unanimità. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale. La senatrice SUDANO ( IV-PSI ), relatrice per l'8ª Commissione, replica, esprimendo apprezzamento per gli interventi che si sono susseguiti in discussione generale, dai quali sono emersi numerosi elementi di riflessione che si sommano a quelli sottoposti alle Commissioni riunite dai numerosi soggetti auditi. Il provvedimento in esame è richiesto dal Paese e questo sarà di stimolo a maggioranza e opposizione per lavorare con spirito collaborativo. Si farà dunque uno sforzo per trovare un punto di mediazione tra le varie sensibilità, auspicando da parte di tutti un atteggiamento di apertura anche sui temi più ideologici. Il senatore GARRUTI ( M5S ), relatore per la 1 a Commissione, replica, riservandosi di intervenire nel corso dell'esame, rilevando come ci siano tutti i presupposti per un proficuo lavoro da parte della Commissioni riunite: la quasi totalità degli auditi, del resto, pur rilevando alcune criticità specifiche, ha riconosciuto la correttezza della strada seguita dal provvedimento. Dichiara che la maggioranza sarà disponibile a prendere in considerazione le proposte migliorative che verranno presentate nel rispetto del principio di apportare semplificazioni senza ulteriori costi per le finanze pubbliche: il che, precisa, non sarà però privo di positive ricadute economiche. Rileva, quanto alla temporaneità dell'efficacia di molte disposizioni, come questa sia finalizzata proprio a verificare gli effetti delle misure adottate senza compromettere l'impianto normativo. Auspica che l'esame rimanga circoscritto al perimetro, già ampio, tracciato dal provvedimento, che deve costituire un'occasione per riaffermare con forza la centralità del Parlamento.