[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della deliberazione della Camera dei deputati del 12 aprile 2005, relativa alla insindacabilità, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione, delle opinioni espresse dal deputato Nicola Vendola nei confronti di Michele e Caio Scianatico, promosso con ricorso del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, notificato il 2 febbraio 2006, depositato in cancelleria il 20 febbraio 2006 ed iscritto al n. 20 del registro conflitti tra poteri dello Stato 2005, fase di merito. Visti l'atto di costituzione della Camera dei deputati, nonché l'atto di intervento di Vendola Nicola; udito nell'udienza pubblica del 20 marzo 2007 il Giudice relatore Alfio Finocchiaro; udito l'avvocato Massimo Luciani per la Camera dei deputati.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Con ricorso del 16 maggio 2005, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, nel corso di un procedimento nei confronti del deputato Nicola Vendola, indagato in ordine al delitto di diffamazione aggravata in danno di Michele Scianatico, presidente del consiglio di amministrazione del Laterificio Pugliese s.p.a., e di Caio Scianatico, consigliere della stessa società, ha sollevato conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato nei confronti della Camera dei deputati, in relazione alla delibera adottata dall'Assemblea, su conforme proposta della Giunta per le autorizzazioni, il 12 aprile 2005 (Doc. IV-ter, n. 13-A), che ha dichiarato che i fatti per i quali è in corso il predetto procedimento penale riguardano opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni parlamentari e sono, in quanto tali, insindacabili, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione. Ha premesso il ricorrente che il procedimento in questione aveva tratto origine dall'atto di querela presentato presso la Procura della Repubblica di Trani, in data 10 aprile 2001, dai predetti Michele e Caio Scianatico in relazione alle seguenti espressioni, pronunciate dal predetto deputato nel corso di un'assemblea tenuta presso la sede del partito “Rifondazione comunista” di Terlizzi, in data 17 febbraio 2001, alla presenza di più persone: «Per informazioni che sono a mia disposizione ci sono delle carte dell'ufficio giudiziario e delle ispezioni poi occultate, insabbiate dal magistrato, ma io ho potuto leggere cos'erano quell'entità di quelle ispezioni...c'è un intero paese che non ne può più del fatto che questo signore comprando i politici, comprando i magistrati, dico cose precise che finiranno in un processo perché un onorevole di Alleanza Nazionale verrà a dire che lui prendeva i soldi da Scianatico, che lui organizzava le cene, perché il giudice con Scianatico si mettessero d'accordo su come insabbiare quelle indagini... il processo lo faremo perché per me, questa volta, è difficile sfuggire dal punto in cui veramente i tecnici, quelli veri, non quelli falsi, non quelli di comodo, non quelli che fingono di vedere le cose a macchina spenta... non quelli che fingono di mettere i sensori sulle stufe degli operai che non stanno lavorando... non le false indagini, le false inchieste che sono state sempre fatte d'accordo». Ha rilevato ancora il ricorrente che, nel corso dell'interrogatorio reso al pubblico ministero, in data 12 aprile 2002, il deputato aveva affermato che l'episodio in questione doveva inserirsi nel contesto di una «battaglia» da lui condotta dapprima quale consigliere comunale, spinto dalla esigenza di salvaguardare la salute dei cittadini, a suo dire in qualche misura pregiudicata dalla esistenza della fabbrica degli Scianatico, e di spezzare i legami asseritamente esistenti tra gli stessi Scianatico e le istituzioni locali che favorivano gli imprenditori, quindi, quale parlamentare, attraverso lo strumento del sindacato ispettivo. Lo stesso parlamentare aveva ancora dichiarato di avere appreso, nel corso di una conversazione con il collega Ermanno Iacobellis, nella bouvette presso la sede della Camera dei deputati, che il dr. De Simone, pubblico ministero in un procedimento nei confronti degli Scianatico, ed amico personale dello Iacobellis, aveva partecipato a pranzi e cene insieme a quest'ultimo e ai predetti Scianatico, durante uno dei quali, in particolare, si sarebbe discorso in ordine alle possibilità di «pilotare» il procedimento, consentendo, attraverso una modifica dei capi di imputazione, agli imputati di uscire sostanzialmente indenni dalla vicenda processuale. In relazione ai fatti appresi nel corso della predetta conversazione, il deputato Vendola aveva presentato un esposto, poi archiviato, in relazione all'ipotizzato reato di cui all'art. 323 del codice penale nei confronti del dr. De Simone per non avere le circostanze denunziate con l'esposto trovato riscontro nelle dichiarazioni del deputato Iacobellis e di Maria Tedeschi, già moglie del dr. De Simone, persone indicate dallo stesso denunziante come quelle che avrebbero potuto suffragare le tesi esposte, dal momento che in particolare le dichiarazioni del primo non facevano riferimento a fatti di corruzione di magistrati, esaltando, al contrario, la intransigenza del dr. De Simone, pur nell'ammissione di riunioni conviviali cui avevano partecipato sia lo stesso De Simone, sia Caio Scianatico. Ha osservato, quindi, il ricorrente che, secondo la Camera dei deputati, le espressioni del deputato Vendola, per il quale procede il GIP di Trani, sarebbero collegate all'esercizio delle funzioni parlamentari, per la pretesa sussistenza del nesso funzionale tra quelle dichiarazioni e la presentazione da parte dello stesso deputato, in data 5 marzo 1997, di una interrogazione al Ministro dell'ambiente finalizzata a conoscere – a fronte delle preoccupazioni degli abitanti di Terlizzi per il moltiplicarsi sul territorio di neoplasie, patologie respiratorie e polmonari, malformazioni neonatali, allergie ed altre affezioni presumibilmente dipendenti dall'inquinamento pesante di alcune fabbriche (e in particolare del Laterificio pugliese dell'imprenditore Scianatico) – quali interventi urgenti si ritenesse di adottare per monitorare la situazione al fine di rimuovere le cause delle patologie. La Camera dei deputati aveva inferito la sussistenza di detto nesso funzionale altresì dalla riferita conversazione intercorsa tra lo stesso Vendola e il deputato Iacobellis, il quale avrebbe «quasi completamente confermato» le circostanze oggetto dell'intervento pubblico del collega Vendola.