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Ai sensi del comma 1, le imprese che assumono un beneficiario di Rdc nei primi diciotto mesi di fruizione del beneficio ottengono un incentivo sotto forma di esonero contributivo, nel limite dell'importo del Rdc percepito dal lavoratore all'atto dell'assunzione e per una durata predeterminata. Il contributo non è comunque inferiore a cinque mesi, con un massimale pari a 780 euro mensili. In caso di rinnovo del Rdc, l'incentivo per le imprese è concesso nella misura fissa di cinque mensilità. Ai sensi del comma 2, gli enti di formazione accreditati possono stipulare presso i centri per l'impiego e presso i soggetti accreditati di cui all'articolo 12 del decreto legislativo n. 150 del 2015 (tra cui rientrano anche le agenzie per il lavoro) un Patto di formazione, finalizzato allo svolgimento di un percorso professionale, alla fine del quale se il beneficiario ottiene un lavoro coerente con il profilo formativo sarà riconosciuto al datore di lavoro l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, nel limite della metà dell'importo mensile del Rdc percepito dal lavoratore all'atto dell'assunzione e per una durata predeterminata. Al comma 3 sono previste le condizioni per usufruire delle agevolazioni. Al comma 4 è previsto il riconoscimento di un incentivo pari a sei mensilità del Rdc, nel limite di 780 euro mensili, nel caso in cui il beneficiario avvia un'attività di lavoro autonomo o costituisce un'impresa individuale o una società cooperativa entro i primi dodici mesi di fruizione della misura. Nel caso in cui il datore di lavoro abbia esaurito gli esoneri contributivi in forza dell'articolo 1, comma 247, della legge n. 145 del 2018, gli sgravi contributivi sono fruiti, nelle stesse modalità descritte, sotto forma di credito di imposta. Le procedure con le quali saranno determinati questi crediti saranno descritte in un successivo decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Ai fini di una chiarificazione dei processi del rapporto tra il beneficiario e le istituzioni deputate alla allocazione del lavoratore sul mercato, attraverso i patti del lavoro e formativi, vedasi di seguito la figura 1. Figura 1 – Rapporto tra beneficiari e istituzioni deputate alla allocazione del lavoratore sul mercato. L'articolo 9 ( Assegno di ricollocazione ) prevede, fino al 31 dicembre 2021, quale strumento di inserimento lavorativo, l'assegno di ricollocazione (AdR). Esso ha la finalità di aiutare la persona disoccupata a migliorare le possibilità di ricollocarsi nel mondo del lavoro, configurandosi come una misura di politica attiva. Trattasi di una somma di denaro che può essere considerata una « dote » per il lavoratore, che può spendere presso enti accreditati e centri per l'impiego, e che gli permette di ricevere un servizio di assistenza intensiva alla ricerca di occupazione da parte di un centro per l'impiego o di un ente accreditato ai servizi per il lavoro. Il servizio di assistenza alla ricollocazione ha una grande utilità poiché prevede l'affiancamento di un tutor al beneficiario del Rdc, il programma di ricerca intensiva della nuova occupazione, lo svolgimento per il beneficiario di Rdc delle attività individuate dal tutor , l'obbligo per il beneficiario di accettare l'offerta di lavoro congrua e, per l'erogatore del servizio, di comunicare all'ANPAL e al centro per l'impiego il rifiuto ingiustificato di svolgere una delle attività indicate dal tutor , nonché la sospensione del servizio nel caso di assunzione in prova. L'ammontare dell'assegno di ricollocazione può variare da 250 a 5.000 euro e il suo finanziamento è comunque coperto per intero da somme già stanziate, essendo l'intervento rifinalizzato in favore dei beneficiari del Rdc e l'erogazione in favore dei soggetti previsti dalla legislazione previgente sospesa. Al finanziamento dell'assegno di ricollocazione sono destinate le somme già disponibili per l'assegno di ricollocazione di cui all'articolo 23 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150. L'articolo 10 ( Monitoraggio del Rdc ) prevede che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è responsabile del monitoraggio del Rdc e predispone, sulla base delle informazioni fornite dall'INPS e dall'ANPAL, nonché delle altre informazioni, disponibili in materia, rilevate anche dalle piattaforme digitali, il rapporto annuale sull'attuazione del Rdc pubblicato nel sito internet istituzionale. Per tali compiti, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali provvede nel limite delle risorse finanziarie, umane e strumentali già previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. L'articolo 11 ( Modificazioni al decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147 ) prevede le modifiche al decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, utili a rendere compatibili la vigenza della disciplina concernente il ReI e il Rdc. L'articolo 12 ( Disposizioni finanziarie per l'attuazione del programma del Rdc ) prevede le disposizioni finanziarie per l'attuazione del programma del reddito di cittadinanza nonché norme in materia di personale. Con riferimento a quest'ultimo profilo, si precisa che la stabilizzazione del personale a tempo determinato presso ANPAL servizi S.p. A. sarà effettuata nel rispetto delle norme e delle procedure vigenti in materia di assunzione del pubblico impiego (decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165), avendo cura di dare adeguata valorizzazione all'anzianità di servizio. In relazione al conferimento di incarichi di collaborazione necessari all'avvio del Rdc, di cui al comma 3, la procedura seguita da ANPAL servizi S.p. A. è declinata dal regolamento interno per il conferimento di incarichi di collaborazione; tale regolamento, anche in ossequio a un consolidato orientamento giurisprudenziale (sentenza della Corte di cassazione, sezioni unite, n. 7759 del 2017), disciplina le procedure comparative di selezione a tal fine utilizzate da ANPAL servizi S.p. A., nel rispetto dei principi, anche di derivazione europea, di trasparenza, pubblicità ed imparzialità. Ciò a differenza di quanto previsto nel successivo comma 4, ove – ai fini della stabilizzazione del personale di ANPAL servizi S.p. A. assunto a tempo determinato – è invece espressamente previsto l'espletamento della procedura concorsuale, per titoli ed esami. L'articolo 13 ( Disposizioni transitorie e finali ) prevede che dal mese di marzo 2019 il Rei di cui al decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, non può essere più richiesto e, a decorrere dal mese di aprile dello stesso anno, non è più riconosciuto né rinnovato. Ai soggetti ai quali il ReI è stato riconosciuto anteriormente al mese di aprile 2019, il beneficio continua ad essere erogato per la durata inizialmente prevista, adeguandolo al beneficio economico del Rdc.