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Sulla paura - sì, sulla paura - e costruito sulle promesse e su un debito che pagheremo noi italiani, le future generazioni e le imprese. Come e cosa rispondete alle imprese? Come e cosa rispondete ai giovani e ai disoccupati? Come e cosa rispondete al Sud del Paese, che piange lacrime di dolore? Con il reddito di cittadinanza, cioè con un sussidio: la peggior terapia che una forza politica possa elaborare. E sia chiaro che questa terapia somministrata agli italiani non è stata elaborata dal MoVimento 5 Stelle. Sarebbe troppo comodo, amici e colleghi della Lega. Questa è una terapia elaborata, costruita, pensata e studiata scientificamente dal Governo. Se le cose andranno bene, il merito sarà del Governo; se le cose andranno male, il demerito sarà principalmente della Lega, che ha permesso questa sorta di iattura. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,41) ( Segue LAUS). Avete avuto la possibilità di ascoltare le audizioni durante l'esame in prima lettura al Senato e alla Camera, sono stati proposti tanti suggerimenti. C'era la possibilità di correggere un testo, secondo me inemendabile, ma ci siamo comunque sforzati e abbiamo esercitato un'attività emendativa costruttiva. Eppure, quelle poche modifiche apportate alla Camera dei deputati hanno solo ed esclusivamente reso più tortuoso il percorso, apportando solo qualche piccolo ritocco. La prima macroscopica stortura la leggiamo all'articolo 1 del decreto-legge, come ho già detto diverse volte in Commissione in sede referente. Come si può pensare di scrivere in apertura di un provvedimento di questa portata, che ha delle finalità sociali per intercettare la povertà e risolvere questo affannoso problema: «Il Rdc costituisce livello essenziale delle prestazioni nei limiti delle risorse disponibili»? Si tratta di una contraddizione in termini: non è possibile garantire dei livelli essenziali di prestazione e poi vincolarli alla compatibilità delle risorse. Così non è un diritto soggettivo. Agli italiani lo spieghiamo noi o voi? (Applausi dal Gruppo PD) . Voi no, non potete spiegarlo agli italiani, perché avete di fronte le elezioni europee fondate su una comunicazione distorta e di professionisti illusionisti. Come è stato già detto - l'abbiamo detto in tutti i modi e occasioni - si tratta di un provvedimento che sostanzialmente mortifica le famiglie numerose e quelle al cui interno vi sono purtroppo - ahimè - disabili, per le quali è sempre più crescente la difficoltà di "sbarcare il lunario". E mortificate anche quelle famiglie all'interno delle quali ci sono bambini. Vi abbiamo detto in tutte le salse di correggere la scala di equivalenza. E invece no, voi ve ne siete inventata una. (Applausi dal Gruppo PD) . E mi chiedo chi è questo scienziato che ha elaborato una soluzione di questa portata. Non chiedetelo a me: chiedetelo alle associazioni, al terzo settore, se ho visto bene o ho visto male. Con l'articolo 8, poi, sugli incentivi per l'impresa e per il lavoratore, evitate in modo scientifico di incentivare le imprese che danno lavoro a tempo determinato o part-time , preferendo, in alternativa, che le persone continuino a percepire il reddito di cittadinanza. PRESIDENTE. Deve concludere. LAUS (PD) . Presidente, mi avvio alla conclusione. Avevo molte altre cose da dire, ma ne dirò soltanto una. Quota 100 è una vera e propria lotteria, che sarà pagata dalle future generazioni e - su questo potete stare tranquilli, colleghi - altro che la l'abolizione della legge Fornero: nei prossimi mesi arriveranno una Fornero- bis e un Monti- bis. (Applausi dal Gruppo PD) . Cambieranno solo i cognomi, ma i sacrifici saranno raddoppiati e voi dovrete andare a dare spiegazioni in ogni angolo del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rivolta. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, io nel dicembre 2011... AIROLA (M5S) . Sei stato condannato per licenziamento ricattatorio e intimidatorio dalla quarta sezione penale di Torino! PRESIDENTE. Senatore Airola, faccia il bravo! Consenta la discussione del decreto, per cortesia, la richiamo per la prima volta. LAUS (PD) . Non andrò all'inferno. PRESIDENTE. Prego, senatrice Rivolta. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Grazie, Presidente, ricomincio il mio intervento, visto che ora posso farlo grazie ai suoi richiami. Io nel 2011 non ho votato la legge Fornero. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) perché sono stata da subito convinta che non fosse la strada giusta. Non mi sono limitata a quello, ma come tutti gli altri colleghi sotto i gazebo per moltissime giornate ho passato il tempo a raccogliere le firme e ad ascoltare le storie delle persone che sottoscrivevano la nostra proposta. Erano storie di persone normalissime, che avevano fatto dei programmi di vita e che vedevano gli stessi completamente distrutti. Quei programmi di vita molto spesso prevedevano un cambio, l'idea di ritirarsi e potere così aiutare i propri figli e nipotini, o di aiutare i grandi anziani, permettendo ai propri familiari di inserirsi nel mondo del lavoro, di continuare a lavorare, di rientrare dopo una maternità il prima possibile, insomma di fare una vita normale (ma potrei raccontarvi tantissime altre cose). Questo è stato impedito. Noi, quindi, da subito abbiamo detto che questa misura era sbagliata e abbiamo fatto di tutto per cancellarla. Con questo decreto, noi cominciamo a cancellarne una grande parte e questo è un successo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Quando sento certe affermazioni, come da parte del collega che ci accusava di aver usato il decreto-legge, permettetemi di chiedere se ci ricordiamo cosa è successo nelle passate legislature, nelle quali si legiferava soltanto con la decretazione d'urgenza (ovviamente sia a destra che a sinistra, ma questa era la modalità). Mi sembra che questa sia la prima legislatura durante la quale si usa molto meno la decretazione d'urgenza e questo penso sia un progresso a favore della dignità del Parlamento, tanto per cominciare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vorrei dare un'altra risposta al collega Manca, il quale lamentava moltissimi aspetti: ricordo sommessamente che partiamo dai vostri risultati, che non sono stati così brillanti. Magari pensavate di far meglio, però questi sono i risultati. L'ho già detto un'altra volta qui in Aula: se facciamo un sondaggio tra gli insegnanti, più che parlare bene della legge sulla buona scuola ci chiedono quota 100. Tutti quest'anno hanno continuato a chiederci quando avremmo portato avanti quota 100. È una risposta che riteniamo giusta, perché se è vero che un'altra delle emergenze è permettere la creazione di nuove famiglie e finalmente un aumento della natalità, dobbiamo passare da questo ricambio. Mi fa sorridere sinceramente che molti colleghi parlino di una situazione dove o è bianco o è nero, cioè sono tutti geni quelli che vanno in pensione, mentre sono tutti stupidini quelli che entrano.