[normattiva_dump]

Art. 35 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e sino al 31 dicembre 1987, non si applicano le disposizioni contemplate nel secondo e terzo comma dell'articolo 38 della legge 7 agosto 1982, n. 526, e nel terzo comma dell'articolo 2 della legge 29 ottobre 1984, n. 720. 2. Le aziende di credito che detengono disponibilità delle regioni Sicilia e Trentino-Alto Adige e delle province autonome di Trento e di Bolzano in misura superiore al limite consentito dall'articolo 40 della legge 30 marzo 1981, n. 119, e successive modificazioni, debbono versare l'eccedenza in essere all'entrata in vigore della presente legge in quattro rate di ammontare pari ad un quarto della eccedenza stessa e al netto dei prelievi nel frattempo intervenuti, alle scadenze del 1 giugno e 1 dicembre di ciascun anno. Sulle somme non versate alle predette scadenze è dovuto da parte delle aziende di credito un interesse di mora pari al tasso ufficiale di sconto aumentato di quattro punti. 3. Qualora le predette regioni e province autonome non comunichino alle aziende di credito l'ammontare massimo delle giacenze detenibili, le aziende stesse fanno riferimento all'intera disponibilità ai fini del versamento di cui al precedente comma.((4)) ((5)) --------------- AGGIORNAMENTO (4) La Corte Costituzionale, con sentenza 25 febbraio-2 marzo 1987, n. 61 (in G.U. 1a s.s. 11/3/1987, n. 11) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo "limitatamente alla parte in cui si riferisce anche ai tributi deliberati dalla Regione Sicilia". --------------- AGGIORNAMENTO (5) La Corte Costituzionale, con sentenza 25 febbraio-2 marzo 1987, n. 62 (in G.U. 1a s.s. 11/3/1987, n. 11) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo "nella parte in cui si riferisce anche alle entrate proprie della regione Trentino-Alto Adige".