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In quest'ottica, la riforma del processo civile è inserita dal PNRR tra le cosiddette riforme orizzontali, o di contesto, che consistono in innovazioni strutturali dell'ordinamento, tali da interessare, in modo trasversale, tutti i settori del Piano. Nello specifico, per quanto concerne la materia in esame, esso prevede diversi filoni di intervento: potenziamento degli strumenti alternativi al processo per la risoluzione delle controversie; misure per concentrare maggiormente, per quanto possibile, le attività tipiche della fase preparatoria ed introduttiva nei vari procedimenti, nonché la ridefinizione della fase decisoria, con riferimento a tutti i gradi di giudizio; da ultimo, interventi in materia di processo esecutivo e di procedimenti speciali al fine di garantire la semplificazione delle forme e la riduzione dei tempi del processo esecutivo con particolare riguardo al settore dell'esecuzione immobiliare, dell'espropriazione presso terzi e delle misure di coercizione indiretta. Nello specifico, il Piano prevede - oltre a riforme ordinamentali, da realizzare ricorrendo allo strumento della delega legislativa - anche il potenziamento delle risorse umane e delle dotazioni strumentali e tecnologiche dell'intero sistema giudiziario, al quale sono destinati specifici investimenti. È in questo contesto che si inserisce la legge di delega di riforma del processo civile. Mi concentrerò, quindi, sugli aspetti maggiormente pregnanti del disegno di legge in questione. Il punto nevralgico della legge delega è sicuramente quello relativo alla revisione della disciplina del processo di cognizione di primo grado. Quello più ostico per gli avvocati, sul quale si è riusciti a trovare nelle riunioni di maggioranza un buon punto di caduta, riguardo alle preclusioni e decadenze relative alla prima udienza di comparizione delle parti e trattazione della causa. Il punto fermo del Governo era quello di prevedere che si arrivasse alla prima udienza con il thema decidendum già fissato negli atti introduttivi, prevedendo, al contempo, alcune decadenze che, così come formulate, erano incompatibili con il corretto esercizio del diritto di difesa da parte di noi avvocati. L'emendamento governativo risultante dall'approvazione di diversi subemendamenti ha ammorbidito la versione originaria, mantenendo però fermo il principio di effettività della prima udienza. È risaputo, infatti, che detta udienza si risolve, nella maggior parte dei casi, in una mera concessione dei termini perentori. Termini per il deposito di memorie, domande, eccezioni ed indicazioni di prove contrarie di cui all'articolo 183, sesto comma, nn. 1, 2 e 3 del codice di procedura civile, accompagnata dal rinvio della causa ad una udienza di ammissione dei mezzi di prova fissata a distanza di diversi mesi. Tale situazione, come è ovvio, disincentiva le parti ad una effettiva ed informata partecipazione all'udienza ed il giudice ad un attento studio preliminare dei fascicoli. Queste le ragioni dell'intervento. La legge delega sostituisce l'attuale previsione dell'articolo 183, sesto comma, del codice di procedura civile, ossia l'appendice scritta, con un meccanismo che prevede l'anticipazione del materiale che andrà a formare il thema decidendum ad una fase addirittura antecedente rispetto alla prima udienza di comparizione e trattazione della causa. Infatti, il disegno di legge, dopo aver indicato le caratteristiche dei rispettivi atti introduttivi, dispone una serie di termini calcolati a ritroso rispetto alla prima udienza in modo tale da permettere la celere trattazione del processo, garantendo al contempo il rispetto dei principi costituzionali del giusto processo (in particolare, il contraddittorio ed il diritto di difesa). Ulteriore intervento, attuato sempre nell'ottica di ridurre i tempi di svolgimento del processo, è quello relativo all'assunzione dei mezzi di prova. Il giudice provvederà sulle richieste istruttorie all'esito dell'udienza predisponendo il calendario del processo e rinviando l'udienza per l'assunzione entro i 90 giorni. Quindi anche in questo frangente si prevedono tempi certi di esame. Anche la successiva fase della rimessione della causa in decisione, qualora non si possa procedere ai sensi del 281- sexies , prevede dei termini ridotti sia per la produzione di scritti difensivi, che per i tempi di deposito della sentenza. Da ultimo, è stata prevista la possibilità, in capo al giudice, di formulare una proposta di conciliazione fino al momento in cui la causa non sia ritenuta matura per la decisione. Ed ancora, da segnalare è l'incentivazione degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, da esperire anche con modalità telematiche, sia estendendone il ricorso obbligatorio in via preventiva, sia prevedendo una serie di incentivi fiscali per chi si avvale degli strumenti della mediazione e della negoziazione assistita. Inoltre, per i medesimi istituti, il disegno di legge vi estende anche il gratuito patrocinio. Queste disposizioni, rimaste impregiudicate rispetto alla struttura originaria del disegno di legge a prima firma dell'allora ministro Bonafede, prevedono altresì, grazie all'approvazione di un subemendamento a mia prima firma, un monitoraggio che dovrà essere effettuato sull'area di applicazione delle procedure stragiudiziali di risoluzione delle controversie previste dalla legge - fatta eccezione per l'arbitrato - e, la predisposizione di un testo unico degli strumenti complementari alla giurisdizione. Altra novità che si attendeva da tempo è l'istituzione del tribunale per le persone, per i minori e per le famiglie che, dal 2024, sarà competente sulle materie riguardanti separazioni, divorzi, affidi ed il penale minorile. Al tribunale, composto da sezioni circondariali e distrettuali, saranno assegnati, in via esclusiva, giudici scelti in virtù dell'elevata specializzazione nelle materie attribuite all'istituendo tribunale. Tale disposizione servirà certamente a rendere maggiormente spedita la trattazione delle litigiosità ad esso assegnate. L'ufficio del processo, anche in quest'ambito, a corollario dell'attività dei togati, servirà a smaltire l'arretrato e a rendere più celere la definizione di nuovi giudizi. Vi saranno assegnati i magistrati onorari con la possibilità riservata a quest'ultimi di trattare conciliazioni, rendere informazioni sulla mediazione familiare, di sostegno al minorenne e facoltà di ascolto dei minori. Sarà la razionalizzazione dei procedimenti e dei riti, unitamente alla specializzazione degli organi giudicanti, a garantire la maggiore efficienza del sistema giustizia. L'ufficio del processo, anche grazie al piano assunzionale previsto dal recente decreto legge 80/2021 è finalmente implementato e reso effettivamente in grado di svolgere a pieno le funzioni previste dal decreto legge che lo ha istituito (decreto-legge 90/2014). Inoltre, al fine di adempiere alle funzioni volte allo snellimento dell'arretrato, questo verrà istituito presso la Corte di cassazione, la procura generale e il tribunale della famiglia. Non meno importante, inoltre, la razionalizzazione e la sistematizzazione di quanto già positivamente sperimentato durante il periodo di emergenza pandemica relativamente alla telematizzazione del processo civile prevedendo, tuttavia, delle distinzioni in base ai procedimenti trattati.