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Introduzione dell'insegnamento dell'educazione alimentare nei programmi scolastici. Onorevoli Senatori. -- Nel mondo, circa 300 milioni di individui sono obesi, e più di 1 miliardo sono in sovrappeso. Tale numero è destinato ad aumentare, con gravi conseguenze per la salute. Il problema è più serio nell'America del Nord ed in Europa, ma è diffuso in aree dove, in passato, non era presente se non in minima entità (Asia, India, Cina, Giappone ed anche alcune regioni dell'Africa e del Sud America, comprendendo così anche alcuni Paesi in via di sviluppo). L'incidenza dell'obesità è raddoppiata in molti Paesi, negli ultimi anni. Secondo uno studio della « International Obesity Task Force », circa il 4 per cento di tutti i bambini d'Europa è affetto da obesità, il 37 per cento da sovrappeso, e tale percentuale è in marcato aumento. Gli elementi chiave per la prevenzione ed il trattamento dell'obesità sono identificati nell'alimentazione corretta, nel ruolo delle famiglie e nell'attività fisica. In Italia si calcola che siano 4.898.496 le persone adulte obese (prevalenza = 9,9%), e 16.000.000 quelle in sovrappeso, con un costo sociale annuo stimato intorno al 6,7 per cento della spesa sanitaria pubblica. È stato calcolato che nella maggior parte dei paesi occidentali una persona obesa costa al sistema sanitario il 25 per cento in più di una persona normopeso. In Italia i costi sanitari diretti dell'obesità sono stimati in circa 23 miliardi di euro l'anno. Si stima che la maggior parte di tali costi (più del 60%) sia dovuta a ricoveri ospedalieri e ciò indica quanto l'obesità sia la reale responsabile di una serie di gravi patologie cardiovascolari, metaboliche, osteoarticolari, tumorali e respiratorie che comportano una ridotta aspettativa di vita ed un notevole aggravio per il servizio sanitario nazionale. Con il presente disegno di legge si intende: a) introdurre nelle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo e di secondo grado una nuova materia, l'insegnamento dell'educazione alimentare, ritenendo che sia indispensabile, per chi si occupa in prima persona dell'istruzione dei bambini, impartire lezioni mirate a individuare particolari tematiche riguardanti gli aspetti sociali e culturali legati all'alimentazione, ovvero impartire lezioni che evidenziano i rischi connessi all'obesità; b) effettuare un'attività di sensibilizzazione verso un'alimentazione corretta ed equilibrata, ponendo particolare riguardo a una sana alimentazione coadiuvata da un regolare esercizio fisico nelle scuole, informando, altresì, sull'origine degli alimenti, sulla tracciabilità dei prodotti agricoli e sull'importanza dello sviluppo delle produzioni biologiche e integrate; c) ottenere modifiche nel comportamento individuale dei soggetti, eliminando le barriere sociali che si oppongono a scelte di vita salutari ed enfatizzando la gestione del peso a lungo termine più che estreme riduzioni di peso nel breve periodo. Si intende, pertanto, sottolineare l'inefficacia del trattamento basato sulla sola dieta ipocalorica, enfatizzando l'approccio multidisciplinare dato al problema, considerato il risultato di cause complesse e multifattoriali, collegate soprattutto alle modifiche dello «stile di vita» e, in particolare alla sedentarietà, alla diminuzione dell'attività fisica, alla squilibrata introduzione calorica e soprattutto all'azzeramento dell'attività ludica spontanea, trasformata in prolungata permanenza davanti alla televisione, al computer e ai videogiochi. L'obesità infantile può sviluppare un disagio psicologico che può contribuire all'instaurarsi di un disturbo del comportamento alimentare (l'avere uno o entrambi i genitori obesi è un fattore di rischio importante per la comparsa dell'obesità in un bambino). È scientificamente dimostrato, infatti, la stretta relazione che intercorre tra bassa autostima ed eccesso di peso nei bambini obesi. Analizzando le abitudini alimentari dei ragazzi in sovrappeso si nota, inoltre, la presenza di un modello alimentare sregolato: abolizione della prima colazione, tendenza all'eccessivo consumo di snack preconfezionati, elevata introduzione di grassi e scarso consumo di frutta e di verdura. La volontà di istituire la nuova materia di insegnamento dell'educazione alimentare nasce, quindi, dalla necessità di dare un nuovo impulso a una cultura alimentare basata su informazioni complete e corrette, una cultura ancora non sufficientemente diffusa nel nostro paese.. Art. 1. 1. A decorrere dall'inizio dell'anno scolastico 2013/2014, allo scopo di contrastare la diffusione dell'obesità infantile, è introdotto, nella scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo e di secondo grado, l'insegnamento dell'educazione alimentare, come materia di studio obbligatoria. 2. Al fine di garantire la formazione del personale docente per l'insegnamento della materia di cui al comma 1, sono previste idonee azioni di sensibilizzazione e di formazione del medesimo personale volte all'acquisizione delle conoscenze e delle competenze relative all'educazione alimentare, nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse aree. 3. All'attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.