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La previsione di un contributo unificato di valore ordinario (attualmente euro 650) rende eccessivamente difficile la proposizione dell'azione, e non appare congrua con la finalità dell'istituto che è volto alla realizzazione di obiettivi di funzionalità generale che vanno al di là dello specifico interesse personale dei ricorrenti (articolo 2). Si impone dunque la necessità di correggere queste disfunzioni, al fine di ricondurre il decreto allo spirito originario che animò la legge delega, e restituire efficacia ed efficienza allo stesso strumento processuale. Per i motivi summenzionati, si auspica un celere esame del presente disegno di legge.. 1 (Modifiche al decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198) 1 Al decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 1, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . Al fine di ripristinare il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio, i titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei per una pluralità di utenti e consumatori possono agire in giudizio, con le modalità stabilite nel presente decreto, nei confronti delle amministrazioni pubbliche e dei concessionari di servizi pubblici, se derivi una lesione diretta, concreta ed attuale dei propri interessi, dalla violazione di termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali da emanarsi obbligatoriamente entro e non oltre un termine fissato da una legge o da un regolamento, dall'omesso esercizio di poteri di vigilanza, di controllo o sanzionatori, dalla violazione degli obblighi contenuti nelle carte di servizi ovvero dalla violazione di standard qualitativi ed economici stabiliti, per i concessionari di servizi pubblici, dalle autorità preposte alla regolazione ed al controllo del settore nonché, per le pubbliche amministrazioni, definiti dalle stesse in conformità alle disposizioni in materia di performance contenute nel decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, coerentemente con le linee guida definite dall’Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 13 del medesimo decreto, e successive modificazioni, e secondo le scadenze temporali definite dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150»; b all'articolo 1, il comma 1- bis è abrogato; c all'articolo 1, comma 7, dopo le parole: «alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo» sono inserite le seguenti: «e di merito»; d all'articolo 2, dopo il comma 2 è inserito il seguente: « 2 -bis. Nell'ipotesi in cui il procedimento di cui al comma 1 o un giudizio instaurato ai sensi degli articoli 139 e 140 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni, sono pendenti al momento della proposizione del ricorso di cui all'articolo 1, il giudice di quest'ultimo ne dispone la sospensione fino alla definizione dei predetti procedimenti o giudizi.»; e all'articolo 3, comma 1, le parole: «entro il termine di novanta giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro il termine di sessanta giorni»; f all'articolo 4, comma 1, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ricorrendone i presupposti, la parte convenuta è condannata al rimborso delle spese legali sostenute dai ricorrenti»; g l'articolo 7 è abrogato. 2 (Modifiche al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115) 1 All'articolo 13, comma 6- bis , lettera a) , del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, dopo le parole: «e di ingresso nel territorio dello Stato» sono inserite le seguenti: «, per i ricorsi proposti ai sensi del decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198».