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Si evidenzia, peraltro, che la più ampia facoltà prevista dal presente disegno di legge è stata già concessa alle amministrazioni centrali in deroga alle vigenti norme di contabilità per il triennio 2011-2013 ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, ed è stata poi prorogata con successivi interventi legislativi fino al 2016. Come detto, resta in ogni caso confermata la preclusione dell'utilizzo degli stanziamenti di spesa in conto capitale per il finanziamento di spese correnti. In secondo luogo, si prevede che possano essere rifinanziati, definanziati e riprogrammati, per un periodo temporale anche pluriennale, gli stanziamenti di parte corrente e in conto capitale previsti a legislazione vigente. Tale disposizione, in sostanza, è finalizzata a collocare nell'ambito della seconda sezione del disegno di legge di bilancio la determinazione degli importi delle leggi di spesa permanente, la riduzione di autorizzazioni legislative di spesa di parte corrente nonché le variazioni delle leggi che dispongono spese a carattere pluriennale in conto capitale, ora riservate alle tabelle C, D ed E della legge di stabilità, ai sensi del vigente articolo 11, comma 3, lettere d) , e) ed f) , della legge n. 196, le cui norme sono qui riproposte. È prevista peraltro esplicita evidenza contabile -- ai sensi del successivo comma 3- ter dell'articolo 23, introdotto dalla lettera c) del comma 5 dell'articolo 2 del disegno di legge -- delle variazioni relative alle autorizzazioni legislative di spesa effettuate ai sensi del comma 3, sia di quelle compensative di cui alla lettera a) del medesimo comma 3, come peraltro già previsto dalla normativa contabile vigente (nell’apposito allegato l a ciascuno stato di previsione della spesa), sia dei rifinanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni di cui alla successiva lettera b) , attraverso appositi allegati conoscitivi al disegno di legge di bilancio. Tali allegati sono aggiornati all'atto del passaggio dell'esame del provvedimento tra i due rami del Parlamento. Le attuali tabelle della legge di stabilità, dunque, non sarebbero più rappresentate in via autonoma, ma verrebbero riassorbite negli ordinari stanziamenti di bilancio e manterrebbero una separati evidenza solo per finalità conoscitive in appositi allegati. La medesima lettera c) del comma 5 dell'articolo 2 del disegno di legge, introducendo il comma 3- bis dell'articolo 23 della legge n. 196 del 2009, prevede altresì che con la seconda sezione del disegno di legge di bilancio possono essere disposte anche regolazioni meramente quantitative rinviate alla legge di bilancio dalle leggi vigenti. Infine, la lettera d) del comma 5 dell'articolo 2 del disegno di legge, al fine di tener conto della soppressione del disegno di legge di stabilità, reca l'abrogazione del comma 5 dell'articolo 23 della legge n. 196 del 2009, che stabilisce che la legge di bilancio è formata apportando agli schemi degli stati di previsione di entrata e di spesa le variazioni determinate dalla legge di stabilità. L'articolo 3 reca modifiche all'articolo 17 della legge n. 196 del 2009, in materia di copertura finanziaria delle leggi di spesa. In particolare, le lettere a), c) e d) disciplinano una nuova procedura per la compensazione degli oneri che eccedono le previsioni di spesa, provvedendo al superamento delle cosiddette clausole di salvaguardia, conformemente a quanto emerso nel corso della sopra citata indagine conoscitiva, e introducendo una disciplina standard applicabile in caso di andamento degli oneri non in linea con le previsioni. In particolare, la nuova procedura delineata dalle disposizioni in commento è volta a sanare anche talune criticità insite nella procedura vigente ed emerse nell'ambito della più volte citata indagine conoscitiva, laddove si è posto l'accento sul fatto che le clausole di salvaguardia nel corso del tempo si sono spesso concretizzate non in misure automaticamente applicabili in caso di sforamento rispetto alle previsioni di spesa, ma nel rinvio a successivi decreti ministeriali che rideterminano i parametri sottostanti la spesa oggetto di previsione o l'ammontare di talune imposte. In particolare, si è rilevato che la predetta rideterminazione dei parametri attraverso provvedimenti di carattere amministrativo suscita non poche perplessità non solo per il rango secondario dello strumento normativo utilizzato, ma anche perché suscettibile di determinare una situazione di oggettiva incertezza in merito alla portata dei benefici concessi per legge, che spesso si sostanziano in veri e propri diritti soggettivi. La nuova procedura delineata dalle disposizioni in commento affida al Ministero dell'economia e delle finanze il compito di provvedere al monitoraggio degli oneri sulla base degli elementi di informazione trasmessi dal Ministero competente, al fine di prevenire il verificarsi di eventuali scostamenti dell'andamento degli oneri rispetto alle previsioni di spesa. Qualora siano in procinto di verificarsi gli scostamenti di cui al comma 12, il Ministro dell'economia e delle finanze, in attesa delle misure correttive di cui al comma 12- ter , con proprio decreto da trasmettere alle Camere, sospende l'efficacia, per l'esercizio in corso, delle disposizioni che recano le previsioni di spesa, salvo che gli scostamenti previsti non possano essere compensati a valere sullo stato di previsione del Ministero competente. In tale ultimo caso, ai fini della compensazione degli effetti finanziari che eccedono le previsioni di spesa, il Ministro dell'economia e delle finanze dispone, con proprio decreto, sentito il Ministro competente, la riduzione per un corrispondente importo di dotazioni finanziarie iscritte nell'ambito dello stato di previsione dell'amministrazione competente, nel rispetto dei vincoli di spesa derivanti dalla lettera a) del comma 5 dell'articolo 21. Il decreto di cui al precedente periodo è trasmesso alle Camere corredato di apposita relazione che espone le cause che hanno determinato gli scostamenti, anche ai fini della revisione dei dati e dei metodi utilizzati per la quantificazione degli oneri previsti dalle predette leggi. Nel caso di scostamenti che determinino effetti non compensabili nel corso dell'esercizio con le suddette misure, si provvede ai sensi del comma 13 dell'articolo 17, ossia attraverso tempestive iniziative legislative. Per gli esercizi successivi a quello in corso si provvede attraverso le misure correttive di cui all'articolo 21, comma 1- ter , lettera f) --- introdotto dall'articolo 2, comma 3, lettera b) , del presente disegno di legge --- adottando prioritariamente quelle di carattere normativo. La lettera b) del comma 1 dello stesso articolo 3 interviene invece sulle modalità di copertura delle leggi di spesa prevedendo, in via generale, l'esclusione della possibilità di ricorrere a coperture a valere su specifiche autorizzazioni di spesa che dovrebbero essere destinate a finalità indicate dai contribuenti all'atto del prelievo fiscale.