[resaula]

Come i concerti del prossimo autunno di Gigi D'Alessio, Elisa, il Volo, Fiorella Mannoia, i Modà, Nek, gli spettacoli di Ficarra e Picone e del trio Panariello, Conti, Pieraccioni. «"È un sistema per far capire chi ha il potere in mano. Già prima del caso Antitrust mi avevano detto che le mie strutture sarebbero rimaste mute e che avrei perso il mercato. È una prova di forza, ma non ci fermeremo", conclude la socia di Zed», si chiede di sapere: se il Governo sia al corrente di quanto messo in luce dall'inchiesta di "Striscia la Notizia", circa i concerti live organizzati da Friends & Partners Group di Ferdinando Salzano, Vivo Concerti, Vertigo e Di and Gi, controllate da CTS Eventim che mettono in vendita i biglietti dei propri concerti tramite il portale di ticketing , "TicketOne", e quali misure urgenti intenda adottare per porre fine ad un grave scandalo che penalizza i diritti dei consumatori e del mercato; quali misure urgenti di propria competenza intenda attivare per contrastare la posizione dominante nei servizi di ticketing , che, per vincolare alla sua piattaforma di ticketing i più importanti promoter di eventi di musica live attivi in Italia, preclude alle piattaforme concorrenti l'accesso per competere sul mercato, il cui vincolo di esclusiva nei contratti danneggia anche i consumatori finali, con TicketOne che può praticare prezzi della prevendita dei biglietti superiori a quelli concorrenziali, limitando le possibilità di scelta dei consumatori tra i diversi fornitori dei servizi di ticketing ; se non ritenga opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, per salvaguardare, con la concorrenza, i diritti lesi dei consumatori a prezzi più equi. Atto n. 4-01727 DE PETRIS Ai Ministri per i beni e le attività culturali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: Roma capitale intende realizzare entro il prossimo 30 giugno 2019 un'area di trasferenza dei rifiuti urbani nella piana del Tevere, in prossimità della via Flaminia, in località Saxa Rubra, area destinata al trasbordo di almeno 300 tonnellate al giorno di rifiuti provenienti dalla raccolta cittadina e destinati agli impianti di trattamento; tale area di trasferenza non è prevista nel piano regionale dei rifiuti e, preventivamente alla proposta di localizzazione, non risulta che sia stato condotto da Roma capitale alcun iter istruttorio con gli enti competenti e con il municipio Roma XV; l'area risulta inserita all'interno del perimetro del piano territoriale paesistico n. 15/8 valle del Tevere, sottoposta al vincolo paesaggistico vigente sulle aree contermini al fiume e localizzata in prossimità di importanti ritrovamenti archeologici nel comprensorio di Saxa Rubra, adiacenti all'antica via Flaminia; la trasferenza risulterebbe, inoltre, adiacente al centro di produzione RAI di Saxa Rubra e all'omonima stazione della linea ferroviaria Roma-Civita Castellana-Viterbo, utilizzata anche per il trasporto urbano; considerato che: l'Azienda municipale ambiente (AMA), esercente del servizio di raccolta e smaltimento per conto di Roma capitale, non è ad oggi dotata di un piano industriale, comprensivo della localizzazione degli impianti di trattamento; il servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti, la cui estensione, anche se in grave ritardo, è programmata sull'intero territorio di Roma capitale, è destinato a modificare profondamente anche l'organizzazione dei servizi di raccolta; il frequente sovraccarico riscontrato nelle attività di raccolta e trasporto effettuate da AMA comporta, con cadenza ricorrente, una sosta dei rifiuti nelle aree di trasbordo ben superiore a quanto prescritto dall'art. 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, con conseguente emissioni atmosferiche maleodoranti e rilascio di liquami, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario ed urgente verificare se la proposta di Roma capitale di localizzare un'area di trasbordo dei rifiuti in località Saxa Rubra sia compatibile con la vigente disciplina in materia paesaggistica e di movimentazione dei rifiuti, disponendo nel contempo la sospensione cautelativa del progetto. Atto n. 4-01728 DE BONIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: i prodotti contraffatti, che presentato il marchio made in Italy , pregiudicano gravemente il commercio italiano e, nonostante si cerchi di contrastarne il fenomeno, tale piaga pare non fermarsi; secondo alcune stime, il valore delle contraffazioni si aggira intorno ai 100 miliardi di euro, dati resi noti in occasione dell'apertura di "TuttoFood", presso la Fiera di Milano, agli inizi di maggio 2019; dagli spaghetti coreani al prosciutto San Daniele prodotto in Canada, fino al "Parmesan" confezionato un po' ovunque nel mondo, la pirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che riconducono all'Italia è in continua crescita; solo nell'ultimo decennio il commercio degli alimenti "taroccati", che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale, è aumentato del 70 per cento. Il fenomeno rischia addirittura di moltiplicarsi, con le nuove guerre commerciali, a partire dai dazi Usa nei confronti dell'Unione europea con l'avvio, proprio in occasione dell'apertura di "TuttoFood", dell'indagine del Dipartimento statunitense del commercio, che prevede l'audizione pubblica delle parti interessate e il successivo invio di considerazioni scritte sulle misure proposte dall'amministrazione Trump entro la fine del mese; considerato che: nonostante il record delle esportazioni agroalimentari made in Italy , che nel 2018 hanno raggiunto il valore di 41,8 miliardi, oggi più di due prodotti su tre di tipo italiano, venduti nel mondo, sono falsi e il fenomeno del cosiddetto Italian sounding colpisce in misura diversa tutti i prodotti. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati ci sono i formaggi, a partire dal Parmigiano reggiano e dal Grana padano; 90 miliardi di euro, con una crescita del 70 per cento negli ultimi dieci anni: è questo il volume globale del giro d'affari raggiunto dal fenomeno dell' Italian sounding , un triste primato che corre ancora più veloce dell' export agroalimentare made in Italy autentico, pure in crescita; in alcune realtà e per certi prodotti, la scelta dell' Italian sounding rispetto all'originale italiano non è legata a questioni di costo, ma piuttosto a due fattori: la difficoltà di reperimento del prodotto autentico e la scarsa conoscenza da parte del consumatore straniero delle caratteristiche e della qualità del vero made in Italy , come ha affermato il presidente di Assocamerestero; dall'indagine condotta dall'associazione, emerge che la categoria più colpita dall' Italian sounding , per le due aree interessate, è il confectionery : il 42 per cento dei prodotti imitati sono piatti pronti e surgelati, conserve e condimenti. Seguono i latticini (25,1 per cento), la pasta (16,1 per cento), i prodotti a base di carne (13,2 per cento) e i prodotti da forno (3,6 per cento);