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Il citato articolo prevedeva che «nel caso in cui l'offerta dei servizi aerei non garantisca il diritto alla mobilità previsto dall'articolo 16 della Costituzione, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può imporre oneri di servizio pubblico, con procedure trasparenti e non discriminatorie, riguardo a servizi aerei di linea effettuati verso un aeroporto situato sul territorio nazionale che serve una regione periferica o in via di sviluppo all'interno del territorio nazionale o riguardo a una rotta a bassa densità di traffico verso un qualsiasi aeroporto regionale nel territorio nazionale, qualora tale rotta sia considerata essenziale per lo sviluppo economico della regione in cui si trova l'aeroporto stesso». Tale articolo, è stato sostituito dal comma 4 dell’articolo 11 del decreto legislativo n. 151 del 2006 che recita: «Art. 782 (Oneri di servizio pubblico e servizi aerei di interesse regionale o locale) . - L’imposizione di oneri di servizio pubblico è effettuata secondo le vigenti disposizioni comunitarie. I servizi pubblici di trasporto aereo di interesse esclusivamente regionale o locale sono disciplinati dalle regioni interessate», ampliando la potestà normativa delle regioni in merito. Per quel che riguarda la regione Sicilia, a seguito della conferenza di servizi, indetta ai sensi della legge n. 388 del 2000 dal presidente della regione, su delega del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, erano state individuate una serie di rotte su cui, con il decreto ministeriale dell'11 gennaio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 20, del 24 gennaio 2002, erano stati imposti gli oneri di servizio pubblico. Le tratte interessate riguardavano Trapani-Pantelleria, Trapani-Lampedusa, Trapani-Roma, Milano-Trapani, Bari-Venezia, Trapani-Catania, Pantelleria-Palermo, Lampedusa-Palermo, Lampedusa-Catania. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti del 28 marzo 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 20, del 24 gennaio 2002, sono stati invece imposti oneri di servizio pubblico, per i servizi aerei di linea Trapani-Roma, Trapani-Cagliari, Trapani-Bari, Trapani-Milano. Conseguentemente, è stata abrogata l'imposizione di oneri di servizio pubblico di cui al citato decreto ministeriale dell’11 gennaio 2002 limitatamente alle rotte Trapani-Catania, Trapani-Roma-Milano, Trapani-Bari-Venezia, Trapani-Lampedusa. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti del 13 marzo 2013, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 80, del 5 aprile 2013, considerata la necessità di individuare tramite una nuova Conferenza di servizi nuovi parametri sui quali articolare una nuova imposizione di oneri di servizio pubblico sui collegamenti aerei tra gli scali aeroportuali della Sicilia e quelli delle due isole minori della Sicilia, viene stabilito che il servizio aereo di linea sulle rotte Pantelleria-Trapani e viceversa, Pantelleria-Palermo e viceversa, Lampedusa-Palermo e viceversa, Lampedusa-Catania e viceversa, costituisce un servizio d'interesse economico generale. Viene stabilito altresì che, al fine di assicurare l'effettuazione di un collegamento aereo adeguato, regolare e continuativo, il servizio aereo di linea sulle rotte Pantelleria-Trapani e viceversa, Pantelleria-Palermo e viceversa, Lampedusa-Palermo e viceversa, Lampedusa-Catania e viceversa, viene sottoposto ad oneri di servizio pubblico. È stabilito infine che tali oneri divengano obbligatori dal 30 giugno 2013. È dunque di tutta evidenza, che -- al di là dei collegamenti che interessano alcuni scali della Sicilia con le isole minori e con alcuni scali nazionali -- la continuità territoriale dell'isola più grande del nostro Paese, ma anche dell'isola d'Elba, non può continuare ad essere penalizzata in assenza di una legge che normi definitivamente i collegamenti con la terraferma, come già avvenuto per la Sardegna, dove la continuità territoriale consente ai propri cittadini, ivi residenti e nati, di godere di tariffe scontate rispetto al normale costo del biglietto nelle rotte da e per l'isola, sia per quanto riguarda i trasporti aerei sia per quelli marittimi. La distanza tra Palermo e Catania, rispetto a Roma e Milano, è certamente superiore a quella intercorrente con uno qualunque degli scali sardi. Da qui la grande mortificazione della Sicilia ma anche di una realtà come l'Elba, che non possono continuare a subire un’ingiustificata discriminazione, che la condanna peraltro ad uno stato di emarginazione non solo rispetto ai centri nevralgici nazionali ma, ovviamente, rispetto all'Europa. Una penalizzazione non solo per l'intero popolo siciliano, che non la merita, ma anche e soprattutto per l'intero Paese. Per questo appare tanto più illogico e incomprensibile il mancato riconoscimento della continuità territoriale per la Sicilia e l'isola d'Elba. Un fatto che denuncia per altro l'inesistenza di un disegno strategico del Paese rispetto al proprio ruolo nell'Unione europea e rispetto alla missione che potrebbe ambire a svolgere nell'ambito di una rinnovata visione dei rapporti nell'area del Mediterraneo. Con il presente disegno di legge, pertanto, all'articolo 1 si individua tra le finalità il conseguimento della continuità territoriale, disponendo l'emanazione di un decreto da parte del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, contenente l'imposizione degli oneri obbligatori di servizio pubblico per voli di linea effettuati tra tutti gli scali aeroportuali della Sicilia e l'aeroporto dell'isola d'Elba e i principali aeroporti nazionali; ma è previsto altresì il ricorso ad una gara di appalto europea, indetta d'intesa con il presidente della Regione Sicilia e il Presidente della Regione Toscana, per l'assegnazione delle rotte tra gli scali aeroportuali della Sicilia e dell'isola d'Elba e gli aeroporti nazionali, qualora nessun vettore abbia istituito servizi di linea con assunzione di oneri di servizio pubblico. Lo stesso articolo prevede che il Governo garantisca il completamento e l'ammodernamento delle infrastrutture fisse, l'offerta integrata delle diverse modalità di trasporto, adeguata, per costo e modalità, alle esigenze di mobilità delle persone e delle merci; infine regola le modalità di apertura dei mercati al fine di realizzare la piena competitività tra i vettori. L'articolo 2 individua le categorie che possono usufruire, come accade in Sardegna, di tariffe agevolate, compensate dagli oneri obbligatori di servizio pubblico. L'articolo 3 dispone la convocazione di una conferenza di servizi, che definisca i contenuti dell'onere di servizio imposto ai vettori. L'articolo 4 prevede che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, individua annualmente le risorse da destinare alla copertura della presente legge.. Art. 1. (Finalità) 1.