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Prima di sospendere i lavori, vorrei formulare i miei complimenti più vivi al senatore Casini, che è stato eletto Presidente del Gruppo italiano dell'Unione interparlamentare. Presidente Casini, auguri vivissimi. (Applausi) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Grazie, signor Presidente. PRESIDENTE. Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà alle ore 15 con lo svolgimento del question time . (La seduta, sospesa alle ore 10,08, è ripresa alle ore 15,05) . Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo e il Ministro della giustizia. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. La senatrice Unterberger ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00155 su misure a sostegno dell'occupazione femminile, per tre minuti. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, egregio signor Ministro, l'Italia è penultima in Europa nella classifica per tasso di occupazione delle donne, con una differenza tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile che sfiora il 20 per cento. La drammaticità della situazione italiana è ulteriormente peggiorata dal fatto che, mentre negli altri Paesi europei alcune forme di flessibilità del lavoro (come il part time ) contribuiscono ad evitare un incremento del tasso di disoccupazione, in Italia invece l'accesso al part time è molto limitato, non essendovi alcuna garanzia a livello normativo che favorisca le donne con figli piccoli, con conseguente scelta obbligata di licenziamento. Inoltre l'Italia stenta anche sul numero di donne laureate e sul numero di figli per donna, con percentuali fortemente al di sotto della media europea. Per le donne è sempre più difficile conciliare lavoro e maternità, con conseguente naturale diminuzione del tasso di natalità. Sarebbe pertanto necessario rimuovere tutti gli ostacoli che disincentivano le donne dal cercare un lavoro, distribuendo in maniera più equa l'impegno familiare tra uomo e donna. Purtroppo nel contratto di Governo le donne sono menzionate come gli unici soggetti responsabili del dover conciliare i tempi da dedicare alla famiglia e al lavoro. Infine, molte delle misure introdotte dai precedenti Governi a sostegno delle madri sono in scadenza. Se non verrà rinnovato, scomparirà il cosiddetto voucher baby sitter per le donne che decidono di rientrare al lavoro, nonché il congedo di paternità obbligatoria, anch'esso in scadenza a fine 2018. L'interrogante chiede di sapere se da parte del Ministro vi sia consapevolezza della problematica espressa e quali misure intenda adottare per ridurre il divario con gli altri Paesi europei, valorizzando il talento femminile, favorendone l'alta formazione e introducendo nuove e apposite misure a sostegno delle madri che lavorano o, quantomeno, se intenda garantire il rifinanziamento delle misure già introdotte dai precedenti Governi. PRESIDENTE. Il ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, senatrici e senatori, siamo consapevoli che l'Italia si colloca agli ultimi posti in Europa rispetto ai tassi di occupazione femminile, con un gender gap molto marcato e un differenziale tra maschi e femmine in termini di occupazione pari al 19 per cento in media su tutto il territorio nazionale. A livello regionale ci sono molte variazioni e si va da un valore minimo di 10 punti percentuali di differenza in Valle D'Aosta a un valore massimo di 25 punti percentuali in Sicilia. La prima missione di questo Governo è riconoscere adeguate tutele ai lavoratori più deboli, superando forme di precariato e discriminazione. Le donne purtroppo rappresentano ancora una fascia particolarmente vulnerabile nel momento dell'ingresso e della stabile permanenza nel mondo del lavoro. In vista della prossima legge di bilancio, stiamo valutando un quadro di interventi in grado di assicurare risposte efficaci e durature. Stiamo valutando una razionalizzazione e una stabilizzazione di misure di sostegno finanziario alla natalità attualmente previste. Vogliamo investire nelle famiglie italiane e far sentire loro la vicinanza dello Stato in ogni momento in cui ne hanno bisogno. In particolare, stiamo considerando la possibilità d'introdurre una misura forte, di copertura totale del costo per gli asili nido, in modo da favorire la conciliazione famiglia-lavoro. Alla copertura degli oneri si potrà provvedere anche con risorse comunitarie del Fondo sociale europeo, oltre che con una riorganizzazione di diversi contributi, attualmente frammentati. Infine, dal momento che c'è un forte legame tra bassi tassi di occupazione e bassi tassi di scolarizzazione, vogliamo intervenire nel medio periodo su programmi mirati verso donne, giovani madri e donne con bassi tassi di scolarizzazione. Solo il 25 per cento delle donne con una licenza di scuola media lavora, mentre il 75 per cento di donne con una laurea lavora. Agiremo quindi su programmi mirati e sull'accrescimento delle competenze. In questa direzione va anche l'introduzione dello strumento del reddito di cittadinanza. (Applausi dai Gruppi M5S e L-Sp-PSd'Az). PRESIDENTE . Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Unterberger, per due minuti. Avrei però una preghiera, colleghi: in Aula non si fanno foto con i cellulari. È rigorosamente vietato, vorrei non doverlo dire di più. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Egregio Ministro, prendo atto della sua risposta e mi auguro che questa tematica finalmente trovi davvero l'attenzione che le spetta. Penso che sia una grande problematica dell'Italia quella di avere un potenziale di donne che non può lavorare perché non ci sono misure che permettono la conciliazione tra lavoro e famiglia. Purtroppo, come ripeto sempre, nel vostro contratto di Governo si parla delle donne nel capitolo delle misure per la famiglia e quando si parla di misure per la famiglia si parla solo dei compiti delle donne. In futuro, anche gli uomini dovrebbero assumersi una parte di tali compiti non retribuiti. (Applausi della senatrice Malpezzi). Inoltre, poiché tanti altri Paesi nel Nord d'Europa hanno un altissimo tasso di occupazione femminile e anche un tasso di natalità molto alto, si dovrebbe semplicemente osservare quali misure hanno adottato per arrivare a questo risultato e magari copiarne alcune; penso, ad esempio, ad un congedo di paternità che valga un mese, e solo per i padri, con una retribuzione dell'80 per cento. ( Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . PRESIDENTE . Il senatore Urso ha facoltà d'illustrare l'interrogazione 3-00150 sui trattamenti pensionistici dei sindacalisti, per tre minuti. URSO (FdI) .