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Per « lupus eritematoso sistemico » (LES) si intende una malattia infiammatoria cronica autoimmune in grado di colpire tutti gli organi e gli apparati del corpo umano (apparato muscolo-scheletrico, cardiovascolare, gastrointestinale, respiratorio, cute e mucose, reni, sistema nervoso centrale e periferico, sierose, sangue, occhi), caratterizzata dalla presenza nel sangue di numerosi autoanticorpi, ovvero anticorpi diretti contro i numerosi costituenti dell'organismo. Il LES colpisce prevalentemente le donne in età fertile (rapporto F:M = 9-10:1), il che comporta importanti implicazioni per la gestione delle gravidanze. La prevalenza del lupus eritematoso sistemico varia considerevolmente a seconda del Paese, dell'etnia e del genere. Vari studi epidemiologici hanno dimostrato un incremento sia dell'incidenza che della prevalenza della malattia negli ultimi anni quale conseguenza di un reale incremento dell'incidenza, di una maggior conoscenza e consapevolezza da parte dei medici e della disponibilità di test di laboratorio molto sensibili e specifici per la diagnosi. Dati epidemiologici ottenuti su popolazioni del Nord Europa e degli USA indicano che la prevalenza varia dai 12 ai 42 casi/100.000 considerando entrambi i sessi. Per quanto riguarda l'Italia, gli studi disponibili indicano una prevalenza compresa tra 58 e 71/100.000 e un'incidenza variabile tra 1.15 e 2.6/100.000 a seconda dell'anno di osservazione, in linea con quanto rilevato in altre popolazioni. Per « sclerosi sistemica » (sclerodermia, SSc) si intende una malattia autoimmune sistemica rara ed eterogenea con patogenesi caratterizzata da vasculopatia, produzione di autoanticorpi e disfunzione fibroblastica, che comporta un'incrementata deposizione di matrice extracellulare e fibrosi tessutale. Le manifestazioni cliniche e la prognosi sono variabili e possono identificarsi diversi subset della malattia: - forma cutanea limitata - forma cutanea diffusa - forma senza coinvolgimento cutaneo. La SSc può interessare diversi organi e apparati del corpo umano, più frequentemente la cute, l'apparato respiratorio, cardiovascolare, intestinale, muscoloscheletrico e i reni. La SSc colpisce prevalentemente il sesso femminile (rapporto F:M = 3-5:1), soprattutto fra i 30 e i 50 anni, e l'incidenza in Italia è di circa 300 nuovi casi per anno; la prevalenza è di circa 20000-25000 malati affetti da SSc nelle sue diverse espressioni. L'artrite reumatoide (AR) è una malattia infiammatoria cronica a patogenesi autoimmune che colpisce le articolazioni e può interessare altri organi e apparati, quali apparato respiratorio, cardiovascolare, cute, occhio. L'AR è una malattia ubiquitaria, anche se la sua prevalenza ed espressività possono variare nelle varie aree geografiche e tra i gruppi etnici. L'incidenza annuale si attesta intorno allo 0,03 per cento. Può presentarsi in tutte le età, con un picco di incidenza nelle donne di 40-50 anni, il che giustifica una maggiore prevalenza complessiva nel sesso femminile (rapporto F: M = 3-4:1). La prevalenza in Italia è stimata in circa lo 0,5 per cento della popolazione. Pur non esistendo una definizione univoca, secondo la maggior parte degli esperti per « artrite reumatoide di recente insorgenza » si intende un quadro clinico di AR definito entro sei mesi dall'insorgenza. Queste malattie reumatologiche hanno la caratteristica di colpire prevalentemente le persone che si trovano nel pieno della loro vita lavorativa, che viene però fortemente compromessa dai sintomi che le caratterizzano. Molti pazienti soffrono di disabilità e sono costretti a cambiare occupazione a causa della propria condizione clinica. Esse sono fra le principali cause di assenze dal lavoro e di disabilità, e hanno di conseguenza un grande impatto sulla qualità della vita dei pazienti. Pertanto vi sono stime dalle quali si deduce che l'onere socio-economico e gli effetti sulla produttività lavorativa siano di gran lunga maggiori dei costi sostenuti per curarle. Sono accomunate dalla scarsa possibilità di accesso alle cure, il che provoca un ingente ritardo diagnostico. Il ritardo diagnostico, nel lasso di tempo che intercorre tra l'esordio della malattia e l'inizio del trattamento farmacologico appropriato in grado di arrestare la progressione della malattia, è causa di accumulo di danno d'organo, che, a sua volta, è il maggior determinante dell'invalidità che caratterizza queste malattie. Inoltre le patologie reumatologiche, presentando manifestazioni cliniche così diverse, sono fattispecie di malattie interdisciplinari nella cui gestione il reumatologo si può avvalere di un team proattivamente integrato e sinergico di specialisti (ad esempio nefrologo, dermatologo, neurologo, gastroenterologo, oculista, ortopedico, etc.). L'articolato si sviluppa nel contesto di un riordino sistemico complessivo sia a livello territoriale che ospedaliero, stante la mancanza strutturale di un sistema preospedaliero e ospedaliero predittivo e proattivo di emergenza e di urgenza, integrato con la continuità assistenziale e la medicina territoriale, promosso attraverso due iniziative legislative ordinamentali, segnatamente i disegni di legge nn. 224 e 227, strettamente correlate con la manovra di bilancio, in materia di riorganizzazione e di potenziamento dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale e dell'assistenza ospedaliera, con l'implementazione della nuova rete territoriale One Health dei medici del ruolo unico di assistenza primaria. È proprio in tale cornice che si inserisce la branca della reumatologia, in virtù della sua importanza e dei dati di prevalenza che a questa si accompagnano. Difatti, in Italia, le malattie reumatologiche occupano il secondo posto come frequenza nella popolazione con i numeri soprarichiamati, e il primo fra le malattie cronico-degenerative. L'evoluzione del nostro Servizio sanitario nazionale, con le nuove regole di ingaggio di tutti gli erogatori e di contrattualizzazione dei professionisti, non può non comprendere anche un intervento normativo dedicato al rafforzamento specifico di quest'area terapeutica. La gestione ottimale dei pazienti affetti da patologie reumatologiche si sviluppa, infine, secondo direttrici innovative che hanno nella prevenzione il loro punto di riferimento, assicurando una riorganizzazione strutturalmente orientata a superare le lacune e le carenze che si sono accumulate nel tempo con aggiornati livelli essenziali delle prestazioni a cui debbono tendere i nuovi LEA, e con l'implementazione di una Rete reumatologica effettivamente integrata ospedale-territorio. Si intende così superare una mera logica « hub and spoke » , secondo i livelli e i ruoli di massima prevenzione e appropriatezza con stringenti meccanismi di valutazione e controllo degli impieghi e degli esiti, nonché di verifiche in progress incidendo correttivamente, già medio tempore , sulle disposizioni dei decreti del Ministro della salute 2 aprile 2015, n. 70, e 23 maggio 2022, n. 77, ostative al processo di revisione generale e specifico promosso e concretamente equilibrato sulla prevenzione nella medicina territoriale e ospedaliera per il superamento delle liste d'attesa, secondo il generale principio della gerarchia delle fonti, sì da escludere ulteriori differimenti e ritardi nella presa in carico dei bisogni del malato reumatico.. Art. 1.