[pronunce]

Peraltro, tale limite assunzionale del cinquanta per cento, valevole per le università "virtuose", non potrebbe giustificarsi neanche alla luce dell'obiettivo, perseguito dal legislatore, del contenimento della spesa pubblica. Nel caso di specie, l'avanzamento di carriera dalla seconda alla prima fascia di docenza comporterebbe, peraltro, una riduzione di costi, in quanto il trattamento economico ad inizio carriera sarebbe inferiore rispetto a quello già maturato. Nel parere si evidenzia poi l'irragionevolezza dei limiti imposti dal legislatore, con la norma censurata, all'autonomia universitaria (art. 33 Cost.), in quanto l'obiettivo del contenimento della spesa pubblica non sarebbe bilanciabile con il principio di eguaglianza. Infine, si sottolinea come la norma censurata sia affetta da un vizio di illegittimità costituzionale anche sotto il profilo dell'assunta violazione dell'art. 97 Cost. (nella parte in cui si prevede che agli impieghi pubblici si accede mediante concorso, salvi i casi stabiliti dalla legge), in quanto, ingiustificatamente, degrada la posizione del vincitore di concorso, riconducibile a quella di diritto soggettivo all'assunzione, a quella di mero interesse legittimo. 6.- Il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, con ordinanza del 28 marzo 2012 (r.o. n. 134 del 2012), ha sollevato, in riferimento all'art. 3 Cost., questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, secondo periodo, del d.l. n. 180 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 1 del 2009, nel testo ante modifica, ai sensi dell'art. 11, comma 1, lettera b), del d.lgs. n. 49 del 2012, «nella parte in cui subordina la non operatività del blocco delle assunzioni per i ricercatori universitari all'avvenuto espletamento - vale a dire, all'avvenuta conclusione - della procedura concorsuale alla data di entrata in vigore della legge 9 gennaio 2009, n. 1, di conversione del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180». 6.1.- Il rimettente premette di essere investito di un ricorso proposto dal dott. P.L. nei confronti dell'Università degli studi di Bari e del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per l'annullamento - previa concessione di misure cautelari - della nota a firma del Rettore, protocollo n. 26729-VII/2 del 28 aprile 2011, pervenuta in data 2 maggio 2011, recante diniego di assunzione in ordine ad un posto di ricercatore presso la facoltà di giurisprudenza per il settore scientifico-disciplinare Ius/01 (Diritto privato), e per l'accertamento del diritto del ricorrente all'assunzione con decorrenza dal 25 gennaio 2010 o, quanto meno, dal 1° novembre 2010. Il giudice a quo espone che il dott. P.L. è stato dichiarato vincitore - con decreto rettorale n. 12350 del 22 dicembre 2009 - della procedura di valutazione comparativa, di cui al concorso per la copertura di un posto di ricercatore, bandito dall'Università degli studi di Bari con decreto rettorale n. 10053 del 10 ottobre 2005; che lo stesso, tuttavia, non è stato assunto; che la impugnata nota rettorale protocollo n. 26729-VII/2 del 28 aprile 2011 ha dichiarato l'impossibilità di assumere il ricorrente, stante il superamento, al termine sia dell'anno 2009 che del 2010, del valore del novanta per cento nel rapporto tra spese fisse per il personale di ruolo e il fondo di funzionamento ordinario. Il rimettente deduce, altresì, che P.L. ha impugnato la nota rettorale protocollo n. 26729-VII/2 del 28 aprile 2011; che i motivi a fondamento dell'impugnativa si concretano: 1) nella assunta violazione ed erronea applicazione dell'art. 1 del d.l. n. 180 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 1 del 2009, anche in relazione all'art. 1, comma 646, della legge n. 296 del 2006 e agli artt. 3 e 97 Cost., eccesso di potere per erronea presupposizione, erronea motivazione, carente istruttoria, illogicità, ingiustizia manifesta; 2) nella assunta illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, del d.l. n. 180 del 2008, convertito dalla legge n. 1 del 2009, per contrasto con gli artt. 3 e 97 Cost.; che il ricorrente ha chiesto anche l'accertamento del suo diritto all'assunzione; che si è costituita l'Università degli studi di Bari, resistendo al gravame; che, nella pubblica udienza del giorno 11 gennaio 2012, la causa è passata in decisione. 6.2.- Il collegio ritiene che la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, secondo periodo, del d.l. n. 180 del 2008, convertito, dalla legge n. 1 del 2009, assuma rilevanza pregiudiziale ai fini della decisione del giudizio a quo e sia non manifestamente infondata. 6.3.- Sotto il profilo della rilevanza, il giudice a quo premette che la nota rettorale impugnata si basa sulla considerazione della impossibilità per l'amministrazione di emanare il provvedimento di nomina del richiedente a ricercatore universitario, con decorrenza dall'inizio dell'anno accademico (1° novembre 2010) oppure in corso d'anno, ai sensi dell'art. 6 della legge 19 ottobre 1999, n. 370 (Disposizioni in materia di università e di ricerca scientifica e tecnologica), in quanto, la normativa vigente, non riconosce alla detta Università la facoltà di procedere ad assunzioni di personale, all'infuori delle ipotesi espressamente previste (ricercatori cofinanziati dal Ministero), avendo superato al termine sia dell'anno 2009 che del 2010, il valore del novanta per cento nel rapporto tra spese fisse per il personale di ruolo e il fondo di funzionamento ordinario. Essendo detto provvedimento chiaramente applicativo della preclusione assunzionale di cui all'art. 1, comma 1, del d.l. n. 180 del 2008, convertito dalla legge n. 1 del 2009, ne conseguirebbe - ad avviso del rimettente - la rilevanza della questione di legittimità costituzionale della citata previsione normativa ai fini della decisione del giudizio a quo, tenuto conto dei motivi del ricorso (sub 1 e 2), che si incentrano sulla valutazione della costituzionalità della disposizione de qua, ostativa alla assunzione del ricorrente. Invero, secondo il rimettente, unicamente la declaratoria di illegittimità costituzionale della prescrizione di cui all'art. 1, comma 1, secondo periodo, del d.l. n. 180 del 2008, convertito dalla legge n. 1 del 2009 - nei termini di seguito esposti - potrebbe consentire al ricorrente di essere assunto dall'Università degli studi di Bari.