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- L'articolo 326, comma 1, del regio decreto n. 827/24, citato, nel testo modificato dalla legge 2 marzo 1963, n. 386, è il seguente: "La somministrazione di fondi agli enti militari (Corpi, istituti e stabilimenti) per le spese di cui all'art. 56, n. 7), della legge, e per le altre previste dai regolamenti speciali, quando non vi si provveda nel modo indicato all'art. 325, si effettua mediante aperture di credito a favore dei consigli di amministrazione degli uffici di contabilità e di revisione presso i comandi di Corpo d'armata, di cui al regio decreto 19 luglio 1923, n. 1857". - L'articolo 59 del regio decreto n. 2440/23, nel testo sostituito dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 627, è il seguente: "Art. 59. - È in facoltà dell'amministrazione di disporre, sullo stesso capitolo, più aperture di credito a favore di un funzionario delegato, purché l'importo costituito dalla differenza tra i fondi accreditati al medesimo e gli ordinativi e buoni trasmessi alla tesoreria, non superi per detto capitolo il limite stabilito dal precedente art. 56". - Il testo dell'articolo 60, commi 3 e 5, del regio decreto n. 2440/23, citato, è il seguente: (Comma 3). "I rendiconti sono trasmessi alla ragioneria centrale, la quale, eseguiti i riscontri contabili ed eseguite le occorrenti registrazioni nelle proprie scritture, ne cura l'invio alla Corte dei conti per la revisione definitiva". (Comma 5). "Il rendiconto per le aperture di credito di cui al n. 8, dell'art. 56 è reso al termine della fornitura o del lavoro ed è unito agli atti per la emissione dell'assegno di saldo. È però reso in ogni caso al termine dell'esercizio, se il pagamento del saldo non sia disposto nell'esercizio stesso". - L'articolo 67-bis, del regio decreto n. 2440/23, citato, aggiunto dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 627, è il seguente: "Art. 67-bis. - In deroga al disposto del secondo comma del precedente articolo, i titoli di spesa emessi a favore di persone giuridiche pubbliche e di persone giuridiche private, di cui agli articoli 11 e 12 del codice civile nonché di enti, associazioni ed istituzioni non riconosciuti giuridicamente - sottoposti o non a vigilanza e tutela governativa - sono estinti, senza presentazione, qualora prescritta, della bolletta di riscossione, mediante accreditamento in conto corrente postale intestato ai medesimi. L'accreditamento al conto corrente postale deve essere eseguito non oltre il quinto giorno dalla data di ricezione del titolo di spesa da parte della tesoreria, qualora non ostino ragioni di compensazione con crediti dello Stato". - Il testo degli articoli 271, 281, 283 e 284 del regio decreto n. 827/24, citato, è il seguente: "Art. 271. - Nei limiti dei fondi rispettivamente assegnati in bilancio, i ministri impegnano ed ordinano le spese. Essi possono delegare la facoltà di assumere impegni sul bilancio dello Stato a funzionari dipendenti ed eventualmente anche di altre amministrazioni nei limiti e con le modalità stabilite dai regolamenti di ciascuna amministrazione, da emanarsi d'intesa col Ministro per il tesoro. Tali deleghe devono risultare da decreto ministeriale da registrarsi alla Corte dei conti". "Art. 281. - I titoli di spesa emessi dagli uffici amministrativi centrali sono firmati dai ministri competenti o dai funzionari da essi delegati che sottoscrivono pel ministro. La delegazione deve risultare da decreto del ministro sottoposto al visto ed alla registrazione della Corte dei conti, ferma l'osservanza del disposto dell'art. 271 del presente regolamento quando si tratti di titoli di spesa che costituiscono atti di impegno". "Art. 283. - Possono essere autorizzate, presso l'istituto incaricato del servizio di tesoreria, aperture di credito a favore di funzionari delegati per il pagamento delle seguenti spese, sia in conto della competenza dell'esercizio sia in conto residui: 1) spese di riscossione delle entrate indicate in apposito elenco per capitoli, da unirsi alla legge di approvazione dello stato di previsione della spesa del Ministero delle finanze; 2) spese da farsi ad economia; 3) spese fisse ed indennità, quando non siano prestabilite in somma certa; 4) assegni fissi e indennità degli ufficiali, sottufficiali ed uomini di truppa, spese di mantenimento della truppa e dei quadrupedi e altre spese per il funzionamento dei Corpi istituiti e stabilimenti dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, servizi di rimonta e acquisto di cavalli stalloni; 5) paghe ed assegni ai Corpi organizzati militarmente a servizio dello Stato; 6) retribuzioni al personale dell'Amministrazione delle poste, dei telegrafi e dei telefoni; 7) somme da pagarsi all'estero e per fornire i fondi alle legazioni, consolati e missioni all'estero, nonché alle navi viaggianti fuori dello Stato; 8) pagamenti in conto, dipendenti da contratti con associazioni cooperative di produzione e lavoro o consorzi di cooperative, ovvero da alti contratti di forniture e lavori pei quali l'amministrazione giudichi opportuna tale forma di pagamento; 9) spese da farsi in occorrenze straordinarie per le quali sia indispensabile il pagamento immediato; 10) ogni altra spesa per la quale leggi e regolamenti consentano il pagamento a mezzo di funzionari delegati". "Art. 284. - Per le spese indicate ai numeri 2), 3), 6) e 9) del precedente art. 283, l'apertura di credito può farsi solo in quanto l'emissione degli assegni a favore dei creditori, da parte dell'amministrazione centrale, risulti incompatibile con le necessità dei servizi. Siffatta incompatibilità sarà comprovata da decreti motivati del ministro o del capo dell'amministrazione centrale. Per le spese indicate ai detti numeri e per quelle di cui al n. 10), l'importo dell'apertura di credito per ciascun capitolo non può superare le lire 15 milioni, salvo i maggiori limiti stabiliti da speciali disposizioni di leggi o regolamenti. Per le spese di cui al n. 8) di detto articolo devono farsi aperture di credito distintamente per ogni contratto di fornitura e lavoro". - Il testo dell'articolo 285 del regio decreto n. 827/24, citato, è il seguente: "Art. 285. - È in facoltà dell'amministrazione di disporre, per lo stesso oggetto, più aperture di credito a favore dello stesso funzionario, purché l'importo complessivo delle somme non ancora giustificate non superi i limiti stabiliti dall'articolo 284. La giustificazione deve risultare dai rendiconti presentati dai funzionari delegati". - Il testo dell'articolo 289, comma 1, del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, è il seguente: (Comma 1).