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(Nel corso delle operazioni di voto assume la Presidenza il vice presidente CALDEROLI - ore 17,07 -). Rispondono sì i senatori: Abate, Accoto, Agostinelli, Airola, Anastasi, Angrisani, Astorre, Auddino Bellanova, Bini, Biti, Boldrini, Bonifazi, Bottici, Botto, Bressa, Buccarella Campagna, Casini, Castaldi, Castellone, Castiello, Cioffi, Cirinnà, Collina, Coltorti, Comincini, Conzatti, Corbetta, Corrado, Crimi, Croatti, Crucioli, Cucca D'Alfonso, D'Angelo, D'Arienzo, De Lucia, De Petris, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Micco, Di Nicola, Di Piazza, Donno, Drago Endrizzi, Errani, Evangelista Faraone, Fede, Fedeli, Fenu, Ferrara, Ferrari, Ferrazzi, Floridia Gallicchio, Garavini, Garruti, Gaudiano, Giannuzzi, Ginetti, Girotto, Granato, Grasso, Grimani, Guidolin Iori L'Abbate, La Mura, Laforgia, Lanièce, Lannutti, Lanzi, Laus, Leone, Lezzi, Licheri, Lomuti, Lorefice, Lupo Magorno, Maiorino, Malpezzi, Manca, Mantero, Mantovani, Marcucci, Margiotta, Marilotti, Marinello, Marino, Matrisciano, Mautone, Messina Assuntela, Mininno, Mirabelli, Misiani, Mollame, Montevecchi, Moronese, Morra Nannicini, Naturale Ortis Pacifico, Parrini, Patuanelli, Pavanelli, Pellegrini Marco, Perilli, Pesco, Petrocelli, Piarulli, Pinotti, Pirro, Pittella, Presutto, Puglia Quarto Rampi, Renzi, Riccardi, Ricciardi, Rojc, Romagnoli, Romano, Rossomando, Ruotolo, Russo Santangelo, Santillo, Sbrollini, Sileri, Stefano, Steger Taricco, Taverna, Toninelli, Trentacoste Vaccaro, Valente, Vanin, Vattuone, Vono Zanda. Rispondono no i senatori: Aimi, Alessandrini, Augussori Bagnai, Balboni, Barachini, Bergesio, Berutti, Biasotti, Binetti, Bonino, Borghesi, Borgonzoni, Bossi Simone, Briziarelli Calandrini, Calderoli, Caligiuri, Campari, Candura, Cangini, Cantù, Casolati, Ciriani, Corti, Craxi Damiani, de Bertoldi, De Bonis, De Poli, De Vecchis Fantetti, Ferro, Fregolent, Fusco Gallone, Garnero Santanchè, Gasparri, Giammanco, Giro, Grassi Iannone La Pietra, La Russa, Lonardo, Lucidi Malan, Martelli, Masini, Minuto, Modena, Moles, Montani Nencini, Nisini Ostellari Pagano, Papatheu, Paragone, Pazzaglini, Pepe, Pergreffi, Petrenga, Pillon, Pisani Pietro, Pittoni, Pizzol Quagliariello Rauti, Richetti, Rizzotti, Ronzulli, Rossi, Rufa, Ruspandini Saccone, Salvini, Saponara, Saviane, Siclari, Siri, Stefani Toffanin Vallardi, Vescovi Zaffini, Zuliani. PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione e invito i senatori Segretari a procedere al computo dei voti. (I senatori Segretari procedono al computo dei voti). Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'emendamento 1.800, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 235 Senatori votanti 235 Maggioranza 118 Favorevoli 148 Contrari 87 Il Senato approva. (Applausi). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 22. Colleghi, mi sia consentita una breve valutazione sulla richiesta di votare anticipatamente da parte di 38 senatori: un po' troppi. Ma soprattutto, ritrovare in Aula, quasi alle ore 18, persone che hanno chiesto di votare anticipatamente mi sembra scorretto nei confronti di tutti gli altri colleghi. (Applausi). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il mio più che un intervento di fine seduta è un vero e proprio appello al Governo Conte affinché non assecondi la scellerata idea del presidente della Regione Lazio Zingaretti e del sindaco di Roma Raggi di proseguire con la discarica di Malagrotta e, in particolar modo, con il sito di Monte Carnevale. Infatti, sembrerebbe che il sindaco e il Presidente della Regione Lazio abbiano chiesto al Governo di modificare il regolamento sull'istituzione delle discariche per far autorizzare le barriere artificiali. A mio avviso, Monte Carnevale non è un sito adeguato perché non c'è la barriera naturale che difende il sistema della falda acquifera. Autorizzare la barriera artificiale può aprire una procedura preoccupante per tutti i territori, perché - a questo punto - tutti i territori potrebbero diventare zona utile e idonea per fare le discariche e questo non lo possiamo permettere. Dobbiamo rimanere al regolamento che tuttora individua queste aree, ossia la barriera naturale. L'appello è quindi rivolto al Governo Conte, che non sia complice di Zingaretti e della Raggi nello scempio naturale di una zona già depressa, che negli anni ha visto la famosa discarica di Malagrotta distruggere un intero territorio della Valle Galeria, confinante con il Comune di Fiumicino. Volevo parlare della falda acquifera, che, lo ribadisco, è importantissima sotto l'aspetto sia naturale sia della salvaguardia della salute dei cittadini. Il mio appello quindi è no alla discarica di Malagrotta e la ringrazio per la pazienza, signor Presidente. (Applausi) . DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, ritengo necessario sottoporre al Parlamento la drammaticità della crisi che sta investendo l'immagine e la credibilità del Consiglio superiore della magistratura e quasi dell'intero corpo giudiziario. Le rivelazioni sul caso Palamara infatti si riferiscono purtroppo non alla condotta di un singolo magistrato, ma, a causa dei mercanteggiamenti interni all'organo di autogoverno, alla magistratura nel suo complesso, vittima e protagonista, allo stesso tempo, di pratiche inaccettabili. A tale proposito, occorre una riflessione del Parlamento sul mercimonio degli incarichi direttivi e sul corollario di dossieraggi e scambi inconfessabili per assegnare a questo o a quel magistrato le postazioni, con lotte interne trasformatesi ormai in autentiche guerre tra bande. Negli ultimi giorni, pesanti ombre, se non inaccettabili traffici, sono stati documentati anche sulla designazione dell'attuale vice presidente del CSM, l'ex deputato David Ermini, rivelatosi troppo vicino, se non interno, alle logiche del gruppo Palamara. Il Governo ha annunciato una riforma del sistema elettorale del CSM: