[resaula]

considerato che al Ministero dell'interno è doveroso segnalare le seguenti circostanze: a) analizzando i codici alfanumerici del secondo e del quarto classificato nella graduatoria definitiva dei primi 5 classificati si nota per il secondo classificato è stato utilizzato un codice palindromo sia nel primo grado (ZZH11HZZ) che nel secondo grado (EET22TEE) facilmente riconoscibile; il quarto classificato ha utilizzato un codice riconducibile alla parola INSIDE sia nel primo grado (INSID301) che nel secondo grado (INSIDE302) facilmente riconoscibile. Se ne deduce che esistesse motivo di esclusione dei due finalisti; b) l'amministrazione comunale di Lecce ha pubblicato sul suo sito istituzionale esclusivamente i primi 5 classificati e solo dopo le rimostranze della minoranza, ha pubblicato, come di dovere, tutti i progetti presentati al concorso, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, intendano intervenire sia per evitare che un immobile di pregio sia depauperato della sua valenza storico-artistica con interventi impropri e contrastanti con le prescrizioni contenute nel DCPC n. 72 del 21 marzo 2018, sia per giudicare la correttezza formale e sostanziale della valutazione dei 96 progetti complessivamente partecipanti al concorso, con particolare attenzione ai due casi di "riconoscibilità" segnalati: il tutto al fine di ripristinare una situazione di legalità in un concorso che ha evidenziato dubbi ed ombre nel suo svolgimento. Atto n. 4-06196 LANNUTTI LAUS Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la fondazione "PescarAbruzzo" risulta in modo anomalo guidata senza soluzione di continuità fin dal 1996 dal professor Nicola Mattoscio, quando la denominazione era CariPe, prima come segretario generale e poi come presidente; la stampa locale sta facendo emergere alcune situazioni poco chiare su dei prestiti obbligazionari, acquistati dalla fondazione PescarAbruzzo, e su una serie di operazioni immobiliari, compiute dalla società Gestione culturali S.r.l. , facente capo alla fondazione; considerato che: il consiglio di amministrazione di una holding industriale in data 5 dicembre 2017 ha deliberato l'emissione di un prestito obbligazionario in favore della fondazione PescarAbruzzo con scadenza a 48 mesi di 2 milioni e 200.000 euro, diviso in 440 obbligazioni da euro 5.000 ciascuna al tasso fisso nominale annuo contrattualmente eccessivo pari al 6,75 per cento; il bilancio della fondazione nella sezione riservata al fondo per il volontariato e altre erogazioni liberali (pagina 34 e seguenti) presenta alcune pagine bianche riguardanti l'attività erogativa delle somme liquidate nell'esercizio 2020, che impediscono di conoscere i soggetti beneficiari e le relative somme, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; se il Ministro in indirizzo e le autorità preposte abbiano svolto i necessari controlli sull'emissione delle obbligazioni bancarie; se si ritenga congruo l'altissimo tasso fisso nominale annuo pari al 6,75 per cento, posto che la media dei prestiti obbligazionari nel 2017 era pari alla metà; se vi siano gli estremi per procedere a uno spedito intervento ispettivo sulla fondazione PescarAbruzzo, alla luce delle emergenti e presumibili irregolarità e delle appurate omissioni presenti nel bilancio presentato per l'esercizio 2020; se l'occultamento, risultante per tabulas , delle erogazioni corrisposte nel bilancio non integri la violazione delle norme vigenti; se, più in generale, il Ministro in indirizzo intenda assumere iniziative per una revisione dell'assetto regolatorio per verificare, nello specifico, che la situazione in essere nel caso di PescarAbruzzo si presenti conforme alle norme vigenti. Atto n. 4-06197 ZAFFINI Al Ministro della salute Premesso che: le terapie domiciliari sono l'altra faccia della cura del COVID-19, una sorta di dark side of the moon , tanto che nei mesi passati il Governo italiano, ma anche quelli di diversi altri Paesi, sono stati costretti a imporre lunghi ed estenuanti lockdown per contenere l'epidemia e impedire la saturazione delle terapie intensive, con pesanti e negative ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini, sulle attività economica e sulla libera fruizione dei diritti fondamentali; le linee guida ufficiali sulla gestione domiciliare dei pazienti COVID-19, pubblicate dal Ministero della salute il 30 novembre 2020 e aggiornate il 26 aprile scorso, non forniscono una vera e propria terapia, né prevedono una effettiva presa in carico del paziente. Di fatto resta del tutto disatteso l'ordine del giorno unitario approvato in Senato in data 8 aprile 2021 e votato da tutte le forze politiche; tale circolare stabilisce soltanto che le terapie domiciliari prevedano: monitoraggio dei parametri vitali e delle condizioni cliniche del paziente, misurazione frequente della saturazione di ossigeno; paracetamolo o antinfiammatori non steroidei (FANS); la strategia, pertanto, rimane quella della tristemente famosa "vigile attesa". L'unica "novità" della circolare del 26 aprile sarebbe rappresentata dall'introduzione dell'uso degli anticorpi monoclonali, ma, limitandone l'uso solo nelle fasi precoci della malattia, con la prescrizione di fantomatici "centri abilitati"; in relazione a ciò, giova osservare che il problema è che non solo sono state tagliate fuori tutte le evidenze scientifiche raccolte sul campo da migliaia di medici italiani e illustri ricercatori, ma che le linee guida per l'assistenza domiciliare non sono state aggiornate sulla base del monitoraggio delle varianti, essendo del tutto insufficiente, ancora oggi, l'attività di testing e sequenziamento dei pochi tamponi effettuati; sebbene la campagna vaccinale stia procedendo con successo, il virus va incontro a mutazioni frequenti e, quando finalmente si procederà ad una effettiva strutturazione delle terapie domiciliari del COVID-19, sarà essenziale avere a disposizione nel bagaglio terapeutico anche farmaci antivirali in grado di agire contro un'infezione attiva da Sars-Cov-2 e sue mutazioni, dato che è impossibile produrre in tempi relativamente brevi vaccini efficaci per nuove varianti potenzialmente resistenti ai vaccini attualmente in uso; considerato che: gli antivirali sono farmaci che contrastano infezioni virali o forniscono protezione per un certo periodo di tempo, esercitando un'azione di carattere terapeutico o preventivo, e possono essere somministrati anche a domicilio; alcuni Paesi si sono già approvvigionati di farmaci antivirali e da ultimo la Francia ha già deciso di ordinare 50.000 dosi della pillola anti COVID-19 dell'americana Merck, come annunciato dal Ministro della salute, Olivier Véran, il giorno 26 ottobre, nonostante il farmaco sia ancora in fase di approvazione dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA); l'azienda farmaceutica Merck, rinunciando ai diritti di brevetto, ha di fatto permesso alle concorrenti di tutto il mondo di produrre il suo "Molnupiravir", la pillola antivirale contro il COVID-19, firmando un accordo con il partner Ridgeback e Biotherapeutics e con The Medicines Patent Pool (MPT), un'organizzazione della salute pubblica legata alle Nazioni Unite, si chiede di sapere: