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Le agenzie per le imprese di cui al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 159, possono indire la conferenza di servizi di cui agli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni per l’istruttoria dei procedimenti di interesse agricolo nell’ambito del procedimento unico di cui all’articolo 7 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160. In tale ipotesi, le agenzie per le imprese forniscono supporto organizzativo e gestionale alla conferenza stessa partecipandovi in rappresentanza dell’imprenditore agricolo che abbia a tal fine conferito mandato. Art. 18. (Termini procedimentali) 1. All’articolo 14, comma 6, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, le parole: «entro centottanta giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro novanta giorni». Art. 19. (Obbligo di registrazione ai fini igienico-sanitari) 1. All’articolo 14 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3- bis. L’iscrizione all’anagrafe delle aziende agricole di cui al comma 3 del presente articolo, compiuta dall’impresa agricola che effettua produzione primaria e non trasforma il prodotto, costituisce altresì adempimento all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004». Art. 20. (Comunicazione unica per la nascita dell’impresa) 1. All’articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, e successive modificazioni, dopo il comma 7 è inserito il seguente: « 7 -bis. Il modello di comunicazione unica individuato dal decreto di cui al comma 7, primo periodo, comprende una sezione anagrafica comune ed eventuali sezioni speciali in relazione a specifiche esigenze delle amministrazioni interessate. Esso deve essere ispirato al criterio di massima semplificazione e deve richiedere dati e informazioni strettamente connessi o strumentali agli adempimenti cui assolve e che non siano già in possesso della pubblica amministrazione.». Capo V INTERPRETAZIONE AUTENTICA DI NORME Art. 21. (Interpretazione autentica di norme) 1. All’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, e successive modificazioni, il riferimento alle cooperative di lavoro si interpreta nel senso che sono suscettibili di ottenere il riconoscimento di imprenditore agricolo professionale anche le cooperative forestali di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227. 2. Alla sezione 6 dell’Allegato A al decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 194, le parole: «depositi alimentari» si interpretano nel senso che non sono considerati tali, ai fini di cui al citato decreto, gli stabilimenti utilizzati dalle cooperative agricole e dai consorzi agrari per la fornitura di servizi agli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile. 3. Il comma 3- bis dell’articolo 1 del decreto legislativo n. 194 del 2008 si interpreta nel senso che sono esclusi dal campo di applicazione di tale provvedimento gli imprenditori agricoli comprese le cooperative di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, che svolgono le attività di cui all’articolo 2135 del codice civile utilizzando i prodotti prevalentemente forniti dai soci. Capo VI CONTROLLI Art. 22. (Semplificazione del sistema dei controlli) 1. All’articolo 30 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3 -bis. Nelle more dell’emanazione del regolamento di cui al comma 3, le tipologie dei controlli e gli ambiti nei quali trovano applicazione le disposizioni di cui al comma 1, riguardano: a) il controllo igienico-sanitario degli stabilimenti produttivi e dei prodotti alimentari; b) il controllo relativo agli aspetti ambientali di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ed alla sicurezza dei lavoratori, di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; c) il controllo relativo alle autorizzazioni rilasciate dal comune per le industrie insalubri.»; b) il comma 4 è abrogato. Art. 23. (Disposizioni in materia di semplificazione nelle attività di prevenzione e contrasto delle frodi agroalimentari e banca dati unica sui controlli) 1. Al fine di migliorare l’attività di prevenzione e contrasto delle frodi agroalimentari, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali provvede con proprio decreto, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, alla modifica del regolamento di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 13 febbraio 2003, n. 44, per potenziare l’attività di coordinamento del Comitato tecnico di cui all’articolo 5 del medesimo regolamento, sulla base dei seguenti criteri: a) previsione di riunioni del Comitato tecnico con cadenza almeno mensile, al fine di individuare, attraverso la realizzazione di sottogruppi specifici per filiere agroalimentari, tavoli di lavoro permanenti per il coordinamento dell’attività di prevenzione e contrasto delle frodi e per la sicurezza agroalimentare; b) previsione che il Comitato tecnico eserciti una attività di pianificazione annuale delle attività da espletare, con suddivisione dei compiti tra gli organismi di controllo di cui all’articolo 6, comma 7, del decreto-legge 18 giugno 1986, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1986, n. 462, al fine di semplificare l’azione di contrasto alle frodi, evitando sovrapposizioni e duplicazioni dei controlli; c) condivisione delle informazioni e dei dati a disposizione degli organismi di controllo di cui all’articolo 6, comma 7, del decreto-legge n. 282 del 1986, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 462 del 1986, anche per singole filiere o singole operazioni. 2. Il Comitato tecnico di cui al comma 1 redige una relazione annuale sulla propria attività e sui risultati dell’azione di prevenzione e contrasto delle frodi agroalimentari, da sottoporre al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali che ne cura la trasmissione alle competenti Commissioni parlamentari. 3. Al fine di assicurare l’esercizio unitario dell’attività ispettiva nei confronti delle imprese agricole, in particolare quella finalizzata al contrasto delle frodi agroalimentari, e l’uniformità di comportamento degli organi di vigilanza, nonché di garantire il regolare esercizio dell’attività imprenditoriale: a) gli accertamenti ispettivi nei confronti delle imprese agricole devono essere effettuati dagli organi di vigilanza in modo coordinato, evitando sovrapposizioni e duplicazioni di accertamenti;