[resaula]

se intenda ripristinare il 2 per mille alle associazioni culturali, già previsto nella legge di stabilità per il 2015 (di cui alla legge n. 190 del 2014), in aggiunta al 5 per mille alla cultura, attualmente destinato esclusivamente ai beneficiari del Fondo unico per lo spettacolo o, eventualmente, estendere il 5 per mille alle associazioni ed enti non beneficiari del Fondo; se non ritenga utile estendere l'" art bonus " ai beni privati e a tutte le associazioni culturali, pubbliche e private, ai complessi strumentali, alle società concertistiche e corali, ai circhi e agli spettacoli viaggianti non beneficiari del Fondo unico per lo spettacolo, così da tentare di riequilibrare, nel tempo, la disparità territoriale nella ripartizione dei fondi ministeriali. Atto n. 4-04056 DE BONIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: a Nago-Torbole (Trento), è in corso di costruzione un immobile in area sottoposta a vincolo, che l'autorità giudiziaria aveva dichiarato abusivo per il 56 per cento delle sue cubature; con sentenza n. 730 del 1996 la Corte di appello di Venezia ha stabilito che l'immobile è in parte abusivo in quanto dei 3.504 metri cubi realizzati solo 1.570 erano regolarmente autorizzati; la sentenza della Corte di appello di Venezia è stata confermata nel 2018 da un'altra sentenza, n. 125 del TAR di Trento, la quale, annullando il permesso di costruire, la variante e tre delibere della commissione edilizia comunale, ha statuito che il volume "esistente" del vecchio hotel "Panorama", poi demolito, non è stato giustificato in corso di causa e, anzi, il Comune ha dichiarato, e documentato con denuncia di smarrimento, di non disporre dei titoli edilizi successivi al 1969; il Comune di Torbole non solo non ha proceduto ad annullare la concessione e a non emettere ordinanza di demolizione, ma ha rilasciato una nuova concessione edilizia, aumentando a 4.070,70 metri cubi il volume, in favore della ditta 3V Srl che è proprietaria dell'immobile. Il prezzo pagato dall'attuale proprietà (dicembre 2015) è inferiore di 2 terzi rispetto a quanto pagato dalla venditrice nel 2006 (9.400.000 euro rispetto a 2.700.000 euro); in data 11 agosto 2020 su "il Fatto Quotidiano" on line è stato riportato un articolo, a firma del giornalista Vincenzo Bisbiglia, che denuncia ulteriormente la vicenda, dal titolo: "Lago di Garda, l'ex hotel per metà abusivo: ma i tecnici del Comune rilasciano i permessi per ristrutturare al suo posto prestigiosi loft"; in data 14 agosto 2019 due consiglieri del Comune di Nago-Torbole avevano depositato un esposto chiedendo alla Procura della Repubblica di valutare l'avvio di un procedimento penale per le condotte documentate sia da parte della proprietà che del Comune e per l'ottenimento di provvedimenti più opportuni volti ad impedire un danno ambientale permanente in una zona di alto valore paesaggistico; considerato che a distanza di oltre un anno non si sono avuti riscontri tesi a prevenire danni sia per l'ambiente che per il paesaggio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno approfondire la vicenda, affinché vengano chiarite le ragioni per le quali non siano state rispettate e applicate le sentenze della Corte di appello di Venezia e del TAR di Trento, che prevedevano l'annullamento del permesso di costruire, consentendo invece al Comune di Torbole di non emettere la dovuta ordinanza di demolizione ma, addirittura, di rilasciare una nuova concessione edilizia che aumenta anche il volume della cubatura, deturpando ulteriormente il paesaggio e contaminando l'ambiente. Atto n. 4-04057 DE BONIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il ruolo della commissione di valutazione di impatto ambientale VIA-VAS del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare nel tortuoso iter di approvazione delle attività di coltivazione del pozzo "Pergola 1", delle infrastrutture e dei 9 chilometri di oleodotto di collegamento al centro olio val d'Agri di Viggiano, impianto cardine delle attività di ENI in val d'Agri (Potenza), ricopre una funzione oltremodo centrale; la nuova commissione VIA-VAS, formalmente costituita a giugno 2018 alla presenza del Ministro in indirizzo, soltanto lo scorso 25 maggio 2020 ha finalmente sostituito la precedente, rimasta in carica, con le proroghe, per oltre 12 anni. Eppure solo tre giorni prima, il 22 maggio, si è consentito alla vecchia commissione, che a fine 2018 aveva espresso, per lo stesso progetto, parere negativo, di esprimere parere di compatibilità ambientale, in questo caso positivo, all'istanza dell'ENI, arricchendo così il "bottino" estrattivo della concessione val d'Agri di un potenziale di 40.000 barili giornalieri e di milioni di metri cubi di gas; nonostante le manifestazioni pubbliche, le corpose osservazioni scientifiche, la generosa opposizione dell'intera Comunità montana del Vallo di Diano, l'aperta contrarietà di geologi e dell'autorità di bacino del Sele, la raccolta di firme da parte di comitati, le assemblee varie, l'uscita dei vertici ENI e della presidenza regionale dalla sede di presentazione pubblica del progetto a Marsico Nuovo e ancora a fronte, addirittura, di un mancato rinnovo della concessione val d'Agri, scaduta nell'ottobre 2019, ma ineffabilmente riprodottasi grazie alle proroghe automatiche previste dal decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 (cosiddetto decreto Monti), come convertito in legge, la vicenda "Pergola 1" non è stata risolta, nonostante il Governo sostenga la difesa ambientale e vanti il primato della green economy ; il popolo lucano, ad avviso dell'interrogante, assiste ormai da anni allo scempio ambientale e viene dileggiato con false promesse dalle istituzioni locali, sempre pronte alla facilitazione autorizzativa. La storia di "Pergola 1" rappresenta un caso emblematico che qualifica e lega la "nuova" corsa all'oro sulla spinta del memorandum del 2011 e del decreto-legge sulle liberalizzazioni, durante il Governo Monti, con i ministri Passera e Clini per approdare, infine, al decreto-legge "sblocca Italia" n. 133 del 2014; a ben vedere, dopo una prima istanza del 2009, in meno di un anno dai provvedimenti del 2012, in tempi record l'ENI ha ottenuto ogni autorizzazione necessaria (intese regionali, compatibilità ambientale, nulla osta geologico, urbanistico, minerario). Senza intoppi anche il passaggio di testimone dalla Regione allo Stato in virtù delle scadenze decisorie imposte dal decreto sblocca Italia. Si è ravvivato, così lo scenario di un oleodotto che corre attraverso i monti della Maddalena, in un'area tra Agri e Sele, dove i fiumi alimentano copiosi bacini idrici, mentre viene minacciata l'unicità delle grotte di Castel di Lepre; considerato che: