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Il portale Fast It rimarrà, quindi, accessibile per trasmettere le richieste di iscrizione all'AIRE e per usufruire delle altre funzionalità abilitate con le consuete modalità di registrazione, vale a dire tramite l'attribuzione di credenziali a seguito della semplice compilazione di un formulario online oppure, naturalmente, tramite SPID. L'acquisizione dell'identità digitale - prosegue il rappresentante del GOVERNO - rimane un passo fondamentale verso la progressiva digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Essa consente, da una parte, al cittadino di accedere ai servizi in maniera semplice, sicura e rapida, dall'altra, all'Amministrazione di garantire il rispetto di alti standard di sicurezza in fase di autenticazione dell'utente. La Farnesina è al lavoro con il Ministero dell'Innovazione Tecnologica e della Transizione Digitale per spingere gli Identity Provider a rendere l'ottenimento dello SPID più agevole per gli italiani residenti all'estero. Lo sforzo con l'Agenzia per l'Italia Digitale riguarda, invece, il ruolo di facilitazione degli Uffici consolari per contribuire ad una maggiore diffusione dello SPID tra le nostre collettività all'estero. Quanto agli altri punti sollevati dalla Senatrice Garavini, l'oratore fa presente che proprio ieri ha preso avvio un progetto di collaborazione tra il Comitato degli Italiani all'Estero nella circoscrizione consolare di Berna-Neuchâtel e i patronati svizzeri là presenti. Si tratta di un progetto pilota che si pone l'obiettivo di aiutare tutti quegli italiani iscritti all'AIRE che incontrano maggiori difficoltà con la transizione digitale dei servizi consolari. La Direzione Generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie della Farnesina monitora con grande attenzione questo progetto pilota, in programma almeno fino al 30 luglio. In generale, l'assistenza ai connazionali all'estero per la graduale digitalizzazione dei sistemi consolari e il passaggio progressivo all'identità digitale rientra senz'altro tra i temi da inserire tra quelli di comune interesse e lavoro in una Convenzione, anche di più ampio respiro, tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, da un lato, ed i patronati, dall'altro. Oltre a ciò, la Farnesina presterà, dunque, sempre maggiore attenzione a questa area d'intervento, per la quale continueranno a essere preziose anche le indicazioni che giungeranno dal Parlamento. La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ), in sede di replica, si dichiara soddisfatta della risposta del rappresentante del GOVERNO, esprimendo apprezzamento, in particolare, per il recepimento delle istanze primarie di adeguamento della rete diplomatico consolare al processo di digitalizzazione della pubblica Amministrazione. Richiama l'attenzione, comunque, sulla necessità che gli organi periferici della Farnesina divulghino, in maniera appropriata, le nuove modalità di accesso ai servizi informatici, anche in considerazione del fatto che, in non pochi casi, l'utenza dei connazionali residenti all'estero è rappresentata da persone spesso in difficoltà con l'utilizzo degli strumenti online . Il presidente PETROCELLI dichiara, quindi, conclusa la procedura informativa all'ordine del giorno. IN SEDE REFERENTE Istituzione zona economica esclusiva DDL 2007 Istituzione di una zona economica esclusiva oltre il limite esterno del mare territoriale (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 2 marzo. Il presidente PETROCELLI , comunica che, alla scadenza del termine fissato per la presentazione dei relativi emendamenti, ovvero le ore 14 di ieri, lunedì 8 marzo, risultano pervenuti 4 emendamenti e 4 ordini del giorno, tutti presentati dal senatore Urso. Le suddette proposte saranno allegate all'odierno resoconto ed inviate alle Commissioni affari costituzionali e bilancio per il relativo parere. Propone, quindi, di fissare il termine per la presentazione di subemendamenti a giovedì 11 marzo, alle ore 12. La Commissione concorda. Il seguito della discussione generale e dell'esame del provvedimento è, quindi, rinviato. MATERIE DI COMPETENZA Doc. CCLXI, n. 1 Prima relazione, riferita all'anno 2019, sulle iniziative finanziate con le risorse del Fondo per interventi di sostegno diretti alle popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi, di cui all'articolo 1, comma 287 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 Doc Doc. CCLXI, n. 1 Relazione sulle iniziative finanziate con le risorse del fondo destinato a interventi di sostegno alle popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi (anno 2019) (Esame e rinvio) Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, informa che la Commissione è chiamata all'esame della prima Relazione sulle iniziative finanziate, con riferimento all'anno 2019, con le risorse del Fondo per interventi di sostegno diretti alle popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi, ai sensi dell'articolo 1, comma 287, della legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018, n. 145). Il documento contiene le informazioni relative ai progetti selezionati fra quelli partecipanti al bando emanato nel 2019 dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo, per l'assegnazione dei 4 milioni di euro - di cui 2 milioni a valere per ciascuna delle annualità 2019 e 2020 - per il finanziamento di interventi a sostegno di popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni in aree di crisi, proposti da organizzazioni della società civile e da altri soggetti senza finalità di lucro individuati ai sensi dell'articolo 26 della legge n. 125 del 2014 recante "Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo". Fra i requisiti richiesti dal bando per le iniziative presentate, quelli di contribuire con i progetti proposti a contrastare fenomeni di odio, intolleranza e discriminazione, valorizzando altresì la diversità e promuovendo l'interazione culturale, sociale ed economica. Sono considerati elementi di premialità anche la realizzazione di interventi in Paesi prioritari per la cooperazione italiana, l'adozione di un approccio integrato che includesse azioni a beneficio della comunità circostanti, la realizzazione di azioni volte a favorire la convivenza tra le minoranze cristiane e le comunità professanti altri fedi o a promuovere il dialogo interreligioso, nonché la presenza di un cofinanziamento. La Relazione ricorda come il Fondo per questa tipologia di interventi abbia come obiettivo, ai sensi dell'articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani, quello di proteggere la libertà religiosa delle minoranze cristiane in contesti la cui particolare fragilità rischia di aumentare la vulnerabilità e l'esposizione delle comunità di fedeli. Il documento ricorda altresì come la scelta di affidare l'esecuzione di tali iniziative alle organizzazioni della società civile discenda dalla loro comprovata esperienza sul campo e dalla necessità di affidarsi a strutture di "prossimità", operanti cioè nei territori e quindi profondamente conoscitrici del contesto e dei destinatari degli interventi.