[pronunce]

Nella medesima data è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, il quale ha parimenti eccepito l'inammissibilità e, in ogni caso, la non fondatezza delle questioni. 4.- Sempre in data 8 marzo 2022, ha depositato atto d'intervento B. B. spa, che ha sostenuto di avere interesse alla partecipazione al giudizio di legittimità costituzionale, in quanto parte di un processo in corso dinanzi al Giudice di pace di Catania, avente a oggetto analoga fattispecie cui deve essere applicata la medesima disposizione censurata nel presente giudizio. 4.1.- L'intervento va dichiarato inammissibile. Secondo il disposto dell'art. 4, comma 3, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, solo «i titolari di un interesse qualificato, inerente in modo diretto e immediato» al rapporto dedotto nel processo principale, possono intervenire nei giudizi promossi in via incidentale. Pertanto, oltre alle parti del processo a quo, al Presidente del Consiglio dei ministri, e, qualora la questione riguardi una legge regionale, al Presidente della Giunta regionale, l'intervento è consentito esclusivamente a terzi titolari di una posizione giuridica suscettibile di essere pregiudicata immediatamente e irrimediabilmente dall'esito del giudizio incidentale (sentenza n. 159 del 2019; ex multis, ordinanze n. 14 del 2022, n. 225, n. 191 e n. 24 del 2021, n. 202 e n. 111 del 2020), non potendosi, per contro, considerare sufficiente l'essere titolare di interessi analoghi a quelli dedotti nel giudizio a quo o l'essere parte in un processo similare, ma distinto da quello principale. 4.2.- Tanto appare sufficiente a escludere la sussistenza di un interesse qualificato in capo a B. B. spa, la quale, come sopra rilevato, è parte di un giudizio diverso da quello principale, ancorché vertente su analoga tematica e chiamato a dare applicazione alla medesima disposizione censurata nel presente giudizio. 5.- Passando ora all'esame dei profili di rito inerenti alle questioni di legittimità costituzionale sollevate, deve ritenersi, innanzitutto, fondata l'eccezione, formulata dalla difesa della parte, di inammissibilità per carente motivazione sulla non manifesta infondatezza della censura concernente la violazione dell'art. 3 Cost. Il rimettente si è, in effetti, limitato a lamentare una differenza di trattamento, non giustificata dalle fonti europee, fra contratti conclusi anteriormente e successivamente al 25 luglio 2021, senza spiegare le ragioni che renderebbero tale differenza contrastante con il parametro costituzionale. La censura si rivela, dunque, carente di una autonoma e adeguata illustrazione delle ragioni per le quali l'art. 11-octies, comma 2, del d.l. n. 73 del 2021, come convertito, integrerebbe una violazione dell'art. 3 Cost., il che determina l'inammissibilità della relativa questione di legittimità costituzionale (ex multis, sentenze n. 128 del 2022, n. 114, n. 87 e n. 39 del 2021). 6.- Devono essere, invece, respinte le ulteriori eccezioni di rito sollevate sempre dalla difesa della parte. 6.1.- Non è fondata, innanzitutto, l'eccezione che ravvisa, nell'omessa indicazione, da parte del rimettente, del giorno in cui si sarebbe verificata l'estinzione anticipata del mutuo sottoscritto dal consumatore, una insufficiente descrizione della fattispecie oggetto del giudizio, che ridonderebbe in un difetto di motivazione sulla rilevanza. 6.1.1.- Secondo la difesa di V. spa, si tratterebbe di un dato decisivo, poiché, per i contratti già in essere al momento dell'entrata in vigore della norma censurata, proprio il dies dell'estinzione anticipata sarebbe «dirimente al fine di ragionare sull'an e sul quando dell'applicabilità dei principi sanciti nella sentenza Lexitor, pubblicata in data 11 settembre 2019». L'ordinanza si sarebbe, viceversa, limitata a riferire che l'estinzione anticipata sarebbe avvenuta «dopo il pagamento della rata di maggio 2019». 6.1.2.- L'eccezione non può essere accolta, in quanto radicata su assunti che non trovano alcun riscontro né nella sentenza Lexitor né nella disposizione censurata. La citata sentenza della Corte di giustizia prospetta una interpretazione dell'art. 16, paragrafo 1, della direttiva 2008/48/CE, che trova applicazione a tutti i contratti conclusi dopo l'attuazione della direttiva (art. 30 della direttiva) e che non limita la vincolatività della sua ricostruzione solo pro futuro, né la circoscrive alle mere estinzioni anticipate intervenute dopo la pubblicazione della medesima pronuncia. Al contempo, l'art. 11-octies, comma 2, del d.l. n. 73 del 2021, introdotto in sede di conversione in legge - della cui legittimità costituzionale dubita il rimettente - dà rilievo, nel segnare il discrimine fra la vecchia e la nuova formulazione dell'art. 125-sexies t.u. bancario, al momento in cui è stato sottoscritto il contratto e non al momento in cui è stata richiesta l'estinzione anticipata del mutuo. Di conseguenza, ai fini della rilevanza, è certamente sufficiente che l'ordinanza di rimessione abbia indicato la data di perfezionamento del contratto (vale a dire, il 16 ottobre 2014), salvo, peraltro, aver ulteriormente precisato che l'estinzione anticipata è avvenuta dopo il pagamento della rata di maggio 2019. 6.2.- Anche l'ulteriore eccezione di inammissibilità per irrilevanza sollevata dalla parte risulta non fondata. 6.2.1.- Essa prende le mosse dalla considerazione in base alla quale la disposizione censurata espliciterebbe solo una regola generale di irretroattività del nuovo art. 125-sexies t.u. bancario, sicché il Tribunale di Torino, anche là dove la norma di diritto intertemporale fosse dichiarata costituzionalmente illegittima, non potrebbe applicare al contratto oggetto del giudizio a quo il nuovo art. 125-sexies. In virtù del generale principio tempus regit actum, tale disposizione sarebbe, infatti, riferibile ai soli contratti conclusi dopo la sua entrata in vigore, con esclusione, di riflesso, del contratto di cui si controverte nel processo a quo. Al contempo, in caso di accoglimento delle questioni, il rimettente non potrebbe far valere il testo precedente dell'art. 125-sexies t.u. bancario, reinterpretato alla luce della sentenza Lexitor, in quanto - secondo quel che sostiene la difesa di V. spa - lo stesso giudice a quo avrebbe reputata necessaria la riformulazione del comma 1 dell'art. 125-sexies t.u. bancario, poiché quel testo avrebbe detto l'opposto di quanto statuito dalla pronuncia della Corte di giustizia. Inoltre, il rimettente non avrebbe spiegato come sarebbe possibile applicare il vecchio art. 125-sexies t.u. bancario, ancorché reinterpretato, a una fattispecie il cui fatto generatore (sottoscrizione del contratto e sua estinzione anticipata) risalirebbe non solo a un periodo precedente la riformulazione della disposizione in parola, ma addirittura a un'epoca antecedente alla stessa sentenza Lexitor.