[resaula]

da organi di stampa si apprende che il mega impianto, ideato per la raccolta di all'incirca 30 tonnellate di umido, dovrebbe essere realizzato lungo la superstrada "430" tra l'uscita di Vallo scalo e quella di Vallo della Lucania, in un'area limitrofa al parco nazionale del Cilento e interesserebbe anche le aree dei paesi di Casal Velino, Salento e Vallo della Lucania, che, assieme al comune di Castelnuovo Cilento, dovrebbero esprimere i loro pareri alla conferenza per la valutazione di impatto ambientale; la progettazione dell'impianto avrebbe creato una forte preoccupazione negli abitanti che ancora continuerebbero a protestare, spaventati dai danni che l'attività potrebbe arrecare alla loro salute, all'ambiente, all'economia turistica della zona e all'agricoltura di qualità selezionata, molto fiorente nella zona; per tale ragione, sarebbero stati costituiti dei veri e propri comitati di protesta al fine di bloccare la realizzazione dell'impianto; da ultimo, attraverso fonti giornalistiche, si apprende che anche le amministrazioni dei Comuni citati avrebbero espresso pareri contrari: in particolare, il sindaco di Salento avrebbe espresso, per mezzo di una delibera, la sua ostilità all'impianto, sostenendo che il sito potrebbe gravemente compromettere tutta l'area interessata; nonostante il malcontento dei cittadini, invece, il sindaco di Castelnuovo Cilento sarebbe intenzionato a non arretrare, affermando la totale assenza di rischi per la salute degli abitanti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali urgenti iniziative intenda porre in essere al fine di tutelare le aree di pregio ambientale ricadenti nel parco nazionale del Cilento da possibili conseguenze negative del progetto, evitando il rischio di un danno ambientale, anche alla luce della vocazione turistica dell'area nonché della necessità di salvaguardare la salute delle comunità locali. Atto n. 4-01568 CASTIELLO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il treno "Frecciarossa" conclude il proprio tragitto in direzione sud alla stazione di Battipaglia, senza peraltro eseguire la prestazione del servizio passeggeri nel tratto da Salerno a Battipaglia, viaggiando quindi vuoto da Battipaglia a Salerno ogni mattina nel tratto di risalita verso nord; agli abitanti della piana del Sele, che devono raggiungere Salerno, è precluso l'utilizzo di questo treno, dovendo ripiegare su treni locali che offrono servizi scomodi e inefficienti; è inammissibile ed intollerabile che lo scalo ferroviario di Battipaglia funga esclusivamente da stazione "dormitorio" per il treno Frecciarossa; l'estensione del servizio passeggeri del Frecciarossa da Salerno a Battipaglia e da Battipaglia a Salerno avvicinerebbe le aree interne del Cilento e del Vallo di Diano al circuito dell'alta velocità, concorrendo a sottrarre le aree stesse dalla condizione di "segregazione topografica" nella quale si trovano, da cui si origina una delle maggiori spinte allo spopolamento e persino alla desertificazione; il prolungamento del servizio dell'alta velocità fino a Battipaglia costituisce un grave problema la cui soluzione non ha trovato risposte concrete da parte dei precedenti Governi, rimandendo fino ad oggi irrisolto, sicché è necessario che sia preso finalmente in seria considerazione e avviato a concreta soluzione, non potendo essere ulteriormente ignorate le generalizzate esigenze ed aspettative delle comunità locali, si chiede di conoscere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di superare tale criticità, assicurando l'estensione del servizio passeggeri del treno Frecciarossa fino allo scalo ferroviario di Battipaglia. Atto n. 4-01569 CASTIELLO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: dal documento prot. n. 1068 SP del 1° dicembre 2015 a firma dell'assessore per il Lavoro e le Risorse umane della Regione Campania, diretto al presidente del Consiglio regionale campano, risulta che i terreni facenti parte del patrimonio regionale (terreni agricoli, foreste, tenute, pertinenze demaniali, terreni ad uso diversi) "sono riconducibili a n. 8458 particelle catastali, di cui 3100 demaniali e n. 5358 rientranti nel patrimonio disponibile e indisponibile"; nel documento stesso è stata evidenziata "l'improcrastinabilità di un massivo intervento di ricognizione di tutti gli immobili dell'Ente sia patrimoniali che demaniali". A tal fine è stata istituita una "apposita task force" con l'incarico di "ricognizione straordinaria" ai fini della "costruzione dell'inventario completo e aggiornato dei beni patrimoniali e demaniali mediante: a) il recepimento di documenti e dati di provenienza; b) il riscontro in ordine alla sussistenza e correttezza degli stessi nella Banca dati della Direzione Generale; c) la compilazione della scheda fabbricati, per la parte di pertinenza; d) il rilievo di eventuali criticità tecniche-catastali o di altra natura; e) l'elaborazione di un report finale; il tutto entro la fine del primo quadrimestre 2016"; con nota del capo della Direzione generale per le risorse strumentali della Giunta regionale della Campania, prot. n. 2019.0229984 in data 9 aprile 2019, è stato risposto all'interrogante che: "il procedimento di ricognizione censuaria non è stato attivato" e che si è provveduto soltanto alla redazione di "un capitolato per l'affidamento del servizio di accatastamento e ricognizione dei fabbricati". Il che vuol dire che a tre anni di distanza (primo quadrimestre 2016) dal termine individuato nel citato documento dell'assessore, il procedimento di ricognizione censuaria non solo non è stato concluso, ma addirittura non è stato ancora attivato. Tutto ciò si traduce a parere dell'interrogante in un comportamento viziato da somma negligenza, totale incuria e assoluta noncuranza dell'interesse pubblico, venendo fatto, per tal modo, malgoverno degli immobili appartenenti al demanio e al patrimonio disponibile e indisponibile della Regione con le consequenziali rilevanti perdite sotto forma di mancati introiti per il bilancio regionale e di cospicuo danno erariale, si chiede di conoscere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di superare tali gravi criticità. Atto n. 4-01570 AUGUSSORI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: gli assistenti educativi speciali (AES) sono forniti dagli enti locali a servizio degli alunni diversamente abili per affiancare gli insegnanti di sostegno nelle attività più propriamente di accudimento, per completare l'orario del docente di sostegno e per aiutare l'alunno nella socializzazione, nell'integrazione, nel linguaggio eccetera. In genere questa assistenza viene richiesta a partire dai tre anni, dalla scuola dell'infanzia;