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1 Le regioni definiscono, in via sperimentale, modelli operativi che prevedono la partecipazione attiva degli utenti e dei familiari, nell'ambito dei dipartimenti per le dipendenze e per la salute mentale, attraverso l'organizzazione di incontri con i familiari con finalità informativa e di supporto psicologico, facilitando anche la costituzione di gruppi di aiuto reciproco, nonché l'incontro tra i familiari di diversi utenti, ai fini di un confronto e di uno scambio delle reciproche esperienze. 5 (Integrazione socio-sanitaria) 1 Le regioni programmano e organizzano i servizi sanitari e sociali secondo un approccio multisettoriali e intersettoriale, al fine di assicurare la risposta ai bisogni di cura, di salute e di integrazione sociale. 2 Per le finalità di cui al comma 1, le regioni programmano l'integrazione dei dipartimenti per la salute mentale e per le dipendenze con gli altri servizi sanitari e sociali, i percorsi socio-sanitari, il supporto sociale di base, il diritto all'abitazione, i percorsi di formazione e di inserimento lavorativo e il relativo diritto all'accesso, prevedendo la collaborazione delle associazioni, del privato sociale e di altri soggetti, al fine di favorire l'inclusione degli utenti nelle attività del territorio. 6 (Potenziamento dell'offerta di presa in carico ospedaliera) 1 In attuazione della misura di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a) , della presente legge, al fine di garantire il pieno accesso alle cure per i malati affetti da un disturbo psichico che volontariamente scelgono di sottoporsi al trattamento sanitario volontario (TSV), le regioni riorganizzano le strutture per acuti secondo i requisiti di cui alla legge 13 maggio 1978, n. 180, mediante incremento dei posti letto presso i servizi psichiatrici di diagnosi e cura (SPDC) in misura di un posto letto ogni 5.000 abitanti, affinché sia garantita la presa in carico, la cura e l'assistenza continua del paziente con disturbo psichico critico e grave, incluse le patologie psichiatriche connesse alle dipendenze patologiche, per il quale non è obiettivamente prevedibile la dimissione dall'ospedale nel breve periodo. 2 L'assistenza dei soggetti di cui al comma 1 è organizzata attraverso la presenza di un' equipe multidisciplinare costituita da infermieri professionali, fisioterapisti, assistenti sociali, psicologi, medici internisti, geriatri, fisiatri, psichiatri, con un dimensionamento sufficiente per poter garantire tutte le diverse tipologie di attività di cura. 7 (Requisiti delle strutture adibite a residenza per le persone affette da disturbi mentali) 1 In attuazione della misura di cui all'articolo 2, lettera b) , le regioni, sulla base del proprio patrimonio immobiliare disponibili, individuano soluzioni abitative per i soggetti che, a seguito di dimissione da ospedale psichiatrico o da strutture che prevedono una temporanea permanenza, presentano un'elevata fragilità, una limitata autonomia e sono privi del necessario supporto familiare, ovvero per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia temporaneamente o permanentemente impossibile o sia contrastante con il progetto di cura individuale, nel rispetto dei seguenti princìpi: a ubicazione in luoghi abitati, facilmente raggiungibili con l'uso di mezzi di trasporto pubblico al fine di consentire agli ospiti di interagire con il contesto sociale e di facilitare le visite di parenti e di amici, e comunque tali da essere accessibili ai mezzi di soccorso; b organizzazione degli spazi privati, prevedendo camere protette con una metratura congrua e prive di barriere architettoniche, ovvero munite di attrezzature atte a garantire la mobilità degli ospiti, al fine di favorire le condizioni di autosufficienza e di garantire idonea funzionalità d'uso, fruibilità e riservatezza, con particolare riferimento al mantenimento e allo sviluppo dei livelli di autonomia individuale e nel rispetto delle differenze di genere, di età e di tipo di patologia; c dimensioni, in particolare per ciò che concerne gli spazi comuni, adeguate al numero di ospiti della struttura; d assistenza organizzata attraverso la presenza di un' équipe multidisciplinare costituita da infermieri professionali, fisioterapisti, assistenti sociali, psicologi, medici internisti, geriatri, fisiatri, psichiatri, con un dimensionamento sufficiente a garantire tutte le diverse tipologie di attività di cura, anche in caso di disabilità. 8 (Azioni finalizzate all'inserimento lavorativo) 1 Le regioni individuano soluzioni volte all'inserimento degli utenti nel mondo del lavoro, promuovendo attività lavorative all'interno delle strutture ospitanti, attraverso percorsi strutturati, anche in collaborazione con soggetti privati o del privato sociale, e valorizzando eventuali competenze professionali specifiche. 9 (Comitato tecnico) 1 Le regioni istituiscono e coordinano un comitato tecnico, composto dall'assessore regionale alla salute, alle politiche sociali e alle disabilità, da rappresentanti delle aziende sanitarie locali e degli altri soggetti interessati, con compiti di coordinamento, di monitoraggio e di verifica dei requisiti previsti dalla presente legge. 2 Ai fini di cui al comma 1, il comitato, avvalendosi della collaborazione dei comuni, delle aziende territoriale e dei soggetti interessati, svolge: a il controllo del rispetto dei principi di cui all'articolo 1 per il raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 2; b le ispezioni presso le strutture di cui all'articolo 7 attivate d'ufficio, a campione, o a seguito di eventuali segnalazioni da parte dei cittadini o del personale socio-sanitario operante nelle medesime strutture; c l'accertamento delle condizioni organizzative, nonché dei requisiti strutturali, impiantistici e igienico-sanitari e i requisiti professionali, del personale operante nelle strutture di cui all'articolo 7; d la collaborazione e il coordinamento tra i soggetti istituzionali e sociali interessati; e la verifica dell'efficacia e della qualità del servizio reso all'utenza. 10 (Disposizioni finanziarie) 1 Per l'attuazione del progetto sperimentale di cui all'articolo 2, presso il Ministero della salute è istituito un fondo con dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026. 2 Le risorse del fondo di cui al comma 1 sono distribuite alle regioni che ne fanno richiesta, secondo le modalità e i termini definiti con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 3 Agli oneri derivanti dalla presente legge pari a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione, di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.