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Deleghe al Governo per la revisione della Parte prima del codice della navigazione in materia di navigazione marittima e interna nonché per la revisione del codice della nautica. Onorevoli Senatori. -- Nel nostro Paese il principale testo normativo che tuttora disciplina, tra l'altro, la navigazione marittima, le competenze sul demanio marittimo, l'organizzazione e la struttura dell'autorità marittima, i contratti di utilizzazione della nave, il lavoro marittimo e nautico e le disposizioni relative al soccorso in mare, è il codice della navigazione, approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327. Tuttavia, dall'epoca della sua promulgazione, sono profondamente cambiate la tecnica e l'economia del trasporto marittimo, con il gigantismo e la specializzazione navale, l'enorme diffusione di diverse forme di standardizzazione del carico, come ad esempio il trasporto mediante container , il conseguente sviluppo di cicli di trasporto intermodali per via di mare e di terra, la riorganizzazione dell'industria del trasporto marittimo e intermodale attraverso rilevantissimi fenomeni di concentrazione verticale e orizzontale a livello internazionale. Parimenti, le nuove e complesse problematiche concernenti la gestione del demanio marittimo, anche con riferimento alle concessioni demaniali e al rispetto dei princìpi di concorrenza affermatisi in ambito comunitario, e l'accresciuta sensibilità su temi quali la salvaguardia dell'ambiente marino e costiero, la sicurezza della vita umana in mare e le condizioni del lavoro pongono problemi nuovi e complessi in ambiti che sono spesso oggetto di disciplina comunitaria e di accordi internazionali sottoscritti e ratificati dall'Italia. Mentre la parte del codice della navigazione relativa alla navigazione aerea è stata innovata dal decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96, con le disposizioni correttive recate dal decreto legislativo 15 marzo 2006, n. 151 e i temi inerenti alla gestione dei porti ricadono sotto la disciplina della legge 28 gennaio 1994, n. 84, la parte relativa alla navigazione marittima soggiace ancora ad una disciplina obsoleta, considerato il periodo storico in cui il codice della navigazione è stato promulgato (anno 1942). Pertanto, esso non risponde più alle necessità che si sono sopra illustrate, in particolare a motivo del fatto che gran parte della sua normativa appare improntata a logiche autarchiche, con conseguente mancata aderenza alle prassi internazionali che dominano il settore del trasporto marittimo, alle quali la disciplina interna deve necessariamente adeguarsi, anche per armonizzarsi con le normative internazionali e comunitarie che si sono sviluppate in un quadro complessivo del tutto mutato rispetto al momento in cui il testo attualmente vigente del codice della navigazione è stato redatto. Il comma 1 dell'articolo 1 del presente disegno di legge conferisce al Governo la delega ad adottare entro ventiquattro mesi uno o più decreti legislativi contenenti la completa revisione delle disposizioni del codice della navigazione, nella parte relativa alla navigazione marittima. Il comma 2 dell’articolo 1 delinea i princìpi e criteri direttivi che dovranno essere osservati nell'esercizio della delega, e che riguardano in particolare: -- la revisione delle fonti del diritto della navigazione nel quadro normativo costituzionale e comunitario; -- la realizzazione del coordinamento tra norme della navigazione marittima interna ed aerea; -- il mantenimento dell'autonomia del diritto della navigazione; -- la regolazione di nuove fattispecie contrattuali di utilizzazione della nave e della disciplina dei contratti di pilotaggio, rimorchio; -- la determinazione dei princìpi che regolano l'amministrazione dei porti, l'esercizio dei servizi portuali alle navi e dei servizi marittimi, nel rispetto dei princìpi comunitari; -- il riassetto della disciplina del demanio marittimo; -- lo snellimento e la semplificazione dei procedimenti amministrativi; -- la revisione dell'organizzazione dell'Amministrazione marittima; -- la previsione e la disciplina del registro internazionale d'iscrizione della nave e soppressione del sistema bare boat charter registration;. -- il riassetto delle norme sui contratti e i traffici marittimi; -- la revisione dei limiti della responsabilità dell'armatore; -- la separazione del contratto di noleggio a scopo di trasporto di cose dal noleggio a scopo diverso; -- la disciplina delle avarie comuni; -- la revisione dell'apparato penale e amministrativo di cui alla parte terza del codice della navigazione, nonché al coordinamento delle disposizioni processuali del codice della navigazione, delle disposizioni penali e delle sanzioni amministrative e disciplinari, nel rispetto di determinati criteri; -- la revisione della parte quarta del codice della navigazione; -- l'abrogazione esplicita delle disposizioni incompatibili con le nuove norme; -- l'inserimento nel codice civile di una disciplina del trasporto multimodale. L'articolo 2 del presente disegno di legge conferisce al Governo la delega ad adottare entro ventiquattro mesi uno o più decreti legislativi per la revisione del Codice della nautica da diporto (decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171). La delega conferita precedentemente per l'emanazione del Codice della nautica (legge 8 luglio 2003, n. 172) prevedeva già al suo interno (art. 6 comma 5) la possibilità che il Governo intervenisse, nei successivi due anni dall'entrata in vigore dello stesso, per aggiornare il provvedimento e porre rimedio ad eventuali incongruenze riscontrate. Questo, in considerazione del fatto che il nascente testo normativo si presentava come il frutto della stesura di un solo testo proveniente da più di quaranta testi normativi e ben poteva necessitare di una messa a punto dopo un primo periodo di rodaggio. Tale termine tuttavia è decorso senza che il Legislatore ponesse nuovamente mano ala normativa, lasciando così irrisolte numerose questioni fin dall'origine. Occorre considerare, inoltre, le sopraggiunte esigenze di accordare la normativa all'evolversi del settore, nonché le necessità di semplificazione necessarie al rilancio dello stesso. L'esercizio di una nuova delega si rende indispensabile anche in considerazione della grave crisi che ha colpito tutta la filiera che nel 2010-2012 ha subito la perdita di 18.000 posti di lavoro nella produzione e di 20.000 nell'indotto turistico. Il rilancio dell'intero settore, quindi, non può prescindere dalla riorganizzazione legislativa dello stesso.. Art. 1. (Delega al Governo per la revisione della Parte prima del codice della navigazione in materia di navigazione marittima e interna) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la revisione della parte marittima del codice della navigazione, approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, e del codice civile, approvato con regio decreto 16 marzo 1942, n. 262, limitatamente alle disposizioni speciali che afferiscono alla disciplina della navigazione e del trasporto. 2. Il Governo, nell'emanazione dei decreti legislativi di cui al comma 1, si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: