[resaula]

nel merito, l'elenco delle suddette 1.076 società che si sono rivolte alla Prefettura di Napoli ne conta 8 con richiesta di iscrizione relativa all'anno 2014 (di cui 6 con diniego di iscrizione, espresso a distanza di anni), 46 con richiesta di iscrizione relativa all'anno 2015 (di cui soltanto 6 con diniego di iscrizione, espresso a distanza di anni), 118 con richiesta di iscrizione relativa all'anno 2016 (di cui 9 con diniego di iscrizione, espresso a distanza di anni), 96 con richiesta di iscrizione relativa all'anno 2017 (di cui 4 con diniego di iscrizione, espresso a distanza di anni), 144 con richiesta di iscrizione relativa all'anno 2018 (di cui 3 con diniego di iscrizione, espresso anche a distanza di anni), 140 con richiesta di iscrizione relativa all'anno 2019, 172 con richiesta di iscrizione relativa all'anno 2020 (di cui 3 con diniego di iscrizione, espresso nel medesimo anno) e 352 con richiesta di iscrizione relativa all'anno 2021 (di cui una con diniego iscrizione, espresso nel medesimo anno); per quanto riguarda invece l'elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa della Prefettura di Napoli, le società già iscritte sono 1.489, di cui 615 con richiesta di aggiornamento in iscrizione e solo 10 con diniego di iscrizione. Delle predette 615 in stato di valutazione, 191 delle quali afferenti alla categoria X, 24 risultano in attesa di aggiornamento dal 2016, 48 dal 2017, 54 dal 2018 e 64 dal 2019; per 73 società presenti nella "white list" ma la cui iscrizione risulta scaduta non sono neppure segnalati aggiornamenti in corso, pur permanendo nell'elenco, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda verificare quale garanzia di indipendenza dalle infiltrazioni mafiose presentino le società inserite in "white list" la cui verifica non risulta effettuata o rinvii ad una istanza risalente nel tempo e, parimenti, quali garanzie di efficienza garantisca l'interrogazione alla BDNA prevista dalle normative di settore quale atto liberatorio per le aggiudicazioni di appalti pubblici; se, inoltre, intenda verificare quali siano le effettive motivazioni che non hanno reso possibile il perfezionamento di numerose posizioni di inserimento nelle "white list" (come indicato a titolo esemplificativo per il caso di Napoli), con riguardo specificamente alle situazioni che risalgono ad oltre 5 anni da oggi; se non reputi opportuno verificare la situazione della regolarità degli inserimenti e controlli in "white list" in tutte le Prefetture d'Italia, anche alla luce della mancanza di uniformità nella gestione e presentazione dei dati degli elenchi da parte dei suddetti uffici di Governo, al fine di garantire un agevole utilizzo dello strumento da parte delle stazioni appaltanti e l'effettiva validità delle procedure previste per l'esclusione delle società da infiltrazioni mafiose. Atto n. 3-03015 FARAONE Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la circonvallazione di Palermo è l'asse di collegamento tra le autostrade Palermo-Catania (A19) e Palermo-Mazara del Vallo-Trapani (A29) e rappresenta, di fatto, l'unica via d'uscita dalla città, nonché la giunzione di viabilità a scorrimento veloce tra la Sicilia occidentale e la Sicilia orientale; su questo asse, in corrispondenza del fiume Oreto, si trova il ponte Corleone; da oltre 20 anni, vista la strategicità di tale infrastruttura, sono previsti interventi per la messa in sicurezza e la costruzione di bretelle laterali sul ponte Corleone; il provveditore alle opere pubbliche della Sicilia e della Calabria, in una nota indirizzata al Ministero (prot. n. 0017150 del 4 settembre 2020) ha chiarito l'assoluta priorità di questo intervento, in quanto "la struttura in calcestruzzo armato presenta forti fenomeni di carbonatazione del calcestruzzo in vaste aree per spessori che superano il copriferro peraltro quasi inesistente in varie zone delle strutture" e "le armature in ferro utilizzate all'epoca sono di acciaio dolce e liscio ed appaiono vistosamente ridotte di sezione a causa della corrosione"; considerato che: a seguito di ulteriori sopralluoghi da parte dei Vigili del fuoco, sono state messe in campo da parte del Comune di Palermo più rigide misure precauzionali (ad esempio restringimento della carreggiata e autovelox ) che testimoniano il crescente allarme sulla sicurezza di questa infrastruttura; la Polizia municipale ha recentemente confermato il limite di velocità a 60 chilometri orari, la limitazione del carico a 44 tonnellate e la riduzione del passaggio ad una sola corsia per direzione di marcia, centrata rispetto alla carreggiata. Vengono confermate, quindi, le regole stabilite già prima a metà dicembre e che nella prossimità delle vacanze natalizie avevano causato tanti disagi agli automobilisti; rilevato che: nel 2021 è stato nominato dal Governo un commissario straordinario, il quale ha predisposto un cronoprogramma dettagliato per gli interventi necessari per il consolidamento dell'infrastruttura viaria; da quanto emerso in IV Commissione dell'Assemblea regionale siciliana, che ha tenuto un'audizione sulla situazione del ponte, non ci sarebbero fondi per la soluzione dei problemi strutturali che affliggono l'infrastruttura, a meno che il Comune, ente proprietario dell'opera, non avvii da subito una interlocuzione con il Governo nazionale; il mancato tempestivo intervento mette a rischio concreto la sicurezza di centinaia di migliaia di cittadini che attraversano quell'arteria e l'economia della quinta città d'Italia, si chiede di sapere: quale sia lo stato dell'arte del ponte Corleone e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine supportare l'operato del commissario straordinario; se non ritenga altresì opportuno destinare delle risorse per garantire la tempestiva copertura finanziaria degli interventi previsti per la soluzione dei problemi strutturali che affliggono l'importante infrastruttura viaria ed il suo consolidamento, affinché non si verifichino situazioni di ulteriore rischio per l'incolumità pubblica e si possa così consentire la ripresa della viabilità ordinaria sul ponte, un intervento strategico sulla circonvallazione di Palermo. Atto n. 3-03016 PELLEGRINI Marco NATURALE PIRRO Al Ministro dell'interno Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: dagli anni '70, in provincia di Foggia, operano pericolosi e spietati sodalizi criminali di stampo mafioso, identificati giornalisticamente come "quarta mafia italiana"; nel corso dei decenni, ponendo in essere una serie di attività delittuose sempre più pervicaci e invasive, queste organizzazioni hanno di fatto conseguito il controllo criminoso del territorio foggiano e i diversi clan si dividono le zone di influenza della provincia; le indagini e i processi evidenziano che questi sodalizi operano nell'ambito del traffico internazionale degli stupefacenti, delle estorsioni, del traffico di rifiuti e delle armi, dell'usura, delle truffe alle assicurazioni, delle rapine a portavalori, dei furti a caveau , e altro;