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Nel caso della presentazione di più richieste di estradizione da parte dello Stato richiedente e di altri Stati terzi, nei confronti della medesima persona, sono stabiliti specifici criteri al fine di valutare e decidere a quale delle domande dovrà essere data esecuzione (articolo 13). La consegna della persona richiesta dovrà avvenire entro quaranta giorni dalla data in cui lo Stato richiedente ha avuto comunicazione formale della concessione dell'estradizione (articolo 14). Resta salva la possibilità per lo Stato richiesto di differire la consegna qualora sia in corso, in tale Stato, un procedimento penale ovvero l'esecuzione della pena a carico della persona richiesta per reati diversi da quello oggetto della richiesta di estradizione. In tale evenienza, comunque, i due Paesi potranno accordarsi per una consegna temporanea della persona richiesta al fine di consentire lo svolgimento del procedimento penale nello Stato richiedente (articolo 15). L'accordo bilaterale prevede, poi, la tipica e consueta garanzia del cosiddetto « principio di specialità » in favore della persona estradata. Tale persona, infatti, non potrà essere in qualsiasi modo perseguita o arrestata dallo Stato Richiedente per reati diversi commessi precedentemente alla consegna; tale garanzia viene meno, però, se lo Stato richiesto acconsente a che lo Stato richiedente proceda nei confronti della persona estradata, ovvero quando la presenza della persona estradata nel territorio dello Stato richiedente non sia più connessa al motivo per il quale l'estradizione è stata accordata e, quindi, debba ritenersi una presenza in tale territorio assolutamente volontaria (articolo 10). È stata altresì inserita una procedura semplificata di estradizione, per i casi in cui il soggetto nei cui confronti è richiesta l'estradizione acconsenta alla stessa (articolo 16). Infine, sono presenti specifiche previsioni in ordine alla consegna allo Stato richiedente di cose sequestrate alla persona estradata (strumenti, proventi o altre cose relative al reato) rinvenute nello Stato richiesto (articolo 17); al transito nei rispettivi territori di una persona estradata da uno Stato terzo (articolo 18); alle spese sostenute per la procedura di estradizione (articolo 19); allo scambio informativo in merito all'esito del procedimento penale ovvero all'esecuzione della condanna nello Stato Richiedente successivamente all'estradizione (articolo 20). III. Previsioni conclusive La Parti contraenti hanno, quindi, inteso non limitare le possibili ipotesi di collaborazione solo al presente Trattato, ma hanno espressamente stabilito di cooperare in materia di estradizione anche sulla base di altri accordi internazionali applicabili (articolo 21) e si sono impegnate a rispettare il carattere di segretezza dei documenti e delle informazioni fornite o ricevute dall'altra Parte (articolo 22). Le eventuali controversie che dovessero insorgere in punto di interpretazione e di applicazione del Trattato verranno risolte direttamente mediante consultazione diplomatica (articolo 23). Nelle ultime previsioni dell'accordo (articoli 24 e 25) sono disciplinate le diverse vicende giuridiche che riguardano o potrebbero riguardare il Trattato. Entrambi le Parti dovranno sottoporre il Trattato a procedura di ratifica in conformità delle proprie legislazioni. L'accordo entrerà in vigore alla data della seconda delle due notifiche con cui ciascuna parte avrà comunicato all'altra l'avvenuto espletamento delle procedure di ratifica. Il Trattato ha durata indeterminata, salva la possibilità di ciascuna parte di recedere in qualsiasi momento con comunicazione scritta all'altra Parte per via diplomatica. La cessazione di efficacia del Trattato avrà effetto decorsi sei mesi dopo la predetta comunicazione. B) ACCORDO DI MUTUA ASSISTENZA IN MATERIA PENALE TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DELLA NIGERIA, FATTO A ROMA L'8 NOVEMBRE 2016; I. Premessa Il presente Accordo si inserisce nell'ambito degli strumenti finalizzati all'intensificazione ad alla puntuale regolamentazione dei rapporti di cooperazione posti in essere dall'Italia con i Paesi al di fuori dell'Unione europea, con i quali si persegue l'obiettivo di migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto alla criminalità. Ed infatti con tale Accordo si avvia un processo di sviluppo estremamente significativo ed importante dei rapporti tra l'Italia e la Nigeria, che permetterà una stretta ed incisiva collaborazione tra i due Paesi nel campo della cooperazione giudiziaria penale. L'adozione di norme volte a disciplinare in modo preciso il settore della assistenza giudiziaria penale è stata imposta dall'evoluzione dell'attuale realtà sociale, caratterizzata da sempre più frequenti ed estese relazioni tra i due Stati, il cui progressivo intensificarsi favorisce lo sviluppo di fenomeni criminali che li coinvolgono entrambi e che richiedono, pertanto, l'approntamento di strumenti idonei a garantire una reciproca ed efficace collaborazione. II. Previsioni generali La prima norma dell'Accordo contiene le definizioni della « materia penale » oggetto della cooperazione, che deve intendersi comprensiva di indagini, inchieste, processi o altri procedimenti connessi a un reato previsto dalla legge dei rispettivi ordinamenti giuridici, degli strumenti di reato, nella cui nozione rientrano i beni che sono usati o destinati a essere usati in relazione alla commissione di un reato, dei proventi di reato, consistenti nei beni derivati o conseguiti, direttamente o indirettamente, da una persona per effetto di una condotta criminale o il valore di tali beni (nozione tale quindi da ricomprendere e consentire anche il sequestro e la confisca di valore), nonché di beni, nozione in cui devono ricomprendersi denaro e ogni genere di beni mobili e immobili, materiali o immateriali, ivi compresi gli interessi sugli stessi (Art. 1). L'ampiezza degli intenti perseguiti con l'Accordo è esplicitata nelle norme generali, laddove le Parti s'impegnano a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in relazione al compimento di molteplici atti. In particolare l'assistenza giudiziaria potrà riguardare, tra l'altro, la localizzazione e l'identificazione di persone e cose, la notificazione di atti giudiziari, la citazione dei soggetti coinvolti a vario titolo nei procedimenti penali, l'acquisizione e la trasmissione di atti, documenti ed elementi di prova, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni (ivi inclusi gli interrogatori di indagati ed imputati), l'espletamento e la trasmissione di perizie, l'esecuzione di attività di indagine e di ispezioni giudiziarie, l'esame di luoghi e cose, l'effettuazione di perquisizioni e sequestri, la confisca dei proventi del reato e delle cose pertinenti al reato. Sono inoltre previsti lo scambio di informazioni sulla legislazione nazionale, nonché qualsiasi altra forma di assistenza che non sia in contrasto con la legislazione dello Stato richiesto (articolo 2). Coerentemente ai più moderni strumenti di cooperazione internazionale, l'Accordo prevede un temperamento del cosiddetto « principio della doppia incriminazione » e pertanto l'assistenza giudiziaria potrà essere prestata, in generale, anche quando il fatto per cui procede lo Stato richiedente non sia previsto come reato nello Stato richiesto .