[pronunce]

Secondo le amministrazioni appellate, sarebbe implicito e sufficiente l'interesse pubblico a che non cessi dall'attività un teatro di particolare valore storico-artistico di Roma. Tuttavia, il giudice rimettente osserva che nemmeno tale valutazione sarebbe sorretta da atti, documenti o studi, essendo viceversa notorio - si scrive - che anche i teatri ricorrenti vantano lunga tradizione nel panorama culturale capitolino. Peraltro, il riconoscimento dell'Eliseo come «teatro di rilevante interesse culturale», non riflettendo alcun giudizio di valore da parte dell'ordinamento, sarebbe funzionale solamente alla corretta classificazione dello stesso nella ripartizione dei fondi del FUS. Sarebbe l'attività teatrale e culturale in sé a meritare il sostegno pubblico, mediante i ricordati criteri, e non l'esigenza di risanamento finanziario di un solo teatro. Non emergerebbe, dunque, l'interesse pubblico sotteso alla differenziazione del beneficiario rispetto agli altri teatri romani, non potendosi rintracciare tale interesse nella sola ricorrenza del centenario, né nella presenza di difficoltà finanziarie, comuni invece a molti operatori del settore. Dalla discriminazione dei teatri ricorrenti, strumenti di cultura e veicoli di espressione artistica, deriverebbe la violazione degli artt. 9 e 33 Cost., che tutelano la cultura e la libertà di espressione artistica e che fanno da sfondo all'intervento pubblico nel settore in esame. Sarebbe, inoltre, leso l'art. 97 Cost.: la manifesta irragionevolezza della disciplina censurata causerebbe un vulnus al buon andamento e all'imparzialità dell'azione amministrativa. Rileverebbero, «quali norme interposte rispetto all'attuazione degli articoli 3 e 97 Cost.», l'art. 12 della legge n. 241 del 1990 - secondo cui i provvedimenti attributivi di benefici economici predeterminano e rendono pubblici i criteri di erogazione dei finanziamenti - e le norme, legislative e non, sulla ripartizione dei fondi pubblici per lo spettacolo dal vivo (legge n. 163 del 1985 e d.m. 1° luglio 2014, vigente ratione temporis). Infine, sarebbe violato l'art. 41 Cost., perché le imprese appellanti agirebbero sullo stesso mercato e in concorrenza fra loro, senza che, ai presenti fini, possa valorizzarsi una «peculiarità dell'offerta culturale del teatro Eliseo»; sarebbe, dunque, chiaro come il finanziamento concesso dalla norma censurata alteri la concorrenza, attribuendo al beneficiario una posizione di vantaggio. 2.- Con atto depositato in data 12 aprile 2021, si sono costituite in giudizio le società Quirino srl e Officine culturali srl, che gestiscono, rispettivamente, i Teatri Quirino e Ambra Jovinelli, parti nel giudizio a quo, concludendo per l'ammissibilità e la fondatezza delle questioni. Sottolineano, in premessa, come i metodi utilizzati per l'attribuzione del FUS, ispirati alla corretta valutazione comparativa dei progetti degli operatori del settore, dovrebbero orientare qualsiasi ulteriore forma di finanziamento dell'attività artistica, specie se si tratta del sostegno a enti operanti nello stesso settore e nello stesso territorio. Ed è proprio in ragione del fatto che il legislatore, nell'approvare l'art. 22, comma 8, del d.l. n. 50 del 2017, come convertito, si sarebbe completamente discostato da essi, determinando gravi pregiudizi, che è sorta la controversia a qua, della quale si offre ampia ricostruzione. Nel merito, sarebbero violati gli artt. 3, 9, 33, e 97 Cost., per contrasto con i principi di uguaglianza e di ragionevolezza. Il centenario dalla fondazione dell'Eliseo, peraltro, non ricorrerebbe nel 2017, ma nel 2019. Le difficoltà finanziarie, inoltre, rappresenterebbero «identica criticità» pure per altri teatri. Nessun particolare interesse pubblico, insomma, giustificherebbe l'elargizione prevista dalla norma censurata. Oltre ai parametri indicati dal Consiglio di Stato nell'ordinanza di rimessione, si deduce la violazione dell'art. 113 Cost., che garantisce la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi coinvolti nell'attività amministrativa. In conclusione, le società costituite suggeriscono a questa Corte l'autorimessione della questione di costituzionalità dell'art. 22, comma 8, del d.l. n. 50 del 2017, in riferimento all'art. 117, primo comma, Cost., in relazione agli artt. 101 e seguenti TFUE. 3.- Si è, inoltre, costituita in giudizio, con atto depositato il 13 aprile 2021, la società Nuovo Sistina srl, anch'essa parte nel giudizio a quo. Riepiloga le vicende di causa e le argomentazioni dell'ordinanza di rimessione, facendo seguire rilievi a sostegno dell'illegittimità costituzionale della norma censurata. La parte sottolinea che l'interesse pubblico rilevante dovrebbe essere quello al sostegno delle attività culturali in generale, ed esso sarebbe già soddisfatto dall'esistenza del FUS. Riprendendo, così, varie argomentazioni dell'ordinanza di rimessione, la parte specifica che, alterando la concorrenza nel mercato di riferimento, le sovvenzioni avrebbero consentito al Teatro Eliseo di coprire le spese e adottare prezzi più bassi, ottenendo un più significativo ritorno economico (per esempio, con politiche di sconti in biglietteria, con approntamento di più spettacoli dall'ampio riscontro popolare, con campagne pubblicitarie più incisive). Insiste, in tal modo, nella richiesta di dichiarare fondate le presenti questioni di costituzionalità. 4.- In data 13 aprile 2021, si è costituita in giudizio anche la società Eliseo srl - Teatro nazionale dal 1918 Teatro Eliseo e Piccolo Eliseo, concludendo l'inammissibilità e la non fondatezza delle questioni. Premette, ritenendole circostanze di fatto rilevanti per la comprensione delle vicende, che la nuova gestione dell'Eliseo sarebbe cominciata alla fine dell'anno 2014, a seguito del fallimento di quella precedente; che, al fine di riattivare l'offerta teatrale, sarebbe stato necessario sostenere ingenti spese, anche per rimediare a difficoltà organizzative e amministrative che non avrebbero consentito la regolare apertura delle sale al pubblico; che, a causa di tali opere di adeguamento, la stagione teatrale sarebbe iniziata con ritardo, con l'effetto di ottenere contributi FUS molto ridotti, sia rispetto agli anni passati, sia rispetto alla misura sufficiente a sostenere le attività di rilevante interesse culturale che l'Eliseo era tenuto a realizzare; che si avvicinava il periodo del centenario dalla fondazione del Teatro, importante occasione di rilancio delle attività; che, in questo peculiare contesto, è stato previsto in via straordinaria e una tantum il censurato contributo di 4 milioni di euro per il 2017 e altrettanti per il 2018. Le censure sarebbero quindi, per un verso, inammissibili: