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contrastare le truffe è un obbligo ma a fronte di alcuni disonesti che hanno lucrato sulla misura incentivante del superbonus , che certamente devono essere severamente sanzionati, vi sono migliaia di aziende e di lavoratori che rischiano di finire sul lastrico; devono dunque essere ricercate altre soluzioni in grado di contemperare il contrasto alle frodi senza limitare l'efficacia del provvedimento, quali ad esempio la limitazione della cessione del credito solo a favore di banche e di intermediari finanziari sottoposti alla vigilanza della Banca d'Italia, adottando così provvedimenti efficaci ma senza ricorrere a opzioni drastiche come quanto previsto dal "sostegni ter"; a parere dell'interrogante, la ripresa va sostenuta soprattutto per settori particolarmente gravati dai rincari delle materie prime, tra cui l'edilizia, le cui imprese rischiano di andare in crisi a causa dello stravolgimento senza alcun preavviso della misura di incentivazione. Bloccare la cessione dei crediti comporta un rischio di liquidità del sistema obbligando le aziende e i fornitori a pagamenti a breve termine. Chi lavora e fa impresa deve contare su un sistema normativo che non deve subire mutazioni improvvise che determinano incertezza da cui inevitabilmente derivano conseguenze con effetti depressivi del sistema economico nazionale; la tesi indicata risulta peraltro suffragata dall'analisi del Servizio Studi del Senato della Repubblica che nell'approfondimento ed analisi del decreto-legge, rileva che, venendo meno gli interventi, verrebbero meno anche le maggiori entrate già contabilizzate nei saldi di finanza e dovute a IVA, IRPEF o IRES e IRAP derivanti proprio dagli investimenti edilizi quale effetto correlato alla spesa indotta, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di evitare i danni irreparabili alle imprese e ai cittadini che derivano dall'adozione dell'art. 28 del decreto-legge n. 4 del 2022; se non valutino l'opportunità di consentire almeno la cessione multipla a banche e intermediari vigilati secondo le regole dell'art. 106 del testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993). Atto n. 3-03065 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Ai Ministri della transizione ecologica e dell'interno Premesso che: risulta agli interroganti che l'investimento M2C4 3.4 del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) denominato "bonifica di siti orfani" definisca detti siti come "eredità" dell'inquinamento industriale, riconoscendovi "un rischio significativo per la salute, con severe implicazioni sulla qualità della vita delle popolazioni interessate". La loro bonifica sarebbe quindi finalizzata a "dare al terreno un secondo uso, favorendo il suo reinserimento nel mercato immobiliare", per renderli "risorsa per lo sviluppo economico, in quanto siti alternativi rispetto alle zone verdi, il cui utilizzo consentirebbe di preservare capitale naturale e ridurre gli impatti sulla biodiversità"; tale azione, è bene precisarlo, ha per oggetto i cosiddetti siti orfani, cioè "quei siti per i quali le procedure di bonifica sono in carico alla pubblica amministrazione, in quanto i soggetti responsabili della contaminazione non provvedono alla bonifica o non sono individuabili e non vi provvede nemmeno il proprietario del sito né altri soggetti interessati, o siti inquinati per i quali non è stato avviato il procedimento di individuazione del responsabile della contaminazione"; considerato che: il 50 per cento dello stanziamento complessivo del suddetto investimento, pari a 52.794.647 euro, è destinato alle Regioni del Mezzogiorno e, nell'allegato al decreto ministeriale 29 dicembre 2020, Programma nazionale di finanziamento degli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti orfani, si legge che il finanziamento di maggiore entità (13.557.665,35 euro) è destinato alla Regione Siciliana; il Ministero della transizione ecologica ha siglato un accordo specifico il 20 agosto 2021 ( ex art. 4, comma 3) assegnando l'intera cifra alla bonifica della sola discarica dismessa per rifiuti speciali di contrada Marabusca, in agro di Gela (Caltanissetta) ; valutato che: in allegato al decreto direttoriale prot. n. 222 del 22 novembre 2021, dell'ex direzione generale risanamento ambientale del Ministero, è stato pubblicato l'elenco dei "siti orfani" ("PNRR: approvato con decreto l'elenco dei 'siti orfani'" sul sito del Ministero); il sito di Marabusca di Gela non figura nel suddetto elenco; nell'allegato al decreto sono presenti invece 36 siti, di cui 34 risultano già inseriti nel piano regionale delle bonifiche della Sicilia e per 20 è indicato un intervento di messa in sicurezza di emergenza: un tipo di intervento riferito a situazioni emergenziali, di natura repentina, come definito all'art. 240, comma 1, lett. m) , del decreto legislativo n. 152 del 2006, a fronte del quale è prevista un'azione immediata tesa a bloccare o ridurre l'emergenza prima di avviare le procedure consuete, si chiede di sapere: se siano chiari, univoci e trasparenti i criteri di individuazione dei siti siciliani inseriti nell'allegato al decreto prot. n. 222 del 22 novembre 2021 , ovvero se siano stati individuati in base a specifiche classificazioni di rischio e dove tali indicazioni siano rilevabili, e se lo siano i criteri di assegnazione degli importi previsti dal medesimo decreto e, ancora, in base a quali metodologie siano stati disposti; se sia appurato, o si intenda far appurare, specialmente in relazione ai siti per i quali è indicata nel piano regionale una necessità di intervento di messa in sicurezza di emergenza, per quali motivi, fino ad oggi, non si sia agito con interventi repentini e la successiva bonifica, ovvero se gli enti preposti abbiano attivato tutte le dovute verifiche in merito alla prevista responsabilità dell'eventuale omessa bonifica; secondo quali modalità sia stata verificata l'effettiva qualificazione di siti "orfani", alla luce del fatto che molti dei siti sono indicati come ex siti industriali o discariche di rifiuti solidi urbani; se, a fronte degli elevati importi di investimento, della complessa situazione di criminalità diffusa della regione Sicilia, con particolare riferimento agli interessi dell'organizzazione malavitosa "Cosa nostra" sugli appalti anche nel settore ambientale, non si ritenga opportuno valutare di implementare le attività e le misure organizzative di contrasto alle infiltrazioni mafiose. Atto n. 3-03066 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: la reggia di Caserta, istituto museale del Ministero della cultura dotato di autonomia speciale, poiché "intende operare in sinergia con le istituzioni e le Associazioni del territorio per sviluppare contenuti culturali in un'ottica di partecipazione, sperimentazione e innovazione", ha pubblicato, il 26 gennaio 2022, la "manifestazione d'interesse proposte di valorizzazione partecipata del complesso vanvitelliano e dell'Acquedotto Carolino. Periodo di realizzazione giugno/dicembre 2022 - Reggia di Caserta" ("Valorizzazione partecipata 2022 - Reggia di Caserta" e la stessa manifestazione di interesse sul sito dell'istituzione); oltre alla determina prot.