[ddlpres]

b) collabora con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare alla predisposizione del piano nazionale di prevenzione dei rifiuti e del piano generale di prevenzione e gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio; c) promuove accordi di programma tra gli operatori delle filiere, le regioni e gli enti locali, al fine di favorire il riciclo, il recupero e il riutilizzo dei beni post consumo e dei rifiuti di imballaggio; d) determina, d’intesa con il Centro di ricerca di cui all’articolo 224- bis , in base alle dichiarazioni ambientali di prodotto, la misura del costo ambientale da corrispondere da ciascun produttore, tenuto conto del piano di gestione, degli obiettivi di prevenzione e di riciclo, della quantità di materia prima vergine utilizzata, della capacità di riutilizzo dei beni prodotti, della classe di riciclabilità dei beni e del materiale che li compone, del costo del servizio necessario per la loro raccolta, cernita e pulizia, del processo per il riciclo e della valutazione sul ciclo di vita ai sensi delle norme della serie ISO-14020; e) definisce i criteri di distribuzione degli importi derivanti dal versamento del costo ambientale, confluiti nel Fondo unico per il riciclo di cui all'articolo 222- bis ; f) verifica la veridicità dei dati inviati dai produttori e vigila sulla effettiva attuazione dei piani predisposti dai produttori e dai consorzi; g) valuta l'operato dei produttori e dei consorzi in relazione al raggiungimento degli obiettivi prefissati di prevenzione e di riciclo; h) presenta al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare uno schema di redistribuzione del costo ambientale in base alla quantità di materiale effettivamente riciclato; i) fornisce i dati e le informazioni richieste dal Centro di ricerca ai sensi dell'articolo 224- bis ; l) acquisisce dagli enti pubblici o privati nazionali ed esteri i dati sui flussi degli imballaggi e dei rifiuti, suddivisi per tipologia di materiale, da essi prodotti in entrata e in uscita dal territorio nazionale; m) coordina le relazioni tra le amministrazioni pubbliche, i produttori singoli o consorziati, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero dello sviluppo economico e tutti gli operatori economici interessati; n) promuove campagne di informazione e sensibilizzazione per la prevenzione e la gestione dei rifiuti, da attuare di concerto con le regioni e gli enti locali; o) esprime valutazioni ed elabora eventuali osservazioni sui piani regionali di gestione dei rifiuti di cui all'articolo 199. 4. L'Agenzia nazionale per il riciclo valuta il grado di efficienza ed efficacia del sistema di raccolta differenziata dei singoli comuni secondo specifici parametri determinati con apposito regolamento predisposto dal Centro di ricerca ed approvato dall'Agenzia medesima. 5. Per le finalità di cui al comma 3, lettera h) , l'Agenzia deve tenere conto: a) del sistema di raccolta adottato dal singolo comune, sulla base dei criteri ottimali di gestione della raccolta differenziata individuati dal Centro di ricerca e delle specifiche caratteristiche del territorio, ai fini del corretto riciclo di ciascuna tipologia di materiale, che deve uniformarsi a livello nazionale; b) della qualità del materiale raccolto. 6. I criteri di cui al comma 5, lettere a) e b) , sono utilizzati per stabilire la misura della percentuale di rimborso spettante a ciascun comune dei costi sostenuti per la raccolta, la selezione e il trasporto dei rifiuti differenziati. 7. Il rimborso di cui al comma 6 è conferito dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare a valere sul Fondo unico per il riciclo di cui all’articolo 222- bis e incide sulla determinazione del valore della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani di cui all'articolo 238. 8. L'applicazione del costo ambientale esclude l'applicazione di altri contributi aventi finalità ambientali. 9. L'Agenzia nazionale per il riciclo acquisisce le risorse finanziarie necessarie allo svolgimento delle proprie funzioni con i contributi dei partecipanti ai consorzi di cui all’articolo 223 e con quota parte degli importi derivanti dal versamento dei costi ambientali, confluiti nel Fondo unico di cui all’articolo 222- bis . 10. L'Agenzia nazionale per il riciclo adotta le disposizioni concernenti la propria organizzazione e il proprio funzionamento, quelle concernenti il trattamento giuridico ed economico del personale, nonché quelle dirette a disciplinare la gestione delle spese, nel rispetto delle disposizioni del presente articolo. 11. La gestione finanziaria dell’Agenzia nazionale per il riciclo si svolge in base al bilancio annuale di previsione, approvato dall'Agenzia medesima entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello cui il bilancio si riferisce. 12. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». 17 (Istituzione del Centro di ricerca per la prevenzione dei rifiuti e la eco-riprogettazione dei prodotti) 1 Dopo l'articolo 224 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è inserito il seguente: «Art. 224- bis. - (Centro di ricerca). -- 1. Presso l'Agenzia nazionale per il riciclo è istituito il Centro di ricerca per la prevenzione dei rifiuti e la eco-riprogettazione dei prodotti. 2. Il Centro di ricerca si dota di uno statuto nel quale sono indicati gli organi che lo compongono. Il personale dipendente è selezionato tramite procedure ad evidenza pubblica per titoli ed esami. 3. Il Centro di ricerca svolge le seguenti funzioni: a) valuta ciascun prodotto immesso in commercio in base all'analisi del suo ciclo di vita; b) analizza la composizione merceologica dei rifiuti e le attività che ne determinano la produzione lungo il ciclo di vita del prodotto, individuando possibili errori di progettazione; c) individua, utilizzando i criteri di eco-progettazione, i procedimenti alternativi volti a ridurre la quantità di rifiuti; d) determina, d’intesa con l'Agenzia nazionale per il riciclo ai sensi dell’articolo 224, comma 3, lettera d) , la misura del costo ambientale da corrispondere dai produttori in relazione a ciascun bene prodotto; e) individua i criteri ottimali di gestione della raccolta differenziata tenendo conto delle caratteristiche merceologiche dei rifiuti e delle specifiche caratteristiche territori; f) elabora e aggiorna, d’intesa con l'Agenzia nazionale per il riciclo, una relazione programmatica che individua le criticità nei sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti e dei rifiuti di imballaggio; g) fornisce, d’intesa con l'Agenzia nazionale per il riciclo, le indicazioni tecniche necessarie per stabilire la percentuale del costo ambientale da corrispondere per gli oneri sostenuti dagli enti locali e da terzi, per la raccolta, lo smaltimento e il trasporto di rifiuti e dei loro imballaggi; h) collabora con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con l'Agenzia nazionale per il riciclo alla stesura e all'aggiornamento del piano nazionale di prevenzione dei rifiuti e del piano generale di prevenzione e gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio;