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È altrettanto vero che perfetta e granitica deve essere la volontà di contrastare le mafie, e qualcuno forse in quest'Aula ha tanto da correggere. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice. RICCARDI, relatrice . Signor Presidente, sarò brevissima nella replica anche perché la relazione tecnica è stata esposta all'inizio, quando ho spiegato tecnicamente l'articolo che viene modificato e introdotto, seppur tra il brusio generale: ho provato ad interrompermi, ma è stato inutile, perché il brusio è continuato. Quindi non riprendo la relazione. Personalmente ho apprezzato l'intervento del senatore Grasso, almeno in parte, che comunque riconosce la validità della nuova formulazione. Quello che ho trovato sconcertante, signor Presidente, è stato sentire da parte delle forze politiche presenti in quest'Aula la lamentela che l'aumento di pena per il politico sarebbe spropositato. Francamente, sappiamo benissimo che chi fa parte del sodalizio opera per il sodalizio. Non trovo corretto, e anzi lo trovo moralmente inaccettabile, sentirmi dire che il politico non debba essere punito con forza maggiore, rispetto a chi fa parte del sodalizio, perché noi siamo qui per amministrare il bene pubblico. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Noi dovremmo difendere l'esercizio del diritto di voto. Trovo quindi, francamente, da aborrire il fatto di sentirmi dire in quest'Aula che il politico non deve essere punito con maggior forza rispetto a chi tenta la corruzione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. FERRARESI, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, rinuncio ad intervenire. PRESIDENTE . Passiamo all'esame del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati e su cui invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. RICCARDI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati. FERRARESI, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.100, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.1 è stato ritirato. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.2. ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, sgombriamo subito il campo dai dubbi: nessuno considera esagerata la proposta oggi al nostro esame. Vi chiediamo semplicemente di fermarvi e di riflettere perché c'è il concreto pericolo, al contrario, non di esagerare ma di restringere l'ambito di applicabilità di quella norma che oggi sta funzionando bene e che il Parlamento aveva approvato a larghissima maggioranza. Quando parliamo di una norma penale, il rischio di confusione, il rischio di incertezza interpretativa, il rischio di restringere l'ambito di applicabilità non possiamo semplicemente annoverarli nella categoria assolutoria del buon senso. L'approssimazione non è scusabile perché, quando si parla di una norma incriminatrice, il rischio interpretativo non è cosa di poco conto, soprattutto quando parliamo di norme che sono collegate a fattispecie associative. La questione dirimente, quindi, che riguarda l'emendamento è se rendere applicabile la norma che punisce il voto di scambio mafioso o no, se renderla utile o no, dopo che ne avevamo ampliato la portata introducendo anche la questione dell'utilità oltre che quella del denaro. Allora due sono le questioni: in primo luogo, accanto alla condotta, "modalità mafiose", che comprende tutto, avete continuato a mantenere una qualifica soggettiva, l'appartenenza, dubbio interpretativo molto pericoloso. La seconda questione è relativa all'introduzione degli intermediari, una categoria che non comprende tutto laddove la norma, così com'è scritta oggi, parla di chiunque associato con la condotta. Quindi si rischia una pericolosissima restrizione dell'applicabilità della norma. Non solo: la giurisprudenza, quando si tratta di modifiche di questo tipo le ha ritenute nuove forme di incriminazione e quindi si rischia l'assoluzione, il proscioglimento di persone indagate e imputate precedentemente all'approvazione di questa norma. Quindi non c'è il timore di un aggravamento, c'è il timore dell'impunità, cari colleghi. Concludo, Presidente: sicuramente si rischia di avere, seppure e sicuramente involontariamente, l'effetto delle cosiddette sentenze suicide. Norme suicide non ne avevamo ancora viste, ma siamo nel Governo del cambiamento. E vorrei ricordare a noi tutti che la categoria della colpa è prevista come reato nel codice penale e si concretizza nell'imprudenza, imperizia e negligenza. Dichiaro il voto del Partito Democratico a favore dell'emendamento 1.2. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, oggi ho sentito più volte chiamare in causa in quest'Aula Falcone e Borsellino, però, come tante volte, a sproposito - devo dire - e quando non ce n'è bisogno. Faccio un esempio per tutti: quando il senatore Pepe, che però non vedo presente, ha detto che Falcone avrebbe affermato che il sospetto è l'anticamera della calunnia. Vi assicuro che non lo ha mai nemmeno pensato. Si tratta della parafrasi di una frase secondo cui il sospetto è l'anticamera della verità, attribuita a Padre Ennio Pintacuda a Palermo. Quindi, cerchiamo di riportare le cose così come sono e non attraverso assonanze che determinano anche ignoranza. Come ho già avuto modo di spiegare in sede di discussione generale, ritengo che le modifiche apportate alla Camera dei deputati siano state migliorative rispetto al testo licenziato in prima lettura dal Senato. In prima lettura, infatti, era sanzionata la promessa di procurare voti da parte di soggetti dei quali fosse nota al candidato l'appartenenza ad associazioni criminali di stampo mafioso. È evidente la difficoltà di questa prova soggettiva, di volta in volta affidata ai magistrati e alle indagini.