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le misure introdotte progressivamente dai predetti provvedimenti contro il caro energia hanno riguardato fino al secondo trimestre 2022 l'annullamento degli oneri di sistema delle bollette elettriche e la riduzione degli oneri di sistema delle bollette gas per utenze domestiche e non domestiche, il potenziamento del bonus sociale elettricità e gas alle famiglie in difficoltà (con l'estensione del valore ISEE, da 8.265 euro a 12.000 euro, per l'accesso al bonus ) e ai clienti domestici in gravi condizioni di salute, la possibilità per i clienti domestici in condizioni di morosità di chiedere la rateizzazione delle bollette di elettricità e gas, la riduzione transitoria dell'IVA al 5 per cento sul gas per usi civili e industriali, il riconoscimento alle imprese (gasivore e non gasivore, nonché energivore e quelle con potenza elettrica uguale o superiore a 16,5 chilowatt) di un credito di imposta delle spese sostenute per l'energia elettrica e per il gas, la possibilità per le imprese di chiedere la rateizzazione degli importi dovuti per i consumi energetici, relativi ai mesi di maggio 2022 e giugno 2022; tre le misure adottate con gli stessi provvedimenti per contrastare il caro energia vi sono anche contributi straordinari ai Comuni (200 milioni con il decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17, e 150 milioni con il decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50) nonché alle Città metropolitane e alle Province (50 milioni con il decreto-legge n. 17 del 2022 e 30 milioni con il decreto-legge n. 50 del 2022) stanziati per garantire la continuità dei servizi erogati a seguito degli aumenti delle bollette di luce e gas, ma considerati dagli stessi enti locali insufficienti; per promuovere forme di energia prodotta da impianti a fonti rinnovabili a livello locale e per contrastare il caro energia e la povertà energetica, nell'ordinamento italiano sono stati introdotti dall'inizio del 2020 strumenti innovativi come le comunità energetiche rinnovabili e l'autoconsumo energetico che portano benefici economici, sociali e ambientali ai soggetti che vi aderiscono, ma che stante le complessità e la necessità di risorse finanziarie per essere implementati hanno visto al momento poche applicazioni; rilevato che: oltre al caro energia, dall'inizio del 2022 nel nostro Paese si è manifestato anche l'eccezionale fenomeno del caro carburanti a fronte del quale con successivi decreti-legge e decreti del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro della transizione ecologica, al fine del contenimento dei prezzi di gasolio, benzina e GPL dal 22 marzo 2022 è stata introdotta la riduzione delle aliquote di accisa degli stessi carburanti. Con il decreto-legge 2 maggio 2022, n. 38, "decreto accise e IVA sui carburanti", poi confluito nel decreto-legge n. 21 del 2022, "taglia prezzi", e successivamente con il decreto ministeriale 24 giugno 2022, che hanno anche introdotto per il gas naturale per autotrazione l'azzeramento dell'accisa e la riduzione dell'IVA nella misura del 5 per cento, tutte le misure contro il caro carburanti sono state prorogate fino al 2 agosto 2022; al fine del contenimento dei prezzi del gasolio legato all'eccezionale fenomeno del caro carburanti il decreto-legge "taglia prezzi" ha anche previsto per le imprese esercenti attività agricola e della pesca il riconoscimento di un credito di imposta del 20 per cento delle spese sostenute per l'acquisto di gasolio e benzina come carburanti per la trazione dei mezzi utilizzati per l'esercizio dell'attività agricola e della pesca, effettuato nel primo trimestre solare dell'anno 2022, al netto dell'imposta sul valore aggiunto; al fine del contenimento dei prezzi del gasolio legato all'eccezionale fenomeno del caro carburanti il decreto-legge n. 50 del 2022, "decreto aiuti", ha previsto per le imprese di trasporto il riconoscimento di un credito di imposta del 28 per cento delle spese sostenute per l'acquisto di gasolio impiegato con mezzi di categoria euro 5 o superiore effettuato nel primo trimestre solare dell'anno 2022, al netto dell'imposta sul valore aggiunto; visto che: i competitori europei, sfruttando le specificità dei propri sistemi energetici, hanno da tempo già approntato significative misure a vantaggio delle proprie imprese: in Francia sono stati destinati alle imprese industriali, a prezzo di costo (42 euro a megawattora), 120 terawattora di energia elettrica nucleare in uno schema di misura pluriennale; nel nostro Paese, in analogia con quanto posto in essere in altri Paesi europei, con il decreto-legge n. 17 del 2022, è stata prevista un'iniziativa di " gas release ", non ancora operativa, che prevede una maggiore produzione nazionale di gas naturale da assegnare a prezzi calmierati, con procedure gestite dal GSE, ai settori industriali esposti al caro energia e a rischio di chiusura; sempre con lo stesso decreto, ma in fase di conversione in legge, è stata individuata un'analoga misura " energy release ", anch'essa non ancora operativa, che attraverso un servizio di ritiro e di acquisto di energia elettrica prodotta da impianti a fonti rinnovabili da parte del GSE se ne preveda poi la cessione a tariffe calmierate prioritariamente ai clienti industriali, alle piccole e medie imprese, e ai clienti localizzati nelle isole maggiori che partecipino al servizio di interrompibilità; visto che con le previsioni introdotte del decreto-legge n. 130 del 2021, "decreto bollette", poi confermate con i successivi provvedimenti sino al recente decreto-legge del 30 giugno 2022, n. 80, detto "bollette III trimestre", poi confluito nel decreto-legge n. 50 del 2022 detto "aiuti", a partire dall'ultimo trimestre 2021 e sino al terzo trimestre 2022 è stata introdotta l'IVA agevolata con aliquota del 5 per cento per la somministrazione di gas ad usi civili ed industriali, ma escludendo l'aliquota ridotta alle ipotesi di fornitura del calore, prodotto dal gas naturale, mediante il teleriscaldamento nonché alle somministrazioni di energia termica prodotta con impianti alimentati a gas naturale nell'ambito di un contratto servizio energia o di un contratto di rendimento energetico, con ciò determinando da quasi un anno ripercussioni pesantissime e negative per l'intero comparto, poiché gli utenti del settore che si trovano ad agire in un contesto di mercato distorsivo della concorrenza e lesivo del principio di neutralità tecnologica; considerato che: con il decreto-legge n. 80 del 2022 detto "bollette III trimestre", poi confluito nel decreto-legge n. 50 del 2022 detto "aiuti", il Governo ha previsto la proroga per il terzo trimestre 2022 solo di una parte delle misure introdotte contro il caro energia fino al secondo trimestre, ed in particolare l'annullamento degli oneri di sistema delle bollette elettriche di tutte le utenze domestiche e non domestiche, la riduzione degli oneri di sistema delle bollette gas per tutte le utenze domestiche e non domestiche, e l'IVA agevolata al 5 per cento per i consumi di gas naturale per usi civili e industriali;