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Disposizioni per il riconoscimento e il sostegno dell'attività di cura nonché per il sostegno della conciliazione tra attività lavorativa e attività di cura e di assistenza. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge si pone l'obiettivo di dare una risposta alle famiglie che si prendono cura di una persona non autosufficiente. Oltre il 50 per cento di queste famiglie hanno a disposizione risorse non sufficienti ad assicurare le cure al proprio caro. L'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ha stimato che in Italia siano oltre 3 milioni le persone che nel contesto familiare si prendono cura di anziani e disabili. Si tratta prevalentemente di donne di età compresa tra i 45 ed i 55 anni che spesso sono costrette ad abbandonare il proprio lavoro. In Italia, in mancanza di un'adeguata rete di servizi sociali territoriali, i pressoché unici strumenti previdenziali previsti nei casi di disabilità riguardano l'indennità di accompagnamento. La legge 27 dicembre 2017, n. 205, (legge di bilancio 2018) all'articolo 1, comma 255, ha finalmente riconosciuto, nel nostro Paese la funzione sociale del caregiver definendo caregiver familiare «la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell'altra parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18». La legge di bilancio 2018 ha inoltre istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. Il Fondo è destinato alla copertura finanziaria di interventi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale dell'assistente familiare. Con la legge di bilancio 2018 (articolo 1, comma 254) è stato fatto un importante passo avanti e si è data finalmente una risposta, attesa da anni, a un grave vuoto normativo. Ora si tratta di andare avanti sulla strada intrapresa per migliorare la condizione del caregiver e dei familiari. A tal fine l'articolo 1 chiarisce le finalità del presente disegno di legge, riconoscendo il valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale e gratuita prestata nei confronti di persone che necessitano di sostegno intensivo e a lungo termine a causa di malattia, infermità o limitazioni gravi, svolta nel contesto di relazioni affettive e familiari. L'articolo 2 definisce il caregiver familiare, ovvero colui che volontariamente, in modo gratuito e responsabile, assicura sostegno intensivo e a lungo termine a persone che ne necessitano a causa di malattia, infermità o limitazioni gravi. Il sostegno prestato può caratterizzarsi in diverse forme e nello svolgimento delle attività il caregiver familiare può avvalersi dei servizi territoriali e di assistenti familiari o personali. L'articolo 3 dispone che al riconoscimento formale della figura del caregiver familiare provvede il servizio delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Il predetto riconoscimento costituisce titolo per la richiesta al datore di lavoro di flessibilità sul lavoro e di permessi a ciò finalizzati, nonché per la richiesta di accesso ad altre opportunità riconosciute ai fini della conciliazione dell'attività lavorativa con quella di cura e di assistenza. L'articolo 4 prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano assicurino, nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, l'assistenza sanitaria e sociale ai soggetti disabili; inoltre, è disposta la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni nel campo sociale da garantire ai medesimi soggetti. L'articolo 5 incrementa la dotazione del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri dall'articolo 1, comma 254, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. La predetta dotazione è incrementata in 50 milioni di euro per l'anno 2018, in 75 milioni di euro per l'anno 2019 e in 90 milioni di euro annui a decorrere dal 2020. Per le finalità di cui agli articoli 9 ( tutele previdenziali), 10 (tutele per malattia), 11 (tutela assicurativa ), la dotazione al medesimo Fondo è determinata in 100 milioni di euro per l'anno 2019, in 120 milioni di euro per l'anno 2020 e in 150 milioni di euro annui a decorrere dal 2021. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente disegno di legge, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono individuati i requisiti necessari ai fini dell'accesso al Fondo. L'articolo 6 chiarisce le finalità del Fondo, ovvero: a) informazione puntuale ed esauriente sulle problematiche dell'assistito, nonché sulle diverse opportunità e risorse esistenti nel territorio che possano essere di sostegno all'assistenza e alla cura; b) opportunità formative al fine di sviluppare maggiore consapevolezza rispetto al ruolo svolto; c) supporto psicologico al caregiver ; d) soluzioni condivise nelle situazioni di emergenza personale o assistenziale; e) interventi di sollievo, di emergenza o programmati, attraverso l'impiego di personale qualificato, anche in forma indiretta; f) supporto di reti solidali ad integrazione dei servizi garantiti dalle reti istituzionali; g) supporto di gruppi di mutuo soccorso; h) domiciliarizzazione delle visite e delle prestazioni specialistiche nei casi di difficoltà di spostamento dell'assistito; i) supporto e consulenza su modalità e opportunità di conciliazione fra i tempi di cura e assistenza e attività lavorativa. L'articolo 7 definisce «prestatore volontario di cura» colui che gratuitamente si prende cura del coniuge, di una delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso e del convivente di fatto, di un parente o di un affine entro il secondo grado ovvero di un minore temporaneamente privo di un ambiente di cura, qualora il medesimo necessiti di sostegno intensivo e a lungo termine.