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Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 18. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 19, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VATTUONE, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario. PUCCIARELLI, sottosegretario di Stato per la difesa . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Gli emendamenti 19.1 e 19.2 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 19.3, presentato dal senatore De Falco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 19.4 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 19. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 20. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche i militari hanno diritto ad avere i propri sindacati; vanno loro riconosciuti diritti analoghi a quelli che spettano a tutti i lavoratori, compreso quello di far valere le proprie ragioni attraverso una rappresentanza sindacale. Lo ha sancito la Corte costituzionale con una sentenza del 2018, con cui ha determinato la parziale illegittimità del codice ordinamentale militare che vietava alle Forze armate di costituirsi in sindacati e ci apprestiamo a prevederlo oggi con una legge con la quale riconosciamo anche ai militari il diritto di tutelare i propri interessi attraverso organismi sindacali. Dal punto di vista normativo si tratta di un esercizio complesso e non banale, dal momento che bisogna coniugare l'interesse del singolo lavoratore con la specificità delle Forze armate. Innanzitutto, bisogna far prevalere l'interesse supremo del Paese rispetto a quello del singolo, così come fa fede l'obbligo di agire in primis per la difesa dello Stato. Va poi garantito il rispetto di alcuni principi di fondo, come la neutralità delle Forze armate, la necessaria unicità di comando, la coesione interna e la necessaria prontezza di reazione rispetto a pericoli vari. Certo, il ruolo dei militari presenta indubbiamente dei doveri e delle caratteristiche del tutto specifiche rispetto a quelle di altre categorie di lavoratori. Ciononostante questo disegno di legge mira a riconoscere alle associazioni sindacali militari il compito della tutela collettiva dei diritti e degli interessi dei propri rappresentanti, cercando al contempo di evitare che l'adesione alle associazioni sindacali interferisca con il regolare svolgimento dei loro servizi istituzionali, proprio in considerazione della peculiarità del loro ruolo. Introduciamo così una legge molto attesa nel mondo militare, per forza di cose controversa, proprio perché così delicata, una legge che vuole essere, da un lato, proiettata alla tutela reale dei diritti dei militari, garantendo loro livelli sempre maggiori per la salvaguardia dei diretti interessati, stando però attenti allo stesso tempo a non intaccare la specificità della missione svolta dagli stessi a beneficio della sicurezza nazionale. L'intervento del Parlamento è necessario e non rinviabile, dal momento che sono passati già tre anni dalla sentenza con la quale la Consulta ha aperto di fatto le porte alla sindacalizzazione del mondo "con le stellette", affidando al Parlamento il compito di disciplinarne la materia. A partire dal secondo dopoguerra i sindacati sono diventati parte integrante della vita democratica dei Paesi sviluppati; tuttavia, mentre la sindacalizzazione della Polizia di Stato, ad esempio, è avvenuta in Italia con la riforma del 1981, quella delle Forze armate è ancora in divenire e la andiamo a delineare proprio con questo disegno di legge, con il quale si legittimano i sindacati militari a esercitare una serie di funzioni. Si riconosce loro, ad esempio, la possibilità di autofinanziarsi attraverso le iscrizioni al sindacato, così da garantire indipendenza e la possibilità di autogovernarsi su determinate questioni senza dipendere economicamente dal Ministero e, dunque, dai vertici militari. Ai sindacati militari si attribuisce anche la possibilità di trattare con i Ministeri competenti su una serie di materie, dagli stipendi ai trattamenti lavorativi. Nel dettaglio, stabiliamo il principio secondo il quale possono essere costituite associazioni professionali a carattere sindacale per singola Forza armata o Forza di polizia a ordinamento militare o interforze, compresa quindi la Guardia di finanza. Gli statuti delle associazioni dovranno ispirarsi ai principi di democraticità e di elettività delle relative cariche. Si prevede l'estraneità alle competizioni politiche, ai partiti, ai movimenti politici e l'assenza di scopo di lucro. È inoltre stabilito il divieto degli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia a ordinamento militare di aderire ad associazioni professionali a carattere sindacale diverse da quelle costituite da questo disegno di legge. Un passaggio delicato e importante è anche quello dell'articolo 4, che introduce puntuali limitazioni per le associazioni sindacali che non potranno scegliere una denominazione che richiami anche in modo indiretto il nome di organizzazioni sindacali o politiche. Rispetto al testo approvato dalla Camera dei deputati, la Commissione difesa del Senato ha meritoriamente introdotto il rafforzamento della partecipazione femminile alle cariche direttive, la trasparenza del sistema di finanziamento, la non interferenza dell'attività delle associazioni rispetto allo svolgimento dei compiti operativi e alla direzione dei servizi. Con l'approvazione di un emendamento di Italia Viva, inoltre, si è previsto che le associazioni costituite da rappresentanti di due o più Forze armate o Forze di polizia a ordinamento militare debbano acquisire e mantenere la quota minima di rappresentatività del 3 per cento (e non del 4) in tutte le Forze armate o Forze di polizia. Come Italia Viva ci saremmo augurati la previsione di corsi specifici di formazione per i rappresentanti delle associazioni, siamo convinti infatti che qualificare questi nuovi organismi di rappresentanza andrebbe a beneficio non solo dei singoli rappresentanti e degli associati, ma anche della stessa amministrazione. Ora confidiamo nel fatto che si possa dare seguito al nostro ordine del giorno approvato in Commissione dedicato alla formazione sindacale per gli aderenti alle associazioni. Ci saremmo inoltre augurati che si potesse ammettere la possibilità per i sindacati militari di stilare convenzioni con i patronati, allo scopo di rilasciare dichiarazioni dei redditi a prezzi calmierati, perché se è condivisibile il principio di neutralità e di estraneità rispetto a forze sindacali confederali, allo stesso tempo va riconosciuto il fatto che i patronati non sono sindacati, sono enti di fatto, dunque non si capisce perché si debba precludere ai sindacati militari la possibilità di stilare con loro convenzioni, che sarebbero sicuramente meno onerose di quelle eventualmente concluse con commercialisti privati.