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L'articolo 2 istituisce il Fondo per il rilancio delle attività economiche per contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento adottate per l'emergenza epidemiologica da COVID-19. L'articolo 3, comma 1, assegna uno stanziamento di 20 milioni, per l'anno 2022, al Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite dall'emergenza epidemiologica, da destinare ad interventi in favore di parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici. Gli articoli 4 e 5 intervengono a sostegno delle imprese del settore turistico, in particolare incrementando la dotazione del Fondo unico nazionale turismo, istituito con la legge di bilancio per il 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234) ed estendendo ai mesi di gennaio, febbraio e marzo del 2022, limitatamente alle imprese del settore turistico, il credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e affitto d'azienda, istituito dal decreto-legge n. 34 del 2020 ("decreto rilancio"). L'articolo 6 dispone l'utilizzabilità, entro il 31 marzo 2022, dei buoni per l'acquisto di servizi termali di cui all'articolo 29- bis del decreto-legge n. 104 del 2020 non fruiti alla data dell'8 gennaio 2021. L'articolo 10 statuisce l'ampliamento del credito d'imposta 4.0, grazie al quale, per gli investimenti inclusi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e diretti alla realizzazione degli obiettivi di transizione ecologica individuati con apposito decreto interministeriale, il credito d'imposta di cui all'articolo 1, comma 1057- bis , della legge n. 178 del 2020 è riconosciuto nella misura del 5 per cento dei costi sostenuti superiori ai 10 milioni di euro e fino ai 50 milioni di euro; le disposizioni recate dal titolo III: dispongono, all'articolo 14, l'annullamento, per il primo trimestre dell'anno in corso, delle aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate alle utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW anche connesse in media e alta/altissima tensione o per usi di illuminazione pubblica o di ricarica di veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico; attribuiscono, ai sensi dell'articolo 15, un contributo straordinario, sotto forma di credito d'imposta, alle imprese cosiddette energivore i cui costi per kWh della componente energia elettrica, calcolati sulla base della media dell'ultimo trimestre 2021, abbiano subìto un incremento superiore al 30 per cento relativo al medesimo periodo dell'anno 2019; prevedono, all'articolo 16, a decorrere dal 1° febbraio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, l'applicazione di un meccanismo di compensazione a due vie sul prezzo dell'energia prodotta da impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW che beneficiano di tariffe fisse derivanti dal meccanismo del Conto Energia (non dipendenti dai prezzi di mercato), nonché sull'energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonte idroelettrica, geotermoelettrica ed eolica che non accedono a meccanismi di incentivazione; l'articolo 28 interviene nuovamente sulla disciplina dell'opzione per la cessione dei crediti d'imposta di cui agli articoli 121 e 122 del "decreto rilancio" del 2020, in un'ottica di rafforzamento del contrasto alle numerose frodi registrate nel settore; considerato che: la ripresa dell'economia italiana è stata robusta ma si sta indebolendo. Secondo le stime preliminari dell'Istat, nel 2021 il PIL è aumentato del 6,5 per cento rispetto al 2020. Nel quarto trimestre del 2021 il PIL ha registrato una significativa decelerazione, aumentando dello 0,6 per cento rispetto al periodo precedente. L'attività economica è stata frenata dalla ripresa dei contagi e dai problemi di approvvigionamento relativi ad alcune materie prime e semilavorati; negli ultimi mesi, infatti, l'attività e la produzione industriale hanno registrato un forte calo (-1,3% solo nel mese di gennaio), che conferma un'inversione di tendenza purtroppo coerente con l'andamento dei principali indicatori che stanno segnalando un'attenuazione della favorevole performance economica. L'affievolirsi della fiducia delle imprese manifatturiere, in particolare il calo delle attese produttive, riflette principalmente l'acuirsi degli ostacoli alla produzione che hanno penalizzato enormemente l'attività economica. L'insufficienza di materiali e la scarsità di manodopera hanno toccato i valori massimi degli ultimi dieci anni, con aumenti senza precedenti dei costi di esportazione e dei tempi di consegna; l'incremento dei prezzi dell'energia ha riacceso già dallo scorso autunno l'attenzione sull'importanza di individuare la migliore soluzione per contenere le bollette di luce e gas relative alle forniture e sul confronto tra le tariffe del servizio di maggior tutela e le tariffe del mercato libero; tra i principali Paesi europei, l'Italia è quello più esposto al rincaro del gas naturale. Infatti, il mix energetico del nostro Paese privilegia tale fonte: 42 per cento del consumo totale di energia in Italia nel 2020 (cui si somma il 36 per cento di petrolio), contro il 38 per cento nel Regno Unito, lontano dal 26 per cento in Germania (che usa molto carbone), dal 23 per cento in Spagna (che si affida di più al petrolio) e dal 17 per cento in Francia (che conta sul nucleare); rilevato che: la sterilizzazione degli oneri generali di sistema per i clienti industriali su un orizzonte temporale prolungato rischierebbe di pregiudicare la competitività delle iniziative di autoconsumo fisico che basano la loro remuneratività sull'esenzione dal pagamento di detti oneri, soprattutto se non contestualmente accompagnata dall'introduzione di specifici meccanismi di sostegno in grado di colmare la progressiva riduzione del beneficio implicito, al fine di garantire la sostenibilità degli investimenti pregressi e futuri; il meccanismo previsto all'articolo 16 penalizza gli impianti alimentati a fonti rinnovabili che hanno avuto accesso negli anni agli incentivi del Conto Energia e rischia di pregiudicare fortemente la realizzazione degli impianti rinnovabili necessari per il conseguimento degli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione che il Paese ha assunto nei confronti dell'Unione europea. Inoltre, la formula di calcolo del prezzo medio di riferimento rende la norma non applicabile ad impianti entrati in esercizio dal 1° gennaio 2021 né a quelli che entreranno in esercizio in futuro; valutato che: