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Ricordo che nella seduta di ieri il relatore ha svolto la relazione orale e hanno avuto luogo la discussione generale e l'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti agli articoli del decreto-legge. GRIMANI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, senatrici e senatori, il decreto-legge che ci apprestiamo a convertire si pone in diretta successione, ma in netta e profonda discontinuità, con una serie di provvedimenti che lo hanno preceduto e che hanno imposto misure restrittive per contenere l'epidemia da Covid-19. Questo decreto è l'ultimo tassello del mosaico normativo che ha caratterizzato la vita del Paese nell'ultimo anno. Non possiamo non esprimere una soddisfazione, chiaramente mitigata dagli effetti negativi del Covid, che ci sono ancora - ci mancherebbe - perché il virus non è sparito e produce ancora sofferenza e morte. È chiaro, però, che negli ultimi mesi abbiamo avvertito un deciso cambio di passo con il Governo Draghi, attraverso scelte chiare e nette, come possiamo vedere alla luce di una campagna vaccinale finalmente vigorosa: oltre 42 milioni di somministrazioni, 2.700 punti vaccinali - altro che "le Primule", di cui si parlava tanto, da 8,5 milioni di euro, su cui bisognerà poi fare chiarezza nelle prossime settimane - 14 milioni di cittadini vaccinati con due dosi, con un miglioramento complessivo radicale della situazione pandemica ed epidemiologica. La conversione di questo provvedimento si pone in una fase di ripartenza già in essere, attesa da tutte le attività che hanno più sofferto le pesantissime conseguenze della pandemia. Il sistema è stato difeso negli ultimi mesi con dei ristori, necessari e sicuramente in parte insufficienti, ma non c'erano alternative alle limitazioni imposte, perché doveva prevalere la cura della sicurezza pubblica in termini di salute, oltre alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Alla Camera dei deputati sono state introdotte, perché possibile, alcune modifiche che hanno accompagnato il cambio di passo relativo alla gestione dell'emergenza. Dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per arrivare a questo percorso virtuoso. Quattro mesi fa sembrava impossibile ipotizzare o tracciare una situazione di questo tipo. Come forza politica siamo stati sostenitori decisivi di un cambio di passo, in quel momento avversati, considerati in qualche modo gli sfasciacarrozze della situazione, mentre oggi in realtà i risultati testimoniano come ci fosse bisogno veramente di un cambiamento, di una nuova iniziativa di Governo e quanto il Governo attuale sta facendo va nella direzione da noi auspicata. Si tratta di un cambio di passo anche dal punto di vista delle modalità di lavoro: è tramontata la fase della gestione dell'emergenza attraverso i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri e si è passati a una gestione che prevede un maggior coinvolgimento del Parlamento attraverso decreti-legge, che ci consentono oggi di poter trattare i provvedimenti - come sta facendo il Senato e come è stato fatto alla Camera nelle settimane precedenti - introdurre modifiche e ridare slancio alla partecipazione parlamentare come punto cruciale e nevralgico della vita della nostra democrazia. Considerando l'evoluzione positiva del quadro epidemiologico, il decreto-legge prevede una serie di misure che ormai conosciamo e che sono patrimonio comune dei nostri cittadini, che hanno visto un progressivo riaprire delle attività, un miglioramento delle possibilità di mobilità: il 7 giugno il coprifuoco è stato spostato alle ore 24, e dal prossimo 21 giugno cesserà; con il passaggio di dodici Regioni nella colorazione bianca, nel loro territorio si ripristina una totale libertà di movimento. Sono state riaperte le scuole e c'è stata la riapertura dei ristoranti, prima all'aperto e ora anche al chiuso: attività che hanno sofferto pesantemente, ma che ora vedono un po' di luce in fondo al tunnel. Il decreto-legge in discussione prevede inoltre la progressiva di apertura dei musei, delle palestre, delle piscine e di tutti i luoghi di cultura e di socialità. Dal 1° luglio riapriranno anche i centri termali, i parchi tematici e sono già tornati ad essere organizzati cerimonie, matrimoni ed eventi: un settore della società e dell'economia che spesso non è stato considerato adeguatamente; il wedding ha perso tantissimo e c'è stata sofferenza di tanti imprenditori di quel settore, magari non sotto i riflettori come altre attività, che hanno pagato un duro prezzo ma ora vedono anche loro una nuova luce in fondo al tunnel. Altro aspetto importante è il green pass vaccinale. Il Governo italiano ha anticipato il disegno europeo del green pass prevedendone la validità fin dai quindici giorni successivi alla somministrazione della prima dose e per i successivi nove mesi. Insomma, il Governo Draghi ha dimostrato tempismo e il Parlamento ha dimostrato la capacità di recepire le indicazioni del Governo. Che ci siano dei passi avanti lo testimoniano anche dei dati recenti dell'osservatorio dei conti pubblici di Cottarelli, che hanno evidenziato che il rilassamento delle restrizioni, che il decreto del 22 aprile ha determinato, ha portato a un miglioramento della mobilità. Addirittura, i dati per quanto riguarda gli spostamenti in macchina e con i mezzi pubblici sono superiori al livello del 13 gennaio 2020, in periodo pre Covid. Ciò significa che il Paese sente in maniera determinata un clima di ripartenza, ed è questo che noi dobbiamo cercare di accompagnare, sicuramente non mollando completamente, perché le attività economiche e sociali e i cittadini devono rispettare i protocolli e le regole fondamentali che hanno caratterizzato questo anno di vita (il distanziamento, l'utilizzo delle mascherine). Ci deve essere ancora attenzione, ma fa parte della cultura degli italiani, perché questo anno non sarà dimenticato facilmente. Noi crediamo che questo sia un provvedimento costruito nel solco del rischio calcolato, che qualche mese fa fece storcere il naso a qualcuno, ma in realtà conteneva un'indicazione chiara che il Governo voleva dare: ripartire con dei piccoli passi. Ma se quella ripartenza è stata possibile e i piccoli passi ora stanno diventando più grandi, lo dobbiamo all'attenzione del Governo e del Presidente del Consiglio, che noi sosteniamo con convinzione non solo alla luce di ciò che sta facendo nel campo della lotta alla pandemia, visti i risultati sotto gli occhi di tutti: lo sosteniamo con convinzione in una fase di ricollocazione nel nostro Paese al livello che merita. Abbiamo visto il successo che c'è stato anche nel G7 recente; c'entra poco magari con la pandemia, ma sicuramente la ripresa dei Paesi dopo la pandemia è stata la base di quell'incontro in Cornovaglia in cui il nostro Premier ha rappresentato l'Italia nel modo migliore e ha ricollocato il nostro Paese nella chiarezza delle alleanze che storicamente lo hanno caratterizzato (l'atlantismo, l'europeismo), qualcosa che per noi è fondamentale e lo deve essere per questo Parlamento.