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(assorbe C.226, C.227, C.489, C.976, C.989, C.1156, C.1919, C.1977, C.2233, C.2517, C.2536, C.2691, C.3017). Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Russo, Ferrara, Trentacoste, Croatti e Vanin hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-06936 della senatrice Leone. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 22 al 28 aprile 2022) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 143 BALBONI, DE CARLO: sulla situazione degli uffici giudiziari veneziani (4-06602) (risp. CARTABIA, ministro della giustizia ) BONINO ed altri: sull'indagine della Corte penale de L'Aja per crimini di guerra in Ucraina (4-06715) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) BOTTO ed altri: sui ritardi del processo per il crollo del ponte Morandi a causa delle carenze di organico degli uffici giudiziari (4-06541) (risp. CARTABIA, ministro della giustizia ) BRIZIARELLI: sulle criticità del penitenziario di Orvieto (4-06527) (risp. CARTABIA, ministro della giustizia ) CASTIELLO: sulla situazione del Tribunale di Vallo della Lucania (4-06529) (risp. CARTABIA, ministro della giustizia ) D'ANGELO ed altri: sull'incompatibilità tra l'iscrizione all'albo degli avvocati e la condizione di dipendente degli uffici per il processo (4-06485) (risp. CARTABIA, ministro della giustizia ) GASPARRI: sull'applicazione del nuovo contratto del comparto sicurezza e difesa (4-06868) (risp. BRUNETTA, ministro per la pubblica amministrazione ) PARAGONE: sull'impossibilità per i cittadini senza green pass rafforzato di recarsi negli uffici per sporgere denunce (4-06618) (risp. CARTABIA, ministro della giustizia ) ROMANO ed altri: sull'armonizzazione delle indennità di amministrazione spettanti al personale ministeriale (4-05207) (risp. BRUNETTA, ministro per la pubblica amministrazione ) Interrogazioni Atto n. 3-03291 BOLDRINI D'ARIENZO D'ALFONSO TARICCO ASTORRE PITTELLA FEDELI VERDUCCI PORTA LAUS STEFANO ROJC FERRAZZI MARCUCCI CIRINNA' Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: in data 14 aprile 2022 la Giunta regionale del Veneto ha approvato, trasmettendola alla competente commissione consiliare per gli adempimenti conseguenti, una delibera che, sostituendo integralmente la delibera di Giunta n. 305 del 16 marzo 2021, definisce un percorso di formazione complementare in assistenza sanitaria per gli operatori sociosanitari operanti nelle RSA e nelle strutture semiresidenziali; la delibera n. 305/2021 era stata sospesa in via cautelare dal TAR e dal Consiglio di Stato, a seguito del ricorso presentato dalla Federazione nazionale degli ordini professioni infermieristiche, nonché dagli ordini professionali delle professioni infermieristiche del Veneto e con intervento del MIGEP, organizzazione rappresentativa del personale appartenente al profilo di operatore sociosanitario; l'adozione delle due delibere richiamate si lega alle difficoltà dei datori di lavoro privati e dei gestori di strutture residenziali, conseguente alla carenza di infermieri e alle difficoltà dei bilanci; dopo un'iniziale opposizione, che, come ricordato, determinò anche un ricorso in sede giurisdizionale, gli ordini delle professioni infermieristiche del Veneto hanno mutato parere e, in data 7 febbraio 2022, hanno firmato un accordo con la Regione per trasferire parte delle loro competenze agli operatori sociosanitari; tale accordo precede l'adozione della delibera della Giunta regionale del 14 aprile 2022; considerato che: la delibera richiamata ha dirette conseguenze in materia di organizzazione del lavoro e, dunque, di contrattazione collettiva; tuttavia, essa è stata adottata all'esito di un processo concertativo dal quale sono state escluse le organizzazioni sindacali dalla Regione, venendo invece coinvolti gli ordini professionali, ai quali è però inibita per legge qualsiasi competenza in materia contrattuale; l'accordo tra Regione Veneto e ordini delle professioni infermieristiche del Veneto (strettamente connesso, come si è visto, alla delibera di Giunta del 14 aprile 2022) sembrerebbe andare oltre i contenuti dell'accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, relativo alla figura degli operatori sociosanitari con funzioni complementari; essa, infatti, amplia ulteriormente le competenze di tipo infermieristico che potrebbero essere esercitate dagli OSS, senza che a tal fine sia previsto un loro diverso inquadramento economico e normativo e senza tutelarli in alcun modo da rischi collegati all'eventuale esercizio abusivo di una professione sanitaria; l'accordo e la delibera, dunque, fanno fronte a un'esigenza reale (la carenza di personale) con mezzi del tutto inadeguati; in particolare, andando oltre quanto previsto dall'accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, finiscono per configurare una nuova figura professionale, senza adeguate tutele in termini di inquadramento, con ogni connesso rischio in termini di vertenze dinanzi al giudice del lavoro per competenze superiori autorizzate, o meglio obbligate, e non retribuite, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tali fatti e se non ritenga di intervenire, per quanto di sua competenza, nei confronti della Regione Veneto e delle altre Regioni che vogliano intraprendere percorsi analoghi, anche al fine di delineare un percorso unitario con il coinvolgimento delle Regioni e Province autonome e gli altri dicasteri interessati, il quale definisca in maniera concertata e condivisa (in caso, anche per mezzo di una revisione dell'accordo del 16 gennaio 2003) quali ulteriori competenze possano esercitare gli operatori sociosanitari, previa ulteriore formazione teorica e pratica. Atto n. 3-03292 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI MORRA Al Ministro dell'interno Premesso che: il sistema della documentazione antimafia, previsto dal codice antimafia (decreto legislativo n. 159 del 2011), rappresenta una forma di tutela avanzata contro il fenomeno della penetrazione delle mafie nell'economia legale, potendosi l'interdittiva antimafia definire "frontiera avanzata" del contrasto al fenomeno mafioso (si veda la sentenza n. 3641 dell'8 giugno 2020 del Consiglio di Stato); nel quadro delle misure volte a contrastare la presenza delle organizzazioni criminali nelle attività economiche, la legge n. 190 del 2012 ha istituito presso ogni prefettura l'elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa (cosiddetta white list ), al fine di rendere più efficaci i controlli antimafia nei comparti maggiormente a rischio. L'iscrizione nella white list ha l'effetto di soddisfare i requisiti per la comunicazione e l'informazione antimafia e il presupposto per l'iscrizione è che l'impresa non sia soggetta a "tentativi di infiltrazione mafiosa";