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nel mese di gennaio 2022, a seguito dell'entrata in vigore del decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, era stata lanciata on line la petizione "No alla DAD per gli studenti senza green pass", che chiedeva il ritiro delle disposizioni contenute nell'art. 4 del decreto, riguardanti la gestione dei casi di positività all'infezione da SARS-CoV-2 nel sistema educativo, scolastico e formativo, con particolare riferimento alla previsione secondo cui, nelle classi delle scuole medie in cui si accertino due casi di positività, siano ammessi all'insegnamento in presenza solo gli studenti negativi al COVID, che esibiscano certificato verde rafforzato, mentre gli altri studenti siano obbligati a seguire le lezioni in modalità di didattica a distanza; a lanciare la petizione era stato il gruppo "Scuola uguale x tutti", costituitosi sui social network , che conta quasi 1.500 iscritti sulla sua pagina "Facebook"; a partire dall'8 febbraio 2022 alcuni rappresentanti del gruppo avevano tentato di mettersi in contatto con il Ministro in indirizzo per chiedere un confronto pubblico sul contenuto della citata petizione, nonché della petizione "No alla discriminazione nella scuola", riguardante sempre le normative assunte a quel tempo dal Governo in materia di gestione dell'emergenza in ambito scolastico (le due petizioni hanno registrato insieme più di 10.000 firme); nonostante la richiesta di confronto sia stata reiterata a mezzo mail , a mezzo PEC e a mezzo di raccomandate postali, non era pervenuto alcun riscontro da parte del Ministro in indirizzo, neppure per motivare il diniego alla richiesta; invero, il professor Saverio Mauro Tassi, rappresentante di "Scuola uguale x tutti", docente di filosofia, storia ed educazione civica al liceo scientifico statale "Einstein" di Milano, al fine di sostenere la richiesta di pubblico confronto, aveva portato avanti due scioperi della fame, uno a febbraio 2022 della durata di 12 giorni, un altro a marzo 2022, per 20 giorni; inoltre, dal 7 marzo 2022, il professor Tassi dorme in una tenda piantata davanti alla scuola in cui lavora, per ottenere un confronto col Ministro o quanto meno una risposta motivata alle richieste inviategli; sempre il professor Tassi, il 14 febbraio scorso, aveva avuto un colloquio telefonico in viva voce, alla presenza di funzionarie dell'USR della Lombardia, con il direttore dottoressa Celada, la quale si sarebbe impegnata a riferire la richiesta di "Scuola uguale x tutti" al Ministro, tramite una relazione ufficiale; considerato che, nonostante i successivi provvedimenti assunti dal Governo, il tema del rischio di discriminazione tra studenti in ambito scolastico non si esaurisce, ma rimane certamente un problema sentito e di grande attualità, sia in ambito politico che nella società civile e che, pur auspicando il contrario, potrebbe riproporsi in un prossimo futuro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda accogliere la richiesta di pubblico confronto con i rappresentanti di "Scuola uguale x tutti" o, perlomeno, se intenda motivare la mancata risposta alle istanze più volte da questi avanzate. Atto n. 4-06874 ROJC Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il comma 103 dell'art. 1 della legge 31 dicembre 2021, n. 234, stabilisce che "Al fine di garantire la tutela delle prestazioni previdenziali in favore dei giornalisti, con effetto dal 1° luglio 2022, la funzione previdenziale svolta dall'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani 'Giovanni Amendola' (INPGI) ai sensi dell'articolo 1 della legge 20 dicembre 1951, n. 1564, in regime sostitutivo delle corrispondenti forme di previdenza obbligatoria, è trasferita, limitatamente alla gestione sostitutiva, all'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) che succede nei relativi rapporti attivi e passivi"; il comma 113 stabilisce che "Al fine di favorire una rapida ed efficace integrazione delle funzioni, è costituito un Comitato di integrazione composto dal direttore generale e da tre dirigenti dell'INPGI, in carica alla data del 31 dicembre 2021, nonché da quattro dirigenti incaricati di funzioni di livello dirigenziale generale dell'INPS, coordinati dal direttore generale dell'INPS, con il compito di pervenire all'unificazione delle procedure operative e correnti entro il 31 dicembre 2022"; il comitato esercita tali funzioni fino al 30 giugno 2022; la prestazione "ex fissa" è una "prestazione previdenziale integrativa di natura contrattuale", come si legge nell'atto di nascita della convenzione sull'ex fissa del 15 luglio 1985 firmato da FIEG, FNSI e Intersind; nell'atto istitutivo del fondo è stata creata una gestione speciale presso l'INPGI, dove gli editori devono versare il contributo obbligatorio "con le stesse modalità previste per le assicurazioni sociali obbligatorie"; si stima che siano oltre 2.000 i giornalisti in attesa di ricevere questa prestazione, per un importo lordo vicino ai 140 milioni di euro, il cui pagamento consentirebbe allo Stato di incamerare imposte per circa 50 milioni; quantunque non iscritto alla COVIP, che all'epoca non esisteva, il fondo ex fissa ha ricevuto riconoscimento ufficiale con l'art. 59, comma 28, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, che lo ha definito "fondo integrativo di previdenza per i giornalisti professionisti"; il fondo è citato in 15 relazioni della Corte dei conti relative ai bilanci INPGI dal 1996 al 2019, in cui è definito "fondo integrativo di previdenza dei giornalisti italiani" o "fondo di previdenza integrativa dei giornalisti" oppure "fondo contrattuale denominato ex fissa" o "fondo integrativo contrattuale ex fissa"; il fondo ex fissa è stato considerato previdenza e non retribuzione differita dalla sentenza della Corte di cassazione n. 6137 del 9 marzo 2017; tenuto conto che, sulla base della convenzione sull'ex fissa del 15 luglio 1985, è fatto obbligo ai datori di lavoro versare al fondo un contributo addizionale dell'1,50 per cento; tali somme continuano a affluire al fondo speciale ex fissa amministrato dall'INPGI; considerato che le parti sociali avevano introdotto presso l'INPGI dall'aprile 2009 un fondo contrattuale addizionale (0,60 per cento della retribuzione imponibile, di cui lo 0,50 per cento a carico del datore di lavoro e lo 0,10 per cento a carico del giornalista dipendente) a contabilità separata, per "far fronte alle finalità sociali che le parti, nell'esercizio della propria autonomia, valuteranno come meritevoli di tutela"; dato atto, altresì, che tale fondo dovrebbe avere una dotazione attiva di circa 40 milioni di euro, si chiede di sapere: quale sia la situazione reale dei crediti maturati dai giornalisti aventi titolo a percepire l'indennità cosiddetta ex fissa, sia ante 2015 che dal 1° gennaio 2015, data di entrata in vigore dell'accordo del 24 giugno 2014 di gestione speciale;