[pronunce]

Preliminarmente al loro esame, è opportuno rammentare le vicende normative che, nel tempo, hanno segnato la disciplina della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP), la cui prima regolamentazione organica risale al regio decreto 14 settembre 1931, n. 1175 (recante il testo unico per la finanza locale), che dedicava alla materia una apposita Sezione ("Sezione I" del "Capo XII", composta dagli artt. da 192 a 200). Tale testo, dopo aver individuato, all'art. 192, l'oggetto del tributo nelle occupazioni di "qualsiasi natura", tra cui quelle di "spazi soprastanti e sottostanti al suolo stradale", ivi comprese le occupazioni "derivanti da condutture ed impianti adibiti al servizio pubblico della distribuzione del gas e dell'acqua potabile gestito in regime di concessione amministrativa", stabilì una tassazione commisurata, in via generale, alla superficie occupata, graduata secondo l'importanza della località e delle aree (art. 194) e con suddivisione dei comuni in varie classi, previste dell'art. 195. Alla fattispecie dell'"occupazione del sottosuolo stradale con condutture, cavi, impianti per trasporto di acqua ed altri liquidi, gas, energia e simili", fu, tuttavia, riservata una specifica disciplina dall'art. 197, che ne dispose la tassazione sulla base dello sviluppo per metro lineare e del diametro delle installazioni, nell'ambito di tariffe massime fissate nel successivo art. 198. Apposite disposizioni per le "linee aeree per trasporto di energia elettrica" furono, successivamente, introdotte con il decreto ministeriale 25 novembre 1931 (contenente "norme provvisorie aggiunte di applicazione del testo unico per la finanza locale"), che, pur richiamando, per la misura massima della tariffa, quella prevista per le occupazioni del sottosuolo stradale dall'art. 198, stabilì che la tassazione dovesse tener conto anche dell'importanza della località e dell'area, oltre che del tipo di sostegno, sì da rifarsi sostanzialmente, per vari aspetti, alla più generale disciplina contemplata dall'art. 194 dello stesso testo unico. Una nuova tariffa massima per le "condutture elettriche", sostitutiva di quella prevista dal provvedimento del 1931, venne poi stabilita dal decreto ministeriale 26 febbraio 1933, assumendo come criteri quello della tassazione per unità di lunghezza di linea (chilometro) e quello della ripartizione dei comuni in classi. Il legislatore, in vista di una riconsiderazione organica della materia della finanza locale, con la legge 23 ottobre 1992, n. 421, ha delegato il Governo ad emanare uno o più decreti "diretti alla revisione ed armonizzazione dei tributi locali vigenti" (art. 4, comma 4), ricomprendendovi le "tasse per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche di pertinenza dei comuni e delle province" (lettera b del citato art. 4, comma 4). E ciò sulla base, quanto a quest'ultimo tipo di occupazioni, di principi e criteri direttivi volti: "1) alla rideterminazione delle tariffe al fine di una più adeguata rispondenza al beneficio economico ritraibile nonché in relazione alla ripartizione dei comuni in non più di cinque classi", con il limite, per le variazioni in aumento delle tasse per le occupazioni permanenti, del 50 per cento delle misure massime vigenti; 2) alla introduzione di forme di determinazione forfetaria della tassa per le occupazioni di spazi soprastanti e sottostanti il suolo con linee elettriche, cavi, condutture e simili, tenendo conto di parametri significativi; 3) alla soppressione della tassa per le occupazioni permanenti di aree pubbliche con balconi, verande e simili di carattere stabile, gravante sulle unità immobiliari, e determinazione di criteri certi per la tassa sui passi carrabili". In esecuzione della delega è stato, per l'appunto, emanato il decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507 (modificato, dapprima, dal decreto legislativo 28 dicembre 1993, n. 566, e, poi, dall'art. 3, commi 59-67, della legge 28 dicembre 1995, n. 549), il quale assoggetta alla TOSAP le occupazioni di "qualsiasi natura", comprese le occupazioni soprastanti e sottostanti il suolo pubblico, nonché "quelle poste in essere con condutture ed impianti di servizi pubblici gestiti in regime di concessione amministrativa" (art. 38). La tassa va graduata, sia per le occupazioni permanenti che per quelle temporanee (art. 42, comma 1), in base all'importanza delle aree, attraverso la suddivisione delle strade, spazi ed aree pubbliche in almeno due categorie (art. 42, comma 3) e determinata in relazione all'effettiva occupazione espressa in metri quadrati o lineari (art. 42, comma 4). La legge, nel ripartire, altresì, i comuni in classi sulla base della popolazione residente (art. 43), e nel prevedere, al tempo stesso, misure minime e massime di tariffa (artt. 44 e 45), dedica apposite norme (artt. 46 e 47) alle occupazioni del sottosuolo e soprassuolo stradale "con condutture, cavi, impianti in genere ed altri manufatti destinati all'esercizio ed alla manutenzione delle reti di erogazione di pubblici servizi, compresi quelli posti sul suolo e collegati alle reti stesse, nonché con seggiovie e funivie", disponendo che, per le occupazioni del tipo anzidetto, la tassa sia "determinata forfetariamente" avendo riguardo, per quel che concerne in particolare le occupazioni permanenti, la lunghezza delle strade comunali e provinciali per la parte di esse effettivamente occupata" (comma 1 dell'art. 47), entro "limiti minimi e massimi" di tassazione (comma 2), sulla base del chilometro lineare o frazione di esso. 6. - Così ricostruito, nella sua evoluzione storica, il quadro normativo nel quale si collocano le disposizioni oggetto di denuncia, va osservato che i rimettenti, nel prospettare la violazione dell'art. 76 della Costituzione, muovono, essenzialmente, dal presupposto, chiaramente esplicitato dalla Commissione tributaria provinciale di Cagliari (ma sotteso anche ai pur scarni argomenti addotti dalle altre ordinanze), secondo cui i criteri di carattere generale dettati dall'art. 4, comma 4, lettera b), numero 1, della legge delega n. 421 del 1992 riguarderebbero anche l'ipotesi di occupazioni permanenti del soprassuolo e sottosuolo stradale con cavi e condutture; ipotesi che risulterebbe, perciò, difformemente disciplinata dagli artt. 46 e 47 del decreto legislativo n. 507 del 1993.