[sommcomm]

- con riguardo all'articolo 2, comma 1, lettera e) , in riferimento al testo del nuovo articolo 2- duodecies si consideri di specificare meglio, con riguardo alle parole "che agisce a tutela dell'interessato", di quale interessato si tratti, se del deceduto ovvero di un soggetto portatore di un interesse proprio; - con riguardo all'articolo 2, comma 1, lettera e) , rispetto al testo del nuovo articolo 2- quinquiesdecies, si valuti di definire chiaramente la distinzione tra i ruoli svolti dall'ente nazionale e di accreditamento (Accredia) e l'autorità di supervisione (Garante), anche per evitare sovrapposizioni, contenziosi e conflitti di interesse. Si valuti l'opportunità di precisare meglio i criteri sulla base dei quali sono individuati dal Garante le categorie di trattamento in relazione alle quali riserva a sé le funzioni di accreditamento; - con riguardo all'articolo 8, comma 1, lettera s) , con riferimento al testo del nuovo articolo 110- bis del codice privacy , si valuti quanto segue: qualora le disposizioni dell'articolo medesimo si volessero mantenere, il termine "riutilizzo" potrebbe essere innanzitutto sostituito, ovunque ricorra, con quello di "trattamento ulteriore da parte di terzi" (cfr. in tal senso, il considerando 50 del Regolamento). In secondo luogo, le predette disposizioni potrebbero essere coordinate meglio con le norme di settore sopra richiamate, specificando, in particolare, che l'autorizzazione del Garante può essere rilasciata anche in relazione a determinate categorie di titolari e di trattamenti e, in questo caso, è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Infine, il terzo comma potrebbe essere riformulato, specificando che il trattamento a fini di ricerca da parte degli IRCSS dei dati raccolti per l'attività clinica è effettuato nel rispetto di quanto prevede il Regolamento e in particolare dell'articolo 89 dello stesso; - con riguardo all'articolo 11, comma 1, lettera l) , si valuti se riformulare il testo del nuovo articolo 132- quater , comma 1, come segue: "1. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico informa gli abbonati e, ove possibile, gli utenti, mediante linguaggio chiaro, idoneo e adeguato rispetto alla categoria e alla fascia di età dell'interessato a cui siano fornite le suddette informazioni, con particolare attenzione in caso di minori di età, se sussiste un particolare rischio di violazione della sicurezza della rete, indicando, quando il rischio è al di fuori dell'ambito di applicazione delle misure che il fornitore stesso è tenuto ad adottare a norma dell'articolo 132- ter , commi 2, 3 e 5, tutti i possibili rimedi e i relativi costi presumibili. Analoghe informazioni sono rese al Garante e all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. "; - con riferimento a quanto previsto per il codice deontologico dell'attività giornalistica dall'articolo 139, comma 2, si valuti se specificare meglio che la norma è destinata ad avere effetti anche oltre il periodo transitorio, sopprimendo le parole da: "Nel periodo compreso", fino a: "successivamente", conseguentemente collocando la disposizione all'ultimo comma dell'articolo; - con riguardo all'articolo 14, comma 1, lettera d) , che introduce l'articolo 154- bis , al comma 1, lettera a) , al codice privacy , si valuti di adottare linee guida di indirizzo riguardanti misure organizzative e tecniche di attuazione dei principi del Regolamento, nonché volte a fornire adeguate forme di tutela agli interessati anche per singoli settori o categorie, quali i soggetti minori di età, e in applicazione dei principi e delle prescrizioni di cui agli articolo 6, 25, 35 e 36 del Regolamento, tenendo conto anche delle esigenze di semplificazione di micro, piccole e medie imprese come definite dalla raccomandazione 2003/361 CE. Conseguentemente, si sopprima tale riferimento dal testo dell'articolo 22, comma 10; - con riguardo all'articolo 14, comma 1, lettera f) , che modifica l'articolo 156 del codice privacy , sulla composizione e dotazione del personale del Garante, la disposizione appare eccedere i limiti della delega; si valuti, pertanto, l'esclusione della previsione; - con riguardo all'articolo 15, comma 1, lettera a) , si valuti se aggiungere, all'articolo 166 dello schema, un comma 11 del seguente tenore: "11. Le disposizioni relative a sanzioni amministrative previste dal presente codice e dall'articolo 83 del Regolamento non si applicano in relazione ai trattamenti svolti in ambito giudiziario. ". Ciò al fine di chiarire che le sanzioni non operano, per espressa esclusione prevista dal Regolamento UE, per i trattamenti in ambito giudiziari; - in relazione alle fattispecie di reato introdotte all'articolo 167- bis del Codice, si valuti di riformulare la disposizione relativa alla previsione del titolare e del responsabile del trattamento, nonché del soggetto designato a norma dell'articolo 2- terdecies , quali unici soggetti attivi del reato, in ragione della mancata considerazione delle persone suscettibili di operare quali autorizzate al trattamento. Si valuti, inoltre, l'opportunità di definire il novero dei soggetti attivi - analogamente a quanto disposto per le altre fattispecie, anche in sede di recepimento della direttiva (UE) 2016/680 - con il termine generale "chiunque", inserendo tale termine in tutte le fattispecie penali previste. Con riferimento all'articolo 15, comma 1, lettere b) e c) rispetto agli articoli 167- bis e 167- ter , si valuti di sostituire l'espressione " rilevante numero di persone", con altra espressione che possa tutelare maggiormente il principio di tassatività della norma; - con riguardo all'articolo 21, comma 1, si valuti se sostituire le parole "con provvedimento di carattere generale da adottarsi entro novanta giorni" con le seguenti: "con provvedimento di carattere generale da porre in consultazione pubblica entro novanta giorni"; e, al secondo periodo del comma 1, di riformulare la norma come segue: "il provvedimento di cui al presente comma è adottato entro sessanta giorni dall'esito del procedimento di consultazione pubblica". I termini di novanta giorni, ivi stabiliti per consentire al Garante l'adozione del provvedimento generale con il quale si individuano le prescrizioni delle autorizzazioni generali compatibili con il Regolamento, appaiono troppo esigui. Ciò, soprattutto in considerazione degli adempimenti istruttori previsti ai fini dell'adozione che prevedono, in aggiunta, un ulteriore procedimento di consultazione pubblica. Tale procedimento aggiuntivo, infatti, - teso a consentire ai partecipanti la possibilità effettiva di concorrere a determinare la decisione finale grazie a un orizzonte temporale adeguato al processo di consultazione - non può (da solo) risultare inferiore a sessanta giorni (cfr. Linee guida sulla consultazione pubblica in Italia , pubblicate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, 2017).