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Per dirlo in un altro modo, un'emergenza che giustifica simili forzature della Costituzione formale, a nostro avviso avrebbe dovuto giustificare anche forzature delle regole di bilancio europee, a maggior ragione in quanto queste ultime sono certamente sospese (mentre la Costituzione non dovrebbe esserlo). Nell'auspicio che queste questioni di metodo vengano affrontate e risolte prima che la memoria della normalità sia definitivamente corrosa dallo stato di eccezione, un'eccezione sospettamente asimmetrica, concludo ribadendo il nostro voto favorevole. Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Pellegrini Marco nella discussione della questione di fiducia posta sull'emendamento 1.9000 (testo corretto), interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge n. 2426 Signora Presidente, gentili colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, il decreto-legge fisco-lavoro, la cui conversione di accingiamo ad approvare, deve essere visto e compreso nella prospettiva dell'intera sessione di bilancio di cui costituisce una sorta di anticipazione. È innegabile che il provvedimento fornisca risposte importanti in termini di alleggerimento dal peso delle cartelle esattoriali, in perfetta continuità con quanto già fatto a partire da marzo 2020 dal Governo Conte II. Su questo aspetto credo sia stato molto importante aumentare, inizialmente da sessanta a centocinquanta giorni, e poi fino a centottanta, i giorni entro i quali sarà possibile saldare le cartelle esattoriali, i cui invii sono ripresi dal 1° settembre di quest'anno dopo un periodo di moratoria. Nel provvedimento ci sono anche altri differimenti di termini che, in un modo o nell'altro, possono garantire ulteriore ossigeno ai contribuenti ancora alle prese con la difficile e progressiva uscita dalla crisi pandemica e mi riferisco, ad esempio, allo slittamento dei termini per il pagamento degli avvisi bonari e delle rate scadute della rottamazione ter e del cosiddetto saldo e stralcio. Su quest'ultimo punto dobbiamo e vogliamo fare di più, rinviando il termine ultimo al 2022. Il Governo ha assicurato un'apertura in tal senso e nei prossimi giorni, in occasione della legge di bilancio, ci aspettiamo che proprio sulle rate scadute di rottamazione ter e saldo e stralcio si dia un altro segnale distensivo e di comprensione delle difficoltà oggettive che hanno attraversato negli ultimi mesi cittadini e imprese. Allo stesso tempo, e sempre considerando in proiezione la legge di bilancio per il 2022, dobbiamo sfruttare la misura del decreto-legge fisco che aumenta a centottanta i giorni dalla notifica della cartella entro i quali effettuare il pagamento. Questo lasso di tempo deve essere funzionale a ragionare su un'altra forma di definizione agevolata dei carichi pendenti, che il MoVimento 5 Stelle da oltre un anno e mezzo propone nella forma di una rottamazione quater , che guardi sicuramente ai debiti fiscali relativi al 2018 e al 2019, ma che abbia anche il coraggio di guardare al 2020, l'anno terribile della crisi economica causata dalla pandemia. Sarebbe un provvedimento non di condono, ma solo di azzeramento di sanzioni e interessi, in quanto il contribuente fedele pagherebbe per intero l'imposta dovuta che, nella maggior parte dei casi è stata indicata e calcolata nella dichiarazione dei redditi, quindi si tratta di contribuenti fedeli. Sappiamo tutti che siamo in una fase di crescita importante dell'economia, come ha certificato ieri l'OCSE. L'Italia è accreditata di un più 6,3 per cento del PIL nel 2021, trend che ci rende una locomotiva economica mondiale, visto che si registrano proiezioni migliori di crescita solo per Cina e India. Sicuramente ciò è l'effetto di un rimbalzo dovuto al profondo calo del PIL nel 2020, ma è anche l'effetto delle efficaci misure di protezione e rilancio dell'economia varate nel corso del Governo Conte II. Questo trend di crescita non significa però che siamo fuori dalla pandemia. Nostro dovere è non sottovalutare alcun pericolo e, inoltre, far di tutto per fortificarla, aiutarla, creare le condizioni affinché sia duratura. Inoltre, siamo alle prese con l'inizio di pressioni inflazionistiche che stanno causando qualche ulteriore preoccupazione, per ora contenuta, a famiglie e imprese. Sulla scorta di quanto ci hanno detto nelle scorse settimane Christine Lagarde e Fabio Panetta, rispettivamente presidente e componente del Comitato esecutivo della BCE, questa risalita dell'inflazione sembra abbia carattere di temporaneità e deriva non da dinamiche dalla domanda, ma da crisi nell'offerta, causata dalla strozzatura di alcune catene di approvvigionamento, nonché dall'aumento dei costi dell'energia. Ciò precisato, resta il fatto che dobbiamo monitorarla. A maggior ragione riteniamo che una risposta ai cittadini debba arrivare anche attraverso un ulteriore alleggerimento del peso delle cartelle esattoriali. Come detto poc'anzi, un passo importante viene compiuto in questo decreto ma un altro passo importante andrà fatto all'interno della legge di bilancio. Voglio, inoltre, ricordare che all'interno di questo decreto c'è un altro importante risultato conseguito dal MoVimento 5 Stelle. Grazie a un emendamento firmato dalla nostra Nunzia Catalfo, permettiamo agli invalidi parziali che lavorano di continuare a ricevere l'assegno di invalidità, alle condizioni di sempre. Un impegno che con tutto il M5S avevamo preso e che abbiamo onorato. Adesso la partita si sposta decisamente nel campo della legge di bilancio. Su questo, a nome del MoVimento 5 Stelle, voglio essere molto chiaro. Al superbonus 110 per cento, misura ideata e introdotta dal M5S, che opportunamente il Governo ha confermato, deve essere restituita tutta la sua ampiezza originaria. Tutti noi abbiamo constatato i dati più che lusinghieri diffusi nelle ultime quarantotto ore su questa importante misura dal Rapporto Cresme-Camera dei deputati e dall'Enea: un aumento esponenziale di cantieri (più 70.000) e posti di lavoro (più 150.000, che diventano più 500.000 considerando tutti i bonus edilizi, di cui il MoVimento 5 Stelle ha preteso e ottenuto la proroga in legge di bilancio), impatto crescente sulla dinamica del PIL, raggiungimento anticipato di obiettivi ambientali grazie all'efficientamento energetico che la misura ha permesso di realizzare. Ma, davvero, non c'è quasi giorno senza che un centro di ricerca o un osservatorio certifichi l'impatto del superbonus 110 per cento sull'economia, sull'ambiente, sul gettito fiscale e previdenziale, sulla ripresa di un settore che era in crisi dal 2008. Ancora ieri il ministro Cingolani l'ha definita misura "straordinaria". Per questi motivi, mi auguro che in legge di bilancio tutte le forze politiche facciano squadra e appoggino la richiesta che viene dai cittadini, dal settore produttivo, dal M5S di restituire al superbonus 110 per cento la sua ampiezza originaria, l'unica in grado di consentire ad essa di sprigionare il potenziale ancora inespresso per il bene del Paese, dell'economia sostenibile, dell'ambiente, di cittadini e imprese.