[resaula]

nell'anno 2020, anno internazionale dell'Infermiere, coincidente con la maggiore emergenza sanitaria della storia moderna, l'Organizzazione mondiale della sanità e l'International Council of Nurses hanno lanciato la campagna "Nursing Now", assumendo che migliorare lo status , la leadership e il profilo dell'assistenza infermieristica consente agli Stati di affrontare in modo efficace le sfide sanitarie del XXI secolo; lo strumento più potente per affrontare la complessità dei servizi assistenziali sanitari è dato dalla cooperazione dei diversi attori che interagiscono in modo attuale e potenziale all'interno dei servizi stessi; rilevato che: in Campania, nonostante che con DCA (decreto Commissario ad acta ) n. 18 del 18 febbraio 2013, recante "Approvazione atto di indirizzo per l'adozione dell'atto aziendale delle Aziende Sanitarie della Regione Campania", da ben 8 anni sia stato disposto che: "Al fine di dare compimento a quanto previsto dalle indicazioni della legge del 10 agosto 2000 n. 251 e dalla Legge Regionale del 10 aprile 2001 n. 4, e per valorizzare tutte le professioni sanitarie, le aziende devono provvedere alla costituzione dei Servizi delle professioni infermieristiche e ostetriche", la mancata istituzione dei Servizi delle professioni sanitarie colloca la regione all'ultimo posto nel panorama nazionale nell'attuazione della riorganizzazione assistenziale definita dalla normativa nazionale; il modello organizzativo attualmente adottato nella maggior parte degli Enti del Servizio sanitario regionale (SSR) è ormai obsoleto e disfunzionale, e i nuovi bisogni della popolazione, l'evoluzione scientifica e tecnologica, le norme che disciplinano il sistema sanitario e la moderna formazione dei professionisti infermieri, richiedono ristrutturazioni organizzative che non possono prescindere da una Direzione infermieristica che garantisca appropriatezza non solo delle prestazioni, ma anche dei percorsi di cura e dei modelli organizzativi; attraverso l'istituzione della Direzione infermieristica aziendale si potrà: valorizzare le funzioni e il ruolo della professione infermieristica; contribuire alla realizzazione del diritto alla salute e al processo di aziendalizzazione del servizio sanitario; giungere a una reale integrazione dell'organizzazione del lavoro come avviene nelle Regioni più virtuose; modernizzare e rendere il servizio sanitario regionale più vicino alle esigenze dei cittadini: ritenuto che per favorire un'articolazione funzionale che dia risposte mirate ai bisogni assistenziali complessi e articolati dei cittadini e della comunità, sarebbe necessario prevedere, coerentemente con gli atti di programmazione e con la normativa esposta: a) l'attribuzione a tempo indeterminato di direttori delle professioni infermieristiche e sanitarie in quantità adeguata alla complessità e alla numerosità delle strutture aziendali; b) l'attribuzione di incarichi di natura professionale, anche di alta specializzazione, in quantità adeguata alle peculiarità e al numero dei presidi e dipartimenti e dell'organigramma aziendale; c) l'attribuzione di un congruo numero di incarichi di funzione e organizzativi nell'area del comparto per garantire le attività a valenza strategica e di coordinamento operativo; d) l'attribuzione di incarichi professionali di specialista o esperto per valorizzare le competenze come previsto dall'attuale normativa contrattuale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi nelle sedi di competenza affinché le Regioni istituiscano le Unità organizzative complesse dei Servizi delle professioni in tutte le aziende ospedaliere e aziende sanitarie locali, che ancora non abbiano provveduto e definiscano il termine entro il quale il procedimento deve essere concluso, nonché provvedano ad autorizzare i piani del fabbisogno del personale degli Enti del SSR solo se vi si contempla l'individuazione dei posti di dirigenti delle professioni sanitarie in numero congruo. Atto n. 3-02725 BOTTICI PAVANELLI MONTEVECCHI TRENTACOSTE GALLICCHIO Al Ministro dell'istruzione Premesso che: il decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, reca disposizioni in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti. Ai sensi del relativo art. 1, il Ministero dell'istruzione è autorizzato a bandire, contestualmente al concorso ordinario, una procedura straordinaria per titoli ed esami per docenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado, finalizzata all'immissione in ruolo ed all'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria; l'art. 1, comma 17 -octies , del citato decreto-legge, modifica, altresì, l'art. 399 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, prevedendo che a decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l'anno scolastico 2020/2021, i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato possano chiedere il trasferimento, l'assegnazione provvisoria o l'utilizzazione in altra istituzione scolastica ovvero ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso soltanto dopo tre anni scolastici di effettivo servizio nell'istituzione scolastica di titolarità. L'obbligo di permanenza, per tre anni scolastici, nell'istituzione scolastica di titolarità è, invece, escluso per il personale di cui all'articolo 33, commi 3 e 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, purché le condizioni ivi previste siano intervenute successivamente alla data di iscrizione ai rispettivi bandi concorsuali; la legge-quadro 5 febbraio 1992, n. 104, reca disposizioni in materia di assistenza, integrazione sociale e diritti delle persone affette da una minorazione fisica, psichica o sensoriale, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. La Repubblica, ai sensi delle previsioni normative della stessa legge-quadro, deve: a) garantire il pieno rispetto della dignità umana ed i diritti di libertà e di autonomia di tali persone e promuovere la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società; b) prevenire e rimuovere le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione di tali persone alla vita della collettività, nonché garantire la realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali; c) perseguire il recupero funzionale e sociale delle persone affette da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali e tutelare giuridicamente ed economicamente le stesse; c) predisporre interventi volti a superare gli stati di emarginazione e di esclusione sociale di tali persone; l'esclusione dall'obbligo di permanenza, per tre anni scolastici, nell'istituzione scolastica di titolarità, di cui al richiamato art. 1, comma 17 -octies del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, trova, quindi, il suo legittimo fondamento nella ratio legis e nelle previsioni normative della legge-quadro 5 febbraio 1992, n. 104.