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il senatore Giacobbe ha chiesto lumi circa i criteri, di natura micro e macroeconomica, adottati dalla Banca per valutare se un determinato progetto sia o no workable ; la senatrice Pacifico ha domandato se l'istituto di credito si occupa di finanziare anche investimenti nel settore aeroportuale e navale, chiedendo altresì se, in via generale, l'area di operatività della banca sia quella strettamente asiatica e, infine, in quale misura è configurabile il finanziamento di programmi messi in cantiere da imprese italiane. In sede di replica, il Vice Presidente ha precisato che, dal punto di vista teorico, lo statuto della Banca non prevede alcuna limitazione di carattere geografico del proprio raggio d'azione. Ne consegue, quindi, che si può realizzare l'ipotesi del finanziamento di progetti che hanno come base il territorio asiatico e che, tuttavia, possano riverberarsi in ulteriori ricadute in Paesi out of area : in effetti, così è accaduto nel caso di un determinato investimento che interessava una impresa cinese collegata ad un progetto portato a termine in Egitto. L'interlocutore, comunque, ha tenuto a precisare che i Paesi dell'area Euro membri della banca, tra cui l'Italia, sono orientati a sostenere l'opzione per cui la Banca debba focalizzare prioritariamente la sua attività creditizia nella regione asiatica. Detto diversamente, ciò sta a significare, all'atto pratico, che la Banca potrebbe anche arrivare ad autorizzare il finanziamento di iniziative promosse fuori dalla sua area di competenza, purché si compia la condizione essenziale che queste medesime iniziative abbiano una ricaduta ed una incidenza nella crescita del PIL asiatico. La prima giornata della visita si è conclusa, in serata, con un evento conviviale offerto dall'Incaricato d'Affari dell'Ambasciata d'Italia a Pechino, Giuseppe Fedele, durante il quale i parlamentari hanno avuto la possibilità di essere aggiornati sulla situazione politica cinese, nonché sull'attività più recente del locale Istituto di cultura, grazie alla presenza del relativo direttore Franco Amadei. La giornata del 17 ottobre ha registrato, dopo la visita all'archivio della CPPCC, l'incontro con il Vice Presidente della medesima Conferenza, nonché membro del Comitato Rivoluzionario del Guomindang cinese, Zheng Jianbang, il quale ha rammentato lo stato ottimale dei rapporti bilaterali tra Italia e Cina, risalenti, peraltro, ad epoche lontanissime, in quanto avviati dal mercante veneziano Marco Polo, sottolineando altresì come essi siano stati accresciuti notevolmente, in questi ultimi anni, grazie alla firma del Memorandum di cooperazione, lo scorso marzo, a Roma tra il presidente Xi e il presidente Conte. A suo modo di vedere, tale accordo sarà suscettibile di instaurare una nuova era nelle relazioni tra i due Paesi. Del resto, la Cina considera l'Italia un Paese nevralgico nel contesto europeo, essendo anche Paese fondatore dell'Unione europea, e si riconosce nell'approccio, condiviso anche dall'Italia, che cerca di favorire un mondo multipolare. Dopo aver evidenziato che nel Parlamento cinese sono rappresentati oltre al Partito Comunista, altri otto partiti minori, nonché esponenti appartenenti a ben cinque religioni presenti nell'intero territorio nazionale, il vice presidente Zheng ha dato conto dell'attività ordinamentale della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese (CPPCC), mettendo in risalto come essa svolga una cruciale funzione probuleutica nei confronti del Governo, grazie al fatto di avere tra i suoi componenti delle personalità che rappresentano le varie istanze sociali ed etniche del Paese. E' intervento, quindi, il senatore Iwobi, il quale, nel ringraziare il Vice Presidente per la calorosa accoglienza dimostrata verso la delegazione senatoriale, ha voluto sottolineare come l'Italia nel suo complesso, e indipendentemente dalle diversificazioni politiche, nonché dagli orientamenti di maggioranza o di opposizione - come noto, di recente, è cambiata la compagine dell'Esecutivo in carica - è interessata, in modo univoco, ad intrattenere rapporti di alto livello con la Cina sia in campo economico che commerciale. Esiste, inoltre, un consolidato interesse reciproco a rafforzare tali relazioni, come peraltro, attestato dalle recenti visite in Italia del presidente Xi ed in Cina del presidente Mattarella. Dal punto di vista dell'Italia, ha continuato il senatore Iwobi, si tratta di instaurare convintamente una collaborazione strategica tra Roma e Pechino che, come evidenziato dal suo stesso interlocutore, ha come presupposto la firma dell'Accordo sulla "Via della Seta". Del resto, ha concluso, i due Paesi rappresentano delle realtà politiche che affondano le loro radici entrambi in civiltà millenarie, destinate a cooperare ancora di più nell'epoca presente. Successivamente, si è tenuto l'incontro con l'onorevole Wang Min, Vice Direttore della Commissione degli affari esteri della CPPCC, cui si è rivolto il senatore Iwobi auspicando, in via preliminare, l'incentivazione della cooperazione parlamentare tra le due rispettive Commissioni esteri. L'onorevole Wang ha concordato sul fatto che il rafforzamento dei rapporti tra Italia e Cina debba passare non solo mediante i legami governativi, ma anche attraverso il fondamentale canale della diplomazia parlamentare. Dopo aver svolto un excursus sulla storia della Cina, dal passato di Paese colonizzato all'epoca più recente, frutto del processo di modernizzazione avviato da Deng Xiao Ping, l'interlocutore ha richiamato l'attenzione dei Senatori sull'obiettivo strategico che la Cina intende raggiungere entro il 2049, come elaborato dal presidente Xi, ossia uno Stato moderno, caratterizzato da uno sviluppo equilibrato - tale da migliorare sostanzialmente le condizioni dei cittadini, che hanno diritto, tra l'altro, ad un ambiente più pulito - improntato ai princìpi del riformulato socialismo cinese. Si tratta di un modello, secondo il Vice Direttore, che ha dimostrato di funzionare egregiamente nel proprio Paese, tant'è che si è riusciti a far emergere dalla povertà un totale di circa 400 milioni di cittadini, appartenenti ormai alla classe media abbiente. Sotto tale profilo, ha continuato, la Cina ovviamente non pretende di ritenere il suddetto sistema economico come valido a livello universale, giacché ciascun Paese deve essere in grado di trovare la combinazione economica più adatta alle proprie caratteristiche nazionali. Il senatore Iwobi, nel prendere atto dell'illustrazione di quella che può essere definita la "via cinese" allo sviluppo economico, ha assicurato che avrebbe riferito al Presidente della Commissione esteri del Senato, senatore Petrocelli, l'esigenza, formulata dall'onorevole Wang, di addivenire, in futuro, a modalità più accentuate di collaborazione bilaterale tra le due Commissioni. Ha tenuto, infine, a rammentare che la prorompente espansione cinese nel mondo è in via di realizzazione non solo attraverso la cosiddetta "Via della Seta", ma anche in un continente dalle grandi potenzialità economiche come l'Africa, come ha, peraltro, potuto rendersi conto di persona visitando recentemente il proprio Paese di origine, la Nigeria, e intrattenendosi con il relativo Presidente della Repubblica, Buhari. La senatrice Pacifico si è soffermata, relativamente alla programmazione economica predisposta dalla leadership cinese, sui dati statistici riguardanti le aspettative di vita uomo-donna in Cina, che appaiono non completamente conformi al livello di benessere finora raggiunto.