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Ulteriori principi di delega attengono alle modalità di revoca e remunerazione del commissario straordinario, all'ammissione del debitore all'amministrazione straordinaria e alla possibilità, per le imprese con almeno 1.000 dipendenti e un determinato volume di affari, nonché per le società quotate in mercati regolamentati e per le imprese operanti nei servizi pubblici essenziali, che il Ministro dello sviluppo economico disponga, in via provvisoria, l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. Si sofferma indi sulle modalità di nomina del comitato di sorveglianza da parte del Ministro dello sviluppo economico nonché sulle modalità con cui il tribunale, su ricorso del commissario straordinario, sentito il comitato di sorveglianza, può autorizzare la sospensione ovvero lo scioglimento dei contratti pendenti, il pagamento di crediti pregressi strategici al di fuori delle regole del riparto e l'esonero dalle azioni revocatorie per i pagamenti effettuati dall'imprenditore. Sottolinea altresì che occorre definire i contenuti del programma di ristrutturazione sulla base delle disposizioni di cui agli articoli 4 e 4- bis del decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, nonché la durata dei programmi di ristrutturazione e di cessione dei complessi aziendali, assicurandone la flessibilità in funzione delle caratteristiche dell'impresa e dei mercati di riferimento. Si sofferma poi sulla possibilità, per il commissario straordinario e per il comitato di sorveglianza, di presentare disgiuntamente al tribunale istanza di conversione dell'amministrazione straordinaria in liquidazione giudiziale ordinaria, in caso di mancata realizzazione del programma ovvero di comprovata insussistenza o del venire meno delle concrete prospettive di recupero dell'equilibrio economico delle attività imprenditoriali. Avviandosi alla conclusione, mette in risalto la possibilità, per quanto non altrimenti disciplinato e in particolare per quanto attiene alla disciplina dei gruppi di imprese e all'esecuzione del programma, che trovino applicazione i criteri ispiratori della disciplina di cui al decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, sostituendo il fallimento con la liquidazione giudiziale, e che, entro i limiti consentiti dalla normativa dell'Unione europea, sia tenuta ferma la possibilità per lo Stato di garantire i debiti contratti dalle imprese in amministrazione. In ultima analisi, invita tutti i Gruppi a un approfondimento, al fine di valutare come proseguire nell'esame e di acquisire dall'Esecutivo maggiori informazioni sui contenuti del provvedimento. Il seguito dell'esame è rinviato. ANTICIPAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE avverte che la seduta già convocata alle ore 9 di domani, martedì 21 giugno, è anticipata alle ore 8,45. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16,50. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 1205 SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 1205 La 10ª Commissione permanente, premesso che: come noto, l'articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020 (cosiddetto "decreto rilancio") ha introdotto una detrazione pari al 110 per cento ( Superbonus 110 per cento) delle spese relative a specifici interventi di efficienza energetica (anche attraverso interventi di demolizione e ricostruzione) e di misure antisismiche sugli edifici (anche per la realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici). La detrazione è ripartita dagli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo e in quattro quote annuali di pari importo per la parte di spesa sostenuta dal 1° gennaio 2022. La detrazione è concessa a condizione che la regolarità degli interventi sia asseverata da professionisti abilitati, che devono anche attestare la congruità delle spese sostenute con gli interventi agevolati; l'articolo 121 del citato "decreto rilancio" ha consentito inoltre la possibilità generalizzata di optare, in luogo della fruizione diretta della detrazione per interventi in materia edilizia ed energetica, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (cosiddetto sconto in fattura) o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante, in deroga alle ordinarie disposizioni previste in tema di cedibilità dei relativi crediti. Il comma 1- quater dell'articolo 121 (introdotto dall'articolo 28, comma 1- bis , lettera a) , n. 3), del decreto-legge n. 4 del 2022) ha stabilito che i crediti derivanti dall'esercizio delle opzioni (prima cessione o sconto in fattura) relative al Superbonus e agli altri bonus edilizi non possono formare oggetto di cessioni parziali successive; inoltre, a partire dal decreto-legge n. 157 del 2021 (cosiddetto "decreto antifrodi"), vi sono stati numerosi interventi legislativi riferiti alle modalità di fruizione e cessione del credito che le imprese riconoscono ai propri clienti. In particolare, l'articolo 1 del decreto-legge n. 13 del 2022, trasfuso nell'articolo 28 del decreto-legge n. 4 del 2022, ha stabilito che, ove il contribuente usufruisca delle detrazioni per interventi edilizi sotto forma di sconto sul corrispettivo ovvero opti per la trasformazione delle detrazioni in crediti d'imposta cedibili, in luogo di consentire una sola cessione del credito d'imposta, si possono effettuare due ulteriori cessioni, ma solo a banche, intermediari finanziari e società appartenenti a un gruppo bancario vigilati, ovvero a imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia, ferma restando l'applicazione delle norme in materia di antiriciclaggio per ogni cessione intercorrente tra i predetti soggetti, anche successiva alla prima. Successivamente, l'articolo 29- bis del decreto-legge n. 17 del 2022 ha modificato la disciplina dell'utilizzo delle agevolazioni fiscali mediante sconto in fattura e cessione del credito. Per effetto di tali norme si eleva da tra a quattro il numero di cessioni effettuabili con riferimento ai predetti crediti di imposta. In particolare con le modifiche viene prevista la facoltà di una ultima cessione, da parte delle sole banche, a favore dei soggetti coi quali abbiano concluso un contratto di conto corrente; successivamente, l'articolo 14 del decreto-legge n. 50 del 2022 è intervenuto nuovamente sulla disciplina della cessione del credito, stabilendo che alle banche, ovvero alle società appartenenti ad un gruppo bancario iscritto all'albo tenuto dalla Banca d'Italia, è sempre consentita la cessione a favore dei clienti professionali privati che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca stessa, anche prima che sia esaurito il numero di cessioni possibile. L'articolo 57, comma 3, del decreto-legge n. 50 precisa inoltre che le nuove norme in materia di cedibilità del credito si applicano alle comunicazioni della prima cessione o dello sconto in fattura inviate all'Agenzia delle entrate a partire dal 1° maggio 2022;