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La nostra enogastronomia - ricordo anche in questa circostanza - rappresenta la seconda attrattiva turistica dell'Italia dopo l'arte ed il primo motivo di apprezzamento dei turisti stranieri dopo una vacanza nel nostro Paese. Il patrimonio agroalimentare italiano, quello che viene minacciato da questa scellerata metodologia, è oggi un elemento in grado di influenzare le scelte di viaggio, che appaga i bisogni del turista contemporaneo, il suo desiderio di conoscere la cultura e le tradizioni locali, la voglia di ritrovare il benessere psicofisico attraverso il cibo, l'esigenza di vivere esperienze uniche e indimenticabili. Sembrerà ripetitivo ricordare come il nostro agroalimentare tiene insieme salute, cultura, storia, tradizioni ed economia. Queste realtà si combinano, ricombinano, si influenzano e si condizionano senza alcuna possibilità di separazione Per questo è forte l'invito al Governo ad adoperarsi al fine di evitare iniziative basate su un approccio errato e dalle conseguenze nefaste per l'economia del nostro Paese, ma anche per il nostro patrimonio materiale e culturale che affonda le sue radici nel nobile terreno della sapienza, della tradizione e della dedizione. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pisani Pietro. Ne ha facoltà. PISANI Pietro (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli colleghe, la discussione di queste mozioni, quindi il fatto di dover discutere e approvare una mozione a supporto e a difesa dei nostri prodotti dell'agroalimentare made in Italy, ha veramente un che di paradossale. Alcuni Paesi, capitanati da Francia e Brasile, mettono in discussione la salubrità dei nostri prodotti. Stiamo discutendo del fatto che ad essere messi in dubbio sono alimenti come i nostri formaggi, i nostri salumi, il nostro olio di oliva; tradizioni culinarie di oltre 3.000 anni, se si pensa alle origini dell'olio di oliva, al formaggio Grana che risale al primo Medioevo attorno all'anno 1000 e tanti altri alimenti che per secoli hanno fatto parte della dieta dei nostri antenati ed oggi rischiano di essere etichettati come pericolosi, magari con un bollino rosso come succede già in Francia e in Gran Bretagna. C'è effettivamente qualcosa che non va in tutto questo. Ricordo con piacere il primo ministro inglese Tony Blair che nel 2006, per combattere l'obesità infantile nelle scuole, disse basta ai cibi grassi nelle aule scolastiche e mise al bando, giustamente, i distributori automatici di patatine e bevande gassate. Questi sono i cibi che fanno male alla salute. Iniziò un percorso di educazione alimentare basato in maniera specifica sulla dieta mediterranea, una dieta che funziona bene. La dieta mediterranea è da diversi anni patrimonio immateriale dell'umanità, ma è basata su tutta una serie di comportamenti alimentari che contengono principalmente prodotti del nostro Paese. Un po' di questo oggi, un po' di quell'altro domani, un po' di movimento e tutto funziona. La dieta mediterranea è il giusto equilibrio. È chiaro che se mi mangio salsicce a colazione, pranzo e cena dal lunedì alla domenica qualche problema di obesità nel tempo posso anche riscontrarlo, anzi certamente lo riscontro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Ma da questo a pensare di mettere un bollino rosso alle salsicce, ai salumi, o ai formaggi, ne passa! Dobbiamo tutelare l'industria agroalimentare italiana e difendere il nostro modello alimentare dagli attacchi di chi propone l'introduzione di politiche e normative restrittive che colpiscono specifici prodotti alimentari per rispondere al crescente problema dell'obesità - anche se queste cose fanno bene solamente al dio denaro, che ormai si è imposto in tutto il mondo - e di altre malattie connesse agli stili di vita, rifacendosi alla pratica dei cosiddetti semafori alimentari, degli avvertimenti di pericolo sulle confezioni e alla tassazione mirata contro la commercializzazione dei nostri prodotti. Tali misure non sempre godono di solide evidenze scientifiche, ma rischiano di fuorviare il consumatore attraverso un giudizio sintetico sulla cosiddetta qualità nutrizionale del singolo alimento, catalogandolo come sano, non sano o dannoso per la salute. Infatti i consumatori guardano innanzitutto al colore del semaforo e vengono orientati da questo sull'acquisto del prodotto, senza guardare effettivamente alla bontà del cibo. Sono le diete e i regimi alimentari che devono essere salutari ed equilibrati, non il giudizio attribuito arbitrariamente ai singoli prodotti. Questo ci dicono le evidenze scientifiche e la ricerca; questo ripetono in tutte le sedi i nostri Ministeri competenti in materia di agroalimentare, nutrizione e salute. Continueremo con convinzione l'azione per tutelare nella sede dell'ONU e negli altri fori internazionali la straordinaria qualità dei nostri prodotti tipici, alla base della dieta mediterranea. È importante promuovere l'educazione alimentare e la corretta informazione dei consumatori, tutelando al contempo gli interessi degli operatori del settore. È importante la corretta informazione dei consumatori, escludendo la classificazione dei cibi tra salutari e insalubri. È necessario bilanciare la tutela della salute dei consumatori con gli interessi dell'industria italiana di settore, specie di quella dei prodotti di qualità, dei prodotti a denominazione di origine protetta (DOP) e ad indicazione geografica protetta (IGP), legati a disciplinari che non consentono di modificare la composizione di tali prodotti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Serafini. Ne ha facoltà. SERAFINI (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, il patrimonio alimentare e culturale italiano comprende due settori indispensabili per la crescita economica del nostro Paese. Si tratta di settori che non sono in crisi come gradimento e che continuano ad essere motivo di interesse internazionale, con esportazione di prodotti di qualità verso i mercati, e di flussi turistici, che apprezzano non solo le opere d'arte, ma anche i nostri prodotti ad origine e indicazione geografica protetta e a specialità tradizionale garantita. Nel 2017 si sono registrati 41 miliardi di euro di vendite all'estero. Questi prodotti di elevata qualità rappresentano un elemento non solamente di competitività, ma anche di rafforzamento delle economie locali. Tramite questi prodotti possono essere riscoperti borghi e si può evitare il loro spopolamento. Può fare quindi piacere constatare che nel 2017 il trend positivo dei prodotti agroalimentari di qualità si è rafforzato, in particolare di quelli ortofrutticoli, dei cereali e degli oli extravergine di oliva. Naturalmente è necessario sostenere la qualità dei nostri prodotti con specifiche politiche nazionali e con richieste di intervento in sede europea, come nel caso del riso, per il quale l'Italia sin dal 2014 ha chiesto l'introduzione di misure per tutelare le aziende risicole da importazioni di riso a dazio zero da Paesi terzi, e ciò non solamente per evitare un crollo del mercato italiano ed europeo - che è avvenuto - ma anche per tutelare la salute del consumatore.