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Nell'ambito delle aree tutelate ai sensi del comma 1, lettera g-bis) , gli organi dello Stato, delle regioni e degli enti locali che concorrono alla definizione degli strumenti di pianificazione territoriale e paesaggistica valutano prioritariamente l'esigenza di mantenere l'utilizzazione agricola dei suoli e le pratiche tradizionali che la supportano e consentire gli interventi funzionali all'esercizio dell'attività agricola e agrituristica». 7 (Disposizioni sanzionatorie per la tutela della biodiversità agraria) 1 All'articolo 34, comma 2, e all'articolo 35, comma 9, del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le sanzioni di cui al presente comma si applicano altresì a chiunque viola i divieti e le misure cautelari adottate dalle autorità nazionali competenti in attuazione degli articoli 53 e 54 del regolamento (CE) n. 178/2002, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002». 2 Nei casi di cui al comma 1, il trasgressore è obbligato, a propria cura e spese, a procedere, entro sette giorni dalla contestazione, alla rimozione delle coltivazioni di sementi geneticamente modificate in atto e alla realizzazione delle misure di riparazione primaria e compensativa nei termini e con le modalità definiti dalla regione competente. Il medesimo soggetto è tenuto a notificare all'autorità sanitaria competente e alla regione, entro 24 ore dall'inizio delle operazioni, l'avvio delle attività e le modalità previste per la loro esecuzione, inoltrando apposita comunicazione di fine lavori entro 24 ore dall'esito delle operazioni stesse. La regione può indicare eventuali prescrizioni da rispettare nell'espletamento delle attività, anche con riferimento alla gestione dei rifiuti prodotti. 3 La violazione dell'obbligo di rimozione e di riparazione di cui al comma 2 comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria di euro 1.500 per ogni giorno di ritardo. La mancata comunicazione, nei termini prescritti, dell'avvio e della chiusura delle attività comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria di euro 500 per ogni giorno di ritardo. Il mancato rispetto delle prescrizioni imposte dalla regione per l'espletamento delle attività di rimozione comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria di euro 5.000. 8 (Disposizioni in materia di agricoltura sociale) 1 Ai fini del presente articolo, per agricoltura sociale si intendono le attività esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile, in forma singola o associata, dirette a realizzare: a l’inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, molto svantaggiati e disabili, definiti ai sensi dell'articolo 2, numeri 18), 19) e 20), del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, di soggetti svantaggiati di cui all'articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381, e di minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale; b prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali mediante l'utilizzazione delle risorse materiali e immateriali dell'agricoltura per promuovere, accompagnare e realizzare azioni di abilitazione, di capacitazione, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili per la vita quotidiana. Rientrano nelle attività sociali e di servizio per le comunità locali, in particolare, le attività di: 1 accoglienza e soggiorno di bambini in età prescolare (agrinido e agriasilo); 2 accoglienza e soggiorno di persone in difficoltà sociale, fisica e psichica; c prestazioni e servizi terapeutici che affiancano e supportano le terapie della medicina tradizionale finalizzati a migliorare le condizioni di salute e le funzioni sociali, emotive e cognitive dei soggetti interessati anche attraverso l'ausilio di animali allevati e la coltivazione delle piante; d progetti finalizzati all'educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità nonché alla diffusione della conoscenza del territorio attraverso l'organizzazione di fattorie sociali e didattiche riconosciute a livello regionale. 2 Le attività di cui alle lettere b), c) e d) del comma 1, esercitate dall'imprenditore agricolo, costituiscono attività connesse ai sensi dell'articolo 2135 del codice civile. 3 Le attività di cui al comma 1 sono realizzate, ove previsto dalla normativa di settore, in collaborazione con i servizi socio-sanitari e con gli enti pubblici competenti per territorio. 4 Le attività di cui al comma 1 possono essere svolte in associazione con le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, con le imprese sociali di cui al decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155, con le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale previsto dalla legge 7 dicembre 2000, n. 383, nonché con i soggetti di cui all'articolo 1, comma 5, della legge 8 novembre 2000, n. 328, ferma restando la disciplina di settore applicabile a ciascuno dei soggetti richiamati. 5 Le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere possono prevedere, nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 1, ultimo periodo, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, nelle gare concernenti i relativi servizi di fornitura, criteri di priorità per l'inserimento di prodotti agroalimentari provenienti da operatori dell'agricoltura sociale. 6 I comuni definiscono modalità idonee di presenza e di valorizzazione dei prodotti provenienti dall'agricoltura sociale nelle aree pubbliche ai sensi dell'articolo 28 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e successive modificazioni. 7 Gli enti pubblici territoriali e non territoriali prevedono criteri di priorità nei procedimenti di assegnazione di terreni demaniali, soggetti al regime dei beni demaniali o a vincolo di uso civico, per favorire l'insediamento e lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale; 8 All'articolo 48, comma 3, lettera c) , del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo le parole: «della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni» sono inserite le seguenti: «, e agli operatori dell'agricoltura sociale accreditati ai sensi delle disposizioni regionali vigenti». 9 Nella predisposizione dei piani regionali di sviluppo rurale, le regioni possono promuovere la realizzazione di programmi finalizzati allo sviluppo della multifunzionalità del comparto primario, basati su pratiche di progettazione integrata territoriale che includono le attività di agricoltura sociale. 9 (Delega al Governo in materia di filiera corta) 1