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In particolare, il nuovo articolo 6- bis prevede che, sulla base dei risultati delle valutazioni della sicurezza stradale a livello di rete, l'organo competente debba garantire l'esecuzione di ispezioni di sicurezza stradale mirate, alle quali devono fare seguito idonee azioni per stabilire l'eventuale necessità di interventi correttivi. In particolare, l'organo competente deve individuare i tratti di strada in cui è necessario apportare miglioramenti della sicurezza delle infrastrutture stradali e definire gli interventi finalizzati a migliorare la sicurezza di tali tratti, in base alle priorità. L'ordine di priorità degli interventi, basato sul rischio, deve essere parte di un piano d'azione predisposto e regolarmente aggiornato dall'organo competente, almeno ogni cinque anni. Il nuovo articolo 6- ter impone all'organo competente di garantire che, nell'attuazione delle procedure, siano tenute in considerazione le esigenze degli utenti della strada vulnerabili, ossia quelli non motorizzati, quali in particolare ciclisti e pedoni, e utilizzatori di veicoli a motore a due ruote. Il nuovo articolo 6- quater prevede che l'ente proprietario della strada, ai fini dell'apposizione della segnaletica orizzontale e verticale, assicuri che la stessa risulti leggibile e visibile sia per i conducenti che per i sistemi automatizzati di assistenza alla guida. Ai sensi del nuovo articolo 6- quinquies , l'archivio nazionale delle opere pubbliche (AINOP) costituisce il sistema nazionale di segnalazione spontanea ed è reso accessibile online a tutti gli utenti della strada, per facilitare la raccolta di informazioni in materia di sicurezza. Tornando agli articoli dello schema in esame, l'articolo 6 attribuisce all'ANSFISA il compito di sovrintendere alla gestione dei dati relativi agli incidenti mortali. L'articolo 7 prevede che a decorrere dal 17 dicembre 2024 i programmi di formazione per i controllori della sicurezza stradale includano aspetti relativi agli utenti della strada vulnerabili e alle infrastrutture per tali utenti. L'articolo 8 riguarda le relazioni sulla classificazione della sicurezza dell'intera rete che il MIMS deve fornire periodicamente alla Commissione europea. L'articolo 9 attribuisce all'ANSFISA il compito di proporre l'aggiornamento delle tariffe poste a carico degli enti gestori delle infrastrutture stradali per finanziare le attività di controllo, valutazione e ispezione. Gli articoli 10, 11, 12, 13 e 14 modificano gli allegati tecnici al decreto legislativo n. 35, mentre l'articolo 15 reca la clausola di invarianza finanziaria. Il seguito dell'esame è rinviato. n. 288 - servizi di media audiovisivi Doc n. 288 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2018/1808 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, recante modifica della direttiva 2010/13/UE, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi, in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1 e 3 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Esame e rinvio) Il relatore MARGIOTTA ( PD ), anche a nome del relatore MALLEGNI ( FIBP-UDC ), illustra lo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2018/1808, che modifica la disciplina che regolamenta la fornitura di servizi di media audiovisivi (la c.d. direttiva SMAV), in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato. Alla luce del primo dei criteri di delega individuati dall'articolo 3 della legge di delegazione europea 2019-2020, lo schema in esame reca un nuovo Testo unico dei servizi di media audiovisivi che sostituisce integralmente il vigente Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici di cui al decreto legislativo n. 177 del 2005, che viene conseguentemente abrogato. L'oggetto del testo unico viene ampliato per ricomprendere, accanto ai media audiovisivi e radiofonici, anche i servizi di piattaforma per la condivisione di video e le comunicazioni commerciali audiovisive (articolo 1, comma 2). Numerose disposizioni conferiscono nuovi compiti all'AGCOM, al cui funzionamento è inoltre specificamente dedicato l'intero articolo 11. È rafforzato il principio del Paese d'origine, introducendo disposizioni più chiare per individuare lo Stato membro competente ad adottare la procedura in caso di violazioni nei confronti delle emittenti televisive e dei fornitori di servizi a richiesta le cui trasmissioni hanno carattere transfrontaliero (articolo 3). Vengono aggiornate le definizioni, tra l'altro introducendo quelle di "servizio di piattaforma per la condivisione di video", di "video generato dall'utente" e di "fornitore della piattaforma per la condivisione di video" (articolo 4). Viene inoltre modificata la definizione di "ambito locale radiofonico", che prevede una copertura massima del 50 per cento della popolazione nazionale invece che di 15 milioni di abitanti, come previsto attualmente. I princìpi fondamentali del sistema dei servizi di media audiovisivi, della radiofonia e dei servizi di piattaforma per la condivisione di video sono integrati col riferimento al rispetto della dignità umana, del principio di non discriminazione, al contrasto ai discorsi d'odio e alla protezione dei dati personali (articolo 5). Si prevede che il Ministero dello sviluppo economico, d'intesa con l'AGCOM, sentito il Ministero della cultura, promuova lo sviluppo dell'alfabetizzazione digitale da parte dei fornitori di servizi di media e dei fornitori di piattaforme di condivisione dei video (articolo 6). La durata minima dell'autorizzazione generale per l'attività di operatore di rete viene ridotta da 12 a 10 anni, mentre la durata massima resta invariata a 20 anni (articolo 16). Uno stesso esercente la radiodiffusione sonora in ambito locale potrà irradiare il segnale fino ad una copertura massima del 50 per cento della popolazione nazionale (articolo 24, comma 3, che troverà applicazione a far data dal 1° gennaio 2023, ai sensi dell'articolo 71, comma 3). Entro tale limite, ad uno stesso soggetto sarà consentita la programmazione anche unificata fino all'intero arco della giornata (articolo 24, comma 4). Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore dello schema in esame, dovrà essere istituito presso il MISE, in coordinamento con l'AGCOM, un tavolo tecnico di confronto, anche con i rappresentanti degli operatori del settore, che procede alla valutazione del sistema delle concessioni e autorizzazioni radiofoniche su frequenze terrestri in tecnica analogica e della relativa copertura (articolo 24, comma 5).