[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 72-bis del codice di procedura penale e, in via subordinata, dell'art. 159, ultimo comma, del codice penale, promosso dal Tribunale ordinario di Lecce, sezione seconda penale, in composizione monocratica, nel procedimento penale a carico di F.A. C., con ordinanza del 2 dicembre 2021, iscritta al n. 27 del registro ordinanze 2022 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 13, prima serie speciale, dell'anno 2022, la cui trattazione è stata fissata per l'adunanza in camera di consiglio del 22 febbraio 2023. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 23 febbraio 2023 il Giudice relatore Stefano Petitti; deliberato nella camera di consiglio del 23 febbraio 2023.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 2 dicembre 2021, iscritta al n. 27 del registro ordinanze 2022, il Tribunale ordinario di Lecce, sezione seconda penale, in composizione monocratica, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 72-bis del codice di procedura penale, per violazione dell'art. 3 della Costituzione, «nella parte in cui non prevede che il [g]iudice dichiari non doversi procedere nei confronti dell'imputato, anche nei casi in cui la sua irreversibile incapacità di partecipare coscientemente al processo discenda da patologie fisiche e non mentali». In via subordinata, il Tribunale di Lecce ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 159, ultimo comma, del codice penale, sempre per violazione dell'art. 3 Cost., «nella parte in cui non prevede che la sospensione del decorso della prescrizione, nel caso in cui dipenda da sospensione del processo per impossibilità di procedere in assenza dell'imputato, non operi anche nelle ipotesi in cui tale sospensione sia imposta dall'impossibilità dell'imputato di partecipare coscientemente al processo». 1.1.- Il rimettente espone di dover giudicare, per un'imputazione relativa a reati edilizi, una persona affetta da grave malattia fisica (SLA), che ne ha progressivamente determinato la paralisi, privandola dell'uso del linguaggio e della stessa autonomia respiratoria. Il giudice a quo informa che fin dal maggio del 2016 il processo è stato rinviato per legittimo impedimento, ai sensi dell'art. 420-ter cod. proc. pen. , in attesa della cessazione della patologia, ma che le evidenze sanitarie ne hanno ormai attestato l'irreversibilità. 1.2.- Ricorrerebbe quindi una situazione analoga a quella che giustifica la definizione per improcedibilità di cui all'art. 72-bis cod. proc. pen. , norma tuttavia espressamente dettata per l'incapacità processuale dell'imputato derivante da patologia mentale, quindi insuscettibile di applicazione all'incapacità irreversibile causata da patologia fisica. Ad avviso del rimettente, ciò si risolverebbe in una violazione dell'art. 3 Cost., per l'irragionevole disparità di trattamento tra fattispecie connotate dalla medesima esigenza, far cessare cioè un processo che, destinato a non essere mai celebrato, assorbe inutilmente risorse pubbliche e altrettanto inutilmente infligge all'imputato una «sofferenza psicologica aggiuntiva a quella derivante da una situazione di salute già compromessa». 1.3.- In ordine alla questione subordinata, il giudice a quo osserva che, poiché il legittimo impedimento dell'imputato a comparire all'udienza costituisce motivo di sospensione del corso della prescrizione a norma dell'art. 159, primo comma, numero 3), cod. pen. , nella specie, attesa l'irreversibilità dell'impedimento, la prescrizione non maturerà mai, «ed il processo è quindi destinato a durare sino a che, con la morte dell'imputato, non si estinguerà il reato». A parere del rimettente, ciò comporterebbe un'irrazionale disparità di trattamento rispetto al caso della sospensione del processo per assenza dell'imputato di cui all'art. 420-quater cod. proc. pen. , ipotesi nella quale, per effetto del richiamo contenuto nell'art. 159, ultimo comma, cod. pen. , la sospensione della prescrizione non può superare il limite fissato dall'art. 161, secondo comma, cod. pen. 1.4.- Circa la rilevanza delle questioni, il rimettente assume che, ove fosse accolta la principale, il giudizio a quo andrebbe definito per improcedibilità ai sensi dell'art. 72-bis cod. proc. pen. ; ove viceversa fosse accolta la subordinata, i reati contravvenzionali oggetto dell'imputazione risulterebbero prescritti, anche tenendo conto del termine massimo di prescrizione aumentato del periodo di sospensione, nel limite stabilito dal combinato disposto degli artt. 159, ultimo comma, e 161, secondo comma, cod. pen. L'ordinanza di rimessione prospetta tuttavia l'eventualità di un'«armonizzazione per disposizione di legge», con riferimento all'art. l, comma 7, lettera e), della legge 27 settembre 2021, n. 134 (Delega al Governo per l'efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari). 2.- È intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, che ha chiesto dichiararsi le questioni inammissibili o non fondate. 2.1.- L'inammissibilità discenderebbe dalla molteplicità delle soluzioni normative astrattamente ipotizzabili, la selezione delle quali apparterrebbe alla discrezionalità del legislatore (si evoca in tal senso il precedente di cui alla sentenza di questa Corte n. 23 del 2013). 2.2.- La non fondatezza deriverebbe dall'eterogeneità tra infermità mentale e infermità fisica, differenza segnalata da questa Corte in pregresse decisioni su questioni analoghe all'odierna principale (viene citata, in particolare, l'ordinanza n. 243 del 2013). Infatti, mentre l'infermità psichica impedirebbe la comprensione degli eventi processuali e l'assunzione cosciente delle scelte difensive, l'infermità fisica non inciderebbe sull'autodeterminazione dell'imputato, che potrebbe quindi consapevolmente orientarsi, anche permettendo che il giudizio si celebri in absentia, ove stimi tale opzione per sé conveniente. Sulla questione sollevata in via subordinata, l'Avvocatura considera altresì non pertinente, riguardo a una causa di sospensione della prescrizione, il richiamo dei limiti di durata stabiliti dall'art. 161, secondo comma, cod. pen. , che viceversa atterrebbero al diverso istituto dell'interruzione della prescrizione.1.- Il Tribunale di Lecce censura l'art. 72-bis cod. proc. pen. e, in subordine, l'art. 159, ultimo comma, cod. pen.