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Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. LA MURA (Misto) . Signor Presidente, colleghi, non darò la fiducia a questo Governo e voterò contro questo provvedimento. Per motivare il mio voto contrario farò solo un piccolo elenco di criticità relative al provvedimento che conta ben 120 articoli: un decreto-legge che riduce ulteriormente la partecipazione del pubblico ai procedimenti per la realizzazione delle opere del PNIEC e del PNRR. Chiuderemo ancora la bocca ai cittadini e le pubbliche amministrazioni che faranno questo costringeranno il pubblico a parlare davanti all'autorità giurisdizionale. Questo provvedimento elimina completamente i criteri per l'individuazione delle aree idonee alla costruzione di impianti di energia. Si conoscono solo per grandi linee le opere, ma non ci sono più vincoli, perché sono stati eliminati e c'erano nel decreto-legge semplificazioni dell'anno scorso. Tra i molteplici emendamenti che ho proposto c'è proprio quello per rivedere e reintrodurre i criteri a favore della tutela degli ecosistemi naturali e del nostro patrimonio culturale. Si introducono poteri sostitutivi particolarmente invasivi e corsie preferenziali per la VIA e per la valutazione di impatto sulla parte culturale: un'invasione di campo sulla competenza delle istituzioni. Si mette ancora mano alla disciplina sulla posidonia, un paradosso tutto italiano: si stanziano 400 milioni nel PNRR a tutela degli ecosistemi marini, ma poi andiamo a distruggere la posidonia, quindi la costa, che produce il pescato di pregio italiano. Ma dove vogliamo andare? La mano destra non sa quello che fa la mano sinistra. Nel Cilento ho denunciato con un esposto la difformità che sta portando la gestione sbagliata di tale questione, e lo farò anche davanti alla Corte europea. Si è innalzato il limite fino a 20 megawatt, senza valutazione di impatto ambientale, per gli impianti agro-fotovoltaici sui terreni. Vogliamo parlare del dissesto idrogeologico? Mi scuso con le popolazioni per la cementificazione e la gestione selvaggia del nostro territorio. Non ho più tempo a disposizione, quindi voglio rimandare agli interventi tecnici di approfondimento che le colleghe Nugnes, Moronese e L'Abbate hanno svolto ieri. Chiedo ai colleghi di votare contro; abbiamo ancora la possibilità di farlo. Per cortesia, mettiamo la nostra competenza e il nostro amore al servizio dei cittadini, non alle lobby . Vi prego, votiamo contro e lo chiedo ai miei colleghi del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Colleghi, sia i senatori Segretari che altri colleghi mi segnalano che tendiamo a fare degli assembramenti in Aula. Vi chiedo quindi di porre attenzione a questa naturale propensione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2332, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Ciascun senatore voterà dal proprio posto, dichiarando il proprio voto. Come rammentato prima, ricordo che è necessario evitare assembramenti al centro dell'Emiciclo. Estraggo a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome della senatrice Masini). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dalla senatrice Masini. DURNWALDER, segretario, fa l'appello. PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'articolo unico del disegno di legge n. 2332, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 247 Senatori votanti 246 Maggioranza 124 Favorevoli 213 Contrari 33 Il Senato approva. (v. Allegato B). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 77. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, intervengo semplicemente per portare ancora una volta all'attenzione dell'Assemblea la gravissima situazione che si è venuta a determinare in Sardegna con la piaga degli incendi. Purtroppo, la Sardegna non è nuova a episodi gravissimi e, soprattutto, anche a pagare un tributo in termini di vite umane, com'è capitato in passato. Questa volta fortunatamente non ci sono state vittime tra la popolazione, che però adesso è davvero in ginocchio. Le immagini che avete visto sono di una gravità inaudita. Il fuoco questa volta ha lambito i centri abitati. Molte abitazioni sono andate distrutte, ma, soprattutto, sono andate distrutte moltissime aziende agricole e i proprietari non hanno oggi di che vivere. Quando capitano certe cose, la situazione è davvero grave. Avete visto gli animali morti, anche quelli selvatici, bruciati o asfissiati dal fumo. La situazione, tra l'altro, non è ancora definita, perché alcuni focolai ogni tanto riprendono vigore e non si può non osservare che fatti del genere capitano sempre quando ci sono giornate particolarmente ventose, il che la dice lunga sul fatto che si tratti evidentemente di incendi dolosi: si è accertato che almeno due su tre sono frutto della mano umana. Ringrazio tutti voi che mi avete fatto sentire nell'immediatezza la vostra solidarietà: è stata una cosa che mi ha procurato molto piacere, come l'ho fatto presente. Ora, però, abbiamo bisogno ancora una volta di atti concreti, di interventi urgenti. C'è bisogno di consentire a chi è rimasto senza nulla, a chi ha perduto una vita di lavoro di ripartire, rimettersi in moto e riprendere una vita normale, cosa che sarà estremamente difficile, se è vero com'è vero che, solo per il reimpianto delle piante andate perdute e incendiate, ci vorranno almeno venti anni. È necessario che ci si muova. È necessario che il Governo faccia sentire, al di là delle parole che - ripeto - sono state immediatamente portate all'attenzione di noi sardi, che intende porre in essere azioni concrete che ci consentano di riprendere la nostra vita, con la consueta voglia di lavorare e la consueta solidarietà che sempre dimostriamo nei confronti di chiunque. Mi auguro che la vita dei sardi, colpiti da questo ennesimo fatto gravissimo, possa riprendere in maniera adeguata. Quindi, l'auspicio è che il Governo intervenga immediatamente, anche con misure provvisorie, e poi si vedrà strada facendo come agire, eventualmente prevedendo ulteriori misure successivamente, anche nella prossima legge di bilancio. (Applausi) .