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tra le principali competenze dell'Aero Club d'Italia vi è l'adozione del calendario sportivo nazionale, predisposto dal consiglio federale e approvato dall'assemblea, nonché l'autorizzazione, deliberata dal consiglio federale, alle squadre nazionali a partecipare ai campionati internazionali; l'organo commissariale, con delibera n. 201 del 10 ottobre 2019, ha predisposto il calendario sportivo nazionale per il 2020, che però non è stato possibile approvare in sede di assemblea, non potendosi dar luogo alla convocazione di quest'ultima; l'assenza dell'organo di vertice ha di fatto paralizzato l'intera attività dell'ente, ivi compresa quella ordinaria di natura amministrativo-contabile e agonistico-sportiva, per l'anno in corso, con grave nocumento per l'intero movimento sportivo; considerato altresì che, ad oggi, le amministrazioni non hanno adottato gli atti di competenza volti alla nomina dell'organo di vertice, impegna il Governo a procedere, con la massima sollecitudine e nel rispetto della normativa vigente, alla nomina degli organi di vertice dell'Aero Club d'Italia, al fine di superare la fase di stallo oggi vissuta dall'ente. Interrogazioni Atto n. 3-01420 PARRINI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che il "movimento Shalom" è un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale, laica, di ispirazione cattolica, apolitica ed apartitica, sorta come momento di aggregazione di giovani ed adulti con lo scopo di mettersi al servizio degli altri e di attivarsi per la costruzione di un mondo più giusto. Il movimento è nato in Toscana, nella diocesi di San Miniato, in provincia di Pisa, nel 1974 per iniziativa di monsignor Andrea Cristiani e di un gruppo di giovani determinati a far qualcosa per il prossimo nel bisogno; uno degli impegni primari del movimento Shalom è cooperare per lo sviluppo dei popoli più poveri del pianeta attraverso la realizzazione di progetti autosostenibili che rispondano ai bisogni primari quali scolarizzazione, salute, alimentazione; considerato che: da alcuni anni questa organizzazione di volontariato si avvale del 5 per mille per finanziare le proprie iniziative e progetti di solidarietà in Italia e all'estero: tale contributo rappresenta un'entrata annuale consistente per finanziare le molteplici attività di questa onlus ; la mancata riscossione di questa cifra rappresenta un danno notevole per l'associazione, ne compromette seriamente l'operato e la stabilità dei numerosi progetti di solidarietà; tenuto conto che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 aprile 2010, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 luglio 2016, prevede che l'iscrizione al riparto della quota del 5 per mille e la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà relativa alla persistenza dei requisiti per l'ammissione al contributo esplicano effetti, fermi restando i requisiti per l'accesso al beneficio, anche per gli esercizi finanziari successivi a quello di iscrizione; ai sensi dell'art. 6- bis la dichiarazione sostitutiva perde efficacia in caso di variazione del rappresentante legale. Il nuovo rappresentante deve provvedere, a pena di decadenza, a sottoscrivere e trasmettere una nuova dichiarazione con l'indicazione della data della sua nomina e di quella di iscrizione dell'ente alla ripartizione del contributo; per l'anno 2019, pur avendo mutato il proprio rappresentante legale, il movimento Shalom non ha inviato all'Agenzia delle entrate, nel termine previsto del 1° luglio 2019, la dichiarazione sostitutiva per variazione del rappresentante. Per questa ragione è stato escluso dall'elenco dei beneficiari del 5 per mille per l'anno finanziario 2019; tenuto conto delle finalità della legge sul 5 per mille, che mira a sostenere il volontariato e le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, e in considerazione dell'importanza delle attività sociali svolte dal movimento Shalom tuttora titolare dei requisiti richiesti per accedere al beneficio, si chiede di sapere se si intenda valutare l'adozione di un provvedimento normativo idoneo a riaprire i termini per la dichiarazione sostitutiva del 2019 per tutti quegli enti e organizzazioni che, come il movimento Shalom onlus , pur essendo dotati dei requisiti soggettivi per essere destinatari del 5 per mille, ne sono stati esclusi solo per il mancato adempimento di un atto formale. Atto n. 3-01421 BERGESIO VALLARDI CENTINAIO SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: le api sono considerate le vere sentinelle dello stato di salute del territorio, fondamentali per il servizio l'impollinazione; secondo i dati Ismea il nostro Paese si posiziona al quarto posto nell'Unione europea per numero di alveari (1,5 milioni di alveari censiti), dopo Spagna (2,9 milioni di alveari), Romania e Polonia; a livello nazionale gli operatori sono circa 60.000, solo per un terzo professionali, con il 50 per cento delle colonie in capo a 1.800 apicoltori (il 3 per cento del totale) di grandi dimensioni; a livello geografico il Piemonte risulterebbe la regione più produttiva con oltre 5.000 tonnellate, seguito dalla Toscana; il particolare andamento climatico di questa stagione invernale, con continui sbalzi di temperatura, crea rilevanti problemi all'apicoltura, una delle attività agricole più esposte alle condizioni meteorologiche; le aziende apistiche sono purtroppo reduci da un trend negativo cominciato già nel lontano 2011, con una produzione più che dimezzata: rispetto alle oltre 23.000 tonnellate del 2018, il crollo nel 2019 è stimato tra il 50 e il 70 per cento, con punte dell'85 per cento e il 2020 si preannuncia un'altra un'annata disastrosa; tale crisi di produzione potrebbe avere come conseguenza una vera e propria invasione di miele "straniero". Rilevanti, infatti, sono le importazioni dall'estero raddoppiate negli ultimi 10 anni. Nonostante una costante crescita delle aziende negli ultimi anni (più 6 per cento le imprese e più 9 per cento gli addetti nel 2019), le importazioni hanno raggiunto nel 2018 il record di 27.900 tonnellate, secondo i dati Istat; i principali competitori, oltre alla Cina, con 2.500 tonnellate di miele, prodotto con organismi geneticamente modificati che sono invece vietati per la produzione di miele italiano, sono anche i Paesi dell'Europa dell'est, come l'Ungheria, con oltre 11.300 tonnellate, prodotto a basso costo e senza rispettare i nostri standard qualitativi; è necessario attivare tutte le misure, anche di natura finanziaria, come il microcredito, l'abbattimento delle commissioni di garanzia, i contributi in conto interessi, l'accesso a finanziamenti agevolati con garanzie pubbliche, il congelamento o la dilazione dei pagamenti dei contributi agricoli e di tutti gli altri tributi riguardanti l'apicoltura, anche alla luce del fatto che molte aziende traggono dall'apicoltura la loro principale fonte di reddito e sostentamento, si chiede di sapere: