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Disposizioni in materia di tutela del credito. Onorevoli Senatori . – L'attività di servizi per la tutela del credito per conto di terzi – regolata dagli articoli da 115 a 120 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (TULPS) – è sprovvista di un regolamento adeguato alle reali e attuali necessità che una simile attività nel contesto macroeconomico attuale comporterebbe. Infatti, in un momento di grandi difficoltà delle famiglie e del settore produttivo, tale attività, necessiterebbe di un nuovo impianto normativo di riferimento caratterizzato da criteri di equità e di giustizia nonché di solidarietà nei confronti dei debitori onesti in difficoltà. Allo stesso tempo, il nuovo impianto normativo deve avere un approccio di contrasto nei confronti dei debitori non onesti che approfittando del fragile tessuto di regole, sbilanciato a favore del debitore, agiscono con l'intento di eludere le obbligazioni assunte, mettendo in difficoltà il sistema economico del Paese. Il settore della finanza e nello specifico del credito, oggi svolge un ruolo cruciale poiché stiamo vivendo un periodo di profonda crisi non solo culturale, ma anche economica. Ciò che prima era considerato un « dovere sociale », e cioè adempiere alle proprie obbligazioni assunte, oggi è divenuto una facoltà, suscitando così un impatto negativo nel sistema economico. Gli onesti cittadini che versano in situazioni debitorie, dovrebbero essere messi nelle condizioni per non sottrarsi alle obbligazioni assunte, affrontare eventuali periodi di crisi anche con l'aiuto di strumenti di tutela previsti dalla normativa vigente (legge 27 gennaio 2012, n. 3 – in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento). Il sistema della gestione del credito è parte rilevante nell'equilibrio dell'economia nazionale. In questo contesto si è ritenuto necessario proporre questo disegno di legge che nasce dall'intento di offrire strumenti di supporto alle persone oneste che versano in situazioni debitorie e che per una serie di circostanze non siano state in grado di onorare la propria obbligazione con puntuale rispetto dei tempi , e dall'intento di tutelare i creditori rendendo più stringenti le regole nei confronti dei debitori inadempienti. Il presente disegno di legge prevede un nuovo impianto normativo alla gestione del credito e più in generale per l'attività di recupero dei crediti che, se regolamentata con discernimento, può contribuire ad una svolta non solo nei comportamenti individuali ma anche in termini di ricadute positive più complessive. Si intende premiare una nuova dimensione valoriale nella dinamica di relazione tra il mondo del credito e le persone nella condizione di debito, la cui onestà dei comportamenti venga oggettivamente riconosciuta. Aiutare le persone oneste, arginare le persone astute, questo è l'obiettivo del presente disegno di legge. Si vuole dare vita ad una riforma orientata al bene comune che dai processi di formazione qualificata e di eccellenza delle operatrici e degli operatori delle società di gestione dei crediti fino alla costituzione di un organismo pluralistico di controllo che monitori il pieno rispetto del nuovo impianto di regole stabilite per questo specifico settore dell'economia, sdoganando il sistema del recupero dal vecchio orientamento a difesa del creditore, troppo spesso senza se e senza ma, per condurla su un principio di difesa equamente distribuita tra creditore e debitore secondo il principio del « giusto e corretto ». Si porterebbe così la tanto disprezzata attività al gradimento di entrambe le parti, riabilitando cosi gli operatori del settore nello svolgere una attività di garanzia per il buono e giusto funzionamento del sistema recupero crediti. A tal fine, il presente disegno di legge, composto da 12 articoli, prevede diversi strumenti che sono in grado di aiutare il debitore onesto e meritevole che si trovi in difficoltà (articolo 9, fondo di solidarietà), ma al contempo anche il creditore (articolo 6, attività di rintraccio; articolo 8, registrazione telefonate), normando il sistema di modo che le attività di gestione del credito siano orientate al bene comune a vantaggio dei cittadini onesti (articolo 2, registro degli operatori ; articolo 3, formazione obbligatoria; articolo 4, organismo pluralistico). Le disposizioni di cui al presente disegno di legge si considerano come un punto d'inizio poiché, grazie al confronto ed alla concertazione comune garantita dalla « democrazia delle competenze » presente nell'Organismo di cui all'articolo 4, è possibile migliorare il settore del recupero crediti e renderlo al passo coi tempi. In conclusione, una tale auspicata riforma porterebbe non solo un miglioramento della situazione creditoria del nostro Paese (agevolando gli incassi ed i pagamenti), ma darebbe regole certe ed in linea con i tempi per snellire tutto il processo dei servizi di tutela del credito.. 1 (Definizioni e regime giuridico e fiscale) 1 I servizi per la tutela del credito consistono nella consulenza, nella gestione, nell'incasso, nel sollecito e nel recupero in via epistolare, telematica, telefonica e domiciliare per conto di terzi di crediti insoluti. 2 I servizi di cui al comma 1 si concretizzano nelle attività di contatto e, ove occorra, nella ricerca del debitore anche con la consultazione dei pubblici registri, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di protezione dei dati personali, nonché nell'espletamento delle attività connesse e strumentali, ivi compresi il ritiro dei beni, la consulenza per la valutazione della recuperabilità e la redazione delle relazioni negative in ipotesi di mancato successo nell'attività di recupero. 3 Ai soggetti esercenti l'attività di servizi di cui al comma 1 del presente articolo è consentito l'acquisto pro soluto , ai sensi dell'articolo 1260 del codice civile, di crediti considerati irrecuperabili dal cedente, esclusivamente con mezzi propri ovvero senza ricorrere al credito, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 2 aprile 2015, n. 53. 2 (Registro degli esercenti servizi per la tutela del credito) 1 Per lo svolgimento delle attività di cui all'articolo 1, ai soggetti esercenti i servizi per la tutela del credito è richiesta obbligatoriamente l'iscrizione ad un Registro, tenuto presso il Ministero della giustizia e alla cui gestione è preposto l'Organismo nazionale pluralistico di cui all'articolo 4, che rilascia apposita autorizzazione. L'iscrizione nel Registro è gratuita, non legata al fatturato e abilita allo svolgimento delle attività. 2 Il Registro è tenuto in formato elettronico, è liberamente consultabile ed è pubblicato nel sito internet istituzionale del Ministero della giustizia. 3 (Addetti alla tutela del credito: attività, formazione e qualifica professionale) 1 I soggetti, incluse le imprese, muniti dell'autorizzazione dell'Organismo nazionale pluralistico di cui all'articolo 4, anche per il tramite di propri addetti, in qualità di lavoratori autonomi, parasubordinati dipendenti, svolgono le seguenti attività: a ricerche presso banche dati pubbliche, accessibili al pubblico o accessibili in regime di convenzione, e rintraccio telefonico, telematico e domiciliare dell'obbligato;