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Non sappiamo cosa può avvenire ed è una preoccupazione non solo nostra, ma in primo luogo della magistratura e delle procure, che sono responsabili di questi dati. La proroga di due mesi può risolvere questo tipo di problemi? No, è un pannicello caldo. Sarebbe sicuramente servita attenzione nei confronti degli emendamenti presentati e a tal proposito ne voglio ricordare solo uno, che è stato bocciato, in cui si prevedeva, per ciò che riguarda il tempo, quantomeno la possibilità di disporre di decreti attuativi da parte del Ministero. Colleghi, andrete ad approvare un decreto-legge che prevede, in fondo, una serie di decreti attuativi, per i quali non è previsto neanche un termine, e ciò sicuramente creerà problemi agli avvocati, ai procuratori, agli imputati e al sistema della giustizia, che dichiaratamente non ha i mezzi e i locali necessari e gli strumenti informatici per far fronte a questo tipo di "innovazione". Il Governo si sarebbe almeno potuto mettere una mano sulla coscienza, quantomeno prevedendo di realizzare prima i decreti attuativi, più che fare una proroga di due mesi, a costo zero. Si fa una proroga di due mesi, ma non si capisce bene con quali soldi e con quali strutture possiamo mettere gli uffici giudiziari nelle condizioni di operare. In conclusione vorrei dire due cose. È stato chiesto un maggiore ascolto. La vicenda del provvedimento spazzacorrotti è già stata citata per cui non ci torno, ma quando l'opposizione dice con forza alcune cose non lo fa sempre e solo strumentalmente. Lo fa perché avvengono i fatti, e il dato più irrilevante - a mio avviso - è che qui non dobbiamo occuparci di giustizia - e lo stiamo facendo - perché ci sono i problemi, le leggi ad personam , perché c'è Berlusconi al Governo, o che so io. No: la giustizia è un problema serio di questo Paese; il modo in cui lo state adesso affrontando dimostra che è sempre stato strumentale ritenere che Forza Italia avesse un suo problema specifico, per cui la giustizia sembrava legata esclusivamente alle vicende di alcuni personaggi politici. In realtà, la giustizia è e rimane un problema, che viene affrontato e risolto - anche in questa sede - male. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . Quindi, lo schermo che si solleva dicendo che oggi ci occupiamo di giustizia perché prima se ne parlava solo perché c'era il problema di Berlusconi è una falsità. Di giustizia dobbiamo occuparci, ma non nel modo in cui oggi ce lo propone il Governo, tantomeno le forze di maggioranza. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, membri del Governo, stiamo discutendo della conversione del decreto-legge n. 161 del 2019 che interviene in materia di intercettazioni e modifica in maniera significativa, migliorandolo, il contenuto della riforma Orlando di cui al decreto legislativo n. 216 del 2017. Trattiamo di temi estremamente delicati in cui si ravvisano legittimi interessi che possono apparire contrapposti: da un lato, c'è l'esigenza di perseguire con efficacia reati gravi, che destano allarme sociale e turbano la convivenza civile e democratica; dall'altro, c'è la necessità dei cittadini di conoscere il contenuto di atti giudiziari o intercettazioni che hanno rilevanza per la vita politica, economica e pubblica in senso lato e per l'onorabilità di chi ha posizioni di rilievo nell'organizzazione dello Stato. Infine, c'è il diritto alla privacy , il diritto a non essere esposti e sottoposti alla gogna mediatica per fatti non rilevanti dal punto di vista penale o addirittura appartenenti esclusivamente alla sfera privata del cittadino sottoposto a indagine e a intercettazioni. In poche parole, lo Stato deve poter perseguire chi si macchia di gravi reati, conservando però tutte le garanzie costituzionali, e al contempo non deve esserci bavaglio alla libera informazione e, infine, non deve esserci gogna mediatica - come dicevo - fine a se stessa. In questi anni il legislatore ha cercato di contemperare tali necessità - non sempre riuscendoci, per la verità - ma il decreto-legge che stiamo convertendo in legge ha proprio l'obiettivo e l'ambizione di arrivare a un bilanciamento delle diverse esigenze cui ho appena fatto cenno, nonché quello di migliorare e razionalizzare l'esecuzione delle attività di intercettazione, di tutelare ancor meglio le possibilità di difesa del cittadino e di salvaguardarne la privacy , senza con questo inficiare l'esigenza generale di giustizia e la possibilità di svolgere indagini e acquisire notizie utili per il contrasto a categorie di reati che destano grande allarme sociale. Prima di passare davvero velocemente all'esame dei tratti salienti del provvedimento, vorrei fare una puntualizzazione in merito a una questione, venuta fuori pochi minuti fa, sulla pedopornografia. Vista la delicatezza del tema, lo farò con i toni più appropriati e bassi possibili. Vorrei soltanto dire che non c'è alcuna distrazione da parte di questa maggioranza sul tema, perché già oggi per i reati di cui agli articoli 600- bis (prostituzione minorile) e 600- ter del codice penale (produzione di materiale pedopornografico e reclutamento e induzione dei minori) è possibile utilizzare le intercettazioni perché la pena prevista è superiore ai sei anni. Se vogliamo, in quanto legislatori, rendere ancora più dure le pene per questo tipo di reati, noi del MoVimento 5 Stelle siamo assolutamente disponibili, e quindi facciamolo pure. (Applausi dal Gruppo M5S) . PILLON (L-SP-PSd'Az) . Dovevate votare il nostro emendamento! PELLEGRINI Marco (M5S) . Ciò premesso, questo provvedimento sposta innanzi tutto il termine di entrata in vigore del decreto legislativo n. 216 del 2017 al 1° marzo 2020 e, in virtù di tale proroga, troverà applicazione solo per i procedimenti penali iscritti a partire da tale data. Questo differimento ha consentito e consentirà di completare le necessarie misure organizzative e operative, di predisporre al meglio il materiale informatico da utilizzare e inoltre d'innalzare quanto più possibile il livello di sicurezza di tutta questa nuova architettura. Ora, vista l'esigenza di velocizzare il mio intervento, ne salterei tutta una parte, chiedendo alla Presidenza l'autorizzazione di lasciarlo agli atti. PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. PELLEGRINI Marco (M5S) . Vorrei parlare però di una questione che è stata molto dibattuta in questi ultimi giorni, e per la verità nelle ultime ore, ossia la possibilità che le intercettazioni possano essere utilizzate in procedimenti diversi e per reati diversi da quelli per i quali erano state disposte inizialmente, purché siano rilevanti e indispensabili per l'accertamento di reati per i quali sia previsto l'arresto in flagranza e per i delitti di cui all'articolo 266, primo comma, del codice di procedura penale, e cioè per reati gravi.