[resaula]

ciò ha la conseguenza inevitabile di una significativa limitazione dell'operatività nei diversi settori in cui tale pluralità di enti è chiamata ad operare, in un ambito, quello socio-assistenziale e sanitario, nel quale, oltretutto, si assiste da anni ad una progressiva e costante riduzione dei conferimenti statali; si rileva in particolare come tale misura sia suscettibile di impattare notevolmente, e negativamente, sulle aziende sanitarie pubbliche, in ragione della corrispondente contrazione della platea di strutture assistenziali e conseguente riversamento dell'utenza sulle stesse, che andrà ad allargare la consistenza della spesa pubblica necessaria al sovvenzionamento di tali enti; tali strutture, peraltro, sono già colpite, da una parte, dal costante e progressivo aumento degli oneri amministrativi e gestionali e, dall'altra, dalla riduzione dei finanziamenti derivanti dal Fondo sanitario nazionale; si evidenzia inoltre come l'impatto negativo più significativo potrebbe riguardare le strutture ospedaliere private accreditate, che si vedono privare improvvisamente di questa importante agevolazione, che consentiva loro di far fronte, seppur faticosamente, alle altre penalizzazioni che tali strutture hanno subito in questi ultimi anni; detti soggetti sono già penalizzati in quanto, in base al combinato disposto dagli articoli 19, comma 5, e 19- bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (cosiddetto pro-rata d'indetraibilità Iva), si vedono preclusa la possibilità di portare in detrazione la totalità, o la quasi totalità dell'IVA pagata a monte sugli acquisti di beni e servizi inerenti alla propria attività, per la quota parte percentuale risultante dal rapporto tra le operazioni esenti effettuate ai sensi del medesimo decreto ed il totale delle operazioni attive; appare evidente come tra le molteplici conseguenze negative di tale intervento vi sia un sostanziale incremento a carico dei soggetti interessati dalla misura dei costi sia diretti che indiretti e relativi quindi ai maggiori esborsi economici da sostenere per tutta una serie di voci legate alle diverse e specifiche attività di settore, tra cui, a titolo esemplificativo, quelli per l'acquisto di materie prime, per l'adeguamento normativo e quelli per i costi del personale; a parere degli interroganti, in considerazione del ruolo sussidiario svolto dagli enti e soggetti interessati dall'agevolazione soppressa, la riduzione dell'imposta sul reddito delle società andava, semmai, integrata con una destinazione vincolata delle somme risparmiate, in un reimpiego atto a favorire un innalzamento qualitativo, in termini di miglioramento ed innovazione, nell'erogazione dei servizi in favore degli utenti; un meccanismo, quest'ultimo, accompagnato da una corrispondente riduzione dei costi dei servizi e la contestuale previsione di adeguate forme di ammodernamento tecnologico delle apparecchiature dei dispositivi medico-diagnostici, nonché la formazione professionale del personale sanitario o potenziando l'offerta specialistica; appare necessario adottare in materia misure di revisione dell'intervento normativo al fine di ripristinare urgentemente le agevolazioni abrogate, quantomeno nei confronti delle strutture sanitarie, pubbliche e private, anche in considerazione della loro primaria importanza e dei servizi di rilevanza offerti ai cittadini, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario ed urgente promuovere una modifica di quanto innovato dall'articolo 1, commi 51 e 52, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, per reintrodurre le previgenti agevolazioni IRES per la platea di enti che svolgono attività di primaria e fondamentale importanza per la vita amministrativa, sociale, sanitaria e solidaristica della nazione; se non intendano valutare l'opportunità di prevedere, unitamente al ripristino della riduzione della metà dell'imposta sul reddito delle società (IRES) nei confronti, tra gli altri, delle strutture sanitarie pubbliche e private, una destinazione vincolata delle somme risparmiate, in un reimpiego atto ad innalzare i livelli qualitativi dei servizi erogati in favore dell'utenza. Atto n. 4-01773 PRESUTTO ORTOLANI GIANNUZZI VACCARO PUGLIA GARRUTI ACCOTO DELL'OLIO PIRRO RICCIARDI DI GIROLAMO TURCO FEDE MORONESE COLTORTI LANZI CROATTI DE LUCIA CORRADO GRANATO CASTELLONE SILERI CASTIELLO ROMAGNOLI PISANI Giuseppe URRARO ROMANO NATURALE AGOSTINELLI ABATE AUDDINO FENU DONNO MOLLAME DI MICCO ANGRISANI GALLICCHIO MININNO ORTIS LEONE NOCERINO MARINELLO CASTALDI DI MARZIO GAUDIANO MAUTONE LANNUTTI LOMUTI TRENTACOSTE DRAGO DESSI' LUCIDI LICHERI PELLEGRINI Marco LA MURA PESCO GRASSI Al Ministro dell'interno Premesso che: la grave e perdurante situazione debitoria del Comune di Napoli, tradottasi in una dichiarazione di predissesto, è peggiorata sensibilmente negli ultimi anni e ha comportato una forte riduzione delle risorse finanziarie necessarie per garantire la corretta manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture del territorio; i numerosi cedimenti strutturali che ne sono conseguiti hanno spesso ingenerato situazioni di forte disagio per i cittadini, come avvenuto per le 40 famiglie sgomberate per la voragine apertasi nel quartiere Montesanto a novembre 2018, oppure per le famiglie interessate dalla chiusura di dieci giorni della scuola materna/elementare "Dante Alighieri", la quale versa tuttora in condizioni precarie; diversi esperti hanno imputato i numerosi cedimenti strutturali che interessano il territorio del Comune alla mancanza di manutenzione degli impianti; come è stato rappresentato alla stessa Corte dei conti, in diverse occasioni il Comune, già fortemente indebitato e in difetto rispetto al piano di rientro definito in sede di dichiarazione di predissesto, non risulta aver riscosso i canoni di occupazione del suolo pubblico, né per eventi, né per passi carrabili, gazebo e strutture commerciali e talvolta nemmeno per l'imposta di pubblicità; la gestione delle società partecipate da parte del Comune si è rivelata del tutto fallimentare, tant'è che sia l'azienda del trasporto pubblico locale, sia il centro agro-alimentare per la gestione del mercato all'ingrosso, entrambe partecipate dal Comune, sono in concordato preventivo e anche la Mostra d'Oltremare versa in una situazione finanziaria fortemente precaria; in diverse occasioni il Comune risulta aver affidato locali pubblici, pur di notevole interesse storico e artistico, a costi palesemente irrisori, come avvenuto per i locali di Palazzo Cavalcanti, sito nel centro storico della città; diversi monumenti storici della città di Napoli risultano essere stati deturpati da cartelloni pubblicitari, che vi sono stati apposti nell'ambito del contratto di sponsorizzazione "Monumentando" stipulato dal Comune, determinando l'intervento dell'Autorità nazionale anticorruzione (delibera ANAC n. 625/2017) e la palese violazione dell'art. 49 del decreto legislativo n. 42 del 2004, che pertanto è stata posta in essere dal Comune stesso; considerato che a quanto risulta agli interroganti: