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Questa asimmetria di interessi ha probabilmente portato agli scarsi risultati dell'ultimo Consiglio europeo sull'energia, che è stato rimandato a maggio e che non ha visto nascere l' energy recovery fund che auspicavamo e che, a nostro parere, è l'unico strumento che consentirebbe di superare la crisi energetica ed economica, costruendo un fondo che aiuti gli Stati membri a superare questa fase drammatica, mettendo il relativo debito in comune (questo ovviamente è un punto nodale) e facendo investimenti sulle energie rinnovabili, che ci possono portare nel lungo periodo all'indipendenza energetica. La situazione è molto difficile e noi ne usciremo adottando misure e coraggiose e di buon senso, non certo obbedendo pedissequamente a Diktat che provengono da entità estere. Questo è il nostro auspicio e noi continueremo a lavorare in questo senso, per i cittadini e per le imprese italiane. (Applausi) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. PUCCIARELLI, sottosegretario di Stato per la difesa . Signora Presidente, ringrazio i senatori per il contributo che hanno apportato ai lavori delle Commissioni riunite ed anche per la discussione odierna. In risposta alla crisi ucraina, all'invasione di questa Nazione ad opera della Russia, l'Italia, al pari dell'Europa, si è mostrata ferma nella risposta e si è dimostrata ferma anche nelle relative misure. Con gli odierni lavori di conversione in legge di questo decreto-legge diamo ulteriore concretezza a queste misure e ribadiamo la fermezza della nostra risposta. Il tema è ovviamente complesso, così come complessi sono i negoziati che auspichiamo portino ad un cessate il fuoco immediato e a un accordo tra le parti. Non è certo semplice per nessuno trovarsi a parlare di guerra e parlare di una guerra che è alle nostre porte, ma come ho avuto modo di evidenziare in altri consessi la pace è un bene preziosissimo che necessita di attenzione e cure continue. La pace, insieme ad altri privilegi, sono stati dati per scontati ed oggi messi duramente alla prova: lo ha evidenziato prima la pandemia che ci ha colpito e ora la guerra in Ucraina. Preparare la pace significa quindi impegnarsi quotidianamente per costruirla, rafforzarla, preservarla e promuoverla; significa investire risorse in stabilità e sicurezza nelle prospettive di sviluppo sostenibile e prosperità, non solo nostre, bensì globali. La guerra in Ucraina ha messo in evidenza i danni delle rigidità del Patto di stabilità che hanno ingessato le politiche di sviluppo di molte Nazioni europee e dell'Unione stessa nel suo complesso. Le conseguenze si specchiano, ad esempio, nell'eccessiva dipendenza che oggi viviamo nell'approvvigionamento di gas, cereali, frumento e ieri nelle semplici mascherine per proteggersi dal Covid. La sfida che ci aspetta è quella di fare tesoro di quanto sta accadendo e porre in essere le necessarie contromisure, che passano dal sostegno al popolo ucraino al mantenere fede agli impegni che abbiamo in ambito nazionale e internazionale, dimostrando di essere una Nazione affidabile, credibile e non l'anello debole a livello europeo, nonché internazionale. In merito ad alcuni interventi che sono stati fatti in Aula, ritengo di voler dare qualche risposta. Rispetto a quale strategia ha l'Unione europea, ebbene, il 27 marzo il Consiglio europeo ha approvato la bussola strategica: può piacere o non piacere, ne possiamo condividere gli obiettivi oppure no, però è una strategia che è appena stata approvata. Si è fatto riferimento anche alla legge n. 244 e alla sproporzione delle somme destinate al personale: direi che non possiamo ricordarci dei militari solamente quando ci fanno comodo e ci vengono in aiuto, per gestire emergenze e criticità, come hanno fatto nell'ambito della pandemia, e un attimo dopo dimenticarcene e magari pensare che siano un costo. In realtà, se siamo riusciti ad affrontare anche la pandemia; se siamo riusciti a vedere montati degli ospedali da campo nell'immediatezza; se siamo riusciti a trasferire nostri concittadini dalla Cina in Italia con le barelle di biocontenimento, in una fase in cui non si sapeva ancora la portata di quel virus, che avremmo visto dopo qualche mese; ebbene, se siamo riusciti poi anche a gestire tutta la parte dei vaccini, dalla fase iniziale fino adesso (ancora ora abbiamo il supporto delle nostre Forze armate), e allo stesso tempo a mantenere fede agli impegni presi nell'ambito delle missioni internazionali, l'abbiamo fatto perché abbiamo dei militari che, con spirito di sacrificio e lealtà mantengono il loro giuramento di fedeltà alla nostra Patria a scapito della loro stessa vita. Il loro sacrificio, silenzioso direi, si traduce nel momento in cui passano da una missione all'altra, magari senza avere neanche il tempo del dovuto riposo, proprio perché grazie al loro sacrificio facciamo fronte al basso investimento che abbiamo, proprio per ottemperare gli accordi che abbiamo preso a livello internazionale. Per quanto riguarda invece il binomio aiuti alle persone e aumento delle spese nell'ambito della difesa, queste due voci non devono essere in contrapposizione. Infatti, se oggi possiamo aiutare le famiglie, lo facciamo anche grazie anche all'industria della difesa: quest'ultima vale il 7 per cento del PIL e vede 150.000 persone lavorare al suo interno; fermo restando che più di un terzo dei 24 miliardi del bilancio per la difesa riguarda l'Arma dei carabinieri. Credo che investire maggiormente e a cascata nell'Arma dei carabinieri per la sicurezza delle nostre città non farà altro che bene per l'Italia intera. PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2562, di conversione del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 14, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, il dibattito sulla questione di fiducia avrà luogo nella seduta di domani. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 31 marzo 2022 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 31 marzo, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: