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la pandemia ha infatti impattato pesantemente sul già fragile settore dell'edilizia ed ha altresì imposto di ripensare il concetto di vivibilità delle città e delle connesse politiche urbane. In un quadro connotato dalla necessità di implementare politiche anticicliche è pertanto opportuno realizzare un contesto di rigenerazione che tenga conto non solo dei profili strettamente legati all'edilizia, bensì anche di quelli di natura sociale. In tale contesto, e con l'obiettivo di creare delle città sostenibili, gli spazi andranno riorganizzati in base a nuove logiche di sviluppo, che presupporranno nuove sinergie tra pubblico, privato e sociale, al fine di recuperare gli edifici, soprattutto nelle periferie. Il senatore QUARTO ( M5S ) pone l'accento sui profili inerenti la sicurezza del territorio, da inquadrare in un contesto volto al miglioramento del rapporto tra l'uomo e l'ambiente. In particolare sarebbe, a suo avviso, opportuno concentrare gli sforzi sulla realizzazione di un efficace sistema di allerta locale relativo agli eventi di dissesto idrogeologico e sulla costruzione di fabbricati antisismici (oltre che sull'adeguamento di quelli esistenti). L'oratore pone inoltre l'accento sull'opportunità di provvedere ad un'efficace tutela degli ecosistemi fragili, attraverso l'implementazione di opportune pratiche in campo agricolo e forestale. Sottolinea quindi la necessità di realizzare un efficace sistema di smaltimento dei reflui urbani, che potrebbe anche aiutare a migliorare l'apporto idrico per sostenere l'agricoltura delle regioni meridionali. Conclude auspicando l'istituzione di specifici uffici territoriali volti a garantire un efficace sostegno ai progetti di rigenerazione. Il senatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) osserva che la sua parte politica, sin dall'esame dei disegni di legge relativi al consumo di suolo, ha sempre sottolineato la necessità di inquadrare la questione da un punto di vista più ampio, prendendo a parametro il bilancio generale dei costi e dei benefici a livello ambientale delle varie soluzioni (ad esempio, l'installazione di un depuratore, pur consumando spazio, produrrebbe dei miglioramenti ambientali tangibili). Un altro punto da tenere presente, al di là delle concezioni ideologiche, è che l'Italia presenta, sotto questo aspetto, un panorama molto variegato, fatto di situazioni e problematiche peculiari e tale da sconsigliare un approccio rigido basato su normative eccessivamente astratte. Un esempio della fallacità di tale approccio può essere individuato, a titolo di esempio, nel testo dell'articolo 10 del cosiddetto 'decreto semplificazioni', che ha affrontato le problematiche dei centri storici delle città da un punto di vista troppo generale. Un approccio elastico, fondato su un un'analisi complessiva del rapporto costi-benefici, andrebbe adottato sia nel ripensamento delle architetture delle città e delle aree industriali abbandonate (molte delle quali sono state, nel corso degli anni, inglobate dal tessuto urbano), sia in relazione alle tematiche afferenti l'efficientamento energetico. Conclude auspicando un dibattito costruttivo sul punto, che consenta alla Commissione di giungere all'approvazione di importanti provvedimenti, tra cui spiccano proprio quelli relativi alla rigenerazione urbana ed alla salvaguardia del mare. Ad avviso della relatrice NUGNES ( Misto-LeU ), il testo unificato all'esame della Commissione non appare afflitto dalle carenze che, direttamente o indirettamente, alcuni dei commissari intervenuti sembrano volergli imputare, peraltro con osservazioni non sempre strettamente afferenti ai contenuti dell'articolato. In particolare, riprendendo l'efficace impostazione del disegno di legge a prima firma del senatore Ferrazzi, il testo si colloca nel solco tracciato dalla normativa vigente in materia, senza riscrivere le legislazioni urbanistiche e non ostacolando eventuali iniziative di rigenerazione scaturenti dai privati (che ben possono presentare le loro proposte ai comuni). Nemmeno le competenze territoriali risultano compromesse: l'articolato, infatti, offre alle autorità locali fondi e strumenti per riqualificare le città, peraltro non limitandosi alle sole aree degradate, ed anche le problematiche dei centri storici sono affrontate secondo criteri efficienti e flessibili. La ratio sottesa all'articolato appare pertanto ispirata non ad astratti criteri di rigidità bensì ad un efficace bilanciamento. Conclude ribadendo la sostanziale bontà del testo all'esame della Commissione, che offre alle realtà locali un'efficace opportunità per implementare la rigenerazione urbana inquadrandola organicamente in un contesto di progettazione urbanistica di lungo periodo. Il seguito dell'esame congiunto è infine rinviato. La seduta termina alle ore 16,20. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2172 La 13ª Commissione permanente, esaminato per le parti di propria competenza il disegno di legge in titolo, considerato che: l'articolo 2, comma 2, lettera d), n. 2, del decreto legge in conversione definisce le materie di competenza del MITE (Ministero della transizione ecologica), e tra queste prevede le politiche per la finanza climatica e sostenibile; l'articolo 4, comma 3, lettera f- bis ), assegna al CITE (Comitato interministeriale per la transizione ecologica) il compito di approvare il Piano per la transizione ecologica, al fine di coordinare le politiche in una serie di materie di competenza del MITE, comprese quelle per la finanza climatica e sostenibile; come rilevato dal Servizio Studi del Senato, in relazione all'espressione "finanza climatica" non esiste un precedente a livello legislativo nell'ordinamento interno, mentre a livello internazionale, essa compare nel report dell'OCSE " Climate Finance Provided and Mobilised by Developed Countries in 2013-18 " e a livello europeo, invece, si fa riferimento al concetto di finanza sostenibile e non a quello di finanza climatica; in particolare, nel Piano d'azione per finanziare la crescita sostenibile (COM (2018)97) dell'8 marzo 2018 la Commissione europea ha chiarito che per finanza sostenibilesi intende il processo di tenere in debita considerazione, nell'adozione di decisioni di investimento, i fattori ambientali e sociali, per ottenere maggiori investimenti in attività sostenibili e di più lungo termine.. Nel concetto di finanza sostenibile rilevano, pertanto, i fattori ESG (Enviromental, Social and Governance); infatti, secondo la Commissione UE, le considerazioni di ordine ambientale fanno riferimento all'attenuazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento a questi nonché in senso lato all'ambiente e ai rischi connessi, come per es. le catastrofi naturali. Le considerazioni di ordine sociale possono fare riferimento a questioni di ineguaglianza, inclusività, rapporti di lavoro, investimenti in capitale umano e comunità. Le considerazioni di ordine ambientale e sociale sono spesso interconnesse, in particolare poiché i cambiamenti climatici possono esacerbare i sistemi di ineguaglianza in essere.; considerato altresì che: