[pronunce]

In particolare, la Provincia di Bolzano sottolinea che lo Stato potrebbe “al più”, in caso di mancato raggiungimento dell'accordo sui flussi di cassa, valersi dei poteri sostitutivi che gli spettavano già prima della riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione, previa delibera del Consiglio dei ministri. Sarebbe viceversa lesiva dell'autonomia provinciale l'adozione del decreto ministeriale previsto dalla norma impugnata, al di fuori di tale procedura di sostituzione. Né l'Avvocatura dello Stato, nei propri atti difensivi, avrebbe contestato il carattere lesivo del riparto costituzionale delle competenze di tale norma, essendosi limitata a sottolinearne la natura provvisoria e transitoria: tale natura, secondo la ricorrente, dovrebbe viceversa negarsi, “in quanto essa detta una regola destinata a trovare applicazione almeno per un lungo periodo di tempo (3 anni)”, e comunque suscettibile di divenire “stabile” nella legislazione futura. Peraltro, aggiunge la ricorrente, la pretesa transitorietà della disposizione non ne farebbe venir meno il carattere incostituzionale. La Provincia di Trento e la Regione Trentino-Alto Adige osservano dal canto proprio che permane l'interesse alla decisione, benché l'accordo sia stato raggiunto per gli anni 2003 e 2004, posto che la norma potrà trovare applicazione anche nel 2005. Essa finirebbe per incidere anche sui livelli di spesa, poiché i flussi di cassa non rappresenterebbero “una realtà oggettiva e solo tecnicamente determinabile, ma il frutto di una valutazione economica circa l'opportunità di un determinato livello di spesa”, opportunità discrezionalmente apprezzabile. Alla luce delle richieste avanzate dallo Stato in ordine alle previsioni di pagamento per il 2004, che hanno avuto per oggetto “tutte le spese”, resterebbe poi concreto il timore che i flussi siano determinati anche con riguardo alle spese per investimenti. 4. – Anche l'Avvocatura dello Stato, nell'imminenza dell'udienza pubblica, ha depositato memorie illustrative di analogo tenore, con cui ha insistito per la reiezione dei ricorsi. Secondo lo Stato, la norma impugnata si sarebbe limitata ad adeguare alle esigenze del cd. patto di stabilità il meccanismo, previsto dall'art. 8, comma 2, del d.lgs. n. 268 del 1992, di determinazione a titolo provvisorio degli acconti spettanti all'ente: al Ministro si richiederebbe “un solo calcolo matematico senza alcun margine di discrezionalità”. In ogni caso, il raggiungimento dell'accordo per gli anni 2003 e 2004 circoscrive la materia del contendere al 2005. Il ricorso dovrebbe poi essere giudicato inammissibile “per omessa puntualizzazione, prima che per non pertinenza, dei parametri costituzionali invocati”, poiché sia il titolo VI dello statuto, sia il d.lgs. n. 268 del 1992 sarebbero stati invocati “in blocco”, senza la dovuta specificazione delle norme parametro che si assumono violate. Inoltre, tali disposizioni non avrebbero ad oggetto il “contenimento dei disavanzi finanziari delle autonomie” e “l'equilibrio delle finanze regionali e locali”, su cui cadrebbe, invece, la norma impugnata: essa, per il 2005, prevede (commi 11 e 12), aggiunge l'Avvocatura, una percentuale di variazione del disavanzo (per le Province e i Comuni) del 7,8% rispetto al livello del 2003. La norma impugnata concerne invece i soli flussi di cassa e non l'insieme delle spese correnti, e si traduce in una sorta di misura “cautelare” che, conclude l'Avvocatura, “giova alle autonomie e non le lede affatto, per il che appare insussistente o almeno difficilmente ravvisabile l'interesse oggettivo alla doglianza”.1. – La Provincia autonoma di Bolzano (reg. ric. n. 20 del 2003) , la Provincia autonoma di Trento (reg. ric. n. 23 del 2003) e la Regione Trentino-Alto Adige (reg. ric. n. 24 del 2003) impugnano, con distinti analoghi ricorsi, l'art. 29, comma 18, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2003) per violazione dell'autonomia finanziaria delle ricorrenti quale risultante dal titolo VI dello statuto speciale e dalle relative norme di attuazione, nonché (quanto alla Provincia di Bolzano) per violazione dell'art. 119 della Costituzione e degli artt. 8, 9 e 16 dello statuto speciale, relativi alle competenze legislative e amministrative della Provincia. Il comma 18 dell'art. 29 della legge n. 289 del 2002 (dedicato al Patto di stabilità interno per gli enti territoriali) recita, al primo periodo, che “Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano concordano, entro il 31 marzo di ciascun anno, con il Ministero dell'economia e delle finanze, per gli esercizi 2003, 2004 e 2005, il livello delle spese correnti e dei relativi pagamenti”. Questa disposizione non è contestata dalle ricorrenti, le quali invece censurano il successivo secondo periodo del comma, ai cui sensi “Fino a quando non sia raggiunto l'accordo, i flussi di cassa verso gli enti sono determinati, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2003-2005”. La disposizione impugnata, consentendo che sia il Ministro a determinare unilateralmente, in mancanza dell'accordo, i flussi di cassa verso gli enti, svuoterebbe di significato, secondo le ricorrenti, la previsione stessa dell'accordo, pregiudicandone l'autonomia finanziaria. Inoltre, secondo la Provincia di Bolzano, permettendo allo Stato di incidere unilateralmente sull'ammontare delle risorse di cui l'ente autonomo può disporre, si finirebbe per impedire che esso possa svolgere pienamente le funzioni legislative e amministrative che gli spettano, in violazione delle relative norme statutarie. Secondo la Provincia di Trento e la Regione Trentino-Alto Adige, la disposizione censurata violerebbe altresì le norme di attuazione che disciplinano il versamento agli enti delle somme ad essi spettanti, nonché il principio, ricavabile dal sistema statutario, per cui le somme di spettanza degli enti autonomi dovrebbero essere per gli stessi effettivamente disponibili; in subordine, dette ricorrenti sostengono che, se un simile potere potesse essere riconosciuto allo Stato, esso non potrebbe essere intestato ad un singolo Ministro, ma solo al Governo nel suo complesso. 2. – La presente pronunzia è limitata all'impugnazione della predetta disposizione dell'art. 29, comma 18, secondo periodo, della legge n. 289 del 2002, restando riservata a separate pronunce la decisione delle altre questioni sollevate, negli stessi ricorsi, dalla Provincia autonoma di Bolzano e dalla Provincia autonoma di Trento. Limitatamente alle questioni concernenti detto art. 29, comma 18, secondo periodo, i giudizi devono essere riuniti, data l'identità dell'oggetto, per essere decisi con unica pronunzia. 3. – Le questioni sono infondate nei termini di seguito indicati.