[pronunce]

che sono, invece, i rimettenti di Pordenone (r.o. n. 763 del 2004), Siena (r.o. n. 772 del 2004), Lugo (r.o. n. 878 del 2004) e Cerignola (r.o. nn. 1002 e 1037 del 2004) ad ipotizzare la lesione di tale diritto in ragione della mancata previsione – da parte della disposizione impugnata – di ipotesi di esonero del proprietario dall'obbligo di comunicazione da essa previsto; che mettono, viceversa, in risalto la violazione del diritto al silenzio, sempre derivante dalla previsione dell'obbligo di comunicazione suddetto, i Giudici di pace di Livorno (r.o. nn. 773 e 774 del 2004), Verolanuova (r.o. n. 834 del 2004), Arcidosso (r.o. n. 963 del 2004), Cesena (r.o. nn. 964 e 965 del 2004), Pisa (r.o. n. 966 del 2004), Sorso (r.o. n. 967 del 2004), Pescara (r.o. n. 981 del 2004), Casteggio (r.o. n. 1027 del 2004) e Sulmona (r.o. n. 835 del 2004), quest'ultimo rimettente evidenziando anche come la comunicazione di cui all'art. 126-bis, comma 2, del codice della strada leda pure il diritto di difesa del soggetto «denunciato»; che sono, invece, i rimettenti di Torino (r.o. n. 823 del 2004), Chiavenna (r.o. nn. 873 e 874 del 2004) , Castel di Sangro (r.o. n. 876 del 2004), Milano (r.o. n. 932 del 2004), Pescara (r.o. n. 981 del 2004), Monza (r.o. n. 1006 del 2004) e Bologna (r.o. n. 1036 del 2004) a sottolineare come non sempre l'adempimento di tale obbligo di comunicazione possa ritenersi esigibile, ben potendo il proprietario – in special modo nei casi di uso promiscuo del medesimo veicolo da parte di più soggetti – ignorare l'identità del conducente; che i Giudici di pace di Porretta Terme (r.o. n. 825 del 2004), Siena (r.o. n. 772 del 2004), Chiavenna (r.o. nn . 873 e 874 del 2004) e Guastalla (r.o. n. 880 del 2004), pongono in luce, invece, come il contenuto dell'obbligo di comunicazione in esame si risolva, sostanzialmente, in una «autodenuncia», giacché il proprietario del veicolo – qualora sia anche il conducente autore dell'infrazione stradale – sarebbe costretto ad “autoaccusarsi”, al fine di evitare di incorrere in un doppio provvedimento sanzionatorio, e cioè «da un lato la decurtazione del punteggio e dall'altro la sanzione pecuniaria per l'omissione dei dati dell'effettivo conducente», ex art. 180, comma 8, del codice della strada; che, per concludere sul punto, i rimettenti di Guastalla (r.o. n. 880 del 2004), Arcidosso (r.o. n. 963 del 2004), Cesena (r.o. n. 965 del 2004), Pisa (r.o. n. 966 del 2004), Cervignano del Friuli (r.o. n. 1005 del 2004) e Portogruaro (r.o. n. 1020 del 2004) assumono che la previsione del descritto obbligo di «delazione» contrasterebbe con l'art. 24 Cost., giacché solo a carico di pubblici ufficiali può legittimamente operare un obbligo di denuncia di illeciti amministrativi; che quasi tutti i rimettenti – con l'eccezione di quelli di Modena (r.o. n. 820 del 2004) , Erba (r.o. n. 888 del 2004), Codogno (r.o. n. 968 del 2004) ed Urbino (r.o. n. 1022 del 2004) – hanno dedotto il contrasto con l'art. 27 della Costituzione, censura, anch'essa, variamente motivata; che deducono sic et simpliciter la violazione del parametro costituzionale suddetto – in base all'assunto che il principio della “personalità” della responsabilità sia comunque destinato ad operare per sanzioni aventi tale carattere (personale, appunto), indipendentemente dalla loro natura (meramente amministrativa e non propriamente penale) – i Giudici di pace di Legnago (r.o. n. 751 del 2004), Olbia (r.o. n. 762 del 2004), Siena (r.o. n. 772 del 2004), Chiavenna (r.o. nn. 873 e 874 del 2004), Rimini (r.o. n. 875 del 2004), Cerignola (r.o. nn. 1002 e 1037 del 2004) e Cervignano del Friuli (r.o. n. 1005 del 2004); che i giudici a quibus di Pordenone (r.o. n. 763 del 2004), Vergato (r.o. n. 764 del 2004), Livorno (r.o. nn. 773 e 774 del 2004), Torino (r.o. n. 823 del 2004), Sulmona (r.o. n. 835 del 2004), Siena (r.o. n. 847 del 2004), Cortona (r.o. n. 848 del 2004), Castel di Sangro (r.o. n. 876 del 2004), Lugo (r.o. n. 878 del 2004), Cesena (r.o. n. 965 del 2004), Pisa (r.o. n. 966 del 2004), Sorso (r.o. n. 967 del 2004), Monza (r.o. n. 1006 del 2004), Urbino (r.o. n. 1022 del 2004), Casteggio (r.o. n. 1027 del 2004) e Bologna (r.o. n. 1036 del 2004) richiamano, viceversa, la previsione dell'art. 3 della già citata legge n. 689 del 1981 (articolo che sancisce il principio della “personalità” della responsabilità amministrativa), rimarcando così il carattere sui generis della sanzione della decurtazione del punteggio dalla patente di guida, giacché essa, operando a carico del proprietario, derogherebbe ingiustificatamente a tale principio; che sottolineano, per parte loro, numerosi tra i rimettenti come – in forza di diverse disposizioni legislative – si profili la necessità di limitare la responsabilità “solidale” del proprietario del veicolo, a mezzo del quale venne commessa l'infrazione stradale, al solo pagamento della sanzione pecuniaria; che, in particolare, si riferiscono alla previsione dell'art. 196 del medesimo codice della strada i Giudici di pace di Parma (r.o. n. 745 del 2004), Torino (r.o. n. 823 del 2004), Porretta Terme (r.o. n. 825 del 2004), Verolanuova (r.o. n. 834 del 2004), Sulmona (r.o. n. 835 del 2004), Siena (r.o. n. 847 del 2004), Lugo (r.o. nn. 877 e 879 del 2004), Milano (r.o. n. 932 del 2004), Arcidosso (r.o. n. 963 del 2004), Cesena (r.o. n. 965 del 2004), Palermo (r.o. n. 982 del 2004), Portogruaro (r.o. n. 1020 del 2004) ed Urbino (r.o. n. 1022 del 2004);