[pronunce]

che il termine fissato dal citato art. 204-bis, comma 1, tenuto conto della struttura semplificata del procedimento in esame, non è intrinsecamente irragionevole, non sussistendo neppure la denunciata disparità di trattamento rispetto alla situazione disciplinata dall'art. 205 del d.lgs. n. 285 del 1992, che concerne la diversa, non comparabile, fattispecie dell'opposizione avverso l'ordinanza-ingiunzione e, peraltro, stabilisce in favore del ricorrente che risieda all'estero il termine di sessanta giorni per proporre opposizione, che coincide con quello previsto dalla norma censurata; che neanche sussiste la dedotta disparità di trattamento rispetto alla fattispecie oggetto dell'art. 201 del d.lgs. n. 285 del 1992, in quanto la regolamentazione dei termini per gli adempimenti interni al procedimento amministrativo e la disciplina concernente l'impugnazione dell'atto della pubblica amministrazione innanzi al giudice riguardano situazioni non omogenee, quindi, non comparabili; che, infine, la censura svolta in relazione all'art. 97 Cost. è manifestamente infondata, poiché, secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte, il principio di buon andamento della pubblica amministrazione non riguarda l'esercizio della funzione giurisdizionale e può essere invocato soltanto con riferimento all'organizzazione degli uffici giudiziari (tra le più recenti, ordinanze n. 337 e n. 44 del 2006). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 203, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, dal Giudice di pace di Fano, con l'ordinanza in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 204-bis, comma 1, del citato decreto legislativo n. 285 del 1992, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, dal medesimo Giudice di pace di Fano, con la stessa ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 dicembre 2006. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Giuseppe TESAURO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 dicembre 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA