[ddlpres]

h) prevedere che l'accesso alle funzioni dei medici non rientranti nel comma 1- bis del Servizio sanitario nazionale (SSN) avvenga attraverso una graduatoria per titoli predisposta annualmente a livello regionale e, per i pediatri di libera scelta, secondo un rapporto ottimale definito nell'ambito degli accordi collettivi nazionali; i) disciplinare l'accesso alle funzioni di specialista ambulatoriale del SSN secondo graduatorie provinciali alle quali sia consentito l'accesso esclusivamente al professionista fornito del titolo di specializzazione inerente al settore a d'interesse, indicando quale luogo di lavoro prioritario le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità, gli studi dei medici del ruolo unico di assistenza primaria e dei pediatri di libera scelta, o altra sede diversa prevista dalla programmazione regionale e nell'ambito degli accordi regionali; l) regolare la partecipazione dei medici convenzionati a società, anche cooperative, anche al fine di prevenire conflitti di interesse con le funzioni attribuite ai medici medesimi dai rapporti convenzionali in atto; m) prevedere le modalità con cui la convenzione con il SSN possa essere sospesa qualora, nell'ambito dell'integrazione dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali nella organizzazione distrettuale, le aziende sanitarie locali attribuiscano a tali medici l'incarico di direttore di distretto o altri incarichi temporanei inconciliabili con il mantenimento della convenzione; n) promuovere la collaborazione interprofessionale dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali con i farmacisti delle farmacie pubbliche e private operanti in convenzione con il SSN, ai sensi del decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153; o) assicurare la formazione continua integrata tra presidi ospedalieri e ambiti territoriali all'interno dell'orario di servizio dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali interni, anche all'interno dei moduli prestazionali di supporto specialistico, clinico e diagnostico, attraverso contratti con le strutture sanitarie accreditate e convenzionate con il SSN, in particolare gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) e le aziende ospedaliere universitarie di riferimento, nonché, anche all'interno del distretto sanitario, con le UCCP, le Case e gli Ospedali di Comunità quali sedi sia per la formazione continua che per la specializzazione universitaria , valorizzando altresì i medici di medicina generale pensionati e pensionandi su base volontaria, ancorché remunerati, con il coinvolgimento dell'ordine dei medici per il controllo dei requisiti di formazione e di iscrizione nel nuovo sistema di programmazione dei fabbisogni e della formazione dei medici di assistenza primaria, secondo principi di indipendenza e terzietà; p) prevedere che gli accordi integrativi regionali (AIR) e gli accordi attuativi aziendali (AIA) operino nel limite delle vigenti disposizioni di legge e dell'accordo collettivo nazionale »; b il comma 1- bis è sostituito dai seguenti: « 1-bis . Il medico del ruolo unico di assistenza primaria ha la responsabilità clinica del rapporto di cura e del percorso di presa in carico dell'assistito e svolge la propria attività professionale di prevenzione, assistenza e cura degli assistiti presso il proprio studio e al domicilio del paziente. L'attività ambulatoriale presso il proprio studio da parte di ogni medico del ruolo unico di assistenza primaria massimalista non può essere inferiore a cinque ore al giorno per cinque giorni alla settimana per singolo medico, e la componente di attività per le visite domiciliari e le attività distrettuali completa il monte orario previsto di 38 ore settimanali. Il medico non massimalista riduce, in proporzione ai propri assistiti, il numero di ore di studio e di attività domiciliari e completa il monte orario settimanale complessivo pari a 38 ore con lo svolgimento di attività distrettuali diurne o notturne. 1-ter . La scelta del medico è liberamente effettuata dall'assistito nel rispetto del limite massimo di 1.500 assistiti per medico. Si assume quale rapporto ottimale di distribuzione sul territorio quello di un medico del ruolo unico di assistenza primaria ogni 1.000 assistiti e, come dotazione standard per AFT, di un numero di 20 medici del ruolo unico di assistenza primaria ogni 20.000 assistiti. Le regioni possono adottare modelli innovativi territoriali che, tenendo conto della stratificazione della popolazione per classi di fragilità, sviluppino la Rete di medicina territoriale “Salute Globale” ( One Health ) consentendo al cittadino di scegliere un medico del ruolo unico di assistenza primaria che abbia acquisito esperienza, anche attraverso l'attività in residenze sanitarie assistenziali (RSA), in relazione ai bisogni dell'età geriatrica e della non autosufficienza. 1-quater. L'accesso al ruolo unico di assistenza primaria avviene attraverso una graduatoria unica per titoli, predisposta annualmente a livello regionale per la selezione degli incarichi secondo il rapporto ottimale di un medico ogni 1.000 assistiti all'interno di ciascuna AFT. L'accesso è consentito ai medici forniti dal diploma o dagli attestati di cui all'articolo 21 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368 e ai soggetti che sono in possesso di titolo equipollente, ai sensi dell'articolo 30 del medesimo decreto. Ai medici forniti dell'attestato o del diploma è comunque riservata una percentuale prevalente di incarichi, con l'attribuzione di un adeguato punteggio che tenga conto anche dello specifico impegno richiesto per il conseguimento dell'attestato o del diploma. 1-quinquies . Per quanto non già espressamente disciplinato in materia di assistenza sanitaria di base, le funzioni e le attività del medico del ruolo unico di assistenza primaria dalle ore 8 alle ore 20 comprendono: a) la gestione delle patologie croniche con attività di telemedicina e di teleconsulto mediante l'utilizzo di idonee piattaforme informatiche interfacciate sia con sistemi di monitoraggio che di rilevazione dei parametri clinici da remoto, secondo le linee guida ministeriali vigenti in materia con prestazioni di supporto specialistico, clinico e diagnostico erogate dalle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate e a contratto con il Servizio sanitario regionale di appartenenza; b) l'esecuzione di prestazioni diagnostiche di primo inquadramento a integrazione della propria attività; c) nell'ambito dell'AFT di appartenenza, la copertura dell'attività assistenziale diurna per dodici ore dal lunedì al venerdì, tramite apertura coordinata degli studi; d) l'attività di prevenzione e promozione della salute, compresa la profilassi vaccinale in prevenzione e risposta a virus, influenzali e non, endemici e pandemici, secondo i programmi vaccinali nazionali e regionali, nonché la gestione dell'isolamento nella presa in carico delle patologie infettive degli assistiti;