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il gruppo IGreco ha presentato, con l'offerta di acquisizione ad un euro, l'indicazione delle linee guida del piano industriale volto al turnaround (cioè il risanamento) del gruppo Novelli, basato sul mantenimento e sullo sviluppo di tutte le aree di business : il gruppo IGreco si era impegnato a investire 15-20 milioni di euro nel gruppo Novelli per assicurarne la continuità e per realizzare il piano di sviluppo mentre, sul fronte del personale, aveva dichiarato di voler valorizzare le risorse umane presenti in azienda, nel tentativo di salvaguardare nella misura più ampia possibile i livelli occupazionali, salvo poi procedere all'attivazione di ammortizzatori sociali e licenziamenti che hanno interessato complessivamente 45 persone; il 7 febbraio 2017, 21 giorni prima che venisse depositata la domanda di concordato preventivo e appena un mese e mezzo dopo l'acquisizione degli asset a un euro, "Alimentitaliani" ha proceduto allo scorporo di "Fattorie", "Bioagricola" e "Cantine" Novelli trasferendole ad altra società sempre in capo al gruppo IGreco; conseguentemente, la procedura di concordato preventivo è stata giudicata non ammissibile dal Tribunale di Castrovillari che nel mese di dicembre 2017 ha dichiarato il fallimento di Alimentitaliani Srl e concesso l'esercizio provvisorio delle aziende per un anno; il giudice per le indagini preliminari di Castrovillari ha ritenuto che l'operazione di scorporo lasciasse i creditori di Alimentitaliani privi di garanzie perché con il trasferimento Alimentitaliani restava completamente priva di beni e, ipotizzando a carico di Saverio Greco (in concorso con persone ignote) la bancarotta fraudolenta, ha disposto il sequestro preventivo delle società agricole scorporate da Alimentitaliani; dalle notizie apparse sulla stampa locale umbra nei giorni scorsi si apprende che: i militari della Guardia di finanza avrebbero effettuato una corposa acquisizione di documenti negli uffici del Ministero; tale attività rientrerebbe nell'ambito dell'indagine avviata dal procuratore capo di Castrovillari e riguarderebbe la controversa operazione di cessione degli asset del dicembre 2016, operazione caldeggiata dal Ministero e dalla Regione Umbria; da alcuni documenti emergerebbe che delle 39 manifestazioni di interesse (sembrerebbe anche milionarie, seppure relative solo ad alcuni rami d'azienda) pervenute tra ottobre e dicembre 2016 all' advisor milanese incaricato della vendita e al consiglio di amministrazione tecnico, soltanto 8 sarebbero state ritenute meritevoli di valutazione e soltanto una avrebbe infine avuto i requisiti di maggior garanzia per l'azienda, ossia quella presentata da IGreco, che è stata preferita alle altre; in questo contesto di eventi, che ha investito direttamente i lavoratori degli stabilimenti ex Novelli di Spoleto, Amelia e Terni, il futuro degli stessi lavoratori appare ad oggi quanto mai incerto, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per accertare come si siano svolti effettivamente i fatti nell'interesse e a garanzia di tutti i soggetti coinvolti, chiarendo in primis gli aspetti che riguardano le scelte operate dal Ministero medesimo; quante manifestazioni di interesse siano pervenute effettivamente per l'acquisizione e il salvataggio del gruppo Novelli e quali motivazioni abbiano indotto il Ministero a scegliere la proposta presentata dalla neocostituita Alimentitaliani; quali misure intenda adottare affinché il 22 dicembre 2018, termine della procedura fallimentare della Alimentitaliani, non segni la fine di una realtà produttiva che conta oggi circa 500 dipendenti e che finirebbe per mettere in ginocchio un territorio, quello umbro, afflitto dalle conseguenze della crisi sismica del 2016, e quello ternano, in particolare, già riconosciuto dal Ministero dello sviluppo economico stesso quale area di crisi complessa; quali garanzie prospetti ai lavoratori di questa realtà rispetto allo scenario che si aprirà loro di qui ai prossimi mesi. Atto n. 4-00273 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: Poste Italiane SpA, controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, da quanto sottolineato nelle notizie di stampa è sempre più orientata a rivolgere la propria attività ai servizi assicurativi e finanziari, offerti sul mercato con modalità di azienda privata e potenzialmente in grado di destabilizzare le aziende, per lo più piccole e medie, che operano nel settore della distribuzione assicurativa e di prodotti finanziari in Italia; per sopperire ai preoccupanti dati di bilancio oltre che all'inefficienza del servizio postale reso, con il decreto-legge n. 487 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla legge, n. 71 del 1994, Poste italiane venne trasformata da azienda autonoma a ente pubblico economico, prevedendo un ulteriore passaggio a società per azioni entro il 1996 (attuato poi il 28 febbraio 1998); la direttiva adottata il 30 gennaio 1997 dal Presidente del Consiglio dei ministri (la cosiddetta "direttiva Prodi") sui servizi postali assegnava a Poste italiane il compito di migliorare la qualità del servizio raggiungendo, tramite una nuova offerta di servizi, il pareggio dei costi di gestione della rete postale; dal marzo 2017 Bianca Maria Farina è il presidente, mentre Matteo Del Fante è l'amministratore delegato di Poste italiane S.p. A; nel 2017 il gruppo Poste italiane ha fatturato ricavi per 20,2 miliardi di euro da "premi assicurativi" (con un aumento del 2,2 per cento sul 2016), per 8,1 miliardi da "corrispondenza, pacchi e distribuzione", per 5,9 miliardi da "finanziario"; stando ai dati di bilancio, il comparto "corrispondenza, pacchi e distribuzione" ha chiuso l'anno 2017 con una perdita netta di oltre 500 milioni di euro e solo grazie al contributo dei comparti assicurativo e finanziario il bilancio, complessivamente, ha chiuso positivamente; il progetto di ulteriore specializzazione nel settore assicurativo che Poste intende perseguire risulta evidente se si considera la gara indetta al fine di identificare un'impresa assicurativa con la quale stipulare un accordo distributivo di polizze responsabilità civile auto; l'accordo distributivo permetterebbe, quindi, a Poste italiane di offrire polizze assicurative automobilistiche (settore nel quale le 12.000 agenzie assicurative indipendenti italiane detengono una quota di mercato di oltre l'80 per cento) ricorrendo ai 13.000 sportelli postali distribuiti sul territorio nazionale;