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3 Sono dichiarati utilizzabili dai terzi, con ordinanza del sindaco, resa nell'esercizio del potere di ordinanza di cui all'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni, i terreni, anche censiti nel catasto delle aree edificabili, per i quali i proprietari: a non risultino reperibili all'esito della notificazione di cui al comma 2; b non si impegnino ai sensi del comma 2; c comunque non provvedano nel senso richiesto dalla prescrizione di cui al comma 1. 4 Nel caso in cui, all'esito della notificazione di cui al comma 2, emerga la natura demaniale del terreno, il sindaco promuove con tutte le pubbliche amministrazioni interessate una conferenza di servizi decisoria, ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2016, n. 127, volta a rimuovere la situazione di incuria che costituisce pericolo potenziale ai sensi dell'articolo 1 della presente legge. 4 (Richiesta di utilizzazione dei terreni agricoli abbandonati) 1 Chi intende promuovere l'esecuzione delle prescrizioni di cui all'articolo 3, comma 1, anche nell'ambito di un'attività agricola, ne fa richiesta al comune in cui sono situati i terreni abbandonati. La richiesta è corredata di idonea documentazione e di un progetto analitico; essa non può essere accolta prima che sia stata dichiarata l'utilizzabilità di cui all'articolo 3, comma 3. 2 Il richiedente si impegna, nel caso di accoglimento della richiesta di cui al comma 1, a realizzare il progetto e a risiedere nel comune dove è situato il terreno abbandonato o in un comune limitrofo per un tempo non inferiore a cinque anni. La richiesta è resa pubblica mediante affissione per almeno sessanta giorni all'albo pretorio del comune interessato e dei comuni di ultima residenza conosciuta dei proprietari. Contro la richiesta di utilizzazione dei terreni abbandonati è ammessa opposizione da parte degli aventi diritto dinnanzi al tribunale in composizione monocratica. 3 Il comune, decorsi i termini per eventuali opposizioni, o dopo che le medesime siano state rigettate, esamina la richiesta di utilizzazione dei terreni abbandonati, previa assunzione, se del caso, di ogni informazione utile a confermare l'affidabilità del richiedente. 4 Ove il progetto di utilizzazione del terreno abbandonato sia approvato, esso è inviato, con le osservazioni necessarie ad evidenziare l'utilità generale del medesimo, al competente assessore regionale o della provincia autonoma, ovvero, in caso di pluralità di competenze, al presidente della giunta regionale o della provincia autonoma, che designa l'assessore incaricato dell'esame e della formulazione del parere. Tale parere, che deve essere espresso entro sessanta giorni, non dispensa dalle autorizzazioni, dalle approvazioni e dai pareri eventualmente richiesti sul progetto da altre disposizioni di legge o di regolamento. 5 In presenza di una pluralità di richieste di utilizzazione sono preferite quelle presentate da coltivatori diretti. 5 (Decisione sul progetto) 1 Il comune, eseguiti gli adempimenti previsti dalla presente legge, accoglie il progetto qualora riconosca che lo stesso pone rimedio ad una situazione di incuria, prevenendo il potenziale verificarsi del pericolo potenziale di cui all'articolo 1. 2 Il sindaco può disporre, nell'esercizio del potere di ordinanza di cui all'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni, che lo svolgimento dei lavori indispensabili ad attuare il progetto di cui al comma 2 dell'articolo 4 della presente legge comporti l'obbligo di consentire l'accesso, nei confronti dei privati i cui fondi insistono sulle aree limitrofe. 6 (Immissione nel possesso) 1 Il presentatore della richiesta di utilizzazione è immesso nel possesso del terreno abbandonato mediante verbale di assegnazione, nel quale sono specificati l'eventuale canone di affitto, gli obblighi e le responsabilità cui è tenuto l'assegnatario. 2 Il canone di affitto è stabilito tenendo conto del beneficio che alla comunità deriva dall'esercizio dell'attività agricola, ove prevista nel progetto, e, comunque, non può superare i due terzi del canone medio praticato in loco per terreni aventi le medesime caratteristiche. 3 I proventi del canone di affitto sono tenuti a disposizione dei proprietari del terreno abbandonato per tre anni dal primo pagamento. Decorso tale termine, essi sono acquisiti dal comune, che può utilizzarli per indennizzare l'assegnatario che abbia apportato al terreno migliorie di natura durevole. 4 Il presentatore del progetto approvato deve dare avvio all'attività alla quale si è impegnato entro centoventi giorni dall'immissione nel possesso del terreno abbandonato. 5 Ove le attività previste nel progetto non siano esercitate per almeno sei mesi continuativi, senza giustificato motivo, l'assegnatario decade dall'assegnazione. 6 Il possesso continuato del terreno assegnato non costituisce presupposto ai fini dell'usucapione. 7 (Rivendica degli aventi diritto) 1 Decorsi cinque anni dall'immissione dei terzi nel possesso dei terreni abbandonati, il proprietario può chiedere la riconsegna dei terreni e intervenire con azione di rivendica. 2 Costituisce condizione dell'azione di cui al comma 1 aver rimborsato od offerto agli assegnatari il rimborso delle spese di investimento nei terreni, comprensive del lavoro dell'assegnatario e dei suoi familiari. I criteri per la determinazione di tali spese sono stabiliti, in caso di svolgimento di attività agricola prevista nel progetto, con provvedimento della regione o della provincia autonoma in considerazione della coltura avviata, dello stato del terreno al momento dell'assegnazione, dell'accessibilità del terreno, dell'utilizzabilità di macchine agricole ai fini della coltivazione e di altri elementi oggettivi individuati dal provvedimento stesso. Il provvedimento prevede anche la progressiva riduzione del rimborso in relazione al periodo di assegnazione goduto e in considerazione della coltura avviata. 8 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge, valutati in 110 milioni di euro annui a decorrere dal 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.