[resaula]

Quindi siamo in un momento critico e Governo e Parlamento sono chiamati a trovare soluzioni efficaci. Ancora una volta, però, ci ritroviamo in quest'Aula ad affrontare un provvedimento che è simile a tutti i precedenti. Per questo noi, negli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto appartenenti all'opposizione e in particolare al Gruppo parlamentare Forza Italia, abbiamo già espresso in linea di massima le nostre criticità sul provvedimento al nostro esame, che definiamo ancora una volta senza effetti. Affermiamo questo perché si tratta di un provvedimento corposo, complesso, burocratico, fatto di 115 articoli che hanno il compito di rilanciare l'economia e invece hanno bisogno a loro volta di altri 53 decreti attuativi. Quindi arriviamo oggi, con tutti i provvedimenti precedenti, a circa 289 decreti attuativi necessari per mettere in atto le misure previste. Di questi, oggi, andando ad analizzare anche i provvedimenti precedenti, solo il 20 per cento sono stati emanati dai vari Ministeri. In molti casi, quindi, i provvedimenti deliberati, votati in quest'Aula, votati dal Parlamento, sono rimasti assolutamente lettera morta. Questo è un problema gravissimo che, come dicevo, arriva oggi in un momento molto particolare in cui è necessario essere tempestivi con le misure per arrivare direttamente ai cittadini. Invece, quando il provvedimento sarà votato dai due rami del Parlamento, si sposterà tutto nelle stanze dei Ministeri e quindi la politica lascerà il posto alla burocrazia. Questo non è assolutamente possibile in un momento in cui il decreto-legge è urgente e la sua attuazione dovrebbe essere immediata e arrivare subito ai nostri cittadini e alle nostre aziende. Senza i suddetti decreti, le misure non servono a nulla, quindi i cittadini italiani, in queste settimane e in questi giorni, percepiscono poco, così come anche le nostre aziende. Lo sentiamo tutti i giorni. Quindi ancora una volta, in quest'Assemblea, devo richiamare il divario che c'è tra la comunicazione che fa il Governo e il Paese reale. Il Governo comunica provvedimenti roboanti, provvedimenti bazooka e invece il Paese reale è un altro. Ancora una volta ci ritroviamo a parlare della distanza che c'è tra la comunicazione del Governo e la realtà. Oggi il provvedimento prevede una misura economica di ulteriori 25 miliardi che, sommati a tutti i precedenti, fanno un totale di 100 miliardi. Vorrei ricordare a tutti quanti voi, soprattutto ai colleghi della maggioranza politica, quando nel mese di aprile, noi di Forza Italia parlavamo di stanziare subito 100 miliardi, certamente di debito ma in pochi provvedimenti, anzi in un solo provvedimento che prevedesse norme chiare da scrivere tutti quanti insieme. Invece, molti colleghi della maggioranza ci hanno persino deriso su questi 100 miliardi. Oggi siamo arrivati a 100 miliardi, ma con tanti piccoli provvedimenti spezzatino che non stanno portando e producendo effetti positivi per l'economia. Come dicevamo, nessuno ci ha regalato questi 100 miliardi perché, infatti, sono debito che stiamo mettendo sulle spalle dei nostri figli. Non c'è nessun problema a parlare di debito, perché lo avevamo chiesto anche noi a suo tempo, però facciamo attenzione perché c'è debito e debito e ce lo ha ricordato di recente Mario Draghi quando ci ha parlato di debito buono e di debito cattivo. Ricadiamo nel primo caso se le risorse vengono utilizzate oggi con una destinazione e una finalità appropriata, con delle riforme e se il debito viene fatto per degli investimenti. In quel caso, si può parlare di debito buono; una cosa ben diversa sono, invece, questi provvedimenti "spezzatino" che alimentano esclusivamente la spesa corrente e non creano un circolo virtuoso di investimenti. Prova ne sono i tanti bonus , di cui dopo vorrei ricordare alcune cose. Non si genera oggi consumo parcellizzando in questo modo la spesa o mettendo a disposizione questi bonus . Anzi, gli effetti sono doppi e negativi perché i bonus hanno una quantità e non riescono nemmeno a soddisfare tutte le richieste e poi sono limitati nel tempo e non generano un consumo anche di lungo o di medio periodo. Non lo generano perché sono immediati: generano i loro effetti solo in quel determinato momento. Sono provvedimenti che non vanno nella direzione del consumo e, quindi, in un momento come quello attuale di grande incertezza, l'italiano invece di consumare, non conoscendo e non sapendo perché non c'è visione di Paese in questo momento, cerca di risparmiare. Come dicevo, il bonus è stata la vostra politica. Il flop dei bonus lo hanno ricordato in molti in quest'Aula. Li vorrei soltanto citare: il bonus vacanze è uno di questi ed è rimasto inattuato; sono state poche le richieste e anche mal gestite perché a danno oggi degli imprenditori turistici, che invece andavano aiutati. I bonus mobilità non sono per nulla partiti; non vi è ancora il portale per scaricare il bonus mobilità e poi c'è il famoso bonus del 110 per cento, nel quale anche noi crediamo perché riteniamo che l'edilizia sia oggi un settore trainante. Invece, anche sul bonus 110 per cento c'è la difficoltà interpretativa tra l'Agenzia delle entrate e il Ministero dello sviluppo economico. Anche in questo caso siamo fermi e gli imprenditori e i cittadini che vogliono utilizzarlo non lo stanno facendo. Come dicevo, si tratta di un insieme di provvedimenti e di misure che abbiamo definito assistenzialistiche e che non servono assolutamente in questo momento al rilancio del nostro Paese per sostenere gli investimenti. La ripresa iniziata a maggio non compensa le perdite subite nel periodo di chiusura. Per queste ragioni con i colleghi di Forza Italia e delle opposizioni esprimiamo un parere negativo sul decreto agosto. I difetti e le mancanze sono quelli dei provvedimenti che già abbiamo approvato in queste Aule. Pertanto, sappiamo già che anche i provvedimenti contenuti nel decreto agosto saranno inefficaci. Vorrei concludere con un monito perché le settimane che ci aspettano saranno importanti e decisive. Il Governo sarà chiamato alla sfida più importante degli ultimi anni, la seconda sfida storica più importante dopo quella del dopoguerra. Il Governo sarà chiamato all'impegno europeo importante di elaborare proposte, progetti e riforme. Del cosiddetto recovery fund ne abbiamo parlato in tanti e lo stiamo studiando tutti, però, come dicevo, è il Governo che deve dare delle risposte. Il fondo ammonta a 209 miliardi. Considerando tutti i fondi e la possibilità di utilizzare anche gli altri a disposizione, abbiamo una potenza di fuoco (questa, sì, oggi si può definire in tal modo) di circa 300 miliardi di euro. Sarà fondamentale pertanto cogliere questa opportunità, ma per il Governo sarà decisivo anche avere una visione politica per il Paese e verificare l'efficacia della relazione tra politici e tecnici, perché se non ha funzionato su questi provvedimenti, ahimé sarà difficile che possa funzionare su un provvedimento e su una sfida importante come quella che attende il Governo. Per questo parlo di visione del Paese: se abbiamo già questa esperienza, oggi dobbiamo mettere in campo la capacità di riuscire a trovare delle soluzioni, di essere snelli e soprattutto di guardare al futuro. Per questo vorrei concludere, signor Presidente, parafrasando Seneca che diceva che nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove andare. (Applausi) . PRESIDENTE.