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Le chiedo, signor Ministro, se le siano noti i criteri d'individuazione dei siti orfani inseriti nell'allegato al decreto ministeriale n. 222 del 22 novembre 2021 e in base a quali valutazioni metodologiche siano state disposte priorità e assegnazione degli importi previsti. Le chiedo ancora secondo quali modalità sia stata verificata l'effettiva qualificazione di siti orfani, visto che molti di quelli inclusi negli elenchi forniti dalle Regioni e dalle Province autonome, per poi confluire nel piano d'azione, sono qualificati come ex siti industriali dismessi, cave o anche discariche di rifiuti solidi urbani (RSU). La Sicilia, ad esempio, ne ha elencati 36, di cui 34 erano già nel piano regionale delle bonifiche, in cui peraltro la contrada Marabusca non c'era, e per 20 su 36 è prevista una messa in sicurezza d'emergenza, intervento - come sa - non risolutivo. Le chiedo allora se per quei siti sia stato appurato o si intenda far appurare per quali ragioni non siano stati ancora bonificati ovvero se gli enti preposti abbiano attivato tutte le dovute verifiche in merito alla prevista responsabilità dell'eventuale omessa bonifica. Soprattutto, le chiedo quali misure organizzative di contrasto alle infiltrazioni mafiose e incremento delle verifiche preventive siano state previste a fronte degli elevati importi di investimento e considerato che il 50 per cento dello stanziamento complessivo è destinato alle Regioni del Mezzogiorno, anche alla luce della problematicità dei controlli sulle società che richiedono l'iscrizione o la permanenza nelle cosiddette white list . PRESIDENTE. Il ministro della transizione ecologica, professor Cingolani, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CINGOLANI, ministro della transizione ecologica . Signor Presidente, i fondi stanziati a valere sulla legge di bilancio per il 2019 per le bonifiche dei siti orfani, come individuati, sono stati ripartiti tra le Regioni e le Province autonome secondo le quote individuate e sulla base di specifici criteri di assegnazione, i quali prevedono che ciascuna Regione, secondo i propri principi e in coerenza con le pianificazioni già adottate in materia di bonifica, provveda all'individuazione dei detti siti orfani. Analogamente, con il PNRR sono stati stanziati 500 milioni di euro per la bonifica di siti orfani (è l'investimento 3.4 della misura 2), prevedendo altresì, quale milestone intermedia, l'individuazione dei suddetti siti di tutte le Regioni e le Province autonome. Gli enti territoriali sono pertanto stati individuati quali interlocutori per fornire le necessarie informazioni, in ragione del vigente quadro normativo, che attribuisce loro la competenza di effettuare il censimento, attività propedeutica all'adozione di uno specifico piano d'azione. Il quadro normativo di riferimento del piano d'azione è costituito dall'articolo 17 del decreto legge n. 152 del 2021, in base al quale le informazioni necessarie alla predisposizione del piano d'azione di cui al decreto n. 222 del 2021 sono fornite dalle Regioni. Inoltre, l'effettiva qualificazione dei siti orfani è attestata dalle Regioni proponenti e verificata in sede istruttoria dal Ministero mediante una check list , in base alla definizione di sito orfano di cui al richiamato decreto ministeriale del 2020 (il pacchetto si chiama programmazione dei siti orfani). I siti orfani sono pertanto stati individuati attraverso un processo di concertazione con le amministrazioni territoriali, che è stato avviato nel luglio del 2021, per cui gli uffici preposti del Ministero hanno chiesto agli enti di individuare i siti orfani da riqualificare sul proprio territorio e i relativi interventi. Le proposte pervenute dalle Regioni e dalle Province autonome sono state preliminarmente verificate attraverso appositi incontri, sulla base di elementi quali la coerenza con le definizioni e l'ambito di applicazione del decreto ministeriale del 29 dicembre 2020, la verifica del dettaglio della tipologia di interventi previsti, delle attività necessarie e delle matrici ambientali oggetto di interventi, nonché la coerenza tra la descrizione e l'intervento proposto. Inoltre, sono state vagliate in base alla verifica del superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione nella matrice dei suoli, della verifica delle attività ex articolo 242 del Testo unico ambientale già concluse e della coerenza con gli obiettivi e le tempistiche del PNRR. Questo ovviamente riguarda solo la parte del PNRR che ha milestone molto stringenti, come lei sa perfettamente. Il piano di azione per la riqualificazione dei siti orfani è stato inviato alla conferenza unificata per la prescritta intesa ed è stato inserito nell'ordine del giorno del 21 giugno prossimo. A valle dell'intesa della conferenza si provvederà ad emanare il relativo decreto ministeriale. Tecnicamente, se martedì arrivasse l'intesa, potrebbe essere firmato nel giro di poche ore. Riguardo alle misure di contrasto alle infiltrazioni mafiose, si ricorda che con il decreto-legge n. 152 del 2021, concernente l'attuazione del PNRR, sono state previste misure finalizzate al rafforzamento del sistema di prevenzione antimafia, attraverso celerità delle procedure e introduzione di forme di contraddittorio e di prevenzione collaborativa. Attesa la considerazione di tutte le amministrazioni sul tema, si segnala altresì la recente circolare del Ministero dell'interno, n. 38877, del 13 giugno scorso, recante indicazioni relative al contrasto delle infiltrazioni mafiose nell'ambito della realizzazione delle progettualità inerenti il PNRR. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Corrado, per due minuti. CORRADO (CAL-Alt-PC-IdV) . Signor Ministro, non mi ritengo soddisfatta, non tanto perché non apprezzi la sua ricostruzione di tutta la trafila burocratica e anche la buona volontà che lei esprime, ma perché in generale - e non mi riferisco soltanto alle attività che competono al suo Ministero - mi sembra che vengano spese molte parole sul tema del contrasto alle infiltrazioni della criminalità, che poi in concreto restano appunto parole. Lei ha citato anche l'ultima circolare del Ministero dell'interno, che non a caso chiama in causa, inevitabilmente, le prefetture, assegnando loro ulteriori oneri e dando, se possibile, ulteriori responsabilità rispetto alle verifiche: sto parlando in particolare delle white list . Come però lei saprà, il sistema delle white list , rispetto al quale sono assolutamente favorevole e ritengo che sia un ottimo strumento, di fatto non funziona. Mi è capitato di presentare interrogazioni a proposito, ad esempio, del ritardo nella verifica delle richieste di inserimento in white list o anche nella permanenza in white list , che va verificata anno per anno, perché ci sono prefetture come quella di Napoli in cui ci sono richieste ferme e prive di risposta dal 2016. Ciò vuol dire che chiaramente non è stata fatta alcuna verifica anno per anno e quindi, sulla base della semplice richiesta di iscrizione, quelle ditte stanno assumendo incarichi e spesso sono le stesse che lavorano alle bonifiche e che a volte hanno, se non sono loro stesse, responsabilità nell'inquinamento.