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Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, intervengo semplicemente per rimettere alla sua attenzione l'intesa che sarebbe stata assunta tra i Gruppi su come procedere con i nostri lavori di oggi, ovvero sospendere i lavori della mattinata appena dopo il voto della questione sospensiva e della pregiudiziale e riprenderli alle ore 16 per completare l'esame del provvedimento. PRESIDENTE . La ringrazio per il suo intervento. Era già concordato tra i Gruppi che, dopo aver esaminato la questione pregiudiziale inerente al provvedimento che stiamo per esaminare, avremmo sospeso i nostri lavori. Devo verificare con il Presidente se la ripresa sarà prevista alle ore 16 o, più probabilmente, alle ore 16,30. Lo comunicheremo in ogni caso prima della sospensione. Discussione dei disegni di legge costituzionale: Doc 1440 Modifica all'articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato per l'elezione del Senato della Repubblica (Approvato, in sede di prima deliberazione, dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge costituzionale d'iniziativa dei deputati Bossio; Ceccanti; Brescia ed altri; Meloni ed altri) Doc 307 Modifica all'articolo 58 della Costituzione in materia di estensione del diritto di voto per l'elezione del Senato della Repubblica alle cittadine e ai cittadini che hanno compiuto diciotto anni RAMPI ed altri. - Doc 1022 Modifiche all'articolo 58 della Costituzione in materia di elettorato attivo per l'elezione del Senato della Repubblica CERNO ed altri. - Doc 1116 Estensione del suffragio per l'elezione del Senato CALDEROLI. - (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) Approvazione del disegno di legge costituzionale n. 1440 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge costituzionale nn. 1440, 307, 1022 e 1116. La relazione è stata stampata e distribuita. Chiedo al relatore, senatore Parrini, se intende integrarla. PARRINI, relatore . Signor Presidente, vorrei semplicemente integrare con un breve intervento la relazione che è agli atti per sottolineare la grande importanza del provvedimento al nostro esame. Il provvedimento consiste in una modifica dell'articolo 58 della nostra Costituzione che ci permette di rimuovere un'anomalia italiana sul requisito anagrafico per essere elettori del Senato, che da tanto tempo la generalità delle forze politiche ha manifestato l'intenzione di voler cambiare. Ci permette da questo punto di vista di conseguire un risultato politico, che abbassa anche fino allo zero il rischio che possano esserci, per diversità di elettorati attivi nelle due Camere che hanno uguali poteri, maggioranze difformi nei due rami del nostro Parlamento. A me corre l'obbligo anche di dire che, entro il termine previsto per il deposito degli emendamenti anche da parte degli altri colleghi, come relatore ho ritenuto necessario depositare un emendamento interamente sostitutivo dell'articolo 1, perché si possa approvare in questo ramo del Parlamento un testo uguale a quello che è stato approvato alla Camera dei deputati, e cioè una modifica del solo requisito anagrafico dell'elettorato attivo. Penso che questo sia opportuno per varie ragioni: in primo luogo, noi abbiamo avuto una sospensione dell' iter di questo provvedimento di molti mesi a causa del Covid e mi pare significativo dare alla Camera un testo uguale che possa essere subito votato in seconda lettura; in secondo luogo, anche dal dibattito in Commissione era emersa la posizione di alcune forze politiche di riserva e di contrarietà sull'estensione anche dell'elettorato passivo. Credo sia opportuno da questo punto di vista un gesto di apertura e creare le condizioni perché nella votazione seconda e finale, che il Senato farà - mi auguro - tra tre mesi e la Camera potrà fare anche tra poche settimane se noi voteremo lo stesso testo della Camera, si possa avere un larghissimo consenso superiore ai due terzi dei componenti, così come si è avuto alla Camera sul solo elettorato attivo quando ha votato il 31 luglio 2019. PRESIDENTE . Comunico che sono state presentate una questione pregiudiziale e una questione sospensiva. Ha chiesto di intervenire il senatore De Falco per illustrare la questione pregiudiziale QP1. Ne ha facoltà. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, mi accingo a illustrare una questione pregiudiziale alla quale hanno aggiunto la loro firma i colleghi Fattori, Di Marzio e Martelli. Il relatore ha appena parlato dell'importanza di questa riforma, che tuttavia - diciamo così - è molto, molto puntuale. Dovremmo cercare di ricordare che l'Assemblea costituente - e così il relatore della Commissione Ruini - ritenne consono al carattere del Senato il limite di età di quarant'anni. Accolgo con favore l'innovazione e l'emendamento che ha portato lo stesso relatore. Tuttavia, il ragionamento complessivo va sviluppato sul limite di età di elettorato sia attivo che passivo. La differenziazione tra la Camera e il Senato viene lentamente erosa attraverso queste modifiche di cui non si vede il punto di caduta, ma che fanno ben capire, sia per la tempestività con cui si inseriscono durante la campagna elettorale referendaria, sia per la loro caratterizzazione, ovverosia uno scambio tra politica e istituzioni, che tutto questo procedere attraverso una parcellizzazione e uno sminuzzamento delle riforme altro non è che un tentativo di nascondere agli italiani e anche al Parlamento tutto il ragionamento che sta dietro. Mi riferisco al fatto che si voglia andare pian piano, senza svelarlo come già fatto in maniera forse inopinata nei pessimi tentativi di riforma precedenti - mi riferisco a quello di Renzi - al superamento del bicameralismo. Noi sappiamo che la Costituzione consente di modificare la Costituzione stessa, ma non consente di mettere in discussione la struttura complessiva dello Stato. Si può anche discutere del bicameralismo paritario che abbiamo, non perfetto, ma non si deve arrivare alla soppressione del bicameralismo attraverso manovre surrettizie, criptiche, nascoste. Ebbene, che i proponenti denuncino il punto di caduta di questo processo sarebbe correttezza; lo imporrebbe la trasparenza; lo imporrebbe anche un senso di correttezza verso le istituzioni e i cittadini. Altrimenti a cosa assistiamo qui? Assistiamo a delle modifiche artificiose attraverso le quali si vuol raggirare sostanzialmente la buona fede del Parlamento e dei cittadini. Invito tutti coloro che sostengono le ragioni del no al taglio dei parlamentari a considerare la possibilità di votare questa pregiudiziale, altrimenti, mano a mano, avremo non già un bicameralismo paritario, ma uno iperperfetto, dal quale deriverà la constatazione dell'inutilità di un doppione, quindi la soppressione di una Camera. Ebbene, credo che non possiamo consentirlo e che non possano farlo soprattutto coloro i quali si stanno impegnando a fondo perché il taglio del Parlamento non abbia luogo. Attenzione, questa è una delle modifiche che si annunciano, ma a breve ce ne saranno altre, sempre parcellizzate. Vi chiedo, colleghi, di valutare la questione pregiudiziale in relazione al disegno che si viene man mano componendo: