[resaula]

Dunque il nuovo progetto definitivo deve necessariamente essere realizzato in conformità alle nuove norme tecniche per le costruzioni; relativamente alla modalità di revisione del progetto si ritiene che la concessionaria e la concedente non possono autonomamente rimettere in discussione un progetto consolidato approvato dagli enti coinvolti e dal CIPE sulla base di un preciso piano economico finanziario; altresì non è possibile rivedere il progetto se non applicando le nuove norme tecniche e ottenendo una nuova approvazione del progetto e del piano economico finanziario da parte del CIPE e, in secondo luogo, non è possibile mettere a gara un'opera senza la necessaria copertura finanziaria, si chiede di sapere quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo in merito a quanto sopra e quali provvedimenti intenda eventualmente assumere riguardo alle criticità rappresentate. Atto n. 4-00418 MISIANI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il 26 giugno 2016 una "bomba d'acqua" ha sommerso il quartiere di Longuelo e altre zone della città e dell' hinterland di Bergamo, provocando danni per oltre 2 milioni e mezzo di euro a 250 tra famiglie e commercianti; dopo una prima richiesta di documentazione, che il Comune di Bergamo ha raccolto e trasmesso alla Regione, quest'ultima nell'estate 2017 ha comunicato il cambiamento dei parametri di riferimento e una nuova richiesta di presentazione della documentazione, esclusivamente on line . Di conseguenza, delle oltre 200 richieste presentate nell'autunno 2016 le domande si sono ridotte a 77; il Governo, che a maggio 2017 aveva riconosciuto per gli enti pubblici lo stato di emergenza per gli eventi alluvionali di Bergamo e Sondrio, ha fatto rientrare i fondi per il rimborso dei danni a privati ed attività produttive all'interno di uno stanziamento di 170 milioni di euro relativo ad una serie di emergenze nazionali verificatesi tra il 2013 e il 2017; lo schema di ripartizione dei fondi da parte del Dipartimento nazionale per la protezione civile non ha ancora ricevuto il via libera di tutte le Regioni; a due anni di distanza dal nubifragio, non si conoscono né i tempi, né l'importo che la Regione Lombardia avrà a disposizione per risarcire chi ha subito danni, si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Governo per sbloccare il riparto del fondo per le emergenze nazionali, accelerando le pratiche di rimborso dei danni subiti dai privati e dalle attività produttive bergamasche a causa del nubifragio del giugno 2016. Atto n. 4-00419 FATTORI GIARRUSSO ANGRISANI TRENTACOSTE SILERI RICCIARDI Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che: il riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio dei Comuni è regolato dall''articolo 194 del testo unico degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267); il parere espresso con deliberazione n. 173/2014/PAR dalla Corte dei conti, sezione regionale di controllo per il Molise, nell'adunanza del 30 settembre 2014 ha ribadito che: "L'art. 194 co. 3 TUEL prevede che, per il finanziamento dei debiti fuori bilancio, deve provvedersi a norma dell'articolo 193, co. 3" e solo ove "non possa documentalmente provvedersi" in tal modo, è previsto il ricorso alla contrazione di mutui; in questo caso "nella relativa deliberazione consiliare viene dettagliatamente motivata l'impossibilità di utilizzare altre risorse"; a seguito della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante "Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione", che ha consentito agli enti locali di indebitarsi esclusivamente per le spese di investimento (art. 119 della Costituzione), l'art. 41, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, ha chiarito che il ricorso ai mutui per la copertura dei debiti fuori bilancio è ammesso solo per quei debiti maturati anteriormente alla data di entrata in vigore (8 novembre 2001) della predetta legge costituzionale; pertanto agli enti locali non è concesso indebitarsi con la Cassa depositi e prestiti se non per debiti maturati anteriormente all'8 novembre 2001; il parere espresso dalla Corte dei conti sezione regionale di controllo per la Puglia, nella camera di consiglio del 29 settembre 2010, con deliberazione n. 93/PAR/2010 cita: «Sussiste, pertanto, ad avviso della Sezione, in presenza di una sentenza munita della formula esecutiva, l'obbligo di procedere con tempestività alla convocazione del Consiglio Comunale per provvedere al riconoscimento del debito al fine di impedire il maturare di interessi, rivalutazione monetaria ed ulteriori spese legali generate da eventuali azioni esecutive. D'altronde, come precisato dal successivo punto 102 del su richiamato principio contabile n. 2: "il riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio derivante da sentenza esecutiva non costituisce acquiescenza alla stessa e pertanto non esclude l'ammissibilità dell'impugnazione. Il medesimo riconoscimento, pertanto, deve essere accompagnato dalla riserva di ulteriori impugnazioni ove possibili e opportune". Con il provvedimento consiliare di riconoscimento del debito fuori bilancio devono necessariamente individuarsi, ad avviso del Collegio, le fonti di finanziamento rilevata la sussistenza dell'obbligo di copertura finanziaria gravante sui provvedimenti di spesa sancita dall'art. 191 del decreto legislativo n. 267/2000. Infatti, come noto, la fattispecie del debito fuori bilancio costituisce un'obbligazione pecuniaria dell'Ente locale perfezionatasi giuridicamente ma assunta in violazione delle norme giuscontabili che regolano l'assunzione di impegni di spesa ed il provvedimento del Consiglio Comunale di riconoscimento del debito consente di ricondurre l'obbligazione nell'osservanza delle norme di contabilità mediante la individuazione delle risorse per farvi fronte. Come precisato dalla Sezione Regionale di Controllo per l'Emilia Romagna con la deliberazione n. 20/2007 depositata in data 3/04/2007, deve dedursi dalla ratio del sistema normativo nel suo insieme che il debito, una volta riconosciuto dall'Ente, deve essere finanziato ed adempiuto con necessaria celerità nel rispetto degli equilibri di bilancio anche al fine di evitare ulteriore aggravio per le finanze pubbliche. Deve, inoltre, aggiungersi che le linee guida per la predisposizione delle relazioni ai bilanci di previsione 2010 a cui devono attenersi gli Organi di Revisione Contabile degli Enti locali, approvate con la deliberazione della Sezione Autonomie n. 9/AUT/2010 depositata il 16/04/2010, richiedono, alla domanda preliminare n. 13), se sono previsti stanziamenti per il finanziamento di debiti fuori bilancio ancora non riconosciuti dal Consiglio Comunale manifestando particolare attenzione anche alle potenziali passività affinché gli Enti predispongano adeguati accantonamenti che permettano la copertura dei futuri debiti.