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Tuttavia, benché gli aspetti tecnici coinvolti in tali linee guida siano molti e diversi tra loro, e nonostante alcuni di essi siano già disponibili e condivisi, l'attuale previsione di un unico atto di adozione rallenta la predisposizione di tali linee guida, rendendo difficile alle amministrazioni competenti l'autorizzazione ed il controllo delle necessarie infrastrutture. Con la previsione della possibilità di adozione di tali linee guida con uno o più decreti si consente di adottare immediatamente le linee guida tecniche già perfezionate, demandando ad ulteriori decreti la predisposizione delle ulteriori linee guida per i restanti profili. Si consente così una rapida attuazione di quanto disposto dal decreto-legge n. 179 del 2012 in materia di controllo, sviluppo, diffusione e crescita delle nuove tecnologie di telefonia mobile e trasmissione dati. Il comma 8 dispone che, all'intesa tra lo Stato, la Regione Valle d'Aosta e le province autonome di Trento e di Bolzano prevista dall'articolo 1, comma 515, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, relativa al Parco nazionale dello Stelvio, partecipi anche la Regione Lombardia. La proposta contenuta nei commi da 7-9-10-11 è finalizzata alla soluzione delle criticità emerse in seguito all'emanazione della disposizione di cui all'articolo 34, comma 52, del decreto-legge n. 179 del 2012, il quale, nell'attuale formulazione, sembrerebbe aver soppresso l'articolo 285 del decreto legislativo n. 152 del 2006, come modificato dal decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128, con riferimento alle caratteristiche tecniche degli impianti termici civili. L'intervento normativo ripristina la normativa previgente di cui all'articolo 285 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 contenente, per gli impianti termici civili, il rinvio alle caratteristiche tecniche di cui all'Allegato IX alla parte quinta dello stesso decreto. Preso atto delle incertezze emerse in seguito all'emanazione della citata disposizione introdotta dal comma 52, si è ritenuto opportuno inserire nella proposta una proroga dei termini previsti all'articolo 284, comma 2, con riferimento agli impianti termici civili in esercizio alla data di entrata in vigore della parte quinta, per i quali era previsto, entro il 31 dicembre 2012, l'integrazione del libretto di centrale a cura del responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto con un atto di conformità alle caratteristiche tecniche di cui all'articolo 285 e ai valori limite di cui all'articolo 286. Da un punto di vista ambientale la modifica consentirà di ripristinare l'obbligo che consente all'autorità competente di conoscere in modo sistematicamente aggiornato gli impianti presenti sul territorio e di organizzare i relativi controlli con il beneficio di evitare la presenza di impianti non conformi alle prescrizioni ambientali del decreto legislativo n. 152 del 2006. Consentirà inoltre di reintrodurre il potere delle Regioni di poter intervenire attraverso i propri piani di qualità dell'aria (le Regioni sono le autorità competenti per la valutazione e gestione della qualità dell'aria) nella definizione di ulteriori caratteristiche tecniche per gli impianti termici civili necessarie al fine del raggiungimento degli obiettivi di qualità dell'aria. Ciò appare di grande rilevanza stante la situazione di evidente criticità presente in Italia in relazione al rispetto dei valori limite di qualità dell'aria imposti dalle norme comunitarie che hanno già determinato l'apertura di alcune procedure di infrazione contro l'Italia. Inoltre, è stata ribadita la previsione del regime transitorio già introdotto dall'articolo 34, comma 52, del decreto-legge n. 179 del 2012 per l'adeguamento degli impianti termici civili che prima dell'entrata in vigore della presente disposizione siano già in possesso di autorizzazione ai sensi del Titolo I della parte V del decreto legislativo n. 152 del 2006 e che a partire da tale data ricadano nel successivo Titolo II. Infine, con il comma 12 è stato inserito all'articolo 2 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, dopo il comma 2 il nuovo comma 2- bis , il quale prevede, relativamente alle specie alloctone, con esclusione di quelle di più antica introduzione da individuare con apposito decreto ministeriale, che la gestione sia volta all'eradicazione o al controllo delle popolazioni. Si intende fornire uno strumento per l'eradicazione o il controllo delle specie introdotte in Italia e che producono gravi impatti sull'ambiente e danni ad attività antropiche, come ad esempio la nutria. Il testo si pone in piena coerenza con gli attuali indirizzi a livello internazionale e di Unione europea, che individuano i danni e i costi derivanti dalle specie alloctone invasive come una grave minaccia per l'ambiente, per le attività antropiche e la salute. Art. 12. - (Misure urgenti per garantire l'alta qualificazione e la trasparenza degli organi di verifica ambientale e per accelerare la spesa per la programmazione unitaria 2007/2013) L'articolo sostituisce l'articolo 7, comma 1, primo periodo, del decreto-legge n. 90 del 2008. La sostituzione coniuga l'esigenza di contenimento della spesa pubblica e di semplificazione delle procedure della Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale (di cui all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2007) con il duplice fine di conseguire con immediatezza più elevati livelli di semplificazione e operatività mediante la riduzione del numero dei commissari che la compongono, nonché di assicurare la sussistenza di specifici requisiti di qualificazione all'atto della scelta dei componenti stessi, tenuto conto della prossima scadenza dei componenti dell'organismo in questione. Con il comma 2 si prevede che i componenti della valutazione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA/VAS, che sono in carica alla data di entrata in vigore del presente decreto, cessino dalle loro funzioni al momento del subentro dei nuovi componenti nominati con successivo decreto del Ministro, secondo i criteri stabiliti con il provvedimento di cui al comma 1. Con il comma 3 è altresì esteso ai componenti della Commissione, il regime di incompatibilità di cui all'articolo 6- bis n. 241 del 1990 e di cui al decreto legislativo n. 39 del 2013. Il comma 4 è stato introdotto al fine di consentire, con impatto immediato, l'efficiente utilizzo delle risorse finanziarie, ai soggetti pubblici già titolari di interventi finanziati, in tutto o in parte, con risorse comunitarie individuate nell'ambito del Quadro Comunitario di Sostegno 2007/2013 e destinate alla riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici pubblici. A tal fine, a tali soggetti sono attribuiti i poteri di cui all'articolo 18, comma 8- ter , del decreto-legge n. 69 del 2013, così come definiti nel decreto del Presidente del Consiglio del 20 gennaio 2014, costituiti, segnatamente, da poteri derogatori rispetto alla normativa vigente. Art. 13. - (Procedure semplificate per le operazioni di bonifica o di messa in sicurezza e per il recupero di rifiuti anche radioattivi.