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Esame e rinvio) Il presidente RIPAMONTI , in sostituzione del relatore Anastasi, illustra l'atto del Governo in titolo, segnalando che lo schema di decreto ministeriale trova il suo presupposto normativo nell'articolo 148 della legge n. 388 del 2000. L'articolo 148 dispone, al comma 1, che le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato siano destinate ad iniziative a vantaggio dei consumatori, facendo salvo quanto disposto dal successivo comma 2. Il comma 2, primo periodo, specifica che le predette entrate possono essere riassegnate anche nell'esercizio successivo - per la parte eccedente l'importo di 10 milioni di euro per l'anno 2018 e di 8 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019 - con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze ad un apposito Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, per essere destinate alle iniziative a vantaggio dei consumatori individuate di volta in volta con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentite le Commissioni parlamentari competenti. Illustra quindi l'atto in esame, costituito da 9 articoli e un Allegato (Allegato A), rilevando che è in corso di trasmissione una modifica all'Allegato A da parte del Ministero competente. Osserva poi che le entrate derivanti dalle sanzioni irrogate dall'Autorità Antitrust risultano iscritte sul capitolo di entrata del bilancio statale 3592. Tali proventi vengono poi, in quota parte, riassegnati al capitolo di spesa 1650/MISE «Fondo derivante dalle sanzioni amministrative irrogate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato da destinare a iniziative a vantaggio dei consumatori» . La legge di bilancio 2022 ha previsto, per ciascun anno del triennio 2022-2024, lo stanziamento di 25 milioni sul capitolo 1650/MISE. Specifica dunque che, relativamente al triennio 2022-2024, oggetto della presente programmazione, risultano disponibili sul capitolo 1650 somme per un totale di 57,7 milioni, di cui 11 milioni per l'anno 2022, 25 milioni per l'anno 2023 e 21,75 milioni per l'anno 2024, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 1 del decreto. Nel segnalare che il precedente decreto di riparto 10 agosto 2020 ha già individuato iniziative il cui finanziamento grava - per 14 milioni - sulle risorse stabilizzate per il 2022, fa presente che risultano non impegnati per l'anno in corso 11 milioni. Per quanto riguarda l'anno 2024, la relazione illustrativa invece evidenzia che le restanti risorse (si tratterebbe, dunque, di 2,25 milioni, la differenza tra i 25 milioni stabilizzati e 21,75 ora ammessi al riparto) potranno trovare strutturazione con un successivo decreto di riparto al fine di far fronte ad esigenze che dovessero emergere nel futuro, restando quindi fuori dal contenuto dello schema in esame. Precisa che, secondo la relazione illustrativa, l'individuazione dell'importo per annualità, nell'ambito del limite assegnato all'azione e nei limiti delle somme effettivamente disponibili in bilancio, alla luce delle norme di contabilità recenti e dell'esperienza effettuata con l'ultimo decreto di riparto, avviene in relazione alle specificità delle iniziative e degli strumenti attuativi. L'articolo 9, comma 3, peraltro, autorizza il direttore generale della Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica del Dicastero dello sviluppo economico a riprogrammare e rimodulare le iniziative di cui agli articoli da 2 a 8 del decreto con riguardo agli importi nei limiti del 10 per cento, e all'anno di imputazione degli impegni esigibili. La Direzione generale, quale soggetto competente ad attivare le iniziative, viene anche autorizzata ad utilizzare eventuali residui disimpegnati a seguito di rendicontazioni di iniziative chiuse o riprogrammate ad integrazione delle iniziative individuate a valere dei precedenti decreti di riparto, avendo riguardo alle finalità individuate dal provvedimento qui in esame. La Direzione provvede all'impegno delle somme per la realizzazione degli interventi, nonché, avuto riguardo all'articolo 1, alla riprogrammazione temporale degli stessi in casi di necessità sopravvenute. Dà indi conto dell'articolo 2, che assegna alla Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica la somma complessiva di 17,16 milioni di euro per il triennio 2022-2024, per la realizzazione delle iniziative in materia di vigilanza del mercato e controlli sulla sicurezza, conformità e qualità dei prodotti (compresi gli strumenti di misura) e dei servizi, allo scopo di dare piena attuazione alla normativa nazionale ed europea in materia, inclusa l'attuazione di misure previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) in materia di digitalizzazione delle attività di vigilanza, per la realizzazione di un sistema di monitoraggio dei prezzi basato su open data a supporto del Garante per la sorveglianza dei prezzi, nonché ai fini del potenziamento delle attività che fanno capo alla stessa Direzione generale. La relazione illustrativa prevede che le risorse complessivamente destinate alla linea di attività di cui all'articolo 2 siano ripartite, in relazione all'esigibilità, maggiormente negli anni 2023 e 2024. Il periodo di realizzazione è riferito agli anni 2022-2023-2024 e i possibili soggetti partner indicati sono Unioncamere e il sistema camerale, Regioni, università, altri enti pubblici, nonché soggetti privati quali fornitori di servizi. Illustra poi l'articolo 3, che assegna alla Direzione generale per il mercato, la concorrenza la tutela del consumatore e la normativa tecnica la somma di 4,5 milioni di euro per il triennio 2022-2024, per la realizzazione di iniziative volte a favorire e rafforzare l'informazione, la formazione, la sicurezza e la tutela dei consumatori mediante azioni nel settore dell'educazione al consumo responsabile e sostenibile, con particolare riferimento all'ambito del sistema di educazione scolastica, nonché nel settore delle competenze digitali dei consumatori, anche mediante la collaborazione con enti istituzionali. In base alla relazione illustrativa, le risorse saranno ripartite in modo tendenzialmente uniforme sul triennio 2022-2023-2024 e i possibili soggetti partner indicati sono il Ministero dell'istruzione, le Regioni, altri enti pubblici ed in house . Si sofferma altresì sull'articolo 4, che assegna alla predetta Direzione generale la somma di 11,69 milioni di euro per il triennio 2022-2024, per la realizzazione di studi ed iniziative volte ad aumentare la consapevolezza dei diritti e l'efficacia degli strumenti di tutela dei consumatori attraverso adeguate attività di comunicazione ed informazione, anche in merito alle modalità di opposizione al trattamento di dati per fini pubblicitari e all'anticontraffazione, nonché per assicurare la più ampia diffusione e sensibilizzazione alle tematiche consumeristiche, per promuovere i diritti dei consumatori e garantire il supporto e l'assistenza tecnica necessari al Ministero ed al Consiglio nazionale dei consumatori ed utenti (CNCU).