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i cittadini, cioè, erano in balia dell'ospite di turno da Giletti e nelle varie trasmissioni, di cui non sto qui a fare pubblicità naturalmente. Voglio sperare, Ministro - anzi, ne ho l'assoluta certezza - che questa sorta di sottovalutazione di ruolo, una volta recuperata la serenità e la tranquillità dell'aver superato - speriamo, facciamo tutti i dovuti scongiuri - la fase più brutta emergenziale, le dia lo spunto, la voglia e l'energia per recuperare. Questa è la nostra speranza. Ad esempio, Ministro, ieri abbiamo scritto una pagina a mio avviso importante: abbiamo elaborato un documento unitario; roba da comunicare con la grancassa! Siamo riusciti a elaborare, anche grazie al parere favorevole espresso dal suo Ministero e dal Governo, un documento unitario che, per quanto mi riguarda, contiene molti punti interessanti, quali la banca del plasma e tanti altri (lo avrà letto naturalmente, non sto qui a ricordarli). Per quanto ci riguarda, l'elemento veramente molto innovativo e interessante è l'assoluta necessità di procedere, Ministro, a uno screening profondo della popolazione. Su questo ci siamo confrontati tantissimo, abbiamo fatte tante chiacchiere in Commissione, con il presidente Collina. Abbiamo un processo da fare rispetto al difetto di validazione dei test presenti sul mercato da parte del Ministero che, mentre si è adoperato per validare in maniera molto rapida i test sierologici (quelli del provvedimento votato stamattina, i test Abbot, per capirci), ha lasciato completamente all'oscuro l'intera comunità nazionale sui test rapidi, che invece sono di grandissima diffusione, tanto che tutte le Regioni li stanno adottando, tanto che tutte le aziende li hanno acquistati e li stanno utilizzando. Tutto ciò in difetto di un parere serio e definitivo del Ministero attraverso la sua rete di competenze e conoscenze della comunità scientifica che al Ministero fa riferimento. A mio avviso, non era questo che bisognava dire, ma sarebbe stato molto meglio dire quali test erano maggiormente affidabili e quali no; alla fine, se si reputava che i test sierologici rapidi pungidito non fossero affidabili, il Ministero avrebbe dovuto dire di non usarli, di toglierli dalla circolazione. Oggi, invece, abbiamo dovuto assistere a una totale libertà di utilizzo, anche probabilmente diffondendo messaggi fuorvianti nei risultati di questi test. Ministro, visto che abbiamo approvato l'ordine del giorno, procediamo rapidamente a uno screening vero. Riuscite, con tutta la catena delle competenze che fanno riferimento al Ministero, a dirci attraverso quale strumento, con quali risorse, con quale protocollo di utilizzo le Regioni, la Protezione civile, i medici di medicina generale, le strutture territoriali potranno agire per effettuare 10-15 milioni di test nei prossimi trenta-quaranta giorni? Perché di questo c'è bisogno, signor Ministro, c'è bisogno di questo. Non possiamo pensare di riaprire tutte le attività, come dice Faraone in favore di telecamera, senza sapere a cosa andiamo incontro, senza trovare quegli asintomatici che lei giustamente ha ricordato esistere in questa infezione. Noi fino a oggi abbiamo fatto la cosa più facile, e l'abbiamo fatta bene: abbiamo tracciato i sintomi, che però sono evidenti da soli, perché la gente sta male. Oggi dobbiamo trovare quelli che non hanno i sintomi, l'abbiamo detto in lungo e largo. È assolutamente urgente farlo e non possiamo pensare di riaprire tutte le attività, rischiando un nuovo lockdown , perché questo è. Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità, anche con scelte difficili. La politica deve sciogliere i nodi, anche prendendosi le sue responsabilità. Ora, lei evidentemente ha fatto riferimento alla necessità di approfittare di questa pausa e del reset che necessariamente ha subito il Servizio sanitario nazionale, anche - aggiungo - approfittando dell'enorme quantità di risorse che ad esso arriveranno nei mesi e negli anni a venire, per agire con grandi riforme. Benissimo: sono il primo a raccomandare questo. Lo scorso anno abbiamo celebrato quarant'anni di Servizio sanitario nazionale, non c'è dubbio che vada riformato e parimenti non c'è dubbio che vada altrettanto salvaguardato il servizio universalistico che dell'Italia è il fiore all'occhiello. Tutti lo condividiamo, figuriamoci se non lo condividiamo noi, che siamo patrioti. Per salvare il Servizio sanitario nazionale, però, signor Ministro, non basta dire che è bello e bravo, che funziona e deve trovare più denaro, giustamente: bisogna saperlo riformare, con un occhio alle condizioni mutate, come l'invecchiamento della popolazione, la cronicizzazione di tante malattie che prima portavano al decesso rapido, eccetera. Lei sa già tutte queste cose, non è che non le sa: troviamo il coraggio di affrontarle. Questo ce lo dicemmo e ci scambiammo questo concetto e io credo e spero che tutto il tempo che ha passato a «riposarsi» - mi consenta di dirlo: magari non ha dormito tanto, però diciamo che si è riposato, nel senso che non ha partecipato alle trasmissioni e ha recuperato quel tempo - lo abbia investito per prepararci e predisporci a una riforma seria del Servizio sanitario nazionale che preveda tante cose che in questo momento evidentemente non serve stare qui a ricordare. Dicevo che ieri abbiamo dato veramente un buon esempio, signor Presidente: credo che anche a questo riguardo abbiamo cercato di lavorare per restituire ruolo e luogo a quest'istituzione e lo abbiamo fatto con il contributo di tutti quanti. Oggi dobbiamo dare seguito a quell'impegno che non deve restare sulla carta, ma dev'essere tradotto in numeri, già da questo prossimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Il Gruppo Fratelli d'Italia, per quanto lo riguarda, sarà quindi vigile e attento per leggere in questo prossimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri la messa a disposizione delle risorse necessarie per procedere, attraverso la struttura delle Regioni e della Protezione civile, ad uno screening profondo della popolazione, unico mezzo per poter riaprire con la necessaria serenità e tranquillità. Non bastano i giochini statistici. (Applausi). ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Ministro, condividiamo le sue riflessioni e le proposte che ha avanzato. Abbiamo apprezzato il suo lavoro in un momento così difficile. Abbiamo alle spalle mesi drammatici per gli italiani, prima di tutto per le vittime (34.000 sono troppe, veramente, e non dobbiamo mai dimenticarlo), ma anche per le scelte necessarie che gli italiani hanno capito, anche se sono state durissime, con conseguenze pesantissime sul piano economico, sociale e - non vorrei lo sottovalutassimo, soprattutto per i prossimi mesi - anche di carattere psicologico. Gli italiani hanno bisogno di capire e di risposte chiare. Rispetto il dibattito della scienza, che deve discutere così, ma poi occorrono scelte della politica. Di questo rimango convinto. Lo abbiamo fatto e dobbiamo farlo sempre di più. Dovremo discutere, ragionare e capire ciò che è accaduto. L'ho detto e lo ripeto. Non dobbiamo nascondere errori e limiti, senza fare processi, senza scagliare la prima pietra.