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Norme per la tracciabilità dei prodotti in commercio e per il contrasto della contraffazione dei prodotti italiani. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ha la finalità di tutelare i prodotti italiani e i consumatori, attraverso l'istituzione di un sistema di tracciabilità, quale garanzia della qualità dei prodotti in commercio in Italia. Importanti settori del sistema economico del Paese, come il comparto moda, artigianato o l'agro alimentare, sono da anni seriamente minacciati dalla presenza sui mercati internazionali di prodotti contraffatti provenienti dai Paesi del sud-est asiatico. Molte piccole imprese che operano nel mercato del « Made in Italy » non sono più in grado di sostenere l'aggressiva concorrenza di questi Paesi, ingiustamente favorita da costi di produzione e di manodopera estremamente bassi, dovuti a scarse misure di tutela del lavoro e alla mancanza di ogni controllo sulla qualità dei prodotti, che risultano, quindi, estremamente dannosi per la salute dei consumatori. Da qui l'esigenza che il « Made in Italy » sia garantito e che vi sia una piena e chiara informazione sull'intero ciclo di realizzazione e di immissione in commercio dei prodotti. In effetti, il pericolo per il consumatore finale è dovuto alla circostanza che i prodotti contraffatti non rispettano alcuna normativa in materia di sicurezza. Si pensi, in particolare, a settori come quello farmaceutico (in passato le cronache hanno raccontato di persone morte a causa di medicinali contraffatti) o alimentare (con intossicazioni di varia natura). Bisogna poi considerare anche un altro genere di danno causato dalla contraffazione, che va a colpire le finanze dello Stato attraverso l'evasione dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi. I danni causati al sistema imprenditoriale ed economico italiano da parte della contraffazione -- che oltre al settore farmaceutico e a quello alimentare colpisce in particolare quelli dei giocattoli, dei cosmetici e del tessile-calzaturiero -- non sono quantificabili in modo preciso proprio per la visitati di questo fenomeno devastante. Tuttavia le stime più attendibili parlano di un giro di affari annuo compreso tra 3,5 e 7 miliardi di euro. Di questi, il 60 per cento si riferisce a prodotti di abbigliamento e di moda (tessile, pelletteria, calzature); il resto è riconducibile ai settori dell'orologeria, dei beni di consumo, della componentistica nonché al settore audiovisivo e software . Da tempo il Parlamento è coinvolto in un intenso dibattito su temi che riguardano la tutela del « Made in Italy » e la lotta alla contraffazione, un dibattito che, fino ad ora, non ha prodotto risultati apprezzabili. Il disegno di legge intende, quindi, fornire elementi importanti su cui confrontarsi per arrivare all'adozione di misure più concrete ed efficaci per la tutela dei prodotti italiani. Entrando nel merito del provvedimento l'articolo 1, specifica le finalità della legge, mentre l'articolo 2 individua un sistema di tracciabilità dei prodotti in commercio che evidenzi tutte le fasi di produzione e lavorazione dei prodotti stessi. L'articolo 3 prevede l'obbligo di etichettatura per i prodotti posti in commercio in Italia che deve, fra l'altro, garantire che, nella lavorazione di un dato prodotto, siano stati rispettati i diritti dei lavoratori e non sia stato sfruttato il lavoro minorile. L'articolo 4 disciplina l'impiego della denominazione « Made in Italy ». Gli articoli 5 e 6 vietano la commercializzazione dei prodotti provenienti dall'estero le cui denominazioni siano volte ad ingannare i consumatori e disciplinano i relativi controlli. L'articolo 7, infine, prevede l'avvio di una campagna informativa diretta a tutti i cittadini in modo da illustrare loro il nuovo sistema e al tempo stesso da sensibilizzarli sul tema della contraffazione.. Art. 1. (Finalità e ambito di applicazione) 1. La presente legge è finalizzata a: a) prevenire e reprimere la contraffazione dei prodotti italiani; b) assicurare che i beni commercializzati in Italia siano frutto di processi produttivi che non hanno comportato la violazione dei diritti dei lavoratori o lo sfruttamento del lavoro minorile; c) garantire ai consumatori un'informazione chiara e inequivoca sull'origine dei prodotti immessi in commercio; d) tutelare la salute dei consumatori assicurando la qualità e la sicurezza dei prodotti immessi in commercio nel territorio italiano. 2. Le disposizioni della presente legge si applicano, in quanto compatibili, ai marchi aziendali e collettivi e alle denominazioni, indicazioni ed etichettature, di cui alla normativa nazionale o regionale vigente, destinate alla informazione del consumatore sulla sicurezza e sulla qualità dei prodotti, ai sensi del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. Art. 2. (Obbligo di tracciabilità) 1. Tutti i prodotti in commercio nel territorio italiano sono sottoposti a un sistema di tracciabilità documentale al fine di consentire al consumatore e alle autorità competenti di conoscere, in modo chiaro e trasparente, le varie fasi di produzione e di lavorazione dei medesimi prodotti. 2. Le modalità di attuazione del comma 1 sono stabilite con regolamento del Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 3. (Etichettatura) 1. Le etichette dei prodotti immessi in commercio nel territorio italiano devono riportare: a) il luogo di origine dei loro componenti o ingredienti, il luogo della lavorazione di questi ultimi e l'intera filiera del loro percorso fino ai luoghi di vendita; b) la seguente dicitura: «Questo bene è stato prodotto nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e senza ricorrere al lavoro minorile». 2. Le etichette dei beni prodotti al di fuori dell'Unione europea e commercializzati in Italia, oltre alle indicazioni di cui al comma 1, devono riportare la seguente dicitura: «Bene prodotto al di fuori dell'Unione europea», indicando altresì il Paese di origine. Art. 4. (Denominazione « Made in Italy ») 1. Sono denominati « Made in Italy » i prodotti finiti, lavorati in tutte le varie fasi della loro filiera, dal produttore al consumatore, all'interno del territorio italiano. 2. Con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, per le politiche europee e per la semplificazione normativa, sono definite le modalità di applicazione del comma 1. 3. La denominazione « Made in Italy » deve essere apposta sul prodotto finito in forma chiara, indelebile e non sostituibile. Art. 5. (Denominazioni e messaggi pubblicitari ingannevoli) 1. È vietata la commercializzazione sul territorio nazionale di prodotti provenienti dall'estero le cui denominazioni o i cui messaggi pubblicitari siano chiaramente volti a ingannare i consumatori su una loro presunta provenienza italiana. 2. Le modalità di attuazione del comma l sono stabilite con regolamento del Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 6. (Controlli e sanzioni) 1.