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c'è da costruire una infrastruttura per rendere più sicuro un luogo o un'infrastruttura per rendere più facile raggiungere un luogo e rendere più agevole la vita dei suoi abitanti. Facciamo questo o tuteliamo la biodiversità e l'ecosistema del luogo? Spesso ci siamo trovati di fronte a situazioni del genere e per simili banalità, magari per proteggere alcuni beni, senza che avesse veramente senso, ci siamo trovati a interrompere importanti opere di costruzione al servizio non solo di una buona qualità della vita, ma anche delle attività produttive. Un altro esempio banale: come rispondiamo se a tutela di un bene viene fatto un ricorso? Lo dico perché, una volta scritto, se per costruire un'infrastruttura viene fatto ricorso alla Corte costituzionale da parte di qualcuno, cosa si fa? Si blocca tutto? Si blocca la costruzione di una diga, di un depuratore, di una strada o qualsiasi altra infrastruttura di pubblica utilità? Attenzione. Abbiamo presentato due emendamenti al testo, entrambi recanti modifiche all'articolo 9, per eliminare o modificare la parte finale di quel comma dove si legge «La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali». Noi riteniamo estremamente superfluo aver introdotto questa frase, perché di fatto la tutela degli animali è già contemplata nel nostro ordinamento giuridico e l'Italia è uno dei Paesi più restrittivo da questo punto di vista. Abbiamo delle norme specifiche e nessuno ci può insegnare come deve avvenire la tutela degli animali. Apparentemente dice una cosa superflua, una banalità, perché è chiaro che le leggi dello Stato declinano i principi sanciti in Costituzione. Allora perché lo si è voluto introdurre? È stata una mediazione politica, ma con il rischio di far rientrare dalla finestra quello che non poteva entrare dalla porta e per questo faccio un passo indietro, signor Presidente. Prima di questa ultima ridefinizione, infatti, nel testo base proposto si leggeva: proteggere la biodiversità e gli animali. Vi prego di fare attenzione, perché voglio essere chiaro e non voglio che questa mia affermazione sia strumentalizzata. Ribadisco infatti in maniera chiara che noi non siamo contro la protezione degli animali, anzi; tuttavia, con il solito pragmatismo abbiamo detto di fare attenzione a scrivere certe cose in Costituzione. Avete pensato a che tipo di impatto potrà avere su centinaia di attività economiche? Avete pensato a cosa sarebbe potuto succedere se questa norma fosse stata scritta in questa maniera in Costituzione per i nostri allevamenti, per i nostri prodotti di eccellenza agroalimentare? È una domanda che mi pongo perché mi sembra che questa riflessione non sia stata fatta in maniera approfondita. Banalizzo, ma con una norma scritta in questo modo, se ci fosse un ricorso alla Corte costituzionale per proteggere i suini allevati per la produzione di prosciutti o insaccati, che si fa, si smette di fare il prosciutto di Parma, tanto per citarne uno dei più conosciuti? Potrei fare altri mille esempi. Oppure si potrebbe smettere di fare i wurstel, come ci insegna la collega Unterberger (Applausi) , visto che vuole comunicare a noi il modello ambientale della Germania. Non abbiamo niente da imparare da nessuno, anzi abbiamo molto da insegnare e se l'Europa ci stesse più a sentire, molto probabilmente tante cose sarebbero risolte in modo migliore. Inoltre, come in parte sta succedendo, si sarebbe interrotta l'attività venatoria: in Costituzione poteva essere scritto che la Repubblica protegge gli animali? Bisogna fare attenzione! Così avremmo i cinghiali a passeggiare per le vie della Capitale, che mi sembra un caso abbastanza eclatante, o di tante altre città; poi avremmo anche il caso di associazioni che potrebbero essere preposte alla cura e al mantenimento di questi animali che, ricordo a tutti noi, sono nocivi e arrecano danni all'agricoltura e all'ambiente. Insomma, si tratta di un provvedimento che lascia alcuni dubbi interpretativi abbastanza preoccupanti sul piano agricolo e non solo; un provvedimento di cui non abbiamo capito l'urgenza, la necessità e che impegna l'Assemblea in un momento così delicato per la Nazione, alle prese con una pandemia le cui conseguenze stanno imperversando pesantemente sulla nostra economia. Abbiamo voluto introdurre questa discussione e stiamo passando una giornata e mezza a parlare di questo. Non dico che non sia rilevante; tuttavia, in un momento in cui siamo chiamati a fare scelte importanti per il futuro della Nazione e delle prossime generazioni, invece di parlare di questo parliamo di tutela degli animali. Sicuramente è una battaglia di civiltà, non dico il contrario, ma mi domando se questa era davvero una priorità, a meno che non si ritenga il nostro Paese arretrato sul piano della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, ma vi ripeto che non lo è. Ricordo a me stesso e a tutta l'Assemblea che l'Italia, dal punto di vista ambientale e faunistico, è uno dei Paesi più virtuosi in Europa e nel mondo. L'impressione è invece che ci sia una maggioranza - lo dico in maniera molto chiara - che usa questo Governo di unità nazionale, che avrebbe lo scopo di gestire e attuare il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) - questo era il motivo per cui era nato - per portare avanti posizioni ideologiche sfruttando i delicati e precari equilibri politici di Governo: tutela degli animali, ius soli, decreto-legge sulle zone economiche speciali (ZES). Fate attenzione, amici della Lega e di Forza Italia! Ritornando al tema, non basta la forma, occorre la sostanza, come dicevo. In tema di tutela ambientale occorrono politiche di vasta scala, che ad esempio impediscano l'abbandono delle aree periferiche come la montagna che, se non curata, crea criticità anche a valle. Per queste, però, non si fa niente. Occorrono politiche per il rinnovo dei mezzi di trasporto pubblico, ma si investe sui monopattini. Occorrono investimenti e politiche energetiche su fonti rinnovabili, ma si svende l'idroelettrico agli stranieri. La tutela ambientale si ottiene partendo da un'educazione civica nelle scuole, investendo in professionalità e strutture e non con i banchi a rotelle. Insomma, signor Presidente, molta retorica, molta enfatizzazione, ma pochi fatti. Siamo favorevoli alla tutela ambientale, ma con azioni concrete. Non siamo convinti sulla forma che richiama la tutela degli animali e per questi motivi dichiaro il voto di astensione del Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi) . FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, noi tutti dobbiamo essere molto rispettosi delle parole che usiamo. La crisi delle civiltà spesso è segnata dal logoramento delle parole. Un grande scrittore del Novecento diceva che le parole sono logore, raccontando la crisi della civiltà europea del suo secolo. Io credo, però, che in alcuni momenti e in alcuni passaggi, utilizzare specificatamente il termine di evento storico abbia senso e abbia significato. E oggi siamo in presenza di un evento storico.