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26 (Norme per favorire lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali e la crescita demografica) 1 Al fine di favorire lo sviluppo socio-economico delle aree rurali e la crescita demografica, una quota del 50 per cento dei terreni di cui all'articolo 66, comma 1, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e una quota del 50 per cento dei terreni di cui all'articolo 3, comma 3, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, sono concesse gratuitamente, per un periodo non inferiore a venti anni, ai nuclei familiari costituiti da coppie sposate o conviventi residenti fiscalmente in Italia da almeno cinque anni con tre o più figli nati o adottati dalla stessa unione, almeno uno dei quali nato o adottato negli anni 2023, 2024 e 2025, ovvero a società costituite da giovani imprenditori agricoli che riservano ai predetti nuclei familiari una quota societaria almeno pari al 30 per cento. 2 Per lo sviluppo aziendale, i predetti soggetti possono accedere prioritariamente alle agevolazioni di cui al capo III del titolo I del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185. 3 Ai nuclei familiari che accedono ai terreni affidati in concessione è concesso, a richiesta, un mutuo di importo fino a 200.000 euro, per la durata di venti anni e con un tasso di interesse pari a zero, per l'acquisto della prima casa, entro un raggio di cinque chilometri dal terreno in concessione. In assenza di un centro abitato in tale perimetro di raggio, la casa può essere acquistata entro un raggio di cinque chilometri dal centro abitato più vicino al terreno concesso. La richiesta di concessione del mutuo è inoltrata contestualmente alla sottoscrizione degli atti di concessione dei terreni. 4 Per l'attuazione del comma 3, nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è istituito un fondo rotativo con una dotazione finanziaria iniziale pari a 5 milioni di euro annui per gli anni 2023, 2024 e 2025. Per la gestione del fondo rotativo è autorizzata l'apertura di un'apposita contabilità speciale presso la tesoreria dello Stato. 5 Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell'economia delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità per l'assegnazione dei terreni di cui al comma 1 da parte dell'Agenzia del demanio. IV DISPOSIZIONI PER FAVORIRE LA CONCILIAZIONE TRA LAVORO E FAMIGLIA 27 (Accredito figurativo per madri lavoratrici) 1 All'articolo 25 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: « 3- bis . Alle madri lavoratrici, dipendenti o autonome, che, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, presentano il requisito anagrafico di cinquanta anni di età e un'anzianità contributiva minima pari a venti anni, è riconosciuto un periodo di tre anni di accredito figurativo per lavoro di cura, educazione e crescita di ogni figlio, nato vivo o adottato ». 2 Agli oneri derivanti dall'attuazione degli interventi previsti dal comma 1 si provvede mediante utilizzo del Fondo di solidarietà per la famiglia di cui all'articolo 45. 28 (Congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente) 1 All'articolo 27- bis del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, le parole: « dieci giorni lavorativi » sono sostituite dalle seguenti: « quindici giorni lavorativi ». 2 Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1 si provvede mediante utilizzo del Fondo di solidarietà per la famiglia di cui all'articolo 45. 29 (Congedo per la malattia del figlio) 1 All'articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Ciascun genitore, alternativamente, ha altresì diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di dieci giorni lavorativi all'anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e i dodici anni ». 2 Agli oneri derivanti dall'attuazione degli interventi previsti dal comma 1 si provvede mediante utilizzo del Fondo di solidarietà per la famiglia di cui all'articolo 45. 30 (Lavoro in modalità agile) 1 All'articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 81, il comma 3- bis è sostituito dal seguente: « 3 - bis . I datori di lavoro pubblici e privati, anche in assenza di accordi che prevedano l'esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile, sono tenuti in ogni caso ad accogliere le richieste di esecuzione del rapporto di lavoro in modalità agile formulate dai padri lavoratori e dalle madri lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di cui agli articoli 16 e 28 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ovvero dai lavoratori con figli in condizioni di disabilità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 ». 31 (Credito d'imposta) 1 In via sperimentale, per il triennio 2023-2025, ai datori di lavoro che adottino particolari programmi di conciliazione tra lavoro e famiglia in favore dei propri dipendenti, quali in particolare la flessibilità dell'orario di lavoro in occasione dell'inserimento dei figli nell'asilo nido o in caso di malattia dei figli, l'erogazione di contributi economici aggiuntivi a quelli previsti a normativa vigente per il periodo di maternità facoltativa, l'erogazione di prodotti per l'infanzia, la presenza in ufficio di spazi dedicati ai figli, la predisposizione di corsi in tema di genitorialità o attività di sostegno psicologico per i genitori, è concesso un credito d'imposta in misura pari al 100 per cento delle spese sostenute per le medesime iniziative, esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Il credito di imposta spetta fino ad un massimo di 50.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 100 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025. 2 Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono adottate le disposizioni per l'attuazione del comma 1.