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Il senatore TARICCO ( PD ) annuncia un voto favorevole, con l'auspicio che il Governo abbia già predisposto la procedura sul piano tecnico ai sensi della normativa europea in materia di etichettatura dei prodotti alimentari. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) annuncia che voterà a favore. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ), a nome del Gruppo, dichiara il proprio voto favorevole. Con il parere favorevole del rappresentante del Governo, è posto ai voti e approvato l'emendamento 3.0.700 dei relatori. Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4. La relatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) esprime parere favorevole sull'emendamento 4.0.8. Esprime altresì parere favorevole sull'emendamento 4.0.1000 del Governo. Il rappresentante del Governo esprime parere favorevole sull'emendamento 4.0.8. Si passa alla votazione dell'emendamento 4.0.8. Il senatore MARGIOTTA ( PD ), a nome del Gruppo, dichiara un voto di astensione. Ritiene positivo che non si applichino a Equitalia le limitazioni nell'assunzione del personale, dato che tale agenzia è un valido strumento nel contrasto all'evasione fiscale. Sottolinea, tuttavia, il radicale mutamento di opinione da parte dell'attuale maggioranza, che nella scorsa legislatura era fortemente critica su tale ente. Il senatore VITALI ( FI-BP ), a titolo personale, dichiara un voto favorevole, auspicando che le nuove assunzioni siano effettivamente finalizzate alla riscossione dei crediti di giustizia, un settore in grave sofferenza appunto per la carenza di personale. Il senatore PATUANELLI ( M5S ) conferma che la disposizione riguarda un ambito specifico dell'attività dell'ente di riscossione. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) ritiene che la misura contrasti con la posizione tradizionalmente sostenuta dalla Lega e da tutto il centro-destra a proposito della necessità di prevedere un'inversione dell'onere della prova in ambito tributario, per cui dovrebbe essere l'Erario a provare l'evasione fiscale del cittadino. Posto ai voti, l'emendamento 4.0.8 è approvato. È quindi posto ai voti l'emendamento 4.0.1000, che risulta approvato. Si passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 5 e dei relativi subemendamenti. Il senatore SCHIFANI ( FI-BP ) esprime considerazioni critiche sulla valutazione di ammissibilità degli emendamenti compiuta dalla Presidenza, con particolare riferimento all'emendamento 5.500 dei relatori. Tale proposta, infatti, non riguarda affatto la materia degli appalti pubblici, essendo volta piuttosto alla modifica della composizione del consiglio di amministrazione dell'ENAC, in particolare riducendo da quattro a due il numero dei componenti. Chiede, quindi, che si rivaluti l'ammissibilità di tale emendamento, che tra l'altro finisce impropriamente per avallare lo spoils system praticato del Governo. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) si associa alle considerazioni del senatore Schifani. Esprime riserve su una modifica del consiglio di amministrazione dell'ENAC, tra l'altro a pochi giorni dall'espressione del parere favorevole, da parte della 8 a Commissione, sulla proposta di nomina del nuovo presidente dell'ente in questione. In ogni caso, l'emendamento, a suo avviso, è palesemente estraneo all'oggetto della discussione. Il senatore VITALI ( FI-BP ) ritiene che l'emendamento sia improponibile per estraneità di materia. Si potrebbe tutt'al più rinviare la questione per l'esame in Assemblea. Quanto al merito, appare del tutto inopportuna la riduzione a due del numero dei componenti del consiglio di amministrazione mentre questo è in carica. La senatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) propone l'accantonamento dell'emendamento 5.500. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) osserva che, qualora si confermasse l'ammissibilità dell'emendamento dei relatori, si dovrebbero riammettere all'esame numerosi emendamenti dichiarati improponibili. In attesa delle determinazioni della Presidenza, quindi, sarebbe opportuno sospendere i lavori. Il PRESIDENTE dispone l'accantonamento dell'emendamento 5.500, e dei relativi subemendamenti, per consentire una ulteriore valutazione sotto il profilo tecnico e politico. Il senatore SCHIFANI ( FI-BP ) annuncia un differente atteggiamento - finora collaborativo e disponibile - da parte del Gruppo di Forza Italia, qualora si decidesse di confermare l'ammissibilità dell'emendamento e di approvarlo facendo affidamento sui numeri della maggioranza. Il senatore FARAONE ( PD ), nel dichiararsi soddisfatto per l'accantonamento dell'emendamento, si associa alle considerazioni del senatore Schifani, sulla improponibilità per estraneità di materia della proposta di modifica dei relatori. Auspica che la Presidenza intenda rivedere la valutazione di ammissibilità, secondo criteri di coerenza. Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) invita i relatori a ritirare l'emendamento, per non alterare la regolarità dei lavori delle Commissioni riunite. Eventualmente, si potrà introdurre la modifica del consiglio di amministrazione dell'ENAC con un successivo provvedimento. Il senatore PERILLI ( M5S ) sottolinea che la decisione del Presidente sulla ammissibilità degli emendamenti è inappellabile. Ricorda che, su tale questione, il presidente Borghesi si è già espresso in occasione della discussione sul decreto-legge n. 113 del 2018, quando il senatore La Russa aveva espresso riserve sulla dichiarazione di improponibilità di alcuni emendamenti a sua firma. A sostegno di tale interpretazione, vi è anche la circolare del Presidente del Senato del 10 gennaio 1987. Evidenzia, infine, la correttezza del Presidente nel disporre l'accantonamento dell'emendamento 5.500 per consentire un'ulteriore riflessione. Il senatore SCHIFANI ( FI-BP ) obietta che sulla improponibilità degli emendamenti, ai sensi degli articoli 97 e 100 del Regolamento, decide inappellabilmente il Presidente del Senato. In tal senso vi è anche il parere della Giunta per il Regolamento dell'8 novembre 1984. Infine, ricorda la lettera inviata il 23 febbraio 2012 dal presidente Napolitano ai Presidenti dei due rami del Parlamento, nella quale si richiamava la sentenza n. 22 del 2012 della Corte costituzionale, con cui si ribadiva la necessità di applicare criteri più restrittivi nella valutazione di ammissibilità degli emendamenti in sede di conversione in legge dei decreti-legge. Auspica, quindi, un ripensamento sull'ammissibilità dell'emendamento dei relatori, per non alterare le regole del confronto democratico. Il PRESIDENTE conferma l'accantonamento dell'emendamento 5.500 e dei relativi subemendamenti. Avverte, inoltre, che la proposta del senatore Mallegni di sospendere i lavori delle Commissioni riunite sarà posta ai voti. Posta ai voti, la proposta non è accolta. Il senatore SCHIFANI ( FI-BP ) abbandona i lavori delle Commissioni riunite.