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Cionondimeno, non si è addivenuti ad un testo condiviso e ricordiamo che il Governo ha posto un'ipoteca su quel testo esprimendo un parere negativo del quale non abbiamo potuto non tenere conto, tant'è che ci siamo anche astenuti in Commissione per non arrivare a una rottura completa. Ciò detto, ripeto che chiediamo ancora qualche giorno per elaborare un ordine del giorno alternativo. (Applausi) . BITI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, intervengo anch'io per testimoniare innanzitutto l'egregio lavoro che abbiamo fatto in Commissione agricoltura (ma non è una novità e ce lo siamo detti più volte in quest'Aula: abbiamo la capacità di lavorare bene, di approfondire i temi e di trovare anche mediazioni importanti). Anche in questo caso, è stato fatto da tutti i Gruppi, ovviamente con un importante lavoro del senatore La Pietra, ed abbiamo votato la settimana scorsa. Si tratta di un tema che per qualcuno va forse ancora approfondito, quindi credo che non si faccia torto a nessuno, neanche al lavoro compiuto in Commissione - anzi, proprio per il modo in cui siamo abituati a lavorare lì, volendo in tutti i modi approfondire e trovare la maggiore condivisione sui temi - nel prendere un po' di tempo (Commenti) , come hanno chiesto sia la presidente De Petris sia il collega Trentacoste del MoVimento 5 Stelle, cercando di trovare ancora una volta su questo tema importante per i nostri agricoltori la condivisione maggiore proprio per dare loro un sostegno maggiore. (Applausi. Commenti) . PRESIDENTE . Colleghi, c'è una richiesta ai sensi dell'articolo 55, ultimo comma, del Regolamento. Ritengo che sussistano i motivi per considerare che si tratti di «situazioni sopravvenute ed urgenti», pertanto accolgo la richiesta e dovrò mettere in votazione la proposta, avanzata dal senatore Romeo e sostenuta da altri Gruppi, della calendarizzazione per domani, alla conclusione dei lavori già stabiliti per l'ordine del giorno. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di inserire un nuovo argomento nel calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal senatore Romeo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (Commenti). Essendo superato il termine temporale delle ore 18,55 previsto per la sanificazione, gli interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno verranno svolti nella seduta di domani. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 8 luglio 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 8 luglio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 19) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Conversione in legge del decreto-legge 8 giugno 2021, n. 79, recante misure urgenti in materia di assegno temporaneo per figli minori (2267) (V. nuovo titolo) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 giugno 2021, n. 79, recante misure urgenti in materia di assegno temporaneo per figli minori (2267) ARTICOLo 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE Art. 1. 1. È convertito in legge il decreto-legge 8 giugno 2021, n. 79, recante misure urgenti in materia di assegno temporaneo per figli minori. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . ________________ N.B. Approvato, con modificazioni al testo del decreto-legge, il disegno di legge composto del solo articolo 1. ARTICOLO 1 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 1. (Assegno temporaneo per i figli minori) 1. A decorrere dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021, ai nuclei familiari che non abbiano diritto all'assegno per il nucleo familiare di cui all'articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153, è riconosciuto un assegno temporaneo su base mensile, a condizione che al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, siano in possesso congiuntamente dei seguenti requisiti: a) con riferimento ai requisiti di accesso, cittadinanza, residenza e soggiorno, il richiedente l'assegno deve cumulativamente: 1) essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all'Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale; 2) essere soggetto al pagamento dell'imposta sul reddito in Italia; 3) essere domiciliato e residente in Italia e avere i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d'età; 4) essere residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale; b) con riferimento alla condizione economica, il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso di un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, in corso di validità, calcolato ai sensi dell'articolo 7 del medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159. EMENDAMENTI ARTICOLo 2 DEL DECRETO-LEGGE E ALLEGATO 1 Articolo 2. (Criteri per la determinazione dell'assegno temporaneo per i figli minori) 1. L'assegno a favore dei soggetti di cui all'articolo 1 è determinato in base alla tabella di cui all'Allegato 1 al presente decreto, la quale individua le soglie ISEE e i corrispondenti importi mensili dell'assegno temporaneo per ciascun figlio minore, in relazione al numero dei figli minori. 2. Gli importi di cui all'Allegato 1 sono maggiorati di 50 euro per ciascun figlio minore con disabilità. 3. Il beneficio di cui ai commi 1 e 2 e all'articolo 4, comma 3, è riconosciuto dall'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) nel limite massimo complessivo di 1.580 milioni di euro per l'anno 2021. L'INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa anche in via prospettica e comunica i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze. Agli oneri derivanti dal primo periodo, pari a 1.580 milioni di euro per l'anno 2021, si provvede ai sensi dell'articolo 8.