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- (Interventi per lo sviluppo del made in Italy all'estero) Il comma 1 dispone l'istituzione, in favore delle imprese che producono prodotti agricoli riportati nell'Allegato I al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e in favore delle piccole e medie imprese che producono prodotti agroalimentari anche non rientranti nel richiamato Allegato I di un credito di imposta per un massimo del 40 per cento delle spese per nuovi investimenti sostenuti, e comunque non superiore a 500.000 euro per impresa, in ciascuno dei periodi d'imposta a decorrere dal periodo successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 e fino alla chiusura del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2015, per la realizzazione e l'ampliamento di reti e infrastrutture logistiche e distributive, ovvero l'adesione alle medesime, intese a favorire la penetrazione commerciale dei prodotti agricoli o agroalimentari di qualità al di fuori del territorio nazionale, ai sensi dell'articolo 32 del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005, purché non riguardanti il singolo marchio commerciale o riferito direttamente ad un'impresa. Il comma 2 detta le modalità applicative relative all'introduzione del credito di imposta, precisando che esso sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, e che non concorrerà alla formazione del reddito e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive. L'introducendo credito di imposta non rileverà inoltre ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, relativi rispettivamente agli interessi passivi inerenti l'esercizio dell'attività fiscale e agli altri oneri deducibili. Si rimette quindi ad un decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la fissazione delle condizioni, dei termini e delle modalità di applicazione del presente articolo anche con riguardo alla fruizione del credito di imposta al fine del rispetto del previsto limite di spesa e al relativo monitoraggio. Il comma 3 dispone la clausola di copertura, precisando che il credito di imposta verrà erogato nei limiti di 5 milioni di euro per gli anni 2014 e 2015 e di 2,5 milioni di euro per l'anno 2016, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4 della legge 23 dicembre 1999, n. 499, da ultimo rifinanziata per 35 milioni nel 2014 e 2015 per ciascuno degli anni 2015 e 2016 dalla legge di stabilità 2014 (Tabella E della legge 27 dicembre 2013, n. 147). Il comma 4 è volto ad ottemperare all'obbligo di preventiva autorizzazione da parte della Commissione europea, previsto dall'articolo 108, paragrafo 3, del TFUE, disponendo la sospensione dell'efficacia della disposizione in attesa della richiamata autorizzazione. Art. 9. - (Marchio identificativo della produzione nazionale) Il comma 1 dispone che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali promuova, nel rispetto della normativa europea, l'apertura di un tavolo di confronto tra le organizzazioni maggiormente rappresentative del settore agricolo al fine di stipulare un accordo per l'introduzione di un marchio privato e facoltativo identificativo della produzione agricola e agroalimentare nazionale, nonché a disporne il relativo regolamento d'uso e le modalità di vigilanza. Si precisa come tale marchio potrà consistere in un segno o indicazione per la distinzione nel commercio della produzione agricola e agroalimentare nazionale ed è di proprietà delle organizzazioni sottoscrittrici dell'accordo di cui al primo periodo. Art. 10. - (Contratti di rete nel settore agricolo, forestale e agroalimentare) Il comma 1 estende le finalità del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca, istituito presso la Cassa depositi e presiti ai sensi dell'articolo 1, comma 354, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, anche al finanziamento agevolato di investimenti in ricerca e innovazione tecnologica, effettuati da imprese agricole, forestali, agroalimentari che partecipano ad un contratto di rete. Il comma 2 è volto a porre rimedio a situazioni verificatesi a livello regionale laddove, anche se in modo non diffuso, si è riscontrato che le domande di accesso alle misure previste dai piani di sviluppo rurale, presentate dalle imprese agricole, forestali e agroalimentari organizzate con il contratto di rete, non sono state accolte per la forma giuridica adottata. Atteso che non sussiste un contrasto con la normativa dell’Unione europea, si rende necessario, pertanto, precisare che tale forma di aggregazione può accedere ai finanziamenti previsti dai PSR (piani di sviluppo rurale). Art. 11. - (Disposizioni per agevolare la partecipazione ai programmi di aiuto europei) Il comma 1 è volto a porre rimedio a situazioni verificatesi a livello regionale laddove, anche se in modo non diffuso, si è riscontrato che le domande di accesso alle misure previste dai piani di sviluppo rurale, presentate dalle imprese agricole organizzate con il contratto di rete, non sono state accolte per la forma giuridica adottata. Atteso che non sussiste un contrasto con la normativa dell’Unione europea, si rende necessario, pertanto, precisare che tale forma di aggregazione può accedere ai finanziamenti previsti dai PSR. Art. 12. - (Delega al Governo per il riordino degli strumenti di gestione del rischio in agricoltura e di regolazione dei mercati) Il comma 1 è volto a conferire al Governo una delega, da esercitare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge al fine di adeguare l'attuale normativa rappresentata dal decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, agli orientamenti dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato al settore agricolo e forestale ed alla nuova programmazione dell’Unione europea per il periodo 2014-2020. In particolare, la normativa nazionale dovrà recepire gli strumenti di gestione dei rischi previsti nel primo e nel secondo pilastro della politica agricola comune dalla nuova programmazione, quali i fondi di mutualizzazione e lo strumento per la stabilizzazione dei redditi, nonché dei nuovi rischi introdotti come ad esempio gli incidenti ambientali. Il riordino interesserà sia gli interventi ex-ante sia gli interventi ex-post compensativi. Allo stesso tempo, si stabilisce che il Governo dovrà in particolare provvedere allo sviluppo dei Fondi di mutualità a tutela del reddito degli agricoltori e alla revisione della normativa in materia di regolazione dei mercati con particolare riferimento alle forme di organizzazione, accordi interprofessionali e contratti di organizzazione e vendita. Il comma 2 detta le disposizioni procedurali per l'adozione dei decreti legislativi e prevede il parere obbligatorio della Conferenza Stato-regioni e delle competenti Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.