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- Il testo dell'art. 66 del testo unico è il seguente: "Art. 66 (Regime di vigilanza per gli alcoli metilico, propilico ed isopropilico). - 1. Il regime di vigilanza fiscale previsto per gli alcoli metilico, propilico ed isopropilico, di cui all'art. 2 del decreto-legge 18 giugno 1986, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1986, n. 462, si applica anche ai prodotti di provenienza comunitaria che sono, a tal fine, assimilati ai prodotti nazionali; l'assunzione in carico, nei prescritti registri, è effettuata con riferimento alla documentazione commerciale emessa per la scorta o per la fornitura delle singole partite di prodotti". - Il testo dell'art. 67, comma 6, del testo unico è il seguente: "6. Per la vigilanza sulla produzione e sul commercio delle materie prime alcoligene restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del decreto-legge 30 ottobre 1952, n. 1322, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 1952, n. 2384, fino a quando la materia non sarà regolamentata con il decreto da emanare ai sensi del comma 1. Per le violazioni delle predette disposizioni si applica l'art. 50". - La direttiva n. 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998 prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche ed è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L/204 del 21 luglio 1998. È stata successivamente modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e dal Consiglio n. 98/48 del 20 luglio 1998, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L/217 del 5 agosto 1998. - Il comma 3, dell'art. 17, della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto ministeriale possano essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la denominazione di "regolamento", siano adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. - Il decreto del Ministro delle finanze 28 dicembre 2000, relativo a disposizioni recanti le modalità di avvio delle agenzie fiscali e l'istituzione del ruolo speciale provvisorio del personale dell'amministrazione finanziaria a norma degli articoli 73 e 74 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2001. - Il testo dell'art. 73, comma 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, è il seguente: "4. Il Ministro delle finanze stabilisce le date a decorrere dalle quali le funzioni svolte dal ministero, secondo l'ordinamento vigente, vengono esercitate dalle agenzie. Da tale data le funzioni cessano di essere esercitate dai dipartimenti del ministero". - Il testo dell'art. 57, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59) è il seguente: "1. Per la gestione delle funzioni esercitate dai dipartimenti delle entrate, delle dogane, del territorio e di quelle connesse svolte da altri uffici del ministero sono istituite l'Agenzia delle entrate, l'Agenzia delle dogane, l'Agenzia del territorio e l'Agenzia del demanio, di seguito denominate agenzie fiscali. Alle agenzie fiscali sono trasferiti i relativi rapporti giuridici, poteri e competenze che vengono esercitate secondo la disciplina dell'organizzione interna di ciascuna Agenzia. ". Note all'art. 1: - Per il testo degli articoli 5, comma 1, e 37, comma 1, del testo unico, si vedano le note alle premesse. - Il testo dell'art. 34, comma 3, del testo unico è il seguente: "3. È esente da accisa la birra prodotta da un privato e consumata dallo stesso produttore, dai suoi familiari e dai suoi ospiti, a condizione che non formi oggetto di alcuna attività di vendita. ". - Il testo dell'art. 36, comma 3, del testo unico è il seguente: "3. È esente da accisa il vino prodotto da un privato e consumato dallo stesso produttore, dai suoi familiari e dai suoi ospiti, a condizione che non formi oggetto di alcuna attività di vendita. ". - Il testo dell'art. 38, comma 3, del testo unico è il seguente: "3. Sono esenti da accisa le bevande fermentate, tranquille a gassate, fabbricate da un privato e consumate dal fabbricante dai suoi familiari o dai suoi ospiti, a condizione che non formino oggetto di alcuna attività di vendita. ".