[resaula]

4) a predisporre una sezione all'interno del sito del Dipartimento per le pari opportunità volta a rendere accessibile, in tempi rapidi, la rendicontazione completa delle attività finanziate con i fondi del decreto-legge n. 93 del 2013, nella quale le amministrazioni regionali e locali possano caricare direttamente e in autonomia la documentazione rilevante (delibere, risultati di bandi, reportistica delle attività svolte da parte dei beneficiari dei fondi e altro), facendo sì che tali informazioni siano disponibili in formato "aperto" ( open data ), nonché uno strumento efficace e incisivo di segnalazione di materiale sessista che non si limiti esclusivamente all'ambito pubblicitario; 5) ad aggiornare la mappatura dei centri antiviolenza del Dipartimento per le pari opportunità secondo la reportistica ricevuta da Regioni e Province autonome, anche al fine di stimare il fabbisogno reale dei centri antiviolenza per la loro sopravvivenza e il loro adeguato funzionamento, informando di conseguenza circa lo stanziamento necessario per assicurare servizi adeguati su tutto il territorio; 6) ad implementare tutti gli strumenti necessari per perseguire le priorità contenute nel "Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne (2017-2020)", nonché a valutare di assumere iniziative in relazione all'ormai improcrastinabile necessità di superare il carattere di straordinarietà del piano stesso a favore di azioni non improntate all'eccezionalità, ma a carattere sistematico; 7) ad assumere iniziative per incoraggiare il settore privato, il settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e i mass media , nel rispetto della loro indipendenza e libertà di espressione, a partecipare all'elaborazione e all'attuazione di politiche e alla definizione di linee guida e di norme di autoregolamentazione per prevenire la violenza contro le donne e rafforzare il rispetto della loro dignità, anche promuovendo una comunicazione improntata al pieno rispetto della dignità culturale e professionale delle donne e vietando forme di comunicazione che possano indurre una fuorviante percezione dell'immagine femminile; 8) ad assumere iniziative per introdurre nell'ambito delle istituzioni scolastiche, anche contemplando il potenziamento dell'offerta formativa, percorsi e progetti mirati a garantire pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, anche con il coinvolgimento delle famiglie, al fine di superare ogni tipo di disuguaglianza e discriminazione, in tal modo educando le nuove generazioni alla parità tra uomo e donna e all'affettività, nonché a definire linee guida che forniscano indicazioni per includere nei programmi scolastici i temi dell'educazione alla legalità, del diritto all'integrità dell'identità personale e del contrasto alla violenza sulle donne e allo sfruttamento della prostituzione; 9) ad assumere iniziative, per quanto di competenza, finalizzate a rendere obbligatoria una formazione specifica di tutti/e gli/le operatori/operatrici di giustizia (giudici, pubblici ministeri, appartenenti alle forze dell'ordine, operatori/operatrici dei servizi sociali, polizia penitenziaria, personale addetto alle case di accoglienza o case rifugio o comunità) per meglio affrontare e contrastare il dilagante fenomeno della violenza sulle donne e allo sfruttamento della prostituzione; 10) ad adottare le iniziative legislative, finanziarie o di altro tipo necessarie, nel rispetto dell'articolo 16 della Convenzione di Istanbul, per sostenere programmi di trattamento per la prevenzione alla recidiva degli autori di violenza, in particolare per i reati di natura sessuale, anche tramite centri di ascolto coordinati a livello nazionale; 11) ad assumere iniziative normative o regolamentari, volte a prevedere percorsi specifici in carcere per gli autori di reati di violenza sessuale sulle donne e allo sfruttamento della prostituzione, inclusi interventi sulla normativa che disciplina l'ordinamento penitenziario volti a rendere obbligatoria per i detenuti per reati contro le donne la destinazione di una percentuale del reddito generato da lavoro in favore del risarcimento delle vittime; 12) ad assumere iniziative volte a verificare l'attività del comitato tecnico composto da delegati degli stessi ministeri competenti, ivi compreso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Regioni ed enti locali, componenti della cabina di regia; 13) ad adottare le misure necessarie a garantire, su tutto il territorio nazionale, che le vittime di reati quali lo sfruttamento della prostituzione possano essere inserite in percorsi sociali al fine di rompere definitivamente il legame con gli sfruttatori; 14) ad assumere ogni più opportuna iniziativa, anche a scopo preventivo, avverso qualsiasi atto di violenza nei confronti delle donne volto ad impedire in Italia loro l'esercizio dei diritti e delle libertà riconosciute dalla nostra Costituzione e per garantire che l'effettiva condivisione dei valori in essa sanciti sia un requisito fondamentale per un reale processo di integrazione. (1-00054) (Testo 2) Interpellanze Atto n. 2-00017 NENCINI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che, per quanto a giudizio dell'interpellante: da più giorni si assiste ad una campagna violenta e concentrata contro la libertà d'informazione che appare, tra le linee politiche del Governo giallo-verde, una delle più inaccettabili; il vice presidente del Consiglio dei ministri Luigi Di Maio attacca gli operatori dell'informazione sul piano mediatico con minacce e volgari offese; si prospettano provvedimenti di legge per intimorire i mezzi d'informazione e intanto con il "milleproroghe" (di cui al decreto-legge n. 51 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 108 del 2018) è stato modificato per legge il nuovo riparto dei fondi nazionali per le televisioni locali. Tale riparto è stato strutturato con un criterio basato sull' auditel , che privilegia di fatto le grandi realtà, punisce quelle minori e zittisce quelle più piccole come il Molise e la Valle d'Aosta; il provvedimento colpisce le realtà più difficili dove, con coraggio e intraprendenza, si sono attivate iniziative nel campo dell'informazione che hanno creato nuovi spazi di civile confronto e anche possibilità di lavoro, in particolare per molti giovani che hanno intrapreso un lavoro confacente ai loro studi ed alle loro competenze; il sostegno pubblico all'informazione è previsto dalla legislazione per garantire la libertà d'informazione, il diritto costituzionale alla conoscenza, la libertà d'espressione con la possibilità per tutti di manifestare le proprie idee e opinioni che non può essere condizionata o negata dalla mancanza di strumenti o dal luogo dove si è nati e si vive, si chiede di sapere: se sia nelle intenzioni del Governo intervenire per correggere un tale vulnus ad un fondamentale diritto costituzionalmente garantito alla conoscenza e alla libertà d'espressione e come intenda procedere per rivedere, con strumenti opportuni, il provvedimento o comunque riequilibrare l'intervento; se sia orientamento del Governo realizzare le minacce realizzare deliberatamente espresse da suoi autorevoli rappresentanti di introdurre provvedimenti di legge volti ad intimorire e condizionare i mezzi di informazione. Interrogazioni Atto n. 3-00428 PARAGONE LUCIDI Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e per gli affari europei Premesso che: