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In data 19 aprile 2011, la Sace Spa ha, infatti, approvato la concessione della garanzia per la copertura del rischio del credito di tale operazione nella misura del 100 per cento, con un impegno assicurativo pari a ben 230 milioni di euro. Nello stesso mese di aprile 2011, qualora la SACE Spa avesse concesso la garanzia, la FIAT avrebbe infatti sospeso la produzione di Mirafiori constatato il calo delle vendite, chiedendo la collocazione degli operai in cassa integrazione. In buona sostanza la FIAT, con il sostanziale appoggio dello Stato e, quindi, attraverso il supporto di SACE Spa, oggi come si è detto controllata interamente dalla Cassa depositi e prestiti, ha sfruttato delle risorse pubbliche sia per favorire il processo di delocalizzazione della propria attività sia per mettere in cassa integrazione i propri operai. Per tali motivi con il nostro disegno di legge interveniamo sul punto proponendo che i benefici e le agevolazioni concessi da SACE Spa non si applichino ai progetti delle imprese che, investendo all'estero, non prevedano il mantenimento sul territorio nazionale delle attività di ricerca, sviluppo, direzione commerciale e delle attività produttive, assicurando la salvaguardia dei medesimi livelli occupazionali e la protezione sociale dei lavoratori. Con l'articolo 4 integriamo le previsioni di cui all'articolo 11, comma 2, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, nell'ambito del quale sono state riordinate in un unico corpo normativo le disposizioni riguardanti gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, in attuazione di quanto previsto dall'articolo 1, comma 35, della legge 6 novembre 2012, n. 190 (cosiddetta legge anticorruzione). Il provvedimento risponde all'esigenza di assicurare la trasparenza intesa -- secondo l'impostazione adottata a partire dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 -- come accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche, attraverso la tempestiva pubblicazione delle notizie sui siti istituzionali delle amministrazioni medesime. A tal fine, chiunque ha diritto di conoscere, fruire gratuitamente ed utilizzare tutti i documenti e le informazioni oggetto di un obbligo di pubblicazione ai sensi del decreto legislativo n. 33 del 2013. Il decreto introduce, al riguardo, la nozione di accesso civico, per distinguerla da quella di accesso ai sensi degli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 sul procedimento amministrativo. Con essa s'intende il diritto di chiunque di richiedere alle pubbliche amministrazioni i documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria, nei casi in cui questa sia stata omessa. A differenza del diritto di accesso agli atti di cui alla legge n. 241 del 1990, la richiesta di accesso civico non è sottoposta ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente e non deve essere motivata: è inviata al responsabile della trasparenza che si pronuncia sulla stessa entro trenta giorni. I documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria sono pubblicati per un periodo di cinque anni e comunque fino a che producono i loro effetti; per renderli accessibili, sono pubblicati in un apposita sezione denominata «Amministrazione trasparente» nella home page dei siti istituzionali. Alla scadenza del termine di durata, i documenti restano comunque disponibili in sezioni di archivio. Per quanto riguarda l'ambito soggettivo di applicazione, le disposizioni del decreto legislativo n. 33 del 2013, (articolo 11), si applicano alle pubbliche amministrazioni, qualificate mediante rinvio all'elenco di cui all'articolo 1, comma 2, decreto legislativo n. 165 del 2001. L'applicabilità alle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni e a quelle dalle stesse controllate, nonché agli enti pubblici nazionali è limitata alle «attività di pubblico interesse» disciplinate dal diritto nazionale o dell'Unione europea. Chiarimenti in merito sono contenuti nella circolare del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione n. 1, del 14 febbraio 2014. Il documento rivolge la sua attenzione agli enti e ai soggetti di diritto privato controllati, partecipati, finanziati e vigilati dalle pubbliche amministrazioni, applicando nei loro confronti le regole contenute nel decreto legislativo n. 33 del 2013 che riguardano la pubblicazione dei bilanci e dei compensi di dirigenti e consulenti. Con il nostro disegno di legge proponiamo un'estensione dell'ambito soggettivo in parola estendendolo «pienamente» alle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni e a quelle dalle stesse controllate che operano nel settore della gestione di strumenti per il sostegno dell'economia e il finanziamento di operazioni legate alla internazionalizzazione delle imprese, considerato che tra le attività della Cassa depositi e prestiti rientra anche quella di supportare le politiche di sviluppo del Paese attraverso la gestione di strumenti per il sostegno dell'economia, anche con il finanziamento di operazioni legate alla, internazionalizzazione delle imprese italiane, attraverso il sistema «Export Banca». Nell'ambito di tale sistema, in data 3 luglio 2013, è stata sottoscritta la nuova convenzione che regola le operazioni a sostegno dell'internazionalizzazione e delle esportazioni delle imprese italiane, prevedendo il supporto finanziario di Cassa depositi e prestiti, la garanzia di SACE Spa (società partecipata al 100 per cento da Cassa depositi e prestiti) e l'intervento di stabilizzazione del tasso d'interesse di SIMEST Spa (la Società italiana per le imprese all'estero partecipata al 76 per cento da Cassa depositi e prestiti). L'articolo 5 prevede l'istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri avvalendosi delle risorse umane, strumentali e finanziarie già esistenti, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, una Cabina di regia per gli interventi nel settore delle crisi industriali con il compito di individuare strumenti e soluzioni adeguate ad affrontare la gestione delle crisi industriali e contrastare il fenomeno della delocalizzazione delle attività produttive. Tale Cabina deve costituire, per il suddetto settore, la sede di confronto fra il Governo, le regioni, gli enti locali, i rappresentanti del Parlamento, dei sindacati, del sistema bancario e dell'amministrazione fiscale per garantire l'unitarietà ed il coordinamento fra gli strumenti di programmazione e attuazione di politica industriale, nonché l'ottimale e coordinato utilizzo delle relative risorse finanziarie. Per la realizzazione di questo obiettivo, la Cabina di regia dovrà assicurare il raccordo politico, strategico e funzionale per facilitare un'efficace integrazione fra gli interventi e gli strumenti di sostegno promossi, sostenerne l'accelerazione e garantirne una più stretta correlazione con le istanze e le dinamiche di sviluppo dei sistemi produttivi.