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Disposizioni per la semplificazione e la razionalizzazione degli adempimenti fiscali. Onorevoli Senatori. -- Il decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, introduce adempimenti a carico di imprese e professionisti che generano solo potenziali sanzioni a carico dei contribuenti senza apportare alcun vantaggio concreto alla lotta all'evasione. Il decreto-legge n. 193 del 2016, infatti, dispone l'obbligo a carico di imprese e professionisti di inviare trimestralmente all'Agenzia delle entrate tutte le fatture emesse e ricevute nel periodo. Ogni singolo documento dovrà essere comunicato telematicamente all'amministrazione finanziaria e tale adempimento comporterà un aggravio del carico di lavoro per i professionisti contabili ed un aggravio di costi per le imprese, che già comunemente arrancano in stato di difficoltà. La comunicazione trimestrale delle fatture, nota come «spesometro trimestrale», è un adempimento gravoso quanto inutile. I contribuenti interessati dalla questione sono circa 5 milioni e dovranno trasmettere 20 milioni di comunicazioni, che conterranno a loro volta alcuni miliardi di dati a trimestre. Come gestirà l'Agenzia delle entrate un simile flusso di informazioni? Inoltre è statisticamente attesa una percentuale di errore involontario che determinerà l'irrogazione a pioggia di sanzioni inique, perché indotte solo dalla gravosità dell'adempimento e non dalla volontà di frode fiscale ed evasione. È chiaro che l'obiettivo cardinale della lotta all'evasione non è centrato dallo spesometro trimestrale. La disponibilità in capo all'Agenzia delle entrate di miliardi di dati, in potenziale conflitto fra di loro, supporta solo controlli generalisti, automatizzati, privi di analisi critica e finalizzati alla «caccia ai soldi» piuttosto che alla «caccia agli evasori». La vera evasione è altrove e l'evasore non usa comunicare al fisco dati che possano ledere la sua presunta impunità. Nessun evasore trasmetterà altro che spesometri trimestrali falsamente compilati e artefatti, per avvantaggiarsi degli automatismi che sono alla base dell'adempimento. Al contrario il contribuente onesto rischia di incorrere in errore fortuitamente ed essere sanzionato. Lo spesometro trimestrale è quindi da sopprimere perché assolutamente improduttivo nella lotta all'evasione ma solo destinato a creare costi per le imprese e sanzioni inique che minano la credibilità e la costituzionalità dell'azione dello Stato. Gli emendamenti proposti affrontano però anche altri temi cardinali. Si vuole evitare che i dipendenti del gruppo Equitalia divengano per automatismo dipendenti pubblici e, a tal fine, si introduce l'obbligo di concorso pubblico. Inoltre, allo scopo di affiancare alla natura di dichiarazione di scienza dei dichiarativi fiscali una più ampia emendabilità, si interviene sulle dichiarazioni integrative consentendo al contribuente di rettificare, oltre che errori od omissioni, anche le opzioni esercitate in dichiarazione in materia di studi di settore. Si modifica altresì la cosiddetta «rottamazione dei ruoli» estendendola esplicitamente anche agli avvisi di accertamento direttamente esecutivi ed ai debiti d'imposta e contributivi che derivano da liquidazioni e controlli automatizzati. Sono prolungati i termini di pagamento e rateizzazione. In fine si predispone, nell'ambito dell'esercizio della potestà di accertamento, una disciplina delle presunzioni bancarie più razionale ed uniforme stabilendo l'obbligo di contraddittorio preventivo e di qualificazione alternativa dei prelievi o dei versamenti quali ricavi imponibili. Si richiede inoltre che per l'utilizzo di dati che sono formalmente riferiti a rapporti e conti correnti di terzi sia condizione preventiva e necessaria la dimostrazione che l'intestazione dei suddetti conti e rapporti sia fittizia e che il reale possessore sia il contribuente accertato. Si vogliono in tal modo evitare gli accertamenti automatici per prassi, e non per norma di legge, e si vuole soprattutto evitare che l'amministrazione faccia un uso irrazionale delle presunzioni considerando ricavi sia tutte le entrate che tutte le uscite dai conti correnti dei contribuenti sottoposti a verifica ed indagine bancaria e di ogni loro soggetto correlato.. 1 1 All'articolo 1, comma 9, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, le parole: «ferma restando la ricognizione delle competenze possedute» sono sostituite dalle seguenti: «previo superamento di apposito concorso pubblico». 2 1 L'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Art. 21. - Comunicazioni telematiche alla Agenzia delle entrate -- 1 . Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuati modalità e termini, tali da limitare al massimo l'aggravio per i contribuenti per la comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto. L'obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto per le quali è previsto l'obbligo di emissione della fattura è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell'importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate. Per le sole operazioni per le quali non è previsto l'obbligo di emissione della fattura la comunicazione telematica deve essere effettuata qualora le operazioni stesse siano di importo non inferiore ad euro 3.600, comprensivo dell'imposta sul valore aggiunto. Per i soggetti tenuti alle comunicazioni di cui all'articolo 11, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, le comunicazioni sono dovute limitatamente alle fatture emesse o ricevute per operazioni diverse da quelle inerenti ai rapporti oggetto di segnalazione ai sensi dell'articolo 7, commi quinto e sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605. Per l'omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive modificazioni. 2 . Al fine di semplificare gli adempimenti dei contribuenti, l'obbligo di comunicazione delle operazioni di cui al comma 1, effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, è escluso qualora il pagamento dei corrispettivi avvenga mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all'obbligo di comunicazione previsto dall'articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605. 3 .