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Prego, senatore. MIRABELLI (PD) . Si tratta di un provvedimento importante che riguarda diritti umani e diritti civili, non altro; serve a proteggere (solo a questo serve) delle persone deboli per la propria condizione e per la propria natura, che spesso vengono discriminate e subiscono violenze. Non è quindi opportuno, signor Presidente, che su questo si facciano giochini politici o strategie. Io mi sento in dovere di raccontare all'Assemblea cosa è successo, ma è sufficiente aver letto i giornali in questi otto mesi per sapere cosa è accaduto in Commissione. Ci è stato impedito di discutere fino a marzo (Applausi) . A marzo abbiamo dovuto votare a maggioranza la calendarizzazione di un disegno di legge approvato dalla Camera. Ci è stato detto che quel disegno di legge non doveva andare avanti perché era divisivo nella maggioranza, poi si è cercato di congiungerlo, poi sono state fatte 170 audizioni - ha ragione Ostellari - tutte uguali. Signor Presidente, è evidente allora che si voleva bloccare e affossare il provvedimento, come ha dimostrato lo stesso Presidente perché il suo racconto e le posizioni che egli ha espresso sono di parte, di chi è contrario al disegno di legge Zan. Altro che mediatore! (Applausi) . Ci ha spiegato che il provvedimento non va bene. Diciamoci la verità; siamo finalmente in Assemblea, guardiamoci negli occhi, entriamo nel merito, assumendosi ognuno le proprie responsabilità perché abbiamo di fronte un provvedimento che riguarda la vita delle persone (Applausi) e i giochini, le tattiche e le furbizie vanno chiusi. Adesso basta, Presidente, si è deciso un percorso, lo si faccia in Assemblea e lo si faccia bene. Purtroppo in Commissione non ci sono state le condizioni neanche per aprire la discussione. (Applausi . Commenti) . PRESIDENTE . Colleghi, vi inviterei a tenere la calma. C'è già un clima incandescente. Io do la parola a chi mi chiede di parlare. Visto che c'è stato un intervento piuttosto lungo e dettagliato, qualcuno ha contrapposto qualche altra cosa; io poi decido quello che voglio fare. Rispettiamo l'ordine delle richieste. GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, dobbiamo ristabilire la verità in Assemblea perché non è possibile... (Applausi. Proteste). Mi fa piacere, Presidente, che lei stessa possa rendersi conto che non si può discutere, che non c'è dialogo, che non c'è la possibilità di parlare. (Proteste) . PRESIDENTE. Avevo fatto bene a convocare la Conferenza dei Capigruppo... GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Lei non può consentire al Presidente della Commissione di dare la sua versione, doveva dire qual è lo stato dei lavori, non può egli fare la storia, tra l'altro non corretta, di tutti quelli che sono stati i lavori in Commissione. PRESIDENTE. Ognuno ha raccontato la sua versione. GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Ci è stato detto in Commissione dal centrodestra che non si doveva nemmeno trattare un provvedimento che era stato votato dalla Camera. (Applausi) . Abbiamo dovuto forzare e chiedere voti per essere a questo punto. E ora che siamo a questo punto dobbiamo tornare indietro? (Proteste) . Lei non lo deve consentire. PRESIDENTE. Non c'è bisogno di urlare. GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Lei non lo deve consentire. PRESIDENTE. Non abbiamo bisogno di urlare; per esprimere le proprie opinioni non c'è bisogno di urlare in quest'Aula. Ognuno le esprima come ritiene senza dar luogo ad esasperazioni. MAIORINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAIORINO (M5S) . Signor Presidente, lei ha ragione a chiedere di non essere esasperati, ma all'esasperazione porta il comportamento di un Presidente di Commissione che più volte ha calpestato le prerogative della Commissione stessa (Applausi) quando ci ha impedito la stessa calendarizzazione del provvedimento in discussione. (Proteste) . Non riesco a parlare per i fischi e le urla in Aula. Non posso parlare, perché dalla destra arrivano solo fischi e ululati. (Proteste) . PRESIDENTE. Per cortesia, lasciate esprimere a ciascuno la propria opinione. MAIORINO (M5S) . Queste sono le persone che vogliono difendere i diritti! PRESIDENTE. Senatrice Maiorino, si rivolga alla Presidenza e non all'Assemblea! MAIORINO (M5S) . Io cerco di rivolgermi a lei, Presidente. (Brusio) . PRESIDENTE. Per cortesia, vi chiedo di tranquillizzarvi. La decisione ultima la prendo io. Tranquillizzatevi. MAIORINO (M5S) . Presidente, al di là del balletto dei numeri - quattro mesi, otto mesi, un anno, non importa - agli atti c'è una Commissione giustizia che è stata calpestata nelle sue prerogative. (Applausi) . Il Presidente ci ha impedito persino la votazione sulla calendarizzazione. Ora noi a grandissima fatica abbiamo votato. L'Assemblea si è espressa per portare il provvedimento in questa sede e, quindi, la prego di rispettare il voto e di consentire l'avvio della discussione generale sul disegno di legge Zan. (Applausi) . Aggiungo che la mediazione sarebbe possibile se chi vuole mediare fosse davvero interessato a tutelare i diritti delle persone in questione, ma così non è. (Proteste) . PRESIDENTE. Per favore, non riusciamo a individuare i fischietti sotto le mascherine. Abbiamo già vinto gli europei. Non voglio un clima da stadio. (Applausi) . MAIORINO (M5S) . I maggiori esponenti del partito della Lega hanno sempre negato pubblicamente che il problema dell'omotransfobia esista, per cui il loro interesse oggi sulla questione è assolutamente incredibile. (Applausi) . LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, il Gruppo Fratelli d'Italia è molto sereno. Non ha partecipato a questa parte molto nervosa dei lavori dell'Assemblea. Ha preso atto della sua cortesia nei confronti del collega del PD che ha chiesto di intervenire quando lei aveva già sospeso la seduta. Ha capito che su questo tema più che venire incontro alle esigenze dei cittadini - cosa che deciderà il Senato quando ci sarà la discussione - mi pare che ci sia... (Brusio) . Stia tranquilla, noi non abbiamo interrotto nessuno. (Proteste) . Il Gruppo Fratelli d'Italia non ha minimamente partecipato alla prima fase nervosa di discussione. Abbiamo capito - questa è la nostra valutazione - che si tratta di bandierine ideologiche. Il Presidente della Commissione - viene accusato dai componenti stessi della Commissione di non so quali misfatti - si lamenta - e questo è un dato storico - del fatto che l'esame di merito è stato sospeso con un voto del Senato per portare in Aula un provvedimento che era ancora all'esame della Commissione. Quindi, semmai, dovrebbe lamentarsi chi non ha potuto svolgere appieno - secondo alcuni in maniera troppo lenta - la discussione in Commissione.