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quelle imprese che hanno richiesto affidamenti perché ne hanno bisogno per lavorare e far continuare a lavorare e vivere i loro dipendenti, i banchieri che hanno le loro responsabilità per aver portato le banche in quelle condizioni risponderanno delle loro azioni. Deve, però, pensarci la magistratura, e non noi. Ricordo che noi siamo la parte legislativa di questo sistema. E ricordo - solo per dire quanto questa cosa sia vera - che, mentre il Governo ha salvato recentemente la Banca popolare di Bari, contemporaneamente la magistratura sta istruendo i processi nei confronti dei dirigenti che hanno distrutto quella banca. Apprezzo con piacere quanto detto dal senatore Monti in merito alla definizione del recovery fund come migliore strumento e maggiore fonte di preoccupazione allo stesso tempo. Questo ci deve portare a capire che l'utilizzo che ne faremo e il sostegno che daremo a questo Governo - ciascuno per la propria parte, tutte le forze politiche presenti in Parlamento - saranno fondamentali per lavorare al meglio, e non solo per non sprecare la pioggia di miliardi che arriverà, ma anche per utilizzarla in maniera efficace ed efficiente, perché davvero credo che sia la nostra ultima possibilità di recupero. Siccome partiamo da un livello di debito superiore rispetto agli altri Paesi, dobbiamo sfruttare al massimo questa possibilità, non sprecando neanche un centesimo. Certo, questo sarà difficile per un Paese in cui i costi di costruzione sono significativamente più alti rispetto al resto dell'Unione europea. Non mi riferisco solo ai costi di costruzione di strade, ferrovie o altri lavori importanti, che nel caso dell'Italia - come sappiamo - sono tre volte superiori a quelli francesi e quasi quattro volte superiori a quelli spagnoli, ma anche ai costi minori. Ricordo che, quando un paio di anni fa venne a trovarci l'assessore ai lavori pubblici di Bilbao e venne a sapere il costo delle nostre rotonde, ci fece presente che da loro, a Bilbao, costavano circa quattro volte di meno, confermando quei livelli di costo. Ciò vuol dire che sia ai livelli alti che a quelli bassi ci sono problemi del genere che vanno risolti. Il cambiamento del Paese dipende da noi, da tutti noi, a tutti i livelli, e non è solo il Governo che deve finanziarsi con la lotta all'evasione, che ricordiamo essere pari a circa 100 miliardi di euro. Dobbiamo lavorare tutti su quel fronte. Secondo un appunto fatto dal senatore Ferro, il worst-case presente nella NADEF non sarebbe un vero worst-case . Qui dobbiamo fare una differenza fra l'azienda e lo Stato. Il worst-case scenario per un'azienda che effettua una scelta di investimento è diverso da quello dello Stato, perché non c'è mai limite al peggio, ma non per questo si deve andare a ipotizzare la catastrofe in uno scenario, altrimenti non basteranno tutti i soldi del mondo. Quindi, la migliore delle cose da fare è ipotizzare sì uno scenario peggiorativo, ma con un livello di probabilità estrema; non si può considerare tutto. Concordo però con una cosa: c'è bisogno di tutti e proprio per questo dobbiamo tutti cominciare a fornire supporto al Paese, partendo dal nostro piccolo qui in Senato. Se vogliamo che i nostri e i vostri provvedimenti siano accettati, allora cominciamo a lavorare insieme qui dentro, indipendentemente dal Governo. Faccio un esempio, forse banale, ma - se ci pensate - è vero: riduciamo il numero degli emendamenti presentati sui provvedimenti in esame, altrimenti non riusciamo a lavorare tutti insieme e a portare a casa gli emendamenti con soddisfazione di tutti. Sono stati presentati 2.672 emendamenti, il 23 per cento dei quali - quasi un quarto, giusto per ricordarlo al senatore Ferro - è stato presentato da Forza Italia; questo non permette a nessuno di lavorare in maniera adeguata. E non è una critica a Forza Italia, perché tutti noi abbiamo presentato un numero elevato di emendamenti. Dovremmo riuscire a essere più sul punto, in maniera tale da lavorare veramente su quello che interessa al Paese. Se vogliamo cooperare, cerchiamo di combatterci politicamente sui dati di fatto e non utilizziamo il nostro tempo e il nostro fiato per smontare le fake news . Ricorderete che ieri il presidente Perilli ha dovuto riorganizzare il suo intervento per rispondere alle false notizie date dal senatore Salvini. È stato detto - ad esempio - che c'è stato un aumento delle tariffe dell'energia, che adesso i cittadini italiani pagheranno. Attenzione: l'aumento delle tariffe dell'energia è dovuto a un andamento del mercato perché, aumentando nuovamente i consumi nel post-Covid, sono aumentati i prezzi di mercato, che si erano abbassati in quella fase, ritornando ai livelli pre-Covid. Se vogliamo essere precisi - ora devo dare dei numeri, cosa che non mi piace fare - dopo i ribassi del secondo trimestre (-18 per cento l'elettricità e -13,5 per cento il gas), continuati anche nel terzo trimestre, con il rafforzamento della ripresa delle attività economiche è arrivato un rimbalzo dei prezzi dell'energia. Ma per quanto riguarda gli effetti sui consumatori, nel 2020 la famiglia tipo beneficerà comunque di un risparmio complessivo di circa 207 euro rispetto al 2019. Nel dettaglio, per l'elettricità -13,2 per cento e per quanto riguarda il gas -12 per cento. Quindi, di fatto, nel 2020 non abbiamo avuto un aumento, ma un risparmio rispetto al 2019. È certamente vero che bisognerà agire sugli oneri di sistema - come diceva il senatore Paragone - ma non dobbiamo andare a dire in giro cose non corrette. È opportuno aprire il mercato dei servizi a una maggiore offerta; in questa maniera i cittadini avranno notevoli benefici diretti. Ricordiamo in merito che abbiamo già attivato il superbonus del 110 per cento, oltre a una tariffa incentivante del Mise. Il superbonus al 110 per cento avrà effetti che andranno ben oltre l'aspetto economico delle famiglie, come sappiamo; inoltre, a proposito di tassazione, non dimentichiamo la cancellazione delle clausole di salvaguardia IVA. Il senatore Pichetto Fratin ha detto che sono previsti pochi investimenti, circa 75 miliardi, se ben ricordo; ha parlato di una cifra esigua, ma ricordo che a legislazione vigente abbiamo altri 150 miliardi; come sempre, il problema di questo Paese non è tanto investirli ma spenderli, andare avanti; inoltre, visto che per 100 milioni di investimento impieghiamo dieci anni, dobbiamo agire in quell'ambito e ridurre i tempi e con il decreto-legge semplificazioni abbiamo dato un primo colpo. Infine, la senatrice Rauti e il senatore Pillon hanno affrontato la questione demografica. Hanno assolutamente ragione: è fondamentale risolvere il problema demografico di supporto alle famiglie, ma non mi pare che per anni la destra abbia fatto qualcosa in merito, anzi. Invece, la legge di bilancio 2020 ha istituito il Fondo assegno universale e servizi alla famiglia; nel 2021 verranno trasferite le risorse dedicate all'erogazione dell'assegno di natalità, il cosiddetto bonus bebè, e il bonus asilo nido e ulteriori risorse saranno indirizzate all'attuazione di interventi in materia di sostegno e valorizzazione della famiglia, nonché di riordino e sistematizzazione delle politiche di sostegno alle famiglie con figli.