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Era giusto, quindi, occuparsi, all'interno di un decreto-legge sulle emergenze, anche dell'emergenza a Ischia, colpita da un terremoto che qualche volta è stato definito minore, per i danni che ha creato, come a supporre che vi fosse una responsabilità degli ischitani per un terremoto che ha causato dei morti. Nessuno ricorda, però, che quel terremoto ha avuto una caratteristica quasi unica nei terremoti italiani, ossia quella di avere un epicentro molto superficiale, quindi molto vicino al terreno. Questo ha amplificato ovviamente gli effetti del terremoto stesso. Per quanto riguarda Ischia, vi sono ovviamente i fondi per la ricostruzione pubblica, la definizione dei soggetti attuatori, norme per la legalità e la trasparenza, la qualificazione degli operatori economici e l'individuazione della struttura del commissario. Ma ci sono anche elementi, forse più di dettaglio, ma molto utili per una popolazione colpita così duramente, che non ha più una casa, come le proroghe alla sospensione dei termini per il pagamento di IMU, TASI e TARI, del canone RAI, dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria. C'è la sospensione dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento e gli interventi volti alla ripresa economica. C'è anche il famigerato articolo 25, che non è un condono edilizio. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Non lo è, perché non esiste un'apertura di termini per la presentazione di nuove domande. Non lo è, perché nessuno che non aveva diritto ieri di avere la casa condonata ce l'avrà oggi. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Non lo è, perché la procedura che si segue è l'unica disponibile nella legislazione vigente, cioè quella della legge n. 47 del 1985: l'unico condono che ha definito le procedure per il rilascio delle pratiche. Quindi, se avessimo fatto riferimento alle leggi nn. 724 e 326 rispettivamente del 1994 o del 2003, non avremmo avuto la procedura. Siccome questo articolo interviene esclusivamente per accelerare la procedura di domande già presentate, l'unico riferimento possibile era la legge n. 47 del 1985, Capi IV e V. Ciò detto, ragioniamo su cosa potrebbe accadere se non ci fosse l'articolo 25: quelle case, che sono danneggiate e alcune di loro crollate, sarebbero fuori dalla procedura di accesso ai contributi. Ricordo, peraltro, che nessuna parte di volume edificato senza concessione potrà essere ammesso a contributo. Quindi, le parti di volume edificato in modo abusivo e condonate ai sensi della legge n. 47 del 1985, della legge del 1994 e della legge del 2003, con le procedure che impostiamo oggi come accelerazione, avranno la possibilità di essere condonate secondo la domanda fatta quindici o trent'anni fa, ma non avranno ovviamente accesso al contributo per la parte di volume sanato. Ribadisco: che cosa succede se non c'è l'articolo 25? Quelle case hanno comunque una domanda pendente e fino a quando su quella domanda non ci sarà un'espressione da parte degli organi competenti, resteranno lì come sono lì da quindici anni, da vent'anni o da trent'anni. (Applausi dal Gruppo M5S) . Accade però che i proprietari di quelle case, non avendo la possibilità di intervenire per sistemarle e recuperare i danni prodotti dal terremoto, non solo continueranno ad avere una casa abusiva, non solo continueranno a viverci dentro, ma avranno una casa indebolita dai danni del terremoto. Questo è il vero pericolo ed è per questo che chiediamo un'accelerazione delle procedure per dichiarare illegittime le domande che non sono in regola con il condono di appartenenza (quindi i condoni del 1985, del 1994 o del 2003). Dopodiché, le domande che non saranno conformi ai criteri di ammissibilità della domanda, saranno oggetto di ordinanza di demolizione amministrativo-penale; rispetto a quelle case che invece ne avrebbero avuto diritto, è lo Stato che avrebbe dovuto garantirglielo trent'anni fa e non oggi. È lo Stato che non è stato in grado di dare risposta in trent'anni a cittadini che hanno fatto una domanda. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Oggi quelle case avranno una risposta che potrà essere positiva, se già allora possedevano i requisiti di ammissibilità, o negativa, se non possedevano quei requisiti. Avremo quindi messo in piedi un sistema che consentirà a quei proprietari di vivere in case più sicure. Al capo II sono previsti ulteriori interventi emergenziali per il Paese che riguardano il Centro Italia: si provvede a rimodulare le misure per l'accelerazione del processo di ricostruzione e le funzioni del commissario. Si provvede a garantire l'impignorabilità delle risorse assegnate per la ricostruzione in aree interessate dagli eventi sismici. Andiamo inoltre ad ampliare quelle maglie che, con i guanti bianchi e con il contributo di tutte le forze politiche, avevamo reso molto strette per piccole difformità, facendo un'operazione molto semplice di accorpamento di due procedure. Quello che succede a livello normativo regionale è noto: esistono i piani casa e molte Regioni li hanno normati. Non si tratta quindi di ottenere una sanatoria amministrativa di un intervento realizzato che può essere assentito in qualsiasi momento. Per accedere al contributo, prima si procede alla sanatoria prevista dall'ordinamento, dopodiché, dopo aver ottenuto la sanatoria, si può procedere alla richiesta del contributo. In questo caso, l'operazione che si fa è semplicemente quella di accorpare due procedure. Nel progetto di ricostruzione o riparazione dell'edificio si sana anche la parte realizzata eventualmente ai sensi dei piani casa regionali e, anche in questo caso, sul volume così sanato non si applica il contributo. Vi sono altri due elementi che voglio segnalare. Il primo concerne l'articolo 44, sul trattamento straordinario integrazione salariale per le imprese in crisi. Aver reinserito nell'ordinamento la Cassa integrazione guadagni straordinaria per le aziende in crisi che hanno una prospettiva è, a mio giudizio, un valore di cui anche il centrosinistra dovrebbe essere contento. Cerchiamo, in questo modo, di dare qualche garanzia in più ai lavoratori delle aziende, che attraversano una crisi ma hanno una prospettiva e che per problemi di liquidità non riescono a garantire un'attività produttiva. Quindi, grazie a tale misura, i titolari di queste aziende potranno mettere per dodici mesi in Cassa integrazione guadagni straordinaria i propri dipendenti nel biennio 2019-2020. Concludo rapidamente, perché temo che il mio tempo stia quasi terminando, in quanto non intendo sottrarmi, ovviamente, all'analisi dell'altro famigerato articolo, il 41. Oggi, dopo più di vent'anni di spargimento di fanghi, senza che vi sia stato mai nessun limite ai contenuti nocivi di quei fanghi, anche riguardo agli idrocarburi e agli altri inquinanti, ci rendiamo conto che questo è un problema per la nostra salute. Noi ce ne rendiamo conto, come ci rendiamo conto del fatto che è un problema riguardante la nostra salute anche se i depuratori delle nostre città chiudono.