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L'articolo 3 reca le disposizioni transitorie, prevedendo, in particolare, che a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge cessa di avere efficacia l'intesa sancita in sede di Conferenza unificata il 5 luglio 2012, n. 83/CU, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4 aprile 2013. L'articolo 4 reca misure per la promozione e riqualificazione del commercio al dettaglio su aree pubbliche, prevedendo, in particolare, l'istituzione presso il Ministero dello sviluppo economico di un Fondo per la promozione e riqualificazione del commercio al dettaglio su aree pubbliche, con una dotazione pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. L'articolo 5 reca la copertura finanziaria.. 1 (Modifiche al decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59) 1 Al fine di promuovere e garantire gli obiettivi di politica sociale connessi alla tutela dell'occupazione, al decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 7, comma 1, dopo la lettera f) è aggiunta la seguente: « f-bis) alle attività del commercio al dettaglio sulle aree pubbliche»; b l'articolo 70 è abrogato. 2 (Modifiche all'articolo 28 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114) 1 All'articolo 28 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. L'esercizio dell'attività di cui al comma 1 è soggetto ad apposita autorizzazione rilasciata a persone fisiche, a società di persone, a società di capitali regolarmente costituite secondo le norme vigenti o a cooperative che abbiano i requisiti dimensionali della categoria della microimpresa, così come definita ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2005. Ai fini del rispetto dei requisiti di cui al presente comma sono considerate anche le società facenti capo, ancorché per interposta persona, allo stesso soggetto che esercita l'attività di cui al comma 1»; b al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il rinnovo della concessione dei posteggi su aree pubbliche è subordinato al mantenimento del possesso dei requisiti di cui all'articolo 5 e al comma 2 del presente articolo, al possesso del documento unico di regolarità contributiva (DURC) e all'adempimento degli obblighi tributari locali»; c il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4 . L'autorizzazione all'esercizio dell'attività di vendita sulle aree pubbliche esclusivamente in forma itinerante è rilasciata, in base alla normativa emanata dalla regione, dal comune nel quale il richiedente, persona fisica o giuridica, intende avviare l'attività. L'autorizzazione di cui al presente comma abilita anche alla vendita al domicilio del consumatore, nonché nei locali ove questi si trovi per motivi di lavoro, di studio, di cura, di intrattenimento o svago»; d al comma 5, dopo la lettera a) è inserita la seguente: « a-bis) di essere in possesso dei requisiti di onorabilità di cui all'articolo 71, comma 1, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59»; e dopo il comma 5 è inserito il seguente: « 5 - bis . Un medesimo soggetto giuridico non può essere titolare o possessore di più di due concessioni giornaliere nell'ambito del medesimo settore merceologico alimentare e non alimentare nel caso di aree mercatali con un numero complessivo di posteggi inferiore o pari a cento o tre concessioni giornaliere nel caso di aree con numero di posteggi superiore a cento. Ai fini di cui al periodo precedente si presume legata allo stesso soggetto economico l'impresa soggetta a controllo diretto, indiretto o incrociato o a specifico vincolo contrattuale. Le concessioni oggetto di gerenza, di affitto di ramo d'azienda o di forme analoghe sono soggette allo stesso limite di posteggi, raddoppiato per l'affittante nel caso questi sia anche direttamente esercente nello stesso mercato. Le stesse disposizioni si applicano anche per i posteggi isolati nell'ambito di zone omogenee delimitate dai comuni. Nell'ambito della stessa famiglia anagrafica, così come definita ai sensi dell'articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, il numero complessivo delle concessioni non può essere superiore a sei, di cui massimo tre nel settore alimentare e tre in quello non alimentare»; f al comma 11 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e la maggiore professionalità acquisita, anche in modo discontinuo, nell'esercizio del commercio sulle aree pubbliche. La professionalità è riferita all'anzianità di esercizio dell'impresa, comprovata dall'iscrizione dell'impresa attiva nel registro delle imprese, valutabile con riferimento a quella del soggetto titolare dell'azienda»; g al comma 12, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «Le regioni, sentite le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore a livello regionale, nonché le associazioni operanti a livello territoriale, possono altresì prevedere criteri correlati alla qualità e tipologia dei prodotti offerti in vendita o dal servizio fornito ed alle caratteristiche delle strutture utilizzate per il commercio su area pubblica»; h il comma 13 è sostituito dal seguente: « 13 . Le regioni, al fine di assicurare il servizio più idoneo a soddisfare gli interessi dei consumatori ed un adeguato equilibrio con le altre forme di distribuzione, stabiliscono, altresì, sulla base delle caratteristiche economiche del territorio secondo quanto previsto dall'articolo 6, comma 3, del presente decreto, della densità della rete distributiva e della popolazione residente e fluttuante limitatamente ai casi in cui ragioni non altrimenti risolvibili di sostenibilità ambientale e sociale, di viabilità rendano impossibile consentire ulteriori flussi di acquisto nella zona senza incidere in modo gravemente negativo sui meccanismi di controllo, in particolare, per il consumo di alcolici e senza ledere il diritto dei residenti alla vivibilità del territorio e alla normale mobilità. In ogni caso resta ferma la finalità di tutela e salvaguardia delle zone di pregio artistico, storico, architettonico e ambientale e sono vietati criteri legati alla verifica di natura economica o fondati sulla prova dell'esistenza di un bisogno economico o sulla prova di una domanda di mercato, quali entità delle vendite di prodotti alimentari e non alimentari e presenza di altri operatori su aree pubbliche, i criteri generali ai quali i comuni si devono attenere per la determinazione delle aree e del numero dei posteggi da destinare allo svolgimento dell'attività, per l'istituzione, la soppressione o lo spostamento dei mercati che si svolgono quotidianamente o a cadenza diversa, nonché per l'istituzione di mercati destinati a merceologie esclusive.