[pronunce]

Nel corso dell'udienza, la difesa erariale ha dichiarato che dette modifiche risultano pienamente satisfattive delle pretese avanzate dal Presidente del Consiglio dei ministri nel ricorso di cui in epigrafe. 2.- Occorre preliminarmente esaminare le eccezioni d'inammissibilità sollevate dalla Regione Marche in ordine alla mancata esplicazione delle ragioni alla base dell'asserita violazione dei parametri costituzionali ed, in particolare, all'oscurità delle censure rivolte alla determinazione delle compartecipazioni ai servizi regionali, delle quali non si comprende se siano riferite ai soli servizi sanitari od anche agli altri servizi sociali identificati dall'intestazione della norma. Fermo restando che deve sussistere corrispondenza tra la determinazione all'impugnazione ed il contenuto del ricorso, attesa la natura politica dell'atto di impugnazione (ex plurimis, sentenza n. 149 del 2012), e che effettivamente la relazione ministeriale, integralmente recepita dalla deliberazione del Consiglio dei ministri, non afferma in modo esplicito che le censure sono rivolte unicamente alla parte della disposizione riferita ai servizi sanitari, la formulazione della censura avanzata nei confronti dell'art. 8, comma 3, della legge reg. Marche n. 49 del 2013, correlata ai parametri invocati ed alle norme interposte, lascia intendere, con sufficiente chiarezza, che le questioni sono limitate alle prestazioni afferenti alla compartecipazione alla spesa sanitaria. In tal senso l'argomento è stato sviluppato dall'Avvocatura generale dello Stato. Così circoscritto l'oggetto del ricorso, le eccezioni d'inammissibilità devono essere respinte. 3.- Tanto premesso e alla luce dell'intervenuta modificazione della norma impugnata, dev'essere dichiarata la cessazione della materia del contendere. Quest'ultima può intervenire, in presenza di ius superveniens, quando risultino: a) la satisfattività delle pretese del ricorrente ad opera della sopravvenuta modifica normativa; b) la mancata applicazione medio tempore della norma censurata (ex multis, sentenza n. 108 del 2014). Quanto alla prima condizione, è fuor di dubbio - anche in base all'espresso riconoscimento del ricorrente avvenuto nel corso dell'udienza - che l'abrogazione dei due riferimenti lessicali ai servizi sanitari abbia carattere satisfattivo delle pretese avanzate con il ricorso, poiché espunge dalla normativa in esame ogni attinenza con il servizio sanitario. Quanto alla seconda condizione, dev'essere sottolineato che l'applicazione della norma impugnata è subordinata alla previa adozione di una delibera di Giunta regionale - avente ad oggetto la ricognizione dei servizi interessati e l'indicazione degli indirizzi generali per la suddetta compartecipazione - che non risulta medio tempore intervenuta. Dunque, alla luce delle esposte considerazioni, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara cessata la materia del contendere in relazione alle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 3, della legge Regione Marche 23 dicembre 2013, n. 49 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2014 e pluriennale 2014/2016 della Regione - Legge finanziaria 2014), promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri, con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 gennaio 2015. F.to: Alessandro CRISCUOLO, Presidente Aldo CAROSI, Redattore Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 30 gennaio 2015. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella Paola MELATTI