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"Il cacciatore buono è solo quello morto", "Cacciatore? Tre metri sotto terra". Due giorni fa, a Tradate, c'era un fantoccio impiccato con il richiamo a chi pratica quel tipo di attività. Qualche anno fa - chiudo e poi riprendo il filo del discorso - quando morì il Presidente del Consiglio regionale del Trentino, per un infarto durante una battuta di caccia, apparvero manifesti di gioia per la sua morte. Credetemi che non fa piacere vedere giornalmente violenti atti vandalici, non uno qua e uno là, ma costanti e spalmati nel Paese, da parte di animalisti estremisti che entrano nelle proprietà private e distruggono strutture rurali autorizzate. Ebbene, tutti questi italiani, circa 600.000 (con le loro famiglie), subiscono in silenzio queste cose, perché non ne avete mai sentito parlare. (Applausi) . È questo il motivo per cui sembra che io stia divagando, rispetto invece all'odio e all'istigazione all'odio. Ma perché nessuno di voi ne parla? Forse perché a una certa parte politica va bene così? Non ho mai sentito nessuno recriminare o fare riferimento ad azioni di odio e di discriminazione o ad atti violenti che costantemente e giornalmente avvengono nel nostro Paese. Forse magari - nessuno si offenda, perché questo è il mio pensiero e credo di poterlo esprimere liberamente qui - perché i mandanti spirituali di quest'odio siedono anche all'interno dell'Aula? Non voglio provocare nessuno, signor Presidente, ma ritengo estremisti certi disegni di legge. Se si presenta un disegno di legge per la protezione estrema della zanzara o del topo, credo che si abbia una certa visione, che forse spiritualmente si avvicina un po' anche a quegli episodi. Ebbene, qualche dubbio lo abbiamo. Ho volutamente divagato, non perché credo che sia giusto ragionare di inserire queste cose all'interno del disegno di legge Zan, che persegue altri obiettivi, sui quali mi sono soffermato all'inizio, ma perché ogni tanto serve qualcuno che ricordi all'opinione pubblica queste cose e che tenga in considerazione che il mondo della ruralità e i diritti di chi paga tasse regionali e governative per svolgere un'attività meritano di essere rispettati e non di essere calpestati e di essere oggetto di un odio veramente brutto. Faccio parte di quella categoria e le assicuro, signor Presidente, che sentirsi dire «Sei un assassino, devi morire domani» non fa piacere. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Bruzzone, l'abbiamo seguita con attenzione. Per il ruolo che in questo momento esercito, ricordo a me stessa e all'Assemblea che abbiamo costituito una Commissione esattamente per indagare e sottolineare tutte le pratiche di odio. Lo abbiamo ritenuto talmente importante, che quest'Assemblea l'ha votato. (Commenti). Credo che dobbiamo prenderne nota collettivamente. Non intendevo comunque aprire un'interlocuzione con la Presidenza, ma richiamarci tutti alla responsabilità degli atti che approviamo in quest'Aula. (Commenti) . Ah, era un'esortazione, presidente Romeo? Ad adiuvandum ? Grazie, è sempre gradita dalla Presidenza. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, leggendo questo testo, credo che anche lei si sia posta innanzitutto lo stesso problema. È un testo necessario? Leggo l'articolo 1 (e lei se lo sarà chiesto più di me): è proprio necessaria quella classificazione? Se devo difendere oggi le donne, sotto il profilo della prevenzione di alcuni episodi violenti nei loro confronti, le definisco? No, non ne ho la necessità. Vorrei ricordare un episodio che mi è capitato trent'anni fa, appena entrata in vigore la legge sulla transizione sessuale. Nella modifica del sesso dovevo stabilire, in qualità di giudice, se una persona poteva e doveva essere operata. La consulenza tecnica che era stata disposta sosteneva che non era matura, perché non aveva fatto attività che potessero denunciare la sua effettiva volontà. Riuscii a fare un provvedimento in cui sostenevo che per il sesso - in quel caso, come in questi - non era necessaria un'identificazione, né era necessario svolgere alcuna attività. Pertanto, con quel provvedimento identificavo l'identità di genere cui fate riferimento, come hanno fatto alcune sentenze della Corte costituzionale, cui pure fate riferimento e che però sono sentenze interpretative di rigetto, che non hanno alcun valore sotto il profilo tecnico e scientifico. È necessario quel primo articolo? A mio avviso, no. Devo dire che ho molto apprezzato il sottosegretario Scalfarotto, che con il suo disegno di legge, unito a quello dell'onorevole Zan, identifica le due situazioni che sono alla base di tutto e che certamente coinvolgono tutte le definizioni che inserite all'articolo 1. Quali sono? Omofobia e transfobia. Allora perché intestardirsi a voler arrivare a un testo che deve contenere definizioni che non servono ai fini della prevenzione di quell'odio che diciamo che esiste, ma che si nutre nei confronti delle donne? E allora è necessario trovare una soluzione compatibile. Certo, posso pensare a una normativa che sia solo per alcune altre situazioni. La prima questione, quindi, è verificare quali sono l'atteggiamento e il comportamento da punire. Avevo accennato, nella discussione precedente sul disegno di legge Zan, a un problema: nel nostro sistema penale esiste l'istigazione a delinquere punita in quanto tale? No, il nostro sistema penale ritiene che, se istigo la Presidente ad ammazzare un suo amico, ma lei non lo fa, non sono chiamato a rispondere dell'istigazione che ho commesso. Ciò perché l'istigazione a delinquere non è punita, fin dal codice Rocco, ossia quello fascista. E voi volete punire l'istigazione a delinquere. Mi riferisco all'articolo 115 del codice penale, che parla dell'istigazione a delinquere, ma non ne prevede la punibilità. Invece, l'articolo 414 del codice penale prevede la punizione dell'istigazione a delinquere in quanto tale, quando è pubblica, ed è una cosa chiara e corretta. Quindi immaginate di andare a tradurre questi principi nel testo al nostro esame. Sarebbe perfetto. Partite dalla legge Mancino, che modificava la normativa del 1975, e cominciate a inserire la pubblica istigazione, il pubblico incitamento. È una novità? No, perché chi era presente nella passata legislatura, come il senatore Cucca, che era membro della Commissione giustizia, sa che avevamo individuato una formulazione che trovava d'accordo tutti, compreso il Partito Democratico. Questa era la novità. La norma prevedeva di punire chi si comporta in maniera scorretta dal punto di vista legale, e di farlo seriamente. Leggete per un attimo la norma che avete scritto e ponetevi il problema. Parlate di chi istiga qualcun altro e, nel momento in cui quest'ultimo non ha fatto nulla, dovete punire l'istigatore? Leggete il primo articolo che avete scritto. Com'è scritto? Significa che, se poi l'istigato non ha commesso violenza o anche soltanto la discriminazione, l'istigatore viene comunque punito, ve ne rendete conto? Subisce una sanzione penale. E questa la chiamate possibilità normale di istigazione a un comportamento che non incide sull'opinione?