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afferiscono a quell'ufficio con sedi a Rieti e Roma, articolato in 4 aree organizzative e supportato da una segreteria tecnica di progettazione, i 62 comuni danneggiati dall'evento sismico del 24 agosto 2016, i 69 coinvolti nel sisma del 26 e 30 settembre 2016 e i 9 del terremoto del 18 gennaio 2017: un "cratere" compreso tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria; quanto alla missione del suddetto "ufficio del soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016", che lavora in stretto rapporto con il commissario straordinario di Governo per la ricostruzione, sul portale istituzionale si legge che esso è "nato per assicurare la necessaria unitarietà di gestione degli interventi di messa in sicurezza del patrimonio culturale, delle azioni di recupero e della ricostruzione delle aree colpite dal Sisma 2016"; l'ingegner Iannelli dirige l'unico oggi attivo degli uffici speciali della Direzione generale "sicurezza del patrimonio culturale", istituiti ex art. 54, comma 2- bis , del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, come ulteriori articolazioni della stessa e coordinati dal servizio II; poiché dal 1° giugno 2020 Iannelli è stato dirigente ad interim del servizio II, "emergenze e ricostruzioni", in quella stagione ha anche coordinato l'importante ufficio, dotato (dal 3 novembre 2020) di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile, prima afferente alla Direzione generale archeologia belle arti e paesaggio (e privo di autonomia finanziaria), di cui era, contestualmente, il soprintendente speciale; una volta cessato l'incarico ad interim che gli ha consentito, per qualche tempo, di coordinare se stesso, dal 22 novembre 2021 l'attività del soprintendente speciale Iannelli è coordinata dal coniuge, ingegnere Rubino, poiché, oltre a quanto riferito sopra, li unisce anche il vincolo matrimoniale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto sopra; se possa spiegare perché, come risulta agli interroganti, si sarebbe inteso raggiungere l'unitarietà di gestione, perseguita come priorità dal soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016, dando agli uffici della Direzione generale sicurezza del patrimonio culturale direttamente coinvolti una dimensione non "semplicemente" familistica, come lamentato in altre occasioni, ma addirittura familiare; se non tema che l'attribuzione di altri ruoli chiave a soggetti che appartengono anch'essi ad un gruppo ristretto, che gli interroganti ritengono collegato all'ufficio del segretariato generale e al quale si attinge in via esclusiva per coprire le posizioni più delicate, potrebbe generare il sospetto, nei cittadini, che anche il vertice politico del Ministero garantisca interessi particolari, o comunque diversi da quelli della comunità dei cittadini. Atto n. 3-03069 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che l'interrogazione 3-02748 della prima firmataria del presente atto, pubblicata il 28 luglio 2021, concentrava l'attenzione su un concorso di topografia antica (materia di ambito archeologico), bandito dall'università "Federico II" di Napoli, dall' iter e dall'esito poco limpidi. Stanno altresì emergendo sempre più spesso casi sconcertanti, che impediscono di ritenere quello napoletano un esempio isolato, bensì una procedura sistematica volta a favorire candidati di dubbio merito ma "predestinati", con la conseguenza di obbligare alcune delle menti italiane più meritevoli a cambiare vita o nazione, danneggiando la loro esistenza personale e impoverendo il sistema universitario italiano; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: illustrano bene la situazione la puntata della trasmissione di RAI3 "Presa diretta" del 7 febbraio 2022 ma anche a quanto sta avvenendo a Paolo Storchi, ricercatore estremamente titolato, di fama internazionale, autore di scoperte archeologiche tra le più importanti degli ultimi anni: la città romana scomparsa di Tannetum (Reggio Emilia), il teatro dell'antica Pella (in Grecia), decine di altri siti e monumenti prima sconosciuti. Rientrato in Italia da due anni dopo avere condotto studi presso prestigiose sedi di ricerca in Grecia, Storchi non riesce a vincere neppure un posto da ricercatore nel nostro Paese e sembra avere subito lo stesso trattamento di P.L.T. nel menzionato concorso di Napoli; all'università di Trieste, infatti, un posto di ricercatore a tempo determinato tipo A è stato bandito per individuare chi si occupasse della creazione di un parco archeologico, progetto diretto dalla professoressa Federica Fontana. La commissione giudicatrice era composta dai professori Jacopo Bonetto (università di Padova), Furio Sacchi (università Cattolica di Milano) e Bruno Callegher (università di Trieste); risulta che una candidata, E. M., nello sconcerto generale, si sia presentata al colloquio orale on line attraverso l' account della professoressa che avrebbe poi diretto il progetto, come documentato da vari screenshot degli altri candidati; dalla lettura degli atti della commissione giudicatrice emergerebbe (verbale n. 2 e n. 3, con nota particolare a p. 2), inoltre, che tra i commissari vi erano giudizi contrastanti: in particolare, Callegher avanzava tutta una serie di perplessità sulla valutazione del curriculum della candidata poi risultata vincitrice, evidentemente piuttosto modesto (ella ha presentato 2 pubblicazioni di fascia A, Storchi 9). La tesi di dottorato di Paolo Storchi, su temi sì topografici ma non lontani dal progetto (come sottolineato da Callegher e Sacchi) è stata decurtata di ben 5 punti, mentre quella della M. è stata valutata con il massimo punteggio benché il documento non fosse stato prodotto, problema sollevato dal solo Callegher. L'intera documentazione è infarcita di giudizi di questo tipo, con l'intento niente affatto nascosto di parte della commissione, ad avviso dell'interrogante, di indirizzare il giudizio verso la candidata; forse peggiore è il caso del concorso per ricercatore a tempo determinato tipo B in topografia antica dell'università di Sassari, con commissione giudicatrice costituita dai professori Paolo Carafa ("Sapienza", docente di archeologia classica), Simonetta Menchelli (università di Pisa) e Stefano Campana (università di Siena);