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E guardo il collega Mallegni, da sempre sostenitore di questa possibilità, insieme al collega Gasparri e ad Anna Maria Bernini, in primis , che è il nostro condottiero. (Applausi) . Questo passaggio consentirà di risparmiare centinaia di milioni che pesavano nelle tasche dei cittadini. Mi riferisco allo smaltimento delle alghe sulle spiagge. L'articolo 5, infatti, norma la gestione delle biomasse vegetali, consentendo la possibilità del mantenimento in loco o del trasporto in impianti di gestione dei rifiuti o la reimmissione nell'ambiente naturale anche mediante il riaffondamento in mare o il trasferimento nell'area retrodunale, previa vagliatura finalizzata alla separazione della sabbia dal materiale organico, con la finalità del recupero per il ripascimento dell'arenile; quindi un cerchio perfetto. Il disegno di legge prevede anche disposizioni volte ad evitare la diffusione nell'ambiente acquatico di microfibre provenienti dal lavaggio di tessuti sintetici ed altre in tema di educazione ambientale nelle scuole. Questa è la cosa più importante. A proposito di educazione, ringrazio di cuore le tante associazioni e, in particolare, «Mare vivo» per l'opera costante di sensibilizzazione che ci ha portato finalmente a chiudere oggi questa norma, a partire dalle azioni contro gli odiosi mozziconi, lanciati negligentemente in mare col famoso gesto o abbandonati accesi nella sabbia oppure spenti e incastonati negli scogli. Sappiamo tutti bene che la quantità degli scarti è talmente grande che negli oceani si sono formate, per effetto delle correnti, zone di addensamento dei rifiuti che creano vere e proprie isole che, se sono più pesanti, tendono a depositarsi sul fondo, con conseguenze facilmente immaginabili sulla fauna e sulla flora marine. A questo punto non posso esimermi dallo stigmatizzare i comportamenti non omogenei senza i quali nessuna legge nazionale potrà avere il giusto riscontro. Lo stesso dicasi per quelli non uniformi dei diversi Paesi. Ormai non sfugge a nessuno ed è chiaro a tutti che l'Europa è il continente che si sta dando più da fare per contrastare i cambiamenti climatici e per mettere in atto azioni concrete, però senza reciprocità delle regole e senza impegni condivisi non si riuscirà a ottenere risultati concreti fino a che Cina, India e Russia continueranno a chiamarsi fuori letteralmente fregandosene... (Il microfono si disattiva automaticamente). Sarà come pestare l'acqua in un mortaio. Ora, quindi, l'impegno dovrà essere bifronte. Proprio in virtù del profondo amore che nutriamo per il Mare Nostrum ed essendo pronti a trovare risorse all'interno del PNRR e nella legge di bilancio, annuncio il voto favorevole di Forza Italia. (Applausi) . BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei sgombrare il campo subito visto quanto dirò dopo. Il voto della Lega al provvedimento sarà favorevole, convinto e consapevole. È convinto nonostante alla Camera il Gruppo Lega si sia astenuto: riteneva che il testo potesse essere migliorato. Sono cose che spesso si dicono ma che non sempre si fanno; invece, noi non ci siamo sottratti; abbiamo partecipato al percorso emendativo. Abbiamo lavorato fianco a fianco con i colleghi della Commissione ambiente e molti emendamenti sono stati comuni. Per questo vorrei ringraziare la presidente, tutte le altre forze politiche e la relatrice perché, al di là dei numerosi scontri che avvengono in Commissione poiché le sensibilità non sono mai le stesse, questo è stato uno dei provvedimenti che ha visto una condivisione e una coesione importante. Ha visto il Parlamento fare la propria parte. Siamo di fronte a un testo che in seconda lettura non arriva blindato: lo abbiamo migliorato e tornerà alla Camera. Abbiamo fatto qualcosa di importante, ma di simbolico. Dico questo perché sia la relatrice che il collega Cucca hanno fornito in parte dei dati. Parlo di parzialità perché nel dossier che il Senato ci ha messo a disposizione, sempre molto ricco di informazioni per comprendere la portata dei provvedimenti, manca un dato fondamentale. Mi riferisco alla portata. Sapete quanto pesa complessivamente tutta la plastica che finisce in mare non dall'Italia, ma dal continente europeo? Pesa lo 0,28 per cento del totale. (Applausi) . Noi non saremmo neanche presi in considerazione dall'errore statistico. C'è qualche partito che siede oggi in Parlamento e che non si sa se esista o meno perché l'errore statistico è al 2 per cento; noi siamo allo 0,28 per cento. Tutti si sono concentrati sul fatto che l'85 per cento dei rifiuti che si trovano in mare siano costituiti da plastica, ma nessuno ha detto che quello 0,28 per cento dell'intero continente europeo è 3.900 tonnellate. Noi stiamo facendo tutto questo in Italia, senza considerare che dei primi 120 fiumi che inquinano - è la terza volta che lo dico in Assemblea e non mi stancherò mai di ripeterlo - 103 sono in Asia, otto in Africa, otto nell'America centrale e nel Sud e uno solo, il Danubio, in Europa. Ciò non toglie nulla alla portata valoriale e simbolica di quanto stiamo facendo, alle campagne di sensibilizzazione, al fatto che i cittadini e gli alunni delle scuole parteciperanno ad altri concorsi e vinceranno altri premi, però un voto consapevole significa avere contezza di ciò che stiamo votando e di quale sia la portata. (Applausi) . Penso che abbiamo fatto qualcosa di buono più che per il mare o gli oceani in senso lato per i nostri pescatori, per i nostri porti, per i cittadini e per una categoria che non è stata considerata, ovvero per tutti i nostri operatori turistici, i balneari e coloro che gestiscono delle attività. Questo perché magari anche solo pochi grammi o pochi etti di plastica, se li vediamo spiaggiati a deturpare un panorama o una spiaggia, costituiscono comunque un problema che va ben al di là del loro peso e della percentuale che rappresentano. Si tratta, quindi, sicuramente di una buona misura per le nostre spiagge e per il nostro mare, ma non per quei mari o per quelle isole gigantesche che gridano vendetta e che rappresentano una vergogna su scala planetaria. Potete essere sicuri, infatti, che anche se non avessimo sostituito gli shopper - misura valida - con i sacchetti biodegradabili gettati nei mari italiani, ne sarebbero comunque arrivati tanti di sacchetti di plastica nell'Oceano a ingrandire quell'isola grande quanto intere nazioni. Questo ce lo dobbiamo dire. Si tratta di qualcosa di buono, non voglio dire di irrilevante, ma che sicuramente non pesa in maniera determinante su tutto quello che è stato fatto. Questo potrebbe ingenerare due equivoci pericolosissimi: da un lato la convinzione di aver già fatto tutto quello che potevamo e di non avere altro da fare, dall'altro la demonizzazione - ma questo non è l'unico provvedimento a farlo, perché lo fa anche quello della campagna plastic free - un prodotto ed un materiale come la plastica che di per sé non è negativo nemmeno per l'ambiente.