[ddlpres]

Mentre, dall'altro lato, le Autorità di polizia giudiziaria preposte alla vigilanza, sempre per piccoli falò agricoli o forestali posti lontani dai centri abitati, soventemente applicano margini di tolleranza senza procedere a sanzionare l'operatore, conciliando la norma e la tradizione negli accertamenti. Dopo quanto sopra riportato, appare logicamente corretto portare sul giusto binario la problematica della vegetazione di risulta prodotta nel corso della prevenzione e lotta alle fitopatie e agli incendi boschivi. Ciò sarebbe possibile adeguando il vigente testo unico ambientale (decreto legislativo n. 152 del 2006, modificato dal decreto legislativo n. 205 del 2010) nella parte in cui dall'ambito di applicazione della relativa parte quarta vengano esclusi anche il materiale vegetale proveniente dall'attività di difesa dagli incendi boschivi e dall'attività di difesa fitosanitaria delle coltivazioni agricole e forestali.. Art. 1. 1. All’articolo 185, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, al comma 1 dopo la lettera f) è inserita la seguente: « f -bis. Il materiale vegetale proveniente dall'attività di difesa della vegetazione dagli incendi e dall'attività di difesa fitosanitaria delle coltivazioni agricole e forestali.». 2. La lettera D10, dell'Allegato B, alla Parte IV, (Operazioni di smaltimento), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni è sostituita dalla seguente: «D10 Incenerimento a terra, tranne il materiale vegetale di cui al comma 1, lettera f -bis, dell'articolo 185».