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lo stesso giorno si è registrato un tentato omicidio a colpi d'arma da fuoco lungo il vecchio tracciato della strada statale 106 che dallo scalo coriglianese conduce verso la popolosa frazione di Cantinella. La vittima, raggiunta da 6-7 colpi di pistola ma rimasta per sua fortuna ferita soltanto ad una mano, è un 32enne coriglianese, A.L.G., residente in contrada Apollinara e noto alle forze dell'ordine. Pochi giorni dopo si è consegnato ai militari il cugino, F.A. di 23 anni, anch'egli di Apollinara ed anch'egli volto noto negli ambienti investigativi locali; il 1° giugno in un agguato a colpi d'arma da fuoco è rimasto ferito, proprio nei pressi di casa sua, sul lungomare di contrada Pirro-Malena, C.M., 39enne coriglianese già noto alle forze dell'ordine per reati di droga. Secondo quanto emerso, M. sarebbe legato a P.A., come si è detto ucciso un mese prima, oltre che indagati nella stessa maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia. Ora indaga la polizia. Otto mesi fa i carabinieri scoprirono un misterioso "laboratorio" con 60 chili di marijuanaa due passi da casa sua e da dove stavano per eliminarlo. Episodi di chiara matrice 'ndraghetista volti al controllo del territorio così come altri avvenuti nei mesi precedenti e che riguardano congiunti del neo collaboratore di giustizia ed ex boss del rossanese N.A.; contemporaneamente, lo stesso giorno, un uomo di origini bulgare è stato preso a sprangate in piazza, lungo via Nazionale allo scalo coriglianese sul piazzale della chiesa di Santa Maria delle Grazie davanti a un locale pubblico, finendo in ospedale dopo la violenta rissa nata per futili motivi con cittadini rumeni; valutato che: il riassunto è soltanto parziale ed espone quanto accaduto, sommariamente, negli ultimi due mesi; sono, invece, 31 gli episodi incendiari noti e che si snodano in un arco temporale brevissimo, poco più di 5 mesi, cui si aggiungono sparatorie, omicidi e risse oltre agli ordinari arresti effettuati dalle forze dell'ordine in merito a reati inerenti al possesso ai fini di spaccio e alla vendita stessa di sostanze stupefacenti di tutti i tipi; oltre agli avvenimenti di chiara matrice 'ndranghetista o associativa, molti degli episodi incendiari sarebbero legati a questioni connesse al caporalato dove, sul fronte delle indagini, si batte la pista di natura estorsiva e s'ipotizza che dietro l'episodio possa esserci, anche qui, la criminalità organizzata locale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se e quali iniziative intendano intraprendere, anche congiuntamente, per rafforzare il controllo del territorio e arrivare al ripristino della legalità e della sicurezza in un territorio vasto quale è quello della terza città della Calabria e di un'area vasta qual è quella sibaritide, dove sono anche in corso cantieri per la costruzione di infrastrutture pubbliche, come la strada statale 106 e la costruzione dell'ospedale unico, del valore di diversi milioni di euro e da sempre oggetto delle mire degli interessi della 'ndrangheta. Atto n. 3-03400 LUNESU Michelina Al Ministro della salute Premesso che: la malattia polmonare da micobatteri non tubercolari (NTM-LD), nota anche come malattia polmonare NTM, è una rara e grave infezione batterica a trasmissione ambientale, la cui insorgenza è riconducibile alla presenza di specie micobatteriche diverse rispetto a quelle che causano la tubercolosi; i risultati di un recente studio americano, pubblicato sull'"American journal of respiratory and critical care medicine", riporta che la prevalenza di questo tipo di malattia, nel recente periodo, è aumentata dell'8 per cento circa, ogni anno, solo negli Stati Uniti. Conseguentemente, anche il tasso di mortalità legato alla patologia ha subito un incremento del 40 per cento; i pazienti affetti da NTM-LD sperimentano una sintomatologia piuttosto vaga che comprende febbre, calo di peso, tosse, astenia, disturbi gastrointestinali, sudorazione notturna e presenza di sangue nell'espettorato, la cui gestione può richiedere frequenti e prolungati ricoveri ospedalieri; la terapia rappresenta un nodo critico: buona parte dei micobatteri non tubercolari è resistente a un gran numero di antibiotici. Tutto ciò allunga e complica il percorso terapeutico, aumentandone i costi e incidendo notevolmente sulla qualità di vita del paziente. Considerate le peculiarità dei micobatteri NTM, i regimi terapeutici spesso prevedono da 2 a 4 farmaci somministrati per periodi fino a 18-24 mesi, ed anche dopo il raggiungimento della conversione dell'esame colturale, ossia l'avvenuta eradicazione dell'infezione, i cicli di antibiotici possono continuare per un periodo di circa 12 mesi; la malattia segue un decorso cronico progressivo e può avere un pesante impatto sulla qualità della vita dei pazienti, esercitare un non trascurabile effetto da un punto di vista economico per il sistema sanitario ed essere gravata da un tasso di mortalità elevato. A fronte di queste problematiche, i trattamenti attualmente utilizzati sono lungi dall'offrire soluzioni soddisfacenti; la problematica del trattamento della NTM-PD è legata alla mancata standardizzazione dei trattamenti per le micobatteriosi non tubercolari, alla lunga durata e alla tossicità del trattamento e agli alti tassi di fallimento terapeutico, invero esistono ancora molte lacune e bisogni relativi al trattamento della malattia polmonare NTM. Molte delle priorità della ricerca riguardano la necessità di nuovi farmaci, regimi terapeutici, regimi più brevi e regimi meglio tollerati, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno sottoporre all'attenzione della commissione nazionale per l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza e la promozione dell'appropriatezza nel SSN l'inserimento della malattia polmonare da micobatteri non tubercolari nei LEA, al fine di garantire l'esenzione dal ticket per tutte le prestazioni appropriate ed efficaci per il trattamento e il monitoraggio della malattia, riconoscendo, inoltre, l'invalidità per questa tipologia di pazienti che non possono svolgere alcuna attività lavorativa. Atto n. 3-03401 GRANATO Bianca Laura Al Ministro della salute Premesso che: la procedura di approvazione di qualsiasi farmaco o vaccino prevede, necessariamente, lunghi anni di sperimentazione, e, solo dopo aver accertato la sussistenza degli imprescindibili requisiti di efficacia e sicurezza, viene concessa l'autorizzazione per essere commercializzato. Per il vaccino contro la varicella sono stati impiegati 28 anni, per il papillomavirus 15 anni. I 4 sieri anti COVID-19 attualmente commercializzati in Italia e in Europa da Pfizer, Astrazeneca, Moderna, Johnson & Johnson, non essendo stati sottoposti ai canonici lunghi anni di sperimentazione (bensì per pochi mesi), non hanno mai ricevuto da parte di EMA o AIFA l'autorizzazione formale incondizionata alla commercializzazione.