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Signor Presidente, si ragiona di un reato particolarmente odioso per chi ha a cuore le ragioni vere della democrazia, quelle per cui il voto deve essere libero, oltre che personale. Si ragiona di un reato che, a sentire tanti che mi hanno preceduto, non dovrebbe essere più prassi consumata, anche perché poc'anzi sentivo un'elencazione infinita di provvedimenti e misure che avrebbero dovuto, non sgominare, ma proprio annichilire e distruggere in radice qualunque sodalizio mafioso. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 19,04) ( Segue MORRA). Purtuttavia, anche questa mattina ci sono state operazioni volte a scompaginare clan e sodalizi mafiosi. È vero, Giovanni Falcone ci ha insegnato che la mafia, essendo un fenomeno umano, può e dovrà essere sconfitta, ma finora tutti coloro che hanno elencato provvedimenti e misure definiti efficacissimi non hanno fatto altro che incassare una compresenza delle mafie all'interno del nostro Paese - e non soltanto - particolarmente odiosa, o forse particolarmente accetta perché quando c'era da accettare i voti le mafie diventavano simpatiche. (Applausi dal Gruppo M5S) . Qualcuno ha ragionato poc'anzi sul 41- bis dell'ordinamento penitenziario, ricordando di essere stato relatore di un provvedimento che inaspriva questa pena, ma ricordo che il 41- bis è stato oggetto della cosiddetta trattativa, su cui dovremo ancora scoprire tanto. A me non garba l'idea che il Paese e lo Stato democratico abbia potuto avviare una negoziazione con criminali e delinquenti: molti dei servitori dello Stato hanno conosciuto il sangue e ci sono tuttora vittime di mafia che piangono i loro cari. (Applausi dal Gruppo M5S) . Certamente i comportamenti evolvono, così come evolvono le prassi sociali. Tutto quanto è nato a seguito dell'ennesima emergenza che la mafia ci ha costretto a vivere agli inizi degli anni Novanta. Si è ricordata la genesi di questo reato, di questa fattispecie penale; si è ricordato il provvedimento a firma Scotti-Martelli, che individuò nello scambio elettorale politico-mafioso qualcosa che doveva essere perseguito, ma in precedenza quante maggioranze si sono costruite con quelle dazioni di voto? E allora domandiamoci anche se quelle prassi che si sono nel tempo consolidate non abbiano, approvata la legge, cercato semplicemente modalità più meschine, più ipocrite, volte a mascariare, per continuare lo scambio. Lo scambio è infatti utile e purtroppo l'utilità si registra da ambedue i fronti. Da non giurista imparo e apprendo che è un reato plurisoggettivo, oltre che un reato d'opinione, ed è un reato che risulta odioso sia per chi offre, sia per chi accetta. Colleghi, ricordo le considerazioni, che mi sono sembrate particolarmente utili, del senatore Grasso: ipotizzare ed introdurre un cambiamento in norma perché vi sia un'interdizione perpetua dai pubblici uffici per chi è condannato per tale fattispecie, mi sembra doveroso, senatore Vitali. È doveroso, perché noi non possiamo minimamente consentire che a fronte delle schifezze conclamate, che rappresentano il mondo criminale che viene sintetizzato con il termine mafia, a fronte di reati conclamati e consumati si arrivi a condanna e, poi, si permetti a soggetti simili di riavvicinarsi alla cosa pubblica, proponendosi come amministratori della stessa. Soltanto dei masochisti, soltanto coloro che vogliono male a se stessi, ai loro figli e ai loro nipoti permettono che chi si è macchiato di reato così vile e odioso possa riproporsi, magari in territori difficili, per governare la cosa pubblica. E allora, laicamente e razionalmente, perché non accettare che questa novella legislativa, in questa precisazione, soddisfa le esigenze di tutti quelli che vogliono uno Stato effettivamente votato a combattere le mafie e non soltanto a fare elenchi di provvedimenti che poi, per tanti motivi, si sono dimostrati inefficaci? (Applausi dal Gruppo M5S). Poc'anzi ho qui ascoltato anche elenchi dettagliati ed intelligenti di ciò che non va, ma forse ciò che non va, non va, appunto, perché c'è stata una precisa volontà politica di armare le mani della mafia attraverso interventi che consentissero alla stessa di continuare a "mafiare". (Applausi dal Gruppo M5S) . Ormai infatti la mafia si è trasformata in una realtà economica o finanziaria che, anche grazie alla depenalizzazione del falso in bilancio, ha permesso scelleratezze, con cui si ottenevano risorse per continuare ad effettuare nefandi delitti. (Applausi dal Gruppo M5S). Queste schifezze hanno fatto il paio con tutte le misure che hanno depotenziato effettivamente l'amministrazione della giustizia, perché contestualmente si permetteva, per esempio, di accogliere una promessa di scambio elettorale non in cambio di denaro, ma in cambio magari della volontà di ostacolare ed impedire procedimenti che rendessero la giustizia più efficace. È vero, senatore Vitali, purtroppo l'ordinamento penitenziario è in grave situazione di stress , ma domandiamoci perché, per esempio, non si è provveduto a finanziare doverosamente l'amministrazione della giustizia e con essa l'ordinamento giudiziario; domandiamoci perché si sono individuate norme, per esempio i lodi ad personam , a favore di qualcuno, esponente di un partito di cui uno dei fondatori mi pare sia stato recentemente e per l'ennesima volta condannato, com'è stato ricordato, per associazione a delinquere di stampo mafioso. Ebbene, domandiamoci se tutto questo non rispondeva ad un disegno che strategicamente apriva non strade, bensì praterie alle mafie. Anche questo significa concorrere a non eradicare, a non annichilire le mafie. Senatore Pepe, in qualità di contraente di un patto che permette in Aula di votare questo provvedimento, lei è stato più volte sollecitato dal senatore Vitali a riprendersi da una sorta di obnubilazione, di sedazione continua (è stata definita la politica dell'oppio, se non ricordo male), in virtù della quale lei stesso con la sua parte politica voterebbe un provvedimento di cui poi la Lega in primis sarebbe vittima. Bene, io qui invito tutti ad accettare questa sfida che una parte dell'opposizione ci ha rivolto. Con molta soddisfazione ho sentito considerazioni da parte di senatori non della maggioranza, che mi auguro possano votare questo provvedimento, perché è nell'interesse di tutti un inasprimento delle pene e soprattutto delle pene minime. Occorre una valutazione, come diceva sempre il senatore Grasso, di una definizione più congrua, perché le mafie ormai non cercano più denaro od altre utilità che momentaneamente vengono offerte: cercano piuttosto la disponibilità a rendersi strumento di un'azione perversa e criminale, perché antidemocratica. Si avvicina il 23 maggio e sarà un anniversario decisivo per tutti noi italiani. Domandiamoci, quando si voterà, anche chi effettivamente ha la volontà di contrastare le mafie e chi invece ha ancora alcuni indugi e alcuni imbarazzi. Il voto del provvedimento ci attende fra qualche ora e sappiamo in che direzione bisogna andare. Certamente, il testo potrebbe essere ancora migliore, ma questo lo sappiamo, perché le norme non sono mai perfette.