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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 96 BORGHESI La seduta inizia alle ore 16,35. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che è stata chiesta, da parte del Gruppo del Partito Democratico, la pubblicità dei lavori della seduta odierna e la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso all'attivazione dell'impianto audiovisivo, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento. Non essendovi obiezioni, tale forma di pubblicità è quindi adottata per il prosieguo dei lavori. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE riferisce l'esito della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari appena conclusa. Preso atto dell'assegnazione in sede referente del disegno di legge n. 1437 (decreto-legge n. 53 del 2019 - ordine e sicurezza pubblica), si è convenuto di iniziarne l'esame nella presente seduta. Si è concordato, inoltre, di svolgere nella mattina di domani, martedì 30 luglio, un ciclo di audizioni informali posticipando di conseguenza la convocazione della seduta plenaria. Invita pertanto i Gruppi parlamentari a indicare quanto prima i nominativi delle persone che si intendono convocare in audizione. Si è deciso, infine di fissare il termine per la presentazione di eventuali emendamenti e ordini del giorno per le ore 9 di mercoledì 31 luglio. La Commissione prende atto. IN SEDE REFERENTE (1437) d-l 53/2019 - ordine e sicurezza pubblica DDL 1437 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica (Esame e rinvio) Il PRESIDENTE , relatore, illustra il disegno di legge in esame, già approvato dalla Camera dei deputati, che reca la conversione in legge del decreto-legge n. 53 del 2019, in materia di ordine e sicurezza pubblica. Il provvedimento si compone di 27 articoli, suddivisi in tre Capi. Il Capo I contiene disposizioni in materia di contrasto all'immigrazione illegale e di ordine e sicurezza pubblica. L'articolo 1 modifica l'articolo 11 del decreto legislativo n. 286 del 1998 (testo unico sull'immigrazione), prevedendo che il Ministro dell'interno - con provvedimento da adottare di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e informato il Presidente del Consiglio - possa limitare o vietare l'ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica e in caso di violazione delle leggi vigenti in materia di immigrazione, come previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare di Montego Bay del 1982. L'articolo 2 integra l'articolo 12 del testo unico sull'immigrazione, introducendo una sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione, da parte del comandante di una nave, del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane. La sanzione consiste nel pagamento di una somma che, essendo stata innalzata dalla Camera, va da 150.000 a un milione di euro. È inoltre disposta la responsabilità solidale dell'armatore: anche questa disposizione è stata oggetto di modifica. È prevista sempre la sanzione accessoria della confisca dell'imbarcazione: al riguardo si segnala che il testo iniziale prevedeva, invece, che la confisca fosse applicata soltanto in caso di reiterazione del reato. Il prefetto può affidare le navi sequestrate, su richiesta, agli organi di polizia, alle Capitanerie di porto e alla Marina militare o ad altre amministrazioni per usi istituzionali; divenuto inoppugnabile il provvedimento di confisca, la nave diventa patrimonio dello Stato e può essere assegnata all'amministrazione che la ha già in uso oppure, su richiesta, può essere affidata a pubbliche amministrazioni, oppure venduta anche per parti separate. Le navi invendute e non impiegabili dopo due anni vengono distrutte. Un'ulteriore modifica introdotta dalla Camera ha previsto che le somme derivanti dall'applicazione delle sanzioni amministrative, nonché quelle derivanti dalla vendita delle navi o di parti di esse, confluiscano in un apposito fondo da istituire nello stato di previsione del Ministero dell'interno per essere utilizzate, su richiesta delle amministrazioni interessate, quale concorso agli oneri di custodia e gestione delle navi assegnate o delle spese di distruzione. L'articolo 3 interviene sull'articolo 51 del codice di procedura penale, relativo alle indagini di competenza della procura distrettuale, per estenderne l'applicazione anche alle fattispecie associative realizzate al fine di commettere il reato di favoreggiamento, non aggravato, dell'immigrazione clandestina. Conseguentemente, sarà possibile svolgere intercettazioni preventive per l'acquisizione di notizie utili alla prevenzione di tale delitto. Nel corso dell'esame presso la Camera è stato introdotto l'articolo 3- bis , che modifica la disciplina dell'arresto obbligatorio in flagranza di reato, per prevederlo anche nei confronti di chiunque sia colto in flagranza di un delitto di resistenza o violenza contro nave da guerra, in base all'articolo 1100 del codice della navigazione. L'articolo 4 destina risorse per le operazioni di polizia sotto copertura, effettuate da operatori di Stati esteri con i quali siano stati stipulati appositi accordi, anche con riferimento al contrasto del delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina L'articolo 5, modificato nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, prevede che per i soggiorni non superiori alle ventiquattro ore la comunicazione alla questura territorialmente competente, da parte dei gestori di strutture ricettive, delle generalità delle persone alloggiate, debba avvenire entro sei ore (nel testo originario del decreto-legge era prevista la comunicazione "immediata"), anziché entro ventiquattro ore dal loro arrivo. L'entrata in vigore della disposizione è subordinata all'adozione di un apposito decreto del Ministro dell'interno. L'articolo 6 interviene sulla legge n. 152 del 1975 ("legge Reale"), con particolare riguardo al regolare svolgimento delle manifestazioni in luogo pubblico e aperto al pubblico. Nello specifico, la lettera a) del comma 1 novella l'articolo 5 della citata legge: viene inasprita la pena se l'uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona avviene in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico, determinata ora nell'arresto da 2 a 3 anni e nell'ammenda da 2.000 a 6.000 euro.