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Al di là del dato specifico e dei partiti favoriti o danneggiati dai macroscopici errori del Consorzio Opinio e considerato che - stando alle notizie di stampa - lo stesso pool di istituti viene remunerato dalla Rai attraverso un contratto che prevede il pagamento di 5 milioni di euro per un biennio, con opzione per il terzo anno, sarebbe bene sapere quali indirizzi intenda assumere l'azienda televisiva di Stato per evitare che il servizio pubblico ingeneri distorsioni di questo tipo nel dibattito politico, rendendosi oltretutto protagonista di un evidente spreco di danari che potrebbero essere usati dalla stessa televisione di Stato, pagata dai cittadini, con più proficue finalità culturali. È per questo che, insieme ad alcuni colleghi del mio Gruppo, ho posto la questione al Presidente e all'amministratore delegato della Rai. (Applausi dal Gruppo M5S) . SILERI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SILERI (M5S) . Signor Presidente, senatrici e senatori, la procura di Firenze ha appena notificato la chiusura delle indagini a 45 professori e ricercatori di diritto tributario per l'inchiesta che nel 2017 portò a sette arresti e all'interdizione dalle università per altre 22 persone. Tra i reati contestati ci sono quelli di induzione indebita a dare o promettere utilità; corruzione; turbata libertà del procedimento di scelta nei concorsi; abuso d'ufficio; frode; truffa e così via. La procura ora, per questi 45, si appresta ad avanzare la richiesta di rinvio a giudizio. L'indagine nacque dalla denuncia di un coraggioso ricercatore tributarista che fu «invitato» a ritirarsi da un concorso. Da questo spaccato gli inquirenti ricostruirono una rete nazionale di relazioni tra società scientifiche dove, secondo l'accusa, venivano illecitamente concordati i vincitori dei concorsi, con lo scambio di favori e abilitazioni alla docenza. Dopo due anni l'università di Firenze è scossa da una nuova inchiesta. Questa volta nell'occhio del ciclone è finita la facoltà di medicina, dopo la denuncia di un professore associato di otorinolaringoiatria. Sono 14 i professori indagati, ai quali si contestano i reati di abuso d'ufficio e turbamento di procedimenti amministrativi, con violenza, minaccia o con doni e promesse. Dopo mesi di intercettazioni telefoniche e ambientali, emerge un universo torbido fatto di intrighi ed astuzie, di relazioni sessuali clandestine in corsia, di desideri morbosi di potere, di truffe e mazzette. Le intercettazioni sono simili ad altri casi: «Lui non deve vincere. Questo posto è per un altro», ma «se facciamo un concorso lo vincerebbe lui». Come in molti altri casi, il sistema capisce che il ribelle è diventato ingestibile. Rimane solo, ma con coraggio denuncia. Da questi atti e dalle inchieste lette sui giornali emergono grandi manovre sui concorsi, così da muovere professori e commissioni come pedine su una scacchiera nazionale. È un gioco ad incastri in tutta Italia che interessa molti settori disciplinari, non tutte le università, ma troppe. I casi hanno coinvolto Catania, Messina, Bologna, Roma Tor Vergata, Roma La Sapienza, Chieti-Pescara, Ancona e moltissime altre città. Quanto alle vittime, ringrazio il senatore Astorre per avermi citato qualche giorno fa per il mio caso personale, ma, al di là di questo, voglio far presente che qui rappresentiamo altre persone e io qui non sono solo Pierpaolo Sileri, sono anche Giulia, Sandro, Gianbattista, Walter, Fulvio, Agnese, Adamo, Paolo e potrei citare altre decine di persone. Quanti ricercatori, professori associati e ordinari, funzionari amministrativi, direttori generali di università e di ospedali e direttori di dipartimento dovranno passare davanti a un giudice a rendere testimonianza? Davvero serve una sentenza per affermare che l'università è malata? Quanti altri dovranno denunciare ciò che subiscono, rimanendo poi isolati, deprivati della loro libertà professionale, dei sogni coltivati da studenti, divenendo esempi per i colleghi: non esempi positivi e non di coraggio, come dovrebbe essere, ma esempi per dimostrare cosa ti accade se ti ribelli, diffondendo omertà ed arrendevolezza. Quanto tempo dovrà passare prima che queste organizzazioni criminali di colletti bianchi, rette da omertà, da paura e regolate da riti, legami familiari e percorsi particolari di vendette, che impongono la propria volontà con mezzi spesso illeciti per inseguire interessi privati, vengano chiamate con il nome giusto, cioè mafia? (Applausi dal Gruppo M5S) . MISIANI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, intervengo per sollecitare il ministro Salvini a rispondere all'interrogazione 3-00657 , che abbiamo presentato in merito agli incidenti che si sono verificati nella notte tra il 27 e il 28 febbraio, dopo la partita Fiorentina-Atalanta, tra le Forze dell'ordine e i tifosi. Ci sono dinamiche poco chiare che vanno chiarite. C'è un'interrogazione analoga presentata alla Camera: il Ministro scelga a quale Ramo del Parlamento presentarsi, ma venga e chiarisca quello che è successo, perché i cittadini, prima ancora che i tifosi, meritano parole di chiarezza e meritano che venga fatta piena luce su dinamiche tutt'ora non chiare. PRESIDENTE. La Presidenza si farà carico della sua richiesta. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, oggi per il Comune di Castelfidardo è una giornata di lutto cittadino, dichiarata dal sindaco Ascardi per la tragedia che il 3 marzo ha colpito la sua collettività: un incidente che a Porto Recanati ha privato della vita due coniugi e che poteva e doveva essere evitato. Purtroppo, nella sua ordinanza il sindaco descrive la sua collettività come di persone impegnate per il sociale e indica i due coniugi come il meglio di quella collettività. Io sono testimone diretto della veridicità della sua dichiarazione, perché ricordo perfettamente che quando il mio Comune ha avuto bisogno di aiuto, dopo lo sciame sismico che ci ha colpito nel 2016, il Comune di Castelfidardo è prontamente intervenuto, appunto, per portare solidarietà concreta. Ovviamente per i due coniugi non possiamo fare nulla; potremmo però e dovremmo fare qualcosa per i loro figli. Potremmo e dovremmo fare qualcosa per tutti noi, perché come diceva una famosa canzone tanti anni fa «gli altri siamo noi» e quello che è successo a una famiglia che tornava da una bella serata con gli amici potrebbe accadere a tutti noi, se non arriveremo a disciplinare un problema che purtroppo riguarda tutta Italia. È per questo che, nella giusta direzione, il Gruppo della Lega ha presentato il disegno di legge sulle droghe, di cui auspico un percorso rapido di approvazione per far sì che queste assurde tragedie possano essere ridotte, se non addirittura eliminate. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) .