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È per loro che oggi presentiamo questo disegno di legge, non perché vogliamo più armi, non perché abbiamo nostalgia del far west . Lo facciamo per rispetto, per dignità e perché quegli uomini non abbiano più paura e le vittime di reato non siano più anche vittime dello Stato. Di queste istanze si è fatta portavoce la maggioranza, secondo quanto previsto nel contratto di Governo. Vi fornisco ora alcuni passaggi procedurali: la Commissione giustizia ha avviato nel mese di luglio l'esame congiunto in sede redigente di vari disegni di legge volti a riformare l'istituto della legittima difesa. La Commissione ha deliberato e svolto un ampio ciclo di audizioni, ascoltando, fra gli altri, rappresentanti di associazioni di vittime dei reati, professori universitari, magistrati e rappresentanti del mondo forense. Anche alla luce del contributo degli auditi, come relatore ho ritenuto di procedere alla predisposizione di un testo unificato che potesse costituire la più completa sintesi delle varie proposte legislative. In seguito alla richiesta di un quinto dei componenti della Commissione, l'esame del testo unificato è stato rimesso dalla sede redigente a quella referente. Il testo quindi è stato esaminato dalla Commissione lo scorso giovedì. Veniamo quindi al merito del provvedimento: il disegno di legge si compone di 9 articoli; i primi due intervengono rispettivamente in materia di legittima difesa e di eccesso colposo. In particolare, l'articolo 1 modifica il comma 2 dell'articolo 52 del codice penale, precisando che in caso di violazione di domicilio si considera sempre sussistente il rapporto di proporzionalità tra difesa e offesa. Al domicilio - è opportuno ricordarlo - è equiparato già, a legislazione vigente, ogni luogo in cui viene esercitata l'attività commerciale, professionale o imprenditoriale. Il disegno di legge poi aggiunge un ulteriore comma all'articolo 52, che stabilisce che sia sempre in stato di legittima difesa chi all'interno del domicilio e nei luoghi ad esso equiparati respinge l'intrusione da parte di una o più persone posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica. L'articolo 2 del disegno di legge interviene poi all'articolo 55, aggiungendovi un ulteriore comma, con cui si esclude, nelle varie ipotesi di legittima difesa domiciliare, la punibilità di chi, trovandosi in condizione di minorata difesa o in stato di grave turbamento derivante della situazione di pericolo, commette il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità. Tra gli aspetti più rilevanti dell'intervento riformatore vi sono inoltre le modifiche apportate dall'articolo 7 del disegno di legge alla disciplina civilistica della legittima difesa e dell'eccesso colposo. Com'è noto, l'articolo 2044 del codice civile prevede che non è responsabile chi cagiona il danno per legittima difesa di sé o di altri. Tale disposizione, a ben vedere, sebbene rubricata a legittima difesa, ha trovato applicazione in riferimento a forme di legittima difesa che potremmo definire civilistiche e quindi anche a vicende che poco hanno a che fare con l'istituto penalistico. A ciò si aggiunga che, nella prassi, soggetti che hanno agito in stato di legittima difesa e per le cui azioni sono stati assolti in sede penale si sono visti poi condannare in sede civile al risarcimento del danno procurato al loro aggressore o agli aventi diritto di quest'ultimo. Il fatto che la condotta del soggetto aggredito nel proprio domicilio non costituisca reato, in quanto il giudice penale abbia ritenuto sussistente la causa di giustificazione della legittima difesa, non fa di per sé venire automaticamente meno l'antigiuridicità della stessa sul piano civile, ciò anche in ragione delle diverse peculiarità, soprattutto sotto il profilo probatorio, che connotano il processo civile e quello penale. Proprio per ovviare a un'evidente iniquità, abbiamo ritenuto d'introdurre il comma secondo all'articolo 2044 del codice civile, che specifica che, nei casi di legittima difesa domiciliare, di cui all'articolo 52, commi 2, 3 e nuovo 4, la mancata rilevanza penale della condotta posta in essere dal soggetto aggredito nel proprio domicilio fa venire meno, sempre e in ogni caso, l'ingiustizia del danno, presupposto necessario della risarcibilità civile. Mi avvio verso la conclusione, signor Presidente, sottolineando che, a completamento della riforma della legittima difesa, l'articolo 8 del disegno di legge introduce una nuova disposizione sulle spese di giustizia. La previsione estende le norme sul gratuito patrocinio a favore della persona nei cui confronti siano stati disposti l'archiviazione, il proscioglimento e il non luogo a procedere per i fatti commessi in condizione di legittima difesa e di eccesso colposo. È comunque fatto salvo il diritto dello Stato di ripetere le spese anticipate a seguito di riapertura delle indagini o di revoca del proscioglimento. In questa proposta, abbiamo ovviamente recepito il parere della Commissione bilancio (emendamento 8.100), individuando la copertura della disposizione. PRESIDENTE. Bene, la ringrazio. OSTELLARI, relatore . Devo finire, signor Presidente. PRESIDENTE. Ha avuto tempo sufficiente, ma glielo prolunghiamo di un minuto. OSTELLARI, relatore . Infine, all'articolo 132- bis delle disposizioni di attuazione, riconosciamo una corsia preferenziale per gli eventuali processi relativi a delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose verificatesi in presenza delle circostanze di cui all'articolo 52 e al secondo, terzo e quarto comma dell'articolo 55. Ultime disposizioni: agli articoli 5 e 3, in particolare, prevediamo che, nei casi di condanna per furto in appartamento, la sospensione condizionale della pena sia subordinata al pagamento integrale dell'importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa. Gli articoli 6 e 4 prevedono solamente un aumento delle pene di quei reati. Cari colleghi, rimettiamo al centro i cittadini perbene, difendiamo chi è stato costretto a difendersi e riportiamo lo Stato a fianco delle vittime. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FI-BP). PRESIDENTE . Il relatore di minoranza, senatore Cucca, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta s'intende accolta. Ha pertanto facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Cucca. CUCCA, relatore di minoranza . Signor Presidente, colleghi senatori, signor Sottosegretario, la Commissione giustizia ha esaminato e approvato questo testo di legge sulla legittima difesa. Dispiace però osservare che, al di là del fatto che sono state effettivamente svolte numerosissime audizioni in Commissione, è stato disatteso quanto emerso dalle indicazioni pervenute da tutti i soggetti ascoltati in quelle occasioni (magistrati, avvocati, professori universitari e soggetti cosiddetti sensibili, come tabaccai, gioiellieri o benzinai), i quali hanno tutti rimarcato la necessità di mantenere il criterio di proporzionalità tra offesa e difesa, che verrebbe invece meno con la modifica proposta dall'articolo 52 del codice penale.