[pronunce]

2.- La costituita Regione Lombardia - dopo aver fatto presente che, relativamente alla violazione degli artt. 3, 41 e 42 Cost., il rimettente non avrebbe addotto alcuna motivazione in ordine all'asserito contrasto con la norma impugnata e che, con riferimento alla violazione dell'art. 97 e dell'art. 117, terzo comma, Cost., il rimettente si sarebbe limitato, nel primo caso, a riportare l'orientamento della giurisprudenza costituzionale relativamente alla legittimità delle leggi-provvedimento e, nel secondo caso, a richiamare la sentenza n. 2 del 2008 dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, escludendone, peraltro, l'applicabilità nella presente fattispecie - ritiene che la questione di legittimità costituzionale sia inammissibile, infondata e, prima ancora, che debba essere rimessa alla valutazione del rimettente per la modifica intervenuta che riverbererebbe i suoi effetti sulla censurata disposizione legislativa. Riguardo all'invocato jus superveniens, la Regione fa presente che, con l'approvazione, avvenuta il 6 dicembre 2011, del PTRA "Aeroporto Montichiari", la cui adozione era stata deliberata il 31 maggio 2011 (con relativa pubblicazione degli atti nel B.U.R.L. n. 23 dell'8 giugno 2011) vengono meno gli effetti dell'impugnato art. 14 della legge n. 5 del 2007, e, quindi, ne conseguirebbe la necessità di una restituzione degli atti al giudice remittente per un nuovo esame della rilevanza. Quanto sopra dimostrerebbe, altresì, sotto un altro profilo, l'inammissibilità della questione per difetto di rilevanza in ragione della cessazione degli effetti dell'art. 5 della legge citata. Per ciò che concerne l'infondatezza, la Regione sottolinea che solo le proroghe «sine die» o all'infinito, «o quando il limite temporale sia indeterminato» possono assumere carattere patologico, ma che tale evenienza non si è verificata nel caso di specie, in quanto le proroghe, sempre ad una data determinata, sono state «dettate dalla necessità di contemperare i numerosi e complessi interessi pubblici in rilievo». Ricorda, al riguardo, che il progetto di piano d'area deve essere sottoposto alla procedura di valutazione ambientale, per la cui effettuazione la Giunta regionale deve provvedere a consultare sia i Comuni, sia le Province, sia gli enti gestori delle aree regionali protette interessate, ed evidenzia l'importanza che lo sviluppo dell'aeroporto di Montichiari assume nel più generale quadro del sistema aeroportuale della Regione Lombardia. Tutto ciò dimostrerebbe che il rimettente non ha considerato il principio fondamentale per il quale «il perseguimento di interessi di rilevanza pubblica ben può comportare la compressione di singoli interessi privati». 2.1.- In via preliminare, va esaminata la richiesta formulata dalla Regione Lombardia - sia nell'atto di costituzione sia nella memoria illustrativa depositata in prossimità della discussione della questione - di restituzione, al giudice rimettente, degli atti relativi al presente giudizio di legittimità costituzionale «per un nuovo esame della rilevanza alla luce dello jus superveniens, derivante dallo spirare degli effetti dell'art. 14 della l.r. 5 del 2007, in ragione dell'intervenuta approvazione del Piano territoriale regionale d'area». Infatti, secondo la difesa regionale, l'avvenuta approvazione del PTRA, con deliberazione del Consiglio regionale del 6 dicembre 2011, ha come conseguenza che la norma impugnata non trovi «più applicazione nel giudizio a quo», in quanto l'art. 14 della legge regionale n. 5 del 2007 «nasce[va] come norma temporalmente limitata, i cui effetti sono stati espressamente confinati dal legislatore regionale "fino all'entrata in vigore del relativo piano territoriale d'area"». 2.1.1.- Non esistono i presupposti per la restituzione degli atti al rimettente. La giurisprudenza costituzionale ritiene che vada ordinata la restituzione degli atti ai giudici rimettenti, «affinché questi procedano ad un rinnovato esame dei termini della questione, qualora all'ordinanza di rimessione sopravvenga una modificazione della norma costituzionale invocata come parametro di giudizio [...], ovvero della disposizione che integra il parametro costituzionale [...], oppure qualora il quadro normativo subisca considerevoli modifiche, pur restando immutata la disposizione censurata» (ordinanza n. 150 del 2012). Alla luce di quanto sopra, può escludersi che, al riguardo, sia intervenuto un mutamento del quadro normativo che possa giustificare un riesame da parte del giudice rimettente della persistente rilevanza della prospettata questione di legittimità costituzionale. L'approvazione del PTRA, più che aver determinato la cessazione degli effetti propri della norma impugnata, cioè la fine dell'applicazione delle misure di salvaguardia ivi previste, ha determinato la cessazione della loro funzione, ma ciò è avvenuto non per la sopravvenienza di un nuovo provvedimento legislativo (dato che l'unico provvedimento legislativo intervenuto è consistito in un'ulteriore proroga dei termini), ma per effetto della stessa norma, vale a dire in applicazione del suo disposto. Il rimettente non è posto, quindi, in presenza di una diversa e nuova disposizione legislativa. Né può affermarsi che si verifichi l'ipotesi della cessazione della materia del contendere, in quanto, anche prescindendo dalla circostanza che l'approvazione del PTRA non può essere considerata satisfattiva del petitum, quest'ultimo aveva come suo oggetto anche il risarcimento del danno e non solo l'esercizio dello jus aedificandi; così che la questione sollevata dinanzi a questo Giudice costituzionale conserva la sua rilevanza ai fini del decidere nel giudizio a quo. Quanto sopra precisato vale, per gli stessi motivi, anche a superare l'eccezione di inammissibilità, formulata dalla Regione, a motivo dell'asserita cessazione degli effetti dell'art. 14 della legge della Regione Lombardia n. 5 del 2007. 3.- Nel merito, in relazione alla violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost., la questione è fondata. 3.1.- Come già ricordato, il TAR per la Lombardia ritiene che la norma regionale denunciata - emanata dal legislatore regionale nell'esercizio della competenza concorrente in materia di governo del territorio - prevedendo una durata temporale delle misure di salvaguardia eccedente quella fissata dalla norma nazionale (art. 12, comma 3, del d.P.R. n. 380 del 2001), violerebbe l'art. 117, terzo comma, Cost. 3.1.1.- L'art. 12, comma 3, del d.P.R. n. 380 del 2001, infatti, stabilisce che: «In caso di contrasto dell'intervento oggetto della domanda di permesso di costruire con le previsioni di strumenti urbanistici adottati, è sospesa ogni determinazione in ordine alla domanda. La misura di salvaguardia non ha efficacia decorsi tre anni dalla data di adozione dello strumento urbanistico, ovvero cinque anni nell'ipotesi in cui lo strumento urbanistico sia stato sottoposto all'amministrazione competente all'approvazione entro un anno dalla conclusione della fase di pubblicazione».