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a febbraio 2020 si apprende della denuncia di Legambiente relativa alla distruzione di un'area umida situata nell'ex cava Cementir, nel comune di Voltaggio (Alessandria), sito oggetto di riqualificazione ambientale attraverso il deposito dello smarino proveniente dai lavori della linea ad alta velocità e alta capacità terzo valico dei Giovi; in particolare, sarebbe stato distrutto l' habitat prioritario 91E0 e degli habitat ad esso collegati, arbusteto ripariale 3240 e zona umida; in tali habitat trovavano abitualmente dimora alcune tra le seguenti specie: rospo comune, rana dalmatina, rana temporaria, rana verde maggiore, tritone alpestre, natrice viperina e natrice dal collare; dagli approfondimenti svolti, risulta una potenziale violazione dell'articolo 6 della direttiva "Habitat" 92/43/CEE, ovvero la sottrazione di habitat prioritari senza l'approvazione e il simultaneo risultato delle idonee misure di compensazione; considerato che: la deliberazione di Giunta regionale del Piemonte n. 1-6863 dell'11 dicembre 2013, recante "legge regionale 30/1999. Piano di reperimento dei materiali litoidi finalizzato alla realizzazione della Linea ferroviaria AV/AC Milano-Genova 'Terzo Valico dei Giovi'. Approvazione dell'Aggiornamento 2012", prendeva atto che nell'area dell'ex cava Cementir ricompresa all'interno del SIC/ZPS IT1180026 "capanne di Marcarolo" devono essere rispettate le prescrizioni di cui alla valutazione di incidenza effettuata nel 2005, recepita nella delibera CIPE n. 80/2006 e ripresa da parte dell'ente parco naturale delle capanne di Marcarolo (determinazione direttoriale n. 165 del 28 ottobre 2013): specificatamente la prescrizione n. 12 della suddetta delibera riporta: "per quanto riguarda la succitata procedura di Valutazione di Incidenza espletata dall'Ente Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, si prende atto del conseguimento dell'ottemperanza purché vengano rispettate le seguenti condizioni: vengano adottate idonee misure di compensazione della sottrazione dell'habitat prioritario 91E0 e degli habitat ad esso collegati (arbusteto ripariale 3240 e zona umida) che ricostruiscano o migliorino tratti possibilmente compresi all'interno del SIC, in modo adeguato al valore intrinseco ed all'estensione delle porzioni sottratte; detti interventi dovranno essere condivisi con l'Ente Parco Capanne di Marcarolo, ente gestore del SIC in oggetto"; a carico del consorzio costruttore COCIV è stata espresso dall'ente di gestione giudizio di incidenza negativo (art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997 e successive modifiche) per quanto concerne il progetto di "riqualificazione ambientale Vallemme" presso il deposito DP 04, fatto che comporta l'applicazione di quanto previsto dall'art. 6, par. 4, della direttiva 92/43/CEE, ovvero l'obbligo di provvedere a compensazioni ambientali nel contesto della rete Natura 2000, trattandosi di opere con dichiarazione di rilevante interesse pubblico; nel 2013 è stato creato il tavolo tecnico di monitoraggio e applicazione delle compensazioni ambientali e delle complementarietà per il progetto "riqualificazione ambientale Vallemme". Il 13 febbraio 2014, l'ente parco ha consegnato al COCIV il "documento di programma per la definizione degli ambiti procedurali e degli interventi", i quali costituiscono indirizzo procedurale al fine di adempiere alle fasi previste per l'individuazione delle compensazioni, ossia un documento propedeutico per la predisposizione della proposta di osservazioni da parte del COCIV. Da allora nei tavoli che si sono susseguiti, l'ente di gestione aree protette dell'Appennino piemontese ha continuato a richiamare il COCIV all'adempimento degli impegni sulle compensazioni (cioè il rispetto della prescrizione n. 12 citata); l'ultimo tavolo risale al 20 marzo 2018, dopo di che il silenzio fino alla denuncia della distruzione degli habitat ; si apprende come l'11 febbraio 2020 il COCIV abbia trasmesso all'ente lo "studio di fattibilità degli interventi compensativi". Da qui l' iter risulta ancora lungo in quanto le compensazioni devono essere discusse e concordate con l'ente gestore, al fine della piena ottemperanza al disposto di cui all'art. 6, par. 4, della direttiva Habitat; valutato che: negli elementi di risposta della Commissione europea all'interrogazione dell'eurodeputata Beghin, inerente al rispetto della normativa europea in merito agli interventi previsti dai lavori del terzo valico nel SIC/ZPS "capanne di Marcarolo", veniva evidenziato che "In caso vi sia prova di un'attuazione inadeguata di quanto previsto dall'articolo 6 della direttiva Habitat sulla tutela dei siti Natura 2000, la Commissione provvederà a contattare le autorità italiane per verificare che la legislazione dell'UE venga applicata correttamente"; il 28 aprile 2020 l'assessore per la programmazione territoriale e paesaggistica della Regione Piemonte ha risposto all'interrogazione n. 213 presentata dal consigliere regionale Sean Sacco, inerente alla distruzione di habitat prioritari e collegati nell'ex cava Cementir. In tale seduta ha confermato che l'approvazione del piano di reperimento dei materiali litoidi finalizzato alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità e alta capacità Milano-Genova "terzo valico dei Giovi" era condizionata all'ottemperanza di numerose prescrizioni, tra cui idonee misure di compensazione per la sottrazione degli habitat ; solo dopo 6 anni e l'avvenuta distruzione degli habitat , il COCIV ha presentato uno studio di fattibilità degli interventi di compensazione ambientali, per cui l'ente di gestione delle aree protette dell'Appennino piemontese ritiene che le proposte di compensazione non siano ancora sufficienti e conformi a garantire la conservazione degli habitat e delle specie interferite; ad oggi non risulta che il COCIV abbia fornito valide motivazioni per non aver predisposto e attuato idonee misure che avrebbero permesso di conseguire il risultato compensativo nel momento in cui si è verificata la prevista sottrazione degli habitat per i lavori del terzo valico, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga sia stata data attuazione in maniera adeguata all'articolo 6 della direttiva Habitat e dei suoi principi fondanti circa le misure di compensazione; se esistano delle ragionevoli motivazioni per cui il COCIV abbia procrastinato per ben 6 anni la predisposizione di una proposta di misure di compensazione, pur proseguendo i lavori secondo il cronoprogramma e arrivando alla prevista sottrazione degli habitat prioritari senza avere un bilancio ambientale neutro o positivo come richiesto dall'Unione europea; in caso contrario, qualora non sussistano ragionevoli motivazioni, se intenda sospendere il giudizio positivo di compatibilità ambientale del progetto dell'opera. Atto n. 4-05654 LANNUTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: alla fine del 2013 RCS aveva seri problemi economici.