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h) l'acquisizione, il restauro e il risanamento conservativo di immobili da destinare ad attività sociali e culturali, produttive, artigianali e commerciali essenziali per il mantenimento delle caratteristiche socio-economiche degli insediamenti urbani lagunari, nonché l'acquisizione di aree da destinare a insediamenti produttivi e per l'urbanizzazione primaria e secondaria delle stesse nell'ambito dell'intero territorio comunale; i) l'incentivazione e l'insediamento di attività ad alto contenuto tecnologico e scientifico, di istituzioni universitarie di primario livello a vocazione internazionale; l) l'acquisizione, la ristrutturazione e la manutenzione del patrimonio edilizio dell'Università Ca’ Foscari, dell'Istituto universitario di architettura di Venezia (IUAV), dello Studium generale Marcianum , del Conservatorio e dell'Accademia delle belle arti di Venezia, del Consiglio nazionale delle ricerche e della Fondazione Biennale di Venezia, anche mediante la concessione di contributi; m) la realizzazione di opere per l'integrazione territoriale tra il centro storico, le isole e la terraferma, il miglioramento dell'accesso alla città di Venezia, la riduzione dell'inquinamento e, in particolare, la realizzazione della metropolitana sub-lagunare e del Quadrante Tessera; n) il recupero del patrimonio immobiliare pubblico dell'Arsenale secondo quanto stabilito dal protocollo d'intesa di cui all'articolo 11 con il Ministero della difesa, nonché dalle concessioni in atto alla data di entrata in vigore della presente legge; o) lo sviluppo e valorizzazione delle aree di Porto Marghera; p) la realizzazione di una rete idrica antincendio. 2. All'attuazione degli obiettivi di cui al comma 1, lettere a) , d) , e) e h) , provvedono, secondo le loro rispettive competenze, i comuni di Venezia, di Chioggia, di Cavallino-Treporti e la provincia di Venezia anche avvalendosi dei finanziamenti e delle misure di agevolazione previste dalla presente legge. 3. L'attuazione degli obiettivi di cui al comma 1, lettera g) , è di competenza dei comuni di Venezia e di Chioggia e della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e laguna, in dipendenza della proprietà dei beni sui quali è di volta in volta necessario intervenire. A tal fine, la pianificazione delle rispettive attività è integrata allo scopo di permettere l'ottimizzazione dell'impiego delle risorse messe a disposizione in virtù delle previsioni della presente legge. 4. L'attuazione degli obiettivi di cui al comma 1, lettere b) , c) , i) , l) , m) , n) , o) e p) , spetta, ciascuno per le proprie competenze, al comune di Venezia e alla provincia di Venezia secondo il programma definito dal Comitato istituzionale. 5. All'attuazione dell'obiettivo di cui al comma 1, lettera c) , per la parte relativa alla Fondazione San Servolo, provvede la provincia di Venezia secondo il programma definito dal Comitato istituzionale. 6. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, sono individuati, mediante l'inserimento in appositi elenchi, in applicazione dei criteri di sussidiarietà, adeguatezza e territorialità, di cui all'articolo 2, comma 5, lettera a) , del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, e di semplificazione, di cui alla lettera b) del medesimo comma 5, gli immobili appartenenti a qualsiasi titolo allo Stato non necessari al funzionamento degli uffici delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, che sono da attribuire a titolo non oneroso al comune di Venezia; resta fermo, in ordine ai beni appartenenti al patrimonio culturale, quanto previsto dall'articolo 5, commi 2 e 5, del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, e successive modificazioni. 7. I beni individuati negli elenchi di cui al comma 6 sono trasferiti al comune di Venezia a titolo non oneroso dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 6 ed entrano a far parte del demanio disponibile del comune di Venezia, ad eccezione di quelli appartenenti al demanio marittimo, idrico e aeroportuale, che restano assoggettati al regime stabilito dal codice civile, nonché alla disciplina di tutela e salvaguardia dettata dal medesimo codice, dal codice della navigazione, dalle leggi regionali e statali e dalle norme dell'Unione europea di settore, con particolare riguardo a quelle di tutela della concorrenza. 8. Il trasferimento dei beni effettuato ai sensi del presente articolo ha luogo nello stato di fatto e di diritto in cui i beni si trovano, con contestuale immissione del comune di Venezia nel possesso giuridico e subentro in tutti i rapporti attivi e passivi relativi ai beni trasferiti, fermi restando i limiti derivanti dai vincoli storici, artistici e ambientali. 9. Il comune di Venezia è tenuto a trasferire in concessione o in locazione, ovvero ad alienare previo esperimento di pubblica gara, i beni immobili acquisiti, salvo che gli stessi non debbano essere adibiti a sede degli uffici comunali per i quali lo stesso comune abbia programmato l'acquisto o la locazione anche in terraferma di immobili. Le risorse rivenienti dalla predetta concessione o locazione sono finalizzate all'attuazione della presente legge. Per i beni immobili comunque in uso al Ministero della difesa si applicano le disposizioni dell'articolo 5, comma 4, del citato decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85. 10. L'amministrazione comunale di Venezia può concedere contributi per l'acquisto di immobili nell'ambito del centro storico da adibire ad iniziative artigianali e commerciali, purché queste ultime garantiscano un incremento occupazionale. 11. Al fine di sostenere l'equilibrio socio-economico e produttivo della città di Venezia e della sua laguna, sulla scorta della Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale per le aree ammissibili agli aiuti a norma dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c) del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea per l'intero periodo 2007-2013, il Governo è delegato ad adottare, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le competenti Commissioni parlamentari, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi volti a prevedere incentivi e agevolazioni a favore delle imprese operanti nelle zone di censimento ammesse dalla predetta Carta degli aiuti di Stato. 12. Gli incentivi e le agevolazioni introdotti dai decreti di cui al comma 11 sono erogati dai comuni di Venezia, di Chioggia e di Cavallino-Treporti, nei limiti della disponibilità delle risorse di cui all'articolo 15. 13. I decreti di cui al comma 11 sono adottati sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: