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Tale previsione consentirà – senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato, atteso che l'innalzamento delle retribuzioni accessorie di cui all'articolo 18, comma 3, del contratto collettivo nazionale di lavoro del 16 febbraio 1999 sono a valere sugli ordinari stanziamenti di bilancio dell'Ispettorato – di poter gestire al meglio, in particolare, gli Ispettorati territoriali del lavoro che oggi insistono su più sedi o, comunque, di gestire al meglio sedi che esercitano competenze su territori di piccole dimensioni. Atteso che gli Ispettorati territoriali dislocati su più sedi sono ad oggi 18 (Asti-Alessandria, Biella- Vercelli, Cagliari-Oristano, Campobasso-Isernia, Chieti-Pescara, Como-Lecco, Ferrara-Rovigo, Livorno-Pisa, Lucca-Massa Carrara, Milano-Lodi, Novara-Verbania, Parma-Reggio Emilia, Potenza-Matera, Prato-Pistoia, Ravenna-Forlì-Cesena, Terni-Rieti, Trieste-Gorizia, Udine-Pordenone) è possibile stimare che gli incarichi in questione non superino il numero di 20. Si introduce poi la possibilità di individuare forme di corresponsione forfettaria delle indennità di missione che, già previste in capo al personale dell'Arma dei carabinieri che opera all'interno dell'Ispettorato nazionale del lavoro, garantiscono notoriamente importanti risparmi di spesa. Quanto all'abrogazione del comma 4 dello stesso articolo – secondo cui l'Ispettorato « si avvale dell'Organismo indipendente di valutazione della performance del Ministero del lavoro e delle politiche sociali » – lo stesso è in linea con quanto previsto dal nuovo articolo 4 del decreto legislativo n. 149 del 2015 che assegna al direttore il compito di nominare « l'organismo indipendente di valutazione della performance di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 ». L'articolo 1, comma 1, lettera f) (recante modifiche all'articolo 6 del decreto legislativo n. 149 del 2015) prevede anzitutto una maggior flessibilità per l'Ispettorato nell'individuazione delle posizioni dirigenziali di livello generale. Tale flessibilità è strettamente legata all'organizzazione, centrale e territoriale, che l'Ispettorato intende assumere. Inoltre – così come previsto nell'ambito di altre strutture pubbliche che svolgono attività di vigilanza – si prevede che, fermi restando i limiti già previsti dall'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo n. 124 del 2004 in ordine alla qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, tutto il personale di area III assuma la « qualifica di ispettore del lavoro ». Ciò consentirebbe peraltro maggiori margini di flessibilità in ordine all'impiego del personale in questione in attività di vigilanza ovvero in attività alla stessa correlate, fermo restando un idoneo percorso formativo laddove ritenuto necessario. L'articolo 1, comma 1, lettera g) (che modifica l'articolo 7 del decreto legislativo n. 149 del 2015) vuole sostanzialmente istituzionalizzare le Commissioni centrali e regionali di programmazione dell'attività di vigilanza, già istituite su base convenzionale (convenzione Ispettore e INPS del 21 febbraio 2017 e convenzione Ispettorato e INAIL del 10 luglio 2017), che hanno consentito di superare la nota problematica della sovrapposizione degli interventi ispettivi e di raggiungere percentuali di efficacia degli stessi sempre maggiori (nel 2016 la percentuale delle aziende irregolari su quelle visitate è stata del 63 per cento, nel 2017 è aumentata al 65 per cento e nel 2018 addirittura al 70 per cento). A tal fine alle Commissioni è assegnato il compito di analizzare fenomeni di irregolarità di maggiore rilevanza, proporre all'Ispettorato la programmazione di iniziative di vigilanza previdenziale e assicurativa e monitorarne gli esiti, garantire l'uniforme applicazione delle circolari e delle direttive emanate dall'Ispettorato, verificare i fabbisogni formativi del personale ispettivo, svolgere ogni ulteriore attività demandata dal direttore dell'Ispettorato. L'articolo 1, comma 1, lettera h) (modifica all'articolo 8 del decreto legislativo n. 149 del 2015) corregge un mero rinvio normativo non corretto. L'articolo 1, comma 1, lettera i) (aggiunta del comma 2- bis all'articolo 9 del decreto legislativo n. 149 del 2015) prevede che, in relazione a contenzioso inerente accertamenti ispettivi, l'Ispettorato nazionale del lavoro è legittimato passivo nei soli procedimenti, ancorché pendenti, aventi ad oggetto opposizione a ordinanza ingiunzione e a cartella esattoriale limitatamente alle materie di propria competenza di cui all'articolo 6, comma 4, lettera a) , del decreto legislativo n. 150 del 2011. Ciò si rende necessario al fine di chiarire al meglio sia limiti delle competenze, in sede di contenzioso, dell'agenzia sia, indirettamente, la perdurante competenza delle Avvocature degli Istituti in relazione ai contenziosi che abbiano ad oggetto profili di carattere specificatamente contributivo. L'articolo 1, comma 2, sopprime la Commissione centrale di coordinamento dell'attività di vigilanza. Trattasi di una Commissione in cui intervengono diverse amministrazioni e rappresentanti sociali per concordare linee strategiche dell'attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale. In realtà tali indicazioni, nell'ambito di un modello agenziale, sono dettate dal Ministro competente nell'ambito della convenzione tra Ministero e agenzia. La disposizione introduce inoltre alcuni accorgimenti finalizzati a una maggior efficacia dell'attività di vigilanza prevedendo che « i verbali in materia di contribuzione obbligatoria notificati dal personale ispettivo dell'Ispettorato interrompono i relativi termini di prescrizione ». L'articolo 1, comma 3, apporta inoltre alcune modifiche alla disciplina del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale di cui all'articolo 14 del decreto legislativo n. 81 del 2008, al fine di superare anche alcune incertezze di carattere interpretativo; chiarisce inoltre che, al fine di uniformare l'attività di vigilanza ed evitare la sovrapposizione di interventi ispettivi, il « raccordo » degli altri organi di vigilanza con l'Ispettorato sia « preventivo ». L'articolo 1, comma 1, lettera m) (introduzione dell'articolo 11- bis nel decreto legislativo n. 149 del 2015) costituisce una disposizione fondamentale per consentire un maggiore coordinamento tra i diversi soggetti che esercitano vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale in quanto prevede l'istituzione di una « piattaforma unica della vigilanza », in cui sono messe a disposizione del personale dell'Ispettorato, dell'INPS e dell'INAIL tutte le informazioni e banche dati, sia in forma analitica e aggregata, utili ai fini dello svolgimento e della programmazione dell'attività.