[pronunce]

che, successivamente, il ricordato art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 1077 del 1970 ha previsto “due prove scritte ed un colloquio”, per cui solo a decorrere dall'entrata in vigore di questa disposizione si sono avuti concorsi con due prove scritte; che il riferimento alle tre prove scritte si risolve in un riferimento temporale e di conseguenza può essere richiamato il principio costantemente affermato dalla giurisprudenza di questa Corte, secondo il quale “lo stesso fluire del tempo costituisce un elemento diversificatore delle situazioni giuridiche” (cfr. ordinanze n. 121 del 2003 e n. 108 del 2002); che, pertanto, la questione posta dal remittente in riferimento agli articoli 3, 36 e 51 della Costituzione è manifestamente infondata; che è, d'altro canto, inconferente il richiamo dell'articolo 97 della Costituzione, atteso che, per costante giurisprudenza di questa Corte (cfr. ordinanze n. 263 del 2002 e n. 205 del 1998), il principio del buon andamento non è invocabile al fine di conseguire miglioramenti economici da parte del personale dipendente della pubblica amministrazione.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 4, comma 14-bis, del decreto-legge 19 dicembre 1984, n. 853 (Disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto e di imposte sul reddito e disposizioni relative all'Amministrazione finanziaria), convertito, con modificazioni, nella legge 17 febbraio 1985, n. 17, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 36, 51 e 97 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia – sezione staccata di Catania, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 maggio 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 31 maggio 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA