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Grazie al lavoro svolto in questi nove giorni, di cui molto in sedute notturne, abbiamo avuto la possibilità, insieme, di poter prevedere delle misure da realizzare per il bene del Paese. L'auspicio è che questo modo di collaborare possa proseguire anche in forma ordinaria, successivamente. I ringraziamenti, ovviamente, vanno anche ai Sottosegretari e al Governo, sempre presenti. (Applausi) . È stato un grandissimo esercizio di democrazia. Il decreto semplificazioni, dopo il decreto cura Italia, il decreto liquidità e il decreto rilancio, è il quarto provvedimento che il Governo mette in campo per far fronte a questa crisi pandemica senza precedenti, per proteggere il nostro tessuto economico produttivo ma, allo stesso tempo, per tracciare la strada di un pronto rilancio dell'economia. Parliamo di un decreto che porta avanti un'operazione di semplificazione amministrativa senza precedenti, inserendosi, peraltro, in perfetta linea di continuità con il decreto sblocca cantieri, condotto in porto durante il primo Governo Conte. Come dimostrato dal rapporto Cresme, il decreto sblocca cantieri stava dando dei grandi frutti, che potremo continuare a cogliere con il recovery fund . È grazie al decreto sblocca cantieri, infatti, che nel 2019 si è segnato un più 40 per cento delle emissioni di bandi pubblici per quanto riguarda la concessione di lavori pubblici in questo Paese. E se andiamo a focalizzarci sui soli lavori pubblici, l'incremento è stato di oltre il 50 per cento. Ma noi sappiamo bene che non sono i bandi pubblici che ci consentono di spendere soldi nel Paese. Ecco perché stiamo intervenendo con il decreto semplificazioni, migliorandolo in sede di conversione. Come lo stiamo facendo? Con le procedure di aggiudicazione, che stiamo velocizzando con le procedure negoziate. Per gli affidamenti diretti siamo stati ad ascoltare la voce dei professionisti e di chi svolge servizi di ingegneria, architettura e di fornitura, abbassando la soglia che precedentemente era stata prevista dal Governo, portandola da 150.000 appunto a 75.000. Questo lo facciamo, però, senza mai derogare al principio della rotazione e della trasparenza, per noi cardini fondamentali. Fatemi inoltre dire, colleghi, che la semplificazione è un risultato cui dovremmo tendere con sempre maggiore intensità e convinzione. Come infatti sostengono tutte le Autorità indipendenti, è nelle lungaggini burocratiche che si annidano i più pericolosi rischi di inefficienze, opacità, incrostazioni affaristiche e infiltrazioni criminali. Su questo, quindi, rispediamo seccamente al mittente le accuse di aver abbassato la guardia. (Applausi) . Insinuazioni tanto più risibili se consideriamo che, grazie al MoVimento 5 Stelle, questo Paese, con la legge spazza corrotti, si è dotato di presidi più all'avanguardia nel contrasto ai furbi e furbetti vari. Il decreto semplificazioni incide nella quotidianità, non soltanto nelle opere, come ricordavano alcuni colleghi delle altre forze politiche in precedenza. Nella quotidianità nel rapporto con i cittadini, sarà l'attuazione della Piattaforma digitale nazionale dati che ci consentirà di realizzare l'obiettivo che è il once only ; quell'obiettivo per cui il cittadino una sola volta deve produrre un certificato o un documento alla pubblica amministrazione. E se un'altra pubblica amministrazione vuole lo stesso documento dall'impresa o dal cittadino, lo va a chiedere all'altra pubblica amministrazione e non nuovamente al cittadino. (Applausi) . Potenzieremo i servizi attraverso la app IO, ricordata prima anche dalla senatrice Mantovani, con la quale potremo avere più facilmente autocertificazioni e formulare istanze. Sostituiremo la raccomandata cartacea con la comunicazione digitale ed i cittadini avranno finalmente l'accesso a tutti i servizi, grazie allo SPID e alla carta d'identità elettronica. Anche nella ricalibratura dell'abuso d'ufficio e della responsabilità erariale non c'è nessun passo indietro o colpo di spugna. Quanto all'abuso d'ufficio, prevediamo che, per configurare l'illecito da parte del pubblico ufficiale, non si dovrà più tenere conto dell'eventuale violazione di generiche norme di legge o di regolamento, ma della violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge che non gli lascino margini di discrezionalità I funzionari pubblici devono essere messi nelle condizioni di sbloccare lavori ed opere. L'attuale formulazione è troppo ampia e generica e, spesso, genera immobilismo per paura di infrangere le norme. Allo stesso tempo, come dicevo, rivediamo il tema della responsabilità erariale, in modo tale da contrastare il fenomeno della paralisi della firma da parte dei funzionari pubblici. Per questo prevediamo di mantenere una responsabilità erariale più grave in caso di comportamenti omissivi da parte dei funzionari stessi. In sostanza, la responsabilità erariale del funzionario che agisce - e cioè che firma - viene limitata alla sola ipotesi di dolo, mentre resta per dolo e colpa grave in presenza di omissioni. Abbiamo cercato di semplificare anche la procedura in tema di lavori edili privati. Abbiamo ridotto i tempi per l'autorizzazione sismica o, piuttosto, consentito di ricorrere alla Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), anziché al permesso a costruire, nel caso anche di variazione di prospetti, per quegli interventi di demolizione e ricostruzione nelle aree del Centro Italia colpite dal sisma del 2016. ( Applausi ). Non è affatto vero, infine, che l'intervento blocca la rigenerazione urbana nei centri storici, che invece viene ben codificata con l'estensione degli ambiti di tutela dai soli centri storici anche alle zone assimilabili alle zone omogenee A e a quelle di particolare pregio storico e architettonico. Signor Presidente e colleghi, il Paese ha di fronte a sé una storica occasione. Le ferite lasciate aperte dal Covid e il tragico prezzo pagato in termini di vite umane resteranno per sempre nella nostra mente, ma dobbiamo far sì che convivano con il ricordo dell'enorme impegno profuso per cambiare un Paese che finalmente sarà tornato a correre. ( Applausi ). BERUTTI (Misto-IeC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. BERUTTI (Misto-IeC) . Signor Presidente, l'intervento, a nome della componente IDEA e CAMBIAMO, è in dissenso naturalmente dalla posizione del Gruppo Misto. Ognuno di noi, quando sente parlare di semplificazione, non può che ben sperare e ciò vale anche per ogni cittadino e ogni imprenditore e per chi è impegnato nelle file dell'amministrazione pubblica. Come IDEA e CAMBIAMO, dunque, eravamo ben disposti su questo fronte. D'altronde, l'idea che sia necessaria un'amministrazione pubblica che sappia semplificare le proprie procedure per dare in tempi ragionevoli risposte concrete ai bisogni del Paese è uno dei tratti che caratterizzano la nostra visione politica. Dopo che lo abbiamo urlato in ogni sede, pare che l'esigenza di semplificare e di innovare sia diventata evidente a tutti, persino a questo Governo.