[pronunce]

n. 274 del 2000, perché configura la "particolare tenuità dell'offesa" come una causa di non punibilità, invece che come una causa di non procedibilità, con una formulazione che, tra l'altro, non fa riferimento al grado della colpevolezza, all'occasionalità del fatto (sostituita dalla "non abitualità del comportamento"), alla volontà della persona offesa e alle varie esigenze dell'imputato» (sentenza n. 25 del 2015); che il giudice rimettente non spiega perché, nei giudizi a quibus, dovrebbe trovare applicazione la nuova causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis cod. pen. e non l'istituto, proprio del processo davanti al giudice di pace, disciplinato dall'art. 34 del d.lgs. n. 274 del 2000; che nella giurisprudenza della Corte di cassazione esiste un contrasto sull'applicabilità della causa di non punibilità dell'art. 131-bis cod. pen. anche nei giudizi davanti al giudice di pace (in senso negativo, quinta sezione, 15 settembre 2016, n. 47523; quinta sezione, 15 settembre 2016, n. 47518; quinta sezione, 14 luglio 2016, n. 45996; in senso affermativo, quarta sezione, 19 aprile 2016, n. 40699); che il giudice rimettente non ha spiegato per quale ragione l'art. 131-bis cod. pen. sarebbe applicabile anche nei giudizi davanti al giudice di pace; che quindi sotto questo aspetto è riscontrabile un difetto di motivazione sulla rilevanza delle questioni sollevate (ex plurimis, ordinanze n. 290 e n. 153 del 2016); che in conclusione le questioni proposte sono manifestamente inammissibili. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 1, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 131-bis del codice penale e dell'art. 4 del decreto legislativo 16 marzo 2015, n. 28, recante «Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera m), della legge 28 aprile 2014, n. 67», in riferimento agli artt. 2, 3, 24, 27 e 111 della Costituzione, e agli artt. 3 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000 e, in una versione adattata, il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, sollevate dal Giudice di pace di Matera, con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 dicembre 2016. F.to: Paolo GROSSI, Presidente Giorgio LATTANZI, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 24 febbraio 2017. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA