[pronunce]

che il legislatore delegato non ha rispettato il criterio del coordinamento formale e che l'innovazione (attribuzione della competenza del giudizio di opposizione al tribunale in composizione monocratica) non può essere ricondotta al potere di apportare le modifiche necessarie per garantire la coerenza logica e sistematica, nemmeno alla luce del richiamo – contenuto nella relazione governativa – al decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 (Norme in materia di istituzione del giudice unico di primo grado), che ha introdotto il giudice unico; che la procedura speciale prevista per gli onorari di avvocato, richiamata dall'art. 170 impugnato, prevede, espressamente, che il tribunale proceda in composizione collegiale, con conseguente incoerenza logica e sistematica della soluzione adottata; che il giudice a quo deduce, in via subordinata, il contrasto con l'art. 76 della Costituzione dell'art. 7 della legge delega n. 50 del 1999, nella parte in cui non ha previsto i limiti e l'oggetto della delega in una materia, quale quella riguardante la competenza del giudice, coperta da riserva assoluta di legge, ai sensi dell'art. 25 della Costituzione. Considerato che i Tribunali di Siracusa (con 13 ordinanze) e di Messina (con una ordinanza), dubitano, entrambi, della legittimità costituzionale dell'art. 170 del decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 113, come riprodotto nel decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, per violazione degli artt. 3, 24, 25 e 76 della Costituzione, e, solo il secondo, in subordine, dell'art. 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, in riferimento allo stesso art. 76 della Costituzione; che tutte le ordinanze di rimessione sollevano questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione di legge con motivazioni in parte identiche ed in parte analoghe e che i relativi giudizi devono essere riuniti per essere decisi con unico provvedimento; che questa Corte ha già dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 170 del decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 113, come riprodotto nel decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (sentenza n. 53 del 2005) e che con la stessa sentenza ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, censurato in riferimento all'art. 76 della Costituzione; che in riferimento agli ulteriori parametri, invocati dalle ordinanze del Tribunale di Siracusa ora all'esame, riguardo all'art. 25 della Costituzione, richiamato per rafforzare la dedotta violazione dell'art. 76 della Costituzione in riferimento a materia che, concernendo la competenza del giudice, sarebbe coperta da riserva assoluta di legge, è sufficiente sottolineare che la norma impugnata disciplina la composizione dell'organo giudicante e non certamente la competenza (così ancora la sentenza n. 53 del 2005); che non c'è violazione dell'art. 3 della Costituzione, apparendo anzi ragionevole il sistema di attribuzione del reclamo al giudice monocratico (analogamente la sentenza n. 52 del 2005, in tema di opposizione avverso il provvedimento di rigetto dell'istanza di ammissione al patrocinio ovvero avverso la revoca del decreto di ammissione già accordato), in rapporto ad esigenze di buona amministrazione, rapidità, economia delle risorse; che, da ultimo, la violazione dell'art. 24 è apoditticamente denunciata, senza motivazione alcuna. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i ricorsi , dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 170 del decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 113 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia), come riprodotto nel decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), sollevata in riferimento agli artt. 3, 24, 25 e 76 della Costituzione, dal Giudice del Tribunale di Siracusa designato dal Presidente del tribunale e dal Giudice del Tribunale di Messina, con le ordinanze in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50 (Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi – legge di semplificazione 1998), sollevata in via subordinata, in riferimento all'art. 76 della Costituzione, dal Giudice del Tribunale di Messina, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 luglio 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 19 luglio 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA