[pronunce]

Il ricorrente sostiene che la Camera dei deputati avrebbe illegittimamente esercitato il proprio potere, in quanto non esisterebbe nessun collegamento tra le dichiarazioni del deputato Vittorio Sgarbi e l'esercizio delle funzioni parlamentari e, quindi, avrebbe in tal modo leso le attribuzioni costituzionali dell'autorità giudiziaria. 2. - Il ricorso, unitamente all'ordinanza n. 389 del 2000, con la quale questa Corte lo ha dichiarato ammissibile, sono stati notificati, a cura del ricorrente, in data 18 agosto 2000; entrambi gli atti, con la prova dell'avvenuta notificazione, sono stati depositati nella cancelleria della Corte costituzionale il 7 febbraio 2001. 3. - La Camera dei deputati, ritualmente costituitasi in giudizio, ha eccepito l'infondatezza del conflitto e, nella memoria depositata in prossimità della camera di consiglio, ha chiesto che la Corte, in via preliminare, dichiari il ricorso improcedibile, irricevibile o inammissibile, in quanto l'atto introduttivo e l'ordinanza di ammissibilità sono stati tardivamente depositati presso la cancelleria della Corte. 4. - L'eccezione di improcedibilità è fondata. Questa Corte ha ripetutamente affermato che il giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato si articola in due autonome e distinte fasi - entrambe rimesse all'iniziativa della parte interessata - destinate a concludersi la prima con la sommaria delibazione sulla ammissibilità del conflitto, la seconda con la decisione definitiva sul merito oltre che sull'ammissibilità. In particolare, all'esito della prima fase, grava sul ricorrente l'onere di provvedere, nei termini previsti, sia alla notificazione del ricorso e dell'ordinanza che ammette il conflitto, sia, successivamente, al deposito di detti atti presso la cancelleria della Corte, nel termine di venti giorni dall'ultima notificazione (art. 26, terzo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale). Questa Corte ha più volte affermato che il deposito del ricorso nel termine sopra indicato costituisce un adempimento necessario affinché si possa aprire la seconda fase del conflitto relativa alla decisione sul merito, precisando che siffatto termine ha carattere perentorio, poiché da esso decorre l'intera catena degli ulteriori termini fissati per la prosecuzione del giudizio dall'art. 26, quarto comma, delle precitate norme integrative (da ultimo, sentenza n. 191 del 2001). Nella specie, il ricorso e l'ordinanza, benché notificati tempestivamente in data 18 agosto 2000, risultano tuttavia depositati tardivamente presso la cancelleria di questa Corte il 7 febbraio 2001, in quanto in data successiva alla scadenza del termine di venti giorni sopra indicato. Pertanto, poiché l'anzidetto termine perentorio per il deposito non è stato rispettato, non può procedersi allo svolgimento dell'ulteriore fase del giudizio.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara improcedibile il giudizio sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal tribunale di Cosenza, II sezione penale, nei confronti della Camera dei deputati con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Capotosti Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 25 luglio 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola