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ogni anno in tutto il mondo, stando ai dati forniti da AEFI, "Associazione esposizioni e fiere italiane", vengono svolti 32.000 eventi fieristici che coinvolgono oltre 300 milioni di visitatori e 4 milioni e mezzo di imprese espositrici; il comparto relativo alle fiere e ai congressi genera circa 60 miliardi di euro di fatturato all'anno ed è responsabile del 50 per cento delle esportazioni delle imprese che vi partecipano; in Italia il settore fieristico conta 200.000 espositori e più di 20.000 player a livello globale; secondo i dati UFI, la "Global association of the exhibition industry", le fiere generano valore per l'occupazione e i territori e a livello mondiale, e solo nel 2019 sono stati 116 i miliardi di euro di spesa di espositori e visitatori; le persone occupate nel settore sono 1,3 milioni, che salgono a 3,2 milioni considerando l'indotto di trasporti, ricettività e ristorazione; considerato che: a causa della diffusione del COVID-19, sono stati rinviati, o in alcuni casi addirittura cancellati, tutti gli eventi che erano stati pianificati per la primavera e l'estate 2020; l'AEFI ha predisposto e trasmesso alle varie task force governative un protocollo di sicurezza dettagliato per la ripartenza delle fiere italiane, prevedendo misure di sicurezza che rispettino le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell'autorità sanitaria; il Governo non ha attualmente stabilito, in nessun provvedimento, una data precisa per il riavvio degli eventi fieristici e congressuali, si chiede di sapere: se non si ritenga doveroso predisporre un tavolo tecnico con le varie organizzazioni rappresentative del settore fieristico-congressuale al fine di definire un piano di rilancio dell'intero settore; se non si ritenga doveroso definire quanto prima una data certa per la ripresa delle attività del settore, in linea con i protocolli di sicurezza e le linee guida internazionali. Atto n. 4-03680 QUAGLIARIELLO Al Ministro della giustizia Premesso che: nel 2016, a seguito di un?indagine avviata dai Carabinieri veniva aperto un fascicolo presso la Procura di Civitavecchia avente per oggetto presunti illeciti riferibili ad un intreccio di rapporti tra un imprenditore edile e alcuni componenti degli uffici e della Giunta del Comune di Cerveteri (Roma); alla fine dello stesso anno il sostituto procuratore affidatario dell?indagine, basata anche su una cospicua attività di intercettazione, veniva destinato, con il suo consenso, a un ufficio di diretta collaborazione con il Ministro della giustizia, nel gabinetto del Ministro; nel 2017 la Procura della Repubblica provvedeva dunque a riassegnare i procedimenti di cui il magistrato era titolare, fra le quali l?indagine citata; rilevato che: da quanto risulta, a distanza di 4 anni l?inchiesta su Cerveteri non sarebbe ancora approdata alla chiusura delle indagini; l?indagine è stata oggetto, tra il 28 novembre 2019 e il 18 febbraio 2020, di sei articoli pubblicati sul quotidiano ? La Provincia? , riportanti anche numerosi stralci di intercettazioni telefoniche inerenti all?ipotesi accusatoria di un pericoloso intreccio tra interessi imprenditoriali e decisioni politiche assunte dalla Giunta di Cerveteri, con una posizione particolarmente esposta dell?ex vicesindaco, dimessosi dall?incarico dopo che le risultanze investigative sono state rese pubbliche; buona parte delle personalità citate nel materiale di indagine, e segnatamente nelle conversazioni registrate dai Carabinieri, si trovano ancora ai vertici dell?amministrazione cerveterana con importanti ruoli decisionali, circostanza che renderebbe di pubblico interesse una definizione del procedimento, la cui pendenza da ormai 4 anni può essere spiegata solo in parte dal cambio del magistrato titolare intervenuto nel 2017, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivare gli strumenti di propria competenza, non escluse le prerogative ispettive previste dall'ordinamento, al fine di assumere notizie aggiornate e spiegazioni convincenti riguardo ai ritardi nella definizione del procedimento in oggetto. Atto n. 4-03681 ROMEO FREGOLENT Al Ministro della salute Premesso che: è notizia di pochi giorni fa che la capogruppo spagnola delle cliniche dentali lowcost "Dentix" ha presentato istanza prefallimentare in tribunale. Tale notizia assume rilevante importanza alla luce delle centinaia di denunce che sono contestualmente emerse in Italia, provenienti dai pazienti della controllata italiana Dentix Italia, la quale, a seguito della chiusura delle attività economiche disposta dal Governo per contrastare e contenere l'emergenza epidemiologica da COVID-19, non ha ancora ripreso la normale attività delle sue 57 cliniche distribuite in ben 12 regioni italiane, chiuse a tutt'oggi e senza alcuna indicazione sui possibili sviluppi futuri; si stima che siano diverse migliaia i pazienti coinvolti da questa incresciosa vicenda, la maggior parte dei quali si trova con i piani di cura interrotti, in alcuni casi ancora non iniziati, eppure intestatari di onerosi finanziamenti per migliaia di euro. Molte associazioni dei consumatori si stanno già mobilitando per garantire loro le dovute tutele, soprattutto nei confronti di coloro che hanno sostenuto le spese con denaro contante, e come tali fuori dal perimetro di applicazione dell'articolo 125- quinquies del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, che tutela i consumatori che hanno acceso prestiti finanziari connessi alla prestazione di beni e servizi per i quali il fornitore sia inadempiente; considerato che: il caso della Dentix non è purtroppo isolato nel settore delle cliniche odontoiatriche lowcost , che anzi da diversi anni si sono rese protagoniste di vicende del tutto similari. Nel 2014 il fallimento della clinica "Dental&Beauty" ha colpito centinaia di pazienti delle filiali di Bolzano, Trento, Lonato e Parma; nel 2016 la dirigenza spagnola della "Vitaldent" è stata investita da procedimenti penali connessi a reati finanziari e fiscali; nel 2018 sono fallite le cliniche "In-Dent" e "iDental", mentre lo scorso anno è stato il turno della "Idea Sorriso", e delle sue 15 filiali distribuite in 5 regioni italiane; la questione riporta prepotentemente sul tavolo il tema delle catene odontoiatriche lowcost , e dei problemi connessi, dalla loro forma giuridica, al coinvolgimento dei fondi di investimento nella loro governance , dall'utilizzo strumentale dell' overtreatment , cioè delle prescrizioni di cure non necessarie, utilizzato proprio per sostenere i loro bilanci, alla cattiva qualità delle cure, spesso denunciata dai pazienti, fino ai numerosi casi di fallimento intervenuti con centinaia di cure e finanziamenti in corso, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della questione e quali siano le iniziative che intenda predisporre, sia per garantire la continuità di cure e l'integrità delle finanze dei pazienti coinvolti nella vicenda specifica, che, più in generale, per garantire finalmente regole certe e trasparenti per un settore tanto importante per la salute dei cittadini. Atto n. 4-03682 DE BONIS Al Ministro della salute Premesso che: