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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 1ª e 12ª RIUNITE 12ª(Igiene e sanita') 1 PARENTE La seduta inizia alle ore 16,40. IN SEDE REFERENTE d.l. 1/2022 - contrasto emergenza COVID-19 DDL 2542 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore (Esame e rinvio) La senatrice BOLDRINI ( PD ), relatrice per la 12 a Commissione, introduce l'esame del provvedimento in titolo, dando conto delle disposizioni maggiormente attinenti ai profili di rilievo sanitario. L'articolo 1 - che inserisce tre articoli nel decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76 - prevede, in primo luogo, con il capoverso articolo 4- quater , l'introduzione, fino al 15 giugno 2022, dell'obbligo di vaccinazione contro il COVID-19 per i soggetti di età pari o superiore a cinquanta anni, con applicazione delle norme sanzionatorie di cui al successivo capoverso articolo 4- sexies per i casi di mancato adempimento dell'obbligo entro il 1° febbraio 2022 ovvero entro gli eventuali termini successivi, ivi individuati, per la seconda dose del ciclo vaccinale primario e per la dose di richiamo. Dall'ambito di applicazione dell'obbligo sono esclusi, in via, a seconda dei casi, temporanea o definitiva: i soggetti per i quali sussista una controindicazione clinica alla vaccinazione in esame; i soggetti che abbiano contratto il COVID-19. La sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione dell'obbligo di vaccinazione viene comminata dal capoverso articolo 4- sexies con riferimento sia ai soggetti di età pari o superiore a cinquanta anni sia ai lavoratori appartenenti a categorie specifiche. La misura edittale della sanzione è pari a cento euro. Il capoverso articolo 4- quinquies introduce, con decorrenza dal 15 febbraio 2022 e fino al 15 giugno 2022, l'obbligo di possesso di un certificato verde COVID-19 "rafforzato" - generato, cioè, esclusivamente da vaccinazione o da guarigione - per l'accesso ai luoghi di lavoro, pubblico e privato, e agli uffici giudiziari da parte dei soggetti di età pari o superiore a cinquanta anni. Resta in tutti i casi ferma l'esenzione per i soggetti per i quali sussista una controindicazione clinica alla vaccinazione suddetta. I datori di lavoro e i responsabili della sicurezza delle strutture in cui si svolge l'attività giudiziaria sono tenuti a verificare il rispetto del possesso del certificato verde "rafforzato". Si dispone altresì che il datore di lavoro adibisca i lavoratori ultracinquantenni aventi una controindicazione alla vaccinazione contro il COVID-19 a mansioni - anche diverse dalle precedenti e senza decurtazione della retribuzione - che evitino il rischio di diffusione del contagio in oggetto. L'articolo 2 prevede un'estensione delle categorie di lavoratori che rientrano nell'obbligo di vaccinazione contro il COVID-19 a prescindere dall'età. L'estensione riguarda il personale delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli istituti tecnici superiori, nonché il personale dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale. L'articolo 2- bis sopprime il limite temporale di validità del certificato verde COVID-19 per i casi in cui esso sia generato in relazione all'assunzione della dose di richiamo del vaccino contro il COVID-19 (successiva al completamento del ciclo primario) ovvero in relazione ad una guarigione (dal medesimo COVID-19) successiva al completamento del ciclo primario del vaccino o successiva all'assunzione della dose di richiamo. Per gli altri casi di certificato generato da guarigione dal COVID-19 e per i certificati generati dal completamento del ciclo primario suddetto resta fermo il vigente limite di sei mesi (decorrenti, rispettivamente, dalla guarigione o dal completamento del ciclo). L'articolo 2- ter estende l'applicazione del regime di autosorveglianza ai casi in cui il contatto stretto con un soggetto positivo al virus SARS-CoV-2 riguardi un soggetto guarito dal COVID-19 dopo il completamento del ciclo primario di vaccinazione contro la medesima malattia (oppure dopo l'assunzione della successiva dose di richiamo). L'articolo 3- quater reca una modifica specifica della formulazione della disciplina transitoria - relativa allo stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 - sull'accesso, per familiari e visitatori, a strutture di ospitalità e di lungodegenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice , strutture riabilitative, strutture residenziali per anziani e strutture socio-assistenziali. La novella appare intesa a specificare in termini più chiari che le direzioni sanitarie devono consentire la continuità delle visite da parte di familiari con cadenza giornaliera - ferme restando le condizioni già poste dalla disciplina transitoria ai fini dell'accesso -. L'articolo 3- quinquies , in primo luogo, modifica la disciplina che consente - anche durante lo stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 - agli accompagnatori dei pazienti in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità di prestare assistenza ai medesimi pazienti nelle strutture sanitarie (nel rispetto delle indicazioni del direttore sanitario della struttura); la novella introduce la condizione del possesso, da parte dell'accompagnatore, del certificato verde COVID-19 (anche di base). In secondo luogo, l'articolo estende la stessa disciplina agli accompagnatori dei soggetti affetti da Alzheimer o da altre demenze o deficit cognitivi, con sintomi anche lievi o moderati, purché certificati. Il presidente PARRINI ( PD ), relatore facente funzioni per la 1 a Commissione, riferisce sulle restanti disposizioni del decreto in conversione. L'articolo 2- quater prevede, in primo luogo, che, per i soggetti provenienti da uno Stato estero in possesso di un certificato, rilasciato dalle competenti autorità sanitarie estere, di avvenuta guarigione o di avvenuta vaccinazione contro il COVID-19 con un prodotto autorizzato o riconosciuto come equivalente in Italia e per i quali, essendo trascorsi più di sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario in oggetto o dalla suddetta guarigione, sia scaduto il termine di validità posto per la relativa certificazione (cosiddetta rafforzata), ai fini dell'accesso a servizi ed attività, dalle norme italiane, è consentito l'accesso ai medesimi servizi e attività previa effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare (con esito negativo) al virus SARS-CoV-2, avente validità di quarantotto ore dall'esecuzione, se antigenico rapido, o di settantadue ore, se molecolare; resta fermo che l'effettuazione del test non è obbligatoria in caso di avvenuta guarigione successiva al completamento del ciclo vaccinale primario (in quanto la relativa certificazione ha validità permanente).