[resaula]

La prescrizione in Italia, con le leggi vigenti, avviene dopo diciassette, diciotto, diciannove o venti anni e, forse, come dice il presidente Caliendo, anche di più. Se lo Stato non è capace di esaurire un procedimento penale in venti anni, ma di quale giustizia parliamo? Se non strutturiamo bene l'amministrazione della giustizia e, addirittura, diamo la possibilità, dopo la sentenza di primo grado, di andare alle calende greche, è chiaro che il senso di rifiuto nei confronti della giustizia si accentua ancora di più. Se invece di fare norme che attirano il favore popolare, ci confrontassimo sulle concretezze che riducono i tempi della giustizia, penso che faremmo un favore alla collettività. Lei ha poi parlato pochissimo di carceri. Ha parlato di 58.000-60.000 carcerati a fronte di 50.000 posti, ma l'edilizia carceraria, nelle intenzioni del Governo, dove sta? Vorremmo saperlo. Le diamo la possibilità, nella sua replica, di dirci qualcosa sull'edilizia carceraria, che ritengo sia un fattore importante non soltanto per eliminare le condizioni disumane in cui vivono i carcerati italiani, ma anche, se permette le condizioni disumane in cui lavorano le guardie carcerarie: senza strutture e senza il minimo vitale, con turni faticosissimi. (Applausi dal Gruppo FdI) . Quando ci verrà a dire queste cose, le assicuro - siccome non siamo per l'opposizione a tutti i costi - aiuteremo il Governo nelle misure concrete che esso adotterà a favore della giustizia. Fino ad oggi abbiamo ascoltato soltanto propaganda, perché la competizione che c'è all'interno del Governo, in base alla quale fate maggioranza e opposizione voi stessi, si tramuta in provvedimenti spot , che non servono alla giustizia in Italia. Fratelli d'Italia presenterà una risoluzione, che stiamo preparando, in cui chiediamo degli impegni al Governo, sulle carceri, sulla prescrizione, sugli assistenti giudiziari, sui giudici onorari e sui tribunali e la giustizia di prossimità. Chiediamo un impegno al Governo sugli accordi bilaterali, per far sì che i 10.000-15.000 detenuti stranieri, se non di più, vadano a scontare la pena - lei lo ha detto e concordiamo con lei - nei Paesi di origine. Presentiamo una proposta di risoluzione che impegna il Governo su questi punti e se voi ne valuterete positivamente alcuni (io mi auguro tutti), ci troverete a disposizione nel nuovo percorso che auspico intraprenderete, perché fino ad oggi abbiamo sentito solo parole. La ringrazio, signor Ministro, attendiamo la sua replica. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cirinnà. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, colleghi, in quest'Aula così distratta mi rifaccio alle parole del collega Stancanelli, il quale ha detto che nella relazione del Ministro poco è stato dedicato alle questioni relative al carcere e utilizzerò tutti i miei minuti solo per parlare di carcere. Nel corso del 2018, in coincidenza con i primi mesi del suo mandato, in materia di giustizia questo Governo si è mosso in direzione totalmente opposta rispetto agli Esecutivi della precedente legislatura, intraprendendo un'azione di sostanziale, cieco e volontario smantellamento di tutte le riforme realizzate e neutralizzando quelle ancora in stato di completamento, ostacolandone o addirittura vanificandone la piena attuazione. In alcuni casi, come ad esempio quello dell'attuazione della delega in tema di riforma dell'ordinamento penitenziario, il Governo ha provveduto a superare lo schema già predisposto dal precedente Ministro e dal precedente Governo e da questo già trasmesso alle Camere per il prescritto parere: eravamo appena insediati nel nuovo Parlamento e in Commissione giustizia, come primo atto, affrontammo questo parere. Il vostro Governo, signor Ministro, ha adottato un nuovo testo e ha eliminato le più significative innovazioni, determinando un grave arretramento sul tema delle garanzie dei diritti dei detenuti, ponendo nel nulla i punti di approdo cui si era giunti durante un evento importantissimo, che ha avuto un'eco e una risonanza non solo nazionale, cioè gli Stati generali dell'esecuzione penale, fatto dal ministro Orlando nella scorsa legislatura, e rendendo serio e attuale il rischio di future procedure europee d'infrazione. Su questo, signor Ministro, attendo una risposta nella replica. Avete demolito il concetto di giustizia riparativa e lo avete fatto con furore ideologico, ritenendolo erroneamente a favore del reo e non invece a favore dell'offeso del reato, di colui che attende una risposta, una giustizia e una riparazione. Purtroppo è così, lo dovete ammettere: ciò che vi guida è il furore ideologico. Sì, un furore ideologico che ha travolto ed avvilito il principio, ma anche il precetto costituzionale della funzione rieducativa della pena. Onorevole Ministro, vorrei farle notare che quando il Ministro dell'interno, o meglio (come a me viene più spesso facile definirlo) il Ministro dell'inferno, ha dichiarato che un cittadino condannato per reati gravissimi deve marcire (sì, ha detto marcire) in galera, ha offeso prima di tutto lei e il suo Dicastero. (Applausi dal Gruppo PD) . Attenzione, colleghi parlamentari: i rifiuti marciscono, non gli esseri umani, non le persone, i rifiuti! (Applausi dai Gruppi PD e Aut (SVP-PATT, UV) e del senatore Malan) . Purtroppo, signor Ministro, non ho sentito alcuna sua replica a quella frase grave, offensiva e lesiva della Costituzione. Purtroppo ho assistito al suo teatrino: anche lei ha cominciato con il carnevale delle giacche e delle giacchette e, purtroppo, anche con l'uso violento della lingua. Lei utilizza infatti l'espressione spazzacorrotti, ma le ricordo che anche i rifiuti si spazzano e che anche un condannato per corruzione è comunque un cittadino a cui la Costituzione riconosce diritti. Detto ciò, passiamo al settore carceri nell'ambito dell'ultima legge di bilancio (datata 30 dicembre 2018), che reca significativi tagli allo stato di previsione del Ministero della giustizia. Questi, lungi dall'assicurare maggiore efficienza al sistema dell'amministrazione della giustizia, invertono la tendenza positiva energicamente avviata nella scorsa legislatura, interessando principalmente i programmi per l'amministrazione penitenziaria e per la giustizia civile e penale. In particolare, quanto all'amministrazione penitenziaria, questo Governo ha sostanzialmente vanificato la portata della delega sulla riforma dell'ordinamento penitenziario e con la legge di bilancio ha assestato un altro colpo fondamentale alla ricerca di soluzioni normative che possano adeguare meglio il sistema alla finalità rieducativa della pena e in particolare all'individuazione del trattamento, secondo la linea indicata dall'articolo 27 della Costituzione. Gli interventi restrittivi in tema di misure alternative alla detenzione dispiegheranno effetti perversi sulle condizioni delle detenute e dei detenuti in condizioni di particolare vulnerabilità, con specifico riferimento alle detenute madri e ai loro figli.