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L'ultima ordinanza che ho firmato nella giornata di sabato 1° agosto ripropone fondamentalmente queste tre regole essenziali. L'ordinanza è stata poi declinata sulla vicenda trasporti, ma è generica e ribadisce queste tre regole fondamentali che noi riporteremo anche come base essenziale del prossimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. È chiaro che altre attività apriranno; noi continuiamo questo percorso. Se siamo solidi su questi tre principi fondamentali e li condividiamo e se, in questa sintonia con il Paese, riusciamo a far vivere queste tre regole come quelle che ci servono fino a quando non avremo soluzioni più solide di natura medica (penso al vaccino e alle cure), noi possiamo continuare questo percorso di riaperture. Faremo ciò anche con il prossimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, posto che l'idea è quella di provare a far ripartire alcune delle attività che finora sono state sospese. Penso, per esempio, alle attività fieristiche (che sono di grande rilevanza per il nostro Paese) e alle navi da crociera (che pure rappresentano un pezzo importante di mondo economico del nostro Paese) che possono ripartire, ma nel rispetto completo di queste regole e dei protocolli che il nostro Comitato tecnico-scientifico ha validato e messo in campo. Queste tre regole sono vincoli che provocano delle leggere restrizioni, ma è chiaro che se le paragoniamo alla fase di lockdown che abbiamo vissuto, è del tutto evidente che siamo in una stagione diversa e che continuiamo a pagare un prezzo che ci mette però nelle condizioni di continuare questo percorso di riapertura dentro la stagione di convivenza con il virus. L'autunno sarà una stagione che dovremo affrontare con queste regole e con la massima accortezza. Mi piace ricordare in quest'Aula del Senato, dove mi era stato richiesto in modo particolare da un'interrogazione del senatore Romeo e degli altri senatori del Gruppo della Lega Nord, che in queste ore stiamo ultimando le linee guida generali per la ripresa di ottobre. Questa richiesta era arrivata e c'è stato un lungo lavoro dell'Istituto superiore di sanità e del Ministero della salute. Il documento, che è arrivato ieri al Comitato tecnico-scientifico e che faremo arrivare nel giro di poche ore alle Regioni italiane, fornirà l'orizzonte con cui affrontare la fase della ripresa. Era stata una richiesta in qualche modo arrivata. C'è stato un lavoro lungo dell'Istituto superiore di sanità e del Ministero della salute. Questo lavoro è stato consegnato ieri al CTS ed ha prodotto un documento che faremo arrivare, nel giro di poche ore, alle Regioni italiane che fornirà l'orizzonte con cui affrontare la fase della ripresa. Era una richiesta arrivata da questo Parlamento cui mi ero impegnato a rispondere positivamente e mi fa piacere, oggi, poter dare questa informazione. (Applausi) . In questi mesi credo che abbiamo costruito un rapporto positivo, com'è giusto che sia, tra scienza e politica. Credo molto in questo rapporto positivo, nel rispetto delle reciproche differenze e delle reciproche autonomie. Non vi è dubbio che sia la politica a dover scegliere, ma sono profondamente convinto che la politica possa scegliere meglio se ha - diciamo così - la capacità di ascolto, di dialogo e di comprensione dell'evidenza scientifica che può arrivarci quotidianamente dai nostri scienziati. Penso che la politica sia più forte, quindi permettetemi di dire che il lavoro del Comitato tecnico scientifico, anche su questo piano, sui protocolli di sicurezza che stiamo costruendo, è molto importante e anche in questo caso permettetemi di usare questa informativa per affermare che il dipartimento di Protezione civile della Presidenza del Consiglio ha già provveduto a consegnare i verbali a chi ne ha fatto richiesta e che continueremo esattamente su questa linea. (Applausi) . La trasparenza è stata, per quanto mi riguarda, fin dall'inizio una regola fondamentale che ci siamo dati e continueremo a considerarla tale. È un valore a cui non intendiamo assolutamente rinunciare. Aggiungo velocemente tre punti all'informativa: in primo luogo, la scuola è stata oggetto di numerosi dibattiti e ho avuto modo di dire che riterremo il lockdown definitivamente chiuso nel nostro Paese solo nel giorno in cui tutte le scuole di ogni ordine e grado, senza differenze e senza distinguo, potranno riaprire. Chiudere le scuole è stata, per quanto mi riguarda anche sul piano personale, la scelta più difficile da fare. Purtroppo è stata una scelta indispensabile. Anch'essa spiega i numeri di cui ho provato a ragionare e le differenze tra noi ed altri Paesi d'Europa e del mondo, però è evidente che a settembre dovremo ripartire. Confermo che l'intenzione del Governo è molto chiara su questo punto: le scuole riapriranno e riapriranno tutte. Il nostro obiettivo è che riaprano in piena sicurezza. (Applausi) . Stamattina è stato firmato il protocollo di sicurezza tra il Ministro dell'istruzione e le forze sociali e riteniamo che questo sia un altro passo avanti in questo percorso. Sulle scuole stiamo lavorando per ripristinare una relazione più organica tra l'universo della salute e l'universo della scuola. Tale relazione organica strutturata è esistita nella storia del nostro Paese. Nel 1961 fu approvata una norma che introduceva nel nostro ordinamento la medicina scolastica. Tale norma si è persa negli anni Novanta, in una stagione di tagli, una stagione di austerità in cui la contrazione della spesa pubblica ha avuto l'effetto, probabilmente, di rompere questo legame. Ora, io non penso che dobbiamo tornare esattamente ad un modello del passato, ma il tema di fondo di una relazione organica, non episodica, strutturata tra i dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie dei nostri distretti e i plessi scolastici e gli istituti sia particolarmente importante e lo sia in modo particolare in questo momento, perché noi non dobbiamo lasciare soli i nostri insegnanti e i nostri presidi. Se c'è una questione che è di natura sanitaria, c'è bisogno che chi ha la competenza in tale ambito dia una mano e stia al fianco dei nostri presidi e dei nostri insegnanti per gestire la vicenda. In secondo luogo, per quanto riguarda i vaccini, vorrei usare questa informativa per la condivisione di una ulteriore battaglia, una sfida in cui il nostro Paese è convintamente inserito e che io ritengo particolarmente strategica. La mia opinione è che un vaccino sicuro, certo e chiaramente validato con tutti i canoni scientifici possa metterci nelle condizioni di vincere definitivamente questa battaglia. Il nostro Paese sta investendo con tutte le energie di cui dispone in una sfida che, come è ovvio, non è la sfida di un Paese, non è la sfida di un continente ma è la sfida di tutto il mondo in questo momento. Vi ho già informato dell'alleanza per i vaccini, che l'Italia ha sottoscritto con Francia, Germania e Olanda. Questa alleanza ha rappresentato il motore dell'iniziativa sui vaccini della Commissione europea. Noi abbiamo sottoscritto un primo accordo molto importante con Astrazeneca. Chiaramente, oggi stiamo parlando di un candidato vaccino, ma tale accordo ci consentirà di avere, se questo candidato vaccino dovesse superare tutte le prove, le prime dosi già entro la fine del 2020.