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per quale motivo il Parlamento, che fu chiamato ad esprimersi sulla convenzione del 2007, sia stato tenuto all'oscuro di questa sostanziale modifica, basata su una deliberazione annullata, delle condizioni in essa contenute. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05009 PAROLI BERNINI PEROSINO MALLEGNI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: nella Gazzetta Ufficiale n. 35 dell'11 febbraio 2021 è stato pubblicato l'annuncio per l'avvio della raccolta firme per un referendum per abrogare la legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio"; tale iniziativa nasce, probabilmente, con un unico fine, ovvero l'abolizione della caccia, intervenendo però con superficialità, cancellando tutta la normativa a tutela degli animali selvatici; la presenza della legge quadro n. 157 del 1992 garantisce una certa uniformità territoriale, anche in materia venatoria. Se decadesse, nulla vieterebbe alle regioni di legiferare autonomamente, allargando probabilmente il numero delle specie ed il periodo temporale. Una situazione insostenibile, che peraltro esporrebbe l'Italia a dure sanzioni da parte dell'UE, in quanto verrebbe cancellata una legge di recepimento delle direttive comunitarie; inoltre è prevedibile un incremento esponenziale del contenzioso per conflitti di competenza istituzionale; si tratta di una legge trentennale, che senza dubbio necessiterebbe di un aggiornamento legislativo in grado di renderla aderente alla realtà attuale, ma non della sua cancellazione; in Italia attorno al settore della caccia si contano circa 43.000 occupati, con l'indotto si arriva a 94.000 lavoratori, per un impatto sull'economia di 7,9 miliardi di euro; la vera priorità nazionale in questo momento di pandemia e conseguente crisi economica non è l'abolizione della caccia, come chiedono alcune associazioni che hanno depositato il quesito referendario, che causerebbe molte ricadute economiche negative nel settore legato all'attività venatoria; occorre anche individuare, nell'ambito dell'attività venatoria, un metodo di controllo, di contenimento e di equilibrio tra le specie animali in rapporto alle attività umane, si chiede di sapere: quale sia l'orientamento del Ministro in indirizzo sulla materia e se non intenda valutare la possibilità di apportare modifiche o aggiornamenti alla citata legge n. 157 del 92, per renderla aderente alla realtà attuale, salvaguardando al contempo un settore, quello della caccia, che, come detto in premessa, ha un impatto economico rilevante sull'economia del nostro Paese; quale siano gli intendimenti del Ministro riguardo alla concezione della caccia quale attività ludica dell'uomo fin dalla preistoria e come attività di controllo del territorio a tutela della sicurezza e della incolumità delle persone. Atto n. 4-05010 LA RUSSA Al Ministro della giustizia Premesso che: con decreto del Ministro della giustizia del 14 settembre 2020 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 15 settembre 2020) è stata indetta la sessione di esami di abilitazione all'esercizio della professione forense per l'anno 2020. A mezzo dell'articolo 3 del decreto sono state inoltre fissate le date del 15, 16 e 17 dicembre 2020, per lo svolgimento delle prove scritte, di cui all'art. 17- bis , commi 1 e 2, del Regio decreto del 22 gennaio 1934, n. 37, e successive modificazioni; in considerazione dell'aggravamento della situazione sanitaria e della conseguente necessità di ridurre le occasioni di diffusione del COVID-19, in data 5 novembre 2020, Ministro pro tempore Alfonso Bonafede ha comunicato, tramite un post pubblicato sul proprio profilo "Facebook", il differimento delle prove scritte, riservando a successive comunicazioni l'indicazione delle nuove date dell'esame e anticipando di poter ragionevolmente prevedere un rinvio alla "primavera 2021"; con successivo decreto ministeriale datato 10 novembre 2020 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 10 novembre 2020) l'espletamento delle prove scritte nelle date di cui all'art. 3 del decreto del 14 settembre 2020 è stato differito a data da definirsi "nella Gazzetta Ufficiale IV Serie Speciale del 18 dicembre 2020"; successivamente, il decreto ministeriale 18 dicembre 2020 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4a Serie Speciale n. 98 del 18 dicembre 2020) ha individuato nelle giornate del 13, 14 e 15 aprile 2021 le nuove date per lo svolgimento delle suddette prove; con decreto del 20 gennaio 2021, sono state nominate la commissione d'esame presso il Ministero della giustizia e le sottocommissioni presso ciascuna Corte di appello; il 13 febbraio 2021, l'incarico di Guardasigilli è stato conferito a Marta Cartabia, che, nella successiva nota ufficiale datata 23 febbraio 2021, ha comunicato di essere al lavoro per definire "le modalità di svolgimento in sicurezza per le prove in programma nei giorni dal 13 al 15 aprile 2021", considerato che: secondo quanto si apprende dalle notizie di stampa, il Ministro avrebbe deciso di consultare preventivamente il Comitato tecnico scientifico, che tuttavia avrebbe dato parere negativo in ordine alla possibilità di effettuare le prove scritte nelle date stabilite; sicché sarebbe al vaglio del Ministero l'ipotesi di una prova orale sostitutiva; l'intera situazione descritta ha generato e sta generando totale disorientamento per i circa 26.000 praticanti avvocati, che devono sostenere la sessione 2020 dell'esame di Stato, i quali necessitano urgentemente di risposte chiare e puntuali, anche al fine di potere organizzare per tempo e meglio orientare la propria preparazione in vista dell'esame; simile esigenza riguarda altresì gli altrettanti avvocati e studi legali presso i quali tali praticanti collaborano, anche al fine di consentire un'adeguata organizzazione delle proprie strutture in vista di eventuali periodi di congedo prima dell'esame, si chiede di sapere: con la massima sollecitudine, quali siano le modalità di espletamento della sessione 2020 dell'esame di Stato da avvocato; quali siano le tempistiche certe e con quali criteri di giudizio avverrà la selezione. Atto n. 4-05011 AIMI MALAN GASPARRI CANGINI RIZZOTTI BARBONI PEROSINO SICLARI MALLEGNI Al Ministro dell'interno Premesso che: con decreto del Ministero dell'interno del 20 luglio 2018, l'Amministrazione della pubblica sicurezza è stata autorizzata alla sperimentazione della pistola ad impulsi elettrici "Taser modello X2"; la sperimentazione del "Taser" è stata avviata per le forze di polizia di sei città italiane, quali Milano, Padova, Caserta, Reggio Emilia, Catania e Brindisi;