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Esso risponde sia alle preoccupazioni dei familiari relative alla loro futura eventuale impossibilità di prendersi direttamente cura della persona con fragilità, sia ad esigenze del « durante noi ». Diversamente da quanto previsto nella legge n. 112 del 2016 (cosiddetta legge per il dopo di noi) infatti, il patrimonio vincolato può essere costituito anche a vantaggio di persone non qualificate « disabili gravi » e pertanto mira all'esaltazione e alla promozione della sovranità delle persone fragili a prescindere dalla patologia che le affligge. Infine si prevedono le norme transitorie. Il passaggio delle consegne dall' ancien régime al nuovo sistema viene, quindi, affidato a due disposizioni transitorie, contenute negli articoli 8 e 9 del presente disegno di legge, onde consentire una sollecita attivazione della procedura per la nomina dell'amministratore di sostegno, relativamente ai giudizi di interdizione pendenti alla data di entrata in vigore della riforma: prevede, così, la prima delle due norme transitorie che il giudice del procedimento di interdizione o di inabilitazione pendente disponga d'ufficio la trasmissione degli atti al giudice tutelare; è data facoltà al medesimo giudice istruttore del giudizio pendente di adottare i provvedimenti urgenti di cui al quarto comma dell'articolo 405. Per il caso di interdizione o inabilitazione già pronunciate, alla data di entrata in vigore della riforma, si prevede la revoca automatica del relativo status , con contestuale attivazione dell'amministrazione di sostegno, da parte del pubblico ministero (salva, comunque, la legittimazione attiva dell'interessato e dei soggetti legittimati ex articolo 406 del codice civile). Viene altresì previsto che il tutore e il curatore assumano automaticamente la funzione di amministratore di sostegno provvisorio, relativamente al compimento degli atti di ordinaria amministrazione, fino all'istituzione della misura di protezione da parte de giudice tutelare.. 1 (Abrogazione delle disposizioni del codice civile in materia di interdizione e inabilitazione) 1 Gli articoli 414, 415, 416, 417, 418, 419, 421, 422, 423, 424, 425, 426, 427, 429, 430, 431 e 432 del codice civile sono abrogati. 2 Al capo II del titolo XII del libro primo del codice civile, la rubrica è sostituita dalla seguente: « Della incapacità naturale ». 2 (Ulteriori abrogazioni e disposizioni di coordinamento) 1 Le seguenti disposizioni sono abrogate: a gli articoli 45, terzo comma, 85, 166, 183, terzo comma, 273, terzo comma, 406, secondo comma, 413, quarto comma, 428, secondo comma, 591, secondo comma, numero 2), 776, 777, secondo comma, e 779 del codice civile; b gli articoli 40 e 42 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318; c il comma 3 e il primo periodo del comma 4 dell'articolo 3 della legge 22 dicembre 2017, n. 219. 2 Al codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 45, la rubrica è sostituita dalla seguente: « Domicilio dei coniugi e del minore »; b all'articolo 273, alla rubrica, le parole: « o dell'interdetto » sono soppresse; c all'articolo 428, primo comma, le parole: « , sebbene non interdetta, » sono soppresse; d all'articolo 591, secondo comma, numero 3), le parole: « , sebbene non interdetti, » sono soppresse; 3 All'articolo 3, comma 5, della legge 22 dicembre 2017, n. 219, le parole: « il rappresentante legale della persona interdetta o inabilitata oppure » sono soppresse. 3 (Modifiche al codice civile e al codice di procedura civile) 1 Al codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a l'articolo 471 è sostituito dal seguente: « Art. 471. – (Eredità devolute a minori e a beneficiari di amministrazione di sostegno) – Non si possono accettare le eredità devolute ai minori e ai beneficiari di amministrazione di sostegno, se non col beneficio d'inventario, osservate le disposizioni degli articoli 321 e 374 »; b l'articolo 489 è sostituito dal seguente: « Art. 489. – (Incapaci) – I minori e le persone beneficiarie dell'amministrazione di sostegno non s'intendono decaduti dal beneficio d'inventario, se non al compimento di un anno dalla maggiore età o dalla cessazione dell'amministrazione di sostegno, qualora entro tale termine non si siano conformati alle norme della presente sezione »; c all'articolo 2941, i numeri 3) e 4) sono sostituiti dai seguenti: « 3) tra il tutore e il minore soggetto alla tutela nonché tra l'amministratore di sostegno e il beneficiario finché non sia stato reso e approvato il conto finale, salvo quanto è disposto dall'articolo 387 per le azioni relative alla tutela; 4) tra il curatore e il minore emancipato »; d all'articolo 2942, il numero 1) è sostituito dai seguenti: « 1) contro i minori non emancipati per il tempo in cui non hanno rappresentante legale e per sei mesi successivi alla nomina del medesimo; 1- bis ) rispetto al beneficiario dell'amministrazione di sostegno riguardo agli atti riservati alla rappresentanza esclusiva dell'amministratore e per il tempo in cui si protrae la rappresentanza esclusiva; ». 2 Tutte le disposizioni del codice civile relative agli istituti dell'interdizione e dell'inabilitazione, dove l'interpretazione sistematica delle disposizioni lo consenta, si intendono riferite all'istituto dell'amministrazione di sostegno. 3 Al titolo II del libro quarto del codice di procedura civile, il capo II è sostituito dal seguente: « Capo II DELL'AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO Art. 712. – (Forma della domanda) – La domanda per l'istituzione dell'amministrazione di sostegno si propone con ricorso diretto al giudice tutelare del luogo dove la persona a favore della quale è proposta ha residenza o domicilio. Nel ricorso debbono essere contenute le indicazioni previste dall'articolo 407, primo comma, del codice civile. Art. 713. – (Provvedimenti del giudice tutelare) – Il giudice tutelare ordina la comunicazione del ricorso al pubblico ministero e fissa l'udienza di comparizione davanti a sé del ricorrente, dell'interessato e delle altre persone indicate nel ricorso, nonché dei soggetti indicati nell'articolo 407, terzo comma, del codice civile, le cui informazioni ritenga utili ai fini della decisione. Il ricorso e il decreto sono notificati, a cura del ricorrente, entro il termine fissato nel decreto stesso, alle persone indicate nel comma precedente; il decreto è comunicato al pubblico ministero. Art. 714.