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con l'articolo 54- bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, è stata introdotta una nuova disciplina lavoristica, inerente allo svolgimento di prestazioni occasionali, sulla base di un sistema di regole e tutele che, tuttavia, ne restringe notevolmente il campo di applicazione rispetto alla precedente normativa. In particolare si consente alle persone fisiche, al di fuori dell'esercizio dell'attività professionale o d'impresa, di acquistare, attraverso la piattaforma informatica dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), un libretto nominativo prefinanziato, denominato «Libretto Famiglia», per il pagamento delle prestazioni occasionali rese a loro favore da uno o più prestatori nell'ambito di: a) piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione; b) assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità; c) insegnamento privato supplementare, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare, ciascuno per le proprie competenze, per arginare l'allarme lanciato dal settore del turismo; quali iniziative intendano intraprendere a favore delle strutture ricettive che ad oggi manifestano enormi difficoltà nella ricerca del personale stagionale; quali iniziative intendano promuovere per incentivare le prestazioni di lavoro occasionali, attraverso il recupero dello strumento del voucher , ampliandone il campo di applicazione e superando le restrizioni e i limiti previste dalla normativa vigente. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00912 RUSSO GRANATO DE LUCIA ANGRISANI CORRADO TRENTACOSTE Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: il decreto-legge n. 50 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2017, all'art. 22- bis , ha disposto, a decorrere dal 2017, l'avvio di un processo di graduale statizzazione e razionalizzazione delle accademie di belle arti non statali e di una parte degli istituti superiori di studi musicali non statali; per l'attuazione dei processi di graduale statizzazione e razionalizzazione, nonché, nelle more del completamento degli stessi processi, per il funzionamento ordinario di ciascuno degli istituti, è stata prevista l'istituzione di un apposito fondo, con uno stanziamento di 7,5 milioni di euro nel 2017, di 17 milioni di euro nel 2018, di 18,5 milioni di euro nel 2019 e di 20 milioni di euro annui dal 2020; successivamente, la legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 2017, art. 1, comma 652 e 656) ha previsto un incremento del fondo di 5 milioni di euro per il 2018, di 10 milioni di euro per il 2019, e di 35 milioni di euro dal 2020, al fine di consentire la statizzazione di tutti gli istituti superiori di studi musicali non statali; la disciplina dei processi di statizzazione e? stata finalmente definita dopo due anni di attesa con decreto interministeriale n. 121 del 22 febbraio 2019; in particolare, prevede che il processo di statizzazione e? avviato su domanda delle singole istituzioni da presentare al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca entro 90 giorni dall'apertura della procedura telematica di presentazione delle istanze, secondo modalità definite dalla competente Direzione generale; considerato che: a più di quattro mesi dalla pubblicazione del decreto interministeriale n. 121 del 2019, la procedura telematica per presentare le domande di statizzazione ancora non è stata avviata; le persistenti gravi criticità economiche di alcune istituzioni stanno mettendo in serie difficoltà il personale docente e tecnico-amministrativo nonché il sereno proseguimento degli studi di centinaia di studenti, si richiede di sapere per quale motivo non sia ancora stata avviata la procedura telematica prevista dal suddetto decreto per la presentazione delle istanze, considerato che dall'espletamento della procedura dipenderà l'avvio della statizzazione (già rinviato più volte) e soprattutto l'erogazione dei fondi ordinari e, di conseguenza, la sopravvivenza e il normale funzionamento dei 18 istituti superiori di studi musicali ancora non statali. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01791 BATTISTONI Ai Ministri dello sviluppo economico e delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il regolamento (UE) 1169/2011, che disciplina la modalità per una corretta informazione da riportare in etichetta per gli alimenti, anche preimballati, all'articolo 9 annovera nell'elenco delle indicazioni obbligatorie la quantità netta dell'alimento; tale regolamento reca in modo esplicito il divieto di indicare sul prodotto ittico, in maniera volontaria, una doppia pesatura, ovvero anche quella al lordo della glassa; l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari, con nota prot. n. 0000211 del 28 marzo 2019, ha specificato che un'eventuale doppia informazione sul peso potrebbe indurre in errore il consumatore sulla reale quantità acquistata consumabile; è prassi consolidata da parte dei produttori indicare in etichetta la quantità al netto ed al lordo ed è prassi del consumatore trovare nell'etichettatura il peso sia lordo che netto; la citata nota del 28 marzo 2019 prevede la possibilità di riportare a titolo informativo la doppia pesatura soltanto nel rapporto commerciale "B2B" tra aziende private, mentre lo vieta per la vendita al dettaglio; i prodotti ittici sono acquistati dalle aziende italiane al lordo e poi dovrebbero essere vendute al netto, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, intendano adottare al fine di garantire la corretta informazione del peso del prodotto ittico al consumatore finale e risolvere la problematica di quelle aziende che al momento dell'acquisto di prodotti ittici si trovano nella condizione di non poter vendere i propri prodotti con l'etichetta della doppia pesatura ai soggetti che dovranno effettuare la vendita al dettaglio; per quali motivi, essendo in vigore il decreto legislativo n. 231 del 2017, recante la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) 1169/2011, ad esprimersi sia stata un'autorità sanzionatoria come l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari e non l'apparato legislativo del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. Atto n. 4-01792 SANTILLO DE LUCIA LANNUTTI LANZI MONTEVECCHI NOCERINO TURCO LA MURA ANGRISANI CORRADO FLORIDIA PIRRO VACCARO VANIN DONNO GALLICCHIO CASTALDI CROATTI COLTORTI GUIDOLIN ACCOTO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: