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Il documento è stato inviato alle Commissioni riunite 6ª e 11ª. Interrogazioni Atto n. 3-02967 SBROLLINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 2 novembre 2021, la tennista 35enne Peng Shuai, più volte campionessa, ha pubblicato un lungo messaggio sul suo blog , accusando l'ex vice primo ministro cinese e membro di alto rango del Partito comunista cinese di molestie e violenza sessuale avvenuti anni prima. Il suo post è stato rimosso dal web poco dopo, e la discussione sulla questione è diventata soggetta a censura generale su tutti i social media e le agenzie di stampa cinesi. Peng Shuai è poi scomparsa nel nulla dopo aver denunciato il gravissimo accaduto; la sua denuncia è arrivata improvvisa e destabilizzante, non solo in Cina, ma in tutto il mondo e la stampa internazionale ha messo in dubbio l'autenticità dei contenuti diffusi. Il fatto desta preoccupazione a livello internazionale, ma la mobilitazione per far luce sulla vicenda è ancora scarsa; è il primo caso di "MeToo", il movimento femminista contro le molestie sessuali e la violenza sulle donne, che coinvolge i vertici del Partito comunista cinese. Tuttavia, la Cina sta cercando di far sparire le accuse di "MeToo" di Peng Shuai, insabbiando le prove; considerato che: le istituzioni italiane, al pari di quelle francesi ed americane, hanno riconosciuto le continue violazioni dei diritti umani da parte della Cina e diverse organizzazioni non governative hanno minacciato di boicottare i giochi olimpici invernali che dovrebbero tenersi a Pechino il prossimo febbraio 2022; questa vicenda interessa nuovamente la violazione dei diritti umani e delle libertà personali da parte di una super potenza come la Cina, che, in mezzo ai suoi tanti interessi globali, non può lasciare un'ombra inquietante su una giovane atleta di cui non si sa più nulla da settimane, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire assieme ai colleghi europei nei confronti delle autorità cinesi per ottenere al più presto informazioni riguardo alla vicenda di Peng Shuai. Atto n. 3-02968 ROMEO FREGOLENT Al Ministro della salute Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06334 DE CARLO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che nella seduta del 30 giugno 2021 è stata approvata dalla 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) la risoluzione DOC XXIV, n. 46 a conclusione dell'esame dell'affare assegnato n. 337 sui danni causati all'agricoltura dall'eccessiva presenza della fauna selvatica; considerato che le problematiche e i danni causati dalla fauna selvatica persistono nel tempo e si ripercuotono su molteplici piani: a) sul piano economico-produttivo; b) per quanto riguarda la presenza invasiva del lupo, questa sta provocando l'abbandono dell'alpeggio e di forme di allevamento allo stato brado, con rischi anche per la biodiversità esistente; c) sul piano ecologico e ambientale crescono le alterazioni ecosistemiche e i disequilibri tra le specie; d) sul piano civilistico e sociale; e) sul piano sanitario; visto che alcune specie selvatiche rappresentano una crescente minaccia per le produzioni agricole e per le risorse del territorio e che è stata approvata una risoluzione in cui tutti questi aspetti sono stati ampiamente valutati, si chiede di sapere per quale motivo gli impegni del Governo approvati con la risoluzione citata a prima firma La Pietra non siano stai rispettati e che cosa il Ministro in indirizzo intenda fare per arginare l'annoso problema dei danni causati all'agricoltura dall'eccessiva presenza di fauna selvatica. Atto n. 4-06335 LANNUTTI ANGRISANI CORRADO CASTALDI CIOFFI Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: nelle scorse settimane vi è stata una manifestazione d'interesse non vincolante del fondo USA di private equity KKR, che si è dichiarato pronto a realizzare un'offerta pubblica di acquisto del 100 per cento su TIM. Il fondo KKR già detiene il 37,5 per cento della FiberCop, società in cui è confluita, tra l'altro, la rete secondaria di TIM; il 29 novembre 2021 il numero uno di TIM Luigi Gubitosi ha rimesso le deleghe, che sono passate ad interim al presidente Salvatore Rossi. Quelle operative, da direttore generale, potrebbero andare invece a Pietro Labriola, che negli ultimi due anni e mezzo è stato alla guida di TIM Brasil, di cui dovrebbe rimanere chief operating officer ; secondo quanto riportato dai media francesi (in particolare, il canale televisivo all news BFM TV), l'offerta di acquisto da parte del fondo americano KKR potrebbe avere tra i beneficiari, in caso di successo, Xavier Niel, fondatore del gruppo Iliad, la società di telecomunicazioni francese attiva in Italia dal 2018. Come riportato dal quotidiano economico "Il Sole-24 ore", l'imprenditore francese è una vecchia conoscenza di Telecom Italia: "Era entrato contemporaneamente all'arrivo di Vivendi, salvo poi smontare, nel 2018, la posizione su Telecom che ne faceva un azionista potenziale al 10-15% dopo essersi assicurato l'ingresso in Italia con la sua Iliad per volere della Commissione Ue a seguito della fusione fra Wind e 3 Italia". In più, Xavier Niel è da marzo 2018 consigliere del fondo KKR. Come membro del board non ha sulla carta nulla a che vedere con il management dei diversi fondi e degli investimenti, spiega il quotidiano economico. L'incrocio però ha fatto "rumore" in terra francese: in un take dell'agenzia Agefi-Dow Jones si legge: "L'arrivo di KKR sul dossier ha riavviato le speculazioni sull'interesse di Xavier Niel in Telecom Italia". Pur non partecipando all'offerta di acquisto di TIM, Niel potrebbe avere quindi l'interesse che il fondo acquisisca il suo competitor sul mercato italiano e spodesti Vincent Bolloré come principale azionista. "Se KKR acquista Telecom Italia, la rivenderà in cinque anni e sarà pronta a consolidare il settore in Italia": questa l'ipotesi lanciata dalle colonne di BFM Business, uno dei più autorevoli media francesi di notizie economiche, secondo cui l'OPA degli statunitensi potrebbe trasformarsi in una resa dei conti fra Vincent Bolloré, il patron di Vivendi, e Niel. "Xavier Niel sta applicando esattamente la stessa strategia della Francia: dopo aver tagliato i prezzi e conquistato una quota di mercato del 12%, sogna di diventare più grande sposando Iliad con un concorrente", scrive "BFM Business", secondo il quale il concorrente in questione potrebbe essere proprio TIM. Non solo. L'ipotesi avanzata dall'autorevole media francese prevede la vendita di Iliad a TIM in cambio di un aumento di capitale; secondo il quotidiano "Il Messaggero", in un "allegato" sul tavolo del board di TIM, che sta lavorando al dossier KKR, avrebbe dato la propria disponibilità a supportare l'operazione la multinazionale statunitense Jp Morgan. KKR costituirebbe un "Bidco" (un veicolo) dotato di una liquidità di 45 miliardi di euro che servirebbero per il cambio di controllo e per rifinanziare il debito da 34 miliardi più gli 11 che andrebbero a costituire la cash confirmation da rilasciare a CONSOB.