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Per alcuni Gruppi politici è scritto bene, per altri male; alcune parti vanno bene per uno, oppure si correggono in fase di emendamenti parlamentari. Abbiamo visto che questo decreto è già in parte superato dal decreto aiuti, ciò nonostante è un provvedimento importante per i cittadini e per le imprese. È per questo che annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PARAGONE (Misto-IpI-PVU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. PARAGONE (Misto-IpI-PVU) . Signor Presidente, in terra americana Mario Draghi ha raccontato un'altra falsa verità. «Putin pensava di dividerci, ma ha fallito», ha dichiarato; non è che Putin pensava di dividerci, siamo noi ad essere divisi e il motivo è fin troppo ovvio: pecunia non olet . L'Europa è divisa perché i governi seri pensano agli interessi delle proprie economie nazionali, se non hanno banchieri di Goldman Sachs imposti dall'esterno a guidare lo Stato. È sempre più chiaro che l'Europa è un progetto che non potrà reggere a lungo e che l'Italia farebbe bene a pensare alla propria sovranità e a come uscirne. Vi dirò una verità che non vi piace: Putin ha tessuto una trama di relazioni industriali, giocando al meglio le proprie carte di player energetico. Siamo stati noi tutti ad accettare le condizioni del gioco e la natura del giocatore e ora non vogliamo pagare il conto del gioco e ci accucciamo, ancora più deboli, nel cortile della Casa Bianca. (Applausi) . Draghi è qui per questo ed è qui con l'aureola che i partiti sovranisti gli hanno messo in testa in alleanza con il PD. In Germania finora sono stati più coperti, sono settimane che il Cancelliere tedesco, in accordo con industriali e sindacati, avverte che non faranno a meno del gas russo e che non avranno problemi a pagare in rubli. Solo in Italia la maggioranza ed il Governo hanno continuato a raccontare bugie ai cittadini su miracolosi accordi. Nel frattempo, le nostre aziende aprivano conti correnti per pagare in rubli, perché un conto è la propaganda e un altro è il business. La sudditanza del Governo Draghi verso Biden è totale; del resto, lo stesso Presidente americano non ne fa mistero: dobbiamo affrancare l'Italia dalla dipendenza dall'energia russa. Ma chi comanda a Palazzo Chigi? Biden o Draghi? Biden attraverso Draghi, è ovvio. Sotto lo sguardo del Governo, stiamo chiudendo accordi per essere ancora più dipendenti dalle compagnie americane. Dopo i vaccini di Big Pharma, ora il gas liquido e a breve scopriremo quanti soldi nostri finiranno per comprare armi e apparecchiature made in USA. Il 15 aprile Di Maio twittava: «Non possiamo sottostare al ricatto del pagamento del gas in rubli». Ora che pagheranno in rubli, potrebbe anche tornare a vendere bibite allo stadio in euro e si potrebbe portare dietro il camaleontico Conte, che si dice d'accordo con il professor Orsini e poi fa fuori Petrocelli, che è perfino più moderato del professore eretico. A proposito di scelte inspiegabili, noi diamo armi all'Ucraina e loro ci chiudono il gas. Complimenti! Italexit voterà no a questo decreto e all'ennesimo non democratico voto di fiducia. PRESIDENTE . Prima di passare al voto dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), avverto che il senatore Crucioli ha chiesto, ai sensi dell'articolo 157, comma 2 del Regolamento, che la data di discussione della mozione 1-00486 a sua prima firma venga stabilita dal Senato. In tal caso, l'Assemblea, uditi il Governo e uno dei proponenti, decide senza discussione, con votazione per alzata di mano, fissando, se necessario, la seduta supplementare ai sensi del comma 7 dell'articolo 55. Il testo della mozione è in distribuzione. Chiedo al senatore Crucioli se intende intervenire. CRUCIOLI (CAL-A-PC-IdV) . Signor Presidente, intendo intervenire sia per illustrare succintamente la mozione, sia per spiegare i motivi d'urgenza della stessa. Per quanto riguarda il contenuto, con questa mozione chiediamo che il Parlamento si esprima su alcuni temi fondamentali, direi di vitale importanza: il primo è che il Parlamento promuova subito una conferenza di pace qui a Roma o in altra città; il secondo è lo stop all'invio di armi di qualunque tipologia sul suolo ucraino; il terzo è evitare un allargamento della NATO ad altri Paesi che potrebbe provocare ulteriori reazioni della Federazione Russa; il quinto è indicare al Governo lo stop dell'aumento delle spese in armamenti per i prossimi anni. Quanto ai motivi dell'urgenza, vi chiediamo di calendarizzarla già oggi pomeriggio o domani. Anche coloro che hanno votato in prima battuta per l'invio di armi in Ucraina - e noi non siamo tra quelli - in un momento in cui ritenevano fosse doveroso, poiché era in corso l'assedio di Kiev e quindi si inviavano determinate armi per fermare l'avanzata russa, oggi potrebbero non essere d'accordo sull'invio di armamenti ; armamenti che invece sono di lunga gittata, possono colpire - come alcuni membri della NATO hanno dichiarato di voler fare - le basi missilistiche sul suolo russo e quindi potrebbero portare a un' escalation , ad una terza guerra mondiale e anche ad una guerra nucleare. È nel vostro stesso interesse, nell'interesse dei partiti, i cui leader almeno a parole hanno dichiarato di non voler inviare ulteriori tipi di armamenti di più lunga gittata, e soprattutto in funzione del fatto che il Parlamento non ha chiesto di svolgere una discussione e votare un'indicazione al Governo il 19 maggio dopo l'informativa del presidente Draghi - si è lasciato così il Senato privo di qualunque possibilità di discussione e di voto su questi temi cruciali - e ancora di più nel caso in cui, come detto, il 19 maggio non ci saranno discussione e voto, riteniamo necessario prendere una posizione in maniera ufficiale e formale di fronte al Paese. Noi vi chiediamo adesso con questo voto non di esprimervi sul contenuto della mozione, ma di calendarizzarla per poterla discutere oggi pomeriggio o domani, riprendendo così in mano quelle prerogative parlamentari su un tema fondamentale, di vita o di morte, come quello che la storia ci impone oggi, relativo alla posizione dell'Italia, di neutralità o cobelligeranza, in guerra. Ecco perché vi chiedo particolare attenzione nell'alzare o meno la mano, perché è un voto che potrebbe cambiare dall'Italia le sorti di una vicenda pericolosa. (Applausi) . PRESIDENTE . Il rappresentante del Governo non intende intervenire. Indìco pertanto la votazione per alzata di mano della proposta avanzata dal senatore Crucioli. Non è approvata. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia.