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Per questo io credo che sia altrettanto importante proseguire in questo modo, fino ad arrivare al voto del Consiglio europeo dei prossimi giorni. Dico subito che, come lei ha ricordato ora, c'è un intreccio stretto - e per questo ho apprezzato particolarmente, lo voglio sottolineare, l'intervento del presidente Conte di ieri - tra ciò che possiamo avere dall'Europa e ciò che abbiamo ottenuto con il piano di rilancio in Italia, coerente con quella scelta; una scelta che guarda agli investimenti in innovazione, in digitale e, mi permetto di dire, in formazione e ricerca, capace di portare rapidamente questo Paese ad essere un competitor importante, come merita, nella costruzione di una società e di un'economia della conoscenza. Questo è il grande punto e la grande svolta legata esattamente anche alla transizione ecologica. Voglio chiudere con una riflessione, che spero possa aiutare tutti noi. Questo Paese merita, il 2 giugno, di poter mettere a tutte le finestre (visto che non possiamo riunirci tutti insieme, come nostra abitudine, nelle piazze), in un intreccio, oltre alla bandiera italiana, la bandiera europea. Il lavoro straordinario che questo Paese ha fatto per costruire il risultato storico che si è avviato ieri merita davvero di essere riconosciuto e fatto vivere concretamente, in tutte le strade, in tutti i quartieri, in tutte le case italiane. Grazie, Ministro. (Applausi) . PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Sul 40° anniversario dell'omicidio di Walter Tobagi PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Onorevoli senatori, ricorre oggi il 40° anniversario del terribile omicidio di Walter Tobagi ad opera di un commando del gruppo terroristico «Brigata XXVIII marzo». Uomo di grande intelligenza e lucida capacità di analisi, Walter Tobagi si era dedicato con passione a studiare e raccontare le complesse cause di uno dei periodi più difficili e drammatici della nostra storia. Irremovibile difensore della libertà di stampa e del diritto di cronaca, era anche consapevole che il vero giornalismo non si fa rincorrendo la notizia, ma ricostruendo la verità con pazienza, scrupolo, perseveranza e onestà intellettuale. Fu proprio la sua grande professionalità e il coraggio di difendere questi valori che lo fecero diventare un bersaglio della violenza del terrorismo; una violenza che si è macchiata del sangue di troppi innocenti, eroi della normalità, donne e uomini colpiti per la sola colpa di aver interpretato il loro ruolo nella società con impegno e grande senso del dovere; cittadini per bene, il cui sacrificio non può e non deve mai essere dimenticato. Nel rinnovare, pertanto, la vicinanza del Senato e di tutti gli italiani al dolore dei suoi familiari e degli amici, chiedo a quest'Aula di osservare un minuto di silenzio, in nome di Walter Tobagi. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 1774 Conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, recante misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato (Relazione orale) Discussione e approvazione della questione di fiducia Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, recante misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1774. Ricordo che nella seduta di ieri la relatrice ha svolto la relazione orale, è stata respinta una questione pregiudiziale e ha avuto luogo la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice. ANGRISANI, relatrice . Signor Presidente, colleghe e colleghi, ho ascoltato con molto interesse gli interventi susseguitisi nella discussione generale, sia quelli pervenuti dalle forze di maggioranza sia quelli di opposizione, che, devo dire, con senso di responsabilità per la gran parte ci hanno coadiuvato nel rispetto delle giuste differenze. Ho ascoltato le critiche, alcune delle quali sono state costruttive e altre strumentali. Non dobbiamo però dimenticare, anche se purtroppo ho notato che forse troppo spesso ci capita di farlo, che tutto ciò è avvenuto in una condizione di assoluta emergenza che non ha precedenti nella storia della Repubblica italiana. Ho sentito dire che nel provvedimento in esame non si ha una visione sul futuro della scuola. È un'osservazione assolutamente legittima, ma sicuramente demagogica. Dico con forza che abbiamo fatto tutto il possibile per la salvaguardia e la tutela del mondo della scuola italiana. Non si può dunque negare che la visione sia insita nell'uscita responsabile e razionale dalla situazione emergenziale, garantendo il diritto allo studio dei nostri figli nel miglior modo possibile. Nessuno può dire che non abbiamo messo al centro di tutto il corpo normativo nel suo complesso gli interessi degli studenti, delle famiglie e le loro imprescindibili esigenze. Altri hanno insistito sulla necessità di riportare quanto prima i ragazzi in classe. Per esempio, il senatore Bagnai ha fatto presente quanto fosse forte il timore dei genitori di un ritorno immediato dei figli a scuola, per poi sollecitare un repentino ritorno in classe, un veloce ritorno alla normalità perché solo la classe rappresenta la vera scuola. È un ragionamento contorto, ma anche molto contraddittorio. I ragazzi possono rappresentare un pericoloso veicolo di contagio a scuola, perché possono rientrare nella vasta schiera di asintomatici infettivi. È questo il semplice motivo per cui non lo abbiamo fatto: per tutelare gli anziani, i nonni, i genitori degli insegnanti, le fasce più deboli della popolazione e maggiormente esposte al virus. In Aula ho sentito spesso citare Calamandrei. Io aggiungo che lui sosteneva che, se si dovesse fare un paragone tra l'organismo costituzionale e l'organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell'organismo umano hanno la funzione di creare sangue: senza la scuola pubblica, che deve venire prima di quella privata, non ha senso parlare di democrazia. A chi lo ha citato dico che in questo periodo buio, nonostante tutto, la scuola invece ha continuato a generare sangue e vita per la salvaguardia della democrazia e lo ha fatto con tutte le difficoltà riscontrate da tutti gli attori coinvolti ed interessati, in modo che ritorni ad essere la grande istituzione fondante della società italiana. C'è stato qualcuno poi che addirittura ha parlato di una Caporetto della scuola italiana. Trovo davvero fuori luogo questa osservazione; capisco il ruolo di opposizione preconcettuale e ideologica a tutto ciò che proviene dal Governo attuale, ma è alquanto eccessiva come affermazione, anche perché non bisogna dimenticare la drammaticità del momento. Non si può poi far ricadere sulle spalle di questo Governo quello che non si è fatto nei decenni passati e soprattutto le scriteriate politiche scolastiche portate avanti nei modi più scellerati.