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Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell'ambiente dall'amianto, nonché delega al Governo per l'adozione di un testo unico in materia di amianto. Onorevoli Senatori. -- Già all'inizio della XVI legislatura, al fine di tenere sempre alta l'attenzione sui problemi causati dalla presenza dell'amianto nel nostro Paese e di offrire finalmente soluzioni alle drammatiche e a tutt'oggi irrisolte conseguenze derivanti dall'esposizione all'amianto, si era ritenuto opportuno presentare, in occasione della quarta «Giornata mondiale delle vittime dell'amianto», un nuovo disegno di legge, «in nuce» già presentato nelle precedenti legislature (v. atto Senato n. 3696 -- XIV legislatura, presentato il 20 dicembre 2005, e atto Senato n. 23 -- XV legislatura, presentato il 28 aprile 2006). Premessa Dal 28 aprile 2006 (data di presentazione del citato disegno di legge n. 23) sono intervenute diverse circostanze nuove, che hanno suggerito, se non proprio imposto, l'effettuazione di alcune modifiche e/o correzioni alla relazione e al testo dell'articolato del disegno di legge n. 23: l'inizio della discussione del disegno di legge in questione presso la Commissione Lavoro del Senato e la predisposizione di emendamenti, l'entrata in vigore del decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 257, attuativo della direttiva 2003/18/CE sulla protezione dei lavoratori dai rischi da esposizione all'amianto; le riunioni informali tra parlamentari interessati alle vicende e soprattutto gli incontri e le discussioni, su tutto il territorio nazionale, con i rappresentanti dei lavoratori e degli ex lavoratori esposti ad amianto. Da tutto ciò è scaturita la necessità di integrazioni e correzioni, nella piena consapevolezza dei ritardi enormi e ingiustificabili dello Stato, il quale -- sulla base di quanto scritto e sancito persino dalla Suprema corte di cassazione in ordine all’evidenza scientifica degli effetti cancerogeni (genotossici) dell'amianto quantomeno dall'inizio degli anni sessanta del secolo scorso -- ha di fatto accettato che per trent'anni (fino al 1991-1992) i lavoratori si ammalassero e morissero di tumore da amianto nei luoghi di lavoro: con tutti costoro e con ognuno di costoro lo Stato ha un debito, morale, sociale ed economico, incommensurabile. La XVI legislatura Nel corso della XVI legislatura, il 12 gennaio 2011, è stato finalmente emanato il regolamento di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 30, che ha fatto partire il Fondo per le vittime dell’amianto, istituito con la legge finanziaria per l'anno 2008, legge 24 dicembre 2007, n. 244. Tale decreto però ha operato alcune limitazioni, male interpretando la legge, che impongono di essere modificate. A parte ciò, nel corso della XVI legislatura non è stato dato alcun seguito alle varie proposte di legge e alle molte sollecitazioni presentate da ogni dove, al fine di rispondere positivamente alle esigenze segnalate con il disegno di legge atto Senato n. 173. Soltanto nel corso di alcune sedute d'aula del Senato è stato possibile riproporre con forza il tema-amianto, mediante l'approvazione, pressoché unanime, di due risoluzioni (6-00121 Casson e altri 27 senatori e n. 1-00680 Casson e altri 24 senatori), che impegnavano il governo a: «modificare il decreto emanato dal Ministro del lavoro e previdenza sociale in data 12 gennaio 2011 in attuazione della legge finanziaria del 2008 (n. 244 del 2007), al fine di, garantiti il funzionamento del Comitato organizzatore e la gestione del Fondo per le vittime dell'amianto, disciplinare le procedure e le modalità di erogazione delle prestazioni a favore di tutte le persone (civili e militari, lavoratori e non lavoratori), che abbiano contratto patologie asbesto-correlate per esposizione all'amianto a qualsiasi titolo, in situazioni lavorative, domestiche o ambientali e, in caso di premorte, in favore degli eredi. A tal fine occorre prioritariamente valutare la piena conformità del decreto ministeriale in questione con le previsioni di cui alla legge n. 244 del 2007, anche al fine di proporre eventuali modifiche alla normativa primaria di riferimento; istituire un apposito Fondo per realizzare, in accordo con il coordinamento degli assessori regionali alla salute, un programma di indirizzo e coordinamento e messa in rete dei programmi delle singole regioni, in materia di «Sorveglianza sanitaria, diagnosi precoce e terapie efficaci» delle persone dichiaratesi esposte all'amianto e per le persone che hanno ricevuto e riceveranno dall'INAlL e/o dalle AUSL l'attestato di avvenuta esposizione all'amianto; istituire, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, un Fondo nazionale per il risanamento degli edifici pubblici, per il finanziamento degli interventi finalizzati ad eliminare i rischi per la salute pubblica derivanti dalla presenza di amianto negli edifici pubblici e nelle strutture e mezzi di trasporto pubblico, prevedendo prioritariamente la messa in sicurezza degli edifici scolastici ed universitari, delle strutture ospedaliere, degli uffici aperti al pubblico e delle caserme e delle navi militari; favorire l'instaurazione di un quadro interpretativo omogeneo il quale risulti idoneo ad assicurare il tempestivo rilascio delle certificazioni di esposizione all'amianto in favore dei lavoratori esposti e agli ex esposti, al fine di consentire loro l'accesso ai benefìci e alle prestazioni sanitarie previste dalla normativa vigente; provvedere alla riapertura del termine del 15 giugno 2005, di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 27 ottobre 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17 dicembre 2004, in attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n. 269 del 2003, riapertura già sollecitata con atto Senato n. 2141 del 28 aprile 2010; provvedere alla indizione e organizzazione della Conferenza Nazionale sulle patologie asbesto-correlate nonché sulla conoscenza, prevenzione e bonifica dei siti contaminati da amianto». L'unico impegno rispettato dal governo è l'ultimo punto, quello di organizzare la Conferenza nazionale governativa che in effetti si è tenuta a Venezia, nel novembre del 2012 e all'esito della quale sono stati riproposti i temi e i punti critici già emersi negli anni. E che ora, con il presente disegno di legge, si vorrebbero mettere a posto. Cos'è l'amianto L'amianto (chiamato anche asbesto) è un minerale naturale a struttura fibrosa, presente anche in Italia, appartenente alla classe chimica dei silicati. Esso è potenzialmente indistruttibile in quanto resiste sia al fuoco che al calore, nonché agli agenti chimici e biologici, all'abrasione e all'usura. Per le sue caratteristiche di resistenza e di forte flessibilità è stato ampiamente usato nell'industria e nell'edilizia, benché -- già negli anni '40 del secolo scorso -- fosse stato scientificamente dimostrato che si trattava di una sostanza altamente nociva per la salute, risultata poi avere anche effetti cancerogeni.