[ddlpres]

Nel caso di mutuo con piano di rimborso per un periodo di trenta anni, il mutuatario e il finanziatore, compatibilmente con la prudente e sana gestione, possono concordare che la rinegoziazione del mutuo comporti l'allungamento del piano di rimborso del mutuo per un periodo massimo di cinque anni. La modifica del piano di ammortamento per l'allungamento delle rate di rimborso del mutuo ipotecario non può configurarsi come un ritardo nel pagamento del debito e come possibile classificazione in default del mutuatario. 4. Le garanzie ipotecarie già prestate a fronte del mutuo oggetto di rinegoziazione ai sensi dei commi 1, 2 e 3 continuano ad assistere, secondo le modalità convenute, il rimborso del debito che risulti alla originaria data di scadenza del mutuo medesimo, senza il compimento di alcuna formalità o annotazione. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 39, comma 5, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. 5. Ai fini dell'equivalenza finanziaria, al mutuatario di cui al comma 1 è riconosciuta una detrazione aggiuntiva dall'imposta lorda, di cui all'articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, d'importo pari alla quota dei maggiori oneri sostenuti in termini di interessi derivanti dall'allungamento del piano di rimborso delle rate di cui al comma 3. Art. 2. (Disposizioni per il potenziamento del Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa) 1. Al fine di sostenere i soggetti colpiti dall'incremento dell'importo delle rate mensili dei mutui ipotecari, fino al 31 dicembre 2024, in deroga alla ordinaria disciplina del Fondo di cui all'articolo 2, commi da 475 a 480, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, al mutuatario che, prima della data di entrata in vigore della presente legge, abbia stipulato, o si sia accollato anche a seguito di frazionamento, un contratto di mutuo ipotecario di importo originario non superiore a 400.000 euro, riferito all'acquisto di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale, è riconosciuta la facoltà di richiedere di essere ammesso al beneficio della sospensione delle rate del mutuo ipotecario, ai sensi del comma 476 del medesimo articolo 2 della citata legge n. 244 del 2007 , qualora sia intervenuto, a partire dal 1° luglio 2022, un incremento delle rate mensili del piano di rimborso e il mutuatario si trovi in una situazione di difficoltà che limita o impedisce, con il reddito a disposizione, la capacità di rimborso del mutuo. La sospensione non comporta l'applicazione di alcuna commissione o spesa di istruttoria e avviene senza richiesta di garanzie aggiuntive. La sospensione prevista dall'articolo 2, comma 476, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, non può essere richiesta dal mutuatario in caso di ritardo nei pagamenti, superiore a novanta giorni consecutivi, al momento della presentazione della domanda, ovvero in caso di intervenuta decadenza dal beneficio del termine o di risoluzione del contratto stesso, anche tramite notifica dell'atto di precetto, o sia stata avviata da terzi una procedura esecutiva sull'immobile ipotecato. 2. Per le finalità di cui al comma 1, il Fondo di cui all'articolo 1, commi da 475 a 480, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è incrementato di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024. Art. 3. (Credito d'imposta in favore dei mutuatari che hanno subito un incremento del mutuo ipotecario per l'acquisto o la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione) 1. Ai mutuatari che sono stati maggiormente colpiti dall'incremento delle rate mensili del mutuo ipotecario a decorrere dal 1° luglio 2022, individuati ai sensi del comma 3, e che abbiano rinegoziato il mutuo alle condizioni di cui all'articolo 1 o che siano stati ammessi al beneficio della sospensione delle rate ai sensi dell'articolo 2, è riconosciuto un credito d'imposta sull'eccedenza dell'onere sostenuto in relazione alle rate mensili del piano di rimborso del mutuo stesso, limitatamente al periodo intercorrente tra il 1° luglio 2022 e la data di rinegoziazione o di sospensione del mutuo richiesta entro il 31 dicembre 2023. 2. Per le finalità di cui al presente articolo, è stanziata la somma di 200 milioni di euro per l'anno 2024, che costituisce limite massimo di spesa complessiva ai fini della concessione del credito d'imposta di cui al comma 1. 3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri per l'individuazione dei mutuatari beneficiari del credito d'imposta di cui al comma 1, nonché i criteri e le modalità per l'individuazione dell'ammontare del maggiore onere sostenuto dal mutuatario, sul quale effettuare il calcolo per l'attribuzione del beneficio di cui al medesimo comma 1 e delle tempistiche di utilizzo del credito. Art. 4. (Potenziamento del Fondo di garanzia per la prima casa) 1. Al fine di garantire l'accesso prioritario al credito per l'acquisto e per gli interventi di ristrutturazione e accrescimento dell'efficienza energetica di unità immobiliari, site sul territorio nazionale, da adibire ad abitazione principale, ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 48, lettera c) , della legge 27 dicembre 2013, n. 147, nonché ai soggetti che non abbiano compiuto quarant'anni di età, la dotazione del Fondo di garanzia per la prima casa è incrementata di ulteriori 350 milioni di euro a decorrere dall'anno 2023. 2. Per le finalità di cui al comma 1, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 64, comma 3, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106. Per l'anno 2023, il termine di cui al primo e secondo periodo del citato comma 3 dell'articolo 64 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, è prorogato al 31 dicembre 2023. Art. 5. (Agevolazioni fiscali per l'acquisto della casa di abitazione da parte di giovani coppie o di nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, da parte di conduttori di alloggi di proprietà degli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, nonché dei giovani che non hanno compiuto trentasei anni di età) 1.