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Questo sta creando un quadro nel quale l'azionariato dei dipendenti viene ad assumere una connotazione quasi «fisiologica» nell'ambito del microcosmo delle società di capitali e, più in generale, dell'economia di mercato. Il sistema italiano è alla vigilia di un ciclo di profondi cambiamenti che tenderanno indubbiamente a privilegiare il ruolo del mercato nella struttura proprietaria delle imprese e nell'allocazione del risparmio, aprendo delle forme di rapporto innovativo tra capitale e lavoro. Il presente disegno di legge si compone di 11 articoli divisi in tre capi: capo I: norme in materia di partecipazione dei lavoratori dipendenti alla gestione dell'impresa; capo II: norme in materia di partecipazione azionaria dei lavoratori; capo III: disposizioni tributarie. L'articolo 1 individua la finalità della legge, che consiste nel dare attuazione all'articolo 46 della Costituzione e alle disposizioni della Carta sociale europea, fatta a Strasburgo il 3 maggio 1996 ratificata e resa esecutiva dalla legge n. 30 del 1999, che sanciscono il diritto dei lavoratori all'informazione, alla consultazione e alla partecipazione nell'impresa, nonché nel recepire gli orientamenti dell'Unione europea esplicitati nella raccomandazione 92/443/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1992, relativi alla partecipazione dei lavoratori subordinati ai profitti e ai risultati dell'impresa. L'articolo 2 circoscrive dal punto di vista soggettivo l'ambito di applicazione della legge, chiarendo che essa si applica a tutti i lavoratori dipendenti della società datrice di lavoro, anche se assunti con contratto di lavoro a tempo parziale o con contratto di lavoro a tempo determinato; ne rimangono esclusi solamente i lavoratori in prova. L'articolo 3 stabilisce che le disposizioni della legge si applicano a tutte le imprese, in qualsiasi forma costituite, in cui lavorano più di cinquanta dipendenti, in linea con la normativa in materia di trattamento di fine rapporto ai fini della previdenza complementare, per la quale è prevista una differenza tra aziende sotto i cinquanta dipendenti e aziende con cinquanta o più dipendenti (articolo 1, commi 752-769, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 – legge finanziaria 2007). L'articolo specifica che tali imprese possono adottare uno statuto partecipativo che preveda forme di intervento dei lavoratori dipendenti nella gestione dell'impresa o l'attribuzione di strumenti finanziari che consentano la partecipazione agli utili. L'articolo 4 disciplina i contenuti dello statuto partecipativo, che deve necessariamente prevedere: 1) l'istituzione di organismi congiunti, costituiti da rappresentanti dell'impresa e da rappresentanti dei lavoratori, con poteri di indirizzo, controllo, decisione e gestione in alcune specifiche materie; 2) la regolamentazione di procedure formali, vincolanti e garantite, di informazione e di consultazione preventiva e di controllo sulle decisioni maggiormente rilevanti per l'impresa, in favore dei rappresentanti dei lavoratori; 3) la distribuzione ai lavoratori dipendenti di una quota del profitto di impresa eccedente una soglia minima fissata; 4) una congrua rappresentanza dei lavoratori negli organismi di amministrazione, di controllo, di sorveglianza o di gestione delle imprese. L'articolo 5 disciplina i piani di partecipazione finanziaria che prevedono l'attribuzione, su base volontaria, ai lavoratori dipendenti, di strumenti finanziari, specificando che l'adesione a tali piani non può essere fonte di discriminazione e deve garantire la parità di trattamento. Tali strumenti finanziari possono essere assegnati alternativamente o a un fondo comune di impresa costituito in forma di società di investimento a capitale variabile (SICAV), le cui caratteristiche sono determinate con regolamento del Ministro dell'economia e delle finanze sentite la Banca d'Italia e la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB) (articolo 6), o ad un'associazione di partecipazione finanziaria di impresa (articolo 7). L'articolo 8 prevede che le associazioni di partecipazione finanziaria possano sollecitare il rilascio delle deleghe di voto da parte dei dipendenti assegnatari degli strumenti finanziari, mentre l'articolo 9 prevede la possibilità di ricorrere, in alternativa al conferimento delle deleghe, allo strumento dell'intestazione fiduciaria degli strumenti finanziari a società fiduciarie, anche costituite unilateralmente dalle stesse associazioni. L'articolo 10 chiarisce che le disposizioni della legge si applicano in ogni caso alle assegnazioni di strumenti finanziari effettuate in favore dei prestatori di lavoro ai sensi dell'articolo 2349 del codice civile. L'articolo 11 individua, infine, alcune agevolazioni fiscali in favore sia dei lavoratori dipendenti che detengono strumenti finanziari dell'impresa, sia in favore delle imprese che istituiscono lo statuto partecipativo, ferma restando la revocabilità, con effetto retroattivo, di tali benefìci in caso di mancato rispetto del limite temporaneo di incedibilità degli strumenti finanziari.. Capo I NORME IN MATERIA DI PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI DIPENDENTI ALLA GESTIONE DELL'IMPRESA Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge intende favorire lo sviluppo della partecipazione dei lavoratori dipendenti alla gestione dell'impresa, in attuazione dell'articolo 46 della Costituzione, degli articoli 21 e 22 della Carta sociale europea, fatta a Strasburgo il 3 maggio 1996, ratificata e resa esecutiva dalla legge 9 febbraio 1999, n. 30, che sanciscono il diritto dei lavoratori all'informazione, alla consultazione e alla partecipazione, nonché della raccomandazione 92/443/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1992, concernente la promozione della partecipazione dei lavoratori subordinati ai profitti e ai risultati dell'impresa. Art. 2. (Ambito di applicazione) 1. Le disposizioni della presente legge si applicano a tutti i lavoratori dipendenti delle imprese, anche se assunti con contratto di lavoro a tempo parziale o con contratto di lavoro a tempo determinato, ad eccezione dei lavoratori in prova. 2. Ai fini di cui alla presente legge, sono equiparati ai lavoratori di cui al comma 1 del presente articolo i prestatori di lavoro a progetto ai sensi dell'articolo 61 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, nonché i dipendenti a riposo da almeno tre anni. 3. I lavoratori assunti a tempo determinato o indeterminato nell'ambito dei contratti di somministrazione di cui all'articolo 20, comma 3, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, possono aderire ai piani di partecipazione finanziaria adottati, ai sensi dell'articolo 5 della presente legge, dalle società abilitate alla somministrazione di manodopera. Ai sensi dell'articolo 23, comma 4, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, i contratti collettivi delle società utilizzatrici possono stabilire modalità e criteri per la partecipazione dei lavoratori temporanei ai predetti piani ai fini della determinazione delle erogazioni economiche correlate ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi concordati tra le parti o collegati all'andamento economico della società utilizzatrice. Art. 3.