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 è stata prevista una specifica moratoria applicata nei confronti degli enti locali per aderire al nuovo piano di rinegoziazione dei mutui attraverso la Cassa depositi e prestiti. Il documento passa poi alla Strategia di riforma nelle aree prioritarie e l'attuazione delle raccomandazioni specifiche (CSR) formulate dal Consiglio all'Italia nel luglio 2019. All'interno della "Priorità 2: mercato del lavoro, scuola e competenze", occorre ricordare le politiche per l'eliminazione dei divari di genere: tra gli obiettivi prioritari definiti dal Governo rientrano le politiche a favore del rafforzamento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro e il rispetto del principio costituzionale della parità di genere nelle retribuzioni. Proseguiranno, altresì, gli interventi volti a promuovere la piena partecipazione delle donne ai processi decisionali e più in generale alla vita economica e politica, anche con riferimento alla leadership, in linea con la legge di bilancio per il 2020, che proroga da tre a sei i mandati in cui trovano applicazione, per gli organi apicali delle società quotate, le disposizioni in tema di tutela del genere meno rappresentato e che rafforza il criterio di riparto degli amministratori e dei membri dell'organo di controllo, volto ad assicurare l'equilibrio tra i generi. Nell'ambito della "Priorità 3: politiche sociali, sostegno alle famiglie e lotta alla povertà", è da menzionare il Piano strutturale e integrato di politiche familiari. Partendo dal presupposto che l'Italia è afflitta ormai da diversi anni da un quadro generale di severa crisi demografica (in termini di fecondità, con 1,29 figli per donna, il Paese si attesta ben al di sotto della media di 1,56 dell'Unione europea), il superamento di questa situazione di criticità è una questione di interesse nazionale di prioritaria rilevanza. Per questo motivo, il Governo dà conto di avere presentato un disegno di legge, il Family act , che delega l'Esecutivo ad adottare misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia per sostenere, compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica, la natalità con un supporto economico protratto fino a quando il giovane acquisirà l'indipendenza economica dalla famiglia d'origine. Nell'ambito della stessa priorità, in materia di politiche per le persone con disabilità, è stato varato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 novembre 2019 il primo Piano per la non autosufficienza, relativo al triennio 2019-2021. Il Piano traccia un percorso graduale volto a rafforzare gli interventi in favore delle persone non autosufficienti gravi e gravissime nell'ottica della definizione di livelli essenziali delle prestazioni. Per la realizzazione del Piano sono destinati oltre 1,7 miliardi nel triennio. Tra le misure messe in campo dal Governo, un impatto positivo in materia di disabilità potrà derivare dal disegno di legge delega sulla disabilità (già previsto quale collegato alla legge di bilancio per il 2020) che, nel disciplinare in modo organico i profili connessi alla tutela e all'inclusione sociale delle persone con disabilità, disegnerà una serie di interventi e misure a loro favore. A tale finalità sono dedicate le risorse finanziarie stanziate con la legge di bilancio per il 2020 sul nuovo Fondo per la disabilità e la non autosufficienza. Si cercherà di rafforzare non solo le misure di assistenza sul territorio e di sostegno al reddito per garantire un più efficace soddisfacimento dei bisogni della vita delle persone con disabilità, ma anche di superare le barriere che ne impediscono la partecipazione al mercato del lavoro su una base di eguaglianza con gli altri. L'emergenza sanitaria in corso, inoltre, ha rivelato quanto sia essenziale la possibilità di accedere e utilizzare i servizi digitali: l'accessibilità e la fruibilità dei siti web o applicazioni mobili devono divenire in via ordinaria principi e tecniche da rispettare nella progettazione, nella costruzione, nella manutenzione e nell'aggiornamento di siti internet e di applicazioni mobili per rendere il loro contenuto più accessibile agli utenti, in particolare alle persone con disabilità, in ottemperanza al principio di uguaglianza, estendendo gli obblighi di accessibilità già previsti dalla normativa vigente anche ai soggetti privati. Passando alla "Priorità 4: produttività, competitività, giustizia e settore bancario", vengono innanzi tutto all'attenzione le misure in materia di semplificazioni e capacità amministrativa. La semplificazione amministrativa e normativa è stata individuata dal Governo come fulcro del rilancio della macchina amministrativa: le complicazioni burocratiche rappresentano infatti un costo insostenibile per i cittadini e per le imprese e rendono il Paese poco appetibile agli occhi degli investitori. Verrà predisposto un pacchetto di azioni rapide in materia, realizzando un'agenda per la semplificazione che raccolga e faccia tesoro delle esperienze positive e delle best practice nazionali e internazionali in collaborazione con gli stakeholder, le Regioni e gli enti locali. Nella consapevolezza che l'inflazione normativa rappresenta un intralcio alla competitività del Paese, verrà avviata una fase di riordino e di codificazione per riuscire a semplificare quella normativa che oggi risulta sovrapposta e frammentata. Si partirà dalla normativa sull'anticorruzione e la trasparenza per la quale è stata già istituita una commissione di esperti ad hoc. Attraverso il rilancio del bilancio degli oneri inoltre, il Governo intende migliorare la valutazione dell'impatto della regolamentazione, dato che, spesso, persino le procedure di semplificazione si sono tradotte in maggiori oneri. In questo ambito rientra anche il lancio di strumenti come la piattaforma "ParteciPA" e del portale unico delle consultazioni (consultazioni.gov.it), necessari non solo per raccogliere informazioni ed elementi conoscitivi, ma anche per valutare gli effetti ex post delle decisioni già adottate. Sono previsti interventi per la semplificazione normativa e lo snellimento delle procedure autorizzative e di controllo, mirando ove possibile a sostituire i controlli ex ante con controlli ex post, favoriti anche dalle tecnologie digitali che garantiscono trasparenza e immodificabilità delle attività svolte. Il già avviato processo di ringiovanimento delle amministrazioni pubbliche verrà selettivamente orientato alla copertura prioritaria delle carenze di professionalità tecniche, informatiche e manageriali, sulla base di una rigorosa ricognizione dei fabbisogni. Il Governo promuoverà un complessivo aggiornamento e ammodernamento delle procedure concorsuali, teso anche a velocizzare e semplificare la presentazione della documentazione attraverso un supporto tecnologico dedicato ("Portale del reclutamento"); si incentiveranno forme di selezione più snelle svolte mediante un uso diffuso di procedure telematiche finalizzate al reclutamento, in tempi ridotti, delle professionalità richieste. La digitalizzazione deve diventare, secondo il Governo, un volano del processo di riforma, sia dal punto di vista dell'efficienza, sia dal punto di vista dell'efficacia, per migliorare i servizi. Inoltre, per tenere conto delle esigenze dei Comuni, soprattutto di quelli più piccoli, sono stati definiti nuovi criteri per concedere più flessibilità nelle capacità assunzionali in base a fattori non solo economici ma anche di popolazione.