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tali indagini hanno portato alla copertura dell'area dell'ex discarica con l'uso di materiale plastico, per effettuare una prima "messa in sicurezza" e impedire la percolazione dell'acqua, e quindi alla redazione, da parte di ARPA Umbria, di un progetto di bonifica dell'area che prevede l'asportazione del terreno contaminato, da trattare in loco e non in discarica, e il successivo utilizzo della fitodepurazione, vale a dire la piantumazione di alberi che impediscono l'infiltrazione di acque piovane in profondità e contribuiscano a ricostruire il comparto organico del suolo; successivamente, nel 2008, il Comune di Terni ha chiesto ad ARPA Umbria di trovare una soluzione economica ed innovativa che garantisse una rapida restituzione all'abitato di Papigno degli impianti sportivi e del parco pubblico che nel frattempo erano stati realizzati in una parte dell'area interessata dal SIN (sito di interesse nazionale) Terni-Papigno; tale progetto prevedeva di rimuovere i terreni contaminati e di trattarli on site in apposite vasche, attraverso l'azione combinata di piante e batteri selezionati, insieme a quelli rimossi dall'area dell'ex Gruber (anch'essa ricompresa nel SIN di cui fa parte Papigno), ma poi è stato deciso di disgiungere l'intervento sulle due aree; in base al progetto il tipo di alberi scelti, ovvero i pioppi, saranno in grado di riassorbire gli agenti contaminanti, abbattere le polveri, mettere in sicurezza il terreno sottostante e diverranno fonte di biomasse, da utilizzare per la centrale termica al fine di produrre acqua calda per i vicini impianti sportivi; a marzo 2015 il Comune di Terni ha approvato un provvedimento amministrativo sull'uso della canapa (Cannabis sativa) ai fini del fitorimedio dei terreni contaminati all'interno della discarica di Papigno, allo scopo di permettere la bonifica dei metalli pesanti mediante l'uso della canapa, tramite il quale sarà possibile sviluppare una pianificazione integrata svolta allo sviluppo di una vera e propria filiera industriale delle fibre naturali, oltre a sancire una grande vittoria dei cittadini di Papigno attraverso l'esclusione assoluta dell'incenerimento delle biomasse derivanti dal fitocapping ; nel progetto di ARPA Umbria, oltre alla bonifica, figurano infatti anche delle proposte di futuro utilizzo dell'area, a parte il campo di calcio, con un probabile parco sulle energie rinnovabili, con un approccio didattico-scientifico sul fitorimedio e il ciclo dell'acqua, o in alternativa un parco di archeologia industriale con i macchinari dismessi dando vita ad un esempio virtuoso di riqualificazione dell'ambiente senza eguali in Italia. Progetto accolto con molto favore dall'università di Tor Vergata, che lo ha anche presentato nell'ambito del progetto europeo HOMBRE (Holistic management of brownfield regeneration), per la rigenerazione dei siti industriali dismessi; la delibera della Giunta regionale umbra n. 691 del 28 maggio 2003 stabiliva di destinare al Comune di Terni la somma di 5.150.000 euro per il sito Terni-Papigno e 2.350.000 euro per l'area dell'ex lanificio Gruber, e ad oggi la Regione Umbria ha erogato in favore dello stesso Comune la somma complessiva di 4.987.500 euro, di cui 4.635.000 per il sito di Terni-Papigno e 325.000 per l'area dell'ex lanificio Gruber, in base quanto dichiarato nella risposta all'interrogazione n. 77 del 27 agosto 2015, a firma dei consiglieri Liberati e Carbonari, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni di competenza intenda intraprendere per accertare per quali motivi il suddetto progetto Re.mi.da. non sia stato ancora avviato nonostante i finanziamenti erogati, nonché di valutare un'azione di sollecito nei confronti del Comune di Terni per la sua realizzazione, in considerazione soprattutto delle risorse ancora disponibili, che ammonterebbero a 2.512.500 euro e che ad oggi, a distanza di 18 anni, non sono ancora state utilizzate. Atto n. 4-04833 BORGONZONI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che numerose opere d'arte facenti parte del patrimonio di molti musei italiani si trovano dislocate nei palazzi sedi delle principali istituzioni italiane, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle opere di proprietà di musei pubblici presenti in palazzi istituzionali e sedi di Ministeri; chi provveda al controllo dello stato di conservazione delle opere d'arte, al loro posizionamento (rilevato che alcune sono poste anche in prossimità di caloriferi) e con quale cadenza temporale; se si intenda fornire l'elenco di queste opere, con indicazione del loro posizionamento, la loro stima e la documentazione attestante i controlli eseguiti. Atto n. 4-04834 PAPATHEU Al Ministro dell'interno Premesso che: il 22 gennaio 2021 a Palermo, Antonella, una bambina di soli 10 anni, si è tolta la vita per compiere una sfida di coraggio sul social network "Tik Tok". Tali sfide di coraggio sono in realtà giochi estremi che vedono sempre più coinvolti i giovani adolescenti in cerca di svago e notorietà; l'ultima nuova " challenge " tra i ragazzi è il "Blackout game", la volontà di togliersi il fiato fino a perdere i sensi: si tratta di una sfida brutale, ma, secondo i preoccupanti dati statistici, circa il 10 per cento degli adolescenti conosce questo terribile e mortale "gioco"; tuttavia il "Blackout game" è solo l'ultima terribile moda sul web che mette in serio pericolo la vita dei bambini. La ricerca di notorietà li espone al rischio di compiere gesti violenti e anche suicidi; a tal proposito è opportuno ricordare anche i tragici giochi "Blue whale", "Fire challenge" e "Choking game", che sono altre folli sfide dilagate sul web tra i ragazzi di età compresa tra i 9 e i 17 anni. Questi giochi creano negli adolescenti pesanti manipolazioni psicologiche che li portano ad oltrepassare i propri limiti psicofisici in uno spirito di costante competizione con se stessi e con gli altri; la "Blue whale", ad esempio, prevedeva una serie di prove da superare fino a compiere l'ultima sfida, ovvero quella di buttarsi dal tetto di un palazzo. Tale fenomeno, che si è sviluppato principalmente in Russia, dove si è registrato un incremento significativo nel numero di suicidi tra gli adolescenti (nel 2017 se ne contarono circa 157), non ha risparmiato neanche l'Italia, dove a farne le spese è stato un bambino di 15 anni che nel febbraio 2017 si è suicidato lanciandosi dal tetto di una palazzina; in merito a questa terribile minaccia è intervenuta la Cassazione penale, sezione V, che il 22 dicembre 2017 ha emesso la sentenza n. 57503 in merito alla configurabilità del reato di istigazione al suicidio ("Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l'altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni", recita l'art. 580 del codice penale) in relazione al contrasto della pratica della "Blue whale challenge";