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Dopodiché sia chiaro: quattro legislature. Non approvando questo Comitato, fareste come quei talebani che, siccome hanno il controllo del territorio per un certo periodo, fanno saltare tutti i monumenti e le opere d'arte realizzati da civiltà precedenti. Avete il controllo del Parlamento in questo momento? Benissimo; lo utilizzate per far fuori l'unica istituzione dedicata agli italiani all'estero. Complimenti. (Applausi dal Gruppo FI-BP e dei senatori Ferrari e Marcucci) . Siete andati da cinque milioni e mezzo di persone durante le elezioni. E voi, amici della Lega? Siamo andati insieme, cari amici della Lega; abbiamo fatto il programma insieme e abbiamo preso 170.000 voti. Non ho visto nel nostro programma l'abolizione del Comitato per gli italiani all'estero. Non ho visto nel nostro programma la riduzione dei rappresentanti della circoscrizione estero. Sono andato a controllare e non c'era questo punto neanche nel programma dei 5 Stelle, che pure è stato premiato della fiducia di 150.000 elettori. Avete chiesto e ottenuto la fiducia di 150.000 italiani residenti all'estero sulla base di un programma che non diceva che avreste abolito il Comitato per gli italiani all'estero. Non diceva che avreste ridotto la rappresentanza parlamentare addirittura a quattro senatori per 6 milioni di persone. Vi segnalo peraltro che gli italiani all'estero non sono quelle macchiette che continuate a dipingere, specie i media di questo Paese. Sulla questione della riforma costituzionale volta alla riduzione del numero dei parlamentari proporremo un'eccezione alla Corte costituzionale. Non aspetteremo che la Corte costituzionale invalidi la legge ex post , ma proporremo un ricorso. Il giudice Cartabia nell'ordinanza n. 17 del 2019 ha dato questa possibilità e noi intendiamo sfruttarla fino in fondo. Bloccheremo questo disegno di legge nefasto e non vi permetteremo, finché saremo qui, di vietare agli italiani all'estero l'esercizio dei propri diritti politici. Concludo raccomandandomi al fatto che siete tutti parlamentari della Repubblica, siete tutti senatori: questa è una decisione del Senato della Repubblica che produrrà enormi effetti al di fuori di quest'Aula, perché gli italiani all'estero ci vedono, ci sentono e ci seguono. È riunito in questo momento al Ministero degli esteri il Comitato di Presidenza del Consiglio generale degli italiani all'estero: anche quello è un organo democraticamente eletto di cui questo Paese deve andare fiero. Loro saranno i megafoni della decisione che state per prendere: quindi abbiate rispetto e considerazione per questa materia e per gli italiani residenti all'estero, perché non è solo per il fatto che adesso controllate questo Parlamento che potete rinnegare i loro diritti. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . FAZZOLARI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Pur nella vis polemica, prego chi interviene di rivolgersi alla Presidenza e non direttamente ai colleghi. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, il senatore Fantetti che mi ha preceduto ha detto praticamente tutto ciò che c'era da dire su questa materia e Fratelli d'Italia si associa pienamente alla sua dichiarazione. Vorrei solo aggiungere alcune puntualizzazioni: il Comitato per gli italiani all'estero non è un favore che facciamo ai nostri concittadini che risiedono all'estero, come fosse una categoria da proteggere, per cui dobbiamo decidere quanta attenzione dobbiamo rivolgere alle nostre comunità all'estero. Chi è vissuto all'estero e ha fatto una qualunque esperienza all'estero o chi ha un'attività commerciale che si relaziona con l'estero sa bene che la presenza delle comunità italiane all'estero sono una enorme ricchezza politica e commerciale per l'Italia. Tutte le Nazioni investono cifre ingenti per creare un tessuto di rapporti commerciali e politici d'interesse nei diversi Paesi del mondo, che creino l' humus necessario a intraprendere relazioni diplomatiche e commerciali e arricchirsi in relazioni e potenza a livello internazionale. L'Italia da sempre utilizza le proprie comunità all'estero come contatto diretto nei diversi Paesi del mondo. Un imprenditore che voglia investire in Argentina avrà un'enorme facilità, perché lì troverà associazioni di italiani, realtà consolidate, persone di origine o cittadinanza italiana che continuano ad avere un rapporto molto stretto con l'Italia e svolgono di fatto tutto quel lavoro che altri Paesi invece pagano a caro prezzo (che potremmo chiamare di facilitazione o lobby ). Immaginate banalmente quanto sia più facile aprire un'impresa in Sud America per un italiano rispetto a un pakistano: non ci vuole proprio un genio per capire che le nostre comunità all'estero sono per noi una ricchezza. La faccenda di aver riconosciuto il diritto di voto agli italiani all'estero certo è una battaglia che proviene dalla realtà politica alla quale appartengo - di Tremaglia in primis e del Movimento Sociale Italiano e di Alleanza Nazionale poi - e che è certamente di identità, di chi per la propria forma mentis sostiene che la Nazione italiana non sia limitata a chi ha la cittadinanza italiana, ma sia un concetto più ampio; c'è però anche un risvolto di utilità e di ritorno di ricchezza per l'Italia, che è quello che dicevo prima. Rinunciare al Comitato per le questioni degli italiani all'estero, come questo Governo sta facendo - perché, con la riduzione del numero degli italiani all'estero, ne abbiamo già visto una prima indicazione, come adesso, con la volontà di non confermare il Comitato - è una linea sbagliata per i nostri interessi nazionali, che dovrebbero rafforzare l'enorme particolarità dell'Italia, ossia le proprie comunità all'estero. Sempre chi ha avuto a che fare con i rapporti con l'estero sa, ad esempio, quanto ogni singola Nazione europea spenda per aprire scuole in giro per il mondo. Infatti, chi frequenta una determinata scuola - che sia francese, spagnola o tedesca - si ritroverà legato alla Nazione nella cui cultura si è formato negli anni della scuola, cosa che diventa una ricchezza a tempo indefinito per chi ha aperto quelle scuole. L'Italia cosa fa? Chiude le scuole all'estero e non investe in questo nemmeno i quattro soldi necessari a tenere stretti i rapporti con le proprie comunità all'estero. Concludo dicendo semplicemente che rinunciare ai rapporti con le nostre comunità all'estero è un atto grave che continua a indebolire l'Italia nei nostri confini e all'estero. Per questo motivo, Fratelli d'Italia voterà ovviamente a favore della mozione per la costituzione del Comitato per gli italiani all'estero. (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Fantetti). PETROCELLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PETROCELLI (M5S) . Signor Presidente, il mio intervento, che illustrerà le ragioni del no a questa mozione, presentata dal senatore Giacobbe e da altri senatori, s'incentra su due parole chiave, la prima delle quali è inesattezza e la seconda è autoreferenzialità. Cominciamo dalle inesattezze, perché ne sono state dette diverse in quest'Aula, a partire soprattutto da una: agli italiani residenti all'estero certo non interessa che qui al Senato si dia l'avvio a un Comitato, con l'istituzione di nuove poltrone. Agli italiani residenti all'estero interessa che funzionino i servizi per le nostre comunità.