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Il rappresentante legale dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » rilascia un'apposita certificazione della qualifica di appartenenza dei ministri di culto, l'elenco dei quali è comunicato al Ministero dell'interno; analoga certificazione è rilasciata anche ai religiosi, limitatamente ai fini dello svolgimento delle attività di assistenza spirituale di cui all'articolo 4. Ai ministri di culto è riconosciuta la facoltà di richiedere, qualora fosse ripristinato il servizio obbligatorio di leva, l'assegnazione al servizio civile. L'articolo 4 (Assistenza spirituale) assicura il diritto all'assistenza spirituale, da parte di propri ministri di culto e di religiosi, ai fedeli della Chiesa d'Inghilterra appartenenti alle Forze armate, alle Forze di polizia o ad altri servizi assimilati, a quelli ricoverati in strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali, ai detenuti in istituti penitenziari. A tale fine, l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » trasmette alle Amministrazioni competenti l'elenco dei ministri di culto e dei religiosi. In particolare, in caso di decesso di un fedele che si trovi in una delle summenzionate situazioni, le autorità competenti cercheranno di assicurare, su richiesta di un familiare o sulla base di una dichiarazione del deceduto, l'officiatura o la presenza alle esequie di un ministro di culto della Chiesa d'Inghilterra. Gli oneri finanziari derivanti dallo svolgimento di tali attività sono a carico dell'Associazione stessa. In attuazione del principio della libertà della scuola e dell'insegnamento, gli articoli 5 (Istruzione religiosa nelle scuole) e 6 (Scuole) riconoscono agli alunni delle scuole pubbliche non universitarie il diritto di avvalersi e di non avvalersi degli insegnamenti religiosi che, pertanto, non debbono aver luogo con forme e modalità discriminanti. All'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » è riconosciuto il diritto di rispondere ad eventuali richieste relative al fenomeno religioso che possano pervenire dagli studenti o dalle loro famiglie, senza ulteriori oneri a carico dello Stato, nonché il diritto di istituire liberamente scuole di ogni ordine e grado e istituti di educazione. Alle scuole a cui è riconosciuta la parità è assicurata l'equipollenza del trattamento scolastico con gli studenti delle scuole dello Stato e degli altri enti territoriali. L'articolo 7 (Diplomi e titoli accademici) prevede che, su richiesta degli interessati, in possesso del titolo di studio di scuola secondaria di secondo grado, possono essere riconosciuti dalla Repubblica i titoli di primo e di secondo ciclo della Chiesa d'Inghilterra, in teologia e nelle altre discipline ecclesiastiche, rilasciati da istituti accademici con personalità giuridica operanti su territorio italiano e riconosciuti dalla Chiesa d'Inghilterra. Il riconoscimento dei titoli accademici è disposto dal Ministero dell'università e della ricerca, secondo la normativa vigente. Su richiesta dell'ufficio legislativo del Ministero dell'università e della ricerca, sono state apportate a questo articolo le seguenti modifiche rispetto a quanto indicato nel corrispondente articolo 6 dell'intesa: al comma 1, le parole: « le lauree e le lauree magistrali », sono state sostituite dalle parole: « i titoli di primo e secondo ciclo della Chiesa d'Inghilterra » e, alla fine del comma 2, sono state inserite le parole: « ai fini del riconoscimento dei titoli di primo e secondo ciclo di cui al comma 1 ». Tali modifiche, con la più generica dizione dei titoli di primo e secondo ciclo, sarebbero da intendersi opportune in quanto, essendo la formulazione originaria inappropriata, occorre distinguere, da un punto di vista letterale, i titoli conseguiti nei Paesi anglosassoni da quelli conseguiti al termine dei percorsi di studio universitari secondo la normativa italiana vigente. Inoltre, si è provveduto a modificare i commi 1 e 2, nella parte in cui si fa riferimento al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, eliminando la parola « istruzione » in quanto, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, decreto legge n. 1 del 2020, convertito dalla legge n. 12 del 2020, con la soppressione di tale dicastero, sono stati istituiti contestualmente il Ministero dell'università e della ricerca ed il Ministero dell'istruzione. Le modifiche di cui trattasi, pertanto, sono da considerarsi un mero adeguamento formale al quadro normativo vigente, tale da non incidere sul contenuto dell'intesa conclusa tra la Repubblica italiana e l'Associazione Chiesa d'Inghilterra. Per quanto riguarda le festività religiose, l'articolo 8 (Festività) prevede che ai fedeli della Chiesa d'Inghilterra sia consentito di osservare la festività religiosa del Venerdì Santo. Il diritto di osservare questa festività deve essere esercitato nel quadro della flessibilità dell'organizzazione del lavoro. Restano comunque salve le imprescindibili esigenze dei servizi pubblici essenziali previsti dalla legislazione vigente. Gli articoli 9 (Enti dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra ») e 10 (Iscrizione nel registro delle persone giuridiche) vertono sul regime degli enti religiosi e in particolare disciplinano: le modalità di riconoscimento degli enti ecclesiastici che svolgono attività di religione o di culto; il regime tributario degli enti; la gestione degli enti; i mutamenti sostanziali degli enti stessi; la devoluzione dei beni; l'iscrizione nel registro delle persone giuridiche. L'articolo 11 (Patrimonio culturale) sancisce il reciproco impegno a collaborare per la tutela e la valorizzazione dei beni afferenti al patrimonio culturale della Chiesa d'Inghilterra e degli enti dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », anche istituendo, a tal fine, un'apposita Commissione mista senza oneri per lo Stato. L'articolo 12 (Edifici di culto) è dedicato alla tutela degli edifici della Chiesa d'Inghilterra destinati al culto pubblico. Tali edifici non possono essere occupati, requisiti, espropriati o demoliti, se non per gravi motivi o previo accordo con il responsabile dell'edificio; inoltre, salvo i casi di urgente necessità, la forza pubblica non può entrarvi per l'esercizio delle sue funzioni senza avere dato avviso e sentito il responsabile dell'edificio. Agli edifici di culto e alle relative pertinenze si applicano le norme vigenti in materia di esenzioni, agevolazioni tributarie, contributi e concessioni. L'articolo 13 (Cimiteri) prevede, ove possibile, aree riservate nei cimiteri nel rispetto della normativa vigente. L'articolo 14 (Contributi deducibili agli effetti IRPEF) consente, a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di approvazione dell'intesa, la deduzione agli effetti dell'Irpef, fino all'importo di euro 1.032,91, delle erogazioni in denaro a favore dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », degli enti da essa controllati e delle comunità locali, per finalità di culto, istruzione, assistenza e beneficenza.