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Dunque, pur non avendo con noi tutto il clamore mediatico dei giorni scorsi e pur senza essere inseguiti dal carrozzone dell'informazione del «tanto a chilo», siamo chiamati a discutere e a dare realizzazione a una misura di grande rilevanza per il futuro di tutti noi. Siamo qui per dare voto favorevole e convertire in legge questo decreto e, quindi, siamo qui per dare sangue alla nostra democrazia (Applausi dal Gruppo M5S) e fornire al futuro dei nostri figli e nipoti una classe docente adeguata e preparata. È con questo spirito che siamo arrivati alla definizione di questo testo finale. È in ossequio a questa necessità improcrastinabile che il Gruppo Senato MoVimento 5 Stelle, animato dallo spirito della tutela dei diritti e delle categorie svantaggiate, dichiara il suo voto favorevole al provvedimento, perché la battaglia per i diritti dei dimenticati deve essere sempre il nostro faro nella tempesta. Anche quando le critiche e le lamentele pretestuose e in malafede ci piovono in testa, non dobbiamo perdere di vista i nostri obiettivi e le grida di disperazione di tanti italiani che ci chiedono di fare qualcosa per loro, di fare qualcosa per riscattarli da anni bui nei quali la scuola, l'istruzione e la cultura sono state viste come un peso, un fardello e non come una leva sostanziale di sviluppo e di innovazione tesa a produrre crescita e ricchezza culturale. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 10,46) ( Segue ANGRISANI). Presidente, mi consentirà un minuto per chiudere ricordando una persona che troppo spesso il mainstream mediatico italiano dimentica con troppa superficialità: la piccola grande Malala, la ragazza pakistana che si disegnava le equazioni sulle mani con l' henné e che, pur di studiare, ha rischiato di morire perché i talebani le hanno sparato in testa sulla strada della scuola mentre era con le sue compagne. Malala è sopravvissuta all'attentato e due anni dopo ha vinto il premio Nobel per la pace. Secondo il comitato per il Nobel, Malala rappresentava tutti gli insegnanti e tutti gli studenti del mondo, ma soprattutto rappresentava in pieno la lotta contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e la lotta per tutti i diritti dei bambini all'istruzione. (Applausi dal Gruppo M5S) . Chiudo con le sue splendide parole perché trasmettono la sua stessa forza e siano d'esempio a tutti gli insegnanti e alunni. Sono parole che mi hanno toccato l'anima e che da insegnante non dimenticherò mai: «Non mi importa di dover sedere sul pavimento a scuola. Tutto ciò che voglio è istruzione e non ho paura di nessuno». (Applausi dal Gruppo M5S . Congratulazioni). PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 1633, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Ciascun senatore chiamato dal senatore Segretario dovrà esprimere il proprio voto passando innanzi al banco della Presidenza. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Hanno chiesto di votare per primi, e l'ho concesso, i senatori Perilli, De Petris, Marcucci, Salvini, Patuanelli, Faraone e Rossomando. Invito il senatore Segretario a procedere all'appello di tali senatori. (I predetti senatori rispondono all'appello). Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Paroli). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore Paroli. TOSATO, segretario, fa l'appello. (Nel corso delle operazioni di voto assumono la Presidenza il vice presidente CALDEROLI - ore 11,19 -, indi il presidente ALBERTI CASELLATI - ore 11,26 -). Rispondono sì i senatori: Abate, Accoto, Agostinelli, Airola, Alfieri, Anastasi, Angrisani, Astorre, Auddino Bellanova, Bini, Biti, Boldrini, Bonifazi, Bottici, Botto, Bressa, Buccarella Campagna, Casini, Castaldi, Castellone, Castiello, Catalfo, Cioffi, Cirinnà, Collina, Coltorti, Comincini, Conzatti, Corbetta, Corrado, Crimi, Croatti, Crucioli, Cucca D'Alfonso, D'Angelo, D'Arienzo, De Bonis, De Lucia, De Petris, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Marzio, Di Micco, Di Nicola, Donno, Drago, Durnwalder Endrizzi, Errani, Evangelista Faraone, Fattori, Fede, Fedeli, Fenu, Ferrara, Ferrari, Ferrazzi, Floridia Gallicchio, Garavini, Garruti, Gaudiano, Giacobbe, Giannuzzi, Giarrusso, Ginetti, Girotto, Granato, Grasso, Grimani, Guidolin Iori L'Abbate, La Mura, Laforgia, Lanièce, Lannutti, Lanzi, Laus, Leone, Lezzi, Licheri, Lomuti, Lorefice, Lupo Magorno, Maiorino, Malpezzi, Manca, Mantero, Mantovani, Marcucci, Margiotta, Marilotti, Marinello, Marino, Matrisciano, Mautone, Messina Assuntela, Mininno, Mirabelli, Misiani, Mollame, Montevecchi, Moronese, Morra Nannicini, Naturale, Nencini, Nocerino, Nugnes Ortis Pacifico, Paragone, Parente, Parrini, Patuanelli, Pavanelli, Pellegrini Marco, Perilli, Pesco, Petrocelli, Piarulli, Pirro, Pisani Giuseppe, Pittella, Presutto, Puglia Quarto Rampi, Renzi, Riccardi, Ricciardi, Rojc, Romagnoli, Romano, Rossomando, Russo Santangelo, Santillo, Sbrollini, Sileri, Stefano, Steger, Sudano Taricco, Taverna, Toninelli, Trentacoste Vaccaro, Valente, Vanin, Verducci, Vono Zanda. Rispondono no i senatori: