[pronunce]

che parimenti non sia prevista alcuna partecipazione regionale al comitato di vigilanza, istituito dall'art. 2 del decreto impugnato, e che la ricorrente identifica con il comitato previsto dall'art. 27 del d.lgs. n. 241 del 1997 per l'indirizzo, il controllo e la valutazione dell'attuazione di quanto stabilito dall'art. 3, comma 134, della legge n. 662 del 1996 in tema di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti e di gestione unitaria delle posizioni dei contribuenti; e che, infine, non sia previsto l'immediato versamento alla Cassa regionale delle somme riscosse nel territorio regionale. 2. - I due ricorsi impugnano, per ragioni in parte coincidenti, provvedimenti fra loro collegati, in quanto entrambi intesi a disciplinare il riparto ed il versamento delle somme riscosse a favore degli enti aventi diritto, onde i due giudizi possono essere riuniti per essere decisi con unica pronunzia. 3. - I ricorsi non meritano accoglimento. Gli articoli da 17 a 26 del d.lgs. n. 241 del 1997 - non contestati dalla Regione Siciliana - hanno previsto, per semplificare gli adempimenti dei contribuenti, un sistema di "versamenti unitari" di imposte e di altre somme dovute non solo allo Stato, ma anche alle regioni e agli enti previdenziali, con facoltà del contribuente di operare la compensazione dei crediti dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche: sistema originariamente limitato ai contribuenti titolari di partita IVA e successivamente esteso a tutti (art. 17, successivamente modificato dal d.lgs. n. 422 del 1998, su cui cfr. la sentenza n. 66 del 2001, n. 5 del Considerato in diritto). I versamenti avvengono mediante delega ad una banca convenzionata (art. 19), che può essere situata in qualunque parte del territorio nazionale, nonché, nel periodo transitorio (ormai decorso) di cui all'art. 24 del decreto legislativo, in favore dei concessionari della riscossione, anche mediante delega ad una banca convenzionata. Al fine di procedere al conteggio delle somme spettanti a ciascun ente per i vari titoli, operando altresì i calcoli necessari per ricondurre al lordo le somme riguardo alle quali il contribuente si sia avvalso della facoltà di compensazione, l'art. 22 del d.lgs. n. 241 del 1997 prevede la costituzione di una apposita "struttura di gestione" incaricata di suddividere le somme fra gli enti destinatari. I provvedimenti qui impugnati sono rivolti all'attuazione di tale sistema. Il d.P.R. n. 189 del 1998 disciplina, in particolare, le contabilità speciali, istituite presso una sezione di tesoreria provinciale dello Stato indicata dalla Banca d'Italia, su cui transitano le somme versate dai contribuenti (art. 2); le modalità di versamento delle somme da parte delle banche delegate ai concessionari della riscossione e alla tesoreria statale (artt. 1 e 3); nonché l'invio telematico dei relativi dati alla struttura di gestione (art. 5). Le contabilità speciali istituite sono tre: una, denominata "fondi della riscossione", destinata a ricevere i versamenti complessivi delle somme riscosse dalle banche delegate; le altre due, denominate rispettivamente "fondi di bilancio" e "fondi di proprietà dell'INPS", intese a consentire la ripartizione delle somme di pertinenza degli altri enti destinatari dei versamenti unitari e delle somme relative alle compensazioni operate dai contribuenti. Tale regolamento, previsto dall'art. 24, comma 10, del d.lgs. n. 241 del 1997, avrebbe dovuto disciplinare solo le modalità di versamento delle somme riscosse durante il periodo transitorio, protrattosi fino al 31 dicembre 1998, in cui esse transitavano attraverso i concessionari della riscossione; ma anche successivamente l'amministrazione ha ritenuto che conservassero efficacia le disposizioni relative alle contabilità speciali, in quanto riguardanti modalità di funzionamento del sistema dei versamenti unitari applicabili anche dopo il periodo transitorio. Il d.m. n. 183 del 1998 disciplina a sua volta l'istituzione e l'attività della struttura di gestione, individuata nel Ministero delle finanze, dipartimento delle entrate, direzione centrale per la riscossione, e ne regola i compiti, consistenti essenzialmente nella verifica dei dati e della tempestività ed esattezza dei versamenti effettuati dalle banche e nella suddivisione tra gli enti destinatari con cadenza quotidiana delle somme accreditate, delle quali viene disposto il versamento, previa regolarizzazione contabile delle compensazioni eseguite dai contribuenti (art. 1); disciplina poi l'istituzione di un comitato di vigilanza cui la struttura di gestione riferisce (art. 2); le modalità di ripartizione delle somme (art. 3); l'applicazione delle sanzioni per le violazioni e gli inadempimenti dei concessionari della riscossione e delle banche delegate (artt. 4 e 5). 4. - L'applicazione di tale sistema comporta, in sintesi, il versamento provvisorio di tutte le somme riscosse in una contabilità speciale presso l'apposita sezione di tesoreria provinciale dello Stato; la contemporanea trasmissione dei dati alla struttura di gestione, la quale provvede alle operazioni di ripartizione e quindi dispone il riversamento a favore degli enti destinatari, attraverso la medesima sezione di tesoreria provinciale dello Stato. In altri termini, le somme riscosse affluiscono agli enti destinatari - e dunque anche, per quanto di spettanza, alla cassa della Regione Siciliana - solo dopo che la struttura di gestione ha provveduto ai conteggi e alle operazioni di propria competenza. Ciò comporta indubbiamente uno scostamento rispetto alla previsione dell'art. 21 del d.lgs. n. 241 del 1997 (come modificato dall'art. 2 del d.lgs. n. 422 del 1998), ai cui sensi "entro il quinto giorno lavorativo successivo a quello di ricevimento della delega, la banca versa le somme riscosse alla tesoreria dello Stato o alla Cassa regionale siciliana di Palermo" (comma 1), ed entro lo stesso termine invia i dati alla struttura di gestione (comma 2): così presupponendosi che il versamento nelle casse della regione preceda, e non già segua, l'effettuazione delle operazioni di competenza della struttura di gestione. Ma questa difformità non appare di per sé sufficiente a dare fondamento alle censure svolte dalla regione in sede di conflitto di attribuzione. Dal punto di vista costituzionale, infatti, una lesione a danno della regione si verificherebbe solo se essa fosse privata di somme ad essa spettanti, ovvero se l'acquisizione delle somme dovute non fosse tempestiva.