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Il programma Abita ha durata ventennale, a partire dalla data di entrata in vigore della presente legge, ed è finalizzato a incrementare e riqualificare il patrimonio immobiliare destinato all'edilizia residenziale sociale, a rigenerare il tessuto socio-economico, a rifunzionalizzare spazi e immobili pubblici e privati, in un'ottica di sostenibilità e di densificazione dei tessuti edilizi, preferibilmente senza consumo di nuovo suolo, favorendo il risparmio energetico e la realizzazione di costruzioni antisismiche nonché la promozione, da parte degli enti territoriali, di politiche urbanistiche mirate a un processo integrato di rigenerazione delle aree e dei tessuti edilizi degradati, attraverso lo sviluppo dell'edilizia sociale. 3 Il programma Abita è altresì finalizzato a favorire e incrementare l'interlocuzione degli enti territoriali con l'Unione europea in tema di accesso e utilizzo dei fondi strutturali e dei finanziamenti europei in materia di housing sociale, rigenerazione urbana, transizione energetica, contrasto all'emergenza abitativa, in un'ottica di ottimizzazione e razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse disponibili a tali fini anche in ambito europeo. 4 Con decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, di concerto con il Ministro della transizione ecologica, il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro dello sviluppo economico, da adottare, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti: a i contenuti, i termini e le modalità di presentazione delle proposte, dei fabbisogni e delle disponibilità che gli enti territoriali trasmettono al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, per le finalità di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo; b i criteri per la redazione del cronoprogramma nazionale di intervento, in coerenza con le finalità della presente legge, privilegiando interventi che favoriscano: l'attivazione di finanziamenti sia pubblici, sia privati; il coinvolgimento di operatori privati, anche del Terzo settore; le misure e i modelli di inclusione sociale, innovazione sociale, assistenza delle persone fragili, co-living , co-housing ; c l'entità massima del contributo riconoscibile, a valere sulle risorse di cui all'articolo 5. 5 Una quota degli alloggi sociali realizzati o riqualificati, pari al 10 per cento del totale, è destinata alla locazione temporanea a soggetti sottoposti a procedure di sfratto o alla locazione temporanea agli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica in corso di ristrutturazione o riqualificazione. 2 (Interventi edilizi ammessi per la realizzazione o la riqualificazione degli alloggi e loro caratteristiche) 1 Gli interventi edilizi ammessi per la realizzazione degli alloggi sociali sono i seguenti: a sostituzione edilizia, preferibilmente mediante la totale demolizione dell'edificio e la sua ricostruzione con eventuale modifica di sagoma e diversa localizzazione nel lotto di riferimento, nei limiti di quanto previsto dall'articolo 30 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98; b ristrutturazione edilizia, restauro o risanamento conservativo; c variazione della destinazione d'uso anche senza opere. 2 Gli interventi di cui al comma 1 interessano edifici di edilizia residenziale pubblica privi di soggetti assegnatari o che necessitano di interventi di manutenzione straordinaria, riqualificazione energetica o adeguamento sismico nonché edifici di altra natura o con altra destinazione, purché rientrino nelle previsioni di cui al comma 4. 3 Gli alloggi realizzati o riqualificati ai sensi della presente legge devono rispettare la normativa antisismica in vigore al momento dell'intervento e conseguire, come minimo, la classe energetica A. 4 Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni e gli enti territoriali individuano il proprio fabbisogno di alloggi per contrastare il disagio e l'emergenza abitativa, approvano i criteri di valutazione della sostenibilità urbanistica, economica e funzionale dei progetti di interventi di cui al comma 1 e individuano gli immobili, di proprietà preferibilmente pubblica, su cui realizzare gli interventi, con esclusione delle aree destinate all'agricoltura o non soggette a trasformazione urbanistica ai sensi degli strumenti urbanistici vigenti, nonché di quelle vincolate ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. 5 I progetti di realizzazione o di riqualificazione di alloggi devono prevedere, ove non già presenti nel tessuto edilizio nel quale gli stessi ricadono, la creazione di servizi e funzioni connesse e complementari alla residenza, necessarie a garantire l'integrazione sociale degli inquilini degli alloggi, in misura comunque non superiore al 20 per cento della superficie complessiva ammessa. Sono escluse da questi servizi e funzioni le grandi strutture di vendita. 6 Gli interventi di cui al comma 1 non possono essere realizzati su edifici abusivi o siti nei centri storici ricadenti nelle aree omogenee « A » degli strumenti urbanistici vigenti o in aree soggette a inedificabilità assoluta e possono essere autorizzati in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, e ai regolamenti edilizi e alle destinazioni d'uso, nel rispetto delle norme e dei vincoli artistici, storici, archeologici, paesaggistici, idrogeologici e ambientali, nonché delle norme di carattere igienico-sanitario e degli obiettivi di qualità dei suoli. 3 (Comitato esecutivo per il programma Abita) 1 Il programma ventennale per la progettazione, costruzione e riqualificazione di alloggi di cui all'articolo 1 è formulato dal Comitato esecutivo per il programma, sulla base dei fabbisogni abitativi e sulla base della disponibilità di immobili da riqualificare, indicati dagli enti territoriali ai sensi dell'articolo 2, comma 4. Il Comitato esecutivo è composto da: a un rappresentante designato dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome; b un rappresentante designato dall'Associazione nazionale dei comuni italiani; c un rappresentante designato dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili; d un rappresentante designato dal Ministero dell'interno; e un rappresentante designato dal Ministero dell'economia e delle finanze; f un rappresentante designato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali; g un rappresentante designato dal Ministero dello sviluppo economico; h un rappresentante designato dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri; i due rappresentanti dei lavoratori e uno dei pensionati designati dalle organizzazioni sindacali a carattere nazionale maggiormente rappresentative. 2 I componenti del Comitato esecutivo sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.