[resaula]

Alla stessa stregua esprimo l'auspicio che lo Stato maggiore dell'esercito accordi il suo assenso a una ricerca sugli archivi della Prima guerra mondiale, volta a conoscere vicende ancora oscure legate al trattamento dei disertori e dei pacifisti che, nel caso della decimazione dopo la disfatta di Caporetto, hanno avuto traccia archivistica nei verbali dei giudizi sommari all'epoca redatti. Penso anche a Matteotti, di cui tra due anni celebreremo il centesimo anniversario della morte a seguito del barbaro e truce assassinio. Ancora non possediamo i documenti relativi alle corti di giustizia perché il Ministero della giustizia e i suoi archivi... PRESIDENTE. Senatore Marilotti, la devo invitare a concludere. MARILOTTI (PD) . Termino con l'ultima battuta perché Matteotti merita ben altro: il suo sangue è il seme su cui è cresciuta la democrazia repubblicana. (Applausi) . PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Marilotti. È proprio in ragione dell'argomento che le ho concesso del tempo in più. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, ringrazio anzitutto il Presidente del Copasir, senatore Urso, per la sua relazione. In primo luogo, reputo positivo che si discuta in Aula la Relazione annuale del Copasir, che ha lavorato con grande tempestività ed efficacia su una serie di dossier importanti, occupandosi - come ci ha ricordato il presidente Urso - di politiche industriali e questioni energetiche. Il Copasir si è occupato - come ricordato dal presidente Urso - di politica industriale, di questioni energetiche e ovviamente dei temi più strettamente di competenza dell'organismo, dalla cybersecurity ai temi specifichi della materia e del settore. Avevo letto la relazione, che ovviamente è molto più ampia e ricca di spunti di quanto la discussione in Aula consenta di poter rappresentare, e voglio evidenziare con rapidità alcune questioni. In primo luogo, noi viviamo una fase storica in cui la cronaca drammatica di queste ore ci fa capire come non si possa vivere nella vacanza della storia. Oggi i temi della sicurezza, intesa come difesa (gli investimenti nella difesa militare, negli armamenti, nelle strutture che devono tutelare le persone), sono tornati tragicamente d'attualità. C'è il tema energetico e non c'è bisogno di parlarne: i costi, gli approvvigionamenti e quant'altro. Oggi pensiamo che intensificare gli approvvigionamenti dall'Algeria e dal Congo sia una salvezza, e forse lo è, ma nel corso della storia - non centocinquantamila anni fa - anche quei Paesi sono stati coinvolti in guerre e tensioni. Quindi oggi vanno bene in alternativa a uno scenario pericoloso, ma Dio sa che cosa può accadere tra cinquanta o cent'anni, tempi che nel corso della storia sembrano lontani ma sono brevi. C'è il tema dell'autonomia energetica. Oggi in Ucraina uno dei problemi riguarda le centrali nucleari, che potrebbero essere al centro di bombardamenti o incidenti. L'Ucraina, che non è un Paese al top del mondo come l'Italia, sul nucleare è più avanti di noi, che invece abbiamo rinunciato a quella tecnologia. Anche in questi giorni se ne parla, ma se si partisse oggi - e non si parte oggi - ci vorrebbero interi lustri. Ci si balocca discutendo su ottime energie alternative con le quali si può riscaldare un buon tè o qualche palazzo, ma vorrei vedere come si fa a risolvere la produzione di acciaio e di alluminio, la mobilità ferroviaria e quant'altro con le ottime energie alternative. Difesa e energia, ma anche alimentazione: sono tre fattori primari. L'alimentazione la dovrei mettere prima, perché se non si mangia è inutile pensare a difendersi o a scaldarsi. Di qui tutti i temi come il prezzo del grano e delle importazioni primarie. Dobbiamo quindi riflettere - e lo faccio in occasione di questa relazione - sul fatto che un Paese come l'Italia - ma anche l'Europa - che ha sistemi di armamento e spese che si sovrappongono, deve pensare a una difesa comune, perché la difesa serve: se si vogliono aiutare dei popoli aggrediti, non si possono soltanto sventolare bandiere o inviare e-mail , ma bisogna anche, come sta avvenendo, inviare delle armi. Mi auguro ovviamente che non ci sia un'estensione del conflitto. Ripeto: ci sono i temi dell'alimentazione, le produzioni da intensificare per avere una maggiore autosufficienza, l'energia, che importiamo ora di qua e ora di là. I buoni e i cattivi nel pianeta si dislocano a turno, quindi quelli che oggi sono buoni chissà se saranno tali domani. I temi della sicurezza sono anche questi, ma torno alla relazione, perché queste sono questioni di carattere generale. Ringrazio il presidente Urso - e il Comitato che ha approvato la relazione - perché, oltre a richiamarci a questioni primordiali della vita e della libertà dei popoli, ha citato una serie di cose. Lo ringrazio per i chiarimenti sul Marco Polo Council, che riguardava l'ex direttore Manenti, e quindi la necessità di regolamentare le attività successive. Coloro che hanno diretto i Servizi di sicurezza hanno avuto una carriera importante e anche delle garanzie normative ed economiche importanti, quindi hanno delle limitazioni nella loro carriera successiva, come succede per chi sta al Governo. È capitato: se si va al Governo poi non si possono assumere per un certo periodo alcuni incarichi. Insomma, dei limiti per chi ha l'alto onore di svolgere funzioni di un certo tipo valgono anche dopo. Credo che il fatto che relazione abbia richiamato questa vicenda mi pare sia molto importante e debba portare a una riflessione per capire se le norme sono sufficienti o se vanno incrementate. L'Assemblea forse non ha colto del tutto quello che ha detto il presidente Urso; quando non ci sono votazioni c'è chi ascolta e chi non ascolta. Nella relazione si dice che le procure in Italia non rispettano le direttive europee in materia di intercettazioni. Guarda un po', ma pensate, colleghi, che c'è un certo eccesso di intercettazioni; non un eccesso perché ne fanno troppe, bensì perché non si rispettano delle direttive europee. Poi nel campo della sicurezza e dell' intelligence ci sono attività ulteriori, ma anche di questo tratta la relazione, il tema della regolamentazione di attività indispensabili. Lo so anch'io che senza intercettazioni non si combatte il crimine internazionale. Poi le tecnologie, la cybersecurity e la loro evoluzione sono importanti. Si parla anche della distruzione dei materiali dal momento che i supporti elettronici consentono una divulgazione molto più facile. La ringrazio, presidente Urso, per aver sottolineato nella relazione la vicenda che attiene alle procure, che si arrabbiano se si tenta di fare una riforma della giustizia, mentre dovrebbero rispettare le regolamentazioni europee perché altrimenti l'Europa viene invocata solo in alcuni casi. C'è anche un richiamo importante ad una vicenda che ho vissuto come membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro svoltasi la scorsa legislatura. Come componenti di una Commissione con dei poteri investigativi, abbiamo avuto accesso a documenti dei Servizi che abbiamo consultato nel vincolo della segretezza. Tale vincolo vale anche successivamente, salvo però il fatto che quelle cose segrete poi io le ho lette sui giornali.