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Disposizioni in materia di istituzione del registro delle stabili convivenze. Onorevoli Senatori. -- Nel corso degli ultimi decenni l'istituto della famiglia ha subìto profonde modificazioni, andando incontro a una riduzione della sua stabilità e del numero dei suoi componenti. I dati dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) relativi al censimento 2011 segnalano che il numero medio di componenti per famiglia è pari a 2,4 persone (nel 1971 erano 3,3) e che oltre il 30 per cento delle famiglie è composto ormai da un solo componente. A tali profondi cambiamenti si associano modificazioni di ordine demografico non meno epocali, con il rovesciamento della piramide demografica della popolazione italiana e con la comparsa di un numero sempre maggiore di «grandi vecchi», sovente soli e bisognosi di assistenza e di compagnia. Parallelamente è stato possibile osservare un profondo mutamento dei comportamenti individuali, con il diffondersi di convivenze stabili non interessate al vincolo matrimoniale. Infine è stato possibile rilevare il diffondersi di orientamenti e di pratiche di tipo omosessuale, fino al crescere di un movimento per il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali, incluso il diritto a forme di convivenza stabile nelle quali poter esprimere la propria affettività e i propri vincoli di mutua solidarietà. Il presente disegno di legge nasce dall'esigenza, diffusamente avvertita, di riconoscere i diritti di tutti coloro che si trovino a instaurare una stabile convivenza tra persone di sesso diverso o dello stesso sesso, legate da vincoli di affettività, di parentela o anche semplicemente da intenti di mutuo sostegno a fini solidaristici. Appare, infatti, urgente che il legislatore preveda una forma di regolamentazione di tutti i possibili tipi di convivenza, definendone diritti e doveri, in modo da poter fornire un'adeguata tutela alle persone più fragili e richiamando tutti alle proprie responsabilità per perseguire efficacemente il comune obiettivo di una comunità solidale. Ferma restando la particolare tutela che il nostro ordinamento riconosce alla famiglia naturale fondata sul matrimonio di cui all'articolo 29 della Costituzione, il presente disegno di legge riconosce ai membri della convivenza una serie importante di diritti e di doveri già riconosciuti alle famiglie attraverso l'iscrizione in un apposito registro (articolo 3) istituito presso l'anagrafe di ogni comune, nel quale il sindaco, un suo delegato o l'ufficiale dello stato civile provvedono a iscrivere le persone conviventi che lo richiedano e ad annotare le convenzioni, le disposizioni e le decisioni, anche successive, riguardanti specifici aspetti della convivenza (articolo 7). È previsto che i conviventi mantengano il proprio cognome anche a seguito della registrazione. L'iscrizione nel registro è tuttavia condizionata (articolo 2) al possesso di taluni requisiti: possono infatti chiedere la registrazione della convivenza due persone maggiorenni, stabilmente conviventi, che intendano assumere gli oneri della reciproca solidarietà e la responsabilità della mutua assistenza morale e materiale, che dimostrino di avere, da almeno due anni, la stessa residenza anagrafica e lo stesso domicilio fiscale in Italia. Tale requisito temporale è elevato a tre anni nel caso in cui almeno uno dei richiedenti non sia cittadino dell'Unione europea. Il disegno di legge chiarisce che in nessun caso la famiglia fondata sul matrimonio potrà risultare svantaggiata nei suoi diritti rispetto a quanto previsto per le convivenze registrate (articolo 4). Fanno in ogni caso eccezione i diritti concernenti la procreazione e l'adozione (articolo 5): in particolare, per quanto riguarda la procreazione medicalmente assistita si conferma l'ammissibilità secondo i criteri previsti dalla legge n. 40 del 2004, rimasti in vigore anche dopo le recenti sentenze della Corte costituzionale. Per quanto riguarda le pensioni di reversibilità e l'eredità, si prevede una delega al Governo da attuare tenendo conto di un criterio di proporzionalità legato alla durata della convivenza. Con l'iscrizione nel registro delle convivenze, inoltre, i componenti mantengono ciascuno il proprio regime patrimoniale (articolo 6), fatto salvo quanto eventualmente previsto nella convenzione allegata al registro. Per quanto concerne i doveri, in particolare, i conviventi sono tenuti al mutuo aiuto morale e materiale (articolo 8), anche a seguito della cessazione della convivenza. L'articolo 11 dispone, inoltre, che i conviventi sono tenuti, se del caso, a darsi reciproca assistenza sanitaria e penitenziaria mentre l'articolo 12 mira a eliminare ogni discriminazione in materia di assicurazioni dipendente dall'orientamento sessuale degli assicurati. I conviventi, contestualmente, acquisiscono il diritto di delega per le decisioni in materia di salute in caso di incapacità di intendere e di volere e per quelle in caso di morte (articolo 10) e i poteri spettanti ai coniugi in ordine alla promozione dell'interdizione e dell'inabilitazione (articolo 13), nonché il diritto alla successione mortis causa nel contratto di locazione (articolo 15), ovvero il diritto ad abitare nello stesso stabile eletto a dimora comune dei conviventi (articolo 16), salvo il diritto -- da parte degli altri eredi -- di pretendere un congruo corrispettivo in termini di canone di locazione per la parte ad essi spettante. Infine, in caso di cessazione della convivenza mortis causa , ovvero per separazione dei conviventi, si prevede (articolo 18) che l'avvenuto scioglimento della convivenza abbia effetto nei confronti di terzi a decorrere dall'annotazione della causa di scioglimento nel registro delle convivenze registrate, mentre è previsto il pronunciamento del giudice in caso di cessazione non consensuale della convivenza.. 1 (Definizioni e finalità) 1 La presente legge disciplina i diritti e i doveri delle stabili convivenze iscritte nel registro di cui all'articolo 3, di seguito denominate «convivenze registrate», intese quali formazioni sociali costituite tra due persone, di sesso diverso o dello stesso sesso, stabilmente conviventi. 2 (Ambito di applicazione) 1 La convivenza registrata può essere richiesta da due persone fisiche maggiorenni, capaci di intendere e di volere, stabilmente conviventi, che intendono assumere gli oneri della reciproca solidarietà e la responsabilità della mutua assistenza morale e materiale e che dimostrino di avere, da almeno due anni, la stessa residenza anagrafica e lo stesso domicilio fiscale in Italia. Tale requisito temporale è elevato a tre anni nel caso in cui almeno uno dei richiedenti non sia cittadino di uno Stato membro dell'Unione europea. 3 (Registri delle stabili convivenze) 1 Presso l'ufficio dello stato civile di ogni anagrafe comunale è istituito il registro delle stabili convivenze, di seguito denominato «registro». 2 Le persone che intendono iscriversi nel registro possono farne richiesta con dichiarazione scritta sottoscritta da entrambi i componenti della convivenza. 3 Il sindaco, un suo delegato o l'ufficiale dello stato civile provvedono a iscrivere nel registro le persone conviventi che lo richiedono e ad annotare nello stesso le convenzioni, le disposizioni e le decisioni riguardanti specifici aspetti della convivenza, previste dalla presente legge. 4 Non possono essere iscritte nel registro le persone unite da vincolo di matrimonio o che risultano già iscritte a seguito di un'altra convivenza registrata.