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Il senatore Marino ha detto che dagli errori si impara ed è vero, ma si impara anche dalle cose giuste, nel senso che l'esperienza si accumula e il caso delle crisi bancarie è una testimonianza perché sono state molte, tutte diverse tra loro e tutte hanno impegnato i Governi che le hanno affrontate con un punto di riferimento comune, la non applicazione del bail-in. In nessuna crisi bancaria italiana i Governi hanno applicato il bail-in e hanno affrontato in ogni caso le diverse specificità. Il senatore Picchetto Fratin prima ricordava la complessità delle vicende delle crisi bancarie. In questo caso specifico ci troviamo a fare tesoro delle esperienze precedenti e, quindi, affrontiamo la questione della Banca Popolare di Bari in due modi, ovvero con sufficiente anticipo rispetto al rischio del fallimento e con la visione strategica più ampia di inserire una potenziale crisi in una risposta che è non soltanto di territorio, ma di ampio respiro per l'idea di un rafforzamento del sistema creditizio meridionale. Questo è il risultato di un approccio che abbiamo considerato utile e necessario, data la particolare specificità della condizione della Banca Popolare di Bari, ma anche l'assoluta urgenza di una risposta alla domanda di credito che il territorio meridionale ha proprio in funzione di un potenziale sviluppo che è presente, ma che non ci può essere se non è accompagnato da una sufficiente e articolata diffusione del credito. Affrontando la situazione con sufficiente anticipo e, cioè, prima di trovarci agli sgoccioli di una crisi o di un fallimento, abbiamo valutato che le risorse messe in campo dallo Stato - lo dico perché in un paio di interventi si è detto che le risorse non sono sufficienti - unite a quelle che verranno apportate dal sistema bancario privato, realizzano quell'intervento utile per impedire il tracollo della situazione e per predisporre le condizioni per uno sviluppo più ampio. All'interno di questa prospettiva va anche affrontata la questione dei risparmiatori, nel senso che è assolutamente prioritaria per il Governo la risposta alla domanda dei risparmiatori. Dobbiamo sapere che in questo caso, proprio perché la banca non è fallita e abbiamo intenzione di non farla fallire, l'atteggiamento nei confronti dei risparmiatori non può essere quello di considerarli già alla stregua dei risparmiatori di una banca fallita. In ogni caso, come sapete, il Fondo indennizzo risparmiatori (FIR) è esistente e, peraltro, proprio in queste ore, stiamo inserendo nel provvedimento milleproroghe un emendamento del Governo per consentire ai risparmiatori che avranno il diritto al rimborso di avere un anticipo per non attendere sino all'esito di tutta la procedura. È chiaro che in quest'ottica il provvedimento oggi in discussione sottolinea queste due caratteristiche: affrontare in tempo una situazione perché non degradi, ma soprattutto impostare nella prospettiva di una strategia. È stato osservato questo ragionamento anche critico, ma è evidente - come è stato detto anche dalla senatrice Messina, e prima ancora dalla relatrice - che questo è esplicitamente il primo passo. Consideriamolo tale: come tutti i primi passi, non risolve il problema, ma se non c'è un primo passo di inversione di tendenza non siamo in grado di fare quelli successivi. È per questo, in conclusione, che abbiamo inserito nel provvedimento, accogliendo un emendamento che veniva da maggioranza e opposizione, un forte monitoraggio di tutto l'itinerario, costituito, da un lato, dal monitoraggio della situazione specifica della Banca Popolare di Bari e, dall'altro, nel momento in cui ci sarà la scissione, da un obbligo del Ministero dell'economia e delle finanze (in quel caso) di rispondere al Parlamento delle scelte che ha fatto, di quelle che sta facendo ma anche delle scelte future. Se questo percorso si affianca al lavoro della Commissione di inchiesta sul sistema bancario, che il senatore Pesco ricordava poc'anzi, possiamo dire che abbiamo gli strumenti non soltanto per tenere sotto controllo la situazione ma anche per incidere sull'evolversi della stessa perché sia un evolversi positivo. (Applausi della senatrice Bottici). PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. La Presidenza, in conformità ai criteri adottati durante l'esame in sede referente, dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, gli emendamenti 1.0.4, 2.0.6 e 2.0.7 in quanto estranei all'oggetto del decreto-legge. BOTTICI, relatrice . Signor Presidente, invito al ritiro di tutti gli emendamenti; in caso contrario, esprimo parere contrario. Faccio un appunto sull'emendamento aggiuntivo 1.0.4, che in Commissione è stato ritirato, trasformato in ordine del giorno e approvato come raccomandazione. Per quanto riguarda gli ordini del giorno, esprimo un parere favorevole all'accoglimento come raccomandazione. BARETTA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Montani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dal senatore Perosino e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dal senatore Perosino e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.4, presentato dal senatore Perosino e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dal senatore Montani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Sull'ordine del giorno G1.100 c'è la disponibilità del Governo ad accoglierlo come raccomandazione. Chiedo ai proponenti se intendano accettare. DAMIANI (FIBP-UDC) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G1.100 è accolto come raccomandazione. Senatore Vitali, è favorevole all'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno G1.101? VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, chiedo che l'ordine del giorno venga posto in votazione.