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Se siamo in condizione di metterci d'accordo sul fatto che si devono spendere questi soldi sulla cultura, sulle infrastrutture, sull'ambiente, sulle opportunità, siamo credibili, se invece affermiamo il principio che un Gruppo parlamentare, una forza politica non può chiedere conto di come si spendono questi soldi, perché altrimenti disturba il manovratore, stiamo trasformando il Parlamento in un luogo da schiacciatasti, ma - attenzione - non stiamo dando stabilità. Lasciatemelo dire ai colleghi della maggioranza. A chi ci viene a dire che siamo irresponsabili perché mettiamo in discussione la stabilità faccio presente che il sottoscritto è una persona che almeno in tre passaggi nella scorsa legislatura e in uno in questa ha lavorato perché proseguisse l'esperienza della legislatura, anche talvolta contro l'interesse del suo Gruppo nella scorsa legislatura, perché ritiene che la stabilità sia un valore. Ma c'è una differenza epocale tra la stabilità e l'immobilismo. Una legislatura sta in piedi come una bicicletta: l'equilibrio lo trova se si muove, se riesce ad avere una visione e un orizzonte. Se ci mettiamo in uno stallo, l'immobilismo è esattamente ciò che fa terminare in anticipo la vita di una legislatura. Signor Presidente, questo è il motivo per cui noi abbiamo chiesto chiarezza su dove andranno dei denari che non torneranno più. Signor Presidente, abbiamo detto delle cose che non diceva nessuno. Oggi sono patrimonio condiviso perché tutte le forze politiche stanno mandando avanti i propri progetti. Venti giorni fa siamo stati etichettati come irresponsabili; stavamo soltanto dicendo la verità. Un grande statista di questo Paese nelle ore più difficili della sua vita ebbe modo di scrivere: «Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi». Erano le parole di Aldo Moro nel momento più difficile della sua esistenza, ma sono le parole che dovrebbero ispirare tutti noi. (Applausi) . Sono le parole che consegniamo al Governo nell'ultimo intervento di questo 2020 che ci ha visto dire sì convintamente per lealtà istituzionale. Diremo sì anche oggi, ma assegniamo al Governo la responsabilità di decidere cosa fare da grandi, perché siamo stati partner di questo passaggio complicato; siamo pronti a lavorare insieme se c'è una visione e un orizzonte sulla base delle cose che abbiamo detto, dell'idea dell'Italia tra trent'anni, di un percorso che ci permetta di spendere bene i soldi, di avere quel debito buono di Draghi. Non saremo mai complici del più grande spreco di denaro che potremo avere nella storia repubblicana. (Applausi) . Se vogliamo andare avanti, si va avanti su un progetto. La palla passa al Governo e non più a noi perché noi abbiamo soltanto detto la verità. (Applausi) . CALANDRINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, vorrei iniziare il mio intervento in rappresentanza del Gruppo Fratelli d'Italia dicendo alcune cose importanti riguardo alla forma con cui è arrivata in Aula la manovra di bilancio, che ci lascia molto interdetti e perplessi. Il primo riferimento è a quanto accaduto: la manovra arriva in Aula senza relatore. Su questo vorrei fare una prima riflessione perché non più tardi di un mese fa questa stessa maggioranza e il Governo, dopo l'intervento del Presidente della Repubblica che chiedeva un maggior confronto nelle Commissioni e nelle Aule parlamentari, proposero alla minoranza di valutare eventualmente per i provvedimenti economici e la legge di bilancio che ci fosse la possibilità di avere un doppio relatore (uno di maggioranza e uno di minoranza) per avere un confronto ed evitare quel corto circuito che c'è ormai da quando questo Governo si è insidiato. La risposta plastica di oggi è che siamo in Aula addirittura senza aver avuto la possibilità di discutere in Commissione della manovra di bilancio - che, voglio ricordarlo, è l'atto più importante di una legislatura - e addirittura senza avere un relatore in Aula che potesse darci delle indicazioni sul tema della manovra di bilancio. Allo stesso modo, voglio dire anche al presidente della Commissione bilancio di finirla con questi sermoni che ogni volta ci fa prima di venire in Aula dicendo che questa sarà l'ultima volta che ci sarà questo tipo di problema, questo tipo di corto circuito nelle Aule parlamentari. Presidente, è indecente questo modo di procedere in un momento così delicato della vita del Paese. Questa indecenza è legata, come accade costantemente in questo ultimo anno, a questa prassi consolidata per cui una sola Camera viene messa nella condizione di lavorare sui provvedimenti, mentre l'altra, come in questo caso oggi il Senato, viene esclusa da qualsiasi decisione, perché non è praticamente a conoscenza di nulla. Su questo Fratelli d'Italia continua ad appellarsi al Presidente Alberti Casellati affinché ripristini la piena agibilità democratica di quest'Assemblea. Vi è poi un altro motivo di indecenza che noi troviamo rispetto a questo Governo. Al riguardo vorrei anche ricordare la mancata presenza del ministro Gualtieri, che almeno avrebbe avuto la possibilità di essere in Aula ad ascoltare i senatori per poter sapere cosa dicevano rispetto a questa manovra, mentre riscontriamo l'assenza quasi completa del Governo. L'indecenza cui mi riferivo è quella di affrontare oggi una manovra di bilancio, mentre dall'altra parte il Governo è in altre faccende affaccendato, cioè il teatrino politico che vede contrapposti il premier Conte e l'ex premier Renzi, che non si trovano d'accordo su nulla. Come abbiamo sentito qualche minuto fa quando prima di me è intervenuto il senatore Renzi, non si trovano d'accordo su nulla, tranne che sul potere che deve essere gestito rispetto al fiume di denaro che sta arrivando in Italia con il recovery fund, vale a dire i 209 miliardi che devono interessare il popolo italiano. Invece è in atto una sorta di spartizione di queste risorse e di poltrone su cui ancora non trovate nessun tipo di quadra. Questo lo sta dimostrando un vostro alleato: lo ha detto poco fa in parole povere il vostro Renzi, che grida effettivamente più di qualsiasi altro leader di questa maggioranza, ma che è anche il più insignificante di ognuno di voi, perché - come si dice - abbaia alla luna, perché mai e poi mai potrà far cadere questo Governo considerando la sua irrilevanza nel contesto nazionale della forza politica che oggi rappresenta in quest'Assemblea. Tutto ciò avviene mentre nel Paese c'è una situazione drammatica e ci troviamo di fronte a degli eventi che sono epocali. Mi riferisco in particolare al fatto che siamo ormai prossimi ad una delle più grandi campagne di vaccinazione della storia repubblicana, all'interno probabilmente della più importante crisi economica dal Dopoguerra ad oggi. Invece, in un momento come questo, assistiamo ad uno spettacolo di guerra di potere, a una spartizione di poltrone all'interno di questa compagine di Governo. In questo momento purtroppo i conti del disegno di legge di bilancio sono drammaticamente condizionati dalle guerre fratricide che ci sono all'interno del Governo e dell'attuale maggioranza.