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la Guardia di finanza riporterebbe inoltre che «risulta altrettanto documentato come si evince dalle risultanze della banca che in relazione alle predette Campagne venivano effettuati pagamenti decretati per iban da parte di AGEA in favore del nominativo Romandini Camillo presso Carichieti Spa di Pescara per contributi pari a € 46.658,46»; il dottor Romandini, tra l'altro, ha continuato a percepire i finanziamenti pubblici AGEA anche dopo la cessazione dell'impresa nel 2015 come risulta dalla documentazione della Guardia di finanza; evidenziato che: in data 16 aprile 2018, l'OLAF, Ufficio europeo per la lotta antifrode, ha confermato, su segnalazione di un cittadino, che il caso del giudice Romandini è "oggetto della procedura di selezione di cui all'Articolo 5 del Reg (EC) 883/2013 sul funzionamento di OLAF", determinando in sostanza l'apertura di un'indagine tesa all'acquisizione di un completo quadro informativo, al riscontro dei documenti eventualmente sottoposti, all'integrazione dell'informazione trasmessa con quanto acquisibile presso banche dati, pubblici registri, fonti aperte; tale procedura di selezione porterà ad una decisione del direttore generale che "non è discrezionale ma è vincolata ai principi cardine del Trattato UE (in particolare proporzionalità e sussidiarietà) ed ai criteri che sono esplicitati dalla richiamata disposizione di cui all'Articolo 5"; sul quotidiano on line "primadanoi" del 27 aprile 2018 viene evidenziato che "A carico di Romandini dunque rimane il residuo procedimento disciplinare nel quale il giudice deve difendersi da presunti comportamenti scorretti nei confronti di altri magistrati ma anche di svolgimento di attività incompatibili con la funzione giudiziaria per la vicenda legata ad un'impresa di sua proprietà che non avrebbe potuto detenere in quanto giudice"; evidenziato che: la valutazione in concreto delle caratteristiche dell'azienda, per le sue dimensioni e connotazioni, indurrebbe a ritenere chiaramente incompatibile la sua conduzione con le funzioni di magistrato o presidente della Sezione civile del Tribunale di Chieti; è stato accertato, con prove documentali sempre dalla Guardia di finanza, che il dottor Romandini, rivestendo la funzione di magistrato e al contempo quella di imprenditore agricolo con partita Iva, avrebbe omesso e sottaciuto di dichiarare la propria carica di magistrato nelle plurime domande di erogazione all'ente pubblico e nei mandati di pagamento sottoscritti dallo stesso Romandini al fine dell'ottenimento dei contributi statali per i propri fondi agricoli tramite AGEA; tali comportamenti con profilo penale si sarebbero realizzati non solo nel caso di dichiarazioni attestanti cose non vere ma anche, come in questo caso, con l'omissione di informazioni rilevanti (ricoprire l'ufficio di magistrato) all'autorità pubblica affinché vengano erogati i finanziamenti pubblici in proprio favore ed in danno dello Stato; dalle ulteriori indagini svolte e dalla documentazione acquisita, la Guardia di finanza avrebbe accertato anche la violazione dell'obbligo di astensione da parte dello stesso giudice con conseguente incompatibilità nell'esercizio delle sue funzioni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda attivare in maniera immediata iniziative di competenza, valutando se sussistano gli estremi per adottare gli opportuni provvedimenti, anche di impulso alla funzione disciplinare. Atto n. 4-00164 SAPONARA Al Ministro della difesa Premesso che: il 21 maggio 2018 un operaio di 37 anni è rimasto ferito in modo grave per un incidente sul lavoro avvenuto nello stabilimento militare di ripristini e recuperi del munizionamento situato a Noceto (Parma); secondo i primi riscontri, stando a quanto riportato dalla stampa locale, l'uomo sarebbe stato investito dall'esplosione di un ordigno bellico di natura artigianale che stava rendendo inerte; lo stabilimento militare di ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto, a suo tempo una fabbrica che produceva proiettili, ospita attualmente un impianto di distruzione di esplosivi e residuati bellici al quale sono addetti circa 50 dipendenti civili e una decina di militari; sul luogo dell'incidente, oltre ai medici del 118, sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri; l'operaio ferito è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale "Maggiore" di Parma, avendo riportato nell'incidente diverse ferite, fra cui una grave lesione a un arto; l'incidente occorso il 21 maggio non è il primo del suo genere. Di un precedente risalente al gennaio 2015 diede conto il direttore pro tempore , colonnello Giulio Botto, nel corso di un'audizione svoltasi il 12 aprile 2017 presso la Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell'utilizzo dell'uranio impoverito; con riferimento alla struttura di Noceto, le rappresentanze sindacali hanno chiesto "l'immediata sospensione delle lavorazioni, in attesa delle opportune verifiche e fino a quando non siano state compiute tutte le operazioni di messa in sicurezza dello stabilimento e dei lavoratori coinvolti attraverso il completo adeguamento dei processi lavorativi alla normativa che disciplina la sicurezza nei luoghi di lavoro, dando corso a tutti gli adempimenti previsti dal decreto legislativo n. 81/2008"; lo stabilimento di Noceto è gestito dall'Agenzia industrie difesa, in cui è confluita buona parte dell'area tecnico-industriale appartenente alle forze armate, al dichiarato scopo di accrescerne l'efficienza, alleggerendo parallelamente gli oneri a carico del bilancio del dicastero militare, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda assumere per prevenire incidenti di questo tipo, garantendo efficacemente la sicurezza di coloro che prestano la propria delicata attività lavorativa nello stabilimento militare di ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto, anche con investimenti che ne assicurino l'ammodernamento costante. Atto n. 4-00165 BERGESIO ARRIGONI AUGUSSORI BAGNAI BARBARO BONFRISCO BORGHESI BORGONZONI Simone BOSSI Umberto BOSSI BRIZIARELLI BRUZZONE CALDEROLI CAMPARI CANDIANI CANDURA CANTU' CASOLATI CENTINAIO DE VECCHIS FAGGI FERRERO FREGOLENT FUSCO IWOBI MARIN MARTI MONTANI NISINI OSTELLARI PAZZAGLINI Emanuele PELLEGRINI PEPE PERGREFFI PIANASSO PILLON PIROVANO Pietro PISANI PITTONI PIZZOL PUCCIARELLI RIPAMONTI RIVOLTA ROMEO RUFA SAPONARA SAVIANE SBRANA SIRI SOLINAS STEFANI TESEI TOSATO VALLARDI VESCOVI ZULIANI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: nel settore della gestione del rischio in agricoltura esistono misure di sostegno pubblico, in particolare attraverso lo strumento del fondo di solidarietà nazionale, che sostiene gli agricoltori in caso di danni causati da calamità naturali ed eventi eccezionali.