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La ratifica da un lato consente intanto l'entrata in vigore delle norme auto-applicative, che non necessitano di norme di adeguamento, e dall'altro produce una accelerazione dell'entrata in vigore della Convenzione, che, come detto, necessita la ratifica da parte di un certo numero di Stati. È una scelta di cui deve essere però chiara la natura «strumentale». Non bisogna cioè accontentarsi della ratifica, che pure è importante, senza poi occuparsi degli impegni che la Convenzione chiede, come ha ricordato la mozione della Camera dei deputati approvata nella giornata di ieri (4 giugno 2013). Questi impegni richiedono, e questo è il secondo punto, delle risorse finanziarie. Questo è un punto qualificante, pur senza il bisogno di riaprire la questione della copertura finanziaria, che già alla Camera dei deputati ha suscitato qualche problema. Come è noto, la Commissione Bilancio della Camera dei deputati ha subordinato il proprio parere favorevole all'inserimento della clausola di neutralità finanziaria, ora contenuta nell'articolo 3 del disegno di legge. Per realizzare gli obiettivi ambiziosi della Convenzione, però, i soldi ci vogliono. E al reperimento di queste risorse si dovrà far fronte quando il Senato discuterà le norme di adeguamento del nostro ordinamento. L'approvazione della legge di autorizzazione alla ratifica è dunque solo il primo passo di un percorso più lungo, a cominciare da un'azione diretta a sollecitare gli Stati firmatari ad approvare le ratifiche, azione cui il Governo si è già impegnato nella persona del viceministro Marta Dassù e a cui deve corrispondere analogo impegno del Parlamento, nei confronti dei Parlamenti nazionali europei affinché ratifichino il più rapidamente possibile questa importante Convenzione. Fattorini, relatrice. Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011 e sottoscritta dall'Italia il 27 settembre 2012, di seguito denominata «Convenzione». Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 75 della Convenzione stessa. Art. 3. (Clausola di neutralità finanziaria) 1. Le misure amministrative necessarie all'attuazione e all'esecuzione della Convenzione sono assicurate con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011 e sottoscritta dall'Italia il 27 settembre 2012, di seguito denominata «Convenzione». Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 75 della Convenzione stessa, nei limiti dei princìpi costituzionali, anche per quanto attiene alle definizioni contenute nella Convenzione, e con la riserva del diritto di non applicare o di applicare solo in particolari casi o circostanze una o più disposizioni tra quelle indicate dall'articolo 78, paragrafi 2 e 3, della Convenzione. Art. 3. (Partecipazione italiana) 1. Le misure amministrative necessarie all'attuazione ed esecuzione della Convenzione sono assicurate con le strutture e le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011, di seguito denominata «Convenzione». Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 75 della Convenzione stessa. Art. 3. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011, di seguito denominata «Convenzione». Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 75 della Convenzione stessa. Art. 3. (Autorità nazionale) 1. In relazione alle disposizioni previste dall'articolo 10, paragrafo 1, della Convenzione, l'Italia designa come autorità nazionale responsabile del coordinamento, dell'attuazione, del monitoraggio e della valutazione delle politiche e delle misure destinate a prevenire e contrastare ogni forma di violenza oggetto della Convenzione il Ministero dell'interno. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .