[pronunce]

Considerato che il giudice rimettente dubita della legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 27, terzo comma, Cost., dell'art. 3 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, nella parte in cui - alla stregua di un indirizzo della giurisprudenza di legittimità, consolidatosi dopo l'intervento delle sezioni unite della Corte di cassazione - consente l'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale della pubblica sicurezza nei confronti di persona detenuta in espiazione di pena: e ciò anche quando - come nell'ipotesi oggetto del giudizio a quo - si tratti di pena superiore alla durata massima della predetta misura, inflitta per reato la cui commissione sia posta altresì a fondamento della prognosi di pericolosità sociale del soggetto; che, ad avviso del rimettente, la funzione preventiva cui risponde la sorveglianza speciale risulterebbe, in tale ipotesi, totalmente «assorbita» dallo stato di detenzione, il quale per un verso impedisce la commissione dei fatti criminosi che si intendono prevenire e, per un altro verso, è accompagnato da un trattamento volto alla risocializzazione del condannato; sicché l'applicazione della misura di prevenzione si risolverebbe, oltre che in una «afflizione aggiuntiva» rispetto a quella insita nella pena che il soggetto sta scontando, in un disconoscimento aprioristico dell'effetto rieducativo cui questa è costituzionalmente preordinata e, dunque, della sua capacità di rimuovere la pericolosità sociale dell'interessato; che, al riguardo, si deve peraltro osservare come - alla luce dello stesso indirizzo giurisprudenziale posto dal rimettente a premessa delle sue censure - occorra distinguere, ai fini che interessano, tra momento deliberativo e momento esecutivo della misura in parola: nel senso che - esclusa l'incompatibilità dell'applicazione di questa con lo stato di detenzione del soggetto proposto per la misura - l'esecuzione potrà però avere inizio solo quando tale stato venga a cessare; fatta sempre salva la possibilità, per tale soggetto, di chiedere la revoca della misura, ai sensi dell'art. 7 della legge n. 1423 del 1956, per l'eventuale venir meno della sua pericolosità in virtù dell'espiazione e dell'incidenza positiva sulla sua personalità della funzione risocializzante della pena; che, in simile prospettiva, l'applicazione della sorveglianza speciale nei confronti di persona detenuta per espiazione di pena, sulla base di una valutazione di pericolosità sociale riferita all'attualità - applicazione che, sempre secondo l'orientamento giurisprudenziale in discorso, trova giustificazione, pur nell'impossibilità di una esecuzione immediata, nell'interesse a «predisporre» una misura eseguibile, senza dilazioni, nel momento stesso in cui il detenuto riacquisti la libertà - non si risolve affatto in una negazione «aprioristica» della capacità dell'espiazione della pena a rimuovere l'inclinazione a delinquere del soggetto: e ciò proprio a fronte della revocabilità della misura nel caso in cui l'obiettivo della rieducazione, che l'art. 27, terzo comma, Cost. assegna alla pena - ma che, ovviamente, non sempre è possibile conseguire - si sia in concreto realizzato; che, d'altra parte, per quanto concerne la denunciata «afflizione aggiuntiva» - in assunto connessa al cumulo fra pena e misura di prevenzione, segnatamente quando il reato per il quale è stata inflitta la pena assurga altresì ad elemento fondante la valutazione di pericolosità del soggetto proposto per tale misura - va rilevato come essa non implichi, di per sé, alcun vulnus al parametro costituzionale evocato, posto che la misura di prevenzione assolve ad una funzione chiaramente distinta e non assimilabile a quella della pena: la stessa Carta costituzionale, del resto - consentendo il sistema del «doppio binario» tra pene e misure di sicurezza (art. 25, secondo e terzo comma, Cost.) - riconosce la possibilità del concorso fra due diversi strumenti di intervento, caratterizzati da fini eterogenei, pure in presenza di una medesima situazione di fatto (la commissione del reato come illecito, da sanzionare con la pena, e come indice di pericolosità sociale, da contrastare con la misura di sicurezza); che tale ultima considerazione rende altresì palese la fragilità dell'argumentum a fortiori che il giudice a quo ritiene di poter trarre - a conforto del dubbio di costituzionalità prospettato - dalla regola di esclusione del cumulo della sorveglianza speciale con le misure di sicurezza detentive o con la libertà vigilata, sancita dall'art. 10 della legge n. 1423 del 1956: regola che milita, semmai, in direzione opposta a quella ritenuta dal rimettente; che ove si ritenga, infatti, che la ratio della norma ora citata sia - come si afferma nell'ordinanza di rimessione - quella di evitare una inutile sovrapposizione fra «rimedi che svolgono la medesima funzione di impedire la commissione di reati da parte del destinatario e di eliminare la pericolosità sociale», un opposto criterio dovrà evidentemente valere qualora vengano in considerazione istituti funzionalmente eterogenei, quali appunto sono la pena, da un lato, e la misura di prevenzione (o di sicurezza), dall'altro; che la questione va dichiarata, pertanto, manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 (Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità), sollevata, in riferimento all'art. 27, terzo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Catanzaro con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 aprile 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 aprile 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA