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figura anche Tangenziale di Napoli SpA; considerato che: da organi di stampa si apprenderebbe che sarebbero recentemente emerse gravi carenze nei controlli sulla struttura e sulla manutenzione del viadotto Capodichino da parte di Tangenziale di Napoli SpA; dall'ultimo bilancio emergerebbe infatti che la società avrebbe avuto introiti ricavati dal pedaggio pari a circa 70 milioni di euro e che ne avrebbe investiti nella manutenzione 3 milioni, ovvero meno del 5 per cento di ciò che i cittadini pagherebbero in un anno per attraversare il viadotto. Il dato sarebbe ancora più rilevante, tenuto conto che gli automobilisti napoletani sarebbero gli unici a pagare un pedaggio per utilizzare un'arteria urbana; i cittadini che vivono o sono titolari di attività commerciali nei pressi e sotto il viadotto denuncerebbero da anni la fortemente ammalorata condizione dello stesso, presumibilmente aggravatasi quando, a seguito di presunte infiltrazioni, l'acqua avrebbe corroso, ossidato e spaccato le bullonature e le lamiere e avrebbe irrimediabilmente corroso i giunti metallici che tengono insieme il viadotto; dalle relazioni di Tangenziale SpA si apprenderebbe che nel 2018 sarebbero stati fatti interventi di ripristino del calcestruzzo e ancor prima sarebbero stati svolti lavori per l'adeguamento sismico lungo il viadotto e il cavalcavia. Parrebbe incomprensibile la ragione per cui emergerebbero solo adesso le gravi condizioni in cui versa l'infrastruttura e che, allo stato attuale, metterebbero in serio pericolo coloro che attraversano il viadotto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali provvedimenti intenda adottare nell'immediato affinché l'incolumità dei cittadini non venga compromessa; se non intenda assumere iniziative volte a disporre l'esenzione del pedaggio autostradale; quali azioni intenda avviare nei confronti del concessionario per mettere in sicurezza il viadotto Capodichino e ripristinare le normali condizioni di viabilità; se ritenga di dover svolgere un'azione sostitutiva in danno al concessionario nonché per rendere definitivamente fruibile l'arteria di importanza strategica per lo sviluppo e l'economia di tutto il comprensorio; quali azioni la Direzione sulla vigilanza dei concessionari autostradali abbia realizzato per contrastare il presumibile mancato rispetto degli obblighi concessori relativamente agli investimenti previsti nel piano economico e finanziario. Atto n. 4-02457 DI GIROLAMO DI NICOLA Al Ministro della salute Premesso che: l'articolo 1, comma 796, lettera p) , primo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), ha disposto che, a decorrere dal 1° gennaio 2007, per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale gli assistiti non esenti sono tenuti al pagamento di una quota fissa sulla ricetta di 10 euro (cosiddetto superticket ); l'art. 6 -quater del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, ha disposto la proroga delle misure previste dall'art. 1, comma 796, lettera p) della legge 27 dicembre 2006 n. 296 e ha introdotto, al medesimo comma alla lettera p -bis) la possibilità per le regioni, anziché applicare la quota fissa sulla ricetta pari a 10 euro, possono alternativamente: 1) adottare altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie, la cui entrata in vigore nella regione interessata è subordinata alla certificazione del loro effetto di equivalenza per il mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario e per il controllo dell'appropriatezza, da parte del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti di cui all'art. 12 dell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 ovvero, 2) stipulare con il Ministero della salute e il Ministero dell'economia e delle finanze un accordo per la definizione di altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie, equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario e del controllo dell'appropriatezza; l'articolo 1, comma 804, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), ha disposto, al fine di conseguire una maggiore equità e agevolare l'accesso alle prestazioni sanitarie da parte di specifiche categorie di soggetti vulnerabili, l'istituzione di un fondo per la riduzione della quota fissa sulla ricetta con una dotazione di 60 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018; il decreto del Ministro della salute 12 febbraio 2019 dispone l'assegnazione di 1.183.671 euro alla Regione Abruzzo per la riduzione della quota fissa sulla ricetta, subordinando l'effettiva erogazione del finanziamento alla concreta approvazione da parte della regione di misure volte a ridurre l'onere della quota fissa sulle categorie «vulnerabili»; considerato che: le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Basilicata, Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e le Province Autonome di Trento e di Bolzano avevano già eliminato completamente il superticket o adottato provvedimenti per ridurre l'importo o ampliare i soggetti esenti; le Regioni Marche, Lazio, Veneto (dal 2020), Molise, Campania, Liguria, Piemonte, Toscana hanno approvato provvedimenti usufruendo del fondo (anche ampliando le misure precedenti); solo le Regioni Abruzzo, Puglia, Calabria applicano il superticket pieno; ad oggi risulta che Regione Abruzzo non abbia adottato alcuna misura per agevolare l'accesso alle prestazioni sanitarie da parte di specifiche categorie di soggetti «vulnerabili», utilizzando il fondo assegnato di 1.183.671 euro e non abbia altresì ampliato le categorie di soggetti esentati dal pagamento della quota fissa sulla ricetta di 10 euro; con atto n. 52 del 10 ottobre 2019 la capogruppo del M5S in Regione Abruzzo, Sara Marcozzi, ha presentato interpellanza presso la Presidenza del consiglio di Regione Abruzzo, per ottenere risposta a quanto rilevato; l'assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, ha risposto a detta interpellanza, dichiarando che: a) il Dipartimento Sanità abruzzese ha inteso adottare quelle misure di compartecipazione al costo delle prestazioni sanitarie assegnate il 12 febbraio 2019 alla regione Abruzzo con il citato decreto per abbattere la quota fissa sulle ricette di specialistica ambulatoriale; b) ha provveduto al calcolo di simulazione del mancato gettito ai fini del mantenimento dell'equilibrio economico finanziario, utilizzando diversi criteri di esenzione per gli assistiti considerati più vulnerabili; c) in data 5 giugno 2019 ha inviato al Ministero della salute ed al Ministero dell'economia e finanze la bozza di deliberazione di Giunta (contenente l'ipotesi di esenzione dal pagamento del superticket , per il periodo luglio/dicembre 2019, per gli assistiti appartenenti a nucleo familiare con reddito inferiore ad 13.000 euro) chiedendo la validazione per poter procedere in tempi utili;