[resaula]

il pericolo più grave è arrivare all'esercizio provvisorio. La nostra opposizione patriottica, pronta a discutere in qualunque ora e in qualunque giorno, si ferma, non a parole ma nei fatti, di fronte all'eventuale pericolo di andare a un esercizio provvisorio che sarebbe estremamente dannoso, non per un Governo o per una maggioranza, ma per l'Italia. Qualunque sia il calendario, quindi, si tenga conto che dopo di noi il disegno di legge di bilancio dovrà tornare alla Camera e non possiamo, in nessun caso, non tenere conto di una proiezione dei tempi che metta al sicuro l'approvazione della pessima finanziaria prima che scatti l'esercizio provvisorio. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Metto ai voti la proposta di modifica volta a rinviare in Commissione la discussione del disegno di legge di bilancio e a proseguire i lavori in Aula nelle giornate del 24 e del 26 dicembre, avanzata dai senatori Bernini, De Petris e Misiani. Non è approvata. (Commenti dal Gruppo PD). Dispongo la controprova. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata . Metto ai voti la proposta di modifica volta a prevedere il voto finale del disegno di legge di bilancio nella giornata di sabato mattina, avanzata dalla senatrice Bernini. Non è approvata. Tra l'altro, senatrice Bernini, avrei dovuto anche respingere tale richiesta in quanto, se fa i conti, rispetto al calendario di cui ho dato lettura, il voto sarà effettivamente sabato mattina, perché dopo la mezzanotte di venerdì è già sabato mattina. (Ilarità. Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 981 PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, in relazione a quanto stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, non essendosi concluso l'esame in Commissione, il disegno di legge sarà discusso nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati senza relazione, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento. MISIANI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, come dicevo poc'anzi, gli emendamenti presentati ieri dal Governo stravolgono completamente l'impianto della manovra, l'impatto finanziario e il quadro macroeconomico sottostante. Le stesse paginette di accompagnamento che sono state lette dal sottosegretario Castelli, nei pochi numeri che danno al Parlamento, ci dicono per esempio che la crescita, programmata inizialmente all'1,5 per cento, l'anno prossimo scenderà all'1 per cento; e altre cose che riguardano la vita dei cittadini e delle imprese italiane. Noi però, signor Presidente, riteniamo totalmente insufficiente la documentazione di accompagnamento all'emendamento del Governo che è stata trasmessa al Senato della Repubblica. Non si può presentare un emendamento che vale 10 miliardi di euro senza chiarire qual è il quadro macroeconomico (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) , come cambia l'economia di questo Paese, che nel frattempo sta scivolando verso la recessione, anche grazie alla vostra politica economica. E allora non ci possiamo accontentare delle dichiarazioni del premier Conte e delle dirette Facebook dei due Vice Premier . Noi chiediamo ufficialmente - lo abbiamo già fatto in Commissione e lo facciamo anche in Aula - che venga trasmessa al Parlamento una relazione di variazione della Nota di aggiornamento, come previsto dalla legge n. 243 del 2012, come è stato fatto nell'ottobre del 2014 dal Governo Renzi e come dovrebbe essere normale in ogni Paese civile, che quando presenta una manovra completamente diversa da quella che avete festeggiato... (Commenti del senatore Airola) . FARAONE (PD) . Stai zitto! PRESIDENTE. Che lo dica lei, forse... MISIANI (PD) . Presidente... PRESIDENTE. No, non ce l'avevo con lei... (Commenti del senatore Airola). Non l'ho visto, stavo ascoltando il senatore Misiani, diversamente da quanto fa lei. (Commenti dei senatori Renzi e Airola) . MISIANI (PD) . Signor Presidente, il senatore Misiani, se non viene interrotto, finisce molto rapidamente. Noi chiediamo che venga... AIROLA (M5S) . Siamo in discussione generale! PRESIDENTE. Senatore Airola! MISIANI (PD) . Noi chiediamo di avere i numeri che avete dato a Bruxelles e non avete trasmesso al Parlamento della Repubblica italiana! (Applausi dal Gruppo PD) . Noi abbiamo il diritto di capire come è cambiata la manovra, chi pagherà più tasse, chi non andrà in pensione prima, chi non avrà il reddito di cittadinanza. Abbiamo il diritto di sapere quali promesse non saranno mantenute. E ce lo dovete mettere nero su bianco! (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP. I senatori del Gruppo PD si levano in piedi) . PRESIDENTE. Senatore Misiani, la legge che prevedeva quello che lei sta chiedendo è stata modificata nell'anno 2016, ovvero nella passata legislatura. Tutto quello che lei ha richiesto non è più previsto per legge. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . FARAONE (PD) . Non è vero! PRESIDENTE. Chi l'ha detto? Il senatore Faraone? Senatore Faraone, si informi. (Commenti del senatore Faraone) . Basta, questo non era neanche un intervento sull'ordine dei lavori. STEFANO (PD) . Faccia il Presidente, Calderoli, non il capo della maggioranza! PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pichetto Fratin. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, avendo partecipato ai quindici giorni di discussione nell'ambito della Commissione bilancio, devo partire dall'ambiente che si è venuto a creare in quella sede, se vogliamo un po' surreale, così come in quest'Aula oggi, perché si è discusso un qualcosa che non c'era. Il Governo, nonostante la buona volontà dei sottosegretari Garavaglia e Castelli, era in ambasce, in attesa delle comunicazioni via etere dalla Commissione europea, quindi in balia se vogliamo dell'Europa. E lo dice - mi avvalgo di essere senza vincolo di mandato, quindi non so se il mio Gruppo condivide pienamente - uno che sostiene che forse le regole europee vanno ridiscusse e che, essendo noi un Paese fondatore, abbiamo tutto il diritto di chiedere la ridiscussione delle regole europee (Applausi dal Gruppo FI-BP) e, dall'altra parte, di ragionare sul fatto che rispetto al Trattato di Maastricht sono passati quasi vent'anni. Però una cosa bisogna dire: è venuta meno anche una informazione sugli elementi in possesso del Governo, come detto precedentemente dal collega Misiani. Non abbiamo mai chiesto una comunicazione formale del Governo italiano all'Unione europea perché a trattativa aperta anche l'opposizione ha rispettato il dovere della riservatezza rispetto alla trattativa che il Governo italiano svolgeva con l'Unione europea. Credo però che in una repubblica parlamentare, a trattativa chiusa, il Parlamento abbia il diritto di avere tutte le informazioni ufficiali (non volevamo conoscere i colloqui);