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l'ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) ha più volte censurato alle stazioni appaltanti (ed anche direttamente all'Autorità sistema portuale del Tirreno centrale) comportamenti che, eludendo gli strumenti di pianificazione e programmazione, portano a definire procedure di urgenza anche con assegnazioni dirette e procedure negoziate ad operatori economici, in dispregio ai principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, e pubblicità; il piano regolatore portuale vigente nel porto di Napoli, quale strumento prioritario nell'ambito della programmazione delle infrastrutture, risale al decreto ministeriale n. 2478 del 27 aprile 1958 mentre il nuovo piano del 2012 (adottato con delibera n. 20 del 29 settembre 2012 del comitato portuale) non è stato mai definitivamente approvato non avendo l'Autorità di sistema portuale ad oggi trasmesso gli atti richiesti dal Consiglio superiore dei lavori pubblici; l'analisi del rapporto tra costi e benefici di cui al decreto legislativo n. 228 del 2011, inviata dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale al Ministero, non poteva tener conto che i finanziamenti per la costruzione del terminal passeggeri al molo Beverello provenissero dallo storno di finanziamenti di altre opere prioritarie e già previste nel piano operativo triennale 2017-2019; considerato inoltre che, per quanto risulta: il porto di Napoli richiede in via urgente e prioritaria investimenti per la manutenzione delle banchine e delle infrastrutture portuali che, in molte parti, sono notevolmente deficitarie e corrono il rischio di incidere sulla funzionalità del porto nonché sulla pubblica e privata incolumità; i costi per gli affidamenti per le attività di servizi di ingegneria ed architettura al raggruppamento che nel 2003 (ovvero da oltre 15 anni) si è aggiudicata la progettazione delle opere di riqualificazione del waterfront portuale di Napoli, anche assegnati attraverso l'istituto della trattiva negoziata, appaiono agli interroganti esorbitanti e comunque violerebbero quanto disposto dal decreto legislativo n. 50 del 2016 e dalle indicazioni fornite dall'ANAC, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda assumere le opportune iniziative al fine di verificare i contenuti dell'analisi del rapporto tra costi e benefici inviata dall'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale al Ministero in merito all'esecuzione delle opere di costruzione di un terminal passeggeri alla calata Beverello nel porto di Napoli, anche in ossequio a quanto indicato dal decreto legislativo n. 228 del 2011, dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 agosto 2012 e dalle linee guida per la valutazione degli investimenti in opere pubbliche; se non intenda inoltre analizzare la condotta e la legittimità dell'operato dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale sia in riferimento a quanto disposto dal decreto legislativo n. 50 del 2016, sia in riferimento all'opportunità di distogliere risorse destinate ad interventi prioritari per dar corso ad un'opera che, a parere degli interroganti, certamente non appare indispensabile per la funzionalità delle esistenti infrastrutture, e da altre che abbisognano di urgenti interventi manutentivi; se, per l'esecuzione delle opere, l'Autorità abbia diligentemente e prioritariamente esplorato la possibilità di ricorrere a finanziamenti privati, stante anche il divieto, imposto dall'art. 6, comma 11, della legge n. 84 del 1994, alle suddette Autorità di svolgere operazioni portuali e attività ad esse strettamente connesse, con la conseguenza che le opere dovranno comunque essere affidate in gestione, in regime di concessione, a soggetti privati. Atto n. 4-00383 BRUZZONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: risulta all'interrogante che in data 3 luglio 2018 la Direzione generale per la protezione della natura e del mare del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare abbia inviato agli Uffici caccia delle Regioni e delle Province autonome una comunicazione avente ad oggetto " Attività venatoria su Tortora selvatica (Streptopelia turtur)" tesa a richiedere "una rigorosa attuazione delle più idonee misure di gestione per quanto riguarda in particolare l'attività venatoria sulla Tortora selvatica"; l'ISPRA fino a qualche giorno prima dell'emanazione della nota ha fornito alle Regioni molteplici pareri favorevoli alla preapertura della caccia alla tortora selvatica, sia pure con la riduzione a due giornate soltanto; ISPRA, come specificato nella nota ministeriale, è stato incaricato "di redigere uno specifico piano di gestione della Tortora selvatica, da sviluppare in sintonia con il redigendo piano europeo"; come richiamato nella nota, ISPRA ha certificato "che in Italia la specie è stabile (cioè non in diminuzione) da un punto di vista demografico (dati Progetto Mito2000 - monitoraggio italiano per il Farmland Bird Index) e che l'attività venatoria incide prevalentemente su individui nati in questo Paese (Marx et al. 2016), che l'Italia è interessata solo marginalmente dalla rotta migratoria occidentale dove in base al piano d'azione europeo si osserva il più marcato calo demografico della specie. Inoltre, la fenologia della Tortora indica che le specie non sverna in Italia e la migrazione post -riproduttiva si esaurisce sostanzialmente entro la terza decade di settembre, Ne consegue che il prelievo venatorio si concentra nella prima metà di settembre, periodo per il quale le Regioni possono autorizzare la preapertura delle caccia a determinate condizioni"; la nota prosegue dicendo che "Il quadro sopradescritto ha portato questa Amministrazione a dare parere favorevole al piano d'azione europeo per la Tortora selvatica (Streptopelia tutur), specificando che in base alle evidenze scientifiche disponibili ed alle misure di gestione del prelievo venatorio attuate negli anni e da rafforzare in via precauzionale per la prossima stagione venatoria, non appare necessario attuare, al momento, una sospensione del prelievo venatorio in attesa dello sviluppo di un sistema di gestione adattativa del prelievo della specie (AHM) come suggerito dal Piano d'azione", si chiede di sapere quali siano le motivazioni secondo le quali il Ministro in indirizzo abbia disposto di "evitare l'autorizzazione alla preapertura della caccia della specie", eliminando di fatto due giornate di preapertura alla tortora selvatica, in contrasto con quanto indicato da ISPRA fino al giorno prima e con quanto esplicitato dallo stesso Ministero nella nota inviata alle Regioni. Atto n. 4-00384 QUAGLIARIELLO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che l'agibilità della rete viaria risente pesantemente dell'effetto incrociato delle criticità connesse al nuovo e incompiuto assetto degli enti territoriali, che determina fra l'altro una carenza di risorse in capo alle Province, e della legge sull'omicidio stradale che attribuisce agli amministratori e al personale degli enti locali responsabilità rispetto alle quali, a causa della mancanza di fondi, spesso è difficile agire se non chiudendo le strade; considerato che: