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abbiamo visto i dati, che sono pubblici, e sappiamo anche da dove stavamo partendo. I buoni risultati raggiunti sembrano dovuti in particolare proprio a una ritrovata fiducia della clientela rispetto alle sorti della compagnia e ciò ha reso possibile un aumento dei ricavi, connesso essenzialmente all'incremento del numero dei passeggeri. Questo è un punto da tenere sicuramente in considerazione, perché poi si registra una crescita stimata per il primo semestre del 2018, con un aumento dei ricavi del 4-5 per cento e un incremento in particolare proprio dei passeggeri sui voli intercontinentali. Le azioni della gestione commissariale, come veniva ricordato prima, hanno consentito quasi una sorta di programmazione per i prossimi mesi. È evidente a tutti il fatto che c'è stato un aumento delle prenotazioni, che prefigura un ulteriore miglioramento delle performance di Alitalia a medio termine. Ciò non significa che vada tutto bene, ma che strategicamente le mosse del Governo Gentiloni hanno consentito di seguire una direzione giusta, soprattutto perché sono state messe a disposizione di Alitalia risorse in misura sufficiente a garantire la compagnia in un'azione di medio termine, primo elemento necessario - e lo ribadisco ancora una volta - per recuperare fiducia e garantire agli utenti e a chi si serve di Alitalia di poter avere uno sguardo anche positivo. Quindi fiducia. Fiducia, però, che non deve soffermarsi solo sul presente. Abbiamo bisogno di guardare al futuro, abbiamo bisogno di avere uno slancio ulteriore per provare a rafforzare ulteriormente il posizionamento strategico della compagnia aerea. Quali interventi sono necessari? Anche in questo caso li abbiamo ascoltati e noi, come Partito Democratico, abbiamo provato anche a ribadirli: il potenziamento delle tratte a lungo raggio, tenendo conto, però, dell'importanza che rivestono anche le tratte a medio raggio, perché sappiamo benissimo che il ruolo di Alitalia è anche quello di unire il Paese attraverso le diverse rotte; un migliore sfruttamento dello scalo di Linate con lo sviluppo di ulteriori collegamenti internazionali e ulteriori miglioramenti del processo operazionale (la digitalizzazione e la fatturazione elettronica). Tutto questo si avvicina al secondo tema che volevo sottolineare in quanto importante ai fini della discussione: l'opportunità. A questo punto consentitemi una parentesi proprio sull'opportunità di un aeroporto che ha ritrovato la propria natura, quello di Linate, che finalmente non è più in competizione con l'aeroporto di Malpensa. Ha una nuova natura e ciascun aeroporto ha potuto trovare una nuova carta d'identità. C'è stata l'espansione completa di Malpensa, e Linate sicuramente sta trovando uno spazio non indifferente. Nell'aeroporto di Linate, Alitalia ha una posizione dominante: circa 200 movimenti al giorno, una quota di mercato del 65 per cento, una grande quantità di slot . Dobbiamo guardare con molta attenzione a questo asset perché da esso possono partire opportunità anche per il Paese e lo dico anche da milanese, non solo da lombarda. Linate è un aeroporto molto amato dai milanesi che lo vedono come collegamento diretto alla città. Sappiamo anche che esiste un progetto che riguarda una fermata della metropolitana proprio a Linate, che garantirà un ulteriore collegamento e una vicinanza ulteriore alla città, aumentando il ruolo strategico dello stesso aeroporto. Come può Alitalia valorizzare la sua presenza a Linate? Si può riflettere sul fatto che occorrerà una politica commerciale forte per rendersi appetibili sul breve e medio raggio. Sappiamo che nelle vicinanze c'è l'aeroporto di Bergamo, quindi stiamo parlando di sinergie non di riduzioni. Stiamo parlando di sinergie tra forze che stanno svolgendo con professionalità i loro compiti. Linate è anche il City Airport migliore d'Europa. Offre 20 destinazioni. Possono crescere facilmente senza modificare l'attuale numero di passeggeri in transito. Siamo convinti, proprio per questo, che Linate sia un aeroporto strategico per lo sviluppo e il potenziamento di Alitalia in termini di ricavi, fatturato e voli. È necessario, quindi (veniva ricordato anche prima), non svendere quello che è considerato un patrimonio. Si parla di vendere non svendere. A tale proposito il Governo aveva fatto uno scelta intelligente e interessante per provare a trovare il tempo, cioè l'altro termine che vorrei utilizzare nella mia riflessione. Per non svendere c'è bisogno di tempo, ma i tempi devono essere certi e la politica deve assumersi la responsabilità di tempi certi per portare a compimento anche i progetti di accompagnamento già avviati. Sappiamo benissimo quali sono le scadenze. Gli incarichi assegnati ai commissari sono prossimi alla scadenza. Entro il 31 ottobre 2018 devono essere concluse le procedure di gara per la cessione dei complessi aziendali. Entro il 15 dicembre il prestito concesso alla compagnia aerea deve essere restituito. Pertanto, è possibile rinunciare alle opportunità, è possibile rinunciare alla fiducia che sta nascendo all'interno del mondo che ruota intorno ad Alitalia e alla compagni aerea per mancanza di tempo? Anche in questo caso, la scelta fatta è istituzionalmente corretta: il Governo sottolinea la necessità di proseguire, sempre con data certa, in un percorso che ha già dato dei risultati. La mancata decisione sul futuro di Alitalia nei prossimi mesi, oltre a generare vantaggi competitivi in favore di altre compagnie aeree, renderà ulteriormente più complessa la soluzione dei problemi della compagnia. Noi siamo convinti che il prossimo intervento da adottare entro breve termine, comunque prima della fine dell'estate, sia rappresentato da iniziative e soluzioni che possano garantire davvero la continuità operativa di Alitalia nei termini che abbiamo provato prima a descrivere. Forse sarebbe tempo - concedetemelo - che la politica si assumesse, anche in questa circostanza, una responsabilità maggiore; intendo con politica non solo chi aveva i numeri nella scorsa legislatura, ma anche chi questi numeri sembra averli ottenuti ora, affinché si allontani dalle becere urla che troppo spesso accompagnano alcuni provvedimenti, perché il Paese ha bisogno, invece, di provare ad andare avanti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vallardi. Ne ha facoltà. VALLARDI (L-SP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero innanzitutto ringraziare anche io il relatore Turco, con il quale abbiamo avuto un ottimo rapporto in Commissione. Su questo provvedimento, pur essendo complicato, relativo a una questione molto difficile, che prosegue da una decina d'anni, alla fine con senso di responsabilità in Commissione abbiamo trovato la quadra. Passando alla disamina del provvedimento, bisogna ricordare che il decreto‑legge in esame mette in atto una serie di misure urgenti per assicurare il completamento delle procedure di cessione dei complessi aziendali facenti capo ad Alitalia.