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È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, colleghi, trattiamo di un decreto-legge sicurezza a distanza di poco più di un anno dal varo di un precedente decreto-legge sicurezza. E la cosa che fa specie è che questo Governo, in un momento emergenziale, in cui i problemi sicuramente non mancano, ha ritenuto urgente modificare un provvedimento che una parte importante di questa maggioranza, un anno fa, aveva partecipato a realizzare. (Applausi) . Vi dirò di più. Circola sui siti e sui social il video di un'intervista di un tal ministro Toninelli. Pensavo, come la maggior parte degli italiani, che la battaglia contro l'immigrazione clandestina fosse stata un cavallo di battaglia di Salvini e della Lega. No, Toninelli dice che è stato un suo successo. Dice che se è avvenuto il blocco dell'immigrazione clandestina è stato grazie al Governo del cambiamento, grazie al MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Ebbene, Toninelli ha un problema di coerenza, perché quando approverete questo decreto-legge, e ci sarà, invece, l'immigrazione incontrollata, dovrà dire che il merito è del Governo della restaurazione, quella che il MoVimento 5 Stelle ha fatto con il Partito Democratico per mantenere la poltrona. (Applausi) . Amici del rinnovamento, amici del cambiamento, se questa è la coerenza, se questo è il nuovo, ridateci il vecchio; almeno era coerente con se stesso e non si sarebbe mai contraddetto in maniera così evidente come state facendo voi. C'è un altro problema. Avete utilizzato in maniera strumentale un richiamo del Presidente della Repubblica che, in occasione del varo del primo decreto-legge sicurezza, per non rimandarlo all'esame delle Camere, disse che forse era necessario rivederlo in due punti, esclusivamente due punti: la quantificazione della sanzione amministrativa e le cause di non punibilità. Ebbene, avete utilizzato questa raccomandazione del Presidente della Repubblica come un grimaldello per demolire quello che era stato realizzato. Avete reintrodotto la protezione umanitaria, la ristrutturazione del sistema di accoglienza in piccoli centri diffusi sul territorio, un ridimensionamento delle multe alle ONG e avete eliminato il provvedimento di sequestro. Colleghi, c'è una differenza fra il Paese che state creando voi e uno dei Paesi più civili, come la Germania. Vi faccio un esempio: in Italia, a Carola Rackete, che ha forzato un blocco navale e ha speronato le nostre navi da guerra, abbiamo messo un tappeto rosso e l'abbiamo mandata a casa. (Applausi) . In Germania, per il semplice fatto di aver partecipato a un corteo di protesta contro l'abbattimento di alberi è stata arrestata. Questa è la serietà di un Paese civile; ci sono le leggi e le leggi vanno rispettate. (Applausi). State creando le condizioni per fare di questo Paese l'Eldorado dell'immigrazione clandestina. Ci sono numerose criticità. Mancate di una visione strategica; avete ampliato le casistiche del permesso di soggiorno e avete soppresso il termine stabilito al 30 novembre per indicare le quote di flusso che l'Italia avrebbe potuto sostenere e supportare. Non avete detto una parola - e dico una parola - in un provvedimento che nel suo titolo richiama l'immigrazione clandestina, sui 600.000 immigrati clandestini che costano 5 miliardi di euro al nostro Paese. (Applausi) . In un momento nel quale la povertà si è allargata da 5 milioni a 5,5 milioni, abbiamo perso 500.000 posti di lavoro, e l'anno prossimo ne perderemo 1 milione, vi preoccupate di garantire gli immigrati che vengono qui. (Applausi). E non sempre perché scappano da guerre. Vedete, colleghi, un'altra cosa che mi fa specie è il richiamo all'articolo 10 della nostra Costituzione, cioè a quell'articolo che dice che chiunque scappa da una guerra e da una persecuzione ha diritto di essere sostenuto e di essere accolto. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 14,44) ( Segue VITALI). Quasi che, voi che portate avanti questa politica irrazionale sull'immigrazione, siate quelli che vogliono salvaguardare i diritti umani e noi siamo quelli che invece li vogliamo pregiudicare. Quasi che voi vogliate salvare i disperati in mare e noi invece li vogliamo annegare. (Applausi) . Noi siamo per salvare questi disperati, ma siamo per salvarli con una normativa che eviti di metterli nelle mani degli scafisti senza scrupolo, come voi state facendo. (Applausi) . Non è neanche il caso di paragonare questa migrazione alla migrazione italiana, iniziata nel 1860, che si è protratta fino al 1961. I nostri antenati sono entrati nei Paesi stranieri in punta di piedi, si sono adeguati, si sono integrati, hanno lavorato anche facendo lavori umili e degradanti. Questa gente viene in Italia e, dopo essere stata accolta, ci vuole imporre di rinunciare alle nostre tradizioni e alla nostra cultura! (Applausi) . Vuole eliminare il crocifisso dalle scuole, non ci vuole consentire di fare il presepe e questo non è un modo di fare accoglienza. In assenza di una politica strategica, vogliamo incentivare l'immigrazione, ma quella buona, quella delle intelligenze e delle persone che vengono per integrarsi e per farlo devono innanzitutto riconoscere e accettare la nostra cultura, le nostre origini e la nostra tradizione; devono imparare la lingua italiana e la storia del nostro Paese. (Applausi) . Solo in questa maniera si potrà dire realizzata una effettiva integrazione, che non è quella che state praticando. Anche l'autorevolezza del nostro Paese nel contesto europeo è cambiata di molto con questo Governo. Qualche mese fa la ministra Lamorgese era venuta in Senato, per rispondere ad un atto di sindacato ispettivo, esultando quasi per un Accordo sottoscritto in quel di Malta, che avrebbe consentito la ridistribuzione degli immigrati su tutto il territorio europeo. Certo, la redistribuzione c'è stata, ma soltanto all'interno del nostro Paese, con oneri a carico dei Comuni e delle piccole realtà territoriali (Applausi) , alle quali sottraete risorse e servizi, dando garanzie, che non hanno neanche gli italiani, agli extracomunitari. Voi pregiudicate i nostri connazionali e questa è una responsabilità che vi porterete dietro e della quale darete conto, prima o poi, al popolo italiano. (Applausi) . In questi giorni sto rileggendo la biografia di Winston Churchill e all'interno di questa lettura ho trovato un episodio, che credo si presti molto al periodo che stiamo vivendo. Correva il 1940, era iniziata la seconda guerra mondiale, le cose non andavano bene per l'Inghilterra e un parlamentare, un certo onorevole Amery, rivolse un invito all'allora primo ministro inglese, Chamberlain, dicendo sostanzialmente (e io lo dico a voi): "avete occupato per troppo tempo quelle poltrone, per quel poco che avete fatto per il Paese. È arrivato il momento che vi dimettiate". Sono convinto che, così come fece Chamberlain che accettò quell'invito, prima o poi il primo ministro Conte farà altrettanto.