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ed infine, se intenda includere in questi importanti contributi anche i Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti. Atto n. 4-06435 SBRANA Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: l'impianto raffineria ENI di Livorno, nella zona industriale in località Stagno nel comune di Collesalvetti, ricade nel sito di interesse nazionale (SIN) di Livorno; lo stabilimento rientra nell'ambito della normativa "Seveso bis" sugli impianti a rischio di incidenti industriali rilevanti, di cui al decreto legislativo n. 334 del 1999, aggiornato dal decreto legislativo n. 238 del 2005; in base alla norma di riferimento, gli stabilimenti in cui sono presenti sostanze pericolose oltre una certa quantità sono assoggettati ad una serie di obblighi e all'adozione di specifici protocolli diretti a garantire la sicurezza dei lavoratori e la salubrità dell'ambiente circostante e a minimizzare i rischi di incidente; l'impianto è ricompreso nell'inventario nazionale degli stabilimenti a rischio di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose (detto inventario Seveso), predisposto sulla base di quanto disposto dall'art. 5, comma 3, del decreto legislativo n. 105 del 2015, che recepisce la direttiva 2012/18/UE, "Seveso ter", dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) coordinato dal Ministero della transizione ecologica; considerato che: si è appreso da notizie di stampa che in data 30 novembre 2021 è divampato un incendio all'interno della raffineria ENI di Stagno, avvertito dai cittadini con un forte boato per l'esplosione che ha coinvolto il forno di lavorazione dell'impianto degli oli combustibili "hot oil" regolarmente in esercizio; l'incendio si è sviluppato intorno alle ore 14 e come dichiarato dai Vigili del fuoco è stato di breve durata, quantificabile in poco meno di un'ora. La raffineria ha attivato il piano di emergenza interno dello stabilimento per la gestione dell'evento. Il personale ARPAT di Livorno è stato attivato dai Vigili del fuoco, attraverso la sala operativa della protezione civile, e ha potuto accedere all'impianto intorno alle ore 15,20 quando l'incendio era già domato e sotto controllo; dopo la forte esplosione, l'incendio scaturito avrebbe riversato nell'ambiente circostante ingenti quantità di fumi e polveri, nonostante ciò, con nota del 30 novembre 2021, dal titolo "Intervento per incendio alla raffineria Eni di Stagno nel comune di Collesalvetti", l'ARPAT ha dichiarato che "la breve durata dell'evento induce a ritenere che gli effetti della deposizione al suolo delle sostanze inquinanti (in genere IPA e PCDD/F) siano piuttosto modesti ovvero trascurabili"; ritenuto che: sulla rete internet e sui canali social esistono evidenze documentali che attestano l'importanza e la rilevanza dell'incidente, di conseguenza appare opportuno classificare l'incidente come di primaria entità in termini di inquinamento sull'ambiente circostante e necessario approfondire le indagini ambientali sulla quantità e la composizione delle polveri che l'incendio ha sprigionato, comprese le nanoparticelle da combustione; inoltre risulta essere necessario analizzare quali siano i luoghi di ricaduta a terra degli inquinanti; quanto accaduto deva considerarsi quale ulteriore fattore di rischio generale d'area, in aggiunta a quanto già accaduto e segnalato con l'interrogazione 4-03494 del 20 maggio 2020 e alle criticità generate con lo sversamento di maggio 2021, già segnalate con l'interrogazione 4-05661, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti e della drammatica situazione generale che la popolazione e il territorio sono costretti a sopportare da anni. se ritenga necessario intervenire affinché vengano attivati i necessari controlli; se non ritenga opportuno valutare per lo stabilimento produttivo ENI di Livorno la possibilità della revoca dell'autorizzazione integrata ambientale, prima che possa verificarsi qualche ulteriore incidente con conseguenze che potrebbero essere di un'ancora maggiore portata; quali iniziative intenda intraprendere per evitare che accadimenti di tale gravità si ripetano. Atto n. 4-06436 DE CARLO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: come si apprende dai media nazionali, la Cina ha provveduto ad aumentare il quantitativo di scorte alimentari ad un livello eccezionalmente alto; secondo l'analisi condotta da Nikkei Asia sui dati del Dipartimento americano dell'agricoltura (USDA), la Cina entro la prima metà dell'annata agraria 2022 avrà accaparrato il 69 per cento delle riserve mondiali di mais per l'alimentazione del bestiame, ma anche il 60 per cento del riso e il 51 per cento di grano alla base dell'alimentazione umana nei diversi continenti. Le proiezioni rappresentano aumenti di circa 20 punti percentuali negli ultimi 10 anni, e i dati mostrano chiaramente che la Cina continua ad accumulare grano; infatti il capo delle riserve di grano cinese presso l'Amministrazione nazionale delle riserve alimentari e strategiche, Qin Yuyun, lo scorso novembre ha dichiarato: "Le nostre scorte di grano possono soddisfare la domanda per un anno e mezzo"; visto che meno del 20 per cento della popolazione mondiale è riuscita ad immagazzinare più della metà del mais e di altri cereali del pianeta e che stando ai dati forniti dall'Amministrazione generale delle dogane della Cina, la Cina avrebbe speso 98,1 miliardi di dollari per importare cibo nel 2020, in aumento di 4,6 volte rispetto a un decennio prima e che soltanto nel periodo gennaio-settembre 2021 ha importato più cibo di quanto non avesse fatto almeno dal 2016; considerato che: questi dati potrebbero acuire i problemi per le famiglie e le imprese in uno scenario mondiale estremamente allarmante caratterizzato da forti aumenti dei prezzi e addirittura carestie, cui si somma, almeno in Italia, il cortocircuito innescato dalla pandemia da COVID-19 sul fronte delle materie prime, dal gas al settore agricolo che ha portato, secondo Assoutenti, a oggi a un aumento di 217 euro a famiglia delle spese solo per mangiare; è, quindi, indispensabile intervenire per garantire la sostenibilità finanziaria delle aziende e delle stalle, affinché i prezzi riconosciuti ad agricoltori e allevatori non scendano sotto i costi di produzione in forte aumento per effetto dei rincari delle materie prime anche alla base dell'alimentazione degli animali. Il balzo dei beni energetici si trasferisce infatti a valanga sui bilanci delle imprese agricole strozzate da aumenti dei costi, dai fertilizzanti al gasolio, dagli imballaggi alle macchine agricole fino ai trasporti, non compensati da prezzi di vendita adeguati; è necessario intervenire affinché i consumatori non siano costretti ad affrontare ulteriori rincari sui prodotti agroalimentari, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della problematica illustrata e quali siano le strategie che intenda mettere in atto per tutelare le produzioni agroalimentari nazionali e per garantire prezzi equi di produzione e di vendita. Atto n. 4-06437 ROMEO Al Ministro dell'interno Premesso che: