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È stato accertato -- all'esito delle numerose indagini -- che la criminalità mafiosa ha operato enormi investimenti in detto comparto, acquisendo e intestando a prestanome sale deputate al gioco, oppure mediante uno o più sodali all'interno delle compagini societarie delle singole società di gestione del luogo, quali preposti o con altri compiti di rappresentanza, sia per percepire rapidamente guadagni consistenti (soprattutto se le regole vengono alterate per azzerare le già scarse possibilità di vincita dei giocatori o per abbattere l'entità dei prelievi erariali), sia per riciclare capitali illecitamente acquisiti. Sovente, poi, l'apertura di una sala gioco da parte di soggetti contigui a organizzazioni mafiose è risultato essere uno schermo di comodo per esercitare, accanto alle attività legali, un analogo circuito di gioco clandestino. Sono emersi casi in cui le associazioni criminali avevano distribuito e installato nei bar e nei locali pubblici dei propri apparecchi, determinando situazioni di vero e proprio monopolio nei territori da esse controllati, mediante l'imposizione, con modalità estorsive, ai titolari di pubblici esercizi del proprio prodotto, anche sostituendo quelli già installati da altri clan (con conseguenti situazioni di evidente conflitto a volte sfociati anche in gravi fatti di sangue), e la pretesa del pagamento dei costi per il noleggio o di una percentuale sui ricavi. Sono state poi riscontrate alterazioni del gioco attraverso plurime modalità operative, che vanno dalla manomissione e dalla clonazione delle schede elettroniche situati all'interno delle newslot (AWP) ai più complessi interventi di alterazione dei sistemi di trasmissione dati e all'utilizzo di circuiti di gioco on line non autorizzati. Per i motivi esposti, ad oggi il sistema di regolamentazione del gioco d'azzardo non può dirsi completato. La Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, istituita con la legge 19 luglio 2013, n. 87, nella relazione sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito ha messo in evidenza molte delle questioni esposte e alle quali la presente proposta cerca di porre rimedio. Con la presente proposta, da un lato, viene limitata la diffusione eccessiva dei punti gioco e dei giochi che maggiormente espongono i giocatori al fenomeno della ludopatia e del gioco compulsivo. Allo stesso modo, si prevede una normativa più stringente sulla pubblicità, sui luoghi e gli spazi televisivi in cui è consentita o meno, informando i cittadini sui danni alla salute derivanti dal gioco eccessivo, anche per il tramite della diffusione, attraverso le aziende sanitarie locali, di programmi finalizzati ad affrontare il problema della dipendenza da gioco d’azzardo patologico (GAP). Il disegno di legge prevede quindi, sempre per la dipendenza dal gioco, l'introduzione dell'amministrazione di sostegno nei casi più gravi di dipendenza da GAP ed il patrocinio gratuito per i familiari per le controversie derivanti dalla situazione patologica. Tra le novità più importanti troviamo l'introduzione dell'obbligo della tessera elettronica per l'utilizzo dei dispositivi elettronici per il gioco, al fine di poter tracciare le giocate dei singoli giocatori, consentendo loro di autolimitarsi e, allo stesso tempo, di evitarne l'accesso ai minori. Misure più stringenti sono previste per i luoghi ove si esercita il gioco, evitandone l'installazione in prossimità delle zone vicino alle scuole, ospedali, luoghi di culto, impianti sportivi e centri giovanili. Viene rivista la normativa sulle concessioni e sono introdotte pene più severe per l'omessa dichiarazione e per l'evasione tributaria per gli operatori esercenti attività di gioco. Infine, è prevista l'introduzione di un apposito titolo, il XIII- bis nel libro II del codice penale, intitolato «Dei delitti concernenti il gioco d'azzardo» al fine di ridefinire l'impianto sanzionatorio degli illeciti ricollegabili al gioco d'azzardo.. 1 (Oggetto e finalità) 1 La presente legge ha ad oggetto interventi in materia di gioco d'azzardo per: a ridurre la diffusione eccessiva dei punti di gioco e dei giochi che maggiormente espongono i giocatori al fenomeno della ludopatia e del gioco compulsivo e patologico; b assicurare la protezione dei minori e dei soggetti vulnerabili nonché i singoli cittadini e i loro familiari; c contrastare l'evasione fiscale e il riciclaggio dei proventi di attività illecite e l'infiltrazione della criminalità organizzata nella gestione di giochi, scommesse e concorsi pronostici; d rendere più trasparente il settore dei giochi e le modalità di accesso alle gare per le concessioni; e predisporre una normativa più stringente sulla pubblicità dei giochi; f rafforzare i controlli in materia di concessioni e ridefinire le autorità competenti e le limitazioni ai fini dell'autorizzazione per l'esercizio del gioco lecito anche per il tramite dell'introduzione di una responsabilità diretta della società concessionaria; g aumentare le sanzioni per contrastare il gioco illegale e potenziare le norme volte alla trasparenza dei flussi finanziari in tale settore. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge, sono definiti giochi d'azzardo tutti i giochi che, sulla base di una posta monetaria, ovvero tramite moneta elettronica, prospettano la possibilità di una vincita in denaro, determinata in modo esclusivo o preponderante dal caso, inclusi quelli in cui siano presenti, oltre a fattori aleatori, anche elementi di abilità, disciplinati dalla normativa vigente, e comunque tutti i giochi nell'ambito di competenza dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. 2 Ai giochi di cui al comma 1 sono assimilati quelli in cui la vincita sia costituita da beni o vantaggi non in denaro, il cui valore pecuniario sia superiore a 250 euro. 3 Ai fini della presente legge, si definisce gioco d'azzardo patologico (GAP), in conformità a quanto definito dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la perdita di controllo sul proprio comportamento di gioco, che induce i soggetti alla coazione a ripetere condotte compulsive tali da arrecare grave deterioramento alla loro personalità, assimilabile ad altre dipendenze, ivi comprese quelle da sostanze stupefacenti o psicotrope e da alcol. 3 (Modifiche al comma 10 dell'articolo 7 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, in materia di istituzione dell'Osservatorio nazionale sulle dipendenze da GAP e di campagne informative) 1 Il quarto e il quinto periodo del comma 10 dell'articolo 7 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, sono sostituiti dai seguenti: