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Per una migliore applicazione, però, sarebbero forse serviti degli accorgimenti in più, ma sottolineo anche che abbiamo bisogno di una classe dirigente in grado di applicare regolamenti e leggi con competenza, per un vero sblocco della burocrazia, che spesso non è dovuta solo al coacervo di norme, ma anche alla negligenza e all'incapacità di agire a tutela degli interessi dei cittadini e del settore pubblico o privato. In questa direzione va anche la previsione che, da un lato, conferisce la realizzazione operativa degli interventi previsti alle amministrazioni centrali, alle Regioni, alle Province autonome e agli enti locali, sulla base delle loro specifiche competenze e attraverso le proprie strutture, ma, dall'altro, determina un potere sostitutivo dello Stato in caso di inadempienza da parte di uno dei soggetti attuatori, ove sia messo a rischio il conseguimento degli obiettivi intermedi e finali del PNRR. Si tratta di un'assunzione di responsabilità da parte dello Stato non di poco conto, che però necessariamente deve far scaturire altrettanta responsabilità nei soggetti attuatori, che devono agire con professionalità, utilizzando gli strumenti per realizzare gli investimenti pubblici e con un chiaro aumento di efficienza di ogni attività. Rilevante è poi la disposizione che prevede l'applicazione delle misure e delle procedure di velocizzazione anche ai progetti contenuti nel Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR, estendendo le procedure finanziarie alle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, i cui 15,5 miliardi di euro concorrono al finanziamento di tali interventi, in deroga alle specifiche normative di settore. Sempre nell'ottica di conseguire gli obiettivi del PNRR, si interviene in modo incisivo sulla struttura tecnica del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, creando un procedimento ad hoc per una serie predeterminata di opere di particolare rilevanza strategica, interamente finanziate, che devono realizzarsi rispettando il cronoprogramma prefissato. Tra queste, mi permetto di ricordare la realizzazione dell'asse ferroviario Palermo-Catania-Messina e della linea ferroviaria Salerno-Reggio Calabria. Con il decreto-legge in esame si interviene anche sulla disciplina del credito d'imposta previsto in relazione agli investimenti effettuati nelle zone economiche speciali (ZES), elevando il limite massimo dello stesso credito con agevolazione estesa all'acquisto di immobili strumentali agli investimenti e con possibilità di fruizione oltre il 2022, non essendovi un limite temporale all'utilizzo in compensazione. Come referente nazionale di Italia Viva per le aree interne sono soddisfatta anche delle norme che, intervenendo sulla strategia nazionale, consentiranno di attuare gli interventi individuati con la cooperazione tra i livelli istituzionali interessati e il coordinamento del Ministero per il Sud e la coesione territoriale. È positiva anche l'accelerazione per le procedure relative ai beni confiscati alle mafie, per il tempestivo svolgimento delle attività sugli interventi di valorizzazione di questi beni, con possibilità, per quelli non assegnati a seguito di procedure di evidenza pubblica, di essere utilizzati dagli enti territoriali, oltre che per le finalità di lucro con reimpiego dei relativi proventi, per finalità sociali, anche per il sostenimento delle spese di manutenzione straordinaria. Colleghi, da parlamentare del Sud ho notato infine particolare attenzione e varie misure a favore del Mezzogiorno nel decreto-legge all'ordine del giorno. Ora mi rivolgo ai territori del Sud, a chi li rappresenta nei vari livelli amministrativi e politici. Il Meridione può essere veramente protagonista per le grandi potenzialità da cui può partire lo sviluppo, promuovendo il Sud, anziché denigrando sempre il lavoro fatto, evidenziando strumentali differenze. Le risorse ci sono e dico ai colleghi parlamentari, ma anche a chi mi ascolta dai territori, che, piuttosto che piangersi addosso, devono essere bene investite per realizzare quanto si può e quanto si deve ai cittadini, senza stare a contare gli spiccioli in più o in meno rispetto alle altre Regioni. L'Italia è una e, finché non lavoriamo e pensiamo in un'ottica anche visionaria di Paese-Italia in un contesto europeo e internazionale, difficilmente ci libereremo da pregiudizi e dall'annosa questione meridionale, tirata in ballo con rimpianto da parte di alcuni nostalgici dei tempi borbonici, utilizzando impropriamente il richiamo alla Magna Grecia, che ancora è lì davanti ai nostri occhi, assuefatti da una nebbia che ci fa essere miopi, senza renderci conto che le opportunità sono a portata di mano. Una di queste, forse la più importante per unire veramente il Paese e per rilanciare il Mezzogiorno, creando migliaia di posti di lavoro e assicurando un riscatto morale e sociale per i nostri giovani e le imprese, è la possibilità concreta di realizzare il ponte sullo stretto di Messina. Non è più una leggenda, ma un sogno che si avvera, grazie a tre fattori in sinergia mai verificatisi prima: il fronte politico favorevole sempre più ampio, di cui prova l'intergruppo parlamentare che mi onoro di aver promosso; la grande determinazione dell'ingegner Pietro Salini, pronto a sostenere in gran parte l'opera con Webuild; e la piena disponibilità delle Regioni Calabria e Sicilia di rivolgersi al mercato finanziario per reperire i fondi mancanti. Un Governo che punta sulla crescita non può che essere a favore di quest'opera e ringrazio il presidente Draghi che sta seguendo direttamente il dossier e ha dato disponibilità di incontrare appena possibile una delegazione dell'intergruppo. Con questo Governo c'è veramente spazio per una nuova visione e per dimostrare una capacità che va oltre, al di là di bandierine politiche e di discorsi, per ridare fiducia alla nostra meravigliosa Italia, facendoci riscoprire, con l'umiltà dei grandi, la dignità di essere donne e uomini dello Stato. Per queste ragioni, annuncio il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-P.S.I. (Applausi) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, vorrei tanto anche oggi poter essere stanco per i lavori della Commissione; magari vorrei aver trascorso la nottata ad esaminare emendamenti e ad apportare modifiche a un importante decreto-legge che potrebbe essere essenziale e basilare per la realizzazione del PNRR. Vorrei tanto essere qui oggi magari a svolgere un intervento non sulla fiducia, ma sul merito di un provvedimento. Invece siamo qui, signor rappresentante del Governo, per l'ennesimo voto di fiducia e quindi continuiamo su questa brutta via, intrapresa ormai da troppo tempo. Ne abbiamo parlato più volte, io stesso ne ho parlato la scorsa settimana: siamo ormai su una strada che sembra senza ritorno, lontana dal rispetto delle regole democratiche e della Carta costituzionale. Il Presidente della Repubblica è intervenuto nelle scorse ore - lo ringraziamo per questo - evidenziando l'abuso di decretazione d'urgenza, che - lo ricordo - si definisce tale perché non è ordinaria, o almeno così dovrebbe essere; e invece, continuiamo a procedere con il ricorso a questo strumento, ma peggioriamo ancora la situazione, approvando decreti che qualche giornale specializzato ha chiamato "raccatta tutto", perché ci inseriamo di tutto.