[massime]

Appalti pubblici - Norme della Regione Umbria - Disciplina per la esecuzione di lavori e opere pubbliche da eseguirsi sul territorio regionale - Attività di manutenzione tramite la stipula di contratti aperti - Previsione di una tipologia contrattuale innovativa, in contrasto con la tassatività delle tipologie contrattuali previste dal Codice dei contratti pubblici - Violazione statale della competenza legislativa esclusiva nelle materie della tutela della concorrenza e dell'ordinamento civile - Illegittimità costituzionale.. È costituzionalmente illegittimo, per contrasto con l'art. 117, secondo comma, lett. e ) ed l ), Cost., l'art. 22, commi 3 e 4 della legge della Regione Umbria 21 febbraio 2010, n. 3, il quale consente alle amministrazioni di provvedere all'espletamento dell'attività di manutenzione tramite la stipula di contratti "aperti", caratterizzati dal loro contenuto "variabile", ossia determinabile in ragione delle necessità che si manifestino nel periodo temporale (quattro anni) di efficacia dello stesso. Tale disposizione, che non trova riscontro in alcuna previsione del d.lgs. n. 163 del 2006, incide in via prevalente nell'ambito materiale dell'ordinamento civile, di tal che - ferma restando l'autonomia negoziale delle singole amministrazioni aggiudicatrici - spetta al legislatore statale individuare il tipo contrattuale da utilizzare per la regolamentazione dei rapporti di lavori, servizi e forniture «per garantire uniformità di trattamento sull'intero territorio nazionale». Tale uniformità, inoltre, «è funzionale ad assicurare il rispetto dei principi sottesi alla competenza legislativa esclusiva in materia di tutela della concorrenza». In senso analogo, v. la citata sent. n. 401 del 2007.