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la rilevazione nella popolazione generale e nei gruppi a rischio dei tassi di copertura vaccinale di cui al comma 2, lettera b) , dell'articolo 2 e dei tassi di soggetti non vaccinati ai sensi del comma 3, lettera a) , del citato articolo 2. Tali dati, rilevati per ogni coorte di nascita a 2, 3, 6 e 14 anni, sono raccolti nelle anagrafi vaccinali regionali e inviati, mediante procedura telematica unificata a livello nazionale, all'anagrafe vaccinale nazionale istituita, presso l'Istituto superiore di sanità, che annualmente li pubblica sul proprio sito internet istituzionale. Le anagrafi di cui al periodo precedente sono istituite senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; le amministrazioni interessate provvedono ai necessari adempimenti nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente; d la definizione delle modalità di segnalazione, valutazione e comunicazione degli eventi avversi a seguito di vaccinazioni presso banche dati regionali interoperabili con il sistema nazionale di farmacovigilanza, di cui all'articolo 14 del decreto del Ministro della salute 30 aprile 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 143 del 23 giugno 2015; tali dati sono pubblicati ed aggiornati ogni anno sul sito internet istituzionale dell'AIFA; e la predisposizione delle misure di supporto alla pratica vaccinale da adottare in caso di allarme sanitario derivante da scostamenti significativi dai tassi di copertura vaccinale indicati nel CVUN ovvero da segnalazione di focolai epidemici di malattie infettive prevenibili con vaccinazioni, nonché l'individuazione dei soggetti che devono attuarle; f il coinvolgimento attivo e l'integrazione funzionale dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, degli specialisti convenzionati e dipendenti dei servizi sanitari regionali nel raggiungimento degli obiettivi vaccinali nonché l'attuazione di sistematiche campagne di informazione e formazione sulla prevenzione attiva delle malattie prevenibili con vaccinazioni, finalizzate, in particolare, a promuovere l'adesione alle vaccinazioni da parte di coloro che direttamente assicurano la vigilanza, l'educazione scolastica, la cura e l'assistenza ai soggetti in età infantile. 4 (Inadempimenti in materia di CVUN da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano) 1 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero della salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, emana un decreto che disciplina gli indicatori di processo e di esito per la valutazione dello stato attuativo del CVUN. 2 La Commissione per il monitoraggio dell'attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, istituita con decreto del Ministro della salute 19 gennaio 2017, verifica annualmente, sulla base degli indicatori di cui al comma 1, il rispetto degli obiettivi del CVUN e avvia le misure di competenza atte a garantire la piena e uniforme erogazione dei livelli essenziali di assistenza previste per i casi di mancata, ritardata o non corretta applicazione. 3 In presenza di specifiche condizioni di rischio elevato per la salute pubblica, conseguenti al verificarsi di focolai epidemici di malattie infettive prevenibili con vaccinazioni, ovvero di tassi di copertura vaccinale insufficienti ad assicurare la tutela della salute e la sicurezza della comunità, il Consiglio dei ministri esercita i poteri sostitutivi di cui all'articolo 120 della Costituzione ai sensi dell'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, con la nomina di un apposito commissario ad acta e, nei casi di assoluta emergenza, procede ai sensi del comma 4 del citato articolo 8. 5 (Adempimenti in materia di CVUN da parte dei servizi educativi e delle scuole dell'infanzia, delle istituzioni del sistema nazionale dell'istruzione obbligatoria e delle scuole non statali) 1 L'articolo 47 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518, è sostituito dal seguente: «Art. 47. -- 1 . I responsabili dei servizi educativi e delle scuole dell'infanzia statali, paritari e privati e i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale dell'istruzione obbligatoria, ivi compresi i responsabili delle scuole non statali, sono tenuti, all'atto dell'ammissione, ad accertare se siano state praticate le vaccinazioni obbligatorie indicate nel CVUN, richiedendo agli esercenti la responsabilità genitoriale o la tutela del minore la presentazione della certificazione ovvero della dichiarazione sostitutiva, ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni predette ovvero il motivato esonero, totale o parziale, dalle stesse o comunque l'avvio delle procedure di adesione ai prescritti cicli vaccinali. 2 . Nel caso di mancata presentazione della certificazione o della dichiarazione di cui al comma 1, i responsabili dei servizi educativi e delle scuole dell'infanzia statali, paritari e privati, i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale dell'istruzione obbligatoria e i responsabili delle scuole non statali comunicano il fatto entro cinque giorni all'azienda sanitaria di competenza e al Ministero della salute, per gli opportuni e tempestivi interventi. 3 . La presentazione della certificazione o della dichiarazione di cui al comma 1 costituisce requisito di ammissione del bambino ai servizi educativi e alle scuole dell'infanzia statali, paritari e privati. Costituisce requisito di permanenza negli stessi la periodica presentazione della certificazione o della dichiarazione sostitutiva comprovante l'avvenuta adesione alle schedule vaccinali indicate nel CVUN. 4 . La mancata presentazione della certificazione o della dichiarazione di cui al comma 1 non comporta il rifiuto di ammissione dell'alunno alle istituzioni del sistema nazionale dell'istruzione obbligatoria o agli esami. In ogni caso i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale dell’istruzione obbligatoria e i responsabili delle scuole non statali, sentiti i servizi vaccinali competenti, adottano le opportune misure, anche organizzative, finalizzate alla tutela degli alunni non vaccinabili per controindicazioni cliniche, temporanee o permanenti. 5 . È fatta salva l'eventuale adozione da parte dell'autorità sanitaria di interventi di urgenza ai sensi dell'articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. Tali provvedimenti, adottati dal sindaco su parere motivato degli organi competenti in base alla normativa regionale, devono essere necessari, proporzionati ed efficaci rispetto alle finalità prioritarie di tutela della salute e della sicurezza della comunità nonché di protezione degli alunni con certificate e documentate controindicazioni cliniche, temporanee o permanenti, alla somministrazione dei vaccini. In ogni caso, i provvedimenti devono prevedere misure volte a salvaguardare il diritto all'istruzione obbligatoria».