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il Consiglio di Stato, con parere del 30 maggio 2019, espresso sullo schema di decreto ministeriale in esame ha manifestato apprezzamento per la circostanza per cui il Ministero stia procedendo finalmente "a dare puntuale attuazione al dettato legislativo, volto ad assicurare ad un settore importantissimo per l'alta formazione, la cultura e l'arte quale è l'AFAM, un organismo adeguatamente rappresentativo, ponendo così fine alla deprecabile prassi delle proroghe e della costituzione di organismi surrogatori". Considerato che: lo schema di decreto in titolo dà attuazione alla legge n. 508 del 1999, nella parte in cui ha previsto l'istituzione del Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale (CNAM); lo schema di decreto in titolo abroga la disciplina prevista dal decreto ministeriale n. 236 del 2005 e prevede misure in tema di costituzione, funzionamento ed elezione dei componenti del CNAM che appaiono urgenti e necessarie al fine dell'attuazione della legge n. 508 del 1999 e, conseguentemente, il funzionamento a regime dell'assetto delle istituzioni afferenti al comparto AFAM; tale schema ha introdotto una serie di novità, tra cui la riduzione dei componenti del CNAM da 34 a 24; la riduzione da 6 a 2 degli esperti designati dal Ministro; l'eliminazione dei rappresentanti del Consiglio Universitario nazionale; la previsione della rappresentanza degli istituti autorizzati a rilasciare titoli ai sensi dell'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica n. 212 del 2005 (una per il settore delle arti visive e del design e una per il settore musicale, coreutico e dello spettacolo) attribuendo tale rappresentanza ai soli direttori degli istituti; oltre alle predette misure, lo schema in esame ha previsto la semplificazione delle procedure relative alla composizione dei seggi presso le istituzioni; l'eliminazione della distinzione fra prima e seconda fascia, stante la necessità di tener conto del nuovo status giuridico del personale docente statuito dagli ultimi contratti collettivi nazionali; la modifica dei criteri di validità delle sedute del CNAM e del quorum costitutivo; la durata dell'incarico per i componenti  da 3 a 4 anni , con la possibilità di riconferma per un altro mandato consecutivo; la previsione della decadenza del consigliere in caso di assenze ingiustificate per due sedute consecutive; il meccanismo di composizione delle rappresentanze elettive dei vari settori AFAM di cui all'articolo 3 del presente schema di decreto non risulta adeguatamente proporzionato alle dimensioni effettive dei comparti e alla loro attuale popolazione; esso risulta impostato su una serie di "macro-aree" individuate nella tabella A allegata allo schema di decreto, il cui criterio di ripartizione pare discutibile se valutato in riferimento alle affinità disciplinari; il meccanismo d'individuazione dei candidati nazionali previsto dall'articolo 6 del presente schema di decreto prevede un passaggio preliminare in sede di singola istituzione per il vaglio del Collegio Docenti alla candidatura e che questa previsione allontana il nuovo Cnam dal CUN, e risulta poco organica rispetto ad un settore caratterizzato da istituzioni di dimensioni molto variabili e da un corpo docenti caratterizzato da instabilità per via dei trasferimenti, comportando di fatto un meccanismo di pre-selezione locale per un organo che dovrebbe essere eletto democraticamente a base nazionale; ai sensi dell'articolo 3, comma 3, del presente schema di decreto la nomina a componente del CNAM viene dichiarata incompatibile con incarichi sindacali e si prevede che i componenti decadano dal mandato se viene meno l'appartenenza ad una categoria da essi rappresentata o se si verifica una causa di incompatibilità legata a incarichi sindacali; l'articolo 5, comma 6, prevede che l'elettorato attivo e passivo è attribuito al personale docente con contratto a tempo indeterminato nelle discipline attinenti all'arte coreutica, prevedendo di fatto l'esclusione dei docenti delle altre discipline; il successivo comma 7 prevede, inoltre, che per l'elezione dei rappresentanti di cui all'articolo 3, comma 2, lett. f ) l'elettorato attivo e passivo è attribuito, fra l'altro, al personale docente degli Istituti superiori di studi musicali, ai pianisti accompagnatori e ai percussionisti dell'Accademia nazionale di danza con contratto a tempo indeterminato; da ciò si evince che questi ultimi vengono accorpati incomprensibilmente al collegio elettorale degli Istituti Superiori di Studi Musicali; il comma 4, quinto periodo dell'articolo 3 dispone che il CNAM sia validamente costituito con la nomina di almeno metà dei suoi componenti (12 su 24); all'articolo 4, comma 9, dello schema di decreto ministeriale in esame, si prevede poi in relazione al quorum di validità delle sedute del CNAM, che "le sedute del consiglio sono valide se ad esse interviene un terzo degli aventi diritto al voto"; esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: 1) si ridetermini il meccanismo di elezione, di cui all'articolo 6 del presente schema di decreto, non su base dapprima locale e poi nazionale, ma direttamente a livello nazionale con la possibilità di una candidatura libera da parte dell'elettorato passivo come già avviene per il CUN, avvalendosi dell'utilizzazione di una procedura telematica validata che assicuri contemporaneamente l'accertamento dell'identità dei votanti, della preferenza espressa e della segretezza del voto; 2) dal punto di vista della rappresentatività in termini di expertise disciplinare, si raccomanda di rivedere la ripartizione per aree della Tabella A, allegata al presente schema di decreto, al fine di meglio garantire l'adozione di criteri omogenei che, sulla base di principi fondati sulla competenza disciplinare, informino l'accorpamento in macro-aree dei vari settori artistico disciplinari tra loro affini. L'obiettivo deve essere quello di preservare il valore di una rappresentanza in seno al CNAM che sia bilanciata rispetto alle specifiche dei settori artistico disciplinari anche in termini di pratiche, generi e repertori, per esempio valutando l'ipotesi di modificare, se necessario, il numero delle aree al fine di rivederne la composizione secondo una distinzione per dominio che volga l'attenzione, per esempio, all'aspetto performativo versus quello compositivo-creativo, teorico, multimediale etc.. Si propone altresì di considerare in tal senso l'opportunità di prevedere più di un rappresentante per macro-area se il loro numero, in tale revisione, dovesse eventualmente venire ridotto; 3) dal punto di vista della rappresentatività in termini quantitativi, a fronte del mantenimento di un numero minore di membri CNAM rispetto al passato, si invita a rimodulare la distribuzione interna del numero dei rappresentanti ora previsti prestando attenzione al riassetto attuale dei settori rappresentati, di cui all'articolo 3, comma 2 a) b) c) d) e) f) g) h) i) l) m) n) del presente schema di decreto, in particolare al fine di garantire un migliore equilibrio tra Accademie di Belle Arti statali e ISSM, dato che questi ultimi appaiono compensativamente sottorappresentati;