[resaula]

questi criteri sono stati concepiti e utilizzati nei tre casi di scioglimento di associazioni neofasciste che si sono verificati nella storia repubblicana, tutti peraltro operati su impulso dell'autorità giudiziaria e non su iniziativa del Governo; data l'estrema delicatezza dell'oggetto, la magistratura e il Governo, come più volte sottolineato dalla Corte costituzionale, sono dunque chiamati ad applicare la normativa sulla condotta politico-eversiva "secondo lo spirito della Costituzione per una adeguata applicazione al caso concreto" (sentenza n. 74 del 1958); non va dimenticato che nel nostro ordinamento esistono altre fattispecie di reati politici atte proprio a reprimere condotte associative sovversive non specificamente riconducibili al fascismo: è il caso del delitto di associazione sovversiva, previsto dall'articolo 270 del codice penale; l'assalto alla sede della CGIL portato avanti da esponenti di Forza Nuova costituisce non solo un grave atto contro l'ordine pubblico, ma anche un'intollerabile lesione dei valori costituzionali del nostro sistema; episodi di violenza simili non sono, purtroppo, sconosciuti nella storia recente del nostro Paese, si pensi ai disordini causati a Genova dai centri sociali legati alla rete "Indymedia" durante il G8 del 2001; e più recentemente, alle devastazioni in seguito ad un corteo antifascista promosso dal centro sociale "Kavarna" di Cremona (25 gennaio 2015); al pestaggio da parte di una quindicina di esponenti dei centri sociali torinesi di due militanti del gruppo studentesco "Aliud" (12 novembre 2019); all'assalto contro il Comune di Torino, ricoperto di uova e vernice, e al rogo dell'effige del Presidente del Consiglio dei ministri (Torino, 10 ottobre 2021); alle violenze dei "no TAV" contro le forze dell'ordine e i simboli delle istituzioni; alle decine di aggressioni ad esponenti del centrodestra e della sinistra parlamentare negli ultimi anni; questi fatti di assoluta violenza ingenerano nell'opinione pubblica allarme sociale e minacciano la convivenza libera e democratica tra i cittadini; altrettanto gravi episodi di violenza sono da imputarsi a organizzazioni ed associazioni legate tanto alla sinistra estrema quanto all'estrema destra e al radicalismo islamico, attivamente impegnate nella propaganda antisemita indirizzata strumentalmente contro lo Stato d'Israele, certamente perseguibili ai sensi della legge Scelba, e, soprattutto, ai sensi dell'articolo 270 del codice penale; dalla Relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza 2020 della Presidenza del Consiglio dei ministri si evince, inoltre, che «le evidenze raccolte dall'Intelligence nel 2020, sistematicamente condivise con le Forze di polizia, fanno stato di come l'anarco-insurrezionalismo resti la componente eversiva endogena più vitale», con 98 attentati terroristici riconducibili all'area anarchica nel 2019 e 24 attentati e 52 arrestati nel 2020; ad ogni modo, è necessario evitare pericolose strumentalizzazioni all'interno del dibattito politico-istituzionale, distinguendo in maniera chiara il piano della tutela della salute e delle resistenze alle azioni governative relative alle misure adottate in tale ambito, da quello più strettamente politico, legato a contrapposizioni di tipo ideologico che rischiano di compromettere i successi registrati nel fronteggiare l'emergenza sanitaria che consentono la ripartenza del Paese, impegna il Governo: 1) ad adottare tempestivamente ogni misura prevista dalla legge per contrastare tutte, nessuna esclusa, le realtà eversive che intendano perseguire il sovvertimento dei valori fondamentali dell'ordinamento costituzionale e, di conseguenza, che rappresentano un concreto pericolo per l'impianto democratico; 2) a dare seguito, con sollecitudine, per quanto di competenza e secondo legge, alle verifiche e agli accertamenti della magistratura in ordine agli episodi del 9 ottobre 2021 richiamati in premessa. Interrogazioni Atto n. 3-02868 MALLEGNI PAPATHEU GALLIANI BARBONI CESARO CALIENDO DE SIANO RIZZOTTI CANGINI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: in esecuzione della convenzione firmata con il CNR l'11 giugno 2018 per la realizzazione del canale televisivo satellitare "High science TV", il consorzio CNCCS Scarl (Collezione nazionale dei composti chimici e centro screening), il 28 novembre 2019, ha ricevuto dal CNR la prima tranche di finanziamento di 4.375.000 euro e ha cominciato l'attività prevista per il primo semestre; soltanto due mesi dopo l'Italia si è fermata a causa della pandemia fino al 10 maggio 2021 e alla riapertura, il CNCCS, verificando che il preventivo dei costi approvato quasi 3 anni prima avrebbe comportato uno spreco di risorse pubbliche, ha chiesto il 20 maggio 2020 al presidente del CNR di rimodulare i costi a saldo invariato; pur trattandosi di un progetto di infrastruttura europea di incredibile valore per la scienza e per il Paese, anziché convocare i responsabili del consorzio per conoscere la situazione creatasi nel lungo lasso di tempo inutilmente trascorso, il nuovo consiglio di amministrazione del CNR, totalmente all'oscuro di ogni azione intrapresa e di qualunque risultato ottenuto, sulla scorta del parere negativo del comitato tecnico-scientifico per i progetti FISR del Ministero dell'università e della ricerca, il 3 giugno 2021 ha deliberato la revoca della convenzione con il CNCCS e la chiusura del progetto; allo stato, appare incredibile che i membri del consiglio di amministrazione del CNR abbiano deciso di chiudere un progetto di importanza strategica per il Paese, nella prima riunione dall'insediamento. Oltretutto senza incontrare gli amministratori del consorzio ed i propri rappresentanti nel consiglio di amministrazione e nel collegio dei revisori, e senza valutare che le responsabilità del ritardo attengono tutte alla situazione di stallo vissuta per un anno dal CNR; il tutto sarebbe confermato dalla e-mail che Sky Italia ha inviato il 6 agosto 2021 al CNCCS per confermare l'accettazione della partnership con il CNR per la realizzazione del canale scientifico accettando anche l'accollo di parte dei costi; a giudizio degli interroganti, quindi, il provvedimento di revoca della convenzione del consiglio di amministrazione del CNR, poggiando sulla contestazione al CNCCS di aver operato poco efficacemente e non rispettando i protocolli (cosa peraltro non vera), nel primo semestre del 2021, cioè in piena crisi pandemica, mostra tutta la sua motivazione discriminatoria, si chiede di conoscere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per rivitalizzare un progetto la cui presentazione per ben due volte, in considerazione del notevole valore strategico, è stata inserita nel calendario ufficiale delle riunioni plenarie del Parlamento europeo (30 ottobre 2018 e 10 gennaio 2019): entrambe saltate per responsabilità esclusiva del CNR, nell'ambito di un iter procedurale denso di decisioni incomprensibili, su cui il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo ha già presentato due interrogazioni il 30 luglio 2020 (4-03928 e 4-03929) rimaste tuttora senza riposta;