[resaula]

Esso non prevede alcun onere finanziario e presenta evidenti elementi di incostituzionalità. Vi invitiamo ancora una volta a riflettere. Siete ancora in tempo per fermarvi e per non portare a termine questo disegno che, invece di risolvere il problema, lo aggraverà. Chiediamo pertanto all'Assemblea di votare favorevolmente la soppressione dell'articolo 1. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . GRASSO (Misto-LeU) . Il tema è già stato posto: si tratta di una dizione, di una formulazione letterale che non può che portare a un'interpretazione errata. Nel decreto-legge è detto che, alla data del 30 settembre, i processi pendenti fruiranno della sospensione dei termini. Il problema è che i processi pendenti si riportano certamente alla data di entrata in vigore del decreto-legge, cioè il 22 giugno 2018, mentre tutti quelli che sopravvengono dal 22 giugno 2018 al 30 settembre non troverebbero la possibilità di essere sospesi. Questo è evidente da un punto di vista letterale. Diciamo che il relatore e il Governo hanno inserito nella relazione un passo in cui si dice che si devono interpretare come sopravvenuti i processi che sopravvengono appunto in questo periodo. Il relatore ha inoltre inserito nell'ordine del giorno un passaggio secondo il quale ci si deve occupare della sospensione anche in relazione ai processi che sopravvengono in quella data. Però ricordo che l'ordine del giorno impegna il Governo; invece chi interpreta la legge sono i magistrati, gli operatori giustizia e gli avvocati. Naturalmente potranno anche avvalersi di questo ordine del giorno; però - ripeto - l'interpretazione letterale è quella secondo cui i processi che intervengono tra il 22 giugno e il 30 settembre, cioè quelli sopravvenuti, non potrebbero godere della sospensione dei termini. Ecco perché abbiamo proposto l'emendamento 1.4, che chiediamo venga votato. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU). PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. PILLON, relatore . Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 1. MORRONE, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Vitali e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VITALI (FI-BP) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, con questo emendamento si cerca di correggere le assurdità del decreto-legge facendo ricadere in capo al Ministro il ruolo di commissario straordinario e quindi la possibilità di prevedere tempi, modi e percorsi per arrivare alla normalizzazione della situazione giurisdizionale del distretto di Bari. È veramente incomprensibile come la maggioranza si opponga a un emendamento che prende atto di una situazione particolare, difficile ed emergenziale, anche se non straordinaria, e cerca di dare una soluzione obiettiva e aderente alle necessità, tenuto conto anche delle richieste venute da tutte le organizzazioni audite. Ci sembra veramente paradossale non ritenere che in una città come Bari non ci siano almeno venti o trenta opzioni, tra caserme, locali universitari e quant'altro, per risolvere adeguatamente questo fenomeno. Pertanto insistiamo per la votazione e chiediamo di votare favorevolmente sull'emendamento 1.2. CUCCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (PD) . Signor Presidente, condividiamo molto l'esposizione che ha testé fatto il senatore Vitali. Di fatto, con questo emendamento si darebbe giusto seguito anche al titolo di questo provvedimento, perché si metterebbe finalmente mano al problema dell'edilizia giudiziaria e si troverebbero i locali, come già ha detto il senatore Vitali, per consentire un corretto e ordinato svolgimento dei procedimenti penali. È evidente che il voto non possa che essere favorevole. Anziché rimanere inerti, come parrebbe sia stato fatto fino ad oggi, perché appena si parla di edilizia giudiziaria sembra che si parli di chissà cosa e non si vuole assolutamente affrontare il tema (come se la questione dovesse essere affrontata in famiglia, senza nessuna discussione), in questa maniera si consentirebbe, conoscendo la procedura da seguire, di individuare quegli edifici dove l'attività giudiziaria potrebbe riprendere a svolgersi ordinatamente. Ricordo che in questo momento è tutto fermo perché le famose tensostrutture sono già state smontate. Pertanto il nostro voto non può che essere favorevole. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dal senatore Vitali e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.3. VITALI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, ritiriamo questo emendamento. Come vede, noi siamo un'opposizione intransigente, ma di buon senso e non ostruzionistica. Il tema è stato introdotto, in maniera quasi fortuita, nell'ordine del giorno, quindi ritiriamo l'emendamento 1.3 perché è inutile metterlo in votazione. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Sull'emendamento 1.4 la 5 a Commissione ha espresso parere condizionato ad una riformulazione su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PILLON, relatore . Esprimo parere contrario. MORRONE , sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.4 (testo 2). GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, ho già espresso le mie perplessità sul fatto che l'ordine del giorno sia rivolto ed impegni il Governo, mentre la legge la dovranno interpretare magistrati, operatori di giustizia e avvocati. Quindi non mi pare che il mezzo usato sia funzionale alla risoluzione del problema interpretativo. CUCCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (PD) . Signor Presidente, anche in questo caso dobbiamo ribadire che si tratta di un emendamento di buon senso. Comprendiamo le ragioni di urgenza, comprendiamo tutto, ma non si può confondere un'attività ostruzionistica con quella che invece ci porta a mettere un po' di ordine in un sistema che si sta introducendo e che produrrà sicuramente solo disordine.