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Si tratta di un'operazione di condono tombale di cui sinceramente non c'era assolutamente bisogno e della quale nessuno di noi - spero - aveva alcuna nostalgia. (Applausi dal Gruppo PD) . Per tornare più propriamente al disegno di legge di cui stiamo parlando da questa mattina, quello sulle isole minori, oggettivamente all'interno della Commissione c'è stato un lavoro di concertazione, Presidente, soprattutto all'inizio. C'è stato un grande lavoro sulla definizione dell'oggetto e sulle finalità del disegno legge: finalità previste anche dalle norme dell'Unione europea che corrispondono esattamente a quanto dettato dalla norma costituzionale che prevede che i cittadini, anche a prescindere della collocazione geografica, devono poter godere dei medesimi diritti sostanziali e non solamente formali; di conseguenza, le leggi devono consentire il superamento dei gap . Abbiamo, dunque, accolto con favore l'inizio dei lavori nella Commissione; poi, però, oggettivamente è accaduta una cosa, che noi non imputiamo nemmeno ai commissari: è del tutto evidente che a un certo punto è intervenuto il Governo, il quale ha posto dei veti che hanno di fatto stravolto - e fortemente impoverito - il provvedimento. Faccio solamente un esempio: parliamo delle norme in materia di protezione civile nonché dell'articolo 14 del testo originario del disegno di legge n. 497 adottato come testo base - attenzione dunque, il confronto che sto facendo non riguarda solo il testo presentato dal Partito Democratico, ma anche quello presentato dal MoVimento 5 Stelle - ebbene, in quel testo base c'era scritto che le Regioni competenti garantiscono interventi immediati al ripristino delle condizioni minime di sicurezza relative all'assetto idrogeologico ma tutto questo viene di fatto assolutamente superato nel testo proposto dalla Commissione perché un emendamento ha soppresso quanto appena enunciato. Più specificamente, il testo originario prevedeva l'istituzione, presso i Comuni delle isole di cui all'allegato A (cioè le isole minori), d'intesa con le Regioni territorialmente competenti, di presidi permanenti di protezione civile, cui è preposto il sindaco del Comune interessato. Questo era quanto stabilito nel testo base, scritto e sostenuto anche dal MoVimento 5 Stelle. Il testo che abbiamo esaminato questa mattina prevede, invece, di istituire un apposito organismo consultivo, con la partecipazione di rappresentanti di tutti i soggetti pubblici e privati, e che ai componenti dei predetti organismi non spetta alcun compenso, indennità, eccetera. È del tutto evidente che in materia di protezione civile stiamo parlando di aria fritta, perché non c'è bisogno di una legge per comporre un organismo consultivo guidato dal sindaco all'interno del Comune. Al contrario, c'è bisogno di una legge per prevedere, in maniera mirata, un presidio reale di protezione civile guidato dal sindaco all'interno delle piccole isole. Non riprendo adesso in esame il contenuto di tutti gli articoli che abbiamo contestato questa mattina, riguardanti il trasporto, l'assistenza sanitaria, la scuola e altri ancora. C'è anche il tema della fiscalità di sviluppo, che è stato oggettivamente depotenziato. Allo stesso modo, c'è il tema della promozione delle imprese con sede legale e operatività all'interno delle isole. Infatti, il ripopolamento delle isole e la permanenza dei cittadini all'interno di esse ci sono quando c'è lavoro. Pertanto, una prima forma di sostegno è quella di una fiscalità di sviluppo e di accompagnamento. (Applausi dal Gruppo PD) . Occorre una legge che consenta anche una contrattazione mirata del lavoro, secondo le esigenze del territorio. Di questo, purtroppo, non c'è cenno. Non si fa inoltre alcun cenno alla rimodulazione, che abbiamo proposto con l'avanzo vincolato (articolo 7). Non c'è cenno, purtroppo, ai benefici economici per i Comuni legati ai servizi idrici e al ciclo dei rifiuti. Con gli emendamenti esaminati questa mattina abbiamo cercato di reinserire quanto era previsto nel testo base, ma - purtroppo - non c'è stato modo, perché la maggioranza ha votato per il loro respingimento. Lo stesso si potrebbe dire - questo è molto grave - per le energie rinnovabili. Signor Presidente, l'altra questione di fondo che ci vede non pienamente soddisfatti riguarda il finanziamento delle misure contenute nel provvedimento. Voglio essere chiaro e intellettualmente corretto fino in fondo. Come ho già detto stamattina, è stato positivo che nell'opera di ricucitura fatta dal relatore siano state riconosciute nell'ambito delle isole minori non solo le isole marine, ma anche quelle lacustri e lagunari. Infatti, il principio che abbiamo utilizzato è quello secondo cui, a prescindere dalla collocazione geografica, vale la tutela delle comunità che vivono all'interno delle isole. È del tutto evidente, però, che l'aumento del numero delle isole in questione non è stato accompagnato da un altrettanto aumento del finanziamento. Il testo base, alla tabella a), prevedeva per le sole isole marine uno stanziamento di ben 100 milioni di euro. Nel testo in esame si è invece arrivati a 20 e 30 milioni di euro, dal 2020 e per quattro anni, per la totalità delle isole. Questo è un problema, perché siamo di fronte a un depotenziamento reale nei confronti dei Comuni nell'esercizio dei servizi a favore dei cittadini. Sono finanziamenti che non c'erano, ci mancherebbe altro. Quello in esame è però un disegno di legge quadro e affinché a provvedimenti di questo tipo venga data conseguenza operativa, occorre prevedere un finanziamento. L'ultima questione che poniamo, signor Presidente, è la seguente. Alcuni degli emendamenti proposti, che noi abbiamo voluto riproporre, naturalmente riformulandoli, in Assemblea questa mattina hanno ricevuto il parere negativo della Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Noi abbiamo voluto ripresentarli - per fortuna la Presidenza li ha ammessi - perché c'è stato un precedente pericoloso. La 5 a Commissione, la Commissione bilancio, non è entrata solamente nel merito proprio, cioè la sostenibilità degli equilibri della finanza pubblica, ma nei propri pareri ha riscritto integralmente e spedito gli articoli alla Commissione. Ora, io non c'ero, ma mi dicono che questo non era mai successo. Lo poniamo ufficialmente come tema all'interno di questo dibattito e chiediamo alla Presidenza di vigilare. Presidente, alla luce di tutte queste argomentazioni, a questo provvedimento diamo un sei meno meno. È un provvedimento che abbiamo voluto e al quale abbiamo creduto fin dal principio. Per onestà intellettuale diciamo che non è nato da zero, perché è in continuità con la precedente legislatura, da cui ha assorbito indicazioni importanti. È un provvedimento che fa mezzo passo in avanti. Ci aspettiamo che la Camera abbia la possibilità di fare quel passo deciso oltre, perché le piccole isole hanno bisogno davvero di tutto l'appoggio del Parlamento. (Applausi dal Gruppo PD) . BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) .