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Il sottosegretario Anna MACINA fornisce rassicurazioni in tal senso. Il senatore MOLLAME ( L-SP-PSd'Az ), relatore per la 10ª Commissione, riferisce sul provvedimento in titolo, anche a nome della relatrice per la 2ª Commissione, senatrice Evangelista. Lo schema di decreto legislativo recepisce la direttiva (UE) 2019/1, in base all'articolo 6 e al numero 7 dell'Allegato A della legge n. 53 del 2021. Rammenta in proposito che, secondo l'articolo 31, comma 1, della legge n. 234 del 2012, il Governo adotta i decreti legislativi entro il termine di quattro mesi antecedenti a quello di recepimento indicato in ciascuna delle direttive; per le direttive il cui termine così determinato sia già scaduto alla data di entrata in vigore della legge di delegazione europea, ovvero scada nei tre mesi successivi, il Governo adotta i decreti legislativi di recepimento entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della medesima legge, mentre per le direttive che non prevedono un termine di recepimento, il Governo adotta i relativi decreti legislativi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di delegazione europea. Fa notare quindi che la legge di delegazione europea n. 53 del 2021 è entrata in vigore l'8 maggio 2021, ma il termine di recepimento della direttiva era il 4 febbraio 2021; pertanto, il decreto legislativo avrebbe dovuto essere adottato entro l'8 agosto. Tuttavia, in virtù dell'articolo 31, comma 3, della medesima legge n. 234, qualora il termine per l'espressione del parere parlamentare scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini di delega o successivamente, questi ultimi sono prorogati di tre mesi. Poiché il termine per il parere parlamentare è il 14 settembre, successivo alla scadenza della delega (8 agosto), il termine di scadenza della delega risulta pertanto prorogato di tre mesi, l'8 novembre. Venendo al contenuto, segnala che il provvedimento apporta modifiche alla legge n. 287 del 1990, recante norme per la tutela della concorrenza, nonché al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1998, n. 217, recante regolamento in materia di procedure istruttorie e di competenza dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Nel rilevare come l'articolo 1 rechi la parte più consistente, in quanto interviene sulla legge n. 287 del 1990, illustra l'articolo l, comma l, che modifica l'articolo 10, commi 3 e 7, della legge n. 287 introducendo anche i commi 3- bis e 3- ter . Tali disposizioni sono volte a consolidare le garanzie di indipendenza dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) con riferimento allo svolgimento dei propri compiti, al fine di garantire l'efficace applicazione della normativa antitrust. In particolare, si prescrive il divieto di rimozione o destituzione dei membri dell'Autorità per motivi connessi al corretto svolgimento dei loro compiti o al corretto esercizio dei poteri, facendo salva la possibilità di sollevare dall'incarico i membri dell'Autorità quando sia applicata la pena accessoria di cui all'articolo 28 del codice penale. Il comma 3- bis riguarda l'indipendenza dei membri e del personale dell'Autorità, mentre il comma 3- ter prescrive l'opportunità per l'AGCM di adottare e pubblicare un codice di condotta che includa disposizioni in materia di conflitto di interessi. Inoltre, lo stesso comma dispone che i membri e il personale dell'Autorità, per i tre anni successivi dalla cessazione delle loro funzioni, non possono essere coinvolti in procedimenti istruttori riguardanti l'applicazione degli articoli 101 o 102 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e degli articoli 2 o 3 della legge n. 287 del 1990 di cui si sono occupati durante il loro rapporto di lavoro o incarico presso l'Autorità. Infine, la modifica proposta all'articolo 10, comma 7, concerne sancisce l'indipendenza dell'AGCM anche con riferimento all'utilizzo della propria dotazione finanziaria. Sottolinea inoltre che l'articolo 1, comma 2, integra l'articolo l2 della legge n. 287 del 1990 al fine di: stabilire i tipi di prove ammissibili nell'ambito di un procedimento antitrust , nell'ottica di un ampliamento delle tipologie di prova ammissibili, tenuto conto delle nuove tecnologie digitali; attribuire all'AGCM il potere di definire le proprie priorità per lo svolgimento dei compiti ai fini dell'applicazione della normativa antitrust ;sancire che i procedimenti relativi alle infrazioni dell'articolo 101 o 102 del TFUE, nonché agli articoli 2 o 3 della legge n. 287 del 1990, rispettano i principi generali del diritto dell'Unione europea e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione. L'articolo 1, comma 3, lettere a) e b) , modifica e integra l'articolo 14, comma 2, della legge n. 287 del 1990, per potenziare i poteri a disposizione dell'AGCM in relazione agli accertamenti istruttori. Viene, in primo luogo, recepito il principio di ragionevole durata dell'istruttoria, prevedendo che l'Autorità ne notifica l'apertura alle imprese e agli enti interessati. I titolari o i legali rappresentanti delle imprese ed enti hanno diritto di essere sentiti personalmente o a mezzo di procuratore speciale, nel termine fissato nella notifica ed hanno facoltà di presentare deduzioni e pareri in ogni stadio dell'istruttoria, nonché ad essere nuovamente sentiti prima della conclusione. Inoltre, si introduce la possibilità per l'AGCM, in ogni momento dell'istruttoria, di: richiedere alle imprese, enti, o persone fisiche e giuridiche, di fornire tutte le informazioni necessarie per l'applicazione della normativa antitrust entro un termine ragionevole e determinato nella richiesta; convocare in audizione ogni impresa, persona o ente che possa essere in possesso di informazioni rilevanti ai fini dell'istruttoria; disporre perizie e analisi economiche e statistiche nonché la consultazione di esperti in ordine ad elementi rilevanti ai fini dell'istruttoria; disporre presso le imprese tutte le ispezioni necessarie all'applicazione della legge n. 287 . Si prevede inoltre che, qualora vi siano motivi ragionevoli di sospettare che taluni elementi di prova utili ai fini dell'accertamento dell'infrazione della normativa antitrust siano conservati in altri locali, terreni e mezzi di trasporto, l'AGCM può disporre ispezioni in detti luoghi, ivi compresa l'abitazione dei dirigenti, amministratori e altri membri del personale delle imprese coinvolte nell'istruttoria.