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Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02656 RICCIARDI TURCO CROATTI PISANI Giuseppe LOMUTI VANIN TRENTACOSTE CASTALDI PAVANELLI DE LUCIA Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie, dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 119 della Costituzione prevede l'istituzione di un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante. Gli enti territoriali, attraverso le entrate proprie, la compartecipazione al gettito dei tributi erariali e i trasferimenti dal fondo perequativo, devono provvedere al finanziamento "integrale" delle funzioni pubbliche loro attribuite; il fondo di solidarietà comunale, che è lo strumento di perequazione fiscale dei Comuni, è finalizzato ad assicurare un'equa distribuzione delle risorse, svolgendo una funzione di compensazione delle risorse storiche e di perequazione determinata dalla differenza tra fabbisogni standard e capacità fiscale. La dotazione annuale del fondo è definita per legge ed è in parte assicurata attraverso una quota dell'imposta municipale comunale; nella seduta del 31 marzo 2015 della Conferenza Stato-Città e autonomie locali è stato raggiunto un accordo tra il Governo e l'Associazione nazionale Comuni italiani sui criteri di riparto delle risorse del fondo di solidarietà comunale per l'anno allora in corso. L'accordo ha consentito di procedere all'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con il quale vengono stabiliti i criteri di formazione e di riparto del fondo per il 2015; l'applicazione di criteri di riparto di tipo perequativo nella distribuzione delle risorse ai Comuni è iniziata nel 2015; l'assegnazione di quote del fondo è stata modificata dal decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, che individua un incremento costante della quota percentuale del fondo da distribuire tra i Comuni su una base perequativa del 5 per cento annuo, col raggiungimento del 100 per cento della perequazione nell'anno 2030; il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, in data 26 maggio 2021 è stata audita dalla Commissione per l'attuazione del federalismo fiscale in merito allo stato di attuazione e alle prospettive del federalismo fiscale. In particolare, relativamente ad un quesito posto dalla prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo in merito al fondo di solidarietà comunale, ella ha risposto che il nodo della perequazione va sottoposto ad una sostenibilità di bilancio ed è inutile che ci si giri attorno, ha un costo e va trovato un equilibrio finanziario, pertanto il Ministero dell'economia e delle finanze e il Dipartimento per gli affari regionali devono capire i margini per allargare il concetto di perequazione ma nel quadro di una sostenibilità. "Francamente" ha continuato "credo che al 100 per cento non ci si possa arrivare (...). La domanda se sia possibile una perequazione al 100 per cento è già stata posta da me al dottor Salvatore Bilardo" della commissione tecnica per il fabbisogno standard del Ministero dell'economia "e la risposta è che sia quasi impossibile arrivare al 100 per cento", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano adottare le opportune iniziative di competenza per il raggiungimento del 100 per cdento della perequazione entro il 2030, ai sensi del decreto-legge n. 124 del 2019 e conformemente a quanto previsto dall'articolo 119 della Costituzione; se intendano rendere noti, relativamente alle annualità 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020, gli impegni economici annuali che il Governo avrebbe dovuto sostenere applicando il target del 100 per cento e gli impegni effettivamente sostenuti dallo Stato nelle rispettive annualità; a quanto ammontino, relativamente alle annualità 2015-2020, gli stanziamenti annuali che ciascun Comune avrebbe maturato applicandosi una perequazione integrale e gli stanziamenti maturati da ciascun Comune nelle rispettive annualità. Atto n. 3-02657 RICCIARDI TURCO CROATTI PIARULLI PISANI Giuseppe LOMUTI VANIN TRENTACOSTE PRESUTTO CASTALDI PAVANELLI DE LUCIA Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la Banca del Sud è un istituto bancario meridionale, nato nel 2006 con l'obiettivo di raccogliere il risparmio di famiglie e imprese e reinvestirlo in loco . Come riportato testualmente sul sito web dell'istituto, "da sempre la banca porta avanti politiche fortemente localizzate, che si contrappongono alle azioni de-localizzanti dei grandi istituti bancari nati dalle fusioni, ponendosi come punto di riferimento per la collettività. Pertanto, l'istituto costituisce, per il Mezzogiorno, un'alternativa concreta ai grandi gruppi bancari, che non tengono nella debita considerazione il tessuto economico del Sud Italia e soprattutto le piccole e medie imprese locali"; a distanza di 40 giorni dall'insediamento del nuovo consiglio di amministrazione della Banca del Sud, in data 11 giugno 2021 è stato disposto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo e la banca è stata sottoposta alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi dell'articolo 70, comma 1, del testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993). In un comunicato stampa della Banca d'Italia, si apprende che "la misura di intervento precoce è stata disposta con l'obiettivo di assicurare un adeguato presidio dell'operatività della banca e di ripristinare condizioni di sana e prudente gestione"; più specificamente, da circa un anno il gruppo bancario aveva visto un deterioramento della propria situazione patrimoniale ma, come riporta "Milanofinanza" il 14 giugno 2021, "nonostante le difficoltà, negli ultimi tempi si erano affacciati nuovi investitori pronti a risollevare le sorti dell'istituto". Pertanto in data 14 giugno, la fondazione Banco di Napoli, azionista della Banca del Sud, ha comunicato l'intenzione di ricorrere contro il commissariamento della Banca del Sud. Banco di Napoli è una fondazione di origine bancaria, un ente no profit privato e autonomo che persegue fini di interesse sociale e di promozione dello sviluppo economico e culturale prevalentemente nelle regioni meridionali. La sua storia, antichissima, trae origine dai banchi pubblici dei luoghi pii, sorti al Sud tra il XVI e XVII secolo; una nota diffusa dal consiglio di amministrazione della fondazione Banco di Napoli riporta testualmente: "Niente di nuovo sotto il sole. La storia si ripete ogni qual volta l'attenzione della vigilanza sia rivolta ad una banca meridionale. Scattano pregiudizio e diffidenza per il sol fatto dell'origine nel Mezzogiorno d'Italia e della lontananza dai centri influenti della Finanza italiana. L'aver commissariato Banca del Sud - un istituto che aveva oggi concrete opportunità per riavviare il proprio percorso dopo alcuni anni di rallentamento nell'attività creditizia, a soli 40 giorni dall'insediamento del nuovo cda - non può dirsi risponda ad una proficua regolazione e tutela del mercato.