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abbiamo un'altra idea per contrastare le povertà, abbiamo un'altra idea per sostenere le politiche attive per il lavoro e abbiamo un'altra idea e un'altra visione anche di come sarebbe stato necessario intervenire sulle pensioni. Ripeto che di fronte a tutte le nostre proposte sono mancate le risposte da parte della maggioranza e del Governo; qualcosa a mio avviso di insostenibile, un'occasione sprecata, un errore politico della maggioranza, proprio perché attraverso il confronto cresce la qualità del dibattito e proprio perché solo attraverso il confronto si può allargare l'orizzonte e guardare un po' più avanti rispetto al triennio e un po' più in profondità nelle esigenze del futuro di questo Paese. Anzi, pur di fronte ad una terza lettura in Commissione bilancio, pur di fronte, quindi, ai limiti che la terza lettura determina nelle proposte emendative, noi ci siamo trovati a rivivere l'incubo della legge di stabilità, cioè ci è stata presentata una relazione tecnica e si pretendeva che, senza leggere quel documento, in pochi minuti, si arrivasse ad esprimere un parere. Peraltro, rinunciando a qualsiasi tipo di approfondimento, si determinano anche numerose ambiguità, che segnano una cattiva gestione politica del provvedimento, sia in prima che in seconda lettura alla Camera, sia in questa terza lettura al Senato. Diverse nostre proposte emendative hanno trovato la contrarietà ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione solo perché rendevano più incerta la platea degli aventi diritto e ci troviamo di fronte a relazioni tecniche che, nell'incertezza della platea, non rilevano oneri per la finanza pubblica. Se ci fosse stato un confronto di merito, avremmo potuto migliorare insieme il provvedimento, perché il Partito Democratico ha sempre sottolineato l'esigenza di incrementare le risorse per sostenere le povertà e per contrastarle nella dimensione territoriale. Se alzassimo un attimo lo sguardo e restituissimo una corretta centralità alla persona, ci accorgeremmo immediatamente che le politiche attive per il lavoro non sono sovrapponibili e non si possono confondere con le azioni necessarie per contrastare la povertà nella dimensione territoriale. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo mi porta a dire con grande autorevolezza - lo ha ricordato molto bene prima la relatrice Parente - che concludere in terza lettura questo provvedimento, con l'assunzione di elementi nelle Forze dell'ordine (nella Guardia di finanza e nell'Arma dei carabinieri) - tutte dotazioni probabilmente necessarie e ancora insufficienti rispetto al lavoro che lo Stato deve garantire nel sistema di controllo e di sicurezza del nostro Paese - anziché di 6.000 o 7.000 assistenti sociali da collocare nella dimensione territoriale per contrastare la povertà (Applausi dal Gruppo PD) rafforza in noi la convinzione che questo reddito di cittadinanza, così come è stato pensato, lascerà nella dimensione territoriale nuove povertà, ancora più forti, che rimarranno in solitudine nella dimensione territoriale perché non si è voluto rafforzare la presa in carico della povertà, che può venire solo nella dimensione territoriale. Dovevamo assumere un assistente sociale per distretto, dovevamo formarli in relazione alle nuove dimensioni sociali del fenomeno, che è molto complesso e molto diverso, lo abbiamo ricordato più volte. Non necessariamente chi è povero può trovare un lavoro e non necessariamente un disoccupato è povero: sono due casi diversi, due persone differenti, che probabilmente hanno bisogno di due azioni completamente distinte. Ecco perché era giusto incrementare le risorse per sostenere la povertà, così com'era giusto, d'altra parte, ridare centralità alle politiche attive attraverso la riforma del sistema dei centri per l'impiego. Queste azioni sono state confuse e l'esito (a proposito del non richiamare la storia) a mio avviso sarà negativo. Il tempo sarà galantuomo e dimostrerà gli effetti di questa misura. Signor Presidente, non è con l'ideologia del passato che si fa crescere l'economia del futuro e del presente. Ricordiamoci bene che siamo di fronte a un Paese in recessione sul piano economico, che scarica sulle giovani generazioni un debito crescente. Se guardo alle priorità e al futuro del nostro Paese, alla domanda se sarebbe stato giusto incrementare le risorse per la povertà, rispondo di sì nella dimensione territoriale, ma sarebbe stato più naturale non dire che si abolisce la Fornero, perché non è vero. Rispetto allo scalone che dovremmo recuperare tra tre anni, infatti, probabilmente chi sarà al Governo non disporrà delle risorse sufficienti per eliminarlo di fronte al contesto macroeconomico che si sta consolidando. Ecco perché diciamo con forza che questo è un provvedimento ideologico; utile a un'ideologia, ma probabilmente sbagliato nel merito al fine di garantire un futuro migliore alla crescita economica del nostro Paese. Penso - ripeto - che il tempo sarà galantuomo e ci auguriamo che si torni a pensare al futuro e alle giovani generazioni e non alle elezioni. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, mi trovo a dover discutere di un provvedimento che prende spunto da una realtà del nostro Paese, quella della povertà, che avrebbe avuto necessità di ben altri provvedimenti. Abbiamo rivolto una critica forte a una visione che ritenevamo sbagliata, ma nello stesso tempo mantenendo la nostra caratteristica: quando si votano o discutono le leggi, pensiamo sempre di fare qualcosa nell'interesse dell'intera popolazione del nostro Paese e abbiamo allora tentato di dare una mano per migliorare il testo del provvedimento. Vi eravate dimenticati che la povertà è maggiormente avvertita dalle famiglie in cui vi sia un disabile. Vi ha ricordato la collega Toffanin che avete soltanto in parte accolto la denuncia di un errore formidabile: se confrontiamo chi guadagna, ad esempio, 9.000 euro e non ha un disabile in famiglia e chi ne guadagna 15.000 e ha un disabile in famiglia, quest'ultimo molto probabilmente, in alcune condizioni, è più povero. Questa è la realtà. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ma voi siete andati avanti come un treno senza tener conto di nulla. L'altra sera abbiamo visto ritornare dalla Camera - lo sanno benissimo i componenti della Commissione giustizia - il testo corretto. Che cosa è stato introdotto alla Camera? La previsione che la sospensione dell'erogazione del reddito di cittadinanza si applichi nei confronti del beneficiario o del richiedente che abbia avuto una condanna non definitiva per taluno dei delitti indicati all'articolo 7, oppure sia sottoposto a misura cautelare è corretta, ma si prevede anche che la medesima sospensione si applichi (probabilmente molti di voi non l'hanno nemmeno letto) «nei confronti del beneficiario o del richiedente dichiarato latitante ai sensi dell'articolo 296 del codice procedura penale o che si è sottratto volontariamente all'esecuzione della pena». Vi rendete conto dell'assurdità? In un provvedimento che si regge esclusivamente sul rapporto di fiducia tra Stato e cittadino, il quale dovrebbe dichiarare correttamente quali sono le sue condizioni, addirittura prevediamo la sospensione del reddito di cittadinanza se il beneficiario è latitante.