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Così nel pomeriggio del 31 marzo la Commissione grandi rischi si riunisce con «l'obiettivo di fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull'attività sismica delle ultime settimane» (cfr. comunicato stampa che, il 30 marzo, annuncia la riunione). Alla riunione partecipano esponenti di spicco dei principali istituti scientifici nei settori della sismologia e della prevenzione dei rischi quali: Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva e Mauro Dolce, oltre agli esponenti delle istituzioni locali, quali il sindaco del comune de L'Aquila Massimo Cialente, l'assessore alla protezione civile della regione Abruzzo Daniela Stati, il dirigente responsabile della protezione civile della regione Abruzzo, rappresentanti della Prefettura, del Dipartimento della protezione civile e della regione, chiamati in qualità di osservatori esterni. Durante la riunione (della quale non esistono riprese video o registrazioni fonografiche integrali) viene redatta una bozza di verbale e, al termine della stessa, viene tenuta una conferenza stampa, alla presenza della dott.ssa Stati e di alcuni componenti della Commissione grandi rischi; subito alcuni dei partecipanti alla conferenza stampa tra i quali il sindaco Cialente, il prof. Barberi ed il prof. De Bernardinis -- con la presenza in conferenza stampa anche di Mauro Dolce e Gian Michele Calvi -- rispondono alle domande di alcuni inviati delle televisioni e delle testate giornalistiche sugli esiti della riunione. Le interviste vengono trasmesse da tv locali e nazionali tramite internet e riportate su giornali locali. Della conferenza stampa c'è la ripresa video -- mandata in onda sui tg locali e nazionali e sul web - manca una ripresa audio completa. La trasmissione televisiva Presa Diretta, condotta da Riccardo Iacona su Raitre, nella puntata del 20 gennaio 2013 -- con l’analisi dell'audio agli atti del processo - trascrive alcune frasi della conferenza stampa dove si definisce «improbabile un grave evento sismico»: pertanto dall'analisi del rischio sismico la Commissione grandi rischi delinea la non verificabilità di un fenomeno imprevedibile quale quello sismico! Dopo esattamente cinque giorni dalla data della riunione -- nella notte fra il 5 ed il 6 aprile del 2009, alle ore 03.32 -- la tanto temuta scossa distruttiva sopraggiunge, provocando morte e lesioni tra la popolazione rimasta nelle abitazioni. Molti cittadini ed anche molti studenti universitari fuori sede, taluni dimoranti presso l'edificio della Casa dello studente -- come diranno nelle denunce e querele e come dimostreranno sia durante la fase delle indagini alla Procura della Repubblica de L'Aquila sia durante il dibattimento di primo grado -- una volta avuta conoscenza, tramite i mass media , dell'esito della riunione della Commissione grandi rischi, sentendosi rassicurati, modificano il loro comportamento in riferimento alle scosse sismiche. L'analisi delle testimonianze dimostra che il messaggio fornito dalla Commissione grandi rischi ha influenzato il processo volitivo delle vittime, inducendole, contrariamente a consolidate abitudini precauzionali, a non uscire dalle abitazioni bensì a restare in casa la notte a cavallo fra il 5 aprile 2009 ed il 6 aprile 2009 dopo le due scosse delle ore 22.48 magnitudo 3.9 e delle ore 00.39 magnitudo 3.5, che precedevano, di poco più di due ore, quella distruttiva delle ore 03.32. Alcuni mesi dopo il sisma, la Procura de L'Aquila avvia delle indagini -- nelle persone del dott. Alfredo Rossini (deceduto durante il processo) e dott. Fabio Picuti – per accertare eventuali responsabilità penali in capo ai membri della Commissione grandi rischi: le risultanze di tali approfondite indagini inducono gli inquirenti a formulare, nei confronti dei componenti la Commissione, l'accusa di avere colposamente fornito ai cittadini de L'Aquila informazioni contraddittorie, incomplete ed imprecise circa la natura e la potenziale evoluzione dello sciame sismico in atto, tali da indurre questi ultimi ad abbandonare le misure precauzionali sempre osservate in precedenza -- e, segnatamente, quella di fuggire fuori dalle proprie abitazioni al sopraggiungere delle scosse telluriche -- così cagionando il decesso di 37 persone ed il ferimento di altre 5, rimaste in casa la notte fra il 5 ed il 6 aprile 2009 per effetto esclusivo delle rassicurazioni ricevute. Più in particolare la Procura aquilana ha accusato dei reati di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime: «Barberi Franco, quale Presidente vicario della Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei grandi rischi e ordinario di Vulcanologia Università Roma Tre; De Berbardinis Bernardo, quale Vice Capo settore tecnico operativo del Dipartimento Nazionale della protezione civile; Boschi Enzo, quale Presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e ordinario di Fisica terrestre Università di Bologna; Selvaggi Giulio, quale Direttore del Centro Nazionale Terremoti; Calvi Gian Michele, quale Direttore della fondazione Eucentre ( European Centre for Training and Research in Earthquake Engineering ) e ordinario di Progettazione in zona sismica Università di Pavia; Eva Claudio, quale ordinario di Fisica terrestre Università di Genova; Dolce Mauro, quale direttore dell'Ufficio rischio sismico del Dipartimento nazionale della protezione civile e ordinario di Tecnica delle costruzioni Università di Napoli Federico II; tutti quali componenti della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi, riunitasi a L'Aquila in data 31 marzo 2009 con “l'obiettivo di fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull'attività sismica delle ultime settimane”; per colpa consistita in violazione degli articoli 2, 3, 9 legge n. 225 del 24 febbraio 1992, degli articoli 5 e 7- bis legge n. 401 del 9 novembre 2001, dell'articolo 4 legge n. 21 del 26 gennaio 2006, dell'articolo 3 decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 23582 del 3 aprile 2006; in violazione altresì della normativa generale della legge n. 150 del 7 giugno 2000 in materia di disciplina delle attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni; effettuando, in occasione della detta riunione, una “valutazione dei rischi connessi” all'attività sismica in corso sul territorio aquilano dal dicembre 2008 approssimativa, generica ed inefficace in relazione alle attività e ai doveri di “previsione e prevenzione”;