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I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture di cui all'articolo 4, comma 1, terzo periodo, non possono essere soppressi, fatto salvo quanto previsto dal comma 6 del presente articolo. 3. I cani, compresi quelli vaganti ritrovati, catturati o provenienti dalle strutture di cui all'articolo 4, comma 1, terzo periodo, non possono essere destinati alla sperimentazione. 4. I cani vaganti catturati sono ospitati nelle strutture di cui all'articolo 4, comma 1, terzo periodo, e, se regolarmente tatuati o muniti di microchip , sono affidati nuovamente, entro il termine di cinque giorni, al proprietario o detentore, se individuato. 5. I cani vaganti non tatuati e non muniti di microchip catturati, nonché i cani ospitati presso le strutture di cui all'articolo 4, comma 1, terzo periodo, devono essere muniti di microchip . Se non reclamati entro il termine di sessanta giorni ovvero, nel caso di cui al comma 4 del presente articolo, se non sia stato possibile individuare il proprietario o il detentore o questi non abbia provveduto al ritiro dell'animale, possono essere ceduti a privati, il cui nominativo non sia inserito nell'elenco di cui all'articolo 2- quater , comma 1, o ad associazioni protezioniste che diano garanzie di buon trattamento, previo trattamento profilattico contro l'echinococcosi e altre malattie trasmissibili proprie della specie. 6. I cani, fatto salvo quanto previsto dagli articoli 86, 87 e 91 del regolamento di polizia veterinaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, possono essere soppressi, in modo esclusivamente eutanasico, ad opera di medici veterinari, soltanto se gravemente malati o incurabili e comunque dopo che la loro patologia sia stata diagnosticata e certificata dal medico veterinario. 7. È vietato a chiunque maltrattare i cani e i gatti, compresi quelli che vivono in libertà e i randagi. 8. I gatti che vivono in libertà o nelle colonie feline sono sterilizzati dall'autorità sanitaria competente per territorio, muniti di microchip , iscritti all'anagrafe canina e felina nazionale di cui all'articolo 2- ter e riammessi nel loro gruppo. 9. I gatti che vivono in libertà possono essere soppressi, in modo esclusivamente eutanasico, soltanto se gravemente malati o incurabili ad opera di medici veterinari e comunque dopo che la loro patologia sia stata diagnosticata e certificata dal medico veterinario. 10 . I gatti, compresi quelli liberi, vaganti, randagi o comunque provenienti dalle strutture di cui all'articolo 4, comma 1, terzo periodo, non possono essere destinati alla sperimentazione. 11. Gli enti e le associazioni protezioniste riconosciuti e i privati che dimostrino di avere i requisiti indispensabili per prestare le necessarie cure e per garantire adeguate condizioni di vita, purché non inseriti nell'elenco di cui all'articolo 2- quater , comma 1, possono, d'intesa con le aziende sanitarie locali, avere in gestione le colonie di gatti che vivono in libertà, assicurandone la cura della salute e le condizioni di sopravvivenza. 12. I gatti ospitati presso le strutture di cui all'articolo 4, comma 1, terzo periodo, possono essere ceduti a privati, non inseriti nell'elenco di cui all'articolo 2- quater , comma 1, o ad associazioni protezioniste che diano garanzie di buon trattamento, previo accertamento e trattamento delle malattie trasmissibili. I gatti vaganti muniti di microchip , non ospitati nelle strutture di cui all'articolo 4, comma 1, terzo periodo, e non appartenenti a una colonia felina, sono affidati, entro il termine di cinque giorni, al proprietario o detentore, se individuato. Si applicano, ove compatibili, le disposizioni del comma 5 del presente articolo. 13. Gli enti e le associazioni protezioniste riconosciuti possono gestire le strutture di cui all'articolo 4, comma 1, terzo periodo, sotto il controllo sanitario dei servizi veterinari dell'azienda sanitaria locale. 14. Le strutture di cui all'articolo 4, comma 1, terzo periodo, possono tenere in custodia a pagamento i cani e i gatti di proprietà di terzi, assicurandone la salute e il benessere, anche mediante la previsione di adeguati strumenti per evitare il contagio di malattie trasmissibili, e garantendo la prestazione del servizio di pronto soccorso. Art. 2- bis . – ( Sterilizzazione ) – 1. È fatto obbligo ai sindaci di realizzare campagne di informazione, di sensibilizzazione e di promozione delle adozioni degli animali di affezione, di prevenzione del randagismo e di iscrizione all'anagrafe canina e felina nazionale di cui all'articolo 2- ter . 2. I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ospitati a titolo non temporaneo nelle strutture di cui all'articolo 4, comma 1, terzo periodo, non reclamati dal proprietario o detentore nel termine di cui all'articolo 2, comma 5, prima di essere affidati, adottati o trasferiti presso rifugi o ricoveri devono essere sterilizzati, dopo il compimento di quattro mesi di vita, salvo che vi siano controindicazioni di natura sanitaria certificate dal medico veterinario. La disposizione del presente comma si applica anche ai gatti vaganti e liberi, fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, comma 8. 3. Chiunque detiene a titolo qualificato un cane o un gatto deve munirlo di microchip , iscriverlo all'anagrafe canina e felina nazionale di cui all'articolo 2- ter , entro il termine di cui al medesimo articolo 2- ter , comma 2, e adottare ogni misura atta a controllare l'attività riproduttiva dell'animale, anche attraverso la sterilizzazione chirurgica. Il servizio di sterilizzazione è assicurato, nel rispetto della salute dell'animale, dalle aziende sanitarie locali competenti e dai medici veterinari privati accreditati, garantendo anche, in caso di necessità dopo un intervento chirurgico, la possibilità di ricoverare l'animale operato. 4. Sono considerati allevatori amatoriali tutti coloro che detengono a titolo qualificato o sono proprietari almeno di un maschio e di una femmina di cane o di gatto non sterilizzati; tali soggetti, fino a quando non provvedano alla sterilizzazione almeno degli animali appartenenti allo stesso sesso, sono tenuti agli adempimenti tributari previsti per coloro che esercitano attività di allevamento autorizzate. 5. Chiunque eserciti un'attività di allevamento autorizzata o, comunque, detenga a titolo qualificato uno o più cani o gatti non sterilizzati ha l'obbligo, fino a quando non provvede alla sterilizzazione, di controllare l'attività riproduttiva dei medesimi e di garantire il benessere dei riproduttori e delle cucciolate. Il proprietario, il detentore qualificato o l'allevatore di cani o gatti non sterilizzati ha l'obbligo di denunciare ogni cucciolata, entro trenta giorni dall'evento, all'azienda sanitaria locale territorialmente competente per gli adempimenti di cui all'articolo 2- ter , indicando la razza e il numero dei cuccioli.