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Proprio in quella occasione per la prima volta sono stati sentiti nel dibattito, non solo le figure apicali dell'alta formazione, ma tutto il sistema allargato alle professioni della cultura e dello spettacolo, sia in senso orizzontale che verticale, coinvolgendo l'intera filiera musicale. Nella stessa occasione sono state individuate le tematiche fondamentali per il completamento della riforma, ora trasferita al nuovo Ministro con una possibilità di incidenza maggiore, dato che le competenze specifiche sono state poste in carico ad un unico Ministero, in cui sarà per la prima volta predisposta una direzione generale esclusivamente per l'alta formazione artistica e musicale, una dirigenza che potrà dedicarsi all'AFAM, non solo nei compiti di programmazione degli interventi di indirizzo e coordinamento, di normazione generale e finanziamento, ma anche nei compiti di valorizzazione del merito e del diritto allo studio, in quelli di attuazione delle norme comunitarie e internazionali, di armonizzazione europea e di integrazione internazionale, anche in attuazione degli accordi culturali stipulati a cura del Ministero degli affari esteri. Sono certa che troveranno spazio idoneo temi quali l'internazionalizzazione, la ricerca, la qualità e la valutazione, la programmazione dell'offerta, la governance , la terza missione, il reclutamento, il riordino complessivo del sistema, che dovrà prevedere anche l'individuazione di figure di tutoraggio accanto a quelle della docenza e, non per ultimo, un adeguato ampliamento dell'organico, in considerazione dell'esponenziale crescita del numero delle iscrizioni. Questo disegno di legge, intanto, nelle more di un futuro riordino, grazie ad un emendamento della relatrice già approvato in Commissione, affronta e supera due emergenze. In primis , viene prorogata la prima attuazione del regolamento per il reclutamento che slitta a decorrere dall'anno accademico 2021-2022; in secondo luogo, viene prorogato il termine ultimo per acquisire i requisiti di accesso alla graduatoria istituita dalla legge del 27 dicembre 2017, n. 205, fino all'anno accademico 2020-2021. Inoltre, il disegno di legge in oggetto pone una pietra miliare in tema di ricerca artistica, segno di una seria attenzione del ministro Manfredi verso il mondo dell'Alta formazione artistica e musicale. Mi riferisco all'approvazione, sempre in Commissione, dell'emendamento a mia prima firma, cui il Governo ha dato parere favorevole, che affianca alla ricerca scientifica e tecnologica la ricerca artistica: un segnale di grande apertura per una questione cui da tempo si attendeva risposta. Infatti, come le università sono sedi primarie della ricerca scientifica, anche il legislatore della legge n. 508 del 1999 considera le istituzioni AFAM sedi primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca nel settore artistico e musicale. Si tratta di un'affermazione necessaria, anzi, costituzionalmente necessaria, ove si abbia in mente la chiara lettera dell'articolo 33 della Costituzione, che pone sullo stesso piano università, accademie e istituti di alta cultura senza formulare una gerarchia fra di essi. Lo sviluppo della ricerca artistica e l'auspicato avvio dei dottorati di ricerca AFAM saranno, sono certa, un fiore all'occhiello di questo Ministro e di questo Ministero. Va sottolineato che nelle istituzioni AFAM vi sono i presupposti per svolgere sia attività di ricerca scientifica in senso tradizionale (per esempio tecnico-storica, ma anche relativa all'innovazione tecnologica delle arti), quella che il manuale di Frascati intende come «ricerca per le arti», ma anche una ricerca artistica (per esempio di area creativo-performativa), quella che nel manuale di Frascati è intesa come «ricerca nelle arti». Sviluppare la ricerca artistica implica non solo una riflessione all'interno del mondo dell'arte e della cultura, ma conduce necessariamente ad un ripensamento sul ruolo di queste ultime all'interno della società in generale. La sfida più ambiziosa presa in carico da questo Ministero, che vede il settore dell'AFAM protagonista, è di ordine civile e culturale. Nella misura in cui si intenda passare da una mentalità che riserva all'arte e ai temi legati alla cultura un ruolo marginale, investire in capitale umano e strutturale nell'ambito di un settore tanto prezioso, significa contribuire al raggiungimento di una dimensione civile più articolata, all'interno della quale le arti tornino ad avere un ruolo centrale socialmente propulsivo per l'intera collettività. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, colleghi, la prospettiva di avere un Ministero dedicato all'università e alla ricerca scientifica, nonostante il mio Gruppo abbia appena votato a favore delle questioni pregiudiziali, in realtà, a me personalmente e ad una grande parte del mondo accademico, oggettivamente faceva piacere. Faceva piacere immaginare che dopo vent'anni ci sarebbe stata all'interno del MIUR una struttura pensante capace di ripensare l'università. Soprattutto capace di ripensare i tre aspetti fondamentali dell'università, quell'attività di didattica che non è soltanto una trasmissione di contenuti, ma veramente una palestra, una fucina in cui si formano le migliori intelligenze del Paese, in cui si dà respiro alla capacità di sognare dei giovani nel momento in cui si confrontano con la prospettiva di uno studio che diventerà lavoro, investimento nello sviluppo del Paese, che diventerà non solo la costruzione di un'identità professionale personale, ma un servizio autentico a questo nostro Paese per rimetterlo davvero in movimento. Non ci dimentichiamo infatti che quando parliamo di ridare ali al Paese, stiamo parlando ad una generazione di giovani intelligenti, brillanti e creativi, capaci di guardare le cose da un punto di vista diverso da quello da cui finora lo abbiamo guardato noi, per la semplice ragione che questo nostro punto di vista finora non ha funzionato o non ha funzionato così bene come avremmo voluto. Per questo c'è bisogno di un investimento forte che valorizzi le risorse dei giovani e cosa meglio dell'università per dare una risposta forte, fatta di esigenza, di proposta, di accoglienza, come diciamo noi, alla meglio gioventù di questo Paese? Sarebbe stato un sogno veramente importante restituire alla ricerca universitaria quello spessore di cui oggi tocchiamo con mano, in particolare pensando alla ricerca biomedica, il bisogno assoluto che c'è. In questi giorni stiamo tutti sognando che si possa trovare il vaccino contro il coronavirus. Non oso pensare alla dialettica della legislatura precedente, con tutta la tribù dei cosiddetti No vax. Penso a intelligenze nuove che guardino al mondo delle scienze biomediche con uno sguardo forte. Penso, per esempio, a quel problema con cui ci confrontiamo tutti gli anni e al quale troppo spesso si cerca di dare una risposta banale; mi riferisco ai 70.000 studenti che accedono alle prove di accesso alla facoltà di medicina, desiderosi di dare un servizio forte alla qualità della salute di questo Paese attraverso ricerche innovative ed efficaci.