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Signor Presidente, è probabilmente in corso un ragionamento su una possibile riformulazione dell'articolo 4 di una parte del quale in realtà, io ho proposto la soppressione con l'emendamento 4.100. Questo articolo, ove fosse riformulato come mi aspetto, come spero e come credo sia giusto fare, dovrebbe finalmente evitare la possibilità che ci sia incompatibilità tra mediatori immobiliari e mediatori creditizi. Tale incompatibilità non ha una logica reale e credo che incorreremmo in un'infrazione per questo. Quando parliamo di terzietà del mediatore ci riferiamo a una terzietà evidente e non ad una incompatibilità tale da determinare una condizione differente da cui il mercato risulti distorto. Da questo punto di vista mi aspetto e spero che non si sia ostaggi dell'una o dell'altra posizione, ma si risponda esclusivamente a un criterio di giustizia, che va verso la non incompatibilità tra il mediatore creditizio e il mediatore immobiliare. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, si è dibattuto in Commissione su un emendamento, il 4.104, presentato proprio dal senatore Lorefice. Io l'ho sposato e ho voluto ripresentarlo per dargli maggiore forza in Assemblea. Esso riguarda l'attività degli odontoiatri in forma associata. Attualmente, per come abbiamo concepito la norma europea, consentiamo che questa attività venga svolta da società, senza porre limiti di partecipazione dei professionisti. Quello che viene richiesto con l'emendamento al nostro esame è che sia consentita l'attività in forma societaria, sotto la forma però di società tra professionisti. Per il nostro ordinamento ciò vuol dire che necessariamente almeno i due terzi del capitale devono essere detenuti da odontoiatri e un terzo può essere invece in quota di capitale. Se questo non viene rispettato, avremmo delle attività puramente di business , lucrative - non c'è nulla di male in questo - che svolgerebbero però l'attività odontoiatrica, un'attività molto importante e sensibile, con dei propri dipendenti che svolgono quella funzione. In questa fase di emergenza sanitaria abbiamo capito l'importanza di non accelerare processi che poi vanno a discapito dei cittadini; pertanto l'emendamento in questione tende di fatto a porre una garanzia per i cittadini, prevedendo che l'attività odontoiatrica possa essere svolta solamente in forma societaria tra professionisti. STEFANO, relatore sul disegno di legge n. 2169 . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANO, relatore sul disegno di legge n. 2169 . Signor Presidente, solo per chiarire che a me risultava il ritiro dell'emendamento 10.105 a firma del senatore Margiotta. PRESIDENTE . L'emendamento 10.105 è stato ritirato. Rimane però l'emendamento 10.102/1. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, approfitto dell'emendamento 18.100 anche per parlare di un emendamento presentato da Fratelli d'Italia e approvato in Commissione. Grazie all'emendamento di Fratelli d'Italia decade l'illogico divieto del munizionamento 9 per 19 che l'Italia, unico Paese al mondo, si portava avanti da trenta anni. Un divieto illogico, rivolto all'attività civile e sportiva che ha penalizzato gli operatori della sicurezza privata costretti ad acquistare armi con un aggravio di costo e con enorme penalità per i nostri atleti. Gli italiani eccellono in tutte le attività di tiro, dal tiro dinamico all'IDPA, e in tutte le discipline nelle quali noi vantiamo, come squadra o in competizioni personali, campioni europei e campioni del mondo, ma abbiamo avuto finora l'illogico divieto di poter utilizzare il munizionamento utilizzato in tutto il resto del mondo. Per questo era impossibile fino ad oggi per l'Italia organizzare gare internazionali, i nostri atleti erano costretti a non utilizzare gli stessi strumenti di tutti gli altri. Grazie all'emendamento presentato da Fratelli d'Italia e approvato in Commissione finalmente decade il divieto del munizionamento 9 per 19. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il comma 525 della legge di bilancio del 2018 ha meglio definito i contorni della legislazione relativa alla pubblicità sanitaria precedentemente introdotta con la cosiddetta legge Bersani. Nel tempo c'erano state delle derive di pubblicità ingannevole, basti ricordare che si parlava di sconti su mastoplastiche eseguite entro una determinata data, o di sconti pari alla metà degli anni. Il comma 525 della citata legge aveva rimesso ordine in questa normativa, tuttavia la norma è stata segnalata alla Commissione europea, evidentemente da qualche società o da qualche associazione che usava muoversi con questo tipo di pubblicità, e si è aperta una procedura EU Pilot, che ha portato ad un dialogo strutturato tra l'Italia e l'Unione europea. Da questo dialogo strutturato si è arrivati all'emendamento 30.0.100 del relatore, che rappresenta il risultato di questo confronto, che è assolutamente condivisibile se non per l'ultima riga del testo. Infatti la Corte di giustizia dell'Unione europea si è più volte espressa con sentenze che distinguono rispetto alla pubblicità le questioni sanitarie da quelle commerciali. Con il subemendamento 30.0.100/1 noi proponiamo di stralciare le parole: «, che possa determinare ricorso improprio a trattamenti sanitari», perché condizionare la liceità di una pubblicità sanitaria all'appropriatezza del successivo trattamento non trova giustificazione, è una prova praticamente impossibile da ottenere e rischia di essere fonte di un enorme contenzioso, di fatto andando impedire ogni tipo di controllo che è a tutela - lo ricordo - della salute e della libera determinazione del paziente. PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento presentato sull'articolo 1. STEFANO, relatore sul disegno di legge n. 2169 . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 1.3. AMENDOLA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dal senatore Fazzolari, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti presentati sull'articolo 2. STEFANO, relatore sul disegno di legge n. 2169 . Signor Presidente, invito a ritirare gli emendamenti 2.100 (testo 2) e 2.101 altrimenti il parere è contrario, mentre esprimo parere favorevole sull'emendamento 2.102. AMENDOLA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.100 (testo 2).