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con il pretesto di dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale 13 aprile 2018 n. 74, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, nella parte in cui non prevede un'intesa con gli enti territoriali in relazione ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri riguardanti settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale, il decreto­legge 25 luglio 2018, n. 91 (cosiddetto Milleproroghe), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 108 del 2018, ha differito al 2020 l'efficacia delle convenzioni concluse senza che sia stato definito un termine perentorio da determinare l'esigibilità del cofinanziamento regionale; come sottolineato nella mozione presentata dal gruppo Forza Italia, discussa insieme ad altre della medesima materia il 9 ottobre 2018, questa scelta, a parere dell'interrogante del tutto arbitraria e sproporzionata, non solo lede il rapporto di leale collaborazione tra enti, ma determina nei fatti la revoca, e non la semplice sospensione, del processo di realizzazione della convenzione riguardante la riqualificazione delle città, privando le comunità dell'apporto finanziario destinato al recupero di periferie degradate; l'Anci ha esaminato lo stato di avanzamento dei progetti di 39 delle 96 amministrazioni locali coinvolte e ne risulta che l'importo complessivo dei 39 progetti è di 1.218.483.706 euro. Le amministrazioni hanno contrattualizzato impegni per 42.717.919 euro. Le spese certificate dai soggetti affidatari ammontano a 12.381.058 euro, mentre i pagamenti sono stati effettuati per 8.832.529 euro. Nel 33 per cento dei casi sono già state attivate le procedure di gara per l'esecuzione dei lavori, per un importo complessivo vicino ai 65 milioni di euro, mentre nel 9 per cento dei casi i cantieri sono già stati aperti. Molti comuni hanno già chiesto l'anticipazione del 20 per cento dell'importo dovuto e ammesso a finanziamento, senza ricevere riscontro, e altri comuni, per il solo finanziamento delle spese iniziali di progettazione, hanno usufruito dell'apposito fondo rotativo costituito da Cassa depositi e prestiti; l'11 settembre 2018, a Palazzo Chigi, a seguito dell'incontro richiesto dall'ANCI per porre rimedio a tale situazione, il Presidente del Consiglio dei ministri, tramite il sito del Governo, rilasciava alla stampa una nota ufficiale dichiarando: "Ho ascoltato con grande disponibilità le istanze dell'Anci e con i sindaci presenti ho condiviso l'obiettivo di avviare un percorso per giungere alla migliore soluzione possibile e nei tempi più rapidi"; lo scorso 9 ottobre al Senato, a seguito dell'approvazione della mozione 1-00045 (Romeo ed altri) il Governo si è impegnato a prevedere, anche alla luce degli impegni assunti dal Presidente del Consiglio dei ministri nell'incontro con l'ANCI dell'11 settembre 2018, specifiche misure nel disegno di legge di bilancio per il 2019, volte a garantire, compatibilmente con una più efficace allocazione delle risorse a disposizione, soluzioni idonee alle istanze degli enti locali interessati, aggiudicatari degli interventi finanziati a valere sul fondo periferie, nonché a prevedere misure al fine di provvedere al rimborso delle spese per gli interventi, già sostenute dagli enti territoriali che hanno sottoscritto le convenzioni; nonostante le rassicurazioni del Governo, i Comuni, in particolare quelli che si trovano in una situazione di dissesto finanziario, sono in difficoltà a causa degli impegni già contrattualizzati, si chiede di sapere: quale sia stata nel dettaglio l'intesa tra l'ANCI e il Presidente del Consiglio dei ministri, in merito alla reale entità delle risorse già stanziate con la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità per il 2016) e successivamente cancellate dal Governo; se risponda al vero che i Comuni in dissesto finanziario, non potendo attingere al fondo rotativo costituito da Cassa depositi e prestiti, rischiano di restare fuori da tale intesa, con grave danno per le loro comunità e, in caso affermativo, cosa intenda fare il Governo per eliminare questa diseguaglianza ed evitare i ricorsi giustificati alla Corte costituzionale. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione): 3-00301, della senatrice Boldrini, sulla stabilizzazione del personale precario dei Vigili del fuoco; 4ª Commissione permanente (Difesa): 3-00303, della senatrice Boldrini, sull'istituzione del Fondo antibracconaggio; 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-00305 , del senatore De Bertoldi, sulle scelte di politica economica contenute nella manovra per il 2019; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-00302, della senatrice Boldrini, sulle nuove disposizioni che regolano l'esenzione per l'acquisto degli alimenti senza glutine.