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L'articolo 11 dispone il rifinanziamento della componente prestiti e contributi del Fondo 394/81, gestito da Simest per il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese. L'articolo 12 istituisce nello stato di previsione del MEF, per il successivo trasferimento all'Agenzia per la coesione territoriale, il Fondo concorsi progettazione e idee per la coesione territoriale, con una dotazione di 16,1 milioni di euro per il 2021 e 145,3 milioni di euro per il 2022, al fine di rilanciare e accelerare il processo di progettazione nei Comuni delle Regioni Umbria, Marche, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, nonché in quelli ricompresi nelle Regioni in transizione e nelle aree interne del Paese, in vista dell'avvio del ciclo di programmazione 2021-2027 dei fondi strutturali e del Fondo sviluppo e coesione e della partecipazione ai bandi attuativi del PNRR. L'articolo 13, al comma 1, estende i benefici dei finanziamenti concessi tramite l'istituto denominato "Resto al Sud" ad alcuni comuni, specificatamente indicati, delle isole minori del Centro-Nord Italia (Isola d'Elba, Capraia, Giglio, Ponza e Ventotene), nonché alle isole minori lagunari e lacustri. Il comma 1- bis include tra le attività finanziabili anche il commercio. I commi 2 e 2- bis dispongono la proroga di taluni dei termini previsti dalla legislazione vigente in materia di contributi ai Comuni per investimenti in opere di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile. Prevedono inoltre che, dal 2022, il 40 per cento delle risorse assegnate ai Comuni per la progettazione definitiva ed esecutiva, relativa ad interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio comunale, nonché per investimenti di messa in sicurezza di strade, sia destinato agli enti locali delle Regioni del Mezzogiorno. Il comma 2- ter rinvia al 2023 il termine per l'applicazione delle sanzioni previste per gli enti locali per la mancata presentazione della certificazione attestante le minori entrate connesse all'emergenza Covid-19. L'articolo 13- bis estende fino al 31 dicembre 2021 il temine entro il quale gli enti locali possono deliberare le variazioni di bilancio che riguardano le risorse ad essi trasferite a ristoro delle minori entrate connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19. L'articolo 15 introduce modifiche alla disciplina relativa alla perequazione infrastrutturale, di cui all'articolo 22 della legge n. 42 del 2009, al fine di semplificarne le procedure. Il procedimento viene complessivamente articolato in tre fasi: la prima, di carattere istruttorio, è finalizzata alla ricognizione delle infrastrutture esistenti, sia da parte del MIMS per quanto riguarda le infrastrutture statali, sia delle Regioni e le Province autonome con riferimento a quelle non statali. La seconda fase, di carattere perequativo, è volta ad individuare i criteri da seguire e le azioni da perseguire per ridurre il divario tra le diverse parti del Paese, nonché ad individuare i Ministeri competenti e le relative quote di finanziamento. La terza fase riguarda la realizzazione degli interventi, sulla base di piani predisposti dalle singole amministrazioni. Per l'attuazione degli interventi è confermata l'istituzione del fondo con una dotazione complessiva di 4.600 milioni di euro dal 2022 al 2033, già prevista dalla legislazione previgente. L'articolo 16, ai commi 1 e 2, proroga al 31 dicembre 2024 la durata massima dell'incarico del Commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi. Il comma 2- bis prevede che con DPCM possano essere individuati ulteriori siti retroportuali da includere nella Zona Logistica Semplificata - Porto e Retroporto di Genova, ai fini dell'applicazione delle semplificazioni di cui all'articolo 7, comma 2, del decreto-legge n. 109 del 2018. Il comma 3- septies modifica taluni aspetti della disciplina relativa alla realizzazione delle opere per lo svolgimento delle Olimpiadi invernali di Cortina del 2026, prevedendo, tra l'altro, che con DPCM si proceda all'individuazione degli interventi, tra quelli ricompresi nel piano predisposto dalla società Infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026, caratterizzati da elevata complessità progettuale o procedurale, da sottoporre alle semplificazioni previste dall'articolo 44 del decreto-legge "semplificazioni" del 2021. Il comma 3- octies apporta modifiche proprio a tale articolo, nelle quali si prevede tra l'altro l'applicazione agli interventi infrastrutturali di cui all'Allegato IV del suddetto decreto-legge delle semplificazioni procedurali previste dall'articolo 48, comma 5, del medesimo decreto-legge per l'affidamento dei contratti nell'ambito del PNRR. Il comma 3- novies , al fine di determinare le compensazioni per le variazioni dei prezzi dei materiali, prevede che le lavorazioni eseguite, in alternativa rispetto ad essere contabilizzate, possano essere annotate sotto la responsabilità del direttore dei lavori nel libretto delle misure. L'articolo 16- ter reca disposizioni per la trasparenza delle procedure negoziate senza previa pubblicazione del bando di gara per l'affidamento dei contratti del PNRR. L'articolo 17 disciplina l'entrata in vigore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento che ci accingiamo a discutere e ad approvare è molto importante per lo sviluppo del nostro Paese. In effetti, vengono affrontati dei temi e dei nodi cruciali per la modernizzazione del nostro sistema infrastrutturale nell'ambito dei trasporti e della mobilità, le cui carenze sono note a tutti noi. In Parlamento abbiamo sempre posto il tema del miglioramento e dell'efficientamento della rete infrastrutturale e della mobilità, dando ad esso un'importanza tutt'altro che secondaria. Siamo quindi contenti che il Governo abbia accolto questa nostra sensibilità, che poi è una priorità di interesse nazionale, trasformandola in un provvedimento avente carattere di urgenza. Voglio anche ricordare che la genesi di tale provvedimento deriva da una iniziativa parlamentare, un ordine del giorno condiviso anche dai Gruppi di opposizione e che poneva all'attenzione del Parlamento e del Governo tutta una serie di criticità che impattavano negativamente sul nostro sistema infrastrutturale. All'epoca si discuteva del decreto Grandi Navi, il primo decreto su Venezia. Eppure in quell'occasione anche qui in Senato ci siamo interrogati sulla necessità di formulare un quadro più complessivo e organico in grado di dare maggiori e migliori risposte ad un tema strategico, come è appunto quello delle infrastrutture legate alla mobilità, alla circolazione, alla logistica, ai terminal portuali e aeroportuali. Oggi quelle considerazioni, almeno una buona parte, hanno trovato spazio in un provvedimento legislativo.