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È stato detto che, sostanzialmente, è una fregatura perché costringe le imprese a indebitarsi Ora, vorrei ricordare che il sostegno alla liquidità è la prima esigenza cui far fronte quando ci si trova di fronte a situazioni in cui i costi restano vivi e le entrate vengono meno. Tutti i Paesi hanno fatto ricorso a questo tipo di strumento, uno strumento che favorisce la liquidità in due modi: sospendendo e rimandando in avanti le imposte; non già cancellandole, ma proprio sospendendole, come abbiamo fatto noi. In secondo luogo, favorendo l'accesso al credito, che è il titolo di questo decreto-legge che, appunto, reca misure urgenti in materia di accesso al credito. Questa è la liquidità di cui stiamo parlando. Abbiamo forse usato, nella comunicazione di Governo, parole che sono state ritenute eccessive, ma, quando si parlava di centinaia di miliardi, non si dicevano cose sbagliate. Hanno ricordato i colleghi che, ad esempio, la moratoria sui crediti in essere ha portato liquidità per 250 miliardi di euro. Questo è vero. Non è falso. È vero e sono centinaia di miliardi promessi e arrivati. (Applausi). Voi sottovalutate la garanzia fornita dallo Stato, dicendo che abbiamo fornito solo una garanzia; ma ci avete detto, ce l'avete ricordato e lo sapete molto bene che il fatto di poter o non poter portare una garanzia è l'elemento dirimente rispetto al fatto di poter o non poter avere accesso al credito. (Applausi) . Quindi, quando lo Stato garantisce con dei livelli mai visti prima (100 per cento, ma anche 80-90, integrabili con altri elementi di garanzia), non sta facendo una cosa da poco: assume su di sé una responsabilità molto grossa, perché ovviamente, se il soggetto risulta poi inadempiente, è lo Stato che deve farvi fronte. Questo è un aiuto fondamentale, che sta cominciando a dare i propri effetti; non ricordo e non sto a ripetere i numeri, perché già molte persone che sono intervenute li hanno sottolineati. È stato tutto semplice? No. Il lavoro parlamentare è stato inutile? Assolutamente no. Dispiace a me per prima, da ex senatrice, che questa Camera non abbia potuto apportare il suo contributo. Questa è una cosa che secondo me si deve cercare il più possibile di evitare; sono state varie le ragioni e non voglio qui ricordarle. Però devo dire che alla Camera è stato fatto un lavoro che ha coinvolto tutte le forze politiche, tant'è che - mi rivolgo in questo caso anche all'opposizione - moltissimi vostri rappresentanti hanno giustamente reclamato alla propria parte politica il miglioramento di questo decreto-legge. Quindi qualcosa di importante è stato fatto. Un'ultima considerazione: non solo liquidità, sono d'accordo con chi lo ha sottolineato. Siamo di fronte a una crisi economica e sociale tremenda, grandissima. Pensiamo di averla risolta? No. Ci veniva ricordata la caduta del PIL; ma certo, quando si chiude una larga parte delle attività per tre mesi, è evidente che dobbiamo affrontare un guaio economico non facilmente riparabile e non in tempi brevi. Bisogna continuare. Avrete la possibilità, le Camere avranno la possibilità di intervenire su questo grossissimo impegno che è stato preso, con 55 miliardi di indebitamento e 150 miliardi di saldo da finanziare. Lì dentro trovate anche le cose che giustamente oggi state chiedendo, cioè gli interventi a fondo perduto, che sono però già iniziati, perché i sussidi dati a tutte quelle piccole attività che vanno sotto il nome di lavoro autonomo (gli artigiani) erano sussidi a fondo perduto; sono stati dati a marzo, aprile e maggio, ai professionisti e a tanti altri piccoli soggetti. Con il rilancio c'è un'estensione, con veri e propri interventi a fondo perduto, anche per le imprese di dimensioni più grandi, purché abbiano subito delle perdite. Sono sussidi e bisogna dare i sussidi; non si parla di assistenzialismo quando ci si rivolge ai sussidi dati agli autonomi, non si deve parlare di assistenzialismo quando si parla di cassa integrazione data ai lavoratori (perché questo non è assistenzialismo), né si deve parlare di assistenzialismo in senso negativo quando si mette un reddito di emergenza per le persone che non sanno dove andare a mangiare. (Applausi) . Se un miliardo (perché di questo si tratta) sui 75 miliardi che abbiamo messo in questi tre decreti-legge va anche alle persone che sono nella peggiore situazione economica nel nostro Paese, dire che il Governo è tutto assistenzialista in senso negativo mi sembra un tantino esagerato. (Applausi) . E quando si cita il governatore della Banca d'Italia, si deve anche ricordare che il governatore della Banca d'Italia ha sottolineato come le crisi, e questa in particolare, aumentino la diseguaglianza e che il 20 per cento delle famiglie più povere nel nostro Paese ha subito una perdita doppia rispetto a quella che ha subito il 20 per cento delle famiglie più ricche. Quindi un minimo di attenzione anche a questi piccoli (ma in realtà grossi) problemi è necessario che ci sia. Di altre misure a sostegno del settore produttivo discuteremo parlando del decreto rilancio, dove incontreremo, come giustamente è stato ricordato, anche interventi di grosso rilievo per le filiere più colpite, fra cui sicuramente e prima di tutto il turismo e il settore ricettivo. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 1829, di conversione del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 23, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. È convocata la Conferenza dei Capigruppo per organizzare il relativo dibattito. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 4 giugno 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 4 giugno, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 19,02) . Congedi e missioni Sono in congedo i Senatori: