[resaula]

Atto n. 3-02994 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: il Ministro in indirizzo, partecipando alla tavola rotonda "Tutela e valorizzazione del mercato dell'Arte, scenari e prospettive", organizzata a Roma l'11 novembre 2021 da "Osservatorio Nomisma" e "Gruppo Apollo" con la collaborazione di Intesa Sanpaolo, avrebbe promesso agli operatori economici del mercato dell'arte di rendere permanente il tavolo del "Progetto Apollo" aperto durante il suo primo mandato al Collegio Romano; la missione di quel tavolo, infatti, non è finita: le ricadute operative dei commi 176-177 all'art. 1 della legge 4 agosto 2017, n. 124, ad avviso degli interroganti predisposti su pressione di quella lobby , non sono considerate soddisfacenti (benché persino i decreti attuativi siano stati scritti dall'allora Ministro insieme a rappresentanti dei mercanti d'arte) da chi, giudicando la disciplina nazionale dell'esportazione dei beni culturali ancora troppo stringente e troppo lente le procedure di ingresso e di uscita delle opere dal Paese, auspica che il Ministro allenti ulteriormente le maglie dei controlli per favorire lo sviluppo dell'industria italiana dell'arte; considerato che: come stigmatizzato dagli interroganti nell'atto 3-02965 del 30 novembre 2021, sia il Ministro sia il capo di gabinetto, l'11 novembre "hanno imputato all'ostruzionismo dell'apparato burocratico del MiC la non completa e soddisfacente attuazione della normativa del 2017, assicurando però che lo sforzo per sburocratizzare sarà incrementato e favorito dal Recovery Fund"; per questa ragione, forse, nel decreto ministeriale 2 dicembre 2021, n. 431, istitutivo del "tavolo permanente per la circolazione delle opere d'arte", approntato già una ventina di giorni dopo l'incontro di palazzo Rospigliosi (ma la notizia è stata data ai media il 13) con lo scopo dichiarato di "approfondire le tematiche connesse alla circolazione delle opere d'arte, elaborando proposte al riguardo", gli operatori economici sono ampiamente inclusi nell'elenco dei partecipanti (8 unità), mentre l'amministrazione statale è sottorappresentata (7 unità del Ministero della cultura più uno) e minoritaria rispetto ai soggetti esterni anche per qualità; ci sono, infatti ( ex art. 2): "il Presidente dell'Associazione Antiquari d'Italia, o un suo delegato; il Presidente dell'Associazione Gallerie Arte Moderna e contemporanea, o un suo delegato; il Presidente dell'Associazione nazionale Case d'Asta italiane, o un suo delegato; il Presidente della federazione Italiana Mercanti d'Arte, o un suo delegato; il Presidente di Logistica Arte, o un suo delegato; l'avv. Giuseppe Calabi, in qualità di esperto; la dott.ssa Marilena Pirrelli, in qualità di esperta; l'avv. Francesco Salamone, in qualità di esperto"; per il Ministero, invece, sono previsti: "il Capo dell'ufficio legislativo, che lo presiede (...) il Direttore Generale Archeologia, belle arti e paesaggio, o un suo delegato; il Direttore Generale Archivi, o un suo delegato; il Direttore Generale Biblioteche e diritto d'autore, o un suo delegato; il Direttore Generale Creatività contemporanea, o un suo delegato; il Direttore Generale Musei, o un suo delegato; il Soprintendente Speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, o un suo delegato; il Dirigente del Servizio VI - Eventi, mostre e manifestazioni del Segretariato generale, o suo delegato". In aggiunta a costoro, tutti coinvolti a titolo gratuito, per lo Stato figura anche "il Direttore dell'Agenzia delle Accise, dogane e monopoli, o un suo delegato"; valutato che, sempre per quanto risulta: il "fronte ministeriale" include anche il vertice amministrativo del settore del contemporaneo, benché le opere artistiche con meno di 70 anni e di autore vivente non siano riconosciute beni culturali dalla normativa vigente e perciò siano sottratte alla competenza del Ministero. Soprattutto alcune assenze, però, appaiono pesanti e pregne di significato; non c'è, innanzi tutto, il "Servizio IV-Circolazione" della Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio, che coordina gli uffici esportazione attivi presso alcune soprintendenze e ne gestisce il sistema informativo S.U.E. Sono loro, soprattutto, quell'apparato burocratico del Ministero al quale Franceschini, a giudizio degli interroganti visibilmente stizzito, davanti alla platea non proprio benevola di palazzo Rospigliosi, imputava di aver fatto fallire l'attuazione della legge n. 124 del 2017, mettendolo nell'imbarazzante condizione di essere rimproverato dai lobbisti dell'arte per non avere mantenuto fino in fondo le promesse; non c'è l'Avvocatura dello Stato, che interviene in caso di contenziosi giudiziali ma verifica anche la legittimità degli atti, senza però essere condizionata dalle pressioni del Ministro come può accadere, invece, all'ufficio legislativo; non c'è, soprattutto, il comandante generale dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, o un altro rappresentante del TPC, nonostante che il generale Roberto Riccardi fosse tra i relatori dell'11 novembre, essendo il comando incardinato presso l'ufficio di gabinetto; quel prestigioso Corpo specializzato dei Carabinieri, forte di oltre 50 anni di esperienza in Italia ma ormai proiettato anche verso l'estero, vanta un bagaglio indiscusso di competenze indiscusso sulle "tematiche connesse alla circolazione delle opere d'arte". Eppure, se compito del tavolo permanente ( ex art. 1) è "elaborare proposte in tema di circolazione delle opere d'arte", una valutazione preventiva da parte dei Carabinieri TPC e della stessa Avvocatura delle conseguenze pratiche e dei rischi di devianza insiti nelle ipotesi formulande avrebbe potuto essere di grande utilità; non c'è neppure, e sfugge la ratio della decisione, il "Consigliere del Ministro per la circolazione delle opere d'arte", incarico istituzionale a titolo gratuito assegnato a Caterina Bon Valsassina dal 23 febbraio 2021, teste il portale del Ministero, mentre nel curriculum vitae allegato, datato 27 febbraio 2021, l'interessata dichiara di aver svolto tale compito dal 29 gennaio 2020 fino "alla caduta del governo Conte 2", si chiede di sapere: