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Schema di decreto legislativo recante adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/426 sugli apparecchi che bruciano carburanti gassosi e che abroga la direttiva 2009/142/CE Doc n. 58 Schema di decreto legislativo recante adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/426 sugli apparecchi che bruciano carburanti gassosi e che abroga la direttiva 2009/142/CE (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 7, commi 1, 2, e 3, della legge 25 ottobre 2017, n. 163. Esame e rinvio) Il relatore LANZI ( M5S ) introduce lo schema di decreto recante adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/426 sugli apparecchi che bruciano carburanti gassosi e che abroga la direttiva 2009/142/CE. Il provvedimento, predisposto in attuazione dell'articolo 7 della legge 25 ottobre 2017, n. 163 (legge di delegazione europea 2016-2017) si compone di 5 articoli. L'esigenza di procedere ad una revisione delle norme sugli apparecchi che bruciano carburanti gassosi nasce dall'esperienza applicativa della direttiva 2009/142/CE che ha evidenziato la necessità di modificare alcune sue disposizioni al fine di chiarirle e di aggiornarle. La materia è regolata in Italia anche dalla legge 6 dicembre 1971, n. 1083, che viene novellata per essere adeguata al nuovo quadro normativo europeo. Passando all'illustrazione del testo, l'articolo 1 individua l'oggetto del decreto nelle disposizioni per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile e per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2016/426 sugli apparecchi che bruciano carburanti gassosi. L'articolo 2, oltre a confermare che la vigilanza generale sull'applicazione della presente legge spetta al Ministero dello sviluppo economico, che ha facoltà di disporre accertamenti direttamente o avvalendosi, mediante convenzioni, di amministrazioni, enti ed istituti pubblici ovvero di organismi e laboratori accreditati in conformità al regolamento (CE) n. 765/2008, reca modifiche alla legge n. 1083 del 1971. Si stabilisce che le funzioni di autorità di vigilanza del mercato di cui al capo V del regolamento (UE) n. 2016/426 per il controllo degli apparecchi ed accessori che entrano nel mercato dell'Unione europea, sono svolte dal Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero dell'interno, avvalendosi, rispettivamente, delle Camere di commercio e degli uffici periferici competenti, nonché, per gli accertamenti di carattere tecnico, anche di altri uffici tecnici dello Stato ovvero di organismi e laboratori accreditati in conformità al regolamento (CE) n. 765/2008. Allo stesso tempo si dispone che le funzioni di controllo alle frontiere esterne siano svolte dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Inoltre qualifica come ufficiali di polizia giudiziaria i funzionari del Ministero dello sviluppo economico, nonché delle amministrazioni e degli enti, istituti, organismi e laboratori sopra citati. Infine, delinea il quadro sanzionatorio. L'articolo 3 contiene le disposizioni finali, mentre l'articolo 4 introduce la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 5 dispone in materia di entrata in vigore. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore CROATTI ( M5S ) interviene per sollecitare l'esame del disegno di legge n. 811 , a sua prima firma, recante «Modifiche al decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, e al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, in materia di applicazione della direttiva 2006/123/CE al commercio sulle aree pubbliche, e disposizioni per la promozione e riqualificazione del commercio al dettaglio su aree pubbliche». Tale disegno di legge disciplina le modalità di accesso e di esercizio dell'attività del commercio su aree pubbliche e mira a superare le problematiche emerse nel corso degli ultimi anni, a seguito dell'approvazione del citato decreto legislativo n. 59 del 2010. Si sofferma quindi sulle problematiche del settore del commercio al dettaglio su aree pubbliche, nel quale operano circa 200.000 aziende, prevalentemente a conduzione familiare, che nascono in particolare dall'applicazione dell'articolo 12 della cosiddetta "direttiva Bolkenstein", con cui si prevede che qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato, gli Stati membri siano tenuti ad applicare una procedura di selezione tra i candidati potenziali. Il senatore CASTALDI ( M5S ) si associa alla richiesta del senatore Croatti, rilevando che il disegno di legge n. 811 affronta un tema sensibile, quello relativo agli ambiti di applicazione della citata direttiva 2006/123/CE. In particolare, i settori che più sono preoccupati da una applicazione irragionevole della disciplina comunitaria sono quello degli operatori balneari e del commercio ambulante su aree pubbliche. Quest'ultimo rappresenta ancora uno dei principali pilastri della distribuzione italiana - anche se soffre di una fase di stagnazione - in grado di dare lavoro a oltre 190.000 imprese e più di 217.000 addetti, per un fatturato complessivo di 11,1 miliardi di euro. Si tratta, in sostanza, della sorte di circa 200.000 famiglie lasciate in una grave situazione di incertezza, generata dal combinato disposto fra la stessa direttiva e la normativa nazionale di recepimento. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) dichiara di condividere gli interventi dei senatori Croatti e Castaldi e manifesta la convinta determinazione del suo Gruppo sulla necessità di risolvere i disagi che gravano sulla sorte dei soggetti interessati dall'applicazione di una normativa ellittica e incerta. La senatrice BELLANOVA ( PD ) si associa alle motivazioni sottostanti ai precedenti interventi, manifestando l'intenzione del suo Gruppo di avviare una riflessione seria e approfondita sui risvolti applicativi della cosiddetta "direttiva Bolkenstein". Rileva infine un certo ritardo nella programmazione dei lavori della Commissione, se una questione così rilevante viene relegata in una sede che non è quella della trattazione nel merito. Il presidente GIROTTO condivide le sensibilità espresse nel dibattito testé svolto e assicura che la programmazione dei lavori della Commissione sarà opportunamente integrata, a conclusione della sessione di bilancio, inserendo il tema in parola nell'ordine del giorno. Ricorda infine che, nel corso della sessione di bilancio, ai sensi dell'articolo 126, comma 11, del Regolamento, le Commissioni non possono trattare disegni di legge che comportino variazioni di spesa o di entrate. La Commissione conviene. CONVOCAZIONE DI UNA ULTERIORE SEDUTA DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE avverte che la Commissione è convocata alle ore 9 di domani, giovedì 20 dicembre, per l'esame, in sede consultiva su atti del Governo, della proposta di nomina del Presidente dell'ENIT. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 9,30.