[resaula]

in data 3 luglio 2018, sono state rese note le motivazioni della decisione con cui la Corte di cassazione ha ordinato il sequestro di tutti i fondi della Lega, fino al raggiungimento dell'importo dovuto, e ha stabilito che ogni somma di denaro riferibile al partito guidato dal Ministro dell'interno Matteo Salvini debba essere sequestrata "ovunque venga rinvenuta". La decisione è arrivata in risposta al ricorso dei magistrati di Genova che si stanno occupando del processo per la truffa sui rimborsi elettorali del 2008-2010 nel quale sono stati condannati Umberto Bossi e l'ex tesoriere del partito, Francesco Belsito, oltre ad altri tre dipendenti del partito e due imprenditori; come noto, nello stesso processo, la Lega è stata condannata a risarcire allo Stato 49 milioni di euro illecitamente ricevuti. Fino a oggi, però, alla Lega sono stati sequestrati solo circa 3 milioni di euro. Con la sentenza, la Corte di cassazione ha stabilito che la Guardia di finanza, su ordine dei giudici, blocchi qualsiasi nuova somma dovesse arrivare sui conti della Lega, o ad essa riferibili in futuro; il 18 luglio 2018 si apprende dall'agenzia di stampa AGI che il Tribunale del riesame ha disposto il sequestro da parte della Guardia di finanza di una somma pari a 16.000 euro ai danni della Lega Toscana, riconoscendo la continuità patrimoniale della stessa con la Lega federale e riaffermando, pertanto, nei fatti il contrasto a qualsiasi tentativo di elusione degli effetti della predetta sentenza di condanna; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: in data 11 luglio 2018, l'ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito, ha rilasciato al quotidiano "La Stampa" un'intervista nella quale avrebbe sostenuto che "Quando ho lasciato il Carroccio, nel 2012, la Lega Nord era un partito ricchissimo. Ricordo che sui conti c'erano più di 40 milioni di euro di cui dieci solo di riserva legale (...). Ma non solo: c'erano immobili di proprietà prestigiosi come la sede in via Bellerio e le frequenze di Radio Padania"; avrebbe affermato anche che, mentre con Maroni, all'epoca Ministro dell'interno, i rapporti erano limitati, con l'attuale Ministro dell'interno i rapporti sarebbero stati più frequenti, poiché "come europarlamentare si occupava di Radio Padania ed era molto attento a ricevere i fondi per pagare i giornalisti o i collaboratori"; alla domanda del cronista riguardo i versamenti in nero ai collaboratori, Belsito avrebbe affermato che: "In via Bellerio tutti sapevano che i collaboratori erano pagati in nero. Ogni fine del mese mi recavo in banca e ritiravo contanti (...) per circa 600 mila euro all'anno. Era una prassi da tempo. E tutti lo sapevano, proprio tutti". Inoltre, all'esplicita domanda se anche Salvini sapesse dei versamenti in nero Belsito avrebbe risposto affermativamente, aggiungendo che anche esponenti dell'attuale Governo e parlamentari in carina ne erano all'epoca a conoscenza; infine, alla domanda del cronista sugli investimenti all'estero Francesco Belsito avrebbe affermato che: "tutti i vertici sapevano perché erano cose che si discutevano nel consiglio federale. Dopo l'esplosione dello scandalo in tanti mi hanno rinnegato prendendo le distanze. E però quasi tutti i parlamentari hanno fatto investimenti personali identici a quelli della Lega. C'era la fila per chiedermi consigli"; rilevato, altresì, che, sempre per quanto risulta: il settimanale "L'Espresso", che da mesi conduce un'inchiesta sulla gestione dei fondi da parte della Lega Nord, nel numero in edicola il 15 luglio 2018, avrebbe affermato nuovamente che nello studio di Bergamo del dottor Andrea Manzoni, "fedelissimo di Salvini" che ha approvato il primo bilancio del partito "Lega per Salvini Premier", sarebbe stata data ospitalità all'associazione Più Voci, "usata dalla Lega per incamerare finanziamenti"; inoltre, il quotidiano sottolinea come, sebbene rimanga la facoltà di devolvere il 2 per mille alla Lega Nord per l'indipendenza della Padania, di cui è segretario il Ministro Salvini, il codice pubblicizzato sul sito sia D43, che farebbe capo alla "nuova" Lega per Salvini Premier, fondata pochi mesi dopo la predetta sentenza di condanna del 24 luglio 2017; tuttavia, come rivelato da "il Fatto Quotidiano" in data 5 luglio 2018, la sede legale del nuovo partito, sita in via Privata delle Stelline 1, come indicato nello statuto, e riportato nella Gazzetta Ufficiale , sarebbe deserta; il domicilio, infatti, risulterebbe registrato presso uno studio di commercialisti sito nella medesima via. Da qui il sospetto, avanzato dal settimanale "L'Espresso", che il vecchio e il nuovo partito, ove confluiscono le donazioni di esponenti storici siano uniti da un obiettivo comune, salvare le finanze del partito dal provvedimento di sequestro emesso dalla magistratura; rilevato infine che, come riportato dal settimanale, sempre in merito alla condanna ai vertici della Lega per truffa ai danni dello Stato, nella memoria depositata dall'Avvocatura dello Stato nel giudizio di primo grado sarebbe definito "inqualificabile e scellerato" il comportamento dei protagonisti della truffa, soprattutto alla luce del drammatico periodo che l'Italia si trovava a vivere in quegli stessi anni. Infatti, come si leggerebbe nella memoria dell'Avvocatura di Stato: "i vertici del Paese sono stati costretti ad emanare disposizioni di rigido contenimento della spesa pubblica, tra le quali il blocco della contrattazione e l'aumento dell'età pensionabile con la riforma Fornero (...). Si rimane, pertanto, sbalorditi, nel sapere che negli stessi anni venivano distribuiti migliaia di euro in nero a dipendenti della Lega", si chiede di sapere: se il Governo non ritenga necessario e doveroso rispondere ai citati atti di sindacato ispettivo, anche alla luce delle continue notizie di cronaca su una gestione a dir poco opaca dei fondi da parte del partito Lega Nord prima e del partito Lega per Salvini premier poi, anche alla luce della gravità dei fatti contestati; quali siano le valutazioni riguardo la memoria depositata dall'Avvocatura dello Stato e, in particolare, relativamente al duro giudizio espresso nei confronti degli esponenti della Lega condannati; quali siano le valutazioni del Ministro dell'interno sui fatti esposti e se non ritenga, altresì, necessario e doveroso chiarire in che misura egli fosse effettivamente a conoscenza delle condotte oggetto della citata sentenza di condanna. Atto n. 3-00105 URSO LA PIETRA ZAFFINI DE BERTOLDI Ai Ministri della salute, delle politiche agricole alimentari e forestali, dello sviluppo economico e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nei giorni scorsi l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) hanno lanciato una campagna internazionale per promuovere misure efficaci di contrasto al diabete, al cancro e alle malattie cardiovascolari, limitando principalmente il consumo di grassi, sali, zuccheri e alcol;