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Passiamo all'emendamento 2.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. DE PETRIS (Misto-LeU) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, noi abbiamo sempre sostenuto, a proposito di questo decreto-legge, che condividevamo l'articolo 2 e la soppressione della struttura di missione sul dissesto idrogeologico presso la Presidenza del Consiglio, per un ritorno strutturale, con più competenze, all'interno del Ministero dell'ambiente. Proprio i dati fornitici durante la discussione in Commissione e oggi in Assemblea ci dimostrano quale sia l'urgenza di intervenire in modo sistematico, con progetti a breve, medio e lungo termine, sul dissesto idrogeologico, su una realtà che vede praticamente l'80 per cento dei Comuni italiani in aree interessate da dissesto idrogeologico, ovviamente con gravità diverse. Occorre un progetto che non abbia solo le caratteristiche di intervenire sull'emergenza o per un tempo limitato, ma che sia inquadrato all'interno di un Ministero che, per quanto mi riguarda, non può che essere il Ministero dell'ambiente, con una missione specifica. Con l'emendamento 2.6 avanziamo una proposta che, ahimè, non è stata accolta. Nella struttura di missione in questo periodo di tempo si erano comunque accumulati esperienze, personale, know how , che sarebbe assolutamente necessario - almeno questa è la proposta dell'emendamento - trasferire all'interno del Ministero stesso. Infatti, come si evince anche dall'altro emendamento che abbiamo presentato, il 2.8, che propone, anche in modo provocatorio, di indire dei concorsi presso il Ministero dell'ambiente, c'è una reale esigenza. Spero che, dopo il trasferimento in pianta stabile, strutturale, all'interno del Ministero dell'ambiente, si affronti una volta per tutte la questione dell'organico e del personale specializzato. Ormai andiamo avanti di precariato in precariato, dall'ISPRA e al Ministero dell'ambiente, quindi, nel momento in cui si assumono fino in fondo competenze così importanti, credo sarebbe utile affrontare anche la questione delle risorse umane. Nella fattispecie, chiedo la votazione dell'emendamento 2.6, che propone che quelle risorse umane presenti all'interno della struttura di missione e che oggi sono tornate (perché erano comandate) nei Ministeri e negli uffici di provenienza, vengano trasferite, insieme alle risorse finanziarie, in modo funzionale, all'interno del Ministero stesso. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.6, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.7, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Senatrice Pinotti, la invito cortesemente ad estrarre la scheda nella postazione accanto alla sua, visto che il senatore non risulta presente. Passiamo all'emendamento 2.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.8, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.100 è ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.9 (testo 2), presentato dalla Commissione, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'ordine del giorno G2.1. Chiedo alla prima presentatrice, senatrice Vanin, se accetta la riformulazione proposta dal Governo. VANIN (M5S) . Sì, signor Presidente, la accetto. PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.1 (testo 2) non verrà posto ai voti. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. CORBETTA, relatore . Signor Presidente, il parere è contrario sugli emendamenti da 3.1 a 3.9. Il parere è invece favorevole sugli emendamenti 3.10 e 3.11. È altresì contrario all'emendamento 3.12 e favorevole sui restanti emendamenti da 3.13 a 3.15. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere è conforme al Governo ad eccezione dell'emendamento 3.10 per il quale chiediamo una riformulazione. Con esattezza, alla lettera b) , comma 4- bis , dopo le parole «sono definite», chiediamo di aggiungere le seguenti: «con invarianza delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente». PRESIDENTE . Chiedo al relatore se concorda con la proposta del Governo. CORBETTA, relatore . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.2, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.3. IORI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IORI (PD) . Signor Presidente, vorrei semplicemente riprendere una riflessione brevissima sulla questione, che è stata affrontata in vari interventi che mi hanno preceduto, riguardante il singolare nella intitolazione e nel testo dell'articolo 3, riguardante la famiglia. In realtà, forti trasformazioni sociali intervenute negli ultimi decenni hanno fortemente modificato la struttura, il ruolo, la fisonomia della famiglia. Oggi noi ci troviamo di fronte a una costellazione e a una pluralità di famiglie. Quindi, non possiamo più parlare al singolare. Non è solo una questione grammaticale. Lo stesso regolamento del censimento, il regolamento anagrafico e i dati ISTAT ci dicono che la famiglia modale classica è ridotta a poco più del 30 per cento, a fronte invece di una pluralità di modelli di famiglia che comprendono le famiglie ricostituite in seconda unione, le famiglie monogenitoriali, le famiglie monopersonali, adottive, affidatarie. Credo quindi che continuare a parlare di famiglia al singolare sia lesivo della pluralità, sia inopportuno rispetto al nostro tempo e sia anche offensivo nei confronti di quei bambini che si trovano all'interno di queste famiglie diverse, alcuni dei quali sono discriminati anche dalle parole del ministro Fontana, il quale ha affermato che non si possono riconoscere i figli di coppie dello stesso sesso.