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Tali attività, che devono essere concluse entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, sono condotte sotto la vigilanza della nuova Agenzia per la sicurezza delle ferrovie e le infrastrutture stradali e autostradali istituita dal successivo articolo 12 del testo e rimangono a carico esclusivo delle concessionarie, senza alcuna possibilità di essere imputate alle tariffe autostradali né di comportare revisioni dei Piani economici e finanziari. Resta poi fermo l'obbligo per le concessionarie di adottare ogni iniziativa necessaria per la tutela della pubblica incolumità e la sicurezza delle infrastrutture, ivi compresa la limitazione o la sospensione del traffico veicolare. Per fronteggiare le necessità conseguenti al crollo del ponte Morandi, prosegue l'oratore, l'articolo 2 autorizza la Regione Liguria, gli enti del settore regionale allargato (con esclusione degli enti del Servizio sanitario nazionale), la città metropolitana di Genova, il comune di Genova, nonché le società controllate da quelle amministrazioni territoriali e la Camera di Commercio di Genova, ad assumere a tempo determinato, per il 2018 e il 2019, fino a 300 unità di personale, in deroga ai vincoli di contenimento della spesa previsti dalla normativa vigente. Per le medesime finalità, è autorizzata l'assunzione a tempo determinato, per lo stesso biennio, di venti unità di personale anche da parte dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale. Oltre alla copertura di tali previsioni, l'articolo dispone poi l'integrazione della contabilità speciale intestata al Commissario delegato per l'emergenza, individuato ad agosto, subito dopo il crollo del viadotto, nel Presidente della Regione Liguria, di 9 milioni di euro per l'anno 2018 e di 11 milioni di euro per il 2019. L'articolo 3 contiene una serie di agevolazioni fiscali per gli immobili che a seguito del crollo del ponte Morandi hanno subìto danni o sono stati oggetto di ordinanze di sgombero. In particolare, si prevede l'esenzione dei fabbricati sgombrati a fini Irpef, Ires, Irap, Tasi e Imu nonché l'esclusione da imposizione diretta per i contributi, gli indennizzi e i risarcimenti ottenuti dai privati. E' disposta l'esenzione dal pagamento dell'imposta di bollo e dell'imposta di registro per le istanze, i contratti e i documenti presentati alla pubblica Amministrazione in conseguenza del crollo nonché, per gli immobili demoliti o dichiarati inagibili, l'esenzione dall'imposta di successione e dalle imposte e tasse ipotecarie e catastali. Vengono sospesi i termini di notifica delle cartelle di pagamento e quelli per la riscossione degli atti esecutivi. Durante l'esame presso la Camera dei deputati è stata introdotta la possibilità di prevedere l'esenzione dal pagamento delle forniture di energia elettrica, gas, acqua e telefonia. Con l'articolo 4 sono riconosciuti benefici alle imprese e ai liberi professionisti con sede operativa all'interno della zona danneggiata in conseguenza del crollo del viadotto Polcevera, che nel periodo intercorrente tra il 14 agosto e il 29 settembre 2018 abbiano subito un decremento del fatturato rispetto al valore mediano del corrispondente periodo del triennio 2015-2017. I benefici consistono nel riconoscimento di una somma fino al 100 per cento del decremento, nel limite massimo di euro 200.000. I criteri e le modalità di erogazione delle somme, nel limite complessivo di 10 milioni di euro per il 2018, sono stabiliti dal Commissario delegato che vi provvede a valere sulle risorse disponibili sulla contabilità speciale per l'emergenza, appositamente integrata di 5 milioni di euro. L'articolo 4- bis introduce misure di sostegno a favore degli operatori economici danneggiati in conseguenza dell'evento, prevedendo, in analogia con quanto stabilito per le famiglie all'articolo 1- bis del decreto-legge, indennizzi per la cessione volontaria o l'esproprio degli immobili danneggiati ad opera del Commissario straordinario. Anche in questo caso, gli oneri sono posti a carico del concessionario autostradale. La medesima previsione vale anche per il ristoro della perdita e dei danni subiti dalle attrezzature e dai materiali aziendali. L'articolo 4- ter dispone che, in deroga alle disposizioni generali in materia di ammortizzatori sociali, venga concessa ai lavoratori del settore privato, compreso quello agricolo, che, a seguito del crollo del ponte Morandi, siano impossibilitati o penalizzati, totalmente o parzialmente, a prestare attività lavorativa, un'indennità pari al trattamento massimo di integrazione salariale. Una indennità una tantum pari a 15.000 euro è poi riconosciuta ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di agenzia e di rappresentanza commerciale e dei lavoratori autonomi che abbiano dovuto sospendere l'attività a seguito del crollo. Per tali interventi sono stanziate risorse nel limite complessivo di 11 milioni di euro per il 2018 e di 19 milioni di euro per il 2019. L'articolo 5 introduce norme di sostegno per il trasporto pubblico locale in Liguria e in favore dell'autotrasporto. In particolare, vengono stanziati 500 milioni di euro per il 2018 e 23 milioni di euro per il 2019 per il finanziamento di servizi di trasporto aggiuntivi, per l'efficientamento del trasporto pubblico regionale e locale e per l'integrazione tariffaria tra le diverse modalità di trasporto nel territorio della città metropolitana di Genova. Sono poi destinati 20 milioni per il 2019 al rinnovo del parco mezzi utilizzati nella città metropolitana di Genova, con priorità per i mezzi a propulsione elettrica, ibrida e a idrogeno. Con riferimento all'autotrasporto, sono stanziati 20 milioni di euro per il 2018 per il ristoro delle maggiori spese affrontate in conseguenza del crollo del ponte Morandi. Per la realizzazione di opere viarie di collegamento o comunque inerenti la mobilità sono attribuiti 5 milioni di euro al comune di Genova. Ad esso può essere concessa, per trent'anni, l'area di demanio marittimo compresa tra il Rio Branega e il Rio San Michele, conosciuta come "fascia di rispetto di Prà", al fine di garantire misure per la mobilità sostenibile, anche attraverso l'individuazione di aree utilizzabili come parcheggi di interscambio. Si prevede, infine, che, con riferimento alle opere individuate come itinerari di viabilità alternativa, il Commissario delegato possa autorizzare varianti in corso di esecuzione in deroga all'articolo 106 del Codice dei contratti pubblici. Passa ad illustrare l'articolo 6 che, al fine di garantire l'ottimizzazione dei flussi veicolari logistici in ingresso e in uscita dal porto di Genova, affida al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il compito di sovraintendere alla progettazione e alla realizzazione, in via d'urgenza, di infrastrutture ad alta automazione, di sistemi informatici e delle relative opere accessorie. Per le esigenze di carattere operativo e logistico in ambito portuale derivanti dall'evento, sono poi attribuite risorse alla Capitaneria di porto di Genova, nella misura di 375.00 euro per il 2018 e di 875.000 euro per il 2019.