[resaula]

Da qui la necessità di applicare tutte - e sottolineo tutte - le misure utili ad arginare l'espandersi dei focolai epidemici, anche se vengono percepite come eccessive, considerato peraltro che il nuovo virus è molto contagioso e può essere definito come un pandemico potenziale, perché è in grado sia di causare polmoniti gravi sia di uccidere persone immunodepresse. Il virus è oltretutto caratterizzato da un ulteriore fattore di rischio: il lungo periodo di incubazione, fino a due o anche a tre settimane, a quanto pare, che ne rende praticamente difficilissimo il confinamento per via del possibile stato di portatore sano dei contagiati asintomatici, lievemente sintomatici o non ancora sintomatici. L'appello che faccio è di essere tutti responsabilmente parte attiva nella comunicazione del rischio, senza allarmare eccessivamente e senza farci prendere dal panico, ma allo stesso tempo senza sottovalutare il problema. (Applausi dal Gruppo M5S) . Vi sarete accorti che non tutti i virologi, che quotidianamente affollano le trasmissioni televisive, la pensano allo stesso modo: questo è assolutamente normale, ma la verità è che nessuno sa veramente come andrà a finire. Il principio di precauzione, se applicato bene, non sarà mai apprezzato abbastanza se poi il problema sanitario non si verifica. Una sottovalutazione del pericolo, al contrario, in presenza di un'epidemia fuori controllo sarebbe una catastrofe. La difficoltà di prendere la giusta decisione è un sottile filo che lega questi due estremi, ed è per questo motivo che le misure adottate con il decreto-legge n. 6 del 23 febbraio scorso sono quanto mai necessarie e urgenti. La priorità assoluta è salvare il Sistema sanitario e salvaguardare il personale medico e paramedico, evitando che l'assalto agli ospedali e soprattutto ai servizi di pronto soccorso li renda luoghi tra i più pericolosi, in particolare per il personale, e di maggiore diffusione dello stesso virus. Inoltre, una strategia necessaria e urgente è quella di realizzare corridoi preferenziali in cui poter canalizzare l'eventuale afflusso di migliaia di casi, o supposti tali, nei prossimi giorni o mesi. (Brusio) . Presidente, mi scusi sento un brusio che non mi consente... PRESIDENTE. Per cortesia, limitiamo il brusio, soprattutto nei posti antistanti l'emiciclo e i banchi del Governo. ROMANO (M5S) . A tal fine, è utile attrezzare rapidamente gli ospedali militari delle grandi città, attualmente quasi inutilizzati, in modo tale da trasformarli in breve tempo in centri di diagnosi, isolamento e smistamento per i casi necessitanti terapia intensiva. In conclusione, mi sento di dire: facciamo quadrato. E se è vero, come è vero, che ogni comunità si riconosce dalle persone che la compongono e dai comportamenti che la caratterizzano, come in quest'Aula evidentemente, alle misure sociosanitarie e a quelle economiche accompagniamo la capacità di trasmettere una corretta - sottolineo: corretta - informazione, fondata su dati oggettivi e concreti, evitando ogni forma di bieca speculazione politica. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. COLLINA, relatore . Signor Presidente, ringrazio gli uffici della Commissione sanità e i colleghi della Commissione, che hanno contribuito in modo positivo alla discussione e all'approfondimento del decreto-legge, dimostrando quell'unità di intenti che nei fatti tanti appelli hanno auspicato, a partire dal presidente Mattarella. Mi unisco ai ringraziamenti che molti in quest'Aula hanno rivolto a tutti gli operatori della Sanità, delle Forze armate, della Protezione civile e del volontariato. Mi unisco alla vicinanza ai cittadini e alle famiglie colpite dalle conseguenze più gravi del virus. La situazione è in divenire, comporta la difficoltà di fare un punto definitivo sia sul piano sanitario che sul piano delle ripercussioni economiche dirette e indirette. I decreti quindi e i DPCM seguono l'evolvere della situazione, ma rappresentano iniziative discrete a fronte di uno sviluppo continuo. Questa considerazione ci fa prevedere il susseguirsi di provvedimenti di natura sanitaria ed economica per dare risposte adeguate e corrispondenti alle condizioni che registreremo. Dovremo lavorare insieme, anche tra Commissioni differenti, per affrontare i prossimi provvedimenti che intrecceranno piani differenti, ma interdipendenti, come il piano sanitario e quello economico. La pubblicazione del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, ha evidenziato un insieme di contenuti che affrontano e recuperano in molti casi gli aspetti sollevati dagli emendamenti presentati, così come abbiamo potuto verificare nella seduta della Commissione sanità di ieri. Credo che questa sia una valutazione propedeutica a quello che sarà il comportamento che io chiederò di tenere in Aula relativamente al voto degli emendamenti. PRESIDENTE . Il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ieri in Commissione abbiamo ritirato praticamente quasi tutti gli emendamenti, anche perché molti di essi sono stati accolti nella versione dell'ordine del giorno. Tutti sappiamo che l'ordine del giorno è il livello più basso di accoglienza e di accettazione da parte del Governo, comunque prendiamo atto e siamo grati di quello che è stato fatto. Tuttavia, vorremmo chiedere in questo momento la trasformazione in ordine del giorno anche dell'emendamento 1.12, perché riguarda la garanzia offerta al personale sanitario. Ci è stato detto che nel prossimo decreto questi elementi di sicurezza del personale sanitario verranno tenuti nella massima considerazione, però, siccome il provvedimento va prima di tutto in Commissione bilancio e noi siamo ridotti soltanto a tre punti dell'intero decreto-legge, non vorremmo essere assorbiti dalla Commissione bilancio e quindi non vorremmo che quelle che sono le garanzie offerte al personale sanitario passassero in secondo piano. Chiediamo quindi semplicemente di trasformare anche l'emendamento 1.12 in ordine del giorno, che vale come gentleman agreement con il Governo, perché poi accolga la massima tutela possibile del personale sanitario. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei illustrare l'emendamento 1.3, nel quale si chiede il blocco del prezzo dei prodotti igienizzanti, che non dovrebbe superare quello alla data del 31 gennaio 2020. Siamo perfettamente a conoscenza che le aziende producono a pieno ritmo, hanno dovuto assumere anche personale e acquisire materie prime, come ieri il vice ministro Sileri ci ha giustamente illustrato, quindi tali prodotti avranno sicuramente un aumento del prezzo. Deve esserci però un tetto, come a tutti i dispositivi: proprio questa mattina, la Guardia di finanza in una parafarmacia a Napoli ha sequestrato mascherine lifeguard che avevano avuto un aumento del 6.150 per cento. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e della senatrice Faggi). Le mascherine monovelo hanno avuto un aumento ed erano in vendita al 300 per cento.