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In tal modo l'oggetto dello scambio potrà superare la semplice dazione o promessa di denaro in cambio dei voti e conferire maggior efficacia alla disposizione in questione. L'ampliamento delle condotte che costituiscono reato completerebbe gli strumenti di repressione delle forme di violenza di cui si serve la criminalità organizzata, ed in particolare andrebbe a colpire le possibilità di infiltrazione nelle istituzioni e la capacità di condizionamento di eletti collusi con il sistema criminale. Vale la pena ricordare come, nel corso della campagna elettorale per l'elezione del Parlamento della XVII legislatura, molti degli attuali proponenti hanno aderito a «Riparte il Futuro», campagna contro la corruzione promossa dal Gruppo Abele e dalla associazione Libera, che ha visto la sottoscrizione di oltre ottocento candidati. Tra essi, 96 sono stati eletti al Senato della Repubblica e 258 alla Camera dei deputati. Tra gli impegni richiesti ai candidati alle elezioni politiche vi è proprio l'introduzione nell'ordinamento giuridico italiano, entro i primi cento giorni della nuova legislatura, di un correttivo all'articolo 416- ter del codice penale, nel senso sopra illustrato, con l'effetto di estendere l'applicabilità della fattispecie criminosa, rendendola più efficace nella prevenzione del voto di scambio che, oltre a condizionare scelte strategiche della vita del Paese, vincola la libertà elettorale, trasformando il voto del cittadino in merce da barattare. Il presente disegno di legge adempie quell'impegno, affrontando la questione cruciale della sfera di applicazione del delitto di scambio elettorale politico-mafioso, sostituendo integralmente l'articolo 416- ter del codice penale. Un disegno di legge modificativo all'articolo 416- ter del codice penale era già stato depositato al Senato della Repubblica, nella XVI legislatura, dal gruppo del Partito Democratico, a prima firma della senatrice Silvia Della Monica (atto Senato n. 2305). I medesimi contenuti sono stati ripresentati sul finire della legislatura sotto forma di emendamento al disegno di legge delega «anticorruzione», ma non sono stati approvati nel corso dell'esame in Commissione, né assunti nel testo sul quale il Governo ha posto la fiducia. Si auspica, dunque, che tale norma di civiltà, fondamentale passo per dotare l'Italia di un efficace apparato legislativo contro la corruzione in linea con gli standard europei, diventi al più presto legge dello Stato.. 1 1 L'articolo 416- ter del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 416- ter . -- (Scambio elettorale politico-mafioso) . -- Chiunque accetta consapevolmente il procacciamento di voti con le modalità previste dal terzo comma dell’articolo 416- bis in cambio dell’erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. La stessa pena si applica a chi procaccia voti con le modalità indicate al primo comma».