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se si sia a conoscenza del fatto descritto, in considerazione dell'attività di coordinamento svolta dal Governo sugli interventi di contrasto alla diffusione dell'epidemia, e in relazione alle interlocuzioni in atto con le Regioni, finalizzate ad assicurare agli operatori e ai cittadini, nell'intero territorio nazionale, i necessari strumenti di protezione; se si ritenga opportuno acquisire ogni utile informazione in merito, ivi compreso il citato parere del comitato tecnico scientifico posto a fondamento dell'ordinanza regionale n. 38 dell'11 agosto 2020 ma mai fornito all'opposizione consiliare né rinvenibile altrove; se in Sardegna si sia operato, più volte, in difformità rispetto a quanto disposto per legge e normativa di competenza statale, favorendo condizioni di rischio aggiuntivo ed elevato di diffusione dell'epidemia e conseguenti situazioni critiche nel sistema di assistenza sanitaria ospedaliera; se si siano verificati casi simili, nei fatti e nelle conseguenze, in altre regioni d'Italia, e quale sia la valutazione in termini di incremento della curva del contagio, di danni per la salute della popolazione e correlativa incidenza sulla spesa pubblica; quali iniziative, amministrative e legislative, intenda promuovere il Governo per prevenire, contrastare e reprimere fatti gravi come quelli descritti. Atto n. 4-04411 DE BONIS Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e per gli affari europei Premesso che: la decisione di esecuzione (UE) 2018/1519 della Commissione europea, del 9 ottobre 2018, modifica la decisione di esecuzione 2014/150/UE relativa all'organizzazione di una sperimentazione temporanea che prevede alcune deroghe per la commercializzazione di popolazioni delle specie vegetali frumento, orzo, avena e granturco a norma della direttiva 66/402/CEE del Consiglio; la precedente decisione di esecuzione prevedeva l'organizzazione, fino al 31 dicembre 2018, di una sperimentazione temporanea alla quale potessero partecipare tutti gli Stati membri allo scopo di valutare se la produzione, a fini di commercializzazione, e la commercializzazione, a determinate condizioni, delle sementi di popolazioni ai sensi dell'articolo 2 della decisione, appartenenti alle specie Avena spp. , Hordeum spp. , Triticum spp. e Zea mays L., potessero costituire un'alternativa migliore all'esclusione dalla commercializzazione delle sementi non conformi alle prescrizioni dell'articolo 2, paragrafo 1, lettere E, F e G, della direttiva 66/402/CEE, relativa alle caratteristiche varietali delle sementi di determinate specie e alle prescrizioni dell'articolo 3, paragrafo 1, di tale direttiva concernente la commercializzazione con la certificazione ufficiale come "sementi certificate", "sementi certificate di prima riproduzione" o "sementi certificate di seconda riproduzione"; la durata della sperimentazione temporanea fu allora prorogata, dal gennaio 2017 al 31 dicembre 2019 per la partecipazione degli Stati membri (articolo 3, paragrafo 1) e dal 31 dicembre 2018 al 28 febbraio 2021 per i termini (articolo 19), perché la valutazione non era stata completata, dato che era necessario raccogliere ulteriori informazioni su vari aspetti della sperimentazione per un periodo di tempo più lungo; considerato che l'Italia ha già aderito a tale sperimentazione, ma non tutte le Regioni (secondo quanto previsto dall'articolo 3, comma 2, della decisione di esecuzione (UE) 2018/1519) sono riuscite a completare le procedure per ottenere l'autorizzazione sementiera e, quindi, alcune risultano escluse alla data del 31 dicembre 2019, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo vogliano proporre, a livello comunitario, una proroga della sperimentazione per altri 6 anni ed estenderla a tutto il territorio nazionale; in subordine, se l'Italia, quale Stato membro partecipante, possa provvedere ad inserire nella sperimentazione stessa anche altre Regioni (secondo le procedure dell'articolo 3, comma 2) non già indicate al termine di adesione della sperimentazione fissato dall'articolo 3 comma 1, o, in alternativa, visto che la sperimentazione termina il 28 febbraio 2021 (articolo 19), far sì che venga data a tutti la possibilità di commercializzare le popolazioni, con raccolto dalla stessa annata 2021 per le colture già in atto, che rispettano i parametri considerati nella sperimentazione. Atto n. 4-04412 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: dal 16 novembre 2020 Trenitalia ha cancellato il treno Freccia delle ore 5,15, usato dai pendolari salernitani per raggiungere Roma; il primo treno utile per questo collegamento risulta essere quello delle ore 5,50 che, tuttavia, mette in estrema difficoltà tanti lavoratori, perché è inconciliabile con gli orari dell'inizio della giornata; sul sito non risulta acquistabile, inoltre, il biglietto del treno di rientro da Roma a Salerno delle ore 16,35, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei motivi che hanno portato a tale decisione da parte della società del gruppo Ferrovie dello Stato, che lede gravemente il diritto alla mobilità dei pendolari di Salerno, già costretti a tanti sacrifici di vita per recarsi quotidianamente a lavoro nella capitale; se ritenga che sia tollerabile che ogni anno, a giudizio dell'interrogante di soppiatto, la società cerchi di riservare una brutta sorpresa a questi cittadini della provincia di Salerno, ricordando che anche nello scorso inverno fu necessario sollevare la questione per salvare il primo collegamento mattutino. Atto n. 4-04413 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: in piena emergenza da COVID-19, con quello che l'interrogante ritiene un colpo di mano della Regione Campania, l'ospedale di Castiglione di Ravello (Salerno) è stato staccato dall'azienda ospedaliera universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona"; con la delibera di Giunta regionale n. 471 del 3 novembre 2020 è stato sottratto il collegamento con l'ospedale di Salerno, il quale fornisce la cardiologia, la rianimazione, la radiologia e tutti i servizi che servono all'ospedale "Costa d'Amalfi" di Castiglione di Ravello. In questo modo, sarà la ASL a dover fornire i suddetti servizi, ma è fortemente in dubbio che la ASL disponga del personale necessario; dalla sera alla mattina l'ospedale di Castiglione di Ravello potrebbe ritrovarsi senza le figure necessarie per fronteggiare qualsiasi tipo di emergenza, in quanto si tratta anche del pronto soccorso di riferimento di un'area meravigliosa ma morfologicamente problematica della provincia di Salerno; nella suddetta delibera di Giunta, inoltre, sono previsti 20 posti letto, che ancora non ci sono, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto e se ritenga che tale decisione possa costituire un pregiudizio per il diritto alla salute dei cittadini della costiera Amalfitana. Atto n. 4-04414 ARRIGONI BRIZIARELLI BRUZZONE PAZZAGLINI TESTOR Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: