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Accordo fra la Santa Sede e l'Italia per gli impianti radio-vaticani a Santa Maria di Galeria e a Castel Romano La Santa Sede e il Governo della Repubblica italiana: Tenuto presente l'art. 6, terzo comma, del Trattato fra la Santa Sede e l'Italia dell'11 febbraio 1929; Considerata la necessità per la Santa Sede di procedere ad un miglioramento e ad uno sviluppo dei suoi impianti radio, erigendo, a tal fine, due nuovi centri - l'uno trasmittente e l'altro ricevente - in modo da assicurare alla Santa Sede la possibilità di effettuare radio trasmissioni dirette a tutto il mondo cattolico; Attesa l'impossibilità di costruire detti centri nel territorio dello Stato della Città del Vaticano; Riconosciuta la convenienza che le estensioni all'uopo prescelte nell'ambito delle aree di proprietà della Santa Sede nelle località di Santa Maria di Galeria e di Castel Romano godono dei privilegi specificati agli articoli 15 e 16 del Trattato Lateranense; Hanno nominato i loro Plenipotenziari: LA SANTA SEDE: S. E. Rev.ma Mons. Domenico TARDINI, Segretario della Sacra Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari; IL GOVERNO ITALIANO: S. E. il Marchese Dott. Antonio MELI LUPI DI SORAGNA TARASCONI, Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede. Articolo primo. Godrà dei privilegi specificati negli articoli 15 e 16 del Trattato dell'11 febbraio 1929 fra la Santa Sede e l'Italia tutta l'estensione che sarà destinata a sede del primo dei due nuove centri della Radio Vaticana menzionati nel successivo articolo 3° del presente Atto - ed in quanto sarà adibita a tale uso - entro l'ambito massimo dell'area di proprietà della Santa Sede e segnata in colore azzurro nella pianta allegata al presente Atto, avente la superficie di ettari 424.01.84 (ettari quattrocentoventiquattro, are una e centiare ottantaquattro), distinta nel Catasto di Roma alla mappa 124 nel foglio 29 coi numeri 1, 4/parte, 5/parte, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 16, 17, nel foglio 30 coi numeri 16 e 17 e nel foglio 31 coi numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6/parte, 8/parte, 9/parte, confinante con la strada Braccianese, con la strada di Cesano, con l'acquedotto Paolo, con la ferrovia Roma-Viterbo e con la tenuta di Santa Maria di Galeria del Pontificio Collegio Germanico-Ungarico.