[pronunce]

che è intervenuta in giudizio la Regione Basilicata, con memoria depositata in data 15 dicembre 2009, rilevando, preliminarmente, che l'art. 25 della legge della Regione Basilicata 7 agosto 2009, n. 27 (Assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2009 e del bilancio pluriennale per il triennio 2009/2011) ha modificato la disciplina censurata e ha fatto venir meno «i profili di illegittimità costituzionale [...] sollevati dal Tar della Basilicata», e insistendo, comunque, affinché la questione di legittimità costituzionale venga dichiarata inammissibile per difetto di rilevanza o, in subordine, non fondata. Considerato che il Tribunale amministrativo regionale per la Basilicata ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 117, terzo comma, Cost., questione di legittimità costituzionale dell'art. 20, comma 2, della legge della Regione Basilicata 30 gennaio 2007, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione annuale e pluriennale della Regione Basilicata - Legge finanziaria 2007), nella parte in cui, ai fini della composizione delle Commissioni mediche di accertamento dell'invalidità e dell'handicap, «ha previsto che possono essere nominati presidenti di tali commissioni mediche anche i medici in possesso di specializzazioni "equivalenti" a Medicina Legale e che il componente in possesso della specializzazione in Medicina del Lavoro possa essere sostituito anche da medici in possesso di specializzazioni "equivalenti" a Medicina del lavoro»; che, successivamente all'ordinanza di rimessione, la disciplina regionale impugnata è stata modificata dall'art. 25 della legge della Regione Basilicata 7 agosto 2009, n. 27 (Assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2009 e del bilancio pluriennale per il triennio 2009/2011), che ha in particolare eliminato il profilo censurato dal rimettente, relativo alla possibilità di ricorrere a figure professionali equivalenti a quelle specificamente indicate dalla disciplina statale di cui alla legge 15 ottobre 1990, n. 295 (Modifiche ed integrazioni all'articolo 3 del decreto legge 30 maggio 1988, n. 173, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 1988, n. 291, e successive modificazioni, in materia di revisione delle categorie delle minorazioni e malattie invalidanti), e ha altresì disposto il rinnovo delle Commissioni, sulla base della nuova disciplina relativa alla loro composizione, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della medesima legge regionale; che, pertanto, a prescindere dai profili di inammissibilità, connessi alla circostanza per cui la disposizione censurata, così come interpretata dall'avviso pubblico emanato sulla base di essa, consente il ricorso ai medici in servizio con specializzazione equivalente soltanto in assenza di medici in servizio con la specifica specializzazione indicata dalla norma statale, occorre restituire gli atti al giudice rimettente, perché operi una nuova valutazione della rilevanza e della non manifesta infondatezza della questione (fra le molte, ordinanze n. 38 e n. 12 del 2010).. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale per la Basilicata. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 14 aprile 2010. F.to: Ugo DE SIERVO, Presidente Sabino CASSESE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 aprile 2010. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA