[massime]

Responsabilità civile - Risarcimento del danno derivante da sinistro stradale - Azione diretta del trasportato danneggiato nei confronti della compagnia assicuratrice - Dedotta esclusione della possibilità di agire nei confronti del vero responsabile del danno e della sua compagnia assicuratrice - Lamentato eccesso di delega e prospettata violazione del principio di uguaglianza e del diritto di difesa - Omessa motivazione sulla rilevanza della questione e omessa descrizione della fattispecie - Mancata sperimentazione della possibilità di pervenire ad una interpretazione conforme a Costituzione - Manifesta inammissibilità delle questioni.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 149 e 150 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, censurati, in riferimento agli artt. 3, 24 e 76 della Cost., nella parte in cui disciplinano il risarcimento diretto dei danni nella circolazione stradale. Infatti entrambi i rimettenti omettono, da un lato, qualsiasi motivazione sulla rilevanza delle questioni, dall'altro, la descrizione delle fattispecie. Inoltre, i medesimi giudici non hanno adempiuto all'obbligo di ricercare una interpretazione costituzionalmente orientata della normativa impugnata, nel senso, cioè, che essa si limita a rafforzare la posizione dell'assicurato rimasto danneggiato, considerato soggetto debole, legittimandolo ad agire direttamente nei confronti della propria compagnia assicuratrice, senza peraltro togliergli la possibilità di fare valere i suoi diritti secondo i principi della responsabilità civile dell'autore del fatto dannoso. - Sulla manifesta inammissibilità delle questioni per omessa motivazione sulla rilevanza, v., ex plurimis , ordinanze n. 82/2008; n. 12/2007; n. 179/2006. - Sulla manifesta inammissibilità delle questioni per omessa descrizione della fattispecie, v., citate, ex plurimis , ordinanze nn. 248, 217, 24/2008 e n. 353/2007. - Sulla mancata sperimentazione di una interpretazione costituzionalmente orientata nella fattispecie in questione, v., citata, ordinanza n. 205/2008.