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Il presidente Conte si comporta alla bisogna e ieri ha tirato fuori la storiella dell'IVA, che promette agli italiani ciò che non è suo, ciò che non può dare; più o meno come faceva Totò con i turisti con la Fontana di Trevi, ma con due differenze: Totò era Totò e che oggi in Italia non c'è nulla per cui ridere. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pucciarelli. Ne ha facoltà. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo oggi a discutere della conversione in legge del decreto-legge n. 33 del 16 maggio 2020. Dopo circa tre mesi di blocco che ha riguardato anche gli spostamenti, questo decreto ha consentito una graduale ripartenza in tema di mobilità tra Regioni, a far data dal 3 giugno. Cosa diversa invece per le scuole, chiuse dal 9 marzo e mai più riaperte. Cosa accomuna il blocco della mobilità con la sospensione delle lezioni? Li accomuna l'immobilismo e l'incapacità di questo Governo di sfruttare il periodo di blocco totale cui l'intera Nazione è stata sottoposta per effettuare i lavori di manutenzione, messa in sicurezza e, nel caso della scuola, anche di programmazione per la ripartenza con le prescrizioni anti-Covid. Per quanto riguarda la rete autostradale, ci troviamo oggi ad avere una Regione come la Liguria interamente bloccata, da levante a ponente, a causa dei lavori presenti sull'intero tratto. Parliamo di almeno sessanta cantieri, trentanove gallerie ritenute non in condizioni di sicurezza e molte altre ancora da ispezionare. Quindi, ai danni economici causati dal Covid dovranno essere aggiunti quelli derivanti dall'incapacità gestionale dell'attuale Ministro delle infrastrutture, che nella sua visita ad Imperia, anziché chiedere scusa e riconoscere i propri errori e i propri limiti, ha voluto impartire lezioni a Salvini, negando addirittura gli investimenti effettuati in Liguria quando la Lega era al Governo. (Applausi). Investimenti che, le ricordo, caro Ministro, hanno superato il miliardo di euro grazie al lavoro dell'allora vice ministro Edoardo Rixi. Certo, capisco che il confronto, per come è stata gestita l'emergenza, tra la ricostruzione del ponte Morandi (anche in questo caso merito del vice ministro Rixi, del sindaco Bucci e del presidente della Regione Toti) e la gestione della ricostruzione del ponte di Albiano Magra è a dir poco impietosa. A distanza di quasi tre mesi dal crollo, infatti, tutto è immobile là dove è crollato, cioè nel letto del fiume. Quindi, ad oggi, nessuna opera realizzata, nessun progetto presentato. L'unica cosa che è riuscita a fare, signor Ministro, è l'aver tolto tra le opere prioritarie la Pontremolese. D'altronde, che i famosi 96 milioni di euro inseriti nel decreto-legge rilancio e destinati al completamento della fase 1 fossero un miraggio era evidente. Signor Sottosegretario, lo so che il decreto rilancio non c'entra e che i 96 milioni servono per finire la fase 1, ma di fatto quest'opera è stata stornata tra quelle che erano ritenute prioritarie e lo stanziamento delle risorse nel decreto rilancio partirà concretamente dal 2025 per terminare nel 2032. Questi sono dati reali, contenuti nel decreto-legge. Peraltro lei può fare anche a meno di interrompermi; da Sottosegretario dovrebbe rispettare chi in questo momento sta esprimendo le proprie opinioni. Delle risorse necessarie per la galleria della ferrovia pontremolese, invece, non vi è proprio menzione alcuna, nemmeno nel libro dei sogni. Il Ministro ha dichiarato di essere una persona semplice e che dalle sue parti in campagna si usa dire che sono i fatti che contano. Condivido in pieno questo concetto, peccato che non le si addica; lei, infatti, fa tanti bei discorsi ma pochi fatti, anzi in questo riesce a superare il Ministro che l'ha preceduta. Anche in tema di scuola non va meglio: gli edifici sono rimasti così come li hanno lasciati gli studenti. In Francia hanno sfruttato il periodo di blocco totale per eseguire le ristrutturazioni e la predisposizione delle aule con le prescrizioni anti-Covid; in Italia non è stato così. Solo oggi si parla di una bozza con le linee guida da adottare in cui verranno scaricate moltissime responsabilità sui presidi; pertanto, ad ora non vi è alcuna certezza di come, dove, quando e con chi si terranno le lezioni. Non vi è poi alcuna certezza per i lavoratori delle mense: oltre 80.000 lavoratori coinvolti in tutta Italia, quasi la metà dei quali delle mense scolastiche. Questa categoria ha terminato la copertura dell'ammortizzatore sociale con causale emergenza Covid; in molti sono rimasti senza reddito per tre mesi per il colpevole ritardo nei pagamenti da parte dell'INPS. Inoltre, ciliegina sulla torta, come ogni anno vedranno sospesi i loro contratti con la fine dell'anno scolastico, rimanendo per i prossimi mesi senza retribuzione, senza ammortizzatori e senza possibilità di cercare un nuovo lavoro. (Applausi ). Con loro ci sono moltissimi lavoratori che non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione e chi l'ha ricevuta ha avuto una miseria. In tema di edilizia scolastica sappiamo tutti della necessità di importanti e non derogabili interventi, ma anche in questo caso vi siete rifiutati di ascoltare i sindaci, che hanno chiesto di utilizzare sistema Genova per ristrutturare velocemente i plessi scolastici. Potevamo garantire ai ragazzi una ripartenza dignitosa oltre che in sicurezza, ma ahimè siete troppo divisi per decidere cose di buon senso e che diano certezze. L'unica sicurezza che abbiamo è che, in base al provvedimento in esame, tutto ciò che è necessario per attuarne i contenuti dovrà essere senza nuovi oneri per la finanza pubblica e utilizzando le sole risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente. Peccato che le amministrazione comunali hanno le casse vuote e che a rischio c'è proprio l'assistenza ai più deboli. In conclusione, la sintesi del decreto-legge in discussione, che diventerà presto legge, è che dobbiamo arrangiarci da soli. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Parente. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, con il decreto-legge n. 33 del 2020 oggi in discussione si è impressa una doppia svolta agli interventi per contrastare l'emergenza da coronavirus e uscire dalla stessa. Innanzitutto la svolta consiste nella cessazione delle misure limitative della circolazione dal 18 maggio all'interno del territorio regionale; inoltre, dal 2 giugno sono concessi gli spostamenti interregionali e anche da e per l'estero, salvo casi di rischio epidemiologico, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità. Pertanto, con il decreto-legge in esame noi siamo usciti dalla fase del lockdown e abbiamo riavuto, sempre con le dovute accortezze, la nostra libertà.