[massime]

Reati e pene - Misure contro la mafia - Obbligo, per i sottoposti a misure di prevenzione, di comunicare le variazioni patrimoniali che li riguardino - Sanzione penale in caso di inosservanza - Lamentata lesione dei principî di ragionevolezza, di proporzionalità tra disvalore del fatto e sanzione, e di finalità rieducativa della pena, nonché del principio della personalità della responsabilità penale - Questione già decisa - Manifesta infondatezza.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 30 e 31 della legge 13 settembre 1982, n. 646 sollevata in riferimento agli artt. 3, 13, primo comma, 25 e 27, primo e terzo comma, della Costituzione, nella parte in cui tali norme sanzionano il reato di omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali da parte di persone sottoposte, con provvedimento definitivo, a una misura di prevenzione a norma della legge antimafia n. 575 del 1965. Infatti le censure di "inutilità" pratica della normativa per mancato raggiungimento dell'obiettivo legislativo, e di sproporzione e di eccessività della pena prevista per il reato in argomento, non possono tradursi nella violazione di alcun parametro costituzionale definito, né la norma costituisce esercizio manifestamente arbitrario e irragionevole della ampia discrezionalità spettante al legislatore in tema di illeciti e sanzioni. - Questione già sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 27 della Costituzione, e decisa con le ordinanze n. 143/2002 e n. 442/2001.