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la neo Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, a margine della riunione del Consiglio regionale che a fine aprile 2020 ha votato l'approvazione del bilancio, ha reso alla stampa una dichiarazione sconcertante: "Ci sono 800 persone che lavorano negli uffici della Regione ma non sappiamo a quale titolo e per fare cosa", e ha chiosato, rivolta alla maggioranza e all'opposizione, "aiutateci ad aprire i cassetti e scrosteremo molto" ("calabria.gazzettadelsud", del 29 aprile 2020); qualche anno fa, essendo presidente Giuseppe Scopelliti, anch'egli espressione di una coalizione di centro-destra, la Giunta Regionale della Calabria, con deliberazione n. 302 del 25 marzo 2010, attuando la previsione normativa della legge regionale 26 febbraio 2010 n. 8, art 15, comma 1, ha stabilizzato personale appartenente all'ex contingente LSU/LPU (lavori socialmente utili/lavori di pubblica utilità); la Giunta medesima, con le deliberazioni nn. 304-305-306 del 25 marzo 2010, richiamando l'art. 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, ai sensi dell'art 16, comma 2, della citata legge regionale, ha trasferito in posizione di comando nei ruoli regionali tre unità dirigenziali dipendenti a tempo indeterminato di altre pubbliche amministrazioni; con sentenza n. 108 del 1° aprile 2011, la Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale degli artt. 15, comma 1, e 16, comma 2 , della summenzionata legge regionale n. 8 del 2010, ne ha dichiarato l'illegittimità per contrasto rispettivamente con i principi di cui all'articolo 117, comma secondo, e all'articolo 3 della Costituzione; con deliberazione n. 127 del 12 aprile 2011 la Giunta regionale prendeva atto della dichiarazione di incostituzionalità e veniva costituito un tavolo tecnico per gli adempimenti previsti; con deliberazione n. 370 del 30 luglio 2012, trasmessa alla Corte dei conti in data 5 settembre 2017, la Giunta regionale ha ritenuto di non dover procedere all'annullamento degli atti proprio sulla base di quanto riportato nella relazione del precedente tavolo tecnico; nonostante il grande scandalo mediatico, i tre dirigenti in comando non sono stati rimossi, né restituiti agli uffici di provenienza e due di loro risulterebbero tuttora in servizio; circa la posizione dei tre componenti del tavolo tecnico, accusati di abuso d'ufficio, la Procura di Catanzaro ha chiesto l'archiviazione sul presupposto che "non ci fu dolo intenzionale, ma solo manchevole conoscenza della materia e una superficiale lettura del dettato normativo di cui all'articolo 21 nonies della legge 241/90" ("quotidianodelsud", del 25 ottobre 2013); considerato che: il decreto-legge 6 luglio 2011 n. 98, recante "Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria", convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011 n. 111, all'art. 16, comma 8, dispone che: "I provvedimenti in materia di personale adottati dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ed in particolare le assunzioni a tempo indeterminato, incluse quelle derivanti dalla stabilizzazione o trasformazione di rapporti a tempo determinato, nonché gli inquadramenti e le promozioni posti in essere in base a disposizioni delle quali venga successivamente dichiarata l'illegittimità costituzionale sono nulle di diritto e viene ripristinata la situazione preesistente a far data dalla pubblicazione della relativa sentenza della Corte Costituzionale. Ferma l'eventuale applicazione dell'articolo 2126 del codice civile in relazione alle prestazioni eseguite, il dirigente competente procede obbligatoriamente e senza indugio a comunicare agli interessati gli effetti della predetta sentenza sul relativo rapporto di lavoro e sul correlato trattamento economico e al ritiro degli atti nulli"; il comma 14 dell'art. 20 del suddetto decreto-legge n. 98 del 2011 dispone che "Ai fini del coordinamento della finanza pubblica, le regioni tenute a conformarsi a decisioni della Corte costituzionale, anche con riferimento all'attività di enti strumentali o dipendenti, comunicano, entro tre mesi dalla pubblicazione della decisione nella Gazzetta Ufficiale, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli affari regionali, tutte le attività intraprese, gli atti giuridici posti in essere e le spese affrontate o preventivate ai fini dell'esecuzione"; il comma 15 dello stesso art. 20 stabilisce che "In caso di mancata o non esatta conformazione alle decisioni di cui al comma 14, il Governo, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, sentito il Presidente della regione interessata, esercita, in presenza dei presupposti, il potere sostitutivo di cui all'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, secondo le procedure di cui all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto descritto; se, stanti la nullità e l'insanabilità degli atti dichiarati incostituzionali, non reputino opportuno e necessario adottare le opportune iniziative per verificare gli atti descritti e accertare le ragioni per le quali la suddetta Regione non abbia dato attuazione a quanto previsto dalla normativa vigente, né si sia curata del grave nocumento così arrecato alla propria immagine agli occhi dell'intero Paese. Atto n. 4-03438 GALLONE MALLEGNI TOFFANIN MOLES ALDERISI CAUSIN LONARDO PAPATHEU RIZZOTTI PEROSINO Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: il settore degli eventi è stato il primo ad essere colpito per effetto dell'emergenza sanitaria da COVID-19 e dei progressivi lockdown . Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020, il 4 maggio è stata avviata la cosiddetta "fase 2", ma non esiste ancora nessuna indicazione su quando le aziende di questo comparto potranno lavorare ed in quale modo; ogni evento, prima di essere realizzato, necessita di molti mesi di programmazione. Un matrimonio può richiedere anche dai 6 ai 14 mesi di lavoro ed un evento privato generico dai 2 ai 6 mesi; muovendo da questa constatazione, è evidente che il momento in cui sarà possibile ripartire per altri comparti produttivi non può coincidere con quello in cui potrà tornare ad operare anche il mondo degli eventi. Già oggi, secondo quanto riferito dalle associazioni di categoria, sulla scia dei provvedimenti governativi man mano emanati è di fatto generalizzata una completa cancellazione di ogni evento privato fino a metà agosto 2020; il comparto matrimoni ed eventi privati ha assunto negli anni una forte identità di prodotto e si è mostrato capace di diventare anche uno strumento di attrazione di clientela internazionale, oltre a intercettare sempre più efficacemente le richieste della clientela nazionale. Come tutto il comparto turistico, e ancor più per le proprie innegabili specificità, questo settore ha subito perdite considerevoli;