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nelle more, è stata emanata la circolare dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli n. 12/2020 che ha chiarito che i codici TARIC (tariffa integrata comunitaria) interessati dalla misura per quanto attiene alle importazioni sono: ex 2207 1000 alcole etilico non denaturato con titolo alcolometrico volumico uguale o superiore a 80 volumi; ex 2207 2000 alcole etilico ed acquaviti, denaturati, di qualsiasi titolo; ex 2208 9091 alcole etilico non denaturato con titolo alcolometrico volumico inferiore a 80 volumi, presentato in recipienti di capacità inferiore o uguale a 2 litri; ex 2208 9099 alcole etilico non denaturato con titolo alcolometrico volumico inferiore a 80 volumi, presentato in recipienti di capacità superiore a 2 litri, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda chiarire la definizione di "soluzione idroalcolica in litri" e di "detergenti disinfettanti per mani", spiegando in particolare il senso delle parole "in litri"; se il regime IVA di maggior favore applicata all'importazione dei prodotti indicati nella circolare n. 12/2020 dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli si applichi anche alla cessione dei medesimi beni sul territorio nazionale; se, inoltre, il regime IVA di maggior favore si applichi su tutta la catena produttiva e distributiva o solo nella cessione al consumatore; se ritenga di confermare che non è necessario dimostrare la destinazione di suddetti beni al contrasto dell'epidemia, dal momento che tale regime di maggior favore opererà sine die mentre l'epidemia, auspicabilmente, avrà termine. Atto n. 4-03695 NENCINI CUCCA MODENA BONINO PITTELLA Al Ministro della giustizia Premesso che: Walter Tobagi (nato a Spoleto il 18 marzo 1947), giornalista del "Corriere della Sera", scrittore e accademico italiano, venne ucciso a Milano il 28 maggio 1980 con cinque colpi di pistola esplosi da un " commando " di terroristi di sinistra facenti capo alla "brigata XXVIII Marzo". Da tempo Tobagi scriveva articoli di denuncia sul radicamento del terrorismo rosso nelle fabbriche, sfatando luoghi comuni e mettendo in guardia dalle pericolose articolazioni dei gruppi armati; a seguito delle indagini, nel marzo 1983 iniziò il processo, conclusosi nel novembre dello stesso anno, per accertare i responsabili dell'agguato; al termine del processo furono identificati come colpevoli: Marco Barbone (condannato a 8 anni e 9 mesi, poiché divenuto immediatamente collaboratore di giustizia, uscì dopo 3 anni ottenendo la libertà provvisoria), Paolo Morandini (medesima condanna di Barbone), Mario Marano (condannato a 20 anni e 4 mesi, ridotti per la sua collaborazione a 12 anni in appello, divenuti poi 10 con un condono), Manfredi De Stefano (condannato a 28 anni e 8 mesi, morì in carcere nel 1984), Daniele Laus (condannato a 27 anni e 8 mesi, in secondo grado ridotti a 16 e fu rimesso in libertà provvisoria nel 1985) e Francesco Giordano (condannato a 30 anni e 8 mesi, in appello divenuti 21); nell'autunno 1983 è trapelata l'esistenza di un'informativa resa nel dicembre 1979, dunque ben prima dell'assassinio, da un confidente delle forze dell'ordine, attraverso la quale veniva comunicata ai Carabinieri la circostanza per la quale Walter Tobagi era l'obiettivo di un attentato architettato da un manipolo di terroristi di sinistra; nonostante l'informativa, non fu presa alcuna contromisura al fine di evitare ciò che poi si sarebbe realmente verificato a distanza di pochi mesi; alla scoperta dell'informativa, alcuni tra giornalisti ed esponenti politici sostennero che, se fossero state adottate le giuste precauzioni, specie alla luce di una comunicazione preventiva dell'esistenza del disegno criminoso, si sarebbe potuto evitare l'agguato e l'assassinio del giornalista del "Corriere della Sera"; proprio a causa della pubblicazione degli articoli a seguito della diffusione della notizia sull'informativa rilasciata dal confidente delle forze dell'ordine, la magistratura ha condannato gli autori degli articoli a cospicui risarcimenti del danno; considerato che: nel 2004 il giornalista Renzo Magosso ha pubblicato, su una nota rivista, un'intervista rilasciata dall'ex brigadiere dei Carabinieri Dario Covolo nella quale si raccontavano particolari inediti sull'omicidio di Walter Tobagi e nella quale l'ex sottufficiale dichiarava di aver avvertito i suoi superiori, 6 mesi prima dell'aggressione mortale, che alcuni terroristi della brigata XXVIII Marzo stavano progettando il delitto; per il suddetto articolo, tale da confermare e ampliare le rivelazioni dell'autunno 1983 riprese da giornalisti ed esponenti politici a suo tempo condannati, il giornalista veniva a sua volta condannato a una multa di 1.000 euro (più le spese processuali) e a un risarcimento di 240.000 euro in seguito a querela per diffamazione presentata da due agenti dei Carabinieri interessati dal caso; Renzo Magosso ha presentato ricorso presso la Corte europea dei diritti dell'uomo avverso la sentenza che lo condannava; la Corte, con sentenza del 16 gennaio 2020 pronunciata nell'ambito del giudizio n. 59347/11, ha dichiarato la violazione dell'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, secondo il quale: "Ogni persona ha diritto alla libertà d'espressione. Tale diritto include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera", e ha imposto il conseguente risarcimento del danno da parte dello Stato italiano; la Corte europea è entrata anche nel merito della ricostruzione compiuta dal giornalista osservando nella stessa sentenza che è stato "fornito un numero consistente di documenti e di elementi che di fatto dimostrano i controlli effettuati e permettono di considerare la versione dei fatti riportata nell'articolo come attendibile e la base fattuale come solida", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso attivarsi, per quanto di propria competenza, al fine di fare definitiva chiarezza su fatti riguardanti il caso Tobagi, rimuovendo un velo di ambiguità che tuttora rimane in danno alla memoria storica, per senso di giustizia, quale omaggio alla famiglia del giornalista assassinato; se non ritenga opportuno approfondire i motivi per i quali non si sia, nel corso degli anni, mai fatto interamente luce sull'omicidio di Walter Tobagi, benché a fronte di argomentazioni che finalmente la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo ha considerato fondate. Atto n. 4-03696 STEGER UNTERBERGER LANIECE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) è un consorzio privato, al quale aderiscono circa 800.000 imprese produttrici e utilizzatrici di imballaggi;