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la struttura ospita diverse persone con patologie psichiatriche, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione descritta e, in caso affermativo, se e in quale modo intendano intervenire al fine di garantire un adeguato livello di assistenza alla popolazione reclusa, più in generale nelle carceri italiane e in particolare all'istituto penitenziario di Palermo "Ucciardone- Calogero Di Bona"; quali iniziative intendano assumere affinché sia garantito il rispetto del terzo comma dell'articolo 27 della Costituzione; quali provvedimenti intendano adottare per porre fine ai trattamenti disumani e degradanti ai quali sono oggigiorno sottoposti i detenuti nel carcere di Palermo "Ucciardone- Calogero Di Bona"; quali misure il Ministro della salute intenda prendere per risolvere la grave situazione sanitaria, considerata la presenza nella struttura di casi psichiatrici. Atto n. 4-02353 ZULIANI Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: il fenomeno dell'assenteismo e dei cosiddetti «furbetti del cartellino» è sempre molto diffuso all'interno della pubblica amministrazione e in questi giorni è tornato alla ribalta della cronaca per il caso accaduto nel Comune di Piedimonte Etneo, nel catanese; si sono, infatti, concluse le indagini svolte dai Carabinieri di Catania in merito alla condotta di 48 dipendenti del Comune, filmati da telecamere nascoste dal maggio a luglio del 2015, mentre fingevano la loro presenza sul luogo di lavoro; dalle immagini registrate, i militari hanno avuto modo di ricostruire il modus operandi degli impiegati che avrebbero chiesto ai colleghi e a propri familiari, anche minorenni, di vidimare il badge per poi presentarsi sul posto di lavoro più tardi, o non presentarsi affatto; dalla visione delle immagini e da servizi di osservazione e pedinamento è emerso che tra gli indagati c'era chi andava a fare la spesa, in banca, in negozi e chi utilizzava auto e attrezzi vari del Comune per usi privati o distribuiva quotidiani in esercizi commerciali e addirittura una dirigente che, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, avrebbe imposto a due dipendenti del Comune di alterare manualmente il software che registra le presenze per farla risultare presente ; comportamenti di questo genere, oltre a creare un danno patrimoniale alla pubblica amministrazione, provocano un pesante danno di immagine verso i dipendenti pubblici onesti, che vengono così demotivati nelle loro attività quotidiane; il ministro pro tempore Bongiorno, con la legge «Concretezza» (legge n. 56 del 2019), è intervenuta contro gli assenteisti nella pubblica amministrazione, prevedendo l'istituzione del «Nucleo della concretezza» per l'efficienza amministrativa e includendo i controlli biometrici per combattere l'assenteismo negli uffici pubblici: non più quindi il vecchio badge , ma le impronte digitali che serviranno per rilevare accessi ed uscite, si chiede di sapere: quali azioni si stiano mettendo in atto per proseguire nel lavoro iniziato dal Governo Conte I in merito alla progressiva sostituzione negli uffici pubblici dei tradizionali «timbracartellino» con badge con marcatempo elettronici, che abbinino al tesserino magnetico la rilevazione dell'impronta digitale; se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso approfondire quali siano le mansioni assegnate ai dipendenti sotto accusa e come sia stato possibile che assenze ripetute e continuate non abbiano creato disagi allo svolgimento dell'ordinaria attività dell'amministrazione se, come dovrebbe essere, il rapporto fra numero di dipendenti del Comune è proporzionato alla mole di lavoro da svolgere. Atto n. 4-02354 PINOTTI VATTUONE Ai Ministri dell'interno e per la pubblica amministrazione Premesso che oltre 455 giovani, risultati idonei al concorso pubblico bandito il 26 maggio 2017 per l'assunzione in polizia di 893 allievi agenti di polizia, sono stati di fatto esclusi dalla graduatoria in forza di un decreto legislativo che ne ha successivamente modificato i requisiti di accesso al ruolo e di una norma, introdotta nel gennaio 2019 con il decreto semplificazione, che ha disposto l'assunzione mediante scorrimento della graduatoria dei soli idonei in possesso dei nuovi requisiti al 1° gennaio 2019; considerato che: nel bando per la partecipazione a tale procedura concorsuale veniva richiesto di aver compiuto il 18° anno di età, di non aver compiuto il 30° anno di età e di avere la licenza di scuola media; il limite dei trent'anni era a sua volta elevato, fino ad un massimo di tre anni, in relazione all'effettivo servizio militare prestato dai concorrenti; successivamente alla pubblicazione del bando è intervenuto il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, che ha modificato sia l'età che il titolo di studio richiesti per accedere al grado di agente della Polizia di Stato: il limite è diventato di 26 anni e il titolo di studio necessario, quello di diploma di istruzione secondaria di secondo grado; tenuto conto che: la decisione di applicare retroattivamente i nuovi requisiti non previsti dal bando, è stata presa nel gennaio scorso in sede di conversione del decreto semplificazioni; l'assunzione di 1.851 agenti di polizia sulla base dello "scorrimento della graduatoria della prova scritta di esame del concorso pubblico per l'assunzione di 893 allievi bandito il 18 maggio 2017", è stata disposta infatti dall'art. 11, comma 2- bis , del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12 escludendo di fatto dalla graduatoria, gli oltre 450 candidati dotati di tutti i requisiti di legge, al momento della pubblicazione del bando e giudicati idonei al termine delle prove concorsuali; il decreto semplificazioni ha infatti disposto l'assunzione degli agenti di Polizia limitatamente ai soggetti risultati idonei alla relativa prova scritta d'esame e secondo l'ordine decrescente del voto in essa conseguito, purché in possesso, alla data del 1° gennaio 2019, dei nuovi requisiti introdotti successivamente alla pubblicazione del bando; preso atto che la graduatoria, così modificata, ha di fatto disconosciuto la valutazione meritocratica, che si era svolta sulla base degli esiti delle prove concorsuali. Molti candidati che hanno conseguito voti più alti, ne sono stati infatti esclusi per il fatto che i requisiti di età sono stati nel frattempo abbassati; tenuto conto che: il principio costituzionale del pubblico concorso richiesto per l'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni impone al legislatore e ai responsabili delle procedure concorsuali di attenersi ai principi di imparzialità, correttezza e non discriminazione, anche al fine di tutelare l'efficienza e il buon andamento della Pubblica amministrazione; è oggi necessario tutelare il legittimo affidamento di tanti giovani aspiranti agenti di Polizia, che si sono preparati con serietà e dedizione ad un concorso al quale potevano legittimamente partecipare e che hanno dimostrato nelle prove concorsuali il merito e l'idoneità per essere assunti nei ruoli di allievi agenti della Polizia di Stato, si chiede di sapere: