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il consiglio di giustizia amministrativa della Regione Siciliana, nella sua ordinanza n. 351 del 2022, cita espressamente «la inadeguatezza della farmacovigilanza attiva e passiva» fra i motivi di non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 4 del decreto-legge n. 44 del 2021, nella parte in cui questo prevede l'obbligo vaccinale per il personale sanitario. Questo perché, secondo la Corte costituzionale, l'obbligatorietà di un vaccino è legittima solo se, tra l'altro, si prevede che esso non incida negativamente sullo stato di salute del paziente, fatte salve le conseguenze che appaiano normali e, pertanto, tollerabili. Ma in assenza di una farmacovigilanza adeguata, questa valutazione è in re ipsa preclusa. Le risparmio l'elenco dei provvedimenti giurisdizionali che stanno censurando l'attuale impianto di lotta alla pandemia. In particolare, il tema del bilanciamento tra il diritto alla salute e quello al lavoro è oggetto di un numero crescente di ordinanze dei TAR, che deprecano la logica ricattatoria sottostante al decreto-legge n. 44 del 2021 - la stessa logica rivendicata ieri con forza e con la consueta freschezza dal ministro D'Incà - schierandosi, i tribunali, a difesa dell'articolo 1 della Costituzione. Vede, signor Ministro, l'esigenza di dibattere su questioni controverse è l'essenza incomprimibile della politica. Soffocando il dibattito nelle Aule parlamentari, siete riusciti solo a spostarlo in quelle dei tribunali, dove il Governo è sempre più spesso soccombente perché lì purtroppo, signor Ministro, non è possibile tirare dritto ponendo la questione di fiducia. Le faccio pertanto i miei migliori auguri per il suo impegno, ringraziandola per esso e per la sua disponibilità. (Applausi) . PRESIDENTE . La senatrice Pirro ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03222 sulle misure per la riduzione delle liste di attesa per le prestazioni sanitarie, per tre minuti. PIRRO (M5S) . Signor Ministro, negli ultimi due anni tutti i nostri sforzi sono stati volti a contrastare l'emergenza del Covid-19. Tutto il nostro sistema sanitario è stato fortemente impattato e si è dedicato alla cura dei pazienti Covid. Questo ha comportato, d'altra parte, che in periodi più o meno lunghi, a seconda delle varie Regioni, siano state sospese tutte le attività per visite ed esami relative a tutte le altre patologie che non erano il Covid. Ciò ha avuto delle ripercussioni pesanti dal punto di vista della salute dei nostri concittadini, soprattutto nel campo della prevenzione, con un forte impatto - ad esempio - sulla riduzione degli screening . Solo in campo oncologico questo ha comportato mediamente una riduzione, rispetto alla media delle prestazioni del 2019, di oltre il 30 per cento degli esami . Anche il ritardo nelle diagnosi ha impattato, secondo una stima, su oltre 16.000 casi, che vengono diagnosticati più tardi con una prognosi che può diventare infausta e comunque con cure che diventano più lunghe e faticose. Questo solo in campo oncologico, perché poi le patologie che hanno avuto delle ripercussioni sono tante e penso - ad esempio - al ritardo nelle diagnosi di autismo che tanti problemi può comportare. Come lei sa benissimo, prima si riescono a identificare i casi, più si può intervenire e assicurare una vita migliore, soprattutto ai bambini. È vero che negli ultimi due anni abbiamo stanziato circa un miliardo per far fronte a tutti questi ritardi in due diversi provvedimenti, nel 2020 e nell'ultima legge di bilancio, e le Regioni dovevano stilare un piano operativo regionale per il recupero delle liste d'attesa. Quindi, a fronte di tutto questo, le chiedo quali interventi intenda mettere in atto il nostro Governo per ridurre il più velocemente possibile le liste d'attesa e se non si ritenga opportuno ricorrere allo strumento dello scostamento di bilancio per fare interventi più corposi di sostegno, per ovviare al problema e incrementare il personale sanitario che deve essere dedicato a questa attività. PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Speranza, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, ringrazio la senatrice Pirro e tutti i sottoscrittori di questa interrogazione per aver posto un tema che ritengo particolarmente decisivo per il futuro del nostro Servizio sanitario nazionale. Non vi è alcun dubbio che, durante le diverse ondate degli ultimi due anni non semplici di pandemia, nei momenti più difficili ci siano stati rallentamenti delle attività di screening , delle attività di visite mediche e anche delle attività di interventi chirurgici che non erano strettamente urgenti. È una priorità quella di lavorare nelle prossime settimane - lo stiamo iniziando a fare - dentro un quadro epidemiologico che ci auguriamo possa non far più riscontrare la pressione ospedaliera che abbiamo vissuto in passato, con un'attività forte di recupero di questi ritardi. In ben due occasioni - come lei ricordava - abbiamo stanziato mezzo miliardo, in tutto circa un miliardo, proprio per il recupero di questi ritardi. La prima volta nel decreto-legge n. 104 del 2020, il famoso decreto "agosto", e la seconda volta proprio con l'ultima legge di bilancio, approvata dalle Camere nel dicembre del 2021. Si tratta - come dicevo - di un miliardo e, quindi, di una cifra non banale, ma molto significativa. La mia personale opinione è che bisognerà ancora investire su questo fronte, perché è una priorità assoluta: il problema delle liste di attesa non nasce con il Covid, ma era antecedente. Resta una grande questione su cui dobbiamo lavorare. Più in generale sulle risorse, che lei ha posto come tema centrale, voglio ricordare che solo due anni e mezzo fa - io sono diventato Ministro nel settembre del 2019 - sul Fondo sanitario nazionale c'erano 114 miliardi e si metteva mediamente un miliardo in più all'anno. Oggi, con la legge di bilancio, siamo arrivati a 124 miliardi: 10 miliardi in più in poco più di due anni e mezzo. Non si era mai visto un salto così significativo di investimenti ordinari sul nostro Servizio sanitario nazionale. Ci sono poi i 20 miliardi del PNRR e c'è per la prima volta un investimento sul PON salute di 625 milioni. Siamo di fronte a un cambio di rotta: si chiude la stagione dei tagli e si ricomincia a investire. Bisognerà sicuramente fare ancora di più e la mia personale opinione è che, per questo obiettivo di rafforzamento del nostro Servizio sanitario nazionale, sarà decisiva un'alleanza molto forte tra Governo e Parlamento, perché ci sono più risorse, ma ne serviranno sicuramente ancora di più. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Pirro, per due minuti. PIRRO (M5S) . Signor Ministro, sono confortata e mi dichiaro soddisfatta della sua risposta. Sappia che da parte nostra avrà sempre tutto l'appoggio per quanto riguarda l'obiettivo di migliorare e supportare in ogni modo il Servizio sanitario nazionale.