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la sentenza della Corte costituzionale, cui si appella il giudice per le indagini preliminari ai fini della scarcerazione di Carola Rackete, tra l'altro, riguardava l'ammissibilità di un referendum sulla smilitarizzazione della Guardia di finanza ( referendum tra l'altro dichiarato inammissibile); la Procura avrebbe comunque manifestato l'intenzione di ricorrere in Cassazione contro la decisione del giudice per le indagini preliminari, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; alla luce dei fatti, come si giustifichi, secondo il Ministro, la mancata applicazione dell'art. 200 del codice di navigazione nella vicenda; quali iniziative di competenza intenda adottare per riaffermare chiaramente il significato giuridico di "nave da guerra". Atto n. 4-01965 MATRISCIANO CAMPAGNA AUDDINO GUIDOLIN PELLEGRINI Marco LICHERI GIANNUZZI PISANI Giuseppe CASTELLONE DELL'OLIO GARRUTI FLORIDIA ANGRISANI CATALFO ROMAGNOLI NOCERINO GAUDIANO ROMANO LOREFICE PUGLIA GALLICCHIO PIRRO CASTALDI ACCOTO Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: il decreto legislativo n. 207 del 1996, recante attuazione della delega di cui all'articolo 2, comma 43, della legge n. 549 del 1995, in materia di erogazione di un indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale istituisce, all'articolo 1, "un indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale ai soggetti che esercitano, in qualità di titolari o coadiutori, attività commerciale al minuto in sede fissa, anche abbinata ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, ovvero che esercitano attività commerciale su aree pubbliche"; in molte delle leggi finanziarie emanate negli anni successivi, la misura è stata prorogata. La proroga, però, non è avvenuta negli anni 2017 e 2018. La legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018), ai commi 283 e 284 dell'art. 1, ha invece reintrodotto l'indennizzo facendolo divenire una misura strutturale e prevedendo conseguentemente la stabilizzazione del contributo aggiuntivo dello 0,09 per cento destinato, in parte (0,07 per cento), al fondo per la razionalizzazione della rete commerciale. Il contributo è previsto fino al raggiungimento dell'età per la pensione di vecchiaia; i requisiti necessari per usufruire del contributo sono: aver compiuto i 62 anni di età, se uomo, oppure 57, se donna, essere iscritto o iscritta al momento della cessazione dell'attività da almeno cinque anni alla gestione Inps commercianti. È inoltre necessario cessare definitivamente l'attività, previa consegna in Comune della licenza e previa comunicazione al Comune della cessazione dell'attività; la circolare n. 77 del 24 maggio 2019 dell'Inps specifica che l'indennizzo è previsto a decorrere dal 1° gennaio 2019, ma non specifica la retroattività. Conseguentemente, rimarrebbero esclusi tutti coloro che hanno chiuso le loro attività nel biennio 2017-2018 e che hanno pagato, negli anni precedenti alla chiusura del loro esercizio commerciale, il contributo dello 0,09 per cento destinato al fondo per la razionalizzazione della rete commerciale; nella circolare viene inoltre specificato che l'indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale, introdotto dalla legge di bilancio per il 2019, è concesso dall'Istituto nei limiti della disponibilità delle risorse del fondo per la razionalizzazione della rete commerciale e che quindi, nel caso in cui ci fosse l'esaurimento delle risorse e il mancato adeguamento dell'aliquota contributiva, prevista dal citato comma 284, non saranno prese in considerazione ulteriori domande di indennizzo secondo le modalità stabilite al comma 5 dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 207 del 1996; considerato che per coloro i quali hanno chiuso la loro attività commerciale non è prevista disoccupazione e la possibilità di trovare un nuovo lavoro è minima, anche in relazione all'età, rischiando così di causare una grande ingiustizia, si chiede di sapere se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda assumere affinché possano rientrare nella misura reintrodotta dalla legge di bilancio per il 2019 anche coloro i quali hanno cessato la propria attività commerciale nel biennio 2017-2018, rimanendo esclusi dall'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale, nonostante negli anni precedenti abbiano versato i contributi al fine di ottenere l'indennizzo medesimo. Atto n. 4-01966 BOTTO DONNO PIRRO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta alle interroganti: almeno per due notti consecutive, nei giorni passati, sul viadotto Bisagno, media val Bisagno nella zona delle Gavette a Genova, sono stati effettuati lavori di ispezione, con ponte mobile per consentire ai tecnici, con le torce, di guardare sotto alla carreggiata; alcuni cittadini, non essendo stati avvisati, si sono allertati, segnalando i lavori e chiedendo spiegazioni; sul sito di Autostrade per l'Italia, tra i "lavori previsti", non era presente l'intervento; successivamente alle ispezioni notturne sul viadotto sono comparsi diversi segni, "appunti sul cemento" ed alcune parti sono state cerchiate di rosso, sotto e a fianco della carreggiata, sembrerebbe per segnalare parti deteriorate; le parti evidenziate sono particolarmente più frequenti nei pressi dei piloni, costruiti con il metodo "Dywidag", cioè ad avanzamento bilanciato, frontiera ingegneristica di quegli anni. La classica forma "a T" della struttura dei piloni, o a stampella, i cui giunti non corrispondono quindi al pilone stesso ma al centro della campata. Altri tre viadotti della A12 sono costruiti con questa tecnica: il Veilino, il Nervi e il Sori; sono diversi i segni di deterioramento esterno, soprattutto nelle prime pile di ponente, che assorbono il peso dei mezzi in transito del piccolo dislivello tra galleria e viadotto: il cemento è scrostato in più punti, e l'armatura di metallo è visibile e in balia degli elementi, consumata e arrugginita; alla base dei piloni scorrono diversi rivi che negli anni hanno scavato e modellato la scarpata, scoprendo ulteriormente le fondazioni; il viadotto è stato costruito ed inaugurato nello stesso anno del ponte Morandi e con le medesime tecniche, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziative intenda adottare per ovviare ai problemi evidenziati, se e come intenda agire per limitare la possibilità di danni ed eventuali cedimenti della struttura anche richiamando chi di competenza ad adoperarsi per garantire la sicurezza e l'incolumità dei cittadini e se intenda vigilare sull'operato di Autostrade, visto il precedente del ponte Morandi.