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Disposizioni in materia di contributi al contenimento dei prezzi dell'energia. Onorevoli Senatori. – Al fine di contenere per le imprese e i consumatori gli effetti dell'aumento dei prezzi e delle tariffe del settore energetico, è stato istituito, per l'anno 2022, il cosiddetto extraprofitto. Se tecnicamente l'extraprofitto è « l'eccedenza sul profitto normale del profitto effettivamente conseguito dalle imprese non marginali », la misura istituita con l'articolo 37, del decreto-legge cosiddetto « crisi Ucraina » (decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 2022, n. 51) ha introdotto una tassazione degli extraprofitti nel settore energetico al fine di redistribuire le eccedenze di guadagno realizzate in una specifica situazione eccezionale, cioè la guerra in Ucraina, che ha premiato alcune aziende a discapito di famiglie e imprese. Specificatamente si tratta di un contributo a titolo di prelievo solidaristico straordinario, a carico dei soggetti che esercitano nel territorio dello Stato, per la successiva vendita dei beni, l'attività di produzione di energia elettrica, dei soggetti che esercitano l'attività di produzione di gas metano o di estrazione di gas naturale, dei soggetti rivenditori di energia elettrica, di gas metano e di gas naturale e dei soggetti che esercitano l'attività di produzione, distribuzione e commercio di prodotti petroliferi. Ciò che convince della necessità e imprescindibilità di una simile misura nel nostro ordinamento risiede nella constatazione della circostanza per cui le società energetiche hanno realizzato, sfruttando l'aumento dei prezzi di petrolio e gas, utili enormi (secondo alcune stime fornite da Europa Verde, solo per l'ENI, società il cui azionista maggioritario è lo Stato, si parla di 20 miliardi di euro tra 2021 e 2022). Le ragioni di tale circostanza dipendono non solo dall'aumento della domanda rispetto all'offerta come conseguenza della guerra in Ucraina , che ha fatto salire alle stelle il prezzo del gas, ma anche dal fatto che le compagnie energetiche stanno vendendo a prezzi salatissimi materie prime che erano state acquistate ben prima dell'invasione dell'Ucraina, ed è questo a consentir loro guadagni abnormi. Forse si tratta di una fattispecie da manuale di economia in cui il mercato, lasciato a sé stesso, è tutt'altro che virtuoso. Non stupisce quindi che, in data 13 giugno u.s., l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), nel « Monitoraggio dei contratti di approvvigionamento del gas naturale », ha ritenuto « opportuno che una parte del gettito derivante dai provvedimenti fiscali a carico delle aziende del settore sia destinato ai clienti finali che ne hanno sostenuto l'onere ». Il presente disegno di legge mira quindi a rafforzare ed estendere le misure di contenimento degli effetti dell'aumento dei prezzi e delle tariffe del settore energetico a tutela di imprese e consumatori. In particolare, al fine di garantire almeno 8 miliardi di euro di maggior gettito all'entrata del bilancio dello Stato, l'articolo 1 incrementa la summenzionata imposta sugli extraprofitti nel settore energetico contro il caro bollette: a) estendendo di tre mesi il periodo di calcolo del contributo: sempre a valere solo sull'anno 2022, la base imponibile del contributo solidaristico straordinario dovrà quindi essere costituita dall'incremento del saldo tra le operazioni attive e le operazioni passive, riferito al periodo ottobre 2021-luglio 2022 e non più ottobre 2021-aprile 2022; b) incrementando l'aliquota dell'imposta dal 25 al 40 per cento; c) stabilendo che il contributo non sia dovuto se l'incremento alla base del calcolo sia inferiore al 15 anziché al 10 per cento. Se ad oggi il contributo è dovuto dai soggetti che, per la successiva rivendita, importano a titolo definitivo energia elettrica, gas naturale o gas metano, prodotti petroliferi o che introducono nel territorio dello Stato detti beni provenienti da altri Stati dell'Unione europea, con l'articolo 2 della presente proposta s'intende introdurre un contributo al contenimento dei prezzi del gas naturale altresì da parte dei soggetti titolari di contratti pluriennali di importazione, per il periodo compreso tra il 1° maggio 2022 e il 31 marzo 2023. Per questo periodo, ogni mese, gli importatori di gas dovranno versare alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) una parte della differenza, ovviamente se positiva, tra la componente CMEM (il costo medio efficiente del mercato), determinata dall'ARERA, e il prezzo medio di importazione (comma 1). In aggiunta, dovranno anche riservare, tramite versamento alla CSEA dei relativi importi, una quantità di gas naturale, sempre su base mensile, a speciali categorie di clienti finali ovverosia i clienti domestici che versano in situazioni di disagio economico o fisico (comma 2). Da ultimo, la norma prevede anche che, in caso di perdite che dovessero emergere nello stesso periodo maggio 2022-marzo 2023, gli importi precedentemente versati debbano essere restituiti (comma 3). L'articolo 3 del presente disegno di legge, coerentemente con i princìpi ispiratori della politica economica sull'extraprofitto già vigente nel nostro ordinamento per il settore energetico, mira ad introdurre un contributo straordinario contro il caro bollette, a carico delle imprese « non marginali » dei settori farmaceutico ed assicurativo. Come noto, infatti, negli anni più recenti, alcune di queste imprese hanno conseguito utili eccezionalmente in rialzo, in virtù dell'emergenza pandemica prima e di quella energetica poi. Per quanto l'anno in corso potrà risentire delle incertezze derivanti dalla guerra in Ucraina, sono tendenzialmente positive le prospettive per il mercato farmaceutico ed assicurativo nei prossimi anni, sulla scia di una importante crescita già manifestata nel 2021 (comma 1). Al fine quindi di perseguire maggiore equità ed equilibrio tra i costi sostenuti dai consumatori e i profitti ottenuti dagli operatori, si istituisce a carico degli operatori nei settori della vendita, produzione, importazione e commercializzazione di prodotti farmaceutici e assicurativi, un contributo di solidarietà pari al 20 per cento del maggior utile netto (per la quota superiore a 1 milione di euro) conseguito nel periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2021 e 2022, rispetto al triennio di imposta precedente (comma 2). Il versamento è effettuato entro il 30 giugno di ciascuno degli anni 2023 e 2024, ed entro la stessa scadenza i citati soggetti trasmettono all'Agenzia delle entrate i bilanci consuntivi relativi ai periodi di imposta di interesse, con un prospetto dell'eventuale versamento dovuto e con ricevuta del versamento effettuato (comma 3). L'Agenzia delle entrate verifica, entro la fine di ciascun anno di riferimento, che i soggetti abbiano ottemperato agli obblighi di versamento e presenta al Ministero dell'economia e delle finanze una relazione sugli effettivi incrementi di utile netto conseguito da ciascuno dei soggetti (comma 5).