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è lui a doversi informare sulla destinazione del suo viaggio e, eventualmente, sul fatto che ricada nell'elenco dell'Organizzazione mondiale della sanità. Una sanzione penale del genere è a tutela di un altro principio, non meno importante di quelli invocati dal Presidente: la sanità pubblica, che nel caso concreto richiede le misure contenute nel decreto-legge, da approvare senza alcuna modifica. Dopo che il PRESIDENTE ha ribadito che in nessuna parte della sua illustrazione si è affacciata alcuna modifica al testo del decreto, ma semmai si è sottoposta alla Commissione la possibilità di evidenziare alcune criticità all'interno del parere favorevole, il sottosegretario FERRARESI dichiara che la norma del decreto-legge è chiara e non necessita di alcuna precisazione. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) richiede una breve sospensione della seduta. La seduta, sospesa alle ore 15,40, riprende alle ore 16,05. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) presenta alla Presidenza il seguente testo: "La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Esaminato altresì l'unico emendamento proposto, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo". Il PRESIDENTE contesta l'intitolazione del testo proposto dalla senatrice D'Angelo, recante il seguente sintagma: "Parere alternativo a quello proposto dal relatore per la 2 a Commissione permanente". Infatti, l'alternatività va valutata in rapporto al dispositivo di un parere e quello affacciato prima della sospensione era ed è un parere favorevole. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) giudica infondati tutti i rilievi affacciati e, pertanto, immeritevoli di essere fatti oggetto di qualunque osservazione: l'articolo 650 c.p. è da sempre stato giudicato costituzionalmente compatibile ed il suo utilizzo è indispensabile proprio per le fattispecie qui evidenziate. Quanto ai restanti elementi contenuti nell'illustrazione introduttiva, sono estranei al decreto e non devono rientrare nel parere. I senatori CALIENDO ( FIBP-UDC ) e CUCCA ( IV-PSI ) invitano tutti i Gruppi ad uno sforzo di unitarietà, che consenta di offrire un supporto interpretativo senza modificare l'orientamento, globalmente emerso dal dibattito, per un parere favorevole. Conviene il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), che però evidenzia come anche il senatore Crucioli aveva opinato in ordine alla lettera i ) del comma 2 dell'articolo 1. Il PRESIDENTE recepisce tutti gli orientamenti del dibattito nella seguente proposta di parere favorevole: "La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo, tenuto conto che il comma 4 dell'articolo 3 deve intendersi riferito al mancato rispetto dei provvedimenti che adottano le misure di contenimento, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Esaminato altresì l'emendamento 2.0.1, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo". Sulla proposta del Presidente, dopo che è stata accertata la presenza del numero legale, conviene unanime la Commissione. IN SEDE REFERENTE DDL N. 1662 - Delega processo civile DDL 1662 Delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (Esame e rinvio) I relatori CRUCIOLI ( M5S ) e Julia UNTERBERGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) illustrano il provvedimento in titolo, che reca la delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie. La proposta si compone di 16 articoli. Ai sensi dell'articolo 1, comma 1, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di delega, il Governo deve adottare uno o più decreti legislativi di riforma, novellando il codice di procedura civile e le leggi processuali speciali, nel rispetto della garanzia del contraddittorio e dei principi e criteri direttivi previsti dagli articoli del disegno di legge in relazione alle diverse materie di intervento. La procedura da seguire nell'attuazione della delega è delineata dal comma 2 dell'articolo 1, che prevede che gli schemi di decreto legislativo siano adottati su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Su tali schemi deve essere acquisito il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si esprimono entro sessanta giorni dalla loro ricezione; in caso di inutile decorso del termine, i decreti possono essere emanati anche senza i prescritti pareri. La medesima procedura di cui al comma 2 deve essere seguita qualora, entro due anni dalla data di entrata in vigore dell'ultimo dei decreti legislativi di attuazione della delega, il Governo ritenga necessario adottare disposizioni integrative e correttive della riforma (comma 3). L'articolo 2 individua principi e criteri direttivi per modificare la disciplina della mediazione e della negoziazione assistita. Si tratta, nel primo caso, di intervenire sul catalogo di controversie per le quali la mediazione è condizione di procedibilità dell'azione e, nel secondo caso, di potenziare l'istituto consentendo lo svolgimento di una istruttoria stragiudiziale. In particolare, le lettere a ), b ) e c ) attengono alla modifica della disciplina della mediazione obbligatoria. La norma di delega prevede che il Governo, nel riformare gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, debba: escludere l'obbligatorietà della mediazione in materia di responsabilità sanitaria e, in relazione alle medesime controversie, limitare l'accertamento tecnico preventivo, previsto come obbligatorio dalla legge sulla responsabilità sanitaria, ai soli casi per i quali l'accertamento del danno richiede una consulenza tecnica; escludere l'obbligatorietà della mediazione in materia di contratti finanziari, bancari e assicurativi; prevedere l'obbligatorietà della mediazione in materia di controversie derivanti dal contratto di mandato e dai rapporti di mediazione. Le lettere da d ) ad h ) dettano invece principi e criteri direttivi per la modifica della disciplina della negoziazione assistita. In particolare, la riforma dovrà: escludere l'obbligatorietà della negoziazione assistita per le controversie relative alla circolazione stradale; consentire la negoziazione assistita da più avvocati anche per le controversie individuali di lavoro (di cui all'articolo 409 del codice di procedura civile), senza che essa costituisca una condizione di procedibilità dell'azione; semplificare la procedura di negoziazione assistita, anche prevedendo l'utilizzazione di un modello di convenzione elaborato dal Consiglio nazionale forense, salva la possibilità per le parti di utilizzare un modello diverso; consentire nell'ambito della procedura di negoziazione assistita una attività di istruzione stragiudiziale, disciplinandone le garanzie, l'utilizzabilità del materiale acquisito, i compensi ulteriori per gli avvocati e le sanzioni per la violazione delle suddette norme. Nella disciplina dell'istruzione stragiudiziale il Governo dovrà poi anche: disciplinare la verbalizzazione delle dichiarazioni delle parti e dei terzi, prevedendo idonee garanzie;