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I provvedimenti a sostegno della natalità e della maternità sinora adottati dimostrano di non aver risolto il problema del calo delle nascite né, tantomeno, di aver restituito alle giovani coppie quel diritto al futuro del quale la genitorialità è una componente essenziale. In tale contesto, Fratelli d'Italia ha pensato di dare il suo contributo con il presente disegno di legge che, lungi dal costituire la risposta a ogni problema fin qui delineato, vuole essere un primo passo verso l'avvio di una rivoluzione del welfare che metta la famiglia naturale al centro dello Stato sociale e ponga in essere un imponente piano di incentivo alla natalità per invertire il trend negativo del calo demografico in Italia. In particolare, entrando nel dettaglio dell'articolato, il presente disegno di legge, che si compone di diciassette articoli, prevede: 1) all'articolo 1, il reddito per l'infanzia, per consentire l'erogazione di un assegno di 400 euro al mese per i primi sei anni di vita per ogni figlio minore a carico per le coppie con un reddito fino a 90.000 euro annui, maggiorato in caso di particolari situazioni familiari, quali la presenza di figli con disabilità (comma 2) o di un nucleo familiare monogenitoriale (comma 3). La disposizione del comma 3, in particolare, vuole rappresentare una prima iniziativa per assicurare la piena attuazione della legge 22 maggio 1978, n. 194, e per scoraggiare il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza; 2) all'articolo 2, il reddito per la gioventù, per consentire l'erogazione di un assegno familiare di 250 euro al mese per ciascun figlio fino al compimento del venticinquesimo anno di età, quale misura di sostegno allo studio; 3) all'articolo 3, l'accesso gratuito alle scuole dell'infanzia e l'attribuzione alle regioni e agli enti locali del compito di provvedere a: a) un adeguamento dei posti disponibili negli asili nido comunali; b) il prolungamento degli orari di servizio degli asili nido; c) l'apertura degli asili nido anche nei mesi estivi, a supporto di tutti i genitori che lavorano; d) la promozione di asili nido familiari sul modello della tagesmutter tedesca; 4) all'articolo 4, una delega al Governo per una profonda revisione del sistema fiscale, con particolare riguardo al complesso delle detrazioni e delle deduzioni, prevedendo misure di agevolazione in favore delle famiglie con figli a carico, al fine di assicurare un prelievo più equo e progressivo basato sul quoziente familiare; 5) all'articolo 5, l'applicazione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto del 4 per cento su tutti i prodotti di prima necessità per l'infanzia; 6) all'articolo 6, la possibilità di detrarre: le spese sostenute dai neogenitori per attività di consulenza psicologica e di psicoterapia individuale o di coppia entro i ventiquattro mesi successivi alla data del parto, al fine di contrastare il fenomeno delle depressioni post partum con i suoi spesso drammatici esiti; le spese sostenute dalle neomamme per i corsi di ginnastica posturale nei due anni successivi al parto; e, infine, le spese sostenute dai genitori per la frequenza dei campi estivi da parte dei figli, che spesso sono necessari per i genitori lavoratori dipendenti; 7) all'articolo 7, un aumento del congedo di maternità post partum da tre a sei mesi e la copertura del congedo parentale, di centottanta giorni, fino all'80 per cento, per un periodo che copra fino al sesto anno di vita, a fronte di quello attuale del 30 per cento; 8) all'articolo 8, il congedo obbligatorio di due mesi per i padri lavoratori dipendenti, da fruire entro i due anni dalla nascita del figlio; 9) all'articolo 9, il potenziamento del Fondo per i caregiver familiari; 10) all'articolo 10, misure per il sostegno delle famiglie nell'ambito dei servizi di trasporto locale; 11) all'articolo 11, l'obbligo di spazi attrezzati per il cambio dei neonati in tutti gli edifici accessibili al pubblico e nei pubblici esercizi; 12) all'articolo 12, il rilancio dell'occupazione femminile facilitando l'accesso al lavoro part time , con l'obiettivo di garantire una più ampia flessibilità nella scelta dell'orario di lavoro e di permettere alle madri di scegliere di trascorrere più tempo a casa con il proprio figlio; 13) all'articolo 13, incentivi in favore delle imprese che assumono neomamme e donne in età fertile; 14) all'articolo 14, un'agevolazione fiscale per le imprese che prevedono, al loro interno, aree adibite ad asilo nido aziendale per le mamme lavoratrici; 15) all'articolo 15, l'esenzione contributiva per tutte le assunzioni effettuate per sostituire donne in maternità, a fronte della riduzione del 50 per cento che vige oggi solo per le imprese fino a venti dipendenti, così da poter consentire alle imprese una riduzione degli oneri a loro carico; 16) all'articolo 16, l'obbligo di formazione del personale scolastico sulla manovra disostruttiva di Heimlich. La rimodulazione delle prestazioni a favore delle famiglie e, quindi, a supporto della genitorialità, prevista dal presente disegno di legge, è concepita come un sostegno economico strutturale, quale diritto delle famiglie e non come un sussidio.. I MISURE A FAVORE DELLA NATALITÀ E PER IL SOSTEGNO DELLA GENITORIALITÀ 1 (Istituzione del reddito per l'infanzia) 1 Al fine di favorire la natalità e di sostenere la genitorialità, alle famiglie con un reddito familiare annuo fino a 90.000 euro, è erogato un assegno per ciascun figlio fino al compimento del sesto anno di età, dell'importo di 400 euro mensili, per dodici mensilità. 2 L'assegno di cui al comma 1 è maggiorato del 100 per cento per ciascun figlio con disabilità riconosciuta ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. 3 L'assegno di cui al comma 1 è maggiorato del 60 per cento in caso di nucleo familiare con un solo genitore. 2 (Istituzione del reddito per la gioventù) 1 Alle famiglie di cui all'articolo 1, comma 1, su richiesta dei genitori o del genitore esercente la responsabilità genitoriale, è erogato un assegno per ciascun figlio di età compresa tra 7 e 25 anni, dell'importo di 250 euro mensili, per dodici mensilità. 2 Si applicano le disposizioni dell'articolo 1, commi 2 e 3. 3 (Delega al Governo in materia di gratuità dell'accesso ai servizi educativi per l'infanzia e alle scuole dell'infanzia)