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La tutela ambientale va fatta bene seguendo un piano organico, nel quale le aziende agricole possono svolgere un ruolo essenziale di salvaguardia, magari sostenute da forti incentivi per l'acquisto di mezzi più ecologici; insomma, l'aumento dei costi del carburante costringerebbero semplicemente molti agricoltori a chiudere la propria attività con un devastante impatto ambientale, soprattutto nelle aree interne più difficili. Il risultato sarebbe solo la delocalizzazione delle fonti di approvvigionamento alimentare, con un enorme costo ambientale legato all'aumento dei trasporti inquinanti su gomma dall'estero; con tale misura verrebbero, inoltre, contraddetti gli obiettivi definiti nel programma di Governo e si farebbe perdere competitività al sistema italiano rispetto ai concorrenti degli altri Paesi europei la cui agricoltura è altamente sovvenzionata, in particolar modo per il gasolio agricolo. Se la PAC, unica politica a fondamento UE, deve servire a colmare il divario dei costi di produzione, la misura che si sta determinando risulta in netto contrasto con tali principi e pertanto inapplicabile; non sembra ragionevole varare una simile disposizione quando la nostra agricoltura è la più green d'Europa, visto che vanta innumerevoli prodotti Dop, Igp, Docg e Doc ed ha migliaia di ettari di terreno coltivati con metodo biologico; la rimodulazione degli sgravi sul gasolio agricolo non può essere una delle priorità; essa penalizzerebbe le imprese più deboli, quelle piccole e medie dei territori più difficili come, per esempio, quelli di montagna e collina, oltre che quelli del Mezzogiorno d'Italia. Il tutto senza contare che spesso i costi di produzione agricola non sono coperti dai ricavi, proprio per l'energia ad alto prezzo ed il costo del lavoro. Toccare gli incentivi sul gasolio porterebbe un aumento del prezzo del cibo ed un incremento dei sistemi di sfruttamento del mondo agricolo come, per esempio, il caporalato. Aumenterebbe la concorrenza sleale e i nostri mercati subirebbero l'invasione di prodotti importati da parte dei Paesi sovvenzionati, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo ritengano di modificare la disposizione di cui all'articolo 6 della bozza del decreto-legge su clima e ambiente, visto che il punto non è quello di fare cassa, bensì quello di disincentivare l'utilizzo del gasolio (inquinante) rispetto ai carburanti alternativi, cercando soluzioni condivise con i produttori agricoli, per consentire al settore di non essere schiacciato da ulteriori accise, anche se progressive e valutando l'opportunità di prevedere una gradualità legata all'effettiva disponibilità di soluzioni alternative, soprattutto con riferimento alla meccanizzazione agricola; se non siano del parere che occorra tutelare non solo l'ambiente ma anche gli agricoltori ed i pescatori ritenuti da sempre custodi dei beni comuni, come acqua, aria, terra e paesaggio, un ruolo purtroppo non riconosciuto, ma importante. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-01145 della senatrice Montevecchi ed altre, su interventi di manutenzione presso il borgo di Castello di Serravalle (Bologna).