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Senatrice Rizzotti, la censuro e l'espello dall'Aula. (Applausi dal Gruppo M5S) . GIARRUSSO (M5S) . ... è l'uomo più prescritto d'Italia. È vero che c'è un rapporto tra processo e prescrizione, ma è un rapporto malato che ha la radice nei vent'anni di malgoverno del nostro Paese. Dunque comprendiamo perché abbiamo assistito, in quest'Aula, all'accanimento proprio di quel partito sulla prescrizione e sulla modifica che abbiamo fatto, perché essa viene incontro alla domanda di giustizia dei cittadini di questo Paese, che non ne possono più di vedere colpevoli prescritti. (Applausi dal Gruppo M5S. Alcuni senatori del Gruppo FI-BP escono dall'Aula) . VALENTE (PD) . Vergognati! Ma cosa stai dicendo? GIARRUSSO (M5S) . Ricordiamo cos'è la prescrizione. Ve lo ricordo io. Dal codice penale, è la rinuncia dello Stato a far valere la propria pretesa punitiva in considerazione del tempo trascorso dalla commissione del reato. VALENTE (PD) . Sei incapace! GIARRUSSO (M5S) . Sono fuori luogo tutte le parole spese per definire la prescrizione nemica di chi è innocente. Qua stiamo parlando di reato e di pretesa punitiva che viene meno. La prescrizione è la sconfitta dello Stato di diritto! (Applausi dal Gruppo M5S) . Questo è la prescrizione. VALENTE (PD) . Ti rendi conto di quello che stai dicendo? GIARRUSSO (M5S) . Non mi stupisce nemmeno che il PD si inalberi quando si parla di Daspo per i politici. VALENTE (PD) . Non ti stupire. Lo facciamo orgogliosamente. (Commenti dal Gruppo M5S) . GIARRUSSO (M5S) . Il Daspo va bene per i violenti dello stadio, per la povera gente, ma per i colletti bianchi non vi va bene! (Applausi dal Gruppo M5S) . Allora dobbiamo dirlo... ( Commenti della senatrice Valente). PRESIDENTE. Senatrice Valente, la prego. GIARRUSSO (M5S) . Dobbiamo dirle forte e chiaro che la nostra idea di giustizia non è la vostra! VALENTE (PD) . Sicuramente no. GIARRUSSO (M5S) . Quando andiamo nelle carceri e vediamo soltanto mafiosi e poveri Cristi e non i colletti bianchi che hanno devastato il nostro Paese - non li vediamo là dove dovrebbero stare - comprendiamo che dobbiamo tornare qua e fare leggi come quella che stiamo approvando oggi per mandarli in galera. (Applausi dal Gruppo M5S) . VALENTE (PD) . Non sai che cos'è lo Stato di diritto. GIARRUSSO (M5S) . Capisco, cari colleghi, che l'agente sotto copertura vi mette paura. Vi mette paura! (Applausi dal Gruppo M5S) . VALENTE (PD) . Ma come ti permetti! GIARRUSSO (M5S) . Ma a noi e ai nostri amministratori l'agente sotto copertura non mette paura. PRESIDENTE. Senatrice Valente, vuole accompagnare fuori la senatrice Rizzotti? Anche in coppia, se volete. Stia tranquilla. Concluda, senatore Giarrusso. GIARRUSSO (M5S) . Concludo, Presidente. A noi l'agente sotto copertura non fa paura, come è stato spiegato bene dai miei colleghi, perché serve a colpire i corrotti che siedono dove non dovrebbero stare e rovinano il nostro Paese. Restituiamo le nostre amministrazioni alle persone perbene. (Commenti della senatrice Bellanova). E Lo faremo con queste norme. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . GASPARRI (FI-BP) . Anche a Corleone, senza parenti di Provenzano. PRESIDENTE. Senatore Gasparri, stia tranquillo. È iscritto a parlare il senatore D'Alfonso. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, avrei voluto un momento di maggiore genuinità per affrontare la delicatezza di questo tema, consapevole - come sono - di essere stato utente della giustizia. Non sono né un avvocato né un magistrato, ma sono stato utente che ha conosciuto e patito la fase iniziale dell'accusa giudiziaria - e quindi ho visto le toghe all'opera - e che ho poi potuto misurare e conoscere la fase della sentenza, del giudizio, che mi ha consentito il recupero pieno, integrale, della mia cittadinanza attiva. Ho studiato molto e a lungo che cos'è la giustizia quando funziona, e come si presenta la giustizia quando non funziona. C'è un'immagine che ci aiuta molto di più delle urla e degli ululati che a volte si fanno per mascherare la pochezza argomentativa. Chi rappresenta la giustizia dal punto di vista immaginifico è la dea bendata. Perché la dea bendata rappresenta la giustizia, nella sua consistenza, nella sua capacità di lavoro? Deve assicurare terzietà, spersonalizzazione, genuinità, concentrazione. La prima domanda che faccio è la seguente: non siamo forse nella sessione di bilancio? Quale bisogno c'era di organizzare questa specie di spintonamento normativo in materia di giustizia penale, quivi comprendendo un ritocco impegnativo al codice di procedura e anche al codice penale? Non potevamo darci appuntamento in una seduta dedicata della Commissione per tempo e dell'Assemblea per tempo? È questo che mi fa dire, allora, che si voleva uno scalpo tematico che deve bilanciare altri scalpi che probabilmente si presume rappresentino risultati. Voglio mettere in evidenza il mio disaccordo dal punto di vista del tempo, del metodo e del merito. Parlo in nome del PD, ma parlo anche andando oltre la linea politica del PD, prendendomi qualche millimetro di autonomia espressiva. Sul piano del metodo la fiducia su questo argomento sarebbe stata bocciata dai grandi del diritto italiano. Nella mia Regione ho avuto la fortuna di studiare - e di saperlo abruzzese - un personaggio, una personalità come Capograssi, il quale ci ha insegnato che anche un solo errore dal punto di vista della giustizia penale nei fatti fa passare l'ordinamento come erroneo. Dobbiamo stare attenti a queste iniziative di riforma, e mi riferisco proprio alla vicenda dell'agente provocatore. È stato detto - lo voglio precisare, avendo tanti anni di esperienza amministrativa - che è facilissimo sbagliare il superamento del confine tra lecito e illecito rispetto ad alcuni strumenti amministrativi. Ve ne cito uno: il project financing, nel suo essere procedura - ed è legge del diritto amministrativo - è facile che assomigli all'illecito il lecito. Allora, l'agente provocatore ha un incarico, una missione destinata a fare cosa? Ad incassare quale risultato? Confacente con la funzione dello Stato o confacente con un'altra idea di efficacia dello Stato? Io ho patito - per esempio - il cattivo funzionamento di porzioni di aliquote giudiziarie che avevano l'interesse a spettacolarizzare, a organizzare l'attacco e l'assedio. Naturalmente la giustizia mi ha dato ragione, e tante volte: 53 volte sono stato risarcito e approvato, ma non voglio personalizzare. Nella giustizia inglese i magistrati hanno le parrucche. La toga e le parrucche servono alla spersonalizzazione, al superamento dell'emotività.