[resaula]

è molto prevedibile che con le riaperture e il miglioramento della situazione pandemica ci sarà un maggiore afflusso di turisti che renderà necessaria, di conseguenza, una maggiore presenza delle forze dell'ordine sul territorio per rispondere al bisogno crescente in termini di sicurezza e per assicurare il rispetto e l'osservanza delle norme anti contagio; gli stessi agenti di Polizia, con la chiusura del presidio estivo, sono costretti a percorrere decine di chilometri dalle sedi centrali verso la riviera per svolgere il proprio turno di servizio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda rivedere la scelta della chiusura del posto di Polizia estivo di Cesenatico e, comunque, quali iniziative intenda adottare per provvedere ad un incremento sul territorio del personale di Polizia di Stato in considerazione dell'aumento delle presenze nell'arco della stagione turistica. Atto n. 4-05632 PARAGONE Al Ministro della salute Premesso che: il 9 giugno 2021 il quotidiano "Il Messaggero" titolava: "Competizioni tra medici per fare le vaccinazioni: pagati fino a 80 euro l'ora", proseguendo: "La giungla dei compensi. C'è chi prende 3.200 euro al mese (oltre allo stipendio)"; stando alle informazioni degli organi di stampa, ciascun medico vaccinatore impiegato negli hub percepirebbe 80 euro lordi all'ora in libera professione a favore dell'azienda, regolata in base a norme emanate durante l'emergenza per cui sono stati stabiliti anche finanziamenti ad hoc . Il compenso si ridurrebbe, invece, a 40 euro lordi all'ora per gli specializzandi, con un limite, per entrambi i casi, di circa 10 ore a settimana di impiego extra , per un compenso massimo mensile di 3.200 euro per i medici e 1.600 euro per gli specializzandi. Diversa sarebbe la situazione per i medici di famiglia: "Se somministriamo il vaccino negli hub , ci vengono riconosciuti 6,16 euro a iniezione. Se invece lo facciamo nei nostri studi abbiamo un surplus di 2,50 solo per la prima dose, per l'acquisto di dispositivi di protezione" dichiara Pina Onotri, Segretario generale del sindacato medici italiani, evidenziando una differenza di trattamento con gli USCA che percepirebbero 40 euro all'ora, con i medici che abbiano risposto al bando Arcuri che ne percepirebbero 60 all'ora e con i farmacisti che, ad esempio, nel Lazio, percepiscono 12 euro a vaccino. Anche per questa disparità i medici di medicina generale starebbero chiedendo di sospendere le vaccinazioni negli hub , favorendo il passaggio agli studi medici di famiglia "per puntare sulla qualità", come chiesto da Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale; purtroppo è notizia recente la morte di una giovanissima di 18 anni, deceduta, dopo un ricovero, in seguito a una trombosi, probabilmente effetto collaterale della somministrazione del vaccino AstraZeneca ricevuto durante uno degli open day per under 30, organizzati nelle ultime settimane in tutte le regioni d'Italia. Stando a quanto si apprende, la ragazza sarebbe stata affetta da piastrinopenia autoimmune per cui la vaccinazione le sarebbe stata fatale, anche se la famiglia non avrebbe confermato la patologia. Le indagini chiariranno se questo disturbo fosse stato dichiarato nella scheda compilata prima della somministrazione o se fosse stato in qualche modo comunicato ai medici presenti nell' hub ; considerato che: il decreto-legge n. 44 del 2021 esclude la responsabilità penale del personale medico e sanitario incaricato della somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2, per i delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose commessi nel periodo emergenziale, allorché le vaccinazioni siano effettuate in conformità alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all'immissione in commercio e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della salute; a parere dell'interrogante potrebbe verificarsi, in taluni casi, la circostanza per cui gli interessi economici relativi alla somministrazione delle dosi prevalgano sull'incolumità del paziente; è evidente, inoltre, stando all'emanazione della circolare del Ministero della salute dell'11 giugno 2021 che recepisce il parere del comitato tecnico scientifico e che cambia ancora una volta le indicazioni per la somministrazione del vaccino AstraZeneca, in ottemperanza alla quale "il vaccino Vaxzevria viene somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni (ciclo completo). Per persone che hanno ricevuto la prima dose di tale vaccino e sono al di sotto dei 60 anni di età, il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna), da somministrare ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose", che le informazioni relative alle procedure vaccinali siano confuse e discordanti; visto che nella scheda riassuntiva delle caratteristiche del prodotto AstraZeneca (Vaxzevria) datata 2 giugno 2021 e disponibile sul sito dell'AIFA, al punto 4.2 (pag. 3) relativo alla posologia, si legge: "Non ci sono dati disponibili sull'intercambiabilità di Vaxzevria con altri vaccini anti-COVID 19 per completare il ciclo di vaccinazione. I soggetti che hanno ricevuto la prima dose di Vaxzevria devono ricevere la seconda dose di Vaxzevria per completare il ciclo di vaccinazione", proseguendo, in quanto alla popolazione pediatrica: "La sicurezza e l'efficacia di Vaxzevria nei bambini e negli adolescenti (di età inferiore ai 18 anni) non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili", si chiede di sapere in che modo il Ministro in indirizzo intenda tutelare l'incolumità dei cittadini che scelgano, liberamente, di sottoporsi a profilassi vaccinale e "la salute come fondamentale diritto dell'individuo", considerato che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge", così come da dettato costituzionale, scongiurando che un qualsiasi interesse economico possa prevalere sull'anamnesi del paziente. Atto n. 4-05633 SICLARI Ai Ministri dell'università e della ricerca e della salute Premesso che: la legge 11 luglio 2002, n. 148, ha ratificato e dato esecuzione alla convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all'insegnamento superiore nella regione europea, firmata a Lisbona l'11 aprile 1997, volta a "favorire la mobilità interuniversitaria, garantendo il reciproco riconoscimento dei titoli e dei percorsi di studio tra i Paesi firmatari, laddove possibile";