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In particolare, intensificare il legame tra contributi versati e prestazioni ricevute, come accade con l'adozione del metodo contributivo, riduce il grado di redistribuzione del sistema pensionistico, accentuandone la finalità assicurativa, con evidenti svantaggi sui soggetti, come le donne, più deboli dal punto di vista reddituale o più a rischio di povertà in età anziana. Nel tentativo di superare alcune delle criticità sin qui esposte, il presente disegno di legge, tramite una delega al Governo prevista dal comma 1 dell'articolo l, mira ad assicurare al lavoratore la più ampia libertà di scelta sia riguardo il momento di accesso al trattamento pensionistico sia riguardo a una graduale riduzione dell'orario di lavoro nel periodo precedente il pensionamento, nonché di porre in essere misure finalizzate ad incentivare l'occupazione giovanile. Tra i princìpi e criteri direttivi, previsti dal comma 2 dell'articolo 1, merita particolare menzione la possibilità per il lavoratore di aumentare volontariamente la quota di contribuzione a suo carico in relazione al versamento dei contributi previdenziali; l'introduzione delle necessarie modifiche alla normativa vigente atte ad agevolare i meccanismi relativi al rilascio dell'autorizzazione alla prosecuzione volontaria del versamento dei contributi, prevedendo la possibilità, per il lavoratore dipendente, sia esso pubblico o privato, di utilizzare il trattamento di fine servizio o il trattamento di fine rapporto; la previsione della possibilità per il lavoratore dipendente, nel quinquennio precedente alla maturazione dei requisiti per l'accesso al pensionamento, di concordare con il datore di lavoro la riduzione del proprio orario di lavoro, con qualsiasi modalità di distribuzione del medesimo. Si prevede, infine, l'adozione di specifiche agevolazioni per le madri lavoratrici con figli disabili e per i lavoratori con mansioni particolarmente usuranti, nonché la revisione organica dell'intera disciplina del regime pensionistico vigente al fine di eliminare le discriminazioni indirette di genere. Per i motivi suesposti, si auspica un celere esame del presente disegno di legge.. 1 (Delega al Governo per la riforma del sistema pensionistico e l'incentivazione dell'occupazione giovanile) 1 Allo scopo di assicurare al lavoratore la più ampia libertà di scelta sia riguardo il momento di accesso al trattamento pensionistico sia riguardo a una graduale riduzione dell'orario di lavoro nel periodo precedente il pensionamento, nonché di porre in essere misure finalizzate ad incentivare l'occupazione giovanile, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della vigente normativa interna in tema di contribuzione previdenziale. 2 Il Governo, nell'esercizio della delega di cui al comma 1, si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a ferma restando la quota relativa al versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, previsione della possibilità per il lavoratore di aumentare volontariamente la quota di contribuzione a suo carico; b introduzione delle necessarie modifiche alla normativa vigente atte ad agevolare i meccanismi relativi al rilascio dell'autorizzazione alla prosecuzione volontaria del versamento dei contributi, sia al fine di perfezionare i requisiti di assicurazione e di contribuzione necessari per maturare il diritto alla pensione, sia per incrementare l'importo del trattamento stesso, a tal fine prevedendo, in particolare, la possibilità, per il lavoratore dipendente, sia esso pubblico o privato, di utilizzare il trattamento di fine servizio o il trattamento di fine rapporto; c previsione della possibilità per il lavoratore dipendente, nel quinquennio precedente alla maturazione dei requisiti per l'accesso al pensionamento di concordare con il datore di lavoro la riduzione del proprio orario di lavoro, con qualsiasi modalità di distribuzione del medesimo; d previsione del diritto per il lavoratore che opti per quanto previsto alla lettera c) , di integrare, per la durata massima di cinque anni, i versamenti contributivi senza alcun onere fiscale o contributivo aggiuntivo, fino a concorrenza con la contribuzione corrispondente all'orario normale previsto dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, prevedendo altresì la possibilità che tale integrazione sia assunta in tutto o in parte dal datore di lavoro, senza che ne derivi a carico del datore di lavoro stesso o del lavoratore, alcun onere fiscale e contributivo aggiuntivo e senza che questo possa dar luogo a incidenze o ricalcoli in relazione al trattamento di fine rapporto o a qualsiasi altra voce retributiva; e previsione, per il conseguimento delle finalità di cui alle lettere c) e d) , della possibilità di realizzazione di specifiche convenzioni tra imprese, regioni e direzioni regionali del lavoro, che prevedano la possibilità che, nel caso di accordo per la riduzione dell'orario di cui alla lettera c) , l'integrazione contributiva di cui alla lettera d) sia versata all'istituto previdenziale competente per un terzo dalla regione e sia posta, per un ulteriore terzo, a carico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, a condizione che ogni due lavoratori anziani interessati dalla riduzione di orario di cui alla lettera c) , il datore di lavoro proceda, anche in deroga ai limiti numerici vigenti, all'assunzione di un giovane di età inferiore a trenta anni con un contratto di apprendistato, oppure di un giovane di età non superiore a trentacinque anni con contratto di lavoro a tempo indeterminato; f ferma restando la contribuzione a carico del lavoratore nella misura prevista per la generalità dei dipendenti del settore privato, previsione che, nel caso di assunzioni di cui alla lettera e) , la quota di contribuzione a carico del datore di lavoro sia dovuta in misura fissa, corrispondente a quella prevista per gli apprendisti ai sensi del testo unico dell'apprendistato, di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, dal mese successivo a quello di decorrenza del contratto di lavoro del giovane assunto e fino alla data di pensionamento effettivo del lavoratore anziano, per un periodo massimo di tre anni; g adozione di specifiche agevolazioni, per il conseguimento delle finalità di cui al comma l, per le seguenti categorie: 1 madri lavoratrici con figli disabili; 2 lavoratori con mansioni particolarmente usuranti; h revisione organica dell'intera disciplina del regime pensionistico vigente al fine di eliminare le discriminazioni indirette di genere, tenendo in specifica considerazione le condizioni di oggettivo svantaggio in cui si trovano le lavoratrici. 3 Lo schema o gli schemi di decreto legislativo, adottati a seguito della deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perché su di essi siano espressi, entro sessanta giorni dalla trasmissione, i pareri delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari. Decorso tale termine il decreto o i decreti legislativi sono comunque adottati, anche in mancanza dei pareri. Qualora il termine per l'espressione dei pareri scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto dal comma 1, quest'ultimo termine è prorogato di tre mesi.