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arrivata ad Alessandria (Egitto) la mattina del 1° febbraio è ripartita nel pomeriggio del 4 febbraio ed è rimasta ancorata al largo di Alessandria fino al 10 febbraio, in seguito si è diretta a nord verso una destinazione non rivelata; al momento si trova ancora davanti a Cipro; dalla stessa fonte si apprende che la Karim Allah, dopo essere stata respinta da Tripoli, è partita ed ha chiesto il permesso di attraccare a Bizerte (Tunisia), presumibilmente per prendere il foraggio per gli animali, ma le è stato negato l'ingresso a Bizerte o in qualsiasi altro porto tunisino ed è stata costretta a lasciare le acque territoriali tunisine. Successivamente è stata avvistata in Sicilia nel porto di Augusta (Siracusa) da cui è salpata il 28 gennaio, riferendo di essere "parzialmente carica", poi si è fermata ed è stata ancorata al largo di Cagliari, dove avrebbe dovuto essere controllata dalle autorità italiane, ma ciò non è stato possibile poiché ha improvvisamente lasciato le nostre acque, ed è attualmente in rada presso il porto di Cartagena; considerato che: durante tutto questo lasso di tempo gli animali potrebbero soffrire, oltre che per l'eventuale patologia citata, anche per le condizioni terribili in cui si può immaginare che siano in questo momento, ammassati in angusti spazi e con probabile scarsità di mangimi; queste condizioni potrebbero aver causato dei decessi con possibile e illegale scarico delle carcasse in mare, insieme alle gravi carenze in termini igienico-sanitari e di approvvigionamento di viveri per gli stessi membri dell'equipaggio; infine, le associazioni animaliste spiegano che entrambe le navi hanno l'approvazione dell'Unione europea con certificato per il trasporto di animali vivi nella UE, in particolare dalla Croazia e dalla Romania, ed evidenziano che "La vicenda dimostra ancora una volta l'inadeguatezza dei viaggi di animali vivi anche sul territorio europeo e il dramma a cui sono costantemente e inutilmente sottoposti gli animali", come riportato on line da "greenreport" il 18 febbraio 2021, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano avviare un'indagine per un'effettiva ricostruzione della vicenda e riferire su quanto accaduto in occasione della permanenza delle navi in acque territoriali italiane; se ritengano di intervenire nelle opportune sedi di competenza affinché siano valutate le reali condizioni degli animali e dell'equipaggio, e si ponga fine a una situazione allarmante, sia per la completa violazione dei diritti degli animali sia per il pericolo costituito da trasporti effettuati nello sprezzo delle regole igienico-sanitarie e di benessere animale. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04986 NENCINI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: centinaia di giovani laureati in giurisprudenza hanno svolto, negli anni 2015-2017, la pratica forense presso le avvocature distrettuali dello Stato assicurando un contributo decisivo per il funzionamento della difesa erariale e sostenendo notevoli spese e sacrifici per gli spostamenti da e verso gli uffici dell'Avvocatura dello Stato nonché da e verso gli uffici giudiziari per lo svolgimento delle attività richieste dai procuratori e dagli avvocati; la previsione normativa di cui all'art. 9, comma 4, secondo periodo, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, nella formulazione vigente tra il 19 agosto 2014 ed il 31 dicembre 2017, prevedeva: "nelle ipotesi di sentenza favorevole con recupero delle spese legali a carico delle controparti, il 50 per cento delle somme recuperate è ripartito tra gli avvocati e procuratori dello Stato secondo le previsioni regolamentari dell'Avvocatura dello Stato, adottate ai sensi del comma 5. Un ulteriore 25 per cento delle suddette somme è destinato a borse di studio per lo svolgimento della pratica forense presso l'Avvocatura dello Stato, da attribuire previa procedura di valutazione comparativa. Il rimanente 25 per cento è destinato al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, di cui all'articolo 1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e successive modificazioni"; a causa dei notevoli ritardi delle erogazioni, nel 2016 i praticanti di diverse articolazioni distrettuali dell'Avvocatura dello Stato avevano già sollecitato, invano, l'attuazione delle previsioni normative richiamate relativamente all'avvio del procedimento; a tale esortazione veniva replicato dal segretario generale pro tempore che l'applicazione della suddetta disciplina avrebbe richiesto il preventivo esame della documentazione prevista dal regolamento, oltre alla verifica contabile delle somme riscosse dalle avvocature distrettuali e dall'Avvocatura generale, al fine di chiedere l'istituzione del nuovo capitolo di spesa nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze dedicato al finanziamento delle borse di studio; dopo circa 2 anni di inerzia e silenzio, tale capitolo di spesa è stato istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia per l'Avvocatura dello Stato, come riscontrabile dalla tabella 2 delle note integrative alla legge di bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020 (legge 27 dicembre 2017, n. 205), ove è specificato che "La Categoria economica Trasferimenti correnti a famiglie e istituzioni sociali private si riferisce alle borse di studio assegnate per lo svolgimento della pratica forense presso 'Avvocatura dello Stato'"; ad oggi non risultano essere state assegnate le borse di studio previste dalla normativa; considerato che: nonostante ulteriori solleciti ed istanze, a distanza di quasi 5 anni, non si ha notizia dello stato di attuazione del procedimento propedeutico all'erogazione delle borse di studio; è assolutamente inconcepibile che proprio da parte dell'Avvocatura statale e distrettuale vi sia una tale mancanza, si chiede di sapere se non si ritenga doveroso intervenire al fine di sollecitare l'assegnazione delle borse di studio, così da colmare la grave mancanza di cui l'Avvocatura statale è responsabile. Atto n. 4-04987 RIZZOTTI Al Ministro della salute Premesso che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 ha definito i nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) e ha sostituito integralmente il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, con cui sono stati definiti per la prima volta le attività, i servizi e le prestazioni che il servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione ( ticket ), con le risorse raccolte attraverso la fiscalità generale; in particolare il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 ha aggiornato gli elenchi delle malattie rare, croniche e invalidanti che danno diritto all'esenzione dal ticket ; è previsto, inoltre, che i LEA verranno aggiornati annualmente;