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Il testo dell'accordo viene ratificato con la legge 5 gennaio 2017, n. 1. Nel 2017 viene completato lo scavo del tunnel geognostico di circa 7 chilometri. Nel maggio 2018 il CIPE ha deliberato il parere positivo sul Contratto di programma tra Italia e Francia, a cura di TELT, per il finanziamento, la progettazione e la realizzazione della sezione transfrontaliera della parte comune e ha adottato una stima dei costi di parte italiana della nuova linea ferroviaria Torino-Lione di circa 6 miliardi; l'importanza strategica delle reti di trasporto su rotaia TEN-T, di cui la Torino-Lione fa parte, è dimostrata dalle analisi economiche, scientifiche e ambientali che in sede europea sono state fatte negli ultimi anni. Un incremento delle reti di trasporto dedicate ai passeggeri e alle merci può fare recuperare competitività all'intero continente europeo nei confronti delle altre potenze mondiali, che si confrontano sui mercati globali attraverso un flusso di merci (esportate e importate) in costante aumento. Il settore della logistica è stimato in continua ascesa, incidendo sulla crescita economica dei territori e producendo nuova ricchezza e occupazione; la Commissione europea ha indicato i dieci corridoi ferroviari necessari per un'efficiente rete di trasporti, peraltro indispensabile a raggiungere gli obiettivi di Kyoto sulla sostenibilità ambientale; fra questi c'è la nuova linea ferroviaria Torino-Lione, che ha ricevuto così il via libera ai finanziamenti comunitari 2014/2020 per le reti TEN-T. Attraverso la realizzazione di questi dieci corridoi, tutti collegati con i porti più importanti d'Europa, sarà possibile trasferire dalla strada alla rotaia il 30 per cento del trasporto merci entro il 2030 e il 50 per cento entro il 2050; la TAV incrocia nella pianura padana i corridoi sud-nord Genova-Rotterdam e Brennero-Berlino, per il corridoio adriatico e può mettere in rete con l'Europa tutte le nostre strutture logistiche pubbliche e private, consentendole di diventare la più grande area logistica del sud Europa con importanti ricadute economiche ed occupazionale per tutto il Paese; la mancata realizzazione della TAV, opera che viene ritenuta strategica dalla stessa Europa, oltre a indebolire l'efficienza della rete europea, escluderebbe il Piemonte dal flusso degli scambi economici e commerciali del futuro, con pesanti e durature conseguenze sul piano economico e sociale, su questa regione e sul resto del Paese; la nuova linea andrebbe a sostituire una linea di collegamento con la Francia, inaugurata nel 1871, che appare saturata da un traffico cresciuto negli ultimi anni e che si sviluppa soprattutto su gomma, mentre il nuovo traffico merci viaggerebbe su rotaia, riducendo in modo consistente anche l'impatto dell'inquinamento ambientale; la Cina ha già fatto arrivare a Lione un primo treno carico di merci, che ha raggiunto la sua destinazione dopo 11.300 chilometri di viaggio percorsi, partendo dalla Cina, attraverso Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia e Germania, con uno scalo per scaricare alcuni container a Duisburg, in quindici giorni, ma con un viaggio che dura la metà rispetto a quello per mare. La mancata realizzazione della Torino-Lione taglierebbe fuori l'Italia da questo asse strategico verso l'Oriente; i benefici dell'alta velocità e dell'alta capacità, in termini economici ed ambientali, sono già riscontrabili attraverso il quotidiano utilizzo delle linee esistenti che da Salerno portano a Torino, Milano e Venezia; rilevato che l'opera è nella fase operativa di assegnazione dei lavori, con 81 bandi in programma, di cui 27 assegnati. Il Parlamento è in attesa della nuova analisi del rapporto tra costi e benefici (ACB), eseguita dal gruppo di esperti presieduto dal professor Ponti, promossa dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (le cui linee seguono quelle della ACB iniziale) relativa all'ultimazione dell'opera. La prima ACB ha consentito alla totalità degli esperti intervenuti, tra cui i più prestigiosi professori universitari di economia e ingegneria dei trasporti, di verificare i molti errori (costi indebitamente imputati all'opera e mancati introiti) ed omissioni (benefici non considerati o sottostimati) della metodologia applicata. L'analisi, inoltre, non ha incluso le valutazioni della relazione tecnico-giuridica che la accompagna, che avrebbe dovuto essere inserita anche nelle valutazioni complessive, in quanto le analisi giuridiche evidenziano i possibili costi della mancata realizzazione del progetto, quali penali e ripristino dei territori su cui si svolgono i lavori e altri costi probabili che riguardano anche la restituzione o la rinuncia ai contributi UE. Ma vanno valutati anche i potenziali danni che i Paesi europei potrebbero imputare all'Italia per la soluzione di continuità di un corridoio della rete TEN-T, deliberato dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo con un regolamento europeo, col voto favorevole dell'Italia. Si è in presenza, quindi, di errori ed omissioni che rendono del tutto arbitrarie le conclusioni negative raggiunte; preso atto che la realizzazione della Torino Lione è basata su un Accordo internazionale ratificato dal Parlamento italiano dalla legge 5 gennaio 2017, n. 1, recante "Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per l'avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, fatto a Parigi il 24 febbraio 2015, e del Protocollo addizionale, con Allegato, fatto a Venezia l'8 marzo 2016, con annesso Regolamento dei contratti adottato a Torino il 7 giugno 2016", impegna il Governo: 1) a dare piena attuazione all'Accordo ratificato dal Parlamento italiano (legge n. 1 del 2017), confermando la valenza strategica della realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione in termini economici ed occupazionali; 2) a garantire un adeguato piano finanziario con programmazione pluriennale, che copra l'intero ammontare dell'opera e a monitorare la realizzazione concreta dell'opera e i costi sostenuti nelle varie fasi di realizzazione, nella più ampia trasparenza, nel pieno rispetto dei territori coinvolti e dell'ambiente, fino al completamento del progetto; 3) ad assumere iniziative per garantire gli stanziamenti per la realizzazione delle opere previste dal piano strategico, sia infrastrutturale sia intermodale, per il completo utilizzo della nuova opera, approvato dalla provincia di Torino e dalla regione Piemonte; 4) a coinvolgere la Commissione europea nella programmazione di ulteriori risorse, posto che appare verosimile che l'Unione europea possa fare crescere la propria quota dal 40 al 50 per cento dell'impegno di spesa complessivo, finalizzate anche agli interventi di accompagnamento e inserimento nel territorio della nuova linea Torino-Lione, con particolare riferimento alla sezione transfrontaliera e ai comuni sede di cantiere, tenendo conto di quanto previsto dal piano strategico per il territorio interessato dalla direttrice Torino-Lione, dall'accordo Stato-Regione del 28 giugno 2008 (cosiddetto accordo di Pracatinat) e dall'atto aggiuntivo del 23 gennaio 2009.