[pronunce]

3.3.2.- Quanto alle doglianze di illegittimità della legge-provvedimento, il Comune di Spoleto ha, anzitutto, confutato tale qualificazione in quanto, per come evincibile dalla relazione illustrativa, le norme sono rivolte a tutti i comuni che prima della legge reg. Umbria n. 11 del 2005 avevano approvato gli strumenti urbanistici. In ordine al merito delle relative censure, la parte ha negato il contrasto con il giudicato, atteso che le stesse sentenze del giudice amministrativo avevano previsto la riedizione del potere pianificatorio secondo il «quadro normativo vigente» tenendo «conto di tutti gli elaborati acquisiti relativi allo studio geologico e alla microzonazione sismica». 3.4.- Infine, quanto alla violazione degli artt. 3 e 97 Cost. per l'irragionevole previsione di un parere postumo, l'ordinanza di rimessione non avrebbe considerato che la disposizione impugnata impone al Consiglio comunale la previa acquisizione del parere della commissione per la qualità architettonica e il paesaggio, da esprimere sulla base degli elaborati relativi alle indagini geologiche e idrogeologiche nonché degli studi di microzonazione sismica, e che, comunque, le scelte pianificatorie, anche in relazione agli aspetti sismici, sono soggette alle verifiche di regione e provincia nelle conferenze istituzionali. 4.- In vista dell'udienza pubblica i contribuenti hanno depositato memoria illustrativa controdeducendo sulle eccezioni di inammissibilità spiegate dal Comune di Spoleto. In primo luogo, la parte ha confutato il difetto di rilevanza: la motivazione del rimettente sarebbe non implausibile nell'affermare l'applicabilità alla fattispecie della norma censurata e supererebbe il controllo esterno demandato a questa Corte. Il rimettente, in particolare, - senza palesi errori o contraddizioni - avrebbe escluso l'edificabilità di fatto e si sarebbe interrogato su quella di diritto cui il dubbio di costituzionalità è legato. In proposito, questa Corte non solo non potrebbe entrare nel merito della valutazione sulla edificabilità di fatto, ma pur ammesso il ricorrerne, non sarebbe esclusa la rilevanza della condizione dell'edificabilità di diritto su cui si sarebbero specificamente basati gli avvisi di accertamento. In secondo luogo, i contribuenti hanno evidenziato la sufficienza della motivazione dell'ordinanza nel sostenere la non manifesta infondatezza delle questioni. 4.1.- A sua volta, anche l'ente locale ha depositato memoria in cui ha ribadito le difese già spiegate nell'atto di costituzione. 5.- Con ordinanza del 1° marzo 2023, iscritta al n. 53 reg. ord. 2023, la Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell'Umbria, sezione prima, ha parimenti sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 22 della legge reg. Umbria n. 5 del 2014 per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost., in relazione all'art. 89 t.u. edilizia, e degli artt. 3, 24, 97 e 113 Cost. Il rimettente è chiamato a decidere dell'appello proposto avverso la sentenza n. 392 del 2021 della Commissione tributaria provinciale di Perugia, che ha rigettato l'impugnazione degli avvisi di accertamento relativi all'IMU per terreni (per gli anni «2016 e 2016») notificati dal Comune di Spoleto. Espone il rimettente che il contribuente in primo grado aveva dedotto «l'illegittimità [delle pretese tributarie] per insussistenza del presupposto impositivo [nonché l'] illegittimità delle aliquote, [...] delle sanzioni e degli interessi applicati» e sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 della legge reg. Umbria n. 5 del 2014; in secondo grado l'appellante si era «sostanzialmente riportat[o] alle argomentazioni svolte nel precedente grado» e reiterato la questione di legittimità costituzionale. 5.1.- Per il resto l'ordinanza di rimessione riproduce testualmente la motivazione di quella iscritta al n. 158 reg. ord. 2022 tanto nelle premesse espositive quanto in ordine alla rilevanza e alla non manifesta infondatezza. 6.- Si è costituito anche in questo giudizio il Comune di Spoleto, parimenti eccependo l'inammissibilità delle questioni e sostenendo la loro non fondatezza. 6.1.- La difesa comunale assume, anzitutto, l'inammissibilità delle questioni sollevate per specifiche criticità dell'ordinanza di rimessione. In primo luogo, l'atto di promovimento avrebbe una motivazione meramente apparente perché «totalmente e acriticamente ricopiata» da quella iscritta al reg. ord. n. 158 del 2022, di cui riporterebbe addirittura i refusi e i passaggi non attinenti al giudizio celebrato dal giudice a quo. In secondo luogo, la Corte di giustizia, edotta della pendenza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 22 della legge reg. Umbria n. 5 del 2014, avrebbe errato nel riproporla, in quanto avrebbe dovuto piuttosto sospendere il giudizio, secondo il disposto dell'art. 39, comma 1-bis, cod. proc. trib. («La corte di giustizia tributaria di primo e secondo grado dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra corte di giustizia tributaria di primo e secondo grado deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa»), e alla stregua della giurisprudenza costituzionale (è citata la sentenza n. 225 del 1994). 6.2.- La parte, poi, sviluppa le medesime ragioni di inammissibilità eccepite nel giudizio iscritto al n. 158 reg. ord. 2022 per difetto di rilevanza (sempre per erronea valutazione dell'edificabilità dell'area in via di fatto secondo le risultanze processuali - in questo caso per ammissione degli appellanti -, per sussistenza di motivi logicamente prioritari per risolvere la controversia - i non riportati motivi di omessa pubblicazione delle delibere di determinazione delle aliquote e il vizio di incompetenza del Consiglio comunale a determinarle -, per immediata disapplicabilità della delibera comunale del 2014 che aveva espresso il parere postumo di compatibilità sismica nonché per essere il dubbio di legittimità costituzionale limitato al solo comma 2 dell'art. 22 e non anche al suo comma 1, in combinato disposto con l'art. 10 della legge reg. Umbria n. 31 del 1997, e all'art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990). 6.3.- In ragione delle identiche motivazioni delle ordinanze in punto di non manifesta infondatezza, l'ente locale argomenta negli stessi termini sopra esposti l'inammissibilità delle questioni per carenza della relativa motivazione e nel merito la loro carenza di pregio. 7.- Anche in questo giudizio, il Comune di Spoleto ha depositato memoria illustrativa per ribadire i propri assunti difensivi. 8.- Con ordinanza del 7 marzo 2023, iscritta al n. 54 reg. ord. 2023, la Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell'Umbria, sezione prima, ha sollevato identiche questioni di legittimità costituzionale dell'art. 22 della legge reg. Umbria n. 5 del 2014.