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Al pacchetto è stato dato il nome di «" New Deal" per i consumatori» e su di esso la Commissione industria si è espressa approvando la risoluzione documento XVIII, n. 3. Il pacchetto è composto dei seguenti tre documenti: la comunicazione Un " New Deal " per i consumatori (COM(2018) 183), provvedimento non legislativo; la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2018) 184), relativa alle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori, che abroga la direttiva 2009/22/CE, provvedimento legislativo; la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2018) 185), provvedimento legislativo, che apporta modifiche a quattro direttive in materia di tutela degli interessi economici dei consumatori. L'esigenza di modernizzare alcune norme in materia di protezione dei consumatori e di rafforzare il livello di conformità era stata confermata da una valutazione realizzata dalla Commissione nel 2017 (il cosiddetto «vaglio di adeguatezza» REFIT19, valutazione della direttiva sui diritti dei consumatori), che aveva inoltre individuato ambiti in cui il diritto del consumo UE avrebbe potuto essere aggiornato e migliorato. Più nel dettaglio, il " New Deal " per i consumatori intende, tra le altre cose, assicurare ai consumatori un migliore accesso al ricorso attraverso lo sfruttamento del pieno potenziale dei decreti ingiuntivi, al fine di garantire ai consumatori il ricorso nelle situazioni di danno collettivo, nonché intraprendere azioni per migliorare la conoscenza dei diritti dei consumatori e stimolare una nuova cultura di conformità con la normativa UE sulla tutela degli stessi. Tornando ora al merito del provvedimento, è opportuno ricordare che la disciplina dell'azione di classe è attualmente regolata dall'articolo 140- bis del codice del consumo (decreto legislativo n. 206 del 2005). Fino ad oggi, tale disciplina ha evidenziato numerose criticità nel suo funzionamento pratico, configurandolo come strumento poco efficace ai fini della tutela collettiva risarcitoria. L'esiguo numero di azioni promosse durante questi anni, dovuto a tempi e costi della procedura decisamente elevati e soprattutto il difficile superamento della valutazione preventiva di ammissibilità delle azioni proposte hanno indotto alla riscrittura dell'istituto. L'obiettivo principale dell'Atto Senato 844 è dunque potenziare, al contempo, sia l'ambito di applicazione che la portata, trasferendo la disciplina dell'azione di classe dal codice del consumo, dove attualmente è contenuta, all'interno del codice di procedura civile, mediante l'inserimento di un nuovo titolo VIII- bis , composto dagli articoli da 840- bis a 840- sexiesdecies , relativo ai procedimenti collettivi, azioni di classe e azione inibitoria collettiva. Mi soffermo sulle principali novità introdotte dal disegno di legge, prima di passare alla descrizione dell'articolato, e segnalo innanzitutto: l'estensione dell'ambito di applicazione soggettivo, realizzata attraverso la previsione di una legittimazione attiva generalizzata e non più limitata alla sola categoria dei consumatori e utenti. Fino ad oggi, la caratteristica di essere uno strumento indirizzato ad una categoria ben definita di soggetti era considerata uno degli elementi che distingueva l'azione di classe del nostro ordinamento dalla class action statunitense. L'estensione generalizzata della legittimazione ad agire comporta la possibilità di avvalersi dello strumento di tutela collettiva anche da parte delle imprese che abbiano subito un pregiudizio a seguito di condotte lesive poste in essere da grandi imprese private o pubbliche. Fino ad oggi, la scelta del legislatore era stata quella di limitare tale istituto alle sole controversie che avessero come parte in causa i consumatori, e quindi di escludere dal novero dei potenziali ricorrenti l'intera categoria delle imprese. Quindi, eliminando ogni riferimento a consumatori e utenti, l'azione sarà sempre esperibile da tutti coloro che avanzino pretese risarcitorie in relazione a lesione di diritti individuali omogenei. L'azione sarà quindi nella titolarità: di ciascun componente della classe, delle organizzazioni o associazioni senza scopo di lucro che abbiano come scopo la tutela dei suddetti diritti e che si siano iscritte in un elenco. Il secondo punto concerne l'ampliamento degli strumenti di tutela: si introduce, sempre nel codice, accanto all'azione di classe, l'azione inibitoria collettiva verso gli autori di condotte pregiudizievoli di una pluralità di individui. Chiunque abbia interesse, oltre alle suddette organizzazioni e associazioni, potrà chiedere al giudice di ordinare a imprese o enti gestori di servizi di pubblica utilità la cessazione di un comportamento lesivo di una pluralità di individui ed enti, commesso nello svolgimento delle rispettive attività o il divieto di reiterare una condotta commissiva o omissiva. Il terzo punto riguarda le nuove modalità di adesione dall'azione: attualmente il codice del consumo consente l'adesione all'azione solo dopo l'ordinanza che ammette l'azione, ma non a seguito della sentenza di merito. Per contro, la riforma in esame prevede che si possa aderire all'azione di classe nella fase immediatamente successiva all'ordinanza che ammette l'azione. In questo caso, sarà il tribunale che dichiara la domanda ammissibile a fissare un termine e a definire i caratteri dei diritti individuali omogenei che consentono l'inserimento nella classe e che si possa aderire all'azione anche in una fase successiva, dopo la pronuncia della sentenza che definisce il giudizio, e che dunque accerta la responsabilità del convenuto. Anche in questo caso sarà il tribunale, con la sentenza che accoglie l'azione, ad assegnare un termine per l'adesione. Venendo ora agli aspetti di maggior dettaglio, mi soffermo in particolare sull'articolo 840- quaterdecies , contenuto nell'articolo 1 del provvedimento, che interviene su un altro aspetto non trattato dal codice del consumo, disciplinando gli accordi transattivi tra le parti. In particolare, viene stabilito che fino alla discussione orale della causa, il tribunale può formulare una proposta transattiva o conciliativa alle parti. Sia la proposta che l'eventuale accordo concluso sono comunicati tramite PEC o SERC a ciascun aderente e pubblicati nell'area pubblica del portale telematico. L'adesione all'accordo è data accedendo al fascicolo informatico. Dopo la sentenza che accoglie l'azione, il rappresentante comune degli aderenti può stipulare con l'impresa o con l'ente gestore di servizi pubblici o di pubblica utilità un analogo schema di accordo di natura transattiva. Lo schema inserito nell'area pubblica del portale telematico deve essere comunicato all'indirizzo PEC, ovvero al Servizio elettronico di recapito certificato indicato da ciascun aderente. Nei successivi quindici giorni, ciascun aderente può inserire nel fascicolo informatico le proprie motivate contestazioni allo schema di accordo. Nei confronti degli aderenti che non formulano contestazioni lo schema di accordo si considera non contestato. Nei successivi trenta giorni, il giudice delegato, avuto riguardo agli interessi degli aderenti, può autorizzare il rappresentante comune a stipulare l'accordo transattivo.