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- L'assemblea straordinaria delle società con azioni quotate in borsa, se i soci intervenuti in seconda convocazione non rappresentano la parte del capitale necessaria per deliberare, può essere nuovamente convocata entro trenta giorni. Il termine stabilito dal secondo comma dell'articolo 2366 è ridotto a otto giorni. In terza convocazione l'assemblea delibera con il voto favorevole di tanti soci che rappresentino più di un quinto del capitale sociale, a meno che l'atto costitutivo richieda una maggioranza più elevata. Per le deliberazioni indicate dal quarto comma dell'articolo 2369 è tuttavia necessario il voto favorevole di tanti soci che rappresentino più di un terzo del capitale sociale". Articolo 8. - L'articolo 2372 del codice civile è sostituito dal seguente: "Rappresentanza nell'assemblea. - Salvo disposizione contraria dell'atto costitutivo, i soci possono farsi rappresentare nell'assemblea. La rappresentanza deve essere conferita per iscritto e i documenti relativi devono essere conservati dalla società. La rappresentanza può essere conferita soltanto per singole assemblee, con effetto anche per le convocazioni successive. La delega non può essere rilasciata con il nome del rappresentante in bianco. Il rappresentante può farsi sostituire solo da chi sia espressamente indicato nella delega. La rappresentanza non può essere conferita né agli amministratori, ai sindaci e ai dipendenti della società, né alle società da essa controllate e agli amministratori, sindaci e dipendenti di queste, né ad aziende o istituti di credito. La stessa persona non può rappresentare in assemblea più di dieci soci o, se si tratta di società con azioni quotate in borsa, più di cinquanta soci se la società ha capitale non superiore ai 10 miliardi, più di cento soci se la società ha capitale superiore ai 10 miliardi e non superiore ai 50 miliardi e più di duecento soci se la società ha capitale superiore ai 50 miliardi. Le disposizioni del quarto e del quinto comma si applicano anche nel caso di girata delle azioni per procura". Articolo 9. - Dopo l'articolo 2420 del codice civile è aggiunto il seguente: "Articolo 2420-bis. - Obbligazioni convertibili in azioni. - L'assemblea straordinaria può deliberare l'emissione di obbligazioni convertibili in azioni, determinando il rapporto di cambio e il periodo e le modalità della conversione. La deliberazione non può essere adottata se il capitale sociale non sia stato interamente versato. Contestualmente la società deve deliberare l'aumento del capitale sociale per un ammontare corrispondente al valore nominale delle azioni da attribuire in conversione. Le obbligazioni convertibili non possono emettersi per somma inferiore al loro valore nominale. Nel primo mese di ciascun semestre gli amministratori provvedono all'emissione delle azioni spettanti agli obbligazionisti che hanno chiesto la conversione nel semestre precedente. Entro il mese successivo gli amministratori devono depositare per l'iscrizione nel registro delle imprese un'attestazione dell'aumento del capitale sociale in misura corrispondente al valore nominale delle azioni emesse. Si applica la disposizione del secondo comma dell'articolo 2444. Fino a quando non siano scaduti i termini fissati per la conversione, la società non può deliberare né la riduzione del capitale esuberante, né la modificazione delle disposizioni dell'atto costitutivo concernenti la ripartizione degli utili, né la fusione con altra società salvo che ai possessori di obbligazioni convertibili sia stata data la facoltà, mediante avviso pubblicato nel Bollettino ufficiale delle società per azioni e a responsabilità limitata almeno tre mesi prima della convocazione dell'assemblea, di esercitare il diritto di conversione nel termine di un mese dalla pubblicazione. Nei casi di aumento del capitale mediante imputazione di riserve e di riduzione del capitale per perdite, il rapporto di cambio è modificato in proporzione alla misura dell'aumento o della riduzione. Le obbligazioni convertibili in azioni devono indicare in aggiunta a quanto stabilito nell'articolo 2413, il rapporto di cambio e le modalità della conversione". Gli amministratori che emettono obbligazioni convertibili senza le indicazioni prescritte nell'ultimo comma dell'articolo 2420-bis del codice civile, sono puniti con l'ammenda da lire 1 milione a lire 5 milioni. Per le obbligazioni convertibili in azioni emesse dopo l'entrata in vigore del presente decreto la ritenuta prevista nel primo comma dell'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, è ridotta al 15 per cento fino alla data della conversione in azioni e in ogni caso per non più di cinque anni. Articolo 10. - All'articolo 2424 del codice civile il numero 13) è sostituito dal seguente: "13) i crediti verso società controllate e collegate". Al medesimo articolo è aggiunto il seguente comma: "In allegato al bilancio devono essere elencate le partecipazioni in società controllate o collegate, indicando per ciascuna il valore nominale e il valore attribuito in bilancio. Devono essere inoltre allegate le copie integrali dell'ultimo bilancio delle società controllate e un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell'ultimo bilancio delle società collegate". Articolo 11. - Dopo l'articolo 2425 del codice civile è aggiunto il seguente: "Articolo 2425-bis. - Contenuto del conto dei profitti e delle perdite. - Salve le disposizioni delle leggi speciali per le società che esercitano particolari attività, il conto dei profitti e delle perdite deve esporre i ricavi ed i costi imputati all'esercizio, indicando distintamente nel loro importo complessivo: nei profitti: 1) i ricavi delle vendite e delle prestazioni raggruppati per categorie omogenee; 2) i proventi degli investimenti immobiliari; 3) i dividendi delle partecipazioni in società controllate e collegate; 4) i dividendi delle partecipazioni in altre società; 5) gli interessi dei titoli a reddito fisso; 6) gli interessi dei crediti verso banche; 7) gli interessi dei crediti verso società controllate e collegate; 8) gli interessi dei crediti verso la clientela; 9) gli interessi di altri crediti; 10) le plusvalenze derivanti dall'alienazione di beni non computabili tra i ricavi di cui al numero 1); 11) gli incrementi degli impianti e di altri beni per lavori interni; 12) i proventi e i ricavi diversi da quelli indicati nei numeri precedenti e le sopravvenienze attive; 13) le rimanenze finali di materie prime, semilavorati, prodotti finiti e merci; nelle perdite: 1) le esistenze iniziali di materie prime, semilavorati, prodotti finiti e merci; 2) le spese per acquisti di materie prime, semilavorati, prodotti finiti e merci; 3) le spese per prestazioni di lavoro subordinato e relativi contributi; 4) le spese per prestazioni di servizi; 5) le imposte e tasse, con separata indicazione di quelle relative a precedenti esercizi; 6) gli interessi e gli altri oneri sui debiti obbligazionari; 7) gli interessi sui debiti verso società controllate e collegate; 8) gli interessi sui debiti verso banche; 9) gli interessi sugli altri debiti; 10) gli sconti e gli altri oneri finanziari; 11) gli ammortamenti per gruppi omogenei di beni; 12) gli accantonamenti ai fondi di liquidazione o di previdenza;