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Voi avete fatto una misura meritevole, quella degli investimenti per i piccoli Comuni. È un fatto positivo, che io saluto come tale (faccio presente che, nella discussione del bilancio vi avevamo fatto una proposta ben più significativa per consentire che ci fossero gli investimenti). Tuttavia, gli investimenti rappresentano, nella spesa pubblica italiana, il 7,4 per cento. Nel 2019, sono 49 miliardi di euro: -0,3 rispetto al 2018. Il punto è questo: non ci potrà mai essere crescita in questo Paese se non c'è una politica vera, strategica, sugli investimenti; politica che, mi dispiace, obiettivamente non avete. Pertanto vi rivolgo alcune domande. Vorrei capire che fine ha fatto e a che punto è InvestItalia. Dov'è InvestItalia, cosa sta facendo e in che modo si raccorda con la cabina di regia Strategia Italia? Qual è la strategia per l'Italia? Cosa sta facendo Strategia Italia? Forse non avete ancora fatto l'accordo sulle poltrone di InvestItalia. Ripeto, forse non lo avete ancora fatto, ma non si muove nulla. E qui - mi dispiace dirlo, ma lo dichiaro con energia - siamo davvero di fronte a una presa in giro degli italiani. Debbo dire francamente che avete destrutturato le cabine di regia del Governo precedente (avete fatto una cosa simile per metterci le vostre rappresentanze) ed è tutto bloccato. Ho deciso di fare delle domande in questa mia dichiarazione di voto, perché è più utile, altrimenti mi raccontate sempre la vostra narrazione: ogni giorno in Senato facciamo una o due cose storiche. Bene, io vi faccio delle domande. Mi dite dov'è InvestItalia? Chi è e chi ha la governance di InvestItalia? Che cosa ha fatto? Quando me lo direte sarò contento. Sta di fatto che non c'è una politica degli investimenti. Noi allora vi sfidiamo - ve l'avevamo proposto anche nell'ambito della legge di bilancio, che non abbiamo potuto discutere - a fare un vero piano infrastrutturale, di trasformazione ecologica dell'economia e di messa in sicurezza del territorio. Superiamo le superfetazioni, le agenzie sopra, sotto e incrociate e diamo a chi sa fare questo lavoro - a partire dai Comuni - la possibilità di fare finalmente una manovra capace di garantire la crescita del Paese: un piano green che sia in grado di far fare un salto all'Italia. Vedremo nella manovra di bilancio. Infine, c'è un'altra questione: con riferimento alle clausole salvaguardia non ci avete ancora spiegato come farete. Non so quanto varrà con precisione la manovra di bilancio; la clausola varrà almeno 28 miliardi di euro, più, a politiche invariate, l'aumento dei costi. C'è poi il tema della flat tax . Sapete qual è la nostra posizione in merito: si distrugge la progressività, che è un elemento di equità. Tuttavia, come finanzierete la flat tax ? Qui mi rivolgo soprattutto ai colleghi e alle colleghe del MoVimento 5 Stelle, perché in fondo la Lega ha già detto come vuole finanziare la flat tax , ossia con un nuovo condono. No, non si può dire la parola «condono»; non si può parlare di un nuovo condono, perché Di Maio dice di non aver mai fatto dei condoni. Ne avete fatti solo sei. Sì, in diversi provvedimenti ci sono circa sei condoni. Lo chiamerete in un altro modo, ma finanzierete così la misura? Eppure, c'è un dato positivo che, obiettivamente - dovete riconoscerlo - con tutti i problemi che imputate al Governo precedente, è merito del passato Esecutivo. Mi riferisco alla fatturazione elettronica, che ci dice qual è lo spazio straordinario per recuperare evasione. Vi domando allora: abbasserete il limite per l'utilizzo del contante? Utilizzerete le nuove tecnologie per fare una reale lotta all'evasione? Ci sono studi che attestano che semplicemente usando l'informatica e mettendo in rete il sistema, è possibile recuperare almeno 21 miliardi dei 130 miliardi di euro di evasione fiscale richiamati dalla Banca d'Italia. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 18,42) ( Segue ERRANI). Con i vostri straordinari successi voi però non intervenite in alcun modo sui fattori strategici e strutturali del Paese. Per tale ragione il nostro voto è sinceramente contrario. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . CALANDRINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, così come già accaduto la settimana scorsa con il decreto-legge n. 61, recante misure urgenti in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica, anche con l'assestamento oggi al nostro esame prendiamo atto di una serie di sviste, di contraddizioni e di una necessaria correzione dei conti, utile per non incorrere nella pericolosissima procedura di infrazione da parte dell'Unione europea. Ribadendo quanto detto sul decreto-legge nel mio ultimo intervento in Aula, credo che la questione sia tutta politica e imponga di rivedere i rapporti tra Italia e Europa. Un'Europa così presente quando si tratta di conti pubblici, eppure così lontana quando invece dovrebbe esserci, come ad esempio, quando ci troviamo ad affrontare un'immigrazione incontrollata diretta sulle nostre coste e sui nostri porti. Ma veniamo ai conti relativi all'assestamento di bilancio. L'assestamento presenta aspetti che sembrerebbero positivi nel loro complesso in quanto le variazioni che si propone di apportare determinano un miglioramento del saldo netto da finanziare, pari a 1,9 miliardi di euro in termini di competenza e 3,3 miliardi di euro in termini di cassa. Dalla relazione tecnica emerge in modo molto chiaro anche un miglioramento dell'indebitamento netto di 5,6 miliardi di euro. Potremmo dire che va tutto bene, ma così non è: andando infatti a guardare le voci di bilancio assestate di ciascun Ministero, emerge chiaramente perché non possiamo votare a favore dell'assestamento al nostro esame. Provo a elencare qualche cifra che mi è balzata agli occhi sulla differenza tra quanto stanziato in legge di bilancio 2019 e le corrispondenti cifre assestate, che fanno sorgere dubbi su quali politiche intendiamo attuare per il nostro Paese. Nel budget del Ministero dell'economia e delle finanze, ad esempio, su competitività e sviluppo delle imprese, l'assestamento taglia un 8 per cento che comprende anche una riduzione del 26 per cento sugli incentivi alle imprese per interventi di sostegno. Tra le voci di bilancio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti troviamo un taglio dell'11 per cento su sviluppo e sicurezza della mobilità stradale e addirittura una riduzione del 20 per cento alla voce relativa ai sistemi ferroviari, che significa sviluppo e sicurezza del trasporto ferroviario. Insomma, Presidente, sogniamo strade e ferrovie migliori, la TAV e non solo, il Governo invece taglia sugli investimenti infrastrutturali. Non troviamo purtroppo nemmeno aumenti di spesa significativi per quel che riguarda le famiglie.