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Ovviamente le citate innovazioni avvicinano l'istituto a quello molto più pregnante presente negli Stati Uniti, che ha prodotto, soprattutto negli ultimi tempi, una serie di azioni marcatamente legate alla lesione dei diritti, come quello all'ambiente e alla salute. Vorrei ricordare in questa sede che soltanto nell'ultimo anno e mezzo negli Stati Uniti sono state intraprese più di 800 azioni di classe, compresa quella molto nota dei bambini sui cambiamenti climatici. Per questo non abbiamo compreso per quale motivo non si potesse estendere l'azione di classe anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni ed è il motivo per cui abbiamo votato a favore degli emendamenti proposti dalla senatrice Bellanova in tal senso. Infatti, l'estensione ai servizi pubblici locali è fondamentale e assolutamente condivisibile; tuttavia, proprio per dare ancor più una pregnanza legata alla tutela dei diritti, sarebbe stata opportuna un'estensione nei confronti della pubblica amministrazione. L'ampliamento delle situazioni giuridiche tutelate e degli strumenti di tutela è indubbiamente presente nel testo, anche con la previsione di un'azione inibitoria collettiva verso gli autori delle condotte lesive e questo è fondamentale. Anche l'articolazione della class action in tre fasi ci vede assolutamente d'accordo: la prima e la seconda legate all'ammissibilità dell'azione e alla decisione sul merito e l'ultima relativa alla liquidazione delle somme. Anche la disciplina dell'adesione all'azione di classe, consentita sia prima che dopo la sentenza, a nostro avviso rappresenta un'innovazione fondamentale. Stride con la mancata volontà di accettare l'idea di estendere la previsione oggetto della riforma anche alle pubbliche amministrazioni il fatto che possono esserlo non soltanto le imprese ma anche gli enti gestori di servizi pubblici per atti o comportamenti della loro attività. Certamente noi auspichiamo che, anche nel periodo di monitoraggio dell'efficacia della riforma, che il relatore ci ha testé confermato nella sua replica, si possa rapidamente addivenire all'estensione nei confronti della pubblica amministrazione, che reputiamo fondamentale. Inoltre, anche l'introduzione della previsione per cui nell'azione di classe si potrà fare ingresso anche successivamente, una volta pronunciata la sentenza di accoglimento della domanda, è a nostro avviso abbastanza importante. Conosciamo tutte le preoccupazioni espresse - ad esempio - da Confindustria verso una tale dilatazione dell'azione di classe, ma noi riteniamo che ciò vada assolutamente nel senso di una maggiore tutela dei cittadini. Nella riforma è stata inserita anche la possibilità di un'azione inibitoria, che chiunque abbia interesse può proporre al giudice per far cessare un comportamento posto in essere da un'impresa a danno di una pluralità di individui. Riteniamo anche questo uno degli elementi significativi del provvedimento. In conclusione, nel confermare il nostro voto favorevole e di condivisione del provvedimento, aggiungiamo che è una riforma largamente attesa, su cui nella scorsa legislatura e in questa ci siamo particolarmente adoperati. È soprattutto una riforma davvero attesa dai cittadini, per poter avere un ulteriore strumento di tutela nei confronti delle imprese e dei servizi di pubblica utilità. (Applausi dal Gruppo Misto e PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo artistico «Ambrogio Alciati» di Vercelli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. Doc 844 Doc 583 STANCANELLI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STANCANELLI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in dichiarazione di voto a nome di Fratelli d'Italia per esprimere la soddisfazione del mio Gruppo per l'importante passo che stiamo compiendo con l'approvazione di una riforma che trasforma il concetto di azione di classe. Il solo fatto di aver abrogato l'articolo 140- bis del codice del consumo (decreto legislativo n. 206 del 2005) e di trasferire la trattazione dell'istituto nel codice di procedura civile rappresenta già una diversità e un nuovo ambito di applicazione. Penso che questo sia assolutamente importante. Il motivo per cui non abbiamo votato gli emendamenti che, nell'ambito di applicazione, prevedevano tra i destinatari anche la pubblica amministrazione è che questa azione di classe si distingue dall'azione di classe pubblica, che è regolata dalla legge Brunetta e si rivolge appunto, come resistente, alla pubblica amministrazione. Proprio dall'aver trasfuso il contenuto nel codice di procedura civile è evidente il nuovo ambito di applicazione. L'articolo 840- bis del codice di procedura civile, che viene novellato ed entra in vigore con l'approvazione del disegno di legge in esame, infatti, amplia l'ambito di applicazione, dal punto di vista sia soggettivo che oggettivo: mentre il codice del consumo faceva riferimento soltanto ai consumatori e agli utenti, la nuova disposizione derivante da questo disegno di legge fa riferimento a tutti coloro i quali abbiano un interesse. Pertanto, cadendo la limitazione che la giurisprudenza in vigenza del codice del consumo dava come rigorosa per quanto riguarda i consumatori e gli utenti, anche i singoli oggi possono intervenire. Tale azione è quindi esperibile da tutti coloro che avanzino pretese risarcitorie in relazione a lesioni di diritti individuali omogenei. L'azione sarà quindi nella titolarità di ciascun componente della classe. Viene altresì allargato l'ambito oggettivo dell'azione, che è esperibile a tutela di tutte le situazioni soggettive maturate a fronte di condotte lesive, per l'accertamento delle responsabilità e la condanna al risarcimento del danno e alla restituzione. Come vediamo, l'ambito di applicazione, dal punto di vista sia soggettivo che oggettivo, si è ampliato. Il testo inoltre individua i destinatari dell'azione, ossia le imprese e gli enti gestori di servizi pubblici e di pubblica utilità. Ecco perché non abbiamo votato - lo ribadisco - gli emendamenti che prevedevano come destinataria anche la pubblica amministrazione. Il secondo aspetto che ci fa ritenere necessaria questa riforma, aspettata dai cittadini in quanto consumatori, riguarda i termini perentori che vengono indicati. La riforma, infatti, fissa in trenta giorni il termine entro il quale il tribunale deve decidere sull'ammissibilità dell'azione. Questo è un dato importante che dà la possibilità di avere in tempi celerissimi il responso sulla possibilità di andare avanti nell'azione amministrativa. Si prevedono l'ambito di applicazione, il termine e la inammissibilità. L'azione di classe - dice la norma - è inammissibile nei casi indicati: vengono infatti elencati i requisiti per cui una azione di classe non può essere considerata ammissibile. L'azione è manifestamente infondata quando è carente del requisito della omogeneità dei diritti oggetto di tutela; quando il ricorrente versa in conflitto di interesse nei confronti del resistente; quando è proposta da un ricorrente che non appare in grado di curare adeguatamente i diritti individuali omogenei fatti valere in giudizio. Cosa vuol dire questo?