[resaula]

BARTOLAZZI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, la mia replica sarà breve. Innanzitutto desidero ringraziare per il lavoro svolto in Commissione in particolar modo la relatrice, senatrice Castellone, alla cui replica ho poco da aggiungere. Ieri ho seguito con attenzione tutti gli interventi e - come ho avuto modo di dire nell'Aula della Camera ed è stato ribadito anche dal senatore Magorno - ricordo come l'urlo dei cittadini calabresi sia atavico: la richiesta di assistenza è una cosa antica per la Calabria. Da medico voglio dire che c'è tempo per l'osservazione del malato, ma poi viene un tempo per l'azione e, quindi, per la messa in atto della terapia giusta. Diciamo che il tempo di osservazione del malato è durato oltre trent'anni. In particolare, è un tempo che ha visto precedenti Governi e precedenti forze politiche poco attente forse alla situazione calabrese. Oggi è venuto, probabilmente per la prima volta, il momento di agire. Chiaramente l'azione da porre in essere può essere perfettibile e poteva essere delineata in modo migliore, ma, in ogni caso, essa non pretende - e mi rivolgo al senatore Mangialavori - di risolvere in maniera immediata tutti i problemi dei calabresi. Non credo che in diciotto mesi questo sia possibile. È tuttavia un'azione che certamente serve a fare un resetting : è questa la parola che deve rimanere impressa all'Assemblea. Il provvedimento in esame è un resetting della situazione calabrese, sul quale si potrà successivamente iniziare a investire e a capire in maniera mirata quali sono i servizi da migliorare, quali quelli da implementare e quali da tagliare (intendo con questo tagliare gli sprechi in alcune aziende calabresi). Questa è un'azione che inizia oggi con un resetting e così deve essere intesa. Credo che, successivamente a questa fase transitoria, la Calabria avrà buone possibilità di riprendere il percorso giusto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Avviso inoltre i colleghi che la Presidenza, analogamente a quanto già stabilito nel corso dell'esame in sede referente, dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, gli emendamenti 11.14, 11.0.1, 11.0.2, 12.0.4, 13.0.3 e 13.0.5, in quanto estranei all'oggetto del decreto-legge. SICLARI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 1.4 chiede di aggiungere, dopo il comma 1, il seguente comma 1- bis: «La Calabria non è soggetta al rispetto della normativa di cui all'articolo 4 del decreto-legge 1º ottobre 2007, n. 159, e dell'articolo 2, comma 84, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 per il debito sanitario esistente alla data del 31 dicembre 2018. Tale debito, in carico allo Stato, viene rimborsato dalla Regione Calabria anche tramite incremento delle addizionali regionali sull'imposta sul reddito delle persone fisiche nel periodo di trent'anni fino a tutto il 31 dicembre 2048». Per essere più chiari, considerando che la Calabria è commissariata da dieci anni, che tutti i commissari sono stati nominati dal Governo e dalla politica centrale e, oltretutto, non sono stati commissari calabresi, noi riteniamo di non essere responsabili dell'aumento del debito che si è verificato sotto la gestione commissariale. (Brusio). Noi calabresi siamo anche disponibili - chiedo cortesemente silenzio all'Assemblea - a pagare il miliardo di debito fino al 31 dicembre del 2048. Se verificate a quanto ammonta il valore del debito, significa che ogni cittadino calabrese dovrà pagare 8 euro l'anno; noi ne paghiamo molti di più adesso, non avendo assistenza sanitaria, per rispettare il piano di rientro. Come sapete, infatti, il regolamento che disciplina il commissariamento della sanità obbliga il commissario ad aumentare le addizionali Irpef e le addizionali IRAP nella Regione in cui vi sia stato un disavanzo gestionale, come accaduto in Calabria con l'ultimo commissario, che ha portato 160 milioni di euro di disavanzo di gestione. I calabresi non ne hanno colpa, ma sono disponibili, da subito, a ipotecare per vent'anni quelle addizionali Irpef e IRAP, che comunque verranno aumentate, per destinarle al pagamento del debito, purché da oggi esso venga azzerato e si possa ripartire con gli investimenti in Calabria in materia sanitaria e programmare l'assistenza territoriale, che manca da dieci anni. Siamo disponibili anche a questo, perché il messaggio è che non ci piangiamo mai addosso e non ci rassegniamo: tutti noi calabresi vogliamo contribuire a raggiungere i nostri diritti, soprattutto quelli sanciti dalla Costituzione. Chiedo pertanto, soprattutto ai senatori calabresi, di farsene portavoce all'interno dei loro partiti, perché la Calabria vuole il riscatto e lo vuole dimostrare, dando anche questa opportunità al Governo, pur non essendo responsabile dell'aumento del debito, creato dai commissari, che non erano calabresi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti e l'ordine del giorno si intendono illustrati. Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno in esame. CASTELLONE, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti e sull'ordine del giorno presentati. BARTOLAZZI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.1. MANGIALAVORI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANGIALAVORI (FI-BP) . Signor Presidente, con l'emendamento in esame chiediamo la soppressione di tutti gli articoli del Capo I, visto che - come evidenziato negli interventi dei senatori del nostro Gruppo nella seduta di ieri - non siamo assolutamente d'accordo e non condividiamo assolutamente il testo del decreto-legge in esame. Voglio dire al Sottosegretario, che cortesemente ha dato una risposta a me chiedendo nel corso del suo intervento che mi sarei aspettato altro. Signor Sottosegretario, naturalmente non è vostra la colpa di quanto è successo negli anni precedenti. Partiamo però da nove anni di commissariamento e ciò vuol dire che, per nove anni, la sanità calabrese è stata gestita da uomini indicati dai Governi, che si sono succeduti nel tempo. Quindi, mi sarei aspettato che quei nove anni costituissero una base sufficiente per poter fare qualcosa da attuare subito. Invece, lei rappresentante del Governo, con le sue dichiarazioni, ci ha detto che questo è un resetting , un modo per comprendere la situazione, per capire come agire alla fine dei diciotto mesi.