[pronunce]

Considerato che il Tribunale di La Spezia, in funzione di giudice del lavoro, solleva (a) in riferimento all'art. 3 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 1, e 2, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 265 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in ordine all'insegnamento in lingua tedesca nel conservatorio di musica di Bolzano), «nella parte in cui non viene definito il concetto di “madre lingua”», e (b), in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, ulteriore questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 2, e 2, comma 1, dello stesso decreto legislativo n. 265 del 1992, «nella parte in cui inseriscono nella [...] tabella [...] allegata al decreto alcune materie di insegnamento e non altre tra quelle riservate agli insegnanti di “madre lingua”»; che attraverso la formulazione delle due diverse questioni di legittimità costituzionale il rimettente, da un lato, censura la mancata definizione normativa della nozione giuridica di «madre lingua», ravvisandovi un contrasto con l'art. 3 della Costituzione per la possibile arbitrarietà delle determinazioni dell'amministrazione circa il significato da attribuire a tale nozione, mentre, dall'altro lato, reputa comunque non risolutiva una eventuale definizione di tale concetto, poiché ritiene anche in tale ipotesi contraria ai principi di uguaglianza e di ragionevolezza, nonché al principio di buon andamento dell'amministrazione, una disciplina che, facendo leva sull'anzidetta nozione, riservi talune materie di insegnamento («tabellate») a docenti di madre lingua, escludendo tutti gli altri, anche se in possesso di una adeguata conoscenza della lingua di insegnamento; che le due questioni sollevate, non legate da un rapporto di subordinazione (poiché la seconda non è necessariamente conseguente al rigetto della prima, bensì semplicemente ne prescinde), muovono da premesse tra loro antitetiche, l'una assumendo che la nozione di «madre lingua» sia priva di un contenuto definibile, l'altra invece postulando che lo abbia; che, così impostando le questioni di costituzionalità, il giudice rimettente chiede due distinti interventi correttivi su ambiti normativi diversi della medesima disciplina, demandando a questa Corte l'esercizio di una preliminare scelta interpretativa - circa la possibilità o l'impossibilità di attribuire un significato univoco alla nozione di «madre lingua» e con essa al criterio di distinzione censurato - che invece spetta allo stesso giudice effettuare; che, per la contraddittorietà intrinseca di tale prospettazione alternativa, e per l'obiettiva incertezza che ne deriva quanto ai termini del dubbio di costituzionalità rimesso al controllo di questa Corte, deve essere dichiarata la manifesta inammissibilità delle questioni in tal modo sollevate (ex plurimis, ordinanze n. 34 del 2003, n. 67 del 2001 e n. 435 del 2000). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 2, e 2, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 265 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in ordine all'insegnamento in lingua tedesca nel conservatorio di musica di Bolzano), sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, dal Tribunale di La Spezia con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 maggio 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Gustavo ZAGREBELSKY, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 9 maggio 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA