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f) provvedere alla preparazione e all'aggiornamento professionali del personale sanitario e scolastico; g) predisporre gli strumenti di ricerca opportuni; h) attivare percorsi specifici e programmi dedicati alla formazione e al sostegno dei nuclei familiari delle persone con disturbi del comportamento alimentare, in particolar modo per quanto concerne l'aspetto psichiatrico e psicologico, sia durante la fase delle acuzie che in quella successiva; i) identificare in ogni regione luoghi di cura specifici, con personale qualificato e debitamente formato; l) creare una rete di centri regionali che interagiscano tra loro al fine di facilitare la mobilità interregionale dei pazienti e una rete di servizi provinciali che garantiscano: 1) una valutazione multidisciplinare in grado di fornire diagnosi e indicazioni al trattamento; 2) livelli meno intensivi di cura, quali terapie ambulatoriali e, possibilmente, semiresidenziali; 3) interventi di prevenzione e trattamento delle complicanze mediche; 4) terapie psicoeducative e di supporto alla famiglia; 5) l'invio dei pazienti e la collaborazione con centri specialistici che garantiscano i livelli di maggiore intensità di cura. 3. Ai fini di cui al comma 2, lettera b) , gli interventi nazionali e regionali provvedono a: a) definire procedure e protocolli che garantiscano livelli adeguati di omogeneità nei trattamenti erogati sul territorio nazionale al fine di superare le differenze regionali e, laddove ciò non sia possibile, prevedere trattamenti sostenuti dal Servizio sanitario nazionale a cui i pazienti possano accedere con procedure celeri, nonché garantire la possibilità di scegliere le strutture terapeutico-riabilitative secondo criteri di appropriatezza da valutare caso per caso; b) individuare strutture specifiche dedicate alla gestione delle complicanze mediche urgenti e della malnutrizione per difetto grave, evitando che tali strutture siano a contatto con pazienti terminali, con persone molto anziane o con pazienti che presentano gravi problemi internistici e frequenti urgenze mediche, nonché prevedere a tal fine la formazione adeguata del personale sanitario; c) organizzare i servizi sanitari rivolti a pazienti fino al compimento del venticinquesimo anno d'età in un'unità funzionale di salute mentale per l'infanzia e l'adolescenza (UFSMIA). 4. Ai fini di cui al comma 2, lettera f) , gli interventi nazionali e regionali provvedono a fornire una specifica formazione, anche da parte di riconosciute società scientifiche del settore, al personale che opera nell'ambito della cura dei disturbi alimentari e al personale amministrativo. 5. Ai fini di cui al comma 2, lettera g) , gli interventi nazionali e regionali provvedono a supportare studi clinici coordinati a livello universitario con il coinvolgimento dei centri specializzati sul territorio nazionale. 6. Ai fini di cui al comma 2, lettera h) , gli interventi nazionali e regionali provvedono ad affidare alle realtà associative percorsi specifici dedicati al sostegno alla famiglia e programmi di informazione e sensibilizzazione da diffondere a livello territoriale. 7. Il Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali e sentite le associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale dei fornitori di connettività alla rete internet , stabilisce con proprio decreto, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri e le modalità per impedire l'accesso dei minori ai siti che diffondono messaggi suscettibili di rappresentare, per il loro contenuto, un concreto pericolo di istigazione al ricorso a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a provocare e diffondere le malattie di cui all'articolo 1, comma 1, reindirizzando l'utente, automaticamente e in forma anonima, al portale digitale www.disturbialimentarionline.it . 8. La Polizia postale e delle comunicazioni provvede al monitoraggio dei siti di cui al comma 7. Art. 3. (Educazione alimentare) 1. Nell'ambito dei percorsi di educazione alla salute, e nel rispetto dell'autonomia scolastica, l'educazione alimentare ha lo scopo di promuovere la consapevolezza e le azioni promosse a livello mondiale in favore di coloro che soffrono la fame e per la necessità di garantire a tutti un'alimentazione corretta, di concorrere alla formazione, nei giovani e nelle future generazioni, di comportamenti corretti dal punto di vista dell'alimentazione e di una cultura di qualità nelle scelte relative alla nutrizione, anche al fine di incrementare il benessere generale delle persone e di prevenire o di ridurre l'insorgenza delle malattie e delle patrologie più diffuse correlate a stili di vita e a scelte alimentari scorretti. Nelle scuole primarie e secondarie di primo grado è istituito l'insegnamento di un'autonoma disciplina denominata « educazione alimentare ». Art. 4. (Incremento del Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione) 1. Il Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, di cui all'articolo 1, comma 688, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, è incrementato di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2024. 2. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2024, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Art. 5. (Relazione annuale alle Camere) 1. Il Ministro della salute presenta alle Camere una relazione annuale di aggiornamento sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche sulle malattie di cui all'articolo 1, comma 1, con particolare riferimento ai problemi concernenti la diagnosi precoce e il monitoraggio delle complicanze.