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A. (come definito anche nel sito AVR group, bonifica dell'area ex-Eternit), ha sede legale a Roma allo stesso indirizzo della AVR S.p. A., che ne è anche socio di maggioranza. Presidente del consiglio di amministrazione di Teorema, sin dal 2014, è Claudio Nardecchia, il quale ricopriva il medesimo incarico in AVR S.p. A. quando era stata posta in amministrazione giudiziaria; da verifica eseguita in data 12 marzo 2022, la AVR S.p. A. risulta ancora nell'elenco delle società iscritte in white list della Prefettura di Roma, con medesima indicazione di scadenza al 17 febbraio 2017, come al momento dell'interrogazione parlamentare citata; come la AVR S.p. A., anche la società Teorema S.p. A. non risulta regolarmente iscritta nella white list della Prefettura di Roma, essendo presente soltanto nell'elenco delle società richiedenti l'iscrizione e con data 1° dicembre 2020, successiva, perciò, all'aggiudicazione dell'appalto del SIN di Bagnoli-Coroglio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, risultando che nel 2020 un appalto da oltre 15 milioni di euro è stato aggiudicato ad una società le cui garanzie di totale estraneità a contesti mafiosi non risultavano garantite, non intenda procedere, anche nella prospettiva delle prossime aggiudicazioni per le bonifiche dei "siti orfani" inseriti nel PNRR (finanziate con l'assegnazione al Ministero della transizione ecologica di 500 milioni di euro), ad una verifica complessiva della validità e degli aggiornamenti relativi agli inserimenti nelle white list prefettizie delle società che si occupano di servizi ambientali, di cui alla categoria X; se, anche alla luce dell'atto di sindacato ispettivo 3-03014 del 12 gennaio 2022, relativo alla grave mancanza di attualità delle iscrizioni in white list presso la Prefettura di Napoli, esempio (niente affatto isolato) di evidente ritardo nell'aggiornamento delle società indicate, non rilevi l'opportunità di far espletare una puntuale verifica sulla regolarità delle società iscritte negli elenchi tenuti dalla Prefettura di Roma, che, oberata da numeri a cinque cifre, ha una cospicua presenza di società (circa 50) con "aggiornamenti in corso" il cui riferimento temporale risale al 2016-2017. Atto n. 3-03168 CORRADO ANGRISANI LANNUTTI GRANATO Al Ministro della cultura Premesso che: "Vittoriano e Palazzo Venezia" è la denominazione ufficiale di uno dei 44 (ad oggi) musei e parchi del Ministero della cultura riconosciuti di rilevante interesse nazionale e dotati, perciò, di autonomia speciale (scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile) ai sensi dell'art. 33, comma 3, lett. a) , del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 169 del 2019, e dell'art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 123 del 2021; con deliberazione n. 22/2022 assunta nell'adunanza pubblica del 23 febbraio 2022, la sezione regionale di controllo per il Lazio della Corte dei conti ha ammesso a visto e registrazione il decreto n. 23 del 2021, "di approvazione del contratto di affidamento ad ALES s.p.a. di servizi di supporto finalizzati alla realizzazione di un progetto per il rafforzamento della capacità amministrativa e gestionale del Vittoriano e Palazzo Venezia"; la formula adoperata vuole ricondurre il progetto nell'alveo dell'art. 10 del decreto-legge n. 77 del 2021, che, pensato per definire, avviare le procedure di affidamento e accelerare l'attuazione degli investimenti pubblici (soprattutto PNRR, programmazione nazionale e comunitaria 2014-2020 e 2021-2027), al comma 1 consente alle amministrazioni centrali di avvalersi, mediante convenzioni, del "supporto tecnico-operativo" di società in house qualificate ai sensi dell'art. 38 del decreto legislativo n. 50 del 2016 e al comma 2 specifica che l'attività di supporto "comprende azioni di rafforzamento della capacità amministrativa, anche attraverso la messa a disposizione di esperti particolarmente qualificati"; considerato che: il visto della Corte giunge a valle del rilievo istruttorio n. 62 del 5 gennaio 2022 mosso dall'ufficio di controllo di legittimità sugli atti e della nota di risposta del Ministero, nonché della relazione del magistrato istruttore proponente il deferimento dell'atto all'esame della sezione per il mancato superamento di "alcuni profili del rilievo", e ancora di un'adunanza convocata dalla presidenza della Corte con comunicazione del 10 febbraio 2022, ma disertata dal Ministero. Il 23 febbraio, invece, relatore Ottavio Caleo, erano presenti e sono stati uditi sia il direttore generale del Vittoriano e Palazzo Venezia, Edith Gabrielli, sia il dirigente generale della Ragioneria territoriale dello Stato di Roma, Antonio Taddeo; nel rilievo istruttorio, la Corte aveva formulato osservazioni sull'oggetto del contratto, sull' iter procedurale prodromico alla stipula della convenzione con la società in house ALES S.p. A. e sulla valutazione di congruità dell'offerta economica; a distanza di un mese, la nota di chiarimento del Ministero ha permesso di superare tutte le contestazioni tranne le censure sulla legittimità dell'oggetto della convenzione; a tale riguardo, merita ricordare che la materia è regolata dal decreto-legge n. 104 del 2019 (convertito dalla legge n. 132 del 2019, modificato dall'art. 1, comma 930, della legge n. 178 del 2020), che consente il ricorso all'esternalizzazione, e dunque al modello del in house providing , solo per attività diverse da quella principale dell'amministrazione; posto, dunque, che il Ministero è autorizzato a ricevere da ALES un mero supporto tecnico, amministrativo e contabile avente carattere straordinario e transitorio rispetto al normale funzionamento del dicastero, oggetto invece di programmazione ordinaria e reclutamento del personale mediante selezione pubblica, l'organico previsto per Vittoriano e Palazzo Venezia è di 56 unità (19 delle quali dell'area tecnica e amministrativa) ma, in mancanza di personale interno che abbia risposto all'interpello per quell'istituto, da convenzione, ALES metterà a disposizione 16 profili professionali amministrativi e tecnici equivalenti a funzionari e assistenti amministrativi dei ruoli ministeriali; la sovrapponibilità di alcune delle funzioni oggetto di contratto alle funzioni ordinarie dell'amministrazione è patente e ciò che conta è il "profilo sostanziale delle mansioni richieste", ha osservato la Corte, non l'inquadramento giuridico del personale di ALES, replicando così al Ministero che adduceva a garanzia di legittimità del proprio agire la mancanza del potere di firma (e conseguente assunzione di responsabilità) da parte dei lavoratori di ALES;