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in sede di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 104 del 2020, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia, è stato presentato un emendamento specifico per modificare l'articolo 1, comma 277, della legge n. 208 del 2015, al fine di riconoscere il beneficio pensionistico a tutti i lavoratori che al 30 giugno 2020 sono in possesso dei requisiti contributivi maturati entro il 2019 e che sulla base delle domande pervenute riguarderebbe una platea di 260 soggetti che sarebbero potuti rientrare nella proposta normativa in oggetto, che purtroppo non ha trovato accoglimento; rilevato che sono centinaia i lavoratori colpiti da esposizione senza protezioni alle fibre di amianto che matureranno i requisiti entro il corrente anno, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo stia adeguatamente monitorando la situazione, anche per dare risposta ai primi 260 lavoratori che hanno già maturato i requisiti per i benefici previdenziali entro il 30 giugno 2020 consentendo loro l'accesso al pensionamento, nonché ai lavoratori che li matureranno entro il 31 dicembre 2020; se non intenda adottare immediate iniziative, anche legislative, per rendere, in tempi celeri e certi, esigibili dai singoli lavoratori che hanno già maturato i requisiti previsti i benefici previdenziali connessi alla esposizione all'amianto previsti delle leggi susseguitesi a partire dalla legge n. 257 del 1992, sino all'articolo 1, comma 277, della legge n. 208 del 2015. Atto n. 3-01988 STABILE Ai Ministri della salute e dell'istruzione Premesso che: il 24 settembre 2020 è stata pubblicata la circolare del Ministero della salute n. 30847, recante "Riapertura delle scuole. Attestati di guarigione da COVID-19 o da patologia diversa da COVID-19 per alunni/personale scolastico con sospetta infezione da SARS-CoV-2", la quale prevede che "In presenza di sintomatologia sospetta, il pediatra di libera scelta (PLS)/medico di medicina generale (MMG), richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di Prevenzione (DdP), o al servizio preposto sulla base dell'organizzazione regionale"; il 29 settembre è stata pubblicata la circolare del Ministero della salute n. 31400 recante "Uso dei test antigenici rapidi per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, con particolare riguardo al contesto scolastico"; secondo un appello lanciato da autorevoli esponenti della comunità scientifica, esistono molte evidenze scientifiche sufficienti per riesaminare alcune delle decisioni sin qui adottate allo scopo di meglio conciliare l'esigenza di contenere il virus in ogni ambiente, con le specificità del contesto scolastico e con le esigenze di socialità, cultura e apprendimento di ragazzi e bambini; allo stato attuale, infatti, gli studi epidemiologici nazionali e internazionali pubblicati sulle migliori riviste scientifiche mostrano che i giovani si ammalano meno di COVID-19, al contrario di quanto avviene per l'influenza; il ruolo dei più giovani nella trasmissione di SARS-CoV-2 è limitato, la trasmissione bambino-adulto è meno frequente rispetto a quella tra adulti e la riapertura delle scuole non è stata associata ad un significativo incremento della diffusione del virus; le mascherine, quando utilizzate correttamente e limitatamente ai casi in cui è necessario, sono un presidio importante e riconosciuto per il contenimento del COVID-19. Il rapporto tra mascherine e bambini è stato descritto come problematico e potenzialmente dannoso nel documento congiunto OMS-UNICEF del 21 agosto 2020 e già diversi governi europei hanno alzato la soglia di età a 12 anni per l'obbligo di indossare la mascherina; secondo una parte della comunità scientifica, inoltre, le misure di prevenzione adottate in Italia comportano per un'intera generazione inevitabili effetti "collaterali" seri e indiscutibili, con privazioni di ordine psicologico, sociale, cognitivo, didattico, fisico, alimentare, e a parere dell'interrogante il "principio di massima precauzione" sin qui adottato andrebbe aggiornato e rapportato alle evidenze scientifiche; l'esperienza nei vari Paesi europei che hanno riaperto le scuole con svariate modalità, dopo il lockdown , pur trovandosi nelle condizioni epidemiologiche più diverse, ha mostrato che le previsioni pessimistiche non erano realistiche e che la ripresa dell'attività didattica in presenza, con maggiori o minori misure di contenimento, non ha inciso significativamente sull'andamento epidemiologico, né sul carico ospedaliero, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano di dover rimodulare le misure introdotte nelle scuole sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, considerando una valutazione rigorosa del rapporto tra rischi e benefici; se non ritengano di dover rimuovere l'obbligo di mascherina per i bambini sotto i 12 anni, in ogni circostanza in cui non ci sia un rischio evidente, compreso il contesto scolastico, in linea con le recenti indicazioni dell'OMS e dell'UNICEF; se non ritengano opportuno distribuire in tutto il territorio nazionale in maniera gratuita e con adeguata regolarità delle mascherine sicure e rispondenti a tutti i criteri individuati; se non ritengano opportuno incentivare in tutto il territorio nazionale l'utilizzo dei tamponi rapidi non invasivi per i soggetti di età inferiore a 15 anni. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01981 NUGNES DE FALCO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la messa in onda di "Tutto il mondo è paese", fiction della RAI con Beppe Fiorello, ispirata all'esperienza di accoglienza diffusa del Comune di Riace ed incentrata sulla figura carismatica del sindaco che ne è stato l'ideatore, Domenico ("Mimmo") Lucano, prodotta da "PicoMedia" per RAI Fiction quasi tre anni fa, era prevista per il febbraio 2018, ma la RAI decise di "sospenderla" dal palinsesto perché, recitava una nota dell'epoca, "al sindaco Lucano è stato recapitato un avviso di garanzia da parte della procura di Locri per alcuni presunti reati collegati alla gestione del sistema di accoglienza", reati totalmente sconfessati dalla sentenza del Consiglio di Stato, pur essendo il processo ancora in corso; da notizie apparse su organi di stampa si apprende che dai palinsesti RAI, la fiction prevista per il mese di novembre 2020, in prima serata, è stata cancellata per la seconda volta; sul sito del quotidiano "la Repubblica", si apprende che Riccardo Laganà, scelto dall'assemblea dei dipendenti come membro del consiglio di amministrazione della RAI, tramite un messaggio su "Twitter" avrebbe dichiarato che la fiction in questione "rimane in un cassetto con grande dispiacere"; considerato che la sentenza del Consiglio di Stato del 2018 ha sospeso ogni misura cautelare di obbligo di residenza fuori dal comune di Riace per Mimmo Lucano affermando che a Riace "non ci sono mai state truffe o appalti pilotati"; attesi gli obblighi, anche contenutistici che derivano dal contratto di servizio tra la RAI e il Ministero dello sviluppo economico, si chiede di sapere: