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"L'antibioticoresistenza è infatti una delle grandi emergenze sanitarie globali, un'acqua alta che in alcuni Paesi ha raggiunto livelli preoccupanti. L'Italia è ancora tra i maggiori utilizzatori di antibiotici in Europa e uno tra i Paesi con i dati peggiori per le resistenze a livello ospedaliero. I deboli segnali di contrazione d'uso degli ultimi anni non sono sufficienti. Per avere un impatto positivo sulle resistenze occorrono riduzioni drastiche dell'ordine del 50%. Per questo è necessario adottare un approccio più efficace rispetto al passato. L'AIFA ne è consapevole e costituirà un gruppo di lavoro ad hoc all'interno dell'unità di crisi per le emergenze", impegna il Governo: 1) a programmare con urgenza azioni atte a dare riposte a questa emergenza; 2) a predisporre all'utilizzo della diagnostica rapida tutte le strutture ospedaliere per valorizzare i laboratori di microbiologia, nonché ad acquisire in tempi estremamente rapidi tutte le informazioni derivanti per l'identificazione del patogeno per il profilo di sensibilità o resistenza ai farmaci; 3) ad attivare il monitoraggio di tutti gli antimicrobici, con l'adozione di indicatori che valutino non solo gli aspetti quantitativi ma anche aspetti qualitativi rispetto all'adesione alle linee guida di trattamento in vigore; 4) a valutare l'opportunità di cambiare il paradigma per la valutazione dei farmaci antimicrobici di nuova generazione e di definire criteri ad hoc per i nuovi antimicrobici, che tengano conto delle specificità con cui questi farmaci vengono sviluppati e del diverso livello di evidenze con cui si presentano alla fase di registrazione nel nostro Paese (al pari di alcune esperienze come Regno Unito, Germania, Svezia, Francia) ai fini del riconoscimento dell'innovatività, garantendo pieno accesso ai pazienti sulla base della loro efficacia e al contempo la sostenibilità della spesa. Interrogazioni Atto n. 3-02901 GRANATO Al Ministro dell'interno Premesso che: dopo gli scontri avvenuti nei giorni scorsi Roma e Trieste, in occasione delle manifestazioni "no green pass", l'ultimo episodio eclatante ha riguardato l'intervento della Polizia di Stato presso il liceo artistico "Ripetta", nel centro storico di Roma, il 21 ottobre 2021; le forze dell'ordine, difatti, sono intervenute prendendo a manganellate e caricando gli studenti in occasione di una manifestazione di protesta; nel particolare, gli studenti assaliti volevano raggiungere un gruppo di compagni all'interno della scuola che stavano protestando contro l'imposizione delle regole post pandemiche nel settore scolastico; come riportato da fonti di stampa, all'esito degli scontri vi è stato un diciassettenne ferito e una ragazza che ha denunciato di esser stata palpeggiata da un agente; nonostante la dimostrazione fosse pacifica, in quanto gli studenti si erano messi davanti agli agenti con le mani alzate, non si è esitato un attimo ad intervenire in modo violento e repressivo; valutato che se, da una parte, si interviene in modo sempre più oppressivo in occasione di manifestazioni pacifiche, laddove la libertà di manifestazione del pensiero sia rivolta contro le misure restrittive di libertà e diritti fondamentali adottate dal Governo (come accaduto a Roma, in occasione della manifestazione a piazza del Popolo o al liceo "Ripetta" oppure a Trieste, in occasione dello sciopero dei portuali), dall'altro, nei casi in cui sarebbe stato indispensabile un intervento più incisivo delle forze dell'ordine, come nel caso dell'assalto programmato e preannunciato alla sede della CGIL da parte di un gruppo di estremisti di destra, ciò non è avvenuto, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, responsabile della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica ed autorità nazionale di pubblica sicurezza, si ritenga esente da responsabilità nell'ambito delle scelte repressive, adottate in un clima di crescente tensione sociale, con le forze di polizia che hanno caricato studenti liceali ed usato manganelli contro ragazzi minorenni. Atto n. 3-02903 DE LUCIA RICCIARDI VANIN CROATTI PAVANELLI DONNO PRESUTTO TRENTACOSTE Al Ministro della cultura Premesso che: dalle stime rese pubbliche dell'ultimo censimento effettuato dall'APM (Associazione piccoli musei), sussiste una discrasia tra i dati ufficiali ministeriali e questi ultimi; secondo queste recenti indagini numeriche, in Italia i piccoli musei sono oltre 10.000, mentre secondo il Ministero della cultura sono circa 5.000 in tutto, tra grandi e piccoli; se il dato fornito dall'APM fosse accertato, i piccoli musei rappresenterebbero oltre il 95 per cento dei musei italiani; considerato che: se risultasse vero il dato citato, la sottovalutazione complessiva del fenomeno e della portata della rilevanza artistica e culturale dei piccoli musei sarebbe evidente; ciò costituirebbe anche motivo per il quale le risorse finanziarie loro attribuite sono spesso di irrisoria entità; la sottovalutazione del numero dei piccoli musei in Italia fa sì che il nostro Paese non possa fregiarsi di essere, come in effetti è, il Paese con il maggior numero di musei in Europa, cioè il Paese leader ; sulla base di considerazioni come queste, il Ministero ha accolto la proposta di istituire l'osservatorio dei piccoli musei (art. 4 del decreto ministeriale n. 451 dell'8 ottobre 2020), che permetterebbe finalmente di conoscere la realtà di questo fenomeno così importante per la cultura del Paese; purtroppo, però, fino a questo momento l'idea dell'osservatorio è rimasta solo sulla carta; lo scorso 25 febbraio sulla pagina ufficiale della Direzione generale Musei, si dava notizia: "La Direzione generale Musei informa che, con l'avvenuta registrazione alla Corte dei Conti, acquista efficacia il DM 62 del 28 gennaio 2021 per il riparto dell'incremento del fondo per il funzionamento dei piccoli musei di cui all'articolo 1, comma 359, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo n. 451 dell'8 ottobre 2020 modificato con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo n. 62 del 28 gennaio 2021), che riapre la procedura indetta con l'Avviso pubblico del 23 dicembre 2020, n. 992"; e, ancora: "il DM 62/2021 consente ai soggetti interessati di presentare domanda di assegnazione delle risorse di cui all'incremento del Fondo per il funzionamento dei piccoli musei, nella misura di 1 milione di euro per l'anno 2021, disposto dall'art. 1, comma 578 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, da destinare alla digitalizzazione del patrimonio nonché alla progettazione di podcast e di percorsi espositivi funzionali alla fruizione delle opere e alla predisposizione di programmi di didattica telematica (e-learning), al fine di avviare la procedura attuativa del decreto ministeriale 62 del 28 gennaio 2021, è stato predisposto dalla Direzione generale Musei l'Avviso pubblico in allegato"; il termine per la presentazione delle domande di contributo era stato prorogato al 12 marzo 2021, come da decreto; entro tale data le domande dovevano essere inviate esclusivamente per via telematica, collegandosi al sito web fornito;