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Prima di digitalizzare il patrimonio, con tutto il rispetto per una simile iniziativa, anch'essa sponsorizzata nei giorni scorsi, quel patrimonio va difeso, altrimenti molto presto non ci sarà più alcunché da digitalizzare né alcuna identità nazionale in cui riconoscersi. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sull'autonomia differenziata, sul regionalismo, dopo un anno di Governo, il Conte- bis , non si vedono ancora iniziative, si sentono solo mere dichiarazioni di intenti. Ricordiamo che il regionalismo differenziato è una grande opportunità, una soluzione per un riassetto generale di uno Stato la cui debolezza istituzionale è ormai nota da tempo e che si è palesata veramente in modo drammatico durante questa emergenza sanitaria. Il regionalismo differenziato è sostanzialmente la valorizzazione di eccellenze e di caratteristiche locali, è responsabilità della politica locale: hai delle competenze, le devi gestire bene. Noi avevamo proposto un impianto; abbiamo fatto più di un centinaio di incontri per la trattativa con le Regioni e con i vari Ministeri: usate quel lavoro senza perdere ulteriore tempo. Il meccanismo di finanziamento, che avevamo elaborato con il superamento della spesa storica verso i fabbisogni standard, consente, sì, di gestire le risorse, ma impone altresì alle Regioni quell'efficientamento che oggi è indispensabile per far sì che questa nostra Italia sia finalmente competitiva e abbia il futuro che merita un grande Paese come il nostro. Ricordate che il regionalismo non nasce nelle segrete stanze di qualche sede di partito - e questo lo dico anche ai colleghi del MoVimento 5 Stelle - ma nasce nel e fra il popolo. Abbiamo appena adesso celebrato un referendum , l'ultimo. I risultati dei referendum non si commentano: semplicemente si rispettano e si eseguono. Abbiamo indetto un referendum in Veneto e in Lombardia: circa 2,3 milioni di veneti e 2,9 milioni di lombardi, il 98 e il 96 per cento, hanno espresso un voto positivo. Penso sia chiara la volontà popolare. E la volontà popolare, signori, è la nostra prima Costituzione. E se in Veneto il presidente Zaia ha avuto un consenso che si è attestato al 76,79 per cento, con un programma che vede l'autonomia e la richiesta di autonomia al primo posto, non si può non ritenerlo costituzionalmente doveroso. Finalmente si dica sì a questa richiesta di autonomia. (Applausi). CALIGIURI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIGIURI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, come Gruppo Forza Italia abbiamo da poco depositato un'interrogazione parlamentare perché è evidente che il diritto di viaggiare con adeguati standard di servizio, uguali su tutto il territorio nazionale, è un lusso del quale i cittadini calabresi non possono godere. Il Governo è responsabile quanto Trenitalia della sempre maggiore distanza tra la Calabria e il resto d'Italia e le oltre sei ore di viaggio che, dal 21 settembre scorso fino - si spera - al 12 ottobre, gli utenti dovranno sopportare per percorrere il tragitto Reggio Calabria-Roma e Roma-Reggio Calabria ne è solo un esempio lampante. Una presenza di collegamenti efficiente è il punto di partenza imprescindibile per lo sviluppo turistico e commerciale di un territorio. Il ricordo del premier Conte che lo scorso 14 febbraio annunciava a Gioia Tauro la diminuzione a quattro ore del tempo di percorrenza dei treni tra Roma e Reggio e Reggio e Roma è ancora nitido nella mia mente, così come sono ben chiare nella mia mente le pagine del Piano Sud 2030, sviluppo e coesione per l'Italia. Tenga questo Governo fede ai propri impegni con la Calabria e faccia partire quanto prima i cantieri per portare la vera Alta Velocità anche a Sud di Salerno. Non possono continuare ad esistere due Italie: una collegata con infrastrutture moderne ed efficienti e un'altra in cui bastano dei semplici lavori per tornare agli anni Sessanta. Presidente, colleghi senatori, è chiaro però, purtroppo, come il vagone su cui viaggia questo Esecutivo sia in ingiustificabile ritardo. Per questo chiedo al Governo e ai Ministri interrogati di rispondere nel più breve tempo possibile, dando certezza della conclusione dei lavori entro la data annunciata e intraprendendo azioni concrete al fine di tutelare il diritto alla mobilità dei cittadini calabresi, nonché dei turisti che vorrebbero visitare i nostri splendidi luoghi viaggiando su treni mediamente veloci, puliti e a costi non eccessivamente alti. (Applausi) . PUGLIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, vorrei sollecitare l'atto di sindacato ispettivo 4-03832 . Vorrei richiamare l'attenzione su una questione inerente lo stato di disagio in cui versano centinaia di lavoratori delle ex agenzie di recapito che oggi sono privi di occupazione, nonostante per decenni queste ultime abbiano svolto attività di recapito di tutti i prodotti postali sull'intero territorio in regime concessorio. Ripercorrendo brevemente la normativa di riferimento, si osserva che con il decreto legislativo n. 261 del 1999, di recepimento della direttiva 97/67 della Comunità europea, erano state revocate le concessioni alle agenzie di recapito, prevedendo l'introduzione degli istituti della licenza individuale e dell'autorizzazione generale per lo svolgimento dei servizi postali non riservati. Si è registrata dunque una progressiva e inesorabile riduzione dei livelli di occupazione all'interno delle agenzie di recapito, le quali hanno visto ridurre il loro numero da 70 nel 2000 a 10 nell'ultimo periodo. Con un primo atto di sindacato ispettivo del'11 ottobre 2018 avevo già evidenziato la problematica de quo . Successivamente alle mie iniziative era stato aperto presso il Mise un tavolo di confronto con Poste italiane per la ricollocazione degli ex lavoratori. Nell'incontro dell'11 luglio 2019, tenutosi al Mise, Poste italiane aveva manifestato l'intenzione di procedere alla suddetta ricollocazione previa consegna di un elenco con i nominativi dei lavoratori interessati e iscrizione nella sezione «lavora con noi» sul sito della stessa società. Nonostante l'inoltro del predetto elenco, in data 19 luglio 2019 non risulta essere stata attivata alcuna procedura di chiamata e, quindi, sulla problematica ho predisposto un altro atto di sindacato ispettivo di cui ho dato sollecito. Spero veramente che il Governo prenda in carico questa problematica e che Poste italiane possa risolvere la questione. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di lunedì 5 ottobre 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica lunedì 5 ottobre, alle ore 12, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 17,54) .