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fra quelle duramente colpite dall'inefficienza del servizio raccolta e smaltimento dei rifiuti c'è Catania, la cui cittadinanza, da molti mesi ormai, lamenta le evidenti carenze nel servizio di spazzamento delle strade, il preoccupante aumento della quantità di rifiuti accatastati e non smaltiti, il pericolosissimo fenomeno dei roghi di rifiuti e la mancata osservanza, da parte dell'impresa appaltatrice del servizio, degli impegni derivanti dal contratto sottoscritto con il Comune; le lamentele della cittadinanza sono state raccolte da alcuni consiglieri comunali che, nelle opportune sedi istituzionali, hanno rivolto ai competenti rappresentanti della Giunta comunale un fermo invito ad intervenire con l'obiettivo di ripristinare il regolare svolgimento del servizio di raccolta e smaltimento, a presidio non solo del decoro della città ma anche, e soprattutto, per la tutela della salute pubblica; la Giunta del Comune di Catania è stata, inoltre, esortata a fornire alcuni dati sulle modalità di svolgimento e sui risultati conseguiti dal servizio, informazioni indispensabili per valutare le eventuali inadempienze della ditta incaricata del servizio di raccolta e smaltimento e le responsabilità di un'amministrazione per lo meno inerte di fronte allo scempio a cui assistono quotidianamente i cittadini; la Giunta comunale a giudizio degli interroganti ha fornito risposte interlocutorie e dilatorie, del tutto prive degli elementi informativi richiesti, trincerandosi dietro una generica, asserita, impossibilità di accesso agli atti; l'iniziativa dei consiglieri comunali è stata raccolta da alcuni deputati regionali che hanno recentemente rivolto il proprio appello al presidente della Regione Siciliana, invitato, attraverso formale interpellanza, ad intervenire urgentemente attivando i poteri sostitutivi riconosciuti dalla legge anche attraverso la nomina di un commissario ad acta per la gestione della situazione di crisi ormai grave e conclamata; considerato che: l'articolo 205 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e l'articolo 9 della legge della Regione Siciliana 8 aprile 2010, n. 9, hanno fissato obiettivi di raccolta differenziata che i Comuni interessati sono chiamati a conseguire nei tempi previsti dalle disposizioni; con l'ordinanza del 7 giugno 2018, n. 04/Rif. , il presidente della Regione ha invitato i Comuni siciliani ad avviare, entro il 30 giugno 2018, ogni azione utile per incrementare il livello di raccolta differenziata, anche attraverso il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti quali il loro conferimento, per il successivo trasferimento, fuori dal territorio siciliano, ad una delle quattro imprese selezionate a livello regionale; con l'ordinanza del 10 agosto 2018, n. 06/Rif. , egli ha invitato i Comuni interessati a relazionare al Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti in ordine alle iniziative adottate, nonché a fornire precise indicazioni sui tempi di realizzazione delle attività, tutto ciò al fine di monitorare e valutare l'efficacia degli interventi disposti con l'obiettivo di perseguire i target di raccolta differenziata, come fissati dalla precedente ordinanza; considerato, inoltre, che: il Comune di Catania langue, in questo contesto, in una situazione di grave e cronico ritardo atteso che esso smaltisce in regime di differenziata poco più del 7 per cento dei propri rifiuti, un risultato ben al di sotto degli standard attuali, specie se si considera il fatto che l'utenza paga tariffe elevatissime; a parere degli interroganti nelle more dell'adozione, da parte del presidente della Regione, degli auspicati interventi, appare urgente programmare azioni tempestive che possano scongiurare il rischio che l'attuale situazione di mala gestio si possa tramutare in un'emergenza ambientale, igienico-sanitaria e di ordine pubblico, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione; se non ritengano opportuno disporre ogni atto ritenuto utile a garantire la tutela dell'ambiente, la salute e la sicurezza e l'ordine pubblico, non solo a Catania, ma con riferimento a tutte le comunità dove è conclamata la sussistenza di simili criticità. Atto n. 3-01120 BELLANOVA ALFIERI ASTORRE BITI BOLDRINI D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FEDELI FERRAZZI IORI LAUS MANCA MARGIOTTA MARINO MESSINA Assuntela MISIANI PITTELLA RICHETTI ROJC ROSSOMANDO SBROLLINI STEFANO VALENTE VATTUONE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: ANPAL Servizi SpA è struttura in house dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL) di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, e componente della rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro; l'articolo 12 dello statuto di ANPAL Servizi SpA, nel rispetto di quanto stabilito dal decreto legislativo, prevede che il presidente dell'ANPAL assuma le funzioni di amministratore unico di ANPAL Servizi; ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera b) , del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (codice dei contratti pubblici), oltre l'80 per cento delle attività ANPAL Servizi devono essere effettuate nello svolgimento dei compiti ad essa affidati dall'amministrazione controllante o da altre persone giuridiche controllate dall'amministrazione controllante; oltre l'80 per cento del bilancio di ANPAL Servizi è costituito da affidamenti effettuati da ANPAL a valere sul programma operativo nazionale (cofinanziato con il fondo sociale europeo) "sistemi di politica attiva per l'occupazione" (PON SPAO); tali affidamenti dovrebbero essere effettuati in piena autonomia dalla struttura amministrativa di ANPAL, nel rispetto della normativa europea in materia di fondi strutturali; considerato che: con delibera n. 14 del 25 luglio 2019, il consiglio di amministrazione di ANPAL, presieduto dal professor Domenico Parisi, che attualmente riveste anche la posizione di amministratore unico di ANPAL Servizi, ha conferito "mandato al Direttore Generale, quale Autorità di Gestione, di raccordarsi con la struttura di ANPAL Servizi al fine di adottare, entro il 31 luglio 2019, i necessari provvedimenti amministrativi di approvazione della rimodulazione del Piano Operativo ANPAL Servizi 2017-2020"; tale delibera prefigura un'appropriazione di competenze attribuite dalla legge non al consiglio di amministrazione, che è organo di indirizzo politico-amministrativo, bensì della struttura amministrativa dell'Agenzia. Tale previsione impegna così l'agenzia ad effettuare affidamenti nei confronti della controllata, il cui amministratore unico è lo stesso Parisi, si chiede di sapere: quali atti il Ministro in indirizzo intenda adottare per porre fine ad un conflitto di interessi che rischia di pregiudicare l'interesse al buon andamento della pubblica amministrazione, di mettere a serio rischio la spesa effettuata con fondi strutturali e di mettere in crisi un'agenzia di rilevante importanza per il funzionamento del mercato del lavoro;