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Concludo dicendo che in Commissione abbiamo fatto un buon lavoro, alcuni emendamenti sono stati collegiali, come ad esempio quello volto a rimuovere il massimo del 30 per cento dell'offerta economica all'interno dell'offerta economicamente più vantaggiosa e soprattutto negli articoli dal 6 al 20, finalmente in questo Paese si è intervenuti in aiuto di quelle popolazioni colpite da eventi sismici fino ad oggi forse dimenticati. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Faggi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, cercherò di essere breve anch'io. Toccherò alcuni punti che riguardano sia la parte riferita al sisma, sia la parte riferita alla questione del codice degli appalti. Vorrei anche ricordare una cosa importante: il codice degli appalti per cento anni è stato regolato da un regio decreto del 1985. Con la costituzione della Comunità europea, nel 1990, è poi stata emanata una serie di decreti legislativi che hanno cercato di regolamentare la materia, dal 1992 al 2004, fino ad arrivare al n. 163 del 2006, con il suo regolamento, che è il decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010, per il riordino della materia, nel tentativo di riunificare tutto. Dal 2007 al 2012 sono stati disposti ben 13 decreti legislativi, alcuni dei quali correttivi, che sono intervenuti per cercare di regolamentare nuovamente la norma, e quattro decreti del Presidente della Repubblica per i regolamenti attuativi. Successivamente a questi, ma solo con le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE, si è riusciti ad arrivare alla necessità di un ulteriore aggiornamento e revisione totale, che ha prodotto la legge n. 50 del 2016, che è quella attuale (cui è stato applicato un altro correttivo, un anno dopo, che ne ha modificato 130 articoli). La norma del codice dei contratti e degli appalti è un compendio normativo non solo corposo, ma piuttosto articolato - come sa chi ne ha contezza nella sua completezza - perché tocca tantissime situazioni, tentando di comprimerle in un codice e adattandole a necessità che a volte si dimostrano l'una diversa dall'altra. Ne è la riprova la settantina di audizioni che abbiamo svolto in Commissione 8ª, grazie alla pazienza e alla capacità del presidente Coltorti, durante le quali ci siamo accorti non solo che le esigenze sono diverse una dall'altra, ma che a volte persino quelle degli appartenenti alla stessa categoria sono assai diversificate tra loro, per cui la situazione è abbastanza complessa. Quello che si è cercato di fare qui non è uno spot , come pure ho sentito dire, che punta a mettere a posto qualcosina. Mi ha colpito soprattutto sentire dal senatore Grasso, che ho ascoltato con grande attenzione, l'apertura verso probabili illeciti e la corruzione: vede, senatore Grasso, l'ho sempre seguita con grande attenzione come magistrato, ma non penso sia una norma a poter evitare che vengano commessi illeciti o a favorirli; sono gli uomini e le donne a far sì che una norma venga applicata in modo corretto o meno. Mi dispiace, ma non aderisco alla teoria secondo la quale il contenuto delle norme qui predisposte può favorire la corruzione, anche se ribadisco di averla seguita molto attentamente, senatore Grasso. Per quanto riguarda invece la questione del sisma, desidero rispondere al collega Ferrazzi - che vorrei potesse sentirmi senza parlare al telefono - il quale ha fatto presente - giustamente, secondo le sue ragioni - che il decreto dimostra buona volontà, che si è tradotta in 1,35 miliardi, suddivisi in quattro provvedimenti, che riguardano situazioni in cui intervenire e che non sono costituite da un prato, ma da macerie, dove lo scisma sismico continua ad andare avanti per mesi e anni. Pertanto, ciò che si è cercato di fare, oltre ad alleggerire le disposizioni normative che dovevano essere semplificate per la ricostruzione e a implementare l'erogazione di denaro, è stato coniugare l'intervento con la situazione emergenziale. Chi è stato con la Protezione civile e i Vigili del fuoco semplicemente in visita nei luoghi colpiti dal sisma sa che spesso, prima dell'avvio dei lavori e di vedere qualcosa, la terra deve assestarsi perché la natura è difficile da controllare. Ritengo si tratti di un buon provvedimento, che non abbia la pretesa di risolvere tutto, ma abbia la condizione, la volontà, la forza e, soprattutto, la determinazione di continuare in quel percorso normativo, che dura da più di cento anni e che ci vede ancora qui anche se siamo quasi nel 2020, per cercare di venire incontro alle diverse esigenze che ciascuno di noi porta e che, nelle loro differenze, devono comunque essere ascoltate. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore D'Arienzo. D'ARIENZO, relatore di minoranza . Signor Presidente, abbiamo seguito il dibattito e i tanti interventi. Ringrazio i colleghi che hanno approfondito alcuni aspetti, tuttavia dobbiamo rilevare che molte delle sollecitazioni e delle proposte non hanno trovato una vera e propria corrispondenza. Vi è una narrazione che non è corrispondente alla realtà. C'è chi sostiene che il codice degli appalti in vigore ha sostanzialmente rallentato il Paese e bloccato le opere più importanti. In realtà, guardando i dati, così come anche c'è stato esposto sia nell'indagine conoscitiva che nelle audizioni successive, il codice degli appalti ha ridotto i fenomeni corruttivi. L'Italia è cresciuta nella speciale classifica dei Paesi dove c'è meno corruzione e gli affidamenti di incarichi solo nel 2018 sono cresciuti del 30 per cento. Sono dati indicativi che facevano ben sperare, a maggior ragione per il fatto che ora il codice doveva essere a regime, ma adesso cambiamo tutto. La narrazione che ha accompagnato la revisione del codice degli appalti assolutamente non è corrispondente alla realtà. Certo, ci sono dei problemi e abbiamo cercato di affrontarli con le nostre proposte e i nostri emendamenti. Ad esempio, la vostra proposta di revisione del codice degli appalti, pomposamente chiamata «sblocca cantieri», non affronta i nodi che tantissimi amministratori di tutte le parti politiche hanno più volte sollevato e non sono le offerte economicamente più vantaggiose. Quindi, non erano le linee guida o l'oppressione da parte dell'Autorità anticorruzione; non erano le procedure negoziali o le soglie. Era ben altro. Erano i mancati finanziamenti. Se penso al taglio Anas, alle opere statali affidate all'Anas per 1,8 miliardi di euro, che sposta in avanti decine e decine di cantieri in giro per il nostro Paese, si capisce bene qual è il problema; altro che lo sblocca cantieri! Penso pure alle analisi costi-benefici (che stanno rallentando, se non bloccando alcune opere strategiche nel nostro Paese) e alla pletora delle centrali di committenza, con un Paese che fa fatica rispetto alle modifiche. Lo diceva poco fa anche il presidente Coltorti.