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È vero, lo stato di emergenza è da augurarsi finisca al più presto e resti nei nostri ricordi, sperando che il suo spettro non ritorni più nel futuro. Questi però non sono tempi normali: questo è il tempo della pandemia, questo è il momento di cercare di impedire che lo tsunami travolga ancora una volta l'Italia, come sembra sia facendo nei Paesi nostri vicini. È per questo che lo stato di emergenza è necessario e non rappresenta un pericolo, se non per coloro che si nutrono della paura e del fatalismo sconsiderato. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. La relatrice non intende intervenire in sede di replica. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato del Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti, né articoli aggiuntivi dell'articolo unico del disegno di legge n. 1928, di conversione del decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, nel testo proposto dalla Commissione, identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto dell'apposizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 83, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. Sospendo pertanto la seduta in attesa delle determinazioni della Conferenza dei Capigruppo, che è immediatamente convocata in sala Pannini, in ordine all'organizzazione del dibattito sulla fiducia. (La seduta, sospesa alle ore 12, è ripresa alle ore 12,32) . Presidenza del vice presidente LA RUSSA Sui lavori del Senato Organizzazione della discussione della questione di fiducia PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha proceduto all'organizzazione dei lavori sulla questione di fiducia posta dal Governo sul disegno di legge di conversione del decreto-legge recante misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da Covid-19 deliberata il 31 gennaio 2020, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Per la discussione sulla fiducia, che avrà inizio alle ore 15,30, sono stati ripartiti trenta minuti, in base a specifiche richieste dei Gruppi. Seguiranno le dichiarazioni di voto e la chiama, che grosso modo sarà intorno alle ore 17,15 o 17,20. Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà alle ore 15,30. (La seduta, sospesa alle ore 12,33, è ripresa alle ore 15,33) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1928 PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sulla questione di fiducia. È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. *CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, già da metà luglio avevamo avuto modo di rimarcare come, a nostro avviso, non sussistesse alcuna evidente motivazione per prorogare lo stato di emergenza, posto che, contrariamente a inizio pandemia, si erano sviluppate conoscenze e competenze tali da garantire una diversa presa in carico dell'eventuale recrudescenza epidemica, in modo da far sì che i malati non dovessero, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, neppure "avvicinarsi" alle terapie intensive. Ovviamente, avevate altre motivazioni. Una per tutte, la proroga del commissario e anche di quella non si sentiva il bisogno. Ma tant'è! Quello di cui invece c'era bisogno, un vero piano anti pandemico, non lo avete ancora processato. L'ultima chiamata avrebbe potuto - e dovuto - essere il provvedimento in discussione, ma non ve n'è nessuna traccia. Se qualcuno è pignolo, invece, può andare a vedere cosa dissi il 2 febbraio a Chigi quando si stava per entrare nella pandemia: nostre proposizioni e raccomandazioni, incidenti sul decreto in conversione, che avrebbero potuto porre rimedio almeno ad alcune delle gravi mancanze e incongruenze, di cui si accorge il Paese e che voi continuate a ignorare, non prendendo neanche in considerazione, a colpi di fiducia, di adottare le misure selettive adeguate di governo del rischio di quella che è una co-pandemia cronico-infiammatoria ed infettiva al tempo stesso, coniugando la necessità di normalizzazione dei tempi di erogazione delle prestazioni ed interventi per patologie diverse dal Covid-19 (il cui rischio di incidenza e di mortalità incrementale, se non adeguatamente prese in carico con tempestività e appropriatezza, risulta amplificato dal loro congelamento durante il lockdown ) con misure emergenziali di protezione delle persone e nei luoghi più a rischio, su cui si deve assolutamente intervenire: anziani, malati e cronici negli ospedali e nelle residenze sanitarie assistenziali e continuare a fare Commissioni aiuta pochissimo. Varrebbe invece la pena di testare, in aggiunta agli ordinari, almeno un milione e mezzo al mese di pazienti a maggior rischio nel momento in cui accedono nelle strutture di ricovero, assistenza e cura. Anche a questo, del tutto eccezionalmente, si poteva ascrivere la necessità di mantenere lo stato emergenziale fino a metà ottobre. Ci siamo disinnamorati a continuare a parlare al vento, è giunto il momento che valutiate di interrompere un'esperienza di Governo che, oltre alle manifeste incompetenze, anche nelle elezioni regionali ha dimostrato che non siete maggioranza (Applausi) , ma vi sorreggete su una "instabile" continuità e non avete mai dato contezza di ascoltare suggerimenti e proposte che, con il senno di poi, è troppo facile definire appropriate. Siete riusciti nel "capolavoro" di affossare l'economia e state lavorando pervicacemente per rilanciare l'epidemia: forse è troppo! (Applausi) . Temiamo che il prolungarsi della vostra permanenza al Governo renda difficile per chiunque porre rimedio a quanto alacremente state ponendo in essere: il dramma vero è che le conseguenze di questa gestione costeranno carissime e si pagheranno nei prossimi trent'anni. Avete bruciato un'opportunità per proiettare il Paese dall'arretratezza burocratica, fiscale, amministrativa e infrastrutturale al futuro. Un'opportunità rappresentata dalle ingenti risorse che sono state messe in campo in seguito alla pandemia: ben 100 miliardi di euro di scostamento di bilancio che avrebbero dovuto "educare alla responsabilità" anzitutto dello Stato nel mantenere i propri impegni, che continua invece a non onorare le sue obbligazioni, posto che ha debiti verso fornitori per oltre 50 miliardi di euro e non vi è traccia di uno "straccio" di codicillo che ne preveda il suo assolvimento. Se volete un esempio ulteriore a tutti quelli che vi sono già stati fatti, c'è il rimborso dell'IVA, istanze che, con la scusa del lockdown e dello smart working , non vengono neppure prese in considerazione: anche questo non solo non aiuta, ma affossa l'economia reale perché, in un momento di così alta tensione, rimettere in circolazione liquidità sarebbe il "primo comandamento". Signor Presidente, mi avvio alle conclusioni.