[resaula]

se intenda disporre l'invio di ispettori per verificare se presso il centro di accoglienza per migranti in località Lontrano di Auletta (Salerno), siano rispettate tutte le norme di sicurezza e gli obblighi socio assistenziali. Atto n. 4-00590 IANNONE Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: le Province di Avellino e Salerno, in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (legge Delrio) e della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità per il 2015), nell'ambito della riduzione della dotazione organica sulla base del valore finanziario dei posti correlati all'esercizio delle funzioni non fondamentali, hanno inserito le unità lavorative dei settori biblioteche, musei e pinacoteche negli elenchi del personale da destinare alla mobilità da parte del Dipartimento della funzione pubblica, in attesa della legge regionale di riordino; la Regione Campania, con legge regionale n. 14 del 2015, ha ritenuto di mantenere nella dotazione organica delle Province il personale impiegato nell'esercizio delle funzioni; questa decisione intrapresa per le Province di Avellino e di Salerno è unica in Italia e ha comportato l'eliminazione dei lavoratori interessati dagli elenchi presenti sul portale della mobilità per ricollocarli nuovamente negli organici delle due Province, che non avevano spazi economici di riassorbimento; la Regione Campania, in forma coattiva, ha applicato una convenzione unilaterale per la gestione della funzione biblioteche, musei e pinacoteche; tale decisione risulta a giudizio dell'interrogante palesemente in contrasto con quanto disposto dalla circolare n.1/2015 del Ministero per la semplificazione e la funzione pubblica e del Ministero degli affari regionali e le autonomie, ma ha determinato che i relativi lavoratori della funzione non sono stati inseriti negli organici delle Province di riferimento, se non come personale fuori ruolo; i dipendenti del settore biblioteche, musei e pinacoteche della Provincia di Salerno hanno promosso un'azione legale presso il giudice del lavoro per essere ricollocati come tutti i dipendenti delle funzioni non fondamentali sottratte alle Province dalla legge Delrio; considerato che il Tribunale di Salerno-sezione Lavoro, in data 13 settembre 2018, ha respinto l'istanza presentata dai dipendenti del settore biblioteche, musei e pinacoteche, valutando unicamente che non avevano avuto difficoltà nel percepire le mensilità, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti descritti, fortemente lesivi a parere dell'interrogante della dignità professionale di questi dipendenti dello Stato; se ritenga di dover intervenire per far uscire tali lavoratori da questo limbo e ristabilire certezza di appartenenza amministrativa; eventualmente, in che modo e con quali tempi intenda procedere per evitare nuovi e più gravi pregiudizi a questi dipendenti dello Stato da anni delegittimati e mortificati dalla normativa nazionale e regionale. Atto n. 4-00591 QUAGLIARIELLO Al Ministro della giustizia Premesso che: il 18 settembre 2018, presso l'istituto femminile di Roma "Rebibbia", si è consumata una tragedia per mano della follia omicida di una detenuta che, ristretta in stato di custodia cautelare con i suoi due figlioletti, li ha gettati nella tromba delle scale della sezione nido causando la morte immediata di uno di loro e causando la morte cerebrale dell'altro; il fatto ricalca, purtroppo, molti altri episodi di cronaca registratisi negli ultimi tempi, dove si possono riconoscere analoghi tratti di imprevedibilità e follia omicida di genitori; l'episodio del 18 settembre, però, a differenza dagli altri si è verificato in una sezione nido di un penitenziario e non presso un'abitazione privata; considerato che da troppo tempo l'amministrazione penitenziaria viene chiamata, a causa del vuoto normativo creato dalla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, nonché di carenza di risorse finanziarie, a gestire una popolazione detenuta carente di quei requisiti psicofisici che sarebbero necessari per ricevere il trattamento penitenziario; preso atto che in seguito alla tragedia i vertici della casa circondariale femminile di Rebibbia sono stati immediatamente sospesi dalle rispettive funzioni, ancor prima che fosse possibile accertare eventuali responsabilità in merito ad un episodio caratterizzato da alta imprevedibilità; considerato inoltre che la Costituzione sancisce il principio e la presunzione di non colpevolezza, presupposto per l'azione sanzionatoria dello Stato di diritto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga che la disposizione dell'immediata sospensione dei vertici del carcere romano di Rebibbia possa essere interpretata come una prematura misura punitiva, al momento non supportata da elementi di responsabilità accertati; se non ritenga di dover attendere i risultati della visita ispettiva che avrebbe dichiarato di aver attivato; se sia a conoscenza delle difficoltà oggettive incontrate dalla gran parte delle direzioni penitenziarie per la considerevole presenza di detenuti con problematiche psichiatriche, la cui gestione è divenuta particolarmente onerosa a seguito sia del transito della sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale sia dell'avvenuta soppressione degli ospedali psichiatrici giudiziari; se non ritenga necessaria l'attivazione di una commissione permanente che, prendendo le mosse dalla tragedia di Rebibbia, accerti, in presenza di eventi critici auto ed etero aggressivi, le eventuali responsabilità riguardanti ogni professionalità operante nell'istituto, comprese, in primis , quelle sanitarie cui è affidata per legge, in via esclusiva, la tutela della salute dei ristretti. Atto n. 4-00592 DE BONIS Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, all'articolo 45 ha modificato l'articolo 107 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modifiche e integrazioni, nuovo codice della strada, relativo all'accertamento dei requisiti di idoneità delle macchine agricole; il novellato articolo prevede che tale accertamento possa essere svolto, oltre che mediante visita e prova da parte degli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, anche "da parte di strutture o Enti aventi i requisiti stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali"; con tale disposizione la legislazione italiana si allinea alle opportunità previste dalla normativa comunitaria in materia di omologazioni stradali dei veicoli, incluse le macchine agricole, che prevede che ogni Stato membro sia dotato di un'autorità competente preposta al rilascio delle omologazioni con la possibilità di delegare la fase operativa a strutture ritenute idonee, cosiddetti servizi tecnici, ai sensi del regolamento (UE) n. 167/2013, noto come "Mother Regulation", relativo all'omologazione dei trattori agricoli o forestali, dei loro rimorchi e delle loro macchine intercambiabili trainate, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche di tali veicoli;