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"La progettazione di tali apparecchiature di prova deve garantire che l'accelerazione richiesta sia raggiunta prima che la cintura si svolga di oltre 5 mm dal riavvolgitore e che il riavvolgimento abbia luogo con un aumento medio dell'accelerazione compreso tra 25 g/s e 150 g/s." 2.7.8.1. Aggiungere alla fine le nuove frasi seguenti: "In questo caso, se è stata eseguita una prova dinamica per un tipo di veicolo essa non deve essere ripetuta per altri tipi di veicolo sui quali ciascun punto di ancoraggio dista meno di 50 mm dal corrispondente punto di ancoraggio della cintura sottoposta alla prova. In alternativa i fabbricanti possono determinare la posizione ipotetica di ancoraggio per la prova che includa il numero massimo di punti effettivi di ancoraggio. Se la cintura è munita di un sistema di regolazione in altezza quale definito al punto 1.8.6, la posizione del sistema ed i mezzi di fissaggio devono essere gli stessi previsti dal progetto del veicolo. " La quinta riga dell'attuale punto 2.7.8.1 (testo inglese) va corretta come segue: "...or with the data supplied by the manufacturer.". Il punto 2.7.8.1.1 viene modificato inserendo all'inizio le due frasi seguenti: "Se le cinture di sicurezza o i sistemi di ritenuta sono muniti di dispositivi di precaricamento collegati a parti che non siano quelle incorporate nel complesso della cintura, quest'ultimo deve essere montato insieme con le parti necessarie del veicolo sul carrello di prova come prescritto nei punti da 2.7.8.1.2 a 2.7.8.1.6. In alternativa, se questi dispositivi non possono essere provati sul carrello di prova, il fabbricante può dimostrare mediante una prova d'urto frontale convenzionale a 50 Km/h conformemente alla procedura ISO 3560 (1.11.1975 - veicoli stradali - metodo di prova con collisione frontale contro una barriera fissa) che il dispositivo è conforme alle prescrizioni della direttiva". 2.7.9.2. La seconda frase del punto 2.7.9.2, quale modificata dalla direttiva 82/319/CEE, viene redatta come segue: "Alla fibbia viene applicato un carico mediante trazione diretta tramite le cinghie ad essa collegate tale che le cinghie sono soggette ad una forza di 60 daN, ove "n" è il numero di cinghie collegate in posizione bloccata e non inferiore a 2. " Viene aggiunto il seguente nuovo punto 2.7.10: 2.7.10. Prove supplementari per cinture di sicurezza munite di dispositivi di precaricamento 2.7.10.1. La forza di precaricamento deve esser misurata in meno di quattro secondi dopo l'urto, il più vicino possibile al punto di contatto con il manichino, sul tratto libero della cinghia compreso tra il manichino ed il dipositivo di precaricamento o l'eventuale rinvio, dopo aver rimesso, se necessario, il manichino nella sua posizione a sedere iniziale. 2.7.10.2. Condizionamento Il dispositivo di precaricamento può essere separato dalla cintura di sicurezza per la prova e mantenuto per 24 ore ad una temperatura di 60 C più o meno 5 C. La temperatura viene quindi aumentata a 100 C più o meno 5 C per due ore. Successivamente esso deve essere mantenuto per 24 ore ad una temperatura di - 30 C più o meno 5 C. Dopo il condizionamento il dispositivo è riportato a temperatura ambiente. Se stato separato dalla cintura di sicurezza esso deve di nuovo esservi fissato. " Il punto 2.7.10 diventa il punto 2.7.11. Il testo del punto 2.8 è sostituito dal testo seguente: 2.8. Conformtà della produzione 2.8.1. Ogni cintura di sicurezza o sistema di ritenuta approvati conformemente alla presente direttiva devono essere fabbricati in modo da essere conformi al tipo approvato soddisfacendo i requisiti indicati ai punti 2.3,2.4,2.5,2.6 e 2.7. 2.8.2. Per verificare se i requisiti del paragrafo 2.8.1 sono soddisfatti devono essere eseguiti opportuni controlli della produzione. 2.8.3. Il possessore di un'approvazione deve in particolare: 2.8.3.1. assicurare l'esistenza di procedure per un efficace controllo di qualità dei prodotti; 2.8.3.2. avere accesso alle apparecchiature di controllo necessarie per verificare la conformità di ciascun tipo omologato; 2.8.3.3. assicurare che i dati dei risultati della prova siano registrati e che i documenti rimangano disponibili per un periodo da determinare di comune accordo con il servizio amministrativo; 2.8.3.4. analizzare i risultati di ciascun tipo di prova onde verificare e garantire la stabilità delle caratteristiche della cintura di sicurezza o del sistema di ritenuta, tenendo conto dell'evoluzione della produzione industriale; 2.8.3.5. assicurare che per ciascun tipo di cintura di sicurezza o di sistema di ritenuta siano effettuate almeno le prove prescritte nell'allegato XVI; 2.8.3.6. assicurare che per ogni campione o pezzo sottoposto alla prova risultato non conforme per il tipo di prova considerata si dia luogo ad un altro campionamento ed ad un'altra prova. Devono essere prese tutte le misure necessarie per ripristinare la conformità della produzione corrispondente. 2.8.4. L'autorità competente che ha concesso l'omologazione può verificare in qualsiasi momento la conformità dei metodi di controllo applicabili a ciascuna unità di produzione. 2.8.4.1. Ad ogni ispezione devono essere presentati all'ispettore i registri di prova e di controllo della produzione. 2.8.4.2. L'ispettore può prelevare campioni a caso che saranno provati nel laboratorio del fabbricante. Il numero minimo dei campioni può essere definito in funzione dei risultati della verifica dello stesso fabbricante. 2.8.4.3. Se il livello qualitativo risulta insoddisfacente oppure se sembra necessario verificare la validità delle prove eseguite in applicazione del punto 2.8.4.2, l'ispettore deve scegliere dei campioni da inviare al servizio tecnico che ha eseguito le prove di omologazione. 2.8.4.4. L'autorità competente può eseguire qualsiasi prova prescritta nella presente direttiva. 2.8.4.5. La normale frequenza delle ispezioni autorizzate dall'autorità competente è di due all'anno. Qualora fossero registrati risultati negativi nel corso di una delle suddette ispezioni, l'autorità competente dispone affinchè siano prese tutte le misure necessarie per ristabilire quanto prima possibile la conformità della produzione. Il testo dei punti da 3.1 a 3.1.5 è sostituito dal nuovo testo seguente: 3.1. Equipaggiamento dei veicoli (1) 3.1.1. Tutti i veicoli di cui all'articolo 9 delle categorie M ed N (eccettuati i veicoli che prevedono posti progettati appositamente per passeggeri in piedi delle categorie M2 oltre 3,5 t e M3) devono essere equipaggiati con cinture di sicurezza oppure con sistemi di ritenuta conformi alle prescrizioni della presente direttiva. 3.1.2.