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Riteniamo sia opportuno e necessario che il Paese intero abbia esatta nozione di ciò che pensano le forze politiche, di quali sono i loro obiettivi, di quali sono le loro volontà. È stato ricordato più volte Massimo Bordin; egli spiegò molto bene, in una delle sue tante trasmissioni, cos'era Radio Radicale, come mai iniziò la sua attività: «Radio Radicale non nacque per essere la radio del Partito Radicale», quanto piuttosto per spiegare al servizio pubblico come si fa il servizio pubblico. Questo è quello che è stato fatto in tanti decenni, dopo l'intuizione di Marco Pannella, nel 1975, con l'inizio delle attività nel 1976. Si pone ancora l'esigenza di spiegare al servizio pubblico come ci si comporta nei confronti della democrazia e del dibattito su temi rilevanti per il futuro del nostro Paese, nei confronti della trasparenza? Io reputo proprio di sì e da qui voglio partire. Il servizio pubblico che la maggioranza del MoVimento 5 Stelle e della Lega oggi gestisce è forse addirittura più fazioso e peggiore di quello del 1975. (Applausi dal Gruppo PD) , con le vostre nomine a tutti i livelli, il vostro controllo politico, la vostra volontà di impedire la chiarezza e la trasparenza dell'informazione, con un approccio incredibile e inconcepibile, che state perseguendo con determinazione, partendo financo dall'elezione del Presidente della RAI, che nasce da un broglio elettorale e parlamentare che voi avete voluto e difeso fino in fondo. I risultati li vediamo oggi e sono i comportamenti e gli atteggiamenti, i modi che vediamo nel servizio pubblico. Oggi c'è la seconda puntata, sottosegretario Crimi, della quale lei è il grande protagonista. Ovunque ci dicono che tutto sommato avrebbero piacere di difendere il servizio di Radio Radicale, ma il sottosegretario Crimi, evidentemente autorevolmente indirizzato, non dà questa disponibilità. La Lega e il MoVimento 5 Stelle, che sono entrambi responsabili delle decisioni e dei voti che vengono espressi in Assemblea, acconsentono a questo scempio. (Applausi della senatrice Lonardo) . Episodio numero 2: dopo l'occupazione e la violenza fatta al servizio pubblico, l'unica vera voce che permette trasparenza e democrazia in questo Paese, sui lavori parlamentari, sui dibattiti politici, sugli incontri, sui convegni che hanno rilevanza nazionale, oggi viene messa a tacere da voi (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo ) , con una volontà politica violenta, pericolosa, senza precedenti, senza spiegazioni reali. Signor Sottosegretario, autorevoli rappresentanti del Governo, onorevoli senatori della maggioranza, se la volontà è fare una gara, facciamo questa gara. La potevamo fare in questo anno. La possiamo bandire oggi in tempi rapidi. Arriviamo a una soluzione: semplice, se vogliamo, ma arriviamo a una soluzione e non interrompiamo un servizio che è centrale, ormai, nella vita politica e nella capacità di conoscere del popolo italiano. Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare. Permettetemi una citazione. Nella più famosa delle sue «Prediche inutili», Luigi Einaudi, che tutti noi ricordiamo, poneva una domanda che ancora oggi è fondamentale per ogni sincero democratico: come si può deliberare senza conoscere? Ma, forse, non si vuol far conoscere. Forse, non si ha l'ambizione di rendere edotti i nostri concittadini. Forse, la scelta è proprio questa: la mala informazione. Privilegiare la logica delle fake news , privilegiare il meccanismo di gestione centralizzata dall'alto, univoca e indirizzata dell'informazione. Forse è proprio questo il vostro obiettivo. Chi ha il coraggio oggi di mettere davanti a una questione rilevante come questa il proprio interesse specifico di bottega si assume, signor Sottosegretario, delle responsabilità molto gravi, nei confronti del Paese, nei confronti della politica e nei confronti delle istituzioni, nonché responsabilità personali. Lei, signor Sottosegretario, si fa carico di una decisione, quella di voler chiudere Radio Radicale, che non ha precedenti nel limitare la capacità di informazione. (Applausi dal Gruppo PD) . Il Partito Democratico su questo ha le idee molto chiare e lo ha dimostrato con i Governi precedenti e con la sua azione. È disponibile, ovviamente, ad andare verso una gara, da svolgersi nei tempi più brevi possibili. Noi siamo disponibili, non solo a questo, ma siamo disponibili a collaborare con voi affinché si arrivi a questo risultato. Non è, però, accettabile la vostra scelta di interrompere a brevissimo questo servizio di democrazia al Paese. Ebbene, noi dichiariamo il voto favorevole a tutte le mozioni sulle quali voi vi siete dichiarati in disaccordo, che hanno esattamente l'obiettivo di salvare questo patrimonio e questo monumento della democrazia italiana. Noi, signor Sottosegretario, le chiediamo di capire meglio cosa ha detto all'Assemblea, al Paese, agli italiani, con le modifiche apportate al testo della mozione della maggioranza. Viene garantita la continuità del servizio? C'è l'impegno, in attesa della gara, che, comunque, questo servizio di informazione che oggi Radio Radicale garantisce possa continuare? Tra le righe di quelle parole che io, personalmente, e me ne scuso con lei, non ho avuto la capacità di comprendere, qualora ci sia questo impegno, noi non abbiamo problemi, pur di salvare questo patrimonio, a votare a favore della mozione di maggioranza. Qualora questo impegno non ci fosse, lei ha il dovere di chiarirlo, signor Sottosegretario, a noi e al Paese. In quel caso, il nostro voto non può che essere contrario alla mozione di maggioranza, che intenderebbe chiudere Radio Radicale e lavorare contro la libertà e la democrazia in questo Paese. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Cangini) . NISINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NISINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, io rimango un po' sbalordita dall'ultima dichiarazione fatta, dove si chiede a questo Governo in quest'ultimo anno di indire un bando di gara, quando Radio Radicale è dal 1997 che va in proroga e nessuno ci ha mai messo la mano. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Nessuno ce l'ha mai messa perché si è sempre scelta la strada più facile, quella della proroga. Vorrei ricordare a tutti che comunque la proroga è un atto straordinario, mentre in questo settore è diventata ordinaria amministrazione. La Lega non vuole la chiusura di Radio Radicale, ma vuole regolamentare questo settore, che aspetta da anni di essere regolamentato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tant'è che Radio Radicale ha vinto regolarmente un bando nel 1994, sottoscrivendo una convenzione triennale con l'allora Ministero delle poste e delle telecomunicazioni;