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4 Le chiocciole in commercio provenienti da allevamento all'aperto devono essere accompagnate da idonea autocertificazione rilasciata dall'allevatore, dalla quale risultino l'indicazione della quantità, della tipologia di animale, dell'allevamento all'aperto di provenienza, della salubrità ambientale del luogo ove sono raccolte, allevate e riprodotte e del nutrimento unicamente vegetale o di derivazione esclusivamente vegetale ad esse somministrato. 5 Le chiocciole provenienti da importazione devono essere confezionate e corredate, per ogni singolo lotto uniforme, da certificazione sanitaria che ne attesti la salubrità, ovvero da documentazione idonea a definire la tracciabilità del prodotto nel rispetto della vigente normativa dell'Unione europea. 6 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano procedono, tramite il servizio veterinario delle ASL territorialmente competenti, ai controlli degli impianti di elicicoltura per verificare la veridicità di quanto dichiarato con l'autocertificazione di cui al comma 5 e la conformità alle prescrizioni di cui all'articolo 4. 7 Gli uffici veterinari per gli adempimenti degli obblighi comunitari (UVAC) e i posti di ispezione frontaliera (PIF) provvedono ai controlli delle chiocciole di importazione, provenienti rispettivamente dagli Stati dell'Unione europea e dagli Stati terzi, per verificare il rispetto degli adempimenti connessi a normative nazionali ed europee, nonché degli adempimenti di cui al comma 5 del presente articolo. 9 (Sanzioni) 1 Salvo che il fatto costituisca reato, sono considerate condotte punibili con sanzione amministrativa pecuniaria da euro 80 a euro 400, la violazione dei limiti di cui all'articolo 3, con 10 euro aggiuntivi per ogni capo in più rispetto a quelli ivi previsti. 2 Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione, anche non reiterata, degli adempimenti di cui all'articolo 8, comma 5, comporta l'immediato divieto di importare chiocciole e animali di ogni specie per la durata di cinque anni e, in caso di recidiva, per la durata di dieci anni. 3 Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione delle norme di cui all'articolo 4, comma 3, comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 5.000 e, nel caso di recidiva, l'immediata esclusione dall'elenco di cui all'articolo 4, comma 2, per la durata di cinque anni. 4 La competenza a irrogare le sanzioni di cui ai commi da 1 a 3 spetta alle regioni. 5 Le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto delle linee guida di cui all'articolo 1, comma 2, possono introdurre sanzioni amministrative ulteriori a quelle elencate nel presente articolo. 10 (Luogo di provenienza e disciplinari produttivi) 1 Con decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative del settore elicicolo, previo assoggettamento alla procedura di notifica di cui all'articolo 45 del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, sono definite le tipologie di prodotto del settore elicicolo per le quali è obbligatoria l'indicazione del luogo di provenienza, anche della materia prima, nonché le modalità attuative della stessa. Con il provvedimento di cui all'articolo 7, comma 2, e con la medesima procedura, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, definisce, altresì, i contenuti minimi dei disciplinari produttivi necessari per autorizzare l'utilizzo del marchio « Made in Italy », di cui all'articolo 16 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre2008, n. 166. 11 (Disposizioni finali) 1 Per quanto non contemplato nella presente legge si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 13 dicembre 1996, n. 674, e la normativa dell'Unione europea di settore.