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(Applausi dal Gruppo M5S) . I colleghi di Fratelli d'Italia nella loro mozione scrivono che «il completamento delle infrastrutture di collegamento risulta essenziale per ridurre il deficit infrastrutturale italiano, sostenere la competitività delle imprese italiane e favorire una maggiore integrazione tra Nord e Sud del Paese, nonché per garantire l'integrazione dell'Italia nello sviluppo europeo; oggi la priorità a livello europeo è quella di garantire la continuità dei corridoi». Noi concordiamo, solo che il deficit infrastrutturale sta altrove: nelle linee mancanti per arrivare a Matera da Roma, o nelle linee a binario unico della Puglia o dello stesso Piemonte. (Applausi dal Gruppo M5S) . E non c'è un collegamento mancante tra Torino e Lione, mentre tanti colli di bottiglia sul resto delle ferrovie italiane ci sono, eccome. Investiamo in quelli, allora, perché attraverso la linea esistente passano già sagome maggiori rispetto a quelle che poi possono attraversare il Piemonte e proseguire verso Genova. Ci sembra che, più che la nostra, la vera posizione ideologica sia quella di chi vuole il tunnel ad ogni costo, di chi usa questo argomento in maniera strumentale come arma di distrazione di massa per distogliere l'attenzione dai provvedimenti del Governo che stanno cambiando il nostro Paese: decreto dignità, spazzacorrotti, semplificazioni, 11 miliardi del proteggi Italia (Applausi dal Gruppo M5S) , reddito di cittadinanza, quota 100 ed a breve anche il salario minimo garantito. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ed allora lasciamo lavorare il presidente Conte, che è in riunione con i due Vice Presidenti del Consiglio e con il ministro Toninelli, e che intendono valutare in modo corretto l'analisi costi-benefici per trarne le conclusioni più giuste. Insieme troveranno la migliore soluzione, che sarà certamente quella che consentirà di tutelare l'interesse nazionale. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo di esprimere il parere sulle mozioni e sull'ordine del giorno presentati. DELL'ORCO, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sulla mozione 1-00088. Esprimo parere contrario su tutte le altre mozioni e sull'ordine del giorno. Su quest'ultimo vorrei fare una precisazione: dato che già la mozione 1-00088, a prima firma del senatore Romeo, prevede la ridiscussione integrale del progetto, auspico anche a livello personale che, una volta conclusa questa discussione (cosa che spero avverrà molto presto), si andrà proprio nella direzione auspicata dalla senatrice De Petris. Ciò detto, confermo il parere contrario. PRESIDENTE . Passiamo dunque alla votazione delle mozioni e dell'ordine del giorno. BONINO (Misto-PEcEB) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Presidente, colleghi, signori del Governo, sono più di vent'anni che discutiamo della tratta Torino-Lione, ogni volta snocciolando dati, finanziando analisi sui costi, alcune utili e altre un po' strumentali. Quello che è certo, però, è che nessuno in coscienza può dire di sapere oggi con certezza quali saranno le tecnologie, la società, il livello di trasporti, il livello di sviluppo che ci saranno in Italia o in Europa tra trenta/cinquant'anni, che è il periodo di vita di un'opera come questa. Non lo sappiamo noi esattamente come non lo sapeva chi, a metà dell'Ottocento, realizzò il tunnel del Frejus. Nessuno allora poteva neanche immaginare quale sarebbe stata la tecnologia di oggi, lo sviluppo dell'elettronica, la capacità e la volontà delle persone e delle imprese di spostarsi, l'attuale livello del commercio. Voi che siete più giovani, se per caso vi incuriosisce, andate a vedere il dibattito e le polemiche degli anni Sessanta sull'Autostrada del Sole: si diceva che era un'opera inutile, che non c'era un livello di trasporti tale per costruire un'autostrada del genere. Oggi, francamente, credo che nessuno abbia dubbi sulla lungimiranza di quella scelta. Per questo la decisione è innanzitutto politica, una decisione peraltro già assunta. Ci troviamo a ridiscutere per l'ennesima volta con il 10 per cento dell'opera già realizzata. È un'assurdità per chiunque abbia un minimo di raziocinio. Le linee di trasporto sono state sempre, nella storia dell'umanità, corridoi di sviluppo economico e di comunicazione tra i popoli. Dovremmo smetterla di parlare della Torino-Lione: qui stiamo parlando perlomeno di Milano-Parigi o di Venezia-Parigi, di cui il tratto Torino-Lione è semplicemente un pezzetto. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Questa linea è diventata per molti un totem da abbattere, non ha più nulla a che vedere con i fatti, i dati e le scelte. In questo senso, diceva qualcuno tanto tempo fa che prima di fare l'Appia nessuno viaggiava sull'Appia, giustamente; fatta l'Appia si è viaggiato sull'Appia. Questo è quello che vi dovete ricordare. Stiamo pensando a un'opera proiettandola a trenta, cinquant'anni, non è un'opera che guarda il presente, e anzi si spera che la crescita economica, diversamente da quello che sta succedendo, aumenti la mobilità, i commerci, gli spostamenti e dunque dobbiamo farci trovare pronti. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, dichiaro il voto contrario su tutte le mozioni e ovviamente il voto favorevole sull'ordine del giorno presentato. Il Sottosegretario auspica che si vada poi nella direzione indicata dal mio ordine del giorno, ma nel frattempo la mozione di maggioranza ancora una volta cerca di non decidere e di prendere tempo. Siamo arrivati a un punto - lo sapete perfettamente - per cui non è più possibile rinviare la decisione politica. I dati sono chiari e su questo mi permetterò di dire ancora alcune cose, ma è evidente a tutti che non si può pensare o illudersi di riuscire a tirare a campare, facendo partire le gare per poi magari revocarle, fino alle elezioni europee. Questo - lo dico dal punto di vista politico e mi rivolgo anche ai colleghi del MoVimento 5 Stelle - non può continuare ad essere il modo di procedere, senza assumere decisioni. La decisione sulla TAV non solo non è più rinviabile, ma è ancora una decisione politica. Lo abbiamo ribadito varie volte e sono passati venti, trent'anni; abbiamo i risultati degli studi e le posizioni da questo punto di vista sono chiare; per quanto ci riguarda sono chiarissime.