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Istituzione dei «punti franchi» in Ancona e in Livorno relativamente ai retro-porti, interporti e aree dedicate. Onorevoli Senatori. -- In una situazione generale, interna e internazionale, di crisi economica ci sono zone del Paese in cui una serie di difficoltà si sommano e richiedono soluzioni originali ed efficaci. Segnatamente l'area adriatica, come l'area dell'Alto Tirreno, hanno subito, oltre ai sintomi generali della crisi, anche difficoltà di area e di bacino. Malgrado lo scenario di crisi economica è possibile osservare che la dinamica del commercio internazionale, in questi ultimi anni si è accompagnata ad una riconfigurazione della geografia degli scambi che ha visto emergere nuovi attori, i cui traffici sono aumentati a tassi superiori (per i Paesi asiatici la crescita degli scambi nell'ultimo decennio è stata in media del 13 per cento all'anno, + 20 per cento per la sola Cina) rispetto a quelli delle economie avanzate nordamericane (+5 per cento medio annuo) ed europee (+8 per cento). L'emergere di nuovi mercati e la crescente integrazione dei sistemi produttivi su scala mondiale hanno accresciuto l'importanza della rete infrastrutturale quale fattore distintivo per la competitività dei sistemi produttivi regionali nazionali, sia in termini di mantenimento delle capacità produttive esistenti che di attrazione di nuovi investimenti esteri. Tanto che la vivacità delle economie regionali e la loro capacità di esportare, è risultata sempre più dipendente da una favorevole collocazione strategica, dal grado di connettività delle reti locali alle grandi reti transnazionali di trasporto e da una buona dotazione infrastrutturale. In questo quadro geopolitico e socio-economico la centralità del mediterraneo rappresenta un'opportunità per la proiezione del sistema europeo verso le economie in fase di sviluppo del Nord Africa e dell'Europa dell'Est. Queste aree hanno conosciuto negli anni recenti una crescente espansione economica, determinando uno spostamento verso sud del baricentro degli scambi europei: i porti del Mediterraneo si trovano in una posizione di vantaggio rispetto agli scali nordeuropei, non solo per i traffici con i paesi confinati con l'UE, ma anche rispetto agli scambi intercontinentali, a patto di garantire un'adeguata accessibilità sia di tipo infrastrutturale sia come livello di servizi offerti. In ragione di tali considerazioni, è soprattutto la collocazione strategica di due regioni come Marche e Toscana a rendere opportune specifiche iniziative di infrastrutturazione e promozione dello sviluppo. Nell'ambito delle «Reti trans-europee» (TEN) e particolarmente di quelle di trasporto (TEN-T), le regioni Toscana e Marche sono caratterizzate dalle seguenti condizioni. Per quanto riguarda la regione Marche essa si colloca come terminale meridionale del corridoio Baltico-Adriatico (BAC), uno dei 10 corridoi europei di trasporto prioritario intermodale da realizzare entro il 2030. Ad oggi l'opera, che prevede infrastrutture (alta velocità, porti, aeroporti) e una più generale politica di promozione dello sviluppo, è prevista da Helsinki a Ravenna, ma in Europa è in corso una revisione delle politiche TEN-T ed è possibile lavorare ad un allungamento verso sud del corridoio. In questo senso il Parlamento italiano, con una mozione, ha impegnato il Governo a chiedere questo allungamento verso sud, nell'ambito per altro della costituzione della Macro-regione Adriatico-Ionica. Per quanto riguarda la regione Toscana, il porto di Livorno, fulcro della piattaforma logistica costiera, è stato incluso nell'elenco dei porti «Core» nella proposta di regolamento del 19 ottobre 2011 sulla revisione delle reti transeuropee di trasporto a seguito di un'azione congiunta da parte della regione Toscana e dell'autorità portuale di Livorno. Il porto di Livorno è tra l'altro, incluso tra i nodi della versione attuale delle Linee guida sulle reti TEN-T di cui alla Decisione 1692/96/CE del Parlamento europeo o del Consiglio, del 23 luglio 1996, sugli orientamenti comunitari per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti. In sede di consultazione presso le istituzioni comunitarie (Gruppo di lavoro sulla proposta di regolamento del 19 ottobre 2011 sull'istituzione della «Connecting Europe Facility» -- CEF -- presso il Consiglio europeo), il Governo italiano ha avanzato la proposta di aggiornamento della proposta di regolamento sull'istituzione della « Connecting Europe Facility » (CEF) tramite l'inserimento del porto «Core» di Livorno nel corridoio n. 5 «Helsinki -- Valletta». Inoltre, da verifiche svolte sia dalle strutture regionali, sia dalle competenti strutture del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è emerso inoltre che l'interporto di A. Vespucci di Guasticce è stato considerato un'infrastruttura della «Core» network nella citata proposta di Linee guida sulle Reti transeuropee di Trasporto (TEN-T), quale terminale merci ferro -- strada (Rail -- Road Terminal -- RRT) incluso nel nodo intermodale costituito dal porto di Livorno. In uno scenario dove si stima che la domanda di trasporti assumerà un trend crescente a ritmi sostenuti, i porti nordeuropei, pur tenendo conto dei potenziamenti di capacità previsti, potrebbero non essere in grado di assorbire completamente i futuri volumi di traffico. Quindi, si impone il rafforzamento del sistema portuale mediterraneo. Ciò rappresenta una strategia chiave nel garantire la sostenibilità del trasporto merci, sia evitando i costi di una probabile saturazione degli scali nordeuropei, sia attraverso il decongestionamento degli assi di trasporto a nord delle Alpi, a favore di migliori connessioni con i territori europei più periferici e sviluppando il trasporto intermodale sia da nord a sud, sia da ovest verso est. La regione Marche e la regione Toscana stanno conducendo iniziative congiunte per lo sviluppo dei corridoi infrastrutturali di rilevanza comunitaria. In particolare, su iniziativa della regione Toscana, sono state avviate iniziative presso le pertinenti sedi europee, per il potenziamento della proposta del corridoio «Mediterraneo» di cui alla proposta di regolamento del 19 ottobre 2011 sull'istituzione dello strumento finanziario denominato « Connecting Europe Facility », con la previsione di una diramazione basata sulle relazioni tra regioni del Mediterraneo Occidentale (porti spagnoli) e la regione dell'Alto Tirreno (Porto di Livorno), sviluppando le Autostrade del Mare e le infrastrutture portuali anche ai fini di una maggiore connessione con il Nord Africa. Dal porto di Livorno inoltre, attraverso il «corridoio tirrenico», si sviluppa la connessione trasversale in ambito italiano definita dall'itinerario europeo E78 (Grosseto-Fano), con la regione adriatica, il porto di Ancona, la regione balcanica. Infine, si ricorda che a seguito del Consiglio dei trasporti tenutosi a Lussemburgo il 7 giugno 2012 è stata accolta l'inclusione delle connessioni ai porti di Ancona (via Bologna), La Spezia e Livorno (via Pisa-Firenze) all'interno del Corridoio Helsinki-La Valletta.