[ddlpres]

Per « incendio di interfaccia urbano-rurale » si intende quella tipologia di incendi boschivi che interessano zone o aree nelle quali sussiste una interconnessione tra strutture antropiche e aree naturali, laddove il sistema urbano e quello rurale si incontrano e interagiscono, potendo venire rapidamente in contatto, con la possibile propagazione di un incendio originato da vegetazione combustibile. Pertanto, l'estensione dell'ambito applicativo del piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi anche a tale tipologia di incendi, mediante l'introduzione di una serie di obblighi e di prescrizioni volti alla corretta gestione della vegetazione limitrofa agli insediamenti abitativi, favorirebbe la riduzione del rischio e della vulnerabilità generata da tale tipologia di incendi; – all'articolo 3, comma 3, è inserita la lettera c-bis) in quanto, ai fini di una miglior gestione del territorio, il Piano regionale di previsione e prevenzione deve individuare anche le aree precedentemente trattate con il fuoco prescritto (tecnica utilizzata per la riduzione del combustibile prima della stagione estiva). Ulteriori integrazioni sono previste alle lettere f) e l) del medesimo comma 3 dell'articolo 3, ricomprendendo anche gli incendi di interfaccia urbano-rurale sopra definiti; – all'articolo 4 è inserito il comma 2- bis che include tra gli « interventi idonei volti a migliorare l'assetto vegetazionale degli ambienti naturali e forestali », di cui al comma 2 del medesimo articolo e all'articolo 3, comma 3, lettera l) , anche interventi di trattamento dei combustibili mediante tecniche selvicolturali, inclusa la tecnica del fuoco prescritto, sulla base di prescrizioni e procedure operative preventivamente definite con apposite linee-guida definite dal Comitato tecnico che provvede all'istruttoria del Piano nazionale di coordinamento per l'aggiornamento tecnologico e l'accrescimento della capacità operativa nelle azioni di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi; – la modifica dell'articolo 7, comma 1, intende specificare che lo spegnimento degli incendi può avvenire anche con attrezzature manuali e la tecnica del controfuoco oltre che con mezzi da terra e aerei; – all'articolo 7, comma 6, l'ultimo periodo è modificato prevedendo un meccanismo di premialità che consenta alle regioni di stabilire compensi incentivanti proporzionalmente, invece che come precedentemente previsto « in rapporto », ai risultati conseguiti nella riduzione delle aree percorse dal fuoco. Tale meccanismo deriva dall'esperienza maturata in diverse aree protette a valenza nazionale, ove, al fine di contrastare il fenomeno degli incendi, sono stati stipulati particolari tipologie di contratti con le associazioni ambientaliste/di protezione civile regionale, i quali prevedono che gli enti parco, al momento della stipula, anticipino solo parte del contributo complessivo, lasciando dipendere la restante erogazione dai risultati ottenuti. A titolo esemplificativo, se la superficie bruciata superava lo 0,2 per cento di quella gestita si perdeva il 10 per cento, sino ad arrivare all'1 per cento di superficie bruciata che comportava la perdita totale della metà del valore del contratto. Un meccanismo di « premialità rovesciata », che anziché finanziare i territori colpiti dai roghi, incentiva la sorveglianza e la cura dei boschi. L'intervento previsto mira ad orientare i contratti dei compensi incentivanti verso tale meccanismo di premialità rovesciata; – all'articolo 10, comma 1, è introdotto il divieto di raccolta dei prodotti del sottobosco sui soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, per tre anni. Il comma 2 è integrato con la previsione che i comuni, nelle attività di censimento del catasto dei soprassuoli già percorsi dal fuoco nell'ultimo quinquennio, possano avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, del supporto tecnico messo a disposizione dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), mediante il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, o da altri soggetti muniti delle necessarie capacità tecniche. È precisato, altresì, che la superficie percorsa dal controfuoco non rientra nel perimetro finale dell'incendio e, pertanto, non si applicano le sanzioni previste per le aree oggetto di incendio; – ulteriore integrazione riguarda il comma 3 del medesimo articolo 10, allo scopo di rafforzare il presidio sanzionatorio amministrativo, nel caso di violazione del divieto di pascolo sul soprassuolo delle zone percorse dal fuoco (e, in tal modo, di scoraggiare eventuali iniziative incendiarie ad opera degli allevatori interessati all'utilizzo del terreno come pascolo). Si prevede, a tal fine, che nel caso di trasgressione al divieto di pascolo è sempre disposta la confisca degli animali se il proprietario ha commesso il fatto su soprassuoli delle zone boscate percorsi da incendio in relazione al quale è stato condannato, nei dieci anni precedenti, per il reato di incendio boschivo doloso di cui all'articolo 423- bis , primo comma, del codice penale; – il comma 5 è integrato con una disposizione secondo cui, nelle aree a rischio di incendio boschivo, oltre ai divieti prescritti dal medesimo comma, sono altresì obbligatori gli adempimenti individuati nel Piano di cui all'articolo 3, comma 3, lettera f) , il cui inadempimento può determinare, anche solo potenzialmente, l'innesco di incendio. Commi 2 e 3 La norma stabilisce che il Ministero dell'interno, con cadenza annuale, comunichi alle Camere e pubblichi sul proprio sito istituzionale le informazioni relative al numero e alla localizzazione delle denunce effettuate per le trasgressioni ai divieti previsti dall'articolo 10 della legge n. 353 del 2000 e per le condanne riportate per il reato di incendio boschivo di cui all'articolo 423- bis del codice penale, oltre che le risultanze delle attività di cui all'articolo 2, comma 3, del presente decreto. Le informazioni sopra citate è previsto siano fornite dal Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Ministero dell'interno – Dipartimento della pubblica sicurezza, dal Ministero della giustizia nonché dal Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri e dai comandi dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, per quanto di rispettiva competenza, entro il 30 marzo di ogni anno, con modalità idonee alla relativa pubblicazione e prive di dati personali sensibili. Comma 4 La disposizione prevede che le amministrazioni interessate provvedano all'attuazione del presente articolo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Articolo 6 La disposizione introduce tre modifiche al codice penale (lettere a) , b) , c) ).