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Signor Presidente, desidero innanzitutto ringraziare moltissimo i relatori, in primo luogo la relatrice Toffanin per il lavoro che ha svolto, il relatore Manca, i colleghi della Commissione, a cominciare dal Capogruppo, perché effettivamente si è cercato di fare un lavoro positivo, tenendo come sempre conto delle condizioni date. Credo che possiamo partire proprio da queste condizioni date per fare una breve analisi. Il presidente Draghi giustamente, quando ha presentato questo provvedimento in conferenza stampa, ha usato delle parole come sempre misurate, dicendo che si trattava di un decreto-legge che parzialmente riusciva a dare delle risposte ed è vero, nel senso che sicuramente un quadro più completo lo si avrà con l'approvazione del cosiddetto decreto sostegni- bis . Va anche detto che sono state introdotte alcune modifiche importanti, quelle ad esempio relative al fatturato o anche relative al mezzo di pagamento, perché non so se avete notato che non si parla più del problema dei ritardi nei pagamenti per la semplicissima ragione che è stata utilizzata un'altra piattaforma ed è stato tra l'altro riconosciuto ovunque sulla stampa, per cui dall'8 aprile sono iniziati dei pagamenti con estrema velocità, sulla base delle domande. Questo certamente crea problemi diversi, perché non si possono calcolare altri elementi, ma sono stati messi in cantiere tutta una serie di interventi. Come ricordava il senatore Floris nel suo intervento, questo è anche un decreto importante per i fondi che ha destinato alla campagna vaccinale e possiamo dirci chiaramente fra noi, colleghi, che nessuno credeva, da quelle parole che inizialmente disse il presidente Draghi qui, parlando del coinvolgimento dell'Esercito e della Protezione civile, che sarebbe riuscito nel giro di due mesi e mezzo a portarci al livello a cui ci ha portati in termini di campagna vaccinale. Non ce lo dobbiamo mai dimenticare, perché questo è il primo motivo per cui siamo - pur diversi - insieme, perché stiamo salvando, anche qui con tutte le difficoltà del caso, numerose vite. Non possiamo chiaramente dire che con la conversione di questo decreto-legge avremo risolto tutti i problemi, lo sappiamo benissimo, perché tutti noi abbiamo visto le sollecitazioni molteplici che ci sono state e le fiumane di emendamenti provenienti dal tessuto sociale. Su questo vorrei fare un'osservazione. Molto spesso sembra un problema il fatto che vengano presentati centinaia di emendamenti, ma si tratta di proposte che non nascono dal nulla, bensì da esigenze concrete di categorie, di persone, e penso sia giusto che il Parlamento svolga questo ruolo. Certo, purtroppo non riesce - perché c'è sempre un problema di copertura finanziaria e naturalmente di risorse - a dare le soluzioni per tutti e quindi sappiamo che rimangono aperte tutta una serie di problematiche. Ciò non toglie che Forza Italia in modo particolare ha dato e ha cercato di dare la sua impronta, chiaramente concentrata sugli sgravi fiscali, sull'IRAP, sull'IMU, sui liberi professionisti, con riferimento al welfare aziendale, per le startup , nonché, per quanto si poteva fare, nella materia del turismo (penso ai temi dei borghi e dei bus turistici). Nei loro interventi i colleghi hanno via via ricordato le questioni che si è riusciti ad affrontare. Altre sono rimaste indietro, ne siamo rammaricati e consapevoli, ma non per questo non continueremo a lavorare in questa direzione. Penso, ad esempio, ad alcuni emendamenti che dai vari livelli territoriali ci sono stati sottoposti. Penso alla mia terra. C'erano delle proposte emendative che potevano riguardare la parte industriale oppure quella agricola. Nonostante non siamo riusciti a dare un quadro completo, abbiamo dato o cercato di dare comunque delle risposte, ad esempio in materia di disabilità, contribuendo alla Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi, abbiamo dato risposte alle esigenze dei Comuni con la fondazione ANCI per gli impianti sportivi, cosa che aiuta i Comuni, soprattutto i più piccoli. Abbiamo cercato di dare delle risposte al problema delle città santuario. Come sapete, in Umbria abbiamo il Santuario di Santa Rita da Cascia, la cui ricorrenza si celebra a breve. Come ha ricordato prima il collega Collina, che ringrazio per il lavoro svolto, abbiamo cercato di dare risposte anche al settore delle ceramiche. Stante tutti questi interventi, qualcuno ha voluto definire il provvedimento al nostro esame un decreto omnibus , ma non lo è per due ordini di motivi. In primo luogo, quando è stato licenziato dal Governo il decreto-legge era ordinato, avendo precisi settori di intervento, quali imprese, lavoro, povertà, salute e sostegno agli enti territoriali. In questo quadro ordinato il Parlamento ha lavorato portando avanti specifiche istanze delle forze politiche, che è stato costretto a selezionare, perché altrimenti avremmo dovuto avere un plafond e una capacità di manovra sicuramente maggiori. È poi chiaro che tutte le forze politiche, nel momento in cui fanno delle scelte precise, le indirizzano sulle loro caratteristiche e i propri elettorati. Per questo ho ricordato le misure che Forza Italia ha portato avanti in modo particolare con gli emendamenti che sono stati via via individuati e selezionati nei settori che difende storicamente. Nel suo intervento il collega Mallegni ha giustamente detto che finalmente ha cominciato a sentir parlare di impresa in un certo modo. Ciò è vero e sicuramente da questo punto di vista siamo riusciti a dare un apporto positivo: imprese, libere professioni e altro ancora. Credo che possiamo sentirci abbastanza soddisfatti. In una situazione di questo genere, purtroppo, non potremo mai essere totalmente soddisfatti, però, quanto meno, sappiamo di aver costruito in Parlamento, grazie al Governo, le condizioni di lavoro migliori che potevamo dare al Paese, anche in termini di linee e indirizzi da perseguire. Sappiamo che il lavoro che ci aspetta vede e vedrà tanti scontenti, come abbiamo visto in tante reazioni e settori. Tuttavia, ciò non toglie che le condizioni che abbiamo costruito ci debbano portare a dare al Paese, fino in fondo e con grande determinazione, la serenità economica e di salute pubblica. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, ho gestito la mia prima attività di partita IVA a diciassette anni. Formalmente risultavo dipendente, ma sostanzialmente gestivo io l'attività, fino a che non mi sono diplomato e ho potuto intestarmi la licenza senza dover sostenere l'esame alla Camera di commercio (cosa che all'epoca era possibile). Dopodiché, mi sono iscritto all'università, che ho concluso lavorando. Dico tutto questo non per rivendicare un'appartenenza o evidenziare una simpatia, ma per significare che quando parlo di non garantiti, di partite IVA e di coloro che sono sempre stati gli ultimi nell'attenzione dei Governi precedenti so perfettamente di cosa sto parlando. Ho contezza di cosa significhi investire il proprio capitale e il proprio tempo, lasciando indietro la propria famiglia, gli amici e i propri interessi personali per un'attività che spesso è remunerata meno di una senza alcun tipo di rischio e sacrificio che invece il detentore di una partita IVA ha.