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La lettera e) dell'articolo 2, comma 1, introduce poi un meccanismo di accreditamento delle cooperative sociali che assumono lavoratori detenuti e che svolgono attività di formazione, supporto, assistenza e monitoraggio degli inserimenti lavorativi effettuati, prevedendo a tale scopo l'istituzione di un apposito registro presso il Ministero della giustizia. Le cooperative sociali accreditate e iscritte nel registro, quindi, saranno privilegiate nell'assegnazione dei fondi della Cassa delle ammende, per progetti volti all'incremento delle assunzioni di lavoratori detenuti, anche attraverso la ristrutturazione e l'ampliamento degli istituti penitenziari e l'acquisto di attrezzature. Le misure previste dagli articoli 3 e 4 del disegno di legge sono volte a dare un impulso notevole al lavoro all'interno delle carceri, poiché incentivano le imprese a consolidare le proprie attività e a inserire lavorativamente il maggior numero di detenuti, con i benefici economici e sociali descritti nelle premesse a vantaggio di tutta la collettività. In particolare, mentre l'articolo 3 modifica la legge 26 luglio 1975, n. 354, titolata norme sull'ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà, al fine di sostenere e incentivare l'attività lavorativa svolta durante la detenzione, l'articolo 4 prevede l'erogazione di contributi per progetti specifici di formazione e inserimento lavorativo svolti da cooperative sociali o loro consorzi, ovvero da imprese primarie e non profit , per attività intramurarie. L'articolo 5, poi, modifica la previsione di cui all'articolo 2, comma 31, della legge 28 giugno 2012, n. 92, cosiddetta riforma «Fornero» del mercato del lavoro. In particolare, si prevede che il contributo dovuto dalle imprese in caso di interruzione del rapporto di lavoro, a partire dal 2013 e pari al 41 per cento del massimale mensile di ASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni, non è dovuto per le interruzioni dei rapporti di lavoro instaurati dalle cooperative sociali con persone detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all'esterno ai sensi dell'articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354. Da ultimo, l'articolo 6 prevede una copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'attuazione del presente disegno di legge, fino a concorrenza del limite di spesa di 4 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2015, utilizzando le risorse derivanti dal fondo unico di amministrazione per il miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dei servizi istituzionali del Ministero della giustizia. Dunque, stante il dovere urgente di fare cessare il sovraffollamento carcerario rilevato dalla Corte di Strasburgo e di provvedervi -- come ricordato nel messaggio presidenziale inviato alle Camere il 7 ottobre 2013, ai sensi dell'articolo 87, secondo comma, della Costituzione -- entro il termine fissato dalla stessa decisione adottata dalla Corte di Strasburgo, ovvero entro il 28 maggio del 2014, si auspica l'immediata approvazione del presente disegno di legge.. Art. 1. (Modifiche alla legge 8 novembre 1991, n. 381, in materia di sgravi contributivi per le cooperative sociali relativamente alla contribuzione corrisposta alle persone svantaggiate) 1. All'articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 1, è inserito il seguente: «1- bis . Al venir meno della certificazione di svantaggio, i soggetti appartenenti alle categorie di cui al comma 1 del presente articolo continuano ad essere computati nel novero dei lavoratori svantaggiati per un periodo ulteriore di due anni, non prorogabili, a partire dall’ultima annualità in cui sono stati computati come svantaggiati. » ; b) al comma 3, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La riduzione delle aliquote di cui al presente comma si applica per un ulteriore periodo di dodici mesi successivo alla cessazione dello stato di detenzione se il detenuto ha beneficiato nel corso della pena delle misure alternative alla detenzione di cui agli articoli da 47 a 58- quinquies della legge 26 luglio 1975 n. 354, e successive modificazioni, o del lavoro all'esterno ai sensi dell'articolo 21 della medesima legge n. 354 del 1975, ovvero per un periodo di ventiquattro mesi qualora il detenuto non ne abbia beneficiato. Il presente comma non si applica ai casi di cui al comma 1- bis del presente articolo. »; c) il comma 3- bis è abrogato. Art. 2. (Modifiche alla legge 22 giugno 2000, n. 193, in materia di agevolazioni e di sgravi fiscali per favorire l'inserimento lavorativo dei detenuti) 1. Alla legge 22 giugno 2000, n. 193, sono apportate le seguenti modificazioni: a) l'articolo 2 è sostituito dal seguente: «Art. 2. -- 1 . Le agevolazioni previste dall'articolo 4, comma 3, della legge 8 novembre 1991, n. 381, e successive modificazioni, sono estese anche alle aziende pubbliche e private che organizzino attività produttive o di servizi, all'interno o all'esterno degli istituti penitenziari, impiegando persone detenute o internate, ammesse alle misure alternative alla detenzione previste dagli articoli da 47 a 58- quinquies della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, o al lavoro all'esterno ai sensi dell'articolo 21 della medesima legge n. 354 del 1975, e successive modificazioni, limitatamente ai contributi dovuti per tali soggetti. Nelle convenzioni con l'amministrazione penitenziaria è definito anche il trattamento retributivo, in misura non inferiore a quanto previsto dalla normativa vigente per il lavoro carcerario. »; b) l'articolo 3 è sostituito dal seguente: «Art. 3. -- 1 . Alle cooperative sociali e alle imprese che assumono lavoratori detenuti o internati presso istituti penitenziari, ovvero che beneficiano di una delle misure alternative alla detenzione previste dagli articoli da 47 a 58- quinquies della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, ovvero che sono ammessi al lavoro all'esterno ai sensi dell'articolo 21 della medesima legge n. 354 del 1975, e successive modificazioni, è concesso, con le modalità di cui all'articolo 5- bis , un credito mensile d'imposta pari a 1.000 euro per ogni lavoratore assunto, in misura proporzionale alle giornate di lavoro prestate. 2 . Per i lavoratori di cui al comma 1 assunti con contratto di lavoro a tempo parziale il credito d'imposta spetta in misura proporzionale alle ore di lavoro prestate. 3 .