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Il comma 6 è finalizzato a prevedere, per le operazioni di riacquisto dei titoli obbligazionari di cui all'articolo 45 del decreto legge n. 66 del 2014, la possibilità di un contributo al riacquisto dei predetti titoli anche da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, a valere sulle disponibilità di cui all'articolo 1, comma 700, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Tale iniziativa si rende necessaria al fine di favorire una maggiore efficacia nella realizzazione delle operazioni di riacquisto dei titoli obbligazionari di cui al citato articolo 45. Il comma 7 modifica la procedura di approvazione del piano di riqualificazione delle aree urbane degradate, mentre il comma 8 prevede che il reintegro delle somme anticipate dal fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie di cui all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, mediante rivalsa a carico delle amministrazioni responsabili delle violazioni che hanno determinato le sentenze di condanna, sia effettuato di intesa con le stesse amministrazioni. Il comma 9 è finalizzato a rinviare all'anno 2017 i meccanismi di finanziamento delle funzioni regionali come disciplinati dal decreto legislativo n. 68 del 2011 (attribuzione della compartecipazione IVA in base al principio di territorialità; fiscalizzazione dei trasferimenti statali; istituzione dei fondi perequativi). I commi 10 e 11 rispondono alle esigenze legate all'acquisita consapevolezza delle differenze esistenti, in termini di caratteristiche, necessità organizzative di struttura economica e finanziaria, nonché di pianificazione e sviluppo, tra l'attività universitaria e quella assistenziale. Differenze queste che rendono necessaria una norma che disciplini la separazione organizzativa, gestionale e di imputazione economica tra le due attività. Pertanto, ferma restando la conservazione di una stretta e inscindibile relazione funzionale tra l'azione del policlinico e quella dell'ateneo, attraverso la norma proposta si vuole attribuire al policlinico la possibilità di autonoma soggettività giuridica, al fine di valorizzarne l'autonomia operativa e gestionale, associata ad una diretta e univoca imputazione dei rapporti giuridici e degli effetti economici derivanti dallo svolgimento dell'attività assistenziale. Nel nuovo assetto organizzativo il policlinico si configura come ente dotato di soggettività giuridica, senza finalità di lucro, dotato di autonomia patrimoniale, sul quale il controllo dell'ateneo verrà esercitato mediante la nomina della maggioranza dei componenti degli organi di amministrazione. In altri termini l'intervento normativo arricchisce il dettato dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 517 del 1999, inserendo, accanto alla prevista applicazione, per analogia, della disciplina dettata per le aziende ospedaliero-universitarie integrate con il Servizio sanitario nazionale ai policlinici direttamente gestiti da università e nel rispetto di quanto stabilito dall'articolo 5 del medesimo decreto legislativo n. 517 del 1999, anche ad un'ulteriore categoria, destinataria delle medesima disciplina: quella dei policlinici gestiti da università non statali, per il tramite di enti e fondazioni dotati di autonoma personalità giuridica di diritto privato senza scopo di lucro, costituiti dalle stesse e dalle stesse controllati. Posto che la suddetta possibilità di trasformazione si traduce in una modalità di articolazione organizzativa volta a rendere lo stesso soggettivamente autonomo, ma pur sempre sottoposto al controllo dell'università e finalizzato al perseguimento degli scopi dell'ateneo, appare opportuno chiarire, che detta trasformazione non comporta un mutamento nel relativo regime normativo, né, ai sensi del comma 2, la perdita del finanziamento statale straordinario di cui all'articolo 1, comma 377, della legge n. 147 del 2013, destinato ai policlinici gestiti direttamente da università non statali. L'articolo 10 introduce talune modifiche alla norma istitutiva dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), recata dall'articolo 62 del codice dell'amministrazione digitale, finalizzate ad ampliarne i contenuti e le funzionalità. In particolare, con la lettera a) viene introdotto nel citato articolo 62 il comma 2- bis che prevede l'istituzione, nell'ambito dell'Anagrafe nazionale, di un archivio informatizzato contenente i registri dello stato civile tenuti dai comuni. La norma prevede altresì che l'Anagrafe nazionale fornisca ai comuni i dati necessari ai fini della tenuta delle liste di leva. In tal modo viene semplificato l'esercizio, da parte dei comuni, delle relative funzioni statali. Per l'attuazione delle descritte disposizioni si fa rinvio all'adozione di uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri che dovranno altresì stabilire un piano di integrazione dell'archivio nazionale dello stato civile, da ultimare entro il termine del 31 dicembre 2018. Tale data tiene conto dell'attuale stato di attuazione dell'ANPR, per la cui operatività sono stati adottati due decreti attuativi (decreti del Presidente del Consiglio dei ministri n. 109 del 2013 e n. 194 del 2014) con una prospettiva di realizzazione del subentro dell'ANPR alle anagrafi comunali nel secondo semestre del 2016. Il comma 1, lettera b) della disposizione sostituisce i primi due periodi del comma 3 del citato articolo 62, modificando la previsione introdotta dal decreto-legge n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114 del 2014, in base alla quale è consentitoai comuni di conservare in locale i dati anagrafici necessari allo svolgimento di tutte le altre funzioni (ad esclusione di quelle anagrafiche, necessariamente svolte nell'ambito dell'ANPR), al fine di adeguarne il contenuto alle funzionalità e servizi svolti dall'ANPR. La nuova formulazione del comma stabilisce che l'ANPR renda disponibili i dati ed i servizi per l'esercizio delle funzioni istituzionali di competenza dei comuni, lasciando solo per il periodo transitorio necessario al completamento della banca dati nazionale la possibilità al comune di utilizzare i dati anagrafici locali. Ai sensi del comma 2, per le attività di progettazione, gestione e implementazione, il Ministero dell'interno, si avvale della Sogei e cura tali attività d'intesa con l'Agenzia per l'Italia digitale. I commi da 3 a 6 dettano disposizioni in materia di emissione e rilascio della carta d'identità elettronica e dispongono il superamento del progetto del Documento digitale unificato, con conseguente riutilizzo delle somme già a tal fine destinate. L'articolo 11 ha la finalità di aumentare la trasparenza nella prosecuzione dei lavori di riparazione e ricostruzione degli edifici privati danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009 nel territorio abruzzese, e di prevenire condotte a rilevanza penale e infiltrazioni malavitose, già avvertite sul territorio.