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Noi non abbiamo nessun tabù nei confronti della riduzione del numero dei parlamentari, tanto che siamo quelli che nella scorsa legislatura lo hanno proposto, ma non hanno proposto la riduzione del numero dei parlamentari tout court , perché assolutamente consapevoli che non basta questa misura per far funzionare un sistema. Lo voglio dire anche a lei, presidente Calderoli: ridurre il numero dei parlamentari e lasciare tutto così com'è significa dire che il bicameralismo paritario funziona, significa dire che voi siete convinti che il sistema che c'è oggi, in cui le due Camere fanno esattamente lo stesso lavoro, sia un sistema di grandissima efficienza che consente alla nostra democrazia velocità e rapido corso nelle decisioni e nell'approvazione delle leggi. Lo dico perché è notizia di qualche minuto fa che alla Camera avete posto l'ennesima fiducia - lo dico ai membri del Governo - proprio voi, che avevate detto che mai avreste governato con le fiducie. Se lo state facendo, è semplicemente perché vi siete accorti che le tempistiche che state cercando di imporvi non riuscite a rispettarle e questo perché la caratteristica propria del bicameralismo paritario è quella di avere le due Camere che svolgano esattamente lo stesso lavoro, simmetricamente, con la conseguenza (come accade in tante circostanze) che una delle due Camere non lavora e rimane impalata e ferma ad aspettare le decisioni che l'altro ramo del Parlamento, quello che ha avuto l'onere e l'onore di affrontare per primo il provvedimento ha assunto. Togliamo il velo di ipocrisia: non è riducendo il numero dei parlamentari che riuscirete a migliorare un sistema simile. Se volete sottrarvi al discorso della fiducia e fare in modo che il Parlamento abbia davvero un suo ruolo, allora riconoscete ad una Camera una determinata funzione e all'altra un'altra, più specifica e più adatta. (Applausi dal Gruppo PD) . Lo dico a voi, presidente Calderoli, che siete i maestri del federalismo e delle autonomie. Avete un'opportunità, oggi, che è quella, insieme alla riduzione del numero dei parlamentari, di creare davvero una Camera che possa essere quella delle autonomie. Avete un Ministro per l'autonomia e praticamente non state cercando di fare nulla per fare in modo che quell'autonomia che state tanto rivendicando e che tanti di noi rivendicano possa essere resa efficace ed efficiente da una Camera con dei rappresentanti che si occupino di quello. (Applausi dal Gruppo PD) . Lo dico perché mi sembra che davvero ci sia una serie di contraddizioni nel lavoro che state facendo. Noi abbiamo assistito ai drammatici giorni della legge di bilancio, in cui non penso che sia stato tanto il numero dei parlamentari a bloccare i lavori del Parlamento, quanto in gran parte l'incapacità del Governo e poi sicuramente il sistema a cui siamo sottoposti. È storia di pochissimi giorni fa quello che voi ci avete fatto vivere. Altro, però, era quello che noi avremmo voluto vedere da voi, perché ce lo aspettavamo dal momento che una delle due forze che fanno parte della compagine di Governo è quella che anni fa entrò in Parlamento per renderlo più trasparente, per mettere al centro l'attività dei parlamentari, per rendere pubblica ogni azione da parte dei rappresentanti dei cittadini. Ebbene, proprio voi siete quelli che volete togliere il ruolo di rappresentanza perché sostanzialmente pensate che sia semplicemente una questione di numeri. Caro presidente Calderoli, mi rivolgo a lei in quanto relatore del provvedimento. Quello che mi aspetto da questo Governo, che si proclama difensore dei cittadini italiani, è che abbia la grande volontà di ascoltare tutti i rappresentanti dei cittadini italiani, perché quando noi abbiamo messo in ballo la nostra riforma costituzionale, di una cosa eravamo assolutamente certi e la vogliamo ancora rivendicare: che le riforme costituzionali non si fanno da soli, che le riforme costituzionali non sono della maggioranza; le riforme costituzionali, che riguardano tutti i cittadini (perché la Costituzione è di tutti) dovrebbero essere fatte con il contributo di tutti, con una discussione davvero ampia, nella quale tutte le forze politiche che fanno parte del Parlamento abbiano la possibilità di esprimere la propria opinione e di portare il proprio contributo. È con questo atteggiamento - proprio perché le riforme costituzionali sono di tutti - che noi ci siamo posti. Avete già avuto modo di verificarlo durante i lavori della 1 a Commissione, dove non ci sono stati pregiudizi, ma la volontà da parte del Partito Democratico di presentare una serie di emendamenti atti a migliorare la vostra proposta che, dal nostro punto di vista, in questo preciso momento è puramente populista, priva di una visione d'insieme e priva di fondamenta. Non voglio cadere riferendomi al fatto che voi state cercando di diminuire il numero dei parlamentari semplicemente per ottenere un facile consenso alle elezioni europee e rivendervi la parziale vittoria derivante da una riduzione - ricordiamoci che le letture devono essere molteplici davanti ai cittadini - che si rivelerebbe davvero un grande danno per la democrazia, se non ci fosse - ripeto - nessun apporto costruttivo a fianco, a differenza della nostra proposta. Ci sarà questo lavoro in cui immagino la Presidenza del Senato abbia un ruolo non indifferente. Gli emendamenti che abbiamo presentato e che speriamo che passino il vaglio del criterio di ammissibilità mirano - lo dico al relatore - a costruire una visione. Noi non ci stiamo al racconto per cui chi non è d'accordo con la vostra proposta non è d'accordo con la riduzione del numero dei parlamentari. Vogliamo sia chiaro che il Gruppo parlamentare Partito Democratico presenta emendamenti per migliorare la vostra proposta, senza nessun pregiudizio. La nostra è un'azione chiara per aiutare il lavoro della democrazia. Il messaggio facile - non voglio credere che sia quello che intendete utilizzare - secondo cui a un minor numero di parlamentari corrispondono minori costi è sbagliato. (Applausi dal Gruppo PD) . La questione non è il numero dei parlamentari, ma le modalità con cui parlamentari e rappresentanti delle istituzioni vengono messi nella condizione di lavorare. Il sistema si migliora se si supera il bicameralismo paritario. Noi siamo disposti a discutere con voi su questo aspetto, ma togliete anche voi quel velo di ipocrisia che oggi vi porta ad attuare una serie di operazioni chirurgiche nei confronti della nostra Costituzione senza una visione di insieme. Vi siete divisi i compiti - uno lo avete affidato al Senato e l'altro alla Camera - e state stravolgendo il principio democratico su cui si basa la nostra Costituzione che è la rappresentanza. Aggiungo un ultimo elemento prima di concludere. Mi auguro che la maggioranza voglia affrontare il tema della riforma costituzionale insieme alle opposizioni e che, quindi, ci sia lo spazio per lavorare insieme rispetto a una serie di emendamenti che abbiamo presentato, ma qualora ciò non si dovesse verificare mi chiedo in che modo, a legge elettorale vigente, pensate, con il sistema che avete articolato, di mantenere e garantire il principio di rappresentatività tra territorio ed eletto. Voi trasformate - proprio perché il disegno non c'è, non si vede, non traspare ed è solo un semplice taglio rischioso e pericoloso - i collegi elettorali in spazi immensi in cui il numero di elettori è talmente elevato da impedire all'eletto di poter svolgere il proprio lavoro nel collegio. State stravolgendo il tutto per un'operazione di mera propaganda.