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I comuni censiscono annualmente le aree protette e vincolate per la tutela paesaggistica esistenti sul proprio territorio, quelle in prossimità dei corpi idrici, quelle a pericolosità idraulica, da frana e sismica nonché le fasce costiere suddivise per distanze dalla linea di costa, e provvedono alla diffusione dei dati aggiornati, con indicazione dei dati di consumo di suolo all'interno delle predette aree, pubblicandoli entro il 31 marzo dell'anno successivo nei propri siti internet istituzionali. I comuni indicano nei propri bilanci il costo derivante dalla perdita di servizi ecosistemici, per ogni ettaro di suolo consumato. 8. Nell'esercizio delle funzioni di governo del territorio, realizzando l'interesse pubblico, le amministrazioni pubbliche osservano i principi fondamentali di buon andamento, imparzialità, trasparenza, legalità e partecipazione. 9. L'inosservanza o la violazione delle disposizioni di cui al presente articolo determinano lo scioglimento dei consigli comunali secondo le previsioni di cui all'articolo 141 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Art. 5. (Priorità del riuso e della rigenerazione urbana) 1. Il riuso e la rigenerazione urbana costituiscono principi fondamentali della materia del governo del territorio. 2. Le regioni, nell'ambito delle proprie competenze ed entro il termine di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dettano disposizioni volte a orientare l'iniziativa dei comuni alla rigenerazione urbana e all'esecuzione, da parte dei comuni medesimi, del censimento del patrimonio edilizio pubblico e privato inutilizzato, disponibile per il recupero o il riuso. 3. Decorso il termine di cui al comma 2 del presente articolo, nonché il termine di cui al comma 2 dell'articolo 4, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, assegna alle regioni un termine di quindici giorni per adottare le deliberazioni di loro competenza. 4. Decorso il termine di cui al comma 3, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti i Ministri competenti, sono dettate disposizioni uniformi applicabili in tutte le regioni fino all'entrata in vigore delle disposizioni regionali. 5. Ogni anno, i comuni redigono il bilancio ecologico in cui annotano le voci relative al controvalore economico della perdita o dell'acquisizione ecosistemica di suolo misurato in termini di impronta di carbonio ( carbon footprint) . 6. I comuni censiscono annualmente gli edifici e le aree pubbliche e private dismessi, non utilizzati o abbandonati esistenti sul proprio territorio, e provvedono alla diffusione dei dati aggiornati pubblicandoli entro il 31 marzo dell'anno successivo nei propri siti internet istituzionali. 7. Decorso il termine di cui al comma 5, senza che il censimento sia stato effettuato, la regione diffida il comune a provvedere entro i successivi sessanta giorni. Decorso l'ulteriore termine assegnato, senza che il comune abbia provveduto al censimento, la regione procede in via sostitutiva entro i successivi novanta giorni. 8. Nel territorio del comune inadempiente è vietata la realizzazione di interventi edificatori comportanti consumo di suolo anche parziale. Il divieto si applica in ogni caso decorsi 6 mesi dalla scadenza del termine di cui al comma 5, anche in mancanza di diffida da parte della regione. Art. 6. (Destinazione del Fondo per il contrasto del consumo di suolo e misure di incentivazione) 1. Si istituisce presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un fondo finalizzato al contrasto del consumo di suolo, con una dotazione finanziaria pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i tempi e le modalità di ripartizione del fondo tra le regioni e le province autonome tenendo conto del bilancio ecologico del suolo redatto dai comuni ai sensi dell'articolo 5 comma 5. 2. Agli oneri derivati dal precedente comma, pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2024, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 3. Le risorse di cui al comma 1 sono destinate anche alle istituzioni territoriali e ai privati, singoli o associati, che senza consumo netto di suolo o di impermeabilizzazione: a) intendono realizzare interventi di riuso e rigenerazione urbana, in particolare attraverso il recupero del patrimonio edilizio urbano e rurale esistente, la demolizione di opere incongrue o di elementi di degrado, nonché di manufatti ricadenti in aree a pericolosità idraulica e geologica, il ripristino del territorio naturale o seminaturale, nonché l'insediamento di attività di agricoltura sociale e contadina di piccola scala a basso impatto ambientale, anche all'interno di aree urbanizzate; b) migliorano la sostenibilità del modello di sviluppo urbano, assicurando l'accesso universale a spazi verdi e spazi pubblici sicuri ed inclusivi; c) integrano sistemi di mobilità sostenibile con il tessuto urbano delle aree oggetto di rigenerazione urbana, con particolare riferimento alla rete dei trasporti collettivi, alla ciclabilità e ai percorsi pedonali; d) consentono con appositi sistemi, agli amministratori, ai pianificatori e ai cittadini, di valutare l'impatto delle scelte di pianificazione territoriale e urbanistica previste. 4. Per usufruire delle risorse economico finanziarie di cui al presente articolo, gli interventi di rigenerazione urbana sono dichiarati di interesse pubblico. Negli interventi di rigenerazione urbana devono, in ogni caso, essere garantiti elevati standard di qualità e sicurezza e, in particolare, devono essere tutelate le aree verdi esistenti, nonché deve essere migliorata l'efficienza energetica e garantita l'invarianza idraulica, la riduzione delle emissioni inquinanti e la realizzazione di superfici filtranti. Art. 7. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore a decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .