[resaula]

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 8, presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 9, presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 10, presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Si sono così concluse le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri. La seduta è sospesa fino alle ore 17. (La seduta, sospesa alle ore 13,23, è ripresa alle ore 17,01) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Colleghi, in relazione all'andamento dei lavori della Commissione giustizia, relativamente al disegno di legge n. 1659 all'ordine del giorno, sospendo la seduta fino alle ore 18. (La seduta, sospesa alle ore 17,01, è ripresa alle ore 18,05) . Riprendiamo i nostri lavori. Do la parola al Presidente della 2 a Commissione permanente, senatore Ostellari, per riferire sui lavori della Commissione. OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, comunico che i lavori della Commissione in questo momento sono sospesi e riprenderanno alle ore 18,15. Quindi, non saremo pronti prima delle ore 19. Chiedo dunque un'ulteriore sospensione dei lavori dell'Assemblea, per consentire di riprendere l'esame del provvedimento. PRESIDENTE . Non facendosi osservazioni, sospendo la seduta fino alle ore 19. (La seduta, sospesa alle ore 18,06, è ripresa alle ore 19,14) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Discussione del disegno di legge: Doc 1659 Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161, recante modifiche urgenti alla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1659. Chiedo al Presidente della 2 a Commissione permanente, senatore Ostellari, di riferire sui lavori della Commissione. OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la Commissione ha approvato 22 emendamenti riferiti al decreto-legge in esame su 245 presentati inizialmente, più ulteriori emendamenti che erano stati presentati dal relatore, con successive riaperture dei termini per i subemendamenti. Due emendamenti non sono stati votati. È stato inoltre presentato un ordine del giorno, peraltro dichiarato inammissibile per estraneità all'oggetto del decreto-legge. In questo momento non siamo in grado di chiudere i lavori in sede referente conferendo il mandato al relatore, per cui passo la parola all'Assemblea. PRESIDENTE . Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a questa situazione. Onorevoli colleghi, in relazione a quanto riferito dal senatore Ostellari, il disegno di legge n. 1659, non essendosi concluso l'esame in Commissione, sarà discusso nel testo del proponente senza relazione, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, ci troviamo ancora una volta a trattare il tema dell'ammissibilità della decretazione di urgenza, che in questo caso difetta assolutamente. Voglio ricordare che si tratta, in buona sostanza, della quarta proroga alla completa entrata in vigore del decreto legislativo n. 216 del 2017. Questo la dice lunga su come si è legiferato in questa legislatura. La cosa ancora più grave è che si approfitta di un decreto-legge, che vuole prorogare i termini di qualche settimana per l'entrata in vigore di alcuni articoli del suddetto decreto legislativo, per introdurre riforme sostanziali al processo penale, in un momento nel quale - lo leggiamo sulla stampa - un Consiglio dei ministri ha licenziato un disegno di legge per la riforma del codice di procedura penale. Quella sarebbe stata la sede più opportuna per apportare le modifiche che, invece, si fanno entrare dalla finestra con il presente decreto-legge. Ciò per non parlare del fatto che la stessa relazione degli Uffici del Senato ha smascherato l'illegittimità contabile di questo decreto-legge, che viene venduta come ad invariabilità di finanza, mentre invece, per le attività imposte alle procure della Repubblica, che dovranno essere dotate di sistemi tecnici efficienti e di personale addetto, esso necessita di ingenti risorse finanziarie. Tuttavia, in questa sede mi voglio soffermare su una modifica che ritengo gravissima rispetto al principio di libertà e al diritto alla riservatezza. Mi riferisco all'introduzione dell'utilizzabilità del trojan per i reati contro la pubblica amministrazione, che già oggi a regime vigente è presente, anche se motivata in una certa maniera. Questo Governo ritiene con il decreto-legge di renderla praticamente libera. Vi racconto un'esperienza di vita parlamentare che serve a paragonarci agli altri Paesi democratici e di diritto come il nostro. Qualche settimana fa una delegazione della Commissione antimafia si è recata in America: qualcuno ha ritenuto per una visita di piacere, per una villeggiatura. No: è stata una missione interessante, nel corso della quale abbiamo potuto verificare - in America non esiste l'obbligatorietà dell'azione penale - che in quel Paese valutano quali siano le esigenze di sicurezza nazionale da tutelare rispetto agli investimenti da fare nel campo della giustizia per combattere determinati reati. Sono arrivati alla determinazione secondo cui è per loro assolutamente essenziale combattere e contrastare il terrorismo - sono state vittime sacrificali di atti terroristici più di tutti gli altri - e il commercio di sostanze stupefacenti. Su questi due fronti essi impegnano risorse, tecnologie e uomini. Noi avevamo già introdotto l'utilizzo del captatore per quanto riguarda i reati di mafia e terrorismo. Ritengo che il terrorismo sia una minaccia alla sicurezza nazionale e, di fronte a una minaccia di siffatto tipo, dobbiamo sacrificare una parte della nostra libertà per salvaguardare quella di tutti gli altri. La lotta al terrorismo è sicuramente un'esigenza primaria del nostro Paese, perché abbiamo pagato un prezzo altissimo: rappresentanti dello Stato hanno consumato e immolato la loro vita per difendere le istituzioni. Anche qui dobbiamo limitare una parte della nostra libertà per tutelare la sicurezza e combattere il terrorismo. Tuttavia, inserendo la possibilità di utilizzare il trojan per combattere i reati contro la pubblica amministrazione - sicuramente sono odiosi e da contrastare, ma non hanno bisogno di un elemento investigativo così pervasivo che entra non soltanto nei luoghi di lavoro e di aggregazione, ma anche nelle camere da letto, nell'intimità, nei sentimenti e nelle emozioni - voi sparate con un cannone per ammazzare una zanzara. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Voi punite la libertà, la riservatezza, i sentimenti e le emozioni delle persone per combattere 30 o 40 accattoni, politici o burocrati, che maneggiano all'interno della pubblica amministrazione.