[resaula]

Inoltre dico al Governo che prima sulla questione delle periferie, mi sarei aspettato una riformulazione dei relativi ordini del giorno (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD), in cui si affermava semplicemente che, preso atto della indicazione del Presidente del Consiglio - che fa parte di questa maggioranza - l'Assemblea auspica che alle parole seguano i fatti al più presto. Bastava questo perché votassimo all'unanimità. Mi auguro che assumiate ora un'iniziativa di correzione degli ordini del giorno sulla questione vaccini, che probabilmente potrà raggiungere l'unanimità. (Applausi dal Gruppo FI-BP e della senatrice Malpezzi) . PRESIDENTE . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per andare oltre le polemiche sorte poc'anzi in Aula. È giusto che si entri nel merito delle modifiche apportate alla Camera dei deputati all'articolo 6 in relazione alla questione dell'obbligo dei vaccini nelle scuole. Forza Italia ha presentato un emendamento soppressivo del comma 3- quater al testo riformulato dalla Camera dei deputati che consente la possibilità di presentare la dichiarazione sostitutiva per dimostrare l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie fino al 10 marzo 2019. L'autocertificazione sui vaccini - è giusto ricordarlo ancora una volta qui in Aula - segna un deciso passo indietro rispetto alla valorizzazione dell'obbligo di immunizzazione. È bene evidenziare che il Governo ha introdotto la proroga senza tenere conto di tutti i pareri degli esperti auditi in Commissione, sia in Senato che alla Camera dei deputati, e senza considerare gli indubbi problemi organizzativi che avranno i dirigenti scolastici, da un lato, e la ripercussione sui bambini e sulle famiglie, dall'altro. La questione ha tenuto purtroppo banco anche in quest'Aula lo scorso 6 agosto e ha visto avviare una polemica forte dopo le dichiarazioni della vice presidente Taverna rispetto a un tema che a noi sta a cuore non perché ne stiamo facendo una battaglia politica. Per noi è una battaglia di civiltà della società italiana che deve dimostrare di essere soprattutto vicina al mondo scientifico e medico, al buon senso, prima ancora che al mondo della scienza medica. Non è una questione di posizioni di Forza Italia o del Partito Democratico. Il popolo italiano deve cominciare a uscire fuori dalla logica in base alla quale bisogna rincorrere persone che si riuniscono insieme, che quasi sempre sono delle minoranze nel Paese, e che assumono denominazioni tipo «No Vax». Dobbiamo smettere in questo Paese di rincorrere quelle estreme minoranze che però fanno baccano, sollevano polveroni e trovano il partito di turno o il movimento politico di turno a cavalcarle, nella ridicola, impossibile, ricerca di un consenso sbagliato. Noi qui stiamo facendo una battaglia di civiltà, che deve essere vicina agli interessi dei più deboli, che sono, appunto, i più piccoli, i minori. Voglio ricordare ciò che già dissi circa un mese e mezzo fa, quando ricordai - e non deve essere sottovalutato, perché i dati scientifici hanno un valore ed è giusto che vengano sottolineati e rimarcati in quest'Assemblea - che nel 2017 vi erano stati ben 15.000 casi di morbillo complessivi in tutta Europa; di questi 15.000 casi, 10.000 solo in Italia e in Romania. Solo nel 2018 vi sono stati due morti in Italia, in Sicilia, ed erano evitabili, se noi fossimo stati vicini, così come è stato più volte rammentato, anche recentemente, dalle colleghe Ronzulli e Laura Stabile, che mi guarda le spalle in Senato ed è consapevole di quanto stiamo discutendo, visto che è medico. Noi dobbiamo essere consapevoli dell'importanza fondamentale che l'incertezza assoluta che emerge da una decisione assunta presso la Camera dei deputati da parte della maggioranza di Governo non fa bene al popolo italiano, non fa bene al Paese e soprattutto non tutela la salute dei minori. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Gli emendamenti 6.1 e 6.2 sono inammissibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.4, identico agli emendamenti 6.5, 6.6 e 6.7. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi consenta prima di tutto di esprimere un disagio personale per quanto è successo prima su una questione delicata. Su una questione così delicata, Presidente, non si arriva a questi punti. Io esprimo veramente un disagio gravissimo. Detto questo, ci rifletteremo, ciascuno di noi ci rifletterà, spero. Aggiungo due considerazioni. Ciascuno può avere le proprie posizioni, ma non c'è dubbio che il caos che si è realizzato sulla questione dei vaccini è un fatto grave e inaccettabile: inaccettabile, signor Presidente, per la salute dei bambini, per gli operatori scolastici e per le famiglie. La responsabilità che si assumono il Governo e la maggioranza è grave. Se avevate un'altra idea, non avreste dovuto intervenire con questo provvedimento, ma avreste dovuto mettere in discussione il decreto-legge Lorenzin - come avevate detto - e cambiare le norme in trasparenza, senza creare un tale caos. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . Così facendo, voi create incertezze. Voglio aggiungere un'altra cosa: capisco la posizione di chi discute, in via di principio, tra obbligatorietà e volontarietà. La posso capire, perché ci sono Paesi che hanno coperture sopra il 95 per cento e non hanno l'obbligo. Ma se voi lasciate aperta la porta alla messa in discussione degli elementi scientifici, non otterrete mai questo risultato. Decidete di abbandonare la rincorsa al consenso - peraltro, non so quali risultati vi darà - per mettere al primo posto la salute dei bambini e la qualità di questo Paese. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, c'è una grande preoccupazione fuori da quest'Aula. Noi possiamo discutere quanto vogliamo, ma la preoccupazione c'è. Ricordiamo le parole del presidente Conte, pronunciate quando questo Governo si è insediato, quando aveva dichiarato di voler essere l'avvocato degli italiani e dei cittadini e, quindi, difendere le istanze che i cittadini gli avrebbero rivolto. Noi rimaniamo basiti, perché alla Camera, durante le audizioni, alcuni cittadini medici hanno detto che il tipo di impostazione voluta dal Governo era grave e hanno chiesto al Governo un passo indietro. Cittadini presidi, dirigenti scolastici hanno chiesto con forza al Governo di non intervenire su quella materia che andava bene così com'era, perché altrimenti il caos nelle scuole sarebbe stato incalcolabile. Lo ha detto persino il cittadino professor Vittorio Demicheli, che è il Presidente della Commissione nazionale vaccini, incaricato dal ministro Grillo.