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Ognuno dirà la sua, ci saranno opinioni diverse, perché noi la pensiamo molto diversamente dal Partito Democratico sulla questione, ma in un momento di democrazia parlamentare potrebbero emergere posizioni di maggiore omogeneità. Insistiamo convintamente e lo diremo dentro e fuori il Parlamento, perché non è che si fanno gli annunci alla Camera e si impedisce alle Camere di votare sul tema. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . FAZZOLARI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, intanto è una grande soddisfazione che il Global compact for migration sia diventato un tema di discussione al Senato e, prima ancora, alla Camera. Se non fosse stato per le battaglie di Fratelli d'Italia, di tutto questo non si sarebbe saputo nulla: il Global compact sarebbe stato firmato il 10 dicembre a Marrakech nel totale silenzio dei grandi media, delle istituzioni e del Parlamento tutto, perché nessuno aveva speso una sola parola su di esso . È stato Fratelli d'Italia a imporre a tutto il Paese la discussione sul tema e ne siamo fieri. Siamo contenti che finalmente la questione sia diventata di attenzione generale. Il tema è tutt'altro che secondario, perché concerne l'impostazione delle Nazioni Unite e, di conseguenza, dei singoli Stati, da qui al futuro, in tema di immigrazione. Il Global compact for migration è un documento pericoloso, perché inserisce una serie di ovvietà, come la tutela dei diritti umani e del migrante, già ampiamente presenti in tutte le convenzioni internazionali in tema di migrazione e in tema di diritti umani. In tutto questo inserisce però delle novità e la novità è, di fatto, il diritto fondamentale a migrare e l'obbligo, di conseguenza, degli Stati di non limitare questo diritto fondamentale dell'essere umano. Con il Global compact for migration si sancisce la fine delle frontiere e degli Stati nazionali, l'immigrazione incontrollata e illimitata: questo è il Global compact ed è per questo che una serie di Stati, come gli Stati Uniti, l'Austria, l'Australia, Israele, la Slovacchia, la Svizzera e ogni giorno se ne sommano di più, non parteciperanno alla convenzione di Marrakech e non firmeranno il Global compact for migration. L'Italia fino a ieri aveva dichiarato che avrebbe firmato il Global compact: lo ha detto il Presidente del Consiglio. Anche su questo noi ci dobbiamo capire: chi è il Presidente del Consiglio? Qua risulta essere... PRESIDENTE. Mi scusi; non stiamo parlando di un argomento. Dobbiamo fare delle proposte rispetto al calendario. Se ci dice la proposta, sappiamo di cosa stiamo parlando. FAZZOLARI (FdI) . Arrivo alla proposta, Presidente. Il problema è che questo tema non è secondario. Fratelli d'Italia ha chiesto, alla Camera, di discutere il Global compact for migration prima del 10 dicembre e ci è stato risposto che verrà calendarizzato la notte di Natale: il 23 dicembre si discuterà del Global compact: una cosa assolutamente ignobile! Al Senato abbiamo formalizzato in ogni sede la proposta di discutere di questo prima del 10 dicembre, ma ci è stato risposto di no, poche ore fa, alla Capigruppo, non è stata accettata la nostra mozione e si parlerà di tale questione dopo la Conferenza di Marrakech del 10 dicembre. Fratelli d'Italia chiede che la discussione sia fatta prima del 10 dicembre, perché questa Assemblea e il Governo su questo tema non possono continuare a fare il gioco delle tre carte: devono dire se sono a favore dell'invasione delle nostre frontiere o se sono contrari. Continuare a fare melina su questo, non pronunciarsi e continuare ad avere il Presidente del Consiglio e il Ministro degli affari esteri che dicono di essere favorevoli a questo trattato, mentre altri Ministri e il Ministro dell'interno dicono di essere contrari, è una pagliacciata alla quale non dobbiamo sottoporre le istituzioni italiane. Chiediamo pertanto che la discussione su questo tema si svolga prima del 10 dicembre. PRESIDENTE. Scusi, senatore, si intende come comunicazioni del Governo e il dibattito che ne consegue? FAZZOLARI (FdI) . Come mozione 1-00052 , formalizzata da Fratelli d'Italia e agli atti degli Uffici del Senato, della quale chiediamo la discussione in Assemblea. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, è paradossale che, pur pensandola sul Global compact for migration in modo completamente opposto ai colleghi di Fratelli d'Italia, devo dire che hanno ragione. Qui c'è un problema che riguarda il rapporto tra il Parlamento e il Governo. Noi siamo una Repubblica parlamentare, il Governo parla con lingua biforcuta su un problema fondamentale e noi siamo espropriati della possibilità di decidere nei tempi desiderati e giusti. Abbiamo una presa di posizione del Ministro degli esteri, che si è dichiarato disponibile a venire in Parlamento, allora, colleghi, voglio capire: se sono cose formali e sulla politica estera si viene a riferire in Parlamento solo sulle cose ovvie, magari per leggere quello che noi sappiamo benissimo perché l'abbiamo letto sui giornali, queste informative non servono assolutamente a nulla. Se c'è un punto su cui il Parlamento non può essere espropriato del diritto-dovere di decidere, questo è il Global compact, che credo - consentitemi di dire solo questo in pochi secondi - che molti dei nostri colleghi non abbiano letto, perché se pensiamo che tale accordo sia una minaccia per la sovranità nazionale, non abbiamo capito che la sottoscrizione del Global compact è l'unico modo serio per coinvolgere i Paesi africani nella gestione di un problema che da soli non riusciremo a risolvere. (Applausi dal Gruppo PD) . Ma questa è un'opinione e come tale non è questa la sede parlamentare, oggi: sarà la sede adatta il giorno in cui sarà calendarizzato. Mi associo a quanto ha detto il Gruppo del PD nella persona del senatore Ferrari: o come informativa urgente o come comunicazione del Governo, credo sia fondamentale che il Parlamento si riappropri del suo diritto-dovere di decidere. Aggiungo anche che nella storia della Repubblica siamo pieni di posizioni che vedono una divaricazione all'interno del Governo, non è la prima volta che due partner del Governo la pensano diversamente. Se facessimo finta di indignarci perché la Lega e i 5 Stelle la pensano diversamente, vorrebbe dire che non abbiamo assistito negli ultimi trent'anni a quello che è capitato, perché molte volte capita che ci siano posizioni diverse nell'ambito dello stesso Governo. Tuttavia qui il dato è diverso: loro comporranno come ritengono la loro maggioranza, ma noi non possiamo essere espropriati del diritto di decidere e questo non può avvenire quando i giochi sono già fatti e il nostro Governo si è associato alla Svizzera (aperta parentesi, punto esclamativo, puntini puntini, chiusa parentesi). Io credo che noi dovremmo, oggi, con questo voto sul calendario, riappropriarci del nostro diritto-dovere. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Vi sono altre proposte di modifica? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) .