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Il presente disegno di legge è l'occasione per fare dell'ufficio per il processo un volano per allinearsi all'Europa. Esso crea l'impalcatura già all'articolo 1, lettera a) , prevedendone l'istituzione quale articolazione organizzativa sia presso il tribunale, sia presso la procura della Repubblica, attraverso l'inserimento al suo interno, di diversi soggetti, con distinte competenze nel rispetto della diversa natura delle loro funzioni: oltre al titolare dell'ufficio del processo, in via permanente una nuova figura delegata dal titolare (costituita dai magistrati onorari interessati dal regime transitorio che di seguito si esporrà), in via permanente e funzionale il personale amministrativo, in via temporanea i nuovi magistrati onorari e i tirocinanti, in ragione, rispettivamente, della natura onoraria del servizio e della funzione formativa. La nuova struttura, costruita in modo stabile attraverso gli articoli successivi, gioverà all'efficacia e all'efficienza del servizio giustizia, ma ha alle sue fondamenta l'inviolabile principio costituzionale dell'autonomia, indipendenza e imparzialità del magistrato. L'articolo 2, infatti, chiarisce che l'ufficio per il processo è un modello organizzativo per l'esercizio del potere giurisdizionale del Tribunale e della Procura nell'ambito del quale il titolare lo esercita coordinando i soggetti in esso inseriti, secondo le rispettive funzioni e competenze che di seguito si indicheranno, e ricorrendo all'istituto della delega nei casi previsti dal legislatore delegato secondo i principi prescritti dal disegno di legge. Il disegno di legge delinea un modello duttile ed efficiente, in cui in futuro, a seguito della sua sperimentata adozione, potranno innestarsi altri soggetti, arruolati, in ipotesi, mediante concorso da riservarsi ai diplomati delle scuole di specializzazione per le professioni legali. In ipotesi, in futuro, potrà rivedersi anche il sistema di arruolamento della magistratura di carriera, sostituendo l'attuale selezione con un concorso riservato ai soggetti inseriti organicamente nell'ufficio per il processo, con il beneficio di attribuire le competenze di maggiore responsabilità proprie dei magistrati di carriera, a soggetti esperti e formati da essi stessi (risparmiando anche i costi dell'attuale biennio di tirocinio). 1. Riordino del ruolo e delle funzioni della magistratura onoraria (articoli 3, 5, 6, 9 e 10) Nel perseguire l'obiettivo in premessa il disegno di legge razionalizza l'attuale assetto dal punto di vista dell'organizzazione giudiziaria e dal punto di vista dell'effettività della natura onoraria delle funzioni. A) Organizzazione giudiziaria. Dal punto di vista dell'organizzazione l'intervento normativo sarà innovativo rispetto al passato in quanto: 1) supera la distinzione tra giudici onorari di tribunale e giudici di pace, denominandoli «giudici onorari di pace» e facendoli confluire tutti nell'ufficio del giudice di pace; 2) definisce uno statuto unico della magistratura onoraria (applicabile ai giudici di pace onorari -- inseriti nell'ufficio del giudice di pace -- e ai vice procuratori onorari -- inseriti nell'ufficio della procura della Repubblica); 3) riorganizza l'ufficio del giudice di pace, sottoponendolo al coordinamento del presidente del tribunale (con disposizione precettiva). Il disegno di legge supera la distinzione tra le attuali figure di magistrati onorari con funzioni giudicanti inserendole tutte presso il solo ufficio del giudice di pace, che viene coordinato dal presidente del tribunale, che provvederà alla formazione delle tabelle e alla organizzazione periodica di riunioni ex articolo 47- ter dell'Ordinamento giudiziario. La previsione relativa alla sottoposizione dell'ufficio del giudice di pace al coordinamento del presidente del tribunale è contenuta nell'articolo 6. La previsione che introduce la partecipazione dei giudici di pace alla riunioni di cui alla disposizione citata dell'Ordinamento Giudiziario, è contenuta nell'articolo 9. Entrambe costituiscono disposizioni precettive. Il disegno di legge predispone uno statuto unico per la magistratura onoraria, prevedendo una disciplina omogenea relativamente alle modalità di accesso, alla durata dell'incarico, al tirocinio, alla responsabilità disciplinare, alla formazione e ai criteri di liquidazione dei compensi. Salvo quanto si dirà nel punto successivo e nel paragrafo relativo all'ufficio per il processo, le novità dell'intervento normativo sono le seguenti: -- la formazione si svolge per l'intera durata dell'incarico secondo un modulo unificato individuato dalla Scuola Superiore della Magistratura, e ha carattere obbligatorio, in quanto la mancata partecipazione ai corsi costituisce parametro negativo in sede di conferma (la previsione è contenuta nell'articolo 9 e costituisce disposizione precettiva); -- per semplificare la procedura di selezione dei magistrati onorari, la competenza ad emettere il bando è attribuita ai consigli giudiziari (articolo 3 comma 3 lettera c) ); -- ai magistrati onorari si estende la disciplina dell'astensione attualmente prevista per i giudici ausiliari di corte d'appello dall'articolo 70 del decreto-legge n. 69 del 2013 (articolo 3 comma 12 lettera a) ); -- si estende a tutti i magistrati onorari il regime di decadenza e dispensa previsto attualmente dalla legge 374/91, istitutiva dei giudici di pace (articolo 3 comma 12 lettera b) ); -- si estende a tutti i magistrati onorari la disciplina della responsabilità disciplinare prevista dalla legge 374/91, istitutiva dei giudici di pace, rispettosa del principio della gradualità della sanzione (articolo 5); -- si estende a tutti i magistrati onorari la partecipazione al consiglio giudiziario limitatamente alle deliberazioni che li interessano (articolo 5). B) Effettività della natura onoraria delle funzioni. Dal punto di vista dell'effettività della natura onoraria delle funzioni il disegno di legge è formulato in modo da prevenire, in sede applicativa, il deragliamento rispetto ai binari tracciati dalla Costituzione e dalle fonti normative europee. L'unica previsione costituzionale in materia di funzioni giurisdizionali onorarie è l'articolo 106 comma 2: «La legge sull'ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli». Sebbene si tratti di una previsione forse laconica, tuttavia i lavori preparatori dell'Assemblea Costituente e la giurisprudenza costituzionale (ma prima ancora il dizionario e l'etimologia), soccorrono a individuare il senso della natura onoraria delle funzioni. Quanto ai lavori preparatori è il deputato Giovanni Leone a esplicitare il significato dell'aggettivo «onorario»: «è una funzione che si presta non come attività professionale, ma come una partecipazione spontanea che esce dalle normali occupazioni della propria vita».