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L'articolo 113 prevede che alla trattazione esclusiva dei ricorsi in materia tributaria siano destinati almeno 10 consiglieri scelti tra i professori ordinari di diritto tributario e gli avvocati tributaristi che abbiano almeno quindici anni di effettivo esercizio, siano iscritti nell'albo speciale per le giurisdizioni superiori e abbiano maturato una significativa esperienza in materia tributaria, nonché tra i consiglieri di Cassazione che abbiano maturato una significativa esperienza come membri delle Commissioni tributarie. Si è voluto istituire di fatto una sezione tributaria della Cassazione, senza però qualificarla come organo della giurisdizione tributaria; si è così evitato di creare un'intersezione fra il giudice delle leggi e la giurisdizione tributaria ed è stata rispettata l'autonomia organizzativa della suprema corte. La disposizione spiega l'esclusione (articolo 110, comma 4) per i consiglieri di Cassazione della possibilità di optare per il ruolo di giudice tributario o di essere giudici tributari supplenti, avendo essi ora la possibilità di svolgere tale attività all'interno dell'organo di appartenenza, contribuendo così anche allo smaltimento dell'arretrato. L'articolo 114 provvede alla redistribuzione delle controversie pendenti presso le commissioni fra i nuovi organi della giurisdizione tributaria. I commi 2 e 3 replicano un istituto transitorio previsto dal codice del processo amministrativo, disponendo l'estinzione di ricorsi e appelli pendenti da almeno 5 anni per ogni grado di giudizio, salvo che una delle parti non presenti una nuova istanza di fissazione dell'udienza. L'articolo 115, come già accennato, regola la transizione per gli uffici di segreteria, prevedendo anche la possibilità di sopprimere alcuni di essi, collocati in sedi dove non sono più presenti organi della giurisdizione tributaria e concedendo il tal caso al personale la facoltà di rinunciare a prestare servizio presso i restanti uffici di segreteria. L'articolo 116, come già detto all'articolo 14, prevede il trasferimento alla Presidenza del Consiglio dei ministri della Direzione della giustizia tributaria. Gli articoli 117 e 118 prevedono il riordino e l'unificazione in due soli atti di tutte le disposizioni regolamentari (di attuazione del codice o organizzative del CGT) e il divieto di emanare altre disposizioni della specie in materia al di fuori dei due testi indicati. L'articolo 119 provvede a un'opera di «pulizia» normativa, disponendo l'abrogazione dei testi di legge e delle singole norme recepiti nel codice. Allegato tecnico Alla riforma si imputa un costo derivante: a) dalla sostituzione dei giudici onorari, pagati in prevalenza «a cottimo» in base al numero di sentenze, con giudici di professione e a tempo pieno, retribuiti come i magistrati ordinari; b) dal passaggio del personale di segreteria dal comparto «Ministeri» al comparto «Presidenza del Consiglio». Si presume invariato il costo della struttura amministrativa a supporto in termini di risorse materiali, nonché quello di eventuali ausiliari dei giudici (consulenti tecnici, interpreti, eccetera). Il costo a regime della nuova magistratura tributaria si può approssimare moltiplicando il numero complessivo di giudici previsti dalle tabella A e B (439) per il costo medio lordo di un magistrato ordinario (192.254 euro), come ritraibile dal conto annuale della Ragioneria generale dello Stato del 2016 (1,76 miliardi di costo del lavoro dipendente diviso per 9.159 addetti). Si giunge così a una stima di 85 milioni di euro. A fronte di tale spesa vi è quella attualmente sostenuta per i giudici e rappresentata dalla somma del compenso fisso mensile stabilito dal decreto ministeriale 28 giugno 2002 e del compenso variabile rapportato al numero di ricorsi definiti, stabilito dal decreto del Ministro della giustizia 24 marzo 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 118 del 23 maggio 2006. Si possono così stimare: a) il totale dei compensi fissi moltiplicando le tariffe per il numero di giudici effettivamente in servizio nel 2017 (109 presidenti di commissione, 361 presidenti e 460 vice presidenti di sezione, 2.089 giudici, come da ultima relazione del Ministero dell'economia e delle finanze), ottenendo un totale di 12 milioni di euro; qualora si considerasse l'organico teorico, come previsto dal decreto ministeriale 11 aprile 2004 (4.668), il costo sarebbe stimabile in 18 milioni di euro; b) il totale dei compensi variabili moltiplicando le relative tariffe per il numero dei ricorsi definiti nel 2017 (202.833), ottenendo un totale di 30 milioni di euro. La somma complessiva è pertanto pari ad almeno 42 milioni di euro, che possono salire a 48 milioni, se si considera l'organico teorico e potrebbero accrescersi di circa un ulteriore terzo, fino a 64 milioni, se su tali somme dovesse essere riconosciuta la corresponsione da parte dello Stato dei contributi previdenziali e assicurativi, attualmente oggetto di controversia. In via prudenziale si assume come costo dell'attuale sistema il valore minimo di 42 milioni e quindi si stima il maggior costo dei giudici in 43 milioni di euro. Il personale di segreteria interessato al passaggio è pari a 1.923 persone, sempre secondo la relazione del Ministero dell'economia e delle finanze. Sempre utilizzando i dati del conto annuale della Ragioneria generale dello Stato 2016, in base al costo medio lordo di un dipendente ministeriale (circa 44.000 euro), essi dovrebbero rappresentare attualmente una spesa di circa 85 milioni di euro. Il costo medio di un dipendente della Presidenza del Consiglio dei ministri è oltre il doppio (110.000 euro), ma, attesa la diversa distribuzione dei livelli tra i due comparti e il maggior peso delle gratifiche presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, si può stimare un aumento di stipendio di circa il 30 per cento, corrispondente al divario delle sole voci stipendiali (23.569 euro vs. 30.576 euro). Il maggior costo del personale sarebbe pertanto di 25 milioni di euro. Nel complesso il nuovo sistema di giustizia tributaria avrebbe, a regime, un costo aggiuntivo di 68 milioni di euro, risultanti per 43 milioni dal maggior onere per i giudici e per 25 milioni dal maggior onere per il personale di segreteria. Alla copertura di tali oneri si provvede con le risorse provenienti dal Fondo per la riduzione della pressione fiscale, di cui all'articolo 1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.. I DELL'ORGANIZZAZIONE DELLA GIURISDIZIONE TRIBUTARIA I DISPOSIZIONI GENERALI 1 (Organi della giurisdizione tributaria e Corte suprema di cassazione) 1 La giurisdizione tributaria è esercitata dai tribunali tributari e dalle corti d'appello tributarie di cui rispettivamente alle tabelle A e B allegate al presente codice, come sue parti integranti e sostanziali, e dalla sezione tributaria della Corte suprema di cassazione.