[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale degli articoli da 30 a 42 del regio decreto 13 agosto 1933, n. 1038 (Approvazione del regolamento di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti), promosso con ordinanza del 5 giugno 2007 dalla Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione siciliana nel giudizio sul conto reso dalla Bipielle Società di gestione del credito s.p.a., nella qualità di cassiere dell'Azienda ospedaliera V. Cervello di Palermo, iscritta al n. 803 del registro ordinanze 2007 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, n. 49, prima serie speciale, dell'anno 2007. Visto l'atto di intervento del presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 25 giugno 2008 il Giudice relatore Paolo Maddalena.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ordinanza del 5 giugno 2007, notificata in data 12 settembre 2007, iscritta al n. 803 del registro ordinanze dell'anno 2007, la Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione siciliana, solleva, in riferimento agli artt. 24 e 111, secondo comma, della Costituzione, questione di legittimità costituzionale degli articoli da 30 a 42 del regio decreto 13 agosto 1933, n. 1038 (Approvazione del regolamento di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti), nella parte in cui, «nel regolare la procedura del giudizio di conto, non prevedono che la relazione del Magistrato Relatore in uno al decreto di fissazione della conseguente udienza per la celebrazione del giudizio di conto stesso, sia notificata anche all'Amministrazione». 1.1. - Le disposizioni censurate prevedono la trasmissione della suddetta relazione al solo procuratore generale (art. 30) e, più complessivamente (articoli da 31 a 42), la partecipazione del solo pubblico ministero contabile (e non della pubblica amministrazione) al giudizio sul conto reso o omesso dal contabile. 2. - In punto di fatto, la rimettente sezione regionale della Corte dei conti chiarisce: a) che il magistrato relatore, esaminando i conti dei tesorieri di diverse Aziende U.S.L. ed ospedaliere della Provincia di Palermo, ha contestato la legittimità della liquidazione degli interessi passivi posti a carico dell'Azienda ospedaliera “V. Cervello” di Palermo per anticipazioni di cassa da parte del tesoriere Banca Popolare Italiana s.p.a., da cui risulta un debito finale, a carico dell'Azienda ospedaliera, di € 646, 79; b) che il magistrato relatore nella sua relazione ha chiesto l'iscrizione a ruolo del conto in questione, al fine di accertare il «superiore addebito a carico dell'Azienda ed in favore del contabile “Banca Popolare Italiana s.p.a.”, con contestuale discarico di quest'ultima»; c) che il Presidente di sezione ha fissato con decreto apposto in calce alla suddetta relazione l'udienza di trattazione e che la relazione, unitamente al decreto presidenziale, è stata, poi, notificata alla società contabile; d) che “Bipielle” Società di gestione del credito s.p.a., quale mandataria della “Banca Popolare Italiana s.p.a.” ha depositato una memoria di costituzione, aderendo alle conclusioni del magistrato relatore; e) che la relazione non risulta, invece, notificata all'Azienda ospedaliera “V. Cervello” di Palermo, la quale non si è, pertanto, costituta nel giudizio di conto. 2.1. - In ordine alla non manifesta infondatezza della questione, il giudice rimettente rileva che tale mancata notifica e, quindi, la mancata partecipazione dell'Azienda ospedaliera al giudizio derivano dalla disciplina positiva degli impugnati artt. da 30 a 42 del regio decreto n. 1038 del 1933, il quale configura il giudizio di conto, «configurando il contraddittorio esclusivamente nei confronti del contabile». Questa disciplina sarebbe, tuttavia, in contrasto con gli artt. 24 e 111, secondo comma, della Costituzione. Tali disposizioni costituzionali, secondo il rimettente, impongono anzitutto al legislatore che ogni processo si svolga nel contraddittorio e nella parità processuale delle parti sostanziali. Parti sostanziali sarebbero, nella specie, non solo il contabile, ma anche la amministrazione interessata, dato che essa subisce le conseguenze giuridiche «dell'accertamento giudiziale dell'eventuale credito/debito riconosciuto ed accertato dalla Corte in capo al contabile». La mancata partecipazione di una parte sostanziale al giudizio di conto varrebbe a negare il contraddittorio e a determinare una chiara ed illegittima disparità tra le parti. Né «la pur necessaria partecipazione del P.M., quale garante “dell'imparziale buona gestione contabile”» sarebbe, per il remittente, sufficiente a «soddisfare di per sé la richiesta condizione di parità processuale e di contraddittorio tra le parti sostanziali». A conferma di tale tesi la rimettente sezione regionale della Corte dei conti richiama la sentenza n. 1 del 2007 della Corte costituzionale, che, in materia di giudizio per il rimborso di quote inesigibili d'imposta, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 52, 53 e 54 del medesimo regio decreto n. 1038 del 1933, nella parte in cui non prevedono che il ricorso dell'esattore sia notificato all'amministrazione finanziaria e che anche ad essa siano dati gli ulteriori avvisi. Alla luce della prospettata analogia tra le due questioni, secondo la rimettente Corte dei conti, dovrebbe allora dichiararsi la illegittimità costituzionale pure degli artt. da 30 a 42 del regio decreto n. 1038 del 1933, nella parte in cui, «nel regolare la procedura del giudizio di conto, non prevedono che la relazione del Magistrato Relatore in uno al decreto di fissazione della conseguente udienza per la celebrazione del giudizio di conto stesso, sia notificata anche all'Amministrazione». 2.2. - Il giudice rimettente chiarisce di stare celebrando l'udienza del giudizio di conto e, in ordine alla rilevanza della questione, sostiene che dall'accoglimento di essa nei termini prospettati «deriverebbe la necessità di procedere ai surriferiti adempimenti processuali per la corretta instaurazione del contraddittorio con l'Amministrazione e l'ulteriore regolare seguito del giudizio di conto». 2.3. - Il rimettente dispone, infine, la notifica dell'ordinanza di rimessione alla indicata Azienda ospedaliera, affermando che questa sarebbe portatrice di un interesse personale e diretto strettamente legato al giudizio in corso, che potrebbe trovare tutela solo attraverso un'eventuale costituzione nel giudizio incidentale di costituzionalità. Ed invoca, sul punto, le sentenze n. 42 del 1991 e n. 314 del 1993 della Corte costituzionale. 3. - È intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, che ha depositato una memoria, con la quale chiede che la questione venga dichiarata inammissibile o manifestamente infondata. 3.1.