[pronunce]

L'interveniente si riferisce inoltre a una nota datata 8 maggio 2019 con la quale la titolare del procedimento penale a carico di L. P. comunicava al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Perugia che, nell'ambito di detto procedimento, erano emersi «molteplici contatti tra un indagato e Ferri Cosimo, già magistrato, attualmente parlamentare», e rappresentava - evidentemente ai fini dell'astensione - di aver avuto rapporti di amicizia e colleganza con la moglie dell'on. Ferri. A ulteriore conferma dell'assenza di casualità, la stessa titolare del fascicolo, in data 10 maggio 2019, trasmetteva al GICO la nota che invitava gli operatori a non attivare il microfono qualora fosse emerso che L. P. fosse prossimo a incontrare un parlamentare. 4.3.- L'interveniente assume che le decisioni giurisdizionali menzionate a conforto del ricorso siano state assunte sulla base di una rappresentazione dei fatti «assolutamente incompleta e parziale», derivante dalla mancata sottoposizione alla Corte di cassazione e alla stessa Sezione disciplinare di rilevanti elementi di giudizio, tra cui le informative della Guardia di finanza dei mesi di marzo, aprile e maggio 2019, la pluralità delle captazioni "predittive" dell'incontro del 9 maggio 2019 e la nota di astensione della titolare del fascicolo penale. Irrilevante sarebbe poi la dedotta tardività dell'ascolto delle medesime conversazioni "predittive", in quanto una prerogativa costituzionale non potrebbe essere vanificata da una condotta negligente, o comunque discrezionale, delle autorità inquirenti. In ogni caso, anche l'ascolto tardivo non escluderebbe la violazione dell'art. 68 Cost. e dell'art. 4 della legge n. 140 del 2003, e ne confermerebbe anzi la gravità. In qualsiasi momento abbia ascoltato le conversazioni "preparatorie", la Guardia di finanza avrebbe da allora acquisito la consapevolezza che alla riunione - ancora non ascoltata - aveva partecipato l'on. Ferri e che quindi proseguire nell'ascolto avrebbe determinato l'accesso al contenuto delle conversazioni del parlamentare. Sotto altro profilo, la Sezione disciplinare, prima di chiedere alla Camera dei deputati l'autorizzazione ad utilizzare le captazioni in questione, avrebbe dovuto verificarne la regolare esecuzione, minata invece dal riscontro di gravi anomalie. Sarebbe infatti emerso che, in violazione dell'art. 268, comma 3, del codice di procedura penale, le dette captazioni erano convogliate in due server della società privata fornitrice del trojan horse, situati in Napoli, mentre l'unico server autorizzato a riceverle era quello della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Ciò solleverebbe fondati dubbi sulla stessa genuinità del materiale che la Sezione disciplinare chiede di utilizzare, il che non potrebbe ritenersi estraneo all'oggetto del conflitto. 5.- In prossimità dell'udienza pubblica, la Sezione disciplinare del CSM ha depositato memoria, insistendo per l'accoglimento del ricorso. 5.1.- La ricorrente reputa anzitutto non fondate le eccezioni di inammissibilità del ricorso, prospettate dalla Camera dei deputati e dall'on. Ferri. La Sezione disciplinare replica di non avere contestato che alla Camera spetti il potere di autorizzazione, ma di avere censurato le modalità con le quali essa ha esercitato tale potere in concreto. Negando l'autorizzazione, la Camera avrebbe impedito l'utilizzazione di un materiale probatorio penalmente neutro all'interno di un giudizio disciplinare, con conseguente lesione della giurisdizione disciplinare, nella quale le acquisizioni raccolte in sede penale dovrebbero essere pienamente utilizzabili, nell'ottica del più ampio accertamento della verità materiale e dei minori limiti di acquisizione applicabili rispetto a quelli esistenti in ambito penale. La ricorrente segnala peraltro che l'autorità giudiziaria di Perugia ha trasmesso alla Sezione disciplinare del CSM numerose captazioni di conversazioni intercorse tra L. P. e terze persone, magistrati e non, le quali hanno dato luogo all'avvio di diverse iniziative disciplinari, nel comune denominatore dell'interferenza sui processi decisionali dell'organo di autogoverno della magistratura, secondo l'ipotesi di incolpazione di cui all'art. 2, comma 1, lettera d), del d.lgs. n. 109 del 2006. Da queste risultanze non sarebbero mai scaturite iscrizioni di procedimenti penali, come appunto accaduto con riguardo all'on. Ferri e alla vicenda della riunione dell'8-9 maggio 2019, che rappresenta il nucleo della contestazione disciplinare. 5.2.- La ricorrente rileva altresì che le autorizzazioni previste dagli artt. 4 e 6 della legge n. 140 del 2003 costituiscono, al tempo stesso, una prerogativa parlamentare e una deroga al principio di parità di trattamento dei cittadini davanti alla giurisdizione. Come emerge dalla giurisprudenza di questa Corte, dovrebbero essere quindi evitate improprie letture estensive, limite che vale anzitutto per il legislatore, cui è preclusa ogni integrazione o ampliamento della prerogativa. Quanto al criterio di necessità, cui la legge n. 140 del 2003 subordina il compimento dell'intercettazione ad autorizzazione preventiva e l'utilizzazione dell'intercettazione ad autorizzazione successiva, la ricorrente osserva che, per giurisprudenza costituzionale, la relativa valutazione spetta all'autorità giudiziaria, pur tenuta a darne conto nella richiesta di autorizzazione rivolta alla Camera (sul punto si richiama la sentenza n. 188 del 2010). A sua volta, il Parlamento non potrebbe negare l'autorizzazione all'utilizzazione di una intercettazione "fortuita" in base a criteri scelti discrezionalmente, di volta in volta, né disporrebbe di un potere di riesame dei dati processuali già vagliati dall'autorità giudiziaria, potendo solo verificare che la richiesta di autorizzazione sia coerente con l'impianto accusatorio e che non sia, dunque, pretestuosa (in proposito è citata la sentenza di questa Corte n. 74 del 2013). Nella specie, la delibera impugnata avrebbe omesso di considerare la natura delle intercettazioni per le quali si richiedeva l'autorizzazione, adducendo, al tempo stesso, elementi a sostegno del diniego del tutto estranei a quella verifica, perché indirizzati a riesaminare dati probatori già valutati dall'autorità giudiziaria nel procedimento penale. 5.3.- La deliberazione della Camera dei deputati avrebbe poi omesso di considerare che il procedimento penale R.G. n. 66542/2018 è stato iscritto presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia in ragione dell'emersione di un'ipotesi di corruzione, qualificata ai sensi degli artt. 318, 319, 319-ter e 321 del codice penale, a carico anche di L. P. Tali accuse non hanno però mai coinvolto l'on. Ferri, rispetto al quale anche la partecipazione alla riunione presso l'Hotel Champagne di Roma assumerebbe un significato differente nella prospettiva degli investigatori, rimanendo priva di rilevanza penale, come dimostrato dal successivo svolgimento dell'indagine. Mancherebbero, quindi, gli aspetti essenziali per la qualificazione delle intercettazioni come "indirette":