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Il fatto che non ci siano decine di morti (e speriamo non ce ne saranno) non è frutto del caso, ma del fatto che Israele investe miliardi nella protezione dei suoi cittadini, sia per mezzo del sistema antimissile Irondome, che costruendo rifugi sicuri in ogni palazzina israeliana. Ieri e stanotte i cittadini israeliani del Sud del Paese hanno passato tutto il loro tempo al sicuro nei rifugi e oggi, in diverse città del Sud del Paese, è tutto chiuso, comprese scuole e posti di lavoro. Israele ha il diritto di difendersi e di tutelare la sicurezza dei suoi cittadini, e tutto questo accade quando Israele aveva dimostrato la sua intenzione di giungere a un accordo di cessate il fuoco, permettendo anche al Qatar di trasferire a Gaza gas, soldi e risorse. Io penso che gli italiani non possano restare indifferenti a quanto sta accadendo e ritengo che il Governo debba quanto prima intraprendere un'azione diplomatica quanto mai opportuna. Ringrazio il ministro Salvini, che ha già avuto l'accortezza di organizzare una propria visita e un proprio viaggio proprio in Israele: così si dimostra la vera vicinanza al popolo israeliano, alla sua storia, alle sue persecuzioni e a quello che continua a subire. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP). LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, il tema è lo stesso, per cui non ripeterò le argomentazioni, identiche alle mie, appena espresse dalla senatrice Bonfrisco, le quali peraltro riprendono puntualmente le informazioni che stiamo ricevendo dalle agenzie e dalla stessa ambasciata israeliana. Dico soltanto, signor Presidente, che la nostra solidarietà non deve essere di maniera. Io credo che molto spesso ci si dimentichi della condizione in cui vivono i cittadini israeliani, che molto spesso il diritto alla difesa del popolo israeliano e dello Stato d'Israele venga sottaciuto e sottovalutato e che soltanto quando avvengono fatti come questi ci si ricordi che il buon diritto, anche dei palestinesi, di avere una patria non ha nulla a che vedere con l'estremismo (peraltro filoislamico) che è alla base di coloro che stanno lanciando i razzi contro il territorio di Israele. Chiedo al Governo una parola forte e chiara: a volte, l'equidistanza ha una sua logica; in questo caso, il silenzio sarebbe scandaloso. Mi appello, quindi, al Governo affinché prenda nettamente posizione in difesa del buon diritto all'esistenza d'Israele e del suo popolo. (Applausi dal Gruppo FdI) . PARRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, ritengo necessario richiamare la sua attenzione e quella dei colleghi su due fatti, avvenuti nei giorni scorsi, che hanno a che vedere con quello che riteniamo essere un diritto fondamentale dei cittadini in un Paese democratico come il nostro. Mi riferisco al diritto di contestare chi esercita il potere politico, ovvero di manifestare liberamente il proprio pensiero. Come lei saprà e come sapranno i colleghi, sabato scorso migliaia di persone sono state fermate ai caselli autostradali, alle porte di Roma, mentre si stavano recando a una manifestazione antirazzista convocata per criticare il provvedimento che il Senato ha approvato di recente, in prima lettura, in materia di immigrazione. I partecipanti alla manifestazione sono stati sottoposti a perquisizioni e a controlli, che si sono prolungati per ore e che sono parsi a tutti noi e a moltissimi osservatori anche del mondo dell'informazione assolutamente immotivati, arbitrari e sproporzionati. Ieri - e questo fatto ha avuto ancora maggiore pubblicità - una signora, che si trovava nei pressi dell'università LUMSA di Roma e che era uscita da casa propria per altre ragioni, ha contestato verbalmente il Ministro dell'interno, che si trovava a passare davanti a lei. Ebbene, dopo che è avvenuta tale contestazione, la donna è stata affrontata in malo modo, con una inopinata aggressività, da funzionari di Polizia in borghese, portata lontano da dove si trovava e infine condotta al commissariato e denunciata perché - questo è stato detto - non avrebbe esibito immediatamente i documenti che le erano stati chiesti. Signor Presidente, riteniamo che questi siano fatti per cui è necessario essere molto preoccupati: sono indicativi di un clima che non vogliamo prosegua. Crediamo che episodi del genere siano non soltanto immotivati, ma in contrasto con due articoli fondamentali della nostra Costituzione: l'articolo 17 e l'articolo 21. Riteniamo, infine, che fatti come quelli citati non possano passare sotto silenzio e che richiedano un'iniziativa politica forte. Questa mattina abbiamo presentato un'interrogazione al Ministro dell'interno; lo stesso ha fatto il mio collega, Capogruppo del PD, in Commissione affari costituzionali alla Camera. Vogliamo che di questo si discuta nelle sedi istituzionali, ma intanto ci pareva necessario informare lei e l'Assemblea della nostra grande inquietudine per i fatti avvenuti, che non vorremmo fossero parte di un clima che viene ispirato. Riteniamo necessario che si diano chiarimenti su questo, perché in democrazia il diritto di manifestare il proprio dissenso, il diritto di contestare chi si trova a esercitare responsabilità di Governo e il diritto di non essere portati al commissariato e di non essere sottoposti a immotivate perquisizioni e a immotivati controlli se lo si fa, deve essere un diritto su cui nessuno ha dubbi e che non viene in alcun modo limitato e sottoposto a coercizione. (Applausi dal Gruppo PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti dell'Università statale di Milano, facoltà di giurisprudenza e scienze della comunicazione, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno MIRABELLI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, a Milano c'è una grande area che si chiama Porto di Mare: 34 ettari abbandonati da molti anni che il Comune di Milano, insieme a Italia Nostra, in questi ultimi anni ha provveduto a risanare e a risistemare, realizzando un parco. Restano due ettari da sistemare: il tristemente noto, famoso alle cronache, Boschetto di Rogoredo, una realtà che nasconde due piazze di spaccio, riferimento per tutta la Regione Lombardia. Uno spettacolo inaccettabile in una città o in qualunque altro luogo. Per consentire il risanamento di questi ultimi due ettari e mettere a disposizione dei cittadini anche l'intero parco di Rogoredo, abbiamo chiesto al Ministro dell'interno - da tempo l'hanno fatto il sindaco di Milano, molti assessori e le forze politiche - di mettere a disposizione le Forze dell'ordine necessarie per consentire che venga risanata l'ultima parte di questo parco, che quindi venga distrutto e risanato il boschetto di Rogoredo e ci sia la possibilità di espellere lo spaccio da quella zona.