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I comuni possono attribuire misure premiali di carattere urbanistico-edilizio alle proposte ritenute migliori in rapporto alla convenienza collettiva che ne deriva, privilegiando le proposte che innovano il sistema delle attività e delle funzioni urbane, nonché valutando la qualità del processo e del prodotto urbano raggiungibile attraverso l'operazione di trasformazione urbanistica. 9 Ferma restando la scansione temporale per priorità d'intervento, definita dal PSUS, le regioni, tenuto conto della dimensione degli enti locali e nel rispetto del principio di buon andamento e proporzionalità, stabiliscono i tempi massimi entro cui deve essere approvato il PUL, che non possono in ogni caso essere superiori a cinque anni dalla data di approvazione del PSUS per i comuni di dimensioni maggiori. La mancata approvazione del PUL nel termine massimo indicato dalla legge regionale comporta la decadenza delle previsioni del PSUS. Nelle more restano validi i piani vigenti. 10 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano incentivano la pianificazione urbanistica intercomunale, a contenuto globale o parziale, con l'approvazione di piani urbanistici che si estendono al territorio di più comuni, definendo, con propria legge, ambiti territoriali ottimali per la pianificazione urbanistica ed edilizia e per la partecipazione alla pianificazione territoriale di livello sovracomunale. La regione esercita poteri sostitutivi nei confronti dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, ovvero fino a 3.000 abitanti se appartengono o sono appartenuti a comunità montane, che non ottemperino all'obbligo di esercizio in forma associata mediante unione di comuni o convenzione delle funzioni di pianificazione urbanistica ed edilizia in ambito comunale e di partecipazione alla pianificazione territoriale di livello sovracomunale, ai sensi dell'articolo 14, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. 11 La legge regionale, al fine di contenere l'ulteriore occupazione di suolo da parte degli insediamenti residenziali e produttivi, commisura l'entità del contributo per oneri di urbanizzazione, comunque denominati, in rapporto alla densità edilizia, prevedendo, per gli insediamenti di minore densità, un aumento proporzionale del predetto contributo. 12 All'articolo 1, comma 85, lettera a) , della legge 7 aprile 2014, n. 56, le parole: «pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, nonché» sono soppresse. 8 (Tutela della proprietà e indifferenza delle posizioni proprietarie) 1 Il governo del territorio è regolato in modo che siano assicurati il riconoscimento della proprietà, la sua appartenenza e il suo godimento nel giusto equilibrio con l'interesse generale della comunità al perseguimento degli obiettivi sociali della programmazione. 2 La disciplina della conformazione della proprietà, al fine di renderla funzionale agli obiettivi della programmazione territoriale e urbanistica, rispetta il principio di indifferenza delle posizioni proprietarie. I proprietari hanno il diritto di partecipare alla determinazione dei contenuti della programmazione territoriale, conformemente ai fini generali della medesima. 3 Nel rispetto dell'articolo 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmato a Parigi il 20 marzo 1952, di cui alla legge 4 agosto 1955, n. 848, sono compensate le limitazioni alla proprietà privata, apposte dagli strumenti di pianificazione, che: a non hanno carattere generale e che non riguardano una categoria di beni economici, bensì singoli beni; b comportano il venire meno della redditività del bene medesimo, anche in forme differenti dallo sfruttamento edilizio. 4 La proprietà dell'abitazione principale è salvaguardata. La programmazione territoriale tiene conto dei bisogni abitativi e contiene previsioni particolari che garantiscono l'accesso alla proprietà dell’abitazione. 9 (Fiscalità immobiliare) 1 L'imposizione fiscale sulla proprietà immobiliare risponde al criterio di proporzionalità e non costituisce, in ragione della sua misura, un limite all'accesso alla proprietà e alla sua conservazione. 2 Le leggi in materia di tributi propri dei comuni garantiscono agli stessi un'adeguata flessibilità per favorire il perseguimento delle politiche territoriali di cui alla presente legge. 3 La disciplina dell'imposta sul reddito delle persone fisiche assicura altresì nelle opportune misure la deduzione dal reddito dei canoni di locazione per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale anche per i contratti diversi da quelli di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431. 4 Le imposte locali sugli immobili sono commisurate anche ai diversi indici di densità edilizia, con una progressiva riduzione per le zone di maggiore densità edilizia. In attuazione del medesimo principio, i comuni possono modulare le suddette imposte al fine di assicurare un'appropriata remunerazione e bilanciato ristoro ai proprietari dei beni di cui al comma 3 dell'articolo 8. 5 La disciplina dei tributi diretti e indiretti tiene conto dell'assenza di efficacia conformativa della proprietà e degli altri diritti reali dello strumento di pianificazione urbanistica comunale di cui all'articolo 7, comma 2, lettera a) . 6 Le leggi tributarie, nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea, agevolano le locazioni e le cessioni di fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dall'articolo 18, nonché i contratti stipulati per la loro costruzione. 7 Le leggi in materia di tributi immobiliari garantiscono la deducibilità degli stessi dalle imposte sui redditi e dall'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) in capo alle imprese e agli enti commerciali e la loro non applicabilità a carico degli immobili destinati alla vendita o alla rivendita che non siano utilizzati. 8 Gli immobili soggetti a vincoli di interesse generale di ogni genere non sono soggetti a tassazione. 10 (Perequazione) 1 I piani urbanistici possono essere attuati per mezzo della perequazione e della compensazione, anche al fine di raggiungere gli obiettivi di qualità urbana, paesaggistica e ambientale nel rispetto dei princìpi di efficacia, efficienza ed equità, garantendo altresì l'indifferenza delle posizioni proprietarie dei beni immobiliari. 2 La perequazione è finalizzata alla riduzione della diversità di trattamento della proprietà determinata dal piano urbanistico e ad un'equa distribuzione dei benefici derivanti dalla pianificazione e all'acquisizione, da parte degli enti locali, delle aree necessarie alle dotazioni territoriali funzionali alla qualità urbana-paesaggistica e ambientale. 3 La perequazione trova attuazione nell'attribuzione a tutte le aree soggette a trasformazione urbanistica di diritti edificatori senza distinzione tra destinazioni d'uso pubbliche e private. 4 La perequazione può essere estesa a tutte le aree di trasformazione urbanistica ovvero solo a una loro porzione. L'indice di edificabilità, opportunamente commisurato rispetto alle scelte pianificatorie generali e in particolare al dimensionamento del piano, può essere unico ovvero differenziato per classi omogenee di suoli, confermate le volumetrie degli edifici se esistenti a parità di destinazione d'uso, secondo le modalità definite dalle pianificazioni di cui all'articolo 7, comma 2.