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Nell'ultimo mese trascorso, l'unica cosa che abbiamo discusso è stato il disegno di legge di conversione del decreto-legge semplificazioni: perché non abbiamo discusso di cose importanti, signor Presidente? Abbiamo provato a discutere della situazione politica in Venezuela, del decreto-legge sulla sicurezza e del decreto-legge sul reddito di cittadinanza, e ribadisco che non abbiamo potuto discutere la legge finanziaria. Oggi discutiamo della riduzione del numero dei parlamentari, che è fuffa, perché è facile, demagogica e populista: chi non vuol ridurre il numero dei parlamentari? A qualsiasi domanda che facessimo al riguardo a qualsiasi cittadino, ci verrebbe risposto «certamente»; ma, se facessimo un sondaggio vero, per chiedere agli italiani quali sono le loro esigenze, ci risponderebbero: lavoro, sicurezza, immigrazione, sanità, ambiente, trasporti pubblici e così via; non ci sarebbe traccia della riduzione del numero dei parlamentari. E allora perché se ne parla? Si tratta di uno spot , perché anche a livello europeo siamo messi bene: siamo il ventesimo Paese quanto al rapporto tra popolazione e numero dei parlamentari, anche in relazione al numero dei consiglieri regionali. Oggi abbiamo 1.111 consiglieri regionali, mentre la Francia ne ha 1.880, la Germania 1.890 e la Spagna 1.218; tutti ne hanno più di noi. Allora io mi chiedo quale sia la logica per la quale - per esempio - il Friuli-Venezia Giulia può avere 70 o 80 consiglieri regionali e il Senato dovrebbe averne 200. Dov'è la logica democratica? E dove sarebbe la logica democratica di un Senato con 200 componenti che avrebbe interi territori senza rappresentanza? C'è una logica oltre a quella dello spot ? C'è una logica nel fatto che potremmo eleggere il Presidente della Repubblica con una piccola maggioranza di un partito quando invece, oggi è eletto anche dai consiglieri regionali e dai due terzi del Parlamento? Ma vi sembra democratico tutto questo? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Allora perché non avete parlato di un sistema elettorale diverso? Una collega che mi ha preceduto si scandalizzava perché qualcuno di voi, o lo stesso Grillo, ha proposto l'estrazione a sorte. Su questo punto io ragionerei perché preferirei, forse, un'estrazione a sorte alla piattaforma Rousseau, di cui sinceramente non conosco le origini - lasciamo perdere le fortune economiche che sono già state ricordate - e non so neanche dove sta la democrazia. Quando ho parlato con il ministro Toninelli, gli ho chiesto per quale motivo era stato fatto Ministro, visto che, quando si è trovato a contare i voti dei cittadini, è stato sonoramente bocciato. Ricordo che nel suo paese si è candidato consigliere comunale e ha preso nove voti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E con nove voti è diventato Ministro di un settore in cui non aveva alcuna competenza, perché nell'ultima legislatura si è occupato di riforme costituzionali. Quindi abbiamo scelto una persona qualsiasi. A questo punto preferisco tirare a sorte, almeno la botta di fortuna di trovarne uno che si impegna e studia potremmo averla. Toninelli invece non studia neanche, ma lasciamo perdere la mia questione su Toninelli. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ripeto - non lo dico io, l'hanno detto altri colleghi e l'ha detto un'agenzia famosa, l'AGI - che questi sono argomenti di distrazione di massa. Pensate, infatti, che questa riforma per la riduzione del numero dei parlamentari non vedrà mai la luce, mai! E, se anche dovesse vedere la luce, vi ricordo alcuni fatti: dovrà essere sottoposta a un referendum . I referendum hanno portato male a Berlusconi, che aveva fatto una riforma, quella sì, organica, e hanno portato male soprattutto a Renzi che aveva fatto anche lui una riforma organica. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il referendum diventa poi sì o no Berlusconi, sì o no Renzi, sì o no Grillo, sì o no Casaleggio. Quindi, attenzione! Anzi, speriamo che succeda, così ve ne andate a casa il prima possibile. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quindi, diceva chi mi ha preceduto che i costituzionalisti sono stati tutti zitti. Uno ha parlato e io condivido le sue parole. Si chiama Marco Olivetti e, anche se non è il mio settore, credo sia uno dei costituzionalisti più affermati, dato che è ordinario di diritto costituzionale alla LUMSA di Roma. Marco Olivetti ha scritto: «introdurre il referendum propositivo, abolire il quorum ed escludere limiti alle materie che si possono sottoporre a referendum (...) tradisce l'idea di un'inversione del rapporto fra democrazia rappresentativa e democrazia diretta. (...) Il rischio è che in realtà il potere venga esercitato da minoranze politicamente attive e questo è molto poco democratico». È quello che io dicevo prima e che tanti colleghi sostengono: noi rischiamo di essere governati intanto da una società, la piattaforma Rousseau, che mi lascia incredibilmente perplesso, ma anche da un partito che è una minoranza, una stretta minoranza. Quindi mi chiedo - ed è stato ricordato anche da alcuni colleghi - che cosa ne pensate, se è democratica secondo voi la rappresentanza dei cittadini italiani che vivono all'estero. Ha detto bene il collega Fantetti: aumentano di 150.000 all'anno e noi andiamo a ridurne la rappresentanza, cioè vogliamo indebolire la democrazia rappresentativa. Dicevo prima che alcune Regioni non avranno alcun tipo di rapporto. Concludo dicendo che questo Governo non lo chiamerei né giallo - verde, né Governo del cambiamento. Lo chiamerei Governo carosello, perché vive di spot . (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ma, mentre nel carosello storico, gli spot erano pagati dalle imprese, questi spot sono pagati dai cittadini. I cittadini hanno bisogno di lavoro; hanno bisogno di cose concrete; hanno bisogno di sicurezza; hanno bisogno di sanità; non hanno bisogno di ridurre il numero di parlamentari, che è una cosa che condividiamo, ma non è un'urgenza. Siamo in un momento di crisi economica spaventosa e andiamo a litigare con tutti i nostri vicini. È una politica demenziale quella che state portando avanti: abbiamo litigato con la Tunisia, con l'Algeria, con la Francia, con la Germania, con l'Austria. Poi, però, quando dobbiamo andare in Europa a chiedere, andiamo con il cappello in mano. Quindi, che politica stiamo facendo? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Avete varato il reddito di cittadinanza, ma avete visto i dati? I contratti a tempo determinato sono diminuiti del 12 per cento, perché non li si vuole trasformare in contratti a tempo indeterminato, e sono aumentati solo del 2 per cento; abbiamo perso 120.000 posti di lavoro. Questi sono i dati. Lo spread aumenta e lo pagano i cittadini. Il reddito di cittadinanza, di cui parleremo fra poco, è un'altra manovra spot annunciata, che poi creerà una disparità enorme nel nostro territorio. Signor Presidente, concludo il mio intervento invitando, se c'è ancora un minimo di dignità, a ragionare su cose più concrete. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE.