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Nelle aree di media o bassa diffusione gli incrementi sono stati decisamente inferiori. Tra questi ce ne sono alcuni per i quali non è accertata la mortalità per Covid ma è altamente possibile che vi sia un collegamento indiretto con il Covid o, infine, che una quota di mortalità indiretta non sia correlata direttamente al virus ma sia stata causata dalla crisi del sistema ospedaliero e dal timore di recarsi in ospedale nelle aree maggiormente affette dal virus. Mi auguro che questi numeri servano a dissipare definitivamente i dubbi che ogni tanto qualche sedicente medico accampa su Internet rispetto alla pericolosità del Covid e all'effettiva mortalità. È stata veramente una tragedia di proporzioni mai viste in Italia, non dobbiamo dimenticarlo e non dobbiamo abbassare la guardia. Ad oggi, in Italia si contano 243.344 casi e 34.948 morti. Nel mondo sono oltre 13 milioni i casi confermati e quasi 600.000 i morti. I casi, in questi ultimi giorni, stanno salendo al ritmo di oltre 200.000 al giorno. Anche in Italia abbiamo nuovi focolai laddove calano le misure di sicurezza: nelle nostre imprese, tra i nostri lavoratori, in Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e tra persone prevalentemente provenienti in maniera regolare da Paesi esteri. Questo dovrebbe farci capire chiaramente che il virus non ha perso forza, non è meno aggressivo. È stato il nostro Governo a mettere in atto le misure giuste per fronteggiare l'emergenza, come ha ribadito anche il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità. A marzo Italia e Spagna erano l'epicentro della pandemia di Covid. Al culmine dell'epidemia, l'Italia contava più di 6.500 nuovi casi al giorno. Il Paese ha riportato la situazione sotto controllo con una combinazione di leadership , umiltà, partecipazione attiva di ogni membro della società e un approccio globale. È stata affrontata una situazione spaventosa ma è stata ribaltata. Insomma, è sotto gli occhi di tutti che l'emergenza dal punto di vista sanitario a livello globale non è finita, come ha detto anche lei, signor Ministro. In Italia siamo in una fase di convivenza con il virus ma sono certa che sapremo tutti insieme scegliere le misure adatte a fronteggiarlo in maniera adeguata nei prossimi mesi. Le conoscenze sulla patologia sono aumentate e abbiamo messo in atto tutte le misure per fronteggiare un'eventuale recrudescenza dell'epidemia. Abbiamo potenziato il nostro Servizio sanitario nazionale, aumentato stabilmente il personale sanitario, quel personale a cui deve andare e a cui va tutta la nostra gratitudine per quanto fatto fino ad ora. Possiamo e dobbiamo potenziare la diagnosi precoce, soprattutto per coloro che arrivano dall'estero, attraverso una maggiore diffusione di test sierologici e molecolari, si spera i più rapidi possibile. Dobbiamo tenere il passo con l'innovazione scientifica e tecnologica, mai come in questo momento. Solo in questo modo potremo pensare, nell'immediato futuro, di poter porre termine alle poche limitazioni che ancora ci sono ma che sono indispensabili per tutelare tutti noi e contenere il più possibile il rischio di una seconda ondata di contagi. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Ministro salute. Risultato di votazioni PRESIDENTE . Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto per l'elezione di due componenti del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali: Senatori presenti 273 Senatori votanti 272 Hanno ottenuto voti: Agostino Ghiglia 123 Pasquale Stanzione 121 William Turcinovic 1 Ignazio La Russa 1 Alberto Gambino 1 Umberto Rapetto 1 Giuseppe Stefano Quintarelli 1 Schede bianche 10 Schede nulle 13 Proclamo eletti Agostino Ghiglia, con 123 voti, e Pasquale Stanzione, con 121 voti. Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto per l'elezione di due componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: Senatori presenti 273 Senatori votanti 272 Hanno ottenuto voti: Laura Aria 123 Elisa Giomi 110 Agostino Ghiglia 2 Pasquale Stanzione 2 Emilio Carelli 1 Vito Crimi 1 Alessandra Maiorino 1 Giuseppe Stefano Quintarelli 1 Angelo Zaccone Teodosi 1 Schede bianche 22 Schede nulle 8 Proclamo elette Laura Aria, con 123 voti, e Elisa Giomi, con 110 voti. Ripresa della discussione sulle comunicazioni del Ministro della salute PRESIDENTE . Comunico che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dalle senatrici Fregolent e Cantù, n. 2, dal senatore Malan e da altri senatori, n. 3, dai senatori De Petris, Perilli, Marcucci, Faraone e Unterberger, n. 4, dai senatori Romeo, Bernini, Ciriani e da altri senatori. I testi sono in distribuzione. Ha facoltà di intervenire il Ministro della salute, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, replicherò in pochissimi minuti. Intanto, desidero esprimere gratitudine a tutte le senatrici e i senatori che hanno voluto intervenire e portare il loro contributo a questa utile discussione. Mi pare evidente che ci sia una condivisione di fondo su un punto: è evidente che il Paese è in una fase nuova ed in una fase diversa. Io ho provato a usare queste parole: siamo fuori dalla tempesta, ma non siamo ancora in un porto sicuro. Questo significa che i sacrifici enormi svolti dai nostri cittadini, le misure rigorose che il Governo nazionale e le Regioni hanno assunto ci hanno consentito di superare la fase più difficile, ma è evidente che ancora non siamo in sicurezza e che abbiamo bisogno del massimo livello di cautela possibile. L'argomento, la questione, che più in questa fase ci preoccupa, evidentemente, è il quadro mondiale. Se, infatti, questa analisi è giusta e corretta per l'Italia, se questa analisi è giusta e corretta per l'Europa, non lo è sicuramente sul piano mondiale, dove le cose peggiorano settimana dopo settimana e siamo sostanzialmente nel momento di massima impennata di questa curva. Voglio ricordare, a me stesso e all'Aula del Senato, che, nella sola giornata di domenica, ci sono stati 228.000 casi in più in sole ventiquattro ore: il record assoluto di questi mesi del Covid-19. È evidente, quindi, che non possiamo considerare questa battaglia chiusa e che dovremo continuare ad avere un livello molto alto di attenzione. Le misure che restano attive sono alcune delle misure essenziali, oltre a quelle che riguardano chiaramente il controllo e le questioni di monitoraggio per gli arrivi e gli accessi dei Paesi stranieri e io farò tutto il possibile perché questo avvenga nel massimo rigore. Ad oggi c'è una lista di divieti di ingresso e di transito, addirittura, per 13 Paesi e c'è la quarantena per tutti gli arrivi dai Paesi extra-Schengen ed extra-UE, ma è del tutto evidente che ci sono tre regole fondamentali che dobbiamo assolutamente chiedere ai nostri cittadini di mantenere ancora. Sono tre regole che restano i principi cardine essenziali. Tra questi, l'utilizzo delle mascherine e dei dispositivi di protezione e il distanziamento di almeno un metro. A tale riguardo, condivido l'indicazione che arrivava di non utilizzare la dizione «distanziamento sociale»: