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Tuttavia, è notizia di questa mattina che l'Unione europea ha raggiunto un accordo con l'obiettivo di ridurre le emissioni di almeno il 55 per cento entro il 2030. I dati dell'Ispra dicono che il calo di CO 2 dell'Italia rispetto al 1990 è ad oggi circa il 17 per cento. Ciò significa che l'Italia deve ridurre del 38 per cento le sue emissioni in meno di nove anni. Da questo contesto internazionale si capisce che le sfide ambientali che il nostro Paese deve affrontare sono molto complesse e riguardano ogni settore dell'economia. I cambiamenti che definirei epocali, la produzione di energia, la mobilità pubblica e privata, la produzione di alimenti e la costruzione di infrastrutture, di immobili civili e industriali devono considerare nuove tecnologie e materiali, nonché nuovi modi di pensare e di agire. Pensiamo, ad esempio, all'approccio cradle to cradle, dalla culla alla culla, ossia implementando processi industriali per creare prodotti o servizi che abbiano un impatto positivo sia sull'uomo sia sull'ambiente. Tutto ciò va nella direzione della transizione ecologica verso il punto d'arrivo della cosiddetta economia circolare, in quanto il prodotto viene validato con cinque aspetti: la salubrità dei materiali e il loro riutilizzo, la gestione delle risorse idriche, l'utilizzo di energia rinnovabile e l'equità sociale. Per tutti questi motivi, il Ministero della transizione ecologica diventa centrale e indispensabile per l'attuazione degli obiettivi imposti dai suddetti accordi internazionali, soprattutto il green deal europeo, nonché per la realizzazione del Next generation EU, che porterà al nostro Paese 209 miliardi di euro. Vorrei ricordare in proposito le capacità politiche e diplomatiche di Giuseppe Conte (Applausi) per il conseguimento di tale grande risultato. Il tema della transizione ecologica è centrale per noi del MoVimento 5 Stelle e non a parole, ma con i fatti. Basta guardare al superbonus del 110 per cento e alle comunità energetiche, che vanno nella direzione dell'efficientamento energetico, della mitigazione ambientale e, contemporaneamente, del benessere sociale, verso la democratizzazione dell'energia, compresa la riduzione del costo finale per gli utenti. Tornando al riordino dei Ministeri, altro importante passo in avanti è l'introduzione del Ministero dell'innovazione tecnologica e la transizione digitale che, proprio per le sfide che si sarà chiamati a sostenere in tema di cambiamento dei modelli di produzione e di consumo, diventa altrettanto fondamentale. Per mantenere infatti la competitività rispetto al resto del mondo, per l'Italia sarà sempre più importante stimolare il passaggio a nuove tecnologie ecosostenibili e rendere quanto più accessibile e burocraticamente semplice la realizzazione di nuovi progetti imprenditoriali in ogni settore economico. In tale contesto, sarà fondamentale avere una migliore digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione, che sia realmente efficiente e fruibile dai privati e dalle imprese, affinché sia possibile rilanciare molte attività economiche e stimolare l'ingresso di nuovi imprenditori, con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro. Con un efficiente e veloce sistema di accesso alla rete Internet in tutto il Paese, non solo nelle grandi città, ma anche nei paesi più remoti d'Italia, possiamo cercare di creare opportunità per un tessuto economico e imprenditoriale nel quale fino ad oggi ci sono stati abbandono e desertificazione. Occorre creare strumenti e opportunità per i tantissimi piccoli imprenditori, agricoltori e artigiani che rappresentano uno dei punti di forza dell'intera economia italiana, affinché possano sviluppare le proprie capacità imprenditoriali, aumentando la loro ricchezza personale e quella dell'Italia in generale. Il nostro Paese è chiamato ad affrontare le sfide derivanti dallo sconvolgimento climatico con consapevolezza e conoscenza. Pertanto, l'innovazione tecnologica e digitale e la transizione ecologica dovranno essere considerate primarie nei prossimi anni, anzi, già da oggi, giacché la scadenza del 2050 e, ancor prima, quella del 2030 sono, in termini di protezione dell'ambiente e del benessere collettivo, iniziando dalla salute pubblica, da considerare praticamente dietro l'angolo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pisani Pietro. Ne ha facoltà. PISANI Pietro (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge n. 22, oggi al nostro esame, non è semplicemente un decreto Ministeri, ma in realtà è il modo in cui il Governo ha dato le prime risposte ai cittadini. Mi riferisco in primo luogo alla creazione di un Ministero del turismo. In questi mesi ho avuto modo di ascoltare molti operatori del settore turistico: sono disperati. La crisi pandemica, che ha causato perdite drammatiche a tutta la nostra economia, ha completamente devastato il settore turistico. I dati sono allarmanti e gli interventi messi in campo nella prima fase dell'emergenza sanitaria sono risultati inadeguati e insufficienti. Il 2020 si è chiuso con una perdita 236 milioni di presenze, con un calo medio di oltre il 54 per cento rispetto all'anno precedente, con punte che in alcune località hanno superato l'80 per cento. Il 2021, come purtroppo era immaginabile, è iniziato mostrando un ulteriore peggioramento, anche a causa del perdurare del blocco dei flussi internazionali, del divieto di spostarsi da una Regione all'altra e delle limitazioni alle attività e ai servizi che caratterizzano i viaggi per vacanza e per lavoro. Ci sono attività devastate da questa crisi. Oltre alle agenzie di viaggio e alle imprese del settore degli autoservizi, che hanno avuto un periodo difficilmente superabile, sono in crisi i comprensori sciistici e gli impianti di risalita, i comparti che si occupano di terme e benessere, ristorazione, attività sportive amatoriali, musei, convegni, riunioni, fiere, eventi, spettacoli e quant'altro. La nascita del Ministero del turismo è un segnale chiaro per sottolineare l'importanza del ruolo che il Governo riconosce al turismo, per offrire un sostegno concreto agli sforzi delle imprese che oggi soffrono e che, al termine della pandemia, saranno chiamate a confrontarsi con un'agguerrita concorrenza internazionale. Il nuovo Ministero, che è inserito nella visione complessiva del piano di Governo esplicitata in questo provvedimento, cioè nella volontà di procedere con risolutezza verso la digitalizzazione del Paese, può avere grandi prospettive. Penso a quanto sarebbe importante sostenere lo sviluppo in chiave sempre più digitalizzata delle imprese che operano nel settore turistico, alla semplificazione burocratica degli adempimenti cui le aziende del settore devono sottostare, all'utilizzo di nuove tecnologie in questo campo, all'attivazione di percorsi formativi indirizzati alla conoscenza e all'utilizzo degli strumenti digitali. Le sfide sono molte e il provvedimento in esame ha cercato di spiegare qual è l'organizzazione che il Governo si è voluto dare per affrontarle. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mollame. Ne ha facoltà. MOLLAME (L-SP-PSd'Az) .