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L'articolo 18 reca infine le norme di coordinamento tra le disposizioni sanzionatorie stabilite dal presente provvedimento e la disciplina transitoria di cui all'articolo 89 del regolamento europeo, secondo la quale per i biocidi possono ancora trovare applicazione, in via temporanea ed in presenza di determinati presupposti, le norme interne. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Proposta di 'Piano nazionale di ripresa e resilienza' Doc Doc. XXVII, n. 18 Proposta di "Piano nazionale di ripresa e resilienza" (Parere alle Commissioni 5 a e 14 a riunite. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 2 marzo. Il relatore TARICCO ( PD ) ricorda che sono tuttora in fase di svolgimento una serie di audizioni sul documento per le parti di competenza della Commissione: propone pertanto di rinviare alla conclusione di tali audizioni la presentazione di una propria proposta di parere. Ad una richiesta di chiarimenti del senatore BERGESIO ( L-SP-PSd'Az ) riguardo al documento su cui interverrà il parere della Commissione, replica il relatore TARICCO ( PD ) secondo il quale sarà sul testo già presentato dal precedente Governo che si dovrà lavorare e sul quale presumibilmente verranno apportate le modifiche richieste dal Parlamento. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. AFFARI ASSEGNATI Fenomeno della cosiddetta 'moria del kiwi' Doc n. 147 Fenomeno della cosiddetta "moria del kiwi" (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 5 marzo 2019. Il presidente VALLARDI ricorda che sull'affare assegnato in titolo si è svolto un ampio ciclo di audizioni che hanno consentito un adeguato approfondimento della problematica. Tale fase può pertanto essere considerata conclusa. Cede quindi la parola al relatore. Il relatore TARICCO ( PD ) presenta e illustra una proposta di risoluzione, pubblicata in allegato, che è già stata trasmessa in via informale agli altri membri della Commissione. Invita pertanto i colleghi senatori a segnalare eventuali suggerimenti ed integrazioni da apportare al testo, al fine di giungere ad una formulazione condivisa. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 13,40. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 147 La Commissione, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'affare sulle problematiche del fenomeno della cosiddetta "moria del kiwi", richiamato l'ampio ciclo di audizioni svolto con i soggetti istituzionali competenti e gli esperti nonché il materiale acquisito; premesso che: l'actinidia, o kiwi, è un frutto coltivato con successo a partire dagli anni '70, ed è da subito diventata una coltura in grado di apportare una importante componente di reddito, di ampliamento di offerta commerciale e di allungamento della stagione produttiva e della distribuzione del lavoro per moltissime aziende del comparto frutticolo nazionale; nel quadro di una produzione mondiale di kiwi di circa 3,5 milioni di tonnellate, quasi la metà della quale realizzata in Cina, l'Italia risultava fino a pochi anni or sono, dopo la Cina stessa, il secondo produttore mondiale, davanti alla Nuova Zelanda, arrivando a produrre oltre mezzo milione di tonnellate annue, con una produzione media purtroppo in calo negli ultimi anni; la "moria del kiwi" è una sindrome che colpisce l'actinidia e comporta l'appassimento delle piante, con conseguente perdita della produzione e il disseccamento delle stesse, fino a compromettere in maniera irreversibile, anche nel giro di una sola stagione, l'intero frutteto. Gli apparati radicali delle piante sintomatiche appaiono compromessi e caratterizzati da marcescenza diffusa con capillizio radicale assorbente assente; ad oggi la "moria del kiwi" rimane la più grave malattia dell'actinidia; rispetto ad altre, presenta numerosi aspetti che la rendono enigmatica: non è stato identificato un chiaro ed unico agente eziologico; è multifattoriale ovvero si manifesta in concomitanza di diversi fattori presenti contemporaneamente; non esiste allo stato una cura efficace nonostante si sia cercato di controllare i fattori predisponenti, come gli eccessi idrici nel suolo. Anche a causa della difficile individuazione delle cause, non è stato al momento possibile trovare soluzioni efficaci per contrastarla, e a partire dal 2012, quando apparve per la prima volta nel veronese, si è ormai diffusa in tutti gli areali di coltivazione in Italia; apparsa proprio a Verona nel 2012 (dove ha colpito, ad oggi, circa 2.000 ettari su un totale di 2.500 ettari prima presenti), la moria dell'actinidia si è poi diffusa in Friuli nel 2014 (interessando attualmente 60-80 ettari su un totale di 650 ettari), in Piemonte nel 2015 (dove attualmente interessa 4.000 ettari su un totale di 5.500), nel Lazio nel 2017 (dove si stima una perdita di almeno 1.200 ettari, in forte aumento soprattutto in quest'ultimo anno); vi sono altresì alcune segnalazioni in Calabria nel 2018 e in Romagna a partire dal 2019. La moria è attualmente in ulteriore espansione in tutti gli areali di coltivazione, arrivando a colpire ormai oltre il 25 per cento della superficie nazionale (6.560 ettari su un totale di 25.000 ettari); per il 2020, è stato stimato un danno diretto agli agricoltori di oltre 300 milioni di euro; va altresì considerato che il danno arrecato alle superfici è permanente, a differenza di molte altre calamità per le quali, nell'anno successivo, è possibile tornare alla piena produzione: nel caso della moria del kiwi, invece, si sommano ogni anno le mancate produzioni delle superfici colpite alle nuove, per cui la perdita di produzione è quasi esponenziale. In tale prospettiva, si stima che la perdita economica cumulata sfiori ormai il miliardo di euro; premesso altresì che: dal 2013, data la gravità del problema, alcuni enti locali del veronese e altri enti pubblici (Provincia di Verona e Camera di Commercio, Comuni di Sommacampagna, Valeggio sul Mincio, Villafranca e Sona; Consorzio kiwi del Garda) hanno iniziato a finanziare le prime ricerche, ad opera di CREA ed AGREA Centro Studi, per indagare il fenomeno e cercare di individuarne le cause; la problematica si è rivelato fin da subito estremamente complessa; successivamente, la Regione Veneto dal 2015 e la Regione Piemonte dal 2017 hanno finanziato altri ulteriori progetti, rispettivamente il progetto relativo alla "Individuazione di idonee strategie di contrasto alla moria del kiwi nel veronese", condotto in collaborazione tra Veneto Agricoltura (PD), Consorzio di tutela del kiwi del Garda (VR), AGREA Centro studi (VR) e CREA di Fiorenzuola (PC), e il progetto "Kimor", condotto da Agrion (CN), Università di Torino, Servizio fitosanitario e CREA di Torino.