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Ciò in quanto la completa autonomia negoziale riconosciuta dal 2006 ai vigili del fuoco consente di garantire adeguatamente forme di tutela economica e previdenziale che siano profilate alle necessità e alle urgenze particolari del proprio settore di intervento, non sempre coincidenti e conciliabili con il quadro di contesto operativo e di missione istituzionale della Polizia di Stato, ciò che non sarebbe ulteriormente praticabile a fronte di una eventuale confluenza nel medesimo comparto negoziale. Si prevede di intervenire anche sulla situazione retributiva del personale del Corpo che espleta attività tecnico-professionali, il cui profilo ordinamentale è stato profondamente ridefinito con le modifiche apportate dal citato decreto legislativo n. 127 del 2018. Il proposto adeguamento normativo riguarda anche la disciplina previdenziale, atteso che il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in base alla vigente normativa in materia, non fruisce di una serie di benefici pensionistici goduti invece dal personale delle Forze di polizia, oltre ad avere – per taluni profili professionali – requisiti di accesso alla pensione più penalizzanti. Gli interventi di armonizzazione previsti alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 1 del disegno di legge determinano, in un'ottica di complessivo efficientamento dell'attività svolta dal personale dei vigili del fuoco, anche la contestuale rivisitazione, espressamente richiamata nella lettera c) , delle modalità di effettuazione dei servizi di istituto del Corpo nazionale anche al fine di aggiornare le disposizioni, alcune delle quali molto risalenti nel tempo, che disciplinano l'attività del personale, come ad esempio quelle in materia di orario di servizio, nel rispetto della fonte giuridica e, in taluni casi, anche della natura contrattuale delle medesime disposizioni. Per quanto concerne il punto di cui alla lettera d) oggetto della delega, si rende innanzitutto necessario un ulteriore intervento correttivo ed integrativo dei decreti legislativi 13 ottobre 2005, n. 217, 8 marzo 2006, n. 139, 29 maggio 2017, n. 97, e 6 ottobre 2018, n. 127, in materia di riordino di funzioni e compiti e di ordinamento del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sia per apportare alcune correzioni dovute alla presenza, fisiologica in un testo così complesso e corposo, di refusi od errori anche di carattere terminologico, sia soprattutto per l'esigenza di intervenire ulteriormente su alcune tematiche concernenti funzioni, compiti e ordinamento del personale del Corpo nazionale in ordine alle quali è, nel frattempo, maturata una più approfondita riflessione. Si fa riferimento, ad esempio, all'esigenza di affrontare in maniera radicale il fenomeno dell'accelerazione dell'aumento dell'età media del personale operativo in servizio: i vigili del fuoco, assieme ai capi squadra e ai capi reparto, per un totale di circa 30.000 unità, che costituiscono la « forza d'urto » della macchina del soccorso, hanno già oggi un'età media molto elevata: 50 anni e 8 mesi. Tale criticità è dovuta soprattutto alle distorsioni dell'attuale sistema di reclutamento dei vigili del fuoco: tempi elevati tra un concorso e l'altro, graduatorie con migliaia di idonei non vincitori più volte prorogate fino all'esaurimento delle stesse, assunzioni dilatate nel tempo di persone con un'età oramai nettamente superiore rispetto al momento in cui hanno partecipato alla selezione ed effettuato le prove di idoneità, una stabilizzazione in corso senza limiti di età, consentendo l'ingresso di persone anche prossime all'età pensionabile. Un'ulteriore esigenza è dovuta alla necessità di recuperare quella manualità che, con il tempo, si è persa a vantaggio di una formazione più teorica che pratica. La casistica degli interventi di soccorso è infinita e richiede, fin dall'inizio della vita professionale del vigile del fuoco, una vasta capacità operativa per la quale è vitale l'impiego di tecniche attinenti a settori diversi quali meccanico, idraulico, elettrico, edile e di falegnameria. Tali considerazioni portano l'amministrazione a considerare imprescindibile individuare un nuovo sistema di selezione e assunzione del vigile del fuoco, costruito su misura non solo per invertire il processo di invecchiamento del personale, ma anche per rendere sempre più funzionale ed efficiente la « macchina del soccorso ». Un sistema, cioè, che sia: semplice (pochi passaggi con tempi certi), selettivo (verifiche continue, con esami intermedi e finale), concludente (con cadenza annuale e limitato al numero dei posti da coprire, in modo da non generare graduatorie con migliaia di idonei) e che garantisca l'ingresso di giovani. Si tratta, quindi, di dar vita ad una vera e propria « Scuola » del vigile del fuoco, attraverso la frequenza di un corso della durata complessiva di diciotto mesi suddivisi in due momenti, il primo dedicato ad acquisire elementi sui mestieri propedeutici all'attività di vigile del fuoco e il secondo dedicato alle discipline del soccorso tecnico urgente. Si ritiene che la migliore selezione e formazione di tale personale vada considerata come un prezioso investimento per l'intera collettività. Infatti, l'ingresso di personale più giovane e più formato potrà assicurare un ritorno positivo in termini di migliori prestazioni, di maggiore capacità e manualità operativa e un tempo atteso di vita lavorativa più ampio, con conseguente allungamento anche dei tempi del turn-over e quindi generando, in prospettiva, un risparmio non indifferente in termini di investimento nel tempo. Altro obiettivo che occorre perseguire nel ripensare il sistema di selezione è connesso all'esigenza di garantire l'effettiva permanenza dei neo assunti nelle sedi di prima assegnazione. Ciò alla luce della non omogenea distribuzione delle provenienze geografiche degli aspiranti e della conseguente costante necessità di garantire pari livelli di operatività a tutte le sedi del Corpo. Un altro importante settore in cui si ritiene necessario intervenire riguarda la ridefinizione dei compiti e della disciplina normativa della componente volontaria del Corpo nazionale. Infatti, il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 97, attuativo del progetto di riordino del Corpo nazionale recato dalla legge delega 7 agosto 2015, n. 124, è intervenuto anche sul complesso di norme che disciplinano tale componente, prevedendo, tra l'altro, che i volontari del Corpo nazionale, già iscritti nell'unico elenco tenuto presso i Comandi provinciali dei vigili del fuoco, potessero chiedere l'iscrizione in appositi nuovi elenchi distinti in due tipologie, rispettivamente per le necessità dei distaccamenti volontari del Corpo nazionale e per le necessità delle strutture centrali e periferiche del Corpo stesso e ha rimesso allo stesso personale la scelta in ordine all'elenco di futura iscrizione. Attualmente risultano iscritti in tali elenchi circa 20.000 volontari. Si sottolinea anche che il citato decreto ha disposto che l'elenco istituito per le necessità delle strutture centrali e periferiche è ad esaurimento, con la conseguenza che non sono consentiti nuovi ingressi e che nel giro di alcuni anni tale figura di volontario scomparirà.