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La capitalizzazione può essere altresì corrisposta, qualora il suo destinatario non sia in grado di svolgere attività lavorativa o lo richieda, attraverso piani di investimento o di erogazioni rateali che ne assicurino la sussistenza; g l'accesso del testimone di giustizia, in alternativa alla capitalizzazione, e qualora non abbia altrimenti riacquistato l'autonomia economica, a un programma di assunzione in una pubblica amministrazione, con qualifica e funzioni corrispondenti al titolo di studio e alle professionalità possedute, fatte salve quelle che richiedono il possesso di specifici requisiti. Alle assunzioni si provvede per chiamata diretta nominativa, nell'ambito dei rapporti di lavoro di cui all'articolo 2, commi 2 e 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nei limiti dei posti vacanti nelle piante organiche e nel rispetto delle disposizioni limitative in materia di assunzioni, sulla base delle intese conseguite fra il Ministero dell'interno e le Amministrazioni interessate. A tal fine, si applica ai testimoni di giustizia il diritto al collocamento obbligatorio con precedenza previsto dall'articolo 1, comma 2, della legge 23 novembre 1998, n. 407, in materia di vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Al programma di assunzione possono accedere anche i testimoni di giustizia non più sottoposti allo speciale programma di protezione e alle speciali misure di protezione ai sensi del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, come modificata dalla legge 13 febbraio 2001, n. 45. Le modalità di attuazione, anche al fine di garantire la sicurezza dei testimoni di giustizia e per stabilire i criteri di riconoscimento del diritto anche in relazione alla qualità ed entità economica dei benefici già riconosciuti e alle cause e modalità dell’eventuale revoca del programma di protezione, sono quelle stabilite dal regolamento di cui al decreto del Ministro dell'interno 18 dicembre 2014, n. 204; h misure straordinarie eventualmente necessarie, atte a favorire il reinserimento sociale e lavorativo delle persone sottoposte a protezione. 8 (Durata massima delle speciali misure di protezione per i testimoni di giustizia) 1 Le misure di tutela sono mantenute fino alla cessazione del pericolo attuale, grave e concreto e, ove possibile, devono essere gradualmente affievolite. Nei casi in cui tale situazione di pericolo si protrae oltre il termine di sei anni, gli interessati che si trovano nella località protetta sono trasferiti definitivamente e, se necessario, sottoposti al cambio delle generalità. Il termine è prorogabile di un anno se si profilano le condizioni che consentono ai protetti il rientro nella località di origine. 2 Le misure di cui agli articoli 6 e 7 sono mantenute, anche oltre la cessazione del pericolo, fino a quando i protetti non riacquistano l'autonomia economica. Nei casi in cui, entro il termine di sei anni, i protetti non hanno ottenuto il godimento di un idoneo reddito proprio, si procede ai sensi dell' articolo 7, lettera f) o lettera g) . Il termine è prorogabile di un anno se si profilano le condizioni che consentono ai protetti di svolgere l'attività lavorativa pregressa. III PROCEDIMENTO DI APPLICAZIONE, MODIFICA, PROROGA E REVOCA DELLE SPECIALI MISURE DI PROTEZIONE 9 (Rinvio) 1 Per la proposta, i relativi pareri, l'applicazione, la modifica, la proroga e la revoca delle speciali misure di protezione per i testimoni di giustizia, per l'assunzione degli impegni e per la redazione del verbale illustrativo, per l'attuazione dei programmi di protezione e per quant'altro non espressamente disciplinato dalla presente legge, si applicano, qualora compatibili, le disposizioni degli articoli 10, 11, 12, esclusa la lettera e) del comma 2, 13, commi 1, 2, 3 e 12, 13- quater , commi 2 e 5, 14, 16- quater e 16- sexies del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, e successive modificazioni, e quelle dei decreti emanati ai sensi dell'articolo 17- bis del medesimo decreto-legge. 10 (Proposta di ammissione alle speciali misure di protezione per i testimoni di giustizia) 1 Nella proposta di ammissione alle speciali misure di protezione per i testimoni di giustizia, l'autorità proponente indica, oltre quanto previsto dall'articolo 13 del citato decreto-legge n. 8 del 1991, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 82 del 1991, e dai decreti attuativi di tale norma, anche la sussistenza dei requisiti indicati nell'articolo 2 della presente legge. 2 La proposta è trasmessa, per la deliberazione, alla commissione centrale per la definizione e applicazione delle speciali misure di protezione e, per la formulazione senza ritardo dei rispettivi pareri e per fornire le informazioni nella loro disponibilità, al Servizio centrale di protezione di cui all’articolo 14 del citato decreto-legge n. 8 del 1991, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 82 del 1991, al prefetto territorialmente competente per il luogo di dimora di colui che rende le dichiarazioni e, in caso di delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine costituzionale ovvero previsti dall'articolo 51, comma 3- bis , del codice di procedura penale, al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. 11 (Programma preliminare per la protezione dei testimoni di giustizia) 1 La commissione centrale per la definizione e applicazione delle speciali misure di protezione delibera, senza formalità e, comunque, entro la prima seduta successiva alla proposta e, ove necessario per la tempestiva tutela dei proposti, anche in assenza dei pareri previsti nell'articolo 10, un programma preliminare in cui ammette provvisoriamente gli interessati alle speciali misure di protezione più urgenti, assicurando, in ogni caso, condizioni di vita congrue rispetto alle precedenti e la salvaguardia di ogni situazione che potrebbe subire nocumento dall'applicazione del programma medesimo. 2 Nel programma preliminare di protezione, la commissione centrale nomina, ai sensi dell'articolo 14, il referente del testimone di giustizia. 3 Il referente informa immediatamente i protetti sul contenuto delle misure applicate e di quelle applicabili e sui diritti e i doveri derivanti dalla condizione di persona protetta. Entro trenta giorni dalla nomina il referente trasmette alla commissione centrale le informazioni sulle condizioni personali, familiari e patrimoniali degli interessati e chiede, se questi vi abbiano consentito o ne abbiano fatto richiesta, che la commissione centrale provveda alla nomina di una figura professionale idonea a offrire loro immediato e diretto sostegno psicologico. 4 Il programma preliminare cessa di avere effetto se, decorsi novanta giorni dalla sua deliberazione, l'autorità che ha formulato la proposta non richiede l'applicazione del programma definitivo con le stesse modalità previste dall'articolo 10 e non è stata deliberata la sua applicazione. Il presidente della commissione centrale può disporre la prosecuzione del programma preliminare di protezione per il tempo strettamente necessario a consentire l'esame della proposta da parte della commissione medesima.