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Istituzione del progetto « Èthos » per l'educazione al rispetto degli altri e alla non violenza. Onorevoli Senatori . – L'attuale emergenza sanitaria causata dall'epidemia da Coronavirus ha comportato evidenti conseguenze fisiche e psicologiche causate dall'isolamento, dal distanziamento sociale, dalla chiusura di scuole e di attività e dalla vulnerabilità economica; tutto ciò ha avuto un impatto inevitabile anche sugli impulsi violenti. La rivista scientifica Lancet Regional Health ha pubblicato uno studio condotto da diverse università europee, per il quale sono stati utilizzati dati raccolti da 200.000 cittadini, secondo il quale il lockdown ha avuto effetti molto negativi sulla salute mentale, soprattutto per i giovani sotto i trent'anni. Per i bambini e i ragazzi fino ai diciotto anni gli effetti sono stati anche peggiori, si evidenziano, infatti, gravi danni in termini di identità, emotività, educazione, personalità e apprendimento. In molti casi, si è assistito a un aumento dell'aggressività degli adolescenti e ad un aumento dei casi di abuso di alcol e droghe. Se fino a poco tempo fa l'età in cui si iniziava a fare uso di sostanze stupefacenti era intorno ai quattordici anni, oggi si è spostata sui dodici. Lo stremo psicologico ed economico causato dall'epidemia da COVID-19 ha trasmesso un'incertezza forte ai giovani, che è sfociata in stati depressivi e ansiosi, attacchi di panico, autolesionismo, disturbi del comportamento alimentare, stati ipocondriaci e comportamenti devianti. Alla luce di ciò appare chiaro come il tema dell'educazione al rispetto della propria e dell'altrui persona volta alla prevenzione di atti di violenza di ogni genere e tipo sia una priorità delle politiche educative e renda necessario un dialogo tra le diverse istituzioni deputate all'educazione dei giovani, al fine di creare una rete protettiva e responsabilizzante, che prevenga ogni forma di violenza, in ogni ambito della realtà sociale. Inoltre, accanto all'educazione al contrasto di ogni forma di atti violenti si ritiene necessario implementare anche l'educazione volta al corretto uso della rete internet in materia di invio di immagini e video di tipo violento e offensivi. Invero, molto spesso gli atti di violenza offline si pongono in un rapporto di continuità con la violenza che avviene nell'ambiente digitale e, molte volte, da tali fenomeni scaturiscono fattispecie di reato. Il problema è sicuramente culturale, ossia i giovanissimi non hanno la percezione della gravità delle azioni poste in essere sul web e del fatto che il materiale postato possa essere reso pubblico danneggiando la sfera affettiva e psicologica di una persona anche a distanza di anni. La scuola è l'ambiente in cui bambini e adolescenti trascorrono prevalentemente il loro tempo e, dunque, proprio questo è il luogo in cui essi formano maggiormente la loro personalità e dove plasmano il loro comportamento. Dunque, è essenziale che in questo ambiente ci siano delle attività, dei laboratori e dei percorsi che siano finalizzati ad affrontare determinati temi e che si vadano ad intercettare eventuali inclinazioni violente, prevedendo delle risposte immediate e specifiche. Il programma denominato « Èthos », introdotto dalla presente legge, si pone nel quadro degli investimenti realizzati in attuazione del Programma nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), ai sensi del regolamento (UE) n. 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2012, in ordine alla missione 4 « Potenziamento dell'offerta dei servizi di istruzione ». Investire di questo compito la scuola, però, non vuole esonerare le famiglie dalle relative funzioni; la famiglia resta, infatti, sempre e comunque il luogo dell'educazione primaria. Invero, i genitori hanno l'obbligo e il diritto costituzionalmente sancito ai sensi dell'articolo 30 della Costituzione di istruire ed educare i figli. I compiti dei genitori si sono sicuramente arricchiti di nuove accezioni e contenuti con i mutamenti sociali derivanti da una società sempre più globalizzata e tecnologica e questi mutamenti impongono un obbligo di aggiornamento. Per questo è necessario indirizzare le famiglie nel percorso di educazione dei bambini e degli adolescenti, investendo sulla responsabilità genitoriale per prevenire le diverse forme di disagio giovanile, attraverso la previsione di attività in collaborazione con le famiglie, affinché si forniscano ai genitori degli strumenti volti ad adeguare il sistema educazionale ai cambiamenti dovuti all'influenza del web e alle nuove sfide tecnologiche. Invero, il web è sicuramente uno dei principali mutamenti intercorsi nelle relazioni sociali e, dunque, anche genitoriali. Oggi l'utilizzo di internet , degli smartphone e dei social ha fatto emergere nuovi profili di disagio generazionale, ove i giovani hanno perso la contezza dei rapporti interpersonali diretti, costruendo le proprie relazioni via web . Tutto ciò comporta una visione a volte distorta della realtà, ove vige la continua ricerca di evasione e di esperienze forti, fino all'autodistruzione. Anche l'utilizzo smodato di droga ed alcol si pongono sulla medesima scia. Dunque, è fondamentale dare dei validi strumenti ai genitori affinché intercettino questo malessere, che molte volte, come troppo spesso i fatti di cronaca riportano, conducono ad atti di violenza verso sé stessi e gli altri. Inoltre, si ritiene opportuno segnalare come recentemente, nel racconto di vicende di cronaca con adolescenti protagonisti, si sono riportati documenti e video particolarmente crudi, tutto ciò a scapito della vittima di tali atti violenti, che in tal modo risulta offesa due volte. Troppo spesso tali racconti vengono giustificati con l'esercizio del diritto di cronaca. Il diritto di cronaca, però, non può trasformarsi in abuso. Il giornalista è tenuto al rispetto della verità sostanziale dei fatti e deve limitarsi al racconto dei fatti senza cadere in morbose descrizioni o in dettagli particolarmente crudi e violenti. Deve garantirsi che la narrazione mediatica non si ponga in violazione con la dignità umana, comportando per la persona offesa e la sua famiglia, gravi stati di ansia, timore e isolamento sociale. Invero, la prevenzione della violenza passa anche per la sicurezza dei contenuti multimediali e non, poiché dalle immagini e dai video violenti possono essere estrapolati comportamenti da emulare, in particolar modo da parte dei giovani, in quanto soggetti particolarmente sensibili agli stimoli e i cui valori si costituiscono soprattutto mediante l'imitazione di ciò che li circonda e, dunque, la visualizzazione di determinati contenuti cruenti potrebbe indurli a comportamenti aggressivi verso sé stessi e gli altri. Il presente disegno di legge si compone di 8 articoli. L'articolo 1 reca le finalità del presente disegno di legge, che introduce il programma Èthos. Nel presente programma sono previste attività didattiche per gli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado volte all'insegnamento dell'educazione al rispetto e a comportamenti non violenti, nonché alla sensibilizzazione ad un uso consapevole della rete internet . La presente legge promuove, altresì, servizi a sostegno della responsabilità educativa genitoriale. Infine, sono contenute disposizioni volte al rispetto della dignità umana in ordine alla pubblicazione di immagini e documenti particolarmente cruenti e violenti.