[pronunce]

, nella parte in cui - nel caso di restituzione nel termine dell'imputato per mancata conoscenza del procedimento - non prevedono la nullità della sentenza di primo grado, ovvero del decreto di rinvio a giudizio o di citazione a giudizio, con nullità derivata di detta sentenza, e la conseguente trasmissione degli atti al primo giudice; che pure in un quadro costituzionale e ordinamentale nel quale il doppio grado di giudizio di merito non rappresenta una soluzione obbligata, il rimedio della nullità risulterebbe, infatti, adeguato in rapporto all'esigenza di permettere al contumace rimesso in termini di avvalersi di tutte le facoltà difensive non potute esercitare in primo grado; né, d'altra parte, la pronuncia additiva invocata comporterebbe scelte discrezionali di esclusiva spettanza del legislatore, trattandosi semplicemente di aggiungere al catalogo delle cause di nullità una ulteriore e precisa ipotesi; che, «in aggiunta o in alternativa», il giudice a quo ritiene in contrasto con le medesime norme costituzionali gli artt. 175 e 603 cod. proc. pen. , nella parte in cui non consentono all'imputato, restituito nel termine per non aver avuto conoscenza del procedimento, di esercitare in modo pieno, in grado di appello, le facoltà previste dagli artt. 438, 444, 468, 491 e 555 cod. proc. pen. ; che, anche in questo caso, l'auspicata declaratoria di illegittimità costituzionale non comporterebbe - ad avviso della Corte rimettente - scelte discrezionali di esclusiva spettanza del legislatore, «essendo univocamente determinato l'intervento "additivo" prospettabile»; che si è costituito S.B.C., imputato nel processo a quo, il quale ha chiesto che entrambe le questioni siano accolte, ripercorrendo e ampliando gli argomenti addotti a loro sostegno dall'ordinanza di rimessione; che è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che le questioni siano dichiarate inammissibili per difetto di motivazione sulla rilevanza o, comunque, infondate nel merito. Ritenuto che la Corte d'appello di Bologna dubita della legittimità costituzionale degli artt. 175, 178, comma 1, lettera c), 179 e 604 del codice di procedura penale, deducendone il contrasto con gli artt. 3, 24, 111 e 117 della Costituzione, nella parte in cui non prevedono che la mancata conoscenza del procedimento, da parte dell'imputato restituito nel termine per proporre impugnazione, determini la nullità della sentenza appellata, ovvero del decreto di rinvio a giudizio o di citazione a giudizio con nullità derivata di detta sentenza, e imponga conseguentemente la trasmissione degli atti al giudice di primo grado; che, «in aggiunta o in alternativa», la Corte rimettente solleva questione di legittimità costituzionale, in riferimento ai medesimi parametri, degli artt. 175 e 603 cod. proc. pen. , nella parte in cui non consentono all'imputato, restituito nel termine per non aver avuto conoscenza del procedimento, di avvalersi in modo pieno, in grado di appello, delle facoltà previste dagli artt. 438, 444, 468, 491 e 555 cod. proc. pen. ; che, successivamente all'ordinanza di rimessione, è intervenuta la legge 28 aprile 2014, n. 67 (Deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, serie generale, n. 100 del 2 maggio 2014, la quale ha modificato in modo particolarmente incisivo la disciplina del processo penale senza la presenza dell'imputato; che, per un verso, la nuova legge ha introdotto meccanismi intesi ad evitare, in via preventiva, che si celebrino processi nei confronti di soggetti inconsapevoli; che, in questa prospettiva, viene segnatamente soppresso l'istituto del processo in contumacia; si consente di procedere in assenza dell'imputato solo quando l'avviso dell'udienza gli sia stato notificato personalmente, o risulti comunque con certezza che egli è a conoscenza del procedimento o si è volontariamente sottratto ad essa (art. 420-bis cod. proc. pen. , come sostituito dall'art. 9, comma 2, della legge n. 67 del 2014); si prevede, infine, che nel caso di irreperibilità dell'imputato il processo debba essere sospeso (art. 420-quater cod. proc. pen. , come sostituito dall'art. 9, comma 3, della nuova legge); che, sul piano dei rimedi restitutori, la novella legislativa stabilisce, per quanto qui più interessa, che il giudice di appello debba dichiarare la nullità della sentenza appellata, trasmettendo gli atti al giudice di primo grado, tanto nel caso in cui consti che il processo avrebbe dovuto essere sospeso ai sensi del citato art. 420-quater cod. proc. pen. , quanto nel caso in cui l'imputato provi che la sua assenza è stata dovuta «ad una incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo di primo grado»: ipotesi nelle quali è possibile, altresì, la restituzione dell'imputato nel termine per formulare le richieste di giudizio abbreviato e di applicazione della pena (comma 5-bis dell'art. 604 cod. proc. pen. , aggiunto dall'art. 11, comma 3, della legge n. 67 del 2014); che, correlativamente, il comma 4 dell'art. 603 cod. proc. pen. , che stabiliva le condizioni per la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in appello a favore dell'imputato contumace in primo grado, è stato abrogato (art. 11, comma 2, della legge n. 67 del 2014); che, nell'ipotesi di condanna con sentenza divenuta irrevocabile, il condannato nei cui confronti si sia proceduto in assenza per tutta la durata del processo può chiedere, inoltre, alla Corte di cassazione la «rescissione del giudicato», qualora provi «che l'assenza è stata dovuta ad una incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo»: richiesta il cui accoglimento comporta la revoca della sentenza e la trasmissione degli atti al giudice di primo grado, con possibile restituzione dell'imputato, anche in questo caso, nel termine per la richiesta dei riti alternativi a carattere "premiale" (art. 625-ter cod. proc. pen. , aggiunto dall'art. 11, comma 5, della nuova legge); che, a fronte di siffatte modifiche, è stato soppresso anche l'istituto della restituzione dell'imputato nel termine per proporre impugnazione avverso la sentenza contumaciale, rimanendo l'art. 175, comma 2, cod. proc. pen. riferito al solo «imputato condannato con decreto penale» (art. 11, comma 6, della legge n. 67 del 2014); che, in questo modo, tre delle cinque norme censurate dal rimettente (artt. 175, 603 e 604 cod. proc. pen.) sono state oggetto di rilevanti interventi modificativi ed è radicalmente mutato, altresì, il panorama normativo di riferimento;