[resaula]

Abbiamo sentito alcuni esponenti politici lamentare l'eccessivo numero di turisti, ma la soluzione non può individuarsi nel bloccare o limitare le attività turistiche, ma lasciando agli amministratori locali l'onere di gestire il flusso di visitatori, come Venezia ha fatto anche in anni recenti. Limitare il turismo a Venezia significa privarla di una componente prioritaria del commercio e dell'economia del territorio; significa deindustrializzarla e quindi farla morire o - forse peggio - trasformarla in un bellissimo luogo quasi cristallizzato e poco accessibile, a discapito di migliaia e migliaia di famiglie lasciate senza lavoro e attività. Siamo chiamati ad essere concreti, a sostenere con fermezza e decisione soluzioni possibili per Venezia: lo dobbiamo ai cittadini, ai lavoratori, a tutti gli operatori. Siamo tutti colpiti dalle immagini di enormi navi da crociera che passano davanti a San Marco, in particolare quelle con stazza superiore a 40.000 tonnellate: siamo tutti consapevoli della necessità di trovare soluzioni infrastrutturali idonee che garantiscano sicurezza e sviluppo, anche per il settore crocieristico, quale elemento chiave per l'economia e l'occupazione del territorio, senza penalizzare la salvaguardia dell'eccellenza del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale di Venezia e della sua laguna. A tal fine, accogliamo con favore quanto previsto all'articolo 3 del provvedimento in discussione, ovvero l'elaborazione di proposte ideative di progetti di fattibilità tecnica ed economica, volte a contemperare lo svolgimento dell'attività crocieristica nel territorio di Venezia, nel rispetto della salvaguardia dell'unicità e delle eccellenze del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale del territorio. Tale attività rappresenta per Venezia un volano e non un vincolo, un limite alla ripartenza delle attività economiche commerciali del turismo e dello sviluppo. L'apposita Commissione potrà poi scegliere la migliore fra le proposte e dare definitiva soluzione al problema. In attesa di ciò una delle principali e immediate soluzioni per le navi da crociera può essere rappresentata da Porto Marghera, consentendo l'ingresso delle navi dalla bocca di porto di Malamocco e la percorrenza del canale dei Petroli, lo stesso in cui navigano attualmente le navi commerciali. Da Porto Marghera gli approdi per le navi più grandi possono essere indirizzati quindi al canale industriale Nord, sponda Nord, mantenendo la centralità dell'esistente stazione marittima, mentre le unità di dimensioni più piccole potrebbero percorrere il canale Vittorio Emanuele III, che necessita di un'adeguata manutenzione. Colleghi, è fondamentale e importante ricercare l'equilibrio tra la sostenibilità ambientale e le attività turistiche ed economiche del territorio, pena la sua morte. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Vanin. Ne ha facoltà. VANIN (M5S) . Signor Presidente, dedico il mio intervento alle istituzioni minori veneziane, alle scuole, dove hanno sede le confraternite, alla basilica di San Marco, all'intera insula, che ad oggi non hanno ancora ricevuto alcun aiuto per il restauro e la messa in sicurezza dopo l'acqua grande del 12 novembre del 2019. Lo dedico ai cittadini di Venezia, che quando sentono le sirene dell'allerta marea si chiedono se le paratoie del Mose si alzeranno a 110 o a 130 centimetri sul livello del mare e temono le acque salate dell'Adriatico che, dalle bocche di porto, entrano con sempre più forza in laguna e corrodono marmi preziosi e mosaici inestimabili. Il destino di Venezia, del resto, è legato al destino della laguna e quindi anche alle decisioni che si prenderanno sul transito delle grandi navi in laguna. È notizia di questi giorni - ad esempio - che François Pinault, conosciuto per i centri d'arte contemporanea di Palazzo Grassi e Punta della Dogana a Venezia, nel 2019 ha investito una commessa a Fincantieri di 300 milioni di euro per costruire yacht che, oltre alla flotta già presente, partono da Venezia per crociere nel Mediterraneo, ma sono navi di piccole dimensioni, con 120-130 cabine per circa 200 passeggeri. Questa notizia è importante perché conferma un dato di fatto: chi ama Venezia veramente la rispetta e ne rispetta la laguna, non scava fondali, non mette in pericolo le fondamenta sull'acqua dei palazzi con il moto ondoso, non trasforma la laguna in un'autostrada del mare. Il MoVimento 5 Stelle a Venezia - e non solo - è sempre stato contrario al gigantismo delle grandi navi da crociera delle multinazionali che, con le loro stazze (80.000 tonnellate e più), straziano ormai da decenni i fondali e le acque del bacino di San Marco e del canale della Giudecca, mettendo a rischio la città e i suoi abitanti. Tutti ricordiamo l'incidente recente della Costa Deliziosa del 7 luglio 2019, che con 2.800 passeggeri a bordo ha sbandato travolgendo un'altra imbarcazione, sfiorando la riva in bacino San Marco e sfiorando il disastro. Per questo rischio e per questi danni il MoVimento 5 Stelle ha sempre chiesto che le dimensioni delle navi ammesse in laguna fossero e siano sempre limitate, ma ora basterà il concorso di idee per vietare il transito a San Marco per le grandi navi? Gli approdi a Marghera, di cui tanto si parla, con gli interventi sul canale Nord e sponda Nord, sono dannosi per la movimentazione dei fanghi. Lo sbancamento necessario per realizzare la banchina per le navi di 80.000 tonnellate e più sarà veramente temporaneo? I dati invece ci dimostrano chiaramente che sarà estremamente costoso - 62 milioni stanziati - visto che la stima va dai 150 ai 200 milioni di euro per gli scavi, per l'arretramento della banchina, per l'esproprio dei terreni, per il trasporto dei fanghi in discariche autorizzate: costi che non giustificheranno mai la temporaneità e fanno pensare a tutti che saranno definitivi. (Applausi) . Proprio in questi giorni per fatalità sono stati stanziati dal provveditorato fondi per i marginamenti delle stesse aree indicate, che poi di fatto verranno sbancate e arretrate; quindi soldi spesi male e sprecati per una provvisorietà che sarà sicuramente altro. Rispettare la laguna e la sua morfologia, invece, è necessario per la sua stessa esistenza, perché i veneziani sanno bene che la laguna ha una profondità media di 1,50 metri, ed il suo interno non è adatto ad essere un porto dai fondali profondi, tutt'altro. Quando negli anni Cinquanta si è voluto scavare un altro canale artificiale ancora più profondo di quello che c'era, realizzando il canale Malamocco-Marghera - citato dai colleghi - per far entrare le petroliere nella zona industriale della terraferma, di fatto è iniziata la distruzione dell'equilibrio morfologico della laguna stessa.