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Il richiamo al diritto di uno Stato di legiferare per il perseguimento di interessi pubblici fondamentali (il cosiddetto « Right to Regulate », articolo 2.2) deriva dalla necessità di porre un limite espresso ai ricorsi dei privati investitori nei confronti di provvedimenti normativi di interesse generale adottati dagli Stati che possano avere impatto sulla redditività dell'investimento o sui presupposti dello stesso. Nello stesso spirito vengono chiarite e circoscritte con chiarezza le ipotesi di violazione del trattamento giusto ed equo da accordare all'investitore (il cosiddetto « Fair and Equitable Treatment » articolo 2.4). L'Accordo prevede che gli investitori dell'Unione europea e i loro investimenti a Singapore ricevano un trattamento giusto ed equo e non vengano discriminati rispetto ad investimenti di Singapore in condizioni analoghe. Al contempo, l'API protegge gli investitori dell'Unione europea e i loro investimenti a Singapore da forme di espropriazione, a meno che ciò non sia nel pubblico interesse, nel rispetto del princìpio del giusto procedimento, su base non discriminatoria e dietro pagamento di un'indennità tempestiva, congrua ed effettiva in base all'equo valore di mercato dell'investimento espropriato. L'API incorpora il nuovo meccanismo di risoluzione delle controversie sviluppato dall'Unione europea, che prevede la costituzione di un tribunale bilaterale ad hoc per gli investimenti chiamato a giudicare sulle possibili controversie tra investitori di una delle Parti dell'Accordo e i Governi dell'altra parte ( Investment Court System-ICS ) in sostituzione del meccanismo tradizionale Investor-State dispute settlement (ISDS) . In sostanza, mentre nell'ISDS tradizionale spettava all'investitore e allo Stato (le parti della disputa, appunto) individuare i componenti del panel di arbitri, con l'ICS tale funzione è svolta dalle Parti (i Paesi contraenti) dell'Accordo, secondo numeri, formule e liste specifiche per ogni accordo. Lo sviluppo di tale sistema va inquadrato nel contesto delle radicate e diffuse critiche relative al meccanismo tradizionale di ISDS, ritenuto arbitrario, frammentario ed eccessivamente sbilanciato a favore degli interessi dei grandi investitori privati. Al riguardo, il tribunale bilaterale dovrebbe assicurare l'imparzialità dei giudici, la loro pre-costituzione rispetto alla causa, la trasparenza e pubblicità delle procedure, che prevedono sempre una possibilità di appello. La tenuta dell'innovativo ICS resta un elemento essenziale per il definitivo superamento dell'ampiamente criticato meccanismo ISDS che Parlamento Europeo, Consiglio e Commissione chiaramente considerano un punto di non ritorno. L'API tra Unione Europea e Singapore menziona infine (articolo 3.12) l'impegno delle Parti a promuovere il progetto di Corte multilaterale degli investimenti, meccanismo permanente multilaterale di risoluzione delle controversie che dovrebbe sostituire il sistema di tribunali bilaterali sugli investimenti. A seguito dell'adozione da parte del Consiglio delle direttive negoziali per la predisposizione di una Convenzione che istituisca la suddetta Corte, il dibattito sulla riforma dei meccanismi tradizionali bilaterali (ISDS e lo stesso ICS) è tuttora in fase di « esplorazione concettuale » presso il terzo Gruppo di Lavoro della Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale (UNCITRAL). 4. Esame delle disposizioni dell'accordo L'Accordo si compone di 4 capi e 75 articoli, introdotti dal preambolo e ripartiti come segue: Obiettivi e definizioni generali (capo I, 2 articoli); Protezione degli investimenti (capo 2, 8 articoli); Risoluzione delle controversie (capo 3, 46 articoli), diviso in Sezione A – Risoluzione delle controversie tra gli investitori e le Parti (24 articoli) e Sezione B – Risoluzione delle controversie tra le Parti (22 articoli); Disposizioni istituzionali, generali e finali (Capo 4, 19 articoli). L'Accordo comprende inoltre i seguenti 11 allegati e 2 intese: – Allegato 1: Espropriazione; – Allegato 2: Espropriazione di terreni; – Allegato 3: Espropriazione e diritti di proprietà intellettuale; – Allegato 4: Debito pubblico; – Allegato 5: Accordi richiamati all'articolo 4.12; – Allegato 6: Meccanismo di mediazione per le controversie tra gli investitori e le parti; – Allegato 7: Codice di condotta dei membri del tribunale e del tribunale d'appello e dei mediatori; – Allegato 8: Regole sull'accesso del pubblico ai documenti, sulle udienze e sulla possibilità per i terzi di presentare osservazioni; – Allegato 9: Norme procedurali per l'arbitrato; – Allegato 10: Procedure di mediazione per le controversie tra le parti; – Allegato 11: Codice di condotta degli arbitri e dei mediatori; – Intesa 1: Relativa alle limitazioni specifiche di Singapore per quanto riguarda lo spazio o l'accesso alle risorse naturali; – Intesa 2: Relativa alla retribuzione degli arbitri. Preambolo : Il riferimento nelle premesse al rispetto dei diritti fondamentali, allo sviluppo sostenibile, alla trasparenza nel commercio è collegato all'esigenza di evidenziare il radicamento della politica commerciale comune nell'alveo degli strumenti di politica estera dell'Unione e la conseguente « subordinazione » della stessa al rispetto dei principi fondamentali cui si ispira l'Unione europea– articolo 3 del Trattato sull'Unione europea - TUE – e al raggiungimento delle finalità di sviluppo sostenibile. Al contempo, il richiamo al diritto a legiferare da parte dello Stato (il cosiddetto « right to regulate ») deriva dalla necessità di porre un limite espresso ai ricorsi dei privati investitori nei confronti di provvedimenti normativi di interesse generale adottati dagli Stati che possano avere impatto sulla redditività dell'investimento o sui presupposti dello stesso. Capo I – Obiettivi e definizioni generali (articoli 1.1-1.2) Il capo stabilisce, all'articolo 1.1, l'obiettivo dell'Accordo, che consiste nel miglioramento del clima degli investimenti tra le Parti, e chiarisce, all'articolo 1.2, le definizioni di applicazione generale e le definizioni specifiche per ciascuna parte. Capo II – Protezione degli investimenti (Articoli 2.1-2.8) L'articolo 2.1 definisce l'ambito di applicazione del capo, formulando le eccezioni all'applicazione della clausola del trattamento nazionale (vedi articolo 2.3), in riferimento in particolare alle sovvenzioni, ad attività svolte da pubbliche amministrazioni per scopi governativi o nell'esercizio dei pubblici poteri nei rispettivi territori di ciascuna parte, o a specifici settori (audiovisivi). L'articolo 2.2 rappresenta una delle disposizioni cardine dell'Accordo, poiché ribadisce il diritto fondamentale delle Parti a legiferare nei rispettivi territori, senza che ciò costituisca una violazione degli obblighi assunti con l'API, per conseguire legittimi obiettivi politici, quali la tutela della salute pubblica, i servizi sociali, l'istruzione pubblica, la sicurezza, l'ambiente o la morale pubblica, la protezione sociale o dei consumatori, il rispetto della vita privata e la protezione dei dati e la promozione e la tutela della diversità culturale.