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3 L'ufficio di presidenza, composto dal presidente, da due vice presidenti e da due segretari, è eletto dalla Commissione, a scrutinio segreto, tra i suoi componenti. Per l'elezione del presidente è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti della Commissione; se nessuno riporta la maggioranza assoluta dei voti, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. 4 Per l'elezione, rispettivamente, dei due vice presidenti e dei due segretari, ciascun componente della Commissione scrive sulla propria scheda un solo nome. Sono eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto il più anziano di età. 3 (Definizioni e competenze) 1 Ai fini della presente legge si intendono per «prodotti agroalimentari contraffatti» i prodotti del settore agricolo, alimentare e della pesca che recano illecitamente un marchio, una indicazione geografica o una denominazione di origine che riproduca integralmente, o anche parzialmente, un marchio registrato, una indicazione geografica o una denominazione di origine protette o che comunque sono prodotte e distribuite utilizzando materie prime di provenienza illecita o di qualità e origine non rispondenti alle vigenti normative. 2 La Commissione ha il compito di accertare la dimensione dei fenomeni oggetto dell'indagine e raccogliere dati sulle diverse realtà territoriali interessate, allo scopo di accertare e approfondire gli eventuali limiti tecnologici, organizzativi, normativi e finanziari dell'attività istituzionale di contrasto, con particolare riferimento a: a i prodotti agroalimentari contraffatti venduti nel territorio nazionale, suddivisi per settori produttivi, o che transitano nel territorio nazionale per essere commercializzati in altri Paesi; b la produzione e la distribuzione illegittima di prodotti agroalimentari contraffatti approntati da licenziatari di produzione infedeli e da questi smerciate, con o senza il marchio originale, ma comunque in violazione della normativa di settore; c la produzione e la distribuzione illegittima di prodotti agroalimentari contraffatti che, senza violare direttamente marchi o modelli, ne imitano in maniera tendenziosa o confusiva l'aspetto; d la diffusione di prodotti agroalimentari contraffatti attraverso il commercio elettronico, anche a seguito dell'assegnazione di domini che tendano ad ingenerare ambigua informazione nei riguardi dei consumatori; e il commercio interno ed internazionale di materie prime destinate alle produzioni agroalimentari non rispondenti alle disposizioni vigenti sull'origine o sulla qualità; f le connessioni con la criminalità organizzata, con riferimento anche al fenomeno del caporalato, delle infiltrazioni nel settore del trasporto e della distribuzione all'ingrosso e al dettaglio, dei fenomeni criminali ed estorsivi che colpiscono gli operatori del settore agroalimentare; g le risorse e gli strumenti di controllo del territorio effettivamente impegnati per rafforzare il sistema di contrasto, a partire da quello doganale; h le eventuali inefficienze e sottovalutazioni da parte delle istituzioni, l'assenza di una diffusa e condivisa consapevolezza da parte della società civile delle conseguenze derivanti dall'acquisto di un prodotto contraffatto, le eventuali responsabilità degli enti preposti, l'impegno nel contrastare il fenomeno relativo ai prodotti agroalimentari contraffatti nel territorio nazionale e, infine, l'impegno nel sensibilizzare i consumatori sulla gravità del fenomeno stesso; i la verifica dei risultati raggiunti nelle attività di prevenzione, di controllo e sanzionatorie svolte dagli enti preposti al contrasto dei fenomeni di cui al presente comma; l le eventuali omissioni nell'esercizio dei poteri di prevenzione, di controllo e sanzionatori previsti dall'ordinamento, la corretta applicazione della normativa di riferimento e l'eventuale esigenza di adeguamento della stessa, anche relativamente all'indicazione del Paese di origine dei prodotti; m le questioni relative al fenomeno dell’ italian sounding nel comparto agroalimentare e della pesca, nella prospettiva della tutela della reputazione e dell'indicazione commerciale « made in Italy » e delle altre denominazioni che identificano le produzioni di qualità di origine italiana; n l'efficacia della giurisdizione in materia, anche in riferimento alla congruità dell'organizzazione delle sezioni specializzate. 4 (Attività di indagine) 1 La Commissione procede, nell'espletamento dei suoi compiti, con gli stessi poteri e le medesime limitazioni dell'autorità giudiziaria. 2 Ferme restando le competenze dell'autorità giudiziaria, per le audizioni a testimonianza davanti alla Commissione si applicano le disposizioni degli articoli 366 e 372 del codice penale. 3 Per i segreti d'ufficio, professionale e bancario, si applicano le norme vigenti. È sempre opponibile il segreto tra difensore e parte processuale nell'ambito del mandato. Per il segreto di Stato si applica quanto previsto dalla legge 3 agosto 2007, n. 124. 4 Qualora gli atti o i documenti attinenti all'oggetto dell'inchiesta siano stati assoggettati al vincolo del segreto da parte di altre Commissioni parlamentari di inchiesta, detto segreto non può essere opposto alla Commissione. 5 La Commissione non può adottare provvedimenti che restringano la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione nonché la libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale. 5 (Richiesta di atti e documenti) 1 La Commissione può ottenere, anche in deroga a quanto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti o documenti relativi a procedimenti o inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti, inerenti all'oggetto dell'inchiesta. L'autorità giudiziaria provvede tempestivamente e può ritardare, con decreto motivato solo per ragioni di natura istruttoria, la trasmissione di copie degli atti e documenti richiesti. Il decreto ha efficacia per trenta giorni e può essere rinnovato. Quando tali ragioni vengono meno, l'autorità giudiziaria provvede senza ritardo a trasmettere quanto richiesto. L'autorità giudiziaria può trasmettere copie di atti e documenti anche di propria iniziativa. 2 La Commissione stabilisce quali atti e documenti non devono essere divulgati, anche in relazione ad esigenze attinenti ad altre istruttorie o inchieste in corso. Devono comunque essere coperti dal segreto i nomi, gli atti e i documenti attinenti a procedimenti giudiziari nella fase delle indagini preliminari. 6 (Obbligo del segreto) 1 I componenti della Commissione, i funzionari e il personale addetto alla Commissione stessa e ogni altra persona che collabora con essa o compie o concorre a compiere atti d'inchiesta oppure ne viene a conoscenza per ragioni d'ufficio o di servizio sono obbligati al segreto, anche dopo la cessazione dell'incarico, per tutto quanto riguarda gli atti e i documenti acquisiti al procedimento d'inchiesta, di cui all'articolo 5, comma 2. 2 Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la violazione del segreto è punita ai sensi dell'articolo 326 del codice penale. 3