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Norme generali sul sistema educativo d'istruzione statale nella scuola di base e nella scuola superiore. Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di nidi d'infanzia. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge riguarda il sistema educativo di istruzione statale. Si tratta del frutto di una lunga e partecipata ideazione, nata dall'ascolto e dallo scambio tra centinaia di docenti, studenti e genitori. Già depositata alla Camera dei Deputati il 4 agosto 2006 come legge di iniziativa popolare sostenuta da 100.000 firme raccolte da 120 comitati di base locali; incardinata nella XV legislatura, non vide la conclusione del suo iter neppure nella successiva e di conseguenza, come previsto dalla normativa vigente, decadde. Si tratta di un testo importante per il contenuto e ancor più per il metodo: il dibattito e la condivisione che ne hanno caratterizzato la genesi. I firmatari di questo disegno di legge hanno voluto mettersi a disposizione dell'iniziativa popolare, di questa modalità di ascolto e di interazione tra i diretti interessati nel processo formativo ed educativo; hanno voluto valorizzare un percorso, aiutando questa comunità ampia e viva a fare sentire la sua voce, superando gli ostacoli di una nuova raccolta di firme, che avrebbero ritardato la riapertura di una profonda e globale riflessione sui temi che questo disegno di legge propone. L'illustrazione del contenuto e l'articolato ricalcano le intenzioni e i contenuti dell'esperienza sopra descritta. Il testo che si propone detta le norme generali inerenti la scuola e definisce i livelli essenziali delle prestazioni per quanto attiene ai nidi d'infanzia, cui sono assegnate anche finalità educative e, pertanto, da considerarsi interni al sistema. Articolo 1: I princìpi Il sistema delineato trova le sue ragioni di essere nella Costituzione e in quel sistema di regole condivise che la comunità internazionale ha costruito e a cui riconosciamo valore, fino alla Convenzione sui diritti del fanciullo che, in fatto di educazione e istruzione, rappresenta per noi un riferimento costante. II sistema è detto «educativo di istruzione» perché, nei limiti delle sue competenze, cura la crescita dei soggetti che gli vengono affidati come persone, come cittadini e cittadine, come futuri lavoratori e lavoratrici. Articolo 2: Le finalità II sistema educativo di istruzione cura l'acquisizione consapevole di saperi con un'attenzione costante all'interazione e all'educazione interculturale: valori dei quali la società del futuro non potrà fare a meno. Nel testo si fa cenno all'apprendimento permanente per sottolineare che la scuola deve offrire strumenti agli allievi/e affinché dopo aver assolto l'obbligo scolastico, siano in grado di proseguire un percorso di apprendimento che duri per tutto l'arco della vita e consenta di interpretare il mondo in maniera originale. In uno slogan: la scuola come luogo dove si impara ad imparare . Nel nostro disegno di legge sottolineiamo anche il valore di alcune scelte di qualità metodologiche: le attività laboratoriali, i momenti ludici e soprattutto il lavoro di gruppo. Quest'ultimo ci sembra particolarmente importante in una società sempre più avviata sulla strada della competizione selvaggia, in cui, quindi, il valore della collaborazione e del lavoro cooperativo va recuperato e rivalutato. L'apertura al territorio, e in generale al mondo esterno, rappresenta per le scuole un arricchimento e una spinta in più per la loro vita. Come esempio, l'apertura pomeridiana delle scuole superiori, gestita in modo consapevole dallo spirito di iniziativa degli studenti e delle studentesse, in concorso con tutte le agenzie del territorio che si occupano di giovani (compresa la scuola stessa), può far diventare ciascuna scuola un luogo di produzione e fruizione culturale, di crescita, di socializzazione, di cittadinanza consapevole, fuori dai percorsi didattici in senso stretto, eppure in sinergia con essi. Articolo 3: Il diritto all'istruzione Nel disegno di legge si afferma che deve essere garantito per tutti i cittadini il diritto all'educazione, all'istruzione, alla formazione, a partire dalla gratuità della scuola statale sia per l'accesso sia per i libri di testo sia per il trasporto. Una buona scuola ha bisogno di risorse adeguate per garantire al meglio il perseguimento delle sue finalità, con un investimento che veda un notevole incremento rispetto a quanto oggi il nostro Paese destina a questo scopo: elevare il tetto di spesa almeno al 6 per cento del PIL vuol dire investire nel futuro del Paese. Articoli 4 e 5: L'articolazione del sistema Entrando nello specifico, il sistema educativo di istruzione si articola nei nidi d'infanzia, nella scuola di base (scuola dell'infanzia della durata di tre anni, scuola elementare della durata di cinque anni e scuola media della durata di tre anni) e nella scuola superiore (biennio unitario e triennio d'indirizzo). Nel testo sono descritti gli obiettivi di ognuno di tali segmenti. Articolo 7: L'obbligo scolastico A rinforzare la garanzia del godimento di tale diritto riteniamo che l'obbligo scolastico debba iniziare col compimento del quinto anno e durare fino al diciottesimo anno d'età; esso va assolto all'interno del sistema educativo di istruzione. La scuola dovrà predisporre progetti di individualizzazione per offrire a ciascuno una risposta alle proprie esigenze di crescita e a tutti la possibilità di superare le eventuali difficoltà incontrate. Proprio per questo il disegno di legge prevede la non ammissione alla classe successiva solo se il progetto d'individuazione predisposto per superare le relative difficoltà di apprendimento non abbia avuto efficacia comprovata. In caso di non ammissione la scuola ha il dovere di progettare il raggiungimento degli obiettivi prefissati nell'anno successivo. Articoli 6, 8, 11, 12 e 13: La gestione del disagio Particolare cura andrà posta nella gestione delle discontinuità del percorso di apprendimento, consapevoli che i passaggi da un livello ad un altro rappresentano prove di crescita per la persona se questa è messa nelle condizioni più favorevoli per affrontarle e trarre così beneficio dal loro superamento. Sono necessari con urgenza investimenti e sinergie professionali per combattere la dispersione e il disagio in tutte le sue forme, così come per la valorizzazione delle diversità e il sostegno all'alfabetizzazione e all'integrazione degli alunni/e migranti. Prima condizione di fattibilità è rappresentata dalla formazione di classi meno numerose delle attuali, in cui sia rispettato il tetto massimo di ventidue alunni per classe, da abbassare ulteriormente nei casi in cui siano inserite persone diversamente abili. In secondo luogo occorre prevedere dotazioni organiche aggiuntive, e potenziare quelle già esistenti, sia per la lotta alla dispersione sia per il sostegno all' handicap sia per l'alfabetizzazione degli alunni/e migranti. Tali problematiche vanno identificate, curate e monitorate con professionalità adeguate e attenzione costante. Articoli 9 e 10: Il personale La questione degli organici è di fondamentale importanza in generale perché su di essa il sistema fonda la possibilità di raggiungere le sue alte finalità.