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sembrerebbe infatti che un cantiere "sospeso" e non chiuso per tempo, in pieno inverno, abbia favorito la rottura dell'argine e la conseguente esondazione delle acque e dei fanghi; l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), sulla base delle nuove mosaicature, ha proceduto nel 2018 all'aggiornamento degli indicatori nazionali di rischio, per frane e alluvioni, relativi a popolazione, imprese e beni culturali e ha elaborato nuovi indicatori su famiglie ed edifici. Gli indicatori relativi a popolazione, imprese e beni culturali sono strategici in quanto consentono di individuare obiettivi prioritari di intervento per la salvaguardia della vita umana, delle attività produttive e dei servizi, e del patrimonio culturale, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare in favore delle popolazioni colpite dall'alluvione; quali iniziative intenda assumere per contrastare il grave problema del dissesto idrogeologico dell'area interessata dall'inondazione nonché per mettere in sicurezza tutto il territorio emiliano-romagnolo, poiché anche in questa occasione le criticità idrogeologiche si riscontravano anche per le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna e di conseguenza la popolazione, il tessuto economico-produttivo e il patrimonio culturale; quali iniziative intenda intraprendere per verificare eventuali responsabilità in capo alle amministrazioni locali per l'esondazione del fiume Reno e la conseguente alluvione. Atto n. 4-01223 PUGLIA LA MURA VACCARO DONNO LANNUTTI RICCARDI GRANATO GIANNUZZI TRENTACOSTE L'ABBATE LUCIDI CORBETTA CAMPAGNA DRAGO VANIN ANASTASI ANGRISANI GALLICCHIO CORRADO GAUDIANO LANZI CASTALDI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: nel periodo intercorrente tra i mesi di aprile e maggio dello scorso anno venivano resi pubblici, con capillare diffusione sul tutto il territorio nazionale, anche a mezzo della carta stampata, i dati afferenti alla situazione in cui versava il mare in Italia; in particolare, i dati raccolti da "Cnr", "Ismar" e "Greenpeace" segnalavano che, tra gli altri, il mare di Portici (Napoli) fosse particolarmente inquinato, essendo al suo interno presente un'abbondante quantità di plastica; dall'analisi effettuata risultava che i picchi più rilevanti si fossero registrati proprio nelle acque di Portici, tanto che il golfo di Napoli risultava, anche a occhio nudo, più inquinato di altri; il quotidiano "la Repubblica" recitava, infatti, in un articolo del 23 aprile 2018, testualmente che "In alcune zone è come nuotare fra 8.900 pezzi di plastica"; considerato che: il suddetto articolo di stampa riportava inoltre, a proposito della plastica, che: "A preoccupare maggiormente gli scienziati, inoltre, c'è il fatto che il Mediterraneo - dove si rischia di perdere il 50% della biodiversità a causa delle azioni dell'uomo - sia un bacino semi-chiuso fortemente antropizzato, con un limitato riciclo d'acqua che ne consente l'accumulo"; nel medesimo studio, infatti, i ricercatori sono giunti alla considerazione che le microplastiche trovate fossero imputabili alla presenza di prodotti per l'igiene personale, cosmetici, dentifrici e alla frammentazione e decomposizione di materiali plastici di dimensioni più grandi; allo stesso modo, è emerso che a Portici, in particolare, si trovassero valori importanti e significativi di microplastiche per metro cubo e che vi si trovassero nelle medesime acque 14 diversi tipi di polimeri, per lo più plastiche di polietilene; considerato ancora che non risulta agli interroganti, salvo smentita, che la situazione delle acque dei nostri mari, in particolare quella di Portici, sia mutata in meglio, non essendo, evidentemente, nelle more, intervenuto nessun serio intervento risolutivo; considerato infine che, a parere degli interroganti: la tutela del mare è un obiettivo e un impegno imprescindibile dal quale non ci si può esimere, anche per assicurare il rispetto della sicurezza e della salute pubblica; oltretutto, la stagione balneare tra pochi mesi avrà inizio e, conseguentemente, risulta opportuno preoccuparsi di assicurare che le località turistiche interessate dalla ricerca siano messe nelle condizioni di poter ospitare, in sicurezza e in salute, i turisti che nel corso dell'estate vorranno arrivare, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se, alla luce delle argomentazioni esposte, intenda procedere all'avvio di un'attività ispettiva dello stato di salute dei nostri mari, avendo riguardo di considerare lo stato allarmante in cui, secondo la citata ricerca, versa il mare di Portici; se non ritenga, conseguentemente, opportuno avviare, sin da subito, ogni attività ritenuta idonea a ripulire l'acqua dei mari interessati dalla descritta ricerca, anche promuovendo campagne di sensibilizzazione, volte al rispetto dell'ambiente. Atto n. 4-01224 FATTORI GRASSI BINI MARGIOTTA DE FALCO PITTELLA NANNICINI SICLARI Ai Ministri della salute e della giustizia Premesso che: il tema dei vaccini è strumentalizzato da gruppi antivaccino che si sono organizzati e definiti nel corso del tempo in maniera diversa ( anti vax , no vax , free vax , va xfree ) e che si oppongono, spesso in maniera aggressiva, non tanto alla specifica modalità obbligatoria ma piuttosto alla somministrazione dei vaccini in toto , assumendo pertanto una posizione contraria all'indirizzo consolidato nella comunità scientifica che ne sottolinea l'efficacia e la sicurezza; il presidente dei pediatri italiani Alberto Villani, in un'intervista del 13 giugno 2017 ha denunciato come ci sia "dietro agli antivaccinisti un giro di soldi vergognoso" e come "la violenza e l'aggressività delle campagne dei no-vax derivano proprio dal fatto che ci sono grandi interessi in gioco. Da una parte ci sono i genitori in buona fede, dall'altra questa gente che approfitta di famiglie in difficoltà, magari con un bambino con una malattia neuromuscolare, facendo fare esami inutili innescando l'illusione di risarcimenti", come riportato il 13 giugno 2017 da "linkiesta"; in data 14 luglio 2017 l'Istituto superiore di sanità ha pubblicato sul sito istituzionale una nota intitolata "Fact checking vaccini", che smentisce le false e allarmanti notizie propagandate dai gruppi antivaccino; la forza condizionante dei movimenti no vax e free vax attraverso la diffusione di informazioni scientificamente sbagliate ha portato a casi di estrema pericolosità per la salute pubblica come la condanna di quella madre nel bresciano, ad agosto 2018, che si vantava di aver eluso la legge presentando una certificazione falsa sui vaccini, il cui caso potrebbe non essere isolato;