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Ricorda, al riguardo, che la medesima questione è oggetto, anche in Italia, di un dibattito ancora aperto e che su di essa il Senato della Repubblica ha preso posizione approvando, il 5 dicembre 2018, la risoluzione n. 6-00029, come integrata da un emendamento di Fratelli d'Italia, in cui si afferma la superiorità della Costituzione nazionale rispetto all'ordinamento europeo e la necessità di subordinare il recepimento delle norme europee a una preventiva valutazione di impatto sui principi costituzionali. Propone, quindi, che la Commissione sospenda tutti i lavori ordinari, che attengono tutti, sostanzialmente e formalmente, al rapporto tra i due ordinamenti, e di riprenderli solo dopo che sia stato risolto l'attuale contrasto tra le istituzioni dell'UE e della Germania sulla questione del rapporto tra ordinamento europeo e ordinamenti nazionali. Il PRESIDENTE invita i Gruppi a prendere posizione sui temi sollevati, eventualmente nell'ambito dell'esame della Relazione programmatica 2020. Propone, inoltre, di invitare il ministro Amendola a partecipare alla predetta discussione. La senatrice GINETTI ( IV-PSI ), dopo aver premesso che a suo avviso la questione sollevata dalla sentenza tedesca va contestualizzata, anche tenuto conto della consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia, propone di rendere più "attuale" il lavoro della Commissione, integrandolo con l'esame dei documenti europei in lavorazione, tra cui per esempio le iniziative sul SURE, sulla flessibilità dei fondi strutturali, sul MES, le risoluzioni del Parlamento europeo. Esprime quindi la sua contrarietà alla proposta di sospensione dei lavori ordinari, anch'essi importanti e urgenti. Il senatore PITTELLA ( PD ) conviene sulla necessità di "politicizzare" maggiormente i lavori della Commissione, integrandoli regolarmente con l'esame di temi attuali, come per esempio la risposta dell'Unione europea all'emergenza da Covid-19, tra cui le iniziative sul SURE, della BEI, il MES, il Recovery Fund , senza necessità di sospendere i lavori ordinari. Conviene anche sulla proposta di audire il ministro Amendola, che consentirà anche di chiarire la questione della valutazione d'impatto. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) esprime condivisione sulla necessità di non limitare i lavori della Commissione, ma di renderli più incisivi, svolgendo il ruolo di merito che le compete sui temi europei, che sono di primaria importanza per l'Italia nei suoi rapporti con l'Unione europea. La senatrice GIANNUZZI ( M5S ) aderisce alla proposta di svolgere un lavoro maggiormente politico, ad esito del quale giungere a posizioni ufficiali. Esprime, inoltre, contrarietà alla proposta di sospensione dei lavori ordinari, essendo anche questi importanti e urgenti per molte realtà economiche e sociali del nostro Paese. Ritiene, al riguardo, importante riuscire ad anticipare l'esame delle normative europee in una fase in cui sia ancora possibile intervenire, sfruttando appieno le procedure in fase ascendente, ma valutando anche se vi siano altri strumenti con cui poter essere più incisivi. La senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ), nell'esprimere la posizione del Gruppo di Forza Italia, ricorda il principio della prevalenza dell'ordinamento dell'Unione rispetto a quelli nazionali. In tal senso, non è condivisibile la pronuncia tedesca, che ha sindacato la legittimità delle meritorie misure di quantitative easing promosse nel 2015 dalla Banca centrale europea sotto il mandato di Mario Draghi, poi proseguite con l'attuale Presidenza della BCE. Il PRESIDENTE , in conclusione, propone di procedere inizialmente con l'audizione del ministro Amendola. La Commissione conviene. La seduta termina alle ore 15,50.