[resaula]

il decreto-legge n. 11 del 2021 reca misure urgenti per l'esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti (detto "green pass scuola e trasporti"); in particolare, l'articolo 1, comma 6, ha novellato il decreto-legge n. 52 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 87 del 2021, inserendo l'articolo 9 -ter ; tale articolo ha previsto l'impiego delle certificazioni verdi COVID-19 in ambito scolastico, stabilendo che dal 1° settembre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione debba possedere, e sia tenuto ad esibire per l'accesso nell'istituzione scolastica, la certificazione verde COVID-19 ( green pass ); tale certificazione può essere ottenuta in tre modi, attraverso: a) avvenuta vaccinazione anti SARS-CoV-2, al termine del prescritto ciclo; b) avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell'isolamento prescritto in seguito ad infezione, disposta in ottemperanza ai criteri stabiliti con le circolari del Ministero della salute; c) effettuazione di test antigenico rapido o molecolare, quest'ultimo anche salivare, con esito negativo al virus SARS-CoV-2; in ambito scolastico dunque, i dirigenti scolastici (o eventuali delegati) sono stati individuati quali soggetti tenuti alla verifica del rispetto delle prescrizioni; considerato che: con nota del 9 settembre 2021 il Ministro in indirizzo ha fornito a dirigenti scolastici e USR indicazioni in merito alle modalità di controllo semplificato del possesso della certificazione verde in corso di validità del personale docente e ATA; in particolare, come riportato nella nota, è stata prevista "una specifica funzionalità" che permette ai dirigenti scolastici "di accertare istantaneamente - mediante un'interazione tra il Sistema informativo dell'istruzione-SIDI e la Piattaforma Nazionale-DGC - la validità del Green Pass per il personale" in servizio; il controllo, inoltre, deve avvenire "quotidianamente e prima dell'accesso del personale nella sede ove presta servizio"; la nota dispone inoltre che il personale autorizzato possa visualizzare e consultare "la certificazione verde del soggetto controllato, in conformità alla normativa privacy e nel rispetto della riservatezza e dei dati personali trattati"; con l'inizio delle lezioni in presenza, dunque, il dirigente scolastico (o l'eventuale delegato) può accedere ai dati relativi alla validità del green pass del docente o del personale ATA, ma non dovrebbe venire a conoscenza della condizione personale inerente all' iter vaccinale, che è una sola delle condizioni possibili per l'ottenimento del green pass ; tuttavia, come accaduto dall'inizio dell'anno scolastico fino ad oggi, i dati sulla validità del green pass non sono oscurati nella piattaforma oltre l'orario di servizio, per cui il dirigente scolastico, pur dovendo solo controllare la validità del green pass , può venire a sapere se un docente è vaccinato o meno, potendo controllare la validità della certificazione (che da verde passa a rosso) anche fuori dell'orario di servizio; valutato che: quale titolare del trattamento di dati personali anche ai dirigenti scolastici può applicarsi la responsabilità da illecito trattamento dei dati (ai sensi dell'articolo 82 del regolamento europeo in materia di privacy , n. 2016/679/UE, secondo cui, come stabilito al primo paragrafo, "chiunque subisca un danno materiale o immateriale causato da una violazione del presente regolamento ha il diritto di ottenere il risarcimento del danno dal titolare del trattamento o dal responsabile del trattamento"); peraltro, come già affermato in via giurisprudenziale, l'introduzione dell'articolo 82 del regolamento europeo non sarebbe incompatibile con la natura della responsabilità per danni causati da illecito trattamento dei dati personali, già disciplinata a livello nazionale dall'articolo 15 del decreto legislativo n. 196 del 2003 (aquiliana, ex art. 2043 del codice civile, od oggettiva, ex art. 2050); peraltro, nello specifico in materia di privacy , l'allegato 3 alla nota ministeriale contiene l'informativa sul trattamento dei dati personali per la verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 del personale docente e ATA; in tale informativa si specifica che il titolare del trattamento è il dirigente scolastico (art. 2) e che i "dati personali, trattati unicamente per il conseguimento delle finalità di verifica sopra indicate, non saranno comunicati dal titolare a soggetti terzi e saranno esclusivamente oggetto di scambio tra i sistemi del Ministero della Salute e del Ministero dell'Istruzione, secondo le forme e le modalità prescritte dalla normativa del DPCM 17 giugno 2021" (art. 7); valutato che: appare evidente che laddove il trattamento di dati afferenti allo stato di salute fosse utilizzato in modo non appropriato dal titolare o dal responsabile del trattamento (il dirigente scolastico o il delegato), divulgando a terzi in modo illecito informazioni riservate (come il non essere vaccinato), si configurerebbe una lesione della normativa in materia di privacy ; dalla divulgazione di informazioni riservate sull'avvenuta vaccinazione, si rischia di causare, oltretutto, un pessimo clima di "ghettizzazione" all'interno delle istituzioni scolastiche, in primo luogo per il personale non vaccinato, assolutamente contrario allo spirito di collaborazione di una comunità educante, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire immediatamente al fine di prevedere che il controllo sul personale scolastico che deve esibire la certificazione verde COVID-19 sia esclusivamente limitato, all'interno della piattaforma SIDI, all'orario di servizio del personale, in modo da non permettere al titolare o al responsabile del trattamento di essere a conoscenza (anche in via presuntiva) dell'avvenuta vaccinazione o meno, ma permettere il mero controllo sulla validità della certificazione nel momento in cui essa risulta necessaria (l'inizio dell'orario di servizio), senza poterne desumere la condizione originaria (avvenuta vaccinazione, guarigione o effettuazione di test antigenici con esito negativo); se non si reputi urgente specificare, nell'allegato alla nota informativa in materia di privacy , la possibile applicazione della responsabilità ex art. 82 del regolamento europeo in materia di privacy (n. 2016/679/UE), per danni cagionati da trattamento di dati personali non lecito, scorretto od eccessivo rispetto allo scopo perseguito laddove vengano divulgati a terzi, in modo non pertinente rispetto ai principi di cui all'articolo 5 del medesimo regolamento, le informazioni relative al ciclo vaccinale del personale sottoposto alle procedure di controllo (dati afferenti alla salute). Atto n. 3-02832 BINETTI Al Ministro della giustizia Premesso che: l'interrogante ha presentato diversi atti di sindacato ispettivo in merito al caso di bambini allontanati dalle loro famiglie e inviati in casa famiglia, sulla base di un'iniziale denuncia della madre nei confronti di abusi esercitati dal padre sui minori;