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La misura si rende necessaria in considerazione del fatto che, in questa fase, il « sistema di pubblica sicurezza » è chiamato a fare fronte ad accresciuti impegni operativi per assicurare i servizi necessari o comunque connessi all'attuazione del dispositivo di contenimento della diffusione del COVID-19. Il maggiore impegno su questo versante diminuisce la disponibilità del personale delle questure e dei commissariati di pubblica sicurezza nonché della rete delle stazioni dell'Arma dei carabinieri, che dispiegano una serie di attività e di verifiche istruttorie indispensabili per il rilascio dei predetti atti abilitativi; da qui l'esigenza di prevedere un proporzionato allungamento dei tempi ordinari di conclusione dei relativi procedimenti che, a parte alcune licenze in materia di esplosivi, oscillano tra i sessanta e i novanta giorni. In questo senso, va rilevato che le componenti che nell'ambito delle questure e dei commissariati di pubblica sicurezza sono deputate alla trattazione delle questioni inerenti al rilascio dei predetti titoli di polizia costituiscono uno dei primi bacini di riserva ai quali si attinge per fare fronte alle esigenze connesse all'espletamento dei servizi di ordine pubblico. Si aggiunge ancora che le questure costituiscono anche le strutture che svolgono una serie di accertamenti per le autorizzazioni che vengono rilasciate anche « in sede centrale ». Articolo 10 – Misure urgenti in materia di sospensione dei termini e rinvio delle udienze processuali Al fine di affrontare la situazione epidemiologica da Coronavirus (COVID-19) e di circoscrivere i focolai scoppiati in alcuni comuni della Lombardia, del Piemonte e del Veneto, anche in relazione allo svolgimento di attività giudiziarie e connesse, è previsto un intervento normativo con l'introduzione di misure urgenti in materia di sospensione dei termini e rinvio delle udienze nei procedimenti civili e penali e della giustizia amministrativa. Le finalità dell'intervento, temporalmente definito al 31 marzo 2020, sono perseguite mediante: a) il rinvio delle udienze e la sospensione dei termini nei procedimenti civili e penali; b) l'applicazione dell'istituto della rimessione in termini agevolata dalla presunzione che il mancato rispetto termini sia dovuto – in circostanze date connesse alla diffusione del virus – a causa non imputabile alla parte incorsa in decadenze; c) la previsione di talune eccezioni al rinvio delle udienze e alla sospensione dei termini nei procedimenti penali, con contestuale previsione che la partecipazione alle udienze sia assicurata, ove possibile, mediante videoconferenze o con collegamenti da remoto; d) la previsione che i colloqui con i congiunti o con altre persone cui hanno diritto i condannati, gli internati e gli imputati siano svolti, ove possibile, a distanza, mediante apparecchiature e collegamenti di cui dispone l'amministrazione penitenziaria o mediante corrispondenza telefonica, che può essere autorizzata oltre i limiti attualmente previsti dalla legge. In particolare la disposizione illustrata prevede, al comma 1, che dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 marzo 2020, siano rinviate d'ufficio, a data successiva al 31 marzo 2020, le udienze dei procedimenti civili pendenti presso gli uffici giudiziari dei circondari dei tribunali cui appartengono i comuni di cui all'allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020. Sono escluse dalla sospensione le udienze di competenza del tribunale per i minorenni, quelle relative ad alimenti, a procedimenti cautelari e ai procedimenti per l'adozione di provvedimenti in materia di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione, ai procedimenti di convalida del trattamento sanitario obbligatorio, ai procedimenti per l'adozione di ordini di protezione contro gli abusi familiari, ai procedimenti di convalida dell'espulsione, allontanamento e trattenimento di cittadini di Paesi terzi e dell'Unione europea, a quelli di cui all'articolo 283 del codice di procedura civile, nonché delle cause rispetto alle quali il rinvio potrebbe produrre grave pregiudizio alle parti. Al comma 2 si prevede che fino alla data del 31 marzo 2020 siano sospesi i termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti indicati al comma 1, con le eccezioni ivi previste, che chiunque debba svolgere nelle regioni cui appartengono i comuni previsti nell'allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020. Si prevede inoltre che in tutti i procedimenti civili, con le eccezioni di cui al comma 1, i termini per il compimento di qualsiasi atto processuale, comunicazione e notificazione che chiunque debba svolgere nei comuni di cui all'allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020 siano sospesi. Al comma 3 si prevede il rinvio d'ufficio, a data successiva al 31 marzo 2020, delle udienze processuali civili in cui le parti o i loro difensori sono residenti o hanno sede nei comuni di cui all'allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020. Al comma 4 si prevede, per i soggetti che alla data di entrata in vigore del presente decreto sono residenti, hanno sede operativa o esercitano la propria attività nei comuni di cui all'allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020, che il decorso dei termini perentori, legali e convenzionali, sostanziali e processuali, comportanti prescrizioni e decadenze da qualsiasi diritto, azione ed eccezione, nonché dei termini per gli adempimenti contrattuali, sia sospeso dal 22 febbraio 2020 fino al 31 marzo 2020 e riprenda a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove la decorrenza del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, il termine decorre dalla fine del medesimo periodo. Vengono altresì sospesi, per il medesimo periodo e per i medesimi soggetti, i termini relativi ai processi esecutivi, quelli relativi alle procedure concorsuali, nonché i termini di notificazione dei processi verbali, di esecuzione del pagamento in misura ridotta, di svolgimento di attività difensiva e per la presentazione di ricorsi giurisdizionali. Al comma 5 si prevede che nei riguardi dei soggetti di cui al comma 4 i termini di scadenza ricadenti o decorrenti nel periodo dal 22 febbraio al 31 marzo 2020, relativi a vaglia cambiari e ad ogni altro titolo di credito avente forza esecutiva, siano sospesi per lo stesso periodo. La sospensione opera a favore dei debitori ed obbligati, anche in via di regresso o di garanzia, salvo rinuncia espressa da parte degli stessi. Al comma 6 si prevede che nei procedimenti civili e penali pendenti presso gli uffici giudiziari che hanno sede nei distretti di corte di appello cui appartengono i comuni di cui all'allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020, il mancato rispetto di termini processuali perentori scaduti in epoca successiva al 22 febbraio 2020 e fino alla data di entrata in vigore del presente decreto si presuma dovuto a causa non imputabile alla parte incorsa in decadenze, salvo prova contraria.