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9 (Modifiche all'articolo 9 della legge n. 184 del 1983, in materia di compiti delle comunità di tipo familiare) 1 All'articolo 9 della legge 4 maggio 1983, n. 184, i commi 2, 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti: « 2. Le comunità di tipo familiare trasmettono semestralmente al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del luogo ove hanno sede l'elenco dei minori collocati presso di loro con l'indicazione specifica, per ciascuno di essi, della località di residenza dei genitori, dei rapporti con la famiglia e delle condizioni psicofisiche del minore stesso. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, assunte le necessarie informazioni, chiede al tribunale, con ricorso, di dare inizio al procedimento per l'accertamento dello stato di abbandono e la conseguente dichiarazione dello stato di adottabilità di quelli, tra i minori segnalati o collocati presso le comunità di tipo familiare o presso una famiglia affidataria, che risultano in situazioni di abbandono, specificandone i motivi. Il ricorso è notificato d'ufficio ai soggetti di cui all'articolo 8. 3. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni trasmette gli atti al medesimo tribunale con relazione informativa, ogni sei mesi, a seguito delle ispezioni effettuate a mezzo di un pubblico ministero nelle comunità di tipo familiare. Il pubblico ministero può procedere a ispezioni straordinarie in ogni tempo. 4. Chiunque, non essendo parente entro il quarto grado, accoglie stabilmente nella propria abitazione un minore, qualora l'accoglienza si protragga per un periodo superiore a sei mesi, deve, trascorso tale periodo, darne segnalazione al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni. L'omissione della segnalazione può comportare l'inidoneità ad ottenere affidamenti familiari o adottivi e l'incapacità all'ufficio tutelare e di curatore speciale del minore ». 10 (Modifiche all'articolo 10 della legge n. 184 del 1983, in materia di compiti del presidente del collegio) 1 All'articolo 10 della legge 4 maggio 1983, n. 184, i commi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti: « 1. Il presidente del tribunale per i minorenni o un giudice da lui delegato, ricevuto il ricorso di cui all'articolo 9, comma 2, provvede all'immediata apertura di un procedimento volto ad accertare lo stato di abbandono del minore. Il presidente del tribunale per i minorenni indica in sé medesimo o in altro giudice il presidente del collegio che procede alla trattazione. Quest'ultimo dispone immediatamente, tramite la pubblica amministrazione e i servizi socio-sanitari competenti o gli organi di pubblica sicurezza, più approfonditi accertamenti sulle condizioni giuridiche e di fatto del minore, sull'ambiente in cui ha vissuto e vive ai fini di verificare se sussiste lo stato di abbandono. Dispone l'acquisizione dei certificati del casellario giudiziale e dei carichi pendenti e di ogni documentazione, anche sanitaria, relativa ai genitori con riferimento alla loro capacità genitoriale. 2. All'atto dell'apertura del procedimento, il presidente del collegio verifica che il contraddittorio si sia ritualmente costituito nei confronti dei soggetti di cui all'articolo 8, comma 4, e, in difetto, ne ordina l'integrazione. Dispone la sospensione dei genitori dalla responsabilità genitoriale e nomina il tutore provvisorio, salvo che non si sia già provveduto. Ai sensi dell'articolo 8 nomina al minorenne un curatore speciale nella persona di un avvocato, invita tutte le parti a nominare un difensore e le informa della nomina di un difensore di ufficio per il caso che esse non vi abbiano provveduto. Tali soggetti, assistiti dal difensore, possono partecipare agli accertamenti disposti dal tribunale, possono presentare istanze anche istruttorie e prendere visione ed estrarre copia degli atti contenuti nel fascicolo, salvo che nell'interesse del minore gli stessi siano stati secretati. In tal caso è necessaria la previa autorizzazione del giudice e il provvedimento di diniego deve essere motivato. È fatto salvo quanto previsto dagli articoli 336- bis del codice civile e 38- bis delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, per l'audizione del minore. 3. Il collegio può disporre in ogni momento e fino all'affidamento preadottivo, sentito il pubblico ministero, ogni opportuno provvedimento provvisorio nell'interesse del minore, ivi compresi il collocamento temporaneo presso una famiglia o una comunità di tipo familiare, compresa la sospensione dell'esercizio delle funzioni del tutore e la nomina di un tutore provvisorio ». 11 (Modifica all'articolo 11 della legge n. 184 del 1983, in materia di non riconoscibilità per difetto di età del genitore) 1 All'articolo 11 della legge 4 maggio 1983, n. 184, il terzo comma è sostituito dal seguente: « Nel caso di non riconoscibilità per difetto di età del genitore, il presidente del tribunale per i minorenni nomina a quest'ultimo un curatore speciale anche ai fini dell'eventuale richiesta di autorizzazione al riconoscimento ai sensi dell'articolo 250 del codice civile. La procedura è rinviata anche d'ufficio sino al compimento del sedicesimo anno di età del genitore, purché sussistano le condizioni menzionate nel secondo comma. Al compimento del sedicesimo anno, il genitore può chiedere una ulteriore sospensione per altri due mesi. Il genitore autorizzato al riconoscimento prima del compimento del sedicesimo anno dal giudice tutelare del suo luogo di residenza abituale ai sensi dell'articolo 250, quinto comma, del codice civile, può chiedere una ulteriore sospensione per altri due mesi dopo l'autorizzazione. Il curatore speciale rappresenta il genitore infrasedicenne anche dopo l'autorizzazione del giudice tutelare nel prosieguo del procedimento di adottabilità del figlio e fino al compimento della maggiore età ». 12 (Modifica dell'articolo 12 della legge n. 184 del 1983, in materia di prescrizioni nell'interesse del minore) 1 L'articolo 12 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: « Art. 12. – 1 . Quando attraverso le indagini effettuate consta l'esistenza dei genitori o di parenti entro il quarto grado indicati nell'articolo 11, che abbiano mantenuto rapporti significativi con il minore, e ne è nota la residenza, il presidente del tribunale per i minorenni con decreto motivato fissa la loro comparizione, entro un congruo termine, davanti al collegio presieduto da lui o da un giudice da lui delegato. 2 . Nel caso in cui i genitori o i parenti risiedano fuori dalla circoscrizione del tribunale per i minorenni che procede, la loro audizione può essere delegata al tribunale per i minorenni del luogo della loro residenza. 3. In caso di residenza all'estero è delegata l'autorità consolare competente.