[pronunce]

anzi, tali oneri verrebbero a diminuire «qualora vengano utilizzati servizi resi direttamente da uffici pubblici invece di servizi forniti da privati (si pensi, ad esempio, alle fotocopie di atti processuali)»; che, infine, vi sarebbe la violazione dell'art. 111 Cost., in base alle stesse «argomentazioni sin qui esposte» e, segnatamente, in forza di quelle che fanno «riferimento alla impossibilità, di fatto, per la difesa, soprattutto in procedimenti penali, quali quello in esame, particolarmente complessi e corposi, di accedere ai necessari mezzi per approntare una difesa tecnicamente adeguata»; che, così richiamata l'eccezione sollevata dal difensore d'ufficio dell'imputato irreperibile, il giudice a quo sostiene che il procedimento dinanzi ad esso pendente non possa «essere definito indipendentemente dalla risoluzione della questione di legittimità costituzionale sopra prospettata», non potendo essere accolta l'istanza del difensore dell'imputato di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato per conto del proprio assistito, «in quanto l'art. 117 del d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 prevede soltanto, in favore dell'imputato, l'estensione, a limitati effetti, della disciplina del patrocinio a spese dello Stato prevista per il processo penale, e non anche l'ammissione al detto patrocinio»; che tuttavia – osserva il rimettente – ciò comporterebbe «la gravosa conseguenza che al difensore dell'imputato irreperibile vengono liquidati l'onorario e le spese del procedimento da esso anticipati, soltanto a conclusione del procedimento, mentre il difensore di imputato reperibile usufruisce per contro gratuitamente delle copie degli atti processuali necessarie per l'esercizio del diritto di difesa, e allo stesso vengono anticipate dall'erario anche l'onorario e le altre spese – non gratuite – da quest'ultimo sostenute»; che, dunque, la questione – si argomenta infine nell'ordinanza di rimessione – sarebbe non manifestamente infondata, in quanto «non si giustifica il diverso e peggiore trattamento dell'imputato irreperibile rispetto all'imputato reperibile, atteso che l'irreperibilità, considerata dall'art. 159 c.p.p. , ha natura processuale, e si verifica tutte le volte in cui l'autorità procedente, dopo avere eseguito le nuove ricerche, non sia pervenuta alla individuazione della residenza o della dimora effettiva dell'imputato; impossibilità che quindi non può imputarsi tout court all'imputato, o ad una volontà subdola di lui, ragion per cui non si giustifica il trattamento in peius previsto dall'art. 117 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 nei confronti del detto imputato irreperibile rispetto all'imputato reperibile»; che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, concludendo per l'inammissibilità ovvero per la non fondatezza della sollevata questione; che, ad avviso della difesa erariale, il rimettente sembrerebbe prospettare una questione «in via astratta e preventiva», giacché non risulterebbe che il difensore d'ufficio dell'imputato irreperibile «abbia chiesto il rilascio gratuito delle copie degli atti vedendosi opporre un rifiuto»; che, in ogni caso, l'Avvocatura sostiene che la prospettazione del giudice a quo sovrapporrebbe «istituti diversi (volti a soddisfare esigenze diverse)» e cioè l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato e la difesa d'ufficio, confondendo così «situazioni differenti quali la non abbienza e l'irreperibilità»; che, peraltro, sarebbe incongrua la stessa comparazione che viene operata non già tra le situazioni, comunque disomogenee, della «persona non abbiente» e della «persona irreperibile», ma tra il «difensore di imputato ammesso al patrocinio a spese dello Stato» e il «difensore di imputato irreperibile», non essendo il difensore «il destinatario della tutela di cui all'art. 24 Cost.»; che, infine, quanto alla dedotta violazione dell'art. 111 Cost., essa non sarebbe «minimamente» argomentata. Considerato che il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Bolzano ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 117, comma 1, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), «in quanto non estende gli effetti dell'ammissione al gratuito patrocinio quali previsti e specificati dall'art. 107, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 anche in favore del difensore di ufficio di persona irreperibile»; che, ad avviso del rimettente, non troverebbe giustificazione «il diverso e peggiore trattamento dell'imputato irreperibile rispetto all'imputato reperibile, atteso che l'irreperibilità, considerata dall'art. 159 c.p.p., ha natura processuale» e «non può imputarsi tout court all'imputato, o ad una volontà subdola di lui»; che, peraltro, il giudice a quo, nell'aderire alle ragioni che sorreggono l'eccezione di incostituzionalità proposta, nel corso dell'udienza preliminare, dal difensore d'ufficio dell'imputato irreperibile che è chiamato a giudicare, precisa che: - sarebbe violato l'art. 3 Cost., giacché «la disposizione, irragionevolmente, darebbe luogo ad una disparità di trattamento, qualora gli assistiti versino in una condizione di non abbienza, tra il difensore d'ufficio di persona irreperibile e il difensore d'ufficio di persona reperibile; solo quest'ultimo, infatti, verrebbe a godere del più ampio regime della gratuità e dell'anticipazione delle spese, differendo la sua posizione, rispetto all'ammesso al solo rimborso e liquidazione, esclusivamente sulla base di una situazione di fatto, quale è la reperibilità del proprio assistito, che dovrebbe essere irrilevante, visti i fini, sopra evidenziati, della legge in esame»; - sussisterebbe contrasto con l'art. 24 Cost., poiché «il diritto di difesa, garantito a tutti […] e, in particolare ai non abbienti, con appositi istituti, dallo stesso articolo al suo terzo comma, risulta leso nella sua effettività in quanto il difensore della persona irreperibile è costretto a sopportare anticipatamente le spese processuali; anticipazione che può richiedere, al fine di ricorrere a taluni strumenti difensivi (quali, ad esempio, una consulenza tecnica, un'indagine investigativa, un numero consistente di copie) un onere rilevante, talvolta difficilmente sostenibile, limitativo dell'agire del difensore»; - sarebbe, infine, leso l'art. 111 Cost., per le stesse «argomentazioni sin qui esposte» e, segnatamente, alla luce di quelle che fanno «riferimento alla impossibilità, di fatto, per la difesa, soprattutto in procedimenti penali, quali quello in esame, particolarmente complessi e corposi, di accedere ai necessari mezzi per approntare una difesa tecnicamente adeguata»;