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Con la legge n. 388 del 2000 (legge finanziaria per il 2001), all'articolo 145, comma 17, viene autorizzato, a decorrere dal 2001, uno specifico contributo annuo di 800 milioni di lire al CAI per le attività del CNSAS. Nel 2001, poco prima della chiusura della XIII legislatura, il Parlamento approvò la legge 21 marzo 2001, n. 74, recante «Disposizioni per favorire l'attività svolta dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico»: si è trattato dalla legge organica sull'attività del Corpo, che ne ha disciplinato il ruolo nei confronti degli altri enti della pubblica amministrazione (Servizio sanitario nazionale in primis ) ed ha disciplinato a livello di norma primaria le scuole nazionali e le figure professionali specialistiche. In sostanza le scuole nazionali e le figure professionali del CNSAS non sono definite (e quindi modificabili) nell'ambito dello statuto del Corpo o di un regolamento operativo, ma sono riconosciute e disciplinate da una fonte legislativa primaria. Per quanto riguarda le risorse fu, inoltre, operato uno spostamento, nell'ambito di quanto già autorizzato dalla precedente legge n. 162 del 1992, tra una voce e un'altra, al fine di ottimizzarne le disponibilità. Con la legge n. 289 del 2002 (legge finanziaria per il 2003), all'articolo 80, comma 38, il contributo previsto dall'articolo 145, comma 17, della legge n. 388 del 2000, in favore del CAI per le attività del CNSAS fu incrementato, a decorrere dall'anno 2003, di 200.000 euro. Infine con la legge 24 luglio 2007, n. 119, è stata autorizzata, a decorrere dall'anno 2007, la spesa di 500.000 euro in favore del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico del Club alpino italiano, quale contributo straordinario per le finalità istituzionali del medesimo Corpo (articolo 1). Pertanto, nell'esercizio 2007 le risorse destinate al funzionamento del CNSAS sono state pari a 1.113.166 euro. Nel 2006 la competenza in materia di turismo (la legge n. 91 del 1963 ha posto il CAI, e conseguentemente anche il CNSAS in quanto sezione nazionale del CAI, sotto la vigilanza del Ministro del turismo e dello spettacolo) fu trasferita, dall'articolo 2, comma 98, del decreto-legge n. 262 del 2006, dal Ministero delle attività produttive alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ponendo il CAI e il CNSAS sotto la vigilanza del Ministro senza portafoglio a ciò delegato. Con il trasferimento si deteriorò il quadro contabile, che nel bilancio dello Stato non risultava più trasparente, in quanto tutte le risorse relative al turismo furono accorpate in un unico capitolo del bilancio dello Stato, peraltro esposto nella tabella C della legge finanziaria: in sostanza venne meno tutto quel lavoro realizzato nel 1997 che ha permesso di sganciare le risorse per CAI e CNSAS dalla tabella C e lasciarle esposte autonomamente nel bilancio dello Stato. Tuttavia il trasferimento alla Presidenza del Consiglio ha permesso, all'interno del suo bilancio e nell'ambito dell'autonomia finanziaria e contabile ad essa conferita, una più visibile esposizione delle risorse, che venivano articolate in tre capitoli: il cap. 865 recante il contributo al CAI; il cap. 866 relativo al contributo al CAI per l'assicurazione dei volontari del CNSAS e per la gestione del centro di coordinamento del Corpo stesso; il cap. 867 quale contributo al CAI per le attività del CNSAS. Nel 2013, con il trasferimento delle competenze in materia di turismo dalla Presidenza del Consiglio al Ministero dei beni e attività culturali, disposto dall'articolo 1, comma 2, della legge 24 giugno 2013, n. 71, di conversione del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, le risorse destinate in favore del CAI e del CNSAS figurano dal 2014 nel bilancio del suddetto Ministero sui capitoli 6822 e 6823 (Missione Turismo; Programma Sviluppo e competitività del turismo) nell'ambito della nuova Direzione generale per le politiche del turismo. Il terzo filone di finanziamento statale in favore del CAI è quello previsto dall'articolo 3 della legge n. 162 del 1992, relativamente al pagamento dei premi per l'assicurazione contro i rischi di morte, invalidità permanente e responsabilità civile verso terzi, ivi compresi gli altri soccorritori, dei volontari del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico impegnati nelle operazioni di soccorso o nelle esercitazioni. A seguito di alcuni luttuosi incidenti nel 2009 e nel 2011 (nell'agosto 2009 quattro membri del Corpo sono deceduti a seguito della caduta dell'elicottero Falco 1 a Cortina d'Ampezzo, mentre nel mese di dicembre 2009 altri quattro nell'operazione di soccorso post-valanga in Val di Fassa; nell'agosto 2011 due soccorritori della stazione CNSAS di San Vito di Cadore sono deceduti sul monte Pelmo durante un intervento di soccorso) l'ammontare del premio da pagare per l'assicurazione dei membri del CNSAS è sensibilmente lievitato, raggiungendo livelli nettamente superiori (oltre un milione di euro) rispetto a quanto autorizzato dal bilancio dello Stato (nel 2009 era pari a circa 285.000 euro). Pertanto con il comma 4 dell'articolo 5- bis del decreto-legge n. 195 del 2009 è stata disposta una integrazione di 250.000 euro per il solo 2010 delle risorse destinate al pagamento del premio per l'assicurazione, integrato limitatamente al 2012 per 250.000 euro dall'articolo 15, commi da 3- bis a 3- quater , del decreto-legge n. 216 del 2011. La quota residuale è stata pagata a valere sulle risorse proprie del CAI determinate dal contributo associativo di circa 315.000 soci. A partire dal 2008, analogamente a tutti i capitoli di spesa del bilancio dello Stato, anche le risorse destinate al CAI e al CNSAS sono state oggetto dei cosìddetti tagli lineari, riduzioni di spesa disposte in quota percentuale, in parte annullati con l'approvazione di specifici emendamenti alle diverse leggi finanziarie proposti dai parlamentari aderenti al Gruppo Amici della montagna. Ad esempio, il decreto-legge n. 112 del 2008 ha disposto per il 2009 un taglio del 22,7 per cento (circa 630.000 euro) delle risorse destinate alle attività del CAI, al pagamento del premio per l'assicurazione dei soccorritori del CNSAS e al funzionamento del CNSAS, ma nel corso dell'esame parlamentare della legge finanziaria per il 2009 con l'approvazione di un emendamento alla Camera dei deputati è stato disposto un recupero complessivo di 500.000 euro. La manovra correttiva del 2011 ha inciso per l'anno 2011 con una riduzione delle dotazioni del 25 per cento, che ha raggiunto il 39 per cento in riferimento al 2012. Infatti il 2012 si è rivelato un anno «contabilmente» drammatico per le autorizzazioni di spesa in favore del CAI e del CNSAS.