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Anche la provincia di Udine si è interessata alla questione, deliberando a favore dell'ordine del giorno n. 3 del 30 gennaio 2005, che riguardava l'indizione del referendum sopracitato nei quattro comuni indicati. Infine, la stessa provincia di Venezia, il 21 dicembre 2006, ha approvato ad unanimità l'ordine del giorno «legge 15 dicembre 1999 n. 482 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”. Art. 3 -- Delimitazione ambito territoriale di applicazione delle disposizioni di tutela delle minoranze linguistiche. Comune di Cinto Caomaggiore». Sul piano dei lavori del Parlamento, nell'ambito della trattazione del disegno di legge atto Camera n. 1542 recante «Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni», il 21 dicembre 2013 la Camera dei deputati ha approvato, con parere favorevole del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, l'ordine del giorno 9/01542-A/006 che «impegna il Governo ad assumere la volontà popolare dei cittadini del comune di Cinto Caomaggiore, espressa chiaramente con il referendum del 26-27 marzo 2006, dando corso a tutte le procedure necessarie al suo effettivo passaggio amministrativo dalla regione Veneto alla regione Friuli Venezia Giulia». Più recentemente, il consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato diversi ordini del giorno (23 novembre 2010, 23 dicembre 2014 e 20 dicembre 2015) nei quali riconferma la volontà che il comune venga aggregato alla regione e incita il Governo a provvedere al perfezionamento della procedura. Infine, si segnala che, in base al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, «Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148», il comune di Cinto Caomaggiore è stato aggregato nella circoscrizione giudiziaria del tribunale di Pordenone, come emerge dalla tabella A, al titolo «Corte di Appello di Trieste», nel punto «Tribunale di Pordenone» della medesima tabella. Il provvedimento accoglieva la richiesta di aggregazione del comune alla circoscrizione del tribunale di Pordenone, come da deliberazione consiliare n. 38 del 23 luglio 2012, anche su spinta della delibera assembleare del 25 febbraio 2012 della camera degli avvocati di Portogruaro, la quale sosteneva l'opportunità, in sede di riassetto della geografia giudiziaria, di passare il territorio portogruarese alla competenza del tribunale di Pordenone. Considerato tutto quanto finora esposto, risulta evidente che sono molteplici le ragioni sostanziali e formali per le quali è necessario e urgente che sia data conclusione a questa lunga vicenda, con l'effettivo distacco-aggregazione del comune di Cinto Caomaggiore dalla regione Veneto alla regione Friuli Venezia Giulia. Vi sono altre ragioni che indicano l'opportunità di tale scelta. Si tratta di ragioni di natura linguistica, in quanto, come già sottolineato, il comune di Cinto Caomaggiore è tutelato come minoranza linguistica friulana, elemento anche riconosciuto con l'ordine del giorno della provincia di Venezia del 21 dicembre 2006; di geografia religiosa, in quanto il territorio di Cinto Caomaggiore appartiene alla diocesi di Concordia-Pordenone; di geografia giudiziaria, in quanto il territorio di Cinto Caomaggiore appartiene alla circoscrizione del tribunale di Pordenone. Infatti, la semplice osservazione di una cartina geografica rivela come vi sia uno stretto legame territoriale del comune di Cinto Caomaggiore con i restanti friulani da cui conseguono importanti conseguenze per l'assetto idrologico e dei trasporti del comune. Dal punto di vista geografico, esso confina con i comuni veneti di Gruaro, Pramaggiore e Portogruaro, incuneato tra i comuni friulani di Chions e Sesto al Reghena, dai quali nascono i principali corsi d'acqua tra cui il medesimo Caomaggiore, da cui prende il nome il comune. Ciò basti a considerare quale dipendenza strategica del settore agricolo ed ambientale rappresenti per il comune, che in forza di ciò condivide sinergicamente la politica ambientale con il comune di Sesto al Reghena, tra i quali sorge il parco del Reghena e dei laghi di Cinto. La divisione amministrativa tra i due comuni rappresenta un evidente e costante ostacolo alla politica del territorio. La dipendenza idrologica del comune di Cinto Caomaggiore è confermata dal fatto che il comune è inserito nell'ambito territoriale ottimale (ATO) del Lemene, uno dei rari casi di ATO interregionale in Italia. Evidente è, poi, la distanza geografica tra il capoluogo veneziano e il capoluogo pordenonese: Venezia dista 83 km, mentre Pordenone solo 22 km (si noti che Treviso dista 55 km ed è, quindi, più vicino della stessa Venezia). Il capoluogo lagunare, tuttavia, rappresenta per i residenti del comune di Cinto Caomaggiore un ulteriore ostacolo dovuto alla sua particolare collocazione geografica, che aggrava la posizione di coloro che devono addentrarvisi per motivi amministrativi. D'altra parte, la vicinanza con Pordenone è data dal collegamento diretto mediante l'autostrada A28, oltre che dall'ex ss 251, il principale collegamento viario del comune. Ne deriva che il trasporto pubblico è garantito quotidianamente dall'ATAP, l'azienda dei trasporti della provincia di Pordenone, a discapito dell'ATVO di Venezia in forza della sconveniente posizione del comune, che non permette la predisposizione di una tratta di trasporto. La stessa provincia di Pordenone, successivamente all'esito referendario, ha investito nel settore del trasporto pubblico del comune in funzione del miglioramento delle strutture esistenti. Anche dal punto di vista storico, il territorio di Cinto Caomaggiore risulta totalmente integrato al Friuli Venezia Giulia, piuttosto che al Veneto. Infatti, risalendo a tempi molto remoti, la prima struttura politica stabile nella quale esso è stato inserito fu il Ducato del Friuli, istituito dai Longobardi nel 568. Alle sorti del Ducato è strettamente legata la storia del territorio cintese, che continuerà ad esser parte integrante del territorio comunale nelle varie fasi della storia del medesimo. Fra queste va ricordato che il 3 aprile 1077 si celebra la nascita del Patriarcato del Friuli, sotto l'egida del Patriarca di Aquileia, che comprende anche parte del territorio di Cinto, mentre un'altra parte fu sottoposta alla giurisdizione dell'Abbazia benedettina di Santa Maria in Silvis (Sesto al Reghena -- Pordenone). Nel 1420, quando il Patriarcato fu annesso alla Repubblica di Venezia, i territori dello stato feudale, tra cui quello di Cinto Caomaggiore, andarono a costituire la Patria del Friuli, che quindi conserverà l'unità territoriale precedente all'annessione. Nel 1797, il Trattato di Campoformio indicò la cessione dei territori veneti e friulani all'Impero d'Austria e nel nuovo assetto amministrativo si pose il territorio cintese all'interno della Provincia del Friuli con sede a Udine.