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In questo caso, lo facciamo integrando, in termini di accessorietà, ciò che c'era per individuare ed inserire un principio assolutamente fondamentale per la qualità della nostra vita futura e di quelli che verranno dopo di noi. Esprimo quindi un apprezzamento a tutti coloro i quali hanno lavorato insieme a me nella Commissione affari costituzionali e a tutti i senatori che voteranno a favore di questa importantissima riforma costituzionale. Ringrazio il mio partito, Forza Italia, che ci ha consentito di fare tutto questo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grassi. Ne ha facoltà. GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, desidero innanzitutto rivolgere il mio personale ringraziamento a tutti i colleghi della Commissione affari costituzionali per l'eccellente lavoro svolto. Il tema che abbiamo affrontato in Commissione era di particolare complessità. È stato infatti necessario, in via preliminare, stabilire quale approccio bioetico accogliere a fondamento dell'intervento normativo. È facile accusare le moderne Costituzioni di antropocentrismo, ma gli studi di bioetica dicono che, oggi, deve essere declinato come antropocentrismo della cura o della custodia. La Commissione ha dunque fatto una scelta di campo ben precisa, decidendo di tutelare l'ambiente, anche in funzione delle future generazioni. Quindi sì, l'articolo che proponiamo all'Assemblea pone ancora al centro l'uomo, ma come custode e come soggetto responsabile e non come padrone e signore dell'ambiente. Si è trattato dunque di un compito complesso, anche perché avevamo il dovere di arrivare ad un testo in linea con lo straordinario stile che pervade la nostra Carta costituzionale: una Carta di principi e di straordinaria chiarezza, intorno alla quale si aggrega l'unità nazionale. Ebbene, credo che questa sfida sia stata vinta, anche perché abbiamo lavorato tenendo conto di quanto indicato dalla Corte costituzionale, dalla dottrina e dagli studi filosofici e di bioetica. Bene abbiamo fatto a non riferirci in modo unitario solo alla biodiversità e solo agli ecosistemi. Non dimentichiamo che anche noi siamo parte della biodiversità; se ci limitassimo a parlare solo di biodiversità, senza null'altro aggiungere, automaticamente avremmo incluso anche l'essere umano, che pure invece, in una Carta di principi e valori, vede delle norme ad hoc ad esso riservate. Si è così deciso di precisare che la tutela degli animali è competenza della legge dello Stato. Sia chiaro: questo non è frutto dell'intento di diminuire l'importanza degli animali all'interno dell'ecosistema, ma di consentire anzi una tutela efficiente, idonea e adeguata a questa parte così importante del mondo, di cui facciamo parte. Non dimentichiamo che, secondo i sociologi, i beni che concorrono al raggiungimento di un buon livello della qualità della vita sono, senza alcun intento esaustivo, la salute, la libertà personale, l'integrità degli affetti e delle relazioni personali, il lavoro, l'uguaglianza e la salubrità dell'ambiente. Ebbene, questi beni devono essere distinti, perché alcuni di essi possono subire una temporanea limitazione o un temporaneo sacrificio, mentre altri non tollerano alcuna compressione e quindi il legislatore ha il dovere di diversificarli. Riservare una parte specifica del testo alla tutela degli animali vuol dire consentire di modulare la tutela, in ragione di un migliore equilibrio dell'ecosistema. Credo quindi che oggi consegniamo all'Assemblea un testo che i padri costituenti apprezzerebbero, se ancora fossero tra noi. È quindi con l'orgoglio che affido all'Assemblea il frutto del nostro lavoro comune. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pavanelli. Ne ha facoltà. PAVANELLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, siamo di fronte a un'emergenza globale. Gli scienziati ci dicono che il cambiamento climatico indotto dall'uomo con l'impiego di combustibili fossili ha portato la razza umana e i nostri amici animali alla sesta estinzione di massa della vita sulla terra. Eppure solo pochi di loro che vivono oggigiorno sono minimamente consapevoli di tale realtà. L'Intergovernmental panel on climate change (IPCC), organo scientifico delle Nazioni Unite, ha lanciato nell'ottobre 2018 un terribile ammonimento: le emissioni di gas serra stanno accelerando e siamo sull'orlo di una serie di eventi climatici sempre più intensi che metteranno in pericolo la vita sul pianeta. L'IPCC ha stimato che, a causa dell'attività umana, la temperatura è aumentata rispetto ai livelli pre-industriali di un grado centigrado e ha predetto che il superamento della soglia di 1,5 gradi centigradi scatenerà un feedback loop incontrollabile e una cascata di mutamenti climatici che decimerà gli ecosistemi della terra. Al tipo di vita che conosciamo oggi non vi sarebbe ritorno. Secondo il famoso biologo di Harvard Edward Wilson, l'estinzione di specie, a causa dell'attività umana, continua ad accelerare tanto velocemente da eliminare più della metà di tutte le specie entro la fine di questo secolo, cioè quando i neonati di oggi saranno anziani. L'IPCC è giunta alla conclusione che per evitare la catastrofe ambientale dovremo ridurre le emissioni di gas serra del 45 per cento rispetto ai livelli del 2010 e ci restano solo undici anni per farlo. Ciò richiederà una trasformazione senza precedenti nella storia umana della nostra economia globale, della nostra società e del nostro stesso stile di vita. In altre parole, la specie umana si trova di fronte a un radicale riorientamento della sua civiltà, da realizzare in un periodo di tempo brevissimo. Signor Presidente, cari colleghi e care colleghe, quella che ho appena letto è una parte del libro «Un green new deal globale» del famoso teorico dell'economia Jeremy Rifkin. Vorrei soffermarmi su una parte nello specifico: la specie umana si trova di fronte a un radicale riorientamento della sua civiltà, da realizzare in un periodo di tempo brevissimo. (Applausi) . Il MoVimento 5 Stelle, sin dalla sua nascita (parliamo già di undici anni fa), ha sempre messo l'ambiente al centro delle proprie azioni non solo politiche. (Applausi) . Ci hanno dato degli idealisti e siamo stati etichettati in ogni modo possibile e immaginabile. Eravamo gli unici a parlare di ambiente e della sua tutela; eravamo gli unici che parlavano di emergenza climatica. E guardate ora: a distanza di anni siamo qui, in questo Palazzo, a discutere di inserire la tutela dell'ambiente e degli animali nella nostra Costituzione. (Applausi) . La stessa Costituzione, nata per difenderci dalla barbarie di quel tempo monocolore, ora verrà plasmata e ampliata per adattarsi alle nuove battaglie che questo tempo offre, causate da anni di inquinamento indiscriminato, efferatezza contro i nostri ecosistemi, spregiudicatezza e noncuranza del nostro bene più prezioso. Quante politiche sono state adottate negli anni scorsi che non hanno tenuto conto dell'aria che respiriamo e delle purezze delle nostre falde acquifere? Quante politiche sono state messe in campo per la riforestazione urbana, per la mobilità sostenibile e per l'avviamento di una vera economia circolare che utilizzasse i rifiuti come risorsa e non solo come materia da incenerire? (Applausi) .