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Il PRESIDENTE ricorda che per questo emendamento, su richiesta della relatrice, si era convenuto, all'unanimità, nella riunione dell'Ufficio di Presidenza di giovedì 4 novembre, di non prevedere un termine per subemendamenti, al fine di accelerare l' iter del provvedimento. Si apre un dibattito. Il senatore GRASSI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che la norma che si propone di inserire non presenta i caratteri di generalità e astrattezza, essendo riferita a un caso specifico, cioè il contenzioso insorto tra la società anonima Vivendi e Mediaset. È noto, infatti, che la società francese ha acquisito il 28 per cento delle quote azionarie di Mediaset, che ha poi presentato una denuncia all'Autorità garante delle comunicazioni. Su questo punto, tuttavia, la Corte di giustizia europea ha già stabilito che non si può impedire a Vivendi di acquisire la quota desiderata nella società del gruppo Fininvest. Inoltre, la giurisprudenza costituzionale ha stabilito che non si possono introdurre disposizioni legislative finalizzate a influire sull'esito di specifici contenziosi in corso. Pertanto, l'emendamento in esame presenta anche profili di illegittimità costituzionale, che dovrebbero essere evidenziati dalla Commissione. Infine, su un piano politico, prende atto che il Movimento 5 Stelle, accettando di sostenere le aziende del presidente di Forza Italia, dimostra evidentemente la volontà, in contrasto con i principi originari del Movimento, di caratterizzare questa legislatura per alleanze di governo con l'intero arco delle forze politiche. La relatrice VALENTE ( PD ) ritiene infondati i rilievi di incostituzionalità della norma. Sottolinea, infatti, che la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 3 settembre scorso ha determinato una lacuna nell'ordinamento italiano. Si rende pertanto necessario un intervento normativo ponderato, che richiede del tempo. Con l'emendamento in esame, quindi, si demanda all'AgCom il compito - nei casi in cui vi sia il rischio che si determinino posizioni dominanti lesive del pluralismo dell'informazione - di avviare un'istruttoria da concludersi entro sei mesi. Respinge inoltre le critiche sulla mancanza di generalità e astrattezza della norma, in quanto potrà essere applicata in futuro per i casi simili a quello citato. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) evidenzia che la norma, lungi dal favorire soltanto Mediaset, è destinata in realtà a tutelare tutte le aziende italiane da scalate ostili di società straniere. Inoltre, si limita a prevedere un arco di tempo limitato di sei mesi per consentire all'Italia di approvare una normativa in linea con la sentenza della Corte di giustizia europea, in modo da colmare la lacuna che si è determinata nell'ordinamento. Il senatore PERILLI ( M5S ) concorda con le considerazioni della relatrice: l'emendamento in esame è volto a prevedere un termine congruo entro il quale colmare il vuoto normativo determinatosi a seguito della sentenza della Corte di giustizia, anche al fine di tutelare il pluralismo dell'informazione. Dal punto di vista politico, ritiene piuttosto paradossale che l'accusa al Movimento di aver tradito i propri valori provenga proprio dal senatore Grassi, il quale ha scelto di lasciarlo per aderire alla Lega. Il senatore GASPARRI ( FIBP-UDC ) sottolinea l'urgenza di un intervento normativo per tutelare le imprese e aziende italiane, come evidenziato anche in un rapporto pubblicato recentemente dal Copasir. Come è noto, è in atto una strategia molto aggressiva da parte di società straniere nei confronti di banche, aziende e marchi del lusso italiani. Ritiene pertanto opportuno lasciare il tempo al Parlamento e al Governo di predisporre una norma per adeguare l'ordinamento alle norme europee. Si potrebbe, a suo avviso, anche risolvere la questione attraverso l'esercizio del golden power da parte del Governo. Ricorda che la legge sul sistema radiotelevisivo italiano n. 112 del 2004, che porta il suo nome, aveva anticipato l'evoluzione del mercato, introducendo il concetto di sistema integrato delle comunicazioni, comprendente televisione, radio, stampa, editoria, Internet, cinema e pubblicità. Furono poi introdotti diversi limiti, al fine di evitare concentrazioni eccessive nel settore delle comunicazioni. Ritiene perciò sia giunto il momento di aggiornare i limiti antitrust alla luce dell'attuale evoluzione tecnologica, posto che i colossi della rete come Amazon, Google e Facebook realizzano ricavi elevatissimi, pagando tasse irrisorie. Il senatore SCHIFANI ( FIBP-UDC ) ritiene che i caratteri di generalità e astrattezza della norma vadano riconosciuti per il semplice fatto che è volta a tutelare superiori interessi nazionali. Ricorda, peraltro, che all'inizio dell'estate è stata votata all'unanimità una norma per la salvaguardia del mercato nazionale delle infrastrutture tecnologiche e digitali, che sostanzialmente penalizzava l'azienda cinese Huawei. Anche in questo caso, l'obiettivo è quello di evitare effetti distorsivi derivanti dalla concentrazione nel mercato delle comunicazioni elettroniche, a tutela del pluralismo, attraverso il filtro dell'AgCom. La senatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) interviene per evidenziare che, nella riunione dell'Ufficio di Presidenza, la relatrice aveva dichiarato che l'emendamento sarebbe stato presentato con l'accordo di tutti i Gruppi. Evidentemente deve esserci stata una incomprensione. La relatrice VALENTE ( PD ) precisa di non aver presunto che ci fosse un accordo politico unanime. Ricorda di aver assicurato, piuttosto, che sulla norma si sarebbe facilmente raggiunto un ampio consenso. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) rileva che, per il futuro, sarebbe preferibile evitare situazioni analoghe, anche per non conculcare il diritto di tutti i senatori, anche quelli non rappresentati nell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, o non componenti della Commissione, di presentare proposte di modifica. Il PRESIDENTE , riconosce che la mancata fissazione di un termine per i subemendamenti, in sé pienamente legittima, si discosta tuttavia dalla prassi prevalente e che, proprio per questo motivo, la decisione è stata assunta solo dopo aver acquisito il consenso unanime all'interno dell'Ufficio di Presidenza. Posto ai voti con il parere favorevole della rappresentante del Governo, l'emendamento 4.0.100 è approvato. La relatrice VALENTE ( PD ) presenta le proposte di coordinamento sugli emendamenti approvati Coord. 1 e Coord. 2. La Commissione approva la proposta Coord. 1. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) interviene sulla proposta Coord. 2 per precisare che traduce il testo di tre emendamenti identici approvati, tra cui il 3.6 (testo 2) a propria firma, operando non già l'anticipazione dell'entrata in vigore di alcune disposizioni del codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, bensì apportando modifiche corrispondenti alla vigente legge fallimentare del 1942. La Commissione approva la proposta di coordinamento Coord. 2.