[resaula]

se poi il tutto avviene nel torbido e all'interno di accordi con la Russia che si stanno rilevando di cattivo colore e sembrano coinvolgere la Lega Nord, la trasparenza diventa indispensabile per salvaguardare la credibilità delle Istituzioni. Signor Ministro, ritorni presto a riferire in quest'Aula, a garantire trasparenza e soprattutto ad assicurare le risorse ai Comuni, fondamentali per la qualità dei servizi agli italiani. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Il senatore Urso ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01003 sulle determinazioni in merito alla realizzazione della linea ferroviaria TAV Torino-Lione, per tre minuti. URSO (FdI) . Signor Ministro, la nostra interrogazione riguarda un argomento di straordinaria importanza per lo sviluppo del Paese, per il nostro sistema produttivo, per l'occupazione, quindi per il lavoro, ma anche e forse soprattutto per la tutela e il rispetto dell'ambiente. Riguarda una decisione che il Governo non prende da oltre un anno: si vorrebbe cioè sapere dal Governo cosa intende fare per il proseguimento del progetto del treno ad alta velocità. Signor Ministro, dai giornali risulta che lei abbia chiesto ulteriore tempo; in una lettera all'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti della Commissione europea ha chiesto altri quindici giorni, quindi verosimilmente il 26 luglio dovrebbe rispondere. Ci dispiace che lasci in questo momento l'Aula il ministro Salvini, perché se fosse stata fatta a lui la stessa domanda, probabilmente avrebbe risposto in modo diametralmente diverso dalla risposta che temiamo che in questa sede il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti dia nuovamente al Parlamento. Sappiamo quali sono le divisioni all'interno della maggioranza, ma lei sa benissimo anche qual è l'opinione del Paese. Gli italiani si sono espressi in maniera chiara anche nelle recenti elezioni regionali in Piemonte, con un suffragio quasi universale nei confronti delle forze politiche che si erano espresse chiaramente per la realizzazione della TAV e, ancor più, alle elezioni europee dello stesso giorno, quando in tutto il Nord - io direi, in tutto il Paese - il suo partito, che vi si era opposto, ha visto ampiamente ridotti, dimezzati, i propri consensi. Sappiamo che domani il Vice Premier sarà a Torino, alle prese (almeno così abbiamo letto) con l'incontro con i no TAV, gli attivisti che hanno sostenuto il MoVimento 5 Stelle. Noi vorremmo chiederle ufficialmente in questa sede, in Parlamento, da parte degli italiani, cosa il Governo intenda fare per non perdere gli 800 milioni di euro già stanziati, per non restituire i 120 milioni già versati all'Italia, insomma, per dare all'Italia questo progetto così avanzato come quello del treno ad alta velocità. PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Toninelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, ringrazio il collega interrogante e rispondo molto volentieri a quella che probabilmente è la decima, dodicesima o quindicesima interrogazione che legittimamente e giustamente mi è stata posta nelle Aule della Camera e del Senato. Colgo ancora una volta l'occasione per evidenziare che tutta l'attività svolta fino ad ora dal Governo e dal sottoscritto su questo tema ha lo scopo di tutelare gli interessi dei cittadini italiani rispetto a un rischio di sperpero del denaro pubblico, dando seguito a quanto previsto - ricordiamolo sempre - da un contratto di governo che lega due forze politiche di maggioranza e da mozioni votate alla Camera e al Senato, che hanno impegnato il Governo proprio su quanto scritto all'interno di quel menzionato contratto. A proposito di quanto richiestomi dagli interroganti, posso riferire che non c'è stato alcun ultimatum da parte dell'Unione europea, in quanto, come più volte ricordato, la costruzione di un'opera, che appare vecchia - lasciatemelo dire - ancor prima di essere nata, era già ampiamente in ritardo rispetto ai tempi prefissati negli accordi e nelle previsioni che regolano i finanziamenti europei, ben prima dell'insediamento di questo Governo. In più, la sua realizzazione ha posto valutazioni di opportunità, che richiedono di essere discusse approfonditamente in sede intergovernativa. Come riportano gli stessi interroganti, infatti, della cifra che sarebbe stata stanziata per il progetto in questione, ammontante a circa 800 milioni di euro per il ciclo di investimenti in via di conclusione, solo una piccola parte è stata già versata, pari, per l'Italia, non - come è stato detto - a 120 milioni di euro, ma a circa 66 milioni. Le interlocuzioni con l'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti della Commissione europea rientrano nell'ordinaria dialettica relativa alla realizzazione dei programmi di competenza. In questo caso, gli impegni e le scadenze su cui il Governo manifesterà la propria posizione prevedono il coinvolgimento diretto della Presidenza del Consiglio e del Primo Ministro francese, sulla base degli impegni assunti dalla società binazionale TELT, con nota del 7 marzo scorso. Per quello che attiene alle mie competenze, non posso quindi che ribadire, anche all'esito di un'analisi costi-benefici, che evidentemente condanna l'opera, che l'impegno fin qui assunto e il lavoro fin qui svolto in questo ambito sarà finalizzato dalla Presidenza del Consiglio, in rappresentanza del Governo nella sua collegialità, a preservare l'interesse dello Stato italiano e il miglior uso delle risorse pubbliche. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Urso, per due minuti. URSO (FdI) . Signor Ministro, la sua risposta è in sintonia con quanto ha fatto il suo partito, per esempio, sul caso delle Olimpiadi: la rinuncia di Roma e la rinuncia di Torino. Poi, fortunatamente, le Olimpiadi sono state assegnate all'Italia, a Milano e a Cortina. La sua risposta è in linea con quello che il suo partito e questo Governo purtroppo decidono di non fare: una sorta di continua melina ostruzionistica, che vale per la TAV. Ancora oggi lei non ci ha detto qual è la sua risposta, a pochi giorni da una decisione che deve essere presa e comunicata. Ma questo riguarda il terzo valico come l'Alitalia. Sono ottocento i giorni di commissariamento, un milione di euro al giorno sono stati sprecati; probabilmente arriveremo a un altro miliardo per giungere poi a che cosa, di rinvio in rinvio? Il rinvio riguarda l'Alitalia, la fusione ANAS-Ferrovie, le concessioni autostradali, le decisioni sulle grandi navi a Venezia. Questo è il Governo del non fare e il suo è il Ministero contro le infrastrutture. Probabilmente, signor Ministro, dovremo aspettare che si decida a lasciare questo Ministero per sbloccare il Paese. DESSI' (M5S) . Dormi pure tranquillo! URSO (FdI) . Stiamo attendendo questo momento. Credo lo attendano anche i nostri alleati di Governo e soprattutto lo attendono gli italiani, che si sono già pronunciati più volte su quest'opera e sulla necessità che il Paese ha di realizzare le grandi infrastrutture, come le piccole e grandi opere di ogni realtà.