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il pattugliamento misto e la sua attuazione (articoli 23 e 24); le misure transfrontaliere in ambito ferroviario e lacustre (articolo 25); i servizi di scorta transfrontalieri (articolo 26). Il Titolo V (Centro comune), con gli articoli 27 e 28, tratta del centro comune di polizia e doganale, istituito con specifico Protocollo bilaterale del 2002, nonché la gestione (trattamento, conservazione e cancellazione) delle informazioni che vi transitano. Il Titolo VI (Protezione dei dati) contiene le disposizioni relative ai limiti sull'utilizzo delle informazioni e dei documenti scambiati nell'ambito della cooperazione, che dovrà avvenire nel rispetto della Convenzione del Consiglio d'Europa del 28 gennaio 1981 e conformemente ai rispettivi ordinamenti nazionali (articoli 29 e 30). Il Titolo VII tratta dei «Rapporti giuridici durante atti ufficiali nell'altra Parte». Si tratta per lo più di norme internazionali già vigenti, che derivano dal Trattato di Prüm, dalle decisioni 2008/615/GAI e 2008/616/GAI del Consiglio dell'Unione europea del 23 giugno 2008 e dalla Convenzione di Applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985. In particolare il Titolo VII si occupa di: movimenti degli agenti dei due Paesi nel territorio dell'altra Parte (articolo 31); uso di uniformi, armi di servizio e mezzi di comunicazione (articolo 32) ; impiego di mezzi terrestri, navali e aerei (articolo 33) ; rapporti di servizio, protezione e assistenza (articolo 34); responsabilità (articolo 35); situazione giuridica degli agenti nell'ambito del diritto penale (articolo 36). Infine, nel Titolo VIII (Disposizioni finali) vengono enunciate le disposizioni relative: alle spese (articolo 37); alla applicazione pratica e in dettaglio dell'Accordo, secondo cui le Autorità competenti possono concludere accordi di esecuzione per definire aspetti amministrativi e tecnici e possono designare punti di contatto ai fini della sua attuazione (articolo 38); alla non influenza del presente Accordo sui diritti e sugli obblighi derivanti da altri Accordi internazionali (articolo 39); alla lingua da usarsi (articolo 40); alla previsione di un Comitato Misto per valutare periodicamente l'efficacia della collaborazione e l'eventuale risoluzione delle controversie (articolo 41); alle modalità per apportare gli emendamenti al testo (articolo 42) e, infine, all'entrata in vigore e denuncia dell'Accordo, che è concluso a tempo indeterminato e che entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data di ricezione della seconda delle due notifiche, con cui le Parti si comunicheranno l'avvenuto espletamento delle rispettive procedure interne necessarie per la sua entrata in vigore (articolo 43). Con la sua entrata in vigore, il presente Accordo sostituirà quello relativo alla cooperazione tra le autorità di polizia e doganali tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera sottoscritto il 10 settembre 1998.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo sulla cooperazione di polizia e doganale tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio federale svizzero, fatto a Roma il 14 ottobre 2013. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 43 dell'Accordo stesso. 3 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dalle spese di cui agli articoli 6, 14, 16, 23 e 41 dell'Accordo di cui all'articolo 1, valutati in euro 78.641 annui a decorrere dall’anno 2015, e dei restanti articoli pari a euro 21.654 annui a decorrere dall'anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 2 Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell'interno provvede al monitoraggio degli oneri valutati di cui al comma 1 del presente articolo e riferisce in merito al Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 1, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dell'interno, provvede con proprio decreto alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie rimodulabili di parte corrente di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, destinate alle spese di missione e di formazione nell'ambito del programma «Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica» e, comunque, della missione «Ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione del Ministero dell'interno. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere, con apposita relazione, in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 2. 4 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 5 Dall'attuazione dell’Accordo di cui all'articolo 1 non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, ad eccezione di quelli espressamente previsti e quantificati nel comma 1 del presente articolo. Alle eventuali ulteriori attività si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .