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Il terzo Trattato bilaterale - quello sul trasferimento delle persone condannate - si è reso necessario dalla mancanza di uno strumento internazionale applicabile, non avendo la Colombia ratificato, quale Paese non membro del Consiglio d'Europa, la Convenzione sottoscritta a Strasburgo il 21 marzo 1983, che costituisce lo strumento giuridico di più ampia applicazione in materia di trasferimenti internazionali di detenuti al fine di eseguire condanne definitive. Il Trattato in esame, composto da 20 articoli, consente il trasferimento dei cittadini dei due Paesi contraenti, condannati e detenuti nell'altro Stato, nel Paese di origine per scontarvi la pena residua. La finalità dell'intesa è essenzialmente quella di favorire il reinserimento sociale della persona condannata, facendole scontare la pena nel luogo in cui ha saldi legami sociali e familiari (articolo 2). Il testo prevede che trasferimento possa avvenire soltanto se il condannato sia cittadino dell'altro Stato, la sentenza di condanna sia passata in giudicato, la parte della condanna ancora da espiare sia pari almeno a un anno, il fatto che abbia dato luogo alla condanna costituisca un reato anche per la legge dello Stato in cui il detenuto deve essere trasferito e, infine, lo Stato di condanna e lo Stato di esecuzione siano d'accordo sul trasferimento. Perché si possa provvedere al trasferimento occorre, altresì, che il detenuto presti il proprio consenso, con piena consapevolezza delle conseguenze giuridiche che ne derivano, che dovranno a tal fine essere comunicate alla persona interessata dalle Parti (articolo 4). Ulteriori articoli disciplinano, fra l'altro, i documenti richiesti per dare luogo al trasferimento (articolo 5), le modalità per informare le persone condannate dell'esistenza del Trattato e delle condizioni da esso previste (articolo 7), le modalità di consegna e di trattamento della persona trasferita (articoli 9-10) e le modalità di esecuzione della condanna nel Paese che riceve la persona (articolo 11). La relazione tecnica che accompagna il provvedimento evidenzia come al momento della presentazione del disegno di legge risultassero ristretti presso le strutture penitenziarie italiane per scontare una condanna definitiva, sessantasei cittadini colombiani, a fronte di trentasei nostri connazionali detenuti, per giudizio irrevocabile, in Colombia. Il disegno di legge di ratifica dei Trattati in esame si compone di 5 articoli. Gli oneri economici complessivi derivanti dall'attuazione del provvedimento sono valutati dall'articolo 3 in 200.052 euro annui, a decorrere dal 2020. La relatrice conclude osservando che i Trattati oggetto della presente ratifica non presentano profili di incompatibilità con la normativa nazionale esistente, con l'ordinamento europeo né con altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia la relatrice per la esaustiva relazione ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 1704 Ratifica ed esecuzione dell&#39;Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Turkmenistan sulla promozione e protezione degli investimenti, fatto a Roma il 25 novembre 2009 DDL 1704 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Turkmenistan sulla promozione e protezione degli investimenti, fatto a Roma il 25 novembre 2009 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo del novembre 2009 tra l'Italia e il Turkmenistan sulla promozione e protezione degli investimenti. Ricorda, innanzitutto, che il Turkmenistan, repubblica sovietica fino al 1991, è oggi una repubblica presidenziale indipendente, abitata da poco più di 5,6 milioni di abitanti, che vanta ricchi giacimenti di gas e che occupa un'area di grande rilevanza strategica in Asia centrale, stretta fra il Mar Caspio, l'Afghanistan, l'Iran, il Kazakistan e l'Uzbekistan. L'Accordo in esame, composto da un breve preambolo e da XV articoli, s'inserisce nel contesto generale di ampliamento della rete di accordi sulla promozione e protezione degli investimenti stipulati dall'Italia, con particolare riferimento all'area ex sovietica, ed è finalizzato a creare un quadro giuridico di riferimento volto ad incoraggiare e a conferire garanzie agli investitori dei due Paesi. Dopo aver offerto un quadro delle definizioni utilizzate (articolo I), il testo stabilisce l'impegno delle Parti in materia di promozione e protezione degli investimenti, prevedendo che ciascuna di essa incoraggi gli imprenditori dell'altra Parte ad investire nel proprio territorio, riconoscendo tali investimenti in conformità con la legislazione vigente ed impegnandosi ad assicurare loro un trattamento giusto ed equo, in assenza di misure discriminatorie e garantendo la continuità del trattamento giuridico (articolo II). L'Accordo, nel prevedere il medesimo trattamento nazionale per gli investimenti dell'altra Parte e nel porre la clausola di nazione più favorita, stabilisce l'impegno delle Parti a garantire agli investimenti e ai redditi ricavati dagli investitori nel proprio territorio un trattamento non meno favorevole di quello concesso agli investimenti effettuati e ai redditi ricavati dai propri cittadini o da investitori di Stati terzi (articolo III). L'Intesa bilaterale disciplina, inoltre, i casi di indennizzo per danni o perdite per investimenti nel territorio dell'altra Parte derivanti da guerre, rivoluzioni, rivolte, stati di emergenza o avvenimenti similari (articolo IV), ed esclude la possibilità di interventi di nazionalizzazione o espropri a detrimento degli investimenti effettuati se non dietro corresponsione di adeguati risarcimenti (articolo V). Ulteriori articoli disciplinano la materia del rimpatrio di capitale, di utili e di reddito (articolo VI), i casi di surroga nella titolarità dei crediti (articolo VII), le modalità per i trasferimenti (articolo VIII), e i doveri e le responsabilità degli investitori nei casi non previsti dall'Accordo (articolo IX). Il testo stabilisce, altresì, procedure arbitrali affidate ad organi imparziali per la composizione delle controversie che dovessero insorgere tra le Parti stesse in relazione a questioni di interpretazione o di applicazione dell'Intesa (articolo X) o tra investitori e Parti contraenti (articolo XI). Viene, inoltre, disposto che l'Accordo risulti applicabile indipendentemente dall'esistenza di relazioni diplomatiche o consolari tra le Parti (articolo XII) e previsto che le medesime Parti contraenti e i loro investitori possano avvalersi di disposizioni più favorevoli di quelle previste dall'Intesa stessa, qualora siano previste dal diritto internazionale generale o pattizio, oppure da leggi o regolamenti interni delle Parti contraenti (articolo XIII). Di rilievo sono infine le previsioni in materia fiscale secondo cui le norme dell'Accordo non limitano l'applicazione delle disposizioni nazionali volte a prevenire l'evasione e l'elusione fiscale (articolo XIII, comma 4). Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli.