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Ecco il perché di questo disegno di legge che, nel rispetto del titolo V della parte seconda della Costituzione, propone idonei interventi sotto il profilo della prevenzione e della cura dei malati di tali patologie che rischiano di svilupparsi negli adolescenti a ritmo vertiginoso. Si calcola che attualmente, nel nostro Paese, siano circa 3.000.000 i soggetti affetti da questo tipo di patologie. È quindi indispensabile intervenire, come recita la nostra Costituzione, che, all'articolo 32, prevede che la Repubblica tuteli la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. Giova altresì ricordare che, al fine di far conoscere e discutere delle problematiche legate ai disturbi del comportamento alimentare, con la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 8 maggio 2018 – pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2018 – è indetta la « Giornata nazionale del fiocchetto Lilla dedicata ai disturbi del comportamento alimentare » per il giorno 15 marzo di ogni anno. Inoltre, la legge 30 dicembre 2021, n. 234 – legge di bilancio 2022 – ha istituito, presso il Ministero della salute, un Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, con una dotazione complessiva di 25 milioni di euro (15 milioni di euro per l'anno 2022 e 10 milioni di euro per l'anno 2023: articolo 1, comma 688, della legge n. 234 del 2021). L'istituzione del Fondo predetto è stata disposta « nelle more dell'aggiornamento » dei LEA, al fine espresso di « garantire il contrasto dei DNA ». Nel dettaglio, il presente provvedimento si compone di otto articoli. L'articolo 1 definisce l'anoressia, la bulimia e le altre patologie inerenti i disturbi gravi del comportamento alimentare, come malattie sociali, oltre a definirle nello specifico. L'articolo 2 introduce nel codice penale il reato di istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia o la bulimia. L'articolo 3 istituisce un piano di interventi ad opera dello Stato, che si avvale del Servizio sanitario nazionale, nonché delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, allo scopo di prevenire e curare le malattie sociali. Inoltre, la Polizia postale e delle comunicazioni provvede al monitoraggio dei siti che riportano notizie che diffondono, tra i minori, messaggi suscettibili di rappresentare, per il loro contenuto, un concreto pericolo di istigazione al ricorso a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a provocare e diffondere le patologie alimentari. L'articolo 4 prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano indichino alle strutture sanitarie e alle aziende sanitarie locali gli interventi più idonei ai fini della diagnosi precoce e della prevenzione delle complicanze delle malattie sociali. L'articolo 5 reca disposizioni sull'utilizzo professionale dell'immagine femminile per campagne pubblicitarie e le sanzioni a carico delle agenzie di moda e pubblicitarie che si avvalgono di modelle che non presentano certificato medico o il cui certificato medico attesta che sono in uno stato di massa corporea di grave magrezza o di forte sottopeso. L'articolo 6 demanda ad un decreto del Ministro della salute l'inserimento dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione nei LEA. L'articolo 7 stabilisce che il Ministro della salute svolga una relazione annuale alle Camere di aggiornamento sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche sulle malattie sociali. L'articolo 8, infine, reca il rifinanziamento del Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione a decorrere dal 2024, al fine di rendere strutturale l'impegno di spesa.. Art. 1. (Definizioni) 1. La presente legge riconosce come malattie sociali l'anoressia nervosa, la bulimia nervosa e le altre patologie inerenti ai disturbi gravi della nutrizione e dell'alimentazione. 2. Per « anoressia nervosa » si intende il disturbo del comportamento alimentare per cui il malato rifiuta il cibo. 3. Per « bulimia nervosa » si intende il disturbo del comportamento alimentare per cui il malato sente il bisogno di assumere spropositate quantità di cibo. 4. Il Ministro della salute provvede con proprio decreto, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, a modificare il decreto del Ministro per la sanità 20 dicembre 1961, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 20 marzo 1962, relativo alle forme morbose da qualificare come malattie sociali. Art. 2. (Introduzione dell'articolo 580- bis del codice penale) 1. Dopo l'articolo 580 del codice penale è inserito il seguente: « Art. 580- bis. – (Istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia o la bulimia) – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, determina o rafforza l'altrui proposito di ricorrere a pratiche di restrizione alimentare prolungata, anche solo potenzialmente idonee a procurare l'anoressia o la bulimia, e ne agevola l'esecuzione è punito con la reclusione fino a un anno e la sanzione amministrativa da euro 10.000 a euro 50.000. Se il reato di cui al primo comma è commesso nei confronti di una persona in condizioni di minorata difesa, ovvero di una persona minore di età o di una persona priva della capacità di intendere e di volere, si applica la pena della reclusione fino a due anni e la sanzione amministrativa da euro 20.000 a euro 100.000. Qualora il soggetto di cui al primo comma si trovi, previo accertamento medico, affetto da disturbo del comportamento alimentare, la sanzione della pena detentiva è commutata nella segnalazione da parte dell'autorità giudiziaria agli organismi sanitari competenti, quali i centri di riferimento per la cura dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) o, in assenza, ai Dipartimenti di salute mentale o ai Servizi per le tossicodipendenze, che avviano la presa in carico del soggetto medesimo e attuano le procedure diagnostico - terapeutiche del caso ». Art. 3. (Piano di interventi) 1. Gli enti del Servizio sanitario nazionale nonché le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito dei rispettivi piani sanitari e nei limiti indicati nel Fondo sanitario nazionale, predispongono progetti-obiettivo, azioni programmatiche e idonee iniziative dirette a prevenire e curare le malattie di cui all'articolo 1, comma 1. 2. Gli interventi nazionali e regionali di cui al comma 1 perseguono i seguenti obiettivi: a) effettuare la diagnosi precoce; b) migliorare le modalità di cura dei soggetti colpiti; c) effettuare la prevenzione delle complicanze; d) agevolare l'inserimento dei soggetti colpiti nelle attività scolastiche, sportive e lavorative; e) migliorare l'educazione sanitaria e alimentare della popolazione; f) provvedere alla preparazione e all'aggiornamento professionali del personale sanitario, scolastico e sportivo; g) predisporre gli strumenti di ricerca opportuni;