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E aggiungo la vendita di slot pregiati e i tagli di voli su rotte di lungo raggio. È già stato detto dai colleghi che, in base ad un'analisi del 2015, si è sfatata una credenza popolare secondo cui il personale di Alitalia costasse più di tutti gli altri e che ci fosse un livello di retribuzione più alto. Il personale Alitalia percepisce stipendi in linea con quelli delle compagnie low cost . Tra le altre cose, vi è anche il tema della produttività. In questo anche i commissari hanno dato atto al personale di aver fatto un grande sforzo e hanno parlato di un clima di assoluta collaborazione. Pensate che un operatore in Alitalia muove 2.200 passeggeri, mentre in Lufthansa il rapporto è di uno a 900. I commissari, nonostante sul referendum relativo al piano di ristrutturazione proposto ai lavoratori nel 2017, pur in assenza di quorum , il 68 per cento si sia espresso per il no, hanno proceduto alla riduzione del personale che non ha ridotto la qualità del servizio. Alcuni sindacati sostengono che c'è stato da parte dei lavoratori, con l'aumento della produttività e la riduzione degli stipendi, un finanziamento ipotetico di 700 milioni. Vediamo ora le tre offerte più interessanti che si sono palesate. Lufthansa è interessata solo alla parte volo. Quindi, si richiama il tema dello spezzettamento. Presenta effettivamente forse l'offerta più seria. Mette sul piano delle trattative 300 milioni, ma chiede garanzie sul risanamento e una riduzione del personale di 2.000 unità, che sono veramente tante. Sembra strano - ma queste sono indiscrezioni - che in altre sedi abbia annunciato di volere assumere 8.000 nuovi dipendenti, tra cui una parte proveniente da Air Berlin, di cui Lufthansa ha acquistato il grosso degli asset . Non si capisce, quindi, il motivo per cui si chiede ad Alitalia di sostenere uno sforzo grandissimo e di ridurre il personale di 2.000 unità, i cui costi saranno a carico dello Stato, pur in presenza di un'idea di aumento del personale. La seconda è easyJet, la compagnia inglese low cost , anch'essa interessata alla parte del volo di Alitalia: non ha esplicitato un'offerta vera e propria, ma evidentemente chiede di procedere nelle trattative a fronte di un'Alitalia risanata. Infine vi è Wizz Air, la compagnia low cost ungherese, molto recente, essendo nata nel 2003, che è interessata al breve raggio. È una compagnia cresciuta notevolmente in questi anni e addirittura nei prossimi porterà il numero degli aerei da 100 a 130, con un traffico di passeggeri che nel 2016 si è stabilizzato a 223 milioni. Nel 2017 ha già raggiunto 500 tratte e 144 destinazioni e ha come hub principale Budapest. Già da queste tre offerte più interessanti e serie si comprende come l'idea sia quella di spezzettare la compagnia e trovarsi di fronte a una società risanata. Questa trasformazione è tutta a carico dello Stato e della gestione commissariale. Non si vedono grandi prospettive, ma anche il Gruppo della Lega voterà a favore di questo provvedimento per dare la possibilità di altri tre mesi per la ricerca di nuove offerte interessanti. Rimangono le considerazioni fatte dal collega Urso, che effettivamente le nuove contrattazioni avverranno in un periodo maggiormente sfavorevole rispetto a quello appena trascorso: il prezzo del carburante è salito e la situazione si è complicata. Nel corso dell'indagine conoscitiva abbiamo ricevuto suggerimenti e avvertimenti anche dal presidente di ENAC, Vito Riggio, il quale ci ha detto che, anche seguendo l'esempio degli Stati Uniti, dove gli aeromobili si noleggiano, non sarebbe proprio il caso di procedere a nuovi acquisti. L'altro suggerimento, su un bisogno palese, è cercare di percorrere un risanamento anche ritornando sulle tratte di lungo raggio, dove lo spazio è maggiore, dove le possibilità di sviluppo e di espansione sono notevoli e dove le qualità del nostro vettore nazionale potrebbero fare la differenza: la qualità dei servizi offerta da Alitalia farebbe la differenza. Molte altre considerazioni andrebbero svolte sui quattro tipi di aerei in gestione: sono state fatte veramente scelte folli e penso che qualcuno pagherà per decisioni tanto scellerate e incoscienti. Alitalia può avere un futuro. Mi auguro, insieme al mio Gruppo, che i nostri interlocutori siano seriamente interessati non solo ai profitti, ma a un rilancio che possa vedere anche una posizione dignitosa del nostro Paese. Lo vedremo nei mesi a venire e certamente sarà al centro dell'interesse del prossimo Governo che speriamo un giorno, alquanto prossimo, verrà. (Applausi dal Gruppo L-SP) . PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, il decreto-legge in conversione, che riguarda le misure urgenti per il complesso aziendale che fa capo ad Alitalia SpA, è di fatto un provvedimento che sposta semplicemente la scadenza del 30 aprile 2018, quindi è una proroga per quanto riguarda sia gli adempimenti relativi alle manifestazioni d'interesse, sia il rimborso del prestito che Alitalia ha ricevuto dallo Stato. Nel corso dell'esame da parte della Commissione speciale su atti urgenti del Governo è stato però possibile approfondire il tema tramite l'audizione sia dei commissari, sia di esperti del settore. A seguito di ciò, il testo è stato inviato all'Assemblea con un'unica integrazione, peraltro rivotata in questa sede questa mattina, che ha ricevuto il voto contrario da parte del nostro Gruppo. Si tratta dei primi due emendamenti votati da quest'Assemblea, che prevedono l'obbligo per i commissari di Alitalia di trasmettere alle Camere, ogni sessanta giorni, a decorrere dall'entrata in vigore del presente provvedimento, una relazione contenente informazioni puntuali. Il nostro voto contrario - che motivo in questa sede, anche se è già avvenuto - riguardava proprio gli obblighi eccessivamente stringenti: in fondo, i commissari Alitalia sono autorizzati da una procedura che è quella prevista dalla legge Marzano e che, come tale, deve sottostare alle stesse regole rispettate dalle altre applicazioni di tale legge, regole che, peraltro, non vanno appesantite da ruoli che, a nostro avviso, è ingiusto che rivesta il Parlamento e che devono spettare ai Governi. Peraltro, ci troviamo all'interno di procedure che presentano elementi di riservatezza e sensibilità. In questa fase di valutazione, è emerso purtroppo anche il negativo risultato delle nozze con Etihad, che hanno impoverito la società di bandiera, con una riduzione della flotta e una tipologia di velivoli attualmente di difficile organizzazione, così com'è emerso anche dai colloqui con i commissari. In questo momento, Alitalia è nazionalizzata: il mandato della norma originaria è cedere e salvaguardare; vi è il rischio d'infrazione per la proroga del prestito, certamente, ma anche in questo caso credo debba esserci un confronto con l'Unione europea.