[massime]

Notificazioni e comunicazioni (in materia civile) - Notificazione di atti a mezzo posta - Consegna del piego al portiere - Avviso al destinatario a mezzo di lettera raccomandata - Mancata previsione - Dedotta disparità di trattamento rispetto all'ipotesi di notificazione al portiere eseguita dall'ufficiale giudiziario nonché lesione del diritto di difesa - Esclusione - Manifesta infondatezza della questione.. E' manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 7 della legge 20 novembre 1982, n. 890, censurato, in riferimento agli artt. 2, 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui non prevede che, avvenuta la consegna del piego al portiere dello stabile, sia data notizia al destinatario dell'avvenuta notificazione dell'atto a mezzo lettera raccomandata. Invero, non sussiste alcuna violazione dell'art. 3 Cost., non soltanto perché diverse sono le situazioni disciplinate dall'art. 139 cod. proc. civ. - dove è l'ufficiale giudiziario che consegna l'atto al portiere - e dall'art. 7 della legge n. 890 del 1982 - dove è l'ufficiale postale che procede alla consegna - ma anche perché non è irragionevole non prevedere l'invio di una lettera raccomandata da parte dell'ufficiale postale che ha proceduto alla consegna dell'atto al portiere in quanto tale raccomandata avrebbe le medesime caratteristiche "postali" dell'atto del quale dovrebbe dare notizia al destinatario. Neppure sussiste la denunciata violazione dell'art. 24 Cost., dal momento che gli atti giudiziari notificati a mezzo del servizio postale sono ictu oculi riconoscibili come tali, mentre, per ciò che concerne l'art. 2 Cost., nulla è stato dedotto in proposito dal rimettente.