[pronunce]

Il successivo art. 11 prevede che, per consentire la realizzazione delle infrastrutture in esame in tempi più spediti e con unitarietà di responsabilità, i concessionari possono provvedere alla realizzazione delle opere mediante affidamento unitario a contraente generale della progettazione definitiva, della progettazione esecutiva e della realizzazione con qualsiasi mezzo delle opere medesime, ponendo a base di gara il progetto preliminare o il progetto definitivo (comma 1). Il comma 2 stabilisce che «per gli affidamenti a contraente generale si applicano gli articoli 177 e da 186 a 193 del d.lgs. 163/2006». Secondo il ricorrente l'art. 11 sarebbe incostituzionale perché, diversamente da quanto previsto dall'art. 176 del d.lgs. n. 163 del 2006, non consentirebbe anche al soggetto aggiudicatore, oltre che al concessionario, di affidare ad un contraente generale la realizzazione dell'opera. Nella prospettiva del ricorrente sarebbe violato anche l'art. 4 dello stesso decreto n. 163, che attribuisce alla competenza esclusiva statale la disciplina della selezione dei concorrenti e delle procedure di affidamento. Sulla base di queste premesse, vertendosi in un ambito afferente alle procedure di gara, si assume la lesione della potestà legislativa dello Stato in materia di tutela della concorrenza. 5.1.- La legge regionale sopravvenuta n. 26 del 2008 ha modificato in maniera rilevante anche le predette norme. In particolare, con riferimento all'istituto della concessione si è stabilito, con l'art. 1, comma 1, lettera e), che ha modificato il primo comma dell'art. 10 della legge n. 15 del 2008, che la concessione è approvata con decreto del Presidente della Giunta regionale soltanto «se non diversamente previsto dalle intese stipulate ai sensi della presente legge». In tale modo, si è ancora una volta condizionata l'operatività della norma ad un accordo con lo Stato. Con riferimento al contraente generale, con l'art. 1, comma 1, lettera g), si è modificato il comma 1 dell'art. 11 della legge n. 15 del 2008, precisandosi che l'affidamento può essere disposto anche dal soggetto aggiudicatore, così come previsto dal legislatore statale. Le predette norme sopravvenute hanno inciso sul pregresso quadro normativo di disciplina delle modalità di realizzazione delle opere, sicché, anche su questo punto, dal momento che le norme impugnate non hanno ricevuto medio tempore attuazione, deve essere dichiarata cessata la materia del contendere. 6.- Infine, deve rilevarsi che la legge regionale n. 26 del 2008 ha abrogato il comma 1 dell'art. 12 della precedente legge, il quale prevedeva che, «in quanto compatibili con la presente legge, si applicano le disposizioni di cui alla parte II, titolo III, capo IV e di cui alla parte IV del d.lgs. 163 del 2006». Tale abrogazione ha ancora una volta determinato - anche in ragione della mancanza di produzione di effetti durante il periodo di vigenza della norma in esame - la cessazione della materia del contendere sull'impugnazione del citato art. 12, comma 1, della legge regionale n. 15 del 2008.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara cessata la materia del contendere in ordine alle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 3, 4, 6, 10, 11 e 12, comma 1, della legge della Regione Lombardia 26 maggio 2008, n. 15 (Infrastrutture di interesse concorrente statale e regionale). Così deciso in Roma nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 marzo 2010. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Alfonso QUARANTA , Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'1 aprile 2010. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA