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Art. 10 Esame e valutazione delle domande di finanziamento 1. La verifica dei requisiti di partecipazione, delle condizioni di ammissibilità delle domande di finanziamento e della relativa documentazione allegata, nonché la successiva valutazione delle proposte progettuali è demandata ad una commissione nominata con decreto del direttore generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese, da adottarsi successivamente alla scadenza del termine per la presentazione delle domande di finanziamento. 2. La commissione di cui al comma 1 è composta, nel rispetto del principio di rotazione, da personale interno al Ministero del lavoro e delle politiche sociali o da personale appartenente ad altre pubbliche amministrazioni. Possono altresì far parte della commissione soggetti estranei alla pubblica amministrazione, in possesso di adeguata esperienza nella materia. Ai componenti della commissione si applica quanto previsto dagli articoli 35-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, 51 del codice di procedura civile, nonché 42 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. La partecipazione alla commissione è gratuita e ai suoi componenti non è corrisposto alcun compenso, indennità, rimborso spese o emolumento comunque denominato. 3. Superata la fase di ammissibilità, la commissione procede alla valutazione dei progetti sulla base dei criteri di seguito indicati: Criteri Punteggi A. Requisiti soggettivi A1. Esperienza pregressa e specifica dell'associazione proponente e degli eventuali partner nelle aree di attività di cui all'articolo 2, comma 1. 0-20 Totale A 20 B. Caratteristiche del progetto B1. Congruità, coerenza e completezza del progetto 0-15 B2. Collaborazioni con enti pubblici o privati 0-5 1 punto per ciascuna collaborazione documentata, fino ad un massimo di 5 B3. Ricaduta sociale e replicabilità del progetto 0-15 B4. Caratteristiche di innovazione sociale del progetto 0-15 Totale B 50 C. Elementi finanziari C1. Ammontare del cofinanziamento del proponente e degli eventuali partner 0-10 1 punto per ogni punto percentuale di cofinanziamento aggiuntivo rispetto al minimo previsto, fino a un massimo di 10 punti C2. Capacità realizzativa del progetto (rapporto tra costo totale del progetto e volume complessivo delle entrate totali dell'associazione proponente. In caso di partenariato il calcolo viene effettuato sulla somma dei totali delle entrate di tutti i soggetti partecipanti al partenariato). 0-10 Fino al 50%: 10 punti Oltre il 50% fino al 55%: 8 punti Oltre il 55% fino al 60%: 6 punti Oltre il 60% fino al 65%: 4 punti Oltre il 65% fino al 70%: 2 punti Oltre il 70%: 0 punti C3. Minore incidenza delle spese di coordinamento e funzionamento (di cui all'articolo 6, comma 2) sul totale delle spese del progetto 0-10 1 punto per ogni punto percentuale inferiore al 20% fino ad un massimo di 10 punti Totale C 30 Totale generale (A+B+C) 100 4. La commissione di valutazione, nella sua prima seduta e, comunque, prima dell'apertura delle buste contenenti la domanda di finanziamento e la documentazione di cui all'articolo 8, comma 3, può declinare uno o più criteri di valutazione in eventuali sub-criteri. 5. Ai fini dell'idoneità al finanziamento, ciascun progetto deve conseguire un punteggio complessivo non inferiore a 60/100. 6. A conclusione dell'istruttoria dedicata alla valutazione, la commissione incaricata stila la graduatoria finale, contenente l'elenco delle domande di finanziamento in ordine decrescente di punteggio, che è approvata con decreto del direttore generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese. 7. I progetti utilmente collocati in graduatoria sono ammessi a finanziamento nella misura prevista nel piano finanziario di riferimento, entro i limiti delle risorse finanziarie disponibili. 8. In caso di parità di punteggio fra due o più progetti, è ammesso a finanziamento il progetto che ha conseguito un maggior punteggio per il criterio C3 di cui al comma 3. In caso di ulteriore parità è ammesso a finanziamento il progetto che ha conseguito un maggior punteggio per il criterio C1 di cui al medesimo comma 3. In caso di ulteriore parità, l'individuazione del progetto da ammettere al finanziamento avviene mediante pubblico sorteggio. 9. Al provvedimento di cui al comma 6 è data pubblicità mediante pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, www.lavoro.gov.it Esso è altresì pubblicato ai sensi dell'articolo 26 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Note all'art. 10: - Si riporta l'art. 35-bis citato decreto legislativo n. 165 del 2001: «Art. 35-bis (Prevenzione del fenomeno della corruzione nella formazione di commissioni e nelle assegnazioni agli uffici). - 1. Coloro che sono stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati previsti nel capo I del titolo II del libro secondo del codice penale: a) non possono fare parte, anche con compiti di segreteria, di commissioni per l'accesso o la selezione a pubblici impieghi; b) non possono essere assegnati, anche con funzioni direttive, agli uffici preposti alla gestione delle risorse finanziarie, all'acquisizione di beni, servizi e forniture, nonché alla concessione o all'erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari o attribuzioni di vantaggi economici a soggetti pubblici e privati; c) non possono fare parte delle commissioni per la scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi, per la concessione o l'erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché per l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere. 2. La disposizione prevista al comma 1 integra le leggi e regolamenti che disciplinano la formazione di commissioni e la nomina dei relativi segretari.». - Si riporta l'art. 51 del codice di procedura civile: «Art. 51 (Astensione del giudice). - Il giudice ha l'obbligo di astenersi: 1) se ha interesse nella causa o in altra vertente su identica questione di diritto; 2) se egli stesso o la moglie è parente fino al quarto grado o legato da vincoli di affiliazione, o è convivente o commensale abituale di una delle parti o di alcuno dei difensori; 3) se egli stesso o la moglie ha causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito con una delle parti o alcuno dei suoi difensori; 4) se ha dato consiglio o prestato patrocinio nella causa, o ha deposto in essa come testimone, oppure ne ha conosciuto come magistrato in altro grado del processo o come arbitro o vi ha prestato assistenza come consulente tecnico; 5) se è tutore, curatore, amministratore di sostegno, procuratore, agente o datore di lavoro di una delle parti; se, inoltre, è amministratore o gerente di un ente, di un'associazione anche non riconosciuta, di un comitato, di una società o stabilimento che ha interesse nella causa.