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Non può essere il ritenere ideologicamente sbagliato entrare nel merito ciò che ci impedisce di entrare nel merito di una soluzione a portata di mano: fare le audizioni, incontrarsi, scrivere articoli e discutere anche qui dentro e poi non dare luogo ad un prodotto all'altezza dell'esigenza normativa significa ipocrisia e immoralità. C'è poi la terza questione, riguardante la ripresa di vitalità economica delle imprese. Noi non dobbiamo ricostruire città di mura che assomigliano a cimiteri; noi dobbiamo ricostruire città caratterizzate da vitalità economica e culturale. Quello di L'Aquila non è un tema che sta a cuore a Quagliariello? A D'Alfonso o a chi è intervenuto prima di me, facendo grande confusione. Il tema di L'Aquila è quello di 330 imprese che, da una parte, hanno ricevuto ausilio e aiuto e che, dall'altra, adesso subiscono e vedono un atteggiamento sanzionatorio, afflittivo, che chiede un recupero e non si tratta di un recupero che deve partire domani o dopodomani, ma che è già procedura dell'Agenzia delle entrate con un commissario ad acta . Questo è il motivo per il quale è adesso che serve una soluzione normativa e faccio appello all'onestà intellettuale del relatore: noi non dobbiamo sbagliare il ritmo, i tempi, la consistenza della soluzione. Noi dobbiamo azzeccare tutto questo, perché da questo luogo può venire, ad esempio, la soluzione per la città di L'Aquila circa la vita delle imprese. Voglio anche mettere in evidenza il lavoro speciale fatto dalle strutture speciali della ricostruzione. Allo stesso modo, per quanto riguarda la struttura commissariale, non possiamo dar luogo adesso ad una non sufficiente copertura normativa, sia per quanto riguarda sia i tempi che le risorse umane. Allora - e concludo - cogliamo questa occasione. Qui si sta svolgendo e ha luogo un confronto dialogico che deve nutrire il merito del lavoro. Mi auguro che questo intervento, come quelli degli altri, possa aiutare il prodotto finale che serve a quei territori per ricominciare a vivere. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lucidi. Ne ha facoltà. LUCIDI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, siamo ad un nuovo appuntamento con un decreto-legge terremoto, un tema che purtroppo ha toccato e tocca una fascia centrale della popolazione italiana, con il coinvolgimento di molte persone. Questa volta lo facciamo in una maniera nuova e colgo l'occasione per ringraziare il nostro collega, nonché capogruppo, Stefano Patuanelli per l'attività svolta come relatore del provvedimento, attività che abbiamo tutti molto apprezzato, così come abbiamo potuto apprezzare anche l'enorme impegno che gli è stato necessario per portarla a termine. Anche il lavoro in Commissione è stato particolarmente importante, in uno spirito di collaborazione che, in linea di principio, porta rispetto a tutte quelle persone che stanno aspettando queste misure. Questo dunque è un fatto nuovo, un fatto importante, che riguarda un decreto-legge che è nato a cavallo non tra due legislature, ma tra due Governi, con sostanziali cambiamenti, perché il Governo che oggi noi sosteniamo è quello del cambiamento. Siamo intervenuti quindi in maniera opportuna anche in quest'ottica, cercando cioè di mantenere veramente la filosofia del cambiamento anche in questo provvedimento, nato negli ultimi giorni di attività del precedente Governo. Un aspetto importante che vorrei sottolineare è che molti dei circa 40 emendamenti approvati sono stati proposti anche dalle forze di minoranza, ma sono stati approvati all'unanimità. Ribadisco questo concetto, per testimoniare il grande spirito di collaborazione, non soltanto tra le forze che in questo momento sono parte della maggioranza, ma anche rispetto alle proposte avanzate dai colleghi che siedono ai banchi dell'opposizione. Il tema del terremoto è molto sentito dal MoVimento 5 Stelle e dal Governo. Proprio questa mattina, il nostro ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Bonisoli, ha effettuato una visita nelle zone terremotate, seguendo quanto già fatto dal ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Bussetti. Ricordo che addirittura il nostro premier Conte, nella sua prima uscita pubblica italiana, ha scelto di andare in quelle zone, proprio a testimoniare quanto questo Governo sia sensibile a queste tematiche. Abbiamo affrontato vari temi e chiaramente il tema del terremoto è estremamente complesso e noi che veniamo da quelle zone sappiamo quanto sia complesso sul terreno, ma anche a livello normativo. Alcune delle proposte su cui nei giorni scorsi si è concentrata la mia attività costituiscono un pacchetto complessivo che, come è stato detto, si focalizza sostanzialmente su una proroga: mettiamo come data importante quella del 31 dicembre 2018. Il mio lavoro e il mio intervento hanno riguardato in particolare la proroga della sospensione dei mutui, che stava scadendo lo scorso mese di maggio, ma anche altri interventi puntuali, come ad esempio quello riguardante la deroga ai criteri per la raccolta differenziata dei Comuni, e altri interventi anche di livello progettuale o rivolti agli ordini professionali. È chiaro che il decreto-legge in esame è un provvedimento complesso, che porta dentro di sé una serie di innovazioni e di attenzioni verso problematiche che sono, purtroppo, all'ordine del giorno. Concludo il mio intervento affrontando un ultimo aspetto: nel corso del tempo ci siamo resi conto che l'emergenza terremoto è stata affrontata, purtroppo, in maniera emergenziale, il che significa che non ci siamo fatti trovare pronti per questo evento estremamente drammatico, che pure è andato al di là delle possibili previsioni. Quando però all'interno di un provvedimento come quello in esame, a due anni dal terremoto - ma in realtà non ci sarebbe neanche bisogno di un terremoto - si parla ancora, ad esempio, di adeguamento sismico delle scuole o di altri uffici pubblici, ciò ci fa capire che, probabilmente, la strada da percorrere è ancora molta e va percorsa nel segno, come ho detto all'inizio del mio intervento, del cambiamento. Quindi ripartiamo da qui, con il decreto-legge in esame, per impostare un ragionamento nuovo, non soltanto sulla gestione dell'emergenza, ma anche su una parola fondamentale, che troppo spesso viene detta ma che, purtroppo, in molti casi non viene praticata: la prevenzione. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, qui ho sentito parlare di persone che hanno perso casa, di persone che hanno perso il lavoro, di partite IVA senza futuro. Ho sentito parlare di tante problematiche e rientro in ciascuna di esse. Da sindaco di uno dei Comuni terremotati e da cittadino di uno dei Comuni distrutti credo che nessuno più di me possa volere tutto e subito, quando si parla di terremoto. Tutto e subito, però, e non è possibile lo sappiamo bene. Il decreto-legge in esame, recante ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni colpite dal terremoto, in realtà conteneva solo poche proroghe fiscali.