[resaula]

Signor Presidente, il cosiddetto decreto agosto contiene importantissime e ingenti risorse che vanno a contribuire, dopo altri provvedimenti, a dare sostegno al nostro Paese. Mi riferisco ai 25 miliardi che fanno seguito agli importanti stanziamenti del precedente decreto-legge cura Italia, del decreto rilancio, oltre alle misure del decreto semplificazioni. Sono state importanti, anche in questa occasione, le misure messe in piazza dal Governo sui temi del lavoro, su questioni fiscali, su sostegni a settori e a filiere ben precise. Il Senato, nella discussione e nel lavoro di analisi del provvedimento in esame che ha svolto, con specifici emendamenti ha apportato numerosi miglioramenti in diversi ambiti e settori. Brevemente vorrei ripercorrere alcuni passaggi che sono frutto del lavoro del Gruppo Italia Viva-P.S.I., che spesso hanno trovato sostegno da parte della maggioranza e in qualche caso di tutta la Commissione. Mi riferisco alla possibilità di destinare il 2 per mille alla cultura, che viene ripristinata per dare sostegno a questo settore da parte dei contribuenti; alla proroga di una serie di versamenti per quei professionisti, per quelle realtà che applicano gli indici sintetici di affidabilità; a misure come quella sulla Casa internazionale delle donne, salvata dai rischi di chiusura, che ben conosciamo, a fronte dei debiti accumulatisi nel tempo, come pure il fondo per i centri di recupero per uomini autori di violenza sulle donne; agli emendamenti legati al mondo della disabilità, con la continuità didattica per il sostegno scolastico ai ragazzi necessitanti di questo tipo di supporto e sostegno; allo smart working per i genitori di persone con disabilità grave riconosciuta; al bonus ristoratori, esteso ad agriturismi con ristorazione, catering per eventi e ristoranti degli alberghi. Allo stesso modo, le misure del terremoto hanno messo insieme proposte e suggerimenti provenienti da diversi colleghi. Cito l'aiuto ai lavoratori fragili: un'importantissima misura per le ingenti risorse che il Senato ha utilizzato tra quelle a disposizione, integrandole al contempo grazie a uno sforzo straordinario da parte del Governo, che va incontro ai bisogni di chi, per ragioni di salute, si trova in condizioni di grave difficoltà nel riprendere il proprio lavoro e la propria attività. Ancora, vi sono: il fondo prima casa; la proroga all'avvio dei lavori di efficientamento energetico per i Comuni, spostando in là le scadenze che la legge di bilancio aveva previsto; la misura che finalmente toglie - anche nel nostro Paese - l'obbligo di utilizzare solo fino a un massimo del 50 per cento plastica riciclata nella produzione di nuove bottiglie di plastica - in tal modo ci portiamo al pari con altri Paesi europei e non vedremo più sulle etichette la dicitura fino al massimo di 50 per cento di plastica riciclata, bensì vedremo fino ad un massimo del 100 per cento di platica riciclata utilizzabile - il tax credit per gli spettacoli dal vivo; la rivalutazione dei beni anche per quei soggetti che hanno un bilancio d'esercizio che non coincide con l'anno solare. Insomma, abbiamo dato un contributo importante, come tanti colleghi di altri Gruppi, al miglioramento del decreto-legge in esame. Ora, però, abbiamo lo sguardo che già volge - da un lato - verso la legge di bilancio e - dall'altro - verso gli importanti provvedimenti che dovranno essere presi grazie all'utilizzo delle risorse del recovery fund . Credo che il Governo anzitutto - con le proposte che elaborerà - ma anche il Parlamento, il Senato in modo specifico, con il proprio potere di indirizzo nei confronti dell'Esecutivo, dovranno dare all'utilizzo di queste risorse ingenti una finalizzazione strategica. Non dobbiamo correre il rischio di usare le risorse a pioggia, cercando di coprire tante richieste ed esigenze che arrivano da ogni parte, non solo da settori produttivi, da filiere, ma anche da altre istituzioni, dalle Regioni, dagli stessi Comuni. Credo che ogni realtà locale ambisca a poter utilizzare parte di queste risorse per qualcosa di specifico, magari di mai risolto nel passato, ma, badate, cari colleghi: non dobbiamo cadere proprio nella tentazione di distribuire a pioggia le risorse laddove magari non si è riusciti nel tempo e negli anni ad arrivare con le misure delle leggi di bilancio o magari anche con quelle previste nei decreti-legge che abbiamo approvato in questo anno. Abbiamo il dovere di concentrare le risorse ove servono per cambiare passo al nostro Paese, per cambiare l'Italia ove è necessario farlo; per raggiungere quelle zone del Paese che non sono ancora servite da infrastrutture importanti, dall'alta velocità. Il collega Cucca prima ricordava la metanizzazione della Sardegna: uno scandalo che ancora un'intera Regione non abbia un servizio come questo, quando il Paese intero è annoverato in Europa tra quelli con una maggiore rete di metanizzazione. Serve arrivare non alle piccole cose, ma alle operazioni che possono cambiare il volto del Paese. Il tema della cultura, che è identità, che è alla base della stessa conoscenza del nostro Paese nel mondo, credo dovrà essere uno degli ambiti sui quali si dovrà investire maggiormente per fare ancora di più attrazione di tipo turistico per il nostro territorio, consentendo in tal modo di sviluppare anche accoglienza, ristorazione, prodotti tipici: tutto quello che fa grande l'Italia nel mondo. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 20,20) ( Segue COMINCINI). Dobbiamo investire nella ricerca, in maniera decisamente più importante di quanto non sia stato fatto finora, per consentire al nostro Paese, in diversi settori, come quelli della tecnologia e della salute, di essere al passo con le ricerche che si fanno negli altri Paesi. L'Italia riesce a sviluppare progetti significativi importanti, ma non così tanti quanto il genio italiano consentirebbe di fare, se si investisse di più. Quindi, le prossime risorse che dobbiamo ripartire, anche con gli indirizzi specifici che il Parlamento vorrà dare al Governo, dovranno essere indirizzate proprio in questa misura, verso questioni che possano cambiare strategicamente l'Italia, soprattutto dove ce n'è bisogno. Consentitemi di fare però un'ultima battuta sulle modalità e sull'operatività che il Parlamento ha avuto anche in questa occasione, con un ritmo di lavoro che non permetterà alla Camera dei deputati di vagliare pienamente il decreto-legge, che quindi dovrà essere approvato così come lo licenziamo quest'oggi. Signor Presidente, credo che questo sia un problema enorme, perché non garantire e non permettere più al Parlamento di svolgere pienamente la propria funzione, attraverso letture piene nei suoi due rami, arrivando quindi ad avere un monocameralismo alternato, credo sia una questione grave, che il Parlamento stesso e le diverse forze politiche devono fermarsi a considerare, per decidere come procedere. Se c'è la necessità di fare modifiche alla Costituzione, perché si arrivi a una diversa modalità di gestione del processo legislativo, credo che sia questo il momento di farlo. Dopo l'esito del referendum , le forze politiche che siedono in Parlamento devono interrogarsi - maggioranza e opposizione insieme, possibilmente - su quali misure di cambiamento della nostra Costituzione è necessario approvare, perché lo stile, l' iter e la prassi che ormai da diverso tempo prevalgono non sono accettabili. Credo che anche da parte del Presidente della Repubblica ci sia da attendersi un appello, perché con responsabilità si arrivi alle modifiche necessarie per far sì che la nostra Costituzione sia pienamente attuata.