[pronunce]

questa Corte infatti, sia pure con riferimento al parametro dell'art. 3 Cost., ha già ritenuto manifestamente infondata un'analoga questione avente ad oggetto il censurato art. 16, comma 8, della legge n. 289 del 2002, affermando che «l'attribuzione alla cognizione del giudice investito della lite fiscale pendente della competenza sull'impugnazione del diniego di definizione rientra tra le scelte, non arbitrarie o non manifestamente irragionevoli, del legislatore» e che, per costante giurisprudenza (sentenza n. 288 del 1997, ordinanze n. 84 del 2003 e n. 585 del 2000), non rientra fra i princípi del giusto processo la garanzia del doppio grado della giurisdizione di merito, la quale «non ha copertura costituzionale generalizzata» (ordinanza n. 107 del 2007). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 16, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2003), sollevata, in riferimento ai «principi del giusto processo», dalla Commissione tributaria regionale del Lazio con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 novembre 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Franco GALLO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 30 novembre 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA