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L'articolo 36 autorizza il MEF a stipulare con la Banca europea per gli Investimenti (BEI) gli accordi necessari a consentire la partecipazione italiana al Fondo di garanzia pan-europeo (" Pan-European Guarantee Fund " da 25 miliardi di euro), costituito per gli Investimenti per il sostegno agli Stati membri nel fronteggiare la crisi da COVID-19, e quindi a concedere la garanzia dello Stato a favore della BEI. L'articolo autorizza inoltre il MEF a stipulare l'accordo con la Commissione europea concernente le modalità di pagamento della controgaranzia che gli Stati membri possono prestare quale contributo del SURE (Regolamento (UE) 2020/672 del Consiglio, del 19 maggio 2020, che istituisce uno strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE) a seguito dell'epidemia di Covid‐19) e a rilasciare la relativa garanzia dello Stato. L'articolo 38, comma 7, integra la disciplina agevolativa delle start-up innovative contenuta nel decreto-legge n. 179 del 2012, aggiungendovi un nuovo articolo 29 -bis , che prevede incentivi fiscali in regime de minimis all'investimento in start-up innovative. L'articolo 40 riconosce un contributo alle micro imprese e alle piccole e medie imprese che gestiscono il servizio di distribuzione autostradale di carburanti, in considerazione del mantenimento del servizio durante il periodo di emergenza sanitaria pur in presenza di calo considerevole della domanda. Deve trattarsi, in particolare di microimprese e piccole e medie imprese come definite dalla raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE aventi sede in Italia. L'articolo 42 -bis , introdotto nel corso dell'esame alla Camera dei deputati, interviene al fine di sostenere lo sviluppo tecnologico e industriale funzionale al raggiungimento degli obiettivi nazionali in tema di energia e di clima, novellando la vigente disciplina in materia. Tale articolo modifica in alcuni punti l'articolo 32 del decreto legislativo n. 28 del 2011 (recante attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili), al fine di sostenere lo sviluppo tecnologico e industriale funzionale al raggiungimento degli obiettivi nazionali in tema di energia e di clima. L'articolo 43 istituisce presso il MISE il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell'attività d'impresa, finalizzato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale, iscritte nell'apposito registro, aventi un numero di dipendenti non inferiore a 250. Il comma 3 prevede che il Fondo operi attraverso interventi nel capitale di rischio delle predette imprese, effettuati a condizioni di mercato, nel rispetto di quanto previsto dagli Orientamenti sugli aiuti di Stato destinati a promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio (2014/C 19/04). L'articolo 48 dispone un rifinanziamento di 250 milioni di euro per l'anno 2020 del Fondo per la promozione integrata verso i mercati esteri, istituito presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI): questo può, fino al 31 dicembre 2020, stipulare convenzioni con enti pubblici e privati per l'acquisizione di servizi di consulenza specialistica in materia di internazionalizzazione del sistema Paese. Viene eliminato il limite imposto dalla disciplina sugli aiuti di Stato di importanza minore ( de minimis ), in relazione alle attività del Fondo che consistono nel cofinanziamento dei finanziamenti agevolati concessi alle imprese italiane che operano sui mercati esteri a valere sul Fondo per l'internazionalizzazione, di cui alla legge n. 394 del 1981. Il richiamo è ora generico alla disciplina UE sugli aiuti di Stato, ivi inclusa dunque anche quella più estensiva del citato Temporary Framework per l'emergenza da COVID-19. Relativamente al Capo II (Regime quadro della disciplina degli aiuti), l'articolo 53 prevede che ai regimi di aiuto concessi ai sensi del Temporary Framework accedono anche le imprese sulle quali grava l'obbligo di rimborsare aiuti illegali e incompatibili già ricevuti, al netto dell'importo dovuto e non rimborsato, comprensivo degli interessi maturati. Viene quindi introdotta una deroga all'articolo 46, comma 1, della legge n. 234 del 2012, che in via ordinaria vieta ai soggetti beneficiari di aiuti non rimborsati di cui è obbligatorio il recupero in esecuzione di una decisione della Commissione europea, di ricevere nuovi aiuti (cosiddetta "clausola Deggendorf ", che vieta l'erogazione di aiuti di Stato ad imprese che debbano restituire precedenti aiuti giudicati illegali ed incompatibili). Gli articoli da 54 a 60 traspongono nell'ordinamento interno il contenuto di talune sezioni del citato Temporary Framework , definendo una cornice normativa entro la quale  previa notifica e autorizzazione della Commissione europea  le Regioni, le Province autonome, gli altri enti territoriali e le Camere di commercio hanno la facoltà di procedere alla concessione di aiuti a valere sulle proprie risorse. In particolare, l'articolo 54 disciplina gli aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali; l'articolo 55 disciplina le misure di aiuto sotto forma di garanzie sui prestiti alle imprese; l'articolo 56 concerne gli aiuti sotto forma di prestiti alle imprese con tassi d'interesse agevolati; l'articolo 57 prevede misure di aiuto alle imprese per la ricerca e lo sviluppo in materia di Covid-19; l'articolo 58 prevede misure di aiuto alle imprese per gli investimenti per le infrastrutture di prova e upscaling dei prodotti connessi al Covid-19, compresi i vaccini, prima della loro produzione in serie; l'articolo 59 prevede misure di aiuto agli investimenti per la produzione in serie dei medesimi prodotti connessi al Covid-19; mentre l'articolo 60 prevede misure di aiuto sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia. L'articolo 61 stabilisce le disposizioni comuni alle norme in materia di aiuti di Stato di cui ai predetti articoli da 54 a 60, prevedendo, tra l'altro, che tali aiuti non possano essere concessi alle imprese che, alla data del 31 dicembre 2019, erano già in difficoltà, ai sensi della pertinente normativa europea, e che la concessione degli aiuti sia subordinata all'autorizzazione della Commissione europea, ai sensi dell'articolo 108 del TFUE, e al rispetto delle condizioni e dei limiti posti dal Temporary Framework . L'articolo 63 dispone che gli aiuti concessi in conformità al Temporary Framework , sono comunque soggetti all'obbligo di registrazione nel Registro nazionale aiuti di Stato (RNA) e, per il settore agricolo e ittico, nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) e nel Sistema Italiano della Pesca e dell'Acquacoltura (SIPA). L'articolo 64 dispone, poi, un adeguamento del RNA, del SIAN e del SIPA agli specifici obblighi di trasparenza e rendicontazione introdotti dal medesimo Temporary Framework , a cura dei Ministeri competenti (rispettivamente MISE e MIPAAF).