[resaula]

Questa è l'ultima dimostrazione della concreta capacità di intervento di una comunità che negli ultimi anni ha saputo sempre prestare attenzione ai bisogni della gente, alla difesa di un'identità e di un comune sentire. Tutti noi abbiamo sempre seguito con attenzione e con affetto il raduno nazionale che si svolge ogni anno ed è una cosa straordinaria, perché in tale manifestazione davvero quei valori vengono diffusi e si capiscono i valori corporativi che li uniscono, l'amicizia che è alla base di tutto e soprattutto la volontà di aiutare gli altri, di aiutare il prossimo. Questi sono oggettivamente valori che noi non possiamo far venir meno e per questo motivo il provvedimento è particolarmente importante. Per la presenza sempre attiva rispetto ai bisogni della comunità, ma anche per la solidità che si è dimostrata nel corso di tanti anni fino a diventare, come dicevo, un punto di riferimento per tutti e in particolar modo per le persone più fragili e nei momenti più difficili delle nostre comunità, credo che essi debbano essere ringraziati da tutti noi e sono sicuro di interpretare la volontà di tutti quando rivolgo un caloroso ringraziamento agli alpini per ciò che hanno sempre fatto. Credo che per dare concretezza a questo ringraziamento non ci sia modo migliore dell'istituzione di una giornata in loro onore e soprattutto nel ricordo dei grandi sacrifici che hanno sempre fatto a favore delle popolazioni. Pertanto il Gruppo Italia Viva-Partito Socialista Italiano voterà convintamente a favore del provvedimento in esame. (Applausi) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, per un esponente di Fratelli d'Italia, che prima di essere un partito di maggioranza o di opposizione, è una forza politica che ha i valori della Patria nel proprio DNA, non può che essere un onore e anche un momento di commozione prendere la parola per esprimere il proprio voto favorevole all'istituzione di una giornata che deve riconoscere il ruolo che il Corpo degli alpini ha avuto e continua ad avere nella storia d'Italia. Quando parliamo degli alpini, signor Presidente, non parliamo solamente di un Corpo, di una delle principali colonne delle Forze armate italiane, ma parliamo anche di una realtà che è una colonna della Protezione civile, di una realtà che oggi è quasi fondamentale nel determinare la solidarietà che unisce il popolo italiano. Questo è il Corpo degli alpini, questi sono gli alpini. E lo dice un senatore che non ha fatto l'alpino, che non ha avuto la fortuna di fare l'alpino, ma ha un padre alpino, un padre di novantanove anni, ancora in vita, che ha potuto glorificarsi della presenza nel Corpo degli alpini. Io faccio parte di un territorio, il Trentino Alto Adige, nel quale il sentimento di fratellanza nei confronti di questo corpo militare è davvero importante. Per noi gli alpini sono da sempre, al di là della politica e anche al di là dell'età, un punto di riferimento. Io credo che nelle nostre valli, nei nostri paesi, nei nostri territori non manchino occasioni per potersi confrontare con la solidarietà degli alpini, giovani e vecchi. Quando parliamo degli alpini, quando dobbiamo riconoscere il ruolo che gli alpini hanno nella storia del nostro Paese, certamente facciamo riferimento in primis , come ben evidenziato nel disegno di legge, alla battaglia di Nikolajewka, una battaglia che, come ha detto qualcuno prima di me, è stata non solo eroica dal punto di vista militare, ma è stata una battaglia che ha permesso davvero a tanti italiani di guadagnare stima e rispetto, a prescindere dal momento storico nel quale vivevano. Quindi, questo è un riconoscimento che la storia deve tributare alla gloria del Corpo degli alpini. (Applausi) . Gli alpini sono rappresentati da un simbolo semplice, ma riconosciuto dai bambini di tutte le età: la penna nera, che può essere declinata nel colore marrone o bianco dei generali, che è uno dei simboli dell'italianità; accanto al tricolore, credo davvero che la penna degli alpini come simbolo di questo Paese sia riconosciuta sicuramente in modo trasversale. Un simbolo che si accosta al motto degli alpini, un motto che dobbiamo ricordare a noi stessi, ad ogni cittadino. Il motto: «Di qui non si passa». Noi dobbiamo riflettere su cosa voglia dire, sull'attualità di quel motto, oggi come allora, oggi come domani. «Di qui non si passa» indica certamente la difesa dei confini, della quale Fratelli d'Italia si fa vanto. Ricordo, soprattutto a coloro che il tricolore lo hanno riesumato durante i mondiali di calcio, che difesa dei confini vuol dire difesa dei valori; vuol dire difesa delle tradizioni; vuol dire difesa dell'eredità dei nostri padri. Questo è il patriottismo. Questo è l'amor di patria. Questo, appunto, rappresenta la difesa dei confini. Difesa che gli alpini hanno sempre esercitato con onore e gloria e profondo rispetto per gli avversari. Ma difesa dei confini vuol dire anche qualcos'altro: vuol dire anche il confronto tra il bene e il male e il sapere star sempre dalla parte del bene. Quando ci sono calamità, quando ci sono tragedie, quando ci sono pandemie, visto che stiamo vivendo, purtroppo, anche questa epoca, in quei momenti gli alpini ci sono, perché questo vuol dire, in quel caso, la difesa dei confini. Questo vuol dire: «di qui non si passa». Di qui non passa il male, di qui non passano le negatività. L'alpino è baluardo del bene. L'alpino baluardo della solidarietà, l'alpino baluardo dei nostri valori. Questo dobbiamo ricordare e questo dovremo ricordare ogni 26 gennaio, perché è un debito che abbiamo verso tutti quei militari e verso tutti quei soldati che, nel passato come nel presente, difendono il nostro territorio e i nostri valori. Signor Presidente, concludo con una riflessione attuale e politica. Da questo spunto noi dovremmo partire per riconsiderare il servizio militare obbligatorio, un servizio militare che potrebbe riconsegnare a tanti ragazzi un impegno definito, certo, di formazione. Non dobbiamo ovviamente tornare indietro, ma dobbiamo rivalutare un servizio che permetta ai nostri giovani di acquisire coscienza civica e permetta loro di alimentare quella catena di solidarietà rappresentata dall'Associazione nazionale alpini, che purtroppo sta scemando in termini numerici per l'invecchiamento dei loro soci, ma che ognuno di noi sa quanto sia importante nella catena di solidarietà. Possiamo pertanto trarre una riflessione politica anche dal riconoscimento del loro ruolo e di questa importante Giornata. (Applausi) . D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, con il provvedimento in esame non intendiamo celebrare soltanto un fatto d'armi, ossia la battaglia del 26 gennaio 1943, durante la quale nonostante l'accerchiamento, le nostre truppe a Nikolajewka riuscirono a sottrarsi e - da lì a poco - a ritornare a casa.