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Chiedo di trasformare ARERA in una sorta di consulente dei Comuni in materia, e non nell'ennesimo organo decisionale sulla testa dell'autonomia dei Comuni. Pertanto, uno slittamento per tutti i Comuni al 2021 della procedura di validazione da parte di ARERA si impone per aver tempo di migliorarla e non calare d'improvviso questa ulteriore limitazione di autonomia comunale. Infine - ma solo per l'economia di tempo - il Governo si impegni a varare con appositi decreti misure di trasferimento ai Comuni di somme adeguate per interventi sulla sicurezza della comunità e delle infrastrutture scolastiche. Bene, ho saputo che ci sono stati ulteriori tagli. E' altresì urgente lasciare all'autonomia comunale la gestione delle assunzioni del personale, favorendo il convenzionamento tra Comuni in materia di assunzioni attraverso un bonus in materia assunzione, per arginare lo spopolamento degli uffici, unitamente alla piena autonomia dei Comuni nella formulazione dei fondi per i dipendenti e i dirigenti, fissati dalla legge. Se il dibattito odierno punta all'autonomia delle Regioni, non possiamo assolutamente calpestare la ben più importante autonomia dei Comuni, che sono i pilastri fondamentali dei servizi pubblici ai cittadini. Concludo, signor Presidente. Per un Mezzogiorno che si rispetti occorre investire in infrastrutture, nella sanità e in tutti quei settori trainanti che restano punti di forza inespressi. Le differenze ci dicono come il divario stia aumentando e le previsioni ci dicono che aumenterà ancora di più. Bisogna quindi far ripartire quel tessuto di imprese meridionali che ha resistito alla crisi e che è pronto a investire ancora, aggiungendo nuove risorse destinate ai giovani del Sud, che non vogliono stare fermi, ma vogliono inventarsi, vogliono fare, vogliono creare. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quarto. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, dopo la recente dichiarazione di emergenza climatica planetaria di 11.000 scienziati (poi ripresa dal Parlamento europeo), il 27 novembre scorso è apparso un articolo su «Nature», la più grande rivista scientifica mondiale, dal titolo: «Punti di non ritorno sul clima - troppo rischioso scommetterci» e dal sottotitolo: «La crescente minaccia di cambiamenti climatici improvvisi e irreversibili deve obbligare ad un'azione politica ed economica sulle emissioni». Il paper rileva che sono già stati superati nove tipping point (punti di non ritorno): perdita dei ghiacciai, dei permafrost , di foreste pluviali e boreali, di scogliere coralline. Sempre sulla rivista «Nature», due giorni fa un team di ricerca, di cui fa parte l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha evidenziato una velocità di scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia sette volte più elevata rispetto agli anni Novanta. Stiamo forgiando un altro Pianeta. Vivibile? Come ha sottolineato il segretario generale delle Nazioni Unite Guterres alla conferenza COP25, di fronte ai cambiamenti climatici bisogna scegliere tra la speranza di un mondo migliore e la resa alle loro devastanti conseguenze. Vogliamo veramente passare alla storia come la generazione che si è comportata come lo struzzo mentre il mondo bruciava? Passando dal globale al locale, la situazione è drammatica. Il climate risk index alla conferenza COP25 ha mostrato che negli ultimi vent'anni l'Italia ha avuto 20.000 morti e 33 miliardi di dollari di danni per eventi meteorologici estremi; sono dati impietosi che si abbattono su un territorio geologicamente fragile, con il 91 per cento dei Comuni italiani a rischio idrogeologico. È lapalissiano che urge, da un lato, adattarsi al cambiamento climatico e, dall'altro, contrastarlo. Il presente disegno di legge di bilancio, con gli articoli 7 e 8, interviene in tal senso con il migliore degli investimenti: la prevenzione. Si stanziano più di 50 miliardi per gli enti territoriali fino al 2034 - quindi c'è una logica di continuità straordinaria - per contributi per opere pubbliche per efficientamento energetico, sviluppo territoriale sostenibile e messa in sicurezza di edifici e territorio; investimenti per la rigenerazione urbana e sviluppo infrastrutturale; messa in sicurezza e manutenzione di scuole, asili nido (si interviene con oltre 2 miliardi), edifici pubblici e reti viarie. Con l'articolo 11 si introducono misure per un green new deal italiano, un piano di investimenti da 4,2 miliardi dal 2020 al 2023 per riduzione delle emissioni di gas climalteranti, incentivazione di progetti di decarbonizzazione dell'economia, economia circolare e rigenerazione urbana, turismo sostenibile, mitigazione del rischio del territorio. Per la mitigazione dei rischi geologici vorrei segnalare il rifinanziamento della carta geologica d'Italia, gravemente interrotta da vent'anni, sei legislature, 13 Governi. (Applausi dal Gruppo M5S) . Sapete quale foglio manca? Manca il foglio 229, Savona, dove una frana si è abbattuta e ha spezzato un viadotto sull'autostrada A6, sfiorando una tragedia per caso. La carta geologica non è una cura, ma un irrinunciabile strumento di diagnosi che ci offre un quadro conoscitivo delle caratteristiche geologiche del territorio per interventi e pianificazioni criteriate e che abbiamo il dovere di portare a compimento, anche in onore del compianto senatore Franco Ortolani (Applausi). Concludo, signor Presidente, dicendo che è ora che la politica faccia la sua parte. I giovani ci gridano con rabbia stop talking. Non possiamo più restare sordi. Basta con i nostri egoismi, visioni corte, inerzie e incapacità. Sono orgoglioso di approvare una legge di bilancio che ha una visione di salvaguardia del territorio e della vita umana, che ha una prospettiva per il futuro, che ha un cuore, quello che pulsa per i giovani. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Parrini. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, di questa legge di bilancio diamo un giudizio molto positivo, perché - a nostro avviso - ha permesso a chi guida il nostro Paese di dire che abbiamo rimesso in carreggiata la nostra economia; abbiamo posto riparo al deragliamento provocato dal Governo precedente e abbiamo scongiurato pericoli che - a mio giudizio - incombevano molto sulla nostra economia. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Chi era Presidente del Consiglio? PARRINI (PD) . Mi riferisco in particolare alle clausole di salvaguardia riguardanti l'IVA, che, con il rischio di aumentare per 23 miliardi, avrebbe dato una mazzata a un'economia italiana in stallo già da molto tempo. Abbiamo trovato le risorse per far crescere gli stipendi di molti milioni di lavoratori dipendenti italiani con un intervento sul cuneo fiscale che credo rappresenti uno dei tratti più qualificanti di questa legge di bilancio. Abbiamo reperito risorse per altre due azioni molto importanti: