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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, anche straniere. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge ha come oggetto l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, anche straniere, per la durata della XVIII legislatura, a norma dell'articolo 82 della Costituzione. È infatti indispensabile ed urgente l'istituzione di detta Commissione non solo per il carattere istituzionale ormai assunto, ma per contribuire fattivamente a debellare il fenomeno mafioso, nelle sue varie e sempre più pervasive componenti. L'«interessamento» attivo alle organizzazioni mafiose e criminali da parte del Parlamento repubblicano, luogo istituzionale della determinazione della politica nazionale, nasce dalla ormai comprovata circostanza che il rapporto tra politica e criminalità organizzata costituisce l'aspetto più grave, inquietante e caratteristico del fenomeno mafioso, oltreché della storia delle forze politiche e delle istituzioni del nostro Paese. La ormai diffusa consapevolezza di questo stretto rapporto tra la politica e la mafia, tra pezzi delle istituzioni e le organizzazioni criminali, risalente addirittura agli albori della Repubblica – si vedano le vicende relative alla cosiddetta «strage di Portella della Ginestra» – ha determinato l'inserimento, in maniera chiara ed esplicita, tra i compiti della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, di indagare sui grandi delitti politici, su tutte le stragi avvenute in Italia, con particolare riguardo per le stragi del periodo 1992-1993, per l'accertamento delle responsabilità – penali e politiche – della cosiddetta «trattativa», diretta o indiretta – intervenuta tra esponenti delle organizzazioni criminali mafiose ed apparati e settori istituzionali, per la concessione di benefìci di vario ordine, legislativi o penitenziari. La materia è stata anche oggetto, nel gennaio 2013, della relazione conclusiva della Commissione antimafia ( Doc. XXIII, n.16, della XVI legislatura), mentre su tale complessa vicenda è altresì successivamente intervenuta la Corte di assise di Palermo con la sentenza del 20 aprile 2018, che ha inflitto pesanti condanne a numerosi imputati per i reati loro ascritti in relazione a tale «trattativa». Altra rilevantissima innovazione del presente disegno di legge rispetto a quelli che hanno storicamente istituito detta Commissione è rappresentata dalla determinazione del carattere soggettivo dei componenti: si è disposto, infatti, che non possono essere membri della Commissione, oltre ai condannati, coloro nei confronti dei quali sussista una delle condizioni indicate nel codice di autoregolamentazione sulla formazione delle liste elettorali, come da ultimo definito dalla relazione approvata nella seduta della Commissione antimafia del 23 settembre 2014. Si tratta di innovazioni che qualificherebbero particolarmente la nuova Commissione dai nove organismi istituiti nel corso delle precedenti legislature. Il presente disegno di legge attribuisce alla Commissione poteri di verifica di attuazione normativa, con riferimento alla legge che ha, tra l'altro, introdotto nel codice penale l'articolo 416- bis e quella che ha previsto l'applicazione del regime carcerario di cui all'articolo 41- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, nonché dell'articolo 4- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, recante norme sull'ordinamento penitenziario, alle persone imputate o condannate per delitti di tipo mafioso. È attribuito alla Commissione anche il compito di accertare la congruità della normativa vigente (da ultimo viene in rilievo il cosiddetto codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159) e della conseguente azione dei pubblici poteri, formulando le proposte di carattere normativo e amministrativo ritenute opportune per rendere incisiva l'iniziativa dello Stato, delle regioni e degli enti locali e più adeguate le intese internazionali concernenti la prevenzione delle attività criminali, l'assistenza e la cooperazione giudiziaria anche al fine di costruire uno spazio giuridico antimafia a livello di Unione europea e promuovere accordi in sede internazionale. Un secondo gruppo di funzioni concerne i poteri di inchiesta sulle organizzazioni criminali nazionali e internazionali, tenuto conto dell'evoluzione degli strumenti, anche finanziari, sempre più sofisticati, di cui si avvalgono i sodalizi criminosi di tipo mafioso per svolgere la propria attività. Un terzo gruppo di compiti riguarda l'indagine sul rapporto tra mafia e politica, sia riguardo alla sua articolazione nel territorio, negli organi amministrativi, con particolare riferimento alla selezione dei gruppi dirigenti e delle candidature per le assemblee elettive, sia riguardo a quelle sue manifestazioni che, nei successivi momenti storici, hanno determinato delitti e stragi di carattere politico-mafioso. Sono inoltre conferiti, poteri di inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nel sistema economico, sui patrimoni illeciti, sul riciclaggio e l'impiego di beni, denaro o altre utilità che rappresentino il provento della criminalità organizzata mafiosa o similare, con particolare attenzione alle intermediazioni finanziarie e alle reti d'impresa. Vengono, infine, conferiti poteri di verifica dell'adeguatezza degli apparati di contrasto alle mafie, comprese le mafie straniere, o di natura transnazionale ai sensi dell'articolo 3 della legge 16 marzo 2006, n. 146, e tutti i raggruppamenti criminali che abbiano le caratteristiche di cui all'articolo 416- bis del codice penale, nella convinzione che esse rappresentano, tanto più in un periodo di crisi, un estremo pericolo per il sistema sociale, economico ed istituzionale. La auspicata e celerissima approvazione del presente disegno di legge, stante la immediata necessità dell'inizio dell'attività della Commissione parlamentare «Antimafia», non può che confermare la necessità che anche in questa legislatura si insedi una Commissione parlamentare che possa contribuire in maniera sempre più penetrate alla conoscenza e al contrasto del fenomeno mafioso.. 1 (Istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, anche straniere) 1 È istituita, per la durata della XVIII legislatura, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, anche straniere in quanto operanti nel territorio nazionale, di seguito denominata «Commissione» con i seguenti compiti: a verificare l'attuazione della legge 13 settembre 1982, n. 646, del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, della legge 17 ottobre 2017, n. 161, e delle altre leggi dello Stato, nonché degli indirizzi del Parlamento, con riferimento al fenomeno mafioso e alle altre principali organizzazioni criminali e promuovere iniziative legislative ed amministrative necessarie per rafforzarne l'efficacia;