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dal 1° maggio 2022 la popolazione dei comuni citati si è trovata costretta a scegliere un nuovo medico curante, che, non prestando servizio in paese, pone l'utenza nella condizione di doversi spostare anche per la prescrizione di una semplice ricetta, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per garantire a tutti i cittadini l'effettivo diritto all'assistenza sanitaria e, in particolare, a quelli dei territori dei comuni citati, che per via dell'età media avanzata si trovano peraltro in condizione di maggiore fragilità; quali misure intenda adottare, anche con la previsione di incentivi e il coinvolgimento dei livelli territoriali interessati, per risolvere in modo strutturale il problema della carenza di medici nei comuni citati. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-07003 PAVANELLI L'ABBATE QUARTO GAUDIANO VANIN NATURALE ROMANO ANASTASI TRENTACOSTE DE LUCIA LOREFICE CROATTI FERRARA MANTOVANI PUGLIA Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: il 5 giugno 2019, l'Unione europea ha approvato la Direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente; la Direttiva è stata recepita con decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 196, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 novembre 2021, n. 285; il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 (cosiddetto "decreto semplificazioni") ha modificato il comma 1 dell'articolo 219- bis del Codice dell'ambiente (decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152) imponendo tra le modalità di riutilizzo e riciclo di determinati prodotti di plastica, sistemi di restituzione con cauzione e sistemi per il riutilizzo degli imballaggi; inoltre il "decreto semplificazioni" 2021 ha modificato il comma 2 del suddetto art. 219- bis prevedendo: "Con regolamento adottato mediante decreto del Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, previa consultazione delle associazioni delle imprese maggiormente rappresentative sul piano nazionale, sono stabiliti i tempi e le modalità di attuazione delle disposizioni del comma 1 del presente articolo"; considerato che: in Italia, nel 2020, sono state consumate 5,9 milioni di tonnellate di polimeri fossili, ovvero circa 100 kg a persona; ogni chilo di plastica prodotto immette circa 1,7 kg di CO2 nell'atmosfera; il 42 per cento della plastica consumata in Italia viene utilizzata nel settore degli imballaggi e dell'usa e getta; un sistema di deposito e cauzione, renderebbe possibile il recupero del 90 per cento degli imballaggi immessi in commercio; altri Stati membri dell'Unione europea come Francia, Spagna, Austria e Germania hanno già adottato diverse misure che attuano e superano la Direttiva (UE) 2019/904; più di dieci Stati membri dell'Unione europea hanno già attivato sistemi di restituzione con cauzione e i restanti ne hanno annunciato l'introduzione nei prossimi quattro anni, si chiede di sapere: quali siano i tempi per l'emanazione del regolamento relativo ai sistemi di restituzione con cauzione e ai sistemi per il riutilizzo degli imballaggi; se il Ministro in indirizzo intenda adottare ulteriori misure per diminuire le emissioni di CO2 e la produzione di polimeri fossili, che mettano l'Italia tra i Paesi da cui prendere esempio negli sforzi verso l'eliminazione di imballaggi di plastica e plastica monouso. Atto n. 4-07004 URRARO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la Montefibre di Acerra, centro sito nella città metropolitana di Napoli, è un'azienda nata nel 1972 nell'ambito della razionalizzazione delle aziende del gruppo Montedison ed è stata per moltissimi anni un'importante realtà industriale nella produzione di fibre di poliestere; l'azienda ha operato sino al 2013, quanto la produzione si è fermata in tutti gli stabilimenti, per poi giungere al fallimento nel 2018; tuttavia la crisi dell'azienda perdura da moltissimi anni e, sebbene agli inizi l'impianto di Acerra desse lavoro ad oltre mille persone, la crisi del settore chimico ridusse il numero dei dipendenti a sole 450 unità all'inizio degli anni Duemila; a partire dal 2004, i 450 dipendenti dello stabilimento sono stati collocati in cassa integrazione a zero ore; moltissimi dipendenti sono rimasti per ben undici anni in cassa integrazione, fino a quando, nel 2015, la società proprietaria dello stabilimento ha dichiarato fallimento e i dipendenti, il cui numero si è progressivamente ridotto, sono finiti nelle liste di mobilità, percependo un'indennità mensile di soli 550 euro; ad oggi, si contano 172 ex dipendenti che sono troppo anziani per ricollocarsi nel mondo del lavoro e troppo giovani per accedere ai trattamenti di quiescenza; alla crisi aziendale descritta si è aggiunta anche una questione di sanità e sicurezza sul luogo di lavoro, in quanto presso gli impianti della Montefibre gli operai sono stati per anni a contatto con amianto, agenti chimici cancerogeni e sorgenti radioattive, come testimonia l'alto numero di ex dipendenti deceduti negli ultimi anni per patologie correlate all'esposizione a sostanze cancerogene; molti ex dipendenti hanno presentato regolare domanda all'INAIL per ottenere il riconoscimento dell'attività lavorativa svolta con esposizione all'amianto, ma tale riconoscimento non è stato conferito a tutti, con la conseguenza per cui in molti casi è stato necessario avviare delle azioni legali, si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di riconoscere, per tutti i lavoratori dello stabilimento Montefibre di Acerra, l'esposizione all'amianto e consentire ai medesimi di accedere alle misure previdenziali previste a normativa vigente. Atto n. 4-07005 DE POLI Al Ministro della salute Premesso che: nei prossimi anni lasceranno il Servizio sanitario nazionale migliaia di medici per effetto, sia del raggiungimento dei limiti pensionabili, sia per il ricorso a "quota 100", creando un vuoto di organico nelle strutture sanitarie pubbliche; ogni anno in Italia si laureano in medicina circa 10.000 giovani, dei quali solamente 6.000 riescono ad entrare nelle scuole di specializzazione a causa della carenza di centri abilitati alla specializzazione; secondo stime fornite dalla ANAO-ASSOMED, nel 2027 si avranno oltre 95.000 laureati a fronte di un'offerta formativa di 6.200 contratti di specializzazione post laurea e 1.000 borse per diventare medici, pertanto, circa 30.000 medici non avranno uno sbocco formativo post laurea; il numero chiuso per entrare nella facoltà di medicina appare, alla luce di quanto sta emergendo, una barriera che non ha più senso di esistere, poiché, come dichiarato recentemente anche dal Sottosegretario alla salute Andrea Costa durante un incontro presso il Polo "Fibonacci" dell'Università di Pisa: