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nella serata del 21 settembre 2018, a Bari, nel quartiere Libertà, al termine di un corteo di opposizione alle politiche del Governo in materia di gestione dei flussi migratori, alcuni manifestanti, in presenza di bambini, sono stati aggrediti violentemente da un gruppo di militanti della locale sezione di Casapound, con uso di spranghe, bastoni e tirapugni; a seguito dell'aggressione, almeno due manifestanti sono stati ricoverati presso strutture ospedaliere in conseguenza delle ferite riportate; ritenuto che: l'aggressione verificatasi a Bari è solo l'ultimo di una serie di inquietanti episodi di violenza politica e vero e proprio squadrismo, che si sono andati intensificando negli ultimi mesi, prima e dopo le recenti elezioni politiche; nel periodo che va da maggio a settembre 2018, solo nella città di Roma, si sono verificate 4 aggressioni di matrice neofascista ai danni di altrettante sedi locali del Partito democratico, con l'esposizione di simboli neofascisti e neonazisti sulle mura esterne dei circoli (il 28 maggio, al circolo PD Talenti; l'8 luglio, al circolo PD Alberone; il 13 settembre al circolo PD ponte Milvio) e con vere e proprie irruzioni violente e atti di intimidazione e vandalismo (1° luglio al circolo PD Subaugusta), azioni rivendicate da Forza Nuova e Rivoluzione nazionale, sulle quali la magistratura sta indagando; considerato che: la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione vieta la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista; il nostro ordinamento giuridico manifesta il più alto grado di disvalore verso ogni forma di manifestazione violenta di idee politiche; la qualità del processo democratico si misura anzitutto sulla capacità di mantenere l'espressione del dissenso entro i limiti della pacifica contrapposizione dialettica; il proliferare di gruppi politici che si ispirano, direttamente o indirettamente, all'eredità del ventennio fascista e che, più in generale, includono l'uso di violenza tra i propri metodi di azione politica si pone in radicale contrapposizione con l'identità antifascista della Costituzione repubblicana; non sono mancate, come testimoniano foto, video, articoli di stampa e concrete vicende di collaborazione politica, esperienze di contatto tra alcune delle suddette organizzazioni ed esponenti dell'attuale maggioranza e del Governo, si chiede di sapere quali azioni concrete il Ministro in indirizzo intenda adottare per contenere l'emersione della violenza politica di matrice neofascista e garantire il pacifico svolgimento del dibattito pubblico su temi di interesse generale, con particolare riguardo alle garanzie nei confronti delle forze di opposizione all'attuale Governo e, più in generale, all'espressione del dissenso politico nelle forme garantite dalla nostra Costituzione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00588 MALPEZZI MARCUCCI IORI RAMPI VERDUCCI ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BINI BITI BOLDRINI BONIFAZI CERNO CIRINNA' COLLINA CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FEDELI FERRARI GARAVINI GIACOBBE GINETTI GRIMANI LAUS MAGORNO MANCA MARGIOTTA MARINO Assuntela MESSINA MIRABELLI MISIANI NANNICINI PARENTE PARRINI PATRIARCA PINOTTI PITTELLA RENZI ROJC ROSSOMANDO SBROLLINI STEFANO SUDANO TARICCO VALENTE VATTUONE Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: alcuni mesi fa, il Comune di Lodi ha approvato il nuovo regolamento sull'accesso ai servizi accessori della scuola, come mense e scuolabus; servizi scuola stranieri tale delibera stabilisce che, "ai fini dell'accoglimento della domanda", vengono considerati "anche i redditi ed i beni immobili o mobili registrati disciplinati dall'articolo 816 del Codice civile, eventualmente posseduti all'estero e non dichiarati in Italia". E, inoltre, precisa che "i cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea devono produrre - anche in caso di assenza di redditi o beni immobili o mobili registrati - la certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato esterno - corredata di traduzione in italiano legalizzata dall'Autorità consolare italiana che ne attesti la conformità"; chi non potesse produrre tale documentazione dovrà pagare il massimo delle tariffe per l'accesso alla mensa scolastica o al servizio di scuolabus, essendo, dunque, privato della possibilità di beneficiare di alcuna agevolazione; appare del tutto evidente la volontà di escludere dall'accesso a tali servizi tutti i nuclei familiari dove compare anche solo un extracomunitario poiché la certificazione patrimoniale non si può ottenere in diversi Paesi, tra cui Afghanistan, Libia, Siria, Yemen, mentre è di fatto impossibile da conseguire in altri Paesi come Senegal, Marocco, Kenya, Ecuador o Egitto; pertanto dall'autunno 2017 il regolamento per l'accesso agevolato ai servizi comunali (asili, mense, scuolabus, trasporto sociale, eccetera) richiede per i cittadini di Stati non europei, diversamente dalla legislazione vigente, la consegna di una certificazione o costosa o impossibile da produrre. Ciò sta negando a molti cittadini la possibilità di usufruire di questi servizi con le agevolazioni a cui avrebbero diritto; ad oggi, solo 4 famiglie su 94 sono riuscite a produrre la documentazione richiesta; alcune associazioni hanno presentato un ricorso al tribunale di Milano contro il regolamento dell'amministrazione considerato "discriminatorio ai sensi del diritto nazionale e/o del diritto Ue", si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione e se non ritengano che tale decisione, oltre a discriminare i bambini nell'accesso ai servizi accessori della scuola, non violi le norme della la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e le direttive europee in materia di divieto di discriminazione sulla base della nazionalità e dello status di immigrazione. Atto n. 4-00589 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: nella notte tra il 18 e il 19 settembre 2018, i militari del Nucleo operativo radiomobile della compagnia di Sala Consilina, giunti nel centro di accoglienza per migranti in località Lontrano ad Auletta (Salerno) ritrovavano, in seguito a perquisizioni, un feto senza vita in un secchio di plastica vicino alla struttura, nascosto da coperte e asciugamani; i militari sono intervenuti dopo che i sanitari del 118 avevano prestato le prime cure ad una nigeriana di 25 anni, che alloggiava nella struttura e che aveva partorito in bagno; la venticinquenne, ricoverata nel reparto di ginecologia dell'ospedale "Luigi Curto" di Polla, è stata denunciata per infanticidio e occultamento di cadavere; sul feto, posto a disposizione dell'autorità giudiziaria, è stato disposto l'esame autoptico, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del raccapricciante fatto descritto;