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L'atteggiamento dell'intera opposizione, in particolare della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, è stato per questo motivo incredibilmente responsabile ed istituzionale perché è evidente a tutti che la priorità era non andare in esercizio provvisorio, quindi bisognava comunque non perdere ulteriore tempo con manovre ostruzionistiche, ma cercare di apportare tutte le migliorie possibili e affrontare tutti i temi, a nostro avviso, importanti, per dare un impulso vero alla crescita del Paese senza rischiare di allungare i tempi in modo pericoloso. Ricorrere infatti all'esercizio provvisorio avrebbe significato un aumento dell'IVA importante. Già questa mi sembra una posizione molto seria. Devo dire che proprio grazie all'atteggiamento dell'opposizione, anche la maggioranza in grande difficoltà proprio per quello che dicevo prima, ha avuto buon gioco a fare un lavoro di collaborazione. Ci sono state discussioni molto produttive; noi avremmo voluto una manovra molto diversa, in linea con quella che era stata la legge di bilancio dello scorso anno, con un impulso deciso alla crescita, alle aspettative positive delle persone, della gente di tutte le età; cose che abbiamo fatto con quota 100 e con tutte le misure a favore della famiglia. Pensiamo infatti che proprio su quello si debba e sia giusto lavorare per ricostituire una società più coesa, più responsabile, pronta a lottare e a prevenire le fragilità. Una famiglia coesa fa proprio questo: capta, cura, previene le fragilità che portano comunque disgregazione. I colleghi di maggioranza hanno esposto, dal loro punto di vista, tutte le manovre con cui hanno ritenuto di dare impulso alla nostra economia. La Lega da subito ha parlato di un'altra manovra: con i nostri 905 emendamenti, abbiamo cercato, in modo costruttivo e con l'abituale buon senso, di dare il nostro apporto. Abbiamo innanzitutto detto no all'aumento di tasse. La tassa sulla plastica, a nostro avviso, è qualcosa di assurdo. Come sempre ci deve essere una fase di transizione; tutti sono d'accordo sul green new deal , ci mancherebbe, ma c'è un mondo produttivo, anche della plastica e di altre categorie toccate, che ha bisogno di tempo per la conversione. Pensiamo al mondo della distribuzione; pensiamo a tutti gli usi della plastica nella quotidianità. Si può diminuire, lo può fare il consumatore, ma pensiamo agli usi nella medicina, nei trasporti, nella sicurezza, per l'igiene: è una transizione che ha bisogno di un tempo decisamente maggiore. Le aziende ci stanno lavorando, ma il tempo necessario è decisamente maggiore. E le aziende sono venute a dircelo nelle numerose audizioni che abbiamo fatto: tantissimi soggetti hanno parlato di questo disegno di legge di bilancio con molta preoccupazione, proprio ribadendo che non è la strada giusta. La documentazione depositata in occasione delle audizioni è consultabile da chiunque. Noi, quindi, siamo stati contrari da subito alla plastic tax e, addirittura, alla tassa sulle cartine delle sigarette (che verrebbe introdotta per delle cifre, tra l'altro, effettivamente piuttosto basse). Per quanto riguarda la sugar tax , già c'è un solo zuccherificio in Italia; ma il problema sono le bibite dolci? Forse il problema sono l'educazione che le famiglie danno ai figli e il consumo spropositato: questa è educazione, non c'entra niente la tassa. Ci si può bere tranquillamente una bibita, ma certo che se si pasteggia soltanto con bibite dolci si ingeriranno troppe calorie. Certo che è dannoso, ma perché colpire delle aziende, che tra l'altro rappresentano un settore importante della nostra economia? Abbiamo inoltre proposto la soppressione della local tax (la COSAP più la TOSAP) e le varie imposte sulla pubblicità. Non dimentichiamo che, soprattutto per questo, tantissimi nostri commercianti sono in grandissima difficoltà. La tassa sulla pubblicità viene vista con grandissimo fastidio; non che ci sia una tassa che venga vista con favore, ma questa, nel momento in cui c'è grande difficoltà, soprattutto per i negozi di vicinato o per le attività più piccole nelle città, rappresenta un vero problema. Abbiamo riproposto il ripristino della mini-Ires e la soppressione dell'ACE; il ripristino della deducibilità al cento per cento per le auto aziendali in uso ai dipendenti; l'abrogazione della nuova imposta di bollo sui certificati rilasciati dall'autorità giudiziaria in ambito penale; il mantenimento delle esenzioni per i buoni pasto. Si tratta di tanti piccoli balzelli o tasse anche più consistenti. Nella nostra manovra ideale c'era l'abrogazione dell'aumento dell'accisa sul gasolio commerciale, il saldo e stralcio per le imprese, la fusione Imu-Tasi con la contestuale abrogazione della Tasi, l'abolizione del superbollo auto, perché comunque quella è una categoria che spende e che compra tanto. Bisogna anche capire le persone che possono far salire la domanda interna. Ci sarebbero poi l'abrogazione delle misure oppressive nei confronti delle imprese e dei lavoratori autonomi, lo scudo penale per l'ex Ilva, il cui emendamento purtroppo è stato dichiarato inammissibile, la mini flat tax , con il ripristino del regime forfettario e la soppressione del nuovo regime, la chiusura delle controversie pendenti a regime, la riapertura dei termini per la rottamazione dei debiti tributari e, soprattutto, la cedolare secca per gli affitti commerciali. Tutto questo ci è stato chiesto da tantissime realtà, ma la maggioranza su questi punti non ha voluto assolutamente ascoltare e non ha voluto modificare la sua posizione. Aggiungo ancora il ripristino della deducibilità Imu sui capannoni. Per quanto riguarda la famiglia, alla quale teniamo incredibilmente, segnalo l'estensione dei requisiti anagrafici e contributivi per Opzione donna, l'assegno unico per i figli, beneficio universale a prescindere dallo stato occupazionale dei genitori e dai redditi, unificando le misure attualmente in vigore. Il nostro Paese ha bisogno di bambini e ha bisogno di famiglie che credano di poter avere un futuro migliore e credano di poter mettere su una famiglia con dei figli. Abbiamo proposto un aumento del fondo per i consultori familiari e la riduzione dell'IVA per i prodotti dell'infanzia; abbiamo riproposto il fondo terra, vita e famiglia. Abbiamo pensato anche ai nonni, perché li riteniamo coloro che sono capaci di tenere insieme le tradizioni, di rappresentare la continuità della famiglia, occupandosi dei più piccoli a favore dei figli che lavorano. Con la nostra attività emendativa abbiamo pensato anche al fondo e ai bonus per le adozioni internazionali, all'incremento dei bonus per l'asilo nido, alla videosorveglianza. Il provvedimento sulla videosorveglianza è passato alla Camera e noi abbiamo cercato in tutti i modi di portarlo avanti, anche in altri provvedimenti, ma non c'è stato alcun ascolto da parte della maggioranza, convinta di dover fare una legge diversa. Io lo ripeto ogni volta che posso: quella della videosorveglianza è una priorità, è un'emergenza, perché ogni giorno le cronache ci parlano di minori, di bambini anche molto piccoli oppure di anziani picchiati, torturati e strattonati, qualcosa che non si può vedere. Sono persone fragili e non si possono vedere simili abusi. Potrei parlare ancora a lungo, ma poi interverremo successivamente.