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se i Ministri in indirizzo intendano attivare i propri poteri ispettivi che, senza interferire con l'attività dell'autorità giudiziaria, accertino l'esistenza di responsabilità per il gravissimo accaduto per i profili di competenza; quali iniziative intendano realizzare per garantire la sicurezza del personale medico e socio sanitario, atteso l'aumento esponenziale di aggressioni, che ormai si verificano quotidianamente. Atto n. 4-02363 IANNONE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che a quanto risulta dagli interroganti: in data 21 ottobre 2019 sono stati arrestati cinque uomini, tutti tra i 50 e i 60 anni, che si erano dichiarati nullatenenti e senza un lavoro e, per questo, avevano ottenuto il reddito di cittadinanza; in realtà pare che un "lavoro" ce l'avessero: facevano i contrabbandieri di sigarette; la banda operava in alcuni comuni dell'agro nocerino sarnese (Salerno) come emerso dall'inchiesta sul contrabbando di tabacchi portata avanti dalla Guardia di finanza; grazie alle prove portate dai finanzieri, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno ha disposto per 9 indagati il carcere, a quattro ha concesso i domiciliari e ha emesso un divieto di dimora; tutti devono rispondere di concorso in associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri e per cinque degli indagati è stata anche disposta la sospensione del reddito di cittadinanza fino a quel momento percepito, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda verificare con rigore la vasta platea di coloro che stanno percependo il reddito di cittadinanza, stante l'emergenza di numerosi casi, in tutta Italia, analoghi a quello esposto; quanti casi risultino di percettori del reddito di cittadinanza senza che ve ne fosse una condizione di reale necessità; quali iniziative intenda realizzare affinché la misura vada a beneficio degli italiani bisognosi e non di migranti, nomadi e delinquenti conclamati. Atto n. 4-02364 BINETTI Al Ministro della difesa Premesso che: la Croce rossa italiana è attualmente una organizzazione di volontariato, dopo essere stata un'associazione di promozione sociale (APS), componente dell'organizzazione Croce rossa e Mezzaluna rossa internazionale; nella sua storia e nella sua cultura si mescolano aspetti di natura militare con altri aspetti più tipici della società civile, e nel suo attuale modello organizzativo si riflette la complessità della sua struttura originaria, creando qualche ulteriore difficoltà alle persone che a vario titolo collaborano con la CRI; cristiano Adolfo Degni è un volontario che svolge la professione di giornalista. Nell'esercizio del suo lavoro professionale si è trovato più di una volta ad evidenziare lacune e carenze organizzative della CRI e per questo motivo, recentemente, ha ricevuto la notifica di un provvedimento di radiazione dall'Associazione. Un provvedimento definitivo e ricorribile soltanto per via giudiziaria, con aggravio di spese ed incertezza sui tempi reali di risoluzione; secondo l'interessato il provvedimento avrebbe natura repressiva e ritorsiva per alcune ragioni concrete. La prima riguarda l'emanazione dello stesso da parte della componente civile di Croce rossa, mentre lui è un volontario militare e la procedura per la radiazione di un militare, normata dal Codice dell'ordinamento militare, era già stata seguita dall'attuale presidenza Cri per le medesime motivazioni nel 2017, che lo aveva giudicato del tutto innocente; la seconda ragione è che l'intero procedimento disciplinare di radiazione è stato avviato sulla base della convinzione che quanto lui scriveva e dichiarava in video, nell'esercizio della sua libera professione di giornalista, potesse dare l'immagine di una cattiva gestione dell'Associazione. In realtà le cose scritte rispondevano perfettamente ai fatti reali, come è stato successivamente confermato dall'evolvere delle questioni, ad esempio il licenziamento di un gran numero di dipendenti Cri a Roma e le difficoltà finanziarie conclamate, riferite successivamente da altri organi della stampa nazionale; la terza ragione è che, pur essendo Cristiano Degni un sindacalista, rappresentante nazionale del comparto Croce rossa per il Sindacato dei militari, e pur avendo ripetutamente richiesto un incontro, non è mai stato ricevuto, né dal Presidente della Cri, né dall'Ispettore nazionale del Corpo militare volontario, né dall'Ispettrice nazionale del Corpo delle infermiere volontarie; la quarta ragione è che, essendo venuto a conoscenza di gravi violazioni della normativa commesse dal Consiglio direttivo del comitato territoriale nel quale era incardinato, ha denunciato il fatto agli organi competenti in data 3 luglio 2019. Il 1° settembre, ha reiterato la richiesta all'organo associativo sovraordinato senza ottenere alcuna risposta. Anche l'ultimo sollecito, presentato pochissimi giorni fa, in data 15 ottobre a mezzo PEC come gli altri, è rimasto senza esito alcuno. Il giorno 19 di ottobre invece ha ricevuto la notifica del provvedimento di radiazione definitivo; dal momento che la vicenda sembra avere carattere di censura che limita l'effettiva libertà di pensiero e di parola dei membri che ne fanno parte, sia pure a titolo di volontariato, con la probabile "buona" intenzione di custodire una immagine positiva della CRI ed evitare che trapeli all'esterno il dissenso presente al suo interno, è quanto mai opportuno fare chiarezza sulla vicenda per rinvenire eventuali responsabilità, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e, in ogni caso, se non ritenga di verificare se effettivamente Cristiano Degni sia stato radiato dalla CRI per aver esercitato un suo legittimo diritto di critica; se non ritenga, altresì, di accertare la correttezza della procedura di radiazione da parte dell'associazione e di fornire chiarimenti sull'accaduto. Atto n. 4-02365 DE PETRIS Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: a quanto risulta all'interrogante, in data 23 settembre 2019, Rete Ferroviaria Italiana, nella persona del suo amministratore delegato e direttore generale M. Gentile, ha presentato a Verona un piano di investimenti di 59 milioni di euro per realizzare nel Quadrante Europa, in collaborazione con il Consorzio ZAI, ente economico pubblico partecipato pariteticamente da Comune, Provincia e Camera di Commercio di Verona, un cosiddetto "Quarto Modulo" per il ricevimento di treni da 750 metri di lunghezza, in previsione dell'apertura del tunnel del Brennero, che presumibilmente avverrà entro il 2027; nell'occasione, in base a quanto riportato dalla stampa locale, si è affermato che l'investimento si inserisce nell'ambito di "Agenda 2030" dell'Unione europea, che si prefigge di aumentare il trasporto merci su rotaia entro il 2030 del 30 per cento ed entro il 2050 del 50 per cento;