[resaula]

tuttavia già esistono altre sanzioni per il pubblico esercente che impedisce l'ingresso nel locale agli omosessuali, ma - perché no? - anche ai meridionali o agli immigrati, per quanto possano essere regolari. Tuttavia diventa reato o quantomeno integra gli estremi materiali del reato il dar vita ad un'organizzazione che intende sostenere solo la genitorialità eterosessuale, perché anche questa diventa tecnicamente una discriminazione; tutti pensano che sia una discriminazione ragionevole, ma la norma non permette tale distinzione. Da questo punto di vista la norma è tecnicamente sbagliata perché basterà incriminare anche una sola volta una persona che intenderà distinguere sulla base delle sue convinzioni sociali e religiose, per intimidire tutti gli altri a manifestare la loro opinione. Questo non deve accadere, perché il diritto penale non serve a colpire un bersaglio sparando a pallettoni. Il diritto penale è una cosa seria, che richiede norme precise e puntuali, perché colpire anche un solo innocente in nome di un ideale che si ritiene giusto vuol dire essere dei giacobini e sappiamo per quale ragione la storia ha consegnato questo nome a tristi ricordi. Devo dire che ieri - e lo dico con orgoglio e vanto - è stato un onore avere un colloquio con Franco Grillini, con cui ho discusso di questi problemi. Franco, che colgo l'occasione per salutare, mi ha detto di fare attenzione perché la norma che critico e in realtà è presente in tanti altri ordinamenti. Ha ragione, è vero. Sono andato a cercare, operando uno studio di diritto comparato, in quali altri ordinamenti c'è qualcosa di simile: ebbene, sin dal 2015 c'è una norma assai simile alla nostra, a quella di cui stiamo parlando, nell'ordinamento spagnolo, nel codigo penal. Non ve la leggo, ma è più o meno sovrapponibile a quella in discussione. Da qui l'estensore della norma ha preso il passaggio. Allora se c'è in Spagna va bene? No, perché per fortuna Internet non è solo il luogo dove ci insultiamo, alla faccia della tolleranza, su Facebook, ma è anche il luogo dove è possibile scaricare articoli scientifici. Se consultate Google Books o Google Scholar, troverete molti articoli in spagnolo che segnalano le gravi difficoltà interpretative che si accompagnano all'applicazione di questa norma. In Spagna stanno avendo gravi difficoltà a stabilire quale sia il discrimine tra la discriminazione lecita e quella illecita, tanto che nel 2019 si è resa necessaria una circolare della procura generale della Repubblica spagnola, volta a chiarire ai pubblici ministeri come applicare la disposizione. Queste incertezze durano ancora oggi, tanto che qualcuno ha proposto di abrogare la norma. Allora, se qualcuno prima di noi ci ha già provato e i risultati sono deludenti, se c'è in Spagna la preoccupazione che quella norma possa comprimere la libertà di manifestare le proprie opinioni, perché noi dobbiamo commettere lo stesso errore? (Applausi) . Non è in questione - attenzione - decidere se essere in questa sede, ora, adesso, favorevoli o contrari alla famiglia omosessuale. Non stiamo parlando di questo. Dobbiamo stabilire se consentire a un collega come Simone Pillon di dire la sua. Simone Pillon, che molti di voi contrastano, va contrastato con le opinioni, non mettendogli il bavaglio, non impedendogli di parlare. (Applausi) . Se volete contrastarlo, fatelo con le idee, fatelo con gli argomenti, fatelo con il ragionamento, ma non minacciando una sanzione penale. Nelle scuole bisogna insegnare la tolleranza. C'è un lapsus all'interno della norma: mentre la sanzione penale è volta a tutelare anche i disabili, vi siete dimenticati dei disabili nelle norme che invece intendono insegnare la tolleranza nelle scuole. Allora fatemi capire: va bene proteggere i disabili con la norma penale, ma poi agli studenti cosa insegniamo? Che esistono categorie più meritevoli di protezione, ancorché deboli, a scapito di altre? Non va bene. Nelle scuole dobbiamo insegnare ai ragazzi a essere dei buoni cittadini, a rispettarsi gli uni con gli altri e non si dà questo insegnamento se noi per primi rifiutiamo il dialogo e riteniamo che la controparte sia oggettivamente nel torto, a prescindere. Questo testo deve essere riformato, nel bene, a vantaggio di quelle categorie che vogliamo difendere. Non c'è l'infallibilità di una Camera a scapito dell'altra. Questo è un bicameralismo che serve proprio a correggere gli errori, a riflettere e a capire dove poter intervenire per consegnare all'ordinamento un testo chiaro e di facile applicazione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Masini. Ne ha facoltà. MASINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, oggi siamo qui a discutere un disegno di legge che non parla di gestazione per altri, non parla di adozioni e non parla di teoria gender o di altre situazioni che ho sentito nominare in quest'Aula; parla di una cosa molto semplice: come ampliare le fattispecie dei crimini di odio anche alle discriminazioni e agli atti di violenza compiuti in ragione del sesso, del genere, dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere di una persona. Si chiede, quindi, di ampliare la norma e tra l'altro solo nella parte relativa all'istigazione alla violenza e non anche alla propaganda, come già per i crimini dovuti a motivi di razza, etnia, nazionalità e religione. Sul tema dell'omo-lesbo-bi-transfobia e di altre discriminazioni il nostro Paese ha sacche di arretratezza gravi e ciò non può essere negato o sminuito. Secondo Eurobarometro l'Italia, tra i Paesi avanzati, è tra quelli in cui la popolazione ha più difficoltà nell'accettare una società paritetica, al punto di ritenere, in gran numero, che gli omosessuali non debbano avere gli stessi diritti degli eterosessuali. È dunque una questione, questa, che non dovrebbe vederci schierati in opposte tifoserie, ma impegnati ad agire per mutare lo stato delle cose, ben consapevoli che i diritti e le libertà non sono affatto tutti uguali e che i diritti naturali, ovvero la libertà di esistere, essere, vivere e vivere appieno la propria esistenza, senza paura, vengono prima del fatto che si possa sentirsi liberi di esprimersi, al punto da minare l'altrui dignità. La libertà dalla paura è la prima delle libertà, perché, senza questa, tutte le altre non sono fruibili, sono libertà vuote. Quanto affermo era ben chiaro a John Locke quando disse che vi era un limite di tolleranza verso l'intolleranza e che, appunto, la libertà non è priva di confini. Non siamo infatti liberi di uccidere né di rubare; non siamo parimenti liberi, dunque, di minare la serenità e la sicurezza dell'esistenza di un altro essere umano in virtù di un pregiudizio sulla sua natura. Tutto questo è chiaro anche alla nostra Carta costituzionale, che enuncia nei suoi primi 12 articoli i principi fondamentali della nostra Repubblica e che agli articoli 2 e 3 ci parla, appunto, dei diritti inviolabili dell'uomo, quali la pari dignità sociale senza alcuna distinzione, al punto che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscano il pieno sviluppo della persona umana.