[pronunce]

n. 297 del 1994, il quale, al comma 12, disponeva che, per essere inclusi nelle graduatorie nazionali e a carattere permanente da integrare ogni triennio, occorreva che i docenti delle accademie e dei conservatori avessero riportato un punteggio non inferiore a 24 punti nella valutazione dei titoli artistico-culturali e professionali. E lo stesso punteggio minimo era in precedenza previsto dall'art. 67 della legge 11 luglio 1980, n. 312 (Nuovo assetto retributivo-funzionale del personale civile e militare dello Stato), ai fini dell'inserimento nelle graduatorie d'istituto. 9.— Ora, tenuto conto del richiamato quadro normativo, non può essere considerata ammissibile l'estrapolazione di uno dei molteplici requisiti previsti per l'accesso dei docenti delle accademie e dei conservatori alle graduatorie permanenti ai fini del raffronto con i requisiti, formalmente e sostanzialmente diversi, previsti per l'accesso alle analoghe graduatorie nazionali permanenti dei docenti appartenenti alla diversa categoria della scuola superiore. 10. — Manca, dunque, nella specie, il presupposto essenziale per instaurare un giudizio di comparazione volto a cogliere una ingiustificata disparità di trattamento in situazioni identiche, attesa la sostanziale diversità sussistente tra la normativa di stato giuridico delle categorie in relazione alle quali dovrebbe essere effettuata la comparazione. Di qui anche l'infondatezza delle censure di contrasto dell'art. 3, comma 2, lettera b), della legge n. 124 del 1999 con gli articoli 4 e 97 della Costituzione, in quanto strettamente connesse con quella di violazione dell'art. 3. 11. — Quanto alla dedotta disparità di trattamento, che sussisterebbe tra i docenti delle accademie e dei conservatori e i docenti di strumento musicale della scuola media, la questione non è altresì fondata, dal momento che le situazioni poste a confronto non possono considerarsi omogenee, in ragione della diversità delle due realtà scolastiche in questione e dei profili professionali dei rispettivi docenti.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, lettera b), della legge 3 maggio 1999, n. 124 (Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico), sollevata, in riferimento agli articoli 3, 4 e 97 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione staccata di Lecce, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 28 ottobre 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 12 novembre 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA