[resaula]

Con il risultato che, a distanza di settimane, è stato necessario a volte correggere lo stesso decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con un decreto-legge. Di fronte a questo, signor Presidente, è molto più corretta la nostra questione pregiudiziale, anche sotto il profilo delle regole che presiedono all'emanazione dei decreti-legge. Come si può introdurre in questo provvedimento, sotto il pretesto dell'emergenza, addirittura la proroga dei dirigenti dei Servizi? È una cosa abbastanza folle, sia per quanto riguarda la proroga stessa dei dirigenti, sia sotto il profilo dell'utilizzo di un decreto-legge sull'emergenza per adottare misure di questo tipo. Immaginiamo soltanto che cosa si sarebbe detto se ciò fosse stato fatto da un Governo di centrodestra, che cosa si sarebbe detto sugli interessi di un Presidente del Consiglio che voleva tenersi buoni i servizi segreti. Io non penso a queste cose e non voglio utilizzare questo parametro di giudizio, ma voglio soltanto avere la certezza di trovarmi in un Parlamento proteso a realizzare, secondo le regole e secondo la Costituzione, gli interventi necessari per un'effettiva tutela della cittadinanza rispetto all'emergenza Covid; emergenza che non è soltanto sulla carta, ma è fatta di interventi sanitari seri sulle attrezzature che devono essere garantite dal Governo a tutti i cittadini affinché vi sia la possibilità di superare l'epidemia, così come avvenne nel 1956 con la cosiddetta asiatica che - ricordiamo tutti - causò 30.000 morti in Italia, che durò circa due anni e che contagiò milioni di persone. All'epoca non ci fu alcuna dichiarazione di stato di emergenza, né provvedimenti limitativi della libertà. Allora era la prima Repubblica e c'erano politici all'altezza del compito per cui non era necessario mettere in campo simili provvedimenti. (Applausi) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, penso che nessuno che faccia parte della minoranza neghi che effettivamente sia in corso un'epidemia e che occorra assolutamente prudenza, buon senso e anche un po' di ottimismo costruttivo che non fa male al nostro Paese. Questo però non giustifica il fatto che si debba ricorrere ad uno strumento - lo stato di emergenza - che non è previsto nella nostra Costituzione mentre lo è in tante Costituzioni di altri Paesi europei. Tra l'altro, l'idea che il prolungamento dello stato d'emergenza non sia assolutamente corretto, è inutile nasconderlo, serpeggia anche tra i colleghi della maggioranza. Lo abbiamo visto già alla Camera dei deputati e anche al Senato con atteggiamenti e comportamenti che danno il segno che un certo fastidio per il fatto che il presidente del Consiglio Conte prosegua su questa strada, ci sia anche nella stessa maggioranza. Quindi, forse, sarebbe opportuno che tutti quanti ragionassimo con un minimo di attenzione sui rischi che si corrono proseguendo su questa strada. Ricordate, infatti, che lo strumento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che viene utilizzato in virtù dello stato d'emergenza, è un atto unilaterale del Presidente del Consiglio. Non vi è neanche il preventivo controllo del Presidente della Repubblica. Stiamo parlando, cioè, davvero di decisioni unilaterali che mettono a rischio, o che comunque rischiano di limitare in modo forte le libertà personali e quello che la nostra Costituzione prevede e garantisce. (Applausi) . Questo è uno strumento pericoloso. Poi, a furia di fare decreti del Presidente del Consiglio dei ministri - firmo io, mi sento io il capo e decido tutto io - addirittura il presidente del consiglio Conte è arrivato a sentirsi quasi il Capo dello Stato, tanto è vero che ha candidato Mattarella per farlo entrare Papa e farlo uscire cardinale. Questo ormai l'hanno capito tutti. (Applausi) . Quindi questi personaggi, che fino al giorno prima sono sconosciuti, pur naturalmente esercitando la propria professione, il proprio ruolo di cittadini e il proprio lavoro, improvvisamente da un giorno all'altro diventano Presidente del Consiglio e addirittura adesso si sono montati la testa e vogliono fare addirittura il Presidente della Repubblica. Stiamo attenti: facciamo un ragionamento tutti quanti come politici perché in futuro dobbiamo scongiurare la possibilità che accadano ancora queste cose e stiamo attenti già adesso a limitare i poteri di chi si sente già un personaggio di chissà quale statura. Questo è il vero pericolo per la nostra democrazia. Anche la scelta, fatta proprio con il provvedimento al nostro esame, sul tema dei servizi segreti ha chiaramente creato all'interno della maggioranza una ribellione che poi è stata ricomposta con la solita frase - attenzione, molto pericolosa - secondo la quale o si fa così o andiamo tutti a casa. Infatti se non si vota a favore della fiducia si va tutti a casa e allora, chiaramente, tutti preservano il proprio posto. Ma questo è un ricatto che in democrazia non deve esistere. (Applausi) . Già c'è un'anomalia. Parlavo del presidente del Consiglio Conte, che si è anche tenuto la delega dei servizi segreti. Questa, sostanzialmente, è un po' una anomalia, perché il Presidente del Consiglio, tradizionalmente, assegna questa delega a qualcun altro. Egli, dunque, capo del Governo, mantiene anche la delega dei servizi segreti e, addirittura, ponendo la fiducia con una norma inserita in questo decreto sull'emergenza, fa sì che i capi dei servizi segreti, da lui nominati, siano prorogati per chissà quanto altro tempo. In tal modo, se un domani dovesse capitare che Conte o il suo Governo cadano e lui non sia più Presidente del Consiglio (magari per la formazione di un altro Governo), i capi dei servizi segreti saranno le stesse persone da lui nominate. (Applausi) . Su questo tema, il Copasir ha messo in evidenza molto chiaramente questo punto. Mi rivolgo qui anche al Presidente del Senato che, non dimentichiamolo, è la seconda carica dello Stato. Questa situazione è pericolosa, perché i servizi segreti, con il Copasir ed il controllo, si fondano su un equilibrio istituzionale fondamentale per la sicurezza del nostro Paese. Equilibrio che è stato messo fortemente a rischio con un provvedimento e con una norma, voluti dal Presidente del Consiglio dei ministri, in un decreto rispetto al quale è stato detto: o votate così o andiamo tutti a casa. Fate qualche riflessione anche voi, colleghi della maggioranza, perché un po' di malcontento c'è e sicuramente alcune scelte non sono condivise. State molto attenti, perché questa strada è molto pericolosa. Lo faccia presente anche lei, signor Presidente. Io so che lei, signor Presidente, si è molto battuta, su questa questione, in diversi interventi che abbiamo ascoltato e che sono comparsi anche a livello pubblico. Si faccia, comunque, sempre interprete, col Presidente della Repubblica, perché tutto ciò non possa avvenire. Un'epidemia, infatti, si può benissimo affrontare con gli strumenti ordinari che la Costituzione mette a disposizione. Si viene in Aula. Si vota, perché naturalmente saranno presentati un decreto o un provvedimento.