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6) a proporre, nelle competenti sedi internazionali, il sostegno politico e tecnico italiano al fine di consentire una rapida soluzione della questione ambientale tibetana, anche attraverso l'offerta di supporto logistico, mezzi, personale e risorse economiche, per permettere la riapertura ed una futura fruizione sostenibile dell'Himalaya tibetano. Interrogazioni Atto n. 3-00677 DI GIROLAMO MORONESE COLTORTI CASTELLONE SANTILLO RICCIARDI CORRADO DESSI' DONNO LANNUTTI DE LUCIA ANGRISANI NOCERINO CORBETTA L'ABBATE FEDE ORTIS CASTALDI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico Premesso che: la direttiva 2001/42/CE impone la realizzazione della valutazione ambientale strategica (VAS) per "piani e programmi" aventi per oggetto l'energia. In particolare, l'art. 4, comma 1, estende tale obbligo anche alle relative procedure legislative, comprese le loro varianti sostanziali. La rete nazionale dei gasdotti, istituita dal decreto ministeriale 22 dicembre 2000, costituisce un programma di sviluppo della rete, che incide sul territorio, potenzialmente sulle matrici ambientali (suolo, aria, acqua), determinando localizzazioni e fabbisogni infrastrutturali a scala nazionale; numerose opere della rete nazionale dei gasdotti non sono conformi ai piani urbanistici e in tali casi il Ministero dello sviluppo economico, nell'ambito delle singole autorizzazioni delle opere, ha ritenuto di applicare la "variante automatica" agli strumenti urbanistici vigenti, che quindi vengono modificati attraverso l'autorizzazione stessa; la Corte di giustizia dell'Unione europea con la sentenza 22 settembre 2011 (causa C-295/10) si è già espressa sul punto disponendo che una normativa che preveda varianti automatiche ai piani senza la previa assoggettabilità a VAS sia contraria alle norme comunitarie, e in particolare alla direttiva 2001/42/CE. Tale circostanza, unitamente all'omissione delle procedure di VAS e della valutazione di incidenza ambientale (Vinca) per la rete nazionale dei gasdotti e per i piani di sviluppo dei singoli concessionari potrebbe esporre il nostro Paese all'apertura di procedure d'infrazione per violazione delle direttive 2001/42/CE e 92/43/CEE; considerato che: una delle più rilevanti opere nell'ambito della strategia, mai sottoposta a VAS, di trasformazione del Paese nel cosiddetto hub del gas è il gasdotto Rete adriatica. Il tracciato di tale opera, programmata a metà del decennio precedente, interessa ben tre crateri sismici (terremoti di L'Aquila, di Amatrice e del Vettore) in cui nel frattempo è cambiata profondamente la situazione economico-sociale nonché addirittura quella ambientale con stravolgimento del territorio per frane, fagliazione superficiale, incendi dell'estate 2017 e notevole trasformazione del regime idrogeologico; con decreto 7 marzo 2018 del Ministero dello sviluppo economico, con il Governo Gentiloni in regime di ordinaria amministrazione, veniva rilasciata l'autorizzazione della centrale di spinta e compressione del gas di Sulmona (L'Aquila) che presenta le stesse criticità procedurali per quanto riguarda l'assenza di VAS; per il tratto Sulmona-Foligno (progetto depositato il 3 febbraio 2005; decreto ministeriale n. 70 del 2011) sono stati rilasciati i decreti di compatibilità ambientale del Ministero dell'ambiente e del territorio e del mare, di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali, comprensivi sia della VIA che della Vinca. In via ordinaria i decreti di compatibilità ambientale hanno durata di 5 anni ma nel caso specifico risultano di fatto illimitati nel tempo grazie al combinato disposto di diverse norme che hanno fatto salvi i procedimenti avviati prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 4 del 2008. In tal senso, la Commissione europea ha aperto la procedura di indagine EU Pilot 6730/14/ENVI ritenendo contraria alla direttiva 92/43/CEE "Habitat" la mancanza di scadenza ai pareri relativi ai procedimenti di Vinca; la sentenza n. 67 del 2010 della Corte costituzionale evidenzia espressamente la necessità di tener conto delle mutate condizioni ambientali nei procedimenti amministrativi, si chiede di sapere: se e quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per sottoporre a VAS e Vinca la rete nazionale dei gasdotti e le sue varianti, nonché i piani di sviluppo dei concessionari; quali iniziative di competenza intendano adottare al fine di prevedere che i singoli progetti infrastrutturali di gasdotti e opere connesse non coerenti con i piani urbanistici vigenti, come la centrale di spinta e compressione del gas prevista a Sulmona, siano sottoposti a VAS, anche in forma coordinata con le procedure di VIA e Vinca eventualmente svolte; se, nei limiti delle proprie attribuzioni, non intendano intraprendere iniziative di ulteriore verifica e analisi tecnico-giuridica delle autorizzazioni rilasciate per i gasdotti e le opere connesse, in mancanza delle valutazioni ambientali che interessano territori vulnerabili sotto il profilo ambientale; se non ritengano che i mutamenti ambientali, socio-economici e degli scenari energetici, compresi quelli causati dai sismi e degli incendi del 2017, insistenti sul tracciato del gasdotto "Dorsale adriatica" possano essere oggetto di approfondimento anche ai sensi e per gli effetti delle previsioni di cui all'art. 28 del decreto legislativo n. 152 del 2006. Atto n. 3-00678 ROSSOMANDO RAMPI Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: l'importante complesso monumentale del castello di Moncalieri (Torino), incluso nel 1997 nel patrimonio dell'umanità dell'UNESCO insieme alle altre residenze sabaude e riaperto al pubblico il 9 novembre 2017, dopo una chiusura di 9 anni a causa di un grave incendio, dal 1° gennaio 2019 è stato nuovamente chiuso al pubblico per mancanza di personale, essendo rimasto un unico dipendente, e non sarà più fruibile per le visite; nonostante le evidenti difficoltà legate alla carenza di personale, e il limitato orario di apertura a 12 giorni al mese, le visite al castello si sono dimostrate un grande successo, con un numero di accessi pari a 20 all'anno; come si apprende da notizie di stampa, il 20 dicembre 2018 il sindaco di Moncalieri ha indirizzato una lettera al Ministero per i beni e le attività culturali, specificando la disponibilità del Comune a farsi carico delle problematiche sorte, al fine di valorizzare e di mantenere aperto il complesso monumentale del castello e dei giardini, sottolineando altresì la disponibilità dell'amministrazione comunale a stabilire specifici accordi con il Ministero e con l'Arma dei Carabinieri, i cui reparti sono a tuttora ospitati negli edifici del castello; inoltre il Comune, attraverso una delibera di Giunta, ha finalizzato un accordo con l'associazione "Amici del Castello", per valorizzare iniziative legate all'edificio storico, mentre i Carabinieri si sono fatti carico di accompagnare nelle sale della residenza sabauda le scolaresche che avevano già prenotato una visita;