[resaula]

con il decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, recante "Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti" sono previste risorse finanziarie (700 milioni di euro) per la realizzazione di un'unica Rete di interconnessione nazionale dell'istruzione che assicuri il coordinamento delle piattaforme, dei sistemi e dei dati tra scuole, uffici scolastici regionali e Ministero dell'istruzione, l'omogeneità nell'elaborazione e nella trasmissione dei dati, il corretto funzionamento della didattica digitale integrata e la realizzazione e gestione dei servizi connessi alle attività predette; considerato che: la linea di intervento prioritaria per il futuro richiede di intensificare l'azione di semplificazione e dematerializzazione amministrativa, come pure di "completare la piena digitalizzazione delle segreterie scolastiche - con soluzioni sia di guida sia di supporto alla gestione documentale, che prevedano la conservazione sostitutiva dei documenti delle scuole, alla gestione del fascicolo elettronico del docente e dello studente e all'archivio virtuale - per aumentarne l'efficienza e, in particolare, migliorare il lavoro del personale interno"; ritenuto, ad avviso degli interroganti, che il processo di dematerializzazione, cioè la classificazione e protocollazione dei documenti, eventuali firme digitali e autenticazioni e autorizzazioni per accedere ai documenti e tutta la gestione documentale su un cloud è una procedura molto complessa che va integrata in un piano nazionale della transizione digitale. Ci sono software che aiutano le scuole in alcuni servizi, ma sono un insieme di software o parti customizzate a seconda delle richieste necessarie che vanno integrate a livello nazionale, si chiede di sapere: a quanto ammonti l'importo complessivo stanziato per l'avviso pubblico "Digital board: trasformazione digitale nella didattica e nell'organizzazione"; quali siano i motivi della mancata partecipazione al bando di 1.350 istituti e se si intendano valutare azioni di recupero o accertare eventuali responsabilità dirigenziali; se sia prevista la pubblicazione dei progetti sul sito internet del Ministero o di ogni istituto scolastico, per permettere a tutti i portatori di interesse, in particolare le famiglie degli studenti, di poter monitorare il progetto della loro scuola al fine di garantire l' accountability della progettualità; se sia previsto un monitoraggio della realizzazione e dell'efficacia dei progetti e se questi siano integrati nel progetto nazionale più ampio di dematerializzazione; se ciascuno dei quasi 7.000 istituti scolastici debba gestire un proprio bando di gara, con conseguente danno economico, sia in termini di risorse umane impegnate negli istituti scolastici per l'espletamento delle stesse, sia dei costi aggiuntivi dovuti alla gestione delle gare, nonché alla mancanza di economicità relativamente ai prezzi di aggiudicazione; se l'avviso pubblico del Ministero dell'istruzione sia integrato con la Rete unica di interconnessione nazionale dell'istruzione finanziato per 700 milioni di euro con il Fondo complementare al PNRR. Atto n. 4-06249 LANNUTTI ANGRISANI ORTIS NATURALE GIANNUZZI BOTTO ABATE Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che: come diffusamente riportato dalla stampa, Ennio Di Lalla è un signore romano di 86 anni, che abita nel quartiere Don Bosco della Capitale. Lo scorso 13 ottobre, dopo aver fatto delle visite mediche per la sua cardiopatia, è tornato a casa e ha trovato la porta del suo appartamento con la serratura cambiata e sulla porta c'erano evidenti segni di scasso. Nella notte qualcuno era entrato nella casa, occupandola. L'anziano ha così chiamato i Carabinieri, che però, in assenza di disposizioni del magistrato, non sono potuti intervenire. Era cambiato persino il nome sul campanello, che riportava il nome di Sinanovic Nadia, quello di una delle due rom che aveva occupato l'abitazione. Interrogata dalle forze dell'ordine dopo la denuncia del signor Di Lalla, la donna ha sempre fornito versioni diverse, persino che l'abitazione gli era stata donata dal signor Di Lalla, perché era la sua amante. Tutte circostanze smentite dalla vittima. Ennio Di Lalla soffre di diverse patologie e quando sta male va a stare a casa del fratello per qualche giorno, come accaduto dal 9 al 14 ottobre 2021. Così il signor Ennio è stato costretto per altri 21 giorni a rimanere fuori dalla sua abitazione, impossibilitato a recuperare vestiario e farmaci, compresi i documenti sanitari per lui indispensabili; secondo quanto scritto da diversi quotidiani, gli occupanti della casa del signor Di Lalla sarebbero stati sei: quattro donne e due uomini. Nell'immediato le forze dell'ordine non avrebbero fatto nulla per aiutare l'anziano. I Carabinieri hanno spiegato alla vittima che non trattandosi di un furto in corso non potevano procedere allo sfratto forzato, poiché per questo intervento è necessario l'ordine di un giudice. Ventuno giorni dopo l'occupazione è stato finalmente emanato un decreto di sgombero. Il GIP ha disposto un sequestro preventivo e il PM l'ha firmato, stabilendo che la casa sarebbe tornata immediatamente all'anziano. Quando i militari sono arrivati, la casa era già vuota e devastata; il legale del signor Di Lalla, l'avvocato Alessandro Olivieri, ha spiegato che il giorno in cui il signor Ennio gli ha conferito l'incarico, ha subito presentato alla Procura di Roma istanza di sequestro preventivo. "Si tratta di una misura cautelare che serve proprio ad evitare il depauperamento del bene", in attesa che le indagini facciano il loro corso. Ma "per ottenere l'emissione della misura da parte del Gip abbiamo dovuto aspettare 17 giorni. Ed è un fatto inaccettabile considerato che per loro natura le misure cautelari sono misure urgenti". Il che, per l'avvocato, ha una sola plausibile spiegazione: "A livello pragmatico c'è stata una lentezza nel considerare i fatti esposti ed agire. Questo nonostante i miei solleciti giornalieri"; appena ha potuto rientrare in casa, da una prima ricognizione superficiale il signor Di Lalla si è reso conto che mancavano molti oggetti, quadri di Domenico Purificato, il maestro del neorealismo romano e amico di famiglia, e la vetrinetta con dentro la collezione di accendini d'oro e sterline. Spariti anche i suoi vestiti. "All'interno c'era anche un cane, relegato in balconcino tra le sue feci - ha spiegato il legale del signor Di Lalla -. Quello dell'utilizzare un animale per rallentare le procedure di sgombero è uno degli escamotage più in voga tra gli abusivi, perché prima di effettuare l'intervento bisogna trovare un luogo idoneo per sistemarlo"; per il pensionato l'odissea però non è finita velocemente. Da sfrattato dal suo appartamento, il signor Ennio è stato nominato custode, ovvero responsabile dell'immobile posto sotto sequestro, senza però la possibilità di rientrarvi subito. Per tornare nell'abitazione, infatti, ha dovuto attendere un ulteriore sblocco giudiziario. Il magistrato che aveva chiesto lo sgombero e il sequestro dell'appartamento ha autorizzato il rientro lunedì 8 novembre. Il legale del pensionato aveva formalizzato la richiesta due giorni prima;