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È noto intanto nella pessima condotta della classe politica italiana per decenni; condivido questo giudizio e l'ho spesso manifestato dalle colonne dei giornali. Inoltre - a mio avviso - il vigore del voto nel 2013 per il MoVimento 5 Stelle e anche, in qualche misura, per la Lega, non è venuto dal fatto che l'Italia abbia dovuto subire in quel momento, che si era causato da sé, qualche provvedimento di forte restrizione. No, è venuto dal fatto che i partiti tradizionali, quelli ai quali sono ancora grato perché hanno sostenuto per un anno l'onere di risanamento del Paese - e vanno dal Partito Democratico, a Forza Italia, a Fratelli d'Italia (perché, senatore De Bertoldi, non eravate ancora nati, ma facevate parte delle forze che hanno sostenuto quelle operazioni che ora criticate aspramente), oltre, naturalmente, al centro - dopo un anno di responsabilità, semplicemente perché si avvicina... (Commenti del senatore De Bertoldi). PRESIDENTE. Per cortesia, senatore De Bertoldi. MONTI (Misto) . Sono sicuro che era un'osservazione interessante, ma purtroppo non l'ho sentita, ma ci sarà modo. (Commenti). PRESIDENTE. Per cortesia, consentiamo al senatore Monti di proseguire nel suo intervento. MONTI (Misto) . Fu - a mio parere - il fatto che la gran parte dei partiti si spaventarono di essere stati responsabili per un anno, in quanto non erano abituati a quel modo di fare politica. È quindi ovvio che, se sono andati poi alla campagna elettorale del febbraio 2013 dicendo che veramente non c'erano, che faceva schifo quello che era stato fatto per un anno, sebbene avesse salvato il Paese, si è trattato di una gigantesca propaganda ai populisti. Chiedo scusa, signor Presidente, per questa divagazione. Rivolgendomi al Governo, ma anche all'opinione pubblica del nostro Paese, voglio dire che la NADEF contiene molte cose positive, ma non dà veramente l'impressione che bisognerebbe cercare di dare al Paese in questo momento, in cui siamo per un ripensamento dell'Europa per il disastro del Covid e per la buona gestione che il Governo ha fatto, per quanto ha potuto, sia del Covid, che della politica in Europa, ossia che ci troviamo in una situazione che non dobbiamo scambiare probabilmente, per permanente, in quanto è assolutamente eccezionale. Vedo nel costume politico, ma anche nell'opinione pubblica italiana l'idea che adesso i tempi sono veramente cambiati - e sono cambiati in peggio perché abbiamo dei problemi in più - ma il fatto che il nostro Paese sia squilibrato tra la produzione delle risorse e l'uso delle risorse rimane. Il fatto che continuiamo, con maggiore o minore disinvoltura, a mettere enormi oneri a carico dei nostri figli e nipoti rimane. Ecco, quindi, che ci vorrebbe, anche nella gestione di breve periodo, un rigore particolare. In altri termini, se mi si dovesse chiedere qual è la mia più grande speranza per l'economia italiana nei prossimi tempi, io direi il recovery fund ; e se mi si chiedesse qual è la mia principale preoccupazione, io direi il recovery fund , perché ha un effetto psicologico che viene prima e supera in velocità le resistenze polacche, ungheresi e dei Paesi frugali, eccetera. Già l'abbiamo incorporato e già trionfiamo per il fatto che noi siamo stati capaci di far cambiare una pagina storica all'Europa, mentre l'Europa, finalmente, dopo gli sforzi di tanti Governi - italiano, francese, spagnolo, eccetera - ha visto nella Germania un punto di cambiamento fondamentale grazie alla cancelliera Merkel. Ma l'Europa, che è basata su regole perché è una costruzione giuridica e non puramente della fantasia e del sogno (come qualche volta ci piacerebbe), dovrà reintrodurre regole sugli aiuti di Stato, anche perché - altrimenti - le imprese tedesche si mangerebbero tutte le altre, dato il volume di disponibilità finanziaria dello Stato tedesco. L'Europa dovrà reintrodurre - speriamo non in quella forma molto criticabile e criticata - un Patto di stabilità. La Banca centrale europea, come tutte le banche centrali del mondo, passata questa fase, che speriamo passi, si appresta già a riconsiderare che il ruolo proprio e delle banche centrali in generale non è necessariamente - come si pensa in certi settori di questa Assemblea - finanziare con prodigi illimitati qualsiasi disavanzo dei Governi. Lo stesso ragionamento, quindi, varrà a proposito dello scostamento di bilancio, quella legge costituzionale che fu approvata nel 2012, con una tale maggioranza in Parlamento, superiore ai due terzi, da non dare luogo a referendum confermativo e ricordo sempre che fu in particolare un esponente della Lega, l'onorevole Giorgetti, che diede il contributo più rilevante per l'affermazione di quel principio del pareggio di bilancio. Ebbene, anch'io voterò a favore dello scostamento, ma teniamo presente che non è cambiato, in questo, il mondo: è una situazione che dobbiamo considerare eccezionale. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Manca. Ne ha facoltà MANCA (PD) . Signor Presidente, vice ministro Misiani, onorevoli colleghi, non c'è dubbio - lo ha anche poco fa rappresentato il presidente Monti - che la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza certifica la sostenibilità tra i saldi di finanza pubblica e il quadro macroeconomico; è un documento importante su tutte le politiche di bilancio; determina la programmazione economica e finanziaria del nostro Paese; crea le condizioni per dare una prima lettura dell'impostazione della legge di bilancio. Ma credo che mai come in questa fase la Nota di aggiornamento abbia al proprio interno elementi di novità importanti, e lo dico anche al senatore De Bertoldi. Forse dimentichiamo che per la prima volta da tanti anni stiamo affrontando una programmazione economico-finanziaria senza le clausole di salvaguardia, le quali avevano predeterminato danni rilevanti nell'impostazione della legge di bilancio, creando storture e strutture inevitabili per una collocazione rilevantissima di risorse che venivano sottratte alla crescita. Sappiamo bene che questo Governo è nato per impedire l'aumento dell'IVA e per garantire una nuova responsabilità all'Italia anche nella dinamica europea. Credo pertanto che sia evidente a tutti che questa Nota di aggiornamento impatta su due elementi tra di loro differenti. Il primo è una crisi pandemica senza precedenti, che ha determinato un quadro macroeconomico che ha elementi di incertezza rilevantissimi; la seconda ondata pandemica ha elementi ancora più incerti rispetto alla prima, perché non solo mettono in fibrillazione l'Europa, ma rendono anche nei tempi esigenze di selezione di misure che fino ad ora non abbiamo mai affrontato. La pandemia, quindi, prima di tutto non meriterebbe una divisione ideologica tra maggioranza e opposizione, né tantomeno un dibattito sempre orientato al passato, secondo il quale c'è un Governo che limita le libertà individuali delle persone. Basta alzare lo sguardo, riguardare il volto di Bergamo, di quando purtroppo eravamo costretti a portare fuori da quella città le bare con i mezzi militari. Sono immagini che non ci consentono contrapposizioni ideologiche senza senso, e lo dico anche all'opposizione. Alziamo insieme lo sguardo, perché di fronte a noi c'è l'interesse generale del Paese;