[resaula]

anche l'Agenzia delle entrate e l'INPS hanno espresso il proprio assenso all'omologazione del piano, anche in virtù dell'elevata patrimonializzazione dell'ente, dell'interesse sociale e della salvaguardia del livello occupazionale tenuto conto che il valore ex art. 79 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 del patrimonio immobiliare dell'ente ammonta a 21.941.662,36 euro e che la stessa associazione, anche recentemente, è stata oggetto di lasciti testamentari; l'ente si è opposto alla procedura fallimentare, depositando il ricorso in Corte di cassazione e, ad oggi, in attesa della fissazione dell'udienza; dopo 75 anni di ininterrotta e preziosa attività al servizio del turismo giovanile, scolastico e sociale, l'AIG rischia la definitiva chiusura e la procedura fallimentare sta determinando il graduale licenziamento del personale diretto e indiretto, oltre 200 persone, con relative famiglie; la subitanea messa in vendita dell'ingente patrimonio immobiliare dell'ente e la dismissione del suo importante " brand " nazionale ed internazionale hanno determinato pesanti ricadute sull'intero indotto turistico; in fase di conversione del decreto-legge "salva imprese", fu approvata all'unanimità nelle Commissioni riunite 10a e 11a del Senato della Repubblica, su conforme parere espresso dal Governo, una norma che introduceva misure urgenti a salvaguardia del valore e delle funzioni dell'ente e tale norma fu stralciata dal maxiemendamento con l'impegno assunto dal Governo a ripresentarla in successivo provvedimento; con l'ordine del giorno 9/2305/99, la Camera dei deputati ha impegnato il Governo ad adottare le misure necessarie a salvaguardia delle attività sociali e assistenziali portate avanti dall'AIG; il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo del precedente Governo, rispondendo agli atti di sindacato ispettivo presentati da tutti i Gruppi parlamentari, ha ricordato che nel corso della conversione in Senato del decreto-legge n. 101 del 2019, recante "disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali", fu approvato e poi stralciato l'emendamento 15.0.13 che prevedeva la soppressione dell'Associazione italiana alberghi per la gioventù e, conseguentemente, costituiva l'ente pubblico non economico denominato Ente italiano alberghi per la gioventù (EIG), sottoposto alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei ministri, il quale sarebbe entrato a far parte degli enti di promozione economica con una nuova dotazione organica di 57 unità; ha altresì ribadito che: "Il Governo, oggi come un anno fa, è disponibile a valutare positivamente un'analoga proposta normativa per affrontare e risolvere l'attuale situazione dell'Associazione italiana alberghi della gioventù e salvaguardare le attività e le funzioni che questa svolge"; tutte le forze politiche, sia alla Camera che al Senato, a più riprese, hanno presentato analogo emendamento che non ha tuttavia trovato spazio in conversione dei decreti emergenziali; veniva prevista la nomina di un commissario straordinario per l'adeguamento statutario, per consentire il trasferimento dei beni e delle funzioni al nuovo ente, nonché per definire i rapporti pendenti in capo all'AIG; la già difficile situazione in cui versava l'AIG è stata aggravata dalla pandemia da COVID-19 e si rende necessario un intervento urgente, al fine di non depauperare il patrimonio mobiliare e immobiliare dell'ente; a causa della gravissima crisi economica che riguarderà l'Italia per il COVID-19 sarà necessario adottare misure e strumenti di sostegno al turismo e in particolare delle categorie più svantaggiate, tra cui rientrano quelle giovanili e quelli a basso reddito, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda intraprendere e quali siano state adottate a tutela del marchio storico e dei servizi di utilità sociali dell'ente; se e come intenda intervenire a tutela del patrimonio immobiliare dell'ente; se, anche a seguito delle reiterate sollecitazioni da parte del Parlamento (compreso un ordine del giorno accolto alla Camera), ritenga opportuno adoperarsi al fine di salvaguardare le funzioni di un ente (e i relativi posti di lavoro) la cui rete di strutture, la distribuzione e il radicamento in ogni regione italiana svolgono un prezioso ruolo sociale ed educativo, oltre ad essere opportunità di conoscenza del nostro Paese, a livello nazionale e internazionale, garantendone anche crescita e coesione sociale. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05761 ANGRISANI GRANATO ABATE CORRADO CRUCIOLI ORTIS LEZZI LANNUTTI LA MURA DI MICCO MININNO MORONESE Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno Premesso che: tra il 5 il 6 maggio 1998 un'alluvione, che generò vari movimenti franosi in alcune aree urbane campane, causò in alcuni comuni delle province di Salerno, Avellino e Caserta 161 vittime, di cui 137 nel comune di Sarno (Salerno); la cosiddetta "alluvione di Sarno" rappresenta il primo disastro naturale, le cui responsabilità sono state attribuite ad organi istituzioni, statali e territoriali: la Corte di Cassazione penale, con la sentenza n. 888 del 2013, ha infatti condannato, in sede penale, il sindaco del comune e, in sede civile, per il risarcimento del danno, il Comune di Sarno, la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell'interno (prevedendo il pagamento di una provvisionale di 30.000 euro, oltre alle spese legali, in favore di ciascun familiare, rinviando poi al giudice civile la determinazione delle quantificazione complessiva dei danni); per quanto concerne il pagamento delle provvisionali, il Comune di Sarno, per evitare il dissesto finanziario, ha fatto ricorso ad un'anticipazione di liquidità ai sensi dell'articolo 1, comma 13, del decreto-legge n. 35 del 2013, per un importo complessivo di 6.433.363,10 euro. Il Comune, quindi, ha già provveduto al pagamento delle richieste relative alla provvisionale ed alle spese accessorie, utilizzando l'intero importo dell'anticipazione di liquidità concessa e, per la parte ulteriore, propri fondi di cassa; in sede civile, per quanto risulta agli interroganti, i giudizi avviati presso il Tribunale di Salerno, allo stato attuale, sono all'incirca 140 e le cause pendenti sono circa 80 (ad ottobre 2020). Le sentenze di primo grado sono 29, mentre le ordinanze esecutive sono circa 20. Le cifre richieste da ciascun familiare, per ogni vittima, vanno da un minimo di 100.000 euro per giungere fino ad un milione di euro circa, mentre le cifre liquidate, vanno da un minimo di 250.000 euro ad un massimo di 500.000 euro per ogni erede prossimo o da un minimo di 20.000 euro ad un massimo di 50.000 euro per eredi di grado diverso (oltre spese legali, interessi e rivalutazione dal 1998); considerato che: