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ci sono interi settori che, a causa della mancata programmazione per sostituire coloro che giustamente hanno raggiunto l'età pensionabile, metteranno i cittadini di fronte a nuove situazioni di criticità con mancanza di medici, insegnanti e magistrati, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia un piano preciso per programmare ed affrontare in modo organico gli enormi problemi che derivano da una pubblica amministrazione spesso organizzata male, al di là dei vuoti di organico, dove ancora non esiste un sistema premiale e di sanzioni appropriato a un Paese che è la settima potenza mondiale. Atto n. 3-00353 STEGER UNTERBERGER DURNWALDER LANIECE Al Ministro dell'interno Premesso che: il Ministero dell'interno, per il tramite delle questure, è delegato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale al rilascio del passaporto elettronico sul territorio nazionale mentre il Ministero degli esteri conserva la competenza esclusiva al rilascio del medesimo documento all'estero; il Ministero dell'interno ha istituito, negli ultimi anni, una procedura informatica che snellisce le verifiche presso la questura competente dei requisiti ostativi all'emissione del passaporto, sperimentando anche procedure che prevedono il collegamento informatico al casellario giudiziale per ridurre ulteriormente i tempi di verifica; anche il Ministero degli affari esteri, nel corso degli ultimi anni, ha intrapreso un processo di rinnovamento, investendo sull'uso della tecnologia per semplificare le pratiche burocratiche e ridurre il più possibile i tempi di attesa per la fornitura dei servizi consolari; nell'ottica di rendere un servizio ai cittadini e di semplificare il loro rapporto con la pubblica amministrazione, il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno ha stipulato una convenzione con Poste italiane SpA che, dopo una sperimentazione ad esito positivo, ha previsto l'attivazione del servizio in tutto il territorio nazionale; il servizio attivato, facoltativo e a pagamento per l'utente, prevede il superamento del tradizionale sistema del ritiro del passaporto presso gli uffici della Polizia di Stato, sostituito dal recapito diretto, tramite posta assicurata, presso il domicilio indicato dal titolare: l'utente paga il servizio direttamente in contrassegno al momento della ricezione della busta contenente il passaporto, per un importo di 9,05 euro; inoltre, al momento della richiesta di attivazione del servizio, al cittadino viene altresì rilasciata una ricevuta sulla quale è riportato il numero relativo alla busta, che potrà essere utilizzato per monitorare le fasi della trasmissione del libretto attraverso il portale di Poste italiane; nonostante lo snellimento delle procedure di trasmissione della richiesta e di ricezione del passaporto, sono rimaste, invece, invariate tutte le incombenze preliminari: è necessario presentare un contrassegno telematico da 73,50 euro, da acquistare in una rivendita di valori bollati, nonché la ricevuta del versamento di 42,50 euro, effettuato esclusivamente presso gli uffici postali, mediante bollettino di conto corrente intestato al Dipartimento del tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze; sebbene siano gli unici costi da pagare per la richiesta del passaporto, poiché dal 24 giugno 2014 la tassa annuale del valore di 40,29 euro è stata definitivamente abolita, si tratta di adempimenti che, a prescindere dal costo, costituiscono un appesantimento burocratico relativamente ai tempi complessivi dell'intera procedura di rilascio del passaporto, a svantaggio del cittadino; da anni ormai, l'intera attività amministrativa pubblica è incentrata sulla messa in atto di un processo di sburocratizzazione generale che, sulla base dei criteri di economicità e di efficacia, snellisca gli adempimenti a carico del cittadino, favorendo la digitalizzazione dei procedimenti amministrativi e semplificando il rapporto tra le pubbliche amministrazioni e i privati, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga che non sia ipotizzabile un'ulteriore semplificazione dell'intero procedimento, mediante uno snellimento altresì delle procedure relative all'espletamento delle incombenze preliminari, ad esempio prevedendo uno sportello unico presso il quale sia possibile effettuare, contestualmente, i pagamenti relativi agli importi dovuti, che al momento sono da effettuare in due luoghi distinti, e, se del caso, ritirare altresì il documento richiesto. Atto n. 3-00354 MARCUCCI MALPEZZI PATRIARCA LAUS NANNICINI PARENTE MIRABELLI VALENTE COLLINA FERRARI BINI CIRINNA' Al Ministro per la famiglia e le disabilità Premesso che: il testo fondamentale sul quale si reggono il Governo e l'incerta maggioranza Lega-Movimento 5 stelle riservava un intero paragrafo alle politiche per la famiglia; la promessa di servizi di asilo nido in forma gratuita è forse la proposta in tema di famiglia che ha fatto conseguire i maggiori consensi sui giornali ai due partner del contratto di governo, Salvini e Di Maio. Naturalmente solo "per le famiglie italiane", come è stato scritto alla fine nel contratto, a dimostrazione di quanto un'ideologia che appare agli interroganti discriminatoria verso gli stranieri sia l'unico vero collante dell'attuale maggioranza di cui l'odierna approvazione del "decreto insicurezza" è la più tangibile e riprovevole manifestazione; fatto sta che gli asili nido gratuiti non li hanno visti nemmeno le famiglie italiane, che fronteggiano ogni anno i continui aumenti delle rette comunali, a dimostrazione che negare i diritti a qualcuno è solo il primo passo per negarlo a tutti i cittadini. Ma gli interroganti si chiedono che cosa in fondo ci si possa aspettare da forze politiche che fanno un vanto di escludere bambini di 6 anni dalla mensa scolastica per il luogo di nascita dei loro genitori. Ad opinione degli interroganti la proposta si è poi rivelata per quello che è: propaganda ai danni dei bambini e delle loro mamme in molti casi costrette, in mancanza di servizi adeguati, a lasciare il loro posto di lavoro per prendersi cura dei loro bambini; nel contratto di governo si era promesso di "introdurre politiche efficaci per la famiglia, per consentire alle donne di conciliare i tempi della famiglia con quelli del lavoro". Ed invece, secondo gli interroganti, come se non bastasse la promessa mancata degli asili nido gratuiti, si è fatto ancora di peggio: si sono introdotti elementi per rendere più difficile la vita alle donne e alle famiglie, essendo altrimenti incomprensibile il mancato rifinanziamento del congedo di paternità, che costituiva uno strumento importante per promuovere l'uguaglianza di opportunità, in direzione di un riequilibrio dei compiti tra entrambi i genitori e di una conciliazione vita-lavoro, specialmente per le donne; valutato che, a giudizio degli interroganti: sarebbe inutile dichiarare che la politica adottata nella manovra di bilancio dal Governo e dal Ministro in indirizzo in materia di famiglia ha un'impostazione "maschilista", come ha fatto recentemente notare il presidente dell'INPS: vista la composizione dell'attuale Esecutivo e l'orientamento culturale dello stesso Ministro ciò sarebbe forse visto come un apprezzamento;