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191,5 miliardi di euro sono finanziati dall'Unione europea attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza (68,9 miliardi di euro sono sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 miliardi sono prestiti), e ulteriori 30,6 miliardi di risorse nazionali sono parte di un fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile e autorizzato dal Parlamento, a maggioranza assoluta, nella seduta del 22 aprile; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: in un articolo del 30 maggio 2022 a firma di Carlo di Foggia su "Il Fatto quotidiano", intitolato "Con la scusa del Pnrr, al Tesoro si moltiplicano le poltrone per i (tanti) fedelissimi", si legge che in alcuni Ministeri l'opportunità del PNRR è stata interpretata anche come modalità per creare nuove "poltrone" e far conseguire scatti di carriera ad alcuni dirigenti; in particolare, al Ministero dell'economia e delle finanze, che è sicuramente uno dei Ministeri maggiormente coinvolti nella gestione delle risorse, le posizioni di direttore generale sono state aumentate. Preme ricordare che si tratta di posti di lavoro non solo particolarmente ambiti, ma soprattutto molto remunerati, con stipendi di 180.000 euro lordi annui; ad esempio, un posto è stato attribuito a Stefano Scalera, dirigente interno che, a seguito di un'esperienza all'Associazione sportiva Roma, dove si è occupato del nuovo stadio, ha fatto rientro al Ministero per occuparsi di studio e ricerca sul PNRR. Carmine Di Nuzzo, è finito alla Ragioneria dello Stato, in particolare al servizio centrale PNRR. Ad Aline Pennisi, braccio destro del ragioniere generale Biagio Mazzotta, è spettata l'unità di missione; entrambi sarebbero, secondo l'articolo, persone di fiducia del ministro Franco; alle tre "poltrone" menzionate se ne aggiunge una quarta venutasi a creare grazie ad una norma inserita nel decreto milleproroghe di fine anno, art. 1, comma 13, che ha istituito un altro posto di direttore generale del Ministero per lo studio del PNRR, il "Dipartimento affari generali e del personale", che si occupa di gestione del personale, acquisti e logistica, che nulla hanno a che fare con le competenze specifiche sui progetti del PNRR. Difatti, il 19 maggio Valeria Vaccaro, capo del dipartimento, ha dato il via ad un bando per la ricerca del vincitore del nuovo posto venutosi a creare. Stando a quanto risulta dall'articolo de "Il Fatto quotidiano", la favorita sarebbe Nicoletta Fusco, che il quotidiano considera persona di stretta fiducia del capo di gabinetto Giuseppe Chinè, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se, nel disporre i provvedimenti di istituzione dei nuovi posti dirigenziali, abbiano verificato e assicurato il rispetto sostanziale del "principio della copertura finanziaria degli atti legislativi ed amministrativi che comportano una spesa pubblica", previsto dalle norme di contabilità pubblica e dall'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, motivando in particolare l'imprescindibile necessità di tali nuove maggiori spese e comunque sottoponendoli alla Corte dei conti l'esame in via preventiva. Atto n. 4-07282 ARRIGONI VALLARDI BERGESIO BRIZIARELLI BRUZZONE PAZZAGLINI CANDURA CAMPARI BOSSI Simone LUNESU Michelina PELLEGRINI Emanuele DORIA MONTANI TOSATO ALESSANDRINI Valeria FREGOLENT Sonia FERRERO Roberta LUCIDI RICCARDI Alessandra PISANI Pietro Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: l'Italia è colpita da un'emergenza siccità su gran parte del territorio nazionale, con fiumi in secca, laghi con livelli ai minimi storici, problemi di fornitura idrica, crisi degli impianti di produzione di energia idroelettrica e gravi problemi di irrigazione nell'agricoltura e negli allevamenti, oltre a danni per lo più irreparabili su biodiversità, ecosistemi e sui ghiacciai alpini italiani; lo scorso 4 luglio il Governo ha deliberato lo stato di emergenza per siccità per le regioni Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte, stanziando 36,5 milioni di euro per la gestione dello stato di emergenza da ripartire tra le cinque regioni interessate; subito dopo anche le Regioni Toscana, Liguria e Umbria hanno chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza a livello nazionale; il PNRR, nella più generale ottica delle azioni per il contrasto al cambiamento climatico, comprende interventi specifici per la messa in sicurezza del territorio e in particolare per la gestione delle risorse idriche, la mitigazione dei rischi idrogeologici, l'eliminazione dell'inquinamento delle acque e del terreno, e la disponibilità di risorse idriche; contro fenomeni di siccità alternati a piogge torrenziali, che sempre più frequentemente colpiscono il Paese, occorrono, senz'altro, misure attive mirate alla laminazione delle piene dei fiumi, per mezzo di invasi e vasche di espansione, e programmi strutturali per la realizzazione di invasi e laghetti che trattengono l'acqua autunnale e invernale per rilasciarla successivamente nel periodo estivo per usi agricoli e industriali, mettendo anche in atto le necessarie opere di manutenzione straordinaria ed infrastrutturali per assicurare il mantenimento del livello idrometrico dei laghi, nonché programmi specifici per il rinnovamento e la riqualificazione dei sistemi idrici e fognari esistenti e per la raccolta e il riutilizzo, previo trattamento delle acque di dilavamento; si tratta di misure di water saving e di efficientamento delle infrastrutture idriche che sono indispensabili, ma che occorrerebbe affiancare anche con tecnologie ormai consolidate in altri Paesi, come la desalinizzazione dell'acqua marina per usi potabili, industriali o agricoli, prevedendo appositi incentivi per la costruzione degli impianti e semplificando il relativo procedimento autorizzativo; con il 97 per cento dell'acqua disponibile sulla terra di origine marina, "la desalinizzazione può giocare un ruolo di primo piano nella lotta alla siccità": lo sostiene uno studio di Althesys e Acciona, dal titolo "La desalinizzazione, una risposta alla crisi idrica", che fa il punto sulle reali opportunità che offre tale soluzione, come la brevità dei tempi di risposta ai fini dell'incremento delle riserve idriche potenziali e come la sostenibilità economica ed ambientale, specialmente se affiancata alla complementarità delle energie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico, considerando l'irraggiamento solare normalmente presente nelle zone aride; tali tecnologie, sono favorite anche grazie alla riduzione dei costi di attivazione ridotti nel 2020 a 1,5 dollari al metro cubo (tra investimento, gestione ed energia elettrica necessaria); la desalinizzazione ha conosciuto nell'ultimo mezzo secolo una forte crescita in altri Paesi, con un tasso medio di crescita dell'8 per cento annuo. Al 2020, la desalinizzazione risultava impiegata in 183 Paesi, con il 47,5 per cento della capacità totale installata nei Paesi del Medio Oriente. Globalmente sono operativi circa 16.000 impianti, per una capacità totale di oltre 78 milioni di metri cubi al giorno.