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La presente legge disegna una piattaforma per lo scambio di informazioni fra persone, operatori autorizzati, operatori accreditati, servizi per l'impiego, imprese, che si pone non come un sistema informativo in sovrapposizione a quelli esistenti, che infatti continuano ad essere operativi, ma come sistema intermediario per risolvere, e interpretare correttamente, il tema della «interconnessione» già prevista dal decreto legislativo n. 276 del 2003. Detta interconnessione, peraltro inattuata e limitata alla mera funzione di «conferimento» da parte dei soggetti verso il sistema centrale, risulta non più corretta anche nell'accezione dei moderni sistemi informativi. La piattaforma è quindi il sistema di repository di servizi web , impostati alla reale interconnessione dei sistemi, che permetterà di considerare le informazioni utili al matching sul mercato del lavoro paritarie. In questo modo, indipendentemente dall'allocazione fisica delle informazioni sarà possibile, per lavoratori, aziende e operatori, accedervi senza necessità di trasferire, utilizzando uno specifico strumento o servizio. Si realizzano in questo modo condizioni favorevoli all'accesso alle opportunità di lavoro e alle competenze delle persone in cerca o in movimento nel lavoro, senza sottovalutare come si determinino condizioni di miglior controllo dei flussi informativi e di drastica riduzione dei costi di gestione dei sistemi informativi stessi. Lo sviluppo delle tecnologie digitali e dell'impresa 4.0 corrisponde ad un profondo cambiamento delle modalità di interazione, di interconnessione e di accesso all'informazione. Si affermano stili e domande nuove direttamente connesse alla diffusione degli strumenti di interazione. Si apprende in modo nuovo e si interagisce apprendendo, si dimostrano i propri apprendimenti e competenze con il concorso di strumenti e dati in formati diversi, raccolti su piattaforme e contenitori nuovi. Il fenomeno coinvolge in particolare i giovani, ma tutte le generazioni sono interessate. Se oltre 13 milioni di cittadini italiani sono iscritti alla più affermata, ad oggi, piattaforma (o Network) professionale esistente, il fenomeno si manifesta già in tutta la sua radicalità. In questo scenario, particolare interesse per la possibilità di valorizzare competenze e apprendimenti in tutto l'arco della vita è rappresentato dallo sviluppo dei Learning (Open) Badge , che già oggi rappresentano uno strumento idoneo a favorire la partecipazione al processo di apprendimento non formale ed informale di associazioni, centri di formazione professionale, aziende, organizzazioni giovanili o della società civile e a valorizzare le competenze pregresse di tutti i soggetti a rischio di esclusione sociale e professionale. La dimensione digitale, in pieno periodo di evoluzione industriale 4.0, offre una nuova prospettiva alla comunicazione delle conoscenze e competenze delle persone. Il Badge digitale coglie le potenzialità della IT (Information Technology) , per arricchire di contenuti quello che un tempo era un certificato (scolastico, universitario, lavorativo), permettendo di comunicare in modo efficace le competenze grazie a dati generati in diverso formato e raccolti nel Badge (con standard definiti a livello internazionale). La globalizzazione dei mercati, nel lavoro caratterizzato dalle transizioni e dal valore del capitale umano, rende decisive le reti territoriali, sociali ed economiche, come luoghi di produzione della conoscenza e di ibridazione delle competenze, quindi risulta evidente come sia opportuno agire per costruire consapevolezza del valore che ricoprono e promuovere l'azione di quei soggetti che possono sostenerle, facilitando connessioni e contaminazioni. A questi obiettivi intende rispondere il presente disegno di legge che all'articolo 1, comma 1, istituisce l'Autorità garante delle competenze acquisite in situazioni di apprendimento e di lavoro con la finalità di assicurare su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione, i livelli essenziali delle prestazioni concernenti il diritto di ogni persona al riconoscimento, alla portabilità e all'associazione univoca con la propria identità, delle competenze acquisite in tutte le fasi della vita in situazioni di apprendimento e di lavoro. Al comma 2 si indica come l'Autorità operi in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione e sia organo collegiale costituito dal presidente e da due membri, nominati con decreto del Presidente della Repubblica previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e del Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Il presidente e i due membri sono scelti tra esperti di elevata professionalità, anche estranei all'amministrazione, e di comprovata esperienza in materia di valorizzazione del capitale umano, di politiche del lavoro e della formazione. Al comma 3 sono definiti i limiti dell'incarico in quattro anni, rinnovabili una sola volta, e si stabilisce come l'assunzione dell'incarico nell'Autorità sia incompatibile con l'esercizio di attività professionale, imprenditoriale o di consulenza, con l'essere amministratori o dipendenti di enti pubblici o privati, ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura o rivestire cariche elettive o incarichi in associazioni, organizzazioni del terzo settore, ordini professionali o all'interno di partiti politici o di movimenti di ispirazione politica. Il comma 4 attribuisce autonomia di gestione all'Autorità per il proprio funzionamento nei limiti del contributo fissato nel successivo comma 6. Fissa i limiti della gestione finanziaria e sottopone il bilancio al controllo della Corte dei conti. Il bilancio preventivo e il rendiconto della gestione finanziaria sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale . Il comma 5 definisce limiti e competenze dell'Autorità in merito al proprio funzionamento ed alla propria organizzazione. Il comma 6 indica la fonte di copertura degli oneri derivanti dal funzionamento dell'Autorità, mediante un contributo di importo pari allo 0,1 per mille del fatturato risultante dall'ultimo bilancio approvato dai soggetti autorizzati, in base alla normativa vigente, a gestire servizi finalizzati alla ricerca di lavoro o che sono autorizzati a realizzare servizi che promuovono l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro, o comunque accreditati nell'ambito del sistema nazionale di certificazione delle competenze, così come definito nel decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13. Il comma 7 definisce i termini entro i quali siano stabilite, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, le procedure istruttorie delle attività dell'Autorità, in modo da assicurare ai soggetti interessati la piena conoscenza degli atti istruttori, il contraddittorio e la verbalizzazione delle rispettive posizioni. Il comma 8 definisce che le indennità spettanti al presidente e ai membri dell'Autorità siano determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.