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Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, le mozioni saranno date per illustrate e per ognuna di esse ciascun Gruppo avrà a disposizione cinque minuti per la discussione e cinque minuti per le dichiarazioni di voto. Dichiaro aperta la discussione. È iscritta a parlare la senatrice Corrado. Ne ha facoltà. CORRADO (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Signor Presidente, com'è noto, il miele è un alimento complesso: contiene circa duecento sostanze differenti, frutto di un'interazione unica tra i regni vegetale e animale, tant'è che l'allevamento delle api è detto tradizionalmente apicoltura, come se si trattasse di piante e non di insetti. Un'integrazione unica, dicevo, perché la trasformazione del nettare in miele da parte delle api produce, grazie all'aggiunta di enzimi, modifiche dal punto di vista chimico, oltre a una diminuzione drastica della percentuale iniziale di acqua. Colleghi, sul mercato internazionale la domanda di miele è in ascesa dal 2010, con un incremento di circa 20.000 tonnellate l'anno, perché aumenta la popolazione del pianeta e aumentano le fasce di consumatori e anche la preferenza per alimenti naturali e sani. La capacità produttiva mondiale, però, non regge il ritmo della richiesta. In Europa e nelle altre aree geografiche che tradizionalmente sono grandi produttrici di miele si registrano, anzi, ricorrenti flessioni, dovute alle avversità che affliggono l'apicoltura: l'incremento delle monocolture e la riduzione delle riserve nettarifere, l'impatto devastante dei pesticidi sulle api, la diffusione di nuove parassitosi e, non ultimo, il cambiamento climatico, con i fenomeni atmosferici estremi che lo accompagnano. Questi influiscono sulla produzione di nettare di molte specie vegetali, causando prolungati stati di stress alimentare nelle colonie di api e spesso costringono gli apicoltori a nutrizioni artificiali di soccorso molto dispendiose, ma incapaci di sostituire il bottino che gli insetti trovano nell'ambiente, ricco di lieviti, enzimi e altre sostanze utili all'alimentazione della covata e al corretto sviluppo del sistema immunitario della colonia, con un conseguente indebolimento delle famiglie stesse. Quanto alla produzione nazionale, caratterizzata, com'è noto, da una dimensione aziendale molto variabile, l'arrivo di predatori e parassiti esogeni sempre più diffusi ha a sua volta un impatto severo sulla salute delle colonie dei territori interessati, generando una drastica riduzione del potenziale produttivo degli alveari. Se non bastasse, estese e crescenti adulterazioni e frodi pongono il miele al terzo posto nella classifica mondiale degli alimenti maggiormente contraffatti, dopo il latte e l'olio. Eppure il problema non si pone soltanto, né principalmente, sul piano alimentare, perché le api e gli altri impollinatori, mediante una costante attività spesso ignorata o non sufficientemente riconosciuta, svolgono soprattutto funzioni cruciali per l'ecosistema, garantendo la riproduzione delle piante e la tutela della biodiversità. Bisogna perciò promuovere azioni di tutela degli insetti impollinatori e contrastare la mortalità delle api tramite un incremento dell'uso dei dispositivi tecnologici a supporto delle attività di monitoraggio ordinarie. Vanno definite linee guida nazionali per monitorare, verificare e denunciare rapidamente i fenomeni di morie e spopolamento degli alveari causati da avvelenamenti acuti o cronici da fitofarmaci, con campionamenti delle matrici vegetali in campo fatti da personale ASL adeguatamente formato e procedure standardizzate di intervento. Bisogna cogliere inoltre l'opportunità della programmazione della prossima politica agricola comune (PAC), come delineato nel piano strategico nazionale, per misure quali, nell'ambito del primo pilastro, l'adozione dell'ecoschema 5, a favore degli impollinatori, che in sostanza assicurerà pascoli nettariferi per le api e la non esposizione ai fitofarmaci. Nell'ambito invece del secondo pilastro (sviluppo rurale), bisogna attuare quella misura nuova e specifica tesa a sostenere i produttori che si impegnino a trasferire i propri alveari in aree della Regione dov'è riconosciuta una carenza di biodiversità. Occorre, ancora, sensibilizzare e formare agricoltori, contoterzisti e tecnici di campagna sul ruolo cruciale per l'impollinazione e sui cicli vitali dei pronubi, specialmente le api, nonché concretizzare gli interventi ispirati dal modello Agricultural Knowledge and innovation system (AKIS) previsti nella futura PAC. Agli enti pubblici che gestiscono o appaltano la cura del verde urbano devono essere fornite linee guida nazionali per evitare scelte scorrette in materia di trattamenti antiparassitari. È altresì fondamentale sensibilizzare costantemente i cittadini alla tutela degli impollinatori, anche nella gestione del verde privato, senza trascurare la formazione sistematica nelle scuole primarie e secondarie, soprattutto quelle di indirizzo agrario, formazione oggi non prevista su api e impollinatori e sul ruolo che hanno per il mantenimento della biodiversità. Tornando al miele, infine - e chiudo - bisogna contrastare le frodi agroalimentari, intensificando i processi di controllo sui mieli di importazione per evitare la commercializzazione in Italia di miele adulterato. Va definito un sistema di qualità nazionale del miele italiano, con una forte connotazione e caratterizzazione territoriale, basato su criteri oggettivi analitici... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE . Purtroppo, senatrice, non posso concedere tempo aggiuntivo, perché alle ore 20 dobbiamo concludere i nostri lavori. È iscritto a parlare il senatore La Pietra. Ne ha facoltà. Anche lei, senatore, dovrà concludere il suo intervento nei cinque minuti che ha a disposizione. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, molto probabilmente prenderò anche meno minuti di quelli che mi sono stati concessi, perché le cose da dire non sono tantissime. Finalmente portiamo in Aula un argomento estremamente interessante. L'apicoltura rappresenta un comparto, dal punto di vista economico, non importantissimo rispetto a tutto il sistema agroalimentare italiano. Si parla a livello europeo di alcuni miliardi, per quanto riguarda il commercio di questo prodotto; come sappiamo, il prodotto principale è il miele, ma derivato da questo, ci sono anche tanti altri prodotti e sottoprodotti che servono non solo per l'alimentazione, ma anche per altre filiere, come la cosmesi. Al di là dell'aspetto dell'apicoltura, è importante portare oggi in Aula un tema da porre all'attenzione dell'opinione pubblica e credo non sfugga anche ai miei colleghi - che sono qui adesso e che, parlando di api, stanno riempiendo questa sala di un ronzio piacevole, perché sono poco attenti - il fatto che questo piccolo insetto, insieme a tantissimi altri insetti impollinatori, è il motore portante dell'agricoltura. Tramite questi insetti, riusciamo infatti ad avere la produzione agricola. Sono state presentate cinque mozioni, partendo da una sottoscritta dai colleghi della Lega e presentata nel maggio del 2021. Anche noi, come Gruppo Fratelli d'Italia, abbiamo presentato una mozione, che si evidenzia rispetto alle altre su alcuni punti che vorrei sottolineare.