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La Commissione di inchiesta parlamentare serve quindi a questo, perché nonostante due inchieste regionali non si è andato oltre, non si è voluto andare oltre. È pesante. Per cinque anni ho ripetuto in quest'Assemblea che la prima volta che ho incontrato le vittime della comunità «Il Forteto» ho anzitutto chiesto scusa. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FI-BP) . È una scusa morale che tutti noi dobbiamo fare, perché altrimenti queste sono solo parole al vento. Le vittime hanno diritto non solo al riconoscimento del danno, ma anche al riconoscimento morale da parte della società. Infatti, esse - e anche tutti coloro che sono entrati in contatto con loro - hanno subito un danno, perché un minore che subisce una violenza da adulto ha sempre una ferita dentro, che rimane anche se poi si sposa, ha figli o diventa nonno. La Commissione di inchiesta serve quindi anche a questo, ossia capire come mai i canali istituzionali non sono stati in grado di ascoltare e agire. Negli anni Ottanta, nonostante la condanna, la cooperativa agricola - ripeto, si tratta di una cooperativa agricola, perché è un elemento fondamentale - ha funzionato. Si tratta di una realtà produttiva che anche oggi funziona. Noi dobbiamo separare quella che è stata la gestione di Fiesoli e dei suoi compari dalla gestione attuale. Non basta cambiare l'amministratore e il presidente, in quanto occorre dare un segno di discontinuità preciso. Infatti, se la cooperativa agricola viene riconosciuta colpevole e, quindi, deve pagare i danni di ciò che è accaduto al suo interno, è anche giusto che l'attuale presidente e amministratore chieda i danni e promuova un'azione di responsabilità civile verso chi ha creato il danno. Tuttavia, non lo fa. E allora c'è un motivo. Bisogna indagare sul perché e non sta a noi. Mi auguro che il Ministero inizi il percorso. So che sono già andati e continuano ad andare al Ministero dello sviluppo economico per farsi ascoltare. Sappiamo benissimo che quando si tratta di cooperative ci si nasconde dietro la solidarietà, la mutualistica, questo e altro. Qua ci dobbiamo fermare. Mi auguro che oggi, al di là delle posizioni politiche, tutti noi, esprimendo un voto favorevole all'istituzione di questa Commissione di inchiesta, potremo guardarci in modo migliore, perché siamo tutti colpevoli e responsabili. Opposizione e maggioranza devono oggi fare un passo in più e mettere finalmente la parola fine a quest'assurda vicenda nascosta per oltre quarant'anni. Per questi motivi, il MoVimento 5 Stelle è orgoglioso di dire sì e votare a favore del disegno di legge in esame. (Applausi. Congratulazioni). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. È approvato. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, le Commissioni ambiente e affari costituzionali non hanno ancora concluso l'esame in sede redigente delle proposte di costituzione delle Commissioni parlamentari di inchiesta sul terremoto de L'Aquila e sul femminicidio, all'ordine del giorno della seduta odierna. Pertanto, la discussione dei predetti provvedimenti avrà luogo in altra data. Per lo svolgimento e la risposta scritta ad interrogazioni PARENTE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, intervengo a nome anche del mio collega, senatore Pittella, e di altri colleghi che hanno firmato l'interrogazione parlamentare 3-00154 . Chiedo ai Ministri dei beni culturali, dello sviluppo economico e della pubblica amministrazione la risposta a un'interrogazione che assume, Presidente, carattere di urgenza perché riguarda 1.050 giovani che hanno svolto il servizio civile nazionale presso il Ministero dei beni culturali, che domani, 12 settembre 2018, terminano la loro esperienza. Queste ragazze e questi ragazzi, per avere accesso al bando, hanno dovuto superare una prova selettiva e in questo anno di durata del servizio civile hanno acquisito sul campo notevoli competenze, valorizzando anche il nostro patrimonio artistico, data la carenza di personale che c'è nel Ministero dei beni culturali, come ricordato anche dal Ministro. Il Ministro si è impegnato, alla Camera dei deputati, ad assumere personale. Questi nostri giovani meritano attenzione e di vedere riconosciuto e valorizzato il loro percorso, per farne tesoro in ambito formativo e lavorativo. Chiediamo urgentemente, quindi, ai Ministri, oltretutto nell'anno europeo del patrimonio culturale, come intendano valorizzare questo loro percorso, visto che la legge n. 106 del 2014 declina azioni concrete, e come non disperdere la pluralità di conoscenze e di competenze acquisite dalle ragazze e dai ragazzi nel corso dei progetti di servizio civile nazionale svolti all'interno del Ministero, visto anche che nella definizione dei bandi per le nuove assunzioni è prescritto per legge che è possibile prevedere come titolo di preferenza l'aver svolto il servizio civile universale. Signor Presidente, rivolgo, tramite lei, un appello ai Ministri. La maggior parte di questi giovani volontari si è costituita in una rete e ha indirizzato una lettera al Governo. Il motto dell'Anno europeo del patrimonio è «Il nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro». Ecco, raccogliamo le speranze di questi ragazzi e rispondiamo al loro desiderio di futuro con azioni concrete. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . La ringrazio, senatrice Parente, la Presidenza accoglie la sua richiesta. Invito i colleghi che stanno lasciando l'Aula di farlo nel rispetto di coloro che ancora devono intervenire e di non fermarsi al centro dell'emiciclo. BINETTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FI-BP) . Signor Presidente, sollecito formalmente la risposta all'interrogazione 4-00182 che ha un interesse particolare alla luce del dibattito che si è svolto oggi pomeriggio in quest'Assemblea. Si tratta di una minore, che è stata messa per ben due volte in una sorta di casa famiglia, una volta in una comunità, poi in un'altra, e in entrambi i casi abbiamo sollevato il problema della risposta, della funzionalità di queste strutture ai bisogni reali dei minori e all'attenzione concreta dei loro genitori. Credo che se vogliamo dare valore al dibattito di oggi pomeriggio, non solo sulla gravità dei fatti accertati, ma sui silenzi pregressi che ci sono stati, occorre prendere maggiormente in considerazione le interrogazioni che presentiamo sulla base di sollecitazioni concrete e di fatti reali. Sono testimone dell'aver chiesto, nella precedente legislatura, che venisse istituita una Commissione di inchiesta sulle modalità con cui questi minori venivano accolti e trattati in queste strutture e del non avere avuto risposta o accoglienza. Ritengo davvero che queste interrogazioni per il rispetto dei diritti dei minori e anche di eventi come quelli che abbiamo denunciato oggi pomeriggio, in modo così collegiale e nella piena condivisione di tutti, avrebbero potuto avere - e ve lo garantisco - una risposta diversa, o perlomeno cinque anni prima, se fossero state prese in considerazione: