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Disposizioni per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche. Onorevoli Senatori. -- La tragica fine di Ciro Esposito, il tifoso napoletano morto in seguito alle gravi ferite da arma da fuoco riportate il 3 maggio scorso poco prima dell'inizio di Fiorentina-Napoli -- finale della coppa Italia di calcio in programma allo stadio Olimpico di Roma -- e l'arresto di un tifoso romanista ritenuto responsabile dell'assassinio hanno rilanciato il dibattito politico sul tema della violenza dentro e fuori dagli stadi, anche con l'annuncio da parte del Ministro dell'interno di un disegno di legge anti-ultrà. Ma un pacchetto di nuove norme, oppure una revisione complessiva di quelle esistenti, rischierebbe di essere poco utile e per nulla funzionale al tentativo di restituire sicurezza al calcio se non tenessero conto che lo scontro tra opposte tifoserie violente si è già spostato all'esterno degli stadi e, come si intuisce dai rumors provenienti degli ambienti ultras , ancor più si sposterà fuori e anche lontano dagli stadi nella stagione calcistica che sta per cominciare. In particolare, scontri, guerriglie e agguati potrebbero avvenire -- come si intuisce e si deduce dalla lettura dei «muri» del tifo -- soprattutto durante gli spostamenti dei tifosi prima e dopo le gare. Particolare attenzione, quindi, le questure interessate ad incroci calcistici ritenuti a «rischio» e ad «alto rischio» dovranno porre nella disposizione dei servizi di sorveglianza presso aeroporti, stazioni ferroviarie, caselli autostradali e autogrill. In tali condizioni d'allarme e dopo gli innumerevoli episodi di violenza avvenuti nel calcio dilettantistico e professionistico anche nell'ultima stagione agonistica appare quindi più che opportuno il ricorso a nuove norme, superando anche la consolidata abitudine di abusare delle esperienze di altri Paesi europei in tema di lotta alla violenza nel calcio. Iniziative che debbono ovviamente porsi su due piani: quello della prevenzione e quello della repressione. Nel merito, l'articolo 1 reca disposizioni per la prevenzione del fenomeno della violenza negli stadi. In particolare si prevede: -- l'istituzione e il rafforzamento da parte delle questure dei servizi di intelligence per il monitoraggio e il controllo dei gruppi del tifo organizzato; -- l'obbligo dei gruppi organizzati del tifo di comunicare alle questure nomi e dati anagrafici dei loro affiliati; -- il divieto di vendita di alcolici nelle zone adiacenti gli stadi nelle giornate in cui sono in programma eventi sportivi; -- maggiori e più efficaci controlli agli ingressi degli stadi anche con la presenza di cani antidroga e antiesplosivi; -- il divieto alle società sportive a ai loro tesserati di intrattenere rapporti con i gruppi del tifo organizzato e con loro affiliati. L'articolo 2 prevede una serie di misure finalizzate all'adeguamento degli impianti ai fini della sicurezza dei medesimi. In particolare, si prevede: -- l'obbligo da parte delle società sportive proprietarie o concessionarie di adeguamento degli stadi agli standard di sicurezza e, dove possibile, ristrutturazione degli impianti ed eliminazione delle barriera tra campo e spalti; -- l'obbligo delle società sportive di dotarsi di efficienti impianti di videosorveglianza all'interno degli stadi e agli ingressi dei vari settori e istituzione di una centrale di controllo in collegamento con le questure. L'articolo 3 reca disposizioni per rafforzare il ruolo del personale delle società sportive che operano all'interno degli stadi. In particolare, si prevede: -- l'obbligo per le società sportive di dotarsi, a proprie spese, di un « security manager » al quale siano demandate organizzazione e gestione della sicurezza dentro lo stadio e, se richiesto, che collabori con le questure per l'organizzazione e la gestione della sicurezza anche all'esterno degli stadi; -- la definizione dello status degli stewards incaricati di pubblico servizio negli stadi. Formazione e rapporti con le società sportive per le quali svolgono il loro lavoro; -- la possibilità, su richiesta e a spese delle società sportive alle questure, di formare coppie steward -agente di pubblica sicurezza nei settori interni degli stadi ritenuti più a rischio; -- su richiesta e a spese delle società sportive alle questure, possibilità di sorveglianza da parte delle forze dell'ordine dei settori interni degli stadi ritenuti più a rischio. L'articolo 4 prevede una serie di interventi volti ad inasprire le sanzioni vigenti. Infine, l'articolo 5 reca la copertura finanziaria del disegno di legge.. 1 (Misure per la prevenzione degli atti di violenza della violenza negli stadi) 1 Al fine di prevenire gli atti di violenza connessi a competizioni calcistiche e di garantire la sicurezza nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive ovvero in quelli interessati dalla sosta, con decreto del Ministro dell'interno da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, sono individuate le modalità per l'istituzione e il rafforzamento, da parte delle questure, dei servizi di prevenzione, monitoraggio e controllo in occasione delle manifestazioni sportive, nonché per rafforzare e rendere più efficaci i controlli agli ingressi degli stadi anche con la presenza di cani antidroga e antiesplosivi. 2 Ai fini di cui al comma 1, sono stanziati 10 milioni di euro per l'anno 2014 e 20 milioni di euro per l'anno 2015. 3 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le associazioni legalmente riconosciute dei sostenitori di società sportive sono tenute a comunicare alle questure l'elenco dei nomi e dei dati anagrafici dei loro affiliati e ad aggiornare tempestivamente tale elenco in caso di nuove affiliazioni e di cessazione di affiliazione. Le modalità di comunicazione delle informazioni di cui al periodo precedente e le garanzie di riservatezza degli interessati sono stabilite con il decreto di cui al comma 1. 4 In caso di mancato adempimento degli obblighi di cui al comma 3, ai soggetti responsabili delle associazioni di cui al medesimo comma, è irrogata la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 5.000 euro a 20.000 euro. 5 È fatto divieto di vendita, di introduzione e di detenzione di alcolici e di bibite alcoliche nelle zone adiacenti gli stadi nelle giornate in cui sono in programma eventi sportivi. Con decreto del Ministro dell'interno, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le modalità per l'individuazione e la perimetrazione delle aree nelle quali applicare il divieto di vendita, introduzione e detenzione di alcolici e di bibite alcoliche. 6 In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma 5, è irrogata la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 5.000 euro a 20.000 euro. 2 (Adeguamento degli impianti) 1 Le società sportive proprietarie o concessionarie di impianti sportivi sono tenute ad adeguare i medesimi a standard di sicurezza definiti con apposito decreto del Ministro dell'interno da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e, ove possibile, ad adottare interventi di ristrutturazione volti ad eliminare le barriere tra campo e spalti.