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Sarà il magistrato - e non io - a decidere se l'ingresso era ingiusto, occasionale o altro e dovrà anche verificare se l'intento era quello di nuocere. Dopo di che, fatte queste verifiche, la difesa domiciliare dovrebbe essere sempre legittima, senza altra necessità di giudizio e valutazione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Per questo motivo, abbiamo proposto la modifica della normativa del 2006 e voteremo a favore del provvedimento, anche se è diverso da come l'avremmo voluto, ma capiamo che si tratta di un buon equilibrio tra posizioni diverse presenti all'interno del Governo. Mi ha fatto molto piacere ascoltare l'intervento del collega Lucidi, che non è ora presente in Aula, che ha dimostrato che all'interno del MoVimento 5 Stelle c'è un'area non di sinistra. Si tratta di un intervento che, al 90 per cento, avrei potuto sottoscrivere. Perché diciamo che, pur votandolo, il provvedimento non ci soddisfa completamente? Ve lo voglio dire molto velocemente. Oltre alla vicenda dell'arma legittimamente detenuta, il provvedimento contiene un'altra piccola, ma non tanto, valutazione erronea. Infatti, si prevede che quando ci si deve difendere nella propria abitazione dall'offesa ingiusta contro i propri beni si deve strare attenti a che non vi siano desistenza e pericolo di aggressione. È giusto che per difendersi si debba controllare che vi sia un pericolo di aggressione, ma davvero, cari colleghi, avete fatto bene a respingere il nostro emendamento che voleva eliminare l'analisi della desistenza da parte dell'aggredito? Davvero pensate che chi a casa propria trova una persona che sta entrando in maniera violenta nella sua intima sfera, che sta rubando a casa sua e che vuole portargli via i suoi beni possa valutare se quell'individuo girando la schiena stia desistendo o stia per prendere un'arma? (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . È sbagliato aver respinto questo emendamento, così come sbagliato è stato insistere sul fatto che il turbamento debba essere grave, che è un'altra discrezionalità che mette in imbarazzo la magistratura. Sarebbe bastato parlare di turbamento. Quand'è che un turbamento è grave e quand'è che non è grave? Chi lo decide? Quando lo decidiamo? Chiamiamo lo psicologo al momento e fermiamo i ladri perché dobbiamo controllare se il turbamento è grave, medio o modesto? È ridicolo. Questi sono i due errori di questa norma, che avremmo voluto correggere con i nostri tre emendamenti, compreso quello sull'arma legittimamente detenuta, che non avete voluto correggere. Ci va bene lo stesso. È comunque un passo avanti nella difesa e nella tutela di chi, in questi anni, ha sofferto questa normativa, di chi in questi anni, dopo aver avuto la disgrazia di trovarsi sotto il fuoco di un delinquente nella propria abitazione o sotto la minaccia della propria incolumità di notte o di giorno, ha poi subìto sulla propria pelle l'onta di un processo e qualche volta di una condanna, ma basta anche un'assoluzione che arriva dopo tre anni per essere un male - questo sì - ingiusto, che noi abbiamo sempre cercato di eliminare. Parlando solo dei lombardi, dedichiamo questo nostro voto a Mario Cattaneo di Casaletto Lodigiano, a Rodolfo Corazzo di Rodano, a Francesco Sicignano di Vaprio D'Adda e a tutti gli altri aggrediti ingiustamente perseguitati da uno Stato fino adesso cieco, che grazie a questa legge mi auguro non lo sarà più. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . MIRABELLI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, in un recente dibattito televisivo ho sentito alcuni esponenti del MoVimento 5 Stelle sostenere che la questione della cittadinanza ai bambini che nascono in Italia da coppie straniere non è una priorità. Io trovo che sia un'opinione legittima, ma che sia un'opinione espressa in un Paese in cui 70.000 bambini l'anno nascono da coppie straniere. Mi domando però perché, allora, in questi anni è diventata una priorità la legittima difesa, questione assolutamente marginale. Negli ultimi dieci anni non sono mai stati più di dieci l'anno i procedimenti per abuso o abuso colposo di legittima difesa. Perché allora diventa un tema su cui mobilitare l'informazione, le Camere, il lavoro del Parlamento? La risposta è semplice: si usa la questione per cavalcare paure legittime e fare propaganda per mascherare l'incapacità di rispondere alla domanda di sicurezza che c'è nel Paese. Questa è una legge che cancella uno dei fondamenti della nostra Costituzione e dello Stato di diritto, quello della proporzionalità tra offesa e reazione difensiva. La legge dice infatti che la reazione difensiva è sempre a priori proporzionata e quindi si può sparare a una persona che sta scappando dopo essere stata scoperta o solo perché si trova all'interno del proprio giardino. Nonostante ci abbiate provato, non siete riusciti però ad evitare che comunque ci sia una valutazione da parte della magistratura, ma cancellare il principio di proporzionalità è un'aberrazione. Come abbiamo già dimostrato nella scorsa legislatura, noi condividiamo la necessità di stare a fianco delle vittime di reato che sono state costrette a difendersi, arrivando a introdurre il concetto di grave turbamento e riconoscendo il risarcimento delle spese processuali per chi si è difeso legittimamente, ma cancellare il principio di proporzionalità cambia tutto. Mi preoccupa questo principio di proporzionalità cancellato, se associato a un'affermazione che il Ministro dell'interno ripete spesso quando siamo di fronte a episodi di questo tipo: se la sono cercata. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 11,55) ( Segue MIRABELLI). Quel «se la sono cercata» giustifica qualunque comportamento? Quel «se la sono cercata» che cosa vuol dire? Che si può fare qualunque cosa a una persona che se lo sia meritato? Non c'è alcuna pietà umana, non c'è alcuna valutazione sul valore di una vita umana. «Se la sono cercata» non può essere una categoria che usano le istituzioni. Non può esserlo. La pericolosità di questo provvedimento sta qui. Non sta solo nel merito, ma nel messaggio che incentiva i cittadini a difendersi da soli e che propone un modello di società pericoloso. Questo provvedimento, associato a quello che avete voluto e che ha recepito in modo estensivo la direttiva europea sulle armi, consentendo la libera vendita di armi più pericolose di quelle che erano consentite prima e riducendo i requisiti per l'acquisto, rischia di aprire una strada a quella cultura che mi pare sia il riferimento di molti degli argomenti che ho sentito portare avanti. Quella cultura che ha portato i Paesi che hanno adottato questa linea, come gli Stati Uniti, a contare nel 2017 40.000 morti uccisi da armi da fuoco. In un anno solo, due terzi dei morti che ci sono stati nel Vietnam. Tenete conto che l'Italia, già oggi, è il primo Paese per morti ammazzati da armi da fuoco in Europa, nonostante siamo il quindicesimo per armi possedute. È la cifra più alta in Europa. (Applausi dal Gruppo PD) . Ho detto che questa legge interviene su una questione marginale.