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Disposizioni in materia di semplificazione per il modello di pagamento F24 e F23. Onorevoli Senatori. -- Da tempo si è resa necessaria nel nostro Paese un'opera di semplificazione fiscale e «sburocratizzazione» amministrativa che le amministrazioni pubbliche ad ogni livello di governo stanno portando avanti al fine di facilitare le obbligazioni e gli adempimenti fiscali e burocratici a cui ogni contribuente deve ottemperare. A questo proposito è stata approvata dalle Camere la legge 11 marzo 2014, n. 23, la cosiddetta «delega fiscale», contenente una delega al Governo per la realizzazione di un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita, sui cui presupposti è stato successivamente emanato dal Governo il decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, relativo alle semplificazioni fiscali e alla dichiarazione dei redditi precompilata. In linea con la ratio di questi due ultimi provvedimenti si vuole quindi promuovere l'introduzione di un'ulteriore misura di semplificazione e certezza, semplice ma efficace, nell'operazione di versamento, ed eventualmente compensazione, di tutti i tributi e le imposte per cui non è obbligatorio il pagamento telematico, secondo quanto stabilito dal decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. Recenti provvedimenti, tra cui proprio il decreto-legge n. 66 dello scorso anno, hanno già mirato alla semplificazione e alla velocizzazione dei tempi e delle modalità di pagamento di imposte e tributi cercando di evitare interminabili code presso gli sportelli degli agenti della riscossione abilitati, attivando la possibilità di pagamenti online , come il servizio di pagamento telematico fornito da Poste italiane o il servizio home banking . Il citato decreto-legge n. 66 del 2014 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 89 del 2014, in particolare, ha stabilito nuove disposizioni a proposito dei modelli di pagamento: a partire dal 1º ottobre 2014 i modelli F24 a saldo zero, i modelli F24 contenenti crediti utilizzati in compensazione, con saldo finale maggiore di zero e i modelli F24 con saldo superiore a 1000 euro, a prescindere dai crediti utilizzati in compensazione, devono essere pagati esclusivamente per via telematica utilizzando i servizi messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate e dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa, ossia banche, Poste italiane, agenti della riscossione e prestatori di servizi a pagamento. Le novità hanno riguardato anche i privati titolari di partita IVA, per i quali, le nuove disposizioni si aggiungono alle precedenti, contenute nell'articolo 37, commi 49 e 49- bis , del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, che comunque restano in vigore, recanti l'obbligo di utilizzare modalità di pagamento esclusivamente telematiche sia per il versamento delle imposte, dei contributi e dei premi, nonché delle entrate spettanti agli enti e alle casse previdenziali, che per effettuare la compensazione, tramite modello F24, del credito IVA con importo superiore a 5.000 euro. Attualmente gli stessi soggetti, per effetto della normativa introdotta dal decreto-legge n. 66 del 2014, convertito con modificazioni, dalla legge n. 89 del 2014, sono inoltre tenuti ad utilizzare esclusivamente le modalità telematiche messe a disposizione per la presentazione del modello F24 in tutti i casi di delega con saldo finale pari a zero, ferma restando la possibilità di utilizzare anche i servizi telematici resi disponibili dagli intermediari della riscossione convenzionati per la presentazione del modello F24 con saldo maggiore di zero. Resta comunque la possibilità di pagamento con il modello cartaceo, presso gli sportelli degli intermediari della riscossione convenzionati, per le seguenti ipotesi: per i soggetti non titolari di partita IVA che debbano versare somme di importo totale pari o inferiore a 1.000 euro, senza utilizzo di crediti in compensazione; per gli F24 precompilati dall'ente impositore con saldo finale superiore a 1.000 euro, sempre a condizione che non siano indicati crediti in compensazione; per l'utilizzo di crediti d'imposta fruibili in compensazione, esclusivamente presso gli agenti della riscossione. Nel caso di pagamento cartaceo il contribuente deve infatti compilare in cartaceo i modelli di pagamento unificato F24 o i modelli di pagamento F23, inserendo i propri dati anagrafici e tributari e i codici dei tributi o delle tasse con relativo importo. Questi dati, al momento del versamento, devono poi essere riportati manualmente nel sistema dall'addetto allo sportello, con possibilità di errore e con conseguente allungamento dei tempi dell'operazione. Quando infatti il contribuente si reca negli uffici postali per effettuare il pagamento, il funzionario addetto deve reinserire i dati riportati sul cartaceo nella sua schermata. Simile scenario si verifica presso le altre sedi degli agenti della riscossione, comprese le sedi bancarie dove, se il contribuente è correntista, l'addetto deve comunque inserire i dati relativi agli estremi del pagamento, mentre se non è correntista della banca o se questa non è dotata di un sistema automatico di riconoscimento del contribuente, l'addetto deve procedere anche alla compilazione della parte relativa ai dati anagrafici. L'utilizzo dei modelli in forma cartacea rimane dunque in differenti casi e comporta, quindi, differenti oneri e incertezze sia per il contribuente sia per l'addetto presso gli sportelli degli intermediari. Per il primo, soprattutto nei giorni a ridosso delle scadenze, richiede tempo di attesa, a volte insostenibile, presso gli sportelli degli intermediari, mentre il secondo si trova l'incombenza di dover riportare manualmente nel sistema i dati anagrafici e tributari contenuti nel modello F24. Il contribuente, inoltre, spesso non ha la possibilità di poter verificare immediatamente la correttezza dei dati inseriti poiché riceve la copia del modello da lui stesso compilata semplicemente timbrata, senza invece poter controllare al momento del pagamento i dati inseriti dall'addetto. Si propone quindi l'introduzione di uno strumento che potrebbe ovviare a tali inconvenienti attraverso l'utilizzo di un codice a barre bidimensionale, il cosiddetto QR, che, riprodotto sullo stesso modello di F23 o F24, potrebbe contenere tutti i dati necessari alla corretta effettuazione e registrazione di qualsiasi pagamento di imposta o tributo per qualsiasi contribuente. Si potrebbe infatti rendere fruibile, sul sito ufficiale dell'Agenzia delle entrate, un servizio telematico che possa permettere, al contribuente o all'impresa, di compilare il modello occorrente e di stamparlo completo della riproduzione di suddetto codice QR che contenga al suo interno ogni dato necessario al pagamento in modo da rendere certa, per il contribuente o l'impresa, la correttezza del versamento e più agevole e veloce, per il funzionario addetto, il tempo occorrente per l'operazione.