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secondo quanto risulta da un articolo pubblicato il 4 dicembre 2021 dal settimanale "Milano Finanza", i principali istituti di credito nazionali avrebbero ripreso ad aumentare gli oneri che gravano sui conti correnti bancari, nonché a rivedere le nuove modalità di calcolo delle commissioni addebitate per il prelievo presso i bancomat in senso ancora più sfavorevole nei riguardi dei correntisti, al fine di migliorare il quadro del bilancio da parte delle stesse banche; l'articolo del quotidiano economico, esaminando in modo dettagliato le commissioni che pesano sui conti correnti (confrontandole tra la situazione attuale e i mesi di febbraio e giugno scorsi) offrendo uno spaccato esemplificativo delle offerte destinate a famiglie e giovani (prevedendo sia un'operatività solo on line, che le operazioni svolte presso lo sportello bancario) ha infatti evidenziato come dall'analisi svolta emerga un quadro penalizzante per i correntisti italiani, considerato che in molti casi i costi risultano aumentati, fino a raddoppiare nel giro di soli dieci mesi, arrivando a superare la soglia psicologica dei cento euro; il medesimo articolo rileva ancora che i risparmiatori italiani rischiano di essere ulteriormente penalizzati dall'imminente revisione della liberalizzazione degli oneri che gravano sui prelievi dagli sportelli bancomat , le cui nuove disposizioni attribuiscono (previo via libera dell'Autorità del Garante della concorrenza e del mercato) per ogni banca, la determinazione della commissione che i clienti degli altri istituti dovranno sostenere per prelevare (a differenza di quanto accade oggi, in cui al momento in cui si effettua l'operazione si conosce l'esatto ammontare del costo); le citate osservazioni, a giudizio dell'interrogante, ove confermate, rischiano di determinare ulteriori penalizzazioni nei riguardi dei contribuenti, vessati da tempo da un sistema bancario, il cui rapporto con i correntisti risulta storicamente impostato su diffidenze e incomprensioni, a causa di un quadro regolatorio spesso opaco e scarsamente trasparente; al riguardo l'interrogante evidenzia altresì che i correntisti bancari, già sfavoriti dai tassi d'interesse negativi applicati sui conti correnti e dai nuovi contributi da versare al fondo anticrisi, ove fossero effettivamente introdotti nelle prossime settimane, tali ulteriori aggravi determinati da costi e oneri bancari indubbiamente discutibili, rischiano di accrescere pesantemente i livelli di crisi finanziaria che gravano sulle famiglie e le imprese, con prevedibile allungamento dei tempi per una ripresa economica solida e duratura, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa; se intenda confermare le notizie contenute nell'articolo pubblicato dal quotidiano economico "Milano Finanza", ossia che i costi e le commissioni dei conti correnti subiranno nel breve periodo ulteriori aumenti; in caso affermativo, se non convenga che tali incrementi rischino di penalizzare ulteriormente le famiglie e le imprese, già costrette a fronteggiare i gravissimi effetti determinati dalla pandemia; quali iniziative di competenza intenda infine intraprendere, al fine di evitare gli aumenti dei costi addebitati ai correntisti, in considerazione che tale decisione appare all'interrogante irragionevole e fortemente punitiva, nei riguardi dei correntisti italiani, i cui oneri per la tenuta dei conti correnti risultano già fra i più alti in Europa. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02974 VITALI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: dal segretario generale della UILM, Rocco Palombella, si apprende che Leonardo S.p. A. intende annunciare, in modo unilaterale, la cassa integrazione ordinaria a partire dal 3 gennaio 2022 per oltre 3.400 lavoratori di Grottaglie (Brindisi), Pomigliano d'Arco, Nola (Napoli) e Foggia; a giudizio dell'interrogante si tratta di un provvedimento che rivela l'assenza di una strategia industriale e di un piano in grado di prevenire un disastro occupazionale, principalmente poiché gli impianti si trovano nel Sud Italia; a febbraio 2020 l'interrogante aveva presentato un atto di sindacato ispettivo urgente (3-01409), perché dall'esame della situazione commerciale della divisione aerostrutture di Leonardo si evinceva che sul programma 767 la Boeing aveva inviato varie contestazioni per cattiva qualità dei prodotti realizzati a Pomigliano d'Arco ed aveva stornato 100 milioni di euro dalla sua commessa, il che comportava per Leonardo una perdita che raggiungeva 200 milioni di euro circa di mancati introiti; si evidenzia una catastrofe annunciata dovuta ad un immobilismo che dura da anni in una divisione, quella di aerostrutture, fondamentale per il futuro del nostro Paese e per la stessa Leonardo che non può ricadere, a maggior ragione durante il periodo delle feste, su migliaia di famiglie italiane, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione, come intendano affrontare la conclamata crisi aziendale per salvaguardare i livelli occupazionali e per chiedere all'azienda il ritiro della procedura di cassa integrazione guadagni ordinaria e l'apertura di un tavolo sulle prospettive industriali e sugli investimenti necessari. Atto n. 3-02975 DE FALCO NUGNES Ai Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: nei giorni scorsi notizie giornalistiche hanno rivelato alcuni contenuti dell'intervento del presidente di ITA Airways, Alfredo Altavilla, espressi durante una riunione con dirigenti di quella società il 1° ottobre 2021; in quella riunione Altavilla annunciava di aver già deciso di licenziare metà dei 1.077 dipendenti provenienti da Alitalia al termine dei quattro mesi di prova previsti, senza tuttavia né indicare, né far riferimento alcuno a specifici addebiti, relativi a comportamenti censurabili dei lavoratori da licenziare, peraltro non individuati; tale dichiarazione, a parere degli interroganti, oltre a rappresentare una vera e propria prova di un atteggiamento antisindacale, contraddice anche gli impegni assunti dalla società e trasfusi nel "piano industriale", sul quale le Commissioni competenti di Camera e Senato hanno espresso i rispettivi pareri, e indica, viceversa, un progetto di ampliamento dell'occupazione, con il graduale riassorbimento della maggior parte dei lavoratori di Alitalia, del settore "aviation" e non solo; considerato che, a giudizio degli interroganti: Altavilla si sta servendo in modo improprio dello strumento normativo contenuto nell'articolo 7 del "decreto infrastrutture" (decreto-legge n. 121 del 2021), convertito dalla legge n. 156, il quale, pur consentendo in modo iniquo ed aberrante l'aggiramento delle tutele del lavoro e della necessaria instaurazione di relazioni sindacali, come previsto nel nostro ordinamento all'articolo 2112 del codice civile, non può essere usato addirittura al fine di sottoporre i lavoratori a quello che gli interroganti considerano un ricatto dichiaratamente antisindacale;