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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 421 Presidenza del vice presidente TAVERNA, indi del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-ITALIA AL CENTRO (IDEA-CAMBIAMO!, EUROPEISTI, NOI DI CENTRO (Noi Campani)): Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE ; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-PARTITO COMUNISTA: Misto-PC; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2562 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, recante disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina (Approvato dalla Camera dei deputati) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2562, già approvato dalla Camera dei deputati. Ricordo che nella seduta di ieri ha avuto luogo la discussione generale e il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2562, di conversione del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Dichiaro aperta la discussione sulla questione di fiducia. È iscritta a parlare la senatrice Lezzi. Ne ha facoltà. LEZZI (Misto) . Signora Presidente, colgo l'occasione di parlare per questi cinque minuti, chiarendo che purtroppo con la conversione di questo decreto-legge verrà approvato e certificato quell'ordine del giorno approvato alla Camera che dà il via all'aumento delle spese militari per il 2 per cento del PIL. Secondo me è il momento di fare una riflessione molto seria anche su questo Governo, perché quell'ordine del giorno è valido ed è stato approvato dall'intera maggioranza. Il Governo purtroppo ne potrà prendere atto nella stesura del DEF, all'interno del quale, però, verrà indicato anche tutto il percorso di riduzione del debito, di spending review . Già nei documenti di bilancio sono state indicate - ad esempio - maggiori entrate, prendendole dalle piccole e medie imprese (PMI) con la compliance , per 12 miliardi ulteriori all'anno. Quasi il 40 per cento delle piccole imprese non riesce più a pagare i debiti e questo accade dalla fine dell'anno scorso, quando si implorava, da parte di tutto il tessuto produttivo, uno scostamento di bilancio. Eppure, questo non avviene, perché Draghi pretende comunque di ridurre il debito. Di fronte a tutto questo, si parla di aumento di spese militari. Anziché fare una vera battaglia per un esercito europeo per rifunzionalizzare, razionalizzare e diminuire la spesa per spese militari, si aumenta o si accetta il pannicello caldo dello spalmare in comode rate, a carico degli italiani, quelli che poi saranno comunque 12 miliardi di euro in più a regime. Volevo specificare questo aspetto, perché è una questione molto seria. Il provvedimento prevede anche la deroga per l'apertura delle centrali a carbone e, quindi, vorrei evidenziare un altro aspetto. Draghi ha detto di essere sorpreso della ragione per cui, dal 2014, è aumentata la dipendenza russa. Eppure, dovrebbe chiederne conto a Italia Viva che, insieme ai Governi Letta e Monti, ha agevolato i combustibili fossili, diminuendo le installazioni delle rinnovabili fino al 92 per cento. Oggi avremmo un fabbisogno inferiore di oltre 10 miliardi di metri cubi, se avessimo mantenuto il percorso attuato tra il 2008 e il 2013. Dovrebbero chiedere scusa agli italiani, mentre ora fanno la ola tutti contenti per i nuovi gasdotti, il nuovo gas e le nuove dipendenze che provengono anche dall'Azerbaigian, omettendo però di dire che quel Paese, poche settimane prima dell'aggressione della Russia, aveva stipulato un accordo con Mosca per subordinare maggiori esportazioni nei confronti dell'Occidente al volere di Putin. Questo però non si dice. È indecente e scandaloso, anziché insistere sulle rinnovabili, pensare di più a ottemperare a un'intesa (quella con la NATO per l'aumento fino al 2 per cento è, infatti, un'intesa e non un trattato). La pandemia ha mostrato tutte le fragilità del nostro Paese: dalla sanità, all'istruzione, al trasporto pubblico locale. Eppure, anziché incidere su una maggiore spesa corrente per aumentare gli stipendi degli insegnanti ed eliminare o almeno abbassare - finalmente - il precariato dei ricercatori, ci si concentra su un argomento come l'aumento delle spese militari. Anche se nei Governi Conte I e Conte II quella spesa è stata aumentata, dopo la pandemia si è rivelato un altro mondo, che ci deve indurre a rivedere tutte le intese passate e chiedere una diminuzione di tali spese tramite la loro razionalizzazione. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, qui oggi l'Alternativa rappresenta l'ampia parte del popolo italiano che non vuole l'invio di armi, né l'aumento delle spese militari. Il Governo prosegue invece nel fomentare l'odio e la guerra, mentre dovrebbe promuovere iniziative di pace. Il presidente Draghi, in particolare, più che un nonno al servizio delle istituzioni appare un nonno al servizio della guerra, proprio come il suo omologo Biden. Degno nipotino di questi due arzilli guerrafondai è il ministro degli esteri Di Maio, che più che un Ministro a 5 stelle sembra un Ministro a stelle e strisce. L'Alternativa non vi seguirà in questa politica di guerra e voterà no a quest'ennesima fiducia. PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo.