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Quindi, per la scuola, per l'università e per la ricerca dobbiamo investire risorse intellettuali, morali, politiche ed economiche. Ogni euro destinato a scuola e istruzione è un investimento nel futuro; è un investimento vero in salute, sicurezza e sviluppo di tutti e tutte. Ricordiamocelo sempre: la scuola è quasi lo strumento principale per l'attuazione dell'articolo 3 della nostra Costituzione. Forse avremmo dovuto spiegarlo meglio. È un primo passo - torno a ripeterlo - ma siamo di fronte certamente a un passaggio positivo. Per questo motivo, noi senatori del Gruppo LeU e la maggioranza del Gruppo Misto votiamo convintamente a favore di questo decreto e la fiducia al Governo. (Applausi dai Gruppi Misto e PD) . SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, Governo, care colleghe e cari colleghi, anche noi avremmo voluto migliorare ulteriormente il provvedimento in esame qui al Senato, ma lo riteniamo comunque un testo soddisfacente. Certo, si poteva fare di più; ma ci sono più risorse per l'istruzione, soprattutto se mettiamo assieme quello che abbiamo inserito nella manovra finanziaria, oltre al decreto scuola, proprio per l'istruzione e il MIUR. Se mettiamo assieme i due provvedimenti, viene fuori che il fondo per la contrattazione collettiva è stato aumentato sia per il 2020 che per il 2021, e quindi sono risorse utili anche per il MIUR. È stato creato un fondo per costruire o ristrutturare asili nido e scuole dell'infanzia, e ne approfitto per ringraziare il ministro Elena Bonetti. È stato finanziato, con 30 milioni annui, il fondo per aumentare la retribuzione dei dirigenti scolastici ed è aumentato di più di 12 milioni quello destinato alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità. Sono stati recuperati 11 milioni in più per la formazione dei docenti; si è incrementato il fondo borse di studio universitarie e si sono anche aumentate le risorse per l'ammissione di medici alle scuole di specializzazione. Il sistema duale è stato rifinanziato con 46 milioni di euro, proprio per la formazione e l'istruzione. Certo, abbiamo la necessità di investire ancora di più per l'università e la ricerca nei prossimi anni, come ha detto lo stesso ministro Fioramonti. Ma per tanti buoni motivi noi consideriamo questo un buon testo di partenza. Prima di tutto c'è un'inversione di rotta. Dopo quindici mesi del Governo precedente, guidato dalla Lega, in cui si parlava soltanto di demolire l'alternanza scuola-lavoro, di svuotare il fondo sul merito, di inserire le impronte digitali per i presidi, finalmente torniamo a parlare di istruzione e di scuola, il luogo fondamentale di crescita e di formazione più importante dopo la famiglia (non solo luogo del sapere). Non si parla più di sanatoria - questo è un motivo per noi essenziale - come voleva invece l'ex ministro Bussetti della Lega. Lo vorrei ricordare a chi urlava ieri in questa Aula. Si parla di concorso ordinario straordinario, con un percorso selettivo, tenendo conto della specificità dei docenti con tanto precariato alle spalle. Per noi di Italia Viva questi sono punti fondamentali. Non a caso si parla non più di un decreto salva precari, ma di un decreto scuola e università. Sappiamo quanto grande è il dramma del precariato e sappiamo bene di non risolverlo completamente con questo provvedimento, ma facciamo comunque un passo in avanti. Abbiamo anche il dovere, come istituzioni e come Parlamento, di parlare alle famiglie e agli studenti, che hanno diritto a una scuola di qualità. Dicevo all'inizio che il dibattito alla Camera ha migliorato molto il testo, ma noi avremmo voluto fare ancora di più. In particolare, avremmo voluto un intervento sul tema degli idonei al concorso riservato per gli insegnanti di religione; sulle sperequazioni che comunque rimangono tra insegnanti delle scuole statali e paritarie; sull'internalizzazione dei servizi per le pulizie nella scuola, così come ricordava ieri la collega Parente. Ne approfitto anche per ringraziare il sottosegretario De Cristofaro, che ha accolto un nostro ordine del giorno proprio su questo importante tema, che va comunque ulteriormente affrontato nei prossimi provvedimenti. Noi avevamo presentato degli emendamenti sui concorsi, perché pensiamo che essi abbiano il dovere di far assumere i migliori, a prescindere dal percorso di insegnamento fatto all'interno del sistema di istruzione nazionale, che - lo ricordo - è unico e comprende anche le scuole paritarie. Nonostante le criticità evidenziate, che per noi rimangono importanti e vogliamo che vengano risolte, consideriamo questo un provvedimento importante, che fa un passo in avanti e va nella direzione giusta rispetto al Governo precedente. Per tutte queste ragioni dobbiamo continuare su questa strada: più fondi ancora per l'istruzione, per l'università e per la ricerca nei prossimi provvedimenti. Abbiamo e sappiamo quanto è stato faticoso fare una manovra finanziaria dove abbiamo dovuto prima di tutto pensare a non aumentare l'IVA e, nonostante questo - come ricordavo prima sono stati fatti passi in avanti con risorse vere e importanti. Come qualcuno ha detto, si è dato un'anima alla finanziaria con le poche risorse che avevamo a disposizione, perché abbiamo scelto delle priorità. Abbiamo scelto di investire sull'istruzione e sulla scuola, che è un bene fondamentale che appartiene al welfare di comunità. Sono parole che per noi contano, sono parole importanti: rimettere al centro l'individuo, la crescita e la formazione della personalità dei nostri figli. Questi sono pilastri importanti per ricominciare a parlare di una società migliore e più giusta, dove tutti possano avere le stesse opportunità. Per tutti questi elementi e per altri che affronteremo nei prossimi provvedimenti, noi di Italia Viva voteremo convintamente a favore del provvedimento in esame e saremo a disposizione del Governo e con il Governo per lavorare in questa direzione. Finisco con il ricordare che Aldo Moro diceva che «non abbiamo bisogno di una politica tiepida e ingiusta, ma di una politica che sia intensamente umana» e - io aggiungo - coraggiosa. Andiamo avanti così e ce la faremo. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, M5S e PD) . IANNONE (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, Fratelli d'Italia non può che votare contro alla fiducia sul provvedimento in esame per motivi di merito che illustrerò, ma senza mancare prima di sottolineare come questa Assemblea, il Senato della Repubblica, e il Parlamento italiano siano stati esautorati. Ci accingiamo a votare la quarta fiducia in dieci giorni: un ritorno al passato per i signori del PD, un benvenuto nel presente per i cinquestelle. Tanta fiducia nel Palazzo, pochissima nella nostra Nazione: