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Ai sensi dell'articolo 157, secondo comma, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta avanzata dal senatore Crucioli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PRESIDENTE . Preannunzio che proporrò al Presidente del Senato di regolamentare gli interventi di fine seduta, che non sono previsti dal nostro Regolamento: mentre prima erano eccezionali, ora sono diventati un'abitudine. Personalmente, sarei del parere di non consentirli se non in casi eccezionali, ma oggi sarà data facoltà di intervenire ad almeno un senatore per Gruppo che lo richieda. MOLLAME (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MOLLAME (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ritengo doveroso intervenire sui fatti che sono accaduti ieri mattina. Nella primissima mattinata di ieri, i Carabinieri e la DIA, coordinati dalla procura della Repubblica, hanno sgominato diversi clan dediti al traffico di cocaina. Questo è accaduto nel Comune di Partinico, purtroppo tormentato nella sua storia più recente. Va quindi il più grande plauso al lavoro fatto dai Carabinieri, dalla DIA e dalla procura che li ha coordinati. Intendo, però, anche rigettare uno stereotipo, riportato anche dalla stampa, che ha voluto identificare il paese come di mafia, richiamando addirittura un capolavoro di Leonardo Sciascia, da cui è stato tratto un film girato in questa realtà. Partinico è fatta anche di tanta gente onesta e di tantissimi lavoratori che ogni mattina alzano le saracinesche delle loro attività e vanno nelle loro aziende agricole che sono la base dell'economia locale. Partinico ha bisogno di un riscatto. Un plauso va anche al lavoro che sta svolgendo la terna dei commissari. Speriamo, dunque, che si riesca a venire fuori dall'attuale periodo di vuoto politico. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatore Mollame, mi associo all'elogio rivolto alle Forze dell'ordine e ai Carabinieri. LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, cercherò di portare all'interesse di questa Aula quello che già il Presidente del Gruppo ha affermato per quanto riguarda la Commissione di inchiesta sulle ecomafie sui cosiddetti gessi e fanghi rossi. Bisognerebbe spiegare di cosa stiamo parlando: la Commissione di inchiesta bicamerale ha votato all'unanimità la relazione che doveva essere discussa il 22 giugno ultimo scorso. Di che cosa si parla? Si parla di residui di lavorazione che sono stati inseriti all'interno di una ex cava per il ripristino ambientale. Nella relazione si scrive, in maniera molto chiara, che i parametri che consentivano l'accordo per il ripristino della cava sono stati negli ultimi quindici anni in pratica sempre disattesi. E questo viene fuori dalle analisi dell'ARPAT regionale toscana. La Provincia di Grosseto, il Comune di Scarlino e la stessa Regione non hanno mai impedito che si bloccasse tale conferimento all'interno della cava. Addirittura, nel biennio 2015-2017, la Regione Toscana, con dei provvedimenti, ha innalzato i parametri di alcuni inquinanti. Di fatto, quello che in tutta Italia era inquinante, in Toscana, invece, non lo è più. In tutto ciò, capisco la poca attenzione prestata dall'Aula, ma mi rivolgo soprattutto ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che hanno la famosa stella dell'ambientalismo. Andate a vedere quello che c'è scritto nella relazione, che è stata messa da parte e non si vuole discutere. Abbiamo chiesto anche oggi la sua calendarizzazione. Nella relazione è scritto che, per questi motivi, l'azienda produttrice dei prodotti ha risparmiato, in quindici anni, oltre 250 milioni di euro. Io mi domando cosa sta succedendo in Toscana, signor Presidente, e poi spero di approfondire ancora di più. Questo è quanto fa il Partito Democratico toscano sull'ambiente. Si fa le leggi che gli possono rimanere comode. A ciò si può aggiungere anche quanto è successo con i fanghi che provengono dalla lavorazione delle acque delle concerie, sepolti sotto le strade. Anche a tal riguardo è passato un emendamento, che l' ex presidente della Regione Toscana Giani ha fatto approvare asserendo di non essersene accorto. Oggi siamo di fronte, un'altra volta, a un ulteriore scandalo che coinvolge la sinistra e il Partito Democratico in Toscana; scandalo che ha come protagonisti - lo dico in maniera molto chiara - l'ex presidente della Provincia Marras, all'epoca competente e che non ha fatto assolutamente niente per bloccare lo scempio ambientale della discarica; diventato poi consigliere nel 2015 e attualmente assessore alle attività produttive e, dal 2015, la regione Toscana - guarda caso - innalza i parametri di inquinamento. Pertanto, la relazione in questione deve venire in Aula e deve essere chiarita tutta la questione, soprattutto per i cittadini e per i lavoratori di quella zona. (Applausi) . CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, ho chiesto la parola perché intendo portare all'attenzione dell'Assemblea l'ennesimo evento accaduto nel porto di Genova. Nei giorni scorsi, infatti, i portuali genovesi hanno segnalato che per l'ennesima volta nel porto di Genova c'è stato un transito di armi destinate a teatri di guerra; in particolare, in questo caso, si tratta di una nave dell'Arabia Saudita che portava dodici container certificati di armamenti e bombe per l'esercito saudita, che verosimilmente lo utilizzerà nella guerra civile in Yemen. Eppure in Italia c'è una legge che impedisce anche il transito di armamenti verso teatri di guerra o verso quei Paesi che non rispettano le convenzioni internazionali e i diritti umani. Mi chiedo, quindi, come mai le autorità non siano intervenute nonostante questo transito di armi fosse noto e segnalato. A tal proposito preannuncio che presenterò una interrogazione. PRESIDENTE . Senatore, come lei stesso ha detto, la questione è materia da interrogazione e, se lo consente, mi permetterò di apporre la mia firma al citato documento di sindacato ispettivo. PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, questo intervento di fine seduta è particolare perché tratta di una persona che non c'è più. Si tratta di Alvise Aguti, una persona che lavorava come mio collaboratore e che è stato anche dipendente del Senato, sia pure a tempo determinato perché lavorava nella segreteria particolare del Presidente della Commissione bilancio. Alvise era una persona molto schiva e infatti non avrebbe mai apprezzato il mio intervento in quest'Aula per ricordarlo, però secondo me è doveroso perché Alvise ha lasciato tanto in ognuno di noi con la sua pacatezza, la sua intelligenza e il suo essere vicino a tutti. Dobbiamo proprio ricordare il fatto che Alvise fosse sempre disponibile per qualsiasi richiesta fosse pervenuta da qualsiasi cittadino in difficoltà.