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Tutto ciò premesso e considerato, penso che si possa rinviare la questione alla Giunta affinché rettifichi i dati elettorali di proclamazione usando quegli strumenti che il Consiglio di Stato ha indicato, ossia l'esame dei verbali e delle tabelle di scrutinio relativi alla Regione Campania, e quindi istruisca tutti gli adempimenti conseguenti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Falco. Ne ha facoltà. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, mi voglio esprimere sulla vicenda cercando, come ha fatto adesso il presidente Grasso, di fare un po' di chiarezza. Sono membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e in tale sede la questione è stata esaminata lungamente. In esito, è stata redatta una prima relazione da parte del collega Malan, poi rigettata dalla Giunta. Di conseguenza, è stata fatta la relazione illustrata prima dal presidente della Giunta, il senatore Gasparri, che si basa su sofisticatissime elucubrazioni che hanno a che fare con lo slittamento, con il trascinamento, con il quoziente intero e con il quoziente decimale. In realtà, come ha appena dichiarato il presidente Grasso, dobbiamo tener conto di una circostanza di fatto importante: abbiamo un atto di proclamazione provvisorio che a questo punto, secondo la proposta, dovrebbe essere annullato sulla base di elementi di conoscenza assolutamente incerti, fluidi, sdrucciolevoli e senz'altro non soddisfacenti. Manca infatti un numero enorme di schede elettorali, perché erroneamente - così si dice - sono state inviate al macero. Queste schede elettorali quindi non possono essere verificate. In assenza della possibilità di verificare, non possiamo annullare una proclamazione e creare quindi nell'ordinamento un precedente pericolosissimo, in assenza di dati certi o perlomeno probabili o perlomeno di grande possibilità. Come ha affermato prima il presidente Grasso, ritengo anch'io necessario che si ricorra non già alle sofisticazioni successive, ma all'accertamento dei dati e degli elementi di fatto prima di poter o dover valutare altri successivi adempimenti. Se non abbiamo alcuna certezza e verosimiglianza dei dati, dobbiamo ritrovarli aliunde . Come indica il Consiglio di Stato, occorre andare a recuperare ciò che è recuperabile, ovverosia le tabelle di scrutinio e i verbali delle varie sezioni. Senza questi elementi non si può dar luogo alla discussione sullo slittamento, sul quoziente intero, sul quoziente decimale. In questa circostanza, che vede contrapposti il ricorrente Lotito e il senatore Carbone, non ha senso parlare oggi della normativa che ha che fare con l'attribuzione del quoziente decimale, differentemente da quanto poi si dirà nel prosieguo sull'altra questione, quella pugliese. In questa circostanza dobbiamo tenere conto degli elementi di fatto. Ritengo quindi che abbia ragione il presidente Grasso e anche io ho votato a favore della sospensione. La Giunta deve riprendere in mano la questione e istruirla sulla base di tabelle e verbali di scrutinio. PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sul documento in esame. Il relatore non intende intervenire in sede di replica. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza gli ordini del giorno G1, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e G2, presentato dal senatore Renzi e da altri senatori, che sono in distribuzione e si intendono illustrati. Ricordo che gli ordini del giorno saranno votati a scrutinio segreto, ai sensi dell'articolo 113, comma 3, del Regolamento. CARBONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CARBONE (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi senatori, vorrei chiedervi pochissimi minuti di silenzio perché vorrei illustrare anche le mie ragioni. Ritengo infatti che sia palese a tutti, al di là di tutto, che questo è un fatto personale che richiama la mia persona, la mia dignità, il mio essere uomo e il mio essere senatore in quest'Aula. Illustre Presidente, senatrici e senatori colleghi, innanzitutto desidero ringraziare le mie colleghe che, in discussione generale, hanno illustrato scrupolosamente, in punta di diritto, le motivazioni delle numerose e alquanto singolari tesi del ricorrente. Ho adoperato il termine "singolari" per usare un eufemismo, perché mettere in discussione l'impianto del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica può essere un precedente pericoloso per la nostra democrazia. Vi dirò di più: questi argomenti vengono proprio dei lavori della Giunta. È sufficiente leggere i verbali di quelle sedute per rendersi conto che molti componenti della Giunta hanno più volte smontato la teoria della non traslazione dei seggi nei collegi plurinominali. Lo slittamento del seggio non è un effetto vietato dall'ordinamento, ma risponde ad una elementare esigenza di democrazia e ai principi fondamentali del nostro sistema costituzionale, toccato più volte, nella propria giurisprudenza, dalla Corte costituzionale. Sempre nei verbali - sto parlando dei verbali della Giunta - i componenti chiedono reiteratamente di adottare un criterio uniforme agli altri ricorsi e anche tale richiesta viene puntualmente disattesa. Vorrei sapere perché da una parte dei componenti della Giunta il criterio adottato dalla corte di appello di Napoli venga ritenuto legittimo per le altre circoscrizioni e per le altre Regioni e proprio per la Campania no: mi sembra davvero singolare. In data 22 luglio 2020 il relatore, senatore Malan, pur precisando di essere costretto a esprimersi sulla base di elementi non ritenuti da lui sufficienti, proponeva di procedere comunque, dopo aver rilevato che non sussistono variazioni nelle attribuzioni degli undici seggi uninominali spettanti alla Regione Campania. Per quanto concerne invece la quota proporzionale, rispetto ai dati di proclamazione, il mio seggio lo ottiene addirittura la lista Liberi e Uguali e lo perde la coalizione di centrodestra, con riferimento a Forza Italia. Quindi, se il mio seggio spetta a qualcuno, spetta alla lista di LeU, a cui dovrebbe essere assegnato (lo scrive il senatore Malan). Ma ancora più grave - perdonatemi - è la forzatura che avviene al termine dei lavori del Comitato ristretto per la revisione dei verbali sezionali e delle schede elettorali nella Regione Campania. Vi prego di seguirmi. Afferma sempre il relatore Malan (sono cose scritte nei documenti della Giunta): «Alla luce delle notevoli anomalie riscontrate in molte sezioni elettorali, tale margine non risulta sufficiente a definire con certezza l'attribuzione del seggio in questione». A cosa fanno riferimento le parole «anomalie riscontrate» del senatore Malan, il coordinatore del Comitato? Ascoltate bene, perdonatemi. Le anomalie riscontrate in quella verifica fanno riferimento alla scoperta che le schede valide di sei sezioni elettorali su dodici sezioni sono andate disperse, sono andate distrutte, con alte probabilità che la stessa sorte sia toccata a un numero ben più alto di schede in altre sezioni della Regione. Quindi non si sono trovate le schede di sei sezioni: scomparse, sparite, certamente non per colpa mia. (Il microfono si disattiva automaticamente) . Può darmi qualche minuto in più, signor Presidente?