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5) il termine per le contestazioni è di dieci giorni prima dell'udienza [comma 6, lettera a), numero 2)]. Il comma 5, lettera c), riduce alla maggioranza la percentuale di consenso necessaria per l'approvazione della proposta di accordo da parte dei creditori, allineando il sovraindebitamento con la stessa percentuale richiesta per l'approvazione del concordato preventivo. Il comma 4, lettera b), e il comma 7, lettera b) , si ispirano all'articolo 168, terzo comma, della legge fallimentare, che ha un ruolo fondamentale nella tutela della par condicio creditorum , impedendo che le ipoteche giudiziali iscritte nell'imminenza del deposito della proposta ledano la par condicio , ostacolando la predisposizione del piano e della proposta di composizione della crisi. Il comma 5, lettera d), rimuove l'attuale disparità di trattamento tra la società di persone fallibile, dove i soci illimitatamente responsabili possono beneficiare degli effetti esdebitatori, e la società di persone non fallibile, dove i soci non possono esdebitarsi, in quanto ciò è impedito dall'articolo 11, comma 2, della legge n. 3 del 2012. Se si considera che in materia fallimentare vige l'articolo 184, secondo comma, della legge fallimentare, è palese la violazione del principio di ragionevolezza, specialmente per le società non fallibili perché sotto-soglia. Dato che i soci illimitatamente responsabili e la società traggono la loro responsabilità verso i creditori sociali dagli stessi fatti costitutivi, è irragionevole impedire che i soci si avvalgano dell'esdebitazione di cui beneficia la società con l'accordo omologato. Pertanto, il nuovo comma 3- bis introduce anche nel sovraindebitamento la stessa regola presente nella legge fallimentare, in mancanza di patto contrario. Il comma 5, lettera e), elimina la causa di cessazione di diritto degli effetti dell'accordo di composizione o del piano del consumatore omologati al verificarsi di un semplice ritardo nella esecuzione dei pagamenti previsti dal piano di oltre novanta giorni dalle scadenze previste, quando i beneficiari dei pagamenti siano le amministrazioni pubbliche e gli enti previdenziali. Si tratta di una norma non proporzionata agli interessi che intende tutelare, cioè quelli delle amministrazioni pubbliche e degli enti di previdenza. Il favor per tali creditori, tra cui vi sono anche creditori chirografari, non è giustificato in quanto non tiene conto dell'ordine delle cause di prelazione, penalizzando irreparabilmente il debitore che ritarda anche solo di qualche giorno i pagamenti previsti. Tali creditori trovano la loro tutela nelle misure volte a sanzionare l'inadempimento del debitore, al pari di tutti gli altri creditori. Il comma 6, lettera b), amplia il novero delle alternative da valutare da parte del giudice nel cosiddetto cram down , cioè nel giudizio di convenienza tra la proposta di accordo e la liquidazione del patrimonio, consentendo al giudice di far riferimento non solo a quest'ultima, ma anche alle altre alternative concretamente praticabili, come per esempio l'esecuzione individuale, la liquidazione volontaria e altro. Il comma 7, lettera a), introduce nella procedura di piano del consumatore misure protettive analoghe a quelle previste dal citato articolo 10, comma 2, per l'accordo di composizione della crisi. Infatti, secondo il regime attuale il consumatore, che deposita una proposta di piano del consumatore, resta esposto fino all'omologa alle iniziative dei creditori che non solo possono pignorare i beni del suo patrimonio, ma possono anche iscrivere ipoteche giudiziali sui suoi beni immobili, ledendo la par condicio e impedendo di fatto che la proposta di ristrutturazione dei debiti possa essere valutata dal giudice. Il comma 7, lettere c) e d), intervengono nel giudizio di omologazione del piano del consumatore, dettando alcune disposizioni volte a consentire l'omologazione del piano qualora: I) il comportamento illecito del finanziatore abbia causato l'assunzione dal parte del consumatore di obbligazioni sproporzionate alle proprie capacità di rimborso; II) il sovraindebitamento sia causato da uno stato di necessità, di cui il consumatore dia prova documentale. Infatti, è opinione diffusa che le situazioni di sovraindebitamento siano spesso riconducibili a un'errata o superficiale valutazione del merito creditizio da parte dei finanziatori. Al riguardo, occorre rilevare che il considerando (26) della direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, prevede che: «In un mercato creditizio in espansione, in particolare, è importante che i creditori non concedano prestiti in modo irresponsabile o non emettano crediti senza preliminare valutazione del merito creditizio, e gli Stati membri dovrebbero effettuare la necessaria vigilanza per evitare tale comportamento e dovrebbero determinare i mezzi necessari per sanzionare i creditori qualora ciò si verificasse». In questa prospettiva, l'errata valutazione del merito creditizio da parte del finanziatore che abbia cagionato la situazione di sovraindebitamento è sanzionata mediante l'inammissibilità del reclamo a opera del creditore, che contesti la convenienza del piano rispetto alle alternative concretamente praticabili. Del pari, attualmente, solo l'assenza di colpa nell'essersi sovraindebitati permette di accedere al piano del consumatore, per cui non è meritevole oggi colui che sia costretto – in stato di necessità – a ricorrere a un finanziamento per far fronte ad un bisogno improcrastinabile della persona o di un suo familiare, quando risulti evidente che non è esigibile una diversa condotta. Con la modifica introdotta, il sovraindebitamento causato dallo stato di necessità del consumatore ha accesso alla procedura, potendo superare il giudizio di meritevolezza, pur versando in un'ipotesi di colpa, sempreché l'OCC indichi nella relazione particolareggiata le ragioni su cui si fonda lo stato di necessità, del quale il consumatore deve dare prova documentale. Il giudice, pertanto, omologa il piano del consumatore, onesto e sfortunato, che si sia sovraindebitato a causa della violazione degli obblighi informativi indicati dagli articoli 124 e 124- bis del testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993 da parte del finanziatore oppure perché si trovava in stato di necessità, come indicato dall'OCC nella relazione particolareggiata di cui all'articolo 9, comma 3- bis , della legge n. 3 del 2012, il cui contenuto viene esteso anche al giudizio sul corretto adempimento dei suddetti obblighi informativi da parte del finanziatore e alla sussistenza dello stato di necessità quale causa del sovraindebitamento. Il comma 8 e il comma 9, lettera a), devono essere letti insieme al comma 7, lettera a), in quanto si ricollegano alle misure protettive per il piano del consumatore. In pratica, con le modifiche ivi previste è modificato il richiamo attuale al comma 3, con il richiamo al comma 1 dell'articolo 12- bis della legge n. 3 del 2012. La ragione di tale modifica consiste nell'individuare i creditori concorsuali in quelli anteriori alla pubblicità del decreto di apertura della procedura, ai quali si applicano gli effetti dell'omologazione del piano del consumatore, inclusi l'inefficacia dei pagamenti e degli atti dispositivi dei beni posti in essere in violazione del piano.