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Attualmente la Guardia costiera libica dispone di appena quattro motovedette piuttosto vetuste e operativamente limitate, sia sotto il profilo delle dotazioni di bordo che di personale, dismesse a suo tempo della Guardia di finanza italiana e successivamente donate dai Governi Berlusconi e Gentiloni Silveri nell'ambito dei numerosi accordi bilaterali di cooperazione sottoscritti tra i due Paesi. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 18,45) ( Segue SOLINAS). In questa cornice si inserisce il provvedimento in trattazione che, nel solco della collaborazione bilaterale, si pone sul piano della concretezza dell'azione offrendo alle autorità libiche una flotta che va a quadruplicare l'attuale disponibilità di unità navali e, dunque, degli addetti al pattugliamento e al controllo delle acque territoriali, unitamente alla indispensabile attività addestrativa e di formazione del personale degli organi per la sicurezza costiera. Queste misure concorrono, per altro verso, a dare effettività all'azione del Governo libico. Infatti, non appare realistica una soluzione complessiva dei molteplici problemi connessi all'attuale condizione del territorio libico senza un consolidamento del Governo di al-Sarraj che lo elevi a uno status compiuto, emancipato dalla percezione di ente fiduciario della comunità internazionale. Mi dispiace che la collega Bonino sia assente ora dall'Aula. Noi sappiamo bene quale sia la fondazione della Libia, ma lei non può fingere di non sapere perché è così e chi ha destabilizzato il Paese. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Quel Paese è stato destabilizzato dalle scelte e dagli interessi di gruppi di potere internazionali coi quali voi avete consuetudine di rapporti, Se l'ex provincia ottomana del Fezzan è segnata dalla lotta tra le minoranze tuareg, i tebu e le tribù arabe come gli awlad suleiman, forse c'è una relazione con le politiche dell'amministrazione Obama, finalizzate a favorire la nascita di Governi tribali e islamisti. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Oggi noi seguiamo la linea della legittimità internazionale dialogando con l'unico interlocutore riconosciuto. Lei, senatrice Bonino, si è detta legalitaria, ma temo che stia declinando questo concetto nel senso di legalizzare ciò che legale non è, cominciando a praticarlo anche prima che lo diventi. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). I suoi canali legali di ingresso a chi sarebbero rivolti, a quanti e con quali requisiti? Già esistono forme legali per entrare nel Paese, ma qui stiamo parlando di immigrazione clandestina e quindi illegale. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Dal mio Gruppo può essere stata contestata per questo, ma mai è giunta da questi banchi un'offesa, mai una minaccia o un insulto: non è un modo che ci appartiene. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Quale sarebbe l'alternativa? L'alternativa a non dialogare con al-Sarraj è il rischio esiziale che, sotto la spinta delle diverse forze insurrezionali ivi operanti, si giunga alla definitiva dissoluzione di uno Stato libico. Il Consiglio di sicurezza ha sempre espresso risoluzioni per l'unità della Libia e contro ogni ipotesi di secessione. Ma, se la situazione dovesse precipitare, non vi sarebbero grandi margini di recupero. Sotto un ulteriore profilo, con questo provvedimento auspichiamo che il Governo riprenda complessivamente e con una più ampia prospettiva il ruolo di iniziativa politica e diplomatica che il Paese aveva smarrito negli anni, soprattutto riguardo alla Libia. Da troppo tempo, infatti, l'Italia ha rinunciato al proprio ruolo naturale di leader di riferimento per la regione, accettando supinamente che la Francia guadagnasse talmente terreno da porsi, a maggio di quest'anno, come unico e privilegiato mediatore tra le diverse fazioni in conflitto, nella chiara ricerca di aprire un nuovo mercato per gli interessi francesi, nuove commesse per le proprie aziende e per l'industria bellica d'Oltralpe. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Per parte nostra, invece, dobbiamo tutelare la presenza - ad esempio - dell'ENI sulla sponda mediterranea dell'Africa, difendendo gli investimenti fatti negli anni per la ricerca di giacimenti di gas e petrolio, ai quali punta con forza la Total Elf. Ciò significa restituire senso e dignità al concetto di interesse nazionale, troppo spesso obnubilato dall'esigenza di assecondare scelte ideologiche globaliste e radical chic . (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Per tutte queste ragioni, confermando il voto favorevole del Gruppo, auspichiamo un'analoga espressione da tutto il Senato. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S. Congratulazioni) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governi, colleghe e colleghi, noi del Gruppo Forza Italia andremmo in rotta di collisione con noi stessi se solo lontanamente pensassimo di votare contro il provvedimento in esame, perché la nostra politica, che negli anni è stata equilibrata, lungimirante, razionale, solidale, ferma e responsabile, ce lo impone. Vorrei chiarire immediatamente un punto. Ho detto solidale perché siamo stati un grande Paese e nel nostro programma c'è anzitutto la difesa della vita di coloro che si lanciano in mare nella speranza di trovare non solamente approdi sicuri, ma anche un tipo di vita diverso. Difendere la vita significa effettuare operazioni di salvataggio. Tuttavia, siamo al tempo stesso fermi nel comprendere che la situazione reale dell'Italia - e noi dobbiamo confrontarci con il mondo reale - non è tale da consentire l'arrivo di chicchessia, di tutti coloro che avrebbero il desiderio di partire dall'Africa per venire in Italia. Sappiamo che l'Africa ha 1.200 milioni di abitanti. Si tratta di un continente immenso. L'Austria ha chiuso i suoi confini e la Francia ha fatto la stessa cosa. I confini degli Stati non sono cessati; la politica internazionale non ha decretato la cessazione dei confini dell'Italia. Per questo motivo, riteniamo che il primo fronte di intervento per le operazioni sia umanitarie che di contrasto all'immigrazione clandestina debba essere proprio a ridosso delle coste libiche, nel Mediterraneo. Questo è il nostro intendimento. Ecco il motivo della cessione di dodici natanti di questa portata, alcuni dei quali - come ho già detto in discussione generale - hanno un'alta capacità tecnologica. Mi riferisco - ad esempio - all'utilizzo di radar che possono intercettare quelle imbarcazioni fin dalla loro partenza. Quindi, ben venga la preparazione delle marinerie libiche e, soprattutto, di quelle imbarcazioni, con l'auspicio che possano entrare in servizio in tempi rapidi. Credo che questo sia il regalo più bello che possiamo fare non solamente alla Libia, ma all'Italia e all'Europa e - mi permetto di dire - anche a quegli immigrati che sperano di arrivare, ma che non si rendono conto delle tragedie che hanno trasformato il Mediterraneo in un grande cimitero. Ci sono 30.000 morti che gridano vendetta. (Applausi dal Gruppo FI-BP) .