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Al comma 11 si prevede che, nelle more dell'effettuazione degli interventi manutentivi programmati, nonché durante lo svolgimento degli stessi, al fine di evitare interruzioni o limitazioni nell'erogazione dei servizi di trasporto, l'ente concedente o committente, sulla base delle indicazioni fornite da una Commissione tecnica indipendente, dallo stesso appositamente costituita e composta da persone di comprovata esperienza in materia di trasporti e di sicurezza delle relative infrastrutture, all'esito della valutazione dell'effettivo stato di manutenzione del sistema di trasporto interessato dall'intervento e acquisite le valutazioni dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali e, ove necessario, del costruttore, può autorizzare l'esercizio del predetto sistema di trasporto, prescrivendo le necessarie misure di mitigazione, nonché le modalità di controllo e delle periodiche verifiche di sicurezza. Tale autorizzazione all'esercizio del sistema di trasporto non può comunque superare il periodo di sei mesi, prorogabile, una sola volta, e per non più di sei mesi. Al funzionamento della Commissione tecnica di cui al primo periodo, nonché agli oneri necessari all'acquisizione delle valutazioni in ordine alla possibilità di proseguire l'esercizio del sistema di trasporto, si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie dell'ente concedente o committente disponibili a legislazione vigente. Si prevede, inoltre, che le disposizioni di cui al comma in esame non si applicano ai sottosistemi delle reti ferroviarie nonché agli impianti a fune. Il comma 12 al fine di consentire la realizzazione degli interventi immediatamente cantierabili previsti dal programma di ammodernamento delle ferrovie regionali, nonché l'acquisto di materiale rotabile, autorizza la spesa di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e di 70 milioni di euro per l'anno 2025. La disposizione prevede che, ai fini dell'assegnazione dei contributi ai singoli interventi, si provvede mediante decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, che deve definire, altresì, l'entità massima dei contributi riconoscibili, tenendo conto di eventuali ulteriori fonti di finanziamento, il cronoprogramma degli interventi, nonché le ipotesi e le modalità di revoca dei contributi riconosciuti. La disposizione stabilisce altresì che gli interventi devono essere identificati da Codice unico di progetto (CUP) ai sensi dell'articolo 11, comma 1, della legge 16 gennaio 2003, n. 3 e monitorati attraverso il sistema di cui al decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229. Articolo 9 – (Interventi urgenti per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili) L'articolo detta disposizioni in materia di interventi urgenti per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. A tale scopo, il comma 1, apporta modifiche all'articolo 1 della legge 30 dicembre 2021, n. 234, finalizzate a realizzare gli investimenti di competenza del Ministero stesso. In particolare, con le modifiche apportate ai commi 393, 394 e 395 del suddetto articolo 1 della legge n. 234 del 2021, si provvede a rimodulare le autorizzazioni di spesa volte: 1) a promuovere la sostenibilità della mobilità urbana, anche mediante l'estensione della rete metropolitana e del trasporto rapido di massa, delle città di Genova, Milano, Napoli, Roma e Torino, ivi comprese le attività di progettazione, e l'acquisto o il rinnovo del materiale rotabile (comma 393); 2) a consentire l'accelerazione degli interventi finalizzati alla promozione del trasporto con caratteristiche di alta velocità e alta capacità (AV/AC) sulla linea ferroviaria adriatica, anche al fine dell'inserimento nella rete centrale ( Core Network ) della Rete transeuropea di trasporto (TEN-T) (comma 394); 3) a finanziare il contratto di programma, parte investimenti 2022-2026, tra il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e RFI (comma 395). Il comma 2 autorizza le variazioni delle dotazioni finanziarie relative alle autorizzazioni di spesa indicate nell'allegato I annesso al decreto in esame. Il comma 3 apporta modifiche all'articolo 5 del decreto-legge 10 settembre 2021, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2021, n. 156, con riguardo al Centro per l'innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità (CISMI), che è la struttura di missione incardinata presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili con la finalità di garantire la realizzazione degli interventi di titolarità del medesimo Ministero, finanziati in tutto o in parte con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza di cui al regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, ovvero del Piano nazionale per gli investimenti complementari di cui all'articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101. In particolare, si prevede che con decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili possa essere riconosciuta al coordinatore del CISMI un'indennità di funzione nel limite dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 3 del medesimo articolo 5, a valere sulle risorse ivi previste e comunque non superiore a 25.000 euro. Inoltre, la novella in esame stabilisce che: l'incarico di coordinamento del CISMI può essere conferito con decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili a un professore universitario di I fascia, che viene collocato in aspettativa per l'intera durata dell'incarico, con conservazione del trattamento economico in godimento, che è posto integralmente a carico del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili; l'incarico di coordinatore ha una durata non inferiore a tre anni, rinnovabile una sola volta; per l'intera durata dell'incarico è reso contestualmente indisponibile all'interno del contingente stabilito dal comma 1 dell'articolo 5 il posto destinato al dirigente di ricerca. Il comma 4 abroga l'articolo 5- quinquies del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, riguardante disposizioni urgenti in materia di infrastrutture e istitutivo della società per azioni denominata « Italia Infrastrutture Spa ».