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Ci abbiamo messo due anni e non perché il provvedimento fosse così complicato, ma perché un provvedimento di questo tipo lo si fa ascoltando la realtà e la vita. Bisogna conoscere le cose: i poveri bisogna un po' conoscerli e non si può soltanto declamare sulla povertà. Occorre anche ascoltare le persone che sulla povertà ci perdono i giorni e danno i consigli giusti. Dunque riproponiamo ciò che avevamo proposto con il Rei: bastava semplicemente migliorare e potenziare quell'esperienza. Avete però rinnegato tutto, facendo perdere tempo al Paese un'altra volta e credendo che il cambiamento avvenga sul nulla. Il cambiamento, quello buono e proficuo, avviene quando si innestano azioni positive su quanto di buono è stato fatto. Il Rei aveva al suo interno una filiera di comando strutturata in modo interessante, aveva messo al centro i territori, i Comuni che voi qui avete penalizzato. (Applausi dal Gruppo PD). Chi vive e sta nei territori sa che una famiglia in difficoltà non si rivolge ai centri per l'impiego, ma va dal sindaco, dall'assessore, dall'assistente sociale, alla Caritas, nelle parrocchie. Era questo il cuore, il luogo su cui agire per contrastare la povertà. Voi di questo non avete parlato, addirittura avete appesantito i Comuni di altri impegni burocratici, li avete praticamente resi inetti, impossibilitati ad agire in questo senso. Questa è la vostra riforma, una riforma che non darà speranza, una riforma che creerà più povertà, in un momento difficile che sta attraversando il Paese. Voi farete una manovra di nove, dieci miliardi (Tria dice che non si farà, ma Tria è una persona seria e immagino che la si farà). Quindi, con questo provvedimento date dieci miliardi e fra qualche mese (giugno-luglio) quei dieci miliardi dovrete riprenderveli perché il Paese sarà in recessione, in difficoltà. (Applausi dal Gruppo PD). Sapete alla fine a cosa si ridurrà il vostro reddito di cittadinanza, anche se parlate di diritti, di libertà, di Costituzione? Ad un mero sussidio a tempo determinato, perché fra tre anni questo sussidio non ci sarà e le famiglie saranno ancora più sole. Questo è il vostro reddito di cittadinanza: una grande occasione perduta, mi dispiace dirlo. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, colleghe senatrici, colleghi senatori, rappresentanti del Governo oggi è davvero un bel giorno per essere del MoVimento 5 Stelle, perché abbiamo l'occasione di realizzare il nostro sogno di migliorare la qualità della vita di tanti italiani e al contempo di mantenere fede agli impegni che abbiamo preso in campagna elettorale. Finalmente stiamo per approvare in quest'Aula un provvedimento che racchiude in sé quattro capisaldi della nostra proposta politica: la lotta alla povertà e il miglioramento delle politiche attive per il lavoro che conseguiamo per mezzo del reddito di cittadinanza, l'innalzamento delle pensioni mediante la pensione di cittadinanza e infine il superamento della famigerata legge Fornero, con la cosiddetta quota 100. Il cammino per arrivare in quest'Aula è stato lungo, difficile e tortuoso. Noi ci abbiamo sempre creduto, anche quando i soloni della politica e i grandi commentatori dei giornali ci dicevano che non ci saremmo mai riusciti, che appena arrivati al Governo avremmo cambiato idea e che l'Europa non ce l'avrebbe permesso, che avremmo dimenticato le promesse elettorali come fanno tutti gli altri. (Applausi dal Gruppo M5S). E invece no, siamo qui al servizio dei cittadini, al servizio di chi in questo momento soffre e ha bisogno di aiuto da parte della collettività e si affida con fiducia allo Stato, lo Stato che deve essere solidale ed equo, non piegato agli interessi di pochi e agli interessi delle lobby . I detrattori in servizio permanente effettivo ci accusano di approvare il reddito di cittadinanza in questo momento per una mera convenienza elettorale, ma voglio ricordare loro che è passato già un anno dalle elezioni: quanto altro tempo ancora i nostri connazionali devono soffrire, quanto devono aspettare, chi lo stabilisce quando dobbiamo approvare questo provvedimento? (Applausi dal Gruppo M5S). Del resto, se lo avessimo fatto, come voi ci consigliate, l'anno prossimo, ci avreste detto che lo facevamo perché era in funzione delle elezioni regionali e così via, e quindi si sarebbe perpetuato questo discorso. Noi invece siamo fieri di approvare questo provvedimento dopo solo otto mesi di Governo, perché chi soffre non può aspettare. (Applausi dal Gruppo M5S). Parlavo di lotta alla povertà: nel 2007, l'anno precedente lo scoppio della crisi che ci è arrivata dagli Stati Uniti - che vi ricordo essere stata causata dall'avidità degli speculatori finanziari - gli italiani in povertà assoluta erano circa 1,7 milioni; in dieci anni, questo numero è triplicato: i poveri sono diventati 5 milioni, che è una cifra enorme. Nel Sud, sempre nel 2017, una famiglia su dieci viveva in povertà assoluta. Sono numeri agghiaccianti, cresciuti a dismisura in pochissimi anni a causa delle folli politiche di austerità imposte dall'Europa e abbracciate dai Governi italiani: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni Silveri. Voi avete fatto queste politiche. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il reddito di cittadinanza cambierà radicalmente la situazione, perché non sarà solo un sussidio, ma verrà affiancato da un sistema efficiente e articolato di politiche attive del lavoro, incentrato sui centri per l'impiego. Come sapete, in essi è prevista l'assunzione di 4.000 nuovi operatori qualificati, che si aggiungeranno agli attuali 8.000 (che sono davvero pochini, se li confrontiamo con quelli di Francia e Germania, come ha detto poc'anzi il collega Romagnoli); altri 6.000 saranno assunti da ANPAL come navigator , che prenderanno in carico i beneficiari del reddito di cittadinanza per accompagnarli passo passo verso un nuovo impiego. Per diventare navigator occorrerà avere una formazione , quindi una laurea magistrale in economia, giurisprudenza, sociologia, scienze politiche, psicologia o scienze della formazione. Inoltre, altro aspetto molto importante, si realizzerà il sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, che sarà collegato al sistema informativo unitario dei servizi sociali, il che permetterà di interconnettere tutte le banche dati esistenti, in modo tale che si conoscano formazione e competenze di ogni lavoratore, sì da incrociarle con le esigenze e le richieste delle aziende presenti su tutto il territorio nazionale. L'investimento complessivo nelle politiche attive del lavoro sarà di 2 miliardi nel biennio 2019-2020. Questi investimenti aiuteranno a colmare il gap che in questo settore esiste tra il nostro Paese e tutti gli altri Paesi europei e che è figlio delle politiche miopi dei Governi precedenti, che non hanno mai preso seriamente la questione delle politiche attive del lavoro.