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la società Ryanair, come riportato dalla testata giornalistica on line "TrapaniSì" del 20 agosto 2020, ha sollecitato il saldo delle quote spettanti da alcune amministrazioni comunali riguardanti il vecchio contratto di co-marketing per il periodo 2014-2017 pari a circa 200.000 euro. Somma che, a detta dell'attuale presidente della società di gestione Airgest, sembrerebbe pregiudicare il futuro prosieguo delle tratte programmate o da avviare sullo scalo trapanese; lo stesso presidente di Airgest nel corso dell'intervista radiofonica alla medesima testata TrapaniSì del 27 agosto ha affermato di mediare tra sindaci e Ryanair per il recupero delle somme ancora dovute oggetto del contratto di co-marketing ; considerato che: la vicenda è stata oggetto di diverse interrogazioni parlamentari, nonché di interrogazioni presentate presso l'Assemblea regionale siciliana dai parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle, visto che ad oggi la Regione rappresenta per il 99 per cento la proprietaria della società Airgest; il 1° marzo 2018 è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo e alla Procura della Corte dei conti, con cui si chiedeva alla magistratura l'accertamento delle responsabilità, anche penali, sulla vicenda che ha visto Airgest SpA piombare in una profonda crisi dopo la drastica riduzione dei voli Ryanair e soprattutto la verifica di alcuni aspetti legati ai bilanci e alla conduzione tecnico-amministrativa della società, anche in ragione alle operazioni di co-marketing eseguite nei confronti della società irlandese; lo scorso 17 luglio si è tenuta l'udienza davanti al giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Trapani, competente a decidere sull'eventuale rinvio a giudizio dei soggetti a vario titolo coinvolti nell'inchiesta sugli accordi di co-marketing stipulati a beneficio dell'aeroporto di Birgi. Il sostituto procuratore in quella sede ha chiesto il rinvio a giudizio dei soggetti indagati per falso in bilancio e peculato, per i fatti contestati che vanno dal 2010 al 2016; il giudice per l'udienza preliminare ha quindi dichiarato parzialmente prescritte alcune delle accuse, riconoscendo però la legittimità delle accuse di peculato che ha comportato il rinvio a giudizio degli indagati, tra i quali l'attuale presidente Salvatore Ombra. Il processo avrà inizio il prossimo 16 febbraio davanti al Tribunale di Trapani; considerato inoltre che: lo scorso 18 febbraio la pagina web TTG Italia riportava la notizia dal titolo "Ryanair sotto indagine Ue per gli accordi di comarketing" dove si affermava: "Secondo quanto spiegato dall'Ue in una nota ufficiale (...), "la Commissione ritiene che il sostegno fornito a Ryanair e ad altre compagnie attraverso i contratti di co-marketing possa costituire un aiuto di Stato"; la stessa Ryanair in Italia ha goduto di contributi pubblici sotto forma di contratti di co-marketing in diverse basi aeree, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se gli stessi siano stati oggetto di verifica anche da parte degli organi di controllo e delle autorità regolatrici competenti; se ritenga di valutare, nell'ambito delle proprie attribuzioni, la legittimità dei contratti di co-marketing sottoscritti dalle società di gestione aeroportuali, nonché dell'attività di mediazione svolta da queste ultime per la riscossione delle quote costituenti il corrispettivo dell'accordo di co-marketing ; quali iniziative intenda assumere per disciplinare gli accordi di co-marketing , in particolare tra società di gestione aeroportuale e società interamente controllate da vettori aerei, alla luce dei regolamenti europei e della legislazione vigente. Atto n. 4-03992 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: un'eccezionale ondata di maltempo ha colpito il Veneto domenica 23 agosto 2020, in particolare le province di Verona, Padova e Vicenza, causando danni ingentissimi alla viabilità e alle coltivazioni, soprattutto ai vigneti; la furia del vento e la grandinata di proporzioni straordinarie hanno sconvolto interi territori causando black out elettrici, danni alla viabilità e gravi allagamenti, si chiede di sapere se non si ritenga opportuno assumere iniziative per proclamare in tempi rapidi lo stato di emergenza e considerare inoltre l'assegnazione di risorse straordinarie per fronteggiare la situazione emergenziale provocata dal devastante nubifragio che si è abbattuto sul Veneto. Atto n. 4-03993 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: il Ministero della salute ha pubblicato le recenti linee guida sull'aborto modificando i criteri della legge n. 194 del 1978 in alcuni passaggi chiave, dopo aver ricevuto il parere positivo espresso dal Consiglio superiore di sanità (CSS) in seduta straordinaria il 4 agosto 2020; il parere inizia ripercorrendo le tappe dell'introduzione della metodica abortiva farmacologica in Italia, richiamando i tre precedenti pareri del CSS formulati il 18 marzo 2004, il 20 dicembre 2005 e il 18 marzo 2010, che portarono alla richiesta del ricovero ordinario; tra le ragioni ricordate nell'ultimo parere il CSS ricorda: "la non prevedibilità del momento in cui avviene l'aborto"; "il rispetto della legislazione vigente che prevede che l'aborto avvenga in ambito ospedaliero", con un regime di ricovero ordinario e afferma esplicitamente che "l'associazione di mifepristone e misoprostolo deve essere somministrata in ospedale pubblico o altra struttura prevista dalla predetta legge e la donna deve essere ivi trattenuta fino ad aborto avvenuto"; il parere riporta anche la delibera AIFA nella quale si fa riferimento al "sensibile incremento del tasso di complicazioni in relazione alla durata della gestazione"; nonostante citi tutte le argomentazioni che nei precedenti pareri avevano confermato le indicazioni della legge n. 194 sul fatto che l'aborto, incluso quello farmacologico, avvenisse in regime di ricovero ospedaliero, il CSS non dice assolutamente nulla sulle motivazioni per cui i tre pareri precedenti si ritengono superati; l'unica argomentazione riportata sembra essere: "così fan tutti", nei vari Paesi europei, a cominciare dalla Francia, addirittura dal 2001; in Italia però la legge n. 194, tuttora in vigore, comporta obblighi sanitari precisi, né d'altra parte sono cambiati i principi attivi dei farmaci e non ci sono nuove evidenze scientifiche; e la stessa attività clinica confermerebbe le ragioni di prudenza addotte in precedenza, come peraltro afferma il testo stesso: "Non esiste tuttavia la possibilità di prevedere quando l'effetto del mifepristone inizia e soprattutto di avere certezza dell'efficacia. Per tale motivo non è prevedibile la tempistica reale dell'aborto (...). Il tempo di efficacia può quindi variare significativamente da poche ore a qualche giorno"; inoltre, le nuove linee guida consentono la somministrazione e l'assunzione della Ru486, finora limitata alla settima settimana di gestazione, fino alla nona settimana, senza fare riferimento al fatto che le complicanze dopo la settima settimana raddoppiano; si cita un lavoro di 15 anni fa, Schreiber C et al., Semin Reprod.