[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 11, 11-bis e 12 della legge 11 marzo 1926, n. 416 (Nuove disposizioni sulle procedure da seguirsi negli accertamenti medico-legali delle ferite, lesioni ed infermità dei personali dipendenti dalle amministrazioni militari e da altre amministrazioni dello Stato), degli artt. 2, 3, 4, 5 e 6 della legge 22 dicembre 1980, n. 913 (Norme per la composizione del collegio medico-legale del Ministero della difesa), e dell'art. 1, comma 3, del decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453 (Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti), convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 1994, n. 19, per la parte in cui richiama l'art. 2, secondo comma, della legge 8 ottobre 1984, n. 658 (Istituzione in Cagliari di una sezione giurisdizionale e delle sezioni riunite della Corte dei conti), promosso con ordinanza del 1° agosto 2006 dalla Corte dei conti – sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana sull'istanza proposta da Candela Antonino nei confronti del Ministero della difesa, iscritta al n. 682 del registro ordinanze 2006 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 6, prima serie speciale, dell'anno 2007. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio 9 maggio 2007 il Giudice relatore Paolo Maddalena. Ritenuto che, con ordinanza in data 1° agosto 2006, la Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 97, 108 e 111 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale degli artt. 11, 11-bis e 12 della legge 11 marzo 1926, n. 416 (Nuove disposizioni sulle procedure da seguirsi negli accertamenti medico-legali delle ferite, lesioni ed infermità dei personali dipendenti dalle amministrazioni militari e da altre amministrazioni dello Stato), degli artt. 2, 3, 4, 5 e 6 della legge 22 dicembre 1980, n. 913 (Norme per la composizione del collegio medico-legale del Ministero della difesa), e dell'art. 1, comma 3, del decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453 (Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti), convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 1994, n. 19, per la parte in cui richiama l'art. 2, secondo comma, della legge 8 ottobre 1984, n. 658 (Istituzione in Cagliari di una sezione giurisdizionale e delle sezioni riunite della Corte dei conti); che le norme censurate prevedono l'istituzione del collegio medico-legale della Difesa quale organo di consulenza in sede giurisdizionale nei giudizi pensionistici che si svolgono innanzi alla Corte dei conti; contemplano, inoltre, la possibilità per le sezioni giurisdizionali della Corte dei conti di richiedere agli ospedali militari o civili, aventi sede della Regione, i pareri medico-legali o l'esecuzione di visite dirette ai fini dei necessari accertamenti in ordine alle infermità denunciate dai ricorrenti; che la questione è sorta nell'ambito di un giudizio promosso nei confronti del Ministero della difesa da un ex militare di leva, collocato in congedo per riforma, il quale, sostenendo di avere contratto per causa di servizio una infermità, aveva adito il giudice a quo per ottenere la pensione privilegiata ordinaria, impugnando il provvedimento negativo del Ministero della difesa; che, in via istruttoria, il ricorrente aveva chiesto che sulla vicenda oggetto del giudizio venisse acquisito il parere della commissione medico-legale del Ministero della difesa presso la Corte dei conti; che il giudice rimettente, dandosi preliminarmente carico di verificare la costituzionalità delle norme che regolano tale strumento istruttorio tipico del processo pensionistico innanzi alla Corte dei conti, osserva che la Corte costituzionale, occupandosi della questione, con riferimento al diverso profilo della esclusività di tale mezzo di ricerca della prova rispetto a quello più generale della consulenza tecnica d'ufficio disciplinato dal codice di rito, ha affermato che le norme sul processo dinanzi alla Corte dei conti consentono di disporre l'insieme dei mezzi istruttori offerti dalle leggi di procedura civile, inclusa la consulenza tecnica d'ufficio; che, ricostruito il quadro normativo in materia, il giudice a quo rileva che il legislatore non avrebbe apprestato nessun meccanismo di tutela della posizione di indipendenza e terzietà degli ufficiali chiamati a comporre la commissione medico-legale, i quali mantengono inalterato il loro rapporto di dipendenza gerarchica e piena appartenenza alla rispettiva Forza armata dalla quale provengono (Aeronautica – Esercito – Marina): tale posizione, nel caso in cui la controparte in giudizio sia, come nella specie, lo stesso Ministero della difesa, farebbe sorgere seri dubbi sulla imparzialità, indipendenza e terzietà di coloro che sono chiamati ad esprimere un parere destinato, nella quasi totalità dei casi, a determinare l'esito del giudizio nei confronti dell'amministrazione dalla quale essi dipendono; che, ad avviso del rimettente, sebbene sia sempre possibile privilegiare altri mezzi istruttori, quali la consulenza tecnica d'ufficio, che offrono maggiori garanzie di terzietà e di effettivo contraddittorio tra le parti, la circostanza che lo strumento del parere della commissione medico-legale sia espressamente previsto dal legislatore – peraltro senza alcun costo per il ricorrente e per il sistema giustizia – imporrebbe che ad esso si possa (e si debba, là dove il ricorrente espressamente lo richieda) fare ricorso; che, secondo la Corte dei conti, i principi di indipendenza e di autonomia della funzione giurisdizionale e di buon andamento dell'amministrazione della giustizia riguardano non solo la posizione del giudice ma, in genere, di chiunque sia chiamato ad operare in posizione di terzietà, come il consulente tecnico d'ufficio: essi dovrebbero valere, onde preservare l'indipendenza della funzione giurisdizionale quale strumentale presidio del diritto di agire in giudizio, anche per i componenti della commissione medico-legale istituita presso la Corte dei conti; che la Corte dei conti rimettente ricorda che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 353 del 2002, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma che disciplinava la composizione dei tribunali regionali delle acque pubbliche, perché ai funzionari del Genio civile, designati dal Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che vi facevano parte come componenti aggregati, non erano assicurate le dovute garanzie di indipendenza: