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La dichiarazione del senatore Esposito è andata incontro ad un'azione penale da parte del dottor Pepino. Va rilevato che c'è stata una serie di prese di posizione specifiche, anche in Aula, citate nella relazione, da parte del senatore Stefano Esposito, che di questa battaglia e della forte opposizione alle manifestazioni violente rivolte contro la costruzione di quella linea ferroviaria ha fatto - o quantomeno ciò gli è stato attribuito - uno degli aspetti principali della sua azione politica, all'interno e al di fuori del Senato e probabilmente chi conosce il senatore Esposito per una sola cosa, lo conosce per questa sua azione politica. La Giunta ha pertanto ritenuto che ci siano i presupposti per l'applicazione dell'articolo 68 della Costituzione, in quanto quella sua dichiarazione, nella trasmissione radiofonica, peraltro susseguente alle diverse prese di posizione assunte dal senatore Esposito in Senato, rispecchia e è, anzi, semplicemente un'estensione del mandato parlamentare del senatore Esposito, essendo tali prese di posizione una parte importante della propria azione. La Giunta pertanto ha ritenuto che le sue dichiarazioni siano coperte dall'articolo 68 della Costituzione. PRESIDENTE . Poiché non vi sono iscritti a parlare in discussione, passiamo alla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia alla proposta del relatore, in quanto riteniamo che si verta senza dubbio in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68 della Costituzione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di deliberare che le dichiarazioni rese dal signor Stefano Esposito, senatore all'epoca dei fatti, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . ( v. Allegato B ). Discussione del documento: Doc Doc. IV-ter, n. 4 Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Maurizio Gasparri Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento: «Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Maurizio Gasparri per il reato di cui all'articolo 595, terzo comma, del codice penale (diffamazione col mezzo della stampa), trasmessa dal Tribunale di Roma il 30 marzo 2018». La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata stampata e distribuita. Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha proposto, a maggioranza, all'Assemblea di deliberare che le dichiarazioni rese dal senatore Maurizio Gasparri costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione. Chiedo al relatore, senatore Cucca, se intende intervenire. CUCCA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò molto brevemente. In data 30 marzo 2018, il tribunale ordinario di Roma ha inviato al Senato la copia degli atti relativi ad un procedimento penale a carico del senatore Maurizio Gasparri, per accertare se le condotte, oggetto del procedimento penale de quo , integrino o meno l'ipotesi di espressione di opinioni insindacabili ai sensi dell'articolo 68 della Costituzione. La Giunta ha esaminato la questione nelle sedute del 5 ottobre e del 13 novembre 2018, deliberando in tale data nel senso dell'insindacabilità. Faccio presente anche che il senatore Gasparri aveva presentato una memoria in data 12 ottobre 2018. I fatti originano da una querela presentata da Roberto Saviano in data 4 gennaio 2018 alla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma, relativa al contenuto di tre tweet - dato importante da tener presente - postati dal senatore Gasparri tra il 7 e l'8 ottobre 2017 e riguardanti la presenza, quale ospite in studio, dello stesso Saviano nella trasmissione televisiva «Che tempo che fa», in onda su Rai1 nella serata dell'8 ottobre 2017. Da quella querela si evinceva pure che il contenuto riguardava alcune frasi postate in tweet molto brevi circa la presenza del Saviano alla trasmissione, in cui lo stesso veniva definito «pregiudicato» in quanto di fatto era stato condannato per plagio con sentenza passata in giudicato. Il dottor Saviano aveva precisato di non essere pregiudicato e di non aver mai riportato condanne penali, ritenendo tale comportamento lesivo della propria reputazione e onorabilità, ragion per cui aveva proposto la querela. Per un esame completo e compiuto della vicenda è necessario tener presente la giurisprudenza costante della Consulta, altro dato importante. Premesso che ce ne sono diverse, sulle quali tornerò in seguito, si rende preliminarmente opportuno richiamare le sentenze della Corte costituzionale n. 144 del 2015, n. 55 del 2014, n. 305 del 2013 e n. 81 del 2011 dove, in maniera costante, la Corte costituzionale ritiene che le dichiarazioni rese extra moenia da un parlamentare siano coperte dalla prerogativa dell'insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, a condizione che sia sempre ravvisabile un nesso funzionale con l'esercizio del mandato parlamentare, basato sulla corrispondenza sostanziale di contenuto tra opinioni espresse all'esterno e opinioni espresse nell'ambito di attività parlamentari. In altri termini, la Corte costituzionale, recependo anche gli indirizzi della Corte europea dei diritti dell'uomo, ritiene configurabile l'insindacabilità nei casi in cui la dichiarazione esterna del parlamentare (alla stampa, sui social o in qualunque altra maniera) abbia finalità divulgativa di opinioni espresse nel corso delle attività parlamentari. Il parametro sul quale la Corte costituzionale valuta la sussistenza o meno del nesso funzionale è, quindi, la sostanziale corrispondenza di contenuto fra le dichiarazioni espresse all'esterno delle Aule parlamentari e quelle pronunciate all'interno, con la precisazione - altro dato estremamente importante per una corretta valutazione della vicenda - che non è necessaria una puntuale coincidenza terminologica tra i due atti, essendo invece sufficiente una corrispondenza contenutistica sostanziale. Nel caso di specie, è indispensabile tener conto del fatto che il senatore Gasparri, nei tre tweet dell'ottobre 2017, che hanno poi originato la querela, si limitava a divulgare un'opinione espressa in un atto parlamentare, ossia nell'interrogazione 4-08214 del 10 ottobre 2017. In tale interrogazione, presentata dallo stesso, si recitava testualmente nelle premesse: «Con sentenza definitiva del 15 giugno 2015 la Corte suprema di Cassazione ha confermato la condanna per plagio dello scrittore Roberto Saviano...[ omissis ]».