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La validazione dei risultati del piano di campionamento di collaudo finale da parte dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente territorialmente competente, che conferma il conseguimento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione nei suoli, costituisce certificazione dell’avvenuta bonifica del suolo. I costi dei controlli sul piano di campionamento finale e della relativa validazione sono a carico del soggetto di cui al comma 1. Ove i risultati del campionamento di collaudo finale dimostrino che non sono stati conseguiti i valori di concentrazione soglia di contaminazione nella matrice suolo, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente territorialmente competente comunica le difformità riscontrate all’autorità titolare del procedimento di bonifica e al soggetto di cui al comma 1, il quale deve presentare, entro i successivi quarantacinque giorni, le necessarie integrazioni al progetto di bonifica che è istruito nel rispetto delle procedure ordinarie ai sensi degli articoli 242 o 252 del presente decreto»; al comma 1, capoverso Art. 242- bis , nella rubrica, le parole: «o di messa in sicurezza» sono soppresse; identico ; al comma 1, dopo il capoverso Art. 242- bis sono aggiunti i seguenti: soppresso «Art. 242-ter. - (Concentrazioni soglia di contaminazione pari ai valori di fondo esistenti). -- 1 . Non si applicano le procedure di cui agli articoli 242, 242- bis e 252, qualora eventuali superamenti di una o più concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) siano omogenei al valore di fondo esistente per tutti i parametri superati, ai sensi dell’articolo 240, comma 1, lettera b) . Art. 242-quater. - (Censimento e mappatura dei valori di fondo esistenti nei suoli). -- 1 . Le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente devono predisporre il censimento e la mappatura dei valori di fondo esistenti nei suoli, sulla base degli esiti delle analisi di caratterizzazione dei suoli effettuate in contraddittorio dalle varie Agenzie provinciali per la protezione dell’ambiente nell’ambito dei vari procedimenti già conclusi e suddivisi per aree omogenee. 2. Il superamento di una o più concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) rilevato tramite il censimento di cui al comma 1, purché inferiore ai valori di concentrazione soglia di rischio (CSR), si assume pari ai valori di fondo esistenti per tutti i parametri superati e pertanto detti valori sono sostitutivi delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste per la bonifica dei siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale di cui all’allegato 5 al titolo V della parte quarta, tabella 1, colonna A. 3 . Le Agenzie regionali e i dipartimenti provinciali per la protezione dell’ambiente provvedono all’aggiornamento del censimento e mappatura dei valori di fondo esistenti nei suoli a conclusione di ogni accertamento eseguito sul territorio»; dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti: dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti: «3- bis . All’articolo 3 del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28, sono apportate le seguenti modificazioni: soppresso a) al comma 2: 1) le parole: "ai fini dell’applicazione dell’articolo 185, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo n. 152 del 2006," sono soppresse; 2) dopo le parole: "da utilizzare per" la parola: "escludere" è sostituita dalle seguenti: "accertare eventuali"; 3) le parole: ", ove conformi ai limiti del test di cessione," sono sostituite dalla seguente: "altresì"; b) al comma 3: 1) dopo le parole: "sono fonti di contaminazione" è inserita la seguente: "potenziale"; 2) dopo le parole: "e come tali" sono inserite le seguenti: ", qualora le concentrazioni attese in falda, valutate mediante modelli di lisciviazione e dispersione in falda, superino i limiti di cui alla tabella 2 dell’allegato 5 al titolo V della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,"; 3) dopo le parole: "devono essere rimosse o" sono inserite le seguenti: "in alternativa, attivando le procedure di cui al titolo V della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,"; 4) dopo le parole: "senza rischi per la salute" sono aggiunte le seguenti: "e per le acque sotterranee". 3- ter . Le procedure tecnico-operative per la valutazione delle concentrazioni attese in falda, di cui al comma 3 dell’articolo 3 del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28, sono fissate dall’ISPRA entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Fino all’adozione delle predette procedure restano ferme, con gli opportuni adeguamenti, le procedure di valutazione relative ai terreni. soppresso 3- quater . Alla tabella 1 dell’allegato 5 al titolo V della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, al punto 13, la parola: "Stagno" è sostituita dalle seguenti: "Composti organo-stannici". «3- bis . Identico . 3- quinquies . All’articolo 242 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è aggiunto, in fine, il seguente comma: 3- ter . Identico »; "13- bis . Per la rete di distribuzione carburanti si applicano le procedure semplificate di cui all’articolo 252, comma 4"»; il comma 4 è sostituito dal seguente: identico ; «4. All’articolo 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, dopo il comma 8- ter sono aggiunti i seguenti: "8- quater . Le attività di trattamento disciplinate dai regolamenti di cui all’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, che fissano i criteri che determinano quando specifici tipi di rifiuti cessano di essere considerati rifiuti, sono sottoposte alle procedure semplificate disciplinate dall’articolo 214 del presente decreto e dal presente articolo a condizione che siano rispettati tutti i requisiti, i criteri e le prescrizioni soggettive e oggettive previsti dai predetti regolamenti, con particolare riferimento: a) alla qualità e alle caratteristiche dei rifiuti da trattare; b) alle condizioni specifiche che devono essere rispettate nello svolgimento delle attività; c) alle prescrizioni necessarie per assicurare che i rifiuti siano trattati senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente, con specifico riferimento agli obblighi minimi di monitoraggio; d) alla destinazione dei rifiuti che cessano di essere considerati rifiuti agli utilizzi individuati. 8- quinquies . L’operazione di recupero può consistere nel mero controllo sui materiali di rifiuto per verificare se soddisfino i criteri elaborati affinché gli stessi cessino di essere considerati rifiuti nel rispetto delle condizioni previste.