[pronunce]

che il legislatore, nella sua discrezionalità, al fine di assicurare il contemperamento dell'interesse del creditore (per tributi e per ogni altro credito) - peraltro non sacrificabile totalmente - con quello del debitore, che percepisca da un privato uno stipendio o salario, ha previsto un limite fisso percentuale ragionevolmente contenuto (art. 545, quarto comma, cod. proc. civ. ) non essendo obbligato a rimettere in ogni caso la determinazione del limite ad una scelta del giudice; che gli anzidetti diversi aspetti relativi ai limiti alla pignorabilità sono stati già esaminati da questa Corte in senso positivo, sotto i più vari profili attinenti agli artt. 2, 3, 24, 31, 36, 47 della Costituzione (sentenze n. 434 del 1997; n. 209 del 1975; n. 102 del 1974; n. 38 del 1970; n. 20 del 1968; ordinanze n. 315 del 1999; n. 305 e n. 302 del 1998; n. 260 del 1987; n. 12 del 1977) ed anzi sono state dichiarate illegittime le norme che per i salari, gli stipendi e le pensioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni non prevedevano un'analoga pignorabilità fino alla concorrenza di un quinto (sentenze n. 99 del 1993; n. 878 del 1988; n. 89 del 1987); che il diritto alla salute del singolo e le particolari esigenze individuali devono essere assicurate ai non abbienti, o comunque ai soggetti bisognosi di cure o di prestazioni di particolare onere, attraverso gli istituti e gli strumenti dello specifico settore dell'assistenza sanitaria o attraverso quelli dell'assistenza generale e non possono essere addossati, come obbligo costituzionalmente vincolante, a carico del generico creditore, portatore di un diritto ad una prestazione pecuniaria, giurisdizionalmente accertato attraverso un titolo esecutivo; che, infine, per quanto riguarda il debito, per cui il creditore procedeva in via esecutiva (contributi Inps riferiti a un non breve periodo temporale), deve rilevarsi che il sistema prevedeva una serie di possibilità per alleggerire o diluire il pagamento (condoni e richieste di dilazioni o rateizzazioni), che avrebbero potuto far fronte a talune esigenze sociali, estranee alla giustificazione della norma processuale denunciata, ma sempre rimesse ad iniziative del debitore suscettibili di essere fatte valere nella sede opportuna; che, pertanto, la questione denunciata è manifestamente infondata.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 545 del codice di procedura civile, nella parte in cui predetermina la pignorabilità dello stipendio o salario nella misura di un quinto, sollevata, in riferimento all'art. 32, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Ancona, sezione distaccata di Fabriano, con ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 maggio 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Riccardo CHIEPPA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 29 maggio 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA