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È questa la ragione per la quale ieri abbiamo votato contro una crisi di Governo che oggi il Paese non può assolutamente permettersi. Il tempo, mai come oggi, non è una variabile secondaria: basta pensare semplicemente alle scadenze di fine gennaio. Se questa crisi continuerà, rischiamo di fare tardi su una serie di questioni - e qui c'è tutta la partita sul recovery - perché c'è la situazione della diffusione del virus che va guardata con grande attenzione, vista la campagna vaccinale su cui neanche un solo minuto può essere perso. Questa è l'ora del massimo impegno, in cui serve una maggioranza forte e stabile, da costruire riscoprendo le ragioni del dialogo con chi c'è stato e trovando strade anche con chi da sempre si riconosce nei valori dell'Europa unita e solidale, con il confronto e il senso di responsabilità da parte di tutti. Annuncio pertanto il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie (SVP-PATT, UV) allo scostamento di bilancio. (Applausi) . CONZATTI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, stiamo discutendo oggi la relazione con la quale l'Esecutivo chiede al Parlamento l'autorizzazione ad aggiornare gli obiettivi di finanza pubblica. È una relazione che deve essere approvata con la maggioranza assoluta dei voti, che la votazione di ieri in Senato non ha consegnato all'Esecutivo, perché la crisi politica non ha ancora trovato un punto di risoluzione. Tuttavia, nell'attesa fiduciosa che questo punto di risoluzione si trovi, nell'ottica di un patto di legislatura, di una maggioranza politica più forte e più coesa, nonché di una maggiore solidità del Governo, confermiamo l'apertura e la disponibilità al dialogo manifestate ieri con l'astensione e ci apprestiamo ovviamente a votare a favore della risoluzione che come Italia Viva abbiamo presentato, condividendola con le forze di maggioranza e anche con quelle di opposizione. L'autorizzazione che stiamo per votare servirà naturalmente a finanziare i nuovi provvedimenti - il decreto ristori 5, il cosiddetto decreto Natale e dunque l'intervento per tutto il settore della montagna - ma anche a confermare una vocazione europeista, perché questo scostamento avviene grazie a un quadro regolatorio europeo che ci permette, da ormai un anno, di attuare scostamenti e di lavorare verso una politica espansiva che possa sostenere il tessuto economico e tutte le misure sociali e sanitarie. Con questo spirito, quindi, ci apprestiamo a votare a favore dello scostamento di bilancio per ulteriori 32 miliardi a valere sul 2021. È il sesto scostamento che votiamo da quando è iniziato il periodo pandemico, che porta l'indebitamento netto aggiuntivo a 140 miliardi, dei quali sentiamo il peso e la responsabilità, perché sono serviti, sì, a finanziare misure molto importanti contenute nei cosiddetti decreti cura Italia, ristori e agosto, nonché nella legge di bilancio, ma sentiamo anche il peso della situazione del quadro economico e di finanza pubblica; è molto pesante per noi che lo stiamo approvando e lo sarà ancora di più per chi arriverà dopo di noi. Anche l'onere sul debito aggiuntivo e purtroppo su quello pregresso è molto importante. È vero che è temperato dalla politica monetaria della Banca centrale europea, ma lo è altresì che oltre 60 miliardi di interessi annui sul debito rispetto a uno stock che ha superato 2.600 miliardi e il rapporto debito PIL al 158 per cento non possono che farci porre grande attenzione all'attendibilità del rientro rispetto all'obiettivo di medio termine. In tal senso vorrei esprimermi, dicendo che è particolarmente importante che ci concentriamo sulla crescita e sul PIL. Se è vero che in questo momento tutta la politica economica è strettamente legata con effetti uguali e contrari all'atteggiamento che si è deciso di adottare privilegiando la salute e la salvaguardia degli individui, è vero anche che questo ci dice che abbiamo un'unica strada da perseguire affinché il nostro PIL e la nostra crescita possano tornare a essere tali da sostenere l'enorme debito che ci siamo accollati per aiutare l'Italia. Questa unica via è il piano vaccinale. So che non è una politica economica, ma è ad essa strettamente connessa. La responsabilità che ci investe di fare bene e di fare subito, di fare bene nell'approvvigionamento e nelle somministrazioni e di fare tutto il possibile affinché l'approvvigionamento sia tempestivo e velocissimo è strettamente connessa alla nostra capacità di uscire economicamente da quello che altrimenti può diventare solo che un loop in negativo. Anche questi ulteriori 32 miliardi devono essere letti in tale ottica. Dobbiamo utilizzare le risorse aggiuntive per sostenere la crescita, affinché si faccia una scelta oculata nell'ottica di tutte le misure che la sostengono. Non possiamo più permetterci misure che tamponano semplicemente, anche per riuscire a ridurre l'impatto sul deficit . In questo senso è molto opportuno, dopo un anno di misure, riuscire a fare anche una valutazione di impatto su quelle che hanno funzionato e su quelle più efficaci, adottando anche un'ottica selettiva e cercando di capire all'interno dei singoli comparti quali imprese e quali individui devono essere aiutati e quali invece possono ricominciare a camminare sulle proprie gambe. Questo è infatti l'obiettivo finale. Con l'ottica del cosiddetto ristori 5, che arriverà - spero - quanto prima, ci siamo lasciati a dicembre con alcune intuizioni e alcuni impegni comuni, che ora elencherò. Occorre semplificare le procedure di accesso a tutti i ristori: ci stanno segnalando che sono particolarmente burocratiche e quindi, anche nell'ottica recovery , questa è un'indicazione. Occorre ristorare i settori chiusi che non sono ancora stati ristorati: il settore neve, quello della montagna, ancora una volta quello turistico e quello crocieristico, che non ha potuto lavorare in tutto il periodo invernale. Bisogna introdurre la clausola perequativa, chiaramente per ristorare in maniera equa le attività che hanno stagionalità o mercati che non rispondono a una logica di calcolo che va da aprile ad aprile e anche per fare in modo di cancellare le imposte per le imprese che hanno avuto perdite di fatturato molto consistenti. Superare la logica dei codici Ateco e sbloccare i pagamenti della pubblica amministrazione mi pare una cosa assolutamente necessaria, soprattutto l'ultima delle due: sbloccarli oppure renderli compensabili mi sembra una misura prioritaria. E poi, ancora, a fianco alla cassa integrazione guadagni (CIG), si devono anticipare e accelerare le misure attive sul lavoro. Se c'è una cosa che possiamo fare, mentre i nostri lavoratori sono obbligatoriamente fermi, è fare in modo di riqualificare le loro competenze in chiave digitale e green , seguendo le nuove direttrici verso le quali la nostra economia si sta indirizzando grazie al Next generation EU. Pertanto, come anticipato, voteremo a favore di questa... (Il microfono si disattiva automaticamente) . Signor Presidente, è un'apertura di credito che naturalmente... (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi). DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) .