[pronunce]

che non sarebbe neppure violato il principio di eguaglianza, in quanto, per un verso, tale violazione ricorre ove siano diversamente trattate situazioni identiche e non ove le diverse discipline corrispondono a situazioni differenti, ed in quanto, per altro verso, il rimettente non ha preso in considerazione la ratio della disposizione censurata, volta ad agevolare gli imprenditori agricoli siciliani, oberati da notori problemi legati alla siccità e da altri eventi calamitosi che ne ostacolano la ripresa produttiva; che, nell'imminenza della udienza, sia la Regione siciliana che la Barclays Bank PLC hanno depositato brevi memoria illustrative, nelle quali hanno insistito nelle loro rispettive conclusioni. Considerato che, nel corso di due giudizi in grado di appello, aventi ad oggetto opposizione a decreto ingiuntivo, la Corte di appello di Milano, con altrettante ordinanze, peraltro di identico tenore, dubita della legittimità costituzionale dell'art. 1 della legge della Regione siciliana 23 dicembre 2000, n. 28 (Proroga delle cambiali agrarie ed altre norme in materia di agricoltura. Norme in materia di usi civici), nella parte in cui prevede che «gli istituti e gli enti esercenti il credito agrario prorogano al 31 dicembre 2001 le passività di carattere agricolo, ivi compresi i ratei relativi a prestiti di dotazione per l'acquisto di macchine agricole ed animali, già scadute o che andranno a scadere entro il 30 giugno 2001, ancorché già prorogate, purché contratte anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge»; che, tenuto conto della evidente connessione fra i due giudizi, se ne deve disporre la riunione affinché essi siano definiti con unica decisione; che il rimettente motiva in maniera assai generica in ordine alla effettiva rilevanza nei giudizi a quibus della sollevata questione di legittimità costituzionale, motivazione che, viceversa, appare tanto più necessaria attesa la peculiarità costituita dalla affermata applicabilità di una disposizione legislativa regionale siciliana in ordinari giudizi civili di cognizione in corso di svolgimento di fronte ad un organo giudiziario lombardo, e, nell'argomentare riguardo alla non manifesta infondatezza della questione stessa, non precisa quali siano i parametri costituzionali che egli ritiene violati dalla disposizione legislativa medesima, limitandosi ad una vaga evocazione dell'art. 3 della Costituzione, senza affatto chiarire in quale senso sarebbe violato il principio di eguaglianza a presidio del quale esso è posto; che, d'altra parte, il rimettente, il quale pur solleva questione di legittimità costituzionale di una legge adottata da una Regione a statuto speciale lamentando violazioni del riparto di competenze tra Stato e Regioni, non individua un preciso parametro normativo che possa essere preso a riferimento per procedere alla valutazione della questione sottoposta a questa Corte, né fornisce elementi riguardo alla possibile estensione anche alla Regione siciliana, nella materia de qua, delle disposizioni contenute nella Costituzione in ordine alla suddivisione delle competenze legislative tra lo Stato e le Regioni ordinarie, né si esprime – anche solo per negarne, con formulazione sintetica, la presenza – circa la sussistenza di disposizioni statutarie che vengano, nel caso in oggetto, a derogare a tale riparto; che, viceversa, l'art. 23 della legge 11 marzo1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), espressamente prescrive che l'ordinanza di rimessione contenga l'indicazione delle «disposizioni della Costituzione e delle leggi costituzionali, che si assumono violate»; che dalle descritte omissioni deriva, quale conseguenza, la inammissibilità della questione.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 della legge della Regione siciliana 23 dicembre 2000, n. 28 (Proroga delle cambiali agrarie ed altre norme in materia di agricoltura. Norme in materia di usi civici), sollevata dalla Corte di appello di Milano, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 ottobre 2008. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Paolo Maria NAPOLITANO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 ottobre 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA