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Dopo aver enunciato i il suo oggetto e la legge applicabile (articolo 1), l'Accordo individua nelle due rispettive Agenzie spaziali, l'ASI e la CONAE, le agenzie attuatrici nazionali responsabili dello sviluppo, del coordinamento e della promozione della cooperazione bilaterale (articolo 2). Il successivo articolo 3 individua i settori della cooperazione, relativi - tra gli altri - al telerilevamento della Terra, alle scienze spaziali e all'iniziativa Open Universe , proposta dal Governo italiano al Comitato delle Nazioni Unite per gli usi pacifici dello spazio esterno, alle ricerche, allo sviluppo di sistemi spaziali per scopi di ricerca e tecnologia, alla promozione di iniziative commerciali, all'accesso allo spazio, alle infrastrutture di terra di sistemi spaziali, alla formazione e alla promozione di strumenti per la gestione delle emergenze. I successivi articoli dell'Intesa disciplinano le forme e le modalità della cooperazione (articoli 4 e 6) e le possibilità per le Parti di stipulare accordi attuativi e programmi specifici (articolo 5) e di collaborazione da parte del settore privato (articolo 7). L'Accordo disciplina inoltre gli aspetti finanziari derivanti dalla cooperazione (articolo 8), prevedendo che le agenzie attuatrici siano responsabili del finanziamento dei progetti congiunti, proporzionalmente alle rispettive partecipazioni. Ulteriori disposizioni riguardano le misure di protezione della proprietà intellettuale (articolo 9), la riservatezza delle informazioni (articolo 10), le informazioni al pubblico e allo scambio di informazioni (articolo 11), la rinuncia reciproca ad azioni di responsabilità per quanto riguarda le attività svolte (articolo 12), le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 13) e l'entrata in vigore, la durata e il termine (articolo 15). Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, reca una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che all'attuazione della legge si provveda nell'ambito del bilancio ordinario dell'Agenzia spaziale italiana e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Conclude la sua esposizione osservando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 2452 Ratifica Accordo Italia Gibuti sulla cooperazione nel settore della difesa DDL 2452 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Gibuti sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 29 gennaio 2020 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI , in sostituzione della senatrice GARAVINI ( IV-PSI ), relatrice, dà conto del disegno di legge già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo sulla cooperazione nel settore della difesa, sottoscritto nel gennaio 2020 dall'Italia e da Gibuti. Ricorda, innanzitutto, che Gibuti, ex-colonia francese, indipendente dal 1977, è ad oggi una Repubblica, popolata da poco meno di 1 milione di abitanti, che occupa un'area di straordinaria importanza strategica, lungo una delle rotte commerciali mondiali più trafficate al mondo, stretta fra Eritrea, Etiopia e Somalia, di fronte allo stretto Bab El Mandeb che separa il Mar Rosso dal golfo di Aden. Il Paese, che da punto di vista istituzionale è una repubblica semipresidenziale, svolge un ruolo fondamentale per la stabilità della regione, "agendo da facilitatore e da promotore del dialogo e della cooperazione tra i Paesi dell'area", come ha ricordato lo stesso Ministro della difesa italiano, Lorenzo Guerini, nel corso della sua missione a Gibuti a marzo 2021. Il territorio gibutiano è sede di numerose strutture militari, ospitando le basi americana, francese, giapponese, cinese, saudita e, dal 2013, anche la Base Militare italiana di Supporto (BMIS), dipendente dal Comando operativo di vertice interforze (COI), per il supporto logistico alle operazioni militari italiane in Africa Orientale e nell'Oceano Indiano. Tra i contingenti militari presenti nel Paese, attestati presso alle basi militari dei Paesi alleati, si ricordano anche quelli della Germania, del Regno Unito e della Spagna. L'intesa bilaterale in esame, che ricalca analoghi provvedimenti già esaminati dalla Commissione, nel ricollegarsi ad una precedente intesa bilaterale siglata nel 2002 e scaduta nel 2014, nonché ad uno Scambio di note concernente le sfere di giurisdizione delle autorità dei due Paesi sul personale militare entrato in vigore nel febbraio 2015, ha lo scopo di fornire un adeguato quadro giuridico per avviare forme strutturate di cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Stati, con l'intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza, di contribuire ai processi di stabilizzazione e sicurezza di una regione di vitale valore strategico, di supportare le attività di contrasto della pirateria nel Corno d'Africa, nonché di promuovere positivi effetti nei settori produttivi e commerciali dell'approvvigionamento e della logistica di entrambi i Paesi. Composto da un breve preambolo e da 12 articoli, l'Accordo, dopo aver enunciato i suoi principi e scopi (articolo 1), individua gli ambiti e le modalità della cooperazione bilaterale di settore (articolo 2), prevedendo in particolare l'elaborazione dai rispettivi Ministeri della Difesa di piani a lungo termine di cooperazione e consultazioni dei rappresentanti delle Parti. Il medesimo articolo individua inoltre i settori della cooperazione tra le Parti che possono riguardare, fra gli altri, politica di sicurezza e difesa, ricerca e sviluppo, operazioni umanitarie, organizzazione delle Forze armate, strutture ed equipaggiamento di unità militari, la formazione, l'addestramento e l'aggiornamento in campo militare e la sanità militare. I successivi articoli dell'Accordo disciplinano gli aspetti finanziari derivanti dalla cooperazione (articolo 3), la clausola di giurisdizione stabilendo di norma la giurisdizione della Parte ospitante per reati commessi da un membro del personale della Parte inviante o da persone a suo carico (articolo 4), il risarcimento dei danni causati dalla Parte inviante o dalla Parte ospitante a membri, materiali o mezzi della controparte, durante o in relazione alla missione o esercitazione (articolo 5), la giurisdizione esclusiva della Parte inviante sul proprio personale in materia disciplinare (articolo 6). Di rilievo è anche l'articolo 7, che disciplina la cooperazione nel settore dei prodotti della difesa e le modalità in cui essa possa avvenire, individuando altresì le categorie di armamenti - dalle navi agli aeromobili, dagli armamenti agli equipaggiamenti di uso militare, escludendo le mine anti-uomo - oggetto di possibile cooperazione bilaterale.