[ddlpres]

12 . Decorso inutilmente il termine per la conclusione del procedimento o quello superiore di cui al comma 8, il privato può rivolgersi al responsabile di cui al comma 11 perché, entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto, concluda il procedimento attraverso le strutture competenti o con la nomina di un commissario. 13 . Il responsabile individuato ai sensi del comma 11, entro il 30 gennaio di ogni anno, comunica all'organo di governo i procedimenti, suddivisi per tipologia e strutture amministrative competenti, per i quali non è stato rispettato il termine di conclusione previsto dalla legge o dai regolamenti. Le amministrazioni provvedono all'attuazione del presente comma con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 14 . Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento. Fatto salvo quanto previsto dal precedente periodo e ad esclusione delle ipotesi di silenzio qualificato e dei concorsi pubblici, in caso di inosservanza del termine di conclusione del procedimento ad istanza di parte, per il quale sussiste l'obbligo di pronunziarsi, l'istante ha diritto di ottenere un indennizzo per il mero ritardo alle condizioni e con le modalità stabilite dalla legge o, sulla base della legge, da un regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, entro centoventi giorni dalla di entrata in vigore della presente disposizione. In tal caso le somme corrisposte o da corrispondere a titolo di indennizzo sono detratte dal risarcimento ». 2 Gli articoli 2- bis e 3- bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, sono abrogati. 3 (Modifiche al capo II della legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di responsabile del procedimento) 1 Gli articoli 5 e 6 della legge 7 agosto 1990, n. 241, sono sostituiti dai seguenti: « Art. 5. – (Responsabile del procedimento) – 1 . Quando l'unità organizzativa individuata ai sensi dell'articolo 4 è responsabile sia dell'istruttoria sia dell'adozione del provvedimento finale, il dirigente della medesima unità organizzativa provvede ad assegnare a sé o ad altro dipendente addetto all'unità la responsabilità dell'istruttoria e di ogni altro adempimento inerente al singolo procedimento nonché, eventualmente, dell'adozione del provvedimento finale. Fino a quando non sia effettuata l'assegnazione, è considerato responsabile del singolo procedimento il dirigente preposto all'unità organizzativa. 2 . Quando la responsabilità dell'istruttoria è assegnata ai sensi dell'articolo 4 ad un'unità organizzativa diversa da quella responsabile per l'adozione del provvedimento finale, il dirigente preposto all'unità organizzativa responsabile del procedimento è responsabile dell'istruttoria e di ogni altro adempimento inerente al singolo procedimento ed esercita i compiti di cui all'articolo 6 direttamente ovvero avvalendosi del personale addetto all'unità. 3 . L'unità organizzativa competente, il domicilio digitale e il nominativo del soggetto che cura l'istruttoria sono comunicati ai soggetti di cui all'articolo 7 e, a richiesta, a chiunque vi abbia interesse. 4 . Restano fermi i doveri e le responsabilità degli operatori non responsabili del procedimento, secondo le rispettive competenze. 5 . Il responsabile del procedimento deve essere in possesso della necessaria professionalità, in relazione agli atti di competenza e alle materie trattate dall'unità organizzativa. 6 . Il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale, in relazione a decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di loro parenti o affini entro il quarto grado, dei coniugi o di conviventi, oppure di persone con le quali abbiano rapporti di frequentazione abituale, ovvero di soggetti o di organizzazioni con cui essi, o i coniugi, abbiano causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito significativi, ovvero di soggetti o di organizzazioni di cui siano tutori, curatori, procuratori o agenti, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui siano amministratori, gerenti o dirigenti. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. Sull'astensione decide il dirigente generale del dipartimento presso cui il dirigente presta servizio ovvero il dirigente preposto all'unità al quale il funzionario è addetto. Art. 6. – (Compiti del responsabile del procedimento e adozione del provvedimento finale) – 1 . Il responsabile del procedimento: a) valuta, ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione e i presupposti che siano rilevanti per l'emanazione del provvedimento; b) accerta d'ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all'uopo necessari, e adotta ogni misura per l'adeguato e sollecito svolgimento dell'istruttoria. In particolare, può chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può esperire accertamenti tecnici e ispezioni e ordinare esibizioni documentali; c) propone l'indizione o, avendone la competenza, indice le conferenze di servizi di cui all'articolo 14; d) cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le notificazioni previste dalle leggi e dai regolamenti. 2 . Allo scopo di assicurare la trasparenza della fase istruttoria deve essere garantita la tracciabilità dell'attività svolta dal responsabile del procedimento attraverso un adeguato supporto documentale che ne consenta in ogni momento la replicabilità. 3 . Con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione sono determinate le modalità in ordine alla tenuta e alla conservazione del fascicolo istruttorio, favorendo prioritariamente l'utilizzo di supporti digitali. 4 . L'organo competente per l'adozione del provvedimento finale, ove diverso dal responsabile del procedimento, non può discostarsi dalle risultanze dell'istruttoria condotta dal responsabile del procedimento se non indicandone la motivazione nel provvedimento. 5 . Qualora l'adozione del provvedimento finale rientri nella competenza del responsabile del procedimento, questi è tenuto ad adottare il provvedimento stesso subito dopo la definizione del procedimento. Nei casi di cui al comma 4 il dirigente, entro tre giorni lavorativi dalla definizione dell'istruttoria, e comunque almeno sette giorni prima della scadenza del termine di cui all'articolo 2, trasmette la proposta, corredata degli atti necessari e di una relazione istruttoria all'unità responsabile per l'adozione del provvedimento finale. 6 . Le amministrazioni assicurano l'attuazione delle disposizioni di legge e l'adozione dei provvedimenti attuativi previsti con immediatezza e, comunque, entro i termini eventualmente disposti dalla normativa statale.