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Art. 3 1. Al comma 2, dell'articolo 2, del decreto del Ministro delle finanze 5 giugno 1995, n. 241, le parole "organi centrali e periferici, civili e militari, del Ministero delle finanze" sono sostituite dalle seguenti: "organi centrali e periferici civili del Ministero delle finanze". 2. Dopo il comma 2, dell'articolo 2, del decreto del Ministro delle finanze 5 giugno 1995, n. 241, è aggiunto il seguente comma: "2-bis. Per le medesime finalità il servizio centrale del S.In.Co. può richiedere al Comando generale della Guardia di finanza gli atti o le informazioni, non coperte da segreto istruttorio, necessarie alla propria attività". 3. L'articolo 6, comma 1, del decreto del Ministro delle finanze 5 giugno 1995, n. 241, è abrogato. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 29 luglio 1998 Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 29 luglio 1998 Il Ministro: Visco Visto, il Guardasigilli: Flick Registrato alla Corte dei conti il 14 agosto 1998 Registro n. 2 Finanze, foglio n. 232 Nota all'art. 3: - Il testo degli articoli 2 e 6 del decreto del Ministro delle finanze 5 giugno 1995, n. 241 (Regolamento recante norme per l'istituzione del servizio per il controllo interno), è il seguente: "Art. 2. - 1. Ai fini dell'esercizio dei compiti di cui all'art. 1, comma 1, il S.In.Co.: a) verifica la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa alle prescrizioni e agli obiettivi stabiliti nelle disposizioni normative e nelle direttive generali emanate dal Ministro delle finanze per l'azione amministrativa e la gestione ai sensi dell'art. 14, comma 1, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, tenendo conto delle conseguenti direttive emanate dai responsabili degli organi richiamati nell'art. 1, comma 3; b) verifica, mediante valutazioni comparative dei costi e dei rendimenti, la corretta ed economica gestione delle risorse, nonché l'imparzialità ed il buon andamento dell'attività amministrativa anche sulla base dei pareri resi dal consiglio di amministrazione del Ministero delle finanze, dai comitati di gestione dei dipartimenti nonché dal consiglio di amministrazione dell'Azienda autonoma dei monopoli di Stato; c) segnala gli scostamenti e le irregolarità eventualmente riscontrate, individua le cause del mancato raggiungimento dei risultati e propone i possibili rimedi, anche in ordine alle modifiche organizzative e procedurali ritenute necessarie; d) predispone, almeno annualmente, anche su indicazione degli organi di vertice del Ministero delle finanze, i parametri di riferimento del controllo sull'attività amministrativa, avvalendosi a tal fine dell'ufficio centrale di cui all'art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, n. 287. 2. Ai fini dell'esercizio dei compiti di cui al comma 1, il Servizio centrale del S.In.Co. ha facoltà di richiedere a tutti gli organi centrali e periferici, civili e militari, del Ministero delle finanze nonché ai concessionari dei pubblici servizi di competenza dell'Amministrazione finanziaria gli atti o le informazioni, non coperte da segreto istruttorio, necessarie alla propria attività e può effettuare e disporre accessi ed accertamenti diretti presso i medesimi organi. 3. Ai fini dello svolgimento della propria attività istruttoria, il Servizio centrale può richiedere informazioni a qualsiasi ufficio posto alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29. 4. L'organo di direzione del Servizio centrale, di cui all'art. 4, comma 1, riferisce al Ministro, con cadenza almeno trimestrale, sui risultati dell'attività svolta ed informa periodicamente gli organi di vertice dell'Amministrazione finanziaria e dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, per i settori di rispettiva competenza. 5. Il Servizio centrale del S.In.Co. fornisce, su richiesta, le informazioni necessarie ai comitati di cui all'art. 20, comma 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, nonché agli organi di cui all'art. 8 della legge 29 ottobre 1991, n. 358". "Art. 6. - 1. Le disposizioni di cui agli articoli 2 e 3 potranno essere estese, per quanto applicabili, all'attività svolta dalle strutture centrali e periferiche del Corpo della guardia di finanza, previa emanazione dei regolamenti previsti dall'art. 20, comma 8, del decreto legislativo n. 29 del 1993".