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Certo, l'istituzione di un fondo con dotazione iniziale di 180 milioni di euro per la riduzione degli oneri di sistema sulle bollette elettriche, portato avanti dal collega Arrigoni, sicuramente è un passo in avanti, come i maggiori trasferimenti alle Regioni e le maggiori risorse per il trasporto pubblico locale e per fare le convenzioni con i taxi, gli NCC e quant'altro. Però, signori, parliamoci chiaro: è veramente un primo passo. Di questo vi va dato atto; però, da qua a pensare che questi tre emendamenti potessero farci cambiare idea, davvero ce ne vuole tanto. Alla faccia della collaborazione! (Applausi) . Il decimo e ultimo motivo è basato sulla qualità di scrittura delle norme. Purtroppo assistiamo, con tutti i decreti-legge (questo ne è un altro esempio), a una serie di norme che veramente risultano quasi indecifrabili. Già è difficile capire quando scrivete un decreto-legge; figuratevi doverne intrecciare quattro. Chissà che cosa viene fuori: scadenze, adempimenti, posso fare quello, posso fare quell'altro. Si tratta davvero di una confusione normativa che non aiuta i beneficiari, che rischiano di non prendere poi il sostegno a causa di un meccanismo troppo complicato. Questo mi fa venire in mente la questione del superbonus del 110 per cento; vi ricordate quanto l'avete propagandato? Utilissimo nelle sue finalità iniziali, però purtroppo tutti ne parlano, ma nessuno sa come farlo. Tanto è vero che il ministro Patuanelli a un'interrogazione ha risposto che gli interventi da maggio ad oggi sono pochissimi. (Applausi) . Non dico il numero, perché ho grande rispetto per il ministro Patuanelli; non dico il numero per questo motivo. L'idea era quella di agevolare l'edilizia, ma in realtà avete finito per bloccarla: esattamente l'opposto. Queste norme scritte male vanno in questa direzione. La morale qual è? È che purtroppo - lo dico portando stima nei confronti di molti colleghi che sono in maggioranza -, nel momento più difficile per l'Italia dal dopoguerra ad oggi, purtroppo ci troviamo di fronte al Governo più imbarazzante della storia d'Italia. (Applausi. Commenti) . PESCO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, è per me un onore intervenire oggi, in un momento così difficile e delicato per il Paese, quando portiamo a compimento un'opera: siamo riusciti ad approvare quattro decreti-legge in uno con questo clima, quindi direi che siamo riusciti veramente a fare qualcosa di grande. (Applausi) . Sono veramente orgoglioso di questo e ringrazio tutta la maggioranza, tutta l'opposizione e soprattutto tutte le persone che ci hanno aiutato negli uffici, perché è anche merito loro. Perché quattro decreti in uno? Molti dall'esterno si chiedono perché quattro decreti in così breve tempo. È logico il perché: stiamo vivendo un'emergenza, rispetto a quello che diceva prima il collega Causin; è un'emergenza evolutasi nel tempo toccando in modo diverso Regioni diverse. Quindi abbiamo dovuto intervenire in modo diverso: mi sembra molto, molto semplice. Ora siamo riusciti a mettere a sistema queste norme e le approviamo tutte insieme: una cosa veramente fatta bene. Molti ci accusano del fatto che le norme sono frammentarie. Ma siamo consapevoli a quante categorie di cittadini e di imprese dobbiamo rendere conto e dare dei ristori e degli aiuti? Ebbene, per questo motivo le norme sono frammentarie: sono veramente tante le categorie alle quali dobbiamo riferirci. Insomma, abbiamo speso 100 miliardi quest'anno e probabilmente ne serviranno molti anche l'anno prossimo, perché i numeri li vediamo tutti. I numeri sono gravi e la situazione è ancora grave: se a marzo avevamo come picco 6.000 casi al giorno, adesso continuiamo ad averne 12.000, e non sono pochi. Dobbiamo renderci conto di questo: la situazione è ancora difficile. Ma guardiamo avanti. Siamo riusciti ad avere sicuramente un buon passo. Siamo riusciti a collaborare con l'opposizione, e non è stato facile. Però devo dire che anche l'opposizione è riuscita a portare a casa - direi a portare nelle case degli italiani - tre cose molto importanti. Direi quindi grazie per le cose che ci avete suggerito (Applausi) . Probabilmente le avremmo fatte anche noi, ma ho visto che voi sponsorizzate poco le cose che avete fatto, come se vi vergognaste che la maggioranza ha dato l'opportunità anche a voi di fare qualcosa di concreto per i cittadini italiani. (Applausi) . Signor Presidente, noi siamo davvero orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto, però abbiamo visto che dall'altra parte si è lavorato, sì, ma c'è sempre stato qualcuno che voleva fare lo sgambetto, qualcuno che voleva lo sgomitamento (Applausi) , qualcuno che sempre in modo strumentale ha messo un po' il bastone tra le ruote. Ma va bene così, va bene lo stesso, perché noi abbiamo un obiettivo: quello di far del bene ai cittadini che più hanno bisogno. Quindi, se vuoi continuerete con le ingiurie, noi andremo avanti lo stesso. Se voi andrete avanti con gli schiaffoni al posto degli abbracci, a noi va bene lo stesso, perché abbiamo solo quell'obiettivo e continueremo a porgere l'altra guancia, perché vogliamo fare del bene ai cittadini che hanno bisogno. E continueremo a fare del bene. (Applausi) . Signor Presidente, il momento è difficile. Ci stiamo avvicinando al Natale, un momento in cui tutti vogliamo stare vicini alle nostre famiglie, alle famiglie che stanno lontano, ai familiari che stanno lontano. Abbiamo patito la distanza e la solitudine; molte famiglie hanno sopportato il dolore, quindi è un momento in cui vogliamo stare più vicini. Purtroppo però le condizioni non ci lasciano la possibilità di farlo. So che ora sono in discussione le misure per il Natale, e mi vieni da fare questa preghiera: innanzitutto a tutti noi e a tutti i cittadini italiani, di fare il possibile per rispettare queste regole. Ma soprattutto, se vi fosse l'idea di mettere in discussione queste idee, chiedo di farlo con grandissima attenzione, perché veramente il rischio è troppo alto. (Applausi) . Non dobbiamo correre il rischio di altre cose veramente spiacevoli. Andiamo avanti. Sono contento per quanto ha fatto l'opposizione e sono contento per quello che ha fatto la maggioranza, perché noi abbiamo fatto cose veramente importanti e vado orgoglioso di questo. Siamo partiti dalle cose che mancavano, ad esempio per la ricerca. Dobbiamo fare molto in Italia per la ricerca, lo sappiamo. I nostri giovani ricercatori vanno all'estero perché trovano maggiori risorse e sono italiani i ricercatori che vincono più concorsi per realizzare progetti interessanti. Purtroppo in Italia non abbiamo gli strumenti. Dobbiamo fare il possibile per trattenerli e quindi abbiamo rinnovato quantomeno per tre mesi le borse di studio alle dottorande e ai dottorandi. È un minimo, però quantomeno gettiamo le basi per una riforma che deve servire ai nostri ricercatori. Rimaniamo sull'istruzione: