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Non condividiamo, invece, la destrutturazione del Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo. Com'è noto, questo Consiglio è formato da esperti che hanno diverse e autorevoli competenze e, senza alcun onere per la finanza pubblica, con i suoi pareri è sempre stato uno strumento di costruzione strategica delle politiche di trasparenza nella salvaguardia del bene collettivo. A nostro modo di vedere, depotenziarlo significa far venire meno un supporto vero alle politiche culturali del nostro Paese. Con riferimento all'articolo 9, con l'approvazione di una nostra proposta abbiamo assicurato la continuità nell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza nell'ambito del sistema emergenza-urgenza, perché abbiamo permesso l'accesso alle procedure concorsuali per la disciplina della medicina e chirurgia di accettazione e d'urgenza al personale medico. Abbiamo garantito questa possibilità. È una buona notizia, sia per la classe medica, che per i pazienti e per tutti coloro che vedono riconosciuto il lavoro egregio e impegnativo che svolgono all'interno del pronto soccorso. Rimane irrisolto il tema della medicina d'urgenza territoriale: il fatto, se pur condivisibile, di aver deciso la possibilità transitoria di assegnare gli incarichi di medicina generale ai medici iscritti al relativo corso di formazione non risolve tutti i problemi. C'è bisogno anche di altro e, pur apprezzando questo tipo di proposte, aspettiamo che il Governo prosegua nella propria azione, nel confronto che abbiamo avviato per migliorare sempre di più questo aspetto. Per quanto riguarda, invece, l'articolo 10, non riusciamo a comprendere - ed è uno degli aspetti che hanno reso deforme il provvedimento - che cosa c'entri il reclutamento dei dirigenti scolastici con la modifica della legislazione riguardante il noleggio con conducente: è incomprensibile. Su questo c'è un dibattito nel Paese (abbiamo visto tante proteste anche fuori dall'Aula del Senato) e sono state provocate tante disfunzioni. Noi abbiamo fatto delle proposte per risolvere alcune delle problematiche che ci sono state sottoposte: non sono state accolte, ma le elenco comunque. PRESIDENTE. Senatore D'Arienzo, per favore, la prego di avviarsi alla conclusione perché lei ha sforato abbondantemente i termini: aveva a disposizione 10 minuti, ma ha parlato per 27. D'ARIENZO, relatore di minoranza . Mi perdoni, Presidente, sapevo di averne 45. Mi sbaglio io, allora. PRESIDENTE. La invito comunque a concludere. D'ARIENZO, relatore di minoranza . Sarò veloce, Presidente. Mi scusi ancora, ma c'è stato un equivoco: avevo fatto la richiesta e avevo capito di avere 45 minuti a disposizione. Passo velocemente all'articolo 11, avviandomi così verso la conclusione. Con riferimento a questo articolo, quello che fa specie è la deroga nell'acquisto delle auto blu (su cui poi torneremo, per cui vado veloce). Oggi si possono acquistare fino a 1600 di cilindrata: con la vostra proposta arriveremo anche ad auto con 3000 di cilindrata (SUV, quindi Mercedes, Jaguar o BMW) e questo fa specie rispetto alla propaganda che è stata fatta. C'è poi un emendamento, che è stato presentato in Aula, sullo scorrimento della graduatoria per l'assunzione di agenti di pubblica sicurezza della Polizia di Stato, un emendamento che modifica le regole di un concorso fatto nel 2017: anche questo è da valutare. Signor Presidente, colgo l'occasione della sua attenzione per sollecitare ancora una valutazione sul fatto che nel decreto-legge siano stati inseriti provvedimenti che nulla hanno a che vedere con l'ispirazione originaria del decreto stesso e questo, com'è noto, è stato già stigmatizzato, in passato, dalla Corte costituzionale. Faccio riferimento all'emendamento che ha introdotto tutta la procedura sulle trivelle: non si capisce quale ne sia il senso, all'interno di un decreto-legge che parlava di tutt'altro, ma sulle trivelle torneremo. In definitiva, concludo dicendo che con i nostri emendamenti abbiamo sostanzialmente presentato una proposta alternativa al decreto-legge che, a nostro modo di vedere, semplificava e sburocratizzava, ciò che avrebbe dovuto essere il senso del provvedimento. Invece questo decreto-legge non solo non raggiunge questo scopo ma, dopo che è stato ingrossato a dismisura, è diventato sostanzialmente un elefante che farà non pochi danni nella delicata cristalliera del nostro Paese. Vi ringrazio per l'attenzione e mi scuso ancora per aver capito male. (Applausi dal Gruppo PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Silvio Canevari» di Viterbo, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 989 PRESIDENTE . Comunico che è stata presentata una questione pregiudiziale. Ha chiesto di intervenire il senatore Malan per illustrarla. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, noi abbiamo presentato una questione pregiudiziale per sollevare l'attenzione su un modo di legiferare che non riteniamo opportuno e che non riteniamo garantisca la trasparenza, che invece è il principale scopo dell'esame parlamentare dei provvedimenti. Il provvedimento al nostro esame ha visto un lavoro notevole di cui ringraziamo tutti i protagonisti, presenti nelle Commissioni riunite, sia dell'opposizione che della maggioranza, i relatori e i Presidenti. Il problema, però, partiva dall'inizio, con un provvedimento disomogeneo. Noi sappiamo che l'omogeneità non è una questione stilistica e che la Corte costituzionale lo ha sottolineato diverse volte, arrivando anche al punto di dichiarare incostituzionali e quindi far decadere importanti provvedimenti, perché disomogenei. In questo provvedimento (parlo di quello originale, peraltro entrato subito in vigore), si parla di debiti della pubblica amministrazione, restituzione di finanziamenti pubblici, abrogazione del libro unico dei lavori, appalti pubblici, tracciabilità dei rifiuti, edilizia penitenziaria, piattaforme digitali, formazione dei medici, concorsi e formazione dei docenti, e questo solo per toccare i punti principali. Per trovare una forma di omogeneità, e anche per dare un titolo al provvedimento, si è fatto un po' come in quel gioco televisivo, molto carino, dove c'è una serie di parole che sembrano non avere nulla a che fare l'una con l'altra e il concorrente deve trovarne una che invece, per qualche strano ragionamento, possa collegare tutte le altre. Ecco, questo però non è un gioco. Qui stiamo facendo legislazione e siamo particolarmente preoccupati per il fatto che il provvedimento al nostro esame discende da una legge di bilancio, approvata nei modi che sappiamo e che hanno causato i rilievi del Presidente della Repubblica e della Corte costituzionale, che ha richiesto che poi fosse emanato un provvedimento che ne correggesse le carenze, gli errori e la mancanza di adeguata riflessione che c'è stata nel corso del suo esame e ha determinato, poi, l'affluire di ulteriori modifiche. Noi riteniamo che questo non sia il modo di agire. Si possono presentare gli stessi provvedimenti con modalità diverse.