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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Veduto lo statuto dell'Università degli studi di Trieste, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1961, n. 1836; Veduto il testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, numero 1592; Veduto il regio decreto-legge 20 giugno 1935, n. 1071, convertito nella legge 2 gennaio 1936, n. 73; Veduto il regio decreto 30 settembre 1938, n. 1652, e successive modificazioni; Vedute le proposte di modifiche dello statuto formulate dalle autorità accademiche dell'Università anzidetta; Riconosciuta la particolare necessità di approvare le nuove modifiche proposte; Sentito il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione; Sulla proposta del Ministro per la pubblica istruzione; Decreta: Lo statuto dell'Università degli studi di Trieste, approvato e modificato con i decreti sopraindicati, è ulteriormente modificato come appresso: Dopo l'art. 100, sono aggiunti i seguenti nuovi articoli relativi all'istituzione della Scuola speciale di lingue moderne per traduttori ed interpreti di conferenze annessa alla Facoltà di economia e commercio. Scuola di lingue moderne per traduttori ed interpreti di conferenze (Scuola diretta fini speciali) Art. 1 Art. 101. - Nella Facoltà di economia e commercio è istituita una "Scuola di lingue moderne per traduttori e interpreti di conferenze" ai sensi dell'art. 20, terzo comma, lettera a), del testo unico del 31 agosto 1933, n. 1592. La Scuola si propone: a) di preparare gli allievi alla sicura e piena conoscenza delle lingue straniere moderne; b) di fornire la specializzazione linguistica occorrente all'esercizio delle professioni di traduttore e di interprete. Art. 102. - La Scuola ha sede presso l'Università degli studi di Trieste e gode di autonomia agli effetti puramente amministrativi e didattici. I proventi della Scuola sono costituiti dalle tasse scolastiche, dal contributo annuo stanziato dal Consiglio di amministrazione dell'Università degli studi di Trieste e dagli eventuali contributi dello Stato, di enti pubblici e di privati. La Scuola ha un proprio bilancio che viene approvato dal Consiglio di amministrazione dell'Università quelle allegato del bilancio universitario. Art. 103. - La Scuola ha un proprio Consiglio di amministrazione, nominato dal rettore dell'Università e formato: a) dal direttore della Scuola, che lo presiede; b) da quattro professori di ruolo dell'Università, di cui tre designati dal Consiglio della facoltà di economia e commercio e uno dal Consiglio della Facoltà di lettere e filosofia; c) da due rappresentanti degli enti o istituti finanziatori interessati al funzionamento della Scuola da essi designati. Il Consiglio dura in carica tre anni ed i suoi membri sono rieleggibili. Art. 104. - Il Consiglio di amministrazione della Scuola: a) delibera le proposte di bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all'approvazione del Consiglio di amministrazione dell'Università; b) delibera tutte le proposte aventi effetti finanziari, relative alla Scuola, da sottoporre all'approvazione del Consiglio di amministrazione dell'Università; c) propone al Consiglio di amministrazione della, Università, su parere del Consiglio dei professori della Scuola, l'istituzione di nuovi corsi di lingue in aggiunta o in sostituzione di quelli esistenti; d) propone al Consiglio di amministrazione della Università il numero massimo degli studenti da ammettere al primo anno dei corsi per traduttori e interpreti di conferenze, da scegliere in base ai risultati degli esami di ammissione; e) approva il regolamento interno su proposta del Consiglio dei professori della Scuola. Art. 105. - Il Consiglio dei professori della Scuola è composto dal direttore, "che lo presiede, e dai professori ufficiali della Scuola. Il Consiglio delibera su tutte le proposte di natura, didattica o disciplinare relative alla Scuola. Il Consiglio della scuola deve riunirsi ogni anno entro il mese di ottobre per esaminare, coordinare e approvare i programmi dei corsi e per deliberare l'orario delle lezioni. Il Consiglio determina annualmente i corsi di esercitazioni della Scuola che gli studenti della Facoltà di economia e commercio e delle altre Facoltà possono frequentare ad integrazione degli insegnamenti di lingue e letterature straniere moderne impartiti nell'Università. I programmi approvati e l'orario devono essere pubblicati all'inizio delle lezioni. Di massima sono impartite per ogni anno di corso non meno di quindici ore settimanali complessive d'insegnamento, comprese le esercitazioni. Art. 106. - Il direttore della Scuola è il preside della Facoltà di economia e commercio. Il Consiglio dei professori della Scuola, su proposta del direttore, può nominare un vice-direttore scelto tra i docenti della Scuola. Il direttore ha la rappresentanza e la direzione della Scuola e ne assicura la disciplina. Art. 107. - Il personale insegnante della Scuola è nominato dal Consiglio di amministrazione dell'Università, su proposta del Consiglio della Facoltà di economia e commercio e del Consiglio di amministrazione della Scuola, per la durata di un anno, fra i professori ufficiali liberi docenti, assistenti lettori universitari. Per ogni lingua straniera, il corso di traduzione dallo italiano è affidata ad un lettore straniero; mentre il corso di traduzione in italiano è affidato ad un lettore italiano. In casi eccezionali l'insegnamento di speciali materie potrà essere affidato a persone estranee all'insegnamento universitario ma di sicura e riconosciuta competenza tecnica. Art. 108. - Gli uffici di amministrazione e di segreteria dell'Università funzionano da uffici di amministrazione e di segreteria della Scuola. Art. 109. La durata del corso degli studi per il conseguimento del diploma di e traduttore interprete" è di un triennio. Dopo due anni; di corso ed il superamento dei prescritti esami di profitto , la Scuola rilascia un attestato di "traduttore corrispondente a, per la lingua fondamentale, con menzione della lingua complementare, Dopo un ulteriore anno di corso, il superamento dei prescritti esami di profitto e degli esami finali, Scuola rilascia il diploma di "traduttore-interprete" per la lingua fondamentale, con menzione della lingua complementare ed eventualmente anche di quella facoltativa. Ai candidati che nelle prove finale avranno raggiunto una media complessiva di nove decimi dei voti di cui la Commissione esaminatrice dispone viene rilasciato il diploma con la specificazione di "interprete di conferenze". Art. 110. Le lingue straniere insegnate sono la francese, l'inglese, la spagnola e la tedesca. La Scuola può, però, istituire corsi di altre lingue straniere moderne in aggiunta o in sostituzione ai corsi predetti e corsi per traduttori o interpreti di conferenze di lingua italiana per stranieri. Per ogni corso gli studenti prescelgono, tra quelle sopra indicate e le altre che eventualmente venissero successivamente insegnate, una lingua straniera fondamentale ed una complementare.