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8. Fermo restando il rispetto dei princìpi costituzionali e dell'Unione europea, con apposita ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri sono attribuiti all'Alto commissario per il recupero e la rivitalizzazione di Porto Marghera specifici poteri, in deroga alla normativa vigente, per l'attuazione del presente articolo attraverso un piano preordinato a definire la riconversione e lo sviluppo di Porto Marghera. 9. Gli investimenti per l'esecuzione delle opere di messa in sicurezza e di bonifica restano a carico degli operatori economici che hanno determinato l'inquinamento delle aree oggetto di intervento. Nel caso di impossibilità di individuare colui che ha provocato l'inquinamento, gli oneri sono considerati nei costi delle opere di infrastrutturazione affidate in regime di concessione. Al recupero delle risorse dovute anche a titolo di risarcimento per il danno ambientale dai soggetti privati responsabili dell'inquinamento, provvede l'Alto commissario di cui al comma 7 senza oneri aggiuntivi per i privati nel caso in cui siano perfezionate apposite transazioni. Art. 7. (Progetto Marghera) 1. La regione Veneto e il comune di Venezia, tramite accordi di programma, approvano e aggiornano gli strumenti urbanistici per adottare un nuovo piano di sviluppo dell'area di Porto Marghera, denominato «Progetto Marghera». 2. Il Progetto Marghera favorisce lo sviluppo dei settori terziario e quaternario, nonché la residenzialità, prevedendo, in particolare: a) la realizzazione di infrastrutture per l'area produttiva di Porto Marghera, individuata dalla vigente variante al piano regolatore generale per Porto Marghera, di cui alla deliberazione del consiglio comunale di Venezia del 22-23 luglio 1996, approvata con deliberazione della giunta regionale n. 350 del 9 febbraio 1999; b) le infrastrutture viarie, ciclistiche e ferroviarie per le persone e per le merci; c) una rete viaria separata da quella urbana su cui far viaggiare le merci; d) una rete ciclabile che colleghi le aree di sviluppo con il polo universitario di via Torino, con il Parco di San Giuliano e con le nuove aree di sviluppo residenziale e direzionale di Porto Marghera; e) lo sviluppo residenziale, di impianti ricreativi e di centri congressuali, direzionali e logistici; f) la riconversione industriale di siti contaminati; g) l'acquisizione, mediante procedure espropriative o negozi di diritto privato, di lotti destinati ad attività economico-produttive, e la loro attrezzatura, ivi compresi la progettazione e la realizzazione delle opere di urbanizzazione e di collegamento con le reti di trasporto o di telecomunicazione; h) la cessione alle imprese di lotti attrezzati; i) la costruzione nelle aree attrezzate di fabbricati, impianti, laboratori destinati ad attività industriali, portuali e artigianali; l) la vendita e la locazione finanziaria alle imprese di fabbricati e di impianti nelle aree attrezzate; m) la progettazione, la realizzazione e la gestione di impianti tecnologici per la realizzazione e per la gestione di tutti gli impianti a rete; n) la progettazione, costruzione e gestione di interporti e centri intermodali; o) il recupero degli immobili preesistenti e l'attuazione di programmi di reindustrializzazione; p) l'individuazione di strumenti che favoriscano la residenzialità, di impianti ricreativi e di centri direzionali, congressuali e fieristici. 3. Qualora entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge non sia approvato l'accordo di programma di cui al comma 1 del presente articolo, le attività di cui al comma 2 del medesimo articolo sono svolte dall'Alto commissario di cui all'articolo 6, comma 7. Art. 8. (Arsenale di Venezia) 1. Le aree e gli insediamenti militari dell'Arsenale di Venezia sono trasferiti al demanio civile e sono sottoposti al processo di sdemanializzazione e di riutilizzazione previsto dal presente articolo. 2. Ai fini di cui al comma 1 è istituita la Commissione per la sdemanializzazione e la riutilizzazione dell'Arsenale di Venezia, nominata e presieduta dal sindaco di Venezia e composta da un rappresentante del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, da un rappresentante dell'Agenzia del demanio, da un rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali e da un rappresentante della regione Veneto. Gli enti interessai indicano una terna di nomi, all'interno della quale il sindaco procede alla scelta. 3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Commissione di cui al comma 2 predispone il piano di valorizzazione dell'Arsenale di Venezia, tenendo in considerazione gli insediamenti esistenti. Il piano è sottoposto all'approvazione del Comitato e costituisce variante al piano regolatore del comune di Venezia. Qualora entro dodici mesi dall'adozione del piano il comune di Venezia non provveda a dare attuazione al piano, il Presidente del Consiglio dei ministri nomina un commissario straordinario ai sensi dell'articolo 120 della Costituzione. 4. La proprietà dei beni di cui al comma 1 è trasferita al comune di Venezia dopo l'approvazione del piano da parte della Commissione di cui al comma 2. 5. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge la società Arsenale di Venezia spa è posta in liquidazione. 6. Gli immobili occupati dal personale dipendente dell'Amministrazione militare sono trasferiti gratuitamente al comune di Venezia. Il comune procede al trasferimento a titolo oneroso ai soggetti che, alla data di entrata in vigore della presente legge, occupano legittimamente i singoli compendi immobiliari, tenendo conto del valore catastale delle singole porzioni abitative, nonché, ai fini della riduzione del prezzo d'acquisto, dei canoni versati dagli acquirenti, fino al momento dell'alienazione. 7. L'acquisto di cui al comma 6 deve essere perfezionato entro tre mesi dalla comunicazione all'uopo notificata dal comune di Venezia ai legittimi occupanti delle singole unità abitative. 8. Ove gli aventi diritto non intendano acquistare gli immobili entro il termine di cui al comma 7, le unità abitative restano nella disponibilità del comune di Venezia con l'obbligo di concederle in locazione a canoni agevolati agli stessi occupanti. 9. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le unità edilizie dell'Arsenale di Venezia che alla data di entrata in vigore della presente legge sono nelle disponibilità della Fondazione «La Biennale» di Venezia sono trasferite, a titolo di proprietà, alla medesima Fondazione, al fine di garantire lo sviluppo delle attività istituzionali della stessa Fondazione, anche attraverso la concessione a terzi. 10. Le ulteriori unità edilizie sono trasferite, a titolo di proprietà, al comune di Venezia. 11. Tutti i trasferimenti delle unità edilizie comprese nel compendio immobiliare dell'Arsenale di Venezia sono esenti dall'imposta di registro e di bollo. 12.