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- Tutti i corsi denominati "Corso di formazione nazionale per team leader per l'implementazione dei Piani di Sicurezza dell'Acqua (PSA) nella filiera idro-potabile" riconosciuti dall'ISS, organizzati su scala nazionale (Roma 18-21 giugno 2018, 25-28 giugno 2018, 3-6 luglio 2018) e regionale (Udine 26-27 marzo, 2-3 aprile 2019, Milano 20-23 maggio 2019, Bologna 17-20 settembre 2019, Venezia 25-26 settembre, 1-2 ottobre 2019, Napoli 4, 8-10 ottobre 2019, Roma 21-24 ottobre 2019, Asti 4,5,11 e 12 novembre 2019, Ancona 18,19,25 e 26 febbraio 2020). - Il corso di formazione a distanza (FAD) "Corso di formazione nazionale per team leader per l'implementazione dei Piani di Sicurezza dell'Acqua (PSA) nella filiera idro-potabile" disponibile sul sito di ISS. L'ISS pubblica e aggiorna sul sito istituzionale l'elenco dei team-leader di PSA qualificati. La qualifica di team leader di PSA attestata da ISS potrà essere revocata dall'ISS con giudizio motivato, a seguito di evidenze di inadempienza o inadeguata efficienza rispetto agli obblighi di implementazione di PSA. STEP 2: Descrizione della filiera idro-potabile Le attività previste dal secondo step per lo sviluppo del PSA consistono nella descrizione di tutte le fasi e operazioni coinvolte nel prelievo, adduzione, trattamento, distribuzione, stoccaggio e gestione delle acque destinate al consumo umano, in tutti gli aspetti ad esse correlati, anche per quanto riguarda materiali e processi e ogni elemento utile alla descrizione e comprensione dell'ambiente di captazione. Questo step prevede studi documentali e analisi di dati storici e recenti, supportati da visite in situ per verificare la rispondenza fra lo stato delle conoscenze su ogni elemento del sistema di fornitura e le condizioni reali e, conseguentemente, l'adeguatezza della documentazione disponibile. La descrizione del sistema di fornitura deve garantire che ciascun elemento della filiera idropotabile, dalla captazione al consumatore, venga considerato. A tal fine, fra gli elementi essenziali che caratterizzano il sistema acquedottistico in esame, vi è la definizione delle zone di fornitura idro-potabile (water supply zone, WSZ). In questo step è poi prevista la realizzazione di diagrammi di flusso di due livelli differenti: il diagramma di livello 1, che offre una panoramica dell'intero sistema di fornitura (dall'ambiente di captazione al consumatore), e deve prevedere la suddivisione della filiera idro-potabile in nodi, eventuali sub-nodi ed internodi; il diagramma di livello 2, che consiste in un focus sugli elementi più complessi rappresentati nel diagramma di livello 1, fornendo dettagli su una specifica fase della filiera idrica. La rappresentazione del sistema di fornitura attraverso i diagrammi di flusso deve essere completa e accurata e le informazioni di dettaglio facilmente accessibili e fruibili, in quanto dovranno essere utilizzate dal team come base per l'analisi dei rischi. Il team deve validare i diagrammi di flusso mediante ispezioni in situ per verificarne la corrispondenza rispetto alle informazioni di archivio del sistema idrico e ai procedimenti in atto; tale verifica deve essere registrata a cura di un componente del team del PSA. I diagrammi di flusso così definiti e validati sul campo rappresentano la base per la nidificazione delle cartelle del cloud e l'archiviazione della documentazione. ===================================================================== |Le azioni ed elementi definiti nello step 2, funzionali allo | |sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti minimi per | |l'approvazione di esso sono: | |. Descrizione accurata della filiera idro-potabile (che deve | |comprendere sia la descrizione sistema di fornitura idro-potabile | |che ogni elemento utile alla descrizione e comprensione | |dell'ambiente di captazione), compreso lo sviluppo e la validazione| |di diagrammi di flusso di due differenti livelli (livello 1 - | |generale, inclusivo di tutti i nodi e internodi - e livello 2 - | |dettaglio dei nodi). | |. Identificazione delle zone di fornitura idro-potabile (WSZ) | |su base informatizzata (shape file); | |. Inserimento nel cloud del PSA delleinformazioni necessarie | |per la descrizione della filiera idro-potabile, | +===================================================================+ STEP 3.1: Identificazione dei pericoli e degli eventi pericolosi Le attività che caratterizzano la prima parte del terzo step per lo sviluppo del PSA sono finalizzate alla corretta identificazione di tutti i possibili eventi pericolosi - tra cui ogni possibile fenomeno esogeno o problema infrastrutturale o procedurale che possa manifestarsi all'interno della filiera idropotabile nel breve, medio e lungo periodo - e dei potenziali pericoli che possono essere introdotti o non rimossi nella filiera idro- potabile causando un effetto nocivo per la salute del consumatore attraverso l'utilizzo delle acque. Tale processo analitico è propedeutico alla valutazione dei rischi potenziali che insistono sulla filiera in esame. Il rischio è infatti rappresentato dalla combinazione tra la probabilità di accadimento di un evento pericoloso e la gravità delle sue conseguenze, se il pericolo si presenta nella fornitura di acqua potabile. Per l'identificazione degli eventi pericolosi e pericoli è necessario coinvolgere in particolare i rappresentanti di ARPA/APPA che partecipano al team. Essi dovranno contribuire fornendo i dati e le informazioni disponibili, secondo quanto indicato nelle Linee guida nazionali per l'implementazione dei Piani di Sicurezza dell'Acqua. In particolare, per l'identificazione dei pericoli i principali riferimenti sono: - ogni informazione derivante dall'applicazione dell'art. 7 del Decreto sui rischi nelle aree di alimentazione dei punti di prelievo di acque da destinare al consumo umano, con particolare riguardo ai piani di tutela delle acque ai sensi del D. Lgs. 152; - le linee guida internazionali1 ; - le liste di controllo relative ai contaminanti emergenti (CEC) e la documentazione proveniente dalla normativa ambientale. Nel caso di filiere idropotabili complesse ed estese, potrà essere utile avvalersi di strumenti pratici di supporto, definiti nelle Linee guida nazionali per l'implementazione dei Piani di Sicurezza dell'Acqua quali: - check-list di controllo per l'effettuazione dei sopralluoghi in campo (ispezioni); - modelli statistici per il calcolo di indici e indicatori a partire dalle serie storiche dei dati analitici (es. modello FMEA), per la valutazione della significatività della contaminazione e degli andamenti temporali e spaziali; - modelli di simulazione della rete; - mappatura delle fonti di pressione e delle aree sensibili (ove presenti). ===================================================================== |Le azioni ed elementi definiti nello step 3.1, funzionali allo | |sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti minimi per | |l'approvazione di esso consistono nella evidenza dell'attività | |del team per l'identificazione e descrizione dei potenziali eventi | |pericolosi e pericoli che possono minacciare la filiera | |idro-potabile in esame attraverso l'uso di dati, documenti di | |riferimento nazionali e internazionali e strumenti di supporto | |quali, in particolare: