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oltre alle evidenze scientifiche riportate, la raccolta pressoché quotidiana di informazioni e notizie che danno conto dei conflitti generati dalla presenza di attività umane sui territori frequentati dai cinghiali dimostra il fallimento delle politiche gestionali della specie affidate all'approccio venatorio, si chiede di sapere se, per risolvere il problema dei danni ascritti alla fauna selvatica (in particolar modo i cinghiali) i Ministri in indirizzo intendano proseguire applicando la fallimentare gestione venatoria, fornendo in tal senso dati e studi che ne dimostrino l'efficacia, o, di contro, se non intendano finanziare progetti di sviluppo che incentivino metodi in grado di agire sul controllo della fertilità degli animali selvatici (che, tra l'altro, risultano avere già dimostrato piena efficacia sui cinghiali in cattività): tali pratiche si configurano infatti come unico sistema che può concretamente ed efficacemente ridurre la presenza degli animali selvatici sul territorio, essendo svincolato dagli interessi del mondo venatorio. Atto n. 4-01196 DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che: a quanto si apprende, il Ministero dell'interno avrebbe deciso di togliere la scorta al giornalista napoletano Sandro Ruotolo, che si trova sotto protezione dal 2015, quando ricevette delle minacce da Zagaria, boss dei Casalesi, in seguito alle inchieste condotte dal giornalista sul traffico di rifiuti tossici in Campania, in particolare nel casertano e sul ruolo dei Casalesi; il boss Pasquale Zagaria ha più volte manifestato il desiderio di vendicarsi e di "scuoiarlo"; la revoca della scorta a Sandro Ruotolo sarebbe stata assunta sulla base di una relazione della Prefettura di Roma, secondo la quale il cronista non avrebbe più minacce dal 2016; Sandro Ruotolo è un professionista da sempre impegnato in una quotidiana azione tesa a diffondere la cultura della legalità ed è un personaggio inviso alla criminalità organizzata, non solo per il lavoro svolto in passato, ma anche per le inchieste che continua ancora oggi a realizzare collaborando con il sito "Fanpage"; ha seguito le orme degli aggressori e ricostruito la catena delle minacce al giornalista Paolo Borrometi per le sue denunce sui traffici mafiosi a Pachino; è di prossima uscita su "Fanpage" un'inchiesta, sempre condotta da Ruotolo, sulla presunta trattativa tra Stato e Camorra sul sequestro Cirillo, per arrivare alla liberazione dell'assessore democristiano e sul ruolo svolto dal clan Cutolo; Ruotolo ha accettato di rappresentare il coraggioso sindacato dei giornalisti campani nei territori più a rischio, accettando di diventare presidente dell'Unione cronisti della Campania. Togliergli la scorta significherebbe rendergli impossibile onorare anche questo impegno, impedendogli di fatto di tornare nelle zone dominate da mafie e camorra; a parere dell'interrogante, la decisione di togliere la scorta a Sandro Ruotolo è sbagliata. Ruotolo non può essere lasciato solo dallo Stato dopo aver, con il suo lavoro, raccontato l'evoluzione del fenomeno mafioso; siamo di fronte all'ennesimo caso di revoca della scorta a figure simbolo della lotta alle mafie. Così facendo si rischia di lanciare un messaggio molto pericoloso e controproducente, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda chiarire quali siano state le valutazioni che avrebbero portato alla revoca della scorta al giornalista Sandro Ruotolo e quali sia stato l'organo ad assumere una tale decisione, nonché se intenda attivarsi per ripristinare quanto prima i livelli di tutela antecedenti la revoca. Atto n. 4-01197 BONINO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per la famiglia e le disabilità Premesso che: la Carta costituzionale garantisce all'articolo 2 «i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità» e all'art. 3 riconosce che «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge»; la legge n. 76 del 2016 «in materia di regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze» ha introdotto nuove norme sui diritti e i doveri delle nuove famiglie, superando alcune delle discriminazioni che il nostro ordinamento aveva riservato alle coppie dello stesso sesso, alle coppie di sesso opposto non sposate e alle famiglie monoparentali; dal 29 al 31 marzo 2019 a Verona si terrà il "World congress of families", congresso mondiale delle famiglie, iniziativa annuale «per affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società»; tra i gruppi sostenitori e attivi vi è anche l'associazione americana "Alliance defending freedom" che, tra l'altro, ha sostenuto contenziosi a favore della criminalizzazione dei rapporti sessuali tra adulti consenzienti dello stesso sesso; nel 2011 il Governo russo ha iniziato a limitare la possibilità di discutere di aborto negli ospedali per iniziativa della parlamentare Yelena Mizulina un giorno dopo lo svolgimento, a Mosca, del "Summit demografico", la più importante iniziativa tenuta in Russia dal Congresso mondiale delle famiglie; nel giugno 2013 la Duma approvò la legge «per la protezione dei bambini dalle informazioni volte a negare i valori familiari tradizionali», proposta sempre da Yelena Mizulina; anche in questo caso l'approvazione della legge è stata il frutto di una lunga e curata campagna condotta da attivisti russi e americani del Congresso mondiale delle famiglie; Alexey Komov, rappresentante regionale del Congresso per la Russia, è anche membro del direttivo di "Citizen Go", organizzazione che ha sostenuto battaglie come quella contro la legge sui vaccini o quella pro life per cui l'aborto sarebbe la «prima causa di femminicidio»; Konstantin Malofeev è uno dei miliardari ortodossi che finanziano la maggior parte del lavoro del Congresso mondiale delle famiglie nella regione ed è anche il "ponte" tra le politiche di Putin e quelle dell'estrema destra europea; nel novembre 2016, il Congresso mondiale delle famiglie si è dato una forma più strutturata con l'Organizzazione internazionale per la famiglia a Città del Capo, in Sud Africa, con l'obiettivo di promuovere una politica più aggressiva che prenda di mira direttamente il matrimonio egualitario; la "dichiarazione di Città del Capo", il loro documento fondativo, dice esplicitamente di voler difendere l'istituto del matrimonio anche dalla pornografia, dall'adulterio e dal divorzio; considerato che: stando a quanto riportato nel sito ufficiale dell'evento veronese, il Congresso mondiale delle famiglie godrà del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri; il programma ufficiale dell'evento riporta già gli interventi di due membri del Governo, il Ministro per la famiglia e le disabilità Fontana e il Ministro dell'interno, nonché vice capo del Governo, Salvini, oltre a quello di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, e Federico Sboarina, sindaco di Verona; il programma ufficiale dell'evento riporta anche l'intervento dell'arciprete Dmitri Smirnov, presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità che ha lo scopo di influenzare la Duma e di aiutare Putin a sviluppare politiche in linea con i dettami della chiesa ortodossa;