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ma non fondiamo con Ferrovie, lasciamole funzionare. Ci sono commissari, e un management in generale in Alitalia, che devono essere all'altezza, diversi. Non leggo dichiarazioni da parte degli altri soci: vorrei che Atlantia - chiamata in causa per costituire la cordata, con una partecipazione di circa il 10 per cento - Poste italiane, Intesa Sanpaolo o Unicredit si esprimessero sulla vicenda. Leggo poi dagli atti della Camera - non lo sapevo - che una senatrice tesse le cordate, per conto del Governo o del Ministro, ma non ho capito bene in base a quale delega: credo sia irrituale e fuori da qualsivoglia possibilità di comprensione da parte di coloro che vogliono essere i puritani della politica, i censori degli altri; non va bene, non esiste che un senatore o una senatrice si mettano a tessere le cordate; lo faccia chi ci capisce ed è delegato. Le proposte sono: sistemare i conti (c'è poco da fare) e il personale ( idem ); avere un management adeguato; cercare una cordata su un bando con condizioni certe, trasparenti e assolute; stanziare subito i 400 milioni a perdita nel bilancio dello Stato, magari finanziandoli con il risparmio sul reddito di cittadinanza (ci sta); oppure fallire come ha fatto Swissair qualche anno fa, per poi ripartire nuovamente. Tuttavia, oltre a queste proposte non si va e non c'è niente di concreto: in questo modo, però, tra sei mesi o un anno saremo di nuovo qui a parlare di proroga dei 400 milioni e di altri fondi di cui si necessita. Questo è il nostro parere: Forza Italia si asterrà per correttezza e mi adeguo, per senso di responsabilità. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pergreffi. Ne ha facoltà. PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori membri del Governo, onorevoli colleghi, ci troviamo ancora una volta ad affrontare le problematiche inerenti alla nostra compagnia di bandiera, se ancora possiamo definirla così, Alitalia: da un lato, vedono l'intero arco parlamentare in accordo sulla necessità di non lasciarla a un destino più volte segnato; dall'altra, ci vedono perlomeno dubbiosi sul percorso proposto, che stiamo affrontando. Il decreto-legge in se stesso non dice molto, ed è questo che preoccupa: è solo un grido d'aiuto per poter proseguire nel cercare una risposta per la ristrutturazione e il salvataggio; è un procrastinare i termini per il fallimento delle vostre trattative. Ma diciamolo, ci saremmo aspettati di più: paletti più stringenti e chiari al nuovo commissario, fortemente voluto dai colleghi, ovvero dalla collega 5 Stelle. Era chiedere tanto che il commissario in audizione rispondesse in maniera inequivocabile alle domande poste? Erano domande semplici su futuro dei lavoratori, rilancio, nodi critici, costi superflui, costi da tagliare, ridefinizione dei leasing sugli aeromobili, considerazioni su rotte e collegamenti essenziali nei territori non raggiunti dall'alta velocità e piano per l'intermodalità: insomma, nuovi investimenti e tagli ai costi superflui. Per contro, lo spirito con cui ci siamo posti in Commissione, dove sono stati approvati ordini del giorno del nostro Gruppo, che impegnano il Governo a salvaguardare i livelli occupazionali e a non ridimensionare la flotta, è questo e lo stesso ci saremmo aspettati dal presente decreto-legge. Non ci siamo limitati alla mera conservazione, ma abbiamo guardato oltre, chiedendo un impegno con interventi e iniziative per l'efficientamento degli scali lombardo-veneti in vista delle Olimpiadi del 2026. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È vero che il ministro Patuanelli ha dato rassicurazioni, ma, se si ha in mano il destino di Alitalia, dei suoi dipendenti, dell'indotto e del business del turismo italiano, mi aspetto che anche dopo poco più di un mese la situazione sia stata ribaltata come un calzino e analizzata, ma la verità è che è in stallo e non è stata presa in mano, così come le altre crisi aziendali sul tavolo del Ministero; siamo fermi al palo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non dico si abbia la soluzione ad una crisi complessa, ma che tra il Ministro e il commissario si snocciolino numeri, dati statistiche e possibili vie d'uscita: invece, il nulla; si sta aspettando che il coniglio volontariamente esca dal cilindro. Auspicavo idee chiare sulla tutela dei lavoratori, un no secco agli esuberi e rassicurazioni sull'indotto, come pure sul fatto che i comparti handling , aviation e manutenzione non diventino uno spezzatino, perdendo competenze preziose. Ho sentito invece racconti molto vaghi, reperibili su qualsiasi giornale o anche in una discussione al bar, e parlare esclusivamente di nomine e reperimento di risorse umane per la dirigenza a tempo determinato. I tempi sono stretti: nel decreto-legge è indicata una data per la restituzione del prestito ponte, il 31 maggio, ma è impossibile che si rispetti e già ora viene definita dallo stesso commissario come inattuabile. Il Governo allora non ci prenda in giro: il 31 maggio, se così fosse, sarebbe il giorno della chiusura di Alitalia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Si indichino date e soluzioni serie e ben chiare, non si perdano mesi preziosi solo alla ricerca di risorse umane per fare nomine, che magari sono già presenti all'interno della compagnia, la conoscono, sono già stipendiate e vanno solo valorizzate. Si pensi a un piano di rilancio, non di liquidazione, per essere competitivi sul mercato e ad avere parità di condizioni e opportunità per Alitalia rispetto alle altre compagnie aeree. Anche in questo caso, come per Ilva, Autostrade e TAV, passando per le politiche fiscali e di sviluppo, ci troviamo di fronte alle contraddizioni di questo Governo, che sta accumulando i problemi irrisolti e li rimanda perché le visioni sono diverse, ma le poltrone sono da tenere. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Abbiamo due Ministri che indicano due strade diverse, neanche parallele: dovete andare dal gommista a fare una convergenza, così non se ne esce! Il ministro De Micheli dichiara di non escludere il controllo straniero, mentre il ministro Patuanelli - quando all'articolo 5 del provvedimento viene tolta la possibilità di conversione degli interessi maturati in quote societarie - rilancia il coinvolgimento dello Stato e auspica quello di Ferrovie dello Stato. Pertanto non vi è nulla di preciso, però non stiamo giocando, si tratta del futuro di migliaia di famiglie: basta giochetti! Una volta questa compagnia era l'orgoglio dell'Italia. Servono una svolta e una visione a lungo termine, non a tempo determinato. Bisogna iniziare a prendere coscienza che i tempi sono stretti e che governare non è rimandare in continuo, ma decidere e prendersi le proprie responsabilità.