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Il comma 2 intende precisare e rendere inequivocabile l'ambito di applicazione degli articoli 27 e 149 del codice dei beni culturali e del paesaggio, relativamente alle procedure da seguire per il compimento di interventi indispensabili al fine di evitare ulteriori danni a beni culturali e paesaggistici, quali quelli di messa in sicurezza. Con riferimento al richiamato articolo 27, infatti, occorre ricordare che tale disposizione, pressoché identica all'articolo 19 della legge 1º giugno 1939, n. 1089, stabilisce che «nel caso di assoluta urgenza possono essere effettuati gli interventi provvisori indispensabili per evitare danni al bene tutelato, purché ne sia data immediata comunicazione alla soprintendenza, alla quale sono tempestivamente inviati i progetti degli interventi definitivi per la necessaria autorizzazione». Il comma 2 del presente articolo, dunque, richiama detta previsione, precisando che i comuni possono effettuare gli interventi indispensabili per evitare ulteriori danni ai beni culturali e paesaggistici presenti nei propri territori, dandone immediata comunicazione al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Il comma 3 precisa che le procedure previste dal comma 2 si applicano anche agli interventi di messa in sicurezza posti in essere da proprietari, possessori o detentori di beni culturali immobili o paesaggistici presenti nei territori dei comuni interessati dagli eventi sismici, ovvero ricadenti nelle aree protette ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394, o nelle zone di protezione speciale istituite ai sensi della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, nei medesimi comuni. Le norme non entrano volutamente nel merito della descrizione della filiera di operatività degli interventi, in quanto si è ritenuto che la stessa sia già chiara dal contesto normativo di riferimento, che vuole assegnare ai sindaci il ruolo prioritario di «regista» dell'intervento sul loro territorio, in situazione di emergenza. Per gli interventi di demolizione che si rendano necessari, anche a tutela della incolumità pubblica in luogo della prevista autorizzazione si applicano le misure acceleratorie già previste dall'articolo 28, comma 5, ultimo periodo, del decreto-legge n. 189 del 2016: le autorizzazioni si intendono acquisite con l'assenso manifestato mediante annotazione nel verbale sottoscritto dal rappresentante del Ministero. Ovviamente, cessata la fase emergenziale, viene ribadito l'obbligo, relativo ai soli progetti per gli interventi definitivi successivi alla demolizione effettuata con la menzionata procedura semplificata, di inviare tempestivamente al medesimo Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, anche in via telematica, i progetti per i successivi interventi definitivi per le necessarie autorizzazioni, che verranno rilasciate secondo le speciali procedure di cui al decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189. Resta in ogni caso fermo quando stabilito dall'articolo 28 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in base al quale il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo può ordinare la sospensione di interventi iniziati contro il disposto del medesimo codice dei beni culturali e del paesaggio. La misura proposta, pertanto, vuole meglio precisare che i comuni possono senza indugio procedere ai puntellamenti e alla messa in sicurezza dei beni culturali danneggiati, nel rispetto dei minimi adempimenti richiesti dalla legge, come già stabilito dalla legge n. 1089 del 1939 e oggi dal codice dei beni culturali e del paesaggio. Inoltre, il comma chiarisce che la procedura prevista per interventi di somma urgenza si applica anche per la tutela dei beni paesaggistici. Pertanto, si prevedono adeguati raccordi informativi tra il Ministero e le altre amministrazioni competenti ai sensi della parte III del codice dei beni culturali e del paesaggio (regioni ed eventualmente comuni delegati), attività che verranno compiute con le risorse umane e finanziare disponibili a legislazione vigente. Tali procedure accelerate sono, in particolare, previste al fine di assicurare la celere rimozione dei resti di beni culturali o paesaggistici, ivi inclusa la demolizione di ruderi o edifici collabenti. Il comma 5 riguarda la qualificazione delle imprese incaricate degli interventi previsti dal presente articolo 6, alle quali si applica la disciplina semplificata prevista dall'articolo 8, comma 5, del decreto-legge n. 189 del 2016. Inoltre, anche in considerazione della misura introdotta al comma 1, ultimo periodo, si introduce per gli affidatari dei servizi di progettazione l'obbligo di dichiarare l'impegno ad iscriversi nell'elenco speciale di cui all'articolo 34 del citato decreto-legge n. 189 del 2016. Il comma 6 detta misure necessarie e urgenti per garantire la realizzazione degli interventi di tutela del patrimonio culturale nella situazione di emergenza determinata dal sisma del 24 agosto 2016 e aggravatasi in modo drammatico con le scosse che hanno colpito i medesimi territori il 30 ottobre 2016 e i giorni successivi. In particolare, la disposizione interviene per rafforzare la disponibilità di personale qualificato del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. La emergenza della situazione, unita all'articolazione dei territori interessati, che appartengono a 4 regioni, hanno già portato alla creazione dell'ufficio del Soprintendente unico (decreto ministeriale 24 ottobre 2016 adottato ai sensi dell'articolo 54, comma 2- bis , del decreto legislativo n. 300 del 1999, che prevede la possibilità di riorganizzare gli uffici periferici del Ministero in seguito a eventi calamitosi), così da assicurare con la dovuta immediatezza la necessaria unitarietà di gestione. Il citato decreto ministeriale ha individuato un rappresentante unico, «speciale», competente per il Ministero per tutte le procedure comunque attinenti agli interventi di ricostruzione in tutte le aree interessate dal sisma. La presente disposizione rafforza innanzitutto questa struttura straordinaria del Mistero dei beni e delle attività culturali e del turismo, in modo che possa far fronte al nuovo ingente carico di procedure scaturito dal sisma del 30 ottobre 2016. In primo luogo, si prevede che l'ufficio del Soprintendente unico possa avvalersi del personale tecnico specializzato di una segreteria tecnica di progettazione, appositamente costituita. La costituzione di una tale struttura di supporto è una soluzione già applicata nel caso Soprintendenza speciale di Pompei, chiamata a svolgere compiti di tutela e valorizzazione particolarmente rilevanti e complessi nell'area archeologica e nell'ambito del Grande Progetto, approvato dalla Commissione Europea con la decisione C(2012)2154, del 29 marzo 2012. L'articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 83 del 2014 ha infatti previsto una segreteria tecnica di progettazione a supporto della Soprintendenza, che ha potuto attivare collaborazioni con specifiche professionalità secondo i fabbisogni emersi nelle diverse fasi di attuazione del Grande Progetto Pompei e ha consentito un deciso avanzamento nello svolgimento degli interventi nel sito.