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considerato altresì che alla manifestazione del 15 gennaio erano presenti molti appartenenti alle forze dell'ordine ma sembrerebbe che nelle Questure delle altre province d'Italia non siano stati presi provvedimenti simili, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto sopra; se intenda dare seguito alla richiesta di ispezione inoltrata dal COSAP; se ritenga legittimo il provvedimento disciplinare adottato dal dirigente del III reparto mobile di Milano nei confronti di appartenenti alle forze dell'ordine, già sospesi dal servizio alla data del 15 gennaio, per aver partecipato a una manifestazione autorizzata, in abiti civili, indossando la pettorina dell'associazione Operatori sicurezza associati. Atto n. 4-06895 DESSI' Ai Ministri della transizione ecologica e dello sviluppo economico Premesso che in data 23 settembre 2019 la società Sorgenia presentava alla Regione Toscana istanza per il rilascio del provvedimento unico regionale relativamente ad un progetto di un impianto geotermico denominato "Val di Paglia"; il progetto ricade all'interno dell'area Le Cascinelle compresa nella valle del Paglia, un'area incontaminata tra la rocca di Radicofani e la vetta dell'Amiata, che costituisce un paesaggio di notevole interesse, a confine con il sito UNESCO della val d'Orcia; il progetto investe un'area di circa 53.400 metri quadrati e prevede l'installazione di un'area di estrazione, due aree di reiniezione dei fluidi geotermici, per un totale di almeno 10 pozzi iniziali, che potrebbero diventare 17; il soggetto proponente il progetto avrebbe effettuato solo indagini geofisiche superficiali, mentre la ricerca della risorsa geotermica sarebbe basata esclusivamente sui risultati dei sondaggi effettuati dall'ENEL negli anni '60; considerato che nel corso dell' iter autorizzativo del progetto presentato da Sorgenia, studi approfonditi, condotti da tecnici qualificati, sembrerebbero far emergere, forti e svariate criticità ed in particolare criticità paesaggistiche legate al pesante impatto visivo, tanto che la Soprintendenza ha espresso ben tre pareri negativi sul progetto di realizzazione della centrale geotermica; criticità ambientali a causa di un non trascurabile rischio sismico, ancor più grave, se si considera che la zona interessata è, già di per sé, classificata zona sismica, oltre a possibili interferenze con il bacino idrico del monte Amiata e con le vicine sorgenti termali dei Bagni San Filippo, Bagno Vignoni e San Casciano dei bagni; a causa di queste criticità, il progetto ha ricevuto pareri negativi da svariati enti, oltre alla Soprintendenza già citata, anche la ASL territorialmente competente ha fornito il proprio parere negativo, segnalando la mancata valutazione del rischio sanitario; pareri negativi sono pervenuti da tre Comuni sui cinque territorialmente interessati; ad oggi si è in attesa della conferenza dei servizi che si terrà il 16 settembre 2022, nell'ambito della quale si discuterà delle osservazioni da parte degli enti interessati a seguito delle integrazioni apportate al progetto dalla Sorgenia; pur consapevole che la geotermia è internazionalmente riconosciuta tra le fonti energetiche rinnovabili carbon free ed il suo utilizzo potrebbe impattare positivamente sul forte fabbisogno energetico del nostro Paese, sarebbe auspicabile la diffusione di piccoli impianti di geotermia che non rilascino emissioni nocive, non impattino sui territori, non incrementino il rischio sismico e non inquinino falde acquifere e soprattutto che la costruzione e gestione di tali impianti geotermici siano affidate a soggetti pubblici e non lasciate alla speculazioni economica di privati, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle vicende esposte, se in merito non ritengano necessario intervenire, per quanto di competenza, anche interessando la Regione Toscana e coinvolgendo le comunità locali, che forti preoccupazioni hanno espresso rispetto ai rischi connessi alla realizzazione della centrale geotermica, al fine di valutare la reale fattibilità del progetto "Val di Paglia", onde evitare l'ennesimo scempio territoriale nel nostro Paese, rammentando che occorre sempre cercare un equilibrio tra i diversi interessi in gioco: l'interesse collettivo deve porsi sempre e comunque in primo piano, e l'economia deve essere solo strumento per il raggiungimento del benessere collettivo, e non il fine per realizzare l'interessi di pochi. Atto n. 4-06896 DE BONIS GALLONE Ai Ministri della transizione ecologica e dello sviluppo economico Premesso che: le sole piccole imprese manifatturiere hanno consumi energetici pari a 26 milioni di TEP (tonnellate equivalenti di petrolio), pari a tutto il gas utilizzato per riscaldare le case. Convertire soltanto il 20 per cento di quei consumi dal termoelettrico alle fonti rinnovabili consentirebbe un risparmio di gas pari a 6 miliardi di metri cubi all'anno ; artigiani e piccole imprese rappresentano un potenziale enorme per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, teoricamente possono costituire un parco fotovoltaico da 60.000 megawattora, tre volte la potenza installata in Italia. In poco tempo si potrebbero realizzare almeno 400.000 piccoli impianti per l'autoproduzione da rinnovabili (oggi sono circa 140.000 per una potenza di 6.000 megawattora) con conseguente riduzione dei consumi di gas di oltre 2 miliardi di metri cubi all'anno; un contributo pubblico del 50 per cento sul costo dell'investimento costerebbe circa 1,5 miliardi di euro in tre anni. Purtroppo, però, artigiani e piccole imprese sono fortemente penalizzati, perché esclusi da tutte le misure di incentivazione per le rinnovabili che sono concentrate sulle famiglie e sui grandi impianti, attraverso il sistema delle aste con risultati, peraltro, molto modesti; la proposta, che gli interroganti condividono appieno, proviene dal segretario generale della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, che da oltre 75 anni rappresenta e tutela gli interessi delle micro, piccole e medie imprese operanti nei settori manifattura, costruzioni, servizi, trasporto, commercio e turismo, delle piccole e medie industrie e, in generale, del mondo dell'impresa e delle relative forme associate, con particolare riferimento al settore dell'artigianato, del lavoro autonomo, dei professionisti e dei pensionati; puntare esclusivamente sulla realizzazione di grandi impianti è una risposta parziale al bisogno di stimolare l'incremento della produzione da fonti rinnovabili. I circa 140.000 piccoli impianti per autoproduzione possono essere triplicati in pochi anni portando la potenza installata a quasi 20.000 megawatt, che rappresenta l'80 per cento della capacità attuale del fotovoltaico attivo in tutto il Paese;