[resaula]

Scopriamo che vengono previsti soltanto 30 milioni di euro per il biennio 2020-2021 per gli interventi di riforestazione nelle aree urbane, che coinvolgono però gli enti locali e - guarda caso - non i singoli cittadini. Per entrare nel merito del provvedimento, inizio con i commi 5 e 6 dell'articolo 4 del decreto-legge. Inizialmente era prevista la semplificazione per l'espianto e il reimpianto degli alberi di ulivo ai fini anche paesaggistici. Sono poi stati eliminati all'ultimo momento senza alcun motivo. Questa decisione la dice lunga anche sull'attenzione di questo Governo soprattutto verso alcune zone del Meridione (pensiamo alla Puglia e allo stesso Salento). La tragedia ambientale e anche sociale e culturale, in considerazione degli enormi danni al patrimonio della città di Venezia - in questi giorni è sommersa dall'acqua e la laguna è ormai completamente devastata - imporrebbe e impone decisioni politiche rigorose, scelte forti, fermezza e lo stanziamento di importanti risorse che - secondo noi - questo Governo non è grado di realizzare. In sostanza, nel decreto-legge in esame - l'ho già detto in precedenza - si evidenzia un quadro normativo nettamente insufficiente rispetto alle reali esigenze del Paese. Signor Ministro, ricordo bene che la prima volta che si è presentato in Commissione era intenzionato a intraprendere relazioni vere e concrete per incentivare chi investe nel verde, specialmente in città. Tutto questo, purtroppo, non è stato fatto. Aggiungo, inoltre - come detto da altri colleghi - che anche l'ONU ha più volte evidenziato, da un lato, l'importanza di emettere meno CO 2 e, dall'altra, l'esigenza di creare delle realtà che potessero assorbirla. In Paesi come Canada, Cina e Russia sono state costruite apposite centrali, mentre in Italia non si parla di tutto questo. Non solo: si mette a rischio anche un comparto importante, che, oltre al verde, vale complessivamente 2,5 miliardi di euro e conta circa 100.000 addetti in 27.000 aziende. Stiamo parlando delle categorie del florovivaismo che - lo ricordo - rappresenta un settore di produzione di eccellenza del nostro Paese. Il valore della produzione delle aziende florovivaistiche rappresenta oltre il 5 per cento della produzione agricola totale. In sostanza, il decreto-legge in esame non ci soddisfa affatto, non affronta i danni e i dati drammatici dell'Agenzia europea che, soltanto poche settimane fa, ha stabilito per l'Italia un nuovo record negativo, quello di primo Paese dell'Unione europea per decessi prematuri di biossido di azoto, con 14.600 persone vittime dell'inquinamento atmosferico. È inaccettabile che, di fronte a una tale tragedia, non sia esperito alcun tentativo all'interno della maggioranza di fare qualcosa contro lo smog . Del resto, basta vedere le risorse stanziate nella manovra di bilancio 2020 in tema ambientale, che sono sicuramente risibili. Si tratta di misure e scelte di politica ambientale che vanno, in realtà, in senso esattamente opposto rispetto a quello che pensa Fratelli d'Italia. Basti vedere, a titolo esemplificativo, l'introduzione della cosiddetta plastic tax . Non è sicuramente questo il momento in cui discuterne, ma sicuramente lo faremo durante l'esame del disegno di legge di bilancio. Tuttavia, non possiamo non pensare che la plastic tax mette in mezzo alla strada circa 162.000 lavoratori. A dire questo sono non io, ma i dati de «Il Sole 24 Ore». Si tratta di una tassa - l'ennesima - che rischia di colpire gli stessi consumatori, penalizzati dall'aumento dei prezzi che ne deriverà. Sa qual è la beffa, signor Ministro? Dal 2021 la plastica monouso sarà bandita dall'Unione europea, il che conferma che la plastic tax serve soltanto per finanziare, alla fine, le politiche assistenzialistiche e i deficit di questo Governo. Altro che tassa contro la plastica per l'ambiente: fate tutto questo sempre per il cosiddetto reddito di cittadinanza. Affrontiamo in questa occasione l'esame di un impianto normativo che rappresenta per Fratelli d'Italia un provvedimento di bandiera, un testo che nel cui titolo si parla di necessità e urgenza ma, analizzando bene il suo contenuto, in pratica non dice nulla e soprattutto non fa nulla. Per quanto riguarda l'articolo 1 risultano del tutto trascurati i profili attinenti al raccordo, che non potrà verificarsi, tra il nuovo Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il Piano nazionale integrato. Vorrei poter citare nel breve tempo a disposizione che mi è rimasto - ma lo faremo nuovamente in dichiarazione di voto - gli articoli 2 e 7. Questo provvedimento sicuramente non ci soddisfa, perché è poverissimo di contenuto dal punto di vista degli interventi necessari al cambiamento - per noi era fondamentale - del paradigma culturale, indispensabile per l'avvio di qualcosa di completamente diverso. Sicuramente abbiamo utilizzato parole anglosassoni molto seducenti, che possono destare interesse e curiosità, annunciate dal Governo e presentate anche sui giornali e ai telegiornali in pompa magna, ma di fatto all'interno del provvedimento non c'è assolutamente nulla. Il giudizio di Fratelli d'Italia è sicuramente negativo. Per l'ennesima volta mi permetto di dire che prendete in giro gli italiani, soprattutto perché avevate annunciato, nell'ultimo anno e mezzo, che la povertà sarebbe stata sconfitta e che il 2020 sarebbe stato un anno bellissimo. Avevate assicurato che la vicenda dell'ex Ilva sarebbe stata risolta. Non vi abbiamo creduto allora e non vi crediamo sicuramente adesso. Lo stesso faremo oggi in quest'Aula per il decreto-legge in esame. Non avete avuto il coraggio di annunciare veramente qualcosa di importante e diverso. Avete annunciato il Green new deal giusto per dare qualche incentivo. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Nastri. NASTRI (FdI) . Avete parlato della rottamazione delle auto più inquinanti. Avete dato qualche migliaio di euro ai Comuni, che potranno spenderli per piantare alberi e potenziare le corsie riservate, e qualche incentivo ai negozi che allestiranno il banco per i detersivi alla spina. Fratelli d'Italia non sarà vostro complice in quella che altro non è che l'ennesima farsa giocata sulla pelle e sul futuro degli italiani. Signor Ministro, ci ha completamente deluso. Ci aspettavamo sicuramente qualcosa di diverso. Avremo poi il tempo per approfondire tutti quegli articoli che sono il vuoto assoluto. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, ho stimolato varie volte il Ministro - come il Ministro ben sa - sulle questioni della finanza e anche la scorsa settimana, in sede di question time , le ho posto il relativo problema. Farò quindi riflessioni non sul decreto-legge in esame - anche perché non faccio più parte della Commissione ambiente e i miei colleghi lo sapranno fare molto meglio - ma sul comparto finanziario che non possiamo ritenere scollegato da una serie di misure da lei individuate all'interno del provvedimento e che certamente, se si attuassero, sarebbero da accogliere favorevolmente. Questo è sicuro, perché tutti conosciamo l'emergenza climatica.