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Modifica all'articolo 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443, in materia di artigianato. Onorevoli Senatori. – Il settore dell'artigianato, nel quale convivono realtà profondamente differenti tra loro, tutte accomunate però dalla conclamata competenza tecnica e dalla riconosciuta qualità dei prodotti, rappresenta – come è noto – una straordinaria e soprattutto peculiare ricchezza del nostro Paese; ricchezza che è però, negli ultimi anni, sempre più insidiata dal mutato e mutevole scenario economico, nazionale e globale. Al fine di rispondere efficientemente alle sfide poste dalle dinamiche commerciali contemporanee, le piccole e medie aziende italiane devono essere pronte, oggi più che mai, a variare la propria produzione per seguire i movimenti del mercato; per questo motivo, è sempre più necessario, per le imprese, poter aumentare la presenza di artigiani nell'organico: figure altamente qualificate e capaci di agire con flessibilità. Sono loro che permettono all'azienda di cambiare e rimodulare i prodotti facilmente. Nel nostro ordinamento, ai sensi dell'articolo 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443, (cosiddetta legge-quadro per l'artigianato ), l'impresa artigiana può essere condotta con prestazione d'opera di personale diretto e guidato dall'imprenditore, purché non siano superati determinati limiti dimensionali. Detti limiti, tuttavia, si pongono quali parametri eccessivamente rigidi, oltre i quali la legge pone una presunzione di totale carenza del requisito della natura artigiana dell'impresa: con la conseguente e sicura perdita della relativa qualifica e, quindi, dell'intero corpus di agevolazioni e benefici previsti per il settore. Attualmente, quindi, il superamento dei parametri della normativa vigente comporta, per l'impresa che non rientri negli stessi, la perdita dello status agevolativo inerente alla propria qualifica artigiana: il contestuale aumento considerevole dei costi costringerebbe dunque l'azienda a lavorazioni di qualità certamente inferiore; oppure, ancora, potrebbe portare l'imprenditore a non assumere altro personale, perdendo, conseguentemente, capacità competitiva. Il presente disegno di legge – composto da un solo articolo – si propone pertanto di superare i rilievi sin qui evidenziati, modificando il criterio previsto dall'articolo 4, primo comma, lettera a), della citata legge n. 443 del 1985; ciò al fine di aumentare i limiti dimensionali attualmente previsti, nell'ottica di garantire la permanenza della qualifica di impresa artigiana, nonché il mantenimento dei requisiti sostanziali ed essenziali dello status agevolativo; oltre che, naturalmente, l'incremento dei livelli di occupazione e, quindi, lo sviluppo dell'impresa artigiana nel suo complesso.. 1 1 All'articolo 4, primo comma , della legge 8 agosto 1985, n. 443, la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) per l'impresa che non lavora in serie: un massimo di 32 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 16; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 40 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti; ».