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Contro questa proclamazione è stato fatto ricorso da parte del primo dei non eletti dello stesso collegio, Stefano Corti, il quale ha evidenziato le irregolarità che - a suo parere - si sarebbero verificate durante le operazioni di scrutinio, in riferimento a schede dichiarate nulle in una serie di sezioni indicate nel ricorso stesso. Pertanto, la Giunta, a seguito di tale ricorso, ha istituito un apposito Comitato per la revisione delle schede bianche, nulle e contestate, assegnate e non, del collegio uninominale di riferimento, in particolare il collegio uninominale n. 5 (Modena). Il Comitato, durante i suoi lavori, si è attenuto ai criteri di revisione delle schede che erano stati approvati dalla Giunta nella seduta del novembre 2018, tenendo conto sempre del principio del favor voti . Il risultato del Comitato ha portato a dei dati che, di fatto, hanno ribaltato la situazione, per cui al candidato Corti sono stati riattribuiti e recuperati dei voti (Brusio). A seguito della proclamazione della Giunta di un risultato invertito, si è dato avvio al procedimento di contestazione in seduta pubblica e poi in camera di consiglio. Signor Presidente, in camera di consiglio si sono verificate delle situazioni in netta violazione della Costituzione e delle garanzie costituzionali. Innanzitutto, al senatore Patriarca, che aveva deciso di optare per una difesa tecnica e non difendersi da solo, è stata preclusa la facoltà di potersi avvalere dell'avvocato, in quanto impossibilitato, per motivi personali, a intervenire nella seduta pubblica e, nonostante questo, si è continuato lo svolgimento del procedimento in camera di consiglio si è, quindi, deliberato. Vorrei ricordare che dal principio costituzionale di cui all'articolo 111, e quindi dal giusto processo, deriva il principio del diritto al contraddittorio tra le parti in condizioni di parità. Quindi, questo principio è stato violato, perché è stata negata la possibilità di avere una difesa tecnica in seduta. Inoltre, riteniamo che fosse legittima la richiesta del senatore di procedere a una revisione ulteriore di tutte le schede o, in subordine, di un campione importante di schede, considerato che l'esito dei lavori del Comitato dava comunque uno scarto esiguo tra i due candidati e, quindi, non l'assoluta certezza del risultato elettorale. Vorrei ricordare che non è necessario un ricorso specifico con delle motivazioni perché, ai sensi dell'articolo 2 del Regolamento parlamentare per la verifica dei poteri, è data la possibilità alla Giunta di procedere anche d'ufficio agli accertamenti ritenuti necessari al fine di adottare le conseguenti deliberazioni. Era quindi suo potere - ma dico anche dovere morale oltre che giuridico - andare a verificare un numero maggiore di schede per avere la certezza del risultato elettorale ottenuto nel collegio di riferimento. Si sono pertanto violati principi fondamentali. Signor Presidente, stiamo parlando della decadenza dalla carica di senatore (Applausi dal Gruppo PD) e dell'espressione della volontà popolare, che qui rischia di essere messa in discussione, perché non si è voluto procedere a un'ulteriore verifica. Ciò non avrebbe comportato alcun costo, ma solo ulteriore tempo di lavoro. Avremmo però salvaguardato almeno l'onestà e soprattutto l'onorabilità di questo lavoro. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Parente. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, il senatore Edoardo Patriarca in questi sedici mesi di legislatura - sottolineo sedici mesi - ha svolto il ruolo di Capogruppo del PD in Commissione lavoro pubblico e privato, previdenza sociale. Egli, come recita la Costituzione - è una giornata difficile, questa, per la Costituzione - ha rappresentato la Nazione, in quest'Aula nobile del Senato della Repubblica italiana. Egli ha partecipato a votazioni naturalmente, ha firmato emendamenti e determinato scelte, anche quelle di maggioranza. Mi rivolgo alle mie colleghe e ai miei colleghi della Commissione lavoro pubblico e privato, previdenza sociale e faccio un solo esempio: il suo apporto qualificato nella legge che il Senato sta elaborando sul caregiver . Il senatore Patriarca, mio compagno di partito, è uomo equilibrato, di grande spessore etico, di profonda competenza ed esperienza (Applausi dal Gruppo PD), dotato di arti di mediazione, preziosissime in un tempo istituzionale così difficile, perché è stato ed è fondamentale per il dialogo tra maggioranza e opposizione. Smentitemi, colleghe e colleghi dell'opposizione, sul ruolo che Edoardo Patriarca svolge nella Commissione. (Applausi dal Gruppo PD) . Abbiamo sentito dal relatore che egli è risultato eletto nel collegio uninominale n. 5 di Modena con 38 voti di differenza rispetto all'altro candidato, che ha fatto ricorso lamentando la mancata attribuzione di almeno 91 voti di preferenza. Sulla base della revisione effettuata solo sulle schede nulle, bianche e contestate, risulta che il candidato Corti ha recuperato 276 voti e il senatore Patriarca 183. Quindi, Stefano Corti risulterebbe eletto con una differenza di 55 voti: 38 prima, 55 oggi. Quindi, si tratta comunque di una differenza molto risicata. Questa differenza - come ha detto bene anche la collega Ginetti - dovrebbe imporre un approfondimento per verificare davvero gli errori commessi. E avrebbe dovuto imporre alla Giunta di approfondire, non fermandosi soltanto al contenuto del ricorso, per il bene di quest'Assemblea, in modo da fugare ogni dubbio sulla perfetta aderenza tra l'esercizio della sovranità popolare, tanto evocato anche oggi, e il risultato elettorale. Sussistevano e sussistono le condizioni per disporre la revisione di tutte le schede del collegio elettorale di Modena e, in subordine - come ha chiesto il senatore - la revisione a campione delle schede valide. Ma la richiesta del senatore è stata respinta in Giunta. Ora, l'Assemblea è sovrana e mi appello all'attaccamento istituzionale di ognuno di noi e anche al rispetto del diritto di difesa. Nella seduta del 16 luglio, infatti - come è stata ricordato prima - è stata respinta la richiesta di rinvio - la collega Ginetti diceva che non costava nulla - data l'assenza dell'avvocato. Quindi, si rileva un vulnus anche nel diritto di difesa. Cicerone diceva, nella prima Catilinaria: « O tempora, o mores », come è illustrato in una bellissima sala qui in Senato, nella quale trascorriamo il tempo tra una sospensione e l'altra della seduta. Signor Presidente, questa giornata è stata una testimonianza eclatante, che rimarrà scolpita nella vita civile, sociale e politica di ognuno di noi. Per superare questi tempi difficili, noi dobbiamo rispettare le regole: intanto, le regole di convivenza civile, in primis la Costituzione. Ho tentato di parlare; abbiamo parlato e discusso, anche informalmente, in questa giornata. Non avere un humus comune di regole è una gravissima preoccupazione per la democrazia. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Steger) . Quindi, era doveroso da parte della Giunta approfondire.