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Non si applicano i divieti di acquisto previsti dal codice civile nel caso di controllo societario, né si applica il divieto di sottoscrizione reciproca di azioni (articoli 2359- bis e 2359- ter , 2359- quinquies e 2360 del codice civile), né l'articolo 121 del testo unico della finanza (decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58) in tema di disciplina delle partecipazioni reciproche. Per quanto concerne la tutela giurisdizionale avverso le misure di conversione forzosa e aumento del capitale, è opportuno ricordare che il comma 7 dell'articolo in esame rinvia alla tutela giurisdizionale prevista dalle norme nazionali di recepimento della direttiva 2014/59/UE che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento (cosiddetta BRRD  Bank Recovery and Resolution Directive ). In particolare l'articolo 95 del decreto legislativo n. 180 del 2015, dispone che la tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo sia disciplinata dal Codice del processo amministrativo. Ove sia violato il principio della parità di trattamento rispetto al caso di liquidazione dell'ente in applicazione dell'articolo 89, comma 1, del richiamato decreto legislativo, ciascun creditore ha diritto a ricevere un indennizzo, corrisposto dall'Emittente mediante l'attribuzione di nuove azioni. Il comma 8 dell'articolo 20 del decreto-legge disciplina gli effetti dell'azione delle misure di burden sharing e di erogazione del sostegno pubblico sui rapporti contrattuali dell'intermediario. A tale proposito, si estende a tale fattispecie l'articolo 65 del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, prevedendo in primo luogo l'inefficacia delle pattuizioni contrattuali che ricollegano a tali misure conseguenze negative per l'intermediario o per altro componente del gruppo bancario di appartenenza (clausole risolutive espresse, clausole di event of default ; di cross-default o di acceleration event ). In secondo luogo, viene chiarito che le misure disposte dal Ministero dell'economia e delle finanze non costituiscono di per sé inadempimento contrattuale e pertanto non consentono ai creditori di attivare i rimedi previsti in tali casi (ad esempio risoluzione, decadenza dal beneficio del termine, escussione delle garanzie e altro). Da ultimo, ai sensi del comma 9 dell'articolo in commento, le norme in esame vengono qualificate come disposizioni di applicazione necessaria ai sensi dell'articolo 9 del regolamento (CE) n. 593 del 17 giugno 2008 (Regolamento «Roma I» che disciplina l'individuazione della legge applicabile, in caso di conflitti di legge in materia di obbligazioni contrattuali civili e commerciali) e dell'articolo 17 della legge 31 maggio 1995, n. 218 (norme che disciplinano il diritto internazionale privato). Si tratta dunque di norme la cui applicazione è ritenuta irrinunciabile in virtù dell'oggetto o della finalità perseguita. Esse costituiscono provvedimenti di risanamento ai sensi della direttiva n. 24 del 4 aprile 2001 in materia di risanamento e liquidazione degli enti creditizi e si applicano e producono i loro effetti negli altri Stati dell'Unione europea, secondo le regole contenute nel Titolo IV, Sezione III- bis , del Testo unico bancario in tema di applicazione delle procedure di crisi delle banche comunitarie. Propone quindi l'espressione di un parere non ostativo. Nessuno chiedendo di intervenire, verificata la presenza del numero legale, la proposta di parere della relatrice, posta ai voti, è approvata. IN SEDE REFERENTE Inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo DDL 925 Inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 13 febbraio. Il PRESIDENTE ricorda che sono stati presentati dieci emendamenti (pubblicati in allegato). Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) illustra gli emendamenti a sua firma finalizzati, a ridurre gli eccessivi vantaggi attualmente riconosciuti a coloro che optano per il regime del giudizio abbreviato. Infatti come noto tali soggetti potranno ottenere non solo la riduzione di un terzo della pena ma anche la concessione delle attenuanti generiche. Gli emendamenti suggeriscono una riflessione su tali questioni al fine di eliminare le distorsioni attualmente presenti nel sistema del giudizio abbreviato. Il senatore CUCCA ( PD ) illustra gli emendamenti a sua firma diretti a raccogliere suggerimenti provenienti dalle audizioni nel corso delle quali è emersa, a parere degli auditi, l'inutilità se non addirittura la dannosità del provvedimento in questione, che potrebbe portare problemi nella gestione dei procedimenti penali in corte d'Assise fino al rischio di paralisi delle medesime. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA POMERIDIANA Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per oggi, mercoledì 20 febbraio, alle ore 17,30 non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 11,30. Allegato