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la famiglia Casamenti non ha una copertura sanitaria internazionale e perciò sta effettuando tutte le cure necessarie per la sopravvivenza di Stefano a proprie spese; la comunità di Pontassieve ha organizzato un crowdfunding per raggiungere la somma di 40.000 euro, cifra necessaria per il soccorso sanitario straordinario utile al rientro in patria; a quanto risulta all'interrogante, nonostante le relazioni bilaterali tra Italia e Kenya non esistono convenzioni e accordi di sicurezza sociale attualmente in vigore, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le sue valutazioni in merito; se non ritenga opportuno intervenire, nelle sedi diplomatiche, per programmare insieme con i due ambasciatori iniziative atte al rientro in Italia di Stefano senza pericoli per la sua salute. Atto n. 4-02957 ORTIS LANNUTTI CORRADO TRENTACOSTE FERRARA D'ANGELO LEONE ANGRISANI PAVANELLI VACCARO Al Ministro della giustizia Premesso che: il 27 gennaio 2020, 75 detenuti della casa circondariale e di reclusione di Campobasso hanno inscenato una protesta, denunciando così pubblicamente alcune criticità che vertono, in particolar modo, sull'area sanitaria della struttura; causa principale del denunciato mancato rispetto dei diritti della persona appare essere la carenza di personale medico, carenza aggravata da una popolazione carceraria "composta in ampia percentuale da persone con problemi di tossicodipendenza e psichici", come annotato da Gianmario Fazzini, responsabile di Antigone Molise, come riportato all'Ansa il 28 gennaio 2020; le criticità denunciate sono esplose il 31 dicembre 2019, alla scadenza dei contratti di due infermieri in servizio nella struttura. Senza questi ultimi "i detenuti non possono nemmeno avere a disposizione i farmaci salvavita", come dichiarato da Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di Polizia penitenziaria. Lo stesso Di Giacomo, tre giorni prima dell'inizio della protesta, aveva denunciato alla Procura della Repubblica ed al magistrato di sorveglianza proprio la carenza di personale medico e infermieristico all'interno del penitenziario, come si legge lo stesso giorno su "primonumero"; altre problematiche, ricordate dal responsabile di Antigone, riguardano le istanze depositate dai detenuti all'ufficio matricola, le quali "vengono smaltite con tempi lunghi a causa della mancanza di personale"; "tempi lunghi e inadeguati alla soddisfazione dei bisogni delle persone detenute" anche per l'ufficio sopravvitto (che si occupa della consegna dei prodotti acquistati dai reclusi). Si segnalano poi diverse criticità per l'ufficio ragioneria, il centralino, il magazzino detenuti e la cucina detenuti. In alcune camere, infine, sono presenti castelli a tre letti, pur essendo vietati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo; nel comunicato da loro rilasciato, i detenuti, "pur nella consapevolezza di essere colpevoli", dovendo "espiare una pena per aver commesso dei reati e rispettare le regole previste dal codice penale", ricordano come lo Stato debba "garantire il rispetto della dignità umana" mettendoli nella condizione "di poter riconquistare il diritto di appartenere in modo concreto alla nostra società", come riportato su "termolionline" il 27 gennaio; la situazione è aggravata infine dal perenne stato di sovraffollamento del carcere: 168 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 106. Non diversa, e anzi peggiore, è la situazione della vicina casa circondariale di Larino (Campobasso), che ospita ben 235 detenuti, a fronte di una capienza di 114; considerato che: questa è solo l'ultima di una serie di proteste che hanno avuto come teatro la casa di detenzione campobassana; il 20 febbraio 2020 le organizzazioni sindacali Sappe, Osapp, Uilpa, PP, Sinappe, USPP, FNS, Cisl, Cgil e FP, rappresentanti del personale appartenente al Corpo di Polizia penitenziaria, hanno indetto lo stato di agitazione, specificando come tale decisione costituisca "un passaggio preliminare ad altre forme di protesta anche di carattere pubblico". L'obiettivo è che possa "avviarsi quel confronto più volte sollecitato sui principali temi che si è chiesto di porre all'ordine del giorno, tra i quali in primis il problema delle continue, pericolose e intollerabili aggressioni messe in atto nei confronti del personale di Polizia penitenziaria, le problematiche connesse alla carenza di organico e alla ridotta capacità degli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria di poter assolvere correttamente i propri compiti istituzionali, proprio in ragione della carenza organica", si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo abbia intenzione di porre in atto per assicurare il rispetto dei diritti della popolazione carceraria molisana, nonché per garantire la sicurezza operativa del Corpo di Polizia penitenziaria, anche intervenendo per coprire le carenze di organico; se non ritenga opportuna un'ispezione nelle case circondariali di Campobasso, Larino e Isernia al fine di valutare le condizioni di detenzione dei carcerati e quelle lavorative del personale. Atto n. 4-02958 AIMI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: tra le misure adottate per il contenimento del contagio da nuovo "coronavirus" vi è quella relativa alla chiusura di tutte le Università in diverse Regioni d'Italia, tra cui anche l'Emilia-Romagna. Tale disposizione emergenziale, insieme alle altre misure previste da apposite ordinanze, sarà applicata fino al 1° marzo 2020; se tali misure dovessero restare in vigore anche dopo il 1° marzo, si aprirebbe per gli studenti universitari una fase particolarmente complicata, data la necessità di continuare a frequentare corsi in vista delle sessioni d'esame; perdere troppe lezioni sarebbe controproducente per i tanti universitari, già gravati da tasse tutt'altro che leggere. Sarebbe pertanto opportuno, a parere dell'interrogante, iniziare seriamente a valutare di dare agli studenti la possibilità di poter seguire le lezioni on line , facoltà ordinariamente prevista, peraltro, già da vari atenei per agevolare gli iscritti, si chiede di sapere: quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per consentire agli studenti universitari, i cui atenei sono chiusi per effetto dell'emergenza "coronavirus", di poter seguire da casa le lezioni in modalità on line e se, a tal proposito, si intenda avviare un tempestivo confronto con gli atenei interessati. Atto n. 4-02959 BINETTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il rapido aumento dell'utilizzo dei prodotti a base di nicotina senza fumo, in particolare la cosiddetta sigaretta elettronica, rappresenta l'influenza più dirompente sul fumo negli ultimi decenni; questi prodotti sfidano non solo il dominio del tabacco da fumo nel mercato della nicotina, ma anche la risposta di salute pubblica alla riduzione del danno da tabacco; l'ultimo rapporto dell'OMS sul tabagismo epidemico mondiale sottolinea l'importanza delle buone pratiche legate a servizi relativi allo smettere di fumare basati su un modello di trattamento medico;