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Delega al Governo per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico-ricreativo. Onorevoli Senatori. – Il disegno di legge reca una delega al Governo per l'adozione di uno o più decreti legislativi per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico-ricreativo, al fine di favorire, nel rispetto della normativa europea, lo sviluppo e l'innovazione dell'impresa turistico-ricreativa. La normativa interna, infatti, era stata contestata dalla Commissione europea, che aveva aperto una procedura d'infrazione (n. 2008/4908) in materia di attribuzione delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, in quanto fondata su un sistema di preferenza per il concessionario uscente ovvero di rinnovo automatico della concessione già assentita. La Commissione aveva inoltre inviato il 5 maggio 2010 una lettera di messa in mora complementare, con la quale veniva anche stigmatizzata l'incompatibilità della normativa italiana con l'articolo 12 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sui servizi nel mercato interno (cosiddetta direttiva Bolkestein), entrata nel frattempo in vigore, precisando che, qualora il numero di «autorizzazioni» disponibili per l'esercizio di un'attività economica sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, queste devono essere assentite attraverso procedure di selezione che assicurino garanzie di imparzialità e di trasparenza e prevedano un'adeguata pubblicità del loro avvio e svolgimento. Il citato articolo 12 vieta inoltre, al paragrafo 2, il rinnovo automatico di tali autorizzazioni o la concessione di particolari vantaggi al titolare uscente. Per superare le contestazioni della Commissione, la legge comunitaria 2010 (legge n. 217 del 2011) con l'articolo 11 ha eliminato il meccanismo del rinnovo automatico delle concessioni in scadenza e ha, contemporaneamente, delegato il Governo ad adottare un decreto legislativo per la revisione e il riordino della legislazione in materia di concessioni demaniali marittime. Ciò ha consentito all'epoca l'archiviazione della procedura d'infrazione, avvenuta con decisione della Commissione del 27 febbraio 2012. Tuttavia, il termine per l'esercizio della prevista delega al Governo è spirato inutilmente il 17 aprile 2013, anche perché, con l'articolo 34- duodecies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, inserito con il parere contrario del Governo, il termine di durata delle concessioni demaniali in essere alla data del 30 dicembre 2009 e in scadenza entro il 31 dicembre 2015 è stato prorogato al 31 dicembre 2020. Sulla compatibilità della disciplina nazionale di proroga delle concessioni demaniali al 2020 con la normativa europea si è pronunciata la Corte di giustizia dell'Unione europea che, tra l'altro, ha stabilito che l'articolo 12, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2006/123/CE deve essere interpretato nel senso che «osta a una misura nazionale, come quella di cui ai procedimenti principali, che prevede la proroga automatica delle autorizzazioni demaniali marittime e lacuali in essere per attività turistico-ricreative, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati». La delega proposta mira, pertanto, al superamento delle censure sopra esposte. Si segnala che il testo ripropone i contenuti dell'atto Senato n. 2957 assegnato nella scorsa legislatura alle Commissioni riunite 6ª (Finanze e tesoro) e 10ª (Industria, commercio, turismo) del Senato. In particolare, l'articolo 1, al comma 1, elenca i princìpi e i criteri direttivi cui deve adeguarsi il Governo nell'esercizio della delega, tra i quali segnala: il rispetto della concorrenza, della qualità paesaggistica e sostenibilità ambientale, della libertà di stabilimento, della garanzia dell'esercizio e sviluppo delle attività imprenditoriali, nonché del riconoscimento e tutela degli investimenti, dei beni aziendali e del valore commerciale; la rideterminazione della misura dei canoni concessori, con l'applicazione di valori tabellari, tenendo conto della tipologia dei beni oggetto di concessione; il coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni legislative vigenti in materia; la determinazione, con normativa primaria, di adeguati limiti minimi e massimi di durata delle concessioni e delle modalità procedurali per l'eventuale dichiarazione di decadenza e revoca delle stesse; la previsione di un adeguato periodo transitorio per l'applicazione della disciplina di riordino alle concessioni in essere al 31 dicembre 2009 e del riordino delle concessioni ad uso abitativo. Il comma 2 stabilisce che le norme sulle concessioni a uso turistico-ricreativo, ad eccezione della disciplina riguardante i canoni concessori, non si applicano alle società e associazioni sportive dilettantistiche, né agli enti pubblici di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70, preposti a servizi di pubblico interesse. Il comma 3 fa salve le potestà attribuite alle regioni a statuto speciale e alle province autonome dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione. Il Governo è delegato ad adottare, con le modalità indicate ed entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, uno o più decreti legislativi per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico-ricreativo, nel rispetto della normativa europea. Vi è anche il riferimento specifico al principio del legittimo affidamento e alle previsioni dell'articolo 12, paragrafo 3, della cosiddetta direttiva Bolkenstein. Il comma 5 consente al Governo, entro due anni dalla data di entrata in vigore del primo dei decreti legislativi di attuazione della delega, di adottare, nel rispetto dei medesimi princìpi e criteri direttivi, disposizioni integrative e correttive. Infine, l'articolo 2 reca la clausola di invarianza finanziaria, disponendo, tra l'altro, che le amministrazioni pubbliche interessate provvedono agli adempimenti previsti dai decreti legislativi attuativi nel limite delle risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente.. 1 (Delega al Governo per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico-ricreativo)