[pronunce]

che, pubblicando l'avviso di vendita di immobili confiscati dall'autorità giudiziaria, l'Agenzia del demanio ha esercitato un potere ad essa assegnato dalla legge, in particolare dall'art. 1, comma 436, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005)», ma non un'attribuzione direttamente riferibile a norme costituzionali; né una simile attribuzione provvista di "tono costituzionale" è configurabile, al contrario di quanto prospetta il ricorrente, in capo al potere esecutivo; che, in particolare, il ricorrente si limita a denunciare l'illegittimità del detto avviso di vendita senza prospettare in esso l'esercizio di un potere radicalmente diverso da quello di legge, sicché difetta, nella specie, il "tono costituzionale" del conflitto, in ragione dell'ontologica differenza tra atto meramente illegittimo e atto costituzionalmente invasivo (ex plurimis, sentenze n. 255 del 2019, n. 10 del 2017, n. 260 e n. 104 del 2016); che, del resto, al fine di sostenere la legittimazione passiva dell'Agenzia del demanio, il Tribunale ricorrente evoca la sentenza n. 31 del 2006, con la quale questa Corte ha ammesso, e giudicato fondato, il conflitto promosso da una Regione nei confronti dello Stato a seguito di una circolare della Direzione generale dell'Agenzia del demanio, idonea a vincolare gli uffici periferici ad un procedimento di alienazione dei beni del demanio idrico, caratterizzato dall'assenza di interlocuzione con l'ente locale; che, tuttavia, l'evocato precedente, da cui non può trarsi una generale legittimazione al conflitto dell'Agenzia del demanio, tantomeno delle sue articolazioni territoriali, riguarda un conflitto intersoggettivo originato da un atto di portata generale, capace di alterare l'equilibrio costituzionale tra le attribuzioni degli enti interessati, sicché esso non è pertinente all'odierna fattispecie, viceversa relativa ad un conflitto interorganico avente ad oggetto un atto di portata specifica, i cui effetti non trascendono la circoscritta dimensione della vicenda patrimoniale; che il menzionato precedente della Corte evidenzia come «l'impugnata circolare della Direzione generale dell'Agenzia del demanio si pone sul confine tra le sfere di competenza statale e regionale in materia di governo del territorio, in quanto incide contemporaneamente sulla gestione e sulla disponibilità di beni demaniali destinati a soddisfare interessi pubblici delle comunità amministrate, nel quadro dei principî fondamentali posti a tutela dell'intera collettività nazionale»; che tali rilievi sono del tutto estranei alla fattispecie oggi in esame, la quale si esaurisce su un piano essenzialmente privatistico, come testimonia la circostanza che l'ordinanza-ricorso solleciti, in definitiva, l'annullamento degli atti di una sequenza negoziale, qual è quella instaurata dall'avviso di vendita e destinata a culminare nell'aggiudicazione; che deve, dunque, escludersi che l'Agenzia del demanio, nell'adozione dell'atto oggetto del presente conflitto, possa essere qualificata come organo abilitato ad esprimere in via definitiva la volontà del potere cui appartiene; che, infine, un'eventuale questione di legittimità costituzionale delle disposizioni legislative "a monte" dell'atto impugnato, come quella prospettata dal Tribunale ricorrente in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., non potrebbe essere veicolata da un conflitto di attribuzione, atteso il carattere residuale di questo strumento di legalità costituzionale, il cui impiego è inammissibile ove il soggetto interessato disponga di una sede giudiziale nella quale sollevare la medesima questione in via incidentale (ex plurimis, sentenze n. 229 del 2018, n. 284 del 2005, n. 150 del 2003 e n. 334 del 2000; ordinanze n. 9 del 2020, n. 273 del 2017 e n. 343 del 2003); che, pertanto, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso, nei confronti dell'Agenzia del demanio - Direzione regionale della Liguria, dal Tribunale ordinario della Spezia, in funzione di giudice dell'esecuzione civile, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 marzo 2020. F.to: Marta CARTABIA, Presidente Stefano PETITTI, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 24 aprile 2020. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA