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, con le società scientifiche, gli organi di stampa e le aziende globali del web per combattere il fenomeno delle fake news sul cancro e diffondere un'informazione ai pazienti certificata alla luce delle conoscenze scientifiche validate a tutela della salute dei pazienti; nel mese di luglio 2019 l'accordo di Legislatura è stato poi recepito all'unanimità anche dall'Aula della Camera attraverso l'approvazione di 4 mozioni di altrettanti gruppi parlamentari; l'emergenza venutasi a creare con il Coronavirus non ha favorito per nulla in questa fase drammatica una migliore presa in carico dei pazienti oncologici, a causa della necessità di tenere i pazienti fragili lontani da potenziali luoghi di contagio; da un sondaggio condotto su 774 pazienti dal progetto "La Salute un bene da difendere, un diritto da promuovere" risulta che il 36 per cento dei pazienti abbia lamentato la sospensione di esami e visite di follow-up . Un paziente su 5 ha segnalato la sospensione degli esami diagnostici; gli enormi progressi compiuti negli ultimi anni nel trattamento dei tumori grazie alle nuove tecnologie quali l'immunoterapia, le CAR-T e le terapie radio-recettoriali di ultima generazione, hanno aumentato sensibilmente il numero delle sopravvivenze dei malati di cancro e oggi vivono in Italia circa 3,3 milioni di pazienti con un tumore; è molto importante, a maggior ragione dopo il dramma del COVID, dare seguito all'Accordo di Legislatura sia a livello nazionale che regionale per il suo forte impatto nella sensibilizzazione delle istituzioni sul tema del cancro e sulla comunicazione della patologia e dei suoi aspetti problematici anche all'opinione pubblica, si chiede di sapere quali misure intenda adottare il Ministro in indirizzo al fine di dare attuazione ai punti indicati in premessa dall'accordo, per la presa in carico e la cura dei pazienti oncologici, approvato dai due rami del Parlamento e recepito come impegno da parte del Governo. Atto n. 4-03703 PIARULLI Al Ministro della giustizia Premesso che: le carceri sono lo specchio della civiltà di un Paese; il problema atavico del sovraffollamento dei detenuti è stato aggravato dall'emergenza sanitaria determinata dal COVID-19, causando gravi eventi critici all'interno delle carceri; considerato che: le strutture penitenziarie richiedono la vigilanza del personale di Polizia penitenziaria in maniera continuativa con turni di servizio 24 ore su 24; i diritti dei poliziotti penitenziari (ferie, legge n. 104 del 1992, congedi parentali, riposi vari) debbono essere assicurati; l'età media del personale di Polizia penitenziaria è pari a 50 anni, il che comporta il possibile esonero dai turni notturni e numerosi pensionamenti; occorre garantire lo svolgimento regolare di tutte le attività a favore dei detenuti e contestualmente assicurare condizioni lavorative adeguate al personale di Polizia penitenziaria; considerato altresì che le attuali carenze di organico e l'apertura di nuovi plessi penitenziari hanno comportato da parte del Ministero in indirizzo l'indizione di concorsi per l'assunzione di personale di Polizia penitenziaria, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziative intenda intraprendere al fine di assicurare la sicurezza delle carceri o in subordine di prevedere procedure semplificate per le assunzioni, essendo tra l'altro, stato indetto un concorso nel 2019 per 754 agenti della Polizia penitenziaria. Atto n. 4-03704 DE BONIS Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per il Sud e la coesione territoriale, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: una notizia dell'agenzia "Ansa" del 7 ottobre 2019 riferiva dell'allarme lanciato dalla Commissione europea, in quei giorni, circa lo scarso livello di investimenti pubblici nel Mezzogiorno, la cui conseguenza avrebbe potuto comportare un taglio dei fondi strutturali; riferiva, infatti, il direttore generale per la Politica regionale della Commissione UE, Marc Lemaitre, attraverso una lettera al Governo, che le cifre in calo sugli investimenti al Sud sono molto preoccupanti e non rispettano i livelli previsti per non violare la regola europea dell'addizionalità; il principio dell'addizionalità dell'azione comunitaria rispetto alle azioni statali e regionali prevede che, per evitare che i contributi comunitari si sostituiscano a quelli nazionali di natura strutturale, le spese previste dai singoli Stati non vengano ridotte, ma vadano ad aggiungersi ai fondi comunitari. L'impegno contenuto nell'accordo di partenariato siglato dall'Italia e da Bruxelles per il 2014-2016 era d'investire al Sud risorse pubbliche pari allo 0,47 per cento del Pil del Mezzogiorno, mentre, indica la lettera della Commissione, i dati parlano dello 0,40 per cento. Pur sembrando minima, la differenza di 0,07 punti percentuali equivale a circa il 20 per cento in meno di risorse pubbliche spese sul territorio e la tendenza per gli anni successivi non fa ben sperare. Se si guarda al 2014-2017, il tasso d'investimenti scende allo 0,38 per cento, l'impegno italiano era, invece, quello di garantire un livello di spesa pubblica al Sud pari allo 0,43 per cento del Mezzogiorno per il 2014-2020; la Commissione ha chiesto, quindi, al Governo quali misure intendesse intraprendere per invertire la tendenza e garantire un adeguato livello d'investimenti al Sud. Nel caso in cui non fossero rispettati gli impegni presi con Bruxelles, la Commissione avrebbe potuto anche attuare una "rettifica finanziaria", che significa un taglio dei fondi strutturali. "Non conosco nessun altro Paese che ha una situazione così debole per quanto riguarda gli investimenti pubblici", disse a ottobre 2019 Lemaitre, "Gli sforzi europei fatti attraverso il bilancio comunitario sono stati neutralizzati dai tagli agli investimenti pubblici nel Mezzogiorno e questo è legato anche alla capacità amministrativa, ma siamo certi che con un'attenzione adeguata dedicata a questo campo potrebbero esserci molti investimenti pubblici in più al Sud. E allora, forse, cominceremmo a fare la differenza"; considerato che: a causa dell'emergenza COVID-19, sono in arrivo cospicue somme di danaro, anzi "massicce ed imponenti misure monetarie messe in campo dalla Banca centrale europea con diverse intensità" come riferito in Senato dal Presidente del Consiglio dei ministri, Conte, in vista della videoconferenza del Consiglio europeo di venerdì 19 giugno 2020, riguardante il quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e il cosiddetto next generation EU, fondi che non sono a nostra disposizione per distribuirli a pioggia a ogni categoria, ma servono per le riforme di natura economica, che si dovranno fare grazie soprattutto al Sud, perché far uscire il Sud dal ritardo di sviluppo è la prima decisiva riforma che l'Europa si attende;