[sommcomm]

Nell'ambito della terza Parte, dedicata alla dimensione esterna dell'Unione, il documento sottolinea l'impegno dell'esecutivo italiano per il sostegno e l'orientamento della politica estera e di difesa comuni in senso conforme agli interessi nazionali, realizzato in particolare attraverso la partecipazione attiva ai Consigli Affari Esteri, ordinari e straordinari tenutisi nel corso del 2021. Le schede che ne fanno parte (dalla 69 alla 81), dettagliano l'impegno del Governo italiano a livello europeo a sostegno del processo di integrazione dei Balcani occidentali (scheda 69), nel convincimento come esso sia fondamentale non solo per stimolare l'avvicinamento di quei Paesi ai valori dell'Unione europea, ma anche a tutela della credibilità del ruolo della stessa Unione in una regione segnata dal grande attivismo di attori terzi. Ampio spazio viene, quindi, dedicato alle attività di rilancio del partenariato strategico tra l'Unione europea e i Paesi del Vicinato meridionale (scheda 70), fondamentale per il riconoscimento della nuova centralità del Mediterraneo nell'Agenda UE, alla cooperazione nel settore dei trasporti (scheda 71), oltre che al sostegno ad una politica commerciale comune coerente con gli interessi del sistema economico e produttivo italiano (scheda 72). Di rilievo anche l'impegno per la promozione di un ordinamento internazionale fondato su regole europee e globali in materia di giustizia civile e commerciale (scheda 73), per il rafforzamento della posizione unitaria dell'Unione europea sulle principali questioni internazionali - dalla Libia al Mediterraneo Orientale - (scheda 74) e per la gestione unitaria delle crisi afghana e bielorussa (scheda 75). Di grande importanza è altresì considerata l'azione svolta dall'esecutivo italiano, nel contesto della Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO) e della Revisione Coordinata Annuale della Difesa (CARD), per l'irrobustimento delle capacità difensive dell'Unione europea (scheda 76), obiettivo da conseguire anche mediante il rilascio delle informazioni relative alla spesa per la difesa, gli investimenti e gli sforzi di ricerca nel comparto, al fine di facilitare la pianificazione e la cooperazione. Sempre con riferimento al comparto della Difesa, la Relazione rimarca i contributi forniti dall'Italia nel corso del 2021 in relazione alla Bussola Strategica e agli strumenti a favore della resilienza e dell'autonomia strategica dell'Unione (scheda 77), evidenziando come proprio con la prima bozza della Bussola siano state poste le basi per il raggiungimento di ambiziosi obiettivi strategici comuni e per il rafforzamento della Politica di Sicurezza e Difesa Comune, al fine di consentire all'Unione stessa di porsi quale attore globale credibile. Relativamente al rafforzamento dei Partenariati multilaterali e alla cooperazione NATO-UE (scheda 78), la Relazione sottolinea come l'Italia abbia sempre supportato l'esigenza di un forte ancoraggio transatlantico nel contesto dello sviluppo della difesa europea. Il documento dà inoltre conto del rafforzamento dell'impegno operativo italiano nell'ambito delle missioni ed operazioni dell'Unione europea (scheda 79), nei Balcani (nel quadro della missione NATO KFOR e delle operazioni UE EUFOR ALTHEA e EULEX), nel Mediterraneo (con EUNAVFORMED IRINI), in Medio Oriente (con EUAM Iraq), nel Sahel (con EUTM Mali, EUCAP Niger, EUCAP Mali e FRONTEX), nella Repubblica Centrafricana (con EUTM RCA), nel Golfo di Guinea, in Mozambico (con EUTM MOZ) e nel Corno d'Africa (con EUCAP Somalia, EUTM Somalia ed EUNAVFOR Atalanta). Da ultime, sempre nell'ambito della Parte terza, le schede 80 e 81 danno conto dell'impegno dell'esecutivo italiano a livello europeo per la parità di genere e l'emancipazione femminile nell'azione esterna dell'Unione e per le relazioni culturali internazionali. Il relatore ricorda, infine, come la quarta Parte della Relazione sia dedicata alle attività di coordinamento nazionale delle politiche europee, con particolare riguardo all'efficace attuazione del Piano di ripresa e resilienza, al coordinamento nella fase ascendente, alla modernizzazione delle regole sugli aiuti di Stato, alle politiche di coesione, al meccanismo dell'Unione europea di protezione civile, ai controlli doganali, alla lotta contro le frodi e al sostegno della strategia di ripresa. La scheda 92 dà inoltre conto delle 102 procedure di infrazione pendenti nei confronti dell'Italia alla data del 31 dicembre 2021, nel frattempo (alla data del 19 maggio 2022) scese a 91, di cui 59 per violazione del diritto dell'Unione e 32 per mancato recepimento di direttive. Quanto alla Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2022, il relatore evidenzia che essa è volta ad illustrare i contenuti e gli obiettivi politici attesi per l'anno in corso con riferimento allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche strategiche dell'Unione, nonché alla dimensione esterna dell'Unione europea. Si tratta di un documento di indirizzo strategico, in cui sono indicati gli impegni politici e le azioni prioritarie che il Governo intende porre in essere nell'ambito della partecipazione dell'Italia all'Unione europea, in un anno particolarmente importante, segnato dalle conseguenze del conflitto in Ucraina e della profonda crisi sanitaria ed economica seguita al diffondersi della pandemia da Covid-19, ma nel quale - sulla scia delle decisioni assunte nel recente passato - l'Unione europea è chiamata a proseguire in quello sforzo unitario che ha saputo dimostrare con l'organizzazione della campagna vaccinale e con l'approvazione dello strumento per il rilancio dell'economia noto come Next Generation EU. Il testo in esame viene presentato a norma della legge n. 234 del 2012 sulla partecipazione dell'Italia alle politiche dell'Unione europea, ed è suddiviso in quattro parti, relative, rispettivamente, allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche strategiche, alla dimensione esterna e al coordinamento nazionale delle politiche europee. Nonostante l'interesse precipuo della Commissione si incentri sulla Parte terza, quella dedicata alla dimensione esterna dell'Unione europea, anche le altre Parti evidenziano aspetti che meritano qualche richiamo. Nell'ambito delle questioni istituzionali, primo paragrafo della Parte prima, la Relazione sottolinea innanzitutto (scheda 1) come il Governo continuerà ad impegnarsi per promuovere l'approfondimento ed il completamento dell'Unione economica e monetaria verso l'istituzione di strumenti di bilancio permanenti e regole di bilancio semplici ed orientate alla crescita, sfruttando a tal fine l'occasione offerta da Next Generation EU e dal dibattito sulla revisione della governance economica. Nel testo viene anche sottolineato (scheda 2) come, con riferimento alla Conferenza sul futuro dell'Europa, l'Italia guarderà con apertura e pragmatismo ai possibili seguiti da dare alle proposte emerse in quella sede, adoperandosi per la loro concreta attuazione al fine di far avanzare il processo di integrazione europea, anche facendosi promotrice, laddove possibile, di una riforma dei Trattati.