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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 139 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 19,40. IN SEDE REFERENTE 1659 - d.l. 161/2019 - Intercettazioni DDL 1659 Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161, recante modifiche urgenti alla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 28 gennaio. Il presidente OSTELLARI ricorda che la relazione è stata già svolta dal relatore Giarrusso nella scorsa seduta e che, conformemente alla decisione ivi assunta, l'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi ha svolto stamane due sedute di audizioni, nelle quali sono intervenuti associazioni, procuratori della Repubblica, avvocati ed altri esperti del settore. Oltre alle considerazioni espresse da ciascuno degli auditi (Francesco Curcio, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Potenza; Giovanna Ollà del Consiglio nazionale forense; Antonello Soro, Garante per la protezione dei dati personali accompagnato da Federica Resta e Baldo Meo; Giovanni Melillo, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli, accompagnato dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli; Pietro Bogliolo, avvocato; Stefano Aterno, avvocato; Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro; Maurizio De Lucia, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Messina; Bruno Cherchi, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Venezia; Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione italiana della stampa italiana, accompagnato da Tommaso Daquanno; Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia; Fabio Frattini componente della giunta dell'Unione delle camere penali; Fabio Cameirana, Elio Cattaneo e Nicola Salina, imprenditori del settore) in alcuni casi sono state anche prospettate ipotesi emendative, delle quali il relatore e ciascuno dei senatori presenti hanno potuto prendere nota; se del caso, potranno farne oggetto di apposita iniziativa. Il PRESIDENTE integra le risultanze istruttorie dell'Ufficio di Presidenza con un'informativa supplementare sui principali contenuti degli interventi svoltisi nell'assenza forzosa del relatore e di molti altri commissari, dovuta al concomitante inizio dei lavori della Giunta per le elezioni e per le immunità parlamentari. L'avvocato Frattini, per l'Unione italiana camere penali, ha richiesto una dilatazione dei termini previsti dagli articoli 415- bis e 452 per l'ascolto delle intercettazioni da parte dei difensori; occorrerebbe, a dire il vero, anche la dilatazione del termine nell'eventualità del processo ordinario, e non solo nel giudizio abbreviato, per cui le parti in contraddittorio indicherebbero - tra quelle giudicate rilevanti dal solo pubblico ministero - le intercettazioni da inserire nel fascicolo dibattimentale; inoltre, è stata evidenziata l'esigenza di rafforzare il divieto di ascolto dei colloqui tra difensori e assistiti, magari non rivolgendosi solo allo strumento della inutilizzabilità ma addirittura a quello della distruzione, quando non si è provveduto a monte sospendendo l'ascolto nel momento in cui ci si è avveduti della qualità di avvocato di uno degli interlocutori. Sono stati poi evidenziati, negli ultimi tre interventi, profili applicativi che derivano dalla norma del decreto che prevede il conferimento delle intercettazioni all'archivio riservato delle procure: secondo i dottori Cattaneo, Cameirana e Salina (in rappresentanza di tre aziende che costituiscono la metà della platea imprenditoriale di riferimento) i server delle Procure della Repubblica necessitano di supporto di personale qualificato (quanto meno a livello di perito informatico) tuttora assente. Il provvedimento del 5 dicembre 2019 del Direttore dei servizi informativi automatizzati (DGSIA) del Ministero della giustizia fissa all'allegato A delle specifiche tecniche che difficilmente possono essere adempiute dal 1° marzo 2020: l'unica modalità che al momento appare possibile è quella del conferimento su DVD e suo inserimento manuale nel server della singola procura; in assenza di un procedimento formalizzato - ma anche di risorse informatiche materiali ed umane, attualmente carenti - il meccanismo prefigurato non è assolutamente in grado di garantire l'autenticità, la genuinità e la conformità di quanto prelevato dal server dell'impresa rispetto a quanto conferito alla Procura. Lo stesso concetto di genuinità è alquanto opinabile trattandosi, al momento, di dati sottoposti a "normalizzazione" proprio in virtù delle prescrizioni ministeriali: poiché ognuna delle società dispone di un proprio software , l'esigenza di uniformare i files passa attraverso una loro conversione. Al di là delle ricadute operative (vedasi il rischio di cancellazione dei dati, quando non si è sicuri che il conferito è genuino o conforme) si pone l'esigenza di sostenibilità amministrativa dell'adeguamento delle strutture esistenti: il Governo, nell'analisi dell'impatto della regolamentazione (A.I.R.), ha assicurato che il termine iniziale di entrata in vigore (1° marzo 2020) basta allo scopo, ma dalla disamina prospettata dalle aziende i rischi appaiono assai più seri; l'intero sistema potrebbe rivelarsi inefficace o quanto meno inidoneo a garantire le esigenze di segretezza sottese alla regolamentazione proposta. Più che un rinvio dell'entrata in vigore (affacciato anche da vari altri soggetti, secondo cui le procure non dispongono ancora dell'applicazione che rende informatizzato il registro delle intercettazioni - modello 37), il PRESIDENTE conclude che occorrerebbe quindi una previa valutazione d'impatto della nuova disciplina. Intervengono i senatori GRASSO ( Misto-LeU ) (che invita a sentire il Governo sia sulla proroga richiesta da vari auditi, sia sull'idoneità delle risorse tecnologiche disponibili), PIARULLI ( M5S ) (che conferma l'impressione di manipolabilità dei dati ricavata dalle ultime audizioni), CALIENDO ( FIBP-UDC ) (secondo cui spiegazioni insufficienti del Governo potrebbero portare alla decadenza del decreto), PILLON ( L-SP-PSd'Az ) (che evidenzia come i test svolti simulando l'entrata in vigore del nuovo regime non parrebbero rassicuranti) e MIRABELLI ( PD ) (concorde sull'esigenza di ascoltare il Governo), nonché il relatore GIARRUSSO ( M5S ): quest'ultimo ravvisa l'opportunità di preventivare uno slittamento del termine per emendamenti rispetto a quello prefigurato nell'ultimo Ufficio di Presidenza di programmazione dei lavori, fermo restando che è solo dal Governo che possono pervenire le rassicurazioni necessarie per controbilanciare la versione offerta dalle controparti private. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI