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Nel disegno di legge n. 86 si delinea, per i comuni, l'obiettivo di costituire, attorno alle aree urbanizzate esistenti, una "cintura verde", caratterizzata da "funzioni" agricole, ecologico-ambientali e ricreative, coerente con la conservazione degli ecosistemi. La costituzione della cintura verde ha l'obiettivo di favorire l'assorbimento delle emissioni di anidride carbonica dall'atmosfera tramite l'incremento e la valorizzazione del patrimonio arboreo, l'efficienza energetica, l'assorbimento delle polveri sottili, nonché di ridurre l'effetto "isola di calore". Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono chiamate ad adottare disposizioni per incentivare i comuni, singoli e associati, a promuovere strategie di rigenerazione urbana. I comuni sono tenuti ad effettuare il censimento degli edifici e delle aree dismessi, non utilizzati o abbandonati esistenti, al fine di verificare se le previsioni urbanistiche comportanti consumo di suolo possano essere soddisfatte attraverso interventi di rigenerazione. Il censimento è presupposto necessario e vincolante per l'eventuale pianificazione di nuovo consumo di suolo. Per ogni comune l'ISPRA cura la mappatura dei contesti: prevalentemente artificiale, a media densità e prevalentemente agricolo o naturale. Quest'ultimo contesto non può essere soggetto a nuove edificazioni e a impermeabilizzazioni che non siano legate alle attività agricole o alle funzioni previste all'interno della cintura verde. L'articolo 4 dell'atto Senato n. 164 già nella rubrica unisce il principio del riuso con quello della rigenerazione urbana. In ragione dell'attuazione di tali principi sono individuati una serie di adempimenti a carico dei comuni, singoli o associati, da porre in essere entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in argomento. Tali adempimenti consistono: nell'individuazione, negli strumenti di pianificazione comunale, delle aree o degli immobili da sottoporre prioritariamente a interventi di riuso e di rigenerazione urbana; nella redazione di una planimetria che individui e delimiti l'area urbanizzata esistente; nella esecuzione di un censimento edilizio comunale che consenta la costituzione di una banca dati del patrimonio edilizio pubblico e privato da recuperare, aggiornata sullo stato del consumo di suolo; nella segnalazione annuale alla regione o alla provincia autonoma delle proprietà immobiliari che versano in uno stato di degrado tale da arrecare danno al paesaggio, ad attività produttive o all'ambiente. Passa quindi a riferire sugli articoli 5, che conferiscono delega al Governo per l'adozione di una disciplina in materia di rigenerazione delle aree urbane degradate. Alcuni dei principi e criteri direttivi dettati dalle tre proposte sono sostanzialmente identici. In particolare, si richiede: la previsione di organicità dei progetti di rigenerazione delle aree degradate, tale da assicurare il miglioramento della qualità della vita dei residenti; la garanzia di elevati livelli di qualità e sicurezza sismica, di minimo impatto ambientale e di risparmio energetico. Evidenzia che l'atto Senato n. 86 prevede gli ulteriori seguenti principi e criteri direttivi: la garanzia di rispetto dei limiti di consumo di suolo; l'individuazione di misure tali da determinare una fiscalità di vantaggio; il coordinamento con la normativa vigente; la non applicabilità della nuova disciplina ai centri storici e alle aree urbane equiparabili/equiparate, nonché ai beni culturali e alle aree tutelate per legge, di cui, rispettivamente, agli articoli 10 e 142 del codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42 del 2004). L'atto Senato n. 164 - al comma 4 dell'articolo 5 - detta direttamente la disciplina dei centri storici e delle aree ad essi equiparate, che non risulta, di conseguenza, oggetto di delega; provvede inoltre all'abrogazione di alcune disposizioni dell'articolo 5 del decreto-legge n. 70 del 2011 (in materia di interventi sulle costruzioni private) a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'ultimo dei decreti legislativi adottati. Per quanto concerne la procedura di adozione dei decreti legislativi, fa presente che l'atto Senato n. 164 prevede la proposta del Ministro dell'ambiente della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo; entrambi gli atti Senato n. 86 e n. 164 richiedono l'espressione del parere da parte della Conferenza unificata. L'atto Senato n. 86 reca due ulteriori disposizioni: stabilisce che le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano adeguino le proprie disposizioni in materia di rigenerazione urbana entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi ; istituisce e disciplina un contributo aggiuntivo a quello per il rilascio del permesso di costruire, commisurato al consumo di suolo indotto dalle opere autorizzate. Il senatore BERGESIO ( L-SP-PSd'Az ), relatore per la Commissione agricoltura, illustra gli ulteriori articoli da 6 a 13 del disegno di legge n. 86 e da 6 a 9 del disegno di legge n. 164. Precisa in particolare che l'articolo 6 della proposta n. 86 ha ad oggetto il Piano del verde e delle superfici libere urbane, che deve essere adottato da ciascun comune e realizzato sulla base di criteri e modalità definiti dalle regioni (nel disegno di legge n. 86 unitamente alle Regioni sono considerate anche le Province autonome). Si provvede a determinare direttamente alcuni criteri cui i Piani del verde sono tenuti ad uniformarsi (tra essi, l'individuazione della "cintura verde" quale parte integrante del Piano). Evidenzia poi che l'articolo 7 della proposta n. 86 sancisce il divieto di mutamento di destinazione per le superfici libere censite nell'anagrafe delle aziende agricole all'interno del SIAN (Sistema informativo agricolo nazionale), per le quali siano stati erogati contributi dell'Unione europea nell'ambito della PAC (Politica agricola comune) o della Politica di sviluppo rurale. Il divieto vige per almeno 5 anni dall'ultima erogazione e concerne gli usi diversi da quello agricolo e l'adozione di atti amministrativi finalizzati al cambiamento della destinazione d'uso, fatta salva l'applicazione di disposizioni più restrittive. Vengono, altresì, vietati, per la medesima durata, gli interventi di trasformazione urbanistica e di trasformazione edilizia non connessi alla conduzione dell'attività agricola, eccetto la realizzazione di opere pubbliche. Richiama quindi l'articolo 8 della proposta in parola e l'articolo 6 della proposta n. 164, che disciplinano le misure di incentivazione per gli interventi di recupero e di rigenerazione urbana e di bonifica dei siti contaminati, nonché per gli interventi volti a favorire l'insediamento di attività di agricoltura urbana, e il ripristino delle colture nei terreni agricoli incolti o abbandonati (fatta eccezione per le aree coperte da boschi e da foreste nel disegno di legge n. 164).