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c applicazione della citata legge n. 398 del 1991, in deroga alle disposizioni del codice del terzo settore di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, nei confronti delle FSN, delle DSA, e degli EPS, sia a livello nazionale che territoriale; d applicazione anche ai soggetti di età pari o superiore a sessant'anni della detrazione fiscale per l'iscrizione a società o associazioni sportive, palestre, piscine o altre strutture che promuovono lo sport dilettantistico, come previsto dall'articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; e garanzia della proprietà dei diritti sulla comunicazione e sul marchio per gli eventi promossi dalle società e associazioni sportive. 8 (Disciplina del lavoro applicata allo sport) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo, ai fini della definizione della disciplina del lavoro applicata allo sport, si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a prevedere che l'entità delle indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi e i compensi di cui all'articolo 67, comma 1, lettera m) , del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto legislativo 22 dicembre 1986, n. 917, (TUIR), erogati a soggetti che siano già titolari di propria posizione previdenziale e assicurativa, siano considerati redditi diversi, indipendentemente dal loro ammontare e dalle modalità di svolgimento della prestazione; b prevedere che le indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi e i compensi di cui all'articolo 67, comma 1, lettera m) , del TUIR, erogati a soggetti che non siano già titolari di propria posizione previdenziale e assicurativa, per la parte eccedente la quota prevista dall'articolo 69, comma, del TUIR, mantengano, ai fini fiscali, la loro natura di reddito diverso ma, ai fini previdenziali e assicurativi, siano soggetti all'iscrizione alla gestione separata presso l'INPS di cui all'articolo 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335; c abrogare la disciplina prevista ai punti 20 e 22 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 15 marzo 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 aprile 2005, n. 80. 9 (Istituzione del docente di educazione fisica e sportiva nella scuola primaria) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo, ai fini dell'istituzione del docente di educazione fisica e sportiva nella scuola primaria, si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: a introduzione dell'insegnamento dell'educazione fisica e sportiva nella scuola primaria, attraverso un docente espressamente dedicato allo svolgimento di quest'attività, al fine di potenziare lo sviluppo dell'educazione motoria e sportiva, necessaria per un'adeguata tutela della salute; b affidamento della docenza a personale abilitato per le nuove classi di concorso A49 e A48 di cui alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19, a personale in possesso di diploma ISEF o laurea in Scienze motorie, che abbia conseguito l'abilitazione o l'idoneità all'insegnamento nella scuola primaria; c equiparazione dello stato giuridico ed economico dei docenti di educazione fisica a quello dei docenti di scuola primaria; d individuazione di un orario di servizio settimanale minimo per docente e di un orario minimo per classe non inferiore a tre ore settimanali; e introduzione, nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, di appositi programmi speciali di attività motoria rivolti ad alunni disabili o che comunque presentino difficoltà motorie, quale strumento di inclusione sociale, di prevenzione di patologie e di recupero di deficit funzionali; f programmazione di periodiche visite mediche sportive gratuite nella scuola primaria, finalizzate ad una corretta attività di prevenzione per contrastare alcune malattie croniche di natura cardiovascolare e metabolica; g attribuzione agli uffici scolastici provinciali dello svolgimento di un monitoraggio costante al fine di verificare l'attuazione del presente articolo anche attraverso l'invio, con cadenza semestrale, dei relativi dati al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca; h revisione della disciplina relativa all'organizzazione delle competizioni sportive destinate alle scuole , prevedendo la creazione di una Federazione degli sport scolastici che si occupi di ideare e creare eventi sportivi studenteschi e di gestire le risorse derivanti da una quota parte dei ricavi provenienti dalla vendita dei diritti audiovisivi sportivi relativi ai campionati di calcio, da destinare al potenziamento dell'edilizia scolastica sportiva, anche con il coinvolgimento dei privati.