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Curioso che i Ministeri che vengono modificati nella loro nomenclatura e costituzione siano i due Ministeri che si occupano di beni comuni: quello che si occupava, si occupa e si dovrebbe occupare di tutela del patrimonio culturale e artistico del nostro Paese e quello che si deve occupare di tutela dell'ambiente. Questi due Ministeri, che rappresentavano presidi di cittadinanza, perché servivano a custodire in maniera disinteressata il patrimonio dei cittadini, adesso vengono orientati verso altri obiettivi, che sono quelli della tutela di interessi e processi economici e produttivi, come fa il Ministero per la transizione ecologica. Siamo passati dalla tutela dell'ambiente, del territorio e del mare alla tutela di un processo economico e produttivo, contemplato nella transizione ecologica, che dovrebbe abbinare il principio di tutela a quello dell'efficienza e della competitività energetica. Ma come si sposa il concetto di competitività energetica con quello di tutela dell'ambiente? La stessa cosa dicasi per il Ministero per i beni e le attività culturali, che adesso diventa Ministero della cultura, ivi inserendo un coacervo di attività, anche produttive, che sottraggono centralità all'azione di tutela e conservazione del patrimonio. Tutto questo fa parte di un disegno neoliberista che ormai appartiene all'intero arco parlamentare, dal quale noi di Alternativa C'è ci dissociamo perché riteniamo sia estremamente grave che tutti i beni comuni di questo Paese vengano tutelati solo se parte di processi economici, quindi non come valori, identità e priorità assolute per la cittadinanza attiva dei nostri figli e delle generazioni future. L'Alternativa C'è voterà no al provvedimento in esame. (Applausi) . NUGNES (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. NUGNES (Misto-LeU) . Signor Presidente, non condivido l'entusiasmo che ha accompagnato l'impianto di questo super Governo di tutti, soprattutto su quella che è la parte che ha entusiasmato di più e ha convinto il MoVimento 5 Stelle a dare l'appoggio a questo Governo. Mi riferisco alla creazione del cosiddetto Ministero della transizione ecologica. Questo non perché non ritenga che tale concetto sia assolutamente necessario e non più prorogabile (va assolutamente posto, anche nella maniera in cui è stato fatto, in modo trasversale e sovrastrutturato rispetto agli altri Ministeri, a cui avrei sicuramente aggiunto anche quello della salute, di cui dopo vi dirò) ma perché quella che a questo punto mi appare come una scatola che si sovrappone perde la denominazione di Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. È stato detto anche dalla collega De Petris in maniera molto chiara, anche se lei voterà a favore e io mi troverò a votare contro. Il concetto è lo stesso. Non posso dimenticare che nel 2013 si voleva eliminare il Ministero dell'ambiente e oggi, in un gioco delle tre carte, vedo che il Ministero dell'ambiente è stato eliminato. Questo non può non suscitare in me - e nelle persone che come me voteranno no - un'inquietudine, perché nel CITE troviamo tutti gli altri Ministeri che si occupano dell'energia, dell'industria, ma non si occuperanno dell'ambiente. Si dice che le competenze saranno le stesse, ma, come ho detto in fase di illustrazione degli emendamenti, le parole non sono forma, sono sostanza. Le parole concorrono a formare la nostra percezione della realtà, e se oggi ancora diciamo l'ex Ministero dell'ambiente, domani ci saremo dimenticati dell'esistenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. A questo mi oppongo seriamente e strutturalmente, perché ritengo che se qualcuno avesse chiesto di togliere la tutela dell'ambiente dalle prerogative legislative del Governo, dalla Costituzione, ci saremmo opposti. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice. NUGNES (Misto-LeU) . Allo stesso modo, non condivido l'occasione che abbiamo perso di tornare alle vecchie denominazioni dei Ministeri della pubblica istruzione e della sanità pubblica, perché l'esperienza di questo anno ci ha dimostrato che quella è l'unica direzione che dobbiamo intraprendere. Nel CITE va incluso anche il Ministero della salute, perché l'Organizzazione mondiale della sanità si pone due obiettivi: quello, sì, di superare il male, ma anche di puntare al beneficio di tutti, che solo in un ambiente sano si può ottenere. Per questo motivo annuncio il voto contrario. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, l'ondata di gelo ha devastato nelle notti del 7 e 8 aprile scorso in modo irrecuperabile molte delle coltivazioni agricole nel settore ortofrutticolo e anche cerealicolo del nostro Paese. Pur essendo ancora in corso la raccolta dati, le prime stime indicano che si sono persi raccolti di kiwi, di albicocche, di susine, di pesco, di nettarine, mirtilli, piccoli frutti, nocciole, con timore anche per grano, mais, coltivazioni orticole, pascoli, la produzione del foraggio maggengo, con un'incidenza di danni che va dal 40 al 60-70 per cento della possibile produzione. È indispensabile che il Governo dichiari da subito lo stato di emergenza ed assegni risorse certe, al fine di sostenere gli agricoltori colpiti da questa imprevedibile e gravissima calamità naturale. Occorre poi far accedere immediatamente tutte le aziende agricole colpite al Fondo di solidarietà nazionale, derogando, come abbiamo fatto in precedenza nel caso della xylella, affinché possa essere esteso nell'immediato anche alle imprese agricole non coperte da polizze assicurative, le quali potranno così ottenere il risarcimento del danno. Tutto ciò ferma restando la necessità di un intervento strutturale su questo argomento che è fondamentale. Presidente, sappiamo tutti che le compagnie di assicurazione non sono certamente degli enti di beneficenza e, quindi, con il crescendo degli eventi da indennizzare, le tariffe sono costantemente in aumento e le condizioni di polizza sono sempre peggiorative per gli agricoltori e per i contadini. Per far questo occorre, fin da subito, incrementare i fondi per la gestione del rischio per il biennio 2021-2022, utilizzando eventualmente le prossime misure sullo scostamento che andiamo ad approvare proprio in questi giorni. Dico anche che a volte copiare bene è istruttivo e significa anche guardarsi attorno. La vicina Francia sul tema gelate nei giorni scorsi ha già istituito un Fondo di solidarietà eccezionale da un miliardo di euro e assegna una busta emergenza entro quindici giorni ai prefetti per fornire supporto immediato alle aziende agricole in difficoltà. Vorrei anche ricordare i 150.000 lavoratori agricoli, stimati dalle associazioni sindacali, che rimarranno senza lavoro a causa delle gelate. Suggeriamo immediatamente un paio di soluzioni: