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Chi si oppone a queste proposte evidentemente vuol fare gli interessi di quelle aziende che non sono un tessuto produttivo, ma semplici speculatori. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per quanto riguarda i limiti alla pubblicità del gioco d'azzardo, su questo argomento c'è veramente poco da dire: lo Stato non può permettere la promozione, la réclame del gioco d'azzardo. Le persone sono libere di bere, di fumare o di avere abitudini non salutari, però sono libere scelte individuali. Stessa cosa vale per il gioco d'azzardo: non si può permettere che le persone vengano stimolate e, quindi, incoraggiate a prendere queste abitudini; non si può permettere che le persone vengano spinte verso comportamenti che possono avere conseguenze sociali importanti come la ludopatia. (Applausi dal Gruppo M5S) . Queste norme sono il minimo che uno Stato che abbia dignità deve applicare. Lo Stato può rispettare le scelte individuali, ma non invogliare a comportamenti potenzialmente dannosi. Quanto alla semplificazione fiscale, si tratta di un'altra misura che apporta modifiche per iniziare a rendere un po' più facile la vita delle imprese. Si inizia a modificare il rapporto tra fisco e imprese, per cui lo Stato inizia a percorrere un sentiero diverso, avvicinandosi al contribuente, anziché porsi come nemico oppressivo, facilitandone la vita, anziché anteporre ostacoli. Questo decreto-legge è un inizio: è l'inizio di un cambiamento, l'inizio di una nuova prospettiva. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, cercando di ristabilire uno spirito leggermente diverso, ma senza grandi ambizioni, intervengo sulla parte del provvedimento che reputo più interessante e rispetto alla quale riconosco una notevole importanza. Mi riferisco alla parte riguardante il divieto di pubblicità del gioco d'azzardo al fine di contrastare il disturbo da gioco d'azzardo. È una materia veramente importante, colleghi, rispetto alla quale sono intervenuti associazioni, gruppi di cittadini ed enti locali. Io stesso, da consigliere regionale all'opposizione, sono stato relatore unico della legge regionale della Regione Umbria, una legge che è stata poi ripresa da altre Regioni, nel tentativo di limitare i danni del fenomeno, agendo secondo una logica di riduzione del danno, per usare un termine caro alla sinistra su altri argomenti. In realtà, questo provvedimento rompe un muro di ostracismo. Sappiamo che questo provvedimento va a scomodare gruppi di potere notevoli; io nel mio piccolo, nella mia esperienza da consigliere regionale, questa cosa l'ho verificata, in una Regione piccola come l'Umbria, quindi non mi riesce difficile immaginare a quali pressioni possano essere sottoposti in questo momento i rappresentanti del Governo riguardo a un provvedimento del genere. Come ogni altro provvedimento però (e come del resto le strade dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni), anche questo contiene luci e ombre. Reputo assolutamente interessante e meritevole di encomio aver messo mano a questa materia, che è un'autentica piaga sociale per le dimensioni che ha raggiunto in Italia. Reputo interessante e positivo, ad esempio, utilizzare la tessera sanitaria per accedere al gioco elettronico e alle macchinette elettroniche, anche se aspetto di vedere come sarà attuato nella concretezza questo intendimento; esso però, qualora attuato, è sicuramente un provvedimento positivo. Reputo interessante, infine, l'istituzione del logo "no slot", che è un logo che noi assegniamo ai buoni; l'abbiamo fatto anche nella legge regionale. Però - e qui veniamo alle cose che a mio avviso vanno aggiustate e sulle quali presenteremo degli emendamenti - nessun esercizio commerciale applicherà il marchio "no slot" se non adeguatamente incentivato. È evidente che oggi un esercizio commerciale ha una perdita secca nel non ospitare gli apparecchi per il gioco automatico. Questa perdita in qualche misura deve essere colmata, o con una incentivazione o con una minor tassazione. Insomma, in poche parole, delle due l'una: è evidente che chi non installa apparecchi per il gioco automatico deve essere in qualche misura incentivato a non farlo. Non bastano qui le buone intenzioni, assolutamente. Signor Presidente, io dovrei avere sei minuti, se non vado errato. PRESIDENTE. No, lei ne ha quattro e gliene ho già dati cinque. ZAFFINI (FdI) . Abbiamo corretto, signor Presidente. PRESIDENTE. Allora li toglierò alla senatrice Rauti. ZAFFINI (FdI) . Sì, infatti, abbiamo corretto in quel senso. I fatti positivi in realtà finiscono qui, colleghi, perché poi, anche se il Governo ci promette che entro sei mesi produrrà una riforma del gioco d'azzardo - e di questo siamo ben felici, perché questo è un provvedimento che incide su un'infinitesima parte del problema - siamo invece fortemente preoccupati nel momento in cui nella relazione in Commissione il relatore ci comunica che il Governo intende garantire almeno l'invarianza delle entrate. Ora, colleghi, questa è una trappola gigantesca. Lo Stato italiano è diventato uno Stato biscazziere, di questo parliamo, perché il gioco d'azzardo produce all'erario un gettito significativo, anche se a nostro avviso tutto da valutare, specialmente in proporzione ai suoi costi sanitari; però diciamo che è un gettito significativo. Se si vuole riformare nel senso di ridurre l'impatto del dramma legato alla disponibilità eccessiva di gioco sulle famiglie italiane, lo si può e lo si deve fare solo limitando questa disponibilità. Ma, nel momento in cui limitiamo questa disponibilità, è assolutamente impossibile che il gettito per l'erario resti invariato. Chiudo, signor Presidente, con una considerazione significativa. Non si può scrivere sulle macchinette "Questo gioco nuoce alla salute", quando poi, come purtroppo facciamo anche per le sigarette, lo Stato guadagna sugli introiti di quel gioco. Lo Stato non può dire al cittadino: questo gioco nuoce. E poi, da quel gioco, esso ricava denaro. È una contraddizione e una ipocrisia drammatica. Signor Presidente, la ringrazio per il tempo concessomi e spero, la prossima volta, di gestirlo meglio. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo e colleghi senatori, consentitemi di iniziare con un pensiero rivolto alle vittime dei due incidenti che hanno colpito l'Italia: le vittime del bolognese, con due morti accertati e diversi feriti, tra i quali anche dei bambini, e le vittime del foggiano. Si legge che sono arrivati ad undici i soggetti che hanno perso la vita in quell'incidente, undici lavoratori e, quindi, undici persone che dovrebbero spingerci a prendere ancora più seriamente il nostro compito odierno: far sì che questo decreto-legge possa, non solo portare dignità a quei lavoratori, ma anche a tutti quelli che per pochi euro l'ora, in condizioni di estremo disagio, senza nessun tipo di tutela, rischiano addirittura la vita per poter andare avanti.