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la Commissione europea, con la decisione n. C (2018)2435 del 27 aprile 2018, ha accolto la proposta del Ministero delle infrastrutture di ristabilire le condizioni di sostenibilità economica finanziaria della società ATCN attraverso un finanziamento incrociato ( cross financing ) della società SATAP a favore della concessionaria della A33, entrambe facenti parte del medesimo gruppo societario; il CIPE, con le delibere nn. 13 e 14 del 14 maggio 2020, ha approvato la revisione dei piani economico-finanziari delle due società; nel novembre 2020, SATAP S.p. A. e Asti-Cuneo S.p. A. hanno sottoscritto con il Ministero delle infrastrutture due nuovi atti aggiuntivi alle rispettive Convenzioni, ai sensi dei quali atti saranno realizzati da SATAP investimenti per un valore totale di circa 740 milioni di euro, di cui circa 630 milioni di euro relativi al riequilibrio e al completamento dell'autostrada Asti-Cuneo e la restante parte finalizzata al completamento degli investimenti sulla tratta di propria competenza; i citati atti aggiuntivi, tuttavia, non sono al momento produttivi di effetti perché, stando alle segnalazioni pervenute all'interrogante, mancherebbe la firma del Ministro dell'economia e delle finanze necessaria a perfezionare gli atti in sé; considerata la rilevanza che il completamento dell'autostrada Asti-Cuneo ha per i territori interessati, già condannati da un sostanziale isolamento infrastrutturale, da ultimo dovuto all'interruzione della viabilità sulla strada statale 20 del Colle di Tenda e di Valle Roja, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo possano fornire immediati ed urgenti chiarimenti in merito alla sottoscrizione degli atti aggiuntivi per il completamento degli investimenti del collegamento autostradale A33 Asti Cuneo; quali azioni intendano attivare per rimuovere ogni ostacolo burocratico sussistente e consentire così l'avvio dei lavori infrastrutturali previsti. Atto n. 4-04617 CANDIANI AUGUSSORI IWOBI Al Ministro dell'interno Premesso che: in numerose città italiane vengono da tempo segnalati assembramenti di stranieri davanti agli uffici Immigrazione delle Questure della Polizia di Stato; ciò accade ormai da mesi e quotidianamente, a dispetto delle prescrizioni imposte per il contenimento del contagio da COVID-19; più recentemente, a Foggia, tra le città pugliesi più colpite dal virus durante questa seconda ondata, sono stati documentati diversi affollamenti, con foto delle decine di persone accalcate sul marciapiede davanti all'ufficio Immigrazione di viale Ofanto, alle spalle della Questura; ugualmente a Napoli, nonostante le ripetute segnalazioni del Sindacato di Polizia USIP-UIL, da mesi, fin dalle prime ore del mattino, all'esterno dell'ufficio Immigrazione della Questura in via Galileo Ferraris, si crea ressa e calca, una situazione ormai non più sostenibile; stessa situazione documentata a Prato, quando addirittura in un solo giorno quattrocento stranieri si sono presentati davanti alla Questura per ritirare il permesso di soggiorno, creando assembramenti, che però sono stati sciolti dagli agenti, che poi hanno continuato a vigilare sul distanziamento e sul corretto uso della mascherina; ugualmente davanti alla Questura di Como si registrano ormai quotidiane code e assembramenti, che mal si conciliano con le tante raccomandazioni e con i decreti e regolamenti in vigore da mesi atti a frenare la pandemia da COVID-19; è di tutta evidenza che tale situazione, ormai fuori controllo, non è più sostenibile, in quanto gravemente lesiva del diritto alla salute degli agenti di Polizia, costretti a ripetuti interventi, e dei cittadini, trattandosi di assembramenti che avvengono in luogo pubblico; quanto descritto appare altresì irragionevole per l'ulteriore forzo organizzativo richiesto dalle questure, già in cronica carenza di organico, e per l'ulteriore impegno degli agenti, come sempre in prima linea, impiegati per impedire che si creino situazioni pericolose e fuori controllo davanti alle questure, anziché nel presidio del territorio, si chiede di sapere: quali iniziative immediate e urgenti il Ministro in indirizzo intenda assumere, in considerazione di quanto esposto in premessa, al fine di prevenire gli assembramenti che si verificano continuamente dinanzi agli uffici Immigrazione delle Questure e quali misure specifiche a tutela della salute degli agenti della Polizia di Stato e dei cittadini per i rischi a cui sono conseguentemente esposti. Atto n. 4-04618 FREGOLENT DORIA CANTU' CANDURA TOSATO PERGREFFI NISINI PIANASSO BERGESIO ZULIANI RICCARDI LUNESU SAPONARA BAGNAI ALESSANDRINI BRIZIARELLI PISANI Pietro Al Ministro della salute Premesso che: oltre 100.000 cittadini italiani sono affetti da gravi patologie polmonari e respiratorie, come la fibrosi polmonare, per le quali sono obbligati ad una costante ossigenoterapia che li rende dipendenti da bombole di ossigeno; la riduzione della capacità respiratoria è altamente limitante specialmente per la mobilità esterna alla propria abitazione, in quanto i pazienti sono obbligati ad affidarsi a bombole di ossigeno portatili ( stroller ) normalmente fornite per l'ossigenoterapia domiciliare; l'uso degli stroller consente ai pazienti di conquistare una certa libertà, ma per periodi molto limitati, ovvero non oltre le 2-3 ore, in quanto la bombola necessita di ricarica che, per motivi tecnici, può essere effettuata unicamente attraverso l'unità di base, ovvero la bombola in dotazione domiciliare; agli interroganti infatti non risulta esistere altro luogo sul territorio nazionale, quali ospedali, farmacie, presidi sanitari locali, ove poter ricaricare gli stroller e questa condizione limita oltretutto il paziente nel recarsi presso i centri di riferimento per gli indispensabili trattamenti e controlli sanitari; tali condizioni non consentono ai pazienti ossigeno-dipendenti di avere autonomia nella loro quotidianità, né di avere una tranquillità psicologica per potersi allontanare dal proprio domicilio, ovvero dalla propria unità di base, per più di poche ore al giorno; il fattore psicologico, legato all'ansia di restare senza ossigeno, l'angoscia, l'assuefazione ad una quotidianità ristretta alla propria abitazione, l'isolamento e la consapevolezza di dover convivere per il resto della propria vita con tali limitazioni, possono giocare un ruolo rilevante nell'aggravio della malattia; un'alternativa possibile è rappresentata dall'utilizzo di un concentratore di ossigeno, in largo uso in quasi tutti i Paesi europei e negli Stati Uniti, in grado di rendere l'ossigenoterapia più agevole e sicura, perché conferisce al paziente una mobilità molto superiore rispetto a quella offerta dall'ossigeno liquido dello stroller , in quanto è dotato di batteria che consente una facile ricarica e perché, a differenza dello stroller per l'ossigeno liquido, ne è consentito l'utilizzo su mezzi di trasporto, quali treni e aerei; agli interroganti risulta che il concentratore di ossigeno sia reperibile in commercio ad un costo piuttosto elevato e che in Italia solo alcune regioni forniscano gratuitamente a domicilio tali apparecchiature e comunque ad un numero limitato di soggetti beneficiari;