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1 Al fine di incrementare i servizi di prevenzione e di controllo del territorio, di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica connessi anche all'aumento dei flussi migratori, è autorizzata, in via eccezionale, l'assunzione straordinaria, nei rispettivi ruoli iniziali, di 20.000 unità nel Comparto difesa e sicurezza, adeguatamente distribuite tra Polizia di Stato, Corpo della polizia penitenziaria, Arma dei carabinieri e Corpo della guardia di finanza, per ciascuno degli anni 2018 e 2019 a valere sulle facoltà assunzionali relative, rispettivamente, agli anni 2019 e 2020 previste dall'articolo 66, comma 9- bis , del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e in deroga al comma 10 del medesimo articolo 66, all'articolo 2199 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, nonché all'articolo 1, comma 264, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, attingendo, fino ad esaurimento, alle graduatorie degli idonei dei concorsi di cui al citato articolo 2199, comma 4, lettera b) , e all'articolo 2201, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010, approvate in data non anteriore al 31 ottobre 2010. L'Arma dei carabinieri è autorizzata altresì, per gli ulteriori posti residui, all'ampliamento dei posti dei concorsi banditi ai sensi del citato articolo 2199, comma 4, lettera a) , del codice di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010 per gli anni 2018 e 2019. II DISPOSIZIONI IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE E TERRITORIO 8 (Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) 1 Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il comma 1 dell'articolo 4 sono inseriti i seguenti: « 1 - bis . L'ingresso nel territorio dello Stato è consentito allo straniero che attesti, sotto la propria responsabilità: a) di non essere stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per violazione delle disposizioni in materia di armi e stupefacenti o per un delitto di cui all'articolo 407, comma 2, del codice di procedura penale; b) di non essere coinvolto o di non essere stato coinvolto in attività di sabotaggio o spionaggio, di genocidio o di terrorismo e di non essere in contatto con persone aderenti o contigue a gruppi terroristici; c) di non essere stato espulso o rifiutato dallo Stato italiano o da qualsiasi altro Stato. 1 - ter . La falsa dichiarazione relativa all'attestazione di cui al comma 1- bis è punita con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 5.000 a 10.000 euro. In ogni caso, l'attestazione di false dichiarazioni di cui al citato comma 1- bis comporta l'arresto obbligatorio e l'espulsione dello straniero dal territorio italiano, previa espiazione della pena detentiva, se non sussistono accordi internazionali tra i Paesi interessati, nonché il diniego di concessione del visto di ingresso per i successivi cinque anni. Lo straniero deve altresì dichiarare di impegnarsi, per la durata del periodo di permanenza nel territorio italiano, a riconoscere e a rispettare la Costituzione, a non compiere atti criminali, di violenza, di istigazione all'odio razziale o religioso. La violazione degli impegni di cui al presente comma comporta l'espulsione ai sensi dell'articolo 13. Con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e con il Ministro della giustizia, sono disciplinate le procedure e le modalità di attestazione di cui al presente comma, individuando l'ente preposto a svolgere tali attività. Le disposizioni del presente comma si applicano, in quanto compatibili, anche ai casi di cui agli articoli 5 e 9, nonché allo straniero che faccia domanda di protezione internazionale»; b il comma 1 dell'articolo 10- bis è sostituito dal seguente: « 1 . Salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso ovvero si trattiene nel territorio dello Stato, in violazione delle disposizioni del presente testo unico nonché di quelle dell'articolo 1 della legge 28 maggio 2007, n. 68, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 5.000 a 10.000 euro. Al reato di cui al presente comma non si applica l'articolo 162 del codice penale». 9 (Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91) 1 Alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo l'articolo 12 è inserito il seguente: «Art. 12- bis. – 1. Costituiscono motivo di revoca della cittadinanza italiana, se in possesso di un'altra cittadinanza, i seguenti motivi: a) sussistenza di una delle fattispecie di cui all'articolo 6, comma 1, lettere a) e c) ; b) condanna passata in giudicato alla pena non inferiore a cinque anni di reclusione, sola o congiunta a pena pecuniaria; c) violazione delle disposizioni dell'articolo 4, comma 1- bis , del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. 2. La revoca della cittadinanza ai sensi del comma 1 comporta l'espulsione verso il Paese di origine del condannato, previa espiazione della pena detentiva se non sussistono accordi internazionali tra i Paesi interessati. 3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle ipotesi di acquisto della cittadinanza ai sensi dell'articolo 1»; b al comma 2 dell'articolo 13 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, e dell'articolo 12- bis ». 10 (Acquisto della cittadinanza italiana) 1 Entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo provvede a modificare il comma 3 dell'articolo 1 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 362, prevedendo che l'istanza per l'acquisto o per la concessione della cittadinanza italiana, fermo restando quanto stabilito dal medesimo comma 3, debba essere corredata anche della seguente documentazione, in forma autentica: a l'impegno a non compiere atti criminali, di violenza, di istigazione all'odio razziale o religioso nel territorio italiano; b l'impegno a non compiere attività di sabotaggio o spionaggio, di genocidio o di terrorismo nel territorio italiano. 11 (Diniego dello status di rifugiato) 1 Alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 12 del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251, le parole: