[pronunce]

Ad avviso del giudice a quo, la norma censurata violerebbe gli artt. 3, 25, secondo comma, 27, primo e terzo comma, e 77, secondo comma, Cost., quest'ultimo per l'estraneità contenutistica della norma stessa rispetto al decreto-legge ove è inserita, gli altri per contrarietà ai principi di ragionevolezza, proporzionalità e finalismo rieducativo della pena. 2.1.- Il rimettente espone di dover giudicare sull'imputazione di resistenza a pubblico ufficiale ascritta a B.V. F., per avere questi minacciato e strattonato gli agenti di polizia giudiziaria intervenuti dopo una lite tra lui e altra persona, così opponendosi al compimento degli accertamenti sull'accaduto. Il giudice a quo ritiene che la concreta offensività del reato sia di particolare tenuità, trattandosi di fatto occasionale e connotato da una «carica intimidatoria particolarmente esigua», giacché determinato principalmente dallo stato di agitazione indotto da un pregresso alterco con terzi. 2.2.- Secondo il Tribunale di Torre Annunziata, la disposizione censurata, introdotta in sede di conversione del d.l. n. 53 del 2019, violerebbe l'art. 77, secondo comma, Cost., poiché «non è omogenea, quanto ad oggetto e finalità, rispetto al contenuto originario del decreto-legge nel cui corpo è stata inserita», così evidenziandosi che «la sua introduzione non era legata ad alcuna specifica contingenza storica e sociale tale da richiedere un urgente intervento normativo». La disposizione violerebbe anche gli artt. 3, 25, secondo comma, e 27, primo e terzo comma, Cost., poiché, avendo riguardo al titolo del reato e non alla specificità del fatto, a differenza delle altre preclusioni normative dell'esimente, determinerebbe un «automatismo sanzionatorio» per «presunzione assoluta di non particolare tenuità»; la soggezione alla medesima causa di non punibilità di fattispecie delittuose con analogo oggetto, come l'interruzione di pubblico servizio e l'oltraggio a magistrato in udienza, testimonierebbe la valenza «simbolica» della norma censurata, e lo scadimento in una «strumentalizzazione del singolo per finalità di politica criminale». 2.3.- È intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale, che ha chiesto dichiararsi le questioni inammissibili o non fondate. Richiamati gli argomenti spesi nell'atto di intervento relativo al giudizio iscritto nel reg. ord. n. 89 del 2020, l'Avvocatura aggiunge che la previsione di inapplicabilità dell'esimente di tenuità in caso di resistenza a pubblico ufficiale è coerente con l'oggetto del d.l. n. 53 del 2019, come convertito, cioè con la materia dell'ordine e della sicurezza pubblica; essendo il fatto di particolare tenuità pur sempre un fatto offensivo, la norma troverebbe giustificazione «nella particolare tutela che il legislatore ha inteso apprestare al diritto-dovere della pubblica amministrazione di non subire intralci nell'assolvimento dei suoi compiti». L'interveniente assume inoltre che una parte delle sollevate censure sia stata superata dall'ultima modifica della norma, in quanto l'art. 7, comma 1, del decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130 (Disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifiche agli articoli 131-bis, 391-bis, 391-ter e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento, di contrasto all'utilizzo distorto del web e di disciplina del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale), convertito, con modificazioni, nella legge 18 dicembre 2020, n. 173, per un verso, ha limitato l'esclusione dell'esimente di tenuità alla resistenza nei confronti - non di qualunque pubblico ufficiale, bensì soltanto - dell'ufficiale o agente di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria nell'esercizio delle proprie funzioni, e, per l'altro, ha previsto l'esclusione medesima anche nell'ipotesi di cui all'art. 343 cod. pen. , cioè nell'ipotesi di oltraggio a magistrato in udienza.1.- Il Tribunale ordinario di Torino, in composizione monocratica (reg. ord. n. 89 del 2020) , ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 131-bis, secondo comma, del codice penale, come modificato dall'art. 16, comma 1, lettera b), del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 (Disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica), convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 2019, n. 77, nella parte in cui stabilisce che l'offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità, agli effetti dell'applicazione della causa di non punibilità prevista dal primo comma del medesimo art. 131-bis, nei casi di cui all'art. 337 cod. pen. , «quando il reato è commesso nei confronti di un pubblico ufficiale nell'esercizio delle proprie funzioni». 2.- Il Tribunale ordinario di Torre Annunziata, in composizione monocratica (reg. ord. n. 131 del 2020) , ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 16, comma 1, lettera b), del d.l. n. 53 del 2019, come convertito, nella parte in cui, modificando l'art. 131-bis, secondo comma, cod. pen. , ha stabilito che l'offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità, agli effetti dell'applicazione della causa di non punibilità prevista dal primo comma del medesimo art. 131-bis, nei casi di cui all'art. 337 cod. pen. , «quando il reato è commesso nei confronti di un pubblico ufficiale nell'esercizio delle proprie funzioni». 3.- Entrambi i giudici a quibus sospettano che la preclusione dell'esimente di particolare tenuità per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, in quanto collegata unicamente al titolo del reato e non alle concrete modalità del fatto, sia irragionevole e possa determinare l'inflizione di una pena ingiustificata. In tal senso, il Tribunale di Torino evoca i parametri di cui agli artt. 3, 27, terzo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'art. 49, paragrafo 3, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (CDFUE), proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000 e adattata a Strasburgo il 12 dicembre 2007, e il Tribunale di Torre Annunziata i parametri di cui agli artt. 3, 25, secondo comma, e 27, primo e terzo comma, Cost. 3.1.- Il secondo rimettente denuncia anche la violazione dell'art. 77, secondo comma, Cost., poiché assume che la disposizione censurata, introdotta in sede di conversione del d.l. n. 53 del 2019, non sia omogenea rispetto al contenuto originario e alla finalità complessiva del decreto-legge all'interno del quale è stata inserita. 4.- I giudizi vanno riuniti e decisi con unica sentenza, non soltanto per l'ampia coincidenza delle questioni e dei parametri, ma anche perché nel giudizio di cui al reg. ord.