[resaula]

la marcata carenza di personale di Polizia penitenziaria incide negativamente sia sulle condizioni di vita e di lavoro degli agenti, sottoposti ad elevati livelli di stress , sia sulla vita dei detenuti, costretti a permanere all'interno delle camere di pernottamento per 20 ore al giorno, con una offerta di attività limitatissima, se non addirittura inesistente; gli educatori in servizio sono 7 e gli psicologi sono 3, in linea con la previsione della pianta organica; sebbene non vi sia carenza di educatori e psicologi, tuttavia un cospicuo numero di detenuti riferisce di incontrare notevoli difficoltà nel rapporto con queste figure e i detenuti affetti da patologie di tipo psichiatrico sono circa 140; l'istituto non è dotato di riscaldamento funzionante; nella cosiddetta sezione "Blu" (isolamento) vi sono 14 celle sprovviste di doccia e di acqua calda con il wc a vista (in alcune celle il wc a vista è alla turca); alle piccole finestre, oltre alle sbarre, sono applicate reti a maglia stretta che limitano l'ingresso di aria e luce naturale; le celle non sono dotate di televisione; nel reparto isolamento i detenuti non possono tenere le confezioni d'acqua in cella e devono rivolgersi all'agente di turno per avere una bottiglia di acqua e sebbene i detenuti ristretti siano oltre 500, è presente una sola cucina; nella sezione "Jonio", che si articola su tre piani e ospita detenuti in regime di alta sicurezza (AS3), le docce sono esterne alle celle e utilizzabili solo in alcune fasce orarie, i locali non sono dotati di acqua calda e i bagni non hanno, né finestra, né di impianto di areazione; molti detenuti lamentano la prolungata permanenza all'interno delle celle, la presenza di ratti, la dubbia salubrità dell'acqua dei rubinetti, la ristrettezza degli spazi e l'impossibilità di poter utilizzare le docce tutti i giorni, tranne che nel periodo estivo; anche la sezione "Mediterraneo", visitata dalla delegazione, presenta enormi problematiche mentre la sezione "Adriatico", di più recente costruzione, si presenta in condizioni migliori, anche se il riscaldamento non è funzionante e alle finestre delle celle sono applicate, oltre alle sbarre, reti a maglia stretta; i detenuti stranieri sono circa 110 e un solo addetto svolge le funzioni di mediatore culturale e molti di questi detenuti vivono in condizioni di totale indigenza e abbandono, situazione denunciata anche dalla Caritas, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione descritta e quali atti intendano assumere, affinché sia garantito il rispetto del terzo comma dell'articolo 27 della Costituzione; quali provvedimenti di competenza intendano adottare per porre fine ai trattamenti disumani e degradanti ai quali sono oggigiorno sottoposti i detenuti nel carcere di Trapani "Pietro Cerulli"; cosa si intenda fare per vigilare affinché venga garantito il diritto alla salute dei detenuti, considerata la presenza di molti casi psichiatrici; se il Ministro della giustizia sia a conoscenza che il numero di detenuti lavoranti retribuiti è in diminuzione in tutta Italia a causa dell'aumento della paga oraria del detenuto lavorante a parità di stanziamento complessivo destinato al pagamento degli stessi, e quali iniziative intenda promuovere per aumentare il numero dei detenuti lavoranti al fine del loro reinserimento; quali provvedimenti, nei limiti delle rispettive attribuzioni, intendano adottare per rideterminare l'aumento della pianta organica della Polizia penitenziaria presso il carcere di Trapani "Pietro Cerulli"; quali siano le linee di indirizzo per l'edilizia penitenziaria e se si intenda garantire la realizzazione di nuove strutture carcerarie per far fronte all'emergenza descritta e, comunque, per quelle esistenti valutare interventi di manutenzione nel rispetto della legislazione vigente. Atto n. 4-02352 LEONE LOMUTI CAMPAGNA NOCERINO SANTANGELO LOREFICE AUDDINO ABATE TRENTACOSTE MOLLAME ANASTASI LANNUTTI ROMANO MONTEVECCHI ANGRISANI Ai Ministri della giustizia e della salute Premesso che: dal 15 al 18 agosto 2019 circa 300 persone, tra dirigenti e militanti del Partito Radicale insieme all'Osservatorio delle Camere Penali italiane, a diversi parlamentari, ai garanti delle persone private della libertà, hanno visitato 70 istituti penitenziari in 17 regioni; nel carcere di Palermo "Ucciardone- Calogero Di Bona" i detenuti sono 395, tra i quali 24 giovani adulti e circa 72 stranieri, ristretti nei 279 posti regolamentari e quelli con condanna definitiva sono 377; gli agenti di Polizia penitenziaria effettivamente in servizio sono 179, a fronte di una pianta organica che ne prevedrebbe 211, mentre gli educatori in servizio sono 3 (di cui una unità con limitazione di mansioni), a fronte di una pianta organica di 5; questa situazione, ovviamente, comporta un forte disagio del personale che non riesce a conciliare la necessità di garantire la sicurezza della struttura con quella di garantire la qualità della vita dei detenuti; considerato che: sulla rivista "Ristretti Orizzonti" del 17 agosto 2019 è stato pubblicato l'articolo dal titolo "Palermo: visita all'Ucciardone del Partito Radicale e delle Camere Penali italiane", a firma di Maria Brucale; l'articolo riferisce come il tasso di sovraffollamento sia sottodimensionato rispetto a tante altre realtà carcerarie ed appare rilevante solo per la sezione IX, che è destinata, in tempi rapidi, alla chiusura in attesa dell'apertura della sezione VI, in via di ristrutturazione; nella detta sezione i bagni non sono provvisti di doccia, le tubature sono spesso rotte, l'ambiente è promiscuo e il solo lavello in uso serve a tutte le esigenze di vita, alla cucina, alla pulizia delle stoviglie e all'igiene personale. Anche le docce comuni sono usurate e logore; il citato articolo riporta, altresì, come per gli ospiti della IX sezione sia possibile uscire dalla cella solo per quattro ore al giorno, due la mattina e due il pomeriggio, per accedere a un passeggio decisamente insufficiente, di circa 15 metri quadri, con il cielo grigliato che non consente sostanzialmente l'esercizio di alcuna attività fisica; i detenuti segnalano la presenza massiccia di scarafaggi e zanzare, nonché l'assenza di fornitura da parte dell'amministrazione di prodotti disinfettanti per gli ambienti; considerato, inoltre, che: a fronte di una presenza di detenuti stranieri c'è, invece, l'assenza di mediatori culturali, una carenza grave per le tante persone che non conoscono la nostra lingua e le nostre leggi e vivono da ostaggi un sistema all'interno del quale non sono in grado di fare valere i loro diritti; il carcere ammette la comunicazione via "skype" sostitutiva del colloquio con i propri congiunti che devono essere previamente identificati; i detenuti con i quali la delegazione ha parlato lamentano di non conoscere tale opportunità e questa carenza comunicativa sarebbe risolta con la presenza dei mediatori culturali; le altre sezioni sono dotate di doccia in cella, ma spesso l'acqua calda non è disponibile;