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L'articolo 12 prevede che ogni Parte sia tenuta a esercitare la propria competenza giurisdizionale nel caso in cui il reato sia stato commesso sul suo territorio ovvero a bordo di una nave battente la sua bandiera ovvero a bordo di un velivolo registrato in base alla sua legislazione ovvero sia stato commesso da uno dei suoi cittadini. Ciascuna Parte è tenuta a esercitare la sua giurisdizione su qualsiasi reato previsto dalla Convenzione, quando il presunto reo è presente nel suo territorio e non può essere estradato in un altro Stato. Se più Parti ritengono di avere giurisdizione sullo stesso presunto reato potranno, se del caso, consultarsi al fine di determinare la competenza più appropriata per l'azione giudiziaria. L'articolo 13 riconosce la responsabilità penale delle persone giuridiche per reati commessi da determinate persone fisiche, ovvero coloro che hanno un potere di rappresentanza della persona giuridica, l'autorità di prendere decisioni a nome della persona giuridica e l'autorità di esercitare un controllo all'interno della persona giuridica. L'articolo 14 riguarda l'efficacia delle sanzioni impegnando gli Stati parte a punire i reati previsti dalla Convenzione con sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, che tengano conto della gravità del reato. Anche nei confronti delle persone giuridiche ritenute responsabili ai sensi dell'articolo 13 dovranno essere comminate sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, che comprendano sanzioni pecuniarie e che potrebbero includere misure quali l'esclusione temporanea o permanente dall'esercizio dell'attività commerciale, la messa sotto controllo giudiziario, un ordine giudiziario di liquidazione. L'articolo 15 invita ciascuna Parte a considerare, ai fini della determinazione della pena, alcune circostanze come aggravanti. In particolare: se il reato è stato commesso da persone che abusano della fiducia di cui godono in qualità di professionisti; se è stato commesso da un funzionario pubblico incaricato della conservazione o della tutela del bene culturale mobile o immobile che si è intenzionalmente astenuto dallo svolgere correttamente le proprie funzioni al fine di ottenere un vantaggio; se è stato commesso nell'ambito di un'organizzazione criminale; se l'autore è stato precedentemente condannato per uno dei reati di cui alla Convenzione. L'articolo 16 invita a prendere in considerazione, nella determinazione delle pene relative ai reati della Convenzione, anche le sentenze definitive adottate da un'altra Parte. L'articolo 17 riguarda l'avvio del procedimento e prevede che ciascuna Parte adotti tutte le misure necessarie per assicurare che le indagini e il perseguimento dei reati previsti dalla Convenzione non siano subordinati a una denuncia. L'articolo 18 invita le Parti ad adottare misure legislative o di altro tipo per garantire che le persone, le unità o i servizi incaricati delle indagini siano specializzati nel campo della lotta contro la tratta di beni culturali o che siano addestrati a tal fine. L'articolo 19 prevede che le Parti cooperino il più possibile nello svolgimento delle indagini e dei procedimenti relativi ai reati previsti dalla Convenzione, compresi il sequestro e la confisca. L'articolo 20 invita gli Stati parte ad adottare misure legislative e di altro tipo al fine di conseguire gli scopi della Convenzione, in particolare misure di tipo preventivo. Tali misure devono essere indirizzate, tra le altre cose, a creare inventari o banche dati dei propri beni culturali; a introdurre procedure di controllo delle importazioni e delle esportazioni; a istituire un'autorità nazionale centrale o autorizzare le autorità esistenti a coordinare le attività connesse alla tutela dei beni culturali; a consentire il monitoraggio e la segnalazione di operazioni sospette o di vendita su internet . L'articolo 21 prevede l'obbligo per ciascuna Parte di collaborare con le altre al fine di prevenire e combattere la distruzione intenzionale, il danneggiamento e la tratta di beni culturali. In particolare, le Parti sono tenute a promuovere la consultazione e lo scambio di informazioni per quanto riguarda l'identificazione, il sequestro e la confisca di beni culturali oggetto di un reato della Convenzione e a contribuire alla raccolta internazionale di dati sulla tratta di beni culturali mobili mediante la condivisione o l'interconnessione di inventari nazionali o di banche dati sui beni culturali. L'articolo 22 concerne il Comitato delle Parti, composto da rappresentanti di tutte le Parti della Convenzione. È previsto che il Comitato sia convocato dal Segretario generale del Consiglio d'Europa e che si riunisca su richiesta di almeno un terzo delle Parti o del Segretario generale. Nell'esercizio delle sue funzioni, il Comitato è assistito dal Segretariato del CoE. Il Comitato delle Parti può proporre al Comitato dei Ministri del CoE il coinvolgimento di esperti ai fini della piena attuazione della Convenzione. L'articolo 23 prevede che anche altri organi del CoE, tra cui l'Assemblea parlamentare, possano nominare un loro rappresentante al Comitato delle Parti. L'articolo 24 regola le funzioni del Comitato delle Parti. L'articolo 25 specifica che la Convenzione non pregiudica i diritti e gli obblighi derivanti dalle disposizioni di altri strumenti internazionali alle quali le Parti della Convenzione sono al contempo Parti o diventano Parti e che contengono disposizioni nella materia disciplinata dalla presente Convenzione. È previsto che le Parti della Convenzione possano concludere accordi bilaterali o multilaterali sugli argomenti oggetto della Convenzione al fine di completare o rafforzare le sue disposizioni o agevolarne l'applicazione. L'articolo 26 disciplina il procedimento di modifica della Convenzione. Tutte le proposte di modifica presentate da uno Stato sono comunicate al Segretario generale del CoE e trasmesse da quest'ultimo agli Stati membri del CoE, agli Stati non membri che hanno partecipato all'elaborazione della Convenzione e a qualsiasi Stato che abbia aderito o sia stato invitato ad aderire. Il Comitato dei Ministri del CoE esamina la proposta di emendamento e il parere presentato dal Comitato delle Parti e, dopo aver consultato le Parti della presente Convenzione che non sono membri del CoE, può adottare l'emendamento secondo la maggioranza prevista dall'articolo 20 dello statuto dello stesso CoE. Il testo di ogni emendamento è poi trasmesso alle Parti per l'accettazione. L'articolo 27 stabilisce che la Convenzione sia aperta alla firma degli Stati membri del CoE e degli Stati non membri che hanno partecipato alla sua elaborazione. L'articolo 28 prevede che, dopo l'entrata in vigore della Convenzione, il Comitato dei Ministri del CoE potrà, con il consenso unanime degli Stati contraenti, invitare anche gli Stati non membri del CoE che non hanno partecipato all'elaborazione della Convenzione ad aderire alla stessa. L'articolo 29 contiene la clausola territoriale, che consente alle Parti di dichiarare su quali territori si applicherà la Convenzione medesima. Ogni Stato può, in qualsiasi momento successivo, con una dichiarazione indirizzata al Segretario generale del CoE, estendere l'applicazione della Convenzione ad altri territori. Ogni dichiarazione può essere revocata tramite nuova dichiarazione notificata al Segretario generale del CoE. L'articolo 30 disciplina l'istituto delle riserve alla Convenzione.