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a quasi novanta giorni dal voto (sono infatti passati quasi tre mesi, tra poche ore) ancora abbiamo un Governo in proroga; forse qualcuno voleva prorogare valutando a posteriori la precedente legislatura, che è finita tre mesi fa o, comunque, si è conclusa con l'atto elettorale di tre mesi fa (anche se formalmente è finita qualche giorno dopo). Si tratta quindi di un Governo in proroga da novanta giorni, senza che nemmeno si profili un Presidente incaricato, perché non c'è stato ancora un Presidente incaricato. Ebbene, ci troviamo di fronte a questo decreto-legge, che è stato modificato dalla Camera. Le due modifiche apportate dalla Camera appaiono due toppe peggiori del buco. La prima modifica, come è stato fatto notare, pone un limite, il 30 settembre. Noi avevamo proposto un altro limite, ancora più breve; ma il problema è che il limite del 30 settembre, già a detta degli stessi commissari, sarà ulteriormente superato a fronte del fatto che non è detto che vi sia un Governo capace di fare delle nomine entro il 30 settembre, che siano poi approvate dai due terzi delle rispettive Commissioni, con una maggioranza parlamentare che si prefigura diversa da quella che, verosimilmente, sarà espressa da un Governo - semmai ci sarà - in queste settimane. Pertanto, la toppa è peggiore del buco: mettendo la toppa di un limite, nell'incertezza del quadro politico che si sarà nel frattempo determinato, di proroga su proroga, avete posto un limite che voi stessi sapete sarà superato; con un altro decreto? La seconda toppa sta nell'aver chiesto a un ente che andrà avanti soltanto per l'ordinaria amministrazione, pur avendo, nel frattempo, decisioni importanti da assumere (perché ha competenza anche sul ciclo dei rifiuti), di garantire una trasparenza, trasmettendo ogni quarantacinque giorni alle Camere una relazione sugli atti assunti. Sarebbe forse stato meglio inserire nel decreto-legge una rendicontazione che non fosse soltanto limitata al decreto, dal momento che evidentemente si ravvisa questa necessità, come noi crediamo che ci sia, anche a fronte delle delibere di straordinaria importanza che l'Authority ha preso e prenderà, quando le potrà prendere. Quando? Qui non lo sa più nessuno. Proprio per queste ragioni noi crediamo che questo non possa essere un voto tecnico, ma che debba essere un voto di denuncia politica rispetto alle condizioni straordinarie di un regime di proroga che emerge in tutta evidenza oggi, ma che si configura come una proroga politica, che noi non possiamo accettare. Per questo esprimeremo un voto contrario. (Applausi dal Gruppo FdI) . PITTELLA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, onorevoli senatori, onorevole Morando, onorevole relatore Cioffi, vorrei ringraziare i colleghi del Gruppo Partito Democratico che sono intervenuti, i senatori Ferrazzi e Astorre. Il nostro voto sarà favorevole. Vorrei aggiungere poche riflessioni a quanto già hanno detto i colleghi Ferrazzi e Astorre. Oggi la velocità di innovazione e di trasformazione dei mercati è più elevata nell'energia che negli altri settori. Prova ne è anche l'attenzione prioritaria dedicata dall'Unione europea a questo settore, con le nuove iniziative legislative: penso al nuovo pacchetto Clean Energy for All Europeans. È proprio in questi momenti, in momenti di forte discontinuità, che assume maggiore rilevanza la capacità di dare certezza e trasparenza alle regole di funzionamento dei mercati, assicurando allo stesso tempo una rafforzata tutela dei consumatori. Ciò favorisce, peraltro, scelte di investimento efficienti e commisurate alle esigenze dei clienti. In questo contesto il regolatore (in questo caso ARERA), presidio tecnico e indipendente dei settori regolati, deve garantire che il cambiamento sia indirizzato a beneficio dell'interesse pubblico, mentre le scelte di politica energetica sicuramente sono e devono restare una prerogativa della politica. Al regolatore la responsabilità di individuare gli strumenti e le modalità attuative più idonee. Nell'attuazione di questo delicato compito, la legittimità del regolatore deve trovare fondamento nella sua terzietà rispetto ai diversi soggetti portatori di interesse, nella chiarezza del mandato, in forme trasparenti di partecipazione diffusa alle decisioni. L'ARERA deve essere in grado di rispondere in modo efficace alle sfide, di consentire al consumatore di effettuare scelte consapevoli e informate, di permettere lo sviluppo di nuove forme smart di consumo, di trovare forme più efficaci per tutelare i consumatori più vulnerabili, particolarmente esposti nel processo di liberalizzazione del mercato energetico. Vorrei sottolineare come la povertà energetica rappresenti già oggi un problema grave, destinato ad aggravarsi nel futuro a seguito delle difficoltà per molte famiglie di investire in efficienza energetica e rafforzare la verifica e il rispetto del quadro regolatorio. Un'ulteriore sfida per i prossimi anni è la gestione della quantità di investimenti necessari per la transizione verso un sistema energetico sostenibile (quella che viene chiamata economia circolare). E agli obiettivi di economia circolare spinge molto la Commissione e l'Unione europea, e credo che noi dovremmo accogliere questa spinta che ci porterà a nuove modalità di trasporto, dall'auto elettrica all'idrogeno; a nuovi modelli di consumo e di interazione tra consumatori; allo sviluppo di reti più intelligenti e flessibili. Su questo quadro regolatorio avrà quindi sempre più potere il livello sovranazionale e il livello europeo, dove opera un'agenzia europea istituita nel 2009, e quindi la nostra Autorità nazionale è deputata a far sentire la sua voce nell'ambito di un contesto europeo importante, nell'ambito dell'Agenzia europea della regolazione, nell'ambito delle linee guida della Commissione europea. Questo è un pezzo della sfida più generale che abbiamo davanti. Stare in Europa, rafforzare l'integrazione europea e rafforzare politiche comuni anche sul tema dell'energia, ma sapendoci stare e salvaguardando l'interesse dell'Europa mediterranea. (Applausi dal Gruppo PD) . VALLARDI (L-SP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALLARDI (L-SP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, anticipo fin da subito il voto favorevole del Gruppo della Lega al provvedimento che ci accingiamo a votare, che rappresenta - come già ricordato dai colleghi che mi hanno preceduto - una proroga funzionale dei componenti dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Si tratta di una misura che oggi si delinea come indifferibile e urgente per non privare il Paese di un organismo regolatore del sistema tariffario nazionale. L'Agenzia è nata nel 1995 con il nobile intento di evitare che i cittadini consumatori italiani continuino ad essere ulteriormente vessati e tassati su temi importantissimi come l'energia elettrica e il gas. Nel corso degli anni si sono aggiunti temi vitali come la gestione dell'acqua pubblica e i rifiuti; temi sicuramente molto delicati, visto che abbiamo a che fare con i servizi essenziali e soprattutto con le tasche dei cittadini.