[resaula]

Abbiamo spinto molto perché i ritardi fossero superati e abbiamo cercato, anche tramite il decreto rilancio, di prevedere quelle modifiche normative funzionali a un'accelerazione della serie dei pagamenti per la cassa integrazione. Ci fa piacere apprendere che, negli ultimi giorni, un'accelerazione c'è stata, una svolta si vede e ormai la copertura dei pagamenti rappresenta una percentuale ben superiore all'80 per cento. Anche in questo caso, se smettessimo di dire che nessuno ha avuto niente, forse faremmo un servizio non dico al Parlamento, ma alla verità, perché dire una cosa contraria alla verità non serve a nessuno. Per quel che riguarda i prestiti, 500.000 operazioni già garantite sono troppo poche e non c'è dubbio. Dobbiamo allora richiamare tutti a uno sforzo di responsabilità nazionale e a un assolvimento dei propri doveri istituzionali. Dipende da come le norme sono scritte e abbiamo fatto i cambiamenti che ci sono stati in qualche modo consigliati. C'è un problema di disparità di atteggiamento tra gli istituti di credito, per cui qualcuno mostra zelo e diligenza, e qualcun altro no... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE.Prego, senatore Parrini. PARRINI (PD) . Da questo punto di vista, da parte di tutti gli organismi competenti ci deve essere un'azione volta a superare le disparità e a far sì che tutti collaborino in maniera piena. È dunque importante il ruolo dell'Associazione bancaria italiana (ABI), della Banca d'Italia e di chiunque possa fare utilmente pressione perché ci sia la collaborazione dovuta: è un ruolo la cui importanza va sottolineata. Signor Presidente, colleghi, vorrei che si discutesse del provvedimento in esame con questo spirito e con la capacità di entrare nel merito e di individuare insieme i passi che servono, per garantire alle nostre aziende e alle nostre famiglie tutto quello che serve, affinché si possa non soltanto non essere travolti dalla crisi, ma anche rialzarci insieme e insieme tornare a camminare, e poi a correre, nell'interesse di tutti gli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Montani. Ne ha facoltà. MONTANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, diciamo subito con chiarezza che il decreto liquidità è una colossale bufala. Abbiamo cercato di lavorare sul decreto in esame, qui in Senato, ma abbiamo avuto veramente poche ore a disposizione. Gli emendamenti, ovviamente, non sono stati neanche guardati; abbiamo lavorato su qualche ordine del giorno e alla fine, gira e rigira, di liquidità in questo provvedimento non se ne vede ed è un peccato. (Applausi) . In verità, secondo il Gruppo Lega, questo decreto-legge è un regalo alle banche e non alle imprese costrette ai box per l'emergenza sanitaria. Domani la Lega voterà convintamente no alla fiducia sul decreto-legge liquidità, all'ennesima fiducia. Chiedo agli amici 5 Stelle se si ricordano, quando stavano all'opposizione, come urlavano e saltavano sui banchi quando il Governo di allora poneva la fiducia. Come si cambia! (Applausi). Da una parte, le vostre chiacchiere: promettete di voler aiutare le aziende per la pandemia, ma non è così; dall'altra, l'esperienza reale, concreta, tangibile di tantissimi commercianti e artigiani che stanno protestando vivacemente. E le piazze di ieri, stracolme di gente arrabbiata che vorrebbe porre fine a questa tristissima stagione politica, nessuno le conferma. In cinque minuti ormai anche un normale cittadino è in grado di svelare la fregatura del Conte -bis . Soldi alle imprese? No: regalo agli istituti di credito, cosa che mi aspetto dai componenti del Partito Democratico, perché quando hanno governato, hanno sempre avuto un occhio di riguardo - forse due - alle banche (Applausi). Non me lo aspetto, invece, dai colleghi 5 Stelle, che - a detta loro - avrebbero dovuto scardinare un sistema, e oggi di fatto danno una mano al sistema a sopravvivere. Complimenti anche per questa scelta! Discutiamo di un decreto-legge liquidità che contiene non liquidità, ma solo garanzie per prestiti. Da giorni vediamo esponenti del PD e del MoVimento 5 Stelle in televisione non fare altro che ripetere agli italiani che il Governo ha fatto un grossissimo sforzo immettendo sul mercato 400 miliardi di liquidità. È falso! È falso! Giocate sulla pelle di tutti noi. Hanno solo messo 400 miliardi di garanzie, prestate al sistema bancario che si dichiara disponibile a erogare tale credito. Questo è non un segnale di forza della maggioranza, ma un ulteriore schiaffo agli italiani che devono combattere contro la burocrazia e le cavillose istruttorie bancarie che - qualcuno, anche di maggioranza, ha parlato del fatto che le banche restano comunque soggetto privato e non sono a disposizione nostra e della politica - hanno creato problemi a tutti coloro che si sono presentati in banca (pochi) e hanno trovato altre difficoltà oltre quelle portate dalla pandemia. Il provvedimento in titolo è dell'8 aprile scorso, e ormai siamo al 3 giugno: sono passati quasi sessanta giorni. E voi pensate che con questa lentezza riuscite a salvare le imprese ferme da tre mesi? (Applausi). Solo aziende che da oltre tre mesi non vedono un cliente né un bonifico. È dura. Eravate in ritardo con il decreto-legge cura Italia. Siete in ritardo con il decreto-legge liquidità. Questo è il dato di fatto. Quindi, rivolgendomi al Governo e a tutti voi, chiedo: era questo il vostro intendimento? Il decreto-legge al nostro esame è stato varato per immettere liquidità o salva le banche? C'è un'incoerenza subdola che vale la pena smascherare, anche perché nel frattempo le tasse andranno regolarmente pagate, perché non abbiamo avuto neanche la forza di fermare questo processo. In Italia un milione di aziende è a rischio - lo dicono i dati recenti del Censis - e lo scenario, dunque, è quello di uno shock epocale. Servono subito prestiti o non riapriranno più. L'impatto del Covid-19 è stato disastroso: si perderanno 219 milioni di fatturato, circa la metà dei quali al Nord. Il motore produttivo del Paese è fermo al 60 per cento del suo potenziale e nemmeno il rimbalzo atteso per il 2021 porterebbe il recupero del fatturato perduto. Così non va. Vanno tenuti accesi i motori del sistema imprenditoriale per consentire la ripartenza appena possibile e cercare, sì, il rimbalzo necessario per il nostro prodotto interno lordo - la parola d'ordine è liquidità, ma non nella forma e nella sostanza da voi prospettata, e di fatto, poi, solo prospettata perché di liquidità non ce n'è - ma occorre anche garantire la liquidità immediata a tutte le imprese piccole o grandi che siano. Penso alla Regione Piemonte che, a trazione Lega, in circa quindici giorni, un mese ha dato liquidità alle partite IVA senza perdere tempo e senza tante pratiche. Noi siamo riusciti a dare una mano in maniera concreta, ma ancora milioni di italiani e centinaia di migliaia di piemontesi aspettano la cassa integrazione. Magari questo Governo ha da imparare anche da quello che ha fatto la Regione Piemonte.