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si tratta di una funzione cruciale che va implementata anche e soprattutto attraverso la cooperazione tra le singole Commissioni esteri. Per tale motivo, sono altamente apprezzabili riunioni come quella odierna, in quanto conducono ad un proficuo scambio di opinioni tra colleghi, i quali, notoriamente, sono dotati, rispetto al contraltare dei loro Esecutivi, di una maggiore libertà di valutazione nelle tematiche di politica internazionale. Ha rivolto, a tale proposito, un invito al presidente Cambon a proseguire sulla via del confronto reciproco mediante una visita a Roma, nel prossimo futuro, della Commissione da lui presieduta. Sono seguiti, successivamente, una serie di interventi di diversi componenti della Commissione Affari Esteri, Difesa e Forze Armate cui ha replicato il presidente Petrocelli. Con riferimento nuovamente alla Libia, egli ha stigmatizzato l'intervento anglo-francese, con l'avallo americano, del 2011, che condusse allo spodestamento del leader Gheddafi, il quale rappresentava, al di là dei giudizi di ordine morale nei suoi confronti, un effettivo federatore delle diverse tribù, che, di fatto, governano il Paese. A seguito di tale improvvido intervento, si è instaurato un processo disgregativo che rischia ora di condurre alla creazione di almeno due entità territoriali, la Cirenaica e la Tripolitania. In aggiunta, la suddetta frammentazione, seguita alla cancellazione di una autorità centrale libica, ha ingenerato un pernicioso flusso migratorio che rappresenta, per l'Italia, un problema non secondario, paragonabile, a titolo di esempio, all'emergenza terroristica che si trova ad affrontare, da alcuni anni, purtroppo, la Francia. Relativamente alla stabilizzazione dei Balcani occidentali, ha proseguito il presidente Petrocelli, l'Italia non auspica alcuna accelerazione dei procedimenti di adesione in corso dei Paesi appartenenti a questo quadrante europeo, bensì, semplicemente, di procedere rispettando, per i Paesi interessati, i requisiti e i parametri previsti per l'integrazione nell'Unione europea. Quanto ai rapporti bilaterali Italia-Francia, le incomprensioni, che hanno portato alla recente crisi diplomatica, sono state per fortuna superate e, come detto in precedenza, non resta che muoversi, nel solco della tradizionale amicizia reciproca, verso un più accentuato coordinamento nei diversi dossier che interessano le due parti. In proposito, volendo riprendere il caso della Libia, i Governi di Italia e Francia dovrebbero agire d'intesa per coltivare un mutuo interesse alla pacificazione del Paese. Del resto, le rispettive compagnie petrolifere di riferimento, l'Eni e la Total, hanno dimostrato, anche in altre circostanze, di essere capaci di comporre pragmaticamente tra di loro le eventuali controversie, prescindendo da possibili istruzioni o direttive provenienti dai relativi Esecutivi. Al termine della riunione, i presidenti Cambon e Petrocelli hanno svolto brevi dichiarazioni, nonché risposto a successive domande, di fronte ad esponenti della stampa italiana e francese, aventi per oggetto i temi trattati nel corso della riunione. La seduta termina alle ore 15,20. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 144 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 144 La 3 a Commissione, esaminato lo schema di decreto ministeriale concernente l'individuazione, per l'anno 2020, delle priorità tematiche per l'attribuzione di contributi a progetti di ricerca proposti dagli enti internazionalistici (n. 144); preso atto con favore del rispetto della tempistica indicata dall'articolo 23- bis , comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, per la presentazione alle Commissioni parlamentari competenti del presente schema di decreto ministeriale; rilevato che il testo intende individuare alcune priorità tematiche e geopolitiche emergenti nell'ambito dell'attuale scenario internazionale, che afferiscono i più rilevanti interessi strategici del nostro Paese; espresso apprezzamento, nell'ambito della priorità tematica denominata «Orizzonte 2024», per la centralità assicurata ai temi del rilancio del progetto europeo, dell'azione di contrasto ai cambiamenti climatici, del ruolo globale dell'Unione europea e delle nuove prospettive derivanti dallo sviluppo del commercio internazionale; condivisa l'opportunità che il tema del Mediterraneo allargato continui a rappresentare una delle questioni privilegiate da approfondire, tenuto conto dell'assoluta necessità di comprendere le dinamiche di ordine economico, energetico, politico e strategico che stanno segnando un'area così centrale per gli equilibri geopolitici del nostro Paese e dell'Europa stessa; evidenziato il fatto che soprattutto le crisi in Libia e Siria debbano continuare ad essere fatte oggetto di approfondimenti conoscitivi e documentali, utili anche a circostanziare meglio le possibilità di intervento e di azione dell'Italia; preso atto con favore dell'inclusione fra i temi mediterranei delle questioni relative al rapporto tra fenomeno religioso e politica estera e della tutela delle minoranze religiose, stante anche la necessità di contribuire al dialogo interculturale e interreligioso; condivisa altresì la centralità dei temi relativi al rilancio del partenariato tra l'Italia e l'Africa, con particolare riferimento all'area del Sahel che riveste un'importanza strategica decisiva per la comprensione dei fenomeni legati alle migrazioni, allo sviluppo dei movimenti jihadisti e alla competizione per l'accaparramento delle risorse; considerata con favore anche l'opportunità di investigare le questioni relative al nascente nuovo ordine mondiale, centrando l'attenzione sul futuro delle relazioni transatlantiche, sul dinamismo internazionale russo, sull'ascesa cinese, sulle potenze regionali emergenti e sulle tematiche ambientali, in un contesto segnato dalla crisi del multilateralismo; valutato con favore l'inserimento nello schema di decreto della priorità tematica relativa all'Italia quale potenza economica e culturale, e degli argomenti ad essa correlati, dalla diplomazia economica per la crescita e l'occupazione all'internazionalizzazione delle istituzioni accademiche italiane, dalla cooperazione internazionale sul piano culturale al posizionamento economico del nostro Paese nel mondo; preso atto che la priorità tematica relativa agli italiani all'estero affronti la complessità del fenomeno migratorio in chiave dinamica, approfondendo anche le questioni relative alla mobilità più recente, alla tutela degli interessi delle nostre collettività nello scenario successivo alla Brexit ; preso infine atto delle ulteriori priorità tematiche individuate dallo schema di decreto ministeriale, ovvero quelle relative alla nuova strategia per le migrazioni internazionali e al ruolo dell'Europa e dell'Italia al cospetto delle sfide globali, esprime parere favorevole. Allegato