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È stata inoltre rigettata la proposta di ANAS e Regione Marche della realizzazione di un cunicolo parallelo di sicurezza, con una spesa prevista di circa 70 milioni, al fine di consentire l'apertura contestuale della galleria a doppio senso; rimane ora sul tappeto la proposta, avanzata da ANAS su sollecitazione della Regione Marche, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti della messa in opera di una seconda galleria, parallela a quella esistente, al fine di risolvere un'annosa e delicata questione che impatta negativamente sull'economia del territorio, attraverso il finanziamento di un progetto di raddoppio della galleria al costo previsto di 310 milioni di euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno attivarsi al fine di inserire nel contratto di programma ANAS e Ministero 2016-2020 un ulteriore finanziamento, non inferiore a 310 milioni di euro, corrispondente alla richiesta inoltrata da parte di ANAS al fine di consentire il raddoppio dell'attuale galleria della Guinza. Atto n. 4-00941 NENCINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la Giunta capitolina, con deliberazione n. 189 del 16 ottobre 2018, ha deciso la "Delocalizzazione dell'Autostazione per i mezzi adibiti alle linee di trasporto pubblico interregionali, nazionali e internazionali all'interno del nodo Anagnina - Approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dei lavori dell'autostazione Anagnina"; il progetto approvato causerà grave disagio nell'immediato e nel futuro a milioni di passeggeri e pendolari che transitano attraverso questa struttura con circa 600 corse e 8.000 passeggeri al giorno, secondo i dati ufficiali comunicati dal direttore nazionale dell'ANAV (Associazione nazionale autotrasporti viaggiatori) al tavolo tecnico con le parti sociali ed imprenditoriali convocato venerdì 16 novembre 2018 dall'assessore per i trasporti della Regione Molise Vincenzo Niro; l'autostazione Tiburtina fa parte di una struttura di scambio che consente ai viaggiatori di raggiungere la stazione ferroviaria con i treni dell'alta velocità, i treni regionali del Lazio per le località minori, il sia pur disastrato servizio di autobus cittadini, il collegamento autobus e treno con l'aeroporto, una stazione della metropolitana centrale nel sistema della metropolitana di Roma, che assicura, con sufficiente agevolezza, la mobilità in città; il tempo di spostamento si prolungherebbe di almeno mezz'ora a causa anche dell'inadeguatezza del nodo di Anagnina; il provvedimento creerà gravi disagi innanzitutto ai numerosissimi pendolari che provengono da altre regioni che subiranno l'aumento delle percorrenze di almeno mezz'ora oltre ad un aumento dei costi per loro stessi, per le aziende di trasporto, per le stesse Regioni, alle prese con riduzioni dei trasferimenti di risorse; il provvedimento recherà danni anche alla stessa capitale, in termini di un notevole aumento dell'uso di auto private, con ripercussioni sulla mobilità cittadina, l'inquinamento e le condizioni di vita, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario e doveroso convocare al più presto un tavolo di concertazione con le Regioni interessate, le parti sociali e imprenditoriali per trovare una soluzione adeguata e condivisa. Atto n. 4-00942 FARAONE Al Ministro della salute Premesso che: l'eliminazione delle epatiti virali è una sfida globale, un obiettivo comune a tutti i Paesi del mondo, sollecitati dalla strategia dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che ha individuato ambiziosamente il 2030 come l'anno in cui le morti legate a queste patologie dovranno ridursi sensibilmente, così come il numero dei casi di infezione dovuti ai virus. Stando agli obiettivi enunciati nel documento programmatico dell'OMS, che detta le linee strategiche in questo ambito di salute divenuto prepotentemente un'emergenza mondiale ma, allo stesso tempo (e per fortuna), un traguardo possibile da raggiungere, l'obiettivo è ridurre dell'80 per cento il tasso di infezione da epatite C e del 65 per cento quello della mortalità dovuta al virus in poco meno di 20 anni. Il percorso è delineato e articolato nell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite; l'impegno del nostro Paese nella lotta all'epatite C negli ultimi anni è stato di particolare rilievo grazie anche alla disponibilità dei nuovi farmaci ad azione antivirale diretta che permettono di curare e guarire la maggior parte dei pazienti a prescindere dallo stadio della malattia; nel 2017, infatti, è stato formalmente adottato il piano di eradicazione del Ministero della salute attraverso il cambiamento dei criteri di trattamento da qui ai prossimi tre anni. Il piano prevede, inoltre, di trattare 80.000 persone all'anno per tre anni; la legge 11 dicembre 2016, n. 232, ha reso strutturale il finanziamento del fondo per i farmaci innovativi il cui stanziamento annuale dovrebbe per la maggior parte coprire i costi per l'attuazione del piano di eradicamento; il sottosegretario di Stato per la salute Maurizio Fugatti, nel rispondere all'interrogazione sul tema 5-00633 in XII Commissione permanente (Affari sociali) della Camera dei deputati il 4 ottobre 2018, ha evidenziato i risultati positivi che a suo dire "hanno consentito di rispettare pienamente le tappe del previsto percorso di eradicazione del virus" ed ha, inoltre, aggiunto che: "è, pertanto, intenzione del Ministero della salute presentare una specifica misura, nell'ambito della legge di bilancio, che possa consentire la destinazione delle risorse economiche resesi disponibili al fine di finanziare, per l'anno 2018, i rinnovi contrattuali del personale dipendente del Servizio sanitario nazionale, recentemente siglati"; tuttavia, secondo una recente indagine condotta dall'associazione EpaC onlus , la stima del numero di pazienti con diagnosi nota in attesa di essere curati è di circa 240.000. A questi si aggiunga una consistente fetta della popolazione inconsapevole di avere un'infezione attiva, da ricercare nei bacini dove si concentrano soggetti esposti a specifici fattori di rischio, quali carceri e SerD. Sulla base delle evidenze disponibili, l'associazione ha, pertanto, stimato che la categoria dei pazienti con infezione non ancora diagnosticata si aggiri tra i 71.000 e i 130.000 persone; appare, pertanto, di tutta evidenza la necessità di proseguire l'attuazione del piano di eradicazione dell'epatite C, al fine di rispondere all'emergenza che attualmente si riscontra in Italia, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo in merito alle conclusioni rappresentate dal sottosegretario Fugatti alla XII Commissione della Camera dei deputati; se non ritenga opportuno proseguire il piano di eradicazione del virus a fronte dei pazienti con diagnosi nota e non nota presenti in Italia che avrebbero diritto ad accedere alle cure, anche alla luce della capienza di un fondo dedicato ai farmaci innovativi, tra i quali sono da annoverare quelli per la cura dell'epatite C. Atto n. 4-00943 IANNONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: