[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge della Regione Sardegna 1° luglio 2002, n. 10, recante “Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4”, promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri notificato il 5 settembre 2002, depositato in cancelleria il 12 successivo ed iscritto al n. 54 del registro ricorsi 2002. Visto l'atto di costituzione della Regione Sardegna; udito nell'udienza pubblica del 28 gennaio 2003 il Giudice relatore Valerio Onida; uditi l'avvocato dello Stato Oscar Fiumara per il Presidente del Consiglio dei ministri e gli avvocati Graziano Campus e Sergio Panunzio per la Regione Sardegna.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ricorso notificato il 5 settembre e depositato il successivo 12 settembre 2002 il Presidente del Consiglio dei ministri ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge della Regione Sardegna 1° luglio 2002, n. 10, recante “Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4”, con particolare riguardo all'art. 1, con il quale, a seguito dell'istituzione, in forza della legge regionale 12 luglio 2001, n. 9, delle nuove province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio, si dispone che l'elezione degli organi delle nuove province abbia luogo nell'ordinario turno di elezioni amministrative dell'anno 2003, con conseguente scadenza di diritto del mandato degli organi delle province preesistenti di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari (sul territorio delle quali la istituzione delle nuove province incide), organi al cui rinnovo si procede nella stessa data. Ad avviso del ricorrente, benché alla Regione Sardegna sia attribuita dall'art. 3 dello statuto speciale di autonomia competenza legislativa primaria nella materia dell'“ordinamento degli enti locali e relative circoscrizioni”, e benché “rientri nelle sue competenze l'istituzione di nuove province nel territorio - cfr. sentenza della Corte costituzionale n. 230 del 2001 e art. 43 dello statuto” -, tale competenza legislativa deve tuttavia essere esercitata nei limiti derivanti dall'armonia con le norme della Costituzione e con i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica. Le disposizioni censurate, in particolare l'art. 1, comma 2, eccederebbero la competenza della Regione, in quanto la riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione recata dalla legge cost. n. 3 del 2001, nel nuovo testo dell'art. 117, comma 2, lettera p, attribuisce alla competenza esclusiva dello Stato la materia della “legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane”. La disciplina della materia elettorale degli enti locali, inoltre, sarebbe organicamente contenuta nella normativa statale vigente (legge 8 marzo 1951, n. 122; legge 7 giugno 1991, n. 182; legge 25 marzo 1993, n. 81), che conferisce al Ministero dell'interno la potestà di fissare la data per lo svolgimento delle elezioni dei nuovi consigli comunali e provinciali, comunicandola immediatamente ai prefetti, affinché provvedano alla convocazione dei comizi, nonché nel testo unico sull'ordinamento degli enti locali approvato con il d. lgs. 18 agosto 2000, n. 267, il quale, agli artt. 141 e seguenti, disciplina, in modo analitico e uniforme per tutto il territorio regionale (rectius: nazionale), lo scioglimento dei consigli comunali e provinciali, prevedendo competenze, tempi, procedure. 2.- Si è costituita in giudizio la Regione Sardegna, chiedendo che la questione sia dichiarata infondata. Osserva in via preliminare la Regione che, se per far coincidere cronologicamente le elezioni per le vecchie e per le nuove Province istituite con legge regionale nel 2001 si fosse attesa la scadenza naturale del mandato degli organi delle prime, la concreta attivazione degli organi delle seconde sarebbe stata rimandata fino all'anno 2005. La scelta operata con la legge impugnata, di tenere la consultazione elettorale per gli organi delle nuove Province “nell'ordinario turno di elezioni amministrative dell'anno 2003”, anticipando alla medesima data la scadenza degli organi di quelle preesistenti, in modo da permetterne il rinnovo contestualmente con l'elezione per le prime, troverebbe la sua giustificazione nella ritenuta inopportunità di far attendere tre anni i cittadini delle neoistituite Province prima di poter votare per consentire l'insediamento degli organi elettivi. La contestualità del rinnovo, poi, sarebbe vincolata, essendo state disegnate le circoscrizioni delle nuove Province scorporando porzioni di territorio da ognuna delle quattro Province già esistenti, in quanto, altrimenti, la sola elezione degli organi delle nuove Province avrebbe avuto come effetto una doppia rappresentanza degli elettori quivi residenti. Quanto al merito della censura, la Regione ritiene palesemente infondata la tesi della difesa erariale secondo cui le disposizioni denunciate, concernenti la durata degli organi provinciali, non rientrerebbero nella competenza legislativa esclusiva attribuita alla Regione dall'art. 3, comma 1, lettera b, dello statuto in materia di “ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni”, ma inciderebbero nella materia della “legislazione elettorale” riservata in via esclusiva allo Stato dall'art. 117, secondo comma, lettera p, della Costituzione. Ad avviso della Regione, infatti, in quest'ultima materia rientrano sicuramente le modalità di svolgimento delle consultazioni, e quindi il sistema elettorale, la presentazione delle liste, l'attribuzione dei seggi ai gruppi di candidati, la determinazione della cifra elettorale, la proclamazione degli eletti e così via, ma non norme legislative regionali come quelle impugnate, le quali, oltre a stabilire l'anticipazione della scadenza degli organi per le vecchie Province, onde consentire lo svolgimento contestuale delle consultazioni elettorali sia per esse che per le nuove (art. 1, comma 2), prevedono la nomina, da parte della Giunta regionale, di un commissario per curare gli adempimenti connessi alla istituzione della nuova Provincia (art. 2); affidano al detto commissario il compito di individuare le sedi provvisorie degli organi e degli uffici della nuova Provincia (art. 3); attribuiscono ai consigli provinciali il potere di determinare, con norme statutarie, i capoluoghi delle nuove Province (art. 4). D'altronde, osserva la Regione Sardegna, che la disciplina della durata degli organi elettivi provinciali non possa considerarsi parte della materia elettorale trova conferma, indiretta ma palese, nell'art. 38 del d.lgs.