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Con decreto del Ministro della giustizia, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti il periodo e la modalità per la presentazione delle domande di passaggio ai ruoli tecnici di edilizia penitenziaria. Gli inquadramenti nei nuovi profili sono effettuati entro tre mesi dalla data di scadenza delle domande di passaggio. 2 Il personale di cui al comma 1, già appartenente ai ruoli del Corpo di polizia penitenziaria e transitato ai sensi dell'articolo 75 del decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 443, transita, a domanda, nei corrispondenti ruoli tecnici di cui al comma 1 e conserva, se più favorevole, il trattamento economico in godimento. 3 In fase di prima attuazione, il personale inquadrato nella qualifica di assistente tecnico in possesso del diploma di geometra o perito industriale ma privo di abilitazione professionale transita, a domanda, nei ruoli tecnici di edilizia penitenziaria, in relazione all'anzianità di servizio secondo quanto stabilito dalla tabella A2 dell'allegato I. 4 In fase di prima attuazione, il 20 per cento della dotazione organica di cui alla tabella A1 dell'allegato I è riservato al personale appartenente al Corpo di polizia penitenziaria in possesso dei titoli professionali di cui alla presente legge e dell'abilitazione professionale. Il personale appartenente al Corpo di polizia penitenziaria transita nei ruoli tecnici di edilizia penitenziaria al livello di primo ingresso degli ispettori tecnici, corrispondente a vice ispettore tecnico, se tecnico diplomato e in possesso dell'abilitazione all'esercizio della professione; transita altresì al primo livello dei funzionari tecnici, corrispondente a commissario tecnico, se tecnico laureato e in possesso dell'abilitazione all'esercizio della professione. Il personale del Corpo di polizia penitenziaria che transita nei ruoli tecnici di edilizia penitenziaria conserva, se più favorevole, il trattamento economico in godimento. 5 Con decreto del Ministro della giustizia, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è stabilita la distribuzione del personale appartenente ai ruoli tecnici di edilizia penitenziaria all'interno degli uffici del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi e del Dipartimento per la giustizia minorile e delle comunità, lasciando invariati i contingenti totali indicati nella tabella A1 dell'allegato I. Il medesimo decreto stabilisce le modalità per il passaggio, a domanda, tra l'uno e l'altro Dipartimento, sulla base di apposita procedura di interpello. 6 Nelle more dell'adozione del regolamento di cui all'articolo 113, comma 3, del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, il responsabile unico del procedimento (RUP) provvede direttamente alla ripartizione dell'incentivo al personale appartenente ai ruoli tecnici di edilizia penitenziaria, nella misura pari al 2 per cento dell'importo posto a base di gara, da liquidare ai soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, della presente legge alla conclusione di ciascuna fase del procedimento e, relativamente alla fase di esecuzione dei lavori, in corso d'opera sulla base degli stati di avanzamento dei lavori. In tale caso l'incentivo è suddiviso secondo le aliquote di seguito indicate: 40 per cento al RUP e ai suoi collaboratori; 35 per cento al direttore dei lavori o al direttore dell'esecuzione del contratto e ai suoi collaboratori; 15 per cento al coordinatore della sicurezza; 10 per cento agli incaricati del collaudo o dell'attestazione di conformità. Le somme per la liquidazione dell'incentivo sono prelevate direttamente dai capitoli di finanziamento dell'opera senza essere preventivamente destinate al fondo di cui all'articolo 113, comma 2, del codice di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016. Nel ripartire le somme ai singoli dipendenti il RUP tiene in conto il livello professionale, le responsabilità assunte e la prestazione di ciascuno degli incaricati. 7 Nelle more dell'adozione del regolamento di cui all'articolo 113, comma 3, del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e nei casi in cui non sia adottato, si prescinde dall'accantonamento del 20 per cento del 2 per cento di cui all'articolo 113, comma 4, del medesimo decreto legislativo.