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oltre a notevoli risparmi economici, valutati in circa 400 milioni di euro all'anno per la sola sostituzione dei più costosi combustibili ora utilizzati, vi sono ulteriori benefici generati quali la maggiore occupazione per la realizzazione delle infrastrutture dirette e l'indotto, la realizzazione di un'efficiente rete di trasporto del gas naturale consentirebbe anche lo sviluppo del settore della produzione del biometano, favorendo anche l'attività delle aziende agricole e aumentandone la competitività; a questi benefici andrebbe aggiunta la riduzione delle emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti; analizzando tutti i dati relativi ai costi finali dell'energia e del gas sull'isola si evince che questi sono sempre molto superiori a quelli del "continente" e questo segna una divisione aggiuntiva tra Sardegna e l'Italia, si chiede di sapere: quali siano i tempi di realizzazione del previsto nuovo collegamento elettrico tri-terminale con il continente e se il phase out delle centrali a carbone, e la loro eventuale riconversione ad altro combustibile, stia seguendo la stessa programmazione; se si siano stimati gli impatti occupazionali derivanti dall'eventuale chiusura delle centrali a carbone e con quali strumenti si pensi di risolvere la situazione; quale sia la percentuale di energia elettrica che dovrebbe garantire alla regione il collegamento tri-terminale con il continente, posto che i collegamenti già ora esistenti (SAPEI e SACOI) forniscono una quantità minima rispetto all'intero fabbisogno regionale; quali siano le connessioni ulteriori previste per il completamento della rete infrastrutturale con il nuovo sbocco a Villasor del collegamento; quale sia lo stato dei lavori relativi alla metanizzazione dell'isola; quali siano le nuove reti previste per l'energia nella regione, posto che l'approvvigionamento da fonti diverse da quelle sinora utilizzate richiederà dorsali aggiuntive; come si intenda risolvere le problematiche relative all'esercizio della rete di trasmissione, poiché si continua a fornire in alcuni periodi dell'anno sensibili differenze di prezzo tra quelli della Sardegna e quelli del continente; se non si voglia garantire alla Sardegna, che sinora ha giovato di una sostanziale indipendenza nella produzione di energia, la possibilità di incrementare in loco la propria produzione, per evitare oggi conseguenze occupazionali e domani eventuali interruzioni sulle reti continentali che possano causare black out energetici nella regione; se i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, non ritengano di dover fornire indirizzi operativi ad ARERA, come anche suggerito dal presidente dell' Autorità, al fine di equiparare i costi del gas naturale in Sardegna con quelli del resto del Paese, attraverso l'equiparazione dell'approvvigionamento del GNL via nave ad un tratto della rete nazionale di trasporto ( virtual pipeline ) e l'inserimento della rete di distribuzione, per la definizione delle tariffe, in uno degli ambiti tariffari già esistenti nel resto del Paese. Atto n. 4-02624 CAMPAGNA MARINELLO FLORIDIA ROMANO ANGRISANI ANASTASI MATRISCIANO MAUTONE DI MARZIO CASTELLONE NOCERINO ABATE DONNO MONTEVECCHI AUDDINO SANTANGELO MOLLAME LOREFICE DI NICOLA D'ANGELO CORRADO DI GIROLAMO TRENTACOSTE PRESUTTO NATURALE LEONE LANNUTTI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il maltempo dei giorni scorsi ha gravemente danneggiato, ancora una volta, la Scala dei Turchi di Realmonte (Agrigento), uno dei siti più belli e suggestivi della Sicilia, candidato ad entrare nel patrimonio dell'umanità Unesco. Centinaia di massi sono caduti sui gradoni naturali della maestosa scogliera riaprendo inevitabilmente l'annosa questione della tutela del sito e della sicurezza dei cittadini; questo "capolavoro bianco" che richiama ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, con effetti importanti sui settori turistico ed economico del territorio, ha assunto l'attuale aspetto di gradinata naturale scavata nella roccia da vento e pioggia, in considerazione della natura dei minerali che la compongono e alla loro consistenza. La scogliera di marna è costituita infatti per gran parte da roccia sedimentaria a grana fine, formata da calcare e argilla; rientra, dunque, in una sorta di imprescindibilità il fatto che, con una cadenza valutabile, avvengano frane, crolli o smottamenti. Si ricordano a titolo esemplificativo gli episodi verificatisi solo negli ultimi dieci anni, come la frana del novembre 2009, quella dell'estate del 2012, che aveva bloccato l'ultimo accesso rimasto disponibile lungo la strada provinciale di Realmonte, lasciando isolato il sito, e ancora il crollo di una piccola porzione di marna nel dicembre 2018; se è vero che le cause sono sempre legate ai fenomeni naturali, soprattutto alle forti piogge, è vero anche che il normale deflusso delle acque meteoriche è stato modificato dall'eccessiva cementificazione tutto intorno al sito, e proprio per questa ragione l'acqua piovana, nel tentativo di farsi strada, inevitabilmente causa questi crolli, infine l'esagerata frequentazione di visitatori dei luoghi fa il resto; soltanto pochi mesi fa, la Scala dei Turchi era stata riaperta, in pompa magna, con tanto di visita ufficiale da parte delle istituzioni siciliane, dopo il crollo del lato est, ripristinato con un'opera finanziata dalla Regione. Con procedura d'urgenza, la Regione Siciliana, attraverso l'Ufficio contro il dissesto idrogeologico, aveva provveduto alla messa in sicurezza del tratto di litorale nei pressi di punta Maiata dove si erano registrati i cedimenti di roccia di marna bianca, con un progetto del costo di 417.000 euro; l'opera di consolidamento però, pur avendo permesso la riapertura della spiaggia nel pieno della stagione estiva, purtroppo non è servita a evitare che la frana continuasse ad alimentarsi e dunque a scongiurare il potenziale pericolo del dissesto idrogeologico. Oggi purtroppo Scala dei Turchi non rappresenta un luogo sicuro, anzi si può dire senza timore di smentita che si tratta di un luogo estremamente pericoloso. Soprattutto il gran numero di turisti che la frequentano non sono consapevoli del pericolo che corrono durante la visita; considerato che: recenti fonti giornalistiche riportano che a settembre scorso, è stata firmata una bozza di accordo tra il Comune di Realmonte e il signor Ferdinando Sciabbarrà, pensionato di Realmonte, che incredibilmente risulterebbe essere proprietario della scogliera, in quanto intestatario delle particelle 334-335-336 sulla planimetria della costa ("la sicilia", del 12 settembre 2019); secondo la bozza di accordo, il Comune, in cambio della proprietà piena della Scala dei Turchi, avrebbe concesso per settant'anni il 70 per cento dei diritti d'immagine al privato Sciabbarrà, per servizi giornalistici, cinematografici e pubblicitari, che riprendono quel tratto della collina di marna bianca. A completamento del patto, sarebbe stata prevista anche la creazione di un brand "Scala dei Turchi", in modo che chiunque nel mondo richiami questo capolavoro di madre natura, sarà tenuto a pagare un obolo.