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le croniche scoperture di organico, dai cancellieri agli amministrativi, negli uffici giudiziari italiani, sia a livello nazionale ma soprattutto a livello regionale, sono una delle cause principali dell'inefficienza della giustizia in Italia che accomuna Nord e Sud; all'indomani dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2022 risulta evidente come le riforme delle procedure e l'avvio dell'ufficio del processo non possono da soli risolvere il problema; i presidenti delle Corti d'appello delle più grandi città italiane hanno già denunciato più volte questa situazione. A Trieste, sul fronte del personale mancano profili di funzionario giudiziario (28,57 per cento), di cancelliere esperto (16,67 per cento), di operatore giudiziario (15,38 per cento) e di ausiliario (71,43 per cento); a Bologna mancano almeno 9 magistrati e 25 operatori negli uffici amministrativi del tribunale; a Taranto manca addirittura il dirigente amministrativo; analoga situazione si riscontra anche a Catanzaro, dove il presidente del Tribunale, nel corso dell'audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, ha definito la situazione "Veramente allarmante". L'ufficio, difatti, può contare su un organico di 52 unità e vede vacanti 11 posti. La situazione potrebbe peggiorare poiché, a seguito della pubblicazione di un bando per i trasferimenti di giudici di primo grado, sono state presentate 9 domande di trasferimento; sono dati preoccupanti, aggravati dalla pandemia, che pregiudicano la regolarità del servizio e che costringono a ricorrere a soluzioni spesso precarie e inadeguate nella prospettiva di una programmazione dell'organizzazione lavorativa di lungo periodo; considerato che: già a dicembre 2020, per sopperire a questa carenza, nella Gazzetta Ufficiale n. 96 dell'11 dicembre 2020, dal Ministero della giustizia era stato indetto un concorso nazionale, dopo circa 20 anni, su base distrettuale per 2.700 cancellieri esperti. Dopo la pubblicazione delle graduatorie, a fronte dei 2.700 posti messi a concorso, i vincitori che hanno preso servizio tra luglio e ottobre 2021 sono in numero inferiore poiché, in diversi distretti del Nord, sono rimasti vacanti 231 posti. Gli idonei rimasti nelle graduatorie in totale erano, inizialmente, 676 distribuiti tra i vari distretti di Corti d'appello. Per evitare lo scadere delle graduatorie, che la legge prescrive in due anni, gli idonei si sono uniti in un comitato, appartenenti per lo più alle regioni del Centro-Sud, al fine di ottenere lo scorrimento sempre su base distrettuale delle graduatorie; nel mese di ottobre 2021, in un'intervista pubblica il dirigente dell'ufficio del personale del Ministero, dottor Leopizzi, oltre alle assunzioni a tempo determinato degli addetti all'ufficio del processo (con fondi PNRR) che possono coadiuvare solo parzialmente il magistrato nella sua attività ma non possono svolgere le mansioni proprie del cancelliere esperto, aveva assicurato lo scorrimento totale delle graduatorie idonei su base distrettuale entro il 2022; ad oggi, sebbene vi siano gravissime carenze e sebbene si sia appreso che il numero dei vuoti in organico è rilevante, il Ministero ha proceduto solo allo scorrimento delle graduatorie distrettuali per la copertura delle rinunce dei vincitori (a Catanzaro, ad esempio, due rinunce e conseguenti due subentri) e successivamente ha indetto l'interpello per la mobilità interna (posti già accantonati oltre a quelli messi a concorso). Tuttavia, i posti accantonati (in totale 398) non verranno totalmente coperti in quanto le domande per la mobilità sono state inferiori a quelle previste. In particolare per la Corte di appello di Catanzaro gli idonei in graduatoria sono a tutt'oggi 96, e le scoperture in organico sono rilevanti e creano disagi in tutti gli uffici giudiziari ripercuotendosi sull'attività giudiziaria. giustizia significa rapidità nella definizione dei processi e tutela dei diritti in tempi certi e ragionevoli, e questo risultato non si può ottenere solo con le riforme del rito, ma rendendo più efficiente la macchina della giustizia, dotandola di strumenti adeguati e degli organici necessari, si chiede di sapere se e quali immediate iniziative il Ministro in indirizzo intenda porre in essere al fine di sanare la grave situazione in cui versano gli uffici giudiziari italiani e sopperire alle carenze di organico presenti nel comparto giustizia a livello nazionale, e soprattutto riguardo al distretto di Corte di appello di Catanzaro. Atto n. 4-06653 PAVANELLI VANIN GALLICCHIO TRENTACOSTE PUGLIA Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: in data 20 gennaio 2022, nel tardo pomeriggio, è divampato un incendio presso la Ferrocart, azienda di trattamento rifiuti nel comune di Terni; a quanto risulta agli interroganti, il fuoco durato diverse ore ha interessato ingenti quantità di carta e di plastica destinata alla raccolta differenziata, oltre ad alcuni impianti dell'azienda come presse e nastri trasportatori; il sindaco ha emanato un'ordinanza, su indicazione dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale dell'Umbria e dell'unità sanitaria locale, con la quale ha stabilito la chiusura delle scuole e il divieto di raccolta e consumo di alimenti coltivati o spontanei, il divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile nonché il divieto di utilizzo di foraggi e cereali destinati agli animali, per un raggio di circa 3 chilometri dal luogo dell'incendio; considerato che: in data 12 agosto 2021, un altro incendio è divampato nel comune di Terni in un impianto di smistamento di rifiuti; a seguito di tale evento, la prima firmataria ha presentato l'interrogazione 4-05964; in data 15 aprile 2020 il medesimo impianto di smistamento è stato oggetto di un incendio che ha causato l'emissione di notevoli quantità di fumi, ceneri e polveri nell'ambiente per effetto della prolungata combustione. Inoltre, le emissioni inquinanti hanno interessato una vasta area ad elevata densità abitativa e, a seguito di tale evento, la prima firmataria ha presentato l'interrogazione 4-03173; questi continui incendi in impianti di smistamento e di trattamento di rifiuti a Terni e in altri comuni umbri sono ormai troppo frequenti; gli impianti dovrebbero avere degli standard di sicurezza elevati, soprattutto per il rilevamento degli incendi, a tutela dei lavoratori, dell'ambiente e della salute pubblica; l'impianto è ubicato in area SIN (sito di interesse nazionale), quindi in un'area contaminata molto estesa e classificata come pericolosa dallo Stato italiano, che pertanto necessiterebbe di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali e sanitari;