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Sono tre tipi di sostenibilità che devono stare insieme, perché sappiamo che solo così si potranno garantire impresa e lavoro, negli appalti e nei subappalti, nelle grandi come nelle piccole imprese. La delega che assegniamo oggi al Governo - posso garantirlo - sarà presidiata dal Governo: non c'è alcuna cessione di sovranità, se non un chiarimento che, anziché avvalersi del suo parere, si potrà chiamare il Consiglio di Stato a svolgere il ruolo che gli è proprio, in base alle leggi già esistenti. Con questa delega rafforziamo quel quadro di riforme fondamentali non solo per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma anche per presidiare e sostenere la necessaria ripresa economica di cui il nostro Paese ha bisogno dopo la pandemia. Oggi diamo un contributo, attraverso il lavoro che tutti insieme abbiamo fatto, per quel patto intergenerazionale e di genere di cui sono sicura tutti in quest'Aula avvertiamo la pressante responsabilità. E questo non attiene al Governo dei migliori, ma al dovere che le classi dirigenti devono stipulare con le nuove generazioni. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Cioffi, noto che il regio decreto cui ha fatto riferimento tra due anni compie un secolo. Rivive perché ce lo ritroviamo qui: è uno di quelli che mi sono dimenticato di bruciare, ma che credo possa essere oggetto di una valutazione. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sull'emendamento, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Passiamo all'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione. Procediamo all'esame dell'articolo 1, sul quale è stato presentato un emendamento, che invito il presentatore ad illustrare. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, d'accordo con i Gruppi in Commissione, che ringrazio, abbiamo deciso di ritirarlo e trasformarlo in ordine del giorno. È un tema particolarmente sensibile, riguardante le imprese italiane in sofferenza per i debiti non onorati dalla pubblica amministrazione. Sperando che possa essere apprezzato questo nostro ulteriore contributo ai lavori della Commissione, siamo disponibili a trasformare l'emendamento 1.200 in ordine del giorno. (Applausi) . PRESIDENTE. Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno. PERGREFFI, relatrice . Signor Presidente, siamo favorevoli alla trasformazione in ordine del giorno. Ringraziamo, anzi, il senatore Ruspandini per la disponibilità, perché è un tema che riguarda tutti. Siamo disponibili alla trasformazione in ordine del giorno, con la dicitura classica: «impegna il Governo a valutare l'opportunità di». BELLANOVA, vice ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili . Signor Presidente, esprimo parere conforme. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, a nome del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, chiedo di sottoscrivere l'ordine del giorno. Inoltre, visto il tema, per rafforzare la posizione espressa, chiedo se sia possibile procedere ad un voto su di esso da parte dell'Assemblea. GARRUTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARRUTI (M5S) . Signor Presidente, a nome del Gruppo MoVimento 5 Stelle, chiedo di sottoscrivere l'ordine del giorno. PRESIDENTE . La Presidenza, nell'accogliere le richieste di sottoscrizione presentate, ricorda che, a partire dalla seconda, esse vanno presente direttamente agli Uffici. Chiedo intanto al senatore Ruspandini se accoglie la richiesta del senatore Romeo e insiste per la votazione dell'ordine del giorno. RUSPANDINI (FdI) . Sì, signor Presidente, insisto per la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1, presentato dal senatore Ruspandini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, il provvedimento che oggi votiamo è un importante tassello nel lungo percorso per la semplificazione del sistema. Adesso la palla passa al Governo, chiamato a mettere a terra una riforma essenziale per l'uso dei fondi europei, restituendo autonomia e sicurezza ai pubblici funzionari e alle imprese. (Brusìo) . PRESIDENTE. Senatore Steger, le suggerisco di attendere, in attesa che i colleghi liberino rapidamente l'emiciclo. Prego, senatore Steger, riprenda pure il suo intervento. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Grazie, signor Presidente. Si tratta di una riforma che, nel fare questo, deve mettere al centro il sistema imprenditoriale nella sua interezza, includendo cioè quelle piccole e medie imprese che non hanno potuto intendere il settore degli appalti pubblici come un asset strategico della propria attività aziendale. Tuttavia, queste imprese, che sono la dorsale economica del Paese, possono portare un valore aggiunto, non solo in termini di competenze e di professionalità, quanto di conoscenza dei territori dove si realizzano le opere. Questa prossimità, che un tempo si sarebbe chiamata sussidiarietà, è stata uno dei grandi temi al centro della discussione in Commissione. Siamo contenti che si siano apportate modifiche al testo che vanno incontro a questa esigenza. Tale attenzione è passata da norme come quella sul divieto del sorteggio contro l'accorpamento artificioso dei lotti e quella sulla semplificazione delle procedure di pagamento. Positive in tal senso sono anche le novità legate alla revisione dei prezzi per fatti di natura oggettiva e non preventivabili, come l'introduzione di alcuni automatismi nelle valutazioni e la formazione e gli interventi di sostegno per le stazioni appaltanti, che, come sappiamo, troppo spesso mancano di competenze e strumenti atti ad interpretare correttamente la propria funzione. Il secondo aspetto su cui la legge delega affida un compito molto preciso è nel cambio di passo per cui dalle mere esigenze di funzionamento del mercato si passa a un'ottica di politiche pubbliche concentrate sull'innovazione, sull'inclusione sociale e sull'ambiente. Gli esempi sono numerosi: dalle norme a tutela dei lavoratori del subappalto ai vincoli sociali sulla stabilità e l'inclusione occupazionale, al rispetto dei criteri di responsabilità energetica ambientale, alla semplificazione delle procedure per la realizzazione di investimenti in tecnologie verdi e digitali, innovazione e ricerca.