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Ho già avviato un confronto politico anche con i tecnici del Ministero per far sì che nella conversione del decreto-legge anche le scuole della Valle d'Aosta e dell'Alto Adige possano beneficiare di queste importanti misure. Se, infatti, il tema è quello della sicurezza, non ha senso fare delle differenziazioni che richiederebbero di limitare l'efficacia degli interventi, onde rendere più difficoltosa la riapertura dell'anno scolastico nelle Regioni e Province autonome. Confido quindi nella sua sensibilità, signor Ministro, e nella sua attenzione a questo tema particolare, ma abbiamo già avuto dei primi segnali positivi in questo senso. Da parte nostra continueremo a sollecitare e a seguire con grande attenzione questo punto, per far sì che a tutti gli studenti vengano garantiti identici diritti di sicurezza e un corretto inizio per il prossimo anno scolastico. Sempre sulle autonomie speciali, desidero infine ricordare l'approvazione dell'emendamento del nostro Gruppo a prima firma del senatore Durnwalder, che consentirà agli studenti delle scuole serali della Provincia autonoma di Bolzano di sostenere gli esami di Stato nella sessione ordinaria. Per concludere, signor Ministro, sappiamo bene che chiunque ha avuto responsabilità di Governo in questa fase si è dovuto muovere su un terreno difficile e sconosciuto, in cui era spesso veramente difficile immaginare quanto sarebbe successo con l'andamento del virus. Esprimendo un voto favorevole sul provvedimento al nostro esame, ci aspettiamo maggiore chiarezza sulla programmazione del prossimo anno scolastico, a cominciare da come si reagirà in caso - e nessuno di noi se lo augura - di una nuova ondata di virus. Non possiamo immaginare che tutte le scuole chiudano o che non ci sia un piano di prevenzione sulla falsariga di quanto attiene alle attività economiche e sociali. Non possiamo immaginare altresì una scuola che torni nei ranghi; come avvenuto con la sanità abbiamo scoperto il suo immenso valore, proviamo a proteggerlo e a valorizzarlo fino in fondo. È con questo forte auspicio che ribadisco il voto favorevole alla fiducia del Gruppo per le Autonomie. (Applausi). FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Avviso i colleghi che durante gli interventi sono pregati di lasciare liberi i banchi del Governo. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, anch'io esprimo solidarietà al Ministro per le minacce subite, così come esprimo solidarietà al presidente della Regione Lombardia Fontana e al sottosegretario Sileri. Pensavamo che dopo questo lockdown si potesse rientrare nei ranghi, si potesse avere un comportamento diverso, che si potesse essere tutti più tranquilli da questo punto di vista; purtroppo questi gesti dimostrano che non è così. Vorrei esprimere soddisfazione per il provvedimento approvato, partendo da una misura che abbiamo previsto grazie ad un emendamento presentato da Italia Viva. Lo dico anche rispetto all'intervento del senatore Salvini che per me, anzi, per quest'Assemblea, è una sorta di ologramma, nel senso che appare, fa interventi, anche un po' ciclostilati, preparati prima che i fatti accadano, e poi va via. Lo vorrei informare che sull'edilizia scolastica, proprio grazie al citato emendamento, abbiamo previsto un intervento straordinario e, cioè, la possibilità che si possa applicare anche per l'edilizia scolastica, per lavori di manutenzione, di messa in sicurezza e di abbellimento, il modello adottato per Genova, con la possibilità di sburocratizzare le azioni dei sindaci e dei presidenti delle Province, che hanno disponibilità economiche e che possono intervenire. Grazie a questo decreto-legge è possibile farlo e io credo che già soltanto questo emendamento dia valore all'intero provvedimento. Accanto a questo, Presidente, credo che si debba essere soddisfatti anche per il piano di assunzione dei docenti. Quando, a regime, si assumono 80.000 docenti e 32.000 vengono assunti con il concorso straordinario, già questo e il fatto che le modalità di assunzione garantiscano selezioni meritorie (Applausi) per un ruolo come quello di docente scolastico, che svolge un compito delicatissimo per i nostri ragazzi, credo che sia un successo non scontato. Ricordo che quando approvammo la cosiddetta buona scuola e le famose 120.000 assunzioni, dicemmo e ci prendemmo l'impegno che quella sarebbe stata l'ultima stabilizzazione di precari a scuola e che da quel momento si sarebbe entrati a scuola soltanto con pubblico concorso. Credo che aver mantenuto questo impegno sia un elemento di valore del provvedimento. Credo, al contempo, che sentir dire che si possa continuare a mantenere una metodologia che prevede l'accesso all'insegnamento per anzianità sia sbagliato. Anche questo è pertanto un elemento importante. Signor Presidente, signor Ministro, vi è poi una terza questione che concerne le riaperture. Vorrei che facessimo un patto con i nostri ragazzi, con i nostri insegnanti, con i dirigenti scolastici e le famiglie. È vero che la scuola è quella che ha patito di più, è stata la prima ad essere chiusa quando è iniziato il lockdown e l'epidemia e, secondo le previsioni, sarà l'ultima a riaprire. Il patto che dobbiamo fare è che da settembre non solo riapriremo le scuole - questo lo do per scontato - ma che queste scuole non le chiuderemo più, a prescindere. Dobbiamo creare le condizioni affinché le scuole siano aperte con una differenziazione ampia anche dell'orario (mattina, pomeriggio, sera) e degli spazi, considerando non soltanto le strutture scolastiche, ma immaginando di utilizzare altri spazi che le nostre città mettono a disposizione. Se cominciamo a immaginare un insegnamento flessibile, con spazi e orari flessibili, possiamo permetterci di non chiudere più le scuole, anche di fronte a una condizione in cui, senza vaccino, non avremo certezze che l'epidemia non ritorni. Bisogna però fare un piano ora, già da questo momento, bisogna pensarci e possiamo prenderci questo impegno: le scuole non chiudono più. Questo è l'impegno che chiedo al Governo. Allo stesso modo, il sistema digitale utilizzato per l'insegnamento è un grandissimo patrimonio che non dobbiamo disperdere, non può diventare lo strumento di insegnamento ordinario, ma sarebbe da pazzi se, avendo utilizzato questo modello e avendolo sperimentato, non lo utilizzassimo ulteriormente in futuro anche per altre forme di apprendimento e per quella flessibilità a cui facevo riferimento poco fa, naturalmente colmando quella dispersione 3.0 a cui abbiamo assistito impotenti in queste settimane e cioè 850.000 studenti senza dispositivi, il 57 per cento degli studenti che hanno dovuto condividere i dispositivi. Da questo punto di vista abbiamo creato una disparità nell'insegnamento e l'abbiamo fatto ancora di più, Presidente, con riferimento agli studenti disabili, alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Per la disabilità psichica, di fatto, la didattica si è totalmente arrestata.