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Dopo la ripartizione ci siamo riuniti con la presidente della Regione e gli altri sindaci del cratere decidendo insieme di utilizzare un milione per la dotazione didattica delle scuole, 500mila euro per i beni culturali e tre milioni per realizzare nelle frazioni centri sociali in grado di fungere da strutture di emergenza in caso di necessità. Le procedure sono andate avanti regolarmente e i progetti stanno partendo". (...) Anche il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, raggiunto dalle telecamere di Tgcom24, ha confermato le parole di Pirozzi. "Sappiamo che c'è stata una commissione che doveva avere il compito della distrubuzione dei fondi per i comuni più compiti come Arquata del Tronto, Accumoli e Amatrice", afferma Petrucci spiegando che però "noi non siamo stati avvisati". "Nessuno ha beneficiato dei fondi tranne Arquata che era venuta a conoscenza dei fondi e aveva fatto richiesta per il finanziamento della ricostruzione della sede comunale". "Gli altri comuni non sono stati coinvolti, non hanno messo un bando per la presentazione dei progetti". L'iter quindi "non è stato molto trasparente". La colpa dunque non è delle amministrazioni: "Noi non siamo stati avvisati - ribadisce -. O si ripartivano in maniera equa per territorio o si istituiva un bando". E non è stato fatto nulla di ciò. (...) Il dipartimento della Protezione civile sottolinea che "nessun euro donato dagli italiani è sparito. Infatti, i fondi raccolti, come stabilito nel Protocollo d'intesa con gli operatori della comunicazione e della telefonia, nonché dalla legge 229 del 2016 che ne disciplina il funzionamento, sono destinati a interventi in favore dei territori colpiti dal sisma". Lo afferma il dipartimento, aggiungendo che le donazioni sono nella contabilità del commissario straordinario»; considerato che, in un articolo pubblicato il 21 febbraio 2018, "Money" fa il punto sui soldi delle donazioni dopo la polemica che è scoppiata sui social network in merito alla poca chiarezza sull'utilizzo dei fondi raccolti con gli SMS solidali per i terremotati del Centro Italia: «le donazioni raccolte attraverso il numero 45500 sono servite per supportare la ricostruzione dei territori colpiti. Per la fase di gestione dell'emergenza, infatti, sono state destinate tutte le necessarie risorse attraverso i fondi pubblici. La Protezione Civile ha spiegato in particolare che le donazioni sono confluite nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e sono state gestite passando dal controllo di un Comitato dei Garanti, come prevede il Protocollo. È stato chiarito poi che sono i singoli territori a valutare, in accordo con le Regioni e il Commissario e sulla base delle esigenze valutate nell'ambito del più complessivo piano della ricostruzione, a indicare su quali progetti destinarli. Lo stesso vale per le somme raccolte attraverso il conto corrente aperto dal Dipartimento. (...) Per il terremoto che colpì l'Aquila nel 2009, con il sistema delle donazioni via SMS furono raccolti circa 5 milioni di euro. Questi soldi però non sono stati spesi per aiutare gli sfollati bensì sono andati a costituire un fondo di garanzia gestito dal consorzio finanziario Etimos, specializzato nel settore del microcredito. Le persone che si sono rivolte alle banche - consigliate da Etimos ovviamente - hanno contratto il credito. Ma chi con il terremoto è rimasto senza un introito di quei soldi non ha visto un centesimo. Gli sfollati infatti non sono stati in grado neppure di ricevere un prestito poiché giudicati come persone a rischio, non in grado di restituire il denaro. (...) Lo stesso quesito sorge spontaneo in relazione ai soldi donati alle associazioni senza fine di lucro, dal momento che le Onlus non hanno alcun obbligo di pubblicare i propri bilanci sui siti Internet. La pubblicazione dei bilanci in Italia è affidata alla discrezionalità delle singole associazioni - contrariarmene a quanto avviene in altri Paesi occidentali - e manca una vera e propria autorità indipendente che controlli il comportamento delle singole associazioni. Solo il 17,8% delle 350 mila onlus italiane utilizza uno strumento di trasparenza come il bilancio sociale. Capita spesso dunque anche in questo caso che i soldi delle donazioni siano utilizzati in primis per finanziare la rete di SRLS, i loro titolari, i team leader e tutte le figure che si trovano nella scala gerarchica. Solo dopo che questi ultimi avranno ricevuto ciò che gli spetta i fondi saranno destinati per le cause per i quali erano stati inizialmente raccolti», si chiede di sapere: se i fondi raccolti con gli sms per il sisma 2016, come stabilito nel protocollo d'intesa siglato nel novembre 2014 tra il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e gli operatori della comunicazione e della telefonia, nonché dalla legge n. 229 del 2016 che disciplina gli interventi di ricostruzione, siano stati destinati a interventi in favore dei territori colpiti dal sisma e siano nella contabilità del commissario straordinario; quale sia l'ammontare impiegato e quale sia l'eventuale residuo; se non sia necessaria un'autorità indipendente, tra la pletora di quelle costituite, cui affidare i controlli sulle singole associazioni onlus , dato che risulta che solo il 17,8 per cento delle 350.000 onlus italiane utilizza uno strumento di trasparenza come il bilancio sociale, al fine di fare chiarezza e trasparenza sulla delicata materia che attiene alla generosità degli aderenti alle campagne di raccolta fondi per finalità benefiche. Atto n. 4-00378 QUAGLIARIELLO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, Agea, istituita con decreto legislativo n. 165 del 1999, svolge funzioni di organismo di coordinamento e di organismo pagatore dei contributi stabiliti dalla politica agricola comune (PAC) dell'Unione europea; l'Agea nella Regione Puglia cura, in qualità di organismo pagatore, l'esecuzione di tutti gli adempimenti affidati dalla normativa europea e nazionale, così come previsto dall'art. 3 del decreto legislativo n. 165 nelle Regioni in cui detti organismi pagatori non risultano costituiti; considerato che: il programma di sviluppo rurale (PSR) rappresenta lo strumento di attuazione del Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (FEASR) e rappresenta altresì lo strumento di finanziamento per eccellenza della politica di sviluppo rurale; si sono accumulati gravi ritardi nei pagamenti dei premi relativi alle domande ammesse a finanziamento delle misure 10 e 11 del PSR Puglia 2014-2020 attivati nel corso della campagna 2016, nel corso della campagna 2017, forse anche pregiudicando la possibilità degli anticipi per la campagna 2018 che sono vitali per le aziende già devastate dalle calamità atmosferiche e dalla Xylella; nel 2016 furono ammesse a finanziamento 8.240 domande, per un impegno di circa 70 milioni di euro.