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Mai quest'ultimi sono intervenuti direttamente in episodi di aggressioni o tumulti ma il loro compito è sempre stato di chiamare le volanti o i Carabinieri per eventuali interventi. Il fenomeno dell'insicurezza presso le strutture ospedaliere e i pronto soccorso è legato principalmente all'inciviltà di alcuni che si scatena spesso anche a causa dei lunghi tempi di attesa presso i pronto soccorso. Il poliziotto in questi casi si limita, come è giusto che sia, a chiamare le volanti. D'altronde un unico operatore non potrebbe mai intervenire da solo. Si è cercato di colmare queste lacune tramite mezzi tecnologici, quali un collegamento telefonico diretto con «numero dedicato» tra le sale di pronto soccorso degli ospedali e le sale operative della questura e dei commissariati locali. In altri luoghi è possibile segnalare direttamente alle sale operative quelle situazioni per le quali si ritenga necessario l'intervento delle forze dell'ordine. Sono stati previsti sistemi come il pulsante d'allarme, il badge per entrare nell'area emergenza, il controllo all'apertura della porta tra sala d'attesa e triage , le ronde, le telecamere, e addirittura tramite corsi di gestione dello stress e autodifesa e fischietti per chiedere aiuto. Tutto questo, evidentemente -- e come i fatti poc'anzi menzionati evidenziano -- non è stato sufficiente e continuerà a non esserlo in futuro, date le presenti condizioni. Lo Stato deve garantire la sicurezza e l'ordine pubblico soprattutto nelle strutture ospedaliere, luoghi pubblici di fondamentale importanza per ogni comunità. È necessario, pertanto, per garantire l'incolumità di cittadini ed operatori sanitari, che siano ripristinati i presidi fissi delle forze dell'ordine presso le strutture ospedaliere dotate di pronto soccorso. I più recenti fatti di cronaca -- caso di un medico di guardia a Trecastagni, provincia di Catania, stuprata nel posto di lavoro da un giovane ventiseienne -- ci obbligano, altresì a fare una riflessione sull'attuale sistema di questi presìdi ambulatoriali e a prevedere che, nelle more, il Governo provveda a disporne la ricollocazione in ambienti protetti (per esempio locali adiacenti a stazioni dei Carabinieri, o di posti di Polizia), ove poter garantire la sicurezza e l'incolumità dei medici. A tal fine, l'articolo 1, comma 1, del presente disegno di legge prevede che presso ogni pronto soccorso dei presìdi ospedalieri di primo e secondo livello è istituito un presidio fisso di polizia, col compito di tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza, composto almeno da un ufficiale di Polizia giudiziaria e almeno due agenti. Il comma 2 stabilisce che nei presìdi ospedalieri di base, cioè quelli con un bacino d'utenza inferiore, che è tra gli 80.000 e i 150.000 abitanti, qualora non sia possibile, per ragioni organizzative o economiche, istituire il presidio fisso di polizia, si preveda però, dapprima nelle linee guida contenute nelle direttive del Ministero dell'interno e, conseguentemente, nei piani coordinati di controllo del territorio, predisposti dai prefetti, che agenti di polizia sorveglino i presìdi di base, anche attraverso contatti diretti e frequenti con il personale sanitario, al fine di tutelare l'ordine e la sicurezza pubblica. Le norme si rendono necessarie anche poiché i pronto soccorso sono considerati alla stregua degli obiettivi sensibili e ad alto rischio. L'articolo 2 pone a carico del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’interno, l'onere di emanare un decreto, entro sessanta giorni dall'approvazione della legge, con il quale ricollocare i presìdi ambulatoriali di guardia medica in ambiente protetto. Infine all’articolo 3 si prevede che dalla legge non derivino nuovi o maggiori oneri per le finanze pubbliche.. 1 (Presidio fisso di polizia presso le strutture ospedaliere) 1 Presso ogni pronto soccorso dei presìdi ospedalieri di primo e secondo livello è istituito un presidio fisso di polizia, che tuteli l'ordine e la sicurezza pubblica, composto da almeno un ufficiale di Polizia giudiziaria e due agenti. 2 Nelle direttive del Ministero dell'interno nonché nei piani coordinati di controllo del territorio predisposti dai prefetti si prevede che nei presìdi ospedalieri di base, ove non sia possibile, per ragioni organizzative o economiche, istituire il presidio fisso di polizia di cui al comma 1, gli agenti di polizia sorveglino i suddetti presìdi di base, anche attraverso contatti diretti e frequenti con il personale sanitario, al fine di tutelare l'ordine e la sicurezza pubblica. 2 (Ricollocazione dei presìdi ambulatoriali di guardia medica) 1 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'interno, sono stabilite le modalità attraverso le quali i presìdi ambulatoriali di guardia medica sono ricollocati in ambiente protetto. 3 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.