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In un'ottica volta a rendere più snella e rapida la procedura di gara, si propone di ritornare alla disciplina anteriore all'entrata in vigore del codice, nella quale si prevedevano solo due fasi (provvisoria e definitiva efficace), in quanto la verifica dei requisiti dell'aggiudicatario era effettuata prima dell'approvazione dell'aggiudicazione provvisoria da parte della stazione appaltante. La lettera b) introduce un termine perentorio per le amministrazioni appaltanti, entro il quale ricevere il verbale di aggiudicazione provvisoria da parte del seggio di gara, al fine di procedere alla relativa approvazione. Tale termine, infatti, attualmente non previsto, appare essenziale a garantire una veloce approvazione dell'aggiudicazione, che è funzionale alla tempestiva stipulazione del contratto e alla successiva consegna dei lavori. La lettera c) interviene in materia di valutazione della congruità delle offerte. Relativamente agli interventi da aggiudicare con il criterio del prezzo più basso, un momento di particolare criticità, che allunga i tempi di aggiudicazione della gara, è senza dubbio rappresentato dalla valutazione di congruità dell'offerta, al fine di individuare e di escludere quelle anomale. Allo scopo di velocizzare la cantierizzazione degli interventi, si ritiene opportuno semplificare tale procedura, sia per le imprese che per l'amministrazione appaltante, richiedendo che l'offerente debba presentare le giustificazioni relative solo alle voci di prezzo più significative, che concorrono a formare un importo non inferiore al 75 per cento di quello posto a base dell'asta. Con ciò si innoverebbe la vigente disposizione di cui all'articolo 87, comma 1, del citato codice di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, in base alla quale tali giustificazioni devono essere relative alle voci di prezzo che concorrono a formare l'importo complessivo posto a base di gara. La lettera d) introduce la procedura della consultazione preliminare per l'affidamento della realizzazione di infrastrutture di importo superiore a 20 milioni di euro. Il modello ideale per la scelta del soggetto contraente è quello che consente l'affidamento al minor prezzo e che assicura la realizzazione dell'opera nei tempi e nei costi preventivati. Le procedure attualmente in vigore, per diversi motivi, non garantiscono le condizioni ricordate. Piuttosto che proporre modificazioni alle procedure vigenti, appare utile compiere una riflessione su possibili alternative, in ragione dell'esperienza internazionale e delle migliori pratiche esistenti. Gran parte delle imprese coinvolte nella realizzazione di grandi infrastrutture ha avuto modo di confrontarsi con il metodo applicato dalla Banca mondiale nei propri programmi d'investimento. Tale procedura prevede l'invio, da parte della stazione appaltante, del progetto esecutivo dell'intervento ai soggetti che abbiano manifestato l'interesse a partecipare all'appalto. Dopo un congruo periodo di tempo, sufficiente a consentire un'approfondita analisi del progetto da parte delle imprese interessate, si svolge un formale incontro tra il progettista, il direttore dei lavori e la stazione appaltante con le imprese coinvolte nel procedimento. In questo incontro, che può durare anche più di un giorno, le imprese invitate possono formulare tutte le osservazioni e le domande che ritengono opportune, ottenendo, da parte dei soggetti responsabili, risposte immediate, che formano parte integrante del progetto esecutivo. Successivamente a tale illustrazione, le imprese di costruzione hanno piena coscienza delle caratteristiche del progetto e, con la controfirma posta sul progetto stesso, si legano in modo irrevocabile alla propria offerta. Il procedimento descritto presenta evidenti vantaggi e qualche difficoltà. Tra queste ultime non bisogna sottovalutare l'alto livello di professionalità richiesto a tutti i soggetti coinvolti, tanto da renderlo applicabile, almeno in una prima fase, soltanto ad opere significative di importo pari o superiore a 20 milioni di euro, programmate da soggetti particolarmente strutturati (Ente nazionale per le strade Spa, Rete ferroviaria italiana, eccetera). I vantaggi che deriverebbero dal modello proposto sono: 1) certezza che l'offerta economica avanzata rappresenta il suo corretto costo di realizzazione, in quanto basato su un'analisi approfondita delle caratteristiche progettuali; 2) certezza sui tempi di realizzazione, in ragione dell'assenza di elementi ostativi non previsti nel progetto; 3) riduzione del contenzioso, grazie all'anticipazione di tutte le caratteristiche dell'intervento. La proposta ha quindi l'obiettivo di individuare tale momento di confronto tra imprese invitate alla gara e amministrazione al fine di chiarire incertezze sugli elaborati progettuali e di correggere in anticipo eventuali errori e inesattezze, anche per prevenire possibili contenziosi nella fase esecutiva dei lavori. Tale innovazione si rende oltremodo opportuna anche in considerazione del divieto, introdotto dal decreto-legge n. 70 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011, di iscrivere riserve derivanti da eventuali errori della progettazione, che emergano in fase di esecuzione dei lavori. Considerata la complessità delle procedure, si ritiene di circoscriverla agli appalti di rilevante valore che sono stati individuati in quelli di importo superiore a 20 milioni di euro.. Art. 1. (Perentorietà dei termini) 1. Dopo il comma 1 dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, è inserito il seguente: «1- bis . Ove non diversamente disposto dalle norme di settore, i termini previsti per la conclusione dei procedimenti amministrativi sono perentori e alla loro scadenza si intende formato il provvedimento amministrativo positivo». Art. 2. (Trasporto di materiali per l'attività dei cantieri) 1. L'articolo 4 della legge 13 agosto 2010, n. 136, è abrogato. Art. 3. (Terre e rocce da scavo -- Cantieri di minori dimensioni) 1. In relazione a quanto disposto dall'articolo 266, comma 7, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in deroga a quanto previsto dal decreto di cui all'articolo 49 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, i materiali da scavo prodotti nel corso di attività e interventi autorizzati in base alle norme vigenti sono sottoposti al regime di cui all'articolo 184- bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, se il produttore dimostra: a) che la destinazione all'utilizzo è certa, direttamente presso un determinato sito o un determinato ciclo produttivo; b) che per i materiali che derivano dallo scavo non sono superati valori delle concentrazioni soglia di contaminazione di cui alle colonne A e B, tabella 1, allegato 5, al titolo V della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, con riferimento alle caratteristiche delle matrici ambientali e destinazione d'uso urbanistica del sito di destinazione; c) che l'utilizzo in un successivo ciclo di produzione non determina rischi per la salute né variazioni qualitative o quantitative delle emissioni rispetto al normale utilizzo di altre materie prime;