[massime]

SENT. 449/05 C. COOPERAZIONE INTERNAZIONALE - NORME DELLA LEGGE FINANZIARIA 2004 - POTERE DEL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI DI ADOTTARE DISPOSIZIONI PER RAZIONALIZZARE I FLUSSI DI EROGAZIONE FINANZIARIA E SEMPLIFICARE LE PROCEDURE AMMINISTRATIVE INERENTI ALLE ATTIVITÀ DI COOPERAZIONE - RICORSO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA - PAVENTATA RIFERIBILITÀ DEL POTERE MINISTERIALE ALLE ATTIVITÀ DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE SVOLTE DALLE REGIONI - DENUNCIATA INVASIONE DELLA POTESTÀ LEGISLATIVA E REGOLAMENTARE IN MATERIA DI RAPPORTI INTERNAZIONALI DELLE REGIONI - LESIONE DELL’AUTONOMIA FINANZIARIA E AMMINISTRATIVA REGIONALE - ESCLUSIONE - MANCANZA NELLA DISPOSIZIONE IMPUGNATA DI ALCUN RIFERIMENTO TESTUALE ALLE REGIONI QUALI SOGGETTI ATTIVI DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE- RICONDUCIBILITÀ, SULLA BASE DI UNA INTERPRETAZIONE CONFORME A COSTITUZIONE, DELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO ALLA COMPETENZA ESCLUSIVA STATALE IN MATERIA DI POLITICA ESTERA - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 43, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, censurato in riferimento agli artt. 117, sesto comma, 118 e 119 della Costituzione. La norma de qua, che attribuisce al Ministro degli affari esteri la competenza ad emanare disposizioni per razionalizzare i flussi di erogazione finanziaria e per semplificare le procedure relative alla gestione delle attività di cooperazione internazionale, con particolare riferimento alle procedure amministrative relative alle organizzazioni non governative, non contiene, infatti, alcun riferimento testuale alle Regioni quali soggetti attivi della cooperazione internazionale, e, pertanto, ben può essere intesa, sulla base di interpretazione conforme a Costituzione, nel senso che il suddetto potere del Ministro degli affari esteri riguarda soltanto l’attività di cooperazione internazionale dello Stato e non anche quella delle Regioni.