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Giova ricordare, in particolare per quanto attiene al Ministero del turismo - ne abbiamo già parlato, ma giova qui ribadirlo - che fu istituito addirittura nel lontano 1959 e poi abrogato nel 1993 dopo un referendum dei radicali. Tra il 2009 e il 2011 il Governo Berlusconi lo ricostituì e nacque nuovamente il Ministero del turismo. Durante il Governo Monti questo Ministero fu ricostituito e dal 2013 è stato affiancato al Ministero dei beni e delle attività culturali. Giova ricordare, anche se più volte ribadito nel corso delle varie occasioni nelle quali altri colleghi si sono adoperati per spiegare la faccenda, che quando si parla di turismo è giusto ribadire che esso rappresenta una parte fondamentale della crescita del nostro PIL con oltre 91 miliardi di euro, diventati più di 217 miliardi per l'indotto, che rappresenta il 13 per cento. Nel 2018 è prevista una crescita di ulteriori due punti rispetto a quanto si è ottenuto nell'anno passato. Gli investimenti sono stati pari a oltre 11 miliardi e 1,5 milioni di addetti; più 3,5 milioni di addetti nell'indotto rappresentano questo mondo. Parliamo quindi di quasi 5 milioni di italiani che vivono intorno al turismo, che producono una vera e propria industria straordinaria per la nostro economia e per la crescita del PIL. È evidente che per noi è una parte fondamentale e trainante della nostra economia. Il Ministero del turismo - si ribadisce - viene, invece, aggregato a quello dell'agricoltura. Come sta messa l'agricoltura? Purtroppo - dispiace dirlo - è messa male. In Italia il PIL dell'agricoltura è sceso a 28 miliardi nel 2017 e - caro Presidente - è l'unico settore che ha registrato un calo pari a meno 4,4 per cento rispetto al più 1,8 dell'industria e al più 1,5 per cento dei servizi. Sono addette all'agricoltura 1.239.000 persone. Sostanzialmente parliamo di un settore che purtroppo non è trainante ma, anzi, rappresenta una palla al piede per la nostra crescita economica. Ribadisco che ci dispiace, ma diventa prevalente rispetto a un settore che invece dovrebbe avere ben maggiore rappresentanza. Viene dunque naturale chiedersi se non vi sia il rischio che l'accorpamento dei due settori, con andamenti tanto diversi nella crescita dell'economia del nostro Paese, generi un rallentamento del settore turistico, al contrario di quello agricolo, che purtroppo invece è in perdita. Ci poniamo certamente questa domanda e ci diamo anche risposte. Ciò fa capire che stiamo parlando di due settori che - com'è evidente -sono ontologicamente distanti e diversi. È vero - come si è più volte detto, e ho sentito anche rappresentanti della Lega farvi riferimento - che esistono l'enogastronomia e l'agriturismo, ma parliamo davvero di settori di nicchia, certamente non fondamentali nella gestione del turismo, che invece pensiamo debba avere una rappresentanza e una considerazione da parte del nostro Paese di tutt'altra natura. Riteniamo invece che il turismo, razionalmente e logicamente, meriti Ministero a sé stante, ad hoc , che possa incrementare la crescita e guidare la risalita del nostro prodotto interno lordo. Per noi, per l'Italia, è indubitabile che il turismo rappresenti un fattore di crescita e una vera e propria miniera, che invece purtroppo ad oggi non abbiamo saputo sfruttare nel migliore dei modi. A quest'aspetto del turismo, legato più squisitamente all'industria dell'accoglienza, crediamo debba essere associato per esempio il made in Italy , come abbiamo detto, e avevamo anche inserito un emendamento a tale proposito, che è stato respinto, ma che riteniamo fondamentale. È giusto che il made in Italy venga collegato al turismo, perché, quando si parla del nostro Paese, notoriamente si pensa a una delle nostre caratteristiche, legata alla creatività e alla fantasia, che celebra la nostra crescita economica ai livelli più alti, soprattutto nei settori della moda, dell'artigianato, del design , delle automobili e del cinema. Abbiamo insomma aspetti fondamentali che possono essere - e, a nostro giudizio, dovrebbero esserlo necessariamente - studiati, collegati e organizzati insieme al settore del turismo. In un modo o nell'altro, infatti, ragionare di made in Italy significa comunque esaltare le nostre creatività ed eccellenze e in una qualche misura avviare una politica di attrazione del turismo - soprattutto dall'estero, evidentemente - verso il nostro Paese. C'è quindi bisogno di un Dicastero che si occupi di questo sistema italiano e tutto ciò naturalmente potrebbe generare una crescita economica - anzi, certamente lo farebbe - in un Paese che oggi purtroppo resta di fatto ancora impantanato in una crisi dalla quale non riesce a uscire. L'organizzazione di eventi di rilievo, rispetto a tutto il resto, secondo uno studio che abbiamo individuato, potrebbe generare un aumento del fatturato in Italia di oltre venti miliardi in un anno. Il modo di pensare in piccolo - a nostro giudizio - non corrisponde al cuore pulsante del Paese. Pensiamo invece che tutto questo debba essere organizzato e generato in modo differente. Una scelta coerente e non arrangiata sarebbe stata quella d'istituire un Ministero autonomo, dotato di un portafoglio adeguato. Come Gruppo Forza Italia, quindi, annunciamo il voto contrario al provvedimento in esame, convinti che questo sia un aspetto determinante per dare un giudizio definitivo sull'assetto e sull'organizzazione dello Stato. Ebbene, proprio per siffatta ragione - come ho accennato poco fa - avevamo presentato emendamenti per cercare di migliorare quest'aspetto, sempre con un atteggiamento propositivo e mai distruttivo, ma purtroppo non è stato colto: ci duole che la Lega non l'abbia fatto, ma pensiamo e speriamo che nei mesi a venire tutto questo possa rispondere a un'esigenza più evidente e possano, quindi essere modificati alcuni aspetti. Tutto ciò ci porta naturalmente a esprimere un giudizio complessivamente negativo e, come Forza Italia, un voto contrario al provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo FI-BP). MORRA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MORRA (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi tutti, ieri ho potuto seguire fisicamente il dibattito in piccola parte, ma soprattutto sono riuscito a seguire il dibattito ascoltando quanto veniva proferito dai colleghi che intervenivano. Alcuni interventi sono stati particolarmente rilevanti e già questa mattina mi sono sentito in dovere di fare i complimenti a una collega del Partito Democratico - badate tutti - che finalmente ha fatto intervenire in Aula giganti del pensiero. Altri interventi - come ad esempio quello del senatore di Rignano - sono stati volti a ricordare dirette Facebook e storie di Instagram. Io credo, invece, che la politica debba essere cultura e razionalità e di conseguenza è proprio su questi temi che voglio citare un tale Luigi Einaudi, che penso tutti quanti dovrebbero ricordare - alcuni lo hanno apprezzato, altri magari lo hanno dimenticato - allorquando, scrivendo ad Alcide De Gasperi, diceva: «Il problema massimo dell'Italia è la difesa, la conservazione e la ricostruzione del suolo contro la progressiva distruzione che lo minaccia.