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Si tratta di misure positive, ma estremamente settoriali e inserite in un'ottica emergenziale, priva di grande respiro. L'industria dello spettacolo, del cinema e dell'audiovisivo dovrebbe essere considerata un elemento fondamentale per lo sviluppo del Paese non solo da un punto di vista economico e della capacità attrattiva e lavorativa, ma soprattutto da un punto di vista culturale e democratico perché l'investimento in questi settori è ciò che permetterebbe la crescita, lo sviluppo di cittadinanza attiva, il possesso delle capacità critiche e di comprensione del proprio tempo. Anche l'intervento sul tema della pirateria è sicuramente apprezzabile e condivisibile, ma è stato introdotto all'« ultimo minuto », in maniera pasticciata, senza una discussione che avesse i tempi e le forme adeguate alla rilevanza della materia. Il Gruppo del Partito democratico ha provato con i propri emendamenti a migliorare il testo al fine di renderlo più incisivo e capace di dare risposte a settori con grandi potenzialità di sviluppo e di crescita, ma spesso in sofferenza a causa di politiche poco avvedute e lungimiranti e di norme dannose. Mi limito a ricordare l'emendamento recante misure urgenti di semplificazione e sostegno per il settore musicale e per i giovani artisti, capace di imprimere una reale svolta in questo settore, e l'emendamento recante la soppressione (o, quantomeno, la proroga) del biglietto nominale poiché le misure previste, invece di perseguire l'attività criminosa di quei soggetti e delle imprese che sono causa del fenomeno, colpiscono fortemente i consumatori e gli organizzatori di spettacoli dal vivo, comportando ricadute negative sull'intero settore. Questi emendamenti non sono stati approvati. È stato invece approvato un emendamento del Gruppo del Partito democratico, presentato già diverse volte in passato, finalizzato a includere anche i prodotti dell'editoria audiovisiva tra quelli acquistabili con il bonus per i diciottenni. L'esclusione dell'editoria audiovisiva dal bonus ha comportato fino a questo momento la preclusione di un importante strumento culturale che serve anche ad « educare » i giovani ad un utilizzo legale delle opere audiovisive e cinematografiche. Quindi, dobbiamo con rammarico riconoscere che siamo in presenza di un provvedimento timido, limitato, carente, senza coraggio. Un provvedimento che riflette un'impostazione di fondo che relega il tema della cultura a tema ancillare, marginale, secondario nella visione strategica del nostro Paese. L'ennesima occasione persa. Rampi relatore di minoranza.