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il decreto ministeriale n. 58 del 2018 (cosiddetto decreto Fedeli) regolamenta le nuove modalità di svolgimento degli esami di stato di abilitazione all'esercizio della professione medico-chirurgica; ma se, da un lato, intende abbreviare i tempi esistenti tra esame di laurea ed esame di abilitazione per accelerare l'ingresso dei giovani medici nel mondo del lavoro, dall'altro, non prevede l'istituzione di una laurea "veramente abilitante", posto che lo stesso ha semplicemente anticipato il tirocinio formativo post laurea agli ultimi due anni del corso di studi mantenendo la prova d'esame scritta a risposta multipla. In questo caso, il cambiamento riguarda il fatto che il database da cui vengono estratte le domande non è noto, al contrario di ciò che avveniva con l'esame di Stato fino ad ora in vigore, con evidenti maggiori preoccupazioni da parte dei neolaureati; il ritardo nella pubblicazione dell'ordinanza ministeriale di fatto compromette la possibilità di abilitarsi in tempi utili, ovvero entro il termine fissato per l'inizio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione e della formazione in medicina generale, perdendo la possibilità di immatricolarsi nei percorsi di formazione post laurea che dovrebbero avere inizio a novembre 2019; diventa pertanto assolutamente urgente che venga emessa tempestivamente l'ordinanza ministeriale necessaria ad attivare l' iter burocratico per l'anno accademico 2018/2019, in genere emessa entro i primi giorni di marzo dell'anno accademico corrispondente, in maniera tale da garantire l'iscrizione all'esame di Stato entro e non oltre la fine del mese di marzo, con inizio dei tirocini professionalizzanti ai primi di aprile e svolgimento delle prove scritte dell'esame di stato nella seconda o terza settimana di luglio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno fissare una proroga per l'attuazione del decreto (ad esempio all'anno accademico 2021), al fine di valutare l'opportunità di modificare il decreto Fedeli. Atto n. 4-01447 STABILE RIZZOTTI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: negli anni scorsi veniva di norma emanato nei primi giorni di marzo il provvedimento ministeriale relativo allo svolgimento del tirocinio post laurea per i laureati magistrali in medicina e chirurgia, tirocinio necessario per essere ammessi all'esame di Stato per conseguire l'abilitazione alla professione nella sessione estiva e, dunque, per aver titolo a partecipare al concorso per l'ammissione alle scuole di specializzazione mediche; con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 58 del 2018 sono state dettate nuove modalità di svolgimento dell'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di medico chirurgo; sulla base delle nuove regole, non solo il tirocinio trimestrale professionalizzante è entrato a far parte del percorso di laurea, ma è previsto che dopo ognuna delle tre sessioni di laurea previste i singoli atenei attivino in immediata successione le sessioni d'esame di Stato; la nuova disciplina ha previsto una fase transitoria di due anni durante la quale gli studenti laureati in medicina potranno comunque effettuare il tirocinio dopo il conseguimento della laurea, e l'entrata a regime del sistema a partire dal mese di luglio 2019; l'applicazione delle nuove modalità di svolgimento dell'esame di Stato è ancora oggi di grande preoccupazione nell'ambiente universitario, sia tra gli studenti che nel mondo accademico per la difficoltà di attuare i necessari interventi volti a rendere effettivamente operabile e omogeneo il sistema; a parere dell'interrogante, contrariamente al suo obiettivo principale, e cioè di abbreviare i tempi "morti" esistenti tra la laurea e il post lauream , per accelerare l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani medici, il decreto ministeriale n. 58 del 2018 non ha istituito una laurea "veramente abilitante", bensì ha anticipato il tirocinio formativo post lauream agli ultimi due anni del corso di studi, mantenendo comunque una prova d'esame scritta a risposta multipla con data-base delle domande non noto, al contrario di ciò che avveniva con l'esame di Stato in vigore, da sostenere una volta conclusi i 3 mesi previsti di tirocinio formativo; visti i gravi ritardi, per evitare che l'applicazione delle nuove regole creassero disparità a seconda della sessione di laurea, i sindacati e le associazioni di categoria hanno chiesto e ottenuto una proroga dell'attuazione del decreto all'anno accademico 2021, in maniera tale da poter valutare da parte del Ministero l'opportunità di modificare il citato decreto; tuttavia, questa proroga risulterebbe vana se non venisse emessa tempestivamente l'ordinanza ministeriale necessaria ad attivare l' iter burocratico per l'anno accademico 2018/2019, in maniera tale da garantire l'iscrizione all'esame di Stato entro e non oltre la fine di marzo, con inizio dei tirocini professionalizzanti ai primi di aprile e svolgimento delle prove scritte dell'esame di Stato nella seconda o terza settimana di luglio; un ritardo così marcato potrebbe compromettere la possibilità dei giovani medici di abilitarsi in tempi utili, ovvero entro il termine fissato per l'inizio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione e della formazione in medicina generale, perdendo pertanto la possibilità di immatricolarsi nei percorsi di formazione post lauream che dovrebbero avere inizio a novembre 2019; nel momento in cui si continua a discutere dell'opportunità di modificare le modalità di accesso alla facoltà di medicina e considerata anche la grave carenza di medici, si ritiene assurdo che coloro che si sono laureati negli ultimi 3 mesi non sappiano ancora se tra pochi mesi potranno svolgere la professione di medico, per la quale hanno già conseguito la laurea, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e in caso affermativo, quali siano i motivi del ritardo e quali i tempi reali dell'emanazione dell'ordinanza ministeriale necessaria ad attivare l' iter burocratico per l'ammissione all'esame di Stato per conseguire l'abilitazione alla professione; se non ritengano di dover procedere ad un riordino del sistema formativo-professionalizzante per dare la possibilità agli atenei di adeguarsi alle nuove modalità previste dal decreto ministeriale n. 58 del 2018, prevedendo: una calendarizzazione dei tirocini clinici all'interno dei semestri formativi e la definizione di obiettivi professionalizzanti da certificare su apposito libretto-diario; l'istituzione di una commissione validatrice degli stessi, attualmente prevista per il post laurea, ma non per il pre laurea; la corretta e anticipata informazione degli studenti circa le effettive nuove modalità di svolgimento della prova scritta; l'istituzione di una commissione atta a redigere la prova scritta, con l'attenzione che essa sia sì valutativa delle competenze del concorrente, ma che non vada a costituire un ulteriore blocco nel percorso di immissione nel campo del lavoro, aggravando il già drammatico imbuto formativo.