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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 232 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,36). Si dia lettura del processo verbale. LAFORGIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. L'elenco... Sul processo verbale TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Chiedo che venga messo a verbale che io ho chiesto la parola prima dell'indizione della votazione. (Applausi). PRESIDENTE. Lei sta parlando della seduta di ieri? TARICCO (PD) . Esattamente. Ho chiesto la parola prima dell'indizione da parte sua della votazione e chiedo che venga messo a verbale. PRESIDENTE . Guardi, c'è un processo verbale e un Resoconto stenografico che rendono conto di tutto quello che è successo. La sequenza dei lavori è stata rappresentata in maniera puntuale dal Resoconto. Scusate, noi siamo in sede di votazione. (Commenti). MANTOVANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Intervengo sul processo verbale della seduta di ieri. Secondo quanto ha appena espresso il senatore Taricco, dal video si può vedere che gli assistenti della Presidente hanno fatto notare che c'erano persone che volevano intervenire in Aula prima che lei dichiarasse aperta la votazione. (Applausi) . TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, io, comunque, voglio che venga messo a verbale. Poi, se vogliamo, andiamo a visionare i video che chiariranno che noi avevamo chiesto la parola - io, sicuramente l'avevo chiesta - prima che lei indicesse la votazione. CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, intervengo sempre sul processo verbale della seduta di ieri. Ieri sera ero assolutamente senza voce e mi sono lamentato di questo anche col Presidente del mio Gruppo, chiedendogli una maggiore tutela delle prerogative di tutti i parlamentari. Ero seduto al terzo piano, lassù, e, da quando il presidente Calderoli ha iniziato a parlare, ho alzato la mano per chiedere la parola. Dopodiché, ho iniziato a urlare. Ho urlato prima, ho urlato dopo. (Applausi) . La verità è che, quando si sta seduti lassù, non si viene visti granché. Da lì non riusciamo a svolgere la nostra attività. Io, però, glielo posso assicurare. C'erano gli assistenti d'Aula che lo possono confermare e c'erano gli stessi membri dell'opposizione che mi vedevano urlare come un'aquila dal mio posto. Io mi sbracciavo, ma non sono riuscito ad ottenere la parola. Questo è un dato incontrovertibile che può essere confermato, sia da tutti i colleghi che erano seduti lì, al terzo piano, sia dagli stessi colleghi dell'opposizione. Signor Presidente, lei sa che io non sono aduso a sollevare questioni di nessun genere e lo faccio sempre, comunque, in maniera molto pacata. Ieri non è stato neanche così, in quanto - lo ripeto - ho finito la seduta senza voce, perché cercavo di far sentire le mie ragioni senza riuscirvi. Insisto che di questo hanno preso atto anche gli assistenti parlamentari che erano presenti lì nella terza fila. (Applausi) . COLTORTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, la stessa cosa è successa a me. Io, ieri, quando lei ha chiesto se qualcuno voleva intervenire, ho alzato la mano da quassù e c'erano intorno a me tanti che possono testimoniarlo. Ho chiesto, ho chiamato, ma non mi è stata data la parola. Quindi, vorrei che ciò fosse messo a verbale. DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, purtroppo anch'io, come i miei colleghi, ieri, non solo ho chiesto la parola, ma ho tentato disperatamente di votare da queste postazioni, da dove risulta sempre più difficile, per come sono organizzati i lavori e per come è strutturata la tecnologia, che in questo momento ci dovrebbe consentire, votando, di esercitare le nostre prerogative. Non solo non sono riuscito a far arrivare alla Presidenza la mia volontà di intervenire, ma, addirittura, non sono riuscito ad esprimere il mio voto sul famoso tablet , tanto da essere costretto, successivamente, per tutelare le mie prerogative, a scendere e invadere l'Aula, in un momento in cui, come tutti voi sapete, non dovrei farlo per le norme sanitarie vigenti. Attenzione, però, signor Presidente, io ho dovuto farlo anche per tutelare l'istituzione parlamentare in un momento delicato come quello del voto. L'espressione libera, garantita, del voto da parte di noi parlamentari in questo momento non riguarda solo la prerogativa fondamentale di poter votare. L'impossibilità di votare in sicurezza mette a repentaglio la credibilità della stessa istituzione parlamentare. (Applausi) . Abbiamo visto, infatti, ieri che questa impossibilità di avere garantita la libera espressione del voto arriva a determinare una situazione che non ha precedenti nella storia e negli annali parlamentari: veder annullato, addirittura, un voto di fiducia così importante, come oggi è possibile leggere su tutti i giornali e ascoltare in tutte le radio e su tutte le televisioni. Quanto è successo è grave dal punto di vista organizzativo, ma soprattutto da un punto di vista politico e istituzionale. Quello che è successo ieri pomeriggio - ripeto - è grave dal punto di vista organizzativo, ma soprattutto dal punto di vista politico e istituzionale perché l'annullamento di un voto parlamentare, in questo caso addirittura di un voto di fiducia, che deve dare ai cittadini la sicurezza di avere un Parlamento nella pienezza delle proprie prerogative per lavorare in una fase tanto delicata per tutto il Paese, è una pagina nera che va approfondita, perché non soltanto lede l'immagine del Parlamento, ma colpisce la nostra credibilità politica tra i cittadini, arrivando a minare profondamente anche la nostra credibilità internazionale. Non riusciamo a garantire ai cittadini la sicurezza di avere un Parlamento nella pienezza delle proprie funzioni e mi domando a livello internazionale cosa si starà scrivendo oggi in tutte le cancellerie.