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L'obbligo vaccinale per alcune categorie, con la sospensione dal lavoro, infrange ovviamente l'articolo 1, che prevede il diritto al lavoro, che è il diritto su cui si fonda la Costituzione. La Costituzione all'articolo 1 prevede questo diritto, in quanto il lavoro fa il discrimine fra una persona libera e una che non lo è. Chi è libero può esercitare democraticamente la sua funzione civica, mentre chi non lo è non può. Quindi, voi avete tolto a quei cittadini i loro diritti civili, politici e anche umani. E poi, chi sono i più accaniti nell'ambito della discriminazione e di tali misure? Sono proprio coloro i quali fanno finta di difendere i diritti civili, i migranti, gli LGBTQ e la parità di genere: proprio quelle persone sono le più accanite nella discriminazione di esseri umani che non hanno alcuna ragione fondata per essere discriminati. Ci sono intere categorie professionali che, dopo avere servito lo Stato, sono state umiliate da questo provvedimento. Vi dovreste vergognare tutti, perché questi provvedimenti... PRESIDENTE. Senatrice, qui non c'è nessuno che si deve vergognare. Ognuno esprime la sua opinione. Lei ora la sta esprimendo, e poi sarà il turno degli altri. Non c'è nessuno che si deve vergognare, senatrice. GRANATO (Misto) . Porti rispetto alle opinioni dell'opposizione. PRESIDENTE. E lei porti rispetto alle opinioni degli altri suoi colleghi. Le sto solo dicendo che qui non c'è nessuno che si deve vergognare. Lei può esprimere le sue opinioni così come le stanno esprimendo gli altri. GRANATO (Misto) . Dicevo che si devono vergognare coloro i quali... PRESIDENTE. Non è un battibecco. Io la richiamo e lei risponde. Vada avanti. GRANATO (Misto) . Adesso lei mi restituisce il tempo che mi ha tolto, grazie. (Commenti). Innanzitutto, ci sono 11 milioni di italiani che hanno votato per una forza politica che doveva essere il baluardo della Costituzione. Ma questa forza politica si è posta a fianco di queste misure, a loro supporto, per opprimere, devastare e cancellare i diritti umani di cittadini italiani che hanno semplicemente fatto la scelta ponderata di non vaccinarsi, di non usare dei prodotti sperimentali sul proprio corpo, cosa della quale hanno pieno diritto: lo dicono il Codice di Norimberga, la Convenzione di Oviedo, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Noi, oltre che cittadini italiani, siamo anche cittadini europei e l'Europa deve far rispettare le nostre prerogative. L'Europa non può essere semplicemente un contenitore che praticamente produce trattati di natura economica. L'Europa è un contenitore di esseri umani, di persone che hanno dei diritti che devono essere rispettati. I non vaccinati non producono alcun danno ai vaccinati, e questo lo sapete tutti. Le ospedalizzazioni e le terapie intensive sono piene degli uni e degli altri, salvo poi definire non vaccinati i vaccinati con due dosi: chiaramente adesso li avete inseriti nel calderone dei non vaccinati per sbilanciare e giustificare le vostre assurde misure. Ci sono persone ammalate nelle isole e sono rimaste confinate nei loro territori, impossibilitate ad accompagnare i figli per ricorrere a delle terapie di cui hanno bisogno, oppure a potersi a loro volta curare. Avete ricattato i medici, perché gli avete praticamente imposto, attraverso una serie di restrizioni e ordini professionali, di non esentare nessuno da queste terapie. Avete creato attorno a loro delle condizioni per le quali si sentono ricattati. State creando un disastro all'interno del Paese, che non si era mai visto prima, dal punto di vista sociale, economico e sanitario, perché comunque il numero dei contagi continua in ogni caso a salire e tutto quello che voi dovevate scongiurare, con il pretesto di tutelare l'interesse pubblico, lo state praticamente incrementando e tenendo in piedi. State altresì tenendo in piedi uno stato di emergenza che si protrae da due anni e vi siete pure permessi il lusso, fuori da ogni limite e paletto costituzionale, di prorogarlo addirittura fino al 31 marzo. Siamo veramente arrivati a superare tutto quello che non poteva e non doveva essere superato, nel modo più assurdo e irricevibile. Non ho veramente altro da aggiungere (Applausi) , se non che prima o poi questi crimini saranno vendicati. (Commenti). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, ho preparato un intervento molto articolato, il cui testo forse consegnerò. Sento l'esigenza di intervenire dopo l'ultimo intervento per dire tre cose molto semplici. In primo luogo, è vero che i vaccini non raggiungono il 100 per cento dell'efficacia, ma è anche vero che non abbiamo niente di più efficace dei vaccini in questo momento. (Applausi) . Dobbiamo quindi fare un ragionamento molto semplice. In secondo luogo, è vero che il decreto che ci apprestiamo a convertire è quello di novembre e poi arriveranno quelli del 24 e del 31 dicembre e del 7 gennaio. Noi registriamo nel Governo una - chiamiamola così - flessibilità di accompagnamento agli eventi che possiamo considerare frutto di un'indisponibilità della bolla all'interno della quale cercare di scoprire il mistero delle cose, oppure quella prudenza e flessibilità grazie alle quali si governa con attenzione ai fatti e alle cose che accadono. Pertanto, dobbiamo semplicemente avere quell'atteggiamento di collaborazione di chi sa che sta prendendo delle misure che oggi sono efficaci e che domani potrebbero esserlo meno e richiedere una puntualizzazione e un aggiustamento. Come sanno tutti coloro che si occupano di medicina, stiamo trattando fenomeni probabilistici e non materia deterministica. Può accadere questo, ma potrebbe accadere anche quest'altro. Cerchiamo, di volta in volta, di intercettare ciò che è meglio per il Paese. Passo alla terza e ultima cosa che voglio dire in questo clima. Ritengo sia un atto dovuto da parte nostra offrire il meglio di ciò di cui disponiamo, con la consapevolezza che stiamo facendo ciò che è possibile. Qualcuno chiede e probabilmente si aspetta che si possa fare l'impossibile. La medicina non fa l'impossibile, ma procede continuamente e costantemente, per prove ed errori, per migliorare sempre ciò che offre. L'unica cosa che chiedo e che mi sembra importante - tante volte lo abbiamo fatto presente nella nostra Commissione - è che, dal punto di vista della riflessione sulla salute, anche il lavoro della Commissione abbia quell'attenzione e quella capacità di intercettare i problemi del Paese, facendo da ponte tra le regole in stretto senso e il fenomeno biologico che richiede un diverso approccio anche sul piano comunicativo. Stiamo proponendo un livello di comunicazione eccessivamente incalzante. Stiamo andando incontro a una sorta di obesità informativa che non permette di prendere decisioni serene, lucide e concrete non tanto a chi studia questi fenomeni e problemi, ma probabilmente a chi semplicemente ne raccoglie l'eco attraverso la stampa e i telegiornali. Oggi le persone hanno bisogno di sentirsi più rassicurate a partire - per esempio - da un concetto molto semplice: non basta un tampone positivo per dire che quella persona è malata. Si tratta di due concetti totalmente diversi: