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Infatti, ad un certo punto, nello scontro con Borrelli, il capo del pool di mani pulite, gli era scappato di dire che quando era piccolo, il padre gli diceva: «studia, studia, sennò diventi un pubblico ministero». Probabilmente Borrelli non conosceva Biondi e quindi la prese come una sorta di offesa, da parte di chi allora era Ministro della giustizia, nei confronti di uno scontro che comunque c'era in quel momento anche con chi stava gestendo quelle inchieste. A quel punto ci furono le dimissioni, poi ci fu la solidarietà della sua maggioranza e ritornò in carica, ma se avessi potuto allora parlare con Borrelli gli avrei detto che non vi era la volontà di sfregiare la figura del pubblico ministero o di inasprire uno scontro politico, ma era l'amore per la battuta alla quale Biondi non ha mai saputo rinunciare. Lo ricorderemo tutti, avendo per lui un sincero ringraziamento per come ha servito le istituzioni e come ha saputo essere nelle istituzioni uomo certamente di parte, ma sempre aperto al dialogo e al confronto. (Applausi) . DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, ci associamo come Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle al cordoglio per la perdita di Alfredo Biondi, anzitutto un grande avvocato, come tutti ricordano, politico esperto e di grande cultura, una cultura liberale di cui oggi spesso magari sentiamo nostalgia davanti a rigurgiti autoritari o demagogici di cui l'Italia non ha bisogno. Alfredo Biondi l'ha incarnata sino alla fine, tornando nelle fila della tradizione liberale, una tradizione che, ripeto, ha dato lustro a questo Paese. Ho conosciuto Alfredo Biondi innanzitutto come giornalista. È stato ricordato anche come persona di grande spirito, con la quale si poteva parlare, che a quella tradizione liberale ha dato lustro come parlamentare, come deputato e come Ministro: una tradizione dalla quale si è distaccato - com'è stato ricordato - per aderire al progetto di Forza Italia, esperienza durante la quale divenne Ministro, purtroppo legando il suo nome a quel famoso decreto passato alla storia come il "salvaladri", che per qualche ora e qualche giorno in Italia sembrò spalancare le porte, nei momenti più critici di Tangentopoli, a politici che si erano macchiati di grande responsabilità. Alfredo Biondi ritirò quel provvedimento e la crisi rientrò. Ricordo che ci fu una grande protesta popolare. Credo che oggi, complessivamente, di Alfredo Biondi si possa ricordare un'esperienza politica che richiama soprattutto a quei valori liberali di cui purtroppo si è perso traccia e sono sicuro che con il suo contributo avrebbero potuto recitare un ruolo ancora importante in una situazione critica di dibattito politico come quello che stiamo attraversando. Lo ricordo con grande piacere e a nome del MoVimento 5 Stelle ci associamo al cordoglio e al dolore della famiglia. Credo che Biondi meriti il rispetto di tutto il Parlamento, perché è una figura che ha lasciato, oltre che una profonda traccia politica, anche la traccia di uno stile che - ahimè - si perde sempre più. (Applausi) . Sui lavori del Senato PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che la prossima settimana sarà riservata ai lavori delle Commissioni. I Capigruppo hanno altresì convenuto che nella giornata di martedì 14 luglio, alle ore 10, avrà luogo la chiama per la votazione, a scrutinio segreto mediante schede, per l'elezione di due componenti del collegio del Garante per la protezione dei dati personali e di due componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Nella stessa giornata di martedì 14 luglio, le Commissioni permanenti saranno convocate per il loro rinnovo secondo i seguenti orari: Commissioni dalla 1 a alla 7 a alle ore 13; Commissioni dalla 8 a alla 14 a alle ore 15. A tal fine, i Gruppi dovranno far pervenire le designazioni dei componenti nelle Commissioni entro le ore 17 di venerdì 10 luglio. La Conferenza dei Capigruppo si riunirà la prossima settimana per definire il calendario dei lavori dell'Assemblea per le settimane successive. Costituzione in giudizio del Senato della Repubblica in un conflitto di attribuzione sollevato dal tribunale di Verona PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la deliberazione sulla costituzione in giudizio del Senato della Repubblica in un conflitto di attribuzione sollevato dal tribunale di Verona. Con ricorso depositato il 18 novembre 2019, il giudice per l'udienza preliminare del tribunale ordinario di Verona ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti del Senato della Repubblica in ordine alla deliberazione con la quale l'Assemblea, nella seduta del 9 gennaio 2019, ha dichiarato l'insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, delle opinioni rese da Anna Cinzia Bonfrisco, senatrice all'epoca dei fatti, nell'ambito di un procedimento penale pendente dinanzi allo stesso tribunale ordinario di Verona. Il ricorso è stato dichiarato ammissibile dalla Corte costituzionale con ordinanza del 24 marzo 2020 n. 69, depositata in cancelleria il successivo 10 aprile. Tale ordinanza è stata notificata al Senato il 1° giugno 2020. Nella seduta dell'11 giugno 2020, la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha espresso, a maggioranza, parere favorevole alla costituzione in giudizio del Senato dinanzi alla Corte costituzionale per resistere nel citato conflitto di attribuzioni. Sulle conclusioni della Giunta può prendere la parola un oratore per gruppo, per non più di dieci minuti. CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,02) CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, a me pare che questa vicenda sia molto rapida. (Il senatore Gasparri fa cenno di voler intervenire). Ritenevo che prima ci fosse la relazione del presidente Gasparri. Vedo che il presidente Gasparri sta chiedendo la parola. Forse deve svolgere prima lui la relazione? PRESIDENTE . Se il presidente Gasparri lo richiede, credo che possa illustrare la conclusione di quanto svoltosi in Giunta. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la presidente Alberti Casellati ha già riassunto le questioni, però mi sembra corretto che io esponga la vicenda al Senato in qualità di Presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Il 3 giugno 2020 il Presidente del Senato ha deferito alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, del Regolamento, la questione, già prima descritta, della costituzione del Senato nel giudizio per il conflitto di attribuzione promosso dal giudice per l'udienza preliminare del tribunale ordinario di Verona. In data 21 luglio 2017 il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio dell'allora senatrice Anna Cinzia Bonfrisco, unitamente al signor Gaetano Zoccatelli, in ordine ai reati di cui agli articoli 416, primo comma, 318 e 321 del codice penale.