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Su questo voglio soffermarmi, perché proprio all'articolo 9 si prevede che venga individuata una serie di opere che rispondono a determinati requisiti, come l'elevato grado di complessità progettuale ed esecutiva e l'impatto che hanno sul tessuto economico e sociale del territorio nazionale, regionale ma anche locale. La loro individuazione dovrà avvenire entro il 30 dicembre del 2020 e per la loro realizzazione o il loro completamento verranno successivamente nominati commissari straordinari. Ma non basta, perché nei successivi sei mesi, quindi entro il 30 giugno 2021, potranno essere individuate altre opere che rispondano agli stessi requisiti appena esposti, alle quali verranno attribuiti altri commissari. Tutto ciò naturalmente sarà sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari, che dovranno esprimersi con tempistiche più ristrette. Insomma, si sta dando seguito a una visione già prevista dal decreto sblocca cantieri e che, ad esempio, ha portato all'individuazione di un'opera strategica per l'Abruzzo e gli abruzzesi: mi riferisco alla messa in sicurezza dell'acquifero del Gran Sasso, un sistema idrico che continui a garantire l'approvvigionamento di acque potabili destinate a circa 700.000 utenti e che, allo stesso tempo, incide sulla sicurezza infrastrutturale e la continuità di funzionamento di una galleria autostradale che attraversa l'Appennino per 10 chilometri, il traforo del Gran Sasso. Con l'approvazione di un emendamento, abbiamo dotato il commissario straordinario di maggiori poteri, affinché alcune peculiarità particolarmente problematiche che gravitano intorno a quest'opera anche in ambito di dissesto idrogeologico possano essere superate e venga immediatamente dato il via ai lavori. Inoltre, sempre grazie all'approvazione di un emendamento, introduciamo importantissime novità riguardanti il codice della strada. Questo Governo da mesi lavora per favorire il passaggio ad una mobilità più sostenibile e quindi siamo intervenuti per regolare il traffico in crescita dei velocipedi. Nel codice della strada avremo zone scolastiche dove viene garantita una particolare attenzione ai pedoni e le strade urbane ciclabili che, insieme alle corsie ciclabili, daranno un giusto spazio ai vari velocipedi e sulle quali si potrà viaggiare in piena sicurezza e secondo regole ben definite. In chiusura del mio intervento, voglio soffermarmi sulla tutela garantita per gli usi civici, ottenuta tramite una modifica emendativa al testo del decreto-legge. Infatti, per la realizzazione di opere interrate su terreni che godono di diritto di uso civico, resta la tutela del proprietario allo svolgimento di un iter classico - già previsto e in vigore - per la concessione di servitù, sia esso un soggetto privato o un ente pubblico. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il voto di fiducia al decreto-legge semplificazioni diamo una nuova occasione al nostro Paese in questo periodo particolarmente caratterizzato da grandi aspettative nutrite dai cittadini nei confronti della politica, le quali, di conseguenza, hanno investito di grandi responsabilità il legislatore e alle quali non ci siamo sottratti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, ci accingiamo a votare quella che stiamo ancora cercando di capire se sarà la ventiduesima o la ventiquattresima fiducia: record assoluto della storia repubblicana per un Governo nazionale. Per essere il «Governo del cambiamento», devo dire che indubbiamente è un bel risultato: cambiamento nel senso di cambiare idea ogni giorno e che si materializza nella circostanza di costringere alla questione di fiducia (immagino che si tratti di «costringere», visto che non sarà un piacere per il Governo porla sistematicamente). Immagino anche che il Governo debba ricorrere a questa procedura assolutamente ai limiti della costituzionalità, che, com'è noto, è prevista in via del tutto eccezionale ed episodica, nata e pensata per contrastare la prassi dell'ostruzionismo parlamentare, con ore e ore perse a discutere su migliaia di emendamenti aventi l'unico vero scopo di contrastare l'azione di governo da parte dell'opposizione. Oggi tale procedura è divenuta invece uno strumento che il Governo deve utilizzare per mettere insieme i cocci della sua maggioranza (perché questo è). Questa non è polemica politica, ma una banalissima constatazione e un banalissimo stare ai fatti. Reputo che questa situazione - lo dico alla Presidenza, ma anche a tutti noi - vi stia un briciolino sfuggendo di mano. Credo che a tutto ci sia un limite e che il senso del pudore, se non altro, e il decoro delle istituzioni non stiano solo nel venire in Senato con la cravatta. Il decoro delle istituzioni attiene - e lo dico alla Presidenza - anche alla possibilità di assolvere a un minimo delle competenze degli eletti, dei senatori e dei parlamentari della Repubblica. Qui c'è una deriva assolutamente pericolosa e assurda, alla quale sembra che nessun osservatore voglia prestare attenzione, come ogni cattiva abitudine. Mi veniva in mente questa mattina un parallelo con la falsa fatturazione: un'azienda comincia con una fatturina e poi a fine anno, visto che il giochino ha funzionato, continua così, finché diventa un trappolone. Guardate che l'apposizione della questione di fiducia è una cosa ai limiti della legalità e della costituzionalità: è prevista in modo specifico in casi assolutamente straordinari, eccezionali e irripetibili. È diventata la prassi assolutamente consolidata di questo Governo: 23 voti di fiducia (questo è il ventiquattresimo) e un solo provvedimento approvato in procedura ordinaria nel Conte- bis . Tutto ciò da una maggioranza che vede messi insieme i campioni dell'onestà e del cambiamento (anzi, i fenomeni dell'onestà e del cambiamento) e un partito che attinge alla storia repubblicana di anni e che sembra, invece, diventato peggio degli altri. Mi rivolgo ai miei colleghi del Partito Democratico: venite da una storia, non è possibile consentire tutto questo e che diventi prassi votare con la fiducia ogni provvedimento, persino uno come questo, che determina aspetti assolutamente importanti. Possiamo condividere o no, ma dobbiamo confrontarci. Non si può continuare in questo modo. Mi chiedo come sia possibile che l'Istituzione principale del Paese non obietti qualcosa rispetto a questa prassi che è diventata assolutamente consolidata: un ramo del Parlamento resta assolutamente escluso e l'altro discute a "tozzi e bocconi", come diciamo dalle mie parti (io vengo dall'Umbria). Ho chiesto al mio Gruppo di prendere la parola, non per strapparmi i capelli (che sono anche pochi), ma per far presente, colleghi, che a tutto c'è un limite e che anche il decoro delle istituzioni è in capo a tutti noi, in primo luogo alla Presidenza, evidentemente, ma pro quota a ognuno di noi, senatori della Repubblica, che siamo qui per investitura popolare, alla quale un qualche senso evidentemente dobbiamo riconoscere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) .