[pronunce]

che, nelle more del giudizio, la legge della Regione Calabria 12 settembre 2014, n. 19 (Modifica della legge regionale 7 febbraio 2005, n. 1 &#8210; Norme per l'elezione del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale), ha novellato numerose disposizioni della legge regionale n. 1 del 2005, ed in particolare quelle censurate, allo scopo di «dirimere il contenzioso con il Governo, in vista delle imminenti elezioni regionali»; che con atto depositato il 17 settembre 2014 il Presidente del Consiglio dei ministri ha dichiarato di rinunciare alla istanza di sospensione dell'efficacia delle disposizioni impugnate; che, pertanto, con ordinanza n. 233 del 10 ottobre 2014 questa Corte ha dichiarato che non vi è luogo a provvedere in ordine all'istanza di sospensione dell'efficacia delle disposizioni impugnate; che, con atto depositato il 20 ottobre 2014, il Presidente del Consiglio dei ministri - rilevato il venir meno delle ragioni che avevano indotto alla proposizione del ricorso - ha dichiarato di rinunciare all'impugnativa; che la Regione Calabria non si è costituita nell'ambito del presente giudizio. Considerato che il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, lettera e), e dell'art. 4, comma 1, lettera e), della legge della Regione Calabria 6 giugno 2014, n. 8 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 febbraio 2005, n. 1 &#8210; Norme per l'elezione del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale), in riferimento agli artt. 3, 48, secondo comma, 51, 117, terzo comma, e 122 della Costituzione; che la Regione Calabria non si è costituita né nella fase cautelare, né nella presente fase di merito; che, nelle more del giudizio, è entrata in vigore la legge regionale 12 settembre 2014, n. 19 (Modifica della legge regionale 7 febbraio 2005, n. 1 &#8210; Norme per l'elezione del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale), la quale ha novellato numerose disposizioni della legge elettorale regionale, comprese quelle censurate, con il dichiarato fine di «dirimere il contenzioso con il Governo, in vista delle imminenti elezioni regionali»; che con ordinanza n. 233 del 10 ottobre 2014 questa Corte ha dichiarato che non vi è luogo a provvedere in ordine all'istanza di sospensione dell'efficacia delle disposizioni impugnate, atteso che, con atto depositato il 17 settembre 2014, il Presidente del Consiglio dei ministri ha rinunciato all'istanza di sospensione dell'efficacia delle disposizioni impugnate; che con atto depositato il 20 ottobre 2014 il Presidente del Consiglio dei ministri - rilevato il venir meno delle ragioni che avevano indotto alla proposizione del ricorso - ha dichiarato di rinunciare all'impugnativa; che, in mancanza di costituzione in giudizio della Regione resistente, l'intervenuta rinuncia al ricorso determina, ai sensi dell'art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, l'estinzione del processo (ex plurimis, ordinanze n. 246, n. 103 e n. 34 del 2014, n. 164 e n. 55 del 2013).. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara estinto il processo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 dicembre 2014. F.to: Alessandro CRISCUOLO, Presidente Giuliano AMATO, Redattore Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 17 dicembre 2014. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella Paola MELATTI