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serviranno sanzioni, risorse per fare in modo che i progetti di carattere ambientale dispongano anche di colonnine che distribuiscono acqua, estintori su misura del rischio, attraverso il principio di precauzione. Il messaggio ulteriore che vorrei mandare attraverso questo intervento è che dobbiamo fare in modo che le vicende vengano evitate a monte e non a valle, perché intervenire a valle richiede risorse in più, richiede ed impone una perdita di diritti delle giovani generazioni. Signor Presidente, vorrei tanto che la cura e la premura dei Ministeri competenti mettessero in evidenza come la provvista finanziaria deve essere su misura dei valori che abbiamo nelle terre alte delle nostre Regioni. La ringrazio per avermi consentito di fare questo intervento. (Applausi) . PAGANO (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, anch'io mi sento in dovere di intervenire qui, nella Camera alta del Parlamento. Mi rivolgo a lei, cara Presidente, che è stata a Pescara soltanto pochi giorni fa ed è stata proprio a pochi metri dalla pineta D'Avalos, denominata dannunziana in quanto il Vate ebbe a comporre una poesia, «La pioggia nel pineto», che evocava esattamente quella pineta. È proprio questo il problema: l'incendio è scoppiato di fatto in città ed è stato forse questo l'elemento drammatico della notizia dell'incendio di Pescara rispetto ai tanti incendi che hanno devastato i boschi e le foreste in tutta Italia, rispetto ai quali ovviamente esprimiamo vicinanza, perché perdere patrimonio boschivo, perdere foreste significa perdere un pezzo della nostra vita e della nostra storia. Pescara però all'interno della città ha non solo un parco, non solo un polmone verde, ma un pezzo della propria storia. Per i pescaresi aver perso più di un terzo del patrimonio forestale di un parco, che divenne di fatto più di dieci anni fa una riserva naturale, ha significato perdere un pezzo di storia. Esprimo pertanto un senso di affetto e di solidarietà - mi auguro di poter parlare anche a nome di tutto il Gruppo - nei confronti del sindaco della città di Pescara, Carlo Masci, che addirittura ha pianto dinanzi alle telecamere quando lo hanno intervistato, perché sentiva su di sé la drammatica situazione del patrimonio forestale e storico di una città che andava in fumo, un fumo che addirittura ha lambito abitazioni civili, ha costretto anche molte suore ad abbandonare la propria sede per essere alloggiate presso un albergo della città. Anch'io mi permetto di dire che in situazioni come queste bisogna sensibilizzare tutto il Parlamento affinché si adottino misure anche di prevenzione nei confronti di questo genere di necessità. Mi auguro che ovviamente in uno stato di emergenza come questo vi sia un occhio di riguardo verso una vicenda che non solo è diventata una notizia nei telegiornali di tutta Italia, ma che può essere un'occasione di vicinanza per gli amministratori locali della città di Pescara e dell'intera Regione Abruzzo. (Applausi) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, desidero associarmi anch'io alle parole dei senatori D'Alfonso e Pagano per esprimere il mio sconcerto, che deve essere quello di tutti noi, di fronte a questa tragedia che ferisce la città di Pescara. Sono luoghi - quelli che sono stati così ferocemente colpiti e devastati dalle fiamme - particolarmente cari a chi vi parla perché, fra l'altro, nell'immediata prossimità dell'università per tanti anni ho avuto l'onore di condurre la mia carriera: un polmone verde per la città, a ridosso delle abitazioni e degli stabilimenti balneari. È emersa ancora una volta con una tragica evidenza la fragilità di un territorio meraviglioso, ma esposto troppo spesso alla furia delle intemperie. Questo deve naturalmente suscitare in tutti noi una riflessione: in questo caso è stata la siccità, in altri casi sono state le bombe d'acqua, la grandine, a mettere in seria difficoltà la cittadinanza di Pescara e i suoi amministratori, cui va tutta la mia solidarietà, il mio affetto e la mia vicinanza in questo momento, nonché l'assicurazione - per quello che possiamo nel nostro ruolo di parlamentari del territorio - che tutto sarà fatto per cercare di rimediare agli esiti di questa terribile catastrofe. Ringrazio lei, Presidente, e i colleghi che sono intervenuti per averci consentito di attirare l'attenzione su questo tremendo episodio. (Applausi) . DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, il mio intervento arriva in coda a quello dei colleghi abruzzesi delle altre forze politiche che hanno già ricordato il dramma che in questo momento sta vivendo l'Abruzzo. E nel ricordare l'Abruzzo non possiamo dimenticare le altre zone del Paese colpite in questi giorni da incendi devastanti, a cominciare dalla Sardegna. Non starò qui a ripetere le cose già dette sui danni, sui rischi che la stessa popolazione intorno a questi incendi e all'interno delle zone degli incendi ha corso e sta correndo. Mi lasci dire una cosa, Presidente, per ricordare anzitutto a me stesso e a tutti che quando si parla di incendi spesso si dimentica di parlare di prevenzione. È a tutti chiaro, per le notizie che stanno arrivando perlomeno dall'Abruzzo, che tali incendi sono frutto di mani dolose che appiccano sistematicamente il fuoco in zone in questo caso particolarmente care alla cultura abruzzese, ma negli anni scorsi anche all'interno di zone di montagna di gran pregio come il Gran Sasso. Si pensi anche all'incendio devastante - provocato anche in quel caso da mani dolose - intorno a Sulmona. Voglio ricordare che in Abruzzo, nel mese di luglio, era arrivato l'allarme dei Vigili del fuoco che si lamentavano per il taglio dei fondi antincendio da parte della Regione. Non voglio qui fare polemiche, ma quello che è successo ha dimostrato che l'allarme dei Vigili del fuoco era giustificato e se ne è vista la giustificazione proprio davanti alle dimensioni devastanti dei roghi. Per questo ricordo a tutti noi che, piuttosto che continuare ogni anno a lamentare questi episodi, potremmo più concretamente cercare - anche all'interno del Senato - di avviare un'iniziativa, un'indagine conoscitiva per tentare di capire la dimensione del fenomeno e soprattutto tutti i mezzi che servono e che mancano a quella politica di prevenzione che tutto il Paese si aspetta. (Applausi) . DE CARLO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, pur non essendo abruzzese, sono legato particolarmente a quelle zone perché sono terre di alpini, come lo siamo noi bellunesi e veneti e, quindi, intervengo per portare la mia solidarietà alle genti e alle popolazioni che vivono oggi il dramma degli incendi.