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Riduzione della rappresentanza parlamentare e istituzione di una Assemblea costituente per la revisione della Costituzione. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge costituzionale si pone il duplice obiettivo di ridurre la rappresentanza parlamentare e successivamente di realizzare una revisione costituzionale organica attraverso l'elezione di un'Assemblea costituente. Se è vero che non è procrastinabile l'intervento teso alla diminuzione del numero dei deputati e dei senatori, anche in considerazione dell'adesione sul tema di tutte le forze politiche, è altrettanto auspicabile che tali modifiche, se approvate nell'immediato, possano aprire la strada ad analoghi interventi anche nell'ambito di altre amministrazioni statali centrali e periferiche, scaturendo così una profonda rivisitazione dell'intera Costituzione repubblicana da adoperare in maniera ponderata mediante i lavori di un'Assemblea costituente democraticamente eletta con metodo proporzionale. La fase di una revisione organica della Costituzione repubblicana appare infatti ormai matura. Le attuali lacune del nostro sistema non sono da attribuirsi né a presunti «tradimenti» della Costituzione, né a modifiche legislative successive al 1948, bensì alle norme stesse della Costituzione, che a più di un sessantennio dalla loro formulazione mostrano tutti i loro limiti derivanti dal legame con un contesto storico che oggi risulta radicalmente mutato. Una revisione della Costituzione non può essere realizzata in maniera compiuta attraverso le normali procedure parlamentari. Questa constatazione di tipo procedurale e formale viene rafforzata dal preciso momento storico e di crisi che stiamo attraversando, in cui il ruolo del Parlamento non è più centrale come una volta nei processi di decisione delle politiche pubbliche, in quanto surrogato da un lato dal livello sovranazionale e comunitario, che impone rigidi vincoli di bilancio e precisi puntelli alla legislazione economica, e dall'altro trasferisce sempre più competenze di tipo normativo al sistema delle autonomie locali. L'inadeguatezza della via parlamentare deriva dalla natura dei problemi che stiamo affrontando ma anche da una natura «strutturale»: i nodi da sciogliere non riguardano infatti solamente gli istituti della nostra vita politico-istituzionale, ma l'orizzonte stesso in cui tale vita si svolge. O il corpo elettorale, dunque, viene coinvolto direttamente, come nel 1946, nella costruzione dei nuovi fondamenti della vita pubblica, oppure qualsiasi processo che miri ad un profondo rinnovamento politico-istituzionale sarà viziato nel suo fondamento di legittimità e credibilità. Di qui l'esigenza di convocare un'Assemblea eletta a suffragio universale, con voto diretto, libero e segreto, che riscriva la Costituzione al fine di adeguarne il testo in una duplice direzione: in primo luogo appare infatti necessario armonizzare la nostra struttura costituzionale e la forma di governo che essa dovrà esprimere con il bisogno di supportare la dimensione crescente di sovranazionalità recepita sin dal Trattato di Maastricht, ed oggi particolarmente rilevante anche con riferimento alla crisi dei debiti sovrani in atto all'interno dell'Unione europea; nel contempo non è possibile rinviare ulteriormente una approfondita revisione dell'ordinamento della Repubblica, il cui disegno attuale, contenuto nella parte seconda della Costituzione, risulta ancora irrimediabilmente aggrovigliato anche rispetto alle novelle intervenute sul titolo V con logica contingente e mai con una visione organica e realmente votata alla realizzazione di livelli funzionali di sussidiarietà e decentramento amministrativo. Pertanto l'Assemblea che proponiamo di istituire ha carattere eccezionale, ciò che spiega la sua durata limitata a due anni e la previsione della necessaria conclusione dei suoi lavori allo scadere di detto termine. Il sistema elettorale scelto non potrà non essere quello proporzionale, al fine di assicurare una rappresentanza a tutte le istanze politicamente rilevanti presenti nel corpo elettorale e alle diverse matrici politiche e culturali presenti nella nostra società. Il ruolo dell'Assemblea si esaurirà con l'approvazione, a maggioranza assoluta ed a scrutinio palese, di un testo di revisione costituzionale che potrà essere successivamente sottoposto a referendum popolare qualora lo richiedano i 2/3 dei componenti dell'Assemblea.. Art. 1. 1. All'articolo 56 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a) il secondo comma è sostituito dal seguente: «Il numero dei deputati è di trecento.»; b) al quarto comma, le parole: «, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero,» sono soppresse e la parola: «seicentodiciotto» è sostituita dalla seguente: «trecento». 2. All'articolo 57 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, le parole: «, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero» sono soppresse»; b) il secondo comma è sostituito dal seguente: «Il numero dei senatori elettivi è di centocinquanta.»; c) al terzo comma, la parola: «sette» è sostituita dalla seguente: «quattro»; d) al quarto comma, le parole: «, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero» sono soppresse. 3. Al secondo comma dell'articolo 59 della Costituzione, le parole: «cinque cittadini» sono sostituite dalle seguenti: «tre cittadini». Art. 2. 1. È istituita un'Assemblea costituente, di seguito denominata «Assemblea», con il compito di riscrivere la Costituzione della Repubblica italiana adeguandola alla necessità di governare i forti processi di responsabilità sovranazionale della situazione economica e finanziaria in atto nell'Unione europea e di procedere inderogabilmente alla riduzione e razionalizzazione dei centri pubblici di spesa, con specifica aderenza alle caratteristiche socio-economiche della nazione, e agli assetti territoriali di Governo, quali regioni, province, città metropolitane e comuni. Art. 3. 1. L'Assemblea è composta da cento membri elettivi. 2. I membri elettivi dell'Assemblea sono eletti a suffragio universale, con voto diretto, eguale, libero e segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti, dai cittadini iscritti nelle liste elettorali per l'elezione della Camera del deputati. 3. Sono eleggibili all'Assemblea tutti i cittadini italiani che abbiano i requisiti per l'elezione alla Camera dei deputati. Art. 4. 1. Le elezioni per l'Assemblea costituente sono indette con decreto del Presidente della Repubblica, emanato previa deliberazione del Consiglio dei ministri e hanno luogo contestualmente alle elezioni per il rinnovo delle Camere previste al termine della legislatura in corso. 2. L'Assemblea tiene la sua prima seduta entro venti giorni dalla data delle elezioni. Art. 5. 1. Le circoscrizioni elettorali ed i relativi capoluoghi sono stabiliti come segue: a) I circoscrizione, capoluogo Milano: Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia; b) II circoscrizione, capoluogo Venezia: Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia; c) III circoscrizione, capoluogo Roma: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio; d) IV circoscrizione, capoluogo Napoli: