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Nei capi di imputazione gli venivano contestati i reati di abuso di ufficio, e disastro colposo aggravato dall'evento (avviso all'indagato di conclusione delle indagini, ex art. 415- bis del codice procedura penale del 17 giugno 2015); attualmente non si conoscono gli stati dei procedimenti penali, né tantomeno se sono intervenute richieste di archiviazione, sentenze di assoluzione o condanna nei confronti del Falappa; in data 5 dicembre 2018, "il Fatto Quotidiano" pubblicava un articolo dal titolo "Commissari VIA gli irriducibili dell'era B. difficili da archiviare". In detto articolo, si disaminano le vicende dei componenti delle commissioni VIA, che avrebbero autorizzato le grandi opere in prorogatio . L'ANAC segnalava alle istituzioni la necessità di ridefinire i termini di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi. È riportato, infine, che il ministro Costa "vorrebbe espellere un commissario ingegnere rinviato a giudizio dalla Procura di Trani"; in data 20 dicembre 2018, la "Gazzetta del Mezzogiorno" riportava la notizia di altri quindici indagati, per reati ambientali che sarebbero stati commessi in località «Le Paesane» di Melendugno, dove sono stati espiantati 445 ulivi per far posto alla trincea del gasdotto, e in località Sa Basilio di San Foca, sempre a Melendugno, dove si ipotizza l'inquinamento della falda e del sottosuolo del cantiere del microtunnel. In quest'ultimo caso l'ipotesi è che vi sia stata una dispersione di sostanze pericolose, tra cui il cromo esavalente, con la contaminazione con il cemento utilizzato da Tap durante i lavori, per via di una inidonea impermeabilizzazione del cantiere; considerato che "la VIA non esaurisce ogni aspetto della procedura autorizzativa e non è idonea ad esprimere un giudizio definitivo sull'intervento. L'amministrazione competente al rilascio del provvedimento finale è quindi legittimata a chiedere chiarimenti e integrazioni se emergono nuovi elementi legati alla tutela ambientale prima non considerati" (sentenza n. 282/2011 Tar Lombardia), si chiede di sapere: se ai Ministri in indirizzo risulti che il "commissario ingegnere", citato nell'articolo di stampa pubblicato su "il Fatto Quotidiano", sia Graziano Falappa, rinviato recentemente a giudizio dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani e, in caso affermativo, se si intenda provvedere al più presto alla sua rimozione dall'incarico; se intendano accertare la sopravvenienza di nuovi elementi legati alla tutela ambientale alla stregua della pendenza dei procedimenti penali a carico dello stesso Falappa; se vogliano dare chiarimenti ed integrazioni legati alla tutela ambientale e, di conseguenza, se intendano riaprire la procedura di valutazione di impatto ambientale TAP; se intendano avvalersi delle linee guida dell'ANAC in materia di inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi, con particolare riferimento alle nomine relative ai componenti della commissione VIA-VAS. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01040 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: in data 19 dicembre 2018 l'Ansa riferisce che l'accettazione chirurgica del pronto soccorso dell'ospedale "San Giovanni Bosco" di Napoli è rimasta chiusa per oltre un'ora, dalle ore 12 alle ore 13, "a causa delle formiche"; nello stesso ospedale, il 10 novembre, era esploso il caso di una donna intubata coperta da formiche; si registrano casi quotidiani di malasanità in Campania e la Regione non è capace di porre fine allo scandalo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo ulteriore grave fatto e se intenda intervenire garantendo il diritto alla salute dei campani. Atto n. 4-01041 D'ALFONSO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'articolo 24 dello statuto del parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga stabilisce che: "Il Collegio dei Revisori dei Conti, nominato con le modalità previste dell'articolo 9, comma 10, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, esercita il riscontro di legittimità amministrativa e contabile secondo le prescrizioni normative che vigono in materia per gli Enti pubblici non economici e sulla base del Regolamento di Contabilità dell'Ente Parco. Il Collegio dei Revisori dei Conti partecipa alle riunioni del Consiglio Direttivo"; il citato articolo 9, comma 10, della legge n. 394 del 1991 testualmente recita: "Il Collegio dei revisori dei conti esercita il riscontro contabile sugli atti dell'Ente parco secondo le norme di contabilità dello Stato e sulla base dei regolamenti di contabilità dell'Ente parco, approvati dal Ministro del tesoro di concerto con il Ministro dell'ambiente. (...) Il Collegio dei revisori dei conti è nominato con decreto del Ministro del tesoro ed è formato da tre componenti scelti tra funzionari della Ragioneria generale dello Stato ovvero tra iscritti nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti. Essi sono designati: due dal Ministro del tesoro, di cui uno in qualità di Presidente del Collegio; uno dalla regione o, d'intesa, dalle regioni interessate"; la circolare vademecum pubblicata sul sito del Ministero dell'economia e finanze, ad opera della Ragioneria generale dello Stato, al punto 1.3.6 relativo a "Istituto della prorogatio e collegio straordinario", testualmente recita: "I revisori possono cessare dall'incarico anche per effetto della scadenza del loro mandato. In tale caso, qualora si verifichi un ritardo nella nomina dei componenti del nuovo collegio di revisione, il legislatore ha previsto l'istituto della prorogatio che, tuttavia, negli enti ed organismi pubblici opera diversamente rispetto a quanto previsto dal Codice Civile per il collegio sindacale delle società di capitali. Infatti, l'articolo 2400 del Codice Civile, al fine di garantire la continuità del funzionamento dell'organo di controllo, stabilisce che i sindaci che cessano dall'ufficio per scadenza del termine rimangono in carica fino a quando il nuovo collegio sindacale non è stato ricostituito. Diversamente, invece, negli enti e organismi pubblici, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 293, convertito dalla lLegge 15 luglio 1994, n. 444, il collegio dei revisori dei conti, nel caso in cui, alla scadenza del mandato, non sia stato ricostituito il nuovo organo di controllo, continua a svolgere le proprie funzioni per un periodo non superiore a quarantacinque giorni, decorrenti dal giorno di scadenza del mandato stesso. Decorso il termine senza che si sia provveduto alla sua ricostituzione, l'organo di controllo decade, con la conseguenza che gli atti adottati oltre detto limite sono da considerarsi nulli"; rilevato che presso il parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga il collegio dei revisori è scaduto da diversi mesi, superando abbondantemente il termine della prorogatio di 45 giorni, con il rischio di nullità per gli atti eventualmente adottati oltre detto limite; considerato che: