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Le attività (commi 2-4) sono svolte con le medesime modalità previste dall'articolo 3, per quanto attiene alla collaborazione con i soggetti pubblici e privati (secondo i piani sanitari nazionali e regionali), alla fissazione della durata minima da parte delle regioni e all'obbligo della presenza di figure professionali. È inoltre previsto l'obbligo della notifica di inizio attività. Si sofferma quindi sull'articolo 5, che definisce, in attuazione dell'articolo 2, comma 1, lettera d) , della legge n. 141 del 2015 i requisiti minimi e le modalità per la realizzazione di progetti finalizzati all'educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità nonché alla diffusione della conoscenza del territorio, precisando che tali iniziative devono essere rivolte a bambini in età prescolare e a persone in difficoltà sociali, fisiche e psichiche. Rientrano, fra tali attività, i servizi di "orti sociali" in aziende agricole o su altri terreni di proprietà privata, pubblica o collettiva, nel caso detti servizi siano svolti da operatori riconosciuti dell'agricoltura sociale. Il comma 2 specifica che i criteri e le modalità di svolgimento delle attività in esame sono definiti, ove esistenti, a livello regionale. L'elenco dei soggetti che svolgono le attività indicate nell'articolo 2, comma 1, non sostituisce l'elenco delle fattorie didattiche già predisposto dalle regioni (comma 3). L'articolo 6 prevede la possibilità di svolgere più attività di agricoltura sociale insieme, purché vengano soddisfatti i requisiti previsti per ognuna delle attività prestate. Per quanto riguarda l'articolo 7, evidenzia che esso stabilisce che le strutture impiegate e i luoghi in cui si svolgono le attività di agricoltura sociale devono rispettare le normative vigenti in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, accessibilità, gestione delle risorse ambientali, norme igienico-sanitarie per l'immissione al consumo degli alimenti, salvo quanto disposto dalle regioni in termini di requisiti e/o deroghe ammesse nell'ambito dell'agricoltura sociale (comma 1). Il comma 2 prevede che possono essere adibiti all'esercizio dell'agricoltura sociale i locali rurali e le strutture presenti sul fondo agricolo utilizzate per le attività indicate all'articolo 2135 del codice civile, purché idonei all'esercizio delle attività di agricoltura sociale. Qualora nell'ambito dell'esercizio di tali attività sia effettuata anche la somministrazione di pasti e bevande esclusivamente nei confronti dei soggetti destinatari delle attività stesse, alla somministrazione si applicano le vigenti norme igienico-sanitarie. Infine, specifica che l'articolo 8 reca le disposizioni finali, nonché la clausola di invarianza finanziaria. Si apre la discussione generale. Il senatore TARICCO ( PD ) esprime la propria soddisfazione per il fatto che il Governo abbia presentato lo schema di decreto in esame, da tempo atteso dal settore dell'agricoltura sociale. In proposito segnala alcune questioni già emerse nell'ambito della discussione per l'intesa nella Conferenza permanente Stato-Regioni e che avevano formato oggetto anche di specifici atti di indirizzo parlamentare alla fine della scorsa legislatura. Come richiamato dal Presidente-relatore, ai sensi dell'articolo 2, comma 4 della legge n. 141 del 2015, tra gli operatori che possono svolgere attività agricoltura sociale figurano anche le cooperative sociali, che sono di due tipi, "A" e "B". Entrambe per poter svolgere le suddette attività di agricoltura sociale devono rispettare il vincolo che almeno il 30 per cento del loro fatturato derivi da attività agricole. Le cooperative di tipo "B", definite dall'articolo 1, comma 1, lettera b) , della legge n. 381 del 1991, che sono aziende costituite per dare lavoro a persone svantaggiate, attraverso lo svolgimento di attività diverse, riescono di solito a soddisfare facilmente tale requisito. Invece, le cooperative di tipo "A", definite dall'articolo 1, comma 1, lettera a) , della legge n. 381 del 1991, sono aziende che forniscono servizi socio-sanitari ed educativi a soggetti svantaggiati nell'ambito di contratti stipulati con il Servizio sanitario nazionale, a fronte dei quali ricevono da questo un corrispettivo. Pertanto, il vincolo che almeno il 30 per cento del fatturato derivi da attività agricole diventa quasi impossibile da soddisfare, se tale percentuale è calcolata sull'intero fatturato, comprensivo dei corrispettivi pagati dal Servizio sanitario nazionale. Occorrerebbe invece scomputare tale quota ai fini del calcolo del requisito. Un altro problema è che il fatturato delle attività agricole è di per sé molto variabile da un anno all'altro, essendo condizionato dall'andamento della stagione, dal clima e da altri fattori imprevedibili. Di conseguenza, ritiene che per assicurare il soddisfacimento del requisito del 30 per cento sarebbe necessario prevedere una base di calcolo diversa, ad esempio mediante una sorta di franchigia o un arco temporale più ampio. Auspica che, nell'ambito del parere della Commissione al Governo, possano essere individuate indicazioni precise per risolvere tali problemi. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SULLE AUDIZIONI INFORMATIVE NELL'AMBITO DEL DISEGNO DI LEGGE N. 728 Il PRESIDENTE informa che, come stabilito nell'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, sono stati avviati i contatti per organizzare le audizioni informative individuate nell'ambito dell'esame del disegno di legge n. 728 (piccole produzioni agroalimentari locali), che potrebbero avere luogo già a partire dalla prossima settimana, iniziando con i rappresentanti delle Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia. La Commissione prende atto. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI Il PRESIDENTE informa che, nel corso delle audizioni sulle problematiche del comparto agricolo, agroalimentare e della pesca svolte in data odierna in Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, sono state consegnate delle documentazioni che saranno disponibili per la pubblica consultazione nella pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16,05.