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4 (Delle pene) 1 Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 2, è punito con la reclusione da 4 mesi a 3 anni chiunque determini volontariamente un aborto mediante agevolazione o istigazione, o cagioni l'interruzione della gravidanza con azioni dirette a provocare lesioni alla donna. Alla stessa pena soggiace chi si procura o accetta di subire un aborto. Le pene sono aumentate se il fatto è commesso con violazione delle norme poste a tutela del lavoro. Chiunque cagiona l'interruzione della gravidanza senza il consenso della donna è punito con la reclusione da 4 a 8 anni. Si considera come non prestato il consenso estorto con violenza o minaccia ovvero carpito con l'inganno. 2 Qualora l'aborto provochi: a la morte della madre, si applica al reo la reclusione da 14 a 20 anni; b una lesione personale gravissima alla madre, si applica al reo la reclusione da 10 a 15 anni. La pena è diminuita sino alla metà se la lesione personale è grave. 3 Le pene sono aumentate sino a un terzo se la donna è minore di età. 4 Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 326 del codice penale, soggiace alle pene previste dall'articolo 622 del codice stesso la persona che, venuta a conoscenza per ragioni del proprio stato o ufficio, o della propria professione, divulghi notizie riservate idonee a rivelare l'identità della donna che ha fatto ricorso all'intervento abortivo. 5 Chiunque produca, detenga, importi, distribuisca o commercializzi sostanze che producano effetti abortivi a partire dal momento stesso del concepimento è punito con la reclusione da 3 a 5 anni, salve le ulteriori responsabilità previste dalla presente legge. 6 Chiunque cagioni senza alcun motivo alla madre un parto prematuro, ovvero per colpa, è punito con la pena della reclusione da 2 anni a 5 anni. 5 (Degli interventi a sostegno della gravidanza) 1 Lo Stato riconosce mensilmente ad ogni donna di cittadinanza italiana residente stabilmente in Italia da almeno cinque anni, un contributo di euro 250 dal terzo mese di gravidanza sino al sesto mese di vita del nascituro, da erogarsi, dopo il concepimento, secondo modalità stabilite con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2 In caso di aborto, o di mancata convivenza con il nascituro o la nascitura sino al 6 anno, il beneficio viene meno, e qualora sia stato già erogato deve essere restituito in un'unica soluzione, secondo modalità stabilite dal decreto di cui al comma 1. 3 Fermo quanto previsto dalla legge 4 maggio 1983, n. 184, con il medesimo decreto, sentita la Conferenza unificata, di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono disciplinate modalità agevolate di adozione a favore di nascituri. 6 (Disposizioni finali) 1 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è abrogata la legge 22 maggio 1978, n. 194. Sono altresì abrogate tutte le disposizioni incompatibili con la presente legge.