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Art. 4 Condizioni e misura dell'intervento 1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 3, comma 3, le operazioni finanziarie proposte dai soggetti intermediari, ai fini dell'ammissibilità all'intervento di cui al presente decreto, devono rispettare le seguenti condizioni: a) nel caso in cui l'intervento sia attuato attraverso l'impiego della forma tecnica di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), la sottoscrizione di quote effettuata con risorse pubbliche non può superare il 50% dell'ammontare complessivo del fondo di investimento, ovvero il 70% nel caso di fondi espressamente destinati ad investimenti in PMI situate in zone assistite; b) nel caso in cui l'intervento sia attuato attraverso l'impiego delle forme tecniche di cui all'articolo 3, comma 1, lettere b) e c), la quota di partecipazione pubblica non deve superare il 50% dell'importo complessivamente investito; nel caso di fondi di garanzia aventi ad oggetto la concessione di garanzie su operazioni in capitale di rischio nelle PMI, la copertura pubblica di perdite sottostanti è limitata al 50% degli investimenti garantiti nominali; c) le scelte di investimento dei fondi nelle PMI devono essere basate su criteri commerciali, ossia orientate solo a fini di profitto; d) la tranche di investimento in capitale di rischio finanziata attraverso l'intervento di cui al presente decreto non deve essere superiore, per ciascuna PMI destinataria, a 1,5 milioni di euro su un periodo di dodici mesi; la tranche comprende sia gli investimenti effettuati dai fondi pubblici che i coinvestimenti privati; e) gli investimenti nel capitale di rischio devono essere limitati fino alla fase di espansione per le piccole imprese di tutto il territorio nazionale e per le medie imprese situate in zone assistite, nonché fino alla fase start-up per le medie imprese situate in zone non assistite; f) devono essere escluse le operazioni che prevedono la partecipazione al capitale di imprese operanti nei settori della costruzione navale, del carbone e dell'acciaio, nonché di imprese in difficoltà, così come definite dagli «Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà»; g) devono essere esclusi gli aiuti in favore di attività connesse alle esportazioni, ossia gli aiuti direttamente collegati ai quantitativi esportati, alla costruzione e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti connesse all'attività di esportazione, e gli aiuti subordinati all'impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione; h) le decisioni di investimento devono essere assunte a fronte di programmi proposti da PMI economicamente redditizie, sulla base di business plan dettagliati, che forniscono informazioni dettagliate sui prodotti, sull'andamento delle vendite e dei profitti, e che consentono di stimare preventivamente la redditività degli investimenti; i) gli investitori privati devono essere adeguatamente rappresentati nel processo decisionale relativo agli investimenti; l) per ogni investimento in capitale di rischio deve essere prevista una strategia di uscita chiara e realistica, secondo un piano inteso ad ottenere il massimo rendimento. 2. I soggetti intermediari possono presentare, fornendo dettagliata motivazione in relazione alla esistenza di specifici casi di fallimento del mercato, proposte di operazioni finanziarie in deroga ad una o più delle condizioni di cui al comma 1. Nel caso in cui, a seguito della procedura competitiva di cui all'articolo 6, tali proposte vengano selezionate, si avvia la procedura di verifica di compatibilità con il trattato CE prevista dall'articolo 7.