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Il possesso, anche per interposta persona o per il tramite di società fiduciarie, di partecipazioni rilevanti in imprese operanti nei settori della difesa, dell'energia, del credito, delle opere pubbliche di preminente interesse nazionale, delle comunicazioni di rilevanza nazionale, dei servizi pubblici erogati in concessione o autorizzazione, nonché in imprese operanti nel settore pubblicitario, determina sempre un conflitto di interessi, salvo che la Commissione di cui all'articolo 5, sentite l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché le Autorità di settore eventualmente competenti, motivatamente attesti la posizione marginale dell'impresa nel relativo settore di attività. 6. Le disposizioni di cui al comma 5 si applicano anche nel caso di possesso, anche per interposta persona, di partecipazioni rilevanti in imprese operanti nei settori dei servizi pubblici e delle opere pubbliche di interesse regionale e delle comunicazioni a diffusione regionale, quando gli interessati siano titolari di cariche di governo regionali. 7. Alle attività patrimoniali che, ai sensi dei commi 3, 4, 5 e 6, siano giudicate suscettibili di determinare conflitti di interessi si applicano le disposizioni di cui agli articoli 7 e 8. 8. Anche al di fuori dei casi disciplinati dal presente articolo, i titolari di cariche di governo sono comunque tenuti ad astenersi dalla partecipazione a qualunque decisione che possa specificamente incidere sulla situazione patrimoniale propria o del coniuge non legalmente separato o dei suoi parenti o affini fino al secondo grado, recando ad essi anche indirettamente un beneficio economico. 9. In caso di violazione del divieto di cui al comma precedente, e salvo che il fatto non costituisca reato, la Commissione di cui all'articolo 5 applica al titolare della carica di governo una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di cinquantamila euro a un massimo di un milione di euro. 10. Ai fini della presente legge si intendono per rilevanti le partecipazioni di controllo o che partecipino al controllo, ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile e dell'articolo 7 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, nonché le partecipazioni superiori al 2 per cento del capitale sociale nel caso di società quotate in mercati regolamentati e al 10 per cento negli altri casi. Ai fini della presente legge sono altresì rilevanti gli accordi contrattuali ovvero i vincoli statutari che consentano di esercitare il controllo o la direzione e il coordinamento anche di enti non societari. Art. 4. (Dichiarazione degli incarichi, delle attività e del patrimonio. Sanzioni) 1. Entro venti giorni dall'assunzione della carica di governo, i soggetti di cui all'articolo 1 dichiarano alla Commissione di cui all'articolo 5 di quali cariche o attività comprese nell'elenco di cui all'articolo 2 siano titolari; trasmettono altresì l'ultima dichiarazione dei redditi, nonché tutti i dati relativi ai beni e alle attività patrimoniali di cui siano titolari, o siano stati titolari nei sei mesi precedenti, anche per interposta persona. Essi devono effettuare analoghe dichiarazioni per ogni successiva variazione dei dati in precedenza forniti, entro venti giorni dai fatti che l'abbiano determinata. 2. Le dichiarazioni di cui al comma 1 sono rese anche dal coniuge non legalmente separato e dai parenti e affini entro il secondo grado del titolare della carica di governo. Ove essi non consentano, il titolare della carica di governo è tenuto a dichiarare alla Commissione, in forma riservata, tutti gli elementi a sua conoscenza utili all'individuazione dei loro beni e attività patrimoniali. 3. Alla dichiarazione di cui al comma 1 è allegato un elenco dei beni mobili o immobili che il titolare della carica di governo dichiarano essere effettivamente destinati alla fruizione o al godimento personale proprio o dei propri familiari. 4. La Commissione di cui all'articolo 5, entro i trenta giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 1, provvede agli accertamenti necessari anche avvalendosi, ove occorra tramite la Guardia di finanza, delle banche dati e dei sistemi informativi facenti capo all'anagrafe tributaria. Qualora le dichiarazioni di cui ai commi 1, 2 e 3 non siano state effettuate ovvero risultino non veritiere o incomplete, ne informa immediatamente gli interessati e in ogni caso il titolare della carica di governo perché provvedano entro venti giorni all'integrazione della propria dichiarazione. Trascorso inutilmente tale termine o permanendo comunque dichiarazioni incomplete o mendaci, la Commissione: a) procede all'acquisizione d'ufficio di tutti gli elementi giudicati utili, servendosi a tal fine della Guardia di finanza e degli altri corpi di polizia dello Stato; b) procede, tenuto conto della gravità dell'infrazione, a irrogare al titolare della carica di governo e agli altri soggetti interessati una sanzione amministrativa non inferiore alla metà e non superiore al doppio del reddito complessivo quale risultante dall'ultima dichiarazione presentata ai fini della imposta sui redditi personali; c) informa contestualmente, per le cariche di governo statali, il Capo dello Stato, il Presidente del Consiglio e i Presidenti delle Camere nonché, per le cariche di governo regionali, il presidente della Regione e del consiglio regionale interessato e comunque, ove ne sussistano gli estremi, la competente procura della Repubblica, per le iniziative di loro competenza. 5. Allo stesso modo e con gli stessi poteri la Commissione procede allorché, anche in tempi successivi, emergano elementi che facciano presumere la necessità di correzioni, integrazioni o verifiche delle dichiarazioni precedentemente rese. Art. 5. (Commissione nazionale per la prevenzione dei conflitti di interessi) 1. È istituita la Commissione nazionale per la prevenzione dei conflitti di interessi, di seguito denominata «Commissione». La Commissione opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione. 2. La Commissione è organo collegiale costituito da cinque componenti nominati dal Presidente della Repubblica che li sceglie, sentiti i Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, tra persone di notoria e indiscussa indipendenza. 3. I componenti della Commissione sono nominati per sette anni con incarico non rinnovabile. Essi restano comunque in carica fino alla nomina dei rispettivi successori. 4. I componenti della Commissione esercitano le loro funzioni a titolo gratuito. 5. La Commissione si avvale delle strutture e degli uffici presso l'Autorità garante della concorrenza e del mercato di cui all'articolo 9 della legge 20 luglio 2004, n. 215. Art. 6. (Funzioni della Commissione) 1. La Commissione vigila sull'applicazione delle disposizioni della presente legge, sul rispetto degli adempimenti e dei divieti da essa previsti, applica le relative sanzioni o ne promuove l'applicazione, ed esercita tutte le altre funzioni e poteri previsti dalla presente legge, nei casi di conflitti di interessi relativi ai membri dei governi nazionale e regionali e delle Autorità indipendenti. 2. La Commissione può approvare disposizioni, istruzioni o direttive per l'applicazione delle norme della presente legge. Essa può inoltre adottare, anche su richiesta degli interessati, pareri sulla interpretazione e applicazione delle norme stesse. 3. Ogni anno la Commissione pubblica un rapporto sull'attuazione delle disposizioni della presente legge e sulla propria attività. Art. 7.