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Al collega che ha parlato di sovranismo voglio dire che esso è compatibile con la democrazia, perché la difende se è il sovranismo di un Paese democratico. Se invece parliamo di un Paese che mette la propria visione teologica musulmana al centro per giustificare ogni genere di orrore nei confronti di civili inermi, allora si tratta non di sovranismo, ma di un incubo e non è decente che da parte della NATO e dell'Unione europea si parli non di pulizia etnica, ma di area di crisi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Anche il relatore ha parlato di area di crisi. Certamente questa è una crisi, tanto quanto quella che abbiamo vissuto negli Anni Novanta in Bosnia. In quel caso, però, si parlava di pulizia etnica, e c'era il coraggio di usare questo termine. Come mai oggi manca il coraggio di dire che il popolo curdo viene sterminato? Come mai manca il coraggio di parlare di Kurdistan e popolo curdo? Questi vocaboli sono stati eliminati anche nella recentissima seduta dell'Assemblea parlamentare della NATO, in cui anche il segretario generale Jens Stoltenberg ha parlato di area di crisi e di preoccupazioni per la sicurezza della Turchia. Le parole «curdo» e «Kurdistan» non sono state pronunciate dagli esponenti della NATO in inglese, né in alcuna altra lingua. Il Ministro della difesa inglese, di fronte a tutti i parlamentari della Commissione difesa e sicurezza, ha detto che la Turchia sta operando un rischieramento per la propria sicurezza oltre confine. Non so se sapete cosa ciò voglia dire: significa che lì c'è non una guerra, un conflitto, ma un rischieramento strategico per motivi di sicurezza. Di conseguenza, se i siriani e, soprattutto, i russi, appoggiati i curdi - come di recente è avvenuto secondo notizie di cronaca - attaccassero o si trovassero a essere attaccati dai turchi, la Turchia potrebbe forse invocare l'articolo 5 del Trattato di alleanza la Turchia non è infatti in guerra e viene aggredita da Paesi terzi, perché la NATO non riconosce lo stato di guerra o di conflitto in quella zona. Siamo esposti a un rischio di escalation gravissima. Pertanto, prima che sia tardi, occorre che l'Esecutivo intervenga nella NATO e nelle sedi appropriate per far dichiarare che quello che la Turchia compie nel Nord della Siria è una chiara violazione dei diritti umanitari e che è in atto un'operazione di pulizia etnica nei confronti dell'etnia curda. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Che non si voglia riconoscere il Kurdistan per motivi di stabilità posso capirlo, ma esistono il popolo curdo e l'innocenza di persone che vengono massacrate. Pertanto, nell'esprimere a nome di tutto il mio Gruppo il voto favorevole al disegno di legge di ratifica in esame, chiedo al Governo e a tutti i parlamentari di prendere una posizione netta, perché non si può stare in silenzio, né parlare utilizzando eufemismi, come ho sentito troppo spesso fare in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, dopo una disputa durata quasi trent'anni sulla denominazione da attribuire allo Stato della Macedonia, tra la Macedonia stessa (la ex Repubblica jugoslava di Macedonia) e la Grecia, si è arrivati finalmente ad una positiva conclusione. Gli accordi di Prespa hanno consentito di cambiare il nome in Repubblica di Macedonia del Nord e ciò ha consentito ai rappresentanti dei 29 Stati membri della NATO di firmare, il 6 febbraio di quest'anno, il Protocollo di adesione della Repubblica di Macedonia del Nord, che diventerà il trentesimo Stato aderente alla NATO. In attesa che la procedura di ratifica venga ultimata, presumibilmente entro il prossimo anno, la firma del Protocollo consente alla Macedonia di partecipare alle riunioni della NATO come osservatore. Il Protocollo, come gli atti aventi la stessa natura, utilizzati in occasione dei recenti allargamenti dell'Alleanza, regola i tempi e le modalità dell'adesione di Skopje. A norma dell'articolo 10 del Trattato del Nord Atlantico, però, la Repubblica di Macedonia del Nord diventerà parte dell'Alleanza solo al momento del deposito del suo strumento di adesione presso il Governo degli Stati Uniti d'America. In particolare, il Protocollo ha lo scopo di favorire un ulteriore rafforzamento della cooperazione militare tra gli Stati firmatari e di contribuire allo sviluppo dell'identità europea e di sicurezza e di difesa, accrescendo la stabilità dell'area euro-atlantica. Vorrei però ricordare che già dal 1995 il Paese balcanico aveva aderito al programma NATO di Partnership for peace, che ha poi preso parte a varie missioni internazionali. Vorrei ricordare anche che la NATO è un organismo estremamente importante, che ha delle regole, e che - agganciandomi anche a quanto sostenuto dal collega della Lega - appartenervi non garantisce esclusivamente gli aderenti con un patto di mutua difesa, ma li obbliga anche a comportamenti rispettosi dell'ordine internazionale. Proprio per far comprendere ciò che è accaduto in questi ultimi giorni e ore, con l'aggressione violentissima da parte della Turchia nei confronti della Siria, ricordo che l'articolo 1 del Trattato del Nord Atlantico recita: «Le parti si impegnano, come stabilito nello Statuto delle Nazioni Unite, a comporre con mezzi pacifici qualsiasi controversia internazionale in cui potrebbero essere coinvolte, in modo che la pace e la sicurezza internazionali e la giustizia non vengano messe in pericolo, e ad astenersi nei loro rapporti internazionali dal ricorrere alla minaccia o all'uso della forza assolutamente incompatibile con gli scopi delle Nazioni Unite». Ritengo che la Turchia abbia violato questo principio e che il Governo italiano debba assumere conseguentemente le proprie responsabilità e denunciare, laddove opportuno, questo fatto. Ho l'impressione che il provvedimento che stiamo per approvare oggi sia di particolare importanza: per questo motivo, annuncio il voto favorevole del Gruppo Forza Italia, ma sollecito il Governo a fare riferimento e a guardare con grande attenzione all'articolo 1 che ho citato, perché credo che non ci siano più le condizioni perché la Turchia rimanga all'interno dell'Alleanza del Nord Atlantico. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . MAIORINO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAIORINO (M5S) . Signor Presidente, il Protocollo di adesione alla NATO è stato ratificato finora da 22 dei 29 Stati membri. La Macedonia del Nord diventerà dunque il trentesimo membro della NATO e contribuirà sicuramente a migliorare l'ambiente di sicurezza nella regione dei Balcani. Ricordiamo infatti i drammatici mesi dell'insurrezione armata della minoranza albanese nel Nord del Paese nel 2001, che causarono centinaia di morti e circa 140.000 sfollati, rischiando di far sprofondare il Paese nell'ennesimo conflitto etnico dei Balcani.