[massime]

Ambiente - Riforma della disciplina delle procedure di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di verifica di assoggettabilità a VIA - Adeguamento degli ordinamenti delle Regioni e delle Province autonome - Potere sostitutivo dello Stato - Ricorso della Provincia autonoma di Trento - Lamentata violazione dell'autonomia statutaria - Natura recessiva della norma impugnata - Insussistenza - Non fondatezza delle questioni.. Sono dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dalla Provincia autonoma di Trento in riferimento agli artt. 8 e 9 dello statuto di autonomia, all'art. 8 del d.P.R. n. 526 del 1987, nonché agli artt. 117, quinto comma, e 120, secondo comma, Cost. - dell'art. 23, comma 4, del d.lgs. n. 104 del 2017, che regola l'esercizio del potere sostitutivo dello Stato in ordine all'adeguamento degli ordinamenti delle Regioni e delle Province autonome prefigurato dall'art. 7-bis, comma 8, cod. ambiente, aggiunto dall'art. 5, comma 1, del medesimo d.lgs. n. 104 del 2017. L'art. 41 della legge n. 234 del 2012 - richiamato dalla norma impugnata - prevede espressamente che i provvedimenti statali di attuazione degli atti dell'Unione europea, da un lato, perdono comunque efficacia dalla data di entrata in vigore dei provvedimenti di attuazione di ciascuna Regione e Provincia autonoma e che debbono recare l'esplicita indicazione della natura sostitutiva del potere esercitato e del carattere cedevole delle disposizioni in essi contenute. Poiché il potere sostitutivo può essere esercitato nel solo caso in cui carenze organizzative a livello regionale o provinciale compromettano la piena attuazione della direttiva 2014/52/UE, la mancata osservanza della normativa statale potrà rilevare quale presupposto legittimante l'intervento sostitutivo soltanto qualora si traduca in un difetto di conformità alla direttiva europea.