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Infatti, il Gruppo Forza Italia lo ha depositato qui in Senato, quindi in seconda lettura, ben consapevole che, in questa fase di sostanziale monocameralismo imperfetto, di fatto sarebbe stato quasi impossibile, vista l'imminente scadenza del decreto-legge, che potesse essere accolto. Io sono qui, però, a ricordarlo. Forza Italia non si è dimenticata di quelle piccole imprese, di quel mondo della ristorazione e delle aziende che, soprattutto nel periodo natalizio, quello che va cioè sostanzialmente dal 15 dicembre fino all'Epifania, si trovano ad affrontare iniziative che noi auspichiamo possano essere svolte. Questo lo dice chi l'altro ieri si è sottoposto alla terza dose di vaccino Covid-19 e non lo nasconde: collega Ferro, visto che ci sono molti che lo nascondono, io lo dico apertamente, perché credo nei vaccini, cara presidente Bernini, e penso che noi che facciamo politica, quando ci crediamo, dobbiamo dirle certe cose. Dobbiamo far capire ai nostri elettori come la pensiamo, senza alcun timore e senza farci irretire. Queste imprese e queste famiglie - si tratta anche di aziende di livello familiare - vivono soprattutto di occasioni che riuniscono le persone, per le quali magari hanno necessità di assunzioni temporanee, molto brevi. L'introduzione del voucher in questo periodo, come mi spiegava oggi, in modo più che esauriente, la collega Gallone, sarebbe fondamentale per certe attività che si occupano di ristorazione e di accoglienza delle persone e hanno necessità di personale, ma per una o due serate, per uno spazio temporale molto breve. Il Governo e la relatrice hanno dato parere contrario a questo emendamento, quindi la Commissione ha votato in modo negativo. Certo, una volta approvato, significava che il provvedimento sarebbe tornato alla Camera dei deputati e forse non vi sarebbe stato il tempo necessario perché venisse promulgata la legge o venisse approvato nei termini. Viene accolto soltanto l'ordine del giorno che il Governo, per voce del sottosegretario Sisto, che ringrazio perché ci ascolta attentamente, ha accolto come raccomandazione. Noi avremmo voluto qualcosa di più, uno sforzo ulteriore; non glielo nascondo, caro esponente del Governo Draghi. Questa è una maggioranza sicuramente molto composita, per la quale mettere tutto insieme non è cosa semplice, ne siamo ampiamente consapevoli. Venendo incontro a esigenze temporali, il nostro ordine del giorno prevedeva una temporalità di un mese, dalla metà di dicembre alla metà di gennaio: sostanzialmente, qualcosa in più si sarebbe potuto fare. Altri impegni sono contenuti in questo provvedimento. Devo dire che il Gruppo Forza Italia alla Camera dei deputati, attraverso nostri colleghi che hanno abilmente lavorato su questo testo in Commissione, ha saputo introdurre modifiche che vanno incontro a un'esigenza garantista, alla quale ovviamente da sempre si iscrive il nostro movimento politico e che si avvicina sempre più alla cosiddetta riforma Cartabia in materia di giustizia. Ci auguriamo che tale riforma possa essere confezionata nel più breve tempo possibile, anche perché l'Unione europea attende che il nostro Paese dia un segnale chiaro ed inequivocabile, non solo garantista, ma che preveda anche tempi certi, figure certe e giusto processo. In questa direzione, stiamo cercando anche di limitare i danni di un eccesso di giustizialismo che ha forgiato alcuni passati provvedimenti legislativi. Noi la pensiamo diversamente e ogni volta in cui ci capitano l'occasione e l'opportunità di marcare la distanza rispetto a una presa di posizione caratterizzata da populismo, demagogia e giustizialismo, affrontiamo questi temi con una dura presa di posizione di contrasto, perché a noi piace la politica, pertanto combattiamo l'antipolitica e tutti coloro i quali vogliono far credere che chi fa politica lo fa per interessi personali o privati. Ritengo che anche in questa circostanza Forza Italia abbia dimostrato di essere una forza di Governo responsabile e in questa occasione esprimerà il proprio voto favorevole, così come ha fatto alla Camera dei deputati. Sottolineiamo l'importanza del senso di responsabilità che le forze politiche devono avere in questa fase storica, così delicata e fondamentale per il futuro del nostro Paese e del nostro popolo. È per questa ragione che non dimentichiamo mai che è assolutamente fondamentale continuare lungo la strada tracciata dai provvedimenti in materia di lotta al Covid e soprattutto di green pass, che noi continuiamo a sostenere fino in fondo, perché sono l'unico mezzo per uscire dalla pandemia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Urraro. Ne ha facoltà. URRARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, il provvedimento in esame contempera una serie di esigenze, su cui farò qualche riflessione, in tema di tutela della privacy e finalità di giustizia, in particolare all'articolo 1. Significativa è stata la modifica dell'articolo 132 del codice in materia di protezione dei dati personali per circoscrivere l'accesso ai dati del traffico telefonico e telematico ai fini dell'indagine penale, consentendolo soltanto per gravi o specifici reati e richiedendo sempre l'autorizzazione o la convalida del giudice. L'intervento è determinato dall'esigenza di dare urgente seguito in particolare a una pronuncia della Corte di giustizia dell'Unione europea. Si prevede pertanto l'inutilizzabilità - su questo fronte ci siamo battuti - dell'acquisizione dei dati di traffico in violazione di legge e si introduce una disciplina transitoria relativa ai dati di traffico acquisiti prima dell'entrata in vigore del testo, prevedendo che questi potranno essere utilizzati a carico dell'imputato solo unitamente ad altri elementi di prova e per accertamento di gravi o specifici reati. Un'ulteriore modifica riguarda il contenuto del decreto del giudice che autorizza le intercettazioni mediante il captatore informatico, il cosiddetto trojan , prevedendo che le ragioni che rendono necessaria questa modalità per lo svolgimento delle indagini debbano essere analitiche e specifiche. Va rilevato che l'articolo 132 del codice in materia di protezione dei dati personali, su cui abbiamo particolarmente concentrato l'attenzione, disciplina l'obbligo dei fornitori dei servizi di comunicazione elettronica di conservare per i ventiquattro mesi successivi i dati relativi al traffico, per i dodici mesi i dati relativi al traffico telematico e per i trenta giorni i dati relativi alle chiamate senza risposta per le finalità di accertamento e repressione dei reati. In deroga a questa disciplina, per finalità di accertamento e repressione di più gravi reati di associazione a delinquere e terrorismo, il termine di conservazione dati è stabilito in settantadue mesi. Si tratta di modifiche sostanziali. Nonostante l'obbligo di conservazione riguardi i dati di traffico (i cosiddetti tabulati) e non il contenuto delle comunicazioni, è evidente come si tratti comunque di dati personali, idonei a rivelare molto della vita privata dell'utente, così verificandosi la contrapposizione, di cui ho detto in premessa, tra la tutela della privacy e le finalità di giustizia.