[pronunce]

- Il conflitto di attribuzione sollevato nei confronti dello Stato dalla regione siciliana riguarda la spettanza, o meno, allo Stato del potere di adottare modifiche statutarie della Fondazione Banco di Sicilia senza l'intesa con il Presidente della regione, e chiede, di conseguenza, l'annullamento della nota del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica - Dipartimento del tesoro - Direzione IV - prot. n. 306633 del 31 maggio 2000, avente ad oggetto "Legge 23 dicembre 1998, n. 461. Decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153. Atto di indirizzo 5 agosto 1999. Modifiche statutarie della Fondazione Banco di Sicilia". Il conflitto deve essere risolto sulla base della interpretazione degli effetti degli artt. 10, comma 3, lettera c) e 11, comma 1, del d.lgs. 17 maggio 1999, n. 153 in ordine alle preesistenti previsioni dello statuto di regione ad autonomia speciale e relative norme di attuazione in materia di credito e risparmio, ed in particolare risolvendo la questione se dette norme ordinarie possano avere effetti innovativi su divergenti disposizioni specifiche dello statuto regionale (legge costituzionale 28 febbraio 1948, n. 2) e relative norme di attuazione (art. 4 del d.P.R. 27 giugno 1952, n. 1133 recante "Norme di attuazione dello Statuto siciliano in materia di credito e risparmio"). 2. - Il ricorso per conflitto di attribuzioni proposto dalla regione siciliana è fondato. I problemi anzidetti sono stati già sostanzialmente affrontati da questa Corte con sentenza n. 341 del 2001, che ha escluso che la nuova normativa sugli enti conferenti di cui all'art. 11, comma 1, del predetto d.lgs. 20 novembre 1990, n. 356 possa avere l'effetto di eliminare le competenze attribuite dallo statuto e dalle relative norme di attuazione di una regione a statuto speciale, in quanto dotate di forza prevalente su quella delle leggi ordinarie. Nel contempo l'art. 10, comma 1, del d.lgs n. 153 del 1999 è stato interpretato nel senso (conforme a Costituzione) che rimane salvo l'esercizio dei poteri regionali previsti dallo statuto speciale di autonomia e dalle relative norme di attuazione. Le stesse conclusioni devono essere accolte nella presente fattispecie in quanto, di fronte alla formulazione letterale delle citate disposizioni del d.lgs. n. 153 del 1999 senza alcun riferimento all'applicabilità anche alla regione siciliana, esiste una previsione statutaria circa la disciplina del credito e del risparmio di interesse regionale [art. 17, lettera e), dello statuto] con attribuzione in una norma di attuazione dello statuto, al Presidente della regione siciliana del potere di partecipare, mediante "intesa", nell'approvazione degli statuti degli istituti di credito di diritto pubblico e delle banche di interesse nazionale aventi la sede centrale in Sicilia (art. 4 del d.P.R. 27 giugno 1952, n. 1133). 3. - Nel contempo deve essere riconfermato, anche rispetto alla regione siciliana, che le fondazioni conferenti enti creditizi di interesse regionale continuano attualmente a rientrare nelle previsioni relative agli enti creditizi contenute nello statuto ad autonomia speciale e relative norme di attuazione. Nel periodo transitorio delle operazioni di ristrutturazione bancaria, fino a quando il Ministero del tesoro eserciterà i poteri di vigilanza sulle fondazioni (enti che hanno effettuato il conferimento di azienda bancaria ai sensi del d.lgs. 20 novembre 1990, n. 356), deve ritenersi che sia rimasta la qualificazione di ente creditizio, in mancanza della quale non vi sarebbe alcuna giustificazione dell'attribuzione di poteri allo stesso Ministero del tesoro. Va pertanto affermata la sussistenza di un vincolo genetico e funzionale tra enti conferenti e società bancarie conferitarie in presenza di una partecipazione e degli altri presupposti previsti per l'esercizio in via generale della transitoria vigilanza sulle anzidette fondazioni (sentenza n. 341 del 2001). In realtà la perdita di tale qualificazione è destinata a verificarsi al compimento della trasformazione sia con la dismissione della partecipazione rilevante nella società bancaria conferitaria e delle altre partecipazioni non più consentite, sia con l'adeguamento degli statuti e loro relativa approvazione. Le fondazioni anzidette, prima di tale momento, non assumono la natura di persone giuridiche private senza fini di lucro con gli inseparabili scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico rimessi alla previsione degli stessi statuti (argomentando dal combinato disposto degli artt. 2 e 28, comma 2, del d.lgs. 17 maggio 1999, n. 153) (sentenza n. 341 del 2001). D'altro canto le modifiche statutarie devono avvenire applicando le regole proprie della natura dell'ente in base alle funzioni ed agli scopi previsti dallo statuto in vigore prima delle stesse modifiche statutarie, e, quindi, con l'esercizio delle competenze della regione siciliana attualmente previste per gli istituti di credito di interesse regionale. Ed anzi, dopo le modifiche statutarie, si porrà il problema del coordinamento con il nuovo regime delle persone giuridiche private e delle trasformate istituzioni pubbliche di assistenza in associazioni e fondazioni con personalità di diritto privato senza fine di lucro, anche in relazione agli scopi ed ai settori di attività previsti per la fondazione (ex bancaria) ed alle materie di competenza (esclusiva o concorrente) regionale ed ai poteri regionali in ordine alle persone giuridiche private (d.lgs. 29 gennaio 1997, n. 26, recante "Norme di attuazione dello statuto della regione siciliana in materia di persone giuridiche private") (cfr. sentenza n. 341 del 2001). 4. - Ulteriore conferma della attuale non completa definitiva separazione dal settore bancario-creditizio delle fondazioni anzidette può rinvenirsi nella previsione della possibilità di partecipazione al capitale della Banca d'Italia (art. 27, del d.lgs. 17 maggio 1999, n. 153) e nella ratio delle incompatibilità previste per le funzioni di consigliere di amministrazione nella società bancaria conferitaria (art. 4, comma 3, e art. 28, comma 4, del d.lgs. n. 153 del 1999, con operatività non oltre la data di adozione del nuovo statuto). 5. - Dall'accoglimento del ricorso per conflitto segue l'annullamento dell'atto impugnato, in quanto nega l'esercizio della partecipazione mediante "intesa" del Presidente della regione siciliana alla approvazione delle modifiche statutarie della Fondazione Banco di Sicilia.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara che non spetta allo Stato, e per esso al Ministro del tesoro, ora Ministro dell'economia e delle finanze, approvare, senza l'intesa con il Presidente della regione siciliana, le modifiche statutarie della Fondazione Banco di Sicilia; conseguentemente annulla la nota del Ministero del tesoro impugnata con il ricorso in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 ottobre 2001. Il Presidente: Vari Il redattore: Chieppa Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 24 ottobre 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola