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Per questi motivi, il Gruppo Italia Viva voterà contro l'ordine del giorno proposto, ritenendo invece giusto e corretto concedere l'autorizzazione a sottoporre il ministro Salvini al giudizio della magistratura, che valuterà sull'esistenza o no delle responsabilità penali. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE.Collega, ho tutto il rispetto anche per gli interventi scritti, ma questo non può autorizzare, quando il tempo è terminato, a concludere l'intervento così come l'avete predisposto. Se lo predisponete per un tempo più lungo, non è colpa mia. FARAONE (IV-PSI) . Lei è un maestro! PRESIDENTE.Signor Capogruppo, proprio lei! Io sono un maestro? Bravo! BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, il Gruppo Fratelli d'Italia, pur comprendendo le ragioni della richiesta del senatore Salvini, non potrà esaudirla, perché siamo convinti che oggi, qui, non si discuta del destino politico di un pur importantissimo leader, ma si discuta di un principio, e il principio è superiore anche alla richiesta dello stesso interessato, che non ne ha la disponibilità: qui si tratta di decidere se c'era o non c'era un preminente interesse nazionale nell'azione di un Ministro della Repubblica. (Applausi dal Gruppo FdI e dei senatori Alderisi e Iwobi) . Questo è il punto e su di esso Fratelli d'Italia non può che rimanere coerente in base a quei princìpi enunciati dal nostro leader Giorgia Meloni, che oggi è presente in tribuna e che ringrazio di essere qui a testimoniare l'importanza di questa giornata. Noi non possiamo che essere fedeli ai nostri princìpi e quindi non possiamo esaudire la richiesta dell'ex ministro Salvini. Infatti, lo stesso tribunale di Catania, nelle conclusioni della sua richiesta di autorizzazione a procedere, fa riferimento all'esclusiva competenza del Senato - sottolineo esclusiva - a giudicare sull'esistenza o meno dell'interesse. Se oggi noi neghiamo quell'interesse, la magistratura ordinaria lo prenderà come un dato acquisito non più discutibile. (Applausi dal Gruppo FdI) . Questo è il punto. Cari colleghi, oggi molti a sinistra si sono arrampicati sugli specchi per dimostrare che il caso Gregoretti è diverso da quello della nave Diciotti, ma in tutte le loro esposizioni si sono soltanto riferiti ad elementi di fatto, a circostanze fattuali che forse possono avere una qualche rilevanza in sede di processo, ma non hanno alcuna importanza in questa sede. Dal punto di vista che noi stiamo giudicando, i casi sono assolutamente identici: se c'era l'interesse nazionale, il superiore interesse pubblico nel caso Diciotti, ebbene quell'interesse c'è anche nel caso Gregoretti. Tanto è vero che siamo al paradosso, per cui il Partito Democratico giustifica il suo voto dicendo che sostanzialmente i casi sono analoghi se non identici e quindi, avendo votato allora in un modo, oggi vota nello stesso modo e i 5 Stelle, invece, giustificano il loro voto con l'argomento opposto, cioè dicendo che oggi votano in modo diverso perché i casi sono radicalmente diversi. (Applausi dal Gruppo FdI) . Se non fossi in Senato chiederei se non siamo nella trasmissione «Scherzi a parte», ascoltando gli argomenti dei due principali Gruppi di maggioranza, se non avessi letto quanto contenuto nella relazione del presidente Gasparri. Ma quando il ministro Bonafede, capo della delegazione dei Ministri dei 5 Stelle in questo Governo, il 30 luglio disse che chi doveva scendere era sceso, in italiano questo significa che chi è rimasto a bordo ci doveva rimanere, o avete un'altra spiegazione da darmi? Se la logica non è un optional, credo che questo sia fuori discussione. Anche ai colleghi del Partito Democratico devo dire che la loro coerenza si è fermata di fronte alla campagna elettorale dell'Emilia-Romagna, perché oggi dicono che il ministro Salvini ha commesso un reato, ma anche il ministro Lamorgese ha lasciato la nave Ocean Viking in mezzo al mare per quattro giorni e quello è legittimo (Commenti della senatrice Nugnes). Insomma, cari colleghi, questa è l'umiliazione cui oggi voi, con i vostri interventi, avete ridotto l'Assemblea del Senato. Come ho detto, noi non possiamo che votare a favore dell'ordine del giorno, che del resto il Gruppo Fratelli d'Italia ha sottoscritto alla unanimità, perché in questo caso noi dobbiamo difendere il principio che i confini dello Stato vanno difesi, che l'invasione va fermata, che non c'è un diritto di entrare indiscriminatamente in Italia e in Europa. Qualcuno della maggioranza, parlando oggi, mi ha fatto quasi pensare che abbia scambiato i migranti con dei turisti, perché si è persino chiesto se eravamo sicuri che questi migranti non avessero diritto di entrare in Italia: già, perché un migrante, anziché prendere l'aereo dalla Tunisia o dall'Algeria e spendere 150 euro, ne spende 3.000, li dà a uno scafista e rischia anche la vita! (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Iwobi) . Non c'è il diritto di entrare in Italia: questo è il principio che vogliamo affermare con il nostro voto. E se un rimprovero dobbiamo fare al ministro Salvini per il periodo in cui è stato al Governo, questo rimprovero è che lui doveva andare fino in fondo e attuare quel blocco navale che Fratelli d'Italia chiede fin dall'inizio della legislatura. (Applausi dal Gruppo FdI . Congratulazioni) . GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, il dibattito di oggi ha assunto per certi aspetti dei tratti surreali, così come surreale è stato lo svolgimento del caso Gregoretti nella Giunta. Motivi estranei al merito della richiesta di autorizzazione a procedere sono intervenuti e hanno aumentato la confusione e il rumore su una vicenda che, per altri versi, appare chiarissima: è stato impedito per un tempo apprezzabile a una nave della Guardia costiera, una nave militare Italiana, nell'ambito di un evento SAR coordinato dalle autorità italiane, di raggiungere un luogo ove sbarcare i naufraghi. A impedirlo - ripeto: per un tempo apprezzabile - è stato l'allora Ministro dell'interno. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 14,31) ( Segue GRASSO). Questa, con brutale sintesi, è la questione. Come senatori siamo chiamati a decidere se sottrarre o meno un membro del Governo al giudizio della magistratura - si badi bene che stiamo parlando, lo ribadiamo, di giudizio e non di condanna - ragionando esclusivamente su due punti, ovvero se il senatore Matteo Salvini si sia preoccupato di perseguire la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio di una funzione di Governo. Con gli aggettivi «rilevante» e «preminente» il legislatore costituzionale sembra suggerire che il bilanciamento dei valori in gioco debba risolversi a favore della tutela dei valori più alti della Repubblica.