[sommcomm]

Rileva quindi sarcasticamente che l'attuale rapporto al 137 per cento sembrerebbe peraltro inspiegabile in considerazione della competenza della Ragioneria generale dello Stato - uno degli organi tecnici cui si continua ad attribuire di fatto un peso significativo nel tracciare l'indirizzo politico - e della puntigliosità della 5 a Commissione, che ha espresso un parere contrario, ai sensi dell'articolo 81, sulla gran parte degli emendamenti presentati. Entrando nel merito dell'emendamento, si rammarica che non si intenda incentivare il rientro di giovani altamente qualificati sui quali in passato il Paese ha investito molto in formazione scolastica. Ritiene infatti che, nonostante le difficoltà contingenti, il mercato del lavoro possa offrire loro alcune preziose opportunità professionali. Prende quindi la parola la senatrice BOTTICI ( M5S ), che giudica rilevante e condivisibile il tema introdotto dal Presidente, ma lo considera poco coerente con la materia oggetto del provvedimento in esame. Interventi a favore del rientro dei lavoratori dall'estero potranno invece essere più opportunamente adottati nell'ambito di testi più organici in materia fiscale, magari addirittura in una riforma complessiva del fisco. Con queste precisazioni, dichiara il voto contrario del Gruppo del Movimento 5 Stelle. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) esprime apprezzamento per il tema sollevato dal Presidente e richiama le esperienze legislative in proposito da parte di alcune Regioni italiane. Giudica quindi opportuno varare misure a favore del rientro dei lavoratori attualmente all'estero in un prossimo provvedimento, per il quale preannuncia un personale impegno. Dopo aver assicurato la propria attenzione sulla materia, dichiara il voto contrario del Gruppo del Partito Democratico. Posto quindi ai voti, l'emendamento 2.0.12 è respinto. Si passa agli emendamenti riferiti all'articolo 3. Il relatore FENU ( M5S ) esprime parere contrario sugli emendamenti 3.1, 3.2 e 3.3. Il sottosegretario GUERRA si esprime in modo conforme. Con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 3.1, 3.2 e 3.3. Il PRESIDENTE avverte che si è così concluso l'esame degli ordini del giorno e degli emendamenti riferiti al provvedimento in titolo; non essendoci richieste di interventi per dichiarazioni di voto, si passa al mandato a riferire. La Commissione conferisce infine mandato al relatore, senatore FENU ( M5S ), a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge n. 1698, con le modifiche accolte nel corso dell'esame, a richiedere l'autorizzazione allo svolgimento della relazione orale e a effettuare gli interventi di coordinamento e correzione formale che dovessero risultare necessari. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO A.G. n. 152 - Scambio informazioni sistema fiscale Doc n. 152 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2018/822 del Consiglio, del 25 maggio 2018, recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all'obbligo di notifica (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 4 ottobre 2019, n. 117. Esame e rinvio) Il relatore SCIASCIA ( FIBP-UDC ) illustra il provvedimento, che intende recepire nell'ordinamento interno la direttiva (UE) 2018/822, del Consiglio, del 25 maggio 2018, recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all'obbligo di comunicazione. Dopo aver ricordato che il provvedimento è stato predisposto in attuazione dell'articolo 1 e dell'allegato A, n. 12, della legge di delegazione europea 2018 (legge n. 117 del 2019), secondo i principi e i criteri direttivi di cui all'articolo 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, richiama sinteticamente i principali contenuti del testo, che si compone di 14 articoli. L'articolo 1 definisce l'ambito applicativo della disciplina in oggetto. Il successivo articolo 2 reca le definizioni rilevanti e individua il contribuente e gli intermediari incaricati delle comunicazioni di legge, nonché i meccanismi transfrontalieri da segnalare alle autorità fiscali nazionali ed estere. L'articolo 3 disciplina gli obblighi di comunicazione del meccanismo transfrontaliero posti in capo agli intermediari e al contribuente e i relativi esoneri, mentre l'articolo 4 definisce le regole per l'obbligo di comunicazione in più Stati membri. Il relatore osserva quindi che l'articolo 5 individua il meccanismo transfrontaliero rilevante ai fini della comunicazione e precisa i casi in cui è soggetto all'obbligo di comunicazione e che l'articolo 6 elenca la tipologia delle informazioni oggetto della comunicazione all'Agenzia delle entrate. Si sofferma poi sull'articolo 7, che stabilisce i termini di presentazione all'Agenzia delle entrate delle informazioni oggetto della comunicazione, e sull'articolo 8, che dispone un obbligo una tantum nei confronti degli intermediari e dei contribuenti obbligati alla comunicazione delle informazioni relative ai meccanismi transfrontalieri. Il successivo articolo 9 disciplina le modalità di trasmissione delle informazioni tra l'Agenzia delle entrate e le altre autorità competenti delle giurisdizioni estere. In conclusione, il relatore precisa che l'articolo 10 reca delle modifiche di coordinamento con alcune disposizioni vigenti; l'articolo 11 introduce per gli intermediari e i contribuenti tenuti alle comunicazioni un obbligo di conservazione dei documenti e dei dati utilizzati per l'attuazione del meccanismo transfrontaliero; l'articolo 12 disciplina le sanzioni per i casi di omessa comunicazione delle informazioni; l'articolo 13 prevede la clausola di invarianza finanziaria; l'articolo 14 stabilisce che le disposizioni del decreto hanno effetto a decorrere dal 1° luglio 2020. In riferimento all'articolato così descritto il relatore richiama l'attenzione sulla complessità delle misure proposte dal Governo, cui ha certamente contribuito qualche inesattezza nella traduzione in italiano dei documenti predisposti dall'Unione europea. Per quanto riguarda la definizione del meccanismo cui più volte fa riferimento l'articolato in esame, ne fornisce un modello esemplificativo, in analogia a quanto emerso negli anni scorsi con le operazioni di triangolazione poste in essere per ridurre il prelievo fiscale: grazie alla sede fiscale in Paesi a fiscalità privilegiata e all'opera di intermediari in grado di fornire consulenza specifica, le imprese beneficiarie sono riuscite a porre in essere comportamenti elusivi. Conclude ritenendo opportuno un congruo termine per esaminare un provvedimento caratterizzato da tecnicalità e complessità. Il presidente BAGNAI dopo aver rilevato polemicamente che la complessità degli argomenti proposti nell'atto del Governo mal si addice a un esame frettoloso, chiede al rappresentante del Governo di concedere alla Commissione un tempo più ampio, anche per procedere all'audizione di rappresentanti dell'Agenzia delle entrate.