[pronunce]

che, quanto al profilo dell'automatismo della pena accessoria, la natura temporanea della stessa e le circostanze appena richiamate renderebbero la previsione «ragionevolmente proporzionata» e, perciò, in linea con i princìpi espressi dalla giurisprudenza costituzionale in tema di previsioni sanzionatorie rigide. Considerato che il Tribunale ordinario di Firenze ha sollevato - in riferimento agli articoli 2, 3, 30 e 31 della Costituzione, nonché - in relazione all'articolo 10 Cost. - alla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 27 maggio 1991, n. 176 (Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989), (in particolare, artt. 3, 7 e 8) - questione di legittimità costituzionale dell'art. 574-bis del codice penale, «nella parte in cui stabilisce che, in caso di condanna pronunciata contro il genitore per il delitto di sottrazione e trattenimento di minore all'estero, consegua di diritto la sospensione della potestà genitoriale, così precludendo al giudice ogni possibilità di valutazione dell'interesse del minore nel caso concreto»; che, a parere del giudice a quo, la disposizione censurata si porrebbe in contrasto con gli articoli 2, 30 e 31 Cost., in quanto tra i diritti inviolabili del fanciullo vi sarebbe quello di crescere con i genitori e di essere educato da questi, salvo che ciò comporti un grave pregiudizio; che vulnerato risulterebbe pure l'art. 3 Cost., giacché, contrariamente all'automatismo che caratterizza l'applicazione della pena accessoria, dovrebbe procedersi ad una verifica caso per caso di quale sia in concreto la migliore tutela per il minore, «ben potendo risultare irragionevole e, quindi, in contrasto con l'art. 3 Cost., l'applicazione automatica della pena accessoria della decadenza dalla potestà genitoriale a seguito di condotte (in ipotesi) ispirate proprio da una finalità di tutela del figlio, a causa di comportamenti pregiudizievoli posti in essere dall'altro genitore»; che si deduce, inoltre, la violazione degli artt. 3, 7 e 8 della predetta Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, in riferimento all'art. 10 Cost., dal momento che l'art. 7 di detta Convenzione attribuisce al bambino il diritto di conoscere i genitori e di essere allevato da essi, mentre l'art. 8 obbliga gli Stati a preservare le relazioni familiari del fanciullo, fermo restando il suo interesse superiore (art. 3), a tutela del quale possono essere adottate misure di allontanamento: princìpi, questi, che verrebbero compromessi dal denunciato automatismo della pena accessoria, prescindendo esso da qualsiasi valutazione del caso concreto, ai fini del soddisfacimento del preminente interesse del minore; che l'assenza, nella ordinanza di rimessione, di qualsiasi anche minimo accenno ai fatti di causa impedisce a questa Corte di procedere al doveroso scrutinio anche in punto di rilevanza della questione proposta, essendosi il giudice rimettente limitato ad enunciare che «il giudizio non può essere definito indipendentemente dalla risoluzione della questione di legittimità costituzionale» e a rilevare soltanto che «in caso di condanna si troverebbe necessariamente ad applicare all'imputata anche la sanzione accessoria della sospensione della potestà genitoriale»; che tale omissione appare, peraltro, tanto più significativa in quanto viene sollecitata una pronuncia attraverso la quale possa essere consentito al giudice proprio di effettuare una valutazione in concreto dell'incompatibilità del previsto automatismo rispetto alle esigenze effettive di tutela del minore nella vicenda specifica sottoposta al suo giudizio; che la giurisprudenza di questa Corte ha costantemente affermato che la omessa descrizione, da parte del giudice rimettente, della fattispecie concreta sottoposta a giudizio si traduce in un difetto di motivazione sulla rilevanza della questione, che conduce alla declaratoria di inammissibilità della stessa (ex plurimis, sentenze n. 301 e n. 272 del 2012). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 574-bis del codice penale, sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3, 30 e 31 della Costituzione, nonché - in relazione all'articolo 10 della Costituzione - agli articoli 3, 7 e 8 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 27 maggio 1991, n. 176 (Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989), dal Tribunale ordinario di Firenze con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 giugno 2013. F.to: Franco GALLO, Presidente Paolo GROSSI, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 giugno 2013. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI