[ddlpres]

« attività svolte dal tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto » sono inserite le seguenti: « del bullismo e »; e all'articolo 4: 1 al comma 1, dopo le parole: « dalla data di entrata in vigore della presente legge adotta linee di orientamento » sono inserite le seguenti: « recanti le procedure » e dopo le parole: « per la prevenzione e il contrasto » sono inserite le seguenti: « del bullismo e »; 2 al comma 2, dopo le parole: « all'interno dell'istituto scolastico in attività di peer education , nella prevenzione e nel contrasto » sono inserite le seguenti: « del bullismo e »; 3 il comma 3 è abrogato; 4 al comma 4, dopo le parole: « per promuovere sul territorio azioni integrate di contrasto » sono inserite le seguenti: « del bullismo e »; 5 dopo il comma 4 è inserito il seguente: « 4 - bis . Nell'ambito dell'attività formativa di cui al comma 4, necessaria a fini di prevenzione e contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo , gli istituti scolastici di ogni ordine e grado danno particolare rilievo a progetti formativi che mirino ad implementare l'alfabetizzazione emotiva. Avuto riguardo all'alfabetizzazione emotiva e al conseguente sviluppo dell'intelligenza emotiva, l'attività formativa è rivolta sia agli insegnanti che agli alunni, con previsione del coinvolgimento delle famiglie. La formazione ha come finalità lo sviluppo delle attitudini personali volte a consentire il riconoscimento dei propri ed altrui sentimenti, la capacità di gestire lo stress, la rabbia e l'impulsività, anche attraverso la valorizzazione di atteggiamenti pro-sociali, empatici e compassionevoli, tali da favorire l'aggregazione ed evitare comportamenti escludenti. Sono favorite attività volte all'apprendimento della gestione dei conflitti e della mediazione, nonché volte alla consapevolezza linguistica e comunicativa, al fine di evitare l'utilizzo di un linguaggio offensivo, in favore di piani di comunicazione empatica e non violenta. I moduli formativi hanno la finalità di garantire agli alunni e agli insegnanti la migliore condizione di apprendimento possibile, prediligendo una personalizzazione dell'educazione scolastica. »; 6 al comma 6, dopo le parole: « specifici progetti personalizzati volti a sostenere i minori vittime di atti » sono inserite le seguenti: « di bullismo e »; f dopo l'articolo 4 è inserito il seguente: « Art. 4- bis. – (Referente antibullismo dell'istituto scolastico) – 1 . Ogni istituto scolastico, nell'ambito della propria autonomia, individua fra i docenti un referente antibullismo. 2 . Il referente antibullismo collabora con il dirigente scolastico e con gli organi della scuola nel coordinare tutte le iniziative dirette alla prevenzione e al contrasto del bullismo, in particolare fornendo supporto nella definizione e nell'applicazione del sistema di gestione per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo di cui all'articolo 7- bis . 3 . Il referente antibullismo è individuato tra i docenti con almeno tre anni di anzianità di servizio nell'istituto scolastico. 4 . Il referente antibullismo deve aver frequentato almeno un corso di formazione di di quaranta ore in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo , acquisendo altresì le competenze di cui al comma 4- bis dell'articolo 4, e deve partecipare ogni anno ad attività di aggiornamento professionale nei medesimi ambiti per almeno dieci ore. 5 . Il referente antibullismo percepisce un'indennità di funzione per l'esercizio della carica, oltre alla normale retribuzione per le ore di lavoro effettivamente prestate per l'esercizio della carica medesima. »; g all'articolo 5: 1 il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . Salvo che il fatto costituisca reato, il dirigente scolastico che venga a conoscenza di atti di cui all'articolo 1, applica le misure e le procedure previste dall'articolo 7- bis . Egli inoltre informa tempestivamente i soggetti esercenti la responsabilità genitoriale ovvero i tutori dei minori coinvolti e promuove adeguate iniziative di carattere educativo. »; 2 al comma 2, dopo le parole: « corresponsabilità di cui all'articolo 5- bis del citato decreto n. 249 del 1998 sono integrati » sono inserite le seguenti: « dalle misure e procedure previste dall'articolo 7- bis » e dopo le parole: « con specifici riferimenti a condotte » sono inserite le seguenti: « di bullismo e »; h all'articolo 6, comma 2, dopo le parole: « dell'utilizzo della rete internet e alla prevenzione e al contrasto » sono inserite le seguenti: « del bullismo e »; i all'articolo 7, comma 1, dopo le parole: « è presentata denuncia per taluno dei reati di cui » sono inserite le seguenti: « alla presente legge, » e dopo le parole: « di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, commessi, » è inserita la seguente: « anche »; l dopo l'articolo 7 è aggiunto il seguente: « Art. 7- bis . – (Sistema di gestione per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo) – 1 . Ogni istituto scolastico, nell'ambito della propria autonomia e a cura del dirigente scolastico, definisce un sistema di gestione idoneo alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di bullismo e di cyberbullismo , attraverso l'adozione delle seguenti misure: a) predisposizione di un piano scritto della vigilanza all'interno degli ambienti della scuola in grado di garantire il costante e corretto controllo e la vigilanza sui minori, anche in relazione alle diverse fasce di età; b) predisposizione e aggiornamento annuale di un documento di valutazione dei rischi di bullismo e di cyberbullismo , tenendo conto dei risultati di una preliminare analisi del contesto di riferimento, del territorio in cui opera l'istituto scolastico, della tipologia di utenza, della fascia d'età degli alunni, delle statistiche dell'ultimo periodo riferite a fatti di bullismo e di cyberbullismo ; c) definizione, per ogni anno scolastico, di linee guida e di un piano di prevenzione dei fenomeni di bullismo e di cyberbullismo coerente con i risultati della valutazione dei rischi, nel quale siano descritte le azioni che si intendono adottare, le figure responsabili e i criteri per la successiva verifica dell'efficacia di tali azioni; d) definizione di un sistema sanzionatorio che preveda adeguate regole di comportamento e relative sanzioni verso gli alunni che commettano atti di bullismo e di cyberbullismo non punibili ai sensi dell'articolo 1- bis , in conformità con quanto previsto dall'articolo 5, comma 2; e) definizione di una procedura per l'individuazione e la gestione delle criticità, diretta a consentire a tutti gli interessati, compresi gli alunni e i loro familiari, la possibilità di segnalare, anche in forma riservata, evenutali atti di bullismo e di cyberbullismo , nonché a monitorare le misure attuate per prevenire e gestire le criticità; f) nomina di una commissione antibullismo dell'istituto scolastico, con funzioni di proposta e di consultazione, la cui composizione, definita dal regolamento scolastico, deve comprendere: