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in queste ore il generale Alessandro Barbera, che guida il servizio centrale investigazione criminalità organizzata (SCICO) della Guardia di finanza ha dichiarato che i comparti economici che hanno subito gravi perdite e danni in conseguenza dell'emergenza sanitaria, come i settori della ristorazione, della ricezione alberghiera e della filiera collegata al turismo, possono risultare particolarmente appetibili a fenomeni estorsivi; le ingenti disponibilità di liquidità accumulate dalle mafie attraverso i tradizionali business illeciti possono ulteriormente agevolare le operazioni di riciclaggio e di penetrazione nell'economia legale nelle forme più diverse, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo stia monitorando con attenzione questa situazione, in particolare nei territori più deboli e fragili in seguito all'emergenza COVID-19 e quali siano gli strumenti e le risorse messe in campo per affrontare i rischi; se siano allo studio misure normative che consentano di rafforzare in questa fase i controlli antiriciclaggio. Atto n. 3-01672 FAZZOLARI CIRIANI Al Ministro dell'interno Premesso che: il 23 settembre 2019 si è tenuto a Malta un vertice tra i Ministri dell'interno di Francia, Germania, Italia, Malta e Finlandia (quest'ultima alla Presidenza di turno UE) e il commissario europeo uscente per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza Avramopoulos; scopo dell'incontro era quello di giungere ad una soluzione condivisa sull'adozione di un meccanismo "temporaneo" di gestione degli sbarchi nel Mediterraneo centrale; l'accordo raggiunto prevedeva la redistribuzione su base volontaria dei richiedenti asilo salvati nel Mediterraneo centrale, in base alla quale, in sostanza, i migranti soccorsi da navi delle organizzazioni non governative e da quelle militari sarebbero stati ridistribuiti negli Stati aderenti all'accordo, i quali poi avrebbero vagliato le domande di asilo; al termine dell'evento seguirono dichiarazioni di autorevoli esponenti della maggioranza di Governo che, con toni trionfalistici, annunciarono il "grande passo in avanti" o la "svolta clamorosa": lo stesso Ministro in indirizzo dichiarò che, grazie all'accordo sui migranti a Malta, "da oggi l'Italia non è più sola (...) Il testo predisposto va nella giusta direzione (...) ci sono contenuti concreti e abbiamo sciolto dei nodi politici complicati"; il Presidente del Consiglio dei ministri parlò di "passo storico": "siamo oggettivamente vicini ad una svolta, al passaggio da una gestione emergenziale a una strutturale fondata su un partenariato tra Stati"; nonostante le proclamazioni di vittoria, la riunione del Consiglio affari interni di Lussemburgo che seguì il successivo 8 ottobre, nel corso della quale le presunte intese raggiunte avrebbero dovuto essere verificate nella piena collegialità dell'Unione, si concluse con un nulla di fatto e senza alcuna decisione o impegno formalizzato; anzi, dalle dichiarazioni stampa che seguirono all'indomani dello stesso Consiglio di Lussemburgo emersero una serie di criticità che facevano presagire l'inefficacia di fatto dell'accordo raggiunto; infatti, il Ministro tedesco Seehofer dichiarò che lo "schema Malta" avrebbe trovato applicazione solo in caso di numeri limitati di sbarchi, nell'ordine delle centinaia, "ma se diventassero migliaia, possiamo dichiarare terminato il meccanismo di emergenza", e lo stesso Ministro in indirizzo confermò che l'accordo prevedeva come condizione che il numero di sbarchi fosse limitato; questi accordi di Malta non sono mai stati inseriti nell'agenda dei Consigli europei che si sono succeduti, né presi in esame in nessun'altra sede istituzionale, mentre in modo formale o informale è sempre stato chiarito che qualunque accordo di redistribuzione a livello europeo avrebbe dovuto riguardare solo gli aventi diritto alla protezione internazionale, come ribadito peraltro dal presidente francese Macron; come ha sempre sostenuto Fratelli d'Italia, solo una minima parte dei migranti ha diritto ad una forma di protezione internazionale (asilo politico in base alla Convenzione di Ginevra o protezione sussidiaria in base all'ordinamento europeo); lo stesso Ministero dell'interno ha confermato che si tratterebbe solo del 15 per cento dei migranti; anche il rapporto del programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) intitolato "The scaling fences: voices of irregular African migrants to Europe" dell'ottobre 2019 ha evidenziato che la quasi totalità dei migranti arriva in Europa non per motivi di asilo o di protezione, ma piuttosto per esigenze e aspirazioni economiche e di vita non soddisfatte nei loro Paesi di origine; si tratterebbe dunque di migranti economici che, in quanto tali, non sarebbero beneficiari di alcuna forma di protezione internazionalmente riconosciuta; alla luce di questi dati, emerge tutta l'inadeguatezza degli accordi di Malta come strategia risolutiva del problema migratorio; tutto ciò conferma quanto Fratelli d'Italia già da tempo sostiene con forza, ossia che, per conseguire una gestione efficace del fenomeno migratorio ed evitare che l'Italia diventi di fatto la porta di accesso di migranti irregolari verso l'Europa, non è sufficiente concentrarsi sulla questione della redistribuzione dei migranti, ma occorre tener conto dell'esigenza prioritaria di controllo e protezione delle frontiere esterne dell'Unione europea, attraverso la predisposizione, in accordo e collaborazione con le autorità governative locali, di un blocco navale davanti alle coste libiche; considerato che: l'inconsistenza degli accordi di Malta è confermata dai dati ufficiali del Viminale, in base ai quali da settembre l'Italia è riuscita a far partire verso la Germania e altri Paesi "volenterosi" appena 464 migranti, a fronte degli oltre 11.800 sbarchi registrati sulle nostre coste dal 1° settembre 2019 ad oggi: cioè solamente il 3,9 per certo; peraltro la prospettiva di sanatorie indifferenziate per gli immigrati irregolari ha determinato un sensibile aumento dei flussi migratori: 5.472 immigrati sbarcati dal 1° gennaio al 9 giugno 2020 a fronte dei 2.128 nello stesso periodo del 2019, pari ad un aumento del 257 per cento; come annunciato dalla stampa, secondo i nostri Servizi di informazione e sicurezza, altri 20.000 migranti sarebbero già pronti a partire dalle coste della Libia, mentre secondo un documento delle Nazioni Unite si starebbero preparando alla partenza addirittura 650.000 persone; lascia perplessi la soddisfazione con cui il Ministro in indirizzo ha annunciato, dopo il Consiglio degli Affari interni del 5 giugno, di aver inviato una lettera alla Commissione europea (condivisa con Cipro, Grecia, Malta e Spagna) con la quale ha chiesto di imporre a tutti gli Stati l'obbligo di accogliere una quota di migranti ricollocati, appello neanche preso in considerazione dagli Stati membri europei, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia preso atto del palese fallimento degli accordi di Malta del 23 settembre 2019 e quali iniziative urgenti intenda, dunque, adottare per assicurare il contrasto all'immigrazione clandestina sul territorio italiano e garantire la tutela dei confini nazionali, che rappresentano anche i confini esterni dell'Unione europea. Atto n. 3-01673 ROMEO BORGHESI AUGUSSORI CALDEROLI GRASSI IWOBI LUCIDI VESCOVI Al Ministro dell'interno Premesso che: