[resaula]

con l'introduzione nel 2017 di un nuovo secondo periodo all'articolo 178, comma 1, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016, e successive modificazioni e integrazioni, il Governo si è dato margini per concludere le procedure di affidamento dei lavori soltanto nel 2017, rinunciando perciò a ulteriori incassi e utili; l'articolo 192, comma 2, prescrive tassativamente che, in caso di affidamento in house di un contratto avente ad oggetto servizi disponibili sul mercato in regime di concorrenza, le stazioni appaltanti effettuano preventivamente la valutazione sulla congruità economica dell'offerta dei soggetti in house , avuto riguardo all'oggetto e al valore della prestazione, dando conto nella motivazione del provvedimento di affidamento delle ragioni del mancato ricorso al mercato, nonché dei benefici per la collettività della forma di gestione prescelta, anche con riferimento agli obiettivi di universalità e socialità, di efficienza, di economicità e di qualità del servizio, nonché di ottimale impiego delle risorse pubbliche; è di evidenza assoluta che tale valutazione di congruità non è stata in nessun modo effettuata prima della sottoscrizione dei suddetti protocolli di intesa, come prescritto dalla legge, e neppure dopo, e non risulta acquisita la registrazione da parte della Corte dei conti sui protocolli stessi, che hanno un rilevante impatto sui saldi di finanza pubblica; di fatto, l'unica offerta esistente è quella del soggetto in house , secondo uno schema di rigidissimo monopolio, non certo il migliore per garantire le condizioni più vantaggiose; è altresì palese che esiste sul mercato la disponibilità di soggetti in grado di proporre offerte alternative ai soggetti in house , come dimostrato dai partecipanti alle pochissime gare del settore tenutesi in questi ultimi anni; non è mai stato spiegato in quale modo la collettività avrebbe un beneficio dall'affidamento in house rispetto al ricorso al mercato, mentre è ben chiaro che, con la procedura prescelta, lo Stato si preclude, tra l'altro, la possibilità di incassare subito diversi miliardi di euro attraverso il meccanismo impiegato dal concessionario, in discutibile proroga, dell'autostrada A4 Brescia-Padova, il quale ha venduto alla spagnola Abertis i 10 anni di residua concessione sulla base di una valutazione di 1,2 miliardi di euro; poiché lo Stato potrebbe vendere allo stesso modo le concessioni dell'Autobrennero e di Autovie venete non per 10 ma per 30 anni, considerati i dati economici di tali infrastrutture rispetto a quelli dell'autostrada Brescia-Padova, è ben evidente che con l'affidamento in house lo Stato rinuncia ad incassare almeno 4,5 miliardi di euro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda proseguire sul percorso intrapreso dal suo predecessore con l'affidamento in house della concessione dell'autostrada del Brennero e delle autovie venete; nel caso in cui intenda continuare la procedura per l'affidamento in house , in che modi e tempi intende applicare l'articolo 192, comma 2, del codice, in quanto tempo ritenga di arrivare alla nuova concessione, per quale ragione non intenda procedere a una gara per ottenere migliori condizioni per gli utenti e per l'erario; nel caso in cui non intenda procedere all'affidamento in house , quando intenda partire con le procedure di indizione delle gare, tenuto conto del fatto che ogni giorno di ritardo comporta ai concessionari uscenti un ulteriore margine operativo di 750.000 euro, somma che potrebbe andare a beneficio degli utenti e del sistema Italia attraverso una riduzione dei pedaggi ovvero nelle casse dello Stato, proprietario delle autostrade. Atto n. 4-00307 VALENTE Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Premesso che: la XXX edizione dell'Universiade, manifestazione sportiva multidisciplinare rivolta ad atleti universitari, si svolgerà a Napoli e in Campania a luglio 2019 coinvolgendo migliaia di giovani atleti provenienti da ogni parte del mondo; sulla base delle norme approvate con la legge 27 dicembre 2017, n. 205, tutti gli interventi necessari connessi allo svolgimento della manifestazione sono attuati da un commissario straordinario, successivamente nominato nella persona del prefetto Luisa Latella; rilevato che: nell'ambito del piano degli interventi approvato dal commissario straordinario rientra la predisposizione del sistema di accoglienza di atleti e staff tecnici nel rispetto degli standard stabiliti dalla FISU (Federazione internazionale sport universitari); ai fini dell'accoglienza, oltre al campus universitario di Fisciano (Salerno) e a strutture alberghiere nel territorio regionale per una parte degli atleti, la cabina di regia istituzionale della manifestazione aveva ipotizzato per la città di Napoli soluzioni diverse, tra cui: l'installazione di moduli abitativi amovibili all'interno della mostra d'Oltremare, l'utilizzo dell'ex caserma Boscariello, di alcune aree dell'ippodromo di Agnano e del porto, con contestuale noleggio di navi appositamente predisposte; in data 14 giugno 2018, avendo la FISU espresso preferenza per la mostra d'Oltremare di Napoli come soluzione migliore, il commissario straordinario ha ritenuto di confermare la scelta; in data 3 luglio è previsto un tavolo istituzionale sulle Universiadi tra i soggetti coinvolti alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giorgetti, durante il quale il nuovo Governo potrà per la prima volta esprimersi, oltre che sull'intero progetto, anche sulla specifica destinazione della mostra d'Oltremare; considerato che: la mostra d'Oltremare è un sito caratterizzato da un patrimonio storico-architettonico e naturalistico unico nel suo genere e perciò sottoposto a numerosi vincoli; a Napoli e in Campania la scelta della mostra d'Oltremare come contenitore di alcune migliaia di "casette" a più piani ha suscitato un ampio e qualificato moto di preoccupazione, da un lato per i pericoli che correrebbe il suo patrimonio, già reso complessivamente fragile in questi anni a causa di mancati interventi di restauro e riqualificazione, dall'altro per l'eventualità, sino ad ora mai esclusa, che le strutture installate per la manifestazione possano poi restare a tempo indefinito anche dopo la fine, magari utilizzate per scopi molto diversi da quelli inizialmente previsti; perplessità forti sul merito della decisione sono venute dagli operatori fieristici e congressuali oltre che dalle principali personalità dell'ambientalismo italiano, che valutano la destinazione prescelta per la mostra in contrasto sia con quella del vigente piano regolatore generale, sia con gli scopi istituzionali dell'ente, che è società partecipata interamente da Comune di Napoli, Regione Campania e Città metropolitana di Napoli; inoltre, lo stesso presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, principale promotore e finanziatore dell'Universiade 2019, ha espresso notevoli perplessità sulla soluzione adottata, ritenendola non in grado di garantire, insieme alle esigenze sportive e operative, la salvaguardia del territorio, si chiede di sapere: se siano noti i gravi rischi, denunciati da attori istituzionali e non, che la mostra d'Oltremare correrà ospitando i moduli abitativi per gli atleti dell'Universiade 2019;