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il 19 febbraio, alla luce della perdurante situazione incertezza e divisione nel Governo rispetto alla realizzazione dell'opera, il consiglio di amministrazione di Telt ha deciso all'unanimità un ulteriore rinvio della pubblicazione dei bandi di gara per la realizzazione dell'opera infrastrutturale. Nel corso del consiglio di amministrazione di Telt, il rappresentante della Commissione europea ha reso nota una comunicazione ufficiale di INEA che ha indicato come condizione per la conferma dell'intera contribuzione di 813 milioni di euro la tempestiva pubblicazione dei bandi, pena l'applicazione di una riduzione di 300 milioni di euro; in data 5 marzo, il vertice di Governo convocato per affrontare la situazione della Tav Torino-Lione si è concluso con un rinvio di qualsiasi decisione alla data dell'8 marzo 2019. Nel frattempo, le organizzazioni di rappresentanza delle imprese e dei lavoratori hanno ribadito il loro sostegno alla realizzazione dell'opera infrastrutturale; osservato che: le decisioni finora assunte dal Governo sulla Tav Torino-Lione, opera per la quale sono state già impegnate e spese ingenti risorse economiche, oltre a bloccare il Paese e mettere in difficoltà un rilevante numero di imprese e di lavoratori impegnati nella sua realizzazione, rischia di compromettere il pieno rispetto di accordi internazionali assunti dal nostro Paese per le grandi opere della rete TEN-T; a sostegno della realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione, sono state organizzate diverse manifestazioni spontanee nella città di Torino. L'ultima, ha visto tra i manifestanti la presenza di esponenti di maggioranza del Governo che insieme agli altri hanno manifestato per ribadire il Sì alla Tav; il Ministro dell'economia e delle finanze, trattando del tema della Tav, avrebbe recentemente dichiarato alla stampa che «nessuno verrà mai a investire in Italia se il Paese mostra che con un cambio di governo non sta più ai patti, cambia i contratti, cambia le leggi e le fa retroattive»; la velocità della ripresa economica e la competitività del nostro Paese dipende in buona misura anche dalla realizzazione di importanti investimenti pubblici e privati. Sulle grandi opere infrastrutturali si misura la capacità del Governo di guardare al futuro e di dotare il Paese di un sistema connesso, integrato con il resto dell'Europa e capace di creare crescita. I recenti dati diffusi dall'Istat sull'andamento della nostra economia rendono ancora più urgente l'avvio e il completamento di importanti investimenti pubblici, in grado di riattivare un circuito virtuoso di crescita e occupazione, fra i quali assumono un ruolo prioritario quelli relativi alle grandi opere infrastrutturali, come la Tav Torino-Lione, impegna il Governo: 1) ad adottare tutte le iniziative necessarie per consentire alla società concessionaria Telt di procedere con urgenza alla pubblicazione dei bandi di gara per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino Lione; 2) a rendere noto a cittadini ed imprese e a comunicare al Parlamento il nuovo cronoprogramma per il completamento della Tav Torino-Lione in ragione del ritardo provocato nella pubblicazione dei bandi di gara da parte di Telt; 3) ad adottare ogni iniziativa utile a superare l'attuale blocco delle grandi e piccole opere, che, secondo alcune stime ammonterebbe a circa 36 miliardi di euro, e a riprendere finalmente un'adeguata politica di investimenti in grado di incidere nei prossimi anni sulla crescita dei posti di lavoro e sul tasso di sviluppo del nostro Paese. (1-00065) (Testo 2) La mozione 1-00066, della senatrice Bernini ed altri, pubblicata il 15 gennaio 2019, deve intendersi riformulata come segue: BERNINI, MALAN, AIMI, ALDERISI, BARACHINI, BARBONI, BATTISTONI, BERARDI, BERUTTI, BIASOTTI, BINETTI, CALIENDO, CANGINI, CARBONE, CAUSIN, CESARO, CONZATTI, CRAXI, DAL MAS, DAMIANI, DE POLI, DE SIANO, FANTETTI, FAZZONE, FERRO, FLORIS, GALLIANI, GALLONE, GASPARRI, GHEDINI, GIAMMANCO, GIRO, LONARDO, MALLEGNI, MANGIALAVORI, MASINI, MESSINA Alfredo, MINUTO, MODENA, MOLES, PAGANO, PAPATHEU, PAROLI, PEROSINO, PICHETTO FRATIN, QUAGLIARIELLO, RIZZOTTI, ROMANI, RONZULLI, ROSSI, SACCONE, SCHIFANI, SCIASCIA, SERAFINI, SICLARI, STABILE, TESTOR, TIRABOSCHI, TOFFANIN, VITALI - Il Senato, premesso che: il progetto della ferrovia Torino-Lione è nato circa trent'anni fa dall'idea di realizzare un treno ad alta velocità, che collegasse Francia e Italia, una linea da destinare sia alle persone che alle merci, ipotizzando un tunnel della lunghezza di poco più di 57 chilometri (di cui 45 in territorio francese, 12,5 in territorio italiano) tra St.Jeanne de Maurienne e Susa, che collegasse il territorio francese a quello italiano. Nel 1992 un vertice tra Italia e Francia ha siglato un accordo politico tra i rispettivi governi per la realizzazione del collegamento Torino-Lione. Nel 1994 l'Unione europea ha inserito quel tunnel tra i progetti prioritari nel settore dei trasporti e dell'energia. Nel 1996 è stata costituita la Commissione intergovernativa franco-italiana per realizzare la linea. Nel 2001 è stato firmato un Accordo tra i ministri dei trasporti francese e italiano, in cui è stata ribadita una programmazione dei lavori. In quell'accordo si stabilì che l'opera fosse divisa in tre parti: una di competenza, francese, una italiana e una parte in comune formata da un tunnel a due canne. Venne, quindi creata una società LTF (Lyon Turin Ferroviarie, i cui azionisti erano le Ferrovie italiane (RFI) e le ferrovie francesi (RFF). Sempre nel 2001 il Governo pro tempore Berlusconi ha inserito la Torino-Lione tra le grandi infrastrutture considerate strategiche per l'Italia. Nel 2006 il Governo Prodi ha istituito un Osservatorio per l'asse ferroviario Torino-Lione. Nel 2008 viene firmato l'accordo di Pracatinat, in cui si cercano di comporre anche le contrarietà dei sindaci dei territori e in cui si prevede che la fase della progettazione preliminare della Torino-Lione dovrebbe esser realizzata contestualmente per tutta la tratta. Nel 2010 vengono approvati dall'osservatorio gli indirizzi operativi per la progettazione preliminare della nuova linea Torino-Lione. Nel 2012 si arriva a una nuova revisione del progetto, sotto il Governo Monti, vengono delineate nuove fasi funzionali dei lavori. A marzo 2012 il CIPE approva una nuova versione del progetto, che diminuisce i costi e l'impatto dell'opera. A novembre 2013 viene avviato lo scavo del tunnel di servizio da parte della fresa meccanica. Nel 2015 nasce TELT, Tunnel Euralpin Lyon Turin (che sostituisce LTF) per la gestione della sezione transfrontaliera. Nello stesso anno il CIPE, sotto il Governo Renzi, concede il via libera al progetto e i governi francese e italiano firmano l'accordo per avviare la realizzazione dei lavori definitivi della linea ad alta velocità Torino-Lione.