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Vi ricordo che quei tre emendamenti hanno raccolto fra i 30 e i 40 voti favorevoli, ma la grande maggioranza dei senatori aveva scelto di bocciarli, molti anche - mi è stato poi spiegato - con la motivazione di non rallentare l' iter della legge. L'unico voto contrario in Aula fu il mio, l'unica astensione quella della senatrice Fattori e il testo è tornato alla Camera. In Commissione agricoltura, nel luglio dello scorso anno, la maggioranza dei deputati, sempre per non rallentare l' iter della legge, ha rigettato qualunque emendamento su questo argomento e questo - e mi rincresce - nonostante molte società scientifiche si fossero coordinate in una mobilitazione senza precedenti per aiutarci contro il rischio di legittimare il pensiero magico in una norma di rango primario di iniziativa del nostro Parlamento. Sei tra le maggiori società scientifiche italiane del settore agricolo hanno definito questa scelta inaccettabile per la comunità scientifica. Sono le associazioni che raggruppano i nostri esperti e i nostri studiosi. Le voglio ricordare: l'Associazione italiana società scientifiche agrarie, l'Accademia nazionale dell'agricoltura, la Federazione italiana scienze della vita, l'Unione nazionale delle accademie per le scienze agrarie, l'Accademia nazionale delle scienze, l'Accademia dei Georgofili. Accanto alle società già citate si sono mobilitate molte delle più autorevoli istituzioni scientifiche e di ricerca italiane: mi riferisco all'Accademia dei Lincei (anche organo di consulenza scientifica della Presidenza della Repubblica), alla Società italiana di tossicologia, alla Società italiana di genetica agraria, alla Conferenza dei rettori delle università italiane. Ebbene, dopo uno stop di più di sei mesi, l'8 febbraio scorso il disegno di legge è approdato in Aula alla Camera e nell'ultimo momento utile i deputati, con 421 voti favorevoli e nessun contrario, hanno deciso di intervenire in maniera netta e inequivocabile per rimuovere da un disegno di legge in via di approvazione il riconoscimento di pratiche esoteriche e ascientifiche. A quanto ho appreso, la decisione della Camera è stata frutto della volontà di far tesoro anche delle rassicurazioni che il presidente Mattarella aveva indirizzato al professor Giorgio Parisi, Nobel per la fisica, lo scorso novembre inaugurando l'anno accademico della Sapienza di Roma. Il professor Parisi, già dall'estate precedente, quando era presidente dei Lincei, aveva sollevato la ferma preoccupazione relativa alla presenza di riferimenti espliciti alla biodinamica nel disegno di legge in via di approvazione, da lui definita «una pratica francamente stregonesca». Desidero menzionare, proprio in relazione all'attività della Camera, in particolare l'onorevole Riccardo Magi che, sia in Commissione che in Aula, ha presentato e difeso emendamenti volti a sopprimere quell'equiparazione tra biologico e biodinamico. Credo non si possa non ringraziare tutta la Commissione agricoltura della Camera nella sua interezza, il Governo tutto, a partire dal Ministro per i rapporti con il Parlamento, oltre ai 421 deputati. Credo che solo grazie a questo impegno corale quell'equiparazione è stata eliminata dall'oggetto e dalle finalità dell'articolo 1 del suddetto provvedimento. Che ci fossero problemi ordinamentali, del resto lo aveva rilevato anche il Comitato per la legislazione in un parere che invitava la Commissione della Camera a riconsiderare l'equiparazione tra biologico e biodinamico poiché di quest'ultimo non esiste una definizione legislativa. Da parte sua, l'Ufficio legislazione straniera della Camera ai primi di giugno dell'anno scorso segnalava come l'agricoltura biodinamica, pur liberamente praticata, fosse assente da ogni richiamo nella legislazione di Francia, Spagna e persino Germania, sede di Demeter international, la multinazionale della certificazione biodinamica. Eppure, nonostante l'accordo di tutti i Gruppi sull'articolo 1, sappiamo che alla Camera non sono stati toccati gli articoli 5 e 8, nel rispetto del principio della doppia conforme. Si tratta di articoli che, pure in forme diverse, promuovono la biodinamica. All'articolo 5 si prevede un rappresentante delle associazioni biodinamiche, ulteriore e autonomo rispetto a quelli dell'agricoltura biologica, al tavolo tecnico ministeriale istituito ad hoc . All'articolo 8, che disciplina il piano nazionale delle sementi biologiche, c'è il riferimento alle sementi biodinamiche. Colleghi, queste disposizioni oggi appaiono poco comprensibili, visto che è caduta l'equiparazione all'articolo 1 e quindi non c'è ragione di considerare l'agricoltura biodinamica agli occhi della legge come autonoma rispetto all'agricoltura con metodo biologico, che la comprende. Scorrendo il resoconto della Commissione agricoltura del Senato, di mercoledì scorso, ho visto che infatti i colleghi di vari Gruppi avevano sollevato tale questione. La risoluzione di questo aspetto è stata demandata alla presentazione di un ordine del giorno: una modalità su cui hanno concordato molti degli intervenuti in quella discussione. È per questo motivo che ho deciso di presentare in Aula un ordine del giorno aperto alla sottoscrizione di tutti i colleghi che vorranno farlo, e già sottoscritta dai colleghi Zanda, Rizzotti, Fattori, Binetti, Lonardo, Unterberger, Bonino, Richetti, Masini, Quarto, Abate, Bressa, Steger, Laniece, Di Marzio, Durnwalder e Perosino. Questo ordine del giorno impegna il Governo ad esercitare tempestivamente la delega legislativa di cui all'articolo 19 del disegno di legge sulla revisione del sistema dei controlli e, contestualmente, a sostenere tutte le iniziative legislative volte all'eliminazione dei riferimenti diretti alla pratica dell'agricoltura con metodo biodinamico, di cui agli articoli 5 e 8 del presente disegno di legge. Anch'io vorrei condividere con voi una riflessione sul mondo agricolo, un mondo alquanto complesso, che racchiude una categoria importante di professionisti ed imprenditori, che fanno i salti mortali, veramente, per ottemperare a vincoli che spesso confliggono con le stesse scelte imprenditoriali e che mirano produrre per noi cibo sano e sicuro; una categoria attenta, che deve essere attenta, alla sostenibilità ambientale e a quella economico-sociale. Ogni misura deve essere per questo calibrata, tenendo conto delle evidenze scientifiche disponibili, per dare rilevanza a un principio che va al di là di specifici metodi, cioè quello dell'agricoltura integrata. Una concezione laica e scientificamente fondata della sostenibilità, che ci permetta, come italiani ed europei, di non gettare alle ortiche, letteralmente, secoli di eccellenza nel campo della produzione agricola e di dipendere meno dall'estero per il nostro sostentamento quotidiano. Questo è quanto andrebbe comunicato ai cittadini, per incoraggiarli a introdurre più frutta e verdura sulle loro tavole, seguendo le linee guida della sana alimentazione, senza paure infondate, senza bisogno di spendere di più. Questo è l'interesse nazionale che vorrei vedere tutelato da una politica basata sulle evidenze scientifiche. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Caligiuri. Ne ha facoltà. CALIGIURI (FIBP-UDC) .