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in data 28 febbraio 1998 l'ente Poste italiane è stato trasformato in società per azioni; l'art. 53, comma 6, della legge del 27 dicembre 1997, n. 449, con la finalità di provvedere alla liquidazione delle indennità di buonuscita maturata fino alla data del 28 febbraio 1998 dai lavoratori dell'amministrazione postale prima del passaggio di Poste italiane in società per azioni, stabilisce quanto segue: «A decorrere dalla data di trasformazione dell'Ente Poste Italiane in società per azioni (...) al personale dipendente della società medesima spettano (...) il trattamento di fine rapporto di cui all'articolo 2120 del codice civile e, per il periodo lavorativo antecedente, l'indennità di buonuscita maturata, calcolata secondo la normativa vigente prima della data di cui all'alinea del presente comma», ovvero che la prestazione debba essere calcolata sulla base dei valori retributivi utili in vigore al 28 febbraio 1998; considerato che: a tutti i dipendenti, sia pubblici che privati, viene riconosciuta la rivalutazione monetaria dell'indennità di buonuscita, essendo questa riconosciuta per legge; ancora oggi l'importo della buonuscita viene liquidato ai lavoratori postali senza alcuna forma di rivalutazione; tenuto conto che, rispondendo all'interrogazione 5-11009 del 30 marzo 2017 presso la XI Commissione permanente della Camera il 18 maggio, il Governo ha reso noto che i lavoratori postali in forza alla data del 28 febbraio 1998 erano 219.601, di questi 76.754 risultavano ancora dipendenti postali mentre agli altri 142.847 cessati dal servizio era già stata liquidata l'indennità di buonuscita non rivalutata dal 1998; l'ammontare della rivalutazione monetaria e degli interessi eventualmente riconoscibili a tutti gli interessati sarebbe pari a 907.261.000 euro, mentre l'ammontare complessivo delle indennità di buonuscita che dovranno essere liquidate fino al 2040 è di 939.972.000 euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda adottare iniziative, anche di natura normativa, che consentano ai lavoratori di Poste italiane SpA, sia a quelli cessati che a quelli ancora in servizio, di usufruire di un costante aggiornamento del valore dell'indennità di buonuscita, al pari di tutti gli altri lavoratori, sia pubblici che privati. Atto n. 3-00219 GARAVINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la Calabria presenta un territorio storicamente difficoltoso per i collegamenti, con il conseguente storico isolamento geografico; il Governo Gentiloni, completando i lavori della Salerno-Reggio Calabria, ha facilitato i collegamenti della regione con il resto d'Italia, ma permangono ancora difficoltà legate alla montuosità del territorio; il trasporto aereo rappresenta indubbiamente il metodo più semplice per raggiungere la Calabria; attualmente però la regione dispone in maniera completa solamente degli aeroporti di Lamezia Terme e di Reggio Calabria; l'aeroporto di Crotone è oggi solo parzialmente attivo, in seguito al fallimento della società San'Anna, gestore dell'aeroporto; esistono solamente le tratte Crotone-Pisa tre volte alla settimana dal 1° giugno fino al 31 agosto e Crotone-Bergamo, un volo al giorno fino al 31 ottobre; dal 1° giugno 2018 fino al 31 agosto ha viaggiato un numero di passeggeri pari a 56.000 mentre, quando l'aeroporto era a pieno regime, in un anno hanno viaggiato circa 260.000 passeggeri; il decreto Lupi (decreto ministeriale 6 febbraio 2015) relativo alla continuità territoriale non ha avuto seguito a causa del fallimento della società Sant'Anna. L'Enav ha quindi bandito con gara l'assegnazione dell'aeroporto di Crotone che lo ha aggiudicato alla Sacal (che gestisce gli aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria). In un incontro avuto con la Sacal il presidente della società ha detto chiaramente che l'unica possibilità per far funzionare l'aeroporto di Crotone è il provvedimento di continuità territoriale; il decreto di continuità territoriale emanato precedentemente consentiva due rotte, Crotone-Milano e Crotone Roma, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per consentire l'attuazione del decreto di continuità territoriale e l'avvio di ulteriori rotte, impedendo altrimenti l'inevitabile isolamento della Calabria. Atto n. 3-00220 LANZI ANGRISANI BOTTO CASTALDI CASTELLONE CORBETTA DESSI' DONNO EVANGELISTA LANNUTTI LOMUTI MATRISCIANO Marco PELLEGRINI PIRRO PRESUTTO PUGLIA ROMANO TRENTACOSTE VACCARO Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico Premesso che: la procedura che i cittadini di Paesi di nazionalità extra europea, esclusi dall'elenco dei Paesi i cui cittadini sono esenti da visto per brevi soggiorni, devono attuare per ottenere un visto per l'Italia, è molto lunga e prevede dei passaggi burocratici che necessitano di mesi per essere espletati; la necessità degli investitori e degli imprenditori esteri, che vogliono investire nel nostro Paese, è quella di avere la possibilità di procedure di visto snelle, che permettano di programmare la propria attività commerciale in tempi relativamente rapidi. In particolare, molti investitori si trovano in grande difficoltà a partecipare a eventi fieristici e ad appuntamenti di lavoro, non avendo certezza dei tempi di rilascio del visto; considerato che: il sistema dei visti è stato esternalizzato dal Ministero con un bando pubblico per lo sviluppo e la gestione di un impianto che raggiunge e serve le sedi all'estero, le Ambasciate e gli uffici consolari, per un totale di 163 uffici in tutto il mondo; a parere degli interroganti le tempistiche per le procedure di visto potrebbero essere modificate all'interno di questo sistema informatizzato per soggetti particolari che soddisfino determinati requisiti; il programma di Governo prevede un'attenzione particolare al Made in Italy e alla sua tutela, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, nei limiti delle proprie attribuzioni, intendano istituire un registro o elenco di persone, investitori, industriali stranieri, che possano accedere a procedure di visto dalle tempistiche ridotte, per individui che rispettino determinati parametri individuati dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in virtù della primaria necessità per il nostro Paese di attrarre investimenti. Atto n. 3-00221 MANGIALAVORI Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, dell'interno e per il Sud Premesso che: per le imprese e gli enti pubblici che risultano morosi il costo dell'energia è mutevole. I fattori che determinano il suo prezzo sono i seguenti: oneri, accise, prezzo unico nazionale, più un fattore che Enel definisce "Omega", ovvero il sovrapprezzo di salvaguardia; il regime della salvaguardia è stato istituito con il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 125, e recante "Misure urgenti per l'attuazione di disposizioni comunitarie in materia di liberalizzazione dei mercati dell'energia". Esso garantisce la fornitura di energia elettrica ad una particolare tipologia di utenti.