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Poi, diventata più grande, per essere eletta in consiglio comunale, ho cercato i voti ad uno ad uno. Ho partecipato con lealtà... (Applausi) . Ho partecipato con lealtà e orgoglio alla vita delle istituzioni del mio Paese. Posso solo dire che la politica fatta per lo più in mezzo agli uomini, in un paese del Sud, nel quale la terra e il mare da un tempo atavico concedono all'uomo un primato sociale difficile da scalfire, hanno contribuito a formare la mia coscienza di donna e di cittadina. Insomma ho fatto gavetta e, attraverso questo percorso, sono arrivata fino al Senato della Repubblica. Per me è stato insieme un obiettivo ed un sogno che si è avverato. In Senato ho lavorato con disponibilità umana e soprattutto con tanta umiltà. Ho imparato tanto, ho avuto tanto e di questo, comunque andrà la votazione che si compirà tra pochi minuti, ringrazio ognuno di voi e l'Istituzione che tutti ci comprende. Non ho mai dimenticato il percorso alle mie spalle, ho continuato con le forze che avevo a mantenere un rapporto con i territori e le persone per le quali e con le quali ho sempre fatto politica. Anche in questa esperienza, così come nelle precedenti, ho certamente fatto errori; di alcuni ne ho avuta immediata coscienza, di altri ne ho avuto conoscenza attraverso l'interlocuzione con voi, colleghi, anche con quelli dell'altra parte e dell'altra idea politica. So anche però quanta generosità ho messo nel mio lavoro parlamentare e spero, auspico, che questa generosità sia stata percepita, così come io ho percepito la generosità di tanti in quest'Aula perché ritengo che qui, signori, risieda davvero il nostro patrimonio comune. Ora, tra pochi minuti, sì, tra pochi minuti, si deciderà se dovrò restare in quest'Aula fino alla fine della legislatura o dovrò abbandonarla dopo quasi quattro anni e solo ad un anno dalla scadenza naturale del termine. Non mi avventuro in interpretazioni di carattere giuridico che ho riassunto nell'ordine del giorno e che ritengo essere dalla mia parte, non perché ritengo che debbano essere eluse, ma perché penso profondamente che si tratterebbe di una ipocrisia. Le ragioni per le quali alcuni chiedono che io vada via sono le stesse che le medesime persone vorrebbero far valere affinché altri arrivino in quest'Aula. È una contraddizione insopportabile, che non può essere spiegata con qualche fumosa teoria istituzionale e che probabilmente spinge ad una riflessione: la verifica dei poteri, almeno nella fase istruttoria, non può essere più lasciata ostaggio di accordi politici, piccoli o grandi che siano. Urge una riforma. Oggi quel che conta è un giudizio che riguarda la persona, il suo operato, il rifiuto di una logica basata su accordi di vertice. Per come sono andate le cose sapete tutti, in coscienza, che quelli non mi hanno mai riguardato, ma solo penalizzato. Per questo mi rivolgo con umiltà a ognuno di voi, al di là dell'appartenenza di schieramento, di destra, sinistra, di centro, e persino di là dell'appartenenza ai diversi Gruppi; con la stessa umiltà che ho voluto fosse il segno del mio lavoro in Senato accetterò il risultato del voto, qualunque esso sia. In conclusione, la ragione è stata sempre la mia salvezza ed affido alla ragione anche questa ennesima prova. Ringrazio tutti per l'ascolto attento e vi chiedo di votare a favore dell'ordine del giorno. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sul documento in esame. Ha facoltà di intervenire il relatore. PILLON, relatore . Signor Presidente, rinuncio alla replica. PRESIDENTE . Comunico che è pervenuto alla Presidenza l'ordine del giorno G1, presentato dal senatore Fantetti e da altri senatori, che è in distribuzione e si intende illustrato. Ricordo che l'ordine del giorno sarà votato a scrutinio segreto, ai sensi dell'articolo 113, comma 3, del Regolamento. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, comprendo fino in fondo l'amarezza della collega Minuto, della quale ho sempre apprezzato l'impegno, la passione e la competenza nel lavoro svolto in quest'Aula; tuttavia, anche se mi dispiace, devo annunciare a nome del Gruppo Fratelli d'Italia il voto contrario all'ordine del giorno proposto dal collega Fantetti. Noi di Fratelli d'Italia, infatti, siamo sempre e comunque per l'applicazione della legge: se la legge è sbagliata, la dobbiamo cambiare, ma fino a quando una legge è in vigore, il principio di legalità deve prevalere, purtroppo, anche sui sentimenti personali. In particolare, in un momento di difficoltà, nel quale giustamente il Governo, il Parlamento e la classe politica invocano il rispetto delle regole da parte di tutti gli italiani (perché è chiaro che da questa crisi usciremo soltanto se tutti rispetteremo le regole), non avrebbe senso che proprio quest'Assemblea si arrogasse il diritto di non rispettare una chiara legge dello Stato. Mi dispiace per la senatrice Minuto, ma dall'altra parte c'è comunque un senatore che attende da tre anni il diritto a sedere su un seggio in questo Parlamento. Confrontando i due interessi, certamente entrambi rispettabili, l'unica soluzione che noi possiamo dare è il rispetto stretto della legalità. Colleghi, la sentenza del Consiglio di Stato cui il collega Fantetti si appella per chiedere di rovesciare la decisione della Giunta, è una sentenza che riguarda il Parlamento europeo e parla di circoscrizioni. È una sentenza giusta e legittima, ma non applicabile in questo caso, perché nella fattispecie in esame il problema non attiene ai seggi assegnati alla circoscrizione. La circoscrizione, in questo caso, è la Regione Veneto, ma non c'è scritto da nessuna parte che, all'interno della circoscrizione, non possano trasmigrare seggi da un collegio all'altro. Del resto, tutti quanti abbiamo partecipato a elezioni regionali. Sappiamo benissimo che questa è quasi la regola per quanto avviene alle elezioni regionali, dove le circoscrizioni sono su base provinciale, ma poi, per il gioco dei resti, ci sono Province che hanno seggi in più rispetto a quelli che la legge assegna loro e ci sono Province che hanno seggi in meno rispetto a quelli che la legge assegna loro. Questo è un caso identico. Eppure, con grande dispiacere e comprensione umana per la collega Minuto, noi, come sempre, non possiamo che scegliere di privilegiare la legge. PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 113, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione a scrutinio segreto dell'ordine del giorno G1, presentato dal senatore Fantetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Non essendo state presentate proposte in difformità dalle conclusioni della Giunta, non si procederà a votazione, intendendosi senz'altro approvate le conclusioni della Giunta, nel senso di dichiarare l'annullamento dell'elezione della senatrice Anna Carmela Minuto nella Regione Puglia. (Applausi) . Per consentire alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di procedere agli accertamenti relativi all'individuazione del candidato subentrante, la Giunta è autorizzata a convocarsi sin d'ora.