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Modifiche alla legge 9 luglio 1990, n. 185, in materia di controllo dell'esportazione, dell'importazione e del transito dei materiali di armamento. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge intende modificare la legge 9 luglio 1990, n. 185, in materia di controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali d'armamento. Questo intervento si rende necessario per adattare ai tempi correnti un testo che è stato per l'ultima volta modificato nel 2012, alla luce dei cambiamenti intercorsi e delle nuove esigenze emerse nel settore della gestione dei trasferimenti di armamenti a livello nazionale ed internazionale. Le modifiche suggerite costituiscono, quindi, il naturale processo di aggiornamento di una legge che, sin dalla sua approvazione, si è subito posta come faro nel panorama internazionale in materia e che, proprio in virtù di ciò, deve adattarsi al mutare dei tempi e continuare a rappresentare un esempio di eccellenza italiana in Europa e nel mondo. Nell'arco degli anni la legge 9 luglio 1990, n. 185, ha disciplinato in maniera dettagliata le operazioni relative agli scambi di materiali di armamento, rendendo l'Italia uno degli Stati più all'avanguardia nella regolamentazione di tali attività e permettendo al nostro Paese di prestare un'attenzione senza precedenti al rispetto dei diritti umani, evitando che i nostri armamenti potessero essere usati in molti teatri di guerra. Nonostante ciò, le disposizioni della legge sono state più volte aggirate e non sempre hanno conseguito l'obiettivo di impedire in maniera efficace l'esportazione di armamenti verso Paesi che li hanno utilizzati in conflitti armati o che si sono resi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Per affrontare e risolvere tali criticità, il presente disegno di legge mira ad imporre divieti, controlli e verifiche più stringenti, a rendere più trasparente la relazione annuale del Governo compilata ai sensi dell'articolo 5 della legge citata, ad assegnare maggiori poteri di indirizzo e controllo al Parlamento e a responsabilizzare nuovamente il Governo sulla materia, reistituendo il Comitato interministeriale per gli scambi di materiali di armamento per la difesa (CISD), già previsto dalla formulazione originaria della norma del 1990 e successivamente soppresso. Con il presente disegno di legge si novellano gli articoli 1, 2, 5, 6, 7 -bis , 10 -bis , 15, 20 -bis , 20 -ter e 27 della legge n. 185 del 1990 e vi si introduce l'articolo 20- quater . All'articolo 1, comma 1, lettera b), del disegno di legge viene istituito un fondo per rendere operativa la già vigente previsione normativa sulla graduale differenziazione produttiva e la conversione a fini civili delle industrie nel settore della difesa, con particolare riguardo allo sviluppo delle produzioni ad uso duale militare-civile. In generale, si amplia il novero dei casi in cui l'esportazione di materiali di armamento è vietata e si definiscono con maggiore chiarezza i criteri per valutare l'esistenza di violazioni del diritto internazionale che implicherebbero il divieto all'esportazione di armamenti. Con riferimento, in particolare, ad eventuali violazioni dei diritti umani, la modifica introdotta con l'articolo 1, comma 1, lettera c) , numero 2), estende gli atti – e gli organismi internazionali deputati ad emetterli – su cui basare tale valutazione a qualsiasi documento, anche non vincolante, approvato con votazione in seno ad una delle organizzazioni internazionali di cui l'Italia è parte. La stessa lettera c) , al numero 1), aggiunge un divieto specifico di esportazione, transito e trasferimento di materiali d'armamento verso i Paesi coinvolti in conflitti armati senza previa autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il fatto che un Paese partecipi ad un conflitto armato giustificando il proprio coinvolgimento attraverso un mero richiamo al principio di autodifesa enunciato all'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite non sarà più considerato una base sufficiente per la concessione di autorizzazioni a svolgere scambi nel settore degli armamenti. L'esplicita autorizzazione del Consiglio di sicurezza, in quanto unico criterio internazionalmente riconosciuto di legittimazione della partecipazione ai conflitti, deve essere – e diventa mediante questo intervento legislativo – elemento indispensabile per la selezione dei Paesi con cui l'Italia potrà intrattenere i suddetti scambi. Con le modifiche illustrate si consente, quindi, la vendita di armi solo ai Paesi che rispettano, senza eccezioni, il diritto internazionale. Ulteriori nuove disposizioni (lettere d) ed e) ) limitano la deroga prevista per l'esportazione di materiali d'armamento effettuate nella cornice degli accordi NATO e degli accordi di cooperazione bilaterale o multilaterale nel campo della difesa, le concessioni dirette e i trasferimenti intracomunitari da Stato a Stato a fini di assistenza militare, inserendo una clausola che vieti comunque di effettuare tali trasferimenti a destinatari verso i quali le esportazioni sono vietate ex articolo 1, comma 6, della legge 9 luglio 1990, n. 185. La lettera f) introduce un divieto di esportazione anche per le armi leggere, qualora il Paese destinatario rientri fra quelli verso cui le esportazioni sono vietate ai sensi dello stesso articolo 1, comma 6. Sempre con riferimento alla vendita di armi leggere, si inserisce la previsione di nuovi criteri quantitativi superati i quali le procedure autorizzative vengono uniformate a quelle che regolano il commercio di armi pesanti (lettera h) ). Viene inserito (lettera g) ) un esplicito riferimento al rispetto dei princìpi contenuti nel Trattato sul commercio delle armi ( Arms Trade Treaty ), adottato a New York il 2 aprile 2013 e ratificato dall'Italia ai sensi della legge 4 ottobre 2013, n. 118, ed all'impegno italiano nella lotta al traffico illecito di armamenti. Le lettere n) ed o) recano disposizioni tese a ristrutturare le modalità di compilazione della relazione consuntiva del Governo al Parlamento – già prevista a legislazione vigente dall'articolo 5 della legge n. 185 del 1990 – introducendo, con la tabella di cui all'allegato A, un modulo per la sua compilazione che la renda più intuitiva, trasparente e chiara, ovviando alle difficoltà di lettura generate dall'attuale struttura. Si introduce altresì, con la novella di cui alla lettera aa) , un'ulteriore tabella riportata nell'allegato B, per organizzare in modo più coerente anche la sezione relativa agli aspetti finanziari della relazione. In aggiunta, si prevede la creazione di una lista di Paesi in conflitto verso i quali le esportazioni debbano essere vietate, da allegare alla suddetta relazione consuntiva, e sono stabilite le modalità di redazione e presentazione di detta lista. Inoltre, per potenziare i poteri di indirizzo del Parlamento, alla stessa lettera o) si aggiunge, ferma restando la sovramenzionata relazione consuntiva, anche una relazione previsionale di indirizzo che delinei le tendenze delle esportazioni di armamenti per l'anno in oggetto e riporti lo stato di avanzamento della riconversione industriale ed i progressi nella lotta al traffico illecito di armamenti.