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Dispiace molto che una Commissione come quella del contrasto all'antisemitismo, che poteva essere importante e nobile, sia stata piegata per biechi calcoli politici e la volontà di... Senatrice Segre, non mi rivolgo a lei, davvero, so bene che non era la sua volontà. Il risultato finale, da parte del secondo firmatario... PRESIDENTE. Mi scusi, senatore, ma devo chiederle di concludere. FAZZOLARI (FdI) . È vero, Presidente. Finisco con la dichiarazione di voto. Fratelli d'Italia chiede di accogliere le due mozioni che ha presentato sul contrasto all'integralismo islamico e per accogliere la risoluzione del Parlamento Europeo, ed è disposta a votare a favore della Commissione se vengono eliminate le ultime cinque righe, ossia quelle che, alla fine di un lungo discorso anche condivisibile, introducono il diritto di censura del Parlamento nei confronti di chi vuole continuare ad essere un uomo e una donna liberi. (Applausi dal Gruppo FdI) . Saluto ad una delegazione della Repubblica del Kazakhstan PRESIDENTE . Diamo il benvenuto e salutiamo la delegazione della Repubblica del Kazakhstan che assiste ai nostri lavori. (Applausi). Ripresa della discussione delle mozioni nn. 136, 176, 177, 181 e 182 FEDELI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, prima di venire al merito, visto che è la prima firmataria della mozione di cui discutiamo oggi, voglio innanzitutto esprimere profondo sconcerto e una durissima condanna per gli inqualificabili insulti di cui, come ha raccontato lei stessa, la senatrice Liliana Segre è quotidianamente destinataria. Voglio associarmi, anche a nome di tutto il Partito Democratico, agli attestati di solidarietà nei confronti di una donna straordinaria, testimone vivente dell'orrore della Shoah, che ha messo la sua vita al servizio della memoria e quindi del futuro positivo del Paese, cioè di tutti noi. La ringrazio, senatrice. (Applausi dai Gruppi PD, M5S e FI-BP). L'odio verso chi porta ancora tatuata sulla pelle l'infamia di Auschwitz è un insulto non solo alla persona, ma alla nostra stessa democrazia, ai valori su cui è fondata. È sul rifiuto dell'antisemitismo, della violenza, degli stereotipi, delle discriminazioni di ogni genere che si basa la nostra convivenza civile e democratica. Lo dobbiamo ribadire con forza. Gli insulti contro Liliana Segre rappresentano tutto ciò contro cui dobbiamo combattere (ignoranza, indifferenza, odio), quindi dobbiamo contrastarlo e mai essere indifferenti, in nessun minuto. Personalmente sono davvero onorata di avere l'opportunità di sedere in quest'Aula insieme a Liliana Segre (Applausi dai Gruppi PD e M5S) e di poter guardare al futuro potendo contare sulla sua umanità, sul suo spirito d'animo, sulla sua determinazione e sulla capacità di guardare lontano che le deriva da una vita straordinaria e particolarmente impegnativa. Quando si ha la fortuna di poter ascoltare chi è stata testimone diretta di momenti storici e politici così drammatici e decisivi per l'Italia che siamo e che vogliamo continuare a essere, non si può che restare concentrati, ammirati, imparare, condividere e rispettarla sempre. Venendo al voto, istituire una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza non è una scelta che possiamo prendere in modo distratto, formale o divisivo. Quelli che viviamo sono tempi complessi, di profonda e continua trasformazione, in cui si sono smarriti sicurezze, abitudini, radici, legami di rappresentanza e di fiducia che per tanto tempo hanno caratterizzato il confronto politico, il dibattito pubblico, i vissuti della nostra comunità nazionale e delle nostre comunità territoriali. Sembra quasi che si stia smarrendo l'identità che ci ha fatto riconoscere come Paese tra di noi e nei confronti del resto del mondo. Accoglienza, generosità, altruismo, solidarietà, inclusione, rispetto e valore delle differenze, calore umano ed empatia sono valori scritti nella nostra storia e quotidianità e contribuiscono a generare l'affetto e la stima che il mondo intero ci rivolge e sono ben scritti nella Costituzione in modo chiaro, inequivocabile e irrinunciabile. Eppure le ragioni che motivano il voto a favore dell'istituzione di questa Commissione straordinaria da parte di tutto il Gruppo Partito Democratico sono vive più che mai, di fronte ai pericolosi slittamenti degli argini che con fatica la società italiana aveva costruito contro la degenerazione del linguaggio, del confronto, dei fondamenti democratici. Purtroppo, da qualche anno siamo avvolti, come molte altre democrazie, in una spirale di insoddisfazione, rabbia e odio che condiziona relazioni sociali, relazioni affettive, mondo del lavoro, scelte politiche. Attitudini e comportamenti razzisti si diffondono in modo inquietante e insidioso perché capaci di toccare fasce sociali molto diverse. Pensate in questo campo anche al fenomeno del bullismo da parte dei ragazzi e talvolta dei genitori: inquina lo spirito di condivisione della conoscenza, che è l'aria naturale della scuola, e il cyberbullismo ha rotto ulteriormente limiti e argini. E i ragazzi portano dentro la scuola esattamente ciò che vivono e che gli adulti trasmettono, quindi c'è una nostra responsabilità. I social sono diventati lo sfogatoio che tutti vediamo ogni momento, alimentato da news e da professionisti che fanno dell'aggressività il tono di voce abituale. La violenza - penso in particolare a quella verso le donne, che più la subiscono - è diventata una chiave relazionale con cui risolvere la complessità dei rapporti in una società che cambia con una velocità che non avevamo mai osservato. Si attacca, si colpisce, si umilia e si uccide infine, per non saper ascoltare, riconoscere, rispettare e condividere le ragioni dell'altro. Non c'è dubbio, quindi, che occorre reagire, monitorare, approfondire indirizzare e stimolare al cambiamento, anche in rapporto a convenzioni e accordi internazionali, tutti compiti cui la Commissione straordinaria potrà e saprà ben assolvere. Credo poi - lo voglio accennare - che sia utile agire anche sul piano della legge, in termini di responsabilità, obblighi e sanzioni. A questo proposito, voglio ricordare un disegno di legge contro l' hate speech che come Partito Democratico abbiamo presentato lo scorso agosto e sul quale richiamo l'attenzione di tutti. Si tratta di un disegno di legge che configura l'incitamento all'odio sul web come nuova fattispecie di reato e definisce un quadro più stringente di responsabilità, prevenzione, tutela e sanzioni nei confronti dei gestori delle piattaforme, sapendo bene - lo voglio dire in quest'Aula perché a volte ascolto cose che, dal mio punto di vista, sono improprie - che è la legge a definire il merito di che cosa va sanzionato, sapendo che per tutti noi l'articolo 21 della Costituzione, così come l'articolo 3, sono e devono restare il punto di equilibrio da mantenere perché questa è la cultura fondativa della nostra Costituzione, che assolutamente deve rimanere il faro. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Nugnes) .