[pronunce]

che, detto atto di prescrizione, qualunque sia la natura e la funzione semplice o composita dello stesso - come ogni provvedimento emanato nell'esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria, che costituisca notizia di reato inerente a contravvenzione (nella specie in materia di lavoro e di prevenzione infortuni) a cui segue la verifica dell'adempimento con la finalità di eliminazione della contravvenzione accertata e di archiviazione (artt. 20 e 24 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758; art. 1, numero 2, della legge 6 dicembre 1993, n. 499, recante "Delega al Governo per la riforma dell'apparato sanzionatorio in materia di lavoro"), resta al di fuori delle speciali norme relative alle verifiche, ai controlli dello stato di sicurezza degli impianti e alla vigilanza congiunta sulla applicazione delle norme di prevenzione degli infortuni nei servizi ed impianti già dell'Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato quale contemplata dalla legge 26 aprile 1974, n. 191; che, sulle predette attività di prescrizione e verifica affidate agli esercenti funzioni di polizia giudiziaria, gli organi ispettivi delle ex ferrovie dello Stato non hanno alcun potere di influire o di porre limitazioni all'attività degli Ispettori del lavoro (ed enti cui la legge ha eventualmente affidato i relativi compiti), essendo essi stessi obbligati a sporgere denuncia qualora accertino autonomamente violazioni penalmente rilevanti; che, infatti, la competenza di vigilanza congiunta sull'applicazione delle norme in materia di infortuni, prevista dalle predette norme del 1974, attiene alla fase dei controlli e delle verifiche; ma una volta accertata l'inosservanza costituente contravvenzione sanzionata penalmente, scatta l'autonoma specifica procedura preordinata alla estinzione del reato, conseguibile, all'interno della fase delle indagini preliminari, da parte del soggetto responsabile attraverso il duplice adempimento sia della prescrizione, impartita dall'organo preposto alla vigilanza che esercita funzioni di polizia giudiziaria, sia del pagamento in sede amministrativa di una speciale oblazione (artt. da 20 a 24 del d.lgs. 19 dicembre 1994, n. 758; ordinanze n. 415 del 1998; n. 121 del 1998); che il legislatore con dette norme si è proposto il duplice obiettivo di favorire l'effettiva osservanza delle disposizioni di prevenzione e di protezione in tema di sicurezza e di igiene del lavoro - materia in cui l'interesse alla regolarizzazione delle violazioni e alla conseguente tutela dei lavoratori è prevalente rispetto alla concreta applicazione della sanzione penale - e di attuare una consistente deflazione processuale, attraverso una specifica procedura di prescrizione e di verifica di adempimento, finalizzata all'archiviazione per estinzione del reato, in modo da evitare l'esercizio dell'azione penale (ordinanze n. 205 del 1999; n. 415 del 1998); che, pertanto, la questione sollevata è manifestamente infondata sotto i vari profili denunciati, in quanto difetta il presupposto dell'esercizio congiunto di funzioni con i funzionari delle ex ferrovie dello Stato.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 35 e 36 della legge 26 aprile 1974, n. 191 (Prevenzione degli infortuni sul lavoro nei servizi e negli impianti gestiti dall'Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 32, 41, 97, 102, 109 e 112 della Costituzione, dal Tribunale di Milano, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 luglio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Chieppa Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 12 luglio 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola