[ddlpres]

Riorganizzazione del Corpo militare della Croce rossa italiana e istituzione del Corpo militare speciale ausiliario dello Stato per finalità civiche, di volontariato istituzionale, di utilità sociale, di sicurezza ed interesse generale, nonché delega al Governo per la definizione dello stato giuridico e della disciplina d'impiego del relativo personale. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge, in linea con la riforma degli enti del Terzo settore, si pone l'obiettivo, a seguito del decreto legislativo n. 178 del 2012 che ha trasformato la Croce rossa italiana (CRI) da ente pubblico in associazione di diritto privato, di rivedere lo status giuridico del Corpo militare volontario della CRI e al contempo di rimarcare le indubbie peculiarità del Corpo rispetto a tutti gli altri enti del Terzo settore, con particolare riferimento alla natura specifica dell'attività di volontariato. In particolare, si propone l'istituzione di un Corpo militare speciale ausiliario dello Stato, finalizzato allo svolgimento di operazioni di soccorso sanitario e di tutela della salute, nonché di attività socio-assistenziali in situazioni di conflitto e di emergenza in ambito sia nazionale che internazionale. Il Corpo militare volontario della Croce rossa italiana è da sempre un corpo militare speciale volontario ausiliario delle Forze armate italiane, le cui origini risalgono al 1866 e la cui funzione è storicamente quella di assicurare il primo soccorso in zone di guerra o di operazioni umanitarie multinazionali, la protezione civile e la difesa da attacchi chimici, biologici, radiologici e nucleari (CBRNe). Da ultimo, a seguito della ricordata trasformazione della CRI in associazione, il Corpo era composto esclusivamente da personale volontario in congedo, iscritto in due differenti ruoli a seconda dell'età e della posizione nei confronti degli obblighi di leva: ruolo normale (suddiviso a sua volta nei due ruoli mobile e di riserva) e ruolo speciale. Il personale volontario del Corpo militare era inquadrato nella riserva ed era richiamato in servizio attivo quando si palesavano particolari situazioni emergenziali. A ciò faceva eccezione una esigua aliquota di personale in servizio permanente effettivo e di personale dipendente civile con compiti direttivi e amministrativi: dal 1° gennaio 2018, di fatto, non vi è più personale del Corpo in servizio attivo. Più in dettaglio, il disegno di legge in esame intende in primis modificare lo status giuridico del Corpo militare volontario della CRI, facendolo confluire nel Corpo militare speciale ausiliario dello Stato di nuova istituzione, assicurando così continuità all'attività di volontariato svolta da migliaia di soggetti che operavano nella struttura del suddetto Corpo militare, ormai smilitarizzato, nonché aprendo nel contempo la possibilità a nuovi volontari di servire il Paese. Di fatto, il riconoscimento dello status militare è essenziale per garantire una preziosa attività di supporto e di assistenza sanitaria a tutte le Forze del comparto Difesa e Sicurezza in caso di interventi straordinari a fronte di calamità naturali e disastri tecnologici, nonché per esigenze relative ad attività di prevenzione anti-terrorismo e di ordine pubblico in generale, oltre che la diffusione di attività necessarie allo sviluppo della cosiddetta resilienza nella società civile. Nello svolgimento delle funzioni di soccorso sanitario di massa, sia in caso di conflitto armato che in caso di crisi, il Corpo militare operava attraverso l'impiego di unità e reparti campali, gruppi sanitari mobili, ospedali da campo, treni-ospedali, posti di soccorso attendati, reparti di soccorso motorizzati, sino all'impiego di navi-ospedale di grande tonnellaggio. Successivamente, a seguito dell'evoluzione del contesto operativo e del modus operandi delle tecniche di soccorso, il Corpo militare, unitamente al Corpo delle infermiere volontarie, ha acquisito la capacità di essere fruibile, anche in missioni estere, con propri assetti e propri specialisti, nelle funzioni cosiddette di soccorso speciale (unità cinofile, medicina tattica, soccorsi con mezzi e tecniche speciali, soccorso su piste da sci, salvataggio polivalente in acqua). Il Corpo militare speciale ausiliario neocostituito consentirebbe all'intero comparto Difesa di attingere a un bacino di risorse umane -tra cui medici, farmacisti, architetti, ingegneri, per il personale direttivo, e soccorritori militari, portaferiti, logisti, meccanici, elettricisti per il personale di assistenza- già dotate di una valida formazione nel campo sanitario, di pronto soccorso di emergenza e di medicina delle catastrofi, nonché di strumenti di carattere prettamente militare come automezzi, mezzi logistici e attrezzature sanitarie a supporto delle Forze armate e delle Forze di polizia e di tutti il sistema di protezione civile, che rischierebbero altresì di finire dispersi o dismessi in via definitiva in assenza di un'unica direttrice di reimpiego, anche di carattere logistico ausiliario, visto l'ottimo successo delle operazioni del Corpo militare della CRI nelle emergenze nazionali. Inoltre la possibilità di procedere all'arruolamento a carattere di volontariato istituzionale di personale di nuova nomina consentirebbe di immettere le nuove professionalità tecniche ed universitarie a favore delle amministrazioni locali. Il disegno di legge mira altresì alla revisione dei criteri di arruolamento al fine di immettere nel ruolo direttivo sia le professionalità storicamente necessarie (quali medici, infermieri, farmacisti) che le nuove professionalità utili alla corretta gestione delle emergenze complesse e delle crisi (si pensi al personale specializzato in crisis management o nella difesa dell'ambiente in situazioni di emergenza, agli esperti in cyber sicurezza, ai laureati in scienze delle comunicazioni e in social media management , agli specialisti in conservazione dei beni culturali in situazioni di emergenza) e nel ruolo operativo tutte quelle giovani e quei giovani, ancora non professionalmente specializzati, che vogliano prestare a fini non di carriera militare ma di volontariato la propria opera a favore dello Stato. Le disposizioni del presente disegno di legge, infatti, non si pongono in contrasto con l'esistente riserva selezionata delle singole Forze armate, in quanto permette di superare, stante la volontarietà del servizio reso, eventuali carenze di bilancio senza venir meno alla necessità di sopperire esigenze immediate di impiego, anche su più larga scala, e di produrre una risposta efficace a tali esigenze anche a livello periferico e non solo a livello di s taff di Comando. In definitiva, l'istituzione del Corpo militare speciale ausiliario dello Stato costituirebbe un patrimonio di risorse indispensabile per il sistema Paese, in termini di utilità e completezza, attraverso la presenza capillare sul territorio dei volontari.