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Questa confusione ha poi ricadute dirette sui cittadini e sulla loro capacità di valutazione, cittadini che avrebbero invece bisogno di informazioni precise, in modo da poter avere risposte ai propri dubbi. Si tratta di dubbi legittimi, se sorti in questo clima, e che vanno in ogni caso rispettati. Abbassiamo i toni e poniamo tutti i nostri sforzi nel cercare di spiegare, di convincere e non di obbligare. (Applausi) . Smettiamola di creare categorie e di contrapporre le persone. Come Lega siamo stati tra i primi a credere nella necessità del vaccino e addirittura a chiedere che il nostro Paese si impegnasse, con una sua politica e una sua strategia, nell'andare a realizzare in casa i vaccini per non dipendere da multinazionali o potenze straniere. Abbiamo ben presente che la scelta della vaccinazione per combattere la pandemia è quella indicata dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale come soluzione principale e prevalente. È la strada scelta dalla nostra comunità e noi come membri di essa, ancor più come suoi rappresentanti, non ci sottraiamo dal sostenerla convintamente. Ricordo a tutti che la stessa nascita del Governo Draghi, con l'ingresso della Lega, era basata su due grandi pilastri: ripresa economica e piano vaccinale. Se la campagna vaccinale sta funzionando è grazie al pieno impegno dei territori, Comuni e Regioni, sindaci e governatori, ma anche e soprattutto alla coraggiosa scelta politica in cui Matteo Salvini ha creduto: quella di far nascere il Governo Draghi per abbandonare la linea di Arcuri e soci. (Applausi) . Quella dei padiglioni a primula, quella delle siringhe sbagliate e delle mascherine fasulle. (Applausi) . Se come Lega poniamo degli interrogativi lo facciamo solo per chiedere che il piano vaccinale venga applicato con buon senso e cautela, ad esempio quando tocchiamo il delicato tema della vaccinazione ai minori. (Applausi) . Torniamo però a parlare di green pass e ricordiamo a cosa serve. Serve a tenere aperte tutte quelle attività, indispensabili o no, che altrimenti una nuova ondata pandemica metterebbe a serio rischio di nuove chiusure, con evidenti ricadute sull'economia e sulla qualità della vita e della socialità di tutti i nostri connazionali. Dico di più: noi vorremmo che permettesse di riaprire anche ciò che è ancora chiuso o accessibile in maniera limitata, come discoteche, palestre, piscine, musei e teatri. Il green pass non deve essere, però, discriminante, perché in ogni caso non dà certezze: non quella di essere immunizzati, non quella di potersi comportare come se il Covid-19 non ci fosse più, ma solo la certezza di avere una barriera in più alla circolazione del virus se si è vaccinati o guariti; o la certezza di non essere infetti in un preciso istante se ci si è sottoposti a tampone. Proprio il green pass da tampone non deve essere visto come un fratello povero. Il tampone, considerato sin da subito una delle tre vie per avere il green pass , via equivalente a quella del vaccino, è quindi pienamente lecita, se vi sono dei dubbi e si sceglie di non vaccinarsi; se ci si impegna a dare il proprio contributo alla tutela della salute pubblica tramite il tampone periodico. Lo Stato non deve contrastare questa via, ma, anzi, la dovrebbe sostenere e favorire al pari della via vaccinale. (Applausi) . Rivolgo questa richiesta al Governo: sarebbe utile che, oltre al dato quotidiano della percentuale di vaccinati, venisse diffuso anche quello di chi è in possesso del green pass da guarigione. (Applausi) . Il dato totale sarebbe di gran lunga più elevato e l'immunità di gruppo sarebbe praticamente già raggiunta. Verrebbe altresì delimitata e rilevata in forma ridotta la platea chi deve accedere al tampone. Vediamo con favore, quindi, gli interventi posti in essere per favorire l'accesso ai tamponi. Il prezzo calmierato disponibile in tutte le farmacie, la validità del test salivare molecolare e soprattutto l'estensione della validità da quarantotto a settantadue ore del tampone molecolare, decisa su proposta del Gruppo Lega alla Camera. Sull'ottimo lavoro fatto alla Camera, mi si permetta di aprire una parentesi sul tema dei lavoratori fragili. È stato ottenuto un risultato davvero importante, relativo alla proroga delle tutele previste dalla normativa emergenziale. È stato sanato il vuoto normativo che aveva lasciato privi di tutele adeguate i lavoratori fragili dal 1° luglio, nonostante la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2021. Con l'approvazione degli emendamenti a prima firma dei colleghi deputati Panizzut, Lazzarini e De Martini, che ringrazio, si permette ai lavoratori fragili di svolgere l'attività lavorativa in modalità agile sino al termine dello stato di emergenza, abbandonando quelle orribili proroghe di due mesi in due mesi. Per coloro che, tra questi lavoratori, non potranno accedere allo smart working viene ripristinata l'equiparazione del periodo di assenza al ricovero ospedaliero, con diritto alla retribuzione e alla conservazione del posto. Si tratta di una norma di civiltà indispensabile per migliaia di persone immunodepresse, con disabilità gravi e con patologie oncologiche, che, in caso di contagio, verrebbero esposte alle più gravi complicazioni dell'infezione; lavoratori che devono essere protetti senza dubbi e senza vincoli di bilancio e che non possono mettere in gioco la loro vita per conservare il posto di lavoro. Siamo arrivati con ritardo e tutti noi dovremmo chiedere scusa: qualcuno più di altri. Alla fine, però, siamo riusciti a raggiungere questo importante obiettivo. Chiediamo al Governo di non fermarsi qui, ma di estendere la stessa tutela anche ai lavoratori inidonei, quantomeno a chi non è vaccinabile o non ho avuto risposta anticorpale al vaccino. Il lavoratore inidoneo, non potendo usufruire delle tutele di cui all'articolo 26 del decreto cura Italia, è costretto a stare a casa in malattia ordinaria e, man mano che aumentano i giorni di assenza, subisce tagli allo stipendio fino ad arrivare al rischio di essere licenziato se supera il periodo di comporto previsto dal contratto. Se lo Stato dichiara l'esistenza dell'emergenza, lo Stato deve tutelare i deboli: tutti, senza se e senza ma e senza, ogni volta, farne una questione di costi economici (Applausi) . Il MEF se ne faccia una ragione e trovi i soldi necessari. Lo dico a lei, sottosegretario Sileri, perché so che è sensibile alla questione. Impegniamoci tutti per ottenere questo risultato. Chiediamo, inoltre, al Governo che si faccia definitiva chiarezza, con una norma interpretativa, che specifichi all'INPS che durante tutta l'assenza giustificata per queste ragioni non debba essere mai decurtata o interrotta l'erogazione dell'indennità di malattia. Su questi due aspetti, posso assicurare che insisteremo anche durante la conversione del decreto green pass sui luoghi di lavoro quando inizierà l'esame qui in Senato. Insisteremo anche per far sì che vengano accolti dal Governo altre proposte migliorative di buon senso della Lega: la gratuità dei tamponi almeno per alcune categorie quali i minorenni, coloro che sono impossibilitati a eseguire la vaccinazione a causa di patologie certificate e i disabili;