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la Commissione europea ha proposto un radicale cambio di passo verso la neutralità climatica al 2050, incrementando la riduzione delle emissioni climalteranti (rispetto al 1990) al 2030 dal 40 per cento all'attuale 55 per cento e, a partire da ciò, il Parlamento europeo ha approvato di incrementare tale riduzione al 60 per cento; il piano europeo "Next generation EU" per il recupero dell'attività economica in seguito al crollo conseguente alla pandemia da COVID-19 prevede 750 miliardi di euro per investimenti, dei quali almeno il 37 per cento in piani di sostenibilità ambientale e tra questi infrastrutture che favoriscano la sostenibilità economica, ambientale ed energetica per l'Europa delle future generazioni; il piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) del 2019 assume come obiettivo di riduzione il 38 per cento, programmando la graduale cessazione della produzione elettrica con carbone entro il 2025. Il termine della produzione elettrica da carbone, tuttavia, è compensata da un piano di interventi che sostanzialmente si traducono nella predominanza dell'utilizzo del gas naturale, per il quale si prevede la costruzione di nuovi impianti di turbogas a sostituire le centrali a carbone; il meccanismo economico con cui si garantisce il servizio di copertura elettrica del Paese è il "capacity market". Quello scelto dal Governo dispone il pagamento della capacità produttiva messa a disposizione per il sistema, in alternativa al pagamento della corrente elettrica realmente erogata. L'offerta di capacità è messa all'asta sulla base di prezzi base. Questo nei fatti garantisce un guadagno all'azienda fornitrice indipendentemente dalla corrente realmente venduta. Terna SpA mette all'asta la disponibilità di potenza elettrica da parte degli operatori, con una base d'asta pari a 75.000 euro a megawatt in caso di nuova potenza e meno della metà nel caso di impianti di generazione preesistente. I contratti sono di 3 anni per risorse esistenti e di 15 per risorse nuove. Questo meccanismo appare appositamente concepito per incentivare la costruzione di nuove centrali a turbogas; il quadro derivante dal PNIEC 2019 e dal conseguente capacity market, fortemente sbilanciato sul gas naturale, appare superato dalle decisioni comunitarie del 2020, in relazione sia al percorso di avvicinamento alla neutralità climatica al 2050, che ai piani di ripresa economica contemplati nel Next generation EU, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda adeguare in tempi brevi il PNIEC alle nuove necessità richieste dai rinnovati obiettivi europei in tema di emissioni climalteranti, alzando in maniera coerente con la UE gli obiettivi di abbattimento previsti per l'Italia, portandoli dall'attuale 38 per cento ad almeno il 55 per cento deliberato dalla Commissione; se intenda diminuire il ruolo del gas nella produzione di energia, aumentando al contempo la capacità degli accumuli e favorendo la penetrazione massiccia delle fonti rinnovabili, anche attraverso l'autoproduzione e le comunità energetiche; se sia possibile, conseguentemente, effettuare una moratoria sulle aste dell'attuale capacity market in attesa della necessaria revisione del PNIEC da allineare ai nuovi obiettivi; se il Governo stia effettuando una valutazione prospettica, non limitata alla mera fase contingente, della quantità e della qualità del lavoro connesso alla transizione energetica, in raffronto con il permanere delle fonti fossili previsto dal PNIEC 2019. Atto n. 4-04472 BERGESIO CASOLATI FERRERO MONTANI PIANASSO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la strada provinciale 20 del colle di Tenda è un'importante strada statale e provinciale italiana di collegamento con la Francia; al confine, infatti, si innesta nella route départementale (RD) 6204, che va dal traforo stradale del colle di Tenda all'ulteriore confine di Stato con l'Italia presso la frazione Piena di Breglio; a causa di un evento alluvionale verificatosi nell'ottobre 2020, la RD 6204 è stata, ed è tuttora, chiusa al traffico dalle autorità francesi, le quali hanno individuato come percorso alternativo la route départementale 900; il sindaco di Barcelonnette, città francese attraversata dalla RD 900, ha recentemente comunicato la sua intenzione di interdire la circolazione dei veicoli pesanti superiori alle 22 tonnellate sulla medesima strada, a far data dal 1° dicembre; l'impossibilità di utilizzare la RD 6204 e l'interdizione al traffico pesante sulla RD 900 inficiano le relazioni economiche intercorrenti fra il Piemonte e le aree (francesi ed italiane) interessate, e comportano dei costi significativi legati al reindirizzamento del traffico su percorsi alternativi, sovente non funzionali alle esigenze di trasporto; questa scelta scellerata mette in grave crisi il tessuto imprenditoriale del sud del Piemonte, nonché le aziende di logistica e di trasporto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della drammatica situazione che può innescare la vicenda in un'area da sempre vocata all'imprenditoria, alla produzione ed all' export come il sud del Piemonte, bloccando di fatto ogni collegamento diretto con il sud della Francia; quali azioni intenda attivare, anche di concerto con le competenti autorità francesi, per evitare che la route départementale 900 sia interdetta alla circolazione dei mezzi con massa a pieno carico superiore alle 22 tonnellate; se, in assenza di alternative alla chiusura della RD 900 ai mezzi pesanti, non sia il caso di prevedere delle compensazioni per gli operatori economici costretti, loro malgrado, a deviare dal percorso originario, facendosi carico di costi di logistica che altrimenti renderebbero non competitiva la vendita dei propri prodotti. Atto n. 4-04473 CASOLATI FERRERO BERGESIO MONTANI PIANASSO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a seguito dello sforamento dei limiti di guardia delle concentrazioni di polveri sottili in atmosfera nel bacino padano, è scattato dal 17 novembre e fino a nuova valutazione, il "semaforo arancione" per la città di Torino e per altri 26 comuni del Piemonte, con il conseguente blocco della circolazione per tutti i giorni, inclusi festivi, degli autoveicoli più inquinanti; considerato che: a seguito delle restrizioni imposte dal Governo dovute all'innalzamento della curva dei contagi da COVID-19, molte regioni si trovano già in condizioni di restrizione, in particolare il Piemonte dal 6 novembre 2020 è "zona rossa", con un lockdown e conseguente riduzione significativa della circolazione; la Giunta regionale del Piemonte, attraverso l'assessore per l'ambiente, Matteo Marnati, ha sostenuto che i blocchi alla circolazione non siano una soluzione, come anche dimostrato dai fatti in quanto, riferisce, a seguito del lockdown "a Torino la circolazione ha subito una contrazione di quasi il 50%, eppure le concentrazioni di Pm10 continuano a salire", è pertanto evidente che la concentrazione in atmosfera di polveri sottili non dipende esclusivamente dal traffico veicolare, ma anche da altri fattori tra i quali "riscaldamento domestico, agricoltura e fattori climatici esterni", ovvero le caratteristiche morfologiche e meteoclimatiche del territorio;