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Modifiche al codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, in materia di disciplina dell'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso i terzi derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, e istituzione dell'Agenzia contro le frodi nel settore assicurativo. Onorevoli Senatori. -- Le manifestazioni tenutesi nei mesi di gennaio e febbraio 2015 rispettivamente a Bologna e Genova, con l'ulteriore tappa di marzo a Torino, hanno consolidato un movimento composto da artigiani, consumatori, vittime della strada e professionisti che si battono per un mercato assicurativo concorrenziale e in grado di garantire le opportunità di scelta del danneggiato, di scegliere il proprio medico e il proprio riparatore e di ottenere un giusto ed equo risarcimento. Lo scorso 14 marzo a Napoli si sono riuniti, provenienti da tutta Italia, oltre trecento rappresentanti dei consumatori, dei danneggiati, dei carrozzieri dei patrocinanti stragiudiziali, degli avvocati, dei medici e periti per discutere sulla riforma della responsabilità civile autoveicoli (RC Auto) contenuta nel disegno di legge sulla concorrenza. A sostegno dei diritti degli assicurati e dei danneggiati, che rappresentano la piccola impresa e le professioni del settore, le associazioni partecipanti hanno deciso di costituire la «Carta di Bologna» con lo scopo di proporre una vera riforma del settore del tutto in linea con i più recenti orientamenti giurisprudenziali e legislativi sia in Italia che all'estero. Pertanto, i punti della carta di Bologna diventano ora un disegno di legge per una seria riforma della RC Auto. La ricerca di possibili soluzioni al problema delle frodi assicurative costituisce, a livello internazionale, un asse d'intervento prioritario che va di pari passo con l'evoluzione del mercato, la diffusione dei prodotti e la giurisprudenza in materia di risarcimento del danno. Il pregiudizio economico causato dalle frodi assicurative sostanzia un margine di ricarico sui costi che ricade inevitabilmente sui prodotti finali, creando un grave danno sociale per la mutualità degli assicurati. Esistono una molteplicità di attività fraudolente in campo assicurativo che vanno dalla creazione di sinistri e infortuni falsi nel settore della RC Auto, alla falsificazione di polizze e clausole assicurative. Questo fenomeno può essere statisticamente rilevabile, anche se il 3 per cento sul totale dei sinistri stimato dall'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS), è un valore che riguarda solo le truffe sventate. Il dato è ancora più preoccupante nelle cosiddette «aree speciali» dove la proporzione tra le frodi rilevate, che corrispondono a circa il 13 per cento dei sinistri auto, e quelle sommerse potrebbe peggiorare uno scenario di già di per sé critico. I dati rilevati ricadono negli atti di distruzione, falsificazione di elementi di prova o documentazione relativa a un sinistro o ad un contratto di assicurazione, riconducibili alle ipotesi di reato dell'articolo 642 del codice penale, perché si tratta della parte più evidente e riscontrabile del fenomeno fraudolento. Al contrario, gli atti tesi ad aggravare danni materiali e lesioni personali derivate da un sinistro o infortunio, pur essendo fattispecie di reato, sono considerati socialmente quasi un elemento compensativo del premio versato, soprattutto in periodi di crisi economica come quello attuale. Alla luce degli orientamenti del Garante della privacy , l'unità antifrode dell'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA) e la relativa banca dati sono state dismesse, lasciando scoperto un punto di coordinamento. Il sistema antifrode assicurativo italiano è attualmente affidato alle unità dedicate delle singole compagnie con l'ausilio, da potenziare, delle banche dati IVASS e INAIL, e la collaborazione delle Forze dell'ordine e della magistratura. Il risultato di tale articolazione è che non esiste una vera «cabina di regia» in grado di raccordare le Forze dell'ordine, le compagnie assicuratrici (agenti -- uffici liquidazione -- investigatori privati specializzati nel settore) e l'Autorità di vigilanza; di formulare una politica complessiva della lotta alla frode, promovendo programmi e iniziative presso le istituzioni interessate e le associazioni dei consumatori; di essere d'ausilio per il perfezionamento e l'implementazione sistemi di gestione antifrode e, infine, di monitorare, attraverso la definizione di opportuni indicatori, l'efficacia e l'efficienza dei sistemi di gestione antifrode delle compagnie. Una soluzione pubblica o riconosciuta pubblicamente consentirebbe di usare tutte le potenzialità delle banche date esistenti salvaguardando nello stesso tempo la riservatezza dei dati. L'organismo così costituito potrebbe inoltre rappresentare l'Italia, unitamente alle Forze dell'ordine, nei contesti internazionali che si confrontano sullo stato dell'arte della lotta contro le frodi. Già nella precedente legislatura, la Camera aveva approvato in prima lettura una proposta di legge in merito ad un sistema di prevenzione delle frodi nel settore assicurativo istituendo una apposita struttura antifrode. Il presente disegno di legge si propone il medesimo obiettivo, posto che la necessità dell'istituzione di agenzie indipendenti per la lotta alle frodi è già stata affrontata da diversi anni in Paesi di grande cultura assicurativa come gli Stati Uniti, la Francia e Regno Unito. Gli aspetti comuni di tali esperienze riguardano, in primis , il fatto che in questi Stati le agenzie pubbliche o senza fini di lucro sono finanziate in tutto o in parte dalle compagnie assicuratrici e sono, altresì, istituite con la finalità di contrastare le frodi «sistemiche» e la speculazione. A loro volta, ogni struttura pone enfasi su alcuni aspetti che tengono conto delle specificità locali. Nei Paesi a cultura protestante, per esempio, il principio della deterrenza viene coltivato da uffici stampa attrezzati e linee telefoniche dedicate per denunce anonime, mentre in Francia l'Autorità è un organismo che svolge un ruolo importante anche nel formare e certificare gli investigatori assicurativi. Negli Stati Uniti vi sono organismi governativi che trattano il problema della frode assicurativa agendo come negoziatori istituzionali, fornendo impulsi legislativi e culturali. Altre istituzioni svolgono un ruolo di coordinamento tra gli uffici investigativi pubblici e privati. Tali esempi internazionali contribuiscono notevolmente ad inquadrare l'esigenza di una struttura pubblica indipendente per ragioni di garanzia della riservatezza dei dati e per la necessità di coordinamento integrato delle strutture operative dedicate. Tenuto conto di questi elementi è bene sottolineare che, per avviare una Agenzia antifrode italiana non c'è bisogno di grandi rivoluzioni poiché sono già a disposizione solide basi. La banca dati IVASS, per esempio, è uno strumento sofisticato che contiene informazioni analitiche relative a decine di milioni di sinistri RC Auto.