[resaula]

Atto n. 4-07153 DE BONIS Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: la Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (CNA) ha lanciato un fondato allarme in merito alle varie modifiche che ha subito la normativa per il superbonus , che porterebbe al rischio di fallimento 33.000 imprese artigiane della filiera delle costruzioni, oltre alla perdita di 150.000 posti di lavoro, con il blocco della cessione dei crediti legati ai bonus edilizi. Pesanti conseguenze ci sarebbero anche per le imprese lucane del comparto; la previsione è data dai risultati di un'indagine presso circa 2.000 imprese che rappresentano un campione altamente emblematico dei comparti dell'edilizia, delle costruzioni e dei serramenti; i crediti fiscali delle imprese che hanno riconosciuto lo sconto in fattura e non monetizzati attraverso una cessione ammontano a quasi 2,6 miliardi di euro. La consistenza dei crediti bloccati (circa il 15 per cento del totale) sta mettendo in crisi migliaia di imprese, tra cui 300 lucane, che rischiano di non arrivare a fine anno se la situazione dovesse perdurare; oltre 60.000 le imprese artigiane si trovano con cassetto fiscale pieno di crediti ma senza liquidità e con impatti gravissimi. Il 48,6 per cento del campione parla di rischio di fallimento mentre il 68,4 per cento prospetta il blocco dei cantieri attivati; per non essere schiacciate dalla mancata cessione dei crediti, quasi un'impresa su due sta pagando in ritardo i fornitori, il 30,6 per cento rinvia tasse e imposte e una su 5 non riesce a pagare i collaboratori. Dall'analisi dei fatturati e della consistenza media dei crediti emerge che le imprese con giro d'affari di 150.000 euro detengono 57.000 euro di crediti nel proprio cassetto fiscale (38,2 per cento). Alla crescita del fatturato l'incidenza tende a scendere pur restando rilevante: un'impresa con 750.000 euro di ricavi sconta 200.000 euro di crediti bloccati; sempre secondo la CNA, il 47,2 per cento delle imprese dichiara di non trovare soggetti disposti ad acquisire i crediti mentre il 34,4 per cento lamenta tempi di accettazione dei documenti contrattuali eccessivamente lunghi; per la cessione dei crediti, le imprese della filiera si sono rivolte principalmente alle banche (63,7 per cento), a seguire Poste (22,6 per cento), poi società di intermediazione finanziaria (5,1 per cento); davanti a norme incerte e continui stop and go gli intermediari finanziari hanno bloccato gli acquisti e ad oggi i crediti in attesa di accettazione superano i 5 miliardi di euro e di questi circa 4 miliardi si riferiscono a prime cessioni o sconti in fattura. Va segnalato che attraverso lo sconto in fattura l'impresa ha anticipato per conto dello Stato un beneficio al cliente, facendo affidamento sulla possibilità, prevista dalla legge, di recuperare il valore della prestazione attraverso la cessione a terzi; i bonus per l'edilizia, inoltre, hanno offerto un contributo molto rilevante al rimbalzo del PIL l'anno scorso e per oltre il 90 per cento le imprese intervistate sono convinte che senza una soluzione per svuotare i cassetti fiscali si determinerà il mancato avvio di nuovi cantieri, con ripercussioni negative sull'intera filiera e sull'economia nel complesso, nonché sul programma di riqualificazione energetica degli immobili; la situazione, insomma, risulta molto preoccupante e richiede un intervento straordinario da parte del Governo per scongiurare una gravissima crisi economica e sociale, si chiede di sapere come giudichino i Ministri in indirizzo l'indagine condotta dalla CNA e se non ritengano che vada trovata con urgenza una soluzione efficace per evitare una gravissima crisi economica e sociale, generata da una serie di provvedimenti normativi che hanno alimentato confusione e profonda incertezza. Atto n. 4-07154 GIANNUZZI Silvana ANGRISANI Luisa BOTTO Elena SBRANA Rosellina LA MURA Virginia CORRADO Margherita LEZZI Barbara ABATE Rosa Silvana MORONESE Vilma NUGNES Paola CRUCIOLI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il 9 giugno 2022 sul profilo "Twitter" della Presidenza del Consiglio dei ministri sono apparsi diversi tweet in lingua inglese che, per lo più, davano conto dell'andamento dei lavori della riunione del Consiglio dei ministri dell'OCSE 2022, che si stava svolgendo a Parigi; anche il sito internet della Presidenza ha riferito sulla posizione italiana, espressa in occasione della riunione, trascrivendo l'intervento di Draghi esclusivamente in lingua inglese; premesso altresì che: uno dei capisaldi della democrazia è il diritto del cittadino ad essere informato; il Presidente del Consiglio dei ministri, in quanto responsabile della politica generale del Governo, riveste un ruolo di rappresentanza nelle occasioni di confronto e scambio con i partner internazionali, in relazione alle quali ha il dovere di riferire alla popolazione; considerato che: il 12 marzo 2021 è stato proprio l'allora neo Presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi a riportare l'attenzione sull'importanza dell'utilizzo della lingua italiana nelle comunicazioni rivolte alla popolazione; in occasione dell'intervento al centro vaccinale anti COVID dell'aeroporto di Fiumicino, infatti, parlando di smart working e babysitting , Draghi fece una considerazione estemporanea sull'utilizzo delle parole straniere affermando "chissà perché dobbiamo sempre usare tutte queste parole inglesi"; l'importanza dell'utilizzo della lingua madre, da parte della politica, è stata ulteriormente messa in risalto durante l'ultima conferenza stampa di fine anno quando lo stesso Draghi, in risposta ad un giornalista che chiese di fare una domanda in inglese, obiettò "certo, poi la traduco io per te", intimando l'esposizione del quesito in italiano; considerato infine che i tweet citati, sebbene siano stati utilizzati dal profilo "Twitter" di palazzo Chigi come strumento di informazione relativa ad un appuntamento istituzionale di rilievo internazionale, hanno suscitato diverse polemiche in quanto interpretati come comunicazioni rivolte ai partner internazionali più che come veicoli di informazione rivolta ai cittadini italiani, che erano rappresentati dal premier alla riunione dell'OCSE, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri confermi di perorare l'importanza dell'utilizzo della lingua italiana come prima lingua nelle comunicazioni pubbliche, anche se relative a notizie di rilievo internazionale, veicolate tramite ogni strumento di comunicazione, compresi i social media ; se non riconosca il diritto del popolo italiano ad essere informato, ricevendo, quindi, comunicazioni pubbliche nella propria lingua; se non ritenga lesivo della dignità nazionale il fatto che i massimi rappresentanti del popolo utilizzino una lingua diversa da quella propria per rendere conto di notizie d'interesse collettivo. Atto n. 4-07155 RICHETTI Al Ministro della giustizia Premesso che: