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quelle risposte che purtroppo la cattiva politica non è riuscita a dare direttamente a quegli uomini "volonterosi" che cento anni fa si prodigarono per Chioggia. Troppe persone se ne sono andate con il rammarico di non essere riuscite a lasciare ai propri cari una casa priva di vincoli; troppe speranze e troppi sogni si sono infranti. La buona politica oggi vince con questo voto finale che ci auguriamo essere all'unanimità, come è già successo lo scorso 3 ottobre in Senato e il 4 febbraio alla Camera dei deputati. Sottolineo che non si tratta di un condono, ma di un riconoscimento di diritti di cittadini che si è fatto attendere cento anni. Ora non si può più fare aspettare ulteriormente. Un voto positivo di oggi è un bel segnale per quei cittadini che, oltretutto, sono stati colpiti dal problema dell'acqua alta dello scorso novembre e sarebbe una risposta adeguata all'impegno indefesso di Don Pierangelo Laurenti, che mi piace ricordare in questa sede, parroco della parrocchia di San Martino sulla riva del canale Lusenzo, che tanto si è prodigato per essere di conforto ai cittadini, in modo particolare nel periodo in cui sono stati colpiti dalle cartelle esattoriali e che purtroppo se n'è andato lo scorso 10 febbraio, prima di una risoluzione definitiva del problema. Ora spetta a noi. Per i motivi esposti, unitamente ai senatori veneti Ferro, De Poli, Causin e Ghedini, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Forza Italia al provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il provvedimento in esame andiamo a sanare definitivamente una situazione paradossale creatasi agli inizi del Novecento. La fascia lagunare di Sottomarina, nel Comune di Chioggia, versava in una situazione igienico-sanitaria insostenibile per la popolazione residente. Purtroppo sia al Comune di Chioggia che al magistrato alle acque mancavano le risorse economiche per provvedere alla bonifica dell'area. Per risolvere la grave situazione, lo Stato chiedeva l'intervento di cittadini volenterosi, che si offrivano di effettuare i lavori in cambio di ricevere un appezzamento di terreno ove costruire la propria abitazione. Questi accordi fra le parti sono documentati da verbali sottoscritti dalle parti: quello preliminare, sottoscritto il 1° luglio del 1923, fra il Corpo reale del genio civile, Ufficio speciale per le opere marittime di Venezia e provincia, ditta esecutrice delle opere di costruzione del muro di sponda canal Lusenzo, e quello della consegna agli "acquirenti" del 15 febbraio 1924. Tuttavia, le aree provenienti dall'imbonimento dello specchio acqueo lagunare, pari a metri quadri 8.911, sono successivamente entrate a far parte del demanio marittimo e rimaste inalienabili fino al 1965, quando con un decreto del Ministro per la marina mercantile le aree in questione sono state trasferite dal demanio marittimo al patrimonio dello Stato. In effetti, la consegna delle aree è avvenuta solo nel luglio 1975, senza che sino ad oggi sia mai stato adottato alcun atto formale a sancire il passaggio di proprietà dei terreni. Nel corso dei decenni in quelle aree sono stati costruiti molti immobili, regolarmente registrati in catasto e nel piano regolatore generale, sui quali sono state pagate le imposte e, in alcuni casi, anche ceduti con atti notarili correttamente rogitati. Nel 2010 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 85, inerente il federalismo demaniale e solo allora l'Agenzia del demanio di Venezia, prendendo coscienza dell'esistenza degli immobili su aree di proprietà dello Stato, ha inoltrato ai residenti le richieste di pagamento per l'utilizzo delle stesse, arrivando a chiedere fino a 250.000 euro per famiglia per i canoni arretrati. Molti dei protagonisti degli accordi inziali con lo Stato sono deceduti, lasciando a figli ed eredi queste scomode eredità, che stanno sconvolgendo la serenità di circa duecento famiglie di Sottomarina, che non sanno proprio come far fronte alle ingiunzioni di pagamento dell'Agenzia del demanio, anche se, ultimamente, in considerazione delle problematiche emerse, sembra che l'Agenzia abbia interrotto i procedimenti. Capite bene che non si tratta di cittadini abusivi, ma di famiglie che sono "vittime" inconsapevoli e che hanno ereditato o acquistato le case costruite su area demaniale con la promessa di futura vendita. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Davanti a questo grave problema il 25 luglio 2019 anche il Consiglio comunale di Chioggia ha votato all'unanimità un ordine del giorno che dimostra l'impegno di tutte le forze politiche per cercare di risolvere la questione. L'ordine del giorno evidenzia l'insostenibilità della situazione, anche per il fatto che sono cominciati i pignoramenti dei conti correnti dei cittadini interessati che si dimostrano impossibilitati a pagare le cifre esorbitanti chieste dall'Agenzia delle entrate. Il provvedimento di oggi vuole porre rimedio a questa incresciosa situazione in favore delle famiglie di quei cittadini, cosiddetti volenterosi, pescatori e ortolani, che all'inizio del secolo scorso, previ accordi fatti con lo Stato, hanno effettuato opere di imbonimento che sono diventate per default "demanio marittimo". Questo provvedimento intende inoltre consentire il trasferimento delle aree demaniali al patrimonio disponibile del Comune di Chioggia per permetterne la successiva alienazione ai privati possessori. Ringraziamo il presidente della 6 a Commissione finanze, professor Bagnai, e tutti i commissari per aver velocizzato l' iter di questo provvedimento ed essere andati incontro alle esigenze di tutte queste famiglie, permettendo una pronta discussione di questo disegno di legge che prevede anche la sospensione dei procedimenti ingiuntivi, anche se avviati prima dell'entrata in vigore di questo provvedimento. Annuncio pertanto il voto favorevole della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . VANIN (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VANIN (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, senatori e senatrici, oggi è un giorno importante. Non è solo un numero: 20-02-2020. Oggi è un giorno particolare per le 200 famiglie di riva Lusenzo che attendono, da più di 100 anni, di avere giustizia. Questo disegno di legge risolve, finalmente, una vicenda a dir poco kafkiana, che si è aggrovigliata negli anni, portando all'esasperazione i residenti di queste abitazioni. Non entro in merito agli aspetti tecnici già raccontati e descritti dai colleghi. Voglio narrare la storia di persone.