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È quindi importante per noi mantenere un dialogo attivo, in particolare sul tema della difesa, con un Paese che rimane attualmente uno dei pochi non sottoposti a un leader populista o a drammatici sconvolgimenti interni. Ma l'Argentina è un'alleata fondamentale anche in considerazione dell'elevata presenza di nostri connazionali. La comunità italiana in Argentina conta oltre mezzo milione di italiani, secondo i dati dell'AIRE, l'anagrafe italiana dei residente all'estero. Se si considerano gli oriundi, invece, arriviamo a 25 milioni; cifre notevoli. È normale, quindi, auspicare un rapporto di amicizia, dialogo e collaborazione reciproca. Italia Viva voterà quindi a favore della ratifica non solo per una generica condivisione del contenuto ma proprio perché riteniamo giusta la ratio che ne è alla base. Dalla ratifica ne gioveranno diverse aree di cooperazione per la difesa, come la sicurezza comune e politica, la ricerca e sviluppo, il supporto logistico e acquisizione di prodotti e servizi per il comparto. Ma servirà anche a promuovere operazioni umanitarie e di mantenimento della pace, l'organizzazione ed impiego delle Forze armate e la formazione ed addestramento in campo militare. Sarà utile come accrescimento per le forze di entrambi i Paesi la previsione di visite reciproche di delegazioni di enti civili e militari così come lo scambio di esperienze, di relatori, di personale e di formazione, la partecipazione ad operazioni umanitarie e di mantenimento della pace e il supporto alle iniziative commerciali relative ai prodotti e ai servizi della difesa, solo per citarne alcuni. Ed è importante, ancora, lo spazio riservato alle attività di ricerca scientifica, con test e progettazione, e allo scambio di esperienze nel campo tecnico e alla reciproca produzione e modernizzazione di servizi tecnici. In definitiva, Presidente, questo Accordo è chiaramente in linea con la Strategia globale per la politica estera e di sicurezza, alla quale l'Italia aderisce, e con il Piano di azione europeo in materia di difesa. Ci permette di rafforzare la cooperazione con un Paese centrale per l'America latina come l'Argentina e ci permette di stimolare il settore produttivo della difesa. Per tutti questi motivi, il voto di Italia Viva è a favore. Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Giacobbe sul disegno di legge n. 1086 Onorevoli senatrici e senatori, l'Accordo in esame oggi ha lo scopo di incrementare la cooperazione bilaterale tra le Forze armate italiane ed argentine. La sottoscrizione di simili atti bilaterali mira anche ad indurre positivi effetti indiretti in alcuni settori produttivi e commerciali dei due Paesi e va intesa come azione stabilizzatrice di una particolare area/regione di valore strategico. Voglio sottolineare come sia il Governo italiano che quello argentino sono convinti che il mantenimento della pace e della stabilità internazionale, la diffusione di nuove forme di convivenza e l'affermazione di un ordine internazionale più sicuro e stabile, possano ricevere un contributo significativo attraverso l'identificazione e l'esempio di modelli originali di collaborazione tra Paesi appartenenti a diverse aree geografiche. Con questo atto si mira a riaffermare l'impegno di entrambi i Paesi alla non proliferazione delle armi di distruzione di massa che minacciano seriamente la pace e la sicurezza internazionale confermando l'impegno dei due Paesi nei confronti della carta delle Nazioni Unite. Sia l'Italia che l'Argentina con questo atto confermano il desiderio di accrescere la cooperazione tra i rispettivi Ministeri della difesa, accomunati dalla condivisa valutazione che la cooperazione reciproca nel settore della difesa rafforzerà le relazioni esistenti tra le parti. I due Paesi vantano già atti di cooperazione, uno dei quali riguarda un programma congiunto aerospaziale che impegna la nostra Agenzia spaziale italiana e l'analoga Agenzia argentina. La collaborazione riguarda la realizzazione di una rete satellitare da impiegare nel controllo del suolo e per la gestione e la prevenzione delle grandi emergenze naturali e ambientali. Il primo lancio è del 2018. L'Italia vanta inoltre un rapporto del tutto particolare con l'Argentina, voglio ricordare la presenza di oltre 900.000 italiani, una delle più vaste comunità italiane all'estero. Questa ratifica non fa che accrescere e sostanziare la vicinanza dei due Paesi. Il gruppo del Partito Democratico voterà pertanto a favore della ratifica di questo Accordo. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Gallone sul Doc . XXIII, n. 4 Dal primo giorno dell'avvio dello stato d'emergenza a seguito della pandemia, periodo che ho vissuto a Bergamo, nella mia città, nel cuore della mischia, la prima preoccupazione che mi ha colto, anzi la paura vera e propria, è stata quella che potesse fermarsi il sistema di raccolta, conferimento e smaltimento dei rifiuti. Per questo ho verificato in maniera sistematica le condizioni delle aziende preposte e del personale, degli operatori, eroi un po' dimenticati senza i quali però sarebbe potuta essere tragedia nella tragedia. Neanche per un giorno si sono fermati, nonostante la carenza di presìdi, di mascherine e di protezioni a volte. Ogni giorno, affacciata al mio balcone, quel balcone da cui ho visto passare i camion con le bare dei miei concittadini, tra cui molti amici, mentre il Covid si era insinuato perfino in casa mia, ogni giorno ho gridato grazie e mandato un bacio a quegli uomini e quelle donne che, nel silenzio delle strade deserte, passavano a raccogliere i sacchi e il loro contenuto pericoloso senza paura e con altissimo senso del dovere. Scusate, ma ci tenevo, in apertura della dichiarazione di voto di Forza Italia, a rinnovare tutta la nostra riconoscenza per chi, invisibile ma indispensabile, ha consentito che le città e i paesi non si riempissero di rifiuti scatenando pandemia nella pandemia nel momento più terribile. Grazie, grazie e ancora grazie. Uno degli aspetti collaterali all'emergenza sanitaria Covid infatti, forse quella realmente più pericolosa, è stato quello relativo all'impatto che la pandemia avrebbe avuto sui rifiuti, sia in relazione alle conseguenze alle azioni di contenimento e contrasto della pandemia stessa, che rispetto alle implicazioni che l'incremento massiccio dell'utilizzo di dispositivi di protezione individuale, di mascherine e di guanti soprattutto, avrebbero potuto comportare. La gestione dei rifiuti ha avuto un'impennata di difficoltà, ma nessuno se ne è accorto grazie all'organizzazione e alla fermezza con cui si è rimasti sul pezzo. Gestione dei rifiuti domestici, gestione dei rifiuti ospedalieri, gestione dei rifiuti prodotti sul posto di lavoro: per i territori maggiormente colpiti, come la Lombardia, il Veneto, il Piemonte e l'Emilia Romagna è stato veramente un periodo incredibile, surreale e consentitemi di dedicare un pensiero ai negazionisti che, buon per loro, probabilmente non sono stati colpiti come sono state colpite le Regioni del Nord. Tornando alla gestione del ciclo dei rifiuti tutti i soggetti coinvolti in particolare le Regioni, le Provincie e i Comuni, hanno subito reagito ponendo in essere ogni azione necessaria a contenere la pandemia assicurando il miglior servizio possibile ai cittadini.