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In occasioni come queste serve da parte di tutti una maggiore attenzione in quanto continuo a ribadire che l'argomento trattato nell'emendamento è estraneo al contenuto del provvedimento. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Senatore Ferrari, ho fatto una riflessione rispetto alla sua segnalazione. Non solo nella relazione di accompagnamento, ma nello stesso articolo 1 si dice: «per incrementare la capacità operativa della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell'interno»; se il testo si fosse fermato qui, avrei potuto anche dire che c'è fondatezza in quello che lei ha testé citato. Si aggiunge però anche: «nelle attività di controllo e di sicurezza rivolte al contrasto all'immigrazione illegale e al traffico di essere umani, nonché nelle attività di soccorso in mare». Pertanto, con queste finalità, ritengo l'emendamento del relatore ammissibile. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. PETROCELLI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 2.100 e favorevole sull'emendamento 2.0.500. PRESIDENTE . Sugli emendamenti 2.0.100 e 2.0.101 la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.100. ALFIERI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, l'emendamento 2.100 intende rafforzare il concetto di formazione e adeguata preparazione della Guardia costiera libica anche alla luce degli ultimi eventi di cui tutti siamo a conoscenza. Abbiamo voluto inserire, proprio per quello che diceva poc'anzi il Presidente sul tema della sicurezza e della salvaguardia in mare, un'adeguata preparazione in materia di primo soccorso e tutela dei diritti umani. Non si capisce allora perché si possa andare avanti con l'emendamento in cui si prevede di dotare delle unità navali nostre e, quindi, non oggetto del Memorandum internazionale sulla cui base noi oggi andiamo ad individuare il decreto-legge in cui cediamo dodici unità navali libiche, e invece per noi che chiediamo di rafforzare uno degli elementi qualificanti di quell'accordo e, cioè la formazione del personale libico in un scenario come quello che stiamo vivendo, non sia possibile inserire il rafforzamento del concetto del primo soccorso e della tutela dei diritti umani, che ha a che fare proprio con la salvaguarda della sicurezza in mare. Insistiamo quindi per votare a favore di questo emendamento. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.100, presentato dal senatore Alfieri e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.500, presentato dal relatore. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.0.100 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. FERRARI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.100 (testo 2), presentato dal senatore Alfieri e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Passiamo all'emendamento 2.0.101, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. LAFORGIA (Misto-LeU) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.101, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, ribadisco soltanto che il Gruppo per le Autonomie voterà a favore del decreto-legge al nostro esame. Per il resto mi rifaccio all'intervento che ho appena reso nel corso della discussione generale, nel corso del quale credo di essere stato abbastanza chiaro. LAFORGIA (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, noi voteremo contro il provvedimento al nostro esame perché pensiamo che sia una decisione sbagliata quella che assume il Parlamento oggi rispetto alla concessione di unità navali alla Guardia costiera libica. Sono di pochi giorni fa le immagini del salvataggio di una donna - non lo diciamo in ragione di una categoria di cui ormai si abusa nel commento della politica, cioè il buonismo, ma perché riportiamo la realtà dei fatti per come si sta configurando - Josefa, da parte della nave della ONG Proactiva Open Arms, aggrappata ai resti di un gommone in mare, in procinto di morire per ipotermia accanto ai cadaveri di un'altra donna e del suo bambino. Con il passare dei giorni, la ricostruzione di quanto avvenuto, testimoniata anche dalla presenza di un nostro deputato, l'onorevole Palazzotto, che è stato su quella nave, diventa sempre più chiara e conduce a una diretta responsabilità della Guardia costiera libica, nonostante gli evidenti tentativi di manipolazione della realtà che hanno seguito le ore successive al salvataggio. Sembrerebbe, infatti, che la Guardia costiera libica, intervenuta per il recupero di 158 persone a bordo di un gommone, abbia abbandonato in mare le due donne e il bambino a causa del loro probabile rifiuto di interfacciarsi con un soggetto riconosciuto come pericoloso, la Guardia costiera libica, appunto. C'è poi da chiedersi in quale modo il gommone sia stato distrutto e se anche su questo profilo l'intervento della Guardia costiera della Libia sia stato determinante. Ricordiamo come lo scorso anno la ONG Proactiva abbia divulgato un video in cui venivano mostrati agenti della Guardia costiera libica sparare in aria per intimidire l'equipaggio di una delle due navi della ONG spagnola. Ecco, di fronte a tutto questo, di fronte alle immagini e alle denunce di organismi indipendenti come l'UNHCR o Amnesty International, che da mesi riportano le inaccettabili condizioni delle persone migranti in Libia, le violenze, le torture, gli stupri quotidiani, nonostante questo patrimonio di informazioni, i nostri Governi - l'attuale, ma anche quelli che lo hanno preceduto - si ostinano a considerare la Libia come un interlocutore cui affidare la vita di centinaia di migliaia di persone. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità sarebbero più di 10.000 le persone individuate dalla Guardia costiera libica e rinchiuse in circa 20 centri di detenzione, e circa 662.000 i migranti, come riportato dal ministro Salvini qualche settimana fa durante un'informativa al Senato.