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la chiusura del breve tratto stradale arreca, inoltre, gravissimi danni alle attività turistiche ed all'economia locale, in quanto i percorsi alternativi più brevi non sono del tutto idonei, neppure per il traffico leggero, e quelli idonei sono molto più lunghi e privi di qualsiasi valore paesaggistico; a partire dal mese di settembre, su impulso della locale Prefettura, era stato avviato un tavolo tecnico tra Provincia di Vibo, Regione Calabria, Prefettura e Comune di Joppolo, per dare risposta alla problematica in tempi ravvicinati e comunque prima dell'inizio della stagione turistica 2019; agli inizi del mese di dicembre 2018, su sollecitazione di numerose associazioni locali e singoli cittadini, il il Ministro in indirizzo ha coinvolto Anas SpA per trovare una risposta immediata; in occasione di un incontro tecnico, svoltosi a Soverato in data 17 dicembre 2018, con il Ministero, l'Anas, la Regione Calabria e le Province di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria, per la sottoscrizione di atti relativi alla revisione della rete stradale nazionale, il Ministro ha pubblicamente incaricato l'Anas di farsi carico della risoluzione della problematica relativa alla strada provinciale 23 nel comune di Joppolo. Nella stessa occasione l'Anas ha indicato i tempi tecnici per l'esecuzione dell'intervento, quantificati in un mese per la progettazione e 4 mesi per la realizzazione dei lavori; da allora, non si è a conoscenza di ulteriori sviluppi relativi alla problematica, si chiede di sapere: quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per impedire che la chiusura possa continuare a riversare i suoi effetti significativamente negativi sulla locale popolazione; quali urgenti iniziative, in prospettiva della stagione estiva, intenda adottare per impedire che la chiusura stessa causi ulteriori inconvenienti e danni anche nel settore turistico. Atto n. 4-01132 CAUSIN Al Ministro dell'interno Premesso che: la missione navale europea "Sophia Eunavformed", attivata nel 2015, di cui l'Italia ha il comando, ha operato su tre direzioni: a) sorveglianza e valutazione delle reti di contrabbando e traffico di esseri umani nel Mediterraneo; b) monitoraggio, ricerca e, se necessario, diversioni di navi sospette; c) smaltimento delle navi e delle attrezzature, preferibilmente prima dell'uso, per il blocco dei trafficanti e contrabbandieri; i Paesi dell'Unione europea guidati dal comando navale italiano hanno costituito, in questi quattro anni, un vero e proprio confine marittimo tra la Libia e l'Italia, producendo una riduzione significativa degli sbarchi, oltre ad aver intercettato e distrutto reti di commercio di esseri umani attraverso gli scafisti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia scelto di rompere il fronte europeo ed azzerare la missione militare, la cui efficacia è riconosciuta da tutte le organizzazioni; quali iniziative intenda adottare al fine di evitare l'incremento degli sbarchi e delle morti in mare. Atto n. 4-01133 GASPARRI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'interrogante ha già presentato l'atto di sindacato ispettivo 4-00601 pubblicato il 25 settembre 2018 nel quale chiedeva, a fronte dell'interruzione del servizio di collegamento con mezzi veloci per la tratta Messina-Reggio Calabria, se il Ministro in indirizzo non ritenesse opportuno, alla luce della mancata indizione di un nuovo bando, intervenire affinché venisse concessa la proroga alla Liberty Lines SpA per scongiurare disagi per gli utenti e il licenziamento dei lavoratori; ad oggi quell'interrogazione, analogamente presentata alla Camera dall'onorevole Matilde Siracusano, non ha ricevuto alcuna risposta; nulla è stato fatto per risolvere i disagi per gli utenti dovuti al mancato servizio e per trovare una soluzione per i circa 70 dipendenti della Liberty Lines che ad oggi non hanno alcuna certezza lavorativa per il proprio futuro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire per risolvere una vicenda che si trascina ormai da circa quattro mesi e per la quale non è stato fatto alcun atto concreto da parte del Governo. Atto n. 4-01134 GINETTI Al Ministro della giustizia Premesso che: il 12 gennaio 2019 la giovane agente di Polizia penitenziaria Maria Teresa Trovato Mazza, detta Sissy, è deceduta dopo due anni di agonia nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Polistena (Reggio Calabria); la sua scomparsa ha destato profondo cordoglio e un condiviso sentimento di vicinanza a familiari ed amici da parte della comunità locale e dei colleghi del corpo di Polizia penitenziaria; il 1° novembre 2016 l'agente, originaria di Taurianova, che prestava servizio nel carcere femminile della Giudecca a Venezia, veniva comandata ad eseguire un controllo di routine all'ospedale civile di Venezia nei confronti di una detenuta che aveva partorito; l'agente non fece più rientro nell'istituto penitenziario e venne rinvenuta in una pozza di sangue all'interno di un ascensore dell'ospedale, ferita da un colpo di arma da fuoco alla testa; l'indagine di polizia giudiziaria, che in un primo momento era stata orientata verso un caso di suicidio, su sollecitazione dei legali della famiglia ha virato verso un'ipotesi di omicidio; successivamente, le indagini giudiziarie sono state improntate ad assoluto riserbo, ma alcuni mass media hanno dedicato attenzione all'accaduto, ad in particolare la trasmissione televisiva "Chi l'ha visto", che ha sensibilizzato l'opinione pubblica, dedicando alla storia spazi di indagine quasi settimanali; gli inviati della trasmissione hanno analizzato i luoghi in cui il fatto è avvenuto, nonché gli effetti dei colpi di pistola sul corpo dell'agente Trovato ed alla luce degli elementi acquisiti, sia pure in maniera informale, sembra messa fortemente in dubbio la tesi del suicidio; considerato che la Procura di Venezia ha disposto il sequestro della salma e l'autopsia e che, pertanto, ulteriori elementi potrebbero emergere dall'esame medico-legale; ferma restando la doverosa ed imprescindibile attività dell'autorità giudiziaria inquirente; preso atto della diffusione di notizie sulla stampa circa contrasti tra l'agente e l'istituto di pena dove svolgeva servizio, in relazione a denunce di illeciti che sarebbero avvenuti all'interno del carcere; visto che l'attività della Polizia penitenziaria è improntata, sin dalla sua istituzione, alla lealtà, al rispetto delle regole, al dovere verso lo Stato e i cittadini ed alla massima trasparenza del proprio operato, nonostante le note difficoltà di gestione legate alla carenza di organico e conseguenti lunghi turni di servizio spesso in orario straordinario, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti;