[ddlpres]

L'articolo 2 prevede che sui ruoli emessi a partire dal 1° luglio 2018, la percentuale di aggio sulle somme riscosse sia ridotta di 2 punti percentuali. Come già accennato, un ulteriore problema verificatosi nelle procedure per la riscossione dei tributi è quello rappresentato dalle cosiddette «cartelle pazze», un fenomeno esploso nel 1998 con una prima ondata di milioni di cartelle esattoriali errate e che si è poi ripetuto sia nel 2003, sia nel 2007, anno in cui si sono rivelate essere inesatte ben 630.000 notifiche su un totale di un milione e mezzo di cartelle inviate. Tra le vittime vi sono stati anche disabili e perfino persone decedute, bersagliate da multe automobilistiche, imposta comunale sugli immobili (ICI), diritti camerali, tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), imposta sul valore aggiunto (IVA), contributi all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e redditi soggetti a tassazione separata. In effetti, se è possibile considerare quasi fisiologica una percentuale (minima) di errore nell'invio delle cartelle esattoriali, non si può fare a meno di indignarsi di fronte a numeri di tale portata. In merito a tale fenomeno, la società Equitalia Spa (la società pubblica facente capo all'Agenzia delle entrate che ha rilevato dal 1º ottobre 2006 tutto il sistema di riscossione) ha minimizzato l'episodio, sostenendo che il margine di errore delle cartelle di pagamento delle tasse e delle imposte iscritte a ruolo è molto basso e che si attesta al 3-5 per cento del totale. Peraltro, a opinione del concessionario, tali errori non sarebbero sempre imputabili alla società di riscossione, che non è responsabile della bontà del credito e si occupa esclusivamente di eseguire l'attività della riscossione, ma nella maggior parte dei casi si tratterebbe di errori compiuti dall'ente creditore. Nel 2000, con l'approvazione della legge n. 212, recante lo statuto del contribuente, è stata stabilita l'illegittimità delle cartelle esattoriali in cui non sia indicato l'autore, ovvero il responsabile, della cartella stessa. Grazie alla legge dunque al contribuente cui arrivava una cartella esattoriale sbagliata (sempre priva dell'indicazione del responsabile perché creata per «errore» dal sistema informatico degli enti di riscossione) era concessa la possibilità di impugnare la notificazione di pagamento. Tuttavia il decreto-legge n. 248 del 2007, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 31 del 2008, ha poi introdotto una norma che ha di fatto limitato la possibilità di avvalersi di questa facoltà solo per le cartelle emesse dopo il 1° giugno 2008. Con riferimento a queste specifiche problematiche, l'articolo 3 del presente disegno di legge reca una modifica del citato statuto del contribuente in materia di risarcibilità dei danni al contribuente, prevedendo che ad esso spetti un risarcimento per i danni arrecati da documenti fiscali palesemente infondati (le cosiddette «cartelle pazze») e per le spese sostenute a fini di autotutela; il risarcimento è stabilito in misura percentuale rispetto alla somma erroneamente richiesta; la misura del risarcimento può essere determinata anche in sede giudiziaria, in base al libero apprezzamento del giudice. L'articolo 4 reca modifiche al decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, in materia di obblighi dei concessionari della riscossione, da un lato estendendo le sanzioni previste dal decreto legislativo n. 165 del 2001 sui dipendenti pubblici ai concessionari che siano amministrazioni pubbliche e dall'altro nel senso di tipizzare, sotto forma di autonoma figura di illecito, l'omissione di verifica dell'attendibilità degli atti, a fronte della quale il concessionario è tenuto a versare al destinatario il 10 per cento delle somme iscritte nell'atto, previa richiesta del destinatario medesimo, da inoltrare entro trenta giorni dalla dichiarazione di nullità; il contribuente può altresì essere rimborsato mediante compensazione con un altro debito; quando invece l'errore che ha portato alla nullità o all'annullamento dell'atto è imputabile all'ente impositore, il concessionario dovrà rivalersi su esso. La parte finale del disegno di legge reca ulteriori disposizioni a tutela dei soggetti che versino in una condizione di temporanea difficoltà finanziaria. L'articolo 5 interviene in materia di procedure esecutive, disponendo, al comma 1, una proroga fino al 31 dicembre 2018 degli sfratti per morosità degli immobili locati ad uso di prima abitazione e, al comma 2, la sospensione, sempre fino alla stessa data, di tutti i procedimenti di pignoramento e di espropriazione immobiliari disposti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, in atto alla data di entrata in vigore della legge. L'articolo 6 interviene in materia di fissazione del tasso di usura determinandolo, senza differenziazione di categoria, nel tasso Euribor a dodici mesi, aumentato di 8 punti. L'articolo 7 reca disposizioni in materia di interessi e di sanzioni nella riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali, da un lato aumentando l'importo minimo a fronte del quale non si procede alla riscossione da 30 a 40 euro e da un altro lato determinando che l'importo complessivo risultante dall'applicazione di interessi, sanzioni, spese o aggio, non possa superare il 50 per cento dell'importo originariamente dovuto. L'articolo 8, comma 1, reca modifiche al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, prevedendo: alla lettera a) , la deducibilità degli interessi passivi sui mutui per l'acquisto della prima casa di abitazione e dei canoni di locazione sostenuti per l'immobile destinato ad abitazione principale, nel limite massimo di 12.000 euro per periodo d'imposta; alla lettera b) , la deducibilità al 100 per cento degli interessi passivi a carico delle imprese. L'articolo 9 reca una sanatoria relativa ai sistemi di informazioni creditizie, prevedendo che, a fronte della particolare congiuntura economica, alla data di entrata in vigore della legge siano cancellate in modo definitivo tutte le iscrizioni relative a ritardi nei pagamenti che risultino regolarizzate o che formino oggetto di accordi in corso per la regolarizzazione.. 1 (Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, in materia di riscossione delle imposte sul reddito) 1 Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 11, comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, secondo modalità che consentano al debitore la chiara percezione di ciascuna delle componenti»; b all'articolo 19, comma 1, le parole: «settantadue rate» sono sostituite dalle seguenti: «centoventi rate»; c all'articolo 25, comma 2, dopo le parole: