[resaula]

l'introduzione di uno stanziamento, pari a 188,3 milioni, per il 2021 , che costituisce un limite di spesa per il riconoscimento, a determinate condizioni, di un rimborso forfettario, relativo sia al 2020 sia al 2021 in favore dei datori di lavoro privati, per gli oneri sostenuti per il riconoscimento dei trattamenti nelle suddette due fattispecie - con riferimento ai casi in cui il trattamento di malattia sia a carico del datore di lavoro e non dell'INPS, con esclusione dei datori di lavoro domestico e dei datori non assoggettati a contribuzioni previdenziali presso l'INPS - (novella di cui alla lettera c)); l'esclusione (rispetto alla corrispondente norma finora vigente) degli oneri a carico dei datori di lavoro privati dal limite sopra menzionato di 976,7 milioni, il quale, quindi, concerne i soli oneri a carico dell'INPS (novella di cui alla lettera b) citata). Riguardo all'articolo 9, si rileva, in primo luogo, che esso prevede, fino al 31 dicembre 2021, la possibilità per i lavoratori dipendenti, per i lavoratori iscritti in via esclusiva alla cosiddetta Gestione separata INPS e per i lavoratori autonomi iscritti all'INPS, con riferimento a specifiche fattispecie relative ai figli, di un'astensione dal lavoro con indennità (commi da 1 a 3, da 5 a 7 e 9). Più in particolare, le fattispecie in oggetto concernono, in alternativa tra i due genitori e con riferimento ad un figlio minore di anni quattordici e convivente, i periodi (relativi al medesimo figlio) di sospensione dell'attività didattica o educativa in presenza, di infezione da COVID-19 o di quarantena disposta a seguito di contatto; si prescinde dall'età del figlio - nonché dai requisiti della convivenza e della fruizione in via alternativa all'altro genitore -, qualora le fattispecie suddette riguardino un figlio in condizioni di disabilità grave; inoltre, per la medesima ipotesi di figlio in condizioni di disabilità grave, si riconosce il diritto in esame anche per il caso in cui il figlio frequenti centri diurni a carattere assistenziale per i quali sia stata disposta la chiusura. L'astensione può essere effettuata in forma giornaliera od oraria. La relativa indennità è riconosciuta dall'INPS - ovvero dall'amministrazione pubblica datrice di lavoro -. Per i lavoratori dipendenti l'indennità è pari al cinquanta per cento della retribuzione che sarebbe spettata, con il riconoscimento, ai fini previdenziali, della contribuzione figurativa relativa all'intera retribuzione. La base di calcolo dell'indennità è determinata secondo gli stessi criteri vigenti per la base di calcolo dell'indennità per i congedi parentali. Di conseguenza, si fa riferimento alla retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga quadrisettimanale o mensile scaduto ed immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo; l'importo di tale base di calcolo non comprende il rateo giornaliero relativo alla gratifica natalizia o alla tredicesima mensilità e agli altri premi o mensilità o trattamenti accessori eventualmente erogati al lavoratore. Per i lavoratori iscritti alla Gestione separata l'indennità, per ciascuna giornata, è pari al 50 per cento di 1/365 del reddito (individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell'indennità di maternità). Per i lavoratori autonomi, l'indennità è commisurata, per ciascuna giornata, al 50 per cento della retribuzione convenzionale giornaliera. Le varie indennità in esame sono riconosciute entro un limite di spesa pari a 29,3 milioni (per il 2021). Sempre nel rispetto di tale limite, si prevede, per i lavoratori dipendenti, la possibilità di convertire il congedo parentale eventualmente fruito nel periodo compreso tra l'inizio dell'anno scolastico 2021-22 e la data di entrata in vigore del presente decreto nel congedo con indennità summenzionato (qualora nel medesimo periodo sussistesse una delle fattispecie che diano diritto a quest'ultimo congedo). Con riferimento ai figli conviventi di età compresa fra i quattordici e i sedici anni, si prevede, sempre fino al 31 dicembre 2021, il diritto, per uno dei due genitori, ad un congedo privo di indennità, qualora ricorra una delle fattispecie suddette relative ai figli infraquattordicenni (comma 4). Tutti i diritti summenzionati sono esclusi qualora l'altro genitore non svolga attività lavorativa o sia sospeso dal lavoro, ai sensi del comma 5 e fatta salva l'eccezione ivi prevista. Si rileva inoltre che il comma 8 prevede una specifica autorizzazione di spesa - pari a 7,6 milioni di euro per il 2021 - al fine di garantire la sostituzione del personale delle istituzioni scolastiche (docente, educativo, amministrativo, tecnico ed ausiliario) che usufruisca dei benefici di cui al presente articolo 9. Si segnala poi che le Commissioni riunite propongono l'inserimento di un articolo 9- bis , ai fini della revisione e dell'attuazione della recente norma che ha istituito un Fondo per i genitori lavoratori separati o divorziati non in grado, a causa della crisi economica legata alla pandemia, di poter adempiere al regolare versamento dell'assegno di mantenimento. Il comma 1 dell'articolo 10 prevede che, per i lavoratori dipendenti di Alitalia Sai e Alitalia Cityliner, il trattamento straordinario di integrazione salariale possa essere concesso anche per un periodo successivo alla conclusione dell'attività del commissario, in deroga al principio stabilito per i trattamenti suddetti concessi in relazione ai casi di amministrazione straordinaria; la deroga è ammessa nel limite massimo di 12 mesi di fruizione complessiva di trattamento per la fattispecie di amministrazione straordinaria. Per i mesi oggetto della proroga derivante dalla suddetta deroga viene posto un limite di spesa pari a 63,5 milioni per il 2022. Il successivo comma 2 dispone un finanziamento, nella misura di 212,2 milioni per il 2022, in favore del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale, in relazione agli oneri della prestazione integrativa (a carico del suddetto Fondo) connessa al trattamento straordinario di integrazione salariale (tale incremento è operato in considerazione dell'intero periodo temporale di 12 mesi summenzionato). I commi da 1 a 12 dell'articolo 11 prevedono, in favore di alcune categorie di datori di lavoro, la possibilità di fruizione di un ulteriore intervento di integrazione salariale con causale COVID-19, nel periodo 1° ottobre 2021-31 dicembre 2021, e dispongono alcuni adeguamenti finanziari per il 2021 e per il 2022, di segno positivo o negativo, per alcuni istituti lavoristici, in relazione al quadro effettivo delle esigenze. Le categorie interessate dai nuovi interventi di integrazione salariale con causale COVID-19 sono: