[resaula]

siamo davanti a una possibile vittoria o a una possibile sconfitta, a un balzo verso il futuro o a un ritorno al passato. Ha ragione lei, Presidente, nel parlare di un'elevata posta in gioco. Come darle torto? È davvero un'elevata posta in gioco, ma prima di decidere se stringere o meno la cinghia dopo la brexit , il Gruppo MoVimento 5 Stelle del Senato le vuole dire di tornare a ripetere quelle parole che ha pronunciato oggi in Aula e che - ho sentito - ha riferito anche al presidente Michel e al presidente von der Lyen: coraggio e ambizione. È questo il momento in cui l'Europa deve dimostrare coraggio e ambizione. Va bene il green new deal, va benissimo, attenzione, però: è vero che il Just transition fund è stato ideato per sostenere i Paesi che dipendono dal carbone, ma l'area di Taranto - sentivo la senatrice Lezzi - ha tutti i requisiti per poter beneficiare di quel fondo, per creare nuovi posti di lavoro sostenibili. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Pittella) . L'Europa deve trovare il coraggio e l'ambizione, ma deve aprire anche i propri concetti. Lo stesso discorso vale per la PAC, che non è solo un finanziamento che, secondo l'articolo 38 e seguenti del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, deve garantire un livello dignitoso all'agricoltore. No, non è questo. Per noi è molto di più: significa welfare , sostegno, passione. Per me in Sardegna la PAC significa anche azione di dissuasione contro il fenomeno degli incendi, per fare un esempio. La PAC è molto per l'Italia e dev'essere difesa. Signor Presidente, quando con i componenti della 14 a Commissione - che mi onoro di presiedere - andiamo a Bruxelles e sediamo ai tavoli, spesso ci dicono che non dobbiamo lamentarci perché in fin dei conti l'Italia è uno dei pochi Paesi che otterrà un guadagno netto, in relazione al bilancio precedente, rispetto ad altri Paesi. È una narrazione che dobbiamo spezzare, Presidente, prima di tutto perché questo guadagno, nel corso dei negoziati, si è andato ad affievolire, ma soprattutto perché non si tratta di un guadagno ma di un differenziale e non è un regalo, ma esattamente la prova di quanto siamo retrocessi nei nostri distretti del Sud; è la dimostrazione della forbice di disuguaglianza che si è creata tra il Nord e il Sud. È vero, allora, che qui non ci piangiamo addosso e che per la prima volta un Governo ha introdotto un piano decennale di programmazione per il Sud (123 miliardi di euro), abbiamo bisogno però del sostegno dell'Europa, che deve finalmente fare la sua parte, dimostrando di saper uscire dalle logiche nazionali e, soprattutto, deve essere espressione di popoli e di valori e tra questi valori non possono non esserci quelli dell'uguaglianza e della solidarietà. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Pittella) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Comunico all'Assemblea che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dai senatori Pittella, Lorefice, Ginetti, De Petris e Unterberger, n. 2, dal senatore Ciriani e da altri senatori, n. 3, dal senatore Calderoli e da altri senatori, n. 4, dal senatore Romeo e da altri senatori, e n. 5, dalla senatrice Bernini e da altri senatori, i cui testi sono in distribuzione. (Alcuni senatori del Gruppo FdI prossimi al banco della Presidenza chiedono di interloquire). Colleghi, credo sia meglio intervenire dal posto, perché qui c'è sempre un assedio alla Presidenza che francamente risulta, talvolta, imbarazzante: mi ritrovo dietro colleghi mentre sto conducendo l'Assemblea e non riesco a capire che cosa succede, vediamo un po'. FAZZOLARI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, non succede nulla di particolare. In modo totalmente ossequioso del Regolamento, prima della conclusione della discussione, il Gruppo Fratelli d'Italia, oltre alla risoluzione "madre" - chiamiamola così - ha presentato anche una serie di altre risoluzioni specifiche. PRESIDENTE . Magari sarebbe stato meglio segnalarlo cinque minuti prima, in modo da dare la possibilità, da un lato, alla Presidenza di poterlo annunciare, dall'altro, al rappresentante del Governo di prenderne visione per esprimere un parere. Capisco che si è dentro i limiti del termine della discussione, però voglio dire che questo ci mette in difficoltà. Sospendo brevemente la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 12,03, è ripresa alle ore 12,13) . La seduta è ripresa. Comunico all'Assemblea che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dai senatori Pittella, Lorefice, Ginetti, De Petris e Unterberger, n. 2 (testo 2), dal senatore Ciriani e da altri senatori, n. 3, dal senatore Calderoli e da altri senatori, n. 4, dal senatore Romeo e da altri senatori, n. 5, dalla senatrice Bernini e da altri senatori, n. 6, dal senatore Ciriani e da altri senatori, n. 7, dal senatore Ciriani e da altri senatori, n. 8, dal senatore Ciriani e da altri senatori, n. 9, dal senatore Ciriani e da altri senatori, e n. 10, dal senatore Ciriani e da altri senatori, i cui testi sono in distribuzione. Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. AMENDOLA, ministro per gli affari europei . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sulle proposte di risoluzione nn. 1, 3, 9 e 10 e contrario sulle proposte di risoluzione nn. 2 (testo 2), 4, 5, 6, 7 e 8. PRESIDENTE . Passiamo alle votazioni. GINETTI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GINETTI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, lei ha il sostegno di Gruppo Italia Viva-P.S.I. nel negoziato che dovrà sostenere in questo Consiglio europeo straordinario, che senz'altro è cruciale, non soltanto perché andrà a chiudere i negoziati per il nuovo Quadro finanziario settennale, ma perché, nel definire le priorità a cui destinare tali risorse, indicherà il futuro dell'Europa e qualificherà il processo stesso di futura integrazione, in un contesto interno e internazionale difficile, caratterizzato da contrazione negli scambi, tra nuovi dazi, tensioni politiche e nuove emergenze sanitarie. Il contesto è altresì caratterizzato dal dopo Brexit, prima frattura tra popoli europei, in un processo storico che avevamo immaginato lineare e irreversibile. Avevamo condiviso la proposta della Commissione europea del maggio 2018 di presentazione del nuovo bilancio, con l'obiettivo di modernizzarlo e renderlo più flessibile e trasparente.