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Ricorda come Forza Italia abbia da anni come priorità politica questo tema e che anche il Governo Renzi si era impegnato in tal senso, sebbene senza risultati concreti. Sottolinea, infine, come la normativa europea stabilisca il termine di 30 giorni per i pagamenti dei debiti delle amministrazioni, prorogabili in alcuni casi a 60, mentre in Italia il tempo medio di pagamento delle pubbliche amministrazioni è di circa 100 giorni. Il PRESIDENTE relatore ribadisce la sua posizione, ritenendo errato mettere in correlazione due esigenze distinte, entrambe fortemente sentite. Il RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO ricorda come la dilazione dei pagamenti derivi, di fatto, da un'esigenza di bilancio, imposta anche dai vincoli derivanti dall'Unione europea, che risale ai primi anni 2000. Concorda sui benefici che deriverebbero dal pagamento dei debiti in termini di un ingente quantitativo di liquidità che verrebbe messa in circolazione e propone di riformulare l'ordine del giorno invitando il Governo a valutare l'adozione di misure per accelerare i pagamenti. Interviene il senatore FAZZOLARI ( FdI ) per esprimere un deciso dissenso nei confronti della giustificazione addotta dal rappresentante del Governo per i ritardi nei pagamenti dei debiti da parte della pubblica amministrazione. Evidenzia, inoltre, la contraddittorietà di un Governo che dice di non voler rispettare i vincoli europei e che poi afferma di non poter saldare i debiti nei confronti delle imprese proprio a causa di quei vincoli, quando invece è in grado di stanziare 9 miliardi per il reddito di cittadinanza. Propone quindi che si trovi un'altra copertura per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Aggiunge infine la propria firma all'ordine del giorno G/822/4/14. La senatrice GIAMMANCO ( FI-BP ) ritiene inaccettabile che lo Stato adempia con ritardo i propri debiti nei confronti delle imprese, privandole della necessaria liquidità, che andrebbe a beneficio non solo delle imprese direttamente interessate ma anche di tutto l'indotto legato a tali aziende. Tutto ciò per valorizzare il reddito di cittadinanza, che costituisce una misura meramente assistenziale e priva di un reale effetto moltiplicatore. Concorda peraltro con la proposta di trovare una copertura anche per pagare i debiti della pubblica amministrazione. Il senatore PITTELLA ( PD ) riconosce il tentativo lodevole del relatore di mantenere un equilibrio politico, ma sottolinea come ciò non può arrivare al punto di sfociare nell'ipocrisia. Ritiene che il rappresentante del Governo sia stato molto leale nel difendere la misura del reddito di cittadinanza anche a costo di mantenere le imprese nella loro situazione di difficoltà. Prende quindi atto che tra le priorità del Governo non vi siano i crediti vantati dalle piccole e medie imprese nei confronti delle amministrazioni. La senatrice TESTOR ( FI-BP ) ribadisce di non poter accettare una riformulazione in cui non si indica dove trovare le risorse per coprire le spese relative al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Il PRESIDENTE , accertata la presenza del prescritto numero di senatori, mette quindi in votazione l'ordine del giorno G/822/4/14, che risulta respinto. Sull'ordine del giorno G/822/5/14, il PRESIDENTE relatore esprime parere favorevole, condizionato all'espunzione, nelle premesse e nel terzo impegno, di ogni riferimento al reddito di cittadinanza. Il GOVERNO esprime parere conforme al relatore. La senatrice TESTOR ( FI-BP ) dichiara di accettare la riformulazione. L'ordine del giorno G/822/5/14, come riformulato nell'ordine del giorno G/822/5/14 (testo 2), è quindi accolto dal GOVERNO. Il PRESIDENTE relatore manifesta la necessità di un ulteriore approfondimento sugli ordini del giorno G/822/6/14, G/822/7/14 e G/822/8/14, e propone di accantonarli. La Commissione conviene. L'ordine del giorno G/822/9/14, al quale aggiungono la propria firma i senatori RICCIARDI ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), DONNO ( M5S ), ANGRISANI ( M5S ) e DI MICCO ( M5S ), su conforme parere del Presidente relatore e del rappresentante del Governo, è accolto come raccomandazione. La senatrice DONNO ( M5S ) aggiunge la propria firma a tutti gli emendamenti presentati da senatori del Movimento 5 Stelle. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15,45. Allegato