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Con l'approvazione di quell'emendamento, proposto in Commissione e in Assemblea e sempre respinto, frutto anche del suggerimento dei soggetti che erano stati auditi, si sarebbe evitato che con la comparazione e il bilanciamento delle circostanze si arrivasse a quegli effetti devastanti che si stanno verificando in moltissimi processi e che stanno portando a condannare omicidi efferati e gravi con una pena di sedici anni. Con l'approvazione di quell'emendamento questo non sarebbe più potuto accadere, ma è molto meglio fare un provvedimento spot , è molto meglio dire «noi stiamo dando una risposta al bisogno di giustizia dei cittadini», piuttosto che fare concretamente qualcosa che avrebbe sicuramente prodotto risultati migliori. D'altro canto, una brevissima considerazione va fatta anche sulla costituzionalità del provvedimento, perché ho molte perplessità rispetto a quanto ha affermato anche l'autorevole relatore e presidente Ostellari, il quale dice che il provvedimento è assolutamente inattaccabile sotto il profilo della costituzionalità. A me pare quantomeno un'affermazione molto azzardata, vista la mancata previsione di una norma transitoria. In tal senso bisogna ringraziare il senatore Caliendo, che aveva introdotto con un suo emendamento la possibilità di evitare anche questa conseguenza, ma ovviamente quell'emendamento, come tutti gli altri, non è stato approvato e non è stato neanche preso in considerazione. La mancata previsione di una norma transitoria comporterà sicuramente una pronuncia di incostituzionalità, come già era accaduto quando il rito abbreviato venne introdotto: impedire di accedere al rito abbreviato a coloro che oggi sono in attesa di giudizio con un processo in corso comporterà sicuramente una pronuncia della Corte costituzionale e non tarderemo a vedere i risultati. Non resta che osservare che fare le cose giuste e nei modi corretti non è un'abitudine di questo Governo. Meglio continuare con gli spot da campagna elettorale, meglio continuare con il salvatore della patria che si cala in mezzo alla gente a distribuire baci e a collezionare selfie , tentando di far dimenticare il disastro economico nel quale il nostro Paese si trova. Andate avanti così a collezionare disastri, colleghi della maggioranza. Presto gli italiani si renderanno conto di ciò che avete fatto e dei disastri che state combinando, che sono ormai sotto gli occhi di tutti, e vi costringeranno a gettare la maschera. Per ora non possiamo che continuare a togliervi gli alibi e a raccontare agli italiani la verità. Per questi motivi il Partito Democratico esprimerà voto contrario al provvedimento al nostro esame. (Applausi dal Gruppo PD) . PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, quando mi accingevo a preparare l'intervento per la dichiarazione di voto sono andato a riguardarmi le ragioni per cui siamo arrivati a volere questa modifica normativa. In primo luogo, perché siamo andati dai cittadini e abbiamo detto loro che avremmo portato giustizia là dove la giustizia non c'era. In particolare, far accedere al rito abbreviato e a un rito premiale coloro che si sono macchiati di crimini gravissimi (non li cito, ma sono stati ripetuti più volte in quest'Aula) è stato da noi - e non solo da noi - considerato assolutamente fuori luogo. Le ragioni per cui il nostro Gruppo, insieme ad altri, voterà a favore di questa norma sono di due ordini. Da un punto di vista di politica processuale riteniamo che l'introduzione di questa norma non vada a incidere sugli effetti della giustizia vera e sulla certezza del diritto, perché crediamo che una magistratura che agisce in modo corretto e secondo i suoi poteri potrà sicuramente portare avanti i processi che vedono imputate persone che hanno ben poco da ottenere da parte dell'ordinamento. A me basta ricordare alcuni casi: durante le audizioni che abbiamo svolto sono stati ricordati grossi processi e ne cito uno solo perché ha investito in particolare la mia terra, la Brianza: il famoso processo infinito. Un processo enorme, molto importante, che viene citato proprio da coloro che sono stati auditi come un processo in cui buona parte degli imputati ha potuto godere dei benefici del rito abbreviato. Personalmente ritengo che, al di là della politica processuale, queste persone non hanno alcun diritto di poter accedere a qualsiasi rito premiale perché i crimini perpetrati sono talmente gravi e talmente importanti che non possiamo permettere di metterli in secondo piano. Non possiamo permettere che anche solo il passaggio dall'ergastolo ai trent'anni faccia passare nella società un messaggio negativo. D'altro canto, noi siamo al Senato, facciamo le norme, creiamo la norma che poi, però, deve essere attuata. Questo vuol dire che non possiamo sostituirci a coloro che debbono risolvere altri tipi di problemi. Prima i colleghi riferivano che l'introduzione di questa norma avrebbe portato problemi dal punto di vista del traffico giudiziario, però non è questo il punto; non è questo il momento in cui bisogna intervenire su tali problemi. Oggi introduciamo una norma che sottolinea il principio della certezza della pena: coloro che si macchiano di crimini gravissimi devono sapere che non c'è nessun tipo di sconto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Non possiamo permettere di far passare anche solo il messaggio che queste persone, in un modo o nell'altro, alla fine in qualche modo ne vengano fuori. Non esiste. Come politici, come legislatori dobbiamo piuttosto far passare il messaggio che chi compie un reato di un certo tipo deve pagare; deve pagare scontando la pena. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . C'è poi un altro principio, che giustamente è stato ricordato: in ambito costituzionale la pena deve tendere alla rieducazione; ma che sia una rieducazione vera, reale. Mi chiedo quale possa essere la rieducazione di coloro che si sono macchiati di omicidio, devastazione, strage, una rieducazione che dovrebbe ovviamente provenire dal profondo dell'animo. Il nostro principio più importante dobbiamo darlo alla collettività, che deve sapere che alcuni tipi di reato devono avere un disvalore particolare perché altrimenti facciamo passare un altro messaggio, ovvero che va bene tutto, che ce la si può cavare sempre e in qualsiasi modo. Nel preannunciare, ovviamente, il voto favorevole da parte della Lega-Salvini premier -Partito Sardo d'Azione, riteniamo di sottolineare come questa norma finalmente porterà, da un lato, più giustizia nel cuore di coloro che hanno subito crimini di un certo tipo; dall'altro, porterà la certezza del diritto, la certezza del principio che chi commette un reato di quel peso avrà sicuramente la pena prevista dalla legge, e non ci saranno scusanti. Ricordiamoci che un conto è la rieducazione, altro conto è far passare il messaggio che tanto va bene tutto. Noi siamo qui a introdurre una norma che verrà osservata da tutti i cittadini, e il risultato sarà che, anzitutto, finalmente qualcuno avrà portato avanti quanto promesso in campagna elettorale;