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In Ungheria, in particolare, il ritorno allo stato di emergenza decretato il 3 novembre è stato usato come pretesto per ulteriori gravi interventi sulla legge fondamentale, la legge elettorale e i diritti dei cittadini ungheresi, come d'altronde già avvenuto durante la prima ondata della pandemia, si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda assumere, nelle preposte sedi istituzionali europee, al fine di garantire nei tempi necessari l'approvazione e l'immediata operatività del nuovo ciclo di bilancio, evitando l'esercizio provvisorio e le gravi conseguenze che esso determinerebbe anche nell'erogazione delle risorse del recovery fund, nonché l'introduzione del nuovo regime di condizionalità finalizzato a tutelare maggiormente il bilancio UE da violazioni dei principi dello Stato di diritto. Atto n. 3-02134 BERNINI MALAN GASPARRI BERARDI CAUSIN MINUTO Al Ministro della difesa Premesso che: fin dall'inizio dell'emergenza sanitaria è apparso fondamentale il ruolo delle forze armate, che insieme alle forze dell'ordine hanno agito non solo in funzione di sicurezza, ma anche di supporto alla popolazione in vari e spesso drammatici contesti; ciò mette in risalto la pericolosità delle politiche di riduzione degli stanziamenti per la difesa e per il complessivo comparto difesa e sicurezza, poiché tutti in questi mesi sono stati invocati ospedali militari da campo o la presenza dei militari a sostegno della popolazione, mettendo in luce l'importanza delle risorse finanziarie assegnate al settore e la loro inadeguatezza; forte deve essere la riconoscenza della nazione intera per il popolo in divisa, le sue donne e i suoi uomini, anche in questa circostanza, si chiede di sapere quale sia stato in sintesi l'apporto, tra le altre realtà delle forze armate, della sanità militare; se la sanità militare, rivelatasi anche in questo caso preziosa, abbia subito negli anni riduzioni di stanziamenti e interventi di ridimensionamento; quali interventi economici urgenti vadano sollecitati in questa emergenza, per realizzare meglio i necessari interventi, sanitari e non, delle forze armate; se non siano urgenti interventi economici a beneficio del personale delle forze armate e del comparto difesa e sicurezza; se non sia censurabile il mancato incontro del Presidente del Consiglio dei ministri e di adeguati livelli di Governo con gli organi di rappresentanza delle forze armate e con i sindacati del comparto prima del varo definitivo della manovra economica, peraltro imposto da leggi vigenti. Atto n. 3-02136 CONZATTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 26 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, decreto "rilancio", prevede un'agevolazione volta a sostenere il rafforzamento patrimoniale di soggetti giuridici, ivi specificati, che, a causa dell'epidemia da COVID-19, hanno subito una diminuzione di ricavi nel periodo del lockdown rispetto allo stesso periodo del 2019; tra le condizioni previste dalla norma, viene riportato al comma 1, lett. a) , che la società "presenti un ammontare di ricavi (...) relativo al periodo d'imposta 2019, superiore a cinque milioni di euro"; nella disposizione, tuttavia, non viene specificato, per i soggetti con esercizio sociale non coincidente con l'anno solare, a quale "periodo d'imposta 2019" si faccia riferimento: se ci si riferisca, ovvero, al periodo d'imposta iniziato nel 2018 e terminato nel 2019, oppure a quello iniziato nel 2019 e che avrà termine nel 2020; considerato che: qualora l'Agenzia delle entrate ritenesse di dover considerare, per tali soggetti giuridici, il periodo d'imposta conclusosi nel 2020, il limite stabilito dalla norma, relativo ai 5 milioni di euro, potrebbe essere influenzato dalla diminuzione dovuta alla pandemia e non potrebbe quindi rappresentare un parametro di grandezza in "situazioni normali"; se si dovesse, inoltre, considerare il periodo d'imposta conclusosi nel 2020 e si dovesse attendere la fine del periodo d'imposta per verificare il limite dei ricavi, a tali contribuenti resterebbero solamente pochi mesi per attuare gli adempimenti previsti dalla normativa (che prevede come scadenza il termine del 31 dicembre 2020), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno predisporre specifiche misure volte a confermare che, nel caso di contribuenti con esercizio sociale non coincidente con l'anno solare, il "periodo d'imposta 2019" si intenda riferito all'esercizio conclusosi entro il 31 dicembre 2019, al fine di consentire anche ai suddetti contribuenti di beneficiare dell'agevolazione; se non ritenga altresì opportuno adottare misure finalizzate a pubblicizzare tale interpretazione normativa, al fine di scongiurare la possibile irrogazione di sanzioni o l'effettuazione di accertamenti in capo ai contribuenti con esercizio non coincidente con l'anno solare dovuti ad un'errata interpretazione della norma, nonché di provocare un eventuale aggravio del contenzioso a sfavore della pubblica amministrazione. Atto n. 3-02137 TESTOR CAMPARI BERGESIO CENTINAIO TOSATO RUFA ZULIANI DORIA PUCCIARELLI CANDURA PIANASSO BAGNAI PAZZAGLINI NISINI CORTI FERRERO VALLARDI DE VECCHIS PISANI Pietro IWOBI ALESSANDRINI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze e per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020 ha disposto, fra le varie misure urgenti per fronteggiare l'emergenza da COVID-19, la chiusura degli impianti nei comprensori sciistici, salvo l'utilizzo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale, e il loro utilizzo è consentito agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all'adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, validate dal comitato tecnico scientifico, rivolte ad evitare assembramenti; l'inizio della stagione sciistica invernale 2020-2021 è attualmente sospeso e così anche l'apertura degli impianti e dei comprensori sciistici, rendendo assolutamente incerta la possibilità del suo avvio in prossimità del Natale, ipotesi che, se venisse confermata, avrebbe un effetto dirompente sul comparto e relativo indotto, che rappresenta il volano economico-occupazionale trainante di interi territori; la stagione si preannuncia molto dura, anche per effetto della quasi totale mancanza di domanda internazionale, che nelle grandi località rappresenta fino all'80 per cento della clientela; molte località dell'arco alpino e appenninico, proprio per effetto delle limitazioni imposte dal Governo, hanno già subito disdette per il periodo natalizio, con pesanti ripercussioni su tutti gli altri settori collegati (istruttori e guide, impiantisti, esercenti commerciali, ristoratori ed albergatori, operatori in genere); l'apertura degli impianti sciistici non può essere improvvisata, ma va programmata in termini logistici, di assunzione di personale stagionale, di investimenti economici, che richiedono costi molto elevati;