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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 44 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 14,05. IN SEDE REFERENTE n. 871 - Delega correttivi crisi d'impresa DDL 871 Delega al Governo per l'adozione di disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi adottati in attuazione della delega per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza, di cui alla legge 19 ottobre 2017, n. 155 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 25 ottobre. Il PRESIDENTE informa che è stato presentato un emendamento al disegno di legge in oggetto, a firma del senatore Caliendo (pubblicato in allegato) e lo dà per illustrato. Informa altresì che la Commissione industria ha reso parere sul testo, mentre le Commissioni affari costituzionali e bilancio non si sono ancora espresse. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA d-l n. 119/2018 - materia fiscale DDL 886 Conversione in legge del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria (Parere alla 6 a Commissione. Esame e rinvio) La relatrice RICCARDI ( M5S ) illustra il provvedimento in esame con riguardo ai profili di propria competenza, che consistono nelle seguenti disposizioni: l'articolo 3 del decreto legge in conversione, limitatamente al comma 16, lettere b), c) e d); l'articolo 6; l'articolo 7, limitatamente al comma 2, lettera b); l'articolo 8, limitatamente ai commi 1 e 4; l'articolo 9, segnatamente al comma 9; l'articolo 16. In particolare, l'articolo 3 prevede una nuova definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione (cosiddetta rottamazione delle cartelle esattoriali). Il debitore potrà beneficiare dell'abbattimento delle sanzioni comprese nel carico e degli interessi di mora, versando le somme dovute integralmente in unica soluzione entro il 31 luglio 2019, o nel numero massimo di dieci rate consecutive di pari importo in cinque anni. Dette rate scadranno il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2019. In caso di pagamento rateale, gli interessi da corrispondere saranno calcolati al tasso del 2 per cento annuo. Col versamento della prima o unica rata delle somme dovute si estinguono le procedure esecutive già avviate. Inoltre, le norme consentono l'accesso alla definizione agevolata anche a chi ha aderito alle precedenti "rottamazioni" con pagamento tempestivo del quantum dovuto per la restante parte del debito. L'articolo 6prevede una procedura per la composizione delle controversie tributarie in cui sia parte l'Agenzia delle entrate e che abbiano ad oggetto atti impositivi (avvisi di accertamento, provvedimenti di irrogazione delle sanzioni e ogni altro atto di imposizione). Tali controversie, inoltre, possono essere pendenti in ogni stato e grado del giudizio, finanche in Cassazione e anche a seguito del rinvio operato dalla Corte. Il meccanismo si attiva a domanda del soggetto che ha proposto l'atto introduttivo del giudizio o di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione. La definizione agevolata è possibile con il pagamento di un importo pari al valore della controversia. Per valore della controversia si intende, ai sensi dell'articolo 12, comma 2, del decreto legislativo n. 546 del 1992 sul processo tributario, l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l'atto impugnato; in caso di controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste. Sono, quindi, escluse dalla definizione le controversie relative ad atti privi di natura impositiva, in quanto finalizzati alla mera liquidazione e riscossione delle somme dovute (comma1). Nei casi in cui in giudizio soccomba l'Agenzia delle entrate nell'ultima o unica pronuncia non cautelare depositata al momento in cui entra in vigore il presente decreto (24 ottobre 2018), le controversie possono essere definite mediante il pagamento della metà del valore della controversia in caso di soccombenza nella pronuncia di primo grado (lettera a); di un quinto del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado (lettera b) (comma 2). Il comma 3 prevede altre due ipotesi particolari di definizione agevolata mediante il pagamento di valori diversi. La prima: nel caso di controversie relative esclusivamente alle sanzioni non collegate al tributo, queste possono essere definite con il pagamento del quindici per cento del valore della controversia in caso di soccombenza dell'Agenzia delle entrate nell'ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare, sul merito o sull'ammissibilità dell'atto introduttivo del giudizio, depositata alla data di entrata in vigore del presente decreto (24 ottobre 2018) e con il pagamento del quaranta per cento negli altri casi. La seconda: nel caso, invece, di controversia relativa esclusivamente alle sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono, per la definizione non è dovuto alcun importo relativo alle sanzioni qualora il rapporto relativo ai tributi sia stato risolto anche con modalità diverse dalla presente definizione. La definizione agevolata di cui all'articolo 6 si applica alle controversie in cui il ricorso in primo grado sia stato notificato alla controparte entro la data di entrata in vigore del presente decreto, e per le quali, alla data della presentazione della domanda di definizione, il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva (comma 4). Sono invece escluse dalla definizione le controversie concernenti anche solo in parte somme di portata europea come quelle relative alle risorse proprie tradizionali dell'Unione europea (ad esempio: prelievi, premi, importi supplementari o compensativi, importi o elementi aggiuntivi, dazi della tariffa doganale comune e altri dazi fissati o da fissare da parte dell'UE sugli scambi con i Paesi terzi) e l'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione ( lettera a ) e le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato, ai sensi dell'articolo 16 del regolamento (EU) 2015/1589, del Consiglio, del 13 luglio 2015 ( lettera b ) (comma 5). La definizione si perfeziona con la presentazione della domanda e con il pagamento degli importi dovuti o della prima rata entro il 31 maggio 2019; nel caso in cui gli importi dovuti superino l'importo di mille euro, è ammesso il pagamento rateale in un massimo di venti rate trimestrali. Il termine di pagamento delle rate successive alla prima scade il 31 agosto, 30 novembre, 28 febbraio e 31 maggio di ciascun anno a partire dal 2019. Sulle rate successive alla prima, si applicheranno gli interessi legali calcolati dal 1 giugno 2019 alla data del versamento. Non è ammesso il pagamento tramite compensazione. Qualora non ci siano importi da versare, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda (comma 6). Nel caso in cui le somme interessate siano oggetto di definizione agevolata, il perfezionamento della definizione della controversia sarà subordinato al versamento, entro il 7 dicembre 2018, delle somme ancora pendenti (comma 7).