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Riteniamo dunque che l'abbassamento anche dell'elettorato passivo, per le profonde implicazioni che comporta sull'istituzione, meriti un momento di riflessione, di dibattito e di approfondimento maggiore, all'interno e all'esterno di queste Aule. Per questo motivo, tenendo fede al grande rispetto che abbiamo verso la Costituzione e al rapporto di lealtà con i cittadini che ci contraddistingue, in questo momento abbiamo preferito soprassedere. Quello che è certo, però, è che invece i cittadini più giovani non hanno meno diritto degli altri ad esprimersi e a decidere sul proprio futuro. Anzi, semmai è vero il contrario: i nostri giovani hanno forse più diritto di altri meno giovani a decidere sul futuro, perché, per definizione, di questo si sta parlando e il futuro appartiene ai giovani. Vi confesso di trovare emozionante votare il provvedimento in esame proprio oggi, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole, dopo mesi delicatissimi, in cui i nostri giovani hanno dimostrato una grande maturità e una grande responsabilità, forse più di taluni adulti. Voteremo proprio pensando a loro, a quel mezzo milione di studentesse e di studenti che hanno affrontato un esame di maturità davvero unico nel suo genere, e l'hanno fatto senza un incidente e senza un imprevisto. È a loro, dunque, che dedico questo nostro voto odierno (Applausi) , a questi nostri cittadini, che finalmente saranno titolati ad esprimersi sull'intera architettura istituzionale, attraverso il supremo strumento democratico del voto. È la scuola l'istituzione cardine dello Stato democratico, lo strumento più potente che la società si è data per formare cittadini liberi, quegli stessi cittadini a cui oggi, con questo voto, una volta raggiunta la maggiore età, estendiamo finalmente il diritto di partecipazione piena e di scelta, ossia di libertà. L'estensione del voto per il Senato significa infatti più partecipazione, non con i discorsi e con le belle parole, ma nei fatti. Colleghi, lasciatemi concludere ricordando che, a breve, si terrà in Italia un'importante tornata elettorale in molte Regioni e in tutta Italia si voterà il referendum per la riduzione del numero dei parlamentari. Sono votazioni a cui appunto parteciperanno - a queste sì - anche gli italiani tra i diciotto e i ventiquattro anni. È proprio a questi nostri giovani concittadini che dico: informatevi, partecipate ai dibattiti, fate sentire la vostra voce e, comunque la pensiate, andate a votare. Riponiamo una grande fiducia in voi, lo stiamo dimostrando appunto con il provvedimento oggi al nostro esame e presto potrete esercitare il vostro diritto di voto anche per l'elezione del Senato: avrete dunque uno strumento in più per far sentire la vostra voce. Per questi motivi, dichiaro il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . FATTORI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. FATTORI (Misto) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire in dissenso a nome mio e del collega senatore De Falco. Faccio presente che ci apprestiamo a votare per un referendum che riduce il numero dei parlamentari, perché - almeno così si dice, sebbene se ne parli molto poco, perché non c'è la possibilità di dibattere - esistono altre assemblee legislative, delle Regioni e dell'Unione europea, e quindi il Parlamento ha minore importanza e ci vogliono dunque meno senatori e meno deputati. Soprattutto questo Parlamento è ormai relegato a votare la questione di fiducia sui decreti-legge emanati dal Governo. Quindi, in qualche modo abbiamo creato e andremo a ratificare o meno un Parlamento più snello e un Governo più forte. Con una retorica giovanilista diciamo però che la grande innovazione è quella di far votare i diciottenni per i quarantenni del Senato. Questa è una grande contraddizione, è una modalità populista di raccogliere i voti dei giovani, quando in realtà quello che si vuole è avere un elettorato più ampio, perché la partecipazione alle elezioni nazionali è sempre più bassa. I giovani non hanno bisogno di andare a votare per i senatori quarantenni; hanno bisogno di una scuola inclusiva e di far ascoltare la propria voce con proposte, magari con iniziative come il "Parlamento dei giovani", come accade in altri Paesi. Noi qua i giovani li vediamo molto poco, non facciamo più audizioni e non ascoltiamo più le persone. Questa compulsività nel voler cambiare la Costituzione come scusa per la partecipazione, che attraversa un po' tutte le legislature e va a comporre un disegno di accentramento del potere nelle mani di un Governo, di un Parlamento europeo e di istituzioni europee più forti, è appunto solo una metafora populista e riflette la voglia di consolidare poteri che altrimenti si perderebbero. Ora, io e il mio collega De Falco avremmo voluto votare per non cambiare la Costituzione. Sono contraria a questa compulsività di perdere tempo qua dentro a cambiare la Costituzione, quando ancora non sappiamo bene come aprono le scuole e quando ancora non abbiamo dato una risposta sul lavoro, sull'inclusione, sulla disabilità e agli studenti. Ancora dobbiamo perdere tempo a cambiare la Costituzione! Alla senatrice Pinotti, che ha parlato di aderire alla volontà dei propri partiti di cambiare la Costituzione, dico che la Costituzione è dei cittadini e dei parlamentari senza vincolo di mandato. Qua dentro si deve discutere con i rappresentanti del popolo e non con i rappresentanti dei partiti su come si vuole trasformare quest'Assemblea. Quindi, non avendo un tasto con cui poter dire che non vogliamo cambiare la Costituzione, ci asterremo da questa modalità di voto, che non condividiamo. (Applausi) . PRESIDENTE . Ritengo che il relatore, avendolo firmato, sia favorevole al proprio emendamento. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento 1.101 (testo 2). MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il Governo si rimette all'Assemblea. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.101 (testo 2), presentato dal relatore. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi tutti i restanti emendamenti. Il Senato dunque approva il provvedimento in prima deliberazione. I disegni di legge costituzionale nn. 307, 1022 e 1116 sono assorbiti. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, intervengo per sollecitare quanto segnalato con l'interrogazione 3-01759 , con la quale ho sottoposto al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali la necessità di provvedere a saldare celermente i crediti dei consorzi assicurativi relativi alla zootecnia. Su questo tema abbiamo ancora pagamenti che risalgono al 2015, per i quali è stato saldato poco più di un quinto o un sesto di quanto dovuto, e poi ci sono il 2016 e tutti gli altri anni a seguire.