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il 15 maggio 2021 dal sito web de "Il Dispari Quotidiano", testata giornalistica locale che si occupa dei territori di Ischia e Procida, viene diffusa la notizia del processo a carico di nove imputati, tra i quali figurerebbe anche lo stesso segretario generale, relativamente a fatti risalenti al 2015, periodo durante il quale ricoprì il ruolo di componente esperto esterno nella commissione giudicatrice che approvò il project financing per la gestione di alcuni servizi per lo specchio di acqua antistante il porto di Lacco Ameno. Le accuse formulate dal pubblico ministero della Procura della repubblica di Napoli, da quanto si apprende da "Il Dispari Quotidiano", sarebbero abbastanza gravi: falso ideologico, abuso d'ufficio, falso materiale, turbativa d'asta; la notizia di questo coinvolgimento processuale arriva in un momento abbastanza delicato per l'assetto democratico e per la tenuta dell'immagine e della credibilità dell'ente municipale di Cercola. Come si apprende da diverse inchieste de "Il Secolo Nuovo", testata giornalistica vesuviana, la M. è stata presidente di due commissioni di concorso per l'assegnazione di posti al comune di Cercola, procedure selettive sotto inchiesta dalla Procura della Repubblica di Nola. "Sarebbero coinvolti anche amministratori e dirigenti comunali nell'alterazione delle procedure concorsuali", è quanto riferito, riportato da tutti i giornali napoletani, in diverse dichiarazioni spontanee davanti ai magistrati nolani dai due collaboratori di giustizia, precisamente E. L., nominato dalla stessa M. nelle commissioni di concorso per il comandante della Polizia municipale e quella di assistente sociale e A. M., titolare dell'agenzia salernitana, che era incaricata di supportare le commissioni citate. L'affidamento di questo servizio fu approvato con determina dirigenziale firmata dalla stessa dottoressa M.; le ultime vicende tormentate al comune riguardano anche il personale, stessa delega che detiene la M. da cinque anni ininterrottamente, senza considerare la rotazione prevista dalla norma anticorruzione e la separazione tra controllore e controllato, relativamente allo svolgimento dell'incarico del capo dell'UTC al comune di Pollena Trocchia, per tutto il 2020, non autorizzato dal comune di Cercola. Nonostante il circolo territoriale di Fratelli d'Italia di Cercola abbia segnalato la defaillance amministrativa alla M., nessun provvedimento sanzionatorio è stato previsto. Altra vicenda da monitorare riguarda la revoca di fatto, senza motivazione, del responsabile del servizio finanziario, a poche settimane dall'approvazione di bilancio e rendiconto consuntivo, sostituendolo con il dipendente del Comune di Palma Campania, V. P., attraverso la procedura dello scavalco condiviso in convenzione tra i due comuni al 50 per cento, il quale all'atto della nomina era socio accomandatario di una società privata, fatto che la normativa disciplinante il pubblico impiego ne fissa l'inconferibilità dell'incarico a Cercola, ed in particolare, violando lo statuto comunale di Cercola, il sindaco Fiengo, nel silenzio del responsabile anti corruzione, ha pescato all'esterno del comune, quando in dotazione organica erano presenti ben due professionalità interne come, invece, obbliga la Carta costituzionale comunale; un'altra vicenda dai contorni non chiari vede l'abbandono improvviso di un funzionario, che andò "in fuga" al comune di Giugliano senza mettersi in aspettativa, né tantomeno aver incassato l'autorizzazione dell'amministrazione comunale di Cercola, non essendovi alcun atto del comune che certifichi che tal dirigente lavora al comune dell'Area Nord napoletana. Ad oggi, invece, sempre nel silenzio dell'anti corruzione locale, lo stesso svolge serenamente il suo incarico al comune di Giugliano, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano attivare i rispettivi poteri previsti dalla legge per accertare che il Comune abbia garantito i principi di trasparenza, obiettività e terzietà di giudizio a tutela della legalità. Atto n. 4-05546 TOFFANIN FLORIS SERAFINI GALLONE AIMI GASPARRI TIRABOSCHI DAMIANI CRAXI VITALI CALIGIURI BARBONI CALIENDO STABILE MINUTO PAGANO MALLEGNI MODENA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: da fonti di stampa si apprende dell'invio di una comunicazione da parte dell'INPS ad un cittadino percettore della pensione di cittadinanza deceduto il 17 marzo 2021, del seguente tenore: "Gentile Signore, le comunichiamo che lei è decaduto dal diritto alla pensione di cittadinanza per le seguenti motivazioni: è deceduto". Tuttavia, "lei potrà recarsi presso i nostri uffici per ricevere ulteriori chiarimenti e inoltre, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, potrà proporre istanza motivata di riesame"; come riportato dalla stampa quotidiana, il protagonista "defunto" di questa surreale vicenda è il signor Franco, che aveva chiesto la pensione di cittadinanza, come ricorda la stessa INPS nella missiva, ad aprile 2019 e, come ogni dodici mesi, avrebbe dovuto presentare la documentazione fiscale necessaria. Quasi due mesi fa l'Istituto guidato dal dottor Pasquale Tridico ha preso atto della morte, ma ha scritto ugualmente al titolare dell'assegno per avvertirlo che non ne avrà più diritto. Nella comunicazione, firmata dal direttore Angelo Franchitti, si precisa anche che "contro il presente provvedimento può proporre azione giudiziaria nelle forme di rito e nei previsti termini di legge, dandone notifica a questa Sede"; tutti penserebbero ad uno scherzo o ad una fake news, ma purtroppo la vicenda è reale; una simile vicenda è oltretutto spiacevole nei confronti dei familiari del defunto, che, oltre al dolore, non sanno se dovranno farsi carico di ottemperare ad eventuali azioni amministrative per la chiusura della posizione del defunto; la vicenda reca, altresì, un danno all'immagine della pubblica amministrazione, il cui indice gradimento nella popolazione non è ai massivi livelli; in un momento in cui si sta discutendo delle risorse del PNRR da destinare, tra l'altro, alla digitalizzazione e ammodernamento della pubblica amministrazione, il fatto descritto fa capire che c'è molto da lavorare; sono sempre più frequenti le falle nella gestione dei vari servizi da parte dell'Istituto, basti pensare ai disagi che hanno riguardato l'erogazione delle indennità COVID e della cassa integrazione, nonché, da ultimo, l'errata gestione del conguaglio dei contributi previdenziali 2021 presenti nei cassetti previdenziali degli utenti, salvo poi ritirarlo dopo qualche giorno e avvisare il contribuente in modo sommario tramite le news dell'Istituto; simili errori da parte di una pubblica amministrazione sono comunque sempre giustificati, mentre errori commessi, anche in buona fede, da parte dei cittadini, sono comunque sempre perseguiti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda esposta in premessa; quali iniziative urgenti intenda intraprendere al fine di verificare come sia potuto accadere un simile fatto; quali provvedimenti intenda intraprendere nei confronti dei responsabili e comunque dei vertici dell'Istituto.