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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 256 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente LA RUSSA, del vice presidente ROSSOMANDO, del vice presidente TAVERNA e del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 10,04). Si dia lettura del processo verbale. TOSATO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Disegni di legge, annunzio di presentazione PRESIDENTE . Comunico che, in data 8 settembre, è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai Ministri dell'economia e delle finanze; dell'interno; delle infrastrutture e dei trasporti; dell'istruzione; della salute; e per le pari opportunità e la famiglia «Conversione in legge del decreto-legge 8 settembre 2020, n. 111, recante disposizioni urgenti per far fronte a indifferibili esigenze finanziarie e di sostegno per l'avvio dell'anno scolastico connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19» (1931). Discussione e deliberazione su proposta di questione pregiudiziale riferita al disegno di legge: Doc 1928 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, recante misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020 (Approvato dalla Camera dei deputati) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione e la deliberazione su proposta di questione pregiudiziale riferita al disegno di legge n. 1928, già approvato dalla Camera dei deputati. Ha facoltà di parlare il senatore Vitali per illustrare la questione pregiudiziale QP1. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, verrebbe da dire che siamo alle solite, nonostante dibattiti e confronti tenuti in quest'Aula con promesse e con impegni da parte dell'Esecutivo di limitare al massimo l'abuso della decretazione di urgenza. Soprattutto, relativamente alla questione epidemiologica, con la quale ci confrontiamo da diversi mesi, invece di chiedere e di aprire un maggiore confronto con il Parlamento, che è l'unico organo legittimato ad intervenire legislativamente in questi casi, torniamo in quest'Aula per riparlare del solito decreto-legge. È un provvedimento che non solo proroga lo stato di emergenza fino al 15 ottobre, modificando la delibera del gennaio 2020, ma concede, ancora una volta, al Presidente del Consiglio la facoltà di intervenire in questo periodo con suoi decreti, che non soltanto non vengono posti all'attenzione e al vaglio, neanche ex post , del Parlamento, ma che non hanno neanche il vaglio costituzionale del Presidente della Repubblica. Si tratta quindi di provvedimenti amministrativi che incidono su libertà essenziali previste e garantite dalla Costituzione. Nel nostro Paese non è prevista una norma specifica che regoli le modalità di attuazione in tempi emergenziali. Questa è stata una scelta consapevole, che il nostro legislatore costituente ha operato per invocare un intervento e una collaborazione leale tra gli organi istituzionali e costituzionali. A noi quindi sembra che si nasconda, dietro questo decreto-legge, l'abuso dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, che, concedendo la facoltà al Presidente del Consiglio di limitare e di stabilire restrizioni anche di circolazione, incidono su libertà essenziali previste dalla Costituzione. Ci sembra che questo decreto-legge non sia altro che un escamotage per creare un abuso da parte del Governo, in capo al Presidente del Consiglio. Riteniamo pertanto che questo compito spetti al Parlamento e non lo riteniamo solo noi: c'è un ampio dibattito e ormai una giurisprudenza costante, anche costituzionale, che richiama una riserva di legge nel momento in cui si devono limitare libertà essenziali e diritti costituzionalmente protetti e garantiti; può intervenire soltanto il legislatore per incidere in questa materia. Invece continua a farlo il Presidente del Consiglio, che in più occasioni ha manifestato la sua disponibilità a una leale collaborazione con il Parlamento, addirittura anche con le forze di opposizione; poi abbiamo visto come sono andati a finire questi incontri e questi confronti, soltanto per il piacere dei mezzi di informazione. Nella sostanza il Presidente del Consiglio non ha assolutamente tenuto in considerazione le indicazioni fornite dai rappresentanti dell'opposizione. Vi è poi un'anomalia in questo decreto-legge, che dovrebbe essere un coacervo di norme a proposito dell'emergenza Covid-19 e un'estensione temporale dello stato di emergenza: compare - ex abrupto , direbbero i latini - una norma che incide sul rinnovo dei capi dei nostri servizi di sicurezza, che non ha nulla a che fare con la materia né con l'urgenza prevista dalla Costituzione per l'emanazione del decreto-legge. (Applausi) . Che sia un problema squisitamente politico e non emergenziale, collegato all'epidemia da Covid-19, lo dimostra quanto successo qualche giorno fa alla Camera dei deputati, dove un gruppo di parlamentari aveva presentato, secondo me giustamente, un emendamento per sopprimere questa norma, che nulla ha a che fare col decreto-legge in questione. Il Presidente del Consiglio è intervenuto dicendo che la nomina dei direttori delle Agenzie di sicurezza è sicuramente una sua prerogativa. Ma, se è così, non si capisce per quale motivo si sia introdotta una norma che prevede più provvedimenti, fino a un massimo di quattro anni, modificando l'attuale disciplina, che prevede un unico rinnovo, solo per quattro anni. A pensar male si fa peccato, ma qualche volta si indovina.