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viene, inoltre, introdotto il divieto di disconoscimento e dell'anonimato della madre e preclusa, qualora una coppia di donne o di persone di sesso diverso ricorra, in Italia o all'estero, a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, il coniuge, la parte unita civilmente o il convivente, il cui consenso sia stato espresso ai sensi dell'articolo 6 ovvero sia ricavabile da atti concludenti, la possibilità di esercitare l'azione di cui all'articolo 243- bis del codice civile o l'impugnazione di cui all'articolo 263 del codice civile, che restano in questo caso precluse anche al figlio e agli altri soggetti che ne avrebbero legittimazione secondo il codice civile; inoltre si prevede che, in caso di applicazione di tecniche di tipo eterologo, il donatore o la donatrice di gameti non acquisisca alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non possa far valere nei suoi confronti alcun diritto né essere titolare di obblighi, tranne il caso di ricorso a gamete proveniente da una delle parti della coppia. L'articolo 4 interviene sulla disciplina della trascrizione degli atti di nascita esteri formati a seguito del ricorso a surrogazione di maternità, mediante l'aggiunta di un articolo 67- bis nella legge 31 maggio 1995, n. 218. Con previsione di equilibrio – e senza che ciò incida sullo statuto della surrogazione di maternità nel nostro ordinamento, la quale resta assoggettata al divieto di cui all'articolo 12, comma 6, della medesima legge n. 40 del 2004 – la disposizione in parola assicura tutela ai minori nati all'estero a seguito del ricorso a tale tecnica (indipendentemente dalla composizione della coppia di genitori d'intenzione), garantendo loro la continuità dello status . Si prevede altresì che, una volta effettuata la trascrizione, l'atto sia trasmesso senza indugio al pubblico ministero per l'impugnazione ai sensi dell'articolo 67 della medesima legge n. 218 del 1995. In sede di giudizio conseguente all'impugnazione, l'autorità giudiziaria accerta con ogni mezzo – ai sensi del comma 2 del nuovo articolo 67- bis – la non contrarietà del riconoscimento all'interesse del minore, considerate le concrete circostanze del caso. In tal modo si conferma, da un lato, la necessità di una rigorosa verifica della compatibilità della trascrizione con il migliore interesse del minore, ma si assicura prioritariamente al minore stesso – d'altro canto – la continuità dello status filiationis . L'articolo 5 reca modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di adozione, stabilendo che l'istituto dell'adozione sia consentito individualmente a persone di stato libero, nonché ai conviventi purché la convivenza duri da almeno tre anni, ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni e alle parti dell'unione civile costituita da almeno tre anni e che, in caso di ricorso all'adozione in casi particolari, il consenso del genitore non possa essere rifiutato se l'adozione risponde all'interesse del minore, anche considerato il legame instauratosi tra questi e l'adottante. L'articolo 6 delega il Governo a provvedere, con uno o più decreti legislativi, all'adeguamento delle disposizioni vigenti alle previsioni contenute negli articoli precedenti, con la fissazione di princìpi e criteri direttivi saldamente ancorati all'imperativo di garantire e realizzare la piena eguaglianza e l'assoluta pari dignità sociale di tutte le famiglie. L'articolo 7 reca disposizioni transitorie, volte ad assicurare l'applicazione della legge anche nelle more dell'adozione dei decreti legislativi previsti dall'articolo 6, ad assicurare l'applicazione delle sue disposizioni in materia di filiazione anche alle persone nate prima della sua entrata in vigore nonché a disciplinare il regime delle unioni civili già costituite e che le parti non intendano trasformare in matrimonio. Coerentemente, l'articolo 8 dispone l'abrogazione di una serie di disposizioni, tra cui quelle che – contenute nella legge n. 76 del 2016 (la quale resta in vigore per il passato, sebbene non sia prevista la possibilità di costituire nuove unioni civili) – differenziano il regime normativo delle unioni civili da quello del matrimonio e, in particolare, il secondo e il terzo periodo del comma 20 e il comma 27 dell'articolo 1 della medesima legge: mediante l'abrogazione di tale ultimo comma si consente, coerentemente con i princìpi affermati dal presente disegno di legge, la trasformazione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso in matrimonio qualora una delle parti ottenga la rettificazione di attribuzione di sesso ai sensi della legge 14 aprile 1982, n. 164. L'articolo 8 reca infine la clausola di invarianza finanziaria. Il complesso dell'articolato, in piena armonia con la Costituzione, con la giurisprudenza della Corte costituzionale e con i moniti da essa formulati, nonché con il quadro normativo sovranazionale, reca un intervento complessivo sull'attuale quadro normativo in materia di famiglia, filiazione, procreazione medicalmente assistita e adozione curvandolo in senso egualitario così da assicurare, finalmente, pari dignità sociale a tutte le famiglie, eguali diritti a tutte le bambine e a tutti i bambini ed eguali doveri ai loro genitori.. Art. 1. (Finalità) 1. In attuazione degli articoli 2, 3, 29, 30, 31 e 32 della Costituzione, nonché degli articoli 8 e 12 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, la presente legge disciplina il diritto alla vita familiare delle coppie formate da persone dello stesso sesso e lo stato giuridico dei figli nati a seguito dell'applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita, nonché l'accesso all'adozione e alla procreazione medicalmente assistita per le persone di stato libero. 2. La presente legge riconosce ai figli con genitori dello stesso sesso lo stesso stato giuridico e il godimento dei medesimi diritti dei figli di genitori di sesso diverso. Art. 2. (Modifiche al codice civile in materia di matrimonio) 1. Al codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 84: 1) al primo comma è premesso il seguente: « Possono contrarre matrimonio due persone di sesso diverso o dello stesso sesso »; 2) al sesto comma, le parole: « quarto comma » sono sostituite dalle seguenti: « quinto comma »; 3) la rubrica è sostituita dalla seguente: « Soggetti ed età »; b) all'articolo 107, primo comma, dopo le parole: « rispettivamente in marito e in moglie » sono inserite le seguenti: « oppure, nel caso di due persone dello stesso sesso, reciprocamente come coniugi »; c) all'articolo 108, primo comma, dopo le parole: « rispettivamente in marito e in moglie » sono inserite le seguenti: « oppure, nel caso di due persone dello stesso sesso, reciprocamente come coniugi »; d) all'articolo 143, primo comma, le parole: « il marito e la moglie » sono sostituite dalle seguenti: « i coniugi »;