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Pertanto il legislatore, dopo quattro anni di discussione, è arrivato ad un testo condiviso fino a un certo punto. Credo infatti che quella norma fu approvata con la fiducia. Oggi invece la fiducia in ordine al provvedimento è generale, senatore Balboni. Mi pongo però il problema relativo all'eccessivo ricorso all'inasprimento della pena, alla figura penale, ad una sorta di panpenalismo strisciante che deve risolvere tutti i problemi (Applausi) , quando dal punto di vista educativo siamo in ritardo. Dobbiamo cominciare a verificare cosa ha prodotto la norma sull'omicidio stradale del 2016. Al riguardo vorrei proporvi dei dati, tralasciando la parte giuridica relativa alla costituzionalità e agli articoli 3 e 25, secondo e terzo comma, della Costituzione. Dal punto di vista statistico, i dati Istat mostrano come a partire dal 1990 si sia registrata una netta diminuzione degli omicidi stradali e una costante riduzione degli stessi dal 2001. Nel 2001 si registrarono 7.096 vittime. Tale dato registrò poi un notevole decremento fino a scendere a 4.100 nel 2010, 3.428 nel 2015 e 3.283 nel 2016, anno in cui è stato approvato in via definitiva dal Senato il disegno di legge sull'omicidio stradale. Dal punto di vista effettivo, aggiungo un ulteriore e recente dato: negli ultimi anni si è registrato un significativo incremento dei sinistri collegati all'uso di sostanze stupefacenti e alla guida in stato di ebbrezza dei nostri giovani. Questo è il dato preoccupante. (Applausi) . È un dato che appartiene al comportamento, alla società e alla sua evoluzione. Il senatore Balboni è intervenuto colmando un vuoto, in relazione alla materia, applicando lo stesso ragionamento svolto allora, che il Parlamento ha fatto per l'omicidio stradale, applicandolo in una zona vuota e colmando uno spazio. Sarà sufficiente tutto questo ad introdurre nuovi comportamenti? Siamo convinti che ricorrendo sempre all'inasprimento delle pene e all'individuazione di nuove fattispecie, riusciamo ad incidere profondamente sulla società? No, non credo sia così facile. Prendiamolo però per buono ed è per questo che dico sine ira et studio . Condivido quindi questo disegno di legge, che il mio Gruppo appoggia, ma lo faccio con queste riserve, probabilmente non condivise da alcuni colleghi, ma che credo attengano all'ordine fattuale, per così dire. Del resto, come qualcuno suggerisce, i dati statistici vanno un po' in controtendenza rispetto all'individuazione di nuove figure di reato. L'articolo 589- bis del codice penale viene a embricare al suo interno, non solo l'omicidio stradale, ma anche l'omicidio nautico e quindi la violazione delle norme sulla navigazione. Il tema è questo: dal punto di vista del principio di legalità - permettetemi di dirlo - continuo ad avere qualche dubbio sulla tassatività della fattispecie del comportamento penale. La giurisprudenza è chiarissima: un evento deve essere conseguente a un comportamento e qual è il comportamento conseguente alla violazione di una norma della circolazione stradale piuttosto che del codice della navigazione? Per questo il legislatore - mi pare fosse Rocco al tempo - all'articolo 589 del codice penale fa riferimento a «chiunque cagiona (...) la morte di un uomo». Poi ci sono le circostanze aggravanti, a effetto speciale, ci sono le circostanze soggette a bilanciamento e quelle non soggette a bilanciamento. Pertanto, per tagliare la testa al toro, abbiamo previsto una nuova figura di reato, inserendo l'articolo 589- bis , che oggi andiamo a colmare e a questo punto dico giustamente. Se forse è criticabile l'atteggiamento di allora, oggi almeno andiamo a mettere una pezza rispetto a un'ipotesi che non era stata considerata. Allora il legislatore decise di non intervenire perché non sapeva come affrontare la questione, mentre oggi la questione è stata affrontata egregiamente. Anche negli interventi che mi hanno preceduto sono stati ricordati gli articoli 2 e 3 del disegno di legge, l'intervento in ordine all'omicidio stradale, al profilo delle lesioni o della non obbligatorietà dell'arresto rispetto a chi mantiene un atteggiamento di tipo collaborativo. Avendo esaurito il tempo a mia disposizione, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC. (Applausi) . PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la nautica è uno dei settori in cui il nostro Paese è eccellenza mondiale. Noi produciamo natanti, imbarcazioni e navi di eccellenza, ma siamo anche uno dei Paesi che maggiormente fruiscono dei benefici della nautica e non solo. Pensiamo alle attività della pesca sportiva, allo snorkeling , alle immersioni, al diving , all'apnea, alla nautica da diporto, di cui ho parlato anche prima, ma pensiamo anche alla semplice nuotata che nei nostri quasi 9.000 chilometri di costa è sempre un piacere fare, sia nelle acque marittime, sia nelle acque interne dei nostri laghi e dei nostri fiumi. Siamo convinti che questa legge contribuirà a garantire sicurezza a questo tipo di attività. Siamo convinti che queste norme incrementeranno la sicurezza in uno degli asset principali del Paese. Ci sono tratti di mare, di costa, anche di laghi e di fiumi, splendidi, che tuttavia sono fortemente trafficati e che diventano - ahimè - pericolosi. Abbiamo sentito gli esempi che sono stati fatti, ma credo che a ciascuno di noi sia capitato almeno una volta nella vita di farsi una nuotata e di vedersi sfrecciare molto vicino una moto d'acqua, un gommone lanciato ad alta velocità e quant'altro. Dobbiamo garantire la sicurezza, anche della navigazione. È vero ciò che diceva, però, il senatore Dal Mas e su questo sono d'accordo. Non possiamo entrare in un'ottica panpenalistica. Non è che con questa norma, che va a incrementare le pene per chiunque commetta il reato di omicidio nautico colposo oppure di lesioni nautiche colpose, abbiamo risolto il problema. Non è la bacchetta magica e credo che il Parlamento dovrebbe cogliere questa occasione per andare ad approfondire anche altre norme che, al di là del dettato penale, contribuiscano a incrementare la sicurezza di tutte quelle meravigliose attività correlate all'acqua del mare, all'acqua dei nostri fiumi e dei nostri laghi. Siamo convinti che da questa maggiore sicurezza della navigazione, ma anche del godimento delle nostre acque, deriverà un grande vantaggio anche per tutte le imprese sportive che vivono di tale attività, che vivono di turismo, che vivono di pesca, che vivono di attività sportive legate alla navigazione. Un altro importantissimo principio, che abbiamo ribadito in questa norma e sono convinto che sia importante restituire in questa Aula, è che non si guida ubriachi, che non si guida in stato di intossicazione o di stupefazione. Sotto l'effetto appunto di sostanze psicotrope, non ci si pone alla guida di nessun veicolo.