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i) le forme societarie ammissibili, anche in deroga alle forme societarie previste dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e dal codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209; l) le eventuali garanzie finanziarie; m) il regime applicabile al termine della sperimentazione. 4. Le misure di cui ai commi 2 e 3 possono essere differenziate e adeguate in considerazione delle particolarità e delle esigenze dei casi specifici; esse hanno carattere temporaneo e garantiscono opportune forme di informazione e di protezione a favore di consumatori e investitori, nonché a garanzia del corretto funzionamento dei mercati. L'operatività delle misure cessa al termine del relativo periodo, alla perdita dei requisiti o al superamento dei limiti operativi stabiliti, nonché negli altri casi previsti dai regolamenti di cui al comma 1. 5. La sperimentazione di cui al comma 1 non comporta il rilascio di autorizzazioni per l'esercizio di attività riservate da svolgersi al di fuori di essa. Lo svolgimento, nell'ambito della sperimentazione e nel rispetto dei limiti stabiliti dai provvedimenti di ammissione, di attività che rientrano nella nozione di servizi e attività di investimento non implica l'esercizio a titolo abituale di attività riservate e, pertanto, non richiede il rilascio di autorizzazioni ove sia prevista una durata massima di sei mesi, salvo il maggiore termine della sperimentazione, che non può superare complessivamente il limite massimo di diciotto mesi, nei casi in cui sia concessa una proroga funzionale all'ottenimento dell'autorizzazione o dell'iscrizione prevista dalla legge per lo svolgimento abituale e a titolo professionale dell'attività medesima. Nel rispetto delle norme stabilite dai regolamenti di cui al comma 1 e delle finalità del periodo di sperimentazione, l'Agenzia per l'intelligenza artificiale di cui all'articolo 7, il Garante per la protezione dei dati personali, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nell'ambito delle rispettive competenze e delle materie a essi attribuite, adottano i provvedimenti per l'ammissione alla sperimentazione delle attività di cui al comma 1 e ogni altra iniziativa a essi propedeutica. I provvedimenti per l'ammissione alla sperimentazione stabiliscono i limiti dell'attività di partecipazione alla sperimentazione con riguardo alla tipologia e alle modalità di prestazione del servizio di investimento, alla tipologia e al numero di utenti finali, al numero di operazioni e ai volumi complessivi dell'attività. Le attività, le notizie, le informazioni e i dati della citata Agenzia per l'intelligenza artificiale, del Garante per la protezione dei dati personali, dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, relative alla sperimentazione sono coperti dal segreto d'ufficio anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni, a eccezione del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico e del Ministro dell'università e della ricerca. Il segreto non può essere opposto all'autorità giudiziaria quando le informazioni richieste siano necessarie per indagini o procedimenti relativi a violazioni sanzionate penalmente. 6. L'Agenzia per l'intelligenza artificiale di cui all'articolo 7, il Garante per la protezione dei dati personali, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni redigono annualmente, ciascuno per quanto di propria competenza, una relazione sull'impiego di sistemi di IA, riportando quanto emerge dall'applicazione del regime di sperimentazione di cui al comma 1 e segnalano eventuali modifiche normative o regolamentari necessarie per lo sviluppo dell'IA e la promozione dell'innovazione nei settori di cui al comma 1. 7. Gli spazi di sperimentazione normativa per l'IA non pregiudicano i poteri correttivi e di controllo delle autorità competenti. Qualsiasi rischio significativo per la salute e la sicurezza, nonché per i diritti fondamentali della persona, individuato durante lo sviluppo e le prove di tali sistemi, comporta l'adozione di immediate misure di eliminazione del rischio e, in mancanza, la sospensione del processo di sviluppo e di prova fino a che tali rischi non risultino eliminati. 8. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 13. (Uso non autorizzato di repliche digitali) 1. Ai fini della presente legge si applicano le seguenti definizioni: a) « replica digitale »: rappresentazione elettronica di nuova creazione, generata dal computer , dell'immagine, della voce o della somiglianza visiva di un individuo che: 1) è quasi indistinguibile dall'immagine, dalla voce o dalla somiglianza visiva reale di quell'individuo; 2) è riprodotto in una registrazione sonora o in un'opera audiovisiva in cui tale individuo è rappresentato, ma in realtà non è realmente presente; b) « individuo »: essere umano, vivo o morto; c) « artista musicale »: individuo che crea o esegue registrazioni sonore per profitto economico o per il sostentamento individuale; d) « somiglianza visiva »: immagine visiva che ha la somiglianza di un individuo, indipendentemente dai mezzi di creazione, e facilmente identificabile come rappresentazione dell'individuo medesimo. 2. Ogni individuo e, nel caso di un individuo deceduto, qualsiasi esecutore testamentario, erede, assegnatario o mandatario dell'individuo, può autorizzare l'uso dell'immagine, della voce o della somiglianza visiva dell'individuo stesso utilizzando replica digitale. Tale facoltà si estingue decorsi 50 anni dalla morte dell'individuo. 3. Una replica digitale è valida solo se la persona interessata ne ha autorizzato l'uso. 4. Qualsiasi persona che, a scopo di lucro, intraprende un uso non autorizzato di una replica digitale di un individuo è punibile con una sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 7 ed è responsabile di eventuali danni subiti dalla persona o dal titolare dei diritti lesi in conseguenza di tale attività. 5. Gli usi non autorizzati comprendono: a) la produzione di una replica digitale senza il consenso della persona interessata o del titolare dei diritti; b) la pubblicazione, distribuzione o trasmissione al pubblico di una replica digitale non autorizzata, se il soggetto che svolge tale attività è a conoscenza che la replica digitale non sia stata autorizzata dalla persona interessata o dal titolare dei diritti. 6. Non vengono considerati usi non autorizzati se: a) la replica digitale viene utilizzata come parte di notizie, affari pubblici, trasmissioni sportive o reportage ; b) la replica digitale è utilizzata come parte di un documentario o docudrama, storico o biografico; c) la replica digitale viene utilizzata a fini di commento, critica, satira o parodia; d) l'utilizzo della replica digitale è de minimis o incidentale. 7. Un uso non autorizzato di una replica digitale di cui al comma 5 comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.500. 8.