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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al commercio degli armamenti. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge propone, per la XVII legislatura, l'istituzione, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite collegate alla produzione italiana di armamenti ed al loro commercio, nonché sul collegamento tra le industrie del settore e le istituzioni, i rappresentanti politici del nostro Paese ed i vertici delle aziende private o pubbliche, partecipate o controllate dallo Stato che operano in questo campo. I sottoscrittori del presente disegno di legge ritengono che lo strumento della Commissione d'inchiesta -- anche e soprattutto in questo particolare momento storico -- rappresenti, parallelamente alle indagini in corso della magistratura che attengono ai profili strettamente penali, il mezzo adatto a far luce sui meccanismi che seguono un rapporto di corruttela tra i produttori/venditori degli armamenti i politici nazionali e le società del settore, nelle quali lo Stato ha importanti partecipazioni. I fenomeni illeciti emersi hanno, peraltro, portata internazionale e la rete di connessione in questione si è allargata oltre i confini del nostro paese. Un rapporto che, come per altri campi, costituisce l'essenza stessa del fenomeno di corruzione e che finisce per autoalimentarsi, propone o gli attori opportunità di guadagno reciproche. Come richiesto da un accorato appello di Padre Alex Zanotelli, solo poche settimane fa, l'inchiesta giudiziaria della Procura di Napoli su Finmeccanica, il colosso italiano che ingloba una ventina di aziende specializzate nella costituzione di armi pesanti, ci costringe ad interrogarci sul rapporto tra armi e politica. Il Movimento 5 stelle è convinto dell'esistenza di un correlazione diretta tra la produzione e la vendita d'armi e la politica italiana. Come è noto, le indagini della Procura di Napoli hanno già portato alle dimissioni nel 2011 del presidente e dell'amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, nonché di sua moglie, Marina Grossi, amministratrice delegata di Selex Sistemi Integrati, una controllata di Finmeccanica. Anche il nuovo presidente di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, è stato arrestato il 12 febbraio su ordine della Procura di Busto Arsizio. Gli viene contestata una presunta corruzione internazionale da oltre 50 milioni di euro, per la fornitura di 12 elicotteri di Agusta Westland al governo dell’India (valore di 566 milioni di euro). Risulta da notizie di stampa che, al momento della predisposizione del presente disegno di legge, ci siano ben altre due inchieste in corso. La prima per una presunta maxitangente di quasi 550 milioni di euro (concordata, ma mai intascata) su una fornitura di navi fregate Fremm al Brasile; del valore di 5 miliardi di euro. Una seconda inchiesta, portata avanti sempre dalla procura di Napoli, riguarderebbe l'accordo del valore di 180 milioni di euro con il governo di Panama per la fornitura di 6 elicotteri e altri materiali, su cui, secondo gli inquirenti, si celerebbe una tangente di 18 milioni di euro. Per questo, il 23 ottobre scorso il direttore commerciale di Finmeccanica, Paolo Pozzessere è finito in carcere. Infine, ma non meno importante, risulta che siano in corso indagini su una vendita di elicotteri all'Indonesia su cui potrebbero essere state pattuite, secondo notizie di stampa, dazioni illecite di denaro tra il 5 e il 10 per cento. Ricordando che il 30 per cento delle azioni di Finmeccanica sono detenute dal Ministero dell'economia e delle finanze e che la stragrande maggioranza degli investitori individuali è composta da cittadini italiani, il Movimento 5 Stelle ritiene che le indagini in corso debbano continuare al fine di verificare e sanzionare episodi criminali, al fine di svelare i rapporti, anche non di rilievo penale, tra il settore commerciale in commento, l'universo politico e quello del management delle aziende di Stato. Soprattutto ora che l'Italia sta investendo somme astronomiche in armi. Secondo il Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) di Stoccolma, l'Italia nel 2012 ha speso 26 miliardi per la difesa a cui bisogna aggiungere 15 miliardi di euro stanziati per i cacciabombardieri F-35. Ecco perché diventa sempre più fondamentale capire la inquietante connessione fra armi e politica. I cittadini italiani hanno il diritto di sapere se detta pratica corruttiva è tuttora in corso e non si può più accettare che il segreto di Stato copra tali intrecci. Come per le altre commissioni d'inchiesta già istituite nelle precedenti legislature per perseguire analoghi fenomeni, si propone l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta che proceda, come prevede l'articolo 82 della Costituzione, alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. Oltre alla normale articolazione del disegno di legge, appare importante sottolineare come si proponga che, in nessun caso, sia opponibile il segreto di Stato rispetto alla richiesta di accesso ad atti in possesso dei servizi di sicurezza dello Stato inerenti alle materie d'indagine della Commissione. L'articolo 1 indica i compiti della Commissione: accertare e valutare la natura e le caratteristiche del fenomeno dato dall'intreccio tra la produzione e la vendita di armi ed i vertici politici e delle principali aziende pubbliche e private interessate; verificare e valutare l'attuazione delle leggi di settore, la loro congruità, la loro efficacia e, più in generale, la qualità dell'impegno dei pubblici poteri nell'ambito di questa materia. L'ambito di competenza della Commissione si estende naturalmente a tutte le possibili situazioni di corruttela, nel campo di indagine individuato, già emerse o che dovessero emergere in futuro. L'articolo 2 definisce la composizione della Commissione (quindici senatori e quindici deputati), l'elezione del Presidente, di due vicepresidenti e di due segretari, da parte della Commissione, a scrutinio segreto. Sono quindi stabilite cause di incompatibilità stringenti per i senatori e deputati scelti per far parte della Commissione e si stabilisce la decadenza in caso di incompatibilità sopravvenuta, disponendo la sostituzione del parlamentare decaduto dalla Commissione. L'articolo 3 prevede forme flessibili per l'organizzazione dei lavori, dando la possibilità di lavorare non solo in seduta plenaria, ma anche per comitati. L'articolo 4 regola le audizioni e le testimonianze rese davanti alla Commissione. Gli articoli 5 e 6 disciplinano la materia relativa agli atti e documenti che interessano il lavoro della Commissione, i vincoli di segretezza ai quali tali documenti possono essere assoggettati e l'obbligo di segretezza cui sono tenuti i componenti della Commissione, i funzionari, il personale addetto, i collaboratori. L'articolo 7 regola, inoltre, l'organizzazione interna della Commissione, ivi compresa la previsione dell'informatizzazione e della pubblicazione dei documenti prodotti..