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La domanda che dobbiamo porci, accanto all'aspetto economico e di gestione finanziaria del Piano, è come si innesti la cabina di regia del Governo sul recovery plan e, contestualmente, sull'attività parlamentare e, quindi, come si possano esaltare le funzioni di proposta e di controllo delle Camere riguardo un piano di investimenti che non ha uguali nella storia recente della nostra Repubblica, salvo riandare con la memoria al piano Marshall di diversi anni fa. La mia opinione è che la linea di condotta vada tracciata ora proprio perché vige un rapporto di unità nazionale nel Governo dell'Italia. Il Piano, infatti, insisterà per un po' meno della metà su questa legislatura e per più di metà sulla prossima legislatura, la quale, presumibilmente, avrà caratteristiche diverse da questa. Passeremo dall'unità nazionale, molto probabilmente, a due o più schieramenti che si confronteranno con gli elettori che sceglieranno chi dovrà sedere sui banchi del Governo e chi dovrà sedere tra i banchi dell'opposizione. Ragione in più per fissare oggi le regole di ingaggio, oggi che inizia un percorso di questa natura. La proposta di Italia Viva-PSI è di dedicare una seduta parlamentare alla discussione del futuro dell'Italia visto da questa parte, visto cioè da questa angolazione, da questo osservatorio. Già qualcosa, attorno a noi e fuori da noi, si muove e noi lo valutiamo in maniera assolutamente positiva. Dal G7 si intuisce un'attenzione maggiore al quadro geopolitico. L'Europa prova a riconquistare un ruolo di centralità in un rapporto euro-atlantico, che era stato decisamente accantonato. Si gioca in una metà del campo con la disponibilità, dall'altra parte, a sostenere fortemente la sfida della Cina. Si sostiene la tesi della funzione storica delle democrazie e, quindi, anche l'Italia si appresta a costruire e a darsi una visione strategica, che è destinata, da una parte, a cambiare il profilo dell'Italia medesima e, dall'altra, a giocare un ruolo che negli ultimi anni l'Italia non era assolutamente solita ricoprire. Ad un anno e mezzo dalla fine della legislatura e con in mezzo l'elezione del Presidente della Repubblica, trovo poco realistico parlare di riforme costituzionali. Non di meno, se non si parla di riforme costituzionali, è obbligatorio invece immaginare un sistema equilibrato, che definisca meglio i rapporti fra legislativo ed esecutivo. Chiediamo una seduta parlamentare, quindi, che affidi ad una risoluzione un indirizzo, rivolto intanto al Senato, affinché le due Commissioni affari istituzionali di Camera e Senato, oppure una Commissione speciale ristretta, con tempi ben definiti, rileggano i Regolamenti parlamentari per adeguarli alla riduzione del numero dei parlamentari e rivisitino il procedimento legislativo, perché il Parlamento, con le sue Commissioni, non venga messo da parte a partire dal governo del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ad una Costituzione materiale, signor Presidente, deve corrispondere perlomeno un equilibrio materiale tra poteri dello Stato, come ci ricordava Costantino Mortati. Se, però, a differenza degli anni a cavallo della nascita della Repubblica e della Costituzione, il 1946 e il 1947, i partiti, che furono i soggetti che definirono questo assetto, oggi non sono più in grado di farlo, noi non possiamo attendere che sia la Corte costituzionale a definire il percorso: sia il Parlamento allora ad avviare questa soluzione. Che non si dica, come troppi anni fa, che il Parlamento si presenta al Governo e non viceversa. PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Ferrazzi. Non essendo presente in Aula, si intende abbia rinunziato ad intervenire. È iscritto a parlare il senatore Ferro. Ne ha facoltà. FERRO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il decreto cosiddetto fondone è noto a tutti nella sua sostanza, per cui non entrerò nel merito dei singoli punti. Mi prende qui ringraziare per il lavoro svolto in Commissione dalle relatrici Conzatti e Rivolta perché si è lavorato molto bene. Vorrei tuttavia richiamare l'attenzione del Governo perché mi sembra che, su tutti questi provvedimenti, sia ormai centrale una questione. Mi riferisco alla presunzione di arrivare nelle Aule parlamentari - credo che la situazione riguardi parimenti l'altro ramo del Parlamento - con provvedimenti di fatto bloccati. Abbiamo avuto incontri a tutti i livelli, a tutte le ore. A mio avviso, in questa situazione, in questo contesto economico e sociale, l'approccio deve essere assolutamente diverso. Tra di noi, senatori di Forza Italia, non c'è grande soddisfazione per il percorso - non per il contenuto - né per la modalità; abbiamo assolutamente bisogno che venga rivisto il modus operandi , perché riuscirà difficile nel prosieguo che si possa arrivare a conclusioni condivise. Il provvedimento contiene tanti punti: alcuni riguardano interventi di finanziamento sulle linee ferroviarie ad alta velocità e alta capacità, che riguardano per lo più il Nord-Est e la tratta Salerno-Reggio Calabria; c'è il rifinanziamento del Fondo sviluppo e coesione altrettanto importante. Ricordiamoci, però, che sono tutte manovre a debito. Questo decreto-legge ha la portata di una manovra finanziaria pre-Covid; stiamo indebitando il Paese - e non abbiamo alternative - ma, come tutti i debiti, prima o poi arriverà il conto. L'Istat ieri ci ha detto che in Italia ci sono 5,6 milioni italiani in povertà assoluta: attenzione, perché la bomba sociale prima o poi scoppia. Dobbiamo fare le riforme, farle in fretta e bene. Il Governo, con l'autorevole Presidenza del presidente Draghi, ha la forza politica per farlo; si proceda con celerità perché la pazienza è assolutamente arrivata a un limite di guardia. (Applausi). PRESIDENTE . La senatrice Faggi rinuncia a intervenire in discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Gaudiano. Ne ha facoltà. GAUDIANO (M5S) . Signor Presidente, signori senatori, il decreto-legge n. 59 del 6 maggio 2021 reca misure urgenti relative al fondo complementare al PNRR e altre misure urgenti per gli investimenti; si pone l'obiettivo di integrare la dotazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza con ulteriori risorse nazionali per oltre 30 milioni di euro. Il testo della norma prevede diversi interventi, tra cui stanziamenti per lo sviluppo della mobilità sostenibile e dei trasporti ferroviari ad alta velocità. A questi si affiancano nuove dotazioni per il MIC destinate allo sviluppo turistico e alla valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e naturalistico. A tali misure si aggiunge un incremento della dotazione del fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione 2021-2027, pari a 15,5 miliardi di euro. Ciò per colmare le differenze di sviluppo tra i territori che rallentano la crescita e ostacolano il progresso, soprattutto al Sud Italia. La ripresa dell'Italia non può prescindere dalla piena valorizzazione culturale ed ambientale delle bellezze che caratterizzano tutti i nostri territori.