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provvedere – per le occupazioni di urgenza e per le eventuali espropriazioni delle aree occorrenti per l'esecuzione delle opere e degli interventi – alla redazione dello stato di consistenza e del verbale di immissione in possesso dei suoli anche con la sola presenza di due rappresentanti delle regioni o degli enti territoriali interessati, prescindendo da ogni altro adempimento. Il comma 4 interviene inoltre sulle procedure previste dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, dimezzandone i tempi, mentre il comma 5 semplifica le operazioni preparatorie necessarie per la progettazione di opere pubbliche, incidendo sulle procedure di autorizzazione e notifica ai fini dell'introduzione dei tecnici incaricati, nell'area privata interessata. L'articolo 4 individua le modalità di erogazione dei fondi a favore dei commissari. Rispetto alla normativa vigente anche in questo caso si semplifica e si velocizzano i tempi di assegnazione dei fondi, prevedendone l'erogazione attraverso quattro successive anticipazioni. Inoltre, l'articolo dispone che i commissari possono procedere immediatamente all'avvio delle attività di progettazione e di realizzazione degli interventi a seguito dell'adozione del provvedimento di assegnazione delle risorse e nelle more dell'effettivo trasferimento, prescindendo comunque dall'effettiva disponibilità di cassa. L'articolo 5 razionalizza l'utilizzo delle banche dati al fine di semplificare la procedura di inserimento delle informazioni e dei dati relativi al dissesto. Tale previsione consente, in sostanza, di dimezzare i tempi, agevolare i controlli, verificare i risultati e assicurare la maggiore trasparenza delle operazioni. In particolare, l'articolo dispone che i soggetti attuatori, in raccordo con i commissari, monitorino attraverso i rispettivi sistemi informatici gestionali gli interventi approvati, i relativi dati di avanzamento e le ulteriori informazioni individuate con apposito decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Tali dati sono resi disponibili, a cadenza bimestrale, nella banca dati istituita presso il Ministero dell'economia e delle finanze – Ragioneria generale dello Stato, che provvede a renderli fruibili a tutte le amministrazioni interessate. L'articolo 6, al fine di consentire ai commissari l'espletamento delle loro azioni contro il dissesto idrogeologico in modo efficiente e compatibile rispetto all'esercizio delle loro funzioni in qualità di presidenti delle regioni, al comma 1 individua le strutture adibite a fornirgli supporto ed assistenza tecnica. In particolare, l'articolo prevede da un lato la possibilità per i commissari di avvalersi delle strutture e del personale degli uffici di altre amministrazioni, della società ANAS Spa, della società RFI Spa, delle comunità montane, dei consorzi di bonifica e delle autorità di distretto, nonché di tutti i soggetti pubblici, ivi comprese le società in house delle amministrazioni centrali dello Stato e delle regioni, e delle società a totale capitale pubblico; dall'altro, secondo quanto previsto al comma 2, affianca agli stessi, specifici nuclei operativi di supporto (NOS) composti da esperti in materia, costituiti anche mediante apposite convenzioni tra i commissari, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e la Sogesid Spa. Infine, al comma 4 è prevista l'istituzione, presso il Ministero dell'ambiente e della tutele del territorio e del mare della Segreteria tecnica per le azioni di contrasto al dissesto idrogeologico, composta da sette esperti, selezionati con procedura selettiva pubblica di tipo comparativo e nominati con decreto del medesimo Ministero e scelti tra soggetti dotati di comprovata esperienza pluriennale tecnico-scientifica nel settore dell'ingegneria civile e ambientale, nonché esperti di diritto ambientale, di diritto pubblico, di diritto amministrativo, nonché di contratti pubblici. La Segreteria tecnica ha un fondamentale ruolo di coordinamento e raccordo nei confronti di tutta la rete di soggetti chiamati ad implementare le azioni contenute nei programmi, nonché di controllo rispetto agli interventi posti in essere e ai risultati raggiunti. Tale ruolo si esplica, in particolar modo, attraverso un dialogo costante tra le Autorità di bacino, i commissari e ciascun esperto della Segreteria che, quale organo di ultima istanza, deve fungere da interfaccia e da presidio rispetto alle esigenze locali, regionali e nazionali. L'articolo 7, al fine di consentire le necessarie attività progettuali per la realizzazione dei Programmi, istituisce presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un Fondo per il finanziamento della progettazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico e la salvaguardia del territorio con una dotazione pari a 35 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020, 2021. Come previsto al comma 3, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è individuata la quantificazione del Fondo e sono definiti i criteri e le modalità di assegnazione delle risorse. Nelle more dell'emanazione del decreto, le risorse per l'anno 2019 sono ripartite ed erogate ai Commissari sulla base delle richieste già pervenute e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 21 del 26 gennaio 2017. . L'articolo 8 prevede l'istituzione, nell'ambito di ciascuna pubblica amministrazione, della figura del « green manager ». Tale professionalità, secondo quanto previsto al comma 2, è preposta ad assicurare la corretta attuazione della normativa ambientale nell'ambito dell'amministrazione di appartenenza, in particolare assicurando l'attuazione delle disposizioni in materia di mobilità sostenibile; sovrintendendo e promuovendo le attività di efficientamento energetico ed idrico; e promuovendo la realizzazione di campagne di informazione e la partecipazione ai processi decisionali relativi alla tutela dell'ambiente; monitorando l'attuazione dei Programmi, ove appartengano a un'amministrazione pubblica territoriale. Al comma 3 si prevede che con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dello sviluppo economico ed il Ministro dell'economia e delle finanze, sono definiti gli ulteriori compiti, i requisiti e i criteri professionali per la individuazione dei « green manager ». Il comma 4 provvede a razionalizzare l'ordinamento, modificando le disposizioni istitutive dei « mobility manager », le cui funzioni sono quindi assorbite dal « green manager ». L'articolo 9 novella l'articolo 9 del decreto-legge n. 133 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 164 del 2014 (cosiddetto « Sblocca Italia »), per consentire l'adozione di ulteriori misure di semplificazione amministrativa e accelerazione delle procedure.