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Questi sono i temi che il MoVimento 5 Stelle ha portato avanti in questi anni, con tutte le difficoltà del caso - questo dobbiamo dircelo - ma quanto abbiamo avuto ragione con il passare del tempo? Abbiamo rivoluzionato il paradigma politico e ambientale di questo Paese; ora si parla di superbonus e di efficientamento energetico degli edifici, di comunità energetiche, di economia circolare e oggi di inserire la tutela dell'ambiente e degli animali nel nostro dettato costituzionale. Un cambio di paradigma epocale. (Applausi) . Oggi parliamo di inserire nella nostra Carta costituzionale nuove tutele per creare concretamente le basi per affrontare le sfide che ci attendono da qui al 2050, una norma rivoluzionaria e necessaria per implementare il processo di transizione ecologica che ci carica di un nuovo bagaglio valoriale e culturale più attento al benessere sociale e ambientale. Fa piacere, permettetemi di sottolinearlo, che anche la parte più scettica dei miei colleghi sulla citata modifica costituzionale abbia fatto marcia indietro, sia tornata sui suoi passi e abbia compreso fino in fondo la necessità di inserire la tutela dell'ambiente in Costituzione. Come ho detto prima, abbiamo davanti grandi sfide che dovremo portare avanti tutti insieme. E, no, ora non ci possiamo permettere nessun giochetto politico, come in passato; ora è il tempo di fare sul serio e mettere il bene comune al primo posto della scala valoriale e politica. (Applausi) . Il futuro non ha imboccato la strada obbligata e se siamo qui, è per invertire la rotta e imboccare la strada del cambiamento; un cambiamento che, come detto da Rifkin, ci vedrà tutti coinvolti in prima persona, partendo dal modificare le nostre abitudini ambientali, sociali e nutrizionali. La nostra società subirà un profondo cambiamento che ci porterà a una nuova evoluzione ecologica. Quello di inserire la tutela dell'ambiente in Costituzione rappresenta il primo mattoncino di questo processo, un mattoncino che ci mette in riga con le altre Costituzioni europee e non solo. Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria; con le dovute differenze, tutti questi Paesi hanno all'interno dei propri dettati costituzionali la tutela dell'ambiente o comunque il riferimento al diritto di avere un ambiente sano. Dal 1946 la nostra Costituzione ci ha protetto e tutelato. Ora occorre aggiornarla, con riferimento particolare agli articoli 9 e 41, aggiungendo che della tutela dell'ambiente e degli animali non possiamo fare a meno. Un Paese civile, come il nostro, deve compiere questo passo se vuole procedere speditamente verso quella transizione ecologica tanto auspicata. (Applausi) . Abbiamo un compito e una deadline , il 2050; altre alternative non esistono, non sono ponderate o ponderabili. Dobbiamo mettere l'ambiente al centro del nostro fare. Presidente, colleghe e colleghi, oggi riscriviamo insieme un pezzo di storia del nostro Paese e inseriamo la tutela dell'ambiente e degli animali nella nostra Costituzione. In ultimo un sentito ringraziamento al lavoro svolto dai miei colleghi Gianluca Perilli e Alessandra Maiorino (Applausi) e a tutto il MoVimento 5 Stelle. Oggi brilla la nostra stella dell'ambiente e brillerà forte per molto, molto tempo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Coltorti. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, abbiamo aggiunto alcune righe che dovrebbero salvaguardare l'ambiente nella nostra Costituzione. Sono evidenti i cambiamenti che sono subentrati da quando i Padri fondatori hanno scritto la Costituzione. L'Italia del dopoguerra ha avuto il boom economico ed una industrializzazione diffusa. È cresciuta la popolazione e sono cresciuti i bisogni, spesso indotti da un modello di sviluppo assolutamente non attento alle questioni ambientali. L'urbanesimo ha cambiato, e ancora sta cambiando, il volto del Paese, parallelamente al cambiamento dei mezzi di produzione e dell'economia che sta vivendo una globalizzazione senza pari. Sembra però evidente che poche parole non cambiano la sostanza dei fatti. Se le parole fossero sufficienti, vivremmo in un mondo ideale. Il problema di questo Paese - e ricordiamo che il Parlamento è lo specchio del Paese - sono proprio le troppe parole che non rispondono ai fatti. Crimini efferati proprio contro l'ambiente sono stati fatti da persone che a parole dicevano di difenderlo. Tutti si riempiono la bocca con la parola ambiente, ma pochi lo rispettano veramente. Tanto per dare un numero, Legambiente nel suo Rapporto Ecomafia del 2020 segnala che nel 2019 sono stati accertati 34.648 reati ambientali; quattro ogni ora, con un incremento del 23,1 per cento rispetto al 2018, per un giro d'affari stimato di 19,9 miliardi: una finanziaria. Ma credo che sia importante per tutti noi che rappresentiamo il popolo e le istituzioni sgomberare il campo da ipocrisie: l'ambiente è il bene comune per eccellenza. Ma com'è possibile da una parte dire di difendere l'ambiente e dall'altra ridare i vitalizi a chi si è macchiato di crimini ed è stato condannato in via definitiva per reati che hanno magari avuto a che fare proprio con l'ambiente? (Applausi) . Com'è possibile dire di difendere l'ambiente e poi promuovere un referendum per poter cambiare parte della legge Severino e chiedere di abolire l'automatismo relativo ai termini di incandidabilità, ineleggibilità e decadenza? Com'è possibile volere che chi non è candido si possa candidare? Per non parlare poi della prescrizione sulla quale molti, troppi, vorrebbero tornare indietro. O ci si affida alla legge o si dice di affidarcisi ma poi la si teme e si fa di tutto perché le norme vengano aggirate, come troppo spesso è avvenuto in passato. Sappiamo tutti che chi può permettersi un buon avvocato, spesso la prescrizione la raggiunge e vanifica il lavoro sia delle Forze dell'ordine, che magari hanno rischiato la vita per individuare un colpevole, che della magistratura che ha speso tempo e denaro dei contribuenti per portare avanti le indagini. Si terrorizza la pubblica opinione sull'uso delle intercettazioni che si sono dimostrate uno dei principali strumenti per combattere la malavita organizzata. Che problemi può avere un onesto cittadino, cosa dovrebbe temere? Ed anche la proposta di imporre limiti alla custodia cautelare va nella medesima direzione. In questo Paese i processi sono troppo lunghi e sappiamo tutti che vanno ridotti, ma sulla custodia cautelare ci si dimentica che esiste sempre il rischio di inquinamento delle prove, della latitanza e della reiterazione del reato. Proteggere l'ambiente significa ridare personale alla pubblica amministrazione, come è stato fatto dal Governo Conte e come si spera verrà proseguito dal Governo Draghi. La demonizzazione della pubblica amministrazione fatta in passato ha condotto al suo depauperamento e al ricorso sempre più massivo al privato.