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L'olio d'oliva può essere estratto meccanicamente, ciò che richiede olio minerale. 55. Si ritiene che il potenziale globale di riduzione tecnologicamente realizzabile nell'industria alimentare possa raggiungere 35% TABELLA 6. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DELLA RIDUZIONE E COSTI PER L'INDUSTRIA ALIMENTARE Fonti Misure Rendimento Costo della di emissione anti-emissione dei dispositivi riduzione delle di riduzione emissioni In generale Cicli chiusi Bio-ossidazione II Basso */ Condensazione e trattamento I Elevato Adsorbimento/ assorbimento Incenerimento termico/ catalitico Estrazione Misure integrate al III degli olii processo vegetali Adsorbimento Tecnica membranale Incenerimento in un forno di processo Fonte di Bio-filtrazione II Basso */ grassi animali */ Poichè questi procedimenti sono abitualmente applicati a gas a debole concentrazione di COV, i metri per metro cubo di gas trattato sono bassi, benchè il costo della riduzione per tonnellaggio di COV sia elevato. F.- Siderurgia (comprese le ferro-leghe, la fusione, ecc.) 56. Nella siderurgia, le emissioni di COV provengono da varie fonti: a) Trattamento delle materie prime (cokificazione; produzione di agglomerati: sinterizzazione, formazione di agglomerati di carbone; utilizzazione di ferraglia); b) Reattori metallurgici (forni ad arco sommerso; forni ad arco elettrico; convertitori in particolare se si utilizza ferraglia ; cubilotti (aperti); altoforni; c) Manutenzione di prodotti (fusione; forni per riscaldamento; laminatoi). 57. Nel diminuire il tenore in carbonio delle materie grezze (ad esempio sulle striscie di sinterizzazione), si riduce il potenziale di emissione di COV. 58. Nel caso di reattori metallurgici aperti, possono prodursi emissioni di COV, in particolare se si utilizza ferraglia contaminata ed in condizioni di pirolisi. Occorre concedere una particolare attenzione alla raccolta dei gas provenienti da operazioni di carico e di colata al fine di ridurre al minimo le emissioni di COV dovute a perdite. 59. Occorre fare particolarmente attenzione alla ferraglia contaminata da olii, grassi, pitture, ecc. ed alla separazione delle polveri (parti non metalliche) e della parte metallica. 60. Il trattamento dei prodotti provoca ordinariamente emissioni dovute a perdite. Nel caso della fusione, le emissioni di gas di pirolisi si producono soprattutto in provenienza di sabbie agglomerate da un legante organico. È possibile diminuire queste emissioni selezionando resine leganti a debole potere emettitore e/o riducendo il più possibile la quantità dei leganti. Sono stati sperimentati biofiltri su questi gas di pirolisi. Il filtraggio permette di riportare a bassi livelli le nebbie di olio nell'aria dei laminatoi. 61. Le cokerie sono una fonte importante di emissioni di coke. Le emissioni sono dovute alle cause seguenti: perdita di gas di forni a coke, perdite di COV che sarebbero normalmente diretti su un impianto di distillazione associato, nonché combustione di gas di forno a coke e di altri combustibili. Le principali misure di riduzioni delle emissioni di COV sono le seguenti: migliore tenuta stagna tra le porte ed i quadri dei forni e tra le bocche ed i tamponi di sfornatura ; mantenimento dell'aspirazione dei forni anche durante il carico; estinzione a secco, sia mediante raffreddamento diretto con gas inerti, sia mediante raffreddamento indiretto con acqua; sfornatura diretta nella torre di estinzione a secco ed utilizzazione di cappe efficaci durante le operazioni di sfornatura G. Manutenzione e trattamento dei detriti 62. Per quanto concerne il controllo dei rifiuti domestici, i principali obiettivi consistono nel ridurre il quantitativo di detriti prodotti ed il volume da trattare. Inoltre il trattamento dei detriti deve essere ottimizzato dal punto di vista ecologico. 63. Se si utilizzano discariche, le misure di lotta contro le emissioni di COV nel trattamento dei rifiuti domestici devono essere associate ad una raccolta efficace dei gas, soprattutto del metano. 64. Queste emissioni possono essere distrutte (incenerimento). Un'altra soluzione consiste ad epurare i gas (ossidazione biologica, assorbimento, carbone attivo, adsorbimento), questi ultimi potendo successivamente essere utilizzati per produrre energia. 65. Le discariche di detriti industriali contenenti COV producono emissioni di COV. Occorre tenerne conto quando si elaborano le politiche di gestione dei detriti. 66. Il potenziale globale di riduzione è valutato a 30%, ma questa cifra include il metano. H. Agricoltura 67. Le principali fonti di emissioni di COV del settore agricolo sono: a) la bruciatura di detriti agricoli, soprattutto della paglia e della b) L'impiego di solventi organici nella preparazione di pesticidi; c) la degradazione anaerobica degli alimenti per il bestiame e dei detriti animali. 68. I mezzi di riduzione delle emissioni di COV sono: a) eliminazione controllata della paglia, in vista di sostituire la prassi corrente della bruciatura all'aria libera; b) minima utilizzazione possibile di pesticidi aventi un elevato tenore di solventi organici, e/o utilizzazione di emulsioni e di preparati nella fase acquosa; c) interricciamento di detriti, miscugli paglia-concime, ecc.; d) riduzione dei gas provenienti dai locali riservati agli animali, e dagli impianti di asciugatura del concime ecc. grazie a biofiltri, adsorbimento, ecc. 69. Inoltre le modifiche apportate alla composizione degli alimenti consentono di ridurre le emissioni di gas prodotte da animali ed è possibile ricuperare questi gas per utilizzarli come combustibili. 70. Non è attualmente possibile valutare le possibilità di riduzione delle emissioni di COV provenienti dall'agricoltura. V. PRODOTTI 71. Se la riduzione delle emissioni di COV con tecniche specifiche non è fattibile, il solo modo di ridurre queste emissioni è di modificare la composizione dei prodotti utilizzati. I principali settori e relativi prodotti pertinenti sono i seguenti: adesivi utilizzati per il consumo domestico, l'industria leggera, le officine e gli uffici; le vernici per uso domestico; prodotti di pulizia ad uso domestico e di igiene personale; prodotti di ufficio come correttori liquidi e prodotti di manutenzione per automobili. In tutti gli altri casi in cui si utilizzano prodotti come quelli summenzionati (ad esempio pittura, industria leggera), è di gran lunga preferibile modificare la composizione dei prodotti. 72. I provvedimenti volti a ridurre le emissioni di COV di questo tipo di prodotti sono i seguenti: a) Sostituzione del prodotto; b) Riformulazione del prodotto; c) Modifica del condizionamento dei prodotti in particolare per i prodotti ri-formulati. 73. Gli strumenti destinati ad influenzare la scelta del mercato sono in particolare i seguenti: a) Etichettatura per fare in modo che i consumatori siano correttamente informati del tenore in COV; b) Incoraggiamento attivo ad utilizzare prodotti a debole tenore in COV (ad esempio il sistema "Angelo Azzurro"); c) Incitamenti fiscali legati al tenore in COV. 74. L'efficacia di queste misure dipende dal tenore in COV dei prodotti considerati nonché dell'esistenza e dell'accettabilità di soluzioni di sostituzione.