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Che l'articolo 81 assuma una natura difensiva, per cui tutti gli emendamenti che rappresentano un problema, di carattere non solo contabile, rispetto alle poste di bilancio dello Stato, ma magari anche politico, vengano fermati attraverso l'apposizione del parere contrario ai sensi dell'articolo 81, sulla base di una presuntivamente assente relazione tecnica, è una prassi che non possiamo accettare. Lo abbiamo detto molto civilmente, signor Presidente, e lei ce ne deve dare atto. In occasione di due Conferenze dei Capigruppo abbiamo detto che, essendo cambiato il Regolamento del Senato, tutto ciò che da adesso in poi viene praticato nelle Commissioni, come in Aula - ma soprattutto nelle Commissioni, dove si svolgerà la parte più significativa dell' iter di formazione della legge - rischia di assumere natura di precedente. Noi non possiamo più accettare queste male pratiche. Per quanto ci riguarda, per qualsiasi provvedimento, dal decreto dignità fino al decreto milleproroghe che stiamo affrontando ora, abbiamo assunto un ruolo - questo ce lo riconoscono tutti i colleghi, di maggioranza e di minoranza - di opposizione assolutamente responsabile, sui contenuti, non isterica, non strumentale, ostruzionistica quanto è opportuno e necessario per il sostegno delle nostre posizioni politiche, nelle quali crediamo in modo particolare, soprattutto a fronte di temi, caldissimi, che sono stati affrontati nel passaggio emendativo alla Camera del decreto milleproroghe, che il collega Nazario Pagano ha magistralmente evidenziato. Per questi temi caldissimi, però, ci siamo presi gli spazi di tempo contingentato che avevamo in Commissione e ci prenderemo gli spazi di tempo contingentato che abbiamo concordato in Conferenza dei Capigruppo, nella discussione generale e nella discussione dei singoli emendamenti, se il provvedimento seguirà in Assemblea il suo iter normale. Tutto ciò premesso, signor Presidente e colleghi, non possiamo però accettare che in 5ª Commissione i nostri emendamenti, civilmente elaborati e discussi, vengano votati a botte di cento alla volta. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). È un'assoluta mancanza di rispetto nei confronti delle prerogative dei parlamentari, di tutti i parlamentari (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) , e non solo dei parlamentari di opposizione, ma anche di quelli di maggioranza. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Colleghi, signor Presidente, tutto questo ha ancora una volta uno scopo costruttivo: non permetteremo che passi questa prassi con natura di precedente. Chiediamo a lei in primis , come abbiamo fatto in sede di Conferenza dei Capigruppo; chiediamo ai Presidenti delle Commissioni competenti; chiediamo ai Capigruppo di maggioranza e chiediamo a maggior ragione al Governo di vigilare affinché i diritti, che non sono mai stati violati, anche nei tempi più cupi di queste Aule parlamentari, siano rispettati ora, in modo particolare ora, in un momento in cui purtroppo la funzione del Parlamento rischia di essere fortemente indebolita. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Congratulazioni). PRESIDENTE . In ordine alle questioni che sono state poste, la Presidenza si riserva di effettuare gli opportuni accertamenti. Ha chiesto di intervenire il Presidente della 1ª Commissione permanente, senatore Borghesi, per riferire sui lavori della Commissione. BORGHESI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 91 del 2018, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, oggi all'esame dell'Assemblea, è stato approvato con modificazioni dal Senato il 6 agosto e ulteriormente modificato, in seconda lettura, dalla Camera dei deputati, che ne ha concluso l'esame il 14 settembre. In quella stessa data il disegno di legge è stato quindi trasmesso nuovamente al Senato per l'esame in terza lettura e assegnato in sede referente alla Commissione affari costituzionali. La Commissione ne ha iniziato la trattazione alle ore 18 di lunedì 17 settembre, con la relazione introduttiva e la discussione generale. Anche in vista dell'imminente scadenza dei termini costituzionalmente previsti per la conversione in legge del decreto - il 23 settembre - e per assicurare tempi congrui di discussione e di esame, il termine per la presentazione di emendamenti è stato fissato alle ore 23 dello stesso giorno. Alla scadenza risultavano presenti 84 ordini del giorno e 414 emendamenti. Nella seduta pomeridiana di ieri, martedì 18 settembre, ha avuto inizio l'esame degli emendamenti, con l'illustrazione dei relativi proponenti; fase che è proseguita, come da calendario, nella seduta notturna di ieri e nella seduta antimeridiana di oggi. Alle ore 11 di questa mattina si è preso atto dell'impossibilità di concludere l'esame in tempo utile per l'inizio della trattazione in Assemblea, previsto in base alle determinazioni della Conferenza dei Capigruppo per le ore 18 di oggi. Alle ore 11 di oggi, infatti, ancora era in corso l'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 9. Risultava pertanto evidente che, nel tempo che residuava prima dell'inizio dei lavori dell'Assemblea, la Commissione non avrebbe potuto completare l'illustrazione di tutti gli emendamenti e, conseguentemente, procedere alle relative votazioni e al conferimento del mandato al relatore. Dalla sintetica ricognizione dell'esame in Commissione ritengo di poter affermare che, per quanto serrati in ragione degli imminenti termini per la conversione del decreto-legge, gli spazi di discussione non siano stati compressi. Nelle circa dieci ore di attività della Commissione si sono svolti circa 80 interventi, in gran parte dedicati alle illustrazioni delle proposte emendative. Peraltro, ricordo che la Commissione ha accolto all'unanimità la richiesta avanzata dal Gruppo Partito Democratico all'inizio dell' iter affinché l'esame fosse assistito dalle massime forme di pubblicità consentita. PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, in relazione a quanto riferito dal senatore Borghesi, il disegno di legge n. 717-B, non essendosi concluso l'esame in Commissione, sarà discusso nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati senza relazione, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento. CAUSIN (FI-BP) . Signor Presidente, il decreto milleproroghe ha un focus molto particolare che tradisce l'identità della maggioranza. L'elemento più caratteristico di tale focus , l'elemento più visibile, è la sottrazione di fondi con destrezza attraverso un emendamento criptico, che ha ingannato anche alcuni colleghi della maggioranza, per cui circa 90 città, che avevano vinto regolarmente il bando periferie, si sono viste escluse da un rapporto contrattuale con lo Stato che avevano ottenuto attraverso la partecipazione al bando. Quella che è stata compiuta è una scelta politica consapevole: 1,6 miliardi di euro, che erano destinati a quel fondo, sono stati sottratti perché è evidente che questa maggioranza vuole reperire spiccioli per fare una legge di stabilità che, in qualche modo, renda possibile scrivere le prime cinque righe - riuscirete a scrivere solo queste - del libro dei sogni che si appresta a comporre nei prossimi mesi. Ci sono due elementi di gravità.