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in più, che la misura di concessione degli arresti domiciliari a persone con una pena inferiore a un anno e sei mesi sarebbe insufficiente e sarebbe una negligenza derivante da un'idea puramente afflittiva della pena. Due mozioni che si vantano di essere garantiste, ma che si contraddicono l'una con l'altra: per una, il Ministro avrebbe fatto scarcerare troppe persone, per l'altra, troppo poche; per una, i detenuti sono mafiosi che non meritano pietà; per l'altra, sono persone a cui non deve essere sottratta la dignità; per una, le rivolte sono strumentali per giungere all'indulto; per l'altra, le rivolte dovrebbero spingere a una riflessione in tal senso. (Applausi) . Mi domando, allora, come si possa votare a favore di entrambe le mozioni; come una forza politica possa per metà firmare una mozione e per metà l'altra. (Applausi). Qui non siamo davanti a idee diverse, siamo davanti a una mozione che è il bianco e all'altra che è il nero. La più originale delle tre contestazioni nella mozione del centrodestra è però l'ultima, quella sull'incostituzionalità dei provvedimenti. Se non ricordo male, provvedimenti di incerta costituzionalità sono stati emanati dal precedente Governo, la cui paternità politica è sempre stata orgogliosamente rivendicata dalla forza che oggi chiede la sfiducia. (Applausi). Ricordo le norme volute per limitare la discrezionalità dei giudici, per una giurisprudenza non gradita sui permessi per motivi umanitari o sul riconoscimento della legittima difesa. Ricordo, nel secondo decreto sicurezza, le sanzioni pecuniarie per chi salva le vite in mare o il ritiro della cittadinanza come pena accessoria. Per non parlare della violazione di accordi internazionali, sui quali è dovuto addirittura intervenire il Presidente della Repubblica. A chi allude alla legge sulla sospensione della prescrizione, c'è da rispondere che non c'è traccia di incostituzionalità. Anzi, si tratta di un istituto giuridico che esiste in tutti gli altri Paesi europei, dove spesso la prescrizione si sospende già dal primo atto di indagine. Il grande e cronico problema della lunga durata dei processi va contrastato con interventi come la semplificazione delle norme processuali, dove spesso un esagerato garantismo delle forme, più che della sostanza, fornisce ai difensori una marea di eccezioni in grado di portare all'infinito la durata del processo; oppure obbligando lo Stato a rifondere le spese processuali a chi viene assolto con formula piena, magari con un diritto di regresso nei confronti di un pubblico ministero che porta avanti un'accusa palesemente infondata. Anche sulla carenza di personale e dei giudici, sullo stato vetusto e il sovraffollamento delle carceri, su cui più volte ha preso posizione anche Amnesty International, lo Stato deve mettere mano. Invece di dividersi in maniera del tutto superficiale e piena di contraddizioni in giustizialisti e garantisti, tutti dovrebbero essere per un giusto processo, con un bilanciamento equilibrato di tutti gli interessi in gioco e con una pena che svolga finalmente anche la sua funzione rieducativa. Da un'opposizione responsabile uno si immaginerebbe sollecitazioni e proposte in tal senso e non una bassa propaganda politica, di cui si farebbe volentieri a meno in un periodo di così profonda difficoltà per il Paese. Annuncio il voto contrario del Gruppo Per le Autonomie alle due mozioni di sfiducia. (Applausi). RENZI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RENZI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio dei ministri, signor Ministro della giustizia, onorevoli colleghi, credo che se votassimo oggi secondo il metodo che ella, signor Ministro della giustizia, ha utilizzato nella sua esperienza parlamentare, nei confronti dei membri dei nostri Governi, lei oggi dovrebbe andare a casa: Angelino Alfano, Federica Guidi, Maria Elena Boschi, Maurizio Lupi, Luca Lotti, Claudio De Vincenti. Ma noi non siamo come voi. Signor Ministro, mi auguro che questa vicenda che l'ha colpita - e sulla quale non ho dubbi, anche per conoscenza personale, nel dire che lei tutto è, tranne che una persona avvicinabile dalla mafia - la possa far riflettere, innanzitutto dal punto di vista personale e possa far riflettere i colleghi del MoVimento 5 Stelle. Essere additati ingiustamente, andare sui giornali, costringere le proprie famiglie a stare sui giornali e a subire l'onta di un massacro mediatico fa male. Passi la notte a pensare che è colpa tua, se le persone a te vicine, le persone che ami, stanno male. E allora io vi invito soltanto a fare una riflessione personale su questi temi, poi vengo alla politica, perché è la politica ciò che ci guida, non il populismo, non sono i sondaggi, sono i dati: i sondaggi ti dicono quanto sei simpatico, i dati ti dicono quanto sei competente. Non è il giustizialismo che ci guida, è la giustizia. Siccome partiamo dalla politica, nell'annunciare che voteremo contro le mozioni di sfiducia, riconosciamo al centrodestra e alla senatrice Bonino di aver posto dei temi veri. Occorre, anche in momenti di difficoltà, riconoscersi reciprocamente e dire che le vostre mozioni non erano strumentali e lo dico, dicendovi che non le voteremo. Non le voteremo per motivi politici, in primis per ciò che ha detto il signor Presidente del Consiglio. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha detto con chiarezza che, ove vi fosse stato un voto, di una parte della maggioranza, contrario all'operato del Ministro o favorevole alla mozione di sfiducia, egli ne avrebbe tratto le conseguenze politiche. Quando parla il Presidente del Consiglio, si rispetta istituzionalmente e si ascolta politicamente. Io credo che lei si assuma una responsabilità, signor Presidente del Consiglio, ma noi la seguiamo, perché in un Paese che conta circa 31.000 morti, che ha l'11 per cento di deficit stimato per quest'anno, che vede il debito pubblico andare verso il 160 per cento del PIL, in cui la disoccupazione è prevista, per la fine dell'anno, al 15 per cento, chi di noi si ritiene un patriota istituzionale, chi di noi crede alla ragion di Stato, rispetta ciò che dice il Presidente del Consiglio, se fa parte della maggioranza. (Applausi) . Da questo punto di vista, lo dico condividendo larga parte delle riflessioni della senatrice Bonino. Non lo dico quindi con un giudizio di merito, su cui arriverò tra un attimo, ma lo dico per un fatto politico e, mentre lo dico, riconosco al Presidente del Consiglio di avere, negli ultimi giorni, dato dei segnali importanti. Abbiamo molto apprezzato la sua posizione sull'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), abbiamo molto apprezzato la sua battaglia di legalità a fianco del ministro Bellanova e abbiamo apprezzato l'accelerazione sulle riaperture.