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Inoltre, sono stati destinati oltre 200 miliardi di euro all'esportazione all'estero per il tramite della SACE. Stiamo così proteggendo concretamente il made in Italy. Il provvedimento interviene anche sul Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese aumentando sia la dotazione finanziaria, che la dimensione delle aziende beneficiarie (fino a 499 dipendenti, compresi anche i professionisti). Il fondo era stato già potenziato nel cosiddetto decreto cura Italia con una maggiore dotazione di 1,5 miliardi di euro; ora il decreto liquidità ne completa la trasformazione in strumento a supporto della piccola e media impresa, di imprenditori, artigiani, autonomi e professionisti, nonché a salvaguardia dell' export e di tutti quei settori che costituiscono le eccellenze del made in Italy e la spina dorsale del nostro sistema produttivo. La dotazione complessiva del fondo ammonta oggi a 7 miliardi di euro. È previsto un forte snellimento delle procedure burocratiche per accedere alle garanzie concesse dal fondo. I finanziamenti, inizialmente previsti fino a 25.000 euro (ma, ancora una volta, grazie a un emendamento del MoVimento 5 Stelle approvato alla Camera, il tetto del prestito base è passato a 30.000 euro), andranno coperti al 100 per cento dalla garanzia pubblica e per accedere basterà presentare un'autocertificazione all'intermediario finanziario che attesti l'interruzione o la riduzione dell'attività produttiva a causa del Covid e il rispetto della normativa antimafia. Il cosiddetto decreto liquidità prevede tre tipi di misure e aiuti destinati anche all'agricoltura, settore di cui mi occupo. Le prime due misure sono quelle di cui ho parlato in precedenza (una gestita da SACE e l'altra rappresentata dal Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese); la terza misura, con una dotazione finanziaria esclusiva di 100 milioni di euro per il 2020, è gestita da Ismea ed è riservata esclusivamente al settore dell'agricoltura. Prevedere una misura specifica per l'agricoltura è una scelta importante perché, a livello governativo, significa puntare in modo forte su questo settore, il vero motore trainante dello Stato. L'Ismea, nello specifico, può provvedere alla concessione di fondi - nel limite massimo di 200.000 euro e per la durata massima di quindici anni di mutuo a tasso zero - a favore delle aziende agricole che intendono ristrutturare i mutui in essere, che abbiano necessità di coprire le spese di gestione e - cosa molto importante - che intendano effettuare investimenti nel settore della produzione primaria e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Per fare questo abbiamo istituito, per il solo anno 2020, un fondo rotativo con una dotazione finanziaria pari a 10 milioni di euro. Sono state inoltre previste la semplificazione delle procedure di liquidazione degli aiuti alla pesca tramite le banche (ecco che finalmente si parla di questo settore per troppi anni trascurato), nonché la conclusione entro sessanta giorni delle procedure di erogazione delle indennità per le giornate di sospensione delle attività di pesca. Si è inoltre provveduto all'inclusione della filiera agricola nazionale e del settore agroalimentare italiano nei settori strategici a livello nazionale (misura fondamentale per il rilancio dell'agricoltura in Europa e nel mondo). Ricordo altresì la proroga fino al 31 dicembre 2021 del Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura e l'inserimento delle imprese agricole, anche di nuova costituzione, tra i soggetti che possono beneficiare della copertura di spesa per la concessione di mutui agevolati fino al 90 per cento del totale. Il MoVimento 5 Stelle e questo Governo stanno lavorando incessantemente per non tradire il mandato elettorale che è stato loro consegnato dagli elettori. Questa misura è un esempio di come la strada intrapresa per uscire dalla crisi post coronavirus sia quella giusta, come dimostrato anche dal numero di domande presentate, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale . «Il Sole 24 Ore» già alla fine di aprile stimava l'invio di 100.000 domande per le sole garanzie sui prestiti fino a 25.000 euro, adesso aumentati fino a 30.000 euro. È un numero considerevole. L'Italia riparte: lo dimostrano i dati e noi siamo al fianco degli italiani. La fase 2 sarà in realtà quella della rinascita dell'economia dell'intera Nazione, una ripresa che inevitabilmente ha nel suo motore economico l'agricoltura e la pesca. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saviane. Ne ha facoltà. SAVIANE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, in questo momento, giugno 2020, diventa quasi stucchevole parlare di un decreto denominato «liquidità» alle imprese, perché - sappiamo tutti e non certo perché siamo dei veggenti - che all'alba dell'autunno prossimo il Paese cadrà in una crisi socioeconomica forse mai vista dal dopoguerra. Una crisi già in atto ora, che una parte, la maggior parte dei cittadini, distanti anni luce dai privilegi che rendono ciechi altri, vive già sulla sua pelle. Ricordo che l'Unione europea ha stimato una perdita di 1,2 milioni di posti di lavoro. Il decreto liquidità va analizzato insieme ai due fratelli, cura Italia e rilancio, decreti che hanno la caratteristica, peraltro studiata attentamente da chi li ha redatti, di essere incomprensibili ai più e recare misure interpretabili, nonché grandi promesse che non trovano concretezza sia per la distanza siderale dal cittadino sia perché - lo sappiamo tutti - le coperture finanziarie sono insufficienti. Dunque, la visione complessiva dei decreti emanati porta ad un'analisi che ha come primo punto il tempo. Da imprenditore e padre di famiglia non posso accettare che in un momento in cui l'azione dovrebbe essere messa in campo in tempo zero ci siano aziende in fase di chiusura, cittadini che non hanno visto nemmeno l'ombra della cassa integrazione, qualcuno che si è messo sotto la "pioggerellina" dei 600 euro e per fortuna o per caso li ha ricevuti, mentre la maggior parte non ha nemmeno più la speranza che dopo la pioggia esca il sole. Ricordo che la cassa integrazione è finanziata solo per nove settimane e che a breve ci saranno le scadenze fiscali: il 17 agosto scadrà il congelamento per legge dei licenziamenti. Pensano di più ai monopattini che a filiere vitali come l'acciaio e l'automobile; incombe inoltre la scadenza della moratoria degli interessi dovuti alle banche. Sembra di stare in un film, un brutto film, dove chi ne ha scritto la sceneggiatura ha avuto come ispirazione massima la paradossalità, la non logicità e il non senso. Ed è noto a tutti che dove non c'è logica, non c'è chiarezza e dunque ci potrebbe essere inganno. (Applausi) . In questi mesi di lockdown nessuno ha parlato delle famiglie e dei danni, oltre che economici, anche psicologici che hanno dovuto subire le stesse, dei bambini e dei ragazzi reclusi in casa davanti a un computer a sperimentare la didattica a distanza.