[resaula]

l'orientamento della riforma si pone in contrasto con i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico scaturenti dalla legge n. 165 del 2004, in particolare sotto il profilo del bilanciamento nell'equilibrio della rappresentanza di genere, dando inoltre luogo ad un aggravamento nei rapporti di parità di genere nell'accesso alle cariche elettive in violazione dei principi di eguaglianza formale e sostanziale sanciti dall'articolo 3 della Costituzione, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda porre in essere, nello spirito di collaborazione che caratterizza i rapporti fra Stato e Regioni, per evitare che il principio della parità di accesso alle cariche elettive, che trova ancoraggio in primis nel dettato costituzionale, possa subire arretramenti nelle singole legislazioni elettorali anche delle Regioni e Province a statuto speciale, compromettendo così l'unità giuridica nazionale. Atto n. 3-02893 FREGOLENT CANTU' LUNESU DORIA MARIN Al Ministro della salute Premesso che: recentemente si è tornati a parlare di incidenza di tumore al seno nelle donne che si sono sottoposte ad un intervento di mastoplastica additiva, dopo che lo "Scheer", il comitato scientifico che consiglia la Commissione europea in tema di rischi emergenti per la salute, nell'aprile scorso ha sostenuto l'esistenza del rischio; lo Scheer ha affermato che il legame tra protesi al seno macrotesturizzate, ossia ruvide, e linfoma anaplastico a grandi cellule (o ALCL), sia pressoché certo, invero esistono prove scientifiche epidemiologiche che evidenziano come l'incidenza di questo linfoma nelle donne sottoposte a mastoplastica addittiva sia di 67 volte superiore a quella della popolazione generale; considerato che: è la prima volta che un organismo scientifico di peso internazionale conferma l'esistenza del pericolo. I primi sospetti di una possibile associazione tra protesi ruvide e linfoma anaplastico a grandi cellule si erano avuti, però, già nel 2011, quando la Food and drug administration statunitense riportò che un numero anomalo di casi riguardava l'area intorno alla protesi mammaria in donne che avevano eseguito un intervento estetico o ricostruttivo. In seguito, nel 2016, l'Organizzazione mondiale della sanità aveva riconosciuto e definito questa particolare e rarissima forma di linfoma associata agli impianti; il Ministero della salute riportava una conclusione diversa. Invero, al 21 luglio 2021 sul sito internet del Ministero si leggeva che il rapporto dello Scheer aveva stabilito "l'assenza di evidenze scientifiche riguardo la possibile correlazione tra l'insorgenza di questa patologia e la protesi mammaria". Un'interpretazione che ha spinto il comitato scientifico della Commissione europea a inviare una nota di reclamo ufficiale al Ministero della salute italiano, invitandolo a una rettifica tempestiva perché l'errata interpretazione delle conclusioni del rapporto "può causare danni alla salute dei cittadini europei". Sul sito la frase relativa al rapporto è stata, poi, correttamente, modificata: al posto di "assenza di evidenze scientifiche" ora si legge "assenza di elevati livelli di evidenza scientifica"; un gruppo di ricerca dell'università "Sapienza" di Roma sta parallelamente conducendo in questo ambito uno studio indipendente presso l'Istituto superiore di sanità, finanziato da diverse aziende produttrici di protesi concorrenti tra di loro, con risultati sovrapponibili che saranno a breve pubblicati; a Roma l'8 e il 9 ottobre si è tenuta la terza edizione della World consensus conference on BIA-ALCL, organizzata con il patrocinio di uno degli autori del nuovo studio dell'MD Anderson cancer center, ove il mondo scientifico ha dibattuto molto sul tema, evidenziandone le reali problematicità, si chiede di sapere, alla luce delle osservazioni esposte in premessa, se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso e urgente procedere ad un'indagine conoscitiva in ordine all'utilizzo delle protesi macrotesturizzate negli ospedali italiani e predisporre, se del caso, il divieto al loro utilizzo, al fine della massima prudenza, considerato quanto riportato negli ultimi studi effettuati rispetto al legame tra questa tipologia di protesi e tumore al seno. Atto n. 3-02894 PARRINI MALPEZZI BITI CIRINNA' ROSSOMANDO BOLDRINI COMINCINI D'ALFONSO FEDELI FERRAZZI GIACOBBE LAUS MANCA PITTELLA ROJC STEFANO TARICCO VATTUONE VERDUCCI Al Ministro dell'interno Premesso che: come riportato da diversi organi di stampa, nella cittadina di Camaiore (Lucca) la pizzeria "Il Mulino" avrebbe le pareti del locale tappezzate di cimeli che celebrano il ventennio fascista; tra questi, in particolare, spiccherebbero fotografie di Benito Mussolini, elmetti della X Mas, manifesti e finanche manganelli delle camicie nere. Inoltre, sempre nella pizzeria, si troverebbero ovunque uniformi con lustrini e spillette naziste, croce di ferro e aquila del Terzo Reich, oltre ad un repertorio di targhe con massime fasciste; a quanto detto si aggiunga, inoltre, che, sempre secondo quanto riportato da organi di stampa, nel locale sarebbero frequenti insulti contro le donne, insulti omofobi e offese ai migranti; si evidenzia, inoltre, come a nemmeno 10 chilometri di distanza dalla pizzeria si trovi Sant'Anna di Stazzema, teatro del terribile eccidio nazista del luglio 1944; rilevato che: come noto, il 9 ottobre 2021, in occasione di una manifestazione contro l'obbligo del green pass per i lavoratori, nel centro di Roma, per l'intero pomeriggio e fino a tarda sera, soggetti appartenenti a "Forza Nuova" e ad altre organizzazioni di estrema destra hanno tentato di assaltare le istituzioni, dando luogo a duri scontri con la polizia, a numerosi episodi di violenza e di vandalismo culminati nel grave danneggiamento della sede della CGIL, dove alcuni manifestanti hanno fatto irruzione al piano terra devastando diverse stanze; i predetti fatti sono solo gli ultimi di decine di inquietanti episodi di violenza, verificatisi e intensificatisi negli ultimi anni, riconducibili a partiti e movimenti di estrema destra che si organizzano allo scopo di alimentare la tensione sociale e compiere atti di violenza e vandalismo; a seguito dei fatti esposti in data 20 ottobre, il Senato della Repubblica ha approvato un ordine del giorno, a firma dei Gruppi parlamentari Partito democratico, Movimento 5 stelle, Italia Viva, Misto e Autonomie che impegna il Governo a valutare le modalità per dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista e alla conseguente normativa vigente; considerato, infine, che: la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del Partito nazionale fascista; l'intero impianto normativo della nostra Repubblica persegue e condanna, inoltre, rievocazioni e celebrazioni di stampo fascista, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative intenda intraprendere al fine di porre fine a qualunque attività posta in essere in aperta violazione del dettato costituzionale. Atto n. 3-02895 GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: