[pronunce]

Infatti l'art. 12, comma 1, del codice della strada, modificato dalle norme impugnate – che indica in via generale i corpi abilitati ad espletare il servizio di polizia stradale su tutte le strade italiane – include nel catalogo, con la lettera f-bis), il Corpo di polizia penitenziaria e il Corpo forestale dello Stato, ma con la lettera d-bis) (non impugnata) anche «i corpi e i servizi di polizia provinciale nell'ambito del territorio di competenza». E nulla in esso induce a ravvisare deroghe all'art. 8, n. 21, dello statuto, che attribuisce la disciplina del «Corpo forestale» alla potestà legislativa provinciale. Altrettanto si deve dire per il comma 3-bis dell'art. 12. Esso prevede che il personale abilitato a svolgere scorte tecniche ai veicoli eccezionali può espletare, su tutto il territorio nazionale, i servizi di scorta per la sicurezza della circolazione e i conseguenti servizi diretti a regolare il traffico. Ma nel contempo impone a tale personale di osservare le prescrizioni degli organi di polizia di cui al comma 1, e quindi anche quelle della polizia locale, cui non vieta perciò di intervenire sui servizi di scorta, nell'ambito di sua competenza. 5.3. – La ricorrente ritiene poi leso l'art. 16 dello statuto, che attribuisce alle Province autonome le funzioni amministrative nelle materie in cui hanno potestà legislativa. La censura è infondata, per le ragioni già illustrate al n. 5.1. Le norme impugnate – non incidendo sulle competenze legislative provinciali – non sottraggono funzioni amministrative ad organi provinciali, in particolare alla polizia locale urbana. 5.4. – La ricorrente inoltre ritiene le norme impugnate in contrasto con l'art. 19, secondo comma, del d.P.R. 22 marzo 1974, n. 381 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di urbanistica ed opere pubbliche), che delega alle Province autonome, per i rispettivi territori, le funzioni «in materia di viabilità stradale» dello Stato quale ente proprietario e dell'Ente nazionale per le strade, comprese quelle di cui all'art. 2 del decreto legislativo 26 febbraio 1994, n. 143 (Istituzione dell'Ente nazionale per le strade), escluse le autostrade. La censura – peraltro del tutto generica – è infondata, in quanto le norme impugnate, attesa la nozione di viabilità sopra specificata, sono del tutto estranee ai poteri in tale materia spettanti allo Stato come ente proprietario delle strade statali, cui si riferisce la delega invocata dalla Provincia. 5.5. – La ricorrente invoca poi l'art. 4 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento), secondo cui nelle materie di competenza propria delle Province autonome (e, quindi, in tema di viabilità e di comunicazioni e trasporti di interesse provinciale) i compiti di «vigilanza, di polizia amministrativa e di accertamento di violazioni amministrative» sono affidati esclusivamente ad organi amministrativi provinciali. La censura è infondata, essendosi già chiarito come le materie di competenza propria invocate dalla Provincia (viabilità e lavori pubblici; comunicazioni e trasporti) non riguardino direttamente la circolazione stradale. 5.6. – Infine la ricorrente deduce la violazione dell'art. 107 dello statuto, che prevede un particolare procedimento per l'emanazione, e quindi anche per la modifica, delle norme di attuazione dello statuto stesso. La censura è infondata, non venendo in rilievo alcuna modifica unilaterale delle norme di attuazione dello statuto in tema di competenze provinciali. 6. – La seconda censura riguarda l'art. 1, comma 2-ter, del decreto-legge n. 151 del 2003, il quale ha introdotto il comma 2-bis nell'art. 37 del decreto legislativo n. 285 del 1992. Tale comma stabilisce che i Comuni e gli altri enti indicati dal comma 1 «possono utilizzare, nei segnali di localizzazione territoriale del confine del comune, lingue regionali o idiomi locali presenti nella zona di riferimento, in aggiunta alla denominazione nella lingua italiana». La ricorrente ritiene violati l'art. 8 dello statuto, che attribuisce alla competenza legislativa primaria delle Province autonome (al n. 17) la materia della «viabilità… di interesse provinciale» e (al n. 2) la materia della «toponomastica, fermo restando l'obbligo della bilinguità nel territorio della Provincia di Bolzano»; gli artt. 99, 100, 101 e 102 del medesimo statuto, che prevedono specifici vincoli a tutela della lingua tedesca e del ladino; e l'art. 16, che attribuisce alla Provincia le funzioni amministrative nelle indicate materie. La censura è infondata. La norma impugnata pone, in tema di circolazione stradale, norme generali, da interpretare, in difetto di contrarie indicazioni del legislatore, secondo il canone per cui la legge generale posteriore non deroga a quella speciale previgente. Perciò in nessun modo la norma ha inciso sui parametri evocati dalla Provincia, in particolare su quelli concernenti la potestà legislativa ad essa spettante in materia di toponomastica. Ne consegue l'infondatezza della censura relativa alla lesione delle funzioni amministrative. 7. – La terza censura riguarda l'art. 2, comma 05, lettera b), del decreto-legge n. 151 del 2003, che ha introdotto il comma 1-bis nell'art. 95 del decreto legislativo n. 285 del 1992, secondo cui «il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce il procedimento per il rilascio, attraverso il proprio sistema informatico, del duplicato delle carte di circolazione, con l'obiettivo della massima semplificazione amministrativa, anche con il coinvolgimento dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264». 7.1. – La ricorrente ritiene anzitutto violato l'art. 8 dello statuto, che (ai già citati numeri 17 e 18) attribuisce competenza legislativa alle Province autonome in materia di «viabilità … di interesse provinciale» e di «comunicazioni e trasporti di interesse provinciale». La censura è infondata. La carta di circolazione, e di riflesso il suo duplicato, tendono a verificare l'idoneità del veicolo alla circolazione stradale, che non ha attinenza né con la viabilità, né con le comunicazioni e i trasporti, intesi nei sensi prima indicati. Quindi la norma non invade le indicate competenze legislative provinciali. 7.2. – La ricorrente evoca poi l'art. 16 dello statuto, che attribuisce alle Province autonome le funzioni amministrative nelle materie in questione. Quanto detto a proposito della censura precedente comporta l'infondatezza di quella in esame: la norma impugnata, in quanto estranea alle materie di competenza legislativa provinciale, non può violare le regole relative alle funzioni amministrative in tali materie. 7.3.