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IL MINISTRO DELLA SANITÀ Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 618, che disciplina l'assistenza sanitaria ai cittadini italiani all'estero; Visto in particolare l'art. 13 del suddetto decreto del Presidente della Repubblica n. 618/80 il quale prevede che "Ai medici italiani che verranno assunti da imprese italiane o straniere aventi sede o rappresentanza legale in Italia per prestare assistenza sanitaria generica o specialistica a lavoratori italiani all'estero, è riconosciuto il servizio prestato ai fini dell'accesso alle convenzioni con le unità sanitarie locali per l'assistenza sanitaria generica, specialistica e pediatrica, a parità di servizi analoghi svolti in Italia, secondo criteri e modalità che verranno stabiliti con decreto del Ministro della sanità"; Ritenuto di dare attuazione alla disposizione sopraindicata; Visto l'art. 48 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, concernente il personale a rapporto convenzionale con le unità sanitarie locali; Ritenuto che l'attività di assistenza sanitaria generica e specialistica prestata dai medici italiani assunti da imprese italiane o straniere aventi sede o rappresentanza legale in Italia a favore dei lavoratori italiani all'estero dipendenti dalle imprese suddette può essere ricondotta a quella svolta in Italia dai medici di medicina generale, dai medici pediatri o dai medici specialisti ambulatoriali in regime convenzionale con le unità sanitarie locali; Ritenuto, pertanto, di equiparare, ai fini dell'accesso alle convenzioni stipulate in attuazione dell'art. 48 della legge n. 833 predetta, l'attività prestata dai predetti medici ai lavoratori italiani all'estero secondo le indicazioni di cui sopra; Visto il decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, nella legge 3 ottobre 1987, n. 398, recante norme in materia di tutela dei lavoratori italiani operanti nei Paesi extracomunitari; Decreta: Art. 1 Ai fini dell'accesso alle convenzioni con le unità sanitarie locali per l'assistenza generica, specialistica e pediatrica, il servizio prestato a partire dal 22 ottobre 1987 dai medici italiani assunti da imprese italiane o straniere aventi sede o rappresentanza legale in Italia a favore dei lavoratori italiani all'estero dipendenti dalle imprese suddette è riconosciuto, in relazione al tipo di attività svolta, secondo i seguenti criteri di equiparazione: 1) l'attività di assistenza sanitaria generica è equipollente a quella di medico di medicina generale convenzionato ai sensi dell'art. 48 della legge n. 833/1978; 2) l'attività di assistenza specialistica in pediatria è equipollente a quella di medico specialista in pediatria convenzionato ai sensi dell'art. 48 della legge n. 833/1978; 3) l'attività di assistenza specialistica in branche diverse dalla pediatria è equipollente a quella di medico specialista ambulatoriale nella specialità in cui l'attività stessa è svolta per un numero di ore corrispondente a quello massimo previsto dagli accordi collettivi. Nel caso in cui siano stati svolti nello stesso periodo più servizi riconducibili alle attività sopraindicate, il servizio stesso è riconosciuto come prestato in medicina generale. NOTE AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota alle premesse: La legge n. 833/1978 reca: "Istituzione del Servizio sanitario nazionale". Si trascrive il testo del relativo art. 48: "Art. 48 (Personale a rapporto convenzionale). - L'uniformità del trattamento economico e normativo del personale sanitario a rapporto convenzionale è garantita sull'intero territorio nazionale da convenzioni, aventi durata triennale, del tutto conformi agli accordi collettivi nazionali stipulati tra il Governo, le regioni e l'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative in campo nazionale di ciascuna categoria. La delegazione del Governo, delle regioni e dell'ANCI per la stipula degli accordi anzidetti è costituita rispettivamente: dai Ministri della sanità, del lavoro e della previdenza sociale e del tesoro; da cinque rappresentanti designati dalle regioni attraverso la commissione interregionale di cui all'art. 13 della legge 16 maggio 1970, n. 281; da sei rappresentanti designati dall'ANCI. L'accordo nazionale di cui al comma precedente è reso esecutivo con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri. I competenti organi locali adottano entro trenta giorni dalla pubblicazione del suddetto decreto i necessari e dovuti atti deliberativi. Gli accordi collettivi nazionali di cui al primo comma devono prevedere: 1) il rapporto ottimale medico-assistibili per la medicina generale e quella pediatrica di libera scelta, al fine di determinare il numero dei medici generici e dei pediatri che hanno diritto di essere convenzionati in ogni unità sanitaria locale, fatto salvo il diritto di libera scelta del medico per ogni cittadino; 2) l'istituzione e i criteri di formazione di elenchi unici per i medici generici, per i pediatri, per gli specialisti convenzionati esterni e per gli specialisti e generici ambulatoriali; 3) l'accesso alla convenzione, che è consentito ai medici con rapporto di impiego continuativo a tempo definito; 4) la disciplina delle incompatibilità e delle limitazioni del rapporto convenzionale rispetto ad altre attività mediche, al fine di favorire la migliore distribuzione del lavoro medico e la qualificazione delle prestazioni; 5) il numero massimo degli assistiti per ciascun medico generico e pediatra di libera scelta a ciclo di fiducia ed il massimo delle ore per i medici ambulatoriali specialisti e generici, da determinare in rapporto ad altri impegni di lavoro compatibili; la regolamentazione degli obblighi che derivano al medico in dipendenza del numero degli assistiti o delle ore; il divieto di esercizio della libera professione nei confronti dei propri convenzionati; le attività libero-professionali incompatibili con gli impegni assunti nella convenzione. Eventuali deroghe in aumento al numero massimo degli assistiti e delle ore di servizio ambulatoriale potranno essere autorizzate in relazione a particolari situazioni locali e per un tempo determinato dalle regioni, previa domanda motivata alla unità sanitaria locale; 6) l'incompatibilità con qualsiasi forma di cointeressenza diretta o indiretta e con qualsiasi rapporto di interesse con case di cura private e industrie farmaceutiche. Per quanto invece attiene al rapporto di lavoro di applicano le norme previste dal precedente punto 4); 7) la differenziazione del trattamento economico a seconda della quantità e qualità del lavoro prestato in relazione alle funzioni esercitate nei settori della prevenzione, cura e riabilitazione. Saranno fissate a tal fine tariffe socio-sanitarie costituite, per i medici generici e per i pediatri di libera scelta, da un compenso globale annuo per assistito;