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PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi: finalmente. Finalmente si discute in Aula di un provvedimento che è voluto dalla stragrande maggioranza dei cittadini; finalmente si discute di un provvedimento che, a differenza di quanto sostenuto poc'anzi, non tende a trasformare tutti in sceriffi che da domani acquisteranno armi per la difesa personale o per chissà quale tipo di aggressione. Ma si tratta esclusivamente di un provvedimento che, finalmente, porrà fine a certe storture del nostro ordinamento. Quanto contenuto nella norma è stato spiegato bene da chi mi ha preceduto, dai colleghi della Lega, da alcuni colleghi di Fratelli d'Italia e di Forza Italia, quindi io voglio utilizzare il mio tempo per spiegare perché sostengo che questo provvedimento è voluto dalla maggior parte di coloro che vivono in questa nostra stupenda Nazione. Chi riesce a difendersi da un'aggressione, chi riesce da solo ad evitare che la propria famiglia, la propria casa, subiscano conseguenze tragiche da chi, con intento malavitoso, di notte, mentre si è in intimità con la propria moglie, mentre si sta riposando, mentre si sta cercando di godere della presenza dei propri figli, viene minacciato da queste intrusioni, non è una persona che è nelle condizioni di poter riflettere, valutare e capire che tipo di violenza potrebbe subire. Si tratta di una persona che d'istinto si trova a reagire a quella che di certo è un'aggressione ingiusta e che sarà sempre un'aggressione ingiusta. È per questo che nello scenario collettivo questi soggetti si trasformano in eroi del nostro tempo; si trasformano in eroe della porta accanto che, aggredito ingiustamente, riesce da solo a difendere l'incolumità propria e della propria famiglia. Se c'è un sogno che non abbandona nessuno di noi nella crescita è quello di essere nelle condizioni di fare questo nel caso ce ne fosse bisogno. È questo quello che cerchiamo di introdurre noi nel nostro ordinamento giuridico: il principio per cui, se qualcuno viene aggredito a casa propria o nel proprio luogo di lavoro, la sua difesa è sempre legittima. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . I nostri cittadini si indignano quando sentono che, a seguito delle aggressioni avvenute a Modena, a Venezia, a Milano e in tantissime altre parti d'Italia, è il cittadino aggredito quello che viene condannato, condannato al risarcimento dei danni, condannato in sede penale, condannato in sede civile perché magari il proprio cane ha fatto solo ed esclusivamente quello che l'istinto gli ha detto: difendere la sua famiglia. Nonostante quella che, al buon senso dei più, sembrerebbe una evidenza scontata, oggi chi si trova in questa situazione spesso si vede costretto a soccombere. Quindi, dopo l'aggressione subita dal delinquente, dal malavitoso che si è introdotto illegittimamente nella propria abitazione, questa persona subisce anche l'aggressione dello Stato. Noi vogliamo che tutto questo finisca; noi vogliamo che chi si trova nelle condizioni di dover tutelare se stesso non si debba trovare, poi, anche nelle condizioni di doversi tutelare per le vie legali. Spesso, quando si cerca di rafforzare una posizione, si fa riferimento alla nostra Costituzione. Personalmente, ritengo che sia superata, frutto di un tempo che non è più e che debba essere adeguata alle nostre peculiarità attuali, però sono anche convinto che contenga i princìpi fondamentali del nostro ordinamento, i princìpi fondanti della nostra azione legislativa. Ricordo quindi che la nostra Costituzione pone il lavoro all'articolo 1, affermando che la nostra è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, ed evidenzia che la famiglia è l'aggregato fondante di tutta la nostra collettività. È per questo che la Lega ritiene che chi difende la propria famiglia, chi difende il proprio luogo di lavoro debba essere tutelato anche con una copertura che viene dalla stessa Costituzione ed è per questo che ritengo che chi si difende debba essere messo nelle condizioni di poter sostenere sempre che ha agito legittimamente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, indubbiamente questo tema risente - è innegabile - di una forte emotività nella pubblica opinione. Non c'è dubbio che il numero di casi concreti in cui emerge il tema della legittima difesa non sia elevatissimo. Tuttavia, ci sono casi eclatanti in cui vicende giudiziarie hanno investito cittadini che hanno soltanto, appunto, esercitato un diritto alla difesa, a volte per conto terzi: ho conosciuto tante di queste persone e ricordo il caso di Graziano Stacchio, il gestore della pompa di benzina, in Veneto, nel cui caso la rapina riguardava un negozio limitrofo e lui è intervenuto per stroncare un atto criminale e anche pericoli gravi. Vicende giudiziarie che si trascinano nel tempo e l'attenzione mediatica hanno fatto sì che l'esigenza della legittima difesa e della tutela giuridica sia considerata da tanti un tema urgente da affrontare. In questo senso, Forza Italia, sul finire della scorsa legislatura, aveva attivato un processo di riforma in materia, ben consapevoli che la legislazione del 2006, vigente, fu approvata e voluta dal centro-destra. Perché abbiamo avvertito, dopo anni, l'esigenza di una modifica? Perché le vicende giudiziarie, i casi concreti e i patimenti ulteriori di cittadini che hanno difeso se stessi, la propria famiglia, la propria abitazione, il proprio negozio o il vicino aggredito ci hanno convinto che l'interpretazione che si dava in sede giudiziaria rendesse non sufficiente la norma vigente. Abbiamo quindi ritenuto, con queste proposte, di eliminare ambiguità, incertezze e penalizzazioni a danno di chi si è difeso. Non si è fatto in tempo, in quanto non c'erano i numeri e le condizioni politiche, nel finale della scorsa legislatura, per approvare la proposta di legge. All'inizio di questa legislatura, il nostro Gruppo qui in Senato, attraverso la presidente Bernini, il senatore Caliendo, il sottoscritto e il senatore Mallegni, e, alla Camera, con la capogruppo, onorevole Gelmini, ha riattivato un processo legislativo che oggi sembra arrivare, almeno qui al Senato, a compimento. Noi, però, conserviamo dei dubbi sull'attività in corso. Siamo favorevoli - e questo lo voglio dire con chiarezza - al rafforzamento delle norme, norme che abbiamo fatte noi e che hanno bisogno di un aggiornamento. Il diritto è materia viva, le interpretazioni e le decisioni dei giudici determinano una valutazione e noi ci siamo convinti della necessità di definire meglio la legittima difesa. Il testo, come già hanno detto altri colleghi, a partire dal senatore Caliendo, rivela alcune debolezze. Dico ai colleghi favorevoli, come noi, a questa normativa, che noi riteniamo si debba affermare in maniera chiara e inequivocabile il diritto alla legittima difesa. È un diritto fondamentale dei cittadini. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az) . Noi non sogniamo cittadini pistoleri che dietro le finestre sparano al primo che passa per caso.