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La relazione che accompagna il provvedimento sottolinea altresì che il nuovo Regolamento intende fornire un quadro utile a favorire la messa in atto delle politiche di azione esterna, ma anche l'attuazione degli obblighi internazionali, fra cui l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, l'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, il Programma d'azione di Addis Abeba per i finanziamenti allo sviluppo, il quadro di Sendai per la riduzione del rischio catastrofi e la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 2282(2016) sul mantenimento della pace e sull'inaccettabilità delle violazioni del diritto umanitario internazionale. In particolare, tra i considerando del testo, compare il riferimento alla possibilità che il Regolamento contribuisca all'obiettivo collettivo dell'Unione di stanziare lo 0,7 per cento del reddito nazionale lordo come aiuto pubblico allo sviluppo entro i termini indicati dall'Agenda 2030. Nell'attuazione del Regolamento, si dovrebbe altresì puntare a garantire la coerenza con altri settori dell'azione esterna e con le altre politiche dell'Unione interessate, a partire dalle politiche di sviluppo. Nella relazione introduttiva al provvedimento si sottolinea altresì l'intenzione di realizzare una sinergia con le azioni previste da altri programmi dell'Unione europea, in modo da massimizzare l'impatto degli interventi combinati. In particolare si precisa che le azioni finanziate nell'ambito della proposta in esame dovrebbero essere coerenti - tra le altre - con quelle condotte nel contesto dello strumento di assistenza preadesione (IPA III) - il cui esame è stato avviato di recente in Commissione esteri -, della Decisione sui Paesi e Territori d'oltremare, della politica estera e di sicurezza comune e dello strumento europeo per la pace. Composto di 40 articoli e di VII Allegati, il Regolamento in argomento precisa anzitutto, sin dai "considerando", la necessità che i finanziamenti siano erogati mediante azioni concentrate su specifiche priorità strategiche di tipo geografico e tematico. Nel titolo I, dedicato alle disposizioni generali, oltre all'oggetto (articolo 1) e al quadro delle definizioni utilizzate (articolo 2), vengono individuati gli obiettivi (articolo 3) del Regolamento, fra cui quelli di affermare e promuovere i valori e gli interessi dell'Unione in tutto il mondo e di perseguire gli obiettivi e i principi dell'azione esterna dell'Unione. Obiettivi specifici sono poi individuati nel sostegno e nella promozione del dialogo e della cooperazione con le regioni e i Paesi terzi del vicinato, dell'Africa sub-sahariana, dell'Asia e del Pacifico, delle Americhe e dei Caraibi, nonché nel consolidamento e nella promozione della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti umani, e nel rispondere rapidamente a situazioni di crisi, di instabilità e di conflitto. Nel definire l'ambito di applicazione e la struttura dello strumento, l'articolo 4 specifica che i finanziamenti sono erogati attraverso programmi geografici (relativi alle aree del Vicinato, dell'Africa sub-sahariana, dell'Asia e Pacifico e delle Americhe e Caraibi), tematici (diritti umani e democrazia, organizzazioni della società civile, stabilità e pace e sfide mondiali) e azioni di risposta rapida (per situazioni di crisi e conflitti, per rafforzare la resilienza degli Stati e delle comunità e per rispondere alle necessità e priorità della politica estera). Il Regolamento stabilisce altresì (articolo 5) la necessità che nell'attuazione siano garantite la coerenza, le sinergie e la complementarietà con altri settori dell'azione esterna dell'Unione e individua (articolo 6) la dotazione finanziaria complessiva a disposizione per il periodo 2021-2027, pari a 89,2 miliardi di euro, di cui 68 miliardi per programmi geografici, 7 miliardi per quelli tematici e 4 miliardi per le azioni di risposta rapida. La proposta definisce poi il quadro strategico di riferimento per la sua attuazione (articolo 7) e i principi generali che informano l'azione dell'Unione in questo settore (articolo 8). Il Titolo II del Regolamento è dedicato alle modalità di attuazione e definisce innanzitutto gli ambiti della programmazione (Capo I, articoli 10-15), stabilendo la necessità di adozione di una strategia di programmazione generale della cooperazione e degli interventi (articolo 10), fissando i principi di programmazione per i programmi geografici (articolo 11), identificando i documenti di programmazione per tipologia di intervento (articoli 12 e 13) e le relative modalità di adozione (articolo 14). Il Capo II (articoli 16-18) detta disposizioni specifiche per il Vicinato, individuando i documenti di programmazione e i criteri di assegnazione (articolo 16), stabilendo un approccio basato sulle prestazioni (articolo 17) e definendo i programmi di cooperazione transfrontaliera (articolo 18). Il Capo III (artt. 19-25) individua i profili dei piani d'azione, delle misure annuali o pluriennali (articolo 25), e delle misure di sostegno (articolo 20) che la Commissione può adottare per l'attuazione del Regolamento, nonché le modalità per la loro adozione (articolo 21). Il testo definisce altresì le modalità di cooperazione per l'effettuazione dei finanziamenti (articolo 22) e le forme che essi possono assumere (articolo 23), dalle sovvenzioni agli appalti pubblici di servizi, dal sostegno al bilancio agli strumenti finanziari sino all'assistenza finanziaria. I successivi articoli individuano le persone e gli enti ammissibili alla partecipazione alle gare di appalto e alle procedure di concessione di sovvenzioni e premi (articolo 24) e dispongono le misure per il riporto, le frazioni annue degli impegni di bilancio (articolo 25). Il Capo IV (articoli 26-30) è dedicato al Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus (EFSD+), alle garanzie di bilancio e all'assistenza finanziaria ai Paesi terzi. In particolare l'articolo 26 ne definisce la portata complessiva e la disponibilità finanziaria per il periodo 2021-2027 (pari ad un importo massimo di 60 miliardi di euro), mentre i successivi articoli disciplinano - fra le altre - le modalità di ammissibilità e la selezione delle operazioni e delle controparti (articolo 27), il contributo di altri donatori alla garanzia per le azioni esterne (articolo 28) e le modalità di attuazione degli accordi di garanzie per le azioni esterne (articolo 29). Il Capo V (articoli 31-32) disciplina le attività di monitoraggio, rendicontazione (articolo 31) e valutazione del Regolamento (articolo 32), prevedendo la presentazione da parte della Commissione europea a partire dal 2022 la presentazione di una apposita relazione annuale sul conseguimento degli obiettivi del provvedimento, nonché relazioni finali di valutazione. Le disposizioni finali (Titolo III, articoli 33-40), contemplano - fra l'altro - la possibilità, in casi debitamente giustificati e per azioni di natura mondiale, regionale o transregionale, di estendere la portata delle azioni anche a Paesi e Territori non già contemplati dal testo (articolo 33).