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5 I comuni, nel rispetto della loro autonomia, sono tenuti ad adottare le necessarie azioni di coinvolgimento delle famiglie affinché l'ampliamento dell'offerta formativa sia compiutamente valorizzato. 3 (Formazione primaria da zero a sei anni) 1 In ciascun comune è garantito ai bambini di età compresa tra zero e sei anni l'effettivo diritto allo studio e l'accesso alla scuola, riconoscendo la formazione primaria come parte integrante del processo formativo di crescita ed escludendola dai servizi pubblici a domanda individuale. Per le finalità di cui al presente comma, sono favorite forme di consorzio intercomunale per i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti, in un raggio non superiore a dieci kilometri. 2 La spesa per la gestione della formazione primaria di cui al comma 1 è ripartita tra il Ministero dell'istruzione e del merito e i comuni. Dalla spesa per la gestione devono essere escluse le spese per il terreno e l'edificio e i relativi mutui. I contributi dovuti da famiglie non in grado di pagare in parte o totalmente la retta per eventuali servizi non gratuiti, forniti nell'ambito della formazione primaria, sono coperti da risorse rivenienti da un apposito fondo sociale, erogato ai comuni dalle regioni a valere sulle risorse vincolate per tale finalità. 4 (Istituzione delle zone di educazione prioritaria e solidale) 1 Al fine di contrastare la povertà educativa e l'abbandono scolastico e di garantire l'effettivo diritto allo studio, nelle aree del Paese o delle singole città o all'interno di singole istituzioni scolastiche che presentano maggiori percentuali di abbandono scolastico o maggiori difficoltà di natura sociale o geografica o, in generale, minore disponibilità di servizi o minore facilità di accesso ad essi, sono istituite le zone di educazione prioritaria e solidale (ZEP). Le ZEP sono individuate e istituite prioritariamente nelle aree montane e interne, nelle aree periferiche delle città e comunque nei territori che presentano le caratteristiche di cui al primo periodo, tenendo conto dell'indice di abbandono scolastico e dell'indice di disagio sociale (IDS), aggiornati rispettivamente a cura del Ministero dell'istruzione e del merito e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 2 È demandata alle regioni, d'intesa con le province, le conferenze dei sindaci e gli uffici scolastici regionali, previo accordo con le organizzazioni sindacali, la definizione delle ZEP. 5 (Organizzazione delle ZEP) 1 Le ZEP determinano l'assegnazione ai singoli istituti scolastici di una percentuale aggiuntiva non inferiore al 40 per cento dell'organico del personale docente e ATA esistente, a cui viene garantita una specifica attività di formazione, e stabiliscono la presenza, nelle forme contrattuali o di convenzione previste dalla legislazione vigente, di almeno una figura professionale ogni cento alunni per il sostegno pedagogico e psicologico. Le ZEP determinano, altresì, il potenziamento del 50 per cento del fondo d'istituto. Negli istituti di ogni ordine e grado delle ZEP non possono essere costituite classi con più di quindici alunni. 2 In ciascuna ZEP è istituito un comitato di progetto, costituito da una rete delle scuole della ZEP medesima, dai rispettivi dirigenti scolastici, da almeno tre docenti per scuola eletti nei rispettivi collegi dei docenti, dai rappresentanti delle rappresentanze sindacali unitarie di ciascuna scuola, dai rappresentanti nei rispettivi consigli d'istituto dei genitori e, per gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, dai rappresentati degli studenti. Alle riunioni del comitato di progetto sono invitati: il prefetto o un suo delegato, i sindaci o i loro delegati dei comuni o delle aree metropolitane, il presidente della provincia o un suo delegato, la rappresentanza della consulta provinciale degli studenti, le rappresentanze sindacali territoriali del mondo scolastico e confederali e delle associazioni di categoria, il direttore dell'area vasta sanitaria di pertinenza e associazioni culturali o formative ritenute utili alla progettazione partecipata. 3 Il comitato di progetto di cui al comma 2 ha il compito di elaborare un progetto, previa approvazione dei rispettivi collegi dei docenti e dei consigli d'istituto, e monitorarne lo stato di attuazione. Il progetto ha durata biennale e deve essere riformulato alla fine di tale periodo, previa verifica delle condizioni di permanenza del territorio nella ZEP. 6 (Misure a sostegno dei comuni) 1 È istituito nello stato di previsione del Ministero della cultura, per i comuni interessati dalle ZEP e sulla base di progetti da essi presentati d'intesa con le scuole delle ZEP medesime, un Fondo per il sostegno delle attività culturali e di spettacolo, nonché per il sostegno a strutture culturali presenti nel territorio comunale. 2 Il Fondo di cui al comma 1 è destinato ai comuni per promuovere attività artistiche, culturali e aggregative al fine di contrastare la povertà educativa. 3 È altresì istituito nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione e del merito, per i comuni e le province interessati dalle ZEP, un fondo aggiuntivo triennale per l'edilizia scolastica, alimentato con risorse non inferiori al 30 per cento rispetto a quelle disponibili nell'anno precedente alla data di entrata in vigore della presente legge. 4 Con decreto del Ministro dell'istruzione e del merito, di concerto con il Ministro della cultura, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di predisposizione dei fondi di cui ai commi 1 e 3 che devono essere impiegati, di concerto con le istituzioni scolastiche interessate, esclusivamente per interventi di stretto interesse delle scuole delle ZEP. 7 (Obbligo scolastico) 1 In conformità ai princìpi di cui agli articoli 3 e 34 della Costituzione e in considerazione del valore strategico per lo sviluppo economico e sociale del Paese dell'elevamento dei livelli di istruzione e della riduzione del tasso di abbandono scolastico, a partire dall'anno scolastico 2024/2025 ed entro l'anno scolastico 2026/2027, l'obbligo scolastico è progressivamente elevato fino all'età di diciotto anni. Conseguentemente l'età per l'accesso al lavoro, con qualsiasi forma di contratto individuale, è progressivamente elevata da sedici anni a diciotto anni. 2 Entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'istruzione e del merito di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca e con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, si provvede all'adozione di uno o più regolamenti relativi alla ridefinizione dei curricoli dei piani di studio e dei relativi quadri orari vigenti nel secondo ciclo di istruzione e formazione, sulla base dei seguenti princìpi: a la realizzazione degli interventi relativi all'obbligo scolastico, come ridefinito ai sensi del comma 1 del presente articolo, rientra nelle competenze dello Stato ai sensi degli articoli 33, secondo comma, e 117, secondo comma, lettera n) , della Costituzione;