[massime]

SENT. 233/06 C. IMPIEGO PUBBLICO - REGIONE CALABRIA - NORME IN MATERIA DI NOMINE E DI PERSONALE - PREVISIONE DELLA "DECADENZA AUTOMATICA" DELLE NOMINE REGIONALI E DEGLI INCARICHI DIRIGENZIALI AL MOMENTO DELLA DATA DI INSEDIAMENTO DEI NUOVI ORGANI RAPPRESENTATIVI DELLA REGIONE - APPLICAZIONE DELLA "DECADENZA AUTOMATICA" ALLE NOMINE RIGUARDANTI I RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE IN SENO ALLO STATO ED AGLI ENTI PUBBLICI NAZIONALI I CUI ENTI NON APPARTENGONO ALLA STRUTTURA AMMINISTRATIVA DELLA REGIONE - APPLICAZIONE DELLA "DECADENZA AUTOMATICA" ALLE NOMINE CONFERITE DAL PRESIDENTE E DALL'UFFICIO DI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO NONCHÉ DAI DIRIGENTI DEI DIPARTIMENTI CONSILIARI - ESTENSIONE DELLA DECADENZA AUTOMATICA ALLE NOMINE CONFERITE DURANTE LA PRECEDENTE LEGISLATURA A DECORRERE DAI NOVE MESI PRECEDENTI IL 3 APRILE 2005 - RICORSO DELLO STATO - ASSERITA VIOLAZIONE DEI PRINCIPI DI BUON ANDAMENTO ED IMPARZIALITÀ DELL'AMMINISTRAZIONE - CENSURA FORMULATA IN TERMINI DI ESTREMA GENERICITÀ - INAMMISSIBILITÀ.. E' inammissibile, in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 4, della legge della Regione Calabria n. 12 del 2005, censurato - in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost. - in quanto estenderebbe surrettiziamente la decadenza automatica alle nomine conferite durante la precedente legislatura a decorrere dai nove mesi precedenti il 3 aprile 2005. La censura è infatti formulata in termini di estrema genericità. > >- Sui requisiti di ammissibilità necessari per la formulazione del ricorso in via principale, v. citata sentenza n. 139/2006.