[ddlpres]

I cani vaganti privi di microchip che vengono catturati, nonché i cani ospitati presso le strutture di cui all'articolo 4, comma 1, devono essere muniti di microchip e iscritti all'Anagrafe canina e felina regionale e nazionale, al momento della loro cattura. Se non reclamati entro il termine di trenta giorni dalla cattura possono essere ceduti a privati o associazioni protezionistiche che diano garanzie sul trattamento sanitario e sul benessere dell'animale, previo trattamento profilattico contro rabbia, echinococcosi, nematodi e parassiti intestinali, nonché ogni altra malattia trasmissibile. Gli animali presenti nelle suddette strutture devono inoltre essere sottoposti a controllo clinico e sierologico nei confronti di eventuali zoonosi soggette a denuncia. Gli animali riconosciuti portatori di patologie trasmissibili all'uomo devono essere sottoposti a trattamento terapeutico obbligatorio da parte delle ASL e posti sotto controllo degli istituti zooprofilattici del territorio di appartenenza; tali animali possono essere adottati a seguito di risposta negativa dello specifico esame diagnostico sierologico o, comunque, con obbligo, nei successivi tre anni, per il proprietario adottante, di seguire un percorso clinico terapeutico presso il proprio medico veterinario libero-professionista, che certifica l'andamento clinico e sierologico della malattia. Le domande di adozione sono approvate o respinte dal responsabile dell'Anagrafe canina e felina regionale. 8. I cani ricoverati nelle strutture di cui all'articolo 4, comma 1, fatto salvo quanto previsto dagli articoli 86, 87 e 91 del regolamento di polizia veterinaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, possono essere soppressi tramite eutanasia etica soltanto se gravemente malati e quindi incurabili, previo parere di un medico veterinario che comprovi la necessità della soppressione in relazione allo stato di salute. 9. È vietata qualsiasi azione di maltrattamento verso cani vaganti e gatti che vivono in libertà. In caso di comprovata violenza o maltrattamento verso i suddetti animali si applica l'articolo 544- ter del codice penale. 10 . I gatti in libertà sono soggetti a piani di controllo e limitazione delle nascite messi in atto dai servizi veterinari della ASL competente per territorio attraverso l'emanazione di bandi per la definizione di convenzioni con i medici veterinari liberi professionisti. 11. I gatti in libertà possono essere soppressi tramite eutanasia etica soltanto se gravemente malati e incurabili, previo parere di un medico veterinario che comprovi la necessità della soppressione in relazione allo stato di salute. 12. Gli enti e le associazioni protezioniste possono, dietro autorizzazione dell'ASL competente, avere in gestione le colonie di gatti che vivono in libertà, assicurandone la cura della salute e le condizioni di sopravvivenza, fatto salvo l'obbligo di censire tutti gli animali che ne fanno parte, sterilizzarli facendo ricorso ai bandi di cui al comma 10, e di non introdurne dei nuovi senza autorizzazione sanitaria, pena la revoca dell'affidamento in gestione della colonia. I gatti presenti nelle colonie feline devono altresì essere muniti di microchip e registrati all'Anagrafe canina e felina regionale e nazionale. 13. I canili municipali e i canili convenzionati possono tenere in custodia a pagamento cani di proprietà e garantire il servizio di pronto soccorso anche tramite convenzione con una struttura veterinaria di medici liberi professionisti. 14. Nella compravendita di cani e gatti, fatto salvo il rispetto delle norme che garantiscono lo stato di salute dell'animale, il venditore è obbligato a comunicare, all'ASL di competenza, il codice identificativo del microchip dell'animale oggetto della compravendita e il relativo acquirente ». 2 1 L'articolo 3 della legge 14 agosto 1991, n. 281, è sostituito dal seguente: « Art. 3. – (Competenze delle regioni) – 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione le regioni disciplinano l'istituzione e il funzionamento dell'Anagrafe canina e felina regionale presso i comuni o le ASL competenti per territorio, nonché le modalità per l'iscrizione all'Anagrafe medesima e per il rilascio al proprietario o al detentore del microchip da impiantare nell'animale. Le regioni garantiscono, altresì, tramite l'adozione di un formato digitale dei dati compatibile, l'interoperabilità tra le diverse banche dati regionali nonché con l'Anagrafe canina e felina nazionale. Il Ministro della salute definisce le specifiche tecniche finalizzate all'interoperabilità di cui al secondo periodo in un manuale operativo da adottare entro il termine di cui al primo periodo. 2. Le regioni definiscono, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, i criteri per il risanamento dei canili comunali e la costruzione dei rifugi per cani e gatti. Tali strutture devono garantire buone condizioni di vita per gli animali ospitati e il rispetto delle norme igienico-sanitarie e sono sottoposte al controllo sanitario dei servizi veterinari delle ASL. Le regioni determinano altresì i criteri e le modalità per il riparto tra i comuni del contributo per la realizzazione degli interventi di loro competenza. 3. Le regioni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sentite le associazioni animaliste, protezioniste e venatorie che operano in ambito regionale, adottano un programma di prevenzione del randagismo. 4. Il programma di cui al comma 3 prevede interventi riguardanti: a) iniziative di informazione, da svolgere anche in ambito scolastico, al fine di conseguire un corretto rapporto di rispetto della vita animale e la difesa del suo habitat ; b) corsi di aggiornamento o formazione per il personale delle regioni, degli enti locali e delle ASL addetto ai servizi di cui alla presente legge, nonché per le guardie zoofile volontarie che collaborano con le ASL e con gli enti locali. 5 . Al fine di tutelare il patrimonio zootecnico, le regioni indennizzano gli imprenditori agricoli per le perdite di capi di bestiame causate da cani randagi o inselvatichiti, accertate dal servizio veterinario dell'ASL competente per territorio. 6. Per la realizzazione degli interventi di competenza regionale, le regioni possono destinare una somma non superiore al 25 per cento dei fondi assegnati alla regione dal decreto del Ministro della sanità di cui all'articolo 8, comma 2. La rimanente somma è assegnata dalla regione agli enti locali a titolo di contributo per la realizzazione degli interventi di loro competenza. Il Ministero della salute provvede al monitoraggio sull'attuazione della presente legge da parte delle regioni. In caso di inadempienza alle regioni è revocata l'assegnazione dei fondi di cui al primo periodo. 7. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione ai princìpi contenuti nella presente legge e adottano un programma regionale per la prevenzione del randagismo, nel rispetto dei criteri di cui al presente articolo ». 3 1 L'articolo 5 della legge 14 agosto 1991, n. 281, è sostituito dal seguente: « Art. 5. – ( Sanzioni) – 1.