[pronunce]

che, nelle ordinanze iscritte al n. 487 del registro ordinanze del 2006 e ai nn. 89, 97, 104 e 465 del registro ordinanze del 2007, la rilevanza è invece circoscritta al solo art. 2 (e all'art. 10) della legge n. 46 del 2006, essendo i giudici rimettenti chiamati a delibare, come indicato negli stessi atti di promovimento, gli appelli proposti dal pubblico ministero avverso, rispettivamente, sentenze di assoluzione emesse all'esito di giudizio abbreviato (r.o. nn. 487 del 2006 e 89 del 2007) e sentenze con cui gli imputati sono stati «assolti», senza ulteriore precisazione ma verosimilmente all'esito di giudizio abbreviato, dal giudice dell'udienza preliminare (r.o. 97, 104, 465 del 2007); che, successivamente alle ordinanze di rimessione, questa Corte, con sentenza n. 26 del 2007, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1 della citata legge n. 46 del 2006 «nella parte in cui, sostituendo l'art. 593 del codice di procedura penale, esclude che il pubblico ministero possa appellare contro le sentenze di proscioglimento, fatta eccezione per le ipotesi previste dall'art. 603, comma 2, del medesimo codice, se la nuova prova è decisiva», e dell'art. 10, comma 2, della medesima legge, «nella parte in cui prevede che l'appello proposto contro una sentenza di proscioglimento dal pubblico ministero prima della data di entrata in vigore della medesima legge è dichiarato inammissibile»; che, inoltre, con sentenza n. 320 del 2007, questa Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 2 della legge n. 46 del 2006, nella parte in cui, modificando l'art. 443, comma 1, del codice di procedura penale, esclude che il pubblico ministero possa appellare contro le sentenze di proscioglimento emesse a seguito di giudizio abbreviato, e dell'art. 10, comma 2, nella parte in cui prevede che sia dichiarato inammissibile l'appello proposto dal pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento emessa a seguito di giudizio abbreviato, prima dell'entrata in vigore della medesima legge; che, alla stregua delle richiamate pronunce di questa Corte, gli atti devono pertanto essere restituiti ai giudici rimettenti per un nuovo esame della rilevanza delle questioni.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti alla Corte d'appello di Cagliari – sezione distaccata di Sassari. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 marzo 2008. F.to: Franco BILE, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 marzo 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA