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Queste sono le ragioni, cari colleghi, per le quali, a nome del Gruppo Forza Italia, annuncio il voto di astensione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . MONTEVECCHI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Presidente, inizierò il mio intervento richiamando parte dell'intervento del relatore Alfieri, che ringrazio per lo spirito collaborativo e per la disponibilità con cui abbiamo lavorato alle modifiche al testo di legge di ratifica della Convenzione in esame. Il senatore Alfieri ci ricorda che la genesi della Convenzione risale all'indomani del conflitto balcanico e alla maturazione della consapevolezza del ruolo fondamentale che la storia e i patrimoni culturali ad essa legati hanno nella costruzione di ponti, di sistemi di valori condivisi e rispettati, indispensabili per lo sviluppo di una convivenza pacifica e di processi di integrazione, animati, seppur nelle difficoltà, dalla ricerca di principi e valori condivisi e non dall'individuazione di nemici. Ho fatto questa doverosa premessa, perché credo sia una premessa di principio fondamentale, visto che stamane, in quest'Aula, ho sentito discorsi molto preoccupanti, che vorrebbero fare della cultura un terreno di scontro e non un terreno di incontro, come è invece obiettivo della Convenzione quadro al nostro esame e di altre Convenzioni, che sono state recepite dal Parlamento italiano. Io lo so bene: sono una persona cresciuta, fin da piccola, con la cultura del viaggio, dell'esplorazione e della conoscenza di culture e di lingue diverse. Questo fa di me una persona che rigetta completamente i disvalori legati a un approccio razzista e di paura nei confronti di culture altre. (Applausi dai Gruppi M5S e Aut (SVP-PATT, UV), nonché della senatrice Nugnes) . Sono la testimonianza vivente di quanto sia importante coltivare la cultura e la crescita in patrimoni culturali condivisi per promuovere una convivenza pacifica e armonica delle genti e non per fomentare paure, timori e divisioni per alimentare bacini di consenso elettorale. Infatti, all'articolo 4, lettera b) , della Convenzione si parla di eredità comune dell'Europa e non di eredità occidentale. In effetti, se non fosse così non si comprenderebbe come la Convenzione possa essere stata sottoscritta da Paesi di tutta l'area del Mediterraneo, alcuni non di certo collocabili nell'Occidente geografico come noi lo intendiamo. In tale articolo, infatti, il riferimento è il rispetto delle eredità culturali e di conseguenza dell'eredità comune dell'Europa. Nella Convenzione si rimarca il valore e il potenziale del patrimonio culturale come risorsa durevole per la qualità della vita e si individua il diritto al patrimonio culturale, diritto non ancora garantito e tutelato in questo Paese nonostante la ricchezza del proprio patrimonio, riconoscendo responsabilità individuale e collettiva nei confronti di tale patrimonio. Il testo, pertanto, indirizza i Paesi aderenti a mettere in campo tutte le iniziative per promuovere una sensibilizzazione e un senso di responsabilità che sono necessari e imprescindibili per la tutela del nostro patrimonio culturale, perché solo con la sensibilizzazione e la promozione di un amore individuale nei suoi confronti si potrà garantire a questo Paese la tutela dello stesso. In questa direzione va un altro indirizzo importante contenuto nella Convenzione, ovvero quello di promuovere sempre più uno stretto contatto tra la conoscenza e la formazione rispetto al nostro patrimonio culturale, che sono fondamentali se pensiamo, ad esempio, alle politiche di depotenziamento dell'insegnamento della storia dell'arte all'interno delle nostre scuole. (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Rojc) . Il testo, quindi, promuove una responsabilità condivisa nei confronti del nostro patrimonio e connota la comunità patrimoniale quale insieme di persone che attribuiscono valore a quel patrimonio, cioè chiede a noi cittadini di essere sentinelle, di essere i primi tutori della nostra eredità culturale. Non comprendo le preoccupazioni avanzate, oppure le comprendo e, forte di ciò, mi sono attivata con il relatore Alfieri per raccogliere alcuni dei timori che sono stati avanzati e che francamente, dalla conoscenza dei fondamentali elementi giuridici, a mio avviso non erano fondati. Pertanto, non mi ero preoccupata di aggiungere e di rafforzare determinati elementi all'interno del disegno di legge di ratifica di questa Convenzione. Una di queste preoccupazioni era legata alla valorizzazione e al giusto riconoscimento delle figure professionali. Noi abbiamo raccolto questi timori e abbiamo fatto sì che all'interno del disegno di legge di ratifica di questa Convenzione ci sia una menzione proprio alla salvaguardia delle figure professionali coinvolte nel settore. Un'altra preoccupazione che ci era stata segnalata era relativa al perimetro di azione e di applicabilità di questa Convenzione. Bisogna partire dal presupposto che questa è una Convenzione quadro e, come tale, non definisce obblighi diretti, ma linee di indirizzo e sollecita delle policy , degli obiettivi, lasciando la piena sovranità ad uno Stato nel mettere in campo tutte le iniziative normative necessarie per il perseguimento di questi obiettivi, che sfido chiunque a dire che non siano obiettivi nobili da perseguire. (Applausi dal Gruppo M5S) . Sgomberiamo, quindi, il campo da quella disinformazione e da quella demagogia che vorrebbero una cessione di sovranità del nostro Paese, non si sa bene a quale altro sistema giuridico, perché comunque la Convenzione quadro si interpone tra il nostro ordinamento e quello che è il faro giuridico del nostro sistema, che è la nostra Carta costituzionale, che non potrà mai essere superata da questa Convenzione ed entro i cui confini il legislatore è stato chiamato sino ad oggi a compiere la sua azione legislativa e continuerà ad essere chiamato in quella direzione. La Convenzione, pertanto, non scavalca e non mette in pericolo il faro - scusate il gioco di parole - che dovrebbe sempre illuminare la prerogativa legislativa di questo Parlamento. Ritengo che possa dirsi sgomberato il campo anche dalle preoccupazioni avanzate riguardo a un eventuale disvalore o un'eventuale mortificazione delle figure professionali: anzi, questa Convenzione ci deve spronare a tutelarle sempre di più e a lottare affinché in questo Paese sia promosso il volontariato all'interno del perimetro della valorizzazione e dell'impiego di professionalità e di competenze per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio. Del resto, sarebbe paradossale che in un Paese come il nostro il legislatore non si preoccupasse di garantirlo, dal momento che abbiamo corsi di laurea finalizzati alla creazione di figure professionali e siamo quindi obbligati a creare dei bacini lavorativi e occupazionali tali da non lasciarci scappare queste belle professionalità, queste competenze, questi cervelli presenti anche nel mondo dei beni culturali. (Applausi del senatore Airola). Abbiamo sgomberato il campo anche dalle preoccupazioni legate ad una cessione di sovranità o ad uno sconfinamento degli indirizzi - che non sono obblighi, lo ribadisco - contenuti in questa Convenzione in materia di diritti garantiti dalla nostra Carta costituzionale. (Applausi del senatore Airola).