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Il Governo qui rappresentato ci aiuterà ancor di più - grazie alla delega contenuta - a mettere in campo gli strumenti che servono ai nostri produttori, sapendo che abbiamo avuto e abbiamo un vantaggio competitivo. Abbiamo avuto indicatori assolutamente positivi per quanto riguarda tutte le performance ; pensate solo all' export , i cui dati sono significativi, e anche e soprattutto alla crescita dei consumi, che significa che si è creato anche un rapporto di fiducia - che, a maggior ragione, sarà accresciuto dalla revisione del sistema dei controlli - tale per cui il consumatore, il cittadino, ha ben compreso quanto sia importante per l'ambiente, per gli ecosistemi e per la propria salute cominciare o continuare a consumare bio. Anche i numeri del biodinamico - vorrei dirlo - sono importanti; sono una percentuale che qualcuno potrà considerare piccola, ma a mio avviso anche quella è significativa nell'ambito del comparto più generale del biologico. Vorrei anche dire che siamo un Paese esportatore anche sull'agricoltura biodinamica. Mi chiedo sempre quali altri interessi ci siano dietro. Per quanto ci riguarda, voteremo convintamente il disegno di legge di conversione, che aspettavamo da tanto tempo. I nostri interessi sono chiari, come lo sono quelli del relatore, che ringrazio per il lavoro e per la pazienza, perché sono gli interessi della nostra agricoltura, del nostro Paese, degli ecosistemi e della salute dei cittadini. (Applausi) . DE BONIS (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BONIS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, cari colleghi, con il voto di oggi sul disegno di legge sul biologico abbiamo finalmente l'occasione di portare l'agricoltura italiana nel XXI secolo. Risale al 2007 la prima presentazione da parte della senatrice Bonino, insieme a Paolo De Castro, del testo che equiparava, sin da allora, il biologico al biodinamico. Oggi la senatrice Bonino ha cambiato idea, ma gli eventi tragici cui stiamo assistendo ci dimostrano che la transizione verso uno sviluppo più sostenibile è una necessità che non possiamo più rinviare. In questo contesto, anche una misura destinata al settore agricolo può dare un contributo prezioso al cambiamento di cui avvertiamo urgente bisogno. Il disegno di legge, atteso da tanti anni, si inserisce pienamente nel solco degli obiettivi del green new deal europeo e della strategia dell'Unione europea Farm to fork. Pur in assenza di uno strumento normativo nazionale, l'Italia, attraverso gli strumenti di mercato, è riuscita a raggiungere obiettivi considerevoli: è la quarta per produzione in Europa, per superfici coltivate e per numero di produttori. Le produzioni bio rappresentano quindi una punta di eccellenza del sistema agroalimentare italiano, nel quale Forza Italia crede fermamente, sostenendo gli imprenditori impegnati in questo comparto. (Applausi) . È un trend di mercato in continua ascesa, con circa 2 milioni di ettari e oltre 80.000 aziende. Nel 2020 il fatturato di questo mercato, come hanno detto anche altri colleghi, ha raggiunto quote di 7 miliardi di euro, con un incremento del 142 per cento dal 2010. Il consumo interno è inarrestabile. Sono ottimi risultati, ma siamo convinti che si possa fare molto di più, anche grazie al presente disegno di legge. Il nostro Paese è infatti naturalmente vocato in Europa a questa concezione dell'agricoltura. In particolare, il Mezzogiorno ha una vocazione che rende la Sicilia, la Calabria e la Puglia le aree elette per la produzione di prodotti biologici e biodinamici. Questo tipo di agricoltura favorisce la salute dei cittadini. I consumatori hanno capito che mangiando cibi sani risparmiano sulla spesa sanitaria, favoriscono la difesa dell'ambiente e dell'ecosistema, riducono, com'è stato detto, l'impoverimento del suolo e la perdita di sostanza organica dei nostri terreni e favoriscono tutto il tessuto economico del settore primario, soprattutto - e in proposito invito tutti i colleghi a riflettere - nei momenti di crisi come quello attuale. Infatti, le rotazioni e il minor fabbisogno di input energetici e chimici mettono al riparo dagli shock inflattivi e dalla scarsità di mezzi tecnici necessari all'agricoltura intensiva. (Applausi) . Questa mattina alcuni agricoltori della Coldiretti intervistati lamentavano proprio la difficoltà di concimare i loro seminativi per l'impennata dei prezzi dei concimi e dei diserbanti. Bene: un'agricoltura biologica, con la concimazione organica e con le rotazioni a base di leguminose, avrebbe consentito di fronteggiare l'assenza di queste sostanze. Noi quindi abbiamo da guadagnare. Se l'Italia avesse investito già dieci anni fa su questo settore, oggi avremmo un quadro economico sicuramente più confortevole, più utile e più favorevole a tutto il sistema Paese. (Applausi) . I distretti del bio, la possibilità di registrare il marchio biologico Made in Italy , la razionalizzazione dei controlli e altri meccanismi contenuti nella norma possono davvero agevolare l'ulteriore espansione di un settore che, come ho detto, incontra il favore dei consumatori, in Italia e all'estero. Ciò che bisogna garantire, però, è che il biologico non diventi appannaggio di pochi soggetti elitari, più forti, ma costituisca realmente un nuovo metodo di produzione e di impresa diffuso, che vada a beneficio dei produttori e di quelle comunità rurali che oggi vedono nell'abbandono della terra l'unica possibilità per evitare un grave accumulo di perdite. Come Italia abbiamo davvero l'occasione di farci capofila in Europa di questo rilancio del settore primario e, tra le altre cose, anche di garantire l'autonomia di approvvigionamento e di produzione, che in questi giorni abbiamo visto essere un tema fondamentale degli equilibri nazionali ed internazionali. L'Europa ha bisogno di un cambio di paradigma, che può partire dal settore primario e indicare quella strada al resto dell'economia, senza però discriminare nessuno. Abbiamo visto come l'aver escluso il riferimento esplicito al biodinamico dagli articoli 1 e 21 non dovrebbe cambiare granché, perché la biodinamica non è una lobby, ma una branca rigorosa del metodo biologico, come è stato detto anche dal senatore Taricco, di cui però rispetta tutte le norme. Non ci saranno, dunque, problemi ad ottenere le incentivazioni. I produttori possono stare tranquilli, potranno continuare a produrre anche coltivazioni biodinamiche in Italia, proprio nell'ottica di una libera economia che Forza Italia ha sempre ribadito come suo vessillo nella politica agricola. (Applausi) . Vorrei ricordare che l'agricoltura biodinamica, senatrice Cattaneo, è già contenuta nella legislazione europea: i regolamenti europei sul bio furono mutuati proprio dai disciplinari biodinamici e, come è stato detto, i preparati biodinamici sono normati in Europa dal 1991, inoltre, nel tavolo tecnico al Ministero il rappresentante dei biodinamici è presente da sempre. La biodinamica, dunque, cari colleghi, non è una novità di questo disegno di legge: quando c'è una caccia delle streghe, è dagli inquisitori che bisogna difendersi.