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quali azioni di propria competenza il Ministro intenda intraprendere al fine di accertare le responsabilità conseguenti all'omesso intervento e quali iniziative intenda intraprendere affinché una simile situazione non venga più a verificarsi. Atto n. 4-01534 DE PETRIS Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per i beni e le attività culturali e delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che secondo quanto risulta all'interrogante: in data 12 novembre 2018 è stato pubblicato sul portale "Sardegna Ambiente" l'avviso di consultazione pubblica riguardante la procedura di valutazione di impatto ambientale relativa al progetto di "Concessione Mineraria S. Angelo di Olzai", proposto dalla società Maffei Sarda Silicati SpA, concernente un progetto per l'estrazione di feldspati, che investe un'area complessiva di circa 560 ettari localizzata nel Comune di Olzai (Nuoro), con uno scavo previsto su 14,5 ettari per un totale previsto di 1.353.000 metri cubi; l'area è attualmente interessata da attività agricole e zootecniche di notevole valore ed interesse specifico, con la presenza di alcune migliaia di olivi ed olivastri, una parte dei quali secolari, di migliaia di alberi da frutto appartenenti a varietà da conservazione a rischio di estinzione, alcune delle quali di elevata rarità genetica, già interessate da attività svolte in collaborazione con l'agenzia regionale LAORE, nonché di attività di allevamento semi-brado di ovini, bovini e suini, con abbeveraggio degli animali tramite vasche a cielo aperto; le attività di estrazione mineraria potrebbero inquinare le falde acquifere, nonché provocare la deposizione di polveri sui pascoli destinati all'alimentazione animale e nelle vasche di abbeveraggio, con prevedibile compromissione dei prodotti lattiero-caseari e delle carni prodotte, in violazione del regolamento (CE) n.852/2004 concernente l'igiene dei prodotti alimentari; l'attività agricola e zootecnica si avvale attualmente di finanziamenti specifici dell'Unione europea, ai sensi della misura 10.1 del Programma di sviluppo rurale della Regione Sardegna, che prevede, fra l'altro, l'impegno del conduttore all'esercizio agricolo fino al 14 maggio 2022, e di ulteriori risorse dell'Unione europea derivanti da un progetto relativo alla misura 4.14 del POR Sardegna, concernente il recupero di un antico rifugio; nell'ambito della prevista concessione mineraria, è inoltre presente il Nuraghe "Illudei", importante testimonianza della civiltà nuragica, situato a circa 200 metri dall'area di scavo, e la presenza diffusa dei cosiddetti "muretti a secco", opere di recinzione di rilevante interesse paesaggistico tutelate dalla disciplina del Piano paesaggistico regionale e oggi inclusi dall'UNESCO nella lista degli elementi immateriali del Patrimonio dell'umanità; il Piano urbanistico comunale del Comune di Olzai prescrive per l'intero comprensorio la destinazione agricola, non prevedendo nella relativa disciplina alcuna possibilità di effettuare attività estrattive, e lo stesso Comune si è espresso chiaramente contro la concessione mineraria con deliberazione del Consiglio comunale del 29 dicembre 2018, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario ed urgente, per quanto di rispettiva competenza, intervenire a tutela del comprensorio di interesse ambientale, agricolo e paesaggistico interessato dall'eventuale concessione mineraria S. Angelo di Olzai, localizzata nel Comune di Olzai (Nuoro), formalizzando la richiesta alla Regione Sardegna di sospendere, in attesa degli accertamenti necessari sulla legittimità del procedimento, l' iter del titolo autorizzativo; se non ritengano opportuno valutare l'immediato avvio del procedimento per l'apposizione di un vincolo a tutela del comprensorio in questione, sia ai sensi Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42, che in attuazione del Registro nazionale dei paesaggi rurali, di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole n. 17070 del 19 novembre 2012. Atto n. 4-01535 DAL MAS Ai Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il 23 marzo 2019 il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha accolto a Villa Madama il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping. Al termine dei colloqui si è svolta la cerimonia di firma degli accordi e delle intese tra i competenti Ministri italiani e cinesi e tra le imprese dei due Paesi; tra gli accordi sottoscritti spicca il memorandum d'intesa sulla "Nuova via della seta", iniziativa strategica commerciale della Repubblica popolare cinese per migliorare i suoi collegamenti con i Paesi dell'Asia e dell'Europa; alcuni membri del Governo sostengono da sempre la necessità di una partnership rafforzata tra Italia e Cina. L'11 giugno 2018 sul blog delle Stelle è stato pubblicato un intervento dell'economista e futuro sottosegretario allo Sviluppo economico del Governo Conte, Michele Geraci, dal titolo "La Cina e il Governo del cambiamento"; nell'intervento Geraci affermava: "Chi ci può aiutare a gestire debito e spread? La Cina. Se la BCE comincia ad allentare sul Quantitative Easing, con conseguente aumento dei tassi d'interesse, l'Italia dovrà cercare altri acquirenti del proprio debito, acquirenti che abbiano abbondanza di liquidità, interesse strategico a forgiare rapporti con l'Italia e che siano alla ricerca di investimenti con rendimenti più elevati di quelli offerti da America e Germania"; nel mese di settembre 2018, il Ministro per lo sviluppo economico, Luigi Di Maio, si era recato in Cina per rafforzare i rapporti commerciali tra Italia e Cina e per proseguire i lavori preparatori per l'adesione dell'Italia alla Nuova via della seta; il 2 settembre 2018, in un'intervista al quotidiano "la Repubblica" il Ministro dell'economia e delle finanze Giovanni Tria, indicava porti del nord Adriatico e del nord Tirreno tra i beneficiari dei futuri accordi con la Cina per la Nuova via della seta; è forte il timore che dietro la Nuova via della seta si celi una strategia di espansione della Cina, che avrebbe individuato nei Paesi ad alto debito pubblico partner deboli da assoggettare; forte è quindi il rischio che attraverso i capitali cinesi si assista ad una progressiva perdita di sovranità, in particolar modo per quanto riguarda i trasporti marittimi; con capitali cinesi è in corso di realizzazione un terminal container nel porto di Vado ligure, ma le aziende di Stato cinesi punterebbero a prede ben più ambite: i porti di Genova e Trieste; proprio presso il porto di Trieste sono in corso importanti lavori di ammodernamento, entro l'anno dovrebbe essere inaugurato la nuova piattaforma logistica (i cui lavori sono iniziati nel 2016) mentre lo scorso 13 febbraio è stato inaugurato FREEeste, il nuovo punto franco del porto con un'area di 240.000 metri quadrati di cui 74.000 coperti;