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Tanto meno abbiamo avuto un atteggiamento pregiudiziale nei confronti di questo decreto-legge, quando è stato annunciato col titolo roboante, come tutti i decreti-legge di questa maggioranza, di decreto sblocca cantieri. Quest'ultimo forse non è quello a cui il collega della Lega prima ha richiamato, paragonandolo al piano Marshall, che nel Dopoguerra sbloccò le infrastrutture e l'economia produttiva dell'Italia e dell'Europa e che consentì di realizzare il miracolo economico a cui il Vice Premier e Ministro dello sviluppo economico si riferiva all'inizio dell'anno corrente, annunciando per quest'anno, appunto, il miracolo economico. Non è il piano Marshall e non lo è anche perché qui davanti a noi in quest'Aula non c'è il generale Marshall; non c'è nemmeno il Ministro delle infrastrutture. Tanta importanza annette questa maggioranza al provvedimento in discussione che non c'è alcun Ministro in Aula. Non c'è il ministro Toninelli, che forse sarà ancora nel tunnel del Brennero ad accertarsi se la grotta è un tunnel . (Applausi dal Gruppo FdI) . Comunque non è qui, proprio perché lui stesso e questa maggioranza non danno alcun valore a questo provvedimento. Ciò a fronte di un problema che esiste nel Paese. È infatti vero, come è stato detto durante le audizioni delle parti sociali, purtroppo tutte critiche nei confronti del provvedimento, che vi sono 150 miliardi di euro di infrastrutture che potrebbero essere realizzate. Negli ultimi due anni, cioè nell'anno di questo Governo 5 Stelle-Lega e nell'anno precedente del Governo Gentiloni Silveri, è stato utilizzato meno del 4 per cento. Il 4 per cento di 150 miliardi significa 6 miliardi, cioè nulla. I 150 miliardi potrebbero essere sì un piano Marshall, ove fossero sbloccati. Saranno sbloccati? L 'iter di questo provvedimento è emblematico: è stato approvato una prima volta, poi riposto nel cassetto, poi ripresentato, dopo un altro mese, per essere riapprovato con modifiche, quindi presentato in Parlamento e, da un mese, attendiamo di discuterlo in quest'Aula, perché avrebbero dovuto mettersi d'accordo, in campagna elettorale, sulle modifiche da apportare per migliorare il provvedimento e sbloccare davvero i cantieri. Addirittura, la Lega aveva presentato un emendamento in Commissione per imporre chiarezza sulla realizzazione del TAV, dei treni ad alta velocità e quell'emendamento è stato ritirato dalla Commissione e ci giunge voce che sarà presentato sotto forma di palliativo, cioè di ordine il giorno, ossia di nulla, di fuffa. Ma non lo sappiamo ancora, perché gli emendamenti devono ancora essere presentati. Sono passati tre mesi e siamo ancora in attesa della versione che la maggioranza ricamerà nel presentare questo emendamento. Ciò a fronte di 150 miliardi di euro bloccati e che restano bloccati, perché la misura di questo Governo è lo stallo, il blocco. Quanti decreti attuativi avete fatto della manovra economica finanziaria che avrebbe dovuto cambiare le magnifiche sorti di questa legislatura? Ne avete fatti 20 su 345: il 16 per cento, cioè: tutta la grande manovra economica del Governo è bloccata dalla mancanza di decreti attuativi. Ci giunge notizia che alla Camera hanno sospeso le Commissioni sul decreto-legge crescita. Di quest'altro grande binario dello sviluppo, insieme al decreto-legge sblocca cantieri, che è stato fermato alla Camera in attesa che il Governo e la maggioranza si mettessero d'accordo in campagna elettorale, è stato sospeso l'esame e rinviato di altri due giorni. Capisco il mormorio che c'era stato in precedenza, perché tutti discutevamo dei risultati elettorali, ma nel frattempo c'è stato un plebiscito, definito tale dalla stessa Lega: l'85 per cento dei piemontesi ha votato forze - in gran parte di centrodestra ma anche altre - che sono nettamente favorevoli ai treni ad alta velocità. C'è stato un plebiscito nelle elezioni europee, laddove sei milioni di elettori hanno abbandonato i 5 Stelle. E il Governo cosa ha deciso? Che domani, a fronte di questo plebiscito, non riunirà il Consiglio dei ministri perché domani si terrà davvero il voto, il referendum , che non è stato quello delle elezioni europee né quello del rinnovo della Regione Piemonte. No, colleghi della Lega, il referendum che attendete è quello della piattaforma Rousseau: 20.000 persone iscritte e "blindate" che voteranno secondo un certificato non riconosciuto tale dall'Autorità che garantisce la privacy , e quindi anche l'informatica. Che cosa voteranno? Scusate, voteranno è un termine sbagliato perché troppo democratico: che cosa confermeranno? La fiducia al capo politico Di Maio come in tutti i referendum fatti nell'Unione Sovietica. Si conferma la fiducia al lider máximo Di Maio e in attesa che 20.000 persone decidano - o meglio che Casaleggio decida - il Governo sospende le attività. Per cui oggi il premier Conte si è recato dal Capo dello Stato, dopo aver visto i Vice Premier , e ha detto a tutti che ha un'agenda fitta di misure e provvedimenti da attuare che ci impegnerà per il resto della legislatura e che attende il referendum della piattaforma Rousseau. Per sapere se la legislatura potrà continuare, 20.000 cittadini decideranno a fronte di 50 milioni di elettori che hanno già deciso domenica scorsa ed è chiaro il loro responso. A fronte di questo e a fronte della paralisi che riguarda tutti i provvedimenti, mi sapete dire quante delibere ha fatto il CIPE? A me risulta che il Comitato interministeriale per la programmazione economica sia fermo da mesi e che venga bloccata ogni decisione. Mi sapete dire qualcosa del provvedimento sui risparmiatori truffati dalle banche e sui decreti attuativi, annunciati e strombazzati in campagna elettorale? Oppure sul cosiddetto decreto crescita paralizzato alla Camera? I risparmiatori otterranno mai quello che avete promesso più di un anno fa? Questo Governo, quando legifera, lo fa male guardando soltanto ai titoli - e posso dire che sotto il vestito dei titoli non c'è nulla o quasi nulla - e poi viene paralizzato completamente dai decreti attuativi che non sapete scrivere. Quindi i provvedimenti decadono uno dopo l'altro perché non li sapete poi attuare nella misura in cui debbono essere attuati. Ebbene, ci sarebbe sì bisogno di un decreto sblocca-cantieri; ci sarebbe sì bisogno di investimenti nelle infrastrutture; ci sarebbe sì bisogno di semplificazione e sburocratizzazione e per quello che c'è, ancorché la montagna del titolo - sblocca-cantieri - abbia partorito un piccolo topolino, noi a quel topolino vogliamo dare forza con gli emendamenti. Vedremo se sarà possibile farlo in Aula, quando vi deciderete a presentare gli emendamenti e vedremo quali presenterete nelle prossime ore; se li presenterete o se bloccherete anche qui i lavori come avete fatto alla Camera in attesa del referendum di domani, per il quale tutti gli osservatori internazionali hanno mandato anche delegazioni per capire se davvero il Paese di Casaleggio consentirà a Di Maio di poter continuare la legislatura e a noi di sorbirci l'agenda fitta di impegni del premier Conte, sottoposta oggi ai due Vice Premier prima di recarsi dal Capo dello Stato (tornandosene con cosa?).