[resaula]

all'atto dell'istituzione di quel Comitato, avvenuta con decreto ministeriale 23 ottobre 2018, n. 456, furono designate dal Ministro le professoresse Giulia Orofino e Maria Cristina Terzaghi, mentre il CUN indicò il citato professore Tomaso Montanari. Con decreto ministeriale 30 aprile 2019, n. 209 fu poi nominata la dottoressa Emanuela Carpani; ad oggi (28 giugno 2022), sul sito web istituzionale, alla pagina che riporta l'elenco dei componenti del Consiglio superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici ("Consiglieri - Ministero della cultura" su "beniculturali.it"), cui appartiene di diritto come consigliere ciascun presidente di comitato, la Terzaghi, subentrata al Montanari, è indicata come presidente di quello per le belle arti, senza che il portale sia stato ancora aggiornato con la nomina del consesso 2022-2024; dimessosi dal Consiglio ad agosto 2021 a causa della scelta di Andrea De Pasquale quale Soprintendente dell'Archivio Centrale dello Stato ma rimasto componente del, Tomaso Montanari, confermato dal CUN anche per il 2022-2024, affiancherà le due nuove esperte nominate dal Ministro, che sono la dottoressa perugina Caterina Bon e la professoressa ferrarese Anna Maria Visser, come attesta il decreto ministeriale 18 maggio 2022 n. 216 (si veda "Al Ministero del Tesoro" su "beniculturali.it" e "MiC, nominato Comitato tecnico-scientifico per le belle arti" su "AgenziaCult"); valutato che: Montanari ha dichiarato pubblicamente che nella recente riunione del Comitato in cui si è svolta l'elezione del presidente (per quella del vice si attende il completamento della rosa), l'incarico è stato conferito a maggioranza a Caterina Bon, la cui auto-candidatura è stata appoggiata dalla Visser; se buon senso e buon gusto avrebbero potuto suggerire al primo dei due esperti indicati dal Ministro di candidarsi, ma di non accettare l'appoggio dell'altro soggetto della stessa categoria, o di accettarlo ma astenersi dal votare per sé, ben sapendo che anche in caso di parità avrebbe ottenuto la presidenza, un'ombra di deontologia professionale avrebbe invece dovuto suggerire a quello stesso esperto di non candidarsi affatto, perché ciò risulta, nel suo caso, "sommamente disdicevole" (citazione), per un patente conflitto d'interessi che, ad avviso degli interroganti, il Ministro ha voluto ignorare; con decreto ministeriale del 29 gennaio 2020 n. 38, Caterina Bon, storica dell'arte ed ex direttore generale oggi in quiescenza, è stata infatti nominata dal ministro in indirizzo "Consigliere del Ministro in materia di circolazione delle opere d'arte", incarico confermato a distanza di poco più di un anno, il 23 febbraio 2021, con un decreto ministeriale di cui il sito web dice di fornire il "pdf", ma del quale non c'è traccia in rete; una decisione, a parere degli interroganti, alquanto inopportuna, non solo per avere confuso la chiara fama con gli incarichi fiduciari, ma anche perché la Bon aveva già fatto parte di comitati tecnico-scientifici, durante gli anni di servizio, non senza condividere scelte alquanto discutibili, perché foriere di scandali di portata nazionale e internazionale, come quelli dell'acquisto del crocifisso "alla Michelangelo" e dell'annullamento del vincolo prodromico alla esportazione di una commode di Luigi XV (si veda "Cristo "alla" Michelangelo per 3,2 milioni: lo spreco dei nostri soldi" su "blitzquotidiano.it"); appendice del saggio di G. Famiglietti, "La commode. Una storia italiana", Castelvecchi-Lit Edizioni, Roma 2022, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga che la presenza di uno dei suoi consiglieri in un organismo a carattere tecnico-scientifico, quindi terzo rispetto al vertice politico del dicastero per il quale quel consesso svolge funzione consultiva, contribuendo, proprio perché autonomo, a garantirne l'autorevolezza, sia pregiudizievole per la credibilità del Comitato stesso (tanto più che, essendo il presidente membro di diritto del Consiglio superiore dei Beni culturali, l'ambizione della prescelta l'ha portata a vestirsi anche di quel ruolo) non meno che per la credibilità del Ministero della cultura e del suo titolare. Atto n. 3-03429 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: a tutt'oggi, a Caserta, sono adibiti a sede provinciale dell'archivio di Stato, sia pure solo per i depositi, gran parte del piano terra (cosiddetto rialzato) e l'intero piano interrato di un condominio costituito da due stabili affiancati, sito in viale dei Bersaglieri n. 9-11; adattati allo scopo fin dalla costruzione dell'immobile (1972) ma compartimentati solo intorno al 2000, questi spazi sono stati resi disponibili da un privato dietro versamento di una somma che, corrisposta come indennità extracontrattuale fin dal 2014 (quando le problematiche funzionali e impiantistiche sconsigliarono il rinnovo del contratto in essere dal 2002), solo dal 2018 è stata abbattuta da 147.549,96 a 95.888,64 euro annui, dopo lo spostamento degli uffici già allocati al primo piano (tuttora libero, perché la proprietà ha contestato la decisione del Ministero di procedere al rilascio parziale dei locali e rifiutato di riprendere in consegna le chiavi) e di 1,5 chilometri di documentazione su un totale di circa 13,5; il trasloco, avvenuto ad aprile 2017, ha avuto come destinazione i piani terra e seminterrato della reggia borbonica (locali ex rettorato dell'università "Vanvitelli"), dove poi da circa tre anni, grazie all'allestimento della sala studio e previa prenotazione dei documenti da visionare, che il personale ministeriale movimenta da e per viale dei Bersaglieri due giorni a settimana (con i mezzi e la collaborazione dei Bersaglieri in un caso e mediante una ditta specializzata nell'altro), è stata ripristinata la consultazione e promosse una serie di iniziative culturali; considerato che: all'interno dei depositi di viale dei Bersaglieri, ed in specie in quelli del piano interrato, dove le condizioni del patrimonio archivistico sono generalmente critiche, tanto da cagionare danni ai documenti e metterne a rischio la conservazione (come attesta anche un recente sopralluogo di una commissione di restauratori), alcuni spazi risultano completamente interdetti, su disposizione dei Vigili del fuoco, per l'eccessiva umidità, che naturalmente li rende insalubri anche per il personale costretto a frequentarli per movimentare il materiale cartaceo e pergamenaceo; alle spalle del condominio, infatti, un terrapieno si addossa al muro lungo posteriore del piano interrato, muro che, sviluppandosi in altezza anche fuori terra, delimita il cortile su quel versante, tuttavia non praticabile. Le acque meteoriche assorbite dal terreno, perciò, impregnano la parete di fondo e filtrano attraverso di essa.