[ddlpres]

1) capitale sociale detenuto da soci illimitatamente responsabili di sesso femminile per almeno il 51 per cento; 2) presenza di almeno una donna tra gli amministratori; 3) previsione nell'atto costitutivo della distribuzione di almeno il 51 per cento degli utili a soci di sesso donne; c) le società per azioni e in accomandita per azioni con capitale sociale sottoscritto per almeno il 51 per cento da donne e che: 1) se è adottato il sistema di amministrazione e controllo tradizionale o monistico, riconoscano complessivamente alle socie, anche attraverso apposite clausole statutarie, il diritto di voto in misura almeno pari al 51 per cento nelle decisioni previste dall'articolo 2364 del codice civile; 2) se è adottato il sistema ordinario di amministrazione e controllo o il sistema monistico, prevedano nell'atto costitutivo che l'organo amministrativo pluripersonale sia composto per almeno il 51 per cento da donne, che l'amministratore delegato sia una donna o che la maggioranza nel comitato esecutivo sia costituita da donne; 3) se è adottato il sistema dualistico di amministrazione e controllo, riservino alle donne la maggioranza dei componenti del consiglio di gestione, o del consiglio di sorveglianza se a quest'ultimo sono attribuite le competenze previste dall'articolo 2409- terdecies , comma primo, lettera f-bis), del codice civile; 4) in mancanza di un organo di amministrazione collegiale, lo statuto deve prevedere che l'amministratore unico o il direttore generale sia una donna; d) le società a responsabilità limitata in cui il capitale sociale sia detenuto per almeno il 51 per cento da donne e, in ogni caso, vi sia un'espressa clausola statutaria nella quale sia previsto che l'organo amministrativo sia composto da un unico amministratore donna o in maggioranza da donne, che l'amministratore delegato sia una donna, che la maggioranza del comitato esecutivo sia costituita da donne o che il direttore generale sia una donna ovvero che, in caso di previsione dell'atto costitutivo che introduca modelli decisori collettivi diversi dal consiglio di amministrazione, alle donne spetti il consenso determinante in caso di decisioni su operazioni straordinarie e piani industriali; e) le imprese individuali, in cui il titolare indicato nel registro delle imprese sia una donna. 3. Le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura istituiscono, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, un'apposita sezione speciale del registro delle imprese di cui all'articolo 2188 del codice civile, alla quale i soggetti di cui al comma 2 del presente articolo devono essere iscritti al fine di poter beneficiare delle disposizioni previste dal presente capo. Ai fini dell'iscrizione nella citata sezione speciale, la sussistenza dei requisiti indicati dal comma 2 è attestata mediante un'apposita autocertificazione presentata dal legale rappresentante dell'impresa e depositata presso l'ufficio del registro delle imprese. Il possesso dei requisiti è successivamente dichiarato, con cadenza annuale, mediante autocertificazione con le modalità di cui al secondo periodo. 4. La perdita o comunque il venire meno, per qualsiasi causa, dei requisiti indicati dal comma 2 deve essere comunicata senza indugio e, in ogni caso, entro quindici giorni, all'ufficio del registro delle imprese, pena l'obbligo della restituzione dei contributi ricevuti successivamente alla perdita del requisito e nell'anno anteriore alla perdita dello stesso ». 3 1 L'articolo 54 del codice di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, è sostituito dal seguente: « Art. 54. – ( Fondo per il sostegno dell'imprenditoria femminile ) – 1 . A valere sulle disponibilità del Fondo istituito dall'articolo 3, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 215, che è ridenominato “Fondo per il sostegno dell'imprenditoria femminile”, nonché a valere sulle disponibilità del Fondo a sostegno dell'impresa femminile, istituito dall'articolo 1, comma 97, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, possono essere concesse ai soggetti indicati all'articolo 53 del presente codice le agevolazioni previste dalla disciplina vigente: a) per interventi finalizzati a sostenere l'avvio dell'attività, gli investimenti e il rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale delle imprese di cui all'articolo 53; b) per programmi e iniziative volti alla diffusione della cultura imprenditoriale tra la popolazione femminile; c) per programmi di formazione e di orientamento in ambiti in cui è più necessaria l'esigenza di azioni positive per il riequilibrio di genere, secondo gli orientamenti decisi dal Comitato nazionale di cui al comma 6. 2. Gli interventi di cui al comma 1, lettera a) , possono consistere, tra l'altro, in: a) contributi a fondo perduto; b) finanziamenti sia infruttiferi che agevolati; c) voucher per l'acquisto di consulenze specialistiche finalizzate all'assistenza tecnico-gestionale a supporto di investimenti diretti a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale e di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi, compresi i programmi finalizzati al passaggio generazionale. 3. Gli interventi di cui al comma 1, lettere b) e c), possono consistere, tra l'altro, nelle seguenti azioni: a) promozione del valore dell'impresa nelle istituzioni pubbliche e private, comprese quelle scolastiche e universitarie; b) diffusione di una cultura imprenditoriale tra le donne, anche nell'ambito di passaggi generazionali nel caso di imprese familiari. 4. Il Ministro delle imprese e del made in Italy , sentito il Comitato nazionale di cui al comma 6, presenta ogni anno alle Camere una relazione sull'attività svolta e sulle possibili misure da adottare per risolvere i problemi relativi alla partecipazione della popolazione femminile alla vita economica e imprenditoriale del Paese. 5. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione sono determinati l'ammontare e la ripartizione della dotazione finanziaria del Fondo per il sostegno dell'imprenditoria femminile tra i diversi interventi, anche eventualmente prevedendo crediti d'imposta specifici, le modalità di attuazione, i criteri e i termini per la fruizione delle agevolazioni previste dal presente capo, nonché le attività di monitoraggio e di controllo. 6. Presso il Ministero delle imprese e del made in Italy è istituito il Comitato nazionale per l'imprenditoria femminile. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, sono stabilite la composizione e le modalità di nomina del Comitato nonché le norme regolamentari relative al medesimo Comitato. 7 . Il Comitato nazionale per l'imprenditoria femminile: a) contribuisce ad attualizzare le linee di indirizzo per l'utilizzo delle risorse del Fondo per il sostegno dell'imprenditoria femminile; b) conduce analisi economiche, statistiche e giuridiche sull'imprenditorialità femminile;