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b) le procedure per il controllo delle stesse; c) le modalità per il pagamento delle somme dovute; d) le modalità per l'estinzione dei giudizi; e) le altre norme occorrenti per l'applicazione dei commi da 170 a 176 del presente articolo. 176. Possono essere definite anche le controversie pendenti relative a violazioni costituenti reato suscettibili di definizione amministrativa; la disposizione non si applica ai soggetti indicati all'art. 63 della legge 30 dicembre 1991, n. 413". - Si trascrive il testo dell'art. 13 del decreto-legge 22 giugno 1996, n. 329, recante: "Proroga dei termini relativi alla chiusura delle liti pendenti in materia di dogane e di imposizione indiretta sulla produzione e sui consumi": "Art. 13. - 1. All'art. 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, sono apportate le seguenti modificazioni: a) nel comma 172 le parole: '31 marzo 1996' sono sostituite dalle seguenti: '30 settembre 1996'; b) nel comma 173 le parole: '31 marzo 1996' sono sostituite dalle seguenti: '30 settembre 1996'; c) nel comma 175 le parole: 'entro sessanta giornì sono sostituite dalle seguenti: 'entro centoventi giornì. 2. Le disposizioni del presente articolo sostituiscono quelle dell'art. 3 del decreto-legge 16 agosto 1996, n. 259". Nota all'art. 1: - Si trascrive il testo dell'art. 65 della legge 30 dicembre 1991, n. 413: "Art. 65. - 1. Le disposizioni per la definizione agevolata delle pendenze e delle situazioni tributarie, di cui al precedenti capi del presente titolo non si applicano: a) ai condannati per i delitti di cui agli articoli 416-bis, 648-bis, 648-ter del codice penale o per taluni dei delitti richiamati nel citato art. 648-bis; b) al condannati, se ricorrono le circostanze previste dall'art. 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203; c) alle persone indiziate di appartenenza ad associazioni di tipo mafioso e sottoposte ad una misura di prevenzione ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni; d) alle società nelle cui attività economiche o finanziarie risultino, nella sentenza, impiegati denaro, beni o altre utilità provenienti dai reati indicati nel citato art. 648-bis del codice penale. 2. Qualora la sentenza e il provvedimento di cui al comma 1, per fatti precedentemente commessi, divengano definitivi successivamente alla presentazione della dichiarazione integrativa o della istanza di definizione, queste rimangono prive di effetti e l'azione di accertamento può comunque essere esercitata entro il secondo anno successivo a quello in cui la sentenza e il provvedimento sono divenuti definitivi. Le somme versate, relativamente ai singoli tributi, non sono in ogni caso ripetibili. 3. Ai fini delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 copia della sentenza definitiva di condanna o del provvedimento definitivo è trasmessa a cura della cancelleria al locale ufficio delle imposte per l'inoltro all'ufficio competente, se diverso".