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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 156 BAGNAI La seduta inizia alle ore 9,10. IN SEDE REFERENTE 1672 - Decreto-legge 142/2019 - Sistema creditizio del Mezzogiorno DDL 1672 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 dicembre 2019, n. 142, recante misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il presidente BAGNAI dichiara chiusa la discussione generale. La relatrice BOTTICI ( M5S ) rinuncia a svolgere la replica. Interviene quindi il sottosegretario BARETTA, che in premessa richiama le principali caratteristiche dell'operazione prevista dal provvedimento in esame, finalizzato non al salvataggio di un singolo istituto bancario, ma al rilancio del credito in un'area bisognosa di stimoli come il Mezzogiorno. Chiarisce quindi che il mancato riferimento alla Banca popolare di Bari, che pure è stata citata nel corso del dibattito, origina dalla circostanza che tale gruppo non è fallito, pur presentando una condizione di difficoltà. È stato così previsto un intervento preventivo, anche al fine di evitare il ripetersi di situazioni simili a quelle vissute in passato dalle banche venete e dal Monte dei paschi di Siena. Tale filosofia, peraltro, ha permesso un confronto più agevole con l'Unione europea, non dovendosi utilizzare le misure di risoluzione, compreso il bail-in - scelta comunque già effettuata anche in passato - e di non dover affrontare problematiche occupazionali. Precisa poi la ratio della formulazione dell'articolo 1 nella parte che attribuisce ad Invitalia uno o più contributi in conto capitale, fino a 900 milioni di euro nel 2020, risorse che non sono state quindi destinate ad un aumento di capitale dell'Agenzia stessa, come pure era stato richiesto da alcuni emendamenti presentati alla Camera dei deputati. Ricorda quindi che i 900 milioni di euro sono interamente finalizzati al rafforzamento patrimoniale della società Banca del Mezzogiorno - Mediocredito Centrale (MCC), che potrà così promuovere attività finanziarie e di investimento. Successivamente si potrà procedere ad una scissione e costituire una nuova società, le cui azioni saranno attribuite, senza corrispettivo, al Ministero dell'economia e delle finanze. Alla Camera si è poi posto il problema delle verifiche e dei controlli, che ha portato all'introduzione del comma 1- bis dell'articolo 1, che impone alla Banca del Mezzogiorno, ovvero alla società da costituire, e al Ministero dell'economia e delle finanze di riferire al Parlamento sull'andamento delle operazioni finanziarie effettuate e sulle scelte operate. Evidenzia quindi il costante dibattito con le istituzioni europee, con le quali il dialogo è rafforzato dal fatto che l'agenda presenta non solo il problema della Banca popolare di Bari, ma anche quello del Monte dei paschi di Siena, che, pur risanato, prima di tornare nel mercato avrà bisogno di un assestamento dei non performing loans (NPL). Con riferimento alla norma sulle imposte differite attive (DTA), chiarisce che non c'è alcuna obiezione di principio, ma che comunque sul tema degli aiuti di Stato è necessaria una continua interlocuzione con l'Unione europea. Pur riconoscendo ad ogni intervento di salvataggio o di sostegno al sistema bancario le sue specificità, rivendica, oltre ad una sostanziale continuità nell'impianto con le operazioni del passato, anche il merito di aver fatto tesoro delle esperienze precedenti e di aver potuto esaminare scenari e strumenti alla luce delle pregresse vicende. Il fatto che non siano state previste misure a ristoro di correntisti, obbligazionisti e azionisti, legato appunto al fatto che la banca è in difficoltà ma non in fallimento, è anche un segnale alle istituzioni europee che l'operazione può avere successo. Infine, con riferimento alla tematica evidenziata nel dibattito dal senatore Siri, dopo aver manifestato perplessità sulla sua attinenza con i contenuti del decreto, assicura comunque la massima attenzione del Governo per un eventuale ordine del giorno che dovesse essere presentato. Chiarisce infine che al testo in esame difficilmente potranno essere apportate modifiche, anche in considerazione della sua scadenza il prossimo 14 febbraio, ma anticipa che la problematica potrà essere riproposta più avanti in occasione di altri provvedimenti in materia bancaria che il Governo potrebbe valutare in un'ottica complessiva. Il PRESIDENTE ricorda che il termine per la presentazione di eventuali emendamenti e ordini del giorno al provvedimento in titolo è stato già fissato per le ore 12 di venerdì 31 gennaio. Prende atto la Commissione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 9,25.