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f verifica la corretta applicazione della presente legge con particolare riferimento all’utilizzazione dei fondi di provenienza statale, anche attraverso audit e ispezioni; g esercita potere sostitutivo in caso di gravi inadempienze che comportino rischi per la salute pubblica e il benessere degli animali e nel caso in cui le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano non rispettino quanto previsto dall’articolo 43; h determina annualmente la tariffa minima giornaliera pro capite idonea a garantire le condizioni di benessere per il mantenimento dei cani e gatti nei canili e gattili sanitari e nei rifugi. 4 (Competenze delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, negli ambiti di rispettiva competenza, individuano un ufficio competente alla tutela e al benessere degli animali, mediante il quale: a gestiscono, attraverso la propria banca dati informatizzata, l'anagrafe degli animali d’affezione e garantiscono l'interoperatività della banca regionale con la banca dati nazionale e con le altre banche dati regionali; b redigono il piano regionale triennale degli interventi di controllo demografico della popolazione animale, di prevenzione del randagismo e di educazione sanitaria e zoofila, di cui all’articolo 43; c garantiscono il coordinamento delle attività dei servizi veterinari ufficiali e l'uniformità di applicazione della presente legge; d definiscono uno schema di convenzione per l'affidamento del servizio sanitario e dei rifugi da parte dei comuni singoli o associati, secondo i criteri previsti dalla presente legge; e definiscono i criteri per la costruzione e il risanamento dei canili e gattili pubblici e privati, e relativi oneri di gestione, attenendosi ai requisiti fissati con il decreto di cui all’articolo 15, comma 5; f provvedono a disciplinare la figura del cane libero accudito, prevedendone l'identificazione e la sterilizzazione, ovvero assicurando che il comune competente ne garantisca le condizioni di tutela, benessere e sicurezza; g promuovono, tramite campagne informative e di comunicazione, l'educazione, la sensibilizzazione, la conoscenza e il rispetto degli animali e adottano buone prassi per incentivare e facilitare le adozioni avvalendosi anche della previsione delle prestazioni veterinarie gratuite di cui all'articolo 36; h erogano alle province, ai comuni e alle comunità montane la quota parte del fondo di cui all’articolo 48, nonché fondi aggiuntivi a carico del bilancio regionale ai fini dell'applicazione della presente legge nell'ambito delle rispettive competenze, controllandone l'impiego. Nell'assegnazione dei fondi sono privilegiati i comuni virtuosi che abbiano istituito un proprio ufficio per i diritti animali e adottato un regolamento comunale sulla tutela degli animali. I contributi erogati sono inseriti in un apposito capitolo di spesa dedicata, non possono essere utilizzati per finalità differenti da quelle della presente legge e se non utilizzati nel termine di un anno sono esigibili per essere nuovamente assegnati. I fondi regionali sono ripartiti sulla base dei seguenti criteri: 1 presentazione di progetti pluriennali finalizzati alla riduzione della popolazione randagia; 2 numero delle adozioni effettuate; 3 numero e consistenza delle strutture pubbliche esistenti; i organizzano corsi di formazione rivolti ai veterinari ufficiali e al personale coinvolto nelle attività con animali d'affezione, nonché ai volontari delle associazioni riconosciute; l indennizzano gli imprenditori agricoli per le perdite di capi di bestiame causate da cani randagi o inselvatichiti, accertate da una commissione costituita dal servizio veterinario ufficiale e dal comune; m esercitano, previa delega del Presidente della Giunta regionale, poteri sostitutivi in caso di inadempienze dei comuni, delle province e dei servizi veterinari ufficiali; n istituiscono un sito telematico dedicato al ritrovamento e allo smarrimento degli animali e uno dedicato ai divieti di detenzione di animali emessi dai comuni. Gli enti pubblici, le Forze di polizia e gli organi di controllo nonché le associazioni riconosciute hanno libero accesso per consultazioni a tutti i dati attraverso collegamenti telematici dedicati o anche a mezzo della rete internet ; o provvedono ad effettuare un censimento annuale degli allevamenti di animali autorizzati, dei gattili e dei canili sanitari e dei rifugi, accreditandoli secondo le disposizioni della presente legge; p istituiscono un numero unico per le emergenze veterinarie e di pronto soccorso, anche in ottemperanza alle disposizioni del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. 2 Le funzioni e le attività del servizio veterinario ufficiale, necessarie a garantire sul territorio regionale gli interventi previsti dalla presente legge, sono attribuite nell'ambito di ogni azienda sanitaria locale ad un’apposita unità organizzativa del servizio veterinario. I direttori generali delle aziende sanitarie locali adeguano gli atti aziendali alle disposizioni della presente legge. 3 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, negli ambiti di rispettiva competenza, predispongono controlli sull'applicazione della presente legge e sul rispetto delle leggi in materia di animali d'affezione, in armonia con i criteri fissati a livello nazionale, compresi controlli di natura contabile, verificando la congruenza della spesa effettuata con le finalità della presente legge, e trasmettono al Ministero della salute, entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento, un rendiconto concernente la distribuzione dei fondi, il loro utilizzo e gli obiettivi raggiunti. 4 Le province pianificano e coordinano gli interventi di tutela degli animali d’affezione e di contrasto al randagismo dei comuni, anche promuovendo periodiche campagne di sterilizzazione di cani e gatti, con priorità per le famiglie con basso reddito. 5 (Competenze dei comuni) 1 Il comune: a è responsabile dei cani e dei gatti randagi e degli animali ad esso affidati in custodia giudiziale, assicurando loro la tutela, il ricovero, la custodia, il mantenimento e le cure necessarie; b garantisce l'osservanza delle leggi e dei regolamenti relativi alla tutela e al benessere di tutti gli animali presenti sul territorio, anche se detenuti da privati, predisponendo le necessarie azioni amministrative, con l'ausilio della polizia locale, e ove necessario promuovendo l'azione penale quale persona offesa dal reato. Garantisce l'effettuazione dei controlli sul rispetto della presente legge, dotando la polizia locale di lettori di microchip isocompatibili; c provvede all'istituzione di un proprio ufficio per i diritti animali e all'approvazione di un regolamento comunale sulla tutela degli animali, predisponendo un fondo specifico per l'attuazione della presente legge finanziato con risorse proprie, nonché con i proventi delle sanzioni derivanti dall'applicazione della presente legge e con le risorse di cui all'articolo 4, comma 1, lettera h) ; d predispone e comunica alle regioni e al prefetto, entro il 1° febbraio di ogni anno, un piano di gestione economica degli animali randagi che comprende i modi, i tempi e i riferimenti dei soggetti delegati alla gestione dei servizi di cattura, di degenza sanitaria e di mantenimento presso rifugio nonché delle attività di controllo e vigilanza e promozione delle adozioni.