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"Le amministrazioni di appartenenza possono, con decreto direttoriale generale o analogo provvedimento in relazione ai rispettivi ordinamenti, rideterminare le modalità didattiche e organizzative dei corsi di formazione e di quelli a carattere universitario del personale delle Forze di polizia, delle Forze armate, del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, prevedendo anche il ricorso ad attività didattiche ed esami a distanza e l'eventuale soppressione di prove non ancora svoltesi, ferma restando la validità delle prove di esame già sostenute ai fini della formazione della graduatoria finale del corso. I periodi di assenza dai corsi di formazione di cui al presente comma comunque connessi al fenomeno epidemiologico da COVID-19, non concorrono al raggiungimento del limite di assenze il cui superamento comporta il rinvio, l'ammissione al recupero dell'anno o la dimissione dai medesimi corsi. Si applica quanto previsto dall'articolo 260 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77"; considerato che: si registrano problematiche logistiche nelle modalità di attivazione della DAD (didattica a distanza) tra i vari comandi, a causa delle difficoltà relative agli spazi comuni dedicati allo studio e alle altre attività di formazione, che non garantiscono un efficace distanziamento tra gli allievi stessi e il personale docente o ausiliario proveniente dall'esterno; secondo quanto risulta all'interrogante, le modalità di adozione dello strumento della DAD prevedono, in alcune accademie, lo svolgimento di lezioni con il docente di turno, che lavora da remoto, mentre gli studenti assistono fisicamente in un'aula o in uno dei spazi comuni; conseguentemente, sono diversi i casi di positività al coronavirus registrati tra gli allievi che frequentano in presenza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza degli eventi descritti; se sia stata fatta, e ripetuta nel tempo, una massiccia campagna di screening volta a impedire il proliferare di contagi e di potenziali focolai; quali iniziative intenda adottare al fine di garantire il diritto alla salute e allo studio agli allievi appartenenti agli istituti di formazione militare e alle accademie militari in sicurezza, scongiurando nuovi contagi e migliorando l'adozione della DAD. Atto n. 4-05113 CAMPARI Al Ministro della difesa Premesso che: nelle ultime settimane si sono moltiplicate inchieste o accertamenti su diversi dispositivi di protezione individuale, come le mascherine, che potrebbero essere non a norma o in alcuni casi dannose per la salute; le inchieste si sono concentrate sulle mascherine di categoria FFP2, in particolare su alcuni modelli (CE 2163, CE 1282, CE 2037), e al contempo sugli enti che rilasciano il marchio di conformità; sul sito della Commissione europea c'è uno specifico portale, denominato "Nando", che fornisce uno strumento di accesso immediato alla banca dati degli organismi notificati dell'Unione europea; considerato che: in merito al modello CE 2163, l'ente certificatore che ha dato l'autorizzazione risulta essere il turco Universal Uygunluk Degerlendirme Hizmetleri, e al momento diversi test indipendenti hanno messo in discussione le effettive capacità filtranti di queste mascherine; in merito al modello CE 1282, l'ente certificatore risulta essere l'Ente certificazione macchine S.r.l. , un laboratorio emiliano non abilitato a valutare i dispositivi di protezione facciale; in merito al modello CE 2037, l'ente certificatore che corrisponde a tale numero è CELAB, che secondo il portale "Nando" risulta specializzato nel valutare l'affidabilità di apparecchi elettrici o elettromagnetici; valutato infine che, secondo quanto risulta all'interrogante, i tre modelli citati sono stati distribuiti in dotazione al personale dell'Arma dei Carabinieri, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e quali iniziative intenda intraprendere al fine di tutelare la salute delle forze armate. Atto n. 4-05114 GASPARRI CANDIANI RAUTI CALIGIURI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: con ordinanza del 9 dicembre 2020, il Tribunale di Reggio Calabria, sezione giudice per le indagini preliminari, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Antonino Castorina e Carmelo Giustra, nell'ambito di un'indagine che ha rivelato (riprendendo testualmente il testo del provvedimento) "elementi inquietanti" relativi alle elezioni comunali svoltesi il 20 e 21 settembre; nella richiesta del pubblico ministero, accolta dal giudice, si trovano contestati ben 19 capi d'incolpazione a carico dei due soggetti, per una serie di reati elettorali e numerose fattispecie di falso in atti pubblici; in particolare, gli indagati avrebbero messo in opera un articolato, quanto pervasivo, sistema di alterazione del procedimento elettorale, sia mediante la nomina di presidenti di seggio che parrebbero compiacenti, in forza di deleghe in sostituzione da ritenersi illegittime e disposte in assenza di rinuncia dei presidenti designati, sia mediante la registrazione di voti falsi, espressi, fra l'altro, a nome di soggetti ultraottantenni ricoverati in case di cura o, addirittura, di elettori deceduti; negli atti del procedimento penale, peraltro, vengono proiettate ombre assai significative sulla posizione del sindaco allora in carica, poi riconfermato, Giuseppe Falcomatà; più in dettaglio, al primo cittadino verrebbe contestata la violazione dell'art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica n. 570 del 1960 (il testo unico delle elezioni comunali), nella parte in cui stabilisce che in caso d'impedimento del presidente di seggio, il quale sopraggiunga in condizioni tali da non consentire la surrogazione normale, assume la presidenza il sindaco stesso, ovvero un suo delegato; senonché, nella vicenda si sarebbero verificate, stando alle risultanze del procedimento penale, almeno tre anomalie: l'individuazione come delegato del consigliere comunale Castorina, soggetto candidato alla tornata del 20 e 21 settembre, e dunque in conflitto d'interessi rispetto al ruolo; la sub-delega operata da Castorina verso soggetti terzi, evidentemente non consentita dall'art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica n. 570 del 1960; la ratifica finale da parte del sindaco, che, avvedutosi dell'irregolarità del procedimento seguito per la sostituzione dei presidenti di seggio, e sebbene avvertito dalle segreterie circa le anomalie sin da subito riscontrate, ha nondimeno fatto proprie e confermato le designazioni operate da Castorina; il già allarmante quadro investigativo si è, purtroppo, ulteriormente arricchito e aggravato in queste settimane; il 3 marzo 2021, infatti, sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari 5 arresti domiciliari e una sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio. Le misure sono state disposte a carico di soggetti dell' entourage di Castorina, indagati a vario titolo per alterazione del voto, falsità ideologica in atto pubblico e abuso d'ufficio: