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Consapevoli fin dall'inizio dell'impatto che queste restrizioni avrebbero avuto su un gran numero di attività commerciali, produttive, culturali e sportive e sui lavoratori impegnati in questi settori, il Governo ha infatti parallelamente - nelle medesime ore in cui lavoravamo per le misure restrittive - predisposto adeguati strumenti di intervento a supporto di tali categorie, in continuità con l'operato dello stesso Governo, che ha scelto da sempre e da subito la strada del sostegno e del ristoro, per evitare che la crisi sanitaria possa trasformarsi repentinamente in crisi economica e sociale, acuendo ancor più squilibri preesistenti e generando nuove diseguaglianze. Rivendico questa come una decisa e qualificante scelta di politica economica e sociale. (Applausi) . Questo nuovo decreto-legge, il cosiddetto decreto ristori, è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale e contemporaneamente è stato trasmesso ieri sera al Parlamento. Esso reca un insieme di interventi che forniscono un sostegno immediato, consistente e aggiuntivo rispetto a quello predisposto all'inizio della pandemia e nei mesi scorsi. Il pacchetto di misure previste dal decreto-legge è complessivamente quantificabile in 5,4 miliardi di euro, se parliamo di indebitamento netto, e in 6,2 miliardi in termini di saldo netto da finanziare. Innanzitutto, oltre 2 miliardi sono stati riservati a un nuovo contributo a fondo perduto per le attività dei comparti interessati dalle nuove disposizioni, con livelli di ristoro e di indennizzo differenziati a seconda dell'intensità del danno economico subito dalle categorie. Abbiamo individuato quattro fasce, con diverse scale di coefficienti di ristoro (100, 150, 200, fino a 400 per cento), con riferimento alle compensazioni già ricevute secondo quanto previsto dal decreto-legge rilancio. Per quanto riguarda le modalità di erogazione, è previsto un doppio binario: coloro che in precedenza avevano presentato la domanda per la prima edizione del contributo a fondo perduto riceveranno, entro la metà di novembre, un bonifico da parte dell'Agenzia delle entrate direttamente sul conto corrente che il beneficiario ha già indicato. Coloro che non avevano aderito o che erano rimasti fuori dal contributo a fondo perduto, in quanto avevano un fatturato superiore ai 5 milioni di euro, adesso invece potranno presentare richiesta e il ristoro sarà corrisposto in modalità identiche - confidiamo già per la metà di dicembre - con una nuova procedura avviata verso la metà di novembre. In aggiunta, per ulteriori sei settimane saranno rifinanziate la cassa integrazione ordinaria (l'assegno ordinario) e la cassa integrazione in deroga legata all'emergenza Covid-19. Contestualmente sarà riproposto il reddito di emergenza, con due nuove tranche mensili a partire da 400 euro esigibili da tutti coloro che ne avevano già diritto e da chi nel mese di settembre ha percepito un reddito familiare inferiore al beneficio stesso. (Applausi) . A favore delle filiere dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura è stato istituito un fondo da 100 milioni di euro, volto a concedere contributi a fondo perduto alle imprese del settore. Abbiamo inoltre stanziato un miliardo di euro a sostegno del mondo della cultura e del turismo, mentre significative risorse sono state stanziate in favore dei lavoratori del settore sportivo e delle associazioni e società sportive dilettantistiche. Abbiamo predisposto infine un insieme di interventi volti a rafforzare la risposta sanitaria all'emergenza epidemiologica. Tra questi segnalo in particolare 30 milioni di euro per favorire la somministrazione di tamponi rapidi presso i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. È proprio di ieri il fatto - lo saluto con favore - che sono stati sottoscritti due nuovi accordi collettivi, rispettivamente per i medici di medicina generale e per i pediatri di libera scelta, che contemplano tra le nuove clausole la possibilità di coinvolgere queste categorie professionali e di operatori sanitari nell'attività di rafforzamento dell'opera di prevenzione e prevedono il coinvolgimento di questi medici nell'attività di indagine epidemiologica e anche per i test. È un fatto molto importante perché alleggerisce molto l'intensa attività e il sovraccarico in questo momento del dipartimento di prevenzione. Occorre sottolineare che l'impegno del Governo italiano per il superamento della crisi da Covid si dispiega, fin dall'inizio della pandemia, anche in sede europea e multilaterale. Senza una risposta coordinata a livello dell'Unione europea e sul piano globale, nessuno Stato può da solo superare la crisi sul piano sia sanitario che economico. L'attenzione dell'Unione europea rimane alta, tanto più a seguito della recrudescenza del Covid nel nostro continente in queste ultime settimane. Questa impostazione abbiamo messo a punto in particolare anche nell'ultimo Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Leggo testualmente dalle conclusioni di quel Consiglio europeo: «Ha invitato il Consiglio stesso, la Commissione e gli Stati membri a proseguire lo sforzo globale di coordinamento sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili, in particolare per quanto riguarda le norme di quarantena, il tracciamento transfrontaliero dei contatti, le strategie in materia di test, la valutazione congiunta dei metodi diagnostici, il riconoscimento reciproco tra gli Stati dei test, la limitazione temporanea dei viaggi non essenziali verso l'Unione europea». Il medesimo Consiglio: «ha ribadito la necessità di definire un solido processo di autorizzazione e di monitoraggio, creare capacità di vaccinazione nell'Unione europea e garantire un accesso ai vaccini equo e a prezzi abbordabili» e «i leader hanno incoraggiato la cooperazione a livello mondiale». In sostanza, la competenza in materia di salute rimane certamente nazionale, ma i capi di Stato e di Governo degli Stati membri, gli stessi vertici delle istituzioni comunitarie hanno concordato sulla necessità di un coordinamento efficace perché ci renderà tutti più forti. Potremo prevenire meglio e superare le criticità sul piano sanitario. In quest'ottica di condivisione e di coordinamento europeo, proprio questo pomeriggio - tra poco - si farà un punto sulla situazione sanitaria. Ci sarà una videoconferenza con tutti i leader europei e i vertici delle istituzioni comunitarie. In questa occasione anticipo che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen illustrerà il pacchetto di proposte di misure di risposta alla pandemia Covid che l'Esecutivo comunitario ha adottato mercoledì 28 ottobre e che mira appunto a favorire un adeguato coordinamento continentale sul piano sanitario, in particolare sulle strategie di test e sul vaccino anticovid. Alla videoconferenza di questo pomeriggio ne seguiranno altre perché nell'ultimo Consiglio europeo abbiamo concordato di scambiare informazioni e confrontarci costantemente in modo da proseguire uniti, per quanto possibile, nella strategia di contrasto della pandemia. Io stesso ho suggerito, proprio nell'ultimo Consiglio europeo, di affiancare ai leader anche i Ministri della salute, i quali sono impegnati in prima linea sul piano tecnico. Quindi, questo pomeriggio avrò a fianco anche il ministro della salute Speranza. La risposta sanitaria dell'Unione europea rimane intimamente collegata a quella economica. Le due dedizioni sono non alternative, bensì complementari sul piano nazionale, ma anche europeo.