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perché c'è la percentuale X piuttosto che la percentuale Y di contagiati già vaccinati, oppure no. Colleghi, la verità è che purtroppo la parte politica, in una situazione come questa, deve capire che si deve affidare ovviamente alla scienza. (Applausi) . Ci sono delle questioni di cui non possiamo non tenere conto. A me fa piacere aver ascoltato la collega Rizzotti, così come i colleghi Mallegni e Cangini, che hanno saputo interpretare perfettamente e con assoluta coerenza la posizione di Forza Italia, che è a favore innanzitutto della salute degli italiani e, di conseguenza, anche della ripresa delle attività economiche degli italiani. Caro sottosegretario Moles, quando sento dire che è un modo subdolo per carpire attraverso il green pass il vaccino, è vero, sono d'accordo, ma non è subdolo, è chiaro, evidente e palese. Il green pass deve essere uno strumento che stimola i cittadini che ancora non hanno fatto il vaccino; non mi riferisco certo ai no vax, ma a coloro i quali hanno l'assurda paura e il timore di poter avere delle conseguenze in termini di salute. So di donne incinte che hanno paura di vaccinarsi quando invece è vero l'esatto contrario. Non sia mai infatti che una donna in gravidanza non si vaccini e prenda il Covid: metterebbe a rischio la sua vita e quella del nascituro. Questo è quanto sento dire dai medici e dagli esperti. Eppure ciò accade perché talvolta mi sembra che prevalga la disinformazione, quisque de populo . La mia posta elettronica è intasata da presunti no vax, no green pass , che scrivono di tutto e trovano soluzioni perché purtroppo poi Internet e i social diventano un veicolo anche pericoloso di disinformazione. Purtroppo, la gente disposta a credere al complottismo, come ha detto il collega Marcucci poco fa, ancora esiste. Ringraziando però il Signore, quando sento che il premier Mario Draghi gode di circa l'80 per cento del consenso degli italiani, mi rassicuro e mi rincuoro perché vedo che evidentemente il buon senso prevale. Voglio raccontare un episodio che non mi è stato narrato, ma è accaduto a me personalmente. Un mesetto fa ero a Pescara, la mia città, a raccogliere le firme per il referendum sulla giustizia voluto dai radicali, insieme ad alcuni esponenti politici del mio partito ad accogliere cittadini disposti a sottoscrivere. Attraverso i social si erano autoconvocati cittadini presunti no green pass o no vax - perché poi la distinzione tra di essi a un certo punto si smarrisce - senza alcuna autorizzazione della questura o del Comune. Io ero lì con un banchettino, avevo chiesto l'autorizzazione una settimana prima e - sia chiaro - avevo anche pagato l'occupazione di suolo pubblico. Costoro, che devo ammettere, erano centinaia, ad un certo punto mentre si stavano auto esaltando e caricando l'uno con l'altro, si sono accorti che c'era un banchetto di Forza Italia e vi si sono scaraventati contro, hanno cominciato ad insultare e qualcuno ha anche preso a calci il banchetto. Solo allora sono intervenute le Forze dell'ordine a cinturarci; ci sono ovviamente notizie, documenti fotografici, agenzie di stampa e via di seguito. C'è stato un incidente vero e proprio perché io sono stato vittima di un'aggressione dei no vax o, come scandivano, no green pass . Capite che questo tipo di violenza che sta nascendo in alcuni settori rischia di non avere un freno. Dobbiamo avere consapevolezza dell'enorme responsabilità che ci riguarda. Poco fa ho sentito un nostro collega senatore replicare alle ottime repliche del sottosegretario Sileri. Devo ammettere infatti che quella di oggi è stata l'occasione nella quale egli si è rivolto all'Assemblea nel modo migliore, nei toni e nei contenuti. Devo fargli i complimenti. (Applausi) . È giusto, noi liberali siamo fatti così, diciamo quello che pensiamo fino in fondo. Devo dire che questo modo assolutamente inappropriato di rivolgersi facendo disinformazione e cercando di stimolare il mal di pancia della gente piuttosto che rivolgersi alla testa della gente, provoca poi problemi di questo tipo. Poco fa leggevo un'agenzia relativa, se non erro, a una notizia proveniente dal Friuli-Venezia Giulia: Trieste, 15 settembre (quindi oggi); ha chiesto il green pass a una coppia di passeggeri in procinto di imbarcarsi su un volo per Londra ma è stata offesa, malmenata, afferrata per il collo e scaraventata a terra. È accaduto ieri a una lavoratrice dell'aeroporto del Friuli Venezia Giulia. Lo denuncia la FIT-CISL in una nota. Secondo la ricostruzione del sindacato riferita dalla lavoratrice, l'uomo, alla richiesta di esibire il documento indispensabile per poter salire sull'aeroplano, avrebbe perso le staffe scagliandosi contro di lei. Immediato l'intervento delle Forze dell'ordine: a causa della caduta, trauma cranico, prognosi di otto giorni. Capite bene che abbiamo una grande responsabilità, perché poi ci sono persone che scaricano sugli altri la propria violenza, i propri risentimenti e rancori, i fallimenti personali. Quindi, abbiamo la responsabile di dire sì: sì al vaccino per salvare le vite umane, sì al green pass per riprendere l'attività normale. Hanno detto bene la collega Rizzotti e il collega Mallegni: estendiamo l'obbligo vaccinale, estendiamo l'obbligo del green pass anche ai lavori pubblici e ai lavoratori privati. Forza Italia voterà convintamente sì. (Applausi) . CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, se c'è un denominatore che ha accomunato buona parte degli interventi che mi hanno preceduto, compresi quelli in discussione generale, credo sia una significativa tendenza a polarizzare le posizioni; come ha detto in maniera molto efficace il mio capogruppo Massimiliano Romeo questa mattina, a creare delle tifoserie: chi è pro e chi è contro, come se questa fosse una partita di calcio. È un po' il vizio che ha la politica italiana di schierare, comunque e in ogni caso, qualcuno contro qualcun altro. Questo è un errore perché ancora una volta - e lo abbiamo sentito anche negli interventi precedenti - si vanno a mescolare elementi che non sono sovrapponibili direttamente. Nel caso specifico, oggi stiamo votando un provvedimento che riguarda il green pass , non la scelta di vaccinare o meno gli italiani, che è altra cosa; eppure, tutto alla fine viene sintetizzato se sei a favore o contro la vaccinazione. Smettiamo di contrapporre le persone: siamo stati tra i primi a credere nella necessità che addirittura il nostro Paese si impegnasse con una sua politica e con una sua strategia nell'andare a realizzare in casa i vaccini, non dipendendo da scelte di produzioni fatte all'estero da multinazionali che poi, come abbiamo visto - magari abbiamo la memoria corta, ma dobbiamo ricordarcelo - avevano portato addirittura la Germania ad approfittarsi con quozienti e quantità ben superiori a quelle di altri Paesi.