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Non è un caso che da più di vent'anni quella stazione sia localizzata lì, perché lì vicino c'è una stazione di treni ad alta velocità, c'è una stazione di treni che conducono all'aeroporto di Fiumicino; lì vicino sono presenti anche importanti servizi della città di Roma, come ospedali, e nelle vicinanze passa l'autostrada. Vi è, quindi, un senso strategico e spostare la stazione significa volerlo contraddire. Vi è un senso strategico che da decenni porta i cittadini dell'Abruzzo, delle Marche, del Molise, della Basilicata a utilizzare quella stazione. Si tratta di pendolari, signor Sottosegretario, di persone che hanno bisogno di cure sanitarie, che lasciano le nostre Regioni per arrivare a Roma e la sera rientrare a casa. Sono molto spesso studenti fuori sede. Infatti, attorno al quartiere della Tiburtina vi sono le abitazioni della gran parte degli 80.000 studenti fuori sede delle università romane. Utilizzano quegli autobus, perché è un vero e proprio servizio pubblico, coloro che non possono permettersi di utilizzare i mezzi privati, le automobili o i treni, quindi le persone più deboli. La Tiburtina, insieme alla Salaria, sono da secoli le porte di accesso a Roma per quelle Regioni, principalmente Marche e Abruzzo, che oggi hanno più bisogno perché sono, tra l'altro, quelle colpite durissimamente dal terremoto del 2016. La scelta di Anagnina, signor Presidente, è fuori da ogni logica, proprio perché non c'è collegamento e si reindirizza all'imbuto tremendo del grande raccordo anulare la gran massa di persone che hanno bisogno di stare a Roma. È possibile che la sindaca Raggi non sappia queste cose? Sembra impossibile che non si voglia fare per Roma una scelta strategica, in uno dei suoi momenti più difficili. Infatti, questo dell'amministrazione Raggi è uno dei momenti più difficili della città, segnata da immobilismo e degrado. È una città sempre più strappata tra la periferia e il centro; questa scelta contribuirà a un ulteriore strappo. Servono, invece, idee e progetti. Se vi è un problema di concessione, si risolva, si utilizzino soldi non per Anagnina, ma per riqualificare Tiburtina, che è davvero una scelta strategica. Sottosegretario e Governo, state dalla parte dei cittadini italiani e dei romani, non dalla parte della sindaca Raggi, e fermate questo scempio. (Applausi dal Gruppo PD) . MARSILIO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARSILIO (FdI) . Signor Presidente, la scelta della sindaca Raggi è l'ennesima decisione stupida che colpisce la città di Roma e l'Italia intera. La portiamo all'attenzione del Parlamento, perché appunto non è una vicenda cittadina, che riguarda le legittime scelte del consiglio comunale, ma investe larga parte dell'Italia centrale: l'Abruzzo, le Marche, il Molise, tutta la provincia romana, in particolare quella Est che corre lungo gli assi tiburtino, nomentano, casilino, che finiscono appunto verso la stazione Tiburtina, dove arrivano i pendolari che si svegliano alle quattro o alle cinque della mattina per essere puntuali a Roma nei loro uffici o nelle aule universitarie. Infatti, vicino alla stazione Tiburtina c'è il più grande ateneo d'Europa, con decine di migliaia di studenti fuori sede che la mattina fanno pendolarismo per arrivare lì e che, con la decisione di essere spostati su Anagnina, vedrebbero peggiorata la loro qualità della vita, perché impiegherebbero almeno altri trenta o quaranta minuti di viaggio solo per prendere la metropolitana e raggiungere l'estrema periferia, dove oggi è collocata la stazione Anagnina, per poi raggiungere la stazione Termini e magari effettuare un cambio per tornare verso le fermate di Tiburtina o del Policlinico, che portano all'università o nel centro storico, dove si trovano Ministeri, uffici eccetera. Parliamo solo del tempo in più che servirebbe sul trasporto pubblico e non voglio aggiungere cosa accade ogni mattina, soprattutto nell'ora di punta e nel pomeriggio all'ora di uscita degli uffici, sul tratto di raccordo anulare che va dallo svincolo del raccordo con l'autostrada Roma-L'Aquila e quello con la via Tuscolana che porta ad Anagnina, che ho anche ripreso con un video. Si tratta di una continua coda chilometrica, soprattutto in quella direzione, che verrebbe ulteriormente ingolfata da centinaia di pullman che ogni giorno percorrerebbero lo stesso tratto, che è comunque più lungo di almeno 3 chilometri. Inoltre, se moltiplichiamo questi 3 chilometri dell'andata con quelli del ritorno per centinaia di pullman al giorno per tutto l'anno, arriviamo a milioni di chilometri/vettura, di scarichi, di inquinamento, di tempo perso, di peggioramento della qualità della vita per i romani, per i laziali, per gli abruzzesi, per i marchigiani, per quanti devono utilizzare quella stazione. Dopo aver parlato male delle responsabilità della sindaca Raggi, vorrei però dire in questa sede al Governo che non si può lavare le mani, dicendo di aver scritto alla sindaca e di averle detto che sta sbagliando. Avete fatto sicuramente bene a farlo e vogliamo sperare che la vostra azione volta a farle capire che deve tornare indietro possa portare a un risultato. Tuttavia, il Ministero ha delle precise competenze perché, per autorizzare queste linee ci sono dei criteri che riguardano l'accessibilità, la sicurezza e i servizi che i passeggeri ricevono e quando capisce che questi criteri non sono garantiti, il Ministero deve intervenire in maniera perentoria nei confronti dell'amministrazione comunale e impedire una scelta stupida e sbagliata di un'amministrazione che non sa governare la propria città e che non è all'altezza di amministrare la capitale della Repubblica, assumendosi anche la responsabilità di essere Capitale rispetto a questioni che non riguardano solo i propri cittadini ma l'intera Nazione. Il Ministero, da questo punto di vista, deve garantire questi diritti ad esercitare fino in fondo le proprie prerogative. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Segue l'interrogazione 3-00325 sulla condizione dei ricercatori precari del CRO di Aviano, in provincia di Pordenone. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione. BARTOLAZZI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, in merito alla questione della stabilizzazione professionale con contratti a tempo indeterminato del personale precario che svolge la propria attività lavorativa nel settore della ricerca sanitaria ed alle iniziative che il Governo intende adottare per dare risposta adeguata alle istanze dei ricercatori precari, si precisa quanto segue. In via preliminare occorre evidenziare che, a monte della questione in esame, esiste una sostanziale differenza di intenti tra le legittime aspettative del personale addetto alla ricerca presso gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) di diritto pubblico e di quelli in servizio presso gli istituti zooprofilattici sperimentali (IZS), e la ratio stessa della disciplina normativa, di cui all'articolo 1, commi da 422 a 434, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, cosiddetta piramide dei ricercatori.