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ma come ci può essere equo processo quando lo Stato possiede informazioni su tutto ciò che tu hai detto e hai fatto e, magari, anche su qualcosa che non hai né detto, né fatto - non c'è infatti alcuna garanzia sulla genuinità dei dati, com'è stato detto durante le audizioni in Commissione giustizia - e che è stato introdotto falsamente sul telefonino? Come ci può essere la parità tra un avvocato e lo Stato che sa tutto di tutto e ha accesso a tutto? A che cosa serve questa massa di miliardi e miliardi di dati che finiscono nelle mani dello Stato? A che cosa serve? A reprimere la criminalità? No, perché ci sono troppe informazioni: miliardi di notizie non servono a nulla, perché nessuno ci sa navigare. Ma, se qualcuno prende di mira una persona e vuole distruggerla, in questo modo lo farà sicuramente perché, se anche non è tra le categorie intercettabili, avrà sicuramente un amico, un vicino o qualcuno in casa che rientra tra le categorie per le quali è possibile mettere il trojan nel telefonino, trasformandolo di conseguenza in una spia. Dunque, se si vuole perseguire qualcuno, si hanno tutte le armi: nessuno è indenne, nessuno può pensare di non vedere male interpretate le tue parole. Ieri è stato citato il caso di quell'uomo condannato che è stato in carcere per ventun anni perché una sua frase è stata male ascoltata e, nonostante non ci fosse alcun altro elemento se non una intercettazione con una trascrizione infedele, questa persona si è fatta ventun anni di carcere. Qual è la preoccupazione? Mettere fine a questi fenomeni? No: ci si preoccupa di fabbricare altri casi di questo genere! (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e del senatore Iwobi) È cosa veramente inaccettabile, anche perché i magistrati venuti in audizione hanno dichiarato di non essere pronti, ci sono sentenze della Cassazione che dicono che non si può andare oltre certi limiti e la Costituzione dovrebbe bastare ampiamente, anche senza sentenze della Cassazione. E invece si vuole andare avanti. Qui c'è veramente un problema di mentalità e di leggerezza. È vero che di questo punto non si parla molto: si parla soprattutto della prescrizione, dell'ultima dichiarazione di Renzi, del fuori onda di Rocco Casalino. Queste sono le questioni rilevanti. Ma la libertà dei cittadini è veramente importante anche se i giornali non ci fanno i titoloni! (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . E oggi è quello che si decide e ciascuno di voi si assume la responsabilità, che non è solo del capo del vostro partito o del vostro Capogruppo, ma di ciascuno di voi. E non c'è nessuna poltrona in qualche ente di Stato che potrà ripagare la vergogna di aver ceduto sui principi fondamentali. Ci sono precedenti di questo tipo di mentalità malata per cui si vuole che lo Stato o il tiranno sappia tutto. È stato citato l'Orecchio di Dionisio; Bentham aveva progettato il Panopticon, il carcere - notate bene: il carcere - dove si può vedere ogni momento della vita e della giornata del carcerato. Allora mi è venuto in mente: oggi sono previste tutele per i detenuti, anche condannati per gravi reati? Ebbene, sono andato a vedere il codice penitenziario (articoli 18 e 18 -ter ): ci sono limitazioni rigorose alla violazione della privacy dei detenuti, come è giusto che sia, perché anche il detenuto deve avere diritto alla sua riservatezza. Non si può andare a vedere nella sua corrispondenza se non per determinate ragioni, che evidentemente vanno ben al di là di aver fatto magari una fotocopia in ufficio ed essersela portata a casa, come invece in questo provvedimento si propone. Si è parlato di Stato di polizia: qui è peggio dello Stato di polizia, è peggio che stare in carcere già quando sei libero, perché sei spiato in ogni momento, sei privato delle garanzie che anche i detenuti per i più gravi reati hanno. Questo dunque è davvero un passaggio molto importante. Mi rivolgo veramente a ciascuno dei colleghi della maggioranza: sono convinto che la maggior parte di voi non vuole fare questo. È la violazione dei diritti dei cittadini che avrà effetti devastanti: ci saranno vite distrutte per elementi diffusi abusivamente e per mal interpretazioni, per la diffusione di dati, di immagini e di suoni. PRESIDENTE. Senatore Malan, non funziona il timer , ma ha già superato il tempo a sua disposizione. MALAN (FIBP-UDC) . Concludo, Presidente, citando un grande uomo, il quale ha detto che chi rinuncia a un pezzo di libertà in cambio dell'illusione di un po' di sicurezza in più non merita - e le perderà - né la libertà né la sicurezza. È questo che state facendo, ma a danno degli italiani. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Non potete farlo. Non dovete farlo. Noi ci opporremo e voteremo contro! (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Molte congratulazioni) . D'ANGELO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ANGELO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi approda in Assemblea un provvedimento che si rende urgente e necessario al fine di sopperire alle discrasie che potrebbero verificarsi nel corso del procedimento penale, a seguito dell'integrale applicazione del decreto legislativo n. 216 del 2017, la cosiddetta riforma Orlando, che disciplina la materia delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni. L' iter di approvazione di questo decreto-legge ha subito un percorso abbastanza travagliato, come è noto a tutti, fino ad arrivare a delle subdole strumentalizzazioni e contestazioni che hanno avuto il culmine ieri nella manifestazione posta in essere dalla Lega. (Applausi dal Gruppo M5S) . È veramente una cosa vergognosa che noi teniamo a stigmatizzare in modo forte, anche da parte mia, che sono madre, e non permetto a nessuno di mettere in discussione il fatto che il MoVimento 5 Stelle abbia a cuore la difesa dei bambini e dei minori. (Applausi dal Gruppo M5S) . Infatti, il pretestuoso emendamento della Lega non è corretto da un punto di vista tecnico ed è fuorviante da un punto di vista sistematico. L'emendamento di Pillon estende la possibilità di intercettare per mezzo dell'utilizzo del captatore informatico anche un delitto che non rientra nei limiti di ammissibilità previsti dal codice. Infatti, il riferimento del delitto previsto dall'articolo 600- quater , ovvero la detenzione di materiale pornografico, non è corretto perché non rientrerebbe nei limiti di ammissibilità per poter essere intercettato, in quanto la pena edittale attualmente prevista è fino a tre anni di reclusione e, quindi, sotto soglia. Successivamente possiamo analizzare da un punto di vista tecnico questo aspetto.