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Consiglio i viaggi della Memoria ad Auschwitz e Birkenau a tutti gli studenti delle scuole italiane in quanto costituiscono il migliore antidoto contro la rinascita del razzismo, dell'odio e dell'intolleranza. Il Giorno della Memoria ci impone di combattere ogni forma di indifferenza e di negazionismo, inclusa quella di chi sminuisce la portata delle leggi razziali o il ruolo delle autorità italiane di allora nell'Olocausto. C'è infatti una responsabilità collettiva che non è solo dei tedeschi, ma anche dell'allora governo Mussolini e degli italiani. L'Italia è stata pienamente responsabile di quanto è accaduto con le leggi razziali del 1938 e con tutte le leggi che hanno tolto diritti e beni alle persone - penso ad esempio ai bambini ebrei privati della possibilità di andare a scuola - fino a consentire l'allestimento di campi di concentramento anche in Italia (circa 40), e la deportazione degli italiani nei campi di sterminio tedeschi in Europa. Tutti oggi urlano a gran voce «Mai più questa atrocità». Ricordiamo anche le parole pronunciate dal Papa poche settimane fa. Siamo sicuri però che stiamo facendo abbastanza per contrastare l'odierno razzismo? Tutti, nella nostra vita quotidiana, dobbiamo fermare e opporci ad ogni manifestazione di razzismo, antisemitismo, odio o intolleranza; fenomeni purtroppo in aumento soprattutto attraverso gli strumenti informatici. L'unico baluardo è rappresentato dalla conoscenza e dallo studio della storia, perché è la storia che insegna e conduce alla consapevolezza del fenomeno dell'odio razziale e consente ad una società civile di contrastarlo in modo efficace. Perché in realtà, quello degli ebrei non è l'unico genocidio del Novecento: pensiamo al popolo armeno, al Ruanda, alla dittatura di Videla e al Cile di Pinochet. Anche i lager non sono un lontano ricordo. Pensiamo ai lager in Libia: ci sono circa 700 campi di concentramento dove le persone sono sottoposte a violenza e tortura. Di questo abbiamo dati oggettivi: un medico italiano cura le mani dei migranti che arrivano dalla Libia; sono mani schiacciate con un martello, con fratture in tutte le dita e bruciate. Il 15 per cento della popolazione ancora nega la Shoah, il 16,5 la minimizza e coltiva pregiudizi antisemiti. Abbiamo una grossa responsabilità politica in tutto questo. Invito, pertanto, tutti i colleghi e tutta la classe politica a dare l'esempio. (Applausi dal Gruppo M5S . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, il Gruppo Forza Italia si è fatto promotore di questa discussione, insieme agli altri Gruppi che hanno presentato le mozioni che sono state illustrate. Non ho, quindi, particolari considerazioni da aggiungere sulla vicenda in sé perché parla da sola. La tragedia della Shoah e il dovere delle comunità di ogni parte del mondo di ricordarla sono ben presenti nella mente di ciascuno di noi. Facciamo questo dibattito paradossalmente qualche giorno dopo la giornata della memoria del 27 gennaio e alla vigilia di altre scadenze; tuttavia, il tema ha una sua rilevanza perenne e, secondo me, le giornate dedicate, da un lato, sono importanti perché suscitano iniziative, discussioni e comunicazione e, dall'altro, non ci devono far considerare esaurite nelle ventiquattro ore della celebrazione la sensibilità e la consapevolezza sul tema. Queste mozioni - la nostra in particolare - parlano, infatti, dei viaggi organizzati dalle scuole nei luoghi della memoria e dell'assegnazione di risorse annuali. Non mi è sfuggito l'errore o l'idiozia - potrei dire - di alcuni amministratori locali che hanno cancellato, per ragioni di bilancio (e, in alcuni casi, di ottusità) viaggi che lodevolmente le scuole promuovevano con il sostegno degli enti locali in luoghi come Auschwitz o in altri posti dell'orrore. Mi è ben presente l'unicità della Shoah, che per la sua gravità non ha eguali; né vale la pena fare la classifica dell'orrore perché è difficile. Anche una singola persona trucidata merita la stessa attenzione e solidarietà di altre vicende più drammatiche. Tuttavia, la Shoah ha un'unicità per l'orrore, la dimensione e per tutte le cose di cui non ho necessità di parlare perché è ovvio che sono nella consapevolezza di tutti. Io, però, mi pongo anche un problema. Lo dico con chiarezza: ci deve essere una sorta di indignometro da introdurre in Italia. Cos'è l'indignometro? Quand'è che ci si indigna? A volte, è capitato anche a noi di andare dietro una fake news e di essere lapidati. L'altro giorno, il presidente della Regione Zingaretti ha inveito contro dei giovani di Frosinone, che avrebbero fatto una sassaiola contro dei ragazzi cinesi per via delle preoccupazioni (che è un gesto orribile, se fosse stato vero), ma si trattava di una notizia falsa e nessuno poi ha vituperato Zingaretti che aveva solidarizzato per l'episodio falso. C'è anche il giorno del ricordo (10 febbraio) per le vittime delle Foibe e per l'esodo forzato degli italiani per la furia slavo-comunista titina dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. Ieri presso la Sala degli atti parlamentari della biblioteca del Senato si è svolto un convegno che non è stato negazionista, ma giustificazionista: li hanno ammazzati, però prima cosa era successo? (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Cari colleghi, non va bene, e lo dico con rispetto all'Associazione nazionale partigiani d'Italia (ANPI), che ha promosso il convegno e ai Gruppi parlamentari che se ne sono fatti tramite. L'altro giorno, a Lecce, colleghi, l'Associazione nazionale partigiani ha promosso un convegno in cui, a proposito di Norma Cossetto, infoibata e onorata di medaglia d'oro, si è parlato di «presunte foibe»: è una vergogna che si sia pronunciata quest'espressione a Lecce da parte dell'ANPI. Non vedo la collega Segre - anzi, senatrice, perché non vorrei peccare di presunzione, dato che è un onore - senatrice a vita, donna che ha vissuto in prima persona le sofferenze del '900. Si sta facendo una Commissione contro l'odio, che vorrei si istituisse subito e condannasse tutti gli episodi di odio e disinformazione che si registrano ogni giorno in Italia nelle scuole, nei viaggi che vengono fatti o nei mancati viaggi (perché altri vengono anche annullati, ad esempio se si deve andare a Basovizza o altrove). In conclusione, signor Presidente, la nostra mozione richiama la memoria della shoah , i viaggi e le varie iniziative che devono essere fatti. Dico però a quelli dell'ANPI, che fanno giustificazionismo o parlano di «cosiddette foibe», che il 10 febbraio quest'Assemblea celebrerà il giorno del ricordo, per la quale ringrazio il presidente Alberti Casellati e alla quale sarà presente anche il presidente Fico; al Quirinale avrà luogo un concerto il giorno prima e, come altri colleghi, quel giorno sarò non qui in Aula, ma a Basovizza: ci sono tante ricorrenze, ma basta con l'ipocrisia;