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Ricordo che il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge è fissato alle ore 19 di oggi. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, Commissione di vigilanza RAI e Copasir, composizione PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, comunico che, a seguito delle designazioni da parte dei Gruppi parlamentari, nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna saranno pubblicati gli elenchi dei senatori chiamati a far parte della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, della Commissione di vigilanza RAI e del Copasir. Rimangono pertanto confermati gli orari di convocazione dei predetti organismi annunciati nella seduta dell'Assemblea del 10 luglio scorso. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati PRESIDENTE . Comunico che è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2018, n. 73, recante misure urgenti e indifferibili per assicurare il regolare e ordinato svolgimento dei procedimenti e dei processi penali nel periodo necessario a consentire interventi di edilizia giudiziaria per il Tribunale di Bari e la Procura della Repubblica presso il medesimo tribunale» (675). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PARRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Senatore, lei intende sollecitare la risposta a un'interrogazione sui fondi della Lega. È un intervento di fine seduta che ha il crisma della novità. (Ilarità) . Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, apprezzo che lei abbia commentato la natura del mio intervento, ma non sono d'accordo con il suo commento. Ci sono delle novità, altrimenti non sarei intervenuto, anche se questo è il settimo intervento che fa il Gruppo del PD e il mio terzo. PRESIDENTE. Quello intendevo dire, senza polemica. PARRINI (PD) . Se lo faccio è perché ogni giorno accade un fatto che rende più urgente che i Ministri della giustizia e dell'interno vengano in Aula a rispondere alle nostre interrogazioni. Ma ogni giorno che passa dobbiamo prendere atto che né il Ministro della giustizia né il Ministro dell'interno avvertono il bisogno di assolvere a questo dovere politico che definirei elementare. Stiamo parlando dello scandalo relativo ai 49 milioni illecitamente incamerati dalla Lega. I fatti che si stanno susseguendo sono di una gravità estrema. Ricordo la recentissima intervista dell'ex tesoriere della Lega Belsito, piena di dichiarazioni molto gravi che fino ad oggi non ho ricevuto alcuna smentita; dichiarazioni che rendono scarsamente credibile la tesi difensiva del ministro Salvini, il quale continua a sostenere che non c'entra, che quanto è avvenuto non lo riguarda, che non aveva alcun potere di prendere decisioni rilevanti. Mi riferisco a quello che ha scritto recentemente il settimanale «L'Espresso» sulla destinazione dei fondi del 2 per mille, acconti diversi da quelli della Lega Nord, quando è proprio sulla Lega che, in seguito alla sentenza del tribunale di Genova, pende l'obbligo di restituire allo Stato i 49 milioni che si ritiene siano stati oggetto della truffa perpetrata ai danni dello Stato stesso. Oggi il tribunale del riesame ha riaffermato un principio importante, quello della continuità tra le strutture centrali e le strutture periferiche del partito per quanto riguarda l'obbligo di effettuare il risarcimento. Sempre oggi, il sostituto procuratore generale di Genova ha confermato la richiesta di confiscare i 49 milioni in un processo che è di grande importanza. Io penso che, di fronte a tutti questi fatti, sia inspiegabile come i Ministri degli interni e della giustizia abbiano deciso di continuare a sottrarsi agli atti di sindacato ispettivo del Parlamento. Per me la strategia di Salvini, in particolare, è evidente: cercare di prendere più tempo che può perché crede o spera che l'incendio si spegnerà. Io vorrei dire al Ministro che si sta sbagliando: l'incendio non si spegnerà da solo ma, anzi, è destinato ad allargarsi. Venire in Parlamento a dare spiegazioni e a dirci quello che pensa se ciò che gli viene contestato non è soltanto un suo preciso dovere, ma è anche un suo preciso interesse, perché menare il can per l'aia lo riteniamo un grande autogol. (Applausi dal Gruppo PD) . TRENTACOSTE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TRENTACOSTE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa settimana a Regalbuto, Comune in provincia di Enna a forte vocazione agricola, ho discusso con agricoltori e allevatori dell'inefficiente gestione delle risorse idriche da parte del locale consorzio di bonifica. Si tratta di un problema comune all'intera Sicilia e a gran parte delle Regioni del Mezzogiorno. Il caso di Regalbuto è, quindi, emblematico di una criticità nella gestione dell'acqua per irrigazione in ampie parti del nostro Paese. Gli agricoltori siciliani pagano l'acqua a prezzi elevati, per poi vendere i loro prodotti con grandi difficoltà e a prezzi stracciati, non trovando spazio in un mercato già invaso da beni di dubbia provenienza e qualità. Considerate che il contributo per le opere irrigue in provincia di Enna ammonta già a 542 euro per ettaro, oltre ai consumi. Quegli agricoltori pagano l'acqua dai primi giorni di maggio fino a settembre, per usufruirne con grande incertezza solo nei mesi di luglio e agosto. La scarsa piovosità del periodo autunnale e invernale ha creato notevoli danni alle colture della Sicilia interna, avendo pregiudicato produzioni e raccolti, finendo così per incidere negativamente sugli ormai risicati bilanci delle aziende agricole. Inoltre, le piogge tardo primaverili hanno compromesso il fieno, impedendone agli agricoltori la vendita e obbligando gli allevatori ad acquistare foraggi a caro prezzo. Colleghi, se guardate le arance, le vedete rovinate prima dalla natura, a causa delle grandinate fuori stagione, e compromesse poi dall'uomo, a causa della mancata erogazione d'acqua. In pochi centimetri avvizziti si concentrano i fallimenti di una politica miope e si infrangono le speranze di intere famiglie di agricoltori, spingendo molti ad abbandonare le terre e disincentivando tanti giovani a dedicarsi al settore agroalimentare. La Regione Siciliana, in condizioni finanziarie critiche, scarica i costi di una cattiva gestione dei consorzi di bonifica sugli agricoltori, aumentando le tariffe dell'acqua a scopo irriguo. La vecchia politica ha, quindi, fatto promesse elettorali, ma ora non ha più i soldi per mantenerle. A questo si aggiungono la situazione debitoria dei consorzi stessi, l'irrazionale utilizzo delle risorse umane e il pessimo stato degli impianti idraulici, che non riescono a garantire il servizio, disperdendo una preziosa risorsa. Invito, quindi, il Governo a sollecitare la Regione Siciliana a porre in essere decisivi interventi finalizzati al conseguimento degli obiettivi per cui i consorzi di bonifica furono creati.