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quanto poi alla vicina via Glareata, è pacifico che la porzione a suo tempo oggetto di scavo, ai sensi dell'art. 10 del decreto legislativo n. 42 del 2004, è diventata automaticamente proprietà del demanio culturale (art. 822 del codice civile), in quanto bene immobile di interesse archeologico; considerato inoltre che: la prima firmataria del presente atto ha replicato con nota del 23 giugno 2020 (prot. SABAP n. 8844 del 25 giugno 2020) , successivamente alla quale le è stato notificato dalla soprintendente l'assenso all'accesso agli atti (prot. n. 10583 del 23 luglio), ad oggi non ancora espletato, preceduto da un generico "nel contestare le violazioni di legge lamentate" e da vacue garanzie circa la persistente volontà di assicurare la "migliore tutela del bene culturale", ma tacendo della richiesta di annullamento della nota che ha subordinato il parere del funzionario responsabile del procedimento all'esecuzione delle indagini archeologiche lungo la recinzione abusiva; in seguito all'arresto del sindaco di Marigliano, avvocato Antonio Carpino, avvenuto in data 21 luglio 2020 con l'accusa di voto di scambio politico-mafioso, e alle sue conseguenti dimissioni è stata avviata la procedura di scioglimento del Consiglio comunale e nominato il commissario prefettizio per la provvisoria amministrazione dell'ente, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda chiarire i motivi per cui il tratto noto di via Glareata risulti ancora oggi non vincolato, non rilevando la giustificazione addotta dalla SABAP che sembra voler condizionare l'intervento di tutela diretta allo scioglimento delle incertezze circa l'orientamento e l'estensione totale delle emergenze, ovviamente ignota in attesa di ulteriori verifiche sul campo, nonché del dubbio che si tratti o meno dell'antica via "Popilia" o di un suo diverticolo o di un altro asse stradale; se non ritenga che il mancato ritiro in autotutela da parte della Soprintendenza per l'area metropolitana di Napoli della nota che impone arbitrariamente al signor Terracciano lo svolgimento di indagini archeologiche lungo la recinzione abusiva e non dispone, invece, la demolizione di concerto con il Comune significa piegare la ricerca archeologica a fini strumentali nell'ottica di una giustificazione ex post dell'illecito commesso della proprietà, facendosene complici, con le responsabilità anche penali che ne derivano e un rilevante danno d'immagine per il Ministero tutto; se non colga nel contegno del soprintendente per l'area metropolitana di Napoli e del funzionario responsabile di Marigliano una preoccupante conferma, stante anche la recente demolizione del settecentesco casale Orineti nel villaggio Zaccaria di Giugliano (Napoli), competenza della stessa SABAP, dell'esistenza di criticità nel funzionamento di un ufficio di tutela che, per la ricchezza culturale e la delicatezza dell'area di competenza (anche sul piano sociale e delle dinamiche criminali), dovrebbe invece contare su personale adeguato, per numero e per qualità, all'arduo compito che è chiamato a svolgere. Atto n. 3-01939 CORRADO ANGRISANI ORTIS VANIN DE LUCIA LANNUTTI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: risulta agli interroganti che due dipinti ad olio, di dimensioni simili, realizzati a Roma verso la metà del Cinquecento da Daniele Ricciarelli (1509-1566), più noto come Daniele da Volterra o con il soprannome di Braghettone, già custoditi nella casa volterrana dell'autore, siano passati poi dagli ultimi suoi eredi, presso i quali l'"Elogio" di Benedetto Falconcini li documenta nel 1772, alla collezione dei conti Pannocchieschi d'Elci, a Siena, nel 1888: una tela raffigura "Elia nel deserto" (1543-1547) e una tavola la "Madonna col Bambino, san Giovannino e santa Barbara" (1548 circa); rimaste le sole opere di Daniele da Volterra in mano privata, dunque sottratte al godimento della comunità internazionale assicurato invece dalle collezioni pubbliche, sono state esposte entrambe dall'11 al 20 marzo 2016 alla fiera TEFAF di Maastricht e, dopo il trasferimento nella sede torinese della galleria antiquaria Benappi, sempre in coppia, dal 16 febbraio al 7 maggio 2017 hanno costituito il fulcro della mostra "Daniele da Volterra: i dipinti d'Elci", organizzata appositamente a Roma, alla galleria Corsini, e osannata dall'editoria di settore come esempio di proficua collaborazione pubblico-privato; "Elia nel deserto" è stato esposto a Forlì dal 10 febbraio al 17 giugno 2018, nella mostra "L'eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio", per poi figurare, a luglio 2018, alla 30ª biennale internazionale dell'antiquariato di Firenze (BIAF), dove il direttore delle gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, lo comprò direttamente, sembra per circa 800.000 euro, esercitando una facoltà accordata ai dirigenti degli istituti del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo dotati di autonomia speciale e trattando con i proprietari mediante la galleria Benappi; considerato che: a settembre 2019, durante l'esposizione della "Madonna col Bambino, san Giovannino e santa Barbara" alla 31ª edizione della BIAF, come sempre patrocinata dal Ministero, cominciò a circolare la notizia che anche il suddetto olio su tavola, tramite la galleria Benappi, fosse pervenuto agli Uffizi, informazione diffusa da "la Repubblica" il 22 settembre, ufficializzata da Schmidt il 28 settembre, e confermata dal museo stesso il 30 settembre, con annessa dichiarazione di esultanza del direttore, museo dove però la "Madonna" tarda ad "affiancare" il profeta, inserito invece nel percorso permanente subito dopo l'acquisto; la mancata esposizione fiorentina del secondo capolavoro "senese" di Daniele da Volterra ha anche fatto gioco alla causa dei 46 intellettuali firmatari di un appello per il trasferimento nella pinacoteca nazionale di Siena dei due dipinti d'Elci, tema sul quale ai primi di gennaio 2020 è intervenuto il sindaco della città del palio, complimentandosi con Schmidt per l'acquisto ma auspicando una riflessione sulla loro collocazione più opportuna, e tutto senza che da Firenze arrivasse alcuna risposta o precisazione; dichiarazioni meno trionfalistiche rilasciate da Schmidt a settembre 2019 correggevano il tiro, parlando di un mero avvio delle procedure di acquisizione, della durata prevista di 6-8 mesi, e rendevano esplicito il coinvolgimento del Ministero nello sforzo finanziario richiesto: "abbiamo tre delibere, una del Comitato scientifico e del CdA degli Uffizi, e una del Ministero, quindi ci sarà un finanziamento misto"; sembra che il contributo ministeriale debba corrispondere ad un quarto del totale e coprire la cifra mancante al fondo di 4 milioni di euro impegnato dalle gallerie nel biennio 2018-2019 per nuovi acquisti di opere, come si legge su "agenziaimpress" il 23 settembre 2019 e 9 gennaio 2020;