[pronunce]

Il suddetto sistema determina un trattamento pensionistico deteriore rispetto a quello del lavoratore che versi ininterrottamente contributi in un'unica gestione, in quanto, ai sensi dell'art. 5 della legge n. 233 del 1990, la misura dei trattamenti pensionistici da liquidare con effetto 1° luglio 1990 è parametrata al reddito d'impresa quale risulta dalla media dei redditi percepiti negli ultimi dieci anni coperti da contribuzione o al minor numero di essi, anteriori alla decorrenza della pensione. In sostanza, il rimettente pretenderebbe che i contributi versati nelle diverse gestioni fossero considerati come riferibili ad un'unica gestione ai fini della misurazione della pensione. Ma questa soluzione non può ritenersi costituzionalmente obbligata a fronte della scelta legislativa, non contestata dal rimettente, di prevedere diverse gestioni previdenziali per i settori di lavoro autonomo presi in considerazione e della garanzia costituita dalla considerazione unitaria dei periodi contributivi per il raggiungimento del diritto a pensione. La diversità del trattamento conseguente all'applicazione del sistema del pro-rata rispetto a quello previsto per i lavoratori che versino ininterrottamente contributi in un'unica gestione si giustifica pertanto in ragione dell'esistenza di due diverse gestioni previdenziali per gli artigiani e per gli esercenti attività commerciali, rispondendo all'esigenza di preservarne gli equilibri finanziari, senza far ricadere su di esse un onere più gravoso di quello che si sarebbe realizzato in assenza di cumulo (Corte di cassazione, sentenze n. 3533 del 10 marzo 2001; n. 1891 del 18 febbraio 2000). La disciplina censurata non può, per le considerazioni sopra esposte, considerarsi irragionevole, rientrando comunque nella discrezionalità del legislatore la eventuale scelta di introdurre un diverso criterio per il cumulo dei contributi ai fini della misurazione della pensione.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 16, comma 1, lettera a), della legge 2 agosto 1990, n. 233 (Riforma dei trattamenti pensionistici dei lavoratori autonomi), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale di Genova, sezione lavoro, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 ottobre 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Fernanda CONTRI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 30 ottobre 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA