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Il Ministro per il commercio della Corea e il Commissario europeo per il commercio presiedono congiuntamente il comitato. Sono istituiti, inoltre, sei Comitati specializzati (merci, misure SPS, doganale, servizi, sviluppo sostenibile, zone di perfezionamento passivo, cooperazione culturale) e sette gruppi di lavoro (veicoli a motore, prodotti farmaceutici e dispositivi medici, prodotti chimici, cooperazione sulla difesa commerciale, accordi mutuo riconoscimento, appalti pubblici, indicazioni geografiche). La partecipazione a questi comitati è assicurata da parte europea da funzionari della Commissione. Il coordinamento con gli Stati membri avviene all'interno dei competenti gruppi e comitati del Consiglio dell’Unione europea. L'accordo non sostituisce o abroga gli altri accordi conclusi in precedenza con la Corea dagli Stati membri dell'Unione europea o dall'Unione. Esso rappresenta (articolo 15.14) un accordo specifico che dà effetto alle disposizioni commerciali ai sensi dell'accordo quadro e fa parte integrante delle relazioni bilaterali come disciplinate da tale intesa. Dell'intesa fanno parte integrante (articolo 15.13) tre Protocolli e relativi Allegati (illustrati qui di seguito), nonché venticinque Allegati collegati ai relativi capitoli. Il protocollo sull'assistenza amministrativa reciproca nel settore doganale sostituisce l'accordo doganale per quanto riguarda le disposizioni concernenti l'assistenza amministrativa reciproca. Protocollo relativo alla definizione di prodotti originari e ai metodi di cooperazione amministrativa Il protocollo contiene regole di origine standard (analoghe a quelle previste in altri accordi di libero scambio negoziati dall’Unione europea), disposizioni innovative sulle prove di origine che istituzionalizzano l'autocertificazione (dichiarazione di origine) e disposizioni sulla cooperazione amministrativa tra le autorità doganali. Il Protocollo prevede infatti che gli esportatori che acquisiscano ai sensi dell'articolo 17 del protocollo stesso lo status di esportatore autorizzato possano rilasciare «dichiarazioni di origine», in relazione a fatture, bolle di consegna o qualsiasi altro documento commerciale che descrivano i prodotti esportati in maniera sufficientemente dettagliata da consentirne l'identificazione (articolo 15). La figura dell'esportatore autorizzato è prevista nel cumulo bilaterale del sistema di preferenze generalizzate (regolamento (CE) n. 1063/2010 della Commissione, del 18 novembre 2010) e nei regimi autonomi. Tale figura è altresì compatibile con il codice doganale modernizzato (regolamento (CE) n. 450/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008), in quanto le future disposizioni di applicazione permetteranno di recepire in modo uniforme la legislazione attuale sull'argomento (in particolare, il regolamento (CE) n. 1207/2007 della Commissione, del 16 ottobre 2007). In deroga alla previsione standard del divieto di restituzione dei dazi incluso negli accordi libero scambio generalmente conclusi dall'Unione europea, il protocollo include una clausola di duty drawback , (articolo 14) che prevede -- pur con il limite di un riesame della procedura dopo cinque anni dall'entrata in vigore dell'accordo -- la possibilità per le società coreane di ottenere il rimborso dal Governo di Seul dei dazi pagati sulle componenti importate dai Paesi terzi. Nel corso del negoziato la clausola di duty drawback ha rappresentato per la Corea del Sud una red-line . A titolo di compromesso è stata tuttavia inserita una apposita clausola di salvaguardia (meccanismo di limitazione per il DDB), che consente di limitare la restituzione del dazio e che è suscettibile di essere attivata su iniziativa della Commissione o su richiesta di uno Stato membro ove ricorra una duplice condizione: che la differenza tra il tasso di crescita delle importazioni di parti in Corea ed il tasso di crescita delle esportazioni coreane verso l'Unione europea sia significativa e che ugualmente significativo risulti l'aumento per sé delle esportazioni coreane verso l'Unione europea in termini assoluti o relativi rispetto alla produzione interna. Si considera «significativa» una differenza di 10 punti percentuali. Aumenti al di sotto di questa soglia potranno essere considerati «significativi» caso per caso. Protocollo relativo all'assistenza amministrativa reciproca nel settore doganale Al pari di quanto previsto da altri accordi di libero scambio negoziati dall’Unione europea, tale Protocollo definisce le modalità di presentazione ed i contenuti delle richieste di assistenza tra le Parti. Tale tipologia di cooperazione amministrativa ha l'obiettivo di garantire la corretta applicazione della legislazione doganale e prevede lo scambio di informazioni riguardanti attività contrarie alla legislazione vigente. In particolare, si prevede sia l'assistenza fornita su richiesta di una delle parti, che l'assistenza reciproca spontanea. Il testo, tuttavia, prevede anche alcune eccezioni e casi in cui l'autorità interpellata può essere esonerata da tale obbligo. Vi sono, inoltre, disposizioni che tutelano la riservatezza dei dati scambiati e disciplinano l'ipotesi di comparizione su richiesta di esperti e testimoni di una parte in procedimenti giudiziari o amministrativi. L'articolo 12, infine, definisce i criteri di ripartizione delle spese di assistenza derivanti dall'attuazione del Protocollo. Protocollo sulla cooperazione culturale Il Protocollo è espressione della volontà di rafforzare la cooperazione culturale internazionale, inserendola in uno speciale contesto giuridico, al fine di promuovere gli scambi culturali, facilitare il movimento di artisti e incoraggiare la conclusione di accordi di co-produzione. È previsto il trattamento preferenziale per artisti e professionisti, nonché l'accesso preferenziale al mercato per le opere provenienti dai paesi delle due parti dell'Accordo. Alcune disposizioni di questo protocollo ricadono nella competenza degli Stati membri: si rende, pertanto, necessaria la ratifica da parte di tutte le parti contraenti (Unione europea e i suoi Stati membri) affinché il protocollo entri in vigore. Infine, in base all'articolo 15.10, paragrafo 3, dell'Accordo, il Protocollo sulla cooperazione culturale sarà applicato solo una volta che la Corea avrà depositato lo strumento di ratifica della Convenzione dell’UNESCO sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali.. Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo di libero scambio tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Corea dall'altra, con Allegati, fatto a Bruxelles il 6 ottobre 2010. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 15.10 dell'Accordo stesso. Art. 3. (Copertura finanziaria) 1.