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Concludo il mio intervento rivolgendomi agli amici della maggioranza, in particolare ai colleghi del MoVimento 5 Stelle: guardate che governare è una cosa seria, bisogna sentire la responsabilità e, soprattutto, bisogna sapere che si governa per tutti, non soltanto per quelli che si presume abbiano votato. Si governa per tutti, perché questo è il passato, il presente e il futuro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Monti. Ne ha facoltà. MONTI (Misto) . Signor Presidente, anch'io, come diversi parlamentari ieri sera, devo stigmatizzare la condotta del Governo nei confronti del Parlamento sulla legge di bilancio. Si è trattato, lo dico con serena gravità, di un vero e proprio atto di disprezzo del Parlamento. Il senso di responsabilità del Parlamento permetterà forse di evitare l'esercizio provvisorio, ma quello che avrà inizio il 1° gennaio si potrà purtroppo chiamare un esercizio ricattatorio. (Commenti del senatore De Vecchis) . A che cosa è dovuto questo oggettivo disprezzo del Parlamento da parte del Governo? Ad una vera mancanza di tempo perché il Governo è entrato in carica solo da poche settimane? Ad un'improvvisa crisi che ha stravolto lo scenario economico-finanziario internazionale? No, non vi è alcuna circostanza attenuante di questo tipo. Questa indegna esautorazione del Parlamento è, a mio parere, semplicemente una conseguenza del disprezzo della realtà, del rifiuto della realtà .(Brusio). PRESIDENTE . Mi scusi se la interrompo, senatore, ma c'è un brusio di fondo sproporzionato alle presenze in Aula. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Non è stato eletto da nessuno, non può fare polemica. MIRABELLI (PD) . Non si può neanche più parlare. Se volete, usciamo. PRESIDENTE. Mi scusi, senatore, la richiamo. Non mi costringa a farlo ancora e ad invitarla a lasciare l'Aula. (Commenti del senatore De Vecchis) . Senatore, pensavo che, senza averla nominata, avesse compreso a chi era indirizzato il richiamo. Non mi costringa a richiamarla nominalmente. MONTI (Misto) . Forse ho sbagliato qualcosa, Presidente? PRESIDENTE. Assolutamente no, la stiamo ascoltando con attenzione. MONTI (Misto) . Questa indegna esautorazione del Parlamento è una conseguenza del disprezzo della realtà e del rifiuto della realtà, che forse è l'unico elemento che le due forze politiche della maggioranza hanno veramente in comune. Aggiungo il disprezzo dei numeri, spesso derubricati a numerini; è anche questo un aspetto della non presa d'atto della realtà, salvo che poi i numerini vengono resi ancora più numerini quando può essere utile usare, per la prima volta nella storia delle relazioni tra l'Unione europea e uno Stato membro, due cifre decimali. Un Governo, che con orgoglio si considera sovranista e populista rifiutandosi per mesi di avere un dialogo serio con una realtà considerata ostile e da travolgere, l'Unione europea, ha finito per capitolare davanti agli eurocrati. Ha rinviato di giorni e giorni e poi ancora di un'ora due giorni fa (dalle ore 12 alle ore 13) la presentazione della manovra in Senato, perché non arrivava la lettera di nulla osta da Bruxelles. Il Governo sovranista ha ottenuto il risultato di cedere all'Europa in modo maldestro una quota rilevante della sovranità nazionale italiana sottraendola a chi? Il Governo populista ha tolto sovranità al Parlamento che, come ha ricordato l'altro ieri il presidente Mattarella, è interprete ed espressione della sovranità popolare. Quindi, c'è stata una perdita netta di sovranità popolare passante dal Parlamento al Governo e all'Europa. Il Governo si è trovato a dover decidere di una manovra in condizioni particolarmente favorevoli. Guardando almeno gli ultimi dieci anni, nessun Governo italiano si è trovato a dover essere confrontato con un'economia ricevuta dal passato non certo florida, ma che, superata una grave crisi finanziaria e una severa recessione, dà o dava - dovremmo forse dire - segni di ripresa. I mercati finanziari e la politica monetaria non erano mai stati così favorevoli. Ricordiamo tutti il quantitative easing . Va anche detto che le condizioni politiche della maggioranza rispetto alla debolezza numerica e - mi si permetta di dire - di idee delle opposizioni avrebbero potuto favorire una rigorosissima azione di Governo. Cari colleghi, persino dal punto di vista del contagio siamo stati favoriti e fortunati questa volta. In altre occasioni l'Italia ha subìto il contagio di Paesi vicini. Vi ricorderete cosa rischiava di voler dire il contagio della Grecia qualche anno fa. Questa volta siamo stati così fortunati da subire per dono di Dio il contagio, nel senso dell'allargamento, dovuto all'azione dei gilet gialli in Francia e alla duplice circostanza che il commissario Moscovici è molto politico e molto francese. Credo che senza queste circostanze, come si legge anche in qualche giornale di oggi, quella coalizione di Stati membri del Nord falchi e cattivi non avrebbe consentito alla Commissione di risparmiare l'apertura della procedura di infrazione verso l'Italia. L'abbiamo effettivamente scampata bella. Io vorrei soffermarmi per un attimo su come mai all'ultimo minuto il Governo italiano sia riuscito effettivamente a riprendere la situazione in mano. Secondo me, bisogna capire come prima si sia verificato un tale degrado del quadro di negoziato con l'Europa e come poi si sia potuto rimediare in pochi giorni. Tutti abbiamo esperienza di funzionamento di istituzioni, di aziende e di politica. Di solito, quando un comportamento va storto, quando una performance è cattiva una parte della ragione risiede nella cattiva struttura delle istituzioni oppure nel fatto che le istituzioni non vengono fatte funzionare come sarebbe prescritto. Bene. Io credo che abbiamo avuto grandissimi problemi, rimediati all'ultimo minuto ma con danni effettivi per il Paese perché per mesi e mesi la politica economica e la politica europea sono state condotte, nelle loro manifestazioni più visibili, da Ministri non competenti e non responsabili. Per la politica economica ha avuto forse anche eccessiva attenzione - ma è stato citato da tutti - l'atto del balcone del vice presidente Di Maio. Dopo avere sconfitto il competente Ministro dell'economia, l'ha fatto sapere al mondo. Ma non vorrei che si sottovalutasse il contributo dato in questo senso, cioè alla creazione di un pessimo ambiente negoziale con l'Europa, dal vice presidente Salvini che non ha avuto a disposizione in modo puntuale e trionfale un balcone, ma infiniti microfoni collocati in stadi, birrerie, sagre e altrove, dalle quali ha formulato, con martellante puntualità, la politica estera e la politica europea dell'Italia. Nei giornali internazionali la politica estera ed europea dell'Italia era quella dichiarata, giorno per giorno, dal Ministro degli interni. Ebbene, se voi ci fate caso, le cose si sono un po' raddrizzate quando è successo nel funzionamento del Governo quello che colpevolmente prima non era stato fatto succedere dal Presidente del Consiglio dei ministri: