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Disposizioni per l'attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, in materia di attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle regioni a statuto ordinario. Onorevoli Senatori. – L'articolo 116, terzo comma, della Costituzione prevede che con legge dello Stato possano essere attribuite alle regioni a statuto ordinario che ne facciano richiesta forme e condizioni particolari di autonomia nelle materie indicate dal comma medesimo e nel rispetto dei princìpi previsti dall'articolo 119 della stessa Carta costituzionale. Attualmente sono quattro le regioni che, con delibere dei rispettivi consigli, hanno formalizzato richieste di autonomia differenziata, mentre altre regioni hanno comunicato l'intenzione di procedere ad analoghe istanze. Tuttavia l'attuazione della disposizione costituzionale ha presentato criticità a causa dell'assenza di un quadro coerente di riferimento che, all'atto dell'avvio del processo di differenziazione di competenze tra le regioni, non faccia venire meno il rispetto degli obiettivi di autonomia e decentramento e, allo stesso tempo, assicuri il perseguimento degli obiettivi costituzionali volti alla rimozione degli squilibri economici e sociali, in modo da garantire l'unità e l'indivisibilità della Repubblica. È in questo contesto che va situato il percorso attuativo della disposizione costituzionale che si intende avviare, che, nel farsi carico delle esigenze di differenziazione poste da alcune regioni, mantiene viva l'attenzione a garantirne la coerenza non solo con i princìpi di sussidiarietà e adeguatezza enunciati nella Costituzione, ma anche con il più generale principio solidaristico che connota il sistema degli enti locali nella sua interezza. Il presente disegno di legge è il risultato di un ampio e complesso processo istruttorio che ha coinvolto molti soggetti istituzionali, a partire dalle regioni che avevano originariamente fatto richiesta di autonomia differenziata, ed è stato, poi, oggetto di confronto anche con le altre regioni e gli enti locali in sede di Conferenza unificata il 28 novembre 2019. Il 3 dicembre 2019 è stata altresì istituita presso il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio dei ministri una Commissione di studio sui temi dell'autonomia differenziata, composta da esperti qualificati anche esterni all'amministrazione e provenienti da diverse categorie professionali, in particolare professori universitari di diritto costituzionale. La Commissione si è insediata il 10 dicembre 2019 e ha continuato i propri lavori anche durante il lockdown attraverso videoconferenza e comunicazioni via mail. Il 5 febbraio 2020 si è svolto anche un incontro con le organizzazioni sindacali. Dalle suddette consultazioni è emersa la necessità: a) di subordinare il trasferimento delle funzioni relative alle materie concernenti i livelli essenziali delle prestazioni (LEP) che devono essere garantiti in tutto il territorio nazionale, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione, alla previa determinazione degli stessi LEP, senza introdurre iter speciali per l'adozione dei LEP; b) di far decorrere l'attribuzione di funzioni che implicano il trasferimento di risorse finanziarie alla data di entrata in vigore del relativo decreto di trasferimento; c) del trasferimento immediato delle funzioni amministrative per le quali non occorre individuare i LEP e che non comportano il trasferimento di risorse; d) di ribadire la necessità del rispetto dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza e del principio solidaristico, con il coinvolgimento degli enti locali nel percorso riformatore, tenendo conto delle funzioni fondamentali dei comuni, delle province e delle città metropolitane; e) di sottoporre lo schema di intesa preliminare a una valutazione collegiale del Consiglio dei ministri per consentire anche ai Ministeri non competenti per materia l'espressione delle proprie valutazioni, al fine di garantire il più ampio confronto in seno al Governo; f) di definire un percorso preliminare finalizzato ad acquisire le valutazioni delle Camere prima della stipulazione dell'intesa definitiva. Sulla base dell'ampio e complesso lavoro svolto, è stata pertanto predisposto il presente disegno di legge che è volto a definire un quadro unitario di disposizioni a cui lo Stato si conforma in sede di elaborazione delle intese con le regioni interessate, avendo riguardo sia alla sostenibilità giuridica della differenziazione richiesta – nel cui ambito la richiesta espansione della differenziazione deve risultare coerente con la necessaria unitarietà del nostro assetto regionale – sia alla sostenibilità economica del nuovo assetto, che deve muoversi all'interno dei vincoli economici e finanziari di finanza pubblica, come del resto richiesto dall'articolo 119 della Costituzione, i cui princìpi sono espressamente richiamati dall'articolo 116 della stessa Costituzione. Si tratta di un rilevante intervento che intende fissare una cornice unitaria nazionale entro la quale possono essere inserite le intese da parte di tutte le regioni. Una cornice unica che capovolge le precedenti impostazioni. Il presente disegno di legge stabilisce le modalità di coinvolgimento delle Camere prima dell'approvazione dell'intesa tra il Governo e le regioni, prevedendo anche termini sollecitatori, allo scadere dei quali l' iter procedimentale comunque deve essere concluso. L'iniziativa si inserisce in un contesto che vede anche la proposta di istituzione di un fondo perequativo nell'ambito della legge di bilancio annuale, con relativa dotazione finanziaria; una proposta che risponde all'importante finalità strategica perequativa mirata al recupero del deficit infrastrutturale tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale, anche infra-regionali. Il presente disegno di legge è composto da due articoli. L'articolo 1 stabilisce le disposizioni alle quali lo Stato deve attenersi nella sottoscrizione delle intese di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione. In particolare, il comma 1 precisa che, al fine di assicurare la tutela dell'unità giuridica ed economica della Repubblica, lo Stato, nel sottoscrivere le intese con le regioni, debba conformarsi alle seguenti disposizioni: a) che il processo di attribuzione alle regioni delle ulteriori forme e condizioni di autonomia avvenga: 1) nel rispetto, nelle materie oggetto di attribuzione differenziata, dei LEP di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione, alla cui preventiva determinazione è subordinata l'attribuzione delle funzioni nelle materie concernenti i medesimi LEP; 2) nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza di cui all'articolo 118 della Costituzione e del principio solidaristico di cui agli articoli 2 e 5 della Costituzione. La disposizione prevede che siano sentiti gli enti locali e che si tenga conto delle funzioni fondamentali dei comuni, delle province e delle città metropolitane, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera p) , della Costituzione;