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I componenti del Garante non possono ricoprire cariche elettive, governative e istituzionali né ricoprire altri incarichi o uffici pubblici di qualsiasi natura, né svolgere attività lavorativa, subordinata o autonoma, imprenditoriale o libero-professionale, né ricoprire incarichi di responsabilità in partiti politici. Art. 4. (Sostituzione) 1. I componenti del Garante sono immediatamente sostituiti in caso di dimissioni, morte, incompatibilità sopravvenuta, accertato impedimento fisico o psichico, grave violazione dei doveri inerenti all'incarico affidato ovvero condanna penale definitiva per delitto. La valutazione circa l'effettiva esistenza dell'impedimento fisico o psichico nonché della grave violazione dei doveri inerenti all'incarico affidato compete ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, che vi procedono d'intesa e senza ritardo. 2. Alla sostituzione dei componenti del Garante si provvede, a seconda che si tratti del presidente o di uno degli altri componenti del collegio, con le procedure di nomina previste dall'articolo 1, comma 2. 3. Il componente sostituto resta in carica fino alla scadenza ordinaria del mandato del Garante. Art. 5. (Organico) 1. Alle dipendenze del Garante è istituito un ufficio presso il quale sono impiegati dipendenti dello Stato e di altre amministrazioni pubbliche, dotati di competenze e di documentate conoscenze negli ambiti di intervento di competenza del Garante stesso, collocati fuori ruolo nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti di provenienza. Il servizio dei suddetti dipendenti presso l'ufficio del Garante è equiparato ad ogni effetto di legge a quello prestato nelle rispettive amministrazioni di provenienza. I collaboratori del Garante svolgono la loro attività sotto la sua esclusiva autorità. 2. L'organico dell'ufficio del Garante, in misura non superiore a quaranta unità, è determinato, su proposta del Garante medesimo, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, entro tre mesi dalla data del primo insediamento del Garante. 3. Per l'attuazione dei commi 1 e 2 è autorizzata la spesa di 1.300.000 euro annui a decorrere dall'anno 2014. 4. Le spese di funzionamento dell'ufficio del Garante sono poste a carico di un fondo stanziato a tale scopo nel bilancio dello Stato e iscritto in apposita unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. Il rendiconto della gestione finanziaria è soggetto al controllo della Corte dei conti. 5. Per l'attuazione del comma 4 è autorizzata la spesa di 600.000 euro annui a decorrere dall'anno 2014. 6. Le norme concernenti l'organizzazione dell'ufficio del Garante nonché quelle dirette a disciplinare la gestione delle spese, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato, sono adottate su proposta del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni. Art. 6. (Consulenze) 1. Il Garante, nei casi in cui la natura tecnica o la delicatezza delle questioni sottoposte alla sua valutazione lo richiedano, può avvalersi, nel limite massimo di spesa di 300.000 euro annui a decorrere dall'anno 2014, dell'opera di consulenti remunerati in base alle vigenti tariffe professionali. Art. 7. (Rapporti con i garanti dei diritti delle persone limitate nella libertà istituiti in ambito regionale o locale) 1. Il Garante nell'esercizio della sua attività promuove e attua rapporti e procedure di collaborazione con i garanti territoriali, nominati dalle regioni o dagli enti locali, ovvero con altre figure istituzionali, comunque denominate, che abbiano competenza nelle materie del Garante medesimo. 2. Il Garante prende in esame le segnalazioni effettuate dai garanti territoriali di cui al comma 1. 3. Almeno una volta all'anno, in preparazione del rapporto annuale da presentare al Parlamento, il Garante si riunisce in assemblea con i garanti territoriali di cui al comma 1. Art. 8. (Funzioni e poteri) 1. Nell'esercizio della funzione di garanzia dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale il Garante: a) vigila affinché l'esecuzione della custodia dei detenuti, degli internati e dei soggetti sottoposti a custodia cautelare in carcere o ad altre forme di limitazione della libertà personale sia attuata in conformità alle norme e ai princìpi stabiliti dalla Costituzione, dalle convenzioni internazionali sui diritti umani ratificate dall'Italia, dalle leggi dello Stato e dai regolamenti; b) adotta le proprie determinazioni in ordine alle istanze e ai reclami che siano ad esso rivolti dagli internati e dai detenuti ai sensi dell'articolo 35 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e dell'articolo 9, comma 2, della presente legge; c) verifica che le strutture edilizie pubbliche adibite alla restrizione o all'attenuazione della libertà delle persone siano idonee a salvaguardarne la dignità con riguardo al rispetto dei diritti fondamentali. 2. Nell'esercizio delle funzioni indicate al comma 1, il Garante ed i suoi collaboratori a tal fine accreditati: a) visitano senza necessità di autorizzazione e in condizioni di sicurezza gli istituti penitenziari, gli ospedali psichiatrici giudiziari, le comunità terapeutiche e di accoglienza o comunque le strutture pubbliche e private dove si trovano persone in misura alternativa o sottoposte alla misura cautelare degli arresti domiciliari, gli istituti penali per minori e le comunità di accoglienza per minori sottoposti a provvedimenti dell'autorità giudiziaria, nonché, previo preavviso e senza che da ciò possa derivare danno per le attività investigative in corso, le camere di sicurezza eventualmente esistenti presso le caserme dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza e della polizia municipale e i Commissariati di pubblica sicurezza, accedendo, senza restrizione alcuna, a qualunque locale e incontrando liberamente chiunque vi sia privato della libertà; b) prendono visione, previo consenso anche verbale dell'interessato, degli atti e dei documenti contenuti nel fascicolo della persona privata della libertà, fatta eccezione per quelli coperti da segreto relativi alle indagini e al procedimento penale; c) richiedono alle amministrazioni responsabili delle strutture indicate alla lettera a) le informazioni e le comunicazioni dei documenti che ritengano necessari, fermo restando il divieto di cui alla lettera b) . Nel caso in cui l'amministrazione responsabile non fornisca risposta entro il termine di un mese dalla data della richiesta, il Garante e i suoi collaboratori informano il magistrato di sorveglianza territorialmente competente al quale possono richiedere di emettere ordine di esibizione dei documenti richiesti. 3.