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È un successo degli italiani e in particolare degli operatori del comparto sanitario, che hanno lavorato senza sosta, prestandosi a turni massacranti e spesso sopperendo, con la loro abnegazione e il loro senso del dovere, alle carenze di un sistema sanitario nazionale che era stato depauperato nel corso degli ultimi decenni. Tengo molto a sottolineare che l'urto della pandemia è stato retto dalla sanità pubblica. Questi sacrifici sono stati fondamentali e ciò è tanto vero da venire dimostrato da uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori dell'Imperial College di Londra che lavora per il centro Medical research council (MRC) per l'analisi globale delle malattie infettive, pubblicato sulla prestigiosa e conosciutissima rivista scientifica «Nature» e poi ripreso praticamente dai media di tutto il mondo, il quale ha dimostrato che il lockdown e la chiusura delle scuole in Europa hanno salvato dalla morte 3,2 milioni di persone. In Italia le morti evitate, secondo questo studio, sono state 630.000. (Applausi) . Di sicuro ci sarà chi non crederà a tali risultati e allora magari potrà guardare non a uno studio predittivo come questo, ma quello che di terribile è successo nei Paesi che hanno fatto una scelta diversa dalla nostra. Cito ad esempio il Regno Unito, gli Stati Uniti, il Brasile e molti altri che purtroppo - e lo sottolineo - hanno numeri di contagi e morti molto superiori al nostro, in termini sia assoluti sia percentuali, nonostante la pandemia avesse raggiunto i loro Paesi dopo il nostro e quindi avessero un precedente su cui basarsi per adottare i provvedimenti più opportuni per contrastare il dilagare del contagio. I numeri mondiali della pandemia che lei ha citato, signor Ministro, dimostrano che in questa vicenda non c'è nulla di ideologico: non c'è destra né sinistra; non c'è chi è coraggioso e sfida il contagio o chi è fifone e si protegge. In gioco ci sono solo ed esclusivamente la salute di miliardi di persone e il loro diritto a essere protetti dal contagio, adottando tutte le buone pratiche approvate dalla comunità scientifica internazionale. Di fronte a queste evidenze, ai morti, alle bare trasportate dai camion militari, c'è ancora chi sostiene che sia tutto un bluff e una montatura del Governo per rimanere attaccato alle poltrone e che addirittura questo, a tale scopo, faccia entrare in Italia gli immigrati contagiati, come abbiamo appena sentito dalla collega che mi ha preceduto. Questi purtroppo non sono discorsi da bar o da social , il che sarebbe quasi inevitabile, ma vengono ripetuti in sedi istituzionali, senza provare alcuna vergogna. (Applausi) . Stamane, quindi non solo pochi minuti fa, c'era ancora chi parlava di dittatura sanitaria in atto in Italia. Altri negazionisti, qualche settimana fa, hanno organizzato un convegno in questo edificio, rifiutando di indossare la mascherina e invocando la libertà personale, salvo poi essere indirettamente redarguiti, qualche ora dopo, dal Presidente della Repubblica che, dall'alto della sua autorevolezza, ha giustamente precisato che nessuno ha la libertà di far ammalare altre persone. Quella non è libertà, ma ignoranza, menefreghismo, cinismo e incoscienza: quello, e non altro. (Applausi) . Il partito dei negazionisti non accenna a sgonfiarsi, anzi forse si ingrossa e tra le sue fila entra non solo chi ignora il pericolo o lo sottovaluta, magari in buona fede, per pura ignoranza, ma soprattutto vi entra - direi a pieno titolo - chi mira ad avere notorietà mediatica o voglia spuntare uno zero virgola in più nei sondaggi elettorali. Ciò detto, le azioni da mettere in pratica nell'immediato futuro sono note e passo velocemente a elencarle: dobbiamo proseguire sulla strada della massima attenzione, della prudenza e della salvaguardia della salute pubblica e si dovranno potenziare tutti gli strumenti che consentono d'individuare con tempestività l'insorgere di nuovi focolai, così da poterli circoscrivere immediatamente. Di conseguenza, sarà necessario potenziare sia gli strumenti per la diagnosi, sia le strutture che possono eseguirla, anche superando i localismi regionali, che a volte hanno generato una pluralità di iniziative che poi si sono rivelate controproducenti. Signor Ministro, lei poc'anzi ha citato la necessità di adottare misure di reciprocità con gli altri Paesi, facendo per esempio test negli aeroporti sia per chi entra nel nostro Paese, sia per gli italiani che escono dal territorio nazionale. L'obiettivo dev'essere quello di ritornare al più presto alla normalità e quindi consentire la ripresa di tutte le attività economiche e sociali in totale sicurezza, tenendo conto dell'evoluzione della pandemia in ambito nazionale e internazionale. L'anno scolastico riprenderà, com'è stato già deciso, con le lezioni in presenza, adottando tutti gli accorgimenti per assicurare la salute dei nostri studenti, ad esempio con norme banali, ma utilissime, come il lavaggio frequente delle mani, il distanziamento sociale di un metro e, ove ciò non fosse fisicamente possibile, utilizzando le mascherine. Nelle sue comunicazioni, signor Ministro, ha sottolineato l'esigenza di riavvicinare la scuola al Servizio sanitario nazionale, costruendo una sua relazione organica con le aziende sanitarie territoriali che non lasceranno soli, come ha ripetutamente detto, le scuole, gli studenti, i presidi e i docenti. All'uopo, è stato approvato all'unanimità dalla Conferenza unificata un protocollo d'intervento e l'auspicio ulteriore è che anche i corsi universitari in presenza possano riprendere al più presto. Infine, grande attenzione dovrà porsi sul trasporto pubblico e, in particolare, su quello scolastico dedicato, le cui linee guida sono state pure recentemente approvate in sede di Conferenza unificata per assicurare ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze la fruizione di tali servizi in condizioni di piena sicurezza. Come si vede, non siamo "criminali", ma operiamo nell'esclusivo interesse degli italiani. (Applausi) . PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Per che cosa? PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, relativamente al mio intervento di prima, nella foga ho pronunciato la parola «criminali»: forse non era tanto giusta e vorrei chiedere scusa. PRESIDENTE . La ringrazio per questa precisazione. (Commenti) . Colleghi, la senatrice Pizzol ha presentato scuse di cui penso dobbiamo prendere atto. Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Ministro della salute. Comunico all'Assemblea che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dai senatori Romeo, Bernini, Ciriani e da altri senatori, e n. 2, dalla senatrice Pirro e da altri senatori. I testi sono in distribuzione. Ha facoltà di intervenire il ministro della salute, onorevole Speranza, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sulla proposta di risoluzione di maggioranza e contrario su quella di minoranza. PRESIDENTE . Passiamo alle votazioni. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE.