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L'emendamento 3.0.8 (testo 2), approvato in sede referente, propone di destinare, nell'ambito delle risorse già stanziate del programma denominato Garanzia occupabilità dei lavoratori (GOL), 10 milioni di euro per il 2021 in favore dell'accesso ai servizi di supporto per la ricollocazione professionale da parte dei lavoratori dipendenti di aziende che siano state poste in procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria o che siano stati collocati in cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione dell'attività aziendale. Si demanda a un decreto ministeriale la definizione delle relative modalità di attuazione. L'emendamento 3.0.11 (testo 4), approvato in sede referente, propone alcune modifiche retroattive alla disciplina transitoria sugli accordi provinciali di riallineamento retributivo nel settore agricolo e sui relativi verbali aziendali di recepimento. L'intervento, in primo luogo, è inteso a far salvi gli effetti dei verbali aziendali di recepimento che riguardano il profilo della rappresentatività del datore di lavoro, pur non essendo stati sottoscritti anche da quest'ultimo, che siano stati sottoscritti dall'associazione imprenditoriale alla quale sia iscritto il medesimo datore di lavoro, purché la medesima sia anche firmataria dell'accordo provinciale. In secondo luogo, si consente con effetto retroattivo che i medesimi verbali aziendali, purché sottoscritti entro il termine del 17 ottobre 2001, potessero prevedere inizialmente anche un periodo parziale di riallineamento, con successiva integrazione da parte di un accordo sottoscritto prima dell'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Resta fermo che gli accordi provinciali in oggetto potessero consentire diverse modulazioni di recepimento da parte dei verbali aziendali o anche demandare a questi ultimi la definizione del programma di riallineamento, purché i verbali fossero o siano sottoscritti entro la suddetta entrata in vigore della legge dalle stesse parti firmatarie dell'accordo provinciale. Il successivo articolo 4 estende al 2022 la disciplina già posta in essere per gli anni 2020 e 2021, che concerne le società in procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria e che riconosce uno sgravio contributivo, su richiesta e previa autorizzazione dell'INPS, nel caso in cui esse usufruiscano o abbiano usufruito, nell'anno precedente a quello suddetto di riferimento, di specifiche ipotesi di trattamento straordinario di integrazione salariale. Lo sgravio consiste nell'esonero sia dal versamento al fondo della tesoreria dell'INPS delle quote di accantonamento per il trattamento di fine rapporto relative alla retribuzione persa a causa della riduzione oraria o della sospensione dal lavoro, sia dal pagamento all'INPS del contributo di cui all'articolo 2, commi da 31 a 35, della legge n. 92 del 28 giugno 2012 e successive modificazioni, contributo inerente all'interruzione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato. L'estensione temporale in oggetto viene concessa nel limite di spesa di 16 milioni di euro per il medesimo anno 2022, che viene posto a carico del fondo sociale per l'occupazione e la formazione. Si ricorda che, per ciascuno degli anni 2020 e 2021, la normativa in esame già stabilisce un limite di identico importo disposto a carico del medesimo fondo e che essa prevede una procedura di monitoraggio finanziario da parte dell'INPS, la quale ora si applica anche per il limite relativo all'anno 2022. I trattamenti straordinari di integrazione salariale ai quali è connesso lo sgravio in esame sono quelli concessi negli ultimi anni 2019-2021, ai sensi dell'articolo 44 del decreto-legge n. 109 del 2018, convertito con modificazioni dalla legge n. 130 del 2018, previo accordo stipulato in sede governativa e in deroga ai limiti generali di durata vigenti per il medesimo trattamento, nei casi in cui l'azienda abbia cessato o cessi l'attività produttiva e sussistano concrete prospettive di cessione dell'azienda, con conseguente riassorbimento occupazionale, oppure sia possibile realizzare interventi di reindustrializzazione del sito produttivo. I trattamenti in oggetto comprendono anche alcune ipotesi di proroga dei medesimi per i casi in cui le azioni inerenti al completamento del processo di cessazione aziendale e alla salvaguardia occupazionale abbiano incontrato fasi di particolare complessità, anche rappresentate dal Ministero dello sviluppo economico. Queste sono le considerazioni della Commissione lavoro per quanto riguarda il disegno di legge in esame. Devo aggiungere che ringrazio i colleghi e il relatore dell'8 a Commissione per l'impegno nel superare le difficoltà che abbiamo incontrato nell'incrociare le due leggi, per interessi diversi rappresentati dall'8 a Commissione rispetto a quelli rappresentati dall'11 a . Per quanto riguarda l'11 a Commissione, spero di poter accogliere in futuro le raccomandazioni del presidente Mattarella, il quale suggerisce di presentare argomenti omogenei nel corso dell'esame dei disegni di legge, che spero, nel caso dell'11 a Commissione, vogliano riguardare una revisione della stratificazione delle politiche del lavoro, sia passive, sia attive, con particolare riferimento alla formazione, che riteniamo debba avere un aspetto continuo, in modo da favorire la prima occupazione e, nel caso in cui questa non dovesse andar bene, preparare i lavoratori a un cambio di lavoro, che non potrà mai avvenire, se non c'è una formazione adeguata. Alcuni provvedimenti previsti in questa legge sull' outplacement ritengo siano importanti, ma credo che debbano essere collegati a una serie di nuovi interventi, che auspico abbiano l'omogeneità per riguardare temi importanti come l'occupazione, il mondo del lavoro e i lavoratori. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore De Falco. Ne ha facoltà. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, riguardo a questo decreto-legge vorrei fare un piccolo passo indietro, perché pochi giorni fa abbiamo approvato il decreto-legge n. 45, cioè quello con il quale si è poi indetto un concorso di idee. Una piccola parentesi: il decreto-legge n. 45 del 2021 prevedeva che, entro tre mesi dall'entrata in vigore, si sarebbe dovuto fare questo concorso di idee, ma non risulta da nessuna parte che sia stato fatto. In conseguenza di quel decreto-legge ci furono le dichiarazioni importantissime di un Ministro pesante dell'attuale Governo, il ministro Franceschini, il quale alla stampa internazionale aveva dichiarato, già allora, che, a seguito di tale decreto, le grandi navi non sarebbero più entrate a Venezia. Invece no, perché oggi ci troviamo ad esaminare, valutare ed eventualmente votare un decreto-legge con il quale finalmente si dice che le grandi navi non entreranno più a Venezia. Il Governo italiano ha fatto una pessima figura internazionale: ho contato personalmente 52 articoli della stampa internazionale, dal "Washington Post" al "New York Times", tutti incentrati sull'elemento della scarsa credibilità di un Governo che dice una cosa e ne fa un'altra.