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S.S. è un detenuto sottoposto alla misura di massimo rigore dall'aprile 2021, presso il penitenziario di Catania Bicocca, in relazione a contestazioni in materia di associazione mafiosa, voto di scambio e trasferimento fraudolento di valori nell'ambito dell'operazione di polizia nota come "operazione Provinciale"; a seguito degli accertamenti, che hanno dato luogo a molte perizie psichiatriche, effettuate a partire da aprile scorso, egli è risultato affetto da patologie legate a disturbi paranoidei, disturbi depressivi con turbe comportamentali e ideative con stato depressivo cronico nonché schizofrenia paranoide; inoltre il detenuto manifesta una dichiarata intenzionalità di non assumere cibi solidi, presenta difficoltà alla deambulazione che lo costringono alla sedia a rotelle, in quanto non mantiene l'equilibrio, e riferisce di rimanere a letto per tutta la durata della giornata, rendendo necessaria un'assistenza dedicata per tutta la giornata, che però non gli viene garantita all'interno del carcere; considerato che: il detenuto ha tentato svariate volte il suicidio in cella per impiccagione con le lenzuola del suo letto, a seguito dei quali non è stato mai trasportato in ospedale per accertamenti medici; per prevenire possibili ulteriori tentativi, è costretto a dormire con lenzuola di carta; le costanti perizie a cui è sottoposto rilevano un aggravamento progressivo del quadro complessivo: in ultimo, si registra un disturbo dell'adattamento con grave sindrome ansioso depressiva, problematiche neurologiche degenerative, deperimento organico; considerato infine che: a seguito dell'ultima visita psichiatrica e colloquio psicologico S. presentava un rallentamento ideo-motorio nonché un evidente deperimento organico (peso corporeo da vestito 58 chili), ipotrofia muscolare diffusa e oscillazioni di Romberg: appare evidente che le sue condizioni risultano poco concilianti con la detenzione in carcere; è stata più volte richiesta la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari, con l'applicazione dei dispositivi elettronici di controllo a distanza, che è stata sempre negata, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, nell'ambito delle proprie attribuzioni, possa prendere in considerazione quanto esposto e attivare i propri poteri ispettivi al fine di far luce su questa ennesima situazione in cui detenuti che presentano quadri clinici incompatibili con la vita carceraria vedano negata la misura alternativa degli arresti domiciliari. Atto n. 4-06222 STABILE Al Ministro della salute Premesso che: il 29 settembre 2021 durante la trasmissione "Non è l'Arena" di Giletti è stato affrontato lo scandalo delle mascherine "farlocche" negli ospedali del Friuli-Venezia Giulia usate da medici ed infermieri; l'ARCS, Azienda regionale di coordinamento per la salute, proprio a seguito di un'urgente segnalazione della struttura complessa logistica della stessa ARCS ha proceduto con estrema urgenza all'approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale facciali filtranti FFP3 e FFP2 per le esigenze delle aziende del servizio sanitario regionale; tale situazione di urgenza deriva, ad esito di una più vasta indagine svolta su base nazionale, dal sequestro preventivo da parte della Guardia di finanzia degli stessi dispositivi, giacenti anche presso il magazzino centralizzato dell'ARCS, di provenienza dalle forniture effettuate dalla struttura commissariale nazionale, e quindi risulta indifferibile sopperire alla grave carenza dei suddetti prodotti e ripristinare le scorte di sicurezza occorrenti per gli enti del SSR; l'interrogante aveva già segnalato questa grave problematica con l'interrogazione 3-02270 del 17 febbraio 2021 sottolineando come i DPI sono strumenti utilizzati per proteggere il lavoratore contro i rischi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro ed evidenziando che la fornitura di dispositivi privi dell'azione filtrante ha prodotto effetti negativi sia sui lavoratori provvisti di dispositivi spesso scadenti, con rischi per la propria salute, sia sulle imprese che realizzano prodotti con requisiti tecnici a norma di legge, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario e urgente accertare i fatti riferiti e adottare conseguenti provvedimenti al fine di tutelare la salute degli operatori sanitari. Atto n. 4-06223 BOTTO LANNUTTI ABATE ANGRISANI GIANNUZZI MININNO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, ha previsto all'articolo 20, comma 6, la facoltà di riscatto dei corsi di studio universitario relativamente a periodi da valutare con il sistema contributivo; al riguardo, da informazioni in possesso degli interroganti, a partire dalla conversione in legge del decreto, risulterebbero giacenti presso l'INPS le domande di coloro hanno richiesto di accedere al riscatto agevolato degli anni di studio e che non hanno versamenti contributivi prima dell'anno 1996, i cui anni di studio (in tutto o in parte) si collocano prima del medesimo anno; l'Istituto ha comunicato che la definizione delle domande di riscatto agevolato di laurea con opzione al contributivo risulta temporaneamente sospesa in attesa di un aggiornamento delle procedure informatiche; gli interroganti evidenziano che, la sede territoriale dell'INPS di Genova ha tuttavia fornito risposte differenti in merito alle medesime domande di riscatto, sostenendo di essere in attesa di indicazioni dalla direzione centrale dell'INPS di Roma su come definire le pratiche di riscatto di laurea per gli iscritti privi di contribuzione ante 1996; tale situazione desta incertezza e perplessità in relazione al livello di efficienza dell'Istituto nazionale di previdenza sociale e all'assistenza che viene fornita nei riguardi degli iscritti, che appare ambigua e confusa in merito alle risposte fornite, considerato fra l'altro che appare scarsamente probabile che dalla data di entrata in vigore della legge fino ad oggi lo stesso Istituto non sia riuscito ad aggiornare le procedure informatiche; a giudizio degli interroganti, sarebbe stato sufficiente e più semplice che l'INPS avesse stabilito di accettare il modello AP09 (della liquidazione della pensione con il calcolo esclusivamente contributivo) allegandolo alla domanda di riscatto agevolato senza pretendere che il medesimo documento fosse inviato contestualmente alla domanda telematica di opzione al contributivo; risulta conseguentemente inaccettabile, a parere degli interroganti, lo stato di incertezza e equivocità nella posizione dell'INPS, determinatosi con riguardo a coloro che hanno inviato la domanda per accedere al riscatto agevolato degli anni di studio ante 1996 (e non hanno effettuato i versamenti contributivi prima del 1996) che a distanza di anni attendono ancora di conoscere l'esito dell'istanza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e quali valutazioni di competenza intenda esprimere; quali siano le motivazioni effettive dei ritardi da parte dell'INPS nel fornire le risposte agli iscritti in relazione alle domande inviate per il riscatto agevolato ai fini pensionistici dei corsi di studio di laurea, con opzione al sistema contributivo, i cui anni di studio si collocano in tutto o in parte prima dell'anno 1996;