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Ciò a cominciare dalla riforma del sistema fiscale, le cui norme si sono stratificate negli anni, rendendolo squilibrato, anche perché applicate ad una realtà nel frattempo completamente mutata. In 6 a Commissione stiamo ancora lavorando sul disegno di legge delega per la riforma del fisco. È vero che non rientra tra gli obiettivi del PNRR, ma è pur vero che ad esso è collegata e che rientra tra le raccomandazioni dell'Unione europea rispetto a tutte le riforme da attuare per concretizzare il PNRR e per cambiare così radicalmente il nostro sistema Paese. Se non dovesse concludersi l' iter in questa legislatura, il prossimo Governo dovrà affrontare questo tema, ponendolo tra i suoi primi obiettivi; viceversa il prossimo Esecutivo dovrà affrontare i decreti legislativi che saranno determinanti per la realizzazione della riforma. In entrambi i casi, quindi, sarà importante la compagine politica che vincerà le elezioni: se sarà la coalizione di Centrodestra si potrà realizzare una vera grande riforma del fisco, come da sempre voluto da Forza Italia e dal Presidente Berlusconi, con l'obiettivo di tutelare i risparmi per aumentare il potere di acquisto, gli investimenti, l'occupazione e la crescita. La materia fiscale, infatti, è di importanza fondamentale per il nostro Paese. Servono certamente interventi più coraggiosi sul versante delle semplificazioni, volte non solo al superamento dei tecnicismi, ma anche finalizzate ad una razionalizzazione dell'esorbitante numero di imposte e tasse caratterizzanti l'Italia. Si pensi che solo ad agosto, tra versamenti, comunicazioni e adempimenti contabili, sono ben 205 gli appuntamenti fiscali in scadenza a cui va aggiunto anche il termine di versamento delle rate 2021 di rottamazione ter e saldo e stralcio. Allo stesso modo sarebbe stato molto importante mettere in campo una misura di pace fiscale, perché, alla luce di quanto avvenuto negli ultimi due anni e di quanto sta ancora avvenendo, sono milioni i contribuenti che non sono materialmente in grado di saldare il loro debito con il fisco a causa di difficoltà oggettive. Un Governo di Centrodestra farà la differenza a partire dalla materia fiscale. Forza Italia è pronta a riformare il sistema, avendo ben presente da dove iniziare e come proseguire. Bisogna recuperare una visione a 360 gradi. In attesa, dunque, dei prossimi passaggi parlamentari su cui poter intervenire in materia fiscale, il Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDCvoterà a favore della conversione in legge del decreto-legge oggi in esame. (Applausi) . BOTTICI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOTTICI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, come spesso è accaduto con i decreti-legge approvati dal Governo, anche quello al nostro esame presenta qualche passettino in avanti in diversi settori, ma non è certo risolutivo. Merita sì un voto favorevole per quella sorta di minimo sindacale che è riuscito a garantire, soprattutto dopo l' iter parlamentare, ma è ben lontano dall'inserirsi in un quadro di risposta alle emergenze del momento e a quelle che si potranno verificare a breve. Colleghi, in questo momento l'economia italiana dà segni di resilienza. Come stimato dall'ISTAT i primi due trimestri hanno visto crescere il PIL. Le stime di crescita del prodotto interno lordo del Governo per quest'anno parlano di un aumento del 3,1 per cento. Come però ha ammesso lo stesso ministro Franco al recente forum di Davos, su questo possibile incremento del 3,1 per cento incide in modo dirimente un effetto trascinamento dal 2021, stimato dallo stesso Ministro in un +2 per cento. Cosa significa? È semplice: significa che il Paese si sta tenendo a galla grazie all'ottima performance del PIL registrata nel 2021, con quell'aumento del 6,6 per cento, record in Europa (Applausi) , dovuto in parte all'effetto rimbalzo dopo il crollo del PIL del 2020, ma in parte anche agli ottimi risultati prodotti dalle politiche espansive portate avanti dal Governo Conte 2 per reagire alla pandemia. Lo sguardo deve però, a questo punto, rivolgersi a una pandemia energetica che non accenna ad esaurirsi, ad un'inflazione che morde ancora, all'inasprimento mondiale delle politiche monetarie, a un'economia degli Stati Uniti che ha appena registrato una recessione tecnica e all'indice del manifatturiero in calo in Germania. Il Fondo monetario internazionale ha previsto per l'Italia una crescita del PIL nel 2023, in drastico calo, del +0,7 per cento. Gli osservatori internazionali parlano di imminente recessione e lo stesso premier uscente, Mario Draghi, non ha nascosto le evidenti difficoltà per l'economia. Rispetto a tutto questo serviva ben altro che un pur apprezzabile decreto semplificazioni. Il decreto-legge in esame è un passaggio importante per provare ad aumentare l'efficienza del sistema fiscale e tributario. Un sistema fiscale efficiente, snello e moderno è alla base di qualsiasi economia in salute. La digitalizzazione avrebbe dovuto avere un peso importante in questo decreto semplificazioni e invece il tema è stato toccato solo di passaggio: dal Governo e dal Parlamento servirà, nel prossimo futuro, un impegno maggiore, a partire dalla spesa dei fondi del PNRR. Di sicuro è positiva la modifica parlamentare che, su spinta e stimolo del MoVimento 5 Stelle, incentiva la mobilità elettrica, stanziando ulteriori fondi. È da salutare positivamente, ma non è certo risolutiva, la norma sulla cessione dei crediti legati ai bonus edilizi e al superbonus, che consentirà di sbloccare soprattutto quelli comunicati all'amministrazione fiscale prima del 1° maggio e anche in quest'ultimo caso il lavoro dovrà proseguire nella prossima legislatura. Allo stesso modo, è positiva la norma che, in extremis , ha alzato le soglie dei debiti IVA oltre le quali scatta l'allarme per la solvibilità delle imprese, secondo il nuovo codice della crisi d'impresa, entrato definitivamente in vigore lo scorso 15 luglio. Riteniamo però che, nonostante questo ammorbidimento, si dovesse riflettere su un'ulteriore proroga dell'entrata in vigore del codice, stanti le perduranti difficoltà economiche in cui versano molte imprese e le avvisaglie di recessione che minacciano il prossimo futuro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, neanche in questo decreto-legge si riesce a dare una risposta risolutiva al tema di crediti fiscali legati al bonus edilizio e al superbonus, bloccati nei cassetti fiscali delle imprese. Non può certo essere risolutiva la soluzione derivante dal combinato disposto del decreto aiuti e del decreto semplificazioni fiscali, cioè quella di consentire alle banche di cedere i crediti anche alle piccole imprese e partite IVA e di estendere questa possibilità anche alle cessioni dei crediti comunicate prima del 1° maggio 2022. È soltanto un timido miglioramento, che non permetterà a moltissime imprese di monetizzare i crediti per pagare i dipendenti e i fornitori. (Applausi) . In sostanza, non viene affatto scongiurato il rischio di migliaia di fallimenti.