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il fenomeno è stato riscontrato cinque anni fa in Veneto soprattutto nell'area nord-ovest della provincia di Verona, che comprende i comuni di Sommacampagna, Sona, Pescantina, Valeggio sul Mincio, Villafranca, Castelnuovo del Garda, Bussolengo, Lazise e Mozzecane, i cui amministratori hanno già sottoscritto appelli e avviato varie iniziative di sostegno tra cui la richiesta di calamità naturale, e l'anno seguente in Piemonte, dove sono state avviate analoghe iniziative. In ciascuna delle due regioni il fenomeno è stato già causa, in questi anni, di danni per alcune decine di milioni di euro; il danno economico e ambientale legato alla moria è molto alto, con un calo di produzione stimabile nel solo Piemonte in circa 18.000 tonnellate di kiwi ed una perdita economica stimabile in una ventina di milioni di euro all'anno, e vi è il fondato rischio di un allargamento delle aree colpite sia nelle stesse regioni che nelle altre, anche associato al riapparire della PSA, e alla forte diffusione della cimice asiatica, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se non ritenga che nelle aree agricole colpite dal grave fenomeno ricorrano le condizioni per procedere al riconoscimento dello stato di calamità naturale o dello stato di emergenza, considerando sia l'ampia diffusione di organismi nocivi ai vegetali sia il ripetersi di eventi meteorologici quali piovosità eccessiva, assenza di inverni rigidi e altri specifici eventi meteorologici; quali iniziative di propria competenza intenda intraprendere al fine di fornire un concreto sostegno delle aziende del comparto, ad esempio per garantire alle aziende agricole, che negli ultimi anni si sono già esposte con le banche per rinnovare gli actinidieti, la possibilità di accesso a garanzie Ismea che permettano di ottenere dal sistema creditizio le risorse necessarie a finanziare nuovi impianti di coltivazione; quali ulteriori interventi economico-normativi intenda porre in essere, a sostegno della ricerca e della sperimentazione di tecniche di lotta e colturali, ed in particolare se ritenga di promuovere un'apposita iniziativa in accordo con le Regioni, in particolare Veneto e Piemonte, eventualmente nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni, al fine di: coordinare le azioni necessarie per definire le linee guida a sostegno della ricerca; censire le superfici colpite per permettere agli agricoltori di effettuare gli opportuni estirpi anche in vista di eventuali indennizzi; concordare con ISPRA e le ARPA regionali attività di ricerca di eventuali elementi inquinanti nell'ambiente; avviare con i servizi fitosanitari regionali e le strutture di ricerca pubbliche e private l'effettuazione di attività sperimentali volte all'individuazione delle cause della patologia; prevedere nei prossimi piani di sviluppo rurale la possibilità di aiuti economici certi e straordinari per le aziende investite dal problema. Atto n. 3-00364 VERDUCCI D'ALFONSO BELLANOVA CUCCA D'ARIENZO MARGIOTTA PARENTE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: con la deliberazione n. 189 del 16 ottobre 2018, la Giunta di Roma Capitale prevede di delocalizzare l'autostazione per i mezzi adibiti a trasporto pubblico interregionali, nazionali ed internazionali dall'attuale sede di largo Guido Mazzoni (nei pressi della stazione metro-ferroviaria di Tiburtina) a quella che si appresterebbe ad essere predisposta all'interno del nodo Anagnina; l'autostazione Tiburtina nacque nel 1997 come terminal per gli arrivi e le partenze della città di Roma e, nel 1999, venne stipulata la prima convenzione tra il Comune e la Tibus Srl, società costituitasi per l'affidamento in concessione dell'area, per la realizzazione e la gestione dell'autostazione e dei relativi servizi accessori: frutto quindi di pianificazione pubblica e realizzazione privata; come si apprende dalla Memoria allegata alla relazione tecnica illustrativa del Dipartimento mobilità e trasporti di Roma Capitale, allegata alla suddetta delibera, ma recante data 10 novembre 2017, «la concessione, in scadenza nel 2008, è stata dapprima prorogata per poi essere rinnovata integralmente il 30 settembre 2009, con nuova scadenza fissata al 31 dicembre 2010 e successivamente nelle more della definizione di una terza convenzione che recepisse tutte le circostanze del caso ma soprattutto individuasse un'area stabile su cui trasferire il terminal , è stata estesa dall'A.C. con ulteriori 7 atti di proroga, agli stessi prezzi, patti e condizioni, dal 1 gennaio 2011 al 31 marzo 2016»; la predetta relazione specifica inoltre che «non potendo contare attualmente sulla collaborazione di Tibus Srl, Roma Capitale sta valutando l'individuazione di una ulteriore area in grado di ospitare le attività di autostazione senza comportare significativi disservizi di fruizione per l'utenza», ovvero il nodo della stazione metropolitana Anagnina; ma ad essa viene riconosciuta una «valenza trasportistica complessivamente inferiore al nodo di Tiburtina (vista l'assenza del trasporto ferroviario) », adducendo nella vicinanza al grande raccordo anulare un elemento di agevole raggiungibilità per i vettori; i dati di traffico a disposizione, presenti della relazione tecnica illustrativa, descrivono un flusso di circa 8 milioni di utenti con circa 165.000 corse all'anno, per la maggior parte provenienti dalla direttrice d'ingresso del tratto urbano dell'A 24; considerato che a quanto risulta agli interroganti: sarebbero state note all'Amministrazione di Roma Capitale, sia la scadenza della concessione, sia la necessità di realizzare una nuova autostazione nell'area di Pietralata, o in ogni caso nei pressi dello scambio di Tiburtina; la vicinanza al GRA non rappresenta a parere degli interroganti di per sé una situazione necessariamente agevole, come affermato nella relazione del Dipartimento mobilità e trasporti di Roma Capitale, considerata la frequenza di congestione del medesimo; il nodo di Anagnina presenta solo il capolinea della Metro A e di alcune linee autobus urbane, quindi non risulta neanche lontanamente paragonabile a Tiburtina, dove sono presenti Metro B e B1 e la stazione ferroviaria, con treni ad alta velocità, i collegamenti con Fiumicino aeroporto e l'anello ferroviario; nella maggior parte dei casi, ad oggi, i vettori diretti presso l'autostazione Tiburtina evitano il GRA, prediligendo le bretelle, che dalla A 1 innestano sul tratto urbano dell'A 24, con conseguente risparmio di tempo e di costi, sia per i gestori sia per gli utenti; inoltre, una parte degli fruitori sono pendolari Cotral per il trasporto all'interno del territorio della Regione Lazio, pendolari provenienti dalle regioni limitrofe (Abruzzo, Marche e Campania in particolare) e studenti, a loro volta, sia pendolari presso la "Sapienza - Università di Roma" (che si trova a pochi minuti dall'autostazione), sia "fuori sede" in buona parte domiciliati nei quartieri limitrofi (Tiburtina, San Lorenzo, piazza Bologna);