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stando sempre alla citata inchiesta giornalistica "Tutti i migranti che erano a Pozzallo, tra cui quelli Open Arms, sarebbero stati trasferiti non in Europa ma in altri centri in Italia, nessuno all'estero e soltanto 15 persone sarebbero state accolte, dalla Spagna, nei primi giorni", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda riferire con urgenza sulla situazione dei migranti "Open Arms" e relativo iter procedurale posto in essere, chiarendo quante persone arrivate in Italia con questa Ong sono state trasferite nei Paesi dell'Unione europea e quante invece si trovano ancora in Italia, fornendo, altresì, un report dettagliato sul numero di migranti presenti ad oggi nei vari centri di accoglienza italiani. Atto n. 4-02295 PAPATHEU Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il "Reddito di cittadinanza", disciplinato dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, è una misura istituita per il sostegno alle famiglie in condizioni disagiate, finalizzata al reinserimento nel mondo del lavoro e all'inclusione sociale e consiste in un beneficio economico accreditato ogni mese mediante carta prepagata RdC; da notizie di stampa del 12 ottobre 2019 si è appreso che in un caso scoperto dalla Polizia del commissariato di Librino, a Catania, "I soldi del reddito di cittadinanza venivano utilizzati per pagare le spese di incisione per un disco". "Per questo motivo", si legge nell'articolo de "la Repubblica", "una cantante neomelodica è stata denunciata assieme a due dei suoi familiari per avere percepito indebitamente il reddito di cittadinanza. Con parte di quei soldi infatti avrebbe realizzato il sogno della sua vita, ovvero l'incisione di un cd con quattro brani già pubblicati"; la donna avrebbe investito tremila euro del RdC "per incidere, con una nota casa discografica, 4 brani, già pubblicati, e un quinto inedito in uscita, e che aveva ancora bisogno di altri soldi per incidere l'intero album contenente 8 brani". A quanto pare, "Una falsa dichiarazione ha permesso ad uno dei tre fratelli della cantante di richiedere e ottenere il reddito di cittadinanza in una proiezione di 18 mensilità a partire dal mese di luglio, per un importo mensile di euro 709,99" e "sempre la cantante ha dichiarato di essere residente presso una casa popolare assegnatagli dal comune di Belpasso mentre invece risultava essere domiciliata a Catania"; si tratta, dunque, di un eloquente episodio che conferma come il RdC sia stato una deleteria misura di intervento, che non ha aiutato le famiglie e le persone in difficoltà e non ha portato ad un percorso di reinserimento lavorativo e di inclusione sociale; in tal modo sovvenzionano soggetti che ingannano lo Stato e utilizzano il RdC per finalità distinte e distanti da reali esigenze sociali di integrazione al reddito e rientro nel mondo del lavoro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda fornire chiarimenti immediati sullo stato odierno delle procedure di sottoscrizione del Patto per il lavoro o Patto per l'inclusione sociale da parte dei beneficiari del reddito di cittadinanza, e quanti casi analoghi alla vicenda di cronaca narrata risultino essere stati già accertati dalle autorità preposte. Atto n. 4-02296 PAPATHEU Ai Ministri dello sviluppo economico e per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: secondo recenti dati Eurostat le prime due regioni in Europa per livello di rischio povertà sono entrambe italiane: Sicilia e Campania; nel 2018 la Regione Campania aveva il 41,4 per cento della popolazione a rischio di povertà, ovvero con un reddito disponibile dopo i trasferimenti sociali inferiore al 60 per cento di quello nazionale, con un netto peggioramento rispetto al 2017 quando era al 34,3 per cento, mentre la Regione Siciliana è la seconda regione nell'Unione europea per rischio di povertà: 40,7 per cento dei residenti; se si guarda al rischio di povertà o esclusione sociale, che tiene conto non solo del reddito disponibile confrontato con la media nazionale, ma anche della grave deprivazione materiale e delle famiglie, a bassa intensità di lavoro, Campania e Sicilia sono le Regioni in Europa nelle quali questa percentuale è più alta: in Sicilia il tasso di povertà o esclusione sociale è al 51,6 per cento, quasi omologo al 52,1 per cento del 2017. In Campania è a rischio oltre metà della popolazione (53,6 per cento, nel 2017 era il 46,3 per cento), con il dato peggiore dal 2004 in poi; si evince, in questi territori, una bassa intensità di lavoro (le persone tra i 18 e i 60 anni, esclusi gli studenti, hanno lavorato meno del 20 per cento del loro potenziale negli ultimi 12 mesi). In Sicilia, oltre un quarto della popolazione vive in famiglie con bassa intensità di lavoro (il 25,8 per cento nel 2018, nel 2017 era al 23,7 per cento). In Campania vive in tale situazione un quinto della popolazione (il 20,9 per cento, in calo rispetto al 23,5 per cento del 2017). In Italia, nel dato nazionale, la percentuale è all'11,3 per cento; si è di fronte, quindi, ad un quadro a dir poco allarmante di forte, dilagante ed incontrastata depressione economica, occupazionale e sociale in risposta alla quale, da chi governa questo Paese, non è stata posta in essere sinora alcuna azione efficace e concreta, si chiede di sapere quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo intendano attuare per contrastare la grave situazione rappresentata da Eurostat per quanto riguarda il sud Italia ed in particolare nelle Regioni citate. Atto n. 4-02297 PAPATHEU Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: da notizie di stampa si apprende che il Governo Conte II intenderebbe introdurre nell'ambito della prossima legge di bilancio per il 2020 una tassa sulle "SIM" telefoniche. Si tratterebbe di una imposta per i clienti business ideata per garantire all'Erario un gettito fiscale di circa 750 milioni di euro nel prossimo triennio (250 milioni all'anno); si prospetta, in tal senso, un eventuale tributo di 13 euro a carico delle schede dei professionisti, piccoli imprenditori e tutti coloro che usano il cellulare per motivi lavorativi, che si aggiungerebbe alla lunga serie di tributi che sono già a carico dei contribuenti italiani; a quanto pare la proposta sarebbe anche motivo di scontro ed aspra polemica tra le componenti dell'Esecutivo, e non appare chiaro se la proposta sia stata avanzata dal Ministro dell'economia e delle finanze o da altri esponenti del Governo: "se qualcuno nel Pd sta pensando di tassare le SIM ricaricabili o sottoporre a un ulteriore aggravio la clientela business lo dica chiaramente. Per quanto ci riguarda queste non sono opzioni percorribili o accettabili", si legge in una nota dei Cinque Stelle; a stretto giro è arrivata poi una replica del Partito Democratico nella quale si asserisce: "Non è una nostra proposta, e comunque è stata già accantonata"; a tal proposito il sottosegretario e viceministro all'economia e alle finanze, Castelli, ha dichiarato: