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L'articolo 3 reca le norme procedurali che disciplinano la stipula e l'approvazione delle intese, distinguendo a tal fine i criteri che attengono allo schema preliminare di intesa rispetto a quelli relativi allo schema di intesa definitivo. In particolare, il comma 1 dell'articolo regola il procedimento preliminare alla sottoscrizione dell'intesa, prevedendo una prima fase governativa, cui segue una seconda fase presso le Camere. Si stabilisce a tal fine che, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri (o, se delegato, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie), lo schema preliminare di intesa sia sottoposto all'approvazione del Consiglio dei ministri e che lo schema medesimo venga sottoscritto con il Presidente della regione interessata. Effettuata la sottoscrizione interviene la fase parlamentare, nella quale si prevede, al comma 2, che lo schema preliminare di intesa sia trasmesso alle Camere per le conseguenti deliberazioni da parte della Commissione parlamentare per le questioni regionali, che, sentite le Commissioni parlamentari competenti per materia, si esprime entro trenta giorni dalla trasmissione dello schema. Le deliberazioni parlamentari, ai sensi del comma 3, andranno trasmesse al Governo e alla regione interessata per le rispettive valutazioni, ai fini della definizione dello schema definitivo dell'intesa. Acquisite le deliberazioni parlamentari lo schema definitivo di intesa è sottoposto all'approvazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri o, se delegato, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie. Nel caso in cui l'intesa definitiva non sia conforme alle indicazioni espresse dal Parlamento, il Governo invia alle Camere una relazione dettagliata contenente le valutazioni della mancata conformità. A seguito dell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, il Presidente del Consiglio – o se delegato, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie – è autorizzato a sottoscrivere l'intesa definitiva con il Presidente della regione interessata ed entro i successivi trenta giorni, come previsto dal comma 4, delibera la presentazione alle Camere del disegno di legge di approvazione dell'intesa. Il procedimento individuato, con il preventivo coinvolgimento delle Camere nella valutazione del preliminare dello schema di disegno di legge di approvazione dell'intesa, consente di conoscere anticipatamente le indicazioni del Parlamento, di cui viene valorizzato il ruolo sostanziale, al di là della forma in cui esso si esprime. L'articolo 4 stabilisce che qualora la richiesta di attribuzione riguardi materie inerenti i LEP, l'intesa sia subordinata alla preventiva definizione dei predetti livelli essenziali, stabilendo che questi dovranno essere individuati entro e non oltre un anno dalla data di entrata in vigore della legge. L'articolo 5 affronta il delicatissimo nodo delle risorse umane, strumentali e finanziarie che devono accompagnare il trasferimento delle competenze dallo Stato alle regioni, stabilendo, al comma 1: a) il rispetto del principio di equilibrio dei bilancio pubblici, affermato all'articolo 97 della Costituzione; b) la tendenziale neutralità finanziaria e il rispetto degli equilibri della finanza pubblica; c) l'integrale copertura delle funzioni attribuite, ai sensi dell'articolo 119, della Costituzione; d) il periodico aggiornamento del quadro finanziario in rapporto all'evoluzione del quadro macro economico, nel rispetto della neutralità finanziaria. Il comma 2 stabilisce che la puntuale determinazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie, da sottoporre all'esame del Governo e delle Camere, sia effettuata dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard , integrata da due membri designati dalla regione richiedente nonché da un rappresentante indicato dai Ministeri competenti per materia. La necessità di determinare preventivamente la spesa e il livello dei servizi sostenuti dallo Stato in tutte le regioni, sia di quelli a carattere permanente, sia dei fabbisogni standard da assegnare per il finanziamento delle singole competenze da conferire alle regioni richiedenti, così come l'individuazione dei LEP, suggerisce che sia attribuita alla Commissione tecnica per i fabbisogni standard , a cui in questi anni è stata demandata la determinazione dei fabbisogni standard di comuni, province e regioni, il compito di individuare le risorse da assegnare in sede di intesa. Viene stabilito inoltre che le risorse finanziarie siano attribuite in termini di compartecipazione al gettito dei tributi erariali maturati nel territorio regionale. Il comma 3 stabilisce che l'ammontare delle risorse finanziarie necessarie per l'esercizio delle funzioni viene determinato in termini di fabbisogno standard , da determinare entro un anno, e che in via transitoria, fino alla definizione dei fabbisogni standard , le risorse siano attribuite alla regione con riferimento alla spesa permanente sostenuta dallo Stato per l'erogazione delle corrispondenti funzioni. L'articolo 6, comma 1, stabilisce le modalità delle verifiche e del monitoraggio che lo Stato e la stessa regione possono attivare su specifici profili o settori di attività. Il comma 2 stabilisce che è demandato alla Commissione tecnica per i fabbisogni standard , integrata come indicato all'articolo 5, comma 2, unitamente all'Ufficio parlamentare di bilancio di cui all'articolo 16 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, procedere annualmente alla valutazione degli oneri finanziari derivanti, per ciascuna regione interessata, dall'esercizio delle funzioni e dall'erogazione dei servizi connessi all'autonomia differenziata.. 1 (Obiettivi e previsioni per l'attribuzione alle regioni di forme e condizioni particolari di autonomia) 1 Lo Stato, in osservanza alle disposizioni di cui agli articoli 3, 5, 81, 114, 117, 118, 119 e 120 della Costituzione, nella sottoscrizione delle intese di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, al fine di assicurare l'unità giuridica ed economica della Repubblica, si conforma alle seguenti previsioni: a rispetto dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza di cui all'articolo 118 della Costituzione, oltre che del principio solidaristico di cui agli articoli 2 e 5 della Costituzione, sentiti gli enti locali e tenuto conto delle funzioni fondamentali di comuni, province e città metropolitane definite dalla legislazione statale, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera p) , della Costituzione; b rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione e degli obiettivi di servizio ad essi correlati. A tal fine le funzioni relative a materie concernenti i LEP possono essere attribuite alle regioni richiedenti solo dopo la definizione dei LEP e degli obiettivi di servizio medesimi;