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Un'ultima cosa, Presidente, e mi rivolgo a voi, colleghi senatori, così sensibili al disegno di legge Zan. In questo testo si menziona la disabilità. Nel corso dell'esame alla Camera il disegno di legge Zan è stato integrato con il riferimento alla disabilità. Ti tratta, tuttavia, a mio parere, di un inserimento che appare forzato, anche in ragione del fatto che non viene riportato in alcuni articoli. All'articolo 1, relativo alle definizioni, non si parla delle disabilità; eppure, questo termine andrebbe eventualmente chiarito. Si tratta di una mera dimenticanza oppure certamente no, come ritengo, visto che durante i lavori parlamentari è stato fatto notare anche il mancato richiamo? Vorrei che i colleghi senatori che sostengono di votare a favore dell'approvazione del disegno di legge Zan così com'è spiegassero cosa c'entra la disabilità con l'identità di genere. Spiegatemi voi perché io ci vedo solo un voler mettere il velo davanti agli occhi degli italiani utilizzando i diversamente abili per gli scopi ideologici della sinistra. Torno a ribadire che siamo contrari all'utero in affitto e alle adozioni per gli omosessuali e chiedo a lei, Presidente, se questa è una discriminazione oppure una legittima opinione. Se la proposta Zan diventa legge, non avremo più la possibilità di esprimere il nostro pensiero liberamente perché verrà meno un diritto costituzionalmente garantito, cioè quello della libertà di opinione e di espressione, sotto la minaccia di omofobia. Fratelli d'Italia sostiene che si debbano combattere le discriminazioni di qualsiasi natura, ma protegge convintamente il diritto di un bambino di avere una madre e un padre e crede che l'utero in affitto sia una barbarie. Non vogliamo bavagli, Presidente, ma sarà quello che si prospetterà se il disegno di legge Zan diventerà legge. Per questo ci opponiamo fortemente. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Doria. Ne ha facoltà. DORIA (L-SP-PSd'Az) . Gentile Presidente, cari colleghi, oggi è bene essere estremamente chiari dopo che molto è già stato scritto e detto, talvolta anche a sproposito, sul disegno di legge Zan. Questo provvedimento, così come è stato licenziato dalla Camera dei deputati, non è solo inutile, ma risulta anche dannoso perché strumento ideologico e demagogico. In primo luogo, l'Italia non è affatto un Paese ostile alle persone omosessuali, né secondo le graduatorie europee dei Paesi gay friendly né, tantomeno, alla lettura dei dati relativi agli episodi di aggressione a persone omosessuali. I dati degli osservatori sono molto chiari in merito; ci sono alcuni episodi, certamente da condannare, ma non sono certo prevalenti. Sono molto più numerose le violenze sulle donne o sui minori, tanto per fare un confronto, che vengono regolarmente perseguite anche aspramente nell'attuale quadro normativo. Le norme attuali sono perfettamente in grado di colpire già oggi con maggior forza eventuali episodi di violenza di questo tipo, senza dover inventare una nuova fattispecie. In secondo luogo, il disegno di legge Zan è dannoso perché ideologicamente orientato ad imporre un punto di vista sulla realtà, cancellando posizioni differenti. La totale incertezza giuridica del cosiddetto reato di omofobia rende l'applicazione della legge estremamente incerta, affidata all'interpretazione del giudice, esponendo così legittime affermazioni di libertà di opinione al rischio di essere tacciate di omofobia. Se affermo che un bambino ha diritto ad un papà e ad una mamma, mi chiedo se sono omofobo oppure no. Se sostengo che non è legittimo reperire all'estero un figlio partorito su commessa da una donna, sono omofobo? Mai l'onorevole Zan ha risposto con chiarezza a domande di questo tipo. (Applausi) . Che questo problema sia reale e che quindi il disegno di legge Zan sia dannoso lo conferma l'impianto propagandistico e rieducativo di tante parti del testo che non si limita a chiedere pene più pesanti per atti concreti di violenza, ma costruisce tutta una serie di attività di propaganda gender - la giornata nazionale del 17 maggio, i corsi nelle scuole anche a bambini di dieci-dodici anni - che evidentemente servono a condizionare le libertà di opinioni più che a proteggere le eventuali vittime. Un ultimo punto per cui il disegno di legge Zan va respinto nell'attuale stesura sta nella formulazione del cruciale articolo 3 che, nella versione emendata, recita testuali parole: «ai sensi della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alle libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti». In primo luogo dovrebbe allarmare ogni cittadino il fatto stesso di dover scrivere in una legge che è fatta salva la libera espressione. (Applausi) . Ci mancherebbe altro in uno Stato democratico e di diritto, per chi crede, come noi, che le libertà dei cittadini siano sancite dalla Costituzione e non da una concessione della politica o di una legge qualsiasi ben più effimera del dettato costituzionale. Per concludere esorto tutti i senatori presenti ad avere un sussulto di orgoglio e di responsabilità personale per negare l'approvazione del testo emendato dalla Camera dei deputati, che è sicuramente perfettibile. Si tratta di un provvedimento altamente divisivo soprattutto nel Paese, prima ancora che tra i partiti, e quanto mai inopportuno di fronte alle costanti richieste di responsabilità e di unità nazionale. Qui non si tratta di negare i diritti e tutela a persone quando ne hanno bisogno, si tratta invece di rifiutare una legge che rischia di diventare un tribunale ideologico liberticida senza alcuna reale tutela nei confronti delle persone omosessuali. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, mi unisco anche io alla maratona di Fratelli d'Italia. Ci tengo anche a dire che sono molte le voci fuori di quest'Aula contro gli esiti illiberali del disegno di legge Zan. Non siamo quindi solo noi. C'è l'appello di oltre 70 associazioni coordinate da « Polis Pro persona »; c'è «Lettera150», un think-tank di oltre 300 docenti. Ci sono inoltre insigni costituzionalisti e giuristi, che si sono espressi nei mesi e nei giorni scorsi, sostenendo che il disegno di legge Zan cristallizza in norme giuridiche alcune definizioni non chiare ed ancora oggetto del dibattito sul piano scientifico. Il disegno di legge Zan, infatti, rende punibile qualsiasi forma di critica o dissenso rispetto ai temi del provvedimento. Ci tengo a sottolineare ai pochi presenti in Aula che non si parla di aumentare i diritti e le libertà delle persone, ma solo di reati. Vorrei che questo, almeno fuori di qui, fosse chiaro: non si parla di diritti, ma di reati, perché tutto è stato posto sul piano penale e si arriva per questo al paradosso che alcune libertà costituzionali possono essere oggetto di sanzione penale.