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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 33 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 12. SULLA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE Il presidente PETROCELLI dà il benvenuto al senatore Massimo Candura, che entra a far parte della Commissione, subentrando alla senatrice Bonfrisco, divenuta nel frattempo membro della Commissione lavori pubblici, comunicazioni. Formula al senatore i più fervidi auguri di buon lavoro. La Commissione si associa. SUI RECENTI SVILUPPI DELLA CRISI TRA INDIA E PAKISTAN Il senatore AIROLA ( M5S ) interviene per esprimere preoccupazione sulla situazione di conflittualità in atto tra India e Pakistan e chiede che il Governo, compatibilmente con gli impegni già calendarizzati, possa venire in Commissione a riferire in merito. Il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ) si associa alla richiesta del collega, proponendo altresì di approfondire anche gli aspetti tecnico militari del quadro in divenire. Il sottosegretario PICCHI dichiara la disponibilità del Governo a riferire sulla situazione, nei modi e nei termini che saranno richiesti. Il PRESIDENTE concorda sull'opportunità di svolgere un approfondimento al riguardo. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LXXXVI, n. 2 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 2 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019 (Parere alla 14 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole) Prosegue l'esame, sospeso il 13 febbraio. Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore in sostituzione della senatrice Bonfrisco, ricorda come i contenuti del provvedimento fossero già stati illustrati. Dà quindi lettura di uno schema di parere favorevole. Il senatore URSO ( FdI ) evidenzia con preoccupazione come la Relazione espliciti l'appoggio dell'Esecutivo italiano alle prospettive di allargamento dell'Unione europea, non solo ai Balcani occidentali, ma anche alla Turchia. Il senatore AIMI ( FI-BP ) concorda con quanto evidenziato dal collega Urso, chiedendo dei ragguagli in proposito. Il sottosegretario PICCHI ricorda che il negoziato con la Turchia, seppure congelato, risulta tuttora in corso. L'allargamento alla Turchia non è attualmente all'ordine del giorno, ma le prospettive di negoziazione rappresentano un pungolo importante per il rafforzamento delle istituzioni democratiche in quel Paese di importanza strategica. Il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti lo schema di parere favorevole sul Documento in titolo, pubblicato in allegato. La Commissione approva. IN SEDE REFERENTE A.S. 1016 Ratifica Trattati Italia Ecuador estradizione e assistenza giudiziaria DDL 1016 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Trattato di estradizione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica dell'Ecuador, fatto a Quito il 25 novembre 2015; b) Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica dell'Ecuador, fatto a Quito il 25 novembre 2015 (Esame e rinvio) La senatrice TAVERNA ( M5S ), relatrice, ricorda innanzitutto che un disegno di legge di ratifica dei medesimi Accordi (A.C. n. 4630) era già stato esaminato, nell'ottobre 2017, da parte della Commissione esteri della Camera dei deputati, ma non poté vedere completato il suo iter di esame per la conclusione della XVII legislatura. Come si evince dalla relazione introduttiva, i due Accordi bilaterali si inseriscono nell'ambito degli strumenti internazionali finalizzati al rafforzamento dei rapporti di cooperazione del nostro Paese con realtà extra -europee, con l'obiettivo di migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto alla criminalità, anche a carattere transnazionale. L'Ecuador è un Paese di quasi 17 milioni di abitanti, situato nella parte nord-occidentale del Sudamerica, stretto tra l'Oceano Pacifico e i confinanti Colombia e Perù, che vanta con l'Italia rapporti crescenti sul piano economico, finanziario e commerciale, anche in ragione della presenza di una nutrita comunità di cittadini ecuadoregni, quantificabile in più di 80.000 persone, residente nel territorio italiano. Proprio l'incremento dei rapporti bilaterali implica, inevitabilmente, la necessità di rafforzare la cooperazione fra i due Paesi anche sul piano giudiziario penale. Nello specifico il Trattato di estradizione è finalizzato a promuovere e regolamentare i rapporti bilaterali nel campo della cooperazione giudiziaria penale, ed in particolare in materia di estradizione. Attraverso il nuovo Accordo i due Paesi si impegnano reciprocamente a consegnarsi persone ricercate che si trovino sul territorio di uno dei due Stati per dare corso ad un procedimento penale (estradizione processuale) o per consentire l'esecuzione di una condanna definitiva (estradizione esecutiva) disposta dalle rispettive autorità giudiziarie. Più in dettaglio, il testo dell'Accordo, composto da 25 articoli, disciplina i profili dell'estradizione processuale e di quella esecutiva per le Parti (articolo 1), individuando i reati per cui l'estradizione, nel rispetto del principio della doppia incriminazione, possa essere richiesta e concessa (articolo 2), nonché i motivi, obbligatori e facoltativi, per opporvi un rifiuto (articoli 3 e 4). Di particolare rilievo è l'articolo 5 che disciplina l'estradizione del cittadino, e che riconosce a ciascuno Stato, a determinate condizioni, il diritto di rifiutare l'estradizione dei propri cittadini, anche in presenza delle condizioni previste dal Trattato per la concessione della stessa. Il testo individua quindi le modalità ed i documenti necessari per la presentazione delle richieste di estradizione ad opera delle autorità centrali designate dalle Parti - per l'Italia, il Ministero della Giustizia -, nonché le informazioni supplementari che possano eventualmente essere avanzate per consentire la decisione (articoli 6-9). Gli ulteriori articoli dispongono altresì che la persona estradata non possa essere sottoposta a nessuna misura restrittiva o detentiva per un reato commesso anteriormente alla consegna e diverso da quello che ha dato luogo all'estradizione, secondo il cosiddetto principio di specialità (articolo 10), e pongono un generale divieto di riestradizione verso uno Stato terzo per reati commessi anteriormente alla consegna senza il consenso dello Stato richiesto (articolo 11). Il testo disciplina inoltre i casi di arresto provvisorio della persona richiesta per situazioni di urgenza (articolo 12) e di richieste di estradizione avanzate da più Stati (articolo 13), e pone norme per le modalità di consegna della persona richiesta (articoli 14 e 15) e per le procedure semplificate di estradizione nel caso in cui vi sia il consenso della persona interessata (articolo 16).