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QUOTAZIONE DELLE IMPRESE START-UP INNOVATIVE A VOCAZIONE SOCIALE Art. 10. (Piccole e medie imprese innovative a vocazione sociale) 1. Al fine di sostenere la crescita e la continuità operative delle imprese start-up innovative a vocazione sociale, le agevolazioni di cui agli articoli da 4 a 9 sono riconosciute per un periodo di tre esercizi successivi alla trasformazione delle imprese medesime in piccole e medie imprese innovative a vocazione sociale. 2. Ai fini della presente legge, per « piccole e medie imprese innovative a vocazione sociale » si intendono le piccole e medie imprese, come definite dalla raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, che possiedono i requisiti di cui all'articolo 2, comma 4, lettere a) , b) e c) della presente legge, nonché: a) la certificazione dell'ultimo bilancio redatto da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili, in caso di superamento dei limiti previsti dal decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33; b) un volume di spesa in ricerca, nell'ambito delle finalità indicate nel proprio oggetto sociale per promuovere l'innovazione dei processi, dei beni e dei servizi, in misura pari o superiore al 30 per cento della maggiore entità tra costo e valore totale della produzione delle imprese medesime. 3. Alle piccole e medie imprese innovative a valore sociale si applicano, per tre esercizi successivi alla data della trasformazione di cui al comma 1, le disposizioni di cui all'articolo 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33. 4. In sede di deposito del bilancio presso il competente registro delle imprese, il rappresentante legale dell'impresa attesta il mantenimento dei requisiti di cui al comma 2. 5. In caso di perdita dei requisiti di cui al comma 2, le imprese di cui al comma 1 sono cancellate dalla sezione speciale del registro delle imprese e iscritte nella sezione ordinaria del registro medesimo. Art. 11. ( Quotazione delle imprese start-up innovative a vocazione sociale e istituzione della Borsa sociale italiana) 1. Al fine di promuovere lo sviluppo delle imprese start-up innovative a vocazione sociale attraverso la maggiore diffusione e circolazione dei titoli rappresentativi del loro capitale sociale, nonché la creazione di valore per i soggetti interessati a investire in iniziative di valore sociale, le azioni o le quote rappresentative del loro capitale sociale possono essere quotate su un mercato regolamentato su nell'ambito di un sistema multilaterale di negoziazioni gestito dalla Borsa sociale italiana di cui al comma 2. 2. La società Cassa depositi e prestiti Spa, direttamente o tramite una società controllata, è autorizzata a costituire la società Borsa sociale Spa. 3. La società Borsa sociale italiana Spa ha lo scopo di favorire la crescita degli scambi, tramite un sistema di negoziazione elettronica, dei titoli azionari emessi dalle imprese start-up innovative a vocazione sociale e da società con finalità sociali, nonché di gestire e vigilare sul corretto funzionamento degli scambi medesimi e sull'ammissione, eventuale sospensione ed esclusione dei titoli azionari, operando un costante monitoraggio sugli obblighi degli operatori e delle società emittenti. 4. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze è istituito un comitato composto da dieci esperti nel settore dell'innovazione sociale, con il compito di redigere proposte inerenti il perseguimento degli obiettivi della società Borsa italiana sociale Spa e la definizione di criteri oggettivi per l'ammissione alla quotazione delle società con finalità sociali. Titolo IV DISPOSIZIONI PER L'IMPLEMENTAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI A FORTE INNOVAZIONE SOCIALE IN FAVORE DELLA CITTADINANZA Art. 12. (Misure volte ad incentivare la domanda e l'offerta di innovazione sociale) 1. Gli enti locali di cui all'articolo 2, comma 1, del testo unico sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, possono costituire partenariati pubblici-privati ai sensi del libro IV del codice dei contratti pubblici, di cui decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, finalizzati alla realizzazione di servizi a forte innovazione sociale nell'ambito delle attività di cui all'articolo 3. 2. Elementi costitutivi del partenariato di cui al comma 1 sono: a) l'ente locale, che è il soggetto promotore della realizzazione dei servizi a forte innovazione sociale; b) l'impresa start-up innovativa a vocazione sociale, che è responsabile della fornitura del servizio a forte innovazione sociale; c) il soggetto privato finanziatore, che è responsabile della messa disposizione delle risorse finanziarie necessarie per la realizzazione e l'erogazione del servizio a forte innovazione sociale; d) il soggetto valutatore, che è incaricato di eseguire una valutazione indipendente sugli effetti che il servizio a forte innovazione sociale ha prodotto nei confronti della popolazione di riferimento, sulla base degli elementi individuati dal decreto di cui al comma 14. 3. I partenariati pubblici-privati di cui al comma 1 prevedono la partecipazione di almeno un soggetto privato finanziatore, con il compito di fornire le risorse iniziali per finanziare l'erogazione di servizi a forte innovazione sociale offerti da una o più imprese start-up innovative a vocazione sociale. 4. L'ente locale di riferimento, fermo restando il rispetto delle condizioni di cui al comma 5, garantisce il rimborso delle risorse iniziali fornite dal soggetto privato finanziatore e l'eventuale remunerazione spettante. 5. Il rimborso e l'eventuale remunerazione spettante al soggetto privato finanziatore avvengono esclusivamente sulla base degli obiettivi e risultati raggiunti, che devono essere preventivamente concordati con l'ente locale di riferimento e specificati nell'accordo di partenariato. 6. L'impresa start-up innovativa a vocazione sociale, responsabile della fornitura del servizio a forte innovazione sociale, è selezionata dal soggetto privato finanziatore attraverso procedure competitive previa approvazione dell'ente locale di riferimento, nelle quali deve dimostrare di aver ottenuto risultati positivi nella fornitura di servizi a forte innovazione sociale. 7. Nella determinazione dei risultati e degli obiettivi da raggiungere l'ente locale di riferimento deve quantificare i risparmi di spesa conseguiti attraverso l'erogazione di servizi con una forte innovazione dal punto di vista sociale. 8. I progetti dei servizi a forte innovazione sociale che possono essere finanziati ai sensi del presente articolo devono essere individuati con apposito atto sottoscritto dal soggetto privato finanziatore e dall'impresa start-up innovativa a vocazione sociale, e approvati dall'ente locale di riferimento, specificando, in apposita sezione, i risultati e gli obiettivi che si intendono raggiungere, misurati in termini quantitativi e con sufficiente affidabilità. 9. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministero dell'economia e delle finanze adotta uno o più decreti per definire le modalità di attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 1 a 8. 10.