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2 Paesi A2 (*) Determinazione delle quantità di riferimento per gli impegni di riduzione Formula Media del consumo/produzione di HFC nel periodo 2020-2022 + 65% della quantità di riferimento calcolata per gli HCFC Media del consumo/produzione di HFC nel periodo 2024-2026 + 65% della quantità di riferimento calcolata per gli HCFC Media del consumo/produzione di HFC nel periodo 2011-2013 + 15% della quantità di riferimento calcolata per gli HCFC Anno di congelamento 2024 2028 - 1 a fase 2029 – riduzione del 10% 2032 – riduzione del 10% 2019 –riduzione del 10% 2 a fase 2035 – riduzione del 30% 2037 – riduzione del 20% 2024 –riduzione del 40% 3 a fase 2040 – riduzione del 50% 2042 – riduzione del 30% 2029 –riduzione del 70% 4 a fase 2034 riduzione dell'80% 5 a fase (Riduzione totale) 2045 riduzione dell'80% 2047 riduzione dell'85% 2036 riduzione dell'85% Note: 1. Gruppo 1: Paesi Articolo 5 non compresi nel Gruppo 2. 2. Gruppo 2: India, Iran, Iraq, Pakistan e i Paesi arabi membri del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC – Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar). 3. Revisione delle Tecnologie al 2022 e ogni 5 anni. 4. Revisione delle tecnologie 4-5 anni prima del 2028 per considerare il rinvio di due anni della data di congelamento della produzione e utilizzo degli HFC (2028) per i Paesi Articolo 5 al fine di consentire la crescita in settori rilevanti sopra certe soglie. L'emendamento obbliga, inoltre, ciascuna Parte a istituire entro il 1° gennaio 2019 o entro tre mesi dalla data di entrata in vigore dell'emendamento, un sistema per il rilascio di licenze per l'importazione e l'esportazione degli HFC controllati dal Protocollo ed elencati nell'allegato F, siano tali sostanze vergini, recuperate, riciclate o rigenerate. Tuttavia, viene prevista una deroga per i Paesi in via di sviluppo che non risultano in grado di istituire e attuare tale sistema entro il 1° gennaio 2019, che prevede di rinviare l'adozione di questi provvedimenti al 1° gennaio 2021. L'emendamento lascia flessibilità alle Parti di istituire o modificare i loro sistemi di licenze, a condizione che tali sistemi agevolino la raccolta dei dati e il monitoraggio del rispetto degli obblighi previsti dal Protocollo. A livello comunitario, con il regolamento (EU) n. 517/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, sui gas fluorurati a effetto serra, entrato in vigore il 9 giugno 2014, è stato istituito il « registro HFC » che contiene strumenti di reporting . Tale registro fornisce una base sufficiente per garantire il rispetto dei requisiti di cui all'articolo 4 B del Protocollo di Montreal emendato, senza istituire un sistema di licenze « ad hoc ». Tale interpretazione è stata formalmente espressa dalla Commissione Europea a seguito dei dubbi espressi dagli Stati membri durante la riunione del Comitato F-gas del 30 novembre 2016. È stato inoltre chiarito che la registrazione sul portale F-gas può essere verificata dalle autorità doganali prima dell'immissione in commercio nei territori dell'Unione (sia per le importazioni che per le esportazioni), degli HFC. Inoltre, come ulteriore strumento di controllo, si segnala l'obbligo a carico degli importatori e degli esportatori (salvo le deroghe previste dal Regolamento (UE) n. 517/2017) di registrazione e di rendicontazione delle transazioni relative all'anno solare precedente. Al fine di risolvere la questione, sono stati emanati i regolamenti di esecuzione (UE) 2017/1375 e (UE) 2018/1992 della Commissione Europea, che modificano il regolamento di esecuzione (UE) n. 1191/2014 relativo al formato e alle modalità di trasmissione della relazione di cui all'articolo 19 del regolamento (UE) n. 517/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sui gas fluorurati a effetto serra. Dal quadro sopra illustrato, si evince con chiarezza che la ratifica dell'emendamento di Kigali da parte dell'Italia non influenzerà in alcun modo le amministrazioni centrali e le imprese, in quanto il suddetto regolamento (UE) 517/2014 già definisce misure più restrittive di quelle previste dall'emendamento in questione. Pertanto, il sistema giuridico nazionale e comunitario risultano già conformi alle disposizioni introdotte dall'emendamento e non risulta necessaria l'emanazione di ulteriori norme specifiche volte all'attuazione degli obblighi previsti dallo stesso. Si segnala, infine, che l'emendamento è entrato in vigore il 1° gennaio 2019. L'allegato disegno di legge reca la ratifica dell'emendamento al Protocollo di Montreal, volto a ridurre la produzione e il consumo di HFC; in particolare: – l'articolo 1 prevede l'autorizzazione alla ratifica dell'Emendamento al Protocollo di Montreal adottato durante la XXVIII Conferenza delle Parti a Kigali il 15 ottobre 2016; – l'articolo 2 prevede la piena ed intera esecuzione dell'emendamento a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo IV dell'emendamento stesso; – l'articolo 3 reca gli oneri finanziari derivanti dalla ratifica dell'emendamento di Kigali; – l'articolo 4 prevede l'entrata in vigore del provvedimento in discussione.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Emendamento al Protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, adottato a Kigali il 15 ottobre 2016. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Emendamento di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo IV dell'Emendamento. 3 (Disposizioni finanziarie) 1 Per far fronte all'incremento del contributo al Fondo multilaterale per il Protocollo di Montreal per la protezione della fascia di ozono di cui all'articolo 1 della legge 29 dicembre 2000, n. 409, è autorizzata una spesa valutata in euro 2.118.432 annui a decorrere dall'anno 2019, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 3 Fatto salvo quanto previsto dal comma 1, le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione della presente legge nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.