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In ultimo, tale Commissione rischierebbe di essere di parte, in quanto non affronterebbe in modo puntuale il monitoraggio del fenomeno della cristianofobia. Su questo tema i dati del 2019 portano a evidenziare che il trend è in aumento, con 245.000 persone perseguitate e oltre 4.000 uccise per la loro fede. Vedete, colleghi, il contrasto a questi crimini non si attua eliminando il crocifisso dalle scuole: non ci si nasconde dietro alla laicità del nostro Stato per giustificare quest'atto, che porta esclusivamente a cancellare chi siamo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP). Caro ministro Fioramonti, se oggi siamo in uno Stato laico, se oggi noi donne siamo in quest'Aula, se io posso non coprirmi i capelli o il volto e se in questo momento parliamo di tutela delle minoranze e di combattere gli atti di discriminazione, lo possiamo fare proprio grazie a quello che il crocifisso rappresenta. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e della senatrice Tiraboschi). Concludendo, non aver voluto trovare quei punti di condivisione per far nascere la Commissione con il consenso di tutte le forze politiche è stata un'occasione persa. E complimenti al collega Faraone per l'ennesima volta, perché da quanto ha detto in Aula abbiamo capito tutti come si intende utilizzare - almeno dalla sua parte - la Commissione che dovrà nascere. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP). Pur senza nulla togliere alla senatrice Segre, cui vanno tutta la mia ammirazione e solidarietà, con questi presupposti e a queste condizioni, il Gruppo Lega si asterrà dal votare l'istituzione di questa Commissione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni). MALAN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, la necessità di combattere l'incitamento all'odio e i fenomeni che incitano alla violenza è sicuramente un'istanza non solo che condividiamo, ma che è alla base del nostro impegno politico. Siamo per la libertà di espressione e, di conseguenza, la mia libertà di espressione mi impone di tollerare quella degli altri. Altra cosa è commettere reati, come istigare a compiere atti di violenza o diffondere notizie false allo scopo di mettere in cattiva luce una persona o un gruppo di persone. Ci si è giustamente soffermati sul punto con la dovuta attenzione e solidarietà, che ribadiamo alla senatrice Segre, la quale recentemente è stata oggetto di attacchi attraverso i social media : sappiamo cos'ha dovuto passare nella sua infanzia e soprattutto sappiamo quello che milioni di altre persone, ebrei come lei, ma non solo, hanno subito negli anni Trenta e Quaranta, durante la Shoah. L'antisemitismo è forse l'aspetto anche simbolicamente più evidente della gravità dei fenomeni d'intolleranza, ma quello di oggi non è uguale a quello di ottant'anni fa: le cose sono cambiate e purtroppo negli ultimi anni c'è stata anche una recrudescenza di questi fenomeni. Tutte le statistiche ce lo dicono: in Francia i relativi episodi sono passati da 311 a 541 nell'ultimo anno; in Germania da 1.504 a 1.646; anche in Italia vi erano stati 16 episodi di antisemitismo nel 2012 e si è arrivati a 48 nell'anno seguente e a 181 nel 2018. In Germania, come dicevo, si è passati da 1.504 a 1.646 episodi in un anno, tra i quali gli atti violenti contro persone sono passati da 37 a 62. In aggiunta al fenomeno portato avanti da estremisti di destra - in altre parole nazisti - ma non solo, un'indagine dell'Università di Bielefeld in Germania, dove c'è stato il maggiore numero di atti, ci dice che il 65 per cento degli atti di antisemitismo e oltre l'80 per cento di quelli di antisemitismo aggressivi con violenza sulle persone sono stati compiuti da estremisti islamici. Non è più la stessa cosa di ottant'anni fa: non è né più né meno grave, è altrettanto ma non possiamo pensare che il fenomeno sia ancora sempre lo stesso di ottant'anni fa. Siamo contro qualunque incitazione alla violenza e, a volte, un certo modo violento di fare politica porta anche a conseguenze gravi. Ricordo l'episodio dell'aprile 2013, quando una persona, un italiano, sparò davanti a Palazzo Chigi ferendo quattro carabinieri. Uno di questi carabinieri, il brigadiere Giangrande, è stato privato per sempre dell'uso delle braccia e delle gambe. A lui va tutto il nostro pensiero e la nostra riconoscenza. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az) . Ebbene, il criminale, subito catturato, si giustificò dicendo che voleva colpire un politico, uno a caso essendo vicino alla Camera, ma di solito, i politici non si vestono con la divisa dei carabinieri. Cosa ancora più grave, questo signore pensava che questa fosse una buona scusa. Egli così ragionava: ho sparato, ho distrutto la vita delle persone, ma pensavo che fosse un politico. Ecco, un certo modo di fare propaganda politica ha anche queste conseguenze. Noi siamo sicuramente favorevoli a studiare i modi per combattere questi fenomeni. Siamo anche preoccupati da certe sentenze che sono state pronunciate, dove, in qualche modo, si derubricano gli insulti, anche le accuse specifiche, con l'attribuzione di fatti specifici, perché sono fatti sui social media . Non mi riferisco qui alla questione riguardante Fedez e Chiara Ferragni, che sono stati accusati con normali insulti, anche se sempre negativi. Mi riferisco al caso di quella ragazza, alla quale sono stati attribuiti fatti particolari (di essere una psicolabile, che il padre la picchiava eccetera) e che ha presentato querela. Ebbene, la procura di Roma ha disposto l'archiviazione, dicendo che sui social media si scrivono cose per sfogarsi e, pertanto, non si procura un danno. Invece, si fa ancora più danno che attraverso la diffamazione su un quotidiano o un settimanale, perché almeno lì vi può essere la smentita. Come si fa, invece, a smentire un'affermazione diffusa attraverso Facebook e poi "esplosa" e letta da milioni di utenti, che non si sa che fine fa? Dunque, anche su questo aspetto, serve attenzione. Avremmo voluto votare una mozione unitaria e l'abbiamo detto chiaramente. Purtroppo, fin da quando è arrivata questa proposta dal senatore Ferrari, c'è stata subito la contrarietà pregiudiziale del senatore Faraone, Presidente del Gruppo Italia Viva, il quale poi, non contento di questo, ci ha dato un piccolo saggio di che cosa vogliono dire hate speech e anche fake news . Egli ha affermato che Forza Italia ha cambiato la sua mozione a seguito dei risultati delle elezioni. Sì, è vero, abbiamo fatto alcune modifiche, aggiungendo alcune righe, che non cambiano assolutamente l'impostazione della nostra mozione. Sono semplicemente delle integrazioni, perché abbiamo raccolto, da colleghi, l'istanza di specificare alcuni punti. Pertanto questa, è una fake news . È attraverso quello che ha detto, facendo praticamente passare per negazionisti coloro che non si piegano alle sue imposizioni, il senatore Faraone ha invece dato un esempio di cos'è un discorso di odio.