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solo il 2,9 per cento dei finanziamenti della PAC premia il modello agricolo che abbatte l'impatto dei pesticidi, difende la fertilità del suolo, protegge il clima e la biodiversità. Modello che viene impiegato nel 15 per cento dei campi. Il fatto che l'agricoltura integrata e quella conservativa abbiano una quota di finanziamenti superiore all'agricoltura biologica è un evidente paradosso. Si tratta di un'asimmetria inaccettabile ! Sono consapevole che le misure approvate per il comparto olivicolo siano un primo passo importante per sostenere concretamente le imprese agricole e far respirare i nostri produttori, ma ritengo che le risorse finanziarie avrebbero dovuto essere già implementate in passato. L'altro tema che mi sta a cuore riguarda le misure che si vogliono adottare per contrastare la Xylella fastidiosa . Sostanzialmente viene disposta la distruzione delle piante contaminate e di qualunque altro materiale possa essere veicolo di diffusione di organismi nocivi, introducendo pesanti sanzioni per chi non si adegua alle disposizioni. Non si possono sanzionare gli agricoltori già ampiamente vessati e non si possono abbattere gli ulivi monumentali pugliesi: la mancanza di prove non è prova di mancanza ! L'articolo 8 del decreto emergenze innescherà una pericolosa deriva ambientale, sanitaria e democratica. Permettere alle misure fitosanitarie ufficiali l'attuazione in deroga a ogni disposizione vigente significa bypassare la Costituzione, le leggi nazionali, regionali e, infine, le norme europee, come nel caso della VAS (valutazione ambientale strategica). Inserire le misure fitosanitarie di emergenza tra i progetti che possono eludere la valutazione ambientale strategica è gravissimo. Stiamo parlando di derogare a un'importante norma europea emanata al fine di prevedere l'esame degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente naturale e al fine di contribuire a uno sviluppo sostenibile del nostro Paese e dell'Unione europea tutta. Ci rendiamo conto di quello che stiamo legiferando ? La tutela della salute delle persone, dell'ambiente, del paesaggio, della proprietà privata e delle libertà personali saranno scalzate da meri interessi economici, come ci dimostra la sconcertante gestione della vicenda Xylella con gli atti del giudice per le indagini preliminari Alcide Maritati e della procura della Repubblica di Lecce che, come avrete sicuramente letto, ormai si palesa in tutte le sue reali intenzioni. L'articolo 8 del decreto emergenze ergerà il caso Xylella a modello criminale, come ha riscontrato anche il procuratore Caselli in ben 2 rapporti sull'agromafia, per la gestione delle fitopatie. Con questa norma si potrà utilizzare una qualsiasi emergenza fitosanitaria, o presunta tale, come pretesto per fare qualsiasi cosa, senza considerare l'impatto ambientale delle misure imposte. Ma ancor peggio si potranno imporre misure invasive e pericolosissime senza che vi sia stato un serio e aperto confronto scientifico, una reale partecipazione della cittadinanza alle decisioni che riguardano il proprio territorio e soprattutto senza una valutazione delle alternative e degli sviluppi. Il caso della Xylella in Puglia dimostra come l'imposizione di eradicare su gran parte del territorio gli ulivi secolari e monumentali e un ampio uso di fitofarmaci si siano dimostrati pratiche inefficaci e scientificamente infondate. Il tutto senza tener conto degli effetti di queste misure sulla salute pubblica, sulla sicurezza dei territori (in quanto molti di questi alberi sono stati espiantati in zone a rischio di dissesto idrogeologico) e degli effetti sull'economia. Stiamo parlando della devastazione di un patrimonio paesaggistico che è la principale attrazione di milioni di turisti e viaggiatori. Stiamo parlando della fine dell'agricoltura biologica pugliese, uno dei pochi settori in costante e consistente crescita. Di quello apistico. Della rovina della biodiversità. Ma soprattutto stiamo parlando della distruzione di uno dei prodotti fiore all'occhiello del nostro Made in Italy , l'olio pugliese, barattato per piantare cultivar di scarsa qualità e di dubbia produttività. Tutto questo è stato fatto senza alcuna base scientifica né garanzia di efficacia. Stiamo parlando anche di una deriva antidemocratica considerando che la mia richiesta di istituire una Commissione d'inchiesta parlamentare, supportata dalle firme di cinquanta senatori, giace in Commissione dal 28 giugno ! In merito al caso Xylella , il giudice per le indagini preliminari di Lecce ha affermato: « gli interventi fatti finora da istituzioni, politica e ricerca si sono dimostrati assolutamente disarticolati, tardivi, caratterizzati da scarsa trasparenza e professionalità e non consoni ad una corretta gestione dell'emergenza ». E inoltre « le misure adottate nel tempo per affrontare il problema Xylella sono inadeguate, ma già si sapeva dall'inizio ». Inadeguatezza sottolineata da gran parte della comunità scientifica nazionale e internazionale. A tal proposito vorrei ricordare a tutti i colleghi il parere di molti scienziati auditi anche in Commissione agricoltura alla Camera, che già ci hanno messo in guardia da queste pratiche, nonché vorrei rammentare a tutti l'appello che ci è giunto da parte di oltre 2.000 tra esperti, medici, scienziati, professori e accademici, per chiedere che l'articolo 8 del presente decreto sia ritirato. Invece qui, oggi, stiamo dando il futuro del nostro territorio in mano a qualche scienziato che, senza alcuna autorevolezza, farà come ritiene del nostro patrimonio agroalimentare, gastronomico, economico e turistico. Vogliamo che questo genere di persone abbia in mano le sorti del nostro Paese, nonché i milioni di finanziamenti pubblici in arrivo per questo genere di situazioni ? E quando le loro linee guida si riveleranno inutili, i loro dati errati, i loro monitoraggi « farlocchi », come è già successo con l'ulivo di Monopoli, chi pagherà i danni ? Chi ridarà la salute a tutte quelle persone, quei bambini, che oggi sono costretti a respirare piretroidi e neonicotinoidi non si sa bene per quale motivo ? Chi potrà mai restituire a quella terra e al nostro Paese l'inestimabile patrimonio che questo Governo, sorretto dai precedenti, sta distruggendo per sempre ? Sul batterio Xylella ho presentato emendamenti finalizzati anzitutto alla ricerca della cura sostenibile piuttosto che all'eradicazione delle piante, assicurando così la tutela dell'ambiente e del paesaggio. Per questo nella lotta al batterio è necessario adottare misure sostenibili, con la diffusione delle buone pratiche colturali, che aumentino le difese naturali delle piante. Come hanno sostenuto altri colleghi alla Camera, l'uso spropositato di fitofarmaci e di sostanze non sostenibili sono la vera causa che ha portato al diffondersi del CoDiRO (complesso del disseccamento rapido dell'olivo) e non della Xylella , visto che l'unico dato ufficiale che abbiamo è quello della regione, che ci dice che solo il 2 per cento di piante sono positive alla Xylella . Ho presentato diversi emendamenti e ordini del giorno e solo due di questi ultimi sono stati accolti dal Governo: