[resaula]

In più si è proceduto creando un vulnus gravissimo per i lavori di quest'Assemblea, ma anche per il buon funzionamento della democrazia, quando si è voluto votare centinaia di emendamenti con un'unica votazione e ciò è assolutamente inaccettabile. Noi, con le altre forze di opposizione, abbiamo deciso di abbandonare l'Aula. Come è possibile che il Presidente della 5 a Commissione abbia questo tipo di atteggiamento? (Applausi dal Gruppo PD). Mi domando se c'è stato un vaglio preventivo, se c'è stata una verifica con la Presidenza del Senato. Qual è la situazione? La terza situazione che giudichiamo preoccupante per l'andamento della vita democratica dell'Assemblea è che per la seconda volta, su un provvedimento importante voluto dal Governo, arriviamo in Assemblea senza relatore. Comprendiamo che quella sia una extrema ratio: quando si sono esauriti i tempi, quando la Presidenza ha portato avanti i lavori fino al punto di non ritorno, quando ciò diventa evidente, per esempio nello specifico di un decreto-legge, si può arrivare alla conseguenza logica di approdare in Assemblea senza il relatore, perché altrimenti il provvedimento scadrebbe. Ma non c'erano queste condizioni. Signor Presidente, non c'erano affatto. C'era la possibilità di lavorare in Commissione rispettando il nuovo Regolamento, che prevede proprio in quel luogo l'approfondimento, il dibattito e il confronto. Si è volutamente negato questo confronto e questo dibattito. Si è negato lo spirito del nuovo Regolamento. Si poteva lavorare più a lungo lunedì, fino a tarda sera e tutta la giornata di oggi; si poteva lavorare domani. Signor Presidente, il provvedimento scade domenica. C'era tempo per svolgere il lavoro nelle Commissioni, anche dando spazio alle opposizioni, incluso un atteggiamento di ostruzionismo che ci imputano, ma questo è legittimo. Si poteva venire in Aula senza il relatore solo nel momento in cui tutti i termini possibili erano esauriti. Invece, si è scelto per la seconda volta - già lo abbiamo denunciato - di impedire alle opposizioni di confrontarsi su questioni rilevanti per il Paese come la salute dei bambini, il diritto all'istruzione, i soldi scippati alle città, alle periferie, alle comunità e per le questioni legate al terremoto. (Applausi dal Gruppo PD) . Si è impedito all'opposizione e al Senato di fare il proprio dovere in una maniera incomprensibile, senza alcuna giustificazione. Il Gruppo, rispettoso della Presidenza, ha deciso di occupare formalmente la Commissione, a conclusione dei lavori e quindi senza impedire l'esito e la continuità dei lavori stessi in quella sede, solo come segnale da dare alla Presidenza perché affronti questi temi. Noi abbiamo il diritto di essere tutelati rispetto a questo atteggiamento che va oltre le regole della democrazia e oltre il tollerabile. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Presidente, chiedo un suo intervento. È inaccettabile questo approccio. Se cominciamo così, mi domando dove ci vogliono trascinare la Lega e il MoVimento 5 Stelle. Dove vogliono trascinare il dibattito parlamentare? (Applausi dal Gruppo PD) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, intervengo anche io sull'ordine dei lavori. Intervengo, in particolare, su quanto è accaduto. Presidente, lei lo sa, anche ieri sera mi sono permessa di raccontare e segnalare i fatti gravi accaduti all'interno della Commissione 5 a , soprattutto perché reiterati, nonostante alla riunione dei Capigruppo avessimo segnalato, insieme ad altri Gruppi, un uso e un abuso dell'articolo 81, con la scusa che non arrivavano le relazioni tecniche, per non affrontare tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni e per arrivare a una sorta di abbattimento in massa degli stessi. Ieri sera, durante la Capigruppo lei, Presidente, ci ha fornito le sue rassicurazioni. Era presente, tra l'altro, anche il Ministro per i rapporti con il Parlamento, che si era detto disponibile a sollecitare la presentazione delle relazioni tecniche e lei stessa, Presidente, ha detto di aver parlato con il ministro Tria. Noi pensavamo che questo intervento avrebbe riportato il lavoro della Commissione bilancio a un corretto utilizzo. L'articolo 81 è molto delicato. Non si può certamente né abusare di ciò, né procedere con leggerezza. In questo caso, invece, come già è accaduto in passato - è stato utilizzato con l'aggravante, signor Presidente, di votare in blocco più di cento emendamenti, tutti con il parere contrario della Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81, con la scusa che non erano arrivate le relazioni tecniche. Noi stiamo per entrare nella sessione di bilancio ed è evidente che questo modo di operare rischia di produrre un vulnus molto serio. È chiaro soprattutto che, in questo caso, i diritti non solo delle minoranze, ma anche dei singoli senatori che vogliono presentare un emendamento sono messi a repentaglio. Signor Presidente, le chiedo, ancora una volta, formalmente, nello stigmatizzare quanto accaduto, di intervenire e fare in modo di ritornare a un utilizzo appropriato dell'articolo 81 della Costituzione. È evidente, a questo punto, che, per fare fuori tutti gli emendamenti delle opposizioni, non serve neanche chiedere le relazioni tecniche, producendo l'effetto di un totale azzeramento. Per quanto riguarda la questione del provvedimento che arriva in Assemblea senza il relatore, ritengo - ho sempre ritenuto e lo si conferma anche questa volta - che anche questo sia un mezzo non solo per avere la possibilità di stare nei tempi, perché il provvedimento era venuto in Assemblea, ma anche per evitare di arrivare a una discussione approfondita in Commissione. È stato abusato in passato e noi ci siamo sempre opposti. Non vorrei che, anche all'inizio di questa legislatura - visto che è già la seconda volta che ciò accade - diventasse questo il modo normale di operare, che costituisce - ahimè - anche un elemento per conculcare tutti i diritti delle opposizioni. Lo abbiamo fatto in passato, lo continueremo a fare e lo facciamo oggi: chiediamo di riflettere su questo aspetto, perché non si può arrivare in Assemblea senza relatore, di fatto, per bypassare la possibilità delle minoranze di poter meglio difendere e interloquire sugli emendamenti. Credo che dovremmo ricordarlo tutti in quest'Aula, tanto più perché molti lo hanno già subito pesantemente in passato. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, anch'io, per il Gruppo Forza Italia, devo stigmatizzare, replicando le osservazioni che sono già state fatte anche in corso della Conferenza dei Capigruppo, quello che, nella sostanza, hanno anticipato i colleghi che mi hanno preceduto. I lavori della 5 a Commissione rappresentano per noi una restrizione - devo dire - dei diritti non solo delle minoranze e delle opposizioni, ma anche dei parlamentari in genere. L'articolo 81 della Costituzione è uno strumento che deve essere utilizzato nell'ambito del proprio perimetro.