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considerando inoltre che: sulla necessità di rendere o meno obbligatorio il green pass si sono espressi molti costituzionalisti. Giovanni Guzzetta, professore ordinario di diritto pubblico all'università "Tor Vergata", ha affermato recentemente che "a questo punto le strade a me sembrano due: o lo Stato si fa carico di tutelare la scelta di non vaccinarsi senza penalizzarla economicamente costringendo a tamponi a ripetizione, oppure si assume la responsabilità di rendere obbligatoria la vaccinazione, cosa che è costituzionalmente consentita purché ne ricorrano i presupposti"; il 5 luglio 2021 la vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali, Ginevra Cerrina Feroni, sempre sulla necessità di introdurre o meno il green pass , ha dichiarato che "ci vuole più cautela. Se il certificato diventa indispensabile per esercitare diritti fondamentali, come andare al lavoro, c'è il rischio che il vaccino sia di fatto obbligatorio". E sull'obbligo vaccinale ha aggiunto che "la Costituzione, art. 32, tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. Non esclude certo che vi siano obblighi vaccinali, tanto che ve ne sono nel nostro ordinamento e la Corte costituzionale li ha giudicati legittimi. Il nodo problematico è l'obbligatorietà per vaccini ancora in fase sperimentale di cui, per ovvie ragioni, non si possono conoscere gli effetti a medio e lungo termine. Credo che abbia un qualche significato che in Europa non ci sia nessun Paese che abbia introdotto l'obbligo, neppure per il personale sanitario, e che il Consiglio d'Europa abbia escluso la legittimità dell'obbligo"; considerando infine che a giudizio degli interroganti il vice questore Schilirò è pienamente legittimata a sostenere i suoi dubbi di costituzionalità del green pass e della sua conformità al nostro ordinamento perché la libertà di espressione tutelata dall'art. 21 della Costituzione resta un caposaldo della democrazia ed esiste ancora anche per i dipendenti pubblici soggetti a regimi ordinamentali peculiari. Mentre crea sconcerto il fatto che un dipendente pubblico rischi di perdere il posto di lavoro solo perché un Ministro interviene nel dibattito con una (questa, sì, grave) anticipazione di addebito e sanzione senza che il procedimento disciplinare sia ancora aperto, un fatto che rappresenta uno stravolgimento dei nostri più essenziali cardini garantistici. Inoltre, il Consiglio di Stato, nella sentenza n. 6150/2020 della III sezione, ribadisce che la sanzione della destituzione di un appartenente alle forze dell'ordine deve essere correlata a una violazione grave e alla denigrazione altrettanto grave della propria amministrazione di appartenenza, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza di quanto riportato; se ritenga di doversi adoperare per accertare le ragioni di tanta solerzia, mossa ad avviso degli interroganti dall'intera macchina mediatico-amministrativa, per eccepire le responsabilità disciplinari, dinamismo che rischia di violare il sacrosanto diritto ad esprimersi sul green pass in quanto nel nostro Paese per fortuna esiste ancora la libertà di espressione, anche per i dipendenti pubblici soggetti a regimi ordinamentali peculiari; se non vi sia l'uso di rispettare le norme europee secondo le convenienze, dato che la UE afferma che "È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, anche di quelle che hanno scelto di non essere vaccinate"; se ritenga compatibile l'obbligo del green pass con le norme costituzionali, sancite in particolare dagli artt. 1 e 21 nella fattispecie della Costituzione. Atto n. 4-06083 LANNUTTI ANGRISANI ABATE Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e dell'istruzione Premesso che: FCA Italy S.p. A. ha prodotto per la Presidenza del Consiglio dei ministri 1.978.356.183 mascherine facciali distribuite nelle scuole nel corso di tutto l'anno scolastico passato e da distribuire anche durante l'anno scolastico 2021/2022; il programma Mediaset "Striscia la notizia" avrebbe fatto analizzare dal laboratorio BPSEC quelli che apparivano come due dei lotti di mascherine FCA distribuiti nelle scuole: n. 00914086180 e n. 00914086190; a fronte di una protezione batterica richiesta dalla legge pari al 95 per cento, il lotto 00914086180 presentava una filtrazione tra l'83 e l'86 per cento, mentre il lotto 00914086190 aveva una filtrazione che variava dal 67 al 77 per cento. E ciò nonostante FCA in un suo documento ufficiale affermasse che la protezione fosse del 99 per cento; alla verifica effettuata da "Striscia la notizia", alla presenza dei tecnici di FCA, è risultato che FCA non aveva testato le mascherine poi finite alle scuole, bensì genericamente il materiale con cui si starebbero producendo le mascherine. Insomma, i test fatti da FCA non sarebbero riscontrabili e quindi non avrebbero validità alcuna; considerato che in seguito e solo in seguito alla denuncia di "Striscia la notizia" FCA e la Presidenza del Consiglio dei ministri hanno deciso di ritirare le mascherine ancora non distribuite nelle scuole; considerato, inoltre, che: in un documento del Ministero della salute si legge che il Governo sta cercando di ritirare il 10 per cento delle mascherine prodotte da FCA, pari a quasi 200 milioni di pezzi; nello stesso documento c'è scritto che quelle "mascherine non sono conformi ma non sono nemmeno nocive" e che quindi "non sono qualitativamente inferiori a quelle di comunità", aggiungendo che non era indispensabile che all'interno delle scuole le mascherine fossero quelle chirurgiche; da denunce fatte da genitori di alunni di diverse scuole distribuite per il Paese, risulterebbe che molti bambini abbiano difficoltà a indossare le suddette mascherine, perché "scomode, pelose, maleodoranti e inutili perché trasparenti"; in seguito al rifiuto dei ragazzi e dei bambini di indossare le mascherine fornite dalle scuole, i genitori si sono trovati costretti a sobbarcarsi una spesa per comprare i dispositivi necessari e permettere ai propri figli di andare a scuola per esercitare un diritto costituzionale, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza di quanto riportato; se abbia intenzione di avviare verifiche per accertare i responsabili di questo spreco di risorse e di attentato alla salute dei bambini; se abbia intenzione di attivarsi nei confronti FCA Italy S.p. A. per i danni subiti dalla comunità pubblica e per aver presentato falsa documentazione a supporto della produzione delle mascherine; come intenda rimediare a questa incresciosa situazione, considerando che l'anno scolastico è già iniziato ed è già un mese che i genitori degli studenti devono sobbarcarsi una spesa che dovrebbe essere a carico dello Stato, per non parlare della salute dei bambini che viene messa a rischio quotidianamente a causa di mascherine inadeguate.