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Abrogazione della totale insequestrabilità ed impignorabilità dell'indennità spettante ai membri del Parlamento. Onorevoli Senatori. -- La legge 31 ottobre 1965, n. 1261, in materia di determinazione dell'indennità spettante ai membri del Parlamento, dispone all'ultimo comma dell'articolo 5 che l'indennità mensile e la diaria non possono essere sequestrate o pignorate. Ciò diversamente dal vitalizio e dalle indennità accessorie nonché dall'indennità di carica dei consiglieri regionali o degli amministratori locali, aggredibili, nei limiti e con le modalità stabilite dalla legge, in linea con ogni altro emolumento dei dipendenti pubblici. Ne deriva, ad esempio, che un parlamentare condannato a risarcire un danno, se non intestatario di altri beni aggredibili, si vedrebbe trattato in modo differente da altri cittadini, come risulta effettivamente essere accaduto in diversi casi. Ritenendosi che le ragioni che portarono alla norma derogatoria in favore del mandato parlamentare, possono ormai dirsi superate, anche alla luce della stessa recente evoluzione della normativa sulle indennità, il presente disegno di legge dispone il superamento della totale impignorabilità ed insequestrabilità, mediante l'abrogazione del quarto comma dell'articolo 5 della citata legge n. 1261 del 1965. Sussisterà, pertanto, nell'ordinamento la garanzia generale di cui è espressione l'articolo 545 del codice di procedura civile, che individua i limiti del pignoramento delle retribuzioni, garanzia che vale anche per le indennità di carica. Se ne auspica pertanto un celere e positivo esame.. 1 1 All'articolo 5 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, il quarto comma è abrogato.