[pronunce]

Con riferimento specifico alle violazioni doganali previste dal TULD, va ulteriormente sottolineato che la comparazione andrebbe effettuata guardando alle ipotesi non aggravate di contrabbando, oggi tutte depenalizzate e trasformate in illeciti amministrativi ai sensi del citato art. 1, comma 1, del d.lgs. n. 8 del 2016. E ciò rende ancora più dubbia la comparabilità prospettata, sia per la diversità di statuto tra sanzioni penali e sanzioni amministrative; sia per le nuove connotazioni dell'odierno illecito amministrativo, rispetto alle quali, per quanto previsto dal comma 6 del detto art. 1 del d.lgs. n. 8 del 2016, il compasso sanzionatorio risulta comunque rapportato al valore dell'imposta evasa, indice volutamente abbandonato dal legislatore in occasione delle modifiche apportate con la legge n. 92 del 2001. Con l'ulteriore precisazione legata alla previsione di un limite massimo di sanzione, identificato in euro 50.000, superato il quale, per le violazioni doganali inerenti a merce diversa dai t.l.e. , diviene indifferente l'entità dell'evasione riscontrata, in netto contrasto con l'obiettivo di prevenzione generale perseguito dalla disposizione sottoposta al controllo di legittimità costituzionale.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 291-bis, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale), sollevate dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale ordinario di Napoli Nord, in riferimento agli artt. 3 e 27, primo e terzo comma, della Costituzione, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 novembre 2018. F.to: Giorgio LATTANZI, Presidente Augusto Antonio BARBERA, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 dicembre 2018. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA