[ddlpres]

c rinunce volontarie da parte degli aventi titolo ad ipotesi di crescita presenti in piani e programmi, ma ormai inattuali, con conseguente eliminazione dei relativi carichi fiscali. 4 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinate le linee guida fondamentali della pianificazione territoriale, per le finalità di cui alla presente legge. Tali linee possono interessare l'intero territorio nazionale o parte di esso. Con la stessa procedura le linee guida sono aggiornate ogni cinque anni. 4 (Riuso urbanistico ed edilizio per il contenimento del consumo di suolo) 1 Il riuso del patrimonio edilizio ed infrastrutturale esistente costituisce il mezzo prioritario per contenere il consumo di suolo. 2 Il riuso si attua nel rispetto dei vincoli e delle prescrizioni vigenti, posti a tutela del patrimonio naturale, storico ed artistico. 3 Gli strumenti statali e regionali, unitamente agli atti di panificazione a livello locale, promuovono ed agevolano gli interventi tesi al recupero, alla riqualificazione, alla sostituzione, alla diversa allocazione e al migliore utilizzo del patrimonio edilizio esistente e del territorio già interessato da interventi strutturali e infrastrutturali. 4 Ai fini di rendere fattibile ed economicamente vantaggioso il processo di recupero, sotto gli aspetti tecnici ed economici, operano le seguenti prescrizioni: a nel rispetto della normativa di tutela ambientale e paesaggistica, la ricostruzione di edifici preesistenti, attuabile mediante gli interventi edilizi di cui all'articolo 3, comma 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, può sempre avvenire senza il rispetto della sagoma preesistente, ma con il recupero anche integrale della volumetria già esistente, maggiorata da eventuali ampliamenti consentiti dalla norma vigente in materia; b le disposizioni regionali incentivano la revisione e l'aggiornamento dei piani regolatori generali, nella direzione del minor consumo di suolo; c le norme regionali possono disciplinare il processo di riuso e prevedere forme di premialità per chi attua interventi di riuso; d le norme regionali possono prevedere forme di incentivazione e aiuto per i processi di bonifica e messa in sicurezza degli edifici compresi in progetti di riuso; e i diritti edificatori, di cui al numero 2- bis) dell'articolo 2643 del codice civile, anche derivanti da operazioni di sostituzione edilizia, sono trasferibili sul territorio e commercializzabili, nel rispetto delle previsioni degli strumenti di pianificazione. 5 (Misure urbanistiche ed edilizie per l'incentivazione agli interventi di riuso) 1 Ferme restando le disposizioni del codice civile relative alle distanze minime e ai rapporti tra edifici, agli interventi di riuso, anche nei casi di aumento di volumetria, non si applicano gli articoli 7, 8 e 9 del decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, salvo diverse disposizioni regionali, e l'articolo 41 -quinquies , comma 6, della legge 17 agosto 1942, n. 1150. 2 La corresponsione degli oneri di urbanizzazione e del contributo di costruzione è dovuta solo nel caso in cui l'intervento di riuso determini un maggior carico urbanistico, anche a seguito del passaggio dall'una all'altra delle categorie funzionali, di cui all'articolo 23- ter del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, ed è riferita esclusivamente alla parte incrementale. 3 Gli interventi di riuso sono comunque esclusi dalla valutazione e dall'applicazione del maggior valore previsto dall'articolo 16, comma 4, lettera d-ter) , del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 e godono della riduzione del contributo di costruzione, di cui all'articolo 17, comma 4- bis , del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001. 4 La procedura di VAS, ove necessaria ai sensi delle normativa vigente, non si applica nel caso di strumenti urbanistici esecutivi, comunque denominati, le cui previsioni di carico urbanistico complessivo siano soddisfatte almeno per il 75 per cento da processi di riuso. 5 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge i soggetti aventi titolo possono richiedere al comune l'annullamento di previsioni edilizie che comportano l'edificabilità di suolo naturale o seminaturale. I comuni acconsentono a tali richieste tramite appositi atti deliberativi, non sottoposti a procedura di VAS; possono denegare l'annullamento solo nel caso di rilevanza strategica della previsione, ai fini dell'attuazione del piano regolatore generale, oppure nel caso in cui la mancata attuazione della previsione, di cui si richiede la cancellazione, porti alla frammentazione del tessuto urbano, attuale o futuro. 6 Ai trasferimenti immobiliari effettuati negli ambiti di rigenerazione urbana si applica l'imposta di registro, catastale e ipotecaria, in misura fissa, con estensione dell'agevolazione di cui all'articolo 5 della legge 22 aprile 1982, n. 168, relativamente ai piani di recupero ad iniziativa pubblica o privata di cui al titolo IV della legge 5 agosto 1978, n. 457. 6 (Incentivi fiscali per favorire il riuso edilizio) 1 Al fine di favorire la riqualificazione del tessuto urbano e il riuso di aree sede di fabbricati civili e industriali obsoleti o dismessi e allo scopo di contenere il consumo di suolo, considerato come risorsa vitale e fondamentalmente non rinnovabile, a decorrere dall'anno 2019, è riconosciuto, ai soggetti privati, persone fisiche o giuridiche, che procedano alla demolizione ed alla ricostruzione di propri fabbricati, una detrazione sull'imposta lorda sui redditi pari al 50 per cento delle spese documentate di demolizione, smaltimento dei materiali di risulta e di ricostruzione; tale detrazione è elevata al 60 per cento qualora i fabbricati realizzati siano destinati ad « alloggio sociale », secondo la definizione di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008. 2 Tra le spese sostenute di cui al comma 1 sono comprese quelle di progettazione e per le prestazioni professionali connesse alla demolizione e all'esecuzione delle opere edilizie. 3 La detrazione di cui ai commi 1 e 2 opera, nella misura del 60 per cento, anche a favore degli Istituti autonomi case popolari (IACP), comunque denominati, e loro consorzi nonché enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondano ai requisiti della legislazione dell'Unione europea in materia di « in house providing » e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013.