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Signor Presidente, vorrei porre due questioni riguardanti il calendario dei lavori. Nella precedente Conferenza dei Capigruppo c'era stato un impegno a lasciare libera la prossima settimana dai lavori sia di Aula, sia delle Commissioni, perché nel fine settimana successivo ci sono le elezioni in tantissimi Comuni, le elezioni per il Parlamento europeo e anche le elezioni regionali in Piemonte e alcuni di noi sono anche candidati (e questo non vale soltanto per il nostro Gruppo. Ebbene, noi la campagna elettorale la facciamo in modo tradizionale e non possiamo andarci con i mezzi, il seguito, l'apparato e con certe azioni di supporto che hanno i Ministri. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Noi abbiamo bisogno di farla sul campo e pertanto eravamo stati all'accordo che si era preso per cui non ci sarebbero stati lavori, neppure di Commissione. Si è invece deciso di andare avanti la prossima settimana, nonostante ci sia da parte nostra la piena disponibilità a lavorare pienamente nel corso di questa settimana, in cui peraltro i lavori d'Aula sono abbastanza ridotti come durata e di conseguenza c'è spazio per le Commissioni, e anche di lavorare quanto necessario nella settimana successiva alle elezioni. Questo nostro impegno poteva garantire di mantenere i patti che erano stati stipulati e dunque di tenere la prossima settimana libera. Lavorare in quella settimana su quel decreto-legge vuol dire avere le due Commissioni di merito impegnate e naturalmente anche la Commissione bilancio, visto che, specialmente quando il Governo e altri continuano a presentare proposte, è anche necessario presentare una serie di subemendamenti, sui quali la Commissione bilancio si deve esprimere. Chiediamo pertanto che non siano previsti neppure i lavori delle Commissioni in quella settimana, ribadendo l'impegno in questa settimana e in quella successiva alle elezioni a fare quanto necessario e a prevedere le sedute necessarie per arrivare alla conclusione dell'esame del provvedimento nei tempi che la maggioranza ha già ritenuto opportuni, cioè entro la prima settimana dopo le elezioni. Vi è un secondo punto che ci sta molto a cuore: il nostro Gruppo ha presentato da tempo - e non soltanto noi, ma anche altre forze dell'opposizione - una mozione per Radio Radicale, la proroga della cui convenzione scade il prossimo 21 maggio. Il fatto di non discuterla se non dopo il 27 maggio (peraltro ancora non sappiamo quando) nella migliore delle ipotesi ne depotenzia l'utilità; in altre parole, rischiamo di dibattere una mozione dinanzi a una situazione irrimediabilmente compromessa. Conosciamo la situazione di Radio Radicale, un'emittente che da decenni offre un servizio utilissimo e indispensabile di trasparenza e di apertura delle istituzioni a beneficio di chiunque vi si possa sintonizzare, per cui è un'emittente veramente aperta a tutti. Il Governo che aveva promesso la trasparenza e la partecipazione dei cittadini vuole causare la chiusura di questo radio, con cui è in vigore una convenzione rispetto alla quale nessuno mai ha presentato proposte alternative o più convenienti, quando da parte dell'emittente Radio Radicale c'è sempre stata la disponibilità a una gara pubblica. Vedo che non si indicono certe gare, per esempio, sulle concessioni autostradali, scadute ormai da anni, mentre si impedisce di fare una gara per la quale tutti si dichiarano disponibili e si chiude l'emittente Radio Radicale: è un fatto che riteniamo veramente inaccettabile. Dal punto di vista della dinamica dei lavori, proponiamo che le mozioni su Radio Radicale vengano messe in discussione questa settimana. Domani, probabilmente, i lavori non finiranno tardi e ci sarà ampiamente il tempo per discuterle, senza neppure dover aggiungere un giorno in più al calendario dei lavori. Discutere della mozione Radio Radicale quando la radio sarebbe ormai tagliata fuori dalla convenzione riteniamo sia veramente inaccettabile, un ulteriore aspetto di brutalità nell'atto posto in essere contro un organo che è quasi un simbolo della democrazia nel nostro Paese. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD e del senatore Errani) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione sul calendario dei lavori dell'Assemblea MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, neanche noi siamo d'accordo sul calendario che è stato deciso. Abbiamo anche alcuni punti interrogativi, perché abbiamo difficoltà a comprendere come si stiano muovendo la maggioranza e il Governo. Eravamo rimasti, in chiusura dei lavori dell'ultima sessione di Assemblea, che questa settimana in Aula avremmo approvato lo sblocca cantieri, che doveva essere un provvedimento - almeno così è stato presentato - che avrebbe aiutato la nostra economia a ripartire. I contenuti di questo decreto-legge, a nostro avviso, non vanno in quella direzione, ma l'attività parlamentare lo avrebbe potuto correggere e migliorare, anche grazie all'apporto emendativo delle forze politiche di opposizione. Tuttavia, come sempre più spesso accade, le divisioni interne - quelle vere e, soprattutto, quelle false e presunte, dovute alla campagna elettorale - hanno portato a calendarizzare il voto di questo provvedimento dopo le elezioni europee. Come ormai siamo abituati a vedere, il calendario dell'attività parlamentare (nello specifico, quello del Senato della Repubblica) è dettato non più dalle esigenze del Governo, ma - ancora peggio - da quelle dei due Vice Presidenti del Consiglio in campagna elettorale. In base alle loro esigenze noi definiamo il nostro calendario e le nostre votazioni. Ciò, signor Presidente, è oggettivamente inaccettabile. Questa settimana si sarebbe potuto tranquillamente lavorare fino a venerdì, rispettando gli impegni presi e permettendo ai senatori di fare campagna elettorale la prossima settimana, e avviare il provvedimento verso la Camera dei deputati. Non lo abbiamo fatto. Ancora più incomprensibile è l'annullamento del question time previsto nella giornata di giovedì. Capisco che ormai nel Paese vi è una sindrome dovuta alle contestazioni, che sempre più spesso si verificano nelle piazze e nelle strade di tutte le città dell'Italia, che finalmente sta capendo in che condizioni questa maggioranza e questo Governo stanno riducendo il Paese: la sindrome da contestazione. Capisco che in particolare i Vice Premier abbiano timore di andare a parlare, visto che ormai sono tanti gli italiani che contestano, ma qui si arriva addirittura a non far venire i Ministri in Aula per rispondere alle domande nell'ambito del question time ! Mi domando: per quale motivo? (Applausi dal Gruppo PD) . Perché non si può torcere un capello al Governo e ai propri rappresentanti? Ma, signor Presidente, questo è non solo un nostro diritto, ma anche un nostro dovere e il dovere del Governo è venire in Aula e rispondere puntualmente a domande, che, oltretutto, vengono presentate con largo anticipo. Signor Presidente, il Partito Democratico ha presentato una mozione di sfiducia, che abbiamo chiesto di calendarizzare in tempi brevi (meglio se prima delle elezioni europee). Perché?