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Concessione di un credito di imposta per favorire erogazioni liberali a sostegno delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche e degli enti di promozione sportiva iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore, nonché introduzione di agevolazioni fiscali a sostegno dello sport. Onorevoli Senatori. – Lo sport non è soltanto uno strumento di tutela della salute psico-fisica e di promozione di un corretto stile di vita, ma anche uno strumento di inclusione sociale, di educazione, di formazione e di sviluppo della società sia sotto il profilo sociale che sotto il profilo economico. Lo sport dilettantistico è molto diffuso su tutto il territorio nazionale nella forma di associazioni e di società sportive dilettantistiche (nel 2016 erano circa 70.000). Nel corso della XVI legislatura, la Commissione istruzione pubblica, beni culturali del Senato della Repubblica ha svolto un'indagine conoscitiva sullo sport di base e dilettantistico. Nel documento conclusivo (Doc. XVII, n. 11), approvato all'unanimità, si riconosce il coinvolgimento di milioni di persone «in questo movimento sportivo che silenziosamente, senza il clamore e la visibilità dei grandi eventi, svolge una primaria funzione educatrice, ancor prima che allo sport, al rispetto dei valori civici e alla libertà dell'aggregazione sociale, favorendo la sana crescita fisica ed educativa di migliaia di ragazzi e giovani, molti dei quali, usando forse un linguaggio d'altri tempi, "sono tolti dalla strada" grazie a questo effettivo volontariato». L'indagine conoscitiva ha evidenziato la «pervasività materiale ed immateriale» dello sport. Basti pensare, quanto alla pervasività materiale, alla pratica sportiva, ai giornali sportivi, agli abbonamenti a SKY o al digitale terrestre ed alle ore annue di trasmissione televisiva e, quanto alla pervasività immateriale, alla sfera valoriale e dell'etica, agli ambiti educativi, pedagogici, della formazione, della salute e della prevenzione. Nel documento conclusivo si è sottolineato poi come lo sport sia «ovviamente anche economia e lavoro: (...) investimenti in opere pubbliche, turismo, trasporti, media tradizionali e media innovativi, occupati diretti ed indiretti, una moltitudine di piccole e medie imprese che operano nel manifatturiero (...), made in Italy (...), organizzazione di micro e macro eventi (...), innovazione tecnologica ed export , etc.». A fronte dell'importanza e del valore dello sport nella società, il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva evidenzia la necessità di interventi normativi, in particolare di carattere fiscale, a favore delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro. A questo proposito, si ricorda che la legge 16 dicembre 1991, n. 398, recante disposizioni tributarie relative alle associazioni sportive dilettantistiche, ha previsto una serie di agevolazioni fiscali per le associazioni sportive dilettantistiche. Successivamente, l'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, recante disposizioni per l'attività sportiva dilettantistica, ha previsto che le disposizioni della legge n. 398 del 1991 e le altre disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) si applicassero anche alle società sportive dilettantistiche (SSD) costituite in società di capitali senza fine di lucro. Alcune di queste agevolazioni prevedono: a) l'aumento prima a 250.000 euro e poi a 400.000 euro (con la legge di bilancio 2017) della soglia massima dei proventi commerciali conseguiti dalle associazioni e dalle società sportive dilettantistiche per accedere alla forfettizzazione dell'IVA e dell'IRES; b) l'aumento prima a 7.500 euro e poi a 10.000 euro (con la legge di bilancio 2018) dell'ammontare delle indennità, dei rimborsi, dei premi e dei compensi che non concorre a formare il reddito del percipiente; c) il riconoscimento per gli sponsor e per i committenti di prestazioni pubblicitarie rese dalle associazioni e dalle società sportive dilettantistiche e dalle altre strutture sportive, del diritto alla deduzione delle spese, a detto titolo sostenute, dal reddito d'impresa, considerandole comunque di pubblicità e limitando, tuttavia, l'entità della deduzione stessa a 200.000 euro annui; d) la detrazione IRPEF del 19 per cento dell'ammontare delle erogazioni liberali effettuate dalle persone fisiche a favore di associazioni e società sportive dilettantistiche, per un importo complessivo non superiore a 1.500 euro per ciascun periodo di imposta; e) la detrazione IRPEF del 19 per cento delle spese, per un importo non superiore a 210 euro, sostenute per l'iscrizione annuale e l'abbonamento, per i ragazzi tra i 5 e i 18 anni, ad associazioni e società sportive dilettantistiche, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica; f) l'esclusione di particolari proventi dal reddito imponibile delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche. A conferma dell'importanza dello sport nello svolgimento di una funzione di tutela della salute e del benessere della collettività, la legge di bilancio 2018 ha previsto numerose misure a favore dello sport. In particolare: a) l'introduzione della società dilettantistica lucrativa, prevedendo benefici fiscali per chi offre i propri servizi sportivi (comunque minori rispetto ai benefici riconosciuti ad associazioni e società sportive no profit) , consistenti nella riduzione del 50 per cento dell'imponibile ai fini dell'imposta sui redditi fino a 200.000 euro su base triennale e nella riduzione dell'IVA al 10 per cento; b) la garanzia dell'ordine di preferenzialità per le associazioni e le società sportive dilettantistiche no profit nelle procedure di concessione degli impianti sportivi pubblici; c) l'autorizzazione di spesa di 10 milioni di euro dal 2018 da destinare al Fondo «Sport e Periferie» al fine di attribuire natura strutturale allo stesso; d) l'attribuzione di un contributo, sotto forma di credito d'imposta, nei limiti del 3 per mille dei ricavi annui, pari al 50 per cento delle erogazioni liberali in denaro fino a 40.000 euro effettuate nel corso dell'anno solare 2018 per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici; e) l'aumento da 7.500 a 10.000 euro dell'importo che non concorre a formare il reddito imponibile delle indennità, dei rimborsi forfettari, dei premi e dei compensi erogati nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche; f) la previsione che il 5 per cento del contingente dei posti per il potenziamento dell'offerta formativa sia destinato alla promozione dell'educazione motoria nella scuola primaria; g) l'istituzione del Fondo a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano. Il Ministro per lo sport ha firmato il decreto che disciplina le modalità di utilizzo di questo Fondo, prevedendo una dotazione iniziale di circa 30 milioni di euro per i prossimi tre anni e di 10,5 milioni di euro a partire dal 2021.