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Sono stati aggiunti dei fondi solo perché un emendamento del PD alla Camera ne ha aggiunti, ma si arriva al 2032 e chissà chi ci sarà. Anche sulle liste d'attesa sono stati messi 50 milioni di euro e aggiunti altri 150, ma tutto per l'implementazione della cosiddetta «rete tecnologica». Non capisco: bisognava assumere i medici per fare le visite, non avere un'informatizzazione migliore. Per non parlare, poi, del superticket, altro proclama importantissimo: «lo taglieremo, le persone hanno bisogno». Bene, neanche una manovra in questo senso. Bisogna, invece, che le Regioni si arrangiano da sole, che emulino le più virtuose. Sappiate che ieri è stato approvato il bilancio della Regione Emilia Romagna, che prevede l'azzeramento del superticket, così come prevedeva il nostro Governo. Peccato che Lega e MoVimento 5 Stelle abbiano votato contro: anche in questo caso, incomprensione. (Applausi dal Gruppo PD) . A furia di spendere chiacchiere e annunci sul reddito di cittadinanza, vi siete completamente dimenticati della sanità, degli operatori del comparto, che invece sono già, quelli sì, sul piede di guerra, annunciando un altro sciopero; uno è già stato fatto e ne stanno preparando un altro. Ci sono 120.000 dirigenti che non sono mai stati incontrati dalla Ministra. Inconcepibile, poi, quello che sta succedendo in sanità: azzerato il Consiglio superiore di sanità con una lettera. Si tratta di gente che ha lavorato per quattro anni gratuitamente a livello scientifico: cancellati con una lettera. Qui si procede a raccomandate per cancellare le eccellenze italiane. Per non parlare, anche, delle dimissioni del Presidente dell'Istituto superiore di sanità e del suo consiglio di amministrazione: ovviamente ci sono delle incongruenze con la condizione dell'Istituto superiore. Non è dato sapere, poi, cosa si stia facendo con il tetto per l'assunzione del personale in sanità: anche su questo, proclami, ma di fatto non si sa niente. Chissà se sarà nel prossimo maxiemendamento, che arriva oggi pomeriggio, perché la Ministra, insieme a Garavaglia, aveva detto «faremo, faremo», però non abbiamo ancora visto niente di definitivo. Desta, poi, una preoccupazione - che credo che le donne qui presenti debbano sentire propria - il fatto di aver riconosciuto alla lavoratrici la facoltà di estendere il lavoro dopo il parto per cinque mesi, in deroga alla legge vigente, che prevede che stiano a casa i due mesi prima e i tre mesi dopo. Nonostante si tratti di un'operazione volontaria, tale norma espone ovviamente le donne alla possibilità di pressioni e di condizionamenti da parte dei datori di lavoro, che rischiano di mettere in pericolo la salute della donna stessa e del nascituro. Ricordate che non tutte le donne lavorano in ufficio; ci sono tante donne che lavorano e fanno lavori faticosi. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Presidente, non possiamo negare di essere fortemente preoccupati. Vi abbiamo implorato, nell'interesse del Paese, di riscrivere la manovra, di accogliere le nostre proposte. Vi abbiamo offerto collaborazione, ma, devo dire, da parte vostra vi è stato un finto ascolto: non c'è stato nessun dialogo, né alcuna disponibilità vera. Questa non è la manovra del popolo, ma della recessione, portata avanti dal Governo non del cambiamento ma del fallimento di un Paese che non se lo merita. Perché l'Italia non si merita questa manovra. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Presutto. Ne ha facoltà. PRESUTTO (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, se guardo a quanto è accaduto in quest'ultimo periodo, mi rendo conto che l'Italia sembra essere stata portata a una condizione borsistica. In pratica, il Paese ha come priorità principale la verifica delle quotazioni. Mi sono chiesto, quindi, se sia effettivamente così e ho trovato la risposta nel rendiconto di gestione dello Stato. Abbiamo un 30 per cento in più tra entrate e uscite di competenza, che è rappresentato da movimenti finanziari: praticamente, sarebbe bastato qualche punto percentuale in più tra entrate e uscite e saremmo stati davanti non più ad uno Stato, ma ad una banca, che però si trova in una condizione prefallimentare, se non già in liquidazione. A me sembra che questo sia un aspetto che merita molta attenzione, come meritano ancora più attenzione le dinamiche che hanno portato il Paese in questa particolare condizione. Ovviamente ora tocca a noi governare il Paese, mentre in precedenza è toccato ad altri. Noi, però, ci assumiamo la responsabilità di governare il Paese e di farlo bene. Mi sembra che si sia persa l'attenzione sull'elemento principale per cui siamo qui, che è rappresentato dai cittadini e non certo dai mercati finanziari. (Applausi dal Gruppo M5S) . Vorrei evidenziare alcuni aspetti che più volte sono stati richiamati in questi giorni. Si tende sempre a parlare della parte di competenza del bilancio - uso un tecnicismo - e nello specifico delle entrate e delle uscite. Non ho mai sentito parlare, però, o almeno non con la frequenza che meriterebbe, del fatto che lo Stato non è più in grado di fare fronte alle spese correnti con le entrate tributarie e questo è un problema gravissimo (Applausi dal Gruppo M5S) , perché significa che non c'è la sostenibilità finanziaria naturale, da tempo, di un organismo complesso quale è il nostro Paese. Perché è accaduto tutto ciò? Questo aspetto ha certamente incattivito anche il sistema tributario italiano, che è datato - ecco perché abbiamo parlato di riappacificazione fiscale con i cittadini - che negli anni è stato pensato per aggredire i contribuenti, soprattutto quelli più ricchi, e che non si è adattato tempi a ad un mondo che esiste ormai da decenni. La globalizzazione non si è certo realizzata ieri mattina: sono anni che il nostro Paese è inserito in un mercato globale, dove anche gli altri Paesi hanno vissuto - penso ad esempio alla crisi dei mutui subprime - ma hanno avuto una migliore capacità di uscirne rispetto a noi. Perché, dunque, è accaduto tutto questo? Perché abbiamo - ad esempio - dei differenziali positivi? Torno ancora una volta a un tecnicismo: parliamo di legge di bilancio e, dunque, i tecnicismi sono necessari o almeno apparentemente positivi, se vogliamo vedere piccoli particolari del bilancio, che poi però si scontrano con parametri finanziari profondamente negativi, se vogliamo analizzare altre sezioni molto importanti del bilancio. Come ho detto più volte, anche in altre occasioni, continuo a chiedere ancora: se quei crediti benedetti presenti nello stato patrimoniale del bilancio statale, che sono i ruoli che non vengono riscossi - si tratta di 900 miliardi di euro - restano lì e non vengono riscossi, allora i differenziali finanziari del bilancio dello Stato si moltiplicheranno in negativo in maniera esponenziale? Che effetto avranno sul debito pubblico? Quindi, quandanche avessimo un minimo miglioramento del debito pubblico, la situazione finanziaria rimarrebbe comunque tendenzialmente negativa ed è tale da anni, come accade ancora e non certamente per colpa nostra.