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Le condizioni sono cambiate; il concerto macroeconomico è cambiato; la pandemia ha avuto delle varianti inattese che stanno aggravando ancor più la nostra economia. Abbiamo visto cosa è successo ieri. Ribadisco anch'io, a nome di Forza Italia, la nostra solidarietà alle Forze di polizia perché è legittimo che si protesti, ma la violenza va lasciata fuori. (Applausi) . Si passa dalla ragione al torto se trasformiamo atti di legittima e democratica protesta in atti di violenza. Esprimiamo, pertanto, solidarietà alla Polizia e alle Forze dell'ordine che preservano l'ordine democratico nel nostro Paese. Dicevo che c'è tutto un mondo che ruota attorno a questa visione e a questo progetto ambizioso che in questo contesto ho la sensazione non abbiamo le energie, le risorse economiche e materiali per poter sopportare. Per questo motivo, ci asterremo sulla mozione presentata dal senatore Ciriani e voteremo a favore del nostro ordine del giorno perché vogliamo che sia fatto il punto ad oggi della situazione. Le condizioni sono cambiate e riteniamo che fare oggi una questione ideologica solo per piantare una bandierina è dannoso per noi e per il nostro Paese. Le precondizioni sono cambiate. Ho ascoltato prima il collega Pellegrini, che ha citato un intervento del sottosegretario Durigon. Io non ho quei dati, ma dei dati precedenti elaborati dall'Osservatorio sulla spesa pubblica, che dava dei numeri diversi. Prendo atto di quanto che lei ha detto e andrò a verificare. È evidente che, essendo bonus , andranno impegnati tutti i fondi. Sarebbe sciocco non pensarlo. Dire che è andato bene perché tutti i soldi saranno impegnati non è esatto perché occorre chiedersi infatti se quest'azione ha prodotto un'efficacia reale. Io direi di no alla fine oggi. Tariamoci; verifichiamo il punto esatto della situazione e, una volta condivisa - spero - dalla maggioranza più ampia possibile all'interno del Parlamento, possiamo ripartire. Signor Presidente, preannuncio la nostra astensione sulla mozione e il voto favorevole all'ordine del giorno della maggioranza. (Applausi) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, parliamoci chiaro: l'ordine del giorno predisposto dalle forze che appoggiano questo Governo è stato studiato per far sì che ogni forza politica se lo porti un po' verso la propria posizione. È stata un'opera di equilibrismo particolarmente ben fatta. A me non piace essere ipocrita e, quindi, partiamo da questo presupposto. Giustamente la senatrice De Petris è intervenuta dicendo che è giusto monitorarlo, così si va avanti in quella direzione, ma io posso dire che dal punto di vista della Lega, in realtà, il monitoraggio deve servire per far sì che la manovra venga corretta e che il cashback possa essere anche evidentemente eliminato, se proprio non funziona bene. (Applausi) . Sappiamo, però, che il momento è particolare e tutti dobbiamo fare uno sforzo; lo facciamo anche noi. Facciamo la nostra parte in maniera ragionevole, pur avendo firmato la mozione presentata da Fratelli d'Italia sull'abolizione del cashback . Qualcuno potrebbe allora chiedere: perché voi della Lega, ma anche i colleghi di Forza Italia, avete sottoscritto questo ordine del giorno, che dice tutto e il contrario di tutto? (Commenti). Io rispetto le idee di tutti ma, se mi è consentito vorrei spiegare qual è questa ragione. Ci è stato detto che questo Governo lavora in una cornice europeista. Così ci è stato detto, visto che qualcuno addirittura ci ha fatto notare che ci siamo convertiti all'europeismo. Bene, se lavoriamo nella cornice europeista, dobbiamo fare quello che l'Europa ci dice di fare su questo tema. Giusto? Allora, io sono certo che il presidente Draghi non potrà non tener conto delle osservazioni che la Banca centrale europea ha fatto al Governo italiano, scrivendo una letterina indirizzata al gentile Ministro. È una letterina che dice che dovrebbe sussistere una chiara prova che il meccanismo di cashback consente di conseguire la finalità pubblica nella lotta all'evasione fiscale. La letterina dice che il rimborso speciale di 1.500 euro sembra essere progettato per incentivare l'uso di pagamenti elettronici per importi limitati, che potrebbero essere, invece, pagati in moneta. Dovrebbe, inoltre, tenersi presente che la possibilità di pagare in contanti rimane particolarmente importante per taluni gruppi sociali, i quali, per varie e legittime ragioni, preferiscono utilizzare il contante piuttosto che altri strumenti di pagamento. Il contante, altresì generalmente apprezzato come strumento di pagamento in quanto, quale corso legale, è ampiamente accettato, è rapido ed agevola il controllo sulla spesa di chi paga. In aggiunta, i pagamenti in contanti non richiedono una infrastruttura tecnica funzionale e relativi investimenti e sono sempre disponibili. Ciò riveste particolare importanza in caso di un'interruzione della corrente elettrica, che rende i pagamenti elettronici indisponibili. Dico, a scanso di equivoci che sto leggendo la lettera scritta dalla Banca centrale europea. Non è l'intervento che mi sono preparato. La lettera prosegue: infine, i pagamenti in contanti agevolano l'inclusione dell'intera popolazione nell'economia, consentendo a qualsiasi soggetto di regolare in contanti qualsiasi tipo di operazione finanziaria. In questo contesto, la BCE ritiene che l'introduzione di un programma cashback per strumenti di pagamento elettronici sia sproporzionata, alla luce del potenziale effetto negativo che tale meccanismo potrebbe avere sul sistema di pagamento in contanti, in quanto compromette l'obiettivo di un approccio neutrale nei confronti dei vari mezzi di pagamento disponibili. La BCE apprezzerebbe, ovviamente nei confronti di un Governo super europeista, che le autorità italiane tenessero in debita considerazione i rilievi che precedono, adempiendo in futuro al proprio obbligo di consultare la Banca centrale europea, se del caso. Quindi, ce lo chiede l'Europa e siamo certi che il presidente Draghi, dopo un bel monitoraggio, capirà che questa norma non funziona e non va bene. Non perché siamo degli ipocriti, ma perché sappiamo bene come vanno le cose. Di conseguenza, perché non dovremmo fidarci del presidente Draghi? Questa è la nostra scelta. Così almeno l'avete capito anche voi: ne sono contento e mi fa piacere. Inoltre, sono stati spesi 4,75 dei 10 miliardi destinati alla digitalizzazione, quel programma previsto nel Piano di resistenza e resilienza, giustamente messo in evidenza più volte da tutti: l'86 per cento è la linea della cittadinanza digitale e dei servizi e circa il 46 per cento è destinato alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, che, a detta di tutti, deve essere l'elemento portante per la rinascita del nostro Paese, favorendo l'economia, le aziende e il rapporto con i cittadini. Se si prende la totalità di una cifra così cospicua da quella linea di intervento, non penso che l'Europa sia molto contenta e molto soddisfatta di questo. C'è da dire che, in certi casi, non solo siamo europeisti, ma ci mettiamo anche in stato di adorazione nei confronti di questo europeismo, che fa capire e comprendere bene che certe cose che facciamo non sono assolutamente buone e vanno assolutamente riviste.