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c) l'ampliamento dell'ambito di applicazione della legge 7 agosto 1997, n. 266, e in particolare dell'articolo 20, recante incentivi al reimpiego di personale con qualifica dirigenziale e sostegno alla piccola impresa. Sotto il profilo degli incentivi per la nuova occupazione dei dirigenti nel Sud, la scelta (articolo 1) è di adottare una politica premiante per le imprese che fanno un salto di qualità: il modello è quello della estensione dei crediti d'imposta per le assunzioni già previsti dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289 (finanziaria 2003), a quelle imprese che assumono a tempo indeterminato come dirigente una persona che già prestava la propria opera come consulente (sotto forma di lavoro a progetto) oppure sotto forma di lavoro a tempo determinato. Tali imprese meritano un incentivo non solo perché trasformano un lavoro precario in impiego certo, ma perché garantiscono, con l'inserimento definitivo di una figura manageriale, anche una stabilità e una sistematicità nella gestione operativa. Pertanto alle imprese operanti nelle aree incluse nell'ambito dell'obiettivo di cui all'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, che assumono a tempo indeterminato come dirigenti soggetti che già lavoravano alle dipendenze delle stesse con contratto a tempo determinato, o che collaboravano con loro, spetta un credito d'imposta di 2.000 euro. La seconda misura (articolo 2) riguarda il reimpiego di lavoratori ad alta qualificazione nel Meridione. Il modello ipotizzato è quello di una nuova forma di politica attiva che passa dal lavoratore all'impresa. Le prestazioni sociali che lo Stato eroga ai dirigenti disoccupati potrebbero essere trasferite, per un periodo di tempo circoscritto, all'impresa che assume un dirigente a tempo indeterminato, trasformandosi in premio. L'idea è quella di dare in dotazione al dirigente disoccupato una forma di sussidio, un « voucher », che poi questi porta con sé al momento dell'assunzione trasformandosi in una sorta di «premio» per l'azienda che ha voluto innovarsi e migliorare la qualità del capitale umano. La soluzione proposta consiste pertanto in un contributo all'impresa, situata nelle regioni incluse nell'ambito dell'obiettivo di cui all'articolo 5 del citato regolamento (CE) n. 1083/2006, che assume con la qualifica di dirigente un quadro o un dirigente disoccupato; l'importo è pari all'indennità di disoccupazione, da erogare fino allo scadere del periodo in cui viene corrisposta per legge l'indennità stessa. Scaduto tale periodo, all'impresa viene erogato un contributo economico di 1.000 euro al mese per un anno. In altre parole, se un dirigente ultracinquantenne viene assunto dopo che ha percepito per tre mesi l'indennità, le restanti mensilità vengono corrisposte all'impresa. Inoltre, allo scadere dei dieci mesi, l'impresa percepirà un contributo economico di 12.000 euro complessivi ancora per un anno. Il contributo sopra descritto si somma alla decontribuzione già prevista dall'articolo 20 della citata legge n. 266 del 1997 per l'assunzione di dirigenti disoccupati (per ciascuna impresa si tratta di circa 14.000 euro, ovvero il 50 per cento della contribuzione di un dirigente rispetto ad una retribuzione media di 73.000 euro). Riguardo a quest'ultima norma, l'articolo 3 propone due modifiche sostanziali: a) estensione temporale dei benefìci della legge stessa da dodici a trentasei mesi, per tutte le imprese situate nelle regioni incluse nell'ambito dell'obiettivo di cui all'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1083/2006, al fine di assicurare un minimo di continuità all'azienda nella concessione dello sgravio; b) previsione, sempre nel Mezzogiorno, della decontribuzione anche per i nuovi assunti, estendendo l'ambito di applicazione della citata legge n. 266 del 1997 che non si applicherà solo ai dirigenti disoccupati ma verrà applicata anche per le nuove assunzioni. Fra gli scopi principali del disegno di legge rientra infatti quello di creare nuovi posti di lavoro per la dirigenza includendo, al fianco del reimpiego di dirigenti che hanno perso il posto di lavoro, anche e soprattutto nuova occupazione manageriale. Concludendo, per le aziende del Sud il risparmio sul costo del lavoro è significativo perché articolato su più fronti: infatti in caso di nuova assunzione l'impresa percepirà un premio fiscale di 2.000 euro, nonché la decontribuzione previdenziale del 50 per cento ai sensi dell'articolo 20 della legge n. 266 del 1997, come modificato dall'articolo 3 del presente disegno di legge. In caso di reimpiego, oltre a ricevere per qualche mese una cifra corrispondente al sussidio di disoccupazione e a percepire per un anno un premio, l'impresa usufruirà per tre anni di uno sconto sulla contribuzione previdenziale del 50 per cento. A ciò potranno andarsi ad aggiungere le agevolazioni derivanti dalla contrattazione collettiva, ove esistenti, nonché i contributi economici erogati dalle regioni. La somma di tutte le agevolazioni non supererà in ogni caso la soglia comunitaria del « de minimis ». Per quanto sopra esposto, i promotori auspicano un esame ed un'approvazione in tempi rapidi del presente disegno di legge.. Art. 1. (Incentivi all'assunzione di dirigenti nel Mezzogiorno) 1. Alle imprese operanti nelle aree incluse nell'ambito dell'obiettivo di cui all'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, che, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2014 e il 31 dicembre 2016, assumono a tempo indeterminato, con la qualifica di dirigenti, soggetti che già lavoravano alle dipendenze delle stesse imprese con contratto a tempo determinato o che collaboravano con le stesse, spetta un credito d'imposta di 2.000 euro. 2. Il credito d'imposta di cui al comma 1 del presente articolo è cumulabile con l'incentivo di cui al comma 2- bis dell’articolo 20 della legge 7 agosto 1997, n. 266, introdotto dall’articolo 3 della presente legge. 3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, emana un decreto che stabilisce le modalità applicative del presente articolo. Art. 2. (Incentivi per il reimpiego) 1. Alle imprese aventi sede nelle aree incluse nell'ambito dell'obiettivo di cui all'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, che, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2014 e il 31 dicembre 2016, assumono con qualifica di dirigente un quadro o un dirigente disoccupato, è concesso un contributo di importo pari all'indennità ordinaria di disoccupazione fino allo scadere del periodo in cui viene corrisposta per legge l'indennità stessa. Scaduto tale periodo, all'impresa spetta un contributo economico di 1.000 euro al mese per un anno. 2.