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Nelle more dell'adozione di norme statutarie il numero di consiglieri non può essere superiore a sedici unità. Tale cifra è mutuata dal numero di assessori previsti per le città aventi un numero di abitanti superiore al milione, ai sensi dell'articolo 47, comma 5, lettera a ), del TUEL. L'articolo 7 disciplina le competenze della giunta. L'articolo 8 introduce disposizioni riguardanti l'istituto della mozione di sfiducia, riprendendo le previsioni normative di cui all'articolo 52 del TUEL. L'articolo 9 reca disposizioni riguardanti l'elettorato passivo. L'articolo 10 disciplina i requisiti per la candidatura sia alla carica di sindaco che alla carica di consigliere metropolitano. In particolare, per quanto riguarda la carica di sindaco metropolitano, esso stabilisce che nessuno può essere candidato alla carica di sindaco metropolitano in più di una città metropolitana. Per quanto riguarda la carica di consigliere metropolitano, al comma 1, si stabilisce che nessuno può presentarsi come candidato a consigliere metropolitano in più di due città metropolitane, quando le elezioni si svolgano nella stessa data, e l'impossibilità per i consiglieri metropolitani, o comunali, in carica di candidarsi alla medesima carica in altro consiglio metropolitano. L'articolo 11 sancisce l'obbligo di opzione per il candidato eletto contemporaneamente alla carica di consigliere in due città metropolitane. In tali casi il candidato eletto deve optare per una delle cariche entro cinque giorni dall'ultima deliberazione di convalida. Nel caso di mancata opzione rimane eletto nel consiglio metropolitano in cui ha riportato il maggior numero di voti. L'articolo 12 in materia di incandidabilità alle elezioni metropolitane rinvia espressamente alle disposizioni in materia di incadidabilità del capo IV del Testo unico di cui al decreto-legislativo 31 dicembre 2012, n. 235. L'articolo 13 in materia di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di sindaco e di consigliere metropolitano fa esplicito rinvio alle disposizioni previste in materia dal TUEL. In particolare, per quanto riguarda l'istituto della ineleggibilità si applicano le disposizioni di cui agli articoli 60 e 61 del TUEL; mentre riguardo all'istituto della incompatibilità si applicano le disposizioni di cui all'articolo 63 del medesimo TUEL. L'articolo 14 disciplina la decadenza dalla carica che avviene laddove il candidato accetti la candidatura alla carica di deputato. Inoltre la decadenza si applica in tutti quei casi previsti dall'articolo 7 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e dall'articolo 5 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533. L'articolo 15 disciplina l'istituto della incompatibilità per la carica di sindaco e consigliere metropolitano. Il comma 1 stabilisce che la carica di sindaco e assessore in un qualsiasi comune della città metropolitana è incompatibile con la carica di sindaco e di consigliere metropolitano. Il successivo comma 2 stabilisce che, nel caso in cui un consigliere metropolitano assuma la carica di sindaco o assessore comunale, cessa dalla carica di consigliere. Il comma 3 stabilisce infine che il coniuge, gli ascendenti, i discendenti, i parenti e affini entro il terzo grado del sindaco metropolitano non possono essere nominati rappresentanti del comune e della provincia. L'articolo 16 disciplina l'istituto della incompatibilità per la carica di consigliere regionale. Esso stabilisce che le cariche di sindaco e di consigliere metropolitano sono incompatibili con la carica di consigliere regionale. Al comma 2 si afferma l'incompatibilità per i consiglieri regionali che accettano la carica di sindaco o di consigliere metropolitano. L'articolo 17 disciplina le esimenti alle cause di ineleggibilità o incompatibilità. Esso statuisce che non costituiscono cause di ineleggibilità o di incompatibilità gli incarichi e le funzioni conferite ad amministratori del comune metropolitano, previsti da norme di legge, statuto o regolamento in ragione del mandato elettivo. L'articolo 18 disciplina i casi di perdita delle condizioni di eleggibilità e incompatibilità. Al comma 1 si stabilisce che la perdita delle condizioni di eleggibilità importano la decadenza dalla carica di sindaco e di consigliere metropolitano. Al comma 2 si stabilisce che le cause di incompatibilità, sia successive all'elezione alle suddette cariche sia precedenti, comportano comunque la decadenza dalla carica ricoperta. Il comma 3 stabilisce che la cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di ineleggibilità o di incompatibilità. L'articolo 19, con riguardo alla rimozione delle cause di ineleggibilità sopravvenute alle elezioni ovvero delle cause di incompatibilità, rinvia espressamente alle disposizioni di cui ai commi 2, 5, 6 e 7 dell'articolo 60 del TUEL. L'articolo 20 disciplina l'istituto della contestazione delle cause di ineleggibilità ed incompatibilità. Esso stabilisce l'obbligo per il consiglio metropolitano di contestare l'elezione alla carica di sindaco o consigliere metropolitano nel momento in cui si verifichi una delle condizioni costituenti causa di ineleggibilità, ovvero esista al momento della elezioni o si verifichi successivamente qualcuna delle condizioni di incompatibilità. Il comma 2 prevede la possibilità per il sindaco o i consiglieri metropolitani di formulare, entro dieci giorni, osservazioni o eliminare le cause di ineleggibilità sopravvenute o di incompatibilità. Il comma 3 prevede la possibilità di agire in sede giurisdizionale. Il comma 4 prevede, entro i successivi dieci giorni dalla formulazione delle osservazioni da parte del sindaco o del consigliere, che il consiglio metropolitano deliberi definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di ineleggibilità o di incompatibilità, inviti il sindaco o il consigliere metropolitano a rimuoverla o ad esprimere, se del caso, l’opzione per la carica che intende conservare. Infine, il comma 5 prevede che, nei casi in cui il sindaco o il consigliere non provvedano alla rimozione delle cause di ineleggibilità o di incompatibilità, o non esercitino il diritto di opzione, il consiglio metropolitano ne dichiari la decadenza. L'articolo 21 disciplina l'istituto dell'azione popolare. Nello specifico, il comma 1 statuisce che la decadenza dalla carica di sindaco o di consigliere metropolitano può essere promossa in prima istanza da ogni cittadino elettore di ciascuno dei comuni della città metropolitana, o da chiunque altro vi abbia interesse, davanti al tribunale civile. Il comma 2 stabilisce che l'azione può essere promossa anche dinanzi al prefetto. Da ultimo il comma 3 stabilisce che ove sorgessero controversie si applicano le disposizioni di cui all'articolo 22 del decreto legislativo 1º settembre 2011, n. 150. L'articolo 22 disciplina gli istituti relativi a aspettative, permessi e indennità per i quali si rinvia espressamente alle disposizioni di cui al capo IV del TUEL. L'articolo 23 reca la clausola di invarianza finanziaria..