[resaula]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 337 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE ; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,35). Si dia lettura del processo verbale. MARGIOTTA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sulla scomparsa di Guglielmo Epifani PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Senatori, desidero rivolgere un commosso pensiero di vicinanza e cordoglio ai familiari, ai colleghi e agli amici dell'onorevole Guglielmo Epifani. Sindacalista, politico, uomo delle istituzioni, Guglielmo Epifani è stato una delle figure più autorevoli della Sinistra democratica della nostra epoca. Intellettuale colto e raffinato, si era laureato in filosofia con una tesi su Anna Kuliscioff, fondatrice e tra i principali esponenti del Partito Socialista Italiano. Un'idea, quella socialista, a cui Guglielmo Epifani è sempre rimasto fedele e che ha ispirato ogni importante tappa della sua vita, a cominciare dall'impegno sindacale, vissuto sempre in prima linea all'interno della Confederazione generale italiana del lavoro (CGIL). Un impegno instancabile, fatto di dedizione appassionata e sincera attenzione alle esigenze dei lavoratori. Doti che lo portarono rapidamente ad assumere ruoli sempre più importanti nella segreteria confederale della CGIL e a diventarne, nel 2002, segretario generale. Alla guida del primo sindacato italiano Guglielmo Epifani è stato, per tanti anni, voce forte e coraggiosa dei diritti dei lavoratori. Un sindacalista dialogante ma combattivo, gentile ma tenace e determinato. Un innovatore, sostenitore di riforme anche radicali nel mondo del lavoro e un forte promotore dell'affermazione delle donne ai vertici del mondo sindacale. Il suo era un sindacalismo riflessivo e riformista, teso alla ostinata ricerca di una mediazione che potesse unire, attraverso il confronto costruttivo, le posizioni anche più divergenti e contrapposte. Valori che hanno caratterizzato anche il suo impegno parlamentare, iniziato nel 2013 con l'elezione alla Camera dei deputati tra le fila del Partito Democratico, di cui è stato anche segretario reggente, e proseguito in questa legislatura, sempre alla Camera, come esponente del Gruppo parlamentare di Liberi e Uguali. Politico di straordinario spessore etico e umano, Guglielmo Epifani ha saputo interpretare, con grande rigore professionale e autonomia di pensiero, il valore costituzionale del diritto del lavoro. Come Presidente della Commissione attività produttive, commercio e turismo della Camera nella scorsa legislatura seppe conquistare la stima e l'ammirazione di tutti per l'imparzialità, il fermo rispetto delle istituzioni, grandi competenze tecniche e costante attenzione alle istanze di ogni parte politica. La notizia della sua scomparsa è stata motivo di profondo dolore. Con Guglielmo Epifani la politica italiana resta orfana di un galantuomo onesto e leale, di un intelligente protagonista di tante battaglie ai tavoli della concertazione, nelle piazze e nell'Aula del Parlamento. Un leader autentico e carismatico, che ha fatto della partecipazione democratica il tratto distintivo del suo impegno sociale accanto ai lavoratori. In ricordo di Guglielmo Epifani invito, pertanto, l'Aula del Senato ad osservare un minuto di commosso silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio. Applausi). NENCINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho conosciuto bene Guglielmo. Molti anni fa lo chiamavamo il compagno Ford. Non Henry Ford, però, bensì Harrison Ford. Questo perché era intellettualmente molto preparato. assomigliava più a Bruno Trentin che non a Di Vittorio, era sempre quello in cravatta ed era di una certa raffinatezza. Per cui, rappresentava una CGIL con la quale noi eravamo molto in sintonia. È stato un riformista intransigente. Intransigente perché ha mantenuto un filo nella condotta della sua vita e, sebbene abbia compiuto scelte via via diverse, è rimasto sempre molto leale rispetto alla sua tradizione iniziale. Mi fa piacere che oggi tra i banchi del Governo sieda un caro e vecchio amico, Roberto Speranza, che ha condiviso con lui l'ultima parte della sua vita. Lei, signor Presidente, ha ricordato la sua tesi di laurea e il suo percorso all'interno di un'altra comunità parallela a quella dei partiti. Infatti, la CGIL e gli altri sindacati rappresentano poi, alla fine, famiglie dalle quali non ci si distacca mai. Guglielmo apparteneva a questa doppia famiglia; era una storia del socialismo riformista italiano. Negli anni Ottanta Epifani sposò serenamente la causa del provvedimento sulla scala mobile, pur vivendo all'interno di un'organizzazione che si divise profondamente su quella scelta. Mantenendo un percorso di autonomia e grande lealtà, riuscì a raggiungere una posizione che non era più stata raggiunta da chi proveniva da questa cultura fin dai tempi dell'anteguerra, quando la CGIL subì, al pari di tutte le altre organizzazioni libere, quanto avvenne dopo il 1925-1926 a causa del fascismo imperante. Mi piace ricordare che egli viene sempre scelto in momenti particolari, perché diventa il numero uno della CGIL negli anni in cui il centrodestra, con alla guida il Polo delle Libertà e Berlusconi, vince molto bene le elezioni. Si ha allora l'immagine dell'Italia come di un Paese nella condizione di stravolgere il mondo e l'Europa, quindi una sorta di Italia felice.