[ddlpres]

Disposizioni volte ad incentivare il raggiungimento di standard qualitativi elevati dei prodotti agroalimentari italiani introducendo un sistema di rating per la certificazione di eccellenza e riforma del sistema di prevenzione, programmazione e controllo nella sanità pubblica veterinaria. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge si prefigge lo scopo di intervenire su molteplici aspetti interdipendenti dell'ambito sanitario teleologicamente indirizzati alla piena tutela della salute. Si tratta, innanzitutto, della prevenzione e dei controlli di sicurezza alimentare e di appropriatezza nutrizionale, nonché della governance della sanità pubblica veterinaria e, infine, della formazione specialistica veterinaria. Questi tre settori da anni richiedono non solo una riforma, ma anche un potenziamento quanti-qualitativo che veicoli un elevato livello di tutela della salute dei consumatori assicurando che il loro diritto all'informazione sia precipuamente finalizzato all'educazione alimentare e alla promozione di sani stili di vita, qualificando il tutto in maniera anche evolutiva rispetto alle disposizioni contenute nel regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, tenuto conto delle novelle apportate dal regolamento (UE) 625/2017 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2017. Quest'ultimo, infatti, entrato in piena applicazione, abrogando, tra gli altri, il regolamento (CE) n. 882/2004, disciplina i controlli e le altre attività ufficiali effettuati per garantire l'applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante nonché sui prodotti fitosanitari. L'impatto ordinamentale in materia di « controlli ufficiali » dovuto al nuovo regolamento rappresenta una leva strategica estremamente significativa nella messa a punto di un processo di revisione che sta cambiando il paradigma della sanità pubblica veterinaria secondo una visione di prevenzione e promozione globale della salute individuale e collettiva, secondo un approccio one health , che ha come focus cruciale l'intera filiera alimentare e della sua relativa sicurezza sotto ogni profilo anche nutrizionale, comprendendo dispositivamente: alimenti, mangimi, salute e benessere degli animali, sanità delle piante, prodotti fitosanitari, prodotti biologici ed OGM. Attualmente, a livello nazionale, c'è una forte disomogeneità organizzativa, con livelli prestazionali differenti e frammentati che provocano grosse ripercussioni sulla commercializzazione e sull’ export dei prodotti di origine animale italiani, a causa dei diversi standard sanitari raggiunti nelle diverse regioni, sia riguardo alla sanità animale che alle produzioni di origine animale. La stessa disomogeneità, che comporta a volte controlli inefficaci, espone inoltre al rischio di subire penalizzazioni in materia di premi comunitari nell'ambito della cosiddetta « Condizionalità ». Occorre, quindi, intervenire con nuovi strumenti di programmazione e controllo, a garanzia di adeguati standard uniformi su tutto il territorio nazionale. Anzitutto, il Piano nazionale integrato della prevenzione veterinaria (PNIPV) assume prioritaria rilevanza strategica non più rimandabile, tenuto anche conto dei delicati processi di attuazione di cui alla normativa europea su richiamata, in ragione della prescritta generale applicazione entro il corrente esercizio con conseguenti implicazioni non solo ordinamentali, ma di diretto impatto economico e di crescita competitiva. La consistenza e frequenza dei controlli deve, infatti, essere sempre più collegata ai rischi che un prodotto o un processo presentano rispetto alla frode, alla salute, alla sicurezza, al benessere degli animali o all'ambiente, secondo standard di indipendenza e terzietà di processo. Altri fattori inclusi nella valutazione del rischio sono, ad esempio, dati precedenti di conformità relativi all'operatore o la probabilità che i consumatori siano indotti in errore circa alcune caratteristiche del prodotto alimentare. A questo proposito, controlli più indipendenti consentirebbero di gestire nel modo migliore le risorse economiche, organizzative e funzionali e, conseguentemente, di programmare adeguatamente investendo in capitale umano e strumentale a tutti i livelli della filiera sulle aree in cui le verifiche devono essere prioritarie. In particolare, il sistema dei controlli ufficiali deve essere integrato e affiancato da un sistema di rating prestazionale, in coerenza con i fondamentali princìpi di assoluta terzietà, trasparenza, tracciabilità oggettivizzata, responsabilità, analisi e graduazione del rischio. In questa logica, come sistema Paese, si ritiene di promuovere un modello evolutivo di valutazione e certificazione su base volontaria che coinvolga anche il mondo associativo, con architettura che utilizzi la tecnologia fornita dalle piattaforme informatiche multifunzionali Blockchain , che permetta con l'autorevolezza dell'oggettività di coniugare il sistema dei controlli ufficiali in materia di sicurezza alimentare con la valorizzazione delle eccellenze del made in Italy , accreditandolo in chiave non solo europea ma mondiale, con controlli indipendenti da parte di soggetti scelti secondo princìpi di casualità, di trasparenza e di effettiva rispondenza ai parametri dichiarati. Ciò rappresenta non soltanto una garanzia nei confronti dei consumatori ma anche una tutela per le filiere agroalimentari italiane, anche rispetto a modelli alimentari non corretti che mettono a rischio la salute dei cittadini e le eccellenze del made in Italy . Il sistema di rating nei prodotti agroalimentari tende a valutare l'eccellenza in tutta la filiera della produzione. È infatti fondato sulla valutazione della corrispondenza degli operatori della filiera a criteri che determinano livelli più alti ai normali standard di conformità nelle diverse fasi della produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti e che si basano in primo luogo sulla necessità di accertare un nesso comprovato tra la provenienza e la qualità dell'alimento, ai sensi dell'articolo 39 del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, anche in ragione degli effetti positivi per la salute, secondo il rapporto tra la proprietà nutritiva e la giusta modalità di consumo nel corso della giornata, tenuto conto di quanto stabilito dal regolamento (CE) n. 924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari. Tale sistema rappresenterebbe dunque una best practice nel panorama europeo ed internazionale conferendo all'Italia un ruolo di assoluta centralità nella definizione di un modello basato sui princìpi di una sana ed equilibrata dieta alimentare. Nel contempo la promozione di una sana alimentazione consapevole contribuirebbe a determinare una significativa riduzione della spesa sanitaria posto che molti dei determinanti ambientali e sanitari delle patologie tumorali e delle malattie cronico degenerative traggono origine dal consumo di bevande e cibi non salutari. Le note criticità nelle attività di prevenzione e controllo come sistema Paese sono riconducibili anche alla carenza di personale adeguatamente specializzato che rischia di mettere in crisi sistemica la sanità pubblica veterinaria in ragione del grave impoverimento di competenze e conoscenze del servizio sanitario veterinario.