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Noi manteniamo la linea della responsabilità, ma, mi creda, non è un'impresa facile. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, anzitutto vorrei dire al senatore Ciriani che il ministro Fraccaro si occupa molto della democrazia diretta ma evidentemente non ha molta dimestichezza con la democrazia parlamentare. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Questo è quello che evidentemente rivela. Lei sa, Presidente, che tutti noi siamo qui tra l'esasperato e l'esausto; anche lei credo sia forse un po' esasperata - mi permetto di attribuirglielo - perché rispetto a quello che si è visto in questi giorni, francamente - lo dico anche con tristezza - è difficile trovare precedenti simili, anche andando indietro nel tempo. Ha fatto tutto la maggioranza, incapace di riuscire a farci lavorare in Commissione, a determinarsi, a dare un minimo di compostezza. Lo sappiamo tutti - ahimè - che cosa sta accedendo; dovremmo riflettere a lungo rispetto a cosa è diventata la prassi della fiducia, ma questa sarà una riflessione che tutti quanti dovremo fare pacatamente. Qui siamo però arrivati al punto in cui, nonostante tutto quello che è accaduto in queste settimane, che gli impegni presi in Commissione sono stati puntualmente traditi. L'ultimo impegno ieri era quello di avere almeno la possibilità di avere due ore. Presidente, due ore! (Applausi della senatrice Malpezzi). Lei sa che anche nella proposta calendario che abbiamo fatto ieri avevamo chiesto, tra l'altro, di avere un po' più di tempo almeno in Commissione. Quello che è accaduto è che si è agito artatamente: la Commissione è stata convocata alle 16 ed è stata chiesta subito la sospensione, e non l'ha chiesta certo l'opposizione, Presidente, ma la maggioranza. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . Si sono presi un'ora e poi dopo cosa hanno fatto, ancora davanti alle richieste di avere le ulteriori modifiche presentate? Come si fa a non pensare che come al solito era tutto prestabilito? Ovviamente la discussione, il Parlamento, le Commissioni sono di impiccio e di impaccio. Tutto per coprire ancora una volta l'incapacità a scrivere un maxiemendamento, a determinarsi. Peraltro, Presidente, in questo maxiemendamento, per quello che abbiamo potuto vedere, ci sono cose molto diverse anche rispetto a quelle che in qualche modo si erano adombrate. Noi ci troviamo con ulteriori tagli pesanti. Vogliamo parlare dell'ulteriore pesantissimo taglio agli investimenti? Che cosa significa questo? Questo è quello che esce da questo maxiemendamento. Menomale che la chiamavano una manovra espansiva: questa è una manovra ancora una volta recessiva e rigorista, che fa cassa nel solito modo: colpendo i pensionati. Mettete davanti le pensioni di platino - la novità è che vengono chiamate in questo modo - per coprire ancora una volta il taglio delle pensioni dei poveri disgraziati, di 1.500 euro lordi. Lo sa, Presidente a quanto corrispondono 1.500 euro lordi? A 1.100-1.150 euro netti. E noi tagliamo lì ancora una volta per far cassa, nel solito modo! (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD). Dovevate chiamarvi il «Governo del cambiamento» per fare quello che si è ripetutamente fatto, sulla pelle degli italiani. Noi chiedevamo solo di poter discutere, di avere spiegazioni. Si mettono le norme e poi si tolgono, si arriva lì, si dicono delle cose per iscritto (poi riparleremo del comma 161, che peraltro hanno messo per iscritto loro). Questo ancora una volta diventa un modo per prenderci in giro, anzi per impedire strumentalmente la possibilità di qualsiasi discussione. Si arriva con il parere; questa è una cosa, veramente incredibile, Presidente. È inaudito quello che è successo. Si sta per votare una manovra - che vi voterete da soli - che questo Parlamento non ha avuto la possibilità neanche di finire di leggere. Questo è veramente inaudito. Come si fa? Siamo andati tutti al Quirinale e abbiamo sentito le parole del Presidente della Repubblica, che non ha richiamato solo me o solo lei, ma tutti. Ha richiamato tutti a ridare forza e a rimettere al centro il Parlamento, perché questa è una democrazia parlamentare. La Costituzione non si difende soltanto per motivi strumentali, quando fa comodo, ma la Costituzione si difende sempre. Sempre! (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD). Per questo, Presidente, io le chiedo - gliel'ho già detto e avanzo nuovamente qui la proposta - almeno quello che era stato garantito nel calendario votato ieri in Conferenza dei Capigruppo e poi qui in Aula, ovvero di avere almeno la possibilità che la Commissione possa esaminare il maxiemendamento. Questa è la nostra proposta. Non intendiamo rinunciare a nulla, non intendiamo rinunciare a quello che vogliamo dire, non intendiamo rinunciare alla discussione parlamentare, alla discussione sulla fiducia, perché finché avremo voce noi ci faremo sentire e non potremo più sopportare soprusi. L'ho detto ai Capigruppo. Presidente, io ho combattuto davanti a tutti i soprusi compiuti in quest'Aula e continuerò a farlo, perché con quello che sta accadendo evidentemente l'appetito vien mangiando. Ancora una volta mettete l'asticella ancora più in alto, ma noi questa asticella prima o poi ve la faremo abbassare. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE . Senatrice De Petris, vorrei soltanto rappresentarle che, avendo il Governo ormai posto la fiducia sul maxiemendamento, come lei sa, il maxiemendamento ormai non può più tornare in Commissione. Questo è soltanto per una risposta ad una richiesta che lei ha fatto. DE PETRIS (Misto-LeU) . Va cambiato. PRESIDENTE. Mi sembra che ci sia soltanto la proposta della senatrice Bernini, che ha chiesto di spostare la dichiarazione di voto e la votazione finale a domenica. MARCUCCI (PD) . Il 26 dicembre. PRESIDENTE. Il senatore Marcucci, invece, di spostare la votazione finale al 26 dicembre. Metto ai voti la proposta del senatore Marcucci volta a spostare le dichiarazioni di voto... (Proteste dal Gruppo PD. Diversi senatori del Gruppo PD scendono nell'emiciclo, strappano i fascicoli del maxiemendamento e li lanciano verso i banchi del Governo) . VOCI DAL GRUPPO PD. Vergogna! LAUS (PD) . È carta straccia! PRESIDENTE. No, no. Andate via. VOCI DAL GRUPPO PD. Vergognatevi! PRESIDENTE. Chiedo ai senatori Questori di intervenire. (Vivaci commenti del senatore Marcucci). LAUS (PD) . Vergognatevi! (Applausi dal Gruppo PD. Vivaci commenti del senatore Licheri). PRESIDENTE. Senatori Questori... Senatrice Malpezzi, torni al suo posto. Per favore, colleghi, tornate ai vostri posti. (Vivaci commenti dal Gruppo PD) . MARCUCCI (PD) . Noi non torniamo ai nostri posti! PRESIDENTE. Senatore Marcucci, sto mettendo in votazione la sua proposta. Mi ha appena sollecitato a metterla in votazione.