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per farlo, però, è necessario uno strumento efficace, volto a rafforzare il processo di partenariato strategico fra i contraenti, con il coinvolgimento della società civile e di altri attori, quali le istituzioni accademiche, al fine di favorire la conoscenza e la comprensione reciproche, la visibilità delle due regioni e del partenariato. Ecco dunque l'esigenza di costituire la Fondazione UE-ALC. Essa si occuperà infatti di promuovere il dibattito istituzionale tra i Paesi aderenti, allargando la partecipazione anche a quelli che ancora non ne fanno parte, ed è utile non solo alla conoscenza reciproca, ma anche alla condivisione di strategie di transizione verso un'economia basata sul rispetto e sulla tutela dell'ambiente, che, come sappiamo, è un compito di cui ogni Stato deve farsi carico e che è il grande tema della politica estera dei nostri anni. Come sapete, il multilateralismo è il nuovo paradigma delle relazioni internazionali, che ci permette, all'interno del quadro dell'Unione europea, di sfruttare molte opportunità che derivano dalla sottoscrizione di questi accordi. Dichiaro pertanto il voto favorevole del nostro Gruppo a questo accordo. Relazione orale del senatore Iwobi sul disegno di legge n. 964 L'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge di ratifica dello Scambio di lettere del marzo 2017 tra la l'Italia e il Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali (ICCROM). L'ICCROM è l'organizzazione intergovernativa - cui attualmente aderiscono 136 Paesi - che promuove a livello internazionale la conservazione, la tutela e il restauro del patrimonio culturale. Dal 1959 l'organizzazione ha stabilito la propria sede a Roma, presso il complesso monumentale di San Michele a Ripa, dove può vantare, fra l'altro, una delle biblioteche specializzate in conservazione di beni culturali più importanti del mondo. Lo Scambio di lettere oggetto del presente disegno di legge di ratifica ha l'obiettivo di aggiornare l'Accordo di sede tra Italia e UNESCO del 1957, modificando in particolare la disciplina relativa alle esenzioni fiscali concesse ai dipendenti dell'organizzazione, estendendo anche a quelli di nazionalità italiana i benefìci fiscali previsti per il personale di altra nazionalità, conformemente con quanto previsto dalla Convenzione del 1947 sui privilegi e le immunità degli istituti specializzati delle Nazioni Unite. Una mancata soluzione negoziata della questione del trattamento fiscale dei funzionari italiani dell'organizzazione potrebbe riflettersi negativamente sul mantenimento della sede dell'ICCROM nella capitale italiana. Pur in assenza di una relazione tecnica allegata al provvedimento, si può certamente affermare che l'Accordo oggetto della presente ratifica non presenta profili d'incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 964 Con questo disegno di legge oggi rafichiamo uno scambio di lettere avvenuto tra l'Italia e l'ICCROM, un'organizzazione intergovernativa che, da più di mezzo secolo, svolge attività nel campo della formazione, del restauro e della tutela dei beni culturali, tutti settori a cui tradizionalmente l'Italia assegna grande rilevanza e che offrono grande visibilità al nostro Paese sul piano internazionale. L'ICCROM infatti è una delle prime agenzie delle Nazioni Unite ad essere stata insediate in Italia, grazie all'indiscusso prestigio di cui il nostro Paese gode nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio culturale. L'agenzia è stata istituita per decisione della IX Conferenza generale dell'UNESCO nel 1956. Al Centro, che ha stabilito la propria sede a Roma nel 1959 e che è attualmente ospitato presso un'ala del complesso monumentale di San Michele a Ripa, aderiscono ben 136 Paesi a livello mondiale. Nello specifico, il disegno di legge oggi all'ordine del giorno mira ad aggiornare l'Accordo di sede stipulato tra Italia ed Unesco nel 1957 nella misura in cui modifica la disciplina relativa alle esenzioni fiscali concesse ai dipendenti dell'organizzazione. La modifica estende ai funzionari di nazionalità italiana benefici fiscali fino ad oggi previsti solo per il personale di altra nazionalità, conformemente con quanto previsto dalla Convenzione del 1947 su privilegi e immunità degli istituti specializzati delle Nazioni Unite. Il provvedimento mira pertanto ad eliminare una discriminazione finora in atto, a danno di dipendenti di origini italiane, anche perché l'Agenzia delle entrate (il 17 settembre 2013), rispondendo a un interpello proposto dall'ICCROM, ha chiarito che l'estensione dell'esenzione fiscale ai funzionari italiani è possibile solo attraverso un emendamento all'articolo 11 dell'Accordo di sede. Per l'ICCROM, a partire dal 2013, il costo del rimborso delle tasse ai dipendenti italiani è più elevato del contributo italiano all'organizzazione. Questo aspetto ha allarmato l'Assemblea generale degli Stati membri dell'ICCROM, riunitasi a Roma nel novembre 2013, poiché la differenza tra il rimborso e il contributo italiano potrà essere coperta solo attingendo al bilancio dell'organizzazione, cui contribuiscono tutti gli Stati membri. L'Assemblea generale in quell'occasione ha pertanto approvato una mozione, votata all'unanimità e con la sola astensione dell'Italia, che invitava il direttore generale dell'ICCROM ad avviare un negoziato con il Governo italiano per consentire l'esenzione dei dipendenti italiani dalla tassazione nazionale, in applicazione della Convenzione del 1947 sui privilegi e le immunità degli istituti specializzati delle Nazioni Unite. Si tratta allora non solo di un atto di giustizia nei confronti di nostri concittadini, ma di evitare anche infelici conseguenze. Se non si dovesse arrivare ad una soluzione sul trattamento fiscale dei funzionari italiani dell'organizzazione, questo potrebbe riflettersi negativamente sul mantenimento della sede dell'ICCROM nella capitale italiana, con gravi conseguenze per tutto il sistema paese. Qualora non si pervenisse a un aggiornamento dell'attuale quadro istituzionale dell'Accordo di sede con l'Italia, l'organizzazione potrebbe interpellare la comunità degli Stati membri per accogliere altre manifestazioni d'interesse ad ospitare la sede dell'organizzazione, a condizioni più vantaggiose di quelle offerte dall'Italia. Il mantenimento della sede dell'ICCROM in Italia rappresenta pertanto per il nostro Paese un interesse di particolare rilevanza. La richiesta dell'ICCROM di estendere ai funzionari italiani i benefìci fiscali appare peraltro coerente con quanto già previsto negli accordi di sede degli istituti specializzati delle Nazioni Unite presenti sul territorio italiano. Lo scambio di lettere concede altresì il versamento in unica soluzione di una cifra pari ad un milione di euro a saldo totale delle somme dovute dallo Stato italiano per la manutenzione della sede. Dichiarazione di voto del senatore Aimi sul disegno di legge n. 964 Forza Italia riconosce l'importante ruolo svolto da più di cinquant'anni dal Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali, attività che si avvale della collaborazione di università e istituzioni culturali, fra cui l'Istituto centrale per il restauro.