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a distanza di un mese dalla chiusura, la riapertura del viadotto viene rimandata di settimana in settimana e la vicenda appare sempre più avvolta nel mistero per effetto delle discrasie che sembrerebbero emerse fra la perizia a disposizione della magistratura, che parlava di "concreto rischio crolli" e una "contro-perizia" ANAS che avrebbe ridimensionato le criticità strutturali del viadotto e che renderebbe praticabile nell'immediato solo una riapertura parziale dell'arteria. Nelle ultime settimane è emerso che per dare il via libera a tale riapertura il procuratore capo ha richiesto l'installazione, ad opera di ANAS, di un sistema automatico di rilevamento che bloccherebbe immediatamente il traffico tramite l'utilizzo di semafori; la Procura, inoltre, ha disposto la riapertura parziale solo per i mezzi fino a 3,5 tonnellate, camion esclusi dunque e un limite massimo di velocità (a controllare ci sarà un autovelox ) di 50 chilometri orari o addirittura 40 in fase di cantiere. I mezzi pesanti e le aziende dovranno aspettare almeno 200 giorni, tanti sembrerebbero essere quelli necessari ai lavori di manutenzione già programmati sul viadotto e previsti nel piano ANAS di riqualificazione della E45, si chiede di sapere: se risponda al vero che i lavori di risanamento strutturale del viadotto "Puleto" avrebbero dovuto essere avviati già la scorsa primavera e quelli di ripristino della viabilità secondaria appaltati a dicembre 2018; che cosa ne abbia impedito l'aggiudicazione e l'avvio e, di conseguenza, in capo a chi sia la responsabilità di tali inesplicabili ritardi; infine, quale sia, oggi, la tempistica prevista per il completo e sicuro ripristino della viabilità di tale importante viadotto. Atto n. 4-01259 GASPARRI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per i beni e le attività culturali, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno Premesso che: a quanto risulta all'interrogante, nel 2015 il Comune di Capena (Roma) ha stipulato una convenzione con un privato concedendogli di costruire un vivaio a percorso didattico in cambio della realizzazione di un parco in piazza I Maggio e la ristrutturazione completa del giardino pubblico di piazza della Libertà; l'area su cui doveva sorgere il vivaio è soggetta a vincoli ambientali, paesaggistici ed archeologici; il privato ha cominciato a costruire nella sua area non effettuando i lavori che doveva al Comune. Solo dopo diverse interrogazioni del consigliere Paganelli, l'estate scorsa sono finalmente iniziati i lavori ai giardini pubblici; i lavori non sarebbero conformi agli obblighi progettuali e alle specifiche tecniche stipulati nella convenzione, infatti risultano notevolmente inferiori a quanto previsto, in ragione di circa 60.000 euro in meno; dopo successive interrogazioni a cui non ha mai ricevuto risposte nel merito, il consigliere Paganelli ha scritto le sue rimostranze al prefetto ed al segretario comunale ed ha chiesto notizie alla Sovrintendenza; nel frattempo, il privato aveva presentato alla Sovrintendenza una nuova richiesta di autorizzazione e senza aspettare la risposta aveva già realizzato i lavori per cui chiedeva l'autorizzazione; la dirigente della Sovrintendenza, dottoressa Adriani, non avrebbe mai ricevuto quella richiesta. La stessa dirigente, il 15 gennaio 2019 ha inviato una lettera via PEC al Comune di Capena, in cui chiedeva la sospensione dei lavori con effetto immediato, la trasmissione della documentazione e chiarimenti urgenti, ma il Comune di Capena avrebbe ignorato la comunicazione, non sospendendo i lavori; il consigliere Paganelli, dopo ulteriori interrogazioni, ha richiesto, con atto formale, l'intervento dell'Anac, della Corte dei conti e della Prefettura di Roma per possibile danno erariale; l'area destinata a vivaio a percorso didattico è diventata un'area commerciale, un centro sportivo a tutti gli effetti, peraltro in contrasto con le norme del vigente piano regolatore e con disagi alla viabilità, già molto pericolosa, sulla strada provinciale Tiberina, per la quale non è stato rispettata alcuna distanza; risulta inoltre compromesso il cono visuale verso il sito archeologico Lucus Feroniae , che si trova a poca distanza dal cantiere, mentre i campi insistono nella fascia di rispetto fluviale al di sotto dei 50 metri dal corso d'acqua, ed i materiali usati sono completamente avulsi e decontestualizzati rispetto ai luoghi ed in contrasto con la normativa vigente, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo fossero a conoscenza di quanto descritto e quali provvedimenti intendano adottare. Atto n. 4-01260 DE POLI Al Ministro della giustizia Premesso che: lo schema del decreto legislativo recante il codice della crisi di impresa e dell'insolvenza in attuazione della legge n. 155 del 2017 ("Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza" in Gazzetta Ufficiale , Serie generale n. 254 del 30 ottobre 2017, cosiddetta riforma Rordorf delle procedure concorsuali) introduce delle modifiche al codice civile che già a partire dal 2019 obbligherà molte piccole imprese a dotarsi di un assetto organizzativo e amministrativo-contabile adeguato a rilevare tempestivamente la crisi dell'impresa e la possibile perdita della continuità aziendale a proprie salatissime spese; l'entrata in vigore del decreto è prevista decorsi 18 mesi dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale ad eccezione di quanto previsto agli articoli 27, comma 1, 350, 363, 364, 366, 373, 374, 377 e 378, che sono entrati in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto; per norma, anche le società a responsabilità limitata dovranno nominare, entro 9 mesi dalla data di pubblicazione del decreto, un organo di controllo (collegio sindacale o revisore) se per due anni consecutivi, per i bilanci 2017 e 2018, sarà superato anche solo uno dei nuovi "paletti" previsti dall'art. 2477 del codice civile; in particolare, le soglie sono: 2 milioni di euro di attivo patrimoniale, 2 milioni di euro di ricavi delle vendite e delle prestazioni, 10 dipendenti occupati in media durante l'esercizio; il decreto impone, inoltre, che le Srl adeguino i propri statuti e atti costitutivi al contenuto dei nuovi articoli del codice civile riguardanti la nomina dell'organo di controllo; pur non essendo previste sanzioni in caso di mancato adeguamento, il restyling imposto potrà comportare ancora spese a carico delle società per i dovuti adempimenti pubblicitari, stimabili anche in 1.000-1.500 euro; il vero criterio di differenziazione per segmento aziendale, nelle procedure fallimentari fra impresa di capitale ed impresa di persona, non sarà più il ricavo o utile fatturato, bensì l'esiguo numero di dipendenti previsto (10 occupati in media per esercizio): da ciò deriva la portata "massiva" della misura ed il traumatico impatto che essa provocherà con un aumento di costi per le aziende anche di 4-5.000 euro all'anno;