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La Convenzione costituirà la nuova base giuridica per le relazioni economiche intercorrenti tra gli operatori residenti dei due Paesi e per la definizione reciproca delle basi imponibili tributarie, nonché per la cooperazione fra le amministrazioni dei due Paesi in vista di una più efficace lotta all'evasione fiscale. L'intesa bilaterale costituisce una risposta normativa alle scelte operate verso la Libia da parte di alcuni segmenti del mondo imprenditoriale italiano e, viceversa, regola alcuni aspetti relativi agli investimenti libici nel nostro Paese. La Convenzione è composta da 30 articoli suddivisi in 6 capitoli. Il capitolo I (articoli 1-2) riguarda il campo d'applicazione della Convenzione, riferito sotto il profilo soggettivo ai residenti di entrambi gli Stati contraenti e, sotto quello oggettivo alle imposte dirette. Il capitolo II (articoli 3-6) dispone le definizioni generali dei termini presenti nel testo della Convenzione. Il capitolo III (articoli 7-22) espone le disposizioni che disciplinano l'imposizione per i diversi tipi di redditi. Il capitolo IV (articolo 23) espone il metodo per eliminare la doppia imposizione, il quale prevede una combinazione fra il sistema di imputazione ordinaria utilizzato dal nostro Paese e quello misto previsto per i residenti in Libia, fra esenzione e credito per i redditi di capitale. Il capitolo V (articoli 24-28) prevede disposizioni particolari che riguardano l'ambito di applicazione oggettivo, il quale risulta esteso alle imposte di ogni ordine e tipo gravanti sui redditi prodotti da persone fisiche o giuridiche, sia per quanto riguarda il principio di non-discriminazione, sia in relazione agli aspetti di cooperazione amministrativa. Il capitolo VI (articoli 29-30) riporta le disposizioni finali riguardanti l'entrata in vigore e la denuncia. Il disegno di legge di ratifica della Convenzione consta di 4 articoli. Gli articoli 1 e 2 contengono rispettivamente l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione della Convenzione. L'articolo 3 reca disposizioni riguardanti la copertura finanziaria con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento valutati in 1.490.000 euro annui a decorrere dall'anno 2022. La relazione tecnica che accompagna il provvedimento specifica che tali oneri economici sono ascrivibili alla perdita di gettito da parte dell'erario italiano in relazione alla mancata tassazione dei dividendi pagati da società italiane a soggetti fiscalmente residenti in Libia, dei canoni, degli utili da capitali e dei redditi derivanti dall'esercizio di libere professioni. L'articolo 4 prevede l'entrata in vigore della legge di autorizzazione alla ratifica il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Infine, la Relatrice ritiene che il provvedimento non presenta profili di incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea e presenta un conferente schema di parere non ostativo. Il senatore FAZZOLARI ( FdI ) preannuncia il suo voto contrario sulla ratifica di un accordo internazionale, sul coordinamento tra due ordinamenti fiscali, concluso nel 2009 da due parti, una delle quali  la Libia  verte in uno stato di disgregazione interna, senza un Governo che sia sostenuto da tutte le fazioni della sua popolazione, con gravi violazioni dei diritti umani e che non è considerata in modo univoco uno Stato sicuro dalla comunità internazionale. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, pubblicato in allegato. La Commissione approva. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI Il presidente STEFANO informa che nel corso delle audizioni informali sull'affare assegnato "Utilizzo dei fondi strutturali e d'investimento europei. Capacità di spesa e raggiungimento degli obiettivi" (atto n. 426), svoltasi il 18 maggio scorso, sugli effetti dell'entrata in vigore del Regolamento (UE) n. 2021/468 della Commissione europea sugli idrossiantraceni, svoltasi il 20 maggio scorso e, infine, in relazione all'esame dell'atto COM (2021) 93 def. (Proposta di direttiva su principio della parità di retribuzione tra uomini e donne sul lavoro attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi), svoltasi in data odierna, è stata consegnata della documentazione che sarà disponibile per la pubblica consultazione nella pagina web della Commissione, al pari di quella che sarà depositata in occasione delle successive audizioni. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,25. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2195 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo recante disposizioni per la ratifica della Convenzione contro le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, sottoscritta dal Governo della Repubblica italiana e lo Stato di Libia a Roma il 10 giugno 2009 con scambio di note emendativo fatto a Roma il 22 agosto 2014; considerato che la Convenzione è volta a stabilire la nuova base giuridica per le relazioni economiche intercorrenti tra gli operatori residenti dei due Paesi e per la definizione reciproca delle basi imponibili tributarie, nonché per la cooperazione fra le amministrazioni dei due Paesi in vista di una più efficace lotta all'evasione fiscale; considerato che l'iniziativa accoglie in larga parte l'originario progetto italiano di Convenzione contro le doppie imposizioni, basato sul modello di convenzione fiscale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ed elaborato in ragione della specificità dei rapporti italo-libici; considerato che il disegno di legge di ratifica della Convenzione, composto da 4 articoli, prevede all'articolo 3, la copertura finanziaria con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento, valutati in 1.490.000 euro annui a decorrere dall'anno 2022, ascrivibili alla perdita di gettito da parte dell'erario in conseguenza della prevista mancata tassazione dei dividendi pagati da società italiane a soggetti fiscalmente residenti in Libia, dei canoni, degli utili da capitali e dei redditi derivanti dall'esercizio di libere professioni; valutato che il provvedimento non presenta profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Allegato