[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 2, 3, 4, 5, 6 e 7 della legge della Regione Puglia 20 maggio 2014, n. 27 (Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni - Istituzione del fascicolo del fabbricato), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso notificato il 18-23 luglio 2014, depositato in cancelleria il 24 luglio 2014 ed iscritto al n. 55 del registro ricorsi 2014. Visto l'atto di costituzione della Regione Puglia; udito nella camera di consiglio del 15 aprile 2015 il Giudice relatore Paolo Grossi. Ritenuto che, con ricorso notificato il 18-23 luglio 2014 e depositato il successivo 24 luglio, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato gli artt. 2, 3, 4, 5, 6 e 7 della legge della Regione Puglia 20 maggio 2014, n. 27, recante «Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni - Istituzione del fascicolo del fabbricato»; che - premesso che gli scopi cui tende la legge regionale (tra cui quello di tutela del patrimonio edilizio dal rischio sismico) sono riconducibili alla competenza legislativa concorrente in materia di «protezione civile» e di «governo del territorio», riconosciuta dall'art. 117, terzo comma, della Costituzione, alle Regioni nel rispetto dei princìpi fondamentali stabiliti dallo Stato - il ricorrente deduce, in primo luogo, l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, che (nei suoi 5 commi), fornisce le definizioni di fabbricato, di aggregato di fabbricati, di fabbricati di nuova costruzione, di fabbricati esistenti, e di proprietari, nel caso di costruzioni esistenti o nuove costruzioni; che, secondo la difesa dello Stato, tali definizioni contrastano con quelle di «costruzione» e di «proprietario» previste dalla legislazione statale, che costituiscono il presupposto per l'applicazione delle stesse a tutela di interessi unitari, quali certamente sono quelli sottesi alla legge regionale in esame; e, tra queste, il ricorrente richiama, in particolare, quelle riguardanti le costruzioni in zone sismiche, sottoposte alla disciplina prevista agli artt. 83 e seguenti del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia - Testo A), rispetto alle quali l'uniforme applicazione delle norme presuppone una definizione altrettanto uniforme di «costruzione»; che, al contrario, rispetto alla sfera di competenza regionale, risulta esorbitante la previsione regionale che intende dare una definizione generale di «fabbricato», a maggior ragione se essa comporta poi l'applicazione di norme con fini di «protezione civile» e di riduzione del «rischio rilevante in relazione alle azioni sismiche» (ai sensi dell'art. 1, comma 2, lettera a), della medesima legge regionale impugnata); che, dunque, la norma regionale víola l'art. 117, terzo comma, Cost. (per contrasto con i princìpi fondamentali dettati dalle disposizioni sopra indicate del testo unico dell'edilizia), e l'art. 3 Cost., giacché (ove la definizione di cui si discute dovesse considerarsi limitata ai soli fini dell'applicazione degli obblighi di tenuta e aggiornamento del fascicolo del fabbricato) essa parrebbe iniqua e irragionevole, sottoponendo a tali obblighi determinate costruzioni per fini di protezione civile e prevenzione del rischio di eventi calamitosi, escludendo irragionevolmente altri tipi di costruzioni, per i quali sussiste il medesimo rischio; che, quanto poi alla definizione di «proprietario», essa si pone in contrasto con quella data dalla legislazione statale, cui spetta la competenza esclusiva nella materia «ordinamento civile», ricavabile dall'art. 832 del codice civile, con conseguente lesione dell'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost. e del principio di ragionevolezza di cui all'art. 3 Cost., nonché dell'art. 117, terzo comma, Cost., in riferimento ai princìpi fondamentali nella materia «governo del territorio» ricavabili dall'art. 11 del menzionato d.P.R. n. 380 del 2001; che il ricorrente censura altresì gli artt. 3, 4, 5, 6 e 7 della medesima legge regionale, per violazione del terzo comma dell'art. 117 Cost.; che - riportato il contenuto di dette norme, riguardanti (in sintesi) il fascicolo del fabbricato, il suo aggiornamento e tenuta e la sua obbligatorietà (art. 3); la estensibilità della sua obbligatorietà (art. 4); la redazione e l'aggiornamento della "scheda informativa" del fabbricato e le relative sanzioni (art. 5); la verifica delle condizioni statiche dei fabbricati (art. 6); e l'obbligatorietà della redazione del progetto di messa in sicurezza degli aggregati di costruzioni e delle sopraelevazioni (art. 7) - la difesa dello Stato osserva che esse eccedono la competenza legislativa regionale e pongono obblighi irragionevoli a carico dei privati; che, tra l'altro, in particolare - per l'inottemperanza agli obblighi di redazione e aggiornamento del fascicolo del fabbricato e della scheda informativa che comportano la sanzione della sospensione del procedimento di rilascio del certificato di agibilità per le nuove costruzioni e di sospensione della sua efficacia per gli edifici già esistenti (art. 3, comma 6) - vengono imposti ai proprietari (oltretutto in assenza di fissazione di termini precisi) obblighi ulteriori rispetto a quelli posti dall'art. 25 del testo unico dell'edilizia per il rilascio e il mantenimento del certificato di agibilità; e si individua un'ulteriore ipotesi di sospensione del certificato di agibilità (la mancata trasmissione della scheda informativa, per i fabbricati esistenti), non riconducibile in alcun modo al venir meno delle condizioni di sicurezza, igiene e salubrità (ex art. 26 del citato testo unico); che, ancora, la normativa regionale, nell'aggravare in maniera ingiustificata il procedimento per il rilascio del certificato di agibilità per le nuove costruzioni, si porrebbe in contrasto con l'art. 97 Cost., non rispettando il divieto di aggravamento dei procedimenti amministrativi e l'esigenza di semplificazione delle procedure amministrative, intesi come princìpi fondamentali delle materie di legislazione concorrente, nonché come esercizio della potestà legislativa statale in materia di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali;