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Abrogazione dell'articolo 574 e introduzione dell'articolo 605- bis del codice penale, in materia di sottrazione di persone incapaci. Onorevoli Senatori. -- Per contrastate il crescente fenomeno della sottrazione internazionale dei minori sono state stipulate apposite convenzioni internazionali, finalizzate a risolvere le controversie derivanti dagli illeciti trasferimenti. In ogni Stato aderente sono state istituite le autorità centrali convenzionali, con funzioni di raccordo tra il cittadino e le autorità giudiziarie e amministrative di un altro Stato aderente alla convenzione in oggetto. Le convenzioni internazionali con cui il Dipartimento per la giustizia minorile del Ministero della giustizia è stato designato quale autorità centrale, sono state ratificate e rese esecutive in Italia con la legge 15 gennaio 1994, n. 64. Il Dipartimento per la giustizia minorile è stato designato autorità centrale anche dal regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, le cui disposizioni sono state applicate dal 1º marzo 2005. Il problema dei minori contesi è grave e di difficile soluzione. La concezione che prevede per il minore il diritto di avere rapporti affettivi stabili e duraturi con entrambi i genitori (anche dopo la separazione e il divorzio dei genitori) è oggi considerato un diritto irrinunciabile e perciò da difendere in ogni modo. L'Italia, con la citata legge 15 gennaio 1994, n. 64, ha ratificato la convenzione de L'Aja del 5 ottobre 1961, la convenzione europea del Lussemburgo del 20 maggio 1980 e la successiva convenzione de L'Aja del 25 ottobre 1980, che è quella alla quale si fa maggiore ricorso e, quindi, è la più applicata all'interno degli Stati aderenti (dal 1995 al 2005 sono stati trattati 1.149 casi). Tale convenzione ha come obiettivi sia la restituzione immediata del minore sottratto illecitamente sia il riconoscimento o il ripristino del diritto di visita al genitore non affidatario (la convenzione non entra nel merito nelle vicende inerenti alla tutela e all'affidamento del minore). La sottrazione internazionale, secondo tali convenzioni, si verifica quando: 1) colui che ha la potestà sul minore lo conduce con sé all'estero sottraendolo dal luogo abituale, senza alcuna autorizzazione; 2) il minore non viene ricondotto nel suo Paese di residenza abituale da parte di chi ha l'obbligo giuridico di farlo. La Convenzione de L'Aja del 1980 è applicabile soltanto se: 1) il diritto di affidamento (o di visita) violato sia fondato sulla legge o su una decisione giurisdizionale o amministrativa dello Stato di residenza abituale del minore prima della sottrazione; 2) tale diritto sia stato effettivamente esercitato dal genitore che ha subito la sottrazione prima della sottrazione stessa e che non sia stato prestato consenso anche successivo all'espatrio del minore; 3) il minore non abbia ancora compiuto il sedicesimo anno di età; 4) non sia trascorso più di un anno dal momento della sottrazione; 5) che dalla restituzione non derivi alcun danno morale e materiale per il minore o che il minore stesso non si opponga al rientro. Ciò posto, la controversia familiare in merito alla custodia e all'affidamento del figlio minorenne è divenuta anche materia di un regolamento dell'Unione europea (citato regolamento (CE) n. 2201/2003), concernente la competenza, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale. In particolare, secondo l'articolo 10 del regolamento, viene sancita la competenza nei casi di sottrazione di minori: «In caso di trasferimento illecito o mancato rientro del minore, l'autorità giurisdizionale dello Stato membro nel quale il minore aveva la residenza abituale immediatamente prima del trasferimento o del mancato rientro conserva la competenza giurisdizionale fino a che il minore non abbia acquisito la residenza in un altro Stato membro e: a) se ciascuna persona, istituzione o altro ente titolare del diritto di affidamento ha accettato il trasferimento o mancato rientro; b) se il minore ha soggiornato nell'altro Stato membro almeno per un anno da quando la persona, istituzione o altro ente titolare del diritto di affidamento ha avuto conoscenza, o avrebbe dovuto avere conoscenza, del luogo in cui il minore si trovava e il minore si è integrato nel nuovo ambiente e se ricorre una qualsiasi delle seguenti condizioni: i) entro un anno da quando il titolare del diritto di affidamento ha avuto conoscenza, o avrebbe dovuto avere conoscenza, del luogo in cui il minore si trovava non è stata presentata alcuna domanda di ritorno del minore dinanzi alle autorità competenti dello Stato membro nel quale il minore è stato trasferito o dal quale non ha fatto rientro; ii) una domanda di ritorno presentata dal titolare del diritto di affidamento è stata ritirata e non è stata presentata una nuova domanda entro il termine di cui al punto i) ; iii) un procedimento dinanzi all'autorità giurisdizionale dello Stato membro nel quale il minore aveva la residenza abituale immediatamente prima del trasferimento o del mancato rientro è stato definito a norma dell'articolo 11, paragrafo 7; iv) l'autorità giurisdizionale dello Stato membro nel quale il minore aveva la residenza abituale immediatamente prima dell'illecito trasferimento o del mancato ritorno ha emanato una decisione di affidamento che non prevede il ritorno del minore». Come è noto, la normativa internazionale di tutela del minore è costituita dai seguenti atti: 1) direttiva 2003/86/CE del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativa al diritto al ricongiungimento familiare, recepita con decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 5; 2) convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei fanciulli, fatta a Strasburgo il 25 gennaio 1996, entrata in vigore il 10 luglio 2000, ratificata e resa esecutiva dalla legge 20 marzo 2003, n. 77; 3) convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva dalla legge 27 maggio 1991, n. 176. Occorre però specificare, in modo schematico, come in Italia viene applicata la citata Convenzione de L'Aja del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori secondo quanto previsto dalla citata legge di esecuzione 15 gennaio 1994, n. 64: 1) esame dell'istanza: una volta pervenuta la richiesta, l'autorità centrale italiana ne esamina i contenuti valutandone l'aderenza e richiedendo, eventualmente, delle integrazioni; 2) localizzazione: sezioni specializzate della Polizia di Stato (espressamente dedicate a problematiche minorili) provvedono a localizzare il minore in Italia e contattano il sottrattore sondando la sua disponibilità a ricondurre lo stesso minore nel luogo cui è stato sottratto; 3) invio dell'istanza alla procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni: