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quali iniziative intenda adottare per sensibilizzare non solo i cittadini, ma anche le istituzioni e gli enti, sul tema dei diritti dell'infanzia, al fine rendere più sicuri e protetti tutti gli ambienti frequentati da soggetti minorenni. Atto n. 4-04238 LA PIETRA FAZZOLARI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: in data 3 luglio 2020 la Corte di appello di Catania, sezione lavoro, con sentenza n. 416/2020, ha annullato la sentenza con la quale il Tribunale di Siracusa, sezione lavoro, con sentenza n. 900/2018, aveva condannato l'INPS ad accreditare, a 10 lavoratori delle Industrie meccaniche siciliane, le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, ai sensi dell'art. 13, comma 8, della legge n. 257 del 1992, recante "Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto"; il provvedimento risulta essere stato adottato nei confronti di lavoratori pesantemente esposti all'amianto, come dimostrato anche dalla loro condizione di "ultimi sopravvissuti" rispetto a numerosi altri lavoratori delle Industrie meccaniche siciliane deceduti per patologie correlate all'asbesto; il sito industriale risulta ormai da tempo chiuso, sia per la presenza di amianto, sia in virtù della propria collocazione all'interno del SIN (sito contaminato di interesse nazionale) di Siracusa, Priolo Gargallo, Melilli e Augusta; già la localizzazione del sito produttivo delle Industrie meccaniche siciliane all'interno di un SIN è elemento importante da tenere in considerazione, ancor più rilevante se si tiene conto del fatto che non si è ancora proceduto alla bonifica del SIN, essendo lo stesso ancora in fase di caratterizzazione; al di là della sentenza della Corte di appello di Catania, l'INPS ha emesso dei provvedimenti amministrativi sia di accredito delle maggiorazioni che di erogazione di prestazioni pensionistiche nei confronti dei lavoratori delle Industrie meccaniche siciliane, risultando quindi tale diritto riconosciuto in sede amministrativa; i 10 lavoratori rischiano ora di veder revocate le prestazioni pensionistiche loro spettanti, nonostante la Corte di appello di Roma, sezione lavoro, con sentenza n. 3000/2017, abbia riconosciuto la veridicità delle tesi dell'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'ONA (Osservatorio nazionale sull'amianto) e componente della commissione amianto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, in merito all'estensione del rischio anche alla popolazione delle singole città site all'interno dei SIN; risulta agli interroganti che l'Osservatorio nazionale sull'amianto abbia da tempo sottoposto anche all'attenzione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali alcune possibili soluzioni, di natura tecnico-normativa e di natura legislativa, alle quali far ricorso per affrontare e risolvere la problematica dell'amianto, nel contesto di specie e in un contesto più generale; sembra opportuno richiamare l'articolo 47, comma 6- bis , del decreto-legge n. 269 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 326 del 2003, che così dispone: "Sono comunque fatte salve le previgenti disposizioni per i lavoratori che abbiano già maturato, alla data di entrata in vigore del presente decreto, il diritto di trattamento pensionistico anche in base ai benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257"; sembra opportuno richiamare anche l'articolo 3, comma 132, della legge n. 350 del 2003, che dispone quanto segue: "In favore dei lavoratori che abbiano già maturato, alla data del 2 ottobre 2003, il diritto al conseguimento dei benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, sono fatte salve le disposizioni previgenti alla medesima data del 2 ottobre 2003. La disposizione di cui al primo periodo si applica anche a coloro che hanno avanzato domanda di riconoscimento all'INAIL o che ottengono sentenze favorevoli per cause avviate entro la stessa data. Restano valide le certificazioni già rilasciate dall'INAIL"; i 10 lavoratori sono in sciopero della fame da diverse settimane, per veder riconosciuti i propri diritti certificati anche da provvedimenti amministrativi e da sentenza civile di primo grado, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei dati forniti dall'ONA che stima la presenza, in Italia, ancora di circa 40 milioni di tonnellate di materiali di amianto e contenenti amianto, distribuiti in circa un milione di siti, tra cui scuole, biblioteche, ospedali; se il Ministro dell'ambiente sia a conoscenza delle mancate bonifiche di diversi siti all'interno del SIN e quali urgenti iniziative intenda assumere per procedere in tempi rapidi; se non ritenga opportuno riferire sullo stato dei lavori della commissione ministeriale amianto e sulle misure che intende adottare per fronteggiare il gravoso, e ormai annoso, problema derivante dalla presenza di amianto sul territorio italiano, anche alla luce delle stime non certo incoraggianti prodotte dall'ONA; quali provvedimenti il Ministro del lavoro intenda adottare per dirimere la controversia che coinvolge i lavoratori delle Industrie meccaniche siciliane, restituendo immediata dignità agli stessi e ai loro diritti. Atto n. 4-04239 DE BONIS Al Ministro dell'istruzione Premesso che: il garante regionale dell'infanzia e dell'adolescenza della Basilicata, con una nota inviata, in data 12 ottobre 2020, al Ministro in indirizzo ha lamentato la carenza di norme per il reclutamento, la formazione e la mobilità degli insegnanti di sostegno; viene evidenziato che l'anno scolastico in corso, da poco iniziato tra le tante criticità ed emergenze, ripropone la problematica degli insegnanti di sostegno nelle scuole della Basilicata e di tutta Italia; i dirigenti scolastici hanno difficoltà a coprire le cattedre vacanti, anche a causa del fatto che gli insegnanti iscritti alle graduatorie non sono sufficienti a coprire i posti disponibili; considerato che: l'attuale sistema di reclutamento consente l'inserimento negli organici di sostegno di insegnanti anche privi di adeguata specializzazione ma che, successivamente, possono richiedere l'inserimento nel ruolo ordinario considerando, sovente, la disabilità come una scorciatoia per entrare nella scuola; l'insegnante di sostegno dovrebbe essere invece un docente specializzato sulla disabilità, che viene assegnato alla classe, assumendone contitolarità, dove è presente un alunno disabile, con lo scopo di favorirne l'inclusione attraverso strategie didattico-metodologiche specifiche. Ma ci si chiede come faccia un insegnante di sostegno ad interpretare il bisogno di un ragazzo sordo se non conosce la lingua dei segni, per esempio. A fronte di una disabilità non unica dovrebbe, quindi, corrispondere una formazione specifica in relazione ai singoli bisogni degli alunni che richiedono apposite competenze; pertanto, al timore legato alla "qualità" dell'insegnamento, si aggiunge anche quello della continuità didattica, che dovrebbe costituire, insieme alla formazione, l'asse portante del sistema;