[pronunce]

Pertanto, la disposizione impugnata, nel derogare al suddetto standard di tutela uniforme che deve essere rispettato nell'intero territorio nazionale, ivi compreso quello delle regioni a statuto speciale, violerebbe anche i limiti stabiliti dallo statuto della Regione Sardegna (art. 3, primo comma) all'esercizio della potestà legislativa in materia di «caccia» (lettera i), tra cui quelli derivanti dall'osservanza delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica e degli obblighi internazionali. 1.2.- È poi impugnato l'art. 86, comma 1, della legge reg. Sardegna n. 9 del 2023, rubricato «Investigazione sulle cause di incendio nei boschi e nelle campagne», che prevede, tra l'altro, l'istituzione e la formazione specialistica di nuclei, all'interno della struttura del Corpo forestale regionale, che svolgano anche funzioni di «investigazione giudiziaria» sul fenomeno degli incendi boschivi e nelle campagne, sulla base delle quali, ai sensi del successivo comma 2, il Corpo forestale redige ogni anno un rapporto consuntivo e avanza proposte al Consiglio e alla Giunta regionale sulle misure ritenute necessarie ai fini del controllo e del superamento delle singole cause di incendio. Il ricorrente assume che la disposizione, nella parte in cui stabilisce che i predetti nuclei svolgono anche funzioni di «investigazione giudiziaria», non è compatibile con il riparto di competenze legislative tra Stato e Regione autonoma della Sardegna, in quanto «[l]'ambito di autonomia legislativa prevista dallo Statuto della Regione Sardegna (articoli 3 e 4) non contempla la possibilità di legiferare in tema di sicurezza pubblica e di ordinamento processuale penale, nel cui novero si inseriscono le funzioni di polizia giudiziaria, la quale, per contro, è attribuita in termini di esclusività, ex art. 117, comma 2, lett. h), e lett. l), allo Stato (in ragione della sua essenzialità, per garantire unitarietà all'ordinamento giuridico nazionale)». Al riguardo, la difesa statale afferma che «[l]a potestà legislativa esclusiva della Regione in materia di "polizia locale urbana e rurale" (art. 3, lett. c], dello Statuto) può riguardare l'esercizio dei compiti di polizia amministrativa, ma non estendersi fino alla disciplina delle "funzioni di investigazione giudiziaria" sul fenomeno degli incendi boschivi». A sostegno viene richiamata la giurisprudenza costituzionale secondo cui la competenza «a riconoscere la qualifica di agente di polizia giudiziaria è "riservata a leggi e regolamenti che debbono essere, in quanto attinenti alla sicurezza pubblica, esclusivamente di fonte statale" (sentenza n. 185 del 1999)» (sono citate le sentenze n. 82 del 2018 e n. 67 del 2010), in quanto «le funzioni in esame ineriscono all'ordinamento processuale penale, che configura la polizia giudiziaria "come soggetto ausiliario di uno dei soggetti del rapporto triadico in cui si esprime la funzione giurisdizionale (il pubblico ministero)"» (sono citate le sentenze n. 8 del 2017 e n. 35 del 2011); con la conseguenza che quindi, che «solo leggi dello Stato possono attribuire funzioni di polizia giudiziaria agli appartenenti ad enti e istituzioni all'uopo indicate (come in termini esemplificativi e non esaustivi prevede l'articolo 57 del c.p.p.)». Per tali ragioni il ricorrente conclude sostenendo che l'art. 86 della legge reg. Sardegna n. 9 del 2023 «appare illegittimo per violazione dell'art. 117, comma 2, lett. h) e lett. l) della Costituzione, sia in via autonoma e sia in relazione ai parametri interposti offerti dagli artt. 55 e 57, commi 1 e 2, cod. proc. pen. , dagli articoli da 133 a 141 TULPS e dall'art. 254 del regolamento di esecuzione TULPS e per inosservanza dei limiti all'esercizio della potestà legislativa della Regione in materia di "polizia locale urbana e rurale" sanciti dall'articolo 3, primo comma, dello Statuto regionale, derivanti dal rispetto dei principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica». 1.3.- Da ultimo, il ricorrente censura l'art. 87, comma 1, della legge reg. Sardegna n. 9 del 2023, rubricato «Modifiche alla legge regionale n. 26 del 1985 in materia di compiti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale», nelle parti in cui prevede che «al Corpo forestale di vigilanza ambientale, istituito nell'ambito del territorio regionale dall'articolo 1 della l.r. 5 novembre 1985, n. 26, siano attribuite: a) "attività di polizia giudiziaria e amministrativa ai sensi della vigente normativa nazionale e vigila sul rispetto della normativa regionale, nazionale e internazionale concernente la salvaguardia delle risorse forestali, agroambientali e paesaggistiche e la tutela del patrimonio naturalistico regionale, e sulla sicurezza agroalimentare, prevenendo e reprimendo gli illeciti connessi"; b) "le funzioni e i compiti già espletati in campo nazionale dal soppresso Corpo forestale dello Stato"». 1.3.1.- In relazione al punto della disposizione concernente lo svolgimento da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione autonoma della Sardegna anche di «attività di polizia giudiziaria», la difesa statale deduce che, «benché i settori nei quali andrà a svolgersi l'attività di vigilanza da parte del Corpo forestale regionale potrebbero apparire coerenti con alcune delle materie attribuite alla Regione Sardegna ai sensi del suo Statuto (art. 3, lett. c] e d]), rilievi di incostituzionalità sorgono in ordine all'attribuzione delle funzioni di polizia giudiziaria al relativo personale». In merito, l'Avvocatura generale ripropone le considerazioni svolte nel censurare il comma 1 dell'art. 86 della legge regionale impugnata relativamente alla dedotta lesione della competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di sicurezza pubblica ed ordinamento processuale penale, nel cui novero si inseriscono le funzioni di polizia giudiziaria, e richiama la giurisprudenza costituzionale già ivi menzionata. Per tali ragioni, il ricorrente prospetta l'illegittimità costituzionale della disposizione in oggetto per «violazione dell'art. 117, comma 2, lett. h) e lett. l), della Costituzione, sia in via autonoma e sia in relazione ai parametri interposti offerti dagli artt. 55 e 57, commi 1 e 2, cod. proc. pen. , dagli articoli da 133 a 141 TULPS e dall'art. 254 del regolamento di esecuzione TULPS e per inosservanza dei limiti all'esercizio della potestà legislativa della Regione in materia di "polizia locale urbana e rurale" sanciti dall'articolo 3, primo comma, dello Statuto regionale, derivanti dal rispetto dei principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica».