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Innanzitutto voglio esprimere, naturalmente, il cordoglio del nostro Gruppo, Fratelli d'Italia, per le vittime e la solidarietà nei confronti dei cittadini coinvolti dai danni, che spesso li hanno privati delle proprie case, dei propri luoghi di lavoro e - come già detto - purtroppo anche dei propri affetti. Credo che, svolto questo passaggio, sia doveroso da parte di un'Assemblea parlamentare, da parte di persone che sono dedite a legiferare, cercare di evitare che avvenimenti del genere debbano perpetuarsi, con danni sempre maggiori, anche per colpa dell'uomo. Se è vero che i fenomeni climatici non dipendono da noi, i danni che tali fenomeni portano sono però spesso la conseguenza delle mancate manutenzioni, dei mancati interventi e delle mancate politiche ambientali. Quindi, il Gruppo Fratelli d'Italia chiede al Governo - ed è pronto a dare la propria collaborazione e il proprio sostegno - di adottare un decreto maltempo, che possa intervenire immediatamente per cercare di tamponare e risolvere almeno le emergenze che stanno affliggendo i nostri territori. Naturalmente questo non basta, perché - come detto - servono politiche strutturali di protezione ambientale, di messa in sicurezza dei territori e di pulizia degli alvei fiumi. Si tratta di interventi che sono quanto mai noti, ma purtroppo, tristemente, si dimenticano poche ore dopo gli avvenimenti che accadono con frequenza ormai periodica. Chiediamo quindi al Governo di trovare immediatamente le risorse per un piano strutturale e, visto che siamo nella fase dell'esame della legge di bilancio e dei cosiddetti decreti fiscali, mi permetto di suggerire ai colleghi, soprattutto a quelli del MoVimento 5 Stelle, di considerare i 10 miliardi di euro che vengono destinati all'assistenzialismo, per impegnarli nelle opere di riqualificazione del territorio e di protezione ambientale. Diamo lavoro ai nostri giovani per difendere il nostro territorio, per difendere le nostre case, le nostre aziende e la vita dei nostri cari. È un appello che vorrei potesse unire trasversalmente questa Assemblea, nella parte parlamentare e nella parte di Governo. In conclusione, ricordo ciò che è accaduto nella mia Provincia, la Provincia autonoma di Trento, che, pur nella sua dimensione ridotta, ha dato un contributo negativo in termini di vittime: abbiamo avuto due vittime, un padre e una madre, che sono venuti a mancare per questi eventi. Abbiamo subìto danni irreparabili anche al sistema ambientale, con 300 ettari di bosco cancellati solamente in una parte del territorio trentino, la Val di Fiemme, che produce tra l'altro gli abeti rossi, un materiale di primaria importanza per la produzione di strumenti musicali. Ci vorranno oltre cento anni per rimediare ai danni provocati. Nell'avviarmi a concludere, desidero ricordare che il Trentino è riuscito a limitare i danni grazie a una Protezione civile imperniata sui Vigili del fuoco volontari. Nel nostro territorio ogni vallata e ogni paese hanno la fortuna di godere del supporto dei Vigili del fuoco volontari che, non appena emergono delle criticità, presidiano il territorio e aiutano le popolazioni. L'appello che rivolgo a tutto il sistema Italia è di guardare alla Protezione civile trentina e ai Vigili del fuoco volontari - ricordo che sono quasi il 2 per cento della popolazione trentina - affinché in tutte le nostre Regioni si possa creare un sistema simile, basato sul volontariato, dedito a difendere il nostro popolo e il nostro territorio. (Applausi dal Gruppo FdI) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, a nome dei senatori di Liberi e Uguali e di tutto il Gruppo Misto, desidero testimoniare la solidarietà e la vicinanza a tutti i nostri concittadini e alle popolazioni colpite, nonché il cordoglio per le vittime. Non dobbiamo dimenticare in fretta la giornata di oggi, come altre volte è accaduto. Con il passare del tempo i giornali non parlano più delle tragedie e tutto finisce. Noi dobbiamo cominciare a renderci conto sempre di più dei cambiamenti climatici in atto e prendere atto dei dati forniti da tutti gli istituti preposti. Penso agli ultimi dati del panel dell'ONU, che ci dicono con chiarezza che i cambiamenti climatici sono non una fake new , come qualche tempo fa qualcuno ha pensato, bensì una realtà con cui dobbiamo fare i conti quotidianamente. Gli ultimi dati scientifici ci dicono che abbiamo soltanto dodici anni per intervenire prima che il processo diventi irreversibile. La scorsa settimana sono arrivati i dati del lavoro elaborato negli ultimi tempi da un altro istituto di ricerca, secondo i quali è il Mediterraneo - e non Paesi lontani - il centro degli sconvolgimenti climatici. Arrivano qui fenomeni che noi continuiamo a chiamare estremi per la potenza e le tragedie che producono, ma che rischiano di essere la normalità. Dobbiamo confrontarci con i fenomeni come quelli che si sono verificati negli ultimi giorni nella nostra penisola, che rischiano di essere la normalità. Cosa significa tutto questo? All'inizio del mio intervento ho detto che non possiamo dimenticare quanto è accaduto e in questa sede dobbiamo assumere un impegno solenne per l'assunzione di un piano a breve e medio termine per la messa in sicurezza del nostro territorio. Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici non può essere soltanto una bella ricerca depositata al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, in quanto servono risorse per la messa in campo di tutti gli investimenti necessari per mettere in sicurezza il nostro territorio e fare operazioni importanti. Negli ultimi giorni qualcuno ha fatto polemiche fuori luogo sugli ambientalismi di salotto. Vorrei ricordare a tutti che bisogna assolutamente intervenire non solo per arrestare il consumo del suolo, ma anche per decementificare il nostro Paese, tutelare i fiumi e accelerare i processi di rinaturalizzazione. Bisogna intervenire immediatamente dove si sono verificate tutte le tragedie (penso ai 14 milioni di alberi caduti), perché in quelle zone il dissesto rischia di essere immediato. Questi sono i compiti che ci dobbiamo assumere. È ora in esame - mi rivolgo ai rappresentanti del Governo - la manovra di bilancio ed è quella la sede in cui provvedere ad appostare le risorse per un piano strutturale di investimenti per la messa in sicurezza e la cura del territorio e per la lotta al dissesto idrogeologico. Questo è il piano di adattamento che noi dobbiamo immediatamente mettere in campo. Dovete capire una volta per tutte che il nostro è un territorio fragile; tra tutti i Paesi europei, forse è il territorio più fragile, per come è fatto e per la cementificazione posta in essere in tutti gli ultimi anni. Cancellate i condoni, cancellateli. Non vi vengano più in mente, perché il nostro territorio ha bisogno invece di cura, di restauro, di recupero e di messa in sicurezza. Solo in questo modo noi riusciremo a concretizzare la solidarietà alle popolazioni, per aiutare le quali bisognerà ovviamente mettere in campo tutte le risorse necessarie, e onorare le vittime di questa tragedia. (Applausi dal Gruppo Misto e del senatore Cucca) . TESTOR (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE.