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All'articolo 7 si prevede un Piano d'azione nazionale per la produzione biologica e i prodotti biologici, adottato a cadenza triennale, che ha l'obiettivo di favorire la conversione al metodo biologico e sostenere la costituzione di forme associative che aiutino le imprese agricole; incentivare il consumo di prodotti biologici; monitorare l'andamento del settore, correlando l'effettiva produzione alle superfici che vengono utilizzate per realizzarla; sostenere e promuovere i distretti del biologico; favorire l'insediamento di nuove aziende, soprattutto in quelle aree marginali e montane a cui facevo riferimento prima; migliorare il sistema di certificazione e di controllo; incentivare e sostenere la ricerca promuovendo progetti di tracciabilità, in modo da dare garanzie ai consumatori. All'articolo 8 è previsto un Piano nazionale delle sementi biologiche, sapendo che il tema delle sementi è cruciale per questo tipo di agricoltura. All'articolo 9 è prevista l'attivazione di un Fondo per lo sviluppo della produzione biologica, che trae le risorse da quel fondo, che già esisteva, sull'utilizzo della chimica in agricoltura. All'articolo 10 vi è la previsione di strumenti di integrazione per aiutare la filiera biologica nel suo complesso. All'articolo 11 è affrontato il tema della ricerca proprio nel settore dell'agricoltura biologica. L'articolo 12 reca misure a sostegno della formazione professionale. L'articolo 13 affronta il tema complessivo dei distretti biologici per promuovere la conversione all'agricoltura biologica e per stimolare un approccio territoriale. È fondamentale per l'agricoltura biologica che non sia un tema di singole aziende, ma un tema di territori. I distretti biologici sono istituiti al fine di semplificare l'applicazione delle norme della certificazione proprio a livello di territorio; favorire lo sviluppo e la valorizzazione e la promozione dei processi di preparazione, lavorazione e trasformazione dell'agricoltura biologica; promuovere l'attività multifunzionale delle aziende agricole connesse all'agricoltura biologica; promuovere e realizzare progetti di ricerca che abbiano l'obiettivo della diffusione di pratiche innovative. Il Ministero e le Regioni sono impegnate in tal senso a rafforzare e promuovere questo sistema di agricoltura. L'articolo 14 disciplina le organizzazioni interprofessionali nella filiera biologica, tenendo conto dello specifico dell'agricoltura biologica in termini di dimensione e struttura delle organizzazioni professionali. All'articolo 15, parliamo di accordi quadro proprio per rafforzare il tema della filiera. L'articolo 16, disciplina le intese di filiera per l'agricoltura biologica. L'articolo 17 affronta il tema delle organizzazioni dei produttori agricoli. Viene affrontato tutto il tema del riconoscimento e della disciplina di queste organizzazioni, ridefinendone e caratterizzandole proprio su questo tipo di aziende. All'articolo 18 viene normato tutto il tema della certificazione delle sementi, che ripeto essere un tema fondamentale, proprio perché dentro il mondo dell'agricoltura biologica vi è il tema dello scambio e della valorizzazione di piccole nicchie di sementi particolari, legate al contesto in cui vengono prodotte, che qui viene normato. L'articolo 19 reca la delega al Governo per la revisione, l'armonizzazione e la razionalizzazione delle normative sui controlli per la produzione agricola biologica, richiesto a gran voce proprio alla luce dell'esperienza maturata in questi anni con il decreto legislativo attualmente in vigore. Abbiamo nelle nostre mani una vera e propria legge quadro e noi crediamo che possa mettere in condizione il settore di raggiungere obiettivi ambiziosi, che sono quelli assegnati a questo settore dall'Unione europea, ma che sono anche obiettivi presenti nel cuore del nostro Paese. Su questa realizzazione ci giocheremo una fetta importante, proprio per il rilevante ruolo di crescita nell'agricoltura che questo settore sta rivestendo. Voglio chiudere con alcune considerazioni per chiarire talune questioni e certi aspetti di cui si è parlato in questi giorni, a volte anche in modo improprio. La prima questione riguarda il fatto che si tende a raccontare l'agricoltura biologica come qualcosa di vecchio, antico e arretrato. L'agricoltura biologica oggi si gioca, invece, su una frontiera diversa, quella dell'innovazione, per ridurre i fitofarmaci, per aumentare la resistenza delle colture agricole e la fertilità del suolo e per una maggiore resilienza. Sono molte le esperienze che, in questo senso, stanno emergendo sulle scelte agronomiche da utilizzare, legate all'agricoltura di precisione, legate ai metodi di intervento meccanici e fisici, al recupero di un benessere complessivo dell'ambiente, delle colture e degli animali. Parlo dell'agricoltura simbiotica, dell'utilizzo del biochar , dei distillati di legno e di tanti altri prodotti che si stanno sperimentando. Un'ultima considerazione è legata alla questione del biodinamico. Noi in questa legge ci siamo attenuti ai fatti e i fatti dicono che il 90 per cento della produzione biodinamica è legata all' export in Paesi ad alta remunerazione, come Germania, i Paesi scandinavi, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, il Giappone. 4500 aziende con un fatturato medio ad ettaro che supera i 13.000 euro e che, in piena pandemia, è cresciuto. Il rapporto tra l'agricoltura biologica e biodinamica... PRESIDENTE. Senatore Taricco, la invito a concludere. Il suo tempo è finito da due minuti. TARICCO, relatore . Signor Presidente, chiedo ancora un minuto. Voglio solo chiarire tale questione. Sulla definizione del rapporto tra agricoltura biologica e biodinamica, voglio leggere questo testo, che credo sia importantissimo ... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE . Senatore Taricco, mi spiace doverla interrompere, ma ripeto che il suo tempo è scaduto da più di due minuti. Potrà senz'altro intervenire in sede di replica e concludere il suo lungo intervento. Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi senatori, oggi è la Giornata mondiale delle api, che si celebra il 20 maggio di ogni anno, volta a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza degli impollinatori, sulle minacce che affrontano le api e sul loro contributo allo sviluppo sostenibile. Vorrei oggi ricordare in questa sede insieme a voi, cari colleghi, tutti i nostri apicoltori italiani, che sono oltre 60.000. Si contano un milione e mezzo di alveari, che producono 23 varietà di miele, per un valore per il nostro Paese che supera i due miliardi di euro. (Applausi) . In modo particolare, permettetemi di citare in quest'Aula un giovane apicoltore piemontese, Mattia Landra, vittima la scorsa settimana di un atto vandalico che gli ha distrutto 70 arnie e ucciso milioni di api. Mattia, non mollare, noi siamo tutti con te.