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Fatti i debiti conti, oggi ci troviamo a cavallo tra il 2020 e il 2021, in condizione di aver fatto scostamenti per oltre 100 miliardi di euro. Forse il senatore Salvini e il Gruppo Lega non vedevano così male, perché avevano compreso che siamo gli ultimi in Europa, che vivevamo già una situazione economica difficile che si trascinava e che sarebbe stata aggravata dal lockdown . E avevano soprattutto presente che questa è una guerra contro una malattia e le malattie non ci dicono quando finiranno. Per quanto i medici, più che coscienziosi, ci abbiano invitato a essere prudenti, non hanno però una sfera di cristallo e, quindi, non sanno dirci esattamente quando la pandemia finirà. Già allora la Lega e il suo leader Salvini dissero che c'era bisogno di cominciare a mettere subito sul tavolo 100 miliardi di euro, per poi verificare esattamente le situazioni. Così non è stato e ci troviamo adesso, a distanza di quasi un anno, quasi alla terza ondata pandemica, con i lockdown che si alternano a situazioni di apertura, ad approntare un altro scostamento di ben 32 miliardi di euro, che costituiscono un nuovo indebitamento, a cui dovremo far fronte. II secondo punto su cui mi voglio soffermare, a seguito degli eventi di ieri, è che nelle Commissioni non si garantirà più una maggioranza a sostegno del Governo. Pertanto mi domando cosa succederà, anche se magari non interessa a nessuno, quando sarà ora di prendere delle decisioni e se faremo come è successo ieri, avanti e indietro con le compravendite, mentre fuori la malattia prosegue, le attività chiudono, ci sono i fallimenti, le scuole forse aprono e forse no e adesso abbiamo anche il problema dei vaccini. Queste sono le mie due riflessioni, che rivolgo al ministro Gualtieri e al vice ministro Misiani, i quali, quando abbiamo chiesto loro dove esattamente avrebbero voluto collocare le risorse, ci hanno risposto che le avrebbero spostate e che poi avrebbero visto come fare. Dunque, anche in quel caso la situazione non è chiara, non si sa esattamente come, dove, quando e se arriveranno, perché non ci sono le riforme per 210 miliardi di euro. È uno stato di totale confusione, che va pure bene fino a quando è confinato all'interno di queste stanze ma, quando coinvolge l'intera Italia, non va bene. È stato detto che non c'è la preveggenza (se fossimo preveggenti non saremmo qui), ma c'è il buon senso e c'è l'intelligenza, che non deve mai sostituirsi alla intellighenzia, che è altra cosa. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Naturale. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, la grave crisi scaturita dalla virulenza della pandemia globale in corso sta facendo traballare gli assetti produttivi e, quindi, anche la rete di protezione sociale, con forti criticità socio-economiche, in Italia come in tutto il mondo. Ma nel nostro Paese stiamo vedendo come l'attenzione a queste priorità sia distolta da chi sta minando, a metà legislatura, la nostra stabilità istituzionale: un'ulteriore crisi che ha un nome e un cognome e che, per insulsi giochi di potere, ha colpito in modo sconsiderato un popolo in ginocchio; un popolo che lotta per affrontare i mille problemi che vive quotidianamente e chiede con forza una politica che sia di sostegno incondizionato e costante. In ogni modo, in ogni sede parlamentare - come abbiamo sentito anche ieri direttamente dalla voce del presidente Conte in Aula - è stata ricercata una convergenza tra maggioranza e opposizione sulle misure finanziarie di rilevanza strategica per affrontare insieme le drammatiche priorità del grave periodo storico: ingenti risorse finanziarie negoziate dal presidente Conte e dal Governo presso le istituzioni europee, finalmente solidali. È un grandissimo risultato che non può prescindere da forze politiche compatte, con il capo chino a lavorare incessantemente. Il popolo italiano non può aspettare, non può sopportare che si stia a giocare con i reali problemi che si stanno vivendo ora, in questo momento. Il debito concesso deve essere utilizzato in maniera efficiente e rapida, come l'Italia dimostrò di saper fare con i fondi del piano Marshall per la ricostruzione del secondo Dopoguerra. È uno scossone anche per l'agricoltura, che è al secondo cambio di Ministro, in una legislatura caratterizzata da improvvise, quanto immotivate picconate; tentativi di scalare un monte ora da destra ora da sinistra, ma decisamente troppo alto da scalare. Ma il nostro presidente Conte, con la nostra lealtà e il nostro sostegno, riuscirà a portare a compimento un lavoro iniziato e condotto con grande perizia. Dati i fatti, purtroppo, al Ministero dell'agricoltura ora languono importanti provvedimenti per il ristoro di molte attività, come il bonus ristorazione, voluto dall'ex Ministro, che non è ancora arrivato agli operatori: parliamo di 600 milioni di euro del decreto agosto a sostegno della filiera agroalimentare per gli acquisti fatti da ristoranti, pizzerie, catering , mense, agriturismi e alberghi. Queste imprese hanno bisogno di una politica che abbia come unico obiettivo l'uscita dalla crisi e la garanzia di adeguati sostegni con tempistiche celeri e una burocrazia più snella ed efficace. È indispensabile un lavoro costante; insomma, Ministri e parlamentari al lavoro e non impegnati in inutili balletti. Intanto la vera crisi, quella della pandemia, sta dimostrando di non voler allentare la morsa. I tempi per venirne fuori non sono brevi e quindi si è resa necessaria un'ulteriore rivisitazione dei conti. Abbiamo l'urgenza di dare risposte a quelle attività maggiormente colpite dalle restrizioni, in particolare i settori della ristorazione, dello spettacolo, del turismo e dello sport, nuovi stanziamenti anche per la tutela del lavoro alle amministrazioni territoriali, alle Forze dell'ordine, al sistema di Protezione civile, al sistema dei trasporti pubblici, alla sanità, alla rimodulazione dei tempi di invio delle cartelle esattoriali; misure che si traducono in un fabbisogno di risorse maggiore di quanto preventivato nella legge di bilancio. Eccoci, quindi, ad approvare lo scostamento necessario. Oggi al voto vi è l'autorizzazione al ricorso al maggiore indebitamento per 32 miliardi di euro netti; momento delicatissimo, in cui anche il lavoro sul recovery plan italiano è in corso. La politica ha il dovere di portare avanti questo grande impegno, che l'Italia intera, coesa, deve mettere in atto. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, noi diciamo sì alla proposta di scostamento, perché c'è la cassa integrazione e ci sono i ristori, ma mi permetto di commentare nel modo seguente. Tre sono le ricette per affrontare il debito: la vostra è fare debito, poi si vedrà; intanto facciamo il Presidente della Repubblica. La seconda è la ricetta Monti, ribadita ieri: cupa tristezza fiscale. La ricetta del centrodestra: l'economia è sensazione, è voglia di migliorare. No ai controlli di Guardia di finanza e Agenzia delle entrate per due anni;