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Ancorché onerosa, la ricapitalizzazione è ciò che consente di rendere chiaro, a chi fosse interessato ad un'acquisizione di Carige, che non si può negoziare all'infinito contando sull'ulteriore indebolimento della banca. In tal caso, infatti, ci sarebbe l'intervento statale per evitare il fallimento. La successiva collocazione avverrebbe comunque a valori di mercato, poiché la ricapitalizzazione precauzionale ha comunque carattere provvisorio, proprio come nel caso del Monte dei Paschi di Siena. Si tratta di una soluzione di ultima istanza, che noi non invochiamo né auspichiamo, ma che, se si rivelasse necessaria, non dovrebbe essere ostacolata dal Meccanismo unico di vigilanza e dalla Commissione europea sulla base di interpretazioni restrittive e improprie della direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche e della comunicazione sugli aiuti di Stato del 2013. Al riguardo, sarebbe bene che il Governo, invece che isolarsi attaccando Paesi come la Francia, che in questo campo possono avere interessi simili ai nostri, si attrezzasse per un difficile negoziato in Europa che, come sempre accade, richiede capacità di fare alleanze e credibilità verso gli interlocutori. La BCE ha commissariato Banca Carige con un provvedimento d'urgenza, che probabilmente sconta anche il calo di credibilità che questo Governo ha determinato in questi mesi, che già abbiamo pagato con l'aumento dello spread e dei tassi di interesse. Chi ha a cuore il destino di Carige, per quel che rappresenta per la Liguria, per i posti di lavoro, per le imprese e i risparmiatori e per gli stessi azionisti, si deve preoccupare in questo momento di unire e non di dividere, con l'obiettivo primario della tutela della stabilità finanziaria e del risparmio nazionale, da perseguire anche attraverso un confronto costruttivo con le istituzioni europee. Ciò perché è proprio grazie al dialogo portato avanti dai precedenti Governi che l'Italia ha ottenuto quella flessibilità nell'applicazione delle regole europee sulla gestione delle crisi bancarie che ha consentito gli interventi su Monte dei Paschi di Siena e sulle banche venete e che oggi è alla base del decreto-legge su Carige. Consideriamo questo decreto-legge in totale continuità politica con le scelte fatte negli anni passati, non solo perché si muove nello stesso quadro normativo, ma anche perché sembra andare nella stessa direzione, cioè quella di favorire aggregazioni e acquisizioni che rafforzino la solidità del sistema. Concludo, signor Presidente, ricordando che Genova e la Liguria stanno vivendo un momento molto difficile dopo il crollo del ponte Morandi perché, nonostante il desiderio e la forza che la città sta dimostrando nel reagire, l'impatto economico di quel crollo ha effetti significativi e importanti sulle attività economiche della città e della Regione. A questo riguardo, voglio anch'io sottolineare come il piano industriale presentato sia un piano che prevede tagli draconiani sul personale e anche sugli sportelli. Quindi, invito il Governo a seguire con attenzione questa partita, che sarebbe un altro colpo ad una città e a lavoratori che sono in difficoltà. Tenendo conto di queste valutazioni, noi voteremo a favore. E voteremo a favore anche perché, per il Partito Democratico, indipendentemente dalla collocazione in maggioranza o all'opposizione, prevale l'interesse dell'Italia e l'interesse complessivo, in questo caso, della stabilità finanziaria. (Applausi dal Gruppo PD) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, scusandomi se tolgo un minimo di pathos e di suspense , esordirò dicendo che, naturalmente, il Gruppo Lega-Salvini Premier-PSd'Az, voterà convintamente in senso favorevole alla conversione in legge del decreto-legge in esame e questo non per una particolare subalternità al Governo, ma perché è convinto che sia effettivamente la scelta giusta da fare in questo momento, come è stato ricordato da tutti i colleghi. Forse, quindi, potrei anche concludere qui, con una economicità estrema di tempi. Però, siccome sono un keynesiano, permettetemi di espandermi un po' e di fare qualche considerazione. In effetti, questa era una scelta che le circostanze hanno reso obbligata e, quindi, anche il dibattito non ha potuto indugiare tanto sul merito della scelta, ma si è elevato, ha volato alto e ho visto qui delle cose che non mi aspettavo avrei mai visto in vita mia; cose che i miei occhi di umano ancora hanno difficoltà a credere e vorrei condividerle con lei, signor Presidente, a partire dall'ultima, la più simpatica. Ho visto un attacco al sovranismo fatto da parte del rappresentante di un Gruppo parlamentare che è così fiero delle sue radici, anzi, so stolz seiner Wurzeln , che è abbastanza paradossale: un Gruppo, che così tanto difende la propria piccola Regione, che merita di essere difesa, perché se la prende con un partito che vuole difendere il suo Paese, che altrettanto merita di essere difeso? Ho visto anche un altro dato paradossale: ci è stata rimproverata la frettolosità. Ho qui un fascicolo di editoriali, che i tempi stretti, giustamente, del Regolamento parlamentare mi impediscono di citare ampiamente, e anche i risultati di qualche ricerca che spiegano come, in ambito finanziario, si debba agire tempestivamente e anche come, in precedenti casi, nel trascinarsi fra Tremonti, Monti, bonds , tra il "salviamo così" e il "salviamo colà", intanto il tempo passava e le situazioni si deterioravano. Voi non ci potete rimproverare la fretta. Anzi, ci date un immediato sopravvento, perché ci permettete di rimproverarvi la lentezza, che ha portato certe situazioni a incancrenirsi, fino al punto in cui ora noi dobbiamo gestirle. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S ). Ci è anche stato rimproverato di essere inesperti. Devo dire che, in effetti, un altro nodo paradossale è che, se errore materiale c'è stato (perché c'è stato ed io, da Presidente di Commissione, mi vergogno per non essermene accorto), non sono stati solo i politici inesperti a non accorgersi di questo errore, sono stati anche tanti funzionari di lunga esperienza che noi abbiamo "ereditato" dalle gestioni precedenti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S ) . Noi forse abbiamo fatto l'errore di fidarci troppo delle persone lasciate lì da quelli bravi; staremo più attenti la prossima volta. Su questo raccogliamo l'invito costruttivo. Poi, c'è la storia della copia. Certi colleghi apprezzano il mio lavoro di relatore - e mi fa piacere - ma naturalmente le nostre posizioni politiche sono diverse, quindi è anche giusto sottolinearlo. Ecco, metterei in evidenza che affinché questo decreto-legge fosse la copia esatta di un precedente decreto-legge, mancava uno snodo fondamentale, che tutti ricordiamo: occorrerebbe che il Premier annunciasse che è un ottimo affare investire (eccetera, eccetera), come ben ricordiamo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Ora, non voglio dire che non sia un ottimo affare; non faccio valutazioni a mercati aperti.