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È fondamentale tener presente quanto sia importante, soprattutto per i giovani e i giovanissimi, trovare nelle loro città e nei loro paesi, dai più grandi ai più piccoli, alle periferie, delle associazioni che permettano loro di misurarsi e di imparare a stare con l'altro e a relazionarsi secondo regole ben precise, e quindi anche a crescere nella relazione con le altre persone, oltre che a garantirsi uno stato di salute sicuramente migliore. Per questo lo sport è anche un presidio contro tutte le marginalità: tante volte ce lo siamo detti e in tanti momenti ci siamo forse anche riempiti la bocca. Adesso non lo potremo più dire. In Senato abbiamo fatto la scelta - sappiamo quanto sia importante - di garantire anche a chi ha delle difficoltà, a chi è marginalizzato di poter competere a livello degli altri e, quindi, di potersi sentire parte di una società, parte di un insieme e non più escluso. È per tutti questi motivi che - ovviamente va da sé - il Partito Democratico voterà convintamente questo disegno di legge di riforma costituzionale. Si è discusso molto sul fatto di toccare sempre la Costituzione. Prima di tutto nessuno ci ha detto che la Costituzione sia intoccabile. Abbiamo già fatto molto per inserire tra i principi fondamentali della Costituzione, all'articolo 9, la tutela dell'ambiente: ho accanto a me il collega Mirabelli e vedo anche il collega Ferrazzi, che in tal senso hanno lavorato molto in Commissione ambiente. Il mondo va avanti e ci si accorge di quanto siano importanti questi temi nei nostri Paesi. Ricordo che già tanti altri Paesi in Europa hanno inserito lo sport in Costituzione. Bisognava, quindi, dare un riconoscimento a qualcosa che è molto di più di un momento di gioia. Ne abbiamo vissuti tanti in questi anni, soprattutto nell'ultimo anno. Dopo la pandemia giravano anche delle battute: potendo uscire a correre, potendo uscire a fare sport, siamo riusciti a primeggiare. Lo dico qui, davanti a una campionessa olimpica: i momenti di aggregazione e di gioia trasversali, dai grandi ai piccoli, dai partiti più diversi alle persone che vengono da ambiti più diversi, le grandi gioie sportive ci hanno sempre visti uniti. E l'unità nazionale si misura anche in quei momenti. Non solo per questo, ma per tutto quello che ho detto prima, per il suo valore sociale, per il suo valore di prevenzione per la salute e per il suo valore educativo, lo sport non poteva stare ancora fuori dalla nostra Carta costituzionale. Il collega Dario Parrini mi ha rubato la citazione, e devo dire che non c'eravamo messi d'accordo. Anche lui ha citato Nelson Mandela. Da cittadina di Firenze - l'unica città fuori dal Sud Africa ad avere il palazzetto dello sport dedicato a Nelson Mandela - non posso esimermi dal riportare una parte di quella citazione che il collega Parrini non ha citato. Nelson Mandela diceva che lo sport ha il potere di cambiare il mondo; ha il potere di ispirare; ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno. Se tutti noi ripensiamo ai momenti che, da sportivi non riusciti a sportivi riusciti, abbiamo vissuto in quell'ambito, riusciremo a capire che oggi abbiamo fatto davvero una cosa importante per tutta l'Italia. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente,noi avremmo avuto e spero avremo molte altre possibilità di dare il giusto peso allo sport nel nostro Paese. In particolare mi riferisco alla necessità, della quale parlava anche il collega Barbaro, di un sostegno forte all'associazionismo di base, che è quello che effettivamente garantisce di più ai cittadini la tutela della salute, che è fondamentale, e il benessere psicofisico. Con rammarico, invece, devo dire che, seppure sono stati fatti molti passi in avanti, non siamo esattamente il Paese che privilegia nelle sue istituzioni, con il sostegno fattivo, lo sport di base. Faccio un esempio. Signor Sottosegretario, lei saprà meglio di me quanto costa a una famiglia iscrivere il bambino alla scuola calcio. È un peso per le famiglie. E se quanto costa a una famiglia garantire la possibilità di andare in piscina e di praticare molti sport. Sapendo benissimo che certamente, rispetto al passato, sono stati fatti passi in avanti, io dico che, da questo punto di vista, per tutelare il diritto all'accesso di tutti, senza distinzione, allo sport, è necessario mettere in campo risorse e modalità di sostegno anche agli enti locali e investire ancor di più da questo punto di vista nell'ambito della scuola. Faccio questa breve premessa perché noi, al contrario di altri Gruppi, non siamo per niente entusiasti e convinti dell'inserimento dello sport in Costituzione, in base a un ragionamento molto semplice. Da meno di un mese è stata promulgata - ed è quindi vigente - la riforma costituzionale che ha modificato gli articoli 9 e 41 della Costituzione, inserendo tra i principi fondamentali la «tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni», con un patto intergenerazionale. Come lei e i colleghi comprenderete, stiamo parlando di una questione che riguarda il futuro dell'umanità e delle specie viventi, vista l'emergenza climatica ed ambientale. La Consulta ha per fortuna sempre interpretato l'articolo 9 in senso estensivo e ci ha spinto ancor di più a un inserimento esplicito in Costituzione. All'articolo 41 abbiamo invece giustamente previsto che l'attività di impresa, oltre a non doversi svolgere in contrasto con l'utilità sociale, non debba recare danno alla salute e all'ambiente. Perché faccio questo riferimento? Nella discussione che si è avviata su quella riforma costituzionale molti costituzionalisti (il presidente Calderoli lo ricorderà perfettamente) ci hanno detto che, nonostante fossero d'accordo sull'inserimento della tutela dell'ambiente, ci sarebbe potuto essere il rischio di favorire in questo modo interventi spot sulla Parte I della Costituzione. Esattamente dopo un mese abbiamo prodotto questa ulteriore riforma. Ciò che dico riguarda non già il valore fondamentale dello sport, bensì il rischio molto forte di iniziare un periodo con microinterventi puntuali sulla Costituzione in cui ognuno si attiene alla questione che più gli sta a cuore. Questo è il punto fondamentale e, secondo me, dovrebbe portare tutti a una riflessione molto attenta. Lei sa meglio di me che venivamo da un periodo in cui vi era stata molta propaganda sullo sport e all'interno dell'Assemblea costituente, nel delineare gli articoli 32, 33 e 34 (sulla scuola), questo argomento e i temi dell'educazione motoria e dell'attività sportiva furono ben presenti nel dibattito costituzionale delle Madri e Padri costituenti, ma fu fatta una scelta ben precisa, ossia intervenire più in generale sul benessere. Ho presentato degli emendamenti perché, se l'inserimento del tema doveva esserci, sarebbe forse stato necessario agganciarlo alla tutela della salute e quindi all'articolo 32.