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IL MINISTRO DELLA SANITÀ DI CONCERTO CON I MINISTRI DELL'INTERNO, DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO E DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE Visto il decreto ministeriale 18 ottobre 1984; Vista la direttiva della commissione delle Comunità europee n. 86/508 del 7 ottobre 1986 recante il secondo adeguamento tecnico della direttiva n. 77/728/CEE del Consiglio delle Comunità europee concernente il riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla classificazione, all'imballaggio e alla etichettatura di pitture, vernici, inchiostri da stampa, adesivi e affini; Ritenuto di dover modificare ed integrare il decreto 18 ottobre 1984 in conformità della citata direttiva n. 86/508/CEE; Visti gli articoli 3, 6 e 9 della legge 29 maggio 1974, n. 256, concernente la classificazione e la disciplina dell'imballaggio e della etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi; Decreta: Art. 1 Il decreto ministeriale 18 ottobre 1984 è modificato come appresso: 1) il numero di riferimento della norma ISO che figura alla nota n. 6 dell'allegato I, è sostituito dal numero ISO 6713-1984; 2) il testo del paragrafo 1 dell'allegato II è sostituito dal seguente: "1. Pitture e vernici contenenti piombo. L'etichetta dell'imballaggio di pitture e vernici il cui tenore in piombo totale determinato conformemente alla norma ISO 6503/84 è superiore allo 0,25% (espresso in peso di metallo) del peso totale del preparato deve recare una delle seguenti indicazioni: 'Contiene piombo. Non utilizzare su oggetti che possono essere masticati o succhiati dai bambinì. Per gli imballaggi il cui contenuto è inferiore a 125 millilitri, l'indicazione può essere la seguente: "Attenzione! Contiene piombo". N O T E AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota al titolo: Il D.M. 18 ottobre 1984 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 311 del 12 novembre 1984. Nota alle premesse: Il testo degli articoli 3, 6 e 9 della legge n. 256/1974 è il seguente: "Art. 3. - Il Ministro per la sanità, di concerto con i Ministri per l'interno, per l'industria, il commercio e l'artigianato, per il lavoro e la previdenza sociale, procede con decreto, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, ed in conformità alle direttive e ad altri provvedimenti delle Comunità europee, alla classificazione delle sostanze e dei preparati pericolosi, basata sulle categorie previste dall'articolo 2". "Art. 6. - Si provvederà con uno o più decreti da emanarsi nei modi di cui all'articolo 3 alla determinazione: dei simboli e delle indicazioni di pericolo di cui al punto 3 dell'articolo 5; della natura dei rischi specifici di cui al punto 4 dell'articolo 5; degli eventuali consigli di prudenza di cui al punto 5 dell'articolo 5. I decreti previsti dall'articolo 3 e dal comma primo del presente articolo possono contenere la fissazione di un termine non superiore a 12 mesi per lo smaltimento delle sostanze e dei preparati già immessi sul mercato non conformi nell'imballaggio e nell'etichettatura alle disposizioni della presente legge". "Art. 9. - Sugli imballaggi, le cui dimensioni ridotte non permettano una etichettatura conforme all'articolo 7, comma primo e secondo può essere applicata l'etichettatura prevista dall'articolo 5 in altro modo adeguata. Con decreto del Ministro per la sanità di concerto con i Ministri per l'interno, per l'industria, il commercio e l'artigianato, per il lavoro e la previdenza sociale, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, saranno stabilite le caratteristiche cui deve rispondere l'etichettatura nei casi previsti dal precedente comma. Con le stesse forme i Ministri possono stabilire, in deroga ai precedenti articoli 5 e 7 che gli imballaggi di sostanze e preparati non esplosivi né tossici non debbano essere etichettati ovvero possano esserlo in modo diverso quando contengono quantitativi di sostanze pericolose talmente limitati da non comportare alcun pericolo per i lavoratori ed i terzi". Si ritiene utile riportare anche il testo degli articoli 5 e 7 della legge n. 256/1974 richiamati negli articoli 6 e 9 sopra riportati: "Art. 5 (come modificato dal D.P.R. 24 novembre 1981, n. 927). Le sostanze ed i preparati pericolosi debbono riportare sull'imballaggio ovvero su etichette appostevi le seguenti indicazioni in lingua italiana: 1) il nome della sostanza o del preparato: il nome della sostanza deve figurare sotto una delle denominazioni comprese nei decreti di classificazione di cui all'art. 3; il nome del preparato deve essere accompagnato dalla indicazione degli elementi atti ad individuarlo in base alla classificazione di cui all'art. 3; 2) la provenienza della sostanza o del preparato: devono essere indicati il nome e la sede dell'impresa produttrice o distributrice, ovvero dell'importatore; 3) I seguenti simboli ed indicazioni dei pericoli insiti nell'utilizzazione della sostanza o del preparato: esplosivo: una bomba che esplode (E); comburente: una fiamma sopra un cerchio (O); facilmente infiammabile: una fiamma (F); tossico: un teschio su tibie incrociate (T); nocivo: una croce di Sant'Andrea (Xn); corrosivo: la raffigurazione dell'azione di un acido (C); irritante: una croce di Sant'Andrea (Xi); altamente infiammabile (o estremamente infiammabile): una fiamma (F); altamente tossico (o molto tossico): un teschio su tibie incrociate (T). I simboli devono essere conformi a quelli stabiliti a norma dell'art. 6 ed essere stampati in nero su fondo giallo-arancione. 4) Un richiamo a rischi specifici derivanti dai pericoli di cui al numero 3): la natura dei rischi specifici che comporta la utilizzazione delle sostanze e del preparato deve essere indicata con una o più frasi tipo conformi a quelle stabilite a norma dell'art. 6. Le frasi del tipo 'altamente o estremamente infiammabilè o 'facilmente infiammabilè possono non essere indicate quando ripetano una indicazione di pericolo utilizzata in applicazione del precedente numero 3). Non è necessario rammentare i rischi specifici ed i consigli di prudenza se il contenuto dell'imballaggio non supera i 125 ml per le sostanze irritanti, facilmente infiammabili e infiammabili o comburenti, nonché per le sostanze nocive che non sono poste in libera vendita al dettaglio.