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Quindi, se realmente il PNRR indica questi siti come siti da rimettere sul mercato immobiliare per risparmiare le aree verdi, è evidente - a mio avviso - che lo sforzo che si deve sostenere è innanzitutto quello di dare alle prefetture più personale e personale dedicato. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice Corrado. CORRADO (CAL-Alt-PC-IdV) . Signor Presidente, abbia pazienza. In conclusione, se si vogliono attuare sul serio le misure in oggetto, bisogna assumere iniziative concrete, e non soltanto a parole. PRESIDENTE . Il senatore Nastri ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03391 sull'incremento della produzione nazionale di gas naturale, per tre minuti. NASTRI (FdI) . Signor Ministro, con questa interrogazione il Gruppo Fratelli d'Italia chiede ancora una volta chiarezza sulla visione strategica del Governo, se esiste, rispetto al tema delle energie. È evidente a tutti che il conflitto russo ucraino e la forte dipendenza dell'Europa dal gas russo hanno imposto ai Presidenti dell'Unione europea un cambio di strategia sulla politica energetica, anche allo scopo di ridurre la dipendenza dalla Russia. Tutto ciò è reso ancora più evidente dall'enorme incremento dei costi energetici avvenuto in Italia, con pesanti ricadute sociali e occupazionali, sia per le famiglie che per le imprese. Il Governo ha avviato un'interlocuzione con diversi Stati esteri al fine di stipulare nuovi accordi volti ad aumentare la fornitura di gas dai Paesi relativamente più sicuri, anche perché - è notizia di oggi - c'è stata la riduzione di fornitura del 40 per cento. Ad ogni modo, il Governo italiano non sembra voler proseguire sulla strada dell'indipendenza energetica nazionale. Secondo i dati recenti, il fabbisogno del gas naturale dell'Italia è di circa 70 miliardi di metri cubi, e di questi soltanto il 4,5 (meno del 6 per cento) viene estratto in Italia che - come tutti noi sappiamo - è ricca anche di giacimenti di metano, ma sono inutilizzati proprio a causa di limiti e divieti derivanti dalla moratoria del blocco alle trivellazioni ed estrazioni e anche per quanto riguarda la burocrazia. Il riconoscimento del gas naturale come fonte energetica verso la transizione ecologica costituirebbe sicuramente un'opportunità storica per i nostri giacimenti nazionali. Eppure, soltanto pochi giorni fa, signor Ministro, i parlamentari europei del MoVimento 5 Stelle e del Partito Democratico si sono opposti alla proposta della Commissione di includere il gas nell'elenco tassonomico delle fonti energetiche rinnovabili. Per questo motivo, chiediamo a lei, signor Ministro, intanto quale sia la sua opinione, sostenuta in sede europea dai parlamentare rappresentanti alcuni partiti della sua maggioranza su questo tema, e soprattutto se il Governo abbia intenzione di incrementare la produzione nazionale di gas rinnovando le autorizzazioni. PRESIDENTE. Il ministro della transizione ecologica, professor Cingolani, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CINGOLANI, ministro della transizione ecologica . Senatore Nastri, l'argomento è evidentemente divisivo a livello nazionale ed europeo, perché le discussioni sono molto ampie. Personalmente discordo totalmente sul fatto che si sia votato per l'esclusione del gas come mezzo di transizione; la mia è una posizione chiara da quando parlo di questi temi e come ho dimostrato in tutte le azioni che ho portato avanti. Detto questo, ho passato le ultime trentasei ore a monitorare la riduzione dei flussi di gas: 40 per cento era quanto dichiarato da Gazprom sulle capacità; per fortuna, il valore reale è minore, perché bisogna calcolare la percentuale sui flussi reali. La situazione è ancora sotto controllo, per altri Paesi è più pesante. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, perché potrebbe essere una fluttuazione indotta da problemi tecnici, del tipo che non arrivano componenti per le sanzioni per le stazioni di pompaggio o potrebbe essere, invece, una vera e propria - chiamiamola così - rappresaglia di fornitura. Stiamo monitorando attentamente con gli operatori. Credo di poter dire senza tema di essere frainteso che con le azioni recenti abbiamo accelerato l'istallazione di rinnovabili come mai è avvenuto in precedenza. Credo abbiate letto i dati di allacciamento richiesti da Terna, che abbiamo messo sul sito: 5,3 gigawatt nei primi cinque mesi di quest'anno e circa 3,7 nei successivi due anni. È tutta roba che già esiste, che va attaccata, e quindi, sicuramente non possiamo essere accusati di non volere l'accelerazione sulle rinnovabili. Ciò nonostante, questa è una parte della strategia che deve portarci all'indipendenza e alla sicurezza energetica del Paese. Quindi, insisto sul fatto che il Paese deve essere strategicamente indipendente dal punto di vista energetico. Cosa vuol dire questo? Confermo che non è stato seguito un percorso corretto, perché il passaggio da una produzione di gas pari al 20 per cento del fabbisogno nel 2000 al 3,4 per cento nel 2020 non è coinciso con una riduzione assoluta del gas e con un beneficio ambientale; è coinciso solo con un aumento dell'importazione. Quindi, non abbiamo avuto né vantaggio ambientale né vantaggio energetico ed economico. Credo che dobbiamo confermare, come tutti i trend internazionali richiedono, il phase-out del gas che andrà a diminuire. Ma - attenzione - mi piacerebbe un futuro in cui - sì - diminuiamo l'uso del gas, ma in cui ciò che ci continuerà a servire sia il più possibile prodotto in assoluta indipendenza a livello nazionale. Dal mio punto di vista, poiché nel frattempo è scoppiata una guerra che ha cambiato completamente il panorama mondiale dell'energia, forse è arrivato il momento di rivedere e analizzare nuovamente il Pitesai alla luce di quanto sta accadendo, cercando di combinare le due cose, che sono combinabili: riduzione del gas totale e nello stesso tempo aumento del gas che ci servirà dai nostri giacimenti. In tal modo, si mantiene la rotta della decarbonizzazione al 55 per cento, ma si rende l'Italia più sicura e stabile dal punto di vista energetico. Mi impegnerò a fare questo nei prossimi tempi e spero di riuscirci. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Nastri, per due minuti. NASTRI (FdI) . Signor Ministro, alla luce delle sue risposte continuiamo ad essere perplessi, perché non bastano le promesse - ormai le stiamo aspettando da troppi mesi - ma servono interventi legislativi veri e concreti per rimuovere l'ideologico stop alle estrazioni. Noi sappiamo che l'Italia è fortemente dipendente dall'importazione del gas - come ha detto anche lei prima - ma, grazie alle sue risorse, si potrebbe ridurre la dipendenza. Vede, signor Ministro, le famiglie e le imprese stanno pagando un prezzo altissimo, tanto che molte imprese rischiano la chiusura e il fallimento, creando così ulteriore disoccupazione. Invece, dobbiamo constatare che questo Governo si muove in perfetta continuità, direi anche in perfetta sintonia con i precedenti, perché è chiaramente schiavo di una deriva ideologica, come si è visto nel voto di qualche giorno fa, anche se lei non ha voluto dire qualcosa in più;