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Ad oggi però siete ancora alle prese con i decreti attuativi che non riuscite assolutamente a preparare e i risparmiatori non hanno ancora visto un centesimo di risparmio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Avete bloccato questa condizione. Un'altra situazione ancora oggi bloccata e che costituiva uno strumento, non soltanto di tutela del risparmio, ma anche di sostegno dell'economia reale del Paese è quella dei piani individuali di risparmio (PIR), che con una clausola inserita nella legge di bilancio oggi siete riusciti a bloccare. In due anni si erano raccolti 23 miliardi di euro di risparmio privato. In cinque anni, con quelle che erano le agevolazioni fiscali, si sarebbero raccolti 150 miliardi di euro, che andavano a finanziare l'economia reale del Paese. Siete stati capaci di bloccare anche questi strumenti! Siete capaci, oggi, di combinarne veramente tutte! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Come dicevo, questo provvedimento si limita oggi ad affrontare il caso Carige. Lo avete fatto con il copia-incolla di un decreto, che è quello passato, il tanto criticato decreto Gentiloni Silveri sul Monte dei Paschi di Siena. Non si prevede assolutamente, oggi, quella che è una riforma importante, proprio di sicurezza del settore bancario e di tutela del risparmio degli italiani. Per andare verso la conclusione del mio intervento, vorrei citare alcuni dati di quello che è oggi il sistema bancario italiano, molto forte, molto importante e molto strutturato del nostro Paese. In Italia noi abbiamo 538 banche attive. Oltre la metà di queste, 295, sono banche di credito cooperativo e banche popolari del territorio. Sono dati del 2017 tratti dalle relazioni ufficiali della Banca d'Italia. Il comparto bancario, negli ultimi otto anni, ha perso circa 44.000 posti di lavoro. Gli occupati del sistema bancario sono scesi da 330.000 a 286.000. Nel 2008 anche il numero degli sportelli, che sono importanti sul nostro territorio, al servizio dei cittadini, è diminuito del 20 per cento. L'emorragia - ahimè - dei posti di lavoro continuerà, perché ci sono piani di uscita, soprattutto dei grandi gruppi bancari. Al Nord si è perso un addetto ogni dieci. Al Sud si sono persi due addetti ogni dieci del sistema bancario. È un tributo occupazionale enorme, che dobbiamo cercare di evitare a tutti i costi, perché dentro il mondo bancario ci sono anche famiglie, cittadini, uomini e donne che lavorano per il nostro Paese. Va anche evidenziato, inoltre, che il settore finanziario genera un enorme quota significativa del prodotto interno lordo del nostro Paese. Sono dati del 2015. Il nostro sistema bancario ha prodotto circa il 5,7 per cento del PIL nazionale, secondo soltanto al Regno Unito, e primo rispetto a Francia e Germania che hanno prodotto il 4,5 e il 4,1 per cento. Quindi, un sistema bancario solido, un sistema bancario forte, che, come dicevo, non soltanto oggi deve necessariamente tutelare i risparmiatori italiani, ma che genera anche prodotto interno lordo. Quindi, necessariamente dobbiamo guardarlo con fiducia e dobbiamo intervenire con fiducia nel settore. Mi avvio alla conclusione, signor Presidente, ricordando a tutti come Forza Italia voterà a favore di questo provvedimento. Lo hanno fatto precedentemente anche i colleghi alla Camera, ma ciò non significa assolutamente avere fiducia nel Governo, bensì fiducia nei risparmiatori e nel ruolo delle banche, soprattutto nelle banche del territorio. Mi ha fatto specie ascoltare in alcuni interventi di colleghi del MoVimento 5 Stelle che provengono da quel territorio spiegare l'importanza e la tutela, oggi, di una banca del territorio. Quindi, noi voteremo a favore, ma lo faremo proprio a beneficio dei risparmiatori e a favore di quello che deve essere il ruolo delle banche come Banca Carige, che sono un patrimonio assolutamente importante del nostro sistema, un patrimonio fondamentale per il tessuto economico del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà. LANNUTTI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, signori rappresentanti del Governo, le garanzie pubbliche per salvare Carige, una strada obbligata dettata dalla necessità politica di scongiurare l'attivazione del bail in , la famigerata direttiva BRRD, recepita con la legge n. 114 del 9 luglio 2015 e con il decreto legislativo n. 180 del 16 novembre 2015, secondo la quale lo Stato può intervenire nel salvataggio di una banca solo dopo che le risorse interne, compresi i conti correnti oltre i 100.000 euro ed i bond subordinati, siano state drenate per ripianare parte delle perdite dell'istituto in crisi. Norma che contrasta palesemente con l'articolo 47 della Costituzione. Qualche giorno fa, ad una mia domanda in Commissione finanze del Senato su questa direttiva, che è stata la madre dell'esproprio del risparmio, il ministro dell'economia Tria ha risposto che l'allora ministro Saccomanni, attuale Presidente Unicredit, subì il ricatto tedesco. L'Italia ha accettato le regole sul salvataggio interno delle banche sotto il ricatto della Germania, la quale si disse pronta a denunciare un sistema bancario prossimo al fallimento, salvo poi attenuare, dopo qualche ora, la sua constatazione già nota agli addetti ai lavori. Negli ultimi anni, signor Presidente, all'insaputa di Bankitalia e Consob, si sono verificati gli scandali di Cariferrara (con il suicidio dell'ex dirigente Paolo Bonora del 28 luglio 2015); gli allegri fidi della Banca Popolare dell'Etruria, con crediti dubbi alla clientela per 1,69 miliardi di euro; 770 milioni di sofferenze e il suicidio di Luigino D'Angelo, il pensionato che aveva perso i risparmi di un'intera vita di lavoro; il pizzo del cinque per cento su prestiti, mutui e fidi che Banche Marche concedeva ad amici e compari; il commissariamento ingiusto di Carichieti e di Bene Banca, Vagienna; la Banca Popolare di Vicenza, che gonfiava il valore delle azioni fino a 62,50 euro, obbligando con metodi estorsivi a diventare azionisti; lo scandalo di Veneto Banca, che rimborsava 11.388.973 euro, corrispondenti a 279.482 azioni di Veneto Banca al valore di 40,75 euro l'una a Bruno Vespa, scavalcando 1.000 azionisti che avevano fatto richiesta prima di lui; il Monte dei Paschi di Siena, che gonfiava i bilanci con derivati Santorini ed Alexandria, spendendo 17 miliardi per acquisire Antonveneta, pagata, qualche mese prima, 6 miliardi di euro. Proprio oggi, cari colleghi, proprio oggi, ricorrono i sei anni dal suicidio di David Rossi, che ha lasciato nella disperazione la moglie Antonella Tognazzi e la figlia Carolina. (Applausi dal Gruppo M5S) . Sempre all'insaputa di coloro che, ben pagati, avrebbero il doveroso compito di prevenire crac e dissesti bancari, si è verificata l'incauta gestione del credito e del risparmio sanata con la risoluzione delle quattro banche.