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Vogliamo allora mettere alla prova le buone intenzioni di questo Governo e vogliamo vedere se davvero si vogliono fare politiche familiari o se ancora una volta si vuole raccontare qualche menzogna e qualche leggenda metropolitana. Fare politiche familiari, come vi dicevo, significa cambiare mentalità. La no tax area è costruita in modo molto semplice: ogni figlio e ogni persona a carico (che può essere anche un anziano, un disabile o una persona che ha bisogno di cura) deve essere completamente estrapolata dal reddito familiare, il quale non va calcolato sulla base dei redditi individuali, perché questo poi genera una grande iniquità. Deve essere calcolato il reddito dell'intero nucleo familiare e poi, sulla base di quello, devono essere fatti i conti e là si deve andare a estrapolare, per ogni figlio a carico e per ogni carico familiare, una no tax area , che può essere ovviamente variabile in base alla situazione ma su quella entrata non debbono essere pagate tasse. Voi lo sapete che oggi in Italia i bambini pagano le tasse prima ancora di nascere? Ciascuno di voi credo abbia avuto il piacere di fare un piccolo regalo a qualche bambino che ancora non era nato, perché magari figlio di amici in attesa; quando c'è una donna incinta, si va a trovarla e magari si porta un vestitino o qualcos'altro. Tutti voi avete pagato l'IVA su quel prodotto, tutti voi avete pagato un imposta sul valore aggiunto su quel prodotto; cioè noi paghiamo tasse, siano esse dirette o indirette, prima ancora di venire al mondo. (Applausi) . La prima cosa che mi hanno dato quando sono nati i miei tre figli non è stato un semplice regalo, una pacca sulla spalla, un sorriso, un dire: «Bravo, hai messo al mondo tre figli, che poi pagheranno le tasse e pagheranno le pensioni a tutti gli italiani»; no, mi è stato dato il codice fiscale dei miei bambini, perché nel dubbio intanto cominciamo a iscriverli all'anagrafe fiscale. Beh, credo che questa somministrazione del codice fiscale a un neonato come primo gesto di accoglienza nel nostro Paese forse potrebbe essere modificata e potrebbe diventare qualcosa di più favorevole verso la vita nascente. Ho concluso, signor Presidente. Dobbiamo fare quello che diceva Churchill (non "il Churchill de' noantri ", bensì quello vero), il quale soleva dire che il miglior investimento di ogni Paese è quello di mettere latte nei biberon. Lo ripeto: il miglior investimento che oggi l'Italia possa fare è quello di mettere latte, possibilmente esentasse, nei biberon. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Accoto. Ne ha facoltà. ACCOTO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe, onorevoli colleghi, rappresentante del Governo, ricordo quando lo scorso anno discutevamo questo stesso documento programmatico in quest'Aula, tra questi banchi; mai avremmo pensato che sarebbe stata scritta una pagina di storia così difficile. Dopo quello cui abbiamo assistito negli ultimi dieci mesi, ciò di cui parliamo oggi ci appare una lingua veramente difficile da tradurre. Non solo il nostro Paese, ma l'Europa e il mondo intero hanno vissuto uno sconvolgimento senza precedenti. Sebbene la presente Nota di aggiornamento si riferisca al triennio 2021-2023, il Governo ha anche elaborato proiezioni macroeconomiche e di finanza pubblica a sei anni, che costituiranno la base sia per valutare gli impatti del programma di investimenti e degli altri interventi finanziati dal Next generation EU sia per conseguire gli obiettivi di finanza pubblica. Tuttavia, come abbiamo avuto modo di notare negli ultimi mesi, non è assolutamente facile interpretare il futuro. Proprio per questo motivo è ancor più grande la responsabilità che, come Governo e come maggioranza, ci stiamo assumendo per traghettare il nostro Paese fuori da questo pantano pandemico. Lo traghetteremo con la fiducia che ne usciremo uniti, aiutandoci reciprocamente, forse ansimanti, sì, ma salvi. Quello che chiediamo però - specifichiamolo - non è una fiducia incondizionata verso le decisioni prese, ma un sentimento di unità nazionale che deve prevalere sui particolarismi e sulle decisioni unilaterali. Del resto, la storia è ricca di momenti difficili dai quali l'umanità è sempre uscita più forte di prima. Ciò che è diverso rispetto al passato è la ferrea volontà di uscirne tutti insieme. Nelle pandemie una volta sopravvivevano solo i più forti o i più fortunati; oggi è nostro compito e dovere salvaguardare ogni singola vita umana. Il Governo può - e lo sta facendo - alleviare gli effetti di ogni perdita economica o difficoltà lavorativa. Purtroppo, ciò che non possiamo fare è restituire la vita ai tanti che ci hanno lasciato e che meritano di essere l'anima stessa del nostro operato, responsabile e prudente, dei prossimi mesi. La NADEF contiene al suo interno lo spirito di un'Europa unita e solidale. Lo scenario macroeconomico in essa tracciato contiene tutti gli strumenti che saranno messi a disposizione del nostro Paese con il piano Next generation EU e in particolare che saranno destinati ai progetti inseriti nel Piano nazionale per la ripresa la residenza all'inizio del prossimo anno. Le risorse che dovrebbero essere attribuite all'Italia sono stimate in circa 205 miliardi, di cui 78 di sovvenzioni e fino a 127 di prestiti. La prossima legge di bilancio e le sovvenzioni del recovery and resilience facility avranno un valore complessivo pari a circa il 2 per cento del PIL nel 2021; l'obiettivo prioritario sarà valorizzare questi capitali, al fine di garantire la riduzione dell'impatto sociale ed economico della crisi pandemica, sostenendo innanzitutto il reddito dei lavoratori, nonché l'occupazione. In tal senso occorre sottolineare come le misure fino ad ora adottate abbiano consentito di scongiurare gli scenari più avversi. L'introduzione di strumenti quali la cassa integrazione in deroga ha fatto sì che la percentuale di occupati sia scesa in misura di gran lunga inferiore alla caduta dell' input di lavoro legato alla chiusura delle attività produttive. L'Istat rileva un incremento congiunturale dell'occupazione dello 0,4 per cento, sia nel mese di luglio che nel mese di agosto scorsi; peraltro, le recenti manovre di stimolo dell'economia intraprese con il cosiddetto decreto rilancio e con i successivi provvedimenti hanno comportato una variazione in positivo al 5,1 per cento della previsione di crescita economica per il 2021 rispetto alle precedenti stime del DEF che si attestavano al 4,7 per cento. Stiamo lavorando attivamente nelle Commissioni parlamentari proprio per strutturare un piano di interventi per un efficace utilizzo dei fondi europei. Verranno rilanciati gli investimenti pubblici e privati e attuate importanti riforme all'interno di un disegno di rilancio e di transizione verso un'economia più innovativa, più sostenibile dal punto di vista ambientale ed inclusiva sotto il profilo sociale. Ovviamente - da sempre il nostro vessillo - porremo particolare attenzione alla coesione territoriale, prevedendo una fiscalità di vantaggio ed investimenti infrastrutturali. Quello di cui parliamo è un new deal contemporaneo, un grande piano di riforme basato sull'impulso statale in tutti i settori strategici del nuovo millennio. Nessun settore economico verrà lasciato indietro (certamente non si vuole investire per tornare indietro);