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3. Chi effettua lo smaltimento di rifiuti radioattivi senza l'autorizzazione di cui all'art. 30, comma 1, è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da cinque a venti milioni; chi non osserva le particolari prescrizioni di cui all'autorizzazione è punito con l'arresto fino a quindici giorni o con l'ammenda da uno a cinque milioni. 4. Chi effettua le attività di cui agli articoli 31, comma 1, e 32, comma 1, senza le richieste autorizzazioni è punito con l'arresto da due a sei mesi e con l'ammenda da venti a ottanta milioni. 4-bis Chi non ottempera agli obblighi di cui al comma 4 dell'art. 32 è punito con l'arresto da due mesi o con l'ammenda da dieci a quarantamila euro. 4-ter Chi non osserva le particolari prescrizioni contenute nell'autorizzazione di cui al comma1 dell'art. 32 è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a ventimila euro. 5. Colui il quale effettua una delle attività di cui all'art. 33, comma 1, senza il preventivo nulla-osta è punito con l'arresto da sei mesi a tre anni e l'ammenda da venti a cento milioni; chi non osserva le particolari prescrizioni di cui all'art. 33, comma 2, è punito con l'arresto da due a sei mesi e con l'ammenda da venti a ottanta milioni. 6. Chiunque viola gli obblighi di registrazione e di riepilogo di cui all'art. 34, commi 1 e 2, è punito con l'arresto fino a quindici giorni o con l'ammenda da uno a cinque milioni.». - Si riporta il testo dell'art. 142, comma 1, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, citato nelle premesse, così come modificato dal presente decreto: «Art. 142 (Contravvenzioni al capo XII). - 1. Chiunque viola l'obbligo di registrazione di cui all'art. 154, comma 3, o contravviene all'art. 157, &ldquo;comma 1&rdquo; è punito con l'arresto fino a quindici giorni o con l'ammenda da uno a cinque milioni.». - Si riporta il testo dell'art. 146, comma 7, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, citato nelle premesse: «7. Sino all'emanazione del decreto di cui all'art. 32, comma 4, valgono le disposizioni di cui all'allegato II.». - Per il decreto legislativo n. 52 del 2007, si veda nelle note alle premesse. - Si riporta il testo dell'art. 153 del decreto legislativo del 17 marzo 1995, n. 230, citato nelle premesse: «Art. 153 (Guide tecniche). - 1. L'ANPA, sentiti gli altri enti ed organismi interessati, può elaborare e diffondere, a mezzo di guide, anche in relazione agli standard internazionali, norme di buona tecnica in materia di sicurezza nucleare e protezione sanitaria.». - Si riporta il testo dell'art. 14 del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 52, citato nelle premesse: «Art. 14 (Rinvenimento di sorgenti orfane ed interventi). - 1. Il prefetto, nel rispetto del piano nazionale di emergenza di cui all'art. 121 del decreto legislativo n. 230 del 1995, predispone schemi di piano d'intervento tipo per la messa in sicurezza in caso di rinvenimento o di sospetto di presenza di sorgenti orfane nel territorio della provincia, avvalendosi oltre che del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, delle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente, degli organi del Servizio sanitario nazionale e per i profili di competenza delle Direzioni provinciali del lavoro. 2. Il Comandante provinciale dei Vigili del fuoco attua, ai sensi dell'art. 24, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, i primi interventi di soccorso tecnico urgente nell'ambito del piano di intervento di cui al comma 1. 3. L'ENEA e le Agenzie delle regioni e delle province autonome per la protezione dell'ambiente, possono fornire consulenza ed assistenza tecnica specialistica, al fine della protezione dei lavoratori e della popolazione, a persone esercenti attività non soggette alle disposizioni di radioprotezione recate dal decreto legislativo n. 230 del 1995 e dal presente decreto, quando esse sospettino la presenza di una sorgente orfana. 4. Nei casi in cui le misure radiometriche indichino la presenza di una o più sorgenti orfane nei carichi di rottami metallici o altri materiali metallici di risulta introdotti in Italia da soggetti con sede o stabile organizzazione fuori dal territorio italiano, anche appartenenti a Stati membri della Unione europea, le autorità di cui al comma 1 dispongono, valutate le circostanze del caso in relazione alla necessità di tutelare le persone e l'ambiente da rischi di esposizione, che la sorgente orfana, o le sorgenti orfane, o l'intero carico o parte di esso sia rinviato al soggetto responsabile dell'invio del carico stesso in Italia. Il soggetto estero è responsabile anche per quanto riguarda gli oneri inerenti il rinvio del carico medesimo. Il Ministero degli affari esteri, ai sensi dell'art. 18, provvederà ad informare del respingimento del carico la competente autorità dello Stato responsabile dell'invio del carico.».