[ddlpres]

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Capo Verde in materia di cooperazione di polizia, fatto a Praia l'8 luglio 2013. Onorevoli Senatori. -- L'Accordo fra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo della Repubblica di Capo Verde in materia di cooperazione di polizia disciplina la collaborazione tra i due Paesi per prevenire, contrastare e condurre indagini sul crimine organizzato transnazionale nelle sue varie forme e sul terrorismo internazionale. L'intesa si pone come obiettivo quello di creare uno strumento giuridico per regolamentare la collaborazione di polizia sia sotto il profilo strategico che operativo, consentendo di intensificare i rapporti tra gli omologhi organismi dei due Paesi preposti all'applicazione. Essa si inserisce in un contesto internazionale che richiede sempre più attenzioni sulla necessità di collaborazioni più strette per il contrasto al crimine organizzato transnazionale e al terrorismo e per garantire la sicurezza e il benessere della comunità internazionale. Sotto il profilo tecnico-operativo, l'Accordo si rende necessario per realizzare una cooperazione internazionale bilaterale di polizia per il contrasto al crimine organizzato transnazionale nelle sue varie forme e al terrorismo internazionale più incisiva, in modo da renderla più aderente alle attuali esigenze di entrambi i Paesi, in conformità a quanto previsto dai rispettivi ordinamenti giuridici, dagli obblighi internazionali, tra i quali anche quelli discendenti in capo all'Italia dalla partecipazione all'Unione europea e dalle disposizioni contenute nell'intesa stessa. Il testo dell'intesa, inizialmente proposto nel 2003 e redatto sulla base di modelli adottati a suo tempo dal Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno per analoghe intese bilaterali con i Paesi dell'area africana e mediorientale, nel corso del negoziato è stato oggetto di riesame con l'introduzione di una nuova formulazione, che sotto il profilo formale lo rende simile ad altre intese della stessa natura recentemente definite con altri Paesi, ad esempio, con l'Armenia, conclusa il 23 aprile 2010 ed entrata in vigore il successivo 25 ottobre. L'Accordo specifica innanzitutto gli obiettivi che persegue, quali la collaborazione per prevenire, contrastare e condurre indagini sul crimine (articolo 2) ed individua le autorità competenti preposte all'applicazione dell'intesa (articolo 1): -- per il Governo della Repubblica italiana, il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno; -- per il Governo della Repubblica di Capo Verde, il Ministero della giustizia e della Polizia giudiziaria. L'Accordo indica, inoltre, i principali settori nei quali la cooperazione di polizia si sviluppa, in particolare, il contrasto al crimine organizzato transnazionale, al traffico illegale di stupefacenti e di sostanze psicotrope e loro precursori, alla tratta di esseri umani e al traffico di migranti, nonché al terrorismo internazionale. L'elencazione non ha il carattere della esaustività, ma costituisce solo una mera indicazione dei fenomeni attraverso i quali si manifesta generalmente l'agire della criminalità organizzata transnazionale (articolo 2). Seguono le disposizioni che definiscono le modalità della cooperazione, quali lo scambio delle informazioni sui reati e sulle organizzazioni criminali e terroristiche, sulle loro strutture e sui loro modi operandi , sulle tecniche investigative utilizzate per il contrasto, tra le quali le speciali tecniche investigative delle consegne controllate, delle operazioni sotto copertura e di sorveglianza, nonché sui metodi impiegati per il controllo delle frontiere e documentale. Lo scambio delle informazioni riguarda altresì gli strumenti legislativi e scientifici per combattere il crimine, compresa l'analisi della minaccia criminale, e la formazione del personale di polizia. La collaborazione comprende anche lo scambio di esperti e l'individuazione di punti di contatto per agevolare l'applicazione dell'intesa, nonché le attività dirette all'identificazione e alla riammissione di cittadini di entrambi i Paesi in posizione irregolare rispetto alla normativa sull'immigrazione, con la previsione che le modalità operative per la migliore attuazione di tale disposizione potranno essere definite in un successivo Protocollo applicativo (articolo 3). L'Accordo indica le procedure per l'esecuzione delle richieste di assistenza, individuandone i requisiti formali e sostanziali (articoli 4 e 6), il rifiuto (articolo 5), con particolare attenzione alla protezione dei dati personali (articolo 7). Sono poi sancite la possibilità di effettuare riunioni e consultazioni per valutare i progressi fatti nell'esecuzione dell'Accordo (articolo 8) e le modalità di ripartizione, tra i due Paesi, dei relativi oneri finanziari occorrenti (articolo 9). La lingua di lavoro da utilizzare nell'ambito della cooperazione prevista dall'intesa è la lingua inglese (articolo 10). L'Accordo infine prevede sia disposizioni per la soluzione di eventuali controversie in ordine all'interpretazione ed all'applicazione dell'intesa, da risolversi in via amichevole, attraverso i canali diplomatici, con consultazioni negoziali (articolo 11), sia le procedure per l'entrata in vigore, per la cessazione e per l'adozione di emendamenti (articolo 12). L'intesa resta in vigore fino a quando una delle Parti non notifichi all'altra Parte, attraverso i canali diplomatici, con almeno sei mesi di anticipo, la propria volontà di porvi fine.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Capo Verde in materia di cooperazione di polizia, fatto a Praia l'8 luglio 2013. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 12 dell'Accordo stesso. 3 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dalle spese di missione dell'Accordo di cui all'articolo 1, valutati in euro 14.904 a decorrere dall'anno 2014, e dalle rimanenti spese pari a euro 200 a decorrere dall'anno 2014, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2014, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri. 2 Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell'interno provvede al monitoraggio degli oneri di cui alla presente legge e riferisce in merito al Ministro dell'economia e delle finanze.