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In maniera complementare rispetto alla decretazione d'urgenza appena citata, diversi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) hanno integrato il quadro normativo necessario ad affrontare la situazione emergenziale, anche per quanto concerne l'istruzione. È bene evidenziare, seppur succintamente, alcuni passaggi fondamentali. In particolare, il DPCM del 22 marzo 2020 conferma la sospensione dei servizi scolastici sino al 3 aprile 2020 e si applica cumulativamente alle disposizioni di cui al DPCM dell'11 marzo 2020, nonché a quelle previste dall'ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020, i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono prorogati al 3 aprile 2020. Con il DPCM del 4 marzo 2020 era stata prevista la sospensione per tutto il territorio nazionale, sino al 15 marzo 2020, dei servizi educativi per l'infanzia, delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore. Già in quell'occasione era stato previsto che, per tutta la durata della sospensione, i dirigenti scolastici attivassero modalità di didattica a distanza. Tali previsioni, unitamente a quelle contenute nei DPCM del 23 e 25 febbraio e del 1° marzo 2020, hanno comunque cessato di avere effetti l'8 marzo 2020, come disposto dall'articolo 5 del DPCM dell'8 marzo 2020, che ha esteso e generalizzato sino al 3 aprile la sospensione dei servizi educativi e ogni altro profilo ad essa connesso. Dunque, come emerge da questa breve ricognizione normativa, in una situazione così difficile il Governo ha dovuto operare scelte importanti e complesse, impedendo, allo stato attuale, la presenza a scuola degli studenti, delle loro famiglie e dei docenti e riducendo la presenza del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) e dei dirigenti scolastici, limitandola alle sole attività ritenute indifferibili. Questo per contenere il contagio. Voglio ribadire con chiarezza un aspetto fondamentale: si tornerà a scuola se e quando, sulla base di quanto stabilito dalle autorità sanitarie, le condizioni lo consentiranno. Tuttavia, il servizio di istruzione è un servizio pubblico essenziale, costituzionalmente garantito. Per questo abbiamo subito sollecitato l'attivazione di forme di didattica a distanza, con l'obiettivo di garantire il diritto allo studio, ma anche e soprattutto - ci tengo a dirlo - la vicinanza ai nostri studenti e alle nostre famiglie. È una scelta a mio avviso obbligata: non abbiamo alternative se vogliamo stare accanto ai nostri allievi. Dicevo poco fa che l'emergenza sanitaria da coronavirus, come noto, ha un impatto ormai globale, ma questo vale anche per la scuola. Più di tre quarti della popolazione studentesca mondiale è interessata da questa crisi. Si tratta di un numero spaventoso: 1,5 miliardi di studenti nel mondo in questo momento non sta andando a scuola. Si tratta di una sfida senza precedenti che dobbiamo raccogliere e lo stiamo facendo come Paese, in raccordo con l'Unione europea e con l'UNESCO. Molti Paesi europei - è inutile nascondercelo - sono più attrezzati di noi riguardo alle infrastrutture tecnologiche, eppure in questi giorni sono stata più volte chiamata in causa dai miei omologhi per avere informazioni su come l'Italia stia operando. Ricordo che nel nostro Paese i ragazzi che non possono accedere agli edifici scolastici sono 8,3 milioni e avevano bisogno di risposte. Sin dai primi momenti dell'emergenza sanitaria ci siamo mossi per intervenire. Il Ministero ha attivato, il 27 febbraio, una pagina con tutte le informazioni per la scuola sull'emergenza coronavirus, con sezioni dedicate alla consultazione delle norme, alle domande frequenti e con link utili per gli aspetti sanitari. Poi, il 2 marzo, abbiamo aperto una pagina web dedicata alla didattica a distanza, offrendo l'accesso gratuito a piattaforme dedicate, a webinar per il personale, docenti e dirigenti (realizzati in collaborazione con l'INDIRE, l'istituto che fa ricerca didattica nel Paese) ed a materiali utili per le lezioni. Abbiamo anche attivato delle call pubbliche per tutti gli operatori pronti a supportarci con sistemi informatici e device . Il 18 marzo abbiamo ampliato ulteriormente questo lavoro inserendo anche una sezione per l'inclusione scolastica a distanza, a sostegno della didattica importantissima per i ragazzi con disabilità. Fin dalle prime mosse di questo lavoro abbiamo registrato una gara di solidarietà e generosità operativa tra tutte le scuole del Paese, tra docenti, personale ATA, dirigenti scolastici e tra gli stessi alunni. Attraverso le reti professionali, i social media e i siti delle scuole abbiamo registrato migliaia di disponibilità a effettuare interventi e azioni concrete da parte di scuole che intendevano mettersi a disposizione di altre scuole. Di fronte a una situazione di grande delicatezza che non ha precedenti nella storia repubblicana e che gradualmente si è trasformata, per alcuni territori in particolare, in una vera e propria tragedia umanitaria, la scuola ha risposto e sta ancora rispondendo in maniera solida e coesa, dimostrando senso di appartenenza, senso di responsabilità e disponibilità senza precedenti ad operare in emergenza. Nella immediata gestione dell'emergenza sono state sollecitate tantissime energie operative su tutto il territorio nazionale. È stata realizzata in pochissimi giorni un'area apposita sul sito Internet del Ministero tramite la quale le scuole hanno trovato le prime risposte alle domande più comuni riguardo le nuove procedure organizzative da adottare in emergenza e hanno potuto accedere ad una sezione pensata appositamente per consentire nelle più diverse forme e misure di realizzare didattica a distanza contemperando le esigenze dei territori meno dotati a livello tecnologico, con l'altissima competenza di altre aree dell'Italia, ove sono invece collocate le migliori risorse innovative. Siamo anche consapevoli del fatto che una delle criticità riguardi la capacità di accesso alla Rete, che in alcune zone del Paese è carente. Per questo ringrazio la ministra per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione Pisano, che ha messo in campo un progetto di solidarietà digitale per sollecitare gli operatori del settore ad offrire connessione gratuita ai propri abbonati e quindi anche a docenti, studenti e famiglie. Per far fronte all'emergenza sanitaria sono stati attivati, grazie alla task force ministeriale per le emergenze educative, appositi interventi di assistenza che si realizzano nel rapporto quotidiano con tutte le scuole e con le famiglie attraverso azioni concrete, tra cui mi sembra importante citare le azioni di supporto psicologico rivolte a studenti, docenti e famiglie per superare le difficoltà intervenute con l'insorgere dell'emergenza. Abbiamo sentito il dovere di intervenire su diversi livelli.