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Interpretazione autentica in materia di determinazione della misura del tasso usurario e modifiche all'articolo 2 della legge 7 marzo 1996, n. 108. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge è teso a dirimere una volta per tutte la « querelle » interpretativa che ha interessato la legge n. 108 del 1996, recante disposizioni in materia di usura, fin dalla sua approvazione, avvenuta ben 23 anni or sono, e fonte di innumerevoli contenziosi giudiziari, anche a discapito dell'efficienza della giustizia. Nei momenti in cui è prevalsa un'interpretazione più favorevole, agli utenti bancari sono state iscritte una miriade di cause, che risulterebbero infondate alla luce dell'interpretazione che verrà data con l'approvazione del presente disegno di legge. Fino ad oggi l'esito dei contenziosi è stato incerto e disomogeneo a seconda del momento storico, della durata dei giudizi, e addirittura del giudice assegnatario del fascicolo, ben potendo domande identiche presentate lo stesso giorno nello stesso tribunale essere decise da giudici diversi con esiti completamente opposti. Ne è derivata una « roulette russa » inaccettabile in un Paese di diritto, ove chi propone una causa, anche al fine di scoraggiare domande infondate e per non abusare della risorsa « giustizia », dovrebbe poter prevedere il buono o il cattivo esito della stessa al fine di far desistere chi voglia far causa a fini dilatori. In realtà la legge n. 108 del 1996, nella sua formulazione originaria, era molto chiara. Dubbi interpretativi sono nati solo a seguito dell'intervento della Banca d'Italia la quale mediante l'emanazione delle « Istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull'usura ». Fin dalla loro prima edizione, quella del 30 settembre 1996, ha prevalso un'interpretazione della legge n. 108 del 1996 contra legem, come più avanti meglio descritto. L'articolo 1 della legge n. 108 del 1996 sostituisce l'articolo 644 del codice penale in tal modo: « Art. 644. – (Usura) – Chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo 643, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da lire sei milioni a lire trenta milioni. Alla stessa pena soggiace chi, fuori del caso di concorso nel delitto previsto dal primo comma procura a taluno una somma di denaro od altra utilità facendo dare o promettere, a sé o ad altri, per la mediazione, un compenso usurario. La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari. Sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all'opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria. Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito. Le pene per i fatti di cui al primo e secondo comma sono aumentate da un terzo alla metà: 1) se il colpevole ha agito nell'esercizio di una attività professionale, bancaria o di intermediazione finanziaria mobiliare; 2) se il colpevole ha richiesto in garanzia partecipazioni o quote societarie o aziendali o proprietà immobiliari: 3) se il reato è commesso in danno di chi si trova in stato di bisogno; 4) se il reato è commesso in danno di chi svolge attività imprenditoriale, professionale o artigianale; 5) se il reato è commesso da persona sottoposta con provvedimento definitivo alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale durante il periodo previsto di applicazione e fino a tre anni dal momento in cui è cessata l'esecuzione. Nel caso di condanna, o di applicazione di pena ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti di cui al presente articolo, è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono prezzo o profitto del reato ovvero di somme di denaro, beni ed utilità di cui il reo ha la disponibilità anche per interposta persona per un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari, salvi i diritti della persona offesa dal reato alle restituzioni e al risarcimento dei danni ». Il comma 2 del citato articolo 1 abroga l'articolo 644- bis del codice penale. L'articolo 2 della legge n. 108 del 1996 recita: « 1. Il Ministro del tesoro, sentiti la Banca d'Italia e l'ufficio italiano dei cambi, rileva trimestralmente il tasso effettivo globale medio, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, riferito ad anno, degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti negli elenchi tenuti dall'ufficio italiano dei cambi e dalla Banca d'Italia ai sensi degli articoli 106 e 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nel corso del trimestre precedente per operazioni della stessa natura. I valori medi derivanti da tale rilevazione, corretti in ragione delle eventuali variazioni del tasso ufficiale di sconto successive al trimestre di riferimento, sono pubblicati senza ritardo nella Gazzetta Ufficiale . 2. La classificazione delle operazioni per categorie omogenee, tenuto conto della natura, dell'oggetto, dell'importo, della durata, dei rischi e delle garanzie è effettuata annualmente con decreto del Ministro del tesoro, sentiti la Banca e l'ufficio italiano dei cambi e pubblicata senza ritardo nella Gazzetta Ufficiale . 3. Le banche e gli intermediari finanziari di cui al comma 1 ed ogni altro ente autorizzato alla erogazione del credito sono tenuti ad affiggere nella rispettiva sede, e in ciascuna delle proprie dipendenze aperte al pubblico, in modo facilmente visibile, apposito avviso contenente la classificazione delle operazioni e la rilevazione dei tassi previsti nei commi 1 e 2. 4. Il limite previsto dal terzo comma dell'articolo 644 del codice penale, oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso medio risultante dall'ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ai sensi del comma 1 relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali – dal 1° gennaio 1997 al 14 maggio 2011 fino al decreto-legge n. 70 del 2011 il tasso soglia era pari a quello medio aumentato della metà ». La norma appare ad una prima lettura molto chiara: