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l'articolo 248, comma 5, del decreto legislativo n. 267 del 2000 (testo unico degli enti locali) prevede due trattamenti sanzionatori (uno di natura pecuniaria ed un altro di tipo personale), da comminare agli amministratori degli enti locali che la Corte dei conti abbia riconosciuto, anche in primo grado, responsabili di aver contribuito con condotte dolose o gravemente colpose, sia omissive sia commissive, al verificarsi del dissesto finanziario; tra i giudizi introdotti con il rito sanzionatorio dinanzi alle sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti nei confronti di sindaci ed amministratori che hanno svolto mandato negli enti locali in cui è stato dichiarato il dissesto, nell'anno 2021, vi rientra anche il giudizio pendente dinanzi alla sezione regionale Umbria nei confronti di alcuni amministratori del Comune di Terni che hanno svolto il loro mandato nel periodo della dichiarazione di dissesto dell'ente, per i quali, attraverso questo rito, è stato richiesto l'accertamento della responsabilità amministrativa e l'applicazione delle sanzioni pecuniarie e di status , si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei giudizi sanzionatori nei confronti di amministratori comunali di Terni; se, nell'ambito delle rispettive competenze e con riguardo all'uniforme applicazione della materia della contabilità pubblica, non ritengano di evidenziare come l'azione di accertamento della responsabilità amministrativa debba essere esercitata, in conformità al principio previsto dall'art. 117 della Costituzione, ai sensi della legge n. 20 del 1994, articolo 1, e così informato ai principi di garanzia previsti nell'allegato 1 del decreto legislativo n. 174 del 2016; se non ritengano che possano esserci conseguenze non conformi alle garanzie ordinamentali nella comminatoria di sanzioni personali, che comprimono i diritti fondamentali (sociali e politici) della persona, senza la celebrazione di un ordinario giudizio di responsabilità amministrativa; quali siano le difficoltà e le criticità applicative per gli enti coinvolti, in base alle diverse competenze e funzioni, nell'esecuzione delle sanzioni personali all'esito dei giudizi introdotti ai sensi degli artt. 133 e seguenti del codice di giustizia contabile. Atto n. 4-06627 ROJC Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nello scorso mese di gennaio 2022 vi è stato il dimezzamento delle forniture di gas naturale all'Italia e ad altri Paesi europei da parte della Russia; dallo scorso 2 febbraio, la Russia ha altresì vietato l'esportazione dei concimi azotati, come il fosfato di ammonio; si tratta del concime utilizzato per la fertilizzazione dei campi del Friuli-Venezia Giulia e anche della pianura Padana; la Russia è da anni leader mondiale di questa categoria merceologica; è del tutto evidente che, in un tempo anche breve, il mancato utilizzo del concime potrebbe provocare all'agricoltura delle aree interessate gravi danni e ingenti perdite economiche relativi alla difficoltà di ottenere raccolti di qualità; basti considerare che a breve avrà inizio la "ripresa vegetativa", ovvero quel periodo cruciale per la produzione di grano e frumento, durante la quale è fondamentale l'utilizzo dei concimi azotati: concimi le cui scorte si stanno progressivamente esaurendo, proprio a causa della restrizione alle esportazioni decisa dalla Russia; a causa di ciò, vi è stato anche un immediato aumento del costo dei concimi azotati; il presidente della Coldiretti di Pordenone, Matteo Zolin, in un'intervista rilasciata al quotidiano "Il Gazzettino" lo scorso 19 febbraio, ha dichiarato che "siamo già di fronte a prezzi praticamente triplicati rispetto all'anno scorso. L'urea, ad esempio, che è il concime più utilizzato per le campagne del Fvg, veniva pagato fino a poco tempo fa 30 euro al quintale. Oggi siamo a 90 euro. Tre volte tanto"; per aggirare il divieto russo di esportazione, si conta adesso su Paesi che non sono stati colpiti da tale misura, come ad esempio la Turchia, ma è evidente che anche solo che un anello in più nella catena di approvvigionamento fa impennare i costi; per sollevare l'attenzione su questa preoccupante situazione, la Coldiretti nazionale ha già avviato una mobilitazione generale e quella del Friuli-Venezia Giulia ha anche deciso di scendere in piazza nei prossimi giorni; considerato che il comparto agricolo risulta già pesantemente colpito dagli aumenti del costo del carburante e la situazione legata al blocco russo alla vendita all'estero dei fertilizzanti può determinare, quasi inevitabilmente, un aumento del prezzo dei cereali con evidente ripercussione sul costo di pane e pasta, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano porre in essere al fine di consentire agli agricoltori di avere accesso ai concimi azotati a prezzo di mercato, e non a prezzi triplicati a causa delle restrizioni imposte dalla Russia; quali urgenti iniziative di carattere diplomatico, concertate con gli altri Paesi membri della UE, intendano intraprendere così da garantire la fine della restrizione all'esportazione da parte della Russia; quali azioni a livello europeo intendano porre in essere al fine di garantire politiche europee adeguate ad evitare una pesante dipendenza da Paesi a rischio in particolare in settori strategici come quello agroalimentare, e assicurare la maggiore autonomia possibile all'Italia. Atto n. 4-06628 LANNUTTI ANGRISANI ABATE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta agli interroganti, il 20 dicembre 2021 il giornalista Andrea Cinquegrani, direttore del sito di inchiesta "La Voce delle Voci", correntista della Banca Popolare del Mediterraneo di Napoli, con sede unica in via Depretis, ha cercato di effettuare un prelievo al bancomat della filiale n. 11 del Monte dei Paschi di Siena di Napoli, in via Epomeo. L'impianto, però, non solo non ha effettuato l'operazione, ma non ha neppure restituito il bancomat a Cinquegrani. Il giornalista a quel punto si è rivolto al direttore dell'agenzia chiedendo la restituzione del bancomat . Il direttore ha fatto sapere che per le disposizioni bancarie avrebbe inviato il bancomat alla direzione generale di MPS e questa, poi, avrebbe provveduto a spedirlo alla banca del giornalista, assicurando peraltro che il tutto sarebbe avvenuto nel giro di due settimane, nonostante si fosse in periodo natalizio. Trascorsi i giorni, il giornalista ha contattato la sua banca, ma della tessera bancomat nessuna traccia. A questo punto ha chiesto alla Popolare del Mediterraneo se fosse possibile annullare quel bancomat , disattivandolo, e averne uno nuovo. Operazione di routine , ma non per l'istituto in quel periodo, visto che da alcuni mesi (hanno fatto sapere al giornalista) non disporrebbero di carte bancomat . Tornato alla carica con il Monte Paschi ai primi di febbraio 2022, il giornalista si è nuovamente presentato al direttore della filiale MPS di via Epomeo, chiedendo il motivo di un simile macroscopico e ingiustificato ritardo, il quale ha risposto che del bancomat non vi era alcuna traccia.