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Quando in gioco c'è il destino delle famiglie e delle imprese italiane, guardiamo innanzitutto all'Italia, prima ancora che a un banale calcolo elettorale. Per noi questo è un impianto culturale ; rispecchia i valori e l'identità del Partito Democratico. Vale quando siamo al Governo e quando, temporaneamente, dobbiamo esercitare la responsabilità di opposizione in questo Parlamento; vale quando dobbiamo aprire i porti per salvare uomini, donne e bambini che fuggono da conflitti; vale quando si apre e ci si opera per restituire credibilità e affidabilità alle nostre politiche economiche, che sono indispensabili per generare lavoro, crescita, sviluppo e futuro. Questa è la ragione fondamentale che ci porta, senza ambiguità, a sostenere l'azione del Governo italiano per aver evitato la procedura di infrazione per debito eccessivo. La procedura, infatti, nel caso in cui fosse stata attivata, avrebbe compromesso la nostra autonomia, la nostra sovranità nazionale e avrebbe introdotto vincoli pesanti nell'esercizio delle funzioni del Governo e del Parlamento. Presidente, siamo di fronte a un paradosso effettivo che ci ha portato già per due volte, attraverso sbagliate politiche sovraniste, a un passo dal dover rinunciare alla sovranità nazionale nell'esercizio delle nostre funzioni. Non è un errore: è una scelta politica. Lo dico con grande chiarezza. Questa maggioranza non può continuare ad attribuire al quadro macroeconomico le sole responsabilità che determinano una bassa crescita nel nostro Paese. Non potete continuare a eludere un'analisi obiettiva sul fallimento delle vostre politiche economiche e sulla loro inefficacia nel contrastare la fase di bassa crescita. (Applausi dal Gruppo PD) . BITI (PD) . Il Governo fa finta di ascoltare. CASTELLI , vice ministro dell'economia e delle finanze . Il Governo sta ascoltando. MANCA (PD) . Presidente, il sovranismo isola l'Italia per definizione. I sovranisti non possono promuovere alleanze; sono incompatibili con le stesse. Non è con i confini, con l'utilizzo della paura per il consenso e nemmeno con il filo spinato che ci si può proteggere dai cambiamenti in atto nella società, nell'economia e nella gestione dei flussi migratori. Le vostre politiche economiche hanno prodotto confusione, incertezza e hanno fin qui isolato l'Italia nel quadro macroeconomico europeo e internazionale. Manca una politica economica chiara, ma soprattutto una politica estera allineata - di questa si rileva un'assenza totale - all'identità nazionale, alla storia e alla cultura di questo Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Presidente Romeo, cito tre numeri dato che nei suoi brillanti interventi continua ad attribuire al passato la responsabilità di un'assenza di una visione da parte della sua maggioranza e del Governo sul futuro del nostro Paese. Le voglio dare tre numeri, visto che sono stati richiamati come elemento di sostanza. Quando abbiamo terminato la nostra esperienza di Governo nel 2013, lo spread era a 139 punti base, la crescita all'1,5 per cento e il mercato del lavoro segnava un milione di posti di lavoro in più nel triennio. Questa è l'eredità che vi è stata consegnata. (Applausi dal Gruppo PD) . Tale eredità, purtroppo, in questo anno di Governo è stata travolta dalle vostre incertezze, dall'assenza di una politica economica coerente con i bisogni dell'economia, della società, dei lavoratori e degli imprenditori. Avete generato confusione perché, sin dalla Nota di aggiornamento al DEF in avanti, avevate previsto un rapporto tra deficit e PIL al 2,4 per cento, per poi correggerlo al 2,04 - un'operazione truffaldina ed esclusivamente demagogica (Applausi dal Gruppo PD) -insieme a un sovradimensionamento delle previsioni di crescita. Addirittura, quando tutti i sistemi economici e tutte le autorità indipendenti vi richiamavano alla prudenza, progettavate una crescita dell'1,5 per cento, quando il Paese si stava già avvicinando alla recessione. Queste sono le vostre responsabilità per il fallimento delle politiche economiche che, in questo anno, consegnate in eredità al Parlamento. Basta con la retorica dell'opposizione al passato, perché siete senza futuro e non avete un'idea fondamentale per costruire uno sviluppo economico coerente con i bisogni del Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . In effetti, se ci pensiamo bene, anche le misure più importanti, che sono il frutto dell'accordo di Governo che avete siglato, sono state introdotte sovrastimandone gli effetti, addirittura con campagne promozionali, tutte orientate alla propaganda prima ancora che all'efficacia delle misure strutturali. Avete utilizzato il deficit per accompagnare misure strutturali sulla povertà, sulle politiche attive e sulle pensioni, che inevitabilmente richiedono risorse strutturali. Avete invece utilizzato il deficit per finanziare queste iniziative, per poi accorgervi oggi che il tiraggio di queste misure vi consente un risparmio e che molte di quelle promesse, in modo particolare in materia di politiche attive, vengono cancellate, almeno per il 2019, perché di fatto rinunciate a utilizzare i risparmi, che erano orientati ai centri per l'impiego, per favorire nuove politiche attive. Guardate che, di fronte al cambiamento in atto nella società e nell'economia, sono le politiche attive e la formazione permanente l'elemento fondamentale in grado di garantire nuovi diritti ai cittadini italiani. (Applausi dal Gruppo PD) . Insomma, utilizzate i risparmi per riallineare i conti. Ebbene, questa è una manovra - come è stato ricordato da chi mi ha preceduto e dagli interventi svolti nella seduta di ieri dai senatori Stefano e Misiani - che ha un effetto e lascia dei costi addosso agli italiani. Lo vedremo meglio nel rendiconto del 2020 e nel relativo assestamento. Il rendiconto del 2019 dovrà tenere conto e terrà conto inevitabilmente del fatto che, grazie alle vostre politiche economiche, lo spread è stato fuori controllo fino a poche settimane fa. (Applausi dal Gruppo PD) . Ciò peserà sui conti pubblici e peserà sul lavoro e sulle imprese. Non utilizzate più la retorica delle responsabilità del passato, perché questi sono gli effetti concreti del fallimento delle vostre politiche economiche, delle vostre incertezze, dell'incompatibilità all'interno delle forze di Governo e della mancanza di un'unica progettazione per lo sviluppo economico del Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Presidente Romeo, chiediamo la presenza in Aula del presidente Conte - e avremmo atteso con interesse anche la relazione del ministro e vice premier Salvini - non perché disponiamo di idee per il futuro del Paese ma, in modo particolare, per chiarire le relazioni tra l'Italia e la Russia. Non tocca a noi accertare se ci sono illegalità e irresponsabilità: tocca a un tribunale. (Applausi dal Gruppo PD) . È però un diritto del Parlamento conoscere le intenzioni e cosa c'è dietro, perché in gioco ci sono la sovranità nazionale e la sicurezza del nostro Paese, a proposito di chi si richiama sempre alla sicurezza, come elemento fondamentale per garantire maggiori diritti di cittadinanza.