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Misure per il recupero e la valorizzazione dei poderi edificati dall'Opera nazionale combattenti. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge risponde alla necessità di assicurare i finanziamenti ai proprietari -- pubblici o privati -- per il restauro e il recupero dei poderi di bonifica dell'Agro pontino e degli altri territori interessati dai progetti agrari, di bonifica e insediamenti condotti dell'Opera nazionale combattenti (ONC). Parliamo di un patrimonio culturale e architettonico di importanza cruciale per la storia del Novecento che, per la trasformazione dell'economia agricola e per l'emergere di nuove esigenze abitative, rischia, in assenza di opere di manutenzione, l'abbandono o la trasformazione selvaggia. I poderi della bonifica dell'Agro pontino caratterizzano la peculiarità storica e culturale di questo particolarissimo territorio -- ex palude alle porte di Roma -- ed interessa parte della provincia di Latina e alcune aree di Pomezia ed Ardea in provincia di Roma nonché altre regioni come la Campania, la Puglia, la Sardegna, il Veneto eccetera. Attualmente non esiste nessuno strumento pubblico che incentivi il recupero di queste costruzioni oggetto di studi da parte di università di tutto il mondo. Oggi il recupero è legato quasi esclusivamente all'iniziativa privata, che spesso si scontra con gli altissimi costi di ristrutturazione, con la carenza di manodopera specializzata. Come noto, l'Opera nazionale combattenti nacque nel 1917 come ente morale e assistenziale e fu soppressa e liquidata nel 1977 nonostante il tentativo di prolungarne l'esistenza con la legge n. 70 del 1975 sul riassetto del parastato tramite la quale l'ONC fu inserita tra gli enti di promozione economica da conservare. In conseguenza di ciò è venuta meno una gestione coordinata dei beni patrimoniali. Sono passati molti anni dalla realizzazione di quegli edifici e, per far fronte a tali problematiche, è opportuno un provvedimento legislativo che risponda ai bisogni di conservazione e di valorizzazione paesaggistica di questo pezzo d'Italia particolarmente suggestivo. Obiettivo del presente disegno di legge è quello di fornire le risorse per corretti interventi di restauro tesi a consentire la multifunzionalità dei poderi, in modo da avviare, attraverso i finanziamenti ai privati e agli enti pubblici proprietari di questa tipologia di immobile, un processo di recupero degli stabili. In questo contesto la conservazione diventa un obiettivo a cui sono chiamati tutti i cittadini anche al fine di consentire la riappropriazione dell'identità culturale e dello stretto rapporto tra abitanti e zona abitata. Il restauro conservativo deve essere tradotto in uso appropriato, cioè socialmente finalizzato a tutto il territorio costruito e agricolo; la campagna deve essere salvata e valorizzata, e considerata parte intangibile del territorio da recuperare alle loro funzioni residenziali e produttive. La concessione dei finanziamenti vuole altresì coniugare la tutela del patrimonio architettonico e ambientale con uno sviluppo compatibile con le peculiarità del territorio. I finanziamenti sono rivolti dunque a soggetti privati, proprietari degli immobili o affittuari autorizzati dai proprietari, che intendono avviare (o già hanno intrapreso), presso gli stessi edifici, attività di agriturismo o altre tipologie turistico-ricettive (bed and breakfast , turismo rurale, affittacamere, appartamenti vacanza, ostelli, case per ferie eccetera come da classificazione ISTAT -- La classificazione delle strutture ricettive turistiche nella normativa delle regioni italiane, 2016 ). Qualora l'immobile sia nelle disponibilità del patrimonio degli enti pubblici o locali, questi possono richiedere il contributo finalizzato alla riqualificazione dell'immobile da adibire ad attività culturali, educative, sociali, ricreative, socio-assistenziali. Nel merito, l'articolo 1, esplicita le finalità del disegno di legge, la modalità di erogazione del contributo e le annualità interessate. L'articolo 2 definisce l'ambito di applicazione e individua i soggetti titolari dei requisiti necessari per poter chiedere il contributo economico per la ristrutturazione degli edifici oggetto della presente normativa. L'articolo 3, definisce le modalità di erogazione dei fondi, l'ammontare massimo delle somme erogabili, la quota parte rispetto al costo complessivo della ristrutturazione. Alla metà dei finanziamenti annualmente stanziati potranno attingere gli enti pubblici, i comuni e gli altri enti locali proprietari di poderi ex ONC. La restante parte è assegnata ai cittadini o imprese private proprietari di poderi ex ONC, o titolari di contratto di locazione non inferiore a 12 anni, che siano stati autorizzati dai proprietari al recupero dei beni locati. L'articolo 4 richiama l'obbligatorietà, per il soggetto richiedente il contributo, di intraprendere attività economica o socio-culturale presso l'immobile ristrutturato con il contributo concesso ai sensi del disegno di legge. L'articolo 5 stabilisce che gli interventi di restauro conservativo e recupero architettonico degli immobili e degli altri beni recuperati ai sensi del disegno di legge, devono essere effettuati mantenendo integri tutti gli elementi tradizionali e le caratteristiche storiche, architettoniche, cromatiche e ambientali originarie al fine di assicurare il carattere conservativo dell'intervento ed è esclusa la possibilità di realizzare opere non conformi con gli strumenti urbanistici previsti dalla normativa nazionale e regionale. Infine, l'articolo 6 contiene le norme finanziarie che consentono l'erogazione delle somme a copertura dei contributi erogati ai sensi della legge in oggetto.. 1 (Finalità) 1 Gli interventi finalizzati al restauro conservativo e al recupero architettonico, urbanistico, ambientale ed economico del patrimonio dei poderi edificati dall’Opera nazionale combattenti (ONC) nell’Agro pontino e negli altri territori italiani interessati dai progetti agrari, di bonifica e insediamenti ad opera dell'ONC, sono dichiarati di preminente interesse nazionale. 2 Per le finalità di cui al comma 1, presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo è istituito un apposito fondo, con dotazione pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. 3 Gli interventi di recupero degli immobili di cui al comma 1, ivi compresi quelli effettuati sulle pertinenze e sui fabbricati collegati, effettuati a valere sulle risorse di cui al comma 2, sono finalizzati alla conservazione dei medesimi immobili, nonché a consentirne la fruibilità agricola, turistica, agrituristica, sociale e culturale. 2 (Ambito di applicazione e soggetti destinatari) 1 Previa apposita domanda, possono accedere al contributo per gli interventi di cui all'articolo 1: a i proprietari degli immobili di cui all’articolo 1, comma 1; b i titolari di contratti di locazione di immobili di cui all’articolo 1, comma 1, di durata non inferiore a dodici anni, che sono autorizzati dai proprietari al recupero dei beni locati. 2 La domanda per l'accesso al contributo per gli interventi di cui all'articolo 1, comma 1, deve essere presentata dai soggetti di cui al comma 1, entro il 30 marzo di ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. 3