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Gli enti locali di cui all'articolo 2, comma 1, del citato testo unico sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, che attivano, nel rispetto delle disposizioni di cui al comma 11 del presente articolo, modelli di raccolta fondi civici, beneficiano delle maggiori risorse messe a disposizione del Fondo di solidarietà comunale di cui all'articolo 1, comma 380, lettera b) , della legge 24 dicembre 2012, n. 228. 11. Su proposta di una o più imprese start-up innovative a vocazione sociale, gli enti locali possono attivare programmi di raccolta fondi per finanziare progetti a forte innovazione sociale, nel rispetto delle seguenti condizioni: a) la quota di cofinanziamento dell'ente locale di riferimento deve essere almeno pari al 30 per cento dei fondi che si stima di raccogliere; b) la raccolta fondi può essere avviata presso una piattaforma già esistente, oppure l'ente locale di riferimento può sviluppare una piattaforma dedicata ad un progetto specifico; c) l'impresa start-up innovativa a vocazione sociale proponente deve specificare, nella proposta da finanziare con la raccolta fondi, i risultati e gli obiettivi che si intendono raggiungere, misurabili in termini quantitativi e con sufficiente affidabilità, evidenziando in particolare il risparmio finanziario conseguito dall'ente locale; d) ai contributi di importo inferiore a euro 1.000 non può essere riconosciuto alcun compenso salvo quanto disposto dal comma 12, mentre per gli importi superiori a euro 1.000 può essere riconosciuto un premio complessivo proporzionale ai risultati e obiettivi raggiunti, con particolare riferimento ai risparmi di spesa realizzati dall'ente locale che avvia la raccolta fondi; e) l'approvazione da parte dell'ente locale che attiva la raccolta fondi di un apposito regolamento che disciplini tutti gli aspetti della raccolta pubblica. 12. Ai contributi di importi inferiori ad euro 1.000 di cui alla lettera d) del comma 11 del presente articolo spetta una detrazione d'imposta nella misura del 30 per cento delle somme versate. La detrazione d'imposta è riconosciuta a condizione che il versamento sia effettuato tramite banche, uffici postali ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 13. La dotazione del Fondo di solidarietà comunale di cui all'articolo 1, comma 380, lettera b) , della legge 24 dicembre 2016, n. 232, è incrementata, a decorrere dall'anno 2025, di 100 milioni di euro. Tali risorse sono ripartite, con apposito decreto del Ministero dell'interno, tra i comuni delle regioni a statuto ordinario, della Regione siciliana e della regione Sardegna in proporzione all'entità dei fondi destinati al finanziamento di iniziative promosse da imprese start-up innovative a vocazione sociale attraverso sistemi di raccolta fondi civici. 14. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con l'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), definisce gli elementi essenziali della valutazione indipendente di cui al comma 2, lettera d) , tenendo conto che la medesima deve basarsi sulla raccolta e l'utilizzo di dati quantitativi, di indicatori empirici e di una metodologia replicabile fondata sull'identificazione di un rapporto di causalità. Art. 13. (Laboratori di innovazione sociale) 1. I comuni, al fine di promuovere progetti innovativi in campo sociale, possono costituire, ai sensi del presente articolo, laboratori di innovazione sociale. 2. I laboratori di innovazione sociale devono perseguire i seguenti obiettivi: a) promuovere lo sviluppo di progetti volti a introdurre, a livello comunale, iniziative di innovazione sociale finalizzate ad accrescere il livello dei servizi pubblici offerti alla cittadinanza, nel rispetto del principio di sussidiarietà; b) definire, con cadenza biennale, le linee guida per la sperimentazione e l'elaborazione di nuovi modelli di innovazione sociale; c) promuovere rapporti di collaborazione con le università e i centri di ricerca pubblici, le regioni, gli istituti tecnici superiori e le aziende sanitarie locali; d) promuovere con soggetti privati progetti di rete; e) finanziare, anche attraverso l'acquisizione di partecipazioni nel capitale sociale, iniziative promosse da imprese start-up innovative a vocazione sociale. 3. I laboratori di innovazione sociale sono costituiti sotto forma di fondazione ai sensi degli articoli 14 e seguenti del codice civile. 4. Ciascuna fondazione acquista personalità giuridica ai sensi dell'articolo 1 del regolamento di cui al decreto Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361. 5. Sono organi minimi della fondazione: a) il presidente, che ne è il legale rappresentante ed è scelto tra soggetti di riconosciuta competenza in materia di imprese start-up innovative a vocazione sociale; b) il consiglio di amministrazione, costituito da un numero minimo di cinque membri, compreso il presidente; c) l'assemblea dei soci; d) il comitato tecnico-scientifico, con compiti di consulenza per la programmazione, la realizzazione, il monitoraggio e la valutazione di progetti di innovazione sociale, composto da soggetti con comprovata esperienza nell'attività di sostegno a imprese start-up innovative; e) il revisore dei conti. 6. Il prefetto della provincia in cui ha sede la fondazione esercita il controllo sull'amministrazione della fondazione medesima con i poteri previsti dal capo II del titolo II del libro I del codice civile e, in particolare, dagli articoli 23 quarto comma, 25, 26 e 28, e dall'articolo 6 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361. 7. Tutti i soggetti fondatori contribuiscono alla costituzione del patrimonio della fondazione, anche attraverso risorse strutturali e strumentali. Le fondazioni sono amministrate e svolgono la loro attività in conformità a quanto previsto nello statuto. Il patrimonio delle fondazioni è composto: a) dal fondo di dotazione, costituito dai conferimenti, in proprietà, uso o possesso, a qualsiasi titolo, di denaro, beni mobili o immobili o altre utilità impiegabili per il perseguimento dei compiti istituzionali, effettuati dai fondatori all'atto della costituzione e dai partecipanti; b) dai beni mobili e immobili che pervengono a qualsiasi titolo alla fondazione; c) dalle donazioni, dai lasciti, dai legati e dagli altri atti di liberalità disposti da enti o da persone fisiche con espressa destinazione all'incremento del patrimonio; d) da contributi attributi al patrimonio dall'Unione europea, dallo Stato, da enti locali e da altri enti pubblici; 8. Per le erogazioni liberali in denaro effettuate a favore delle fondazioni di cui al comma 3 del presente articolo a partire dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, spetta un credito d'imposta nella misura del 30 per cento delle erogazioni medesime.