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Peccato che la bocciatura dell'emendamento in esame testimoni il pregiudizio della maggioranza verso misure che vanno nell'ottica di una migliore transizione energetica, che non può che passare attraverso le città sostenibili. Ricordo a tutti i colleghi qui presenti che, durante gli oltre due mesi di lockdown , quando la mobilità si è praticamente ridotta a zero, tutti i fautori di quella elettrica si aspettavano un crollo delle emissioni di polveri sottili (PM10, PM2,5 o diossido di azoto). Peccato che le Agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA) abbiamo registrato valori totalmente inalterati, a conferma che l'inquinamento atmosferico è prevalentemente prodotto dal riscaldamento domestico, che incide per il 60 per cento, e non dalle automobili. (Applausi) . Non capiamo dunque la contrarietà di Governo e maggioranza all'approvazione di un emendamento che mira a promuovere, favorire e diffondere l'uso del teleriscaldamento efficiente, prodotto cioè con il calore di scarto dei processi industriali e con l'utilizzo di fonti rinnovabili. Non capiamo dunque i motivi di questa contrarietà: c'è un profondo pregiudizio, che si vede anche nel cosiddetto superbonus. Avete infatti introdotto il beneficio del superbonus per l'allaccio ai sistemi di teleriscaldamento efficiente solo nei Comuni montani oggetto di infrazione: è una presa in giro! (Applausi) . Dovremmo invece promuovere il tele riscaldamento efficiente in tutto il Paese e soprattutto nelle città densamente urbanizzate, che sono tantissime. I vantaggi del teleriscaldamento efficiente sono plurimi: certamente c'è una maggiore efficienza energetica, che è uno dei tre obiettivi del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC), che, con i vostri pregiudizi, nel 2030 non verrà raggiunto; ci sono minori emissioni di CO 2 , di PM10, di PM2,5, di ossidi di azoto; c'è più sicurezza nelle case, perché con il teleriscaldamento una famiglia toglie la caldaietta in casa, che ha necessità di manutenzione e controllo, a fronte di un impianto comune, e ci sono più controlli. (Applausi). Ecco perché, con il vostro voto contrario smascheriamo l'ideologia ambientalista di questa maggioranza e del Governo. Noi, invece, confermiamo il voto favorevole sull'emendamento 5.61. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.61, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.67, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.68, presentato dal senatore Candiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.70 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.77, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.74, presentato dal senatore Candiani e da altri senatori, identico all'emendamento 5.78, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.79, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.79, presentato dal senatore Candiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.81 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.82, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.83, presentato dal senatore Candiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.84, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.85 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.86, presentato dal senatore Briziarelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.87 è stato ritirato. Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.90. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, con questo emendamento chiediamo di fare un approfondimento, uno studio e una ricognizione per lo sviluppo della capacità di generazione di energia da fonti rinnovabili che non sono comprese nel perimetro definito dal decreto ministeriale FER1. Sto parlando di fonti rinnovabili quali la geotermia, il biogas e il solare termodinamico. Non comprendiamo il parere negativo espresso dal Governo e dalla maggioranza, perché con questo emendamento poniamo un problema molto serio. La maggioranza è contenta perché in Europa il Consiglio europeo, la Commissione europea e il Parlamento europeo, quando si metteranno d'accordo, voteranno per un ulteriore taglio delle emissioni di CO 2 nel 2030 (oggi è fissato a meno 40 per cento), perché si vuole raggiungere la neutralità climatica nel 2050. C'è la Commissione che vuole portare la soglia da meno 40 a meno 55, mentre il Parlamento europeo ha già votato per portarla a meno 60 per cento. Ebbene, cosa significa in termini di maggiore produzione da fonti rinnovabili nel 2030? Significa che l'attuale quota, fissata al 30 per cento nel 2030, dovrà essere innalzata intorno al 40 per cento. Non si può solo gioire dei numeri, ma bisogna guardare i fatti. Guardate che, grazie alla burocrazia asfissiante che impiega anni e anni per rilasciare l'autorizzazione per un nuovo impianto o per un revamping , siamo solo al 15-20 per cento dal raggiungimento dell'attuale obiettivo di produzione da fonti rinnovabili entro il 2030. Basti citare il fatto che, in riferimento al terzo bando del decreto ministeriale FER1, che incentiva il fotovoltaico sulle cave, sulle discariche, sui tetti che avevano l'Eternit e sui nuovi impianti fotovoltaici o eolici, rispetto a un contingente di potenza incentivabile di 1.300 megawatt, ne è stato richiesto in posizione utile meno di un terzo.