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Ma andiamo oltre e uniamoci tutti, come in queste mozioni che voteremo, affinché si trovino veramente delle soluzioni e non si faccia sempre la solita strumentalizzazione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (M5S) . Oggi, per l'ennesima volta, piangiamo ancora un morto, piangiamo danni ingenti al nostro patrimonio storico e culturale, piangiamo i danni che ancora una volta vengono causati da incuria, da mala amministrazione, dalla corruzione e dai cambiamenti climatici. Come sapete, la scorsa settimana, in particolare con il picco che c'è stato la notte del 12 novembre, Venezia è andata sott'acqua, è andata sott'acqua la città, sono andate sott'acqua le isole minori, la barriera litoranea di Lido e di Pellestrina, ci sono stati danni ingenti ai mosaici e alla cripta della Basilica di San Marco, importanti musei hanno avuto danni da allagamento, il museo di arte moderna e orientale di Ca' Pesaro ha avuto un incendio provocato da corto circuiti e poi ovviamente ci sono stati danni alle imprese e ai cittadini. La natura presenta il conto. Questa vicenda è paradigmatica sotto molti punti di vista, perché spiega quello che possono provocare la mala-amministrazione e la corruzione. Il Mose è un monumento a questo; incompiuto da più di un decennio, circa sedici anni, è costato moltissimi soldi pubblici, è ancora lì e non ha prodotto quello per cui era stato pensato, cioè proprio per eventi come questi di acqua alta eccezionale. E perché? L'hanno dimostrato delle inchieste penali; ci sono state condanne e sono stati condannati il Presidente della Regione Veneto e il Ministro dell'ambiente e delle infrastrutture, cioè coloro che più di tutti dovevano presidiare per evitare cose come queste. Ripeto, ci sono state condanne pesanti e condanne per corruzione. Questa vicenda è paradigmatica anche perché una grande opera come quella del Mose ha attratto tutti i finanziamenti andando così anche a discapito di quelle opere di ordinaria manutenzione e cura del territorio, che invece sono così importanti. Ed è infine paradigmatica di quello che può costare il cambiamento climatico e la mancata attenzione all'ambiente. Un ricercatore del CNR, Antonello Pasini, fisico del clima, ha detto che quello cui stiamo assistendo è solo l'inizio di eventi che saranno sempre più traumatici. Lo dimostrano la statistica e i fenomeni sempre più frequenti, che prima venivano detti eccezionali e che adesso non possono forse più essere chiamati tali per la loro ricorrenza sempre più frequente. Tuttavia, proprio oggi abbiamo assistito a un centrodestra che compattamente ha votato no alla conversione del decreto-legge che voleva intervenire proprio per porre rimedio a tutto questo (Applausi dal Gruppo M5S) , al decreto-legge clima, che poneva attenzione alle esigenze ambientali. Ho sentito con le mie orecchie colleghi che parlavano dei movimenti nati attorno a Greta Thunberg come movimenti dei "gretini"; oppure ho sentito altri colleghi che facevano l'elogio degli inceneritori, o termovalorizzatori che dir si voglia. Questa visione grigia e miope, sul modello di un'industrializzazione dell'Ottocento, è quella che produce questi danni. Oggi, anche se Venezia sta realizzando il miracolo di mettere tutti d'accordo su interventi eccezionali e d'urgenza, voglio rimarcare la differenza che c'è tra voi e noi. Voi state portando avanti una visione miope e antica, che dice: «Non mettete vincoli alle imprese; non troviamo un contemperamento tra il diritto dell'impresa e il diritto della salute dei cittadini e dell'ambiente; non mettiamo legacci alle imprese». Noi siamo diversi. Quindi, se anche oggi le due mozioni verranno votate rispettivamente, come da accordi, io ci tengo a rimarcare questa differenza, perché non accetto piagnistei su cose specifiche (Applausi dal Gruppo M5S) , quando poi sulla questione più generale voi fate finta di non vedere i problemi. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Prima di passare all'intervento del rappresentante del Governo, vorrei fare tanti, tanti auguri alla senatrice Sabrina Ricciardi che oggi compie gli anni. Tanti, tanti auguri a nome di tutto il Senato e miei personali. (Applausi). Saluto a rappresentanze di studenti PRESIDENTE . Vorrei salutare gli studenti dell'Istituto superiore di istruzione di Barga, dell'Istituto di istruzione superiore «Niccolò Machiavelli» di Lucca e dell'Istituto polo scientifico tecnico professionale «Enrico Fermi-Giovanni Giorgi» di Lucca. (Applausi) . Ripresa della discussione delle mozioni nn. 191 (testo 2) e 192 PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo di esprimere il parere sulle mozioni presentate. TRAVERSI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sulle mozioni nn. 191 (testo 2) e 192. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione finale. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, ero andata a complimentarmi con il collega del MoVimento 5 Stelle appena intervenuto, perché condivido pienamente quanto ha detto. Giustamente oggi facciamo uno sforzo con la nostra mozione e anche con l'iniziativa volta a dare un messaggio unitario e una concretezza agli impegni che vogliamo mettere in campo; tuttavia quanto accaduto il 12 novembre (e non solo) a Venezia purtroppo, non solo deve farci riflettere e quindi farci assumere degli impegni molto concreti, che sono contenuti nella mozione a prima firma del senatore Ferrazzi da noi sottoscritta, ma credo imponga a tutti noi delle riflessioni, perché la fragilità di Venezia e dell'area lagunare era nota a tutti noi e il dibattito nel Paese è stato molto lungo. Oggi questa fragilità mette a rischio un patrimonio che è del nostro Paese ma anche di tutta l'umanità. Lo vorrei ricordare in questa sede perché Venezia è un simbolo; molto spesso, come l'altra sera diceva Bonito Oliva, come italiani siamo talmente abituati a vivere nella bellezza, perché ne siamo circondati, che magari non le diamo neanche più importanza, non ne siamo colpiti, non proviamo meraviglia per la bellezza stessa. Tuttavia la fragilità di tutta l'area lagunare imponeva scelte diverse da quelle che sono state portate avanti: questa è la vera questione. Oggi si discute molto del Mose; in questi giorni, dopo quanto è accaduto, si è discusso per capire come mai non si sia provato ad alzarne le paratie, come mai non sia stato finito, ma la vicenda del Mose purtroppo è una delle tante.