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Siamo riusciti a inserire un quarto passaggio, dalle banche ai propri correntisti, ma tutti ci dobbiamo dire un'altra volta che questo non funziona! (Applausi) . Fin quando la capienza economica è limitata, infatti, quel meccanismo di cessione del credito non è appetibile per le imprese per fare i lavori. A chiedercelo questa volta sono proprio gli imprenditori, che stanno scendendo in campo. Pierluigi, che ha un'impresa a Caserta e fa lavori di efficientamento energetico e di miglioramento antisismico, si è trovato il cassetto pieno di crediti fiscali, perché il soggetto finanziario, di cui non voglio fare il nome, all'inizio ha contrattualizzato una tempistica per comprare i crediti e poi, in maniera unilaterale, ha deciso di non rispettarla ed è venuto meno alla promessa. Pierluigi e migliaia di imprese cosa possono fare adesso di quei crediti fiscali? Di certo non li possono usare per pagare gli operai, le forniture, i materiali e i subappaltatori e neanche possono far fronte ai costi quotidiani, che sostengono nella propria vita. Non lo possono fare! Quindi, cari colleghi, diciamo chiaro e tondo che il problema delle imprese è il blocco della cessione dei crediti. (Applausi) . Come possiamo dunque intervenire? In Parlamento possiamo presentare degli emendamenti e ne stiamo presentando tantissimi. Innanzitutto il Governo si deve però impegnare a imporre ai soggetti finanziari, in primis quelli controllati dallo Stato, Poste italiane e Cassa depositi e prestiti, di comprare i crediti di imposta derivanti dallo sconto in fattura. (Applausi) . Questo si deve fare: il resto sono chiacchiere. Occorre poi prorogare lo stato avanzamento lavori entro il 30 giugno 2022 al 30 per cento per le unifamiliari e prorogare la scadenza del 31 dicembre 2022 per le unifamiliari di almeno tre mesi, perché altrimenti ci ritroveremo questo problema a Natale. Serve poi stabilire, un'altra volta, il concetto di cessione plurima del credito di imposta. E se proprio non vi riesce, perché non lo volete fare e avete paura della moneta fiscale, stabilite allora che la cessione del credito dalle banche ai propri correntisti possa avvenire sin dal primo passaggio. Infatti, è inutile che obbligo le banche a passarlo al secondo, al terzo o al quarto passaggio. Mi sembra veramente il gioco dell'oca. Ma di cosa stiamo parlando? (Applausi) . Non ci vuole proprio niente. Signor Presidente, mi avvio a concludere. Cos'è importante concettualmente? Sappiamo - e lo stiamo dicendo a tutta la filiera edile e anche ai cittadini, ai proprietari degli immobili e ai soggetti finanziari - che il superbonus non può essere eterno, perché da nessuna parte può funzionare un meccanismo per cui si spendono realmente 100 euro a fronte di 110 nominali. Pertanto, dobbiamo anzitutto dare almeno uno o due anni di stabilità alla cessione plurima dei crediti. (Applausi) . Occorre poi avere la forza - tutti insieme (Parlamento, Governo, parti sociali e portatori di interesse) - di dotare l'Italia di un piano strategico industriale di stabilizzazione delle agevolazioni. (Applausi) . In questo modo, quando si vorranno fare i lavori dopo che il superbonus non ci sarà più, si potrà contare su un bonus edilizio. Occorre però fare attenzione, cari colleghi. Il bonus edilizio può essere anche del 300 o 500 per cento (scegliete voi la percentuale), ma se non c'è il meccanismo di cessione del credito quel bonus non serve a niente. (Applausi) . Infatti, il proprietario non troverà nessuno che comprerà quel bonus visto che non lo può compensare. Per questi motivi, chiedo a tutti voi di lavorare, con un'unità di intenti, nella stessa direzione volta a eliminare il blocco della cessione dei crediti. I nostri emendamenti ci sono. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Santillo, la Presidenza l'autorizza a consegnare il testo scritto del suo intervento. Dichiaro chiusa la discussione generale. Il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica. Avverto che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1ª e dalla 5ª Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2588, di conversione del decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. (Applausi. Commenti) . PRESIDENTE . La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 17, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. È convocata la Conferenza dei Capigruppo per organizzare il relativo dibattito. Sospendo pertanto la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 11,09, è ripresa alle ore 11,23) . Organizzazione della discussione della questione di fiducia PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha proceduto all'organizzazione dei lavori sulla questione di fiducia posta dal Governo sul disegno di legge di conversione del decreto-legge recante misure urgenti per il contenimento dei costi di energia e gas, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che non ci sia la discussione sulla questione di fiducia e che si proceda direttamente alle dichiarazioni di voto e alla successiva chiama. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2588 PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2588, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 agosto 1° marzo 2022, n. 17, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, questo provvedimento nasce in origine come risposta al sensibile rincaro del gas avvenuto nei mesi post -pandemia, ma purtroppo, come sappiamo bene, immediatamente superato dai drammatici eventi internazionali che sono a pochi chilometri da noi. Una guerra che - lo ricordo ancora una volta oggi - trova il suo fondamento nella volontà di una parte, la Russia, di incidere deliberatamente sull'assetto geopolitico, violando i principi di diritto internazionale e invadendo arbitrariamente un Paese come l'Ucraina. Ormai continua da quasi due mesi questa tragedia, prima di tutto umanitaria, che porta con sé un carico di morte, di dolore che non sono accettabili. Non credo, però, sia giusto definire questa tragedia solo come quella dell'Ucraina;