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come dimostrano i numeri riportati, gli importanti obiettivi finora conseguiti si inseriscono in un percorso che deve continuare, investendo, come previsto dai citati disegni di legge, ulteriori risorse in modo da ampliare la platea dei destinatari e la rete dei servizi, garantendo ai beneficiari un reddito sufficiente a essere parte attiva nella società, impegna il Governo: 1) a dare continuità all'applicazione del REI, potenziandone e non minandone l'architettura, nella consapevolezza che l'obiettivo di creare "una misura attiva rivolta ai cittadini italiani al fine di reinserirli nella vita sociale e lavorativa del Paese", come affermato dal programma dell'attuale Governo, è un obiettivo comune a tutte le forze politiche che si propongono di contrastare la povertà e l'esclusione sociale; 2) a non disperdere e a non vanificare i risultati richiamati, sopprimendo una misura che funziona e introducendone un'altra che non è definita nei tempi, nei modi, nei costi, né tantomeno nelle coperture finanziarie; 3) a potenziare, a tali fini, i centri per l'impiego e la rete nazionale delle politiche attive del lavoro, incrementandone la presenza, l'efficienza e la qualità dei servizi. Atto n. 1-00018 PICHETTO FRATIN MALAN DAMIANI PAPATHEU MOLES AIMI GIAMMANCO GALLONE TOFFANIN PAGANO MODENA BARBONI FLORIS ROSSI FANTETTI Il Senato, premesso che: la legislazione vigente contempla l'aumento delle imposte indirette nel 2019 per 12,4 miliardi di euro e, nel 2020, per 19,5 miliardi di euro; l'aliquota IVA del 10 per cento sarà incrementata di 1,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2019 e di ulteriori 1,5 punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2020; l'aliquota IVA del 22 per cento sarà incrementata di 2,2 punti percentuali dal 1° gennaio 2019, di ulteriori 0,7 punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2020 e di ulteriori 0,1 punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2021; peraltro, l'Esecutivo uscente non ha indicato nel Documento di economia e finanza misure alternative ovvero futuri interventi legislativi che possano evitare il rialzo dell'IVA, impegna il Governo ad adottare immediati provvedimenti volti a indicare le modalità e i tempi per procedere alla sterilizzazione delle clausole IVA. Interrogazioni Atto n. 3-00020 PARENTE ASTORRE CIRINNA' Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'impianto di trattamento meccanico-biologico (Tmb), di proprietà dell'Ama, situato a Roma in via Salaria 981 è da anni al centro di costanti proteste da parte di cittadine e cittadini residenti nella zona a causa dei miasmi e delle esalazioni da esso provenienti; si tratta di esalazioni che invadono, tra gli altri, i quartieri di Villa Spada, Fidene, Colle Salario, Nuovo Salario; nel sito vengono trattati rifiuti indifferenziati attraverso procedure meccaniche e processi biologici con i quali la frazione di rifiuti umida viene separata da quella secca. L'impianto non è in grado di smaltire rapidamente l'enorme quantità di rifiuti che viene conferita giornalmente, con la conseguenza che i rifiuti indifferenziati si accumulano all'interno del deposito trasformandolo a tutti gli effetti in una discarica. Va poi precisato che nell'impianto si svolge un lungo processo di fermentazione che dura 28 giorni. L'odore pestilenziale che si produce si diffonde nelle zone limitrofe densamente popolate, causando molti disagi, particolarmente forti per chi vive a ridosso dell'impianto che si trova a soli 50 metri dalla prima casa e a 150 metri da un asilo; le associazioni sindacali hanno più volte denunciato lo stato di abbandono dell'impianto e la totale assenza di ogni forma di manutenzione. Mancano al suo interno sistemi di aerazione e di aspirazione delle polveri adeguati e di copertura dei rifiuti, mentre la sala manovra non sarebbe pressurizzata e le norme di sicurezza non verrebbero rispettate; tali carenze infrastrutturali si ripercuotono sulla salubrità delle zone circostanti e sulla salute delle cittadine e dei cittadini, mettendo anche a repentaglio la sicurezza degli addetti ai lavori. All'interno dell'impianto Tmb Ama di via Salaria si sono, infatti, verificati numerosi incidenti: l'ultimo è avvenuto nel luglio 2017, quando il braccio di un mezzo meccanico, che stava movimentando i rifiuti all'interno della fossa di scarico della struttura, ha urtato inavvertitamente contro il soffitto, causando il distaccamento di un pannello in cemento, caduto poi contro la portiera del mezzo; il 27 ottobre 2017, 1.300 persone che risiedono nei quartieri di Fidene, Villa Spada, Serpentara e Colle Salario hanno presentato un esposto in Procura con il quale si ipotizza il reato di inquinamento ambientale ai danni di circa 60.000 cittadine e cittadini denunciando l'insopportabile cattivo odore che giornalmente proviene dall'impianto. Esposto che ha portato il pubblico ministero Carlo Villani ad aprire un'indagine; tenuto conto che più volte è stata annunciata la chiusura dell'impianto e la sua riconversione, sempre rimandate. Da ultimo, l'amministrazione capitolina guidata dalla sindaca Raggi ha annunciato la sua chiusura entro il 2019, a condizione che la quota della raccolta differenziata raggiunga il 70 per centro: obiettivo che, allo stato attuale, appare estremamente difficile da raggiungere. L'attuale amministrazione capitolina ha inoltre di fatto cancellato i piani previsti dall'amministrazione precedente senza che questi fossero sostituiti da un piano industriale della nuova gestione di Ama in grado di garantire concretamente il rafforzamento dell'autonoma nella gestione del ciclo dei rifiuti e dunque il percorso necessario per arrivare alla chiusura del Tmb Ama di via Salaria, si chiede di sapere quali iniziative, per quanto di competenza, i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di monitorare le criticità dell'impianto Tmb Ama di via Salaria e dell'area su cui esso insiste, anche promuovendo una verifica da parte del comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente, nell'ottica di assicurare la piena legalità, l'efficienza e il rispetto della tutela ambientale, della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici e della salute dei cittadini e delle cittadine. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00021 DE PETRIS Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il 21 aprile 2018, a quanto risulta all'interrogante per la quinta volta in violazione della normativa vigente, l'agricoltore Giorgio Fidenato, già noto alle cronache, ha seminato mais geneticamente modificato del tipo MON 810 nei propri terreni situati a Colloredo di Monte Albano (Udine);