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Questa maggioranza - cito la mozione - vuole impegnare il Governo a prevedere specifiche misure nel disegno di legge di bilancio 2019 volte a garantire, compatibilmente con una più efficace allocazione delle risorse a disposizione, soluzioni idonee alle istanze degli enti locali interessati - Presidente, chiedo anch'io che il Governo presti attenzione, insieme alla maggioranza che ha scritto questa mozione, tra le altre in discussione quest'oggi - aggiudicatari degli interventi finanziati a valere sul fondo periferie. È evidente che non esiste nessuna via più efficace e compatibile di quella che ristabilisce quanto era già stato previsto dal Governo precedente. Il presidente del Consiglio Conte su questo punto era stato chiaro con la delegazione dell'ANCI incontrata lo scorso settembre, riconoscendo il valore e l'importanza del provvedimento e assicurando un intervento nel primo atto normativo utile. Peccato che alle parole non siano seguiti i fatti. (Applausi dal Gruppo PD) . Non si meravigli quindi il Governo dell'atteggiamento dell'ANCI, che ha a cuore solo l'interesse delle comunità amministrate dalle centinaia di sindaci che ogni giorno operano nei nostri Comuni con fatica su più fronti. Il rischio serio, reale e concreto è che la misura si svuoti completamente, creando un grave danno agli amministratori che avevano messo in cantiere una serie di opere. La soluzione per uscire da questo impasse è molto semplice. Si vuole, come si afferma, garantire un'efficace allocazione delle risorse? Si metta in sicurezza il bando periferie; si mettano in sicurezza le opere studiate e progettate dalle amministrazioni comunali; si dia seguito agli impegni istituzionali presi dal Governo con i Comuni e, insieme, si ragioni su quale sia il modo migliore per garantire nel più breve tempo possibile il finanziamento e la realizzazione delle opere. (Applausi dal Gruppo PD) . Concludo, Presidente, affermando che il Parlamento ha l'obbligo di dare una risposta e di lavorare affinché venga garantita l'esecuzione e la realizzazione di questa importante opera e quest'obbligo, al quale il Parlamento deve rispondere, lo si ottempera votando quest'oggi le mozioni che chiedono al Governo di rifinanziare i progetti che sono stati privati delle risorse che erano già a disposizione. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Berutti. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, fa molto male a chi ha indossato la fascia vedere sindaci che devono in un certo senso arrivare a manifestare in quest'Aula in quanto privati di qualcosa che in qualche modo gli era stato promesso ed era stato chiaramente concesso. Credo che questo porti ad una riflessione sul diritto o quanto meno sul principio di sussidiarietà. Le periferie, com'è stato detto da molti, sono dei punti delicati e nevralgici dei sistemi città e naturalmente gli investimenti hanno un'importanza fondamentale anche nel riconoscimento della dignità dei cittadini che le vivono. È vero che noi di Forza Italia abbiamo votato l'emendamento 13.2 legato al decreto milleproroghe, ma lo abbiamo fatto perché in quel momento il Governo, nel corso dell'esame in Commissione, si era impegnato a garantire adeguate risorse nel passaggio del provvedimento alla Camera in seconda lettura. Il Governo ha disatteso questo impegno. Lo stesso Presidente del Consiglio aveva dichiarato che si sarebbe preso l'impegno diretto di sostenere immediatamente o comunque con un provvedimento successivo questo tipo di investimento e alla fine, ad oggi, non è arrivato ancora nulla, al punto tale che, come è stato detto, l'ANCI ha sospeso le relazioni con il Governo. Credo che questo ci debba far riflettere e portare a pensare, perché in quest'Aula molti hanno fatto i sindaci e gli amministratori. A mio modesto parere non è intelligente spostare d'emblée risorse semplicemente perché nel giochino delle tre carte, per un processo legato a due sentenze della Corte costituzionale, sono state tolte risorse al decreto periferie e messe sostanzialmente sulla liberalizzazione degli avanzi di amministrazione. Alla luce di questo viene da pensare che i sindaci e quindi le amministrazioni siano stati danneggiati due volte. Tecnicamente i sindaci di tutta Italia potevano avere e hanno avuto la liberalizzazione dell'avanzo, ma d'altra parte queste amministrazioni probabilmente avevano altre programmazioni dal punto di vista degli investimenti, perché sapete che quando si comprime troppo, nel momento in cui c'è la possibilità di spendere, molti progetti rimangono nel cassetto. Ciò dimostra ancora di più che questa azione è stata fatta artatamente. Credo che il Governo debba avere senso di responsabilità e soprattutto debba fare una profonda riflessione. Faccio un'altra considerazione, basata sui numeri: per i 96 progetti, si parlava di risorse pari ad 1.600 milioni di euro. La sommatoria di quanto è stato previsto nei quattro anni, dal 2018 al 2021, mi risulta essere pari ad 1.030 milioni di euro. Quindi, vi chiedo di spiegarmi dove sono spariti circa 600 milioni di euro: spariti, chiaramente, nel senso del meccanismo di bilancio. Sarebbe importante capirlo. Dunque, alla luce di tutto ciò, voglio ricordare che, come è stato detto, molti Comuni oltre i 24 si erano già attivati con convenzioni e progetti esecutivi, una notevole percentuale, pari al 33 per cento, era già andato in gara e il 9 per cento aveva già cantierato dei lavori. Quindi ci sono delle situazioni che sono chiaramente in movimento, ma che soprattutto hanno creato entusiasmo e una forte attesa sul territorio. Nel momento in cui ho sentito che la mozione del Gruppo della Lega parla di rimborso spese, ho pensato che in qualche modo, a questo punto, la situazione sia già stata definita, perché se rimborsiamo i Comuni che hanno avuto delle spese, si può pensare che la questione e il procedimento siano chiusi e che si sanino le situazioni precedenti e non si investa più sul futuro. Questa è un'ulteriore riflessione che viene da fare. Quindi, alla luce di tutto questo, chiediamo che ci sia un impegno sostanziale nella prossima legge di bilancio, che parifichi l'impegno, che era pari a 1.600 milioni di euro per i 96 progetti e che, soprattutto, ciò avvenga in tempi estremamente rapidi, con un impegno da parte del Governo. Ribadisco infatti che in Italia ci sono 96 amministrazioni che stanno attendendo di sapere come muoversi. Lo ribadisco: chi ha fatto l'amministratore sa che, dal punto di vista amministrativo, non si può tentennare, ci sono degli impegni e c'è tutta una serie di passaggi amministrativi che non possono sostenere i giochi di palazzo e i giochi di bilancio del Governo nazionale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Astorre. Ne ha facoltà. ASTORRE (PD) . Signor Presidente, la mozione presentata dal Gruppo parlamentare Partito Democratico intende riportare al centro del dibattito pubblico e parlamentare un tema molto importante - e lo ha fatto - che riguarda la riqualificazione delle periferie e delle aree maggiormente degradate dei nostri Comuni.