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Al fine di facilitare la libera circolazione all'interno dell'UE durante la pandemia di Covid-19 istituendo certificati sicuri ed interoperabili relativi alle condizioni del titolare per quanto riguarda la vaccinazione, i testi e la guarigione, è necessario un intervento a livello di Unione, in quanto l'adozione di sistemi diversi da parte dei singoli Stati membri comprometterebbe l'interoperabilità, la sicurezza e la verificabilità dei certificati emessi. La proposta risulta pertanto conforme al principio di sussidiarietà. La proposta risulta inoltre conforme al principio di proporzionalità poiché si limita a quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. In tal senso, nel rispetto del trattamento dei dati personali, sui certificati da rilasciare figurerà solo un insieme di dati personali limitati, i quali non saranno conservati e non andranno a creare una banca dati centrale. In riferimento alla seconda proposta COM(2021) 140 la base giuridica è individuata nell'articolo 77, paragrafo 2, lettera c), del TFUE, sulla politica comune di asilo e immigrazione, che prevede la procedura legislativa ordinaria per l'adozione di misure riguardanti le condizioni alle quali i cittadini dei Paesi terzi possono circolare liberamente nell'Unione per un breve periodo. Analogamente alla prima proposta, il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità sono rispettati anche dalla seconda proposta, in quanto l'assenza di un'azione a livello dell'UE porterebbe all'adozione di sistemi diversi da parte degli Stati membri, con conseguenti difficoltà nell'esercizio del diritto di libera circolazione nell'UE da parte di cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti o residenti, in termini di difficoltà nel riconoscimento da parte di altri Stati membri, dei documenti loro rilasciati dallo Stato membro di soggiorno o residenza. Per quanto riguarda l'esame da parte di altri Parlamenti nazionali, si osserva che la prima proposta COM(2021) 130 è stata oggetto d'esame presso il Consiglio federale austriaco ed è attualmente in corso d'analisi presso il Parlamento lituano, mentre la seconda proposta COM(2021) 140 è in corso d'analisi presso 4 Parlamenti nazionali. Allo stato non sono state sollevate criticità sulle due proposte in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. Infine, sulle proposte non sono ancora pervenute le relazioni del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012. Il seguito dell'esame congiunto è rinviato ad altra seduta. (COM(2021) 20) Protezione dati personali Doc n. COM(2021) 20 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione quadro 2002/465/GAI del Consiglio per quanto riguarda l'allineamento alle norme dell'UE in materia di protezione dei dati personali (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Il senatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) introduce l'esame della proposta di direttiva in titolo, che si prefigge di allineare le norme sulla protezione dei dati della decisione quadro 2002/465/GAI, relativa alle squadre investigative comuni, ai principi e alle norme stabiliti dalla direttiva (UE) 2016/680 sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie, al fine di fornire un quadro di protezione dei dati coerente nell'Unione. Ricorda, quindi, che la direttiva (UE) 2016/680 sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie  attuata in Italia con il decreto legislativo n. 51 del 2018  si applica al trattamento sia nazionale che transfrontaliero dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, incluse la salvaguardia e la prevenzione di minacce alla sicurezza pubblica (articolo 1, paragrafo 1). Con tale direttiva, quindi, si definisce il quadro giuridico per le attività di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, incluse la salvaguardia e la prevenzione di minacce alla sicurezza pubblica, svolte dalle autorità competenti. In tale contesto, l'articolo 4, paragrafo 2, e l'articolo 9, paragrafo 1, disciplinano il trattamento dei dati personali per finalità diverse da quelle per cui tali dati sono raccolti. La proposta in esame, nello specifico, prevede di modificare l'articolo 1, paragrafo 10, della decisione quadro 2002/465/GAI, secondo cui determinati dati personali possono essere trattati, a determinate condizioni, per finalità diverse da quelle per cui sono stati inizialmente raccolti, poiché tale disposizione contrasta con le condizioni previste dalla direttiva (UE) 2016/680 sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie e deve pertanto essere allineata con tale direttiva. L'uso dei dati personali raccolti dalle squadre investigative comuni (articolo 1, paragrafo 10, lettera b)) viene quindi allineato al principio di limitazione delle finalità, come disciplinato dalla direttiva (UE) 2016/680 sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie. Per quanto riguarda gli aspetti di valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, si osserva che la proposta individua come base giuridica l'articolo 16, paragrafo 2, del TFUE, che prevede la procedura legislativa ordinaria per stabilire le norme relative alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati di carattere personale e le norme relative alla libera circolazione di tali dati. Il principio di sussidiarietà è rispettato poiché trattandosi di modificare un atto legislativo europeo, e cioè la decisione quadro 2002/465/GAI, solo l'Unione europea è abilitata a farlo. Inoltre, si tratta di intervenire in un ambito normativo, quello relativo al coordinamento tra gli Stati membri per costituire squadre investigative comuni, che per sua natura richiede di essere disciplinato a livello di Unione. La proposta rispetta, inoltre, il principio di proporzionalità, in quanto essa si limita ad allineare la decisione quadro 2002/465/GAI alla legislazione dell'Unione in materia di protezione di dati personali e in particolare alla direttiva (UE) 2016/680 sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie, senza modificare il meccanismo di cooperazione tra Stati membri per costituire squadre investigative comuni. Relativamente alla proposta in esame è pervenuta la relazione del Governo, elaborata dal Ministero della giustizia, che fornisce una valutazione positiva dell'atto, ritenuto conforme all'interesse nazionale. Si osserva, infine, che in riferimento alla proposta in esame è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, elaborata dal Ministero della giustizia, che fornisce una valutazione positiva dell'atto, ritenuto conforme all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, e in cui non si ravvisano, allo stato, esigenze di modifiche dell'atto in esame, né risultano costi a carico del bilancio nazionale.