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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, come con la legge di bilancio, ancora una volta maggioranza e Governo hanno mostrato incertezza e approssimazione nella conduzione dei lavori parlamentari. Nel caso di questo provvedimento, ciò è grave. Se infatti con la legge di bilancio c'era la trattativa con l'Europa, qui non c'è nulla che può spiegare quanto accaduto, se non le divisioni e i problemi tutti interni alla maggioranza, che non è riuscita a fare una sintesi virtuosa, senza cioè snaturare la funzione della decretazione d'urgenza. Per giorni e giorni la dialettica preminente è stata quella tra i due partiti di maggioranza e non quella tra maggioranza e opposizione. In attesa che altrove si prendessero decisioni e che venissero sciolti i nodi politici nelle Commissioni, abbiamo vissuto un déjà vu della manovra, come se nel frattempo non vi fossero state le parole di Mattarella, con il discorso di fine anno e l'invito alle forze politiche a riflettere sul ruolo del Parlamento. Il risultato di tutto questo è un testo finale fortemente al di sotto delle attese e delle necessità di cittadini e imprese. Come autonomisti avevamo presentato diverse proposte di buonsenso, condivise con le categorie produttive, che speriamo trovino spazio nella legge di iniziativa parlamentare che il Governo ha annunciato sulla materia degli appalti. Tra queste, quelle sulla modifica della disciplina del subappalto, con la soppressione della terna dei subappaltatori per ciascun servizio, l'introduzione di un termine di cinque giorni per la pubblicazione degli atti relativi alla procedura d'appalto, una revisione della norma sull'impugnazione dei provvedimenti per disincentivare i ricorsi di natura strumentale, un emendamento volto a scoraggiare le offerte con ribassi eccessivi e le offerte così basse da prefigurarsi come anomale, una proposta sul rating di impresa con la soppressione del soccorso istruttorio come criterio reputazionale. Sono solo alcuni esempi, ma voglio menzionarli, perché danno l'idea dell'importanza di un intervento su questa disciplina; spero davvero che, con il provvedimento ad hoc annunciato dal Governo, verrà concessa alle opposizioni una possibilità reale di confronto e di contributo. Il decreto-legge a nostro avviso ha comunque qualche aspetto positivo. Penso soprattutto alla cancellazione del Sistri, ma penso anche alla cosiddetta norma Bramini a tutela dei piccoli imprenditori che vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione. Bene anche l'approvazione dell'emendamento, fortemente sostenuto dal nostro Gruppo, che ha riportato l'Ires per il volontariato al 12 per cento, riparando così al brutto errore compiuto con la legge di bilancio. Per il resto, non comprendiamo perché non sia stata accolta la richiesta, che giungeva da più parti, di superamento dello split payment . Era un intervento semplice, che avrebbe garantito maggiore liquidità alle imprese e ai professionisti, dato che oggi lo strumento cardine per il contrasto dell'evasione fiscale è la fatturazione elettronica. Quindi non capiamo perché il Governo non abbia voluto fare propria questa proposta. Ci colpisce che non abbia voluto confrontarsi sulla nostra proposta di semplificazione burocratica per la cancellazione automatica delle ipoteche, una volta saldati tutti i debiti. In questo caso sarebbe stata una norma a basso impatto per l'erario, ma aveva un suo valore simbolico, perché non è giusto che per un certificato che attesti ad esempio l'estinzione di un mutuo, i cittadini debbano pagare un'imposta di bollo di 59 euro. Ci colpisce ancora di più la bocciatura del nostro emendamento per estendere la disciplina dei voucher agli eventi sportivi internazionali, una richiesta che giungeva dal nostro territorio in vista dei campionati del mondo di biathlon del prossimo anno. Il punto è che per le società sportive professionistiche questa possibilità è consentita. Perché allora non estenderla anche alle associazioni e a quei soggetti non profit che organizzano eventi di così grande importanza? Parliamo di manifestazioni che smuovono migliaia di persone. Quest'anno, alla coppa del mondo, erano presenti oltre 100.000 persone in tre giorni. Sono eventi che generano ricchezza e sono straordinari veicoli di promozione del territorio e dell'Italia. Fa specie che la sua bocciatura sia giunta in concomitanza con la visita del Presidente del CONI a Bolzano, che ha definito la località Anterselva «asso nella manica» per la candidatura italiana ai giochi olimpici invernali del 2026. Allora, se non è una beffa la bocciatura di quest'emendamento, poco ci manca. Anche il settore dell'edilizia non ha trovato l'attenzione che merita, dalla mancata cancellazione dello split payment all'assenza di misure per l'edilizia infrastrutturale e le opere pubbliche. Mi sento allora di condividere quanto hanno detto i rappresentanti delle categorie produttive: questo provvedimento ha qualche elemento positivo, ma manca di un disegno sulla crescita e sullo sviluppo, la stessa mancanza che noi abbiamo sottolineato con la legge di bilancio. Le stime sulla crescita del Paese sono un terzo rispetto a quanto questo Governo scriveva nel DEF. Manca una vocazione all'impresa, allo sviluppo economico, che invece, in questo momento, dovrebbe essere molto forte, molto più decisa, molto più incisiva. Credo che un maggiore confronto parlamentare tra maggioranza e opposizione avrebbe aiutato in tal senso e ad evitare quello che è accaduto in queste ultime ore. Per tutte queste ragioni, annuncio il voto contrario del Gruppo per le Autonomie. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, l' iter della conversione di questo decreto-legge è stato, come sempre ormai, molto complesso; è stato, come al solito, pieno di problemi. Siamo arrivati persino a un fatto abbastanza inedito, ossia si sono dichiarati inammissibili i due terzi degli emendamenti approvati in Commissione, proprio perché si era trasformato - già lo era in partenza - in una sorta di decreto omnibus . Come in tutti i decreti omnibus , ovviamente vi sono delle norme magari più positive ed altre, che sono state inserite e che avrebbero forse avuto bisogno di un ragionamento a parte, che certamente non sono né positive né rientrano nel titolo del decreto-legge semplificazioni. Noi abbiamo cercato, in tutti questi lunghissimi giorni e settimane, di dare il nostro contributo. Abbiamo presentato emendamenti che entravano soprattutto nel merito di alcune questioni che a noi stanno molto a cuore. Possiamo dirci soddisfatti dell'approvazione unanime da parte dell'Assemblea dell'intervento sull'Ires, su cui avevamo presentato vari emendamenti; era un modo per riparare al torto grave che si era compiuto durante la legge di bilancio, configurando, di fatto, una sorta di tassa sulla solidarietà. Speriamo, come abbiamo detto nell'intervento in dichiarazione di voto, che non ci si torni su, magari inventando qualche altra formula per colpire il volontariato. Spero che il voto di oggi fissi finalmente un percorso di attuazione delle norme che erano state inserite all'interno del Terzo settore.