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La proposta è oggetto di discussione nelle competenti formazioni del Consiglio, in cui è stato espresso un generale consenso per l'iniziativa, evidenziando la necessità di un superamento dei limiti attualmente esistenti e rimarcando la necessità di un approccio integrato di protezione fisica e informatica delle strutture di riferimento. Alcune delegazioni hanno tuttavia posto in risalto le competenze esclusive degli Stati membri in materia di sicurezza nazionale e richiesto chiarimenti in ordine alla base giuridica della proposta, in special modo circa la sussidiarietà e proporzionalità dell'azione. A suscitare le principali incertezze sono i riferimenti nel testo legislativo alla protezione dell'amministrazione pubblica e dello spazio, elementi rientranti nella sfera esclusiva degli Stati membri; la necessità di una valutazione concreta circa gli impegni aggiuntivi per le strutture interne, attraverso criteri di ragionevolezza; e gli oneri finanziari che non dovrebbero ricadere sui bilanci nazionali. Sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi della legge n. 234 del 2012. Il Governo ritiene la proposta nel complesso positiva e le sue disposizioni conformi all'interesse nazionale nel promuovere la protezione e la resilienza dei soggetti critici. Ritiene peraltro ragionevole ipotizzare che la nuova normativa imporrà necessariamente un aumento degli oneri a carico delle imprese e dei soggetti pubblici individuati come "soggetti critici". In considerazione di ciò, auspica che in sede di recepimento sia prevista una copertura finanziaria a parziale ristoro dei maggiori oneri sostenuti in applicazione della nuova normativa. La senatrice BONINO ( Misto-+Eu-Az ) chiede di conoscere l'entità previsionale degli oneri aggiuntivi derivanti dalla futura attuazione della normativa in esame. Il PRESIDENTE assicura che richiederà alle strutture competenti l'elemento informativo richiesto. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. COM(2021) 95 Proposta di decisione del Consiglio relativa al regime dei 'dazi di mare' nelle regioni ultraperiferiche francesi e recante modifica della decisione n. 940/2014/UE Doc n. COM(2021) 95 definitivo Proposta di decisione del Consiglio relativa al regime dei "dazi di mare" nelle regioni ultraperiferiche francesi e recante modifica della decisione n. 940/2014/UE (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) La senatrice CASOLATI ( L-SP-PSd'Az ), relatrice, introduce l'esame della proposta di decisione in titolo, relativa al regime dei "dazi di mare" nelle regioni ultraperiferiche francesi. Ricorda, quindi, che l'Unione europea comprende nove regioni ultraperiferiche, geograficamente molto distanti dal continente europeo: Guadalupa e Riunione, Mayotte, Guyana francese e Martinica, Saint-Martin (Francia); Azzorre e Madera (Portogallo); isole Canarie (Spagna). Questi territori sono parte integrante dell'UE e soggetti all'applicazione della normativa dell'Unione, fatti salvi adeguamenti dovuti alla loro particolare posizione geografica e alle difficoltà che ne derivano. La decisione n. 940/2014/UE del Consiglio autorizza la Francia ad applicare, fino al 30 giugno 2021, esenzioni parziali o totali dai dazi di mare per taluni prodotti fabbricati nelle regioni ultraperiferiche, per i quali esistono una produzione locale, importazioni significative che potrebbero comprometterne il mantenimento e costi supplementari che determinano un aumento dei prezzi rispetto ai prodotti provenienti dall'esterno. La proposta in esame dunque autorizza la Francia ad applicare fino al 31 dicembre 2027 esenzioni parziali o totali dai "dazi di mare" per i prodotti fabbricati localmente nelle regioni ultraperiferiche (articolo 1, paragrafo 1), elencati puntualmente negli Allegati della proposta sulla base classificazione della nomenclatura della tariffa doganale comune. Tali prodotti  specifica l'articolo 2  "sono stati selezionati sulla base della dimostrazione di costi supplementari che comportano un aumento dei prezzi di costo della produzione locale rispetto ai prodotti provenienti dall'esterno a scapito della competitività dei prodotti fabbricati localmente". L'applicazione delle esenzioni non può portare a differenze superiori a 30 punti percentuali rispetto alle aliquote d'imposta applicate a prodotti analoghi non provenienti dalle regioni ultraperiferiche interessate (articolo 1, paragrafo 2, comma 1), né si possono superare i costi supplementari dimostrati o "la percentuale strettamente necessaria per mantenere, promuovere e sviluppare le attività economiche locali" (articolo 1, paragrafo 2, comma 2). Ai sensi dell'articolo 4, entro il 30 settembre 2025 si valuterà  sulla base di una relazione predisposta dalla Repubblica francese  se continueranno a essere soddisfatte le condizioni che giustificano l'applicazione del regime di imposizione in via di introduzione. Per quanto riguarda la valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, si osserva che la base giuridica della proposta è individuata nell'articolo 349 del TFUE, che legittima l'Unione ad adottare misure specifiche volte a stabilire le condizioni di applicazione dei Trattati alle regioni ultraperiferiche dell'UE. La proposta in esame può essere considerata conforme al principio di sussidiarietà in termini di necessità dell'intervento delle istituzioni dell'Unione, perché solo queste possono disciplinare le modalità di applicazione dei Trattati, nonché in termini di valore aggiunto dell'azione a livello di Unione, poiché la compensazione degli svantaggi concorrenziali di cui soffrono le regioni ultraperiferiche consente di migliorare la coesione territoriale e la tutela della concorrenza, riducendo la dipendenza di tali regioni dalle materie prime e dall'energia, aumentare il mercato locale e le esportazioni, grazie a una riduzione dei costi di produzione. In assenza di misure correttive, i prodotti fabbricati localmente sarebbero, infatti, meno competitivi rispetto a quelli provenienti dall'esterno, anche considerando i costi di trasporto. La Commissione europea dichiara la proposta conforme anche al principio di proporzionalità in quanto si limita alle misure necessarie per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. In particolare: - riguarda esclusivamente prodotti per i quali sono stati dimostrati i costi supplementari sostenuti in relazione ai prodotti fabbricati localmente; - l'aliquota massima di imposizione differenziata è limitata a quanto è necessario in considerazione dei costi; - l'onere fiscale gravante sui prodotti importati nelle regioni ultraperiferiche non va al di là di quanto necessario per compensare la minore competitività dei prodotti locali. La Relatrice ritiene, in conclusione, che la proposta sia conforme ai principi di sussidiarietà e proporzionalità. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta.