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la convenzione prevede 39 anni di concessione e la realizzazione di un collegamento di 68 chilometri tra il territorio di Ragusa e la futura autostrada Catania-Siracusa, nel comune di Augusta; per la realizzazione dell'opera, la concessione prevede un importo complessivo di circa 815 milioni di euro, e la copertura del costo dell'intervento, come da delibera Cipe n. 3/2010, così suddivisa: 448.455.845 euro a carico del promotore finanziario, 49.207.119 euro da parte di Anas SpA (art. 11 della legge n. 144 del 1999), 100.000.000 euro da parte di Anas SpA (fondi Anas), e 217.711.631 euro in capo alla Regione Siciliana (PAC 2014/2020 delibera Cipe n. 94/2015); il contributo pubblico per la realizzazione dell'opera ammonta a 366.918.750 euro; durante la seduta del CIPE del 4 aprile 2019, era attesa l'approvazione del progetto esecutivo per la realizzazione dell'importante arteria autostradale Ragusa-Catania; incredibilmente, alla riunione, il Ministero delle infrastrutture, facendo riferimento ad una "evidente insostenibilità economica e finanziaria del progetto autostradale secondo il modello del project financing", per un paventato rischio di lievitazione dei costi di costruzione, unitamente al Ministero dell'economa e delle finanze, proponeva "di poter mettere in campo le determinazioni conseguenti entro il prossimo 13 maggio e di riferirne allo stesso Comitato interministeriale per la programmazione economica, anche alla luce della vaghezza del sostegno promesso dalla Regione siciliana in relazione al livello dei pedaggi"; successivamente, con una nota diffusa alla stampa dal Ministero delle infrastrutture, si affermava che: "il Governo sta operando con il massimo impegno e senso di responsabilità per accelerare su un progetto che sia poi effettivamente sostenibile e fruibile per i cittadini, perché alla Sicilia non servono cattedrali nel deserto, ma opere utili che possano davvero avvicinare le comunità e migliorare la competitività dell'Isola"; certe affermazioni, a fronte della lunghissima attesa da parte delle comunità interessate all'importante infrastruttura stradale, e delle enormi difficoltà per il reperimento delle ingenti risorse necessarie per la copertura dei costi dell'opera, e di cantieri che con l'approvazione del progetto esecutivo da parte del CIPE potrebbero già partire nel giro di qualche mese, suonano a parere dell'interrogante come surreali e irresponsabili, oltre che offensive per quei cittadini siciliani, che da fin troppo tempo attendono il completamento di questo importante collegamento viario; nella fase attuale, con una società che si è aggiudicata regolarmente i lavori per la realizzazione dell'opera, vincendo un'evidenza pubblica ed avendo già sottoscritto con il Ministero delle infrastrutture il relativo atto concessorio, pensare di intraprendere altre vie per la realizzazione dell'importante opera espone certamente al pagamento di ingenti indennizzi e penali al raggruppamento di imprese aggiudicatarie dei lavori e della gestione dell'autostrada Ragusa-Catania, aprendo una fase certamente non facile per il reperimento delle risorse necessarie per fare fronte ai risarcimenti alle imprese aggiudicatarie e per la realizzazione dell'opera, che continua ad essere considerata strategica per i territori interessati; con questo irresponsabile modo di procedere si corre concretamente il rischio di non vedere mai la realizzazione della Ragusa-Catania, con ingentissimi danni per l'economia dei territori interessati e dell'intera Sicilia; la situazione a giudizio dell'interrogante è assai grave e necessita di essere affrontata con massima urgenza, si chiede di sapere: se, a fronte dell'intendimento di mettere in discussione l'intero impianto del progetto di finanza per la progettazione, realizzazione e gestione dell'autostrada Ragusa-Catania, sia stata fatta una quantificazione degli importi da dover corrispondere, nel caso di revoca della concessione già sottoscritta alla società Autostrada Ragusa-Catania Srl, aggiudicataria per la progettazione, realizzazione e gestione dell'opera; se siano stati stimati i costi per la nuova progettazione e realizzazione dell'opera; se il Governo intenda chiarire dove intenda reperire, e in quali tempi, le risorse per il finanziamento necessario alla realizzazione di un'opera pubblica strategica ed imprescindibile per l'intero territorio siciliano. Atto n. 4-01557 NASTRI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: le recenti dichiarazioni di esponenti del Governo, in relazione alla possibile introduzione della cosiddetta flat tax nel Documento di economia e finanza, che sarà a breve presentato all'esame del Parlamento, evidenziano a giudizio dell'interrogante, ancora una volta, evidenti e negative contrapposizioni all'interno della maggioranza nell'ambito delle politiche decisionali in materia fiscale ed economica; se, da un lato, risulta necessario avviare un nuovo meccanismo fiscale sulla riduzione della pressione fiscale attraverso la "tassa piatta", peraltro introdotta dalla legge di bilancio per il 2019 in forma assai limitata, (attraverso l'estensione del regime forfettario al 15 per cento, soltanto per i lavoratori autonomi con ricavi fino a 65.000 euro e, dal 2020, in maniera altrettanto forfettaria, un'imposta sostitutiva del 20 per cento sulla quota eccedente fino a 100.000 euro), dall'altro, si assiste a numerose e contraddittorie affermazioni, sia da parte delle forze politiche di maggioranza, che dello stesso Governo, nel prevedere se tale misura fortemente sostenuta da Fratelli d'Italia sarà inserita all'interno dell'importante documento, che rappresenta il principale strumento di programmazione economica per il Paese; l'interrogante evidenzia che tali decisioni di politica economica e fiscale non potranno che essere adottate con riferimento alle disponibilità economiche attuali e all'interno delle regole della contabilità pubblica, le cui risorse, com'è noto, sono state fortemente impegnate dall'Esecutivo, per finanziare misure assistenzialiste come il reddito di cittadinanza, i cui effetti negativi e penalizzanti per l'economia italiana e il sistema-Paese intero non produrranno alcun beneficio in termini di ripresa economica ed occupazionale; la necessità di porre in essere ogni chiarimento, al fine di stabilire se e in quali misure il Governo preveda all'interno del DEF l'introduzione di un'aliquota unica da applicare ai redditi incrementali di tutti i contribuenti, che rappresenta, a giudizio dell'interrogante, una misura fiscale efficace e concreta, in grado di far ripartire l'auspicata crescita e lo sviluppo dell'Italia, risulta pertanto urgente e indispensabile, anche per evitare ulteriore disorientamento nei confronti del Paese, oltre alla fibrillazione da parte dei mercati finanziari, si chiede di sapere quali siano le decisioni del Ministro in indirizzo nell'ambito delle prossime misure da inserire all'interno del Documento di economia e finanza in relazione all'introduzione della flat tax e quali siano le risorse necessarie per finanziare tale misura. Atto n. 4-01558 CIRINNA' Al Ministro della giustizia Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: