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il che ha contribuito non poco ad accrescere la confusione in sede applicativa delle previsioni di tutela e, di conseguenza, a determinare una situazione di certo non in linea con l’inderogabile esigenza di assicurare un trattamento non solo uniforme rispetto a situazioni identiche, ma anche coerente con lo spirito stesso del decreto-legge n. 269 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 326 del 2003, teso a favorire, per quanto possibile, la regolarizzazione degli abusi. Il disegno di legge, costituito da un unico articolo, al comma l reca modifiche dei commi 25, 27 e 32 dell'articolo 32 del decreto legge n. 269 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 326 del 2003. La lettera a) chiarisce che il procedimento di sanatoria previsto dal comma 25 si applica anche ai fabbricati non residenziali. La disposizione in esame, alla quale va riconosciuto il carattere di norma di interpretazione autentica, è finalizzata a superare il contrasto esegetico determinatosi sul punto tra la giurisprudenza amministrativa e penale e la prassi del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che già nella circolare 7 dicembre 2005, n. 2699, aveva riconosciuto la piena applicabilità del cosiddetto «condono ter » ai fabbricati con destinazione non residenziale. La lettera b) , fornendo un’interpretazione che armonizza il meccanismo di sanatoria ex decreto-legge n. 269 del 2003 ai precedenti condoni (segnatamente a quelli della legge 28 febbraio 1985, n. 47, e della legge 23 dicembre 1994, n. 724), consente anche alle richieste di sanatoria concernenti opere realizzate su aree vincolate di essere assentite, previo, beninteso, il nulla osta dell'autorità preposta alla tutela del vincolo stesso. La lettera c) prevede espressamente, a tal fine, l'effetto interruttivo su procedimenti sanzionatori o esecutivi in corso, anche in forza di sentenze divenute definitive, conseguente alla semplice presentazione della speciale domanda di sanatoria, in linea con quanto normalmente previsto nella legislazione sui condoni edilizi. La lettera d) reca la riapertura dei termini per l'accesso alla speciale sanatoria di cui al citato decreto-legge n. 269 del 2003, fissando al 31 dicembre 2013 il termine ultimo per la presentazione della relativa istanza; restano inalterati tutti gli elementi di ammissibilità della domanda relativamente a tipologia dell'abuso, consistenza e, soprattutto, epoca di sua commissione che resta invariata (31 marzo 2003). Il comma 2, alla lettera a) , permette di utilizzare i manufatti abusivi acquisiti al patrimonio comunale all'esito dello specifico procedimento sanzionatorio anche per finalità residenziale pubblica, vale a dire destinandoli al soddisfacimento di esigenze abitative; naturalmente detti immobili potranno essere assegnati dalla pubblica amministrazione secondo i criteri e le modalità stabiliti per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Alla lettera b) , stabilisce che per le opere abusive di cui all'articolo 31 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, il giudice, con la sentenza di condanna di cui all'articolo 44 del medesimo testo unico, ordina la demolizione delle opere stesse solo se essa non sia stata già eseguita e se l'immobile non è stato ancora acquisito al patrimonio pubblico ai sensi dei commi 3 e 6 del medesimo articolo 31.. Art. 1. 1. All'articolo 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 25 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La sanatoria di cui al presente comma si applica anche ai fabbricati aventi destinazione non residenziale»; b) al comma 27, lettera d) , le parole: «dei beni ambientali e paesistici,» sono soppresse; c) dopo il comma 27 sono inseriti i seguenti: « 27- bis. Previa acquisizione dell'autorizzazione di cui all'articolo 146 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai manufatti realizzati entro il 31 marzo 2003 in aree sottoposte alla disciplina del medesimo codice. In tal caso non trova applicazione la preclusione prevista dal comma 4 del medesimo articolo 146, e successive modificazioni. 27 -ter. Per gli interventi di cui al comma 27- bis , gli interessati, entro il 31 dicembre 2013, possono presentare la domanda di cui al comma 32, anche qualora l'amministrazione abbia adottato il provvedimento di diniego sulle domande precedentemente inoltrate ai sensi del medesimo comma 32, ovvero allorquando, relativamente alle medesime domande, gli interessati abbiano omesso o ritardato il pagamento dell'oblazione di cui al comma 38. A tal fine sono sospesi tutti i procedimenti sanzionatori fino alla definizione delle istanze presentate ai sensi del presente comma. » ; d) al comma 32, le parole: «il 10 dicembre 2004» sono sostituite dalle seguenti: «il 31 dicembre 2013». 2. All'articolo 31 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti: « 5 -bis. Gli immobili acquisiti ai sensi dei commi 3, 4 e 5 possono essere destinati anche ad alloggi di edilizia residenziale pubblica e assegnati in locazione, previa verifica dell'idoneità statica e igienico-sanitaria degli edifici; i comuni, con proprio regolamento, possono prevedere titolo preferenziale per i cittadini privi di soluzione abitativa, con priorità per coloro che, al tempo dell'acquisizione, occupavano il cespite non disponendo di ulteriore alloggio. 5 -ter. La procedura di cui al comma 5- bis è attivata dai comuni anche per gli immobili aventi destinazione diversa da quella residenziale.»; b) al comma 9 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e se l'immobile non è stato ancora acquisito al patrimonio pubblico ai sensi dei commi 3 e 6 del presente articolo». 3. Il regolamento di cui al comma 5- bis dell'articolo 31 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, introdotto dal comma 2 del presente articolo, è adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.