[pronunce]

con la conseguenza di una «evidente duplicazione di giudizi», qualora avverso i capi di assoluzione e di condanna vengano proposti mezzi di impugnazione diversi (ricorso per cassazione in relazione ai primi e appello in relazione ai secondi); che la disciplina censurata si porrebbe in contrasto con l'art. 3 Cost., perché introduce una regolamentazione transitoria degli appelli già presentati «irragionevolmente diversa da quella prevista per il regime ordinario» dall'art. 580 cod. proc. pen. , e con l'art. 111 Cost., per violazione del principio della durata ragionevole del processo; che la Corte rimettente solleva la questione sul presupposto di dover dichiarare ai sensi dell'art. 10 della legge n. 46 del 2006 l'inammissibilità dell'appello proposto dal pubblico ministero, prima dell'entrata in vigore della legge, avverso i capi di assoluzione dell'imputato; che con la sentenza n. 26 del 2007, successiva all'ordinanza di rimessione, questa Corte – contestualmente alla declaratoria di incostituzionalità dell'art. 1 della legge 20 febbraio 2006, n. 46, sostitutivo dell'art. 593 del codice di procedura penale – ha dichiarato l'illegittimità costituzione dell'art. 10, comma 2, della citata legge n. 46 del 2006, «nella parte in cui prevede che l'appello proposto contro una sentenza di proscioglimento dal pubblico ministero prima della data di entrata in vigore della medesima legge è dichiarato inammissibile»; che, alla stregua della richiamata pronuncia di questa Corte, gli atti devono pertanto essere restituiti al giudice rimettente per un nuovo esame della rilevanza della questione.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE ordina la restituzione degli atti alla Corte d'appello di Catanzaro. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 giugno 2008. F.to: Franco BILE, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 2 luglio 2008. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA