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a diploma rilasciato da istituti pubblici o privati autorizzati alla formazione di attrici e attori, riconosciuti a livello nazionale o regionale, di durata almeno triennale; b aver versato, in sede di prima applicazione, un numero minimo di contributi previdenziali pari a 150 versamenti effettuati nel corso della vita lavorativa, per i codici di qualifica previsti per i lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni per i lavoratori dello spettacolo (FPLS) 021, 023, 024 e 025 o almeno 50 versamenti con codice di qualifica 022. 2 (Registro nazionale delle attrici e degli attori professionisti) 1 È istituito, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il registro nazionale delle attrici e degli attori professionisti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 1, di seguito denominato « registro ». 2 Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali stabilisce, con proprio decreto, i requisiti e le modalità per l'iscrizione, a domanda, e per l'eventuale cancellazione, delle attrici e degli attori professionisti nel registro. 3 Il decreto di cui al comma 2 è adottato sentite la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le associazioni professionali dei lavoratori e degli operatori del settore, individuate ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4, e le organizzazioni sindacali e imprenditoriali maggiormente rappresentative, per gli ambiti e nei limiti delle rispettive competenze, in conformità e nel rispetto della normativa dell'Unione europea e della risoluzione del Parlamento europeo del 7 giugno 2007 sullo statuto sociale degli artisti (2006/2249(INI)). 4 Il registro è pubblicato nel sito internet istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 5 Il decreto di cui al comma 2 è adottato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia. 6 Il registro non costituisce, in alcuna forma, un albo professionale e la mancata iscrizione al registro non preclude in alcun modo la possibilità di esercitare la professione di attrice e di attore. 3 (Modifica al decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 182, in materia di regime pensionistico per i lavoratori dello spettacolo iscritti all'Istituto nazionale della previdenza sociale) 1 All'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 182, la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) 40 contributi giornalieri per i lavoratori appartenenti al gruppo di cui alla lettera a) del medesimo comma 1 ». 4 (Indennità di malattia) 1 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai soggetti di cui all'articolo 1, che abbiano un contratto di lavoro subordinato e che risultino iscritti al Fondo pensioni per i lavoratori dello spettacolo (FPLS), spetta l'indennità di malattia corrisposta dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) ai sensi del presente articolo. 2 L'indennità di cui al comma 1 spetta a decorrere dal quarto giorno successivo a quello di assenza da lavoro per causa di malattia ed è erogata per un massimo di 180 giorni all'anno. 3 L'importo dell'indennità di cui al comma 1 è pari: a al 60 per cento della retribuzione media globale giornaliera dal quarto giorno al ventesimo giorno di assenza per malattia, ivi incluse le domeniche e le festività infrasettimanali; b all'80 per cento della retribuzione media globale giornaliera dal ventunesimo giorno al centottantesimo giorno; c al 40 per cento per il lavoratore disoccupato e per i giorni non lavorativi della settimana nei casi di lavoratori che per contratto prestino la loro attività solo in alcuni giorni predeterminati della settimana. 5 (Indennità di disoccupazione) 1 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai soggetti di cui all'articolo 1, che abbiano un contratto di lavoro subordinato e che risultino iscritti al FPLS, la Nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego (NASpI), di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, è corrisposta dall'INPS ai sensi del presente articolo. 2 L'indennità di cui al comma 1 è riconosciuta ai lavoratori in stato di disoccupazione, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, che possano far valere, nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, almeno dieci settimane di contribuzione e dieci giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione, ivi incluse le giornate di lavoro per prove. 3 Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo, si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22. 6 ( Bonus previdenziale per gli anni 2020 e 2021) 1 Per gli anni 2020 e 2021 è riconosciuto alle attrici e agli attori un bonus pari ai contributi previdenziali nominali necessari al raggiungimento del numero di giornate lavorative annuali necessarie per maturare il diritto al trattamento previdenziale a parziale compensazione della sostanziale inattività dovuta all'emergenza epidemiologica da COVID-19 e dei conseguenti provvedimenti restrittivi delle attività artistiche. 7 (Credito d'imposta per le produzioni teatrali) 1 Alle imprese di produzione teatrale è riconosciuto un credito d'imposta in misura non inferiore al 15 per cento e non superiore al 40 per cento del costo complessivo della produzione teatrale. 2 Il credito d'imposta è riconosciuto entro il limite massimo complessivo indicato con il decreto di cui al comma 6. 3 Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 96 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 4 Al credito d'imposta previsto dal presente articolo non si applica il limite di utilizzo di cui all'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 5 Nel rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 1260 e seguenti del codice civile, e previa adeguata dimostrazione del riconoscimento del diritto da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e dell'effettività del diritto al credito medesimo, il credito d'imposta è cedibile dal beneficiario a intermediari bancari, finanziari e assicurativi sottoposti a vigilanza prudenziale. I cessionari possono utilizzare il credito ceduto solo in compensazione dei propri debiti d'imposta o contributivi ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997. La cessione del credito non pregiudica i poteri delle competenti amministrazioni relativi al controllo delle dichiarazioni dei redditi e all'accertamento e all'irrogazione delle sanzioni nei confronti del cedente il credito d'imposta.