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la questione sollevata dal professore specificatamente al settore psichiatrico, contrariamente a quanto riportato e considerato dall'azienda, dimostra una particolare sensibilità e attenzione alle problematiche concrete relative alla struttura sanitaria e soprattutto dei pazienti psichiatrici in cura presso la stessa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire per approfondire la questione, al fine di assicurare l'adeguatezza e l'equità della reazione e del provvedimento preso dall'azienda nei confronti del professor Di Fiorino, anche nel rispetto di tutto il settore psichiatrico, inclusi i pazienti, direttamente o indirettamente interessato. Atto n. 4-03795 BARBONI Al Ministro dell'interno Premesso che: a seguito della pandemia causata dal COVID-19 e dei relativi blocchi, si presume che gli italiani nel 2020 decidano di non effettuare vacanze all'estero ma opteranno per le località turistiche del nostro Paese; secondo le stime rilevate l'Emilia-Romagna, ad alta vocazione turistica, si assesta al primo posto, nel confronto con le altre regioni, per numero di presenze di turisti italiani. Sulla base di tali stime risulta che le località turistiche della riviera romagnola registreranno il maggior numero di presenze; martedì 30 giugno, a Rimini si è svolta la riunione del comitato provinciale per l'ordine pubblico e la sicurezza, durante la quale il prefetto ha comunicato che i comuni di Riccione e di Bellaria-Igea Marina beneficeranno delle prestazioni del posto stagionale della Polizia di Stato, e ha altresì comunicato che il Dipartimento della pubblica sicurezza ha stabilito di non poter inviare sull'intero territorio nazionale i tradizionali rinforzi estivi; gli amministratori locali presenti alla riunione hanno esposto le ragioni per le quali tale mancata attribuzione di personale delle forze dell'ordine in ausilio rischia di portare sofferenze nella gestione delle numerose iniziative, seppur non destinate a masse di persone, su un territorio che dal turismo trae linfa vitale; è necessario garantire, quest'anno più che mai, la tutela della sicurezza attraverso un accurato controllo del territorio, soprattutto alla luce della normativa anti COVID-19 e il rispetto delle prescrizioni per chi sceglierà di andare in vacanza, si chiede di sapere: quali misure intenda assumere il Ministro in indirizzo al fine di garantire i necessari rinforzi nelle località a forte vocazione turistica, onde evitare in tal modo collassi del sistema e che la sicurezza dei cittadini non sia messa a rischio; se intenda valutare urgentemente l'opportunità di disporre i rinforzi richiesti, poiché le difficoltà oggettive a livello nazionale per trasferire uomini, in questa particolare stagione in cui gli spostamenti sono stati congelati dall'emergenza, non possono giustificare una mancata risposta alle esigenze della riviera romagnola. Atto n. 4-03796 DE BONIS MARTELLI NUGNES Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: decisioni come lo sfruttamento minerario, la costruzione di un gasdotto molto esteso o quella di impianti o discariche per lo smaltimento dei rifiuti, ovvero di quegli scarti della modernità, sia essa di tipo civile che industriale, non sempre impattano positivamente sulla vita sociale; una di queste decisioni sta creando disagi e preoccupazioni nell'alta valle del Sauro, precisamente a Guardia Perticara (Potenza), comune ubicato nel comprensorio del parco nazionale del Pollino, annoverato fra i borghi più belli d'Italia e riconosciuto come eccellenza per l'ospitalità dal Touring Club Italia, tanto da avere avuto il riconoscimento della "bandiera arancione"; in un tempo in cui si comincia a parlare seriamente del problema dello spopolamento di ampie zone del territorio interno del nostro Paese, accade che proprio uno dei paesi più belli fra quelli drammaticamente colpiti dalla continua decrescita di abitanti si trovi a subire una nuova aggressione al suo ambiente naturale; il paese conta oggi poco più di 500 anime, mentre lo abitavano in 760 nel 1991 e oltre 1.500 nel 1961, anno in cui ha avuto inizio il calo continuo della popolazione. Nel 1990 i suoi abitanti non si opposero alla costruzione di una discarica, né al suo duplice ampliamento nel 1996 e nel 2014. Ma il 10 agosto 2017 è stato presentato un ulteriore progetto di ampliamento per 547.180 metri cubi, tale da trasformare il sito nella discarica più grande d'Europa nel settore dei rifiuti petroliferi, fanghi, amianto e altri rifiuti speciali solidi; pare che una grande mole di rifiuti arriverà da altre regioni, soprattutto dal Nord, perché altrimenti non si comprendono le ragioni di un ampliamento 5 volte superiore ai fabbisogni regionali per lo smaltimento di quel tipo di rifiuti; all'ultimo progetto di ampliamento della discarica, presentato dalla società Semataf Srl, del gruppo Castellano di Matera, si sono opposti i cittadini del comitato civico "salvaGuardia", i quali definiscono "ridicola e offensiva" l'affermazione dei progettisti che, per giustificare l'evidente visibilità della discarica affermano che essa "è vista da una piccola comunità d'individui, in virtù della densità della popolazione non troppo elevata e che d'altronde è già visibile quella in esercizio"; tutto sembra pensato in spregio di quella che ormai è una piccola comunità che tenta di resistere all'assedio fra i pozzi petroliferi e i miasmi della discarica; l'attuale amministrazione comunale, al contrario della precedente che aveva formulato parere favorevole all'ampliamento, già dal suo insediamento con una deliberazione del 28 agosto 2019 aveva espresso ferma contrarietà al progetto di ampliamento, opponendo resistenza in tutte le sedi; nel 2017 è stata presentata all'ufficio compatibilità ambientale della Regione Basilicata istanza di valutazione di impatto ambientale (VIA) ed autorizzazione integrata ambientale (AIA) relativa al "progetto di ampliamento"; esso è stato sottoposto a diverse osservazioni da parte di associazioni e di cittadini, specialmente nella parte inerente ai criteri localizzativi dettati dal piano regionale di gestione dei rifiuti; lo stesso ufficio tecnico del Comune già nel luglio 2018 aveva parlato di emissioni odorigene o ricadute fastidiose per l'olfatto. Sarebbero state riscontrate nel progetto omissioni circa la presenza degli impianti sportivi in contrada Gliemme (campo sportivo e tensostruttura), della scuola, del municipio, dell'ufficio postale, del supermarket "Mele", della chiesa di san Rocco e della chiesa di sant'Antonio, tutti luoghi frequentati dalla popolazione e dai visitatori; i cittadini hanno fatto anche notare che negli elaborati non vi era traccia delle case popolari realizzate nell'ambito degli interventi di "edilizia economica e popolare" e delle abitazioni realizzate nell'ambito della demolizione e ricostruzione fuori sito; l'ufficio geologico, per ben due volte, ha dato inizialmente parere sfavorevole, essendo l'intervento a ridosso di una R4 (area ad elevato rischio idraulico). Sono stati prodotti nuovi studi geologici, cui è seguita altra richiesta di documenti da parte dei cittadini, perché ci sarebbero state variazioni anche sostanziali al progetto;