[massime]

ORD. 388/06 B. STRANIERO E APOLIDE - ESPULSIONE AMMINISTRATIVA - REATO DI TRATTENIMENTO, SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO, DELLO STRANIERO NEL TERRITORIO DELLO STATO IN VIOLAZIONE DELL'ORDINE DEL QUESTORE DI ALLONTANAMENTO NEL TERMINE DI CINQUE GIORNI - PREVISIONE DELL'OBBLIGATORIETÀ DEL RITO DIRETTISSIMO - ASSERITA IRRAGIONEVOLE DISPARITÀ DI TRATTAMENTO - CARENZA DI MOTIVAZIONE SULLA NON MANIFESTA INFONDATEZZA - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLA QUESTIONE.. E' manifestamente inammissibile, per carenza di motivazione sulla non manifesta infondatezza, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 5- quinquies , del decreto legislativo n. 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dalla legge 30 luglio 2002, n. 189, sollevata in riferimento all'art. 3 Cost., nella parte in cui prevede l'obbligatorietà del rito direttissimo. Infatti, la questione non è sorretta da alcuna motivazione in ordine all'asserita irragionevole disparità di trattamento, che viene soltanto enunciata in modo apodittico. - Sulla declaratoria di inammissibilità della questione per carenza di motivazione sulla non manifesta infondatezza, v. ordinanze n. 161/2006 e n. 212/2005.