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1) effettuare, anche in collaborazione con il sistema statistico nazionale, una ricognizione dei dati relativi alla somministrazione dei farmaci nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di conoscere l'entità del fenomeno; 2) definire le linee guida nazionali in tema di assistenza a studenti con patologie croniche che necessitano di somministrazione di farmaci in orario scolastico (con particolare riferimento alle patologie croniche maggiormente prevalenti in ambito scolastico, cioè diabete mellito, asma bronchiale ed epilessia) con i relativi protocolli operativi; 3) definire i compiti e le responsabilità delle figure professionali coinvolte; 4) individuare i criteri più idonei in base ai quali promuovere campagne di sensibilizzazione, formazione e informazione sul tema; al termine di un lavoro lungo e complesso, durato circa 2 anni, il comitato ha stilato le "Linee guida per la somministrazione dei farmaci a scuola", contenenti un unico "modello" organizzativo e procedurale, sia per la continuità terapeutica che per la gestione delle emergenze, tale da rispondere alle necessità di ciascun soggetto affetto da patologie croniche, con particolare riferimento agli alunni malati di asma, diabete ed epilessia; le Linee guida paiono essere perfettamente in linea con le innovazioni normative introdotte dalla legge n. 107 del 2015, in particolare in tema di obbligatorietà della formazione del personale docente quale parte integrante del processo di accoglienza degli alunni e delle loro famiglie all'interno delle scuole; dette Linee guida, condivise anche dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, dalle diverse società scientifiche e dalle associazioni delle famiglie degli alunni malati, dopo essere state integrate ed emendate con le proposte migliorative scaturite da un confronto fra tutti i soggetti coinvolti, sono state approvate in via definitiva dal comitato il 23 settembre 2015; sono stati molti i casi segnalati all'interrogante in cui parrebbe che in molte scuole del territorio nazionale, a causa di carenza di personale idoneo a somministrare i farmaci durante l'orario scolastico, molte famiglie sono state costrette a ricorrere a infermieri privati o richiedere dei permessi lavorativi per fornire i farmaci ai propri figli; benché il percorso per trovare una soluzione adeguata appare pieno di passaggi delicati e di richieste demandate ad altri soggetti, non sarebbe legittimo, da parte dell'Amministrazione scolastica, un rifiuto che non sia debitamente motivato o che soprattutto non abbia trovato una soluzione esperibile con altri soggetti istituzionali esterni alla scuola, stante che il diritto all'educazione e all'istruzione sancito dall'art. 12 della legge n. 104 del 1992 non è procrastinabile nemmeno in caso di mancanze oggettive dell'Amministrazione scolastica; allo stato, le Linee guida contenenti il modello organizzativo e procedurale sono all'attenzione del Ministero dell'istruzione; rilevato che appare ormai improcrastinabile l'esigenza di consentire a tutte le Regioni di dotarsi di un modello organizzativo e procedurale unitario e condiviso, che consenta di superare le disparità attualmente esistenti in materia di somministrazione di farmaci all'interno delle scuole, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali misure intendano mettere in atto per garantire il diritto allo studio di tutti i minori che hanno necessità di farmaci durante l'orario scolastico, a tutela anche delle loro famiglie e delle amministrazioni scolastiche; se non ritengano di dover a procedere quanto prima all'assunzione dell'atto definitivo delle "Linea guida per la somministrazione dei farmaci a scuola", onde consentire il recepimento e l'attuazione delle stesse in via definitiva da parte di tutte le Regioni. Atto n. 4-02950 QUAGLIARIELLO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche (INAPP) è un ente pubblico che svolge attività di ricerca, di analisi strategica, di monitoraggio e di valutazione delle politiche economiche, sociali, del lavoro, dell'istruzione e della formazione professionale al fine di trasferirne e applicarne i risultati per lo sviluppo scientifico, culturale, tecnologico, economico e sociale del Paese e di fornire supporto tecnico-scientifico allo Stato e alle amministrazioni pubbliche; l'ex dirigente generale Paola Nicastro ha lasciato l'incarico per passare alla guida dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal); il 9 dicembre 2019, ai sensi dell'art. 6, comma 1, lettera d) , dello statuto, è stata avviata una procedura di selezione tesa all'individuazione di una persona idonea a ricoprire la posizione di direttore generale dell'INAPP; secondo lo statuto, il direttore generale è nominato dal consiglio di amministrazione su proposta del presidente ed ha le competenze e le responsabilità stabilite dalla legge e dal vigente statuto; considerato che sempre secondo lo statuto, il direttore generale ha competenza esclusiva per l'adozione di atti e i provvedimenti amministrativi e per l'esercizio dei poteri di spesa di competenza; preso atto che: secondo quanto risulta all'interrogante da un trimestre l'attività di gestione dell'ente ha subito una battuta d'arresto; il blocco amministrativo penalizza gravemente i fornitori di INAPP che scontano un rallentamento nei pagamenti (i debiti ammonterebbero a circa 3 milioni di euro) e i ritardi nell'assegnazione di commesse per bandi già assegnati per un valore di circa 2,5 milioni di euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto sopra esposto e se non ritenga di adottare iniziative di sua competenza al fine di assicurare la nomina del nuovo direttore generale e di procedere speditamente con la normalizzazione delle operazioni di pagamento e avvio degli incarichi assegnati. Atto n. 4-02951 CAMPARI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e per le pari opportunità e la famiglia Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la stazione ferroviaria di Colorno (Parma), collocata sulla linea Brescia-Parma, non è accessibile alle persone con disabilità; il Comune di Colorno ha trasmesso una richiesta a Rete ferroviaria italiana (RFI), affinché vengano avviati quanto prima dei lavori di ammodernamento della struttura, in modo da abbattere le barriere architettoniche e rendere così accessibile a tutti il servizio di trasporto ferroviario; la risposta di RFI è stata a parere dell'interrogante imbarazzante, oltre che lesiva dei più elementari diritti fondamentali; secondo il gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale, infatti, "le persone con disabilità o ridotta mobilità hanno la possibilità di accedere al servizio ferroviario utilizzando le stazioni accessibili più prossime al punto di origine del loro viaggio. In questo caso la stazione accessibile più vicina è quella di Parma"; è assurdo che ci siano dei cittadini che non vengono considerati alla pari di tutti gli altri, persone che hanno problemi di deambulazione e sono paradossalmente aggravati anziché agevolati; si pone infatti il problema, qualora si volesse dare per buona la risposta di RFI, di come arrivare a Parma da parte di un cittadino con disabilità;