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in controtendenza alla curva epidemiologica dei contagi sul territorio, in Campania i dati circa la diffusione dei contagi da SARS-Cov-2 indicano casi positivi in aumento presso ospedali e residenze sanitarie assistenziali (RSA) gestiti dalle aziende sanitarie locali (ASL) in forma diretta o indiretta, il che dà la misura dell'inadeguatezza delle misure preventive attuate dalle direzioni sanitarie, che costituiscono evidente pericolo per le intere comunità dei comuni interessati; presso la residenza sanitaria "Villa Mercede" (che dispone di 29 posti residenziali e di un centro diurno geriatrico e per malati di "Alzheimer" con 20 posti semiresidenziali), situata nel comune di Serrara-Fontana nell'Isola d'Ischia (di competenza dell'ASL NA 2 Nord, che ne ha esternalizzato la gestione) si è verificato, di recente, un evento sentinella da cui è scaturito un vasto focolaio di contagio, che tuttora è fuori controllo: il 95 per cento degli ospiti risulta contagiato; si sono verificati 4 decessi; anche la quasi totalità degli addetti all'assistenza e dei loro familiari risultano positivi al SARS-Cov2 e tra essi un minore di 3 anni; considerato che: il focolaio di contagio si è sviluppato successivamente al rientro nella struttura di un'anziana donna infettatasi presso l'ospedale di Pozzuoli, ove si era recata per esigenze dettate da patologia cronica, e per la quale era stato disposto il rientro dopo l'esito negativo, ma fallace, di un test rapido; nell'ospedale puteolano già era in essere un altro focolaio, anch'esso innescato dalla bassa affidabilità di un test rapido, dopo aver eseguito il quale, una paziente positiva era stata ricoverata in area COVID free ; in entrambi i casi, l'ASL NA 2 Nord avrebbe omesso comunicazioni riguardo l'accaduto, sia ai familiari degli anziani degenti, sia ai sindaci delle comunità coinvolte; rilevato che, secondo quanto risulta agli interroganti: l'ASL NA 2 Nord non avrebbe previsto di riservare alcun presidio ospedaliero alla gestione esclusiva dei contagi da COVID-19; non avrebbe altresì nemmeno predisposto presso i reparti dei percorsi separati con protocolli di sicurezza idonei, quali ad esempio lo screening dei pazienti in attesa di ricovero con test performanti ed attendibili; analogamente a quanto disposto per gli altri presidi, anche nel caso della struttura di Serrara-Fontana, i pazienti contagiati sono stati curati nei medesimi ambienti occupati dai non contagiati, ai quali erano state fornite come strumento di protezione delle comuni mascherine chirurgiche invece dei dispositivi di protezione individuale (DPI) filtranti; solo quando quasi tutti gli operatori sanitari erano stati disposti in quarantena per il contagio, l'ASL NA2 Nord si sarebbe fatta carico dell'assistenza diretta dei pazienti contagiati, sostituendo il personale in convenzione con operatori e professionisti dipendenti del vicino ospedale, dotandoli di adeguati DPI e fornendo in maniera indiretta i servizi logistici, come la mensa, ma comunque senza trasferire gli ammalati in un reparto "COVID dedicato" e perpetrando nel rischioso e pericoloso percorso di cura promiscua; è evidente che l'ASL NA2 Nord non ha ottemperato alle indicazioni ministeriali e dell'Istituto Superiore di Sanità, mancando sia di effettuare tamponi a tutti i soggetti che accedono ai presidi ospedalieri, tra cui anche gli asintomatici venuti a contatto con casi positivi, sia di dotare il personale sanitario di adeguati dispositivi di protezione individuale, e disattendendo, infine, l'elaborazione di idonei protocolli di sicurezza con percorsi separati di presa in carico e cura di pazienti contagiati, creando un alto rischio di diffusione a macchia di petrolio del virus nel territorio del comune direttamente investito dal focolaio, ma anche in quello dei comuni limitrofi; ritenuto che: l'estensione del contagio ai comuni ischitani, data la fase acuta ancora in atto e fuori controllo, e considerati gli allentamenti delle misure restrittive a partire dal 4 maggio 2020 per disposizione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020, si presenta come evento verosimile; le linee guida indicano come strategia di contenimento più adeguata la sinergia di azioni puntuali: isolamenti dei positivi, inchiesta epidemiologica, mappatura dei contatti contagiati, anche asintomatici, con test diffusi; i tamponi orofaringei per la ricerca del virus SARS-Cov- 2 sono ritenuti universalmente più efficaci dei test rapidi utilizzati in Regione Campania e sono gli unici raccomandati dal Ministero della salute, si chiede di sapere: se, considerata la critica congiuntura epidemiologica, il Ministro in indirizzo intenda attivarsi affinché siano intensificate le attività di monitoraggio e sorveglianza, incrementando il numero dei test diagnostici sull'isola di Ischia; se non ritenga doveroso avviare un'indagine in merito a quanto accaduto presso l'RSA "Villa Mercede" al fine di individuare i soggetti responsabili e accertare quali motivazioni abbiano spinto l'ASL NA2 Nord, di pertinenza territoriale, ad adoperare test rapidi con bassa affidabilità, già sconsigliati dal Ministero stesso, dall'Organizzazione mondiale della sanità e dall'intera comunità scientifica, nonché le ragioni per cui non si sia proceduto a trasferire i degenti contagiati presso plessi dotati di percorsi idonei al trattamento del COVID-19, nonostante l'insistenza dei sintomi; se non ritenga opportuno adoperarsi nelle sedi di competenza perché la retta per l'ospitalità presso "Villa Mercede" (che a seconda dell'ISEE varia da 400 a ben 1.800 euro mensili) venga sospesa per il periodo relativo alla degenza da pazienti contagiati; se non ritenga altresì necessario intervenire affinché gli operatori socio-sanitari che hanno operato presso la struttura, ricevano la retribuzione non ancora percepita, visto che ad oggi vantano un credito per cinque mensilità arretrate. Atto n. 3-01583 CASTELLONE DE LUCIA LA MURA ANGRISANI MORONESE RICCIARDI MAUTONE SANTILLO VACCARO GIANNUZZI Al Ministro della salute Premesso che: il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, all'articolo 3, ha disposto l'adozione di piani per la gestione dell'emergenza sanitaria, prevedendo il coinvolgimento anche delle cliniche private a supporto del potenziamento dell'assistenza nelle strutture pubbliche; con il successivo decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, all'articolo 32, è stato poi previsto che le Regioni potessero riconoscere alle strutture private accreditate, inserite nei piani adottati in attuazione del suddetto articolo 3 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, la remunerazione di una specifica funzione assistenziale per i maggiori costi correlati all'allestimento dei reparti e alla gestione dell'emergenza COVID-19;