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PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, prendo la parola dopo due interventi di opposizione, o forse mi sbaglio, presidente Marino? Abbiamo sentito quella che dovrebbe essere una forza di maggioranza svolgere un intervento sulla fiducia che pare davvero annoverare un'ulteriore componente politica tra le opposizioni a questo Governo. Quello che voglio sottolineare è che qui oggi si sta marcando sempre di più la crisi del Parlamento e si sta definendo in modo molto preoccupante quasi un conflitto tra il parlamentarismo, che è alla base della nostra Costituzione, e chi invece al Governo interpreta in modo gerarchico e autocratico il modo di svolgere il proprio ruolo. Vede, Presidente, oggi ci troviamo a dover discutere della fiducia a uno dei tanti decreti legge, quei tanti decreti analgesici che stanno rispondendo alla drammaticità di questo periodo, e lo stiamo facendo con la quarantanovesima - se non ho fatto male i conti - fiducia. Stiamo quindi per arrivare alle cinquanta fiducie, una cosa inaudita e inaccettabile. Vorrei destinare almeno qualche secondo del mio intervento ad alcuni aspetti positivi. Ma, prima di entrare nel merito dei provvedimenti che Fratelli d'Italia è riuscito ad ottenere in questo decreto-legge, voglio ringraziare coloro che ci mettono la faccia. Voglio ringraziare i Presidenti delle due Commissioni, i senatori Girotto e D'Alfonso, che hanno dovuto mettere la propria faccia in un percorso dei lavori che ha visto il Parlamento di fatto esautorato - come spiegherò - del proprio ruolo. Il mio ringraziamento è rivolto poi anche ai due Sottosegretari, alla sottosegretaria Guerra e al sottosegretario Freni, che hanno partecipato ai confronti in Commissione e hanno cercato di dare un momento di conforto a quei parlamentari che si vedono espropriati del proprio ruolo. Dovete sapere - ma lo devono sapere gli italiani - che sostenere questo Governo, cioè dare il voto di fiducia a questo Governo - come si accingono a fare anche i colleghi che nelle dichiarazioni di voto, per non dire nelle dichiarazioni al di fuori dell'Aula, esprimono le più grandi critiche nei confronti del Governo - vuol dire ricordare che le Commissioni parlamentari non sono in grado di svolgere il proprio lavoro. Noi siamo arrivati qui domenica pomeriggio alle ore 18, pieni di buona volontà, lasciando le nostre famiglie, per lavorare e modificare un provvedimento del Governo. Siamo rimasti fino alle 3 di mattina nelle Commissioni 6 a e 10 a riunite per cercare di fare questo. Ebbene, noi abbiamo iniziato a lavorare e in quel momento abbiamo iniziato a votare degli emendamenti che, neppure di fatto, ci erano stati resi noti. Normalmente, si richiede che ci siano almeno ventiquattr'ore per poter lavorare sugli emendamenti. Invece, le riformulazioni sono arrivate, di fatto, nel momento della votazione. Quindi, il Parlamento è stato privato del suo ruolo. Vorrei che il Presidente della Repubblica, da attento conoscitore e difensore della Costituzione, voglia dare un segnale, perché è inaccettabile, signor Presidente, che le Commissioni e i parlamentari non possano svolgere il proprio compito. Apprendere di emendamenti riformulati nel momento in cui dobbiamo iniziare a votare vuol dire non poter svolgere il proprio compito, o comunque votare gli emendamenti non per conoscenza degli stessi, ma magari a seconda che siano della maggioranza o dell'opposizione. Basterebbe questo, colleghi, per spiegare perché Fratelli d'Italia conferma - come ha fatto fin dall'inizio - il proprio no a questo Governo che ha messo davvero una pietra tombale sul ruolo e sulle funzioni del nostro Parlamento. Questo, tuttavia, è un decreto-legge che anche da un punto di vista tecnico esprime la propria inconsistenza. Dobbiamo ricordare, signor Presidente, che le coperture di questo decreto sono assolutamente labili e inconsistenti. Ma sappiamo - abbiamo anche letto i commenti - che il tutto è a rischio di ricorsi, perché si stanno utilizzando le tassazioni dei sovrapprofitti, che di per sé possono anche essere una cosa accettabile e condivisibile in un momento come quello attuale, ma solamente fin tanto che effettivamente si tassano i sovrapprofitti. Ma quando per tassare i sovrapprofitti si dimostra di non conoscere neppure le più elementari regole della contabilità, di non conoscere neppure la differenza tra il profitto e l'imponibile IVA, e quindi si finisce magari per tassare le accise; quando il Governo dei migliori, signor Presidente, tassa le accise, vuol dire che non capisce nulla di contabilità; vuol dire che non conosce la legge IVA; vuol dire che sta prendendo in giro il sistema imprenditoriale italiano. (Applausi) . Queste sarebbero le coperture? Poi, però, quando Fratelli d'Italia responsabilmente fa appello alla maggioranza, chiedendo che a copertura di provvedimenti di importanza e di peso per lo sviluppo del Paese si considerino le retroazioni fiscali delle norme, la Ragioneria ci dice che non si può. Quindi, si possono utilizzare delle coperture che verosimilmente saranno bocciate dagli organi della giurisprudenza e della giustizia, ma non si possono considerare le retroazioni fiscali. Questo è quello che sta facendo il Governo dei migliori. Questa è la presa in giro del Parlamento, ma più ancora degli italiani. Ciò nonostante, Fratelli d'Italia ha cercato di porre rimedio all'inconsistenza nei contenuti, nelle coperture e nella forma del decreto, cercando di apportare all'analgesico fornito qualche positività. Di questo ringrazio i colleghi parlamentari che ci hanno supportato; - ringrazio il Presidente e i Sottosegretari che - come ho detto prima hanno compreso la frustrazione del Parlamento e anche le motivazioni costruttive e propositive che una forza politica come Fratelli d'Italia ha voluto apportare nella propria critica a un provvedimento nell'interesse del Paese. Siamo quindi lieti e fieri di dire che, grazie a noi, si è pervenuti a un provvedimento che permette di far retrodatare gli effetti del differimento termini per malattia e infortunio dei professionisti all'inizio della emergenza Covid, e quindi al 31 gennaio 2020, coprendo così quelle che erano a rischio di sanzioni per essersi ammalati nel primo anno di Covid, peraltro quello peggiore. Ringraziamo quindi il Governo per aver accettato questo nostro impegno. Siamo fieri di aver ottenuto una proroga nella valutazione degli avvisi di irregolarità da trenta a sessanta giorni del termine per pagare o contestare gli avvisi di irregolarità dell'Agenzia delle entrate, rispondendo a sollecitazioni tanto dei dipendenti dell'Agenzia, quanto dei colleghi commercialisti e, quindi, dei contribuenti siamo fieri. Siamo fieri - e apprezzo che anche il senatore Marino, presidente di una forza di maggioranza, lo abbia detto nel suo intervento - di aver ottenuto che il bonus carburanti sia esteso a tutti i datori di lavoro privati e non solamente alle aziende. Ricordiamo però al Governo che le aziende non sono tutto il mondo economico e, quindi, ora anche gli studi professionali potranno godere di questo bonus . Concludo, signor Presidente, ricordando al Governo un impegno, almeno quello, e mi rivolgo alla correttezza del sottosegretario Guerra: