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cittadini, dipendenti, lavoratori, imprenditori, partite IVA che veramente hanno subito l'asfissia di un'emergenza. Abbiamo dovuto gestire due emergenze: la prima guerra è stata sanitaria ed è stata combattuta nelle corsie degli ospedali, con medici lasciati senza farmaci, senza DPI, senza posti letto. Hai voglia a dire che gli altri hanno fatto. In primo luogo, noi siamo stati colpiti per primi al mondo; nel mondo occidentale, l'Italia è stata la prima Nazione più colpita nel suo cuore produttivo, la Lombardia, quella che a noi sta a cuore come tutte le altre parti d'Italia. Se oggi arriviamo a ripartire e a vivere una stagione estiva che non sarà quella che abbiamo nella memoria storica, ma sicuramente un modo per poter dare ossigeno, è perché abbiamo fatto delle limitazioni, con il lockdown , che hanno impedito la diffusione del virus, hanno salvaguardato le zone integre, quella da cui provengo, dove i casi sono bassissimi. Ma se non ci fosse stato il lockdown , i posti letto della mia città sarebbero stati occupati da persone provenienti da altre città. Si parla di autonomie, ma questo mito è stato sfatato, perché qui si parla di solidarietà. Si parla di sostegno, compreso il tanto criticato reddito cittadinanza, ma molta gente sta sopravvivendo proprio grazie a quelle misure. Le risorse previste da tali misure verranno messe in circolo per sostenere l'economia, perché non siamo strumenti isolati: siamo un'unica barca, anzi purtroppo una zattera, per come è stata ridotta l'Italia. Dobbiamo, però, lavorare insieme uniti. Queste cose sono state fatte da noi. Si parla spesso di fake news e si è sentito dire che il presidente Conte appare in televisione e che annunci. Ebbene, il presidente Conte, come il Governo e la maggioranza, hanno lavorato. Ben altre forze sono riconosciute anche a livello internazionale per essere fake news generator , finite nelle classifiche internazionali. Ahimè, al pari di questa classifica, leader che governano altre Nazioni hanno sottovalutato la situazione e non l'hanno gestita come noi abbiamo fatto. Ma adesso stanno molto peggio di noi, che siamo partiti prima. Stiamo ripartendo, ma ci sono Nazioni ancora in sofferenza che non hanno trovato soluzioni non adottando i nostri principi. Ritengo quindi che abbiamo fatto un ottimo lavoro. Non elenco tutti i provvedimenti assunti, perché in tutta questa lunga e profonda discussione ne abbiamo parlato a fondo e li abbiamo elencati tutti. I 400 miliardi, il decreto-legge liquidità, il decreto-legge crescita e il decreto-legge rilancio sono misure reali; e si sono cercate le risorse nei bilanci dove non c'erano, con grosso sacrificio. Le stiamo cercando anche in Europa con una credibilità che oggi ci viene riconosciuta a livello internazionale, perché ci poniamo come persone serie, competenti e credibili. La credibilità è il nostro valore e su questo lavoriamo. Possiamo andare tranquillamente fieri. Forse "fieri" è una parola troppo grande e non si può mai essere fieri quando si conduce una battaglia e stiamo conducendo una battaglia: ci sono morti, persone che soffrono, imprese che hanno grosse difficoltà di cui siamo consapevoli. Dobbiamo impegnarci per dare loro le migliori soluzioni in queste difficili condizioni per pensare a un futuro migliore che affronteremo insieme con coraggio. Mi auguro che, anche in questo consesso, maggioranza e opposizioni possano lavorare insieme, come forse fino ad ora non è mai avvenuto, neanche negli ultimi tempi. Con rammarico penso al Portogallo, dove il leader dell'opposizione ha detto che oggi c'è la guerra e quindi lavorano insieme, e domani considereranno le politiche, le problematiche e gli errori, ma non oggi. Quindi andiamo avanti con la fiducia. Il confronto c'è stato. Il provvedimento è stato migliorato: si sono trovate molte soluzioni, sicuramente non tutte; ne dovremo trovare altre e dovremo continuare il lavoro. Ma noi siamo qui a lavorare per i cittadini italiani e continueremo a farlo con orgoglio, dignità e nell'interesse generale. Per questo ringrazio tutti i miei colleghi, il Governo e quanti hanno contribuito ai provvedimenti posti in essere. Continuiamo a lavorare. (Applausi). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, il Gruppo per le Autonomie esprimerà un voto favorevole al provvedimento in esame, che è uscito sensibilmente migliorato nel corso della sua trattazione alla Camera. Questa è la riprova dell'importanza del lavoro del Parlamento, seppure, anche questa volta, ci troviamo a dover ratificare quello che è stato fatto alla Camera. È una prassi ormai consolidata, ma è una abitudine inaccettabile, e spero tanto che in futuro il Governo si ricreda su questo punto. Inoltre, pensando al prossimo decreto-legge rilancio - un provvedimento che vale due leggi di bilancio -, se non ci saranno due letture complete da parte di entrambe le Camere, vedo anche profili di incostituzionalità. (Applausi). Lo ripeto: spero davvero che il Governo su questo punto si ricreda. Dispiace anche che, su un provvedimento importante come questo, decreto-legge liquidità (considerando che non so quanti altri provvedimenti di tale importanza saranno approvati in questa legislatura e fermo restando che sono contento che lei, signora Sottosegretario, sia qui con noi), anche come forma di rispetto non sia presente il Ministro a discutere con noi delle norme. Entrando nel merito, credo che la notizia migliore stia nell'alleggerimento del carico burocratico per accelerare l'accesso alle risorse da parte delle imprese. Bene, quindi, le novità riguardanti l'autocertificazione, lo stop alla segnalazione alla centrale dei rischi; bene anche l'esclusione dalla responsabilità per le imprese che adottano correttamente protocolli di sicurezza sanitaria. Altrettanto importante, poi, è la norma contabile a favore del settore turistico-alberghiero con la rivalutazione gratuita dei beni d'impresa e delle partecipazioni risultanti dal bilancio al 31 dicembre 2019. Si tratta di un altro elemento a favore del settore, pur sapendo che la grande questione è legata alla riattivazione del mercato turistico, quindi della piena libera circolazione a livello europeo. Come ci ricordano i dati più recenti, questo settore, al pari di quello delle costruzioni, è il più esposto ai rischi dell'insolvenza. Bene l'impegno che il Governo sta mettendo su questo fronte, ma è chiaro che, dopo l'improvvisa retromarcia austriaca, ci vuole un impegno anche da parte della Commissione europea, oltre a quello del Governo e a quello che, nel nostro piccolo, noi, come zona di confine, cerchiamo di porre nelle nostre trattative con il Governo austriaco. Schengen è un diritto dei cittadini europei e oggi nulla ne giustifica più la sospensione. Tornando alle misure, altrettanto significativo è l'allargamento dei finanziamenti e i tempi di restituzione per le imprese, a cominciare da quelli garantiti al 100 per cento dallo Stato. Il passaggio da 25.000 a 30.000 euro e da sei a dieci anni per la restituzione non è un elemento trascurabile;