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considerato che: il Governo Gentiloni, in data 28 febbraio 2018, ha accolto e firmato una pre intesa con la Regione Veneto per la concessione di maggiore autonomia su alcune determinate materie, quali: la tutela e valorizzazione dell'ambiente e dell'ecosistema, la tutela della salute, l'istruzione, la tutela del lavoro e i rapporti internazionali e con l'Unione europea; successivamente, il 12 giugno 2018, il presidente della Regione Veneto ha avanzato una nuova richiesta per ottenere maggiore autonomia su un totale di ben 23 competenze, nonché, di poter trattenere i 9 decimi del gettito riscosso all'interno del territorio regionale; il Ministro in indirizzo ha promesso che la nuova intesa si sarebbe conclusa entro il 22 ottobre 2018, ovvero la data in cui ricorre l'anniversario del referendum che si è svolto sul tema dell'autonomia sempre nella stessa Regione; ad oggi, le promesse ripetutamente annunciate sia dal ministro Stefani, nonché dal presidente Zaia, tra l'altro facenti parte dello stesso partito che oggi siede al Governo rispettivamente del Paese e della Regione, non ritrovano alcun riscontro nei fatti; quando due lustri fa fu avanzata una richiesta simile sempre da parte delle Regione Veneto con Zaia vicepresidente, il Governo nazionale, una volta giunta la richiesta, vide nel frattempo lo stesso Zaia entrare a far parte di quel Governo come Ministro, ed anche in quell'occasione purtroppo tutto si risolse in un nulla di fatto, si chiede di sapere quali atti il Ministro in indirizzo intenda adottare, o abbia già adottato, per dare una risposta concreta ed entro tempi certi ai cittadini veneti riguardo alla richiesta di maggiore autonomia avanzata dal presidente Zaia relativamente alle 23 competenze richieste, nonché alla possibilità di trattenere i 9 decimi del gettito riscosso all'interno del territorio del Veneto. Atto n. 3-00439 AGOSTINELLI MORONESE ACCOTO LA MURA NUGNES Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il decreto interministeriale 20 aprile 2005 istituisce il parco museo minerario delle miniere dello zolfo delle Marche in applicazione di quanto disposto dall'art. 15, comma 2, della legge n. 93 del 2001; l'art. 3 del decreto stabilisce che la gestione del parco è affidata al consorzio del parco costituito da Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dalla Regione Marche, dalla Provincia di Ancona, dalla Provincia di Pesaro ed Urbino, dalle Comunità montane dell'alta Valmarecchia, del Catria e Cesano, dell'Esino-Frasassi e dai Comuni di Arcevia (Ancona), Novafeltria, Pergola e Sant'Agata Feltria (Pesaro e Urbino), Sassoferrato (Ancona) e Talamello (Pesaro e Urbino); l'art. 8 del decreto definisce inoltre che, nelle more dell'approvazione dello statuto e del riconoscimento della personalità giuridica di diritto pubblico del consorzio, è costituito il comitato di gestione provvisoria che esercita tutti i poteri di indirizzo, controllo e gestione, ed è composto da un presidente, nominato dal Ministro previo parere della Regione Marche, e da otto componenti nominati dal Ministro; il decreto ministeriale n. 60 del 16 marzo 2017 approva lo statuto dell'ente, che all'art. 11, comma 1, sancisce: "Il Consiglio Direttivo è composto dal Presidente e da sei componenti nominati dal Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare secondo le seguenti modalità: a) un rappresentante del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare su designazione del Ministro stesso; b) un rappresentante del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo su designazione del Ministro stesso; c) un rappresentante dell'Istituto Superiore per la Protezione e della Ricerca Ambientale (ISPRA) su designazione dell'Istituto stesso; d) un rappresentante della. Regione Marche su designazione della Regione medesima; e) due rappresentanti degli Enti locali costituenti il Consorzio designati a maggioranza relativa degli stessi"; considerato che: le designazioni di 5 componenti del consiglio direttivo risultano già avvenute, mancando solo il componente designato dal Ministro nonché il presidente; alla luce delle dimissioni dei componenti del comitato di gestione provvisoria, l'ente si trova dal mese di agosto 2018 sprovvisto dell'organo di indirizzo, controllo e gestione, restando in carica il solo presidente che deve garantire esclusivamente l'attività ordinaria del parco, si chiede di sapere se e quali provvedimenti intenda adottare il Ministro in indirizzo per porre fine alla provvisorietà e restituire la piena funzionalità al parco così da perseguire, come da statuto, il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio ambientale, etno-antropologico, storico-culturale e tecnico-scientifico dei siti, beni e tradizioni legati alla storia e alla cultura mineraria. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00436 DE PETRIS ERRANI Al Ministro dell'interno Premesso che: la data fissata per le elezioni regionali in Abruzzo, il 10 febbraio 2018, contrasta a parere degli interroganti con il buon senso, la democrazia e una corretta gestione del denaro pubblico. La campagna elettorale si svolgerà nei mesi più freddi dell'anno. Quelli da emergenza neve. La scelta meno opportuna per favorire la partecipazione popolare e l'elettorato attivo e passivo. Le liste che dovranno raccogliere le firme per presentarsi dovranno fare banchetti per strada col gelo. Per non parlare poi di comizi, affissioni o volantinaggi. Persino la possibilità di recarsi ai seggi in tanti comuni montani e delle aree interne sarà problematica; inoltre, si prefigura un gigantesco spreco di denaro pubblico, di almeno 6 milioni di euro, mentre a maggio c'è una tornata di elezioni europee e amministrative. Eppure, c'è una norma che prevede l'election day : l'articolo 7 del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni dalla legge n. 111 del 2011; infatti, accanto alla normativa regionale, l'articolo 7, del decreto-legge citato prevede: "1. A decorrere dal 2012 le consultazioni elettorali per le elezioni dei sindaci, dei Presidenti delle province e delle regioni, dei Consigli comunali, provinciali e regionali, del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, si svolgono, compatibilmente con quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, in un'unica data nell'arco dell'anno. 2. Qualora nel medesimo anno si svolgano le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia le consultazioni di cui al comma 1 si effettuano nella data stabilita per le elezioni del Parlamento europeo"; il comma 2 dell'articolo non fa salva (come invece il primo) la compatibilità con gli ordinamenti degli enti territoriali e, dunque, deve trovare applicazione a tutte le elezioni di tali enti che si debbano tenere nel medesimo anno solare delle elezioni europee.