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Non va nell'interesse pubblico tutto quello che sta avvenendo. Io ritengo che sia molto molto grave e questa maggioranza ne dovrà rispondere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, mi è difficile intervenire da medico dopo un intervento così preciso da parte di un'insegnante. Vorrei solo ricordare che in termini medici «effetto grave» significa un effetto che ti impedisce di svolgere la tua attività quotidiana, quindi un effetto grave è anche un rialzo febbrile di ventiquattro ore. È evidente che la battaglia contro il Covid-19 non è conclusa. L'arrivo dei vaccini a fine 2020 ci aveva fatto sperare in una soluzione rapida, ma nonostante un numero di immunizzati sempre più alto, i contagi a livello mondiale non si fermano. Sono stati registrati 4,4 milioni di nuove segnalazioni settimanali, il che ha portato i casi a 206 milioni dall'inizio della pandemia. Questo non vuol dire che i vaccini non abbiano rallentato il fenomeno e salvato una infinità di vite. Mi rendo conto, come medico prima che come parlamentare, che le parole della scienza possono essere poco comprensibili ai più, e ne abbiamo appena avuto una dimostrazione, inoltre sono spesso strumentalizzate e utilizzate in maniera impropria. Abbiamo visto, in questi mesi, come sia facile creare confusione. La soluzione miracolosa, l'idea del Covid zero, di eliminare le regole e tornare a una vita normale subito è molto allettante, anche se sappiamo non realizzabile. Sappiamo che dallo scorso anno le cose sono cambiate, abbiamo la variante delta, che ha una grande trasmissibilità e rende più difficile la mitigazione del rischio anche utilizzando altre armi a disposizione, dal green pass , alla mascherina, all'igiene, al distanziamento e certamente, responsabile delle varianti non è stata la vaccinazione, perché le varianti sono arrivate prima che le persone fossero vaccinate. Sicuramente lo strumento più efficace è la vaccinazione, perché riduce in modo sostanziale l'ospedalizzazione e i morti da Covid e lo vediamo dai numeri: per il 96 per cento, le terapie intensive attualmente sono occupate da persone non vaccinate, lo stesso vale per i reparti Covid. Il rischio zero non esiste, ma vediamo come anche se si viene infettati dal virus, se si è vaccinati, la malattia abbia un decorso molto più semplice. I Governi hanno adottato delle scelte dopo aver ridotto, grazie alla ricerca scientifica e ai vaccini, la letalità del Covid ed aver imparato a gestire meglio questo tipo di malati a livello ospedaliero. Hanno scelto di aprire ad una quasi normalità quotidiana anche con strumenti come il green pass per salvaguardare la tenuta sanitaria, sociale ed economica dei Paesi, accettando il fatto che il virus continuerà comunque a provocare altri decessi per un certo periodo, ma senza più i numeri drammatici del 2020 e senza mettere in difficoltà i servizi sanitari nazionali, che hanno già molte difficoltà per tutti i malati non Covid, ad esempio gli oncologici, per i quali il fatto di non aver potuto ricevere le cure e gli screening necessari precedentemente in questo anno ha prodotto effetti che vedremo nei prossimi anni, con altri morti. Il rischio zero non esiste, il nemico - ricordiamolo ancora una volta - è il virus. Dobbiamo accettare una certa dose di rischio e non esiste nessun vaccino al mondo, per nessun tipo di malattia, che dia la garanzia di una copertura al 100 per cento, questo lo si sa, neanche il vaccino contro il virus influenzale. (Applausi) . Ci si basa sulla percentuale di rischio. Nel 2017, quando era in discussione il decreto Lorenzin, ho sentito di tutto in quest'Aula e sia io sia mia figlia abbiamo ricevuto moltissime minacce di morte per aver difeso la vaccinazione obbligatoria, ma quello che sempre si valuta è quale sia il rischio minore: se un'encefalite da morbillo capita ad un bambino ogni 100.000, un'encefalite post vaccinica capita, purtroppo, ad un bambino ogni milione, quindi i numeri dovrebbero parlare da soli. Sappiamo che l'unica strada realistica per superare questo tragico periodo storico è il green pass . Sappiamo cosa bisogna fare per ottenerlo: avere la vaccinazione o il test molecolare o antigenico negativo. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di esaminare approfonditamente il decreto-legge, vista la scadenza, ma devo dire che condivido le modifiche prospettate dalla Camera dei deputati, ispirate al buon senso, come l'estensione del green pass da nove a dodici mesi per i vaccinati con due dosi e per i guariti. È stato poi semplificato - cosa molto importante - l'accesso dei familiari con green pass alle strutture sanitarie, per evitare ulteriori condizioni di isolamento dei malati. Manca ancora qualcosa: ad esempio ci sono le regole relative al green pass nei mezzi di trasporto, negli aerei, e quant'altro, ma non ci sono regole per il trasporto pubblico locale. Il Gruppo Forza Italia conferma dunque la sua coerenza nel voler tutelare la maggioranza dei cittadini, garantendo sicurezza nei luoghi di lavoro, a scuola, nei mezzi di trasporto e nei trasporti pubblici locali. Guardiamo all'apertura delle scuole: sarà forse un caso che, da ieri, a Bolzano ci siano tre intere classi in quarantena, visto che la provincia di Bolzano è una terra no vax, in cui il tasso di vaccinazione è bassissimo? Credo che forse non sia un caso e ciò sarebbe da valutare, anche nell'ottica di chi sostiene che il vaccino non serve. In conclusione, vorrei citare la sentenza del TAR del Friuli-Venezia Giulia, secondo cui è legittimo sospendere i sanitari no vax, per il preminente diritto alla salute, nella sua dimensione collettiva, rispetto alla libertà di autodeterminazione del singolo. È vero che è stata fatta una comunicazione sbagliata, ma credo che comunque ci siano sacche della popolazione che, anche se ci fosse stata una comunicazione giusta, non sarebbero convinte - e lo abbiamo sentito - dal momento che c'è ancora qualcuno che sostiene che il vaccino crea, praticamente, un microchip di mRNA nel corpo, che ci rende più facilmente controllabili. È evidente che di fronte a queste argomentazione, come sulle scie chimiche, non solo la scienza, ma qualsiasi persona di buon senso, non può ribadire niente. Ritengo dunque che la conversione in legge del decreto-legge in esame sia da votare con convinzione e mi auguro che il Governo assuma delle decisioni anche più drastiche, in attesa dei numeri delle prossime settimane, per allargare il più possibile la necessità del green pass . (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, stiamo discutendo la conversione in legge di un provvedimento molto importante, che sta dimostrando di essere abbastanza divisivo, pur partendo da pregevoli intenzioni. Permettetemi di fare una considerazione, forse un po' provocatoria, per indurre a riflettere sulla dinamica normativa che ci attende. Siamo sicuri che il green pass , così come è stato ideato, sia la soluzione? Vero è che le continue e non univoche notizie al riguardo fanno sì che molta dell'efficacia ipotizzata venga meno.