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1 All'articolo 28 della legge 26 luglio 1975, n. 354, sono apportate le seguenti modificazioni: a alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e diritto all'affettività »; b sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « Particolare cura è altresì dedicata al mantenimento dei rapporti affettivi. A tal fine i detenuti e gli internati hanno diritto ad una visita al mese, della durata minima di sei ore e massima di ventiquattro ore, da parte delle persone autorizzate ai colloqui. Le visite si svolgono in unità abitative appositamente attrezzate all'interno degli istituti penitenziari, con percorsi dedicati ed esterni alle sezioni, senza controlli visivi e auditivi. È data la precedenza a coloro che non possono esercitare la relazione affettiva in ambiente esterno. Possono essere autorizzati incontri con frequenza ravvicinata per coloro che, a causa della distanza o delle condizioni soggettive della persona a loro affettivamente legata, non possono fruirne con cadenza regolare. L'autorizzazione è negata quando l'interessato ha tenuto una condotta tale da far temere comportamenti prevaricatori o violenti ovvero quando sussistono elementi concreti per ritenere che la richiesta abbia finalità diversa da quella di esercitare la relazione affettiva ». 2 Al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 37: 1 al comma 5, dopo il primo periodo è inserito il seguente: « Per i detenuti con figli minori di quattordici anni, i colloqui devono svolgersi in locali distinti, dotati preferibilmente di spazi all'aperto e con possibilità di attività ludiche e ricreative, a sostegno dell'infanzia e dell'accoglienza dei minori. »; 2 al comma 8, il secondo periodo è soppresso; 3 al comma 9, le parole: « a dieci anni » sono sostituite dalle seguenti: « a quattordici anni », ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « I colloqui si svolgono in locali distinti, adeguatamente allestiti, preferibilmente con un'area verde attrezzata, dotati di spazi all'aperto, con possibilità di consumazione di un pasto. »; 4 dopo il comma 13 è aggiunto, in fine, il seguente: « 13 - bis . Ferme restando le modalità previste dall'articolo 18, terzo comma, della legge, per le persone ammesse ai colloqui è consentito ai detenuti e agli internati effettuare una volta al mese, con priorità per le famiglie con i figli minori di quattordici anni, nei giorni festivi, un colloquio di durata non inferiore a tre ore, in locali appositi o all'aperto, per consumare un pasto o effettuare un'attività all'aperto con i propri figli e familiari »; b all'articolo 61, comma 2, la lettera b) è sostituita dalla seguente: « b) promuovere progetti interistituzionali e protocolli d'intesa volti alla creazione di “sportelli della famiglia” per il ripristino e il rinforzo delle funzioni genitoriali e il superamento delle situazioni di disagio familiare ». 2 (Modifica all'articolo 30 della legge n. 354 del 1975, in materia di permessi) 1 Il secondo comma dell'articolo 30 della legge 26 luglio 1975, n. 354, è sostituito dal seguente: « Analoghi permessi possono essere concessi per eventi familiari di particolare rilevanza, al fine di favorire il mantenimento delle relazioni familiari e sociali ». 3 (Introduzione dell'articolo 30- quinquies della legge n. 354 del 1975 in materia di permessi familiari) 1 Dopo l'articolo 30- quater della legge 26 luglio 1975, n. 354, è inserito il seguente: « Art. 30- quinquies. – (Permessi familiari) – 1 . Fuori dei casi previsti dagli articoli 30 e 30- ter , il magistrato di sorveglianza può concedere ai condannati un ulteriore permesso, di durata non superiore a dieci giorni in ciascun semestre di carcerazione, da trascorrere con i soggetti autorizzati al colloquio al fine di coltivare specificamente interessi affettivi. Il permesso non è concesso quando vi è il pericolo che il condannato, durante il periodo di permesso, possa commettere nuovi reati ovvero che, allo scadere del periodo di permesso, non rientri nell'istituto. Il provvedimento è soggetto a reclamo al tribunale di sorveglianza secondo le procedure di cui all'articolo 30- bis ». 4 (Modifiche all'articolo 39 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, e all'articolo 41- bis della legge n. 354 del 1975, in materia di corrispondenza telefonica) 1 All'articolo 39 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . In ogni istituto è installato un numero di apparecchi telefonici digitali sufficiente a garantire l'applicazione di quanto disposto dal comma 2, collocati in locali esterni alla sezione e destinati alle sole telefonate. A ciascun detenuto è consegnata una scheda telefonica prepagata dotata di un numero di minuti pari a quello risultante dal comma 2 »; b al comma 2, le parole: « una volta alla settimana » sono sostituite dalle seguenti: « almeno tre volte alla settimana. È possibile effettuare più telefonate, nell'arco della settimana, entro una durata massima complessiva pari all'ammontare di quelle stabilite. », e il terzo periodo è soppresso; c al comma 3, le parole: « a dieci anni » sono sostituite dalle seguenti: « a quattordici anni »; d al comma 6, la parola: « dieci » è sostituita dalla seguente: « venti »; e il comma 8 è sostituito dal seguente: « 8 . I condannati e gli internati possono essere autorizzati a effettuare ulteriori colloqui telefonici con le persone autorizzate, oltre i limiti consentiti al comma 2, a proprie spese, mediante scheda telefonica prepagata fornita dall'istituto. »; f il comma 9 è abrogato; g al comma 10 sono premesse le seguenti parole: « Ad eccezione di quanto stabilito nel comma 10- bis , »; h dopo il comma 10 è aggiunto, in fine, il seguente: « 10 - bis . Ogni istituto penitenziario è dotato di una o più linee telefoniche audiovisive destinate ai soli minori di anni quattordici, figli di detenuti e internati, che vogliono mettersi in contatto con i propri genitori, secondo tempi e modalità stabiliti dal regolamento interno dell'istituto ». 2 Alla lettera b) del comma 2- quater dell'articolo 41- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, le parole: « solo per coloro che non effettuano colloqui » sono soppresse, e le parole: « dieci minuti » sono sostituite dalle seguenti: « venti minuti ». 5 (Introduzione dell'articolo 39- bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000, in materia di collegamenti audiovisivi) 1 Dopo l'articolo 39 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000 è introdotto il seguente: « Art. 39- bis.