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l'articolo 3, rubricato "Rilascio, contenuto e modalità di escussione della fideiussione", del provvedimento richiamato, nella sua versione originaria, prevedeva che la fideiussione fosse rilasciata da una banca, da un'impresa esercente assicurazioni o da intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale, di cui all'articolo 107 del TUB; la riforma del Titolo V del TUB, prevista dal decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, ha soppresso l'elenco speciale, ex articolo 107, prevedendo che i Confidi che ne fossero iscritti potessero formulare, qualora fossero in possesso dei più restrittivi requisiti prescritti, domanda di iscrizione al nuovo Albo unico degli intermediari finanziari vigilati, previsto dal nuovo art. 106 TUB; l'articolo 385, comma 1, del decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 (Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza) ha modificato l'articolo 3 del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, andando correttamente a sopprimere il riferimento all'art. 107 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, in quanto non più vigente al momento dell'approvazione di tale norma; la norma citata si è, tuttavia, limitata a prevedere che gli unici soggetti abilitati al rilascio di una fideiussione nel caso di un trasferimento di un immobile da costruire siano le banche e le imprese esercenti assicurazioni, omettendo il riferimento ai Confidi iscritti all'Albo degli intermediari finanziari, di cui all'art. 106 TUB, che include unicamente quei Confidi, già iscritti all'elenco speciale di cui all'art. 107 del TUB previgente, in possesso dei requisiti più stringenti dettati dalla nuova normativa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, alla luce del fatto che ai sensi del Testo unico bancario (TUB) l'attività di rilascio di garanzie è riservata anche ai Confidi maggiori, iscritti nell'albo, ex art. 106 del TUB, non ritenga opportuno chiarire che gli stessi possano comunque considerarsi autorizzati al rilascio di fideiussioni anche nei casi previsti dall'articolo 3 del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122. Atto n. 4-05530 STABILE Al Ministro della salute Premesso che: il cittadino italiano che abbia completato il ciclo vaccinale anti COVID può uscire liberamente dai confini nazionali con il documento che attesta la sua acquisita immunità, ma al rientro in Italia deve obbligatoriamente, anche se vaccinato, presentare l'esito negativo di un tampone molecolare effettuato nelle 72 ore precedenti; i soggetti vaccinati hanno una probabilità di infettarsi e di trasmettere a loro volta il virus molto bassa, come emerge dai dati scientifici; dall'analisi di diversi studi pubblicati negli USA si può calcolare la media ponderata del tasso di infezione osservato nei vaccinati in America; da tali studi emerge che il tasso di infezione è risultato essere in media 0.62 per cento, su un totale di 49.169 soggetti vaccinati, considerati nei vari studi; i primi dati degli studi in corso nel nostro Paese sembrano confermare i risultati degli studi USA; l'ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) in un suo documento del 21 aprile 2021, considera che i viaggiatori completamente vaccinati abbiano un rischio di contagio molto basso; alla luce delle evidenze scientifiche, pare quindi scarsamente motivata la richiesta di tampone molecolare al cittadino italiano regolarmente vaccinato, che rientra in Italia, proveniente dai Paesi di cui all'elenco C, consultabile sul sito del Ministero della salute; altrettanto scarsamente giustificata appare la richiesta di tampone molecolare a chiunque sia regolarmente vaccinato e provenga dai Paesi di cui al citato elenco C, visti anche i conseguenti riflessi negativi sul turismo, che potrebbe comportare il mantenimento di tale obbligo; nell'ambito delle politiche di prevenzione, la libera circolazione dei soggetti vaccinati, eliminando inutili obblighi, apparirebbe come un incentivo ad estendere quanto più rapidamente possibile l'offerta vaccinale anche alle classi di età più giovani, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno rendere libero l'accesso in Italia di chi proviene dai Paesi, di cui all'elenco C del Ministero della salute e che documenti l'avvenuta vaccinazione anti COVID, revocando così l'obbligo di tampone. Atto n. 4-05531 PAPATHEU Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: l'acqua è un diritto e la piena applicazione del diritto umano universale all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, quale riconosciuto dalle Nazioni Unite e sostenuto dagli Stati membri dell'UE, è essenziale per la vita; il servizio idrico è un servizio pubblico essenziale ed i Comuni, in quanto responsabili dell'igiene e della salute dei cittadini, non possono sottrarsi o essere privati in modo preordinato del diritto-dovere di determinare gli assetti organizzativi; l'erogazione di servizi idrici è un monopolio naturale e tutti i profitti derivanti dal ciclo di gestione dell'acqua dovrebbero coprire i costi e la protezione dei servizi idrici e del miglioramento del ciclo di gestione dell'acqua ed essere sempre destinati a tal fine, a condizione che sia tutelato l'interesse pubblico; l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha dichiarato che "l'accesso all'acqua deve essere riconosciuto quale diritto umano fondamentale, essendo l'acqua una risorsa essenziale per la vita sulla terra che va condivisa dall'umanità"; secondo quanto risulta all'interrogante, nella bozza del decreto, recante "Disposizioni urgenti in materia di transizione ecologica", si vorrebbe abrogare l'art. 147, comma 2 -bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, che tutela la gestione autonoma del Servizio Idrico Integrato dei Comuni con i requisiti di legge; l'intento di tale decreto-legge ad avviso dell'interrogante sarebbe quello di far cessare le gestioni comunali dirette, con l'obiettivo di affidarne la gestione a un soggetto industriale esterno al territorio; l'articolo 97 della Costituzione prevede il buon andamento dell'amministrazione, in quanto i comuni possono operare con efficienza ed efficacia assicurando un servizio di qualità; è necessario "mantenere nell'ordinamento italiano una norma coerente con i principi di proporzionalità, ragionevolezza e sussidiarietà, nella convinzione che va scongiurata qualsiasi ipotesi di abrogazione della norma, coerente con le indicazioni del Parlamento Europeo in materia di acqua" e "tutelare le gestioni dirette comunali e prevenire la lesione di posizioni giuridiche e aspettative di diritto dei comuni salvaguardati e salvaguardabili", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, nel testo definitivo del decreto-legge in materia di transizione ecologica in via di emanazione, intenda mantenere inalterato l'art.147, comma 2 -bis , lettera b) , del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, che prevede le gestioni dirette comunali in presenza dei presupposti di legge. Atto n. 4-05532 BARBARO Ai Ministri dell'interno e della cultura Premesso che a quanto risulta all'interrogante: