[massime]

Straniero - Servizio civile nazionale - Requisiti di ammissione - Possesso della cittadinanza italiana - Esclusione degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia - Asserita violazione del criterio direttivo contenuto nella legge delega, il quale prevede l'ammissione al "servizio civile volontario di uomini e donne sulla base di requisiti oggettivi e non discriminatori" - Insussistenza - Non fondatezza della questione.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 1, del decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77, impugnato, in riferimento all'art. 76 Cost., nella parte in cui, prevedendo il requisito della cittadinanza italiana, esclude i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia dalla possibilità di essere ammessi a prestare il servizio civile. Non si ravvisa, infatti, il contrasto della norma censurata con il criterio direttivo contenuto nell'art. 2, comma 3, lett. a) , della legge delega n. 64 del 2001, il quale prevede l'ammissione al «servizio civile volontario di uomini e donne sulla base di requisiti oggettivi e non discriminatori». Il tenore letterale della disposizione, la sua genesi e la collocazione sistematica concorrono a riferirne la ratio alla finalità di eliminare le differenze di genere ai fini dell'accesso al servizio civile. La novità della disposizione in esame è rappresentata sia dal carattere volontario della prestazione, in quanto non più disciplinata in termini di alternatività rispetto al servizio di leva obbligatorio, sia dall'apertura dell'accesso alle donne. Essa risulta, quindi, espressamente volta ad escludere quei criteri selettivi per l'ammissione al servizio civile che possano introdurre una discriminazione sulla base dell'identità di genere dell'aspirante.