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ritenuto, altresì, che, alla luce di una corretta interpretazione degli impegni assunti dal Governo italiano in sede comunitaria, l'obbligo di affidare al mercato, mediante procedure di gara, una quota parte dei lavori da far eseguire a imprese terze deve ritenersi assolto da parte del contraente anche nel caso in cui un appalto non venisse aggiudicato in sede di prima pubblicazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda addivenire in tempi rapidi ad una ridefinizione degli obblighi contrattuali del secondo atto integrativo per consentire, nelle condizioni esposte, la possibilità di affidamenti diretti da parte del contraente generale in modo da ultimare le opere affidate nel rispetto delle tempistiche contrattuali, senza che ciò possa essere considerato quale violazione degli impegni assunti dallo Stato italiano in sede comunitaria. Atto n. 4-03649 PEROSINO Al Ministro dell'interno Premesso che: sempre più sovente i sindaci indossano indifferentemente la fascia tricolore a tracolla della spalla destra o a tracolla della spalla sinistra, arrecando confusione circa la corretta modalità d'uso del distintivo del sindaco; la fascia tricolore, meglio definita come sciarpa o fusciacca, secondo quanto indicato nell'araldica civica è quella "lunga sciarpa indossata sulla spalla destra (e annodata sul fianco sinistro) dal Sindaco e dal Presidente della Provincia, nonché dai loro delegati nelle cerimonie ufficiali"; in origine la legge n. 142 del 1990, all'art. 36, comma 7, così come modificato dalla "legge Bassanini", legge n. 127 del 1997, art. 4, disponeva che: "Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica, da portarsi a tracolla della spalla destra", per cui era chiaro ed evidente che la fascia tricolore dovesse indossarsi pedissequamente "a tracolla della spalla destra"; successivamente però la legge n. 265 del 1999, all'art. 11, comma 14, ha disposto che: "Al comma 7 dell'articolo 36 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come sostituito dall'articolo 4, comma 2, della legge 15 maggio 1997, n. 127, sono soppresse le parole: 'della spalla destra'", creando l'equivoco che la fascia tricolore del sindaco potesse essere indossata senza avere l'obbligo in questione; a ciò si aggiunga che il testo unico dell'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 (TUEL) disciplina l'uso della fascia tricolore all'art. 50, comma 12, che statuisce: "Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune, da portarsi a tracolla. Distintivo del Presidente della Provincia è una fascia di colore azzurro con lo stemma della Repubblica e lo stemma della propria provincia, da portare a tracolla"; il testo unico, pertanto, conferma quanto disposto in precedenza e prevede l'obbligo per il sindaco di indossare la fascia tricolore e per il presidente della Provincia la fascia di colore azzurro portandola solo "a tracolla"; il Ministero dell'interno, al fine di fare chiarezza sul corretto uso della fascia del sindaco, ha emanato la circolare n. 5/1998, sottolineando come la stessa "si caratterizza per il suo valore altamente simbolico"; da ciò discende che, sebbene l'attuale disciplina vigente in materia con l'art. 50, comma 12, del decreto legislativo n. 267 del 2000 non disponga nulla sulla posizione della fascia tricolore , motivi simbolici e storici individuano come modalità più corretta quella di indossare la fascia tricolore sulla spalla destra con la parte verde vicino al collo; tale interpretazione è stata confermata dal Ministero dell'interno, con il parere n. 05.01 del 1° settembre 2004 nel quale si legge: "Al riguardo, si fa presente che il riferimento alla 'spalla destra', originariamente introdotto ad opera del comma 7 dell'art. 36 della legge n. 142/1990, è stato successivamente eliminato dall'art. 11, comma 14 della legge n. 265/99. Tuttavia, sebbene anche l'attuale disciplina vigente in materia nel TUEL non disponga nulla sulla posizione della fascia tricolore, si ritiene che, pur non sussistendone l'obbligo normativo, la modalità più corretta, per motivi di ordine storico ed evidenti esigenze di uniformità, sia pur sempre quella di indossare la fascia tricolore sulla spalla destra con la parte verde vicino al collo", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno diramare una circolare che definisca in modo corretto le modalità di indossare la fascia tricolore da parte dei sindaci, posto che la fascia ha un alto valore simbolico e costituzionale, richiamando il tricolore previsto dall'art. 12 della Costituzione e rappresentando tangibilmente il principio costituzionale dell'unità ed indivisibilità della Repubblica italiana. Atto n. 4-03650 PERGREFFI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'emergenza epidemiologica da COVID-19 se da un lato ha indotto il Governo a disporre la sospensione di molte attività economiche e produttive, non ritenute indispensabili, dall'altro ha messo in seria difficoltà moltissimi imprenditori titolari delle medesime; gli aiuti disposti dal Governo ed erogati nelle ultime settimane hanno la finalità di attenuare l'impatto negativo che la crisi economica, conseguente all'emergenza epidemiologica ed alle misure di contenimento predisposte, ha prodotto nel sistema economico e produttivo; precondizione indispensabile, però, è che gli aiuti vadano ad agevolare le imprese e gli imprenditori, poiché in caso contrario finirebbero per tradursi paradossalmente in inutili appesantimenti burocratici o creerebbero ulteriori difficoltà alle attività già stremate dalla crisi; un esempio del genere si riscontra proprio nel caso di un'azienda artigiana della provincia di Bergamo, che ha usufruito della sospensione dei pagamenti contributivi, prevista ai sensi dell'articolo 61 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", cosiddetto decreto "cura Italia", il quale dispone appunto la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, dal 2 marzo al 30 aprile 2020, in favore di una serie di enti ed imprese; la medesima azienda, produttrice di alberi agitatori e miscelatori, ha sospeso le attività dal 13 marzo al 4 maggio 2020, ed alla riapertura si è trovata a fatturare le lavorazioni effettuate nei confronti di un cliente, il quale ha richiesto di allegare il documento unico di regolarità contributiva (DURC) aggiornato; paradossalmente, la richiesta di emissione del DURC non è stata accettata dalla sede INPS di Bergamo, che ha altresì emesso un invito a regolarizzare la posizione in quanto l'azienda risulta inadempiente per 443 euro, cioè per i versamenti non effettuati ai sensi della sospensione disposta dal decreto-legge;