[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 16, della legge della Regione Puglia 31 dicembre 2007, n. 40 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2008 e bilancio pluriennale 2008-2010 della Regione Puglia), promosso dal Tribunale amministrativo regionale della Puglia nel procedimento vertente tra la Farpower S.r.l. e la Regione Puglia ed altra con ordinanza del 9 settembre 2009, iscritta al n. 4 del registro ordinanze 2010 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 5, prima serie speciale, dell'anno 2010. Visti gli atti di costituzione della Farpower S.r.l. e della Regione Puglia; udito nell'udienza pubblica del 19 ottobre 2010 il Giudice relatore Maria Rita Saulle; uditi gli avvocati Eugenio Picozza per la Farpower S.r.l. e gli avvocati Maria Liberti e Leonilde Francesconi per la Regione Puglia.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Il Tribunale amministrativo regionale della Puglia, con ordinanza del 9 settembre 2009, ha sollevato, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera s), e terzo comma della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art 3, comma 16, della legge della Regione Puglia 31 dicembre 2007, n. 40 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2008 e bilancio pluriennale 2008-2010 della Regione Puglia), nella parte in cui prevede che «la realizzazione dei parchi eolici è disciplinata dalle direttive di cui al Reg. 4 ottobre 2006, n. 16 (Regolamento per la realizzazione di impianti eolici nella Regione Puglia)». Il rimettente impugna, altresì, per effetto del richiamo operato dalla norma censurata, gli artt. da 4 a 8 e gli artt. 10, 13 e 14 del regolamento regionale n. 16 del 2006. Il giudizio principale ha ad oggetto la richiesta di annullamento della determinazione della Regione Puglia - Ufficio Programmazione VIA e Politiche Energetiche n. 342 del 4 giugno 2008 - che, nel richiamare gli artt. 10 e 14, commi 2 e 7, del regolamento n. 16 del 2006, ha negato l'autorizzazione richiesta dalla ricorrente, Farpower S.r.l. , per la realizzazione di un parco eolico. L'atto impugnato era motivato sul presupposto che parte delle opere oggetto di valutazione erano in contrasto con i divieti di cui agli artt. 10 e 14, comma 2, e che, comunque, il rilascio del provvedimento richiesto era subordinato al rispetto del parametro di controllo previsto dall'art. 14, comma 7. Il rimettente, dopo aver rilevato che la materia oggetto del giudizio a quo trova la sua disciplina nel decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 (Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità), ritiene che il regolamento n. 16 del 2006, oggetto del rinvio recettizio operato dall'art. 3 impugnato, sia in contrasto con gli indicati parametri costituzionali. In particolare, le disposizioni impugnate violerebbero sia la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della salute sia quelle concorrenti relative alla produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia e al governo del territorio. Il legislatore regionale avrebbe, infatti, reso obbligatorio uno strumento di pianificazione - i Piani regolatori per l'installazione di impianti eolici (PRIE) - sconosciuto alla legge statale e provveduto ad indicare i criteri in base ai quali si individuano le aree non idonee alla installazione dei suddetti impianti senza il preventivo necessario coinvolgimento dello Stato. In proposito il remittente osserva che gli artt. 4, 5 e 6 del regolamento n. 16 del 2006 disciplinano il contenuto e le modalità di approvazione dei PRIE di cui i Comuni si devono dotare al fine di individuare le aree in cui non è consentito localizzare gli aerogeneratori, indicando l'art 6, comma 3, a prescindere dall'adozione dei suddetti Piani e in attesa delle linee guida statali di cui al comma 10 dell'art. 12 del d.lgs. n. 387 del 2003, specifiche zone ritenute non idonee alla installazione di impianti eolici. I successivi artt. 8 e 10 prevedono, poi, che la valutazione di impatto ambientale relativa agli indicati impianti deve avvenire mediante uno studio comparato delle diverse proposte progettuali concorrenti in uno stesso ambito pianificatorio (ossia in uno stesso PRIE), da tenersi a scadenze prefissate in sede regionale, e ciò al fine di individuare gli elementi di eventuale incongruità o di sovrapposizione tra le diverse installazioni e, quindi, di razionalizzare le relative proposte. In particolare, l'art. 10 detta i criteri ai quali deve attenersi la documentazione che il proponente deve presentare al fine di consentire la valutazione sopra indicata, tra i quali rilevano le prescrizioni a salvaguardia dell'effetto visivo e paesaggistico (lett. b), della flora e della fauna (lett. c), dell'inquinamento acustico (lett. d), della sicurezza (lett. g), della viabilità (lett. h), delle linee elettriche (lett. i), delle pertinenze (lett. j). Il TAR della Puglia osserva, ancora, che, con l'art. 13, il legislatore regionale ha introdotto un indice massimo di affollamento, denominato «parametro di controllo» (P), limitativo del numero di aerogeneratori autorizzabili in determinate aree territoriali e frutto del rapporto tra la somma delle lunghezze dei diametri di tutti gli aerogeneratori (installati e autorizzati in un Comune) ed il lato del quadrato di area uguale alla superficie comunale. Infine, il remittente rileva che l'art. 14 del regolamento n. 16 del 2006 detta disposizioni transitorie particolarmente restrittive applicabili, con effetto di salvaguardia, nelle more dell'approvazione dei PRIE e per un tempo massimo di centottanta giorni, decorsi i quali «si potranno realizzare impianti eolici solo se le Amministrazioni comunali saranno dotate dei suddetti PRIE». In particolare, i commi 2 e 3 dell'art. 14 indicano un insieme di aree non idonee all'installazione di impianti eolici e i criteri in base ai quali è possibile individuare quelle in cui è invece possibile localizzare tali strutture, stabilendo il successivo comma 7 che nell'indicato periodo transitorio il parametro di controllo comunale (P) di cui all'art. 13 è ridotto al valore di 0,25. Così riportato il testo delle norme impugnate, il TAR remittente ritiene che esse, nella parte in cui determinano le zone non idonee alla installazione di impianti eolici e i relativi criteri di individuazione, violerebbero l'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost. Sul punto verrebbe in rilievo l'art. 12, comma 10, del d.lgs.