[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 117, comma 1, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), promosso con ordinanza del 23 aprile 2004 dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Bolzano, nel procedimento penale a carico di E. A. D., iscritta al n. 182 del registro ordinanze 2005 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 14, prima serie speciale, dell'anno 2005. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio dell'8 marzo 2006 il Giudice relatore Paolo Maddalena. Ritenuto che, con ordinanza del 23 aprile 2004 (pervenuta alla Corte l'11 marzo 2005), il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Bolzano ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 117, comma 1, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), «in quanto non estende gli effetti dell'ammissione al gratuito patrocinio quali previsti e specificati dall'art. 107 d. P.R. 30 maggio 2002, n. 115 anche in favore del difensore di ufficio di persona irreperibile» ; che il rimettente – chiamato a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio di taluni imputati in ordine ai reati di detenzione illecita di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti – rammenta che, all'udienza preliminare del 30 gennaio 2004, il difensore d'ufficio di un imputato, che «risulta agli atti come persona irreperibile», ha eccepito l'incostituzionalità dell'art. 117 del d.P.R. n. 115 del 2002; che, evidenzia ancora il giudice a quo, l'eccezione muove dalla constatazione che la disposizione denunciata, inserita nel Titolo III, della Parte III del citato d.P.R. riguardante la “Estensione a limitati effetti, della disciplina del patrocinio a spese dello Stato prevista per il processo penale”, nello stabilire che l'onorario e le spese spettanti al difensore d'ufficio di persona irreperibile siano liquidati nella misura e con le modalità previste dagli articoli 82 e 84 del medesimo d.P.R. n. 115 del 2002, «costringerebbe il difensore d'ufficio di persona irreperibile alla anticipazione di spese anche rilevanti, come nella specie, nella quale gli atti del procedimento sono raccolti in ben quindici volumi»; che diversa sarebbe invece la posizione dei difensori «degli altri imputati, ammessi al gratuito patrocinio, nei cui confronti, ai sensi dell'art. 107 del d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 per effetto dell'ammissione al patrocinio alcune spese sono gratuite – quali le copie degli atti processuali necessarie per l'esercizio della difesa – mentre altre sono anticipate dall'erario», come «l'onorario e le spese agli avvocati»; che, prosegue il rimettente nel dar conto dell'eccezione della parte, il procedimento penale in corso «costituisce il frutto di attività di ricerca della prova di notevole spessore e complessità, che ha comportato l'acquisizione di un ingente quantitativo di atti di indagine, la conoscenza e il possesso, in copia, dei quali costituisce un evidente diritto della difesa al fine di consentirle di esplicare pienamente le proprie prerogative»; che, pertanto, «una lettura costituzionalmente orientata della normativa in esame dovrebbe consentire di estendere anche al difensore di ufficio di indagato/imputato irreperibile la disciplina, con relativi benefici, prevista dall'art. 107 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115», evitandosi in tal modo di equiparare ingiustamente «due situazioni del tutto differenti: l'impossibilità di presentare istanza da parte del soggetto irreperibile (in quanto, come tale, non a conoscenza della pendenza a suo carico di procedimento penale) e del suo difensore (come nel nostro caso) e l'inerzia del soggetto difeso d'ufficio», sicché il “limitato effetto” di cui al Titolo III, della Parte III del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, «dovrebbe anzitutto riguardare non tanto chi, impossibilitato, non presenti l'istanza, ma chi, pur informato dei benefici, coscientemente se ne sia disinteressato, almeno fino al momento di pagare il proprio legale»; che – si afferma ancora nell'ordinanza di rimessione – un'istanza presentata in questa fase «da difensore di ufficio di persona irreperibile non deve comunque essere considerata inammissibile ovvero improcedibile, atteso che, nell'incertezza della disciplina, anche come emergente dall'art. 32 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, pare opportuno che il difensore di indagato/imputato irreperibile presenti richiesta al fine di ottenere la liquidazione»; che, evidenzia altresì il giudice a quo, il difensore dell'imputato sostiene, in ordine alla «dubbia costituzionalità dell'art. 117», che sarebbe violato, in primo luogo, l'art. 3 Cost., giacché «la disposizione, irragionevolmente, darebbe luogo ad una disparità di trattamento, qualora gli assistiti versino in una condizione di non abbienza, tra il difensore d'ufficio di persona irreperibile e il difensore d'ufficio di persona reperibile; solo questo ultimo, infatti, verrebbe a godere del più ampio regime della gratuità e dell'anticipazione delle spese, differendo la sua posizione, rispetto all'ammesso al solo rimborso e liquidazione, esclusivamente sulla base di una situazione di fatto, quale è la reperibilità del proprio assistito, che dovrebbe essere irrilevante, visti i fini, sopra evidenziati, della legge in esame»; che sussisterebbe, inoltre, la lesione dell'art. 24 Cost., poiché «il diritto di difesa, garantito a tutti […] e, in particolare ai non abbienti, con appositi istituti, dallo stesso articolo al suo terzo comma, risulta leso nella sua effettività in quanto il difensore della persona irreperibile è costretto a sopportare anticipatamente le spese processuali; anticipazione che può richiedere, al fine di ricorrere a taluni strumenti difensivi (quali, ad esempio, una consulenza tecnica, un'indagine investigativa, un numero consistente di copie) un onere rilevante, talvolta difficilmente sostenibile, limitativo dell'agire del difensore»; che ciò troverebbe conferma anche in quanto sostenuto dalla giurisprudenza costituzionale (sentenza n. 194 del 1992), secondo cui «ove sia riconosciuta dall'ordinamento una situazione soggettiva azionabile in giudizio od uno strumento processuale di tutela, il soggetto non abbiente non può di fatto esserne escluso perché sprovvisto dei mezzi per agire e difendersi», dovendosi annoverare, fra tali mezzi, «quelli di natura finanziaria». Né, peraltro, potrebbe addursi che l'anticipazione delle spese al difensore d'ufficio di persona irreperibile comporti un aumento degli oneri a carico dello Stato;