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Se non adeguiamo le infrastrutture del nostro Paese a livello elettronico, è difficile oggi sostenere una riforma di questo genere. Allora noi chiediamo con forza una proroga almeno di un anno dell'entrata in vigore della fatturazione elettronica, in modo tale che essa possa sì partire per alcune grandi aziende si sono già adeguate, ma consentendo anche alle piccole e medie imprese di adeguarsi a questo sistema. Quello a cui noi soprattutto teniamo sono anche le sanzioni, con le quali non bisogna infierire sui nostri cittadini, che sono già enormemente sanzionati da un sistema di tassazione che oggi non vediamo assolutamente ridursi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quindi è una norma di buon senso quella che noi chiediamo di approvare: la fatturazione elettronica può entrare in vigore tra un anno e lo possiamo tutti quanti dichiarare oggi in quest'Aula. (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. FENU, relatore . Signor Presidente, il parere è favorevole sugli emendamenti 10.100 (testo 2), 10.20 (testo 2), 10.0.100/200, 10.0.100, 10.0.200 e 10.800. Sui restanti emendamenti il parere è contrario. BITONCI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 10.200, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.200, presentato dal senatore Mallegni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 10.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.1, presentato dai senatori Gasparri e Pichetto Fratin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 10.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.3, presentato dal senatore de Bertoldi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.4. CONZATTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, abbiamo raccolto molte istanze provenienti dai contribuenti, dai professionisti italiani e dalle categorie produttive. Tutti ci chiedono di fare in modo che l'entrata in vigore della fatturazione elettronica sia quanto meno graduale. In particolare, le piccole e medie imprese sono eccessivamente gravate dall'onere connesso all'operazione. Noi possiamo anche essere filosoficamente d'accordo con l'avvio della fatturazione elettronica, ma non è possibile che lo Stato non svolga una funzione di compliance nei confronti dei contribuenti, non metta a regime il sistema di interscambio e non realizzi la banda larga su tutto il territorio nazionale. Come si può chiedere ai contribuenti - soprattutto a quelli piccoli - di assumersi i costi che lo Stato sta invece scaricando su di loro? Questa è davvero un'ingiustizia, che in uno Stato sociale non si può verificare. Abbiamo allora prestato attenzione a tutto questo e proposto che i costi che le piccole imprese e i professionisti sostengono per realizzare questa misura siano oggetto di credito di imposta. Abbiamo chiesto che le sanzioni per eventuali errori non siano applicate, neanche retroattivamente, a coloro - si tratta di una singola categoria dei subappaltatori - che, a causa del cosiddetto milleproroghe, applicano la fatturazione elettronica già dal 1° luglio 2018. Sarebbe davvero auspicabile che un Governo che si è riempito la bocca di attenzione verso i cittadini facesse un passo - dico uno - nella direzione della spina dorsale portante di questo Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, nel sentire le dichiarazioni di alcuni componenti di quest'Assemblea sul tema, sembrerebbe che la maggioranza e il Governo non si siano occupati della fatturazione elettronica. In realtà, invece, ce ne siamo occupati fin dall'inizio. Ricordo che il precedente Governo Gentiloni Silveri, che ha introdotto la fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019, è andato in Europa a chiedere una deroga per poter anticipare la misura, perché in tutta Europa la partenza era prevista per il 1° gennaio 2020. È stata fatta dunque una richiesta di deroga e non è così semplice, dopo che si è fatta una richiesta di deroga, andare di nuovo in Europa a dire che adesso si vuole cominciare l'anno dopo. E questo a proposito di relazioni con l'Europa di cui spesso sento parlare in quest'Aula in tante occasioni. Il Governo Gentiloni Silveri ha previsto 2 miliardi di entrate dalla fatturazione elettronica; il che vuol dire che, se si vuole posticipare la misura di un anno, bisogna trovare 2 miliardi da mettere nel bilancio. È così, perché sappiamo come funziona il bilancio e quindi la copertura va garantita. Visto che c'è questa situazione, 2 miliardi da una parte e le deroghe europee, e, vista anche la situazione di bilancio, non è assolutamente... (Brusio) . Per favore, colleghi, fatemi parlare. Vi chiedo un po' di rispetto, dal momento che, quando avete parlato voi, sono stato in silenzio. Non prendete anche voi il brutto vizio! (Commenti dal Gruppo FI-BP. Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Con l'ampliamento del regime dei minimi, quello forfettario, verranno comunque esclusi 1,5 milioni tra partite IVA e professionisti che non dovranno ricorrere alla fatturazione elettronica, in quanto esclusi per l'adesione al regime forfettario. Perdipiù questo Governo, proprio nel decreto fiscale, prevede che, ove la fattura venga emessa oltre i termini stabiliti dalla norma, comunque sarà annullata la sanzione fino a settembre 2019 - non ricordo precisamente se la data è quella del 1° o del 30 settembre - e le sanzioni saranno comunque ridotte del 20 per cento. Quindi, sostenere che questo Governo non si sia occupato del tema non è la verità. Poi si poteva fare di più: è sempre così. Quando si è all'opposizione, si grida sempre quello che si sarebbe potuto fare e non si è fatto.