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a nulla valeva, poi, la richiesta della Scalfati alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti, a maggio 2019, affinché fosse valutato l'interesse culturale dell'intera proprietà e dichiarato il suo carattere unitario, per l'alto valore storico-archeologico dell'intero compendio: con nota n. 16748 del 3 dicembre 2019, il dirigente ministeriale, eludendo la domanda, avrebbe risposto che dall'esame del regime vincolistico vigente "risulta evidente come la stessa sia ampiamente salvaguardata ai fini della tutela sotto gli aspetti archeologici, paesaggistici e ambientali"; valutato che: solo la rinuncia della Scalfati a metà dei suoi beni a favore di un comproprietario, a fine 2021, gesto estremo di generosità e dimostrazione di una consapevolezza del valore collettivo irrinunciabile del lago che è purtroppo mancata e manca alle istituzioni, ha scongiurato il rischio che, nel giudizio di divisione instaurato davanti al Tribunale di Roma (dove peraltro non si sarebbe tenuto conto del parere della Regione Lazio dell'11 febbraio 2020, prot. 122146, pur basato su giurisprudenza consolidata), la partizione in lotti si estendesse alla proprietà delle acque o addirittura il lago finisse all'asta, favorendo disegni milionari ma incompatibili con la tutela dell'area; da ultimo, a fine maggio 2022, prendendo atto che il rischio di occlusione del canale romano e del canale Caterattino costituisce una minaccia grave e attuale, perché il secondo è di fatto già interrato, mentre il primo appare in abbandono e a tratti collabente (con il pericolo, se crollasse, di ostruire la foce causando un disastro ambientale), l'assessore per la transizione ecologica e trasformazione digitale della Regione Lazio ha invitato tutti i soggetti coinvolti ad un incontro teso alla costituzione di un tavolo e all'assunzione delle misure più urgenti, si chiede di sapere: perché il vincolo archeologico sul porto canale romano del lago sia stato emesso solo nel 2003 e perché nel 2019 la Soprintendenza abbia dato una risposta, a giudizio degli interroganti, incompleta e pretestuosa alla precisa richiesta di valutare la sussistenza di un valore storico unitario del compendio, con eventuale emanazione di un vincolo tutorio sull'intera area, evitando quel frazionamento che la Scalfati è poi riuscita a scongiurare solo a prezzo della rinuncia a gran parte dei suoi diritti; perché il Ministro della transizione ecologica, nonostante i gravi fenomeni di inquinamento denunciati anche dai mass media , non abbia considerato a rischio l'ecosistema del lago di Paola e che cosa intendano fare i ministri Franceschini e Cingolani per assicurare la tutela e la conservazione di quanto di competenza; se il Ministro della giustizia non ritenga opportuno attivare i propri poteri ispettivi di legge al fine di ripercorrere l'intero iter e rilevare eventuali anomalie nella gestione degli uffici giudiziari coinvolti. Atto n. 4-07137 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura LANNUTTI Ai Ministri della transizione ecologica e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: a Terni, i cittadini residenti nelle zone denominate Prisciano, Romita, San Carlo, Volghe, San Liberatore, Collestatte hanno promosso una petizione pubblica, indirizzandola a tutte le autorità locali, provinciali e regionali, ma anche ai Ministri coinvolti per materia, al fine di scongiurare l'avvio della costruzione di un tratto di strada lungo circa 600 metri, denominato "Bretella Terni est San Carlo/AST/Strada della Romita", di collegamento dell'asse viario Terni-Rieti, che la Giunta ha deciso di realizzare con delibera n. 70 del 18 marzo 2022, per una spesa prevista di 1,7 milioni di euro; considerato che: non è affatto una novità detta bretella, che si estende fino al parcheggio mezzi dell'acciaieria AST lungo la strada della Romita, limitrofa alla storica collina omonima: dal 2008, quando il progetto fu presentato con il DCC n. 307, le modifiche apportate sono state numerose e altrettante le occasioni di stallo, in considerazione delle numerose criticità, riscontrate, sia da subito, sia con il trascorrere del tempo e il mutare delle condizioni date; si spazia dai problemi di viabilità locale sulla strada della Romita (classificata strada di emergenza alternativa alla strada provinciale della Valnerina e strada di emergenza per accesso/evacuazione in caso di eventi avversi all'interno dello stabilimento AST), stretta e con pendenza media del 12 per cento, unico asse di accesso in città da monte e nel quale si sommerebbe il traffico pesante proveniente dalla bretella con quello locale, agli effetti nocivi sull'ambiente e sulla salute dei residenti, poiché l'intervento s'innesta in una zona certificata tra le più inquinate della città, fino ai rischi per i valori paesaggistico, storico e naturalistico della collina della Romita (già sede di un romitorio francescano e oggi della "Romita School of Art", percorsa inoltre da cammini e itinerari francescani che attraversano un bosco storico), in procinto di essere sacrificata al progetto; valutato che l'interesse pubblico dev'essere riconosciuto preminente e, in presenza di soluzioni alternative meno nocive di quelle prospettate dal progetto in questione, qualsiasi violazione del principio di precauzione è inaccettabile, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, non ritengano di dover intervenire a tutela dei cittadini e del territorio ternano, per evitare che sia dato seguito al progetto della "Bretella Terni est San Carlo/ Ast/ Strada della Romita", di collegamento dell'asse viario Terni-Rieti, approvato dalla Giunta a marzo 2022, benché appaia per molti aspetti superato, inutile, addirittura dannoso e comunque troppo costoso, con il rischio, perciò, di generare anche danni erariali. Atto n. 4-07138 LANNUTTI GIANNUZZI Silvana LEZZI Barbara ABATE Rosa Silvana ANGRISANI Luisa CORRADO Margherita GRANATO Bianca Laura DESSÌ LA MURA Virginia Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno Premesso che: domenica 5 giugno 2022 il "Corriere della Sera" ha pubblicato in prima pagina una lista di nomi di giornalisti, politici e opinionisti, con tanto di foto, che contribuirebbero a diffondere la propaganda del Cremlino in Italia. Una vera e propria "lista di proscrizione" che il quotidiano di via Solferino ha attribuito al COPASIR, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, su "materiali raccolti dai servizi". Tramite il suo presidente, il COPASIR ha negato l'esistenza di una lista dei filoputiniani : "La lista l'ho letta sul giornale, io non la conoscevo prima", il quale, però, rammenta l'esistenza di una indagine conoscitiva "per quanto riguarda la disinformazione e la propaganda che avviene anche, ma non solo, attraverso la rete cibernetica. E laddove lo riterremo opportuno, alla fine di questa indagine faremo una specifica relazione al Parlamento";