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Signor Presidente, quando ci siamo visti l'ultima volta - e non l'ho fatto ad uso telecamere, ma l'ho fatto a telecamere spente - le ho portato, a nome del Gruppo Forza Italia, un pacco di richieste disperate di artigiani, commercianti, partite IVA, liberi professionisti, operatori del turismo, imprenditori di ogni genere. (Applausi) . Persone che hanno anche manifestato in piazza. Tutti, medici, infermieri; signor Presidente, quei medici e quegli infermieri che ci hanno consentito di uscire dall'emergenza Covid-19 a rischio della loro vita, a sacrificio della loro vita e che voi avete premiato con un euro in busta paga. (Applausi). Insegnanti, studenti: tutte richieste di aiuto. Signor Presidente, le ricette non sono mandare la palla in tribuna con gli Stati generali della confusione. Lei riceverà oggi il Presidente di Confindustria. Io le chiedo un chiarimento, signor Presidente: lei è d'accordo con il presidente dell'INPS Tridico, quando definisce gli imprenditori italiani pigri e opportunisti? (Applausi) . Quegli imprenditori italiani che hanno pagato per voi, che non l'avete fatto, la cassa integrazione ai loro dipendenti? Quegli imprenditori che stanno sacrificando la vita per le loro famiglie, i loro figli e, ancora, i loro dipendenti? (Applausi) . Un milione di posti di lavoro perduti, 270.000 aziende a rischio chiusura, 1.222.000 cassaintegrati che non hanno ricevuto la cassa integrazione. (Applausi) . Tridico si deve vergognare! (Applausi). Si deve vergognare. Avremmo noi gli aggettivi giusti per lui, ma non li vogliamo pronunciare. Ci pensi lei, signor Presidente del Consiglio, a fare giustizia. Gli imprenditori italiani non sono pigri od opportunisti; sono la salvezza, loro, del nostro Paese. (Applausi). Sono quelli che chiedono l'unica ricetta possibile per uscire dalla crisi: la sospensione delle scadenze fiscali, almeno al 31 gennaio 2021. Quante volte glielo dobbiamo dire? Quel rituale stanco che lei sta celebrando tra gli stuzzichini di Villa Doria Pamphilj noi glielo stiamo chiedendo da tre mesi: sospensione delle scadenze fiscali, riforma fiscale, vera liquidità. (Applausi) . Non un decreto liquidità senza liquidità e senza disponibilità della banca, che non sta dando niente a nessuno. Zero burocrazia per far ripartire il lavoro e i lavori: questo è il modo per far ripartire l'Italia, signor Presidente. Non abbiamo più tempo per le chiacchiere, non abbiamo più tempo per la confusione, non abbiamo più tempo per la paura. Dobbiamo dare all'Italia l'unica opportunità possibile per evitare di ritrovarci a settembre in una situazione di gravità così estrema che lei ed io non avremo più nemmeno la possibilità di parlare come stiamo facendo ora. (Applausi) . Non voglio essere corresponsabile con lei della rovina dell'Italia. Abbiamo troppe volte denunciato questo enorme problema sociale. Abbiamo troppe volte detto che i problemi o si risolvono subito o non si risolvono più. Oggi stiamo parlando di Europa: non è un'entità astratta, signor Presidente, ma uno strumento. È come un computer: non è buono o cattivo in sé stesso, dipende dall'uso che se ne fa; bisogna saperlo usare. Io vorrei che lei fosse come la Merkel, vorrei veramente che lei fosse, come la Merkel, in grado di negoziare. Noi abbiamo la forza del Partito Popolare Europeo alle nostre spalle. Abbiamo la forza di un partito che ha saputo dotare l'Europa di uno strumentario di cui però ci dobbiamo servire. Non possiamo per bisticci di maggioranza privarci di un'opportunità che non è né la sua, né la mia, ma quella del Paese che sta soffrendo. (Applausi) . Noi stiamo privando gli italiani di soldi che sarebbero fondamentali per cominciare a risolvere problemi, che - lo ripeto e non voglio essere una facile Cassandra - si amplificheranno sempre di più se non saranno risolti. Signor Presidente, abbiamo la Banca centrale europea che ci sta facendo uno straordinario scudo anti-speculazione e sta aiutando il nostro Paese a non essere aggredita da investitori-vampiri che si impadroniscono dei nostri asset per pochi euro. Abbiamo il MES, che ci può aiutare sulle spese sanitarie a sostenere degli oneri che le nostre poste di bilancio non sono in grado di sostenere. Noi abbiamo già fatto due scostamenti di bilancio e abbiamo purtroppo speso molto male il debito accumulato. Signor Presidente, noi le avremmo detto ancora dell'altro, se ci avesse consentito più tempo. Vede, sono già al decimo minuto; pensavamo con le comunicazioni di avere ventotto minuti per interagire con lei. Capisce com'è difficile così aiutarla e com'è difficile, collega Marcucci, rispondere alla sua richiesta di aiuto. Se la richiesta di aiuto è essere muti, silenziosi e fare la ola sugli spalti, noi non ci stiamo. (Applausi) . Noi siamo responsabili, non complici. Noi collaboriamo, non obbediamo. Lo abbiamo già detto: signor Presidente, come può pensare di presentarsi in Europa senza avere già un piano nazionale delle riforme? Il recovery fund , il recovery plan , signor Presidente, non sono solo parole, sono percorsi, sono contenuti. Basta parole. Riempia di contenuti queste parole. (Applausi) . Che cosa le ha detto il presidente von der Leyen del bonus monopattino? Le è piaciuto? Non è forse il caso di fare invece delle rottamazioni sull'auto e sull'acciaio, come stanno facendo la Germania e la Francia? Di occuparsi dei debiti pregressi degli imprenditori, che a settembre si troveranno affogati dalla crisi? (Applausi) . Non è il caso di risolvere il problema della difficoltà del sostegno al reddito dei cassaintegrati, che ancora non hanno avuto la cassa integrazione e a settembre si troveranno in una situazione ancora peggiore? Signor Presidente, avrei ancora, come puoi immaginarsi, tante cose da dirle e tante cose da darle. Ma lei legge le cose che le diamo? Lei legge le lettere e gli appelli disperati del mondo reale, non quello dei giardini di Villa Doria Pamphilj? Il mondo reale, non quello dei divani e dei broccati? Quello delle saracinesche, signor Presidente, della gente che non sta riaprendo o che se riapre ha paura di chiudere. Lei ha uno strano rapporto con il futuro e con questo ho veramente chiuso, signor Presidente. Lei coniuga i verbi al futuro: faremo, diremo, daremo. Ha un approccio napoleonico. Sa che cosa diceva Napoleone? Per avere successo nel mondo occorre promettere tutto e non mantenere nulla: questo diceva Napoleone. Ma non funziona (Applausi), perché il futuro è adesso, colleghi, e non accettiamo appelli che non abbiano un costrutto e un contenuto. Noi ci siamo e ci siamo sempre stati; ci siamo seduti ai tavoli e abbiamo fatto le nostre proposte, che sono quelle che stiamo facendo anche adesso. Per costruire il futuro dell'Italia, Forza Italia c'è, ma ci dovete essere anche voi. E ora voi non ci siete. (Applausi).