[pronunce]

Anche tale censura non è fondata. L'art. 22 della legge regionale non regola le prestazioni concernenti diritti civili, né tale contenuto presenta la normativa statale di riferimento (tanto l'art. 5-bis del d.l. n. 333 del 1992, quanto l'art. 37 del d.P.R. n. 327 del 2001). Esso neppure incide sull' esigenza di assicurare uniformità nella determinazione dell'indennità di esproprio. La disposizione censurata, infatti, non individua modalità o criteri di calcolo dell'indennizzo, né quantifica l'entità dello stesso (al cui proposito, semmai, potrebbe porsi un'esigenza di definizione uniforme), ma - come già osservato - si limita ad affermare la necessità che siano specificate le condizioni in presenza delle quali un'area possiede il carattere dell'edificabilità di fatto.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 7 della legge regionale dell'Emilia-Romagna 19 dicembre 2002, n. 37 (Disposizioni regionali in materia di espropri), sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all'art. 120, secondo comma, della Costituzione, con il ricorso indicato in epigrafe; dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 della medesima legge regionale n. 37 del 2002, sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all'art. 117, terzo comma, della Costituzione, con il ricorso indicato in epigrafe; dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 della medesima legge regionale n. 37 del 2002, sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettere l) e m), della Costituzione, con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 febbraio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Ugo DE SIERVO, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 2 marzo 2004. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA