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Industria Italiana Autobus SpA si propone come un player che integra tutta la catena del valore del segmento (costruzione, vendita, riparazione, ricambi) per la produzione di autobus, sulla base della valorizzazione commerciale ed industriale di marchi storici come BredaMenariniBus ed Officine Padane; Industria Italiana Autobus SpA, attraverso le sue maestranze, raccoglie l'eredità delle due grandi aziende produttrici di autobus nel panorama industriale italiano: la ex Irisbus di Flumeri di Avellino e la BredaMenariniBus di Bologna; la società BredaMenariniBus nasce nel 1987 dallo scioglimento del consorzio Inbus, le cui produzioni sono trasferite alla Bredabus, di proprietà della Breda Costruzioni Ferroviarie; a gennaio 2015 BredaMenariniBus viene ceduta da Finmeccanica alla neocostituita Industria Italiana Autobus SpA che rileva, oltre all'impianto produttivo di Bologna, lo stabilimento irpino di Flumeri (Avellino) di proprietà dell'Irisbus Iveco, azienda totalmente acquisita, nel 2003, dal gruppo Fiat; Industria Italiana Autobus sceglie di concentrare a Bologna il centro logistico dell'azienda e la realizzazione degli autobus per il trasporto urbano, riservando invece allo stabilimento di Flumeri, oltre che l'implementazione di nuove linee produttive, le attività propedeutiche alla messa in strada del segmento turistico e regionale, le grandi revisioni ed il revamping ; l'avvio della costituzione attraverso IIA (Industria Italiana Autobus), di proprietà del Gruppo Del Rosso e Finmeccanica (oggi Leonardo), di un polo unico per la progettazione e la costruzione di autobus e veicoli per il trasporto pubblico su gomma a basso impatto ambientale, pur ereditando le difficili vicende produttive e occupazionali degli stabilimenti ex Irisbus di Flumeri e BredaMenariniBus di Bologna, si propone come un progetto industriale in grado di offrire una risposta all'intera filiera del settore autobus nazionale, colpita dalla crisi dei maggiori produttori italiani; da molti anni, nonostante gli ordinativi non manchino (si ha notizia di oltre mille autobus di commesse in portafoglio) si trascinano ritardi del piano industriale e pesanti criticità finanziarie che compromettono le attività di Industria Italiana Autobus. Il 6 maggio 2015 sono state avviate le procedure di licenziamento collettivo per un quarto dei lavoratori in forza a Bologna (46 su 184), e nel 2016 a Flumeri sono entrati in cassa integrazione guadagni, 294 dipendenti; mentre l'azienda decide, con una scelta grave, di non investire nella manutenzione degli stabilimenti, particolarmente difficile è la condizione di quello irpino, e di spostare la produzione, in Turchia, al di fuori dei confini nazionali; ad inizio luglio 2018, al tavolo di confronto presso il Ministero dello sviluppo economico, alla presenza del Ministro, dell'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, e dei rappresentanti sindacali e delle Regioni coinvolte, il Governo si è dichiarato pronto a far entrare Invitalia nella compagine della società attraverso il "Fondo Pmi Sud", insieme a un nuovo socio privato; risulta assolutamente necessario garantire il rispetto degli impegni presi nell'ultimo incontro presso il Ministero dello sviluppo economico, il 10 settembre 2018, a cominciare dal rispetto degli obblighi nei confronti della totalità dipendenti, con il pagamento immediato degli stipendi, anche in considerazione del preoccupante avvicinarsi della scadenza degli ammortizzatori sociali, fino agli impegni relativi alla ricapitalizzazione dell'azienda; negli anni appena trascorsi, nello scenario di crisi globale, i governi delle maggiori economie mondiali hanno potenziato gli investimenti pubblici nei settori dell'ambiente e dei trasporti in funzione della realizzazione di una mobilità sostenibile considerandola un asset strategico per le future strategie di sviluppo, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire tutte le condizioni necessarie ad implementare un piano industriale e di sviluppo, anche prevedendo un nuovo assetto societario a maggioranza pubblica, affrontando in modo adeguato i problemi di reindustrializzazione e di investimento della produzione negli stabilimenti di Industria Italiana Autobus, al fine di rilanciare il lavoro e la mobilità pubblica ed ecologica per i cittadini; se e come il Governo, e attraverso quali misure strutturali, intenda restituire certezza e stabilità alle risorse per il trasporto pubblico locale, e se intenda definire un programma di investimenti finalizzato allo sviluppo sostenibile dei sistemi di trasporto pubblico che, si ricorda, continuano a registrare una domanda potenziale molto elevata anche al fine di ampliare l'offerta di lavoro nel settore della ricerca e dell'innovazione tecnologica per la manutenzione e la messa a norma di un parco autobus circolante, che resta ancora tra i più obsoleti d'Europa. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00498 DE POLI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 10 marzo 2000, n. 62, "Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall'articolo 33, secondo comma, della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali. La Repubblica individua come obiettivo prioritario l'espansione dell'offerta formativa e la conseguente generalizzazione della domanda di istruzione dall'infanzia lungo tutto l'arco della vita"; considerato che: il programma operativo nazionale (PON), intitolato "Per la scuola - competenze e ambienti per l'apprendimento", finanziato dai fondi strutturali europei e di durata settennale ovvero dal 2014 al 2020, ha quale obiettivo quello di creare un sistema di istruzione e di formazione di elevata qualità; per la programmazione 2014-2020 sono disponibili circa 3 miliardi di euro per finanziare progetti quali il contrasto alla dispersione scolastica, lo sviluppo della professionalità dei docenti, il rafforzamento delle competenze degli adulti e la riqualificazione degli edifici scolastici; tenuto conto che: i bandi pubblicati finora dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, richiamando all'accordo di partenariato CCI 2014IT16M8PA001 per i PON 2014-2020, che stabiliva l'intervento del FSE e del FESR nel settore dell'educazione pubblica, di fatto hanno escluso dalla partecipazione le scuole private o parificate; al fine di limitare eventuali disparità di trattamento tra le diverse componenti del sistema scolastico nazionale, l'articolo 1, comma 313, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, stabilisce che "Nel programma operativo nazionale Per la scuola - competenze e ambienti per l'apprendimento - riferito al periodo di programmazione 2014-2020, di cui alla decisione della Commissione europea C(2014) 9952 del 17 dicembre 2014 per istituzioni scolastiche, si intendono tutte le istituzioni scolastiche che costituiscono il sistema nazionale di istruzione, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 10 marzo 2000, n. 62";