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considerato che tale differenza tra il regime applicato per strutture sanitarie pubbliche o private, studi dentistici e odontoiatrici compresi, da un lato, e strutture veterinarie, dall'altro, si configura come una irragionevole disparità di trattamento, dal momento che questa differenziazione relativa agli obblighi sull'utilizzo di sorgenti di radiazioni nel caso dell'uomo e nel caso degli animali non risponde alla ratio sottesa alle norme in materia di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, ratio che è rivolta alla tutela dei professionisti sanitari che svolgono l'esame radiologico a prescindere dalla specie a cui appartiene il paziente. Viceversa, nel caso di utilizzo da parte dei medici veterinari, non vi è questa tutela, verosimilmente perché il legislatore si è focalizzato sul destinatario (animale) della diagnosi, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa; quali iniziative intendano adottare al fine di sanare questo vulnus legislativo, valutando l'impatto di tali misure sulla professione del medico veterinario e sullo svolgimento in sicurezza dell'attività professionale, includendo pertanto anche i medici veterinari tra i soggetti esentati dagli obblighi ex articolo 48 del decreto legislativo n. 101 del 2020. Atto n. 4-06511 DE POLI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della transizione ecologica Premesso che: con la legge di bilancio per il 2022 (legge n. 234 del 2021) il Governo ha sostanzialmente confermato, rispetto a quanto previsto nel 2021, la possibilità di optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito in luogo dell'utilizzo diretto in dichiarazione dei redditi della detrazione spettante prevista dall'art. 121 del decreto-legge n. 34 del 2020, per gli interventi di cui al comma 2 del citato art. 121, in cui sono stati aggiunti gli interventi di realizzazione di autorimesse, posti auto pertinenziali di cui all'art. 16 -bis del Testo unico delle imposte sui redditi, nonché gli interventi di superamento delle barriere architettoniche per cui è prevista la nuova detrazione del 75 per cento; con l'art. 28, comma 1, lett. a) , n. 1 del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, "Decreto Sostegni-ter", il legislatore è nuovamente intervenuto sul citato art. 121 del decreto-legge n. 34 del 2020, introducendo una limitazione alla possibilità di cessione del credito derivante dell'esercizio delle opzioni in esame, precedentemente concessa. In particolare, a fronte di tale modifica, nel caso in cui il soggetto al quale spetta la detrazione per gli interventi eseguiti scelga di optare per lo "sconto in fattura", il fornitore al quale è riconosciuto il credito potrà utilizzarlo direttamente in compensazione nel Mod. F24, ovvero procedere con la cessione dello stesso. In tale ultima evenienza, tuttavia, il cessionario del credito potrà soltanto utilizzare il credito ricevuto in compensazione mediante il Mod. F24, senza possibilità di cederlo a propria volta; la descritta situazione incide negativamente sui già precari assetti finanziari di banche e imprese di moderate dimensioni, nonché sui risparmiatori che, tra l'altro, avevano valutato la fattibilità dell'investimento iniziale e i vantaggi del beneficio agevolativo sulla base di una legge che non limitava in alcun modo la cessione del credito, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi, in sede di conversione del citato "Decreto Sostegni -Ter", per eliminare le limitazioni sulla possibilità di cessione del credito, precedentemente concessa sul "Superbonus 110%", "Ecobonus", "Bonus ristrutturazioni", "Sismabonus", "Bonus facciate" e altri bonus edilizi, con l'obiettivo di fornire risposte certe ed immediate alla perdurante crisi che sta colpendo il settore finanziario e il tessuto imprenditoriale e socio-economico del nostro Paese. Atto n. 4-06512 TESTOR Al Ministro del turismo Premesso che: il turismo in Italia sta affrontando una sfida senza precedenti, una minaccia esistenziale a causa dell'impatto del COVID-19. La frenata della domanda causata dall'emergenza epidemiologica non è paragonabile a nessuno dei precedenti shock registrati in passato. A lanciare l'allarme è in particolar modo il mondo del turismo invernale, e di conseguenza anche il mondo degli impianti di risalita che sta vivendo momenti di fortissima preoccupazione; ad agitarli sono le nuove disposizioni adottate con decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, e con decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 229, che stabiliscono, in particolar modo, che dal 10 gennaio al 31 marzo 2022 l'accesso ad alberghi e alle strutture ricettive, mezzi di trasporto pubblico, ivi comprese le funivie, le cabinovie e seggiovie, centri termali e altro, è consentito soltanto a soggetti in possesso di green pass rafforzato, ottenuto a seguito di vaccinazione, guarigione o una sola dose di vaccino a seguito di guarigione. Sono esenti i minori di 12 anni ed i soggetti esonerati dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica. Inoltre, dal 1° febbraio 2022, le certificazioni rilasciate a seguito di completamento del ciclo vaccinale e le certificazioni di guarigione ( green pass da vaccinazione o guarigione) in Italia avranno una validità ridotta di 6 mesi; sul punto, giova ricordare che il regolamento delegato (UE) 2021/2288 della Commissione europea del 21 dicembre 2021 stabilisce che, al fine di garantire un approccio coordinato, gli Stati membri non dovrebbero prevedere, ai fini del viaggio, un periodo di accettazione inferiore a 270 giorni e che, durante tale periodo standard di accettazione, i certificati di vaccinazione comprovanti il completamento del ciclo di vaccinazione primario dovrebbero continuare ad essere accettati da uno Stato membro anche se quest'ultimo sta già somministrando dosi di richiamo; tale indicazione non è attualmente applicata in Italia, in quanto l'articolo 3 del decreto-legge n. 221 del 2021 ha modificato la durata delle certificazioni verdi, riducendola da 9 a 6 mesi, con decorrenza dal 1° febbraio 2022, e la circolare n. 42957 del Ministero della salute del 23 settembre 2021 che riguarda l'equivalenza dei vaccini somministrati all'estero ai fini del rilascio della certificazione verde stabilisce che sono considerati equivalenti le certificazioni di vaccinazione rilasciate dalle autorità sanitarie estere dopo vaccini autorizzati EMA o considerati equivalenti; pertanto, dal combinato disposto, risulta evidente che i cittadini stranieri che fanno ingresso in Italia dall'estero si trovino, talvolta, impossibilitati ad accedere alle strutture ricettive e ad altri servizi, in quanto secondo la normativa attuale sono stati vaccinati più di 6 mesi fa e nel loro Paese la disponibilità della dose booster (ossia di richiamo) è al momento limitata;