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se non lo farà il legislatore, ci penserà la Corte costituzionale. Qualora ciò non dovesse avvenire nell'ambito di un nuovo e imminente provvedimento d'urgenza, come è stato impegnato il Governo - mi rivolgo a tutti i Capigruppo della maggioranza che hanno partecipato a questo tipo di approfondita consultazione con il Governo - vi provvederà il Parlamento in sede di conversione dei decreti-legge n. 221 e n. 229 del 2021, che nel frattempo sono stati assegnati al Senato, in modo particolare alla 1 a Commissione affari costituzionali, con relatori la senatrice Valente e il presidente Parrini, presentati e incardinati sempre in 1 a Commissione. Concludo ricordando che questo decreto è stato superato da altri decreti resisi necessari per via della diffusione della variante Omicron, che purtroppo è divenuta devastante sul territorio nazionale. Il Governo ha pertanto ritenuto necessario adottare via via ulteriori decreti ed estendere il periodo di emergenza nazionale almeno fino al 31 marzo di quest'anno. Dobbiamo però riconoscere la validità del provvedimento. Dico questo con un po' di soddisfazione, ma anche di sudore, visto il lavoro cui ho dovuto far fronte insieme a tutti i colleghi della Commissione. Dal Presidente della Commissione a tutti i suoi membri, abbiamo lavorato con grande impegno e passione. Sono pertanto onorato di essere il relatore di questo provvedimento in una Commissione che ha dato veramente prova di grande maturità e cultura istituzionale. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Drago. Ne ha facoltà. DRAGO (FdI) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli senatori, ci apprestiamo a convertire in legge il decreto-legge 26 novembre 2021, n. 176, cui seguirà nei prossimi giorni la conversione degli altri due. La finalità è quella di intervenire con misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da Covid-19 per lo svolgimento in sicurezza di attività economiche e sociali. La relazione illustrativa al decreto recita testualmente: «Il presente decreto mira a proseguire la strategia di contrasto alla diffusione dell'epidemia da Covid-19 sul territorio nazionale, basata sul presupposto che la vaccinazione rappresenti un'arma imprescindibile nella lotta alla pandemia, configurandosi come un'irrinunciabile opportunità di protezione individuale e collettiva». Chiaramente lascio a voi la valutazione in merito alla finalità che il decreto-legge si prefigge e se l'obiettivo prefissato sia stato a oggi raggiunto. In Commissione sono stati approvati degli emendamenti e respinti degli altri che pure avrebbero avuto sicuramente finalità migliorativa e di potenziamento. In particolar modo, tenendo conto della premessa, mi sono molto stupita nell'ascoltare l'affermazione di una collega della maggioranza che un anno fa, di fronte alla mia considerazione sulla pericolosità dei tamponi fai da te venduti in farmacia, fece un sorriso sardonico. A distanza di un anno vediamo benissimo qual è la situazione. Se riteniamo che il vaccino sia l'unica arma (chi parla vi si è già sottoposta e, quindi, parla con molta libertà), mi interrogo allora sulla scelta operata finora dal Governo, ossia permettere la vendita dei tamponi fai da te in farmacia, di cui abbiamo tracciabilità dell'acquisto, ma non dell'esito. La domanda è se ciò non abbia contribuito, rispetto a tutte le altre dinamiche, a impedire il raggiungimento dell'obiettivo indicato nella relazione illustrativa e in premessa. Siamo di fronte a una situazione assurda, che è quella prevista dagli altri decreti su cui poi lavoreremo, per cui viene indicato come test per la valutazione della positività quello rapido antigenico, mentre prima abbiamo sempre indicato che il test rapido dovesse essere avvalorato, nel caso di positività, da un test molecolare. È sotto gli occhi di tutti, oltretutto, come dai test rapidi possano essere rappresentate delle false positività, come delle false negatività. Da questo punto di vista in Commissione, ad esempio, non è passato un emendamento, che era stato riformulato proprio dalla maggioranza, che prevedeva nel nuovo testo l'esclusione dei tamponi molecolari. Altra parentesi: è sotto gli occhi di tutti il costo elevato di questi tamponi; qualcuno denuncia una speculazione, che in alcuni casi supera i 150 euro a prestazione. Questo a riprova del fatto che sono interventi che non hanno una loro omogeneità e logicità e tra l'altro si contrastano vicendevolmente. Per quanto riguarda un fatto, che ha dato seguito anche al deposito di petizioni da parte di alcuni esponenti e comitati delle popolazioni isolane, ho rappresentato una necessità, sottoscrivendo tra l'altro un emendamento della senatrice Angrisani che è stata così gentile da accogliere la mia firma. Anche alcuni senatori di Fratelli d'Italia hanno depositato - mi riferisco a Malan e La Pietra - un emendamento per le isole minori. Che cosa si sta verificando? Nell'imporre questo super green pass per tutti i mezzi di trasporto, quindi anche i traghetti, sostanzialmente operiamo una discriminazione nella discriminazione: ovvero, coloro i quali scelgono di non sottoporsi a vaccino, ma in tempi ravvicinati, quindi ogni tre giorni, devono essere sottoposti a tampone rapido per accedere ai mezzi di trasporto, nel caso delle isole è ancor più penalizzato. Infatti, se parliamo di treni o aerei, coloro i quali decidono di non vaccinarsi possono circolare liberamente in tutto il territorio nazionale, ma chi fa una scelta del genere e vive nei territori delle isole è ulteriormente penalizzato, perché con mezzo proprio non avrà la possibilità di attraversare, nel caso della Sicilia lo Stretto, nel caso delle isole Tremiti o altre isole minori chiaramente il mare che li separa dalla terraferma. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, avevo preparato un discorso ieri per evidenziare ed elencare tutte le bugie, le clamorose e pericolose bugie, che questo Governo aveva inanellato sul green pass , prima tra tutte la bugia secondo cui il green pass e il super green pass dovevano servire a creare luoghi di lavoro e ambienti Covid- free , dove le persone sarebbero state libere di lavorare e interagire senza rischiare di contagiarsi. Balla pericolosissima, perché ha indotto tantissimi italiani a ritenersi immuni soltanto per avere un certificato e che ha portato alle stelle i contagi, com'è sotto gli occhi di tutti. È stata questa mossa di burocrazia estrema, di bugie e di falsità che ha portato i contagi ai livelli che abbiamo oggi. Ebbene, nonostante l'evidenza e la necessità di stigmatizzare quanto accaduto, non farò questo discorso, perché tutte queste cose ormai sono evidenti a tutti: anche chi ha due o tre dosi si contagia e può contagiare. È molto meno evidente - e quindi merita il mio intervento oggi - ciò che è accaduto in Commissione. Ebbene, in Commissione, con una superficialità che a dir poco stride - limitiamoci a dire questo - con l'importanza e la gravità di un provvedimento che incide così pesantemente sul quotidiano, sulla vita, sul lavoro e sulla salute di tutti gli italiani, con una «soavità» e una noncuranza incredibili, sono stati respinti emendamenti che pure parti importanti di questa maggioranza avevano presentato.