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le istituzioni si sono mosse immediatamente, la Protezione civile ha mostrato subito un impegno forte e va ringraziata insieme alla prefettura. (Applausi dal Gruppo PD) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi associo anch'io alle considerazioni svolte dai colleghi, che hanno ampiamente relazionato anche sulla cronaca dei gravissimi fatti che si sono verificati nella giornata di ieri sulla costa adriatica. La città di Pescara è un punto di particolare fragilità sotto il profilo territoriale per la sua configurazione: tutti i sottopassaggi - per esempio - sono frequentemente inondati; non c'è un deflusso delle acque ed è un fatto che deriva dal modo in cui quell'ambiente è stato antropizzato. È una città che mi è particolarmente cara per averci svolto un'attività professionale in totale libertà di espressione e pensiero, condizione non sempre riscontrabile nella mia precedente professione di docente universitario. Quindi, il mio intervento non è meramente liturgico, ma è profondamente sentito, ed è innanzitutto di solidarietà nei riguardi delle popolazioni colpite. Vorrei arricchire le considerazioni svolte dai colleghi - compiacendomi anche del fatto che in circostanze del genere riusciamo a trovare in quest'Assemblea un senso di unità - con una considerazione di ordine più generale che riguarda un dato evidente. Il territorio italiano è bellissimo e proprio dalla sua bellezza - ad esempio dalla convivenza, che in Abruzzo è particolarmente impressionante, di territori montuosi impervi e inaccessibili e di coste - scaturisce la sua fragilità. Pescara è stretta fra due massicci montuosi imponenti nel retroterra, quello del Gran Sasso e quello della Majella, e un litorale particolarmente fragile e soggetto a erosione. Ci sono però anche altre fragilità del territorio italiano come - ad esempio - quella derivante dal rischio sismico. Vorrei dunque che, in sede europea, si riconoscesse il fatto che esiste una asimmetria nel rischio idrogeologico e, in generale, nella fragilità dei territori. Zone soggette a rischio sismico o zone dove insistono massicci montuosi di certe dimensioni non possono essere considerate, anche sotto il profilo delle risorse da dedicare alla gestione del territorio, allo stesso modo di pianure più stabili e magari - diciamo così - anche meno apprezzabili sotto il profilo paesaggistico. L'impegno di questa parte di forza di Governo è naturalmente di provvedere con tutti i necessari provvedimenti emergenziali e anche, per quel che riguarda le mie competenze, nell'ambito fiscale, ma anche di portare in altre sedi il riconoscimento del fatto che, quando si interviene in un territorio fragile come quello abruzzese, non necessariamente si entra nel perimetro degli aiuti di Stato, ma occorre che questo perimetro sia modellato sulle strutture dei territori nei quali le misure vengono adottate. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S, e dei senatori Collina e Minuto) . VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, i drammatici eventi di maltempo delle scorse ore, che hanno investito l'Italia e in particolare la fascia adriatica, hanno colpito duramente la Regione Marche. Una vera tempesta di pioggia, con venti fortissimi, ha devastato la riviera del Conero. La spiaggia di Numana è stata cancellata in poche ore e ridotta a una montagna di detriti, con stabilimenti e chalet che hanno perso tutte le strutture. Con Numana sono state colpite Sirolo, Senigallia, la costa fanese fino a Pesaro. Signor Presidente, è stato un disastro che poteva finire malissimo. Abbiamo visto immagini impressionanti e, migliaia di persone, di lavoratori, di pescatori e di turisti hanno assistito a qualcosa di davvero scioccante e una persona - siamo vicini ai suoi familiari - è morta di infarto, ad Osimo, durante la tempesta. Ci sono stati allagamenti, alberi caduti, strade bloccate, incidenti ed edifici danneggiati anche in tutto il Sud delle Marche, a Recanati, Porto Recanati, Grottammare, San Benedetto, Cupra Marittima, e molti danni si registrano nell'entroterra: voglio citare la Vallesina e il Maceratese. Danni economici sono stati causati alle attività turistiche: si stanno contabilizzando e sappiamo che sono enormi. Imprenditori, lavoratori e sistemi territoriali devono potersi immediatamente rialzare e mai come oggi hanno bisogno della politica, perché eventi di tal genere rischiano di essere una mazzata durissima, per una stagione turistica già messa in difficoltà da un pessimo maggio, a livello meteorologico. Ieri c'è stato il sopralluogo del Presidente della Regione. Voglio esprimere vicinanza ai sindaci e chiediamo che venga subito accolta la richiesta dello stato di calamità e di emergenza. Signor Presidente, si tratta di eventi drammatici dovuti a un eccesso di inquinamento e di emissioni di gas, che hanno ripercussioni enormi anche per l'agricoltura e ci consegnano la consapevolezza dell'urgenza di cambiare il modello di sviluppo e di agire sui processi produttivi, perché c'è un punto di non ritorno che stiamo superando. Dobbiamo dire basta all'egoismo e al cinismo di una politica cieca, che fa gli interessi dei poteri più forti e di un capitalismo feroce. Lo dobbiamo alle nuove generazioni e ai tantissimi ragazzi che nelle piazze, in tutti questi mesi, hanno reclamato e reclamano ancora futuro per il nostro Pianeta e per tutti quelli che ci vivono. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Con il primo intervento del senatore D'Alfonso ho dovuto sforare di qualche secondo, per cui ho consentito a tutti gli altri intervenuti sul tema di abbondare oltre i tre minuti. Da questo momento, superati i tre minuti, verrà tolta la parola. Vi chiedo, quindi, la cortesia di rimanere nei tempi stabiliti. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno MESSINA Assuntela (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MESSINA Assuntela (PD) . Signor Presidente, onorevoli senatori, vorrei richiamare l'attenzione dell'Assemblea su quanto accaduto esattamente dieci anni fa. Dieci anni fa ci lasciava Anna Costanzo, donna impegnata presso il teatro Petruzzelli di Bari, uccisa dal suo stesso compagno nella notte tra il 10 e l'11 luglio. La storia di Anna è la storia di migliaia e migliaia di donne che ogni giorno, nel nostro Paese, sono bersaglio inerme di violenze fisiche e verbali. Non è passato molto tempo da quando le istituzioni hanno deciso di affrontare con determinazione crimini odiosi di siffatto genere. Si sono fatti alcuni progressi, ma la strada per assicurare la dimensione reale della sicurezza, nella libertà e nella dignità, è ancora lunga ed è indispensabile continuare a percorrerla insieme. A Bari, sei anni fa, è stata inaugurata l'esperienza del Binario rosa, frutto del dialogo tra istituzioni e associazioni del terzo settore in prima linea su questo fronte; un'iniziativa che ho avuto il piacere di seguire e di veder crescere nel corso degli anni.