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Sono stati giorni difficili, con una maggioranza tutta tesa a silenziare i toni e la discussione, fino ad arrivare, pur in mancanza di contraddittorio e di interlocuzione, a chiudere ad ogni discorso ed espressione dell'opposizione. Perché questo atteggiamento? Per coprire e far passare in secondo piano le scelte negative contenute nel decreto-legge. Si tratta di scelte negative per le comunità locali, per i cittadini, per le famiglie, fatte in molti casi senza neppure esplicitarne il senso e la visione. Forse è troppo chiedere qual è la visione, perché ogni giorno vediamo in campo non uno, ma due Governi, che agitano per aria in modo alternato un contratto, che ad oggi pare un libro dei sogni, che per il momento sta producendo solo lo smantellamento di molte azioni, che agli occhi di tanti sono giuste e di buon senso. Non esito a definirla una sorta di furia ideologica, che anche nel caso di questo sciagurato milleproroghe si manifesta in modo eclatante su due temi, che voglio sottolineare. Innanzitutto l'ambiguità del Governo e della maggioranza sui fondi per le periferie, che si è svelata essere una precisa volontà di togliere i fondi per tanti interventi di grande valore infrastrutturale, sociale urbanistico, di rammendo e di qualificazione proposti da 87 Comuni e 9 Città metropolitane, da Nord a Sud. Ad una formulazione possibilista, il Governo e la maggioranza hanno poi evitato ripetutamente di fornire un'interpretazione chiarificatrice sulla disponibilità dei fondi per i progetti finanziati. Se in questi due giorni, in Commissione, abbiamo usato il tempo a disposizione per evidenziare l'importanza dei fondi per le periferie, era anche per dare tempo al Governo per fare un passo in avanti e chiarire a tutti, al Parlamento e ai sindaci dei Comuni, quale fosse la propria volontà con un ordine del giorno, un semplice ordine del giorno. Lo dico ai colleghi di Lega e 5 Stelle ma anche ai colleghi di Forza Italia, perché non si tratta solo di modi diversi di fare ostruzionismo. Noi siamo qui per consentire un contributo di chiarezza, per migliorare i provvedimenti. Questo è il ruolo dell'opposizione e noi vogliamo farlo fino in fondo perché la presenza dell'opposizione nelle democrazie dà qualità anche all'azione di Governo. Ma qui, ormai, di opposizione mi pare che oltre al Partito Democratico e a LeU ci sia poco altro all'orizzonte, con la Lega che manovra sia il Governo sia l'opposizione di centrodestra. (Applausi dal Gruppo PD) . Poi, per quanto riguarda i vaccini, voglio ripetere due cose che siamo riusciti - bontà loro - a dire in Commissione: sono iniziate le scuole e arrivano i fatti. Spostano i bambini immunodepressi dalle classi in funzione della percentuale di vaccinati. Addirittura a Rimini hanno spostato alcuni bambini per ridurre i rischi per il loro papà immunodepresso. Vede, signor Presidente, lo dico a tutti: abbiamo un sistema sanitario che reagisce anche alle vostre scelte sconsiderate perché assume iniziative che vanno a ridurre il rischio. Con quanto c'è scritto in questo decreto-legge, voi state aumentando i rischi e - pensateci - lo Stato, quello che ora voi governate verrebbe da dire che agisce d'ufficio, ma io dico: agisce per etica autentica e giusta al fine di contrastare gli esiti negativi delle vostre scelte. Sono i medici e i dirigenti scolastici che cercano di ridurre i rischi che voi avete aumentato. Saremmo allora noi a fare ostruzionismo? No! Siete voi che fate ostruzionismo al buon senso, alla scienza e alla salute degli italiani. Vi siete proposti, come cittadini, di essere dalla parte dei cittadini? Con queste scelte siete contro i cittadini. Avete preso i voti dicendo «prima gli italiani»? Con queste scelte siete contro gli italiani. Ecco, credo che porre una pregiudiziale, oggi, significhi cercare ancora una volta di rendere tutti consapevoli di alcuni temi importanti che in questo decreto milleproroghe vengono trattati in una maniera assolutamente negativa per il nostro Paese. Per questo voteremo a favore della questione pregiudiziale. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Iannone per illustrare la questione pregiudiziale QP3. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge in esame si compone di ben 14 articoli contenenti proroghe di termini legislativi nelle materie più disparate, dagli enti territoriali alla giustizia, dal tema ambientale al settore delle infrastrutture. Sono poi previste proroghe di termini relative a interventi emergenziali nei territori colpiti dagli eventi sismici, in materia di istruzione e di università, di politiche sociali, cultura, sport e nel delicato settore della salute. Inoltre, si interviene nuovamente in materia di banche popolari. Il decreto-legge è adottato ormai da tutti i Governi, di norma con periodicità annuale, adducendo quale unica giustificazione la necessità di assicurare l'efficienza e l'efficacia dell'azione delle diverse amministrazioni interessate, ma in realtà serve unicamente a correggere errori, compensare ritardi e mancate decisioni. Il continuo e reiterato uso della decretazione d'urgenza si configura peraltro come una forma di sbilanciamento e di forzatura degli equilibri dei poteri previsti dall'articolo 70 del dettato costituzionale, che ha spostato di fatto in capo al Governo ogni potere legislativo e imposto una compressione delle prerogative delle Camere, con buona pace del confronto democratico, diventato quasi del tutto aleatorio. Dalla data di insediamento del nuovo Governo, in pochi mesi sono stati presentati ben dieci decreti-legge, nessuno, secondo noi, con i requisiti di necessità e di urgenza richiesti; ma non è ancora chiaro quale sia la programmazione politica, nel breve e lungo termine, di questo Governo, che continua a sbandierare un programma ricco di propaganda, ma con pochi - e allarmanti - punti operativi. Non vogliamo credere che la nostra Nazione viva una situazione di emergenza costante. Ciò stupisce ancora di più se si pensa che proprio la componente politica dell'attuale Governo, nell'illustrazione della questione pregiudiziale dell'ultimo decreto-legge milleproroghe, denunciava l'ennesimo utilizzo di uno strumento, quello appunto della proroga dei termini, che già per sua natura dovrebbe avere un carattere di eccezionalità, ma assume ormai nel nostro Paese un carattere sistematico e rappresenta un appuntamento fisso, anno dopo anno, come una prassi ormai consolidata. «Il Governo Renzi, che tanto vuole far credere ai cittadini di avere un carattere riformatore, invece, nell'utilizzo dell'ennesimo decreto-legge milleproroghe, si dimostra il più conservatore dei Governi di sempre, sotto le vesti di giovani governanti che, invece, nascondono le più vecchie strutture di Stato che, per l'ennesima volta, ricorrono al decreto milleproroghe per poter differire i termini di legge completamente disattesi»; questo veniva detto dall'attuale maggioranza di Governo, nei confronti del Governo a guida PD.