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Questi aiuti, previsti dall'articolo 1 (garanzia per 3 miliardi di euro) e dall'articolo 12 (aumento del capitale a beneficio di terzi) del provvedimento, tendono a far sì che Carige - lo ripeto - continui a esercitare la sua funzione, rectius - come già detto - che sopravviva. Nel provvedimento e nei suoi allegati non un rigo però è stato speso per la disamina della posizione fiscale di Carige, salvo confermare che a essa competono ben 1,2 miliardi di euro per crediti d'imposta. Sono essi pienamente utilizzabili? E il supero con il reddito imponibile (ignoto) può essere ceduto? Carige, inoltre, tra i suoi attivi - pochi - annovera una partecipazione del 4 per cento in Banca d'Italia. Ma che senso ha? Perché non è stata dismessa? Il provvedimento ricalca a larghe linee quelli già visti per Banca Etruria, Banca Marche et similia . Esso però prevede, con maggiore valenza - lo sottolineo - rispetto alle precedenti indicate norme, l'ipotesi che gli oneri a carico del MEF siano di natura transitoria e che potranno essere azzerati, addirittura, con un interesse anche se minimo, dalla prosecuzione delle attività che si spera porterà nei prossimi anni ad un incremento significativo del valore di Banca Carige, ma anche ad utili che le consentiranno di uscire dall' impasse e restituire i prestiti ottenuti. Inutile rimarcare che tutte le operazioni gestite dal MEF, con la supervisione di Banca d'Italia, saranno oggetto di accurato esame anche da parte della Banca centrale europea che, come noto, ha emesso nel gennaio scorso il provvedimento di amministrazione straordinaria. Per quanto concerne le cause del dissesto, mi sembra di poter affermare che la prima, per importanza, non è quella determinata dal periodo di recessione mondiale e nazionale iniziato alcuni anni fa e che ha comportato sicuramente la riduzione dei depositi da parte dei correntisti e di affidamenti sicuri e profittevoli. Il dissesto, sempre a mio avviso, anche sulla base delle dichiarazioni degli auditi, trae origine principalmente dalla mala gestio dell'azienda, con le solite consuete operazioni di concessione di crediti (anche milionari) compiacenti, vale a dire con scarse o nulle garanzie e con l'effettuazione di operazioni a rischio elevato che si sono concluse, purtroppo, nel peggior modo. Gli impegni innanzi indicati devono sì consentire la piena continuità dell'azienda, ma, fatto questo più significativo, evitare perdite per i correntisti e che la mancanza di liquidità provochi, di riflesso, un effetto negativo a carico soprattutto delle piccole e medie imprese, che si vedrebbero costrette ad una stasi che potrebbe portare alla cessazione delle attività con gravi ripercussioni anche sul tasso di disoccupazione. Per tutti questi motivi, soprattutto per gli ultimi indicati, Forza Italia voterà, così come fatto in Commissione, a favore del provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . LEONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentante del Governo, abbiamo affrontato in quest'Aula il decreto Carige, provvedimento che punta a tutelare una banca per troppo tempo lasciata in balia degli effetti della crisi finanziaria e di gestioni passate a dir poco avventurose, per usare un eufemismo. Un caso a cui si deve porre rimedio tempestivamente. Voglio focalizzare il mio intervento su un punto in particolare. Intendo cioè chiarire il distinguo tra questo nostro provvedimento e quello adottato dai Governi Renzi-Gentiloni Silveri, giacché in più circostanze, come anche durante i lavori in Commissione, si tende ad affermare che l'uno è la riproduzione anastatica dell'altro. Ritengo necessario chiarire la sostanziale differenza nel modus operandi con finalità completamente diverse, poiché è del tutto scorretto e fuorviante paragonare il decreto Carige con il precedente provvedimento. La differenza sarà ancora più netta dopo che la Commissione d'inchiesta sulle banche sarà costituita. Voglio inoltre ricordare il percorso dell'allora neopresidente del Consiglio Gentiloni Silveri, che in breve tempo approvò il provvedimento per autorizzare l'assegnazione di 20 miliardi in favore delle banche in difficoltà. Non solo per Monte dei Paschi di Siena, ma all'occorrenza anche Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Successivamente, la Commissione presieduta da Casini non trovò colpevoli e sapete perché? Perché il 31 dicembre 2017 Monte dei Paschi dichiarò di vantare crediti per circa 10 milioni nei confronti di tredici partiti politici e per 67 milioni nei confronti di persone fisiche che occupavano importanti cariche pubbliche. Invece, con il decreto-legge in esame offriamo garanzie pubbliche su emissioni obbligazionarie di Carige e prevediamo la ricapitalizzazione cosiddetta precauzionale, da considerare come ipotesi residuale a valle della quale, se concretizzata, lo Stato entrerà dentro la banca, senza cederla a prezzo simbolico come è successo in passato per due banche venete e per le quattro banche dell'Italia centrale. Inoltre, con il fondo risparmiatori tuteliamo i truffati, i clienti che hanno avuto fiducia in questa banca ma non sono stati ripagati. Abbiamo istituito un fondo per il ristoro dei risparmiatori italiani di un miliardo e mezzo di euro. Il popolo italiano è un popolo di risparmiatori, lo testimoniano l'alto livello di risparmio delle famiglie, che fa ancora oggi molta gola agli operatori esteri, e il fatto che la maggior parte delle famiglie è proprietaria della casa in cui vive. Quindi, un fondo di 15 volte superiore a quello del Governo Renzi-Gentiloni Silveri, il fondo Baretta, dal nome dell'allora Sottosegretario, che stanziava appena 100 milioni di euro in quattro anni, ossia 25 milioni di euro l'anno, insomma un'autentica elemosina. I cittadini sono stati lasciati da soli, dov'era lo Stato? (Applausi dal Gruppo M5S) . Questo Governo (e il Parlamento) interviene per tutelare i cittadini e non ha ancora sborsato un solo centesimo. Vero è che all'opposizione non resta altro, per attaccarci, che dire che noi siamo come loro. Lo fanno in ogni modo e ad ogni occasione e non certo per disistima nei loro confronti o per sovrastima nei nostri confronti, lo fanno per confondere artatamente le idee ai cittadini. Inoltre, preciso che sempre grazie a noi anche gli azionisti verranno risarciti. Rilevare la responsabilità penale delle precedenti gestioni bancarie è sicuramente di competenza della magistratura, ma è pure giusto costituire una Commissione ad hoc per far emergere la responsabilità politica della vicenda, perché sia chiaro che oltre alla crisi finanziaria anche la cattiva politica ha messo alle corde tanto Monte dei Paschi di Siena quanto Carige. Ricordo che quando nel 2008 è scoppiata la crisi finanziaria, è diventato palese che molti, troppi attori hanno scaricato il problema su Carige. Entrambe le banche hanno legato la loro reputazione alle rispettive città, Siena e Genova, e non sarebbe strano se si costituissero parte civile in un processo per danni di immagine.