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Ricordo che essa è già aumentata, attestandosi quasi all'8 per cento. Proprio quest'ultima, specie se causata da motivi esogeni, sarà difficile da poter controllare: determinerà povertà e potrà essere causa di instabilità sociale. Si tratta di un elemento critico che dobbiamo valutare. Nel breve e medio termine occorrerà gestire e contenere diversi problemi oltre all'inflazione, come il perdurante rallentamento della crescita economica e la stagnazione. Sappiamo che inflazione e stagnazione creano stagflazione, che per gli economisti è una parola molto gravosa. Dovremo rivedere le politiche di approvvigionamento delle energie e delle materie prime, tenere sotto controllo l'incremento dello spread (ossia il grado di fiducia che il mondo ha verso l'Italia, visto che potrà avere effetti negativi sui tassi di interesse) e favorire, rafforzando il ruolo dell'Italia, i negoziati per contenere e finalmente risolvere la guerra tra Russia e Ucraina. Questo, però, lo potremo fare solo se saremo compatti, uniti e forti. Bisogna portare la pace in Ucraina il prima possibile, ma ciò potrà avvenire soltanto con un'Italia in grado di mantenere alta la propria credibilità (soprattutto politica, viste le criticità di questo momento rispetto ai partner storici) e con una politica estera che garantisca un allineamento forte con l'Unione europea e la NATO. La politica estera è un argomento serio rispetto al quale non possiamo scherzare. L'Italia deve essere un partner certo per chiunque interagisca con il nostro Paese. In sostanza, occorre che il nostro Paese sia forte e capace di affrontare immediatamente una serie di innumerevoli problematiche che ricadono quotidianamente sui nostri cittadini e sulla loro vita. È necessario, dunque, che il Governo intervenga e che le istituzioni e lo Stato siano presenti e si facciano sentire vicini agli italiani. Per questo motivo, bisogna votare il provvedimento in esame, che presuppone un'azione di responsabilità nei confronti dei cittadini. Il decreto aiuti ha oggi un valore simbolico politico che va oltre i contenuti in esso riportati, dando la possibilità di stanziare miliardi di euro per ridurre il caro bollette a favore sia delle imprese, che dei cittadini e sostenere i redditi delle famiglie colpite dall'inflazione. In questa sede è oggi importante capire quali sono i cambiamenti e le nuove misure contenute nel testo di conversione del decreto, ricordando che si tratta di un provvedimento economico nato dall'esigenza specifica di contenere l'aumento dei prezzi causato dalla guerra tra Russia e Ucraina che però, come ho detto prima, non terminerà con la fine del conflitto. Infatti, anche se domani mattina si interrompesse questa guerra, la crisi che vede contrapposti Occidente e Asia per l'approvvigionamento delle materie prime non terminerà. Nel corso del passaggio alla Camera il provvedimento è stato migliorato. Noi sappiamo che nessun provvedimento può essere così perfetto da poter risolvere un problema molto complesso. Pertanto, si è cercato di intervenire sul reddito di cittadinanza, uno strumento importantissimo che ha aiutato le persone meno abbienti. C'è poi il problema della cedibilità del credito d'imposta; parliamo, in questo caso, del superbonus, che ha dato un grande aiuto alle imprese edili. Ci sono state delle difficoltà. Tuttavia - ripeto - nessun provvedimento è perfetto alle origini. Abbiamo guardato con attenzione ai lavoratori con contratti part-time e dato una serie di aiuti, ma non si tratta della soluzione definitiva. Questi sono solo alcuni esempi che fanno comprendere quanto sia vitale, importante e assolutamente necessario approvare un provvedimento di tale portata e quanto questa decisione corrisponda a un'assunzione di responsabilità nei confronti di tutti gli italiani a fronte dei problemi legati alla crisi geopolitica mondiale che stiamo vivendo e che ci obbliga necessariamente alla compattezza tra tutte le forze politiche per poterci risollevare dalla crisi economica e sociale che si abbatte sulla nostra società. Gli italiani oggi più che mai chiedono al nostro Paese compattezza politica. Le divisioni per finalità elettorali non servono agli italiani. Stiamo parlando di miliardi di aiuti alle famiglie e ai lavoratori per affrontare un lungo periodo, che si protrae già da due anni a causa della pandemia, in cui siamo stati attanagliati da difficoltà sanitarie ed economiche. Certo, c'è da fare molto e questo provvedimento è un passaggio intermedio rispetto alle altre misure che verranno adottate, tutte migliorabili e perfezionabili. L'invito che però, a nome del mio Gruppo, faccio a tutti i colleghi è alla compattezza politica. Gli italiani vogliono uno Stato forte che guardi agli interessi dell'Italia oggi e per il futuro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Corrado. Ne ha facoltà. CORRADO (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Signor Presidente, colleghi, affronterò un solo aspetto del cosiddetto decreto-legge aiuti ed è quello che riguarda la cultura, perché di cultura si parla molto poco in questo provvedimento e il Ministero competente è menzionato solo agli articoli 10 e 51. Nell'articolo 10 - mi rivolgo a quanti non vi avessero fatto caso - la novità è che viene eliminato il diritto di voto in capo al rappresentante del Ministero della cultura nella commissione tecnica PNRR-PNIEC. Complimenti al Governo Draghi e a chi lo sostiene; è davvero un bel progresso per l'Italia. Del resto, il 30 luglio 2021, nell'ormai celebre siparietto Draghi-Franceschini al G20 nel Colosseo, in cui il Presidente affermò che se si sta a sentire gli esperti non si va da nessuna parte, fu subito chiaro a tutti che si riferiva esclusivamente agli esperti dei beni culturali: sono quelli e solo quelli i reprobi; è per colpa loro che non si va da nessuna parte. Dove invece ci portano Draghi e i suoi esperti, i migliori per definizione, è finalmente chiaro a tutti i cittadini. Veniteci a raccontare ancora una volta, ministri Franceschini, Cingolani, Garavaglia e tutti gli altri esponenti del Governo e del sottogoverno, che l'Italia è la patria della cultura, che il nostro paesaggio è un patrimonio dell'umanità, che i nostri borghi sono una risorsa straordinaria e la nostra storia non ha eguali. «Ma ci faccia il piacere» avrebbe detto Totò. Quanto all'articolo 51, i commi 1 e 4 sono disposizioni per il rinnovo di incarichi di collaborazione già in atto presso il Ministero della cultura e l'autorizzazione ad assegnarne altri, mentre il comma 2 consente di integrare la segreteria tecnica della soprintendenza speciale per il PNRR con altri esperti, ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001. Non mi soffermo sulle anomalie di queste "chiamate", poiché le ho deplorate fin troppe volte, ovviamente nel metodo, perché la scopertura della pianta organica del Ministero della cultura, pari almeno a 10.000 unità ad oggi, è ormai paragonabile ad un buco nero.