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la vicenda, a parere degli interroganti, desta sconcerto e preoccupazione, in relazione alle modalità con le quali l'organo di rilievo costituzionale ha predisposto il bando di gara per la gestione della tesoreria unica, in quanto non essendo assoggettato per legge (poiché in regime di "autonomia finanziaria") si è avvalso ciononostante di un istituto di credito privato, in gravissima situazione economico-patrimoniale (e soprattutto in evidenti condizioni critiche, dettate dalle carenze nell'organizzazione e nei controlli interni sul credito, come la Banca d'Italia in più occasioni ha evidenziato nel passato) con assoluta mancanza di verifiche da parte dello stesso CSM in merito alla qualità dei dati di riferimento ( benchmark ), connessi alla solidità dell'istituto bancario pugliese; gli interroganti evidenziano altresì stupore e perplessità in merito alla partecipazione nella lista degli sponsor per un evento organizzato a Pescara nel 2017, da parte dell'Associazione nazionale magistrati e riconducibile alla sua corrente di sinistra da parte della stessa Banca popolare di Bari, i cui vertici erano da anni soggetti ad un'inchiesta della Procura di Bari, con gravi ipotesi di reato; una sponsorizzazione impropria e improvvida, a giudizio degli interroganti, a cui magistrati di quell'area avrebbero dovuto evidentemente rinunciare, in considerazione della gravità che l'inchiesta stava assumendo, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se fosse a conoscenza della vicenda e se abbia ulteriori elementi aggiuntivi rispetto a quanto riportato; se sia a conoscenza di eventuali altri contratti pubblici legati a sponsorizzazioni, stipulati da parte di organi giudiziari nazionali, con la Banca popolare di Bari; in caso affermativo, se non ritenga opportuno rendere pubbliche tali informazioni; se, infine, non ritenga che la decisione da parte dell'Associazione nazionale magistrati di organizzare un convegno sponsorizzato da parte dell'istituto di credito barese sia da considerare inopportuna e da stigmatizzare, considerato come il medesimo istituto sia da anni sotto inchiesta della Procura di Bari. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04311 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: le manifestazioni che in questi giorni stanno infiammando le piazze sono la dimostrazione del profondo disagio diffuso tra gli esercenti a seguito delle norme contenute nel nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020; lo sconforto per aver visto del tutto inascoltate le loro richieste è sfociato in comportamenti violenti, esecrabili e da condannare totalmente, che però sono lo specchio della sofferenza dilagante nel Paese; la sospensione dell'attività di interi comparti produttivi, così come la chiusura anticipata alle 18 di bar e ristoranti, gelaterie e pasticcerie hanno conseguenze, a cascata, sull'intera filiera produttiva (artigianato, industria, commercio, agricoltura, turismo e termali); considerato che: lo sport ha una funzione sociale fondamentale per i giovani ed è inoltre essenziale per la prevenzione di alcune patologie così come importanti per la salute sono i centri termali che erogano prestazioni sanitarie; la maggior parte degli esercenti ha garantito la sicurezza nei propri locali, investendo economicamente per dotarli dei dispositivi idonei ad evitare la diffusione del contagio; il nuovo decreto, con le nuove restrizioni, ha penalizzato attività economiche come palestre e piscine, fiere e convegni, cinema, teatri e spettacoli dal vivo, senza distinzione tra virtuosi e inadempienti, generando un malcontento sfociato, come prevedibile, in rabbia e, purtroppo, in scene di violenza urbana difficile da contenere, si chiede di sapere: se non si reputi opportuno riconsiderare le norme dell'ultimo decreto e consentire ai gestori di ristoranti, bar (per chi svolge servizi al tavolo), gelaterie e pasticcerie, di posticipare la chiusura dell'attività almeno alle ore 23, e consentire la riapertura di palestre, piscine, centri e associazioni sportive, cinema e teatri, concerti e spettacoli dal vivo, se in regola con tutti gli adempimenti obbligatori per contenere la diffusione del contagio, prevedendo chiusure e sanzioni per gli inadempienti; se si intenda prevedere misure di ristoro per le attività che registreranno perdite di fatturato, da erogare in tempi rapidissimi. Atto n. 4-04312 DE VECCHIS Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: con il decreto ministeriale 25 gennaio 2010 (pubblicato su Gazzetta Ufficiale n. 25 del 1° febbraio 2010) il Ministero per i beni e le attività culturali ha effettuato la dichiarazione di notevole interesse pubblico riguardante l'ambito meridionale dell'agro romano compreso tra le vie Laurentina e Ardeatina (Cecchignola, Tor Pagnotta, Castel di Leva, Falcognana, Santa Fumia, Solforata) del comune di Roma, ai sensi dell'art. 141, comma 2, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante codice dei beni culturali e del paesaggio, e successive modificazioni ed integrazioni; il vincolo riguarda un territorio di 5.400 ettari, situato tra la riserva di Decima-Malafede e il parco dell'Appia antica, che ancora conserva, nonostante vari fenomeni sparsi di urbanizzazione, consolidati e in atto, un'alta qualità paesaggistica, riconducibile ai tratti tipici del paesaggio agrario della campagna romana, qui particolarmente caratterizzato dall'ampiezza di quadri panoramici, oltre che dalla ricca e stratificata articolazione del sistema insediativo storico, con notevole diffusione tanto di beni archeologici ed architettonici; questi ultimi sono rappresentati in una vasta gamma che va dagli antichi casali (sorti a partire dai secoli XV-XVI attorno a nuclei fortificati medievali) ai casali più recenti risalenti alle bonifiche realizzate a cavallo tra '800 e '900, sovente in stretto rapporto con filari e gruppi arborei di notevole consistenza e di grande rilevanza; negli ultimi anni però, proprio nella porzione più rappresentativa di questo territorio, sono sorte in totale dispregio di questo importante vincolo paesaggistico diverse discariche (cava Covalca, Canestrini, Falcognana, Selvotta, Vallerano, Porta Medaglia), sfruttando le tante cave abbandonate di pozzolana e di sanpietrini; l'inerzia nel contrasto di questi comportamenti illeciti è stata considerata una sorta di autorizzazione ad azioni come sversamenti illegali lungo le strade principali (Laurentina e Ardeatina), passaggio di TIR su strade secondarie con divieto di transito, prostituzione, bracconaggio, accampamenti abusivi e roghi, che hanno fortemente compromesso il territorio rurale e agricolo che doveva essere valorizzato dal vincolo;