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una legge palesemente ingiusta, che era doveroso modificare e rispetto alla quale si doveva trovare un modello equo, sostenibile e che soprattutto rispondesse a una esigenza di giustizia che ci chiedevano i cittadini. Noi abbiamo assunto questa esigenza come impegno e per essa abbiamo combattuto negli ultimi cinque anni, da quando è stata varata una riforma che ha modificato il sistema pensionistico italiano, trasformando un modello che, partito negli anni Ottanta dalle baby pensioni, è arrivato a prevedere un'età pensionabile fra le più alte in Europa. È evidente che quella varata dal Governo Monti era una riforma ingiusta - e vorrei ricordare che non è stata votata dal nostro Gruppo parlamentare, presente in Aula in quei fatidici giorni - rispetto alla quale non c'è stata una manifestazione di protesta significativa da parte mondo sindacale, che oggi protesta non si sa bene per quali riforme varate da questo Governo. Ricordo invece che quella riforma è stata votata dalle stesse forze politiche che oggi criticano questo nostro provvedimento, che non sarà perfetto ma va nella direzione giusta (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Questo è semplicemente un atto di giustizia. C'è chi ritiene che non sia adeguato e sufficiente, eppure chi critica il provvedimento in questi termini cinque anni fa ha votato la riforma Fornero. C'è chi lo critica perché ritiene che non ce lo possiamo permettere, perché l'economia del nostro Paese non è abbastanza solida, perché c'è un debito pubblico troppo elevato. Noi invece riteniamo che di fronte a un sistema pensionistico ingiusto, in occasioni come queste non ci si debba porre tante domande, ma solo chiedersi se è giusto modificare questo sistema. Per noi è giusto e ce ne assumiamo orgogliosamente la responsabilità (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , convinti che produrrà anche effetti positivi sull'occupazione. Noi non rendiamo giustizia esclusivamente a coloro a cui è negato il diritto di andare in pensione a un'età dignitosa. Noi rendiamo giustizia anche alle nuove generazioni che ancora in quest'anno e negli anni passati sono state costrette a lasciare il nostro Paese, ad abbandonare l'Italia in cerca di fortuna. Grazie a questa riforma, al di là delle critiche, mosse da destra e da sinistra e che a noi non interessano, siamo convinti che sarà offerta l'opportunità di entrare nel mondo del lavoro ai nostri giovani o a coloro che, meno giovani, ne sono stati espulsi: è una grande opportunità che va colta. Abbiamo assunto questo impegno sin dall'inizio, abbiamo fatto la campagna referendaria e abbiamo raccolto più di 500.000 firme per cambiare questa legge. Solo la Corte costituzionale ci ha impedito che si tenesse quel referendum , ma i cittadini hanno capito che potevano riporre fiducia nella Lega e ci hanno dato consenso il 4 marzo anche per questa battaglia. Siamo orgogliosi che, a meno di un anno da quelle elezioni, siamo in grado di presentare un provvedimento che non sarà perfetto, non renderà giustizia a tutti i lavoratori, ma è sicuramente un passo in avanti. Lo consideriamo un punto di partenza e non un punto d'arrivo. Rispetto alle critiche che sono state mosse sul reddito cittadinanza, anche se non è un cavallo di battaglia della Lega, non è certamente nel programma del nostro movimento e siamo convinti che l'occupazione si crei attraverso lo sviluppo dell'economia e non necessariamente con il reddito di cittadinanza, non possiamo trascurare il fatto che molte famiglie di italiani vivono un momento difficile ed è giusto tentare di dare una risposta anche a quelle famiglie che non hanno alcuna prospettiva, con l'impegno però che questo provvedimento - come abbiamo cercato di fare con la nostra azione emendativa - porti a nuova occupazione. Questo è il nostro intendimento, è quanto abbiamo cercato di fare attraverso gli interventi dei nostri componenti in Commissione e sarà il ruolo che giocherà la Lega nell'attuazione di questa riforma. Voglio dire però che sul tema c'è anche tanta ipocrisia e l'ipocrisia non è la nostra, ma di quelle forze politiche, come il PD, che hanno varato provvedimenti come il reddito di inclusione. C'è dell'ipocrisia anche da parte degli amici alleati di Forza Italia, perché vorrei ricordare che in campagna elettorale qualcuno promise il reddito di dignità: 1.000 euro al mese garantiti per tutti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Questa persona è il leader di Forza Italia: lo era prima del 4 marzo e lo è anche oggi. Disse, in quella campagna elettorale, che chi è sotto una certa soglia di reddito non deve pagare le tasse, ma lo Stato deve erogargli 1.000 euro al mese. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Quindi, non possiamo accettare lezioni di coerenza da chi, magari in una fase concitata della campagna elettorale, ha cercato di introdurre tematiche che sicuramente non appartenevano alla nostra coalizione, ma sono state probabilmente introdotte alla ricerca di un consenso che veniva meno. BELLANOVA (PD) . Ricordatevi che eravate insieme. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Noi siamo orgogliosi di portare a compimento un impegno che abbiamo preso con gli elettori: il superamento della legge Fornero. È un impegno che avevamo preso e con determinazione e coerenza stiamo portando a compimento. Ripeto: è una partenza, ma possiamo dire con orgoglio che quella riforma non l'abbiamo votata e chi oggi ci critica sono le forze politiche che l'hanno varata e hanno avuto cinque anni di tempo per modificarla e non l'hanno fatto, anche governando insieme in una fase della scorsa legislatura. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Noi votiamo questo provvedimento con convinzione, sicuri che porterà anche a maggiore occupazione per il nostro Paese, che è la vera priorità per gli italiani. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romagnoli. Ne ha facoltà. ROMAGNOLI (M5S) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, rappresentanti del Governo, una riforma per tutti: questo è il fondamento della nostra rivoluzione per il mondo del lavoro. L'opposizione cerca di sminuire la portata di questa legge, tutta l'opposizione, da destra a sinistra ovviamente. Il motivo è chiaro: cercano di nascondere la storia economica del nostro Paese degli ultimi trent'anni dietro a un muro di omertà, di approssimazione, di paura, di pessimismo, di mera strumentalizzazione politica, pensando di ingannare gli italiani. Loro possono provare a nascondersi, ma non possono nascondere i milioni di cittadini che, a causa della loro incapacità, sono entrati nel dramma della povertà, di una vita senza lavoro, di una mancanza di futuro per loro stessi e per la loro famiglia. A chiacchiere hanno sbandierato per anni il famoso articolo 1 della Costituzione; poi, come al solito, con le loro azioni politiche ne hanno fatto carta straccia.