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Ancora oggi il gas ha un ruolo centrale nel sostituire fonti più inquinanti e, anche in una prospettiva di maggiore penetrazione degli impianti a fonti rinnovabili nella transizione quale "energia ponte", continuerà ad essere fondamentale per garantire la stabilità e la sicurezza del sistema elettrico nazionale. Questo avrebbe dovuto indurre l'Europa e il nostro Paese ad investire per garantire una maggiore diversificazione degli approvvigionamenti e ridurne l'elevata dipendenza all'estero, che invece negli ultimi 20 anni è aumentata, attestandosi nel 2021 per il gas in Italia addirittura al 96 per cento; sul fronte comunitario i problemi strutturali principali riguardano gli approvvigionamenti del gas concentrati per quasi il 50 per cento su un solo fornitore extra UE, la Russia, che con lo scoppio del conflitto russo-ucraino hanno determinato dal 24 febbraio 2022 la necessità di adoperarsi per garantire da un lato il riempimento dello stoccaggio del gas per la prossima stagione invernale e dall'altro lato di attuare una diversificazione degli approvvigionamenti energetici, in particolare di gas naturale, per l'esigenza di affrancarsi rapidamente dalle forniture russe, ovvero anche per rispondere alla possibile riduzione dei flussi decisi direttamente dalla Federazione russa come peraltro si sta verificando nelle ultime giornate; il caro energia, ulteriormente aggravato dalla crisi in Ucraina, sta confermando di avere caratteristiche strutturali, come avvalorato da molti analisti che sostengono che il costo di approvvigionamento del gas all'ingrosso si manterrà elevato almeno fino al 2023, e sta minando la ripresa economica post COVID, andando ad alimentare l'aumento dei prezzi dei beni di consumo e mettendo in estrema difficoltà famiglie, pubbliche amministrazioni (a partire dai Comuni e dagli ospedali), impianti sportivi (a partire dalle piscine) e imprese, soprattutto quelle energivore del settore manifatturiero che sono costrette a rallentare le attività per gli insostenibili costi di produzione, compromettendo anche la loro competitività; è necessario contenere il costo dell'energia per assicurare la tenuta del comparto industriale e sociale del Paese; la recente crisi in Ucraina ha reso ancora più necessario avere un sistema energetico nazionale sicuro, stabile e largamente indipendente; è evidente che tali obiettivi non potranno essere raggiunti facendo affidamento alle sole fonti rinnovabili, anche a causa della non programmabilità di fotovoltaico e eolico; considerato che: tra le opzioni della decarbonizzazione è prevista l'elettrificazione spinta dei consumi finali dall'attuale quota del 22 per cento al 55 per cento entro il 2050; il nucleare è stato inserito dalla Commissione UE nella tassonomia come una tecnologia sostenibile; l'Agenzia internazionale per l'energia (IEA) ha messo in risalto che per raggiungere le emissioni nette di gas serra pari a zero entro il 2050 sarà necessario incrementare la quota di energia nucleare a livello globale; la Francia che possiede il maggior numero di reattori nucleari (56) è la nazione in Europa che presenta, insieme ai Paesi scandinavi, la minore intensità di carbonio nella produzione elettrica (misurata in grammi equivalenti di anidride carbonica per chilowatt all'ora); nel mondo sono in fase di sviluppo e industrializzazione una trentina di modelli di small modular reactor , nuovi reattori nucleari di piccola taglia basati sulla tecnologia light water reactor di terza generazione provata, nota e a maggiore sicurezza intrinseca, che in virtù delle loro ridotte dimensioni flessibilità e modularità garantiscono una migliore e più agevole localizzazione rispetto ai tradizionali impianti nucleari; inoltre, attraverso semplificazioni di progetto e prefabbricazione negli stabilimenti, consentono la riduzione dei tempi di costruzione, la capacità di abbattere drasticamente la quantità del rifiuto finale e la possibilità di essere utilizzati in modo flessibile come integrazione delle reti con impianti rinnovabili per correggere l'intermittenza che oggi ne pregiudica il pieno e continuo utilizzo e quindi essere un supporto alla stabilità della rete elettrica; su questi nuovi reattori del futuro stanno investendo in ricerca e sviluppo Stati Uniti, Francia, Cina e Russia oltre a nuovi protagonisti come l'Argentina e il Sud Africa; il nucleare è ritenuta la tecnologia che, combinata alle rinnovabili, nel medio-lungo termine consentirà di perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione con emissioni nette zero al 2050 e allo stesso tempo permetterà sia di rispondere alla domanda sempre crescente di energia elettrica per la progressiva elettrificazione dei consumi, sia di garantire un sistema energetico sicuro e stabile nonché di produrre idrogeno senza emissioni; valutato che: il preoccupante prezzo del gas naturale nello scorso mese di giugno 2022 ha segnato in Italia un prezzo medio giornaliero di 105,152 euro a megawattora, un livello oltre cinque volte superiore rispetto a quello registrato negli anni pre COVID; il prezzo medio giornaliero di acquisto dell'energia elettrica dal 1° gennaio al 30 giugno 2022 è risultato molto alto e pari a 250 euro a megawattora (fonte GME), valore doppio rispetto la media giornaliera del 2021, pari 125,46 euro a megawattora, e circa 5 volte superiore al prezzo degli anni pre COVID; l'Italia è tra i Paesi europei quello che registra ancora i prezzi maggiori sia dell'energia elettrica e sia del gas, confermando lo storico gap negativo di prezzi che penalizza pesantemente la competitività delle nostre imprese. Il prezzo medio giornaliero dell'elettricità nei primi sei mesi del 2022, pari a 250,34 euro a megawattora (fonte GME), è risultato superiore del 34,1 per cento rispetto la Germania (186,69), che produce facendo ricorso a molte centrali a carbone e lignite, e del 8,9 per cento rispetto la Francia (229,9); per contenere il caro bollette nel terzo e quarto trimestre 2021 e nel primo e secondo trimestre 2022, Governo e Parlamento sono intervenuti con diversi provvedimenti, quali il decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, "decreto bollette", la legge 31 dicembre 2021, n. 234, legge di bilancio per il 2022, il decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, "sostegni ter", il decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17, "energia o sostegni quater", il decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, "taglia prezzi" e il decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, "decreto aiuti", impegnando complessivamente circa 24 miliardi di euro;