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Partiamo dal title transfer facility (TTF), l'indice di mercato del gas naturale della borsa di Amsterdam - vorrei dire il mercatino di Amsterdam - dove, alla fine, si scambia solamente il 3, o 4 per cento della compravendita reale mondiale del gas. Il TTF si compone poi, a sua volta, del TTF spot , il prezzo del gas consegnato a breve termine ovvero il giorno dopo, e del TTF futures , per i contratti a lungo termine. Attenzione, però, stiamo parlando di un mercato virtuale del gas. Non si compra il gas con i futures , ma si comprano scommesse sui prezzi e sulle consegne future della materia prima e non è nemmeno l'unico mercato dove questo avviene. Sull'energia poi, come in altri settori, si è sviluppato negli anni un mercato finanziario dove si comprano e vendono prodotti finanziari oggetto di gigantesche speculazioni e di enormi guadagni dell' hedge fund sulle spalle dei cittadini e delle imprese europee. Questi mercati funzionano perfettamente fino a quando non producono una bolla finanziaria o, come in questo caso, non mutano le condizioni esterne, come per esempio le tensioni internazionali intercorse dopo l'invasione dell'Ucraina. La speculazione finanziaria che oggi si sviluppa ad Amsterdam ha certe similitudini con la tempesta finanziaria del 2008 e sicuramente ha la stessa tipologia di incursori finanziari che provocarono quel disastro. Tutti rivendicano la libertà dei mercati, ma i governi nazionali e le organizzazioni europee non possono non intervenire con rapidità e durezza quando è in gioco la sopravvivenza economica e la coesione sociale dei popoli che li hanno espressi. È quindi obbligatorio attenersi al cosiddetto Dutch TTF gas price ? No. E quindi bene fa il Governo italiano a pretendere un price cap europeo, vincendo le resistenze di qualche governo furbacchione che in altri tempi si professava rigorista. Se infatti non si è ancora raggiunto il risultato auspicato di un tetto al prezzo del gas russo è per la pressione di due Paesi europei; in particolare, da una parte, la Germania, la cui industria non può sopravvivere senza gas russo e che probabilmente paga un terzo rispetto a quello che paghiamo noi e, dall'altra, dell'Ungheria. Non parliamo poi dell'Olanda che ha tutto da guadagnare dallo status quo . Il ritardo dell'intervento europeo sta danneggiando cittadini e imprese italiane, con intere filiere produttive che rischiano la morte per soffocamento. Per quanto riguarda però l'energia elettrica, possiamo fare anche un altro intervento a livello nazionale sulla formazione del prezzo unico nazionale (PUN), superando il sistema del marginal price . Questo sistema comporta che venga riconosciuto lo stesso prezzo anche agli impianti di produzione in grado di offrire energia a costi inferiori, ha rappresentato finora un incentivo indiretto alla produzione da energie rinnovabili, ma oggi crea un extraprofitto ingiustificato per i produttori di energia elettrica a fronte di alcun aumento dei costi di produzione. Dove è la soluzione? Dividere il mercato dell'energia elettrica prodotta da gas da quello delle altre fonti energetiche. Le fonti rinnovabili avrebbero in ogni caso il vantaggio di vendere al prezzo più alto offerto, evitando però la distorsione attuale del mercato. Serve, quindi, un intervento molto coraggioso. L'attuale situazione, come ben sapete, è figlia di diversi errori nella strategia energetica e soprattutto di ritardi di sviluppo infrastrutturale nel corso degli ultimi anni. Tutte le forze politiche presenti oggi in Parlamento si sono avvicendate al governo del Paese, in formazioni o alleanze diverse: dal MoVimento 5 Stelle, che sui movimenti Nimby, ha costruito la sua fortuna; al centrosinistra, che ha indugiato spesso su posizioni ideologiche ambientaliste; fino al centrodestra, che in passato si è lasciato andare in qualche occasione a battaglie di retroguardia. Ci auguriamo solo che il nuovo Governo metta il nostro Paese nelle condizioni di usufruire di tutte le innovazioni tecnologiche attraverso l'impulso alla ricerca. Penso ai sistemi di accumulo, fondamentali per il pieno utilizzo delle fonti discontinue, come anche allo sviluppo della produzione da moto ondoso o dei meccanismi di raffreddamento subacqueo dei data center . La bolletta energetica nazionale, come è già stato detto, è passata dai 43 miliardi del 2021 a probabilmente 100 miliardi alla fine di quest'anno. Questo, ovviamente, influisce anche sulla bilancia commerciale. Infine, è sicuramente utile, come ha deciso il Governo, approntare un piano di riduzione dei consumi che promuova le buone pratiche, come l'utilizzo degli elettrodomestici nelle fasce orarie serali e notturne feriali e l'efficientamento energetico degli edifici e delle case, anche attraverso riduzioni della tassazione sugli immobili. In questa campagna elettorale breve ed estiva dovremmo tutti liberarci di inutili polemiche, evitare promesse irrealizzabili e invece sostanziarci di concretezza e differenziarci in contrapposizioni di ricette e visioni del Paese, che, mi auguro e ci auguriamo tutti, abbiano come obiettivo la crescita del nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi, lo scenario è il seguente. Viviamo tempi avversi e non è finita. Il Generale Inverno russo ha sconfitto Napoleone e Hitler. Nell'imminente autunno-inverno, chiudendo i rubinetti a noi, può vincere ancora. Il decreto al nostro esame, a parte bonus vari che non possiamo non approvare (credito d'imposta, riduzione IVA sul gas, taglio del cuneo fiscale, rivalutazione anticipata delle pensioni), contiene le normative, necessarie e auspicate, sul superbonus 110 per cento. Apro una parentesi: i bonus sono un palliativo temporaneo; ne serviranno sempre di più, purtroppo a debito. Va rovesciato il sistema: evitare, contenere e creare condizioni perché gli aumenti siano ridotti, innanzitutto operando per la cessazione della guerra e per determinare una crescita economica poderosa con l'aumento del PIL. Nel decreto, purtroppo preso ancora una volta d'assalto da troppi emendamenti di ogni genere a dieci giorni dalle elezioni, è importante la materia del superbonus 110 per cento. Il testo, riformulato dal Governo al riguardo, che contiene anche un emendamento di Forza Italia, il 42.0.2, è vitale per lo sblocco dei crediti. Siamo assediati in tutti i modi dai cittadini, da associazioni ed imprese che rischiano di fallire: sono 40.000 le imprese. Orbene, l'eliminazione della responsabilità solidale, salvo dolo o colpa grave, è una boccata d'ossigeno per la possibilità da parte delle banche di acquisire e rendere liquidi i crediti, auspico a condizioni non vessatorie. Era necessaria anche la proroga del 39 oppure l'abbassamento al 30 per cento dei lavori da eseguire entro quella data. In effetti, il superbonus è stato molto torturato: decreti-legge ad abundantiam , emendamenti di ogni tipo, circolari dell'Agenzia delle entrate oltre il limite, secondo me, delle interpretazioni, pareri diversi di altri enti. Occorrono certezza e tempi adeguati, anche per raffreddare i prezzi, dai quali deriva l'inflazione.