[pronunce]

In conclusione, le opinioni critiche manifestate dall'on. Cito nel comizio del 18 dicembre 1997 e nel successivo comunicato stampa del 20 dicembre 1997, essendo nella sostanza corrispondenti, per i contenuti che le contraddistinguono, alle dichiarazioni espresse in sede parlamentare, sarebbero finalizzate alla loro divulgazione. Il ricorso per conflitto di attribuzione, sollevato dal Tribunale di Taranto, seconda sezione penale, nei confronti della Camera dei deputati, è improcedibile. Secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, il deposito del ricorso nel termine, perentorio, di venti giorni dalla notificazione di tale atto e dell'ordinanza che ammette il conflitto (art. 26, terzo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale) costituisce un adempimento necessario affinché si possa aprire la seconda fase del conflitto relativa alla decisione sul merito (tra le altre, da ultimo, sentenze n. 253 e n. 293 del 2001, n. 172 del 2002). Nella specie, il ricorso è stato depositato nella cancelleria della Corte, con la prova della notificazione eseguita a norma dell'art. 37, quarto comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'8 aprile 2002, oltre il termine di venti giorni dalla notificazione, avvenuta il 7 marzo 2002. Pertanto non può procedersi allo svolgimento dell'ulteriore fase del giudizio.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara improcedibile il giudizio sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal Tribunale di Taranto, seconda sezione penale, nei confronti della Camera dei deputati con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 marzo 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Valerio ONIDA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 marzo 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA