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Purtroppo devo ancora una volta constatare la schizofrenia della politica attuale e, per dimostrare quello che dico, mi soffermerò su due articoli del provvedimento che sono di particolare interesse per la Commissione agricoltura, della quale sono membro. Mi riferisco innanzitutto all'articolo 11, che dovrebbe regolamentare lo sviluppo degli impianti fotovoltaici sui terreni agricoli. C'è da dire che, quando è stato adottato dal Consiglio dei ministri, il provvedimento prevedeva un limite ben preciso. In particolare, in deroga all'articolo 65 del decreto-legge n. 1 del 2012, che proibiva di accedere agli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici, soprattutto per quelli con pannelli a terra, il Consiglio dei ministri, per far fronte alla crisi energetica, aveva previsto sostanzialmente la possibilità per un'azienda di accedere agli incentivi statali per i pannelli fotovoltaici a terra, ponendo però il limite del 10 per cento della superficie dell'azienda. Il provvedimento viene esaminato prima alla Camera dei deputati e non voglio soffermarmi sullo scandaloso metodo di lavoro che in questo momento c'è per l'analisi dei provvedimenti nelle due Camere, visto che qui in Senato il disegno di legge è arrivato blindato e non abbiamo potuto apportare nessuna modifica. Che cosa è successo alla Camera? Probabilmente su sollecitazione delle multinazionali dell'energia, si è pensato bene di abbattere il limite del 10 per cento. Ciò significa che stiamo esponendo le aziende agricole alla vessazione delle multinazionali dell'energia che possono allettare gli agricoltori e usufruire di terreni che servono per la produzione di cibo. Ho parlato di schizofrenia della politica perché da più parti i soggetti che si occupano di agricoltura stanno invocando la sovranità alimentare, visto che, proprio in occasione del conflitto ucraino nel cuore dell'Europa, abbiamo capito che la politica nazionale ed europea per quello che riguarda l'agricoltura sono state in parte fallimentari. Abbiamo infatti abbandonato delle filiere agricole in Italia che adesso sono diventate strategiche - parlo del grano e del mais - perché non si è mai garantito agli agricoltori il costo di produzione. Andando a modificare dunque il provvedimento, in cui era stato posto un limite dal Consiglio dei ministri, liberi tutti. Si dice infatti all'azienda agricola che può anche ricoprire il terreno che serve a produrre cibo - e mai come in questo momento - di pannelli solari e accedere ai finanziamenti. È una cosa gravissima e si rimanda a delle direttive che entro trenta giorni dovranno essere emanate dal Gestore dei servizi energetici e dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, ma, come ben sappiamo, in Italia di se e di ma son piene le fosse. Questo è un liberi tutti del quale dobbiamo necessariamente prendere atto. L'articolo 12- bis tratta dei sottoprodotti provenienti da attività alimentari ed agroindustriali per quanto riguarda gli impianti di produzione di biogas. Anche in questo caso il provvedimento emanato dal Consiglio dei ministri aveva una formulazione accettabile, ma quando è arrivato all'esame della Camera è stato modificato. In questo momento si sta facendo il gioco delle tre carte, perché in tutti i provvedimenti si stabilisce che questi prodotti possono essere definiti sottoprodotti, e quindi destinati agli impianti del biogas, se rispettano il dettato del decreto ministeriale 23 giugno 2016, un articolo del codice ambientale e le norme contenute nel titolo IV del decreto interministeriale 25 febbraio 2016. Questo è ciò che si stabilisce nel decreto-legge in esame; tuttavia, nel provvedimento che presumibilmente arriverà all'esame dell'Assemblea il 20 maggio, il cosiddetto decreto taglia prezzi, questa norma, che deve fare da argine e disciplinare questi sottoprodotti provenienti da attività alimentare, viene abrogata. Pertanto, pian piano, con la scusa dell'emergenza, non c'è solamente una speculazione economica e finanziaria su questi prodotti, sul gasolio e anche sulle materie prime, ma anche politica, perché approfittando di questa situazione di emergenza, il Governo dei migliori (ve lo raccomando) sta inserendo misure che nessun Esecutivo aveva mai approvato e sta abrogando alcune conquiste normative che erano state fatte negli ultimi vent'anni. Siamo quindi in un periodo di oscurantismo costituzionale nazionale senza precedenti, che sta mettendo a repentaglio tutte le tutele che negli ultimi vent'anni erano state introdotte nella salvaguardia dell'ambiente e i paletti che erano stati posti per l'agricoltura, rischiando veramente di far cadere il Paese in una situazione di grave danno irreversibile. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Boccardi. Ne ha facoltà. BOCCARDI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento che oggi ci troviamo a discutere è stato, come sappiamo, oggetto di grande dibattito e anche di numerose modifiche in corso d'opera nell'altro ramo del Parlamento. Questo è il risultato di una maggioranza che, come è noto, è eterogenea e i cui partiti, in tema di energia, si sono presentati alle elezioni con programmi diversi se non opposti, ma è anche stato il risultato di un lavoro lungo e attento vista l'importanza e la delicatezza del tema trattato. A tal proposito permettetemi di ringraziare in particolare i colleghi deputati di Forza Italia per i significativi miglioramenti che hanno apportato al testo, in particolare per accrescere, sino al raddoppio, la produzione nazionale di gas tramite ampliamento delle aree di ricerca e coltivazione, per il rilascio di importanti quote di energia elettrica a prezzo calmierato alle imprese energivore, per la metanizzazione del Mezzogiorno, per aver implementato la produzione del biogas per il settore aerospaziale, per incrementare la produzione da fonte rinnovabile senza occupazione ulteriore di suolo pubblico e per favorire gli accumuli idroelettrici e geotermici. L'innalzamento tanto repentino quanto esponenziale dei prezzi dell'energia ha reso quindi necessario il decreto-legge in discussione, che però non va concepito semplicemente come un provvedimento tampone, perché se da un lato contiene l'introduzione di misure contingenti di contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi del settore elettrico e del gas naturale, comprende anche misure strutturali e di semplificazione in materia energetica. Siamo quindi favorevoli al provvedimento al nostro esame e voteremo con convinzione a favore, ma non possiamo non evidenziare che molto resta ancora da fare. Ad esempio - e questo, lasciatemelo dire, è un aspetto assolutamente centrale su cui io personalmente e tanti colleghi di Forza Italia abbiamo sollecitato l'attenzione del Governo - occorre assicurare la necessaria liquidità alle imprese per poter almeno sopportare l'aumento vertiginoso dei costi di gas ed elettricità che stiamo vivendo. Un provvedimento con questa finalità non solo è auspicabile e di evidente necessità ed urgenza, ma adesso è assolutamente legittimo alla luce della comunicazione della Commissione europea sul nuovo quadro temporaneo degli aiuti di Stato.