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tale nuovo impianto normativo deve essere basato sul riconoscimento di un sistema che ponga al centro il benessere dei lavoratori, garantisca adeguate forme contrattuali, una retribuzione equa e sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché adeguate forme di previdenza e assistenza sociale; alla Camera dei deputati è stato presentato il disegno di legge "Disposizioni per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo" a firma delle onorevoli Gribaudo e Carbonaro, di cui sarebbe opportuno un inizio tempestivo dell'esame, magari abbinandovi testi successivi al fine di evitare un procedere caotico dei lavori ed una frammentazione normativa a detrimento della redazione di un impianto normativo coerente, organico e dunque efficace; i finanziamenti erogati tramite FUS, extra FUS e altri bandi non hanno in alcuni casi ristorato tutte le categorie che ne avevano bisogno, si veda per esempio il caso del settore della discografia emergente e indipendente, mentre in altri casi hanno alimentato diseguaglianze, come nel caso dei lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche che, secondo l'opinione dell'interrogante, sono stati assoggettati a misure di fondo integrativo salariale, per esempio, a fronte di una dubbia necessità di essere raggiunti da queste iniziative, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del quadro esposto e quali iniziative intenda intraprendere, tra quelle di sua competenza, per raggiungere gli obiettivi enunciati nella presente interrogazione, tra cui quello di dotare il settore dello spettacolo dal vivo di un sistema di welfare e di un'organizzazione adeguati. Atto n. 3-02314 BERNINI MALAN CANGINI ALDERISI GIRO Al Ministro della cultura Premesso che: il settore della cultura, in senso lato, ha sofferto moltissimo in questo anno a causa delle chiusure da pandemia; in particolare, i settori che esprimono il meglio del talento italiano culturale e artistico, il cinema, il teatro, il balletto, l'opera, i concerti, lo spettacolo dal vivo e quello viaggiante (959.000 lavoratori, che hanno prodotto un valore aggiunto di 60 miliardi di euro nel 2019, l'anno precedente alla pandemia), ma anche i luoghi della cultura, i musei e le mostre d'arte hanno vissuto restrizioni che, oltre a minarne i ricavi, ne hanno impedito persino la mera copertura dei costi vivi; a seguito dell'emergenza sanitaria, il settore dei beni e delle attività culturali e quello dello spettacolo hanno visto interventi legislativi ad hoc , per porre solo un rimedio parziale al clamoroso calo di risorse proprie, con costi non compensati nemmeno dalle poche aperture al pubblico in periodi o orari limitati; tra questi interventi si possono ricordare l'incremento delle risorse sul FUS, l' art bonus , il credito d'imposta alla promozione della musica, il sostegno a festival , cori, bande, il contrasto al secondary ticketing ed altri, ma certamente si tratta di poche centinaia di milioni di euro iniettati per sostenere settori che, in tempi normali, generano miliardi di euro e danno lavoro a centinaia di migliaia di persone, è parso a molti che talune restrizioni, ad esempio nei cinema e nei teatri, ma anche nei musei e nelle mostre d'arte, siano eccessive ed ingiustificate a fronte dei flussi di fruitori che, nella normalità, sono certamente inferiori a quelli che registrano i pendolari nei loro tragitti quotidiani o coloro che frequentano i luoghi della cosiddetta movida , si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, nel rispetto dei rigidi protocolli sanitari e di distanziamento a salvaguardia della salute pubblica, non intenda fare in modo che i luoghi della cultura meno esposti ai possibili assembramenti possano essere raggiunti da un maggior numero di visitatori, così come i luoghi dello spettacolo possano riaprire con un pubblico adeguato a garantire la sicurezza; se non voglia prendere atto del fatto che, anche prevedendo un maggiore flusso di sostegni o di indennizzi, che certamente si ritengono necessari, ai lavoratori e alle strutture dove si crea e si fruisce la cultura, non si riuscirebbero a coprire tutti i danni economici provocati dalle chiusure, e che quindi la soluzione non può che essere una riapertura graduale e ragionata; se non ritenga inoltre fondamentale consentire ai cittadini colpiti, anche psicologicamente, da un anno di chiusure più o meno severe, di tornare a fruire delle forme di cultura e dello spettacolo che più desiderano. Atto n. 3-02315 FARAONE MAGORNO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: da anni l'emergenza Xylella opprime il settore agricolo ed in particolare olivicolo del nostro Paese, con riguardo in special modo ai territori maggiormente vessati da questa "piaga", ossia il Salento e la Puglia meridionale; il batterio patogeno Xylella fastidiosa , infatti, viene trasmesso da particolari insetti che si nutrono di linfa xylematica, la cui funzione è quella di trasportare l'acqua dalle radici alle foglie: esso colpisce molte varietà di piante, causando gravi malattie che provocano l'intasamento dei vasi xylematici, determinando in poco tempo dapprima il progressivo essiccamento delle foglie e successivamente la morte dell'intera pianta; secondo i dati elaborati dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (European food safety authority, EFSA), l'agenzia europea istituita nel 2002, con sede a Parma, che fornisce consulenza scientifica e di comunicazione per quanto attiene ai rischi associati alla filiera degli alimenti e mangimi, attualmente ben 563 specie vegetali, appartenenti complessivamente a 82 famiglie botaniche, sono vulnerabili all'attacco del batterio; data la pericolosità delle malattie derivanti dal batterio, nonché la sua progressiva diffusione in varie parti del mondo, le autorità pubbliche nazionali e sovranazionali hanno da tempo intrapreso percorsi di contrasto, prevenzione e controllo dell'agente patogeno, nonché di supporto alle aziende colpite, al fine di regimentare la problematica e attivarsi allo scopo del suo superamento; tra i più recenti interventi a livello europeo, si può citare la pubblicazione da parte dell'EFSA nel giugno 2020 delle "linee giuda per la rilevazione della Xylella fastidiosa": il documento fornisce una guida, a uso degli incaricati di indagini fitosanitarie, alla rilevazione e al controllo dei fitopatogeni per definire piani di sorveglianza basati su principi statistici e sui possibili fattori di rischio; nel contesto italiano, da anni il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha portato avanti e continua a proseguire, anche in collaborazione soprattutto con gli enti territoriali interessati, programmi di contrasto alla diffusione del batterio e di supporto alle aziende colpite (si può far riferimento, a mero titolo di esempio, ai "contratti di distretto Xylella" e al programma "Rigenerazione sostenibile", contenenti ingenti risorse a favore di territori e imprese); considerato che, sebbene anche negli ultimi mesi siano state varate misure importanti e preziose atte conseguire la rigenerazione agricola dei territori colpiti dalla Xylella (tra le quali si può citare, a titolo di esempio, il recente finanziamento del programma "Radici virtuose":