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ad oggi, le norme citate risultano inosservate, non essendo intercorso il necessario presupposto consistente nel procedimento di verifica, vanificando la loro portata e, segnatamente, la possibilità: di formulare il giudizio di confermabilità o meno dell'incarico a 18 mesi; di verificare il raggiungimento degli obiettivi ulteriori ai fini del calcolo dell'indennità premiale di evidenziare le gravi fattispecie di cui al comma 7 dell'articolo 3- bis del decreto legislativo n. 502 del 1992 ai fini della risoluzione del contratto; di verificare la ricorrenza dei presupposti ai fini della non corresponsione dell'incentivo, ex articolo 35- bis della legge n. 32 del 1992; risulta altresì inosservato l'adempimento richiesto dai Ministeri affiancanti, i quali hanno richiesto gli esiti delle valutazioni dei direttori generali nel corso di tutte le verifiche trimestrali svoltesi nell'anno 2018, si chiede di sapere: se risulti ai Ministri in indirizzo che la Regione Campania abbia valutato i risultati di gestione conseguiti e il grado di raggiungimento degli obiettivi da parte degli attuali direttori generali delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere della Regione, a far data dalla loro nomina, posto che la valutazione positiva della performance è il presupposto per la confermabilità dell'incarico, nonché della corresponsione delle indennità premiali; se siano stati comunque confermati incarichi o corrisposte indennità premiali anche in assenza degli esiti del procedimento di valutazione; quali siano le determinazioni che i Ministri, nei limiti delle proprie attribuzioni, intendano intraprendere, laddove si ravvisasse una reiterata violazione delle norme in merito alla valutazione istituzionale dei direttori generali delle aziende sanitarie locali, per garantire ai cittadini della Campania livelli accettabili di performance nella gestione dei processi che esitano nella soddisfazione dei bisogni e del diritto costituzionalmente sancito alla salute. Atto n. 4-01350 IANNONE Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 25 febbraio 2019 l'edizione on line del quotidiano "Il Mattino", edizione di Avellino, riferiva che un'aula per le udienze penali del Tribunale di Avellino era stata chiusa, con necessaria decisione del presidente del Tribunale, per la caduta di alcuni calcinacci; da tempo si registrano problemi al palazzo di giustizia di Avellino e, pur essendo previsto un intervento di manutenzione da parte del Ministero, i lavori stentano a decollare; personale amministrativo, magistrati e avvocati a più riprese hanno evidenziato i problemi strutturali del Tribunale, finito anche al centro di una puntata del programma Rai "Presa Diretta", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo grave fatto e dei motivi del ritardo nei lavori di manutenzione; se intenda realizzare in maniera risolutiva interventi che garantiscano la sicurezza e il decoro degli operatori della giustizia e dell'utenza del Tribunale di Avellino. Atto n. 4-01351 MODENA Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: è notizia di questi giorni, riportata dall'autorevole quotidiano britannico "The Guardian", che l'Unione Africana non accetterebbe il piano dell'Unione europea di creare "centri regionali di sbarco" per i richiedenti asilo, strutture queste fuori dalla UE, per i migranti soccorsi nel Mediterraneo, proposte anche dal Ministro dell'interno; è ormai dal mese di giugno 2018, che, prima al Consiglio europeo e poi in Commissione, si discute della proposta di creare "centri regionali di sbarco" per la gestione dei flussi migratori provenienti dalle coste sud del mar Mediterraneo. I migranti ivi soccorsi non verrebbero più portati al primo "porto sicuro" in Europa, ma in uno o più centri appositi in Nord Africa; in particolare, la proposta prevede che i migranti soccorsi in acque territoriali di un Paese non UE e in acque internazionali vengano mandati in tali centri, dove il personale prima li identifichi e poi proceda alla distinzione tra migranti economici e tra quanti necessitano di protezione internazionale. I migranti le cui domande non dovessero essere accolte verrebbero rimandati nei loro Paesi, quelli a cui invece venisse riconosciuto un qualche status di protezione internazionale sarebbero accolti in un Paese dell'Unione europea; il documento dell'Unione africana (attualmente sotto la presidenza egiziana) pubblicato dal "The Guardian" punta a convincere gli Stati africani a non collaborare e quindi a boicottare la proposta che sta predisponendo l'Unione europea, per il timore come affermato da un alto funzionario di cui il quotidiano riporta l'opinione: "le capitali africane temono che questo piano porti alla creazione di qualcosa di simile ai moderni mercati degli schiavi con i migliori africani ammessi in Europa e gli altri respinti", si chiede di sapere quale posizione e quali azioni diplomatiche intenda assumere il Governo italiano tanto in sede europea, quanto nei confronti dei Paesi dell'Africa del nord, per favorire il realizzarsi in quelle nazioni dei "centri regionali di sbarco", concretizzando quella che sembra, se attuata con tutte le tutele per i diritti e le garanzie possibili per le persone, coinvolte, una proposta ragionevole e capace di contribuire, in parte, a gestire il fenomeno migratorio bilanciando le esigenze di sicurezza, accoglienza, ed integrazione. Atto n. 4-01352 MODENA Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la questione della cyber sicurezza è tema sempre più centrale e strategico per lo sviluppo economico e tecnologico delle nazioni e, pertanto, ogni Paese dovrebbe avere la massima attenzione su questo tema; è notizia dei giorni scorsi che gli Stati Uniti, in base a informazioni della loro intelligence che dimostrerebbero che Huawei avrebbe nascosto dei software nelle proprie infrastrutture tecnologiche per consentire al Governo di Pechino di appropriarsi di dati e informazioni trasmessi attraverso le reti, "non condivideranno informazioni o coopereranno a pieno titolo con i paesi che integrano nei loro sistemi per la trasmissione di informazioni tecnologie del colosso cinese Huawei", come ha dichiarato il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, il 22 febbraio 2019; non solo Huawei in Italia è partner strategico di vari operatori mobili, anche in relazione alla rete 5G (fu il precedente Governo di centrosinistra ad aprire anche a Huawei la possibilità di partecipare alla gara di assegnazione delle frequenze 5G), ma è il principale fornitore degli apparati tecnologi che Infratel (società controllata dal Ministero dello sviluppo economico) utilizzerà per il progetto "WiFi Italia", la cui convenzione è stata siglata dal ministro Di Maio in data 11 dicembre 2018 e che, come si legge nel sito "wifi.italia" e il progetto "Piazza Wifi Italia" è fortemente voluto dal Ministero, che ha come obiettivo quello di permettere a tutti i cittadini di connettersi, gratuitamente e in modo semplice tramite l'applicazione dedicata, a una rete wifi libera e diffusa su tutto il territorio nazionale.