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I membri del Comitato restano in carica tre anni, possono essere rieletti una sola volta, hanno diritto ad un'indennità di carica mensile stabilita insieme alla dotazione di funzionamento con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, d'intesa con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Art. 10. (Funzioni del Comitato) 1. Il Comitato provvede: a) al controllo di quanto disposto dall'articolo 7 verificando su base campionaria sia il sistema dei pagamenti sia la rispondenza degli stessi con gli impieghi a favore dei minori affidati; b) in linea con i criteri e le modalità di ripartizione definite per il Fondo di cui all'articolo 7, seleziona e definisce i soggetti beneficiari procedendo al riparto economico delle risorse di cui all'articolo 7, al fine di assicurare l'efficienza e l'efficacia degli interventi, nonché la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti sulla base della valutazione del percorso scolastico e formativo e della situazione personale e familiare; c) vigila sull'attuazione delle politiche di incentivazione all'assunzione e al sostegno di giovani provenienti dall'affidamento in famiglie affidatarie o in comunità; d) promuove la collaborazione e il coordinamento dei soggetti, istituzionali e sociali interessati; e) verifica il corretto utilizzo delle risorse finanziarie ricevute per l'assistenza e la cura all'infanzia e dell'adolescenza e l'effettiva corrispondenza tra la destinazione dei beni e il loro utilizzo, segnalando alle autorità competenti eventuali difformità. 2. Il Comitato, entro il 30 aprile di ogni anno, presenta alla Commissione di cui all'articolo 9, comma 3, una relazione che illustra l'attività svolta e i risultati raggiunti nel promuovere e garantire la piena attuazione di quanto stabilito nella presente legge ed in particolare fornendo informazioni rispetto agli interventi realizzati, agli esiti prodotti, alle criticità emerse e alle possibili soluzioni individuate. Art. 11. (Disposizioni finali) 1. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano anche alle case per gestanti e madri con bambino, agli appartamenti per i giovani fino a 25 anni, ai centri di pronta accoglienza e a tutte le strutture e i servizi che ospitano e si occupano di minori, fatto salvo quanto disciplinato specificamente. Art. 12. (Copertura finanziaria) 1. Ai maggiori oneri di cui alla presente legge, pari a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016, si provvede a valere sui risparmi spese di cui al comma 2. 2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 7, commi 12, 13, 14 e 15, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e dall'articolo 1, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, al fine di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire ad una ulteriore riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al PIL, le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero, le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di bilancio, relative alla categoria interventi, e le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa per ciascun Ministero previste dalla legge di bilancio, relative agli oneri comuni di parte capitale e agli oneri comuni di parte corrente, sono ridotte in via permanente a decorrere dall'anno 2014, in misura tale da garantire risparmi di spesa per un ammontare complessivo non inferiore a 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2014. I Ministri competenti predispongono, entro il 30 settembre di ciascun anno a decorrere dall'anno 2014, gli ulteriori interventi correttivi necessari per assicurare, in aggiunta a quanto previsto dalla legislazione vigente, i maggiori risparmi di spesa di cui al presente comma. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze, entro il 15 ottobre di ciascun anno verifica gli effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica derivanti dagli interventi correttivi di cui al comma 2, ai fini del rispetto degli obiettivi di risparmio di cui al medesimo comma. A seguito della verifica, gli interventi correttivi di cui al comma 2 predisposti dai singoli Ministri e i relativi importi sono inseriti in un apposita tabella allegata alla legge di stabilità. Qualora, a seguito della verifica, le proposte di cui al comma 2 non risultino adeguate a conseguire gli obiettivi in termini di indebitamento netto, il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce al Consiglio dei Ministri e con il disegno di legge di stabilità è disposta la corrispondente riduzione delle dotazioni finanziarie, iscritte a legislazione vigente nell'ambito delle spese rimodulabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b) , della citata legge n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero interessato, necessarie a garantire il rispetto degli obiettivi di risparmio di cui al comma 2, nonché tutte le modificazioni legislative eventualmente ritenute indispensabili per l'effettivo raggiungimento degli obiettivi di risparmio di cui al medesimo comma.