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Quindi, come è ben evidente, è del tutto decisivo un approccio come quello di cui stiamo discutendo stamattina. La cosa è ancora più vera anche alla luce di un'altra considerazione, che mi sento di fare e che pure ho ascoltato in molto interventi stamattina. Anche a me è capitato, una ventina di giorni fa, di essere ad Auschwitz, nel viaggio della memoria organizzato dal MIUR, e di essere in compagnia, in quel viaggio, di questa donna straordinaria, citata in questa Aula, che si chiama Tatiana Bucci, che è una sopravvissuta, una testimone oculare di quei giorni e di quelle drammatiche vicende. Un importante storico israeliano dice che contano di più 5 minuti di testimonianza visiva di chi nei campi di sterminio c'è stato, che migliaia e migliaia di pagine scritte da tutti gli storici del mondo. Ora, forse la sua è una esagerazione, forse è una provocazione, ma c'è tanto di vero in quella frase. Naturalmente, vi è una grande questione. Lunga vita, ovviamente, a Tatiana Bucci, lunga vita a Liliana Segre e lunga vita a tutti coloro che sono stati nei campi di sterminio, ma, inevitabilmente, verrà il giorno in cui queste persone non ci saranno più. Avremo, e avranno le giovani generazioni che verranno dopo di noi, ancora di più allora il dovere morale di trasmettere questa memoria, quando i testimoni oculari non saranno più tra di noi e quando, tra venti o cinquanta o cento anni, il ricordo della Shoah, di quanto successo nell'Europa occidentale negli anni Venti e negli anni Trenta, rischia di essere coperto da un oblio che sarebbe ovviamente inaccettabile, come per l'appunto dicono gli stessi testimoni oculari, che sono preoccupatissimi, come ben si capisce, di questo aspetto. Rispetto a tale oblio, io penso si debba, invece, lavorare molto sul tema grande della trasmissione della conoscenza. Dobbiamo cercare di fare questo lavoro nelle nostre scuole; dobbiamo molto favorire momenti di discussione. Anche a me è capitato in questi giorni di partecipare in diverse scuole d'Italia ad iniziative che hanno voluto ricordare la Shoah. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 11,35) ( Segue DE CRISTOFARO). Non dobbiamo mai smettere, come se fosse proprio un grande assillo, di porci la stessa domanda, che è poi la domanda decisiva: perché è potuto succedere? Perché è potuto accadere che nell'Europa degli anni Trenta si sviluppasse, attorno a concetti che avevano una storia pregressa, quello che poi è stato lo sterminio di massa e la Shoah? Ricordo sempre, anche in questo caso, citando i testimoni sopravvissuti e la frase di un testimone che diceva: non sono stati soltanto Hitler e Himmler a mandarmi nei campi di sterminio, ma sono stati il vicino di casa, il panettiere, il fornaio, il professore di scuola. Che cosa è successo negli anni Trenta nella civile Europa per determinare tutto questo? Credo che a questa domanda purtroppo non si sfugge; è l'assillo e la domanda di fondo che dovremmo porci sempre. Penso che la scuola italiana debba fare, da questo punto di vista, un grande lavoro. In questi anni è stato sviluppato il programma dei viaggi della memoria; sono stati coinvolti diversi studenti; penso di poter dire che è stato fatto un buon lavoro, ma è vero che va incentivato, migliorato e sostenuto. Questa considerazione riguarda la necessità più generale di investire maggiormente sulla scuola e sulla pubblica istruzione, e riguarda la necessità di poter avere un investimento maggiore. Da questo punto di vista, ritengo che questa iniziativa parlamentare possa essere molto importante e positiva. Concludo esprimendo i pareri sulle mozioni presentate. Esprimo parere favorevole sulla mozione n. 208, a prima firma del senatore Salvini. Sulla mozione n. 211, a prima firma della senatrice Bernini, esprimo parere favorevole sul primo impegno e favorevole con riformulazione sul secondo impegno, semplicemente aggiungendo, dopo la parola «assegnazione» e prima delle parole «risorse annuali ai Comuni», le seguenti parole: «nel rispetto dei vincoli di bilancio». Sulla mozione n. 212, a prima firma del senatore Marcucci, esprimo parere favorevole sui primi due impegni. Sul terzo impegno esprimo parere favorevole con riformulazione, inserendo, dopo la parola «integrare» e prima delle parole «i corsi di studio universitari», le parole: «nel rispetto dell'autonomia universitaria e in coerenza con gli obiettivi formativi». Esprimo parere favorevole sul quarto impegno se accolta la seguente riformulazione: «a promuovere le iniziative delle università che, nell'esercizio della loro autonomia, intendano inserire, tra gli altri, anche la lotta all'antisemitismo negli obiettivi della cosiddetta terza missione, da realizzare in modo interdisciplinare». Esprimo parere favorevole sul quinto e sul sesto impegno. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Passiamo dunque alla votazione delle mozioni. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, nazismo e fascismo non sono opinioni, sono crimini. Questo concetto dovrebbe essere chiaro a tutti, ma purtroppo non lo è. Sempre più si registrano casi di apologia del fascismo e del nazismo, purtroppo anche da parte di persone che dovrebbero trasmettere un messaggio diverso. Un professore di filosofia del diritto dell'università di Siena elogia il Führer spiegando a chi lo contesta che, pur non essendo mai stato un santo, «in quel momento difendeva l'Europa dai veri mostri, quelli che oggi governano il mondo» . Penso però anche alle bottiglie di vino con i volti di Hitler e Mussolini vendute come se fossero innocui souvenir, ai cori, agli striscioni e ai saluti romani negli stadi, ai post sui social network che inneggiano ai due regimi autoritari, alla propaganda di estrema Destra con teorie cospirazioniste sull'ordine mondiale o di negazione dell'esistenza stessa dell'Olocausto. Davanti a questo veleno, la memoria è un antidoto di fondamentale importanza. L'Olocausto è stato il punto finale di un percorso cominciato con le discriminazioni, con le leggi razziali, con una segregazione fisica e culturale. Per questo non bisogna mai sottovalutare certi segnali, non bisogna mai abbassare la guardia, ma occorre bloccarli sempre sul nascere. È sconvolgente il sondaggio in base al quale 15 italiani su 100 dicono di non credere all'olocausto. Anche questo dimostra l'importanza della memoria da trasmettere, un testimone da passare a ogni generazione per custodire e affermare il valore della democrazia, dello Stato di diritto, della sacralità della vita umana. Sono importanti i viaggi della memoria, il toccare con mano l'orrore dei campi di concentramento. Sarebbe importante che tutti i ragazzi italiani potessero fare, almeno una volta nella loro vita, un viaggio del genere, perché è un momento di crescita esistenziale, un'esperienza che non si dimentica per tutta la vita. Sappiamo che è decisivo il ruolo della scuola e dell'istruzione per trasmettere ai ragazzi i giusti valori, per dotarli di strumenti di esercizio critico: