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con successivo decreto legislativo n. 52 del 2018 si superava, formalmente, il pregresso impianto normativo della legge n. 30 del 1991 in materia di riproduzione animale (già oggetto di segnalazione da parte dell'AGCM nel 2013) che affidava entrambi i ruoli di selezione e raccolta dati in capo all'Associazione italiana allevatori, mediante una ripartizione funzionale tra ente selezionatore ed ente responsabile della raccolta dati in allevamento, nel rispetto di quanto previsto dall'ordinamento europeo; come testimoniato dalla segnalazione AGCM del 21 ottobre 2019, il superamento dell'impianto previgente è avvenuto, nella sostanza, in maniera opaca tramite una scissione parziale dell'Associazione degli allevatori tramite la cessazione del previgente rapporto associativo con le varie ANA e costituendo una nuova federazione delle associazioni nazionali di razza e specie, cui successivamente avrebbe dichiarato l'associazione automatica ai fini di esercitare "una profonda influenza sulla vita associativa dell'ANA"; il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con decreto del 5 dicembre 2019 n. 12390, ha approvato una procedura per stabilire se i suini di altre razze utilizzati per la produzione di prodotti certificati provengano o meno da schemi di selezione o incroci non incompatibili con il libro genealogico; secondo tale procedura, per la produzione di una serie di prodotti DOP e IGP provenienti da carni suine è necessario utilizzare i capi delle razze delle specie suine iscritte o registrate al libro genealogico, di cui al programma genetico attuato dall'Associazione nazionale allevatori suini (ANAS), nonché di animali appartenenti ad altre razze, meticci o ibridi provenienti da schemi di selezione o incrocio attuati con finalità non incompatibili con il libro genealogico, individuati dal CREA-ZA (centro di ricerca zootecnia ed acquacoltura del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) dietro informativa dell'ANAS; di recente, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con segnalazione del 12 maggio 2022, ha individuato nel decreto ministeriale l'ennesima violazione del regime della libertà di concorrenza, laddove accentua i profili distorsivi dell'autonomia, a vantaggio dell'ANAS, la quale sfugge, diversamente dalle altre case genetiche, al meccanismo di verifica e controllo per ottenere i titoli idonei ad inserire le proprie linee nella lista degli altri tipi genetici; la segnalazione dell'AGCM riguarda non solo la posizione dell'ANAS nel sistema allevatoriale dei suini, ma anche il CREA-ZA, al quale si affida il compito di esprimere un parere tecnico al Ministero, poiché, così come strutturato ed organizzato, disvela condizioni che non assicurano la sua indipendenza e terzietà, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda adottare per evitare ulteriori distorsioni della concorrenza, vista l'ingiustificata presenza di esigenze di interesse generale in conformità con quanto segnalato dall'Autorità garante, nonché per assicurare una definitiva terzietà ed imparzialità nelle valutazioni discrezionali adottate in materia di riproduzione animale, garantendo la competitività nel settore suinicolo. Atto n. 3-03437 IWOBI CANDIANI AUGUSSORI RICCARDI Alessandra LUCIDI PIROVANO Daisy VESCOVI Al Ministro dell'interno Premesso che la tendo-baraccopoli di San Ferdinando (Reggio Calabria) è sorta nel 2010 in seguito ai fatti culminati nella cosiddetta rivolta di Rosarno e ospita da anni migliaia di immigrati impegnati per la maggior parte in lavori agricoli, con un significativo incremento numerico durante la stagione dei raccolti; considerato che: in una visita nei pressi della tendopoli, svolta in data 20 giugno 2022, il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo ha potuto constatare la situazione drammatica, disumana e di completo abbandono del campo, che presenta notevoli problematiche legate ai temi della salute e della sicurezza pubblica, nonché dell'incolumità dei migranti presenti; con l'arrivo della stagione estiva si stanno registrando importanti aumenti dei flussi migratori provenienti dal nord Africa; lo sfruttamento lavorativo dei migranti nel settore dell'agricoltura rappresenta una piaga per il nostro Paese che genera insicurezza, precariato sociale e alimenta l'economia sommersa e la criminalità organizzata; valutato infine che: non porre alcun freno agli sbarchi e non attuare serie politiche di contenimento di flussi migratori eccezionali porta ad un sovraccarico del sistema di accoglienza, che alimenta la malagestione dei migranti sul territorio italiano e il conseguente abbandono sul territorio di migliaia di migranti per lo più in situazione di irregolarità; si registrano sempre più casi di baraccopoli, tendostrutture e insediamenti spontanei di migranti, che ospitano persone impiegate prevalentemente nel lavoro agricolo stagionale, sull'intero territorio nazionale; è una notizia di questi giorni la morte di un cittadino africano presso la baraccopoli "Torre Antonacci", a Rignano Garganico (Foggia), a seguito di un incendio che ha coinvolto il campo; questi insediamenti rappresentano un esempio concreto delle difficoltà di gestione e integrazione a causa dei numeri di un'immigrazione fuori controllo; tali luoghi comportano rischi di ordine pubblico e di salute per il territorio circostante e rischiano di alimentare il business della criminalità organizzata, oltre a porre in serio pericolo l'incolumità stessa degli ospiti; risulta fondamentale investire in formazione, lavoro e assistenza, per accelerare il conseguente processo dei rimpatri volontari, che sia in grado di portare benefici, ricchezza e sviluppo nei Paesi di origine, perseguendo inoltre il concetto di disincentivo delle partenze come pilastro delle future politiche sulle migrazioni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del numero di insediamenti spontanei e autogestiti di migranti presenti sul territorio italiano, e quali iniziative intenda intraprendere al fine di gestire e porre fine a tale situazione emergenziale. Atto n. 3-03438 D'ANGELO Grazia Al Ministro della giustizia Premesso che: la legge n. 206 del 2021 contiene, tra l'altro, la delega al Governo sulle misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie; questo ambito del diritto reclamava da tempo una riforma ampia ed organica: l'unificazione in una sola autorità di riferimento delle competenze oggi sparse fra i diversi soggetti giurisdizionali coinvolti (tribunale ordinario, tribunale per i minorenni, giudice tutelare) ; regole processuali uniformi che facciano ordine in una babele di procedimenti diversi l'uno dall'altro; un'effettiva specializzazione di tutti i soggetti che vi operano, dalla magistratura all'avvocatura, passando per i servizi sociali e i consulenti esperti;