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Il contenuto del servizio universale è esaminato periodicamente dalla Commissione europea nell'ambito del comitato delle comunicazioni; ai sensi dell'articolo 61, comma 4, del codice, nell'ambito della direttiva per la qualità e le carte dei servizi di telefonia vocale fissa e per il servizio universale (delibera n. 479/17/CONS del 5 dicembre 2017), l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha fissato i valori obiettivo, ossia gli standard generali degli indicatori di qualità del servizio universale per la telefonia vocale fissa, che Telecom Italia si deve impegnare a raggiungere. Tali tempi mediamente non devono superare le 48 ore; la società Telecom Italia, ai sensi dell'articolo 14 -bis della legge n. 223 del 2006, ha presentato all'Autorità degli impegni in cui indica, fra gli obiettivi, quello di soddisfare i clienti finali attraverso concreti interventi per lo sviluppo e il miglioramento della qualità della rete e dei servizi; la società concessionaria non è nuova a disattendere i propri obblighi di servizio universale: con la delibera n. 479/17/CONS, l'Autorità ha emanato un'ordinanza di ingiunzione nei confronti della società Telecom per il mancato raggiungimento degli obiettivi di qualità del servizio universale per l'anno 2018 fissati ai sensi dell'articolo 61, comma 4, del decreto legislativo n. 259 del 2003 (contestazione n. 8/19/DTC); l'attuale emergenza da COVID-19 ha reso immediatamente tangibile, per l'intera popolazione, la drammatica realtà di una rete di comunicazione immateriale del tutto inadeguata in alcune aree del Paese. Una rete di telecomunicazioni cui è stata sostanzialmente appesa, pressoché per intero, l'esigenza di socialità che il contenimento del contagio chiedeva di distanziare, ma che proprio per questo doveva assolutamente essere consentita e favorita da nuove modalità di comunicazione; sono numerosi i comuni della provincia di Modena dove la copertura telefonica è totalmente inadeguata, se non addirittura assente, pertanto è del tutto inaccettabile che neanche nelle zone abitualmente raggiunte dal segnale sia garantito il servizio o almeno ripristinato nei termini previsti dal contratto universale, si chiede di sapere quali iniziative, anche normative, il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire la copertura di rete telefonica mobile, nonché la copertura internet ADSL e fibra, nei territori citati. Atto n. 3-02706 BOLDRINI FEDELI ASTORRE D'ALFONSO STEFANO ROJC GIACOBBE VERDUCCI ROSSOMANDO TARICCO FERRAZZI PINOTTI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il 16 gennaio 2021 è stata costituita la società Stellantis, impresa multinazionale di diritto olandese produttrice di autoveicoli, nata dalla fusione tra i gruppi automobilistici FCA e PSA. La società ha sede legale ad Amsterdam e controlla 15 marchi automobilistici, tra cui quelli italiani Abarth, Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Maserati; la società Stellantis ha stabilimenti per la produzione di autoveicoli, motori e componentistica in 29 Paesi, nei quali sono occupati circa 400.000 dipendenti che producono 8,7 milioni di veicoli all'anno. In Italia gli stabilimenti Stellantis per la produzione di autoveicoli sono ubicati a Cassino (Frosinone), Grugliasco (Torino), Melfi (Potenza), Modena, Pomigliano d'Arco-Acerra (Napoli), Torino, val di Sangro-Atessa (Chieti), mentre per la componentistica e i motori sono a Cento (Ferrara), Torino-Mirafiori (Torino), Pratola Serra (Avellino), Termoli (Campobasso) e Verrone (Biella); il consiglio di amministrazione della società è composto da 11 membri, 5 dei quali nominati da FCA e 5 da PSA e dall'amministratore delegato del gruppo, Carlos Tavares. I poteri esecutivi sono congiunti tra John Elkann, presidente della Stellantis, e l'amministratore delegato della società; considerato che: il settore automotive riveste un ruolo strategico per l'economia italiana e il suo buon andamento dipende quasi esclusivamente dalle attività svolte negli stabilimenti della società Stellantis presenti nel nostro territorio; l'amministratore delegato della Stellantis, Tavares, dopo l'iniziale impegno a non chiudere nessuno stabilimento presente in Italia, ha recentemente annunciato l'intenzione di procedere ad una complessiva riorganizzazione degli impianti presenti nel territorio italiano in quanto ritenuti troppo costosi; la notizia ha dato luogo ad una situazione di generale incertezza sul futuro degli stabilimenti, fortemente aggravata dalla perdurante assenza di un piano industriale utile a comprendere le prospettive di sviluppo del settore automotive e le ricadute attese sugli investimenti, sull'occupazione e sull'indotto; rilevato che: negli ultimi giorni le notizie che giungono dalla stampa locale e dai sindacati di categoria sulla situazione dei diversi stabilimenti automotive presenti nel territorio sono sempre più numerose e preoccupanti; per quanto riguarda lo stabilimento di Cento, giungono notizie sullo smantellamento dell'area tecnica e di sviluppo, a cui dovrebbero far seguito gli incentivi all'uscita graduale dei dipendenti dall'azienda, anche dell'area produttiva. L'eventuale forte ridimensionamento delle attività dello stabilimento prefigura pesanti ricadute negative anche sull'indotto e sul livello occupazionale nella provincia di Ferrara, già in sofferenza ormai da diversi anni; analogamente, nello stabilimento di Termoli si è registrato un deciso incremento del ricorso alla cassa integrazione, non solo presso l'unità motori, ma anche presso l'unità cambi. Inoltre, l'avvio della lavorazione del nuovo motore ibrido GSE è stato più volte ritardato e, secondo le ultime notizie, spostato al mese di settembre 2021; nel 2020, in conseguenza della situazione emergenziale da COVID-19, la FCA, prima della fusione con PSA, ha contratto un prestito da 6,3 miliardi di euro con banca Intesa Sanpaolo, interamente garantito dalla società pubblica SACE. La concessione della garanzia pubblica da parte dello Stato italiano era condizionata, tuttavia, al mantenimento dell'occupazione negli stabilimenti FCA presenti nel nostro territorio e al reinvestimento dei fondi ricevuti in Italia; alla luce di tali accadimenti appare necessario porre la massima attenzione, anche nell'ambito del tavolo permanente dell' automotive istituito presso il Ministero dello sviluppo economico, sulle ripercussioni che le scelte operate dalla società Stellantis avranno sull'operatività degli impianti presenti sul territorio italiano, nonché sulla finanza pubblica, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti esposti; se intenda urgentemente avviare un tavolo di confronto con la società Stellantis e le organizzazioni sindacali per garantire la piena operatività di tutti gli stabilimenti presenti nel nostro territorio e il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, con particolare riguardo a quelli più a rischio di Cento e di Termoli, anche in ragione del pieno rispetto degli accordi raggiunti con FCA nel 2020, a fronte dei quali lo Stato italiano ha concesso la garanzia statale sul prestito da 6,3 miliardi contratto da FCA con banca Intesa Sanpaolo;