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È anche previsto che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per lo sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 30 aprile 2013, sono individuate misure volte alla tutela dei segni distintivi di Expo 2015 SpA in relazione all’Esposizione Universale «Expo Milano 2015», ivi compreso quanto necessario a garantire l’appartenenza in via esclusiva dei beni immateriali rappresentati da marchi, loghi, denominazioni, simboli e colori che contraddistinguono l’attività e l’Esposizione, ed al relativo uso per il periodo di svolgimento dell’evento e comunque non oltre il 31 dicembre 2015. Con il medesimo decreto sono individuati specifici interventi volti a reprimere attività parallele a quelle esercitate da enti economici o non economici, non autorizzate da Expo 2015 SpA, dirette ad intraprendere attività di commercializzazione parassitaria al fine di ricavarne visibilità o profitto economico (fenomeno del cosiddetto « ambush marketing »), anche prevedendo le relative sanzioni amministrative da un minimo di 5.000 euro ad un massimo di 250.000 euro, fatte salve le sanzioni già previste dalla legislazione vigente. Capo III. -- Ulteriori disposizioni per le zone colpite dagli eventi sismici del maggio 2012 e per favorire la ricostruzione in Abruzzo L’articolo 6 prevede che il termine di scadenza dello stato di emergenza conseguente agli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 è prorogato al 31 dicembre 2014. Inoltre, il termine del 30 novembre 2012, per la presentazione della documentazione di cui all’articolo 11, comma 9, del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, utile per l’accesso al finanziamento di cui al commi 7 e 7- bis del predetto articolo 11, è rideterminato al 15 giugno 2013. Nello stesso tempo sono determinate le scadenze degli obblighi di pagamento di tributi, contributi previdenziali e assistenziali nonché dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dal 1° luglio 2013 al 30 settembre 2013. L’ultimo comma prevede il conseguente adeguamento della convenzione ABI con la Cassa depositi e prestiti. L’articolo 7 prevede che, al fine di assicurare la prosecuzione dell’assistenza alla popolazione nelle zone terremotate dell’Abruzzo, il diritto al contributo per l’autonoma sistemazione ovvero all’assistenza gratuita presso strutture private o pubbliche, di cui all’articolo 13, comma 1, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 4013 del 23 marzo 2012, è riconosciuto nel limite massimo di euro 53.000.000. Inoltre, si prevede che i contratti di locazione di cui all’articolo 1 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3769 del 15 maggio 2009, possono essere prorogati, previo espresso assenso del proprietario, al 31 dicembre 2014, e comunque nel limite massimo di euro 8.700.000. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 7, quantificati complessivamente in euro 62 milioni, si provvede con le risorse programmate dalla delibera CIPE n. 135 del 21 dicembre 2012. Viene, anche, previsto che, al fine di consentire al comune di L’Aquila di svolgere con la massima efficienza ed economicità le funzioni istituzionali, in attesa della ricostruzione delle sedi destinate ad ufficio del predetto ente, gravemente danneggiate dal sisma, è assegnata al comune la somma nel limite massimo di 800.000 euro per l’anno 2013 per provvedere al pagamento dei relativi canoni. Agli oneri derivanti si provvede con le risorse programmate dalla delibera CIPE n. 135 del 21 dicembre 2012. Il comma 5 attribuisce ai due Uffici speciali per la Ricostruzione la competenza per la successiva assegnazione agli enti attuatori sul territorio delle risorse necessarie al pagamento degli oneri inerenti l’assistenza alla popolazione e per le spese di emergenza, la cui quantificazione, mese per mese, è attribuita ai comuni interessati; Il comma 6 definisce la competenza territoriale dei due Uffici speciali in merito al trasferimento delle risorse per gli interventi riguardanti l’assistenza alla popolazione e gli interventi di ricostruzione. Articolo 8 Il comma 2 è una disposizione a carattere ordinamentale in quanto dà attuazione a quanto previsto dall’articolo 67- ter , comma 4, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, che stabilisce che il Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali della Presidenza del Consiglio dei Ministri coordina le amministrazioni centrali interessate nei processi di ricostruzione e di sviluppo al fine di indirizzare e dare impulso agli Uffici speciali per la ricostruzione. La disposizione normativa è volta ad assicurare la prosecuzione delle attività di rimozione delle macerie nei territori abruzzesi colpiti dal sisma del 2009. La situazione eccezionale della gestione del grande quantitativo di macerie prodotte dal terremoto aveva richiesto, prioritariamente, come è noto, l’elaborazione di una normativa speciale per garantire la tempestività degli interventi, attraverso la predisposizione di procedure ex novo , strumenti e mezzi, anche finanziari, immediati. Le varie ordinanze succedutesi dopo il decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, hanno affidato alle autorità territoriali (regione) la gestione delle macerie anche ai fini della individuazione delle discariche per il loro smaltimento; la definizione delle modalità operative per la gestione delle stesse è stata, Invece, prerogativa del Presidente del Consiglio. L’ordinanza n. 3797 del 30 luglio 2009 ha disposto, in deroga alla legislazione vigente (decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152), che il Corpo nazionale dei vigili del fuoco e le Forze armate (articolo 19) provvedessero al trasporto delle macerie presso i siti di deposito temporaneo. Con l’ordinanza 3923 del 18 febbraio 2011, come modificata ed integrata dall’ordinanza n. 4014 del 23 marzo 2012, i medesimi soggetti sono stati autorizzati ad effettuare la movimentazione ed il trasporto ai siti di stoccaggio individuati dai comuni delle macerie pubbliche, ossia dei materiali derivanti dal crollo degli edifici pubblici e privati, dalle attività di demolizione e abbattimento degli edifici pericolanti a seguito di ordinanza sindacale, nonché da interventi edilizi effettuati su incarico della pubblica amministrazione. Tuttavia, ad oggi, non risultano completate le operazioni di trasporto delle macerie ai siti autorizzati sebbene, nel frattempo, sia stata dichiarata la chiusura, con effetto dal 31 agosto 2012, della fase emergenziale, ai sensi dell’articolo 67- bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. Di conseguenza sono venute meno le condizioni per assicurare il completamento delle attività di rimozione che diventano assolutamente indispensabili per favorire l’avvio della ricostruzione.