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Vorrei ricordare che, quando in Europa è stata avviata la discussione sui corridoi e sulla scelta dell'alta velocità per le merci, anche la Svizzera stava discutendo della stessa cosa, ma poi ha compiuto una scelta diversa, nel senso di non privilegiare i sistemi a corridoio bensì quelli a rete. Ha potenziato cioè in modo massiccio e pesante tutti gli investimenti infrastrutturali sul sistema a rete del territorio e ha messo in atto politiche che, aumentando i pedaggi autostradali e le accise, hanno penalizzato - e non incentivato, come facciamo noi - gli autotrasportatori su gomma. Qual è il risultato oggi? Paragonate il volume di traffico che si realizza e si prevede in Svizzera con il nostro: il 70 per cento delle merci su quell'asse viene trasportato su ferro, perché hanno fatto una scelta di rete e non di corridoio, di sistema; mentre ragionavano sulle opere da fare, facevano la programmazione e la mettevano in atto. Noi invece abbiamo iniziato una discussione molto accalorata in merito all'Alta velocità Torino-Lione insieme a quella sul Ponte sullo Stretto: vorrei ricordarlo a tutti, perché erano gli anni d'oro della legge obiettivo, di cui paghiamo ancora le conseguenze (perché siamo dovuti arrivare fino al 2016 per superarla, ad eccezione della TAV). Quelli erano gli anni d'oro in cui bastava che si bucasse qualsiasi cosa: si potevano bucare le montagne, perché magari c'erano altri interessi, per cui si era inventata la legge obiettivo, con il general contractor , che ha creato molti problemi sul sistema di appalti e subappalti, tagliando fuori tutte le piccole e medie imprese. Noi invece, in tutti questi anni abbiamo portato avanti la discussione sulla TAV, ma non una discussione vera e reale con le comunità locali né un'ipotesi di previsione e di analisi seria su cosa avrebbe comportato fare investimenti infrastrutturali di ammodernamento in tutto il territorio italiano, soprattutto al Sud. Ci siamo illusi, adesso che si parla di via della seta, tra l'altro senza renderci conto di cosa sta avvenendo a livello internazionale e globale in merito alle merci e alle esigenze attuali. Per questo dico che si sta continuando a discutere di un tratto praticamente a sé: si evocano scenari incredibili, come l'intercettazione della via della seta, ma in realtà non si vuole dire che lì il traffico delle merci è diminuito e non si fa cenno ad una programmazione seria dal punto di vista sistemico, perché nel frattempo non abbiamo assolutamente fatto politiche per spostare il trasporto dalla gomma al ferro. Iniziò Delrio, nell'ultima fase, a rivedere il Piano generale dei trasporti e della logistica, ma poi basta: in tutti gli anni precedenti discussione sul TAV e nient'altro. Non parliamo poi dei dati occupazionali, sui quali probabilmente devo essermi confusa: in questo Paese, negli ultimi trent'anni, devono aver governato gli ecologisti e gli ambientalisti, per cui sono state bloccate tutte le opere e nell'edilizia si è creata una crisi di 150.000 posti di lavoro. Forse non me ne ero accorta; probabilmente avevamo comandato. Invece non è così e lo sapete perfettamente. La crisi occupazionale che si è creata è avvenuta in concomitanza non solo con la crisi generale, ma con una certa idea di opere e con una certa idea di investimenti pubblici (tra l'altro alcuni non andati mai a buon fine). Per quanto riguarda i livelli occupazionali, sapete meglio di me quanto produce in termini di posti di lavoro investire nelle piccole e nelle medie opere che riguardano davvero la comunità, invece di concentrarsi solo su una grande opera che ci fa discutere molto e che probabilmente corrisponde a degli interessi che non sono quelli di questo Paese e dei cittadini ma solo di alcune lobby ben precise. Per questo motivo noi abbiamo presentato un ordine del giorno in cui chiediamo di prendere una decisione politica. I dati ce li abbiamo tutti; si deve decidere e, per quanto ci riguarda, vale l'opzione zero. Quelle risorse devono essere utilizzate in un altro modo e soprattutto deve essere fatto finalmente un vero piano generale dei trasporti e della logistica, per fare sì un'operazione di sostenibilità ambientale e spostare il traffico merci dalla gomma al ferro. (Applausi dai Gruppi Misto e M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritto a parlare il senatore Errani. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il tempo che mi è concesso non mi consente di approfondire, quindi dirò in modo chiaro che è noto che nel nostro Gruppo vi sono posizioni diverse: per quello che mi riguarda, dico subito con chiarezza che sono per la realizzazione dell'alta velocità. Lo dico senza infingimenti e vorrei motivarlo con tre brevissime argomentazioni. C'è intanto la necessità di confermare gli accordi internazionali e, da questo punto di vista, c'è un problema di credibilità. In secondo luogo, la via scelta dal contratto di fare un'analisi costi-benefici evidentemente con molta chiarezza non ha funzionato e non funziona. Io trovo che la discussione che stiamo facendo ora, in questo momento, sia un po' kafkiana. Ieri sera c'è stato un vertice che non ha concluso niente; bisognerebbe capire qual è in realtà la direzione di marcia. Condivido con la mia collega De Petris l'idea che bisognerebbe fare un piano dei trasporti e sono d'accordo sul fatto che questo Governo avrebbe dovuto fare una scelta, pur nella dialettica tra Lega e MoVimento 5 Stelle all'interno della maggioranza (come ha detto il Capogruppo dei 5 Stelle). Sarebbe opportuno che ci fossero un quadro di priorità e una strategia sul tema della programmazione trasportistica e logistica; ma non c'è niente di tutto questo. Tutta la discussione ormai si riduce a come si gestisce il tema del consenso in relazione alle elezioni europee. Questo è un danno per il Paese, anche prescindendo dai diversi punti di vista in relazione a quest'opera. Infine, visto che il tempo mi incalza, rimane sempre e comunque un grande tema: come l'Italia incrocia i grandi corridoi europei. Da questo punto di vista, la figura che sta facendo l'Italia mi preoccupa. Ieri l'OCSE ha previsto un -0,2 per cento di crescita del PIL nel 2019. Attenzione: il tema della TAV non può essere messo in contrapposizione con il sistema ferroviario locale, che è in grandissima emergenza, e non può essere messo in contrapposizione con le opere indispensabili di ammodernamento. Noi stiamo arretrando rispetto ad anni precedenti per quanto riguarda le quote di traffico merci su ferro. Appunto ci vuole una strategia, ma di tutto questo non vi è traccia, nemmeno nel dibattito tra le forze politiche di maggioranza, tantomeno è data a quest'Aula la possibilità di discutere. Questa è la mia posizione, che mi sembrava giusto e corretto evidenziare. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nencini. Ne ha facoltà. NENCINI (Misto-PSI) . Signor Presidente, pur apprezzando la presenza in Aula del ministro Stefani, mi consentirà di dire che trovo paradossale discutere di un argomento così rilevante in completa assenza di Ministro, Vice Ministro e Sottosegretari del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.