[resaula]

Ci siamo ovviamente occupati anche di un tema a questo collegato, che è quello dell'esecuzione dei provvedimenti che riguardano i minori nei rapporti con i genitori, introducendo tutele molto strette e stringenti e in particolar modo escludendo una serie di questioni, quando c'è una violenza, dando anche la possibilità al giudice di fare una serie di accertamenti, come già detto dalla senatrice Unterberger, allo stesso tempo riconoscendo il problema di dare tutela alle decisioni del giudice sulla questione delle visite e dei rapporti dei figli con entrambi i genitori. Abbiamo valorizzato non il conflitto, ma il fatto che il conflitto può non esserci se c'è una disciplina che garantisce. Il fatto che una serie di provvedimenti o scelte possano essere presi solo - questa è la novità - se c'è una concorde richiesta delle parti, vuol dire che è stata fatta la scelta di non esasperare un conflitto per decidere chi soccombe e chi vince, ma di tutelare le parti perché il conflitto non venga esasperato, con tutti i sostegni e con tutte le garanzie. Anche relativamente al ruolo dei servizi sociali, abbiamo preteso che siano distinti i fatti accertati dalle valutazioni. Vi ringrazio per l'attenzione e la pazienza, Presidente, colleghi, come avrete visto in questo caso mi sono un po' dilungata in esempi concreti, perché penso che quando discutiamo di tutele e di garanzie bisogna avere la pazienza, l'onestà intellettuale e anche la resistenza per entrare in un merito scevro ovviamente da pregiudizi, ma con la disponibilità a guardare fino in fondo le questioni e le realtà. Sappiamo che ce n'è molto bisogno e che c'è bisogno di un intervento dello Stato su questo argomento, che sia prudente ma molto attento. Non vogliamo mai più sentire che c'è stata disattenzione o sottovalutazione. A noi il compito di dare gli strumenti e anche l'indirizzo, perché il giudice applica la legge, ma nelle leggi c'è una scelta di campo, c'è un indirizzo. Non è vero che le leggi sono neutre, perché dando delle priorità, ovviamente si fanno delle scelte. Ringrazio anch'io i colleghi, sicuramente i membri della Commissione, le colleghe correlatrici, il Governo, che, nella persona della sottosegretaria Macina, è stata sempre presente e penso che siamo in dirittura d'arrivo per un intervento davvero importante. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Emanuele Pellegrini. Ne ha facoltà PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, anche se l'argomento che trattiamo oggi magari non è da prime pagine dei quotidiani, devo essere sincero: tremano un po' i polsi. Per chi opera giornalmente nelle aule di tribunale, infatti, che siano avvocati, magistrati o operatori giuridici di vario tipo, andare ad approntare la riforma del processo civile fa un po' tremare i polsi, dal momento che questo tipo di riforma andrà ad incidere in maniera importante sulla vita quotidiana di tutti noi, di tutti i cittadini che hanno necessità e diritto di adire le vie di giustizia e quindi di rivolgersi a un magistrato o a un qualsiasi altro organo giudiziario per vedere rispettati i propri diritti. Noi, dunque, oggi andiamo ad operare un intervento veramente importante per il vivere quotidiano di ogni cittadino e di ogni persona che vive sul nostro territorio. La storia di questo provvedimento la conosciamo bene. È un provvedimento articolato, complicato, che si è abbastanza dilungato nel tempo e che parte dalla famosa legge delega Bonafede, che conteneva alcuni elementi che oserei definire addirittura incomprensibili per molte categorie del settore. Parlo in particolare delle camere civili, degli stessi magistrati e di tutti coloro che operano nel mondo della giustizia. Fortunatamente, il cambio della compagine di Governo ha portato il ministro Cartabia e, ovviamente, il sottosegretario Macina, che non posso dimenticare e che, come è già stato detto dalle relatrici, è stata presente minuto per minuto nella discussione. L'avvento del ministro Cartabia ha portato a una rimodulazione pesante di quello che era il testo di legge delega inizialmente depositato. Fortunatamente, aggiungo io, perché siamo andati a eliminare dei problemi che, se posti in essere concretamente, avrebbero creato veramente delle disfunzioni nell'apparato giudiziario. Da questo punto di vista, quindi, non posso che ringraziare il Ministro che, grazie alla sua presenza, sicuramente ha portato un cambio di rotta importantissimo. Detto questo, va posta e considerata anche la preparazione e l'impostazione, fatta anche in funzione del PNRR, cioè degli obiettivi che il PNRR ha posto in essere. Come già è stato detto, però, non è solo quello l'obiettivo, perché noi questa riforma probabilmente avremmo già dovuto farla anni e anni fa. Siamo però arrivati a questo punto e, quindi, ci siamo messi a lavorare tutti insieme. Devo infatti dare atto del fatto che in Commissione, al di là delle distanze, più o meno ideologiche, abbiamo lavorato tutti insieme per cercare di raggiungere l'obiettivo di rendere concrete delle norme realmente fruibili, per tutti gli operatori giudiziari ma, in fin dei conti, per tutti i cittadini. Come detto, appunto, di fatto si è rifondato il provvedimento. Si è cercato di dare ascolto a tutte le categorie, in particolare a quella degli avvocati. Le camere civili, in particolare, hanno lanciato più volte degli appelli all'ascolto, perché alla fine sono gli avvocati civilisti quelli che calcano il suolo delle aule giudiziarie, che poi hanno a che fare con i propri clienti, con i propri concittadini, che hanno dei diritti che devono essere salvaguardati. Sicuramente si è cercato di dare ascolto a tutte le lamentele, a tutte le richieste e a tutte le osservazioni che arrivano dall' agorà giuridica. Bisognerebbe probabilmente spendere ore per parlare nello specifico di questo provvedimento e delle norme in esso contenute; si dovrebbero spendere ore in questa sede, oltre a quelle che abbiamo speso in Commissione. Ovviamente non possiamo che delineare solo alcune istantanee, perché i tempi che abbiamo per la discussione in Assemblea non sono consoni e non sono allineati alla complessità di questo provvedimento. Lanciamo quindi solo due istantanee, come peraltro è stato fatto anche dalle relatrici, che ringrazio. A me interessa, in particolare, soffermarmi su due punti: il primo riguarda la mediazione. Giustamente le relatrici hanno detto che elementi importanti sono gli ADR, cioè gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie, in particolare la mediazione. Noi come Gruppo - e io in particolare - abbiamo depositato molti emendamenti sul tema, perché crediamo fortemente che la mediazione sia uno degli strumenti fondamentali per evitare che si arrivi, poi, davanti al giudice, occupando l'organo giudiziario magari per questioni che possono tranquillamente essere gestite e trattate in ambito privatistico. L'obiettivo quindi è lasciare nell'ambito delle parti la gestione stessa del contenzioso, tramite, come è ovvio, l'ausilio di un mediatore. Abbiamo cercato, attraverso gli emendamenti e attraverso la discussione, di portare dei suggerimenti, per ampliare l'applicazione della mediazione, proprio perché crediamo fortemente nel principio di libertà che sta alla base di tale istituto: