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quali azioni urgenti intendano porre in essere i Ministri in indirizzo affinché si sblocchi l' iter delle assegnazioni; quale sia l'arco temporale entro il quale si pensa di garantire una piena normalizzazione delle attività formative. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02401 DE POLI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: la legge 11 gennaio 1996, n. 23, recante "Norme per l'edilizia scolastica", ha affidato alle Province la competenza per la realizzazione, fornitura, manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici destinati a sedi di istituti e scuole di istruzione secondaria superiore compresi i conservatori di musica; successivamente con l'entrata in vigore della legge 21 dicembre 1999, n. 508, si prevede che ai conservatori si applichi la normativa vigente in materia di edilizia universitaria, escludendo la competenza e l'obbligo delle Province a sostenere i costi di locazione e le spese di manutenzione e di funzionamento per le sedi dei conservatori musicali, essendo questi ultimi stati riconosciuti a tutti gli effetti quali istituti superiori di studi musicali, dotati di personalità giuridica che godono di autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile; anche i massimi organi di revisione amministrativa e quelli di giurisdizione civile dello Stato sono concordi nel ritenere che le spese ordinarie e di funzionamento, nonché quelle straordinarie, per la gestione dei conservatori musicali, siano a carico del Ministero dell'istruzione e non delle Province (Consiglio di Stato, Sezione II, 14 novembre 2007 con il parere n. 3679 ; Corte di Cassazione, con sentenza della Sezione III civile n. 19287 depositata il 12 settembre 2014); in particolare la richiamata sentenza della Cassazione precisa che la nuova disciplina (legge n. 508 del 1999) delinea un sistema in cui i conservatori ed alti istituti artistici vengono allineati alle università in considerazione dell'alta formazione che essi forniscono nel settore musicale con la possibilità di rilasciare diplomi di livello universitario; la Provincia di Padova, preso atto della situazione, con nota prot. n. 66408 dell'11 settembre 2018 ha comunicato al conservatorio statale di Musica "Cesare Pollini" di Padova, al Ministero dell'istruzione ed al Comune di Padova la volontà di procedere alla restituzione al Comune di Padova degli edifici in uso al conservatorio, non essendo più di sua competenza la manutenzione ordinaria e straordinaria, di funzionamento e gestione, e di provvedere alla voltura delle utenze entro e non oltre il 31 ottobre 2019; in data 18 marzo 2019 il Comune di Padova riprendeva possesso degli edifici ospitanti il conservatorio; ad un anno dalla comunicazione, né il Ministero, né il conservatorio hanno preso in carico gli oneri relativi al funzionamento dell'istituto musicale; considerato che l'art. 3 dello statuto del conservatorio di musica "Cesare Pollini" stabilisce che: "Il Conservatorio è dotato di autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile, nel rispetto dei principi dell'ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, ed è dotato di personalità giuridica", si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda assumere, con urgenza, per individuare le risorse finanziarie necessarie alla gestione dell'istituto musicale, in attuazione della legge n. 508 del 1999, al fine di garantire la continuità didattica e la copertura dei costi del Conservatorio "Cesare Pollini "di Padova, non più di competenza della Provincia di Padova. Atto n. 4-02402 BERUTTI Al Ministro dell'interno Premesso che: il sindacato CO.I.S.P., Coordinamento per l'indipendenza sindacale delle forze di polizia, ha organizzato per il 29 ottobre 2019 una mobilitazione nazionale in diverse città per denunciare la mancanza, nella legge di bilancio per il 2020 di stanziamenti adeguati per il comparto sicurezza; lo stesso sindacato ha evidenziato come le forze di polizia si trovino costrette ad operare con strutturali carenze di organico che comportano effetti negativi, talvolta dalle conseguenze tragiche, per la tutela delle donne e degli uomini in divisa e per tutti i cittadini; secondo la rappresentanza sindacale, risultano carenze anche nel pagamento del lavoro straordinario prestato da maggio 2018 dagli agenti della Polizia di Stato, nonché mancanze significative negli stanziamenti per gli equipaggiamenti necessari al servizio quotidiano; l'interlocuzione delle scorse settimane tra il Governo e il sindacato non ha condotto secondo quest'ultimo ad una soluzione sostanziale delle gravi problematiche denunciate, si chiede di sapere: se risultino al Ministro in indirizzo le criticità descritte; quali siano i dati in possesso sulla dotazione organica delle forze di polizia e sul loro rapporto con i fabbisogni di personale; quali provvedimenti intenda adottare per far fronte alle difficoltà denunciate dalle forze di polizia. Atto n. 4-02403 ANGRISANI DE LUCIA CORRADO SANTILLO VACCARO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: da quanto risulta agli interroganti, nel piano di riorganizzazione territoriale regionale delle Poste Italiane si evince che intenzione ferma dell'Ente nazionale sarebbe quella di trasferire l'attuale sede del reparto "recapito corrispondenza" dalla città di Sarno (Salerno) a Scafati (Salerno) per imprecisate esigenze di "taglio della spesa"; il comune di Sarno è uno dei più popolosi e densamente abitati dell'intera area territoriale dell'agro nocerino-sarnese e presenta una conformazione geomorfologica del tutto particolare, contraddistinta da continui saliscendi viari, strade del centro storico strette e scoscese, e caratterizzato da alcuni quartieri collocati in altura; nel piano di accorpamento regionale, il comune di Sarno, sarebbe l'unico classificato dalle Poste italiane con una "divisione in 13 zone di reparto", quindi già considerato grande, molto popoloso e di difficile copertura, a rientrare in questo processo di inglobamento, avendo ben presente che il secondo comune interessato da tale fusione sarebbe San Giorgio del Sannio classificato a "6 zone di reparto"; considerato che: la toponomastica cittadina di Sarno presenta tuttora delle storiche carenze e tangibili difficoltà di individuazione certa degli indirizzi; tale piano di riorganizzazione pare non tener affatto conto dell'innegabile esigenza di tutela della qualità e dell'efficienza di un servizio pubblico che dovrebbe, nel caso si procedesse al distacco citato, coprire capillarmente una superficie territoriale di circa 40 chilometri quadrati, più i chilometri che separerebbero le due cittadine della provincia di Salerno, costringendo i lavoratori e gli impiegati delle Poste dell'attuale sede a raggiungere la nuova e procedere in un illogico ritroso alla consegna della corrispondenza, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi opportuno un coinvolgimento degli enti locali nel piano di riorganizzazione territoriale regionale delle Poste Italiane da attuare al fine di conoscerne l'effettiva utilità sociale e vantaggiosità economica. Atto n. 4-02404 VALENTE BITI ALFIERI IORI PITTELLA Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che a quanto risulta agli interroganti: