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Ha detto molto bene il collega Grassi nel suo intervento di ieri: c'è un evidente squilibrio tra la parte pubblica, quindi il soggetto concedente, e il concessionario, che è diventato monopolista e che sapeva di non aver alcun motivo per uscire da quel sistema di monopolio. Un piccolo emendamento farà sì che oggi ci sia un maggiore equilibrio tra il potere dello Stato e il potere dei concessionari, ed è un obiettivo che questa maggioranza aveva. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Ovviamente dichiaro il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE . Comunico che è stata presentata dai relatori la proposta di coordinamento C1, che è in distribuzione. Ai sensi dell'articolo 103, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di coordinamento C1, presentata dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 12,28) Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Colleghi, prima di passare alla discussione delle mozioni, vorrei decidere con tutti voi circa la richiesta del senatore Marcucci affinché la prossima settimana il ministro Tria venga in Aula a rispondere delle questioni che riguardano l'economia. Il ministro Tria è disponibile martedì, alle ore 16, ma in Conferenza dei Capigruppo avevamo stabilito che l'intera giornata di martedì sarebbe stata dedicata alle Commissioni, mentre la discussione in Aula si sarebbe svolta durante la giornata di mercoledì. Alla luce, però, della disponibilità del ministro Tria soltanto nella giornata di martedì (perché mercoledì sarà all'estero) proporrei di dedicare un'ora circa, dalle 16 alle 17 - poi potremo completare meglio l'ordine degli interventi - della giornata di martedì, se siete tutti d'accordo. Ciascun Gruppo avrà a disposizione cinque minuti per intervenire, in modo da lasciare ampio spazio alle Commissioni per lavorare. Se non si fanno osservazioni, resta stabilito che nella giornata di martedì 11 giugno, alle ore 16, ci sarà l'informativa del ministro Tria. Discussione delle mozioni nn. 101, 109, 110 (testo 2), 111, 112 e 139 su Radio Radicale PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00101 , presentata dalla senatrice De Petris e da altri senatori, 1-00109 , presentata dalla senatrice Rauti e da altri senatori, 1-00110 (testo 2), presentata dal senatore Marcucci e da altri senatori, 1-00111 , presentata dal senatore Steger e da altri senatori, 1-00112 , presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori, e 1-00139 , presentata dai senatori Marilotti e Nisini e da altri senatori, su Radio Radicale. Ha facoltà di parlare il senatore Errani per illustrare la mozione n. 101. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, considerato che tutti i Gruppi praticamente hanno presentato delle mozioni, penso che, al di là delle diverse posizioni politiche, sia importante e fondamentale - invito tutti noi a fare uno sforzo - trovare una soluzione unitaria che sia in grado di dare una risposta a questo problema. In fondo, al di là delle posizioni politiche di ciascuno di noi, è indiscutibile che Radio Radicale negli anni abbia svolto un importantissimo e insostituibile servizio pubblico, con la rassegna stampa e soprattutto con la trasmissione integrale senza alcuna manipolazione dei grandi eventi politici così come - aspetto ancora più importante - del lavoro istituzionale. Penso che questo sia stato e sia un servizio utilissimo nel rapporto tra cittadini e istituzioni, rapporto quantomai delicato e critico in questa fase. A ciò si aggiunge il fatto che l'archivio dei Radio Radicale è di per sé un patrimonio inestimabile che non può essere dismesso. Colleghe e colleghi, penso che queste due ragioni fondamentali ci possano stimolare a trovare, intanto, una soluzione immediata: vale a dire impegnare il Governo a trovare le risorse affinché non si interrompa nel 2019 l'attività di Radio Radicale fino alla fine dell'anno. Nel frattempo, si deve lavorare insieme per trovare una soluzione finalizzata alla nuova convenzione e a una soluzione trasparente che, peraltro, Radio Radicale per prima ha sempre sottolineato e proposto. Ci sono tutte le ragioni e le volontà per giungere a una soluzione. Ho letto le mozioni e la stragrande maggioranza dicono la stessa cosa; anche nella mozione delle forze di maggioranza c'è un segno. Bene, proviamo a fare un passo. Invito i colleghi del MoVimento 5 Stelle e della Lega a lavorare in queste due ore di discussione. Ci sono le condizioni, se c'è una volontà politica positiva di risolvere. Peraltro, la prossima settimana alla Camera si discuterà il provvedimento sulla crescita e, se ho capito bene, c'è la volontà di recuperare nella discussione in Aula l'emendamento relativo a Radio Radicale. Ci sarebbero tutte le condizioni per risolvere sostanzialmente tale questione che sono convinto - e spero - stia a cuore a tutta l'Assemblea. (Applausi dai Gruppi Misto e PD) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la senatrice Rauti per illustrare la mozione n. 109. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, finalmente arriviamo a discutere in Aula queste mozioni. Dico finalmente perché la maggior parte di esse, tra cui anche la nostra, sono state presentate tra marzo e aprile e altre due se ne sono aggiunte successivamente, il 5 giugno. C'era urgenza di parlarne perché la scadenza, di cui tutti siamo a conoscenza, era fissata al 31 maggio. Tuttavia, meglio di niente, come si suol dire. Il punto è che Radio Radicale, fondata nel 1976, ha in essere una convenzione stipulata nel 1994 con il MISE; quindi si tratta della concessione di un servizio, quindi di una convenzione di cui noi chiediamo il rinnovo e non di un finanziamento. Con l'ultima legge di bilancio accade che le risorse per questo servizio vengono dimezzate, a fronte del fatto che Radio Radicale viene riconosciuta dal Governo quale impresa radiofonica che svolge attività di informazione di interesse generale, effettua servizio pubblico che consiste nel trasmettere le sedute del Parlamento e non solo, trasmette anche - lo voglio ricordare - l'attività dei Consigli comunali, della Corte dei conti, del Consiglio superiore della magistratura, del Parlamento europeo, nonché di una serie di eventi importanti di rilievo nazionale come congressi, festival , assemblee di partiti.