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Rimarranno chiusi? Guardate, noi abbiamo un'unica ricetta; bisogna risarcire alla tedesca, visto che vi piace tanto la Merkel. (Applausi) . Bisogna risarcire alla tedesca: dal 75 al 90 per cento della media tra costi fissi e mancato fatturato e bisogna fare un anno fiscale bianco. Basta, non possono pagare le tasse con i soldi che non hanno. (Applausi) . Noi lo esigiamo. Lo pretendiamo. E poi condono per chi non ce la fa. Sì, condono. Scandisco queste parole: anno fiscale bianco e condono per chi non ce la fa. (Applausi) . Questo è l'unico modo per risollevare il Paese. Altrimenti quei negozi chiusi, quelle fabbriche vuote, quelle saracinesche abbassate, non si rialzeranno mai più. Vaccini, parola magica. Abbiamo un piano vaccinale? (Applausi) . Al di là della comunicazione propaganda, la solita roba che vediamo sui telegiornali, per quale motivo tutta Europa sta vaccinando come se non ci fosse un domani e noi facciamo vaccinazioni simboliche? (Applausi) . Che cosa vuol dire simboliche? Perché i nostri camioncini si fermano nella neve e gli altri no? (Applausi) . Per quale motivo il commissario Arcuri ritiene di poter dire che non vuole rispondere a questa domanda? Comodo. (Applausi) . E io non voglio venire a lavorare. Il commissario Arcuri dovrà spiegarci il senso del suo simbolismo nei ritardi e nelle sue siringhe costosissime, che sembrano peraltro assolutamente inutili. Signori, questo non è uno scherzo. Colleghi, ogni giorno che passa è un ulteriore sacrificio di vite umane e noi non ce lo possiamo permettere. (Applausi) . Noi non siamo quelli che hanno fatto meglio di tutti; noi siamo quelli che hanno pagato più di tutti in termini purtroppo di morti per numero di abitanti e di crollo del PIL, come avete ricordato tutti. Non possiamo permetterci di pagare ancora. Next generation EU, meglio detto recovery plan ; ve ne siete accorti anche voi, con i vostri interventi di maggioranza barra opposizione che sono numeri a capocchia, che sono i numeri del lotto quelli che avete messo in questo documento. (Applausi). Non è possibile. Lo ha detto persino il Ministro dell'economia, lo ha detto il commissario Gentiloni, lo hanno detto tutti. Ricordate quando dissi per la prima volta in quest'Aula che eravamo in ritardo? Quando dicemmo che il recovery plan era in ritardo rispetto al resto d'Europa, il Presidente del Consiglio ci rispose: è una fake news . Adesso la fake news la diffonde anche il ministro Gualtieri. (Applausi) . Complimenti, almeno siete coerenti, dite tutti la stessa cosa. Vi dico due cose: il recovery plan non è la manna dal cielo, non è una cambiale che l'Italia presenta allo sconto e viene pagata pronto cassa: no, è la prova del nove della capacità di governare e di mettere a terra un vero sistema Paese che rappresenti le grandi, vere energie che l'Italia può produrre. (Applausi) . O così o si muore, anzi muoiono i nostri figli e i nostri nipoti di miseria, anche se questo ad alcuni può piacere. Signor Presidente, scriveva Oriana Fallaci che l'abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia. Noi invece non ci abitueremo mai a voi né alle vostre disgraziate ricette, perché combatteremo sempre per le cose in cui crediamo, e noi crediamo nell'Italia e negli italiani, e crediamo fortemente che l'Italia si meriti un futuro all'altezza del suo straordinario passato. Per tutti questi motivi, noi voteremo no, no e no a questa miope, inutile, futile e tardiva legge di bilancio. (Applausi) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, farò solo un breve passaggio per sottolineare che l'aperto disprezzo che il Presidente del Consiglio dimostra per le istituzioni non ci stupisce, perché è parente stretto, ad esempio, di quel disprezzo che dimostrò per la cultura quando parlò di artisti che ci fanno divertire, come un monarca, come un sovrano del Medioevo. (Applausi) . Forse considera anche noi dei giullari, ma lasciamo perdere. L'ultima volta l'ho presa un po' larga; questa volta - me ne scuso - la prenderò larghissima e sarò anche un po' noiosetto. Vi dirò delle cifre, perché occorrerà anche mettere agli atti queste cifre, e alla fine dell'anno, cui ci siamo ridotti con la legge di bilancio, mi sembra un'ottima occasione simbolica per tirare una riga. Parto dal 28 giugno 1914, quando Gavrilo Princip assassinò l'arciduca Francesco Ferdinando, con le conseguenze che ricorderete. Mi limito a dirvi un dettaglio: il PIL italiano quell'anno fece un tuffo del meno 5,4 per cento. Ci vollero dieci anni perché il valore del 1913 venisse raggiunto e recuperato nel 1923, dopo aver toccato nel 1915 un minimo di 115 miliardi. In dieci anni recuperammo. Seconda puntata. In un afflato europeista, il 1° settembre 1939 la Germania invase la Polonia, perseguendo a modo suo - che nel frattempo è cambiato nelle forme, ma non nella sostanza, come vedremo - l'obiettivo di una unificazione del Continente, a suo uso e consumo. Quello che accadde dopo ce lo ricordiamo tutti, e anche qui mi limito a un dettaglio. Il PIL italiano nel 1939 crebbe di un gagliardo 6,3 per cento, ma poi le cose cambiarono per ovvi motivi, e si giunse a un minimo di 107 miliardi nel 1945 (quasi la metà). Anche in questo caso, però, bastarono dieci anni per raggiungere e superare il livello di partenza: nel 1949 il PIL italiano arrivò 201 miliardi. E ci avviciniamo ad oggi. Nel 2007 scoppiò negli Stati Uniti quella crisi finanziaria che poi raggiunse la sua fase acuta, come ricordiamo, il 15 settembre 2008, quando Lehman Brothers portò i libri in tribunale. Nel 2007, il nostro PIL era di 1.795 miliardi. Qui però devo deludere i miei amici progressisti, quelli che a scuola, quando la professoressa spiegava Leopardi, erano un po' distratti: nonostante le magnifiche sorti e progressive, questa volta dieci anni non sono bastati per recuperare. Nel 2017 eravamo ancora del 5 per cento sotto il livello del 2007, a 1.704 miliardi, e dodici anni dopo, nel 2019, l'anno scorso - un anno che, guardato con gli occhi di oggi, ci sembra quasi normale - eravamo ancora sotto del 4 per cento, a 1.726 miliardi. Quanto ci sarebbe voluto, nel 2019, a tornare al livello pre-crisi?