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e) esercizi dediti esclusivamente al gioco con apparecchi di cui all'art. 110 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, come definiti dall'art. 9, comma 1, lettera f), del decreto direttoriale 22 febbraio 2010 del Ministero dell'economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 9 febbraio 2010, n. 32; f) bar di rilevante frequentazione, in presenza di comprovati elementi che dimostrano l'elevato flusso di pubblico, e la rilevanza dei servizi resi alla clientela. 3. Ai fini dell'adozione del provvedimento, gli Uffici competenti in relazione all'esercizio del richiedente, valutano: a) l'orario prolungato dell'esercizio rispetto a quello delle rivendite circostanti; b) il giorno di riposo settimanale praticato dall'esercizio in un giorno diverso da quello delle rivendite ordinarie più vicine; c) la distanza dell'esercizio dalla rivendita più vicina; d) l'ubicazione e la dimensione dell'esercizio; e) la frequentazione dell'esercizio sulla base del numero medio giornaliero di scontrini fiscali o di biglietti di accesso emessi ovvero in ogni caso sulla base delle cessioni e prestazioni effettuate negli ultimi due periodi di imposta; f) l'eventuale presenza di distributori automatici nella rivendita ordinaria più vicina; g) la sussistenza di eventuali violazioni fiscali e situazioni di morosità verso l'Erario o verso l'Agente della riscossione di importo superiore a quello previsto dall'art. 80, comma 4, del decreto legislativo n. 50 del 2016, definitivamente accertate o risultanti da sentenze non più impugnabili. 4. In ogni caso il patentino non può essere rilasciato se la rivendita più vicina è posta a distanza pari o inferiore a metri 100, nonché se presso una rivendita ubicata a distanza inferiore a quelle di cui all'art. 2, comma 2, è installato un distributore automatico di tabacchi lavorati.». - Il testo dell'art. 8, comma 3, del citato decreto 21 febbraio 2013, n. 38, come modificato dal presente decreto, è il seguente: «Art. 8 (Rilascio dei patentini). - (Omissis). 3. La dichiarazione sostitutiva di atto notorio indica: a) l'orario dell'esercizio del richiedente; b) il giorno di riposo settimanale dell'esercizio del richiedente; c) la natura dell'attività prestata; d) la frequentazione dell'esercizio sulla base del numero medio giornaliero di scontrini fiscali o di biglietti di accesso emessi ovvero in ogni caso sulla base delle cessioni e prestazioni effettuate negli ultimi due periodi di imposta; e) la presenza di distributori automatici di tabacchi lavorati attivi presso la rivendita ordinaria più vicina; f) la sussistenza di eventuali violazioni fiscali e situazioni di morosità verso l'Erario o verso l'Agente della riscossione di importo superiore a quello previsto dall'art. 80, comma 4, del decreto legislativo n. 50 del 2016, definitivamente accertate o risultanti da sentenze non più impugnabili. (Omissis).». - Il testo dell'art. 9, commi 3 e 4, del citato decreto 21 febbraio 2013, n. 38, come modificato dal presente decreto, è il seguente: «Art. 9 (Rinnovo dei patentini). - (Omissis). 3. Il rinnovo è concesso a condizione che sussistano le medesime condizioni stabilite dall'art. 7 per il rilascio del patentino. 4. Abrogato. (Omissis).». - Il testo dell'art. 10, commi 5-bis e 6, del citato decreto 21 febbraio 2013, n. 38, come modificato dal presente decreto, è il seguente: «Art. 10 (Trasferimenti in zona e fuori zona delle rivendite ordinarie). - (Omissis). 5-bis. L'autorizzazione al trasferimento fuori zona è subordinata al rispetto dei requisiti di cui all'art. 2. Fatte salve eccezionali circostanze, motivate in relazione alla ottimizzazione e alla razionalizzazione della rete di vendita, il trasferimento fuori zona della rivendita non è consentito se la distanza intercorrente tra la sede originaria della rivendita e quella proposta per la nuova ubicazione risulti superiore a: a) 3000 metri nei comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti; b) 2500 metri nei comuni con popolazione da 30.001 a 100.000 abitanti; c) 2000 metri nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti. 6. Abrogato. (Omissis).». - Il testo dell'art. 12, commi 1 e 2, del citato decreto 21 febbraio 2013, n. 38, come modificato dal presente decreto, è il seguente: «Art. 12 (Trasferimenti per causa di forza maggiore). - 1. Le domande di trasferimento di rivendite ordinarie, in zona ovvero fuori zona, sono altresì consentite, in qualsiasi periodo dell'anno, per cause di forza maggiore che, valutate singolarmente dall'Amministrazione, determinano l'oggettiva impossibilità dell'esercizio dell'attività. 2. L'Ufficio competente può autorizzare, nelle more dell'istruttoria delle domande di cui al comma 1, comunque previa verifica, per il luogo proposto per il trasferimento, dei parametri di cui all'art. 2, comma 2, il trasferimento provvisorio delle rivendite per un periodo di sei mesi rinnovabile per una sola volta. Nei casi di forza maggiore per i quali, decorsi i 12 mesi, perduri l'impedimento all'esercizio dell'attività per causa non imputabile al titolare della rivendita, il trasferimento non può essere prorogato oltre i complessivi 18 mesi. Nell'ipotesi di calamità naturali formalmente dichiarate ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, il trasferimento può essere prorogato oltre i 12 mesi. (Omissis).». - La legge 24 febbraio 1992, n. 225, istituisce il Servizio nazionale della protezione civile.