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approvare in fretta le riforme per portare a terra il prima possibile i fondi del PNRR. Signora Presidente, lo dico sempre e lo ripeto anche questa volta: un sistema del genere porta la nostra economia a far sì che chi sta bene stia meglio e chi sta male stia peggio. Attenzione, perché dal punto di vista della tensione sociale questa è una bomba che abbiamo sotto di noi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Faggi. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, arriva all'esame dell'Assemblea un altro provvedimento molto importante, licenziato dai colleghi della Camera, ma purtroppo abbiamo avuto poco tempo per esaminarlo anche qui in Senato. Ovviamente siamo in un momento di emergenza, ci sono delle regole ben precise dettate dai regolamenti e dalla situazione politica, per cui spesso i provvedimenti importanti sono esaminati solo da un ramo del Parlamento; sarebbe opportuno rivedere questa posizione, affinché anche noi possiamo avere un po' più di contezza. Per cercare di riuscire a comprendere bene il provvedimento nel merito, ho letto anche gli interventi dei colleghi alla Camera, che sono molto importanti soprattutto in fase di approvazione. Riporto alcuni dati del collega Massimo Bitonci della Lega, che ha fatto una disamina ben precisa e che sarebbe importante ascoltare anche per riuscire a comprendere come loro hanno lavorato. Riporto stralci del suo intervento: «un lavoro, devo dire, svolto in sinergia, un lavoro di Commissione che ha portato a integrare e modificare le misure, estendendone il campo a molte realtà in crisi che erano state escluse dai contributi e aiuti concreti. Questo è stato il tema che ha affrontato la Commissione, con emendamenti comuni, emendamenti condivisi da tutti i movimenti e partiti politici». Questo è un dato importante, lo dice Massimo Bitonci, lo dice il relatore del provvedimento, che ci dà contezza di come sono andate le cose. Un decreto che immette 44 miliardi complessivi nel mondo reale: aiuti alle imprese, al lavoro, ai giovani, alla salute, al territorio. Due volte una legge di bilancio che, se sommato al "Sostegni", supera i 70 miliardi di misure atte ad aiutare il sistema produttivo, le famiglie, le associazioni, il volontariato, per superare la grave crisi economica che ha colpito la nostra Nazione durante la pandemia. Alla fine del 2019 l'economia italiana presentava già evidenti segnali di stagnazione; poi, a partire da fine febbraio, il dilagare dell'epidemia Covid-19 e i conseguenti provvedimenti di contenimento decisi dal Governo precedente hanno determinato un impatto profondo sull'economia, alterando le scelte e le possibilità di produzione, investimento, consumo e funzionamento del mercato del lavoro. Inoltre, la rapida diffusione dell'epidemia a livello globale ha drasticamente ridotto gli scambi internazionali. Quanto di più urgente, allora, che sostenere le nostre aziende con sostegni diretti alle imprese? (Applausi) . 14 miliardi di erogazioni dirette con un'importante novità: si introduce un correttivo che tiene conto non solo del calo di fatturato, ma anche delle perdite e dei costi fissi di esercizio per le aziende con volume d'affari aumentato da noi (cioè dalla Lega) di oltre 15 milioni. Dalla Lega un vero sostegno l'Italia: abbiamo prorogato al 15 settembre il saldo e acconto delle tasse di giugno e luglio, una boccata di ossigeno e di liquidità per le piccole e medie imprese, artigiani, commercianti, professionisti. Oltre a questo, abbiamo ottenuto un'ulteriore proroga del periodo di sospensione dell'attività dell'agente di riscossione: 163 milioni di cartelle giacenti per 18 milioni di italiani e un ulteriore differimento della rateizzazione del pagamento della rottamazione- ter e saldo e stralcio entro l'anno in corso». Non basta, però, come sostiene Bitonci «pensare a misure strutturali, deflattive del contenzioso, una nuova pace fiscale che cancelli definitivamente quanto non è più esigibile, non parlo dei furbetti di turno che vanno stanati, ma di aziende» e la Lega continuerà a ripeterlo. «Abbiamo pensato ai dimenticati dai "ristori", al turismo, che produce il 13 per cento del PIL nazionale, agli hotel, ai ristoranti, ai bar, al settore del wedding , agli eventi, con 70 milioni, alle fiere nazionali, che sono ancora oggi luoghi messi a disposizione per la vaccinazione di massa, al terzo settore, case di riposo, aree termali, centri riabilitativi, alle guide turistiche e agenzie di viaggio, al settore delle crociere, bus turistici, città d'arte, impianti di risalita sciistici minori, all'editoria, al ristoro per attività con chiusure parziali». «Non ci siamo dimenticati dei connazionali terremotati e delle aree colpite da sisma, estendendo al 31 dicembre il credito d'imposta per le imprese che effettuano gli investimenti e per chi ha il coraggio e la forza di fare ancora impresa in quelle zone gravemente colpite, come per i contributi per i nostri agricoltori, colpiti pesantemente, oltre che dalla pandemia, anche da gelate, alluvioni e calamità naturali. Per lo sport abbiamo destinato 112 milioni di euro a fondo perduto per gli operatori del settore, per la gestione e manutenzione delle piscine e per gli interventi infrastrutturali su impianti sportivi per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026». Non si sono dimenticati neanche della sanità e del sociale, delle cure palliative, del Fondo per gli istituti oncologici e pediatrici e dell'inclusione e del finanziamento delle scuole d'infanzia paritarie. PRESIDENTE. La prego di concludere. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Vi sono ancora tante cose. Ho letto il suo intervento, perché non si può solo dire che non è arrivato in questa sede e non abbiamo avuto il tempo di esaminarlo. Proviamo allora a invertire: guardiamo a quello che hanno fatto i colleghi alla Camera, dove tutti i Gruppi politici hanno lavorato insieme, emendando, costruendo e aiutando. Sono contenta di questo lavoro e orgogliosa che un collega della Camera lo abbia fatto anche per noi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Croatti. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, nel corso del 2020 sono state introdotte, per fronteggiare l'emergenza economica causata dalla pandemia da Covid-19, forme di sostegno che hanno superato, in termini economici, i 100 miliardi di euro, una cifra corrispondente all'incirca al 7 per cento del PIL nazionale. Quest'ultimo decreto-legge, che ci apprestiamo a convertire in legge, mette sul piatto ulteriori 45 miliardi di euro, distribuiti capillarmente a tutte le categorie economiche che hanno subito pesanti ripercussioni nell'emergenza epidemiologica. Questo provvedimento corrisponde a una vera e propria legge di bilancio, un imponente pacchetto di misure necessarie e doverose per rimaneggiare gli eventi negativi e disastrosi della pandemia. Considerate le moltissime modifiche e novità che sono state introdotte nel corso dell'esame del provvedimento alla Camera, desidero soffermarmi soltanto su alcuni suoi aspetti.