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l'Agenzia del demanio, in una nota del 19 settembre 2018, ha sottolineato che "la quasi totalità dei fabbricati costruiti sul compendio demaniale denominato 'Ex aree imbonite nella fascia lagunare Sottomarina' è stata realizzata antecedentemente alle sdemanializzazioni effettuate con decreti del 19 luglio 1950 e del 10 febbraio 1965 da parte del Ministro per la Marina Mercantile, di concerto con il Ministro per le finanze e prima dell'entrata in vigore della legge urbanistica del 1967"; da allora ad oggi, tuttavia, non vi è stato alcun atto formale a sancire il passaggio di proprietà delle aree medesime dallo Stato ai cittadini nonostante, negli anni, siano stati edificati immobili regolarmente registrati al catasto e nel piano regolatore generale; negli anni gli "occupanti" hanno pagato le tasse e acquisito i titoli ritenuti legittimi per l'epoca; quest'area lagunare bonificata, secondo la scheda del federalismo demaniale VEB0676, conta 132 immobili, a cui corrispondono circa 200 famiglie, per la maggior parte composte da persone anziane che ora si vedono costrette a corrispondere allo Stato il canone di affitto comprensivo degli arretrati per decine di migliaia di euro; nel corso dell'esame del disegno di legge di bilancio per il 2019, Forza Italia ha presentato emendamenti volti a superare tale situazione di anomalia urbanistica, ma gli stessi non hanno avuto l'esito auspicato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di adottare ogni iniziativa utile volta a trasferire al patrimonio disponibile del Comune di Chioggia l'area del comprensorio denominato "ex aree imbonite fascia lagunare Sottomarina", individuate con la scheda del federalismo demaniale VEB0676. Atto n. 3-00959 RICHETTI Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: nel corso del 2016 l'amministrazione comunale di Fiorano Modenese (Modena) ha elaborato un progetto riguardante l'edificazione del nuovo polo scolastico in località Spezzano, comprendente una scuola dell'infanzia, una scuola primaria, una palestra e un centro di produzione dei pasti, da realizzarsi in un'area verde, abbastanza grande da ospitare le strutture, a un prezzo decisamente vantaggioso; a tale scopo, dopo un anno di lavoro, il 31 luglio 2017 è stato siglato un accordo di programma per variante urbanistica, che destinava quel terreno alla realizzazione di scuole; l'amministrazione comunale considerava infatti prioritari gli investimenti per l'edilizia scolastica, con particolare attenzione alla prevenzione del rischio sismico, all'efficientamento energetico e all'eliminazione di ogni barriera architettonica, nella convinzione che i migliori risultati in materia di sicurezza degli edifici scolastici fossero raggiungibili mediante la costruzione di nuovi edifici, così da rispettare le più recenti indicazioni in materia di edilizia scolastica relativamente anche all'idoneità didattica; nel corso dell'interlocuzione tra i progettisti del polo scolastico e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, quest'ultima ha introdotto tardivamente, il 5 febbraio 2018, un primo vincolo indiretto sull'area destinata alle scuole, vincolo legato alla presenza di tre edifici storici (castello, casa Leonardi e villa Moreali Menotti), esterni all'area, limitando la possibilità di edificare ai soli edifici pubblici; tre mesi dopo, il comitato regionale di garanzia di Bologna ha esteso la possibilità edificatoria anche ad edifici non pubblici, indicando caratteristiche da rispettare nelle eventuali progettazioni; da allora è stato svolto un costante lavoro di confronto tra progettisti del polo scolastico, l'amministrazione comunale e la Soprintendenza al fine di giungere ad un progetto condiviso e consono alle indicazioni del vincolo. A seguito di detto lavoro di confronto e su richiesta della Soprintendenza di Bologna, il progetto è stato fortemente ridimensionato, rinunciando al centro di produzione dei pasti e alla palestra, così da ottenere la previsione di edifici solo a piano terra, a bassissimo impatto ambientale; il 10 settembre 2018, la soprintendenza (nella persona della soprintendente) ha riconosciuto, in un incontro a Bologna con il sindaco e quattro tecnici, che tutte le richieste dalla stessa avanzate erano state accolte nella versione progettuale in quel giorno presentata, invitando pertanto il sindaco a presentare ufficialmente la versione definitiva del progetto, cosa avvenuta quattro giorni dopo, il 14 settembre 2018; il 18 gennaio 2019, dopo ben quattro mesi, la Soprintendenza di Bologna ha comunicato sbrigativamente al Comune la bocciatura del progetto; il 21 gennaio la Soprintendenza ha proposto una modifica del vincolo introducendo l'inedificabilità totale in tutta l'area; la proposta è stata confermata dal comitato regionale di garanzia il 17 maggio 2019; a tutt'oggi non si conoscono i motivi che hanno portato la Soprintendenza di Bologna a cambiare idea, dopo un anno di costante confronto con l'amministrazione comunale sulle caratteristiche del progetto, dopo aver peraltro dichiarato "a parole" ai progettisti e al sindaco l'accettazione della versione finale del progetto, vanificando mesi di lavoro e relative spese (comprese le analisi archeologiche prescritte dalla stessa Soprintendenza). Se il vincolo di inedificabilità totale dell'area fosse stato posto nel 2016 o nel 2017, oggi Spezzano avrebbe la sua nuova scuola dell'infanzia costruita in un altro posto; il sindaco si sta opponendo a questa decisione ricorrendo nelle sedi preposte, ribadendo la volontà dell'amministrazione comunale di costruire una scuola con le stesse caratteristiche di quella oggetto del progetto iniziale, con adeguate caratteristiche antisismiche, di risparmio energetico e priva di barriere architettoniche, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati; se siano noti i motivi per cui la Soprintendenza di Bologna ha così tardivamente cambiato parere sul progetto del polo scolastico di Spezzano dopo più di un anno dalla presentazione del progetto, l'accettazione delle modifiche da parte dell'amministrazione comunale e l'invito della stessa Soprintendenza a presentare il progetto definitivo, salvo poi modificare incomprensibilmente il suo parere e dopo ben quattro mesi decidere di stabilire il divieto totale di edificabilità dell'area; se non ritenga che la decisione della Soprintendenza di Bologna appaia del tutto arbitraria; quali iniziative urgenti intenda adottare per fare chiarezza su quanto avvenuto al fine di dare una risposta adeguata, se pur tardiva, ai cittadini e all'amministrazione comunale di Fiorano Modenese che hanno agito nel rispetto delle regole e in ottemperanza alle decisioni della Soprintendenza di Bologna. Atto n. 3-00960 FERRARA BOTTICI LICHERI SANTILLO RICCARDI DI GIROLAMO FEDE LUCIDI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 20 novembre 2018 veniva rapita in Kenya la cooperante italiana Silvia Romano, e da allora non si hanno più sue notizie;