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Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, come modificato dalla legge 6 maggio 2015, n. 52. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge propone di modificare l'attuale legge elettorale per la Camera dei deputati, già recentemente modificata dalla legge 6 maggio 2015, n. 52, «Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati», al fine di aumentare la rappresentatività del Governo e del Parlamento, preservando al tempo stesso il diritto dei cittadini a scegliere il vincitore delle elezioni il giorno del voto. L'impianto generale resta quello previsto dalla legge 6 maggio 2015, n. 52, cosiddetto Italicum , con premio di maggioranza ed eventuale ballottaggio. Non vengono modificati neppure la grandezza dei collegi né il sistema di voto di preferenza con i capolista bloccati. Si reintroduce però, come accadeva con la legge 21 dicembre 2005, n. 270, cosiddetta legge Calderoli dal nome del suo proponente, la possibilità di concorrere al premio di maggioranza anche tramite coalizioni di liste. In tal maniera è lecito supporre che il programma elettorale dello schieramento che risulterà vincente sarà stato condiviso tra più forze politiche (a meno che non risulti vincente una singola lista) e dovrebbe, quindi, risultare fin dal primo turno maggiormente rappresentativo delle diverse sensibilità politiche nel Paese. Anche in assenza di una soglia minima per l'attribuzione del premio, che peraltro nella proposta è comunque mantenuta, con questa modifica si contribuirebbe a limitare i rischi che il vincitore delle elezioni, e detentore della maggioranza dei seggi alla Camera, ottenga un numero di voti particolarmente esiguo al primo turno e si riduce quindi di fatto la disproporzionalità del sistema elettorale. La seconda modifica alla legge 6 maggio 2015, n. 52, introduce un'unica soglia di sbarramento al due per cento per l'accesso delle liste all'assegnazione dei seggi. Si recupera dalla precedente legge elettorale il «ripescaggio» della migliore lista perdente (sotto al due per cento) nelle coalizioni che abbiano raggiunto la soglia del dieci per cento. Anche questa modifica è volta a tutelare il principio di rappresentatività consentendo a un maggior numero di voci di esprimersi alla Camera dei deputati. Differentemente però da quanto previsto nella cosiddetta legge Calderoli (legge 21 dicembre 2005, n. 270), i voti ricevuti dalle liste in coalizione che non ottengono seggi in Parlamento, non si conteggiano (ossia non si sommano ai voti delle altre liste della coalizione) per l'assegnazione del premio di maggioranza e per determinare il diritto ad accedere al ballottaggio. In questa maniera dovrebbe venir meno un paradosso della legge 21 dicembre 2005, n. 270 che aveva generato il fenomeno delle cosiddette «liste civetta». L'obiettivo di questa proposta di modifica, quindi, non è quello di cambiare legge elettorale vigente, ma di migliorarla, laddove l'attuale legge può causare risultati eccessivamente disproporzionali.. 1 1 L'articolo 14- bis del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, è sostituito dal seguente: «Art. 14- bis. -- 1. I partiti o i gruppi politici organizzati possono effettuare il collegamento in una coalizione delle liste da essi rispettivamente presentate. Le dichiarazioni di collegamento debbono essere reciproche. 2 . La dichiarazione di collegamento è effettuata contestualmente al deposito del contrassegno di cui all'articolo 14. Le dichiarazioni di collegamento hanno effetto per tutte le liste aventi lo stesso contrassegno. 3 . Contestualmente al deposito del contrassegno di cui all'articolo 14, i partiti o i gruppi politici organizzati che si candidano a governare depositano il programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici organizzati tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare depositano un unico programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come unico capo della coalizione. Restano ferme le prerogative spettanti al Presidente della Repubblica previste dall'articolo 92, secondo comma, della Costituzione. 4 . Gli adempimenti di cui ai commi 1, 2 e 3 sono effettuati dai soggetti di cui all'articolo 15, primo comma. 5 . Entro il trentesimo giorno antecedente quello della votazione, gli Uffici centrali circoscrizionali comunicano l'elenco delle liste ammesse, con un esemplare del relativo contrassegno, all'Ufficio centrale nazionale che, accertata la regolarità delle dichiarazioni, provvede, entro il ventesimo giorno precedente quello della votazione, alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'elenco dei collegamenti ammessi». 2 1 All'articolo 24 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, al numero 2), primo periodo, le parole: «alle liste e ai relativi contrassegni» sono sostituite dalle seguenti: «alle coalizioni e alle liste non collegate». 3 1 L'articolo 31 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente: «Art. 31. -- 1 . Le schede sono di carta consistente, sono fornite a cura del Ministero dell'interno con le caratteristiche essenziali del modello descritto nelle tabelle A- bis e A- ter allegate al presente testo unico e riproducono in fac-simile i contrassegni di tutte le liste regolarmente presentate nella circoscrizione, secondo le disposizioni di cui all'articolo 24. 2 . Sulle schede i contrassegni delle liste collegate appartenenti alla stessa coalizione sono riprodotti di seguito, in linea verticale, uno sotto l'altro, su un'unica colonna. L'ordine delle coalizioni e delle singole liste non collegate, nonché l'ordine dei contrassegni delle liste di ciascuna coalizione sono stabiliti con sorteggio secondo le disposizioni di cui all'articolo 24. I contrassegni devono essere riprodotti sulle schede con il diametro di centimetri tre. 2 -bis. In caso di svolgimento del ballottaggio, nella scheda unica nazionale sono riprodotti in due distinti rettangoli i contrassegni delle coalizioni o delle liste non collegate ammesse al ballottaggio. L'ordine è stabilito con sorteggio da effettuare presso l'Ufficio centrale nazionale». 4 1 L'articolo 77 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente: «Art. 77. -- 1. L'Ufficio centrale circoscrizionale, compiute le operazioni di cui all'articolo 76, facendosi assistere, ove lo ritenga opportuno, da uno o più esperti scelti dal presidente: 1) determina la cifra elettorale circoscrizionale di ogni lista. Tale cifra è data dalla somma dei voti conseguiti dalla lista stessa nelle singole sezioni elettorali della circoscrizione;