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Il risultato - e guardo il collega Floris - è che si ostacola e si rallenta la realizzazione - per esempio - dell'elettrodotto marino che collega la Sardegna alla Sicilia; senza contare l'arroganza centralista contro i territori di aver stracciato l'intesa tra il Ministro dell'ambiente e le Regioni interessate per la nomina del presidente e del direttore dei parchi nazionali. Da domani il ministro Costa potrà scegliere una terna di propri fedelissimi ed entro trenta giorni, in assenza di intesa sui nomi con la Regione, può procedere alla nomina. Questo è inaccettabile, è arrogante. (Applausi) . Il bilancio poteva peggiorare ulteriormente se non fosse intervenuta la Lega a fermarvi. Basti pensare al tentativo abortito di intervenire a gamba tesa per demolire la regionalizzazione delle gestioni delle grandi derivazioni idroelettriche, scippando i territori a vantaggio dei concessionari uscenti; alla proposta allucinante che il Documento unico di regolarità contributiva (DURC) dovesse comprendere la verifica della congruità dell'incidenza della manodopera relativa allo specifico intervento. Ripeto: specifico intervento. Non solo avreste rallentato gli appalti pubblici, ma avreste affossato anche il superbonus che qualche problemino ha già di suo. Purtroppo, vuoi per le spaccature interne, vuoi per questioni ideologiche interne alla maggioranza, il Paese ha perso l'occasione per portare avanti altre misure che avrebbero consentito investimenti in infrastrutture e in materia di ambiente, di green economy e di transizione energetica che - sottolineo - erano proprio le premesse che hanno portato alla necessità e urgenza di emanare il decreto-legge. Mi riferisco alla bocciatura di emendamenti trasversali, anche del Partito Democratico, che avrebbero accelerato la metanizzazione della Sardegna, assolutamente necessaria anche alla luce del phase out delle centrali a carbone presenti sull'isola, che a questo punto sarà impossibile spegnere nel 2025 - come chiedono quelli del MoVimento 5 Stelle - e alla luce dello sciagurato emendamento - di cui ho parlato prima - che impone la valutazione di impatto ambientale all'elettrodotto marino. Domando: questo è il modo per sostenere le imprese energivore presenti nella Regione, come l'allumina? Ovviamente no. Mi riferisco inoltre alla bocciatura delle misure di semplificazione per l'utilizzo del combustibile solido secondario. Vorrà dire che continueremo ad avere in giro più rifiuto e nelle cementerie, che sono 27 nel nostro Paese, continueremo a bruciare il petcoke , molto più inquinante. Bravi! Complimenti! (Applausi) . Mi riferisco alla bocciatura della nostra proposta di promuovere attività di ricerca e sviluppo nell'economia circolare - non basta discutere e parlare di economia circolare: bisogna farla nel fatti - alla bocciatura della sospensione della moratoria per la ricerca di idrocarburi, condannando l'Italia, che importa già il 93 per cento del gas, alla dipendenza energetica dall'estero e all'irrilevanza geopolitica, anche e soprattutto per il nuovo posizionamento della Turchia in Libia, avvenuto nel silenzio assoluto del Governo e del ministro degli esteri Di Maio. (Applausi) . La decisione di non accettare la sospensione della moratoria è irresponsabile. È chiaro che in questo caso il PD - penso al senatore Collina, che non vedo presente in Aula - è caduto nel ricatto del MoVimento 5 Stelle e dell'ipocrisia, ormai diffusa, che la transizione energetica si possa fare solo con le rinnovabili. Con la moratoria - di cui temo a breve farete un'ulteriore proroga - state affossando l'intero comparto italiano dell' oil & gas , in particolare quello di Ravenna, già in ginocchio. Infine, peccato non aver considerato un altro nostro importante emendamento che avrebbe semplificato le procedure di gara per il servizio di distribuzione del gas: una situazione di stallo che permane da quasi dieci anni nel Paese, con diversi contenziosi nelle gare già bandite, e che sta impedendo la realizzazione di investimenti valutati in 20 miliardi nei prossimi dodici anni per l'ammodernamento e la messa in sicurezza della rete, anche a vantaggio dei Comuni. Mi avvio alle conclusioni, non prima di rivolgere un ringraziamento a tutti i colleghi di maggioranza e di opposizione per il grande lavoro profuso, ai relatori Sudano e Garruti, ai presidenti di Commissione Parrini e Coltorti e ai sottosegretari Margiotta, Malpezzi e Castaldi. Bene la presenza del ministro D'Incà e alcune volte del ministro Pisano; male, malissimo l'assenza totale del ministro De Micheli, che più di altri era coinvolto in questo provvedimento. (Applausi) . La Lega, con sano pragmatismo e contrastando l'ideologia della maggioranza, che continua a fare danni al Paese, continuerà a lavorare nel segno della concretezza, a partire dalla ripresentazione nel decreto agosto dei nostri emendamenti che sono stati bocciati, che difenderemo con forte determinazione, perché il Paese è in difficoltà e ne ha bisogno e noi siamo, come Lega, al servizio del Paese. (Applausi) . PRESIDENTE . Terminato l'intervento del senatore Arrigoni, come da richiesta e da accordi con i Capigruppo, sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 16. (La seduta, sospesa alle ore 13,34, è ripresa alle ore 16,04) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati PRESIDENTE . Comunico all'Assemblea che è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, recante misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020» (2617). Sui lavori del Senato RAUTI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, vorrei richiedere, anche a nome dei colleghi delle opposizioni, della Lega e di Forza Italia, che poi si assoceranno alla mia richiesta, che venga convocata nel pomeriggio di oggi, presumibilmente intorno alle ore 17,30, una nuova Conferenza dei Capigruppo per avere contezza e certezza, se possibile, dello svolgimento dei lavori di domani. Dico questo senza nessuna polemica, ma soltanto per spirito di praticità, perché vogliamo evitare che si verifichi una situazione di attesa durante tutta la giornata di domani, che - come abbiamo già ricordato ieri nel dibattito - è di campagna elettorale per tutti. Quindi, se c'è il rischio di restare qui a lungo a orari indefiniti o addirittura inutilmente, se si potessero oggi avere un riscontro e maggiori certezze sarebbe utile a tutti per una questione di praticità e di migliore organizzazione dei nostri lavori. PRESIDENTE . Senatrice Rauti, eravamo entrambe presenti alla Conferenza dei Capigruppo svoltasi ieri, nell'ambito della quale la questione è stata affrontata e sono state date rassicurazioni sull'andamento dei lavori, confermate poi dalla chiusura dei lavori in Commissione, seppure all'alba.