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Vede, signor Ministro, lei poteva venire in Aula a proporre al Paese una diminuzione del cuneo fiscale, poteva proporre il salario minimo, poteva proporre una buonuscita per i lavoratori che venivano licenziati dopo il tempo determinato, gli incentivi alla stabilizzazione per coloro che potevano passare dal tempo indeterminato al tempo determinato. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 14,35) ( Segue MARCUCCI). Queste sono le misure urgenti che ci aspettavamo, che aspettava il Paese; non di aumentare le tasse alle imprese, di aumentare la burocrazia, di aumentare le causali, di aumentare il contenzioso, di aumentare la precarietà e di aumentare, ripeto, il lavoro nero. (Applausi dal Gruppo PD) . Di questo avevamo bisogno, non di una discussione inutile e totalmente ininfluente sul mercato del lavoro italiano. Invece questo provvedimento vuole mettere in contrapposizione il lavoro e l'impresa, facendo un danno al lavoratore e un danno alle aziende. (Applausi dal Gruppo PD) . Con quale coraggio si parla di dignità, lo ripeto, per un provvedimento che casomai toglie, perché riduce i posti di lavoro? Ma lei, signor Ministro, mi permetta, conosce il lavoro? Conosce l'impresa, le imprese? Lei ha provato la soddisfazione di essere assunto la prima volta, la soddisfazione della prima busta paga, della conferma a tempo indeterminato? Lei sa di cosa si parla, signor Ministro? (Applausi dal Gruppo PD) . PUGLIA (M5S) . Avete distrutto un Paese! (Commenti dal Gruppo PD. Richiami del Presidente) . PRESIDENTE. Per favore, fate terminare il senatore Marcucci. (Commenti della senatrice Bellanova). MARCUCCI (PD) . Noi, signor Ministro, parliamo di persone in carne ed ossa (Commenti del senatore Croatti. Proteste dal Gruppo PD. Richiami del Presidente) , che per la vostra «dignità» si ritroveranno in mezzo alla strada. Ecco come combattete la precarietà, signor Ministro: aumentando i licenziamenti. (Applausi dal Gruppo PD) . Diciamoci la verità. Questo Governo aveva un solo obiettivo, in particolare per voi del MoVimento 5 Stelle: questo unico obiettivo era un argomento per andare sui social e sui telegiornali, per competere in termini di visibilità con il vostro collega vicepremier , ministro Salvini, che continua quotidianamente a umiliarvi. (Applausi dal Gruppo PD) . Vogliamo parlare velocemente degli altri effetti che questo decreto-legge produrrà. Avevate promesso di risolvere il problema delle maestre e dei maestri: li licenziate, signor Ministro. (Applausi dal Gruppo PD) . Avevate promesso di assumere i giovani e li escludete, propri i giovani laureati in scienze della formazione primaria, dal vostro concorso straordinario. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi vi abbiamo proposto una soluzione per garantire la continuità didattica, quella vera, e ne avete fatto carta straccia. Ci dite di voler potenziare i nidi e la scuola dell'infanzia e invece non volete aumentare gli organici. (Applausi dal Gruppo PD) . E poi, sul gioco d'azzardo, signor Ministro e signor Presidente del Consiglio, a parole fate retromarcia per combatterlo, ma poi vi rivelate per quello che siete, con le vostre vere intenzioni, e aumentate le previsioni delle entrate finanziarie, aumentate le tasse sul gioco: vi volete finanziare con il gioco d'azzardo, questa è la verità. (Applausi dal Gruppo PD) . Lo ripeto, purtroppo, signor Presidente del Consiglio e signori Ministri, ci stiamo abituando a questo tipo di politica, a questo vostro modo di far politica. State cercando di bloccare la RAI da settimane per una poltrona in più, fregandovene della pluralità dell'informazione e dei diritti del Parlamento. Siete venuti con i vostri Ministri in Aula, in particolare con il ministro Salvini e il ministro Bonafede, che è presente anche oggi, ad offendere il Parlamento. Tanto vale l'auspicio del vostro leader Casaleggio, che lo vuole chiudere. (Applausi dal Gruppo PD) . State bloccando un imponente piano di investimenti, fatto per modernizzare il Paese (certo, la TAP, la TAV, ma anche molte altre opere infrastrutturali), che avrebbero potuto cambiare l'Italia, avrebbero potuto modernizzarla. Avete chiuso la missione per la riqualificazione dell'edilizia scolastica, che metteva a norma le nostre scuole. (Applausi dal Gruppo PD) . Per finire, proprio ieri avete approvato un decreto-legge - il decreto milleproroghe - solo, ripeto solo, per rinviare e forse abolire l'obbligo vaccinale. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore De Siano) . Non vi interessa neanche la vita dei più giovani e la salute dei nostri concittadini. (Applausi dal Gruppo PD) . Concludo, signor Presidente. Ora questo decreto-legge, il decreto disoccupazione: un decreto contro il lavoro... PRESIDENTE.Concluda, per cortesia. MARCUCCI (PD) . ...un decreto contro le imprese, un decreto contro il futuro del nostro Paese, contro l'Italia. Noi del Partito Democratico voteremo contro questo decreto disoccupazione. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Primo Ministro, signori Ministri, gentili colleghi, sono grato al Capogruppo che mi ha dato la possibilità di svolgere un intervento politico dopo tre giorni di lavoro istituzionale. Preciso che è stato per me un onore e mai un onere presiedere le Commissioni congiunte 6 a e 11 a . Che il comportamento dell'opposizione sia stato ostruzionistico lo hanno ammesso, con franchezza e lealtà, gli stessi colleghi, come risulta fedelmente dai resoconti sommari di seduta e com'era ampiamente loro diritto fare. Ma si è trattato di un ostruzionismo civile, rispettoso del Regolamento e - permettetemi di dirlo - in alcuni casi anche spiritoso nei modi, cosa che ho particolarmente apprezzato, soprattutto nel collega Mauro Laus cui vanno i miei auguri di buon compleanno. (Applausi dal Gruppo PD) . In questo contesto non facile ho cercato di rendere costruttivo questo ostruzionismo, mantenendo la calma e riconoscendo le ragioni dell'avversario, cosa un po' inattesa in quel pericoloso skinhead del quale vi racconta oggi la stampa. L'urgenza del provvedimento c'era e c'erano anche i numeri per sostenerla, come hanno dimostrato le votazioni. Ho dichiarato in Commissione - e lo ripeto qui - di capire, e in parte anche di condividere, la frustrazione di chi avrebbe voluto sinceramente contribuire a migliorare un testo scritto da uomini e quindi per definizione perfettibile.