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In questo modo si garantisce a tutti gli operatori di questa categoria parità di lavoro e di libero mercato commerciale. Concludo infine con l'articolo 20 contenente disposizioni relative allo smaltimento degli sfalci e delle potature. E su questo mi voglio brevemente soffermare. È ormai nota la mia grande simpatia per gli amministratori locali sia dei piccoli, che dei medi Comuni, cosa che peraltro non ho mai nascosto, soprattutto in quest'Aula. Avendo avuto in passato la fortuna di fare amministrazione a livello locale e conoscendone molto bene le difficoltà, non resisto di fronte a queste cose. Mi dovete scusare, ma quando vedo atti comunitari o direttive comunitarie, o quel cavolo che volete, che mirano a minare il buon lavoro che i nostri sindaci fanno ogni giorno attraverso varie difficoltà amministrative, non riesco e non voglio girare la testa dall'altra parte. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo lo hanno già fatto altri fino ad oggi, e noi non lo facciamo. Poco importa se di fronte c'è l'Europa, la Commissione europea e le sue regole sbagliate. Le regole si cambiano e le Commissioni pure. Grazie alla nostra modifica, i sindaci potranno mettere in sicurezza i nostri parchi, il verde pubblico, sfalciare l'erba, sistemare le rive, rimuovere le erbacce e quindi chiudere in santa pace i loro bilanci senza costi aggiuntivi per le casse comunali. Apro e chiudo una parentesi: mentre ci siamo, vorrei ricordare a tutti noi che oggi la maggior parte dei sindaci di questo Paese sta anche tenendo in ordine quel verde pubblico che era di competenza provinciale e che oggi nessuno più riordina (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) , grazie a quei fenomeni che hanno abolito le Province. Ai sindaci la gente suona il campanello di casa ed ai parlamentari no. Mi auguro che presto ci si metta mano; giusto per non dimenticare, lo ricordo a tutti. Tornando alla legge europea in discussione, possiamo quindi dire che l'euroidiozia che gli sfalci e le potature diventino rifiuti speciali per ora è stata scongiurata, ma sono sicuro che la partita non finirà qui. Vedete, noi passiamo gran parte del tempo in Commissione cercando di risolvere infrazioni e dedicandoci al recepimento di deleghe, che il più delle volte sono delle vere e proprie follie, tanto che molte volte, leggendole, mi chiedo quali menti possano pensare cose del genere. Però ho una consapevolezza che mi dà speranza: tra quaranta giorni non saranno più gli sfalci e le potature a essere smaltiti, ma sarà una Commissione europea che non ci rappresenta e che non ha mai rappresentato nessuno. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Minuto. Ne ha facoltà. MINUTO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, il Parlamento europeo che risulterà dalle elezioni di maggio dovrà definire e concludere il dibattito e l'interazione con il Consiglio per predisporre il quadro finanziario pluriennale 2021-2027, che è lo schema entro cui, di anno in anno, l'Unione deciderà le entrate e le uscite del bilancio. Questo avviene in un contesto molto difficile. Avanzano in diversi Paesi le forze euroscettiche e sovraniste, è ancora apertissima la questione Brexit e l'economia mondiale stenta. Viste queste premesse, sembra difficile e controverso procedere verso un'integrazione comunitaria, che - in realtà - sarebbe assai necessaria, in particolare per definire la strategia di lungo periodo del bilancio. Una vera e propria condivisione strategica rafforzerebbe in positivo la considerazione che i nostri concittadini hanno dell'Unione europea. La preparazione delle proposte di bilancio è in corso da tempo e auspichiamo che il Governo faccia sentire con maggior forza e credibilità la propria voce. È impensabile, infatti, che l'Italia, Paese fondatore, oltre che una delle economie più avanzate, assista ai margini del dibattito, isolata dagli altri, probabilmente - forse - a causa della vostra incomprensibile politica estera. Dovreste invece combattere nelle sedi opportune affinché vi sia un aumento considerevole degli stanziamenti di bilancio dell'Unione europea, che finora sono stati davvero insignificanti (siamo nell'ordine dell'1 per cento del PIL europeo). La scarsa disponibilità del bilancio è certamente uno degli aspetti che rende l'unione monetaria debole, perché non è accompagnata da un'unione fiscale. Come Governo dovreste assolutamente vigilare affinché gli annunciati tagli alla politica agricola comune siano contenuti e preservino i nostri interessi nazionali. Bene ha fatto il presidente Conte a schierarsi apertamente contro questi tagli, ma le parole non bastano, servono i fatti. L'Italia - lo sappiamo tutti - è isolata in Europa. E come intendete fare rete con gli altri Paesi per scoraggiare questo rischio? L'agricoltura è martoriata, specie nel Sud, nella mia Puglia, dove da mesi siamo in piena emergenza xylella. Come ha dichiarato il commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori, è finito il tempo delle chiacchiere o dei complotti. Oggi bisogna anche capire che serve una buona cooperazione con le autorità regionali e locali, agendo insieme come una squadra, e non come nel passato, quando le autorità locali e regionali prendevano le loro decisioni e il Governo nazionale era sempre in ritardo. L'Europa deve fare la sua parte e voi, come Governo, dovete esercitare tutte le pressioni necessarie per far sì che ciò avvenga. Dovete anche parlare, ma soprattutto occuparvi del Mezzogiorno. Vi siete un po' dimenticati del nostro Mezzogiorno. Ultimamente siete sempre sul piede di guerra e non fate altro che litigare, magari semplicemente per mettervi in mostra (non lo so). Ma mentre voi vi sfidate a colpi di comunicati e interviste, il nostro Mezzogiorno aspetta e nel frattempo muore. Navigate meno su Facebook e fate meno proclami in televisione, ma andate in Europa a chiedere più fondi e soprattutto più attenzione per le nostre imprese e i nostri giovani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Avviandomi a concludere, credo semplicemente che occorra una cura liberale, fatta di investimenti mirati allo sviluppo della competitività, delle infrastrutture e soprattutto, signori, della sanità. Non abbandonate il Mezzogiorno, la sanità ha seri problemi. La gente non sa dove curarsi e io, ogni volta che prendo la parola, non faccio altro che parlarvi della sanità: intervenite. Come dicevo, possono migliorare le questioni del Mezzogiorno, ma mancano gli investimenti pubblici che creano occupazione e manca, soprattutto, una visione seria di rilancio del Sud per adeguarlo al resto dell'Europa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Mantovani. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, il provvedimento oggi all'esame dell'Aula del Senato, recante la legge europea 2018, ha come scopo principale quello di adeguare periodicamente l'ordinamento nazionale a quello dell'Unione europea.