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viene naturale chiedersi se la commissione giudicatrice selezionata da Invitalia abbia effettuato un'attenta valutazione del progetto, considerando che ha assegnato dei punteggi per la miglioria proposta da Selcom sulla rete radio senza verificarne l'effettiva realizzabilità, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non intendano intraprendere iniziative in merito a quanto esposto, valutando se reputino opportuno confermare l'assegnazione del bando museale a un attore che si è già dimostrato inadempiente; se abbiano intenzione di procedere a un'attenta vigilanza sulla realizzazione del progetto, eventualmente avviando verifiche riguardanti la reale efficacia delle opere. Atto n. 4-07174 DE PETRIS Loredana Ai Ministri della transizione ecologica e dell'interno Premesso che: nella giornata del 15 giugno 2022 un vasto incendio ha coinvolto l'ex discarica di Roma, nella periferia ovest di Malagrotta, generando importanti conseguenze per la città sotto il profilo ambientale e sanitario; il rogo ha coinvolto due capannoni di stoccaggio e trattamento dei rifiuti ed ha richiesto l'intervento di circa 60 vigili del fuoco, che hanno operato per due giorni per domarlo completamente; una densa nube nera si è immediatamente sprigionata dal luogo dell'incendio, propagandosi sull'intera città. Il sindaco di Roma ha emesso un'ordinanza al fine di stabilire, in virtù del principio di precauzione, per 48 ore e per un raggio di 6 chilometri: la sospensione delle attività scolastiche e dei centri estivi, pubblici e privati; il divieto di consumo degli alimenti di origine animale e vegetale prodotti nell'area; il divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile; il divieto di utilizzo dei foraggi e cereali destinati agli animali, raccolti nell'area; la raccomandazione di limitare le attività all'aperto, con particolare riguardo a quelle di natura ludico-sportiva e di mantenere chiuse le finestre in caso di fumi persistenti e maleodoranti; si tratta di un vero e proprio disastro ambientale e sanitario confermato dai primi rilievi dell'ARPA, ove si segnala un alto livello di diossina. A Roma, grazie al vento, tale livello si è arrestato a un valore dello 0,2 per cento al di sotto della soglia di sicurezza stabilita dall'OMS, mentre nella vicina Fiumicino è attualmente 3 volte superiore ad essa, spingendo il sindaco della cittadina a prolungare la chiusura di nidi, scuole dell'infanzia e attività ludico-ricreative pubbliche e private per ulteriori due giorni. Una nuova ordinanza del sindaco Gualtieri ha poi esteso anche il divieto di consumo di alimenti di origine vegetale e il pascolo e il razzolamento di animali da cortile nell'area nel raggio di 6 chilometri; oltre al drammatico rischio sanitario la città di Roma presenta notevoli criticità nella gestione dei rifiuti, aggravate ora dai danni strutturali riportati dall'impianto TMB2: la struttura tratta fino a 900 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno, quasi un terzo delle 3.000 tonnellate prodotte quotidianamente in città; la Procura di Roma ha avviato un'indagine disponendo una maxi consulenza per accertare che cosa abbia scatenato l'incendio, anche al fine di verificare eventuali analogie con altri roghi che hanno interessato in passato gli impianti TMB a Roma; i cittadini della valle Galeria, già martoriati dalla presenza della gigantesca discarica, hanno espresso indignazione e rabbia, chiedendo un piano di evacuazione che li metta in sicurezza dal rischio sanitario; è ormai innegabile la gravità della situazione dei rifiuti a Roma: non è possibile andare avanti con impianti mastodontici che trattano quantità tali di rifiuti non differenziati. È necessario insistere immeditatamente su una capillare raccolta differenziata, in grado di scongiurare anche disastri ambientali e sanitari come questo, si chiede di sapere quali misure intendano mettere in atto i Ministri in indirizzo al fine di mettere in sicurezza i cittadini della valle Galeria e delle zone limitrofe, oltre che dell'intera città, dalla tossicità delle sostanze sprigionate attraverso l'analisi costante dei dati delle ARPA ed ogni possibile misura precauzionale e di contenimento del rischio ambientale e sanitario, sollecitando al contempo una gestione dei rifiuti nella capitale che sia in linea con la normativa europea. Atto n. 4-07175 GIROTTO VANIN Orietta GUIDOLIN Barbara Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: i dati raccolti dall'INAIL rispetto alle denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale mostrano un andamento storico riferito agli ultimi 5 anni in preoccupante aumento. In particolare, tali denunce risultano pari a 1.029 nel 2017, a 1.133 nel 2018, a 1.089 nel 2019, 1.270 nel 2020 e 1.221 nel 2021. Infine, i dati riferiti al primo trimestre 2022 mostrano un aumento rispetto al 2021; con particolare riferimento al Veneto, risultano deceduti, nell'ambito delle attività lavorative, 91 persone nel 2017, 115 nel 2018, 98 nel 2019, 86 nel 2020 e 105 nel 2021. Tali numeri rendono il Veneto la quarta o quinta regione italiana per numero di denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale. Ad esempio, nel 2017, il Veneto seguiva la Lombardia (139 morti sul lavoro), l'Emilia-Romagna (115) e il Lazio (92). Tuttavia, secondo i dati INAIL relativi al primo trimestre 2022, con 20 morti, la regione del Nordest risultava seconda soltanto alla Lombardia, prima con 35 morti durante l'attività lavorativa. Inoltre, secondo dati non ancora consolidati, ma analizzati e riportati dall'Unione sindacale di base assieme all'osservatorio sicurezza "Rete Iside", al 24 maggio 2022 i morti sul lavoro in Veneto risultano ben 55 dall'inizio dell'anno, prima regione in assoluto davanti alla Lombardia, con 54 persone decedute durante lo svolgimento dell'attività lavorativa (o in itinere ); nonostante i numeri assoluti appena ricordati, che destano sicura preoccupazione, secondo quanto riportato dall'osservatorio sicurezza sul lavoro di "Vega Engineering", rispetto ai dati INAIL del 2021, l'incidenza dei morti sul lavoro rapportata ai milioni di occupati delle differenti regioni colloca il Veneto nella seconda fascia meno rischiosa, denominata gialla, su quattro: oltre alla gialla, vi sono la bianca, la meno rischiosa, l'arancione e la rossa. In fascia bianca si trovano solamente tre regioni; in fascia gialla quattro regioni, incluso, appunto, il Veneto; in fascia arancione sei regioni e in fascia rossa ben 7 regioni. Laddove i numeri assoluti di morti sul lavoro in Veneto continuassero a crescere, tuttavia, è ovvio che anche questa misura relativa, ovvero di numero di morti rispetto al numero di occupati, sia destinata a peggiorare rapidamente; in ogni caso, simili numeri di morti sul lavoro a livello nazionale e regionale, tanto assoluti, quanto relativi al numero di morti rispetto al numero di occupati, non possono essere ritenuti accettabili e, anzi, costituiscono una vera e propria emergenza;