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Delega al Governo e altre disposizioni in materia di spettacolo. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge - collegato alla manovra di finanza pubblica 2021-2023, come previsto dal Documento di economia e finanza 2021 (DEF), deliberato dal Consiglio dei ministri il 15 aprile 2021 - si compone di quattro articoli. L'articolo 1 ( Delega al Governo per il riordino delle disposizioni di legge in materia di spettacolo e per il riordino e la revisione degli strumenti di sostegno in favore dei lavoratori del settore ) delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi in materia di spettacolo. In particolare, il comma 1 delega il Governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il coordinamento e il riordino delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di spettacolo (secondo il contenuto già previsto dall'articolo 2, comma 1, della legge 22 novembre 2017, n. 175, che viene integralmente riproposto), tenuto conto delle previsioni di cui all'articolo 1 della legge n. 175 del 2017, secondo i princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 2, comma 2, ad eccezione della lettera b) , numero 5) – che prevede « l'attivazione di un tavolo programmatico tra Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ed ENIT – Agenzia nazionale del turismo, finalizzato all'inserimento delle attività di spettacolo nei percorsi turistici in tutto il territorio nazionale » – stante l'intervenuta riorganizzazione dei Ministeri, e commi 3 e 4, della stessa legge, con il procedimento e alle condizioni di cui ai commi 5, 6 e 7 del medesimo articolo 2. Il comma 2, inoltre, delega il Governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per il riordino e la revisione degli ammortizzatori, delle indennità e degli strumenti di sostegno economico temporaneo (SET) in favore dei lavoratori di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 182 (ossia dei lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo che prestano, a tempo determinato, attività artistica o tecnica direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli), tenuto conto del carattere strutturalmente discontinuo delle prestazioni lavorative. La discontinuità dell'attività lavorativa, che costituisce una eccezione in altri settori, è una condizione fisiologica nel lavoro dello spettacolo. Il rapporto di lavoro in questo ambito è strutturalmente discontinuo per il carattere oggettivo della prestazione, non per scelta datoriale o del lavoratore. Inoltre, le prestazioni artistiche, benché di durata molto contenuta (si pensi a una singola esibizione resa in uno spettacolo da un corista, un ballerino o un attore), presuppongono lunghi periodi di formazione e preparazione. In particolare, si prevede che la delega sia attuata nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) aggiornamento e definizione dei requisiti di accesso agli strumenti di sostegno fondati su: 1) limite massimo annuo di reddito riferito all'anno solare precedente quello di corresponsione dei sostegni; 2) limite minimo di prestazioni lavorative effettive nell'anno solare precedente quello di corresponsione dei sostegni; 3) reddito derivante in misura prevalente dalle prestazioni lavorative rese nel settore dello spettacolo; b) incompatibilità con sostegni, indennità e assicurazioni già esistenti; c) individuazione di misure dirette a favorire percorsi di formazione e di aggiornamento per i percettori dei sostegni; d) previsione di meccanismi contributivi a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori, anche ai fini dell'invarianza della spesa. Il comma 3 prevede che dall'attuazione della delega di cui ai commi 1 e 2 non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, essi sono adottati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanziano le occorrenti risorse finanziarie, in conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. L'articolo 2 ( Registro nazionale dei professionisti operanti nel settore dello spettacolo ) prevede, al comma 1, l'istituzione del registro nazionale dei lavoratori di cui all'articolo 3, primo comma, del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, operanti nel settore dello spettacolo, articolato in sezioni secondo le categorie professionali ivi previste, anche al fine di riconoscerne e valorizzarne le diverse specificità. Finalità del registro è quella di conferire maggiore identità agli appartenenti alle categorie di lavoratori operanti nel campo dello spettacolo di cui al citato articolo 3. Il comma 2 prevede che i requisiti e le modalità per l'iscrizione nel registro di cui al comma 1 sono definiti con decreto del Ministro della cultura, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge, sentite la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e le associazioni professionali dei lavoratori e degli operatori del settore. Il comma 3 prevede che il registro è pubblicato nel sito web istituzionale del Ministero della cultura. Il comma 4, infine, chiarisce che l'esercizio delle attività professionali di cui all'articolo 3, primo comma, del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, non è condizionato all'iscrizione al registro di cui al comma 1. Il comma 5 precisa l'invarianza di oneri. L'articolo 3 ( Osservatorio dello spettacolo ), al comma 1, apporta modifiche e integrazioni all'articolo 5 della legge 30 aprile 1985, n. 163, concernente l'osservatorio dello spettacolo. In particolare, si prevede l'inserimento, tra i compiti dell'osservatorio di cui al primo comma del citato articolo 5, di quello riguardante la promozione e il coordinamento con le attività degli osservatori istituiti dalle regioni con finalità analoghe, anche al fine di favorire l'integrazione di studi, ricerche e iniziative scientifiche in tema di promozione dello spettacolo. Si prevede inoltre che l'osservatorio dello spettacolo può stipulare convenzioni con le università, al fine di ospitare tirocini formativi curriculari rivolti a studenti iscritti a un corso di laurea o post-laurea. Il comma 2 precisa l'invarianza di oneri.