[ddlpres]

b prevedere che i docenti di ruolo assunti in regioni diverse da quella di residenza esprimano la richiesta di collocamento nella regione di residenza registrandosi al portale appositamente creato dal Ministero dell'istruzione e che, sulla base delle richieste inserite, sia formata una graduatoria basata su criteri selettivi che tengono conto del numero dei figli, dell'età anagrafica e dell'anzianità di servizio del docente. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'istruzione, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Gli schemi dei decreti legislativi sono trasmessi alle Camere per l'espressione del parere da parte delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari, che deve essere reso entra trenta giorni dalla data della trasmissione. 3 (Delega al Governo in materia collaboratori del dirigente scolastico) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la modifica della disciplina in materia di collaboratori del dirigente scolastico di cui all'articolo 1, comma 83, della legge 13 luglio 2015, n. 107, in base ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a prevedere la reintroduzione, in ogni istituto scolastico, della figura del vicario e facente funzione del dirigente scolastico; b prevedere che il vicario abbia il compito di coadiuvare il dirigente scolastico nell'assolvimento delle funzioni dirigenziali con autonomia operativa, ma nel rispetto degli atti di indirizzo emanati e degli obiettivi assegnati dal dirigente stesso; c prevedere la possibilità che il vicario, su decisione del dirigente scolastico, sia esonerato dalle attività di insegnamento; d prevedere, al fine di garantire l'adeguatezza dell'organico preposto all'insegnamento, che possano essere indette procedure concorsuali per il reclutamento di nuove unità; e applicare alle cattedre che si liberino a seguito dell'attuazione della delega di cui al presente articolo della disciplina di cui all'articolo 2. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'istruzione, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Gli schemi dei decreti legislativi sono trasmessi alle Camere per l'espressione del parere da parte delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari, che deve essere reso entra trenta giorni dalla data della trasmissione. 4 (Delega al Governo in materia di orario prolungato nella scuola) 1 Al fine di conseguire un miglioramento dell'offerta formativa, contribuendo al potenziamento delle cattedre disponibili e quindi alla redistribuzione delle risorse umane sul territorio nazionale, creando al contempo condizioni di maggiore flessibilità nella gestione degli impegni lavorativi dei genitori, o di chi ne fa le veci, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per l'estensione dell'orario di funzionamento della scuola primaria, di cui all'articolo 4 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, e della scuola secondaria di primo grado, di cui all'articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89, in base al seguente principio e criterio direttivo: individuare condizioni favorevoli al fine di estendere e rendere omogeneo su tutto il territorio nazionale l'attuazione dell'orario prolungato nella scuola. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'istruzione, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Gli schemi dei decreti legislativi sono trasmessi alle Camere per l'espressione del parere da parte delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari, che deve essere reso entra trenta giorni dalla data della trasmissione. 3 Le eventuali immissioni a ruolo che si rendano necessarie a seguito dell'attuazione della delega di cui al presente articolo hanno luogo secondo quanto previsto dall'articolo 2. 5 (Delega al Governo in materia di congedi dal lavoro) 1 Al fine di garantire adeguate misure a sostegno della genitorialità, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la modifica della disciplina in materia di congedi dal lavoro di cui al testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in base ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a previsione che il diritto al congedo dal lavoro, totale o parziale, previsto dagli articoli 32 e seguenti del citato testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, possa essere esteso fino ad un periodo massimo di tre anni; b previsione che il trattamento economico previsto dall'articolo 34 del citato testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, possa essere elevato dall'attuale 30 per cento al 60 per cento della retribuzione per i primi due anni di vita del bambino e al 50 per cento per il terzo anno di vita del bambino o che, in alternativa, la madre o il padre possano astenersi dal lavoro per un massimo di tre anni, per periodo continuativo o frazionato, dal quarto al dodicesimo anno di vita del bambino, durante il quale è riconosciuta una retribuzione pari al 30 cento. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Gli schemi dei decreti legislativi sono trasmessi alle Camere per l'espressione del parere da parte delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari, che deve essere reso entra trenta giorni dalla data della trasmissione. 6 (Delega al Governo per il potenziamento del sistema territoriale dei servizi socio-educativi) 1 Al fine di agevolare la conciliazione tra esigenze familiari e impegni lavorativi dei genitori, tenuto conto degli obiettivi auspicati dal Consiglio europeo di Barcellona del 15 e 16 marzo 2002, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per l'elaborazione e l'attuazione di un piano nazionale di sviluppo degli asili nido finalizzato a incrementare la loro diffusione sul territorio nazionale, con particolare riguardo alle aree del Mezzogiorno, al fine di garantire una maggiore copertura del servizio, in base ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a potenziamento dell'offerta di asili nido, quali servizi pubblici locali a domanda individuale anche se resi da strutture private convenzionate; b riduzione della contribuzione a carico dell'utenza per i servizi di cui alla lettera a) ; c potenziamento e razionalizzazione delle agevolazioni concesse per la frequenza di asili nido privati;