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Tutti i Gruppi, chi in un modo e chi in un altro, sanno che un'Italia più forte a livello europeo è un bene per tutti: per il Partito Democratico, lo è principalmente per l'Europa; altri, che vedono nell'Italia soltanto l'Italia, sicuramente hanno una visione diversa, ma anche per loro il sistema italiano è fondamentale. Quindi, i nostri imprenditori hanno ormai la necessità di avere regole certe, con le quali dobbiamo aiutarli, avendo fiducia in loro e nelle capacità dell'Italia. Sicuramente, signor Presidente, questo cambiamento non sarà indolore. I cambiamenti più o meno epocali - e in alcuni ambiti si può parlare anche di cambiamenti epocali - non sono mai indolori. Credo però che il compito nostro, di chi fa politica ed è al servizio di questo Paese in questo momento, facendo politica sia di accompagnare il Paese, le imprese e i consumatori nel periodo presente con grande trasparenza e grande senso di responsabilità, senza nessuna resistenza, senza paventare che accadano cose che probabilmente sono solamente inventate e senza le strumentalizzazioni che invece, anche nelle ultime settimane, purtroppo ci hanno accompagnato e non poco. Chi è interessato da questo provvedimento dev'essere accompagnato da noi. Questo è il nostro compito, il nostro primo compito, che ci deve guidare in tale cambiamento, per rafforzare il sistema e tutelare, ancora una volta, chi fa impresa in questo Paese, creando posti di lavoro, e chi consuma. Sicuramente il Partito Democratico ha questo come obiettivo da perseguire. Ovviamente, noi confidiamo nel lavoro che verrà completato dai colleghi della Camera, che ringraziamo, anche perché tante riunioni sono state svolte anche con loro, quindi è già stato improntato ciò che verrà fatto. Poi confidiamo nel Governo, che è stato richiamato più volte. Vi sono aspetti da aggiustare e da chiarire con i decreti delegati e il Governo deve sapere che noi staremo attenti e vigileremo su questo. Servirà un confronto chiaro, schietto, netto, ma positivo, com'è stato portato avanti fino adesso. Sicuri che ciò avverrà e che comunque il Partito Democratico vigilerà in questo senso, il nostro voto non può essere che a favore. (Applausi) . GALLONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi e colleghe, dopo mesi di lavoro, di confronto, di approfondimento, di impegno e di dibattito serrato tra Gruppi parlamentari, nelle Commissioni competenti, in costante e costruttiva interlocuzione con il Governo, il disegno di legge annuale (insomma, annuale) per il mercato e la concorrenza, su molti dei punti contenuti, arriva in quest'Aula su sollecitazione del presidente Draghi, al quale non abbiamo potuto chiedere altro tempo in Senato. È un disegno di legge vastissimo, importante, che merita di essere analizzato nel suo insieme per comprenderne appieno contenuti e finalità, alla luce del fatto, non banale, che questa volta si dovrà coordinare con gli obiettivi che il Governo si è dato all'interno del PNRR e in considerazione di un dato non da poco: l'ultimo disegno di legge sulla concorrenza approvato risale al 2017. Abbiamo sentito tante volte pronunciare la parola responsabilità: riteniamo che questa sia la parola chiave con cui definire il risultato del tanto tempo speso per trovare un punto di equilibrio, la miglior mediazione possibile, soddisfacente innanzitutto per il Paese, sui tanti argomenti contenuti e definiti all'interno del disegno di legge concorrenza. È stato indubbiamente un lavoro molto impegnativo su un provvedimento che contiene materie diverse e complesse, che in alcuni casi trascinano questioni aperte da anni, considerando anche l'incrocio, come dicevo prima, con milestone e target del PNRR. Quindi innanzitutto e doverosamente esprimo anche il ringraziamento di Forza Italia ai relatori, senatori Ripamonti e Collina, ai componenti della Commissione competente, ai Capigruppo e al Governo, che non si è mai sottratto all'ascolto e al confronto costruttivo per trovare quella sintesi virtuosa che ha portato ad impegni chiari, con la finalità di tutelare le imprese italiane tutte, che rappresentano la nostra forza produttiva, la nostra fucina del lavoro ad ogni livello e di ogni comparto. Grazie al contributo di tutti, sono stati trattati temi importanti, dalla distribuzione del gas ai balneari, dalle concessioni portuali alla gestione dei rifiuti, dai farmaci e dai brevetti ai servizi pubblici locali, dalle concessioni idroelettriche alla sanità, ai veicoli elettrici e alle colonnine. Altri importanti temi restano da esaminare e, come diceva la collega Biti, ci penseranno i colleghi della Camera. In particolare, però, mi si consenta di esprimere profonda soddisfazione per l'impegno competente e sensibile dei rappresentanti del Gruppo Forza Italia che con determinazione e fermezza sono riusciti a fare sintesi nell'esclusivo interesse dei cittadini rappresentanti delle diverse categorie, per dare al Paese regole migliori, realmente eque, superando ogni singolo interesse. La finalità del lavoro legislativo è infatti una e una sola: promuovere e realizzare gli interessi del Paese. Come ha ben detto il vice ministro Gilberto Pichetto Fratin, cui colgo l'occasione per rivolgere un ringraziamento particolare per come ha seguito l'intero iter del provvedimento, con oggettività, pazienza e competenza, il lavoro del Parlamento non è ancora finito, perché ci aspetta ancora un passaggio fondamentale, quando saremo chiamati a valutare i decreti attuativi, che rappresentano, come si dice oggi, la vera messa a terra del provvedimento. La tutela e la promozione della concorrenza possono contribuire anche a una maggiore giustizia sociale. Nel PNRR peraltro è scritto che la concorrenza può servire a fare abbassare i prezzi e ad aumentare la qualità dei beni e dei servizi a favore dei cittadini. Soprattutto quando si interviene in mercati come, ad esempio, quello dei farmaci o dei trasporti pubblici, la concorrenza è uno stimolo a un mercato più equo e a servizi più convenienti. In questo caso, gli effetti di una maggiore concorrenza possono favorire anche una più consistente eguaglianza tra i cittadini e una più significativa coesione sociale. L'Italia, pur essendo l'ottava economia mondiale, è al trentesimo posto nel mondo per livello di concorrenza. Da noi solo alcuni settori hanno beneficiato della spinta delle disposizioni sulla concorrenza, che significano possibilità di accesso a nuovi soggetti nella fornitura di beni e servizi e minori oneri per gli utenti e per i consumatori finali. Quindi, giustamente, la concorrenza non è solo uno strumento di mercato, serve anche a proteggere interessi non economici della comunità e delle persone più vulnerabili. Va sottolineata inoltre l'importanza delle norme che velocizzano le procedure per la realizzazione di infrastrutture digitali di nuova generazione, un obiettivo essenziale del PNRR. Insomma, gli strumenti normativi messi in campo dovrebbero contribuire a potenziare la competizione in mercati e settori che attualmente sono gravati da numerosi ostacoli e restrizioni. Bisogna infine ricordare che il disegno di legge è stato dichiarato collegato alla decisione di bilancio, a completamento della manovra.