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Nei pochi minuti che ho a disposizione vorrei rispondere anche al presidente Romeo. Colleghi, se è vero - come dite - che il disegno di legge delega in esame rispetta la Carta olimpica, vorrei capire perché non l'avete scritto in maniera netta (Applausi dal Gruppo PD) e non avete citato direttamente gli articoli e i paragrafi, così come invece ha fatto il presidente del CIO, Bach, nella sua lettera inviata questa mattina, nella quale sottolinea in maniera preoccupante e critica alcuni aspetti e dice in maniera chiara che l'Italia potrebbe addirittura uscire dal CIO e verrebbe addirittura sanzionata, tanto che il mondo dello sport verrebbe fortemente indebolito e spaccato nella sua integrità. Allora perché fare tutto questo? Quale fretta c'era? Perché dovete spaccare il mondo dello sport? (Applausi dal Gruppo PD) . Veramente non lo riusciamo a comprendere e lo considero un fatto davvero grave. Stiamo parlando - e lo spiegheremo bene anche durante l'esame degli emendamenti - di pari opportunità e di professionismo femminile. Perché queste cose non sono state scritte in maniera chiara e determinata? Si vuole togliere potere al movimento dello sport, così come è stato concepito finora - sottolineo che ognuno di noi, invece, vuole fare una riforma seria dello sport - semplicemente per inventare un nuovo organismo, emanazione diretta del Governo e del sottosegretario Giorgetti, a cui dare una delega in bianco. Ho voluto sottolineare solo alcuni aspetti, perché credo davvero che sia un peccato e un grande dispiacere non aver potuto scrivere oggi una pagina nuova, tutti assieme, di riforma del mondo dello sport. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. VALENTE, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato attentamente il dibattito di quest'Aula, non condividendo alcuni interventi e alcune questioni che sono state poste, che forse non sono vere. Mi preme fare una riflessione più ampia rispetto ai principi che il Governo ha inserito nella riforma dell'ordinamento sportivo, che nasce non con questo provvedimento ma - come qualcuno ha detto - nella legge di bilancio 2019, dove si è deciso di mettere ordine; dove si è deciso di fare chiarezza; dove si è deciso di separare dal CONI quella che prima era CONI Servizi, ora diventata Sport e Salute SpA, ossia una società al 100 per cento del Ministero dell'economia e delle finanze, un ente pubblico che gestisce soldi pubblici. Questa separazione è nata per evidenti storture, che molti di voi probabilmente hanno conosciuto in passato, forse anche per alcune gestioni clientelari che - a mio modo di vedere - dovevano essere completamente eliminate. È stato un primo passo di riforma migliorativo, perché la nuova società Sport e Salute SpA si impegnerà a sviluppare alcuni filoni, come quello dell'esercizio fisico, della prevenzione, dello sport scolastico. Questi campi, più rivolti a quello che molti definiscono sport per tutti, sport di base, sono veramente il focus e l'obiettivo del Governo: quindi maggiore attenzione allo sport di base e ai nostri giovani che ogni giorno riempiono le palestre. Da lì, ovviamente, è nata poi l'esigenza di modificare anche l'ordinamento sportivo che ne deriva ed è nato il disegno di legge delega in esame collegato alla legge di bilancio. Anche per rispondere a molte osservazioni fatte riguardo all'autonomia e alla Carta olimpica, se si legge attentamente l'articolo 1, sono già chiariti questi aspetti e vengono tutelati perché, ovviamente, lo sport deve avere un'autonomia, anche e soprattutto, rispetto alla politica. Lo ha fatto ben presente il senatore Romeo, che ha citato alcune lettere dell'articolo stesso. Il comma 1, alla lettera c) , stabilisce dei princìpi per definire gli ambiti di applicazione del CONI, delle federazioni sportive, degli enti di promozione sportiva e delle discipline sportive associate. Nella lettera g) si tutela l'autonomia del CONI: è scritto che il CONI, come attualmente accade, sarà l'unico che vigilerà sullo sport italiano, sulle federazioni sportive e sugli enti di promozione sportiva e sarà l'unico che potrà commissariare una federazione. Così viene tutelata l'autonomia dello sport italiano. Sinceramente, mi ha sorpreso un po' la tempistica della lettera inviata dal CIO, perché arriva in un giorno molto importante per questo provvedimento, durante la sua terza lettura al Senato. Io mi auguro che oggi verrà approvato in via definitiva, essendo passato in Consiglio dei ministri parecchi mesi fa. Tanti sono stati i confronti con le federazioni e con tutti gli organi sportivi. E c'è stato un confronto da parte anche di Sport e Salute SpA. Desidero specificare che l'attenzione del Governo nello scrivere il testo in esame è stata anche e soprattutto volta ad aderire il più possibile alla Carta olimpica e, visto che i principi della delega dovranno essere realizzati con i decreti legislativi, alcune osservazioni che verranno portate avanti anche dal CIO potranno essere prese in considerazione. Il testo stabilisce che i decreti legislativi dovranno essere emanati entro dodici mesi. Massima è l'apertura del Governo ad ascoltare, recepire e applicare tutti quei principi che giustamente devono essere portati avanti. Mi dispiace che il dibattito si sia focalizzato molto sull'articolo 1, perché tanti altri articoli che sono stati condivisi dalle forze politiche che compongono il Governo sono molto importanti. Mi piace citare l'articolo 5, che per la prima volta prende in considerazione il lavoro sportivo: per la prima volta viene riconosciuto il lavoratore sportivo e vengono garantiti tutti i diritti e le tutele previdenziali e assicurative. È troppo semplice dare attenzione alle società sportive senza però mai parlare dei tecnici, dei preparatori fisici, dei dirigenti, degli allenatori, degli atleti che fanno dello sport un lavoro. Nel testo in esame per la prima volta li mettiamo al centro, superando il principio del dilettante e del professionista. Questo Governo è il primo a schierarsi accanto alle atlete che lavorano nel mondo dello sport, ma bisogna andare oltre e garantire realmente i diritti a tutti coloro che lavorano nel mondo dello sport, anche e soprattutto alle donne in questo momento, e ciò all'articolo 5 è scritto, basta leggerlo. E questo è un processo che non si fermerà con il disegno di legge delega in discussione o con i relativi decreti legislativi. Proprio al Ministero del lavoro, grazie anche al ministro Di Maio, per la prima volta è stato formalmente istituito un tavolo di confronto sul lavoro sportivo con tutte le categorie, le leghe e le rappresentanze degli atleti e con i sindacati. Questo tavolo deve arrivare a un obiettivo: da una parte, garantire i diritti e le tutele a chi lavora nel mondo dello sport e, dall'altra, ovviamente, garantire la sostenibilità del sistema a tutte le società che tengono in piedi il sistema sportivo italiano.