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II MISURE IN MATERIA DI RICERCA E SVILUPPO 5 (Misure volte a favorire ed ottimizzare il trasferimento tecnologico della conoscenza dalla ricerca tecnico-scientifica alle imprese) 1 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministero dello sviluppo economico emana uno o più decreti per l'istituzione dei Centri di ricerca e innovazione. 2 I Centri di ricerca e innovazione devono promuovere la trasformazione della conoscenza tecnologica dallo stato di risultati tecnico-scientifici a quello di tecnologie industriali, valorizzando da un punto di vista economico i risultati della ricerca scientifica e potenziando il tasso di innovazione del sistema industriale e la sua capacità competitiva, eliminando la distanza esistente fra i risultati della ricerca tecnico-scientifica e la loro applicazione industriale e dando vita a uno stabile sistema di relazioni fra i diversi soggetti coinvolti nel processo di trasferimento tecnologico. 3 Nello svolgimento della loro attività i Centri di ricerca e innovazione devono focalizzarsi su limitate aree tecnologiche al fine di promuovere una specializzazione coerente con le caratteristiche del sistema produttivo e scientifico di riferimento e al contesto socio-economico in cui si inseriscono. 4 In ogni regione deve essere prevista l'istituzione di almeno un Centro di ricerca e innovazione con un assetto costitutivo ispirato ai principi del partenariato pubblico-privato, così come definito dalla normativa dell’Unione europea, al fine di coinvolgere in un progetto unitario le università, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, gli enti locali, le imprese e le associazioni imprenditoriali. 5 I Centri di ricerca e innovazione sono enti senza scopo di lucro. I proventi derivanti dalla fornitura a terzi dei propri servizi, anche se avvenuti a prezzi di mercato, non sono soggetti a tassazione e il finanziamento delle attività di ricerca e formazione da parte dello Stato non costituisce aiuto di stato ai sensi della normativa dell’Unione europea. Gli utili d'esercizio devono essere obbligatoriamente reinvestiti e non sono soggetti ad alcuna forma di tassazione. 6 I Centri di ricerca e innovazione sono dotati di personalità giuridica e di autonomia finanziaria e patrimoniale. 7 Presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è istituito un coordinamento nazionale dei Centri di ricerca e innovazione con lo scopo integrare la loro attività, favorendo lo sviluppo di sinergie e complementarietà fra le diverse specializzazioni. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca riferisce alle Camere sull'attività svolta dai Centri di ricerca e innovazione, evidenziando in particolare i risultati ottenuti in termini di applicazione industriale della ricerca tecnico-scientifica e di accesso ai servizi resi dai Centri di ricerca e innovazione da parte delle piccole e medie imprese. 6 (Misure volte a favorire l'innovazione e la ricerca scientifica nelle microimprese) 1 Al fine di favorire l'innovazione e la ricerca scientifica nelle microimprese, così come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, è istituito un fondo di euro 100.000.000 per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 per sostenere le imprese che investono in progetti di innovazione e in attività di ricerca e sviluppo. 2 Il contributo di cui al comma 1 è riconosciuto fino ad un importo massimo annuo di euro 100.000 per ciascun beneficiario, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui opera, nonché del regime contabile adottato, nella misura del 50 per cento della spesa annuale determinata ai sensi del comma 3, registrata in ciascun periodo d'imposta a decorrere dal periodo successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 e fino alla chiusura del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2016. 3 Ai fini della determinazione delle spese ammissibili al credito d'imposta di cui al comma 1, si applicano i commi 3, 4 e 5 dell'articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145 convertito, con modificazioni, in legge 21 febbraio 2014, n. 9. 4 Il contributo deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta nel corso del quale il beneficio è maturato. Esso non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell'IRAP, non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni. 5 Per fruire del contributo le imprese presentano un'istanza telematica con le modalità tecniche predisposte dal Ministero dello sviluppo economico secondo quanto previsto al comma 6. 6 Con decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono adottate le disposizioni applicative necessarie, ivi comprese le modalità di verifica e controllo dell'effettività delle spese sostenute e della coerenza delle stesse con le previsioni di cui al comma 3, nonché le cause di decadenza e revoca del beneficio, le modalità di restituzione dell'importo di cui l'impresa ha fruito indebitamente e le eventuali relative maggiorazioni. 7 Le risorse necessarie all'attuazione del presente articolo sono individuate nell'ambito del Programma operativo nazionale relativo alla competitività di responsabilità del Ministero dello sviluppo economico per il periodo di programmazione 2014-2020, approvato dalla Commissione europea. Le citate risorse per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato e successivamente riassegnate, per le suddette finalità di spesa, ad apposito programma dello stato di previsione del Ministero dell'economica e delle finanze. A tal fine, il Ministero dello sviluppo economico comunica al Fondo di rotazione di cui all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, gli importi riconosciuti a titolo di contributo da versare all'entrata del bilancio dello Stato. III MISURE IN MATERIA DI SEMPLIFICAZIONI 7 (Misure volte a favorire la semplificazione amministrativa in materia di attività produttive) 1 Al fine di uniformare la modulistica esistente in materia di svolgimento di una attività produttiva, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministero dello sviluppo economico con proprio decreto, sentita la Conferenza unificata, adotta la modulistica standard , da presentare esclusivamente in modalità telematica, che ciascuna amministrazione comunale per il tramite dello Sportello unico delle attività produttive deve utilizzare per ciò che concerne le comunicazioni relative all'inizio e alla cessazione di un attività produttiva, nonché per la variazione dei dati.