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Le opere di manutenzione straordinaria saranno eseguite, nelle modalità e nella qualità, solo previa approvazione dello Stato, e sotto la supervisione di personale altamente qualificato da parte del ministero competente. Quanto alla fissazione dei criteri di ammissione dei soggetti interessati alla gestione del sito, l'articolo 4 istituisce, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, la Commissione per la redditività dei monumenti, con il compito di stabilite i criteri di ammissione per le candidature dei soggetti interessati alla gestione del sito, nonché le modalità di selezione degli stessi. La Commissione è composta da tre figure altamente selezionate. Tali professionisti, studiosi esperti di analisi ed interventi di conservazione, restauro e consolidamento dei monumenti -- architetti quali storici e liberi professionisti, studiosi dell'arte ed architettura -- svolgono il loro ruolo per cinque anni. Al termine di tale periodo, possono essere eventualmente riconfermati per un altro mandato solo e se viene chiaramente comprovata la resa degli stessi, misurata su obiettivi concreti raggiunti, secondo criteri di valutazione aziendale. Quanto ai compiti della Commissione: essa deve sorvegliare e dirigere passo dopo passo l'applicazione del protocollo d'individuazione e monitoraggio dei siti prima della selezione dei soggetti che si occupino della loro gestione. La Commissione riveste, altresì, il ruolo di unico organo di riferimento per il successivo controllo della gestione dei siti e della loro manutenzione ordinaria, in vece del Ministero per i beni e le attività culturali. Tutte le opere di manutenzione straordinaria devono ottenere il rilascio del parere preventivo e l'approvazione della Commissione, e quest'ultima, per le differenti fasi di attuazione del programma, può avvalersi di selezionati professionisti esterni. Infine, appare necessario considerare i vantaggi che deriverebbero dall'approvazione del presente disegno di legge. Innanzitutto, l'investimento di capitali esteri. Infatti, qualora il soggetto fosse estero come si consiglia -- oltre all'internazionalizzazione che l'operazione potrebbe acquisire nella sua prima forma e risonanza -- ci sarebbe il massimo interesse economico ad orientare quanti più flussi turistici possibili dal Paese straniero interessato al sito direttamente gestito, indi alla regione ed al paese Italia. Conseguentemente, il nostro Paese, riscontrando nuovi flussi di turisti stranieri, dovrebbe implementare, ove carenti, e realizzare, ove assenti, tutta una serie d'infrastrutture primarie, arterie di comunicazione, e secondarie attrezzature per la ricettività, hotel, ristoranti e così via. Inoltre, tipologie edilizie o contesti urbani non più adatti ad un utilizzo residenziale stabile potrebbero essere riutilizzati quali unità di «albergo diffuso». Infine, la nuova stagione di rinascita dell'industria del turismo culturale porterebbe all'impiego di notevoli unità lavorative in vari ambiti: a) nella realizzazione delle infrastrutture; b) nella selezione di risorse umane opportunamente formate presso scuole professionali istituite dalle soprintendenze; c) nell'impiego nelle diverse strutture ricettive (hotel, ristoranti, negozi).. Art. 1. (Finalità) 1. Ai fini dell'attuazione dell'articolo 9 della Costituzione e dei princìpi stabiliti dalla convenzione per la protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale, firmata a Parigi il 23 novembre 1972, ratificata ai sensi della legge 6 aprile 1977, n. 184, lo Stato promuove la tutela, la valorizzazione e il recupero del patrimonio artistico, archeologico e architettonico presente sul territorio italiano. Art. 2. (Inventariato e censimento dei siti) 1. Ai fini di cui all'articolo 1, lo Stato e le regioni procedono, con l'ausilio delle competenti soprintendenze, ad inventariare ed a censire i siti archeologici, artistici ed architettonici di particolare importanza, d'ora in poi denominati «siti». 2. Ai fini di cui all'articolo 1, lo Stato e le regioni effettuano, in relazione ai siti, le seguenti analisi prioritarie: a) analisi storica; b) rilievo geometrico su supporto informatico, per verificare la consistenza del manufatto, le possibili variazioni per usi impropri, eventuali superfetazioni ed abusi costruttivi; c) rilievo del quadro fessurativo e dei dissesti, attraverso lo stato di conservazione degli elementi costruttivi fondamentali della fabbrica; d) mappatura del degrado delle superfici, attraverso lo stato di conservazione degli elementi architettonici delle facciate e l'analisi della congruità degli interventi di restauro realizzati nel tempo; e) catalogazione delle prove diagnostiche, attraverso una serie di indagini da effettuare sugli elementi strutturali e sui terreni di fondazione delle fabbriche; f) individuazione di parchi letterari e religiosi, attraverso la catalogazione degli elementi fondanti un contesto, un sito, un luogo di particolari eventi storici, religiosi o letterari; g) individuazione di contesti urbani, ovvero perimetrazione di aree, isolati o complessi monumentali oggetto di piano di recupero. Art. 3. (Accordo di programma-quadro) 1. Ai fini del perseguimento degli obiettivi di cui alla presente legge, il Ministero per i beni e le attività culturali, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, le regioni, le province ed i comuni interessati stipulano un apposito accordo di programma quadro per la definizione del programma esecutivo degli interventi da attuare nei siti, nei modi e con le procedure previste dall'articolo 2, comma 203, lettera c) , della legge 23 dicembre 1996, n. 662. 2. Gli accordi di programma quadro di cui al comma 1 prevedono misure finalizzate a: a) organizzare il sito per il luogo o monumento oggetto del progetto; b) valorizzare il sito attraverso una sua catalogazione effettuata tramite figure professionali e giuridiche delle competenti soprintendenze, che a loro volta riferiscono al Governo; c) affidare la gestione del sito, per un tempo determinato, a soggetti privati, società, cooperative o enti, scelti a seguito di selezione, ferma restando la piena titolarità dei luoghi in capo allo Stato italiano. 3. I proventi derivanti dalla gestione dei siti sono destinati: a) per il 40 per cento allo Stato quale canone di utilizzo; b) per il 40 per cento ai lavori di mantenimento e decoro del sito; c) per il restante 20 per cento al soggetto gestore, quale utili per la gestione. Art. 4. (Commissione per la redditività dei monumenti) 1. È istituita, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, la Commissione per la redditività dei monumenti, di seguito denominata «Commissione», con il compito di stabilire i criteri di ammissione per i soggetti interessati alla gestione del sito. 2. La Commissione è composta da tre professionisti, esperti di analisi ed interventi di conservazione, restauro e consolidamento dei monumenti, nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che permangono in carica cinque anni. La nomina dei componenti della Commissione può essere confermata una sola volta. 3. La Commissione svolge i seguenti compiti: a) stabilisce i criteri di ammissione per le candidature dei soggetti interessati alla gestione del sito, nonché le modalità di selezione degli stessi; b) vigila sulla corretta individuazione dei siti destinati alla gestione;