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in data 26 marzo 2020 la Corte costituzionale, con sentenza n. 56, è intervenuta sulle menzionate modifiche di legge ed ha ritenuto incostituzionale il rientro in rimessa per ogni viaggio da parte del noleggiatore e che le prenotazioni di servizio, anche quelle aggiuntive alle programmate, possono essere ricevute, attraverso i nuovi sistemi informatici e tecnologici, anche al di fuori dell'ambito ottimale di esercizio individuato nella provincia ove ricade il Comune rilasciante il titolo autorizzativo, senza obbligo di ritornare alla rimessa; l'art. 3 della legge n. 21 del 1992, così come modificata dal citato art. 10 -bis , prevede che il prelevamento e l'arrivo dell'utente possono avvenire fuori dall'area provinciale o metropolitana, e che le tipologie di servizio per il noleggiatore sono individuate in servizio a tempo o a viaggio; l'art. 11 del decreto-legge sancisce che il trasporto del passeggero non ha limite territoriale; con la medesima sentenza, la Corte costituzionale riteneva inutile le deroghe al rientro in rimessa per ogni viaggio e alla tenuta del foglio di servizio per quelle imprese di noleggio con conducente che operassero in forza di contratti di servizio al di fuori dell'ambito previsto dalla nuova normativa, vista l'incostituzionalità dell'obbligo di rientro in rimessa; l'attuale legge n. 21 del 1992, a seguito delle modifiche apportate dall'art. 10 -bis del decreto-legge n. 135 del 2018 e dall'entrata in vigore di parte del comma 1 -quater dell'art. 29 della legge n. 14 del 2009, nonché dell'intervento della Corte costituzionale, lascia spazio a miriadi di interpretazioni per le contraddizioni insorte nel corpo stesso della legge; tali contraddittorie interpretazioni stanno oggi comportando una serie di gravi situazioni nel settore degli NCC, che stanno sfociando in un vero e proprio dramma sociale e che vedono centinaia di operatori indagati dalla Polizia di frontiera di Fiumicino, nonché dalla Polizia locale di Roma capitale - GIPT, che hanno messo in atto una serie di interventi a tappeto, inviando a tantissimi Comuni, dislocati nel territorio nazionale, richieste di verifiche sul rientro in rimessa dei veicoli autorizzati all'esercizio di NCC ed il tutto a seguito di segnalazioni di sigle sindacali del settore taxi e di un'associazione di NCC romani che espongono parziali norme di legge del settore degli autoservizi pubblici non di linea, inducendo così le forze dell'ordine di Roma e Fiumicino ad attivarsi nelle verifiche; le procedure di verifica, senza un approfondimento sulla normativa e soprattutto senza appurare la veridicità o meno di quanto sostenuto negli esposti delle menzionate sigle, risulterebbero alquanto anomale, per il fatto che le attività di controllo verrebbero svolte non su specifici soggetti titolari di autorizzazioni, ma bensì in modo generalizzato, chiedendo a migliaia di Comuni l'elenco storico di tutte le autorizzazioni rilasciate, indagine questa di portata nazionale che deve essere indubbiamente sostenuta da specifici mandati delle Procure e che dovrebbe coinvolgere più reparti delle forze dell'ordine e non solo, ad esempio, la Polizia di frontiera di Fiumicino o la Polizia locale di Roma capitale, che, peraltro, sono impegnate in tali operazioni con singoli agenti e sempre gli stessi, circoscritti in un numero di circa 3 o 4; pur nella convinzione che l'operato di tale sparuto gruppo di agenti sia legittimo in merito a verifiche e controlli su strada, risulta però anomalo nelle modalità di intervento. Infatti, le attività della Polizia di frontiera di Fiumicino si svolgerebbero attraverso scatti fotografici dei veicoli degli operatori NCC in sosta o in transito presso l'aeroporto "Leonardo da Vinci" di Fiumicino, nonché fotografando la documentazione tenuta a bordo del veicolo, quali autorizzazione all'esercizio di NCC, carta di circolazione e documenti personali del conducente e senza verbalizzare o contestare eventuali violazioni al soggetto controllato; ancora più anomalo risulta che tale identica attività venga attuata dalle menzionate sigle sindacali, che utilizzerebbero allo scopo addirittura un'applicazione per smartphone , denominata "timestamp camera", ove confluirebbero tutte le foto scattate ai veicoli NCC con autorizzazioni rilasciate da pubbliche amministrazioni diverse da Roma. Materiale che verrebbe poi utilizzato quale allegato ai suddetti esposti; tale situazione, oltre al dramma sociale in corso di migliaia di lavoratori, già estremamente provati dall'emergenza da COVID-19, comporta la formazione di un illegittimo monopolio nel mercato del trasporto persone nelle grandi città a scapito del consumatore; tale situazione, a parere dell'interrogante, determinerà una ricaduta negativa sull'occupazione nel settore del noleggio con conducente, un drastico crollo dell'offerta di servizi di trasporto a Roma, città che non emette titoli autorizzativi dal 1993, ma anche nelle maggiori città italiane, con finanche la messa a rischio dell'ordine pubblico; le citate modifiche alla legge n. 21 del 1992 comportano, a giudizio dell'interrogante, un danno irreparabile al settore del turismo, nonché ai consumatori dei servizi, creando enormi disagi ad eventi mondiali che si svolgeranno in Italia all'indomani della fine dell'emergenza sanitaria; alla luce dei suddetti interventi, sarebbe opportuno sospendere l'efficacia della nuova normativa, nonché dei suoi effetti giuridici, si chiede di sapere se e quali iniziative si intenda avviare per salvare decine di migliaia di lavoratori che operano nel settore del noleggio con conducente e che stanno subendo l'arrogante pressione di soggetti loro concorrenti nel mercato, senza essere stati chiamati a partecipare alla costituzionalmente prevista concertazione richiesta per una modifica sostanziale e radicale di una legge. Atto n. 4-05677 VONO CARBONE CUCCA GARAVINI MAGORNO SBROLLINI SUDANO Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: con l'art. 18 della legge n. 196 del 1997, sono stati istituiti i tirocini e gli stage destinati a soggetti che abbiano già assolto all'obbligo scolastico, al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e agevolare le scelte professionali, mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; il legislatore è successivamente intervenuto in materia, al fine di fornire un quadro normativo comune di riferimento basato su standard minimi condivisi; tale strumento è stato largamente utilizzato dagli enti ospitanti e ha assunto, talora, i caratteri di una prestazione lavorativa con qualità proprie della subordinazione; in particolare, nella regione Calabria, la questione attiene ad un bacino di circa 6.520 unità, disoccupati di lunga durata o beneficiari di ammortizzatori sociali in deroga, destinatari nel tempo di misure di politica attiva del lavoro; i tirocinanti sono suddivisi in quattro percorsi: Ministero della giustizia, Ministero dell'istruzione, Ministero della cultura e 4.700 persone, ex beneficiari di mobilità in deroga, presso enti pubblici e privati; è, quindi, evidente l'allarme sociale che discende dalla situazione di precarietà prospettata, anche in ragione della prossima conclusione del periodo di tirocinio;