[ddlpres]

c) garantire ai consumatori e alle imprese di accrescere l'innovazione, la partecipazione e l'accesso ai servizi digitali essenziali o comunque rilevanti per i cittadini; d) garantire uno sviluppo equo e sostenibile nell'adozione di tecnologie e servizi digitali e nell'applicazione di strumenti basati sull'intelligenza artificiale; e) mantenere dinamiche concorrenziali sui mercati digitali; f) promuovere un commercio elettronico equo, tutelare pluralismo, garanzie e diritti fondamentali dei cittadini nel web , nonché la sovranità dei dati personali e i diritti dei lavoratori in transazioni mediate da piattaforme digitali. 3. Il disegno di legge annuale per il digitale reca, in distinte sezioni: a) norme di immediata applicazione finalizzate a rimuovere gli ostacoli all'innovazione digitale e a promuovere lo sviluppo delle reti e dei servizi digitali, anche in relazione ai pareri e alle segnalazioni delle diverse autorità indipendenti e agenzie governative, nonché alle indicazioni contenute nelle rispettive Relazioni annuali; b) una o più deleghe al Governo per l'emanazione di decreti legislativi, ai medesimi fini di cui alla lettera a), da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della medesima legge annuale; c) l'autorizzazione ad adottare atti di rango secondario; d) disposizioni recanti i principi fondamentali, inerenti le materie di cui al comma 2, che le regioni e le province autonome sono tenute a rispettare nell'esercizio delle proprie competenze normative; e) norme integrative o correttive di disposizioni contenute in leggi vigenti inerenti ai temi di cui al comma 2, con esplicita indicazione delle norme da modificare o abrogare. 4. Il Governo allega al disegno di legge di cui al comma 3 una relazione di accompagnamento intesa a evidenziare: a) lo stato di conformità dell'ordinamento interno ai principi comunitari in materia di politiche digitali, nonché alle politiche europee in materia di concorrenza e di regolazione settoriale delle industrie a rete; b) lo stato di attuazione degli interventi previsti da leggi nazionali e da direttive e regolamenti europei, indicando gli effetti che ne sono derivati per i cittadini, i lavoratori, le imprese e la pubblica amministrazione; c) l'elenco delle segnalazioni e dei pareri delle autorità amministrative indipendenti presentati nel corso dell'anno, ai quali, in tutto o in parte, il Governo non intenda dare attuazione, indicando gli ambiti in cui non si è ritenuto opportuno darvi seguito. Capo II DISPOSIZIONI PER FAVORIRE LA TRASPARENZA E LA PROTEZIONE DI CITTADINI E IMPRESE RELATIVAMENTE AI CONTENUTI GENERATI DALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE Art. 11. (Trasparenza dei contenuti generati da intelligenza artificiale) 1. Si intendono per « contenuti generati da intelligenza artificiale (IA) » tutti i contenuti editoriali, compresi testi, video, immagini e voci, che sono creati, generati o sintetizzati, in tutto o in parte, da sistemi basati su intelligenza artificiale (IA), ivi compresi algoritmi di apprendimento automatizzato, cosiddetto machine learning , e reti neurali artificiali. 2. Tutti i contenuti editoriali generati dall'IA devono essere chiaramente identificati come tali e resi riconoscibili agli utenti attraverso sistemi di etichettatura, cosiddetta label , e filigrana, cosiddetta watermark . I soggetti responsabili della pubblicazione e della diffusione dei contenuti generati dall'IA, in ogni mezzo trasmissivo, devono fornire un'etichettatura e un avviso visibile, all'inizio e alla fine del contenuto, facilmente comprensibili agli utenti, che indichino che il contenuto è stato creato, in tutto o in parte, da un sistema di IA. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con proprio regolamento, definisce, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma. 3. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni monitora l'applicazione delle disposizioni del presente articolo e individua, con il medesimo regolamento di cui al comma 2, gli strumenti di segnalazione e il regime sanzionatorio da comminare, nei casi di mancata o incompleta adozione di sistemi di etichettatura di cui al comma 2, ai soggetti responsabili della pubblicazione e della diffusione dei contenuti generati dall'IA che violano le disposizioni del presente articolo. Le sanzioni devono essere proporzionate alla gravità della violazione. Art. 12. (Spazi di sperimentazione normativa relativi all'impiego di intelligenza artificiale) 1. Al fine di promuovere, sostenere e facilitare le sperimentazioni di tecnologie di IA destinate ai consumatori e al mercato, stimolare la competitività del settore, nonché fornire una adeguata ed efficace protezione dei diritti dei cittadini e delle imprese, il Ministro dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico, sentiti l'Agenzia per l'intelligenza artificiale di cui all'articolo 7, il Garante per la protezione dei dati personali, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, adotta uno o più regolamenti volti a definire le condizioni e le modalità di svolgimento di una sperimentazione relativa all'impiego di sistemi di IA finalizzati al perseguimento dell'innovazione di servizi e di prodotti nei settori: a) industriale e manifatturiero; b) educativo; c) agroalimentare; d) culturale e turistico; e) sanitario; f) ambientale, infrastrutturale e delle reti; g) bancario, finanziario e assicurativo; h) amministrativo ; i) urbanistico; l) della sicurezza nazionale; m) informatico. 2. La sperimentazione di cui al comma 1, in deroga all'articolo 36 del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, avente una durata massima di diciotto mesi, prorogabili per un massimo di ulteriori dodici mesi, si conforma al principio di proporzionalità previsto dalla normativa dell'Unione europea e prevede, per i soggetti che intendono svolgere attività comprese nella sperimentazione stessa: a) requisiti patrimoniali ridotti; b) adempimenti semplificati e proporzionati alle attività che si intende svolgere; c) tempi ridotti delle procedure autorizzative; d) definizione di perimetri e limiti di operatività. 3. Nel rispetto della normativa inderogabile dell'Unione europea, i regolamenti di cui al comma 1 individuano i criteri per determinare: a) i requisiti di ammissione alla sperimentazione, i casi in cui un'attività può essere ammessa a sperimentazione e i casi in cui è ammessa la proroga della sperimentazione stessa; b) i requisiti patrimoniali; c) gli adempimenti semplificati e proporzionati alle attività che si intende svolgere; d) i perimetri di operatività; e) gli obblighi informativi; f) i tempi per il rilascio delle autorizzazioni; g) i requisiti di professionalità degli esponenti aziendali; h) i profili di governo societario e di gestione del rischio;