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quali siano le previsioni per i tempi di sgombero e le eventuali nuove destinazioni di uso delle strutture dei tribunali che non saranno più riaperti o finalizzati al loro precedente utilizzo. Atto n. 3-00396 DURNWALDER UNTERBERGER LANIECE STEGER Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: diverse associazioni del settore delle energie rinnovabili hanno espresso forte contrarietà sul contenuto dello schema di decreto ministeriale di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili trasmesso, l'8 novembre 2018, alla Conferenza unificata ai fini dell'acquisizione del prescritto parere, in quanto ridurrebbe sensibilmente gli incentivi per gli impianti con una potenza nominale inferiore a un Megawatt; in particolare, per le associazioni in questione, il decreto determinerebbe: "l'esclusione quasi totale degli impianti idroelettrici e una forte penalizzazione del miniidro (art. 3 comma 5 lettera c); la drastica riduzione dei contingenti di potenza messi a disposizione per i registri e per le aste; la drastica riduzione degli incentivi da 150 € a MWH a 120 € MWH da scontare in sede di offerta fino a 86 € MWH (- 42%) per gli impianti fino a 1000 KW con il sistema delle aste si passa da un valore base di 125 € MWH a 80 € MWH (- 36%); e che ciò significherebbe: l'esclusione della più affidabile e consolidata tecnologia energetica interamente dipendente da filiera industriale italiana, con ciclo di vita superiore ai 100 anni e senza necessità di processi di smaltimento; venire meno di un fondamentale strumento di sostegno all'economia montana e all'occupazione ; abbassamento delle difese idrogeologiche legate alla regolazione dei flussi e alle opere di compensazione ambientale; diminuzione del presidio territoriale della montagna"; considerato che la strategia energetica nazionale (SEN) non può fare a meno del contributo che il settore idroelettrico, da oltre 100 anni, garantisce all'economia nazionale in termini energetici, ambientali, economici e sociali e che, per questo, debba essere riconosciuto al pari delle altre fonti energetiche rinnovabili; considerato altresì che la mancata possibilità e convenienza ad accedere ad una tariffa incentivante adeguata potrebbe comportare una drastica riduzione di entrate autonome per le comunità locali, con evidenti implicazioni sullo sviluppo socioeconomico del territorio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, in generale, riconsiderare i criteri e i contingenti di potenza messi a disposizione per gli impianti idroelettrici per l'iscrizione a registro e per le procedure d'asta e, più in particolare, se non ritenga necessario favorire, innanzitutto, l'accesso agli incentivi degli impianti idroelettrici già esistenti e validamente iscritti in posizione non utile nel "Registro 2016", eventualmente prevedendo l'accesso diretto alla tariffa incentivante o ad eventuali premi; se non ritenga di garantire, a favore delle piccole e medie centrali idroelettriche, l'accesso diretto agli incentivi per nuove costruzioni, ampliamenti e interventi di ristrutturazione con procedure semplificate, valutando anche la possibilità di prevedere incentivi più elevati per un periodo più breve anziché per la vita utile dell'impianto, per favorire la finanziabilità dei nuovi impianti che sono costretti a ricorrere a finanziamenti bancari; se non ritenga, infine, di incentivare anche i nuovi impianti su corsi d'acqua a tratti liberi, considerando che nel procedimento di rilascio della concessione idroelettrica viene valutato e garantito che l'impianto idroelettrico progettato non abbia effetti negativi sulla buona qualità del corso d'acqua. Atto n. 3-00397 BERNINI MALAN DAMIANI SCIASCIA CONZATTI PEROSINO ROSSI PICHETTO FRATIN SACCONE FERRO FANTETTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il decreto-legge n. 119 del 2018, i cui saldi incidono sulla legge di bilancio per il 2019, reca misure sia nell'ambito della cosiddetta pace fiscale, sia nell'ambito della disciplina IVA, a seguito della imminente entrata in vigore della fatturazione elettronica; a giudizio degli interroganti non è sufficiente limitare alla sola fase di avvio dell'obbligo, vale a dire fino al 30 giugno 2019, la scelta di non sanzionare o di applicare sanzioni ridotte in caso di lievi ritardi nella trasmissione delle fatture elettroniche al sistema di interscambio, che non invalidino la corretta liquidazione delle imposte, per tutelare i contribuenti che si apprestano, tra poco meno di 40 giorni, a cimentarsi con un nuovo pesante obbligo, non preceduto da un'adeguata fase di sperimentazione; va tenuto nel debito conto che questo nuovo obbligo incide in maniera differente sui soggetti imprenditori a seconda delle dimensioni, per cui sugli artigiani, sui commercianti, sui piccoli imprenditori ha un'incidenza enorme in termini di costi, per le attrezzature materiali e immateriali necessarie, e per il tempo da dedicare alla nuova incombenza; in tal modo a parere degli interroganti ci si trova di fronte ad uno Stato inquisitore, che considera un potenziale evasore chiunque lavori in proprio, chi produce, con grande sacrificio quotidiano, quella ricchezza necessaria a fare crescere il Paese, spesso con margini di guadagno veramente esigui, per sé e per la propria famiglia; sarebbe necessario consentire ai contribuenti di avere a disposizione più tempo per adeguarsi al nuovo obbligo normativo e prevedere una maggiore gradualità nell'irrogazione delle sanzioni; sarebbe, inoltre, una scelta saggia l'avvio del nuovo sistema, solo dopo averlo fatto precedere da un periodo adeguato di sperimentazione e di test rigorosi e controllati, concordati e condivisi con le grandi associazioni di rappresentanza delle imprese e delle associazioni dei professionisti che si occupano di contabilità, si chiede di sapere: se non si ritenga più opportuno prevedere un congruo differimento dell'entrata in vigore delle disposizioni o comunque una maggiore gradualità nell'introduzione dell'obbligo di fatturazione elettronica, distinguendo tra le imprese in relazione alla loro dimensione e al numero di occupati e prevedendo un adeguato periodo di sperimentazione; se non sia utile procedere ad una ulteriore semplificazione e riduzione della tipologia e del numero di informazioni necessarie alla compilazione corretta e completa della fattura elettronica, anche alla luce dei rilievi avanzati dal Garante per la protezione dei dati personali; se non sia opportuno riconoscere una volta a regime l'applicazione di sanzioni ridotte, qualora l'emissione della fattura, seppur tardiva rispetto ai termini previsti, consenta di far concorrere l'imposta alla liquidazione del periodo successivo. Atto n. 3-00398 MARCUCCI MISIANI VALENTE MANCA MARINO STEFANO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la manovra di bilancio per il 2019 si inserisce in un contesto macroeconomico che desta forti preoccupazioni: nel trimestre luglio-settembre 2018 il prodotto interno lordo italiano ha ristagnato, per la prima volta dopo ben 14 trimestri consecutivi di crescita. L'Istat prefigura una minore crescita sia nel 2018 sia nel 2019 rispetto al quadro programmatico del Governo.