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A partire dalla conoscenza critica dell'evoluzione storica della musica elettroacustica, elettronica e informatico-digitale, delle sue poetiche e della sua estetica, lo studente padroneggia appropriate categorie analitiche relative all'impiego della musica in vari contesti espressivi musicali e multimediali e utilizza consapevolmente i principali strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie digitali e dalla rete in ambito musicale per giungere alla realizzazione di progetti compositivi e performativi che coinvolgano le specifiche tecniche acquisite. OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO PRIMO BIENNIO Lo studente acquisisce le conoscenze di base dell'acustica e psicoacustica musicale, delle apparecchiature per la ripresa, la registrazione e l'elaborazione audio e dell'utilizzo dei principali software per l'editing musicale (notazione, hard disk recording, sequencing, ecc.), le loro funzioni e campi d'impiego/interfacciamento (protocollo MIDI); gli elementi costitutivi della rappresentazione multimediale di contenuti appartenenti ai diversi linguaggi e codici espressivi. SECONDO BIENNIO Lo studente apprende i fondamenti dei sistemi di sintesi sonora e delle tecniche di campionamento, estendendo la conoscenza dei software a quelli funzionali alla multimedialità, allo studio e alla sperimentazione performativa del rapporto tra suono, gesto, testo e immagine, e pone altresì le basi progettuali anche per quanto attiene alla produzione, diffusione e condivisione della musica in rete. Lo studente acquisisce i principali strumenti critici (analitici, storico-sociali ed estetici) della musica elettroacustica, elettronica e informatico-digitale. QUINTO ANNO Lo studente sperimenta e acquisisce le tecniche di produzione audio e video e quelle compositive nell'ambito della musica elettroacustica, elettronica e informatico-digitale unitamente alla programmazione informatica. Tali aspetti saranno essere affiancati da un costante aggiornamento nell'uso di nuove tecnologie per l'audio e la musica, nei media, nella comunicazione e nella rete e da un approfondimento delle tecniche di programmazione. Lo studente analizza tali aspetti nell'ambito dell'evoluzione storico-estetica della musica concreta, elettronica e informatico-digitale. SEZIONE COREUTICA STORIA DELLA DANZA LINEE GENERALI E COMPETENZE Con l'introduzione della Storia della danza nel curricolo degli studi a partire dal secondo biennio e fino al termine del percorso liceale, lo studente si avvale di un insegnamento che, per la sua stessa natura di materia culturale di indirizzo, costituisce il necessario complemento per strutturare sul piano teorico quanto appreso nelle materie artistiche nelle classi di tecnica, nei laboratori e con la pratica scenica. Al contempo lo studente, chiamato ad adottare una visione interdisciplinare e organica, ha modo di mettere a frutto le conoscenze acquisite nel corso degli studi. Al termine del percorso lo studente adopera in modo pertinente le categorie concettuali e lessicali inerenti gli ambiti storici e teorici della danza, individua le relative fonti documentarie e si avvale di strumenti idonei per esaminare i differenti codici espressivi e i linguaggi comunicativi in campo coreutico. Attraverso la visione guidata di significativi esempi della danza in quanto espressione delle varie culture diviene consapevole delle molteplici occasioni della danza e delle funzioni da essa ricoperte in relazione all'appartenenza di genere, all'interazione con il potere politico e il contesto sociale e alla ritualità e alla sacralità. Seguendo un percorso cronologico e grazie a mirate scelte tipologiche che accompagneranno la visione guidata di importanti opere del repertorio coreografico, lo studente padroneggia il profilo storico della danza d'arte mostrando di conoscere le periodizzazioni del teatro di danza occidentale e sa individuare le tappe fondamentali, le personalità preminenti e i rapporti con il sistema produttivo. Sa correlare i fenomeni coreutici e le differenti poetiche in ambito spettacolare e teatrale con i movimenti artistici e culturali e con i principali avvenimenti storico-politico coevi. Parallelamente, sul piano più squisitamente teorico, a coronamento del lavoro svolto congiuntamente dai docenti delle classi di Tecnica, dei Laboratori coreografici e di Storia della danza, lo studente è in grado di attuare un'analisi strutturale coreografica focalizzando gli elementi costitutivi di linguaggi e stili differenti e di riconoscere i caratteri distintivi delle varie scuole. Giunto al termine del suo percorso di studi ed esercitatosi nel tempo a verbalizzare oralmente e per scritto il suo pensiero, lo studente è in grado di realizzare ricerche ed elaborati anche multimediali, fondati su analisi critiche e corredati da adeguati apparati bibliografici e videografici. OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO SECONDO BIENNIO All'inizio del secondo biennio per introdurre lo studente ai rudimenti metodologici e storiografici inerenti la disciplina è importante privilegiare un taglio per temi e problematiche svincolato da un rigido impianto cronologico. L'attenzione è posta prevalentemente sui fenomeni coreici in quanto espressione delle varie culture e sul corretto uso da parte degli studenti della terminologia specifica, avviando contestualmente alla conoscenza degli strumenti primari della ricerca bibliografica e videografica in campo coreutico. Fra i temi affrontati hanno risalto le problematiche relative alla conservazione e alla trasmissione del patrimonio coreutico, con particolare riferimento alle forme della danza tradizionale in Italia e alle occasioni e funzioni della danza nelle varie culture, offrendo al contempo nozioni basilari di Etnocoreologia. Il profilo storico si estende dal Medioevo al XIX secolo ripercorrendo le origini e i successivi sviluppi del teatro di danza occidentale nei differenti contesti storico-culturali, sociali e produttivi, esaminando le principali tappe e le personalità che segnarono lo sviluppo di un linguaggio a vocazione internazionale ma senza perdere di vista la linea italiana e la sua scuola (dai trattatisti del periodo umanistico e rinascimentale ai grandi maestri dell'Ottocento quali Carlo Blasis). È cura del docente valutare, in base all'indirizzo della sezione liceale e al gruppo classe, come organizzare il programma del biennio, fatta salva l'esigenza di avvicinare lo studente ai "classici" del repertorio del teatro di danza dai più antichi quali I Capricci di Cupido di Vincenzo Galeotti ai capolavori del Romanticismo francese, danese e del ballo grande in Russia e in Italia (v. ad es. la trilogia di Marius Petipa e l'Excelsior di Luigi Manzotti) sempre più spesso oggetto di rivisitazione anche da parte dei coreografi contemporanei. Parallelamente in ambito teorico ed estetico sono potenziate la sensibilità e le capacità percettive dello studente attraverso la lettura di testi metodologici e la decodificazione della partitura coreografica per giungere a realizzare un'analisi strutturale che evidenzi gli aspetti ritmici, dinamici, spaziali e formali delle opere esaminate. Verifiche periodiche orali e scritte daranno modo al docente di saggiare l'effettiva comprensione degli argomenti trattati. QUINTO ANNO Nell'anno conclusivo è delineato il profilo storico delle principali correnti, scuole, codificazioni e sperimentazioni dal XX secolo a oggi.