[normattiva_dump]

Art. 2 Bando, domande di ammissione agli esami, commissioni 1. Gli esami sono indetti dal Ministero della sanità nel mese di settembre degli anni dispari per le singole categorie professionali e per le diverse discipline. Il bando è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. 2. Il bando indica la forma, il contenuto e il termine di presentazione della domanda di ammissione. 3. La domanda deve essere inoltrata esclusivamente a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento. 4. Il candidato deve autocertificare, ai sensi dell'art. 20 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e successive modificazioni ed integrazioni, il possesso dei requisiti di ammissione; deve inoltre allegare alla domanda stessa la documentazione concernente il curric- ulum professionale. 5. Le commissioni di esame sono nominate con decreto ministeriale. Ad ogni commissione sono attribuiti di norma non più di 250 candidati. Gli esami per la stessa disciplina si svolgono di norma contemporaneamente. 6. Le domande di ammissione agli esami, i documenti esibiti, ad esclusione delle pubblicazioni, e gli elaborati relativi alle prove di esame sono di norma conservati su supporto ottico ai sensi dell'art. 2, comma 15, della legge 24 dicembre 1993, n. 537. I moduli di risposta ai test di ciascun candidato sono conservati in originale. 7. Trascorsi dieci anni dalla data di approvazione della graduatoria, la documentazione di cui al comma precedente è inviata al macero ad eccezione degli atti oggetto di contenzioso. 8. Prima della scadenza del termine di cui al comma 7 i candidati che non hanno partecipato agli esami o che non hanno superato gli stessi, possono chiedere, con apposita domanda, la restituzione delle pubblicazioni prodotte. La restituzione è effettuata con spese postali a carico degli interessati. Note all'art. 2: - La legge 4 gennaio 1968, n. 15 (Norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e autenticazione di firma) all'art. 20 così dispone: "Art. 20 (Autenticazione delle sottoscrizioni). - La sottoscrizione di istanze da produrre agli organi della pubblica amministrazione può essere autenticata, ove l'autenticazione sia prescritta, dal funzionario competente a ricevere la documentazione, o da un notaio, cancelliere, segretario comunale, o altro funzionario incaricato dal sindaco. L'autenticazione deve essere redatta di seguito alla sottoscrizione e consiste nell'attestazione, da parte del pubblico ufficiale, che la sottoscrizione stessa è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell'identità della persona che sottoscrive. Il pubblico ufficiale che autentica deve indicare le modalità di identificazione, la data e il luogo della autenticazione, il proprio nome e cognome, la qualifica rivestita, nonché apporre la propria firma per esteso ed il timbro dell'ufficio. Per l'autenticazione delle firme apposte sui margini dei fogli intermedi è sufficiente che il pubblico ufficiale aggiunga la propria firma". - La legge 24 dicembre 1993, n. 537 (Interventi correttivi di finanza pubblica), all'art. 2, comma 15, così dispone: "Gli obblighi di conversazione e di esibizione di documenti, per finalità amministrative e probatorie, previsti dalla legislazione vigente, si intendono soddisfatti anche se realizzati mediante supporto ottico purché le procedure utilizzate siano conformi a regole tecniche dettate, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dell'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione di cui al decreto legislativo 12 febbraio 1993, n 39. Restano in ogni caso in vigore le norme di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, relative all'ordinamento e al personale degli Archivi di Stato, nonché le norme che regolano la conservazione dei documenti originali di interesse storico, artistico e culturale".