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d) l'attività di prevenzione e promozione della salute, compresa la profilassi vaccinale in prevenzione e risposta a virus, influenzali e non, endemici e pandemici, secondo i programmi vaccinali nazionali e regionali, nonché la gestione dell'isolamento nella presa in carico delle patologie infettive degli assistiti; e) l'erogazione delle attività correlate al modello delle Case della comunità di cui alla missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). 5. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito della programmazione regionale di un sistema strutturalmente integrato di emergenza urgenza, continuità assistenziale e medicina territoriale, assicurano nelle Case della comunità la continuità dell'assistenza dalle ore 24 alle ore 8, nel fine settimana e nei giorni festivi, anche in ulteriori sedi appositamente individuate. 6. La Rete si integra con il sistema di continuità assistenziale connesso al numero europeo armonizzato (NEA) 116117. Le centrali NEA 116117 operano in integrazione con i servizi territoriali di cure primarie secondo princìpi di appropriatezza, e forniscono al medesimo sistema le informazioni necessarie sull'accesso ai servizi territoriali o alla centrale di telemedicina. La centrale di telemedicina, attraverso la rete delle strutture erogatrici, si propone di migliorare l'efficacia e l'efficienza dell'attività di continuità dell'assistenza, in particolare nelle aree remote e in relazione ai soggetti fragili, riducendo gli accessi ai pronto soccorso e potenziando la gestione domiciliare anche con l'utilizzo della diagnostica decentrata. 7. I medici del ruolo unico di assistenza primaria, i pediatri di libera scelta e gli specialisti ambulatoriali interni operano nell'assetto organizzativo definito dalla regione e aderiscono all'Ecosistema dei dati sanitari (EDS) utilizzando il sistema di monitoraggio, di valutazione e di controllo di aderenza ai flussi informatici informativi e di alimentazione del FSE di cui all'articolo 12 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, secondo le modalità definite dal comma 7 del medesimo articolo 12, nonché delle procedure di trasmissione telematica delle ricette mediche, ai sensi del decreto del Ministro della salute e del Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale del 18 maggio 2022 e del decreto del Ministro della salute del 20 maggio 2022, entrambi pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 160 dell'11 luglio 2022. Art. 14. (Istituzione del profilo professionale di assistente infermiere quale operatore di interesse sanitario di cui alla legge 1° febbraio 2006, n. 43) 1. È istituito il profilo professionale sanitario dell'assistente infermiere. 2. Il profilo professionale dell'assistente infermiere si aggiunge alle professionalità presenti nell'area sanitaria già previste dalla legge e si pone come figura di livello intermedio tra quello dell'infermiere laureato e quello dell'operatore sociosanitario. 3. La formazione dell'assistente infermiere avviene nell'ambito delle Scuole professionali per assistente infermiere allo scopo istituite. 4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono istituire le Scuole professionali per assistente infermiere presso le aziende sanitarie locali e ospedaliere. 5. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'istruzione e del merito, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le modalità e le regole nazionali per la costituzione delle Scuole professionali per assistente infermiere, il percorso didattico, il piano di studi e di tirocinio formativo, della durata complessiva di 1.500 ore, per la formazione degli assistenti infermieri. 6. Può altresì accedere al triennio formativo finale chi sia in possesso dell'attestato di qualifica di operatore sociosanitario. 7. Il diploma di scuola secondaria di secondo grado rilasciato dalla Scuola professionale per assistente infermiere, dopo i cinque anni di studi secondari superiori ovvero dopo il triennio formativo finale, consente l'accesso a qualsiasi corso di laurea universitario. 8. L'assistente infermiere svolge tutte le funzioni infermieristiche di primo livello, è impiegato nell'assistenza ospedaliera, domiciliare e territoriale e nelle strutture previste dal regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 23 maggio 2022, n. 77, e collabora con le altre figure professionali, ferme restando le specifiche competenze. L'assistente infermiere: a) opera nel contesto di tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie in ambito ospedaliero, domiciliare, residenziale e semiresidenziale, negli istituti pubblici e privati, profit e non profit ; b) collabora con le altre figure professionali nel campo dell'educazione alla salute, dell'epidemiologia e della prevenzione primaria; c) acquisisce il diritto a ricevere un aggiornamento professionale continuo con i relativi crediti formativi di educazione continua in medicina (ECM); d) ha compiti di tutorato con riconoscimento di crediti ECM. 9. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della salute adotta con proprio decreto, previa intesa in sede di Conferenza permanente tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, un elenco che individui in maniera puntuale gli ambiti professionali, le funzioni e le mansioni di tutte le professioni sanitarie non mediche. 10. All'attuazione delle disposizioni del presente articolo si provvede con le risorse disponibili a legislazione vigente. Art. 15. (Misure straordinarie per sopperire alla carenza congiunturale di medici di medicina territoriale) 1. Al fine di sopperire alla carenza di medici di medicina del ruolo unico di assistenza primaria, le regioni nell'esercizio dell'autonomia differenziata e nel limite delle risorse disponibili possono reclutare in regime di rapporto di lavoro dipendente medici di medicina territoriale a cui è applicato il vigente contratto collettivo della dirigenza medica, ai quali assegnare utenza e funzioni anche nelle Case della comunità secondo il modello evoluto e integrato ai sensi delle disposizioni della presente legge e del regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 23 maggio 2022, n. 77. 2. Al fine di sopperire alle esigenze straordinarie derivanti dalla carenza di medici formati in medicina generale, nelle more di una revisione complessiva del sistema di formazione specifica e di programmazione della distribuzione delle borse di studio, fermo restando quanto previsto dall'articolo 9 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, possono partecipare all'assegnazione degli incarichi convenzionali per il ruolo unico del medico dell'assistenza primaria i laureati in medicina e chirurgia abilitati all'esercizio della professione, che abbiano svolto una o più delle seguenti attività nel periodo dal 1° marzo 2020 al 1° marzo 2022, per un totale complessivo di almeno 3.200 ore: a) servizio presso le unità di continuità assistenziale (UCA), ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 23 maggio 2022, n. 77;