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Lo scambio osmotico tra università, mondo della ricerca, impresa e sistema finanziario dovrà essere alla base del processo di innovazione scientifico-tecnologico, che può fare recuperare competitività a un'area depressa come è oggi il Mezzogiorno. Questo processo, però, ha necessità di essere alimentato e coordinato da una maggiore presenza e da un maggiore sostegno statale, soprattutto in ambito culturale, oltre che infrastrutturale. In conclusione, autorevole Presidente, distinti governanti e illustrissimi colleghi, tengo a ricordare che il nostro primario compito istituzionale consiste nel dare piena attuazione al dettato costituzionale di cui all'articolo 3, che al secondo comma recita testualmente: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Concludo con il noto proverbio «gli ultimi saranno i primi» ma, nella fattispecie del fenomeno meridionale, ancora oggi, dopo decenni, si constata che gli ultimi sono rimasti sempre più ultimi. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferrazzi. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, colleghi senatori, non c'è dubbio alcuno che il tema dell'economia circolare al livello internazionale sta finalmente assumendo centralità e uscendo dai luoghi della ricerca scientifica per diventare una consapevolezza comune e soprattutto un'attività reale dei Governi. Da questo punto di vista, certamente i Governi degli ultimi cinque anni hanno fatto importantissimi passi in avanti e di questo credo che, al di là dell'appartenenza di ognuno di noi, dobbiamo tutti essere orgogliosi. È del tutto evidente, infatti, che lo sviluppo del Paese passa attraverso l'economia circolare; ne va della qualità della vita come della sostenibilità dell'ecosistema in generale. È un concetto non certo nuovo, ma innovativo relativamente ai normali e attuali processi di produzione. È un concetto che trasforma la produzione e anche il consumo da semplicemente lineare a ciclo rigenerativo; lavora nella logica dei sistemi resilienti, e dunque della diversità come punto di forza; lavora nella logica del risparmio delle risorse, e capiamo tutti la strategicità di questa questione. Lavora nella logica della riduzione dei rifiuti così come nella logica di generare nuovi e innovativi posti di lavoro. Lavora, ovviamente, nella logica anche della sharing economy , perché si tratta di passare dalla singola proprietà dei prodotti al reale utilizzo. Dunque, si entra direttamente nell'unico sviluppo possibile, e cioè nel concetto di sviluppo sostenibile. Per raggiungere questo mutamento culturale c'è bisogno di passare - e i Governi precedenti hanno fatto grandi passi avanti in questa direzione - per esempio, a innovazione di prodotto ma anche di processo all'interno di tutta la filiera industriale al fine di valorizzare l'estensione della vita dei prodotti. Bisogna lavorare su prodotti a lunga durata, per la diminuzione dei rifiuti. Analogicamente bisogna lavorare, per esempio, su tutta la questione del consumo del suolo. Lo sprawl è ormai una caratteristica dei nostri territori, non solamente di alcune città del Nord America o del Nord d'Europa. Il consumo del suolo è sulla bocca di tutti, ma bisogna lavorare coerentemente a questi concetti; dunque, relativamente a questo, grandi passi in avanti i nostri Governo hanno fatto sul tema della rottamazione edilizia, del recupero, della rigenerazione urbanistica, del consumo di suolo zero, attraverso il lavoro sui brownfield e non sui greenfield . Ora, l'economia circolare è un'economia nella quale nulla si spreca, gli scarti di una produzione non vengono più visti come rifiuti ma come sottoprodotti in grado, attraverso l'innovazione, come dicevo prima, di processo ma anche di prodotto, di dar vita a nuove opportunità industriali. È chiaro che, qualora ciò avvenisse, noi avremmo dei rifiuti che non sono più scarti perché verrebbero rimessi in ciclo e dunque diventerebbero materie prime rinnovate e si passerebbe al concetto di riuso, riciclo e recupero, che diventerebbero le parole chiave intorno alle quali costruire un nuovo paradigma per favorire la sostenibilità, l'innovazione e anche la competitività del nostro sistema industriale. A fronte di queste iniziative di Governo messe finalmente in moto, oggi l'Italia produce ancora circa 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, di cui solo il 44 per cento viene sottoposto a riciclo e circa il 26 per cento, Presidente, va ancora conferito in discarica. Indichiamo pertanto a questo Governo di continuare nella direzione da noi intrapresa. In particolare, bisogna lavorare sulla logica della gestione dei rifiuti affinché sia accompagnata da misure di prevenzione della generazione dei rifiuti stessi. In particolare, come già avvenuto nel piano industria 4.0, si dovrà favorire la progettazione ecocompatibile e la ricerca per la realizzazione di prodotti maggiormente durevoli, riutilizzabili e riparabili. Bisogna lavorare nella logica degli appalti verdi delle pubbliche amministrazioni che vedono il nostro Paese in una posizione di avanguardia anche rispetto agli altri membri dell'Unione europea. Poi c'è il grande impegno di dimezzare il conferimento in discarica. Ora, è evidente, che a fronte di tutto questo, gli obiettivi da portare avanti sono quelli appena indicati ma una grande accelerazione va assolutamente data in questa direzione. Infine, per quanto riguarda il consumo del suolo, i Governi uscenti hanno operato una significativa trasformazione nella logica dei bandi. Ricordo il bando periferia, il più grande piano di trasformazione urbanistica nella storia della Repubblica, più di 2 miliardi di euro di investimenti messi a disposizione delle città. Ora, queste sono le linee da seguire e queste, sommariamente definite, sono le cose fatte. A voi, e soprattutto alla maggioranza, il compito di passare per il bene di tutta la collettività e di tutti i cittadini, al di là delle appartenenze, dalle parole - e spesso dalle chiacchiere - ai fatti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Lonardo. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, la proposta del DEF portata oggi dal Governo all'attenzione del Senato è la sintesi più efficace della fase politica che il Paese ha attraversato negli ultimi mesi. Una pagina dalle aspettative tutt'altro che rosee. Sono infatti tutte evidenziate, nel Documento come negli atti collegati nelle dichiarazioni a supporto, le contraddizioni e le storture del percorso politico nato dal connubio tra MoVimento 5 Stelle e Lega. Queste due forze politiche sono infatti riuscite a costruire, nonostante le alleanze elettorali sottoposte ai cittadini, una consistente maggioranza parlamentare, un presupposto indispensabile per costruire un Governo ma assolutamente poco sufficiente per governare davvero il Paese.