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Signor Presidente, intervengo solo per annunciare che Forza Italia ha depositato una proposta emendativa collegata all'articolo in esame del provvedimento di proroga termini, che riguarda ciò che ha appena detto il collega senatore D'Alfonso, in merito alla procedura di infrazione della Commissione europea su alcune contestazioni alle imprese aquilane, relative alle tasse non versate o sospese, a cui ci associamo totalmente, avendo anche noi sottoscritto emendamenti di tal fatta. Abbiamo presentato anche altri emendamenti, che comunque hanno a che fare con l'emergenza del terremoto del 2016-2017, che giustamente abbiamo collegato per competenza. Ci siamo infatti permessi, doverosamente, di sottolineare l'aspetto dell'emergenza dei terremotati del 2016-2017, perché è noto ormai a tutti che c'è stata una diversità di trattamento tra i terremotati dell'Aquila del 2009 e quelli successivi, del periodo 2016-2017. Già nel momento in cui abbiamo depositato emendamenti al cosiddetto decreto sisma, abbiamo colto, da parte del sottosegretario Castelli, qui presente in Aula, e poi, successivamente, anche del sottosegretario Guidesi, la volontà di venire incontro a questi emendamenti e ai temi in essi contenuti, sottolineando una condivisione nel merito, senza però avere la capacità e la forza di dare una risposta corretta a tali istanze. Ribadisco dunque che, in questa sede, avvertiamo il dovere di sottolineare e di insistere affinché questi emendamenti vengano approvati, non essendo pensabile che il tema dei terremotati, con riferimento non solo a quelli di cui all'articolo 9, ma anche a quelli del terremoto successivo, non sia considerato come una priorità nazionale. Voteremo quindi per gli emendamenti che abbiamo presentato, a prescindere dal parere contrario che su di loro è stato espresso. MARSILIO (FdI) . Signor Presidente, all'articolo 9 abbiamo presentato una serie di emendamenti, cercando di colmare i difetti e le mancanze che, in particolare sulla vicenda del terremoto, purtroppo a distanza di diversi anni ancora esistono; per quello aquilano in particolare sono quasi dieci anni che si attendono risposte definitive, ma gli anni passano anche per terremoti più recenti. Atteso che per chi ha vissuto e vive ancora senza casa e senza vedere l'inizio di uno straccio di ricostruzione un anno o due sono ere geologiche, dobbiamo renderci conto che il tempo che stiamo perdendo rischia di essere mortale per il futuro di queste zone. Non perdiamo dunque questa occasione, come invece abbiamo in larga parte fatto sul decreto-legge sul terremoto esaminato il mese scorso. All'interno del decreto milleproroghe abbiamo presentato delle richieste per prorogare alcuni interventi che rendano possibile la ricostruzione e il rilancio dell'economia dei territori. L'assunto principale è il seguente: i tempi dell'emergenza e della ricostruzione stanno slittando anche ope legis , nel senso che la legge ha riconosciuto la persistenza delle condizioni di criticità e di emergenza che giustificano questo stato dovuto alla ricostruzione; tuttavia non sono state prorogate le misure varate all'epoca in cui, magari con un po' di ottimismo, si pensava che oggi l'emergenza sarebbe stata superata per cui quelle azioni erano state pensate in costanza di tale situazione. È come se lo Stato dicesse qualcosa del tipo: riconosco che siamo in ritardo, quindi l'emergenza durerà un altro anno o due (in alcuni casi la durata è prevista fino al 2020). Vi sono tuttavia questioni inerenti alle provvidenze per fare le assunzioni nei Comuni con i contratti di collaborazione, per assumere e mantenere sul posto personale ormai qualificato che nelle graduatorie normali non si troverebbe; sulla zona franca urbana, per permettere alle imprese di andare su quei territori e ottenere agevolazioni fiscali economiche e sociali per potersi impiantare, nonché circa la copertura dei maggiori oneri dovuti ai Comuni. Faccio l'esempio solo dell'Aquila, ma varrebbe per ogni altro Comune. All'Aquila tale copertura è particolarmente onerosa perché parliamo di un Comune il cui intero centro storico è ancora spopolato e quindi deve organizzare i servizi (trasporti pubblici, raccolta dei rifiuti) su una estensione territoriale molto più ampia; pertanto, mentre questo Comune ha un minor gettito perché le case, che non si abitano perché sono ancora pericolanti, non producono gettito IMU, né in compensazione né direttamente (se fossero seconde case), il Comune spende più soldi per portare l'autobus, la raccolta dei rifiuti, gli scuolabus per i bambini e ogni altro servizio nelle frazioni ormai sempre più distanti. Questo determina per quel Comune (ma penso che analoghi esempi si possano fare per diversi altri anche se più piccoli) l'impossibilità di chiudere il bilancio. Tutti gli anni passati il Comune dell'Aquila ha avuto delle interlocuzioni con il Governo in maniera univoca, ma oggi non si sa nemmeno chi risponde per i problemi del cratere sismico; il precedente Governo ha scelto il commissariamento e quindi c'era un commissario che se ne occupava. Se ne vuol nominare un altro o si pensa di confermare questo? Si vuol superare (come noi pensiamo sia meglio) il regime del commissariamento? Che ci si vengano indicati un Ministro, una struttura di missione, un Sottosegretario, un responsabile con il quale i sindaci del cratere possano parlare invece di parlare con dieci Ministri diversi per ognuna delle singole competenze. Noi chiediamo di approvare questi emendamenti. Per esigenza di tempo raccolgo l'invito del Presidente a concludere il mio intervento e pertanto non li indicherò uno per uno ma li conoscete, molti sono anche condivisi e sottoscritti da esponenti di altri Gruppi. Insisteremo per la votazione e ci appelliamo al vostro senso di responsabilità nel non perdere questa occasione. Molti di questi emendamenti non necessitano nemmeno di coperture, perché i pareri contrari talvolta pervenuti dalla Commissione bilancio derivavano solo dall'automatismo... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. Prego, termini. MARSILIO (FdI) . Dall'automatismo dovuto al fatto che non avendo noi potuto scrivere la relazione tecnica, si è espresso un parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, ma i fondi ci sono e sono già previsti dalle contabilità speciali già esistenti. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, io preannuncio il mio appoggio a tutti gli emendamenti presentati dal Gruppo Liberi e Uguali all'articolo 9, ma vorrei intervenire su un caso umano che ha fatto interessare tutto il Paese, cioè quello di nonna Peppina, la novantacinquenne Giuseppina Fattori, che ha visto sequestrata la sua casa in legno abusiva, dove vorrebbe abitare senza lasciare la sua terra, dopo che è stata sconvolta dal sisma. Il caso è relativo all'emendamento 9.0.100, proposto dal Governo e accolto dalla Commissione, con cui si apporta una serie di modifiche alla disciplina contenuta nell'articolo 8- bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, come recentemente riscritto dall'articolo 07 del decreto-legge n. 55 del 2018.