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per il territorio del Vallo di Diano, sempre nell'ambito del progetto MIAPI e sempre per quanto risulta all'interrogante, è stata generata una mappatura delle superfici sorvolate e telerilevate, dalla quale sono evincibili le risultanze dei sensori "magnetometro, termocamera a infrarosso e camera fotogrammetrica" con esclusione delle elaborazioni, e delle pertinenti schede, riferibili al sensore "spettrometro gamma", determinante per la misurazione della contaminazione radioattiva d'ambito; da più parti dell'area pedocollinare valdianese (San Rufo, Corleto Monforte, Pozzale di Teggiano, la cui foto interpretazione di tale indicata immagine satellitare di "Google" denota la presenza di un deposito intermedio di materiale di cava, ove le colorazioni azzurrognole, contigue all'asta torrentizia, testimoniano, probabilmente, la presenza di fanghi di ossidazione o, quantomeno, l'esistenza di ossidi di rame o ferrosi) giungono segnalazioni di nascite di animali deformi (bovini e soprattutto caprini) e decessi di pastori affetti da patologie oncologiche, determinate le une e le altre, probabilmente, dal contatto coi rifiuti tossici che contaminano irreversibilmente l'ambiente naturale del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Alburni durante il periodo della transumanza, allorquando migrano stagionalmente i greggi, le mandrie e i pastori dai pascoli situati in zone collinari o montane verso quelli di pianura, e viceversa; tenuto conto che, come già ragguagliato in un precedente atto di sindacato ispettivo (4-00284), risulta incontrovertibilmente provato, dalla disamina degli archivi dei medici di medicina generale operanti in 70 comuni a sud di Salerno, da Battipaglia a Sapri, che è stato rilevato su un campione significativo di assistiti (196.892 unità, corrispondenti a oltre il 50 per cento dell'intera popolazione residente) un totale di ammalati di cancro per una media del 4,83 per cento, con picchi nel distretto di Vallo della Lucania e di Sapri superiori alla media nazionale; tenuto conto che l'ordinamento tutela l'ambiente come elemento determinativo della vita e come "valore primario assoluto" (Corte costituzionale, sentenza n. 127 del 1990); considerato che non risulta svolta sul territorio un'incisiva azione di prevenzione e di repressione a salvaguardia dei valori ambientali e della salute; accertato che il PON «Sicurezza per lo sviluppo - Obiettivo convergenza» 2007-2013 aveva una dotazione finanziaria di 1.158 milioni di euro, di cui il 50 per cento cofinanziato dall'Unione europea, attraverso il fondo europeo di sviluppo regionale, e il restante 50 per cento dallo Stato italiano; accertato, altresì, che il progetto MIAPI si configura come uno strumento determinante nel contrasto ai fenomeni di illegalità ambientale e alle ecomafie e che merita, alternativamente, o nell'ambito della riprogrammazione del programma nazionale «legalità» 2014-2020 del fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) o attraverso altre forme di programmazione finanziaria, il rifinanziamento al fine di scansionare le parti inesplorate dei territori appartenenti alle aree potenzialmente inquinate nelle regioni obiettivo convergenza, nelle quali, come merita di essere ribadito, risulta rilevante e preoccupante la presenza di "illeciti ambientali", tanto da richiedere ulteriori, puntuali approfondimenti, si chiede di conoscere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di far luce, con tempestività ed efficacia, sulle sospette anomalie rilevate e approntare le più adeguate misure dirette a prevenire e a contenere l'ulteriore diffusione sul territorio delle malattie tumorali. Atto n. 4-00996 VALENTE Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: tramite comunicazione scritta loro indirizzata, nel settembre 2018 il presidente dell'associazione adozioni "Alfabeto" ha informato il Presidente del Consiglio dei ministri, in qualità di presidente della Commissione per le adozioni internazionali, e il vicepresidente della stessa CAI circa alcune serie criticità riscontrate durante le procedure di adozione internazionali tra l'Italia e la Bielorussia; in quell'occasione l'associazione adozioni "Alfabeto", in quanto ente autorizzato per l'adozione internazionale presso la Repubblica di Belarus dal protocollo di collaborazione, siglato in data 30 novembre 2017, tra la Commissione per l'adozione internazionale italiana e il Ministero dell'istruzione bielorusso, esprimeva preoccupazione a causa di un'applicazione distorsiva del protocollo medesimo da parte bielorussa, che causerebbe, in particolare, l'esclusione dai progetti adottivi di alcuni bambini orfani durante il periodo temporaneo di loro affidamento presso famiglie affidatarie nel loro Paese di origine; la dinamica illustrata dall'associazione operatrice rivelerebbe un profilo discriminatorio nei confronti di quei bambini bielorussi orfani sociali che, pur avendo instaurato un rapporto solido di affettività con famiglie italiane che li hanno accolti presso le loro case attraverso i progetti di risanamento climatico, non possono accedere, pur ricorrendone i presupposti, ai progetti di adozione internazionale essendo momentaneamente collocati presso famiglie bielorusse prive di finalità adottive; il regolamento in materia di adozioni internazionali n. 122 del 31 gennaio 2007, in vigore tra Italia e Bielorussia, al punto 10, prevede infatti che l'adozione internazionale del bambino da parte di cittadini stranieri sia consentita soltanto nei confronti di bambini inseriti in banca dati da non meno di un anno; i minori orfani sociali ospiti in case famiglia non risultano inseriti in questo elenco, figurando così impossibilitati ad accedere ai progetti di adozione internazionale; in Bielorussia i bambini collocati presso famiglie affidatarie, raggiunta l'età di 16 anni o al compimento della nona classe, corrispondente alla scuola dell'obbligo italiana, vengono inseriti presso scuole professionali con la conseguente perdita automatica dell'affidamento; considerato che l'adozione internazionale che fosse richiesta dalla famiglia italiana con cui il minore ha instaurato una certa continuità affettiva non potrebbe essere ostacolata dalla famiglia temporaneamente affidataria, anche in ossequio al protocollo del 30 novembre 2017, che ribadisce il prioritario interesse dei minori all'interno del progetto adottivo, si chiede di sapere: se e quali iniziative il Presidente del Consiglio dei ministri e il Governo intendano assumere per consentire alla Commissione per le adozioni internazionali di dotarsi di un'adeguata conoscenza sul reale stato delle dinamiche specifiche a cui si è fatto riferimento; se eventualmente rilevi in esse un profilo discriminatorio evidenziabile; se e quali iniziative intenda adottare per rivedere il protocollo siglato con il corrispettivo Governo bielorusso, al fine di inserire i bambini orfani sociali in temporaneo affidamento all'interno dell'elenco dei bambini che hanno accesso legittimo ai procedimenti per l'adozione internazionale. Atto n. 4-00997 IANNONE Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: