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al fine di assolvere ai compiti assegnati in quanto gestore della rete viaria pubblica del Paese, sul sito di ANAS è disponibile una sezione "lavora con noi" attraverso la quale è possibile inviare il proprio curriculum per partecipare alle selezioni di personale; per far fronte alle esigenze operative, ANAS si avvale sia di personale con contratto a tempo indeterminato, sia di figure con contratti a termine le quali, spesso, vengono adoperate anche lontano dal luogo di residenza; le assunzioni finanziate dal nuovo piano industriale 2022-2031 del gruppo FSI, che prevede investimenti da oltre 190 miliardi di euro nei prossimi 10 anni, ammonteranno a 40.000 all'interno del gruppo e, di conseguenza, interesseranno anche ANAS; le prossime assunzioni riguarderanno anche il territorio della Calabria, per il quale sono state finanziate, tramite il nuovo piano industriale 2022-2031 del gruppo, importanti opere di rilevante interesse strategico; da gennaio 2018 ANAS è entrata a far parte del gruppo Ferrovie dello Stato italiane ma, ciononostante, risulta vigente il regolamento del servizio di manutenzione delle strade ed autostrade statali approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 11 dicembre 1981, n. 1126, il quale disciplina in modo dettagliato ed esaustivo l'organizzazione del servizio di manutenzione, i compiti degli organi operativi e del servizio di manutenzione e del personale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga di quantificare le unità di personale di cui ANAS necessiterà per lo svolgimento dei lavori finanziati tramite il nuovo piano industriale 2022-2031 del gruppo FSI che interesseranno la Calabria; se ritenga di quantificare le unità di personale di cui ANAS necessita per far fronte alle attività manutentive ricorrenti e programmate compreso quelle stagionali ("esodo" estivo, piano invernale, piani di gestione delle emergenze nelle gallerie) che interesseranno la Calabria; se i piani di fabbisogno delle unità di personale per le attività di ANAS in Calabria siano rispettosi dei dettami del decreto del Presidente della Repubblica n. 1126 del 1981 oltre che delle altre norme di riferimento in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81), salvaguardia ambientale e gestione dei rifiuti (decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152), sicurezza delle gallerie (decreto legislativo 5 ottobre 2006 n. 264), sicurezza di ponti e viadotti (decreto ministeriale numero 493 del 03/12/2021); soprattutto per quanto attiene al fabbisogno della struttura territoriale ANAS Calabria, quale sia la consistenza numerica del personale residente nel territorio regionale adoperato con contratto a tempo determinato in diversi siti italiani a seguito di precedenti selezioni; se si intenda valutare, per le future assunzioni di personale e stabilizzazione, la possibilità di preferire, alle selezioni esterne, le selezioni interne di personale che ha già più volte svolto servizio per ANAS ed è, quindi, già risultato idoneo a svolgere le mansioni richieste, nonché se si intenda adottare, per l'assegnazione degli incarichi, il principio di prossimità territoriale rispetto al luogo di residenza. Atto n. 4-07229 GRANATO Bianca Laura ABATE Rosa Silvana ANGRISANI Luisa GIANNUZZI Silvana LANNUTTI SBRANA Rosellina Al Ministro della salute Premesso che: il dottor G. B. è medico cardiologo regolarmente iscritto all'OMCeO di Roma; con Proc. 414/21-10/M pos. n. 34127/M, l'Ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Roma, OMCeO, gli contestava degli addebiti disciplinari; esaurita l'audizione disciplinare svoltasi in data 9 giugno 2022, nella quale si depositava memoria difensiva, la commissione dell'Ordine decideva, con dispositivo, l'irrogazione della sanzione di mesi sei di sospensione; all'audizione assisteva, tra i vari componenti della Commissione, anche la dottoressa M. D. F. quale consigliera; esaurita la trattazione, in camera di consiglio la dottoressa D. F. dichiarava di accogliere le memorie difensive esposte dal dottor M. D. F. quale dirigente sindacale in rappresentanza e difesa del dottor B. allorché, il presidente della Commissione, le intimava di cambiare votazione e aderire a quella già preordinata e condivisa da tutta la Commissione, altrimenti sarebbe stata espulsa dall'aula; la dottoressa D. F., insistendo nelle sue determinazioni, veniva espulsa e, di fatto, le veniva impedito di votare cosicché la decisione di sanzionare il dottor B. risultasse unanime; a seguito dell'episodio descritto, la dottoressa D. F. presentava denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Roma contro tre membri della Commissione; il dottor B., parimenti, presentava denuncia-querela al Commissariato di Polizia contro quattro membri della Commissione, per l'ipotesi di reati di corruzione, ovvero concussione e abuso d'ufficio, con riserva di costituirsi parte civile per i danni subiti e subendi da diffamazione e ritorsione; il dottor M. D. F. notificava al Ministro della salute un'istanza ex art. 4 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, chiedendo lo scioglimento del Consiglio direttivo e della Commissione di albo e il conseguente commissariamento dell'Ordine, come stabilisce la ratio della norma citata per gravi violazioni della normativa vigente ; i fatti esposti sono idonei, a parere degli interroganti, a integrare le violazioni contestate e appaiono dimostrabili e incontestabili, anche perché sostenuti da chiara registrazione di quanto accaduto e diretti a punire a tutti i costi il dottor B., eludendo il giusto procedimento che garantisce la libertà di espressione e di voto di ogni componente della Commissione di disciplina; considerato che: l'art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1950 n. 221 stabilisce che la decisione "deve, a pena di nullità, contenere la indicazione della data in cui è stata adottata, dei fatti addebitati e delle prove assunte, l'esposizione dei motivi, il dispositivo. È sottoscritta da tutti i membri del Consiglio, che vi hanno preso parte"; l'OMCeO di Roma, invece, ha comunicato al dottor B. esclusivamente il dispositivo senza verbale e motivazioni oscurando, tra l'altro con la dicitura " OMISSIS" , parti fondamentali che il dottor B. avrebbe dovuto conoscere per poter poi esercitare pienamente il diritto di difesa, impedendo al dottor B., di fatto, sia di proporre ricorso alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (CEEPS), sia di conoscere i motivi e le prove sottese alla decisione deliberata, sia di conoscere i nominativi dei componenti del Consiglio, soprattutto per verificare che la dottoressa D. F. avesse o meno sottoscritto il verbale citato; la condotta perpetrata dalla OMCeO ai danni del dottor B. viola apertamente, ad avviso degli interroganti, i principi e le regole imposte dall'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013 n. 62 e, in particolare: