[pronunce]

Infatti l'art. 2 della legge n. 29 del 1979 prevede che “la gestione assicurativa presso la quale si effettua la ricongiunzione delle posizioni assicurative pone a carico del richiedente il cinquanta per cento della somma risultante dalla differenza tra la riserva matematica, determinata in base ai criteri e alle tabelle di cui all'articolo 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, necessaria per la copertura assicurativa relativa al periodo utile considerato, e le somme versate dalla gestione o dalle gestioni assicurative”. 5. - In tale ambito si inserisce l'impugnato art. 12 del d.P.R. n. 1092 del 1973, il quale regola il passaggio dalle gestioni previdenziali dei dipendenti delle assemblee legislative, degli enti locali territoriali e degli enti parastatali alla gestione speciale dello Stato, prevedendo, senza oneri per il dipendente, la computabilità a domanda dei servizi di ruolo e non di ruolo prestati presso i suddetti enti. Tale norma realizza il medesimo effetto giuridico della ricongiunzione dei periodi assicurativi, ma pone tutti gli oneri dell'operazione di accentramento a carico della gestione previdenziale statale, non essendo richiesto al dipendente di contribuire neppure in parte, ed in particolare non essendo questi tenuto a versare il contributo previsto dal richiamato art. 2 della legge n. 29 del 1979 nella misura della metà della differenza tra la riserva matematica (calcolata in riferimento alla nuova e più favorevole posizione previdenziale) e i contributi già versati, opportunamente rivalutati. Si tratta, evidentemente, di una norma di favore non suscettibile di una interpretazione analogica. E ciò esclude che i “servizi di ruolo e non di ruolo prestati” dal dipendente possano essere assimilati al periodo di studi universitari già riscattato presso altra gestione previdenziale, in quanto il corso di studi non costituisce, né è in alcun modo equiparabile ad un “servizio prestato”. 6. - Alla luce della natura speciale e di favore della disposizione impugnata, le argomentazioni sviluppate dal remittente appaiono prive di pregio. Invero, il diverso trattamento previsto dall'art. 12 del d.P.R. n. 1092 del 1973 in riferimento ai periodi di servizio prestati ed ai periodi di studi universitari riscattati non è affatto irragionevole. L'avere riconosciuto la riscattabilità del periodo di studi universitari, infatti, non significa che il legislatore sia tenuto ad attribuire a questi lo stesso valore del servizio effettivamente prestato e che non possa trattare diversamente le due ipotesi secondo le sue scelte discrezionali. In altri termini, non c'è nulla di irragionevole se il legislatore, con norma di favore, ha ritenuto di concedere, come nel caso dell'art. 12 del d.P.R. 1092 del 1973, la ricongiunzione gratuita del servizio prestato e non anche del periodo di studi già riscattato nella precedente gestione previdenziale. Né si può affermare che la disposizione in esame comporterebbe una irragionevole discriminazione tra chi riscatta per la prima volta nell'ordinamento pensionistico statale un determinato periodo di studi universitari e chi, avendo riscattato tale periodo nella gestione di provenienza, sia costretto ad un ulteriore esborso economico per effettuare la ricongiunzione. Infatti, colui che ha già riscattato nella gestione di provenienza potrà chiedere la ricongiunzione, venendo in tal caso a pagare, non l'intera contribuzione prevista dall'art. 13 del d.P.R. n. 1092 del 1973, come è tenuto a pagare chi riscatti per la prima volta nell'ambito della gestione statale, ma solo la metà della differenza tra tale importo e quanto versato nella precedente gestione previdenziale per il riscatto. Egli verrà pertanto a pagare una somma inferiore a chi riscatti per la prima volta, gravando sullo Stato la residua parte della contribuzione necessaria a coprire il periodo assicurativo riscattato. Infine, non può affermarsi che sia irrazionale consentire, ai sensi dell'art. 124 del d.P.R. n. 1092 del 1973, come risultante a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 113 del 2001, il trasferimento senza oneri a carico del dipendente del periodo di studi universitari, che sia stato oggetto di riscatto, ai sensi dell'art. 13 del medesimo decreto n. 1092 del 1973, dallo Stato all'assicurazione generale obbligatoria, e prevedere, per l'ipotesi opposta, un onere economico a carico dell'interessato. La ratio dei due trasferimenti è infatti diversa. Nel caso del trasferimento del periodo di studi presso l'assicurazione generale obbligatoria si mira a costituire, obbligatoriamente, ed a favore dei dipendenti cessati dal servizio senza avere maturato il diritto a pensione, una posizione assicurativa che consente loro di completare la fattispecie previdenziale, acquisendo presso la gestione INPS il diritto a pensione. Nel caso, invece, del trasferimento presso la gestione statale si concede al dipendente la facoltà di migliorare, mediante la ricongiunzione, la sua posizione assicurativa e di ottenere un trattamento pensionistico più favorevole, in termini giuridici ed economici. La diversità di finalità ed effetti delle due disposizioni in questione ben giustifica, nella seconda ipotesi, l'accollo, peraltro solo parziale, all'interessato degli oneri necessari al riconoscimento del beneficio previdenziale e certamente impedisce di considerare l'art. 124 del d.P.R. n. 1092 del 1973 quale tertium comparationis.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 12 del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dalla Corte dei conti - sezione giurisdizionale d'appello per la Regione Siciliana, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 luglio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 luglio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA