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Il comma 5 esclude l'ammissibilità delle attività di formazione ordinarie o periodiche organizzate dall'impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell'ambiente e a ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione. Il comma 6 stabilisce che il credito d'imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui sono state sostenute le spese ammissibili. Esso non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive e può essere utilizzato esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Il comma 7 assicura che l'incentivo sia conforme ai limiti e alle condizioni previsti dal regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione europea, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno, e nello specifico dall'articolo 31 del medesimo regolamento che disciplina gli aiuti alla formazione. Il comma 8 esclude l'applicazione del credito d'imposta alle imprese in difficoltà, come definite dal regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014. Inoltre, l'effettiva fruizione del credito d'imposta è subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori. Il comma 9 prevede che i costi siano certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali. Le imprese con bilancio revisionato sono esentate dagli obblighi previsti. Il comma 10 stabilisce che nel caso in cui il revisore legale dei conti o il professionista responsabile della revisione legale dei conti incorra in colpa grave nell'esecuzione degli atti richiesti per il rilascio della certificazione, si applicano le disposizioni dell'articolo 64 del codice di procedura civile. Nel caso in cui le attività di formazione siano erogate da soggetti esterni all'impresa, sono considerate ammissibili anche quelle commissionate agli ITS. Il comma 11 impone alle imprese che usufruiscono del credito d'imposta di effettuare una comunicazione al Ministero delle imprese e del made in Italy , al fine di consentire il monitoraggio dell'andamento e dell'efficacia della misura. Il comma 13 autorizza la spesa necessaria all'attuazione delle disposizioni previste al presente articolo per l'anno 2024. L'articolo 6 mira a promuovere lo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare la transizione digitale ed ecologica, al fine di migliorare la qualità e la competitività del lavoro in Italia. Con l'istituzione del « Fondo intelligenza naturale » nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si intende fornire un solido supporto finanziario per la formazione dei lavoratori. L'obiettivo primario del « Fondo intelligenza naturale » è di potenziare le competenze dei lavoratori, ridurre le disuguaglianze sociali e promuovere la competitività economica. Con un finanziamento di 250 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, il Fondo si prefigge di coprire i costi legati all'addestramento, inclusi i contributi previdenziali e assistenziali. Il comma 2 prevede che il Fondo finanzierà corsi di formazione che portano all'ottenimento di certificazioni direttamente connesse allo sviluppo di competenze necessarie per affrontare le sfide della transizione digitale ed ecologica. Per garantire l'efficacia dell'intervento, è prevista la partecipazione dei Programmi operativi nazionali e regionali di Fondo sociale europeo, dei Fondi paritetici interprofessionali e del Fondo per la formazione e l'integrazione del reddito dei lavoratori. Questi programmi possono destinare una quota delle proprie risorse all'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL). Secondo il comma 4, anche tutte le imprese, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico e dal regime contabile adottato, possono contribuire al « Fondo intelligenza naturale ». Il comma 5 prevede che i corsi di formazione che desiderano usufruire del « Fondo intelligenza naturale » devono presentare la loro offerta su una piattaforma nazionale pubblica, accessibile a tutti e integrata con l'applicazione dei servizi pubblici denominata « App IO ». Questa trasparenza assicura l'accessibilità e l'equità nell'offerta di formazione. L'elenco delle certificazioni idonee è determinato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sulla base di una valutazione accurata delle esigenze del mercato del lavoro. Questo elenco sarà aggiornato ogni sei mesi per garantire la sua attualità e rilevanza (comma 6). Infine, l'articolo 7 reca la copertura finanziaria del disegno di legge in esame.. Art. 1. (Credito destinazione futuro) 1. Alle imprese che, dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027, effettuano investimenti in beni e servizi tecnologicamente avanzati e green , è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del 50 per cento del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 30 per cento del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite dei costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro, del 10 per cento del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite dei costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro. 2. Il credito d'imposta di cui al comma 1 si applica a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime contabile di determinazione del reddito ai fini fiscali. 3. Le spese ammissibili sono individuate con apposito decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica e il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con priorità per quelle legate al raggiungimento di alcuni obiettivi di efficienza, risparmio energetico, minor impatto ambientale, utilizzo di tecnologie emergenti e processi di innovazione aperta, cosiddetti open innovation , in linea con gli obiettivi europei. 4. In relazione agli investimenti di cui al presente articolo, le imprese sono tenute a produrre una perizia asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che l'investimento effettuato abbia fatto raggiungere gli obiettivi di efficienza, risparmio energetico, minor impatto ambientale, utilizzo di tecnologie emergenti e processi di open innovation . 5. Il credito d'imposta di cui al comma 1 è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dall'anno di entrata in funzione dei beni. 6.