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Sì, la legge, dal mio punto di vista personale e di Forza Italia in generale, poteva essere aggiustata meglio, ma - oserei dire - sono dettagli, si dice che il meglio è nemico del bene. La cosa importante è che la legge veda la luce e che quei vigliacchi senza onore, che si macchiano di reati così odiosi, ora rischino effettivamente il carcere. È davvero una bella giornata per me e, credo, per tutti noi. Oggi il Senato non solo colma un vuoto in termini di norma penale, ma soprattutto afferma un principio quanto mai urgente per le ragioni che dicevo prima, perché abbiamo forse perso di vista alcuni valori, abbiamo forse reciso un po' troppo le nostre radici e, di conseguenza, fatto perdere di ruolo ai nostri anziani. Oggi l'Assemblea fissa un principio, a mio avviso, importante: la vecchiaia è sacra e chi lede la vita, l'interesse o anche solo l'equilibrio di un anziano, commette il più turpe dei reati e non merita di vivere libero accanto a noi. Forza Italia voterà naturalmente a favore di una norma che ha contribuito in maniera sostanziale a scrivere. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . EVANGELISTA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, colleghi senatori, il disegno di legge al nostro esame raccoglie un'istanza non scritta che proviene da una parte importante della popolazione del nostro Paese, quella rappresentata dagli anziani. La categoria delle persone di età avanzata, come giustamente dice il collega Cucca, assurge a centro di interesse perché meritevole di attenzione e della necessaria ed adeguata tutela, quella che deve essere rivolta a chi, in ragione dell'età, spesso si trova in uno stato di particolare vulnerabilità emotiva, con una minorazione della capacità di percezione della realtà, un indebolimento della sfera volitiva che rende fragili e facili prede di profittatori. Questa maggioranza, dimostrando sensibilità su un tema che coinvolge tutta la nostra società, si fa carico del problema e risponde introducendo una modifica alla fattispecie di reato di circonvenzione di persone incapaci prevista dall'articolo 643 del codice penale; una modifica sostanziale voluta in modo specifico per contrastare le condotte criminose e gli abusi in danno delle persone anziane. Il reato di circonvenzione di persone incapaci, come attualmente previsto nel nostro codice penale, non può costituire infatti una risposta sufficiente, essendo una norma di carattere generale rispetto alla quale è stata spesso l'elaborazione giurisprudenziale a modulare la portata dei casi in cui la vittima è anziana. Ecco, allora, che con il disegno di legge che qui ci occupa si inserisce un nuovo comma all'articolo 643 che integra la fattispecie penale punendo in modo specifico le condotte volte ad abusare della condizione di debolezza e di vulnerabilità dovuta all'età avanzata di una persona al fine di indurla a compiere un atto che importi qualsiasi effetto giuridico per lui o per altri dannoso. Abbiamo, quindi, preso atto dell'incremento esponenziale dei reati a danno degli anziani, tanto che l'introduzione del nuovo comma si pone quasi come un atto dovuto in risposta ai fatti di cronaca che quotidianamente sono un forte richiamo che scuote la sensibilità di tutti noi. Non trascorre giorno in cui non si registrano su tutto il piano nazionale - nessuna Regione esclusa, dal Nord al Sud d'Italia - questo tipo di eventi che vedono anziani soli divenire vittime di persone senza scrupoli che si presentano con fare affabile, guadagnano la loro fiducia e approfittano della debolezza originata dalla solitudine o dalla condizione di decadimento delle facoltà mentali che compromette la loro capacità di percepire la realtà e di reagire e che si traduce in una particolare vulnerabilità emotiva. È proprio da questa particolare vulnerabilità, da questo essere portatori di un vulnus e di una ferita che rende fragili che gli autori di questi reati traggono consapevolmente vantaggio inducendo la persona anziana a disporre del proprio denaro e del proprio patrimonio senza opporre resistenza. Ogni volta che la cronaca riferisce di nuovi episodi è come assistere a un film già visto. Le modalità, infatti, si riproducono identiche: i profittatori entrano nelle grazie delle povere vittime e, dopo aver ottenuto la loro fiducia anche fingendosi operatori di ogni genere, persino delle Forze dell'ordine, si fanno consegnare i soldi, prosciugano il conto in banca, fanno fare testamento a loro favore e si fanno intestare beni. Non possiamo trascurare anche l'ulteriore corretta lettura del fenomeno che ci porta a rilevare che evidentemente gli effetti prodotti dalla circonvenzione delle persone anziane non arrecano solo un danno economico, ma cagionano anche un sicuro trauma emotivo e psicologico, che li renderà ancora più fragili e li chiuderà sempre più nella loro solitudine. Spesso la vittima anziana non denuncia gli abusi subiti perché prova vergogna; aumenta così il senso di inadeguatezza e di colpa per non essere stata in grado di capire la situazione e di difendersi. Con l'articolo 1 di questo disegno di legge si introduce un nuovo comma all'articolo 643 del codice penale che estende espressamente anche alla circonvenzione degli anziani la stessa forte risposta sanzionatoria prevista dalla norma che punisce la circonvenzione delle persone incapaci, ossia la reclusione da due a sei anni e la multa da 206 a 2.065 euro. Inoltre, all'articolo 2, nel caso di condanna, si subordina la sospensione condizionale della pena al pagamento integrale della somma liquidata a titolo di risarcimento del danno alla persona offesa. Aver colto questo deprecabile fenomeno riconoscendo la sua specificità in una previsione ad hoc e aver previsto la sua punizione nei termini indicati rappresenta sicuramente una risposta efficace e certa per contrastarlo sia da un punto di vista repressivo che da un punto di vista preventivo. Deve aggiungersi che gli interventi normativi in esame vengono a incidere nella nostra società, che è profondamente mutata rispetto al passato e nella quale, secondo il rapporto annuale ISTAT del 2018, le nascite sono in calo da nove anni e si assicura alla popolazione un'aspettativa di vita sempre più elevata. Infatti, siamo uno dei Paesi più longevi della terra. Fino allo scorso anno l'Italia era il secondo Paese più vecchio al mondo, dopo il Giappone. Attualmente le nuove stime lo attestano al terzo posto. Ciò significa che gli abitanti italiani vivono in media 82,9 anni e che il nostro Paese è destinato a mantenere questo importante primato. Purtroppo, però, è cambiata anche la struttura sociale che tradizionalmente caratterizzava il nostro Paese ed è mutata la struttura familiare rispetto al passato, quando l'anziano rappresentava il depositario del patrimonio culturale della comunità. Attualmente, sono sempre di più gli anziani che vivono in solitudine e lontano dagli affetti. Per loro è sempre maggiore il rischio di isolamento, che li espone a fenomeni criminosi e odiosi, come quello che combatteremo ancor di più con la nuova fattispecie di reato che intendiamo introdurre. Signor Presidente, concludo con l'auspicio che nella nostra società venga riscoperto il valore della vecchiaia.