[resaula]

nei citati atti parlamentari erano rilevati alcuni elementi di scarsa chiarezza relativi alla titolarità dell'edificio ospitante, ponendo in particolare, tra gli altri, alcuni quesiti inerenti all'effettiva verifica ministeriale della titolarità dell'immobile sito in via Mendez Vigo, a Barcellona; in risposta ai quesiti proposti dal primo atto di sindacato ispettivo citato (4-03758), in data 1° settembre 2020 il vice Ministro degli affari esteri comunicava come la titolarità dell'edificio si facesse risalire alla Casa degli italiani sulla base dello statuto della stessa associazione, approvato dall'assemblea generale straordinaria del 25 marzo 1999, e che ai sensi dello statuto l'edificio di Pasaje Mendez Vigo (assieme al sito di Carrer de Setanti n. 10-12) costituisce il patrimonio immobiliare dell'associazione; stando a tale risposta, dunque la titolarità sarebbe comprovata esclusivamente dallo statuto (dunque, esclusivamente da quanto dichiarato unilateralmente dall'associazione stessa) e, come riportato nella stessa risposta menzionata, «da risultanze documentali emergenti "indirettamente", connesse alla presenza per un certo periodo all'interno dell'edificio di Mendez Vigo anche dell'istituto italiano di cultura»; ancora, si leggeva nella medesima risposta, «per quanto riguarda l'edificio di Mendez Vigo, dalla visura non sembra risultare un cambio di titolarità, ma piuttosto un cambio di denominazione della società titolare da "Società italiana di beneficienza e scuole" a "Casa degli italiani" o "Casa de los italianos"», aggiungendo che «non è esattamente noto quando e come sia avvenuto il passaggio, ragion per cui sono stati avviati diversi approfondimenti legali»; tale interlocuzione istituzionale, attesa la difficoltà anche per il medesimo Ministero di ricostruire con chiarezza il contesto patrimoniale e legale e i diversi passaggi della proprietà dell'edificio, ha per certi versi concorso a rafforzare i dubbi già sollevati; conseguentemente l'interrogante è venuto a conoscenza che a Barcellona sono state intraprese iniziative legali volte ad addivenire ad un maggior livello di chiarezza; al riguardo, particolare rilievo assume l'iniziativa legale intrapresa nel mese di novembre 2021 dal presidente del locale Comitato degli italiani all'estero del Consolato generale di Barcellona (di seguito «Com. It. Es»), organo di rappresentanza degli italiani all'estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 23 ottobre 2003, n. 286, in carica al momento della rilevazione delle incongruenze in argomento; il presidente del Com. It. Es. di Barcellona adiva la magistratura spagnola mediante richiesta di avvio di procedimento istruttorio (« diligiencias preliminares » ai sensi dell'articolo 256 della "Ley de Enjuiciamiento Civil" 1/2000) chiedendo che fosse chiarito ufficialmente chi fosse il proprietario dell'edificio; in risposta a tale istanza, secondo quanto rappresentato, il magistrato spagnolo, accogliendo la richiesta del Com. It. Es . di Barcellona e confermando dunque la fondatezza della richiesta di maggiori chiarimenti, richiedeva alla «Casa degli italiani» di presentare entro 20 giorni dalla notifica ogni documento che ne potesse confermare la effettiva titolarità o cambio di denominazione sociale; al dispositivo della magistratura spagnola, la Casa degli italiani avrebbe deciso di non rispondere presentando opposizione scritta; alla luce dei nuovi fatti emersi sul piano legale e giudiziale e del coinvolgimento delle autorità giudiziarie spagnole, appare opportuno un definitivo chiarimento che, in conclusione, consenta di dirimere la questione, con ciò non lasciando adito a ogni forma di dubbio, si chiede di sapere: quali siano gli esiti degli accertamenti legali avviati dal Ministro in indirizzo e ai quali si fa riferimento nella risposta resa in data 1° settembre 2020 all'atto di sindacato ispettivo 4-03758 e se egli non intenda provvedere a fornire risposta al successivo quesito ad esso indirizzato in data 21 dicembre 2020 (4-04669); se sia a conoscenza delle nuove iniziative legali intraprese nel novembre 2021 dal presidente del Com. It. Es in carica al momento della rilevazione delle presunte anomalie, e se non consideri necessario un intervento diretto per chiedere che sulla regolare gestione patrimoniale dell'edificio sia fugata con risolutezza e tempestività ogni persistente ombra di dubbio. Atto n. 4-06520 ORTIS CORRADO ANGRISANI LA MURA BOTTO VANIN Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e per la pubblica amministrazione Premesso che: l'art. 72 del "decreto sostegni bis" (decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73) ha introdotto disposizioni urgenti per assicurare il corretto svolgimento delle attività di gestione, vigilanza, manutenzione ed ispezione della rete stradale nazionale; a tal fine sono stati stanziati notevoli fondi, per gli anni 2021 e 2022, in favore di ANAS S.p. A.; col comma 2 dell'articolo, e la società è stata quindi autorizzata ad assumere "370 unità di personale in possesso di alta specializzazione nei settori dell'ingegneria, dell'impiantistica, dell'elettrotecnica e della manutenzione delle infrastrutture stradali, da inquadrare in base al vigente contratto collettivo nazionale di lavoro"; considerato che: le procedure di selezione del nuovo personale ANAS sono state però gestite da sette società di reclutamento esterne all'azienda; risultano all'interrogante alcune problematiche concernenti le tempistiche, la trasparenza e il corretto svolgimento delle operazioni di reclutamento. Nello specifico, alcuni candidati hanno lamentato di non aver ricevuto alcuna notizia in merito al loro colloquio, svoltosi anche tre mesi addietro; evidenziando e stigmatizzando la mancata pubblicazione di graduatorie, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo reputino adeguato che una grande società come ANAS, dal 2018 parte del gruppo Ferrovie dello Stato italiane, presente sul territorio nazionale con 38 sedi, 21 sale operative compartimentali e una sala situazioni nazionali, debba affidarsi a società di reclutamento esterne; se fossero a conoscenza delle problematiche segnalate, e quali iniziative intendano intraprendere al fine di risolverle, evitando al contempo il loro ripresentarsi in futuro. Atto n. 4-06521 D'ALFONSO PITTELLA COMINCINI LAUS Al Ministro dell'interno Premesso che: a quanto si apprende, da ormai più di un mese l'Alto e Medio Vastese (territorio geograficamente ampio sito nella regione Abruzzo e confinante con la regione Molise) rischia di trovarsi senza il fondamentale servizio dei Vigili del fuoco, in quanto il distaccamento volontari di Gissi (Chieti) risulta incapace di dispiegare tempestivamente personale e mezzi a causa della mancanza del numero necessario di autisti;