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I senatori Puglia, Cioffi, Abate, Accoto, Ferrara, Maiorino, Pirro, Corrado, Romano, Campagna, Montevecchi, Granato, Girotto, Donno e Trentacoste hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-03809 della senatrice Giannuzzi ed altri. Mozioni Atto n. 1-00252 ORTIS MORONESE TRENTACOSTE PIRRO MAIORINO ROMANO LANNUTTI DONNO BUCCARELLA GIANNUZZI ANGRISANI L'ABBATE - Il Senato, premesso che: a causa della crisi venezuelana degli scorsi mesi, un gran numero di oriundi e cittadini italiani, come noto, sono stati costretti a lasciare il Paese. Molti, riparando in Italia, hanno trovato accoglienza presso parenti e conoscenti: si credeva, sulle prime, in via temporanea. Il protrarsi di tale condizione di precarietà, la quale sta ora assumendo i caratteri del definitivo, non è però, sopportabile nel lungo periodo, né per gli ospitati, né per gli ospitanti; le cause di ciò sono molteplici: ad oggi, infatti, italiani e italo-venezuelani rimpatriati si trovano a dover affrontare molteplici criticità logistiche, burocratiche, sociali, lavorative; spesso esclusi da prestazioni previdenziali e pensionistiche sono, soprattutto, lasciati fuori da ogni misura di tutela o sostegno al reddito. Da ultimo, il frammentato quadro della sanità nazionale, diverso di regione in regione, in molti casi non permette un sicuro accesso alle cure urgenti; è da sottolineare inoltre come le laboriose, complesse e spesso lunghe procedure di riconoscimento dei titoli di studio conseguiti in Venezuela portino gli stessi addirittura a desistere dall'intraprendere un nuovo percorso professionale nel nostro Paese. Questo aspetto è tanto più grave nelle regioni meridionali, dove decine di specialisti in campo medico, giuridico, informatico, ingegneristico, di cui il territorio avrebbe bisogno, si vedono obbligati a un secondo esilio: migrando, nuovamente, altrove, in altre nazioni europee, dove, sembra, la più agile burocrazia permette loro un quasi immediato accesso al lavoro, e al libero esercizio delle loro competenze; considerato che: l'assistenza dei rimpatriati è quasi totalmente affidata al volontario lavoro di associazioni territoriali, le quali forniscono supporti di vario tipo: agevolando, laddove necessario, l'apprendimento della lingua italiana, il disbrigo di pratiche presso enti e uffici pubblici, e ricercando insieme alle comunità locali possibili soluzioni abitative, scolastiche e sanitarie; questi e altri affini argomenti sono stati oggetto dei lavori del Consiglio generale degli italiani all'estero svoltosi dal 2 al 5 luglio 2019, a Roma, presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, appuntamento al termine del quale sono stati approvati, all'unanimità, tre ordini del giorno, impegna il Governo: 1) ad approntare adeguate misure di protezione e di sostegno al reddito, anche temporanee, per gli oriundi e i cittadini rientrati in Italia dal Venezuela, al fine di facilitare il loro inserimento nel tessuto sociale e lavorativo del Paese; 2) ad emanare gli strumenti normativi necessari al fine di consentire prestazioni sanitarie e farmaceutiche urgenti a oriundi e connazionali rimpatriati, uniformando per quanto possibile il quadro a livello nazionale, e ad adottare misure straordinarie per la verifica e il riconoscimento dei titoli e delle competenze professionali dagli stessi acquisite in Venezuela; 3) ad istituire uno sportello dedicato ai cittadini rimpatriati, al fine di supportarli nell'espletamento delle pratiche burocratiche. Atto n. 1-00253 MATRISCIANO NOCERINO GUIDOLIN CAMPAGNA GRANATO PIRRO MARINELLO MONTEVECCHI ROMANO LEZZI PIARULLI ABATE VANIN DE LUCIA FLORIDIA - Il Senato, premesso che: la legge 12 marzo 1999, n. 68, recante "Norme per il diritto al lavoro dei disabili", ha come finalità la promozione dell'inserimento e dell'integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato; l'articolo 3, rubricato "Assunzioni obbligatorie. Quote di riserva", al comma 1, stabilisce che i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad assumere lavoratori appartenenti alle categorie protette con quote di riserva proporzionali al numero totale dei dipendenti dell'azienda; il successivo articolo 7 (ampiamente modificato dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151) prevede in via generale l'assunzione dei soggetti disabili attraverso richiesta nominativa; esso stabilisce che i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici assumono i lavoratori mediante richiesta nominativa di avviamento agli uffici competenti o mediante la stipula delle convenzioni e che "la richiesta nominativa può essere preceduta dalla richiesta agli uffici competenti di effettuare la preselezione delle persone con disabilità iscritte nell'elenco di cui all'articolo 8 che aderiscono alla specifica occasione di lavoro, sulla base delle qualifiche e secondo le modalità concordate dagli uffici con il datore di lavoro"; anche i datori di lavoro pubblici effettuano le assunzioni dei soggetti con disabilità con avviamento mediante chiamata numerica, anche se per le sole categorie e profili per cui è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo. In base all'articolo 35, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per le altre qualifiche le pubbliche amministrazioni ricorrono invece al concorso (con riserva di posti, secondo l'articolo 16 della legge n. 68 del 1999) e alle convenzioni ai sensi dell'articolo 11 della medesima legge n. 68 del 1999; considerato che: per quanto concerne l'assunzione nelle pubbliche amministrazioni mediante avviamento, essa avviene, in base al già citato articolo 35, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, mediante chiamata numerica degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della vigente normativa, previa verifica della compatibilità dell'invalidità dell'interessato con le mansioni da svolgere e facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità; a tal fine i centri per l'impiego avviano i soggetti aventi titolo all'assunzione obbligatoria ad un'apposita prova tendente ad accertare l'idoneità a svolgere le mansioni del profilo nel quale avviene l'assunzione; a norma dell'articolo 1 della legge n. 68 del 1999 sono ricompresi tra i soggetti interessati dalle assunzioni obbligatorie persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, portatori di handicap intellettivo, invalidi del lavoro, persone non vedenti o sordomute, invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio; la platea dei soggetti interessati da queste procedure è dunque assai ampia e diversificata essendovi potenzialmente ricompresi soggetti con disabilità (fisiche o psichiche) spesso molto differenti tra loro;