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Istituzione dell'Agenzia nazionale per lo studio della fisiologia e della fisiopatologia dei processi di comunicazione intra e intercellulare. Onorevoli Senatori. -- Sempre più numerose discipline si occupano, dal punto di vista sperimentale, di comunicazione cellulare, cioè di quel complesso meccanismo grazie alla quale gli organismi viventi sono in grado di coordinare le proprie attività in distretti diversi ed a livelli di complessità diversi. La comunicazione cellulare può essere funzionalmente suddivisa in (1) comunicazione cellulare dovuta a segnali che si estrinsecano all'interno della cellula (comunicazione intracellulare), o (2) comunicazione cellulare dovuta a segnali che vengono percepiti dalla cellula stessa provenendo dall'ambiente in cui essa si trova (comunicazione intercellulare). In quest'ultimo caso, i segnali possono provenire o direttamente dal microambiente circostante, sia da cellule adiacenti sia dalla matrice extracellulare, o da siti distanti, e in questo caso i segnali sono mediati dalla circolazione sanguigna o dal sistema neuroendocrino. Pertanto, si possono identificare varie tipologie di comunicazione cellulare -- quelle autocrine (in cui i segnali vengono generati e recepiti dalla stessa cellula), quelle paracrine (in cui i segnali derivano dal microambiente), oltre alle comunicazioni endocrine (in cui i segnali vengono veicolati dal circolo ematico) o mediate da neurotrasmettitori. Tutte le suddette tipologie di comunicazione cellulare sono alla base di complessi e fondamentali processi fisiologici e fisiopatologici, quali il controllo della proliferazione cellulare, la risposta immunitaria, la conduzione dello stimolo nervoso, il processo emostatico, la riparazione dei tessuti, la progressione tumorale, l'innesco del processo flogistico. È dunque di immediata comprensione come la comunicazione cellulare, nelle sue varie articolazioni, rappresenti un campo di studio, ricerca e sperimentazione di fondamentale interesse per conquistare sia più elevati livelli di conoscenza in merito alle dinamiche regolatorie delle funzioni biofisiologiche da cui dipende il mantenimento di un buono stato di salute, sia più efficaci possibilità terapeutiche nei confronti di stati patologici, gravi e diffusi, più o meno intensamente correlati a processi di disfunzione cellulare (dalle patologie autoimmuni, al cancro, alle necrosi tessutali, alle forme cronico-degenerative, eccetera). Al momento, le discipline che sono maggiormente coinvolte nell'area della comunicazione cellulare spaziano dalla biochimica cellulare alla biologia molecolare, alla genetica, alla neurologia, all’endocrinologia, all'oncologia e alla biofisica molecolare. Sembra che le ricerche e le sperimentazioni che in esse si sono avviate in parte presentino, al momento, notevoli elementi di sconnessione e frammentarietà e in parte lascino zone d'ombra non sufficientemente presidiate. È dunque per cercare di fornire nuovi stimoli, supporti, modalità di connessione, finanziamenti al mondo scientifico che opera nelle aree sopra richiamate -- allo scopo di sviluppare sinergie positive e colmare eventuali lacune -- che si propone la costituzione dell'Agenzia nazionale per lo studio della fisiologia e della fisiopatologia dei processi di comunicazione intra ed intercellulare. L'Agenzia, dotata di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia scientifica, amministrativa, regolamentare, organizzativa, patrimoniale, finanziaria e contabile, ha pertanto il compito di svolgere funzioni di supporto, coordinamento e indirizzo delle attività di studio, ricerca e sperimentazione afferenti alle aree di sua pertinenza. Ciò comporta che l'Agenzia possa provvedere, direttamente ed autonomamente, all’attivazione di percorsi di studio, ricerca e sperimentazione, ma che, in via largamente predominante, promuova forme di collaborazione, in una logica di rete, con quanti -- organismi pubblici o privati che essi siano -- stanno già operando nelle aree della comunicazione cellulare. Ciò potrà avvenire anche sulla base di specifiche convenzioni, proposte dall'Agenzia o richieste da soggetti terzi, pubblici o privati, nazionali e/o internazionali, che potranno essere interessati a finanziare progetti di ricerca e sperimentazione e a mettere a disposizione le proprie risorse (logistica, strumentazione, personale qualificato, eccetera). A tale scopo è possibile un coordinamento dell’Agenzia con distretti tecnologici regionali e comunque con reti di piccole e medie imprese nazionali ed internazionali. Questo potente sforzo di coordinamento trasversale ed interdisciplinare è finalizzato, da un lato, a creare utili sinergie; dall'altro, ad orientare sempre di più la ricerca verso le possibili applicazioni tecnologiche e clinico-terapeutiche, da un altro ancora, a finanziare campi di ricerca potenzialmente molto promettenti, che sono stati però mantenuti, fino ad ora, ai margini delle grandi aree di ricerca. Inoltre, l'Agenzia intende assicurare le procedure per la tutela brevettuale delle eventuali invenzioni che dovessero scaturire dal lavoro di ricerca e sperimentazione avviato. Tutela che trova il suo fondamento generale nel codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, mentre le invenzioni biotecnologiche trovano separata disciplina nel decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2006, n. 78. Infine, l'Agenzia si propone come vettore di coordinamento, cooperazione ed integrazione fra le molteplici sedi -- nazionali ed internazionali -- in cui si sta lavorando (e si lavorerà) allo sviluppo della comunicazione cellulare. In ragione di ciò, sarà suo impegno particolare quello di recuperare, intercettare e valorizzare l'apporto di giovani ricercatori italiani. Dalla realizzazione di sinergie collaborative, allo scambio dei risultati ottenuti; dalla promozione di comuni sedi di dibattito, alla creazione di reti dedicate allo sviluppo di progetti trasversali di grande complessità scientifica; dalla partecipazione nel costruire o gestire enti di ricerca, alla incentivazione delle applicazioni industriali dei risultati della ricerca e delle sperimentazioni. L'Agenzia si pone dunque come fattore fondamentale di accelerazione ed espansione dei processi di «esplorazione» dell'universo della comunicazione cellulare. Appare del tutto evidente come la dimensione del campo operativo dell'Agenzia non possa essere solo nazionale. Le convenzioni e i contatti con imprese pubbliche e private, le attività di consulenza e formazione, lo sviluppo applicativo in sede industriale dei risultati ottenuti, sono tutti interventi che l'Agenzia può svolgere in una dimensione internazionale della ricerca e della sperimentazione. Questa proiezione di interesse e di intervento in campo internazionale si ripresenta nel considerare le possibili fonti di autofinanziamento dell'Agenzia ; finalità, questa, che assume particolare rilievo nell’attuale congiuntura economico/finanziaria del nostro Paese. Infatti la partecipazione a bandi per il finanziamento di progetti finalizzati alla cooperazione internazionale si accredita come un'ulteriore modalità di autofinanziamento, accanto alla tutela brevettuale delle invenzioni, alla collaborazione con le imprese pubbliche e private (per le applicazioni industriali), alle stesse attività di consulenza e formazione. A tale scopo l'Agenzia si propone come ponte di collegamento tra i gruppi di ricerca favorendo il loro inserimento in network europei, ciò in particolare nella previsione del lancio del nuovo progetto Horizon 2020.