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C'è stata quindi una sorta di non risposta, di evasione alla mia domanda, da parte del sedicente Governo del cambiamento che lei rappresenta, guidato da un Presidente del Consiglio-avvocato che ha detto di voler lavorare a favore e a difesa degli italiani, quindi penso anche a difesa dei più deboli e della gente che sta ai margini della società, in questo caso i disabili, che io non vorrei mai che fossero considerati tali. Lei, signor Sottosegretario, sostanzialmente non mi ha voluto dare una risposta. E mi sto rivolgendo ad un Governo che ha anche un Ministro per la famiglia e la disabilità, quindi io l'ho chiamata in causa anche come rappresentante di questo Governo che ha una delega puntuale, importante e molto, molto seria. Mi sarei aspettata un altro tipo di risposta, una risposta di maggiore apertura, una risposta di maggiore dialettica con il Parlamento che in questo momento qui io rappresento. Invece, la sua risposta, sinceramente, non mi lascia presagire nulla di buono; mi lascia semplicemente presagire tempi lunghi e molto dilatati per ottenere un qualche minimo risultato. Peccato, perché vede, signor Sottosegretario, investire nei disabili e nella loro possibilità di fare sport sicuramente alleggerirebbe la vita di tanti soggetti e di tante persone e avrebbe anche un ritorno per lo Stato, non solo, chiaramente, in termini culturali e di immagine, ma anche in termini economici. Un disabile che gode di ottima salute, infatti, costa meno al Servizio sanitario nazionale. I disabili che fanno sport è indubbio che siano disabili che godono di una maggiore salute psicofisica, che è data loro - appunto - dalla pratica sportiva. E non lo dico certo io, ma eminenti studi e ricerche. Quindi, naturalmente, di questo ne beneficerebbe lo Stato nel suo complesso. Lo sport è per i disabili una terapia, uno strumento di cura, uno strumento di integrazione sociale che, naturalmente, non possiamo e non dobbiamo ignorare come legislatori. Gli atleti paraplegici, grazie allo sport, non solo migliorano dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista psicologico. È giusto, quindi, prevedere pari opportunità e pari diritti ai disabili, come la stessa Organizzazione delle Nazioni Unite suggerisce. Ricordo che nel 2006 è stata approvata la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità che, appunto, impone agli Stati facenti capo all'ONU di agevolare e di semplificare le pratiche per l'accessibilità dei disabili nella vita di tutti i giorni e, soprattutto, di incoraggiare e promuovere la partecipazione delle persone con disabilità alle attività sportive a tutti i livelli. Quindi, lo sport non può e non deve essere considerato un lusso per i soggetti disabili. Lo sport è un diritto per loro. Quindi, va bene fare delle stime che possano ponderare i costi, ma vanno pensati anche i diritti e, soprattutto, non vanno negati questi diritti ai disabili. Ogni disabile ha il diritto di praticare dello sport. Quindi, io mi auguro che il ministro Grillo e il Ministero della salute possano imprimere un cambio di passo e possano rivedere il nomenclatore tariffario introducendo le protesi sportive per i disabili. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito. Discussione del disegno di legge: DDL 542 Conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2018, n. 79, recante proroga del termine di entrata in vigore degli obblighi di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 542. Ilrelatore, senatore Montani, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. MONTANI, relatore . Signor Presidente onorevoli colleghi membri del Governo, portiamo oggi all'attenzione dell'Aula del Senato un decreto-legge recante la proroga del termine di entrata in vigore degli obblighi di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante. L'articolo 1 rinvia al 1° gennaio 2019 la decorrenza dell'obbligo, previsto dalla legge di bilancio 2018, della fatturazione elettronica per la vendita di carburante a soggetti IVA presso gli impianti stradali di distribuzione, in modo da uniformarlo a quanto previsto dalla normativa generale sulle fatturazioni elettroniche tra privati. In particolare, l'articolo in esame modifica i commi 917, 927 e 928 della legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 2017), che hanno introdotto l'obbligo della fatturazione elettronica nelle operazioni tra privati. Per inquadrare la disciplina in commento, è utile ricordare che: la legge di bilancio 2018 (commi 909, 915-917 e 928) ha disposto, a decorrere dal 1° gennaio 2019, l'introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria (fattura elettronica) nelle operazioni tra privati (con modifiche alla disciplina contenuta nel decreto legislativo n. 127 del 2015) e, contestualmente, l'eliminazione delle comunicazioni dei dati delle fatture (spesometro). In caso di violazione dell'obbligo, la fattura si considera non emessa e sono previste sanzioni pecuniarie. In tale quadro, la legge di bilancio ha anticipato l'obbligo della fatturazione elettronica (comma 917) al 1° luglio 2018 per alcune operazioni tra cui le cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburante per motori. La circolare dell'Agenzia delle entrate n. 8/E del 30 aprile 2018 ha individuato le prime linee guida per l'entrata in vigore dell'obbligo della fattura elettronica. Le norme in esame, con una prima modifica del comma 1, che a sua volta modifica la lettera a ) del comma 917 della legge di bilancio 2018, posticipano al 1° gennaio 2019 l'introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria per le cessioni 1di carburante per autotrazione effettuate presso gli impianti stradali di distribuzione a soggetti IVA. L'Agenzia delle entrate con la circolare n. 13/E del 2 luglio 2018 ha fornito ulteriori chiarimenti sull'ambito applicativo della fattura elettronica. L'Agenzia, innanzitutto, chiarisce che l'obbligo di fatturazione elettronica, introdotto dalla legge di bilancio 2018, riguarda le cessioni di benzina e gasolio effettuate tra soggetti passivi d'imposta, destinati ad essere utilizzati come carburante per motori per uso autotrazione. In sostanza sono la tipologia di carburante e il suo utilizzo a imporre l'obbligo di fatturazione elettronica così che ne sono escluse le cessioni di benzina e gasolio diversi da quelli destinati all'uso in motori per autotrazione, ove, al momento della cessione, non vi sia certezza dell'impiego di una determinata tipologia di carburante astrattamente idoneo ad essere utilizzato in motori tra loro diversi.