[massime]

Reati e pene - Rapina impropria - Trattamento sanzionatorio - Equiparazione rispetto alla rapina propria - Denunciata violazione dei principi di eguaglianza, di offensività e di proporzionalità della pena - Censure analoghe ad altre già dichiarate non fondate - Assenza di argomenti nuovi - Manifesta infondatezza delle questioni - Rinnovato invito al legislatore a riconsiderare la pressione punitiva relativa ai delitti contro il patrimonio.. Sono dichiarate manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Torino in riferimento agli artt. 3, 25, secondo comma, e 27, terzo comma, Cost. - dell'art. 628, secondo comma, cod. pen., in quanto prevede per il reato di rapina impropria la stessa pena stabilita per quello di rapina propria, di cui al primo comma dello stesso articolo. L'ordinanza di rimessione non prospettata argomenti nuovi rispetto a quelli già esaminati dalla sopravvenuta sentenza n. 190 del 2020, che ha dichiarato non fondate questioni analoghe, sollevate dallo stesso rimettente, sul rilievo che entrambi i reati condividono il tratto essenziale del ricorso alla violenza o minaccia in un contesto attuale di aggressione patrimoniale e che la pur severa previsione edittale della rapina impropria non è disallineata rispetto a fattispecie omologhe, né connotata da anomalia o sintomi di intrinseca irragionevolezza. Va peraltro ribadita la necessità che il legislatore riconsideri l'assetto dei delitti contro il patrimonio, per i quali la pressione punitiva è divenuta assai rilevante, anche alla luce della protezione penale attualmente assicurata a beni diversi. ( Precedente specifico citato: sentenze n. 190 del 2020 ).