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Già oggi, quindi, in molti settori e usi le rinnovabili sono la forma di energia più economica e in molti casi i consumatori potrebbero ridurre la bolletta energetica se facessero questa scelta. Ciò vale per l'industria e i servizi, ma anche per le famiglie che possono ad esempio investire in pannelli solari fotovoltaici, pompe di calore, apparecchiature solari termiche o caldaie avanzate a biomassa, riducendo così le bollette dell'energia elettrica e del riscaldamento. Gli Stati membri dovrebbero accelerare le autorizzazioni riducendo lunghezza e complessità delle procedure, uno dei più gravosi ostacoli allo sviluppo e alla realizzazione di infrastrutture per l'energia pulita. Inoltre dovrebbero impegnarsi nell'aumento della produzione di apparecchiature per le rinnovabili, altro fattore essenziale per riuscire ad accelerare la diffusione di queste fonti di energia. Infine, dovrebbero aumentare gli investimenti nell'efficienza energetica e nella prestazione energetica dell'edilizia per ridurre i consumi e i costi e allentare la pressione sui mercati dell'energia e aumentare gli investimenti nelle reti transeuropee per evitare limitazioni della generazione, grazie a progetti di interesse comune tra cui gli interconnettori, l'eliminazione delle strozzature nazionali, lo stoccaggio e gli interventi per rendere intelligenti le reti di trasmissione e distribuzione. La Commissione europea preannuncia al riguardo le seguenti azioni: pubblicare nel 2022 orientamenti sulle modalità d'accesso alle procedure di autorizzazione per le rinnovabili e continuare a collaborare strettamente con le amministrazioni nazionali per ricercare e scambiare buone prassi; avviare all'inizio del 2022 i lavori sull'elaborazione di un codice di rete per la flessibilità sul versante della domanda; completare la revisione della disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia per agevolare la realizzazione del Green Deal europeo al minor costo possibile, agevolando gli investimenti nell'efficienza energetica e nelle rinnovabili; continuare ad assistere gli Stati membri per sfruttare al meglio le risorse finanziarie disponibili nel bilancio UE e NextGenerationEU . La Commissione ricorda che vi è una proposta di rivedere la disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia al fine di ampliare le possibilità degli Stati membri di concedere sostegno finanziario per proteggere il clima e decarbonizzare totalmente l'economia. Le nuove norme, al fine di ridurre il ricorso ai combustibili fossili, permetteranno di introdurre meccanismi per finanziare nuove tecnologie, come lo stoccaggio e l'idrogeno rinnovabile, agevolando cosiì il finanziamento delle misure di efficienza energetica. La Commissione ricorda inoltre le proposte presentate nel luglio 2021 nel pacchetto "Pronti per il 55 per cento" che intendono creare un settore energetico che sia sostenibile sul lungo termine, ribadendo che l'Unione europea è fermamente determinata ad avanzare nella transizione verso la neutralità climatica e la decarbonizzazione del sistema energetico sostituendo i combustibili fossili con energie rinnovabili e riducendo di conseguenza la dipendenza dalle importazioni di energia. La Comunicazione conclude pertanto evidenziando che, grazie agli investimenti in soluzioni energetiche climaticamente neutre in tutti gli Stati membri, si potranno ridurre la volatilità dei prezzi dell'energia e gli squilibri nell'offerta e nella domanda causati dalle variazioni dei prezzi internazionali dei combustibili fossili e da altri fattori esterni, nonché mantenere l'energia a prezzi accessibili per tutti i consumatori. La transizione verso l'energia pulita, evidenzia la Comunicazione della Commissione, è la migliore assicurazione contro le crisi dei prezzi come quella che l'UE si trova ad affrontare oggi. La PRESIDENTE dichiara aperto il dibattito. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 9,20.