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Il presidente COLTORTI ( M5S ) osserva che in altri Paesi che hanno previsto il solo reddito, senza misure attive di avviamento al lavoro, si è comunque prodotto un beneficio per le finanze pubbliche in quanto, ad esempio, sono migliorate le condizioni di salute dei percettori e, conseguentemente, sono diminuite le spese per l'assistenza sanitaria. I percettori del reddito si sono anche dimostrati maggiormente attivi nella ricerca di un'occupazione. A maggior ragione, produrrà effetti positivi una misura che affianca all'erogazione del reddito un sistema per potenziare l'incontro della domanda e dell'offerta di lavoro. Il senatore DE SIANO ( FI-BP ) si associa a quanto dichiarato dal senatore Mallegni. È incontestabile il fatto che vi siano sacche di persone che vivono in uno stato di grande difficoltà economica, ma mentre la maggioranza individua come soluzione il reddito, che fornirà un incentivo a lavorare di meno, il gruppo di Forza Italia ritiene che la soluzione sia completamente diversa: creare opportunità di lavoro nuove, soprattutto nelle zone d'Italia che si trovano nelle situazioni più critiche, quale il Centro-Sud. Si tratta di un'impostazione culturale totalmente diversa. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) osserva che è evidente a tutti che la povertà è un problema e i governi di centro-sinistra della scorsa legislatura hanno adottato importanti misure volte ad affrontarlo, quali gli "80 euro", peraltro avversati dal M5S, e il reddito di inclusione. Il punto, oggi, è che le misure messe in campo dall'attuale Governo drenano tutte le risorse a disposizione. È una scelta di cui pagheranno le conseguenze altri settori della vita produttiva, il Pil e, in ultima analisi, tutti gli italiani. Perché non si è deciso di utilizzare le risorse in questione per effettuare, ad esempio, un piano straordinario di assunzioni nella pubblica amministrazione che, specialmente nel Mezzogiorno, ha un'enorme necessità di forze nuove? O per aiutare le imprese a crescere e ad assumere? Il reddito di cittadinanza costituisce un messaggio devastante per i giovani sul piano culturale e sociale. Come accade per ogni politica, bisognerà poi effettuarne la valutazione ex post , ma le premesse paiono negative e, a tal proposito, invita le forze di maggioranza a non sottovalutare i rischi connessi alla nuova fase di recessione. Il senatore NENCINI ( Misto-PSI ) esprime soddisfazione per il fatto che la Commissione possa svolgere un dibattito che non si limiti ai profili tecnici di competenza, ma assuma una valenza politica, e afferma di guardare con grande attenzione alle misure contenute nel provvedimento in esame. Ricorda che i governi precedenti hanno prodotto risultanti importanti in termini di crescita e di contrasto della povertà, ma che quest'ultima continua a costituire un grave problema. In merito alle soluzioni individuate dall'attuale Esecutivo, individua però alcune criticità. In primo luogo, le due anime della coalizione di governo hanno visioni e linee politiche differenti e contrastanti e ciò non potrà che produrre conseguenze negative anche sul mercato del lavoro. In secondo luogo, si mette in piedi una complessa organizzazione burocratica che rischia di inficiare il raggiungimento degli obiettivi: sarebbe stato più efficace limitarsi ad un rafforzamento del già esistente reddito di inclusione. Infine, per realizzare queste misure sono stati svuotati interi settori del bilancio dello Stato, quali, ad esempio, quelli relativi al piano Industria 4.0 e alla realizzazione e alla manutenzione delle infrastrutture. La senatrice DI GIROLAMO ( M5S ) osserva che il piano Industria 4.0 non è scomparso, ma è stato semplicemente riorientato in un'ottica di maggiore attenzione verso le piccole e medie imprese e conseguentemente ribattezzato Impresa 4.0. Rileva che sia il Partito Democratico che Forza Italia avevano introdotto, o prospettato l'esigenza di introdurre, misure analoghe al reddito di cittadinanza, perché la questione è solo una: come afferma Eurostat, sotto i 780 euro mensili si vive in povertà e la Carta costituzionale impone di garantire la dignità di tutti i cittadini. Ciò che caratterizza la misura adottata dall'attuale Governo rispetto a quelle realizzate o proposte dalle forze di opposizione sono proprio l'investimento sui centri per l'impiego, l'importanza data alle politiche attive e il coinvolgimento delle imprese. Il presidente COLTORTI ( M5S ) concorda con il fatto che le sperequazioni tra chi ha tanto e chi non ha nulla sono sempre maggiori e che il provvedimento in esame è finalizzato a garantire la dignità di tutte le persone. Si tratta di una soluzione nuova, che si confronterà con un mercato del lavoro in rapida evoluzione a causa anche dell'evolversi delle tecnologie, ma ciò che è certo è che le soluzioni adottate finora hanno fallito e che la forbice tra ricchi e poveri è aumentata. La senatrice FAGGI ( L-SP-PSd'Az ) ricorda di essersi confrontata spesso, da amministratrice locale, con cittadini che versavano in situazioni di grande disagio economico e sociale e che a volte si sentivano così umiliati da non avere neanche il coraggio di rivolgersi ai servizi sociali. Ritiene che sia quindi indispensabile agire in fretta e fare qualcosa per dare un aiuto a chi ha perso anche la dignità. Le misure introdotte dal provvedimento in esame sono quindi necessarie e verranno poi monitorate in fase di attuazione, al fine di apportare eventuali miglioramenti. Il senatore SANTILLO ( M5S ) rileva che, al contrario di quanto sostenuto dal senatore Mallegni, il reddito di cittadinanza non costituisce una misura assistenzialistica, bensì una misura proattiva di sostegno nella ricerca del lavoro, e che nessun nucleo familiare in cui sono percepiti redditi da lavoro si troverà ad avere meno di quanto percepito da una famiglia che beneficia del reddito di cittadinanza. Sottolinea l'importanza che il provvedimento in esame ha nel mettere a sistema le banche dati e le piattaforme informatiche e rendere così realmente conoscibili le offerte di lavoro. Con riferimento all'osservazione del senatore Mallegni secondo cui il reddito di cittadinanza andrà a ricadere sulle spalle del ceto medio, ribatte che il reddito di cittadinanza nasce dalla volontà dei partiti della maggioranza di venire incontro proprio al ceto medio, che è stato eroso e impoverito impietosamente dalla crisi economica degli ultimi anni. Del resto, altri partiti hanno governato per anni, nel recente passato, ma non si è vista traccia del circolo virtuoso menzionato dal senatore Mallegni. E la riprova è data dal fatto che, alle ultime elezioni, i cittadini hanno votato per un programma molto preciso, che viene ora realizzato con il provvedimento in esame. Con riferimento a quanto affermato dal senatore Margiotta, ricorda che l'ultima legge di bilancio ha previsto assunzioni in numerosi settori, quali, ad esempio, le infrastrutture, la giustizia e i beni culturali. Il reddito di cittadinanza è una misura che serve a dare da mangiare a chi non ne ha. Esso si traduce in un investimento ben maggiore rispetto al reddito di inclusione e comporta un potenziamento dei centri per l'impiego e un'azione finalizzata a far incontrare la domanda e l'offerta di lavoro.