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Urge un utilizzo strategico dei fondi europei con una qualità progettuale maggiore, capace di incidere significativamente sulla crescita dei territori, e una presenza attiva dello Stato, non soltanto all'atto di stanziamento delle somme ma anche nel condividere le fasi propedeutiche all'impiego delle risorse. Settori come il turismo e la cultura possono rappresentare un volano di occupazione e innovazione, ma anche di partecipazione sociale e condivisione morale di una stagione di rilancio economico e produttivo del Sud; si ravvisa l'esigenza di un cambio di passo per la Sicilia, dove l'attuale Governo regionale sta facendo la sua parte e proprio in questi giorni ha destinato 170 milioni di euro a favore di 367 imprese siciliane mediante risorse del programma operativo FESR 2014-2020 e sta cercando di scongiurare il disimpegno automatico per i fondi non ancora spesi, impegnandosi così a rimediare alle negligenze precedenti. Occorre, altresì, un patto di programma tra Stato e Regione nell'ottica di una riforma dei sistemi territoriali, con uffici che siano in condizione di progettare, altrimenti le difficoltà si ripresenteranno e i fondi verranno spesi male o, peggio ancora, restituiti all'Europa senza essere utilizzati. Nonostante la riprogrammazione e la riduzione del cofinanziamento nazionale per aumentare l'assorbimento delle risorse comunitarie, la Sicilia rischia di andare incontro alla perdita di tali fondi, quindi occorrono misure e strumenti che, nelle rispettive competenze Stato-Regione, garantiscano l'espletamento delle pratiche e le procedure comunitarie nei territori; il Ministro ha reso noto di "aver chiesto ai presidenti delle Regioni di collaborare e di fare sistema in Europa per non venire penalizzati", ed ha preannunciato "una riunione a Bruxelles per gennaio, per non frammentare i fondi europei ed utilizzarli in progetti strategici complessi", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia già concretamente attivato con la Regione Siciliana, mediante atti o proposte formali, il percorso non più rinviabile di pianificazione concertata sull'impiego dei fondi europei, garantendo la disponibilità di adeguate risorse economiche e del pieno supporto procedurale per la realizzazione di progetti di sistema mirati a ridurre il gap infrastrutturale tra il Sud ed il resto del Paese; se abbia già inteso procedere all'avvio del necessario coordinamento Stato-Regione mediante una "cabina di regia" e quali tempi o modalità e quali iniziative strategiche siano state previste. Atto n. 4-00988 AUGUSSORI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: a seguito di segnalazione dell'Associazione dislessia discalculia di Lodi (Milano) attivata su mandato di diverse famiglie di alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA), l'interrogante è venuto a conoscenza che il liceo "Maffeo Vegio" di Lodi ha deciso di attuare degli interventi che appaiono in contrasto con la normativa vigente in materia DSA; l'organo che si è espresso con nuove decisioni per gli alunni con certificati DSA è stato il collegio dei docenti, sentiti gli organi quali Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Ufficio scolastico regionale, ambito territoriale e università che trattano nello specifico le tematiche degli alunni con DSA; l'istituto scolastico ha ritenuto di parametrare la valutazione dello scritto e delle verifiche di compensazione in due tipi di percentuali differenti a seconda dell'anno scolastico di riferimento (biennio o triennio), secondo un nuovo modello del piano didattico personalizzato (PDP), precisamente la valutazione finale dovrà essere il risultato di una media ponderata tra la prova scritta insufficiente (peso: biennio 30 per cento e triennio 50 per cento) e quella orale di compensazione (peso: 100 per cento). La compensazione dovrà essere programmata non prima di una settimana e non oltre le tre settimane dalla riconsegna della prova scritta insufficiente. Tutte le valutazioni saranno regolarmente annotate sul registro elettronico e nessuna potrà essere eliminata. Inoltre, a partire dall'attuale anno scolastico, si è deliberato che le prove insufficienti entreranno nella media matematica, con un peso diverso a seconda che l'alunni frequenti una classe del biennio o del triennio; l'ampio quadro normativo vigente in materia DSA ha stabilito che il principio di base è sempre la didattica e la valutazione "personalizzata e individualizzata", dovendo essere tenuto in debito conto come e che cosa ha imparato lo studente, considerando il disturbo e la situazione globale di ogni alunno nella propria specificità; sempre nel modello di PDP dell'istituto è stata introdotta la dicitura "in caso di reiterate assenze, non sono previsti ulteriori preavviso e programmazione": questo fatto costituisce un'ingiustificata privazione, perché l'assenza quasi sempre può essere dovuta a problemi di salute, si chiede di sapere: se l'ufficio competente a livello territoriale abbia autorizzato quanto deciso e già applicato dalla scuola; quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda mettere in campo per cercare di risolvere l'ingiusta situazione creatasi all'istituto Maffeo Vegio e le ricadute sugli studenti. Atto n. 4-00989 GARAVINI BOLDRINI MANCA Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: venerdì 12 ottobre 2018 si è tenuto il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale un primo incontro tecnico tra le autorità italiane e quelle sammarinesi per la revisione dell'accordo di amicizia e buon vicinato tra Italia e San Marino del 1939; tale tavolo tecnico fa seguito alla visita del Ministro in indirizzo a San Marino nello scorso mese di agosto; a quasi 80 anni dalla firma della convenzione di amicizia e buon vicinato sembrano maturi i tempi per aprire una nuova fase dei rapporti tra Italia e San Marino; nello scorso novembre il Comites San Marino ha depositato presso la segreteria istituzionale del Parlamento sammarinese due progetti di legge di iniziativa popolare in tema di cittadinanza e di diritto di elettorato attivo e passivo a favore dei cittadini italiani residenti nella Repubblica del Titano (circa 14.000) e sammarinesi; dal 2000, anno in cui è stato introdotto a San Marino l'impianto normativo disciplinante la materia della cittadinanza, lo scenario sociale è cambiato e così gli orientamenti culturali; negli ultimi 10 anni in Europa si è intervenuti diffusamente per riformare le leggi sulla cittadinanza, facendo emergere una propensione a concepirle in termini meno identitari; gli Stati europei accettano o tollerano in modo crescente la doppia cittadinanza e si sta riducendo sempre più il numero di quegli Stati che chiedono la rinuncia; si sono fatte strada anche condizioni più agevoli per la naturalizzazione, come in Germania dove servono 5 anni di residenza, in Svizzera dove ne occorrono 12, in Belgio 3, in Austria 6, in Lussemburgo 7, si chiede di sapere se in tale contesto il Ministro in indirizzo non ritenga di dover inserire le questioni degli italiani residenti a San Marino nel quadro dei negoziati appena avviati. Atto n. 4-00990 STABILE Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e dell'interno Premesso che: