[resaula]

stiamo facendo delle finte discussioni, perché oggi in questa sede stiamo parlando di un bel pacchetto che ci è arrivato e che - ricordiamocelo - in realtà è stato esaminato solo da un ramo del Parlamento. Se questo è il bicameralismo perfetto che dovrebbe essere garanzia dei valori della Costituzione evidentemente una sana riflessione dovremmo farla. Dovremmo farla non tanto perché il bicameralismo non funziona, ma perché evidentemente lo strumento del bicameralismo è distorto da una funzione governativa che vuole utilizzare le Aule del Parlamento semplicemente come camere di compensazione, come a dimostrare che avete ascoltato le esigenze dei parlamentari che dovrebbero rappresentare il popolo e i cittadini, anche se questo di fatto non accade. Arrivo al merito della mia Commissione, la Commissione giustizia, dove abbiamo presentato come Lega un parere di opposizione che ovviamente è contrario alle indicazioni contenute all'interno di questo provvedimento legislativo, perché come al solito - e come ho avuto più volte modo di dire all'interno di quest'Aula - il sistema giustizia è completamente abbandonato. Checché se ne dica e nonostante si affermi che sono stati presi dei provvedimenti atti a razionalizzare l'attività della giustizia nel nostro Paese, invito il ministro Bonafede e il presidente del Consiglio - che è un collega, un avvocato - ad andare nelle aule di tribunale oggi, come faccio io nei giorni in cui non sono qui in Aula, per vedere - come io faccio continuamente - come la funzione giurisdizionale sia assolutamente svilita e non si possa sostanzialmente garantire ai cittadini il suo esercizio: questo è un dato di fatto. Andiamo a vedere i rinvii che continuano ad arrivare, sotto tutti i punti di vista, dai magistrati che non riescono a svolgere la loro funzione ai cancellieri che non riescono a fare il loro lavoro, e noi siamo qua a far finta di discutere su un provvedimento che addirittura non riesce ad ottenere almeno i pareri. Noi in Commissione giustizia forse siamo stati troppo bravi e abbiamo espresso anche un parere di opposizione; ieri la maggioranza non è neanche riuscita a dare un parere in Commissione agricoltura (ero presente e neanche lì sono riusciti a dare un parere). È notizia di stamattina che neanche la 3 a Commissione affari esteri e emigrazione è riuscita a esprimere un parere. Facciamoci allora delle domande su cosa stiamo facendo in quest'Aula, perché se stiamo semplicemente prendendo in giro i cittadini, diciamolo. Diteglielo ai cittadini che li state prendendo in giro! Io sinceramente questa responsabilità non me la prendo; io sono qua per svolgere una funzione politica e devo rendere conto a quelli che mi hanno eletto e sinceramente alzerò la voce ogni volta di più fino a quando questa non verrà ascoltata. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, il decreto-legge n. 34, cosiddetto rilancio, nei suoi articoli e commi prevede un complesso di norme, riguardanti tra gli altri il settore sanitario, che si innesta sempre nel percorso di organizzazione, o meglio di riorganizzazione e di potenziamento della rete assistenziale per far fronte all'emergenza epidemiologica da coronavirus, conferendo alle Regioni e alle Province autonome le direttive necessarie per una migliore strutturazione delle attività ospedaliere, dei servizi territoriali e delle attività di sorveglianza attiva e di monitoraggio presso le residenze sanitarie assistite (RSA). Il filo conduttore che in tema di sanità pervade e lega tutto il decreto- legge in esame è finalizzato ad un complessivo e progressivo rafforzamento del Servizio sanitario nazionale nelle sue diverse articolazioni territoriali e ospedaliere sia per quanto riguarda l'aspetto organizzativo sia per quanto attiene alla disponibilità di personale sanitario e parasanitario con le nuove assunzioni previste. Ed è in quest'ottica di una migliore e più appropriata programmazione della reale necessità di medici specialisti, necessari per il futuro della sanità italiana, che si innesta l'aumento consistente, mai realizzato prima, dei contratti di formazione specialistica per gli anni che vanno dal 2020 al 2024. Punto importante e qualificante è secondo me il rafforzamento strutturale della rete ospedaliera del Servizio sanitario nazionale con uno specifico piano di riorganizzazione in grado di fronteggiare in maniera adeguata e rapida le emergenze pandemiche con un incremento strutturale dei posti letto di terapia intensiva e autorizzando le Regioni ad incrementare la spesa per le assunzioni di personale sanitario, parasanitario e tecnico. In particolare per quanto riguarda la riorganizzazione e l'incremento su tutto il territorio nazionale dei posti di terapia intensiva si prevedono almeno 3.500 nuovi posti letto, determinando un rapporto di 0,14 posti letto per 1.000 abitanti. È inoltre fondamentale quanto previsto per le Regioni, le quali devono individuare, nell'ambito delle strutture ospedaliere, le unità assistenziali nel regime di ricovero per pazienti affetti da Covid-19, provvedere a rendere efficiente la separazione dei percorsi affinché ciò diventi strutturale e organizzare e ristrutturare i reparti di pronto soccorso, individuando aree distinte di permanenza per i pazienti sospetti di Covid-19 o potenzialmente contagiosi e ancora in attesa di diagnosi. Dopo la risposta all'emergenza è fondamentale programmare per evitare di trovarci impreparati di fronte all'eventuale ritorno di nuove ondate epidemiche o possibili altri pandemie che potrebbero verificarsi negli anni futuri. Un altro aspetto che desidero sottolineare è la possibilità prevista di offrire una diagnosi più rapida per le infezioni da Covid-19, perché in ogni emergenza il fattore tempo fa la differenza. A tal proposito, è prevista la costituzione, da parte delle Regioni e delle Province autonome, di una rete di laboratori pubblici e privati qualificati, in grado di eseguire i test molecolari per la SARS-CoV-2 con rapidità e controllo della qualità. Nel decreto-legge in esame è inoltre prevista un'implementazione dell'assistenza domiciliare integrata, anche attraverso le Unità speciali di continuità assistenziale (USCA) e pure per i pazienti in isolamento, perché positivi asintomatici o possibili contagiati, garantendo loro però - e questo è importante - adeguato supporto sanitario e attento monitoraggio e assistenza Desidero sottolineare che il rafforzamento dei servizi infermieristici passa anche attraverso l'introduzione dell'infermiere di famiglia o di comunità, che dovrebbe diventare un cardine importante per l'assistenza generica e pediatrica sul territorio al fine di ridurre gli accessi al Pronto soccorso e il numero di ricoveri in ospedale, migliorando l'assistenza domiciliare sia qualitativamente, che quantitativamente (fatto, quest'ultimo, particolarmente importante nelle patologie croniche o neoplastiche). Questo breve excursus rappresenta solo alcune delle considerazioni molto parziali sul decreto-legge in esame.