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Da qui la necessità di prevedere vie alternative affinché i cittadini possano contare su un solerte supporto economico a beneficio delle loro abitazione e delle attività economico-produttive, senza che ciò gravi in modo invalidante per la solvibilità dei conti pubblici. La proposta di prevedere una polizza assicurativa obbligatoria contro danni da calamità naturali non è nuova, ma ogni volta che nel corso degli ultimi anni è stata dibattuta si è arenata a causa della ipotetica impopolarità che una misura di questo tipo potrebbe causare all'Esecutivo in carica. La motivazione principale è che essa sarebbe percepita dai cittadini come una ulteriore imposizione fiscale ai danni dei cittadini, per di più sulla casa. A questa osservazione critica occorre prontamente ribattere ricordando che qualora -- come avviene oggi -- si ipotizzi la sola e unica competenza dello Stato nel far fronte alle spese post sisma si andrebbe in ogni caso ad intaccare la riserva di risorse pubbliche. Non solo, ma è facilmente ipotizzabile -- come avvenuto spesso nella storia sismica italiana -- che lo Stato non sia in grado di trovare (a bilancio invariato) le risorse sufficienti per un intervento, decidendo di affidarsi ad un prelievo fiscale ad hoc per affrontare la fase post -emergenziale (l'esempio più noto sono le accise sulla benzina). In questo modo, non solo i cittadini saranno vittime di ulteriori balzelli fiscali, ma lo saranno nel modo più iniquo possibile, ovvero pagheranno tutti nella stessa misura indipendentemente dalla loro vulnerabilità di fronte alla calamità naturale che si è verificata. In caso di assicurazione sugli immobili, invece, il premio (controllato entro massimali pre-definiti) si baserebbe sulla richiesta dell'immobile, del terreno in cui è costruito, nonché della pericolosità sismica percepita per la zona circostante. Non solo, questo meccanismo fungerebbe da volano per la messa in sicurezza di tutti gli edifici (immobili non a norma non potrebbero essere assicurati, né venduti o locati) e incentiverebbe -- qualora considerato un requisito obbligatorio per la stipula -- la diffusione del «Certificato di idoneità statica» (CIS). Quest'ultimo potrebbe rappresentare un elemento fondamentale del Piano antisismico nazionale (previsto dal presente disegno di legge), in quanto proprio la compilazione di dettaglio e la pubblicità del certificato rappresenterebbe il risultato del necessario censimento del patrimonio immobiliare italiano, nonché del monitoraggio sismico e territoriale. Questo ci porta a ragionare sull'obbligatorietà di una assicurazione per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali per gli edifici privati. La creazione di una «assicurazione casa» porterebbe certamente a dei vantaggi. Gli interventi obbligatori di messa in sicurezza degli edifici dovrebbero essere affiancati da sconti fiscali tangibili e sicuri nel tempo, per fare in modo che l'investimento dei cittadini non risulti vanificato dal cambiamento delle regole in corsa. Con il presente disegno di legge, ad esempio, si propone di ampliare il cosiddetto «sisma bonus » innalzando la cifra massima di spesa per cui la detrazione sia possibile a 150.000 euro e la percentuale della stessa al 100 per cento. Il tutto sarebbe accompagnato da una razionalizzazione dell'abusato sistema dei bonus fiscali. In particolare si prevede l’eliminazione dei bonus per l'acquisto dei mobili -- il cui effetto moltiplicatore sul settore pare ormai sufficiente -- per adibire la cifra residuale proprio alla detassazione degli investimenti anti-sismici. Occorre, infine, prendere consapevolezza che le politiche di difesa dai terremoti (o da altre calamità naturali) non possono prescindere -- pena l'inefficacia -- dall'informazione dei cittadini. In capo alle autorità statali, quindi, va posto anche il compito e la responsabilità di informare adeguatamente i cittadini -- siano essi bambini, adulti, lavoratori -- sui rischi dei fenomeni calamitosi, un sisma in primis , mettendo in campo attività che stimolino la cultura della prevenzione e la gestione del rischio. Una sorta di programma di training , con frequenza e livello di approfondimento molto più elevati degli attuali, da attuare nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei condomini e in tutti i luoghi in cui potenzialmente la fase di evacuazione in caso di sisma possa rappresentare essa stessa una fonte di pericolo. È necessario insegnare ai cittadini a convivere con il rischio. Lo hanno ben capito in Giappone, dove la popolazione apprende come comportarsi in caso di terremoto fin dai primi anni di scuola. Ciò contribuisce a formare cittadini consapevoli, che pretendono la sicurezza delle proprie abitazioni, e progettisti e costruttori che sanno come garantirla.. 1 (Piano antisismico nazionale) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per l’istituzione del Piano antisismico nazionale, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a aggiornamento della classificazione sismica e della microzonazione sismica del territorio nazionale mediante applicazione dei criteri di cui all'articolo 2; b censimento e individuazione delle opere necessarie all'adeguamento antisismico del patrimonio immobiliare pubblico e privato, nonché degli edifici di interesse strategico elencati nel Piano antisismico nazionale stesso e delle infrastrutture essenziali alla protezione civile nel corso di eventi sismici; c valutazione della resistenza sismica del patrimonio residenziale pubblico e privato; d valutazione della resistenza sismica degli impianti industriali a rischio di incidente rilevante (RIR); e nuovo aggiornamento delle norme tecniche obbligatorie per le nuove costruzioni civili e per l'adeguamento delle costruzioni, nonché per l'aggiornamento delle norme tecniche obbligatorie per la progettazione degli impianti industriali RIR di nuova costruzione e per l'adeguamento antisismico di quelli esistenti; f definizione di norme tecniche obbligatorie e di indirizzo generale per incrementare la qualità e la resistenza al sisma del patrimonio residenziale, produttivo e infrastrutturale, prevedendo periodiche revisioni del patrimonio atte alla verifica della resistenza sismica e alla individuazione dei necessari interventi di adeguamento; g introduzione di misure di compensazione per la sospensione dell'attività industriale per il periodo necessario all'adeguamento del patrimonio produttivo e di una moratoria per gli oneri fiscali e creditizi in scadenza nel periodo di adeguamento antisismico. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 del presente articolo sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. 2 (Revisione normativa in materia di microzonazione sismica) 1 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il termine di cui all'articolo 1 comma 1, si provvede alla revisione della microzonazione sismica, come definita negli «Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica» approvati dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome il 13 novembre 2008, in base all'applicazione congiunta di criteri di misurazione del rischio: