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la Russia in pochi giorni si è vista bruciare 30 miliardi di dollari del proprio prodotto interno lordo. Ma il crollo dell'economia russa e le controsanzioni che - non possiamo illuderci - ci aspettiamo portano a delle conseguenze negative anche sull'economia dell'Occidente, sull'Europa in particolare e ancor più in particolare sul nostro Paese. Il primo punto che stiamo affrontando è proprio quello dell'indipendenza energetica da Mosca. Ma - diciamocelo - ci vorrà molto tempo. Un altro punto importante, Presidente, sul quale occorre fare chiarezza, è senz'altro quello riferito all'aumento ingiustificato del costo delle materie prime, in primis gas e carburanti. Se approfondiamo tale aumento nelle sue cause, vediamo che non ci sono delle cause. Facciamo un esempio. Noi ci riforniamo dalla Russia per circa il 40 per cento del fabbisogno nazionale di gas e idrocarburi; ma i contratti con la Russia sono decennali, ventennali, se non trentennali. Allora questo aumento dei carburanti non dipende dalla guerra, perché lo stiamo registrando già dalla fine del 2021 e dall'inizio del 2022; la Russia sta continuando a fornirci normalmente il gas per il 40 per cento. Ora, laddove non ci sono delle cause, la risposta è semplice. Ci rimane soltanto una parola: speculazione. Signor Presidente, secondo Confesercenti (ma anche secondo altre associazioni dei consumatori) questa speculazione sta portando a un tasso di inflazione dell'8 per cento già nel 2022. Ci saranno 26 miliardi in meno nei consumi. Chi paga? Pagano sempre i cittadini: camionisti, tassisti, agenti di commercio, cittadini che meritano rispetto. Stiamo uscendo adesso dalla pandemia. Allora, Presidente, bisogna eliminare le accise. Paghiamo quella del 1935, riferita alla guerra di Etiopia (Applausi) , quella del 1963 per il disastro del Vajont, quella del 1980 per il terremoto dell'Irpinia. Presidente, termino: vogliamo l'elenco delle aziende fornitrici di energia che hanno ricavato dei maxi profitti da questa speculazione, non soltanto per tassarle, ma anche per sanzionarle e per indirizzare i proventi in un fondo per far fronte all'aumento del costo, al fine di alleviare le sofferenze economiche dei cittadini. (Applausi) . Presidente, un anno fa ho presentato un'interrogazione che si riferiva alle aziende fornitrici di energia che hanno i paradisi fiscali in altre località. Ecco, vorremmo anche l'elenco... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE . Le ho dato più del tempo previsto, senatore Lomuti, anche perché, non essendo presente alcun rappresentante del Governo, non so a chi fate le richieste, specie da parte dei partiti di maggioranza. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 16 marzo 2022 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 16 marzo, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 19,55) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale (728-B) ARTICOLI DA 1 A 14 NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE, IDENTICO AL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 1. (Finalità e princìpi) 1. Fatta salva la facoltà per gli imprenditori agricoli di svolgere la vendita diretta ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, la presente legge è volta a valorizzare e promuovere la produzione, trasformazione e vendita, da parte degli imprenditori agricoli e ittici, di limitati quantitativi di prodotti alimentari primari e trasformati, di origine animale o vegetale, ottenuti a partire da produzioni aziendali, riconoscibili da una specifica indicazione in etichetta, nel rispetto dei seguenti princìpi: a) principio della salubrità: la sicurezza igienico-sanitaria dell'alimento prodotto, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia igienico-sanitaria e di controlli da parte delle aziende sanitarie locali; b) principio della localizzazione: la possibilità di commercializzare, in ambito locale, i prodotti che derivano esclusivamente dalla propria produzione primaria; c) principio della limitatezza: la possibilità di produrre e commercializzare esclusivamente ridotte quantità di alimenti in termini assoluti; d) principio della specificità: la possibilità di produrre e commercializzare esclusivamente le tipologie di prodotti individuate dal decreto di cui al comma 1 dell'articolo 11. 2. Ai fini della presente legge con la dizione « PPL - piccole produzioni locali », di seguito denominate « PPL » , si definiscono i prodotti agricoli di origine animale o vegetale primari o ottenuti dalla trasformazione di materie prime derivanti da coltivazione o allevamento svolti esclusivamente sui terreni di pertinenza dell'azienda, destinati all'alimentazione umana, ottenuti presso un'azienda agricola o ittica, destinati, in limitate quantità in termini assoluti, al consumo immediato e alla vendita diretta al consumatore finale nell'ambito della provincia in cui si trova la sede di produzione e delle province contermini. 3. Ferme restando le deroghe previste dall'articolo 1, paragrafo 3, lettere d) ed e), del regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, per la fornitura diretta di piccoli quantitativi di carni provenienti da pollame e lagomorfi e di piccoli quantitativi di selvaggina selvatica o di carne di selvaggina selvatica, i prodotti ottenuti da carni di animali provenienti dall'azienda agricola devono derivare da animali regolarmente macellati in un macello registrato o riconosciuto che abbia la propria sede nell'ambito della provincia in cui si trova la sede di produzione o delle province contermini. Art. 2. (Ambito di applicazione) 1. La presente legge si applica agli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile, agli imprenditori apistici di cui all'articolo 3 della legge 24 dicembre 2004, n. 313, e agli imprenditori ittici di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4, titolari di un'azienda agricola o ittica, che lavorano e vendono prodotti primari o ottenuti dalla trasformazione di materie prime derivanti da coltivazione o allevamento svolti esclusivamente sui terreni di pertinenza dell'azienda stessa, e collocati, ai fini della vendita, in contenitori o confezioni di tipo adeguato. Sono ricomprese le aziende agricole o ittiche associate a tal fine o che svolgono o partecipano a identiche attività riconosciute o registrate ai sensi della normativa vigente.