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Anche in Italia, con l'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, dal 15 giugno è stato eliminato l'obbligo di distanziamento sociale a bordo dei velivoli; è previsto l'obbligo di mascherina e il divieto di imbarco con una temperatura di 37,5 gradi; si parla anche di divieto di portare a bordo bagagli di grandi dimensioni, molto difficile da comprendere. Questo tema, se non ben gestito, fin dagli accessi all'area aeroportuale, con l'aiuto di gestori aeroportuali e handling , potrebbe effettivamente rischiare di causare qualche problema nella fase finale dell'imbarco vero e proprio, provocando eventuali assembramenti. Da più parti arrivano sollecitazioni - talvolta direi pressioni - sul vettore nazionale affinché operi alcune tratte in specifici aeroporti, che però non risultano avere grandi richieste sulla base degli indici di prenotazione del vettore stesso. In questo caso mi chiedo, siccome ci sono aeroporti effettivamente in un certo senso più sensibili ai distanziamenti da porre in essere, magari le Regioni potrebbero sollecitare e adoperarsi per la continuità territoriale. Per quanto riguarda, invece, l'aeroporto di Milano Linate, comprendo la difficoltà dei gestori e quella economica, ma rimane un aeroporto molto importante per il business. Pertanto, mi chiedo se ci sia modo di trovare una soluzione per la sua riapertura e operatività, anche valutando fasce orarie particolari. Il trasporto aereo rappresenta un fattore imprescindibile di crescita del PIL del nostro turismo. Le previsioni stimano una ripresa del mercato pari, rispetto al pre-Covid, al 40 per cento nel 2021 e addirittura al 30 per cento nel 2022. La crisi può rappresentare effettivamente una grande occasione per rimettere a posto determinate strutture del passato, con una visione sistemica. È molto apprezzata la norma contenuta nell'articolo 203 del cosiddetto decreto rilancio, perché ci fa sperare che ci sia un'attenzione su alcune figure professionali spesso considerate quasi invisibili. Si chiede al Governo quali sono le iniziative per garantire la massima sicurezza dei passeggeri e degli operatori, vigilando sulle responsabilità di ciascun attore relativamente al rispetto delle regole. Si chiede un intervento per capire come far riaprire l'aeroporto di Milano Linate, tenendo conto delle criticità e difficoltà economiche, di cui non dubitiamo, del gestore e quale posizione il Governo ha in merito al progetto di riordino del settore del trasporto aereo. Tra l'altro, ricordo che qui in Senato, in Commissione lavori pubblici, comunicazioni, è in esame il disegno di legge Atto Senato 727, che è pronto per essere di supporto totale al Governo. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole De Micheli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, onorevoli senatori, il settore del trasporto aereo è al centro dell'attività quotidiana del Ministero ed è uno dei pilastri del piano Italia Veloce; rappresenta, quindi, certamente il fattore di crescita del PIL del Paese a forte vocazione turistica Quanto alle misure per garantire la sicurezza dei passeggeri e degli operatori, ricordo che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 giugno 2020 contiene delle condizioni, che abbiamo valutato insieme alle indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, oltre alle indicazioni organizzative, e specifiche previsioni per tutti i vettori operanti in Italia. In particolar modo, cito i percorsi a senso unico all'interno dell'aeroporto e nei percorsi fino ai gate in modo da mantenere separati flussi di utenti in entrata e in uscita; l'obbligo di distanziamento interpersonale di un metro a bordo degli aeromobili e all'interno dei terminal e di tutte le altre facilities aeroportuali. Inoltre, è consentito derogare al distanziamento interpersonale di un metro a bordo degli aeromobili nel caso in cui l'aria a bordo sia rinnovata ogni tre minuti, i flussi siano verticali e l'aeromobile sia dotato di filtri EPE. Sono inoltre previste l'acquisizione, prima dell'imbarco, di una specifica autocertificazione attestante l'inesistenza di contatti stretti con persone affette da Covid negli ultimi due giorni, prima dell'insorgenza dei sintomi e fino a quattordici giorni dopo l'insorgenza dei sintomi; la misurazione della temperatura prima dell'accesso all'aeromobile; il divieto di salita a bordo nel caso tale temperatura superi i 37,5 gradi; l'obbligo di utilizzo delle mascherine chirurgiche e loro sostituzione ogni quattro ore; il divieto assoluto di occupazione di posti diversi da quelli assegnati in fase di check-in e divieto di portare il bagaglio a mano sull'aeromobile per evitare continui o eventuali spostamenti delle persone che avvicino la distanza; l'obbligo di comunicare al vettore e all'USL territorialmente competente l'insorgenza di sintomi Covid entro otto giorni dallo sbarco al fine di garantire la più ampia tracciabilità; l'obbligo di igienizzazione e sanificazione di terminal e aeromobili, anche più volte al giorno in base al traffico dell'aerostazione e degli aeromobili, con specifica attenzione a tutte le superfici toccate dai passeggeri. Quanto alla mancata riapertura dell'aeroporto di Milano Linate, il decreto ministeriale del 14 giugno scorso è stato adottato sulla base delle richieste pervenute dai gestori aeroportuali, della collocazione geografica degli aeroporti in grado di servire bacini di utenza uniformi e della capacità infrastrutturale degli stessi aeroporti. Nel caso specifico, in considerazione degli attuali livelli di domanda, il gestore aeroportuale ha ritenuto di concentrare tutta l'operatività dei voli sull'aeroporto di Milano Malpensa. Sulla base di ulteriori esigenze di trasporto aereo potrà comunque essere disposta in ogni momento, secondo le modalità indicate nel decreto ministeriale, anche la riapertura di Linate. A breve, comunque, ci sarà un incontro con la SEA per aggiornamenti rispetto ai tempi di riapertura. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Lupo, per due minuti. LUPO (M5S) . Signor Ministro, la ringrazio per la risposta della quale mi ritengo soddisfatta. Mi preme comunque ricordare che il decreto del Presidente del Consiglio è sicuramente molto attento alla sicurezza dei passeggeri quanto degli operatori. Si potrebbe però valutare il ripristino della misurazione della temperatura all'ingresso dell'aeroporto, non lasciando la responsabilità ai vettori, perché potrebbe effettivamente generare un collo di bottiglia. Penso che il passeggero, quando arriva a bordo, dovrebbe essere già pronto per essere imbarcato e non dovrebbe dover essere sottoposto a procedure che possono essere espletate anche prima. Per quanto riguarda le pressioni su alcuni aeroporti sensibili o comunque in un certo senso più bisognosi, perché purtroppo negli anni precedenti anni non si è provveduto a realizzare infrastrutture alternative quali le ferrovie, inviterei le Regioni a valutare la continuità territoriale o altre forme di servizio pubblico utili alla mobilità dei passeggeri che immagino sia fondamentale. Per quanto concerne, invece, le regole e il riordino del settore del trasporto aereo, auspico che vi sia una volontà ferrea.