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1 Il lavoratore e il datore di lavoro possono pattuire la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno di cui all'articolo 7, comma 1, in rapporto di lavoro a tempo ridotto. Dopo aver svolto un periodo lavorativo di almeno due anni con orario a tempo ridotto, il lavoratore e il datore di lavoro possono pattuire di ripristinare il precedente orario di lavoro a tempo pieno. La pattuizione deve essere stipulata in forma scritta a pena di nullità, fatto salvo il caso in cui essa corrisponda a previsioni contenute in un contratto collettivo, anche aziendale. L'accordo scritto deve essere trasmesso in copia alla direzione territoriale del lavoro e alle rappresentanze sindacali aziendali, ove costituite. In mancanza delle rappresentanze sindacali aziendali l'accordo deve essere trasmesso alle rappresentanze sindacali di cui al comma 1 dell'articolo 14. 2 È data priorità alla trasformazione dei rapporti di lavoro a tempo pieno in rapporti di lavoro a tempo ridotto ai soggetti che: a hanno figli, genitori o coniuge handicappati, ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104; b svolgono un'attività documentata di assistenza e cura continuativa a soggetti disabili; c svolgono un'attività documentata di volontariato presso un'associazione registrata a livello regionale o presso un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS); d hanno figli di età inferiore ai sei anni di età; e sono iscritti ad un corso continuativo di istruzione scolastica, formazione o riqualificazione professionale di durata superiore a tre mesi; f svolgono gli ultimi cinque anni di vita lavorativa utili al raggiungimento dell'accesso al pensionamento, a condizione che in seguito alla loro uscita progressiva dal lavoro siano sostituiti da giovani al primo inserimento lavorativo. 3 I soggetti di cui al comma 2 usufruiscono degli sgravi contributivi previsti dall'articolo 6, con le modalità ivi stabilite. V SANZIONI 21 (Violazione dei limiti massimi di orario) 1 L'inosservanza dei limiti massimi di orario di cui all'articolo 7 è punita con una sanzione amministrativa a carico del datore di lavoro pari a 500 euro per ogni lavoratore interessato e per ogni ora di lavoro prestato oltre il limite massimo. 2 La violazione delle disposizioni contenute all'articolo 8 è punita con una sanzione amministrativa a carico del datore di lavoro pari a 500 euro per ogni lavoratore e per ogni ora di lavoro sottratta al suo riposo oltre il limite minimo. 3 In caso di violazione delle norme previste da leggi e contratti sulle modalità di svolgimento delle prestazioni di lavoro straordinario, è prevista una sanzione amministrativa a carico del datore di lavoro pari a 1.000 euro per ogni singolo caso di violazione riscontrata. 4 La violazione delle disposizioni di cui all'articolo 13, comma 2, è punita con una sanzione amministrativa a carico del datore di lavoro pari a 1.000 euro per ogni lavoratore. 5 La vigilanza sull'adempimento degli obblighi prescritti dalla presente legge è affidata al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che la esercita attraverso i propri organi periferici. VI NORME FINALI E TRANSITORIE 22 (Norme finali ) 1 Per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e delle imprese esercenti servizi pubblici anche in regime di concessione, nonché per il personale navigante, si applicano le disposizioni della presente legge, fatta salva la diversa disciplina in materia contenuta in apposite norme di legge o di regolamento o di contratto collettivo nazionale. 2 Per quanto non previsto dalla presente legge si fa riferimento, in quanto compatibili, alle disposizioni del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66. 3 Qualora alla data di entrata in vigore della presente legge la disciplina disposta dai contratti collettivi di un settore preveda limiti di orario superiori rispetto a quelli previsti nel capo III, la predetta disciplina collettiva deve essere adeguata alle disposizioni della presente legge alla prima scadenza contrattuale e, comunque, non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore della medesima.