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il Paese, grazie all'accordo di tutte le forze di maggioranza, ha deciso di procedere a delle riaperture graduali, prendendo quello che - come ci ha ricordato anche ieri il premier Draghi - è un rischio calcolato e ragionato. E lo abbiamo fatto anche assumendo scelte differenti rispetto a quelle di altri Paesi europei. Sappiamo che il nostro obiettivo è proprio quello di ripartire con la piena sicurezza. Ma, se avessimo ascoltato chi, nei mesi scorsi, negava la seconda ondata e gridava per riaprire - come si sta facendo anche oggi in quest'Aula - saremmo ancora rinchiusi, con l'epidemia fuori controllo. Ci sono Paesi in altri continenti che stanno vivendo queste situazioni drammatiche, derivanti da una certa irresponsabilità nella gestione. Oggi dovremmo concentrarci solo ed esclusivamente sulla campagna vaccinale, superando le disomogeneità regionali; mettendo in sicurezza la parte più fragile della popolazione, perché questo significa abbattere le curve dei contagi, dei ricoveri e dei decessi. In un Paese che vive la peggiore crisi del dopoguerra, le forze responsabili agiscono guardando al bene del Paese, e non alle piccole polemiche strumentali. Basta con questa vicenda del coprifuoco, per favore! (Applausi) . Lo dico al senatore La Russa: basta! Non è questa la questione. È già scritto che, sulla base dei dati, tutte le scelte saranno riviste (Applausi) . Non possiamo dimenticare come stanno le cose, perché altrimenti proviamo a colpire il Governo, ma in realtà colpiamo i cittadini, facendo passare messaggi confusi. Lo chiediamo a tutti: il Paese dovrebbe rimanere unito, come chiesto dal presidente Mattarella. E io, ministro Speranza, ricordo l'appello di qualche mese fa all'unità, ripetuto tre volte in quest'Aula: unità, unità, unità! Lo continuiamo a ribadire perché deve essere chiaro a tutti che mettere in discussione un Ministro in una fase così complessa significa voler scientificamente indebolire l'azione di un Governo, quando invece oggi l'avversario non è il Governo, ma il virus, che dovrebbe essere l'avversario di tutti. Presidente, ministro Speranza, noi voteremo contro le mozioni di sfiducia. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, signor Ministro, se si potesse cancellare la strumentalità delle mozioni di sfiducia, le sue risposte puntuali avrebbero ottenuto il ritiro di queste mozioni, dimostrandone l'infondatezza. Ciò, purtroppo, non esiste perché qui prevale un dato politico: prima di tutto la strumentalità, ma colleghe e colleghi - diciamocelo - anche una certa competizione tra Lega e Fratelli d'Italia nell'ambito dei sondaggi. Ministro, credo che il dibattito odierno produrrà l'effetto opposto dei desiderata dei proponenti, vale a dire una conferma evidente del suo lavoro e della sua serietà. Come ha detto il senatore Quagliariello, lei ci ha messo la faccia, è stato in prima linea e non si è mai tirato indietro, dimostrando un grande senso delle istituzioni e del ruolo dello Stato. Il senso dello Stato è un riferimento essenziale, come ci ricorda il presidente Mattarella e come ci ha ricordato ieri il presidente Draghi. Colleghi, è singolare che, poche ore dopo avere votato e discusso dell'atto più importante dei prossimi trent'anni, della svolta storica dell'Italia, ci troviamo a discutere di questa mozione di sfiducia. È il segno del limite della politica, del fatto che la politica non riesce a fare il salto di qualità. Abbiamo attraversato un anno difficilissimo per gli esiti drammatici, innanzitutto in termini di perdite di vite umane, e poi per le famiglie, il lavoro e le imprese. La crisi attraversa profondamente la società italiana. Trovo che rappresentare tutti questi problemi e scaricarli sul ministro Speranza sia, prima che un'ingiustizia, oggettivamente un'idiozia. Ho avuto modo di dire che nessuno era preparato a questa pandemia. Certo, ci sono stati dei limiti, che vanno indagati, che dobbiamo discutere, che dobbiamo capire, ma davvero pensate che tutti i limiti che ci sono stati non siano riferibili alla storia degli ultimi vent'anni del Sistema sanitario nazionale? Davvero vi siete dimenticati di quanti - tra cui molti di voi - dicevano che la spesa sanitaria era troppo alta, era uno spreco e che bisognava tagliarla? (Applausi) . Vi siete dimenticati? Pensate davvero che il tema del piano pandemico 2006, del piano pandemico influenzale, avrebbe prodotto la svolta per gli esiti di questa durissima campagna? Colleghi, per dimostrare che nessuno era preparato, io vorrei leggere alcune dichiarazioni che ci hanno accompagnato dall'inizio della pandemia. Userò le parole di un autorevole esponente, il senatore Salvini, che risalgono al 21 febbraio 2020: «Bisogna chiudere tutto. È fondamentale. Se non l'hanno fatto ieri, ora chiudiamo tutto». 24 febbraio 2020: «Non è il momento di mezze misure. Servono provvedimenti radicali». Tre giorni dopo, il 27 febbraio, in una diretta Facebook: «Il Paese affonda. Coi Governatori leghisti» - ma non ci sono i Governatori in Italia! - «concordiamo che occorre riaprire tutte le attività, ritornare alla normalità». È il vostro leader che parla. Ancora Salvini: «Chiediamo al Governo di accelerare, riaprire, aiutare e sostenere». 26 marzo, «Piazzapulita», La7: «Ho detto a fine febbraio che bisognava riaprire tutto. Era evidentemente una valutazione scientificamente sbagliata». In questo errore, però, ci è ricaduto. Andiamo avanti. Parliamo della seconda ondata. 14 luglio: «Il Covid-19 è stato una emergenza ospedaliera che ora è finita. I numeri sono sotto controllo. La mascherina non ce l'ho e non la metto. Ma è normale che abbiamo tutti i giorni il bollettino dei contagi? Siamo al terrorismo mediatico». Poi, la chicca. Ha detto che non c'è la seconda ondata e poi il 16 ottobre dichiara: «Che cosa è stato fatto in questi sei mesi per prevenire la seconda ondata? Non vorrei che qualcuno, in questi mesi, si fosse seduto sperando nel buon Dio». Ora, mi pare evidente che nessuno possa dare lezioni rispetto alla contraddittorietà. Ministro Speranza, lo dico davvero col cuore: per fortuna per gli italiani che al Governo c'era lei, che ha presidiato con la barra dritta, compiendo scelte difficili, problematiche che certo le hanno pesato, anche personalmente. (Applausi) . Colleghe e colleghi, scagliare le pietre può servire a un interesse politico di parte, ma non è serio per la battaglia che abbiamo di fronte. Facciamo allora qualcosa di utile in questo dibattito. Che cosa ci ha insegnato questa pandemia? Ci ha insegnato che erano sbagliati i tagli, che era assurdo il blocco del personale. Ci ha spiegato che il valore universale del Sistema sanitario pubblico è un valore incancellabile per questo Paese. (Applausi) . Ci ha insegnato che il tema Stato-Regioni non è riconducibile meramente all'articolo 117 della Costituzione.