[massime]

Sopravvenienze nel conflitto di attribuzione tra enti - Sopravvenuta abrogazione e sostituzione del decreto ministeriale impugnato - Permanenza dell'interesse all'accertamento del riparto delle attribuzioni e delle ragioni del conflitto - Ammissibilità del ricorso.. Nel conflitto di attribuzione promosso dalla Regione Abruzzo in relazione al decreto del Ministro dello sviluppo economico del 25 marzo 2015, la successiva sostituzione e abrogazione di esso ad opera del decreto ministeriale del 7 dicembre 2016 non determina l'inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse o la cessazione della materia del contendere, stante l'irrilevanza delle sopravvenienze di fatto, come l'esaurimento degli effetti dell'atto impugnato. Tale esaurimento non esclude l'interesse ad accertare il riparto costituzionale delle attribuzioni; né sono venute meno le ragioni del conflitto, in quanto permane l'efficacia del decreto impugnato per il periodo anteriore alla sua abrogazione. Nei conflitti di attribuzione sussiste comunque - anche dopo l'esaurimento degli effetti dell'atto impugnato - un interesse all'accertamento, il quale trae origine dall'esigenza di porre fine (secondo quanto disposto dall'art. 38 della legge n. 87 del 1953) ad una situazione di incertezza in ordine al riparto costituzionale delle attribuzioni; né vengono meno le ragioni del conflitto in caso di abrogazione dell'atto impugnato, giacché permane l'efficacia di esso per il periodo anteriore. ( Precedenti citati: sentenze n. 260 del 2016, n. 9 del 2013, n. 334 del 2006, n. 432 del 1994 e n. 289 del 1993 ).