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Abbiamo due Ministri "strategici", quello del lavoro e delle politiche sociali e quello delle infrastrutture e dei trasporti, che si divertono esclusivamente a smentire quanto detto il giorno precedente. Con questa modalità, il Paese non troverà mai alcuna forma di crescita e di occupazione. Con questa modalità, saranno purtroppo i dati reali che suggelleranno il fallimento delle vostre azioni politiche, perché, purtroppo, non siete credibili. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pirro. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, il MoVimento 5 Stelle ha sempre manifestato, qui e altrove, la propria contrarietà alla realizzazione della linea ad Alta velocità Torino-Lione. Ci hanno sempre accusato di avere una posizione ideologica e infondata, ma l'analisi costi benefici ha dimostrato chiaramente a tutti che la nostra posizione era, ed è, fondata su solide basi e sulla conoscenza dei dati. Non si può dire certo altrettanto dei sostenitori del sì, che da anni accampano giustificazioni fasulle, fantasmagorici aumenti di traffico fino ad ora mai visti. Addirittura, si parla di saturazione della linea storica, che in realtà è utilizzata ben al di sotto delle sue possibilità, mentre la saturazione doveva essere il prerequisito per l'opera in base al primo accordo con la Francia. (Applausi dal Gruppo M5S) . La posizione più ricorrente è anche la più interessante politicamente: dobbiamo andare avanti per non perdere i finanziamenti europei e far lavorare le imprese (sostenuto anche ieri dal neo segretario del Partito Democratico, Zingaretti, a Torino). Quindi, l'opera va fatta, non perché serve, ma perché ci danno una parte dei soldi per farla. Quindi, per avere qualche milione dall'Unione europea (comunque soldi pubblici, che in parte diamo noi all'Europa), ne spendiamo miliardi di nostri: e poco importa se serve o no. Vi sembra l'atteggiamento giusto e responsabile di chi in passato ha governato un Paese? Le risorse pubbliche vanno spese nell'interesse dei cittadini (e l'analisi costi-benefici dice che l'interesse pubblico non c'è) e non per fornire facili guadagni alle imprese che vorrebbero realizzare l'opera. Di infrastrutture necessarie, in Piemonte e nel resto di Italia, ce ne sono centinaia da finanziare e tutte più utili di un nuovo tunnel , dove c'è già una linea ferroviaria a cui servono pochi interventi migliorativi per renderla più competitiva. Una linea che, già oggi, può sopportare un aumento di oltre il 100 per cento del volume di merci trasportate. E lo ripeto, la linea storica non è satura e non ha visto aumenti di traffico negli ultimi anni, semmai il contrario, con una riduzione di un terzo. E lo stesso vale per l'autostrada dove circolano 2.000 mezzi pesanti al giorno, contro i 60.000 che percorrono la tangenziale di Torino. Sono quelli i mezzi che dobbiamo togliere dalle strade. Quelli che percorrono le distanze medio-brevi e inquinano tutta la Pianura Padana. Consiglio ai colleghi che sono intervenuti prima di verificare meglio i dati prima di citarli a caso. Tutte le previsione di aumento del traffico merci sono disattese su tutto l'arco alpino. Si registrano la metà delle merci rispetto alle previsioni su cui era stata fondata l'opera trent'anni fa e sul confine con la Francia siamo tornati ai livelli di trent'anni fa. (Applausi dal Gruppo M5S) . Raccontano che senza questa linea saremmo tagliati fuori dall'Europa e che comprometteremmo il corridoio Mediterraneo previsto dall'Unione europea e non la tratta Lisbona-Kiev, che non esiste più perché il Portogallo si è sfilato già nel 2012 e senza pagare alcuna penale. Nulla di più falso, comunque, perché il corridoio Mediterraneo è costituito, per la maggior parte, da linee ferroviarie tradizionali e autostrade e non da linee ad alta velocità. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ne fanno già parte sia l'autostrada del Frejus che la storica linea ferroviaria Torino-Lione. Quindi, non tagliamo alcun collegamento internazionale se fermiamo la linea TAV e non lasciamo alcun buco nel corridoio Mediterraneo. Se non credete a me, potete verificarlo da soli, andando sulla sezione mobilità e trasporti del sito della Commissione europea, dove sono riportate tutte le tratte. Ma non possiamo certo infrangere l'accordo con la Francia, dobbiamo essere dei partner credibili. Solo che la Francia ha già spostato i lavori della sua tratta nazionale a dopo il 2038, ritenendoli investimenti non prioritari. E sapete perché il tunnel di base non l'ha invece ancora rinviato? Perché, nonostante i 57,5 chilometri ricadano per la maggior parte su suolo francese (ben 45 chilometri, pari al 78 per cento dell'opera) e solo 12,5 chilometri siano su territorio italiano, noi ci siamo impegnati a pagare il 58 per cento della tratta internazionale. (Applausi dal Gruppo M5S) . Sì, avete sentito bene: pagheremo il 58 per cento di un'opera nostra solo per il 22 per cento. È chiaro che la Francia ci chiede di farlo, glielo paghiamo in gran parte noi e l'Europa. (Applausi dal Gruppo M5S) . Però la tratta nazionale no, quella la rimandano al 2038. Non è strategica e la loro Corte dei conti dichiara la spesa non prioritaria per gli interessi del Paese. E non finisce ancora qui, perché questa fantastica opera ha un altro piccolissimo problema che la rende anche poco conveniente dal punto di vista ambientale. Sì, perché la temperatura nel tunnel di base si aggirerebbe intorno ai 50 gradi centigradi. Capite bene che non sarebbe percorribile dai treni e, quindi, andrà anche refrigerato. Pertanto, si vorrebbero costruire i due tunnel - uno per ciascun senso di marcia - come due enormi frigoriferi sotto la montagna, lunghi ciascuno 57,5 chilometri. Mi sembra che ciò sia perfetto per preservare l'ambiente alpino, senza contare che comunque i TIR continuerebbero a passare, perché si prevede un aumento del traffico merci dagli attuali 11 milioni di tonnellate a oltre 38 nei prossimi trent'anni. Di questi, si prevede di spostarne circa il 50 per cento su ferro e, quindi, su strada ne rimarrebbero ancora circa 19, ossia il doppio di oggi. (Applausi dal Gruppo M5S) . Passo all'ultimo tema, ma non per importanza. Sapete oggi quanti treni merci viaggiano sui circa 1.000 chilometri di linee ad alta velocità già esistenti in Italia? Zero. Ve lo ripeto: zero. Ciò avviene perché danneggerebbero le linee, rendendole pericolose per i treni passeggeri. Le poche merci che, da qualche mese, viaggiano ad alta velocità lo fanno sui convogli dello stesso tipo di quelli dei passeggeri (mi riferisco al treno ETR.500, ossia il modello precedente al Frecciarossa 1000). Quindi, se pensate che sia vero che sulla nuova linea viaggeranno container o i TIR direttamente caricati sui treni, vi sbagliate di grosso, oppure credete alle favole che ci raccontano da trent'anni.