[pronunce]

che tale diversa valutazione delle medesime disposizioni da parte del Tribunale amministrativo regionale assume valenza contraddittoria nel presente giudizio di costituzionalità alla luce della considerazione che, invero, in assenza della norma impugnata, la regolamentazione del collocamento a riposo degli astronomi ordinari potrebbe rinvenire il proprio fondamento nella normativa generale sugli impiegati civili dello Stato (art. 4 del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092, recante “Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato”); che tale normativa – la quale prevede quale regola generale il collocamento a riposo alla stessa età (sessantacinquesimo anno) stabilita per gli astronomi ordinari – non è, invece, presa in considerazione dal rimettente ai fini della valutazione della sua eventuale incidenza sulla fattispecie oggetto del giudizio a quo; che tali carenze motivazionali rendono manifestamente inammissibile la questione sollevata.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 12, ultimo comma, della legge 21 febbraio 1980, n. 28 (Delega al Governo per il riordinamento della docenza universitaria e relativa fascia di formazione, e per la sperimentazione organizzativa e didattica) e dell'art. 39, comma quinto, del d.P.R. 10 marzo 1982, n. 163 (Riordinamento degli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano), sollevata, in riferimento agli artt. 76 e 77 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per il Friuli-Venezia Giulia, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 maggio 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 maggio 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA