[resaula]

successivamente alla pubblicazione della circolare ministeriale del 25 gennaio 2019 sul territorio salentino, e specificamente per voce delle imprese dell'area Pit 9, sono emerse difficoltà relative all'attivazione delle domande di aiuto; in particolar modo, in riferimento al dettato del decreto-legge n. 120 del 1989, recante "Misure di sostegno e di reindustrializzazione in attuazione del piano di risanamento della siderurgia", convertito, con modificazioni, dalla legge n. 181 del 1989, e ai tetti di investimento ivi indicati, che contemplano una oscillazione da un minimo di un milione e 500 mila euro a un massimo di 3 milioni di euro; considerato che: i settori cui le risorse sono destinate, e che rappresentano un pezzo importante del made in Italy prodotto nel Mezzogiorno d'Italia, hanno vissuto una crisi fortissima, e nonostante ciò sono stati capaci di mettere in piedi una strategia di riposizionamento: imprese che non si sono arrese e che, se ben supportate, potranno dare un impulso fortissimo alla ripresa economica, anche finalizzate alla conquista di nuovi mercati; le modalità di attuazione della legge n. 181 del 1989 sono già state oggetto di recente interrogazione al Ministro dello sviluppo economico (3-00754), da parte degli interroganti, relativamente allo stato di avanzamento dei programmi previsti nelle aree di crisi complessa e non complessa, con l'indicazione di almeno tre vulnus : procedure troppo complesse tali da scoraggiarne la fruizione, tempi troppo lunghi delle istruttorie da parte di Invitalia, soglia minima inefficace soprattutto in alcune aree del Paese; nell'accordo di programma sottoscritto il 4 gennaio 2018 si indicavano anche ulteriori modalità di utilizzo delle risorse a disposizione delle imprese: tramite le normative regionali previste per la stipula di contratti di programma, di programmi integrati di agevolazione (PIA) per piccole e medie imprese, o mediante il regolamento della Regione Puglia n. 17/2014 sugli "Aiuti agli investimenti iniziali alle micro, piccole e medie imprese", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle difficoltà esposte e se non ritengano necessaria la convocazione di un tavolo istituzionale con la Regione Puglia e le rappresentanze delle parti imprenditoriali e sociali volto ad intraprendere un percorso utile ad evitare una nulla o scarsa partecipazione al bando con il conseguente disimpegno delle risorse così faticosamente recuperate; in che modo intendano intervenire, considerate le difficoltà rilevate dalle imprese nell'accedere agli aiuti previsti dalla legge n. 181 del 1989, per rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono la piena fruizione dello strumento e dunque un effettivo rilancio delle attività industriali, della salvaguardia dei livelli occupazionali, del sostegno dei programmi di investimento e dello sviluppo imprenditoriale delle aree colpite da crisi industriale e di settore. Atto n. 3-00788 DAL MAS Ai Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti Atto n. 3-00789 PATRIARCA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: a quasi due anni dall'entrata in vigore del codice che ha riscritto le regole fiscali per gli enti no profit (di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117), i decreti attuativi della riforma non sono stati ancora inviati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali alla Commissione europea, che deve verificarne la compatibilità con la disciplina degli aiuti di Stato nel mercato unico; i nuovi regimi fiscali entreranno in vigore l'anno successivo a quello del via libera di Bruxelles (non prima dell'istituzione del registro unico del terzo settore) ed è evidente che, anche se l'autorizzazione dovesse arrivare entro il 2019, le nuove regole non si applicherebbero prima del 2020; considerato, inoltre, che per la conformità rispetto agli aiuti di Stato, la procedura con la UE può durare mesi. È evidente che i tempi per la piena operatività della riforma rischiano di allungarsi non di poco, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per favorire la piena attuazione della riforma del codice del terzo settore, considerato che ad attendere l'operatività della riforma ci sono oltre 336.000 enti no profit , fra i quali 27.000 onlus che, in questi mesi, stanno modificando i loro statuti per adeguarli alla nuova disciplina. Atto n. 3-00790 PEROSINO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'imposta di bollo sulle fatture elettroniche risulterebbe essere calcolata in modo errato dall'Agenzia delle entrate; come riportato dall'articolo di stampa pubblicato sul quotidiano "Italia oggi" del 13 aprile 2019, per le fatture elettroniche l'imposta di bollo sarebbe da ricalcolare, ricontrollando a mano e singolarmente ogni documento per anomalie del software in dotazione all'Agenzia; ad alcuni contribuenti è stato richiesto di pagare un importo a titolo di imposta di bollo pur avendo gli stessi emesso solo fatture con IVA che come tali non danno luogo al pagamento del tributo di bollo; in altri casi l'importo indicato da pagare sarebbe completamente errato in eccesso rispetto al dovuto; evidenziato che: pur essendo stato segnalato l'errore all'Agenzia delle entrate, non vi è stato alcun riscontro nonostante la scadenza per i pagamenti sia prevista per il 23 aprile 2019; rispetto alle semplificazioni auspicate in diverse occasioni dai rappresentanti dell'Agenzia nel corso delle audizioni parlamentari si verificano invece delle complicazioni che gravano economicamente sul contribuente che subisce gli errori, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della problematica esposta e quali iniziative intenda intraprendere al fine di riparare ad un errore che graverà economicamente sui contribuenti. Atto n. 3-00791 PEROSINO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: con riferimento alla dichiarazione IVA relativa all'anno d'imposta 2017, l'Agenzia delle entrate ha analizzato gli importi comunicati dai contribuenti destinatari della segnalazione di possibile anomalia e dai suoi clienti per le cessioni o prestazioni effettuate nei confronti di partita IVA; l'invito ad esaminare i dati utilizzati dall'Agenzia, consultando il prospetto di dettaglio nella sezione "l'Agenzia scrive" dei rispettivi cassetti fiscali, fa evincere che da parte dell'Agenzia delle entrate non sono stati incrociati correttamente i dati pur essendo questi trasmessi in modo esatto e puntuale e dal contribuente verificato e dai suoi clienti; ad esempio, una prestazione imponibile IVA di 10.000 euro, anticipazioni escluse dall'applicazione dell'IVA ex art. 15 decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 di 1.000 euro indicate correttamente nello spesometro come "N1", sia dal professionista e sia dal cliente, viene letto dall'Agenzia delle entrate come 11.000 euro imponibile IVA, presupponendo un'evasione di 1.000 euro, segnalando quindi una falsa anomalia; evidenziato che: il professionista si trova quindi costretto ad un lavoro di raccordo esplicativo che gli uffici periferici con molto dispendio di tempo devono verificare ed inoltrare alla Direzione centrale;