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L'introduzione di sistemi di controllo biometrici è funzionale alle necessità di creare deterrenti per prevenire il fenomeno dell'assenteismo cronico, stroncandolo alla radice, dando contemporaneamente un segnale forte di solidarietà al dipendente corretto ed un messaggio che la pacchia è finita al furbetto del cartellino. Non di minore importanza è l'articolo 4, disposizione che rende il disegno di legge un provvedimento collegato alla manovra di bilancio. Dopo anni di blocco, prima totale e poi parziale delle assunzioni, giustificato da logiche di spending review ma che nei fatti ha avuto conseguenze disastrose, specie per quei comparti con forte carenza di organico, contribuendo ad aumentare la precarietà nella pubblica amministrazione, viene previsto lo sblocco totale del turnover nel 2019 con assunzioni mirate. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . In particolare, si prevede che le assunzioni possano essere fatte nel limite del 100 per cento della spesa dell'anno precedente, aprendo quindi alla possibilità di assumere più persone di quelle uscite, purché nel limite della spesa dell'anno precedente. Si ricorrerà ai concorsi ma anche, per velocizzare i tempi, allo scorrimento delle graduatorie. Si guarderà soprattutto alle competenze nella digitalizzazione, nella semplificazione dei procedimenti amministrativi ma anche nella gestione di fondi strutturali e della contrattualistica pubblica. Un maxi piano di assunzioni che porterà ad un significativo ricambio generazionale nella pubblica amministrazione. Sulla base dei dati della Ragioneria dello Stato, nel prossimo triennio i dipendenti pubblici in uscita, grazie anche al meccanismo della cosiddetta "quota 100" che la Lega attuerà nei prossimi mesi, potrebbero raggiungere le 450.000 unità, circa 150.000 l'anno, il che, con il conseguente sblocco delle assunzioni, significherà circa 450.000 nuovi posti di lavoro per i nostri giovani. A nome del Gruppo Lega-Salvini Premier, auspico ampia condivisione di tali norme e quindi una rapida approvazione del provvedimento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Minuto. Ne ha facoltà. MINUTO (FI-BP) . Signor Presidente, il provvedimento in esame affronta il problema della pubblica amministrazione da un punto di vista sbagliato. Glielo dico, ministro Bongiorno, da senatrice eletta in una regione del Mezzogiorno. Come lei sa, il Sud fornisce molte risorse umane alla pubblica amministrazione e si attende un piano di assunzione concreto che in partenza era delineato nel piano di reclutamento previsto dalla legge di bilancio ed ora, in modo disomogeneo, direi quasi pasticciato, da questo disegno di legge. Sono circa 28.000 le assunzioni che dovrebbero interessare nel prossimo triennio la pubblica amministrazione. Tra queste le Forze di polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria ma anche Vigili del fuoco, i Ministeri dell'interno, della giustizia, dell'ambiente e dei beni culturali, l'ispettorato del lavoro ed altresì la scuola e l'università, comparti che da soli dovrebbero assorbire circa 12.000 posti di lavoro. E a noi premono soprattutto assunzioni mirate nel settore della sanità del Sud, che assurge spesso alle cronache per episodi negativi, non solo per la carenza di personale medico, ma anche per carenze organizzative. Ministro, il Mezzogiorno ha un piano di riordino ospedaliero che fa acqua da tutte le parti; non potete pensare di lasciar gestire semplicemente alle Regioni il piano di riordino: dovete intervenire, perché la Regione non fa assolutamente nulla e nel frattempo gli ospedali chiudono e la gente muore. Il Mezzogiorno non può essere solo pubblica amministrazione. Noi siamo consapevoli che il rapporto tra dipendenti pubblici e totale dei lavoratori è di 1 a 7. Il Sud chiede misure concrete per riempire quegli altri posti di lavoro, che stanno nella statistica della media italiana, ma che al Sud non ci sono. Quelle 28.000 assunzioni previste si confrontano, quindi, con 578.000 giovani del Sud senza lavoro. Se anche quei 28.000 posti andassero tutti ai ragazzi del Mezzogiorno, dobbiamo pensare che altri 550.000 resterebbero disoccupati. Le nuove assunzioni, lo scorrimento delle graduatorie, i nuovi concorsi non possono diventare una sorta di riffa di Stato. Le misure di questo disegno di legge, che appesantiscono, anziché alleggerirlo, il meccanismo di reclutamento, devono essere cambiate. Le misure per le assunzioni devono essere prese solamente dopo una puntuale ricognizione dei fabbisogni effettivi di personale. Vi sono comparti che hanno estrema necessità di personale - come ho detto prima, la sanità, la scuola - e altri che ne hanno già abbastanza. Ci attendiamo misure che riguardino il personale nelle strutture pubbliche e provvedimenti che riguardino il resto dell'economia del Sud, che non può essere solo aiuti sociali. Nel Sud la percentuale di reclutamento nei centri per l'impiego è pari al 2 per cento; ci tengo a ribadire che da noi i centri per l'impiego sono inesistenti, perché mancano le infrastrutture e, di conseguenza, non esistono opportunità di lavoro per la gente del Mezzogiorno. Sono circa 600.000 le famiglie del Sud che vivono in uno stato di povertà. Il reddito di cittadinanza, così come il reddito di inclusione, deve essere un sussidio dato in presenza di una società che abbia piena occupazione e deve essere attivato solo per quelle percentuali, che devono essere bassissime e fisiologiche, di persone temporaneamente disoccupate. Ministro, ho iniziato come consigliera comunale all'età di diciannove anni e ho fatto l'assessore ai servizi sociali a ventidue anni. Le posso assicurare che quando ho cominciato ero molto favorevole a quello che oggi definiamo reddito di cittadinanza; ho iniziato perché pensavo e speravo che, aiutandola in quella maniera, la gente del mio territorio sarebbe stata meglio. Ma - ahimè - col crescere e col passare degli anni mi sono dovuta ravvedere e ho capito che avremmo dovuto impiegare quelle persone in attività diverse. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice. MINUTO (FI-BP) . Ci siamo inventati i lavoratori socialmente utili e subito dopo i cantieri, perché lavoro significa dignità. In primo luogo, perché ogni posto pubblico ha un costo che grava sul settore privato (cittadini e imprese); in secondo luogo, perché così si tolgono risorse agli investimenti e al settore privato, che significa sviluppo ed economia che cresce. Non basta la sostituzione di un giovane con un pensionato. Non è così che funziona l'economia. La politica seria vuole dare opportunità di crescita e ricchezza. Anche perché quelle assunzioni, distribuite sul territorio nazionale, ove anche i concorsi siano vinti dai ragazzi del Sud, finirebbero per creare nuovi emigranti dal Sud verso le altre Regioni. Il Mezzogiorno invece, ha, bisogno di individuare soluzioni per accedere a finanziamenti capaci, finalmente, di creare uno sviluppo strutturale vero, che coinvolgano, cioè, un tessuto più vasto, che portino alla valorizzazione delle risorse e alla creazione di ricchezza.