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Se delle cose invendute nessuno dei creditori chiede l'assegnazione per il prezzo fissato a norma dell'art. 535, secondo comma, il giudice dell'esecuzione ordina un nuovo incanto nel quale è ammessa qualsiasi offerta. ". - Il testo vigente dell'art. 541 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 541 (Distribuzione amichevole). - Se i creditori concorrenti chiedono la distribuzione della somma ricavata secondo un piano concordato, il giudice dell'esecuzione, sentito il debitore, provvede in conformità. ". - Il testo vigente dell'art. 542 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 542 (Distribuzione giudiziale). - Se i creditori non raggiungono l'accordo di cui all'articolo precedente o il giudice dell'esecuzione non l'approva, ognuno di essi può chiedere che si proceda alla distribuzione della somma ricavata. Il giudice dell'esecuzione, sentite le parti, distribuisce la somma ricavata, a norma degli articoli 510 e seguenti e ordina il pagamento delle singole quote. ". - Il testo vigente dell'art. 552 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 552 (Assegnazione e vendita di cose dovute dal terzo). - Se il terzo si dichiara o è dichiarato possessore di cose appartenenti al debitore, il giudice dell'esecuzione, sentite le parti, provvede per l'assegnazione o la vendita delle cose mobili a norma degli articoli 529 e seguenti, o per l'assegnazione dei crediti a norma dell'articolo seguente. ". - Il testo vigente dell'art. 553 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 553 (Assegnazione e vendita di crediti). - Se il terzo si dichiara o è dichiarato debitore di somme esigibili immediatamente o in termini non maggiori di novanta giorni, il giudice dell'esecuzione le assegna in pagamento, salvo esazione, ai creditori concorrenti. Se le somme dovute dal terzo sono esigibili in termine maggiore, o si tratta di censi o di rendite perpetue o temporanee, e i creditori non ne chiedono d'accordo l'assegnazione, si applicano le regole richiamate nell'articolo precedente per la vendita di cose mobili. Il valore delle rendite perpetue e dei censi, quando sono assegnati ai creditori, deve essere ragguagliato in ragione di cento lire di capitale per cinque lire di rendita. ". - Il testo vigente dell'art. 554 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 554 (Pegno o ipoteca a garanzia del credito assegnato). - Se il credito assegnato o venduto è garantito da pegno, il giudice dell'esecuzione dispone che la cosa data in pegno sia affidata all'assegnatario o aggiudicatario del credito oppure ad un terzo che designa, sentite le parti. Se il credito assegnato o venduto è garantito da ipoteca, il provvedimento di assegnazione o l'atto di vendita va annotato nei libri fondiari. ". - Il testo vigente dell'art. 609 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 609 (Provvedimenti circa i mobili estranei all'esecuzione). - Se nell'immobile si trovano cose mobili appartenenti alla parte tenuta al rilascio e che non debbono essere consegnate, l'ufficiale giudiziario, se la stessa parte non le asporta immediatamente, può disporne la custodia sul posto anche a cura della parte istante, se consente di custodirle, o il trasporto in altro luogo. Se le cose sono pignorate o sequestrate, l'ufficiale giudiziario dà immediatamente notizia dell'avvenuto rilascio al creditore su istanza del quale fu eseguito il pignoramento o il sequestro, e al giudice dell'esecuzione per l'eventuale sostituzione del custode. ". - Il testo vigente dell'art. 610 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 610 (Provvedimenti temporanei). Se nel corso dell'esecuzione sorgono difficoltà che non ammettono dilazione, ciascuna parte può chiedere al giudice dell'esecuzione, anche verbalmente, i provvedimenti temporanei occorrenti. ". - Il testo vigente dell'art. 611 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 611 (Spese dell'esecuzione). - Nel processo verbale l'ufficiale giudiziario specifica tutte le spese anticipate dalla parte istante. La liquidazione delle spese è fatta dal giudice dell'esecuzione con decreto che costituisce titolo esecutivo. ". - Il testo vigente dell'art. 612 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 612 (Provvedimento). - Chi intende ottenere l'esecuzione forzata di una sentenza di condanna per violazione di un obbligo di fare o di non fare, dopo la notificazione del precetto, deve chiedere con ricorso al giudice dell'esecuzione che siano determinate le modalità dell'esecuzione. Il giudice dell'esecuzione provvede sentita la parte obbligata. Nella sua ordinanza designa l'ufficiale giudiziario che deve procedere all'esecuzione e le persone che debbono provvedere al compimento dell'opera non eseguita o alla distruzione di quella compiuta. ". - Il testo vigente dell'art. 613 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 613 (Difficoltà sorte nel corso dell'esecuzione). - L'ufficiale giudiziario può farsi assistere dalla forza pubblica e deve chiedere al giudice dell'esecuzione le opportune disposizioni per eliminare le difficoltà che sorgono nel corso dell'esecuzione. Il giudice dell'esecuzione provvede con decreto. ". - Il testo vigente dell'art. 614 del codice di procedura civile, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 614 (Rimborso delle spese). - Al termine dell'esecuzione o nel corso di essa, la parte istante presenta al giudice dell'esecuzione la nota delle spese anticipate vistata dall'ufficiale giudiziario, con domanda di decreto d'ingiunzione. Il giudice dell'esecuzione, quando riconosce giustificate le spese denunciate, provvede con decreto a norma dell'art. 642. ".