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Il percorso di specializzazione attualmente in corso, infatti, non prevede più, per la secondaria di primo e secondo grado, l'abilitazione quale titolo di accesso al percorso di specializzazione sul sostegno, creando dunque di fatto una platea di soggetti che, nelle more della costituzione delle specifiche graduatorie provinciali previste dal regolamento, non potrebbero trovare una corretta collocazione. Rinviando l'istituzione delle graduatorie provinciali per le supplenze e la costituzione delle graduatorie di istituto, si rende necessario allineare temporalmente anche il termine per l'aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento (GAE) di cui all'articolo 1, comma 605, lettera c) , della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Tali graduatorie, soggette ad aggiornamento triennale, per effetto di quanto previsto all'articolo 1, comma 10- bis , del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2016, n. 21, sono state revisionate, come previsto nel decreto ministeriale 24 aprile 2019, n. 374, con validità per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022. L'anticipazione di un anno dell'aggiornamento delle stesse, con validità delle nuove graduatorie ad esaurimento dall'anno scolastico 2021/2022, consentirà il parallelismo tra graduatorie ad esaurimento e graduatorie d'istituto. La contemporaneità risponde ad una precisa esigenza di coerenza dell'ordinamento poiché, ai sensi del decreto-legge citato e della legge n. 124 del 1999, la prima fascia delle graduatorie d'istituto (cui segue la seconda fascia per il personale abilitato e la terza per il personale non abilitato ma con il titolo di studio per farlo) è una mera trasposizione delle graduatorie ad esaurimento. Tutte le volte in cui, pertanto, le graduatorie di istituto vengono aggiornate senza che parallelamente siano modificate le graduatorie GAE che generano la prima fascia delle graduatorie di istituto, si genera un contenzioso da parte di aspiranti che, non potendo ottenere il miglioramento di posizione per il mancato aggiornamento delle GAE, lamentano la pretermissione dai contratti di supplenza derivanti da graduatorie di istituto (significative le sentenze del TAR Lazio n. 1024/19 e n. 10374/17). Il comma 5 interviene sulla particolare situazione dei docenti in reiterazione del periodo di formazione e di prova. Il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 27 ottobre 2015, n. 850, in applicazione dell'articolo 1, commi 115 e seguenti, della legge 13 luglio 2015, n. 107, disciplina il periodo di formazione e prova del personale docente ed educativo. Nel caso in cui il docente neo-immesso in ruolo sia valutato, in prima istanza, negativamente, ai sensi dell'articolo 14, comma 3, del citato decreto, è « disposta una verifica, affidata ad un dirigente tecnico, per l'assunzione di ogni utile elemento di valutazione dell'idoneità del docente. La relazione rilasciata dal dirigente tecnico è parte integrante della documentazione che sarà esaminata in seconda istanza dal Comitato al termine del secondo periodo di prova ». L'istruttoria sul docente in prova si arricchisce tramite l'intervento del dirigente tecnico, fermo restando che, comunque, ogni decisione in merito spetta al dirigente scolastico. Il comma in parola, nei casi in cui l'andamento dell'emergenza epidemiologica impedisca di fatto o non consenta di completare l'attività di verifica entro il 15 maggio, prevede che il parere tecnico sia formulato dal dirigente tecnico in sede di comitato per la valutazione di cui al comma 117, dell'articolo 1, della legge n. 107 del 2015, secondo le specificazioni dell'articolo 13 del citato decreto ministeriale n. 850 del 2015. In tale sede, il dirigente tecnico rende il proprio parere, che è assunto dal comitato come parte dell'istruttoria, potendo analizzare il portfolio del candidato, le relazioni del dirigente scolastico e del tutor e prendendo parte all'eventuale colloquio. Il comma 6, data l'attuale situazione epidemiologica, sospende fino al 31 agosto 2020, termine di conclusione dell'anno scolastico 2019/2020, i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Articolo 3 La presenza della dichiarazione dello stato di emergenza richiede che ogni provvedimento adottato dal Ministro dell'istruzione abbia immediata efficacia e pronta esecuzione. Le misure indicate ai primi due articoli ed i conseguenti provvedimenti attuativi imporranno la necessità di assoluta immediatezza. L'intensa scansione temporale di atti e provvedimenti relativi alla conclusione dell'anno scolastico ed all'avvio del prossimo comportano che anche la sospensione di efficacia di pochi giorni possa pregiudicare il buon esito delle operazioni, in un quadro di mutate ed eccezionali regole. Lo stato di emergenza, pertanto, non è attualmente compatibile con i tempi per ottenere il parere obbligatorio del Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) sugli atti relativi a: a) indirizzi in materia di definizione delle politiche del personale della scuola; b) direttive del Ministro in materia di valutazione del sistema dell'istruzione; c) obiettivi, indirizzi e standard del sistema di istruzione definiti a livello nazionale nonché sulla quota nazionale dei curricoli dei diversi tipi e indirizzi di studio; d) organizzazione generale dell'istruzione. Il termine di quarantacinque giorni per rendere il parere, prescritto dall'articolo 3 del decreto legislativo 30 giugno 1999, n. 233, (anche quello ridotto di quindici giorni previsto in caso di urgenza) non risulta compatibile con lo stato emergenziale. Pertanto detto termine viene ridotto, come statuito al comma 1 dell'articolo 3 del presente decreto-legge, per la durata della situazione emergenziale a sette giorni decorrenti dalla richiesta del Ministro dell'istruzione. Al comma 2 si precisa che per i provvedimenti già trasmessi al CSPI a decorrere dal 31 gennaio 2020, data di dichiarazione dello stato di emergenza e per i quali non sia stato ancora reso il parere e non sia decorso il termine per renderlo, il termine di sette giorni di cui al comma 1 decorre dalla data di entrata in vigore del decreto-legge. Articolo 4 Si precisa che la sospensione dello svolgimento delle procedure concorsuali per l'accesso al pubblico impiego di cui all'articolo 87, comma 5, primo periodo, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, si intende riferita esclusivamente allo svolgimento delle prove concorsuali delle medesime procedure. Articolo 5 L'articolo estende, in quanto compatibile, la sospensione di cui all'articolo 87, comma 5, primo periodo, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, il quale stabilisce che « Lo svolgimento delle procedure concorsuali per l'accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, sono sospese per sessanta giorni a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto ».