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Nei prossimi passaggi del negoziato sull'unione bancaria, ci faremo promotori nell'introduzione dello schema di assicurazione comune sui depositi (cosiddetto EDIS), di un titolo obbligazionario europeo sicuro. Se ricordate, già nell'informativa del 2 dicembre ho parlato di un safe asset , semmai nella forma di eurobond . Ci impegneremo anche per una maggiore ponderazione di rischio delle attività di livello 2 e 3, che sono strumenti maggiormente illiquidi, legata al loro grado di concentrazione sul totale degli attivi del singolo istituto di credito. Nel caso di eventuale richiesta di attivazione del Meccanismo europeo di stabilità, il Parlamento dovrà essere pienamente coinvolto con una procedura chiara di coordinamento e di approvazione. Venerdì 13 dicembre è prevista anche una sessione del Consiglio europeo a 27, all'indomani delle elezioni generali nel Regno Unito, che speriamo contribuiscano a una Brexit ordinata che - vi ricordo - è fissata per il 31 gennaio 2020. Il Governo - statene certi - continua a lavorare per tutelare i diritti dei cittadini e preservare gli scambi commerciali per le nostre imprese. Anche dopo la Brexit il Regno Unito rimarrà senza dubbio un partner importante per l'Unione europea, in particolare per l'Italia. Una volta ratificato l'accordo di recesso, saremo pronti a contribuire attivamente per definire un nuovo partenariato fra Unione europea e Regno Unito. Questo negoziato sulle relazioni future sarà difficile - non ce lo nascondiamo - soprattutto a causa del limitato tempo a disposizione. Sarà inoltre necessario mantenere una forte unità tra i 27 Stati membri e le istituzioni, ma questa unità l'abbiamo sin qui esibita e conservata sin dall'avvio del negoziato nel 2017. L'Italia sostiene l'impiego dei metodi di lavoro e collaborazione fra Commissione e Stati membri che si sono sin qui dimostrati vincenti durante la fase negoziale del processo Brexit. E, se mi permettete, sottolineo che la permanenza di Michel Barnier alla guida della nuova task force per le relazioni con il Regno Unito costituisce un importante fattore di continuità. In ogni caso, i benefici che il Regno Unito potrà trarre dalle future relazioni saranno proporzionati - su questo ci impegneremo a fondo - a quelli che saranno gli impegni che Londra sarà pronta ad assumersi. Un partenariato ambizioso, ad esempio, non può prescindere da una mobilità adeguata agli scambi tra i nostri cittadini. Grazie per l'attenzione. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI e Misto-LeU) . PRESIDENTE . Avverto che le proposte di risoluzione dovranno essere presentate entro la conclusione del dibattito. Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto alberghiero di Molfetta, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri. È iscritto a parlare il senatore Martelli. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, vorrei cominciare da una frase che ho sentito spesso ripetere dal Presidente del Consiglio, ovvero: «Il debito italiano è pienamente sostenibile». Perché, forse qualcuno potrebbe venire qui a dire qualcos'altro? Succederebbe un macello in tempo zero, quindi frasi di questo tipo sono talmente scontate che non dovrebbero essere neppure dette. Prima di entrare nel dettaglio del tema di cui vorrei parlare, cioè il Meccanismo europeo di stabilità e la sua revisione, vorrei far notare che non esiste un'economia europea intesa come un tutt'uno: esistono tante economie nazionali in competizione. Non lo dico io, lo dice la Commissione europea e gli stessi suoi atti, nel momento in cui affermano che gli aiuti di Stato sono sempre illegittimi perché alterano la regolare competizione tra le economie e tra le imprese. Quindi, non esiste un'economia europea, così come non esiste una dimensione sociale, dato che sempre la Commissione europea, nel momento in cui stipula un trattato di libero scambio, afferma che non è importante la creazione o la distruzione di posti di lavoro all'interno dell'eurozona, l'importante è che la massa globale di posti di lavoro incrementi. Quindi anche la seconda affermazione non è vera. Andiamo avanti, relativamente al Trattato MES. Il problema non è la revisione del MES, perché la revisione del MES è coerente con il MES, che a sua volta è coerente con quello che potremmo chiamare il progetto del dottor Frankenstein, cioè la costruzione dell'Unione europea. Il MES è il cuore di questo mostro e potremmo dire che la revisione è un upgrade del cuore, cioè la versione migliorata del vecchio cuore artificiale. Cosa porta tuttavia dare la vita al mostro di Frankenstein? Porta ad avere un mostro di Frankenstein vivo. Il vero problema pertanto è il MES in sé e per sé, che è il contrario della visione mutualistica e sociale dell'Unione europea, perché non è altro che un enorme organismo bancario che ha come scopo quello di prestare dei soldi in modalità condizionata, ha la facoltà di emettere obbligazioni di copertura, cioè di cartolarizzare il debito esattamente come una banca d'affari e, per di più, rispetto alle banche normali, ha la facoltà di venirti a dire che cosa devi fare per ottenere tranche successive di prestiti. Inoltre il MES, nella sua formulazione, ha anche la facoltà di prestare soldi al fondo di risoluzione unico bancario, che è quello che deve stabilire - bail-in docet , perché esso viene incorporato - le condizioni affinché un sistema bancario riceva soldi. Quindi, quando si afferma che il MES non serve per salvare le banche delle Nazioni dell'eurozona, si mente: il MES serve anche a quello. Detto questo, all'interno del MES - non della sua revisione, perché essa potrebbe essere costituita da quelle quattro ciliegine candite sopra la torta, dove il MES è la torta, quindi non preoccupiamoci delle ciliegine, ma della torta in sé e per sé - sono contenute le clausole di azione collettiva. Ho sentito dire, con vanto, che le clausole di azione collettiva (CAC) sono state bloccate a maggioranza singola. Ciò vuol dire che una minoranza può opporsi alla ristrutturazione di un debito sovrano. Già il fatto che si parli di ristrutturazione di un debito sovrano dovrebbe fare alzare non un'antenna, ma tutte quante le antenne e anche le zampe, ma evidentemente va bene pure questo. Vi ricordo che le clausole di azione collettiva sono tutt'ora presenti e sono quelle che di fatto mettono sotto torchio, nell'eventualità di una ristrutturazione, un'intera Nazione. Per concludere, visto che i quattro minuti a mia disposizione durano poco, vorrei far notare che nel momento in cui uno Stato accede alle risorse condizionali fornite dal MES, quest'ultimo diventa creditore privilegiato: questo ha un senso se parliamo di organismi bancari privati, ma il MES diventa un creditore privilegiato anche rispetto al piccolo risparmiatore, che magari si vede fare un haircut dei propri investimenti in pochi buoni del tesoro. Ebbene, questa è la dimensione sociale che è contenuta nell'Unione europea? L'unica risposta possibile, concludendo con una battuta, al MES e a questo tipo di trattati è: