[resaula]

Questo passo in avanti sostanziale che è stato fatto, però, va affiancato con un altro tassello: vale a dire l'approvazione quanto prima di una legge che vada a disciplinare l'attività lobbistica e una legge c'è, è stata approvata alla Camera dei deputati ed è, ancora una volta, una legge proposta del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Lavoriamo piuttosto allora a questo, colleghi: lavoriamo a dare al Paese una vera legge sul conflitto di interesse. Il problema non è se c'è un finanziatore che vuole sovvenzionare una forza politica: il problema è andare a chiarire e a eliminare tutte quelle zone grigie nei rapporti tra un politico o una forza politica e un portatore di interessi. Del resto, non è un caso se anche l'organo del Consiglio d'Europa che si occupa di lotta alla corruzione ha sollecitato l'Italia ad adottare quanto prima proprio una legge vera e seria sul conflitto di interessi. È evidente che, ancora una volta, si tratta di una questione etica e per questi stessi motivi, colleghi, è indispensabile adottare quanto prima anche un codice deontologico dei senatori. Oggi in quest'Aula abbiamo sentito parlare molto anche di autonomia della politica. Ma, se l'autonomia della politica è intesa come autoreferenzialità oppure come autonomia rispetto agli interessi collettivi, allora possiamo ancora parlare di politica intesa come tendere al bene comune, oppure stiamo parlando dell'opposto della politica, dell'antipolitica? (Applausi) . Del resto, lo stesso senatore Renzi - lo ricordo bene - nel 2018, durante una trasmissione televisiva, diceva che la politica si fa seguendo un ideale, non i soldi, e che sulla trasparenza non avrebbe mai fatto sconti a nessuno. Noi quelle parole le condividiamo in pieno, ma alle parole devono seguire i fatti e ci deve essere l'attuazione dei principi contenuti in quelle parole, che altrimenti restano vuote. Siamo anche fermamente convinti che, quando la politica passa da logica di servizio a logica di potere, allora anche i partiti non sono più quei mediatori - come previsto dalla Costituzione - tra Stato e cittadini. E, quando al centro della politica non c'è più il bene comune, ma solo quello di una parte, allora lo Stato non è più per i cittadini il luogo in cui riconoscersi, l'ente da cui si sentono tutelati (Applausi) ; anzi, diventa quasi un nemico del bene comune, un nemico da combattere. Colleghi, vogliamo davvero che i cittadini continuino a vedere lo Stato come un nemico e noi parlamentari come dei privilegiati legati alle poltrone a pensare ai nostri interessi, oppure vogliamo tutti adoperarci per rinsaldare quel rapporto di fiducia tra Stato e cittadini che deve essere alla base della ripartenza di questo Paese? (Applausi) . Signor Presidente, mai come in questo momento - e mi auguro che sia chiaro a tutti - è indispensabile rafforzare la coesione sociale, proprio per recuperare quel senso di fiducia nelle istituzioni che è alla base della condivisione necessaria perché tutti i cittadini possano contribuire a quel progetto sociale che deve far ripartire il Paese dopo la pandemia. Se vogliamo rafforzare la coesione sociale, dobbiamo costruire il futuro su tre pilastri. Il primo è la fiducia dei cittadini, che si basa sulla trasparenza anche delle nostre azioni; il secondo pilastro è la partecipazione dei cittadini, che devono agire da protagonisti anche nelle scelte pubbliche; il terzo è la solidarietà, a cui si aggiunge anche la tutela del bene comune o - come ci piace dire -dei beni comuni. Signor Presidente, il MoVimento 5 Stelle ritiene che la trasparenza debba sempre contraddistinguere l'operato della classe politica, proprio per alimentare quella fiducia tra cittadini e istituzioni, evitando il rischio che il confine tra politica e affari, tra pubblico e tornaconto personale, si vada ad assottigliare sempre di più fino a scomparire. (Applausi. Commenti) . In conclusione, oggi il MoVimento 5 Stelle voterà convintamente contro la richiesta di conflitto di attribuzione, perché sulla base degli elementi a disposizione risulta che questa indagine - come ha detto anche il senatore Grasso - era diretta a una terza persona. In questo caso non era da richiedere l'autorizzazione preventiva del Senato, che può intervenire solo in caso di concreto utilizzo degli atti in esame, cosa non ravvisabile in questa circostanza. Mancando pertanto gli elementi necessari per configurare e sostenere la richiesta di conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, ribadisco il nostro voto contrario. (Applausi) . *QUAGLIARIELLO (Misto-I-C-EU-NdC (NC)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. QUAGLIARIELLO (Misto-I-C-EU-NdC (NC)) . Signor Presidente, colleghi senatori, intervengo brevemente in dissenso, a nome della componente Italia al Centro del Gruppo Misto. Il dibattito che si sta svolgendo in quest'Aula non riguarda il senatore Matteo Renzi, e non riguarda nemmeno noi qui presenti come rappresentanti del popolo. Riguarda, per le ragioni che dirò, ciascun cittadino italiano, anche se ci sarà sempre qualcuno che riterrà le guarentigie costituzionali un privilegio prerivoluzionario. E riguarda soprattutto una concezione del garantismo che non è affatto, come è stato adombrato, un modo per camuffare un innocentismo pavloviano: è semplicemente l'altra faccia della legalità, perché si limita a chiedere che anche il controllo di legalità demandato all'autorità giudiziaria si svolga come legge comanda. Non mi pare si chieda troppo. Colleghi, condividiamo la relazione che ci viene proposta dalla Giunta; anzi, forse si tratta di un testo fin troppo morbido. La questione che oggi ci occupa non è infatti un fulmine nella placida notte, ma giunge all'esito di un processo di erosione che ha progressivamente ristretto il perimetro delle garanzie, spostando di volta in volta il margine dell'insindacabilità, l'asticella del sindacato giudiziario sull'esercizio del mandato parlamentare, il confine tra intercettazioni casuali e intercettazioni indirette che pure la Corte costituzionale negli anni addietro aveva scolpito con chiarezza adamantina. Un processo di erosione che si è consumato senza che la politica, per paura di essere additata dall'antipolitica al pubblico ludibrio, abbia levato una pur flebile voce. Di tante mancanze che la mia parte si può rimproverare per quel che concerne la vita politica e istituzionale, almeno questa non può esserci addebitata. Parafrasando Bertolt Brecht, c'è stato chi si è seduto dalla parte di una ragione impopolare anche quando la parte affollata era quella di un torto ben più accattivante, e quella impopolarità l'ha sopportata anche quando in gioco vi erano i diritti di un proprio avversario politico che magari non aveva il coraggio di rivendicarli. Prima che questo dibattito avesse inizio, mi chiedevo se magari oggi il processo di istituzionalizzazione intrapreso dall'antipolitica e la consapevolezza ormai trasversale e diffusa dei problemi enormi della giustizia italiana potessero aiutare a dire cose che sembravano fino a poco tempo fa lunari. Forse sì, o forse è una pia illusione.