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secondo quanto riportato dalle legali che assistono la madre, Nathaly Ayala Leon, l'avvocato Ilaria Boiano e l'avvocato Teresa Manente, non si è mai proceduto ad un adeguato approfondimento delle ragioni dei continui rifiuti del minore di partecipare agli incontri protetti con il padre; tuttavia nel provvedimento si legge che: "è nell'interesse del bambino la ripresa di un rapporto con il padre e che non è nel suo interesse restare isolato nella bolla familiare della madre, che ha influenze negative sul suo sviluppo armonioso ed equilibrato"; a quanto detto si aggiunga che il Tribunale di Pisa, comune nel quale risiede la madre, ha stabilito che il minore debba restare affidato ad entrambi i genitori come espressione del diritto alla bigenitorialità, ma ne ha disposto tuttavia il collocamento presso il padre residente a Catania con esercizio del diritto di visita della madre. Una decisione che, come di tutta evidenza, vista la lontananza, non consentirà alla madre di avere un rapporto continuo con il figlio, che si troverà dunque a dover affrontare un brusco e traumatico cambiamento del suo stile di vita, dei suoi luoghi e, non da ultimo, di tutti i suoi punti di riferimento affettivi; rilevato inoltre che: la Corte di cassazione con ordinanza 17 maggio 2021, n. 13217, nel ribadire ancora una volta come la sindrome da alienazione parentale (PAS) o la sindrome della madre malevola (MMS) non siano patologie riconosciute scientificamente, ha evidenziato come il giudice nell'assumere provvedimenti che abbiano ad oggetto i minori debba sempre indagare la sussistenza di fatti gravi come "irrecuperabili carenze d'espressione delle capacità genitoriali"; secondo quanto affermato dalla suprema Corte, infatti, non è corretto attribuire rilevanza ai limiti caratteriali della madre, quando ella non abbia dimostrato trascuratezza o incuria verso il proprio figlio. Inoltre, il giudice di merito non deve mai trascurare le conseguenze sul minore di decisioni che comportano una significativa attenuazione dei rapporti con la madre in un periodo così delicato per il suo sviluppo fisico e mentale; per costante orientamento della giurisprudenza di merito e di legittimità, delle convenzioni internazionali per la tutela dei diritti del fanciullo, e della stessa legislazione nazionale, decisioni idonee ad incidere profondamente sulla serenità dei minori devono essere orientate esclusivamente sul criterio del loro migliore interesse, si chiede di sapere: se il Ministro della giustizia non ritenga necessario e urgente intervenire al fine di accertare, anche mediante l'utilizzo dei propri poteri ispettivi, quali siano state le modalità adottate nell'esecuzione del provvedimento citato; se il Ministro dell'interno non ritenga necessario avviare urgentemente un'ispezione al fine di chiarire l'operato degli agenti della Digos presenti sul luogo. Atto n. 3-02690 RICCIARDI TURCO CROATTI CASTALDI MONTEVECCHI DONNO PAVANELLI VACCARO VANIN TRENTACOSTE CORBETTA Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri è la struttura di supporto per la promozione e il raccordo delle azioni di Governo volte ad assicurare l'attuazione delle politiche in favore della famiglia in ogni ambito e a garantire la tutela dei diritti della famiglia in tutte le sue componenti e le sue problematiche generazionali; in data 30 dicembre 2020 il Dipartimento ha pubblicato l'avviso pubblico, intitolato "Educare insieme", per il finanziamento di progetti per il contrasto della povertà educativa e il sostegno delle opportunità culturali educative di persone di minore età; come riportato testualmente dal punto 11.1 dell'avviso pubblico, "le proposte progettuali risultate ricevibili e ammissibili sono valutate, ed eventualmente ammesse al finanziamento, in base all'ordine cronologico di presentazione secondo la procedura a sportello"; l'avviso pubblico finanzia con una dotazione di 10 milioni di euro iniziative per il contrasto della povertà educativa, delle disuguaglianze e i divari socio-economici sulle persone di minore età, acuiti dalla pandemia da COVID-19. Inoltre promuove, in particolare, la realizzazione di progetti che prevedono azioni sperimentali e innovative, educative e ludiche, per l' empowerment dell'infanzia e dell'adolescenza, in grado di favorire il benessere psicofisico, l'apprendimento e lo sviluppo dei bambini e degli adolescenti, soprattutto di coloro i quali si trovano in condizione di svantaggio e vulnerabilità; le proposte progettuali sono state inoltrate a decorrere dal 30° giorno a partire dalla data di pubblicazione dell'avviso, ovvero dal 29 gennaio 2021, e la scadenza dei termini di presentazione delle proposte progettuali è stata fissata al 30 aprile 2021; in data 3 febbraio 2021 sul sito web del Dipartimento per le politiche della famiglia è stato pubblicato un aggiornamento, recante testualmente: "Si informa che lo scorso 29 gennaio u.s. l'alto numero di contestuali trasmissioni di messaggi ai fini della partecipazione dell'Avviso pubblico 'Educare insieme' ha comportato la parziale accettazione, da parte della casella di posta elettronica certificata dedicata educareinsieme@pec.governo.it, di talune istanze. A tale proposito, si pregano coloro che non siano riusciti a presentare la domanda di partecipazione all'Avviso, di voler inoltrare al medesimo indirizzo PEC educareinsieme@pec.governo.it il messaggio di posta elettronica certificata originariamente inviato, completo di allegati, e di accludere obbligatoriamente, al fine di consentire una opportuna verifica da parte dell'Amministrazione, copia del messaggio ricevuto di mancata accettazione e consegna dell'invio originario. Si prega, altresì, di voler indicare nell'oggetto del messaggio la dicitura 'Recupero domanda Educare Insieme'"; il punto 11.4 dell'avviso pubblico riporta testualmente: "All'esito della valutazione, la Commissione redige un verbale di valutazione secondo le modalità stabilite dalla stessa Commissione, con i punteggi assegnati, e ne rende noti gli esiti al RUP che provvede alla pubblicazione, sul sito internet http://famiglia.governo.it, dell'elenco dei progetti ammessi a finanziamento, con periodico aggiornamento dello stesso ogni quindici giorni"; nonostante la prescrizione di cui al punto 11.4, il Dipartimento per le politiche della famiglia fino al 6 aprile 2021 non ha pubblicato alcun aggiornamento relativo ai progetti ammessi a finanziamento. Inoltre, successivamente, non è stato rispettato il "periodico aggiornamento ogni quindici giorni", secondo quanto prescritto nello stesso avviso pubblico. In particolare, gli unici aggiornamenti pubblicati sul sito web del Dipartimento sono datati: 6 aprile, 21 maggio, 25 maggio e 8 giugno 2021, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga che la "procedura a sportello" possa penalizzare i progetti di alto pregio qualitativo ma che scontano la pecca di esser stati presentati in un ordine cronologico non favorevole, seppur entro i termini, e se, pertanto, si condivida l'opportunità di cambiare, in futuro, questa metodologia valutativa;