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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 186 PARRINI La seduta inizia alle ore 9,05. IN SEDE CONSULTIVA Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 (Parere all'Assemblea su testo ed emendamenti. Esame. Parere non ostativo sul testo; parere in parte non ostativo con condizioni, in parte non ostativo sugli emendamenti) Il presidente PARRINI ( PD ), relatore, riferisce sul disegno di legge in titolo, rimesso alla sede plenaria dalla Sottocommissione per i pareri, e sui relativi emendamenti. Propone, quindi, di esprimere, con riferimento al riparto delle competenze normativo tra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo sul testo e parere in parte non ostativo con condizioni e in parte non ostativo sugli emendamenti. Previa dichiarazione di astensione della senatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ), accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere non ostativo sul testo e non ostativo con condizioni e in parte non ostativo sui relativi emendamenti, avanzata dal relatore e pubblicata in allegato. (Doc. LVII, n. 3-bis) Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2020 Doc Doc. LVII, n. 3-bis Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2020, allegati e relativo annesso (Parere alla 5ª Commissione. Esame e rinvio) Il relatore GARRUTI ( M5S ) illustra, per le parti di competenza, il documento in titolo, nonché i relativi allegati e annesso. Ricorda, preliminarmente, che la "Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2020" aggiorna il quadro programmatico di finanza pubblica per il periodo 2021-2023 rispetto a quello contenuto nel Documento di economia e finanza dello scorso aprile. Alla Nota risultano allegati: le relazioni sulle spese di investimento e sulle relative leggi pluriennali, il rapporto programmatico recante gli interventi in materia di spese fiscali, il rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all'evasione fiscale e contributiva, nonché la relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva. La Nota presenta una revisione al ribasso delle stime sull'andamento dell'economia italiana per l'anno in corso, in relazione alla contrazione più accentuata del PIL nel secondo trimestre - conseguente alla chiusura delle attività produttive connessa alla diffusione dell'epidemia da Covid-19 su scala globale - rispetto a quanto ipotizzato ad aprile scorso nel DEF. Per il triennio successivo, sempre rispetto alle previsioni formulate nel DEF di aprile, il recupero dell'economia dovrebbe riprendere maggiore slancio nel corso del 2021, dando anche luogo ad un significativo effetto di trascinamento sul 2022, in considerazione, principalmente, delle ingenti manovre di supporto e di stimolo all'economia introdotte con i decreti-legge cosiddetti "Rilancio", varato a maggio, e "Sostegno e Rilancio", emanato in agosto. In particolare, il nuovo quadro programmatico di finanza pubblica prevede: una riduzione del PIL (in termini reali e non nominali) pari al 9 per cento per l'anno in corso, seguita da un incremento del medesimo valore pari al 6 per cento nel 2021, al 3,8 per cento nel 2022 e al 2,5 per cento nel 2023 (il DEF 2020 prevedeva, per il 2020, una riduzione pari all'8 per cento e, per il 2021, un incremento pari al 4,7 per cento); un tasso di disoccupazione pari al 9,5 per cento per l'anno in corso, al 10,3 per cento per il 2021, al 9,5 per cento per il 2022 e all'8,7 per cento per il 2023 (il DEF 2020 prevedeva un tasso di disoccupazione pari all'11,6 per cento per il 2020 e all'11 per cento per il 2021); un tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni (in rapporto al PIL) pari al 10,8 per cento per l'anno in corso, al 7 per cento per il 2021, al 4,7 per cento per il 2022 e al 3 per cento per il 2023 (il DEF 2020 prevedeva un tasso pari al 10,4 per cento per l'anno in corso e al 5,7 per cento per il 2021 e il quadro tendenziale a legislazione vigente prevede, per il 2022, un tasso pari al 4,1 per cento e, per il 2023, un tasso pari al 3,3 per cento). Riguardo all'indebitamento netto strutturale delle pubbliche amministrazioni (nel quale sono escluse dal computo le misure una tantum e le variazioni imputabili alla congiuntura economica), il nuovo quadro programmatico prevede un valore pari al 6,4 per cento per l'anno in corso, al 5,7 per cento per il 2021, al 4,7 per cento per il 2022 e al 3,5 per cento per il 2023, mentre il quadro tendenziale a legislazione vigente prevede un valore pari al 6,6 per cento per l'anno in corso, al 4,2 per cento per il 2021, al 3,8 per cento per il 2022 e al 3,2 per cento per il 2023. In merito alle suddette variazioni degli obiettivi relativi al tasso di indebitamento netto, il Documento osserva che l'impatto della manovra di fine anno sarà espansivo con riferimento al prossimo biennio, mentre nel 2023 vi sarà una restrizione di circa 0,3 punti percentuali rispetto al tendenziale. L'ultima parte della Nota è dedicata alle riforme e alle raccomandazioni del Consiglio dell'Unione europea. In particolare, il documento richiama le linee guida del Piano nazionale di ripresa e resilienza, redatte dal Governo per essere sottoposte all'esame della Commissione europea nell'ambito del piano denominato Next Generation EU, elaborato in risposta alla grave crisi economica e sociale provocata dalla pandemia. Tali linee guida sono state oggetto del parere reso alle Commissioni riunite 5ª e 14ª. Con riferimento alle raccomandazioni del Consiglio, in linea con le priorità definite per l'intera Unione europea, all'Italia è richiesto di adottare, nel 2020 e nel 2021, provvedimenti volti a: - attuare tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia e sostenere l'economia e la successiva ripresa; - sostenere i redditi e il sistema di protezione sociale attenuando l'impatto della crisi sull'occupazione attraverso politiche attive e il miglioramento delle competenze, comprese quelle digitali; - introdurre e attuare misure in favore delle piccole e medie imprese per favorire la ripresa economica, con particolare attenzione all'adozione di tecnologie green e sostenibili in materia ambientale; - migliorare l'efficienza del sistema giudiziario e il funzionamento della pubblica amministrazione. La Nota, inoltre, aggiorna lo stato di attuazione delle riforme illustrate nel Programma nazionale di riforma 2020.