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In conclusione, ci lasciamo alle spalle un anno difficilissimo in cui il Governo ha fatto uno sforzo importante. Tuttavia, nel 2021 quello sforzo rischia di non bastare. Occorre rafforzare gli strumenti per quei settori dove la mortalità delle imprese può essere devastante, come ha ricordato Confesercenti con il suo ultimo studio. Occorre ripensare velocemente il rapporto col fisco e quindi andare avanti con l'impegno per un anno bianco per le partite IVA o per un nuovo saldo e stralcio per chiudere le situazioni sospese. Occorre migliorare la catena decisionale sulle riaperture e sulle restrizioni, perché i tempi, non solo in montagna, sono un elemento essenziale. In ultimo, ma non per ultimo, bisogna fare in fretta e fare bene sul recovery fund , su cui si gioca il destino del Paese, delle future generazioni, ma anche il futuro dell'Europa: se l'Italia fallirà, sarà un formidabile argomento per i rigoristi e per coloro che sono contro un'Europa unita. Insomma, nel 2021 facciamo ancora di più, e soprattutto facciamolo meglio. È con questo auspicio che dichiaro il voto favorevole del Gruppo per le Autonomie alla legge di bilancio. (Applausi) . RENZI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RENZI (IV-PSI) . Signor Presidente, signora Ministra, onorevoli colleghi, il 2020 ci consegna un quadro internazionale nel quale possiamo riconoscere due vincitori e due vinti. Ha vinto la scienza: grazie, scienza. Infatti, se non vi fosse stato un gigantesco investimento nella farmaceutica, nella sanità e nella medicina, noi oggi saremmo ancora senza una prospettiva di speranza contro il coronavirus. Ovviamente, la strada è ancora lunga, ma il fatto che ci sia un vaccino in un tempo record è un fatto storico. Mi piace pensare che nella corsa al vaccino fatta in tutto il mondo siano arrivati primi - non perché fosse una competizione, ma perché comunque era una sfida epocale - dei coniugi turchi stabiliti in Germania: Ugur e Ozlem, questi i nomi di battesimo. È la storia di un grande Paese che accoglie un'immigrazione di qualità e che ne fa strumento di competitività. La stessa cosa era accaduta nella Silicon Valley. Per me, la stessa cosa dovrà accadere nei prossimi dieci anni in Italia: per questo insistiamo su alcuni provvedimenti da inserire nel Next generation EU. C'è bisogno di fare di questo Paese il luogo del capitale umano, come ha fatto la Germania che oggi ha il quintuplo dei vaccinati dell'Italia. C'è bisogno di scommettere su forme nuove di rapporto tra scienza, ricerca, cultura, capitale umano ed educazione: questo è il punto di partenza del Next generation EU, non una paginetta giustizialista sulla giustizia. Dall'altro lato, grazie Europa. Non si sentono più - in quest'Aula, almeno - i No-vax, eppure si sentivano; e non è più forte come prima la retorica sovranista. Perché? Perché la retorica sovranista si basava su un'inerzia dell'Europa, che c'è stata oggettivamente negli anni passati, e che oggi non c'è stata, perché l'Europa ha messo una incredibile mole di risorse, che va oltre le nostre migliori aspettative: Next generation EU, European Central Bank (ECB), il programma SURE, il MES (con 36 miliardi di euro sulla sanità che potrebbero cambiare la storia della sanità del nostro Paese) e naturalmente la programmazione tradizionale. Ora, la questione è che dobbiamo spendere bene questi soldi, con riguardo a due aspetti: il primo è quello relativo alle forme della democrazia, il secondo è quello relativo alla visione del Paese. Sulle forme della democrazia, signor Presidente - lo ha riconosciuto anche lei e la ringrazio di questo - oggi abbiamo ascoltato parole per me definitive di un collega, con il quale non sono mancati elementi di divergenza, che risponde al nome del senatore Luigi Zanda. Chi non era in Aula, per cortesia, legga l'intervento del senatore Zanda. Chi non crede a ciò che diciamo noi da mesi, perché siamo quelli che vengono etichettati come irresponsabili e Pierini, non ascolti noi, ma ascolti il senatore Zanda. Dal rispetto delle forme democratiche deriva una credibilità delle istituzioni che, al momento, rischia di essere messa a dura prova. (Applausi) . Se il Governo giallo-verde fa la legge di bilancio in quarantotto ore al Senato, si va alla Corte costituzionale, come hanno fatto i colleghi del PD nel 2018. Se lo fa il Governo giallo-rosso si sta zitti? Non è possibile. C'è bisogno di un rispetto delle regole indipendentemente da chi afferma per prassi un principio che pure io condividerei, perché se c'è uno in quest'Aula che è a favore del superamento del bicameralismo sono io, ma siccome non ci è riuscito, ahimè, oggi il bicameralismo dobbiamo rispettarlo, perché se passa il principio che le riforme costituzionali non servono e basta una prassi, noi stiamo distruggendo questa Assemblea, stiamo distruggendo la nostra credibilità, noi e voi insieme. (Applausi) . Ecco perché il rispetto delle forme democratiche è importante, ecco perché, signor Presidente, non smetteremo di chiedere che vi sia il rispetto delle forme in tutti i livelli istituzionali, dall' intelligence , dai Servizi segreti, fino alle questioni legate al modo in cui si fa una legge di bilancio. (Applausi) . Non è di noi che stiamo parlando, ma della nostra credibilità e della vostra credibilità. D'altro canto, bisogna accelerare. Leggo oggi le parole del Ministro dell'economia, che alle 14 riceverà una delegazione di Italia Viva, che non è qui con noi ma sicuramente ci seguirà da casa. Signor Presidente, è bellissima l'idea dell'accelerazione. Chi come lei, più di me, ama il futurismo sa che l'accelerazione e la velocità sono un mito straordinario. Io sono uno di quelli che hanno chiesto commissari, che hanno chiesto di sbloccare le opere, figuriamoci se sono contrario all'accelerazione. Il 22 luglio in quest'Aula ho chiesto di fare una sessione ad agosto sul Next generation EU, oggi scopro che siamo in ritardo e bisogna correre. Bene. Sul correre siamo tutti d'accordo, ma la mia domanda è: per andare dove? Perché se si corre nella direzione opposta a quella corretta, per tornare indietro ci vuole il doppio del tempo. La domanda da porsi è se questo debito, buono o cattivo a seconda delle scelte che facciamo - parole con il copyright di Mario Draghi - vogliamo affrontarlo o no? Resti agli atti, Presidente, che questa finestra temporale che si apre non è una finestra casuale, ma è una finestra che per trent'anni non c'è stata. Nessuno ha potuto spendere questi soldi, è chiaro? Ci sono sindaci in tutti gli schieramenti, di destra e di sinistra, ci sono Presidenti di Regione, ci sono amministratori locali: noi non abbiamo avuto mai la possibilità di spendere questi soldi, eravamo bloccati dal Patto di stabilità, dai blocchi - lo sappiamo tutti - di destra e di sinistra. Per i prossimi trent'anni non ci sarà possibilità di spendere questi soldi. La finestra temporale è ora o mai più, perché poi a un certo punto le porte dell'Europa si chiuderanno.