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Purtroppo, il bonus bebè, così come prospettato, non basta per incentivare la natalità e l'accesso al lavoro e non basta neppure l'aiuto per le rette per gli asili nido perché - ve l'annuncio se non l'avete ancora scoperto - non ci sono asili nido a sufficienza. In primis bisogna, quindi, costruire gli asili nido, ma l'apposito fondo di soli 100 milioni di euro è rinviato al 2021 e poi si vedrà. Allo stesso modo, l'istituzione del fondo per l'assegno universale e i servizi alle famiglie partirà dal 2021. Tante altre misure saranno disciplinate da ulteriori provvedimenti normativi senza scadenza temporale, per cui si rischia di non usufruire delle risorse stanziate, così come ricordo è successo per i caregiver . Fatta la norma, non è stata completata e il risultato è stato che i fondi stanziati nei due anni precedenti non sono stati utilizzati. Sono tanti gli annunci di provvedimenti dati per compiuti, ma alla fine ben pochi vengono concretamente realizzati. Un'attenzione particolare quest'anno è stata posta ai pensionati per i quali è stato annunciato, in contrapposizione a quanto avvenuto l'anno scorso, lo sblocco dell'indicizzazione delle pensioni. Peccato che poi nella legge di bilancio ciò si sia tradotto in pochissimi centesimi di euro al mese, successivamente anche ridotti. Più che un aumento, è un'elemosina e un insulto a chi ha lavorato una vita. Bell'aumento di potere d'acquisto. Gli italiani vogliono essere messi nelle condizioni di poter lavorare. Il reddito di cittadinanza, che anche quest'anno impatta fortemente sul bilancio con più di 7 miliardi, non aiuta nell'inserimento nel mondo del lavoro, ma troppo spesso va nelle tasche di chi non ne ha bisogno, di chi lavora in nero o, peggio, delinque. Quante altre scelte molto più utili si potrebbero fare. Noi di Forza Italia abbiamo fatto le nostre proposte con tanti emendamenti. Occorre investire nei territori per sostenere le imprese. In questo senso la nostra battaglia per l'istituzione della zona economica speciale nei territori che hanno rilevato difficoltà di sviluppo, come le zone di Marghera e Rovigo, ha finalmente trovato risposta in questa legge di bilancio. Ringrazio la maggioranza per aver accolto la nostra istanza, perché gli italiani chiedono solo di lasciar loro la possibilità di fare, senza che qualcosa si metta di traverso. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 21,20) ( Segue TOFFANIN). Fare le regole senza pensare alle conseguenze non aiuta, ma complica il sistema. Lo avete visto con il cosiddetto sconto in fattura, previsto nell'articolo 10 del decreto crescita: un nostro emendamento votato in Commissione ha consentito di sistemare un danno enorme alle piccole e medie imprese, anche se un successivo emendamento della maggioranza ne ha modificato in parte il contenuto. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, anche stavolta il voto di fiducia potrà mettervi al riparo da voti traballanti al vostro interno, ma di certo non determinerà la soluzione dei problemi del nostro Paese e purtroppo non lo metterà neppure in carreggiata. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, ci ricordiamo cosa accadde lo scorso anno? Di fatto non ci fu una discussione della legge di bilancio e gli ultimi due giorni ci trovammo con un cambio completo di quell'assetto che produsse un effetto mai accaduto in precedenza: l'impossibilità per il Parlamento, nelle due Camere, di poter discutere nel merito e votare emendamenti. Quest'anno le cose sono andate in maniera profondamente diversa. C'è stato un confronto importante e significativo e i Gruppi parlamentari hanno potuto elaborare importanti modifiche al testo base prodotto dal Governo. Siamo partiti, come sappiamo tutti, dalle clausole di salvaguardia da sterilizzare per impedire la crescita dell'IVA dal 22 al 25,2 per cento, per la parte ordinaria, e dal 10 al 13 per cento per la parte ridotta: 23,1 miliardi di euro. La legge di bilancio è partita da questo elemento: la ricerca di 23,1 miliardi di euro per sterilizzare le clausole di salvaguardia. Appariva un'operazione davvero complessa e quasi impossibile da realizzare, ma siamo riusciti non solo a sterilizzare le clausole di salvaguardia, ma a mettere in atto una serie di altre misure. Il Parlamento, la Commissione bilancio e i senatori con le loro proposte emendative hanno portato modifiche significative. Il confronto fra le forze di maggioranza (che certamente c'è stato, ma è stato un confronto sano e fatto per portare a migliorare le caratteristiche principali della nostra manovra) ha portato a risultati significativi. Siamo partiti con la sterilizzazione dell'IVA e con alcune tasse che avevano fatto molto discutere l'opinione pubblica. Siamo arrivati a votare il mandato ai relatori in Commissione con alcune tasse che sono state cancellate, a partire da quelle sulle auto aziendali e sui telefonini. Sono state diminuite in maniera molto significativa le tasse sulla plastica e sullo zucchero. Possiamo accontentarci? Per le condizioni date e il tempo a disposizione certamente di più non era possibile fare, ma la nostra forza politica, Italia Viva, opererà nel corso della legislatura per dare il proprio contributo fattivo e concreto, come abbiamo fatto in questi giorni, per poter eliminare ulteriormente la pressione fiscale. Una pressione fiscale - fatemelo dire - che rispetto ai dati contenuti nella Nota di aggiornamento al DEF, che vedeva un incremento di 0,1 punti percentuali nel 2020, grazie alla riduzione e alla cancellazione di alcune tasse, diminuirà. Nella peggiore delle ipotesi sarà uguale al livello di questo anno, ma dai primi conti che si stanno facendo crediamo che il prossimo anno possa andare a un livello inferiore di quello del 2019. Crediamo di aver dato quindi un contributo positivo e lo voglio dire ai colleghi dell'opposizione, che ci dipingono spesso come una maggioranza litigiosa: tra il litigare e il confrontarsi c'è una grande differenza. Spesso le altre forze politiche compiacenti e i media dipingono questo confronto come un litigio. Non avremmo portato in Aula il disegno di legge di bilancio con un mandato pieno al relatore e con una serie di modifiche pienamente condivise se questo confronto non fosse stato positivo e produttivo e non avesse permesso di migliorare la manovra, condividendo in seno alla maggioranza le misure migliorative che sono state elaborate. Quindi, il testo che stiamo discutendo è migliore di quello inizialmente concepito dal Governo. Mi preme sottolineare davvero come il Senato, a questo giro, abbia potuto dare un contributo positivo, fattivo e sincero. Voglio ringraziare il presidente Pesco e i colleghi della Commissione per il lavoro fatto insieme. Mi rivolgo anche ai colleghi della minoranza, perché non era scontato poterci confrontare con una mole di circa 800 emendamenti iniziali, poi saliti a quasi 1.500 con i subemendamenti che, di volta in volta, venivano presentati. Non era stato scontato arrivare in Aula con un mandato pieno al relatore.