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Il presente disegno di legge, oltre a tendere all'omogeneizzazione tra i settori pubblico e privato prevede, per patologie gravi che richiedono terapie salvavita, un ulteriore periodo di comporto di tre mesi retribuito con decurtazione del 75 per cento aggiuntivo rispetto al periodo di comporto retribuito già previsto e in diminuzione del periodo di comporto non retribuito (articolo 1, comma 2, lettera c) , del presente disegno di legge). Al termine del periodo di conservazione del posto di lavoro il datore di lavoro può recedere dal rapporto di lavoro secondo le procedure previste per i licenziamenti individuali. A tale proposito, la legge 28 giugno 2012, n. 92, ha precisato che il licenziamento per superamento del periodo di comporto rientra nell'ambito del licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Ad oggi il datore di lavoro non è tenuto ad avvisare il lavoratore che il periodo di comporto sta per scadere, fatte salve eventuali migliori disposizioni contrattuali, anche di carattere decentrato, mentre appare doveroso rendere tale comunicazione un onere obbligatorio in capo al datore di lavoro (articolo 1, comma 2, lettera a) , del presente disegno di legge) e prevedere che in mancanza della comunicazione o in caso di comunicazione tardiva, il periodo di comporto sia automaticamente prorogato per ulteriori trenta giorni dalla comunicazione o dall'eventuale recesso da considerare inefficace. All'articolo 1, comma 2, lettera d) , del disegno di legge si prevede, per i lavoratori pubblici e privati affetti da patologie oncologiche contrattualizzati a tempo indeterminato, di tendere a una progressiva omogeneizzazione del trattamento funzionale al mantenimento del posto di lavoro, sia per quanto concerne il periodo di comporto retribuito (diciotto mesi più tre mesi aggiunti con l'articolo 1, comma 2, lettera c) , del presente disegno di legge), sia l'ulteriore periodo di comporto non retribuito al termine di quello riconosciuto con retribuzione, sebbene ridotta (diciotto mesi meno tre mesi sottratti con l'articolo 1, comma 2, lettera c) ). Va altresì specificato – a beneficio di tutti i lavoratori comunque contrattualizzati – che, attesa la particolarità delle terapie salvavita previste per le patologie oncologiche a volte temporaneamente o parzialmente invalidanti, sono da escludere dal computo del periodo di comporto, oltre ai giorni di ricovero ospedaliero o di day hospital anche quelli di assenza dovuti alle conseguenze certificate e, quindi, indotte dalle terapie (articolo 1, comma 2, lettera b) , del presente disegno di legge). Per il personale assunto a tempo determinato, il periodo di conservazione del posto continuerà a coincidere con la durata del contratto. Restano invariate le norme vigenti per tutte le altre forme contrattuali esistenti. I lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (commercianti, artigiani, eccetera), se costretti anche temporaneamente a sospendere l'attività lavorativa a causa della patologia e delle terapie oncologiche, hanno diritto all'indennità di malattia solo per circa due mesi all'anno ed eventualmente all'indennità di degenza ospedaliera. Per i liberi professionisti iscritti alle rispettive casse previdenziali, il regolamento di ciascuna cassa può prevedere forme diverse di assistenza economica. A tale proposito è doverosa l'estensione temporale dell'indennità di malattia in una misura comunque non inferiore ai sei mesi (articolo 1, comma 2, lettera g) , del presente disegno di legge).. 1 (Delega al Governo per la modifica della disciplina del periodo di comporto per i lavoratori affetti da malattie oncologiche e cronico-ingravescenti) 1 Ai fini del periodo di comporto, per garantire omogeneità di trattamento tra lavoratori dipendenti pubblici e tra tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati affetti da patologie oncologiche e cronico-ingravescenti, nonché al fine di garantire ai lavoratori autonomi maggiori tutele rispetto alle attuali, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, un decreto legislativo recante disposizioni volte a modificare e a integrare la disciplina vigente in materia di trattamento dei lavoratori dipendenti pubblici e privati e dei lavoratori autonomi affetti da patologie oncologiche e cronico-ingravescenti. 2 Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a prevedere l'obbligo per il datore di lavoro di comunicare al lavoratore, con almeno trenta giorni di anticipo sulla scadenza, che il periodo di comporto sta per scadere. In mancanza o in caso di comunicazione tardiva, il periodo di comporto è prorogato autonomamente per altri trenta giorni dalla comunicazione o dall'eventuale recesso da considerare inefficace; b escludere dal computo del periodo di comporto i giorni di ricovero ospedaliero o di day hospital per terapie salvavita e i giorni di assenza dovuti agli effetti collaterali di dette terapie, debitamente certificati; c prevedere per il settore pubblico un ulteriore periodo di comporto di tre mesi retribuito con una decurtazione della retribuzione pari al 75 per cento per patologie gravi che richiedono terapie salvavita, aggiuntivo rispetto al periodo di comporto retribuito già previsto dalla normativa vigente e in diminuzione del periodo di comporto non retribuito; d tendere a una progressiva equiparazione del trattamento dei lavoratori privati con quello previsto per i lavoratori pubblici per superare le attuali rilevanti differenze; a tale fine fissare norme che, fatte salve le disposizioni più favorevoli contenute nei contratti collettivi, avvicinino progressivamente i periodi minimi di comporto di cui all'articolo 6, quarto comma, del regio decreto-legge 13 novembre 1924, n. 1825, convertito dalla legge 18 marzo 1926, n. 562, ai periodi di comporto previsti per i lavoratori pubblici; e omogeneizzare i riconoscimenti e le tutele vigenti per i lavoratori pubblici alle condizioni più favorevoli ovvero di maggior favore già esistenti per alcuni comparti; f salvaguardare, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui all'alinea, i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore recanti disposizioni di maggior favore per i lavoratori; g per i lavoratori autonomi affetti da patologie oncologiche e cronico-ingravescenti aumentare il periodo previsto per il riconoscimento dell'indennità di malattia, che non può essere inferiore ai sei mesi. 3 Lo schema del decreto legislativo di cui all'articolo 1 è trasmesso alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica ai fini dell'espressione del parere delle Commissioni parlamentari competenti, entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Le Commissioni possono richiedere al Presidente della rispettiva Camera di prorogare di trenta giorni il termine per l'espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia. Decorso il termine previsto per l'espressione del parere parlamentare, o quello eventualmente prorogato, il decreto può essere comunque adottato. 2 (Copertura finanziaria)