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Non penso però che, in una discussione onesta, ci convenga distorcere la realtà e dire che alle spalle abbiamo mesi di ozio, di indifferenza e inattività degli organi di Governo (Applausi) , perché non ha senso e perché - ve lo assicuro - non avviene in alcun altro Paese europeo, che è in condizioni simili o peggiori delle nostre. In Francia, l'ultimo provvedimento sull'emergenza è stato approvato dall'Assemblea nazionale praticamente all'unanimità. Invito a leggere i giornali dei Paesi europei, alcuni dei quali sono ogni giorno sui tavoli del Senato. Non c'è in nessun altro Paese una polemica del livello di quella italiana. Questa mattina abbiamo sentito inviti al Governo ad andarsene a casa e muovergli accuse di incapacità. Sono tutte polemiche che stanno nella stessa fascia qualitativa della dichiarazione della europarlamentare Donato sui vaccini: una fascia qualitativa della miseria intellettuale. (Applausi) . Credo che non si debba scendere sotto questo livello e occorra, anzi, fare delle considerazioni sistemiche a proposito di come possiamo rafforzare la leale collaborazione tra istituzioni. Penso che una discussione sulla costituzionalizzazione della Conferenza Stato-Regioni e, contemporaneamente, sull'introduzione nel nostro ordinamento di una clausola di supremazia sia inevitabile, da fare unitariamente. Parlare di assetti istituzionali significa capire come possiamo valorizzare meglio la centralità del Parlamento e le sue prerogative in uno stato di emergenza dichiarata, sapendo che per farlo ci dobbiamo dotare di strumenti ad hoc adeguati, frutto di una larga condivisione. Le espressioni di buona volontà politica sono utili, anche necessarie e certamente ci permettono di lavorare meglio, ma non sono sufficienti a dare al Parlamento quel protagonismo che, in una condizione come l'attuale, certamente occorre. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Siclari. Ne ha facoltà. SICLARI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, membri del Governo, nel discutere il disegno di legge n. 1970, di conversione del decreto-legge n. 125, recante misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19, non posso da senatore della Repubblica, che ha a cuore la Costituzione e crede nell'Italia unita, non iniziare il mio intervento parlando del territorio più debole della nostra Nazione, che è quello più a rischio oggi di fronte all'emergenza Covid. Mi riferisco alla Calabria, Regione che sembra orfana di Stato, figlia di nessuno, al centro dello scandalo nazionale del fallimento della gestione della salute da parte del Governo per il tramite del suo commissario. Colleghi, quanto è emerso in questi giorni è la prova inconfutabile che esistono l'Italia e la Calabria, gli italiani e i calabresi, e che quelli che in Italia vengono definiti i diritti in Calabria diventano concessioni. Era il 5 giugno del 2018, oltre due anni fa, quando sono intervenuto in quest'Aula per portare a conoscenza il Governo di quanto di grave stava accadendo in Calabria con il commissariamento. Avevo chiesto di azzerare il debito pubblico e di mettere la parola fine a un commissariamento che dura da dodici anni. Avevo denunciato le inefficienze del commissario; la mancanza del personale sanitario; ascensori guasti negli ospedali che obbligavano i direttori sanitari a chiudere i reparti; la mancanza di assistenza a causa degli ospedali rotti e, ancora, il numero di posti letto ridotto di anno in anno. Dopo qualche mese ho organizzato a piazza Montecitorio per queste ragioni, per chiedere la fine del commissariamento, per la prima volta nella storia della nostra Regione, la Calabria, la prima manifestazione per il diritto alla salute. Hanno partecipato 500 calabresi per chiedere al Governo di essere ascoltati e il Governo ha risposto rinnovando il commissariamento con il cosiddetto decreto Calabria, che oggi si è dimostrato più che fallimentare nella gestione dell'emergenza che avevamo allora, creando con Cotticelli un'emergenza nell'emergenza. Non avete voluto ascoltarci due anni fa, e allora abbiamo iniziato a lavorare portando qui le nostre proposte. Il 14 settembre 2018, sempre due anni fa, avevo chiesto di potenziare il sistema del pronto soccorso, la medicina territoriale e quella generale e oggi, dopo due anni, avete finalmente pensato di istituire le unità speciali di continuità assistenziale (USCA). Tuttavia, rappresentanti del Governo, esse non funzionano: mancano ancora i medici e gli operatori sanitari, della cui mancanza in Italia, in Calabria e in tutte le Regioni, lamentavano due anni fa. Oggi, con l'aggravamento della situazione e con il Covid-19, abbiamo 400.000 persone a casa che non vengono assistite, che non hanno nessuno che possa andare a fargli iniezioni intramuscolo di cortisone o semplicemente una flebo, visto che molti di loro sono anziani e non riescono nemmeno più a nutrirsi. Il 14 maggio 2019, più di un anno fa, abbiamo presentato una serie di emendamenti al cosiddetto decreto Calabria per migliorare l'assistenza, chiedendo di aumentare le prestazioni sanitarie in deroga a budget , di istituire presidi ospedalieri in strutture private e di aumentare il numero dei medici. Niente di tutto questo: avete risposto zero, niente. Oggi, dopo due anni, state inserendo tali provvedimenti nel vostro decreto-legge, a emergenza ormai avviata. Ora però, dopo che quello che dico da più di due anni è sotto gli occhi di tutti, ossia che la polvere del fallimento dei commissari che lo Stato aveva nascosto sotto al tappeto esce da tutte le parti, potrei reclamare la ragione e dire al Governo che ha perso tempo a non seguire quello che dicevo, a non applicare in tempo utile quanto necessario per non cadere in emergenza. Aggiungo che potrà dire perché l'avete fatto. Colleghi, dopo lo scandalo televisivo e le dichiarazioni di Cotticelli, adesso il quadro è più chiaro: dovete assumervi le vostre responsabilità di Governo, perché il commissario è nominato dal Governo. Come è possibile che non sapevate dell'emergenza nell'emergenza creatasi dieci giorni fa? Avete riconfermato quel commissario, che poi siete stati costretti a sostituire per le sue dichiarazioni e per l'attività fallimentare del piano Covid in Calabria. Questa è la situazione nella quale oggi vivono i cittadini di una parte del nostro Paese. Pensate che Cotticelli aveva chiesto, a maggio, al Ministro di sapere chi doveva fare il piano Covid e il Ministero della salute ha risposto il 27 ottobre, pochi giorni fa. E non si dice che va bene, perché è gravissimo. Oggi abbiamo chiuso tutti i reparti - collega - per dare spazio ai malati di Covid e non riusciamo a curare chi sta male. E non è colpa dei calabresi, perché è da dodici anni che ci sono i commissari messi dal Governo. (Commenti). PRESIDENTE. Senatore Santangelo! SICLARI (FIBP-UDC) . Venga a fare un giro con noi nei nostri ospedali. Anzi, si venga da noi a curare, l'accompagno io. Vediamo quando riuscirà a trovare posto nei nostri reparti. Lo Stato ha l'obbligo morale di risarcire quelle famiglie. (Commenti).