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3) se, date queste condizioni e tempi, il tasso "di interesse" previsto risulti congruo rispetto ai valori correnti di mercato, con ciò confondendo il tasso di attualizzazione (fissato al 5 per cento dal committente nella lettera di invito) con il tasso "di interesse" per la restituzione o remunerazione del contributo a fondo perduto; alla luce delle conclusioni rassegnate dal "verificatore", comunque inficiate dall'errata proposizione dei quesiti, il Consiglio di Stato concludeva che l'amministrazione concedente, nel "premiare" l'offerta di restituzione del contributo, "assumeva" il rischio del mancato adempimento da parte del consorzio aggiudicatario SIS (che, a fronte dell'acquisizione dell'intero contributo per circa 902 milioni di euro, si era impegnato a restituire, dal 25° al 40° anno di concessione, l'importo complessivo di 4,1 miliardi di euro); tale rischio non si sarebbe verificato se il contributo fosse stato erogato "a fondo perduto", come proposto dall'associazione temporanea di imprese Salini-Impregilo, non impegnatasi a restituire le somme acquisite a titolo di contributo (oltre 635 milioni di euro); il vantaggio per la committente connesso alla proposta dell'associazione temporanea di imprese appare assolutamente incomprensibile; comunque, accogliendo un motivo dell'associazione temporanea di imprese ricorrente, il Consiglio di Stato, nel confermare la legittimità dell'offerta economica di SIS in quanto conforme alla lettera d'invito, censurava quest'ultima nella parte in cui stabiliva i criteri per l'assegnazione del punteggio relativo, ordinando la rinnovazione della gara; ritenendo tale sentenza (n. 5374/2018 del 13 settembre 2018) fondata su palesi errori materiali, oltre a macroscopici errori di diritto, il consorzio SIS ne ha fatto oggetto di varie iniziative giudiziarie; a ciò si aggiunga che la società concedente (Autostrade del Lazio) ha promosso davanti al Consiglio di Stato ricorso per l'esatta ottemperanza della sentenza n. 5374/2018 del 13 settembre 2018, cui ha replicato il consorzio SIS con ricorso incidentale e, per quanto possa occorrere, autonomo. Entrambi i ricorsi, riuniti, hanno visto il coinvolgimento dell'associazione temporanea di imprese Salini-Impregilo quale soggetto controinteressato; nelle memorie e nelle repliche (così come in sede di discussione), le posizioni sono state le seguenti: a) il Consorzio SIS riteneva che la società concedente dovesse procedere con "nuovi criteri" a valutare le offerte economiche già presentate (ed ormai note) dai due concorrenti; ciò al fine di non alterare l'intangibile ed irrinunciabile principio della par condicio tra i partecipanti alla gara; b) l'associazione temporanea di imprese Salini-Impregilo sosteneva, viceversa, che il concedente doveva sollecitare alle parti la presentazione di due ulteriori offerte economiche basate sui nuovi criteri elaborati da Autostrade del Lazio; c) la società concedente, in sede di discussione, si dichiarava neutrale; orbene, nel contesto delineato, parrebbe che i vertici della Regione Lazio e di ANAS (soci paritetici nel capitale di Autostrade del Lazio), consapevoli della priorità dell'intervento teso alla realizzazione dell'arteria (anche per le pressanti richieste provenienti in tal senso dall'opinione pubblica), ma non ritenendo più attuale lo strumento concessorio, si stiano determinando a realizzare, verosimilmente attraverso una nuova e diversa società veicolo, l'iniziativa in house : soluzione percorribile se fossero disponibili le risorse finanziarie necessarie (circa 2,7 miliardi di euro) ed imprese ad integrale partecipazione pubblica; a questo riguardo, risulta che le risorse finanziarie verrebbero apprestate da Cassa depositi e prestiti (che gestisce il risparmio degli italiani) e la struttura realizzatrice sia individuata in "Progetto Italia" (cioè Salini-Impregilo), al cui capitale la CdP partecipa; ciò a giudizio e dell'interrogante lascerebbe esposta l'amministrazione pubblica ad azione risarcitoria per responsabilità precontrattuale avviabile dal consorzio aggiudicatario, deprivato (finora) forzosamente dell'iniziativa. E tutto ciògiustificherebbe e "maschererebbe" questo enorme artifizio di "Progetto Italia", come altri analoghi, con l'abusata locuzione "operazione di sistema" (priva, invero, di alcun significato), si chiede di sapere: come sia possibile che per realizzare un'opera autostradale indifferibile ed urgente a livello nazionale, per la quale si era previsto un intervento di "finanza di progetto" a costo zero per la pubblica amministrazione, dopo l'aggiudicazione della gara a soggetto pronto ad apportare tutti i mezzi finanziari occorrenti, volontariamente obbligatosi a restituire e remunerare il contributo a fondo perduto offerto dal concedente (ed utilizzato nell'importo di circa 900 milioni di euro), addirittura con un ammontare di 4,1 miliardi di euro, si decida, viceversa, per un intervento a totale finanziamento pubblico con affidamento (forse diretto) all'impresa che era uscita sconfitta dal confronto concorrenziale; quali iniziative intendano disporre i Ministri in indirizzo, ciascuno per la parte di propria competenza, per evitare grave pregiudizio economico allo Stato, teso, all'evidenza, a favorire un gruppo d'impresa la cui proposta meno vantaggiosa sin dall'inizio, addirittura, verrebbe adesso realizzata con denaro pubblico, senza alcuna considerazione per il periodo particolarmente difficile che l'economia italiana sta attraversando. Atto n. 4-02607 GASPARRI Al Ministro della difesa Premesso che: in riferimento alla vicenda relativa all'appartamento affidato al Ministro pro tempore Trenta ed in seguito al maggiore Claudio Passarelli, marito della Trenta, con interrogazione 4-02517 l'interrogante ha chiesto maggiori informazioni sulle modalità di svolgimento; nei giorni scorsi è arrivata la risposta del Ministro in indirizzo che dettagliatamente giustificava l'affidamento al maggiore Passarelli, in base ad una sua promozione in prima fascia delle titolarità ASI - Ufficiali, si chiede di sapere: chi abbia attribuito al maggiore Passarelli l'incarico di aiutante di campo del segretario generale della difesa, direttore nazionale agli armamenti; se il maggiore Passarelli avesse un percorso professionale tale da permettergli la nomina ad un incarico di prima fascia, utile per giustificare la richiesta di alloggio; se non ritenga quanto mai singolare il fatto che la nomina e l'affidamento siano avvenute tutte a ridosso della data di affido dell'immobile e con una tempistica molto breve; quali siano generalmente i tempi di affido di immobili per gli ufficiali che ne fanno richiesta; quali valutazioni faccia il Ministro sulle scelte dei responsabili di queste valutazioni; se le qualifiche attribuite non siano state immeritate e funzionali esclusivamente all'attribuzione dell'alloggio già in precedenza occupato dallo stesso maggiore, in quanto marito del Ministro pro tempore a cui era stato assegnato in ragione dell'incarico, che poi ha successivamente perso perdendo l'alloggio.