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Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con le modalità stabilite dall'articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, promuove e sostiene, con appositi finanziamenti disponibili negli ordinari stanziamenti di bilancio, progetti in ambito nazionale, regionale e locale, volti a diffondere un'educazione alimentare che privilegia un ridotto impatto sulle risorse ambientali e sulla salute dell'individuo rispetto alle diete alimentari caratterizzate dal consumo di prodotti di origine animale. 6 (Compostaggio dei sottoprodotti organici delle utenze domestiche) 1 È possibile raccogliere separatamente le seguenti categorie di sottoprodotti, anche al fine di gestire in modo separato i sottoprodotti organici contenenti sale e olii dagli altri, di ottimizzare le proporzioni fra le varie componenti o di consentire la triturazione elettromeccanica preliminare di una delle frazioni raccolte: a alimenti e residui di alimenti pre cottura; b alimenti e residui di alimenti post cottura; c altre tipologie di alimenti confezionati o lavorati; d scarti di origine animale; e sfalci d'erba; f potature, rami e foglie. 2 Il GSU mette a disposizione degli utenti, secondo le esigenze del suo bacino, uno o più contenitori per la raccolta degli olii vegetali usati, che conferisce obbligatoriamente all'apposito consorzio. 3 I contenitori messi a disposizione delle utenze ai sensi del comma 2 sono identificati da un codice o altro dispositivo che ne consenta l'abbinamento con la singola utenza alla quale sono assegnati, al fine di prevedere, nel caso in cui si producano rifiuti, la responsabilità estesa del produttore. 4 Gli scarti alimentari di origine animale sono triturati e miscelati nel compostaggio nella misura massima del 5 per cento in peso. 7 (Compiti del GSU) 1 Il GSU informa gli utenti del servizio di compostaggio collettivo sulle modalità di selezione, raccolta e gestione dei sottoprodotti organici, nonché sulle modalità di utilizzo del compostaggio prodotto. 2 Il GSU preleva con cadenza giornaliera un campione dalla miscela dei sottoprodotti organici in fase di fermentazione al fine di verificare la presenza di inquinanti conformemente alle procedure e ai limiti di legge. 3 Il GSU verifica, tramite ispezione visiva durante le operazioni di raccolta, la presenza di eventuali corpi estranei, rifiuti non conformi o sostanze pericolose. Ove il sottoprodotto non sia ritenuto conforme, il GSU può rifiutarsi di ritirarlo ovvero disporne il conferimento al gestore dei rifiuti urbani competente per territorio. 4 Durante la miscelazione delle diverse frazioni organiche e durante la maturazione del compostaggio, il GSU controlla che: a sia rispettata la proporzione fra organico verde e materiali di altro genere, al fine di mantenere l'equilibrio corretto fra carbonio e azoto; b controlla che non vi sia produzione di percolato e qualora ci sia, ne dispone la raccolta e l'invio a trattamento; c procede alla verifica del tasso di umidità e del livello di ossigenazione conformemente alle disposizioni del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 29 dicembre 2016, n. 266. 5 Il GSU effettua l'eventuale miscelazione del compostaggio maturo con terra a seconda degli utilizzi o, in alternativa, provvede al suo utilizzo nelle aree appositamente predisposte. 8 (Gestione degli sfalci, delle foglie e delle potature) 1 Il GSU può pianificare e realizzare un servizio di triturazione di sfalci, foglie e potature nel bacino di sua competenza, al fine di agevolare tramite miscelazione il compostaggio dei sottoprodotti organici. 2 È ammesso l'utilizzo del materiale organico derivante dalla pulizia di argini, fossi e canali di scolo delle acque piovane di aree rurali e demaniali, a condizione che non sia contaminato da inquinanti sopra i limiti di norma. 9 (Utilizzo del compostaggio e del calore derivante dal processo di compostaggio) 1 Il compostaggio è utilizzato all'interno delle aree previste dal piano di compostaggio allegato alla comunicazione di inizio attività. Qualora le aree destinate all'uso del compostaggio non siano sufficienti, il GSU può disporre di ulteriori aree, attigue a quelle già utilizzate, informandone il comune. 2 Il calore derivante dal processo di compostaggio può essere utilizzato per riscaldamento, a condizione che al momento dello scarico in atmosfera i fumi siano trattati conformemente al regolamento di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 29 dicembre 2016, n. 266. 10 (Divieti) 1 Non è ammessa la combustione di sfalci, foglie e potature tranne nel caso in cui dalla mancata combustione possa derivare un rischio sanitario; in tale caso l'azienda sanitaria locale competente per territorio rilascia preventivamente, su richiesta dell'interessato, un certificato che ne attesta la necessità inderogabile. 2 È vietato lo spandimento di fanghi o digestato nelle aree destinate all'utilizzo del compostaggio prodotto dal GSU. 3 È vietata la miscelazione con altri sottoprodotti non previsti dalla presente legge o con rifiuti, digestato, fanghi o altre sostanze potenzialmente inquinanti. 4 È vietato l'utilizzo di diserbanti, fitofarmaci o altri prodotti potenzialmente nocivi nelle aree destinate all'approvvigionamento della materia organica per il compostaggio. 11 (Inquadramento del GSU, controlli e autorizzazioni) 1 Il GSU che intende iniziare l'attività di compostaggio dei sottoprodotti organici ne dà comunicazione al comune, ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 29 dicembre 2016, n. 266, che verifica i requisiti necessari e la conformità delle aree adibite alle varie operazioni connesse al compostaggio. 2 Almeno una volta ogni tre mesi il comune dispone, eventualmente anche attraverso l'agenzia regionale per la protezione ambientale competente per territorio, la verifica delle operazioni di compostaggio e dei requisiti del GSU. 3 La comunicazione di inizio attività è trasmessa dal GSU al comune dove intende esercitare almeno sessanta giorni prima dell'inizio dell'attività e deve contenere come minimo i seguenti elementi: a estensione e ubicazione delle aree destinate al compostaggio; b mappa topografica delle utenze servite; c indicazione dell'utilizzo, dell'ubicazione e della superficie di coperture mobili, serre o altri manufatti temporanei utili allo scopo; d indicazione della quantità presunta di sottoprodotti che si intende gestire; e indicazione della quantità presunta di compostaggio che si intende produrre; f ubicazione e dimensione delle eventuali colture orticole che si intende impiantare per l'utilizzo del compostaggio prodotto; g numero di utenze domestiche che si prevede di servire; h numero di utenze non domestiche che si prevede di servire; i elenco delle attrezzature che si intende usare nella pratica del compostaggio; l descrizione della quantità, tipologia e dimensione dei contenitori che si intende usare per la raccolta del sottoprodotto presso le utenze; m codice fiscale ed eventuale partita dell'imposta sul valore aggiunto del GSU; n cronoprogramma dell'esecuzione dei lavori propedeutici all'avvio delle operazioni di compostaggio; o documentazione attestante la qualifica del GSU; p documentazione attestante l'assenza di procedimenti civili e penali per contravvenzioni o reati ambientali.