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Secondo quanto affermato dagli organizzatori, si tratta di "una serata nel segno della libera espressione di sé, lasciando fuori pregiudizi, stereotipi e convenzioni. Partendo dal progetto di Graham Vick, portato in scena da Jacopo Spirei, che affronta il tema dell'identità di genere e del travestimento, il pubblico degli Under30 che prende parte alla prova dell'opera è invitato a vestirsi nel modo che più lo rappresenta o che rappresenta quella parte di sé che generalmente resta nascosta"; per pubblicizzare l'evento è stato creato un manifesto che rappresenta il maestro Verdi vestito da donna con abiti dell'epoca, con tanto di seno; senza voler entrare nel merito dell'iniziativa, non è sopportabile, a parere degli interroganti, vedere Giuseppe Verdi rappresentato in un tale modo, un'immagine fortemente offensiva per il maestro, priva di rispetto e decoro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto descritto e quale sia la sua opinione in merito; se, eventualmente, intenda attivarsi per sollecitare gli organizzatori a cessare l'utilizzo di una tale immagine del maestro Verdi. Atto n. 3-02826 GARAVINI Ai Ministri della salute e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: la grave pandemia che imperversa ormai da diverso tempo in Italia e nel mondo ha reso sempre più difficili gli spostamenti tra i diversi Stati e tali criticità si registrano anche nei confronti dei soggetti di nazionalità italiana che hanno completato il ciclo vaccinale, seppur fuori dall'Italia; in data 30 luglio 2021 il Ministro della salute ha emanato una circolare sull'equipollenza delle certificazioni rilasciate dagli Stati terzi, al fine di identificare i requisiti che devono riportare le certificazioni vaccinali e di guarigione emesse in altri Stati per potere essere valide in Italia; le certificazioni, si legge nella circolare, hanno la medesima validità del green pass italiano, ma possono essere rilasciate unicamente nei confronti dei soggetti vaccinati con i 4 vaccini autorizzati dall'EMA: Pfizer, Moderna, Astrazeneca e Johnson&Johnson; sono numerose e diffuse le segnalazioni pervenute dai nostri connazionali residenti all'estero che, in diverse parti del mondo, compresa la vicina San Marino, riscontrano difficoltà nel rientrare in Italia, in quanto, nonostante abbiano completato il ciclo vaccinale secondo la normativa dallo Stato di provenienza, è stato somministrato loro un vaccino non ancora convalidato dall'EMA: tra questi, il vaccino russo Sputnik e il vaccino cinese Sinopharm; tale situazione crea notevoli disagi nei confronti degli iscritti AIRE che, per poter tornare in Italia, sono costretti alla medesima procedura prevista per i non vaccinati, nonostante abbiano raggiunto l'immunizzazione secondo le prescrizioni del Paese di provenienza; diverse, ma altrettanto problematiche difficoltà, vengono riscontrate dai nostri connazionali residenti negli USA, che vogliano viaggiare da e per l'Italia, anche qualora titolari di un ESTA, ovvero il visto digitale, i quali si vedono negato l'accesso a causa del " travel ban " che preclude la possibilità di entrare negli Stati Uniti ai viaggiatori che siano stati in Italia nei 14 giorni precedenti alla loro partenza; considerato che: mancano pochi giorni dall'entrata in vigore del green pass obbligatorio in Italia, ma sono ancora moltissimi i casi di italiani vaccinati senza green pass e tra questi una larga parte sono rappresentati da coloro che sono stati immunizzati all'estero con vaccini non riconosciuti dall'EMA; le problematiche descritte in premessa rappresentano delle forti limitazioni alla libertà di circolazione dei nostri connazionali e risulta necessario adoperarsi affinché il loro diritto alla libera circolazione in Italia ed al ricongiungimento familiare sia tutelato; si chiede di sapere: quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare per consentire ai cittadini italiani residenti all'estero, già immunizzati con vaccini diversi da quelli autorizzati dall'Agenzia europea del farmaco e dall'Agenzia italiana del farmaco, di poter rientrare in Italia senza le limitazioni connesse a coloro, che non dispongono del green pass vaccinale, quando questi possano dimostrare il regolare assolvimento dell'immunizzazione secondo la normativa dello Stato di provenienza; se non ritengano opportuno, presso le sedi europee, di adoperarsi al fine del riconoscimento del green pass anche nei confronti degli immunizzati con vaccini diversi da quelli riconosciuti dall'EMA, tramite un approfondito studio a livello comunitario dell'efficacia dei suddetti vaccini, per il tramite di un'adeguata strategia di monitoraggio delle condizioni di salute e di prevenzione idonea a garantire il contenimento dei rischi di contagi; se non ritengano infine opportuno adoperarsi presso le sedi internazionali, affinché tutte le persone provenienti dall'area "Schengen", e quindi anche gli italiani, possano fare rientro negli USA, ottenendo il superamento del travel ban ed il riconoscimento del green pass europeo . Atto n. 3-02827 BERGESIO VALLARDI SBRANA RUFA ZULIANI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: con l'entrata in vigore del decreto ministeriale 5 dicembre 2019, n. 12390, sui requisiti di conformità del tipo genetico impiegato per la riproduzione dei suini utilizzati nel circuito delle DOP, è stato revisionato il regime che regola i disciplinari di produzione; ad eccezione delle sole razze afferenti al libro genealogico, tutte le altre razze attualmente in uso in Italia hanno dovuto presentare istanza al fine di ottenere una previa autorizzazione all'utilizzo delle proprie linee (scrofe e verri) nel circuito delle DOP, richiedendo il loro inserimento nella lista degli "altri tipi genetici" (cosiddetta lista positiva); l'esame riguarderebbe non solo il tipo genetico del verro riproduttore, ma anche quello della scrofa, in analogia a quanto stabilito nelle proposte di revisione, in sede europea, dei due principali disciplinari DOP, ossia prosciutti di Parma e San Daniele, ai sensi delle quali si richiede che sia il tipo genetico dal lato maschile (padre) che quello relativo alla femmina (madre) siano previamente iscritti nella lista positiva e quindi ammessi, affinché la loro progenie possa essere impiegata per i prodotti DOP; l'ammissione delle linee, a seguito dell'entrata in vigore del decreto ministeriale, è svolta dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a seguito di parere consultivo del centro di ricerca Zootecnia ed acquacoltura ("CREA-ZA"); sembrerebbe che su un totale di 19 linee sottoposte a valutazione, il Ministero, a seguito di parere consultivo del CREA-ZA, abbia adottato un preavviso di diniego con riferimento alla totalità; ove tali provvedimenti dovessero essere confermati mediante decisione finale da parte del Ministero, i tipi genetici in oggetto, ossia, le scrofe, i verri ed il seme delle relative razze, non potrebbero più essere impiegati dagli allevatori per la produzione di suinetti da immettere nel circuito DOP, con un impatto enorme sull'intera filiera suinicola italiana; in considerazione del fatto che la carriera di un riproduttore in allevamento dura circa 3 anni, il danno economico risulterebbe enorme per gli allevatori, i quali subirebbero un blocco improvviso della propria attività e per l'intera filiera fino ai consumatori esposti ad aumento significativo dei prezzi del prodotto finito;