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In particolare, attraverso l'eliminazione del riferimento ai crediti maturati al 31 dicembre 2012, viene estesa la possibilità di effettuare la predetta compensazione anche ai crediti maturati successivamente a tale data. Art. 40. - (Termine di notifica delle cartelle esattoriali ai fini della compensabilità con i crediti certificati) L'articolo in esame, sostituendo il termine del 31 dicembre 2012 previsto dall'articolo 9, comma 02, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, estende la possibilità di compensare i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, ai sensi dell'articolo 28- quater del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, notificate entro il 30 settembre 2013. Art. 41. - (Attestazione dei tempi di pagamento) Il comma 1 prevede che le pubbliche amministrazioni alleghino alle relazioni ai bilanci consuntivi o di esercizio, un prospetto sottoscritto dal rappresentante legale e dal responsabile finanziario, attestante l'importo dei pagamenti relativi a transazioni commerciali effettuati dopo la scadenza dei termini previsti dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, nonché il tempo medio dei pagamenti effettuati. L'organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile verifica la correttezza delle predette attestazioni. Per le Amministrazioni dello Stato il citato prospetto è allegato a ciascuno stato di previsione della spesa. In presenza di tempi di pagamento superiori a quelli previsti dalla normativa vigente, le relazioni devono indicare le misure da adottare per consentire la tempestiva effettuazione dei pagamenti. Inoltre, ai sensi del comma 2, in caso di ritardi medi nei pagamenti superiori a novanta giorni nel 2014 e a sessanta giorni a decorrere dal 2015, nell'anno successivo a quello di riferimento, le amministrazioni pubbliche, esclusi gli enti del Servizio sanitario nazionale, non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo. È, inoltre, previsto al comma 3 un meccanismo incentivante per gli enti locali soggetti al patto di stabilità interno volto a prevedere che la riduzione degli obiettivi di cui al comma 122 dell'articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, sia applicata esclusivamente agli enti locali che risultano rispettosi dei tempi di pagamento. Infine, il comma 4 dispone che le regioni, con riferimento agli enti del Servizio sanitario nazionale, trasmettano al Tavolo di verifica degli adempimenti regionali una relazione contenente le informazioni relative all'importo dei pagamenti relativi a transazioni commerciali effettuati dopo la scadenza dei termini, con l'indicazione delle iniziative assunte in caso di superamento dei tempi di pagamento previsti dalla legislazione vigente. L'adempimento rileva ai fini e per gli effetti dell'articolo 2, comma 68, lettera c) , della legge 23 dicembre 2009, n. 191. Art. 42. - (Obbligo della tenuta del registro delle fatture presso le pubbliche amministrazioni) La norma dispone per tutte le pubbliche amministrazioni, a decorrere dal 1º luglio 2014, l'obbligo di protocollare le fatture all'atto del ricevimento e di annotarle nel registro unico delle fatture. Quest'ultimo registro deve essere integrato con il sistema informativo-contabile della pubblica amministrazione, in modo da sistematizzare i diversi adempimenti. Apposite funzionalità per la gestione del registro delle fatture saranno messe a disposizione delle pubbliche amministrazioni a livello centralizzato attraverso la piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni, con una ricaduta positiva soprattutto a favore degli enti di piccole e medie dimensioni. Art. 43. - (Anticipo certificazione conti consuntivi enti locali) La disposizione in esame è finalizzata ad accelerare i tempi di acquisizione delle certificazioni relative al rendiconto della gestione, fissando al 31 maggio dell'anno successivo a quello di riferimento il termine ultimo per la trasmissione delle stesse da parte degli enti locali. Art. 44. - (Tempi di erogazione dei trasferimenti fra pubbliche amministrazioni) Al fine di agevolare il rispetto dei tempi di pagamento, la norma introduce un termine per l'erogazione di trasferimenti fra le pubbliche amministrazioni. Segnatamente, prevede che tali trasferimenti, con l'eccezione delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale e delle risorse spettanti alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano in applicazione dei rispettivi ordinamenti finanziari, siano erogati entro sessanta giorni dalla definizione delle condizioni per l'erogazione ovvero entro sessanta giorni dalla comunicazione al beneficiario della spettanza dell'erogazione stessa. Il termine indicato, per i trasferimenti relativamente ai quali le condizioni per l’erogazione sono stabilite a regime, decorre dalla definizione dei provvedimenti autorizzativi necessari per lo svolgimento dell'attività ordinaria. Art. 45. - (Ristrutturazione del debito delle Regioni) La norma consente la ristrutturazione di parte del debito delle regioni, con una conseguente riduzione dell'onere annuale che gli enti devono destinare al servizio di tale debito e, contemporaneamente, mira a ridurre in valore assoluto il debito delle pubbliche Amministrazioni come definito nel regolamento (CE) n. 479/2009 del Consiglio, del 25 maggio 2009. In particolare, il comma 1 prevede la ristrutturazione dei mutui concessi alle regioni dal Ministero dell'economia e delle finanze, direttamente o per il tramite della Cassa Depositi e Prestiti S.p. A. (tali mutui, come indicato al comma 5, lettera a) , devono presentare un debito residuo di ammontare superiore ai 20 milioni di euro e una vita residua pari o superiore ai 5 anni). Giova precisare che il debito residuo relativo ai mutui aventi queste caratteristiche ammonta a circa 8,5 miliardi di euro, ripartito non uniformemente tra otto regioni che, complessivamente, pagano una rata annua di circa 680 milioni di euro. Per tali mutui, il comma 11 prevede l'allungamento della scadenza del debito residuo fino a trent'anni, da ammortizzare a rate costanti, con l'applicazione di un tasso di interesse pari al rendimento di mercato dei Buoni Poliennali del Tesoro con la durata finanziaria più vicina a quella del nuovo mutuo concesso dal Ministero dell'economia e delle finanze, come rilevato sulla piattaforma di negoziazione MTS il giorno della firma del nuovo contratto di prestito. Si segnala che l'allungamento della scadenza riduce di circa 185 milioni di euro l'anno la rata annua complessiva dei mutui oggetto della rinegoziazione. L'intervento previsto al comma 2 consente, invece, il riacquisto da parte delle regioni dei titoli obbligazionari da esse emessi aventi un valore nominale delle obbligazioni in circolazione superiore a 250 milioni di euro e una vita media residua pari o superiore a 5 anni. Il valore dei titoli aventi tali caratteristiche è pari a 8.727 milioni di euro in termini nominali, suddiviso tra nove regioni.