[pronunce]

L'art. 1, comma 526, della citata legge è censurato, ancora una volta, nella parte in cui impone alle autonomie speciali, per l'anno 2014, di concorrere ulteriormente al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, per l'importo complessivo di 240 milioni di euro, nel rispetto delle procedure previste dall'art. 27 della legge n. 42 del 2009, e con il descritto meccanismo dell'accantonamento (che per la Provincia autonoma di Bolzano ammonta ad euro 22,818 milioni), a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali. L'art. 1, comma 527, della medesima legge è, invece, censurato nella parte in cui prevede che gli importi indicati nel comma precedente possono formare oggetto di modifica, «a invarianza di concorso complessivo», mediante apposito accordo da sancire in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni entro il 31 gennaio 2014, da recepire con successivo decreto del Ministero dell'economia e delle finanze. Ad avviso della ricorrente, le norme impugnate violerebbero la particolare autonomia finanziaria di cui gode la Provincia autonoma di Bolzano in forza del Titolo VI dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol (decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, recante «Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige»), rafforzata dal peculiare meccanismo di modificazione delle relative disposizioni, che ammette l'intervento del legislatore statale solo in presenza di una preventiva intesa con la Regione e le Province autonome. Come ricorda la ricorrente, con l'Accordo di Milano del 2009, in applicazione dell'art. 104 del citato statuto, si era pervenuti ad un nuovo sistema di relazioni finanziarie con lo Stato, fondato sul principio consensualistico e di leale collaborazione anche per il raggiungimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà, nonché per l'assolvimento degli obblighi di carattere finanziario posti dall'ordinamento comunitario, dal patto di stabilità interno e dalle altre misure di coordinamento della finanza pubblica stabilite dalla normativa statale, sicché sarebbero illegittime norme statali che, unilateralmente e senza essere state precedute da un'apposita intesa, modificano le quote di compartecipazione alle entrate tributarie. In particolare, le norme impugnate, oltre ad essere in contrasto con la procedura concordata prevista dall'art. 27 della legge n. 42 del 2009 e con i principi di ragionevolezza, leale collaborazione e «delimitazione temporale», violerebbero, in particolare: gli artt. 8, numero 1), 9, numero 10), 75, 75-bis, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 103, 104 e 107 dello statuto; le norme di attuazione di cui al decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 268 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di finanza regionale e provinciale); l'art. 117, terzo comma, Cost., in combinato disposto con l'art. 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001; l'art. 2, commi 106 e 108, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2010). 4.2.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, è intervenuto nel giudizio di legittimità costituzionale, con memoria depositata il 9 aprile 2014, chiedendo che il ricorso sia dichiarato inammissibile o, comunque, infondato, sulla base delle medesime argomentazioni spese per contrastare i ricorsi delle Regioni autonome Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, Sardegna e Friuli-Venezia Giulia. 4.3.- In data 20 gennaio 2015, la difesa ricorrente ha depositato - unitamente alla relazione di notificazione al Presidente del Consiglio dei ministri - atto di rinuncia parziale al ricorso indicato in epigrafe, conformemente alla delibera della Giunta provinciale n. 28 del 13 gennaio 2015 (depositata in forma integrale in data 3 marzo 2015), nella quale si esprime la volontà di rinunciare all'impugnativa, tra gli altri, dell'art. 1, commi 526 e 527, della legge n. 147 del 2013, in ragione dell'accordo raggiunto con lo Stato in data 15 ottobre 2014, in materia di finanza pubblica, recepito con la legge n. 190 del 2014. 4.4.- In data 21 aprile 2015, l'Avvocatura generale dello Stato, per conto del Presidente del Consiglio dei ministri, ha depositato atto di accettazione della rinuncia al ricorso, conformemente alla deliberazione del Consiglio dei ministri del 20 febbraio 2015. 5.- La Provincia autonoma di Trento, con ricorso notificato il 25 febbraio 2014 presso l'Avvocatura generale dello Stato e, in pari data, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, poi depositato il 5 marzo 2014 (reg. ric. n. 14 del 2014) , ha impugnato, tra gli altri, l'art. 1, commi 526 e 527, della legge n. 147 del 2013. 5.1.- L'art. 1, comma 526, della citata legge è sempre censurato, nella parte in cui impone alle autonomie speciali, per l'anno 2014, di concorrere ulteriormente al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, per l'importo complessivo di 240 milioni di euro, nel rispetto delle procedure previste dall'art. 27 della legge n. 42 del 2009, e con il descritto meccanismo dell'accantonamento (che per la Provincia autonoma di Trento ammonta ad euro 19,913 milioni), a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali. Ad avviso della ricorrente, le norme impugnate violerebbero: la particolare autonomia finanziaria di cui gode la Provincia autonoma di Trento in forza degli artt. 75, 79, 103, 104 e 107 dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol (d.P.R. n. 670 del 1972); l'art. 2, commi 106 e 108, della legge n. 191 del 2009; il principio di leale collaborazione e dell'accordo in materia finanziaria; il principio di ragionevolezza di cui all'art. 3, Cost., in quanto lo Stato, oltre a sottrarre unilateralmente risorse - per destinarle, a titolo di contributo straordinario permanente, al risanamento della finanza pubblica statale - non avrebbe chiarito i criteri di riparto dell'ulteriore concorso tra le diverse autonomie speciali. 5.2.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, è intervenuto nel giudizio di legittimità costituzionale, con memoria depositata il 4 aprile 2014, chiedendo che il ricorso sia dichiarato inammissibile o, comunque, infondato, sulla base delle medesime argomentazioni spese per contrastare i ricorsi delle Regioni autonome Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, Sardegna e Friuli-Venezia Giulia e della Provincia autonoma di Bolzano. 5.3.-