[ddlpres]

Con decreto del Ministro della giustizia, sentito il Consiglio superiore della magistratura, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinati l'organico delle sezioni specializzate di cui all'articolo 13, tenendo conto del numero dei procedimenti e dell'urgenza nella definizione degli affari e delle controversie, e le necessarie variazioni agli organici degli altri uffici giudiziari. 2. Con il decreto di cui al comma 1 sono determinati altresì le tipologie di reato per le quali la competenza è attribuita alle sezioni di cui all'articolo 13, nonché i criteri per l'assegnazione dei giudici che esercitano le funzioni giudiziarie professionalmente e dei giudici che esercitano le funzioni giudiziarie non professionalmente, requirenti e giudicanti, alle sezioni di cui al citato articolo 13. 3. Il Consiglio superiore della magistratura, nell'ambito dell'attività di formazione permanente dei magistrati, organizza incontri di studio, di approfondimento e di aggiornamento, con frequenza annuale, ai quali i magistrati che compongono le sezioni specializzate di cui all'articolo 13 sono tenuti a partecipare. Art. 15. (Polizia giudiziaria) 1. Presso l'ufficio del pubblico ministero della sezione specializzata di cui all'articolo 13 è costituito uno specifico nucleo di polizia giudiziaria. 2. Il nucleo di polizia giudiziaria di cui al comma 1 si compone di soggetti scelti tra coloro che hanno maturato esperienze significative sulle tipologie di reato attribuite alla competenza della sezione specializzata di cui all'articolo 13, nel numero imposto dalle necessità operative. 3. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della giustizia e con il Ministro della difesa, da adottare entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le iniziative e le modalità idonee a favorire la formazione e la specializzazione della polizia giudiziaria per potenziarne la tempestività e l'utilità, sotto il profilo della tutela preventiva della vittima e della qualità delle indagini. Art. 16. (Attività di coordinamento con i servizi sociali) 1 Ai fini dell'adempimento delle proprie funzioni, le sezioni specializzate di cui all'articolo 13 possono avvalersi dei servizi erogati dalle aziende sanitarie locali, dalle aziende ospedalieri, dagli istituti e dagli organismi dipendenti dal Ministero della giustizia o da questo convenzionati, da soggetti che hanno maturato una comprovata esperienza nel perseguimento delle finalità e dei compiti attribuiti alle sezioni medesime. 2. Al di fuori dei casi in cui per la retribuzione provvedono direttamente gli enti pubblici nell'ambito dei propri compiti istituzionali, per i compensi dovuti ai soggetti di cui al comma 1 si applicano le disposizioni vigenti per le perizie giudiziali ovvero le disposizioni riguardanti le convenzioni stipulate dal Ministero della giustizia. Art. 17. (Reinserimento sociale delle vittime di violenze dopo la decisione giudiziaria) 1. All'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, la lettera d) è sostituita dalla seguente: « d) potenziare le forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli, anche dopo la conclusione del processo, attraverso modalità omogenee di rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza; ». Art. 18. (Controllo sull'attività dei centri antiviolenza e delle case rifugio) 1. Le regioni, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabiliscono le modalità per l'espletamento dell'attività di controllo circa il regolare funzionamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio e individuano i soggetti competenti per materia. Art. 19. (Relazione al Parlamento sul fenomeno della violenza contro le donne e della violenza domestica) 1. Nelle more dell'attuazione delle previsioni di cui alla legge 5 maggio 2022, n. 53, entro il 31 dicembre di ogni anno, a decorrere dall'anno successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, al fine di assicurare, anche in ottica di prevenzione, un effettivo monitoraggio del fenomeno, l'autorità di Governo delegata per le pari opportunità presenta al Parlamento una relazione dedicata al fenomeno della violenza contro le donne e della violenza domestica, avvalendosi almeno dei dati acquisiti dai Ministeri della giustizia, dell'interno e della salute, ai sensi della predetta legge 5 maggio 2022, n. 53, in forma aggregata e anonima. 2. Ai fini del presente articolo, il Dipartimento per le pari opportunità si avvale della collaborazione dell'Istituto nazionale di statistica e del Sistema statistico nazionale. Art. 20. (Copertura finanziaria) 1. Ai fini dell'attuazione della presente legge è autorizzata la spesa nel limite massimo di 10 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e della finanze per l'anno 2023, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della giustizia. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 21. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .