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Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, penso che il decreto-legge in esame sia stato un tentativo del Governo di andare incontro alle istanze dei territori, per sveltire lo svolgimento dei lavori pubblici e vincere tutte le remore e le riserve espresse dai vari enti che devono esprimere pareri e che sono sempre troppi. Negli emendamenti ho visto che c'è stato anche un ultimo assalto alla diligenza: ce ne sono troppi riguardanti questioni spicciole o clientelari, a mio avviso (mi sia permesso dirlo). Al sistema generale del decreto-legge faccio invece alcune osservazioni, che riguardano la situazione che stiamo vivendo, che è un mix di eventi sfavorevoli che mai persona vivente ha incontrato sulla sua strada e che soltanto la forza dell'Italia, del suo sistema economico e del suo sistema di welfare installato negli anni, con tante problematiche, ma vero e reale, riesce a fronteggiare. Ogni giorno in più di siccità è un problema che si ripercuoterà per anni; ogni giorno in più di guerra altrettanto. L'energia non tornerà mai ai prezzi di prima; la guerra forse è collegata a questo, forse ne è una conseguenza o forse una premessa, per certi versi. Bisognerà farsene una ragione e vivere in modo diverso, ognuno di noi, cominciando dagli organismi pubblici. L'inflazione non aveva mai raggiunto questi livelli, se si esclude il periodo degli anni '70 e '80. Queste situazioni fanno sì che quello che si prova a fare è poco, perché non riesce a scalfire un sistema che non permette di andare avanti agli uomini e alle donne di buona volontà. L'articolo 1 prevede norme per Roma Capitale rispetto al Giubileo 2025. Mi permetto di dire che Roma deve risolvere problemi che vengono prima degli investimenti per il Giubileo; deve progettare delle opere di visione, come strade e parcheggi nuovi. Penso che una capitale estera, rispetto a Roma, capitale della cristianità, che ospita questo evento, invece di un raccordo anulare ne abbia due, perché così smista il traffico. Prima però bisogna risolvere il problema dell'immondizia e delle strade rotte. Roma è ed è stata governata da altre forze, che non sono riuscite a risolvere questi problemi, che mi pare invece si aggravino, e ho paura che i fondi che verranno stanziati finiscano del nulla o nei residui. L'articolo 2 riguarda le dighe, che mai come in questo momento sono state importanti, a causa della siccità. Un decreto del MIMS stabilirà un regolamento per approvare i progetti e poi per gestirle, ma per costruire una diga o un bacino ci vogliono dieci anni, quindi la siccità dovrebbe aiutarci, scomparendo per dieci anni. Nelle more, un comma 3 - e parlo per un futuro decreto di un futuro Governo, se sarà più concreto e se riuscirà ad avere l'appoggio - si potrà intitolare «Invasi». Caro Sottosegretario, credo che ogni Comune d'Italia - anche uno piccolo - debba avere un invaso, mentre i Comuni più grandi dovrebbero averne più di uno, con poche norme di autorizzazione, con la dichiarazione asseverata di un professionista che attesta che la posizione non è di danno agli insediamenti urbani e che può trattenere l'acqua. Auspico che ci sia un sistema di gestione per l'uso anzitutto in agricoltura, ma, se del caso, anche per usi umani e che ci siano invasi in ogni Comune. L'articolo 3 prevede che, nell'approvazione di progetti che riguardano le Capitanerie di Porto, il progetto costituisca dichiarazione di pubblica utilità, nonché dichiarazione di urgenza e di indifferibilità. Credo che questo, nei suoi princìpi generali, riguardi tutte le opere pubbliche, che siano in deroga ai piani regolatori e quant'altro, ma dev'essere sottinteso che c'è un momento in cui si decide di fare un'opera e non si sentono tutte le categorie, con tutto il rispetto per le consultazioni, altrimenti, abbiamo visto che bastano dieci ambientalisti (anche nove) a bloccare opere di milioni di controvalore, per chilometri di strade o simili. L'articolo 7 si riferisce anche, negli emendamenti del Governo, alle infrastrutture autostradali. Qui c'è qualcosa che continua a non funzionare, a parte tutto il dibattito sulla revoca delle concessioni, che poi si è risolta in una barzelletta, perché abbiamo pagato invece di incassare. Tra l'altro, non so se lo Stato debba o possa gestire direttamente queste opere, perché andrebbe sicuramente in deficit , laddove si può perlomeno pareggiare e finanziare gli investimenti e le manutenzioni, che guarda caso sono sbocciate tutte adesso e anche nel periodo delle ferie costituiscono un intralcio alla circolazione e fanno arrabbiare i cittadini contribuenti che vanno legittimamente in vacanza. Facendo una rapida rassegna di tutti gli articoli che ritengo più interessanti del decreto-legge, segnalo che all'articolo 10 si prevede che le opere di particolare complessità o di rilevante impatto siano sottratte al parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, laddove il loro importo non superi i 100 milioni di euro. Credo che questa debba essere per il Consiglio superiore dei lavori pubblici una regola generale, che non deve valere soltanto per le opere del PNRR, né soltanto per il biennio 2022-2023, ma sempre per le opere di importo inferiore ai 100 milioni, per le quali la procedura di valutazione di impatto ambientale dev'essere molto veloce e molto snella. In sintesi, credo che se l'Italia, qualunque maggioranza la governi, non cambierà sistema di approccio alla realizzazione delle opere pubbliche, diventerà un Paese da terzo mondo e queste considerazioni non sono né di destra né di sinistra, ma di buonsenso, che mi pare che nella politica, con tutto il rispetto, scarseggi in tanti momenti e questo è uno di quelli. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, intervengo su questo decreto-legge, licenziato alle ore 2 di questa notte dalla Commissione di merito, che ringrazio anche per avermi ospitato, dal momento che il provvedimento conteneva temi che mi interessavano da ligure e da savonese. Devo ringraziare il vice ministro Morelli e il Governo, perché hanno posto l'attenzione su un tema carissimo a me e a tutta la mia Provincia, inserendolo all'interno di questo decreto infrastrutture, che è quello delle funivie di Savona. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo applauso deriva da anni e anni di confronto sul tema. Mi preme e mi piace ricordare innanzitutto che anche per la parte legata alla ferrovia, quindi al progetto Genova-Campasso, sono stati finalmente investiti, attraverso un fondo, 98 milioni di euro, quindi ringrazio fortemente il vice Ministro per questo progetto che è funzionale dal punto di vista ambientale, sociale ed economico e anche dal punto di vista della transizione ecologica ed energetica. Oggi il commissario ha tutti gli strumenti per farlo, ha sessanta giorni per mettere in piedi tutte le determine per la progettualità e quindi siamo a buon punto.