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6 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi di quanto previsto dal decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2014, n. 81, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, nell'ambito delle risorse destinate alla formazione, organizzano corsi di preparazione e di formazione per gli operatori del settore finalizzati alla progettazione e all'organizzazione di percorsi terapeutico-riabilitativi e alle esigenze di mediazione culturale per i pazienti psichiatrici detenuti negli istituti penitenziari, ricoverati presso le residenze di cui al comma 2 o sottoposti a misure alternative di cui al comma 3 del presente articolo. 7 Il Comitato paritetico permanente per la verifica dell'erogazione dei LEA di cui all'articolo 8 dell'intesa tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano 23 marzo 2005, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005, provvede al monitoraggio e alla verifica dell'attuazione delle disposizioni previste dal presente articolo. 13 (Erogazione delle prestazioni) 1 Le prestazioni previste dalla presente legge sono erogate direttamente dal dipartimento di salute mentale, o, se erogate da soggetti terzi, monitorate dal dipartimento di salute mentale, che rilascia una certificazione sulla loro qualità. 2 Il dipartimento di salute mentale privilegia le prestazioni erogate direttamente rispetto a quelle erogate da soggetti terzi, nonché, ove possibile, le prestazioni che prevedono l'impiego di UFE ovvero che prevedono percorsi di recupero. 14 (Promozione della salute mentale e prevenzione) 1 Al fine di fruire degli interventi volti alla prevenzione dei disturbi psichiatrici maggiori, dei suicidi e delle dipendenze e di operare su determinanti sociali quali il reddito, la situazione lavorativa, il grado di istruzione, il tenore di vita, la salute fisica, la coesione familiare, la qualità delle relazioni interpersonali nella comunità di appartenenza, l'esposizione a eventi di vita stressanti, le discriminazioni di genere, età, razza ed etnia, le violenze sessuali, gli abusi, i fenomeni migratori e le catastrofi naturali, nel nuovo Piano è prevista una strategia nazionale di promozione e di prevenzione specifica per la salute mentale realizzata e integrata con i piani di prevenzione regionali, con particolare riguardo a interventi finalizzati a contrastare, nella popolazione generale e in fasce di popolazione vulnerabili, stigma e pregiudizi verso la malattia mentale. 2 La strategia nazionale di cui al comma 1 volge particolare attenzione al ruolo della famiglia e della scuola e mira a realizzare misure di supporto per la salute mentale in fase pre-natale e post natale, a fornire sostegno alle famiglie per il supporto alla genitorialità, a sviluppare le capacità dell'assistenza sanitaria primaria per la salute mentale, la prevenzione e il riconoscimento precoce di disturbi mentali, nonché l'assistenza psicologica a bassa soglia. 3 La strategia nazionale promuove una cultura di attenzione agli stili di vita sani, in conformità a quanto stabilito dell'Organizzazione mondiale della sanità. 4 La strategia nazionale pone particolare attenzione alla prevenzione del suicidio e si rivolge, in particolare, alle fasce di popolazione a maggiore rischio. A tal fine prevede appositi interventi per limitare strumenti e contesti atti a favorire azioni suicidarie. 15 (Integrazione socio-sanitaria) 1 Le regioni, nell'ambito della programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, assicurano la risposta ai bisogni di cura, di salute e di integrazione sociale attraverso un approccio multisettoriale e intersettoriale. 2 Al fine di cui al comma 1, le regioni programmano l'integrazione dei dipartimenti di salute mentale con gli altri servizi sanitari e sociali, i percorsi socio-sanitari, il supporto sociale di base, il diritto all'abitazione, i percorsi di formazione e di inserimento lavorativo e il relativo diritto all'accesso, includendo il ruolo delle organizzazioni e delle associazioni per favorire l'inclusione nelle attività del territorio. 3 Le regioni possono attivare, nelle situazioni di particolare complessità e ad alto bisogno di integrazione socio-sanitaria, d'intesa con i servizi sociali e le organizzazioni e associazioni che perseguono le finalità della presente legge, un fondo dedicato, denominato « budget di salute », e finanziato dai diversi enti coinvolti e finalizzato a corrispondere in maniera integrata e appropriata ai bisogni complessi dell'utente nonché alla conseguente realizzazione di progetti personalizzati. 16 (Diritto alla salute fisica delle persone affette da disturbo mentale) 1 Al fine di garantire alle persone affette da disturbo mentale la tutela della salute, nel rispetto dei princìpi costituzionali, di ricevere le cure adeguate per ogni condizione, nonché al fine di fruire del diritto di godere del migliore stato di salute possibile, lo Stato promuove la sicurezza dei trattamenti, assicura le stesse possibilità di accesso ai servizi sanitari per le cure fisiche, con particolare riferimento alle malattie cardiovascolari, alle malattie oncologiche, alle patologie odontoiatriche e al diabete, per garantire alle persone affette da disturbo mentale la medesima aspettativa di vita rispetto alla popolazione generale. 2 Nell'ambito delle strategie di prevenzione e di promozione della salute, sono promossi stili di vita sani attraverso programmi definiti su scala regionale e locale che prevedono l'inserimento attivo di persone affette da disturbo mentale nella prevenzione dell'uso di sostanze illegali, di fumo e di alcol, nella correzione della dieta alimentare e nella promozione di programmi di attività fisica. 17 (Formazione) 1 In conformità a quanto previsto dagli articoli da 16 a 16- sexies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, al fine di definire il numero minimo delle ore di formazione, è garantita a livello regionale, attraverso le strutture deputate, interne ed esterne all'azienda sanitaria locale, la pianificazione dell'aggiornamento e della formazione continua, anche sul campo, in favore di tutte le figure professionali dei dipartimenti di salute mentale di cui all'articolo 5 attraverso percorsi atti a migliorare la governance , la gestione, il management e gli interventi dei dipartimenti di salute mentale, attraverso le diverse aree operative, in coerenza con i princìpi e con gli obiettivi della presente legge. 2 I dipartimenti di salute mentale assicurano agli utenti e ai familiari in carico, con particolare riferimento agli utenti con patologie complesse, almeno 40 ore di informazione e di formazione su base annua, in coerenza con i princìpi e con gli obiettivi della presente legge.