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se il Ministro in indirizzo sia informato dei fatti esposti e se intenda, per quanto di competenza, adoperarsi al fine di effettuare delle verifiche, anche disponendo idonei controlli per accertare la presenza di atti che di fatto renderebbero falsata l'intera procedura di assoggettabilità a VIA, che come noto è sottoposta a valutazione pubblica, al fine dell'ottenimento delle osservazioni; se intenda disporre idonei controlli per la verifica della presenza di eventuali inadempimenti, violazioni, difformità progettuali, anche in riferimento alle condizioni ambientali, al fine di predisporre l'annullamento dell'attuale procedimento di verifica di assoggettabilità a VIA, o il proponimento di un nuovo procedimento che sia proceduralmente corretto e di cui si conoscano gli effettivi costi e la puntuale e precisa progettualità, così come previsto dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Atto n. 3-02954 STEFANO ROSSOMANDO PINOTTI FEDELI MARCUCCI PITTELLA MARGIOTTA MANCA IORI D'ARIENZO ASTORRE CERNO ROJC GIACOBBE VERDUCCI VALENTE TARICCO FERRAZZI ALFIERI D'ALFONSO LAUS Ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'articolo 9- septies , comma 1, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, recante misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19, come introdotto dal decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127, prevede l'obbligo di possedere ed esibire su richiesta la certificazione verde COVID-19 per chiunque svolga un'attività lavorativa nel settore privato ai fini dell'accesso ai luoghi in cui tale attività è svolta; i commi 4 e 5 stabiliscono che spetta ai datori di lavoro verificare il rispetto delle prescrizioni in materia di obbligatorietà di certificazione verde, definendo le modalità operative per l'organizzazione delle verifiche entro il 15 ottobre 2021 e individuando con atto formale i soggetti incaricati dell'accertamento delle violazioni degli obblighi; tale disposizione, che pone i datori di lavoro al vertice della responsabilità della conduzione dei controlli, non specifica chiaramente che l'obbligo di possesso ed esibizione della certificazione verde sia anche in capo agli stessi, fatto che ha indotto molti titolari di esercizi di ristorazione ad accedere al luogo di lavoro privi di certificazione; le FAQ predisposte dal Governo sul sito "dgc.gov", appositamente realizzato per rispondere a tutti i dubbi provenienti dai cittadini, non aiutano a chiare l'obbligatorietà per i datori di lavoro; considerato che la presenza di casi di mancata osservanza delle norme da parte di alcuni titolari di attività, come bar e ristoranti, rappresenta un'iniquità nei confronti di tutti i lavoratori pubblici e privati tenuti al possesso della certificazione verde per accedere al luogo di lavoro, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano urgente, al fine di risolvere ogni dubbio in merito all'obbligatorietà di possesso ed esibizione della certificazione verde COVID-19 e prevenire ulteriormente il diffondersi del contagio, adottare ogni iniziativa utile per chiarire che tutti i datori di lavoro, ivi compresi i titolari di esercizi di ristorazione o somministrazione di bevande e alimenti, sono tenuti al rispetto di tale norma. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02950 ROSSOMANDO MIRABELLI CIRINNA' Al Ministro della giustizia Premesso che: la situazione della settima sezione, meglio conosciuta come "Sestante", articolazione di salute mentale (ATSM) della casa circondariale "Lorusso Cutugno" di Torino, è da tempo al centro di polemiche e di attenzione in relazione alle condizioni strutturali e alle cure delle persone detenute; come riportato da articoli di stampa, è di circa due settimane fa la denuncia della Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Torino, Monica Cristina Gallo, che ha scritto al provveditore dell'amministrazione penitenziaria del Nordovest e alla ASL di competenza, per descrivere la situazione del Sestante, chiedendone la definitiva chiusura; la stessa Garante lo descrive come "un luogo inumano e degradante"; da ultimo, il 20 novembre 2021, come riferito da una sua lettera aperta pubblicata lo stesso giorno su "il Fatto Quotidiano" on line , la presidente nazionale dell'associazione "Antigone", Susanna Marietti, si è recata con un collega in visita al carcere Lorusso Cutugno, nella sezione psichiatrica; dal suo resoconto si legge di una drammatica situazione del Sestante, dove vengono appunto detenute le persone con problemi psichiatrici e comportamentali gravi: la descrizione riferisce di celle sporche, con letti arrugginiti e materassi fetidi, di un gabinetto intasato dalle feci e di un caso di una cella in cui mancava completamente l'illuminazione; a quanto è dato sapere sarebbero già stati previsti e finanziati lavori di ristrutturazione dell'articolazione della sezione di salute mentale del carcere Lorusso Cutugno, ma tuttavia essi non sono stati ad oggi realizzati, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario e urgente accertare le condizioni di reclusione all'interno della sezione Sestante del carcere Lorusso Cutugno di Torino e lo stato dei lavori di ristrutturazione e quali conseguenti provvedimenti intenda assumere in merito. Atto n. 3-02952 VITALI Al Ministro della giustizia Premesso che: da fonti di stampa si apprende che attualmente, presso il carcere di Taranto, 33 detenuti risultano essere positivi al COVID-19; il SAPPE, sindacato autonomo Polizia penitenziaria, il 23 novembre 2021 ha denunciato la violenza dei detenuti culminata con l'aggressione ad un poliziotto ed un tentativo di rivolta, fortunatamente contenuta; il carcere di Taranto è attualmente il più affollato della nazione, con più di 600 detenuti per circa 300 posti, e si lamenta una gravissima carenza organica di agenti e personale penitenziario, con dipendenti costretti ad occupare più posti di servizio contemporaneamente; dal 2019 si verificano casi di richiesta di trasferimento da parte dei dipendenti dell'amministrazione carceraria di Taranto a conferma della grave situazione; in data 4 luglio e 10 luglio 2019, l'interrogante ha presentato due analoghi atti di sindacato ispettivo (3-00985 e 3-01005) nei quali ha delineato la grave situazione del carcere di Brindisi e di Taranto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; quali urgenti iniziative intenda adottare al fine di garantire maggiore sicurezza agli agenti di Polizia penitenziaria in servizio; se intenda attivarsi al fine di assumere nuovo personale per coprire le carenze organizzative e di gestione della struttura al fine di garantire condizioni umane ai detenuti. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06302 ROJC STABILE Al Ministro dell'interno Premesso che: