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La leva generata dalle garanzie può avere, quando va bene, un effetto moltiplicatore pari a otto, dieci, undici o dodici (nelle ipotesi migliori). Ricordo che la crisi non è certamente uno dei momenti migliori per l'economia italiana e quindi le prospettive di default o le prospettive che venga meno la capacità dell'impresa di rimborsare sono sicuramente più alte; prevedere un effetto moltiplicatore di dieci sarebbe già stata una previsione ottimistica. Quei 400 miliardi reclamavano e urlavano a gran voce 40 miliardi di garanzie, non il miliardo e 750 milioni che avete messo sul fondo di garanzia, più un altro miliardo cambiando natura a un fondo della SACE. Con quei due miliardi e poco più che avete posto alla base del decreto liquidità, potevate garantire del credito per circa 20-25 miliardi. Con i dati che adesso abbiamo quasi a consuntivo, vedrete che il Governo è stato coerente da un certo punto di vista, perché allora avrebbe potuto dichiarare 20-25 miliardi e oggi, dopo quasi 60 giorni, il valore delle pratiche che sono state approvate è pari a circa 20-25 miliardi (altro che 400 miliardi). I numeri parlano chiaro e li abbiamo visti. Io e i colleghi che, come me, fanno parte della Commissione d'inchiesta sul sistema bancario ci siamo confrontati con la task force per la liquidità e abbiamo visto che i numeri parlano di circa 500.000 domande o poco più, nell'ipotesi automatica più semplice, vale a dire dei prestiti fino a 25.000 euro. Ricordo che queste 500.000 domande sono il 10 per cento delle partite IVA italiane; quindi già il fatto che, in un momento così difficile, solo il 10 per cento delle partite IVA abbia deciso di ricorrere a questa misura qualche domanda ce la dovrebbe porre. Di queste 500.000 domande ad oggi ne sono state approvate (e in alcuni casi il prestito è stato parzialmente erogato) poco più della metà, cioè poco più di 250.000. Numericamente parlando, vuol dire che sono stati approvati circa 5 miliardi di prestiti alle nostre PMI. Per quanto riguarda poi i prestiti oltre i 25.000 euro, per i quali tra l'altro la garanzia non è più del 100 per cento, le pratiche sono ancora meno: se nel primo caso parliamo di 500.000 pratiche, in quest'altro caso parliamo di 47.000-48.000 pratiche arrivate, delle quali non la metà, ma solo un quarto è stato approvato, cioè sono state approvate circa 12.000 posizioni. Anche qui possiamo sommare più o meno cinque miliardi di prestiti erogati; con cinque nel primo caso e cinque nel secondo, siamo a 10 miliardi in totale. Dopodiché c'è l'intervento della SACE sulle imprese di dimensioni maggiori; in questo caso, grazie al supporto che avete garantito a FCA (cioè alla Fiat) senza alcuna condizionalità, con 6-7 miliardi di prestiti, l'importo aumenta un po' e, sommandosi a qualche altra pratica, porta la somma complessiva relativa alla SACE a circa 10-15 miliardi. Ecco i 25 miliardi circa dei quali parlavo, che confermano come avete messo delle garanzie tali da poter dare crediti al massimo per 20-25 miliardi. Questa è la conferma, nei fatti, di quanto avete mentito agli italiani, promettendo, con garanzie pari a due miliardi e mezzo, 400 miliardi di crediti alle imprese. Se questo è il modo di fare, se voi avete il coraggio di mettere la fiducia finanche su un provvedimento così ingannevole, allora vuol dire davvero che non solo non si rispettano più le regole costituzionali e parlamentari, come i miei colleghi hanno più volte detto e come il mio collega Zaffini ha detto prima proprio in merito alla fiducia, ma si viene meno anche a quello che dovrebbe essere un rapporto di rispetto e di educazione nei confronti non tanto dei colleghi parlamentari, quanto di quegli artigiani, di quei commercianti e di quegli industriali ai quali in queste ore avete saputo rispondere solamente che sono degli evasori fiscali. Avete fatto arrabbiare i professionisti: tutti gli ordini professionali, proprio in questi minuti, stanno dialogando sul web per lamentarsi di questo Governo. Ma non bastavano gli ordini dei professionisti; anche Confindustria ha detto che questo Governo forse fa più male del virus. Ma allora tutto il mondo economico e produttivo italiano non vi capisce o siamo solo noi che vogliamo evidenziare quanto non funziona? Vedete, signor Presidente e signori del Governo, il rappresentante del MoVimento 5 Stelle, nel corso della discussione sulla fiducia, ha detto con candida innocenza che la questione di fiducia si è sempre posta. Ah, si è sempre posta. Sbaglio o mi pare di ricordare che voi eravate proprio i primi ad alzare i toni, la voce e anche altro contro questi metodi di lavoro? Si vede però che bisogna continuare in questo modo. Il collega ha anche detto che gli rimproveriamo di non aver trovato i fondi; noi non vi rimproveriamo di non aver trovato i fondi, signori colleghi del Governo, noi vi rimproveriamo di non averli saputi spendere bene e di non essere stati capaci di farli arrivare al sistema produttivo italiano, che è cosa ben diversa. I fondi infatti li avete trovati, come non li ha mai trovati nessun altro: anche grazie al contributo fattivo del centrodestra, che vi ha permesso in quest'Aula di fare uno scostamento di bilancio per arrivare complessivamente, sulle tre manovre, a 80 miliardi di euro; ripeto, anche grazie a noi, che vi abbiamo messo nelle mani di fatto tre manovre di bilancio. Nessun altra forza politica ha avuto la disponibilità monetaria e finanziaria che voi oggi avete. Non diteci cose che non sono vere. I soldi li avete, ma li state sprecando in dispiego di energie che non servono a nulla. State facendo una distribuzione che vuol dare tutto a tutti e non dà niente a nessuno. Non avete capito che il sistema della burocrazia di questo Paese - che voi avete peggiorato, peraltro, con le vostre manie giustizialiste nel primo e nel secondo governo Conte - lo hanno paralizzato; semplificazione, codice degli appalti da fermare, ma dove sono gli interventi che servono al Paese? Questo vi si chiede; i soldi li avete, ve li abbiamo dati noi, tutti assieme. Siete voi - ribadisco - che non li avete saputi spendere e, oltretutto, non avete avuto neanche la capacità di interpretare il sentiment del popolo delle partite IVA, di quei 5 milioni di partite IVA che rappresentano il futuro del Paese. Signori del Governo, vi imputiamo l'assistenzialismo non perché non si debba riconoscere - lo dice una forza della Destra sociale - alle categorie più deboli quanto gli spetta, ma perché, per aiutare davvero i più deboli, bisogna aiutare le imprese, gli artigiani, i commercianti, gli industriali, coloro che a queste categorie possono offrire il lavoro e non il reddito di emergenza o di cittadinanza. Fratelli d'Italia sarà sempre con chiunque vorrà creare lavoro ed economia, mantenendo il sistema produttivo italiano. Con questa riflessione concludo il mio intervento, annunciando chiaramente il voto contrario, la sfiducia di Fratelli d'Italia al Governo, sapendo di non rappresentare solo il nostro elettorato perché nella sfiducia e nel nostro voto contrario si esprime gran parte del popolo italiano. (Applausi). LAFORGIA (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto.