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In realtà, i medici di medicina generale sono i naturali interlocutori degli ultracinquantenni e ultrasettantenni, perché molti di loro, l'80 per cento degli ultrasettantenni soffre di patologie croniche. Il medico di medicina generale rappresenta il percorso attraverso il quale noi possiamo riuscire a colmare questo gap di oltre sette milioni di cittadini che non hanno ricevuto la prima dose di vaccino. Queste domande però voi non ve le fate. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,12) ( Segue ZAFFINI). Queste domande voi che vivete di certezze, trasferite acriticamente, non ve le fate. È questo il danno vero cui stiamo andando incontro. Purtroppo, infatti, chiunque fa domande viene etichettato con la solita formula della Sinistra che quando non ha argomenti ti etichetta; a volte ti etichetta omofobo, altre fascista, altre ancora No vax. Questa è la vostra formula. I danni però, continuando a percepire la cosa pubblica in tal modo, li state facendo agli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fedeli. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, permettetemi anzitutto di ringraziare la relatrice del provvedimento, anche perché credo che nel presentare il provvedimento che voteremo nella giornata di oggi, dal punto di vista della mia esperienza precedente alla presenza in questa Aula, ha affrontato una questione che vorrei appartenesse a tutti: è tempo nel nostro Paese di non mettere più in contrapposizione l'articolo 1 della Costituzione, che parla di una democrazia fondata sul diritto al lavoro, con il diritto alla salute. È una contrapposizione che ha fatto danni nella storia del Paese. Questo è invece il punto di snodo importante con cui dal mio punto di vista andrebbero valutate sempre le scelte che facciamo. La scelta che il Governo ha fatto di estendere a tutto il mondo del lavoro l'obbligo del green pass va esattamente in una direzione utile, moderna e necessaria per poter riaprire il Paese e le attività economiche, e per poter spingere verso la crescita, la qualità del lavoro, gli investimenti; significa esattamente farlo in un'ottica di sicurezza. La sicurezza sul lavoro, quindi l'obbligo del green pass sul luogo di lavoro, vuol dire questo. Vorrei che nessuno di noi - e so che non se ne dimentica nessuno di noi - dimenticasse cosa abbiamo alle spalle. Lo dico non solo in termini di morti, ma anche del numero di posti di lavoro persi e di quale difficoltà avremo se non proseguiremo nella scelta e nel proseguimento della campagna vaccinale. È vero, nessuno ha certezze, ma cosa vuol dire non avere certezze? Significa sapere che si segue anche la ricerca scientifica, che di volta in volta porta in avanti; e nello stesso tempo bisogna contemperare una scelta politica fondamentale, che è quella in base a cui, di fronte alle varianti o alle condizioni che si determinano con l'aumento dei contagi, non si arretra. Siamo in quella fase di passaggio in cui la scelta della campagna vaccinale ci ha portato esattamente a riaprire il Paese e a garantire i posti di lavoro. Ma se non stiamo attenti alle variabili di questo contesto e di questa fase, rischiamo di regredire e poi ci ritroveremo in quest'Aula a porci il problema dei posti di lavoro, della crescita e di tutto ciò di cui noi, al di là di questa giornata, continuiamo giustamente a discutere e a porre al centro del dibattito (perché è questo che le italiane e gli italiani ci chiedono). Per questo credo che l'estensione dell'obbligo del green pass sia una scelta politica seria, una scelta per l'economia e per la convivenza democratica, una scelta che ridà futuro e speranza a questo Paese. Non dobbiamo abbandonarla. Permettetemi anche di dire che, a quindici giorni dall'ingresso effettivo dell'obbligo nei luoghi di lavoro, tutte le grandi questioni che venivano minacciate prima non sono avvenute. Voglio quindi esprimere anche in quest'Aula un ringraziamento particolare alle imprese (a tutti i livelli per la responsabilità assunta) e a chi organizza il lavoro (quindi alle organizzazioni sindacali), perché, nonostante le difficoltà e la complessità dell'attuazione di questo obbligo, si sono adoperati esattamente per renderlo fattivo. Da questo punto di vista ringrazio anche per l'approvazione dell'insieme degli emendamenti in Commissione, poiché hanno teso, raccogliendo alcune difficoltà nell'attuazione di questa complessità, ad aiutare processi di efficientamento e di semplificazione, e a facilitare alcune cose che in modo intelligente potevano essere facilitate: penso, ad esempio, alla verifica e all'utilizzo dello stesso green pass . Proprio per questa ragione, però, mi permetto in questa sede di dire anche che quando si assume come condizione per garantire il lavoro in sicurezza questa scelta, che è davvero una scelta di libertà, dobbiamo sostenerla tutti insieme combattendo, a proposito di formazione e comunicazione la disinformazione. Non voglio tuttavia confondere in quest'Aula la disinformazione, che crea tensioni, con una corretta e legittima - non la condivido, ma è legittima - opinione differente su questi processi. Voglio però ricordare in quest'Aula quanto avviene nelle nostre piazze - non voglio citare i luoghi, perché è un fenomeno diffuso a macchia di leopardo in questo Paese - in termini di attacco violento e di contrasto di chi si assume la responsabilità di attuare l'obbligo del green pass nel posto di lavoro; ricordo quello più clamoroso, ossia l'attacco alla sede della CGIL (bisogna ricordarlo sempre). Permettetemi in quest'Aula di esprimere ancora una volta piena solidarietà a Saverio Tommasi, a «Fanpage» e a tutti i giornalisti che, mentre esercitano il diritto di cronaca e il diritto di informazione, che è un bene prezioso di un Paese democratico (Applausi) , vengono insultati, minacciati, aggrediti. Questa non è libertà di manifestazione, ma esattamente il contrario: significa impedire legittimamente anche un punto di vista critico sui processi e sulle decisioni del Parlamento. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 11,21) L'Aula del Senato e il Parlamento devono sempre condannarli, non dobbiamo mai avere reticenza su questo, neanche per sbaglio, indipendentemente dalle criticità che in quest'Assemblea ho ascoltato. (Applausi) . Guardate che questo significa aiutare anche la capacità di conoscenza, la competenza e gli strumenti critici delle persone. Questo è parte della comunicazione pubblica. Poi abbiamo sicuramente dei ritardi e dobbiamo migliorare, però questo è un altro elemento assolutamente importante. Sono molto appassionata, perché sento mie le parole che ha detto ieri il presidente Mattarella, che ringrazio anche qui. Ieri, davanti a tutti i rappresentanti delle autonomie locali, il presidente Mattarella ha pronunciato parole importanti: «Le forme legittime di dissenso non possono mai sopraffare il dovere civico di proteggere i più deboli: dobbiamo sconfiggere il virus, non attaccare gli strumenti che lo contrastano e lo combattono». Ciò vuol dire esattamente che non dobbiamo attaccare l'obbligo del green pass , perché è lo strumento di contrasto che abbiamo. Ancora, è tempo di responsabilità, ma questo lo sappiamo e - ne voglio dare atto - noi tutti esercitiamo la responsabilità.