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è quindi indispensabile che le autorità politiche elaborino un piano per contrastare il fenomeno dell'assunzione di droghe da parte dei giovani, che vanno invece educati ad adottare stili di vita sani; negli anni scorsi, con l'operazione "scuole sicure" è stato possibile sequestrare 14,7 chili di droga, disporre 31 arresti, 45 denunce all'autorità giudiziaria ed accertare 855 fra violazioni amministrative e illeciti; sono stati poi investiti 7 milioni di euro per la prevenzione dall'uso di droghe, 3 milioni per progetti nelle scuole e 2,2 milioni per il sostegno alle comunità terapeutiche; l'attuale maggioranza parlamentare, però, sembra aver cambiato rotta per procedere in direzione diametralmente opposta, come dimostra ad esempio il dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere; proprio di recente, un centinaio di parlamentari, molti dei quali facenti parte dei gruppi di maggioranza, ha rivolto un appello al Presidente del Consiglio dei ministri per sottolineare che le politiche repressive si sono dimostrate finora del tutto inefficaci, tanto più che in Italia al momento i consumatori di cannabis sono 6 milioni, nonostante i divieti; secondo i firmatati del presente atto di sindacato ispettivo, legalizzare le droghe leggere porterebbe, stando agli studi dell'università "Sapienza" di Roma, un beneficio per le casse dello Stato pari a 10 miliardi di euro derivanti dai risparmi dell'applicazione della normativa di repressione e dal nuovo gettito fiscale che comporterebbe l'apertura del mercato alle aziende; si punta, quindi, a fare cassa sulla pelle dei nostri ragazzi più giovani, si chiede di sapere quali iniziative il Governo voglia assumere per elaborare un piano di contrasto alle droghe, che investa sui giovani, sulla loro crescita fisica ed intellettiva, educandoli ad uno stile di vita che rifiuti l'uso di sostanze stupefacenti. Atto n. 3-01783 VATTUONE MARCUCCI ROJC FERRARI Al Ministro della difesa Premesso che: in questa fase storica le istituzioni europee hanno avviato iniziative volte a fornire maggiore concretezza alla politica di difesa e sicurezza comune, con un'intensità mai riscontrata in precedenza; l'avvio della PESCO (cooperazione strutturata permanente) e del Fondo europeo di difesa (European defence fund, EDF), di prossimo perfezionamento nell'ambito del bilancio pluriennale europeo, rappresentano un'occasione unica e irripetibile per consolidare una direttrice politica di rilevanza assoluta; considerato che tramite lo sviluppo di capacità operative comuni europee si conseguirebbero importanti obiettivi quali: il rilancio del ruolo dell'Unione europea quale attore per la sicurezza nello scenario internazionale; la maggiore protezione per i cittadini della UE (ad esempio le iniziative della difesa comune europea risultano strategiche anche in relazione alla capacità di risposta contro un ampio ventaglio); la massimizzazione dell'efficacia della spesa per la difesa; il rilancio del settore tecnologico e industriale del Paese; tenuto conto che: i finanziamenti europei comuni per lo sviluppo e l'acquisizione di capacità strategiche prioritarie, definite dagli Stati membri, rappresentano un fattore decisivo per l'Unione europea ed il ruolo che l'Italia intende mantenere nel consesso comunitario; per garantire il ruolo preminente rivestito dalle nostre industrie nei diversi progetti sinora definiti negli ambiti PESCO e EDF, occorre, a livello nazionale, assicurare risorse stabili e certe per finanziare il completo sviluppo ed il successivo avvio dei programmi destinati a divenire comuni progetti di acquisizione; l'Italia attualmente, per quanto riguarda la PESCO, su un totale di 46 progetti è capofila in 9 progetti, e partecipa ad altri 16, si chiede di sapere con quali strumenti e quali politiche di bilancio si possa sostenere il conseguimento degli obiettivi che il Paese si pone, dal punto di vista militare e politico-industriale. Atto n. 3-01784 RIZZOTTI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'articolo 1, comma 102, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ha introdotto la possibilità di autorizzare la sperimentazione della circolazione su strada di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, quali i monopattini, demandando la definizione delle modalità attuative e operative della sperimentazione ad un apposito decreto ministeriale; il 4 giugno 2019 il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha firmato il decreto ministeriale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 luglio 2019, n. 162, sulla micromobilità elettrica, in attuazione della disposizione legislativa; con il medesimo decreto sono state indicate le disposizioni del codice della strada (articoli 182, circolazione dei velocipedi, e 190, comportamento dei pedoni) applicabili in caso di violazione da parte degli utilizzatori dei veicoli richiamati e le norme di comportamento da tenere nell'ambito della sperimentazione, anche in considerazione del fatto che il decreto non si applica ai veicoli della categoria L1 e ai veicoli a motore leggero a due ruote come classificati ai sensi del regolamento (UE) n. 168/2013; a livello europeo è in fase di definizione una norma tecnica che consentirà di definire le caratteristiche e le specifiche tecniche dei veicoli ammessi alla circolazione su strada; l'incolumità e la tutela della salute dei cittadini italiani devono essere salvaguardate prima dell'entrata in vigore della normativa europea, con interventi normativi urgenti per prevenire incidenti gravi e definire le caratteristiche e le specifiche tecniche dei veicoli ammessi alla circolazione su strada quali i monopattini; molte città italiane hanno incrementato sia il numero che le postazioni per il noleggio di monopattini senza mettere nelle piene condizioni la polizia locale e le forze di polizia di verbalizzare e sanzionare le infrazioni degli utilizzatori dei monopattini, troppo spesso privi di dispositivi di riconoscimento dell'utilizzatore; da notizie apprese dalla stampa e come rilevato da numerosi servizi televisivi, in molte città il numero di incidenti e infrazioni che vede coinvolti gli utilizzatori dei monopattini è in costante crescita; si è registrato infatti un decesso di un utilizzatore di monopattino elettrico a Bologna e un lungo elenco di sinistri che hanno visto il coinvolgimento del nuovo veicolo di micromobilità elettrica: 22 nel corso del 2020, 14 solo nel mese di giugno; inoltre, soprattutto a Roma, sono facilmente riscontrabili, da chiunque frequenti le vie centrali della città, costanti violazioni al codice della strada da parte degli utilizzatori dei monopattini, come passare con il semaforo rosso, circolare sui marciapiedi e tra i pedoni, circolare contromano e abbandonare i mezzi dopo il noleggio ai margini delle strade, sui marciapiedi, sulle strisce pedonali e sugli scivoli per i disabili;