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Sul tema relativo alle violenze contro le donne - che non è un tema, mi correggo, ma una questione immensa - ieri abbiamo anche presentato la mozione 1-00049 , che mi auguro verrà calendarizzata a breve che oltre a ricostruire doverosamente il perimetro internazionale di riferimento di norme e indicazioni, ricostruisce anche il corpus giuridico italiano ma soprattutto chiede al Governo impegni precisi e stringenti in relazione all'attuazione del piano d'azione nazionale straordinario contro la violenza sessuale, in relazione alla distribuzione di risorse alle Regioni che sono stabilite in Conferenza Stato-Regioni ma che non arrivano ai centri nei tempi dovuti, nonché alla messa in pratica di programmi di educazione ai sentimenti, anche nelle scuole, improntati al rispetto delle differenze di genere e alla prevenzione e al contrasto delle violenze sulle donne e sulle bambine. Ancora: chiediamo nella mozione che non vengano previsti nella legge di bilancio 2019 tagli e riduzioni per il Fondo per le politiche relative alle pari opportunità e per tutte le politiche di prevenzione e contrasto contro ogni forma di violenza sulle donne. Ci auguriamo che in sede di discussione di tale mozione si trovi in quest'Aula un ampio consenso per impegnare il Governo, che sul fronte delle pari opportunità e sul fronte del contrasto purtroppo non è stato fin qui incisivo e non ha introdotto significativi cambiamenti. (Applausi dal Gruppo FdI) . MODENA (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, il mio è un intervento che riguarda la questione della ricostruzione e, in modo particolare, la situazione di un Comune della Regione ove sono stata eletta, cioè il Comune di Spoleto. Domani, 16 novembre, ci sarà una grande manifestazione di carattere istituzionale a Bastia Umbra, che è un ridente centro dell'Umbria, organizzata proprio dalla Regione con riferimento alla ricostruzione. È importante perché verrà il commissario neonominato Farabollini e nonostante il Comune di Spoleto sia quello più peculiare, essendo il più grande dell'intero cratere, la presenza del livello istituzionale del Comune non è stata assolutamente presa in considerazione. Noi non ne conosciamo il motivo. La Regione Umbria ha sempre avuto momenti bianchi, diciamo così, e momenti neri, però riteniamo che questa situazione vada denunciata con forza perché l'approccio che nei confronti della ricostruzione, soprattutto quando è presente il commissario neonominato Farabollini per ragionare di ricostruzione e Protezione civile, deve essere di carattere istituzionale e non deve escludere alcuna amministrazione, a maggior ragione se direttamente interessata. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CORRADO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (M5S) . Signor Presidente, il 7 novembre scorso la Corte di cassazione ha assolto il medico veterinario dell'azienda sanitaria provinciale (ASP) di Crotone Giuseppe Gallucci, che aveva rinunciato ad avvalersi della prescrizione, a differenza del coimputato, dottor Saverio Ferraro, che ne ha usufruito in sede di appello, per reati legati ad una vicenda giudiziaria posta anche all'attenzione dalla commissione contro la 'ndrangheta della Regione Calabria. Il tutto inizia con la denuncia proposta nel 2006 contro l'ASL di Crotone dal signor Nicola Arena, nipote dell'omonimo boss di Isola Capo Rizzuto, proprietario di un'azienda di bovini da latte che, in occasione di una macellazione, venivano riscontrati affetti da tubercolosi. A seguito di ciò veniva predisposto l'abbattimento di 102 capi d'allevamento. Il signor Arena avanzava all'ASP una richiesta di risarcimento di 1 milione di euro per il danno causatogli dal dottor Saverio Ferraro, che, contravvenendo ad ogni logica sanitaria e deontologica, aveva invece certificato ufficialmente indenne da tubercolosi la stalla di cui trattasi, licenziando alla libera vendita il latte infetto ad uso alimentare. Nel settembre 2012 i due imputati vengono condannati in primo grado: Ferraro a tre mesi di reclusione per falso ideologico e interruzione di pubblico servizio e Gallucci ad un mese di reclusione per interruzione di pubblico servizio. Nonostante la condanna, dal 2012 ad oggi il dottor Ferraro ha ricoperto e ricopre il ruolo di direttore facente funzioni dell'area A del servizio veterinario dell'ASP di Crotone. Addirittura, nell'aprile 2014, lo stesso ha prodotto una dichiarazione sostitutiva di certificazione in cui attesta di non incorrere in alcuna delle cause di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, il tutto mentre ancora il processo a suo carico pendeva in Corte d'appello. Solo a fine 2017, infatti, la Corte d'appello di Catanzaro dichiarava non doversi procedere a carico del Ferraro per intervenuta prescrizione. A marzo 2018 è stato bandito un concorso interno per dirigente nell'area A del servizio veterinario, il cui esito è ancora tenuto sospeso, nonostante siano state concluse già ad aprile tutte le relative procedure e che quasi certamente lo vedrà vincitore per il punteggio acquisito con l'incarico di direttore facente funzione indebitamente ricoperto in questi anni. Auspico, pertanto, che venga bloccata la nomina a dirigente di tale soggetto. Egli ha agito in danno del servizio pubblico veterinario per ragioni che i vertici aziendali non hanno ancora chiarito neppure durante l'audizione effettuata a giugno scorso dalla commissione regionale contro la 'ndrangheta. Di tutto ciò e di altre gravi anomalie della gestione di questa unità operativa è stata anche fatta segnalazione all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), ancora senza riscontro. Credo anche che sia arrivato il momento che i direttori generali si assumano le proprie responsabilità pure nelle scelte dei dirigenti ad essi subordinati, che non devono essere più condizionate, come troppo spesso è accaduto, da pressioni e logiche di potere e di lobby , ma solo dalla tutela del diritto dei cittadini alla salute. (Applausi dal Gruppo M5S) . FAZZOLARI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, pochi giorni fa è stata pronunciata una sentenza scioccante: un antagonista dei centri sociali, processato per aver sputato in faccia ad un agente di polizia mentre stava svolgendo il proprio lavoro, è stato assolto per particolare tenuità del fatto. In breve, da ora, secondo questa sentenza sputare addosso alle nostre Forze dell'ordine non è reato, in particolare se a farlo sono i teppisti dei centri sociali, che in Italia da sempre godono di una particolare immunità. In compenso, se fosse stato un agente a permettersi di sputare in faccia a un delinquente, secondo il reato di tortura inserito nel nostro ordinamento dalla sinistra, lo stesso rischierebbe fino a dodici anni di carcere per aver causato un trauma psichico al poveretto. Allo stesso modo ci chiediamo tutti cosa sarebbe successo se fosse stato l'imputato o il poliziotto a sputare in faccia al magistrato che ha pronunciato questa sentenza. PRESIDENTE.