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Ripubblicizzazione del servizio idrico nonché costituzione di un'azienda pubblica regionale in Puglia. Onorevoli Senatori. -- L'acqua è un bene comune dell'umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all'acqua è un diritto inalienabile: dunque l'acqua non può essere proprietà di nessuno, ma al contrario un bene condiviso equamente da tutti, come sancito dalla risoluzione del 28 luglio del 2010 approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni unite. Vale la pena ricordare che nel giro di pochi anni il numero di persone che non potrà avere accesso all'acqua potabile possa raggiungere i tre miliardi. il principale responsabile di tutto ciò è il modello neoliberista che ha prodotto una enorme disuguaglianza nell'accesso all'acqua, generando oltretutto una sempre maggior scarsità di quest'ultima, a causa di modi dì produzione distruttivi dell'ecosistema Il presente disegno di legge intende arrestare i processi di privatizzazione dell'acqua che hanno dimostrano come solo una proprietà pubblica e un governo pubblico e partecipato dalle comunità locali possano garantire la tutela della risorsa, il diritto e l'accesso all'acqua per tutti e la sua conservazione per le generazioni future. La normativa statale vigente in materia di gestione idrica integrata delle acque, prevede la competenza legislativa esclusiva statale nelle materie di tutela della concorrenza e di tutela dell'ambiente, per cui le regioni, nell'affidamento della gestione del servizio idrico integrato, debbono limitarsi ad individuare con legge gli enti e gli organi ai quali devolvere le funzioni già esercitate dalle Autorità di ambito territoriale ottimale (AATO). Spetta poi agli enti regionali successori delle ATO, così individuati, la determinazione in via amministrativa delle forme di gestione e delle modalità di affidamento del servizio idrico integrato. Con la presente legge si indicano i princìpi generali per il governo e la gestione pubblica delle acque e si stabiliscono le disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico e, in virtù della particolarità del sistema idrico pugliese, si consente alla regione Puglia la costituzione di un'azienda pubblica regionale per il servizio idrico integrato nel proprio territorio. Con l'articolo 1 vengono enunciati i princìpi generali ed irrinunciabili: «L'acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita. La disponibilità e l'accesso all'acqua potabile, nonché all'acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono diritti inviolabili e inalienabili della persona umana, diritti universali non assoggettabili a ragioni di mercato». L'articolo 2 stabilisce i principi relativi alla gestione del servizio idrico, definendo tale servizio privo di rilevanza economica e sottratto ai princìpi della libera concorrenza poiché persegue finalità sociali e ambientati di pubblico interesse. L'articolo 3 stabilisce i principi del governo pubblico del ciclo integrato dell'acqua, definendo le modalità della gestione integrata, la proprietà pubblica e inalienabile delle infrastrutture e delle reti e l'affidamento della gestione in via esclusiva ad enti di diritto pubblico. L'articolo 4 stabilisce le modalità della fase di transizione verso la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico, stabilendone la decadenza degli affidamenti in essere in concessione a terzi, e definendo i tempi e i vincoli per la trasformazione degli affidamenti in essere attraverso società a capitale misto pubblico-privato o attraverso società a totale capitale pubblico. Il medesimo articolo definisce anche il ricorso ai poteri sostitutivi in caso di mancata ottemperanza a quanto previsto. Articolo 5. La regione Puglia al fine di garantire l'effettività dei principi enunciati sull'approvvigionamento dell'acqua e di tutelare il diritto di ciascun individuo al minimo vitale giornaliero, quale condizione imprescindibile per la realizzazione del diritto fondamentale all'acqua potabile in funzione del diritto alla vita, può provvedere ad istituire un'azienda pubblica regionale per il servizio idrico integrato nel territorio pugliese che realizzi la parte prevalente della propria attività con l'ente pubblico che la controlla, anche per beneficiare delle economie di scala e di scopo e favorire una maggiore efficienza ed efficacia nell'espletamento del servizio e con l'obbligo del reinvestimento nel servizio di almeno l'80 per cento degli avanzi netti di gestione. A tali fini le infrastrutture del servizio idrico integrato vengono dichiarate altresì «strategiche di rilevanza regionale» (commi 1 e 2). Le infrastrutture del servizio idrico sono identificate e annoverate con rinvio all'articolo 143 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni (acquedotti, fognature, impianti di depurazione e altre infrastrutture idriche di proprietà pubblica, fino al punto di consegna e/o misurazione) e sono assoggettate al regime ivi previsto (il regime demaniale di cui all'articolo 822 e successivi commi, da cui discende l'inalienabilità se non nei modi e limiti stabiliti dalla legge) (comma 1). L'azienda regionale è un soggetto di diritto pubblico e non ha finalità di lucro. Gli eventuali avanzi netti di gestione dovranno essere finalizzati al miglioramento del servizio idrico integrato secondo i principi e le modalità di gestione previste dalla legge regionale e al reinvestimento nel servizio (comma 2), contemplando anche l'erogazione gratuita dell'acqua che il soggetto gestore è vincolato a garantire relativamente alle utenze domestiche, di un quantitativo d'acqua corrispondente almeno al 18 per cento degli avanzi netti di gestione, da destinare in favore di persone domiciliate nel territorio regionale, con riferimento alla condizione reddituale e in base a princìpi di proporzionalità e fasce di consumo (comma 6). L'azienda regionale può gestire attività diverse dal servizio idrico integrato, ma da esso rivenienti, attraverso la costituzione di società anche miste, nel rispetto della normativa comunitaria e statale in regime di pubblicità delle procedure e concorrenza, destinando gli utili propri a investimenti diretti esclusivamente al miglioramento del servizio idrico integrato (comma 3). L'azienda regionale subentra nel patrimonio e in tutti i rapporti attivi e passivi di «Acquedotto pugliese S.p. A.», conservandone tutti i compiti istituzionali, compatibilmente con i principi e gli obiettivi posti dalla presente legge (comma 4), svolgendo tutte le attività già attribuite alla società stessa (comma 5). Vengono inoltre stabiliti princìpi e regole al fine di garantire trasparenza degli atti accesso pubblico alle informazioni aziendali, istituzione di un consiglio di sorveglianza con funzioni di controllo composto da rappresentanti delle istituzioni e da varie istanze della società e altre forme di partecipazione al controllo democratico e trasparente della gestione dell'azienda regionale (comma 7 e 8). I controlli sono affidati alla regione Puglia e alla Corte dei Conti (comma 9). L'articolo 8 prevede la garanzia di adeguati standards di approvvigionamento per i piccoli comuni e la norma di salvaguardia che escluda oneri per lo Stato.. 1 (Princìpi generali) 1 L'acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita.