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Nuove norme in materia di rispetto della diversità. Onorevoli Senatori. – Il rispetto della diversità è alla base della civile convivenza, così come la tutela delle persone che per qualsiasi motivo si trovano particolarmente esposte a soprusi di vario genere. I mezzi di informazione hanno posto particolare attenzione in questi tempi ad aggressioni o a discriminazioni nei confronti di persone a causa del loro orientamento sessuale, così come ad atti a danno di donne, su cui ci sono già stati interventi legislativi. L'informazione su questi argomenti e sul dibattito in merito alle misure proposte o avversate è parte integrante del fenomeno e della sua problematicità. Il presente disegno di legge si propone di introdurre misure efficaci per prevenire fenomeni odiosi e promuovere al contrario una cultura del rispetto per la diversità di ogni tipo, senza creare categorie privilegiate o limitare la libertà di ciascuno. Con l'articolo 1 si introduce nel codice penale, tra le aggravanti, l'aver agito contro persone a motivo delle loro condizioni, delle loro scelte, del loro abbigliamento, del loro aspetto o del loro orientamento sessuale, rendendo esplicito ciò che già avviene molto spesso nei tribunali. Non viene citata la motivazione etnica, razziale o religiosa perché già prevista dall'articolo 604- bis del codice penale. L'uso della violenza contro il diverso in quanto tale non è accettabile. L'aggravante è anche aggiunta al reato di diffamazione, anche a seguito di una sentenza della Cassazione (si veda Cassazione penale, sezione V, sentenza n. 7859 del 2 novembre 2017, relativamente ad una fattispecie in cui l'imputato aveva pubblicato un messaggio con cui invitava la persona offesa, di etnia africana, a ritornare nella « giungla »). Con l'articolo 2 si elimina il concetto di « razza » dall'articolo 604- bis del codice penale. Il concetto di « razza » è scientificamente inesistente, mentre esiste certamente il razzismo, cui va tolta ogni legittimità culturale. Con l'articolo 3 si estendono doverosamente alle prestazioni riproduttive a pagamento, definibili come prostituzione riproduttiva, le norme della « legge Merlin » (legge 20 febbraio 1958, n. 75) e degli articoli 600- bis (prostituzione minorile) e 600- quinquies (sul turismo sessuale) del codice penale, volte a scoraggiare il fenomeno. L'articolo 4 introduce il divieto per le pubbliche amministrazioni e gli enti locali di finanziare o sostenere Stati, autonomie territoriali e organizzazioni politiche che amministrano determinati territori, le cui leggi puniscono l'appartenenza a determinate religioni, o a tutte le religioni, ovvero i rapporti omosessuali. Da quei paesi sono anche vietati i finanziamenti a organizzazioni non governative per evitare che queste ultime diffondano tali princìpi. L'articolo 5 introduce nella legge conosciuta come « par condicio » (legge 22 febbraio 2000, n. 28) la necessità che il principio di equilibrata informazione sia osservato anche nell'informazione su proposte e disegni di legge in discussione in Parlamento. L'articolo 6 dispone una rappresentazione della pluralità delle opinioni presenti nella società nel caso in cui soggetti esterni siano chiamati ad esprimersi in occasione di attività scolastiche che coinvolgono i discenti. L'articolo 7 promuove la cultura del rispetto della diversità nelle scuole. L'articolo 8 istituisce la Giornata nazionale del rispetto della diversità.. 1 (Modifiche al codice penale in materia di reati contro determinate categorie di persone) 1 Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 61, dopo il numero 1) è inserito il seguente: « 1-bis ) l'aver agito contro persone a motivo delle loro condizioni, delle loro scelte, del loro abbigliamento, del loro aspetto o del loro orientamento sessuale »; b all'articolo 595, il quarto comma è sostituito dal seguente: « Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, o se essa è basata sull'appartenenza etnica o religiosa o sull'orientamento sessuale, le pene sono aumentate ». 2 (Eliminazione del concetto di razza dall'articolo 604- bis del codice penale) 1 All'articolo 604- bis del codice penale, la parola: « razziali, », ovunque ricorre, è soppressa. 3 (Modifiche al codice penale in materia di attività riproduttive in cambio di denaro o altra utilità - Prostituzione riproduttiva) 1 All'articolo 600- bis del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma, ai numeri 1) e 2), dopo la parola: « prostituzione » sono inserite le seguenti: « anche riproduttiva »; b al secondo comma, dopo le parole: « diciotto anni, » sono inserite le seguenti: « ovvero ne utilizza materiale genetico od ottiene lo svolgimento della gravidanza per bambini destinati a non essere riconosciuti come suoi figli, ». 2 L'articolo 600- quinquies del codice penale è sostituito dal seguente: « Art. 600- quinquies - (Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile o della prostituzione riproduttiva) - Chiunque organizza o propaganda viaggi finalizzati alla fruizione di attività di prostituzione a danno di minori o di prostituzione riproduttiva o comunque comprendenti tali attività è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 15.493 a euro 154.937 ». 3 All'articolo 3 della legge 20 febbraio 1958, n. 75, sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma, ai numeri 1), 2), 4), 5), 6), 7) e 8), dopo la parola: « prostituzione », ovunque ricorre, sono inserite le seguenti: « anche riproduttiva »; b è aggiunto, in fine, il seguente comma: « Per prostituzione riproduttiva si intende sia la vendita di materiale riproduttivo sia lo svolgimento, in cambio di denaro o altra utilità, della gravidanza per figli che dopo la nascita non saranno considerati della persona che la svolge ». 4 (Misure contro le persecuzioni religiose e la criminalizzazione dell'omosessualità nei rapporti internazionali) 1 Le pubbliche amministrazioni e gli enti locali non possono erogare, sotto alcuna forma, finanziamenti, beni o servizi a titolo gratuito a Stati, autonomie territoriali e organizzazioni politiche che amministrano determinati territori, le cui leggi puniscono l'appartenenza a determinate religioni o a tutte le religioni ovvero i rapporti omosessuali. 2 Il Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, stila e aggiorna quando necessario la lista degli Stati, delle autonomie territoriali e delle organizzazioni politiche di cui al comma 1 e può consentire specifiche deroghe all'applicazione delle disposizioni del presente articolo. 3 Il divieto di cui al comma 1 non si applica a finanziamenti, forniture di beni o servizi a titolo gratuito o aiuti diretti a coloro che sono vittime delle leggi di cui al medesimo comma 1. 4 Le organizzazioni senza fini di lucro comunque denominate non possono ricevere finanziamenti o supporto materiale provenienti dai soggetti inclusi nella lista di cui al comma 2.