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L'amministrazione potrà stabilire, sentite le organizzazioni sindacali, anche in deroga a quanto previsto dalla contrattazione collettiva, particolari forme di organizzazione e di svolgimento della prestazione lavorativa, con riferimento al lavoro agile e alla distribuzione flessibile dell'orario di lavoro. Il comma 3 individua i profili professionali per le assunzioni da parte della Giustizia amministrativa, ossia funzionari amministrativi, informatici e statistici, nonché assistenti informatici. Il comma 4 prevede che il servizio a tempo determinato svolto con merito dai funzionari amministrativi possa valere come titolo nei concorsi per magistratura ordinaria; tale servizio equivale altresì ad un anno di tirocinio professionale per l'accesso alla professione di avvocato e di notaio, ad un anno di frequenza dei corsi della scuola di specializzazione per le professioni legali e titolo di preferenza per l'accesso alla magistratura onoraria. Il comma 5, ad integrazione del corredo dei benefici di cui al comma 4, stabilisce che l'amministrazione giudiziaria, nelle successive procedure di selezione per il personale a tempo indeterminato, possa prevedere l'attribuzione di un punteggio aggiuntivo in favore dei candidati in possesso dell'attestazione di servizio prestata con merito. In alternativa all'assegnazione di un punteggio aggiuntivo, nei soli concorsi pubblici per le qualifiche della terza area professionale, sarà possibile per il Ministero della giustizia prevedere una riserva di posti, in misura non superiore al cinquanta per cento. Anche per la giustizia amministrativa si prevede la possibilità, nelle successive procedure di selezione di personale a tempo indeterminato, di attribuire un punteggio aggiuntivo in favore di coloro che abbiano ricevuto un attestato di servizio prestato con merito. Il comma 6 prevede che le assunzioni sono subordinate all'approvazione del PNRR da parte della Commissione europea. Il comma 7 indica l'autorizzazione di spesa necessaria per l'attuazione dell'articolo 11. L'articolo 12 al comma 1 prevede che, con uno più decreti, il Ministro della giustizia individui i tribunali o le corti di appello alle cui strutture organizzative denominate ufficio per il processo assegnare gli addetti, nonché il numero degli addetti da destinare a ogni singolo ufficio. La norma stabilisce che il Ministro della giustizia, con uno o più decreti, realizzi la distribuzione degli addetti, stabilendo sia i tribunali o le corti di appello nei cui uffici per il processo assegnare gli addetti, sia l'entità numerica di ogni contingente. Per la giustizia amministrativa, la norma individua gli uffici giudiziari (otto) dove collocare l'ufficio per il processo con il personale assunto a tempo determinato. Il comma 2 rinvia, quanto alla disciplina delle modalità di impiego degli addetti all'ufficio del processo, al contenuto dell'Allegato II, numero 1, che costituisce parte integrante del presente decreto. Il comma 3 prescrive che, all'esito dell'assegnazione, il Capo dell'ufficio giudiziario, di concerto con il dirigente amministrativo, predisponga un progetto organizzativo che preveda l'utilizzo, all'interno delle strutture denominate ufficio per il processo, degli addetti selezionati in modo da valorizzare il loro apporto all'attività giudiziaria. In coordinamento funzionale rispetto al piano di distribuzione degli addetti, delineato dai commi che precedono, la disposizione assegna al Capo dell'ufficio di destinazione, di concerto con il dirigente amministrativo, la predisposizione del progetto organizzativo riguardante le specifiche modalità di utilizzo degli addetti all'interno delle strutture denominate ufficio per il processo, in modo che venga concretamente valorizzato l'apporto offerto dalle nuove figure ausiliarie all'esercizio dell'attività giudiziaria. L'articolo 13 individua le ulteriori figure professionali, distinte sia dagli addetti all'ufficio per il processo sia dai profili previsti in via ordinaria dall'ordinamento, quali risorse umane, anche provviste di competenze non sempre presenti nell'attuale dotazione organica, imprescindibili per la realizzazione delle linee di progetto in tema di digitalizzazione e di edilizia, nonché per coadiuvare le strutture ordinarie nell'assorbimento dei maggiori carichi di lavoro da esitare in conseguenza del surplus di produttività garantito, nell'arco temporale 2022-2026, dall'operatività dell'ufficio per il processo nella sua configurazione rafforzata extra ordinem . Il comma 1 specifica espressamente la finalità di questi reclutamenti straordinari (« assicurare la piena operatività dell'ufficio per il processo e [...] supportare le linee di progetto di competenza del Ministero della giustizia ricomprese nel PNRR »), conseguentemente autorizzando l'Amministrazione giudiziaria a richiedere alla Commissione Interministeriale RIPAM, che può avvalersi di Formez PA, di avviare le procedure assunzionali tramite concorso per titoli e prova scritta, per un contingente massimo di 5.410 unità di personale amministrativo non dirigenziale, che sarà inquadrato in nuovi profili professionali, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di trentasei mesi. In ragione della sua strettissima connessione con l'esecuzione del PNRR, il reclutamento in questione deroga esplicitamente a quanto previsto dall'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in tema di limiti e modalità per l'assunzione di personale a tempo determinato. Il comma 2 illustra la composizione del suddetto contingente di 5.410 unità complessive, individuando i seguenti profili (come detto, funzionali a un'azione servente rispetto alla definizione delle linee di progetto PNRR e distinte, anche nella denominazione, da quelle ordinariamente previste nei ruoli dell'amministrazione giudiziaria): a) tecnico IT senior, b) tecnico IT junior, c) tecnico di contabilità senior, d) tecnico di contabilità junior, e) tecnico di edilizia senior, f) tecnico di edilizia junior, g) tecnico statistico, h) tecnico di amministrazione, i) analista di organizzazione, l) operatore di data entry. Il comma 3 chiarisce ulteriormente come i nuovi profili professionali siano istituiti in deroga ai principi generali sul rapporto tra fonti statali e fonti contrattuali nel pubblico impiego (in particolare, a quanto statuito dagli articoli 2, comma 2, 40 e 45 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165), privilegiando l'unilateralità dell'intervento statale, in ragione della eccezionalità del Piano di ripresa e dell'estrema rigidità dei limiti giuridici, economico-finanziari e temporali entro cui occorre operare. Pertanto, le declaratorie dei profili professionali individuati al comma 2 sono determinate secondo quanto previsto negli Allegati II e III al decreto-legge. Per le stesse insuperabili ragioni, in deroga alla riserva di competenza della contrattazione collettiva stabilita ordinariamente (ma ricalcandone da presso i presupposti e gli esiti, per evidenti ragioni di omogeneità di trattamento e di buona amministrazione), il trattamento economico fondamentale e accessorio e ogni istituto contrattuale, sono normativamente equiparati, per quanto applicabile: – per i profili di cui al comma 2, lettere a) , c) , e) , g) , h) e i) (1.660 unità complessive; titolo di studio richiesto per l'accesso: diploma di laurea) , ai profili dell'area III, posizione economica F1;