[ddlpres]

L'amministratore giudiziario, il coadiutore nominato ai sensi dell'articolo 35, comma 4, e l'amministratore nominato ai sensi dell'articolo 41, comma 6, rispondono per gli atti di gestione che hanno determinato un decremento del valore del compendio in sequestro ». 17 1 Al comma 3 dell'articolo 84 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 3 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « che possano costituire presupposto per l'applicazione di una misura di prevenzione »; b i commi 4 e 4- bis sono abrogati. 18 1 Al comma 2 dell'articolo 84 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo periodo, dopo la parola: « antimafia » sono inserite le seguenti: « di tipo liberatorio »; b dopo il primo periodo sono aggiunti i seguenti: « L'informazione antimafia a carattere interdittivo perderà di efficacia ex tunc qualora, alla scadenza del terzo mese successivo alla data della sua emissione, il procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo di distretto ove ha sede l'impresa, il questore o il direttore della Direzione investigativa antimafia non abbiano richiesto al tribunale competente l'applicazione di una misura di prevenzione. L'informazione antimafia interdittiva perde efficacia nel caso in cui il tribunale rigetti la richiesta di applicazione della misura di prevenzione. In caso di accoglimento della richiesta, la misura di prevenzione sostituisce il provvedimento del prefetto ». 2 Al comma 2 dell'articoli 86 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo periodo, dopo la parola: « antimafia » sono inserite le seguenti: « di tipo liberatorio »; b dopo il primo periodo sono aggiunti i seguenti: « L'informazione antimafia a carattere interdittivo perderà di efficacia ex tunc qualora, alla scadenza del terzo mese successivo alla data della sua emissione, il procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo di distretto ove ha sede l'impresa, il questore o il direttore della Direzione investigativa antimafia non abbiano richiesto al tribunale competente l'applicazione di una misura di prevenzione. L'informazione antimafia interdittiva perde efficacia nel caso in cui il tribunale rigetti la richiesta di applicazione della misura di prevenzione. In caso di accoglimento della richiesta, la misura di prevenzione sostituisce il provvedimento del prefetto ». 19 1 All'articolo 91 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre del 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 6 è abrogato; b al comma 7- bis dopo le parole: « poteri di accesso, » sono inserite le seguenti: « una volta divenuta efficace ai sensi dell'articolo 94, »; c al comma 7- bis, le lettere c) ed f) sono abrogate. 20 1 Dopo il comma 4 dell'articolo 94 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, è aggiunto il seguente: « 4-bis . Fermo restando il divieto di stipula di cui al comma 1, l'informazione antimafia interdittiva non ha effetti prima che siano trascorsi trentacinque giorni dalla comunicazione del provvedimento all'impresa interessata. Se è proposto ricorso avverso l'informazione interdittiva con contestuale domanda cautelare, l'efficacia è sospesa fino al trentesimo giorno successivo alla notificazione del ricorso, a condizione che entro tale termine intervenga almeno il provvedimento cautelare di primo grado o la pubblicazione del dispositivo della sentenza di primo grado in caso di decisione del merito all'udienza cautelare, ovvero fino alla pronuncia di detti provvedimenti se successiva. L'effetto sospensivo cessa quando, in sede di esame della domanda cautelare, il giudice si dichiara incompetente, o fissa con ordinanza la data di discussione del merito senza concedere misure cautelari o rinvia al giudizio di merito l'esame della domanda cautelare, con il consenso delle parti, da intendersi quale implicita rinuncia all'immediato esame della domanda cautelare ». 21 1 Le disposizioni contenute nella presente legge si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data della sua entrata in vigore.