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- Gli impiegati a contratto, oltre che per le cause previste dalle disposizioni del presente titolo, cessano in ogni caso dal servizio anche in costanza del rapporto contrattuale, il primo giorno del mese successivo al compimento del sessantacinquesimo anno di età. Capo II DISPOSIZIONI SPECIALI PER I CONTRATTI NON REGOLATI DALLA LEGGE LOCALE Art. 162 (Durata del contratto - Retribuzione). - Il contratto di prima assunzione ha temine alla fine del secondo anno solare successivo alla stipulazione. In caso di successiva conferma in servizio il nuovo contratto è stipulato a tempo indeterminato. La retribuzione annua base è fissata secondo i criteri e nei limiti stabiliti dal primo comma dell'art. 157. La retribuzione base è determinata in modo uniforme per Paese e per mansioni. Può essere consentita in via eccezionale, nello stesso Paese, una retribuzione diversa per quei centri che presentano un divario particolarmente sensibile nel costo della vita. Art. 163 (Congedo), - Il contratto prevede un congedo ordinario annuale di tre settimane durante il periodo di contratto a termine, e di un mese durante il periodo di contratto a tempo indeterminato. Il congedo è aumentato di una o di due settimane per gli impiegati in servizio rispettivamente nelle sedi disagiate e nelle sedi particolarmente disagiate. L'impiegato non può rinunciare al congedo. Per esigenze di servizio il godimento del congedo ordinario può essere rimandato all'anno successivo. Non possono essere cumulati più di due periodi di congedo ordinario annuale. La durata del congedo straordinario per gravidanza e puerperio è stabilita dalla legge italiana. Durante tale periodo l'impiegata ha diritto alla retribuzione intera nel primo mese e alla retribuzione ridotta di un quinto per un ulteriore periodo massimo di due mesi e mezzo In caso di malattia, all'impiegato può essere concesso un congedo straordinario con corresponsione della retribuzione fino a un massimo di un mese in un anno. Durante il periodo di contratto a termine può essere concesso nell'anno per gli stessi motivi un secondo mese di congedo straordinario non retribuito; durante il periodo di contratto a tempo indeterminato può essere concesso nell'anno e sempre per motivi di salute un secondo mese di congedo straordinario con corresponsione della retribuzione ridotta di un quinto, cui può in casi di particolare gravità aggiungersi un congedo straordinario non retribuito per non più di quattro mesi. Per gravi motivi di famiglia l'impiegato può ottenere, nel periodo di contratto a tempo indeterminato, un congedo straordinario non retribuito per non più di tre mesi. La durata complessiva del congedo straordinario non può superare, in ogni caso, dodici mesi in un quinquennio. Art. 164 (Sanzioni disciplinari). - Agli impiegati a contratto e inflitta per lievi infrazioni ai doveri d'ufficio la sanzione della censura. In caso di ripetuta o più grave negligenza, di inosservanza dei doveri di ufficio, di contegno scorretto verso i superiori, i colleghi, i dipendenti ed il pubblico o di comportamento non conforme al decoro delle funzioni è inflitta, previa autorizzazione ministeriale, la sanzione della riduzione della retribuzione in misura non superiore a un quinto e per non più di sei mesi. Nei casi di infrazioni più gravi si procede alla risoluzione del rapporto di impiego a norma dell'art. 166. Nei casi previsti dai precedenti commi l'irrogazione della sanzione disciplinare è preceduta dalla contestazione scritta dell'addebito. All'impiegato è dato un termine di dieci giorni per dare le proprie giustificazioni. Salva l'applicazione delle sanzioni di cui al primo, secondo e terzo comma, al personale che svolge mansioni ausiliarie può essere inflitta la sanzione della pena pecuniaria per le infrazioni minori in misura non eccedente mezza giornata di retribuzione, fino ad un importo complessivo che non ecceda durante l'anno una settimana di retribuzione. Il contratto è risolto in tutti i casi previsti dall'art. 85 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3. Art. 165 (Assicurazioni sociali). - Il contratto di impiego prevede le assicurazioni per invalidità, vecchiaia e superstiti gestite dall' INPS nonché per assistenza malattia da parte dell'ENPAS, sempre con le corrispondenti forme di protezione sociale non siano stabilite in carattere di obbligatorietà dalla legislazione locale. Ove la legge locale prevede l'obbligo di tali assicurazioni, può provvedersi per particolari situazioni locali, in Paesi da determinarsi con decreto del Ministro per gli affari esteri di concerto con il Ministro per il tesoro, ad un'assicurazione integrativa presso l'INPS e l'ENPAS. Il premio mensile dell'assicurazione integrativa per invalidità, vecchiaia e superstiti non può superare il 70 per cento del contributo dovuto per la corrispondente assicurazione sociale obbligatoria del personale di analoga categoria in Italia ed è ripartito fra Stato e dipendenti nella proporzione stabilita per gli iscritti alla relativa, gestione INPS. I contributi dovuti dallo Stato e dagli assicurati all'INPS e all'ENPAS sono commisurati ad una retribuzione convenzionale da stabilirsi con decreto dei Ministri per il lavoro e la previdenza sociale, per gli affari esteri e per il tesoro sentito l'ente assicuratore interessato. I contratti di assicurazione con l'INPS e con l'ENPAS sono stipulati sulla base di convenzioni concluse con gli enti stessi dal Ministro per gli affari esteri previa intesa con i Ministri per il tesoro e per il lavoro e la previdenza sociale. Il contratto di impiego prevede altresì la concessione di un equo, indennizzo nelle stesse misure stabilite per le corrispondenti categorie degli impiegati di ruolo, qualora il contrattista, a causa di infermità riconosciuta dipendente da causa di servizio, subisce la perdita totale o parziale dell'integrità fisica. Art. 166 (Risoluzione del contratto). - Il contratto di prima assunzione a tempo determinato di cui al primo comma dell'art. 162 può essere risolto a giudizio dell'Amministrazione o da parte dell'impiegato con preavviso di tre mesi. Il contratto a tempo indeterminato può essere risolto da parte dell'impiegato con preavviso di tre mesi. Da parte dell'Amministrazione il contratto è risolto nei casi seguenti: a) per incapacità professionale, per scarso rendimento, per motivi disciplinari; b) per riduzione di personale; c) per motivi straordinari, a giudizio del Ministro per gli affari esteri sentito il Consiglio di amministrazione. Salvo che nei casi di risoluzione del contratto per motivi disciplinari di cui al terzo comma dell'art. 164 e in quelli indicati nel sesto comma dell'articolo stesso, l'Amministrazione è tenuta ad un preavviso di tre mesi. In luogo del preavviso l'Amministrazione può disporre l'erogazione di un'indennità in misura corrispondente all'intera retribuzione spettante per il periodo corrispondente a quello del mancato preavviso. Nei casi del primo comma e del secondo comma lettera a), il rapporto d'impiego è risolto previa autorizzazione ministeriale. I provvedimenti di risoluzione di cui al secondo comma lettera a), sono impugnabili gerarchicamente con ricorso al Ministro.