[massime]

Appalti pubblici - Norme della Regione Sardegna - Disciplina di un sistema autonomo di qualificazione delle imprese, applicabile esclusivamente nell'ambito delle procedure di appalto di lavori indette dalle amministrazioni aggiudicatrici individuate dalle norme regionali - Violazione dei limiti generali posti dallo statuto speciale della Regione Sardegna all'esercizio della competenza legislativa primaria attribuita alla medesima Regione in materia di lavori pubblici di interesse regionale delle imprese per la partecipazione agli appalti pubblici derivanti dal rispetto dei principi della tutela della concorrenza fissati dal Codice degli appalti pubblici, strumentali ad assicurare le libertà comunitarie - Illegittimità costituzionale.. E' stata dichiarata l'illegittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della legge della Regione Sardegna 9 agosto 2002, n. 14, nella parte in cui recano una disciplina dei sistemi di qualificazione delle imprese per la partecipazione alle gare per gli appalti di lavori pubblici d'interesse regionale difforme da quella nazionale di cui al d.lgs. n. 163/2006, perchè si pongono un contrasto con i limiti generali fissati all'esercizio della competenza legislativa primaria in materia di lavori pubblici d'interesse regionale attriubuita alla Regione dall'art. 3, lett. e) dello Statuto speciale di autonomia. Tali limiti sono inerenti al rispetto delle regole concorrenziali e dei principi comunitari della libera circolazione delle merci, della libera prestazioni dei servizi, della libertà di stabilimento, nonchè dei principi costituzionali di trasparenza e parità di trattamento, e sono dunque ascrivibili, come già riconosciuto dalle sentenza n. 144 del 2011, «per il loro stesso contenuto d'ordine generale, all'area delle norme fondamentali di riforme economico-sociali, nonchè delle norme con le quali li Stato ha dato attuazione agli obblighi internazionali nascenti dalla partecipazione dell'Italia all'Unione europea».