[massime]

Lavoro (rapporto di) - Licenziamenti individuali - Reintegrazione dei lavoratori illegittimamente licenziati - Richiesta abrogativa delle norme sui limiti numerici degli occupati nelle strutture produttive, ai fini dell’estensione di operatività della garanzia reale - Non riconducibilità delle norme oggetto della richiesta referendaria alle materie sottratte al 'referendum' - Omogeneità e non contraddittorietà del quesito - Ammissibilità della richiesta.. E' ammissibile la richiesta di 'referendum' popolare per l'abrogazione di alcune parti dell'art. 18, commi primo, secondo e terzo, della legge 20 maggio 1970, n. 300, nel testo risultante dalle modifiche apportate dall'art. 1 della legge 11 maggio 1990, n. 108, degli artt. 2, commi 1, e 4, comma 1, secondo periodo, della legge n. 108 del 1990, dell'art. 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, nel testo sostituito dall'art. 2, comma 3, della legge n. 108 del 1990, rivolta all'estensione della garanzia reale contro i licenziamenti ingiustificati ai lavoratori che attualmente, in conseguenza dei limiti numerici oggetto del 'referendum', godono esclusivamente della garanzia obbligatoria, nonché alla estensione della medesima garanzia reale anche ai lavoratori dipendenti da datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività "di tendenza". Infatti il quesito referendario a) ha ad oggetto norme estranee alle materie di cui all'art. 75, secondo comma, Cost.; b) è omogeneo in quanto è ispirato ad una 'ratio' unitaria e coinvolge disposizioni strettamente conseguenziali, le quali perderebbero ogni ragion d'essere una volta espunto dal sistema l'elemento dimensionale al quale esse fanno riferimento; c) è chiaro ed univoco nella sua struttura e nei suoi effetti, poiché propone al corpo elettorale un'alternativa netta tra il mantenimento dell'attuale disciplina caratterizzata dalla coesistenza di due parallele forme di tutela, quella obbligatoria e quella reale, e l'estensione della seconda; d) è completo in quanto la circostanza che esso non concerna la posizione di alcune categorie particolari di lavoratori limita solo l'stensione della sua portata abrogatrice, rimessa evidentemente alla discrezionalità dei proponenti, e non incide sull'esigenza della sua non-contraddittorietà rispetto all'intento referendario.