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Istituzione dell'Autorità indipendente per il controllo e la vigilanza del settore autostradale. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ha come oggetto l'istituzione dell'Autorità indipendente per il controllo e la vigilanza del settore autostradale. La rete autostradale nazionale è stata interessata, a partire dagli inizi degli anni Novanta, da un profondo processo di trasformazione e riassetto organizzativo. Con la legge 24 dicembre 1993, n. 537, è stata affermata per la prima volta la natura privatistica delle attività digestione e costruzione delle autostrade e si è dato inizio ad un progressivo processo di privatizzazione del settore, ancora non concluso, che ha fatto uscire dall'ambito pubblico le società concessionarie, permettendo a soggetti privati di investire e detenere quote di maggioranza in tali imprese. Con la conseguente nuova regolamentazione del settore, i soggetti concessionari sono divenuti titolari della gestione dei tratti autostradali di competenza attraverso la stipula o il rinnovo di convenzioni con l'ANAS, nelle quali si veniva a stabilire, di volta in volta e per il periodo di riferimento, il costo del servizio autostradale (pedaggio), la remunerazione dei capitale investito e il piano di investimenti a carico dei singoli concessionari. L'aumento dei costi di servizio, e la conseguente remunerazione del capitale investito dai privati, veniva vincolato per ragioni di interesse generale alla realizzazione da parte dei concessionari degli interventi di manutenzione e sviluppo del tratto autostradale in concessione, con ciò mettendo le basi, almeno in via teorica, per un costante e progressivo miglioramento del servizi offerti all'utenza della rete autostradale. Il funzionamento di tale sistema di regolamentazione delle concessioni, a distanza di alcuni anni, si è dimostrato tuttavia scarsamente efficiente e al di sotto delle aspettative per motivi legati essenzialmente alla mancata realizzazione del piano di investimenti dovuti per contratto dai concessionari e dall'assenza di un organismo di vigilanza, con funzioni di controllo super partes sulla piena attuazione dei termini contrattuali sottoscritti e con poteri di irrogare adeguate sanzioni per la mancata osservanza degli impegni assunti. In conseguenza di ciò, come segnalato più volte dalla Corte del conti, sono sorte nel tempo situazioni che hanno determinato un'alterazione, di consistente entità, del giusto equilibrio tra gli interessi pubblici e quelli particolarmente favoriti del concessionario, emerse a seguito del periodico aumento delle tariffe di pedaggio a carico degli utenti, e la mancata attuazione degli investimenti previsti nelle convenzioni sottostanti l'atto di concessione. Le più recenti relazioni annuali dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture evidenziano, altresì, come gli interventi pubblici nel settore autostradale siano stati scarsamente incisivi nei confronti dei concessionari, tanto che questi hanno più volte palesemente ignorato le obbligazioni contrattuali assunte, pur continuando a percepire ingenti somme dalla riscossione dei pedaggi, nonché consistenti contributi a fondo perduto sia dallo Stato sia dall'ANAS. Ad aggravare la situazione di scarsa trasparenza ed efficienza del settore sono intervenute da ultimo le disposizioni introdotte dall'articolo 8- duodecies del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101, in ragione delle quali, ripetendo un'operazione già attuata nel 2004, è stata disposta l'approvazione ex lege , e in una unica soluzione, degli schemi di convenzione delle società concessionarie autostradali con ANAS Spa rimasti in sospeso, trasformando l'oggetto di un ordinario procedimento amministrativo in un'impropria norma ordinamentale. Tale intervento, che si configura come una vera e propria sanatoria, ha indebitamente esteso le misure previste dalla convenzione tra ANAS Spa e Società Autostrade italiane Spa ad altre 13 convenzioni, che vengono automaticamente approvate senza che le stesse siano state sottoposte, come previsto dalla normativa vigente, al controllo del CIPE, della Corte dei conti, del Nucleo di consulenza per l'attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità (NARS) e al parere delle Commissioni parlamentari competenti e, infine, al parere del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Su cinque delle tredici convenzioni approvate ex lege , il NARS aveva già espresso un parere negativo. Le convenzioni approvate, pertanto, anziché ricevere una maggiore pubblicità, non risultano alla conoscenza degli atti parlamentari, venendo così a mancare qualsiasi forma di vigilanza su tali atti. La questione delle concessioni autostradali assume, quindi, particolare carattere di delicatezza in ragione del fatto che: le società concessionarie si trovano in significativo ritardo nell'effettuazione degli investimenti già previsti dai diversi e precedenti atti concessori -- stimabili nell'ordine di 20 miliardi di euro; i nuovi termini di scadenza della convenzione unica sono stati fissati all'anno 2038, prevedendo per ogni anno l'adeguamento tariffario al parametro dello 0,7 per cento del tasso d'inflazione effettivo, con un automatismo del tutto svincolato dagli investimenti per il miglioramento qualitativo delle strutture e dei servizi autostradali; non si è a conoscenza dei contenuti relativi agli obblighi posti a carico delle società concessionarie in relazione agli interventi infrastrutturali e di manutenzione della rete autostradale. L'argomento è, quindi, particolarmente delicato trovandosi ad investire sia esigenze di efficienza della rete nazionale di comunicazione stradale sia la tutela degli interessi generali dello Stato e dei singoli cittadini. Proprio per tali scopi si propone l'istituzione dell'Autorità per il controllo e la vigilanza del settore autostradale. Nel merito, l'articolo 1 prevede l'istituzione dell'Autorità per il controllo e la vigilanza del settore autostradale, con sede nella città di Roma. L'Autorità promuove e garantisce adeguati livelli di efficienza e di qualità dei servizi offerti dai gestori agli utenti autostradali, l'attuazione di tutti gli investimenti previsti per l'adeguamento e la manutenzione delle autostrade a carico dei soggetti vigilati, nonché livelli tariffari equi, trasparenti e orientati ai costi di una gestione efficiente per i servizi soggetti a regolazione, diretti ad armonizzare gli interessi economico-finanziari dei gestori, tramite il riconoscimento di un'equa remunerazione del capitale investito, con gli obiettivi generali di politica economica, ambientale e sociale nel settore autostradale. Il comma 3 specifica che le funzioni attualmente esercitate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dall'ANAS Spa e da altri enti strumentali riferibili ai compiti di regolazione economica di cui al comma 2 sono trasferite all'Autorità. L'articolo 2 individua specificamente le funzioni e i poteri dell'Autorità per il controllo e la vigilanza del settore autostradale. Innanzitutto, l'Autorità vigila sull'operato dei soggetti concessionari, adotta atti di regolazione del settore autostradale e assicura l'attuazione di tutti gli investimenti previsti per l'adeguamento e la manutenzione delle autostrade a carico dei soggetti vigilati.