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In sede di audizione si era presentato colui che sarebbe dovuto diventare il nuovo Presidente di ANPAL e ANPAL Servizi, il professor Parisi, e che quindi avrebbe subito dovuto gestire il processo di ristrutturazione dei centri per l'impiego, e noi abbiamo ascoltato lui e non altri (la sua nomina è anche stata votata in Commissione). Ora la nomina del nuovo Presidente e quella del nuovo direttore di ANPAL e ANPAL Servizi Spa sono state differite all'articolo 26- septies (120 e 180 giorni). Quindi ci pare che non si abbiano le idee chiare né su come incrementare efficienza ed efficacia dei CPI, né su chi debba gestirne la riorganizzazione. Senza considerare che intanto i tempi si allungano, i percettori di reddito non verranno presi in carico dagli enti preposti, mentre l'erogazione del sussidio proseguirà come puro assistenzialismo, e tutto in deficit . Altre modifiche apportate alla Camera dei deputati coinvolgono l'articolo 7 che prevede un incremento di 65 unità del contingente di personale dell'Arma dei carabinieri, e l'articolo 6 che autorizza l'assunzione di 100 ispettori della Guardia di finanza, al fine di rafforzare l'attività di contrasto al lavoro irregolare da parte dei percettori e il monitoraggio delle attività di formazione. Ma l'abbiamo detto che questo provvedimento favorirà il lavoro in nero ! Adesso siete stati costretti a prenderne atto, ma questa contromisura è palesemente solo di facciata. Infatti 165 risorse in più risultano ininfluenti per controllare gli oltre 1 milione e 300.000 nuclei familiari percettori di reddito da voi previsti, ma 165 unità sono esigue anche per effettuare controlli sulle circa 692.000 domande ad oggi effettuate ! Sono state disattese le esigenze del mondo imprenditoriale: ancora nessun valido incentivo per le imprese. Dovete abbassare le tasse, snellire la burocrazia, intervenire sul cuneo fiscale ! Fare ripartire al più presto – che significa domani, anzi oggi stesso – i cantieri, che non si sbloccano solo attraverso il titolo di un decreto, neppure definito. Fate ripartire la TAV ! Quota 100: purtroppo non vi è stato nessun significativo cambiamento. Rimane pertanto una misura rigida, che permette solo a chi ha 62 anni di età e 38 anni di contributi di accedere alla pensione anzitempo (rispetto alla legge Fornero), con una pensione decurtata dai minori contributi versati. Rimane dunque una finestra, l'ennesima e provvisoria (dura tre anni) che non costituisce il superamento della legge Fornero e che esclude ancora categorie di lavoratori, come per esempio i lavoratori precoci. Molti di loro saranno esclusi da questa misura anche nei prossimi tre anni con pesanti discriminazioni. Rimane ancora inalterato il comma 3 dell'articolo 14 per cui il reddito da pensione Quota 100 non è cumulabile con quelli del lavoro dipendente e autonomo, escludendo quindi i neo pensionati persino da attività che potrebbero creare posti di lavoro e gettito per le casse erariali. Nel breve periodo Quota 100 potrebbe favorire un moderato ricambio generazionale, almeno nel settore pubblico. Sono migliaia i docenti e i medici che andranno in pensione con Quota 100, con gravi ripercussioni sulle già pesanti carenze di personale negli ospedali. Le domande pervenute al 20 marzo 2019 per Quota 100 ammontano a 97.522: una misura limitata e destinata a pochi – anche se costosa. Ma che viene finanziata togliendo soldi a tutti gli altri pensionati (tramite il blocco dell'indicizzazione) titolari di pensioni anche di poco superiori a 1.200 euro al mese ! Tra le poche modifiche apportate, si è eliminato il vincolo anticostituzionale, da noi più volte denunciato a gran voce, rappresentato dal limite di età (45 anni) per il riscatto dei contributi previdenziali per i periodi non coperti da contribuzione e per il periodo di laurea (articolo 20). Così come è stato innalzato – anche questo su nostra sollecitazione – a 45.000 euro l'importo del TFS (articolo 23) da poter richiedere come finanziamento. Prendiamo quindi atto di tutte queste modifiche che sono intervenute nel corso della lettura del provvedimento alla Camera dei deputati. Tali emendamenti hanno attestato una volta di più come il decreto fosse mal costruito, così come da me anticipato nella precedente relazione, e gli aggiustamenti sono stati apportati in maniera frettolosa e sommaria, perché per il decreto il tempo è contingentato. In sostanza, il decreto che sta per essere votato per la conversione rimane di carattere essenzialmente assistenzialista, al di là dei roboanti proclami. Alla fine, il reddito di cittadinanza si è delineato un pastrocchio tale per cui non vi sarà per tutti i beneficiari né un'adeguata offerta formativa (che ancora non si sa chi la farà e chi la pagherà) né una possibile offerta di lavoro, il lavoro prima bisogna crearlo, per poi poterlo proporre. Ma il Paese sembra averlo capito, se secondo la Consulta nazionale dei CAF, solo il 7 per cento circa delle domande finora presentate è relativa a giovani under 30. Mentre a richiedere il reddito sono principalmente gli over 50 e gli stranieri. Nonostante le ingenti risorse dedicate, questo provvedimento non abolisce la povertà – perché di fatto vengono esclusi coloro che sono ai margini del welfare e che sono in realtà i più bisognosi di aiuto – e nemmeno diminuisce la disoccupazione perché non stimola la creazione di posti di lavoro. Quota 100 rimane una misura limitata che non prevede il superamento della legge Fornero, ma che costituisce l'ennesima finestra pensata per alcuni e non per tutti. Senza preoccuparsi dei giovani sui quali invece ricadrà il costo. Tutto ciò è molto, molto lontano dal programma di Forza Italia e del centrodestra che gli italiani hanno votato l'anno scorso ! I costi e le ripercussioni sul futuro non li avete considerati. Certo, erano e sono preponderanti per voi gli obiettivi a fini elettorali ! Ma ricordatelo: anche, e soprattutto dopo il 26 maggio, le conseguenze della realizzazione del Rdc e di Quota 100 vi metteranno di fronte non solo al vostro elettorato, ma anche di fronte all'intero Paese ! Toffanin, relatrice di minoranza.