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L'articolo 7 detta disposizioni in materia di inserimento lavorativo delle persone con disturbi dello spettro autistico, prevedendo che le regioni si occupino della formazione professionale, da effettuare tramite corsi per il rilascio di attestati di qualifica professionale, coerenti con il repertorio delle qualificazioni delle rispettive regioni oppure attuino progetti individualizzati finalizzati all'inserimento lavorativo di soggetti adulti con disturbi dello spettro autistico e istituiscano corsi per la formazione di tutor aziendali aventi il compito di seguire le persone con disturbi dello spettro autistico nello svolgimento dell'attività lavorativa e di monitorare il livello di inserimento nel contesto aziendale. L'articolo 7 prevede altresì incentivi fiscali per i datori di lavoro privati che assumono, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, lavoratori con disturbi dello spettro autistico. L'articolo 8 introduce una disposizione molto innovativa per porre fine alla triste prassi di strutture semiresidenziali o residenziali accreditate, socio-sanitarie e sanitarie , dove non ci sono « competenze specifiche », così come previsto dalla legge n. 134 del 2015, ma operatori spesso non qualificati. Dall'entrata in vigore della legge, l'accreditamento delle strutture semiresidenziali e residenziali, sanitarie o socio-sanitarie, e la qualificazione delle prestazioni erogate in assistenza domiciliare sono subordinati alla presenza, anche non concomitante, del personale qualificato in materia, con competenze specifiche sui disturbi dello spettro autistico, individuato dallo stesso articolo. L'articolo 9 prevede che l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) individui, d'intesa con le regioni, l'Istituto superiore di sanità e le Società scientifiche di neuropsichiatria e di psichiatria, le prestazioni relative alla diagnosi precoce, alla cura e al trattamento dei disturbi dello spettro autistico oggetto dei livelli essenziali di assistenza, da inserire nel Piano nazionale esiti (PNE). Anche questa è un'importante novità che consentirà trasparenza nella valutazione. L'articolo 10 istituisce, presso l'Osservatorio nazionale autismo dell'Istituto superiore di sanità, il Registro sull'autismo finalizzato alla raccolta dei dati relativi alle prestazioni erogate alle persone con disturbi dello spettro autistico in tutte le età della vita. Con decreto del Ministro della salute, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, sono stabilite le modalità di raccolta dati provenienti dai flussi informativi nazionali dei Servizi di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, dei Servizi di salute mentale per adulti e dei Servizi sociali dei comuni e degli ambiti territoriali. L'articolo 11 prevede l'istituzione di un numero verde nazionale per i disturbi dello spettro autistico, gestito da personale opportunamente qualificato, con il compito di fornire informazioni sui disturbi e sui servizi in grado di erogare le prestazioni occorrenti. L'articolo 12 prevede lo stanziamento delle risorse necessarie a dare attuazione al disegno di legge. A tal fine, il Fondo sanitario nazionale è incrementato di 200 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025 e il Fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico, introdotto nel 2015 per dare attuazione alla legge n. 134 del 2015, è incrementato di 1.100 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025 e di ulteriori 150 milioni di euro a decorrere dall'anno 2025 per l'attuazione delle disposizioni di cui alla legge 22 giugno 2016, n. 112 (cosiddetta legge « Dopo di noi »).. Art. 1. (Finalità) 1. In conformità con quanto previsto dall'articolo 1 della legge 18 agosto 2015, n. 134, la presente legge prevede ulteriori interventi finalizzati a garantire la tutela della salute, il miglioramento delle condizioni di vita e l'inserimento nella vita sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico, mediante la realizzazione di un sistema integrato di servizi sanitari, socio-sanitari, socio-assistenziali, sociali ed educativi. Art. 2. (Disposizioni in materia di diagnosi precoce dei disturbi dello spettro autistico) 1. All'articolo 3, comma 2, della legge 18 agosto 2015, n. 134, all'alinea, dopo le parole: « le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano » sono inserite le seguenti: « prevedono la sorveglianza evolutiva per i bambini di età tra 0 e 36 mesi per il riconoscimento e la diagnosi precoce dei disturbi dello spettro autistico, attraverso i bilanci di salute pediatrici eseguiti dai pediatri di libera scelta, ». Art. 3. (Disposizioni in materia di presa in carico e di assistenza integrata delle persone con disturbi dello spettro autistico) 1. All'articolo 3, comma 2, della legge 18 agosto 2015, n. 134, dopo la lettera a) è inserita la seguente: « a-bis) la presa in carico delle persone con disturbi dello spettro autistico, anche con il coinvolgimento delle famiglie e degli enti del Terzo settore, con un approccio multiprofessionale e multidimensionale, mediante interventi sanitari, socio-sanitari, socio-assistenziali e, in età evolutiva, anche educativi, in équipe integrate e appositamente formate, facenti capo al coordinatore degli interventi di cui alla lettera d) ». Art. 4. (Misure per la formazione e il sostegno del familiare o del soggetto che assiste la persona con disturbi dello spettro autistico) 1. All'articolo 3, comma 2, della legge 18 agosto 2015, n. 134, la lettera f) è sostituita dalle seguenti: « f) la definizione e l'attuazione di progetti dedicati alla formazione e al sostegno del familiare o del soggetto che assiste la persona con disturbi dello spettro autistico, al fine di fornire un'informazione puntuale ed esauriente sui bisogni dell'assistito e sui criteri di accesso alle prestazioni sanitarie, socio-sanitarie, socio-assistenziali e sociali; f-bis) la definizione e la promozione di iniziative di supporto psicologico per il familiare o per il soggetto che assiste la persona con disturbi dello spettro autistico ». Art. 5. (Disposizioni in materia di predisposizione di protocolli diagnostici, terapeutici, riabilitativi ed educativi 1. All'articolo 3, comma 2, della legge 18 agosto 2015, n. 134, dopo la lettera g) è inserita la seguente: « g-bis) al fine di garantire l'omogeneità delle prestazioni sul territorio regionale, la predisposizione di protocolli diagnostici, terapeutici, riabilitativi ed educativi (PDTAE) sulla base degli interventi raccomandati dalle Linee guida dell'Istituto superiore di sanità, cui le strutture di cui alla lettera g) , sia sanitarie sia socio-sanitarie, devono adeguarsi erogando prestazioni specifiche per l'autismo, anche in presenza di altre comorbilità mediche e psichiatriche ». Art. 6. (Disposizioni in materia di inclusione delle persone con disturbi dello spettro autistico mediante lo svolgimento di attività sportive e ludico ricreative) 1. All'articolo 3, comma 2, della legge 18 agosto 2015, n. 134, dopo la lettera g-bis), come introdotta dall'articolo 5 della presente legge, è inserita la seguente: