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Ai sensi dell'articolo 18, comma 1, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, il fabbisogno finanziario necessario a garantire il diritto allo studio dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, è assicurato dal Fondo Integrativo Statale per la concessione delle borse di studio (FIS), dal gettito derivante dall'importo della tassa regionale per il diritto allo studio e dalle risorse proprie delle regioni in misura pari ad almeno il 40 per cento dell'assegnazione relativa al fondo integrativo statale. Ciò significa che sulle regioni grava un obbligo di compartecipazione parametrato alla quota del fondo statale di cui sono rispettivamente destinatarie. Il PNRR ha previsto di destinare risorse aggiuntive al FIS e il decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233, ha stabilito che queste confluiscono sul fondo di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo n. 68 del 2012, e sono ripartite con le modalità ordinariamente previste per il fondo medesimo. La previsione di far confluire le risorse aggiuntive PNRR nel FIS determinerà un aumento del fondo di circa un terzo e le regioni, senza modifiche dell'attuale meccanismo, saranno chiamate ad aumentare, conseguentemente, le risorse proprie che destinano al diritto allo studio universitario. Uno sforzo finanziario di tale entità potrebbe non essere alla portata di molte regioni. Si rende necessario, dunque, prevedere che le risorse aggiuntive del PNRR pur confluendo nel FIS non siano conteggiate ai fini del calcolo delle risorse proprie delle regioni e non siano prese in considerazione al fine di individuare la quota eccedente il 40 per cento del FIS in sede di riparto L'articolo infine estende di un anno il periodo temporale nell'arco del quale è consentito svolgere attività di orientamento nella transizione scuola-università, favorendo dunque una diversa programmazione delle attività di orientamento che potrà riguardare anche il terzo anno della scuola secondaria superiore, con corrispondente riduzione delle eventuali iniziative rivolte, ad oggi, nei soli due anni conclusivi del medesimo ciclo di istruzione. Il comma 6 prevede – tramite una modifica all'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 21 – la possibilità di avviare i percorsi di orientamento già dal terzo anno di corso della scuola secondaria di secondo grado e non più dal quarto (come invece previsto dalla disposizione previgente). Ciò in quanto le iniziative di competenza del Ministero dell'università e della ricerca nell'ambito del PNRR prevedono espressamente un ampliamento dell'offerta di orientamento a beneficio degli studenti, a partire dal terzo anno della scuola superiore, per sostenerli nella scelta dell'istruzione terziaria, facilitando una migliore corrispondenza tra preparazione e percorso professionale, nonché aiutandoli a orientarsi nella transizione scuola-università. La norma non determina maggiori oneri a carico della finanza pubblica ma solo una più efficace e flessibile organizzazione dei percorsi per l'orientamento, prevedendo che ai medesimi percorsi di orientamento possano partecipare anche gli studenti del terzo anno della scuola secondaria superiore. Tale disposizione si rende pertanto necessaria al fine di rendere più agevole il raggiungimento dei target assegnati all'Italia dalla misura M4C1, investimento 1.6 « Orientamento attivo nella transizione scuola-università » del PNRR, che prevede che almeno un milione di studenti frequentino i corsi di transizione dalla scuola universitaria all'università. Si sottolinea infatti che gli iscritti agli ultimi due anni della scuola superiore sono circa un milione di unità; questo significa che nei quattro anni scolastici di riferimento del PNRR (fino all'anno scolastico 2025/2026) occorrerebbe coinvolgere il 25 per cento degli studenti iscritti compresi quelli degli istituti professionali. Tale obiettivo appare difficile da raggiungere tenuto anche conto della maggiore difficoltà di coinvolgere nei percorsi di orientamento gli studenti dell'ultimo anno, specie nel secondo quadrimestre, in quanto impegnati nello svolgimento degli esami di maturità. L'accesso a tali percorsi anche degli studenti del terzo anno della scuola superiore ha lo scopo di ampliare la potenziale platea degli studenti interessati fino a circa 1,5 milioni di studenti all'anno, e con studenti maggiormente interessati alla frequenza dei percorsi di orientamento. Art. 15. – (Rafforzamento della struttura organizzativa dell'ANPAL) Con il decreto legislativo n. 150 del 2015 è stata istituita l'ANPAL, quale agenzia di coordinamento nazionale della rete dei servizi per l'impiego. La governance dell'agenzia è stata recentemente modificata dall'articolo 46, comma 2, del decreto-legge n. 73 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2021, sopprimendo le figure del presidente e del direttore generale e istituendo in loro vece la figura del direttore, con il trattamento economico e normativo del capo dipartimento, di cui all'articolo 5 del decreto legislativo n. 300 del 1999. Come rilevato dall'indagine sul « Funzionamento dei centri per l'impiego nell'ottica dello sviluppo del mercato del lavoro » condotta dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti e approvata con delibera n. 16/2021/G, « il ruolo di coordinamento e monitoraggio dei centri per l'impiego assegnato all'ANPAL rimane a tutt'oggi un'incognita in relazione all'attività da essa concretamente svolta ». Appare pertanto opportuno, affinché l'Agenzia sia in grado di svolgere i compiti che le sono stati affidati, anche alla luce della necessità di attuare la riforma delle politiche attive del lavoro prevista nell'ambito del PNRR, un consistente e adeguato rafforzamento della dotazione organica. In particolare, la struttura non dispone di personale di livello dirigenziale generale, fatta eccezione per il direttore con funzioni di capo dipartimento che non dispone di un ufficio di livello dirigenziale non generale, che possa coadiuvarlo nei compiti di coordinamento che gli sono assegnati. Inoltre, particolarmente carente appare la dotazione di personale appartenente alla terza area funzionale, che all'atto della costituzione dell'agenzia constava di sole 37 unità e che negli anni si è sostanzialmente ridotta. Ad oggi risultano in servizio soltanto un quarto delle predette unità. La proposta normativa modifica pertanto l'articolo 4 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, prevedendo un rafforzamento della struttura organizzativa dell'ANPAL con l'incremento della dotazione organica pari a 43 unità, di cui due posizioni di livello dirigenziale generale, una posizione di livello dirigenziale non generale e 40 unità di personale appartenente alla terza area funzionale, posizione economica F1. Art. 16.