[normattiva_dump]

|--------------------- | |≥ 800 | |--------------------- | |≥ 2000 |---------------------------------------------------- |PROFONDITÀ MEDIA/MASSIMA |< 15 |(m) |--------------------- | |≥ 15/ ≥ 120 |---------------------------------------------------- |SUPERFICIE (km2) |≥ 100 --------------------------------------------------------------------- DESCRITTORI |Composizione prevalente |Substrato dominante GEOLOGICI |substrato geologico(*) |calcareo | |TAlk ≥ 0,8 meq/l (**) | |--------------------- | |Substrato dominante | |siliceo | |TAlk < 0,8 meq/l (**) |---------------------------------------------------- |Origine vulcanica |SI | |NO --------------------------------------------------------------------- DESCRITTORI |CONDUCIBILITÀ (μS/cm 20°C) | < 2500 CHIMICO-FISICI | |--------------------- | |≥ 2500 |---------------------------------------------------- |STRATIFICAZIONE TERMICA |LAGHI/INVASI | |POLIMITTICI | |--------------------- | |LAGHI/INVASI | |STRATIFICATI --------------------------------------------------------------------- (*) la dominanza del substrato geologico deve determinare un'influenza sulle caratteristiche del corpo idrico stesso (**) TAlk = alcalinità totale A.2.3.1 Localizzazione geografica Latitudine Il territorio italiano è stato suddiviso in due grandi aree geografiche, separate dal 44° parallelo, per distinguere le regioni settentrionali (Regione Alpina e Sudalpina) e quelle centro-meridionali e insulari (Regione Mediterranea). Tale suddivisione riflette distinzioni di carattere climatico che vanno ad incidere sulle temperature delle acque lentiche e sul loro regime di mescolamento. Non viene considerata la longitudine in quanto non influisce significativamente, per la struttura geografica del territorio italiano, sulle acque lentiche. A.2.3.2 Descrittori morfometrici I descrittori morfometrici per l'individuazi one dei tipi, sono riportati in tabella 2.2. In considerazione delle differenze, strutturali e gestionali, tra laghi naturali e invasi, i descrittori sono diversi. Tab. 2.2 - Descrittori morfometrici LAGHI INVASI Quota media Quota a massima regolazione Profondità massima Profondità a massima regolazione Profondità media Profondità media a massima regolazione Superficie Superficie a massima regolazione Per i laghi, ai fini del presente allegato, deve intendersi per: Quota media del lago o livello medio (m s.l.m.): l'altitudine media sul livello del mare della superficie dello specchio d'acqua. Profondità massima (m): la distanza tra la quota del punto più depresso della conca lacustre e la quota media della superficie dello specchio d'acqua. Superficie (km2 ): l'area dello specchio liquido alla quota media del lago. Profondità media (m): il volume del lago (in 106 m3 ) diviso per la superficie dello specchio liquido (in 106 m2 ) Per gli invasi, ai fini del presente allegato, deve intendersi per: Quota a massima regolazione (m s.l.m.): la quota massima riferita al volume totale d'invaso, definita dal D.M. 24/3/82 n. 44. Profondità massima a massima regolazione (m): la distanza tra la quota del punto più depresso della conca lacustre e la quota della superficie dello specchio d'acqua, considerata alla massima regolazione. Superficie a massima regolazione (km2 ): l'area dello specchio liquido riferita alla quota di massima regolazione. Profondità media a massima regolazione (m): il volume dell'invaso a massima regolazione (in 106 m3 ) diviso per la superficie a massima regolazione (in 106 m2 ). A.2.3.3 Descrittori geologici I descrittori geologici indicano la classe geologica di appartenenza del lago/invaso e si basano sulla tipologia di substrato dominante del bacino idrografico collocando il lago/invaso in una delle due categorie: - calcarea - silicea. Si precisa che la dominanza del substrato geologico è quella che determina un'influenza sulle caratteristiche del lago/invaso stesso. Per la determinazione della categoria geologica si utilizza il valore di alcalinità totale TAlk, espresso in meq/l, calcolato come valore medio sulla colonna nello strato di massimo rimescolamento invernale: TAlk < 0,8 meq/l Tipologia silicea TAlk ≥ 0,8 meq/l Tipologia calcarea. In assenza del valore di alcalinità può essere utilizzato il valore della conducibilità, ovvero il valore medio sulla colonna calcolato come per l'alcalinità totale, prestando attenzione alla zona di separazione di classe qui indicata: Cond < 250 μS/cm 20° C Tipologia silicea Cond ≥ 250 μS/cm 20° C Tipologia calcarea. Nei casi dubbi l'attribuzione deve essere supportata mediante l'analisi di carte geologiche. Origine geologica L'origine è stata introdotta limitatamente ai laghi di origine vulcanica e pseudovulcanica localizzati nell'Italia Centro-Meridionale ed Insulare. Questi laghi richiedono una classificazione in tipi specifica per alcune caratteristiche, quali il bacino imbrifero, poco più grande del lago stesso, la morfologia della cuvetta, tipicamente a tronco dicono, l'elevato tempo di ricambio, ecc. A.2.3.4 Descrittori chimico-fisici Conducibilità Questa variabile, ottenuta come valore medio sulla colonna nello strato di massimo rimescolamento invernale, è utilizzata per suddividere i laghi/invasi d'acqua dolce da quelli ad alto contenuto salino in base alla soglia di 2500 μS/cm 20° C (corrispondente a 1,44 psu, una densità di 999,30 kg/m3 e una diminuzione del punto di congelamento di -0,08°C) che separa ecosistemi che presentano cambiamenti significativi delle comunità biologiche Stratificazione termica (polimissi) Un lago/invaso è definito polimittico se non mostra una stratificazione termica evidente e stabile. Un ambiente lentico di questo genere può andare incontro a diverse fasi di mescolamento nel corso del suo ciclo annuale. Per distinguere i laghi/invasi polimittici da quelli a stabile stratificazione vengono identificati i seguenti valori di profondità media: - < 3 m per i laghi/invasi al di sotto di 2000 m s.l.m. ; - < 5 m per i laghi/invasi al di sopra di 2000 m s.l.m. A.2.4 Identificazione dei tipi A.2.4.1. Procedura di tipizzazione (tipizzazione operativa) La procedura di tipizzazione segue uno schema dicotomico (Fig. 2.1) basato su una sequenza successiva di nodi che si sviluppano a cascata. Il primo nodo è basato sulla distinzione tra laghi/invasi salini e laghi/invasi di acqua dolce, seguito dalla localizzazione geografica, la caratterizzazione morfometrica (quota, profondità, ecc.) ed infine quella geologica prevalente. La metodologia di seguito esposta è il risultato di un'ottimizzazione di un sistema di tipizzazione teorico più complesso, messo a punto dal CNR IRSA e dal CNR ISE, attraverso criteri di razionalizzazione per la riduzione del numero di tipi e denominata tipizzazione operativa. A.2.4.2 Griglia di tipizzazione operativa dei laghi/invasi italiani La tipizzazione di un corpo lacustre per i primi due livelli prevede: