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Diamo certezza al calcio, che fa un fatturato straordinariamente importante. Pensiamo anche al lavoro delle società per far ripartire le squadre di calcio: tamponi per tutti e test sierologici. È chiaro che prima di tutto sono la società sportiva e la squadra stessa ad avere interesse a mettere in sicurezza i propri calciatori. È un appello che noi le rivolgiamo in maniera forte e chiara senza alcun dubbio. Facciamo ripartire il campionato. Pensiamo a tutto quanto in questo momento si sta perdendo, ai diritti televisivi e alla mancanza della vendita dei biglietti. È chiaro che il calcio è importantissimo. Il calcio a tutti i livelli, dalla Serie A, alla serie B e alla serie C. Pensiamo anche a tutti coloro che lavorano sia nel professionismo che nel dilettantismo. Approfittiamo, Ministro, come lei ha giustamente ricordato, con la riapertura dei tanti tavoli permanenti importanti del mondo dello sport per parlare anche di professionismo femminile. Lo abbiamo detto più volte e mai come in questo momento è necessario dare risposta anche alle donne, atlete straordinarie che oggi non hanno nessun riconoscimento giuridico. Approfittiamo di questa situazione, anche per dare risposta alle nostre calciatrici e alle nostre atlete. Credo dunque che ci siano tutte le condizioni per poter ripartire. Facciamo protocolli, accordi con le Regioni e con i Comuni, lavoriamo in sinergia e vedrete che potremo fare molto. Signor Ministro, le voglio sottoporre un'altra proposta, che non è solo una proposta di Italia Viva, ma che nasce anche dal movimento del calcio italiano. Voglio a tal proposito ricordare, ad esempio, l'importanza del credito di imposta per quegli imprenditori che vogliono continuare a fare sponsorizzazioni per le proprie società locali e territoriali. Signor Ministro, pensiamo a questa come a una proposta importante, da mettere subito al centro della sua agenda politica, perché credo che per ripartire, anche nei territori, bisogna aiutare tutte quelle società sportive, di tutte le discipline, che magari fino a ieri avevano sponsorizzazioni certe, che oggi, con la crisi drammatica che le nostre imprese stanno vivendo, sarebbe certamente più difficile continuare a garantire. Questo potrebbe essere un modo per aiutare gli imprenditori locali a sponsorizzare le società del territorio. Se facciamo tutto questo lavoro insieme, a cominciare dal decreto-legge rilancio, potremo davvero riprendere in mano il mondo dello sport, farlo diventare un settore ancora più strategico, non solo dal punto di vista economico, e avere anche la possibilità di investire nella comunicazione. In questo senso, signor Ministro, penso ad esempio ad un utilizzo diverso di Rai Sport, come avviene già per Rai Scuola. Potrebbe essere bello pensare ad una striscia quotidiana su Rai Sport, in cui si parla dello sport di base e di tutte le discipline sportive, per avvicinare i nostri ragazzi e le nostre ragazze e far conoscere ancora di più questo mondo straordinario, magari anche grazie a testimonial importanti e a campioni positivi, a cui i nostri figli guardano con grande interesse. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Russa. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, l'ho ascoltata con grande attenzione. Purtroppo ho solo dieci minuti di tempo a disposizione e dovrò selezionare gli argomenti da trattare. Pertanto inizio subito a dire, sinteticamente, che ho apprezzato il suo grande interesse per gli sport extracalcistici, che ha voluto dividere nettamente dal calcio, quasi ci fosse una dicotomia tra il mondo professionistico del calcio e gli altri sport. Mi lasci però dire che, nel farlo, ha dimenticato quanto mi hanno insegnato fin da quando ero ragazzo (e ne è passato di tempo). Ricorderà che allora c'era la schedina - in cui si segnavano 1, X, 2 - che serviva a finanziare tutti gli sport minori. Questo non solo non è cambiato, perché nel frattempo il calcio dà molti più soldi allo Stato, in termini di tasse, ma anche il mondo delle scommesse, che i Governi che si sono succeduti hanno voluto ampliare, porta indirettamente agli altri sport tutte quelle risorse, che lei adesso dice di elargire. Lei dice infatti che abbiamo dato un miliardo di euro, ma non abbiamo ancora dato niente: la prossima volta venga a dire «abbiamo dato», quando il decreto-legge ci sarà. Di promesse che partono ad aprile e vanno a maggio (ora siamo arrivati ad oggi pomeriggio), ne abbiamo viste troppe. Il "rilancio", come quello che fanno i terzini, doveva esserci già molto tempo fa. Questo "rilancio" arriverà, ne sono certo, ma non c'è ancora. Mi soffermerò brevemente sugli altri sport. Il senatore Iannone di Fratelli d'Italia in Commissione si è molto battuto, come peraltro alcuni dei colleghi che hanno parlato prima, come il collega Barbaro della Lega, a favore delle altre discipline: penso alle Federazioni sportive, ma anche alle discipline sportive associate che sono dimenticate. Penso agli enti di promozione sportiva che sono sottovalutati; penso a chi ha le briciole, come emerge anche dalla sua odierna illustrazione, come il fitness , il wellness , le palestre e le piscine. Su questo non ho la coda di paglia, ma poiché ho poco tempo voglio parlare di un tema che lei considera marginale, ma appassiona milioni e milioni di italiani: la competizione calcistica di serie A. Al di là del dato economico che è stato illustrato, credo che lei non possa sottovalutare l'aspetto dell'interesse popolare che lo sport del calcio a questo livello riveste. Per carità, mi rendo conto che lei ha una cultura, quella del suo partito di appartenenza, che ci ha fatto perdere le Olimpiadi di Roma e che ha reso impossibile le Olimpiadi a Torino. (Applausi) . Ha questo atteggiamento snobistico verso un certo tipo di sport. Lo capisco e rispetto la sua valutazione; non l'apprezzo, ma la rispetto. Però, vede, il mondo del calcio professionistico non può essere messo tra parentesi, come ha fatto anche lei oggi. È un dato che nei miei pochi minuti (altrimenti avrei parlato molto anche del resto) cercherò di affrontare: lei fino adesso ha dato l'impressione - sicuramente sbagliata - di nutrire una specie di preclusione e di essere prevenuto nei confronti del campionato di calcio. Non sarà vero, per carità, ma questa è un'opinione largamente diffusa e anche il taglio del suo intervento di oggi lo ha confermato. Però lei dice: ma io che c'entro? Quelle prescrizioni le ha fatte il comitato tecnico-scientifico. Questo comitato tecnico-scientifico, i soliti mega esperti (poi parliamo dei loro contenuti), finisce per arrogarsi anche il compito di dire chi deve poi, in ultima analisi, decidere, perché nel suo documento dice che la decisione finale spetta al Ministro, cioè a lei; non è vero, e non spetta neanche al Governo nel suo complesso, ma spetta al Parlamento. Mettetevelo bene in testa. (Applausi) . Spetta al Parlamento, lo spieghi a questi signori medici, che nel loro documento non possono arrogarsi persino questo compito, a meno che, se indicano lei, è perché c'è stata una direzione doppia e quello che loro scrivono è in parte frutto di quello che lei ha suggerito loro, correttamente, perché la politica deve anche suggerire. Allora questo cortocircuito non ci piace. Ma veniamo al problema centrale del calcio. Riprenderà il campionato di serie A o non riprenderà?