[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 21, 27, 28, 31, 35, 39, 40, 41, 42 e 203 della legge della Regione Abruzzo 8 febbraio 2005, n. 6 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2005 e pluriennale 2005-2007 – legge finanziaria regionale 2005), promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri notificato il 21 aprile 2005, depositato in cancelleria il successivo 26 aprile e iscritto al n. 47 del registro ricorsi 2005. Udito nell'udienza pubblica del 24 gennaio 2006 il Giudice relatore Paolo Maddalena.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. ¾ Con ricorso notificato in data 21 aprile 2005 e depositato il successivo 26 aprile, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato gli articoli 21, 27, 28, 31, 35, 39, 40, 41, 42 e 203 della legge della Regione Abruzzo 8 febbraio 2005, n. 6 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2005 e pluriennale 2005-2007 – legge finanziaria regionale 2005). In particolare il ricorrente ha censurato: - l'articolo 21 in riferimento all'articolo 117, terzo comma, della Costituzione nonché in relazione all'art. 1, commi 1 e 2, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204 (Disposizioni per il coordinamento, la programmazione e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica, a norma dell'articolo 11, comma 1, lettera d, della legge 15 marzo 1997, n. 59); - gli articoli 27, 28, 31, 35, 39 in riferimento agli articoli 3, 51 e 97, primo e terzo comma, della Costituzione; - l'articolo 40 in riferimento agli articoli 3 e 97, primo e terzo comma, della Costituzione; - gli articoli 41, 42 e 203 in riferimento all'articolo 97, primo e terzo comma, della Costituzione. 1.1. ¾ L'articolo 21 della legge della Regione Abruzzo n. 6 del 2005 prevede la concessione di agevolazioni a favore di piccole e medie imprese industriali e loro consorzi per la realizzazione di progetti di ricerca e innovazione. Il Presidente del Consiglio dei ministri lamenta il mancato riferimento da parte della norma regionale agli obiettivi fissati nel Programma nazionale della ricerca (PNR) ed in tal senso la violazione dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, in relazione ai principi fondamentali della materia di competenza legislativa concorrente della “ricerca scientifica e tecnologica” di cui all'articolo 1, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 204 del 1998. 1.2. ¾ Gli articoli 27, 28, 31, 40, 41, 42 e 203 della legge della Regione Abruzzo n. 6 del 2005, recano disposizioni particolari in materia di impiego pubblico alle dipendenze della Regione, prevedendo: l'inquadramento di personale regionale in categorie superiori in presenza di determinate condizioni (artt. 27 e 28); l'attribuzione di qualifiche funzionali superiori a una determinata categoria di personale (art. 31); l'estensione retroattiva al personale di supporto degli organi elettivi della Giunta regionale di un beneficio concesso ai responsabili delle segreterie dei gruppi consiliari (art. 40); l'inquadramento, previo espletamento di corso-concorso, nel ruolo organico del Consiglio regionale e della Giunta di personale assunto con contratto a tempo determinato o parziale (art. 41, comma 1) ovvero con contratto di collaborazione professionale (art. 41, comma 2); l'accesso al profilo professionale (superiore) di vice direttore del Bollettino ufficiale della Regione mediante selezione riservata al personale che abbia svolto funzioni di vice direttore appartenente alla categoria C (art. 41, comma 4); la trasformazione di rapporti a tempo determinato e di contratti di collaborazione coordinata e continuativa in rapporti di lavoro a tempo indeterminato (articoli 42 e 203). Il Presidente del Consiglio dei ministri si duole della violazione dei principi di imparzialità e buon andamento dell'amministrazione (articolo 97, primo comma, della Costituzione) e, in riferimento a talune soltanto delle medesime norme, deduce il contrasto con il principio del pubblico concorso (articoli 51 e 97, terzo comma, della Costituzione) e con il canone di ragionevolezza (articolo 3 della Costituzione). 1.3. ¾ L'articolo 35 della legge della Regione Abruzzo n. 6 del 2005 sostituisce il comma 13 dell'art. 16 della legge regionale 10 maggio 2002, n. 7 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2002 e pluriennale 2002-2004 della Regione Abruzzo – legge finanziaria 2002), disponendo: - che «il 60% dei posti vacanti della qualifica di dirigente, individuati ai sensi dell'art. 19 della L.R. n. 77/1999 per il periodo 2001-2003 nell'ambito delle dotazioni organiche di cui alla tabella B della citata legge regionale, è coperto mediante concorso interno per titoli ed esami riservato al personale di ruolo in possesso alla data di entrata in vigore della presente legge del diploma di laurea e cinque anni di anzianità nella categoria D o di diploma di laurea e tre anni nella categoria D, con diploma, almeno biennale, di specializzazione post laurea. Con specifico provvedimento della Giunta regionale, di concerto con le OO.SS. sono stabiliti i profili professionali messi a concorso»; - che «le procedure concorsuali già bandite alla data di entrata in vigore della presente legge, in contrasto con le disposizioni del comma 1 sono sospese e modificate sulla base delle disposizioni medesime»; - che «l'anzianità di servizio effettivamente svolto richiesta come requisito per l'accesso alle selezioni interne ed esterne per l'accesso agli impieghi regionali è acquisibile presso qualunque pubblica amministrazione». A sua volta, l'articolo 39 della medesima legge regionale prevede che «al personale collocato nelle strutture regionali ex art. 17 della L.R. n. 25/2000 e L.R. n. 18/2001 ed attualmente in servizio presso le commissioni consiliari permanenti, è riservato l'accesso ai ruoli organici del Consiglio regionale tramite procedura concorsuale corso-concorso» e che detto personale «resta in servizio presso le succitate commissioni consiliari permanenti in deroga all'art. 5 della L.R. n. 18/2001 fino all'espletamento della procedura concorsuale». Il ricorrente sostiene che tali procedure concorsuali riservate violino «il principio costituzionale dell'accesso agli impieghi delle pubbliche amministrazioni di cui agli articoli 3, 51, 97, primo e terzo comma, della Costituzione, come ribadito dalla consolidata giurisprudenza costituzionale» (sentenze n. 194 e n. 372 del 2002, e n. 274 del 2003).