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Istituzione dell'Unione ippica italiana e disposizioni per favorire la promozione del settore ippico nonché in materia di scommesse ippiche. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ripropone una serie di disposizioni contenute in un provvedimento che la Commissione agricoltura della Camera dei deputati ha adottato come testo base, elaborato dal Comitato ristretto, nel corso della passata legislatura. Il disegno di legge intende affrontare uno stallo divenuto ormai strutturale del comparto ippico, attraverso una serie di interventi di livello emergenziale senza i quali l'intera filiera rischia di scomparire. È evidente che non si possano più ignorare le rilevanti criticità e difficoltà che da anni investono il settore ippico, la cui perdita d'interesse da parte degli scommettitori, che costituiscono l'elemento fondante di questo sistema che si muove a metà tra sport, spettacolo e scommessa, ha determinato un’evidente contrazione del settore. Se da un lato emergono cause interne, imputabili alla mancata salvaguardia dell'immagine e della credibilità del prodotto, dall'altro rileva l'evoluzione del mercato delle scommesse nel nostro Paese, ormai diffuse in numerose offerte, che hanno determinato la presenza di nuovi concorrenti e una profonda crisi per il comparto ippico: la scommessa ippica attualmente rappresenta infatti soltanto il 2 per cento di quelle complessive. Occorre evidenziare che il Governo Monti ha introdotto una serie di provvedimenti normativi, peraltro insufficienti, le cui finalità non hanno conseguito gli esiti che ci si attendeva. Dalla soppressione dell'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico, avvenuta con il decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, che ha trasferito, fino all'emanazione dei decreti attuativi, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali le relative funzioni e risorse umane, strumentali e finanziarie, fino all'adozione dei decreti interministeriali con i quali sono stati sbloccati i pagamenti arretrati nei riguardi degli allevatori e degli ippodromi, conseguiti in maniera confusa e parziale dal punto di vista degli importi finanziari spettanti, il quadro complessivo che emerge è evidentemente avverso. Non vi è dubbio inoltre che nella cornice attuale, caratterizzata da una crisi economica che persiste in tutti gli ambiti sociali e produttivi e in cui le politiche di razionalizzazione e di contenimento della spesa pubblica non consentono ampi margini d'intervento a sostegno di settori importanti e determinanti per lo sviluppo e l'occupazione, come il settore ippico, i presupposti per un rilancio definitivo del comparto interessato in grado di permettere un'inversione di una dinamica negativa in un breve periodo appaiono improbabili se non sono affiancati da adeguate politiche di profonda ristrutturazione. Le disposizioni contenute nel presente disegno di legge s'inseriscono pertanto nell'ambito del descritto quadro generale, con la convinzione che la rapida introduzione delle nuove norme possa quantomeno fissare le fondamenta per una ripresa positiva dell'ippica italiana, interrompendo una fase critica che si protrae da diversi anni, e salvaguardare l'occupazione per oltre 50.000 famiglie e l'intera filiera ippica italiana. Pertanto, l'articolo 1 istituisce l'Unione ippica italiana, di seguito denominata «Unione», associazione senza fini di lucro, sottoposta alla vigilanza e al controllo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. L'articolo 2 stabilisce invece che entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con uno o più decreti definisce i criteri principali per il funzionamento dell'Unione e gli elementi fondamentali volti alla ristrutturazione dell'ippica. L'articolo 3 prevede che le funzioni svolte dalla soppressa Agenzia per lo sviluppo del settore ippico sono trasferite al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (di seguito «Ministero»), salvo quanto previsto dagli articoli 5 e 11. Il successivo comma 2 attribuisce al Ministero, a decorrere dal 1º gennaio 2014, una serie di competenze e di funzioni principalmente di indirizzo, di controllo e di vigilanza sull'attività e sulla gestione anche contabile dell'Unione, oltre alla definizione delle regole di funzionamento della giustizia sportiva di secondo livello. L'articolo 4 prevede che, entro due mesi dall'entrata in vigore della legge, l'Unione approva lo schema dello statuto definitivo e dei relativi allegati tecnici, rappresentati dai regolamenti tecnici delle corse e dal codice di disciplina, stabilendo, tra i diversi aspetti, che il collegio dei revisori dei conti sia presieduto da un membro della Corte dei conti e indicando nel 31 dicembre dello stesso anno il termine per concludere tutte le attività necessarie per assicurarne la piena operatività. L'articolo 5 individua le attività che dal 1º gennaio 2014 saranno di competenza dell'Unione, tra cui l'erogazione dei premi alle corse e dei fondi agli ippodromi. Il successivo articolo 6 prevede che, con cadenza trimestrale, l'Unione valuta l'andamento delle scommesse su base ippica, formulando proposte al Ministero e all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, ai fini di eventuali modifiche delle modalità e delle caratteristiche delle scommesse, nonché per l'introduzione di nuove tipologie di giochi rivolti all'ippica. L'articolo 7 stabilisce l'obbligo per l'Unione di chiudere gli esercizi finanziari in pareggio; qualora per motivi esclusivamente tecnici la gestione di un servizio si concluda con: a) un avanzo, esso costituisce voce aggiuntiva del fondo di dotazione dell'anno successivo; b) un disavanzo, esso costituisce voce di spesa obbligatoria per l'anno successivo ed è computato in diminuzione degli stanziamenti per il funzionamento del settore. Con l'articolo 8 si prevede che il fondo annuale di dotazione per lo sviluppo e la promozione del settore ippico sia costituito a partire dal 1º gennaio 2014 al 31 dicembre 2017. La disposizione indica inoltre la provenienza delle risorse del medesimo fondo costituite: a) dalla quota annuale di iscrizione degli associati; b) dalla quota della raccolta delle scommesse su eventi a base ippica di pertinenza dell'Unione; c) dai proventi derivanti dalla cessione dei diritti televisivi, internet , mobile , audio-video, relativi alle immagini ippiche con qualsiasi mezzo tecnologico trasmesse o veicolate e ogni altro sfruttamento di immagine, modulate da apposito regolamento da sottoscrivere da parte degli operatori; d) fino all'anno 2017, da un eventuale contributo, stabilito con decreto ministeriale a valere sulle maggiori entrate maturate annualmente, non superiore al 4 per cento del prelievo erariale unico maturato nell'anno precedente relativamente agli apparecchi e ai congegni da intrattenimento e divertimento; e) da un contributo mensile di importo pari alle imposte derivanti dalle attività di raccolta dei giochi pubblici effettuate nel mese all'interno degli ippodromi;