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Approvando il presente disegno di legge sarà possibile per i giudici applicare immediatamente la misura custodiale a soggetti formalmente incensurati ma già reiteratamente colti nell'atto di spacciare crack o cocaina o eroina; la durata del processo di primo grado e l'intervenuta condanna gravata però di appello o di ricorso in cassazione, impediscono infatti di ritenere il soggetto già arrestato tecnicamente recidivo. L'articolo 2, modifica l'articolo 381, comma 2, del codice di procedura penale, inserendo nell'elenco delle specifiche ipotesi delittuose, anche il delitto di cessione di stupefacenti di modica entità. In tal modo il richiamo previsto all'articolo 391, comma 5, del codice di procedura penale (udienza di convalida), che consente l'applicazione della custodia cautelare in deroga ai limiti di pena previsti dagli articoli 274, comma 1, lettera c) , e 280, diverrà estendibile anche al delitto sopra citato. Anche in questo caso è doveroso notare come il cosiddetto piccolo spacciatore di droghe leggere o il delinquente primario ben difficilmente potrà vedersi applicata la misura custodiale poiché l'articolo 275, comma 2- bis, del codice di procedura penale impedisce l'applicazione di tale misura nel caso in cui il giudice presuma di poter concedere la sospensione condizionale della pena o che la pena detentiva irrogata non sarà superiore a tre anni. Come è agevole notare, anche in questo caso, il tessuto normativo imbriglia eccessivamente la magistratura nel perseguire reati di grave allarme sociale. Le modifiche proposte, lungi dal consentire in modo indiscriminato l'applicazione di misure cautelari privative della libertà personale, intende unicamente consentire un intervento verso i recidivi o coloro che continuano a spacciare pur essendo già stati colti nell'atto di commettere tale delitto. Infine, con l'articolo 3, si intende sanare una lacuna prodotta a seguito dell'entrata in vigore della legge 9 gennaio 2019, n. 3, che, all'articolo 1, comma 1, lettera u) , ha innalzato a cinque anni (rispetto ai tre anni precedentemente previsti) i massimi di pena recati per il delitto di appropriazione indebita di cui all'articolo 646 del codice penale. Tale inasprimento sanzionatorio ha escluso il delitto in questione dall'ambito di applicazione dell'articolo 550 del codice di procedura penale, che, al comma 1, prevede un criterio quantitativo ai fini dell'applicabilità. Infatti, l'articolo 550 individua i reati in ordine ai quali si procede con citazione diretta a giudizio da parte del pubblico ministero, adottando un criterio misto, in parte quantitativo (come testé esposto, al comma 1), in parte qualitativo (per mezzo dell'elenco dei reati disposto al comma 2); prevede, inoltre, implicitamente, la necessità della richiesta di rinvio a giudizio e della successiva udienza preliminare per tutti i reati per i quali non sia espressamente prevista la citazione diretta a giudizio da parte del pubblico ministero. Si procede con citazione diretta a giudizio per tutte le contravvenzioni e per tutti i delitti (consumati o tentati) puniti con la pena della reclusione non superiore nel massimo a quattro anni, anche congiunta a pena pecuniaria, determinata ai sensi dell'articolo 4 del codice di procedura penale, nonché per i reati nominativamente indicati dall'articolo 550, comma 2, del medesimo codice. La modifica prevista dalla legge 9 gennaio 2019, n. 3, ha quindi, in relazione all'aumento di pena, implicitamente escluso, dal comma 1, l'automatica applicabilità al delitto di appropriazione indebita dell'istituto della citazione diretta a giudizio da parte del pubblico ministero, e l'articolo 3 del presente intervento normativo, quindi, intende porre rimedio a questa dimenticanza aggiungendo all'elenco dei delitti previsti al comma 2 anche quello di appropriazione indebita.. 1 (Computo della recidiva agli effetti dell'applicazione delle misure cautelari personali) 1 All'articolo 278, comma 1, del codice di procedura penale, il secondo periodo è sostituito dal seguente: « Non si tiene conto della continuazione e delle circostanze del reato, fatta eccezione della recidiva e della circostanza aggravante prevista dall'articolo 61, numero 5), del codice penale, e della circostanza attenuante prevista dall'articolo 62, numero 4), del medesimo codice, nonché delle circostanze per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato e di quelle ad effetto speciale ». 2 (Previsione dell'arresto facoltativo in flagranza per il delitto di cessione di stupefacenti) 1 All'articolo 381, comma 2, del codice di procedura penale, dopo la lettera m-quinquies) è aggiunta, in fine, la seguente: « m-sexies) delitto di cessione di stupefacenti previsto dall'articolo 73, comma 5, del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 ». 3 (Inserimento dell'appropriazione indebita fra i delitti per i quali è possibile procedere con la citazione diretta a giudizio) 1 All'articolo 550, comma 2, del codice di procedura penale, dopo la lettera f) è inserita la seguente: « f-bis) appropriazione indebita prevista dall'articolo 646 del codice penale ».