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Per i progetti che possono prevedere criticità ambientali per via delle volumetrie significative di sedimenti, del livello di contaminazione o della presenza di ricettori sensibili nell'area di possibile influenza, oltre alla caratterizzazione idrodinamica, l'individuazione delle aree potenzialmente impattate dalla dispersione e deposizione della torbida dovrà essere supportata da valutazioni quantitative di trasporto dei sedimenti. Per tale attività di modellazione, può farsi riferimento alle indicazioni in "Manuali e Linee Guida ISPRA, 169/2017 - La modellistica matematica nella valutazione degli aspetti fisici legati alla movimentazione dei sedimenti in aree marino-costiere". Analisi e mappatura (scala 1:5.000) dei principali elementi di pregio naturalistico nel corpo idrico e in aree limitrofe, delle aree di tutela e degli obiettivi sensibili presenti nell'area di escavo. È necessario fornire, in relazione all'area di scavo, le seguenti informazioni: a) siti della Rete Natura 2000; b) specie/aree protette; c) grado di conservazione di habitat e specie; d) stato ecologico e chimico del corpo idrico; e) aree destinate ad attività di acquacoltura, acque destinate alla vita dei molluschi, allevamento di molluschi eduli in genere e altre aree destinate alla pesca; f) altre informazioni ritenute rilevanti. Informazioni sulle caratteristiche chimico-fisiche della colonna d'acqua È necessario fornire una sintesi dei dati disponibili relativi a torbidità, temperatura, pH, potenziale redox, salinità, conducibilità, condizioni di ossigenazione, nutrienti (composti di azoto, fosforo e carbonio, chl-α) e sostanze chimiche di cui al decreto legislativo n. 172/2015. Informazioni sulle attività di escavo pregresse È necessario fornire una planimetria in scala idonea che evidenzi se l'area o parte di essa sia stata oggetto di interventi di dragaggio (o altra tipologia di movimentazione/interventi sui fondali) negli ultimi 5 anni e comunque dell'ultimo intervento effettuato in ordine temporale. Informazioni sulle caratteristiche dell'area di escavo È necessario fornire l'area su mappa o carta nautica di idonea scala, con i principali riferimenti morfologici e batimetrici, riportando una descrizione della tipologia del sedimento nel corpo idrico di appartenenza (granulometria, pH e potenziale redox, caratteristiche chimiche ed ecotossicologiche in accordo con con quanto previsto al paragrafo 3). 2.1.2 Analisi e classificazione dei sedimenti dell'area di escavo e valutazione di compatibilità Di seguito le indicazioni tecniche per le indagini da effettuarsi ai fini della valutazione e classificazione dei sedimenti da dragare. A - Area di escavo: strategia di campionamento La strategia di campionamento deve consentire una valutazione significativa dell'intera superficie e del volume di sedimento da sottoporre al prelievo differenziando tra canali di grande navigazione (larghezza 80-200 m circa), altri canali navigabili (larghezza fra 10 e 80 m circa) e piccoli canali e rii cittadini (larghezza fino a 10 m). La larghezza deve essere presa a riferimento in cima alla scarpata del canale. Nelle zone da sottoporre a dragaggio deve essere sovrapposta una griglia, definita come segue: • per bassofondali e canali di grandi dimensioni (di larghezza 80-200 m), adottare una griglia con maglie di campionamento 100 x 100 m, con possibilità di definire i lotti di sedimento di cui al paragrafo 3 , considerando l'unione fino ad un massimo di 4 maglie unitarie contigue, corrispondenti ad una volumetria massima di 20.000 m3 , (n. 4 maglie 100 x 100 x 0,5 m di spessore) per i sedimenti superficiali e ad una volumetria massima di 40.000 m3 (n. 4 maglie unitarie 100 x 100 x 1 m di spessore) per i sedimenti al di sotto della profondità di 0,5 m; • per altri canali navigabili (di larghezza compresa tra 10 e 80 m circa) adottare una griglia con maglie di campionamento L (larghezza del canale) x 100 m con possibilità di definire i lotti di sedimento di cui all paragrafo 3, considerando l'unione fino ad un massimo di 4 maglie unitarie contigue corrispondenti a n. 4 maglie L x 100 x 0,5 m di spessore per i sedimenti superficiali e a n. 4 maglie unitarie L x 100 x 1 m di spessore per i sedimenti al disotto della profondità di 0,5 m; • per canali di piccole dimensioni (di larghezza <10 m circa) e rii adottare una griglia con maglie di campionamento L x 50 m, con possibilità di definire i lotti di sedimento di cui al paragrafo 3 corripondenti a 4 maglie unitarie L x 50 x 0,5 m di spessore per i sedimenti superficiali e L x 50 x 1 m per profondità al di sotto di 0,5 m; • nel caso di ampliamento del canale, adottare maglie di campionamento 50 x 50 m per la parte di bassofondale limitrofo che verrà dragato con possibilità di definire i lotti di sedimento di cui al paragrafo 3, considerando l'unione fino ad un massimo di 4 maglie unitarie contigue 50 x 50 x 0,5 m di spessore per i sedimenti superficiali e a n. 4 maglie unitarie contigue 50 x 50 x 1 m di spessore al di sotto della profondità di 0,5 m. Punti di campionamento dell'area di escavo All'interno di ciascuna area unitaria deve essere individuato almeno un punto di campionamento, che prevede almeno un campione per ciascuno strato interessato, posizionato in funzione del volume di materiale da dragare, della morfologia del fondale e della distanza dai punti delle aree unitarie contigue. Per interventi che prevedono fino a due maglie unitarie, il numero dei punti di campionamento per ciascuno strato interessato non può essere complessivamente inferiore a 3. B - Area di escavo: modalità di prelievo dei sedimenti Campionamento Il campionamento dell'area di escavo verrà effettuato con il carotiere. Nel caso in cui il campione si presenti naturalmente disturbato e le attività di escavo riguardino esclusivamente i sedimenti superficiali (0-50 cm), il campionamento potrà avvenire anche con benna o box corer, prelevando uno spessore rappresentativo dei sedimenti da dragare. Le carote di sedimento devono essere preventivamente decorticate della parte più esterna a contatto con le pareti interne al liner, per evitare la contaminazione da trascinamento. L'altezza di ciascuna carota deve essere almeno pari allo spessore di materiale da asportare previsto nel punto di campionamento. Per ciascuna carota devono essere individuate sezioni di 50 cm, 100 cm o 200 cm, o sezioni residue di almeno 20 cm rappresentative del livello più profondo. • Le carote fino a 1 m di altezza devono essere suddivise in due sezioni, di cui la prima di 50 cm a partire dalla sommità; • per le carote con altezza superiore a 1 metro e fino a 2 m, oltre alle 2 sezioni di cui al punto precedente (0-50, 50-100 cm), deve essere individuata almeno una sezione rappresentativa del metro successivo al primo;