[resaula]

il Consiglio dei ministri del 5 ottobre 2020 ha deliberato, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri vista l'indicazione del Ministro per il Sud, la nomina di Rosanna Nisticò, ordinario di economia all'università della Calabria, a commissario straordinario per presiedere il comitato di indirizzo della ZES della Calabria; considerato, inoltre, che: fonti di stampa riportano che nell'estate il commissario nominato per la ZES Calabria, durante un dibattito pubblico, ha annunciato a sorpresa di essere stata sostituita e dal mese di agosto 2021 la zona economica speciale della Calabria è senza commissario con gravi ripercussioni sull'attività d'impresa: "il lavoro del Comitato di indirizzo è rimasto monco e sul sito gli ultimi verbali consultabili risalgono a febbraio", come si legge su "lacnews24", il 28 ottobre 2021; la medesima fonte di stampa riporta che "tra i capannoni delle 3 zone industriali che sorgono intorno al porto di Gioia Tauro, 74 aziende insediate confidavano molto sulle agevolazioni fiscali previste e non ancora varate"; considerato, infine, che in una nota stampa del 17 marzo 2021 riportata sul sito del Governo si legge: "Allo stesso tempo, ritengo fondamentale potenziare gli investimenti infrastrutturali e, in questa ottica, abbiamo deciso di destinare 600 milioni di euro per l'infrastrutturazione delle ZES attraverso una rimodulazione degli interventi all'interno della missione 5 del PNRR, al fine di assicurare, per queste aree, opere di urbanizzazione primaria, di connessione alla rete stradale e ferroviaria e di eliminazione dei colli di bottiglia nel passaggio dalle aree portuali e retroportuali alla ZES. Sarà, però, necessario un maggior coordinamento progettuale strategico tra le regioni e il commissario stesso, così da garantire, a differenza di quanto accaduto in passato, coerenza e sinergia tra le diverse azioni", si chiede di sapere quali urgenti iniziative di competenza il Ministro in indirizzo abbia intrapreso o intenda intraprendere affinché venga nominato al più presto il nuovo commissario straordinario del Governo per presiedere il comitato di indirizzo della zona economica speciale della regione Calabria. Atto n. 4-06265 PESCO CASTELLONE VANIN TRENTACOSTE LANZI DI GIROLAMO GALLICCHIO GAUDIANO PIARULLI L'ABBATE PAVANELLI ROMAGNOLI ROMANO DELL'OLIO LANNUTTI DE LUCIA MONTEVECCHI MANTOVANI PRESUTTO DI PIAZZA FENU MATRISCIANO AUDDINO PIRRO MAIORINO PERILLI DI NICOLA BOTTICI CROATTI GARRUTI FERRARA FEDE LOREFICE AGOSTINELLI LEONE NOCERINO CAMPAGNA PUGLIA RICCIARDI PISANI Giuseppe Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, della transizione ecologica e dello sviluppo economico Premesso che: il Registro italiano navale è un ente privato senza fini di lucro, assimilabile a una fondazione, che dovrebbe svolgere in prevalenza attività di classificazione navale, ovvero certificare l'idoneità strutturale e meccanica delle navi a determinati impieghi o servizi secondo le norme ed i regolamenti da essa fissati e resi pubblici; il decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, che ha attuato la direttiva 94/57/CE, relativa alle disposizioni e alle norme comuni per gli organi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime, e la direttiva 97/58/CE, che modifica la direttiva 94/57/CE, ha regolamentato l'attività di classificazione navale, attribuendo il potere autorizzatorio al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; il Registro italiano navale, con una quota di ampia maggioranza (70 per cento), è socio di riferimento di RINA S.p. A. e, quindi, del gruppo RINA, che controlla le principali sub- holding RINA Services S.p. A. e RINA Consulting SpA. Gli altri azionisti di RINA sono Naus S.p. A. (27 per cento) e il management RINA (3 per cento); nel tempo il RINA ha diversificato le proprie attività, estendendole alla certificazione dei sistemi di gestione, dei prodotti e del personale (in conformità con gli standard ISO in campo aziendale, di processo, ambientale, etico eccetera), oltre che all'ambito industriale (piattaforme offshore , impianti petroliferi, immobiliare); nell'esercizio 2019 i ricavi netti sono stati pari a 476 milioni di euro, in crescita del 7,5 per cento rispetto ai 443 milioni di euro al 31 dicembre 2018. Il 2019 è stato un anno di crescita per tutti i business del gruppo RINA, che sempre di più diventa un gruppo internazionale, con il 60 per cento dei ricavi fuori dall'Italia e una raccolta di ordini vicina ai 400 milioni di euro; considerato che: nel corso della puntata di "Presa diretta" trasmessa su RAI3 il 18 ottobre 2021 è andato in onda un servizio in cui si evidenziavano alcune tragedie navali, con migliaia di vittime e disastri ambientali causati da navi certificate dal RINA; in un'intercettazione telefonica si sente affermare che "il Rina fa tutto quello che vuole Fincantieri, secondo me andrà a finire così, farà delle prove a mare finte perché è interesse di tutti"; l'11 settembre 2012, a Karachi (Pakistan) è divampato un incendio nella fabbrica Ali Enterprises, che ha provocato la morte di 250 lavoratrici e lavoratori che non hanno avuto la possibilità di mettersi in salvo, a causa della mancanza delle misure di sicurezza, nonostante la fabbrica solo poche settimane prima fosse stata certificata come sicura in conformità allo standard social accountability international SA8000 dall'azienda italiana di revisione RINA; come riportato nell'articolo de "il Fatto Quotidiano" dal titolo "Sicurezza delle navi, maxi-inchiesta sul Rina: Certificazioni aggiustate pure dopo le stragi in mare. Le intercettazioni" la Procura di Genova sta indagando sulla correttezza dell'operato del RINA nel rilascio delle certificazioni; ritenuto, ad avviso degli interroganti, che a fronte di politiche aziendali che puntano a risparmiare sulla sicurezza e sulla prevenzione, incuranti dei disastri di notevoli proporzioni che possono causare, dovrebbe esistere un sistema di autorizzazioni e certificazioni che tuteli l'interesse pubblico, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della gravità dei fatti esposti; se, a prescindere dall'esito delle inchieste giudiziarie, ritengano doveroso attuare interventi di tipo normativo, per porre in essere misure di controllo più restrittive nei confronti delle società di certificazione, al fine di tutelare la salute delle persone e l'integrità dell'ambiente. Atto n. 4-06266 LANNUTTI ANGRISANI CORRADO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: