[pronunce]

che la giurisprudenza di questa Corte è, infatti, costante nel riconoscere ai singoli organi giurisdizionali la legittimazione ad essere parti di conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato, in quanto in posizione di piena indipendenza garantita dalla Costituzione e competenti a dichiarare definitivamente, nell'esercizio delle relative funzioni, la volontà del potere cui appartengono (in questo senso e con specifico riferimento alla materia del segreto di Stato, da ultimo, le ordinanze n. 230 del 2008, n. 337, n. 125 e n. 124 del 2007); che deve essere riconosciuta, altresì, la legittimazione a resistere nel conflitto del Presidente del Consiglio dei ministri, in quanto organo competente a dichiarare definitivamente la volontà del potere cui appartiene in ordine alla tutela, apposizione, opposizione e conferma del segreto di Stato, non solo in base a quanto previsto, dapprima, dalla legge 24 ottobre 1977, n. 801 (Istituzione e ordinamento dei servizi per le informazioni e la sicurezza e disciplina del segreto di Stato) e, poi, dalla legge 3 agosto 2007, n. 124 (Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto), ma anche alla stregua delle norme costituzionali che ne definiscono le attribuzioni (in questo senso, da ultimo, le citate ordinanze n. 230 del 2008, n. 337, n. 125 e n. 124 del 2007); che, quanto al profilo oggettivo del conflitto, deve rilevarsi che il ricorso è indirizzato a garanzia della sfera di attribuzioni determinata da norme costituzionali, lamentando il ricorrente la lesione di funzioni riconducibili agli artt. 101 e seguenti della Costituzione (così, da ultimo, e con riferimento alla stessa vicenda, l'ordinanza n. 337 del 2007); che pertanto il conflitto promosso col presente ricorso deve ritenersi ammissibile, ai sensi dell'art. 37, quarto comma, della legge n. 87 del 1953.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riservato ogni definitivo giudizio, dichiara ammissibile, ai sensi dell'art. 37 della legge 11 marzo 1953, n. 87, il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Tribunale ordinario di Milano, Sezione IV penale, in composizione monocratica, nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, con l'atto indicato in epigrafe; dispone: a) che la cancelleria della Corte dia immediata comunicazione al ricorrente Tribunale ordinario di Milano, Sezione IV penale, in composizione monocratica, della presente ordinanza; b) che, a cura del ricorrente, il ricorso e la presente ordinanza siano notificati al Presidente del Consiglio dei ministri entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione di cui al punto a), per essere successivamente depositati, con la prova dell'avvenuta notifica, presso la cancelleria della Corte entro il termine di venti giorni fissato dall'art. 26, comma 3, del testo delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale anteriore alla deliberazione del Presidente della Corte costituzionale del 7 ottobre 2008, testo applicabile, ratione temporis, al presente giudizio. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 dicembre 2008. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 17 dicembre 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA