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Il nuovo accordo, invece, ha come obiettivo finale quello di fare della base di Malindi, ma più in generale di tutto il Kenya, il fulcro di una cooperazione spaziale allargata a tutti i Paesi del Corno d'Africa e dell'Africa orientale, con importanti ricadute strategiche a carattere scientifico, tecnologico e programmatico. Il centro si compone di due segmenti: il primo è quello marino, rappresentato dalla piattaforma di lancio oceanica, e il secondo è quello terrestre, rappresentato dal centro dedicato alla ricezione dei dati. I settori attorno ai quali si svolge l'attività del centro, ad uso esclusivamente pacifico (è opportuno sottolinearlo), sono quelli della scienza e della tecnologia dello spazio, dell'osservazione della Terra, del supporto ai servizi anche di videosorveglianza, delle comunicazioni spaziali, della telemedicina, dell'acquisizione dei dati satellitari, dell'attività di ricerca di fisica dell'atmosfera, del lancio e del controllo di satelliti e del telerilevamento. La gestione della base è affidata ad un direttore nominato dal Governo italiano tramite l'ASI, supportato da un vicedirettore keniota. Al Governo italiano è demandato il compito di avviare programmi di formazione a favore dei cittadini keniani, promuovere progetti di sviluppo nell'area, sostenere i costi operativi di funzionamento della struttura, contribuire ai costi di funzionamento relativi al centro regionale per l'osservazione della Terra e, da ultimo, versare al Kenya la metà dei profitti derivanti dai contratti con i terzi. Dall'altro lato, al Governo keniota è demandato il compito di assicurare, naturalmente sotto il profilo della sicurezza, un efficiente funzionamento della base, la protezione dei beni e delle persone, fornire autorizzazione al lancio di satelliti e piattaforme suborbitali, individuare progetti di sviluppo da realizzare nell'area di Malindi. I protocolli attuativi si prefiggono, dunque, come obiettivo quello di disciplinare l'istituzione di un centro regionale per l'osservazione della Terra, di supportare l'Agenzia nazionale spaziale keniana, di promuovere e sostenere la ricerca nel campo della telemedicina, di creare una collaborazione nel settore dell'osservazione della Terra, utilizzando dati di missioni spaziali scientifiche, e di garantire, da parte dell'ASI, attività di istruzione e formazione di studenti e personale tecnico keniano presso le istituzioni italiane specializzate nell'ambito dell'ingegneria e della tecnologia spaziale, dell'osservazione della Terra, delle scienze della politica, della telemedicina e delle telecomunicazioni. Il disegno di legge di ratifica - mi avvio alla conclusione - dispone che per gli oneri derivanti dal presente provvedimento - 800.000 euro annui - si provveda nell'ambito del bilancio ordinario dell'Agenzia spaziale italiana e senza che da ciò debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Dal 2016 l'accordo tra due Stati, relativo alla gestione della base, deve essere ovviamente rinnovato, quindi la disposizione si prefigge di fornire un quadro normativo quanto più chiaro possibile in merito alla gestione delle attività svolte all'interno del Centro spaziale Luigi Broglio, in considerazione dei rapporti di amicizia tra Italia e Kenya. Si ritiene necessario avviare la ratifica sia dell'accordo che dei relativi protocolli attuativi al fine di disciplinare, e anche di tutelare, diritti e doveri spettanti al nostro Paese e alla Repubblica democratica del Kenya. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . LUCIDI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUCIDI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, il rinnovo dell'Accordo corona un negoziato guidato dalla Farnesina d'intesa con ASI, MIUR, Ministero della Difesa anche altri Dicasteri, come è già stato ricordato, e assicura la prosecuzione dell'attività del Centro che negli anni è stato base di lancio di numerosi satelliti e svolge oggi attività di assistenza a missioni spaziali e di acquisizione di dati satellitari. Anche se in Italia il lavoro di questa struttura è poco conosciuto, essa risulta fondamentale al nostro sistema Paese non solo per fini di ricerca, ma anche per inserire l'Italia in quella che viene definita space economy , ovvero l'apertura dei programmi spaziali a privati, multinazionali ma anche a futuri, così chiamati, "turisti dello spazio", un settore che è in continua ascesa. La base italiana dell'ASI situata a Malindi in Kenya, ha recentemente supportato con successo, ad esempio, il lancio del Falcon 9 di SpaceX, accompagnando in orbita il satellite NASA Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS). Questo è ovviamente un elemento di grande novità ed avanguardia. L'importanza di questo presidio italiano di ricerca e condivisione a livello mondiale è anche un esempio di cooperazione internazionale nel campo del supporto tecnologico ai Paesi africani. Questo ha una doppia valenza nel campo degli affari esteri. Infatti, se nei primi anni il ruolo della Repubblica del Kenya era quello di osservatore e di assistente, nel corso dei decenni si è arrivati alla formazione di una vera e propria scuola di tecnici e scienziati locali, all'interscambio tra università e alla crescita del settore spaziale keniano, che ha portato alla creazione del primo di nanosatellite, creato appunto a Nairobi grazie alla supervisione proprio degli scienziati e dei tecnici italiani. Per questi motivi riteniamo dunque che le somme stanziate a favore del potenziamento del centro spaziale Luigi Broglio in Kenya siano importanti e fondamentali per l'intera ricerca italiana e per il potenziamento della cooperazione con quel Paese; quindi ben venga questo accordo. Il mio Gruppo voterà in maniera molto convinta a favore di questo accordo, augurandoci che esso permetta la nascita - perché no? - di altri Luigi Broglio italiani e magari anche kenioti. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione e approvazione del documento: Doc Doc. XXIV, n. 5 Risoluzione approvata dalla 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare), nella seduta del 16 aprile 2019, a conclusione dell'esame dell'affare assegnato sull'invasione della cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys) (Esame ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione della risoluzione approvata dalla 9 a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare), nella seduta del 16 aprile 2019, sull'invasione della cimice marmorata asiatica ( Halyomorpha halys ) ( Doc. XXIV, n. 5). La relazione è stata già stampata e distribuita. Ha chiesto di parlare, per integrare la relazione scritta, il senatore Vallardi. Ne ha facoltà. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, colleghi senatori, questa relazione accompagna la risoluzione che impegna il Governo su due punti, a conclusione dell'affare assegnato sull'invasione della cimice marmorata asiatica ( Halyomorpha halys ).