[resaula]

l'accordo tra Governo, Regioni ed enti locali del 16 dicembre 2010 relativo alle "Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita", ha disposto la chiusura dei punti nascita con parti inferiori alle 500 unità all'anno; al fine di dare completa attuazione a quanto previsto dall'accordo è stato istituito, con decreto ministeriale 12 aprile 2011 e successivamente rinnovato con decreto ministeriale 19 dicembre 2014 e con decreto ministeriale 11 novembre 2015, il Comitato percorso nascita nazionale con l'obiettivo di supportare tutte le Regioni e le Province autonome nell'attuare le migliori strategie di riorganizzazione dei punti nascita; in particolare con il decreto ministeriale 11 novembre 2015 è stato introdotto un nuovo criterio, in base al quale lo standard per il mantenimento dei punti nascita non è più legato al numero dei parti per singolo plesso ospedaliero, ma è affidato alla formazione e all'elevata casistica delle équipe mediche ed infermieristiche che svolgono il servizio, ed è stato stabilito che siano le singole Regioni ad avanzare la richiesta al Ministero per il mantenimento dei punti nascita sotto i 500 parti, affidando poi al Comitato percorso nascita nazionale il compito di esprimere un motivato parere su tali richieste; sulla base di tale normativa, il presidente della Regione Lombardia ha inviato in data 29 febbraio 2016 al Ministro della salute una richiesta di deroga per i punti nascita a rischio di chiusura, tra cui il punto nascita di Piario (Bergamo) nell'alta val Seriana; come riportato in questi giorni da alcuni organi di stampa locale, l'assessore per il welfare della Regione Lombardia, Gallera, ha dichiarato, al momento della presentazione del programma regionale di sviluppo della consiliatura alla commissione sanità che, visto il diniego alla deroga, da parte del Comitato, pervenuto alla Regione nell'autunno 2017, come da lui stesso ammesso, si deve procedere alla chiusura di 4 reparti maternità lombardi, tra cui quello di Piario; nel 2016 sono nati presso l'ospedale di Piario 365 bambini, mentre nel 2017 le nascite sono state 363, dati che si collocano in un trend ormai decrescente, che ha visto il 2017 registrare il minor numero di nascite in Italia con solo 464.000 parti; tale diminuzione, in un territorio montano come la val Seriana, è ancora più accentuata per la carenza di lavoro, di servizi e quindi di famiglie giovani; proprio per questi motivi, il punto nascite non è solo un servizio da difendere, ma il simbolo di una montagna che non si arrende allo spopolamento, si chiede di sapere: nelle more dell'attuazione dei criteri introdotti dal decreto ministeriale 11 novembre 2015 e nella salvaguardia degli standard di sicurezza del nascituro e della partoriente, quale piano operativo e con quali soluzioni organizzative e professionali la Regione Lombardia abbia presentato, al fine di mantenere il funzionamento del punto nascita di Piario; se il Ministro in indirizzo, nel rispetto delle competenze regionali in materia sanitaria, ritenga che la Regione Lombardia abbia attuato tutte le procedure necessarie previste dall'ordinamento vigente, affinché si potesse predisporre una deroga alla chiusura del punto nascita di Piario in alta val Seriana; quali siano, sulla base della richiesta avanzata dalla Regione Lombardia, le motivazioni che hanno spinto il Ministero della salute e il Comitato percorso nascita nazionale a negare la deroga alla chiusura del punto nascita di Piario, vista anche la sua ubicazione montana. Atto n. 4-00238 MARINO ALFIERI ASTORRE BOLDRINI CIRINNA' COLLINA CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FERRAZZI GIACOBBE GRIMANI IORI MAGORNO MALPEZZI MANCA MARGIOTTA MISIANI PARRINI PATRIARCA PITTELLA ROSSOMANDO SBROLLINI STEFANO TARICCO VATTUONE VERDUCCI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il "Corriere della Sera" del 9 giugno 2018 ha pubblicato un articolo che collegava l'uscita sull'"Huffington Post" della bozza di "contratto di governo", il 15 maggio 2018, con il fondo AH di Alan Howard, che, da 2,3 miliardi di dollari, ha chiuso il mese di maggio con una performance positiva del 36,7 per cento, quota raggiunta in un solo mese; secondo la ricostruzione del "Corriere della Sera", la bozza del "contratto di governo" sarebbe stata recapitata, in busta anonima, presso la redazione dell'"Huffington Post", testata diretta da Lucia Annunziata, rispondendo a un preciso disegno speculativo, voluto dal fondo inglese AH, che avrebbe scommesso sulla crisi italiana dovuta a un'eventuale uscita dall'euro e all'intenzione di azzerare il valore dei titoli di Stato comprati nel piano di interventi della Banca centrale europea, ipotesi entrambe paventate nella bozza originaria di detto contratto di governo; dopo la data del 15 maggio, la fiducia degli investitori cala sensibilmente: il mercato in pochi giorni cancella circa 400 miliardi di valore in azioni e obbligazioni pubbliche o private, e, fatto gravissimo, due terzi di tali perdite ricadono a carico di cittadini italiani, determinando la distruzione del risparmio pari al 75 per cento del debito pubblico detenuto dai nostri connazionali; a fronte di tale destabilizzazione del mercato italiano, verificatasi in seguito agli accadimenti descritti, la fulminea e contemporanea impennata del fondo di Alan Howard, trader miliardario il cui rendimento complessivo negli ultimi 5 anni sembrava in declino, pone più di una perplessità, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda avviare le opportune azioni di approfondimento, di concerto con la Procura e con la Consob, al fine di accertare le responsabilità di un eventuale attacco speculativo ai danni del mercato italiano, con gravi conseguenze sulla fiducia dei nostri risparmiatori; se intenda verificare l'effettiva correlazione, riportata dagli organi di stampa, tra la pubblicazione del contratto di governo sull'"Huffington Post", il successivo crollo dei titoli di Stato italiani e la contestuale impennata del fondo Alan Howard, appurando, altresì, l'eventuale corresponsabilità di altri agenti destabilizzanti il nostro Paese, quali ad esempio, banche di affari, fondi di investimento, agenzie di rating ed alcuni mass media a giudizio degli interroganti poco obiettivi. Atto n. 4-00239 BALBONI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: sempre più grave è la situazione dell'ordine pubblico nella provincia di Ferrara ed in particolare nel comune capoluogo, con interi quartieri (come il GAD) sotto il controllo della criminalità, con ormai quotidiani regolamenti di conti tra bande organizzate di stranieri che si scontrano per il controllo dello spaccio di droga, per il racket delle elemosine o dello sfruttamento della prostituzione;