[pronunce]

Ordinanza ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2, 3, 4, 8, 11 e 45 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'I.r.pe.f. e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali), promosso con ordinanza emessa il 23 maggio 2000 e depositata il 19 dicembre 2000 dalla Commissione tributaria provinciale di Milano, iscritta al n. 495 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 26, 1a serie speciale, dell'anno 2001; nei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 143 e 144, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), e degli artt. 1 e seguenti del decreto legislativo n. 446 del 1997, promossi con ordinanze emesse il 25 luglio 2000 (3 ordinanze) e depositate il 19 dicembre 2000 dalla Commissione tributaria provinciale di Milano, rispettivamente iscritte ai nn. 496, 497 e 498 del registro ordinanze 2001 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 26, 1a serie speciale, dell'anno 2001; nel giudizio di legittimità costituzionale del decreto legislativo n. 446 del 1997 e del decreto del Ministro delle finanze 5 maggio 1998 (Condizioni in base alle quali fissare l'entità della riduzione dell'acconto dovuto ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive e quelle per la determinazione dell'imposta dovuta all'esercizio in corso al 1 gennaio 1998, ai sensi dell'art. 45, commi 3 e 4, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446), promosso con ordinanza emessa il 30 settembre 2000 e depositata il 9 ottobre 2000 dalla Commissione tributaria provinciale di Firenze, iscritta al n. 641 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 35, 1a serie speciale, dell'anno 2001; nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 2, 3, comma 1, lettera c) 5, commi 1 e 2, ultima parte, 11, comma 1, lettera c) 36, comma 3, e 45, comma 3, del decreto legislativo n. 446 del 1997, come modificato dal decreto legislativo 10 aprile 1998, n. 137, e dal decreto legislativo 19 novembre 1998, n. 422, promosso con ordinanza emessa il 25 novembre 1999 e depositata il 25 novembre 1999 dalla Commissione tributaria provinciale di Milano, iscritta al n. 709 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 38, 1ª serie speciale, dell'anno 2001; nei giudizi di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2, 3, 4, 36 e 45 del decreto legislativo n. 446 del 1997 nonché dell'intero decreto legislativo n. 446 del 1997, promossi con ordinanze emesse il 4 aprile 2001 ed il 13 dicembre 2000 ed entrambe depositate il 4 aprile 2001 dalla Commissione tributaria provinciale di Treviso, iscritte ai nn. 872 e 873 del registro ordinanze 2001 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 43, 1ª serie speciale, dell'anno 2001; nel giudizio di legittimità costituzionale del decreto legislativo n. 446 del 1997, promosso con ordinanza emessa e depositata il 25 ottobre 2000 dalla Commissione tributaria provinciale di Isernia, iscritta al n. 911 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 45, 1ª serie speciale, dell'anno 2001. Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nella camera di consiglio del 27 febbraio 2002 il giudice relatore Annibale Marini. Ritenuto che, con ordinanza del 23 maggio 2000, depositata il 19 dicembre 2000, la Commissione tributaria provinciale di Milano ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 23, 53 e 76 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2, 3, 4, 8 e 11 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'I.r.pe.f. e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali), "nella parte in cui non si discriminano i lavoratori autonomi dagli imprenditori e viceversa, discriminano i lavoratori autonomi dai dipendenti", nonché, nella sola parte motiva dell'ordinanza, dell'art. 45 del medesimo decreto legislativo; che le norme denunciate violerebbero il principio di eguaglianza e, precludendo la deducibilità delle spese sostenute per dipendenti e collaboratori e di quelle per interessi passivi, sarebbero anche in contrasto con il principio di capacità contributiva garantito dall'art. 53 Cost; che l'art. 45 violerebbe il principio di riserva di legge in materia tributaria, rimettendo all'autorità amministrativa la determinazione dell'acconto di imposta; che, con altre tre ordinanze, di contenuto analogo, emesse il 25 luglio 2000 e depositate il 19 dicembre 2000, la medesima Commissione tributaria provinciale di Milano ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 23, 35, 53 e 76 Cost., questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 143 e 144, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), "e per l'effetto degli artt. 1 e segg. del D. Lgs.vo 15-12-1997 n. 446";