[pronunce]

c) quest'ultimo ufficio, con istanza del 25 novembre 2006, ha chiesto al Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Torre Annunziata, in funzione di giudice dell'esecuzione, di concedere, sulla suddetta pena residua, l'indulto di cui alla legge n. 241 del 2006. Tanto premesso, il rimettente svolge considerazioni identiche a quelle contenute nella prima ordinanza (r.o. n. 839 del 2007), con la sola precisazione che, nel caso de quo, la competenza per territorio spetterebbe al tribunale del luogo in cui ha sede la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata e, segnatamente, al Tribunale di sorveglianza di Napoli. 4. — Il rimettente, con la terza ordinanza (r.o. n. 851 del 2007), premette di essere chiamato a pronunciare nel procedimento relativo a D. B. C., versante nella stessa posizione dei due condannati di cui alle ordinanze precedenti. Espone che il pubblico ministero presso il Tribunale di Foggia, in data 31 gennaio 2006, ha sospeso, ai sensi dell'art. 656, comma 5, cod. proc. pen. , l'ordine di esecuzione emesso in pari data nei confronti del D. B. C. in riferimento alla pena inflitta dal Tribunale di Foggia con sentenza dell'8 novembre 2000. Gli atti sono stati trasmessi l'11 aprile 2006 al rimettente, unitamente all'istanza, presentata dal condannato, diretta ad ottenere misure alternative alla detenzione. Nelle more della decisione è avvenuto che: a) la sentenza, emessa dal Tribunale di Foggia l'8 novembre 2000, è stata assorbita nel cumulo disposto il 18 aprile 2007 dal pubblico ministero presso il Tribunale di Brindisi; b) quest'ultimo, in data 18 aprile 2007, ha emesso ordine di sospensione dell'esecuzione della pena recata dal predetto cumulo e contestualmente ha chiesto al Tribunale di Brindisi, sezione distaccata di Fasano, in funzione di giudice dell'esecuzione, di applicare l'indulto di cui alla legge n. 241 del 2006 sulla pena residua; c) il Tribunale di Brindisi, sezione distaccata di Fasano, in funzione di giudice dell'esecuzione del cumulo disposto dal pubblico ministero di Brindisi, con provvedimento del 30 aprile 2007, ha concesso l'indulto per anni tre, sicché la pena residua da espiare è di mesi dieci e giorni ventiquattro di reclusione. Tanto premesso, il rimettente svolge considerazioni identiche a quelle contenute nella prima ordinanza (r.o. n. 839 del 2007), con la sola precisazione che, nel caso de quo, la competenza per territorio spetterebbe al tribunale del luogo in cui ha sede la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi e, segnatamente, al Tribunale di sorveglianza di Lecce. 5. — Il Tribunale di sorveglianza di Bari, con la quarta ordinanza (r.o. n. 86 del 2008) , espone di essere investito del procedimento relativo a S. A., versante nella stessa posizione dei condannati di cui alle tre ordinanze precedenti, avendo presentato istanza di concessione di affidamento in prova al servizio sociale, ex art. 47 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni. Riferisce che la Procura generale presso la Corte d'appello di Napoli, in data 13 febbraio 2002, ha sospeso, ai sensi dell'art. 656, comma 5, cod. proc. pen. l'ordine di esecuzione emesso nei confronti di S. A. in riferimento alla pena inflitta dalla Corte d'appello di Napoli con sentenza del 7 marzo 2001, cui ha fatto seguito l'istanza del condannato diretta ad ottenere l'affidamento in prova al servizio sociale. Detta sentenza è stata poi assorbita nel cumulo emesso il 9 dicembre 2003 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari. Il Tribunale di sorveglianza di Napoli, con ordinanza emessa all'udienza del 3 maggio 2004, si è dichiarato incompetente per territorio ed ha rimesso gli atti al Tribunale di sorveglianza di Bari, individuato come nuovo giudice territorialmente competente. Nelle more della decisione di quest'ultimo è avvenuto quanto segue: a) la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, in data 28 novembre 2006, ha emesso un nuovo provvedimento di cumulo, nel quale è stato assorbito quello emesso il 9 dicembre 2003 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari; b) il Tribunale di Torre Annunziata, in funzione di giudice dell'esecuzione, con provvedimento del 13 febbraio 2007 ha concesso al condannato l'indulto per anni tre di reclusione, ai sensi della legge del 31 luglio 2006, n. 241, sicché la pena residua da espiare è di mesi due e giorni due di reclusione. Il rimettente svolge, quindi, considerazioni identiche a quelle contenute nella prima ordinanza (r.o. n. 839 del 2007), con la sola precisazione che, nel caso de quo, la competenza per territorio spetterebbe al tribunale di sorveglianza del luogo in cui ha sede la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata e, segnatamente, al Tribunale di sorveglianza di Napoli. 6. — Nei giudizi di cui sopra, con atti separati ha spiegato intervento il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione di legittimità costituzionale sia dichiarata manifestamente infondata, perché il rimettente ha preso le mosse da un presupposto interpretativo non condivisibile. Il Tribunale di sorveglianza, infatti, ritiene che qualora, dopo la presentazione da parte del condannato dell'istanza di accesso a misura alternativa alla detenzione, sopraggiungano una o più sentenze definitive di condanna, in assenza di un'espressa disposizione in merito, trovi applicazione, per l'individuazione del tribunale di sorveglianza competente a decidere, il principio ricavabile dal combinato disposto degli artt. 655, comma 1, e 665, comma 4, cod. proc. pen. , secondo cui la competenza appartiene al tribunale di sorveglianza del luogo in cui è stata pronunciata la sentenza divenuta irrevocabile per ultima e, cioè, del luogo in cui ha sede l'ufficio del pubblico ministero che, avendo emesso apposito provvedimento ai sensi dell'art. 663 cod. proc. pen. , ne cura l'esecuzione. Ma il combinato disposto delle norme citate non prevede alcuna regola utilizzabile per l'individuazione della competenza nel caso in esame. Esse non disciplinano l'ipotesi dell'intervenuta irrevocabilità di un'ulteriore sentenza dopo la presentazione di un'istanza dinanzi al giudice dell'esecuzione nonché, in via d'interpretazione estensiva ed analogica, dinanzi al tribunale di sorveglianza. Come la Corte di cassazione ha chiarito, l'art. 665, comma 4, cod. proc. pen.