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ovvero i recentissimi studi di Anders Hjern (Università di Stoccolma e Karolinska Institutet) su 148.000 ragazzi svedesi. A ciò vale la pena di aggiungere la testimonianza resa in Senato nella scorsa legislatura -- in modo indubbiamente autorevole, tanto più in quanto proveniente da un contesto italiano -- dal Consiglio nazionale dell'ordine degli psicologi, secondo il quale: «Data quindi la totale inidoneità al fine della salute dei figli di un modello che preveda che un solo genitore (quello collocatario o prevalente) sia il permanente punto di riferimento dei figli, provvedendo a ogni loro necessità e assumendo ogni decisione e compito di cura, mentre l'altro si limita ad erogargli il denaro avendo con i figli solo sporadici contatti, in linea generale, le modifiche del disegno di legge n. 2454 non fanno altro che promuovere la possibilità che il principio della bi-genitorialità (nucleo allevante) non resti mero principio, ma si inserisca nelle trame della vita quotidiana come applicazione rigorosa del principio stesso, tale da mantenere il processo evolutivo quale processo, appunto, e non fatto, cioè tale da mantenere sempre aperta la possibilità che su questo processo, incerto nel suo incedere, si possa inserire non solamente un genitore, ma il nucleo allevante, cioè ciò che mantiene un assetto di terzietà». E può considerarsi conclusivo che accanto a questi convincenti attestati si pongano, su identiche posizioni, le richieste dei soggetti della società civile protagonisti dell'evento della separazione, che conviene richiamare dalle numerose audizioni in materia della XVI Legislatura. Anzitutto, le reali aspirazioni dei figli di genitori separati (ovvero il loro «interesse») sono state espresse dall'associazione che li rappresenta («Figli per i figli»), che le ha così riassunte: «Condividiamo tutti i contenuti sostanziali dei disegni di legge in esame e tra questi, in particolare, consideriamo del tutto irrinunciabile che: a) si permetta ai figli di avere davvero un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, cancellando la stravagante figura (in un sistema che si vuol definire bigenitoriale) del genitore collocatario, e ammettendo di conseguenza una frequentazione mediamente bilanciata, con pari opportunità per noi figli di rapportarci con l'uno e l'altro genitore, e il doppio riferimento abitativo attraverso la doppia domiciliazione; b) si attribuiscano compiti di cura a entrambi i genitori, disponendo che entrambi debbano preoccuparsi delle necessità dei figli, ciascuno per la propria parte, e provvedere personalmente ad esse attraverso il mantenimento diretto; c) si promuova efficacemente la mediazione familiare, per aiutare i genitori a costruire accordi, disponendo l'obbligo di una preventiva informazione su di essa prima di adire le vie legali, quando gli animi sono meno esacerbati ed è massima la probabilità di successo. Questi sono gli aspetti sui quali nelle aspirazioni dei figli di genitori separati non si possono fare sconti», Né i figli sono restati soli in questo tipo di richieste. LADDES Family FVG (Libera associazione donne divorziate e separate) ha dichiarato in Senato: «... possiamo elencare con assoluta convinzione ciò che massimamente sarebbe utile alla famiglia separata -- e soprattutto ai figli -- ovvero che: non si creino tra i genitori divisioni fittizie di importanza e di ruolo distinguendo il genitore collocatario dal non collocatario, circostanza che spinge in massimo grado al conflitto; esista una pariteticità tra i genitori da intendersi come pari assunzione di doveri nei confronti dei figli e pari obbligo di sacrificare tempo, risorse e ambizioni personali per dedicarsi alla loro educazione e cura; al fine di soddisfare gli obblighi di cui sopra, ci siano tempi di frequentazione non rigidamente basati su una divisione al 50 per cento, ma tali da consentire lo svolgimento delle suddette funzioni, organizzati il più possibile flessibilmente e compatibilmente con più generali e oggettive condizioni, come la distanza tra le abitazioni e l'età dei figli, e ovviamente tali da rispettare il già affermato diritto dei minori ad un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori. In altre parole, non parità nel breve periodo, ma il rispetto di pari opportunità, così da poter constatare che facendo la media su tempi lunghi il principio dell'equilibrio è stato osservato; i figli possano sentirsi a casa propria sia dalla madre che dal padre, e quindi un doppio domicilio; entrambi i genitori si occupino concretamente di loro e provvedano ai loro bisogni, e quindi il mantenimento diretto; la coppia sia portata a conoscenza dell'esistenza di uno strumento altamente efficace nel supportare la ricerca di accordi, e quindi l'obbligatorietà dell'informazione sulla mediazione familiare. Su questi essenziali punti Laddes Family è intenzionata a fornire il massimo sostegno ai progetti in esame. » E, a completamento del proprio intervento, ha allegato un comunicato stampa dell'associazione Donne europee Federcasalinghe (del 5 marzo 2011), dove si legge: «La Federcasalinghe, rammentato il diritto della donna, anche se madre, a una conciliazione dei tempi di vita che garantisca pari opportunità rispetto all'uomo in qualsiasi tipo di attività lavorativa e sociale, cosa impossibile se si continua ad attribuir/e in misura prevalente fatiche e doveri nella cura dei figli; auspica che i disegni di legge 957 e 2454, che rendono ineludibile il diritto del minore ad avere effettivamente un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, investiti entrambi di identiche responsabilità e gravati in pari misura dei sacrifici necessari all'accudimento dei figli, riceva rapida approvazione». In definitiva, constatata la distanza tra le istanze della società civile e le posizioni ostili di parte del sistema legale, la presente proposta di legge prende atto della totale incompatibilità tra i modelli mono e bigenitoriale e allo stesso tempo della inopportunità di mantenere l'attuale ambiguo e contradditorio assetto, che opta per la soluzione bigenitoriale nella forma e per quella monogenitoriale nella sostanza, creando così le premesse per un contenzioso infinito fra chi vuole farsi forte di un aspetto e chi conta sull'altro. Constatata, dunque, l'impossibilità di una mediazione tecnica o politica e nella convinzione che sarebbe comunque controproducente tentare soluzioni ibride, si opta per una soluzione concretamente e integralmente bigenitoriale, quella richiesta dai figli di genitori separati, la vera parte debole delle separazioni e la meglio informata sulle vie da prendere. Alla luce di queste ultime considerazioni appare opportuno ripristinare anzitutto idealmente il testo di legge in vigore prima delle recenti manipolazioni e con riferimento ad esso apportare le necessarie modifiche, in sostanza conservando di quegli interventi solo gli aggiornamenti terminologici e ordinamentali, come doveva essere. Ciò fatto, si intende non perdere l'occasione per effettuare anche quegli interventi dei quali nel tempo trascorso si sia manifestata l'utilità come è mostrato nel seguito, all'interno della rassegna del nuovo testo.