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I giovani che fanno la movida , i barbari che vanno in palestra o chi ha un ristorante e un'attività commerciale: questi sono i barbari da colpire, per la vostra incompetenza. (Applausi) . C'è però un aspetto ancora più grave ed è il motivo per il quale non possiamo ritirare la nostra mozione: dovete ben capire che il Governo non ha il diritto di limitare le libertà fondamentali di cittadini e imprese. Il Governo ha il dovere di stabilire regole comportamentali per evitare il contagio e lì si deve fermare: non può entrare dentro la casa della gente, le chiese e le attività commerciali. Il Governo deve dire qual è la distanza che serve e quali devono essere i protocolli di sicurezza, e basta. Se esco a mezzanotte, all'1 o alle 2 per fare quello che voglio, sottosegretario Sileri, questo non la riguarda. Non la riguarda dove vado e cosa faccio. O mi vuole spiare dal buco della serratura, per vedere dove vado quando esco la notte? (Applausi) . La verità è che il coprifuoco dei cittadini vi serve per fare il coprifuoco della democrazia, perché un popolo abituato a tenere le catene e a stare chiuso dentro casa è più facile da addomesticare. E allora gli va bene che questo Parlamento non conti nulla: guardate lo squallore dei posti vuoti, quando si parla della libertà degli italiani. E allora al popolo stanno bene i soprusi che si continuano a commettere e le violazioni sistematiche della legge, come nel caso del Copasir; oppure gli sta anche bene che arrivino perquisizioni dei ROS a giornalisti e professori che hanno avuto l'ardire di criticare il Capo dello Stato, come se fossimo l'Iran con gli ayatollah. Ma non siamo una teocrazia, ancora. Qui nasce la mozione di Fratelli d'Italia: vogliamo ribadire che il Governo non ha il diritto di limitare le libertà fondamentali di cittadini e imprese. È curioso che avete abbiate presentato una serie di mozioni molto copiose e poi è tutto contenuto in un ordine del giorno. Quando si dice la sintesi! Complimenti. No, non sono uguali: le mozioni di maggioranza implorano al sovrano di allentare il guinzaglio messo agli italiani: per favore, invece delle ore 22, si facciano le 23; per favore, mi fai lavorare? Ecco, non è questa la nostra mozione: diciamo che non avete il diritto di limitare quelle libertà. L'ordine del giorno è abbastanza singolare. Perché Fratelli d'Italia non lo vota? Lo leggiamo insieme: chiede al Governo di «prevedere ogni azione utile a superare progressivamente il regime del cosiddetto coprifuoco». Ma perché, c'è il sospetto che non lo togliate, prima o poi? Anche questa è una notizia. E poi: «a proseguire con le progressive riaperture delle attività più colpite dalle restrizioni». Ma c'è il dubbio che prima o poi queste attività non riaprano? Che state dicendo? Cosa ci volete far votare? Noi questa roba non la votiamo. Votiamo la nostra mozione, nella quale chiediamo cose semplici, e cioè: basta col coprifuoco, perché non lo potete fare; basta con le mascherine all'aperto, perché sono inutili (ce lo dice la scienza); riapertura di tutte le attività. Se siete capaci, fate un protocollo e stabilite chi deve fare cosa e, se ho la possibilità di rispettarlo, apro; non devo avere il suo permesso, signor Sottosegretario. La verità è che un Parlamento delegittimato, spaventato e consapevole che verrebbe spazzato via dal voto popolare è disposto ad accettare qualunque cosa. Ecco l'unico motivo per il quale continuiamo ad assorbire queste totali violazioni dei principi costituzionali in Italia. Per noi la libertà si afferma, si rivendica, si difende e non si elemosina; non stiamo qui a elemosinare un'ora in più di coprifuoco. L'ordine del giorno della maggioranza è una presa in giro; lo potremmo sintetizzare ancora di più, così abbiamo una dote di sintesi ancora maggiore di quella della maggioranza: e anche oggi, forse, si apre domani. Ecco, noi non lo votiamo. Oggi vedremo chi sta dalla parte della libertà di cittadini e imprese: Fratelli d'Italia ha già fatto la sua scelta. (Applausi) . FERRARI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, è grossomodo la venticinquesima volta in quattordici mesi che il Senato si trova a discutere delle misure di contenimento dell'epidemia, o se vogliamo dirla con più eleganza, dell'equilibrio tra restrizione delle libertà individuali e sicurezza nazionale, tra salute ed economia o, se vogliamo dirla in modo più volgare, della relazione tra chiusure e aperture. Ho voluto mettere l'accento su quanto siano state numerose le volte in cui il Parlamento si è espresso su questi argomenti, per sgombrare il campo in premessa da un paio di dubbi che spesso (penso anche volutamente) vengono lasciati sottotraccia in una certa ambiguità: che il Parlamento sia stato mortificato dal Governo sulla gestione della pandemia e che quei 25 passaggi siano stati inutili. È ovvio che la gestione di un evento così straordinario ha scontato una certa asimmetria tra i dati a disposizione delle scelte del Governo e quelli del Parlamento, ma non penso che siamo stati inutili e aveva ragione ieri il presidente Romeo, auspicando che anche il dibattito di oggi non fosse inutile, perché ogni volta abbiamo cercato di alimentare la combinazione tra scelte delle istituzioni e comportamenti dei cittadini e sappiamo bene quanto essa sia stata importante. Ogni volta, infatti, abbiamo cercato di fare una fotografia del sentimento che il Paese stava esprimendo, delle preoccupazioni, delle attese e dei bisogni di certezza e penso che ci siamo riusciti spesso. La prima cosa che ci dobbiamo chiedere è quale sia la fotografia del Paese che dobbiamo scattare oggi e quindi quali sono gli impegni che dobbiamo chiedere al Governo. Prima di entrare nel merito di questo, permettetemi però di soffermarmi qualche attimo sulla mozione dei colleghi di Fratelli d'Italia, che è stata appena illustrata, perché trovo in quell'atto qualcosa di grave. Lo cito testualmente: «Tali misure restrittive hanno comportato una crisi senza precedenti sul piano individuale, sociale ed economico e, nonostante questo, il numero dei decessi e dei contagi è rimasto e rimane, ad un anno dalla loro adozione, tra i più alti al mondo»; ancora: «uno stato di emergenza non è più la risposta ad una momentanea difficoltà, ma l'istituzionalizzazione di un assetto politico». Ancora: «l'Italia è diventata il modello estremo delle politiche restrittive in contrapposizione all'impostazione di altri Stati che hanno limitato poco la vita sociale e le libertà civili (...), senza per questo ottenere risultati peggiori». Queste tre affermazioni testimoniano che, dietro l'ammantatura di buon senso dei quattro impegni (via coprifuoco, via mascherine, via limitazioni nelle case e aprire subito tutte le attività ancora ferme), si nascondono teorie molto precise e per me pericolose, che non rendono un buon servizio alla credibilità delle istituzioni: ossia che senza misure restrittive i risultati avrebbero potuto essere migliori (ed è falso);