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C'è un tema legato ad un adeguato livello di gestione dei rifiuti, in senso complessivo, ma soprattutto c'è una questione legata al rapporto e alla dialettica tra lo Stato e le Regioni: se non si va ad operare in maniera adeguata ed efficiente in questo rapporto, rischiamo di non poter incidere in maniera positiva e significativa sul livello di gestione dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali stessi. C'è un tema legato all'impiantistica, con alcune carenze che sono state evidenziate nell'indagine della Commissione, insieme al riflesso e all'impatto economico che hanno sulle tariffe. C'è poi un tema specifico, che riteniamo essere tra i più rilevanti e importanti, che è quello della ricerca di soluzioni a minor impatto ambientale. Oggi i rifiuti di carattere sanitario vengono tutti inceneriti, con le conseguenze che ben conosciamo. Sappiamo che sono in corso ricerche e studi, per poter gestire in maniera più sostenibile dal punto di vista ambientale anche i rifiuti sanitari e, in modo specifico, quelli derivanti dall'emergenza Covid-19. La sollecitazione al Governo è di tener conto delle ricerche e degli investimenti in tecnologia, per promuovere procedure e la creazione di impianti che, come dicevo, siano maggiormente sostenibili da un punto di vista ambientale. Su questo consentitemi di dire che, anche in una recente discussione che è stata fatta in quest'Aula sul tema del glifosato, non sempre abbiamo avuto la capacità di rimetterci al ruolo della scienza in maniera corretta. Nella relazione in esame e nel lavoro fatto da questa Commissione è esplicitata in maniera chiara l'importanza di promuovere l'esame scientificamente fondato e assistito per poter prendere delle decisioni; nell'altra occasione quest'Assemblea si è divisa su posizioni molto diverse, nonostante anche in quel caso la scienza potesse fornirci elementi molto precisi. Pertanto l'auspicio non è solo quello che il Governo proceda nella direzione indicata dalla Commissione, ma che anche quest'Assemblea sappia sempre più farsi carico delle proprie responsabilità e delle azioni da intraprendere facendo riferimento alla verità che la scienza ci può fornire. In questo caso attenderemo che le ricerche in corso e gli investimenti che si stanno compiendo possano fornire al Governo tutti gli utili elementi per poter andare nella direzione di un diverso trattamento dei rifiuti di carattere sanitario. Infine, c'è un tema legato ai controlli, rispetto a cui ancora una volta emerge la pesantezza. Nella proposta di risoluzione si parla espressamente di controlli su controlli, facendo sentire tutto il peso di queste procedure. Ancora una volta, dunque, emerge in tutta evidenza l'esigenza per il nostro Paese di semplificare, che non vuol dire voltarsi da un'altra parte e non guardare cosa accade, atteso che i controlli necessari, anche in questo ambito così delicato, possono essere fatti semplificando le procedure e non costruendo orpelli burocratici che poi giustificano soltanto il fatto che qualcuno debba operare e far girare delle carte. I controlli sono necessari, ma, come insegnano anche le esperienze di altri Paesi, possono essere svolti e compiuti in maniera più semplificata e con un peso della burocrazia sicuramente contenuto. Riteniamo che la relazione in discussione sia completa sotto diversi punti di vista, quindi anche il Gruppo Italia Viva-P.S.I. voterà a favore della proposta di risoluzione che la approva (Applausi) . NUGNES (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NUGNES (Misto-LeU) . Signor Presidente, la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati in maniera tempestiva il 23 aprile 2020 ha messo in atto una delle sue funzioni principali, quella di studio e analisi dei fenomeni che si vengono a determinare, anche per sottoporre ai legislatori, al Parlamento o anche al Governo, le problematiche con dei suggerimenti di soluzioni. Questa è una delle sue prerogative più importanti e l'ha subito messa in atto con l'audizione di tutti i rappresentanti istituzionali e dei cosiddetti portatori di interesse nel ciclo dei rifiuti che è stato investito dalla novità del Covid, quindi dalla produzione di nuovi materiali e di materiali indotti. Abbiamo quindi audito i rappresentanti dell'Istituto superiore di sanità (ISS) e dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro della salute, perché emergesse un quadro il più chiaro possibile della situazione. Chiaramente il Covid-19 è stato per tutti i livelli un fatto nuovo e inaspettato, difficile da gestire con cognizione, perché non si sapeva cosa fosse, quindi possiamo dire che abbiamo dovuto affrontare almeno tre fasi: nella prima era necessario ridurre l'impatto del virus, salvare immediatamente le vite a qualunque costo; la seconda è stata caratterizzata da una gestione più consapevole della vicenda; la terza è quella che ci troveremo ad affrontare, la fase del futuro. Nella prima fase si sono commessi anche molti errori di valutazione e gestione, come per esempio quello di dare la delega alle Regioni per quanto riguarda la gestione dei rifiuti con le ordinanze regionali: questo ha creato sovrapposizioni, confusioni e mancanza di omogeneità, che riteniamo uno dei punti a cui si deve porre rimedio. Si è creduto che si sarebbero prodotti più rifiuti e infatti un articolo del decreto cura Italia prevedeva l'aumento della potenza dell'impiantistica, che poi fortunatamente è stato cancellato nel decreto rilancio alla Camera, perché non sono stati prodotti più rifiuti, anche perché nel bilancio complessivo il lockdown ha creato un decremento della loro produzione. Al contrario, si sono messi in evidenza i vecchi problemi della gestione dei rifiuti, e quindi un'antica dipendenza dal mercato estero - là dove ha chiuso, l'ha fatto perché il lockdown ha riguardato per un certo tempo anche le merci - nonché una carenza degli impianti di recupero della materia e la persistente cattiva raccolta, che riguarda i gestori, ma anche l'uso e l'attitudine dei cittadini ad avere o meno una corretta gestione dei rifiuti. Adesso però ci troviamo nella fase in cui è necessario ridurre l'impatto della produzione dei rifiuti e il conseguente carico ambientale. Non abbiamo avuto grossi problemi sulla gestione e non ci sono stati un'interruzione o un cattivo funzionamento della raccolta, anche grazie agli operatori ecologici, che, dopo un primo momento in cui hanno dovuto riorganizzare la loro attività, sono stati all'altezza dei loro compiti. Ci troviamo però alle prese con nuovi prodotti, ossia le mascherine e i guanti, e nuovi comportamenti, come il lasciarli nell'ambiente. Sappiamo che questi dispositivi vengono per lo più inceneriti, sia quelli di tipo sanitario che di uso normale a disposizione della cittadinanza, che hanno una funzione non propriamente sanitaria, ma soltanto di protezione dagli altri e se stessi dalle esalazioni che vengono dal parlato, dallo starnuto e via di seguito.