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Faccio quindi appello anche agli esponenti delle altre forze di opposizione affinché sottoscrivano l'emendamento di cui ci siamo resi artefici, come Partito Democratico, proprio per recepire queste istanze e mi auguro che anche da parte della maggioranza ci sia un'attenzione particolare, perché altrimenti si verrebbe meno al concetto costituzionale di equa rappresentanza, che verrebbe ferito e soprattutto si ridurrebbero i nostri concittadini all'estero a cittadini di serie B e questa sarebbe veramente un'ingiustizia che questo Parlamento non si può permettere (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . PRESIDENTE . Rinvio il seguito della discussione dei disegni di legge in titolo ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno BITI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, esattamente 574 anni fa, proprio il 5 febbraio 1445, presso l'Istituto degli innocenti, all'epoca detto "Spedale degli innocenti", veniva lasciata la piccola Agata Smeralda. Da quel momento è in funzione questo luogo meraviglioso nel cuore della nostra città, Firenze, e fino ad oggi ha accolto circa 500.000 bambini. Nei primi anni ha fatto accoglienza soprattutto ai bambini abbandonati, diventando quello che è stato il primo orfanotrofio (così come adesso li conosciamo) addirittura in Europa. Ci sono bellissime storie di mamme, di famiglie che dovevano abbandonare i loro bambini, piccoli oppure più grandi, che venivano accolti senza indugio dallo Spedale degli innocenti, che era stato voluto dall'Arte della seta nel 1419 e il cui progetto era stato affidato a Filippo Brunelleschi. È per questo motivo, per festeggiare i 600 anni di questo istituto incredibile, la cui storia è veramente unica e meravigliosa, che il presidente Mattarella sarà a Firenze - e sarà un grande onore per noi averlo in città - lunedì prossimo. Verrà a rendere omaggio a questa struttura davvero unica e preziosa, nella quale i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza hanno sempre avuto il primo posto, dove quello che conta sono l'accoglienza, la cura, la formazione dei bambini, la vicinanza alle loro famiglie, soprattutto alle madri. Ancora oggi è così, perché ancora oggi l'Istituto degli innocenti lavora a Firenze, accoglie bambini disagiati, bambini con problemi, le loro famiglie, le loro madri. È davvero un onore quindi ricordare in quest'Aula oggi, il 5 febbraio (questa coincidenza è incredibile), Agata Smeralda, la prima bambina che venne accolta e che per noi fiorentini è un nome che richiama alla memoria tutti i bambini passati di lì e non solo, tutti i bambini che ancora oggi sono in difficoltà - sappiamo purtroppo quanti sono - perché la nostra città li ha sempre accolti tutti, indistintamente. Mi sembrava giusto portarne in quest'Aula il ricordo e far conoscere questo istituto così prezioso. (Applausi dal Gruppo PD) . PINOTTI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PINOTTI (PD) . Signor Presidente, prendo la parola a fine seduta perché alla fine della scorsa settimana, in un'altra Aula parlamentare, quella della Camera, è avvenuto un episodio che vorrei stigmatizzare. Con una risposta all'interrogazione di un deputato dei 5 Stelle, quindi dello stesso MoVimento del vice premier Di Maio, quest'ultimo ha risposto rispetto alla situazione della Carige. Ora, noi ci saremmo aspettati tutti, essendo la situazione della Carige peraltro oggetto di un decreto-legge e con una situazione di difficoltà ma anche con la capacità di risollevarsi, che il Vice Premier parlasse di come risolvere la situazione bancaria e come rafforzare la banca. Invece è andata in onda una requisitoria da pubblico ministero, o forse già da giudice definitivo, che ha riguardato situazioni debitorie che hanno avuto alcuni importanti clienti della banca, peraltro riferita ad una relazione della Banca d'Italia di due anni fa, laddove alcune di queste situazioni si erano già risolte. Ma lo ha fatto con un'accusa complessiva ai politici e alla vecchia politica, mettendo insieme i nomi "alla qualunque", compresi quello di personalità che avevano avuto responsabilità nella banca, ma che si erano opposti fermamente a una pratica non corretta della governance di allora, tanto che in quella stessa mattina era stata resa nota dal tribunale di Roma non soltanto l'assoluzione in formula piena, ma anche con la motivazione che una di queste personalità, ossia l'ex Presidente della Provincia di Genova, aveva contrastato la situazione che si stava creando con difficoltà. Che cosa voglio rappresentare qui? Sono rimasta allibita e lo volevo dire in quest'Aula parlamentare: un Vice Premier non è un Torquemada, non è un giudice, non è un giustiziere. A Genova abbiamo già sentito, dopo il crollo del ponte Morandi, l'affermazione: «giudicheremo i colpevoli». In Italia c'è già chi fa questo lavoro. Chi invece ha la responsabilità di governare questo Paese dovrebbe, con molta più serietà, parlare delle soluzioni da dare ai problemi dell'Italia. Mi auguro di non assistere più a questi processi sommari, peraltro con una capacità requisitoria che non mette neanche insieme analisi corrette. Quando si vuole fare un comizio politico non si usa l'Aula della Camera per farlo; si va nelle piazze. Nell'Aula della Camera si deve essere corretti, fondati e precisi. (Applausi dal Gruppo PD) . LA MURA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA MURA (M5S) . Signor Presidente, intervengo per condividere una breve riflessione su un tragico e recente fatto di cronaca che, come fin troppo spesso accade, ha scosso l'opinione pubblica. Mi riferisco all'omicidio del piccolo Giuseppe a Cardito, nel napoletano, perpetrato dal compagno della madre, reo confesso. Una storia atroce che ha visto coinvolta anche la sorellina di Giuseppe, soccorsa in ospedale col volto completamente tumefatto. Nella mia città, Pompei, domenica scorsa si sono svolti i funerali. Questi eventi, purtroppo non così rari come possiamo immaginare, celano incredibile sofferenza, disagio, precarietà esistenziale. È una storia dalle mille sfumature, questa, che racchiude certamente l'orrore che può nascondersi tra le mura di una casa qualsiasi, la violenza fisica e psicologica che i membri di una famiglia possono subire. Ma soprattutto essa evidenzia la profonda solitudine nella quale si può cadere; una solitudine che significa mancanza di attenzione dall'esterno, da chi ci guarda ; mancanza di cura e di quel senso di comunità che le istituzioni possono e devono attivare.