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Peraltro, l'audizione dei nuovi vertici non ha fornito alcuna indicazione sul percorso che si intende intraprendere. Ciò che deve rimanere un punto fermo per tutti è che i lavoratori non possono più continuare a pagare per gli errori dei manager del passato, che sono stati invece lautamente retribuiti. Sul futuro di tante famiglie il Governo ha l'obbligo di trovare una posizione comune e di non esprimersi con voci diverse. Il senatore DE VECCHIS ( L-SP-PSd'Az ) ritiene che decisioni adottate in passato da alcune delle forze politiche che sostengono l'attuale Governo abbiano contribuito alla condizione in cui versa oggi Alitalia. Ricorda, in particolare, l'allora Presidente del Consiglio dei ministri, Renzi, che invitava ad allacciare le cinture perché Alitalia stava per decollare. Purtroppo i fatti hanno dimostrato che le cinture andavano sì allacciate, ma non per il decollo, bensì perché la compagnia stava precipitando. Alitalia costituisce un ulteriore tassello di quella politica di privatizzazioni volute dal PD che si sono risolte solo in licenziamenti e nel fallimento del sistema Italia. Il senatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) osserva come sia evidente a tutti che il nuovo prestito sia fondamentale, che la restituzione entro sei mesi sia inverosimile e che il processo di rilancio sarà necessariamente più lungo. Ma dalle audizioni di ieri non è emerso alcun elemento sulle azioni che dovrebbero accompagnare questo percorso, non è stata fornita alcuna risposta alle domande poste. Nessuno pretende che il Commissario abbia già pronto un piano, ma che il Paese abbia una politica industriale sì. Il Ministro ha detto che non verranno tagliati i posti di lavoro, ma non è stato chiarito quali sono allora i costi che verranno tagliati. Peraltro, il Direttore generale si è limitato a dire che i numeri degli esuberi apparsi sui giornali non corrispondono alla realtà perché la valutazione non è ancora stata fatta. E ai senatori della Lega, che a più riprese gli hanno chiesto di chiarire se nuovi tagli del personale siano esclusi a priori o se possano essere invece ipotizzabili in esito alla valutazione da lui menzionata, non ha fornito risposta. Con riferimento a quanto affermato dalla senatrice Lupo, in merito al fatto che il comma 3 dell'articolo 1 del decreto-legge in esame prevede che si tenga conto dei livelli occupazionali, sottolinea che "tenere conto" non vuol dire "garantire" e chiede se la maggioranza sarebbe disponibile a votare un emendamento che modificasse in tal senso la disposizione in questione. Non crede che possa essere attribuita di per sé una funzione salvifica alla nomina di persone che hanno esperienza specifica nel settore, anche considerato che tale esperienza è stata maturata in seno ad una compagnia che ha dimensioni di gran lunga inferiori a quelle di Alitalia e ad esse non paragonabili. Il tema della proliferazione delle sigle sindacali doveva forse essere sollevato nel 2008 o nel 2013 e non oggi che le pur numerose sigle si sono espresse all'unisono. Peraltro i sindacati svolgono una funzione che è prevista anche dalla Costituzione e dunque bisognerebbe valutare con estrema attenzione forme di interlocuzione diretta con i lavoratori. Si augura che il Commissario straordinario possa incontrare presto i rappresentanti dei lavoratori. Auspica infine una scrupolosa osservanza del comma 2- bis dell'articolo 1 del decreto-legge in esame, ai sensi del quale il commissario straordinario invia alle competenti Commissioni parlamentari, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, tutti i dati aggiornati relativi alla situazione economico-finanziaria delle società e, con cadenza semestrale per l'intera durata dell'amministrazione straordinaria, tutti i dati rilevanti relativi alla situazione economico-finanziaria delle medesime società. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) afferma che si sarebbe attesa qualcosa di più dall'audizione del Commissario straordinario e del Direttore generale. Non certo il piano industriale per i prossimi cinque o dieci anni, che non rientra nei loro compiti, ma almeno qualche elemento concreto per capire come si stiano orientando. Considerati i tempi ristretti dettati dal decreto-legge, nei quaranta giorni che sono finora trascorsi dalla sua nomina il Commissario straordinario deve essersi fatto un'idea almeno su macro-temi, ma ieri non ha voluto esprimersi su nulla. Tutte le forze politiche sono a favore della salvezza della compagnia e del suo rilancio e nessuno vuole perdere posti di lavoro, le risorse investite e una compagnia fondamentale per il Paese, pertanto l'audizione di ieri avrebbe potuto rappresentare la sede se non per l'esposizione delle soluzioni, almeno per l'inquadramento dei problemi. Formula osservazioni critiche sul comma 5 dell'articolo 1 del decreto-legge in esame che modifica l'articolo 37 del decreto-legge n. 34 del 2019, eliminando la possibilità di destinare gli interessi sul prestito ad una parziale compartecipazione dello Stato ad una nuova compagine societaria alla quale dovessero essere attribuiti i compendi aziendali facenti capo ad Alitalia. La possibilità di un intervento pubblico di tal fatta era interessante e si sarebbe potuta rivelare utile. Manifesta soddisfazione per la contrarietà espressa dal ministro Patuanelli a ulteriori riduzioni di personale e al cosiddetto "spezzatino", ma - considerato che tutto ciò non è sancito espressamente dal decreto-legge e che manca il tempo per modificare il testo e inviarlo nuovamente alla Camera - impegni di tale tenore dovrebbero essere formalizzati perlomeno per il tramite di ordini del giorno. Sarebbe poi opportuno che il Governo assumesse l'impegno a prestare particolare attenzione agli aeroporti che fungeranno da porte d'ingresso per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, a partire da Milano Malpensa che negli ultimi anni è stata un po' trascurata. Esprime infine rammarico per le assenze nei ranghi del Partito democratico. Pur lodando l'ottimo lavoro svolto dal relatore e ricordando che nella settimana corrente l'Aula e le altre Commissioni non tengono seduta per indicazione della Capigruppo in vista delle elezioni regionali, ritiene che l'importanza dei temi trattati avrebbe meritato una presenza più massiccia dei componenti della maggioranza. Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ), nel condividere le finalità del provvedimento in esame sul quale preannuncia un voto favorevole, osserva tuttavia come il perdurare dell'amministrazione straordinaria rischi purtroppo di incidere negativamente sul potere contrattuale nella procedura di cessione della società. Dichiara che la sua parte politica è contraria a qualsiasi ipotesi di svendita di un'azienda che opera in un settore cruciale per il Paese, ma che la situazione attuale del mercato del trasporto aereo risulta particolarmente complicata per Alitalia. La sfida che si pone alla nuova dirigenza, infatti, è quella di individuare un interlocutore con il quale avviare un progetto forte di cooperazione industriale, che, indipendentemente dal tema della presenza pubblica nel capitale sociale o meno, conferisca alla società gli strumenti per operare bene sul mercato.