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come proceda il resto del piano che riguarda gli altri stabilimenti italiani; che cosa succederà ai contratti di solidarietà in scadenza nel prossimo mese di aprile 2020. Atto n. 3-01345 BERUTTI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: la protezione della fauna selvatica omeoterma e il prelievo venatorio sono disciplinati a livello nazionale dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157, che estende a tutta la fauna selvatica il regime di protezione, salvo per un limitato numero di specie espressamente indicate che possono essere "cacciate" nei tempi e nei modi previsti; tale normativa, definita agli inizi degli anni '90, quando per alcune specie che vivevano nei nostri boschi, al limitare di campi e coltivazioni, c'era il rischio di un'eccessiva rarefazione ed in alcuni casi anche di estinzione, oggi risulta per molti aspetti superata e inadeguata per far fronte al proliferare incontrastato di animali, quali gli ungulati, che causano danni insostenibili all'agricoltura e mettono in pericolo i cittadini; a fronte delle continue iniziative avanzate dalle associazioni di categoria cui si sono accompagnate proposte legislative volte a prevenire, contrastare e risarcire i danni causati dalla fauna selvatica, il Governo non ha dimostrato ad avviso dell'interrogante alcuna intenzione di intervenire; in recenti dichiarazioni riportate da organi di stampa, l'assessore per agricoltura, cibo, caccia e pesca della Giunta regionale del Piemonte ha affermato che "il Ministero dell'ambiente ci sta ostacolando sul cambio dell'articolo 19 della legge 11 febbraio 1992, n. 157", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo voglia impedire qualsiasi modifica alla vetusta normativa che disciplina la protezione della fauna selvatica omeoterma e il prelievo venatorio, oppure se intenda adottare per quanto di competenza ogni intervento possibile con l'obiettivo di implementare strumenti utili a contrastare lo sviluppo incontrollato della fauna selvatica; quali siano, dunque, le misure sin qui adottate con questo obiettivo, quanti i danni all'agricoltura siano stati quantificati e risarciti e quali siano le prospettive di intervento per il futuro. Atto n. 3-01347 DE PETRIS Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: sia nel bilancio europeo che in quello italiano sono previsti fondi per la realizzazione del "Green New Deal", ossia di un programma che accompagni la transizione ecologica dei settori produttivi, l'utilizzo di energie rinnovabili non climalteranti, la creazione di milioni di posti di lavoro volti all'efficientamento energetico degli edifici ad iniziare da quelli pubblici, il sostegno a politiche per una mobilità meno inquinante, all'agricoltura bio dinamica, alle politiche di "rifiuti zero" e più in generale a favore dell'economia circolare; ma le risorse stanziate, peraltro spalmate in tempi medio-lunghi, sono sufficienti solo ad iniziare la messa in opera di tale conversione ecologica degli apparati produttivi e dei servizi; per quanto concerne il bilancio europeo i fondi sono limitati e questo è da collegare alle ridotte dimensioni del medesimo; per quanto concerne il bilancio italiano, e più in generale quelli degli Stati nazionali che compongono l'Unione europea, tale limitatezza va attribuita ai vincoli del patto di stabilità e crescita, che impediscono di tener fuori dal computo di tali criteri le spese per gli investimenti "verdi"; a tale possibile "regola d'oro" verde si oppongono la Germania ed alcuni Paesi del nord Europa, nonché la stessa Commissione europea, si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Governo per ottenere in sede europea l'adozione, almeno parziale e graduale, di tale regola, per poter escludere dai calcoli per il rispetto dei criteri del patto di stabilità e crescita gli investimenti volti a proseguire le stesse politiche in difesa del clima, decisi dalla Cop21 nel 2015. Atto n. 3-01348 UNTERBERGER STEGER DURNWALDER LANIECE BRESSA Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il corridoio del Brennero costituisce attualmente una delle vie di collegamento più significative e strategiche del nostro Paese; basti pensare che il volume di merci che passa per il Brennero rappresenta il 30 per cento di tutto il traffico nord-sud nell'arco alpino, pari a circa 45 milioni di tonnellate nette all'anno: la straordinaria importanza del corridoio per l'intero sistema economico, nonché per l'efficace funzionamento del mercato interno, risulta pertanto indiscutibile; l'infrastruttura sta vivendo però, ormai da diversi anni, una grave situazione di collasso che, da un lato, non permette di garantirne la sostenibilità e lo sviluppo delle potenzialità e, dall'altro lato, determina notevoli conseguenze negative sull'ambiente e, più in generale, sulla qualità di vita delle popolazioni coinvolte; tale situazione di collasso è dovuta soprattutto al crescente e costante aumento del numero di tir (attualmente, transitano per il passo del Brennero più di 2 milioni di mezzi pesanti all'anno) e al conseguente aumento dei livelli di anidride carbonica e di biossido di azoto nell'aria, nonché ai problemi infrastrutturali che interessano l'intero asse stradale e ferroviario; per far fronte a questa grave situazione, il Tirolo ha deciso di introdurre un pacchetto di misure, quali il divieto di transito notturno o l'aumento del pedaggio, con l'obiettivo di limitare il transito di mezzi pesanti lungo l'asse del Brennero, ma è chiaro che iniziative di questo tipo da parte di un singolo Paese non sono sufficienti o risolutive; risulta, pertanto, urgente e non più procrastinabile l'adozione di misure congiunte che permettano di rispondere prontamente a queste problematiche, con l'obiettivo di spostare gran parte del trasporto merci dalla gomma alla rotaia (oggi, circa il 70 per cento del trasporto merci è effettuato su gomma), di tutelare la qualità dell'ambiente e di salvaguardare la salute pubblica; la strategia per realizzare quanto detto non può che essere comune: Italia, Austria e Germania devono lavorare insieme, in stretta collaborazione con le istituzioni europee, coinvolgendo attivamente tutti i territori interessati, mentre, dal punto di vista politico, la soluzione non può che essere quella di promuovere strumenti che riconoscano i costi ambientali e che permettano di perseguire una politica tariffaria di corridoio, anche valorizzando le possibilità che la normativa europea già prevede, si chiede di sapere quali siano le iniziative che il Governo intende intraprendere, al fine di rispondere prontamente alla grave situazione che interessa il corridoio del Brennero, nonché per sviluppare una strategia condivisa anche a livello europeo e con l'attivo coinvolgimento dei territori interessati. Atto n. 3-01349 BAGNAI ROMEO MONTANI SAVIANE SIRI BOSSI Simone CANDIANI CASOLATI TOSATO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: