[pronunce]

che, sempre secondo l'Avvocatura, il rimettente sembra addirittura dubitare dello status di vittima della strada del soggetto danneggiato, ed ipotizzare la sua legittimazione ad essere risarcito direttamente dal conducente anziché dalla compagnia di assicurazione, ciò che introduce un elemento di incertezza riguardo alle norme ritenute applicabili al caso di specie; che ad avviso dell'Avvocatura, il pagamento corrisposto dal Fondo di garanzia ha carattere risarcitorio e non indennitario, con la conseguenza che esso è dovuto anche all'assicuratore che agisce in surroga, mentre non si vede la ragione perché l'assicuratore che paga direttamente il danneggiato dovrebbe subire in proprio le conseguenze negative delle situazioni considerate dall'art. 19 della legge n. 990 del 1969, anziché riversarle su tutta la collettività attraverso il sistema del Fondo di garanzia; che secondo l'Avvocatura il parametro indicato dall'ordinanza di rimessione non appare appropriato, dal momento che l'art. 38 Cost. tutela il lavoratore, mentre l'ordinamento delle assicurazioni private prescinde dalla qualifica del danneggiato. Considerato che il Giudice di pace di Parma dubita della legittimità costituzionale dell'art. 19 della legge 24 dicembre 1969, n. 990 (Assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), nella parte in cui non prevede che al Fondo vittime della strada possano rivolgersi soltanto le vittime della strada e non altri soggetti surrogatisi a questi; che secondo il rimettente la disposizione violerebbe l'art. 38 della Costituzione; che la motivazione dell'ordinanza con la quale è stato promosso il giudizio di legittimità costituzionale è costituita da passi estrapolati dagli atti difensivi delle parti nel giudizio a quo, e che essa risulta contraddittoria e priva di una specifica indicazione, da parte del rimettente, in ordine alla ritenuta rilevanza della questione, che risulta così solo apoditticamente affermata; che il rimettente inoltre censura l'intero art. 19 della legge n. 990 del 1969, una disposizione che presenta un contenuto normativo complesso e prevede le modalità di intervento del Fondo di garanzia per le vittime della strada e di designazione della compagnia che deve provvedere al risarcimento del danno nei casi previsti dalla legge, non indicando chiaramente neppure quale sia la norma che costituisce oggetto delle censure; che anche l'indicazione del parametro di cui all'art. 38 Cost., a prescindere dalla sua dubbia attinenza al caso di specie, non viene accompagnata da alcuna specifica motivazione al riguardo; che l'ordinanza risulta quindi inidonea ad instaurare validamente il giudizio di legittimità costituzionale, con la conseguenza che la questione è manifestamente inammissibile.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 19 della legge 24 dicembre 1969, n. 990 (Assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), sollevata, in riferimento all'art. 38 della Costituzione, dal Giudice di pace di Parma con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 maggio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Fernanda CONTRI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 maggio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA