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Delega al Governo per l'istituzione del servizio civile universale obbligatorio. Onorevoli Senatori . – Sono passati poco meno di vent'anni dall'inizio del percorso legislativo che ha portato alla sospensione dell'obbligo di leva: al fine di costituire un esercito di professionisti, la legge 14 novembre 2000, n. 331, conferiva al Governo la delega a provvedere alla graduale sostituzione dei militari in servizio obbligatorio con volontari di truppa, sospendendo la leva militare e, contestualmente, anche il servizio civile obbligatorio alternativo. La storia della nostra Repubblica è stata caratterizzata da un ininterrotto periodo di pace, durante il quale l'attività delle Forze armate si è trasformata: non più finalizzata alla difesa dei confini nazionali, ma proiettata in una dimensione internazionale, attraverso la partecipazione alle missioni internazionali fuori area di peace-keeping e peace enforcing . Il servizio di leva non ha quindi avuto l'esclusiva funzione di addestramento militare, in vista di una possibile mobilitazione difensiva, ma ha rappresentato anche un vero e proprio momento di crescita: per molti dei nostri giovani ha costituito la prima occasione per uscire dal paese o dal piccolo centro natio; per tutti è stata un'impareggiabile opportunità di conoscenza reciproca e socializzazione. In poche parole, una palestra in cui allenarsi per prepararsi alla « vita ». L'intervento, pur apprezzabile, con cui, attraverso la legge 6 marzo 2001, n. 64, è stato istituito il servizio civile volontario non ha tuttavia pienamente sostituito, principalmente sotto l'aspetto quantitativo, quel senso di appartenenza a un gruppo, che – come molti ricordano – si formava nel periodo del servizio di leva. Siamo convinti che oggi – seppure in una società profondamente trasformata – risulta ancor più rilevante offrire nuovamente un tale « momento unificante » ai nostri giovani, i quali peraltro non appartengono tutti alla « generazione Erasmus » né sono necessariamente globalizzati. Viviamo in una « società liquida », come l'ha efficacemente definita Bauman, caratterizzata da una vera e propria crisi del concetto di comunità e nella quale emerge un individualismo sfrenato, dove ciascuno non è più compagno di strada, ma antagonista dell'altro, da cui guardarsi. I giovani sono le vittime principali di questo soggettivismo: mancando ogni punto di riferimento, il mondo ideale tende a dissolversi in una sorta di sfrenata anomia e le uniche soluzioni per il giovane, senza punti di riferimento, sono l'apparire a tutti costi e il consumismo. Il ricorso sfrenato alla tecnologia rende il quadro ancor più grave. Attraverso l'uso spasmodico dei social media si è convinti di essere sempre in compagnia per il solo fatto di poter condividere ogni singolo attimo della propria vita e controllare quella degli altri. Si è certi di essere sempre informati responsabilmente, per il solo fatto di avere innumerevoli fonti di informazione letteralmente a portata di mano sugli smartphone . Si tratta però di mere illusioni, dal momento che le nuove tecnologie allontanano, in molti casi, sempre più dalle relazioni sociali autentiche, soprattutto quando a fruire di tali strumenti sono i soggetti maggiormente tecnologici ovvero i giovani. Il contesto globale è cambiato, così come il senso della famiglia, sempre più disgregata e meno efficace. E neanche la scuola riesce sempre a intervenire, a prevenire e aiutare in concreto per superare questi disagi generazionali ma talvolta è anzi involontario teatro di tristi episodi di cronaca che tale degrado confermano e sottolineano. Si rivela sempre più necessario e urgente un cambio di passo: risulta fondamentale aiutare le giovani generazioni a passare « dalla solitudine della rete al fare rete » come lucidamente affermato, ossia a riscoprire il valore del capitale umano attraverso le reti di socializzazione e sostegno. Con la previsione di un servizio civile obbligatorio, quale quello delineato dal presente disegno di legge, le istituzioni potranno aiutare i giovani a valorizzare l'empatia nei confronti degli altri, a sviluppare lo spirito di servizio e la capacità di stare al mondo comprendendo le esigenze di chi è più debole. Il servizio civile che si intende rendere obbligatorio non va, di contro, concepito come un'impropria e forzata spinta alla socializzazione, ma come una miscela di erogazione di prestazioni sociali tramite attivazione della società civile e di formazione ed educazione alla cittadinanza e alla convivenza in una comunità plurale. Si delinea come un'esperienza di « cittadinanza attiva », che non si limiterà ad aiutare i giovani a formarsi come « bravi cittadini », ma contribuirà a dare nuova linfa all'intera società. Un'esperienza che, in un momento successivo, potrebbe anche diventare una possibilità di lavoro per molti di loro. Con il presente disegno di legge, come previsto nell'articolo 1 che ne definisce finalità e oggetto, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi, uno o più decreti legislativi in materia di servizio civile universale, al fine di potenziare i percorsi di formazione sociale, civica, culturale e professionale intesi ad elevare i livelli di cittadinanza attiva. Con i suddetti decreti legislativi si dovrà provvedere in particolare all'ampliamento della vigente disciplina in materia di servizio civile universale, su base volontaria, attraverso l'istituzione di un servizio civile universale obbligatorio per i cittadini italiani di età compresa fra i diciotto e i diciannove anni di età. L'articolo 2 definisce i principi e i criteri direttivi generali a cui deve attenersi l'attività normativa del Governo. Nello specifico, è prevista l'istituzione del servizio civile universale obbligatorio per i cittadini italiani che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e non superato il diciannovesimo, finalizzato, ai sensi degli articoli 52, primo comma, e 11 della Costituzione, alla difesa non armata della Patria e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica, in riferimento anche a quanto previsto dall'articolo 2 della Costituzione, in base al quale la Repubblica assicura i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali a cui prende parte, nonché dall'articolo 9, dedicato alla promozione della cultura. Inoltre è prevista l'adozione di uno specifico meccanismo di programmazione, d'intesa con i comuni e con le regioni, dei contingenti di giovani italiani di età compresa tra i diciotto e i diciannove anni da avviare al servizio civile universale obbligatorio tramite bando e da impiegare nei settori di intervento di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40; nello specifico: assistenza, protezione civile, patrimonio ambientale e riqualificazione urbana, patrimonio storico, artistico e culturale, educazione e promozione culturale e dello sport, agricoltura sociale e biodiversità, promozione della pace tra i popoli, della non violenza e della difesa non armata, promozione e tutela dei diritti umani, cooperazione allo sviluppo, promozione della cultura italiana all'estero e sostegno alle comunità di italiani all'estero.