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3 I coniugi che hanno diversa residenza anagrafica costituiscono nuclei familiari distinti esclusivamente nei seguenti casi: a quando è stata pronunciata separazione giudiziale o è intervenuta l'omologazione della separazione consensuale ai sensi dell'articolo 711 del codice di procedura civile, ovvero quando è stata ordinata la separazione ai sensi dell'articolo 126 del codice civile; b quando la diversa residenza è consentita a seguito dei provvedimenti temporanei e urgenti di cui all'articolo 708 del codice di procedura civile; c quando uno dei coniugi è stato escluso dalla potestà sui figli o è stato adottato, ai sensi dell'articolo 333 del codice civile, il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare; d quando si è verificato uno dei casi di cui all'articolo 3 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, ed è stata proposta domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio; e quando sussiste abbandono del coniuge, accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali. 4 Il figlio minore di anni 18 fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale convive. Il minore che si trovi in affidamento preadottivo fa parte del nucleo familiare dell'affidatario, ancorché risulti nella famiglia anagrafica del genitore. Il minore in affidamento temporaneo ai sensi dell'articolo 2 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è considerato nucleo familiare a sé stante, fatta salva la facoltà del genitore affidatario di considerarlo parte del proprio nucleo familiare. Il minore in affidamento e collocato presso comunità è considerato nucleo familiare a sé stante. 5 Il figlio maggiorenne non convivente con i genitori e a loro carico ai fini dell'imposta sul reddito, nel caso non sia coniugato e non abbia figli, fa parte del nucleo familiare dei genitori. Nel caso i genitori appartengano a nuclei familiari distinti, il figlio maggiorenne, se a carico di entrambi, fa parte del nucleo familiare di uno dei genitori, da lui identificato. 6 Il soggetto che si trova in convivenza anagrafica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, è considerato nucleo familiare a sé stante, salvo che debba essere considerato componente del nucleo familiare del coniuge, ai sensi del comma 2. Il figlio minorenne fa parte del nucleo del genitore con cui conviveva prima dell'ingresso in convivenza anagrafica, fatto salvo quanto previsto al comma 4. Se della medesima convivenza anagrafica fanno parte il genitore e il figlio minorenne, quest'ultimo è considerato componente dello stesso nucleo familiare del genitore. 5 (Indicatore della situazione reddituale) 1 L'indicatore della situazione reddituale è determinato sulla base dei redditi e delle spese e franchigie di cui ai commi da 2 a 5, riferite a ciascun componente ovvero al nucleo familiare. Ai fini del calcolo dell'indicatore, il reddito di ciascun componente del nucleo familiare è ottenuto sommando i redditi di cui al comma 2 al netto degli importi di cui al comma 3. Dalla somma dei redditi di cui al periodo precedente per l'insieme dei componenti sono detratte le spese o le franchigie riferite al nucleo familiare di cui al comma 4. I redditi e gli importi di cui ai commi 2 e 3 sono riferiti al secondo anno solare precedente la presentazione della DSU. Le spese o le franchigie di cui al comma 4 sono riferite all'anno solare precedente a quello nel quale è presentata la DSU. 2 Il reddito di ciascun componente del nucleo familiare è ottenuto sommando le seguenti componenti: a il reddito complessivo ai fini dell'imposta sul reddito; b i redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d'imposta; c ogni altra componente reddituale esente da imposta, nonché i redditi da lavoro dipendente prestato all'estero tassati esclusivamente nello Stato estero in base alle vigenti convenzioni contro le doppie imposizioni; d i proventi derivanti da attività agricole, svolte anche in forma associata, per le quali sussiste l'obbligo alla presentazione della dichiarazione ai fini dell'imposta sul valore aggiunto (IVA); a tal fine è assunta la base imponibile determinata ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), al netto dei costi del personale a qualunque titolo utilizzato; e gli assegni per il mantenimento di figli effettivamente percepiti; f i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, laddove non siano già inclusi nel reddito complessivo di cui alla lettera a) ; g i redditi fondiari relativi ai beni non locati soggetti alla disciplina dell'imposta municipale propria (IMU), di cui all'articolo 1, commi da 739 a 783, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, non indicati nel reddito complessivo di cui alla lettera a) , comma 1, del presente articolo. A tal fine i redditi dei fabbricati si assumono rivalutando la rendita catastale del 5 per cento e i redditi dei terreni si assumono rivalutando il reddito dominicale e il reddito agrario, rispettivamente, dell'80 per cento e del 70 per cento. Nell'importo devono essere considerati i redditi relativi agli immobili all'estero non locati soggetti alla disciplina dell'imposta sul valore degli immobili situati all'estero di cui al comma 15 dell'articolo 19 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, non indicati nel reddito complessivo di cui alla lettera a) , comma 1, del presente articolo, assumendo la base imponibile determinata ai sensi dell'articolo 70, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; h il reddito figurativo delle attività finanziarie, determinato applicando al patrimonio mobiliare complessivo del nucleo familiare, individuato secondo quanto indicato all'articolo 6 con la sola esclusione dei depositi e conti correnti bancari e postali, di cui al medesimo articolo 6, comma 4, lettera a) , il tasso di rendimento medio annuo dei titoli decennali del Tesoro ovvero, ove inferiore, il tasso di interesse legale vigente al 1° gennaio maggiorato di un punto percentuale; i il reddito lordo dichiarato ai fini fiscali nel Paese di residenza da parte degli appartenenti al nucleo familiare, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, iscritti all'AIRE, convertito in euro al cambio vigente al 31 dicembre dell'anno di riferimento del reddito. 3 All'ammontare del reddito di cui al comma 2 deve essere sottratto fino a concorrenza: a l'importo degli assegni periodici effettivamente corrisposti al coniuge, anche se residente all'estero, in seguito alla separazione legale ed effettiva o allo scioglimento, all'annullamento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio come indicato nel provvedimento dell'autorità giudiziaria. Nell'importo devono essere considerati gli assegni destinati al mantenimento dei figli;