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solo i mass media , fin da luglio 2017, fanno i nomi dei cantieri più "precoci": Reggio Calabria, Foligno e Feltre (come si legge su "gdc.ancitel" il 7 agosto 2017); la presenza (per non dire la "centralità") di Feltre avrebbe peraltro suscitato qualche imbarazzo nei più avvertiti, alla luce dell'origine feltrina del presidente dell'INGV, professor Carlo Doglioni, anche lui coinvolto nel progetto in qualità di esperto, e dell'attività professionale del fratello Francesco, titolare di uno studio di architettura che, secondo la stampa locale, dovrebbe fornire "supporto e consulenze" all'intervento previsto in città, si chiede di sapere: se non si ritenga che la nuova veste data a "Casa Italia" rappresenti un arretramento rispetto all'impegno iniziale di soddisfare le esigenze oggettive e urgenti in materia di prevenzione e sicurezza del Paese rispetto ai rischi naturali; quali siano i motivi per cui la sismologia sia di fatto assente dal progetto, a giudicare dal mancato o quanto meno assai scarso coinvolgimento di esperti in materia di pericolosità e rischio sismico, e se non si condivida l'urgenza di creare un "contenitore" di informazioni e di dati sul rischio o una mappa del rischio realmente esaustivi, utilizzando tutte le numerose conoscenze disponibili presso gli enti di ricerca che avrebbero dovuto essere coinvolti e coordinando le proprie attività con quelle già in corso presso il Dipartimento della protezione civile; se non possa sussistere un conflitto d'interessi in capo al presidente dell'INGV, importante istituzione deputata alla ricerca su tutto il territorio nazionale e alla protezione di tutti i cittadini italiani, relativamente alla scelta di inserire Feltre tra le città in cui verrà aperto un cantiere pilota, pur in assenza di alcuni dei requisiti inizialmente fissati da "Casa Italia". Atto n. 3-01728 GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'istituto italiano statale omnicomprensivo di Asmara in Eritrea conta 1.200 studenti. Fondata nel 1903, è l'istituzione statale italiana più grande al mondo e rappresenta lo strumento chiave della cooperazione italiana in Eritrea; i rapporti sono regolati da un accordo bilaterale siglato nel 2012, attualmente in attesa di essere rinnovato; in data 25 marzo 2020, in piena fase di lockdown a causa della pandemia da COVID-19, è stata inviata dall'ufficio di presidenza del Governo eritreo una nota di revoca della licenza e il personale scolastico in sede è venuto a conoscenza di questa comunicazione solamente in data 9 giugno; il rischio che la scuola non riapra è molto alto, tanto che lo stesso Ministero dell'educazione locale non ha autorizzato lo svolgimento degli esami conclusivi del secondo ciclo di istruzione agli studenti con cittadinanza eritrea; considerato che il Paese africano sta affrontando la pandemia da COVID-19 senza strutture sanitarie adeguate e con un progressivo aggravio delle condizioni di vita dovuto alla carenza di acqua, alle interruzioni quotidiane di erogazione dell'energia elettrica e all'aumento significativo del costo della vita, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso sollecitare, tramite la rete diplomatica italiana, l'apertura immediata di un tavolo di confronto con il Governo eritreo per convenire rapidamente a soluzioni condivise, al fine di preservare questa istituzione scolastica; se non consideri opportuna una revisione dell'accordo bilaterale, scaduto nel 2017. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03720 BARBONI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: attualmente l' exhibition industry in Italia si avvale di 43 poli fieristici che hanno ospitato 913 manifestazioni di cui oltre 200 di richiamo internazionale, con circa 200.000 espositori e un totale di 22 milioni di visitatori, di cui 13 milioni per gli eventi internazionali, generando un volume d'affari di circa 60 miliardi di euro, dando origine a quasi il 50 per cento del nostro export ; il sistema fieristico italiano ha radici profonde nella tradizione mercantile del nostro Paese e, da sempre, ha contribuito allo sviluppo delle relazioni commerciali, politiche e culturali con gli altri Stati permettendo alle fiere italiane di proporsi come una finestra privilegiata del made in Italy nel mondo; le fiere, quindi, sono il principale strumento di promozione per il 75 per cento delle imprese industriali e per l'85 per cento delle piccole e medie imprese e il principale strumento di diffusione dell'immagine del nostro Paese nel mondo. A questo vanno aggiunti i dati dell'Osservatorio italiano dei congressi e degli eventi (OICE) secondo cui la spesa di un congressista in Italia equivale al doppio o triplo della spesa media di un turista. Il visitatore, soprattutto quello internazionale, secondo l'OICE ha una spesa media pro capite di oltre 800 euro al giorno, ed è quasi sempre un potenziale repeater ; il sistema fieristico è stato tra i primi settori economici a pagare gli effetti della crisi sanitaria determinata dal COVID-19. Un settore che muove ogni anno svariati miliardi di euro, funzionando da volano per le attività commerciali delle imprese e che all'improvviso ha visto sostanzialmente azzerati i ricavi dal mese di marzo a oggi, con l'annullamento o lo slittamento di tutte le manifestazioni in calendario; la pandemia ha colpito soprattutto le tre regioni italiane leader nel settore fieristico (Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna), realtà che rappresentano da sole il 65 per cento dell'attività fieristica in Italia e oltre il 75 per cento delle manifestazioni internazionali; a partire dal mese di febbraio, tali regioni hanno visto la totale cancellazione degli eventi programmati nel 2020, con un danno stimato per le sole tre realtà regionali di oltre 700 milioni di euro e di oltre un miliardo di euro se si considera anche l'indotto; nel mercato fieristico italiano l'Emilia-Romagna si posiziona al secondo posto, preceduta dalla Lombardia, due regioni ove si concentra il 60 per cento delle manifestazioni internazionali (in Lombardia 35 per cento e 25 per cento in Emilia-Romagna). Nel corso del 2018 l'attività fieristica in Emilia-Romagna aveva raggiunto i 1.222.630 metri quadrati di superficie espositiva affittata, distribuiti su 89 manifestazioni che hanno raccolto oltre 35.000 espositori diretti e quasi 2,6 milioni di visitatori; il turismo fieristico e congressuale da decenni permette alla riviera di Rimini di "vivere" tutto l'anno, di riempire alberghi, bar e ristoranti, di dare impulso ai trasporti e all'occupazione di sviluppare turismo. È dunque un comparto da coltivare e sostenere e non da sottovalutare come fino ad oggi è stato fatto; al fine di sostenere il sistema fieristico quale piattaforma di internazionalizzazione del sistema produttivo italiano, è stata fatta richiesta dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dai presidenti della Lombardia, Attilio Fontana, e del Veneto, Luca Zaia, di istituire un fondo nazionale da 800 milioni di euro, presso il Ministero dello sviluppo economico, si chiede di sapere: al fine di evitare il tracollo di questo importantissimo comparto industriale, quali misure ed interventi il Ministro in indirizzo intenda adottare;