[resaula]

Occuparsi dei grandi carnivori significa occuparsi, non solamente di specie animali, ma anche di persone, specialmente di agricoltori e di pastori, che sono parti interessate ad affrontare un rischio reale proprio per la presenza di queste specie (grandi carnivori). Bisogna intervenire per tutelare nell'insieme l'uomo, la natura e le specie animali. La Politica Agricola Comune rimane un modello basato su competitività e innovazione. Noi, al contrario, dobbiamo puntare su un modello che prediliga la qualità, concetto che spesso contrasta con la quantità. Dobbiamo ascoltare le ragioni e le preoccupazioni dei nostri territori e dei nostri agricoltori, che magari ci evidenziano le loro angosce per un accordo come il CETA e per le ripercussione che potrebbe avere sulle nostre produzioni e sulla qualità dei prodotti, che finiscono sulla tavola dei consumatori. Inoltre va rammentato che ci sono soprattutto territori che vanno fieri delle proprie radici storiche, culturali e di appartenenza a minoranze linguistiche, come quella ladina, di cui mi onoro di far parte e che mi onoro di rappresentare nel mio territorio. PRESIDENTE. Senatrice, la invito a concludere. TESTOR (FI-BP) . Ho quasi finito. Infatti in Europa si contano numerose minoranze linguistiche, riconosciute e tutelate dalla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie... (Il microfono si disattiva automaticamente). Solo un minuto, per concludere. PRESIDENTE. Non ce l'avrebbe. Le è stato già dato del tempo ulteriore. TESTOR (FI-BP) . Insomma, presidente Conte, dobbiamo chiedere un'Europa che affronti la complessità dei nostri territori e che rappresenti appieno la loro ricchezza culturale e linguistica e la larga varietà delle nostre genti e della nostra produzione. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marilotti. Ne ha facoltà. MARILOTTI (M5S) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, intervengo in questo importante dibattito portando all'attenzione due temi, quello dell'insularità e quello delle infrastrutture di ricerca, che ben si inseriscono all'interno della riflessione che ha fatto nel suo discorso introduttivo a proposito dell'identità dell'Europa e della coesione interna. A proposito di cultura, un gruppo di scienziati italiani, in stretto contatto con colleghi europei e internazionali, ha messo a punto l'interferometro Virgo, per lo studio e la misurazione delle onde gravitazionali, capaci di svelare quel 96 per cento del nostro universo ancora invisibile. Si tratta di una nuova rivoluzione scientifica, di importanza pari a quella avviata da Galileo più di trecento anni fa. Il telescopio Einstein è un osservatorio di terza generazione, capace di raggiungere una sensibilità tale da esplorare un volume del cosmo 1.000 volte più grande di quello che potranno sondare i rivelatori interferometrici attuali. 580 scienziati europei hanno sottoscritto una lettera di intenti per la realizzazione del primo Centro europeo per la misurazione delle onde gravitazionali. È essenziale, signor Presidente, che il progetto rientri ufficialmente nella road map European strategy forum on research infrastructures (ESFRI), poiché nell'agosto del 2019 sarà scelto quello migliore e il progetto italiano ha già individuato come localizzazione ideale un sito nella Sardegna centrale, a Lula, in prossimità della miniera dismessa di Sos Enattos, assolutamente quieto, sia dal punto di vista delle attività umane che degli effetti sismici. Impegni sono già stati assunti dal precedente Governo e dalla Regione autonoma della Sardegna. È essenziale avere il coinvolgimento del Governo, poiché la candidatura di questa importantissima infrastruttura di ricerca viene effettuata dagli enti proponenti (università, Istituto nazionale di fisica nucleare, Istituto nazionale di astrofisica), col supporto di almeno tre Governi, di cui uno si proponga come guida e capofila. I nostri competitori sono due: da una parte ci sono Olanda, Germania e Belgio, che hanno individuato un sito in una striscia di terra confinante tra tre Nazioni e dall'altra c'è il progetto ungherese. Le caratteristiche del progetto italiano sono però, a detta degli esperti, di gran lunga migliori sotto ogni punto di vista. Ciononostante, signor Presidente, non vorremmo assistere ancora una volta impotenti a logiche lobbistiche, che poco hanno a che fare con la qualità dell'iniziativa e che finiscono solo col mortificare la comunità scientifica italiana. Creare centri di ricerca di questo livello significa, signor Presidente del Consiglio, invertire la triste realtà della fuga di cervelli, offrendo invece concrete opportunità di lavoro ai ricercatori e al personale tecnico specializzato. Realizzare queste infrastrutture in un'area tra l'altro fortemente depressa e a forte rischio di spopolamento - mi sia consentito dirlo da sardo - è una formidabile occasione di crescita cui dovranno seguire necessariamente altri interventi per colmare le distanze derivanti dall'isolamento. (Commenti dal Gruppo PD). Proprio sul tema dell'insularità vorrei richiamare la sua attenzione, visto che il bando europeo per garantire la continuità territoriale rischia di lasciare la Sardegna priva di collegamenti aerei a partire dal mese di ottobre, con grave danno per l'economia. Come è noto, le politiche di concorrenza dell'UE garantiscono che le imprese competano in modo leale e in condizioni di parità nel mercato interno europeo; d'altro canto, la stessa Unione europea riconosce in vari trattati e documenti la situazione di svantaggio oggettivo derivante dalla condizione di insularità, sotto il profilo del surplus dei costi dei trasporti, dei costi energetici, nonché dell'accesso al mercato, in particolare delle piccole e medie imprese. Noi non vogliamo assistenza, ma giustizia. Io le chiedo di inserire questi due punti: il primo riguarda la ricerca scientifica a livello europeo di livello italiano, il secondo punta a risolvere il problema della insularità, a dare effettività ai documenti espressi dalla Unione europea. Signor Presidente del Consiglio, le auguro un buon lavoro nella certezza che ella saprà tutelare al meglio la posizione italiana nel prossimo Consiglio europeo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP. Applausi ironici dal Gruppo PD). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Durnwalder. Ne ha facoltà. DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, nei pochi minuti a mia disposizione mi soffermerò solo sulla parte del suo intervento che riguarda la questione migratoria, un punto chiave della discussione odierna e del prossimo Consiglio europeo. Vorrei fare una prima considerazione che riguarda da vicino le Regioni del Nord Italia, quelle più vicine ai confini, riallacciandomi all'ordine del giorno portato all'attenzione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano dello scorso maggio dal presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher e approvato in quella sede. C'è bisogno, infatti, di un sistema di regole chiare per il riparto nazionale dei richiedenti asilo che giungono in Italia, non solo via mare ma anche via terra, da altri Paesi europei.