[resaula]

È una debolezza che rischia di dare vita ad una nuova inquisizione, una moderna caccia alle streghe nei confronti di chi giustamente è convinto che la famiglia è composta da mamma e papà. (Applausi) . Io stesso ho subito un linciaggio social per un post nel quale rivendicavo il ruolo dei genitori biologici, un linciaggio mediatico. Per questo esprimo solidarietà ai senatori Pillon, Ostellari e a tutti i miei colleghi che sono stati veramente linciati sui social perché hanno espresso la loro opinione libera: uomini coraggiosi, che vanno contro il pensiero unico. E con forza, appunto, voglio gridare: le idee non si processano, un modello di vita non si processa, un credo religioso non si processa. Vogliamo parlare dell'articolo 7, che istituisce percorsi all'interno della scuola? È un articolo molto confuso: non si specifica chi è tenuto ad organizzare questi corsi sull'omofobia e soprattutto con quali competenze. Parliamo di cultura gender ? Se così fosse, mai e poi mai ci troverete d'accordo. Libertà per i ragazzi italiani e le ragazze italiane di crescere come credono, senza essere influenzati. (Applausi) . Il pensiero unico non può essere l'unico dogma imperante; la diversità delle idee è il sale della democrazia. (Commenti del senatore Pillon) . Grazie di cuore Simone, detto da te è un complimento. PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza. Il senatore Pillon avrà molte occasioni. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Mi rivolgo a tutti gli uomini liberi, alle persone che hanno il coraggio di mettere la loro libertà a disposizione di tutti, perché da domani - ma sono convinto che non accadrà - potremmo essere meno liberi. È per questo che credo che ognuno sia libero di vivere la propria sessualità come meglio crede, ma ciò non autorizza nessuno né a limitare le libertà altrui, né a influenzare la crescita dei ragazzi. Sarebbe bello vedere tanta enfasi anche davanti agli innumerevoli crimini subiti dai cristiani nel mondo. Cito un ultimo caso (in molti, troppi, fanno finta di saperne poco o nulla, girano la testa): sapete che una giovane italo-marocchina di ventitré anni è stata arrestata in Marocco e condannata a tre anni di carcere per un post pubblicato su Facebook ritenuto blasfemo e offensivo per l'Islam? È troppo facile accusare e richiedere sanzioni contro Orbàn e la democrazia ungherese, mentre andare contro culture, che voi ritenete anche legittime, che limitano le libertà degli omosessuali e delle donne non è facile, perché avete paura. È facile colpire Orbàn e le democrazie, ma non avete il coraggio di colpire questi Stati islamici, con forme di sanzione o critica anche culturale, perché per voi molto spesso sono gli immigrati che diventano manodopera a basso costo per le vostre amiche multinazionali. Anch'io posso fare del sentimentalismo, leggendo i messaggi che mi arrivano. Prima erano tutti commossi e attenti ai messaggi che arrivano di gente che si sente discriminata, i quali hanno la nostra solidarietà, ma io vi leggo i messaggi che mi arrivano anche da altra gente che merita grande solidarietà dalla politica: i lavoratori. La sinistra, infatti, ormai ha abbandonato la classe operaia per diventare serva delle lobby , anche delle lobby ricchissime che non hanno sicuramente né problemi economici, né di diritti. Ecco, i messaggi che mi sono arrivati: «Il fondo volo non è arrivato; a fine mese non riusciamo a fare la spesa. Però qui ce ne freghiamo, dobbiamo parlare di altro, perdere tempo con leggi inutili, quando non abbiamo la cassa integrazione. Se permettete mi commuovo di questo, non di altro. Lancio un messaggio all'intelligenza di sinistra, soprattutto a quelle persone che in questi giorni, credendosi di essere elevate sia sotto l'aspetto culturale che sociale, ci stanno criticando: noi non abbiamo paura e per difendere un'idea, per difendere la verità e per difendere la libertà siamo pronti anche alla galera. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Floris. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghe e colleghi, vorrei innanzitutto fare alcune considerazioni sul metodo seguito. Siamo abituati, come Senato e come ramo del Parlamento, a ricevere disegni di legge già confezionati, pronti da approvare e di iniziativa governativa, che riguardano misure urgenti contenute in decreti-legge e che spesso riguardano temi economici o scadenze che vengono prorogate. Talvolta, e non di rado, ci è capitato anche di farlo attraverso voti di fiducia. Oggi ci occupiamo di un provvedimento di iniziativa parlamentare giunto dalla Camera dei deputati che non ha nessuna data oltre la quale il testo non sarebbe più valido. Eppure ci viene presentato come inemendabile, quindi come immodificabile, e l'unica testimonianza che ci viene concessa è quella di un intervento nell'Aula del Senato. Peraltro, questo testo ci viene esibito come il frutto della mediazione di tutte le forze alla Camera, e viene detto a noi moderati liberali di Forza Italia che il contributo dei nostri deputati è stato determinante per scrivere il testo ora in esame. È stato determinante il contributo di tutti, ma il nostro apporto di senatori non è richiesto: non possiamo proporre o approvare modifiche altrimenti si snatura la ratio del testo, frutto - si dice - di un equilibrio delicato. Ma il contenuto del disegno di legge Zan ha fatto manifestare forti preoccupazioni da parte del mondo intellettuale e dell'università, oltre che del mondo cattolico. Quindi non è, come qualcuno vuol far credere, che da una parte ci sono i rozzi e gli insensibili e dall'altra coloro che si prendono cura dei soggetti più deboli. La preoccupazione del mondo cattolico e accademico sta proprio nel fatto che si vogliono cristallizzare definizioni non chiare in norme giuridiche, alcune delle quali aventi carattere penale. Si prova quindi, scrivendole in forma normativa, a trasformare in dogmi delle definizioni che sono ancora oggetto di dibattito scientifico, ma che potrebbero cambiare, fino ad annullarlo, anche il concetto tradizionale della famiglia. E si prova, dunque, attraverso l'introduzione di questi dogmi, a limitare la libertà di manifestazione del pensiero che - lo ricordo - è tutelata dall'articolo 21 della Costituzione. Se è giusto punire le azioni o le parole che istigano alla violenza o ledono la dignità di una persona, non lo è però perseguire il dissenso o le critiche rispetto ai temi trattati nel disegno di legge che ormai porta il nome del deputato del Partito Democratico. L'esperienza comparatistica dimostra come norme analoghe a quelle contenute nel disegno di legge Zan abbiano portato all'incriminazione di persone per aver sostenuto che il matrimonio si fonda sull'unione di un uomo e di una donna o per essersi espressi criticamente verso alcuni atteggiamenti sul piano della sessualità, senza nessun legame con la violenza e con l'odio, e senza aver leso la dignità di alcuno. Anche il contenuto degli atti discriminatori e vietati non è definito in modo puntuale dal disegno di legge: