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Viene prorogata la durata dell'anno accademico 2019-2020 per gli studenti che hanno sofferto la condizione particolare cui sono state sottoposte le università nel corso di quest'anno. Nell'ambito dell'ordinamento penitenziario, importanti sono le proroghe di alcuni istituti già previsti in disposizioni precedenti, come l'ammissione al regime della semilibertà, la concessione di permessi premio, l'esecuzione domiciliare della pena detentiva non superiore a diciotto mesi, nel contemperamento degli interessi della salute pubblica e privata e di quello della sicurezza generale dei cittadini. Infine, mi preme far emergere come, a seguito del dialogo proficuo tra tutte le componenti politiche, si sia arrivati a un ordine del giorno che ha il merito di porre al centro dell'agenda politica il tema del rispetto della Costituzione, incentrato su una ragionevole durata dei processi; si tratta di una riforma del processo penale e civile che noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo avviato sin dall'inizio con l'ex ministro della giustizia Bonafede. Rispetto del dettato costituzionale, come ha affermato la neoministra Cartabia, significa anche rispetto di una serie di articoli che spesso cadono nel dimenticatoio, come ad esempio l'articolo 27 della Costituzione secondo il quale il carcere deve tendere alla rieducazione e al reinserimento nella società civile. Vorrei concludere il mio intervento con un auspicio: questo Governo nasce dalla fine traumatica e immotivata della precedente esperienza del Governo Conte, fatto oggetto di attacchi e azioni propagandistiche fini a se stesse, a tratti anche pericolose per la tenuta del Paese in questo periodo emergenziale. Mi auguro che questa nuova stagione possa essere almeno l'occasione di un dialogo costruttivo incentrato sul superiore interesse di tutti: il bene dell'Italia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ginetti. Ne ha facoltà. GINETTI (IV-PSI) . Signor Presidente, oggi con la conversione in legge del decreto milleproroghe, tra le tante misure adottate, siamo anche chiamati a dare esecuzione, ai sensi dell'articolo 21, alla decisione europea relativa al sistema delle risorse proprie, adottata lo scorso 14 dicembre. È una materia che, considerata la sua portata storica, merita particolare attenzione: la decisione abroga quella del 2014 e consente la concreta attuazione dello strumento di ripresa e resilienza Next generation EU, la più grande opportunità finanziaria per l'Europa e per l'Italia, con 209 miliardi tra sovvenzioni e prestiti per il superamento della crisi economica e sociale derivata dall'emergenza sanitaria; tale strumento (750 miliardi), con la messa in comune di un debito europeo, costituisce un'accelerazione senza precedenti al processo di integrazione europea. Signor Presidente, è stato un anno complesso il 2020, che la storia ricorderà per aver affrontato la più grande tragedia dal secondo dopoguerra ad oggi, in termini di perdite di vite umane e per le gravi conseguenze economiche e sociali. Per questo serviva un grande piano europeo di ricostruzione e rilancio; per questo serviva un Governo nazionale europeista e responsabile, capace di traghettarci fuori dalla catastrofe per non fallire la sfida che avevamo e abbiamo ancora di fronte, per le generazioni future e per i prossimi vent'anni. Auspichiamo fortemente che la ratifica da parte dei Parlamenti nazionali della decisione sulle risorse proprie possa aprire la strada ad un'unione fiscale in un'Europa federale per il rafforzamento del mercato interno e verso una maggior sovranità condivisa, come richiamato dal presidente Draghi, in un contesto di globalizzazione ormai regionalizzata e con un processo di reshoring di catene di approvvigionamento strategiche. È una modifica dell'attuale sistema basato sulle risorse proprie tradizionali, tra dazi doganali e parte del gettito nazionale dell'IVA su quella percentuale del reddito interno lordo degli Stati membri che oggi rappresenta oltre il 70 per cento delle risorse, un aumento definitivo dall'1 al 1,4 per cento e un aumento temporaneo previsto al 2 per cento per onorare il debito comune ed evitare il ricorso alle finanze dei singoli Stati membri. La Commissione è poi delegata a definire tali nuove risorse per far fronte alle nuove priorità, a partire da un'imposta sui rifiuti da imballaggi non riciclati, sino alla previsione di una carbon tax alla frontiera, alla digital tax per i giganti del digitale. Signor Presidente, dopo la ratifica della decisione sulle risorse proprie entro aprile, con la presentazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, tocca a noi dimostrare la nostra credibilità per un impiego efficiente dei 209 miliardi per investimenti pubblici e privati, per le riforme necessarie a rilanciare il Paese, il benessere dei cittadini e per una crescita strutturale duratura in grado di rendere sostenibile, dal punto di vista finanziario, il debito, seguendo anche le raccomandazioni del semestre europeo per una giustizia più veloce, una pubblica amministrazione più efficiente e un'istruzione più qualificante. Sono risorse, signor Presidente, non prive di condizionalità; si tratta pur sempre di una facility europea, il che significa che non abbiamo ancora in tasca i 209 miliardi e che ricevere le risorse dipenderà dalla qualità del piano nazionale e dal monitoraggio in itinere dei risultati conseguiti con indicatori misurabili. Avevamo chiesto investimenti pubblici per modernizzare il Paese, a partire dalle opere pubbliche ancora da sbloccare, infrastrutture di connessione veloce, città più smart e rigenerate, a partire dagli investimenti sul più importante dei fattori, quello umano, verso un'economia della conoscenza e della cultura. Come abbiamo imparato, l'economia dipende dall'efficacia del sistema sanitario, di cura e di assistenza e la salute pubblica, a sua volta, dipende dalla salute del pianeta. Per questo concordiamo con la proposta del presidente Draghi affinché la tutela dell'ambiente e della biodiversità diventi una priorità di rango costituzionale. Next generation EU è dunque la svolta europea e il Piano nazionale di ripresa e resilienza richiede la svolta italiana, ma per questo serve una discontinuità decisiva per lo sviluppo sostenibile, l'innovazione, la modernizzazione e la riduzione di divari e disuguaglianze. Oggi, con l'articolo 21 del provvedimento al nostro esame, ovvero con la ratifica della decisione europea relativa al sistema delle risorse proprie, stiamo compiendo un passo storico, per tornare, come italiani, a svolgere un ruolo da protagonisti in Europa, con un'Europa più forte nel mondo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Balboni. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, «C'erano una volta i garantisti»: così scrive oggi Piero Sansonetti su «Il Riformista», commentando la svolta, direi l'inversione a U, di alcune forze politiche della vecchia e della nuova maggioranza, su un tema fondamentale per i diritti civili, per i diritti costituzionali, per la certezza del diritto e per i principi sanciti dalla nostra Costituzione, come il giusto processo e la sua ragionevole durata. Mi riferisco ovviamente al tema della prescrizione.