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nei giorni scorsi è uscita la notizia di una lettera inviata al Presidente della Repubblica, da parte di un gruppo di italiani residenti all'estero, che esprimono la loro forte preoccupazione per poter esercitare il loro diritto al voto; l'agenzia di stampa "Ansa", il 14 agosto 2020 riportava il testo di una nota del sottosegretario di Stato Merlo con delega agli italiani all'estero che diceva: "Continuano a crescere in maniera esponenziale i contagi per Coronavirus nelle Americhe, negli Usa e in America Latina in particolare. Così anche la rete consolare italiana è costretta a fare i conti con il Covid-19. Sono diverse, infatti, le sedi diplomatico-consolari che sono state chiuse perché al loro interno ci sono stati casi di contagio". "Si tratta, fino ad oggi di almeno una ventina di sedi, tra Ambasciate e Consolati"; in Brasile, dove vivono oltre 500.000 connazionali, che si può considerare come una regione italiana, per la continua diffusione del COVID, i sindacati dei servizi postali hanno indetto uno sciopero a tempo indeterminato rendendo di fatto impossibile la trasmissione dei plichi elettorali; la situazione all'interno della rete diplomatico-consolare italiana potrebbe complicarsi, come da alcune settimane denunciano tutti i sindacati dei lavoratori dello stesso Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; in questi giorni, in anticipo sulle scadenze procedurali, previste dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459 e del relativo regolamento di attuazione, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2003, n. 104, risulta che in alcune circoscrizioni elettorali dell'America latina, il plico elettorale contenente il materiale elettorale sia già arrivato il 21 agosto 2020 con largo anticipo rispetto alle scadenze ordinarie; in concreto, continua la lettera dei nostri connazionali, la partecipazione di 1,5 milioni di cittadini italiani è seriamente compromessa dall'acuirsi della pandemia in Paesi dove la presenza italiana è importante, dal Brasile alla Francia, dagli Stati Uniti alla Spagna, in Asia, Australia e in Sudafrica; il contesto in cui si stanno preparando le consultazioni all'estero è a dire poco preoccupante, inoltre le nostre comunità non hanno avuto la possibilità di essere informate sulle ragioni del SI e del NO, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo confermino la situazione di difficoltà che la nostra rete consolare sta subendo e quali urgenti iniziative abbiano intrapreso affinché i nostri connazionali abbiano la possibilità di essere supportati per ogni loro esigenza; se in merito allo svolgimento del referendum siano state avviate tutte le procedure necessarie affinché la consultazione possa essere svolta regolarmente e ogni nostro connazionale abbia la possibilità di esprimere il proprio voto; se i Ministri siano a conoscenza delle forti difficoltà di alcuni Paesi, tra cui il Brasile, dove i nostri 500.000 connazionali potrebbero non poter esercitare il diritto di voto a causa del COVID e il conseguente sciopero a tempo indeterminato delle poste e quali urgenti iniziative ritengano di attuare affinché ogni cittadino italiano possa esprimere il proprio voto in un referendum costituzionale che ha come oggetto la loro rappresentanza. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03988 ORTIS Al Ministro della difesa Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: nelle giornate del 3 e 10 agosto 2020 dal centro d'accoglienza "Sweet dreams" di Campomarino (Campobasso) si sono registrate, come riferito dalle cronache locali, fughe di migranti tunisini, circa 60 in totale, di cui si è persa ogni traccia e, nel corso del secondo episodio, gli agenti di stanza nei pressi della struttura sono stati aggrediti e costretti alle cure in ospedale, avendo riportato alcune ferite nella colluttazione con alcuni dei nordafricani in fuga, sfociata nell'arresto; all'interno del centro di accoglienza risultano anche 5 positivi al COVID-19, come risultato dai tamponi effettuati dall'azienda sanitaria regionale del Molise in data 12 agosto; il 16 agosto altri 15 migranti circa, stando alle cronache del Molise, sono fuggiti calandosi dai balconi del centro d'accoglienza di Isernia "Il Geco", con una fuga durata alcune ore prima di essere riportati all'interno della struttura a seguito di mirate ricerche avviate a tappeto dalle forze dell'ordine, costrette a presidiare l'edificio sulle 24 ore per motivi di pubblica sicurezza, vista anche la presenza all'interno di un positivo al coronavirus; considerato che: dalla Prefettura di Campobasso è stato richiesto il dispositivo "Strade sicure" per aver maggior personale da impiegare nelle aree a rischio; dalla Prefettura di Isernia sono state richieste maggiori unità al Ministero dell'interno ed è in via di valutazione la richiesta di utilizzare il dispositivo Strade sicure, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di adottare le opportune iniziative al fine di implementare l'operazione "Strade sicure" nelle province di Campobasso e Isernia, al fine di garantire ai prefetti la possibilità di impiegare unità di personale delle forze armate a presidio delle strutture in cui sono alloggiati i migranti. Atto n. 4-03989 ROJC Al Ministro dell'interno Premesso che: l'afflusso di migranti in Friuli-Venezia Giulia, e segnatamente di minori stranieri non accompagnati, sta provocando una situazione di estrema difficoltà e allarme in molti comuni della regione; la situazione appare critica specialmente per i comuni del territorio delle province di Udine e Trieste, e segnalazioni dirette sono state raccolte in particolare da quelli di Pradamano, San Giovanni al Natisone e Muggia; i sindaci sono in allarme poiché tale emergenza sta seriamente compromettendo la tenuta dei bilanci comunali; il sindaco di Muggia in particolare ha segnalato come la disponibilità di cassa del Comune, per far fronte al pagamento delle comunità che ancora sono in grado di accogliere migranti minori non accompagnati, sta diminuendo in modo preoccupante, tanto che se non si interviene prontamente vi è il rischio di non trovare più le risorse necessarie ad erogare gli stipendi ai dipendenti; lo stesso sindaco di Muggia ha dichiarato di aver speso quasi 2 milioni di euro fino ad oggi e prevede che la spesa annua sarà di oltre 3 milioni e mezzo, pari a quasi il 10 per cento del bilancio dell'intero ente; considerato che: appare del tutto evidente che questa situazione mette in luce l'impossibilità, soprattutto per i Comuni minori, di fare fronte a questa emergenza senza un adeguato sostegno finanziario e logistico; i minori stranieri non accompagnati vengono ormai rintracciati a decine ogni giorno e i centri di accoglienza dedicati sono al collasso: sindaci e prefetti non riescono più a trovare spazi in cui far fare la quarantena a questi ragazzi; si è appreso in queste ore che prossimamente il Ministro in indirizzo sarà in visita in Friuli-Venezia Giulia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, vista la situazione di enorme difficoltà dei Comuni, non ritenga necessario, per far fronte a questa vera e propria emergenza, prevedere lo stanziamento di specifiche risorse finanziarie a favore di tali amministrazioni comunali in difficoltà;