[resaula]

si è reso strumento di altri poteri, che hanno trovato in lei un alleato affidabile. (Applausi). Sapete di chi parlo? Di qualche giornalista, di qualche magistrato e di qualche tecnico. E, badi bene, quelle del giornalista, del magistrato e del tecnico sono tutte categorie ovviamente professionali, rispettabili e preziose, che tuttavia sono chiamate a fare altro e che non sono state elette per decidere o per sostituirsi alla politica, a meno che la politica scelga di non contare più nulla, di ratificare decisioni prese da altri, di rinunciare ad ogni visione e di appoggiarsi a poteri più forti per tirare avanti. A questo punto, allora, una provocazione: noi, come Lega, abbiamo anche votato il taglio dei parlamentari, ma perché non chiudiamo il Parlamento? Lo dico provocatoriamente: perché non andiamo tutti a casa? Perché non dichiariamo il fallimento della politica, del confronto delle idee e lasciamo campo libero ai tecnici, alle correnti della magistratura, a qualche amico giornalista? (Applausi). Io dico no e lo sa perché? Perché noi crediamo nella democrazia, perché siamo stati votati per decidere e non per tirare a campare. È per questo che siamo stufi di riunirci qui per convertire decreti-legge e non possiamo più tollerare un Governo che emette provvedimenti sui quali pone costantemente la fiducia, dopo aver subìto peraltro - ve lo ricordo - una sfilza di decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, i famosi provvedimenti che hanno minacciato addirittura le nostre prerogative di parlamentari, nel nostro ruolo di controllo e di critica. Ciò a tal punto - e voglio ricordarlo, ringraziandolo, come dovreste fare tutti - che il Presidente del Senato si è dovuto esprimere pubblicamente a tutela del ruolo fondamentale di ogni senatore nello svolgimento delle sue funzioni. (Applausi) . E non per noi stessi, non per andare al mare, ma per garantire la libertà dei cittadini che ci hanno votato e che da noi pretendono scelte e responsabilità. È per questo, Ministro e colleghi, che noi continueremo a fare opposizione, non per polemica, ma per parlare di idee, proposte e per chiedere che le decisioni politiche siano prese in quest'Aula e non in qualche villa o in qualche hotel. A proposito di hotel, chiudo ringraziando - oggi faccio tutto in maniera un po' paradossale - anche il dottor Palamara e soprattutto i giornalisti che hanno svelato i contorni della sua epopea, dimostrando peraltro quanto molti già sospettavano, quanto moltissimi magistrati per bene non potevano sopportare. In conclusione, io non sono un appassionato di gossip , né della lettura di conversazioni private e ciò che mi preoccupa non è tanto quello che diceva Palamara, a sconvolgermi è quello che non dice e che non ha detto il Ministro della giustizia: è il silenzio della politica. (Applausi) . L'imbarazzo, il tentativo di privarla di ogni prerogativa, tentativo di cui, ancora oggi, il Ministro si fa complice e non da solo. Cari colleghi, avete perso la lingua? Come potete accettare di vivere sotto ricatto? Non è ora di liberare il Parlamento da invasioni di campo? Un tentativo contro il quale, dentro e fuori il Parlamento, la Lega si opporrà con tutte le forze. Per queste ragioni, il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà contro l'ennesima fiducia. (Applausi) . EVANGELISTA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, colleghi, Ministro e Sottosegretario, l'immane tragedia che si è abbattuta nel nostro Paese ha sconvolto la vita di più di 60 milioni di persone, alterandone le condizioni di vita e mietendo circa 35.000 vittime. Tutti i settori della società civile sono stati colpiti, in particolar modo anche la giustizia; ciò ha giustificato, infatti, un'intensa attività di decretazione d'urgenza. Il decreto-legge che oggi ci accingiamo a convertire in legge, frutto della collaborazione di tutti i commissari della Commissione giustizia appartenenti a tutte le forze politiche, si inserisce in questo contesto emergenziale, allo scopo, da un lato, di attenuare gli effetti del diffondersi del virus e, dall'altro, di garantire un'efficiente ed efficace attività giudiziaria. I temi sono di notevole importanza: si va dalla proroga al 1° settembre dell'entrata in vigore delle disposizioni inerenti alla disciplina delle intercettazioni all'introduzione dell'applicazione Immuni, alle disposizioni relative alla misura di contenimento degli effetti dell'epidemia sul sistema giudiziario nazionale. Di particolare rilievo sono infine le norme che intervengono sulla disciplina dell'ordinamento penitenziario, in materia di permessi cosiddetti di necessità e di detenzione domiciliare cosiddetta in deroga. Gli aspetti sui quali vorrei soffermarmi in particolare sono due: le modifiche alla disciplina dei permessi e della detenzione domiciliare e le misure volte al contenimento degli effetti dell'epidemia sul sistema giudiziario. Per quanto concerne la legge n. 354 del 1975, l'intervento consiste nella previsione di un parere obbligatorio per i magistrati di sorveglianza, che devono richiedere al procuratore antimafia in ordine all'attualità dei collegamenti con la criminalità... (Brusìo) . PRESIDENTE.Mi scusi un momento, senatrice Evangelista. Posso chiedere ai colleghi di Forza Italia di abbassare il volume della voce? Prego, prosegua. EVANGELISTA (M5S) . Per quanto concerne le modifiche alla legge del 1975, l'intervento consiste nella previsione di un parere obbligatorio che i magistrati di sorveglianza devono richiedere al procuratore antimafia in ordine all'attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata e alla pericolosità del detenuto al quale intendono concedere il permesso o il rinvio dell'esecuzione della pena in regime di detenzione domiciliare. Per la precisione, è richiesto solo il parere del procuratore distrettuale, se la decisione riguarda un detenuto per i reati gravissimi, di cui all'articolo 51 commi 3- bis e 3- quater del codice di procedura penale; è richiesto invece anche il parere del procuratore nazionale, se riguarda un detenuto sottoposto al regime detentivo speciale di cui all'articolo 41- bis dell'ordinamento penitenziario. Tali disposizioni sono state integrate dall'emendamento governativo, che ha trasferito la normativa prevista dal decreto-legge n. 29 nel corpus del decreto-legge che ci accingiamo a convertire, consolidando all'interno di un unico provvedimento l'importante novità del procedimento inerente la concessione delle misure sopradette, ossia la successiva e periodica rivalutazione delle misure in ragione dell'attualità dei motivi posti a fondamento delle decisioni della magistratura di sorveglianza. In particolare, limitatamente all'emergenza epidemiologica in atto, si prevede che il giudice di sorveglianza che abbia disposto la detenzione domiciliare debba valutare la permanenza dei motivi legati all'emergenza sanitaria. La rivalutazione va effettuata secondo le medesime modalità seguite per la concessione; essa deve essere effettuata entro quindici giorni dall'adozione del provvedimento originario e, successivamente, con cadenza mensile.