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Sempre in un'ottica di assistenza alle collettività all'estero, anche in risposta alle conseguenze che la pandemia può aver avuto sul mercato del lavoro, si sta lavorando ad una bozza di convenzione tra MAECI e Patronati, d'intesa con il Ministero del Lavoro, volta a porre le basi per una più stretta collaborazione non solo nell'ambito tradizionale dell'assistenza pensionistica, ma anche ai fini di un supporto più generalizzato agli esponenti della "nuova mobilità", specie coloro che sono appena arrivati all'estero e sono alla ricerca di opportunità di lavoro. Il sottosegretario Della Vedova si sofferma, quindi, sul capitolo dei servizi consolari, importantissimo e non privo di criticità. Sin dall'inizio della pandemia, la Rete diplomatico-consolare è sempre rimasta operativa, pur in situazioni a volte difficili, con l'obiettivo di assicurare la maggiore continuità possibile nella prestazione dei servizi e senza mai interrompere lo svolgimento delle attività indifferibili e degli interventi prioritari e urgenti a favore dei connazionali. Tutte le sedi hanno ora da tempo ripreso, nelle modalità consentite dagli accordi di sede con i sindacati e in base al contesto locale, il lavoro in presenza. L'attuale livello di operatività dei consolati sta dunque gradualmente tornando ad essere paragonabile al livello pre-pandemico, anche per quanto riguarda quei settori, ad esempio l'emissione dei passaporti, che necessitano della presenza degli operatori in sede. Nei primi otto mesi dell'anno corrente, sono stati emessi 227.745 passaporti, con un aumento rispetto allo stesso periodo del 2020 del 56 per cento. Lo stato civile, nello stesso periodo considerato, con 139.346 atti trasmessi, ha conosciuto un aumento del 38 per cento rispetto al 2020. Sono numeri tuttavia inferiori  del 18 per cento per i passaporti e dell'11 per cento per lo stato civile  rispetto allo stesso periodo del 2019. Il settore anagrafe ha invece mantenuto sostanzialmente stabile il livello di operatività con 227.190 iscrizioni effettuate, in calo solo del 9 per cento rispetto al livello pre-COVID. La Farnesina sta monitorando con grande attenzione la performance della Rete diplomatico-consolare per contenere gli arretrati consolari che inevitabilmente si sono accumulati durante la pandemia e far fronte all'incremento di domanda di servizi connesso alla contestuale ripresa della mobilità internazionale. La Direzione Generale Italiani nel mondo svolge, ad esempio, videoconferenze con le sedi in maggiore difficoltà, per individuare soluzioni tecnico-organizzative per migliorare la produttività. Se, in alcuni Consolati, ci sono difficoltà ad assicurare tempestività nell'erogazione dei servizi, occorre, tuttavia, considerare che la pandemia si è innestata su una situazione già critica a livello di risorse. Nel decennio 2010-2019 la Farnesina ha, infatti, perso oltre mille unità di personale delle aree funzionali, la cui età media supera ora i 53 anni, comprensibilmente poco propensi a prestare servizio in sedi disagiate o lontane. Si tratta della perdita di oltre un terzo dell'organico non diplomatico. Un vero e proprio depauperamento di risorse, paradossalmente, a fronte di sfide che diventavano sempre più complesse. In proposito, ringrazia il Parlamento perché, anche con il suo sostegno, attraverso le più recenti leggi di bilancio, si è riusciti ad arrestare questo trend decrescente. A febbraio sono stati assunti 248 dipendenti della Terza Area Amministrativo, Contabile e Consolare, mentre sono appena terminate le selezioni per 27 Terze Aree Informatiche e 44 della Promozione Culturale. La conclusione dei prossimi concorsi per 400 Seconde Aree, a cui si aggiungono le ulteriori assunzioni autorizzate con legge di bilancio 2021 (100 Seconde Aree, 50 Terze Area e 150 funzionari diplomatici da assumere nel triennio 2021-2023), dovrebbe consentire di rispondere alle esigenze più impellenti delle sedi all'estero. Questo personale aggiuntivo dovrà, infatti, essere, in buona parte, destinato alla rete, non solo per sostituire i colleghi in rientro, ma anche per rafforzare la nostra presenza nel mondo, sostenere le imprese ed erogare i servizi ai cittadini. In proposito, il MAECI confida nel sostegno del Parlamento per reperire le risorse finanziare necessarie. Nel frattempo, per preservare la piena operatività della rete, la Farnesina ha concesso proroghe eccezionali relative ai periodi di permanenza massima nelle Sedi estere e semplificato le regole per candidarsi per l'estero. Nell'immediato, si fa crescente ricorso a liste straordinarie di pubblicità dei posti, che consentono di massimizzare il numero di candidature tramite il ricorso a deroghe sul tempo minimo di permanenza al Ministero (che, ad esempio, per i neo-assunti sarebbe di 18 mesi, anche al fine di consentirne un'adeguata formazione). Ciò ha permesso di registrare, sull'ultima lista di pubblicità, un tasso di assegnazione del 22 per cento che, pur non elevato, è più che raddoppiato rispetto allo scorso anno. Nondimeno, il 78 per cento dei posti vacanti è andato scoperto. A dimostrazione che la soluzione strutturale al problema dell'insufficiente numero di dipendenti nelle nostre Sedi diplomatiche e consolari è costituita unicamente da una robusta campagna di nuove assunzioni. Ciò non solo al fine di recuperare le unità di personale perse negli ultimi dieci anni, ma auspicabilmente anche per imboccare un trend crescente che possa, nel tempo, portare le nostre sedi a disporre di un livello di personale, se non commisurato a quello di altri partner europei con cui ci confrontiamo, quantomeno adeguato alla messa a regime di un sistema di erogazione dei servizi efficiente e rispondente alle esigenze delle nostre sempre più vaste ed eterogenee collettività. Stanti le risorse umane al momento a disposizione, uno degli strumenti fondamentali su cui la Farnesina sta più investendo per smaltire gli arretrati e migliorare i servizi consolari è la digitalizzazione. In linea con l'Agenda digitale della Pubblica Amministrazione, la Farnesina è da tempo impegnata nello sviluppo di portali digitali per l'erogazione dei servizi consolari, in particolare i portali Fast-It e Prenot@mi. Il portale dei servizi consolari Fast It, ormai ben avviato e noto alle collettività, consente al cittadino residente all'estero di trasmettere direttamente online e senza necessità di recarsi in consolato la propria richiesta di iscrizione all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE), di comunicare la variazione di indirizzo di residenza, anche in un'altra circoscrizione, e di visualizzare una sintesi della propria scheda anagrafica, conservata nello schedario consolare. Il portale è in continua evoluzione ed è costantemente arricchito di nuove funzionalità. Nel 2020 è stato completamente rinnovato nella grafica ed è stato rilasciato in versione multilingue (oltre all'italiano, inglese, spagnolo e portoghese). Il portale si è dimostrato un preziosissimo strumento proprio in corso di pandemia: se nel 2019 circa il 55 per cento delle pratiche era trasmesso dall'utenza tramite Fast It, siamo oggi al 78 per cento di trasmissioni via portale.