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Ecco, la proposta di legge di cui oggi stiamo discutendo è la legge Meloni, voluta fortemente dal nostro presidente Giorgia Meloni, che saluto per la sua presenza. (Applausi dal Gruppo FdI) . Come ricordava qualcuno, salvare un bambino è come salvare il mondo. Questo nostro impegno per la ricerca di un dispositivo che va a salvare la vita merita la presenza di un leader nazionale come il nostro, che noi abbiamo la fortuna di avere qui nella nostra Aula. Ecco perché abbiamo seguito con grande attenzione il cammino di questa legge, verificandone progressivamente l' iter . Voglio ringraziare - come ricordava Isabella Rauti - tutti coloro che non hanno creato ostruzionismo, ma che hanno voluto guardare alla ratio di una legge di grandissima civiltà, che pone l'Italia all'avanguardia nella sicurezza stradale e nell'importanza che va assicurata alla vita umana. Era doveroso, per noi di Fratelli d'Italia, impedire il ripetersi di queste morti assurde e abbiamo voluto appunto batterci con tutte le nostre forze per la legge Meloni, perché chi dimentica - lo dobbiamo qui ricordare - spesso è vittima egli stesso di una società che pretende troppo da tutti. Non sempre dietro a questi drammi ci sono genitori negligenti, anzi quasi mai. Paradossalmente questa è una catastrofe che tocca proprio i genitori più responsabili, quelli che lavorano, quelli che tendono a fare mille cose. Il fenomeno della distrazione genitoriale purtroppo colpisce le società moderne in una misura molto superiore a quella che le cronache riportano. Si verificano molti più casi di quelli che noi oggi siamo qui a valutare, proprio perché molti - grazie a Dio - non terminano con questo tragico finale; ma comunque accadono. Il Gruppo Fratelli d'Italia non vuole assolutamente giudicare i genitori, ci mancherebbe altro. Vogliamo tuttavia ricordare quello che gli analisti di tutto il mondo industrializzato vogliono sottolineare, cioè che lo stress di questa società moderna genera fatali blackout nella mente e nella psiche di tanti di noi, di tante persone. È un offuscamento temporaneo spesso devastante, troppo fatale: fretta, stress , affaticamento mentale, assuefazione a una realtà che spesso tendiamo addirittura a respingere e che non riusciamo più a contenere. I bambini vengono dimenticati nei sedili posteriori delle nostre auto perché si ritiene di averli lasciati all'asilo, si ritiene di averli lasciati a casa, si ritiene di averli lasciati a scuola. E lo sbigottimento, quello che raccontano gli analisti, a fronte e subito dopo queste tragedie, si manifesta anche nell'incredulità del genitore: il genitore sembra incredulo, il suo cervello non reagisce. Non sempre dietro a questi episodi ci sono dei genitori negligenti. Pensate che negli Stati Uniti muore in media un bambino ogni dieci giorni; sono oltre 40 le vittime di questi agghiaccianti meccanismi mentali. In Italia abbiamo ricordato le nove vittime accertate, sette solo dal 2011: Pisa, Arezzo, Firenze, Piacenza, Perugia, Teramo. Tragedie che però si possono ripetere; drammi che richiedono la necessità di individuare delle soluzioni adeguate, la fretta di individuare soluzioni necessarie e indispensabili. Ecco perché la legge Meloni prevede l'obbligo, per tutti gli autoveicoli su cui viaggiano bimbi, di installare sui seggiolini appropriati dispositivi che, attraverso un segnale acustico-luminoso, avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto, anche quando si spegne la macchina, così da evitare che vengano dimenticati dentro l'abitacolo. Dopo il via libera delle Commissioni trasporti di Camera e Senato, finalmente c'è questa bella giornata di politica, questa grande esperienza parlamentare che porta l'Italia a dotarsi di una legge che ci pone all'avanguardia nella prevenzione e anche nella civiltà. Questa è una grande vittoria. È motivo di grande orgoglio e responsabilità per tutti i Fratelli d'Italia. In conclusione, Presidente, questo iter virtuoso - non leggerò i meccanismi della legge - ci consente davvero di essere oggi qui a ricordare che la buona politica si fa se tutti quanti insieme riusciamo a individuare buoni propositi e delle priorità. E questa è una piccola grande priorità. La legge Meloni migliorerà l'Italia e salverà la vita di un bambino, e credo che ciò sia il massimo dell'azione politica cui un Gruppo parlamentare e un intero Parlamento possano aspirare. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, il Gruppo Partito Democratico voterà a favore di questo provvedimento che abbiamo condiviso con tutti gli altri Gruppi e alla cui redazione abbiamo partecipato attivamente anche con la presentazione di una proposta di legge a prima firma della collega Caterina Bini. Siamo d'accordo con l'introduzione in Italia dell'obbligo di utilizzare un dispositivo antiabbandono sui seggiolini che trasportano i bambini in auto e votiamo a favore del disegno di legge al nostro esame, nonostante le criticità che abbiamo già evidenziato nella Commissione trasporti e che permangono all'interno del provvedimento. D'altronde, i dati che avevamo davanti, i numeri erano impressionanti, molto preoccupanti e alcuni sono stati citati: otto casi in Italia negli ultimi anni, decine e decine negli Stati Uniti, in Israele una decina, in Francia ancora altri e potrei fare un lungo elenco. Ci siamo, quindi, trovati di fronte a numeri che, per il valore della posta in gioco - i bambini - facevano paura al nostro Paese, facevano impressione; numeri che hanno evidenziato alla nostra attenzione la necessità di un provvedimento di tale natura per prevenire gli eventi tragici, in primis per le famiglie e poi anche per la comunità tutta. Da tale motivazione deriva la nostra adesione, la condivisione, insieme a tanti altri, di un'ottima giornata di politica e della necessità di rendere obbligatorio il dispositivo. Abbiamo condiviso tale scelta - come dicevo - e purtuttavia permangono delle criticità, delle perplessità che abbiamo manifestato e che avevamo esposto con degli emendamenti che non sono stati accolti. Abbiamo bene in mente l'audizione della Polizia stradale che si è svolta alla Camera dei deputati, e cioè di coloro che vigilano sulla nostra sicurezza e sulle strade, che avevano fatto un'altra proposta rispetto a quella che abbiamo approvato. Avevano proposto di fissare l'obbligo all'età di cinque anni. Noi avevamo condiviso tale proposta, per l'esperienza che la Polizia stradale ha voluto trasmetterci. I relatori non hanno dato spiegazioni e non abbiamo capito il perché, poi, all'interno del provvedimento, l'obbligo sia rimasto fissato all'età di quattro anni. Un aspetto sul quale abbiamo manifestato idee diverse e sul quale manteniamo una certa diversità di opinione è la contraddizione insita nel doppio obbligo, entro centoventi giorni dopo l'emanazione del decreto del Ministero dei trasporti che ne fissa le caratteristiche tecniche e comunque entro il primo di luglio. Questo doppione potrebbe creare confusione, in particolare se non dovesse essere emesso in tempo il decreto del Ministero dei trasporti.