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Al fine di garantire una economicità dell'esercizio delle gestioni associate individuate dalle regioni ai sensi dell'articolo 33 e dai comuni ai sensi del presente articolo, i relativi criteri per la determinazione dei rispettivi ambiti territoriali sono concordati nelle sedi concertative a livello territoriale e nel Consiglio delle autonomie locali, di cui all'articolo 123 della Costituzione, secondo le competenze previste dai rispettivi statuti. 3. Per le finalità di cui al comma 1, il sindaco metropolitano e il presidente della provincia convocano, anche su proposta di almeno il 20 per cento dei componenti, la conferenza metropolitana e l'assemblea dei sindaci per definire, in conformità ai criteri di cui al comma 2, il piano per l'individuazione degli ambiti territoriali ottimali e delle modalità per lo svolgimento associato delle funzioni fondamentali dei comuni, assicurando l'effettività della gestione. 4. I piani provinciali e metropolitani sono adottati a maggioranza assoluta dei componenti dall'assemblea dei sindaci e dalla conferenza metropolitana, sentita la regione sulla conformità ai criteri di cui al comma 2, che esprime parere entro sessanta giorni. 5. Per ogni ambito di riferimento, il piano individua: a) le funzioni comunali o le singole attività e i singoli servizi ad esse riconducibili, da gestire in forma associata; b) le forme associative e la durata minima; c) i tempi di realizzazione delle forme associative; d) i comuni strutturalmente non idonei alla gestione associata a causa dei caratteri demografici, socio-ambientali e della collocazione geografica. 6. I comuni procedono alla realizzazione delle forme associative nel rispetto del piano e secondo le modalità previste dallo stesso »; b all'articolo 50: 1 al comma 1, le parole: « Il sindaco » sono sostituite dalle seguenti: « Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 107, comma 1, nonché il principio di separazione tra atti di gestione e atti di indirizzo politico-amministrativo, il sindaco »; 2 dopo il comma 5 è inserito il seguente: « 5-bis . In caso di esercizio o mancato esercizio del potere di cui al comma 5, la responsabilità del sindaco per l'azione di responsabilità di cui all'articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, è limitata ai soli casi di dolo »; c all'articolo 51: 1 al comma 2, la parola: « rieleggibile » è sostituita dalla seguente: « ricandidabile » ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Per i sindaci dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, il limite previsto dal primo periodo si applica allo scadere del terzo mandato »; 2 al comma 3, le parole: « È consentito » sono sostituite dalle seguenti: « Per l'ipotesi di cui al comma 2, primo periodo, è consentito »; d all'articolo 54: 1 dopo il comma 4- bis è inserito il seguente: « 4-ter . In caso di esercizio o mancato esercizio del potere di cui al comma 4, la responsabilità del sindaco per l'azione di responsabilità di cui all'articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, è limitata ai soli casi di dolo »; 2 è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 12-bis . Nei giudizi in materia di anagrafe e stato civile il Ministero dell'interno è litisconsorte necessario »; e all'articolo 60, comma 3, dopo le parole: « non ha effetto nei confronti del sindaco » sono inserite le seguenti: « o del consigliere »; f all'articolo 64, comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « nonché con quelle di sindaco o assessore di altro comune »; g all'articolo 82, comma 8, lettera f) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , nel caso in cui il mandato elettivo abbia avuto una durata superiore a trenta mesi »; h all'articolo 90, comma 1, dopo le parole: « per gli enti dissestati » sono inserite le seguenti: « , in riequilibrio finanziario pluriennale »; i all'articolo 142, comma 1, dopo la parola: « consorzi » sono inserite le seguenti: « , delle unioni dei comuni ». 10 (Disposizioni di semplificazione) 1 Al fine di contenere i costi di amministrazione derivanti dalla soddisfazione del fabbisogno informativo delle amministrazioni centrali e delle relative articolazioni periferiche, delle autorità indipendenti e della Corte dei conti, nonché di tutti i soggetti istituzionali nazionali, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e l'Istituto nazionale di statistica, sono individuati gli adempimenti degli enti locali concernenti la comunicazione di informazioni che si intendono assolti a seguito dell'invio dei bilanci alla banca dati delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 13 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. 2 All'articolo 196 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, al comma 1, dopo le parole: « gli enti locali » sono inserite le seguenti: « , ad esclusione dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, ». 11 (Norme in materia di enti dissestati) 1 Al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 248, dopo il comma 5- bis è inserito il seguente: « 5 -ter . L'ente che non abbia deliberato nei termini previsti la proposta di ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato non può, fino a quando non abbia provveduto, procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto »; b all'articolo 254, comma 8, primo periodo, dopo le parole: « adempimenti di competenza » sono inserite le seguenti: « ovvero per ragioni di funzionalità ». 12 (Disposizioni transitorie e finali) 1 Il piano di cui all'articolo 33- bis , comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come introdotto dall'articolo 9, comma 1, lettera a) , della presente legge, è definito entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Restano ferme le forme associative già in essere a tale data e il piano indica, ove necessario, eventuali modifiche delle stesse. 2 All'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, i commi 25 e 26 e i commi da 28 a 31- quater sono abrogati. 3 All'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, i commi 58, 66, 71, 72, 89, 98, 99, 100, 138, 150- bis e 150- ter sono abrogati. 4 La scadenza dei presidenti della provincia e dei consigli provinciali in carica alla data di entrata in vigore della presente legge è prorogata fino alla scadenza naturale del mandato dei presidenti.