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la crisi che coinvolge il marchio Pal Zileri si protrae ormai da diversi anni: per citare un dato, dal 2014 ad oggi il numero di dipendenti è drasticamente calato, passando dai 900 agli attuali 400 lavoratori, aumentando altresì la frequenza del ricorso agli ammortizzatori sociali; nondimeno, anche i fatturati dell'azienda si sono via via ridotti: i deficit si sono succeduti con regolarità e sono stati coperti dal Fondo Mayhoola, il quale si è trovato ad impiegare ingenti risorse, non solo per l'acquisto di Pal Zileri, ma anche per il sostegno ai lavoratori, in riferimento al quale, si parlerebbe di cifre comprese tra i 120 ed i 130 milioni; ad amplificare ed aggravare lo stato di estrema difficoltà in cui già versava l'azienda, a dispetto degli investimenti e dei conseguenti piccoli segnali di rilancio che si stavano cominciando ad intravedere, è arrivata la pandemia da COVID-19 ed il conseguente lockdown , che hanno causato la profonda crisi generale che coinvolge attualmente tutto il mercato della moda di alta gamma maschile, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quale ne siano gli orientamenti in merito; se non ritenga opportuno aprire un Tavolo di crisi relativo all'azienda Forall di Quinto Vicentino; quali iniziative intenda adottare al fine di individuare aziende e brand nazionali ed internazionali potenzialmente interessati all'acquisizione del prestigioso marchio, nonché di intensificare la ricerca di un possibile acquirente in grado di risollevare le sorti dello stabilimento e di rilanciare altresì l'economia del territorio. Atto n. 4-04653 PESCO LANNUTTI DI NICOLA VANIN CORRADO ANGRISANI VACCARO BOTTO GALLICCHIO PAVANELLI TRENTACOSTE PRESUTTO MANTERO CASTELLONE MININNO CAMPAGNA RICCIARDI CROATTI PELLEGRINI Marco GAUDIANO DELL'OLIO ACCOTO AIROLA CASTIELLO LOREFICE DE LUCIA ENDRIZZI LUPO MORONESE SANTILLO MANTOVANI L'ABBATE D'ANGELO GIROTTO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia Premesso che: dalla pagina social del giornalista Nicola Borzi, si apprende che il 22 aprile 2021, insieme al giornalista Francesco Bonazzi, sarà processato per il reato di violazione di segreto di Stato, in merito ad alcuni articoli usciti nel novembre 2017 su "Il Sole 24-Ore" e "La Verità", relativi alla gestione di conti correnti riconducibili alla " intelligence " italiana, detenuti presso la Banca Popolare di Vicenza e chiusi nel 2014; nell'atto di sindacato ispettivo 3-03398, presentato alla Camera dei deputati durante la XVII Legislatura, si chiedeva di sapere se rispondessero al vero le notizie riportate negli articoli con riferimento alla tipologia di soggetti che avrebbero beneficiato di versamenti provenienti da tali conti correnti; il Ministro in indirizzo, nel confermare l'esistenza dei rapporti bancari, non entrò nel merito di quanto riportato dai due giornalisti e richiamato nell'atto parlamentare: "... risultano effettivamente essere stati operanti negli anni riportati, presso l'istituto bancario in questione e Banca Nuova, dallo stesso, successivamente, assorbita, conti correnti degli organismi di informazione per la sicurezza della Repubblica, utilizzati per il pagamento di emolumenti in favore di dipendenti e spese di rappresentanza regolarmente fatturate. Si segnala, comunque, che, trattandosi di materia riguardante la gestione contabile e l'attività degli indicati organismi, connotata la ragione di riservatezza, essa è sottoposta per legge al controllo del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica che ha già formulato specifica richiesta al riguardo. In relazione a ciò, acquisiti dalla magistratura procedente gli atti relativi al procedimento in questione, sarà possibile avere un più compiuto quadro informativo sulle vicende riportate dalla stampa, al fine di poter fornire al Comitato parlamentare il richiesto riscontro"; secondo il giornalista, le indagini a loro carico sarebbero state condotte violando decenni di giurisprudenza costante della Corte europea dei diritti dell'uomo, che vieta agli inquirenti di sequestrare ai giornalisti i loro archivi per cercare di risalire alle loro fonti. Indagini che violano i diritti del giornalismo stesso e ledono la libertà di stampa garantita dall'articolo 21 della Costituzione, costituendo esse stesse un avvertimento, una minaccia, rivolta a tutti coloro che esercitano questa professione; considerato che nel mentre il processo alla libertà di informazione dei due giornalisti viene fissato, di fatto confermando come veritieri i contenuti degli articoli, essendo gli stessi l'oggetto di violazione di segretezza, dopo anni ancora non è stato dato conto al Parlamento e all'opinione pubblica di motivazioni e finalità dei bonifici in favore dei soggetti beneficiari, si chiede di sapere: se il Governo non ritenga che nel caso di specie siano stati lesi il diritto alla libertà d'informazione e alla tutela del segreto professionale e della riservatezza delle fonti; se non ritenga opportuno verificare l'eventuale presenza di conflitti di interesse o di irregolarità nel procedimento in capo ai due giornalisti, rei solo di aver esercitato la propria professione. Atto n. 4-04654 LONARDO Al Ministro della salute Premesso che: in un contesto di pandemia globale come quello attuale, la distribuzione dei vaccini è un elemento di massima importanza per salvaguardare la vita dei cittadini; il primo invio di vaccini da parte della Pfizer, per un totale di 1.833.975 dosi, dovrebbe essere ripartito per regioni seguendo tali quantità: Abruzzo 25.480, Basilicata 19.455, Calabria 53.131, Campania 135.890, Emilia-Romagna 183.138, Friuli-Venezia Giulia 50.094, Lazio 179.818, Liguria 60.142, Lombardia 304.955, Marche 37.872, Molise 9.294, Provincia autonoma di Bolzano 27.521, Provincia autonoma di Trento 18.659, Piemonte 170.995, Puglia 94.526, Sardegna 33.801, Sicilia 129.047, Toscana 116.240, Umbria 16.308, Valle d'Aosta 3.334, Veneto 164.278, si chiede di sapere quale criterio sia utilizzato per la ripartizione di cui in premessa, in ragione del fatto che alle regioni Campania e Sicilia, maggiormente popolose rispetto ad altre, tra cui Emilia-Romagna, Veneto o Piemonte, saranno distribuite dosi inferiori di vaccino. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-02183 e 3-02187 del senatore De Bonis, rispettivamente sulle misure per tutelare i prodotti agroalimentari made in Italy nel mercato del Regno Unito e sulle modalità di liquidazione dei finanziamenti comunitari da parte di AGEA; 3-02186 della senatrice Mantovani ed altri, sulla garanzia della trasparenza delle elezioni dei consorzi di bonifica in Emilia-Romagna; 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-02181