[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito dei provvedimenti dell'Agenzia per il Demanio numeri 3883 e 3887 del 4 settembre 2001, n. 3878 del 14 settembre 2001, n. 6037 del 5 novembre 2001, n. 2010 del 19 marzo 2002 e n. 2078 del 21 marzo 2002, relativi alla richiesta di indennità per abusiva occupazione del demanio marittimo e di rilascio degli immobili ivi costruiti, promosso con ricorso della Regione Molise notificato il 13 giugno 2002, depositato in Cancelleria il 20 successivo ed iscritto al n. 23 del registro conflitti 2002. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 5 novembre 2002 il Giudice relatore Romano Vaccarella; uditi gli avvocati Giovanni Di Giandomenico e Francesco Guicciardi per la Regione Molise e l'avvocato dello Stato Anna Lidia Caputi Iambrenghi per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ricorso notificato il 13 giugno 2002 la Regione Molise ha sollevato conflitto di attribuzioni nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri in relazione ai provvedimenti in epigrafe indicati, con i quali l'Agenzia del Demanio ha intimato a taluni privati, possessori di aree asseritamente demaniali site nei Comuni di Campomarino e di Termoli, il pagamento di indennità per la loro abusiva occupazione e il rilascio degli immobili sulle stesse costruiti, chiedendo l'annullamento degli atti impugnati, previa sospensiva e, ove occorra, dichiarazione di sopravvenuta incostituzionalità dell'art. 822, primo comma, del codice civile. Deduce la Regione che nei predetti Comuni esistono due aree da gran tempo edificate con l'assenso e l'attività promozionale dello Stato, della Regione e del Comune; che, in particolare, nel Comune di Campomarino si trova una vasta pianura, lunga oltre cinque chilometri e profonda due, confinante con il mare, oggetto, a partire dagli anni sessanta, di un'intensa attività edificatoria, che - sulla base di un programma di fabbricazione approvato nel 1973 dal Provveditorato regionale delle opere pubbliche del Molise (organo periferico del Ministero dei lavori pubblici), nonché di regolari concessioni edilizie rilasciate dal Comune - ha portato alla costruzione di circa 10.000 appartamenti (abitati da circa cinquantamila persone) ed inoltre alla realizzazione, con la dovuta approvazione della Sovrintendenza dei beni ambientali, di numerose infrastrutture turistiche e opere di urbanizzazione primaria e secondaria, finanziate dallo Stato, dalla Regione e dalla Comunità europea; che, nel Comune di Termoli, località Marinelle, lungo una striscia di terra a ridosso della spiaggia, sono stati costruiti alloggi per circa mille persone, muniti di concessione edilizia o regolarizzati con licenze in sanatoria. Espone la Regione che l'Amministrazione marittima, negli ultimi venti anni, ha effettuato sporadici tentativi per recuperare al demanio le zone innanzi descritte, sostenendo che esse, benché non più idonee ai pubblici usi del mare, vi ricadrebbero in virtù di una delimitazione effettuata nel 1902 nel Comune di Campomarino e nel 1912 in quello di Termoli; che, per porre fine a tale situazione, il Comune di Campomarino e taluni proprietari di immobili ubicati in località Marinelle di Termoli hanno promosso azioni di accertamento negativo innanzi al Tribunale di Campobasso, volte a contestare l'appartenenza al demanio marittimo delle aree in questione; che, malgrado la pendenza di tali giudizi, l'Agenzia per il Demanio ha cominciato a intimare ai privati il pagamento di ingentissime somme per pretese occupazioni abusive di suoli demaniali negli ultimi trenta anni e a chiedere, inoltre, il rilascio degli immobili sugli stessi costruiti; che altre intimazioni riguardano immobili effettivamente edificati su suoli demaniali, in assenza di regolare concessione, ma in ogni caso tollerati per numerosi decenni. Tanto premesso in fatto, sostiene la Regione Molise che i relativi provvedimenti violano gli artt. 117 e 118 della Costituzione, anche in relazione alle norme di seguito indicate, in quanto: a) già l'art. 59 del d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui all'art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382), delegava alle Regioni "le funzioni amministrative sul litorale marittimo e sulle aree demaniali immediatamente prospicienti … quando l'utilizzazione prevista (avesse) finalità turistiche e ricreative”, escluse solo "le funzioni esercitate dagli organi dello Stato in materia di navigazione marittima, di sicurezza nazionale e di polizia doganale”; b) successivamente, l'art. 105 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), ha disposto il "conferimento” alle Regioni delle funzioni relative al "rilascio di concessioni di beni del demanio, della navigazione interna, del demanio marittimo e di zone del mare territoriale per finalità diverse da quelle di approvvigionamento di fonti di energia”; c) tale "conferimento” è stato, poi, esteso, a far data dal 1° gennaio 2002, in virtù dell'art. 9 della legge 16 marzo 2001, n. 88 (Nuove disposizioni in materia di investimenti nelle imprese marittime), ai porti di interesse regionale e interregionale; d) la Regione Molise - avendo l'art. 42 del decreto legislativo 30 marzo 1999, n. 96 (Intervento sostitutivo del Governo per la ripartizione di funzioni amministrative tra regioni ed enti locali a norma dell'art. 4, comma 5, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni), attribuito i medesimi poteri ai Comuni nelle Regioni prive di leggi di attuazione del d.lgs. n. 112 del 1998 - ha emanato la legge 29 settembre 1999, n. 34 (Norme sulla ripartizione delle funzioni e dei compiti amministrativi tra la Regione e gli enti locali, in attuazione dell'art. 3 della legge 8 giugno 1990, n. 142, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112), riservando alla Regione medesima la competenza sul demanio marittimo e, conseguentemente, la titolarità delle relative funzioni amministrative "per finalità turistico-ricreative” (art. 54). Sostiene la Regione ricorrente che le competenze sul demanio marittimo, anche laddove in concreto esercitate dai Comuni, rientrano pur sempre nella potestà legislativa della Regione, che potrebbe disporne in ogni momento (art. 1 del d.lgs. n. 96 del 1999)