[resaula]

Dal primo giorno Fratelli d'Italia ha posto questo come elemento essenziale per procedere e, fortunatamente per gli italiani e per tutti i cittadini, questo è stato accettato, quindi siamo arrivati ad un positivo accoglimento del nostro emendamento. Lo stesso ragionamento vale per un emendamento che ha permesso di fare chiarezza - e chi è del settore lo capisce - sul valore della lite. Nell'ambito di competenza del giudice monocratico abbiamo previsto che, per il valore della controversia, si debba tener conto del valore virtuale, altrimenti a causa delle perdite si sarebbe corso il rischio per il giudice monocratico di dover decidere su controversie dal valore molto più alto di quello riferibile al suo campo. Siamo altrettanto contenti di aver ottenuto un ordine del giorno. Uno di quegli atti che spesso i Governi disattendono, però questa volta - chissà perché - siamo convinti che il prossimo Esecutivo non disattenderà gli ordini del giorno che sono stati approvati; pertanto quelli approvati in questo contesto hanno un peso di gran lunga maggiore, perché ribadisco che chi prenderà le redini del prossimo Governo - o almeno noi auspichiamo che lo faccia - saprà dare loro esecutività immediata il giorno dopo il suo insediamento. Mi riferisco, ad esempio, a un provvedimento molto richiesto dalle Regioni e dalle autonomie sulla definizione agevolata dei tributi locali, perché, in ossequio al principio delle autonomie, che in questa fase non è stato accettato come emendamento, ma come ordine del giorno, noi vogliamo permettere alle Regioni e agli enti locali di poter ridurre l'ammontare delle imposte e delle tasse loro dovute nel momento in cui i contribuenti sono pronti a pagare, a risolvere i problemi tributari precedenti, che già preesistevano. Si tratta, quindi, di una norma che ci è stata richiesta dalle Regioni, a cui la consegneremo quando ci verrà data la possibilità di farlo. Sono stati approvati ulteriori emendamenti utili e importanti sul tema delle liti pendenti, che certamente verrà allargato, tenendo conto anche di quello che accade alla Corte dei conti, nella giustizia contabile, dove non ci sono limiti di 50.000, 100.000 o 200.000 euro, ma c'è la possibilità di risolvere concordemente le controversie quando le parti lo vogliono fare. Ci muoveremo anche in questa direzione per risolvere il grave problema dell'intasamento delle magistrature. Quindi, alcune questioni le abbiamo affrontate, altre le affronteremo nella prossima legislatura, e siamo certi che il Governo che se ne occuperà avrà il nostro consenso. Signor Presidente, esprimo il nostro voto di astensione, perché non abbiamo voluto porre ostacoli; abbiamo cercato di migliorare questo provvedimento, ci saremmo aspettati di più. Avevamo chiesto - e questa è una delle cause che ci porta oggi ad astenerci - che, finalmente, alla conclusione dell'udienza, venisse obbligatoriamente data lettura del dispositivo e che la sentenza venisse depositata entro quindici giorni. Non si è potuto trovare l'accordo, quindi rimandiamo anche questo aspetto alla prossima legislatura. Concludo, quindi, Presidente, con la speranza che questo sia un passo in avanti - e siamo convinti che lo sia - non solo per ottenere i fondi del PNRR, ma anche per dare il tempo pieno, come è stato detto, alla magistratura tributaria, quindi una maggiore garanzia agli interlocutori e agli investitori che si avvicinano al nostro Paese. Siamo certi, però, che bisogna fare ancora di più; occorre apportare ulteriori migliore, così come bisognerà fare una vera riforma fiscale nella prossima legislatura. Fratelli d'Italia c'è stata con serietà, in modo propositivo, con coerenza, in questa fase politica dall'opposizione; credo che ci sarà con ancora più forza e serietà nella prossima legislatura. (Applausi) . GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, colleghi, l'approvazione di una riforma della giustizia tributaria si inserisce in un quadro di interventi necessari - direi indispensabili - per rispettare gli impegni assunti con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. La sciagurata caduta del Governo Draghi ci costringe ad approvare una serie di provvedimenti importantissimi senza, però, il dovuto e necessario approfondimento. L'attuazione del PNRR vede nel complessivo ripensamento del sistema giustizia un fondamentale pilastro. La fiducia dei cittadini, così come degli investitori nazionali e stranieri, è infatti strettamente connessa alla capacità da parte dello Stato di amministrare la giustizia con rapidità ed efficacia. Un sistema fiscale moderno efficiente non può assolutamente prescindere da una riforma dell'attuale modello di giurisdizione tributaria, e su questo siamo d'accordo. Sono stati individuati alcuni punti fondamentali su cui intervenire: il primo è particolarmente innovativo ed è quello della professionalizzazione dei magistrati tributari. A tal proposito, si disciplina il reclutamento del giudice tributario tramite concorso, si prevede un tirocinio formativo per i nuovi assunti, viene allineata l'età pensionabile a quella delle altre magistrature e viene creato un incentivo economico adeguato per il trasferimento da altri ruoli della magistratura ordinaria o contabile a quella, appunto, tributaria. Il secondo punto è la revisione della disciplina del processo tributario, e qui ci sono talune novità, in particolar modo con l'inserimento nel giudizio di merito della prova testimoniale - prima non ammessa - e con l'istituto della conciliazione su iniziativa del giudice. Il terzo punto è l'istituzione di un consiglio di presidenza della giustizia tributaria che garantisca l'effettiva necessaria autonomia e indipendenza nonché l'istituzione dell'ufficio del massimario presso l'organo di autogoverno, cui potrà accedere anche la Corte di cassazione per la sua importante funzione nomofilattica, cioè per dare uniformità ai principi di diritto e così diminuire il contenzioso. Il quarto punto qualificante della riforma - sempre ai fini di quanto previsto nel PNRR - è quello di adottare misure deflattive del contenzioso presso la Corte di cassazione. Per rispondere con tempestività alla domanda di giustizia da parte di cittadini, ho sempre sostenuto che l'unico vero modo sia quello di aumentare il numero dei magistrati in servizio e di dotarli di risorse strumentali, logistiche e organizzative idonee a far funzionare gli uffici. Si consideri che l'attuale organico della sezione che si occupa di questioni tributarie in Cassazione è carente di ben sei unità. Tuttavia, nel quadro delle misure per la definizione del contenzioso tributario pendente presso la Corte (si tratta di 45.000 processi pendenti), è stata istituita una sezione civile incaricata di trattare esclusivamente le controversie in materia tributaria, nell'intento anche di favorire l'acquisizione di una specifica competenza dei magistrati che saranno assegnati a tale sezione. Infine, si è prevista una definizione agevolata dei giudizi tributari pendenti in Cassazione, nei quali l'Agenzia delle entrate è risultata integralmente o parzialmente soccombente nei precedenti gradi di giudizio, mediante il pagamento di una percentuale, variabile a seconda dell'importo del contenzioso dal 5 al 20 per cento, che tenga però conto delle somme già versate.