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la cessazione dello stato di emergenza sanitaria, dunque, non solo non ha determinato la fine degli obblighi vaccinali per gli insegnanti, ma ha legato definitivamente, per l'anno scolastico 2021/2022, l'esercizio della propria attività professionale all'assolvimento di trattamento sanitario sperimentale, potenzialmente, peraltro, nocivo per la salute individuale e rispetto al quale è stata ormai accertata l'inutilità nella prevenzione della diffusione dei contagi, si chiede di sapere: se risulti che, all'interno delle istituzioni scolastiche, i contagi da COVID-19 si siano estinti a seguito dell'adempimento degli obblighi vaccinali del 100 per cento dei docenti e del personale ATA in servizio; sulla base di quali studi scientifici accreditati si possa ritenere che un soggetto non vaccinato, ma addirittura sottoposto a tampone ogni 48 ore, possa cagionare pregiudizio alla salute degli studenti, al punto da escluderlo dallo svolgimento di attività in compresenza con gli alunni fino al 15 giugno 2022; se sia stato valutato in sede di Consiglio dei ministri il possibile danno erariale derivante dall'utilizzo di personale docente sano non vaccinato in altre mansioni, facendolo sostituire da altro personale a carico del fondo d'istituto; se risulti che da quando la percentuale del personale sanitario in servizio vaccinato è pari al 100 per cento siano cessati focolai di contagio all'interno delle strutture sanitarie; in base a quali studi scientifici accreditati sia stata presa la decisione per cui il personale sanitario non possa svolgere la propria professione anche solo con accertamento diagnostico al bisogno; in base a quale criterio correlato alla sicurezza sanitaria si impedisca al personale italiano non vaccinato di lavorare nelle strutture sanitarie, consentendo eventualmente, invece, a medici di nazionalità ucraina, che non possono esser parimenti obbligati, di svolgere l'attività, come previsto dall'articolo 34 del decreto-legge n. 21 del 2022. Atto n. 3-03220 BAGNAI FREGOLENT CANTU' Al Ministro della salute Premesso che: il regolamento (UE) n. 1235/2010 ha introdotto nell'art. 23 del regolamento (CE) n. 726/2004 il concetto e l'ambito di applicazione del cosiddetto "monitoraggio addizionale", ulteriormente modificato dal successivo regolamento (UE) n. 1027/2012; come illustrato dalla "Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'esperienza acquisita dagli Stati membri e dall'agenzia europea per i medicinali riguardo all'elenco dei medicinali per uso umano soggetti a monitoraggio addizionale" COM (2019) 591 definitiva, il monitoraggio addizionale è finalizzato a migliorare la segnalazione delle reazioni avverse ai medicinali per i quali la base di evidenze cliniche deve essere ulteriormente sviluppata, con l'obiettivo principale di raccogliere informazioni il più precocemente possibile per fornire ulteriori indicazioni sull'uso sicuro ed efficace di tali medicinali; l'art. 12 del decreto ministeriale 30 aprile 2015, rubricato "Procedure operative e soluzioni tecniche per un'efficace azione di farmacovigilanza", disciplina il monitoraggio addizionale, specificando che per i medicinali ad esso sottoposti il foglietto illustrativo riporta anche un testo standard che invita espressamente i pazienti a riferire eventuali sospette reazioni avverse al proprio medico, al proprio farmacista, ad altro operatore sanitario o direttamente al sistema nazionale di farmacovigilanza, specificando i vari mezzi di segnalazione disponibili (segnalazione elettronica, recapito postale, ovvero altri); i vaccini COVID-19 attualmente impiegati in Italia hanno ricevuto un'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata ai sensi del regolamento (CE) n. 507/2006, trattandosi di farmaci che rispondevano ad esigenze mediche insoddisfatte, ma per i quali non si disponeva ancora di dati completi su sicurezza ed efficacia (art. 4 del regolamento); per questo motivo tutti i prodotti in questione sono tuttora sottoposti a monitoraggio addizionale, come risulta dalla "List of medicinal products under additional monitoring", documento EMA/245297/2013 Rev. 96 del 21 gennaio 2022, il che implica tra l'altro che agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi sospetta reazione avversa; contrariamente a quanto richiesto dal citato decreto ministeriale 30 aprile 2015, i foglietti illustrativi dei vaccini COVID-19, reperibili sul sito internet di AIFA, non specificano i vari mezzi di segnalazione disponibili per il paziente, ma rinviano all'allegato V, cioè al documento EMA/67830/2013, versione 24, del 20 gennaio 2022, che a sua volta riporta la lista dei recapiti dei sistemi nazionali di segnalazione degli effetti avversi; questo rinvio è espressamente proibito dallo stesso documento EMA/67830/2013, in cui si legge che "nei materiali stampati non deve essere fatto alcun riferimento all'Appendice V. Nelle versioni stampate andranno riportati solo gli effettivi dettagli ai sistemi di segnalazione nazionale degli Stati Membri"; fino ad oggi AIFA si è limitata a prendere atto delle segnalazioni di sospette reazioni avverse senza adottare apparentemente alcuna iniziativa volta a verificare che gli operatori sanitari effettivamente segnalassero tutte le reazioni riscontrate né è possibile riscontrare sul sito dell'istituto in che modo si sia provveduto all'obbligo di avviare programmi di monitoraggio addizionale delle sospette reazioni avverse; conseguentemente, gli stessi dati AIFA evidenziano come i tassi di segnalazione per tutti i vaccini COVID-19 siano crollati a livelli minimi in Italia dopo un picco iniziale, inoltre i rapporti pubblicati finora sono meramente descrittivi e non contengono alcun riferimento comparativo ai dati europei (EUDRA Vigilance), né tantomeno alle migliori esperienze internazionali (VAERS, V-Safe), si chiede di sapere se al Ministro in indirizzo risulti quali iniziative siano state concretamente prese da AIFA per implementare, nel caso dei vaccini COVID-19, il monitoraggio addizionale espressamente richiesto dalla normativa europea, nonché per rendere i medici e gli altri operatori sanitari consapevoli del significato del monitoraggio addizionale e del loro ruolo in questo contesto, sensibilizzando i cittadini sulla necessità di cooperare col servizio di farmacovigilanza. Atto n. 3-03221 ZANDA ALFIERI MALPEZZI FERRARI MIRABELLI BITI COLLINA CIRINNA' D'ARIENZO MARCUCCI ROSSOMANDO PORTA VATTUONE Al Ministro della difesa Premesso che: il difficile ritiro delle truppe NATO dall'Afghanistan, il permanente stato di guerra in Siria, lo stato di instabilità in Libia, il fronteggiarsi delle flotte militari russe e turche nel Mediterraneo, la presenza russa e cinese nell'Africa subsahariana, le tensioni nell'oceano Indo-Pacifico e infine la Crimea, la Georgia, le drammatiche vicende del Donbass fino all'invasione dell'Ucraina hanno portato a sconvolgimenti geopolitici mondiali che riguardano direttamente anche l'Europa, la sua democrazia e il modo in cui la UE possa trovarsi a doversi difendere in contesti sempre più pericolosi;