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a aprire nuove cave o ampliare quelle esistenti che possono comunque continuare la propria attività fino alla scadenza dell'autorizzazione; b prelevare in alveo materiali litoidi; c esercitare l'attività venatoria; sono consentiti, su autorizzazione dell'Ente di gestione, gli interventi di controllo delle specie previsti dall'articolo 11, comma 4, della citata legge n. 394 del 1991, ed eventuali prelievi effettuati a scopo di ricerca e di studio; d alterare e modificare le condizioni di vita degli animali; e raccogliere o danneggiare le specie vegetali spontanee, ad eccezione degli interventi a fini scientifici e di studio preventivamente autorizzati dall'Ente di gestione; f asportare minerali, fossili e altro materiale d'interesse geologico, fatti salvi prelievi a scopi scientifici preventivamente autorizzati dall'Ente di gestione; g introdurre nell'ambiente naturale specie faunistiche e floristiche non autoctone; h effettuare opere di movimento terra tali da modificare consistentemente la morfologia del terreno; i apportare modificazioni agli equilibri ecologici, idraulici ed idrogeologici dell'area naturale protetta; l transitare con mezzi motorizzati fuori dalle strade statali, provinciali, comunali, private e vicinali gravate dai servizi di pubblico passaggio, fatta eccezione per i mezzi di servizio e per le attività agro-silvo-pastorali, nonché transitare con mezzi motorizzati nella fascia di rispetto dell'alveo di massimo invaso, salvo che per scopi scientifici e di ricerca preventivamente autorizzati; m costruire nuove strade e ampliare quelle esistenti se non in funzione delle attività agro-silvo-pastorali e delle attività di fruizione naturalistica; n aprire discariche; o mutare la destinazione dei terreni, fatte salve le normali operazioni connesse allo svolgimento, nei terreni in coltivazione, delle attività agro-silvo-pastorali. 2 É altresì fatto divieto di: a costruire nuovi edifici e opere all'esterno dei centri edificati così come delimitati ai sensi della legge 22 ottobre 1971, n. 865; b mutare la destinazione dei terreni, fatte salve le normali operazioni connesse allo svolgimento, nei terreni in coltivazione, delle attività agro-silvo-pastorali; c effettuare interventi sulle aree boscate e tagli boschivi senza l'autorizzazione degli uffici regionali competenti in materia di agricoltura e foreste. 3 In deroga ai divieti di cui al comma 2, lettere a) e b) , esclusivamente in funzione dell'attività agro-silvo-pastorale e dell'attività agrituristica, possono essere realizzati interventi di trasformazione e ampliamento degli edifici rurali esistenti nella misura massima del 15 per cento della loro superficie utile, previa autorizzazione dell'Ente di gestione. Sono altresì consentiti interventi di adeguamento di tipo tecnologico e igienico-sanitario connessi all'applicazione delle normative vigenti in materia agro-zootecnica di agriturismo e turismo rurale. Sono comunque fatte salve le prescrizioni dei Piani di settore e degli strumenti urbanistici vigenti ove più restrittive. In tutti i casi devono essere adottate e rispettate le tipologie edilizie e le tecnologie costruttive della tradizione storica locale e nel rispetto dei beni naturalistici e ambientali presenti nell'area. È consentita la realizzazione di interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche attive e passive degli edifici, di recupero e riciclo delle acque, di riduzione della produzione di rifiuti, nonché, ove non producente volumetria aggiuntiva, la realizzazione di annessi agricoli. 4 Sull'intero territorio del Parco nazionale è consentita la realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei manufatti edilizi esistenti, ai sensi delle lettere a) , b) e c) dell'articolo 3, comma 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. 5 Sono fatti salvi i diritti reali e gli usi civici delle collettività locali, ad eccezione dei diritti esclusivi di caccia o di altri usi civici di prelievo faunistico, che sono liquidati dal competente commissario per gli usi civici, ad istanza dell'Ente di gestione. 6 In applicazione delle finalità di cui all'articolo 2 sull'intero territorio del Parco nazionale, sono consentite le seguenti attività agro-silvo-pastorali: a pratiche di allevamenti fissi e semibradi con l'individuazione, ove possibile, di tecniche di pascolo a minor impatto ambientale; b pratiche colturali arboree, vigneti, seminativo e altre colture agricole, nonché attività agricole connesse; c tagli boschivi intercalari e di fine turno debitamente autorizzati dagli uffici competenti; d raccolta regolamentata di funghi e vegetazione spontanea a fini alimentari; e trasformazione delle colture agricole già presenti. 7 Fermo restando il rispetto delle norme e delle procedure di valutazione previste in materia di protezione, tutela e conservazione ambientale, all'interno del territorio del Parco nazionale può essere consentita la realizzazione di infrastrutture destinate al trasporto già previste in appositi piani o programmi solo in caso di rilevante interesse pubblico nazionale o interregionale. 6 (Strumenti di attuazione) 1 Per l'attuazione delle finalità del Parco nazionale, l'Ente di gestione si dota dei seguenti strumenti di attuazione: a piano territoriale dell'area naturale protetta ; b piano pluriennale economico-sociale dell'area naturale protetta; c regolamento dell'area naturale protetta. 7 (Piano territoriale del Parco nazionale) 1 Il piano territoriale del Parco nazionale, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, in conformità ai piani territoriali già adottati in sede territoriale e locale, persegue le seguenti finalità: a individuare le opere e gli interventi necessari alla conservazione e all'eventuale ripristino ambientale; b introdurre disposizioni tese alla salvaguardia dei valori storici e ambientali delle aree edificate e del patrimonio architettonico rurale; c individuare le eventuali attività esistenti incompatibili con le finalità istitutive dell'area naturale protetta e stabilirne i tempi di cessazione e le modalità di recupero; d individuare e regolamentare le attività antropiche esistenti; e individuare le eventuali aree da ripristinare e rinaturalizzare, gli ambienti e il paesaggio fluviale, le zone umide e gli ambienti costieri e ripariali, incrementandone la superficie e migliorandone la funzionalità ecologica; f individuare i fenomeni di frammentazione degli habitat e promuovere interventi tesi a ricostruire corridoi e reti ecologiche; g individuare e valorizzare le aree ripariali e golenali del fiume anche mediante la promozione di forme di fruizione compatibile con gli ambienti naturali; h individuare le aree e i beni da acquisire in proprietà pubblica, anche mediante espropriazione, per gli usi necessari al conseguimento delle finalità istitutive o indicare la tipologia e le modalità di costruzione di opere e manufatti; i indicare la tipologia e le modalità di realizzazione di ampliamenti, trasformazioni e variazioni di destinazione d'uso per edifici e manufatti esistenti; l definire il sistema della mobilità interna all'area naturale protetta;