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Ordinamento della professione di enologo e della professione di enotecnico. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge è finalizzato al riordino delle professioni del settore viticolo ed enologico. Il disegno di legge tende a soddisfare una legittima aspirazione di una numerosa categoria di tecnici altamente qualificati, operanti nel settore vitivinicolo che rappresenta un elemento di grande rilievo economico non solo nel campo agroalimentare ma in generale del nostro Paese. Questi tecnici sono rappresentati dagli enologi laureati in discipline viticole ed enologiche e dagli enotecnici diplomati del corso di specializzazione post diploma di maturità agraria con specializzazione in viticoltura ed enologia. Questi professionisti sono oggi i dirigenti e i responsabili di produzione delle imprese vitivinicole italiane e i consulenti delle migliaia di aziende e cantine di cui è costellato il nostro territorio. Preme ricordare che le innovazioni portate nel tempo al percorso formativo, che già con la legge n. 129 del 1991 portarono alla definizione dell'ordinamento della professione di enologo e alla formazione universitaria con l'istituzione dei corsi universitari per la preparazione del professionista, hanno avuto origine dal particolare quadro dell'istruzione secondaria superiore agraria storicamente riconducibile alle scuole di viticoltura ed enologia e garantita ancora oggi dagli istituti agrari con specializzazione in viticoltura ed enologia che assicurano un alto livello didattico e un'uniformità nella preparazione grazie alla qualità dei programmi, alla capacità dei docenti e alle dotazioni di laboratori e attrezzature. Questi professionisti, l'enologo e l'enotecnico, nel tempo hanno soddisfatto il fabbisogno di dirigenti e tecnici di aziende vinicole, ma anche di professionisti abilitati a consulenze, stime, progettazioni e promozione del prodotto finale, garantendo con serietà e professionalità la qualità e la sicurezza alimentare del vino italiano, indubbio ambasciatore agricolo del nostro Paese nel mondo. Oggi per voce della loro organizzazione di categoria « Assoenologi » siamo a richiedere un ulteriore impegno istituzionale a tutela e valorizzazione dei tanti professionisti impegnati nel settore al fine di ricondurre ad un unico testo organico questi titoli professionali e consolidare e formalizzare i compiti e le attività tipiche e ad essi riservate in un quadro di tutela giuridica delle due professioni non solo a livello nazionale ma anche europeo e internazionale e nel rispetto dei princìpi in materia di concorrenza e libertà di circolazione. Responsabilità che ci compete come primo Paese vitivinicolo del mondo per rispondere alle sfide che economia e mercati globalizzati ci pongono. Nel disegno di legge si è individuato un elemento per la valorizzazione dei due professionisti nella previsione di percorsi di aggiornamento e formazione. L'istituzione di un registro pubblico dei professionisti abilitati è inoltre una tutela per i consumatori che al tempo stesso garantisce il libero mercato dei servizi professionali così come indicato dalla normativa europea in materia di professioni. Ispirandoci alle sostanziali motivazioni prima accennate, vi sottoponiamo, onorevoli colleghi, il nostro disegno di legge teso a definire l'ordinamento delle professioni di enologo ed enotecnico. Nel proporlo al vostro esame auspichiamo la vostra approvazione, la quale varrà a tutelare e valorizzare delle professioni prestigiose dell'ordinamento italiano e rispondenti alle reali necessità professionali del settore vitivinicolo, che tanta importanza ha assunto nell'evoluzione dell'economia agraria italiana ed europea. Nel merito, l'articolo 1 definisce l'ambito di riconoscimento del titolo professionale di enologo. L'enologo rappresenta la figura professionale di riferimento dell'intera filiera vitivinicola, dalla realizzazione dei vigneti e della cantina, dalla scelta dei materiali e delle attrezzature per la realizzazione dei vigneti e della cantina, alla programmazione, alla gestione e al controllo di tutte le fasi produttive viticole ed enologiche, comprese le relative analisi di laboratorio, fino alla commercializzazione, promozione e divulgazione della scienza e della cultura vitivinicola nazionale e internazionale. Pertanto, l'enologo può essere presente nelle diverse realtà aziendali come consulente, amministratore, gestore, dirigente, direttore e tecnico di processo in quanto raccoglie nella sua professionalità le più alte competenze e conoscenze del settore. È, altresì, il professionista abilitato a svolgere tutte le attività sottoposte a controllo e certificare e firmare certificati e perizie come professionista riconosciuto. Tale attività professionale può essere esercitata esclusivamente da coloro che sono in possesso: del diploma universitario di primo livello, previsto dalla legge 19 novembre 1990, n. 341, relativo al settore vitivinicolo; della laurea triennale di primo livello relativa al settore vitivinicolo, rilasciata ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509; della laurea magistrale di secondo livello relativa al settore vitivinicolo; del titolo di studio conseguito a seguito della frequenza del corso biennale presso una scuola diretta a fini speciali in tecnica enologica istituita da università statale o legalmente riconosciuta, previo diploma conseguito presso gli istituti tecnici agrari con specializzazione in viticoltura ed enologia (corso sessennale). L'articolo 2, in linea con i contenuti della risoluzione OIV-ECO 492-2013 dell'Organizzazione internazionale della vite e del vino nella parte relativa all'attività professionale di enologo, definisce nel dettaglio l'oggetto di tale attività professionale. L'enologo può svolgere l'attività: di direzione e amministrazione, nonché di consulenza in aziende vitivinicole per la trasformazione dell'uva, l'affinamento, la conservazione, l'imbottigliamento e la commercializzazione dei vini e dei prodotti derivati; di direzione e amministrazione, nonché di consulenza in aziende vitivinicole, con particolare riferimento alla scelta varietale, all'impianto ed agli aspetti fitosanitari dei vigneti, di valutazione dei danni e di stima delle scorte; di direzione e espletamento di funzioni di carattere vitivinicolo in enti, associazioni e consorzi. L'enologo può, altresì, effettuare controlli analitici, tramite analisi microbiologiche, enochimiche ed organolettiche dei vini e della valutazione dei conseguenti risultati; collaborare nella progettazione delle aziende vitivinicole nella scelta della tecnologia relativa agli impianti e agli stabilimenti vitivinicoli; provvedere all'organizzazione aziendale della distribuzione e della commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, compresi gli aspetti di comunicazione, di marketing e di immagine; effettuare la stima delle colture viticole e loro prodotti e infine svolgere attività di consulenza tecnica d'ufficio (CTU) e di parte (CTP), nonché di predisposizione dei piani di autocontrollo alimentare (HACCP). L'articolo 3 definisce l'ambito di riconoscimento del titolo professionale di enotecnico. L'enotecnico rappresenta una figura tecnico-professionale basata su competenze specialistiche dei fattori che intervengono nelle varie fasi di produzione dell'uva e del vino. Svolge funzioni dirette nell'esecuzione delle operazioni di campagna e di cantina, fino a coordinare gruppi di lavoro e sovrintendere a processi e linee di produzione.