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a fronte di una capienza regolamentare di 1.571 posti i detenuti presenti in istituto sono 1.991 (di questi 997 imputati, 992 condannati e 2 internati) e, per quanto riguarda il personale, gli agenti di Polizia penitenziaria presenti sono 775 (contro i 911 previsti in pianta organica), gli educatori sono 13 (a fronte dei 22 previsti per l'istituto) e 57 sono le persone con un incarico amministrativo (contro i 68 previsti); si nota dunque la forte presenza di personale di custodia rispetto a quello giuridico-pedagogico, che non caratterizza il solo carcere di Poggioreale, ma quelli di tutto il territorio nazionale, ad evidenza di un'idea della pena nei fatti ancora legata alla dimensione custodiale, lontana dal reinserimento sociale stabilito dalla Costituzione; considerato che: dal punto di vista strutturale, la casa circondariale di Poggioreale mostra numerose carenze, nonostante i continui lavori di ristrutturazione. Entrando nei padiglioni è subito evidente la differenza tra le zone ristrutturate e quelle che non lo sono: queste ultime versano in pessime condizioni, presentando spesso scarsa pulizia e umidità alle pareti: un unico ambiente in cui si trovano sia i servizi igienici che la cucina, mancanza di doccia nella maggior parte delle stanze e assenza di spazi della socialità in quasi tutti i padiglioni; inoltre, molte stanze ospitano fino a 12 detenuti (tra quelle delle visite, una di esse accoglieva ben 13 persone), con letti a castello a tre livelli, molto vicini al soffitto; una delle precarietà più evidenti dell'istituto, a livello strutturale, riguarda gli spazi per la socialità, non presenti su tutti i piani per mancanza di spazio libero. Se alla mancanza di spazi per lo sport e all'assenza di aree per la socialità si aggiungono le dimensioni delle stanze e la sospensione del regime delle celle aperte, sono evidenti la scarsa possibilità di movimento delle persone detenute e l'eccessiva permanenza all'interno della cella; considerato inoltre che: una delle più grandi carenze che caratterizzano la casa circondariale di Poggioreale ricade nel settore del lavoro: su quasi 2.000 detenuti presenti sono 289 le persone che lavorano alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria, mentre un solo detenuto è assunto da un'impresa esterna; dei 10 padiglioni presenti all'interno della casa circondariale, quello denominato "Milano" (in cui è presente una sezione dedicata a detenuti ex art. 32 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, rubricato "Assegnazione e raggruppamento per motivi cautelari") va sicuramente annoverato tra i reparti più fatiscenti, con scarsissima igiene e celle prive di doccia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; se, nell'ambito delle proprie attribuzioni, intenda valutare la possibilità di intervenire al fine di migliorare le condizioni di vita drammatiche dei detenuti presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale, e per rendere più idonee le condizioni ambientali, anche attraverso programmi di lavoro, per un maggiore benessere psicologico delle persone detenute e ai fini di un loro reinserimento in società. Atto n. 4-06091 BOLDRINI ROSSOMANDO IORI VERDUCCI MARGIOTTA BITI ASTORRE MARILOTTI D'ARIENZO PARRINI D'ALFONSO TARICCO GIACOBBE FEDELI STEFANO COLLINA ROJC PINOTTI CIRINNA' COMINCINI LAUS MARCUCCI MANCA Al Ministro della salute Premesso che: attraverso la legge 23 luglio 2021, n. 106, la Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, recante misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali; l'art. 33, che contiene disposizioni riguardanti i "servizi territoriali e ospedalieri di neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza e reclutamento straordinario psicologi", al comma 6- bis , aggiunto attraverso le modificazioni, prevede quanto segue: "Nello stato di previsione del Ministero della salute è istituito un fondo con una dotazione di 10 milioni di euro per l'anno 2021 destinato a promuovere, nel limite di spesa autorizzato ai sensi del presente comma, il benessere e la persona, favorendo l'accesso ai servizi psicologici delle fasce più deboli della popolazione, con priorità per i pazienti affetti da patologie oncologiche, nonché per il supporto psicologico dei bambini e degli adolescenti in età scolare"; il comma 6- ter prevede quanto segue: "Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono disciplinate le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 6-bis"; il decreto d'attuazione di cui al comma 6- ter , al fine del rispetto dei tempi previsti dalla legge, sarebbe dovuto essere emanato entro la fine del mese di agosto 2021; in assenza del decreto, lo stanziamento non consente di realizzare alcun intervento previsto dal comma 6- bis , cosicché nessuno dei servizi previsti, finalizzati alla tutela della salute psicologica pubblica, potrà essere realizzato. Tale condizione riporterebbe lo stanziamento nelle disponibilità del bilancio dello Stato, come se l'appostamento di tali risorse non fosse mai stato determinato, si chiede di sapere se e come il Ministro in indirizzo intenda rispettare i termini previsti. Atto n. 4-06092 PAPATHEU Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in materia di reddito di cittadinanza, l'articolo 18 del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69, ha stabilito la proroga, fino al 31 dicembre 2021, dell'incarico di collaborazione sottoscritto tra ANPAL Servizi S.p. A. e i cosiddetti navigator , ai sensi dell'articolo 12, comma 3, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4; la ratio della proroga è stata ravvisata in una triplice esigenza: offrire un tempo utile ed effettivo ai collaboratori per il raggiungimento degli obiettivi prestabiliti, il cui conseguimento è stato pregiudicato da causa di forza maggiore connessa all'evoluzione della pandemia, ai lockdown imposti su tutto il territorio nazionale, alla paralisi del tessuto imprenditoriale ed alla definitiva chiusura di migliaia di aziende; permettere il completamento delle procedure regionali di selezione del personale per il potenziamento dei centri per l'impiego; garantire continuità alle attività di assistenza tecnica presso le sedi territoriali delle Regioni e Province autonome, nel rispetto delle convenzioni sottoscritte con ANPAL Servizi;