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Quindi, lasciamo stare i regolamenti di conti e pensiamo a come affrontare insieme l'emergenza e vale per le forze di opposizione che chiedono giustamente un coinvolgimento non di cortesia. Però decidiamoci, perché stridono le parole di oggi di un uomo di Stato - voglio dirlo - qual è Silvio Berlusconi rispetto alle sceneggiate che abbiamo visto qui ieri di chi ha abbandonato l'Aula, perché si rimane in Aula e si svolge il proprio ruolo. Questo è un punto fondamentale che riguarda anche il centrodestra. Dovete decidere che cosa fare: se l'opposizione repubblicana o quella dei toni che a volte ho ascoltato in quest'Aula. E vale anche per il Governo, più di tutti gli altri, perché ha maggiori responsabilità. A fase straordinaria corrispondono misure straordinarie e strumenti straordinari, velocità e condivisione delle scelte. Se dobbiamo affrontare questa sfida, dobbiamo mettere in campo strumenti anche nuovi. Vale per la cabina di regia, vale per il coinvolgimento dei Capigruppo: decidiamo quali sono le modalità. E vale anche - lo dico al Ministro dell'interno - rispetto alle modalità di organizzazione sul territorio: i prefetti operano ancora con il formato del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica o si inventano formule nuove di governance del territorio, cui partecipano anche il dirigente dell'ASL o della Agenzia di tutela della salute, il direttore dell'ufficio scolastico provinciale, a volte i direttori delle agenzie di mobilità e i sindacati? Dobbiamo essere all'altezza delle sfide che abbiamo, anche inventando strumenti nuovi. Oggi dobbiamo decidere se vogliamo giocare questa sfida come classe dirigente del Paese. Ne va della credibilità di tutti noi: si vince insieme. Non è che, se perde il Presidente del Consiglio, poi vince il resto del Paese. Oggi ognuno si prenda la propria parte di responsabilità, a seconda dei ruoli e degli incarichi che ha, e risponderà per questo al Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ringraziamo il signor Ministro per la solerzia con la quale ha voluto intervenire questa sera, dandoci delle assicurazioni. Ci ha detto che non saranno limitati i diritti dei cittadini di manifestare democraticamente e di rappresentare le critiche ai provvedimenti del Governo; ci ha detto che saranno isolati, individuati e assicurati alla giustizia i fomentatori, gli estremisti, i provocatori che si insinuano nel malessere dei cittadini per altre finalità. Dopodiché il Ministro ha fatto la cronaca degli eventi che - come è stato notato da qualche collega - avevamo già letto sui giornali. Ma noi da lei, Ministro, ci saremmo aspettati qualcos'altro. Lei ha detto che la pandemia ha raggiunto una valenza totalizzante. Ebbene, noi avremmo voluto sapere da lei - mi rivolgo a lei, signor Ministro, ma, per suo tramite, al Presidente del Consiglio - se questa recrudescenza era prevista; avremmo voluto sapere quale tipo di iniziative il Governo avesse messo in campo per prevenire o per affrontare l'emergenza. Qualche mese fa circolava un documento, che non è stato mai smentito - anzi è stato confermato - datato gennaio 2020, nel quale si diceva che la pandemia sarebbe durata moltissimi mesi e avrebbe provocato circa 50.000 decessi. Questo documento non soltanto non è stato smentito, ma è stato anche confermato. Alla legittima domanda di chi chiedeva per quale ragione questi dati fossero stati tenuti riservati, è stato risposto che era stata una scelta politica per evitare allarmismi. Molto bene, se questo però avesse significato per il Governo adottare tutte quelle iniziative e tutti quei provvedimenti che avrebbero consentito di affrontare l'emergenza. (Applausi) . Signor Ministro, con il lockdown di qualche mese fa si è data l'impressione che sarebbe bastato poco più di un mese di privazione forzata della libertà e dei movimenti per debellare la pandemia. E, invece, l'abbiamo mandata soltanto in ferie, perché dopo l'estate l'abbiamo rivista ancora più agguerrita e ancora più violenta di prima. (Applausi) . Questo manifesta un'assoluta mancanza di programmazione e una incapacità di affrontare le problematiche. Oggi siamo costretti a prendere atto di iniziative violente di pochi facinorosi che si mobilitano e si inseriscono in certi contesti. Anche io, signor Ministro, voglio manifestare per il mio Gruppo la vicinanza, la stima e la considerazione a tutti gli appartenenti alle Forze dell'ordine. (Applausi) . Tuttavia - e qui c'è la differenza - mi consenta, a titolo personale, di esprimere la mia vicinanza e la mia solidarietà a quel poliziotto che a Parma è stato sospeso mentre svolgeva il proprio dovere e mentre evitava che un facinoroso colpisse la vetrina di un negozio, aggredendo la proprietà privata, che ancora nel nostro Paese è garantita. (Applausi) . In questa maniera si mostrano solidarietà e vicinanza alle Forze dell'ordine. E lo dico non solo come esponente parlamentare, ma anche come figlio di una famiglia di tutori dell'ordine che ha visto le frustrazioni e le mortificazioni degli appartenenti alle Forze di polizia, e ha vissuto le ansie, i dolori, le pene e le sofferenze delle famiglie. Allora basta con le parole di occasione: manifestiamo concretamente la vicinanza alle Forze di polizia e incominciamo ad adeguare gli stipendi, che sono i più bassi d'Europa. (Applausi) . Siamo arrivati a questo punto perché c'è stata una sottovalutazione. Signor Ministro, il nostro Paese negli ultimi nove mesi ha perso nove punti di PIL e forse ci vorranno anni per tornare alla situazione precedente, che già non era rosea. Il Governo non ci dice niente su come affrontare la situazione. In Germania, al primo apparire della pandemia, sono stati stanziati 500 miliardi di euro; in America 1.000 miliardi di dollari; da noi, dopo nove mesi, poco più di 100 miliardi, e non tutti sono arrivati a destinazione! Voi pensate in questa maniera di poter affrontare la situazione? Si dice che tutti insieme dobbiamo fronteggiarla. Signor Ministro, deve dire al Presidente del Consiglio che noi leggiamo dichiarazioni di disponibilità da parte del segretario Zingaretti, da parte del presidente Renzi, ed oggi le abbiamo sentite anche dal presidente Casini che, peraltro, già in altre occasioni le aveva manifestate. Ma nei fatti questo non c'è, perché «collaborare» e «disponibilità» significano decidere insieme in un momento delicato nel quale è in discussione non la sorte di questo Governo, che ci interessa ben poco, ma la sorte e la vita del nostro Paese. (Applausi) . Ed è chiaro che noi non ci sottraiamo alle nostre responsabilità. Non serve - lo dica al signor Presidente del Consiglio - notificare in maniera postuma le decisioni per dire che c'è stata collaborazione.