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In particolare, i commi dall'1 al 3 dell'articolo 10 del decreto-legge stesso hanno previsto la possibilità per il soggetto che sostiene le spese per interventi di quel tipo di ricevere un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l'intervento stesso, sotto forma di sconto. Tale contributo è recuperato dal fornitore sotto forma di credito d'imposta da utilizzare in compensazione. Ebbene, l'effetto di questa norma ha trovato il favore di numerosi cittadini e di alcune imprese medio-grandi, mentre una gran parte delle piccole e medie imprese del settore l'ha vissuta come un problema molto pesante da risolvere urgentemente. Le piccole e medie imprese del settore lamentano il problema della sostenibilità finanziaria degli oneri derivanti dallo sconto sui corrispettivi spettanti. Le piccole e medie imprese stesse hanno avviato, come lei sa, Ministro, un procedimento presso la Commissione europea a seguito del pronunciamento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha evidenziato come le modifiche introdotte dal decreto crescita appaiano suscettibili di creare restrizioni alla concorrenza a danno di piccole e medie imprese, favorendo solo gli operatori economici di più grandi dimensioni. Noi pensiamo che il legislatore abbia il compito di trovare una soluzione condivisa tra tutti i soggetti coinvolti e, nello stesso tempo, che occorra calibrare bene, dal punto di vista normativo, l'intervento introdotto con il decreto crescita, trovando una soluzione che consenta di mantenere in vita lo spirito di quella norma senza recare ulteriore danno alle piccole e medie imprese del settore e quindi azzerando le distorsioni in corso ad oggi. Noi auspichiamo - la discussione in corso sul decreto sulle crisi aziendali ha già animato questo dibattito - che ci sia l'apertura immediata di un tavolo che coinvolga tutti i soggetti interessati e che si trovi una soluzione normativa adeguata a risolvere tutti i problemi emersi in questi mesi, una soluzione che auspichiamo possa essere trovata già nelle prossime settimane, magari nel corso dell'esame della legge di bilancio, che è alle porte. Le chiediamo, con tutte queste premesse, quali siano le iniziative che intende intraprendere. PRESIDENTE. Il ministro dello sviluppo economico, senatore Patuanelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. PATUANELLI, ministro dello sviluppo economico . Ringrazio gli interroganti e il senatore Ferrari per le sue parole. Vorrei preliminarmente dare solo alcuni dati. L'ecobonus, ad oggi uno dei principali meccanismi incentivanti per attivare investimenti nell'ambito dell'efficienza energetica in edilizia, ha stimolato investimenti in un quadriennio per più di 16 miliardi di euro e sono oltre 35 negli ultimi dieci anni. Dei circa 1,8 milioni di interventi, l'85 per cento afferisce a singole tecnologie, in prevalenza serramenti, quindi sostituzione di parti di edificio, impianti di climatizzazione e schermature solari, a cui corrisponde il 65 per cento degli investimenti totali derivati dall'ecobonus . Questo per inquadrare di cosa stiamo parlando, rispetto ai sistemi agevolativi, agli ecobonus e alle diverse formulazioni che hanno avuto in questi anni. Una cosa è evidente: lo spirito della norma era quello di continuare ad intervenire per creare questi risultati, ma certamente ha prodotto un risultato negativo su una parte di attività produttive, che peraltro è quella prevalente nel nostro Paese, perché sappiamo benissimo che il nostro tessuto produttivo è costituito prevalentemente da piccole, mini e micro imprese (più del 94 per cento della nostra capacità produttiva arriva da imprese che hanno meno di 50 dipendenti). La norma ha causato questo problema per due motivi principali. Il primo motivo è che i grossi gruppi, quando si parla di interventi singoli su edifici, come ad esempio il montaggio di impianti fotovoltaici, riescono ad applicare un prezzo inferiore rispetto alla piccola impresa, che ha meno ordinativo e meno organizzazione aziendale. Il secondo motivo, ovviamente, è la capienza fiscale, cioè la detrazione in più anni ha un effetto, lo sconto in fattura un altro: l'impresa si trova in assenza di liquidità immediata e quindi, ovviamente, le piccole e medie imprese si sono trovate in difficoltà. C'è quindi l'esigenza evidente di modificare il testo. Ci sarà ovviamente un percorso parlamentare per la conversione del cosiddetto decreto crisi. Io ritengo che ci sia bisogno di un ragionamento che ci porti, alla legge di bilancio, a trovare anche gli strumenti finanziari di accompagnamento della modifica della norma. Sono altresì convinto, come ho detto dal primo giorno dell'insediamento del Governo, di dover sentire i diversi portatori di interesse, quindi tutte le associazioni di categoria dei diversi settori. Oggi pertanto dico che dobbiamo attivare un tavolo di confronto per arrivare alla soluzione migliore, perché la ratio della norma e lo spirito con cui è stata adottata non erano negativi: probabilmente, la scarsa interlocuzione ha condotto ad un risultato negativo. Non vorrei ripetere dunque l'errore e dirvi oggi che la soluzione è «A, B e C». Decidiamo invece la soluzione migliore assieme alle associazioni di categoria. Dopodiché, per la legge di bilancio c'è anche il percorso parlamentare. Il rispetto che ho avuto per quest'Assemblea da Capogruppo di un Gruppo parlamentare e che lei ha citato poco fa, senatore Ferrari, lo ho anche come rappresentante del Governo: c'è la dignità dell'Assemblea di fare le proprie proposte. Noi certamente, come Governo, avanzeremo le nostre proposte, ma ascolteremo anche quelle del Parlamento. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Collina, per due minuti. COLLINA (PD) . Signor Ministro, ci riteniamo pienamente soddisfatti della sua risposta, perché ha dimostrato piena consapevolezza della dimensione del problema e della realtà che esiste nel nostro Paese riguardo al settore dell'edilizia, nonché di quella che è stata in questi anni la storia del settore, che ha attraversato una fase molto lunga di crisi. Grazie agli interventi di riqualificazione energetica e di ristrutturazione, facilitati e agevolati dagli sconti fiscali, il settore è riuscito a superare questa fase, anche se affronta ancora oggi delle difficoltà. Certamente le scelte che sono state fatte sono state decisive per poter dare ancora un futuro al settore che è fatto, come lei ha detto, signor Ministro, di piccole e medie imprese, che hanno anche difficoltà nell'accesso al credito. Creando difficoltà nella gestione della liquidità, con l'iniziativa contenuta nel decreto crescita, non si è fatto altro che innescare una spirale negativa e pericolosa per tante piccole imprese. Noi crediamo che l'iniziativa che lei ha preannunciato sia assolutamente positiva e che debba dare esiti altrettanto positivi per riequilibrare questa situazione che, pur partendo con obiettivi positivi, ha generato questo tipo di difficoltà. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Il senatore Girotto ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01170 sulle misure di compensazione delle spese per gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica, per tre minuti. GIROTTO (M5S) .