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Legge quadro in materia di vigilanza ecologica volontaria. Onorevoli Senatori. – La situazione ambientale in Italia è gravissima e insostenibile. Il degrado del territorio, causato dall'intervento dell'uomo, sta compromettendo in modo irreversibile la vita animale e vegetale e dunque anche la salute e la vita stessa dell'uomo. Per profitto, incuria o ignoranza, per debolezza delle istituzioni e per assenza di risorse, mezzi e adeguati presìdi sul territorio stiamo assistendo in Italia all'aggravamento del dissesto idrogeologico, dell'inquinamento in tutte le sue forme dalle acque superficiali e di falda, alla proliferazione delle discariche incontrollate di rifiuti, alla progressiva distruzione dell'ambiente naturale. Peraltro, tale situazione di fatto è alimentata dagli interessi della criminalità organizzata che, a sua volta, si alimenta ogni anno, in un circolo vizioso, con miliardi di euro frutto del traffico illecito dei rifiuti. La tutela dell'ambiente e la gestione del territorio possono avere successo solo se affrontate a partire dalla comunità locale, da una popolazione consapevole, protagonista e responsabile, nel quadro di una legislazione regionale e nazionale che appresti in modo uniforme la tutela del territorio individuando, in modo programmatico, obbiettivi, priorità, mezzi e risorse. Tutti devono essere informati e sensibilizzati, senza censure e in tempo reale, sullo stato dell'ambiente e la salubrità dei luoghi in cui si vive. Tutti devono avere la possibilità di partecipare, come membri della comunità e come cittadini, al presidio e al miglioramento delle condizioni ambientali e, quindi, della qualità della vita. A queste esigenze si può dare risposta attraverso il lavoro svolto dai gruppi e dalle associazioni di volontariato, fenomeno che coinvolge in Italia oltre 10 milioni di cittadini e che rappresenta una risorsa fondamentale per lo Stato. I volontari svolgono attività in molti campi, dalla sanità alla protezione civile, dall'assistenza agli anziani alla prevenzione e alla cura delle tossicodipendenze, dall'assistenza nelle carceri, alla difesa dell'ambiente. Il volontariato ecologico, in particolare, è diventato un fenomeno diffuso nel nostro Paese, ma regolato solo da leggi regionali. Tra queste deve essere sottolineata l'importanza della legge della regione Lombardia 29 dicembre 1980, n. 105, che è stata la prima legge organica in materia e che ha aperto la strada alle diverse esperienze oggi esistenti. La legge della regione Lombardia ha individuato le guardie ecologiche volontarie nei cittadini che, nel nome e per conto dell'interesse collettivo alla salvaguardia dell'ambiente, possono volontariamente e individualmente contribuire a svolgere un servizio civico, eseguendo alcune specifiche attività dei pubblici servizi preposti. Si tratta di proseguire ora su questo solco e di istituzionalizzare il diritto-dovere di ogni persona di pretendere il rispetto delle leggi dello Stato. Si tratta di realizzare i princìpi dettati dalla Costituzione all'articolo 9 – ai sensi del quale « la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali » – e all'articolo 41, il quale prevede che l'iniziativa economica privata è sì libera, ma non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, prevedendo una riserva di legge per determinare i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali. La figura della guardia ecologica volontaria (GEV) rappresenta, dunque, non solo una forma collettiva di azione direttamente orientata all'agire solidale, ma anche uno strumento per realizzare i princìpi su cui si fonda la nostra Repubblica. Premesso che tale figura possiede già una ben definita e originale identità e che nel corso del tempo è cresciuta numericamente sul territorio italiano, si evidenzia che è giunto il momento di regolare tale figura per renderla uno strumento più efficace, per preservarla da possibili condizionamenti e da interessi particolari e al contempo avvicinarla allo spirito che incarna: le guardie ecologiche volontarie operano motivate da valori di onestà, di solidarietà e di giustizia che sono alla base della civile convivenza e del patrimonio storico e culturale del volontariato. Anche per questo l'attività volontaria non può mai confondersi con quella di lavoro dipendente e ancor meno con quella di lavoro dipendente non retribuito. Le GEV non possono essere chiamate a sopperire alle carenze di personale degli enti in un ruolo subordinato: non servono per sostituire analoghe figure dipendenti, ma per affiancare queste al fine di svolgere un intervento più capillare e puntuale. Questo ruolo delle GEV non graverebbe sul bilancio pubblico, in quanto la ricaduta in termini di tutela dell'ambiente e dunque di risparmio di risorse dello Stato per interventi, quali risanamento e bonifica, e dunque in termini di salute pubblica, sarebbe inestimabile. Le GEV sono dunque cittadine e cittadini che hanno frequentato appositi corsi di formazione, hanno superato l'esame di idoneità e sono stati nominati, con decreto del prefetto, guardie giurate particolari che assumono la qualifica di pubblici ufficiali, limitatamente alle specifiche funzioni attribuite loro dalla legge dello Stato nel rispetto dei princìpi costituzionali. Nell'esercizio delle funzioni di cui sono incaricati, essi avrebbero dunque il potere-dovere di contestare, accertare e sanzionare gli illeciti in materia di tutela dell'ambiente. La valorizzazione di azioni individuali e collettive finalizzate alla tutela dell'ambiente impone la predisposizione di una normativa quadro che fornisca direttive alle regioni affinché, tutte, si dotino di un servizio ecologico volontario programmato fondato sulla normativa primaria costituita dalla legge dello Stato. Il presente disegno di legge si compone di cinque articoli: l'articolo 1 enuncia le finalità e l'oggetto della legge, nonché le competenze dei diversi livelli istituzionali, stabilendo che i compiti di indirizzo e coordinamento sono esercitati dal Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro dell'interno; gli articoli 2 e 3 si occupano dei compiti e dell'organizzazione delle guardie ecologiche volontarie; l'articolo 4 indica i requisiti necessari per diventare guardie ecologiche volontarie, disciplina la formazione, la nomina, la sospensione e la revoca dell'incarico e istituisce l'elenco regionale delle guardie ecologiche volontarie; l'articolo 5 definisce la disciplina transitoria e le norme di carattere finanziario.. Art. 1. (Finalità e oggetto) 1. In attuazione degli articoli 9 e 41 della Costituzione e in coerenza con le attribuzioni di cui all'articolo 117 della Costituzione medesima, la presente legge ha la finalità di riconoscere e uniformare a livello nazionale la figura della guardia ecologica volontaria, disciplinandone l'attività. 2.