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Disposizioni per la commemorazione del centenario e per la valorizzazione del patrimonio storico della prima Guerra mondiale. Onorevoli Senatori. -- Com'è noto, il 28 giugno 2014 è stato commemorato il centesimo anniversario dell'assassinio dell'erede al trono austro-ungarico, l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo, ucciso in un attentato a Sarajevo da Gavrilo Princip, mentre il 24 maggio 2015 è stato ricordato il centesimo anniversario dell'entrata dell'Italia nella prima Guerra mondiale. Nei prossimi tre anni continueranno peraltro a succedersi le date significative delle ricorrenze legate a quell'immane conflitto. Vittorie, sconfitte, il massacro di tante giovani vite in Europa e altrove. Il 4 e l'11 novembre 2018 marcheranno infine il compimento di un secolo dalla conclusione delle ostilità, rispettivamente sul fronte italiano e sul fronte europeo-occidentale. La storiografia contemporanea tende ad attribuire al conflitto combattuto tra il 1914 e il 1918 il carattere di momento fondativo dell'età contemporanea. Crollarono, in effetti, imperi antichissimi, insieme ad altri imperi più recenti ma non meno potenti. Si affermarono nuove ideologie ed emersero nuove nazioni. Ovunque la mobilitazione a fini militari della società spianò la strada all'esperienza dei partiti politici di massa. L'Europa si avviò contestualmente al proprio declino, in seguito agli altissimi costi umani e materiali sopportati nei lunghi anni di combattimento, alla nascita dell'Unione Sovietica e al carattere decisivo dell'intervento militare americano sul fronte occidentale. Sotto ogni profilo è quindi giusto trasformare gli anniversari che si profilano all'orizzonte in un momento pedagogico e di riflessione che nella prospettiva del processo di integrazione europea assume di certo un valore nuovo e diverso dal passato. Saremo chiamati a commemorare in sostanza il primo atto di una grande tragedia che sconvolse il nostro continente alla stregua di un'autentica guerra civile, nella convinzione di dover educare le nuove generazioni alla tolleranza, al rispetto reciproco e alla composizione pacifica dei contenziosi più complessi e controversi. Si tratterà di fare appello alla memoria per allontanare lo spettro della guerra che è tornato a materializzarsi in Europa sul finire del secolo scorso. Dell'importanza degli avvenimenti da ricordare esiste diffusa consapevolezza. In vista delle ricorrenze, infatti, il 3 agosto 2012 il Presidente del Consiglio dei ministri emanò un proprio decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 205 del 3 settembre 2012, con il quale è stato istituito il Comitato storico scientifico per il «Centenario della prima guerra mondiale», senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, affidandone la Presidenza al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri e chiamandone a far parte i Sottosegretari di Stato ai Ministeri dell'interno, della difesa, dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, dei beni e delle attività culturali e del turismo e dell'istruzione, dell'università e della ricerca. A tale Comitato sono state altresì attribuite penetranti funzioni di impulso, promozione e coordinamento delle manifestazioni che saranno organizzate nella cornice della commemorazione delle ricorrenze connesse al centenario della prima Guerra mondiale. L'idea è certamente lodevole e condivisibile sotto molteplici profili. Appare tuttavia criticabile la decisione di non includere nel predetto Comitato alcuna espressione delle autonomie regionali, malgrado le regioni territorialmente maggiormente interessate alle ricorrenze, in ragione della loro passata esperienza di teatri operativi della prima Guerra mondiale, abbiano già provveduto a significativi interventi di recupero anche attraverso consistenti finanziamenti europei e abbiano reso pubblico il proprio intendimento di procedere all'organizzazione di eventi. Per questo si giudica opportuno un intervento legislativo che provveda a integrare la composizione di questo organismo, prevedendovi l'inserimento dei presidenti delle regioni Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto, nonché delle province autonome di Trento e di Bolzano. Al contesto delle celebrazioni appare inoltre opportuno affiancare delle iniziative adeguate di recupero dei siti collegati ai fatti della prima Guerra mondiale -- come trincee, musei, cimiteri e sacrari in particolare -- anche nella prospettiva di un successivo e razionale sviluppo del turismo di carattere storico-militare che è stato stimolato con successo anche in altri Paesi. Si ricorda, a questo scopo, come con la legge 7 marzo 2001, n. 78, si sia già provveduto una prima volta a promuovere una campagna di valorizzazione delle vestigia della prima Guerra mondiale, prevedendo anche stanziamenti di lungo periodo, poi venuti meno in seguito all'accentuarsi delle difficoltà della finanza pubblica. Il presente disegno di legge mira, conseguentemente, a introdurre un meccanismo di rifinanziamento degli interventi dal 2016 al 2018, stanziando 10 milioni di euro all'anno da prelevare dal fondo istituito per il finanziamento delle missioni internazionali delle Forze armate. Data la prossimità delle ricorrenze, si è previsto che la legge entri in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Atteso l'elevato valore morale del presente provvedimento, se ne sollecita la rapida approvazione.. 1 (Integrazione del Comitato storico scientifico per il «Centenario della prima guerra mondiale») 1 Ferme restando le attribuzioni già previste dalla normativa vigente, il Comitato storico scientifico per il «Centenario della prima guerra mondiale», di cui all'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 agosto 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 205 del 3 settembre 2012, è integrato con la partecipazione dei presidenti delle regioni Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto, nonché dei presidenti delle province autonome di Trento e di Bolzano, ovvero con loro rappresentanti allo scopo delegati. 2 Dalla disposizione di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. 2 (Valorizzazione delle vestigia della prima Guerra mondiale) 1 Alle iniziative promosse dal Comitato di cui all'articolo 1 è associato un piano di recupero e di valorizzazione delle vestigia della prima Guerra mondiale, relative a entrambe le parti in conflitto, secondo le disposizioni della legge 7 marzo 2001, n. 78. 3 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dall'attuazione del piano di cui all’articolo 2, nel limite massimo di 10 milioni di euro annui per gli anni 2016-2018, si provvede a carico del fondo di cui all'articolo 1, comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .