[ddlpres]

a) rimuovere qualsiasi forma di discriminazione, stigmatizzazione ed esclusione nei confronti delle persone con disagio e disturbo mentali, nonché promuovere l'esercizio attivo dei diritti costituzionali e delle libertà fondamentali da parte delle stesse; b) garantire la piena effettività delle disposizioni previste dagli articoli 34, 35, 36 e 64 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, con particolare riguardo alle modalità di attivazione ed esecuzione del trattamento sanitario obbligatorio (TSO) al fine di evitare ogni forma di coercizione; c) valorizzare le attività e le iniziative volte a promuovere la prevenzione del disagio e del disturbo mentali, con particolare riferimento allo stile di vita, all'ambito familiare, al lavoro, alla scuola, agli ambienti di lavoro e alla comunità; d) garantire, con continuità ed efficacia, l'attuazione di percorsi personalizzati mediante l'erogazione di prestazioni integrate e appropriate, centrate sulla persona e sul suo complessivo ambito relazionale, nonché riconoscere il valore fondamentale della promozione dei percorsi di cura nel contesto di vita; e) attivare e valorizzare programmi di reinserimento abitativo, lavorativo e sociale; f) definire i principali strumenti deputati al governo dei servizi per la salute mentale; g) ridefinire gli indirizzi in materia di profili professionali e formazione nel settore della salute mentale; h) definire nuovi strumenti di coordinamento e sviluppo della tutela della salute mentale per garantire l'efficacia, l'efficienza e il buon andamento delle politiche regionali in materia, nel pieno rispetto dell'autonomia costituzionalmente garantita ai differenti livelli territoriali di governo. 3. Le disposizioni previste dalla presente legge sono adottate in attuazione dell'articolo 32 della Costituzione e dei princìpi derivanti dalle disposizioni di cui alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, e dagli articoli 33, 34, 35 e 64 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, nonché in conformità con il progetto obiettivo « Tutela salute mentale 1998-2000 », di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 22 novembre 1999 e con l' European framework for action on mental health per gli anni 2021-2025 dell'Organizzazione mondiale della sanità. Art. 2. (Princìpi generali) 1. Al fine di attivare programmi di promozione della salute mentale rivolti all'individuo e alla comunità nonché di garantire interventi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione volti alla tutela della salute mentale, il Servizio sanitario nazionale assicura percorsi di promozione della salute mentale, di prevenzione e di assistenza diagnostica, terapeutica e riabilitativa del disagio e del disturbo mentali e delle disabilità psicosociali in tutte le fasi e a ciascun livello di cura, attraverso la realizzazione di politiche orientate al rispetto dei seguenti princìpi: a) effettivo accesso a servizi sanitari e socio-sanitari in grado di arginare il rischio di deriva sociale, avvio di percorsi di ripresa, raggiungimento della migliore condizione di salute possibile e promozione di un'appropriata qualità della vita; b) rispetto dei principi di massima prossimità, sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza degli interventi assistenziali, attraverso percorsi di norma attuati nell'ambiente di vita della persona, anche durante le fasi critiche e di acuzie; c) previsione e attuazione di strategie, azioni e interventi basati sulle evidenze scientifiche e sulle pratiche che hanno dimostrato il raggiungimento dei migliori risultati per la persona e per la collettività; d) progettazione e realizzazione delle politiche secondo un approccio interdisciplinare e intersettoriale; e) responsabilizzazione delle persone con disagio e disturbo mentali, dei nuclei e delle comunità di appartenenza, con il coinvolgimento degli stessi nella definizione, nell'attuazione e nel monitoraggio delle politiche, nonché nella coprogettazione degli interventi a loro destinati; f) prevenzione del disturbo psichiatrico severo, del suicidio e delle dipendenze in quanto priorità di salute pubblica; g) previsione dell'adozione di strategie e interventi finalizzati a ridurre lo stress psicosociale e lavorativo, ad accrescere il benessere sul posto di lavoro, a migliorare l'organizzazione e gli orari lavorativi per meglio conciliare vita lavorativa e vita privata, a partire dalla pubblica amministrazione. Art. 3. (Livelli essenziali di assistenza) 1. Al fine di garantire l'effettiva tutela della salute mentale quale componente essenziale del diritto alla salute, il Ministro della salute, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede, con la procedura prevista dall'articolo 1, comma 554, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, all'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017, privilegiando percorsi di cura in una prospettiva di presa in carico della persona nel complesso dei suoi bisogni e sulla base di un processo partecipato. 2. Quanto disposto dal comma 1 è volto in particolare a: a) assicurare percorsi di cura a complessità crescente, modulati in base ai bisogni della persona; b) garantire l'integrazione delle attività e delle prestazioni erogate dai dipartimenti di salute mentale (DSM) e di quelle erogate dagli altri servizi sanitari, specialmente nelle situazioni di confine e di transizione per età o patologia; c) prevedere l'integrazione dei percorsi di cura con i supporti offerti dai servizi sociali, dal Terzo settore, dalla cooperazione sociale e dai programmi di formazione e inserimento al lavoro; d) sviluppare i programmi terapeutici riabilitativi individuali, quali percorsi esigibili a intensità variabile in rapporto ai bisogni della persona; e) adottare il budget individuale di salute quale strumento ordinario volto a realizzare progetti di vita personalizzati attraverso l'attivazione e l'integrazione di interventi sanitari e socio-sanitari e di tutte le risorse disponibili nella comunità, in accordo con quanto disposto dalla legge 22 dicembre 2021, n. 227, e dai decreti legislativi adottati in attuazione della medesima; 3. I percorsi di cura a complessità crescente di cui al comma 2, lettera a) , sono modulati su quattro livelli: a) il primo livello, su invio del medico curante o mediante accesso diretto, garantisce un contatto a scopo di valutazione e consultazione, compresi gli interventi precoci e le condizioni di confine riguardanti l'età evolutiva, le disabilità complesse, le demenze e le comorbilità;