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Ai fini del calcolo dei ratei anticipati di pensione è assunto a riferimento l'importo della pensione corrispondente a quanto sarebbe maturato, a condizioni invariate e tenendo conto dell'integrazione contributiva di cui all'articolo 1, commi 3, 4 e 5, alla data di raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia ovvero, se maturati prima, dei requisiti per il pensionamento anticipato. I ratei di pensione anticipata sono calcolati applicando all'importo di cui al presente comma la percentuale corrispondente alla riduzione di orario di lavoro concordata ai sensi dell'articolo 1, comma 2. 3. I ratei di pensione sono ricalcolati, alla data del pensionamento effettivo, in modo tale da scontare, in misura fissa su base mensile, i ratei anticipati di pensione già corrisposti al lavoratore entro quindici anni dalla suddetta data. Art. 3. (Solidarietà intergenerazionale) 1. In caso di accordi per la riduzione dell'orario di lavoro stipulati ai sensi dell'articolo 1, l'integrazione contributiva di cui al comma 4 del medesimo articolo può essere posta a carico della fiscalità generale, nei limiti delle risorse e con le procedure di cui agli articoli 4 e 5, a condizione che, per ciascun lavoratore interessato dalla riduzione di orario, il datore di lavoro proceda, anche in deroga alle vigenti disposizioni, alla assunzione di un giovane di età inferiore a ventinove anni con un contratto di apprendistato ovvero di un giovane di età non superiore a trentacinque anni con contratto di subordinazione a tempo indeterminato. 2. Nel caso in cui il datore di lavoro proceda all'assunzione, con contratto di subordinazione a tempo indeterminato, di un giovane di età non superiore a trentacinque anni, la quota di contribuzione a carico del datore di lavoro è dovuta in misura fissa, corrispondente a quella prevista per gli apprendisti dal decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, dal mese successivo a quello di decorrenza del contratto di lavoro del giovane di cui al presente comma e fino alla data di pensionamento effettivo del lavoratore anziano, per un periodo massimo di tre anni. Resta ferma la contribuzione a carico del lavoratore nella misura prevista per la generalità dei dipendenti del settore privato. 3. I lavoratori di età non superiore ai trentacinque anni assunti ai sensi del comma 2 devono acquisire, al termine del periodo incentivato ai fini contributivi ed in proporzione alla durata dello stesso, una professionalità di livello pari a quella del lavoratore anziano, in forza di formazione o addestramento professionale operato anche attraverso il diretto affiancamento del medesimo lavoratore anziano ovvero di altro lavoratore con mansioni di tutor . Al tutor spetta di verificare i progressi nell'apprendimento professionale e di riferirne alla direzione aziendale. 4. Per le finalità di cui al comma 3, al momento dell'assunzione l'impresa predispone un piano formativo individuale recante l'indicazione nominativa del lavoratore designato quale tutor e l'individuazione dell'obiettivo professionale da conseguire, anche sulla base delle indicazioni rivenienti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria o da specifici provvedimenti della direzioni regionali del lavoro. Tale piano deve essere comunicato al lavoratore nel termine di quindici giorni dalla data di inizio della prestazione. 5. Nei casi in cui l'attività di formazione o di addestramento sia risultata, per fatto dell'impresa, del tutto inidonea alla maturazione professionale del lavoratore di età non superiore a trentacinque anni, quest'ultimo ha diritto ad un risarcimento pari ad un decimo della retribuzione netta mensile globale di fatto per ogni mese di lavoro effettivo per il quale vi sia stato riconoscimento di benefici contributivi. Art. 4. (Fondo nazionale a sostegno del pensionamento flessibile e della solidarietà intergenerazionale) 1. Per le finalità di cui alla presente legge, è istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali il «Fondo nazionale a sostegno del pensionamento flessibile e della solidarietà intergenerazionale», di seguito denominato «Fondo», con la dotazione iniziale di 500 milioni di euro per l'anno 2013. 2. A decorrere dall'anno 2014, la dotazione del Fondo è determinata annualmente dalla legge di stabilità, ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera d) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni. Art. 5. (Disposizioni finali) 1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione della stessa, con particolare riguardo: a) alla determinazione, per ciascuna tipologia di incentivo di cui agli articoli 1, 2 e 3, del limite massimo numerico dei soggetti ammessi alla concessione degli incentivi stessi, nel limite delle risorse disponibili a valere sul Fondo; b) agli oneri informativi e dichiaratori a carico dei lavoratori e delle imprese; c) alle modalità per l'esercizio del diritto di cui all'articolo 3, comma 5. 2. Gli enti gestori di forme di previdenza obbligatoria provvedono al monitoraggio delle domande presentate dai soggetti che intendono avvalersi dei benefici di cui agli articoli 1, 2 e 3. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del limite numerico determinato ai sensi del comma 1, lettera a) , i predetti enti non prendono in esame ulteriori domande e sono tenuti a dare tempestiva comunicazione del raggiungimento del predetto limite per l'anno in corso. 3. Le disposizioni della presente legge non si applicano ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e agli altri rapporti di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che restano disciplinati dalle normative vigenti. Art. 6. (Copertura finanziaria) 1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in 500 milioni di euro per l'anno 2013, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista all'articolo 7- quinquies , comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, relativa al «Fondo per interventi urgenti ed indifferibili». 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.