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a) se in conformità allo strumento urbanistico generale, in modalità semplificata con unica delibera della giunta comunale di approvazione di piani attuativi di recupero e di riqualificazione, o come altrimenti denominati in base alla legislazione regionale; b) se in variante allo strumento urbanistico generale, attraverso i procedimenti amministrativi semplificati di cui alla vigente normativa regionale; c) con accordo di programma nei casi previsti dalla normativa vigente. 3. La programmazione comunale di rigenerazione urbana è formulata sulla base della perimetrazione effettuata sulla cartografia del Geoportale cartografico catastale dell'Agenzia delle entrate ed elenca: a) gli obiettivi di riqualificazione urbana, di sostenibilità ambientale, di miglioramento degli standard energetici del patrimonio edilizio pubblico e privato esistente che si intendono conseguire; b) gli interventi pubblici e i benefici connessi alla rigenerazione urbana del patrimonio edilizio esistente, con incrementi fino ad un massimo del 35 per cento della volumetria o della superficie lorda esistenti, alle condizioni indicate; c) gli interventi finalizzati alla realizzazione di servizi, pubblici e privati, di valorizzazione degli spazi pubblici, delle aree verdi e dei servizi di quartiere; d) gli interventi coerenti finalizzati a pareggiare o migliorare il bilancio dei servizi ecosistemici, energetico e idrico; e) gli interventi di edilizia residenziale sociale; f) la stima dei costi degli interventi. 4. La programmazione comunale individua, inoltre, gli interventi relativi ai sistemi e alle reti di servizi correlati agli interventi di rigenerazione urbana e, in particolare: a) gli interventi di accessibilità alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e di connessione delle stesse con le reti di energia, gas e acqua ( smart grid ); b) gli interventi per l'accessibilità e la mobilità sostenibile nelle aree della rigenerazione attraverso il trasporto pubblico, i mezzi pubblici, i percorsi pedonali e ciclabili; c) gli interventi connessi al ciclo dei rifiuti e dei materiali di costruzione e demolizione. 5. Fino al momento dell'aggiornamento degli strumenti di programmazione urbanistica ai sensi della presente legge sono attuati gli interventi di rigenerazione assentiti o assentibili sulla base di titoli di legittimazione previsti dalla vigente normativa statale o regionale. Art. 6. (Qualità della progettazione e attuazione degli interventi) 1. La progettazione degli interventi ricompresi nella programmazione comunale di rigenerazione urbana e finanziati a valere sulle risorse pubbliche di cui alla presente legge, qualora non possa essere realizzata dall'amministrazione interessata, è affidata mediante concorso di progettazione. Tale affidamento è finalizzato ad acquisire un'idea progettuale e, successivamente, un progetto di fattibilità tecnica ed economica. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica è predisposto ai sensi dell'articolo 48, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108. 2. La valutazione dell'idea progettuale e del progetto di fattibilità tecnica ed economica è svolta da una commissione di soggetti dotati delle competenze multidisciplinari necessarie per l'analisi dei seguenti profili: a) di natura ingegneristica, strutturale, urbanistico-paesaggistica e ambientale; b) di tipo socio-economico relativi al territorio e alla comunità interessata dall'intervento; c) connessi all'obiettivo del pareggio di bilancio non economico dei servizi ecosistemici; d) relativi all'equilibrio e alla sostenibilità del piano economico-finanziario dell'intervento. 3. I comuni, allo scopo di realizzare la programmazione comunale di rigenerazione urbana, possono avvalersi, a titolo di anticipazione delle spese, di quota parte delle risorse del Fondo rotativo per la progettualità di cui all'articolo 1, comma 54, della legge 28 dicembre 1995, n. 549. 4. Gli interventi attuativi della programmazione comunale di rigenerazione urbana destinati a beneficiare del contributo economico del Fondo nazionale per la rigenerazione urbana di cui all'articolo 10, oltre che delle altre agevolazioni stabilite dalla presente legge, assicurano le seguenti condizioni: a) realizzazione di edifici della classe A di certificazione energetica e, in ogni caso, miglioramento dello standard di efficienza energetica degli stessi in conformità alle direttive europee; b) adeguamento sismico per il raggiungimento dei livelli di sicurezza previsti dalle norme tecniche; c) realizzazione di aree verdi e servizi ecosistemici; d) adeguamento e incremento delle dotazioni quantitative e qualitative di servizi pubblici, anche su superfici non naturali; e) ripermeabilizzazione di suolo già impermeabilizzato anche attraverso la rinaturalizzazione e riforestazione del suolo ai fini della mitigazione del rischio idrogeologico in ambito urbano e periurbano e dell'impatto visivo sul contesto di riferimento; f) promozione di una compartecipazione a titolo gratuito in favore dei comuni per l'incremento di edilizia residenziale pubblica e sociale nei programmi di ristrutturazione urbanistica; g) uso sociale dei luoghi; h) recupero del tessuto produttivo e commerciale compatibile con l'insediamento e il riequilibrio insediativo; i) abbattimento delle barriere architettoniche delle parti comuni dell'edificio; l) consumo di suolo pari o inferiore a quello originario, comprese le opere infrastrutturali. Qualora in attuazione della programmazione comunale fosse verificata l'impossibilità di rispettare l'obbligo del riuso, sono consentiti gli interventi di nuova costruzione di cui all'articolo 3, comma 1, lettera e) , del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, previa asseverazione del pareggio di bilancio non economico dei servizi ecosistemici. Al fine del pareggio di bilancio dei servizi ecosistemici, nella scelta della localizzazione delle opere, è sempre scelto il suolo a minor qualità di servizi resi. Art. 7. (Disciplina degli interventi privati di rigenerazione urbana) 1. Le disposizioni di cui al presente articolo sono attuative dei principi contenuti nella presente legge e operano direttamente nei confronti delle regioni a statuto ordinario prive di legislazione in materia di rigenerazione urbana, ovvero concorrono, con immediata efficacia, con le vigenti disposizioni regionali, ai fini dell'immediata realizzazione di interventi diretti privati di rigenerazione urbana, in attuazione di una o più delle finalità di cui all'articolo 1, anche in assenza di programmazione comunale in materia. 2. Sono sempre consentiti, anche in deroga alle vigenti previsioni degli strumenti urbanistici e ai relativi documenti e elaborati, i seguenti interventi di rigenerazione urbana da realizzare da parte di soggetti privati su singoli edifici, complessi edilizi e ambiti urbani, previa acquisizione di idoneo titolo abilitativo: a) interventi di ristrutturazione edilizia, comprensivi di demolizione e ricostruzione anche parziale dei fabbricati, previsti dagli articoli 3, comma 1, lettera d) , e 10, comma 1, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380;