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Il comma puntualizza in particolare che il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, dovrà trasmettere nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari potranno esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione, decorso il quale i decreti potranno comunque essere adottati. Il comma 6 introduce la c.d. clausola di invarianza e, nel caso di nuovi oneri finanziari, le modalità procedurali per assicurare la copertura finanziaria. Il comma 7 stabilisce in due anni dalla entrata in vigore dei decreti legislativi il termine per l'adozione di eventuali disposizioni correttive ed integrative. L’articolo 3 prevede l'istituzione del Consiglio superiore dello spettacolo presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, analogamente a quanto previsto dalla legge 14 novembre 2016, n. 220 (Disciplina del cinema e dell’audiovisivo) ma con gli opportuni adattamenti dovuti alla specificità del settore. Si tratta di un organismo consultivo del Ministro con funzioni propositive e di valutazione degli effetti degli interventi di sostegno finanziario. Il Consiglio sostituisce la Consulta per lo spettacolo semplificando il quadro organizzativo e rendendolo uniforme rispetto al cinema e l’audiovisivo. Un organismo formato da figure di rilievo del settore ed esterne, in grado di dare al Ministro un contributo nella definizione degli strumenti di sostegno con pareri sui criteri di distribuzione delle risorse basati su una valutazione puntuale e sistematica dell’efficacia degli interventi. Si tratta sicuramente di una scelta che favorisce decisioni trasparenti ed efficaci, in un’ottica costruttiva e propositiva. Il Consiglio sarà una sede di dialogo con gli operatori del settore e con i diversi livelli di governo avendo al suo interno una componente indicata sia dagli operatori del settore sia dalla Conferenza unificata. L’articolo 4 (“Dotazione del Fondo unico per lo spettacolo e interventi in favore di attività culturali nei territori interessati da eventi sismici” ), stabilisce che per ciascuno degli anni 2018 e 2019 la dotazione del Fondo unico per lo spettacolo sia incrementata di 9.500.000 euro e, a decorrere dall’anno 2020, sia incrementata di 22.500.000 euro. Lo stesso articolo, vista la situazione delle zone e delle popolazioni interessate degli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, conferma per il 2018 le misure già previste solo per il 2017 dal decreto-legge n. 244 del 2016 (Proroga e definizione di termini) a favore di attività culturali nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio Marche e Umbria interessate dagli eventi sismici suddetti. L’articolo 5 (“ Benefici e incentivi fiscali ”) prevede due nuove misure a sostegno del settore. Il comma 1 estende l'Art-Bonus, ossia il credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a favore della cultura, a tutti i settori dello spettacolo. La misura, oggi applicabile alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione, è estesa anche alle erogazioni in favore di istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione - senza scopo di lucro - e che svolgono le loro attività esclusivamente nel settore dello spettacolo. L’estensione non necessita di copertura perché il beneficio è possibile nei limiti delle disponibilità. Il comma 2 conferma a regime il credito di imposta per le opere prime, seconde e terze di nuovi talenti definiti come artisti, gruppi di artisti, compositori o artisti-interpreti. Il beneficio è riconosciuto alle imprese produttrici di fonogrammi e di videogrammi musicali e organizzatrici e produttrici di spettacoli di musica dal vivo per attività di sviluppo, produzione, digitalizzazione e promozione di registrazioni fonografiche o videografiche. Si tratta della riproposizione di una misura prevista una tantum per il triennio 2014-2016 dai commi da 1 a 6 dell’articolo 7 decreto-legge n. 91 del 2013. Gli oneri previsti ammontano a 4.5 milioni di euro a decorrere dal 2018. L’articolo 6 ( “Clausola di salvaguardia” ) precisa l’ambito di applicazione rispetto alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano, mentre l’articolo 7 ( “Disposizioni finali” ), sposta al 31 dicembre 2019 il termine entro il quale le fondazioni lirico-sinfoniche dovranno rispettare i nuovi parametri organizzativi e finanziari al fine dell’inquadramento come “fondazione lirico-sinfonica” piuttosto come “teatro lirico-sinfonico”. Di Giorgi , relatrice. DISEGNO DI LEGGE DISEGNO DI LEGGE D’iniziativa del Governo Testo proposto dalla Commissione Delega al Governo per il codice dello spettacolo Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia Art. 1. (Princìpi) 1. La Repubblica, in attuazione degli articoli 9, 21, 33 e 36 della Costituzione e nel quadro dei princìpi stabiliti dall'articolo 167 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dalla Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, fatta a Parigi il 17 ottobre 2003, di cui alla legge 27 settembre 2007, n. 167, e dalla Convenzione Unesco sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, adottata a Parigi il 20 ottobre 2005, di cui alla legge 19 febbraio 2007, n. 19: a) promuove e sostiene lo spettacolo, nella pluralità delle sue diverse espressioni, quale fattore indispensabile per lo sviluppo della cultura ed elemento di coesione e di identità nazionale, strumento di diffusione della conoscenza della cultura e dell'arte italiane in Europa e nel mondo, nonché quale componente dell'imprenditoria culturale e creativa e dell'offerta turistica nazionale; b) riconosce il valore formativo ed educativo dello spettacolo, anche per favorire l'integrazione e per contrastare il disagio sociale, e il valore delle professioni artistiche e la loro specificità, assicurando altresì la tutela dei lavoratori del settore; c) riconosce l'utilità sociale dello spettacolo, anche ai sensi della legge 6 giugno 2016, n. 106. 2. La Repubblica promuove e sostiene le attività di spettacolo svolte in maniera professionale, caratterizzate dalla compresenza di professionalità artistiche e tecniche e di un pubblico, in un contesto unico e non riproducibile, e in particolare: a) le attività teatrali; b) le attività liriche, concertistiche, corali; c) le attività musicali popolari contemporanee; d) le attività di danza classica e contemporanea; e) le attività circensi tradizionali e nelle forme contemporanee del circo di creazione, nonché le attività di spettacolo viaggiante; f) le attività a carattere interdisciplinare e multidisciplinare quali espressioni della pluralità dei linguaggi artistici;