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È tuttavia necessario che lo stato di salute del soggetto sia preventivamente valutato sia per accertare l'idoneità alla pratica sportiva (cioè l'assenza di patologie controindicanti), sia per indicare la corretta attività fisica in termini di tipo, intensità e quantità; anche nel caso di portatori di patologie, infatti, appare molto sentito il bisogno di programmi di attività motoria adeguati e differenziati secondo le diverse tipologie di detenuti. È, dunque, opportuno prevedere una valutazione medico-sportiva per ogni detenuto all'atto d'ingresso nell'istituto penitenziario. Ad oggi è possibile praticare sport soltanto in alcune realtà carcerarie minorili mentre, per tutti i motivi sopra esposti, è fondamentale che questa possibilità sia estesa a tutti gli istituti.. 1 1 Gli istituti penitenziari minorili, nel rispetto delle disposizioni enunciate dall'articolo 15 della legge 26 luglio 1975, n. 354, dall'articolo 59 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, nonché dal articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 121, promuovono un'adeguata e corretta attività sportiva nei confronti dei soggetti detenuti ed internati, al fine di migliorare le condizioni di salute dei reclusi e di prevenire l'insorgenza di patologie legate alla sedentarietà, di facilitare il recupero sociale degli stessi attraverso la partecipazione diretta ad attività ad alto contenuto formativo dal punto di vista sociale, nonché di stimolare la pratica di un'attività sportiva come strumento per agevolare dinamiche relazionali positive e aggregazione fra detenuti, nonché l'incontro tra detenuti e operatori penitenziari e la responsabilizzazione del detenuto e degli internati. 2 Gli istituti penitenziari minorili possono sollecitare la partecipazione di privati e di istituzioni o associazioni, pubbliche o private che, avendo concreto interesse nell'opera di risocializzazione dei detenuti, dimostrino di poter utilmente promuovere lo sviluppo dei contatti tra la comunità carceraria e la società libera. 2 1 Per il raggiungimento delle finalità di cui all'articolo 1, nel rispetto della normativa vigente in materia, nonché delle limitazioni ambientali degli istituti penitenziari, sono praticabili, previa valutazione del direttore dell'istituto, sentito il responsabile dei servizi sanitari, le seguenti attività sportive o motorie: a calcio; b pallacanestro; c pallavolo; d tennis; e pallamano; f bocce; g jogging ; h attività di palestra a corpo libero o con l'ausilio di macchine. 3 1 Per l'ammissione alle attività fisiche e sportive, di cui all'articolo 2, è indispensabile una preventiva valutazione dell'idoneità fisica del detenuto alla pratica sportiva, agonistica o amatoriale, da parte del responsabile del servizio sanitario dell'istituto penitenziario o di un medico specialista in medicina dello sport allo scopo autorizzato, nel rispetto dei criteri stabiliti dalla normativa vigente per il rilascio del certificato d'idoneità alla pratica sportiva agonistica o amatoriale. 4 1 Per lo svolgimento dell'attività fisica e sportiva, gli istituti penitenziari utilizzano gli spazi disponibili attrezzandoli in modo adeguato, tenuto conto delle diverse esigenze e delle possibilità offerte dalle rispettive strutture. 2 Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, previe opportune intese con il Ministero della giustizia, impartisce direttive agli organi periferici della pubblica istruzione per l'individuazione dei docenti e dei laureati magistrali in scienze motorie e i diplomati del soppresso Istituto superiore di educazione fisica (ISEF), nonché dei laureati in possesso del titolo di laurea magistrale abilitati alla qualifica di tecnici federali dalle seguenti federazioni: Federazione italiana giuoco calcio (FIGC), Federazione italiana pallacanestro (FIP), Federazione italiana pallavolo (FIPAV), Federazione italiana tennis (FIT) Federazione italiana giuoco handball (FIGH), Federazione italiana bocce (FIB), Federazione italiana di atletica leggera (FIDAL) e Federazione italiana fitness (FIF), relativamente alle attività previste dal comma 2. 5 1 Gli istituti penitenziari dotati delle strutture per lo svolgimento dell'attività fisica e sportiva possono organizzare incontri, gare, esibizioni tra detenuti e internati dello stesso istituto o di altri istituti, secondo un programma predisposto dai direttori degli istituti interessati con il contributo tecnico del servizio sanitario penitenziario e approvato dal Ministro della giustizia. 6 1 Al direttore dell'istituto penitenziario unitamente al comandante del Corpo di polizia penitenziaria dell'istituto spettano il controllo, l'organizzazione e la messa in atto delle norme e delle iniziative finalizzate a garantire la sicurezza prima, durante e dopo lo svolgimento delle attività di cui alla presente legge. 2 I detenuti ritenuti idonei allo svolgimento delle attività sportive devono essere provvisti di apposita polizza assicurativa contro gli infortuni. 3 Per le attività sportive che richiedono l'ausilio dei soggetti di cui all'articolo 4, lo stesso istituto penitenziario provvede a stipulare un'apposita polizza assicurativa contro gli infortuni dei medesimi soggetti. 7 1 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della giustizia, con propri decreti, stabilisce le modalità di collaborazione tra gli istituti penitenziari ed i soggetti di cui all'articolo 4. 8 1 Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, valutati nel limite massimo di euro 10.000.000, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 475, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.