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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione IGIENE E SANITA' (12ª) 190 PARENTE La seduta inizia alle ore 8,40. IN SEDE REFERENTE d.l 150/2020 - d-l Calabria DDL 2045 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150, recante misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della regione Calabria e per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 15 dicembre. La PRESIDENTE comunica che sono stati presentati 98 emendamenti e 8 ordini del giorno (pubblicati in allegato). Dichiara quindi aperta la discussione generale. La senatrice RIZZOTTI ( FIBP-UDC ) ritiene che il provvedimento in esame rappresenti la palese sconfitta delle politiche commissariali attuate negli ultimi anni e osserva che la decisione del Governo di adottare l'ennesimo decreto-legge in materia si pone in palese contrasto con la giurisprudenza costituzionale (viene richiamata, in particolare, la sentenza n. 233/19), ledendo le competenze regionali in tema di tutela della salute. Stigmatizza la gestione governativa delle nomine commissariali e deplora l'operato del precedente commissario, che a suo avviso è stato fallimentare sotto ogni profilo. Evidenzia che durante la gestione commissariale della sanità calabrese, che va avanti da 10 anni, è peggiorata la qualità dei servizi erogati, è aumentata la mobilità passiva, si è verificato un progressivo depauperamento delle risorse di personale degli ospedali (in quanto uno degli effetti del commissariamento è il blocco del turn over ). E' dunque dell'avviso che sia giunto il momento per un cambio di approccio, tenuto conto anche dei rilievi mossi di recente dalla Corte dei conti, che ha parlato apertamente di "voragine finanziaria" della sanità calabrese. Segnala che, secondo quanto rilevato dalla Magistratura contabile, il disavanzo sanitario non mette in pericolo i livelli dei servizi pubblici di un territorio circoscritto, ma pregiudica la realizzazione dei LEA per tutti gli abitanti della Regione. Si interroga, pertanto, sulla ratio che ha portato non solo a rinnovare il commissariamento, ma ad aumentarne i termini a 24 mesi. Meglio sarebbe stato, a suo parere, avere fiducia nell'amministrazione regionale e nei cittadini calabresi, anziché perseguire, forse anche per motivi politici, una logica accentratrice. Rimarca quindi tre priorità che ritiene debbano essere perseguite per il buon esito delle misure che si vogliono intraprendere. In primis , un coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali - Stato, Regioni e aziende -, per superare ogni conflittualità e creare un'alleanza che, nel rispetto della specificità di ogni azienda e del relativo territorio, stabilisca specifiche responsabilità e si proponga un adeguato orizzonte temporale per la realizzazione dei progetti. La seconda priorità, a fronte dell'assunzione straordinaria di personale, è quella di costruire una forte motivazione ed identità aziendale, orientata agli obiettivi che devono essere comunicati e verificati periodicamente. La terza priorità è relativa alla verifica dei fabbisogni, a cui si deve affiancare un sistema di misurazione delle performance, con pochi indicatori che siano attendibili e coerenti, per valutare periodicamente l'efficacia delle decisioni intraprese. Passando ad analizzare i contenuti del testo, si sofferma in termini critici sul comma 3 dell'articolo 3, che stabilisce che i progetti di edilizia sanitaria da finanziarie ai sensi dell'articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, gli interventi inseriti negli accordi di programma già sottoscritti e gli altri programmi sottoscritti con il Ministero della salute sono attuati dal Commissario straordinario per l'emergenza COVID, che si avvale allo scopo di INVITALIA S.p. A.. Osserva che, in questo modo, si attribuiscono ulteriori compiti, unitamente alla gestione di ingenti risorse, a un soggetto che ha già dato mostra di inefficienza e opacità gestionale, e che opera inoltre con la protezione di una sorta di scudo giuridico (protezione, rileva l'oratrice, sinora negata ai medici e agli altri professionisti sanitari impegnati sul fronte COVID). Si domanda per quali motivi il Gruppo M5S, che ha sempre invocato il valore della trasparenza, non abbia al riguardo nulla da obiettare. La senatrice CANTU' ( L-SP-PSd'Az ) reputa che la conversione del decreto-legge n. 150 dovrebbe essere l'occasione per dare un innovativo contributo normativo in materia di specializzazioni mediche, giacché senza investimento in capitale umano debitamente formato e addestrato non è possibile riqualificare alcun sistema sanitario, e per imprimere una forte accelerazione correttiva delle regole di commissariamento, con accorgimenti di semplice e immediata implementazione per un più efficace ed efficiente governo del sistema, che eviti inappropriatezze, sprechi e costi incongrui nella gestione delle Aziende. Ricorda che, al riguardo, molto è già state discusso e condiviso nel 2019 con l'allora maggioranza, in occasione dell'incardinamento dei disegni di legge nn. 638 e 1106, sia sul versante degli obblighi di performance sia per ciò che attiene alla trattazione organica del problema della carenza dei medici specialisti. Tra le principali direttrici su cui chiamare il Governo ad impegno, annovera anzitutto percorsi specialistici multidisciplinari ed integrati in una rete formativa aperta a tutte le aziende ospedaliere e agli IRCCS, ma anche contratti di formazione e praticantato specialistico, che declinino evolutivamente le possibilità offerte dall'articolo 45 del decreto legislativo n. 81 del 2015 secondo le effettive necessità degli specializzandi e con finanziamenti dedicati, attingendo a disponibilità esistenti e con correlata e appropriata disciplina in tema di assunzioni di medici in formazione, anche nei primi anni di specialità. Quanto alla revisione delle regole per la gestione commissariale, rileva che il Commissario ad acta dovrebbe essere assoggettato a verifica, con cadenza almeno semestrale, da parte di una Commissione ristretta Stato-Regione, sulla base di indicatori di risultato predeterminati, ma dovrebbe anche poter prescindere dall'intesa di cui al primo comma dell'articolo 2 del decreto in esame per la nomina dei Commissari straordinari delle singole aziende, quale decisore e garante di puntuale e tempestiva applicazione degli obiettivi di risanamento e garanzia dei LEA. Soggiunge che, al fine di escludere ritardi o incongruenze applicative, si dovrebbe prevedere l'operatività di un meccanismo automatico ex lege, in caso di inadeguatezza delle scelte del Commissario ad acta : ove questi non assicuri adeguata verifica circa la piena tutela dei LEA, e nel caso di inadempimento di ciascun Commissario Straordinario non proceda a declaratoria di decadenza automatica con adozione dei necessari atti sostitutivi e di tutela, dovrebbe a sua volta essere sollevato dal proprio incarico.