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I comuni capoluogo, le province, le città metropolitane e le regioni, per quanto di rispettiva competenza, effettuano una raccolta e una mappatura dei principali indicatori di degrado e di potenziale allarme sociale presenti nei rispettivi territori, trasmettono tali elaborazioni al Ministero dell'interno e, previo nulla osta statale, elaborano i dati di tali analisi. Art. 5. (Accordi in materia di politiche integrate per la sicurezza) 1. Gli accordi in materia di politiche integrate per la sicurezza prevedono azioni volte a integrare le politiche locali per la sicurezza poste in essere dagli enti locali e dalle regioni con la responsabilità e con la competenza esclusive dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza. 2. I comuni, anche in forma associata, le province, le città metropolitane e le regioni, per quanto di rispettiva competenza, possono stipulare accordi territoriali che, anche attraverso il coinvolgimento delle autorità provinciali di pubblica sicurezza, consentano la realizzazione di politiche integrate per la sicurezza urbana, nei seguenti ambiti di intervento: a) scambio informativo e realizzazione di sistemi informativi integrati; b) interconnessione, a livello regionale e tra i capoluoghi di regione, delle sale operative della polizia locale con le sale operative delle Forze di polizia dello Stato e regolamentazione per l'utilizzo in comune di sistemi tecnologici di sicurezza finalizzati al controllo delle aree e delle attività comportanti rischio; c) collaborazione tra le Forze di polizia dello Stato e le polizie locali, secondo le rispettive competenze, ai fini del controllo del territorio anche mediante l'integrazione degli interventi di emergenza e delle eventuali altre attività; d) formazione e aggiornamento professionali integrati tra operatori della polizia locale, delle Forze di polizia dello Stato e altri operatori pubblici che cooperano allo sviluppo delle politiche integrate per la sicurezza; e) promozione e governo delle collaborazioni con le associazioni di cittadini non armati per lo sviluppo di politiche e interventi locali di sicurezza urbana ovvero per prevenire e contenere situazioni di disagio sociale. 3. Gli accordi di cui al comma 1 possono altresì riguardare i seguenti campi di intervento: a) cooperazione per la partecipazione ad iniziative e progetti promossi dall'Unione europea; b) cooperazione in ordine alla riqualificazione e al risanamento di edifici dismessi o di aree urbane degradate; c) comunicazione pubblica ai fini della promozione di una cultura del dialogo e della legalità; d) ogni altra attività ritenuta funzionale alla realizzazione delle politiche integrate di sicurezza. 4. Le regioni, nell'ambito delle proprie competenze e nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà e adeguatezza, possono stipulare accordi con lo Stato nei campi di intervento di cui ai commi 2 e 3. Art. 6. (Raccordo istituzionale per l'attuazione delle politiche integrate per la sicurezza) 1. I soggetti che hanno stipulato gli accordi di cui all'articolo 5 procedono, con cadenza almeno semestrale, in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, alla verifica dello stato di attuazione degli accordi stessi. 2. In relazione ai risultati riscontrati in seguito alla verifica, i soggetti che hanno stipulato gli accordi di cui all'articolo 5 adottano le iniziative necessarie al fine di conseguire il raggiungimento degli obiettivi prefissati negli accordi stessi. 3. È istituita presso ogni regione una conferenza regionale per la sicurezza urbana. 4. Il Ministro dell'interno, sentito il Presidente della giunta regionale, convoca, con cadenza almeno semestrale, la conferenza regionale per la sicurezza urbana. La conferenza è presieduta dal Ministro dell'interno o da un suo delegato ed è composta dal Presidente della giunta regionale o da un suo delegato, dal prefetto del capoluogo della regione, dai sindaci dei comuni capoluogo di provincia e dai sindaci delle città metropolitane. Il Ministro dell'interno, sentito il Presidente della giunta regionale, può nominare con proprio decreto ulteriori componenti della conferenza. 5. La conferenza regionale per la sicurezza urbana si avvale permanentemente di un comitato tecnico paritetico composto da rappresentanti delle prefetture-uffici territoriali del Governo della regione e da membri designati dalla regione e dagli enti locali. Il comitato tecnico svolge un'azione complessiva di monitoraggio degli accordi e di raccordo con le prefetture-uffici territoriali del Governo e con gli enti locali sui temi della sicurezza urbana. Capo III NORME PER IL COORDINAMENTO TRA LE FORZE DI POLIZIA DELLO STATO E LA POLIZIA LOCALE Art. 7. (Funzioni di polizia locale) 1. Il personale che svolge servizio di polizia locale, nell'ambito del territorio di appartenenza, ovvero di quello degli enti associati o convenzionati, esercita: a) funzioni di polizia amministrativa locale, di cui all'articolo 159, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112; b) funzioni di polizia edilizia dirette al controllo del rispetto delle norme in materia urbanistica ed edilizia al fine di garantire la tutela della qualità urbana e rurale; c) funzioni di tutela del consumatore; d) funzioni di polizia ambientale e ittico-venatoria che consistono nell'espletamento di funzioni tecniche di controllo in materia di tutela dell'ambiente dagli inquinamenti nonché di vigilanza sull'esercizio dell'attività ittico-venatoria; e) funzioni di polizia stradale, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettere d-bis) ed e) , del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285; f) funzioni di polizia giudiziaria, secondo quanto previsto dalla normativa vigente; g) funzioni di pubblica sicurezza, al fine di collaborare, ai sensi dell'articolo 3, secondo comma, lettera c) , della legge 1° aprile 1981, n. 121, nell'ambito delle attribuzioni previste dall'articolo 54 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con l'autorità di pubblica sicurezza e con le Forze di polizia. h) funzioni di vigilanza sull'integrità e sulla conservazione del patrimonio pubblico; i) funzioni di polizia tributaria limitatamente alle materie e ai servizi di competenza dell'ente d'appartenenza; l) funzioni attinenti alla gestione di servizi d'ordine, di vigilanza e di scorta; m) funzioni di soccorso in caso di pubbliche calamità e privati infortuni; n) funzioni di supporto alle attività di controllo spettanti agli organi preposti alla vigilanza in materia di lavoro e sicurezza sui luoghi di lavoro; o) compiti di segnalazione alle autorità competenti di disfunzioni e carenze dei servizi pubblici; p) funzioni di informazione, accertamento, monitoraggio e rilevazione dei dati connessi alle funzioni istituzionali o comunque richiesti da autorità competenti; q) funzioni attinenti alla predisposizione di servizi nonché di collaborazione alle operazioni di protezione civile di competenza dei comuni, delle province, delle città metropolitane e delle regioni. 2. Le funzioni di cui al comma 1, lettere e) , f) , m) , p) e q) , sono esercitate sull'intero territorio provinciale o metropolitano nel quale insiste il comune di appartenenza. 3.