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Anche se volessi, io non posso chiudere il museo. Ma, se potessi, non lo farei perché il mio compito è aprire musei e non chiuderli. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore De Bonis, per due minuti. DE BONIS (Misto) . Signor Ministro, naturalmente la sua risposta non ci soddisfa perché non ci può essere una Nazione in cui il processo della memoria non venga sottoposto ai canoni della verità scientifica e anche storica. Tutte le inesattezze compiute da questo pseudoscienziato non sono facilmente ricavabili da una visita al museo, che nell'immaginario collettivo trasmette ancora l'idea di inferiorità razziale per le popolazioni meridionali che non meritano un simile trattamento. Soprattutto, riguardo al metodo scientifico, di cui pure c'è menzione in qualche pannello, va detto che esso non consiste solo nello sbagliare e correggersi, ma nello sbagliare e correggersi pur avendo applicato i canoni della logica sperimentale. Noi siamo quindi di fronte a una persona che gli scienziati avevamo già definito non essere uno scienziato, e pertanto tutta la comunità lo aveva bocciato. In subordine si potrebbe ipotizzare una riconversione del museo. A Torino c'è un museo di antropologia che è chiuso e potrebbe essere valorizzato, piuttosto che continuare a tenere in vita un museo che è l'equivalente di Mengele e si noti che ad Auschwitz non c'è un museo su Mengele. PRESIDENTE . Il senatore Cangini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02619 sulla ricostituzione e valorizzazione dei corpi di ballo delle fondazioni lirico-sinfoniche, per tre minuti. CANGINI (FIBP-UDC) . Signor Ministro della cultura, al pari della musica lirica, il balletto classico è una delle principali ragioni la popolarità dell'Italia nel mondo. Noi abbiamo inventato entrambe le forme di espressione artistica e le abbiamo onorate nel tempo, offrendo ai palcoscenici del pianeta i migliori talenti internazionali, sia nel melodramma sia nel balletto classico. E questo ci giova, perché ha contribuito ad alimentare e a migliorare la reputazione internazionale dell'Italia in una fase storica in cui la reputazione è quasi tutto - credo sinceramente - contribuendo anche a far leva sul turismo e sull' export. Tuttavia, signor Ministro, abbiamo un problema: delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche del Paese, soltanto quattro hanno mantenuto i loro corpi di ballo; le altre dieci li hanno dovuti dismettere, e non certo per ragioni artistiche, ma per evidenti questioni di bilancio per abbattere i costi. Esistono però dei costi immateriali che sono lievitati di conseguenza e che vengono pagati quotidianamente dai migliori artisti, dai migliori talenti della danza italiana, costretti ad accettare ingaggi all'estero perché impossibilitati a fare altrettanto in Patria. Sono costi che paga il sistema Paese, che di conseguenza rischia di perdere il proprio primato. Tutto questo è ancor più paradossale tenendo conto che mai come oggi la danza, il ballo sono popolari. Credo che buona parte del merito vada attribuito ai talent show televisivi, e allora ben vengano anche loro. Abbiamo circa 30.000 scuole di danza in Italia che coinvolgono dai due i tre milioni di ragazzi. Questa è un'attività che va sostenuta concretamente e fiscalmente; va favorita perché incoraggia nei più giovani quelle virtù che lo spirito dei tempi inevitabilmente scoraggia e, quindi, l'attività fisica, la regola il senso del dovere, l'etica del sacrificio, la grazia. Pertanto, signor Ministro, Forza Italia le chiede davvero con forza di mettere il ripristino dei corpi di ballo nelle fondazioni lirico-sinfoniche al centro dell'azione riformatrice nel settore dello spettacolo e di conseguenza di ripristinare o quanto meno di incoraggiare quelli che un tempo chiamavamo enti lirici a riappropriarsi delle proprie funzioni istituzionali sin dal nome, denominando di conseguenza le fondazioni in liriche, sinfoniche e di balletto. PRESIDENTE. Il ministro della cultura, onorevole Franceschini, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. FRANCESCHINI, ministro della cultura . Signor Presidente, condivido lo spirito degli interroganti, perché credo davvero nella forza della danza italiana e delle migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi che la praticano quotidianamente, considerata la quantità di scuole di ballo e la grandissima tradizione internazionale che è emersa con la recente scomparsa di Carla Fracci. Si tratta di un settore su cui assolutamente bisogna investire. Come sapete, siamo intervenuti sui lavoratori dello spettacolo sia con misure d'urgenza nel decreto-legge sostegni, sia con misure - che avevamo annunciato - di recepimento dell'indicazione di un disegno di legge collegato in materia di spettacolo, che è stato approvato dal Consiglio dei ministri e che ora arriverà in Parlamento per l'approvazione. Quella è la sede propria in cui i parlamentari potranno fare queste riflessioni unitamente al Governo, e il Governo le sosterrà. In particolare, con specifico riferimento ai corpi di ballo, ricordo che la normativa in materia, attribuendo alle fondazioni lirico-sinfoniche la produzione di spettacolo e anche di balletto, non richiede che questi si avvalgano obbligatoriamente di un proprio corpo di ballo. Questo è rimesso pertanto alla valutazione degli amministratori che, con la crisi economico-finanziaria che ha portato negli ultimi anni al commissariamento di ben dieci teatri e al confronto con le organizzazioni sindacali, devono valutare singolarmente l'opportunità di istituire nuovi corpi di ballo. In questo senso, nel mese di febbraio scorso, a seguito dell'adozione del decreto interministeriale che prevede lo schema tipo di dotazione organica delle fondazioni lirico-sinfoniche, ciascuna fondazione è stata invitata a formulare una proposta di dotazione organica da trasmettere ai Ministeri vigilanti, previa delibera del consiglio d'indirizzo (ovviamente sentiti i sindacati e le organizzazioni). Tale proposta deve essere corredata da un'apposita documentazione che attesti la sostenibilità economico-finanziaria, adeguati livelli di produzione di proprietà e numero di contratti di lavoro a tempo determinato riguardanti un biennio. È evidente che, in questo quadro che deve rispettare delle compatibilità finanziarie, c'è uno spazio che credo dovremmo utilizzare in sede di dibattito sul disegno di legge collegato - compreso il tema del nome nelle fondazioni - che peraltro arriverà in prima lettura al Senato. Questo ci consentirà di stabilire dei criteri che, anche senza arrivare alla obbligatorietà - è un po' difficile stabilire l'obbligatorietà del corpo di ballo -, prevedano degli incentivi o dei sostegni alle fondazioni lirico-sinfoniche, e queste ultime faranno la scelta di mantenere un corpo di ballo all'interno delle proprie attività. Siamo dunque prontissimi a lavorare su questo. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Cangini, per due minuti. CANGINI (FIBP-UDC) .