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Si prevede, inoltre, la ridefinizione della disciplina in materia di stazioni appaltanti, con un potenziamento e un'attenzione particolare per la formazione e specializzazione del personale, oltre alla prospettiva di una stabilizzazione del personale precario, regolamentando in modo adeguato anche il turnover. Bisogna pensare alla riduzione dei tempi di realizzazione delle opere pubbliche, con interventi puntuali sulle procedure relative alla fase di approvazione dei progetti, anche ridefinendo e riducendo i livelli di progettazione e snellendo le procedure di verifica e validazione dei progetti e favorire poi, attraverso misure reali, gli investimenti in tecnologie green e digitali per rientrare negli obiettivi dello sviluppo sostenibile, del rispetto di responsabilità ambientale ed energetica. Questi sono solo alcuni flash. Gli argomenti cardine di questa legge delega sono i soliti, sono quelli più antichi che da tempo richiedono risposte e che oggi però abbiamo la possibilità concreta di riprendere, di attualizzare e di contestualizzare, per consentire effettivamente la realizzazione di quella riforma che aspettavamo da tempo e per cui è necessario soddisfare le attese con un impegno tangibile del Governo in piena collaborazione con il Parlamento sia per l'incidenza storica del PIL degli acquisti pubblici, pari a circa l'11 per cento, sia per le significative prospettive di spesa e investimento abilitate dal PNRR, per rendere utilizzabile quindi ogni strumento a disposizione prima che sia troppo tardi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Campari. Ne ha facoltà. CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero innanzitutto rivolgere un ringraziamento veramente sentito alla Vice Ministro, ai due relatori e alla Commissione tutta, compresa la minoranza, per il lavoro che è stato svolto, effettivamente molto proficuo e che è filato assolutamente liscio come dovrebbe essere per un lavoro di questa portata, perché questo provvedimento nasce da una necessità veramente basilare ed importante, perché ormai le norme europee non consentivano più di andare avanti con il vecchio codice, eravamo in alcuni casi in infrazione e quindi si doveva andare a porre rimedio andando a definire un nuovo codice per cui viene data questa delega al Governo per sopperire e riparare alle storture che ormai si erano verificate. Oltre a questo, il PNRR prevedeva la definizione di un nuovo codice, perché, come è stato scritto nero su bianco, questo codice ha causato diverse difficoltà attuative: si vedeva che era un codice che non funzionava. Occorre ed occorrerà procedere ad una razionalizzazione, ad un riordino, ad una semplificazione delle norme. Quante volte, negli ultimi tempi, abbiamo detto che le cose hanno funzionato bene? Dopo la tragedia del ponte di Genova, c'è stato quasi un miracolo, dal punto di vista delle imprese e dei lavori ed è stato un successo dell'Italia, perché la burocrazia, per una volta, aveva lasciato spazio al buonsenso. A questo punto, non possiamo però permettere che questa esperienza, questo successo resti semplicemente una parentesi: bisogna prendere esempio da ciò che si è fatto di buono e portarlo avanti. Nei contenuti, serviva quindi dare una delega al Governo perché venisse definito un codice più aderente alle norme europee, che non prevedesse delle norme stringenti abbastanza assurde, astruse, puramente italiane, per permettere un recupero di competitività anche delle nostre aziende a livello europeo, senza dover scontare una penale di nascita. Serve una riduzione dei tempi, avere una certezza dei tempi per fare questi lavori. Serve snellire le procedure, velocizzare le risposte che vengono date al mondo del lavoro, focalizzare e concentrare le energie per riuscire effettivamente nell'appalto piuttosto che perdere tempo nel prepararsi per l'appalto. Serviva introdurre innovazioni che fossero intelligenti ed effettivamente finalizzate a un miglioramento della situazione del mondo del lavoro. Serviva, per esempio, prevedere penali e premi: penali per stimolare a fare meglio e premi che potessero effettivamente incentivare chi lavora bene. Serviva introdurre norme che favorissero investimenti e tecnologie verdi oppure l'innovazione digitale, lo sviluppo sostenibile: tutte misure inserite in questa norma che funziona correttamente. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 15,32) ( Segue CAMPARI). In Commissione è stato fatto un lavoro in questo senso che ha anche migliorato il testo: per esempio, è stata ridefinita la disciplina secondaria, perché non tutti gli appalti e tutti i lavori sono uguali, quindi, a seconda delle tipologie contrattuali, le norme sono state rese ancora più snelle, calzanti e semplici. È stata prevista un'agevolazione, per esempio, per l'accesso ai lavori da parte delle microimprese: questo va a risolvere un problema più volte segnalato, andando a premiare le imprese virtuose del territorio (Applausi) , quelle piccole imprese che conosciamo, che funzionano, quelle a chilometro zero. Questo attraverso l'impedimento di suddivisione in lotti fittizi o l'accorpamento di lotti fittizi. Quindi, si è data valorizzazione alle imprese di prossimità. Si è fatto un lavoro sulla limitazione del sorteggio, anche in questo caso volto a valorizzare la qualità, perché anche qui bisogna andare su ciò che si conosce e che funziona. Sono stati definiti criteri ambientali minimi: è giusto; siamo in un periodo in cui si ha nuova consapevolezza di quanto sia effettivamente importante rispettare l'ambiente, ma questo va fatto con gradualità e tempi congrui per permettere alle imprese di allinearsi con queste necessità. È stato difeso il made in Italy attraverso l'inserimento di una premialità per chi utilizza in maggioranza prodotti italiani, assoluta garanzia di qualità. (Applausi) . Sono state inserite clausole molto importanti, anche in questo caso particolarmente rilevanti per le piccole imprese: mi riferisco alla revisione dei prezzi, quindi alla possibilità di adeguare il prezzo corrisposto alle imprese in caso di eventi eccezionali e non prevedibili. È stato fatto un lavoro di insieme volto a rendere gli appalti effettivamente più gestibili e oggettivamente operativi e funzionali affinché un'opera venga realizzata in maniera adeguata, giusta e corretta. Penso sia stato fatto un buon lavoro e che il Governo abbia ora la possibilità di trasfondere in un atto effettivo l'indicazione data dalla Commissione. Comunque noi siamo a disposizione per qualunque necessità. Credo che le professionalità all'interno della Commissione rappresentino una risorsa da utilizzare, e non mi resta pertanto che augurare un buon lavoro affinché il Governo riesca a organizzare al meglio e in maniera spedita i decreti attuativi - mi raccomando perché troppo spesso il lavoro si va ad incagliare in meandri nascosti del Ministero - e possa essere presto varato un nuovo provvedimento davvero efficace. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, un altro tassello del PNRR dovrebbe andare a posizione. Un altro tassello che questa volta mi aveva colto con un po' di fiducia in più rispetto alla consueta attività del Governo.