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la principale è rappresentata dalla legge n. 68 del 1999 che ha introdotto l'istituto del collocamento mirato, superando il precedente collocamento obbligatorio che si configurava come un mero strumento risarcitorio nei confronti delle persone con gravi problemi di salute. Malgrado questa lungimirante normativa, resta rilevante lo svantaggio, nel mercato del lavoro, delle persone con disabilità. Infatti, nel 2019, considerando la popolazione tra i 15 e i 64 anni, risulta occupato solo il 32,2% di coloro che soffrono di limitazioni gravi contro il 59,8% delle persone senza limitazioni. Il livello di civiltà di un popolo e di uno Stato si misura anche dalla capacità di assicurare alle persone con disabilità inclusione, pari opportunità, diritti e partecipazione a tutte le aree della vita pubblica, sociale ed economica"; considerato che Blangiardo ha inoltre dichiarato: "Evidenzio che le offerte riservate ai disabili legge italiana sono le seguenti mansioni professionali che un disabile su sedia a rotelle non può assolutamente svolgere"; considerato, inoltre, che in base all'ultimo rapporto ISTAT, "le famiglie delle persone con disabilità godono in media di un livello più basso di benessere economico: secondo le ultime stime disponibili, il loro reddito annuo equivalente medio (comprensivo dei trasferimenti da parte dello Stato) è di 17.476 euro, inferiore del 7,8% a quello nazionale. Il 67% delle famiglie nelle quali vive almeno una persona con disabilita? non puo? permettersi una settimana di vacanza all'anno lontano da casa; il 53,7% non e? in grado di affrontare una spesa imprevista di 800 euro; piu? di un quinto non puo? riscaldare sufficientemente l'abitazione o consumare un pasto adeguato almeno una volta ogni due giorni. Queste condizioni di disagio caratterizzano in particolare le famiglie delle regioni del Mezzogiorno"; considerato, infine, che L. T. è un diversamente abile fin dalla nascita a Rapino (in provincia di Chieti) nel 1988. Trentatré anni sulla sedia a rotelle. T. è attualmente disoccupato, iscritto negli elenchi degli appartenenti alle categorie protette secondo la legge n. 68 del 1999, e non ha ricevuto dal dipartimento lavoro sociale servizio DPG di Chieti e Pescara nessuna offerta di lavoro accettabile per un disabile come lui: addetto alla posa di cavi elettrici, macellai e abbattitori di animali, addetto alle pulizie, elettricista impiantista di cantiere, riparatori di ascensori, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; se ritenga sia necessario varare norme che possano innalzare i sussidi in favore delle famiglie disabili e che possano favorire l'inserimento nel marcato del lavoro da parte dei diversamente abili. Atto n. 4-06021 LANNUTTI ANGRISANI CASTALDI DE BONIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che il "Prosecco" è un vino la cui produzione abbraccia due regioni (Veneto e Friuli-Venezia Giulia, il paese di Prosecco si trova in provincia di Trieste), nove province e tre denominazioni d'origine (Prosecco DOC, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene DOCG e Asolo Prosecco DOCG) per una produzione complessiva che supera i 620 milioni di bottiglie all'anno. Si tratta di un vero e proprio colosso enologico, che nel corso della pandemia ha mostrato una sostanziale tenuta con diverse punte di vera crescita. Tra rimodulazione dei canali di vendita e delle esportazioni ha infatti risposto alla pandemia riuscendo a mettere a segno risultati che vanno molto al di là della sola resilienza, con un record storico dell' export di Prosecco nel mondo, cresciuto del 35 per cento nei primi sei mesi del 2021. Delle oltre 620 milioni le bottiglie prodotte, 370 milioni sono infatti esportate, per un mercato complessivo che vale 2 miliardi di euro, di cui un miliardo all'estero (il 16 per cento sul totale); considerato che la Croazia nei giorni scorsi ha avviato le procedure per il riconoscimento a livello europeo della denominazione "Prosek" come menzione tradizionale da abbinare a un vino bianco locale. La richiesta è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale UE il 13 settembre 2021. La denominazione Prosek, simile a quello della DOP italiana Prosecco, potrebbe trarre in inganno i consumatori e causare danno al vino made in Italy , oltre al fatto che è in evidente conflitto con le normative della UE che disciplinano e tutelano i prodotti DOP e IGP da ogni forma di abuso, imitazione o evocazione. Infatti, già nel 2013 la stessa richiesta da parte della Croazia venne bocciata in quanto, spiegò l'allora commissario Ciolos, "l'utilizzo in commercio del termine 'Prosek' può creare problemi giuridici nella misura in cui rientra nel campo d'applicazione dell'art. 118 del regolamento CE n. 1234/2007, poiché la denominazione croata potrebbe entrare in conflitto con la protezione della DOP italiana Prosecco. Le autorità croate sono a conoscenza di tale problema giuridico"; considerato inoltre che il riconoscimento della denominazione "Prosek" contraddice in maniera clamorosa la recente sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea che ha dichiarato illegittimi proprio i nomi truffa che evocano in modo strumentale e ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dall'Unione europea. Caso nato dal ricorso del Comité interprofessionnel du vin de Champagne (CIVC), organismo per la tutela degli interessi dei produttori di champagne , contro una catena di bar spagnoli che usa il nome "Champanillo" (che in lingua spagnola significa "piccolo champagne") per promuovere i locali, con un supporto grafico raffigurante due coppe riempite di una bevanda spumante. Secondo i giudici UE non è necessario che il prodotto protetto dalla denominazione e il prodotto o il servizio contestati siano identici o simili, poiché l'esistenza del nesso tra il falso e l'autentico può derivare anche dall'affinità fonetica e visiva. Pertanto se è illegittimo usare un nome o un segno che evocano, anche storpiandolo, un prodotto a denominazione di origine, la sentenza della Corte dovrebbe essere applicata anche al Prosek croato, un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti; che cosa intenda fare per contrastare le illegittime pretese di riconoscimento della denominazione "Prosek", considerando che tutte le parti interessate dispongono di un termine di due mesi a decorrere dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale UE per presentare un'obiezione motivata che la Commissione analizzerà prima di adottare una decisione finale; come intenda attivarsi per tutelare i consumatori e gli oltre 8.000 produttori della DOP Prosecco, vittime di abusi e contraffazioni legate a fenomeni quali l'agropirateria e il fenomeno dell' italian sounding , come nel caso del Prosek croato. Atto n. 4-06022 PILLON Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che: