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Art. 36. PREAVVISO DI LICENZIAMENTO E DI DIMISSIONI Il rapporto d'impiego a tempo indeterminato non può essere risolto da nessuna delle due parti senza preavviso, i cui termini sono stabiliti come segue per l'impiegato che abbia superato il periodo di prova: ===================================================================== MESI DI PREAVVISO ANNI DI SERVIZIO ---------------------------- 3ª categ. 2ª categ. 1ª categ. -------------------------------------------------------------------- Fino a 5 anni non compiuti ............ 1 11/2 2 Da 5 a 10 anni non compiuti ........... 11/2 2 3 Oltre 10 anni ......................... 2 21/2 4 I termini di disdetta decorrono dalla metà o dalla fine di ciascun mese. La parte che risolve il rapporto di impiego senza la osservanza dei predetti termini di preavviso, deve corrispondere all'altra una indennità pari all'importo della retribuzione per il periodo di mancato preavviso. Il datore di lavoro ha diritto di ritenere su quanto sia da lui dovuto all'impiegato un importo corrispondente alla retribuzione, per il periodo di preavviso dal periodo di preavviso compiuto in servizio sarà computato a tutti gli effetti contrattuali; qualora sia sostituito dalla corrispondente indennità, sarà computato ai soli effetti dell'indenni±à di anzianità. È in facoltà della parte che riceve la disdetta di troncare il rapporto, sia all'inizio sia nel corso del preavviso, senza che da ciò derivi alcun obbligo di indennizzo per il periodo di preavviso non compiuto. Durante il compimento del periodo di preavviso, il datore di lavoro concederà all'impiegato dei permessi per la ricerca di nuova occupazione; la distribuzione e la durata dei permessi stessi saranno stabilite dal datore di lavoro in rapporto alle esigenze dell'azienda. Tanto il licenziamento quanto le dimissioni saranno normalmente comunicate per iscritto. L'impiegato già in servizio al 1 luglio 1937, manterrà ad personamn l'eventuale maggior termine di preavviso di cui - in base ad usi, consuetudini o contratto individuali, anche se derivanti da regolamenti concordati o accordi stipulati precedentemente alla legge 3 aprile 1926, n. 563, e non giuridicamente perfetti ai sensi della legge stessa e successive - avrebbe avuto diritto in caso di licenziamento a tale data, scomputando però da essi i giorni corrispondenti a quanto in relazione alla anzianità successiva al 1 luglio 1937, venga a percepire per indennità di anzianità in più della misura spettantegli in base al trattamento in vigore al 30 giugno 1937 e sino al limite di 25/30 (venticinque trentesimi).