[resaula]

nello specifico, la legge 5 febbraio 1992, n. 104, all'articolo 12, commi 5 e 6, prevedeva la formulazione di un "piano educativo individualizzato" (PEI) per ciascun alunno con disabilità, a partire dalla diagnosi funzionale e dal profilo dinamico funzionale. Successivamente, con la riforma sull'inclusione scolastica, introdotta con il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, sono stati meglio individuati sia gli elementi del PEI, unitamente alle tempistiche per la sua redazione e verifica, sia la composizione e competenza rispetto all'elaborazione di tale piano da parte del gruppo di lavoro operativo (GLO). Nel decreto veniva altresì introdotta all'articolo 7, comma 2 -ter , la previsione per la quale "Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze (...) sono definite (...) le modalità per l'assegnazione delle misure di sostegno di cui al presente articolo e il modello di PEI, da adottare da parte delle istituzioni scolastiche". Conseguentemente, il 13 gennaio 2021, era stato inviato alle scuole il decreto interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020, con cui si era inteso dare luogo a quanto previsto, introducendo dei modelli di PEI (previsti per ciascun tipo di scuola e allegati al medesimo decreto), unitamente alle linee guida per la loro compilazione (anch'esse allegate) e alle modalità di partecipazione ai GLO, nonché le modalità di individuazione della richiesta di sostegni didattici e per l'autonomia e la comunicazione per gli alunni con disabilità (secondo indicazioni e tabelle anch'esse ricomprese nel decreto); tuttavia, con sentenza n. 9795/2021 del 14 settembre 2021, il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sezione III bis, disponeva l'annullamento del decreto interministeriale e dei suoi allegati cosicché venivano meno i modelli di PEI appena introdotti al pari delle nuove modalità di assegnazione delle risorse, anch'esse appena introdotte. Nonostante tale decisione, in materia resta vigente il decreto legislativo n. 66 del 2017 e successive modifiche, in cui sono contenute indicazioni dettagliate al fine di assicurare la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nel progetto di inclusione relativamente al PEI, con riferimento alle modalità e ai tempi di redazione, all'individuazione degli obiettivi educativi e didattici, eccetera, e ai gruppi per l'inclusione scolastica; fermo restando l'annullamento dei nuovi modelli di piano educativo individuale, ciò non determina che non si possa in ogni caso, come avviene da tempo considerevole, procedere alla redazione di un PEI per ciascun alunno con disabilità, seppure senza le nuove indicazioni modellizzate da parte del decreto annullato. L'inserimento e la gestione delle persone disabili nella scuola è, pertanto, determinata dal PEI che disegna un percorso didattico inclusivo per gli alunni con disabilità, fissando gli obiettivi da raggiungere e le attività da svolgere durante l'anno scolastico, e costruendo un tessuto di collaborazione tra scuola e famiglia; orbene, venuta meno l'indicazione delle modalità di redazione del PEI, rimangono comunque fermi sia gli elementi imprescindibili del piano, sia tutti gli obblighi (ad esempio la tempistica) indicati dall'art. 7 del decreto legislativo n. 66 del 2017. Ciò è confermato anche dalla nota prot. n. 2044 del 17 settembre 2021 con cui il Ministero dell'istruzione ha inteso fornire "indicazioni operative per la redazione del PEI per l'a.s. 2021-2022", evidenziando "l'assoluta necessità di dare continuità all'azione educativa e didattica e l'assoluta preminenza del diritto allo studio per gli alunni con disabilità"; considerato che: il Ministero, nel citato decreto interministeriale n. 182/2020, aveva stabilito, tuttavia, che il gruppo di lavoro operativo formulasse le relative proposte di ore di sostegno didattico e di assistenza specialistica nell'ambito dei range e dell'entità delle difficolta? indicati nella tabella di cui all'allegato C1 del decreto. Anche tale aspetto aveva determinato delle censure avanzate nel ricorso innanzi al TAR, che poi ha portato all'annullamento dell'intero decreto, essendosi contestata l'introduzione, senza alcun ancoraggio normativo, di una predeterminazione rigida e rigorosa del range delle ore di sostegno attribuibili dal GLO, con stretto legame dello stesso rispetto al "debito di funzionamento" ed esautorazione della discrezionalità tecnica di tale organo collegiale. Invece, com'è ampiamente noto, è il GLO che in un patto di corresponsabilità individua, per esempio, quali obiettivi raggiungere (anche sulla scorta di valutazioni affatto particolari, come la propensione dell'alunno e non solo il suo profilo di funzionamento, eccetera) e, sulla base di tali obiettivi, costruisce coerentemente la proposta della quantità, oltre che della qualità dei sostegni; pertanto, nella sentenza del TAR viene puntualizzato che: "È il 'contesto', inteso come ambiente, procedure, strumenti educativi ed ausili, a doversi adattare agli specifici bisogni delle persone disabili, e non viceversa (...) ciò non significa che ogni disabilità comporti l'automatica attribuzione del massimo delle ore di sostegno, ossia un'assistenza specialistica sovrabbondante o comunque non necessaria, ma neppure è ammissibile che esigenze di finanza pubblica possano indebitamente limitare detta assegnazione, riducendola oltre modo rispetto a quanto sarebbe invece necessario per il raggiungimento dello scopo", mentre la nota ministeriale n. 2044/2021 ha ulteriormente precisato che: "Pertanto, non si possono predeterminare, attraverso un 'range', le ore di sostegno attribuibili dal GLO, con stretto legame dello stesso rispetto al "debito di funzionamento ed esautorazione della discrezionalità tecnica dell'organo collegiale"; considerato altresì che: il diritto del disabile all'istruzione si configura come un diritto fondamentale. La stessa Corte costituzionale ha statuito che "sotto il profilo normativo, il diritto all'istruzione dei disabili è oggetto di specifica tutela da parte sia dell'ordinamento internazionale che di quello interno. In particolare, per quanto attiene alla normativa internazionale, viene in rilievo la recente Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, entrata in vigore sul piano internazionale il 3 maggio 2008 e ratificata e resa esecutiva dall'Italia con legge 3 marzo 2009, n. 18 il cui art. 24 statuisce che gli Stati Parti 'riconoscono il diritto delle persone con disabilità all'istruzione'. Diritto, specifica la Convenzione in parola, che deve essere garantito, anche attraverso la predisposizione di accomodamenti ragionevoli, al fine di 'andare incontro alle esigenze individuali» del disabile (...).