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ci sono stati i detenuti che si sono ritrovati appoggiati nelle stanze COVID del pronto soccorso per mancanza di posti letto e il piantonamento degli agenti di Polizia penitenziaria è dovuto proseguire all'esterno del pronto soccorso anche se poi il detenuto è stato seguito in tutti gli spostamenti interni per gli accertamenti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia informato dei fatti e se non ritenga opportuno disporre un'ispezione presso il carcere di Terni; se non ritenga opportuno inviare personale di rinforzo all'istituto carcerario di Terni, oltre a provvedere all'immediata dotazione di tutto il personale, che dovrà prestare servizio in contatto o in prossimità delle sezioni COVID o comunque di detenuti positivi, degli appropriati dispositivi di protezione individuale. Atto n. 4-04416 PAVANELLI ANGRISANI ACCOTO PRESUTTO VACCARO LANNUTTI FERRARA PUGLIA LA MURA DONNO ANASTASI BOTTO Al Ministro della salute Premesso che: in data 6 novembre 2020, prot. n. 208920, il commissario straordinario dell'azienda unità sanitaria locale Umbria 2 inviava una lettera ai sindaci di Narni e di Amelia (Terni), in cui si avvisava di avere disposto a partire dal giorno successivo (7 novembre) la sospensione di tutte le attività chirurgiche presso i presidi ospedalieri dei due comuni; veniva altresì disposto il trasferimento immediato di tutto il personale specialistico di anestesia e rianimazione e del personale di comparto di sala operatoria da Narni e da Amelia al presidio ospedaliero di Spoleto (Perugia), che l'amministrazione regionale aveva individuato quale "ospedale COVID", ossia destinato primariamente al trattamento dei pazienti affetti da coronavirus; inoltre, a seguito della decisione di attivare una "RSA Covid" nel territorio comunale di Terni, veniva disposto che gli ospiti anziani non contagiati dal coronavirus, già presenti nella RSA ternana, venissero trasferiti negli ospedali di Narni e Amelia; considerato che: tali disposizioni attuate dal commissario straordinario dell'USL Umbria 2 hanno determinato effetti immediati verso i cittadini serviti dai presidi ospedalieri di Narni e Amelia, per i quali da un giorno all'altro è divenuto impossibile usufruire delle prestazioni sanitarie di base ed essenziali già programmate da tempo, soprattutto nel caso di trattamenti afferenti a pazienti che necessitano di cure costanti per patologie croniche ed oncologiche; i cittadini residenti nei comprensori serviti dagli ospedali di Narni e Amelia sono costretti a spostamenti verso altri presidi sanitari, smistati in ospedali sparsi nel territorio regionale, in molteplici situazioni rendendo impossibile ai malati effettuare lunghi e ripetuti viaggi per le necessarie cure a carattere quotidiano; una parte consistente del personale sanitario presente negli ospedali di Narni e Amelia si è trovato improvvisamente, senza preavviso, al cambio di sede lavorativa con trasferimento a Spoleto, evidenziando notevoli problemi da risolvere per quanto attiene alle esigenze di soggiorno e per quelle familiari; nei sei mesi precedenti, durante la prima ondata pandemica, erano state messe a disposizione del sistema sanitario regionale umbro ingenti risorse economiche quali: a) ai sensi dell'art. 2 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto rilancio), uno stanziamento di 24.180.508 euro per l'adeguamento della rete ospedaliera al fine di fronteggiare l'emergenza dovuta alla diffusione del coronavirus; b) in sede di Conferenza delle Regioni, in data 12 marzo 2020, a seguito dell'accordo raggiunto per lo stanziamento del fondo sanitario nazionale per l'anno 2020 (in totale 113,360 miliardi di euro di cui 113,069 miliardi di fabbisogno standard e 291,648 milioni di premialità aggiornata in conseguenza dell'aumento del fondo di 2 miliardi di euro come stabilito dalla legge di bilancio per il 2019), alla Regione Umbria risorse per 1.690.048.378 euro; c) ai sensi del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (decreto cura Italia), coperture per 20.000 assunzioni già deliberate per il Sistema sanitario nazionale, incrementando per 1,65 miliardi di euro il fondo emergenze nazionali, con 150 milioni di euro per il 2020 a copertura degli straordinari del personale sanitario, disponendo il finanziamento di ulteriori 340 milioni di euro per l'aumento dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità di pneumologia e malattie infettive (anche in deroga ai limiti di spesa); dunque, stanti le ricordate risorse economiche, sarebbe stato possibile approntare presidi sanitari per la cura di pazienti affetti da coronavirus senza dover necessariamente chiudere l'attività di altri ospedali già operanti nel territorio e necessari a mantenere l'erogazione dei LEA; l'ordine dei medici di Perugia aveva emesso in data 23 ottobre 2020 un comunicato stampa nel quale si evidenziava come da parte dell'amministrazione regionale non risultassero essere stati messi in atto i necessari piani di prevenzione e gli interventi sanitari volti a predisporre un sistema sanitario regionale in grado di reggere ad una nuova ondata di contagi. In particolare veniva scritto assai chiaramente: "Dobbiamo purtroppo lamentare il mancato rafforzamento dei Dipartimenti di prevenzione che non rende possibile il corretto e adeguato tracciamento di infetti e contatti", ed ancora "Il cronico sottodimensionamento di strutture e personale sanitario dei reparti ospedalieri oltre alle scelte non adeguate in quelli Covid, compromettono l'efficienza delle strutture per altre patologie. Cronica poi è la carente fornitura di dispositivi di protezione individuale", così mettendo in evidenza un quadro che non solo è assai allarmante per la gestione dell'emergenza epidemiologica attuale (e soprattutto futura), ma che mette altresì a rischio la prevenzione ed il trattamento di tutte le altre patologie, a cominciare da quelle oncologiche, compromettendo gravemente il diritto alla salute ed alle cure sanitarie dei cittadini; l'amministrazione comunale di Spoleto ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale chiedendo la revoca delle disposizioni relative al presidio ospedaliero cittadino, con particolare riferimento alla situazione del reparto di pronto soccorso; l'associazione di consumatori Codacons ha presentato un esposto presso la Procura della Repubblica di Perugia e di Terni rappresentando ipotesi di reato per le possibili fattispecie di omissione di soccorso, ritardo e omissione di atti d'ufficio, e concorso in omicidio colposo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni di competenza intenda intraprendere al fine di valutare l'effettuazione di attività ispettive e di controllo sulle decisioni assunte dal commissario straordinario dell'USL Umbria 2 per i presidi ospedalieri di Narni e Amelia, anche considerando se ricorrano pericoli per la salvaguardia della salute pubblica e del diritto di accesso alle cure sanitarie, soprattutto con riferimento al mantenimento dei LEA, oltre che valutando ogni possibile intervento correttivo ritenuto necessario.