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Proprio per questo nutro molte perplessità sulla legge al nostro esame che rischia di penalizzare e quindi discriminare una parte dei lavoratori e delle lavoratrici italiani, mettendo in difficoltà un tessuto economico e sociale che già oggi è in forte difficoltà. Sarebbe un grave e imperdonabile gesto che non possiamo assolutamente compiere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, gentili colleghi, il certificato vaccinale o green pass , reso obbligatorio quale strumento necessario per ridurre i casi di letalità, evitare la trasmissione del virus, contenere i ricoveri, riavviare tutte le attività - scolastiche, sportive e ricreative, quali il cinema e il teatro - è sinonimo della riacquisizione della libertà, libertà di movimento e di scelta. Tutto ciò avviene con il green pass , garanzia della tutela della comunità. Inoltre l'alto numero di vaccinazioni, grazie alla volontà della maggioranza dei cittadini, permette di evitare che si generino ulteriori varianti che sappiamo essere un'altra sfida da vincere. D'altro canto, l'emergenza in cui siamo ancora - purtroppo i contagi continuano a salire, ma per fortuna molto meno i decessi - richiede, per definizione, di essere affrontata con rimedi emergenziali (lo dice la parola stessa), come l'obbligo del green pass nei luoghi chiusi, nei luoghi di lavoro - stiamo parlando dell'obbligo sul lavoro - e in ogni luogo dove il virus può contagiare ulteriormente. Anch'io cito la Costituzione e i nostri Padri costituenti, che sono stati lungimiranti: nel secolo scorso affrontarono infatti eventi pandemici come la spagnola e il vaiolo che causarono innumerevoli decessi; non avevano ciò di cui disponiamo noi adesso, ossia il vaccino, però avevano già pensato alla tutela della salute. La Costituzione tutela infatti non solo la salute del singolo, quindi non solo un diritto individuale, ma anche l'interesse della collettività. Vale più l'articolo 1 sul lavoro o vale di più la salute? Senza salute non c'è lavoro. La frase ormai nota è che da soli non ci si salva, ed è quanto di più vero nel caso della pandemia. Inoltre, la comunità che si protegge ha un valore aggiunto, che è quello di proteggere chi non può vaccinarsi per seri motivi di salute, quindi il principio di solidarietà per tutelare i più deboli. Ricordo inoltre, onorevoli colleghi, che dobbiamo tutelare anche quegli operatori sanitari che tutti i giorni, in maniera indefessa da un anno e mezzo a questa parte, sono in corsia a fare il loro lavoro (Applausi) , e dobbiamo essere consapevoli e coscienti che attraverso la vaccinazione proteggiamo anche loro. Come stiamo vedendo, il numero dei ricoverati in terapia intensiva, seppur in maniera meno importante dell'anno scorso, aumenta. Vi è anche un altro principio di cui vorrei parlarvi, quello della ragionevolezza, che di questi tempi pare essere scomparso. Sì, perché abbiamo visto atti vandalici nei confronti degli operatori sanitari: distruggere una macchina delle USCA è una cosa vergognosa! Tali atti vandalici, le macchine distrutte e le aggressioni nei pronto soccorso non hanno nulla a che fare con la ragionevolezza. Aumenti dei casi di contagio e dei ricoveri, come vedete, si verificano purtroppo anche in tanti altri Paesi dell'Europa; è un problema grossissimo, ma devo dire che in questi giorni si può notarlo ancor di più a Trieste: aumento dei contagi e aumento dei ricoveri. Allora perché lasciare che si dica che si fa in virtù di una libertà? Libertà per cosa? Libertà senza che le persone vengano aiutate? Bisogna lasciare tutto così? I commercianti non ne possono più; hanno sofferto tantissimo, con il green pass hanno avuto la possibilità di riaprire con garanzie di sicurezza e non vogliono assolutamente che si torni indietro. Anche in questo caso manca quindi la ragionevolezza; per fortuna, ribadisco che abbiamo tanti cittadini che invece sono ragionevoli e si sono vaccinati. Il lavoro è un diritto costituzionale, certamente, ma se per non perdere il lavoro dobbiamo rimetterci in salute credo che davvero non ci siamo; quindi non dobbiamo assolutamente rischiare che ci possano essere dei casi di questo genere. Devo dire che bene fa il Viminale a stabilire delle restrizioni per i cortei che si stanno facendo. A tal proposito, non si può organizzare un corteo lungo un percorso ma poi imboccare un'altra strada; lo sappiamo: se si evitano le regole, alla fine si pagano le conseguenze. Come dicevo, per fortuna tanti cittadini hanno mostrato ragionevolezza accettando, consapevolmente e non supinamente, le regole del vivere civile e del bene collettivo. A questo dobbiamo tendere anche noi parlamentari, dando un segnale: sono quindi contenta che si debba avere il green pass ogni volta che si entra in Parlamento, perché si dà un segnale e un messaggio importante a tutta la popolazione. Non possiamo fare le leggi per gli altri e poi disattenderle. Sono dunque convinta che sia una regola più che ragionevole. (Applausi) . Purtroppo devo dire che abbiamo visto lisciare il pelo a manifestanti no green pass e no vax in virtù di un consenso effimero, di un consenso politico che con dati alla mano viene meno perché finalmente la ragionevolezza prende il sopravvento. Allora, cari colleghi noi, in virtù di un altro principio che è quello della responsabilità cui accennavo prima, dobbiamo tutti cercare - come stiamo facendo responsabilmente - di sostenere anche questo Governo per aiutare chi ha dei dubbi ed esita a vaccinarsi. Dobbiamo tutti noi, consapevolmente, aiutare chi ha dei dubbi, perché è lecito che si possano avere dei dubbi, ma questo non vuol dire che dobbiamo abbandonare queste persone. Aiutiamo quelli che esitano e che hanno dei problemi anche di salute; aiutiamoli a confrontarsi con i professionisti sanitari. Questo è il nostro dovere. Non aiutiamoli a dire no e basta. Questo è un altro grado di consapevolezza che dobbiamo avere. Bisogna ottemperare, come tanti hanno fatto, a quel dovere etico e morale - come ha ben detto il nostro Presidente della Repubblica, che ogni giorno ci regala delle perle di saggezza - di vaccinarsi; tutti noi dobbiamo tendere a questo, in virtù di una libertà che non deve essere effimera e per se stessi, ma deve essere della collettività. In altri Paesi europei, meno incisivi nelle regole, adesso stanno ricorrendo all'obbligo e a un nuovo lockdown . Credo che essere stati così incisivi nel nostro caso abbia pagato moltissimo. Adesso sta a tutti noi cercare di mettere a frutto le norme e osservare le regole, perché è importante farlo. Tutte le norme che stiamo portando avanti potrebbero sembrare discriminanti, ma se andiamo a vedere - credetemi - nelle pieghe di tutte queste norme, esse non sono discriminanti, perché tengono in considerazione il valore del bene più importante che abbiamo, che è la salute. Torno a ribadire: vi è un altro valore importante che sembra essere contrastante, quello dell'economia e del lavoro, ma non ci sarebbe alcuna economia e non ci sarebbe alcun lavoro se non tutelassimo la nostra salute.