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Nei tre casi precedenti ci siamo dilungati su aspetti forse molto tecnici, ma ci dilunghiamo e approfondiamo per avere sempre un metodo e una decisione guidata dall'elemento fondamentale di assicurare un procedimento democratico. Com'è stato ricordato anche da chi mi ha preceduto, è la sostanza che diamo all'articolo 48 della Costituzione, secondo il quale: «Il voto è personale ed uguale, libero e segreto». Credo pertanto che abbiamo tutte le ragioni, le motivazioni e la necessità di questo Parlamento di votare favorevolmente sull'ordine del giorno. (Applausi) . GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, vorrei attirare l'attenzione dei colleghi sul fatto che oggi veniamo chiamati a un voto che credo sia davvero importante per ciascuno di noi, perché con esso si tratta di definire se vogliamo essere a sostegno della legalità oppure no. Non si tratta di mettere in discussione il funzionamento del voto degli italiani all'estero. A coloro i quali propendono per abolirlo dico che possiamo anche parlarne in un momento successivo, ma proprio nella misura in cui si volesse mettere in dubbio la validità del voto degli italiani all'estero in generale, come voto per corrispondenza, anche quei colleghi in questo momento sono chiamati ad esprimere un voto favorevole sull'ordine del giorno presentato dalla collega Malpezzi e dal Gruppo Partito Democratico. Ripeto che in questo caso non si tratta di una questione di carattere generale, ma di riconoscere che ci sono stati brogli palesi e certificati da tre perizie della procura della Repubblica di Roma. I colleghi Rossomando e Cucca hanno descritto bene tutti i parametri. Non si tratta neanche di accusare l'uno o l'altro soggetto, quindi non è questione di colpevolizzare il collega che ha in qualche modo beneficiato di tali brogli, ma di riconoscere che sono stati commessi, al di là di quello che si pensa del voto degli italiani all'estero, del quale poi potremo valutare le modalità. Come Gruppo siamo anche artefici di una proposta che mira a metterlo in sicurezza, attraverso nuove tecnologie che spazzerebbero davvero il campo da qualsiasi ipotesi di broglio. Qui si tratta di capire se, come singoli parlamentari, vogliamo renderci artefici di un qualcosa che andrebbe veramente a ledere la dignità del Parlamento stesso: dal momento che i brogli sono comprovati, si tratta di capire se, per mercanteggiare l'una o l'altra questione, si è disposti a legittimarli e convalidarli oppure no. Faccio mie le considerazioni di alcuni colleghi e apprezzo il fatto che anche il Gruppo Fratelli d'Italia abbia già espresso l'intenzione di votare a favore di quest'ordine del giorno, perché credo che tale voto vada veramente a toccare la coscienza di ciascuno di noi e anche la dignità dell'istituzione che noi qui rappresentiamo. Signor Presidente, non si tratta di giudicare ritardi o meno nella presentazione del ricorso. Il collega Cucca, in qualità di relatore, ha ben espresso come non ci fossero gli elementi oggettivi per il collega Porta di presentare ricorso, dal momento che né a lui né a nessuno erano noti i dati relativi ai risultati del voto degli italiani all'estero. Con particolare fervore, annuncio il voto favorevole del nostro Gruppo sull'ordine del giorno a prima firma della senatrice Malpezzi e invito tutti i colleghi a fare altrettanto. (Applausi) . CARIO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CARIO (Misto) . Signora Presidente, care colleghe e colleghi, innanzitutto vorrei dire che sono veramente tranquillo, perché so di essere completamente estraneo a qualsiasi ipotesi di contestazione o manipolazione dell'esito elettorale in America meridionale. Non si può trasferire l'esito di una perizia a un pubblico ministero che, dopo quasi quattro anni, non ha ancora elevato una qualsivoglia imputazione e nemmeno inviato un qualsivoglia avviso di garanzia; Tale perizia è peraltro stata effettuata in assenza di contraddittorio, su un campione ridottissimo di sezioni (3 su 99) e su un ridottissimo numero di schede (solo 375), quandanche lo si consideri invalido rispetto alle molte decine di migliaia di voti da me legittimamente conseguiti in ben 99 sezioni. Né possono essere considerati decisivi gli accertamenti effettuati dalla Giunta su poche altre sezioni, sempre soltanto in relazione a un numero ristretto di schede, da considerarsi un campione minimale. Non ritengo sia possibile perciò disporre la mia decadenza sulla base della mera trasposizione proporzionale della percentuale di schede unilateralmente considerate censurabili (lo ripeto: poche decine in 68 sezioni complessive) a tutte le altre quasi cento sezioni elettorali, senza che in tutte queste sezioni sia stato fatto il benché minimo accertamento. A parte il fatto che, anche sottraendo le schede considerate invalide dal totale delle preferenze da me riportate nelle pochissime sezioni esaminate, peraltro nemmeno in tutte le schede, ma solo in una minima parte, permane comunque una differenza a mio favore di migliaia di voti, l'esito peritale e accertativo è assolutamente ininfluente. Ritengo che per disporre la mia decadenza si dovrebbero verificare tutte le schede di tutte le 99 sezioni del collegio elettorale e non applicare la trasposizione proporzionale di un campione minimale delle schede esaminate. Finisco qua e spero di aver rappresentato la mia passione civile, ereditata da mio padre, che è stato il primo editore di un giornale in Sud America. Confido nel vostro voto e nella decisione presa dalla Giunta competente. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 113, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione a scrutinio segreto dell'ordine del giorno G1, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'ordine del giorno G2, sempre a prima firma della senatrice Malpezzi, non lo ritengo precluso, avendo una motivazione diversa, ma, per la verità, siamo al limite. Ai sensi dell'articolo 113, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione a scrutinio segreto dell'ordine del giorno G2, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi). Invito pertanto la Giunta delle elezioni a riunirsi per gli adempimenti conseguenti. Sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 12,28, è ripresa alle ore 13,19) . Riprendiamo i lavori. GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, abbiamo riunito la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari dopo le votazioni che ci sono state sulla circoscrizione estero. Ovviamente la Giunta ha dovuto prendere atto di due documenti che hanno determinato un'ampia discussione al suo interno che abbiamo non concluso, ma sospeso, anche per rispetto dei colleghi dell'Assemblea. La discussione infatti si profilava complessa e lunga, perché in effetti un ordine del giorno è stato respinto.