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Venendo all'esame dell'articolato, l'articolo 1 del decreto-legge dispone l'abolizione del vigente sistema di rimborso delle spese elettorali e di contribuzione pubblica per l'attività politica e a titolo di cofinanziamento, secondo i criteri di gradualità previsti dall'articolo 14, recante un regime transitorio in virtù del quale la contribuzione pubblica è progressivamente ridotta in misura pari al 25 per cento nel 2014, 50 per cento nel 2015, 75 per cento nel 2016, e cessa del tutto a decorrere dal 2017. Al contempo, si enuncia la finalità del provvedimento, che è quella di disciplinare le modalità per l'accesso a forme di contribuzione volontaria fiscalmente agevolata e di contribuzione indiretta -- previste dagli articoli 11 e 12 del decreto -- fondate sulle scelte espresse dai cittadini in favore dei partiti politici che rispettano determinati requisiti di trasparenza e democraticità. Democraticità interna In coerenza con quanto disposto dal dettato costituzionale, i partiti politici sono definiti libere associazioni attraverso le quali i cittadini concorrono, con metodo democratico, a determinare la politica nazionale. I partiti permangono pertanto associazioni prive di personalità giuridica, cui si applica il regime del codice civile riferito alle associazioni non riconosciute. L'osservanza del metodo democratico, ai sensi dell'articolo 49 della Costituzione, è assicurata anche attraverso il rispetto delle successive disposizioni del decreto, che prevedono, quale condizione necessaria al solo fine di essere ammessi ai benefici indicati nel Capo III, l'adozione, da parte dei partiti, di uno statuto recante l'indicazione di alcuni elementi essenziali di democrazia interna e per l'esercizio della funzione di controllo da parte del corpo elettorale. Lo statuto, disciplinato dall'articolo 3, deve indicare, tra l'altro: la cadenza delle assemblee congressuali nazionali o generali; le procedure richieste per l'approvazione degli atti che impegnano il partito; i diritti e i doveri degli iscritti e i relativi organi di garanzia; le modalità di partecipazione degli iscritti all'attività del partito; i criteri con i quali è assicurata la presenza delle minoranze negli organi collegiali non esecutivi; le modalità per favorire nella composizione degli organi collegiali l'equilibrio tra i sessi; le misure disciplinari che possono essere adottate nei confronti degli iscritti, gli organi competenti ad assumerle e le procedure di ricorso previste, assicurando il diritto alla difesa e il rispetto del principio del contraddittorio; le modalità di selezione delle candidature per il Parlamento europeo, per il Parlamento nazionale, per i consigli regionali e comunali, nonché per le cariche di sindaco e di presidente di regione; l'organo responsabile della gestione economico-finanziaria e patrimoniale e della fissazione dei relativi criteri e quello competente ad approvare il rendiconto di esercizio. I partiti che intendano avvalersi dei benefici di natura fiscale previsti dal decreto sono tenuti a trasmettere copia dello statuto ai Presidenti delle Camere, che la inoltrano alla Commissione già istituita dall'articolo 9, comma 3, della legge n. 96 del 2012, che viene ridenominata «Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici». Quest'ultima, verificata la conformità dello statuto alle disposizioni di cui all'articolo 3 sopra richiamate, procede all'iscrizione del partito nel registro nazionale dei partiti politici. Qualora lo statuto non sia ritenuto conforme, la Commissione, previo contraddittorio, invita il partito politico ad apportarvi, entro il termine dalla stessa fissato, le conseguenti modifiche. Lo statuto dei partiti, e le relative modificazioni, sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale . Registro nazionale dei partiti «riconosciuti» Condizione per l'accesso ai predetti benefici è l'iscrizione e la permanenza in un registro nazionale, consultabile in un'apposita sezione del portale internet del Parlamento italiano, in cui sono evidenziate due separate sezioni, l'una relativa ai partiti politici che soddisfano i requisiti per essere ammessi al finanziamento privato in regime fiscale agevolato, l'altra relativa ai partiti politici ammessi alla ripartizione delle risorse del due per mille dell'imposta sul reddito dei contribuenti che abbiano optato per tale destinazione. I partiti politici costituiti alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge sono tenuti a trasmettere lo statuto ai Presidenti delle Camere ai fini dell'iscrizione nel registro entro dodici mesi dalla medesima data; nelle more della scadenza di tale termine i partiti già costituiti possono comunque usufruire dei predetti benefici a condizione che siano in possesso dei requisiti e ottemperino alle disposizioni di cui agli articoli da 5 a 10 del decreto. Trasparenza e semplificazione Ai sensi dell'articolo 5, la trasparenza e l'accesso alle informazioni in merito allo statuto, al funzionamento interno e ai bilanci sono assicurati anche attraverso la loro pubblicazione nei siti internet dei partiti politici, che devono rispettare canoni di elevata accessibilità, anche da parte delle persone disabili, di completezza di informazione, di chiarezza di linguaggio, di affidabilità e semplicità di consultazione. Le norme relative alla trasparenza e alla pubblicità degli statuti e dei bilanci sono estese anche alle fondazioni e alle associazioni per le quali la composizione degli organi direttivi sia determinata in tutto o in parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici, nonché alle fondazioni e alle associazioni che eroghino somme a titolo di liberalità o contribuiscano al finanziamento di iniziative o servizi a titolo gratuito in favore di partiti, movimenti politici o loro articolazioni interne o di parlamentari o consiglieri regionali, in misura superiore al 10 per cento dei propri proventi di esercizio dell'anno precedente. Entro il 15 luglio di ogni anno nei siti internet dei partiti e in un'apposita sezione del portale internet ufficiale del Parlamento italiano sono pubblicati, dopo il predetto controllo di conformità, sia gli statuti sia il rendiconto di esercizio, quest'ultimo anche in formato open data e corredato della relazione sulla gestione e ella nota integrativa, nonché la relazione del revisore o della società di revisione, ove prevista, e il verbale di approvazione del rendiconto di esercizio da parte del competente organo del partito politico. Nella suddetta sezione del portale sono altresì pubblicati i dati relativi alla situazione reddituale e patrimoniale dei titolari di cariche di Governo e dei parlamentari. I partiti politici che abbiano omesso la pubblicazione nel proprio sito internet dei predetti documenti sono soggetti a una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nella decurtazione di un terzo delle somme ad essi spettanti a titolo di riparto del due per mille. In coerenza con il nuovo sistema di contribuzione indiretta dei partiti, l'articolo 5 semplifica le procedure per assicurare la trasparenza delle erogazioni liberali disposte in loro favore. Al riguardo, si prevede che ai finanziamenti o ai contributi erogati in favore dei partiti politici iscritti nel citato registro, che non superino nell'anno l'importo di euro 100.000, effettuati con mezzi di pagamento diversi dal contante che consentano di garantire la tracciabilità dell'operazione e l'esatta identità dell'autore, non si applicano le disposizioni in materia di dichiarazione congiunta di cui al terzo comma dell'articolo 4 della legge 18 novembre 1981, n. 659, e successive modificazioni.