[sommcomm]

La senatrice TOFFANIN ( FIBP-UDC ), nel riprendere le parole del senatore Pichetto Fratin, evidenzia come questo provvedimento sembri ripercorrere tappe già vissute nella scorsa primavera, con l'aggravante di non vedere la direzione verso cui ci si sta orientando. A suo giudizio, le misure adottate rincorrono il virus con effetti tampone, ma la gravità della situazione imporrebbe altre misure, stante l'urgente necessità di far ripartire davvero le imprese. Peraltro, l'adozione di un nuovo decreto "ristori- bis "non fa che aumentare l'incertezza del quadro normativo, visto che tale provvedimento sembra cambiare completamente le misure che si stanno discutendo in questa sede. Entrando nel merito del provvedimento, evidenzia un rischio di discriminazione, con riferimento ai settori economici individuati dai codici ATECO. Ricorda altresì criticamente alcune misure adottate come la chiusura nei fine settimana dei centri commerciali anche in alcune regioni classificate in "zona gialla", ad esclusione dei grandi store monomarca, aspetto, quest'ultimo, che sembra palesare un certo scollamento del Governo dalla realtà. Conclude chiedendo risorse adeguate e una visione ben chiara per il sostegno delle diverse categorie produttive. Il senatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ) evidenzia come, con l'utilizzo dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, il Governo abbia finito con lo scontentare tutti, creando una situazione di incertezza e di preoccupazione. Agli infermieri sono stati riconosciuti solo cinque euro in più al mese e le ultime statistiche palesano il rischio che in Italia i nuovi poveri possano raggiungere la cifra di quattro milioni. A suo giudizio, occorrerebbe tributare un plauso ai fornitori delle aziende che, con la loro abnegazione, hanno contribuito a sostenere le imprese e le attività economiche del Paese. Occorrerebbe aiutare materialmente le aziende ad operare, mentre le misure adottate fin qui non sono comprese dai cittadini. Sarebbe, altresì, necessario aiutare direttamente i Comuni; la cifra di 1,7 miliardi di euro loro indirizzata non è a suo giudizio in grado di colmare le perdite che essi hanno dovuto subire nei mesi scorsi. A suo giudizio, inoltre, il Governo dovrebbe muoversi con maggiore tempestività; ricorda come il ministro Speranza abbia più volte riferito la questione relativa alla tempistica per la sperimentazione dei vaccini anti-Covid, ma, a suo giudizio, occorrerebbe definire fin da subito le modalità di distribuzione del futuro vaccino, evitando confusioni e conflittualità. Entra quindi nel merito del provvedimento, soffermandosi criticamente sui contenuti di cui agli articoli 2, 4, 5 e 6. Conclude il suo intervento chiedendo più controlli e concretezza in relazione agli investimenti effettuati in particolare nelle regioni meridionali. Interviene, quindi, il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ), che stigmatizza i contenuti del decreto in via di conversione, che sembra riportare il Paese alla situazione già vissuta nel mese di marzo. A suo giudizio, la responsabilità politica di ciò che sta accadendo ricade sul Governo e le misure economiche previste sono del tutto insufficienti e assolutamente non risolutive per fronteggiare la gravità della situazione in atto. Le misure adottate in questo provvedimento, peraltro, sembrano essere incoerenti e rischiano di essere fortemente penalizzanti, soprattutto per startup innovative. A suo giudizio, le risorse messe a disposizione sono soprattutto economie di spesa connesse a provvedimenti adottati in precedenza, piuttosto che autentici ristori. Conclude sottolineando come, a suo giudizio, la "fase 2" non costituisca altro che la prosecuzione della "fase 1". Il presidente PESCO , dopo aver ringraziato i senatori intervenuti, rinvia a successiva seduta il seguito della discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15,45.