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Solo a titolo di esempio vorrei ricordare gli investimenti fatti per l'aumento delle piante organiche delle Forze di polizia e per l'adeguamento delle retribuzioni dei Vigili del fuoco. Inoltre non bisogna perdere di vista il senso e l'obiettivo per cui nasce il 5 per mille: esso ha infatti una funzione squisitamente sociale, perché grazie a questo strumento i cittadini possono destinare una piccola parte delle loro imposte sul reddito per sostenere il formidabile mondo del terzo settore, del volontariato e un modello di solidarietà e di impegno civico capillare, che costituisce un vanto per il nostro Paese. Vi sono casi in cui l'impegno lavorativo e il volontariato si incontrano in un'unione virtuosa: è il caso, ad esempio, di tanti appartenenti alle Forze dell'ordine, che offrono la loro opera anche fuori dall'orario di lavoro. Ed è questa un'ennesima dimostrazione di generosità da parte di questi servitori dello Stato. Quindi, in conclusione, se per un verso è comprensibile l'intento di voler estendere uno strumento così efficace e importante, a beneficio anche del settore della sicurezza, è bene non perdere di vista la centralità del ruolo dello Stato nel dare un doveroso supporto, anche finanziario, a donne e uomini che lavorano notte e giorno per la nostra tranquillità, e la funzione preminentemente sociale del 5 per mille. Do quindi pieno atto dell'impegno della forza politica che rappresento volto a fare sempre di più su questa tematica, per lo stanziamento di nuove e maggiori risorse. Per tutte queste ragioni, annuncio il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del testo unificato dei disegni di legge nn. 1443 e 1521, nel suo complesso, con il seguente titolo: «Modifiche alla disciplina dell'istituto del cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 111». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi) . Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2007 Istituzione di una zona economica esclusiva oltre il limite esterno del mare territoriale Deputato DI STASIO ed altri. - (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2007, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Ferrara, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. FERRARA, relatore . Signor Presidente, il presente disegno di legge, per il quale vorrei ringraziare l'onorevole Iolanda Di Stasio, si basa su quanto disposto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, ratificata e resa esecutiva dal nostro Paese ai sensi della legge n. 689 del 1994, che costituisce un codice esaustivo, volto a regolare i comportamenti degli Stati sui mari e sugli oceani, nonché lo sfruttamento delle risorse e la salvaguardia dell'ambiente naturale in tali ambiti. Ricordo che la zona economica esclusiva può estendersi non oltre le 200 miglia dalle linee di base da cui è misurata l'ampiezza del mare territoriale. A differenza della piattaforma continentale, la zona economica esclusiva (ZEE) per divenire effettiva deve essere oggetto di una proclamazione ufficiale da parte dello Stato costiero, poi notificata alla comunità internazionale. Il regime di delimitazione delle ZEE tra Stati con coste adiacenti od opposte, analogamente a quello previsto per la piattaforma continentale, deve farsi per accordo, in modo da raggiungere un'equa soluzione. La piattaforma continentale costituisce, invece, l'area sottomarina che si estende al di là delle acque territoriali attraverso il prolungamento naturale del territorio emerso sino al limite esterno del margine continentale o sino alla distanza di 200 miglia dalle linee di base, qualora il margine continentale non arrivi a tale distanza. Quello delle 200 miglia è in definitiva considerato dalla convenzione come il limite minimo della piattaforma continentale. Agli Stati terzi spettano le tradizionali libertà dell'alto mare alle condizioni stabilite dallo Stato costiero, ovvero la navigazione, il sorvolo, la pesca e la posa di cavi e condotte sottomarine. Inoltre, i diritti dello Stato costiero sulla propria piattaforma continentale gli appartengono ab origine e, perciò, non hanno bisogno di proclamazione. Nel bacino del Mediterraneo, dove la distanza tra le cose opposte è sempre inferiore a 400 miglia, a fronte dell'esigenza di tutelare le proprie risorse ittiche dal continuo depauperamento messo in atto da flotte pescherecce provenienti dall'estremo Oriente o con la finalità di proteggere le coste dai rischi di inquinamento, molti Stati hanno istituito da tempo delle ZEE o delle zone in cui esercitare parte dei diritti funzionali relativi alle ZEE. L'importanza della definizione delle zone marittime appare cruciale e alcuni episodi anche recenti lo testimoniano. Penso, ad esempio, ai numerosi drammatici incidenti avvenuti nelle acque comprese tra Italia e Libia, luoghi già segnalati come ad alto rischio per le nostre navi e in cui da anni ormai è sconsigliata la navigazione. Tali aree ricadono nella zona di pesca protetta proclamata dal Paese nel febbraio 2005. Si tratta di una proclamazione legittima alla luce del diritto internazionale, ma sulla quale il nostro Paese aveva espresso riserve formali relativamente alla chiusura del golfo della Sirte. Nel 2009 la Libia ha anche proclamato una zona economica esclusiva senza, tuttavia, definire i suoi limiti esterni con gli Stati adiacenti e frontisti. Meritevole di menzione è, altresì, il caso dell'Algeria, che nel 2018 ha istituito unilateralmente una zona economica esclusiva che lambisce le acque territoriali italiane per un tratto di oltre 70 miglia nautiche con alcuni punti a 30 chilometri circa dalle coste della Sardegna. L'Italia ha ripetutamente contestato la decisione algerina adottata in contrasto con l'articolo 74 della Convenzione di Montego Bay. Nel corso del 2020 è stata istituita una commissione tecnica congiunta tra Italia e Algeria al fine di giungere a una soluzione equa e mutualmente accettabile in osservanza dei principi del diritto internazionale. (Brusio). Presidente, si sente pochissimo; c'è una confusione incredibile. Il disegno di legge in esame intende colmare ciò che appare come un'evidente lacuna nel nostro Paese autorizzando l'istituzione di una zona economica esclusiva oltre il limite esterno del mare territoriale italiano. I limiti esterni della ZEE verranno determinati sulla base di accordi con gli Stati il cui territorio è adiacente a quello italiano o lo fronteggia. L'articolo 2 stabilisce che all'interno della zona economica esclusiva... (Brusio). C'è un rumore di sottofondo; non so se lei non lo sente. PRESIDENTE. Non è la prima volta che la Presidenza richiama l'Assemblea. Non è il caso di gesticolare, anche perché è del tutto inutile. FERRARA, relatore .