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Tra le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 2, comma 2, del citato codice di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005, le comunicazioni possono essere effettuate ai sensi dell'articolo 76 del medesimo codice. L'indirizzo di posta elettronica certificata del difensore o delle parti è indicato nel ricorso o nel primo atto difensivo. Nei procedimenti nei quali la parte sta in giudizio personalmente e il relativo indirizzo di posta elettronica certificata non risulta dai pubblici elenchi, il ricorrente può indicare l'indirizzo di posta al quale vuol ricevere le comunicazioni. 2 In caso di mancata indicazione dell'indirizzo di posta elettronica certificata ovvero di mancata consegna del messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al destinatario, le comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante deposito in segreteria del tribunale tributario. 3 Le notificazioni tra le parti e i depositi presso il competente tribunale tributario possono avvenire in via telematica secondo le disposizioni contenute nel regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163, e nei relativi decreti di attuazione. 4 L'indicazione dell'indirizzo di posta elettronica certificata valevole per le comunicazioni e per le notificazioni equivale alla comunicazione del domicilio eletto. IV DEI TERMINI 40 (Computo dei termini) 1 Nel computo dei termini a giorni si esclude il giorno iniziale. 2 Quando la legge fa espresso riferimento a termini liberi resta escluso dal computo anche il giorno finale. 3 Se il termine scade nella giornata di sabato o in giorno festivo la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo. 4 Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 3 valgono anche per il computo dei termini a ritroso. 5 Per il computo dei termini a mesi o ad anni si osserva il calendario comune. 6 La parte che dimostra di essere incorsa in decadenze per causa non imputabile può chiedere al giudice di essere rimessa in termini. Il giudice, se ritiene verosimili i fatti allegati, ammette, quando occorre, la prova dell'impedimento e quindi provvede alla rimessione in termini. I provvedimenti previsti nel periodo precedente sono pronunciati con ordinanza. 7 Ai termini del processo tributario, compreso quello per la proposizione del ricorso, si applica la sospensione durante il periodo feriale di cui all'articolo 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742, ferma restando la decorrenza dei termini previsti per il procedimento cautelare di cui al libro IV, titolo II. SECONDO IL PROCESSO TRIBUTARIO DI PRIMO GRADO I INTRODUZIONE DEL GIUDIZIO I IL RICORSO 41 (Il ricorso) 1 Il processo tributario è introdotto con ricorso davanti al tribunale tributario. 2 Il ricorso contiene l'indicazione: a del tribunale tributario adito; b del ricorrente e del suo difensore; c del soggetto nei cui confronti è diretto; d dell'atto impugnato; e dell'oggetto della domanda; f dei motivi. 3 Se manca o è assolutamente incerta una delle indicazioni di cui al comma 2 il ricorso è inammissibile. 4 Il ricorso è inammissibile se non è sottoscritto dal difensore del ricorrente. L'incarico al difensore, con l'indicazione della categoria di cui all'articolo 19 alla quale appartiene, deve essere conferito a norma del medesimo articolo 19 e lo stesso deve risultare nel ricorso a pena d'inammissibilità. 5 Le parti e i difensori sono onerati dell'indicazione in ricorso del codice fiscale e dell'indirizzo di posta elettronica certificata. L'omissione o l'assoluta incertezza di queste indicazioni sono sanzionate secondo quanto previsto dalle leggi speciali in materia. 6 Nel ricorso devono essere indicati anche la residenza o la sede o il domicilio eventualmente eletto nello Stato. Se queste indicazioni sono omesse o risultano assolutamente incerte si applica l'articolo 38, comma 4. 42 (Reclamo e mediazione) 1 Per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro, il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell'ammontare della pretesa. Il valore di cui al periodo precedente è determinato secondo le disposizioni di cui all'articolo 19, comma 2. Le controversie di valore indeterminabile non sono reclamabili, ad eccezione di quelle di cui all'articolo 2, comma 2, primo periodo. 2 Il ricorso non è procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, entro il quale deve essere conclusa la procedura di cui al presente articolo. Si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale. 3 Il termine per la costituzione in giudizio del ricorrente decorre dalla scadenza del termine di cui al comma 2. Se il tribunale tributario rileva che la costituzione è avvenuta in data anteriore, rinvia la trattazione della causa per consentire l'esame del reclamo. 4 L'Agenzia delle entrate e l'Agenzia delle dogane e dei monopoli provvedono all'esame del reclamo e della proposta di mediazione mediante apposite strutture diverse e autonome da quelle che curano l'istruttoria degli atti reclamabili. Per gli altri enti impositori la disposizione di cui al periodo precedente si applica compatibilmente con la propria struttura organizzativa. 5 L'organo destinatario, se non intende accogliere il reclamo o l'eventuale proposta di mediazione, formula d'ufficio una propria proposta, avuto riguardo all'eventuale incertezza delle questioni controverse, al grado di sostenibilità della pretesa e al principio di economicità dell'azione amministrativa. L'esito del procedimento rileva anche per i contributi previdenziali e assistenziali la cui base imponibile è riconducibile a quella delle imposte sui redditi. 6 Nelle controversie aventi ad oggetto un atto impositivo o di riscossione, la mediazione si perfeziona con il versamento, entro il termine di venti giorni dalla data di sottoscrizione dell'accordo tra le parti, delle somme dovute ovvero della prima rata. Per il versamento delle somme dovute si applicano le disposizioni, anche sanzionatorie, previste per l'accertamento con adesione dall'articolo 8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218. Nelle controversie aventi per oggetto la restituzione di somme, la mediazione si perfeziona con la sottoscrizione di un accordo nel quale sono indicate le somme dovute con i termini e le modalità di pagamento. L'accordo costituisce titolo per il pagamento delle somme dovute al contribuente. 7 Le sanzioni amministrative si applicano nella misura del 35 per cento del minimo previsto dalla legge. Sulle somme dovute a titolo di contributi previdenziali e assistenziali non si applicano sanzioni e interessi. 8 La riscossione e il pagamento delle somme dovute in base all'atto oggetto di reclamo sono sospesi sino alla scadenza del termine di cui al comma 2, fermo restando che in caso di mancato perfezionamento della mediazione sono dovuti gli interessi previsti dalle singole leggi d'imposta. 9 Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano, in quanto compatibili, anche agli agenti della riscossione e ai soggetti iscritti all'albo di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.