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a parere dell'interrogante tale decisione della struttura tecnica di missione del Ministero rischia di determinare, oltre alle conseguenze richiamate, anche l'apertura di un contenzioso con il soggetto privato e pertanto un ennesimo spreco di denaro pubblico, causato dalla perdita di ingenti risorse finanziarie investite nel corso degli anni passati per le progettazioni dei lotti dei cantieri della bretella, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; quali siano i motivi per i quali abbia ha stabilito di bloccare la procedura per l'avvio dei cantieri della bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo, e quella della variante di Rubiera, nonostante il lungo iter procedurale e progettuale avesse ricevuto ogni parere positivo dagli organi competenti; se intenda prevedere anche la sospensione di ulteriori opere infrastrutturali stradali, tra cui quelle connesse alla realizzazione dell'opera ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione; se il Governo sia in possesso del calcolo degli oneri finanziari complessivi derivanti dal blocco di tutte le opere strategiche per lo sviluppo del Paese in attesa di essere cantierate, e se intenda renderli noti; quale sia, in definitiva, la politica di sviluppo infrastrutturale del Governo, la cui azione sino ad oggi appare fallimentare, ma rischia anche di escludere il nostro Paese per i prossimi cinque anni da tutti i programmi finanziati con i fondi UE. Atto n. 4-01265 BERNINI AIMI BARBONI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: di recente gli organi di informazione hanno dato ampio risalto alla notizia relativa alle intenzioni, da parte del gruppo Lactalis, di procedere a una poderosa riorganizzazione, che consisterebbe nel "trasloco" di tutti i Paesi del gruppo, Italia inclusa, sotto il controllo della Francia, con la conseguenza che l'attività della Parmalat non sarà più diretta dallo stabilimento di Collecchio, nel parmense, ma direttamente dalla cittadina francese di Laval; il rischio è che Parmalat, marchio storicamente legato a Collecchio, a Parma e all'Italia, possa perdere qualunque indipendenza, seppur formale, che a grande fatica, negli anni, era stata comunque garantita; la riorganizzazione voluta da Lactalis porterebbe alla nascita di nove divisioni, di cui tre di prodotto (formaggi, ingredienti e prodotti freschi), cinque geografiche e una dedicata all' export , tutte gestite da management francese e che faranno capo alla stessa Lactalis. Parmalat Italia verrebbe accorpata a Lactalis Italia, con potenziali ricadute anche sulla Galbani, per le strette sinergie intercorrenti tra i due gruppi; per Parmalat si tratterebbe di un vero e proprio smantellamento che fa seguito al delisting voluto dal gruppo. L'operazione cancellerebbe, di fatto, la funzione corporate e il management italiani, rischiando di travolgere un modello produttivo e di gestione consolidato e virtuoso, che trova la sua massima espressione nella valorizzazione della filiera corta, nell'attenzione alla qualità e all'utilizzo di materie prime nazionali; nelle settimane scorse, si è levato anche il grido di allarme delle organizzazioni sindacali, che hanno duramente contestato le modalità di comunicazione (via e-mail ) delle strategie future del gruppo ai dipendenti e senza il coinvolgimento delle parti sociali; nel nostro Paese Parmalat vanta 9 stabilimenti, con circa 2.000 addetti e un indotto per 134.000 persone. Il comprensibile timore è che tale riorganizzazione possa avere ricadute anche sui livelli occupazionali; Parmalat è tra i leader mondiali per produzione e distribuzione di latte e derivati, oltre che di bevande a base di frutta. Nel 2017 ha generato ricavi per oltre 6,6 miliardi di euro. Le vendite in Europa rappresentano il 17 per cento del totale, si chiede di sapere: se e in che modo il Ministro in indirizzo intenda farsi parte attiva nella vicenda, al fine di evitare lo smantellamento di Parmalat, impedendo che lo stabilimento di Collecchio perda la sua autonomia, il suo management e la sua funzione corporate ; quali iniziative di competenza abbia assunto o intenda assumere per la salvaguardia dei livelli occupazionali, per la tutela della produzione nazionale di latte e delle peculiarità del modello italiano di gestione manageriale. Atto n. 4-01266 FARAONE Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: i docenti tecnico-pratici di sala bar, cucina e accoglienza turistica (classi di concorso B-19, B-20 e B-21), in servizio presso gli istituti alberghieri italiani, diversamente dai docenti degli altri istituti professionali e tecnici, hanno un registro personale per assegnare i voti, svolgono le lezioni in piena autonomia didattica come docenti unici (nel quadro orario del decreto del Presidente della Repubblica n. 87 del 2010 non sono previsti docenti laureati in compresenza, salvo due ore nel triennio finale), effettuano un consistente numero di lezioni in classe per sviluppare gli argomenti teorici della disciplina, necessari per acquisire le competenze previste dal profilo professionale, ove occorrono competenze di alto livello, che riguardano anche l'informatica e la lingua straniera; i docenti tecnico-pratici degli alberghieri partecipano a pieno titolo alle commissioni degli esami di Stato come membri interni, e come membri esterni (essendo la loro materia una delle due discipline oggetto della seconda prova scritta, come sancito dal decreto ministeriale 29 gennaio 2015, n. 10), e qualche volta come presidenti della commissione stessa; oltre alle tante attività identiche in tutto e per tutto a quelle svolte dai docenti laureati, negli istituti alberghieri si affiancano le numerose funzioni aggiuntive affidate agli insegnanti tecnico-pratici, tra le quali: vicario del dirigente scolastico, responsabile di plesso, responsabile di laboratorio, funzione strumentale (o coordinatore) dell'alternanza scuola-lavoro, funzione strumentale (o coordinatore) delle manifestazioni e dei concorsi, coordinatore di classe (in particolare nel triennio finale); il profilo professionale di tali docenti subisce un'ingiusta inferiore classificazione a livello retributivo (VI livello), rispetto a quello normalmente riconosciuto a docenti in servizio presso stesse istituzioni scolastiche (VII livello), con funzioni identiche, in virtù di un'applicazione formale di disposizioni normative e contrattuali confliggenti con l'effettiva e concreta esplicazione della stessa funzione; come di tutta evidenza, la situazione determinatasi è assai grave e necessita di essere affrontata con massima urgenza, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo ritenga di promuovere, al fine di garantire, in tempi rapidi, ai docenti tecnico-pratici delle classi di concorso B-19 "Laboratorio dei servizi di accoglienza turistica", B-20 "Laboratorio dei servizi enogastronomici-cucina" e B-21 "Laboratorio dei servizi enogastronomici-bar sala e vendita", il riconoscimento di un inquadramento retributivo di VII livello, corrispondente alle mansioni svolte dai docenti con analoghe funzioni. Atto n. 4-01267 NASTRI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta Premesso che: