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Noi proponevamo di far partire l'obbligo dopo un periodo di tempo congruo successivo all'emanazione del decreto e basta, proprio per evitare qualsiasi difficoltà, per chiarezza. Ottima la previsione di una campagna informativa da parte del Ministero per informare la comunità, il popolo italiano del provvedimento in esame. Anzi, il fatto che sabato 29 - non è solo il Ministero - i rappresentanti dell'Unione nazionale autoscuole e studi di consulenza automobilistica si recheranno presso tre ospedali a Milano, a Napoli e a Roma, regalando a cento famiglie un dispositivo antiabbandono, testimonia che questo provvedimento è condiviso e corrisponde a una necessità reale avvertita nel Paese. È chiaro che l'obbligo del seggiolino con l'allarme comporterà una spesa. E oggi gran parte del dibattito è stato focalizzato su questo aspetto. È una spesa certo più lieve - quale famiglia non spende per la tutela dei propri bambini? - ma è pur sempre una spesa. Sarebbe stato giusto prevedere nel provvedimento un'agevolazione fiscale e avevamo proposto che fosse almeno del 50 per cento. E lo avevamo fatto dopo le dichiarazioni del ministro Toninelli, in estate, e poi anche del qui presente sottosegretario Dell'Orco, che avevano promesso una agevolazione fino all'importo massimo di 200 euro. Così non è stato e, anzi, gli emendamenti che avevamo proposto in Commissione sono stati bocciati. Quell'agevolazione avrebbe favorito anche un altro aspetto, perché purtroppo non c'è solo il rischio di abbandono dei bambini, ma ci sono anche i bambini che, nonostante siano sui seggiolini, subiscono gravi ferite, se non altro, proprio a causa dello stesso seggiolino. Quelle risorse e quell'agevolazione avrebbero favorito anche l'acquisto di un seggiolino migliore. Oggi i seggiolini costano tra i 150 e i 350 euro e dunque tale misura avrebbe favorito le famiglie nell'acquisto di un prodotto sicuramente più all'avanguardia rispetto alle esigenze che ci stiamo ponendo. In ogni caso per noi, ovviamente, non è importante il fatto che non sia stata mantenuta la promessa. Le famiglie giudicheranno e noi staremo attenti anche per il futuro. Per noi, nell'equilibrio degli interessi, prevale la necessità di inserire l'obbligo dell'installazione del dispositivo, al fine di incrementare la sicurezza e siamo sicuri che le famiglie lo faranno anche senza l'incentivo. Per quanto ci riguarda, quindi, non focalizziamo l'attenzione, se non denunciando quello che è avvenuto, sebbene non desistiamo da questo obiettivo. Pensiamo - ma mi pare d'aver capito che non saremo gli unici - che nella prossima legge di bilancio ci possa essere un segmento di riflessione su questo aspetto, per riparare a una tale dimenticanza. Peraltro, la legge di bilancio - come é noto - interverrà prima dell'obbligo dell'allarme sui seggiolini. E lo faremo per dare alle famiglie italiane tutti gli strumenti per scegliere il miglior dispositivo che ritengono di comprare per tutelare i loro bambini. Per concludere, signor Presidente, la necessità di tutelare i più piccoli, la serenità dei genitori e il benessere della comunità sono il bene da perseguire e prevalgono sulle lacune e sulle perplessità alle quali ho fatto riferimento, che auspichiamo vengano presto risolte. Per quel bene supremo che sono i nostri figli, il Gruppo Partito Democratico voterà a favore del provvedimento. (Applausi dal Gruppo PD) . BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, desidero ringraziare i colleghi dell'8ª Commissione permanente, con i quali abbiamo concordato questo intervento, che hanno seguito con particolare attenzione e coinvolgimento tutto l' iter, e in particolare le audizioni alle quali il relatore ha fatto riferimento, e hanno avuto la responsabilità e la sensibilità di riconoscere che il meglio è nemico del bene. Dico questo per l'importanza dell'oggetto del provvedimento in esame e per il prezzo che un ritardo ulteriore nell'approvazione del testo potrebbe comportare. Spesso, sia fra gli addetti ai lavori sia nell'immaginario collettivo, le leggi vengono divise tra leggi importanti e leggi minori. Cos'è che misura, però, l'importanza di un atto? Non credo siano i fondi stanziati o il clamore suscitato. Credo che l'importanza di un atto sia data dalla capacità di leggere il proprio tempo e di dare risposte ai problemi del proprio tempo e il disegno di legge in esame risponde a tutte e due queste caratteristiche. Mi permetto di esprimere un giudizio così netto, perché uno di quei bambini, che il senatore Santillo ha ricordato per nome in Assemblea, lo conoscevo, perché era del mio paese e andava all'asilo con mio figlio. Conoscevo lui, conoscevo i suoi genitori e dico senza tema di smentita che, se è successo a loro, può capitare veramente a chiunque. Inoltre, non mi vergogno a dire che per qualche mese ho girato la testa, in macchina, per vedere se avessi veramente lasciato mio figlio all'asilo. Non entro nel merito dei singoli articoli, ma mi limito a dire che l'importante è quanto stabiliamo all'articolo 2 nell'individuare dei fondi per la campagna di sensibilizzazione, perché - permettetemi di dirlo - la sanzione più grande non è la multa: la sanzione più grande che può capitare a qualcuno che vive un'esperienza del genere è dover convivere, non tanto e non solo con la morte del proprio figlio, ma col sentirsi responsabile di quella morte (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FdI) . Allora, la mia comunità il suo personale bagno di umiltà lo ha fatto e penso che lo dobbiamo fare come comunità nazionale, perché veramente è qualcosa che può capitare a tutti. Permettetemi di fare un'ultima considerazione. Quest'atto è fondamentale, ma la vera risposta a un problema come quello in esame non sarà data dalla presenza in ogni auto di un dispositivo antiabbandono, bensì si avrà quando questo Parlamento sarà in grado di far sì che nella nostra società, nella nostra comunità, un papà e una mamma non siano lasciati soli, non si trovino nella condizione di scordarsi del proprio figlio (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Si tratta semplicemente non di avere il dispositivo che glielo ricorda, ma di vivere in una società che dia risposte e sia veramente a misura di bambino, di famiglia, di papà e mamma. Come Gruppo Lega voteremo convintamente a favore del disegno di legge in discussione, ma continueremo a vigilare perché il decreto attuativo sia emanato perché si trovino fondi ulteriori. Sappiamo benissimo che quelli stanziati servono ad aprire il capitolo per le campagne e dedichiamo questo voto - siamo convinti sarà un anime - a tutti quei genitori che, di fronte al lutto che li ha colpiti, hanno scelto non di chiudersi in se stessi, ma di chiedere per anni una legge per gli altri, perché oramai la tragedia l'avevano vissuta; e hanno chiesto davvero disinteressatamente di poter dare una risposta a tutti i genitori del nostro Paese.