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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sugli eventuali condizionamenti incompatibili con l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge attinge ad una proposta redatta dal Partito radicale, a seguito della radiazione dall'ordine giudiziario del dottor Luca Palamara, già presidente dell'Associazione nazionale magistrati (ANM) e già consigliere del Consiglio superiore della magistratura (CSM), sancita in data 9 ottobre 2020 dalla sezione disciplinare del CSM, nonché delle precedenti dimissioni di sei consiglieri togati del CSM stesso. Allo sconcerto dell'opinione pubblica ha dato voce anche il procuratore emerito di Venezia Carlo Nordio, che il 2 febbraio 2021 dichiarava: « La gravità delle circostanze, peraltro già in parte note, emerse dalle recenti dichiarazioni del dottor Palamara, rendono necessario un esame dettagliato, completo e imparziale delle dinamiche interne dell'ANM, del CSM e dei loro rapporti. Questo compito può essere assolto, a mio giudizio, soltanto da una commissione bilaterale con poteri inquirenti che ricostruisca, dall'inizio, il sistema parzialmente emerso dal racconto del dottor Palamara sul mercimonio di cariche attuato dalle correnti. Un sistema che ha allarmato i cittadini e screditato la magistratura » (comunicato ANSA). In conseguenza della pubblicazione di diversi messaggi e conversazioni acquisite nell'ambito delle indagini pendenti presso la procura della Repubblica di Perugia nei confronti del dottor Luca Palamara, è emerso un quadro assai preoccupante che lascia intravedere un potere di condizionamento delle cosiddette correnti nei confronti di singoli magistrati, che si pone in contrasto con il dettato costituzionale che vuole i magistrati sottoposti solo alla legge. La stampa ha evidenziato come dal telefono portatile del dottor Palamara, attinto da un trojan in relazione a un'ipotesi accusatoria portata avanti dagli inquirenti di Perugia poi rimasta priva di riscontro e perciò decaduta, sono state estratte circa 60.000 chat che hanno come protagonisti magistrati appartenenti a tutte le correnti, aspiranti a incarichi direttivi o semidirettivi, oltre che politici e magistrati pur interessati alle decisioni che istituzionalmente competono al CSM. Che le « correnti » in cui si suddividono i magistrati iscritti all'ANM si siano da sempre « occupate » delle decisioni del CSM, organo di rilievo costituzionale in cui siedono magistrati togati eletti dalla magistratura italiana, oltre che membri laici eletti dal Parlamento, non appare invero una novità e, già in passato, ci sono state denunce politiche in tal senso e tentativi legislativi, oltre che referendari, di mitigare « il potere delle correnti ». Lo spaccato che però è emerso, a seguito della pubblicazione delle chat e che per la prima volta ha portato almeno parte dei media italiani a informare l'opinione pubblica, è non solo desolante, ma ancor di più, come già detto, molto preoccupante. Il dottor Palamara, inoltre, nel tentativo di articolare la propria difesa in seno al procedimento disciplinare, aveva depositato una lista testi di ben 133 persone, tutte individuate tra magistrati ed esponenti politici, al dichiarato scopo di dimostrare che la contestazione disciplinare a lui singolarmente mossa altro non era che il normale modo di agire del sistema delle correnti allorquando andava trovato un accordo per la designazione di un magistrato ad un incarico direttivo. Come noto la sezione disciplinare del CSM, nell'ambito della propria autonomia decisionale riguardo il procedimento disciplinare, ha ritenuto non rilevanti i testimoni richiesti a sua discolpa dall'incolpato poi radiato. Tuttavia quanto più volte dichiarato dal dottor Palamara, sia nell'ambito del procedimento disciplinare sia ai mezzi di informazione, non può non essere investigato dal Parlamento. È difatti preciso compito del Parlamento, al fine di individuare i percorsi di riforma necessari ad evitare il perpetuarsi dell'inquietante spaccato emerso per effetto del cosiddetto caso Palamara, ma che evidentemente riguarda tutte le cosiddette correnti, quello di conoscere gli esatti contorni del « sistema delle correnti », dei condizionamenti operati nella selezione dei magistrati ai quali conferire incarichi direttivi, degli eventuali condizionamenti successivi attinenti all'esercizio della funzione giudiziaria. Il feticcio dell'obbligatorietà dell'azione penale è sostanzialmente eluso da tempo, stanti le varie normative sulla determinazione delle priorità nella formazione dei ruoli d'udienza (con particolare riguardo all'applicazione delle seguenti disposizioni: articolo 227 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, articolo 132- bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e articolo 2- ter del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, disposizione che veniva ulteriormente integrata con il decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2015, n. 119). Ma che questa disciplina sia gestita dal CSM (vedasi la delibera del 10 luglio 2014, ma anche le « buone prassi di organizzazione degli uffici giudiziari di cui alle delibere 17 giugno 2015 e 7 luglio 2016) non tranquillizza affatto: si tratta del medesimo organo che, con i predetti conferimenti e attribuzioni, ha consacrato “lo strapotere delle correnti, il mercimonio delle cariche, le interferenze reciproche tra giustizia e politica. Con un aspetto ancora più allarmante, che riguarda il caso del processo a Matteo Salvini, per la cui gestione Palamara adombra condizionamenti ideologici (...)” lo stesso CSM si è dimostrato del tutto inadeguato al compito. Ha sperato di cavarsela espellendo Palamara, come se fosse l'unico responsabile di un sistema che invece era perfettamente noto anche ai suoi stessi componenti. E poiché questa indagine qualcuno dovrà pur farla, e la magistratura non la può fare, l'unico organo previsto dalla Costituzione è una Commissione parlamentare » (così Carlo Nordio, in Alessandra Ricciardi, Palamara ha parlato, ma col freno , ItaliaOggi, 3 febbraio 2021).. 1 1 È istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sugli eventuali condizionamenti incompatibili con l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, di seguito denominata « Commissione », con il compito di svolgere accertamenti e verifiche sui condizionamenti che, anche attraverso il sistema delle correnti, possono essere stati esercitati sul conferimento degli incarichi negli uffici direttivi e semidirettivi da parte del Consiglio superiore della magistratura e sugli uffici giudiziari negli ultimi venti anni in modo incompatibile con l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati.