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Al tale scopo il consiglio della scuola stabilirà, sentiti i docenti interessati, le attività che gli specializzandi dovranno svolgere in collaborazione con ordini ed organizzazioni professionali, con l'autorità giudiziaria, con enti locali, con aziende ed enti privati o pubblici e con chiunque altro riterrà utile ai fini della specializzazione. Nell'ambito dell'attività didattica gli specializzandi interessati, per la loro formazione, a compiere esperienze applicative nelle materie di studio potranno partecipare ad ogni altra iniziativa della scuola. Il consiglio della scuola programma i seminari di singole discipline e di insegnamenti raggruppati e coordinati. Oltre ai docenti universitari, saranno chiamati a collaborare a questi, esperti che con il loro apporto possano mantenere elevato il livello culturale e di specializzazione professionale a norma della legislazione vigente. Il consiglio della scuola decide altresì le forme di frequenza assistita e le relative modalità di svolgimento, in conformità alle disposizioni vigenti. Superati gli esami del terzo anno, il corso di studio della scuola di specializzazione si conclude con un esame finale consistente nella discussione di una dissertazione scritta su una o più materie del corso. A coloro che abbiano superato l'esame finale viene rilasciato il diploma di specialista in diritto amministrativo. Art. 329. - L'importo delle tasse e soprattasse dovute dagli iscritti alla scuola è quello previsto dalle vigenti disposizioni di legge. I contributi sono stabiliti anno per anno dal consiglio di amministrazione dell'Università degli studi di Napoli. La scuola è finanziata, oltre che dai contributi ordinari e straordinari dell'Università, da sovvenzioni, lasciti e donazioni di aziende, enti e privati che figurano nel bilancio dell'Università stessa. Potranno essere assegnati agli specializzandi borse di studio e premi scientifici ai sensi dell'art. 80 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382. Art. 330. - La scuola è retta da un consiglio composto dai docenti universitari di ruolo e dai professori a contralto previsti dall'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, ai quali sono affidate attività didattiche nella scuola nonché da una rappresentanza di tre specializzandi eletti secondo le modalità di cui all'art. 99 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382. Il consiglio esercita le competenze spettanti, ai sensi dell'art. 94 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382, al consiglio di corso di laurea, in materia di coordinamento di insegnamenti. Art. 331. - I componenti il consiglio eleggono il direttore che lo presiede per un biennio ed è rieleggibile. Nella programmazione dell'attività didattica il consiglio individua le esigenze cui si deve far fronte con l'apporto di professori a contratto, a norma dell'art. 4 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 162 del 1982 e indica i requisiti scientifici e professionali che debbono possedere i professori da nominare. Art. 332. - La direzione della scuola è affidata ad un professore ordinario, straordinario che insegni anche nella scuola stessa. In caso di motivato impedimento la direzione della scuola è affidata ad un professore associato che pure insegni nella scuola medesima. Il direttore della scuola può delegare sentito il consiglio della scuola, ai membri del consiglio stesso lo svolgimento di particolari attività relative all'attuazione dei fini istituzionali della scuola. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 31 ottobre 1985 COSSIGA FALCUCCI, Ministro della pubblica istruzione Visto, il Guardasigilli: MARTINAZZOLI Registrato alla Corte dei conti, addì 7 febbraio 1986 Registro n. 7 Istruzione, foglio n. 276