[resaula]

Si promuove la consapevolezza dei lavoratori sull'uso sicuro dei dispositivi attraverso apposite linee guida, con particolare attenzione ai servizi erogati tramite fornitori di servizi cloud . Tutti i servizi informatici della pubblica amministrazione, in particolar modo quelli in cloud , dovranno attenersi al codice di condotta tecnologica, che regola le modalità di progettazione, sviluppo e implementazione dei progetti, sistemi e servizi digitali delle amministrazioni pubbliche, nel rispetto della disciplina in materia di perimetro nazionale di sicurezza cibernetica. La sicurezza dei nostri dati sarà quindi al centro dell'attenzione, della progettazione e della gestione dei servizi digitali. Nel capo III si sancisce la strategia di gestione del patrimonio informativo pubblico per fini istituzionali, mediante la disponibilità e l'interoperabilità dei dati delle pubbliche amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici, oltre ad alcune semplificazioni per la piattaforma digitale nazionale dati. L'obiettivo è che finalmente le banche dati possano colloquiare l'una con l'altra, in modo tale che finalmente possa essere operativo il principio once-only . La pubblica amministrazione non può più chiedere al cittadino informazioni, che già le sono state conferite e che la pubblica amministrazione conosce già: ciò comporterà un notevole risparmio di tempo per tutti e una notevole riduzione degli errori, che involontariamente si compiono ogni qualvolta i dati transitano nelle mani di operatori umani. Giungiamo infine al consolidamento e alla razionalizzazione delle infrastrutture digitali del Paese: il famigerato cloud della pubblica amministrazione. Tutti noi abbiamo interiorizzato il concetto di sovranità digitale e questo è sicuramente il nostro obiettivo, perché da questa sovranità derivano i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini del presente e del futuro. (Applausi) . Il principio della sovranità digitale è un obiettivo da raggiungere per tutta l'Europa e che attualmente l'Europa non ha e l'Italia, essendo tra i Paesi europei il più arretrato nella digitalizzazione, è molto più indietro nel recuperare la sovranità digitale rispetto agli altri Paesi. L'unica prospettiva per questo recupero è che avvenga per tutta l'Europa insieme. L'Italia sicuramente non può fare da sola. La prospettiva di cloud della pubblica amministrazione, presentata dall'articolo 35 del decreto-legge, si inserisce in una strategia a lungo termine, di cui questo è solo il primo passo, ossia il consolidamento dei servizi. Non possiamo più permetterci la farraginosità di 11.000 data center energivori a insicuri. Per questo primo passo potremmo usare i poli strategici nazionali oppure il cloud pubblico, differenziando oculatamente la collocazione dei servizi e applicando scrupolosamente il codice di condotta tecnologico. Contemporaneamente dovremo far progredire e crescere le nostre aziende nazionali, che hanno il loro business nella fornitura di infrastrutture per il cloud e nello sviluppo di servizi applicativi e di software . Teniamo presente che, nei prossimi cinque anni, il valore dell'economia dei dati, in Europa, passerà dagli attuali 300 miliardi di euro ad 830 miliardi di euro, con una crescita del 2,4 per cento del PIL totale europeo. Il digitale è l'unico settore che prospetta queste performance , ma l'Italia ne potrà beneficiare? Solo se avremo i professionisti che si dedicheranno a queste attività, in particolare i programmatori di software . Oggi in Europa abbiamo 5,5 milioni di questi professionisti e nel 2025 avremo bisogno del doppio, ovvero di 11 milioni. (Richiami del Presidente). Signor Presidente, le chiedo un attimo soltanto, per terminare il mio intervento. In tutta Europa c'è carenza di questi specialisti e la carenza si estende anche ai Paesi extra-europei. Per questo tutti i Paesi vanno alla ricerca di queste professionalità, anche formate negli altri Paesi, per accaparrarseli. Quindi, il nostro problema da una parte è formare le professionalità per far sviluppare il nostro Paese e nello stesso tempo riuscire a trattenerle, per non farle migrare. La sfida di next generation EU è soprattutto questa, ovvero quella di riconvertire una buona fetta della forza lavoro in professionalità informatiche di alto livello e di impiegarle per la modernizzazione del Paese e per la gestione della sicurezza dei dati dei nostri cittadini. (Applausi) . In questo investimento sta il segreto della crescita e della prosperità del nostro Paese e, nel contempo, della libertà e dei diritti di tutti i nostri cittadini. I nostri Ministri lo hanno capito e hanno iniziato questo progetto: noi sicuramente le sosteniamo e convintamente sosteniamo gli obiettivi di questo decreto. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. Colleghi, se non ci sono obiezioni, dispongo a questo punto una sospensione dei lavori dell'Assemblea per quindici minuti per permettere al presidente della 5 a Commissione, senatore Pesco, di aggiornarci sui profili di copertura finanziaria dell'emendamento. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 13,45. (La seduta, sospesa alle ore 13,30, è ripresa alle ore 13,50) . PRESIDENTE . Colleghi, in relazione all'andamento dei lavori della Commissione bilancio sul maxiemendamento, sentito il Presidente del Senato, sospendo nuovamente la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 13,50 è ripresa alle ore 14,07) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, visto che c'è stata un'interlocuzione da parte di tutti i Capigruppo per cercare di sveltire la procedura, volevamo ringraziarla per la cortese attenzione che ha avuto nei nostri confronti nell'accordarci la possibilità di iniziare le dichiarazioni di voto, perché comunque da parte di tutti c'era la volontà di mantenere l'orario dei nostri lavori così come avevamo concordato, senza porre alcun problema. Tra l'altro, la Commissione bilancio, da quello che ci risulta, ha quasi terminato il suo lavoro. Devono solo scrivere il parere. Quindi, non ci sembrava corretto allungare i tempi per ragioni burocratiche, visto che poi, soprattutto per qualcuno che abita in zone più lontane, diventa più difficile il rientro. Grazie, Presidente. (Applausi) . RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, anche quelli di noi che sono abituati a fare politica come si faceva una volta, in mezzo alla gente, si devono rassegnare. Viviamo nell'era della comunicazione e questa maggioranza lo ha capito bene perché conosce le regole. Sa che le parole hanno sicuramente una grande importanza nel mondo della comunicazione attuale. È per questo che gli italiani hanno dovuto sorbirsi una serie di proclami belligeranti, una serie di trasposizioni della realtà che poi, alla fine, non hanno avuto i contenuti che tutti speravamo.