[massime]

SENT. 438/05. PREVIDENZA E ASSISTENZA - DIPENDENTI DEGLI ENTI PUBBLICI DIVERSI DALLO STATO - INDENNITÀ DI FINE RAPPORTO - SEQUESTRABILITÀ E PIGNORABILITÀ PER CREDITI DA DANNO ERARIALE - LIMITI STABILITI DALL’ART. 545 DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE - INAPPLICABILITÀ - INGIUSTIFICATA DISPARITÀ DI TRATTAMENTO RISPETTO AI LAVORATORI PRIVATI E AI DIPENDENTI STATALI - ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN PARTE QUA.. Illegittimità costituzionale, per contrasto con l’art. 3 della Costituzione, dell’art. 4 della legge 8 giugno 1996, n. 424, nella parte in cui prevede, per i dipendenti degli enti pubblici diversi dallo Stato, la sequestrabilità e la pignorabilità delle indennità di fine rapporto di lavoro, per crediti da danno erariale, senza osservare i limiti stabiliti dall’art. 545 del codice di procedura civile. Infatti, se la progressiva eliminazione delle differenze in materia di regime giuridico dell’indennità di fine rapporto spettante ai dipendenti del settore privato e dell’analogo emolumento erogato ai dipendenti pubblici rende non più tollerabile una disparità di trattamento fra le due categorie in tema di sequestrabilità e pignorabilità degli emolumenti, ciò vale anche, e a maggior ragione, per i dipendenti di enti pubblici diversi dallo Stato, dal momento che le varie categorie di indennità di fine rapporto proprie del settore pubblico hanno un carattere unitario, in considerazione dell’analoga natura di retribuzione differita collegata ad una concorrente funzione previdenziale e della comune correlazione alle contribuzioni versate dai lavoratori e dalle rispettive pubbliche amministrazioni. Pertanto, non sussiste alcuna ragione che possa giustificare il più gravoso regime cui sono sottoposti i dipendenti degli enti pubblici diversi dallo Stato che, diversamente dai dipendenti statali, possono veder sequestrata e pignorata l’indennità di fine rapporto senza alcun limite. - Sulla progressiva eliminazione delle differenze nel regime giuridico dell’indennità di fine rapporto dei dipendenti privati e pubblici v., citata, sent. n. 225 del 1997. - Sul carattere unitario delle varie categorie di indennità di fine rapporto proprie del settore pubblico v., citate, sent. n. 243 del 1997, n. 106 del 1996, n. 243 e n. 99 del 1993, n. 439 e 63 del 1992, n. 763 del 1988, n. 115 del 1979. - V. anche, citata, sent. n. 878 del 1988.