[resaula]

se successivamente all'entrata in vigore dei commi 125-129 dell'art. 1 della legge n. 124 del 2017 vi sia stata una consultazione pubblica con i soggetti interessati dall'applicazione della disciplina sulla trasparenza delle erogazioni pubbliche per comprendere se vi siano delle criticità dall'applicazione delle norme al fine di superare eventuali criticità; se non ritenga opportuno promuovere una modifica del terzo periodo del citato comma 125, nel senso di prevedere non una restituzione del contributo pubblico, a fronte di un mero inadempimento formale di pubblicità, ma una sanzione pari ad una percentuale, da stabilirsi, del contributo non pubblicato. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01161 BRUZZONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha disposto la predisposizione di un piano di gestione nazionale per la specie tortora (Streptopelia turtur); nel mese di ottobre 2018 la prima bozza, redatta dall'ISPRA, è stata inviata al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, alle Regioni e ai portatori d'interesse. Nell' e-mail d'invio della bozza si preannunciava la convocazione di riunioni per la redazione definitiva del piano, confronti ritenuti necessari e utili, così come già effettuati per l'approvazione dei precedenti piani relativi all'allodola e alla coturnice; sembra che dal mese di ottobre non siano ancora state convocate riunioni, né si siano avuti aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei lavori per la redazione del piano; risulta all'interrogante che entro il 31 gennaio 2019 la Commissione europea dovrebbe ricevere dagli Stati membri una relazione contenente le iniziative di ripristino e conservazione degli habitat e di gestione venatoria messa in atto negli Stati membri, secondo quanto richiesto dal piano internazionale sulla tortora, approvato nel maggio 2018 nel comitato NADEG della Commissione europea; relativamente ai piani già approvati, la precedente esperienza di svolgere incontri che ha visto coinvolte tutte le istituzioni e i portatori d'interesse è stata ritenuta positiva e utile; il Ministero delle politiche agricole ha competenza specifica sulla gestione delle specie cacciabili e per quanto riguarda la legge n. 157 del 1992 ha competenza concorrente con il Ministero dell'ambiente; gli ambiti territoriali di caccia (ATC) hanno un ruolo determinante nella gestione degli habitat , in particolare agricoli, di grande importanza per la specie, si chiede di sapere: per quale motivo, ad oggi, non siano stati ancora previsti incontri e riunioni pianificati di concerto con il Ministero delle politiche agricole e i portatori d'interesse per la redazione del piano; quali siano le informazioni, relativamente alla conservazione degli habitat e alla gestione venatoria, che il Ministero dell'ambiente intenda trasmettere nella relazione indirizzata alla Commissione europea; se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza degli investimenti fatti dagli ambiti territoriali di caccia sul territorio, in colture a perdere e mantenimento di stoppie che, da una prima analisi, ammontano a un minimo di 1.000 ettari e 400.000.000 di euro di investimenti annuali. Atto n. 4-01162 PEROSINO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: le società semplici hanno un regime di tassazione del reddito differente dalle altre tipologie di società, rispetto alle quali ogni tipo di reddito confluisce nel cosiddetto reddito d'impresa; le società semplici fanno eccezione in quanto, così come previsto delle norme del codice civile, non possono esercitare attività di tipo commerciale; le stesse vengono infatti utilizzate solo per attività agricole, esercizio di arti e professioni e per godimento di beni; ciò comporta che, analogamente alle persone fisiche, le società semplici possono produrre redditi di una qualunque delle categorie previste dall'art. 6 del testo unico delle imposte sui redditi (di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni e integrazioni), escluso solo il reddito d'impresa di cui alla lett. e) del comma 1; nella dichiarazione dei redditi, in separati quadri, vengono quindi inserite le varie tipologie di redditi che vengono poi riepilogati nel "reddito complessivo", e tale reddito viene ripartito tra i vari soci che provvedono a inserirlo e tassarlo direttamente nelle rispettive dichiarazioni dei redditi; in concreto quindi la società semplice quantifica il proprio reddito ma non lo tassa, in quanto la tassazione compete ad ogni singolo socio, per la quota di propria competenza, nella dichiarazione dei redditi personale; con la legge di bilancio per il 2018, legge n. 205 del 2017, è stato modificato il regime di tassazione dei dividendi prodotti dall'esercizio 2018, con la previsione di un periodo transitorio durante il quale i dividendi prodotti prima del 2018 continuano ad essere tassati con la vecchia norma; la nuova normativa prevede che tutti i dividendi che incassano i percipienti diversi dalle imprese siano soggetti a ritenuta di imposta a titolo definitivo del 26 per cento; è di tutta evidenza come i soggetti che incassano, diversi dalle imprese, siano proprio le persone fisiche e le società semplici; la formulazione della norma ha però prodotto dei problemi di interpretazione applicativa, in quanto da una lettura superficiale potrebbe sembrare che le società semplici non abbiano più la tassazione al 26 per cento come le persone fisiche (mentre conservano, come le persone fisiche, la tassazione al 26 per cento sulle plusvalenze da cessione delle partecipazioni dalle quali i dividendi originano); ciò in quanto, l'art. 27, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, come modificato, prevede che la ritenuta del 26 per cento si applichi alle "persone fisiche", e non cita le società semplici; in mancanza di un'interpretazione autentica si sono sviluppate diverse interpretazioni che hanno creato solo un'incertezza interpretativa, e sarebbe opportuno chiarire in via legislativa o, in attesa, tramite una circolare esplicativa l'applicabilità del regime anche alle società semplici, si chiede di sapere quale iniziativa il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di risolvere la problematica applicativa descritta. Atto n. 4-01163 CASTIELLO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in un suo recente comunicato il presidente della Provincia di Salerno ha affermato che la Regione Campania e la Provincia hanno impegnato e speso cospicue risorse (circa 11 milioni di euro) per la manutenzione della strada provinciale "Cilentana" (ex strada provinciale 430 ora passata ad Anas), raggiungendo soddisfacenti risultati; senonché l'arteria è rimasta interrotta all'altezza di Agropoli (Salerno) per la durata di ben tre anni, dal febbraio 2014 al dicembre 2016, a causa di una frana che ha interessato il piano viario, con la conseguenza che il Cilento è rimasto in condizioni di segregazione topografica, scollegato dal capoluogo e dagli altri comuni del nord della provincia; per la ricostruzione del viadotto una progettazione definitiva approssimativa fu approntata dalla Provincia di Salerno con soltanto nel marzo 2015;