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Disposizioni per favorire la collaborazione tra pubbliche amministrazioni al fine di prevenire e contrastare le infiltrazioni mafiose nel settore agricolo e pastorale nelle aree demaniali. Onorevoli Senatori. -- Con il presente disegno di legge si intende trasporre all'ambito normativo primario il «Protocollo di legalità», finalizzato alla prevenzione ed alla lotta dei tentativi di infiltrazione mafiosa nel territorio dei Nebrodi: sottoscritto il 18 marzo 2015 dalla prefettura di Messina, dalla regione siciliana, dall'Ente parco dei Nebrodi, dai comuni ricadenti all'interno dell'area protetta, nonché dall'Ente di sviluppo agricolo. Il protocollo -- e, dunque, il presente disegno di legge -- menziona le linee guida volte al rafforzamento della collaborazione tra le istituzioni, oltre che al consolidamento dello scambio di informazioni per garantire la correttezza, la trasparenza, l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa. Le norme proposte consentiranno, in definitiva, di contrastare le sempre più rilevanti e profonde infiltrazioni malavitose nel settore agro-silvo-pastorale, con particolare riferimento alle procedure di concessione a privati di beni compresi in aree demaniali. L'estensione alle amministrazioni competenti sulle aree demaniali del modello del protocollo, opportunamente integrato con l'applicazione di più stringenti misure di prevenzione antimafia (dalla gara pubblica all'obbligo di certificazione) costituisce un momento fondamentale per il contrasto alla criminalità economica di stampo mafioso. L'estrema urgenza dell'approvazione del presente disegno di legge è comprovata anche dal gravissimo agguato subìto dal Presidente dell'Ente parco dei Nebrodi, nel maggio 2016, dottor Giuseppe Antoci: un segnale di estremo allarme, che dimostra l'esistenza e la perduranza di una mafia rurale sanguinaria, interessata ai finanziamenti europei nell'ambito agricolo e pastorale. Risulta, pertanto, necessario potenziare il raccordo interistituzionale per prevenire e contrastare i possibili fenomeni di infiltrazioni mafiose sul territorio, tutelando l'economia reale, attraverso strumenti per consentire un proficuo controllo delle attività maggiormente vulnerabili alle contaminazioni mafiose. Dalla gravità dei fenomeni rilevati dalle verifiche condotte in alcune aree sensibili del Paese, viene anche dettata -- nell'ambito delle norme transitorie -- una più stringente disciplina delle condizioni di accesso alle concessioni demaniali e ai finanziamenti pubblici, in particolare dell’Unione europea, ad esse connesse nell'ambito agro-silvo-pastorale. Per tutti i motivi summenzionati, non può che auspicarsi, dunque, un celere esame del presente disegno di legge.. 1 (Protocolli di intesa per la legalità) 1 Al fine di promuovere la legalità e garantire la trasparenza dell'azione amministrativa, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le amministrazioni statali competenti, le regioni, gli enti territoriali, nonché ogni altra autorità interessata stipulano protocolli di intesa per la legalità volti ad assicurare una efficace politica di prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità nelle attività economiche in territori ricadenti in aree demaniali, con particolare riferimento alle attività agro-silvo-pastorali e all'utilizzo dei fondi dell’Unione europea. 2 I protocolli di intesa di cui al comma 1 sono stipulati sulla base di linee guida approvate dalla Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Ai protocolli partecipano in ogni casi i Ministri dell'interno, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'economia e delle finanze, i presidenti delle regioni, l'amministrazione demaniale e gli enti di gestione delle aree naturali protette di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, interessati. 3 I protocolli di intesa sono altresì finalizzati a proporre integrazioni alla normativa vigente, nonché ad assicurare la realizzazione ed il coordinamento delle attività di divulgazione e di prevenzione e ad intensificare le funzioni di controllo sul territorio e sulle procedure previste dalla legislazione vigente. 4 I protocolli di intesa devono prevedere che i firmatari pongano in essere ogni utile azione per garantire la correttezza, la trasparenza, l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa, in modo da prevenire possibili fenomeni di infiltrazioni della criminalità organizzata nell'ambito della gestione diretta ed indiretta, secondo le norme di legge e di regolamento vigenti, del patrimonio immobiliare delle amministrazioni firmatarie. A tal fine il prefetto si avvale degli organi che svolgono compiti di polizia ambientale e forestale con funzioni di polizia giudiziaria, ordine pubblico e pubblica sicurezza, per effettuare le opportune verifiche di carattere finanziario e sul territorio. 5 Per raggiungere gli obiettivi di cui al presente articolo, i protocolli devono comunque prevedere i seguenti obblighi: a vigilare affinché nelle procedure di concessioni o affidamento di propri beni a privati, sia garantito il pieno ed incondizionato rispetto della disciplina legislativa vigente in materia ed in quella relativa alla prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata; b prevedere che per la concessione o assegnazione di beni demaniali si faccia sempre ricorso a procedure ad evidenza pubblica; c prevedere l'obbligo di certificazione antimafia per gli assegnatari e i concessionari dei predetti beni; d prevedere, con riferimento ai medesimi beni, la certificazione antimafia quale condizione per l'accesso a finanziamenti, con particolare riferimento ai contributi comunitari, nel settore agro-silvo-pastorale; e adottare le iniziative necessarie affinché, propedeuticamente al rilascio di provvedimenti di propria competenza finalizzati alla concessione dei propri beni a privati, i soggetti concessionari assumano formalmente l'obbligo, quale condizione per il rilascio del provvedimento o la successiva revoca, a non concedere a terzi la titolarità o l'utilizzo totale e parziale del bene concesso e denunciare immediatamente all'Autorità giudiziaria o agli organi di Polizia giudiziaria ogni illecita richiesta di denaro o altra utilità ovvero offerta di protezione o estorsione di qualsiasi natura che sia avanzata nei propri confronti o di familiari; f assicurare, in base alla rispettiva competenza, per i terreni nella disponibilità dei soggetti firmatari, previa comunicazione della consistenza e ubicazione degli stessi, un attento monitoraggio del suolo e del sottosuolo per controllare la presenza di eventuali cave, discariche, attività di smaltimento rifiuti o altri siti ove si possano svolgere traffici illeciti;