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Infatti, i soci allievi delle bande, a differenza di quanto avviene per associazioni sportive dilettantistiche, non possono detrarre dalla dichiarazione dei redditi i contributi che versano per i corsi di formazione e i sostenitori non possono dedurre dal reddito le erogazioni liberali nei loro confronti, a differenza di altre realtà; l'unica agevolazione prevista per le bande musicali è contenuta nell'art. 67, comma 1, lettera m) , del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni e integrazioni, che permette di usufruire della collaborazione di direttori artistici e collaboratori tecnici con un tetto esentasse di 10.000 euro annui, ma che in realtà si sta tentando, a vari livelli, di eliminare, con conseguente aggravio delle spese di gestione e , quindi, con il grave rischio di chiusura delle bande. Basti pensare che un medio strumento musicale da acquistare costa in media sui 1.500 euro (clarinetto 1.000, trombone 1.800, oboe 2.500, fagotto 4-5.000 euro, timpani 5.000, eccetera): rispetto a un bilancio economico annuo di 20.000 euro (media italiana) e a alla mole di attività svolte si capisce immediatamente quanto il volontariato sia la sola risorsa che permette alle bande di andare avanti; dalla riforma del terzo settore, di cui al decreto legislativo n. 117 del 2017, ci si aspettava una semplificazione, considerata la marea di norme esistenti, e, per logica, che si potesse accomunare le bande musicali a realtà già esistenti quali le associazioni sportive dilettantistiche. Così non è stato. Entro dicembre 2018 le associazioni bandistiche dovranno decidere se iscriversi al registro degli enti del terzo settore e diventare APS (associazioni di promozione sociale) con l'attivazione di una serie di incombenze, sicuramente troppe per chi svolge tale attività non per professione ma nel tempo libero e non avendo risorse economiche per pagare dei professionisti che le svolgano in sua vece. Inoltre, esse perderebbero il regime agevolato ex legge n. 398 del 1991, diritto che però viene mantenuto per le associazioni sportive dilettantistiche. Non potrebbero più utilizzare l'art. 67, comma 1, lettera m) , del testo unico delle imposte sui redditi per l'attività formativa (propedeutica musicale, scuola per banda, eccetera) e quindi i costi di gestione aumenterebbero almeno del 50 per cento, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, non ritengano di predisporre le misure necessarie per permettere alle bande musicali italiane di continuare la loro attività formativa, equiparando lo status di "banda musicale" a quello delle associazioni sportive dilettantistiche, delegando alle Regioni e Province autonome il compito di istituire un albo per il riconoscimento delle bande stesse. Atto n. 4-00211 DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: il 2 giugno 2018, alla ricorrenza del trentasettesimo anniversario dalla morte di Rino Gaetano, si è svolto un concerto nel quartiere di Montesacro, a Roma, in piazza Sempione, cui hanno partecipato più di 20.000 persone; il clima festoso è stato tuttavia più volte interrotto dagli interventi minacciosi di alcuni addetti alla vigilanza privata della società NPM che si trovavano nell'area transennata interdetta al pubblico, senza che vi fossero apparenti motivazioni a giustificare il loro comportamento; in particolare, verso la chiusura del concerto, tali addetti sono entrati all'interno della piazza in mezzo al pubblico e hanno bloccato a terra un ragazzo che ballava, contenendolo violentemente, senza che alle persone attorno a lui fosse chiara la ragione, come dimostrano le immagini scattate da alcuni partecipanti; gli esponenti delle forze dell'ordine, giunti solo dopo l'intervento della vigilanza privata, non hanno saputo chiarire con precisione le motivazioni che avessero spinto gli addetti ad uno sproporzionato uso della forza, consentito ai privati cittadini soltanto in flagranza di reato. La persona in questione, si segnala, non sembra affatto essersi resa colpevole di alcun reato, tanto da essere stata rilasciata poco istanti dopo; si ricorda inoltre come l'articolo 5, comma 1, lettera c) , del decreto ministeriale 6 ottobre 2009, recante "Determinazione dei requisiti per l'iscrizione nell'elenco prefettizio del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi", consenta a tali addetti "il concorso nelle procedure di primo intervento, che non comporti l'esercizio di pubbliche funzioni, né l'uso della forza o di altri mezzi di coazione o l'esposizione a profili di rischio, volto a prevenire o interrompere condotte o situazioni potenzialmente pericolose per l'incolumità o la salute delle persone"; una previsione che dovrebbe garantire il rispetto della libertà e della sicurezza dei cittadini, che non può essere lesa per motivazioni di ordine pubblico da parte di società di vigilanza privata, le cui regole di ingaggio non sempre garantiscono un controllo rigoroso sui dipendenti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto avvenuto e quali azioni intenda intraprendere al fine di accertare le eventuali responsabilità delle forze dell'ordine e della società cui erano stati affidati la vigilanza e il controllo, e garantire altresì che in futuro l'intervento delle società private di vigilanza e sicurezza nelle manifestazioni pubbliche non possa intendersi in alcun modo come sostitutivo del ruolo delle forze dell'ordine. Atto n. 4-00212 MAGORNO Al Ministro dell'interno Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in data 26 maggio 2018, nel Comune di Diamante (Cosenza) si è riunito, in seconda convocazione, il Consiglio comunale, presieduto da Bernardo Riente nella propria qualità di presidente dell'Assemblea, alla presenza del sindaco Gaetano Sollazzo; tra i punti all'ordine del giorno, tra l'altro, era fissata la discussione per l'approvazione del bilancio consuntivo dell'ente; sin dall'inizio dell'adunanza, parte del pubblico presente in Aula, pur non essendo autorizzato ad intervenire, ha iniziato a rumoreggiare contro gli interventi del Gruppo consiliare denominato "Per una Diamante migliore", senza che alcuno dei presenti fosse stato richiamato all'ordine dal presidente del Consiglio comunale; in particolare, il consigliere del gruppo Francesca Amoroso è stata ripetutamente interrotta durante il suo intervento e gravemente insultata e denigrata da alcuni intervenuti nel pubblico; nonostante le ripetute interruzioni e le richieste rivolte dalla Amoroso al presidente affinché le fosse consentito di terminare il proprio intervento senza disturbi e insulti da parte del pubblico presente, costui non è intervenuto, omettendo di esercitare le proprie prerogative di presidente dell'Assemblea cittadina, né ha disposto l'intervento della forza pubblica ovvero l'allontanamento dei facinorosi dalla sala;