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(Notifiche e comunicazioni) 1. Le notifiche e le comunicazioni sono effettuate dalla cancelleria del Tribunale dello sport e dalle parti a mezzo del telefono, a norma dell'articolo 149 del codice di procedura penale, o mediante telefax ovvero per via telematica ai sensi dell'articolo 16 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. Art. 4. (Giudizio di primo grado) 1. Il giudizio di primo grado deve essere definito, con la pronunzia della sentenza, entro il ventesimo giorno dalla data della prima udienza. 2. Nel pronunciare sentenza di accoglimento del ricorso, il Tribunale dello sport annulla in tutto o in parte le sanzioni inflitte con la decisione oggetto del ricorso medesimo. 3. Con la sentenza di accoglimento del ricorso il Tribunale dello sport condanna altresì la Federazione sportiva al pagamento delle spese del giudizio in favore del ricorrente. Le spese possono essere compensate in tutto o in parte solo nei casi previsti dall'articolo 92, secondo comma, del codice di procedura civile. In caso di rigetto del ricorso, il Tribunale dello sport condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio. 4. La sentenza, redatta sinteticamente secondo le forme e i contenuti delle ordinanze, è pronunziata dal giudice al termine della discussione e delle richieste delle parti, previa delibazione in esame di consiglio, ed è immediatamente esecutiva. Art. 5. (Giudizio di appello) 1. Contro la sentenza del Tribunale dello sport è ammesso unicamente l'appello alla Corte d'appello di Roma in funzione di giudice del lavoro, da proporre, unitamente ai motivi, entro tre giorni dalla pronunzia della sentenza di primo grado. Al giudizio di appello si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 433 e seguenti del codice di procedura civile, con l'osservanza dei termini indicati all'articolo 1, comma 4, della presente legge. 2. Il ricorso è depositato nella cancelleria della Corte d'appello ed è contestualmente notificato all'appellato. 3. La Corte d'appello può ammettere nuove prove solo se assolutamente necessarie per la decisione e se la parte, per causa ad essa non imputabile, non abbia potuto produrle nel giudizio di primo grado. 4. La Corte d'appello decide con sentenza subito dopo la conclusione della discussione e delle richieste delle parti. La sentenza deve essere pronunciata non oltre il quindicesimo giorno dalla data del deposito del ricorso in cancelleria e viene redatta a norma dell'articolo 4 della presente legge. Art. 6. (Giudizio di revocazione) 1. La sentenza di appello può essere impugnata per revocazione, ai sensi degli articoli 395 e seguenti del codice di procedura civile. Art. 7. (Modifica all'articolo 3 del decreto-legge 19 agosto 2003, n. 220, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 ottobre 2003, n. 280) 1. All'articolo 3 del decreto-legge 19 agosto 2003, n. 220, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 ottobre 2003, n. 280, il comma 1 è sostituito dai seguenti: «1. Resta ferma la giurisdizione del giudice ordinario sui rapporti patrimoniali tra società, associazioni e atleti. 1- bis . Ogni altra controversia avente ad oggetto atti del Comitato olimpico nazionale italiano o delle Federazioni sportive non riservata agli organi di giustizia dell'ordinamento sportivo ai sensi dell'articolo 2 è disciplinata dal codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104».