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Credo che le parole più efficaci le abbia dette il giudice nella più recente sentenza, allorquando afferma che l'occupazione abusiva di un intero compendio immobiliare non lede i soli interessi della parte proprietaria, ma anche il generale interesse dei consociati ad una convivenza ordinata e pacifica ed assume una inequivoca valenza eversiva. Credo non sia necessario che mi dilunghi su questo, lei certamente conosce bene queste cose. Nel contratto di Governo vi si fa riferimento, attendiamo delle risposte e di conoscere quali iniziative il Governo intenda prendere. PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, senatore Salvini, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SALVINI, ministro dell'interno e vice presidente del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il tema delle occupazioni abusive di immobili pubblici e privati presenta profili di particolare complessità. Va tenuto conto, infatti, che le occupazioni costituiscono un fenomeno diversificato e possono essere oggetto di protagonismo da parte di famiglie con disagio abitativo, di gruppi dell'antagonismo politico, di illegalità diffuse. Gli interroganti ricordano i dati emersi nel corso dell'attività della Commissione parlamentare. Io posso dire che, tornando a Roma, si contano oggi 92 stabili occupati abusivamente, 66 dei quali ad uso abitativo, oltre a 6.834 appartamenti di proprietà dell'edilizia residenziale pubblica. Ci si trova dunque nella condizione di dover garantire nel medesimo tempo i diritti dei proprietari, la sicurezza pubblica e l'ordine pubblico. Quello che muoverà la mia attività di Ministro è il fatto che la proprietà privata è un diritto intangibile e su questo lavoreremo anche con alcune modifiche normative alle quali stanno lavorando i miei uffici. L'impegno parimenti importante è agire in chiave di prevenzione, attraverso una costante e attenta vigilanza del territorio e degli immobili non utilizzati, al fine di impedire fenomeni di illegalità. Per i tentativi di nuova occupazione è fondamentale l'intervento immediato delle Forze di polizia, al fine di evitare il consolidarsi di situazioni di fatto. È altresì necessaria una rigorosa politica degli sgomberi, utile anche a ridurre il numero delle situazioni risalenti nel tempo, secondo i mirati percorsi previsti dalle vigenti disposizioni di legge che, come dicevo, non escludo possano essere perfezionate, cambiate e migliorate. In tal senso, ho già dato mandato agli uffici del Ministero di fare gli opportuni approfondimenti. A questa azione è necessario si affianchi un'iniziativa incisiva da parte degli enti locali. È per questo motivo che ho intenzione di stabilire una forte e costante collaborazione con i sindaci di tutta Italia e con le categorie economiche interessate, nell'ottica di garantire, sempre e comunque, la legalità, attraverso soluzioni operative concrete ed efficaci. (Applausi dal Gruppo L-SP) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Dal Mas, per due minuti. DAL MAS (FI-BP) . Signor Ministro, mi ritengo soddisfatto della sua risposta. Se mi permette, vorrei richiamare un disegno di legge presentato da Forza Italia e già incardinato in Senato, con cui si intende sostanzialmente modificare l'articolo 11 del cosiddetto decreto Minniti, che mette effettivamente in congelatore le decisioni della magistratura. Signor Ministro, lei ha giustamente detto che bisogna mettere insieme le esigenze di chi è in condizione di difficoltà con quelle della proprietà, però è anche vero che, in questo momento, troppo spesso certe situazioni sono ricadute prevalentemente sulla proprietà e non sullo Stato, che ha il compito di garantire la sicurezza che noi abbiamo devoluto attraverso un patto che è all'origine degli Stati moderni e che riteniamo debba essere alla base anche del nostro sistema sociale e consociativo, nonché della nostra sicurezza. Confidiamo quindi che questa politica venga attuata e auspichiamo che l'attuale maggioranza che governa questo Paese prenda in considerazione l'ipotesi di modificare l'articolo 11 del cosiddetto decreto Minniti, che affida ai prefetti un potere assolutamente discrezionale, che supera qualsiasi decisione definitiva della magistratura. (Applausi del senatore De Poli). PRESIDENTE . La senatrice Montevecchi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00125 sulla riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico, per tre minuti. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Ministro, come lei sa, in Italia esiste un patrimonio di edilizia scolastica vetusto, che necessita di continui interventi di messa in sicurezza degli edifici. Nonostante gli investimenti del Governo che ci ha preceduto, i dati sinora pubblicati non consentono di considerare nel complesso migliorato il quadro generale di riferimento. Do un solo dato, senza entrare nel discorso dell'adeguamento antisismico: ancora il 40 per cento degli edifici non risulta possedere la relativa certificazione di agibilità. Nonostante l'istituzione di una struttura di missione per il coordinamento e l'impulso nell'attuazione degli interventi di riqualificazione dell'edilizia scolastica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, resta una frammentazione eccessiva delle linee di finanziamento, con diversi interlocutori istituzionali, che non consente una visione e una gestione unitarie dell'edilizia scolastica in Italia. La suddetta struttura non era operativa già da tempo (da mesi) e non aveva più un coordinatore, allorché l'attuale Governo ha deciso di non riconfermarla. Al momento risultano già stanziate risorse per 7 miliardi di euro, ma non ancora autorizzate, in considerazione, appunto, della complessità delle procedure che ne ritardano l'assegnazione agli enti locali. Infine, ad oggi ancora non vi è la necessaria pubblicità e fruibilità dei dati contenuti nell'anagrafe dell'edilizia scolastica e ricordo che la stessa ha ripreso a vivere, nella scorsa legislatura, grazie anche all'enorme lavoro di sollecitazione da parte della mia forza politica. Chiedo, pertanto, al Ministro cosa intenda porre in essere per migliorare la qualità del nostro patrimonio edilizio scolastico, garantirne la riqualificazione e rendere effettiva la fruibilità e pubblicità dei dati contenuti nell'anagrafe dell'edilizia scolastica, al fine di pianificare al meglio gli interventi necessari e gestire in modo oculato ed efficace le risorse a disposizione. (Applausi dal Gruppo M5S e del ministro Salvini) . PRESIDENTE. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dottor Bussetti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BUSSETTI, ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . Signor Presidente, ringrazio gli onorevoli interroganti perché mi danno l'opportunità di intervenire su un tema che mi sta molto a cuore e di cui mi sono occupato sin dal mio insediamento presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Vorrei partire da alcuni dati significativi. Il primo è che il nostro patrimonio edilizio scolastico è particolarmente vetusto: si pensi che il 62 per cento delle scuole è stato costruito prima del 1976; circa il 58 per cento degli edifici scolastici non è a norma sotto il profilo della normativa antincendio e circa il 53 per cento sotto il profilo dell'agibilità.