[resaula]

Il porto calabrese, infatti, è stato appena dotato di un raccordo ferroviario, ovvero da quando sono stati aperti all'esercizio le poche centinaia di metri di ferrovia che lo collegano alla dorsale tirrenica, di cui ci si era "incredibilmente dimenticati per decenni", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non voglia prendere in considerazione quanto riportato, frutto di studio e ricerche da parte di persone competenti e preparate, che denunciano quanto alcune scelte nazionali siano fallimentari e continuino ad ignorare la parte meridionale della nostra penisola: un enorme molo proteso sul Mediterraneo, mare in cui transita un quarto del traffico mondiale di container ; un molo che farebbe del nostro Paese il terminale europeo della nuova via marittima della seta; se non ritenga che la portualità italiana non debba affidarsi unicamente a Genova e Trieste, porti che da decenni sono decisamente poco in crescita e che per renderli veramente operativi occorrerà non solo aspettare il 2026 ma alimentarli anche con ingenti risorse pubbliche. Non solo il Meridione, ma l'intero Paese perderà inutilmente oltre un lustro per attrezzare due soli porti su cui si è puntato, a giudizio dell'interrogante inspiegabilmente, tutto. Atto n. 4-06116 MONTEVECCHI RUSSO VANIN CASTALDI GALLICCHIO GAUDIANO LANZI NATURALE PAVANELLI ROMAGNOLI TRENTACOSTE Al Ministro della cultura Premesso che: la tutela dei beni culturali e del paesaggio rappresenta un valore costituzionale; l'articolo 1, comma 384, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 ha istituito presso il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo il "fondo per il recupero di immobili statali di interesse storico e culturale in stato di abbandono e la riqualificazione delle aree industriali dismesse ove insistano manufatti architettonici di interesse storico" ai fini della riqualificazione sociale del territorio da conseguire mediante recupero, tutela e valorizzazione dei luoghi culturali e delle aree industriali dismesse di interesse storico e culturale che versano in stato di degrado e abbandono, nonché per favorire la riduzione del consumo di suolo; considerato che: il decreto interministeriale n. 583 del 16 dicembre 2020 ha stabilito che le somme attribuite al fondo pari a 1.000.000 euro annui per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, vengano ripartite come segue: a) 500.000 euro per l'anno 2020 per la realizzazione di interventi di recupero sui beni individuati a seguito dell'attività di mappatura e monitoraggio effettuata a cura della Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio presso le Soprintendenze; b) 500.000 euro per il 2020 e 500.000 per il 2021 per l'ampliamento e il potenziamento delle attività di mappatura e monitoraggio di cui alla lettera a), anche mediante la attivazione di un'apposita banca dati; c) 500.000 euro per l'anno 2021 e 1.000.000 per il 2022 per la realizzazione di interventi di recupero degli ulteriori immobili individuati dalle attività di cui alla lettera b); la mappatura dei beni culturali abbandonati e non utilizzati, coerentemente con l'indirizzo parlamentare, rientra tra le priorità politiche da realizzare nell'anno 2021 e per il triennio 2021-2023 del Ministero della cultura; valutato che: le attività riguardanti le attività di mappatura attraverso l'impiego delle più avanzate tecnologie, ivi comprese quelle di georeferenziazione e di realizzazione di una piattaforma liberamente accessibile, sono da considerarsi propedeutiche alla realizzazione degli interventi di recupero e devono avere ad oggetto immobili statali di interesse storico e culturale in stato di abbandono e le aree industriali dismesse ove insistano manufatti architettonici di interesse storico; la "ricognizione dei beni culturali abbandonati e non utilizzati" di cui alla circolare della Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del 28 giugno 2019, n. 16, presenterebbe un ambito di ricognizione più circoscritto rispetto a quello di cui al fondo ex articolo 1, comma 384, della legge n. 160 del 2019; è opportuno verificare l'eventuale insorgenza di bisogni da parte della Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio nel perseguire gli obiettivi dell'istituito fondo, si chiede di sapere quali siano le attività intraprese da parte della Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio, se siano emerse ulteriori esigenze e se non si ritenga più opportuno coinvolgere tutti gli enti territorialmente competenti. Atto n. 4-06117 LANNUTTI ANGRISANI ABATE GRANATO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: le fondazioni di origine bancaria sono soggetti no profit , privati e autonomi, che perseguono esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico. Nate all'inizio degli anni '90 con la cosiddetta legge "Amato" (n. 18 del 1990), che portò alla privatizzazione delle casse di risparmio e delle banche del monte, hanno raggiunto la loro definitiva caratterizzazione sotto il profilo istituzionale e giuridico con la cosiddetta legge "Ciampi" (n. 461 del 1998) e il successivo decreto applicativo n. 153 del 1999, con il riconoscimento della loro natura giuridica privata conclusivamente acclarata dalla Corte costituzionale (sentenze n. 300 e n. 301 del settembre 2003); la fondazione Pescarabruzzo rappresenta la continuazione storica della cassa di risparmio di credito agrario istituita a Loreto Aprutino con regio decreto di Vittorio Emanuele II del 1° ottobre 1871, n. 141, mediante inversione dei fondi del locale Monte frumentario. A seguito dell'emanazione della legge "Amato", nel 1992 nasce la fondazione CARIPE con lo scorporo dell'attività bancaria nella cassa di risparmio di Pescara e di Loreto Aprutino S.p. A. Nel 2004 la fondazione CARIPE cambia la denominazione in fondazione Pescarabruzzo; Nicola Mattoscio, docente di economia politica all'università di Pescara, governa la fondazione da quasi 25 anni senza soluzione di continuità: dal luglio 1996 al maggio 2016, quando assume l'incarico di segretario generale fino al 16 luglio 2020, data in cui viene rieletto presidente della fondazione fino al 2023; considerato che: la fondazione Pescarabruzzo sembrerebbe essere finita nella rilettura, si evince dalla stampa locale, del Ministero dell'economia e delle finanze. Ci sono fascicoli aperti relativi alle attività della fondazione in relazione ai soldi che sarebbero stati erogati negli ultimi anni a privati, mentre il Ministero starebbe approfondendo una specifica questione che riguarda i 2 milioni di euro che la fondazione avrebbe dato a dicembre 2017 ad una società di facility management e global service di Pescara; l'interesse sarebbe rivolto soprattutto all'attività svolta quando alla presidenza della fondazione c'era Mattoscio. In particolare, rispetto ad alcune operazioni immobiliari portate a termine dalla società Gestione culturali S.r.l. unipersonale, società che è della stessa fondazione, oltre a dei prestiti obbligazionari.