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L'auspicio, secondo il Sindacato, è che anche le istituzioni locali assumano una posizione in tal senso, che dimostrino interesse per le sorti della città di Taranto e, soprattutto, del porto, in un momento nel quale non è possibile permettersi tutto questo. "Se da una parte è lo stesso Governo centrale, regionale e locale ad affermare che il rilancio del Capoluogo Jonico passa per il tramite dello sviluppo del Porto Jonico, dall'altra non potremmo mai assistere e immaginare che lo stesso Governo diventi prono rispetto ad una decisione che va completamente all'opposto del rilancio dell'economia locale, indebolisce il sistema e non fa rete tra le varie istituzioni! Sarebbe per l'esecutivo di Governo una debacle!"; secondo il Sindacato, "si intuiva come si sarebbe andati in questa assurda direzione giacché, lo scorso anno, i vertici ministeriali, in una città come Taranto che trae fortissima ispirazione da una delle sue fonti primarie cioè il mare, nella indifferenza di tanti, hanno completamente soppresso la Squadra Nautica. Ecco che adesso si profila oltre al danno la beffa, poiché è questo un progetto che 'marcia' esattamente al contrario dei piani già avviati, che rilanciano l'economia locale e le infrastrutture portuali del territorio jonico e che gettano le basi per l'ulteriore sviluppo, sia sul piano commerciale che turistico"; è da ritenere, dunque, che i dati di cui dispone il Governo centrale (che giustificherebbero la chiusura delle sedi della Polizia citate) farebbero riferimento ad un bilancio abbondantemente superato, oltre che sottostimato e forviante, che non terrebbe conto dell'attuale e reale numero dei traffici commerciali e dalle attività portuali; inoltre, vi sarebbe una controtendenza in un capoluogo come Taranto, nel quale mentre da una parte la Polizia di Stato congiunge e delocalizza i presidi e gli avamposti di legalità, dall'altra l'Arma dei Carabinieri ne consolida e ne apre alcuni nuovi dimostrando, evidentemente, di essere più lungimirante sul piano organizzativo e logistico (si veda l'apertura della stazione Carabinieri nel cuore del borgo città vecchia, avamposto strategico ubicato in una zona di forte interesse artistico e paesaggistico; si veda l'annunciata apertura di una scuola per allievi Carabinieri il cui primo corso partirà a breve); considerato che: non mancano ulteriori contraddizioni che caratterizzano il progetto di chiusura, se si considera che nell'area portuale insiste l' hotspot per l'accoglienza temporanea e l'identificazione dei profughi, un hub la cui localizzazione è stata fortemente voluta dal Governo; privarsi dei presidi di legalità, tra l'altro attigui ad altre sedi "sensibili", non giova. Infatti, l'ufficio di cui si ipotizza la chiusura è posto nella medesima area in cui sta sorgendo il nuovo terminal , fortemente voluto dall'Autorità portuale e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; qui continueranno a sbarcare miglia di croceristi. C'è poi da considerare che la Polizia di frontiera di Taranto collabora con la Marina militare che, proprio a Taranto, esprime una delle più importanti basi navali europee. Non ultimo il Ministero dell'interno, d'intesa con quello della difesa, ha finanziato ed ha in atto il progetto "Strade sicure", il cui servizio viene assicurato per 24 ore, senza interruzione, all'interno e nell' hinterland portuale, congiuntamente ad una pattuglia di Polizia di frontiera e da una dell'Esercito italiano; tenuto conto che la segreteria provinciale del SIULP di Taranto è determinata a prendere nettamente le distanze da tutte le decisioni volte a delocalizzare o chiudere i presidi della Polizia di frontiera, dichiarandosi assolutamente contraria a detto piano. Metterà in campo tutte le iniziative tese a sensibilizzare l'opinione pubblica ed i cittadini, che hanno pieno diritto di contare sui presidi di legalità, atteso che non ci potrà mai essere sviluppo senza la sicurezza, si chiede di sapere: se corrisponda al vero quanto riportato circa il depotenziamento o la chiusura di diversi distaccamenti della Polizia; quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per scongiurare la chiusura di un presidio di controllo, quale quello della Polizia di frontiera di Taranto, così importante; se non ritenga che anche il solo depotenziamento di tali uffici venga a determinare la privazione, per una città come Taranto, di un vitale presidio di controllo e di legalità. Atto n. 4-02933 DE BONIS Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha accertato, con due diverse delibere, alcune violazioni degli obblighi di contratto di servizio da parte della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo; l'Autorità ha infatti contestato alla Rai alcune gravi violazioni dei principi di indipendenza, imparzialità e pluralismo in materia di informazione e di non discriminazione e trasparenza nella vendita degli spazi pubblicitari; per tali ragioni l'Autorità ha comminato all'azienda una multa di 1,5 milioni di euro. Le violazioni riguardano alcuni programmi trasmessi sulle tre reti generaliste durante i quali sono stati violati i principi sanciti dal "contratto di servizio" che regola la concessione. La multa è stata deliberata il 14 febbraio 2020 ed è la più esosa mai comminata alla Rai; l'Autorità ha inoltre diffidato la concessionaria pubblica affinché elimini, nella vigenza del contratto di servizio 2018-2022, le violazioni e gli effetti delle infrazioni accertate, adottando specifiche misure volte a garantire il rispetto degli obblighi e ad evitare il ripetersi delle violazioni in futuro, richiamando l'importanza della responsabilità editoriale pubblica della concessionaria; ha precisato: "Nella vigilanza della missione di servizio pubblico non sono le singole fattispecie - su cui la società ha spesso messo in atto azioni ripristinatorie o correttive - a rilevare ma l'effetto che tali condotte hanno generato e potrebbero generare sui valori della collettività e i diritti dei cittadini, nonché sul valore di utilità pubblica e sociale del canone del servizio della concessionaria"; si legge ancora: "a seguito di un monitoraggio costante e continuo dal quale sono emersi numerosi episodi riguardanti la programmazione diffusa dalle tre reti generaliste, ha accertato il mancato rispetto da parte di Rai dei principi di indipendenza, imparzialità e pluralismo, riferito a tutte le diverse condizioni e opzioni sociali, culturali e politiche, così da garantire l'apprendimento e lo sviluppo del senso critico, civile ed etico della collettività, nel rispetto della dignità della persona, del diritto e dovere di cronaca, della verità dei fatti e del diritto ad essere informati"; un giudizio durissimo, insomma, che l'Autorità ha espresso a maggioranza con la contrarietà sulla sanzione, fra i commissari, di Mario Morcellini e l'astensione di Francesco Posteraro. "Mi sono astenuto - ha dichiarato Posteraro all'Ansa - perché ritengo che le violazioni riscontrate non siano di gravità tale da richiedere l'irrogazione di una sanzione"; il provvedimento sarà reso noto con la sua documentazione il 19 e il 20 febbraio. Ma da quel che si apprende nel mirino di Agcom sarebbero finiti programmi di informazione ma anche di intrattenimento.