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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione IGIENE E SANITA' (12ª) 161 PARENTE La seduta inizia alle ore 9,40. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, recante misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020 DDL 1928 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, recante misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020 (Parere alla 1 a Commissione. Esame e rinvio) La presidente PARENTE ( IV-PSI ), relatrice facente funzione, introduce l'esame del provvedimento in titolo. Premette che i commi 1 e 2 dell'articolo 1 dispongono una proroga dal 31 luglio 2020 al 15 ottobre 2020 - in correlazione con l'identica proroga (disposta con delibera del Consiglio dei Ministri del 29 luglio 2020) dello stato di emergenza epidemiologica - di alcune norme restrittive di diretta applicazione - inerenti alla circolazione delle persone e ad alcune attività - nonché delle norme che consentono - nel suddetto ambito temporale - la definizione di altre misure restrittive con provvedimenti di rango non legislativo. Riguardo al complesso delle suddette norme legislative, richiamate dai commi 1 e 2, il successivo articolo 1- bis - inserito dalla Camera - reca un intervento di coordinamento. Il comma 1- bis (inserito dalla Camera) dell'articolo 1 esclude i convegni inerenti alle attività medico-scientifiche e di educazione continua in medicina (ECM) dall'ambito di eventuali divieti provvisori di svolgimento, stabiliti dai provvedimenti summenzionati. Il comma 3 dello stesso articolo 1 ed il relativo allegato 1 stabiliscono un complesso di altre proroghe di termini che norme precedenti ponevano al 31 luglio 2020. Il successivo comma 4 specifica che le norme non contemplate dal presente decreto e recanti anch'esse come termine finale il 31 luglio 2020 non sono prorogate. La relatrice facente funzione segnala che rilevano in questa sede, in primo luogo, le seguenti disposizioni del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla L. 24 aprile 2020, n. 27, comprese nell'allegato 1, i termini delle quali sono prorogate dal 31 luglio 2020 al 15 ottobre 2020 (fatto salvo un termine specifico): - l'articolo 2- bis , che concerne sia il conferimento, da parte degli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale, di incarichi di lavoro autonomo ad iscritti agli albi delle professioni sanitarie ed agli operatori socio-sanitari ovvero a personale medico, veterinario, sanitario e socio-sanitario collocato in quiescenza sia una deroga alla disciplina transitoria relativa all'assunzione di professionisti sanitari in formazione specialistica con contratti di lavoro dipendente a tempo determinato e parziale; la deroga consente tali assunzioni anche in assenza dell'accordo quadro nazionale ivi previsto; - i commi da 1 a 3 e 5 dell'articolo 2- ter , e successive modificazioni, che consentono, in via transitoria, il conferimento, da parte degli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale, di incarichi individuali a tempo determinato al personale delle professioni sanitarie e ad operatori socio-sanitari, mediante avviso pubblico e selezione per colloquio orale; - l'articolo 2- quinquies , che consente in via transitoria lo svolgimento di alcuni incarichi ai medici iscritti ai corsi di formazione specialistica o a quelli di formazione specifica in medicina generale. Per la proroga in esame, la riformulazione (dell'articolo 1, comma 3, e dell'allegato 1) approvata dalla Camera pone il termine del 31 dicembre 2021; - l'articolo 3, che, in primo luogo, autorizza le regioni, le province autonome e gli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale a stipulare accordi per l'acquisto di ulteriori prestazioni sanitarie - in deroga ai limiti di spesa previsti dalla legislazione vigente e con un'autorizzazione specifica di spesa pari a 240 milioni di euro per il 2020 - quando non sia possibile attuare, mediante i contratti in essere alla data del 17 marzo 2020, i piani di incremento della dotazione dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità operative di pneumologia e di malattie infettive; in tale ambito, ove necessario, è consentito il ricorso alla stipulazione di accordi anche con strutture private non accreditate, purché autorizzate. Il medesimo articolo 3 prevede inoltre che le strutture private, accreditate e non, su richiesta delle regioni, delle province autonome o degli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale e sulla base di un'autorizzazione di spesa pari a 160 milioni di euro per il 2020, mettano a disposizione il personale sanitario in servizio nonché i locali e le apparecchiature presenti nelle medesime strutture (per le attività rese da tali strutture private è riconosciuta un'indennità). I contratti e le misure di cui al presente articolo 3 hanno efficacia fino al termine in oggetto (ora prorogato al 15 ottobre 2020); - l'articolo 4, che, in via transitoria, consente alle regioni ed alle province autonome di attivare aree sanitarie, anche di natura temporanea, in deroga ai requisiti per l'autorizzazione e l'accreditamento e pone una serie di deroghe alle norme in materia edilizia per la realizzazione delle opere strettamente necessarie all'allestimento delle strutture in oggetto (per le medesime opere, il comma 4 dell'articolo 4 in esame destina 50 milioni di euro per il 2020, a valere sulle risorse già programmate in materia di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico); - l'articolo 4- bis , che, in primo luogo, prevede la costituzione, da parte delle regioni e delle province autonome, presso una sede di continuità assistenziale già esistente, di un'unità speciale ogni 50.000 abitanti, per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 che non necessitino di ricovero ospedaliero (le disposizioni in esame concernono anche la composizione dell'unità speciale, le modalità di svolgimento dell'attività ed i relativi compensi per i medici). L'articolo 4- bis , in secondo luogo, richiede che il triage per i pazienti che si rechino autonomamente in pronto soccorso con sintomi da COVID-19 avvenga in un ambiente diverso e separato dai locali adibiti all'accettazione del medesimo pronto soccorso, al fine di consentire alle strutture sanitarie di svolgere al contempo le ordinarie attività assistenziali. Le norme di cui al presente articolo 4- bis hanno efficacia fino al termine in oggetto (ora prorogato al 15 ottobre 2020); - i commi 1 e 3 dell'articolo 5- bis , che recano norme transitorie relative alle procedure pubbliche di acquisto e di pagamento dei dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi medici nonché all'ambito delle mascherine utilizzabili dagli operatori sanitari;