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L'articolo 3, infine, tenendo fermo il primario obiettivo di contrastare il fenomeno del revenge porn e, in particolare, di tutelare i minori ed i soggetti in giovane età, ha voluto assicurare l'attuazione di interventi nell'ambito delle istituzioni scolastiche anche ricorrendo alla collaborazione della Polizia postale e delle comunicazioni. È così previsto che, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il Ministero della giustizia, adotti linee guida per la prevenzione nelle scuole del delitto di pubblicazione e diffusione di immagini o video privati sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate, da aggiornare con cadenza biennale. Il disegno di legge indica già per il triennio 2019 –2021 gli interventi mirati alla prevenzione e sensibilizzazione rispetto al delitto di cui all'articolo 612- ter del codice penale. Così viene fissato quale punto di partenza la formazione del personale della scuola con la partecipazione di un referente per ogni istituzione scolastica, ed a seguire il coinvolgimento diretto degli studenti attraverso la promozione di un loro ruolo attivo in attività progettuali anche con carattere di continuità tra i diversi gradi di istruzione, o elaborate da reti di scuole che vedano la partecipazione di enti locali, servizi territoriali, organi di polizia, associazioni ed enti. La finalità cui il disegno di legge tende, è quella di educare ad un uso consapevole di internet e dei social media che passi, innanzitutto, attraverso la conoscenza dei diritti e dei doveri connessi all'utilizzo delle tecnologie informatiche. Tra le linee operative di orientamento relative al fenomeno, l'articolo 3 riconosce la necessità di prevedere misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti. Viene, infine, specificato che per l'attuazione delle nuove disposizioni normative si utilizzeranno le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.. 1 (Introduzione dell'articolo 612- ter del codice penale) 1 Dopo l'articolo 612- bis del codice penale è inserito il seguente: « Art. 612- ter. – (Pubblicazione e diffusione di immagini o video privati sessualmente espliciti) – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni, chiunque pubblica attraverso strumenti informatici o telematici, immagini o video privati sessualmente espliciti, senza l'espresso consenso delle persone ivi rappresentate, al fine di provocare nelle persone offese gravi stati di ansia, di timore e di isolamento. Fuori dai casi di cui al primo comma, chiunque diffonde immagini o video privati sessualmente espliciti è punito con la multa da euro 75 a euro 250. Se il fatto previsto dal primo comma è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, ovvero dall'altra parte dell'unione civile, oppure da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, si applica la pena della reclusione da uno a quattro anni. Se in conseguenza del fatto di cui ai commi primo e terzo deriva comunque la morte della persona offesa, quale conseguenza non voluta dal reo, si applica la pena della reclusione da cinque a dieci anni. Quando ricorre la circostanza aggravante di cui al quarto comma le concorrenti circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a questa e le diminuzioni si operano sulla quantità di pena determinata ai sensi della predetta circostanza aggravante. I delitti di cui ai commi primo e secondo sono punibili a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La querela proposta è irrevocabile. Si procede tuttavia d'ufficio nelle ipotesi di cui al terzo e quarto comma. ». 2 Ai fini di cui al presente articolo, per immagini o video privati sessualmente espliciti si intende ogni rappresentazione, con qualunque mezzo, di soggetti consenzienti coinvolti in attività sessuali esplicite. 2 (Obblighi in capo ai titolari del trattamento e ai gestori di siti internet ) 1 Ciascun soggetto che abbia subito taluno degli atti di cui all'articolo 1, nonché in caso di minore di anni diciotto ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità genitoriale, può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un'istanza per l'oscuramento, la rimozione o il blocco delle immagini o video privati sessualmente espliciti pubblicati senza il consenso delle persone ivi rappresentate diffusi nella rete internet , previa conservazione dei dati originali. 2 Qualora entro le ventiquattro ore successive al ricevimento dell'istanza di cui al comma 1, il soggetto responsabile, titolare o gestore, non abbia comunicato di aver assunto l'incarico di provvedere all'oscuramento, alla rimozione o al blocco richiesto, ed entro le quarantotto ore successive non vi abbia provveduto, o comunque nel caso in cui non sia possibile identificare il titolare del trattamento o il gestore del sito internet o del social media , l'interessato può esperire le azioni previste dall'articolo 140- bis e seguenti del codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. 3 In caso di morte dell'interessato, le facoltà e i diritti di cui ai commi 1 e 2 possono essere esercitati dagli eredi o dal convivente. 3 (Attività di sensibilizzazione volte al contrasto del reato di cui all'articolo 612- ter del codice penate) 1 Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il Ministero della giustizia, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge adotta linee guida per la prevenzione e sensibilizzazione volte al contrasto del delitto di cui all'articolo 1, nelle scuole, anche avvalendosi della collaborazione della Polizia postale e delle comunicazioni e provvede al loro aggiornamento con cadenza biennale. 2 Le linee guida di cui al comma 1, includono per il triennio 2019-2021: a la formazione del personale scolastico, prevedendo la presenza di un referente in ogni istituzione scolastica; b la promozione di un ruolo attivo degli studenti, nella sensibilizzazione ad un uso consapevole di internet e dei social media in relazione ai diritti e doveri connessi all'utilizzo delle tecnologie informatiche, anche mediante la realizzazione di apposite attività progettuali aventi carattere di continuità tra i diversi gradi di istruzione o di progetti elaborati da reti di scuole in collaborazione con enti locali, servizi territoriali, organi di polizia, associazioni ed enti; c la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti. 3 All'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.