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Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) ritiene che la previsione dell'obbligo di precisare anche gli importi di ciascuna voce dei compensi degli intermediari non possa che accrescere le difficoltà applicative, per cui sarebbe preferibile espungerla dalla condizione riferita all'articolo 1, comma 22, capoverso «Art. 120- bis ». Per il resto, nel ritenere pienamente condivisibile la proposta di parere del relatore, esprime apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione, volto a modificare il testo del provvedimento, che altrimenti avrebbe finito per penalizzare i piccoli agenti assicurativi. Il senatore FAZZOLARI ( FdI ) ritiene preferibile selezionare i principi che dovrebbero qualificare l'attività degli intermediari assicurativi, per evitare che un elenco eccessivamente ampio finisca per attenuarne il valore. A suo avviso, dovrebbe emergere con chiarezza che i distributori di prodotti assicurativi non possono garantire una posizione di terzietà, in quanto sono parti nel contratto posto in essere con il cliente. Il senatore VALLARDI ( L-SP ) concorda con il senatore Fazzolari, ritenendo che sia sufficiente un richiamo alla deontologia professionale dell'agente assicurativo. Il relatore PESCO ( M5S ), replicando al senatore Marino, ritiene preferibile mantenere l'espressione "in modo prioritario", proprio al fine di indicare con precisione il criterio da applicare in caso di incertezza nell'interpretazione dei regolamenti dell'IVASS. Accoglie invece la proposta di modificare la condizione riferita all'articolo 2, precisando che si dovrà assicurare l'applicazione di una disciplina che favorisca maggiori garanzie a tutela del consumatore e in conformità alla normativa. In materia di trasparenza delle remunerazioni, ritiene che, oltre alla provvigione, debbano essere indicati in modo chiaro anche i premi aggiuntivi. Pertanto, si potrebbe prevedere l'obbligo di indicare gli importi corrisposti anche indirettamente, sopprimendo invece il riferimento alla indicazione dettagliata dell'importo di ciascuna voce del compenso percepito. Il senatore PICHETTO FRATIN ( FI-BP ) sottolinea la difficoltà di applicazione di una norma di questo tenore, soprattutto qualora tra gli importi indirettamente percepiti siano considerati anche eventuali premi conseguiti dall'agente a fine anno. Il PRESIDENTE propone di prevedere soltanto l'obbligo di precisare la presenza - e non la quantificazione - di eventuali compensi anche indirettamente corrisposti, in modo che emerga almeno l'interesse dell'intermediario a proporre un determinato prodotto. Il vice ministro MORANDO osserva che sarebbe sufficiente prevedere che ogni componente del compenso sia resa nota al cliente, senza precisarne l'importo, anche perché spesso la quantificazione non è possibile al momento della conclusione del contratto. Il relatore PESCO ( M5S ), accogliendo la proposta di modifica del Presidente, riformula la condizione relativa al capoverso «Art. 120- bis » dell'articolo 1, comma 22, precisando che "l'intermediario assicurativo, l'intermediario assicurativo a titolo accessorio, nonché le imprese di assicurazione devono comunicare al cliente la natura del compenso ricevuto in relazione al contratto distribuito e i relativi importi, nonché la presenza di compensi, anche indirettamente corrisposti". Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere favorevole con condizioni avanzata dal relatore, pubblicata in allegato. (AG 13) Incompatibilità degli amministratori giudiziari, dei loro coadiutori, dei curatori fallimentari, e degli altri organi delle procedure concorsuali Doc n. 13 Schema di decreto legislativo recante disposizioni per disciplinare il regime di incompatibilità degli amministratori giudiziari, dei loro coadiutori, dei curatori fallimentari, e degli altri organi delle procedure concorsuali (Parere alla Ministra per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 33, commi 2 e 3, della legge 17 ottobre 2017, n. 161. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con condizioni e osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta pomeridiana del 3 maggio. La relatrice STEFANI ( L-SP ), propone di esprimere parere favorevole con condizioni e osservazioni. Innanzitutto, riguardo all'articolo 1, comma 1, lettera a) , volto a modificare l'articolo 35 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione con l'inserimento di un comma 4- bis , rileva la necessità di sostituire il requisito della stabile convivenza con il riferimento alla convivenza di fatto, di cui alla legge n. 76 del 2016, al fine di evitare incertezze interpretative in relazione alla verifica delle cause di incompatibilità introdotte. Non risulterebbero in ogni caso escluse dalla disposizione le persone che non possono stipulare un'unione civile, a causa della sussistenza - per una delle parti - di un vincolo matrimoniale o di un'unione civile tra persone dello stesso sesso. In questi casi, infatti, potrebbe applicarsi la norma prevista dal secondo periodo del nuovo comma 4- bis , che fa riferimento a coloro che hanno un rapporto di assidua frequentazione con i magistrati addetti all'ufficio giudiziario al quale appartiene il magistrato che conferisce l'incarico di amministratore giudiziario, intendendosi per assidua frequentazione quella derivante da una relazione sentimentale o da un rapporto di amicizia stabilmente protrattosi nel tempo. Riguardo all'articolo 35.1 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione - inserito dall'articolo 1, comma 1, lettera b) -, occorre precisare che, in caso di dichiarazione di circostanze non corrispondenti al vero effettuata da un soggetto iscritto ad un albo professionale, il tribunale dovrebbe segnalare la circostanza al consiglio dell'ordine competente, ai fini della valutazione di competenza in ordine all'esercizio dell'azione disciplinare e al presidente della corte di appello, affinché ne dia notizia a tutti i giudici del distretto, prevedendo altresì, ove possibile, simili disposizioni per i casi di incompatibilità diretta tra magistrato conferente l'incarico ed il professionista. Anche al comma 2 del nuovo articolo 35.1, nelle dichiarazioni che il soggetto incaricato deve rendere, bisognerebbe fare riferimento alla convivenza di fatto, di cui alla citata legge n. 76, anziché alla stabile convivenza. Inoltre, si dovrebbe indicare l'esistenza di rapporti di parentela entro il terzo grado, anziché entro il secondo grado, coerentemente con quanto previsto dal comma 4- bis dell'articolo 35 del codice delle leggi antimafia, inserito dall'articolo 1, comma 1, lettera a) , del testo all'esame. Propone, quindi, una condizione riferita al nuovo articolo 35.2 del codice delle leggi antimafia, inserito dall'articolo 1, comma 1, lettera b) , dello schema di decreto, volta a sostituire il comma 2 con il seguente: "2. Il presidente della corte di appello tiene conto delle risultanze delle dichiarazioni ai fini dell'esercizio, su tutti gli incarichi conferiti, del potere di sorveglianza di cui al regio decreto 31 maggio 1946, n. 511". Formula, altresì, alcune osservazioni.