[pronunce]

- La Camera dei deputati, costituendosi in giudizio, ha eccepito in via preliminare l'irricevibilità e l'inammissibilità del ricorso concludendo, quanto al merito, per il rigetto di esso per essere le dichiarazioni rese dal deputato Parenti inserite in un complessivo contesto parlamentare. In una successiva memoria, depositata in prossimità dell'udienza pubblica, la Camera ha eccepito la tardività del deposito del ricorso e della ordinanza di ammissibilità e, quindi, l'improcedibilità del giudizio. 4. - L'eccezione di improcedibilità è fondata. Il giudizio per conflitto di attribuzione si articola in due autonome e distinte fasi, entrambe rimesse all'iniziativa della parte interessata, destinate a concludersi la prima con la sommaria delibazione sulla ammissibilità del conflitto e la seconda con la decisione definitiva sul merito oltre che sull'ammissibilità. All'esito della prima fase, il ricorrente ha l'onere di provvedere, nei termini previsti, non solo alla notificazione del ricorso e dell'ordinanza che ammette il conflitto, ma anche, successivamente alla notificazione, al loro deposito, presso la cancelleria della Corte, nel termine - fissato dall'art. 26, terzo comma, delle norme integrative per i giudizi dinanzi alla Corte costituzionale - di venti giorni dall'ultima notificazione. Ed è costante l'affermazione di questa Corte che il deposito di cui sopra nel termine indicato costituisce un adempimento necessario perché si possa aprire la seconda fase del conflitto relativa alla decisione sul merito, e che tale termine va ritenuto perentorio in quanto da esso decorre l'intera catena degli ulteriori termini fissati per la prosecuzione del giudizio dall'art. 26, quarto comma, delle precitate norme integrative (sentenze nn. 203, 50 e 35 del 1999, nn. 342 e 274 del 1998). Nella specie, il ricorso e l'ordinanza, pur notificati tempestivamente in data 12 novembre 1999, risultano depositati presso la cancelleria di questa Corte in data 6 dicembre 1999 e cioè successivamente alla scadenza del termine di venti giorni. Non essendo stato rispettato l'anzidetto termine perentorio per il deposito non può dunque procedersi allo svolgimento dell'ulteriore fase del giudizio.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara improcedibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal tribunale di Torino nei confronti della Camera dei deputati con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 maggio 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Marini Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria l'11 maggio 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola