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Sul tema specifico del finanziamento dei partiti sono intervenuti i rapporti periodici elaborati dal gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO), l'ultimo dei quali, risalente al giugno 2018, ricorda le importanti riforme introdotte in anni recenti in Italia in materia, ma rileva altresì come, in tema di trasparenza, non risultino ancora totalmente adempiute due delle raccomandazioni che erano state rivolte al nostro Paese, quella di strutturare un impianto legislativo capace di garantire un approccio olistico alla pubblicazione di finanziamenti per le campagne e dunque un accesso più semplice da parte dei cittadini a tali informazioni, e quella di rendere conto in maniera dettagliata delle modalità con cui la si esercita l'azione di vigilanza sulla gestione finanziaria dei partiti e delle campagne elettorali. In tale ambito, l'articolo 9 introduce disposizioni volte a rafforzare gli obblighi di pubblicità e di rendicontazione relativi ai contributi finanziari e alle prestazioni gratuite effettuate nei confronti dei partiti e movimenti politici. A sua volta l'articolo 10 reca diverse modifiche alla normativa vigente in materia di pubblicità e tracciabilità dei contributi erogati, prevedendo, tra l'altro, per i soggetti titolari di cariche elettive e di governo, inclusi i tesorieri dei partiti politici, l'obbligo di corredare la dichiarazione patrimoniale e di reddito con l'indicazione di quanto ricevuto, direttamente o attraverso comitati di sostegni, che superi i 500 euro. Il medesimo articolo riduce altresì da 5.000 a 3.000 euro il tetto annuo di finanziamento che impone l'obbligo di sottoscrivere una dichiarazione congiunta tra il soggetto erogante ed il beneficiario. Da, quindi, lettura di un conferente schema di parere favorevole per la Commissione di merito. Il PRESIDENTE ringrazia la relatrice per l'esposizione svolta ed apre la discussione generale. Il senatore AIMI ( FI-BP ) si sofferma sui profili che inducono ad esprimere una serie di perplessità sostanziali relativamente alla nuova disciplina della prescrizione, contenuta nel provvedimento in oggetto, preannunciando il voto contrario della propria parte politica sulla bozza di parere predisposta dalla relatrice. Al senatore AIROLA ( M5S ) preme sottolineare l'esigenza, che appare peraltro garantita dalla Convenzione in disamina, di assicurare un elevato grado di trasparenza nella vita interna dei partiti politici, nel corso dell'intero anno solare, e non solamente in occasione di competizioni elettorali. Nessun altro senatore chiedendo di intervenire, il presidente PETROCELLI, verificata la sussistenza del numero legale, mette ai voti lo schema di parere favorevole sul disegno di legge n. 955 (pubblicato in allegato). La Commissione approva. IN SEDE REFERENTE Ratifica ed esecuzione degli emendamenti allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232, adottati a Kampala l'11 giugno 2010 DDL 667 Ratifica ed esecuzione degli emendamenti allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232, adottati a Kampala l'11 giugno 2010 (Esame e rinvio) Il senatore FERRARA ( M5S ), relatore, introduce il disegno di legge in argomento, d'iniziativa parlamentare, recante ratifica ed esecuzione degli emendamenti adottati nel giugno 2010 allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale. Ricorda, innanzitutto, che la Corte penale internazionale (CPI), avente sede a L'Aja, nei Paesi Bassi, rappresenta la prima giurisdizione internazionale permanente collegata al sistema delle Nazioni Unite, competente, in via complementare rispetto agli Stati, a giudicare individui responsabili di gravi reati che riguardino la comunità internazionale quali il genocidio, i crimini contro l'umanità e di guerra. Lo Statuto istitutivo della Corte, approvato nel luglio 1998 dalla Conferenza diplomatica di Roma, è entrato in vigore nel luglio 2002; attualmente sono 123 gli Stati Parte della CPI, di cui 33 africani, 19 dell'Asia e del Pacifico, 28 Latino-americani e dei Caraibi e la quasi totalità di quelli Europei, mentre altri 32 ne hanno firmato lo Statuto ma non lo hanno ancora ratificato. Peraltro dei cinque Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, solo la Francia e il Regno Unito aderiscono attualmente alla Corte penale internazionale. L'articolo 123, paragrafo 1 dello Statuto di Roma prevede espressamente la possibilità di approvare, tramite una Conferenza, eventuali proposte emendative al testo istitutivo. La prima Conferenza di revisione dello Statuto, svoltasi a Kampala, in Uganda, dal 31 maggio all'11 giugno 2010, ha visto la partecipazione degli Stati (membri, osservatori e privi di tale status ), delle organizzazioni internazionali e regionali, degli organismi sussidiari dell'Assemblea degli Stati Parte, e delle organizzazioni non governative accreditate, e si è conclusa con l'approvazione di specifici emendamenti, un gruppo dei quali, oggetto del presente disegno di legge di ratifica (adottati l'11 giugno 2010), prevede, fra l'altro, l'introduzione del crimine di aggressione fra quelli perseguibili dalla Corte e definisce le condizioni per l'esercizio della giurisdizione da parte dalla Corte, mediante l'introduzione degli articoli 8- bis , 15- bis e 15- ter nello Statuto. Tale proposta emendativa è stata al momento ratificata da 37 Paesi, fra cui il Belgio, la Finlandia, la Germania, il Portogallo, la Repubblica Ceca, la Slovenia, la Slovacchia, la Spagna e la Svizzera. L'altra proposta emendativa approvata nella Conferenza di Kampala, e più precisamente il 10 giugno 2010, che modifica l'articolo 8, paragrafo 10, lettera e) dello Statuto, è relativa alla possibilità di perseguire come crimini di guerra, non solo nell'ambito dei conflitti armati internazionali ma anche in quelli interni, l'utilizzo di armi velenose, di gas asfissianti e tossici e di proiettili che si espandano o si appiattiscano all'interno del corpo umano. Tale proposta emendativa - ratificata nel frattempo da 37 Paesi - non è, peraltro, oggetto del disegno di legge di ratifica attualmente al nostro esame. Apprezzate le circostanze, potrebbe essere opportuno estendere la portata della ratifica proposta anche agli emendamenti allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale adottati a Kampala il 10 giugno 2010, attraverso la presentazione di una mirata proposta emendativa del testo base del disegno di legge. A titolo informativo, ricorda che lo Statuto della Corte penale internazionale, dopo la Conferenza di Kampala del 2010, è stato sottoposto ad ulteriori proposte emendative (attualmente aperte al percorso di ratifica), che hanno interessato, rispettivamente, l'articolo 124 (emendato nel novembre 2015), e l'articolo 8, paragrafo 10, lettere d) , e) e f) (emendato nel dicembre 2017).