[pronunce]

norme le quali assoggettano a pena la detenzione di munizioni di per sé, prescindendo — a livello di fattispecie astratta — dalla contestuale disponibilità di armi sul cui specifico regime giuridico detta detenzione si rifletta; che, conseguentemente, risulta altrettanto evidente come la scelta di punire più severamente la detenzione di munizioni da parte del collezionista, pur se denunciate — rispetto alla detenzione di munizioni non denunciate per armi comuni da sparo da parte di altri soggetti, ovvero alla detenzione di munizioni da guerra (limitatamente, peraltro, in quest'ultimo caso, all'ipotesi in cui il fatto debba ritenersi di lieve entità) — rifletta un apprezzamento legislativo non palesemente irrazionale ed arbitrario: tale dovendosi ritenere, in specie, la valutazione per cui la contestuale disponibilità di una pluralità di armi e delle relative munizioni — da parte di soggetto autorizzato a detenere solo le prime, senza poterne far uso, e proprio per questo non le seconde — crea una situazione di maggior pericolo ed allarme sociale rispetto a quella ingenerata da chi detiene illecitamente soltanto delle munizioni; che alla luce delle considerazioni che precedono va altresì esclusa l'asserita violazione dell'art. 27, terzo comma, Cost.: violazione che il giudice a quo fa invero discendere, quale automatica conseguenza, unicamente dalla presunta irragionevolezza del trattamento sanzionatorio; che la questione deve essere dichiarata, pertanto, manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 10, decimo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110 (Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 27 della Costituzione, dal Tribunale di Trento con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 maggio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 maggio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA