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Conversione in legge del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici. Onorevoli Senatori. – Si illustrano di seguito gli articoli del decreto-legge di cui il presente disegno di legge chiede la conversione in legge. Capo I – Norme in materia di contratti pubblici, di accelerazione degli interventi infrastrutturali e di rigenerazione urbana L'articolo 1 apporta modificazioni al codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Tali modifiche sono volte in parte a semplificare le procedure di aggiudicazione degli appalti, recependo alcune indicazioni pervenute dagli stakeholder che operano nell'ambito dei contratti pubblici, che hanno partecipato alla consultazione pubblica indetta dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e in parte a consentire il superamento della procedura di infrazione n. 2018/2273 « Non conformità dell'ordinamento interno rispetto ad alcune disposizioni delle direttive europee in materia di contratti pubblici ». Di seguito vengono dettagliatamente illustrate le suddette modifiche. 1) All'articolo 23 del codice sono modificati i commi 3, 3- bis , 5 e 6 e sono introdotti i commi 11- bis e 11- ter . La modifica al comma 3 è di coordinamento con l'introduzione del comma 27- octies all'articolo 216 del codice. Le modifiche al comma 3- bis , nell'ottica di una maggiore semplificazione ed accelerazione delle procedure di affidamento dei contratti, prevede che gli interventi di manutenzione ordinaria e di manutenzione straordinaria ad esclusione degli interventi di rinnovo o di sostituzione di parti strutturali delle opere o gli impianti possono essere affidati sulla base del progetto definitivo. In particolare il comma 3- bis è in continuità con la previgente normativa (articolo 105 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010) ancora in vigore ai sensi dell'articolo 216, comma 4, terzo, quarto e quinto periodo, del codice. Di conseguenza, vengono abrogati i suddetti periodi dell'articolo 216, comma 4, del codice. Con la modifica al comma 5 si provvede a proporre una definizione più chiara e dettagliata del progetto di fattibilità tecnica ed economica come richiesto anche dalle regioni. La modifica del comma 6 è tesa a coordinare l'articolo 23 del codice con il decreto legislativo n. 152 del 2006 e, specificatamente, con i contenuti degli allegati alla parte II del citato decreto legislativo, modificati con decreto legislativo n. 104 del 2017 (in particolare l'Allegato IV- bis « Contenuti dello Studio preliminare ambientale » e l'Allegato VII « Contenuti dello studio di impatto ambientale »). La previsione del nuovo comma 11- bis è tesa a ripristinare, a regime, la previsione dell'articolo 92, comma 7- bis , del previgente codice di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006 che prevedeva, tra le spese tecniche nel quadro economico di ciascun intervento anche « le spese di carattere strumentale sostenute dalle amministrazioni aggiudicatrici in relazione all'intervento ». Detta previsione è necessaria per consentire alle amministrazioni di far fronte alle varie attività connesse a ciascun intervento. Ad oggi, fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui all'articolo 23, comma 3, relativo alla progettazione, è ancora possibile il riconoscimento delle voci di spesa sopra richiamate in virtù dell'articolo 216, comma 4, primo periodo, del codice che fa salva l'applicazione degli articoli da 14 a 43 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010 e gli allegati ivi richiamati. Analogamente, con la previsione del nuovo comma 11- ter dell'articolo 23 del codice si intende riconoscere ai Provveditorati interregionali alle opere pubbliche, nel caso di svolgimento di attività degli stessi a favore dell'Agenzia del demanio, le spese strumentali, incluse quelle per sopralluoghi, finalizzate alla stesura del piano generale degli interventi del sistema accentrato delle manutenzioni, di cui all'articolo 12 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. 2) All'articolo 24, vengono apportate modificazioni ai commi 2 e 7. La modifica al comma 2 è tesa a coordinare la disposizione con l'introduzione del comma 27- octies all'articolo 216. La modifica al comma 7 è finalizzata ad allineare alle disposizioni europee la disciplina della partecipazione alle procedure di gara nelle concessioni di lavori pubblici dei soggetti affidatari degli incarichi di progettazione per progetti posti a base di gara. Al riguardo, la Commissione europea – Direzione generale del Mercato interno, dell'industria, dell'imprenditoria e delle PMI (DG GROW), con parere del 6 marzo 2019, nell'evidenziare che il divieto assoluto sancito dall'articolo 24, comma 7, del codice italiano è incompatibile con l'articolo 41 della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, (direttiva appalti pubblici) e con l'articolo 3 della direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, (direttiva concessioni), ritiene che i concessionari uscenti, che hanno predisposto la progettazione da porre a base di gara, devono poter partecipare alla procedura di gara per l'affidamento delle concessioni, purché l'amministrazione aggiudicatrice adotti misure adeguate per garantire che la concorrenza non sia falsata dalla loro partecipazione. 3) All'articolo 29, al comma 1 vengono soppressi il secondo, il terzo e il quarto periodo. La modifica è tesa coordinare le disposizioni del medesimo articolo con la soppressione del cosiddetto rito super accelerato di cui al comma 4 dell'articolo che qui si illustra. 4) All'articolo 31, vengono apportate modificazioni al comma 5. La modifica è tesa coordinare la disposizione con l'introduzione del comma 27- octies all'articolo 216. 5) All'articolo 35, vengono apportate modificazioni ai commi 9, 10 e 18. Le proposte sono tese a risolvere la procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia a seguito della lettera di costituzione in mora n. 2018/2273 notificata il 25 gennaio 2019, chiarendo che quando un'opera o una prestazione di servizi può dare luogo ad appalti aggiudicati per lotti distinti, il valore è computato stimando la totalità di tali lotti, eliminando il termine « contemporaneamente » che limitava la portata della disposizione. La modifica del comma 18 è tesa a favorire le imprese estendendo l'ambito di applicazione dell'anticipazione da corrispondere all'appaltatore anche ai servizi e alle forniture.