[pronunce]

Considerato che i giudizi debbono essere riuniti, avendo tutti ad oggetto la medesima questione, relativa all'ambito dell'esonero dalla prova preliminare di cui all'art. 123-bis dell'ordinamento giudiziario nella disciplina transitoria del concorso per uditore giudiziario dettata dall'art. 22, comma 3, della legge n. 48 del 2001, denunciandosi la mancata inclusione, tra i beneficiari dell'esonero, dei candidati in possesso dell'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato; che occorre preliminarmente osservare che il decreto-legge 7 settembre 2004, n. 234, convertito, con modificazioni, nella legge 5 novembre 2004, n. 262, ha modificato il denunciato art. 22 della legge n. 48 del 2001, inserendovi un comma 3-bis; che in virtù di tale disciplina – applicabile, per espressa previsione, anche ai concorsi per uditore giudiziario già banditi – tra i candidati esonerati dalla prova preliminare di cui all'art. 123-bis dell'ordinamento giudiziario sono altresì inclusi, tra gli altri, coloro che, laureatisi in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, hanno conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione forense; che la modifica della norma denunciata è intervenuta successivamente alle ordinanze di remissione del 30 luglio 2004 (reg. ord. nn. 1052, 1053, 1054, 1055, 1056, 1057, 1058, 1059, 1060, 1061 e 1062 del 2004) ; che, conseguentemente, con riferimento ai giudizi promossi con le suddette ordinanze, gli atti devono essere restituiti al giudice remittente per una nuova valutazione della rilevanza delle questioni da esso sollevate (cfr. ordinanza n. 157 del 2005); che, viceversa, le questioni sollevate con le altre ordinanze (del 16 settembre, del 20 settembre, del 4 ottobre e del 7 ottobre 2004) devono essere dichiarate manifestamente inammissibili, dato che il TAR remittente non ha tenuto conto della modifica della norma impugnata, già contenuta nel testo originario del decreto-legge 7 settembre 2004, n. 234 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 211, serie generale, dell'8 settembre 2004) ed entrata in vigore prima della data di deposito delle ordinanze di rinvio (cfr. ordinanza n. 79 del 2004). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale del Lazio con riguardo alle questioni da esso sollevate con le ordinanze, indicate in epigrafe, del 30 luglio 2004; dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 22, comma 3, della legge 13 febbraio 2001, n. 48 (Aumento del ruolo organico e disciplina dell'accesso in magistratura) e 123-bis del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (Ordinamento giudiziario) sollevate, in riferimento agli articoli 3 e 51 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio con le ordinanze, di cui in epigrafe, emesse il 16 settembre, il 20 settembre, il 4 ottobre e il 7 ottobre 2004. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 luglio 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 22 luglio 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA