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231/01 alla sanzione di €700.000, disponendo la confisca di una somma quantificata in €44.248.071 ritenuta costituire l'ingiusto profitto conseguito per l'illecito smaltimento di oltre un milione e quattrocentocinquantamila tonnellate (1.452.000) di rifiuti pericolosi da attività estrattive di petrolio e gas. Poiché questa enorme quantità di rifiuti pericolosi è stata registrata per un solo anno di attività di indagini che va dal settembre del 2013 al settembre del 2014"; un altro capitolo estremamente importante dell'inquinamento prodotto dalle estrazioni è quello legato alle emissioni nocive in atmosfera, a partire dall'idrogeno solforato, ad una serie di gas emessi in atmosfera tutti nocivi per la salute umana e per l'ambiente. Basti ricordare quanto accertato in sede di indagini della Direzione nazionale antimafia, allorquando in presenza di sforamenti dei gas venivano cancellati i dati dalle centraline; nel processo che si celebrerà il 27 giugno 2022 sul disastro ambientale si fa riferimento a fatti avvenuti nel 2017, e basta recarsi sui luoghi per avere immediata percezione del fatto che il greggio finito nella falda ancora c'è, vi sono decine di pompe elettriche sommerse che tolgono il surnatante (greggio petrolifero) dalla falda e li si può vedere sia a Viggiano dove è avvenuto il disastro sia a Grumento Nova, paese vicino; con il "piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee" è ripresa la valutazione delle domande di ricerca e "prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi" sul territorio nazionale. Con "prospezione" si intendono le attività finalizzate allo studio generale del territorio, senza attività di perforazione. La "ricerca" invece consente alcune attività di perforazione a scopo esplorativo, mentre la "coltivazione" si riferisce alla vera e propria estrazione di idrocarburi dal sottosuolo; l'11 aprile 2022, 24 Comuni italiani in cinque regioni, Abruzzo, Basilicata, Campania, Sicilia e Piemonte, hanno presentato un ricorso al TAR del Lazio per chiedere di fatto l'annullamento del piano. "Il piano è ambiguo: da un lato decide dove è possibile trivellare, dall'altro sostiene la necessità di continuare con la transizione ecologica. Il Pitesai mette sullo stesso piano la salute, l'ambiente e l'economia, ma poi non si capisce come questo si concili con la transizione energetica". Secondo i Comuni, poi, il processo di stesura del piano è stato "poco trasparente" e non ha coinvolto in modo sufficiente i territori; eppure, nel bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse dell'anno LXVI, n. 3, del 31 marzo 2022, a cura del Ministero della transizione ecologica (Dipartimento per l'energia e il clima, Direzione generale infrastrutture e sicurezza), sono state autorizzate ulteriori attività di ricerca in Basilicata. In particolare nelle località: Il Perito, richiedente Delta Energy (100 per cento) nelle aree dei comuni di Miglionico, Montescaglioso, Pomarico; La Bicocca, richiedente Delta Energy (100 per cento) nelle aree dei comuni di Barile, Melfi, Rapolla; La Capriola, richiedente Delta Energy (100 per cento) nelle aree dei comuni di a Bernalda, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Pisticci, Pomarico; Masseria La Rocca, richiedente RockHopper Italia (30 per cento), TotalEnergies EP Italia (38 per cento), ENI (32 per cento) nelle aree dei comuni di Brindisi Montagna, di fatto, a pochi chilometri dall'area urbana di Potenza; due anni fa, la maggior parte del gas estratto in Italia, il 55 per cento sul totale, è arrivato dalle piattaforme marittime, mentre la regione con la maggiore produzione su terraferma era di gran lunga la Basilicata, da cui nel 2020 è stato estratto il 34 per cento di tutto il gas prodotto sul territorio nazionale; la Basilicata, dunque, ha già dato il suo contributo alla nazione da questo punto di vista e, con le quattro istanze di permesso accordate, si rischia di compromettere per sempre la straordinaria riserva d'acqua che la Lucania ha ed è per parti rilevantissime del Mezzogiorno d'Italia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, in virtù della procedura di infrazione dell'Unione europea e della sentenza emessa dal Tribunale di Potenza, nonché alla luce dei processi in corso di disastro ambientale denominati "Petrolgate2" e "Petrolgate3", non ritenga che vada applicato il principio di precauzione ed il respingimento, per le ragioni descritte, di tutte le ulteriori istanze di richiesta di prospezione e di ricerca di petrolio e gas finalizzate alla coltivazione di idrocarburi nel territorio della Basilicata; se non sia del parere che avere un'enorme quantità di rifiuti pericolosi smaltiti in terra di Basilicata, e, contemporaneamente, mega discariche per il loro smaltimento a ciclo continuo, provenienti da altre regioni ed altre nazioni, unitamente ai pozzi di petrolio e gas esistenti ed alle richieste di nuovi giacimenti rischi di produrre l'area più inquinata al mondo nel volgere di pochissimi anni. Atto n. 4-07053 LANNUTTI ANGRISANI Luisa SBRANA Rosellina Ai Ministri dell'economia e delle finanze, per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale e per la pubblica amministrazione Premesso che: il mercato elettronico della pubblica amministrazione (MePA) è uno strumento di commercio elettronico a disposizione delle amministrazioni pubbliche italiane per effettuare acquisti di beni e servizi di importo inferiore alla soglia comunitaria (dal 1° gennaio 2022, 140.000 euro per le pubbliche amministrazioni centrali e 215.000 euro per le altre amministrazioni); MePA è uno strumento del Ministero dell'economia e delle finanze avviato e gestito da CONSIP S.p. A. dal 2003. Nel MePA, le pubbliche amministrazioni registrate possono consultare il catalogo elettronico, confrontare e acquistare i beni e servizi offerti dai fornitori abilitati sul sistema. Le tipologie di beni e servizi e le condizioni generali per la loro fornitura sono definite in specifici bandi; CONSIP S.p. A. dallo scorso mese di gennaio ha avviato un piano di rinnovamento complessivo della piattaforma MePA e gli operatori per continuare ad operare sulla piattaforma del mercato elettronico della pubblica amministrazione devono effettuare la preabilitazione entro maggio 2022; obiettivo dichiarato per il cambio di piattaforma sarebbe quello di "garantire una maggiore integrazione e interoperabilità con i sistemi esterni. In particolare per le procedure legate all'abilitazione degli utenti, PA e imprese, e tutte le aree negoziali dei diversi strumenti di acquisto: Convenzioni, Accordi quadro, Mercato Elettronico e Sistema dinamico"; l'attuale sistema MePA rimarrà dunque attivo fino al 24 maggio 2022, dopodiché, dal 25 maggio, gli acquisti e le negoziazioni faranno riferimento esclusivamente alla nuova piattaforma. Tutti gli operatori economici, anche quelli che risultano già abilitati ad una delle iniziative presenti nel portale degli acquisti in rete PA, dovranno procedere con la preabilitazione per riprendere a operare sul MePA al momento del passaggio alla nuova piattaforma.