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La misura, la cui applicazione dovrà essere proporzionata allo scopo che si intende perseguire, si pone in linea col disposto dell'articolo 157, paragrafo 4, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (che prevede che « allo scopo di assicurare l'effettiva e completa parità tra uomini e donne nella vita lavorativa, il principio della parità di trattamento non osta a che uno Stato membro mantenga o adotti misure che prevedano vantaggi specifici diretti a facilitare l'esercizio di un'attività professionale da parte del sesso sottorappresentato ovvero a evitare o compensare svantaggi nelle carriere professionali ») e si rivolge, in particolar modo, ai comparti pubblici nei quali vi sia un genere meno rappresentato. Tale scelta si pone in linea con lo spirito normativo e giurisprudenziale europeo. Invero, in alcune pronunce, benché risalenti, la Corte ha ammesso la possibilità di dare la precedenza nella promozione alle candidate (donne), a parità di qualificazioni, nei settori di attività del servizio pubblico in cui, al livello del posto considerato, le donne sono meno numerose degli uomini (« discriminazione positiva »), allorché il vantaggio non è automatico e ai candidati (uomini) è garantito un esame senza esclusione a priori della loro candidatura (sentenze dell'11 novembre 1997, Marschall, causa C-409/9 e del 6 luglio 2000, Abrahamsson e Andersen, causa C-407/98). Al fine di dare concreta e puntuale attuazione ai richiamati principi, il Dipartimento della funzione pubblica, di concerto con il Dipartimento per le pari opportunità, adotterà specifiche linee guida entro il 30 settembre 2022. Tale misura appare coerente con gli obiettivi di lungo periodo della Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026. La misura integra gli elementi costitutivi della milestone M1C1-56, attuando le finalità relative al rafforzamento dell'impegno a favore dell'equilibrio di genere. Art. 6. – (Revisione del quadro normativo sulla mobilità orizzontale) Il comma 1 inserisce i commi 1- quater e 1- quinquies all'articolo 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001. La disposizione di cui al comma 1- quater prevede, per un migliore incrocio della domanda e dell'offerta, che le amministrazioni pubbliche che avviano procedure di mobilità pubblichino il relativo avviso esclusivamente nel Portale del reclutamento di cui all'articolo 3, comma 7, della legge 19 giugno 2019, n. 56, e all'articolo 35- ter del decreto legislativo n. 165 del 2001, introdotto dall'articolo 1 del decreto di cui si propone la conversione, attraverso il quale il personale interessato provvederà ad inserire la propria eventuale domanda di partecipazione, allegando il relativo curriculum vitae professionale, per qualsiasi posizione disponibile. Tale nuova modalità, oltre che aumentare la trasparenza delle procedure, ne prevede l'integrale digitalizzazione. La disposizione introdotta all'articolo 30, comma 1- quinquies , prevede espressamente l'introduzione di restrizioni significative alle ipotesi di mobilità che non comportano trasferimenti (ossia « comandi » e « distacchi »), per renderli eccezionali e rigorosamente limitati nel tempo. A tal fine, per il personale non dirigenziale al di fuori dei casi in cui i comandi o distacchi, comunque denominati, sono obbligatori, previsti da disposizioni di legge, ivi inclusi quelli relativi agli uffici di diretta collaborazione, o da accordi tra amministrazioni per attività di studio e ricerca, nonché quelli relativi alla partecipazione ad organi e organismi comunque denominati, previsti da disposizioni legislative o regolamentari che prevedono la partecipazione di personale di amministrazioni diverse, e ad eccezione dei comandi presso le sedi territoriali dei Ministeri, o presso le unioni di comuni, il ricorso a tali modalità di impiego del personale è consentito, per la durata massima di un anno non rinnovabile, esclusivamente nel limite del 25 per cento dei posti non coperti, tra quelli banditi, all'esito delle procedure di mobilità di cui allo stesso articolo 30. Conseguentemente si prevede che, a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto, l'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 30 del decreto legislativo n. 165 del 2002 è soppresso. Il comma 2 prevede che i comandi o distacchi in corso, esclusi quelli di cui al comma 1, lettera b) , capoverso 1- quinquies , cessano alla data del 31 dicembre 2022 o alla naturale scadenza, se successiva alla predetta data, qualora le amministrazioni non abbiano già attivato procedure straordinarie di inquadramento. Il comma 3 prevede che le amministrazioni interessate possano attivare, fino al 31 dicembre 2022, a favore del personale già in servizio a tempo indeterminato che alla data del 31 gennaio 2022 si trovava in posizione di comando o distacco, nel limite del 50 per cento delle vigenti facoltà assunzionali e nell'ambito della dotazione organica, procedure straordinarie di inquadramento in ruolo per il personale non dirigenziale, in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Per le procedure straordinarie si tiene conto della anzianità maturata in comando o distacco, del rendimento conseguito e della idoneità alla specifica posizione da ricoprire. Non è richiesto il nulla osta dell'amministrazione di provenienza. Le misure introdotte dai suddetti commi integrano gli elementi costitutivi della milestone M1C1-56, attuando le finalità relative alla revisione del quadro normativo sulla mobilità orizzontale per conseguire un mercato del lavoro efficiente nelle pubbliche amministrazioni, che comprenda la creazione di un sistema di pubblicità unico trasparente per tutti i posti vacanti nelle amministrazioni centrali e locali, la possibilità di presentare domanda per qualsiasi posto disponibile ovunque, l'abolizione dell'autorizzazione alla mobilità da parte dell'amministrazione di origine e l'introduzione di restrizioni significative all'uso di mezzi alternativi di mobilità che non comportano trasferimenti (ossia « comandi » e « distacchi »), per renderli eccezionali e rigorosamente limitati nel tempo. Il comma 4 serve a chiarire le modalità di attribuzione dei compensi di natura accessoria in favore di tutto il personale proveniente dalle amministrazioni pubbliche di cui agli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 31 marzo 2001, n. 165, in ragione della partecipazione alle attività di indirizzo, coordinamento e collegamento proprie della Presidenza del Consiglio dei ministri. In particolare, è volta a definire una disciplina omogenea sul versante della retribuzione accessoria per tutto il personale di prestito della Presidenza. Il comma 5 riguarda gli esperti nazionali distaccati (END). L'END è un dipendente di una pubblica amministrazione di un Paese membro dell'UE, esperto nel proprio settore professionale, che effettua un'esperienza lavorativa e professionale temporanea presso le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione europea.