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Il Governo è delegato, entro dodici mesi, ad emanare uno o più decreti legislativi che disciplineranno i contenuti del rapporto di impiego del personale della polizia locale e del relativo trattamento economico. I principi e i criteri devono prevedere l'istituzione di un autonomo comparto di contrattazione con la previsione nel suo ambito di due procedimenti, da attivare con cadenza triennale per gli aspetti giuridici ed economici, uno per il personale attualmente inquadrato nelle qualifiche dirigenziali e l'altro per il restante personale, distinti anche con riferimento alla partecipazione delle organizzazioni sindacali rappresentative, diretti a disciplinare determinati aspetti del rapporto di impiego. I contenuti dell'accordo nazionale che conclude ciascun procedimento sono recepiti con decreto del Presidente della Repubblica. Per ciascun procedimento, i decreti legislativi devono disciplinare la composizione della delegazione trattante di parte pubblica; mentre la delegazione trattante di parte sindacale è composta dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali rispettivamente rappresentative a livello nazionale, individuate con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, secondo le previsioni e le procedure di cui agli articoli 42 e 43 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Ogni procedimento definirà le materie demandate alla disciplina della contrattazione, tenuto conto delle materie demandate dalle vigenti disposizioni di legge alla contrattazione per la disciplina del rapporto di impiego del personale in regime di diritto pubblico. Infatti il disegno ripercorre l'evoluzione normativa che ha visto estrapolare dai contratti di diritto privato sin dalla emanazione del provvedimento (decreto legislativo n. 29 del 1993) -- attuale decreto legislativo n. 165 del 2001, articolo 3 -- quelle figure professionali che svolgono funzioni di diritto pubblico applicando pertanto lo stesso principio che è stato adottato per le Forze di polizia ad ordinamento nazionale, e altre figure quali i magistrati e i professori universitari, e negli ultimi tempi il personale dei vigili del fuoco e il personale direttivo della polizia penitenziaria, prevedendo due distinti e specifici comparti di contrattazione, uno per il personale attualmente inquadrato nei ruoli dirigenziali e l'altro per il restante personale. Un contratto di diritto pubblico per gli operatori della polizia locale consente la stesura di norme idonee alla funzione pubblica svolta che sono radicalmente diverse rispetto al restante personale dipendente degli enti locali. Infatti, solo attraverso il contratto di natura pubblicistica, ovvero con un decreto del Presidente della Repubblica, si possono realmente valorizzare, rispetto all'ente locale di appartenenza, le professionalità e le esperienze acquisite in questo settore particolare che ha necessità di gerarchia e non certamente di mansioni ascrivibili, esigibili e quindi eseguibili. L'articolo 24 estende al personale di polizia locale una serie di diposizioni previste per le Forze di polizia nazionali. Si tratta di norme in materia previdenziale, assistenziale e infortunistica. In particolare si estende la disciplina prevista per il personale della polizia di Stato in materia di speciali elargizioni e di riconoscimenti per le vittime del dovere e per i loro familiari. Nei procedimenti a carico dei medesimi soggetti per fatti compiuti in servizio e relativi all'uso delle armi o di altro mezzo di coazione fisica si applica l'articolo 32 della legge 22 maggio 1975, n. 152, che prevede che la difesa può essere assunta a richiesta dell'interessato dall'Avvocatura dello Stato o da libero professionista di fiducia dell'interessato medesimo e che le spese di difesa sono a carico del Ministero dell'interno salva rivalsa se vi è responsabilità dell'imputato per fatto doloso. È inoltre prevista la corresponsione di un' indennità di polizia locale, articolata per livelli di responsabilità, pensionabile, finanziata a valere su un apposito fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell'interno, nella misura determinata dai contratti collettivi nazionali di lavoro; detta indennità assorbe le precedenti indennità di vigilanza. Infine, in materia infortunistica, è disposto che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, adotta un apposito decreto al fine di istituire una specifica classe di rischio per il personale della polizia locale, adeguata ai compiti da esso svolti ed equivalente al trattamento previsto per gli appartenenti alla polizia di Stato. L'articolo 25 estende le possibilità di accesso alle banche dati del Ministero dell'interno, del pubblico registro automobilistico, della Direzione generale della motorizzazione civile e delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, da parte del personale di polizia locale. Il comma 1 interviene sull'articolo 9 della legge n. 121 del 1981 estendendo, secondo le modalità stabilite in un apposito regolamento, l'accesso al Centro elaborazione dati del Ministero dell'interno agli agenti e ufficiali di polizia giudiziaria appartenenti alla polizia locale debitamente autorizzati ed esplicitando l'estensione dell'accesso ai dati relativi ai veicoli rubati, ai documenti di identità rubati o smarriti, alle informazioni concernenti i permessi di soggiorno rilasciati e rinnovati, nonché ai provvedimenti amministrativi e penali pendenti riguardanti persone o cose. È inoltre previsto che gli appartenenti alla polizia locale conferiscono al Centro elaborazione dati del Dipartimento della pubblica sicurezza, senza ritardo, le notizie e le informazioni acquisite nel corso delle attività di prevenzione e repressione dei reati nonché di quelle amministrative, secondo modalità tecniche definite nel citato regolamento. Il comma 3 interviene nuovamente, dopo la modifica operata dal decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n.125, sul comma 1 dell'articolo 16- quater del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68. Con l'articolo 8 del decreto-legge n. 92 del 2008 si era consentito al personale di polizia municipale addetto ai servizi di polizia stradale l'accesso ai sistemi informativi automatizzati del pubblico registro automobilistico e della direzione generale della motorizzazione civile e, qualora in possesso della qualifica di agente di pubblica sicurezza, allo schedario dei veicoli rubati e allo schedario dei documenti d'identità rubati o smarriti operanti presso il Centro elaborazione dati, nonché alle informazioni concernenti i permessi di soggiorno rilasciati e rinnovati, in relazione a quanto previsto dall'articolo 54, comma 5- bis , del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. La modifica proposta generalizza e rende gratuito l'accesso a tutti i dati contenuti nei sistemi informativi automatizzati, oltre che del pubblico registro automobilistico e della Direzione generale della motorizzazione civile, anche delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Il Capo IV, che chiude l'articolato, contiene, infine, le disposizioni finali e transitorie e le abrogazioni. L'articolo 26 prevede l'obbligo di adeguamento delle normative regionali entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente disegno di legge.