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Questi titoli, con un profilo di rimborso cosiddetto bullet (ossia in un'unica soluzione a scadenza), rappresentano spesso il sottostante di derivati che ne hanno trasformato sia il profilo di ammortamento (come richiesto dalla legge), sia il tasso da fisso a variabile o viceversa, includendo anche diverse tipologie di opzioni. Le regioni finanziano il riacquisto dei predetti titoli utilizzando il ricavato di un mutuo concesso dal Ministero dell'economia e delle finanze, avente le caratteristiche di cui al comma 11, con contestuale cancellazione dei derivati su di essi insistenti. In questo modo, un debito delle regioni verso il mercato è sostituito con un debito delle stesse verso il Tesoro. I risparmi annuali di spesa derivanti alle regioni dall'applicazione delle disposizioni sulla ristrutturazione del debito sono, ai sensi del comma 3, prioritariamente destinati al pagamento delle rate di ammortamento delle anticipazioni contratte nel corso dell'esercizio 2014. Il comma 4 precisa che le operazioni di ristrutturazione dei mutui contratti dalle regioni e dei mutui gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti S.p. A. per conto del Ministero economia e delle finanze effettuate dal Ministero dell'economia e finanze non costituiscono nuovi prestiti o mutui. Il comma 6, inoltre, prevede l'esclusione dalle operazioni di ristrutturazione del debito delle anticipazioni contratte dalle regioni ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge n. 35 del 2013; parimenti, ai sensi del comma 14, non si dà luogo all'operazione di ristrutturazione nell'ipotesi in cui la somma del prezzo di riacquisto del titolo e del valore degli strumenti derivati ad esso collegati comportasse un aumento del debito delle pubbliche amministrazioni come definito dal citato regolamento (CE) n. 479/2009. Le modalità di richiesta di ristrutturazione dei debiti sono indicate dal comma 7. I commi 8 e 9 precisano le modalità di riacquisto dei titoli obbligazionari regionali (riacquisto finanziato, ai sensi del comma 12, dal Ministero dell'economia e delle finanze con un mutuo avente le caratteristiche indicate al comma 11); mentre il comma 10 stabilisce che all'individuazione delle operazioni di indebitamento ammesse alla ristrutturazione si provvede con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze. Il comma 13 disciplina l'ipotesi in cui i titoli oggetto di riacquisto o i mutui oggetto di rinegoziazione rappresentino il sottostante di operazioni in strumenti derivati. In base al comma 16, le regioni assumono in autonomia le decisioni in ordine al riacquisto dei titoli e alla chiusura anticipata delle eventuali operazioni in strumenti derivati ad essi riferite. Inoltre, il comma 15 precisa che la valutazione dei derivati è di competenza delle regioni, che la effettuano sotto la supervisione del Ministero dell'economia e delle finanze. Infine, il comma 17 stabilisce che la rinegoziazione dei mutui e il riacquisto dei titoli in circolazione come sopra definiti, inclusa l'attività di provvista sul mercato da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, non deve determinare un aumento del debito pubblico delle pubbliche amministrazioni come definito dal citato regolamento (CE) n. 479/2009. Art. 46. - (Concorso delle regioni e delle province autonome alla riduzione della spesa pubblica) I commi da 1 a 5 introducono un contributo delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano agli obiettivi di finanza pubblica sia in termini di saldo netto da finanziare che di indebitamento netto e fabbisogno, mediante un peggioramento degli obiettivi, in termini di competenza eurocompatibile, del patto di stabilità interno per ciascuna regione a statuto speciale e provincia autonoma per gli importi indicati nella tabella di cui all'articolo 1, comma 454, lettera d) , della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e un aumento degli importi della tabella di cui all'articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, relativa agli accantonamenti a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali, da effettuare nelle more delle procedure previste dall'articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42. Il comma 6 prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano assicurino un contributo alla finanza pubblica pari a 500 milioni di euro per l'anno 2014 e 750 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017. Le medesime regioni e province possono decidere ambiti di spesa e importi del predetto concorso, in sede di autocoordinamento, tenendo anche conto del rispetto dei tempi di pagamento stabiliti dalla direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, nonché dell'incidenza degli acquisti centralizzati. Tale decisione è recepita con intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il 31 maggio 2014, con riferimento all'anno 2014 ed entro il 31 ottobre 2014, con riferimento agli anni 2015 e seguenti. In assenza dell'intesa entro i termini indicati, si procede con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, alla determinazione degli importi attribuiti alle singoli regioni e degli ambiti di spesa. Per garantire inoltre il miglioramento anche in termini di indebitamento netto, è prevista la riduzione dell'obiettivo del patto di stabilità interno espresso in termini di competenza eurocompatibile di ciascuna regione a statuto ordinario, di cui all’articolo 1, comma 449 -bis, della legge 24 dicembre 2012, n. 228. Art. 47. - (Concorso delle province, delle città metropolitane e dei comuni alla riduzione della spesa pubblica) Il comma 1 prevede che le province e le città metropolitane assicurano un contributo alla finanza pubblica, anche in considerazione dell'efficentamento connesso all'attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56, pari a 444,5 milioni di euro per l'anno 2014, a 576,7 milioni di euro per l'anno 2015 e a 585,7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017. Il successivo comma 2 stabilisce che ciascuna provincia e città metropolitana, con decreto del Ministro dell'interno da emanare entro il termine del 30 giugno, per l'anno 2014, e entro il termine del 28 febbraio per gli anni successivi, versa, ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato, i risparmi conseguiti ai sensi del precedente comma 1, determinati, sulla base dei seguenti criteri: a) per quanto attiene agli interventi relativi alla riduzione della spesa per beni e servizi, la riduzione è operata nella misura complessiva di 340 milioni di euro per il 2014 e di 510 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017, proporzionalmente alla spesa media, sostenuta nell'ultimo triennio, relativa ai codici SIOPE.