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Con riguardo al trattamento « necessario per l'esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all'esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento » , l'articolo 6, paragrafo 3, del Regolamento prevede che la finalità del trattamento è determinata dalla base giuridica costituita dal diritto (dell'Unione o dello Stato) ovvero e alternativamente è quella « necessaria per l'esecuzione di un compito svolto nel pubblico interesse o connesso all'esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento ». Il Regolamento, dunque, non impone l'esplicitazione nella norma in corso di adozione della finalità, puntuale e specifica, del trattamento, potendo tale finalità desumersi dai « compiti » correlati allo svolgimento di servizi di pubblico interesse o dai poteri pubblici esercitati dal titolare del trattamento, e ciò in coerenza con il « considerando » 41 secondo cui « Qualora il presente regolamento faccia riferimento a una base giuridica o a una misura legislativa, ciò non richiede necessariamente l'adozione di un atto legislativo da parte di un parlamento, fatte salve le prescrizioni dell'ordinamento costituzionale dello Stato membro interessato ». Al fine di adeguare la disciplina interna, si modifica l'articolo 2- ter del Codice, che attualmente prevede che la base giuridica del trattamento (sebbene con riguardo ai casi di cui alla lettera b) del paragrafo 1 dell'articolo 6, ma estesa in via interpretativa ai trattamenti per finalità pubbliche) è sempre una « norma di legge o, nei casi previsti dalla legge, di regolamento ». La riformulazione mutua il testo dal §3 del Bundesdatenschutzgesetz (legge federale sulla protezione dei dati) del 30 giugno 2017 adottato dal Parlamento tedesco, secondo cui « Die Verarbeitung personenbezogener Daten durch eine öffentliche Stelle ist zulässig, wenn sie zur Erfüllung der in der Zuständigkeit des Verantwortlichen liegenden Aufgabe oder in Ausübung öffentlicher Gewalt, die dem Verantwortlichen übertragen wurde, erforderlich ist. » (Il trattamento dei dati personali da parte di un organismo pubblico è consentito se necessario per l'adempimento di un compito di competenza del responsabile o nell'esercizio di pubblici poteri che sono stati trasferiti al responsabile). Analoghe considerazioni di allineamento della disciplina interna al Regolamento, nell'ottica di valorizzare l'espletamento dei compiti di interesse pubblico attribuiti ed esercitati dalle pubbliche amministrazioni, guidano l'abrogazione dell'articolo 2- quinquiesdecies del Codice. Il Regolamento, infatti, agli articoli 35 e 36, valorizzando il principio di « responsabilizzazione » sancito dall'articolo 5, paragrafo 2, non prevede procedimenti d'ufficio da parte dell'autorità di controllo, ma rimette al titolare del trattamento l'obbligo di procedere alla valutazione di impatto sulla protezione dei dati (DPIA), nei casi previsti, e prevede la successiva consultazione dell'autorità di controllo solo nei casi in cui l'esito dell' assessment abbia evidenziato la sussistenza di un rischio elevato che imponga l'adozione di misure volte ad attenuare il rischio. Va ricordato che l'articolo 35, paragrafo 4, consente alle autorità di controllo di redigere e rendere pubblico « ... un elenco delle tipologie di trattamenti soggetti al requisito di una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati ai sensi del paragrafo 1 ». Il Garante ha redatto l'elenco che prevede dodici tipologie di procedimento (individuate per caratteristiche generali) sottoposte a necessaria e preliminare valutazione d'impatto (DPIA). L'attuale formulazione dell'articolo 2- quinquesdecies introduce nello Stato una disciplina non obbligatoria ai sensi del Regolamento e, pertanto, con la presente novella, si ritiene di esercitare diversamente la facoltà che l'articolo 36, paragrafo 5, del Regolamento, concede agli Stati membri. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere c) , d), f) e g) sono di mero coordinamento rispetto alla modifica degli articoli 2- ter e 2- quinquiesdecies . La disposizione di cui al comma 1, lettera e) , novella il Codice inserendo un nuovo articolo 144- bis che mira ad incrementare gli strumenti immediati ed efficaci di tutela in favore di soggetti deboli potenzialmente destinatari di condotte riconducibili al concetto di revenge porn , soprattutto con specifico riferimento ai numerosi casi che hanno visto nel web il coinvolgimento di minori d'età o di soggetti deboli, vittime di diffusione e pubblicazione illecita di immagini anche a sfondo sessuale. In particolare al comma 1 dell'introdotto articolo 144- bis si prevede che la persona (anche minorenne) che ha fondati motivi di ritenere di essere oggetto di minaccia possa indirizzare al Garante per la protezione dei dati personali apposita segnalazione o richiamo. Al comma 2 del medesimo articolo 144- bis si precisa che per i minorenni la richiesta possa essere effettuata da chi esercita la responsabilità genitoriale o la tutela. Al comma 3 del citato articolo 144- bis si specifica che l'invio al Garante delle immagini o dei video a contenuto sessualmente esplicito riguardanti soggetti terzi, effettuato dall'interessato, non integra il reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti. Il comma 2 è anch'essa una disposizione di coordinamento, in quanto la norma con esso abrogata rinvia all'articolo 2- quinquiesdecies , abrogato dal presente articolo. Il comma 3, al fine di accelerare le attività di realizzazione dei progetti del PNRR, riduce da quarantacinque a trenta giorni il termine per il parere che il Garante deve rendere sulle attività di trattamento. Art. 10. – (Entrata in vigore) L'articolo 10 reca l'entrata in vigore.. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 8 ottobre 2021, n. 139, recante disposizioni urgenti per l'accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l'organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . I DISPOSIZIONI URGENTI PER L'ACCESSO ALLE ATTIVITÀ CULTURALI, SPORTIVE E RICREATIVE 1 (Disposizioni urgenti in materia di spettacoli aperti al pubblico, di eventi e competizioni sportivi e di discoteche) 1 Al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 5: 1 il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. In zona gialla, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all'aperto, sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale, e l'accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all'articolo 9, comma 2.