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Al riguardo, va premesso che l'articolo 94- bis del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ha previsto, al fine di mitigare gli effetti economici derivanti dalla diffusione del contagio da COVID-19 e di consentire la ripresa economica dell'area della provincia di Savona che la regione Liguria, nel limite delle risorse disponibili destinate alla medesima regione ai sensi dell'articolo 44, comma 11 -bis , del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, possa erogare nell'anno 2020, nel limite di spesa di 1,5 milioni di euro, un'indennità pari al trattamento straordinario di integrazione salariale, comprensiva della relativa contribuzione figurativa e degli assegni per il nucleo familiare (ANF), per la durata massima di dodici mesi, in favore dei lavoratori dipendenti da imprese del territorio della provincia di Savona, impossibilitati a prestare attività lavorativa, in tutto o in parte, a seguito della frana verificatasi lungo l'impianto funiviario di Savona, in concessione alla società Funivie S.p. A., in conseguenza degli eccezionali eventi atmosferici del mese di novembre 2019. Successivamente, l'articolo 49, comma 2- bis , del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, ha previsto l'estensione anche per l'anno 2021 dello stesso trattamento. Infine, l'articolo 16, comma 3- sexies , del decreto-legge 10 settembre 2021, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2021, n. 156, ha previsto una ulteriore estensione del citato trattamento straordinario di integrazione salariale dal 16 novembre 2021 al 31 agosto 2022. La disposizione in esame prevede la possibilità di riconoscimento da parte dell'INPS, per la durata massima di altri quattro mesi (settembre 2022 – dicembre 2022), di un'ulteriore indennità pari al trattamento straordinario di integrazione salariale, comprensiva della relativa contribuzione figurativa, in continuità con l'indennità di cui al comma 1 dell'articolo 94- bis del citato decreto-legge n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020. Articolo 6 – (Disposizioni in materia di trasporto aereo) Il Sistema nazionale integrato dei trasporti (SNIT) rappresenta il sistema integrato di infrastrutture, puntuali e a rete, di interesse nazionale e internazionale che costituisce la struttura portante del sistema di trasporto passeggeri e merci italiano. Pur non essendo inseriti nel PNRR, i progetti degli aeroporti sono oggi fortemente orientati alla transizione ecologica (fotovoltaico, SAF/HVO, elettrificazione dei mezzi, comunità energetica, innovazione tecnologica, ristrutturazione immobili in ottica green ). Investimenti rapidi e consistenti in questo settore non potranno che avere effetti positivi rilevanti di tipo economico e sociale. Inoltre, trasformare in senso sostenibile le infrastrutture e il sistema dei trasporti può contribuire a determinare un miglioramento della competitività dell'economia e anche della qualità della vita delle persone e dell'ambiente in cui esse vivono e operano. Peraltro, l'anno 2025, con le celebrazioni per il Giubilo della Chiesa cattolica, offre interessanti prospettive di sviluppo del traffico aereo verso il nostro Paese, favorendo la ripresa del settore del turismo e degli investimenti e rafforzando il « Brand Italia ». In tale scenario, la necessità di infrastrutture aeroportuali adeguate, in grado di garantire i più elevati standard di servizio, richiede strategie chiare e adeguatezza degli strumenti per far ripartire fin da subito gli investimenti per lo sviluppo. Pertanto, al comma 1, riconoscendo la strategicità e il preminente interesse nazionale dello sviluppo dei tre aeroporti intercontinentali di Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia Tessera e al fine di rafforzare l'interconnessione tra sistema ferroviario e trasporto aereo, si prevede: a) lo svolgimento delle procedure di valutazione di impatto ambientale di cui all'articolo 6, comma 3- ter , del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché quelle relative alle opere inserite nei piani di sviluppo aeroportuale, ivi incluse quelle di mitigazione e miglioramento ambientale, nei tempi previsti per i progetti di cui all'articolo 8, comma 2- bis , del medesimo decreto legislativo n. 152 del 2006; b) lo svolgimento del dibattito pubblico di cui all'articolo 22 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nei termini di cui all'articolo 46, comma 1, secondo periodo, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108; c) la riduzione della metà dei termini per l'accertamento di conformità di cui all'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383, relativamente ai piani di sviluppo aeroportuale e alle opere inserite in detti piani. Al comma 2 si stabilisce che le opere di cui al comma 1 che comportano un miglioramento dell'impatto ambientale sulle aree antropizzate sono recepite in via prioritaria all'interno degli strumenti di pianificazione urbanistica, naturalistica e paesaggistica vigenti. Al comma 3 si prevede la riduzione della metà dei termini previsti per le procedure di valutazione ambientale di cui alla parte seconda del decreto legislativo n. 152 del 2006 – relative alla valutazione ambientale strategica e alla valutazione di impatto ambientale – in relazione ai piani di sviluppo aeroportuale degli aeroporti di interesse nazionale diversi da quelli di cui al comma 1, nonché alle opere previste dai medesimi piani. In relazione a tali opere si prevede, altresì, l'applicazione delle disposizioni con finalità acceleratoria di cui al comma 1, lettere b) e c) , ovvero la riduzione dei termini per lo svolgimento del dibattito pubblico e per l'accertamento della conformità alle prescrizioni delle norme e dei piani urbanistici ed edilizi. Articolo 7 – (Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e circolazione stradale e di infrastrutture autostradali) Il comma 1 apporta una serie di modifiche al codice della strada (di seguito « codice »), di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di sicurezza stradale e mobilità, al fine di ridurre gli oneri amministrativi a carico dell'utenza, di favorire lo sviluppo della mobilità sostenibile, nonché di incrementare la sicurezza della circolazione stradale. In particolare, la lettera a) modifica l'articolo 24 (Pertinenze delle strade) del codice, in quanto, ad oggi, non è prevista una disciplina completa relativa alle stazioni di ricarica dei veicoli elettrici. Con l'intervento normativo in questione si intende procedere ad una qualificazione giuridica dell'infrastruttura di ricarica e della sua collocazione in diverse aree della sede stradale a seconda della tipologia di strada considerata.