[pronunce]

n. 107 del 2008), del tutto analoga alla precedente, la Commissione tributaria regionale per la Calabria ha nuovamente sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3-bis della legge della Regione Calabria 26 giugno 2003, n. 8 in riferimento agli artt. 23, 53, 117 e 119 della Costituzione; che si è costituita in giudizio la Regione Calabria, chiedendo che la questione sia dichiarata “inammissibile e comunque infondata”; che, in primo luogo, la Regione ritiene inammissibile la questione, poiché essa introdurrebbe un “conflitto di attribuzioni” concernente i criteri di riparto della competenza legislativa in materia di tributi, sollevato “da parte non legittimata”; che, in secondo luogo, essa sarebbe irrilevante, poiché il d.lgs. 2 febbraio 2007, n. 26 (Attuazione della direttiva 2003/96/CE che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità), consentirebbe oramai l'imposizione tributaria in oggetto solo “per motivi di politica ambientale”, sicché, “in assenza di espressa previsione” di tali motivi, l'accisa e l'addizionale regionale sul consumo del metano sarebbero “venute meno”; che viene altresì eccepita l'inammissibilità della questione, poiché il rimettente, pur avendo dato atto di un possibile contrasto tra la norma oggetto e la normativa comunitaria, non avrebbe verificato se si dovesse procedere alla disapplicazione della prima, con conseguente irrilevanza della questione di costituzionalità; che, nel merito, la Regione ritiene di poter basare la norma impugnata su un'espressa disposizione statale che consentirebbe di assoggettare all'addizionale regionale il consumo di metano nella produzione di energia, ovvero l'art. 8, comma 7, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, mentre sarebbe inconferente l'art. 8 della legge n. 146 del 1998, evocato dal rimettente, posto che esso ha per oggetto non già l'addizionale regionale, ma l'imposta sostitutiva di tale addizionale, che “non riguarda il caso in esame”; che, infine, il tributo non avrebbe carattere retroattivo; che, successivamente, la Regione ha depositato memoria, insistendo nelle conclusioni appena esposte; che si è costituita in giudizio Enel Produzione s.p.a., già parte del processo principale, concludendo per l'accoglimento della questione; che, dopo avere ricostruito il quadro normativo concernente l'accisa sul metano e la addizionale regionale, l'interveniente sottolinea che l'art. 8 della legge n. 448 del 1998 avrebbe assoggettato ad imposizione l'impiego del metano nella produzione di energia elettrica solo con riguardo alla prima, mentre “non ha espressamente specificato se il gas metano utilizzato per la produzione di energia elettrica dovesse intendersi imponibile agli effetti non solo dell'accisa, ma anche dell'addizionale regionale”; che Enel Produzione s.p.a. ritiene tuttavia corretta la soluzione negativa; che, sulla base di tale premessa, l'interveniente osserva che la Regione Calabria non avrebbe potuto ampliare il campo applicativo di un tributo da ritenersi a tutti gli effetti statale, in quanto istituito e disciplinato dalla legge dello Stato, né direttamente, né tramite “interpretazione” delle norme statali; che, inoltre, sarebbe altresì preclusa alla Regione l'introduzione di un tributo in via retroattiva; che, nell'imminenza dell'udienza pubblica, Enel Produzione s.p.a. ha depositato memoria, insistendo nelle conclusioni già formulate. Considerato che con due ordinanze di analogo contenuto la Commissione tributaria regionale per la Calabria ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3-bis della legge della Regione Calabria 26 giugno 2003, n. 8 (Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e finanziario “collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2003 – art. 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002”), in riferimento agli artt. 23, 53, 117 e 119 della Costituzione; che i giudizi meritano di essere riuniti, in quanto pongono identica questione di legittimità costituzionale; che sono intervenuti in giudizio la Regione Calabria, chiedendo che la questione sia dichiarata inammissibile ed infondata, nonché le parti private Eni s.p.a. e Enel Produzione s.p.a., che hanno invece concluso per l'accoglimento; che va dichiarato inammissibile l'intervento della Regione Calabria nel giudizio promosso con l'ordinanza n. 149 del 2008, in quanto il relativo atto è stato depositato oltre il termine perentorio stabilito dall'art. 3 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale (ex plurimis, ordinanza n. 124 del 2008); che la norma impugnata, a parere del giudice a quo, avrebbe “istituito”, con effetto retroattivo, l'imposta regionale sostitutiva dell'addizionale regionale all'imposta di consumo sul gas metano, incidendo illegittimamente su di un tributo statale, in violazione dei parametri costituzionali sopra richiamati; che il rimettente ha sollevato le questioni di legittimità costituzionale ritenendo che esse avessero “rilievo preliminare” rispetto alla non applicazione della norma oggetto, per contrasto con le direttive comunitarie n. 92/12/CEE e n. 92/81/CEE, di cui lo stesso giudice a quo ha prospettato il carattere direttamente applicabile, riservandosi in ogni caso di ricorrere al rinvio pregiudiziale innanzi alla Corte di giustizia; che, infatti, il giudice tributario di primo grado, le cui sentenze sono oggetto di gravame innanzi al rimettente, avrebbe “disapplicato” la norma impugnata, proprio in ragione di tale profilo di compatibilità comunitaria; che in questa sede resta del tutto impregiudicato il merito della questione di compatibilità comunitaria della norma oggetto, con riguardo sia al contenuto delle citate direttive comunitarie, sia al preteso carattere direttamente applicabile che il rimettente non esclude di attribuire loro; che, tuttavia, il solo dubbio manifestato dal rimettente con riguardo alla possibilità di non applicare la norma impugnata per contrasto con il diritto comunitario rende difettosa la motivazione sulla rilevanza della questione di legittimità costituzionale, rispetto alla quale “la questione di compatibilità comunitaria costituisce un prius logico e giuridico” (ex plurimis, sentenza n. 284 del 2007; ordinanza n. 415 del 2008); che, inoltre, è del tutto carente e contraddittoria la descrizione della fattispecie propria dei giudizi a quibus; che, in particolare, il rimettente non si è peritato neppure di delimitare con chiarezza l'oggetto della questione, posto che l'asserzione secondo cui essa verte “sull'imposta regionale sostitutiva dell'addizionale regionale”, confortata dall'indicazione a norma interposta dell'art. 8 della legge n. 146 del 1998 relativa a tale imposta, non trova corrispondenza nella lettera della norma impugnata, la quale si riferisce con ogni evidenza alla sola addizionale regionale all'imposta di consumo sul gas metano;