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Proprietaria una signora che nell'auto aveva lasciato, tra le varie cose, anche due borse che contenevano alcuni oggetti di valore. Tra gli oggetti rubati vi era un iPad, un portatile collegato all'iPhone della signora e pertanto reperibile ovunque con grande precisione. Il dispositivo ha infatti permesso di rintracciare immediatamente il luogo esatto dove era stato portato il computer e probabilmente il resto della refurtiva, un negozio in una stradina a ridosso della centralissima stazione ferroviaria Termini. La proprietaria dell'auto a quel punto ha immediatamente contattato i Carabinieri, i quali hanno però invitato la signora a tornare a casa, vista l'ora tarda, e a sporgere denuncia il giorno dopo. Inutile l'insistenza della signora, che più volte ha fatto presente che con un intervento immediato si sarebbe potuto rintracciare refurtiva e ladri. A quel punto, in compagnia di altre due signore, la vittima del furto ha raggiunto il posto indicato dall'iPhone. A qualche centinaio di metri da lì c'è una stazione di Polizia, nella quale la signora ha spiegato ancora una volta l'accaduto, e ancora una volta è stata invitata a tornare il giorno dopo per la denuncia. A quel punto le tre signore hanno fermato una pattuglia della Polizia che girava in zona: nulla di fatto anche con i due agenti a bordo. Alla signora non è restato che fare la denuncia il giorno dopo; il quadrante che ingloba la stazione Termini è diventato negli anni una sorta di zona franca, un far west dove è molto facile ritrovarsi in balia di ubriachi, sbandati, criminali di ogni genere, persino piromani, e dove, anche se la Polizia si fa vedere in giro, così come l'esercito, non si riesce a fare molto per fronteggiare situazioni a rischio e per ripristinare decoro e legalità all'intera zona. Ormai da anni la Capitale, ma anche altre città italiane, sono in sofferenza per la riduzione di organico e di strutture che dovrebbero rappresentate per i cittadini sicuri approdi dove ripristinare la legalità. È diventato quasi impossibile avere un servizio 24 ore su 24 per le denunce presso i commissariati a causa dei tagli che hanno ridotto drasticamente i servizi sul territorio. A Roma, ad esempio, su trentadue commissariati, solo dodici sono attivi nelle 24 ore, gli altri 20 raccolgono le denunce dalle 8 alle 20. Lo stesso è avvenuto nelle altre città, dove i sindacati di Polizia lamentano ormai da anni turni massacranti e carenza di personale. È diventato quindi urgente e improcrastinabile un intervento per aumentare il numero degli operatori dei presidi e più in generale delle Forze dell'ordine operanti sul territorio, se si vuole veramente e concretamente ripristinare condizioni di legalità e di sereno e quieto vivere, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle notizie esposte; se intenda intensificare il controllo delle strade e dei quartieri, soprattutto di notte, delle città italiane, non solo di quelle notoriamente più a rischio, al fine di rendere le nostre città molto più accoglienti e sicure per i cittadini che vi abitano, ma anche per i tantissimi turisti che le visitano ogni anno, anche in considerazione del fatto che in un Paese "normale" non può essere lasciato a una troupe televisiva il compito, ad esempio, di vigilare e denunciare lo spaccio; se il Governo intenda promuovere iniziative volte a incentivare maggiormente il lavoro delle forze dell'ordine e a sopperire alle palesi carenze di organico, soprattutto presso le sedi considerate più "difficili", come quelle descritte in premessa; più in generale, quali strategie di intervento il Governo intenda definire per fornire risposte ancora più efficaci per affermare la legalità e, così, aumentare la percezione della sicurezza tra i cittadini. Atto n. 4-06108 IANNONE BALBONI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: l'assegnazione dei docenti alle classi è disposta dal dirigente scolastico sulla base di quanto stabilito dagli artt. 7, 10, 396, comma 3, del decreto legislativo n. 297 del 1994, e del vigente CCNL; la normativa fa esplicito riferimento ai criteri fissati dal consiglio di istituto e alle indicazioni del collegio docenti e alla contrattazione sindacale per quanto attiene ai criteri di utilizzazione dei docenti, in base al piano dell'offerta formativa dell'istituto; ai sensi del decreto legislativo n. 165 del 2001, art. 25, comma 3, «il dirigente scolastico promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del territorio, per l'esercizio della libertà di insegnamento, intesa anche come libertà di ricerca e innovazione metodologica e didattica»; ai sensi dell'art. 396, comma 3, del decreto legislativo n. 297 del 1994, chi esercita funzione direttiva razionalizza «l'assegnazione degli ambiti disciplinari ai docenti, avendo cura di garantire le condizioni per la continuità didattica, nonché la migliore utilizzazione delle competenze e delle esperienze professionali, assicurando, ove possibile, una opportuna rotazione nel tempo»; premesso, altresì, che, a quanto risulta agli interroganti: la dirigente pro tempore presso il liceo statale "Virgilio" di Roma, nel decreto n. 8061 del 30 luglio 2021, avrebbe disposto assegnazioni di docenti alle cattedre, tra cui quelle di filosofia e storia, in modo alquanto anomalo, senza tenere in considerazione la normativa di riferimento e i criteri deliberati dagli organi collegiali, relativamente al caso di un docente che risulta verosimilmente penalizzato e mortificato per le competenze professionali e specifiche possedute e screditato nella sua buona fama all'interno della comunità scolastica; il docente verrebbe sistematicamente, ogni anno, assegnato a una, massimo due classi, che nell'anno successivo gli vengono ulteriormente cambiate, e ciò produce brusca e inspiegabile interruzione della continuità didattica e genera malcontento anche negli alunni; infatti, dall'a.s. 2016/2017 il docente era stato già, inspiegabilmente e senza mai averne fatto richiesta, assegnato ad un numero ridotto di classi che comportava, in media, quattro o al massimo otto ore di docenza in classe, mentre le restanti 18 ore previste rimaneva a disposizione per sostituzione di docenti assenti; all'inizio dell'a.s. 2018/2019, per disposizione dell'allora dirigente in carica, il docente in questione non era stato assegnato a nessuna classe del liceo, presso il quale dal 2008 è titolare, e solo dopo azione legale, veniva assegnato dal dirigente subentrato, soltanto per quattro ore, ad una sola classe, e tenuto "a disposizione" per quattordici; le delibere degli organi collegiali e del consiglio di istituto, anche per i criteri di assegnazione predetti, non sono consultabili sul sito dell'istituto, in quanto dal 2018 non viene aggiornata la pubblicazione dei verbali del consiglio di istituto; considerato che: il 26 luglio 2021, il docente ha inviato alla dirigente, come previsto e legittimamente, la sua richiesta scritta di desiderata , chiedendo di essere assegnato per il successivo anno scolastico a un corso di cattedra regolare completa, anche in considerazione dei propri titoli e della propria anzianità di servizio rispetto ad altri;