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le parti che stanno in giudizio senza l'assistenza di un difensore, diverse dagli uffici impositori, possono utilizzare le modalità telematiche, laddove indichino nel ricorso o nel primo atto difensivo una PEC, anche non presente nei pubblici elenchi, presso la quale ricevere le comunicazioni e le notificazioni. Sulla base di quanto previsto dal comma 5 del presente articolo le disposizioni contenute nei suddetti commi 3 e 3 -bis dell'articolo 16 -bis del decreto legislativo n. 546 del 1992, si applicano ai giudizi instaurati, in primo e in secondo grado, con ricorso notificato a decorrere dal 1° luglio 2019. La lettera b) del comma 1 del presente articolo inserisce diposizioni mutuate dalla disciplina vigente in materia di processo civile e amministrativo. Infatti, con il nuovo articolo 25 -bis del decreto legislativo n. 546 del 1992, si attribuisce al difensore e al dipendente di cui si avvalgono l'ente impositore, l'agente della riscossione ed i soggetti iscritti nell'albo di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, il potere di attestare la conformità dei documenti informatici depositati ad un atto processuale di parte, di un provvedimento del giudice o di un documento formato su supporto analogico e detenuto in originale o in copia conforme dai citati soggetti. Viene consentito agli stessi, altresì, di estrarre e attestare la conformità di copie analogiche o informatiche di atti e provvedimenti, anche allegati alle comunicazioni delle Commissioni tributarie, presenti nel fascicolo informatico. Nel compimento dell'attestazione di conformità, che avviene secondo le disposizioni contenute nel codice dell'amministrazione digitale (CAD), di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, i difensori assumono ad ogni effetto la veste di pubblici ufficiali. L'estrazione di copie autentiche esonera i difensori dal pagamento dei diritti di copia. Il comma 2 dell'articolo 16 in esame interviene per fornire una corretta interpretazione delle disposizioni attualmente vigenti contenute nell'articolo 16 -bis del decreto legislativo n. 546 del 1992, in relazione al regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze n. 163 del 2013 in materia di processo tributario telematico. Ciò al fine di garantire il corretto svolgimento del processo e quindi la tutela del diritto alla difesa, nel rispetto del principio del giusto processo di cui all'articolo 111 della Costituzione. Con le disposizione ivi contenute, viene, infatti, stabilito che le parti, nei due gradi di giudizio di merito e nelle more dell'introduzione dell'obbligatorietà del processo tributario telematico, possono liberamente utilizzare le procedure informatiche per le notifiche e i depositi degli atti processuali, dei documenti e dei provvedimenti indipendentemente dalla modalità prescelta dalla controparte (carta o telematico). Tale facoltà è prevista, pertanto, in ogni grado di giudizio e anche se il giudizio di primo grado si è svolto interamente con modalità cartacea in quanto il telematico non era attivo nella regione, ovvero nessuna delle parti, nonostante l'attivazione del processo tributario telematico, abbia esercitato detta facoltà. Restano ferme le disposizioni contenute nell'articolo 2, comma 3, del regolamento di cui al citato decreto n. 163 del 2013, laddove viene stabilita l'obbligatorietà per la parte di utilizzare le modalità telematiche in secondo grado laddove la stessa modalità sia stata utilizzata in primo grado. Il comma 3 del presente articolo disciplina i casi in cui debba essere fornita la prova della notificazione o della comunicazione eseguite a mezzo di posta elettronica certificata e non sia possibile fornirla con modalità telematiche. Al riguardo viene stabilito che il difensore o il dipendente di cui si avvalgono l'ente impositore, l'agente della riscossione ed i soggetti iscritti nell'albo di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, provvedono a fornire detta prova con le modalità indicate nei commi 1 -bis e 1 -ter dell'articolo 9 della legge 21 gennaio 1994, n. 53. Pertanto, qualora i predetti soggetti non possano procedere al deposito con modalità telematiche dell'atto notificato a norma dell'articolo 16 -bis del decreto legislativo n. 546 del 1992, gli stessi estraggono copia su supporto analogico del messaggio di posta elettronica certificata, dei suoi allegati e della ricevuta di accettazione e di avvenuta consegna e ne attestano la conformità ai documenti informatici da cui sono tratte ai sensi dell'articolo 23 del CAD. La medesima modalità si applica laddove è necessario fornire prova della notificazione e non sia possibile fornirla con modalità telematiche. I soggetti nel compimento di tali attività assumono ad ogni effetto la veste di pubblico ufficiale. Il successivo comma 4 disciplina la partecipazione a distanza delle parti all'udienza pubblica di cui all'articolo 34 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. Viene previsto infatti che, su apposita richiesta di una delle parti indicata nel ricorso o nel primo atto difensivo, sia possibile attivare l'udienza a distanza mediante un collegamento audiovisivo tra l'aula di udienza e il luogo del domicilio indicato dal contribuente, dal difensore, dall'ufficio impositore o dai soggetti della riscossione, con modalità tali da assicurare reciproca visibilità delle persone presenti in entrambi i luoghi e la possibilità di ascoltare quanto viene detto in udienza. Il luogo del domicilio indicato dalla parte processuale è equiparato all'aula di udienza. Con uno o più provvedimenti del Direttore generale delle finanze, sentito il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria e l'Agenzia per l'Italia digitale, sono individuate le regole tecnico-operative per consentire la partecipazione all'udienza a distanza, la conservazione ai fini della visione delle relative immagini, e le Commissioni tributarie presso le quali attivare gradualmente l'udienza pubblica a distanza. Per garantire un'efficiente organizzazione delle udienze a distanza, viene stabilito che almeno un'udienza per ogni mese e per ogni sezione è riservata alla trattazione di controversie per le quali è stato richiesto il collegamento audiovisivo a distanza. Capo III – Altre disposizioni fiscali Articolo 17. – Obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi La disposizione è volta a completare la razionalizzazione e semplificazione del processo di certificazione fiscale, avviato con l'introduzione dell'obbligo di fatturazione elettronica, mediante l'introduzione, nella normalità dei casi, dell'obbligo generalizzato di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi. Il superamento dell'attuale regime opzionale di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi può consentire di: – eliminare alcuni adempimenti contabili in vigore ancora oggi sulla base di disposizioni introdotte a partire dalla metà degli anni Settanta dello scorso secolo, quali quelli di tenuta del registro dei corrispettivi ed emissione e conservazione di documenti, gli scontrini e le ricevute fiscali, alternativi alla fattura;