[resaula]

L'elenco delle persone che perdono la vita mentre svolgono il proprio lavoro purtroppo si allunga ogni giorno. Prima della persona che ho ricordato all'inizio del mio discorso, hanno trovato la morte Salvatore Lombardo, operaio nello stabilimento Fincantieri, di 43 anni; Davide Olivieri, che è morto a soli 22 anni, schiacciato da un muletto; Giuseppe Cicero, che a cinquant'anni ha perso la vita travolto dal suo trattore; Biagio Amendolia, di 63 anni, caduto da un'impalcatura. Lasciatemi dire che se la sicurezza sui luoghi di lavoro deve essere prima di tutto una cultura, questa cultura della sicurezza la devono avere in primo luogo gli edifici pubblici dello Stato e le aziende partecipate dello Stato. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Queste morti vengono definite «morti bianche» e in realtà molto spesso non hanno nulla di candido, ma derivano dalla trasgressione delle norme basilari di sicurezza. Il trend dei primi cinque mesi del 2018, come detto, registra un aumento degli infortuni, ascrivibili principalmente a cadute dall'alto, a investimenti a opera di mezzi o macchine, a intossicazione in ambienti confinati, a ribaltamento di mezzi meccanici specialmente in agricoltura. Tra gennaio e dicembre 2017 le denunce di infortuni pervenute all'INAIL sono state 635.433, in linea con quelle rilevate nell'analogo periodo del 2016. La diminuzione di 1.379 casi (pari a -0,2 per cento) è dovuta al calo degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, mentre quelli in itinere nel tragitto casa-lavoro e viceversa hanno avuto un incremento pari al 2,8 per cento. Voglio essere molto chiaro qui, da Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma anche da Ministro dello sviluppo economico: non sono uno di quelli che pensa che la sicurezza sul lavoro si possa ottenere esclusivamente scaricando sulle imprese oneri e responsabilità, ovvero attraverso l'esclusivo uso di misure punitive nei confronti delle imprese e degli imprenditori. C'è bisogno di sensibilizzare datori e dipendenti verso una cultura della sicurezza del rischio, attraverso attività di informazione e formazione. Sicuramente bisogna rafforzare le attività ispettive di vigilanza e controllo sui luoghi di lavoro attraverso il rafforzamento delle strutture amministrative competenti, ma quando queste strutture rilevano delle violazioni delle norme, devono essere capaci di accompagnare l'impresa verso la messa in regola e non solo di infliggere sanzioni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Dobbiamo incentivare le buone prassi aziendali e premiare le imprese che investono nella sicurezza, puntando sulle agevolazioni. Dobbiamo ridurre i costi, agevolando il valore dell'IVA sugli acquisti effettuati dai datori di lavoro per quanto riguarda i prodotti relativi alla sicurezza per le aziende. In generale, ci tengo a trasmettere a quest'Assemblea una mia convinzione, maturata negli anni in cui sono stato parlamentare. Non è con più leggi e ancora più leggi che otterremo il risultato di tutelare i lavoratori. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Probabilmente il risultato si consegue proprio andando nella direzione opposta, che è quella di cominciare ad attuare e far rispettare le leggi esistenti e, con meccanismi premiali, iniziare a premiare chi non solo rispetta le norme, ma fa anche meglio di quello che la legge sulla sicurezza sul lavoro prevede. Dobbiamo potenziare di più i controlli, lo abbiamo detto, ma, allo stesso tempo, ridurre la burocrazia a favore di chi vuole rispettare le norme contro gli infortuni sul lavoro, che non può essere obbligato a compilare decine e decine di scartoffie per mettersi in regola. Questo concetto non vale solo per la tutela lavorativa per chi ha già diritto alla tutela INAIL. Gentili sentori, c'è tutta un'altra categoria, ci sono tante altre persone, tanti altri lavoratori che, visto il mutato nuovo contesto del mondo del lavoro, hanno bisogno di una protezione sociale e non ce l'hanno. Come primo atto da Ministro del lavoro ho deciso di aprire le porte del Ministero del lavoro ai cosiddetti riders , nuove categorie lavorative che fanno parte di nuovi tipi di economia. Li ho coinvolti direttamente, ho ascoltato le loro voci e aperto un dialogo per pianificare un tavolo tra queste grandi compagnie della cosiddetta gig economy . Questi ragazzi, che consegnano pietanze in bici utilizzando una App e che spesso non hanno neanche un contratto (figuriamoci una tutela), sono stati i primi lavoratori a entrare al Ministero del lavoro di questo Governo. È nostra intenzione cominciare a introdurre una tutela per queste categorie, anche collaborando con le aziende. Il prossimo lunedì al Ministero del lavoro ci sarà il primo tavolo tra società - le grandi multinazionali delle App - e i riders . Qual è l'obiettivo? Trovare insieme una forma di contratto che dia tutele a questi ragazzi e possa riconoscere loro un compenso minimo, così da dare un minimo di dignità a un lavoratore e alla sua stessa definizione. Qualche giorno fa al Consiglio europeo dei Ministri del lavoro abbiamo provato a inserire in una delle direttive che si stava discutendo il concetto di lavoratore, ossia chi è il lavoratore oggi. Infatti, non è detto che chi oggi lavora possa davvero essere definito tale, perché siamo in un momento dalla vita del Paese in cui molti ragazzi accettano di avere un lavoro anche senza guadagnare, quindi figuriamoci se pretendono tutele. Il concetto di chi è il lavoratore e qual è il minimo di dignità che bisogna corrispondere a chi lavora sarà uno di quelli che avremo più a cuore come Governo del Paese. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). In un primo momento era mia intenzione adottare un provvedimento e tutelare questi lavoratori direttamente con una norma, inserendola in un decreto-legge. Ma devo dire che l'incontro con queste grandi big company (Commenti della senatrice Bellanova) è andato bene: c'è stata una disponibilità ad aprire il tavolo. Lo dico chiaramente: se ci sarà la disponibilità a dare tutele a questi ragazzi attraverso una concertazione, benissimo. Il Ministero patrocinerà questa concertazione e porterà l'obiettivo di dare tutele ai riders. Se invece tale disponibilità non ci sarà, perché non ci sarà la volontà da parte di queste compagnie di smetterla di sfruttare i nostri ragazzi, allora faremo una norma per tutelarli. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Credo che non sia alimentando il conflitto tra datore e dipendente che riusciremo a portare avanti il tema dei diritti dei lavoratori e dello sviluppo delle imprese. È il momento di fare squadra. Di fronte a crisi come l'ultima, affrontata in maniera brillante dai funzionari del Ministero del lavoro - non me ne prendo il merito - sulla questione TIM, che ha scongiurato la cassa integrazione per 35.000 lavoratori, ho capito quanto sia importante mettere il Ministero del lavoro e quello dello sviluppo economico sotto la stessa direzione politica perché prima, a quel tavolo, abbiamo scongiurato la cassa integrazione, ma poi, di comune accordo tra proprietà e lavoratori, ci siamo detti: