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a terreni agricoli e acque di falda per i quali analisi chimiche abbiano messo in evidenza la presenza di composti tossici, cancerogeni, teratogeni, mutageni o ormoni-simili, non riconducibili a fonti naturali, in concentrazioni superiori a quelle di cui all'articolo 240, comma 1, lettera b) , del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e che non ricadono nelle fattispecie di cui alla lettera c) del medesimo comma 1 dell’articolo 240; b terreni agricoli la cui contaminazione ai sensi della lettera a) del presente comma sia stata messa in evidenza da enti o agenzie internazionali presenti sul territorio; c terreni agricoli già inclusi nell'anagrafe regionale ai sensi dell’articolo 251, comma 1, del decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modificazioni, o in ulteriori registri ai sensi di atti amministrativi emanati a livello provinciale o comunale. 2 In deroga all'articolo 241, e fatto salvo quanto disposto all'articolo 242, comma 4, del decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modificazioni, tutti i cittadini, anche riuniti in associazione possono portare all'attenzione delle autorità competenti situazioni di contaminazione ai fini dell'individuazione delle aree a rischio di cui al comma 1 del presente articolo e di cui all’articolo 2, comma 1, nei casi in cui: a si siano riscontrate patologie anche di natura neoplastica o malformazioni in animali o piante per le quali in letteratura sia stato ipotizzato un nesso di casualità con i composti inquinanti di origine antropogenica con frequenza superiore a quanto riscontrato in aree rurali non contaminate; b si siano riscontrate patologie, anche neoplastiche o malformazioni nell'uomo per le quali in letteratura sia stato ipotizzato un nesso di casualità con i composti inquinanti di origine antropogenica con frequenza superiore a quanto riscontrato in aree rurali non contaminate. 3 Entro novanta giorni dal ricevimento dalle segnalazioni di cui al comma 2 le autorità destinatarie inviano ai soggetti denuncianti un parere motivato sulle decisioni che intendono prendere. 2 (Obbligo di caratterizzazione ambientale) 1 Le autorità sanitarie e gli enti preposti alla tutela ambientale provvedono ad effettuare una caratterizzazione chimica dei terreni agricoli e delle acque usate a scopi irrigui per individuare la presenza di composti tossici, cancerogeni, teratogeni, mutageni o ormoni-simili nei casi previsti all'articolo 1, comma 2, lettere a) e b) , entro un termine di sessanta giorni a partire dalla data di segnalazione. 2 Qualora dalla caratterizzazione chimica di cui al comma 1 del presente articolo i terreni destinati alla produzione alimentare o le acque irrigue dovessero presentare concentrazioni di sostanze inquinanti superiori a quelle di cui all'articolo 240, comma 1, lettera b) , del decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modificazioni, le autorità preposte provvedono entro trenta giorni ad includere la zona tra quelle destinatarie dei provvedimenti di cui agli articoli 3 e 4 della presente legge. 3 Ai fini dell'accertamento dei soggetti responsabili della contaminazione si applicano le disposizioni di cui all'articolo 244, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006, anche ai fini risarcitori del danno. 4 Le modalità di esecuzione della caratterizzazione di cui al comma 1 del presente articolo sono concordate al tavolo di concertazione di cui all’articolo 5. 3 (Divieti) 1 Fatto salvo quanto disposto all'articolo 247 del decreto legislativo n. 152 del 2006, nelle zone agricole di cui all'articolo 1 della presente legge e in quelle ricomprese in un raggio di 3 Km a partire dal limite esterno della zona contaminata oltre i limiti di legge si applicano le seguenti misure: a divieto di produzioni agro-alimentari destinate all'alimentazione umana o animale, divieto di pascolo, di caccia, di pesca, di raccolta di funghi e di piante officinali fatto salvo per quanto indicato all’articolo 4, comma 1, lettera a) ; b sospensione di tutti gli strumenti di semplificazione normativa; c divieto di attività artigianali e industriali in cui si impieghino o producano beni o rifiuti contenenti le sostanze di cui all'articolo 1 indipendentemente dalle quantità usate in fase produttiva, anche quali catalizzatori, o dalle concentrazioni nei rifiuti solidi, reflui liquidi o emissioni gassose; d divieto di attività estrattive di qualunque tipo e, in generale, attività che comportino la manomissione o movimentazione dei terreni contaminati o l'emungimento delle acqua di falda a scopo irriguo o alimentare. 2 Le misure di cui al comma 1, limitatamente alle lettere a) , b) , e d) , rimangono in vigore fino ad avvenuta bonifica ad opera dei responsabili della contaminazione ovvero delle amministrazioni locali nel caso di impossibilità di accertare le responsabilità come previsto dall'articolo 250 del decreto legislativo n. 152 del 2006. 3 La bonifica deve essere finalizzata al totale ripristino ambientale e la sua esecuzione deve essere conforme a quanto previsto all'articolo 248, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006. 4 (Attività consentite) 1 Sui terreni di cui all'articolo 1 e fino ad avvenuta bonifica sono consentite le seguenti attività: a coltivazioni isolate dal terreno ed irrigate con acque non contaminate; b coltivazioni a scopo industriale, di piante da fiore, ornamentali, piante destinate alla bioedilizia; c coltivazioni di essenze vegetali con capacità di fito-depurazione e fito-estrazione; d operazioni di bonifica, pulizia, riciclo e riuso dei materiali recuperati; e iniziative volte a ridurre l'immissione in atmosfera di gas serra che non siano in contrasto con quanto previsto all'articolo 3; f installazione di impianti per la produzione di energia solare o eolica ad integrazione delle attività di cui alle lettere a) , b) , c) , d) ed e) , che consentano e non possano prescindere dalle attività di cui alle lettere a) , b) , c) , d) ed e) ; g edificazione di strutture non permanenti adibite a pertinenze agricole, attività di controllo, analisi chimiche, ricerche, studi scientifici inerenti le attività consentite e necessarie ai sistemi di recupero o di produzione energetica; h l'assemblaggio artigianale e lo stoccaggio momentaneo di manufatti prodotti in loco . 2 I raccolti ed i prodotti di cui alle attività elencate al comma 1, lettera a) , devono essere muniti di una caratterizzazione chimica rilasciata da un laboratorio di analisi accreditato che ne attesti la loro conformità alle disposizioni di legge relative agli alimenti per l'uomo o gli animali. 3 I raccolti ed i prodotti di cui alle attività elencate al comma 1, lettere b) e c) , devono essere muniti di una caratterizzazione chimica rilasciata da un laboratorio di analisi accreditato che deve essere inviato al tavolo di cui all'articolo 5, che dispone le modalità di uso e smaltimento finalizzate a garantire che le sostanze tossiche eventualmente incorporate durante la permanenza nei siti contaminati non siano rilasciate in altri comparti ambientali.