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Atto n. 4-00846 DI GIROLAMO NUGNES DI NICOLA PESCO LANNUTTI LOMUTI MORONESE RICCIARDI CORBETTA COLTORTI LUCIDI FERRARA PACIFICO MONTEVECCHI AIROLA CASTALDI SANTILLO MANTERO L'ABBATE LOREFICE GAUDIANO CASTIELLO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il sistema delle aree protette rappresenta uno straordinario strumento per la tutela della biodiversità e per lo sviluppo sostenibile di molti territori marginali del nostro Paese, tuttavia molti enti parco risultano da anni limitati nelle loro funzioni, a causa di ritardi nelle nomine degli organi di gestione previsti dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394; ad oggi, in Italia, ben 11 parchi nazionali su 24 sono sprovvisti della figura del presidente e 7 parchi nazionali non dispongono del direttore, mentre solo 8 enti parco hanno adottato il piano del parco, strumento di gestione indispensabile per garantire l'operatività degli enti; con riferimento al Parco nazionale della Majella, si rileva che nel 2012 il presidente del Parco procedette all'adozione di una delibera per l'avvio delle procedure di selezione del direttore. Tuttavia il procedimento fu interrotto, a causa della mancata costituzione del consiglio direttivo. Solo nel 2016, dopo due anni dalla costituzione del consiglio direttivo, fu deliberata una nuova procedura concorsuale per l'individuazione della figura del direttore senza, tuttavia, addivenire a conclusione; a completare il quadro a parere degli interroganti del tutto anomalo che caratterizza la governance istituzionale dell'ente, si rileva che, negli anni di vacatio , il ruolo di direttore sarebbe stato ricoperto da un soggetto che non aveva i requisiti di legge, raggiunti solo a marzo 2018; l'attuale direttore facente funzione dell'ente cesserà il suo mandato entro il 2018 e il Parco nazionale della Majella risulta sprovvisto della figura del presidente da circa un anno; tutto ciò concorre a delineare un quadro preoccupante in merito all'effettiva operatività dell'ente, chiamato a tutelare un territorio tra i più ricchi di biodiversità nel bacino mediterraneo, si chiede di sapere: se e quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda attivare per garantire l'operatività gestionale dell'ente, e con essa l'effettiva tutela del patrimonio naturale, storico e culturale del territorio del Parco nazionale della Majella; quali iniziative intenda avviare per garantire l'operatività gestionale dei numerosi parchi nazionali ancora sprovvisti delle figure di presidente, direttore e dell'approvazione dei relativi piani di gestione. Atto n. 4-00847 LANNUTTI DI NICOLA PRESUTTO LEONE VONO SILERI FERRARA GALLICCHIO ROMANO Marco PELLEGRINI PARAGONE PESCO MORRA VANIN L'ABBATE BUCCARELLA FENU DRAGO LOMUTI DI PIAZZA BOTTO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: Invitalia, agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di cui è azionista unico il Ministero dell'economia e delle finanze, con Domenico Arcuri amministratore delegato dal 2007, ha una forma privatistica che le consente di fare assunzioni a chiamata diretta o senza le procedure proprie dei concorsi pubblici; a sua volta, Invitalia ha il controllo di altre società: Infratel Italia; Italia Turismo; Invitalia Partecipazioni; Marina di Portisco; Invitalia Ventures; SGR Mediocredito Centrale, come emerge dal sito internet ; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: Invitalia, nata nel 1999 su iniziativa del Governo D'Alema, dopo quasi 20 anni dispone di oltre 1.500 addetti e, nei suoi anni di vita, non è stata al riparo di perplessità e critiche, specie nell'era ininterrotta di Arcuri, su rari articoli dei media ed in Parlamento, per la sua gestione "elefantiaca" e di dubbia utilità; molti suoi dipendenti risultano disseminati in vari Ministeri, in particolare presso il Ministero dello sviluppo economico, con funzioni facilmente esplicabili dai funzionari degli stessi ministeri, ma, a parità di livelli, con retribuzioni di gran lunga superiori; dal bilancio d'esercizio del 2017 l'organico risulta di 1.517 unità, con un costo di circa 127 milioni di euro (tra interni ed esterni); l'attività di promozione per l'attrazione di investimenti esteri è svolta nel nostro Paese anche dall'ICE, Istituto per il commercio estero; il disegno di legge di bilancio per il 2019 prevede, all'articolo 18, la costituzione di InvestItalia, che avrà il compito di valutare tutti i programmi di investimenti, per sostenere gli investimenti pubblici e privati grazie a una dotazione di spesa iniziale di 25 milioni di euro e farà direttamente capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Avrà tre compiti: analisi e valutazione di programmi di investimento riguardanti le infrastrutture materiali e immateriali, valutazione delle esigenze di riammodernamento delle infrastrutture delle pubbliche amministrazioni e verifica degli stati di avanzamento dei progetti infrastrutturali, nonché elaborazione di studi di fattibilità economico-giuridico di progetti di investimento in collaborazione con il Ministero dell'economia; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: la criticabile gestione da parte di Domenico Arcuri di Invitalia, uno degli ultimi carrozzoni della vecchia Repubblica da smantellare, è stato oggetto di rare inchieste giornalistiche, come quella del 6 giugno 2013 pubblicata su "La Notizia", che denunciava un'infornata di consulenti; di uomini vicini al governo dell'epoca, con la finalità apparente di acquisirne il consenso, in particolare ex politici ed ex manager pubblici in pensione; «"La struttura guidata dall'amministratore delegato Domenico Arcuri (...) ha elargito la bellezza di 112 incarichi, spendendo 2 milioni e 884 mila euro. In media fanno 25.750 euro a collaborazione, con picchi che però riescono a raggiungere i 183 mila euro lordi l'anno. Nella spartizione della torta, tra l'altro, Arcuri e colleghi hanno spesso e volentieri privilegiato ex manager pubblici in pensione e i soliti politici (...), che in operazioni del genere spuntano sempre come funghi dopo la pioggia. Ma Invitalia, che si occupa di attrazione degli investimenti esteri in Italia e di sviluppo d'impresa, non si è certo fermata qui. Sempre da inizio anno, infatti, ha stipulato qualcosa come 142 contratti di fornitura, tra i cui beneficiari ci sono anche Eataly e AltaRoma per tutta una serie di "indispensabili" promozioni. (...) Nella lista delle 112 consulenze la palma della più ricca spetta a quella assegnata a Luigi Mor. Ingegnere genovese, Mor è un ex manager di spicco del gruppo Fincantieri, andato in pensione da qualche mese"»;