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2 La proprietà delle aree di sedime delle ferrovie dismesse rimane nel patrimonio dei soggetti proprietari che sono tenuti a garantirne l'integrità e a consentirne l'uso come autostrade verdi, previa stipulazione di un accordo non oneroso, da redigere secondo quanto previsto nelle linee guida della mobilità dolce, di cui all'articolo 4. 6 (Riuso e valorizzazione della viabilità minore) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano riconoscono il valore storico, culturale o testimoniale dei percorsi viari consolidati armonicamente integrati nel territorio e nel paesaggio e, al fine di provvedere alle loro tutela e conservazione, emanano norme preordinate alla loro individuazione e disciplina d'uso. A tale fine le regioni affidano alle province l'individuazione, attraverso una o più varianti al piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP), dei percorsi viari, dettandone la disciplina d'uso costruttiva di regolazione. 2 L'individuazione dei percorsi viari di cui al comma 1, effettuata per tratti omogenei sotto il profilo dell'interesse paesaggistico, storico, ambientale o testimoniale, integra il contenuto del PTCP quale piano paesaggistico. 3 I percorsi viari individuati ai sensi del comma 1 sono organizzati in percorsi a rete destinati ad accogliere il flusso di traffico turistico, con preferenza per quello a basse intensità e velocità, compresi i flussi ciclopedonali. I percorsi viari sono ristrutturati al fine di consentire la continuità anche mediante la realizzazione di varianti nei casi di incompatibilità della tutela con le funzioni di traffico. Nei casi di uso promiscuo della sede stradale sono adottate le misure necessarie per garantire la sicurezza dell'utenza debole. 4 Gli enti proprietari delle strade sono tenuti, ferma restando l'osservanza delle disposizioni in materia di sicurezza, ad adeguare la disciplina della circolazione alla disciplina d'uso prevista nel PTCP. 5 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscono, rispettivamente, il catasto regionale e provinciale delle strade di interesse paesaggistico, storico o ambientale, che raccoglie la documentazione ottenuta da tutti gli strumenti di ricognizione utili alla mappatura della rete viaria. La documentazione è acquisita per tutte le strade del territorio regionale e delle province autonome, è referenziata geograficamente con riferimento alla carta tecnica regionale e della provincia autonoma ed è integralmente informatizzata. 6 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscono una commissione a cui è affidata l'esecuzione degli adempimenti di cui al comma 1. La commissione, al cui interno devono essere rappresentate le associazioni ambientaliste di rilievo regionale e della provincia autonoma, rende preliminarmente noti i criteri per la selezione dei percorsi viari meritevoli di tutela e procede alla valutazione delle caratteristiche delle strade sulla base di visite sopralluogo, della documentazione resa disponibile e di segnalazioni, considerazioni e proposte avanzate da enti o da privati cittadini. La commissione è volta per volta integrata da un rappresentante del comuni interessati dal percorso viario. 7 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano promuovono studi e ricerche, anche in collaborazione con istituti universitari, per la messa a punto di procedure e di tecniche per il recupero delle peculiarità storico-culturali e per la contestuale riqualificazione funzionale delle attrezzature e dei margini stradali, al fine di garantire i livelli di sicurezza adeguati alle funzioni di traffico assegnate ai percorsi viari tutelati dalla presente legge. 7 (Atlante dei cammini e valorizzazione dei percorsi) 1 Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo promuove il censimento degli itinerari storici, culturali, religiosi, artistici o sociali, fruibili a piedi e con altre forme di mobilità dolce, ai fini della loro promozione e valorizzazione. 2 Per la realizzazione del censimento di cui al comma 1 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo: a tiene conto delle banche dati già disponibili e dei censimenti già effettuati; b effettua un coordinamento con le regioni e con gli altri enti territoriali e locali; c può coinvolgere università ed istituti di ricerca, associazioni di utenti, di volontariato e del terzo settore, ed anche degli operatori del settore turistico e culturale. 3 Ai fini del censimento sono individuati il percorso, il soggetto o i soggetti che gestiscono e promuovono il percorso, l'appartenenza a circuiti internazionali ed europei, le strutture e di servizi turistico-culturali collegati, le iniziative di valorizzazione già realizzate o programmate. Sono altresì individuati i comuni che, lungo i cammini, si distinguono per iniziative a sostegno allo sviluppo del turismo sostenibile e lento. 4 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sulla base del censimento di cui al presente articolo, pubblica l'Atlante dei cammini d'Italia, ai fini della promozione turistica e culturale. L'Atlante dei cammini è aggiornato ogni due anni dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ed è inserito nella rete nazionale per la mobilità dolce di cui all'articolo 4. 5 Le linee guida di cui agli articoli 3 e 4 possono prevedere specifiche regole per la manutenzione dei cammini e la segnaletica comune, nonché disciplinari di qualità dei servizi di fruizione ed accoglienza presso gli itinerari dei cammini e la costruzione di reti di istituzioni ed imprese per la gestione e valorizzazione dei cammini. 8 (Modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42) 1 Al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 136, comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti lettere: « d-bis) ferrovie turistiche, ferrovie sospese e ferrovie dismesse, di pregevole valore paesaggistico o inserite in ambiti territoriali di particolare valenza ambientale; d-ter) strade dismesse, strade bianche, sentieri e tratturi di rilevante valore paesaggistico, ambientale o storico»; b all'articolo 137, comma 1, le parole: «e d) » sono sostituite dalle seguenti: «, d) , d-bis) e d-ter) » ; c all'articolo 139, comma 3, le parole: «gli immobili indicati alle lettere a) e b) » sono sostituite dalle seguenti: «gli immobili e le aree indicati, rispettivamente, alle lettere a) e b) e alle lettere d-bis) e d-ter) »; d all'articolo 140: 1) al comma 1, le parole: «e d) » sono sostituite dalle seguenti: «, d) , d-bis) e d-ter) »; 2) al comma 3, le parole: «gli immobili indicati alle lettere a) e b) » sono sostituite dalle seguenti: «gli immobili e le aree indicati, rispettivamente, alle lettere a) e b) e alle lettere d-bis) e d-ter) ». 9 (Interventi di valorizzazione della rete della mobilità dolce)