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basterebbe un quarto della piovosità nazionale a sistemare il fabbisogno agricolo. Su questo siamo intervenendo subito con i nuovi progetti del PNRR. Per quanto riguarda il distretto del Po, sono previsti interventi per la mitigazione del fenomeno della siccità e delle crisi idriche, con risorse del PNRR e aggiuntive, per un valore complessivo di 480 milioni di euro. I primi 360 milioni sono già stati stanziati con il programma di rinaturazione del Po. Ulteriori interventi sono previsti da parte del Ministero delle politiche agricole, che ha avviato da tempo un massiccio programma di investimenti volto all'efficientamento delle infrastrutture utilizzate per l'accumulo e la distribuzione dell'acqua ai fini irrigui. È chiaro che dal tavolo che stiamo costituendo usciranno tutte le indicazioni per eventuali altre azioni più di emergenza. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Ferrari, per due minuti. FERRARI (PD) . Signor Ministro, la ringrazio per l'esauriente risposta e anche per aver colto l'urgenza di intervenire e la complessità adeguata che serve nella risposta. Due sono le indicazioni. La prima è che questo è un tema talmente complesso che non può essere risolto se non da un massimo coordinamento di tutti gli enti e i soggetti preposti; la seconda è che la parte di progettazione restante sulle risorse idriche previste nel PNRR deve essere anche l'occasione per tenere conto del fatto che il mondo sta cambiando e forse è già cambiato. L'attuale grave crisi idrica ci mette di fronte a una realtà. Forse il mondo è già cambiato rispetto a due anni fa, quando è stata adottata l'impostazione del PNRR. Lo dico soprattutto riguardo al primo punto e cioè alla necessità di un coordinamento. Abbiamo visto in queste settimane iniziative istituzionali un po' timide da parte delle istituzioni locali. La colpa non deve e non può ricadere su nessuno, ma ci deve essere un investimento di responsabilità vero fino in fondo. Nei campi padani si sta per raccogliere il mais a un'altezza di 1,40 metri, quando l'altezza media si aggira a 3 metri. Questo dà il senso della gravità di quello che sta accadendo nel più grande bacino idrico del Paese. Anche in ragione di questo mi consenta di concludere dicendo che l'acqua è un bene prezioso per l'ecosistema ambientale, per l'agricoltura e - come abbiamo visto negli ultimi mesi - anche per l'energia. Occorrono rapide scelte strategiche grazie alle quali non sia necessario scegliere a quale di questi tre utilizzi destinare l'acqua. Un Paese importante come l'Italia non può che far coesistere le tre dimensioni di utilizzo: ambiente, agricoltura ed energia. (Applausi dal Gruppo IV-PSI e del senatore Collina). PRESIDENTE . La senatrice Gallone ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03395 sulle ricadute del processo di transizione ecologica nei trasporti, per tre minuti. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor ministro Cingolani, a nome di Forza Italia, anche attraverso questa interrogazione, le esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per la decisione del Parlamento europeo di bloccare, a partire dal 2035, la vendita degli autoveicoli non elettrici, mettendo a serio rischio un comparto vitale per l'economia italiana. È un orientamento quello dell'Europa sul Fit for 55 che per Forza Italia è inaccettabile, perché comporterebbe la perdita di almeno 70.000 posti di lavoro e il rischio di essere invasi da Paesi extraeuropei che continuerebbero a usare le centrali a carbone per produrre batterie al litio. Riteniamo tale scelta perentoria assolutamente non coerente con i principi della corretta transizione ecologica ed energetica, che deve avvenire nei tempi e nei modi più razionali e coerenti, sostenendo e valorizzando semmai le nuove tecnologie, la ricerca e l'innovazione per uno sviluppo sostenibile, mettendosi al fianco delle nostre imprese geniali. E noi che siamo da sempre veramente dalla parte delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie non ci arrendiamo, nella precisa convinzione che non può esistere sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica e sociale. E, che per garantire la tutela dell'ambiente, non ci si può limitare alle imposizioni demagogiche, pericolose per il benessere sociale, ma è necessario mettere in campo ogni tipo di sostegno alla ricerca e allo sviluppo dell'innovazione tecnologica, unica soluzione possibile per garantire il benessere sociale ed economico accanto alla necessaria sostenibilità ambientale. Non ci fermeremo, e anche oggi, a nome del Gruppo Forza Italia in Senato, come già abbiamo fatto ieri alla Camera, le chiediamo di intervenire con forza presso le istituzioni europee affinché possano rivedere il loro orientamento, perché c'è bisogno di più tempo e di gradualità per attivare questa rivoluzione radicale per attuare contemporaneamente politiche a sostegno della filiera dell' automotive , in modo da sostenere la riconversione degli impianti e le nuove potenzialità aziendali. Nessuno di noi è contro l'elettrico, ma sosteniamo la necessità di un mix energetico coerente con il principio della neutralità tecnologica. Forza Italia continuerà a essere in prima linea in questa battaglia per bloccare la pericolosa decisione dell'Europa, ma è fondamentale che il Governo su questo punto sia compatto nel superare le resistenze ideologiche che avrebbero conseguenze catastrofiche su un intero comparto fatto da innumerevoli filiere e su migliaia di famiglie italiane. Siamo fiduciosi perché le abbiamo sentito pronunciare termini come flessibilità e realismo, perché l'ambiente si tutela con il progresso e l'innovazione, non tornando indietro. Dunque, chiediamo quale sia l'impegno del Governo affinché questa decisione, che noi riteniamo sbagliata e rischiosa, possa essere razionalmente modificata. PRESIDENTE. Il ministro della transizione ecologica, professor Cingolani, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CINGOLANI, ministro della transizione ecologica . Signor Presidente, i provvedimenti inclusi nel pacchetto Fit for 55, compreso quello relativo al settore trasporti, sono - come sa - in discussione a livello comunitario secondo l'ordinaria procedura legislativa, con il processo cosiddetto di codecisione. Su questo tema è stato raggiunto, almeno a livello nazionale, un coordinamento ampio, con una posizione condivisa nell'ambito del Comitato interministeriale per la transizione ecologica, il CITE, in cui i vari Dicasteri - sviluppo economico, infrastrutture e mobilità sostenibile e lo stesso MITE - hanno svolto una serie di consultazioni con le parti sociali ed economiche coinvolte per poter contare su elementi di flessibilità e, appunto, di realismo che permettano di affrontare la necessaria transizione minimizzando i costi sociali ed economici connessi alla transizione stessa. Con riferimento alla proposta di revisione del Regolamento UE, la posizione italiana si è focalizzata sul mantenimento della deroga per i produttori di piccoli volumi, nonché sul mantenimento dell'attuale curva di ripartizione dell'obiettivo europeo di riduzione tra i costruttori di veicoli commerciali leggeri - abbiamo dialogato con i costruttori: