[pronunce]

Pertanto, all'epoca dei fatti di causa, per coprire l'intero insegnamento, teorico e pratico, dell'educazione musicale nella scuola media inferiore erano necessarie due abilitazioni, la 32/A e la 77/A. Viceversa, nella scuola superiore, era sufficiente una sola abilitazione, la 31/A, che consentiva di insegnare sia la teoria, sia lo strumento. Ciò premesso, il Consiglio di Stato osserva che il censurato art. 2, comma 4-bis, consente l'accesso al corso abilitante per la classe 77/A ai soli docenti che abbiano un'esperienza pratica di insegnamento dello strumento musicale nella scuola media, ossia nella stessa classe di concorso. Viceversa, la previsione di tale ultimo requisito escluderebbe dal corso chi abbia l'esperienza pratica come insegnante di strumento musicale, ma in una scuola di grado superiore. Ciò precluderebbe una possibilità di miglioramento professionale a soggetti potenzialmente più qualificati di quelli ammessi a partecipare al corso. La disposizione è censurata, quindi, in riferimento all'art. 3 Cost., nella parte in cui essa non ammette a partecipare al corso abilitante per la classe di concorso 77/A coloro che abbiano prestato servizio di insegnamento di strumento musicale presso la scuola secondaria di secondo grado. 3.- Nel giudizio innanzi alla Corte è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione sia dichiarata non fondata. 3.1.- La difesa dell'interveniente sottolinea, in via preliminare, le differenze dell'insegnamento di strumento musicale rispettivamente impartito negli istituti secondari di primo grado e in quelli di secondo grado ed, in particolare, negli istituti magistrali. Il piano degli studi di tali istituti prevedeva quale insegnamento obbligatorio il canto, mentre quello dello strumento era solo facoltativo. Non erano previsti i contenuti di tale disciplina, in quanto essa aveva «la precisa finalità di servire con efficace mezzo ausiliario nello studio della musica e canto». Al riguardo, è richiamata la circolare del Ministro dell'istruzione pubblica 17 settembre 1938 (Insegnamento facoltativo dello strumento musicale negli istituti magistrali). Ad avviso dell'Avvocatura generale dello Stato, l'insegnamento dello strumento musicale negli istituti magistrali (come sarebbe il caso dell'odierno ricorrente) risulterebbe, quindi, sostanzialmente diverso rispetto a quello impartito nelle scuole secondarie di primo grado ad indirizzo musicale. Per queste ultime, l'insegnamento rivestirebbe, infatti, un rilievo centrale nell'offerta formativa dei relativi percorsi di studio. La difesa dell'interveniente sottolinea che tali percorsi prevedono un programma molto approfondito, finalizzato a fornire allo studente consapevolezza interpretativa nell'esecuzione di composizioni tratte dal repertorio solistico e d'insieme. Non sarebbe, pertanto, possibile un'assimilazione dell'insegnamento prestato nella classe di concorso 77/A a quello prestato nella classe 31/A. Tale differenza varrebbe a giustificare il trattamento diversificato previsto dalla disposizione censurata con riferimento a coloro che abbiano rispettivamente prestato servizio nelle due classi indicate. 3.2.- L'Avvocatura generale dello Stato deduce, inoltre, la natura derogatoria ed eccezionale della disciplina in esame. Essa istituisce percorsi di abilitazione straordinari e riservati ad una platea di soggetti espressamente individuati. La procedura selettiva non potrebbe essere qualificata come "pubblica", come si verifica nel caso di una selezione concorsuale, in quanto essa si rivolge in via esclusiva ad una categoria specifica di personale di per sé qualificato. La disposizione censurata consentirebbe, in via eccezionale, di conseguire l'abilitazione all'insegnamento di una materia a docenti abilitati ad insegnare una diversa materia. L'eccezionalità della deroga si giustificherebbe in ragione dell'esperienza professionale già maturata nell'insegnamento per il quale si intende conseguire l'abilitazione. La difesa dell'interveniente fa altresì rilevare che la mancata ammissione ai corsi speciali non avrebbe comunque precluso agli aspiranti la possibilità di abilitarsi nella classe di concorso di proprio interesse, attraverso i corsi ordinari di abilitazione attivati a decorrere dall'anno scolastico 2007/2008 anche per la classe di concorso 77/A. Con riferimento alla disposizione censurata, il mancato riconoscimento del servizio svolto presso istituti scolastici di grado diverso non sarebbe affatto discriminatorio, poiché si terrebbe conto di situazioni giuridiche differenti e non omogenee. Inoltre, l'eccezionalità della procedura selettiva in esame non consentirebbe di estendere l'ambito soggettivo dei destinatari della disposizione speciale. 4.- Nel giudizio incidentale si è costituito M. T., parte appellante nel giudizio a quo, chiedendo l'accoglimento della questione sollevata dal Consiglio di Stato. La parte privata riferisce di avere impugnato la propria esclusione dal corso abilitante per la classe 77/A e di avere successivamente ottenuto l'ammissione con riserva, conseguendo, al termine, la relativa abilitazione. Ad avviso della parte privata, avrebbe dovuto, quindi, trovare applicazione l'art. 4, comma 2-bis, del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115 (Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della pubblica amministrazione). Esso prevede che i candidati, in possesso dei titoli per partecipare ad un concorso, conseguano la relativa abilitazione professionale qualora abbiano superato le prove d'esame scritte ed orali previste dal bando, anche se la loro ammissione sia avvenuta a seguito di provvedimenti giurisdizionali o di autotutela. 4.1.- Nella memoria depositata in prossimità dell'udienza, la parte privata evidenzia che l'insegnamento considerato ai fini dell'ammissione ai corsi abilitanti sarebbe esso stesso derivato da un indirizzo sperimentale autorizzato dal MIUR e finalizzato all'introduzione dell'insegnamento dello strumento musicale nelle scuole medie. Anche il servizio prestato dal ricorrente come insegnante di strumento musicale si è svolto nell'ambito di una sperimentazione ad indirizzo musicale, autorizzata dal competente ufficio scolastico provinciale, in collaborazione con il Conservatorio di Matera. Nell'ambito di tale progetto sperimentale - attivato ai sensi dell'art. 8 del d.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 (Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche ai sensi dell'art. 21, della legge 15 marzo 1999, n. 59) - è stato realizzato un incremento del 15 per cento del monte ore annuale per l'indirizzo musicale, che ha consentito di inserire nel piano di studio ulteriori discipline, oltre all'insegnamento dello strumento, quali teoria-solfeggio e dettato musicale, pianoforte complementare, nonché storia di estetica della musica, musica da camera, esercitazioni corali e musica elettronica.