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l'interazione tra lo spettacolo e l'intera filiera culturale, educativa e del turismo; le attività di spettacolo realizzate con il diretto coinvolgimento dei giovani fin dall'infanzia; il teatro per ragazzi, incentivando la produzione qualificata e la ricerca; l'accesso alla fruizione delle arti della scena, intese come opportunità di sviluppo culturale per tutti i cittadini, con particolare attenzione alle nuove generazioni di pubblico, fin dall'infanzia; il riequilibrio e la diffusione territoriali nel Paese dell'offerta e della domanda delle attività di spettacolo, anche con riferimento alle aree geograficamente disagiate; lo sviluppo di circuiti regionali di distribuzione, promozione e formazione tra i diversi soggetti e le strutture operanti nel settore dello spettacolo, anche con riferimento alle residenze artistiche, al fine di assicurare un'offerta di qualità su tutto il territorio nazionale e favorire la collaborazione con il sistema dell'istruzione scolastica di ogni ordine e grado; la diffusione dello spettacolo italiano all'estero e i processi di internazionalizzazione, in particolare in ambito europeo, attraverso iniziative di coproduzione artistica, collaborazione e scambio. A tale scopo prevede: forme di partenariato culturale, anche attraverso gli organismi preposti alla promozione all'estero e favorendo la circolazione delle opere con specifico riguardo alle produzioni di giovani artisti; la trasmissione dei saperi, la formazione professionale e il ricambio generazionale, al fine di valorizzare il potenziale creativo dei nuovi talenti; la conservazione del patrimonio musicale, teatrale, coreutico, nonché della tradizione della scena e dei suoi mestieri. Ancora la disposizione prevede l’obiettivo di aumentare l’apporto di risorse private favorendo l'iniziativa dei singoli soggetti, volta a reperire risorse ulteriori rispetto al contributo pubblico. L’articolo si chiude con due disposizioni. La prima contenuta nella lettera n) riguarda l’obiettivo di favorire e promuovere le attività di spettacolo dal vivo realizzate in luoghi di particolare interesse culturale, tali da consentire una reciproca azione di valorizzazione tra il luogo e l'attività. La seconda, declinata nella lettera o) , riguarda la collaborazione tra Stato ed enti locali per l'individuazione di immobili pubblici non utilizzati o che versino in stato di abbandono o di degrado o beni confiscati da concedere per le attività di spettacolo. L'articolo 2 prevede la delega al Governo ad adottare, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per il coordinamento e il riordino delle disposizioni legislative e di quelle regolamentari che disciplinano l'attività, l'organizzazione e la gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche nonché per la riforma, la revisione, e il riassetto della disciplina dei diversi settori del teatro, della musica, della danza, degli spettacoli viaggianti, delle attività circensi, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche, mediante la redazione di un testo unico normativo denominato «codice dello spettacolo». Per quanto riguarda le fondazioni lirico-sinfoniche, si dovrà procedere in continuità con i recenti interventi in argomento, per tali aspetti si rinvia all'illustrazione del comma 3. Per quanto riguarda gli altri settori, l’oggetto della delega è volto a superare la disciplina frammentaria e disorganica derivante da una stratificazione di interventi legislativi. L’obiettivo è quello di conferire al settore un assetto più efficace, organico e conforme ai principi di semplificazione delle procedure amministrative e ottimizzazione della spesa e volto a migliorare la qualità artistico-culturale delle attività, incentivandone la produzione, l’innovazione, nonché la fruizione da parte della collettività, con particolare riguardo all’educazione permanente, in conformità alla raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006. Il comma 2 indica i principi e i criteri direttivi per l’esercizio della delega. La lettera a) riguarda l’adeguamento agli articoli 117 e 118 della Costituzione, anche alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale. Si pongono le basi per definire un quadro legislativo coerente con il nuovo assetto di competenze derivante dalla riforma costituzionale del 2001 tenendo conto della giurisprudenza costituzionale intervenuta che, nelle more della riforma, ha contribuito a definire i parametri che legittimano l’intervento statale. La lettera b) contiene un principio di delega relativo alla razionalizzazione della disciplina dell’intervento dello Stato. Rispetto al testo del Governo la formulazione proposta indica in maniera più puntuale i principi e i criteri specifici di delega. Sono elencate le attribuzioni da mantenere o prevedere a livello statale. I punti 1) e 2) riguardano la gestione del Fondo unico per lo spettacolo disciplinato dalla legge 30 aprile 1985, n. 163. Il Fondo è oggi destinato al sostegno finanziario di enti, istituzioni, associazioni, organismi ed imprese operanti nei settori delle attività, musicali, di danza, teatrali, circensi e dello spettacolo viaggiante, nonché alla promozione ed al sostegno di manifestazioni ed iniziative di carattere e rilevanza nazionali da svolgere in Italia o all'estero. Al punto 2), sono precisate le modalità con cui si provvede alla determinazione dei criteri di riparto del Fondo e all’erogazione delle risorse, attraverso decreti non aventi natura regolamentare da emanare sentito il Consiglio superiore per lo spettacolo (di cui il disegno di legge prevede l’istituzione), previa intesa con la Conferenza unificata. Il punto 3) contiene un principio di delega per assicurare la collaborazione dei diversi livelli di Governo e la conseguente armonizzazione degli interventi dello Stato con quelli degli altri enti territoriali anche attraverso lo strumento dell’accordo di programma. I successivi punti riguardano le altre competenze che il legislatore delegato dovrà attribuire allo Stato ed in particolare: la competenza a promuovere la diffusione delle produzioni italiane ed europee dello spettacolo e delle opere prime, seconde e terze di giovani artisti e compositori emergenti attraverso attraverso appositi spazi di programmazione nelle piattaforme radiotelevisive, anche mediante specifici obblighi di trasmissione nel contratto di servizio tra il Ministero dello sviluppo economico e la RAI-Radiotelevisione italiana s.p.a. (punto 4); la promozione tra le giovani generazioni della cultura e delle pratiche dello spettacolo, anche mediante le nuove tecnologie, attraverso misure rivolte alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e agli enti o istituti di alta formazione (punto 5); la promozione dell’integrazione e dell’inclusione, attraverso attività formative, nonché mediante la pratica e la fruizione delle attività di spettacolo anche in contesti disagiati (punto 6); l’individuazione, d'intesa con la Conferenza unificata, di strumenti di accesso al credito agevolato anche attraverso convenzioni con il sistema bancario, ivi incluso l'Istituto per il credito sportivo (punto 7). Le lettere c) e d) contengono principi e criteri direttivi per la codificazione.