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(v. Allegato B) . STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Brusio). Invito i colleghi che stanno uscendo dall'Aula a farlo velocemente affinché il senatore Steger possa fare la sua dichiarazione di voto. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, il nostro Gruppo si è limitato a presentare emendamenti mirati, di semplificazione per le imprese, il settore agricolo, gli artigiani. Ne cito tre. L'emendamento finalizzato a prorogare di sei mesi la scadenza per i nuovi adempimenti delle strutture alberghiere e dei rifugi alpini sulla sicurezza antincendio. L'obiettivo era quello di non costringere gli albergatori a dover effettuare i lavori nel pieno della stagione turistica, ossia l'estate del prossimo anno. L'emendamento, importante per il settore agricolo, mirava a prorogare l'entrata in vigore della norma sulla tracciabilità dei pagamenti. Lo scopo era quello di dare tempo ad ABI e Poste Italiane per mettere in campo iniziative volte a ridurne l'impatto burocratico. Sempre per le imprese agricole, la proroga sull'obbligatorietà della certificazione antimafia ai fini della richiesta di contributi europei. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 14,12) ( Segue STEGER). La motivazione era quella di scongiurare il rischio concreto che gli uffici preposti non facciano in tempo ad esaminare tutte le pratiche, con relativa perdita dei contributi. Purtroppo il Governo non ha accolto queste ed altre proposte di puro buon senso, limitandosi ad accogliere solo quello sull'adeguamento dei rifugi alpini. Almeno i rifugi alpini hanno adesso il tempo necessario per adeguarsi alle norme antincendio. Sulle banche di credito cooperativo, invece, è per noi positiva la decisione di prorogare i termini per l'adesione dei gruppi. Avevamo presentato un emendamento sulle Raiffeisen affinché fosse il Presidente della Regione, sentita la Banca d'Italia, a stabilire le soglie di partecipazione delle banche di credito cooperativo alla società capogruppo. Noi riteniamo che sarebbe stato utile e opportuno, perché la Presidenza della Regione ha piena conoscenza del territorio. Siccome si tratta di un raggruppamento di banche a livello territoriale sudtirolese, noi avremmo visto bene questa norma che, purtroppo, il Governo e la maggioranza non hanno concesso. È un tema sul quale bisognerà tornare in futuro. Serve una riflessione approfondita per quanta riguarda il credito cooperativo per salvaguardare i principi mutualistici e il legame con il territorio, che sono i valori fondanti del credito cooperativo. Il limite maggiore della riforma riguarda l'obbligo di dover aderire a un gruppo bancario cooperativo pena la perdita della licenza bancaria. La solidarietà per garantire la stabilità del sistema non può arrivare a compromettere la propria identità e libertà di iniziativa economica che è, del resto, garantita dalla Costituzione italiana. Chiediamo pertanto che il tempo guadagnato con la proroga serva per sciogliere tutte le criticità legate alla riforma e a questa riflessione io invito la maggioranza di questo Parlamento. Non siamo tra quelli che criticano lo strumento del proroga-termini come primo vero atto in quest'Aula del nuovo Governo. Crediamo sia legittimo, purché questo tempo venga usato in maniera proficua per il credito cooperativo e per tutti gli altri ambiti interessati dal provvedimento. Ad ogni modo, ci colpisce che non vi sia stata una vera volontà al confronto su diverse proposte, tra cui anche le nostre, che non richiedevano alcun impegno di carattere economico e che ponevano questioni reali. Sarebbe bastato un pizzico in più di buona volontà e di buon senso. Per queste ragioni che annuncio il voto d'astensione del Gruppo per le Autonomie. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, noi siamo invece tra coloro che criticano lo strumento del decreto mille proroghe: tra l'altro, si tratta di uno dei temi che, in generale, abbiamo posto anche in occasione della questione pregiudiziale di costituzionalità. Riteniamo infatti che aver fatto diventare il decreto mille proroghe una prassi costante - ciò ovviamente non riguarda solo il Governo in carica, ma anche tutti i precedenti - non è segno di buona amministrazione, ma è quasi una sorta di autodenuncia dei Governi e dei Ministeri, che non riescono ad attuare le norme. Tra l'altro, vi sono norme che vengono prorogate da moltissimo tempo, senza che si abbia il coraggio di mettervi mano e di cambiarle definitivamente. Devo anche dire, però, che siamo molto meravigliati del fatto che il mille proroghe sia stato uno dei primi atti dell'attuale Governo, innovando una prassi, signor Presidente, che lei conosce bene: questa volta, infatti, abbiamo al nostro esame un mille proroghe estivo. In occasione della discussione degli emendamenti in materia di terremoto, abbiamo appreso che sicuramente a fine anno ci sarà anche il decreto mille proroghe di prassi, quello invernale. Visto che si parla del Governo del cambiamento, si tratta effettivamente di una novità, perché possiamo addirittura arrivare all'emanazione di due decreti mille proroghe. L'altra questione è che nel decreto milleproroghe al nostro esame vi è una serie di interventi di proroga, colleghi del Governo e della maggioranza, dovuta al fatto che non avete ancora un'idea ben chiara di come agire su alcune questioni. L'articolo 13 del provvedimento in esame, in materia di infrastrutture, è significativo da questo punto di vista. Chi mi conosce sa quanto abbia fatto le mie battaglie contro il TAP e contro la TAV. Ma è evidente a tutti, vista la discussione pubblica nata all'interno della maggioranza, che l'articolo 13 serve soltanto per trovare forse una mediazione. Invece sarebbe stato bene - ad esempio - a proposito dell'articolo 13, sulla parte infrastrutturale, mettere mano una volta per tutte a quello sterminato elenco che c'è al CIPE, che prevede ancora un numero stratosferico di opere. Come avevamo chiesto varie volte, anche in occasione dell'approvazione del codice degli appalti, era necessario finalmente che tutti cascami della legge obiettivo fossero ripuliti. Era dunque necessario ripulire quell'elenco e stabilire davvero le priorità importanti per il Paese, che - per quanto ci riguarda e come abbiamo ripetuto varie volte - consistono in un vero piano di investimenti che finalmente, anche con un finanziamento in deficit per un punto di PIL, possa intervenire sulle grandi criticità del Paese, su tutta la parte della cura del territorio, ma anche sul trasporto pubblico locale, ormai in condizioni penose, e su tutta la mobilità sostenibile. Questo tentativo di prender tempo, per poi decidere non so quando - spero che l'estate vi porti consiglio - si dissemina un po' per tutto il decreto mille proroghe.