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-- Le pene previste per i delitti di cui al presente titolo sono diminuite dalla metà a due terzi nei confronti di colui che si adopera per evitare che l'attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, ovvero aiuta concretamente l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria nella ricostruzione del fatto, nell'individuazione degli autori, nella sottrazione di strumenti e risorse rilevanti per la commissione dei delitti. Le pene previste per i delitti di cui all'articolo 452- bis e all'articolo 452- quater sono diminuite della metà se l'autore, prima dell'apertura del dibattimento, provvede alla messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi. Il giudice dispone la sospensione del procedimento per un tempo congruo a consentire all'imputato di eseguire le attività di cui al secondo comma». 6 Nel libro secondo, titolo VIII, capo I, del codice penale, all'articolo 499 è premesso il seguente: «Art. 498- bis . - (Danneggiamento delle risorse economiche ambientali) . -- Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque danneggia le risorse ambientali in modo tale da pregiudicarne l'utilizzazione da parte della collettività, degli enti pubblici o di imprese di rilevante interesse è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 20.000 a euro 250.000». III Disposizioni risarcitorie e procedurali 17 (Arresto in flagranza differita) 1 Nei casi di cui al titolo VI -bis del libro secondo del codice penale e al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, quando non è possibile procedere immediatamente all'arresto per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica, si considera comunque in stato di flagranza ai sensi dell'articolo 382 del codice di procedura penale colui il quale, sulla base di documentazione video o fotografica, o di altri elementi oggettivi dai quali emerga inequivocabilmente il fatto, ne risulta autore, sempre che l'arresto sia compiuto non oltre il tempo necessario alla sua identificazione e, comunque, entro le trentasei ore dal fatto. Quando l'arresto è stato eseguito per uno dei reati indicati dal presente comma, l'applicazione delle misure coercitive è disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dagli articoli 274, comma 1, lettera c), e 280 del codice di procedura penale. 18 (Legittimazione all'azione di risarcimento del danno ambientale) 1 Nel titolo III della parte sesta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, all'articolo 311 è premesso il seguente: «Art. 310- bis . - (Legittimazione all'azione di risarcimento del danno ambientale). -- 1. Fatto salvo quanto previsto dalla legislazione vigente, l'azione di risarcimento del danno ambientale, anche di carattere diffuso e se esercitata in sede penale, è promossa: dallo Stato nonché dagli enti territoriali nella cui circoscrizione si trovano i beni oggetto del fatto lesivo; dalle associazioni di cui all'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni; dalle associazioni locali territorialmente interessate, purché formalmente costituite e munite di codice fiscale. In caso di inerzia dei soggetti legittimati, l'azione è promossa dal pubblico ministero quale sostituto processuale ai sensi dell'articolo 81 del codice di procedura civile». 19 (Responsabilità delle persone giuridiche) 1 Dopo l'articolo 25- undecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è inserito il seguente: «Art. 25- undecies .1. - (Delitti ambientali previsti dal titolo VI- bis del libro secondo del codice penale). -- 1. In relazione alla commissione di taluno dei delitti previsti dal titolo VI- bis del libro secondo del codice penale, si applicano all'ente le seguenti sanzioni pecuniarie: a) per i delitti di cui agli articoli 452- bis , 452- ter , 452- quinquies , 452- septies , primo e secondo comma, e 452- octies , primo comma, la sanzione pecuniaria da duecento a seicento quote; b) per i delitti di cui agli articoli 452- quater , 452- septies , terzo, quarto e quinto comma, e 452- octies , secondo e terzo comma, la sanzione pecuniaria da trecento a mille quote; c) per i delitti colposi di cui all'articolo 452- duodecies , le sanzioni pecuniarie previste dalle lettere a) e b) , diminuite da un terzo alla metà. 2. Nei casi di condanna per uno dei delitti indicati nel comma 1, lettera b) , del presente articolo si applicano le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a tre anni. 3. Se l'ente o una sua unità organizzativa viene stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o di agevolare la commissione dei reati di cui agli articoli 452- septies e 452- octies del codice penale, si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività ai sensi dell'articolo 16, comma 3, del presente decreto». 2 Nella sezione III del capo I del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, dopo l'articolo 26 è aggiunto il seguente: «Art. 26- bis . - (Collaborazione della persona giuridica all'accertamento di reati in materia ambientale). -- 1. Con riferimento ai reati in materia ambientale indicati agli articoli 25- undecies e 25- undecies .1, la sanzione pecuniaria è ridotta dalla metà a due terzi se l'ente, immediatamente dopo il fatto, porta a conoscenza della pubblica autorità l'avvenuta commissione del reato». 20 (Disposizioni in materia di sequestro e confisca) 1 In tutti i procedimenti aventi ad oggetto i delitti di cui al titolo VI- bis del libro secondo del codice penale, nonché i reati previsti dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il pubblico ministero o il giudice dispongono il sequestro conservativo e preventivo, ai sensi degli articoli 316- bis e 321 del codice di procedura penale, dei mezzi, dei beni o per equivalente del patrimonio degli imputati, nella misura ritenuta adeguata rispetto all'entità del danno presumibilmente causato e agli importi necessari a realizzare il ripristino e la bonifica. Alla sentenza di condanna consegue la confisca dei beni sequestrati ovvero per equivalente patrimoniale. Si applica l'articolo 322- ter del codice penale. 2 All'articolo 12- sexies , comma 1, del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, dopo le parole: «con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309,» sono inserite le seguenti: «nonché per taluno dei delitti previsti dal titolo VI- bis del libro secondo del codice penale e dal decreto-legislativo 3 aprile 2006, n. 152,». 21 (Modifiche al codice di procedura penale) 1 Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 51, comma 3- bis , dopo le parole: «con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43,» sono inserite le seguenti: