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n) capo della segreteria tecnica di ministri, vice ministri e sottosegretari; o) capo ufficio legislativo di ministri con portafoglio; p) direttore e vice direttore delle scuole pubbliche di formazione; q) presidente o segretario generale o equipollente di ente pubblico non economico; capo dipartimento o direttore generale presso lo stesso ente; r) incarico di livello dirigenziale presso i ministeri e le agenzie. 3. Nell'ambito del Ministero della giustizia, i soggetti di cui al comma 1 possono essere preposti agli uffici dirigenziali generali istituiti all'interno dei Dipartimenti solo quando ricorrono specifiche esigenze di servizio e comunque in misura non superiore alla metà del numero totale degli uffici dirigenziali costituiti. In ogni caso i magistrati delle giurisdizioni ordinarie e amministrative non possono essere preposti alle Direzioni generali di cui agli articoli 4, comma 2, lettera c) , e 5, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 2001, n. 55. 4. Il collocamento di cui alla lettera a) del comma 1 non può comunque determinare alcun pregiudizio con riferimento alla posizione rivestita dal beneficiario nei ruoli di appartenenza, eccettuate le conseguenze di cui all'articolo 3 e fatto salvo l'obbligo di non dar luogo a situazioni di conflitto di interessi con l'attività precedentemente svolta in fuori ruolo. Sussiste situazione di conflitto di interessi ai sensi del primo periodo quando il soggetto di cui al comma 1, in rapporto ad atti alla cui adozione ha partecipato, anche formulando la proposta, non si astiene dallo svolgere una qualsiasi attività giurisdizionale o ad essa propedeutica. 5. Sono fatte salve le disposizioni che, alla data di entrata in vigore della presente legge, già prevedono il collocamento obbligatorio in posizione di fuori ruolo per incarichi ulteriori rispetto a quelli di cui al comma 1. 6. L'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, è abrogato. 7. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo è autorizzato ad adottare un regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con il quale si provvede a modificare e integrare il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1958, n. 571, al fine di adeguarlo alle previsioni dell'articolo 1 e del presente articolo. Art. 3. 1. Il collocamento in posizione di fuori ruolo, di cui alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 2, permane per tutta la durata dell'incarico. 2. I magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, gli avvocati e procuratori dello Stato non possono essere collocati in posizione di fuori ruolo per un tempo che, nell'arco del loro servizio, superi complessivamente dieci anni, anche continuativi. 3. I limiti di cui al comma 2 del presente articolo e quelli di cui alla lettera M della tabella di cui all'allegato 1 del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, si applicano anche ai magistrati destinati a funzioni non giudiziarie presso la Presidenza della Repubblica, la Corte costituzionale, il Consiglio superiore della magistratura ed agli incarichi elettivi diversi da quelli contemplati dall'articolo 5 della presente legge. 4. I limiti di cui al comma 3 del presente articolo non si applicano agli esperti nazionali distaccati di cui all'articolo 32 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. 5. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo è autorizzato ad adottare un regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con il quale si provvede a modificare le seguenti disposizioni, allo scopo di uniformarle alle previsioni del presente articolo e degli articoli 1 e 2 della presente legge, con la contestuale abrogazione delle disposizioni medesime: a) articoli 196 e 210 dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12; b) articolo 15 della legge 24 marzo 1958, n. 195; c) articolo 19 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300; d) articolo 29 della legge 27 aprile 1982, n. 186; e) regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1993, n. 418; f) regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1993, n. 584; g) articolo 3 del regio decreto 13 gennaio 1941, n. 120; h) articolo 7 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 luglio 1995, n. 388; i) articolo 52, comma 4, del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66; l) decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 marzo 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2012. Art. 4. 1. Gli incarichi di cui all'articolo 2, che siano in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, cessano di diritto se nei centottanta giorni successivi non viene adottato il provvedimento di collocamento in posizione di fuori ruolo. 2. I magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, nonché gli avvocati e procuratori dello Stato che, alla data di entrata in vigore della presente legge, hanno già maturato o che, successivamente a tale data, maturino il periodo massimo di collocamento in posizione di fuori ruolo, di cui al comma 2 dell'articolo 3, si intendono confermati nella posizione di fuori ruolo sino al termine dell'incarico, della legislatura, della consiliatura o del mandato relativo all'ente o soggetto presso cui è svolto l'incarico. Qualora l'incarico non preveda un termine, il collocamento in posizione di fuori ruolo si intende confermato per i dodici mesi successivi alla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 5. 1. Le disposizioni di cui agli articoli 2, 3 e 4 non si applicano: a) ai membri del Governo nazionale o degli esecutivi degli enti territoriali; b) alle cariche elettive, a suffragio diretto: 1) di tipo monocratico; 2) di tipo collegiale, come componente delle assemblee parlamentari o delle assemblee rappresentative degli altri enti territoriali; c) ai componenti degli organi di autogoverno della magistratura di appartenenza; d) ai componenti delle Corti internazionali comunque denominate. Art. 6. 1. Dopo l'articolo 9 della legge 15 luglio 2002, n. 145, è inserito il seguente: «Art. 9- bis. - (Accesso di liberi professionisti allo svolgimento di incarichi e attività internazionali). -- 1 .