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Si sono ridotti gli oneri in bolletta e l'IVA per il gas a 35 milioni di clienti domestici, microimprese e piccole imprese e si è rafforzato il bonus sociale energia a tre milioni di famiglie vulnerabili. Colleghi di Fratelli d'Italia, non possiamo dire che non si è fatto nulla. (Applausi) . Quella dell'Esecutivo è stata un'operazione straordinaria, assolutamente necessaria, ma che purtroppo non ha evitato la batosta del caro bollette a molti. Penso, per esempio, agli utenti del teleriscaldamento e a quelli del gas naturale per autotrazione, per il quale non è stata riconosciuta l'IVA agevolata al 5 per cento. Oltre ai mezzi pesanti, stiamo parlando di un milione di auto a metano che oggi rispetto a un anno fa pagano il combustibile il 70 per cento in più. Sono in ginocchio loro e l'intera filiera. Sono in difficoltà i sindaci per i bilanci del proprio Comune e, in generale, tutte le pubbliche amministrazioni, inclusi gli ospedali. Sono in difficoltà le medie e grandi imprese e quelle energivore del gas. Alcune imprese hanno aperto linee di credito con le banche per pagare le bollette. Penso all'accordo fatto da Confindustria Lecco-Sondrio. Altre imprese, nonostante siano pieni di ordini, stanno rallentando la produzione e talune si sono fermate perché produrre è diventato troppo costoso, come deciso da otto fornaci del distretto del vetro di Murano. Insomma, sono a rischio tanti posti di lavoro e ci saranno problemi sociali. A queste realtà in crisi la Lega ha cercato di dare risposte con emendamenti, ma il Governo, rinnovando l'impegno di intervenire anche con la manovra, in fase di conversione del decreto non ha previsto risorse aggiuntive e tutti gli emendamenti onerosi sono stati purtroppo respinti. Noi, però, li ripresenteremo in manovra. (Applausi) . Il fenomeno del caro energia non è ovviamente solo italiano; ha dimensione internazionale, ma l'Italia soffre molto di più perché paga inefficienze mai risolte e scelte discutibili fatte in passato come il conto energia che ha sostenuto gli impianti rinnovabili, dove sono state aumentate le speculazioni, sono aumentati gli oneri di sistema e non si è creata una filiera nel nostro Paese. I pesanti aumenti indeboliscono la competitività delle nostre imprese e colpiscono le famiglie, magari non tutte direttamente in bolletta grazie all'intervento governativo, ma indirettamente per l'inevitabile aumenti dei prezzi dei beni di consumo legati agli aumenti dei costi di produzione. I rischi che venga frenata la ripartenza post pandemia e che parta l'inflazione sono altissimi. La situazione è sempre più grave, sempre meno congiunturale e rischia di essere strutturale. Cerco di mostrarvelo. ( Il senatore Arrigoni mostra un grafico ). In questo primo grafico sono riportati i prezzi medi giornalieri dell'energia elettrica in Europa nel mese di settembre: più scuro è il colore, più alto è il prezzo dell'energia. Faccio due rilievi: l'Italia ha il triste primato del prezzo più alto. Noi, infatti, eravamo a 159 euro a megawattora, la Francia a 135 (meno 15 per cento) e la Germania a 128 (meno 20 per cento). Segnalo che nel 2019 il prezzo era da noi 52 euro, cioè un terzo. Evidenzio che proprio con i prezzi di settembre il Governo ha stanziato 3,5 miliardi per ridurre gli aumenti in bolletta. In questo secondo grafico, notate invece i prezzi del mese scorso, ottobre: i colori sono più scuri e questo deve far preoccupare. Faccio alcuni rilievi. L'Italia mantiene il triste primato del prezzo di energia elettrica più alto. Rispetto alla media di settembre, quando il prezzo italiano era di 159 euro a megawattora, quello medio di ottobre è salito a 218 (l'aumento è del 37 per cento). Mentre in Italia il prezzo ad ottobre era di 218, quello della Francia era 173 (meno 21 per cento) e quello della Germania era 140 (meno 36 per cento) e purtroppo il trend in questi giorni di novembre è costante. Anche l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) ieri ha fatto sapere che i prezzi del gas non scenderanno a breve, ma semmai dal prossimo mese di aprile. Insomma, il divario tra il nostro e gli altri Paesi europei è aumentato: perché? Forse perché la Germania - ma la mia è una domanda retorica - ha un ampio mix energetico con nucleare al 13 per cento, carbone e lignite al 35 per cento? (Applausi) . Peraltro, noi abbiamo deciso di spegnere le centrali a carbone entro il 2025, la Germania forse al 2038. Hanno tante biomasse che noi invece non sviluppiamo e poi hanno il gas, che ricevono direttamente dalla Russia, con il Nord Stream, che fra poco raddoppierà. Forse perché la Francia, con le sue 56 centrali, ha oltre il 70 per cento di nucleare da cui noi attingiamo mediamente il 10 per cento del nostro fabbisogno energetico (Applausi) e sappiamo che Macron ha rilanciato la costruzione di reattori nucleari ad impatto zero. Appare evidente che stanno meglio i Paesi che non hanno ancora rinunciato al carbone e che sfruttano il nucleare, peraltro evitando l'emissione di milioni e milioni di tonnellate di CO 2 al mondo. Quali conclusioni traiamo? Che la competitività delle nostre imprese e i bilanci delle famiglie italiane si stanno sempre più compromettendo e che i 2 miliardi stanziati in legge di bilancio per limitare il caro bollette nel primo trimestre 2022 sono decisamente insufficienti e lontani dall'avere effetto di mitigazione pari a questo trimestre. Poiché l'inverno si sta avvicinando, è il caso di preoccuparsene. Le cause di questa drammatica situazione italiana sono anche da ricercare nel nostro particolare mix energetico e nell'eccessiva dipendenza energetica dall'estero: per il gas è del 95 per cento e ci permettiamo il lusso, ipocritamente, di non sfruttare il nostro gas a chilometro zero, più pulito e sfruttabile a emissioni ridotte rispetto a quello che per almeno trent'anni saremo costretti ad importare. (Applausi) . Cosa fare, dunque? Nell'immediato - ripeto - serve un'iniezione molto maggiore di 2 miliardi e allargare la platea dei beneficiari e poi bisogna intervenire strutturalmente e ripensare alla politica energetica del Paese. L'Italia non può aspettare l'Europa che, dopo l'ubriacatura del solo rinnovabile e solo idrogeno verde, purtroppo è divisa su come affrontare il caro energia e forse solo a dicembre deciderà qualcosa. La nostra ricetta non può essere quella dei colleghi del MoVimento 5 Stelle, che spingono solo su fotovoltaico ed eolico. A proposito, le comunità energetiche non sono solo affare vostro, abbiamo contribuito anche noi come Lega ad introdurle. (Applausi) . Anche se i sistemi di accumulo saranno sviluppati tecnologicamente, non si risolve il problema della loro non programmabilità.