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pur ammettendo di essere indagato a Torino, per aver fatto il suo mestiere «nell'interesse della sicurezza nazionale (notiziato i servizi in ordine a programmate azioni di sabotaggio sulla Portaerei Giuseppe Garibaldi)», di essere stato espropriato di quasi tutti i fondamentali diritti democratici, nel 2014 con la Prefettura di Torino che gli ha ritirato la patente di guida, la Questura di Torino che gli ha negato il rilascio del passaporto, addirittura la carta d'identità all'espatrio, e di non aver avuto risposte alle sue lettere inviate a membri di governo e ministri, in un passaggio fornirebbe indicazioni ed indizi interessanti sul crac della banca Popolare di Vicenza; considerato che, alla domanda dell'intervistatrice Francesca Scoleri su soldi e potere e la relazione, ipotizzata dal quotidiano "La Verità", tra la voragine di «oltre 6 miliardi di euro della banca Popolare di Vicenza - che ha azzerato i risparmi di 120.000 soci rovinandoli» e con «fondi "fuori controllo" gestiti dai servizi segreti», egli ha risposto: «Non ho difficoltà alcuna ad affermare che mi son occupato (in tempi non sospetti) della Banca Popolare di Vicenza, in particolare del Dott. Zonin. Personaggio indubbiamente potente e sempre ben informato. Quanto? Tanto. Il 18 marzo 2008 Elio Lannutti, presidente Adusbef, depositava, in procura a Vicenza, un esposto contro la Popolare di Vicenza. Il 20 marzo una copia dello stesso era già in bella evidenza sulla scrivania del Dott. Zonin. Per quello che so io in tanti sapevano che la banca era decotta. Chi, però, è il quesito che andrebbe girato alle Autorità di controllo del tempo (Consob e Banca d'Italia in primis). Sempre che vigilassero e non facessero altro (Fazio ad esempio era molto impegnato/distratto andando a cene luculliane con Giampiero Fiorani & company) mentre il "parco buoi" dei poveri risparmiatori rimaneva col cerino in mano. Come scrisse una volta l'esimio Prof. Victor Uckmar a Padoa Schioppa a proposito dei bond Argentini, solitamente chi subisce danni son sempre i piccoli risparmiatori "i grandi vengono allertati per tempo". Ma la voragine lasciata da Zonin ha radici lontane, molto, molto lontane che poco c'entrano con i fondi "fuori controllo" di cui parla lei. Personalmente penso che il vero brigantaggio mafioso, ancor più pericoloso di certe associazioni per delinquere, sia quello di questa malafinanza d'alto livello (che sta ammorbando tutto il sistema finanziario mondiale non solo nazionale). I veri killer e Gangster più pericolosi in assoluto di cui non tutti parlano (o in Bankster come li chiama Lannutti) sono i "white collar", i colletti bianchi, che delinquono impunemente in giacca, cravatta e guanti bianchi"», si chiede di sapere: se il Governo non abbia il dovere di risalire all'autore dell'intervista, per accertare se si tratti di un mitomane che si sente perseguitato, oppure di un vero ex agente dei servizi segreti, per cercare di fare finalmente luce su alcuni dei misteri irrisolti della Repubblica; se la circostanziata informazione in merito alle ripetute denunce, inviate da Adusbef a partire dai primi anni '90 alle Procure della Repubblica italiane, per tentare di prevenire il fenomeno del risparmio tradito che ha rovinato almeno 500.000 famiglie, non debba essere accertata, in particolare sulle eventuali contiguità tra alcuni esponenti di Banca d'Italia e Consob con i banchieri; se non abbia il dovere di verificare le affermazioni riportate nell'intervista in merito alla banca Popolare di Vicenza, in particolare del dottor Zonin; se non si debbano accertare gli autori di collusioni, complicità, violazioni, forse ipotesi di corruzione avvenuti a Vicenza almeno a partire dal 18 marzo 2008, in merito ad una banca già "decotta", il cui valore stratosferico, e gonfiato da perizie compiacenti delle azioni illiquide, ed i metodi estorsivi per diventare azionisti, pena la mancata concessione di crediti, mutui, fidi e prestiti personali, erano ben noti; se, alla luce del crac di BpVi, nell'ambito del quale si sono viste assunzioni nella banca di ex funzionari deputati alla vigilanza bancaria, non intenda attivarsi, per quanto di competenza, per vietare il meccanismo delle "porte girevoli" tra autorità e banche vigilate in un tempo di almeno 7 anni; se intenda attivarsi, per prevenire truffe, abusi e soprusi di banchieri e collusi controllori, smantellando "Edufin", il programma di educazione finanziaria sostenuto dalla Banca d'Italia, dalla Consob e dall'Ivass, che l'interrogante ritiene offensivo per i risparmiatori. Interrogazioni Atto n. 3-00035 FARAONE BINI BOLDRINI Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che: l'articolo 4, comma 1, della legge 22 dicembre 2017, n. 219, recante "Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento", dispone che «Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un'eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso le DAT, esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Indica altresì una persona di sua fiducia, di seguito denominata "fiduciario", che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie»; come riportato dal quotidiano "la Repubblica", in data 19 giugno 2018, dopo 6 mesi dall'approvazione della legge, una serie di disservizi o diversità di interpretazioni relative all'applicazione del dettato normativo in materia di disposizioni anticipate di trattamento (DAT) rende nei fatti molto difficile l'applicazione della legge in diverse città; secondo quanto riportato dal quotidiano, ad oggi le disposizioni anticipate di trattamento presentate non sarebbero affatto numerose: 958 a Milano, 125 a Torino, 73 a Trieste, 22 a Napoli, 9 a Palermo, 2 a Catanzaro, 59 a Cagliari, nessuna a L'Aquila e a Potenza e, infine, nessun dato censito per Roma; si procede con moduli che cambiano a seconda del Comune e della Regione. In particolare, oltre a una lentezza burocratica, emergerebbe un'interpretazione del dettato normativo lasciata agli uffici dello stato civile, con la conseguenza di regole diverse e prive di organicità: buste aperte o chiuse, da firmare allo sportello o già firmate; in particolare, notevoli difficoltà si incontrerebbero in merito alla figura del fiduciario; infatti, nonostante il comma 2 dell'articolo 4 disponga che «Il fiduciario deve essere una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere. L'accettazione della nomina da parte del fiduciario avviene attraverso la sottoscrizione delle DAT o con atto successivo».