[resaula]

ebbene, su poco più di 100 articoli, 83 emendamenti sono dell'opposizione. (Applausi) . Spero che possiate riflettere su questa fiducia ed essere coerenti con quello che avete detto questa mattina, perché questo Governo ascolta ed interpreta al meglio le esigenze dei cittadini, in un clima di collaborazione in cui questo caso dell'epidemia ci sta portando oggi a intervenire in quest'Aula. È per tutte queste ragioni che dichiaro a nome del Gruppo MoVimento 5 Stelle il voto favorevole. (Applausi) . PARAGONE (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. PARAGONE (Misto) . «Se i clienti non mi pagano, nemmeno io posso pagare i miei fornitori e così mi sono cacciato in una spirale da cui non sono più riuscito a riemergere. Sono arrivato ad un bivio: pagare le tasse o dare da mangiare alla mia famiglia. Ho imboccato la seconda strada. Non avevo scelta, cosa avrei dovuto fare?». A parlare è l'artigiano trevigiano di cinquantacinque anni che martedì scorso ha tentato di lanciarsi da una finestra del tribunale di Treviso (fermato dai presenti), dopo avere saputo che la sua casa rischiava il pignoramento per l'azione giudiziaria avviata da quattro suoi creditori. Se volete sapere che cosa significano 9 milioni di cartelle esattoriali, bene, questo è l'esempio. Certo, se un vip è positivo al Covid finisce immediatamente in prima pagina, i contagi sono aggiornati in tempo reale, mentre queste storie finiscono - e lì terminano il loro ciclo - nei giornali locali, perché questa purtroppo è l'Italia che non vedete. Poi ci sono le bollette della luce e del gas, che sono le più vergognose d'Europa per le folli spese legate agli oneri di sistema (ma tanto voi siete fermi al decreto agosto e, siccome ad agosto fa caldo e fa buio più tardi, in fin dei conti vi interessa poco). Penso che siamo arrivati ancora una volta al limite nel vedere che il Parlamento, composto dai rappresentanti del popolo, è tagliato fuori. Mi sono quindi miseramente e tristemente rapportato alle storie di questa Italia e mi sono permesso di portarle alla vostra attenzione, dicendo no al vostro decreto-legge. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 11,14) DE FALCO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, colleghi, esponenti del Governo, la dichiarazione che sto per leggere è impegnativa per il sottoscritto, per la collega Elena Fattori e per il collega Saverio De Bonis. Qualunque organo collegiale, anche l'assemblea di un condominio, esige che l'ordine del giorno sia dettagliato e siano specificate le questioni da trattare, a pena di nullità, in modo tale che il singolo componente sia messo in condizione di conoscere per deliberare e partecipare quindi in modo attivo e responsabile. Sabato 3 ottobre, alle ore 5 del mattino, la 5 a Commissione del Senato aveva dato mandato al relatore di riferire in Aula sulla conversione in legge del decreto-legge n. 104, il quale è stato ampiamente modificato rispetto al testo iniziale. Tra poco, quindi, si voterà si voterà la fiducia annunciata da giorni. Il testo del disegno di legge è stato depositato ieri sera, ma sentivo che ancora la 5 a Commissione ha dovuto rimetterci mano per degli errori. Questa situazione costringe a votare una fiducia sulla fiducia, al buio, e si ripresenta puntualmente, perché è conseguenza della incostituzionale torsione della funzione della decretazione d'urgenza che, secondo la Costituzione, signor Presidente (e la ringrazio per l'ascolto), dovrebbe avere oggetto, se non unitario, almeno omogeneo. Così come, rispetto al decreto-legge, dovrebbe essere omogenea la legge di conversione. Per queste ragioni, a settembre, il Presidente della Repubblica, promulgando il decreto semplificazioni, ha avvertito l'esigenza di ribadire che, nel corso dell'esame delle leggi di conversione, non possono essere inserite «norme palesemente eterogenee rispetto all'oggetto e alle finalità dei provvedimenti d'urgenza». Infatti questa prassi priva il singolo parlamentare, attraverso il meccanismo della fiducia, della reale possibilità di esaminare i provvedimenti e i suoi effetti nell'ordinamento, e quindi della possibilità di migliorare il provvedimento. In queste condizioni il Parlamento non può seriamente esprimere un voto in scienza e coscienza. Già la Corte costituzionale, con riferimento all'approvazione del bilancio 2018, che fu portato all'approvazione del Senato, e della Camera poi, con una procedura che evidenzia una certa continuità procedurale tra i due Governi Conte, ebbe a stigmatizzare che quelle modalità procedimentali possono in concreto elidere in modo rilevante le prerogative costituzionali del singolo parlamentare rispetto alla funzione di rappresentanza che egli ha della Nazione che gli è attribuita e che, senza il presupposto della responsabilità e della conoscenza, non trova corretta espressione. La recidivante violazione costituzionale oggi ci impone, nonostante la bontà di alcune misure contenute nel provvedimento, di astenerci dal voto per senso di responsabilità verso parte degli italiani che necessitano di quelle provvidenze: per non danneggiarli quindi. Senza aver potuto valutare il merito del testo approfonditamente e con consapevolezza dei suoi riflessi sull'ordinamento, non riteniamo che sia serio dare il nostro voto e il nostro imprimatur a questo testo di legge. PRESIDENTE . Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'emendamento 1.900 (testo corretto), presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, ciascun senatore potrà votare esclusivamente dal proprio posto, dichiarando il proprio voto. Ricordo che è necessario evitare assembramenti al centro dell'emiciclo. Vi pregherei di evitare assembramenti al centro dell'emiciclo, l'ho appena detto. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Auddino). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore Auddino. TOSATO, segretario, fa l'appello. Rispondono sì i senatori: