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b) gettito relativo all'anno 2014 del tributo per i servizi indivisibili ad aliquota base comunicato dal Ministero dell'economia e delle finanze; c) importo relativo al Fondo di solidarietà comunale per l'anno 2014, al netto della riduzione di risorse applicata per l'anno 2014 in base all'articolo 47, comma 8, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. L'articolo 4 prevede al comma 1 che la sanzione concernente il divieto di assunzione per il mancato rispetto per l'anno 2014 del patto di stabilità interno, dei termini per l'invio della relativa certificazione e dell'indicatore dei tempi medi nei pagamenti, non si applichi con riferimento alle sole procedure di ricollocazione del personale delle province, in attuazione dei processi di riordino di cui alla legge n. 56 del 2014 e delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 424, della legge n. 190 del 2014. Il comma 2 stabilisce che il personale delle province che alla data del 31 dicembre 2014 si trovi in posizione di comando o distacco presso altra pubblica amministrazione, sia trasferito, previo consenso dell'interessato, presso l'amministrazione dove presta servizio, a condizione che ci sia capienza nella dotazione organica e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque ove risulti garantita la sostenibilità finanziaria a regime della relativa spesa. Il comma 3 introduce la possibilità per le regioni e gli enti locali di utilizzare i residui ancora disponibili delle quote percentuali delle facoltà assunzionali riferite al triennio antecedente al decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114. Il comma 4 prevede che, ai fini del calcolo dei tempi medi di pagamento, si escludano i pagamenti effettuati mediante l'utilizzo delle anticipazioni di liquidità o degli spazi finanziari disposti dai citati decreti-legge n. 35 del 2013 e n. 66 del 2014. L’articolo 5 prevede, al comma 1, che il personale appartenente ai Corpi ed ai servizi di polizia provinciale di cui all'articolo 12 della legge n. 65 del 1986 transiti nei ruoli degli enti locali per lo svolgimento delle funzioni di polizia municipale secondo le modalità e le procedure definite nel decreto di cui all'articolo 1, comma 423, della legge n. 190 del 2014. La disposizione si pone in continuità con la scelta operata dal Parlamento con l'atto Camera n. 3098 (disegno di legge «Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche») ove l'articolo 7, comma 1, lettera a) , espressamente prevede il riordino dei corpi di polizia provinciale escludendone in ogni caso la confluenza nelle Forze di polizia. Il comma 2 prevede che il transito del predetto personale nei ruoli degli enti locali avvenga nei limiti della relativa dotazione organica e della programmazione triennale dei fabbisogni di personale, in deroga alle vigenti disposizioni in materia di limitazioni alle spese ed alle assunzioni di personale, garantendo comunque il rispetto del patto di stabilità interno nell'esercizio di riferimento e la sostenibilità di bilancio. Il comma 3 stabilisce che, fino al completo assorbimento del personale di cui all’articolo in esame, è fatto divieto agli enti locali, a pena di nullità delle relative assunzioni, di reclutare personale con qualsivoglia tipologia contrattuale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale. All’articolo 6, il comma 1, al fine di garantire il rispetto dei tempi di pagamento di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, prevede la possibilità di attribuire un'anticipazione di liquidità, fino all'importo massimo di 40 milioni di euro per l'anno 2015, agli enti commissariati ai sensi dell'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, o per i quali il predetto periodo di commissariamento risulta scaduto da non più di un anno, utilizzando allo scopo le somme iscritte in conto residui della «Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali» del Fondo di cui al comma 10 dell'articolo 1 del decreto-legge n. 35 del 2013 (comma 4). Il comma 2 demanda l'attribuzione dell'anticipazione di cui al comma 1 ad un decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, previo invio di istanze da parte degli enti interessati. Nel caso le richieste di anticipazione di liquidità eccedano la somma disponibile, il riparto avviene in misura proporzionale alle istanze stesse. Il comma 3 disciplina le modalità di restituzione delle anticipazioni concesse. Il comma 5 differisce la decorrenza del rimborso delle anticipazioni di liquidità, inclusi gli interessi, all'anno 2019. Il comma 6 prevede la copertura degli oneri conseguenti ai commi 3 e 5. Il comma 7, per fronteggiare le esigenze di riorganizzazione strutturale, necessaria ad assicurare il processo di risanamento amministrativo e di recupero della legalità degli enti locali di cui al comma 1 autorizza i predetti enti ad assumere, anche in deroga ai limiti previsti dalla legislazione vigente, fino ad un massimo di tre unità a tempo determinato, ai sensi degli articoli 90, comma 1, 108 e 110 del decreto legislativo n. 267 del 2000. Inoltre, si prevede la non applicazione della sanzione del divieto di assunzioni per eccessivi ritardi nei pagamenti dei debiti commerciali. l’articolo 7 prevede disposizioni concernenti gli enti locali. In particolare il comma 1 prevede la possibilità per gli enti locali di realizzare l'operazione di rinegoziazione dei mutui di cui ai commi 430 e 537 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, anche nel corso dell'esercizio provvisorio di cui all'articolo 163 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, fermo restando l'obbligo, per detti enti, di effettuare le relative iscrizioni nel bilancio di previsione. Il comma 2 prevede che, per l'anno 2015, le risorse derivanti da operazioni di rinegoziazione di mutui possono essere utilizzate dagli enti locali senza vincoli di destinazione. Il comma 3 prevede che la maggior riduzione delle risorse a favore dei comuni (100 milioni di euro) e delle province (50 milioni di euro) di cui, rispettivamente, ai commi 6 e 7 dell'articolo 16 del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, sia ripartita, per gli anni 2015 e successivi, in proporzione alle riduzioni già effettuate nell'anno 2014 in attuazione della medesima normativa.