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Al Mite sono attribuiti i vecchi compiti del Mattm, alcuni compiti del Mise e nuovi compiti in tema di economia circolare, pianificazione strategica per la riduzione delle emissioni inquinanti, trasporti sostenibili, produzione e mercato energetico, nonché bonifica dei siti inquinati. Va bene dunque il ripensamento del Ministero in termini di organicità, semplificazione ed efficientamento delle politiche nazionali in campo energetico. Va bene anche l'attribuzione delle funzioni per il contrasto ai cambiamenti climatici, nonché per risparmio ambientale, migliore qualità dell'aria e finanza sostenibile. Questi sono i tre pilastri da cui partire per ripensare i modelli economici a cui siamo stati abituati sin dalla prima rivoluzione industriale. Perché qualcosa davvero cambi, è necessario che economia e ambiente diventino due facce della stessa medaglia. La transizione ecologica, infatti, non si fa contro l'economia, ma attraverso di essa: è un approccio che qualsiasi Ministero dovrebbe sostenere; tutti sappiamo che non può esserci sviluppo economico senza tutela dell'ambiente, perché esso deve diventare ecosostenibile e durevole. Perché ciò sia, occorre accrescere anche la tutela del territorio e del mare. Come si potrebbe parlare di transizione ecologica con un territorio inquinato, abusato, insicuro, non sufficientemente monitorato e conosciuto? Il dissesto idrogeologico, il consumo di suolo, i corpi idrici interni, il mare, le coste, le terre dei fuochi, i parchi naturali e la biodiversità dovranno essere il punto di partenza di ogni attività. In un Paese geologicamente fragile, il Mite deve attuare con organicità i necessari interventi strategici per la mitigazione, riduzione e prevenzione dei rischi naturali. La protezione dei cittadini e del territorio dai rischi ambientali è uno dei nodi da risolvere per rilanciare lo sviluppo nazionale. Per ottimizzare i lavori del previsto Comitato interministeriale per la transizione ecologica si può realizzare una segreteria tecnico-amministrativa per la programmazione, il monitoraggio e l'implementazione del Piano per la transizione ecologica, che diventi un punto di riferimento per istituzioni, agenzie governative, enti di ricerca e privati. Per la programmazione degli interventi - e non solo in emergenza - si può creare un modello di governance che impieghi le migliori competenze del nostro Paese a livello nazionale e locale, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione. Per gestire al meglio le risorse a nostra disposizione (penso al Piano nazionale di ripresa e resilienza) si possono attuare nuovi modelli operativi che garantiscano efficienza, efficacia, economicità, semplicità e trasparenza nell'impiego delle risorse finanziarie statali ed europee per la tutela dell'ambiente e lo sviluppo ecosostenibile del territorio. Basta con inutili e dannosi ritardi per la realizzazione delle opere, non abbiamo più tempo per le scuse. Sia il Mite la soluzione al nodo gordiano di tutte le onerose politiche programmate per la transizione ecologica. Siccome la meta della transizione ecologica è dinamica, non la si può racchiudere in un improbabile algoritmo, date le molteplici variabili del sistema (alcune delle quali etiche), altrimenti il rischio è che per correggere gli errori ne commettiamo altri, magari anche peggiori. Le centrali nucleari, sono un esempio, come i magici inceneritori che fanno sparire le ecoballe. È il motivo per cui preferisco la conversione ecologica: stabilire la luce che deve illuminare l'azione politica, la ricerca scientifica, l'ecosostenibilità, la giustizia, la libertà, la condivisione e la solidarietà. Sulla base di questi capisaldi si dovrà sviluppare tutto il potenziale politico e innovativo di questo Ministero. Buon lavoro, ministro Cingolani. Infine, vorrei ricordarvi che domani, 22 aprile, ricorre il cinquantunesimo anniversario della Giornata mondiale della Terra ( Earth Day ). (Applausi) L'Organizzazione meteorologica mondiale, in un report pubblicato ieri, ha sostenuto che l'aumento della temperatura dall'epoca preindustriale a oggi è pari a 1,2 gradi centigradi, quindi siamo vicinissimi al dato dell'1,5, che è il nostro obiettivo internazionale. Guterres ha detto che siamo sull'orlo dell'abisso climatico e ha invitato tutte le Nazioni a fare in modo che il 2021 sia l'anno dell'azione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pianasso. Ne ha facoltà. PIANASSO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli senatrici, senatori e membri del Governo, credo che la decisione di riordinare i Ministeri sia stata saggia e rispondente alle necessità del Paese. In particolare, è emblematica la creazione del Ministero del turismo, che risponde a una doppia esigenza di buon senso e necessità. Parlo di buon senso perché non era pensabile che l'Italia, che vanta senza dubbio il più grande patrimonio artistico, architettonico e naturale al mondo, con le sue migliaia di chilometri di spiaggia, le sue celebri montagne e le città d'arte che tutto il mondo ci invidia, non avesse un Ministero dedicato al turismo, settore che da solo rappresenta una fetta importante del nostro PIL. Parlo anche di necessità perché ora più che mai, dopo la terribile scure agli introiti turistici causata dalla pandemia, il settore ha bisogno della massima concentrazione di sforzi da parte del Governo, per trovare soluzioni alla crisi e strategie giuste per il rilancio. Pensiamo solo a cosa ha rappresentato il 2020 per le migliaia di aziende italiane che operano nel settore turistico, dagli alberghi ai ristoranti, ai tour operator , ai bed and breakfast , alle guide turistiche: molti miliardi di euro di ricavi sono stati persi in un solo anno e c'è un numero di aziende fallite e di persone che hanno perso il posto di lavoro che forse ancora non abbiamo nemmeno calcolato. Il primo trimestre del 2021 non ha certo rappresentato un'inversione di tendenza; anzi, se possibile, ha ulteriormente peggiorato il quadro, visto che tutto il comparto che lavora sulla stagione sciistica invernale ha visto il fatturato ridursi praticamente a zero. Solo nei prossimi mesi verranno tristemente a galla gli effetti drammatici a livello economico e occupazionale di questo lungo e buio anno di pandemia. Il coronavirus ha lasciato dietro di sé una profonda scia di distruzione dal punto di vista delle attività imprenditoriali e dei posti di lavoro che garantivano; per rinascere in fretta dalle ceneri servono programmazione e una strategia complessiva. Trovo quindi sensato e logico che un settore vitale per la nostra economia come quello del turismo abbia un Ministero dedicato. Le competenze erano troppe e gli ambiti di intervento troppo vasti perché fosse unito ai beni culturali. Per quanto riguarda invece la variazione di denominazione dei Ministeri dell'ambiente e delle infrastrutture, credo che sia giusto dare una maggiore attenzione al rispetto e alla tutela dell'ambiente che ci circonda. Lo dico da senatore proveniente da un piccolissimo Comune montano della Provincia di Torino, di nemmeno 1.000 abitanti, dove l'attenzione alla salvaguardia del territorio non è una politica, ma un modo di vivere da secoli.