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18 (Modifiche alla legge 1º aprile 1981, n. 121) 1 Alla legge 1º aprile 1981, n. 121, sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma dell'articolo 9, dopo le parole: «agli ufficiali di polizia giudiziaria appartenenti alle forze di polizia,» sono inserite le seguenti: «ai comandanti, ai funzionari ed ispettori di polizia locale,»; b al primo comma dell'articolo 16 sono apportate le seguenti modificazioni: 1 all'alinea, le parole: «i rispettivi ordinamenti e dipendenze» sono sostituite dalle seguenti: «i rispettivi ordinamenti statali o locali e le rispettive dipendenze statali o locali»; 2 alla lettera b) , dopo le parole: «guardia di finanza» sono inserite le seguenti: «e la polizia locale». 19 (Istruzione e formazione. Diplomi universitari) 1 Al fine di garantire la formazione e l'aggiornamento del personale dei corpi di polizia locale, ogni regione istituisce apposite scuole permanenti di polizia locale, dotate di idonee attrezzature didattiche e di personale insegnante altamente qualificato. 2 La struttura organizzativa delle scuole di polizia locale è articolata in accademie per agenti e sovrintendenti e in istituti superiori per ispettori, funzionari e comandanti. 3 Le scuole di polizia locale hanno sede presso il capoluogo della regione, con la previsione di sezioni distaccate presso i capoluoghi della provincia. 4 Le scuole di polizia locale godono di ampia autonomia organizzativa e di programmazione per quanto concerne le attività didattiche. Le prestazioni dei docenti esterni sono regolate nella forma del contratto di collaborazione professionale a tempo determinato. 5 Le regioni stipulano apposite convenzioni con le università presenti nel territorio per l'istituzione, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di corsi accademici, triennali, per conseguire diplomi universitari, ai sensi della legge 19 novembre 1990, n. 341, stabilendo, altresì, la gratuità dell'iscrizione e della frequenza per gli appartenenti alla polizia locale, nonché il rimborso nella misura del 50 per cento per l'acquisto di libri e di materiale didattico. I corsi accademici attinenti alla materia della polizia locale comprendono discipline e scienze penalistiche, criminologiche, tecnico-investigative, amministrativistiche, psicologiche e sociologiche. 6 Le regioni possono stipulare altresì accordi e convenzioni con fondazioni private, già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge e la cui ragione culturale sia costituita dallo studio delle problematiche degli organi di polizia nel quadro del decentramento e delle autonomie locali, al fine di affidare loro l'organizzazione e la gestione di corsi di formazione e aggiornamento presso le scuole di polizia locale. 20 (Norme di comportamento. Procedure e sanzioni disciplinari) 1 Nello svolgimento delle loro funzioni e dei loro compiti gli appartenenti ai corpi di polizia locale non possono assumere comportamenti che ne ledano o, comunque, ne compromettano l'assoluta imparzialità. 2 Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni provvedono ad emanare un codice deontologico per il personale della polizia locale, sulla base dei princìpi e delle norme di comportamento stabiliti dagli organi europei e nazionali per figure professionali equiparate. 3 In pendenza di procedimento disciplinare è vietata l'applicazione di provvedimenti sanzionatori di qualunque natura, salvo il caso di misure cautelari. È altresì, vietata l'applicazione di ogni provvedimento comunque limitativo, in particolare consistente nell'esclusione dalla partecipazione a concorsi interni o dall'assunzione di ruoli già maturati o nel blocco, a qualsiasi titolo, della progressione in carriera, anche nel caso di sentenza penale di condanna passata in giudicato, fino a quando il procedimento disciplinare e le eventuali fasi impugnatorie si siano definitivamente conclusi. 4 Ai sensi della legge 27 marzo 2001, n. 97, la condanna ad una pena inferiore ai tre anni di reclusione o la sentenza di patteggiamento, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale non determinano la destituzione ovvero la cessazione del rapporto di lavoro, né la sospensione dal servizio fino al completo esaurimento del successivo procedimento disciplinare. 21 (Emblemi e stemmi. Uniformi. Mezzi e veicoli. Sponsorizzazioni) 1 Le province e i comuni individuano i propri emblemi e referenti grafici che ne contraddistinguono la peculiare identità geografica e istituzionale, storica e culturale, ai fini della creazione delle bandiere e degli stemmi del proprio corpo di polizia locale. Le uniformi del personale della polizia locale, eguali per taglio, colore, forma ed accessori in tutto il territorio nazionale, recano appositi segni distintivi consistenti in scudetti metallici, corrispondenti alla provincia o al comune di appartenenza. 2 I motoveicoli e gli autoveicoli in dotazione alla polizia locale provinciale e municipale sono immatricolati gratuitamente a cura degli uffici provinciali del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale - Direzione generale per il trasporto stradale e l’intermodalità del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con la denominazione «veicolo in servizio di polizia» e recano targhe, rispettivamente con le sigle «PP» e «PL», eguali per formato, colorazione e caratteri numerici a quelle delle altre Forze di polizia dello Stato. Sulle fiancate degli autoveicoli sono altresì apposti, con caratteri grafici adeguati, la scritta «polizia locale», l'indicazione del comando territoriale di riferimento, la riproduzione a stampo dell'emblema della regione ed il numero telefonico, a tre cifre e valido per tutto il territorio nazionale, del servizio di pronto intervento. 3 È consentita la sponsorizzazione a titolo oneroso dei motoveicoli e degli autoveicoli in dotazione ai corpi di polizia locale. III ALTRE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PUBBLICA SICUREZZA E SICUREZZA URBANA 22 (Collaborazione delle associazioni di cittadini non armati) 1 I sindaci, previa intesa con il questore, possono avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare alle Forze di polizia dello Stato o locali eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale. 2 Le associazioni sono iscritte in apposito elenco tenuto a cura del questore, previa verifica da parte dello stesso, sentito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dei requisiti necessari previsti dal decreto di cui al comma 4. Il questore provvede, altresì, al loro periodico monitoraggio, informando dei risultati il Comitato. 3 Tra le associazioni iscritte nell'elenco di cui al comma 4 i sindaci si avvalgono, in via prioritaria, di quelle costituite tra gli appartenenti, in congedo, alle Forze dell'ordine, alle Forze armate e agli altri Corpi dello Stato. Le associazioni diverse da quelle di cui al presente comma sono iscritte negli elenchi solo se non siano destinatarie, a nessun titolo, di risorse economiche a carico della finanza pubblica. 4