[pronunce]

che, per l'Avvocatura generale dello Stato, inoltre, il comma censurato si pone in contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost., per il tramite dell'art. 23-bis del d.l. n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, il quale, al comma 2, stabilisce che il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, di regola, mediante procedure competitive ad evidenza pubblica e non per affidamento diretto; che, quanto al censurato comma 3 dell'art. 38 della legge reg. n. 31 del 2008, il ricorrente sostiene che esso, nel disporre la proroga degli affidamenti dei servizi di trasporto pubblico locale in atto, víola l'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost., perché interviene nella materia della tutela della concorrenza, di potestà legislativa esclusiva dello Stato; che, in particolare, la norma si porrebbe in contrasto con il comma 9 dell'art. 23-bis del d.l. n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, il quale prevede che i soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali possono comunque concorrere alla prima gara svolta per l'affidamento, mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica, dello specifico servizio già a loro affidato e che, in ogni caso, entro la data del 31 dicembre 2010, per l'affidamento dei servizi si procede mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica; che la disposizione violerebbe, inoltre, l'art. 18, comma 3-bis, del d.lgs. n. 422 del 1997, introdotto dall'art. 1, comma 6, del d.lgs. n. 400 del 1999, il quale individua il termine ultimo entro cui le Regioni possono mantenere gli affidamenti agli attuali concessionari di servizi di trasporto pubblico locale, ponendo tuttavia «l'obbligo», per tale periodo transitorio, «di affidamento di quote di servizio o di servizi speciali mediante procedure concorsuali»; che, quanto al censurato comma 5 dell'art. 38 della legge reg. n. 31 del 2008, il ricorrente sostiene che esso víola l'art. 117, primo comma, Cost., perché non tiene conto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario, e l'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost., perché interviene nella materia della tutela della concorrenza, di potestà legislativa esclusiva dello Stato; che la difesa erariale evoca quali parametri interposti gli artt. 43, 49 e 86 del citato Trattato che istituisce la Comunità europea e l'art. 5, comma 2, del regolamento (CE) n. 1370/2007, nonché l'art. 23-bis del d.l. n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, e deduce motivi analoghi a quelli già evidenziati a proposito del comma 1 dell'art. 38 della legge reg. n. 31 del 2008; che si è costituita la Regione Lazio, la quale ha chiesto, in via principale, che «il ricorso sia dichiarato inammissibile o sia respinto in quanto infondato» e, in subordine, che «venga disposto il rinvio pregiudiziale ai sensi dell'art. 234 del Trattato, nei limiti di quanto esposto»; che la resistente rileva che: a) il ricorso è inammissibile, perché in esso «non è dato rilevare alcuna indicazione circa l'esistenza ed il contenuto della deliberazione autorizzativa del Consiglio dei ministri» e perché «l'inammissibilità del ricorso, anche in caso di esistenza della deliberazione del Consiglio dei ministri, consegue comunque alla mancata indicazione nell'atto notificato»; b) le censure relative al comma 1 dell'art. 38 della legge reg. n. 31 del 2008 riferite ai parametri comunitari sono inammissibili per genericità e, comunque, infondate; c) il denunciato comma 1 dell'art. 38 della legge reg. n. 31 del 2008 richiama espressamente sia il regolamento CE n. 1370/2007 sia l'articolo 23-bis del d.l. n. 112 del 2008 e deve, perciò, essere interpretato nel senso che non deroga a tali disposizioni; d) la censura riferita alla pretesa lesione della competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza è inammissibile e, comunque, infondata, perché le disposizioni censurate attuano direttamente il diritto comunitario e attengono alla materia del trasporto pubblico locale, di competenza residuale regionale; e) la proroga delle gestioni dei servizi in corso non víola gli evocati parametri, perché è limitata nel tempo ed è comunque diretta ad assicurare la continuità dei servizi stessi; f) contrariamente a quanto affermato nel ricorso, il censurato comma 5 dell'art. 38 della legge reg. n. 31 del 2008 non realizza esso stesso «l'affidamento diretto in assenza dei presupposti voluti dalla disciplina comunitaria (ed anche nazionale), ma solo determina le condizioni dell'affidamento»; che, in via subordinata, la difesa regionale «chiede che la Corte Costituzionale, qualora non ritenga risolte le questioni interpretative sottese alla pronuncia di compatibilità della norma regionale censurata al regolamento comunitario n. 1370 del 2007 ed alle ulteriori norme comunitarie evocate a parametro dalla Presidenza del Consiglio dei ministri nel ricorso, sollevi le relative specifiche questioni pregiudiziali davanti alla Corte di giustizia CE, ai sensi dell'art. 234 del Trattato CE, esclusivamente con riguardo alle violazioni degli artt. 43, 49 e 86 del Trattato CE, e dell'art. 5 del regolamento (CE) n. 1370 del 2007, riservando al prosieguo del giudizio ogni decisione sulla violazione dell'art. 117, comma primo, della Costituzione»; che, a tal fine, la stessa difesa domanda, «se del caso, che la Corte eserciti i poteri istruttori di cui agli artt. 12 e seguenti delle "Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale del 7 ottobre 2008"»; che, con atto depositato il 24 novembre 2009, l'Avvocatura generale dello Stato - riservandosi di produrre, in copia autentica, l'estratto «della delibera del Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2009 e la relazione, allegata alla medesima delibera, del Ministro per i rapporti con le regioni» - ha rinunciato al ricorso, rilevando che la Regione Lazio, con l'art. 1, comma 48, della legge 11 agosto 2009, n. 22 (Assestamento del bilancio annuale e pluriennale 2009-2011 della Regione Lazio), ha apportato alle disposizioni censurate modifiche che hanno «conformato la disciplina regionale a quella statale e comunitaria di riferimento»; che la difesa regionale, in data 11 febbraio 2010, ha depositato un atto sottoscritto dal difensore e dal Vicepresidente della Giunta regionale, con il quale si dichiara di accettare la rinuncia.