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Si tratta di una legge necessaria perché dobbiamo puntare a rendere veramente effettiva la riforma prevista dal PNRR in materia di appalti pubblici e concessioni, per realizzare non solo una crescita degli investimenti nel settore, ma, per diretta conseguenza, un aumento della nostra occupazione e avere quindi più forza lavoro impiegata a vari livelli dell'industria delle costruzioni. Forza Italia ha sempre guardato in modo attento al settore delle costruzioni e degli appalti, perché da sempre è a fianco delle imprese, che costituiscono il motore del nostro Paese, e sempre si è fatta promotrice di azioni che potessero dare forza a questo settore, rapportandosi, in modo se non quotidiano, ma sicuramente costante, con tutti i rappresentanti del settore, per cogliere e accogliere le loro istanze e incidere in maniera corretta a livello legislativo. Lo abbiamo fatto anche stavolta, lavorando in Commissione lavori pubblici, e per questo ringrazio i relatori, senatrice Pergreffi e senatore Cioffi, la vice ministro Bellanova, il mio capogruppo, senatore Mallegni, e i colleghi che mi accompagnano in Commissione, il senatore Paroli e il senatore Barachini, con i quali ci siamo confrontati per concordare alcuni emendamenti accolti dall'Assemblea del Senato nella prima lettura del provvedimento. Uno degli emendamenti, forse il più evidente, è quello che ha permesso di contrastare gli effetti negativi dell'aumento dei prezzi delle materie prime. È innegabile, infatti, che il caro materiale abbia messo in difficoltà molte imprese e abbia fatto capire che gli incrementi sono dovuti a cause imprevedibili e quindi per prevenire gli aumenti per quanto possibile, senza farci trovare impreparati, abbiamo dovuto agire prevedendo un sistema obbligatorio di revisione dei prezzi da attivare non solo al verificarsi di particolari condizioni di natura eccezionale, come previsto inizialmente, ma piuttosto in condizioni oggettive e imprevedibili al momento della formulazione dell'offerta, quali l'aumento del costo dei materiali o l'inflazione. È quindi un intervento a favore della salvaguardia anche delle piccole e medie imprese e quelle di prossimità, per continuare a mantenere gli appalti sui territori e soprattutto per evitare rischi e costi troppo alti. Inoltre, sempre per la stessa finalità, è stata disposta la possibilità di procedere alla suddivisione degli appalti in lotti sulla base di criteri quantitativi e qualitativi, impedendo anche l'aggregazione artificiosa dei lotti, che, oltre ad eludere la disciplina comunitaria, penalizza alcuni operatori economici. Accogliendo anche le richieste di Confindustria, siamo intervenuti per la semplificazione delle procedure di pagamento da parte delle stazioni appaltanti con riduzione degli oneri economici e amministrativi che gravano sulle imprese, anche tramite il ricorso ad una forte dose di digitalizzazione dei processi, tutte misure per agevolare le imprese, velocizzando i lavori, magari fermi da tanti anni. Adesso mi rivolgo al Governo per richiedere una valutazione in merito al fatto che, in seguito ai decreti attuativi che si dovranno emanare, spero, nei termini previsti - ma questo lo ha assicurato poco fa la senatrice Bellanova - solo i bandi di gara pubblicati dall'inizio del 2024 potranno avvalersi delle nuove norme, per cui sarebbe opportuno, per far sì che le imprese italiane tutte siano messe in grado di realizzare il PNRR e non incorrano in fallimenti, emanare un provvedimento che le metta in sicurezza nelle more di questo periodo. Invito quindi il Governo - e sono sicura che avrà quest'attenzione - a valutare questa opportunità. È vero che il PNRR è un'occasione e sicuramente questa legge delega, oltre a riformare una volta per tutte - speriamo - il quadro legislativo in materia di contratti pubblici, dà la possibilità di rilanciare l'intero comparto degli appalti pubblici, ma questo momento non va sprecato e deve contribuire invece a far comprendere che realizzare grandi opere pubbliche infrastrutturali è una delle priorità della nostra Italia, perché senza le grandi infrastrutture poco possiamo intervenire su altri fattori che coinvolgono il turismo, la sostenibilità, l'industria in ogni suo aspetto e lo sviluppo soprattutto di determinate aree del Paese. È chiaro che nel frattempo bisogna procedere allo sblocco immediato delle risorse, all'aggiudicazione degli appalti per i lavori di manutenzione e messa in sicurezza dei tratti stradali, autostradali e ferroviari con i fondi appositi a disposizione. Un altro punto molto importante su cui siamo intervenuti, anche attraverso il lavoro dei nostri deputati alla Camera, è stato quello della ridefinizione dei livelli di progettazione attraverso una loro riduzione, per garantire lo snellimento delle procedure di verifica e validazione dei progetti e la razionalizzazione della composizione e dell'attività dei Consiglio superiore dei lavori pubblici, proprio per semplificare le procedure di approvazione dei progetti in tema di opere pubbliche. Forza Italia ha inciso abbastanza e bene nel disegno di legge delega in esame, anche se non bisogna mai fermarsi né dimenticare alcune criticità, a cui tra le righe ho fatto brevissimi cenni, ma che volontariamente non ho voluto enfatizzare, perché in questo momento dobbiamo lavorare per provvedimenti che vengano accolti favorevolmente da tutta la maggioranza e condivisi con il Governo, per poter apportare, anche con altri atti che seguiranno, migliorie alla nostra legislazione che permettano di ottenere i risultati sperati e un aiuto vero per tutte le imprese del settore. Penso quindi anche alla possibilità di concretizzare nel prossimo futuro alcune integrazioni al nuovo codice degli appalti, che Forza Italia ha già presentato in vario modo, anche attraverso ordini del giorno, e all'emanazione di un nuovo regolamento attuativo espressamente dedicato ai lavori pubblici, distinto da servizi e forniture, in cui recepire anche la normativa comunitaria. Occorrerebbe ridefinire - e in questo senso porto le istanze ascoltate in sede di audizioni da parte dell'Associazione nazionale dei costruttori edili (ANCE) - la disciplina secondaria mediante l'adozione di regolamenti attuativi distinti, uno per i lavori e l'altro per i servizi e le forniture, in modo che si tengano in considerazione le peculiarità delle diverse tipologie contrattuali. Tante proposte di modifica al presente disegno di legge delega, quindi al codice degli appalti, sono state avanzate dal nostro Gruppo parlamentare per migliorare questo testo, su cui continueremo a lavorare con lo stesso impegno e lo stesso entusiasmo, confrontandoci con tutti e mantenendo un'attenzione costante, affinché i decreti attuativi rispettino le regole normative e i principi direttivi e questa delega possa concretizzare una delle occasioni imperdibili per il nostro Paese, che ha bisogno di un cambio di passo strutturale in merito alla cultura e all'economia, guardando con la giusta visione a uno sviluppo imprenditoriale vero, senza il quale è fuorviante parlare di riforme e di occupazione lavorativa. Dichiarando convintamente il voto favorevole di Forza Italia e riprendendo le parole di qualche tempo fa proprio del nostro presidente Silvio Berlusconi, mi permetto di suggerire, nell'attuazione di questa delega e in ogni riforma del nostro PNRR, anche un pizzico di sana, lungimirante e visionaria follia. (Applausi) . RUFA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.