[pronunce]

che, inoltre, sebbene il Giudice di pace abbia dedotto la violazione della suddetta direttiva, egli ha omesso di dare conto della disciplina da questa stabilita e, conseguentemente, neppure ha esplicitato le ragioni a conforto della premessa interpretativa, concernenti sia l’esistenza del denunciato contrasto, sia il difetto dei presupposti per l’immediata applicabilità della norma della direttiva asseritamente lesa, e ciò ancorché la questione di compatibilità comunitaria sia preliminare rispetto a quella di legittimità costituzionale, configurando quindi dette carenze ulteriori cause di manifesta inammissibilità della questione (in ordine a tali profili, tra le più recenti, rispettivamente, ordinanza n. 127 del 2009; ordinanze n. 100 e n. 65 del 2009); che, pertanto, la questione va dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 10, comma 4, del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 105 (Attuazione della direttiva 80/777/CEE relativa alla utilizzazione e alla commercializzazione delle acque minerali naturali), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 41, primo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, dal Giudice di pace di Montecorvino Rovella, con l’ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 27 gennaio 2010. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Giuseppe TESAURO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 4 febbraio 2010. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA