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il 3 dicembre 2015 tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le rappresentanze sindacali unitarie e le organizzazioni sindacali nazionali e Italcementi è stato sottoscritto un accordo di ricorso alla cassa integrazione straordinaria per 430 lavoratori prevedendo la permanenza del centro mondiale di ricerca a Bergamo (a seguito di espressa richiesta sindacale) e lo spostamento dell' headquarter da Bergamo alla città di Heidelberg in Germania; il 20 maggio 2016 le rappresentanze sindacali unitarie, le organizzazioni sindacali FENEAL, FILCA e FILLEA e Italcementi sottoscrivono un accordo sulla gestione degli esuberi relativi alla sede di Bergamo (415 unità lavorative tra impiegati e operai); nel mese di maggio 2016 il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha presentato presso il Ministero dello sviluppo economico, alla presenza del ministro Carlo Calenda, il dossier della Regione Lombardia "Cemento", frutto del confronto tra la Regione stessa, le rappresentanze sindacali unitarie e le organizzazioni sindacali, il Politecnico di Milano, la facoltà di Ingegneria e la Scuola edile di Bergamo. Nel documento si delineavano le potenzialità della ricerca e dell'innovazione di prodotto dei materiali da costruzione che la Regione Lombardia metteva a disposizione per interagire con la ricerca e innovazione dei gruppi operanti nel settore; in data 23 giugno 2017, a seguito di una richiesta congiunta di rappresentanze sindacali unitarie, organizzazioni sindacali e Italcementi, il Ministero del lavoro ha deliberato la prosecuzione degli ammortizzatori sociali per 430 lavoratori fino al 31 dicembre 2018 considerata la complessità del processo di riorganizzazione; considerato che in questi ultimi anni nei laboratori di Bergamo sono stati scoperti diversi prodotti innovativi relativi alle malte cementizie, agli aggregati e ai cementi che sono stati utilizzati nelle opere più complesse e anche innovative (palazzo Italia in Expo a Milano, ponte san Giorgio di Genova, eccetera); tenuto conto che: in data 20 novembre 2020 il gruppo Heidelberg ha comunicato lo spostamento del centro mondiale di ricerca di Bergamo nella città di Heidelberg per motivi di "centralizzazione delle attività di ricerca", venendo meno all'accordo sottoscritto in sede ministeriale del 3 dicembre 2015; il Paese Italia perde le migliori competenze professionali mondiali del settore in termini di ricerca e innovazione di prodotto e disperde professionalità elevatissime dei circa 40 lavoratori che operano nei laboratori, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione esposta e quali iniziative intendano assumere, nell'ambito delle rispettive competenze, affinché non si depauperi, come conseguenza della chiusura del centro, il tessuto economico circostante e affinché vengano garantiti i diritti dei lavoratori coinvolti e se non ritengano opportuno aprire un tavolo di confronto con le parti interessate per la risoluzione delle problematiche descritte. Atto n. 4-04515 BERARDI MASINI MALLEGNI Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: la legge costituzionale n. 3 del 2001, recante "Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione", ha ridisegnato le competenze di Stato e Regioni in campo sanitario. La "tutela della salute" (assai più ampia della dizione "assistenza ospedaliera" dell'ordinamento previgente) rientra nell'ambito delle materie oggetto di legislazione concorrente tra Stato e Regioni; ai sensi della lett. m) dell'art. 117, comma secondo, della Costituzione, è attribuita allo Stato la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale; con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020, sulla base dei dati elaborati dalla cabina di regia di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, sentito il comitato tecnico scientifico sui dati monitorati, sono individuate tre aree corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per le quali sono previste misure restrittive specifiche; la Toscana, inizialmente inserita tra le regioni con lo scenario di rischio più basso, è stata inserita nella "zona rossa" (scenario al alto rischio) con ordinanza del Ministro della salute 13 novembre 2020; con il report n. 26, del Ministero della salute, relativo alla settimana dal 2 all'8 novembre, per la Toscana è stato valutato un rischio "alto" per la probabilità di diffusione del virus causato dall'aumento dei casi rispetto alle settimane precedenti; un rischio per la valutazione dell'impatto considerando il 40 per cento di occupazione delle terapie intensive (soglia massima al 30 per cento) e il 39 per cento di posti in area medica (soglia al 40 per cento); la presenza di 2 fattori di allerta rispetto alla valutazione della resilienza territoriale e uno scenario 4 per l'Rt con un limite inferiore pari a 1,72 e un valore puntuale di 1,8 (il più alto di Italia); ad oggi in Toscana si contano circa 97.000 casi di positivi al virus Sars-Cov 2, 2.067 ricoverati e 296 posti occupati di terapia intensiva; in data 11 novembre 2020, il presidente della Giunta regionale toscana Eugenio Giani ha firmato l'ordinanza n. 107 ai sensi della quale i medici di assistenza primaria e continuità assistenziale dovranno sospendere l'attività istituzionale alle ore 24. Dalle ore 24 alle ore 8 il servizio sarà garantito da centrali telefoniche, programmate sul modello hub-spoke ; sempre secondo l'ordinanza le ore di servizio dei medici di assistenza primaria che si renderanno così disponibili saranno utilizzate in orario diurno per contribuire alla sorveglianza sanitaria, nonché all'attività ambulatoriale sui pazienti con sintomi simil-influenzali o ospitati in albergo sanitario; secondo la Federazione italiana sindacale dei medici uniti (FISMU) l'interruzione della continuità dell'assistenza alle ore 24, con l'introduzione della sola consulenza telefonica dalle ore 24 alle ore 8, sarebbe una scelta sbagliata sul piano assistenziale poiché produrrebbe accessi impropri nelle strutture ospedaliere e gravi conseguenze sulla tenuta del 118 e dei punti di pronto soccorso; a quanto risulta agli interroganti, anche rispetto alle notizie apprese dagli organi di stampa, i dati nazionali e regionali dimostrano che le strutture e i servizi di medicina di prossimità sono un valido alleato per contrastare lo sviluppo e la diffusione del coronavirus, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le loro considerazioni in merito; se non intendano, nell'ambito delle proprie competenze, dettare delle linee guida uguali per tutto il territorio nazionale per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini, senza entrare nel merito delle competenze regionali; quali siano le prossime iniziative da intraprendere, anche nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni, per provare a dare una conformazione omogenea al Servizio sanitario nazionale, in modo da evitare iniziative scomposte in vista di eventuali possibili nuovi o rinnovati scenari pandemici. Atto n. 4-04516 LAFORGIA Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: