[ddlpres]

Il canone periodico che il titolare del diritto di godimento è tenuto a versare al proprietario è, in tutto o in parte, secondo quanto convenuto dal contratto, imputato al prezzo della vendita, che deve essere determinato fin dalla conclusione del contratto. 4 I contratti indicati dal comma 1 devono essere trascritti, agli effetti dell'articolo 2645- bis del codice civile. Detti effetti cessano e si considerano come mai prodotti se, entro sei mesi dalla data convenuta per la conclusione del contratto di vendita e, in ogni caso, entro dieci anni dalla trascrizione di cui al presente articolo, non sia eseguita la trascrizione del contratto di vendita o di altro atto che costituisca comunque esecuzione dell'obbligo assunto o della domanda giudiziale di cui all'articolo 2652, numero 2) del codice civile. Si applicano gli articoli 2668, comma quarto, 2775- bis e 2825- bis del codice civile. 5 In caso di mancata conclusione della vendita entro il termine pattuito, il titolare del diritto di godimento deve effettuare la restituzione dell'immobile. 6 Salvo che le parti abbiano espressamente convenuto l'applicazione delle norme di legge che disciplinano la locazione, al rapporto di godimento si applicano le disposizioni degli articoli da 1002 a 1007, nonché degli articoli 1012 e 1013 del codice civile, in quanto compatibili; la garanzia cui è tenuto il titolare del diritto di godimento non può eccedere l'importo di tre periodicità di canone e può essere sostituita da una polizza assicurativa. Nel godimento della cosa egli deve usare la diligenza del buon padre di famiglia. 7 Il termine di cui all'articolo 1495, terzo comma, del codice civile decorre dal momento della consegna per effetto del contratto di concessione del godimento. 8 Qualora i contratti oggetto della presente legge si riferiscano a immobili da costruire o in corso di costruzione, non si applicano gli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, e, salvo diverso accordo delle parti, il godimento decorre dalla venuta a esistenza del bene. 9 Qualora i contratti oggetto della presente legge abbiano a oggetto un'unità abitativa e la stessa sia gravata da ipoteca iscritta a garanzia di finanziamento contratto dall'impresa costruttrice, ovvero sia stata oggetto di pignoramento, il notaio non può ricevere o autenticare l'atto che determina la concessione in godimento se, anteriormente o contestualmente alla stipula, non si sia proceduto alla suddivisione del finanziamento in quote o al perfezionamento di un titolo per la cancellazione o frazionamento dell'ipoteca o del pignoramento gravante sull'immobile. 10 Durante la fase di godimento, qualora l'immobile sia ipotecato a garanzia di un mutuo, se lo stesso sia stato suddiviso in quote e l'ipoteca sia stata frazionata, le parti possono convenire, quale modalità per la corresponsione del canone di godimento, l'accollo per tutta la durata del godimento delle rate di ammortamento della corrispondente quota di mutuo, fatto salvo l'articolo 1273, secondo comma, del codice civile. 2 (Inadempimento) 1 Il contratto si risolve in caso di mancato pagamento di sei mensilità, anche non consecutive, salvo che ne sia pattuito un maggior numero, o di mancato pagamento di tante rate che superino il 5 per cento del prezzo. 2 In caso di inadempimento dell'obbligo di concludere il contratto di vendita dell'immobile al titolare del diritto di godimento, si applica l'articolo 2932 del codice civile. 3 In caso di risoluzione per inadempimento dell'obbligato alla vendita, egli deve restituire la parte dei canoni di cui era prevista l'imputazione al prezzo del trasferimento, maggiorata degli interessi legali, salvo, nel caso in cui fosse stata pattuita l'imputazione totale, un equo compenso. 4 In caso di risoluzione per inadempimento del titolare del godimento, egli deve restituire l'immobile e i canoni versati restano acquisiti dal proprietario a titolo di indennità, salvo che il giudice, secondo le circostanze, stabilisca una parziale restituzione. Per il conseguimento del titolo per il rilascio dell'immobile si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al Libro IV, Titolo I, Capo II del codice di procedura civile. 5 Resta salva l'applicazione di eventuali penali e il risarcimento del maggior danno. 3 (Modifiche al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, «legge fallimentare») 1 Dopo l'articolo 72- quater del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è inserito il seguente: «Art. 72- quinquies. – 1. Ai contratti che prevedono l'immediata concessione del godimento di un immobile con obbligo o facoltà di successiva vendita della proprietà o di altro diritto reale di godimento, con imputazione in tutto o in parte al prezzo della vendita dei canoni pagati durante il godimento, trascritti ai sensi dell'articolo 2643 del codice civile, in caso di fallimento del futuro acquirente, si applica l'articolo 72. Qualora il curatore si sciolga dal contratto, il concedente ha diritto alla restituzione del bene ed è tenuto a versare alla curatela la differenza tra quanto incassato e quanto dovuto per il godimento del bene fino a quel momento. 2 . In caso di fallimento del concedente, il contratto prosegue e chi ha conseguito il godimento conserva i propri diritti relativi all'acquisto, alle stesse condizioni già pattuite, dei diritti reali immobiliari originariamente convenuti». 4 (Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917) 1 Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 15 è aggiunto, in fine, il seguente comma: «3- bis . La detrazione di cui al comma 1, lettera b) , spetta al titolare del diritto di godimento in funzione della successiva vendita, entro un importo non superiore alla metà del canone annuale e con riferimento ai medesimi oneri in dipendenza di mutui garantiti da ipoteca su immobili concessi in godimento in funzione della successiva vendita e contratti dall'impresa costruttrice per la costruzione dei medesimi immobili. La detrazione spetta a condizione che: a) il contratto che prevede l'immediata concessione del godimento dell'immobile ad uso abitativo con obbligo o facoltà di successiva vendita della proprietà o di altro diritto reale di godimento, sia stato stipulato direttamente dall'impresa costruttrice dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale e fin quando l'impresa costruttrice ne detenga la proprietà; b) il titolare del diritto di godimento adibisca l'immobile ad abitazione principale entro trenta giorni dalla stipula del contratto; c) risulti dal contratto l'accollo da parte del titolare del godimento del mutuo per la quota parte gravante sull'unità immobiliare oggetto di contratto; d) il contratto sia stipulato per una durata non superiore a dieci anni. Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. La detrazione spetta non oltre il periodo d'imposta nel corso del quale è variata la dimora abituale.