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Disposizioni per l'arresto del consumo di suolo agricolo e delega al Governo per il riordino delle disposizioni vigenti in materia di governo del territorio e contrasto al consumo di suolo agricolo. Onorevoli Senatori . – Il consumo di suolo agricolo rappresenta un'emergenza ambientale ed economica che va affrontata anche rispetto alle indicazioni in tema di resilienza legate al Recovery Fund . L'Unione europea, nella tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse, contenuta nella comunicazione COM(2011) 571, afferma l'esigenza che l'incremento della quota netta di occupazione di terreno tenda ad arrivare a zero entro il 2050; tenendo conto altresì del principio « land degradation neutrality » da perseguire entro il 2013 in coerenza con gli obiettivi SDG ( Sustainable Development Goals ) dell'Agenda 2013 delle Nazioni Unite a cui l'Italia ha aderito. L'idea del Forum italiano dei Movimenti per la terra e il paesaggio (chiamato « Salviamo il paesaggio »), la rete civica nazionale composta da più di mille associazioni e da migliaia di cittadini nata nel 2011 a Cassinetta di Lugagnano, ha avviato un percorso – con la collaborazione di settantacinque esperti – per l'elaborazione di un testo finalizzato a fermare il consumo di suolo nel nostro Paese, che è stato messo a disposizione delle forze politiche sensibili all'esigenza di salvaguardare il suolo agricolo. Dopo numerosi approfondimenti, detto testo è stato depositato e insieme ad altri testi ha iniziato il percorso legislativo in Senato in questa XVIII legislatura, salvo poi arenarsi e mantenere in essere solo la parte di rigenerazione urbana, tenendo fuori il consumo di suolo agricolo. Il testo proposto intende dare un'efficace definizione giuridica di « suolo agricolo » e « consumo di suolo agricolo » e stabilisce le regole per tutelare e salvaguardare un fondamentale bene comune che rappresenta una risorsa non rinnovabile e non sostituibile nella produzione di alimenti e di servizi ecosistemici, nella trasformazione della materia organica, nel ciclo dell'acqua e nella mitigazione dei cambiamenti climatici. Questa l'analisi dei dati offerti dagli enti pubblici, in particolare dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT). Secondo il rapporto ISPRA 2017 su « Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici », il consumo di suolo in Italia non conosce soste, pur segnando un cospicuo rallentamento negli ultimi anni: tra il 2013 e il 2015 le nuove coperture artificiali hanno riguardato ulteriori 250 chilometri quadrati di territorio, ossia – in media – circa 35 ettari al giorno (una superficie pari a circa trentacinque campi di calcio ogni giorno): una velocità di trasformazione, nell'ultimo periodo, di circa 4 metri quadrati di suolo perduti ogni secondo. Il rallentamento iniziato nel periodo 2008-2013 a causa della crisi economica si è consolidato negli ultimi due anni con una velocità ridotta che continua però, sistematicamente e ininterrottamente, a ricoprire aree naturali e agricole con asfalto e cemento, fabbricati residenziali e produttivi, centri commerciali, servizi e strade. La frammentazione e la disgregazione dei paesaggi che si sono sedimentati nel tempo per opera dell'uomo depauperano un patrimonio collettivo che riassume in sé valori storici, culturali e di appartenenza, fondamentale per il benessere dei cittadini e delle comunità, oltre che importante risorsa turistica, sociale ed ecologico-naturalistica. Inoltre, il fenomeno dell'accaparramento delle terre ( land grabbing ) porta a una perdita di proprietà dei suoli da parte di piccole e medie imprese agricole, disperdendo così un requisito importante per la gestione sostenibile e resiliente del territorio. Il terreno è considerato sempre più come opportunità d'investimento finanziario e oggetto di forte speculazione da parte di imprese multinazionali e grandi investitori, sia europei che stranieri. La concentrazione di terreni agricoli nelle mani di pochi attori produce profonde conseguenze sociali, culturali, economiche e politiche. Il presente disegno di legge consta di cinque articoli che hanno come obiettivo l'azzeramento del consumo di suolo agricolo e la mitigazione dei danni derivanti dall'andamento del consumo stesso negli anni fino a oggi. L'articolo 1 presenta l'applicazione dei principi costituzionali presenti negli articoli 9, 41, 42, 44 e 117 della Carta e dà attuazione all'articolo 42. Nei principi e ambito di applicazione vengono presupposte le azioni a tutti i livelli istituzionali affinché venga azzerato il consumo di suolo agricolo attraverso piani di sviluppo regionali e nazionali atti a favorire il riequilibrio dell'attuale situazione, la valorizzazione e la tutela dei terreni e delle attività agricole e delle aree naturali. L'articolo 2 definisce il « suolo » come lo strato superiore della crosta terrestre situato tra il substrato roccioso e la superficie, costituito da componenti minerali, materia organica, acqua, aria e organismi viventi; esso è l'interfaccia tra terra, aria e acqua e ospita gran parte della biosfera. Viene data inoltra la definizione consequenziale a tutto ciò che intorno al suolo, il suolo agricolo e la sua salvaguardia ne consegue. L'articolo 3 definisce le finalità del presente disegno di legge, consistente nel contrasto al consumo di suolo agricolo attraverso la costruzione di un sistema coerente di conoscenze dei servizi ecosistemici. L'articolo 4 dispone la cessazione del consumo di suolo agricolo ancorché per motivi insediativi e prevede un coordinamento tra gli enti locali con i loro strumenti urbanistici e il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA) per il monitoraggio. L'articolo 5 è la delega al Governo affinché venga redatto un decreto legislativo in grado di poter coordinare in termini tecnici e di governance generale i precetti del presente disegno di legge, consentendo così la proficua collaborazione tra potere legislativo e potere esecutivo per gli obiettivi di resilienza, salvaguardia del territorio, tutela ambientale e mitigazione dei mutamenti climatici richiesta non solo a livello istituzionale ma dal miglioramento delle condizioni di vita del genere umano.. 1 (Princìpi e ambito di applicazione) 1 La presente legge, in conformità con gli articoli 9, 41, 42, 44 e 117 della Costituzione e con la Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000, di cui alla legge 9 gennaio 2006, n. 14, stabilisce i princìpi fondamentali per la tutela del suolo e delle sue funzioni, anche al fine di promuovere e tutelare l'ambiente, il paesaggio e l'attività agricola nonché di impedire l'ulteriore consumo di suolo agricolo. 2 Il suolo, in quanto risorsa non rinnovabile e non sostituibile, svolge un ruolo fondamentale per la sopravvivenza degli esseri viventi sull'intero pianeta ed è in grado di fornire una pluralità di benefici che rendono non più differibili azioni volte a preservarlo integralmente da ulteriori possibili trasformazioni che ne compromettano in modo irreversibile la capacità di sostenere le produzioni alimentari e di fornire gli altri servizi ecosistemici.