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sarebbe stata imputata la rapina del 31 gennaio, mentre sempre al minore e a un 20enne del Burkina Faso sarebbero ascrivibili i due episodi commessi il 29 gennaio a Lecco e ad Airuno; una successiva e più vasta attività d'indagine del comando dei Carabinieri di Vimercate ha permesso di notificare, il 24 aprile 2018, ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal tribunale dei minorenni di Milano e dal tribunale di Monza per una baby gang di 8 ragazzi composta da due italiani maggiorenni e da 6 minorenni, tra cui un italiano, due marocchini, due romeni e un egiziano che commetteva rapine sui treni; considerato che: gli episodi contestati risulterebbero in totale 21, tra novembre e dicembre 2017, lungo la tratta ferroviaria Lecco-Milano e sui mezzi pubblici dell' hinterland milanese. Il fatto più grave si sarebbe consumato a Olgiate Molgora dove due componenti della banda hanno avvicinato un giovane che si trovava nel sottopasso della stazione e, dopo averlo minacciato pesantemente e avergli strappato il cellulare, lo avrebbero obbligato a seguirlo (di fatto sequestrandolo) e una volta arrivati ad un bancomat lo avrebbero costretto a prelevare la somma di 1.000 euro. Ritornati in stazione lo avrebbero quindi fatto salire sul primo treno in arrivo, senza cellulare in modo da non dargli tempo di chiamare tempestivamente il 112 e ritagliandosi così spazio per la fuga. Sempre a Olgiate Molgora, in un altro momento, un viaggiatore era stato derubato di 60 euro, dello smartphone e di un pacchetto di sigarette; mentre ad Airuno sono stati depredati portafogli, tablet e cuffie a una persona che si trovava sul treno e che era stata minacciata con pistola e coltello. Così come alla stazione di Cernusco-Merate due rapine avevano fruttato un cellulare e denaro contante e a Calolziocorte un viaggiatore era stato fermato e costretto a consegnare, sotto minaccia di una pistola e un coltello puntati, il portafoglio e il telefono cellulare; le baby gang specializzate in rapine sui treni della tratta Milano-Lecco, sgominate nei giorni e nei mesi scorsi dalle compagnie dei Carabinieri di Merate, Lecco e Vimercate, con ogni probabilità non erano le sole in azione tra il capoluogo meneghino e quello lariano, dato che un altro manipolo di giovanissimi sembra essere entrato in azione, spadroneggiando in treno come in stazione, come documenta l'episodio del 30 aprile a Olgiate Molgora; nei giorni successivi al 30 aprile ai crimini elencati e già oggetto di un precedente atto di sindacato ispettivo a firma degli interroganti (4-00092), sono venuti alla luce nuovi episodi delinquenziali di considerevole gravità; questi episodi riguardano il pestaggio, avvenuto lunedì 30 aprile su un treno in direzione Milano tra le stazioni di Lecco e Calolziocorte, di un ragazzino di 15 anni aggredito da 8-10 coetanei extracomunitari nel tentativo riuscito di rubargli lo smartphone ; il furto ad opera di un giovane gambiano senza fissa dimora di un portatile nella serata di venerdì 4 maggio su un treno in direzione Lecco, all'altezza di Carnate e, nel primo pomeriggio di domenica 6 maggio, la gravissima aggressione su un treno partito da Milano e diretto a Lecco ai danni di un agente non in servizio della Questura di Lecco, intervenuto per proteggere il capotreno accerchiato durante l'esercizio delle sue funzioni da una banda di 8 extracomunitari; entrambe le vittime delle due aggressioni hanno avuto bisogno di cure mediche per le quali sono state accompagnate in ospedale; due degli extracomunitari che sono stati individuati tra gli autori dell'aggressione all'agente di Polizia e che sono stati arrestati nella stazione ferroviaria di Calolziocorte, da notizie apparse sugli organi di informazione, sarebbero richiedenti asilo di nazionalità nigeriana; il gambiano autore del furto è stato arrestato e rimesso in libertà per sospensione della pena a 4 mesi di reclusione; recenti controlli effettuati nella stazione di Lecco e su un treno partito da Lecco in direzione Bergamo da parte della Polizia ferroviaria hanno consentito di denunciare all'autorità giudiziaria un marocchino irregolare per furto aggravato e porto di armi od oggetti atti a offendere e un tunisino con precedenti penali per reati contro il patrimonio e contro la persona per ricettazione, appropriazione di cose smarrite e porto di armi od oggetti atti a offendere; il prefetto di Lecco, interpellato dagli interroganti sulla questione, ha assicurato che il piano di sicurezza per le stazioni, adottato in sede COSP (centro operativo soccorso pubblico), nell'ambito di specifici progetti ritenuti prioritari per il territorio, e sul quale anche il Ministero dovrebbe essere informato con specifici report , risulterebbe dare buoni esiti a seguito del rafforzamento delle misure di controllo del territorio e degli interventi delle forze di polizia all'interno delle stazioni; sempre secondo il prefetto sarebbe stato richiesto più volte un potenziamento del servizio di Polizia ferroviaria competente al compartimento di Milano, e che per quanto riguarda gli ultimi episodi di violenza registrati sarebbero in corso le indagini che dovranno essere poi valutate anche in vista della proroga del citato piano straordinario per la sicurezza; non è più accettabile che servizi essenziali per i cittadini come quello del trasporto ferroviario o che luoghi come le stazioni siano diventati zone di spaccio, rapine e violenza e che, giustamente, siano percepiti dalla popolazione come estremamente pericolosi, si chiede di sapere: quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire la sicurezza dei cittadini utenti del servizio di trasporto pubblico nelle tratte ferroviarie lombarde, nonché del personale viaggiante; quale sia lo status degli extracomunitari autori dei crimini elencati e fermati dalle forze dell'ordine, in particolare se tra loro risultino irregolari, richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale (rifugiato o protezione sussidiaria) o umanitaria e, in caso affermativo, quali provvedimenti si intenda adottare in ordine al rimpatrio ovvero al mantenimento dei benefici connessi ai programmi di protezione. Atto n. 4-00125 BORGONZONI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il programma televisivo di LA7 "Non è l'arena", nell'ultimo mese, ha dedicato più servizi ed approfondimenti riguardo al caso delle tre sorelle Napoli (Irene, Anna ed Ina) residenti nel paese di Mezzojuso (Palermo) e titolari di un'azienda agricola, con 90 ettari di terreno al confine con Corleone; le titolari dell'azienda agricola hanno dichiarato di aver già depositato 28 denunce sui fatti che da alcuni anni stanno subendo, che passano da minacce a raid di bovini spinti dentro ai loro terreni per distruggerne le coltivazioni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e di altre situazioni simili e come intenda intervenire per tutelare le persone vessate da comportamenti come questi, di chiaro stampo mafioso.