[pronunce]

Considerato che il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Pordenone dubita della legittimità costituzionale dell'articolo 186, comma 4 (guida sotto l'influenza dell'alcool), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), "nella parte in cui non attribuisce agli agenti di polizia la facoltà di disporre prelievi ematici sulla persona del conducente, a differenza di quanto previsto dall'art. 187, comma 2 (guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti), del codice della strada, in fattispecie del tutto sovrapponibile"; che, ad avviso del remittente, l'art. 186, comma 4, del cod. strada sarebbe in contrasto con gli articoli 2, 3 e 111 della Costituzione, per la irragionevole disparità di trattamento che determinerebbe rispetto alla fattispecie regolata dall'art. 187, comma 2, dello stesso codice, in quanto entrambe le disposizioni sanzionerebbero penalmente la condotta di chi guida in condizioni psico-fisiche comunque alterate "per fatto proprio", e cioè per l'assunzione volontaria di sostanze idonee a causare tale alterazione, sicché fattispecie penali del tutto sovrapponibili e ispirate ad una identica finalità riceverebbero immotivatamente disuguale disciplina nella fase di accertamento della materialità del fatto di reato e non sarebbero stati regolati, nell'ambito del censurato art. 186, i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per accertata impossibilità di natura oggettiva; che la questione sollevata sul parametro dell'art. 3 della Costituzione è oggettivamente pregiudiziale rispetto alle altre, promosse con motivazione peraltro assai succinta in riferimento agli artt. 2 e 111, giacché una ipotesi di contraddittorio nell'accertamento mediante prelievo ematico potrebbe porsi solo ove tale accertamento fosse consentito, a seguito dell'accoglimento della prima questione; che proprio sul parametro dell'art. 3 della Costituzione, e consequenzialmente sugli altri, la questione è manifestamente infondata; che, nella sentenza n. 194 del 1996, questa Corte ha già chiarito che il legislatore, nel nuovo codice della strada, ha non irragionevolmente distinto per il conducente di veicoli lo stato di ebbrezza da alcool dalle condizioni di alterazione fisica e psichica correlata con l'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, prevedendo due diverse ipotesi di reato e regolando solo in relazione alla seconda peculiari forme di controllo, la cui esecuzione è inibita alla polizia poiché richiede conoscenze tecniche e specialistiche, anche per quanto riguarda la qualificazione delle sostanze; che il differente trattamento riservato al conducente del veicolo che si trovi in condizioni di alterazione psico-fisica derivante dall'influenza di alcool - per il quale non è esperibile l'accompagnamento presso idonea struttura pubblica per il prelievo di campioni di liquidi biologici, ma soltanto l'accertamento da effettuarsi, ai sensi dell'art. 379 del d.P.R. n. 495 del 1992, mediante analisi dell'aria alveolare espirata - trova giustificazione nell'attuale stato delle conoscenze tecnico-scientifiche, che non hanno reso disponibile, per la verifica dell'uso di sostanze stupefacenti, una strumentazione analoga a quella utilizzata per il rilevamento dello stato di ebbrezza derivante dall'assunzione di sostanze alcoliche, strumentazione che, pur essendo meno invasiva, permette riscontri immediati ed affidabili; che appare pertanto non irragionevole che il legislatore, stante l'impossibilità di acquisire in altromodo le prove diagnostiche necessarie, abbia previsto analisi specifiche presso strutture pubbliche per accertare l'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte del conducente di veicoli, ed invece, ai fini dell'accertamento del tasso alcolico, abbia ritenuto sufficiente l'impiego degli strumenti, meno invasivi ma affidabili, attualmente esistenti. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 186, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3 e 111 della Costituzione, dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Pordenone, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Mezzanotte Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 25 luglio 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola