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ruolo agricoltura, 8 assistenti amministrativi, 10 assistenti agrari, 12 funzionari amministrativi, 10 funzionari agrari, 4 funzionari informatici; ruolo ICQRF, 5 addetti, 13 assistenti amministrativi, 7 assistenti di laboratorio, 6 assistenti agrari, un addetto amministrativo; lo stesso decreto ha autorizzato il Dicastero a bandire procedure selettive per la progressione tra le aree riservate al personale interno di ruolo, ai sensi dell'articolo 22, comma 15, del decreto legislativo n. 75 del 2017; ad oggi, tuttavia, a detti atti autorizzativi non risulta aver fatto seguito l'adozione dei provvedimenti relativi alla pubblicazione dei bandi di concorso inerenti alle procedure selettive, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno e doveroso dare indicazioni volte ad attivare, con celerità, tutte le procedure per la pubblicazione dei bandi di concorso e delle procedure interne autorizzate. Atto n. 4-02893 BERGESIO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: Alpitel SpA, azienda che opera in Italia da oltre 60 anni, con 600 dipendenti distribuiti nelle varie sedi della penisola, e che progetta, sviluppa e realizza reti e impianti di telecomunicazione utilizzando tecnologie di ultima generazione, ha recentemente presentato un piano che prevede un centinaio di licenziamenti a motivo dell'ingresso di nuovi operatori nel settore, che imporrebbe un ripensamento delle strategie aziendali; dei 100 licenziamenti previsti, 29 incidono sulla sede storica di Nucetto (Cuneo) e 32 su quella di Moncalieri (Torino); la delegazione sindacale ha sin dal principio proposto ai vertici aziendali di procedere ad un piano di gestione alternativo ai licenziamenti; l'azienda, nonostante alcune aperture in tema di impiego di ammortizzatori sociali, ha mantenuto una posizione rigida in ordine alla possibilità di rotazione del personale, cosa che non ha permesso di giungere ad un accordo; in data 11 febbraio 2020, presso la sede del Ministero del lavoro e delle politiche sociali si è svolto il primo incontro istituzionale sulla vertenza di licenziamento collettivo, con l'obiettivo di giungere ad un accordo entro la data in cui andrà a regime il nuovo assetto aziendale (2 marzo 2020); la delegazione sindacale, in coerenza con il mandato ricevuto, ha confermato alla direzione aziendale e al Ministero la propria posizione, secondo cui lo strumento maggiormente idoneo per gestire tale questione resta il contratto di solidarietà, accompagnato da un'indennità di disoccupazione (Naspi) incentivata e volontaria; il numero di esuberi è sceso da 100 ad 80 posizioni, in quanto 20 lavoratori si sono dimessi; la direzione aziendale ha aperto alla possibile cassa integrazione straordinaria, che potrebbe arrivare fino a 24 mesi complessivi, ma si è dimostrata irremovibile sull'ipotesi di rotazione; l'atteggiamento rigido dei vertici aziendali non ha permesso di giungere ad un accordo e per tale ragione il Ministero ha rinviato l'incontro al prossimo 26 febbraio, si chiede di sapere quali iniziative efficaci il Ministro in indirizzo intenda assumere da subito al fine di chiudere quanto prima la vertenza, in ogni caso prima che vada a regime il nuovo assetto aziendale, e salvaguardare i posti di lavoro degli operatori dell'azienda Alpitel SpA. Atto n. 4-02894 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: in data 25 settembre 2019, con nota prot. n. 40416, ai sensi dell'art. 43, comma 1, lett. 1) , del vigente statuto comunale di Sarno (Salerno), il quale testualmente dispone che "il Presidente del Consiglio Comunale è tenuto a riunire il Consiglio in un termine non superiore a venti giorni, quando lo richieda un quinto dei Consiglieri o il Sindaco, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste", nonché dell'art. 49 del medesimo statuto e dell'art. 25 del vigente regolamento del Consiglio comunale ed, inoltre, dell'art. 39 del decreto legislativo n. 267 del 2000, 9 consiglieri comunali di minoranza (quindi, più di un quinto dei consiglieri comunali) richiedevano al presidente del Consiglio comunale la convocazione di una seduta monotematica del Consiglio per "discutere, proporre e adottare provvedimenti incisivi ed efficaci per contrastare i fenomeni e di devianza e disagio giovanile nel territorio del Comune di Sarno"; in data 4 novembre 2019 (ben oltre il termine di venti 20 previsto dal richiamato art. 43, comma 1, lett. 1) , del vigente statuto comunale, nonché dall'art. 39 del decreto legislativo n. 267 del 2000), con avviso prot. n. 47592, il presidente del Consiglio comunale di Sarno provvedeva a convocare per il giorno 7 novembre 2019 la seduta straordinaria pubblica per la trattazione dell'argomento richiesto dalle minoranze consiliari; in data 7 novembre 2019, la seduta del Consiglio comunale di Sarno veniva, in seguito all'appello, dichiarata deserta dal presidente per mancanza del numero legale, che l'art. 28 del regolamento del Consiglio comunale fissa per la seduta di prima convocazione nella "metà più uno del numero dei Consiglieri assegnati" e l'art. 52 del vigente statuto comunale determina nel numero di 13 consiglieri assegnati; in data 14 novembre, con nota prot. 49742, in considerazione del fatto che la seduta di prima convocazione del 7 novembre 2019 era stata dichiarata deserta per mancanza del numero legale, i consiglieri comunali di minoranza chiedevano, ai sensi del richiamato art. 52 dello statuto comunale e dell'art. 30, comma 3, del regolamento del Consiglio comunale, al presidente del Consiglio comunale la convocazione di una seduta di "seconda convocazione" per la trattazione del medesimo argomento proposto dalla minoranza consiliare; in data 1° febbraio 2020, con avviso prot .n. 5493, il presidente del Consiglio comunale provvedeva a convocare per il giorno 6 febbraio 2020 la seduta straordinaria pubblica per la trattazione del medesimo argomento; in data 6 febbraio 2020, malgrado all'appello risultassero presenti 10 consiglieri comunali su 24 e, quindi, nonostante fosse palesemente sussistente il numero legale previsto per le sedute di seconda convocazione dall'art. 52, commi 3 e 4, del vigente statuto del Comune di Sarno, il quale testualmente prevede che "3) Nella seduta di seconda convocazione è in ogni caso necessaria per la validità dell'adunanza la presenza di almeno 1/3 dei Consiglieri assegnati.