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Il 53 per cento dei percettori di reddito di inclusione era costituito da famiglie con minori, mentre solo il 27 per cento dei percettori di reddito di cittadinanza ha minori a carico. Quella in esame è una misura per single, ovvero per famiglie composte da un solo componente. Non ci sono servizi, non c'è un'attenzione particolare per le famiglie con minori e non si aggredisce la povertà minorile ed educativa, che è la più terribile di tutte le disuguaglianze, perché è quella che si trasferisce di generazione in generazione. Sono invisibili le persone con disabilità: non c'è alcun riconoscimento dei bisogni soggettivi aggiuntivi rispetto al mero reddito delle famiglie con a carico persone con disabilità. Non c'è alcun aumento delle pensioni e degli assegni di invalidità civile, che era stato promesso nella propaganda precedente al provvedimento in esame. Ma, oltre al danno c'è la beffa, perché, in deroga a molte sentenze del TAR e del Consiglio di Stato, per calcolare il parametro di reddito per accedere al reddito di cittadinanza si includono anche le pensioni di invalidità sottoposte alla prova dei mezzi. I nostri emendamenti volevano superare questo aspetto, dare un maggiore riconoscimento alle famiglie con disabilità nella scala di equivalenza e andare oltre la misura per cui le pensioni di invalidità contribuiscono al calcolo del reddito. Ancora, nel decreto-legge in esame sono invisibili i disoccupati e si toglie l'assegno di ricollocazione, che deve servire a un disoccupato per avere servizi intensivi e per ritrovare subito un lavoro, per darlo ai beneficiari di reddito di cittadinanza, anche se tutti ci hanno spiegato che solo un terzo di tale platea è immediatamente occupabile con servizi di ricollocazione. Inoltre, con queste risorse si sarebbe tranquillamente raddoppiare il reddito di inclusione e renderlo universale (Applausi dal Gruppo PD) , allargare la platea, rafforzare l'infrastruttura dei servizi e avere un residuo di 2 miliardi di euro, per dare garanzia del reddito ai disoccupati. Nella propaganda che ha preceduto questo provvedimento, le forze di maggioranza ci hanno raccontato che il reddito di cittadinanza serviva per quando i robot cattivi sarebbero arrivati a rubare il lavoro; adesso scopriamo che i robot devono rubarci anche la casa, perché altrimenti non c'è alcuna garanzia del reddito. (Applausi dal Gruppo PD). Non c'è una garanzia del reddito per i disoccupati, che si devono formare e immettere nel mercato anche se non sono sotto la soglia di povertà e non passano una prova dei mezzi. Con i due miliardi si sarebbe potuto rafforzare il sussidio di disoccupazione allargandolo; già è stato fatto nella scorsa legislatura e adesso dura due anni invece che uno, e raggiunge il 97 per cento dei disoccupati; ma la garanzia del reddito può essere rafforzata soprattutto per quei lavoratori con più di cinquant'anni, per i quali è difficile dare servizi di ricollocazione e formazione. Non solo, ma sono invisibili in questo provvedimento anche le persone senza fissa dimora, gli stranieri che hanno lavorato e hanno regolarmente dato un contributo all'economia italiana, gli italiani che rientrano da esperienze all'estero, magari per farsi carico di nuovi progetti di vita in Italia. Con questo provvedimento, con una misura di dubbia costituzionalità, come i dieci anni di vincolo di residenza, quelle persone non avranno l'aiuto che meritano e si aspettano. È invisibile il terzo settore, che è tutta la rete di persone che hanno lavorato in trincea per anni, da sole, nel contrasto alla povertà e si vedono scavalcate da un'infrastruttura di servizi che punta non su una presa in carico dei Comuni e del terzo settore che guarda a tutte le dimensioni della povertà, e non solo quella del reddito, ma su una infrastruttura solo lavoristica e su servizi al lavoro che magicamente dei navigator precari dall'oggi al domani dovrebbero essere in grado di fornire. Infine, cito un altro elemento forse per alcuni marginale, ma che non lo è e sul quale presenteremo emendamenti perché ci trova fortemente contrari: il tema delle sanzioni penali. Avete introdotto sanzioni penali per chi rende dichiarazioni false per accedere al reddito di cittadinanza: la reclusione da due a sei anni, che è più di quanto viene comminato per il falso commesso da un pubblico ufficiale ed è una pena maggiore di quella irrogata per il furto semplice. Si sta, di fatto, dicendo a persone che sono vicine alla soglia di accesso al reddito di cittadinanza che farebbero meglio a rubare che non a provare ad accedere al reddito di cittadinanza. Il Governo ci ha detto che non va bene falsificare i documenti per accedere al reddito cittadinanza. È chiaro che non va bene, ma nella Patria di Cesare Beccaria un principio cardine dello Stato di diritto e della civiltà giuridica è che l'entità della pena deve essere proporzionata e commisurata all'entità del reato. Si tratta non solo di una norma punitiva che dà il senso di una visione di povertà colpevole contenuta in molte parti del provvedimento, ma è anche il sintomo di una matrice culturale che preoccupa. Potete litigare sul tunnel della TAV, ma andate d'accordo su cappi e manette, perché la visione della convivenza civile che vi tiene insieme è giustizialista, violenta e manettara. (Applausi dal Gruppo PD). Anche su questo, la visione del Partito Democratico è molto diversa, radicalmente alternativa. (Applausi dal Gruppo PD). FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, ci è giunta poco fa la notizia di uno spostamento dell'orario di convocazione della Commissione bilancio, dalle iniziali ore 13,30 alle ore 16. Come lei puoi immaginare, sono molti i motivi che mi portano a non confidare in un regolare e proficuo lavoro della Commissione bilancio. Mi limito per ora - poi riprenderò nel dettaglio questi motivi - a segnalare l'esigenza che i lavori dell'Assemblea riprendano non alle ore 17 ma, conseguentemente al posticipo di due ore e mezzo della seduta della Commissione bilancio, almeno alle ore 19,30. VOCE DAL GRUPPO PD. Ci vediamo domani mattina. PRESIDENTE . Chi ben comincia è a metà dell'opera: così diceva un vecchio detto. La seduta è sospesa fino alle ore 19. (La seduta, sospesa alle ore 13,47, è ripresa alle ore 19,01) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Sulla scomparsa di Fulvio Camerini ROJC (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROJC (PD) . Signor Presidente, colleghi senatori, ricordiamo oggi Fulvio Camerini, un uomo e un senatore, scomparso da poche ore, che ha fatto onore a quest'Aula. Altri potranno descrivere le doti e il cursus honorum di un medico e di uno scienziato che ha lasciato un'impronta decisiva nella sua Trieste e che ha avuto riconoscimenti internazionali, attivo nei suoi studi fino alla fine, con lavori ancora in corso di pubblicazione. Tutti i concittadini possono testimoniarne le qualità umane che lo hanno distinto e per le quali è stato amato e profondamente rispettato. A me il compito di trasmettere a quest' Aula la memoria del senatore e del politico, dell'uomo di dialogo.