[resaula]

, 6.14, 6.15, 6.16, 8.3, 8.4, 8.4 (testo 2), 8.6, 8.7, 8.13, 9.1, 9.4, 9.10, 9.11, 9.25, 9.98, 9.12, 9.13, 9.14, 9.15, 9.16, 9.17, 9.18, 9.19, 9.20, 9.21, 9.22, 9.23, 9.24, 9.26, 9.27, 9.28, 9.29, 9.30, 9.32, 9.33, 9.34, 9.35, 9.36, 9.37, 9.38, 9.39, 9.40, 9.41, 9.42, 9.43, 9.46, 9.47, 9.48, 9.49, 9.49 (testo 2), 9.50, 9.51, 9.52, 9.53, 9.54, 9.55, 9.56, 9.57, 9.58, 9.59, 9.60, 9.61, 9.62, 9.63, 9.64, 9.65, 9.66, 9.67, 9.68, 9.69, 9.70, 9.76, 9.77, 9.78, 9.80, 9.81, 9.82, 9.83, 9.84, 9.88, 9.90, 9.93, 9.94, 9.95, 9.97, 9.99, 9.100, 9.1000/1, 9.1000/2, 9.1000/3, 9.101, 9.102, 9.103, 9.104, 9.105, 9.106, 9.0.1, 9.0.3, 11.0.2, 11.0.5, 13.5, 13.0.1, 13.0.2, 13.0.3, 13.0.4, 13.0.5, 13.0.6, 13.0.7, 13.0.8, 13.0.10, 13.0.11, 13.0.13, 13.0.100 e 13.0.500 (testo 2)/2. Sull'emendamento 9.5, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione del comma 2- bis . Sull'emendamento 9.79, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione del comma 2- ter . Sull'emendamento 9.86, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione delle parole da: «conseguentemente» fino alla fine. Sull'emendamento 4.500, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione del capoverso 3- bis con il seguente: «Nelle more dell'interlocuzione con la Commissione europea in ordine al modulo organizzativo per l'affidamento della concessione dell'infrastruttura autostradale A22 Brennero-Modena, all'articolo 13- bis del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, sono apportate le seguenti modificazioni: a ) al comma 3 le parole: «entro il 15 novembre di ciascun anno» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 15 dicembre di ciascun anno»; b ) al comma 4 le parole: «entro il 30 settembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30 novembre 2018». Sul subemendamento 13.0.500 (testo 2)/l, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento alla fine del comma 1 del seguente periodo: «Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». Esprime un parere di semplice contrarietà sugli emendamenti 3.2, 3.3, 3.4, 3.5, 3.6, 3.7, 3.8, 3.9, 3.10, 3.11, 6.3 (testo 2), limitatamente al comma 3- quinquies , 6.17 e 11.300. Il parere è non ostativo sui restanti emendamenti e subemendamenti. Testo integrale dell'intervento del senatore Collina nella discussione generale del disegno di legge n. 717 La 1 a Commissione ha esaminato, per le parti di competenza, legge di conversione in legge del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. L'uso dello strumento del decreto-legge ha costretto la Commissione ad esaminare il testo con termini molto brevi limitando enormemente la possibilità di sviluppare in commissione un dibattito approfondito sul senso e la funzionalità delle modifiche proposte. L'istruttoria legislativa in commissione ne esce così mortificata e fortemente limitata. Stupisce come le forze politiche dell'attuale maggioranza che avevano promesso - anche aderendo alla recente riforma del regolamento del Senato - una rinnovata centralità delle attività delle Commissioni, nel quadro di una ritrovata centralità dell'istituzione parlamentare nell'esercizio della funzione legislativa, stiano abusando senza alcun pudore della decretazione d'urgenza in palese violazione del dettato costituzionale. Chi nel recente passato si è ammantato del ruolo di difensore della Costituzione repubblicana contrastando proposte di revisione che promuovevano una maggiore rapidità del procedimento legislativo, oggi è intento ad affollare i lavori delle Camere di decreti legge in conversione in spregio alle prerogative del Parlamento sulla funzione legislativa. Nell'esaminare il decreto-legge emergono, inoltre, rilevanti perplessità sotto il profilo della legittimità costituzionale del provvedimento, per l'assenza dei requisiti essenziali per l'uso dello strumento del decreto-legge indispensabili per il suo legittimo utilizzo. Non è, infatti, sufficiente la mera dichiarazione di necessità ed urgenza per giustificare l'adozione di un decreto-legge se, come nel provvedimento in esame, il contenuto del decreto risulta carente dei requisiti prescritti dall'articolo 77 della Costituzione. La Corte costituzionale nella sentenza n. 22 del 2012 ha chiaramente affermato che «i cosiddetti decreti "milleproroghe", che, con cadenza ormai annuale, vengono convertiti in legge dalle Camere, sebbene attengano ad ambiti materiali diversi ed eterogenei, devono obbedire alla ratio unitaria di intervenire con urgenza sulla scadenza di termini il cui decorso sarebbe dannoso per interessi ritenuti rilevanti dal Governo e dal Parlamento, o di incidere su situazioni esistenti - pur attinenti ad oggetti e materie diversi - che richiedono interventi regolatori di natura temporale». Inoltre: «Ove le discipline estranee alla ratio unitaria del decreto presentassero, secondo il giudizio politico del Governo, profili autonomi di necessità e urgenza, le stesse ben potrebbero essere contenute in atti normativi urgenti del potere esecutivo distinti e separati.