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a) possono avvalersi della dichiarazione integrativa speciale di cui all'articolo 9 nel limite di euro trentamila per singola imposta e per periodo d'imposta; b) in presenza di avvisi di accertamento possano procedere alla definizione agevolata riferita al periodo d'imposta oggetto dell'accertamento, con il versamento di un importo pari al 50 per cento delle maggiori imposte accertate, fatta eccezione per l'IVA (dovuta per intero) ed al 5 per cento delle sanzioni comminate e dell'ammontare degli interessi; c) possano procedere alla definizione agevolata delle liti fiscali pendenti con il versamento volontario del: 1) 40 per cento del valore della lite e del 5 per cento delle sanzioni e degli interessi accertati nel caso in cui, alla data di entrata in vigore del presente decreto, questa penda ancora nel primo grado di giudizio; 2) 10 per cento del valore della lite e del 5 per cento delle sanzioni e degli interessi accertati, in caso di soccombenza in giudizio dell'amministrazione finanziaria nell'ultima o unica pronuncia giurisdizionale resa e non ancora definitiva alla data di entrata in vigore del presente decreto; 3) 50 per cento del valore della lite e del 10 per cento delle sanzioni e interessi accertati in caso di soccombenza in giudizio della società o associazione sportiva nell'ultima o unica pronuncia giurisdizionale resa e non ancora definitiva alla data di entrata in vigore del presente decreto. La disposizione prevede, inoltre, una preclusione generale alla possibilità di regolarizzazione nelle ipotesi in cui l'ammontare delle imposte accertate o in contestazione, relativamente a ciascun periodo d'imposta, sia superiore ad euro 30.000 per ciascuna imposta, IRES o IRAP. Articolo 8. – Definizione agevolata delle imposte di consumo dovute ai sensi dell'articolo 62- quater , commi 1 e 1- bis , del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 L'articolo in esame reca disposizioni per la definizione agevolata dei debiti tributari dei soggetti obbligati al pagamento dell'imposta di consumo sui prodotti succedanei del tabacco e sui prodotti liquidi da inalazione, ai sensi, rispettivamente, dei commi 1 e 1 -bis dell'articolo 62 -quater del decreto legislativo n. 504 del 1995 (testo unico delle accise). Sono esclusi dalla definizione i debiti dovuti in esecuzione di sentenze passate in giudicato. La norma stabilisce che la definizione agevolata è effettuata con il versamento di un importo pari al 5 per cento dell'imposta dovuta e non versata e che non sono dovuti né interessi, né sanzioni. Dai commi da 2 a 9 sono disciplinate le modalità attuative. Articolo 9. – Disposizioni in materia di dichiarazione integrativa speciale L'articolo 9 disciplina l'istituto della dichiarazione integrativa speciale (di seguito DIS) allo scopo di stimolare l'adempimento spontaneo degli obblighi fiscali e consentire ai contribuenti di riparare alle infedeltà dichiarative passate, proseguendo nel percorso di consolidamento di un rapporto col Fisco improntato alla reciproca fiducia, secondo le linee guida tracciate dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ed avviato con le norme contenute nell'articolo 1, commi 634 e seguenti, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, (legge di stabilità 2015). Il comma 1 prevede che i contribuenti possono presentare all'Agenzia delle entrate una DIS entro il 31 maggio 2019 per correggere errori ed omissioni compiuti integrare basi imponibili che dovevano essere dichiarate entro il 31 ottobre 2017 ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, delle ritenute e dei contributi previdenziali, dell'imposta regionale sulle attività produttive e dell'imposta sul valore aggiunto. La norma precisa che l'integrazione degli imponibili è ammessa nel limite di 100.000 euro di imponibile annuo ai fini delle imposte predette e comunque di non oltre il 30 per cento di quanto già dichiarato. Considerato che il primo periodo della norma accanto alle imposte prevede anche ritenute e contributi previdenziali, si precisa che resta fermo il limite complessivo di 100.000 euro di imponibile annuo per cui è possibile l'integrazione. In caso di dichiarazione di un imponibile minore di 100.000 euro, nonché in caso di dichiarazione senza debito di imposta per perdite di cui agli articoli 8 e 84 del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, l'integrazione degli imponibili è comunque ammessa sino a 30.000 euro. Il comma 2 stabilisce che il maggior imponibile oggetto di integrazione o di emersione è tassato senza l'applicazione di sanzioni, interessi ed altri oneri accessori. Ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dei contributi previdenziali e dell'imposta regionale sulle attività produttive si applica un'imposta sostitutiva con un'aliquota pari al 20 per cento sul maggior imponibile IRPEF o IRES. Si applica il 20 per cento sulle maggiori ritenute dichiarate. A fini dell'imposta sul valore aggiunto, si applica l'aliquota media, determinata secondo il meccanismo di calcolo previsto dalla norma e, nell'ipotesi in cui essa non è determinabile, si applica l'aliquota ordinaria prevista dall'articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. Il comma 3 disciplina le modalità di presentazione della DIS, dell'effettuazione del versamento e di perfezionamento della procedura. La DIS può essere presentata per uno o più periodi di imposta per i quali non sono scaduti i termini dell'accertamento e di contestazione o irrogazione delle sanzioni alla data di entrata in vigore del presente decreto, tenuto conto anche del raddoppio dei termini previsto dall'articolo 12, commi 2 -bis e 2 -ter , del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102. Il versamento delle somme dovute può essere effettuato in unica soluzione ovvero può essere rateizzato in dieci rate semestrali. La procedura si perfeziona dal versamento di quanto dovuto in unica soluzione o della prima rata. Il comma 4 prevede che, nell'ipotesi in cui i dichiaranti non eseguano in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, il versamento delle somme di cui al comma 3, lettera b) , la dichiarazione integrativa speciale è titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in essa indicati. Per il recupero delle somme non corrisposte, si applicano le disposizioni dell'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e sono altresì dovuti gli interessi legali e una sanzione amministrativa pari al 30 per cento delle somme non versate, ridotta alla metà in caso di versamento eseguito entro i trenta giorni successivi alla scadenza medesima. Il comma 5 dispone che nella dichiarazione integrativa speciale di cui al presente articolo non possono essere utilizzate, a scomputo dei maggiori imponibili dichiarati, le perdite di cui agli articoli 8 e 84 del TUIR.