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Le regioni possono istituire con propria legge gli Istituti regionali per la fauna selvatica (IRFS) che svolgono, nell'ambito del territorio di competenza, i compiti di cui al comma 3, quale organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza delle regioni. 2-ter . L'IRFS è sottoposto alla vigilanza del Presidente della giunta regionale. Gli IRFS collaborano con l'ISPRA, che ne coordina l'azione, nei progetti e nelle attività di carattere nazionale e internazionale. 2-quater . Alle funzioni attribuite agli IRFS, istituiti a norma del comma 2- bis , provvedono gli organi istituiti per le corrispondenti funzioni secondo le norme vigenti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano ». Art. 4. (Modifiche alla disciplina in materia di piani faunistico-venatori) 1. All'articolo 10 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 3 è sostituito dai seguenti: « 3. Il territorio agro-silvo-pastorale di ogni regione è destinato per una percentuale dal 20 al 30 per cento a protezione della fauna selvatica, fatta eccezione per il territorio della zona faunistica delle Alpi di ciascuna regione, che costituisce zona faunistica a sé stante ed è destinato a protezione nella percentuale dal 10 al 20 per cento. In dette percentuali sono compresi tutti i territori ove sia comunque vietata l'attività venatoria anche per effetto di altre leggi o disposizioni e in particolare i territori sui quali, ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394, siano stati già costituiti o siano costituiti parchi nazionali o regionali all'interno dei quali operi il divieto di caccia, nonché le oasi di protezione, i rifugi faunistici, le zone di ripopolamento e cattura, le fasce di rispetto ai fabbricati, i centri pubblici per la produzione di fauna selvatica, le fasce di rispetto alle vie di comunicazione, le zone di protezione lungo le principali rotte di migrazione dell'avifauna. 3-bis . Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione lo Stato e le regioni, nell'ambito delle rispettive competenze, tramite intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, provvedono a garantire il rispetto delle percentuali di territorio agro-silvo-pastorale da destinare a protezione della fauna selvatica, riportandole altresì all'interno dei limiti previsti dal comma 3 se superati. 3-ter . In caso di inosservanza, da parte delle regioni, dei limiti di cui al comma 3, il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, sentito il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, interviene in via sostitutiva entro e non oltre i successivi novanta giorni, sentiti la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale »; b) al comma 6, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Sono ricompresi in tale territorio e sono soggetti alla programmazione venatoria i territori e le foreste del demanio statale, regionale e degli enti pubblici in genere »; c) al comma 8, lettera e) , è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « . In tali zone l'attività cinofila con abbattimento della fauna, purché di allevamento e liberata per l'occasione, può essere svolta anche al di fuori dei periodi e degli orari di cui all'articolo 18 in quanto non è considerabile come attività venatoria »; d) al comma 8, dopo la lettera h) sono aggiunte le seguenti: « h-bis) i parchi, le riserve naturali, i rifugi faunistici destinati a favorire la sosta della fauna stanziale e migratoria e l'irradiamento della fauna selvatica nei territori circostanti; h-ter ) tutte le zone comunque precluse all'attività venatoria e, ai fini della sua utilizzazione faunistica e faunistico-venatoria, il demanio agricolo e forestale dello Stato e delle regioni »; e) il comma 14 è sostituito dal seguente: « 14. Qualora nei successivi sessanta giorni sia presentata opposizione motivata in carta semplice ed esente da oneri fiscali da parte dei proprietari, o conduttori interessati, che rappresentino la maggior parte del territorio interessato, la zona non può essere istituita ». f) il comma 17 è abrogato. Art. 5. (Modifiche alla disciplina dell'esercizio dell'attività venatoria) 1. All'articolo 12 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 5 è abrogato; b) al comma 8, dopo le parole: « il diciottesimo anno di età » sono inserite le seguenti: « ovvero il sedicesimo anno di età presentando insieme alla richiesta esplicito atto di assenso scritto dei soggetti esercenti la responsabilità genitoriale, » ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Fino al compimento della maggiore età, i cittadini in possesso di porto di fucile per uso di caccia, devono esercitare l'attività venatoria accompagnati da altra persona che abbia conseguito l'abilitazione all'esercizio venatorio da almeno tre anni »; c) il comma 12- bis è abrogato. Art. 6. (Modifiche alla disciplina dei mezzi per l'esercizio dell'attività venatoria) 1. All'articolo 13 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. L'attività venatoria è consentita con l'uso: a) del fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con caricatore contenente non più di due cartucce, di calibro non superiore al 12; b) del fucile con canna ad anima rigata a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica di calibro non inferiore a millimetri 5,6 dotato di caricatore omologato o catalogato; c) del fucile a due o tre canne (combinato), di cui una o due ad anima liscia di calibro non superiore al 12 ed una o due ad anima rigata di calibro non inferiore a millimetri 5,6; d) dell'arco; e) del falco »; b) i commi 2 e 2- bis sono abrogati. Art. 7. (Modifiche alla disciplina in materia di gestione programmata della caccia) 1. All'articolo 14 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti: « 5-bis . Il titolare di licenza di caccia in possesso del tesserino regionale ha diritto di esercitare l'attività venatoria alla selvaggina migratoria in tutti gli ambiti territoriali di caccia costituiti entro i confini della regione di residenza venatoria. 5-ter . Le regioni garantiscono l'accesso a tutti gli ambiti territoriali di caccia costituiti nel territorio di competenza ai cacciatori che non vi abbiano la residenza venatoria per la caccia all'avifauna migratoria per un numero di trenta giornate complessive a livello nazionale nell'arco di ogni annata venatoria »; b) i commi 6 e 7 sono abrogati;