[ddlpres]

– quando la persona consegnata, dopo aver abbandonato il territorio dello Stato richiedente, vi abbia fatto volontariamente ritorno; – quando l'estradato non abbia abbandonato il territorio dello Stato richiedente nel termine di trenta giorni dalla data in cui abbia avuto la libertà di farlo; – quando lo Stato richiesto acconsenta all'estensione dell'estradizione, sempreché l'estensione riguardi un reato per il quale il Trattato comporti l'obbligo di concedere l'estradizione. La riqualificazione giuridica del fatto non è di ostacolo al perseguimento e/o al giudizio dell'estradato, purché la pena inflitta non ecceda il massimo della pena prevista per il reato per il quale l'estradizione era stata concessa (articolo 6 paragrafo 2). Una procedura semplificata è prevista per il caso in cui l'interessato consenta alla sua estradizione. In tal caso, infatti, lo Stato richiesto deve concederla il prima possibile senza ulteriori formalità (articolo 7, paragrafo 1). Il consenso, peraltro, dev'essere manifestato per iscritto davanti all'autorità competente, con l'assistenza di un difensore e, se del caso, di un interprete (articolo 7, paragrafo 2). L'articolo 8, paragrafo 1 del Trattato prevede che la richiesta di estradizione sia presentata dai Ministeri della giustizia o dall'autorità competente per via diplomatica. L'articolo 8 paragrafo 2 disciplina dettagliatamente la forma e il contenuto della richiesta di estradizione, stabilendo che dalla richiesta e/o dai relativi allegati devono risultare: – l'autorità richiedente; – le generalità della persona richiesta e ogni altra informazione utile per la sua identificazione e localizzazione, nonché, ove disponibili, i dati segnaletici, le fotografie e le impronte digitali; – un'esposizione dei fatti che costituiscono il reato, con l'indicazione della data e del luogo della loro commissione, nonché della relativa qualificazione giuridica; – il testo delle disposizioni di legge applicabili, con particolare riferimento a quelle che precisano gli elementi costitutivi del reato e la pena; – il testo delle disposizioni di legge relative alla prescrizione del reato o della pena. Alla richiesta dev'essere allegata copia dell'ordinanza applicativa della misura cautelare privativa della libertà personale o dell'ordine di esecuzione per la carcerazione, della sentenza di condanna definitiva o di ogni altra decisione giudiziaria emessa dall'autorità competente avente la stessa forza e valore di legge secondo la legislazione della Parte richiedente (articolo 8, paragrafo 2). Nel caso di estradizione esecutiva, alla richiesta dev'essere altresì allegata una certificazione della documentazione che indica la parte di pena che resta da scontare (articolo 8, paragrafo 3). La richiesta e la documentazione allegata sono trasmesse per via diplomatica e devono essere accompagnate dalla relativa traduzione nella lingua dello Stato richiesto, ma sono esenti da ogni formalità di legalizzazione o apostille e si presumono autentiche (articolo 8, paragrafo 4 e articolo 10). Nel caso in cui la documentazione presentata con la richiesta di estradizione sia ritenuta incompleta o comunque insufficiente, lo Stato richiesto chiede tutte le necessarie informazioni supplementari (articolo 9). Lo Stato richiedente può domandare per via diplomatica l'arresto provvisorio dell'estradando, La domanda di arresto provvisorio deve indicare che contro lo stesso estradando è stata emessa un'ordinanza applicativa di una misura cautelare privativa della libertà personale o una sentenza di condanna definitiva. Deve altresì indicare la data e il luogo di commissione dei fatti, illustrando le ragioni che giustificano la domanda. Deve infine fornire tutti gli elementi necessari per l'identificazione dell'estradando, la cui localizzazione può essere compiuta tramite l'Interpol (articolo 12, paragrafi 1 e 3). L'arresto provvisorio perde efficacia, e la persona viene conseguentemente messa in libertà, se nel termine di novanta giorni, decorrente dal giorno successivo all'arresto, lo Stato richiedente non ha formalizzato la domanda di estradizione (articolo 12, paragrafo 2). Quando la domanda di estradizione dello Stato richiedente concorre con l'analoga domanda presentata da uno o più Stati terzi per lo stesso e/o per altri reati, lo Stato richiesto individua lo Stato al quale consegnare la persona valutando tutte le circostanze del caso, con particolare riferimento alla gravità dei reati e ai relativi tempi e luoghi di commissione, come pure al luogo di abituale residenza dell'estradando, nonché alla data di presentazione delle domande (articolo 13). La consegna dell'estradato deve avvenire nel termine di sessanta giorni dalla data in cui lo Stato richiesto lo mette a disposizione dello Stato richiedente, contestualmente o successivamente alla comunicazione per via diplomatica della concessione dell'estradizione. Il sopra indicato termine di sessanta giorni rimane sospeso nel caso d'infermità dell'estradando, come pure nel caso in cui la consegna dello stesso estradando comporti un grave rischio per la sua vita o salute. Dal momento in cui lo Stato richiedente riceve la comunicazione della nuova messa a disposizione, tuttavia, per la consegna inizia a decorrere un nuovo termine di sessanta giorni. Nel caso d'inutile decorso del termine in questione, lo Stato richiesto libera l'estradato e si può rifiutare di estradarlo per lo stesso reato. Lo Stato richiedente è vincolato dalle condizioni e dai requisiti posti dallo Stato richiesto, così come dalle rassicurazioni e garanzie fornitegli. Il periodo di privazione della libertà sofferto dall'estradando dalla data dell'arresto a quella della consegna, è computato come pena scontata nello Stato richiedente (articolo 14). L'articolo 15 del Trattato regola i casi di consegna differita o temporanea. Si ha la prima quando nei confronti dell'estradato è in corso un procedimento penale o l'esecuzione della pena per un reato diverso da quello al quale si riferisce l'estradizione. In tal caso lo Stato richiesto informa quello richiedente che la consegna avrà luogo solo dopo la conclusione del procedimento o l'espiazione della pena (paragrafo 1). Si ha consegna temporanea quando, su richiesta dello Stato richiedente, le Parti si accordano nel senso che l'estradato, sottoposto a procedimento o in esecuzione pena nello Stato richiesto, sia consegnato allo Stato richiedente per un determinato periodo di tempo per lo svolgimento del procedimento a suo carico. Nel periodo in questione l'estradato rimane detenuto nello Stato richiedente, ma lo stesso periodo è computato nella pena da eseguire nello Stato richiesto (paragrafo 2). Il procedimento di estradizione è suppletivamente regolato dalla legislazione interna dello Stato richiesto (articolo 16). Negli ulteriori articoli del Trattato sono specificamente regolate: – la consegna – se del caso differita o temporanea – delle cose sequestrate all'estradato, che è prevista per tutti gli oggetti connessi con il reato o che possano comunque costituire mezzi di prova (articolo 17); – il transito nei rispettivi territori di una persona estradata da uno Stato terzo (articolo 18); – le spese della procedura di estradizione, sostanzialmente poste a carico dello Stato richiesto sino al momento della consegna dell'estradato allo Stato richiedente, a carico del quale, infatti, sono integralmente poste le spese di trasferimento della persona consegnata (articolo 19). III.