[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 179 e 180 del codice di procedura penale, promosso con ordinanza del 15 marzo 2004 dalla Corte d'assise d'appello di Venezia, nel procedimento penale a carico di C. D., iscritta al n. 660 del registro ordinanze 2004 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 32, prima serie speciale, dell'anno 2004. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio dell'8 marzo 2006 il Giudice relatore Giovanni Maria Flick. Ritenuto che con l'ordinanza in epigrafe la Corte d'assise d'appello di Venezia ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 111, secondo comma, della Costituzione ed «ai principi pure costituzionalizzati della speditezza, dell'economia e dell'efficienza del processo», questioni di legittimità costituzionale: a) in via principale, dell'art. 180 del codice di procedura penale; b) in via subordinata, dell'art. 179 del medesimo codice; c) ed in via ulteriormente subordinata, di entrambe le citate norme, nella parte in cui le stesse non prevedono che, nell'ipotesi di elezione di domicilio presso il difensore, le nullità afferenti alla notificazione di avvisi o citazioni all'imputato che ha eletto il domicilio debbano essere eccepite nei tempi e nelle forme di cui all'art. 181, comma 3, cod. proc. pen. ; che l'ordinanza premette, in punto di fatto, che il difensore dell'imputato aveva eccepito - per la prima volta con i motivi di appello - la nullità assoluta dell'udienza preliminare per nullità della notificazione al proprio assistito del relativo decreto di fissazione, e la nullità assoluta del processo, per nullità della notificazione all'imputato medesimo del decreto che dispone il giudizio; che, a sostegno dell'eccezione, l'appellante aveva rilevato come, avendo l'imputato eletto domicilio presso il difensore, ambedue le anzidette notifiche fossero state eseguite mediante consegna al portiere dello stabile nel quale era ubicato lo studio legale: con omissione, tuttavia, delle formalità previste dai commi 3 e 4 dell'art. 157 cod. proc. pen. , e, in particolare, senza che l'ufficiale giudiziario avesse dato notizia al destinatario dell'avvenuta notificazione dell'atto a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento; che tale formalità doveva ritenersi necessaria a fronte del fatto che il portiere, benché qualificato nella relata di notifica come «addetto che cura la consegna», non apparteneva all'organico dello studio legale: donde - ad avviso della difesa - la nullità assoluta ed insanabile delle notifiche in questione, rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio; che, al riguardo, la Corte rimettente osserva come, all'esito della disposta rinnovazione parziale del dibattimento, non risultasse in effetti provato in modo adeguato un collegamento, sia pur saltuario, della persona che aveva ricevuto le due notificazioni con lo studio legale del difensore dell'imputato; che, nondimeno, entrambi gli atti erano stati comunque consegnati allo studio, come poteva desumersi sia dalla circostanza che il difensore - al quale l'avviso della fissazione dell'udienza preliminare era stato notificato con le medesime modalità - fosse comparso in detta udienza, senza sollevare eccezioni in ordine alla notificazione a sé destinata; sia dalle dichiarazioni rese, in veste di testimone, dal portiere consegnatario; che si sarebbe, di conseguenza, al cospetto non già di un'omessa notifica, ma di una notifica eseguita in modo irregolare, integrativa, come tale, di una nullità di ordine generale (ex art. 178, comma 1, lettera c, cod. proc. pen.), diversa da quelle assolute - rilevabili anche d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento - di cui all'art. 179 cod. proc. pen.: e ciò in quanto - anche alla luce delle indicazioni ritraibili dalla relazione preliminare al codice di procedura penale - la fattispecie dell'omessa citazione dell'imputato, sanzionata dalla disposizione da ultimo citata, sarebbe configurabile nel solo caso in cui la notificazione non sia stata mai effettuata, e non anche quando la notificazione abbia invece portato, come nella specie, ad una conoscenza «non legale» dell'atto da parte del destinatario; che le nullità denunciate dalla difesa resterebbero pertanto disciplinate dall'art. 180 cod. proc. pen. : prospettiva nella quale - mentre la nullità concernente la notificazione dell'avviso per l'udienza preliminare risulterebbe tardivamente dedotta - sarebbe tempestiva l'eccezione di nullità inerente alla notificazione del decreto che dispone il giudizio; sicché, in applicazione dell'art. 604, comma 4, cod. proc. pen. , la sentenza impugnata andrebbe annullata, con rinvio degli atti al giudice di primo grado; che, ciò premesso, la Corte rimettente dubita, tuttavia, della legittimità costituzionale del citato art. 180 cod. proc. pen. , nella parte in cui non prevede che, nell'ipotesi di elezione di domicilio presso il difensore, le nullità afferenti alla notificazione di avvisi o citazioni all'imputato che ha eletto il domicilio debbano essere eccepite nei tempi e nelle forme di cui all'art. 181, comma 3, cod. proc. pen. (ossia secondo le regole valevoli per le nullità relative); che le modalità delle notificazioni degli avvisi e delle citazioni all'imputato mirano a garantire la conoscenza legale della chiamata in giudizio del soggetto nei cui confronti viene esercitata l'azione penale, la quale rappresenta uno dei momenti essenziali per la costituzione di un «rituale ed efficace rapporto processuale» e, quindi, per l'esercizio del diritto di difesa; sicché si giustificherebbe, in linea di principio, la previsione della possibilità di eccepire l'irregolarità della notifica nei tempi e nei modi di cui al citato art. 180, avendo il legislatore ritenuto, nell'esercizio della propria discrezionalità, che nel contrasto tra l'interesse all'efficienza, alla speditezza ed all'economia processuale, e quello alla rituale costituzione del rapporto processuale - ritualità che, nella materia considerata, riguarderebbe peraltro solo l'aspetto della correttezza legale delle forme - debba essere privilegiato il secondo, almeno nei termini procedimentali posti dallo stesso art. 180; che tale assetto normativo si rivelerebbe tuttavia irrazionale - con conseguente violazione dell'art. 3 Cost., assistendosi ad un trattamento identico di situazioni ben diverse - allorché l'imputato abbia eletto domicilio presso il difensore, il quale è destinatario di una propria ed autonoma notifica per il medesimo incombente; che a seguito di detta elezione di domicilio, difatti, l'irregolarità viene immediatamente portata a conoscenza dello stesso difensore tecnico, e cioè proprio di colui che è nelle condizioni di eccepirla;