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Lo schema di decreto legislativo, inoltre, non prevede alcuna forma di ristoro per le numerosissime imprese di allevamento e commercio delle specie coinvolte, né alcuna norma concernente tali specie che dovranno essere soppresse o sottoposte a sterilizzazione o isolamento per bloccarne la riproduzione. Sottolinea, al riguardo, che la stragrande maggioranza delle specie esotiche in questione, come pesci da acquario, pappagalli, canarini e altre, non sono importate ma sono allevate ormai da generazioni in Italia e quindi non sono portatrici di rischi per la salute animale o umana. Ritiene, peraltro, che tale schema di decreto legislativo non è privo di oneri per l'Erario, e che quindi per essere presentato validamente entro la scadenza della delega legislativa prevista per l'8 maggio prossimo dovrà ricevere una adeguata copertura finanziaria. Ribadisce, quindi, di non accogliere la riformulazione proposta e chiede l'accantonamento di queste proposte emendative, in attesa di conoscere gli esiti della presentazione dello schema di decreto legislativo in parola. Il sottosegretario AMENDOLA ribadisce la proposta di riformulazione, che consentirebbe di tenere le maglie aperte alle esigenze delle circa 20 mila imprese coinvolte e anche dei consumatori, e di elaborare una regolamentazione adeguata. Il senatore FAZZOLARI ( FdI ) dichiara di sottoscrivere gli emendamenti 10.4 e 10.0.1 e chiede al senatore Briziarelli di specificare con precisione quali tipi di animali sono in questione, essendo attualmente già vietata l'importazione di talune specie di gatti, di cani, di equini e ovini. La senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ) rimarca la ratio che sottende la norma di divieto, che peraltro è condivisa anche dagli altri Paesi europei e che è volta alla tutela della salute animale e umana in Europa, essendo molte specie animali potenziali portatrici di malattie anche trasmissibili all'uomo, ma che è volta anche al benessere degli stessi animali esotici in questione, il cui commercio ne comporta il distacco forzoso dai loro habitat naturali. Ritiene pertanto opportuno il divieto di importazione, prevedendo le opportune misure di ristoro per le aziende che ne verrebbero eventualmente danneggiate. Il senatore LICHERI ( M5S ) si dichiara d'accordo con l'idea di vietare solo l'importazione, consentendo il commercio e l'allevamento delle specie che pur nascendo esotiche ora non lo sono più, essendo nate da generazioni su territorio europeo. La senatrice GIANNUZZI ( CAL-Pc-Idv ) invita a separare l'aspetto economico, di tutela delle imprese coinvolte, da quello della tutela del benessere e della salute degli animali e della salute umana. Ricorda, al riguardo, che la legge di delegazione in cui è stato inserito il criterio di delega del divieto, è stata discussa e approvata in periodo pandemico ed è pertanto figlia di un comune senso di preoccupazione per il rischio di malattie e virus trasmissibili dall'animale all'uomo. Il senatore BUCCARELLA ( Misto-LeU-Eco ) ricorda che gli emendamenti del senatore Briziarelli intervengono a modifica della legge di delegazione europea precedente e ritiene che in tale sede si sia entrato nel merito dell'elencazione precisa della fauna esotica oggetto della normativa. Ritiene, quindi, centrale l'argomentazione, che è avvalorata dagli stessi interventi del senatore Briziarelli, ovvero dell'opportunità di prevedere il divieto per l'importazione delle specie esotiche che sono suscettibili di essere portatrici di nuove malattie epidemiche, mantenendo così il senso originario del criterio di cui alla lettera q) dell'articolo 14 della legge di delegazione europea 2019-2020. Suggerisce, pertanto, di riformulare in tal senso gli emendamenti in esame. Il senatore LOREFICE ( M5S ) si dichiara a favore di un rinvio della questione, per poter consentire un ulteriore approfondimento, ritenendo anche opportuno specificare meglio gli aspetti della commercializzazione e della conservazione. Ritiene inoltre necessario poter visionare lo schema di decreto legislativo citato. La senatrice LA MURA ( CAL-Pc-Idv ) ricorda come la questione delle specie esotiche sia strettamente legata anche al tema della tutela della biodiversità, che rappresenta un grande problema in Italia e su cui pende anche una procedura di infrazione. L'introduzione di specie esotiche negli habitat autoctoni produce uno stravolgimento, con gravi conseguenze per le specie locali e per la biodiversità propria dei nostri territori. Si tratta di un problema che andrebbe affrontato procedendo anzitutto a un censimento delle specie esotiche presenti in Italia. La relatrice, senatrice MASINI ( Misto-+Eu-Az ), conviene sull'opportunità di approfondire il tema e di attendere gli esiti della presentazione dello schema di decreto legislativo. Nel merito, condivide l'opinione prevalente volta a limitare il divieto all'importazione delle specie esotiche, in ragione delle importanti esigenze di tutela della salute pubblica da possibili rischi epidemici di malattie importate, e di tutela della biodiversità autoctona. In tal senso, ritiene che i divieti dovranno essere accompagnati da misure, non solo di ristoro delle imprese danneggiate, ma anche di censimento e monitoraggio delle specie coinvolte nei divieti, finalizzate a evitare una loro dispersione nell'ambiente, con conseguenti rischi per gli habitat locali. Il PRESIDENTE , quindi, mantiene accantonati gli emendamenti 10.4 e 10.0.1. Gli emendamenti 11.1, 11.2, 12.1 e 13.1 sono ritirati dai rispettivi proponenti, su invito della RELATRICE e del rappresentante del GOVERNO. Previo parere favorevole della RELATRICE e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, è approvato l'emendamento 14.0.1 (testo 2). Similmente, previo parere favorevole della RELATRICE e del rappresentante del GOVERNO, posti ai voti, sono approvati con un'unica votazione gli identici emendamenti 16.2 (testo 2), 16.3, 16.4 e 16.12 (testo 2). Con il parere contrario della RELATRICE e del rappresentante del GOVERNO, sono respinti, con un'unica votazione, gli identici emendamenti 16.5 e 16.6. L'emendamento 16.7 (testo 2), con il parere favorevole della RELATRICE e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, è approvato. Con il parere contrario della RELATRICE e del rappresentante del GOVERNO, sono respinti, con distinte votazioni, gli emendamenti 16.9, 16.11 e 16.13. Con il parere favorevole della RELATRICE e del rappresentante del GOVERNO, è quindi approvato l'emendamento 17.1. Sull'emendamento 18.2, il senatore LOREFICE ( M5S ) presenta una riformulazione, in cui sono soppresse, alla lettera b), le parole: "e di digestati in agricoltura" e, alla lettera c), le parole: "e dei digestati anaerobici". Il PRESIDENTE , considerata la natura della riformulazione, che non incide su aspetti finanziari, non ritiene necessaria la trasmissione alla 5 a Commissione per il parere.