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I criteri di cui ai commi 2 e 3 possono essere differenziati e adeguati in considerazione delle particolarità e delle esigenze dei casi specifici, hanno carattere temporaneo e garantiscono opportune modalità di informazione e di protezione a favore di consumatori e investitori, nonché a garanzia del corretto funzionamento dei mercati. La sperimentazione di cui al comma 1 termina alla scadenza prevista dal comma 2, alinea, o prima della scadenza prevista, nei casi di perdita dei requisiti o al superamento dei previsti limiti di operatività, nonché negli altri casi previsti dai regolamenti di cui al comma 1. 5. La sperimentazione di cui al comma 1 non comporta il rilascio di autorizzazioni per l'esercizio di attività riservate da svolgere al di fuori di essa. Lo svolgimento, nell'ambito della sperimentazione e nel rispetto dei limiti stabiliti dai provvedimenti di ammissione, di attività che rientrano nella nozione di servizi e attività di investimento non implica l'esercizio a titolo abituale di attività riservate e, pertanto, non richiede il rilascio di autorizzazioni ove sia prevista una durata massima di sei mesi, salvo il maggiore termine della sperimentazione, che non può superare complessivamente il limite massimo di diciotto mesi, nei casi in cui sia concessa una proroga funzionale all'ottenimento dell'autorizzazione o dell'iscrizione prevista dalla legge per lo svolgimento abituale e a titolo professionale dell'attività medesima. Nel rispetto delle norme stabilite dai regolamenti di cui al comma 1 e delle finalità del periodo di sperimentazione, l'Agenzia per l'Italia digitale, il Garante per la protezione dei dati personali, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nell'ambito delle rispettive competenze e delle materie a essi attribuite, adottano i provvedimenti per l'ammissione alla sperimentazione delle attività di cui al comma 1 e ogni altra iniziativa ad esse propedeutica. I provvedimenti per l'ammissione alla sperimentazione stabiliscono i limiti dell'attività di partecipazione alla sperimentazione con riguardo alla tipologia e alle modalità di prestazione del servizio di investimento, alla tipologia e al numero di utenti finali, al numero di operazioni e ai volumi complessivi dell'attività. Le attività, le notizie, le informazioni e i dati dell'Agenzia per l'Italia digitale, del Garante per la protezione dei dati personali, dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, relative alla sperimentazione sono coperti dal segreto d'ufficio anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni, a eccezione del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico e del Ministro dell'università e della ricerca. Il segreto non può essere opposto all'autorità giudiziaria quando le informazioni richieste siano necessarie per indagini o procedimenti relativi a violazioni sanzionate penalmente. 6. L'Agenzia per l'Italia digitale, il Garante per la protezione dei dati personali, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni redigono annualmente, ciascuno per quanto di propria competenza, una relazione sull'impiego di sistemi di IA, riportando quanto emerge dall'applicazione del regime di sperimentazione di cui al comma 1 e segnalano eventuali modifiche normative o regolamentari necessarie per lo sviluppo dell'IA e la promozione dell'innovazione nei settori di cui al comma 1. 7. Gli spazi di sperimentazione normativa per l'IA non pregiudicano i poteri correttivi e di controllo delle autorità competenti. Qualsiasi rischio significativo per la salute e la sicurezza, nonché per i diritti fondamentali della persona, individuato durante lo sviluppo e le prove di tali sistemi, comporta l'adozione di immediate misure di eliminazione del rischio e, in mancanza, la sospensione del processo di sviluppo e di prova fino a che tali rischi non risultino eliminati. 8. All'attuazione del presente articolo si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 5. (Trasparenza dei contenuti generati da intelligenza artificiale) 1. Si intendono per « contenuti generati da intelligenza artificiale » tutti i contenuti editoriali, compresi testi, video, immagini e voci creati, generati o sintetizzati, in tutto o in parte, da sistemi basati su intelligenza artificiale, ivi compresi gli algoritmi di apprendimento automatizzato, cosiddetto machine learning , e le reti neurali artificiali. 2. Tutti i contenuti editoriali generati dall'IA devono essere chiaramente identificati come tali e resi riconoscibili agli utenti attraverso sistemi di etichettatura, cosiddetta label, e filigrana, cosiddetta watermark . I soggetti responsabili della pubblicazione e della diffusione dei contenuti generati dall'IA e con ogni mezzo trasmissivo, devono fornire un'etichettatura e un avviso visibile, all'inizio e alla fine del contenuto, facilmente comprensibili agli utenti, che indichino che il contenuto è stato creato, in tutto o in parte, da un sistema di IA. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con proprio regolamento, definisce, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma. 3. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni monitora l'applicazione delle disposizioni del presente articolo e individua, con il medesimo regolamento di cui al comma 2, gli strumenti di segnalazione e il regime sanzionatorio da comminare, nei casi di mancata o incompleta adozione di sistemi di etichettatura di cui al comma 2, ai soggetti responsabili della pubblicazione e della diffusione dei contenuti generati dall'IA che violano le disposizioni del presente articolo. Le sanzioni devono essere proporzionate alla gravità della violazione. Art. 6. (Uso non autorizzato di repliche digitali realizzate con l'IA) 1. Ai fini della presente legge si applicano le seguenti definizioni: a) « replica digitale »: rappresentazione elettronica di nuova creazione, generata dal computer, dell'immagine, della voce o della somiglianza visiva di un individuo che: 1) è quasi indistinguibile dall'immagine, dalla voce o dalla somiglianza visiva reale di quell'individuo; 2) è riprodotto in una registrazione sonora o in un'opera audiovisiva in cui tale individuo è rappresentato, ma in realtà non è realmente presente; b) « individuo »: essere umano, vivo o morto; c) « artista musicale »: individuo che crea o esegue registrazioni sonore per profitto economico o per il sostentamento individuale; d) « somiglianza visiva »: immagine visiva che ha la somiglianza di un individuo, indipendentemente dai mezzi di creazione, ed è facilmente identificabile come rappresentazione dell'individuo medesimo. 2. Ogni individuo e, nel caso di un individuo deceduto, qualsiasi esecutore testamentario, erede, assegnatario o mandatario dell'individuo, in quanto titolare dei relativi diritti di immagine, può autorizzare l'uso della replica digitale riferita alla sua persona o a quella dell'individuo deceduto. La previsione di cui al periodo precedente cessa di applicarsi decorsi 50 anni dalla morte dell'individuo. 3.