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Sono andati a presentare questo decreto-legge a Narni perché, se fossero andati a Norcia, nella migliore delle ipotesi si sarebbero presi qualche ortaggio sulla faccia, per non dire altro. Magari anche qualche maceria, visto tutte quelle che ancora ci sono. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Di fronte a tutto ciò, mi rivolgo al collega Verducci, anche perché gli devo delle scuse in quanto abbiamo avuto un diverbio in Commissione, però su un punto gli chiedo di darmi atto: lui ha detto che il 2018 è stato un po' uno spot elettorale; ebbene, bisogna avere la correttezza di dire che questo decreto sisma, nel testo iniziale, era uno spot uguale e superiore. Diversamente, non sarebbe passato dai dieci articoli usciti dal Consiglio dei ministri ai cinquantadue articoli licenziati dalla Camera: se si arriva a inserire quarantadue articoli, vuol dire che il testo iniziale sicuramente non risponde a tutto ciò cui avrebbe dovuto rispondere. E quella astensione, critica e responsabile, che c'è stata alla Camera da parte della Lega è dovuta proprio a questo. Come diceva nell'intervento, in apertura, il senatore Pazzaglini, anche se ci fosse stato un unico provvedimento, un unico articolo, un unico emendamento a vantaggio, sarebbe stato giusto contribuire, quantomeno non opporsi, perché esso andava a vantaggio di una comunità, come ho detto, in ginocchio, ancora prostrata: non solo per le condizioni, ma anche per la distanza e l'incapacità che le istituzioni nel loro complesso hanno dimostrato, al di là dei passi avanti e del cambio delle parti fra maggioranza e opposizione intervenuti in questi anni. Di fronte a tutto questo, anche qui al Senato, la volontà del Gruppo Lega, come ha descritto bene nel suo intervento il senatore Arrigoni, era quella di migliorare, di contribuire a migliorare. Ebbene, qui abbiamo un pacchetto di decine e decine di emendamenti che già sappiamo che non discuteremo e non li discuteremo, badate bene, con una motivazione che non è quella della non condivisione dei contenuti. Alcuni di questi emendamenti, infatti, sono simili e provengono da tutti i Gruppi parlamentari, a riprova che, se ci si vuole porre in maniera obiettiva ed onesta di fronte un problema, quello è il problema e quelle sono le soluzioni. Ci è stato detto che non c'era tempo e abbiamo avuto questa risposta nelle stesse ore in cui, di giorno in giorno, una Commissione bilancio, che da 37 giorni aspetta di avere un testo definitivo e completo, veniva rinviata continuamente. Tutti sappiamo che una finestra alla Camera per una terza lettura, alla luce dello stato di avanzamento della legge di bilancio, ci sarebbe stata. Bastava un passaggio tecnico che raccogliesse le migliorie proposte non solo dal Gruppo Lega ma da tutti i Gruppi (nel dettaglio sono andati i colleghi) e soprattutto chieste dalle amministrazioni comunali, dai professionisti e dalle Regioni. Abbiamo qui decine di emendamenti proposti e messi per iscritto nel merito da amministrazioni comunali e da sindaci che sono degli eroi, che in questi anni hanno cercato di dare risposta alle loro comunità, comunità qualche volta addirittura disperse fisicamente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ho già avuto occasione di dire che abito nelle vicinanze del Trasimeno e noi abbiamo avuto centinaia di cittadini trasformati, loro malgrado, in sfollati, che avrebbero dovuto stare qualche giorno nei nostri territori e che abbiamo dovuto accogliere con le famiglie, a decine e decine di chilometri dalla loro casa. Cosi come è toccato ad alcune località della costa adriatica di dover accogliere dei cittadini. Ebbene, quei sindaci, qualche volta facendo peregrinazioni per alberghi e residence , hanno cercato di tenere insieme una comunità e oggi ci chiedono, sulla base della loro esperienza, risposte migliorative rispetto al testo uscito dalla Camera, dicendo che non basta e che non risponde a tutto questo e noi gli diciamo no e glielo diciamo mentre, nelle stesse parole anche del collega che mi ha preceduto, si prende atto che altre misure dovranno essere aggiunte. Ma allora, se noi sentiamo dire in quest'Aula che già a gennaio dovremo ripartire con un nuovo decreto, ci chiediamo: ma non valeva la pena di dare quelle stesse risposte oggi? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ebbene, ne valeva tanto la pena, letteralmente, che a dirlo non siamo solo noi ma sono le Regioni. E qui permettetemi, almeno in questo, una nota polemica: le Regioni Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo sono riuscite a mettersi d'accordo, pur essendo di diverso colore politico e con diversi problemi, e ci hanno lasciato un documento unitario. È venuto il rappresentante della Regione Marche, che sicuramente non è composta e sostenuta da pericolosi leghisti, a dirci chiaramente che se non verranno corretti gli errori - per carità, fatti in buona fede - contenuti nel decreto-legge, rischiamo la paralisi della ricostruzione. Se il responsabile di una Regione viene allora a dirci questo in nome e per conto del suo Presidente - che è del PD e non della Lega - penso che un supplemento di analisi e una possibile risposta andava trovata perché i tempi per farlo, lo ribadisco, c'erano. Fra poco voi chiederete una fiducia, una fiducia a Conte che, di fatto, è anche una sfiducia al Presidente della Regione Lazio, tale Zingaretti, perché il Presidente della Regione Lazio chiede determinate cose che non vengono concesse. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ma del resto ci è abituato ad essere sconfessato anche dal suo partito, il segretario presidente Zingaretti. Allora, di fronte a tutto questo, non sappiamo chi debba essere più sereno fra Conte, Zingaretti e Di Maio. Quello che sappiamo è che non possono stare sereni i cittadini fintanto che ci sarà questo Governo e non ci rassegneremo e non saremo sereni noi finché finalmente non si potrà tornare a dare risposte e soluzioni concrete ad un territorio che da troppo tempo le attende. Noi del Gruppo Lega - insieme ai colleghi dei 5 Stelle che anche a questo riguardo sembrano essersi persi per strada, come lo saranno, forse, sulla strada dell'Europa, oggi pomeriggio, sul MES - siamo rimasti su quella strada che porta a soluzioni concrete che sapremo dare a una comunità che da troppo tempo le aspetta. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, andrò a cuore su questo provvedimento. Volevo preparare un intervento scritto ma ho deciso di mettere insieme quello che ho provato in questi giorni, all'interno di una Commissione ambiente in cui abbiamo tentato in tutti i modi di far comprendere che l'atteggiamento dei Gruppi di minoranza, di Forza Italia e degli altri colleghi, non era un atteggiamento ostruzionistico nei confronti di un provvedimento così importante.