[resaula]

Se aveste voluto estendere anche ai reati contro la pubblica amministrazione la disciplina dell'agente infiltrato bastava fare una semplicissima norma dicendo che ciò che oggi vale contro la mafia e contro i reati sessuali viene esteso anche a quei reati. PRESIDENTE. Concluda, senatore Balboni. È l'undicesimo minuto. BALBONI (FdI) . Concludo. No, voi avete fatto una modifica trasformando l'agente provocatore in un infiltrato e questo - voi lo sapete - è contro ogni elementare norma di diritto. (Applausi dai Gruppi FdI e Fi-BP . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Buccarella. Ne ha facoltà. BUCCARELLA (Misto) . Signor Presidente, signor Ministro, signor Sottosegretario, gentili colleghe senatrici, illustri colleghi senatori, intervengo per soffermarmi su un punto al quale sono molto legato, che è proprio la figura dell'agente sotto copertura che in questo dibattito è stata più volte citata, a mio modo di vedere, in maniera assolutamente inappropriata. La si è descritta come fosse un marziano che atterra nel nostro ordinamento come «agente provocatore»: lo abbiano sentito dai banchi della destra, così come dai colleghi del Partito Democratico. Ebbene, penso che questa affermazione sia facilmente smentibile, semplicemente analizzando il testo che andremo a votare. Ci sarà chi voterà a favore, con l'apposizione della questione della fiducia, e chi in maniera contraria. Si è provveduto all'inserimento specifico dei reati contro la pubblica amministrazione nelle fattispecie di cui all'articolo 9 della legge n. 146 del 2006, che da dodici anni ci accompagna. Quindi, la figura dell'agente sotto copertura è ben nota e sperimentata per tutti i reati per i quali oggi è operativa: stupefacenti, terrorismo, traffico d'armi, prostituzione e pedopornografia. Adesso questo Governo e questa maggioranza avranno il coraggio di estendere ai reati contro la pubblica amministrazione questa figura, tanto attesa nel nostro ordinamento e per la quale tanto io personalmente - lo voglio dire con orgoglio - mi sono speso insieme ai colleghi del MoVimento 5 Stelle nel corso della scorsa legislatura, sottoscrivendo a mia prima firma il disegno di legge che cercava di promuoverla già qualche anno fa. Oggi vedo con soddisfazione che sta per diventare realtà. Perché non è un agente provocatore, egregi colleghi della destra e della cosiddetta sinistra, che ancora additate questa figura come un pericoloso sovvertimento ai principi dello Stato diritto? Innanzitutto perché vi è l'indicazione pedissequa delle norme incriminatrici dei reati contro la pubblica amministrazione. Peraltro, visto che nessuno l'ha detto, faccio notare - anche in questo caso con soddisfazione - che l'agente sotto copertura potrà essere utilizzato anche per reati di non poco conto, come l'estorsione, il sequestro di persona e l'usura; a me sembra che anche questa sia una misura da apprezzare e da favorire. Non è un agente provocatore perché, coerentemente con le statuizioni della Corte europea dei diritti dell'uomo, nonché con quelle della nostra stessa Suprema corte, le condotte, elencate alla fine dell'articolo 6 del disegno di legge originario (oggi vedo che la norma è contenuta all'articolo 8 del maxiemendamento su cui è stata apposta la questione di fiducia), che gli ufficiali di polizia giudiziaria possono tenere, ai fini dell'acquisizione di prove in ordine a certi delitti, sono così specificate: corrispondere denaro o altra utilità in esecuzione di un accordo illecito già concluso da altri (è chiaro); promettere o dare denaro o altra utilità richiesti (richiesti) da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio o sollecitati come prezzo della mediazione illecita verso un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio o per remunerarlo; o compiere attività prodromiche e strumentali. Insomma, le condotte che completano quelle già precedentemente elencate nell'articolo 9 della legge n. 146 del 2006 non possono che riferirsi alla nuova figura dell'agente sotto copertura per i reati contro la pubblica amministrazione e non a quelle dell'agente che cerca di corrompere il pubblico ufficiale; infatti, come è precisamente indicato, l'accordo illecito deve essere stato già concluso da altri, quindi non si provoca alcun reato. La sollecitazione da parte del pubblico ufficiale deve essere già stata formulata. Se così non fosse, in ogni caso, se questa figura di agente sotto copertura dovesse spingersi ad attività e a condotte non precisamente rientranti tra quelle indicate nella novella legislativa, evidentemente non sarebbe coperto dalla non punibilità e ne pagherebbe ogni conseguenza. Pertanto, a mio modo di vedere, ogni timore di veder introdurre nel nostro ordinamento una figura i cui contorni certamente devono essere valutati con accortezza e con precisione è scongiurato dall'articolato contenuto nel disegno di legge. Ricordo, in conclusione, che la stessa giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo ha specificato che il compito della figura dell'agente sotto copertura è quello di disvelare un'intenzione criminosa già esistente. Infatti, nell'ipotesi in cui l'agente sotto copertura dovesse rilevare comportamenti o condotte di natura corruttiva, si troverebbe davanti un indagato che è già pronto a commettere la violazione, anche in mancanza dello stesso intervento dell'agente di polizia giudiziaria addetto a questo tipo di attività. Pertanto, per cortesia, sgomberiamo il campo una volta per tutte dall'ipotesi che qui si stia introducendo l'agente provocatore; questo non è l'agente provocatore, che potrebbe fare ben altro e probabilmente è bene che questa figura non entri in servizio nel nostro Paese, per una serie di considerazioni delle quali condivido i timori, perché espressi con onestà intellettuale, che vengono dall'opposizione. Anch'io, signori, indosso una toga e sono sufficientemente consapevole che andiamo a toccare una materia molto delicata, che attiene all'attività della magistratura, delle forze di polizia, del diritto di difesa; tutto sacrosanto e rispettoso, ma, a mio modo di vedere, si sta incidendo sulla materia con modalità adeguate e (inutile dirlo) necessarie, dato lo stato di fatto cui il nostro Paese è ridotto a causa del fenomeno corruttivo. Vale la pena ricordare che, in aggiunta alle altre disposizioni che aumentano le pene (vedo che l'articolo 318 contemplerà una pena massima di otto anni) anche nel minimo, si tratta certamente di misure utili. Prima ancora che i miei colleghi del MoVimento 5 Stelle andassero al Governo, quando eravamo opposizione e recepivamo gli input più ponderati e saggi sulla necessità di agire per contrastare il fenomeno corruttivo, già sapevamo in quel momento che non era solo con l'aumento delle pene che si poteva sconfiggere e fronteggiare il fenomeno ma anche con l'utilizzo di strumenti che ne facilitassero l'emersione, perché il vero problema - come sappiamo - è quello, dato il carattere particolare del fenomeno corruttivo che vede le due parti mutualmente interessate a non far emergere l'attività criminosa. Ecco perché l'agente sotto copertura è una figura necessaria nel nostro ordinamento;