[pronunce]

E che «L'irrilevanza, agli effetti dell'inopponibilità alla massa dei creditori dei pagamenti ricevuti dal fallito, dello stato soggettivo di conoscenza del solvens, proprio in quanto necessario riflesso dell'assolutezza del suddetto principio, trova, dunque, giustificazione nell'esigenza di tutela della massa dei creditori». In conclusione, il silenzio serbato dall'ordinanza di rimessione su questi rilevanti aspetti problematici dell'art. 16 si riverbera in un difetto di motivazione sulla rilevanza della questione, che costituisce ulteriore motivo di inammissibilità, dal momento che, nel caso di specie, l'oggetto del giudizio a quo è costituito proprio dal pagamento effettuato a un creditore dell'impresa sottoposta a liquidazione coatta.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 200, comma 1, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), in combinato disposto con gli artt. 42 e 44 dello stesso regio decreto, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Pisa con l'ordinanza indica in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 ottobre 2014. F.to: Giuseppe TESAURO, Presidente Paolo Maria NAPOLITANO, Redattore Massimiliano BONI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 31 ottobre 2014. Il Cancelliere F.to: Massimiliano BONI