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Obiettivo è anche di riunire artigiani dal passato lontano, e troppo spesso dimenticato, e giovani imprenditori con la passione per il restauro delle gemme antiche, a volte sperdute, che impegnandosi insieme in progetti coordinati opereranno per la conservazione di quanto vi sia da preservare e tramandare, coniugando passato e presente, storia e modernità. In ambito di politiche agricole, non si può sottacere che dei 313 prodotti con marchio di denominazione di origine protetta (DOP) e indicazione geografica protetta (IGP) riconosciuti dall'Unione europea, oltre 270 sono quelli legati ai piccoli comuni, ove, oltre al 92 per cento dei prodotti agroalimentari di origine protetta, si produce il 79 per cento dei vini italiani più pregiati. Una riserva di biodiversità e valore che garantisce l'occupazione a 3,9 milioni di giovani under 40, i quali riescono a restare nei territori di origine e a non abbandonarli. Ma soprattutto ciò costituisce la dimostrazione più evidente che questi territori rappresentano la fucina dove si forgiano la qualità alimentare italiana e le sue caratteristiche più apprezzate nel mondo, con una rilevante ricaduta economica rappresentata dai 14 miliardi di euro di fatturato annuo al consumo, 4 dei quali realizzati sul mercato estero. Lo spirito del presente disegno di legge, alla luce delle considerazioni sopra svolte e in sintonia con l'Agenda ONU 2030 per uno sviluppo sostenibile e con l'Agenda del controesodo dell'Associazione nazionale piccoli comuni (ANCI), è, pertanto, di programmare un piano complessivo di valorizzazione dell'ambiente, del paesaggio e di riequilibrio demografico in favore delle aree interne, che possano offrire condizioni di vita a misura d'uomo, con il contestuale rilancio dell'economia, nel post pandemia, a favore delle piccole e medie imprese diffuse sul territorio, che costituiscono l'ossatura economica nazionale.. 1 (Definizione) 1 Ai fini di cui alla presente legge, per « piccoli comuni » si intendono i comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. 2 (Istituzione di una struttura interministeriale di missione) 1 È istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri una struttura interministeriale di missione con funzione di coordinamento e indirizzo degli uffici tecnici costituiti presso regioni e comuni e con i compiti di cui al comma 3 del presente articolo e all'articolo 4 della presente legge. 2 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministro della transizione ecologica, il Ministro della cultura e il Ministro del turismo, sono disciplinate le modalità di coordinamento dei Ministri coinvolti nel funzionamento della struttura di cui al comma 1. 3 La struttura di cui al comma 1 ha il compito di promuovere l'adozione di misure in favore dei residenti nei piccoli comuni e delle attività produttive ivi insediate, con particolare riferimento al sistema dei servizi essenziali, al fine di contrastarne lo spopolamento e di incentivare l'afflusso turistico, nonché per favorire attività di contrasto del dissesto idrogeologico e di tutela e manutenzione dei beni comuni, con le modalità e negli ambiti previsti dalla presente legge. 3 (Riqualificazione e rigenerazione urbana dei piccoli comuni) 1 La presente legge promuove l'azione di recupero di zone di pregio architettonico dei piccoli comuni, individuate all'interno del perimetro dei centri storici, da riqualificare mediante interventi integrati, pubblici e privati, finalizzati alla riqualificazione, alla macro e alla micro rigenerazione urbana, nel rispetto delle tipologie e delle strutture originarie. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono prevedere forme di indirizzo, coordinamento e assistenza tecnica per la gestione ordinaria delle funzioni, proprie o delegate, e delle attività di programmazione, oltre che per la redazione e la realizzazione di progetti ordinari o straordinari di valorizzazione territoriale, sociale ed economica, finalizzati al recupero e al risanamento dei centri storici, anche in relazione agli interventi integrati, disponendo, inoltre, misure particolari di semplificazione amministrativa. 3 Ai fini di cui al comma 1, sono perseguiti i seguenti obiettivi: a la realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico, nel rispetto dei caratteri identificativi e tipici delle zone interessate; b il riuso del patrimonio edilizio inutilizzato e la manutenzione straordinaria dei beni pubblici già esistenti; c l'adeguamento degli arredi urbani; d la realizzazione di infrastrutture e servizi adeguati; e il miglioramento del decoro e dei servizi urbani quali l'apertura e la gestione di siti di rilevanza storica, artistica e culturale; f gli interventi finalizzati al consolidamento statico e antisismico degli edifici storici e delle dimore storiche nonché alla loro riqualificazione energetica; g l'acquisizione e la riqualificazione di terreni e di edifici in stato di abbandono o di degrado, attraverso il finanziamento per singole opere o insiemi coordinati di interventi, anche ricompresi nell'elenco delle opere incompiute di cui all'articolo 44- bis del decreto-legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214, volti a ridurre i fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché a migliorare la qualità del decoro urbano e ambientale, anche al fine di sostenere l'imprenditoria giovanile. 4 Gli obiettivi di cui al comma 3 sono perseguiti attraverso: a interventi di manutenzione per il riuso e il recupero della funzionalità di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti per finalità di interesse pubblico; b il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante interventi di ristrutturazione edilizia di immobili pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali e culturali, educativi e didattici, ovvero alla promozione delle attività culturali e sportive; c la tutela dell'ambiente e dei beni culturali, la mitigazione del rischio idrogeologico, la salvaguardia e la riqualificazione urbana dei centri storici, la messa in sicurezza di infrastrutture stradali e istituti scolastici, la promozione e lo sviluppo economico e sociale, nonché l'insediamento di nuove attività produttive; d la progettazione e la realizzazione, nell'ambito del sistema nazionale di ciclovie turistiche di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 20 luglio 2020, n. 283, di interventi volti alla sicurezza della circolazione ciclistica nei piccoli comuni. 4 (Misure per la manutenzione del territorio) 1 La struttura di cui all'articolo 2 ha altresì la funzione di promuovere e programmare i seguenti interventi: