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– articolo 1, comma 311, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, per gli Istituti penali per i minorenni, a seguito delle proroghe disposte con l'articolo 8, comma 2, del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2021, n. 21, e da ultimo con l'articolo 8, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2022, n. 15. Permane, infatti, un significativo vuoto organico dei dirigenti degli Uffici di esecuzione penale esterna (presenti 7 unità su 45 in organico) e di dirigenti di Istituti penali per i minorenni (presenti 2 unità su 7 in organico) che mette a rischio il regolare funzionamento degli stessi. Nell'ambito del sistema dell'esecuzione penale esterna sono intervenute, nel corso degli ultimi anni, importanti riforme che hanno determinato un forte incremento delle misure alternative alla detenzione, nonché l'introduzione dell'istituto della sospensione del processo con la messa alla prova (legge n. 67 del 2014). La legge 27 settembre 2021, n. 134, recante « Delega al Governo per l'efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari » e il decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, definiscono i princìpi per il rafforzamento del settore tanto nella fase giudiziale che in quella esecutiva. Ai fini del rafforzamento delle misure per l'esecuzione penale esterna e per garantire la piena operatività degli uffici territoriali del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, l'articolo 17, comma 1, del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2022, n. 79, ha, infine, previsto l'incremento della dotazione organica dei dirigenti penitenziari del ruolo di esecuzione penale esterna di 11 unità. Tanto gli interventi normativi che quelli di riorganizzazione amministrativa del settore hanno disegnato un sistema che valorizza l'azione degli Uffici di esecuzione penale esterna sul territorio finalizzata al potenziamento del ricorso a sanzioni penali diverse dalla detenzione e al conseguente abbattimento della recidiva e rafforzamento della sicurezza sociale. Il coordinamento, da parte di ciascun Ufficio di esecuzione penale esterna, dell'intervento degli enti, pubblici e privati, costituisce il volano per l'implementazione delle sanzioni di comunità, attraverso un'azione capillare di reperimento delle risorse che ciascun territorio può offrire. La recente « Disciplina dell'esecuzione della pena nei confronti dei condannati minorenni », di cui al decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 121, richiede, almeno per gli Istituti penali per i minorenni caratterizzati da una maggiore complessità gestionale, che la direzione degli stessi, fino al 2018 affidata a personale non dirigenziale, venga assunta da dirigenti altamente specializzati alla stregua di quanto accade negli istituti per adulti. L'Ordinamento penitenziario minorile, nell'introdurre nuove modalità di esecuzione delle pene, pone una specifica attenzione al riconoscimento di diritti soggettivi fondamentali dei detenuti e all'elaborazione di adeguati percorsi di riabilitazione, che impongono adeguamenti strutturali ed organizzativi resi complessi anche dalla significativa presenza di condannati per reati di particolare allarme sociale. L'articolo 1, comma 311, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ha previsto, pertanto, sia l'incremento della dotazione organica della dirigenza penitenziaria del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, sia l'autorizzazione nel triennio 2019-2021, in deroga ai vigenti vincoli assunzionali, a bandire procedure concorsuali e ad assumere a tempo indeterminato fino a sette unità di personale di livello dirigenziale non generale da assegnare ai sette Istituti penali per minorenni individuati quali uffici di livello dirigenziale non generale. Nel corso del 2020 sono stati banditi i concorsi pubblici per l'assunzione dei dirigenti di carriera penitenziaria di esecuzione penale esterna e di istituto penale per i minorenni, procedure che si sono concluse nel marzo 2022 (pubblicazione delle graduatorie rispettivamente il 25 marzo 2022 e il 5 marzo 2022). I vincitori dei due concorsi sono stati nominati consiglieri penitenziari e ammessi a frequentare un corso di formazione iniziale, che si svolge presso la Scuola superiore dell'esecuzione penale, della durata di dodici mesi (articolo 13 del decreto-legge n. 36 del 2022). Al corso, iniziato in data 5 settembre 2022, sono stati ammessi 31 consiglieri penitenziari del ruolo di esecuzione penale esterna e 5 del ruolo di istituto penale per minorenni, più 1 unità ammessa cautelativamente nelle more di un contenzioso in corso. Al termine del periodo di formazione, i consiglieri penitenziari che riportano l'idoneità agli esami di fine corso sono nominati dirigenti penitenziari. In attesa del completamento del corso di formazione iniziale e delle relative prove finali, previste entro l'autunno 2023, nonché del successivo espletamento delle procedure per la scelta delle sedi e l'immissione in possesso dei neo dirigenti presso le sedi di assegnazione iniziali, è indispensabile prorogare, non oltre il 31 dicembre 2023, il termine che consente l'utilizzo dei dirigenti di istituto penitenziario dell'Amministrazione penitenziaria negli uffici dirigenziali di esecuzione penale esterna e negli istituti penali per i minorenni del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. Comma 3. L'articolo 1, comma 526, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, ha disposto, a decorrere dal 1° settembre 2015, il trasferimento dai comuni al Ministero della giustizia delle spese obbligatorie di cui all'articolo1 della legge 24 aprile 1941, n. 392. Tali previsioni hanno inciso su un sistema consolidatosi nel tempo, la cui modifica ha richiesto un inevitabile processo di adattamento ed accompagnamento al cambiamento; infatti, si sono generate nel tempo realtà organizzative locali in cui, specie per gli uffici di maggiori dimensioni, un'organica integrazione tra attività esternalizzate ed utilizzo di professionalità già in forze presso i singoli enti territoriali ha prodotto risultati di assoluta eccellenza. Allo stesso modo, si sono sviluppate, all'interno del personale in servizio presso i comuni, specifiche professionalità, soprattutto (ma non solo) di natura tecnica, delle quali il Ministero della giustizia, ed in particolare il Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, non disponeva nell'immediatezza, stante l'inesistenza di uno specifico ruolo tecnico e la non semplice praticabilità di soluzioni alternative basate sull'impiego di personale in servizio presso differenti strutture interne, ovvero presso altre Amministrazioni.