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Magari, in un futuro più o meno vicino, saranno disponibili programmi interattivi, che, attraverso la realtà virtuale, offriranno valide alternative per sopperire alla carenza di cadaveri o, ancor meglio, alternative all'uso di animali. È su questo aspetto che vorrei fare la mia seconda osservazione. Ho parlato dei molti vantaggi del disegno di legge al nostro esame, ma ho lasciato per ultima una considerazione, che rende incomparabile l'utilizzo del cadavere umano per fini didattico-scientifici. Sono sicuro che i molti medici e il personale sanitario presenti in Aula capiranno esattamente ciò che dico. La dissezione su cadavere rappresenta una esperienza forte e un coinvolgimento emotivo unico. All'inizio impaurisce, ma incide nelle conoscenze teoriche e pratiche, facilitando sì l'apprendimento, ma fornendo anche elementi preziosi per l'elaborazione personale dell'evento vissuto. Ricordo la mia prima volta in una sala settoria: un gruppo di studenti in silenzio - un silenzio particolare, visto che non eravamo pochi - la vista, l'aria che si respirava, il contatto con il corpo privo di vita, tutti sospesi tra sorpresa, voglia di imparare e dolore per quell'individuo morto. Pensavamo al suo vissuto interrotto, mentre il professore, che all'inizio non ascoltavamo, spiegava l'anatomia e ripercorreva la malattia e le cause della morte. Quello rimane un ricordo indelebile, vivo e costante, che promuoveva tutti gli aspetti etici ed esistenziali della professione sanitaria, il cui compito è proprio quello di intralciare quanto più possibile la morte e, quando inevitabile, di renderla meno dolorosa. Per concludere, vorrei ringraziare coloro che, fino ad oggi, hanno donato il proprio corpo e tutti coloro che in futuro lo faranno, con un gesto generoso e civico. Ringrazio inoltre i colleghi per avermi ascoltato e per ciò che tutti i senatori intervenuti hanno detto. Dichiaro quindi il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle e invito tutta l'Assemblea a replicare il voto unanime della Commissione. (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP, L-SP-PSd'Az, PD, FdI, Misto e Aut (SVP-PATT, UV). Congratulazioni). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 733, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP, L-SP-PSd'Az, PD, FdI, Misto e Aut (SVP-PATT, UV). Congratulazioni). Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 122, 176 e 697. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1 Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo AMATI ed altri. - (Approvato dal Senato e dalla Camera dei deputati nella XVII legislatura, rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica in data 27 ottobre 2017, ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1, già approvato dal Senato e dalla Camera dei deputati nella XVII legislatura, rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica in data 27 ottobre 2017, ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione. Il relatore, senatore Grimani, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. GRIMANI, relatore . Signor Presidente, desidero ringraziare innanzitutto per la loro disponibilità i Gruppi di maggioranza che mi hanno concesso di essere relatore del disegno di legge in esame. Questo provvedimento ha una genesi lontana: è stato presentato nel 2010, successivamente riproposto nella scorsa legislatura e approvato nel corso della stessa nel 2017. Il disegno di legge n. 1, recante misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo, viene ripresentato all'esame dell'Assemblea del Senato dopo l'esame svolto in sede referente dalla 6 a Commissione, in seguito al rinvio alle Camere da parte del Presidente della Repubblica con messaggio motivato, avvenuto in data 27 ottobre 2017, per una nuova deliberazione ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione. A vent'anni dalla convenzione internazionale che ne ha bandito l'uso e la vendita, esistono ancora 100 milioni di ordigni disseminati nel terreno di molti Paesi. Due trattati internazionali hanno disciplinato e affrontato il tema delle mine antipersona e delle bombe a grappolo: la Convenzione di Ottawa, conclusa il 3 dicembre 1997 e ratificata in Italia con la legge n. 106 del 1999, e la Convenzione di Oslo sulla messa al bando delle munizioni a grappolo, fatta a Dublino nel 2008, entrata in vigore nel 2010 e ratificata dal nostro Paese con la legge n. 95 del 2011. Oltre a queste due rilevanti ratifiche, il nostro Paese aveva approvato la legge n. 374 del 1997, sulle norme per la messa al bando delle mine antipersona, richiamata in molti punti della legge n. 106 del 1999, di ratifica della Convenzione di Ottawa. La diffusione delle mine antipersona, di esplosioni, di feriti e di vittime civili non si è arrestata; il 4 aprile di ogni anno viene celebrata una giornata mondiale di sensibilizzazione attraverso l'analisi del report annuale pubblicato dal Landmine and cluster munition monitor , che fornisce i dati nell'ambito della campagna internazionale sulla messa al bando delle mine e la Cluster munition coalition . Il Landmine and cluster munition monitor , che esce ogni anno dal 1999, evidenzia una panoramica globale sull'uso, la produzione, il commercio e lo stoccaggio di mine, inclusa l'informazione sulla contaminazione, i feriti e l'assistenza alle vittime. L'aspetto positivo è che nel 2016-2017 non ci sono state accuse dell'uso di mine da parte di Stati aderenti al trattato sulla loro messa al bando. Il problema più consistente, però, rimane l'utilizzo da parte di gruppi non governativi e da parte di quegli Stati che non hanno ancora ratificato il trattato internazionale. È evidente che l'uso di queste armi sia proibito e che quindi con il commercio legale sia diminuita la disponibilità, in quanto rappresenterebbe una violazione del diritto internazionale, ma rimane drammatico l'esito dell'uso terroristico che ne viene fatto. Il report evidenzia come l'utilizzo terroristico miri a rendere inservibile anche lo scenario socio-economico. Questi sono Paesi che vivono di attività agricola, di pastorizia e per questi abitanti potrebbe essere letale raggiungere i luoghi di lavoro; addirittura vengono trappolate le case o i generatori elettrici per renderli inservibili, con la conseguenza che chi rientra nelle case e accende la luce salta in aria, perché vengono posizionati ordini che si innescano in questo modo.