[sommcomm]

Se un difetto di conformità, ai sensi dell'articolo 1455 del codice civile, costituisce un inadempimento di non scarsa importanza dei servizi turistici inclusi in un pacchetto e l'organizzatore non vi ha posto rimedio entro un periodo ragionevole stabilito dal viaggiatore con la contestazione effettuata ai sensi del comma 2, il viaggiatore può, senza spese, risolvere di diritto e con effetto immediato il contratto di organizzazione di pacchetto turistico o, se del caso, chiedere, ai sensi dell'articolo 43, una riduzione del prezzo, salvo comunque l'eventuale risarcimento dei danni. In caso di risoluzione del contratto, se il pacchetto comprendeva il trasporto dei passeggeri, l'organizzatore provvede anche al rientro del viaggiatore con un trasporto equivalente senza ingiustificato ritardo e senza costi aggiuntivi per il viaggiatore. 6. Laddove è impossibile assicurare il rientro del viaggiatore, l'organizzatore sostiene i costi dell'alloggio necessario, ove possibile di categoria equivalente a quanto era previsto dal contratto, per un periodo non superiore a tre notti per viaggiatore o per il periodo più lungo eventualmente previsto dalla normativa dell'Unione europea relativa ai diritti dei passeggeri applicabile ai pertinenti mezzi di trasporto. 7. La limitazione dei costi di cui al comma 6 non si applica alle persone a mobilità ridotta, definite dall'articolo 2, lettera a) , del regolamento (CE) n. 1107/2006, né ai loro accompagnatori, alle donne in stato di gravidanza, ai minori non accompagnati e alle persone bisognose di assistenza medica specifica, purché l'organizzatore abbia ricevuto comunicazione delle loro particolari esigenze almeno quarantotto ore prima dell'inizio del pacchetto. L'organizzatore non può invocare circostanze inevitabili e straordinarie per limitare la responsabilità di cui al presente comma qualora il fornitore del servizio di trasporto non possa far valere le stesse circostanze ai sensi della normativa dell'Unione europea applicabile" e, dopo l'articolo 42, inserire il seguente: "Art.42- bis. - (Sopravvenuta impossibilità in corso d'esecuzione del pacchetto turistico) - 1. Se per circostanze sopravvenute non imputabili all'organizzatore è impossibile fornire, in corso d'esecuzione, una parte sostanziale, per valore o qualità, della combinazione dei servizi turistici pattuiti nel contratto di organizzazione di pacchetto turistico, l'organizzatore offre, senza supplemento di prezzo a carico del viaggiatore, soluzioni alternative adeguate di qualità, ove possibile, equivalente o superiore rispetto a quelle specificate nel contratto di organizzazione, affinché l'esecuzione del pacchetto possa continuare, inclusa l'eventualità che il ritorno del viaggiatore al luogo di partenza non sia fornito come concordato. Se le soluzioni alternative proposte comportano un pacchetto di qualità inferiore rispetto a quella specificata nel contratto di vendita di pacchetto turistico, l'organizzatore concede al viaggiatore un'adeguata riduzione del prezzo. 2. Il viaggiatore può respingere le soluzioni alternative proposte solo se non sono comparabili a quanto convenuto nel contratto di organizzazione di pacchetto turistico o se la riduzione del prezzo concessa è inadeguata. 3. Se è impossibile predisporre soluzioni alternative o il viaggiatore respinge le soluzioni alternative proposte, conformi a quanto indicato dal comma 1, al viaggiatore è riconosciuta una riduzione del prezzo. In caso di inadempimento dell'obbligo di offerta di cui al comma 1 si applica il comma 5 dell'articolo 42. 4. Laddove, a causa di circostanze sopravvenute non imputabili all'organizzatore, è impossibile assicurare il rientro del viaggiatore come pattuito nel contratto di organizzazione di pacchetto turistico, si applicano i commi 6 e 7 dell'articolo 42". In coerenza con la nuova formulazione dell'articolo 42 e con l'inserimento dell'articolo 42- bis , è necessario adeguare l'art. 51- septies , comma 2, sostituendo le parole: "ovvero ostacola l'esercizio del diritto di recesso ovvero fornisce informazione incompleta o errata o comunque non conforme sul diritto di recesso previsto dagli articoli 40, 41 e 42 del presente Capo" con le parole: "ovvero ostacola l'esercizio del diritto di recesso o di risoluzione ovvero fornisce informazione incompleta o errata o comunque non conforme sul diritto di recesso previsto dagli articoli 40, 41 e sul diritto di risoluzione previsto dall'articolo 42 del presente Capo". Con riferimento alle modifiche proposte, si rileva che l'articolo 1, comma 1, capoverso «Art. 42» è conforme al testo della direttiva, la quale però è alquanto confusa, giacché disciplina casi di inadempimento e di sopravvenuta impossibilità senza distinzione alcuna. Altri difetti di tipo logico-giuridico possono ravvisarsi nella previsione di un esercizio cumulativo dell'azione di risoluzione e di riduzione del prezzo; nel definire recesso ciò che invece è risoluzione, giacché rimedio avverso un inadempimento; nell'uso del termine "rimpatrio", laddove l'esigenza di garantire il rientro si manifesta anche nel caso di viaggi all'interno del medesimo Stato; nel riferimento a tale "rimpatrio", senza chiarire che tale obbligo si giustifica allorquando o è impossibile fornire il servizio di trasporto programmato, oppure il viaggiatore ha risolto il contratto in corso d'esecuzione. In particolare, al comma 5 e alla seconda parte del comma 6, si fa riferimento all'ipotesi in cui una parte sostanziale del pacchetto non possa essere fornita. Il testo consente di ipotizzare che la fattispecie si riferisca non già ad un caso di inadempimento (qual è il difetto di conformità), bensì ad un caso di sopravvenuta impossibilità delle prestazioni, diverso dalle ipotesi di cui all'articolo 41, il quale si riferisce alle sopravvenienze che si manifestano prima dell'inizio di esecuzione. L'assunto, adombrato dal dato testuale, trova poi conferma nella seconda parte del comma 6, nella quale si esclude la risoluzione del contratto dai mezzi di tutela assegnati al viaggiatore. Poiché tale esclusione sarebbe parsa irrazionale a fronte di un inadempimento, è corretto assumere che il testo, in queste parti, intenda riferirsi alle sopravvenienze non imputabili. In ragione di tale considerazione, è necessario sottrarre la disciplina della fattispecie alla disposizione di cui all'articolo 42, il quale è invece esplicitamente dedicato al tema dell'inadempimento. Si segnala, inoltre, che il comma 5 limita la sua applicazione ai soli casi in cui la parte dei servizi che non possono essere erogati ha un valore pari o superiore al 25 per cento. Il testo della direttiva indica la misura del 25 per cento del valore quale criterio per determinare se la combinazione di due servizi debba essere considerata come "pacchetto", e non già per determinare la soglia oltre la quale trovano applicazione i rimedi per sopravvenute patologie della fase esecutiva. Inoltre, va sottolineato che la direttiva, nel "considerando" n. 33, evidenzia che, per determinare se le sopravvenienze incidono in misura sostanziale, si deve valutare "la qualità o il valore" dei servizi offerti.