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c) promuovere l'attività sportiva per tutte le fasce di età, con un'attenzione particolare sui giovani, e contribuire, attraverso lo sport, alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di discriminazione, razzismo e intolleranza; d) sviluppare strutture e modelli per il sostegno abitativo e lavorativo dei neomaggiorenni evitando la dispersione di risorse umane giovani; e) promuovere progetti innovativi, start up e aziende che favoriscano la socializzazione e l'integrazione tra soggetti differenti per genere, cultura e religione; f) promuovere forme di contrasto alla dispersione scolastica, che determina il processo di degrado e di marginalizzazione progressiva dei giovani, attraverso corsi di formazione professionale, sia per gli studenti dopo la scuola dell'obbligo che dopo il diploma, al fine di acquisire le capacità e le qualifiche richieste dal mercato del lavoro generando opportunità occupazionali; g) favorire l'inclusione sociale e promuovere la partecipazione attiva dei cittadini, anche attraverso il coinvolgimento degli enti del terzo settore. 5. Entro due mesi dalla data di adozione del Piano nazionale per la rigenerazione urbana, con decreto del Ministro dell'economia e finanze, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti i criteri e le modalità per il riparto annuale delle risorse del Fondo. 6. Il decreto di cui al comma 2 ripartisce tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano i fondi da destinare al cofinanziamento dei bandi regionali di cui all'articolo 5, tenuto conto dei criteri e dei princìpi fissati dal decreto di cui al comma 5 del presente articolo. 7. Gli interventi di rigenerazione urbana inseriti nell'ambito dei Piani comunali e intercomunali di rigenerazione urbana costituiscono ambiti prioritari per l'attribuzione dei fondi europei a sostegno delle attività economiche e sociali. 8. Al fine di accelerare l'attuazione degli interventi di rigenerazione urbana, i comuni che hanno ottenuto l'assegnazione di un finanziamento per la rigenerazione urbana possono avviare e realizzare i progetti con il sostegno della Cassa depositi e prestiti Spa e dei fondi immobiliari privati, o mediante la costituzione di fondi comuni di investimento. A tal fine, gli enti locali: a) in attesa dell'effettivo incasso dei finanziamenti statali relativi ai Piani comunali e intercomunali di rigenerazione urbana, selezionati ai sensi del bando di cui all'articolo 5, possono ottenere un prestito garantito dalla Cassa depositi e prestiti Spa. Il prestito deve essere rimborsato dagli enti locali, obbligatoriamente, al momento dell'incasso del finanziamento statale, senza alcun onere aggiuntivo a carico degli enti medesimi; b) possono promuovere o partecipare, ai sensi dell'articolo 33 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, anche in forma associata, alla costituzione di fondi comuni di investimento immobiliare locali finalizzati all'attuazione degli interventi previsti nei Piani comunali e intercomunali di rigenerazione urbana selezionati ai sensi dei bandi di cui all'articolo 5, con particolare riguardo alla valorizzazione degli immobili pubblici. 9. Ai fondi pensione e alle casse professionali che investono parte delle loro risorse per il finanziamento degli interventi previsti nei Piani comunali e intercomunali di rigenerazione urbana selezionati ai sensi dei bandi di cui all'articolo 5 è assicurata la garanzia prevista dal Fondo di garanzia per le opere pubbliche, costituito presso la gestione separata della Cassa depositi e prestiti Spa, ai sensi dell'articolo 2, comma 264, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Art. 5. (Bando regionale o provinciale per la rigenerazione urbana e Piano per la rigenerazione urbana comunale e intercomunale) 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro quattro mesi dalla data della pubblicazione del bando nazionale, pubblicano il bando regionale o provinciale per la rigenerazione urbana, al quale possono partecipare gli enti locali che hanno predisposto un Piano comunale e intercomunale di rigenerazione urbana. 2. A livello comunale o intercomunale, la rigenerazione urbana è attuata tenendo conto dei seguenti principi: a) adozione di strumenti innovativi di analisi e programmazione strutturale di « area vasta »; b) definizione di un ambito di centralità a livello sub-municipale, identificabile in « micro-città », che definisca il quadro esigenziale propedeutico a una pianificazione operativa di riqualificazione che armonizzi i principi di cui al presente comma; c) coinvolgimento delle istituzioni pubbliche e private, dei comitati di quartiere, dei portatori di interesse e del terzo settore, al fine di definire le modalità di partecipazione, qualitative e quantitative, necessarie alla realizzazione e gestione del Piano di cui al comma 1. 3. Il Piano per la rigenerazione urbana comunale e intercomunale è formulato sulla base della perimetrazione delle zone dell'OMI, al fine di georeferenziare: a) gli interventi pubblici e privati di rigenerazione urbana degli aspetti immateriali che coinvolgono per ogni loro natura gli aspetti sociali ed economici; b) gli interventi pubblici e privati di rigenerazione urbana degli aspetti materiali che coinvolgono per ogni loro natura gli aspetti antropici e la loro gestione. 4. Il bando di cui al comma 1 definisce: a) i criteri e le modalità di partecipazione al bando stesso da parte degli enti locali; b) i criteri e i contenuti minimi del Piano comunale e intercomunale di rigenerazione urbana, con particolare riferimento alla definizione degli ambiti urbani interessati, alle finalità pubbliche dell'intervento, agli interventi urbanistici e infrastrutturali previsti, alla qualità della progettazione degli interventi ricompresi nel medesimo, agli obiettivi prestazionali ambientali che si intendono raggiungere con gli interventi, alla valorizzazione degli spazi pubblici e agli interventi per favorire lo sviluppo locale sociale ed economico; c) i criteri e le modalità per l'assegnazione dei punteggi a ciascun Piano comunale e intercomunale di rigenerazione urbana necessari alla formazione di una graduatoria di merito. 5. Entro trenta giorni dal termine fissato nel bando per la presentazione del Piano comunale e intercomunale di rigenerazione urbana, ciascuna regione e provincia autonoma predispone la graduatoria necessaria per l'assegnazione delle risorse pubbliche. 6. La proposta di Piano comunale e intercomunale di rigenerazione urbana è approvata con deliberazione del consiglio comunale. 7.