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Andrebbe cioè non soltanto riproposto il testo necessariamente sintetico del quesito referendario - non ne facciamo una colpa ai proponenti - ma, una volta che il referendum non c'è, il modo per modificare il tema della custodia cautelare, a nostro avviso, non può essere sic et simpliciter uguale al testo referendario, quindi il nostro no sostanziale a questo testo viene ribadito con trasparenza. C'è però un dato di contrapposizione in quest'Aula, anche attraverso gli argomenti che ho sentito per giustificare il no, che ci fa immaginare che non si voglia affrontare più compiutamente questo tema, come invece desidera Fratelli d'Italia. Ci sorprende per esempio - devo dirlo agli amici di Forza Italia - che il partito di Silvio Berlusconi voti diversamente dalla Lega, che ha proposto il referendum , ma che nella storia si è espressa sempre in maniera più cauta su questo tema rispetto a Forza Italia. Fratelli d'Italia, nel ribadire il no al testo e la necessità di un dibattito più approfondito sui guasti dell'attuale normativa della custodia cautelare, che spesso ha creato inutili sofferenze e che in altri casi riteniamo invece assolutamente giustificata, non vuole in questo caso unirsi semplicemente al no espresso dalla sinistra - e ho sentito con quali argomenti - e neanche partecipare con un sì o con un no a una strana divisione del centrodestra su questo tema tra chi partecipa pure al Governo, e verso entrambi abbiamo rispetto. Non vogliamo cioè, in questo caso, dividere e dividerci all'interno del centrodestra su un tema sul quale abbiamo una sensibilità comune di fondo, cioè quella di volerlo riesaminare. Allora, signor Presidente, pur essendo, lo ribadisco, assolutamente contrari al testo, necessariamente sintetico, del quesito referendario, noi non parteciperemo al voto, al fine di stimolare una vera e approfondita fase di dibattito attorno al tema della custodia cautelare. MALPEZZI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, intervengo per un richiamo al Regolamento, ai sensi dell'articolo 113, comma 4- bis : non per contestare la scelta, che lei ha fatto, di ritenere ammissibile e legittima la richiesta di voto segreto, ma per sottolineare l'anomalia di quello che sta succedendo in quest'Aula, anche nella richiesta. Sappiamo che, soprattutto quando ci sono provvedimenti che sono portati dal Governo, il voto segreto è uno strumento delle opposizioni per mettere in difficoltà il Governo stesso che esse non sostengono. E io devo sottolineare con rammarico il fatto che, invece, questa richiesta venga da una forza che dice di voler sostenere questo Governo e che, nell'altro ramo del Parlamento, ha poi votato questa riforma, cercando quindi di portarla a compimento, cosa che invece qui sembra non voler fare. Dico anche però, signor Presidente, che l'anomalia l'abbiamo vista dall'inizio di questo dibattito. PRESIDENTE. Senatrice Malpezzi, questo però non è un richiamo al Regolamento e lei lo sa bene. MALPEZZI (PD) . Mi perdoni, signor Presidente, ma questo fatto va sottolineato. L'anomalia è che il relatore, senatore Ostellari, che non più tardi di stanotte, ha ricevuto mandato dalla Commissione a riferire favorevolmente su questo provvedimento, ha deciso, pur non dimettendosi, di mantenere questo ruolo senza esercitarlo. Dal nostro punto di vista, anche questo dev'essere stigmatizzato, perché lo riteniamo un fatto grave, nonché una mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento tutto. (Applausi) . PRESIDENTE. Lo si potrà fare in sede di dichiarazione di voto, senatrice Malpezzi. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, troviamo abbastanza inaccettabili queste accuse nei nostri confronti, anche perché il Partito Democratico per tutta la campagna referendaria ha sottolineato la necessità che le riforme le facesse il Parlamento. (Applausi) . Bene, questo è il Parlamento e non il Governo. E il Parlamento, con il voto segreto, è libero di decidere quello che meglio crede per quanto riguarda il futuro nel campo della giustizia, solo in questa occasione; così, almeno, abbiamo capito tutti quanti qual è la motivazione vera della nostra richiesta. (Applausi) . PRESIDENTE . L'emendamento 6.0.1 modifica il comma 1, lettera c) , dell'articolo 274 del codice di procedura penale in materia di misure cautelari, sopprimendo in particolare la parte in cui si prevede la possibilità di disporre tali misure per delitti della stessa specie di quello per cui si procede. L'eventuale approvazione o meno dell'emendamento determinerebbe, pertanto, ricadute significative sotto il profilo generale delle misure limitative della libertà personale, di cui all'articolo 13 della Costituzione, quali appunto le misure cautelari. Si tratta dunque di una deliberazione atta a incidere sui rapporti civili disciplinati da tale norma costituzionale, in base a quanto stabilito dall'articolo 113, comma 4, del Regolamento. Questo non l'ha deciso il vice presidente Calderoli, ma la Presidenza del Senato. Procediamo pertanto alla votazione dell'emendamento 6.0.1. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori. (La richiesta risulta appoggiata) . Ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, indìco la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento 6.0.1, presentato dal senatore Urraro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 6.0.2 è improponibile. Passiamo all'esame dell'articolo 7, sul quale è stato presentato un emendamento che si intende illustrato e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. OSTELLARI, relatore . Signor Presidente, mi rimetto all'Assemblea. Mi consenta però una precisazione. Siccome c'è qualcuno che cerca di creare lo scontro - e mi riferisco all'intervento della presidente Malpezzi - penso che sia assolutamente scorretto non ricordare che il relatore di un provvedimento si può rimettere all'Assemblea, è tra le sue facoltà. Tali facoltà sono previste dal nostro Regolamento a tutela di tutti. Io non sono qui per rispondere a qualche parte politica nella mia funzione. Ho prima ricordato a me stesso e ricordo ancora a voi e a tutti coloro che cercano la polemica che io non mi faccio tirare la giacchetta da nessuno. (Applausi) . Svolgo quindi il mio ruolo e lo porto fino al termine nel rispetto nel rispetto del Regolamento e delle mie prerogative. SISTO, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 7.1. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) .