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In particolare è prevista una riduzione del 50 per cento per le garanzie finanziarie o assicurative prescritte dal codice dell’ambiente all’articolo 151, disciplinante i rapporti tra autorità d’ambito e soggetti gestori del servizio idrico integrato, all’articolo 194 in materia di spedizioni transfrontaliere per le imprese registrate ai sensi del regolamento (CE) n. 761/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001, «Adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS)» ed infine all’articolo 195. È inoltre prevista una riduzione del 40 per cento nel caso di imprese in possesso della certificazione ambientale ai sensi della norma Uni En Iso 14001. La riduzione è applicata direttamente dalle amministrazioni che richiedono le garanzie agli operatori che documentano il possesso delle certificazioni per le attività soggette alle garanzie stesse. La modifica introdotta al comma 15 dell’articolo 212, infine, prevede che il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il parere del Comitato nazionale dell’Albo nazionale gestori ambientali, con il quale sono definite le attribuzioni e le modalità organizzative dell'Albo stesso, i requisiti tecnici e finanziari delle imprese, i requisiti dei responsabili tecnici delle medesime, i termini e le modalità di iscrizione e i diritti annuali d'iscrizione, deve assicurare la massima semplificazione dei requisiti richiesti agli operatori e delle procedure amministrative, che devono essere allineati al rispetto degli obblighi comunitari. L’articolo 20 reca interventi di semplificazione a vantaggio dell’attività degli imprenditori agricoli e dei lavoratori impiegati in tale settore. I commi 1, 2 e 3, in armonia con le disposizioni comunitarie in materia e alla relativa giurisprudenza della Corte di Giustizia, esentano dall’obbligo di iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali gli imprenditori agricoli che effettuano direttamente il trasporto di rifiuti pericolosi e non pericolosi di propria produzione. Si prevede, poi, la possibilità di assunzioni collettive di lavoratori da parte di gruppi di imprese facenti capo allo stesso gruppo o riconducibili ad uno stesso proprietario ovvero ad uno stesso nucleo familiare. Infine, viene consentito il conferimento delle funzioni di ufficiale rogante degli atti di competenza dei consorzi di bonifica ai funzionari appartenenti all’area amministrativa dei predetti consorzi, laureati in giurisprudenza. Il comma 4 facilita la tenuta della contabilità degli imprenditori agricoli. La disposizione consente agli imprenditori agricoli obbligati alla tenuta del registro di carico-scarico di delegare la tenuta degli stessi alla cooperativa agricola di cui sono soci. Il comma 5 riduce gli obblighi di informazione connessi all’influenza aviaria per le aziende avicole familiari, prevedendo l’obbligo di registrazione nella banca dati nazionale delle anagrafi zootecniche solo per le aziende avicole a carattere commerciale e quelle a carattere non commerciale con capacità strutturale superiore a 250 capi. L’articolo 21, comma 1, apporta modifiche agli articoli 28 e 30 del decreto legislativo n. 346 del 1990, al fine di semplificare gli adempimenti in materia di dichiarazione di successione. In particolare la modifica all’articolo 28 (comma 1, lettera a ) è diretta ad ampliare le ipotesi di esonero dalla presentazione della dichiarazione, quando l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta e l’attivo ereditario non comprende immobili o diritti reali immobiliari, tenuto conto che l’importo attuale è stato determinato 23 anni fa. Con l’inserimento nell’articolo 30 del comma 3- bis (comma 1, lettera b ), la norma introduce la possibilità per il contribuente di allegare, in luogo dei documenti in originale o in copia autenticata, copie non autenticate unitamente ad una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, di cui all’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000. La previsione semplifica la dichiarazione di successione (ad esempio in presenza di atti di ultima volontà, di bilanci o di inventari), ferma restando la possibilità da parte dell’Ufficio di richiedere, qualora necessario, la documentazione nelle forme previste dal comma 1 dell’articolo 30. Le disposizioni dell’articolo 21, commi 2 e 3, prevedono l’erogazione dei rimborsi da parte dell’agente della riscossione senza che il contribuente debba presentare apposita richiesta degli interessi eventualmente maturati. Pertanto, la disposizione proposta evita ulteriori adempimenti e costi ai contribuenti destinatari dei rimborsi d’imposta. Al riguardo, si evidenzia che la disposizione in esame non determina effetti in termini di gettito, avendo esclusivamente la finalità di evitare ulteriori adempimenti e costi ai contribuenti destinatari dei rimborsi d’imposta. Le disposizioni dell’articolo 22, commi da 1 a 3 intervengono sulla comunicazione dei dati delle lettere di intento che il fornitore deve effettuare (articolo 1, comma 1, lettera c) , del decreto-legge n. 746 del 1983) all’Agenzia delle entrate, ribaltando l’onere in capo all’esportatore abituale nel modo seguente: l'esportatore abituale invia all'Agenzia delle entrate preventivamente i dati contenuti nella lettera d'intento che sarà consegnata al proprio fornitore. L'esportatore abituale, successivamente, consegna al proprio fornitore la lettera d'intento unitamente alla ricevuta di presentazione della medesima all'Agenzia delle entrate. Di conseguenza, viene riformulata la sanzione in capo al fornitore. In pratica: viene eliminato l’obbligo, oggi in capo al fornitore dell’esportatore abituale, di comunicazione dei dati delle dichiarazioni d’intento ricevute; l’onere di comunicazione all’Agenzia delle entrate viene trasferito in capo all’esportatore abituale che fruisce della non imponibilità dell’operazione; l’Agenzia delle entrate rilascia apposita ricevuta con l’indicazione dei dati contenuti nella lettera di intento trasmessa dall’esportatore abituale; l’esportatore abituale consegna al proprio fornitore o prestatore la lettera di intento trasmessa all’Agenzia delle entrate, unitamente alla copia della ricevuta di presentazione della stessa; il fornitore potrà, solo dopo aver ricevuto la lettera d’intento e la relativa ricevuta, effettuare l’operazione senza applicazione dell’imposta; il fornitore o prestatore deve accertarsi di ricevere la dichiarazione, unitamente alla ricevuta, per non incorrere nella sanzione di cui al comma 4- bis dell’articolo 7 del decreto legislativo n. 471 del 1997, riformulata per tener conto della diversa modalità dell’adempimento; il fornitore o prestatore riepiloga nella dichiarazione annuale IVA i dati delle operazioni effettuate senza applicazione dell’IVA nei confronti di singoli esportatori abituali.