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ma i figli non terminano a ventun anni la presenza nella propria casa, non terminano a ventun anni gli studi, se sono impegnati in un corso di laurea che prevede una durata di sei anni. Dopo i ventun anni le famiglie non vengono sgravate da questi grandi costi e da questi impegni; anche a questo bisognava pensare, quando si progettava l'assegno. È vero che siamo di fronte a un provvedimento ponte e a un assegno ponte; però dovremmo ritornare su questi grossi problemi. In definitiva, fatte le puntualizzazioni che ho appena espresso e sicuramente altre considerazioni che a breve riprenderemo, i senatori di Forza Italia esprimeranno il loro voto positivo, con tutte le critiche che ho appena illustrato (e sicuramente ne ho tralasciate molte). (Applausi) . DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi unisco anche io ai ringraziamenti del relatore agli uffici e ai componenti della 11 a Commissione, ma un ringraziamento speciale va a Nadia Pizzol, una senatrice che con tenacia ha difeso un concetto imprescindibile per noi della Lega: prima gli italiani, prima le politiche attive del lavoro e ancor prima lo Stato sociale e non quello globale. Ringrazio quindi la senatrice Pizzol per il suo coraggio e per aver tenuto fede ai nostri imprescindibili ideali: prima gli italiani (Applausi) . Ci tenevo a dirlo in maniera ufficiale e davanti a tutto il Gruppo, perché sei un esempio. Stavo ascoltando alcuni interventi riguardanti il reddito di cittadinanza (ho preso degli appunti al volo) e anche la compressione degli stipendi dei lavoratori italiani, però dobbiamo anche chiederci per quale motivo i lavoratori italiani hanno perso diritti: forse a causa delle privatizzazioni targate Prodi, Bersani, Letta, oppure a causa del jobs act di Matteo Renzi, all'abolizione dell'articolo 18, alla direttiva Bolkenstein e a tantissimi trattati europei che hanno rivisto al ribasso le trattative del contratto collettivo nazionale e delle parti sociali? Io porto sempre l'esempio della famosa società Groundcare, un'azienda dell'aeroporto di Fiumicino, ex ADR trasformata in Groundcare e poi successivamente subappaltata a un'azienda straniera. I contratti dei lavoratori, per essere assunti dalla nuova azienda, sono stati rivisti al ribasso: meno ferie, il buono pasto è stato ridotto e gli stipendi abbassati da 1.200 a 800 euro al mese. Certo poi che arrivano gli stranieri, magari da Paesi dove 800 euro rappresentano uno stipendio serio, e firmano il contratto collettivo visto in questa maniera. Spesso e volentieri i sindacati si trovano davanti a due opzioni: licenziamento o questo tipo di contratto. Allora, prima di fare delle critiche, bisogna fare anche autocritica sul passato di questo Paese governato dal centrosinistra. Qualcuno, infatti, diceva che il Centrosinistra è talmente bravo, ama talmente i poveri che è bravissimo a crearli. Non è una battuta, perché purtroppo abbiamo esempi lampanti in questo senso. Anche Alitalia e Telecom hanno subito questa depressione sociale, desidero chiamarla così. Venendo al provvedimento che ci accingiamo ad approvare, il decreto-legge in esame ha una durata di sei mesi, dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021. La Lega, proprio per andare incontro alle esigenze delle famiglie con figli, lo sostiene con forza, perché la famiglia è una istituzione fondamentale per la tenuta sociale della Nazione. Rafforzare le politiche per tutelare la famiglia è fondamentale; ovviamente parlo della famiglia biologica, non dei modelli sintetici creati in laboratorio o delle teorie fluide per assecondare i capricci di pochi (Applausi) . La famiglia biologica è importante per la sopravvivenza di una Nazione e a causa della crisi economica moltissimi nuclei familiari vivono momenti difficili. Per questo è importante dare delle risposte. Il decreto-legge è un provvedimento ponte, ma anche nel merito l'assegno familiare è un passo importante; tuttavia l'obiettivo finale della Lega è il quoziente familiare e più in generale la flat tax, una tassa piatta che terrebbe conto dei carichi familiari per individuare alcune zone no flat tax. Come ha detto la collega Pizzol, non vogliamo uno strumento puramente assistenziale; pensiamo sia necessaria una riforma fiscale che vorremo realizzare quando il Centrodestra vincerà le elezioni e tornerà a governare da solo l'Italia. Oggi purtroppo l'emergenza sanitaria che ha creato questa crisi impone dei provvedimenti ponte, delle misure urgenti, per questo annuncio il voto favorevole della Lega al provvedimento in esame (Applausi) . RICCIARDI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RICCIARDI (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, siamo chiamati oggi a convertire in legge il decreto-legge 8 giugno 2021, n. 79, che reca misure temporanee e provvisorie in attesa dell'attuazione della disciplina di delega di cui alla legge del 1° aprile 2021 n. 46. È una legge relativa al riordino, semplificazione e potenziamento delle misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'istituzione dell'assegno unico e universale. È una riforma, quella di cui alla legge delega, di fondamentale importanza per tutte le famiglie di questo Paese ed entrerà a regime da gennaio dell'anno prossimo. È un intervento importante perché con il decreto-legge in conversione intendiamo anticipare temporaneamente gli effetti di questa legge; li estendiamo ai nuclei familiari che in ragione dei profili soggettivi non rientrano nell'ambito di applicazione dell'assegno per il nucleo familiare che è vigente oggi. Parliamo di un passo in avanti per tutte le politiche di welfare di questo Paese, che avvicina l'Italia all'Europa e che per la prima volta estende gli aiuti previsti per i lavoratori dipendenti con i figli per i quali il provvedimento in questione interviene, prevedendo una maggiorazione per ciascun figlio, anche a categorie che fino ad oggi sono rimaste escluse come ad esempio i lavoratori autonomi. Grazie al lavoro nelle Commissioni di merito, sono state infatti apportate delle modifiche migliorative al testo che è stato licenziato dal Governo e che oggi è all'esame dell'Assemblea; mi riferisco in particolare alla Commissione lavoro del Senato, che ha esaminato l'assegno temporaneo in vigore dal 1° luglio al 31 dicembre e che da gennaio 2022 entrerà a regime, quando entrerà a regime la riforma e lascerà quindi il posto all'assegno unico universale, come voluto dal Governo Conte II, dal MoVimento 5 Stelle e dall'ex ministra Nunzia Catalfo. Una tra tutte è quella modifica che punta a promuovere l'effettiva parità tra i generi, stabilendo che l'assegno temporaneo venga corrisposto dall'INPS e ripartito in misura pari tra i genitori, ad eccezione di alcuni casi particolari espressamente citati dalla norma.