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Per quanto riguarda le proposte relative agli interventi nelle zone colpite dagli eventi sismici negli ultimi anni, il senatore Ferrazzi sottolinea come tali proposte siano volte, in primo luogo, ad intervenire sulla problematiche della copertura delle piante organiche, l'insufficienza delle quali rappresenta ovviamente un ostacolo di enorme rilievo nella funzionalità degli enti locali, come è stato fatto presente anche nel corso delle audizioni. Altre proposte contengono poi interventi di semplificazione amministrativa, nonché la proroga dello stato di emergenza per quanto riguarda il sisma in Emilia-Romagna del 2012. Infine altre proposte sono volte a consentire la proroga nel funzionamento di Radio radicale. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ), dopo aver ricordato che gli aspetti di maggiore criticità del decreto-legge sono stati già da lei evidenziati in sede di discussione generale, illustra le principali proposte emendative presentate, partendo da alcuni emendamenti riguardanti il rapporto tra la progettazione e l'esecuzione dei lavori pubblici e finalizzati ad attribuire maggiore importanza alla progettualità indipendente, nonché alla soppressione delle norme intervenute a ripristinare l'appalto integrato. Si sofferma poi in particolare sulla proposta emendativa 1.60, diretta a sopprimere l'affidamento di concessioni agli affidatari di incarichi di progettazione. Per quanto concerne in particolare le procedure per gli affidamenti di appalti sotto soglia, illustra tra gli altri l'emendamento 1.194, che sopprime l'utilizzo del criterio del minor prezzo come regola generale di aggiudicazione in tale tipo di contratti: sul punto sottolinea come il decreto-legge segni il ritorno a vecchie tipologie di intervento che, all'atto pratico, si sono dimostrate inadeguate e che, pertanto, con alcuni emendamenti del proprio Gruppo si intendono migliorare. Si sofferma quindi sugli emendamenti 1.118 - che sopprime la previsione che amplia l'ambito di applicazione della procedura negoziata per i lavori fino a 200.000 euro e che riduce a tre il numero di operatori economici da consultare - e 1.150, che prevede la procedura aperta per i lavori di importo superiore a 100.000 euro. Altra disposizione a cui ritiene necessario apportare modifiche è la previsione che consente il subappalto anche qualora l'affidatario dello stesso abbia partecipato senza vincere alla procedura dell'affidamento dell'appalto, norma che presenta un evidente carattere distorsivo della concorrenza e che incentiva pratiche di scarsa trasparenza. In materia di subappalto, pur tenendo presente la sussistenza di una procedura di infrazione europea, ritiene tuttavia che prevedere un ampliamento del ricorso a tale pratica presenti aspetti problematici, per i quali sarebbe opportuno da parte del Governo anche condurre una battaglia in ambito europeo. Per quanto concerne gli appalti sopra soglia, ritiene che la previsione del decreto-legge di eliminare il tetto del 30 per cento per il punteggio economico nell'ambito dell'offerta economicamente più vantaggiosa sia sostanzialmente sbagliata, mentre andrebbe prestata maggiore attenzione alla qualità delle opere da realizzare, anche prevedendo forme di premialità per una migliore progettazione. In merito all'articolo 4, che prevede un ricorso generalizzato alla figura del commissario straordinario per la realizzazione di interventi infrastrutturali, ne propone prioritariamente la soppressione; ulteriori proposte emendative sono altresì dirette a ridurre l'impatto negativo della norma, prevedendo tra l'altro che il Governo debba indicare preventivamente l'elenco delle infrastrutture ritenute prioritarie. Propone altresì la soppressione dell'articolo 5, in materia di rigenerazione urbana e consumo del suolo, di cui sottolinea i molteplici aspetti negativi ed in particolare la creazione di difformità nelle normative regionali in una materia che andrebbe disciplinata a livello nazionale. Ritiene peraltro che la soppressione di tale norma sia preferibile, anche alla luce dei lavori che le Commissioni agricoltura e ambiente del Senato stanno svolgendo su questa materia in modo sicuramente più approfondito rispetto all'intervento frettoloso del Governo. Il senatore PEROSINO ( FI-BP ) ripercorre il contenuto del provvedimento in esame, formulando una serie di osservazioni da intendersi non tanto come posizioni di parte quanto come suggerimenti tecnici relativi a una materia estremamente complessa, derivanti dall'esperienza amministrativa. In primo luogo, osserva che il termine di 180 giorni per l'adozione del regolamento unico è troppo lungo e dovrebbe essere accorciato. Con riferimento alla previsione dell'estensione dell'anticipazione del prezzo dal settore dei lavori anche a quello dei servizi e delle forniture, osserva che in realtà tale istituto non sempre ha avuto esiti positivi e che sarebbe meglio garantire invece celerità nel pagamento degli stati avanzamento lavori. In merito alle modifiche apportate dal decreto-legge alla disciplina dei contratti sotto soglia, potrebbe essere valutata l'opportunità di prevedere una soglia intermedia tra i 200.000 euro e un milione. L'obbligo di motivazione per le stazioni appaltanti che vogliano aggiudicare contratti sotto soglia ricorrendo al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa è condivisibile, in quanto, a seconda del tipo di lavori, l'offerta economicamente più vantaggiosa può essere il criterio più utile per raggiungere gli scopi. Con riferimento all'incentivo del 2 per cento, osserva che potrebbe essere individuata una soglia di importo oltre la quale la percentuale potrebbe decrescere. Le misure in materia di rigenerazione urbana previste dal decreto-legge dovrebbero essere rafforzate. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) ribadisce la sua valutazione complessivamente negativa sul provvedimento in esame, riferendo che anche il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione ha dichiarato che esso contiene poche cose positive e molte negative e che potrebbe determinare un abbassamento della tenuta in termini di trasparenza e di legalità. Sorprendono dunque le parole del ministro Toninelli, secondo il quale l'allentamento dei vincoli sarebbe controbilanciato dall'approvazione della cosiddetta legge "spazzacorrotti", in quanto non si può demandare la lotta all'illegalità alle sole misure punitive, senza agire in termini di prevenzione del fenomeno. Segnala l'avvenuta presentazione da parte del gruppo del Partito democratico di emendamenti sulle funzioni dell'ANAC e sulla materia delle soglie e si sofferma sulla questione dell'appalto integrato. La possibilità di bandire gare di appalto integrato fuori dai limiti oggi previsti dall'articolo 59 del codice dei contratti pubblici fino al 31 dicembre 2020 è ipocrita e dannosa. Sotto il primo profilo, è ovvio che tale termine verrà in un secondo momento prorogato o eliminato, con la conseguenza che la deroga temporanea diverrà definitiva. In secondo luogo, tale previsione contrasta con il principio della centralità del progetto, reintroducendo nell'ordinamento elementi negativi in termini di qualità della progettazione e di contenimento dei costi, delle varianti e dei tempi. Per tali motivi, egli ha presentato due emendamenti: un emendamento soppressivo e un emendamento di mediazione, che circoscrive la possibilità di appalto integrato non per le opere i cui progetti definitivi siano approvati entro il 31 dicembre 2020, ma solo per quelli il cui progetto definitivo sia stato approvato entro la data di entrata in vigore del decreto-legge in esame.