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un paradosso, se ci pensate, in tempo di green deal, di decarbonizzazione, di transizione ecologica, in cui l'obiettivo dovrebbe essere quello di ridurre l'inquinamento e le emissioni di anidride carbonica per conto della mobilità leggera e di quella pesante. Si andava esattamente nel verso opposto. Come Lega siamo felici che la nostra proposta abbia attivato riflessioni all'interno del MIMS, che ha fatto una retromarcia, e discussioni con noi proponenti della Lega e con gli operatori del settore. Alla fine siamo felici che sia stata approvata questa soluzione positiva, che in sostanza ripristina la normativa previgente. Da quattro mesi abbiamo ottenuto qualcosa in più, cioè che il MIMS emani il decreto per adottare nuove linee guida previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici e previa intesa con la Conferenza unificata, dunque con le Regioni. Noi della Lega siamo orgogliosi di essere intervenuti, passando ancora una volta dalle parole ai fatti, come sempre afferma Matteo Salvini, nell'interesse di migliaia di imprese, di famiglie e soprattutto per lo sviluppo del Paese. Concludo sottolineando come questo straordinario risultato, dove vince il sistema Paese, è frutto di un grande lavoro di squadra della Lega, non solo di coloro che hanno firmato l'emendamento, ma anche e soprattutto dei nostri colleghi leghisti che l'hanno strenuamente difeso prima in Commissione bilancio e poi nelle Commissioni riunite finanze e lavoro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, in premessa vorrei rivolgere un ringraziamento ai componenti della Commissione finanze e, se mi è consentito, innanzitutto ai componenti di Forza Italia all'interno della Commissione. Ho visto che hanno lavorato con un approccio davvero di grande sacrificio, addirittura con sedute notturne; cosa che, a mio giudizio, bisognerebbe in qualche misura evitare per il futuro, anche se mi rendo conto che forse è questa l'immagine giusta che il Parlamento deve dare agli italiani, soprattutto a quelli che hanno sofferto di più in questo periodo; l'immagine cioè di coloro che sono qui a preoccuparsi per loro. Ringrazio in modo particolare la nostra vicepresidente della Commissione finanze senatrice Toffanin; per il mio Gruppo il decreto fiscale è esattamente il tema dei temi. Forza Italia da sempre, sostanzialmente da quando esiste, si è occupata proprio del tema che concerne la riduzione della pressione fiscale, il minor appesantimento possibile del carico tributario nei confronti delle persone fisiche e delle aziende. Siamo infatti sempre stati assolutamente convinti che bisogna spogliare di lacci e lacciuoli, non appesantire i nostri liberi professionisti, i nostri lavoratori autonomi, anche i lavoratori dipendenti e soprattutto le nostre aziende. Ci sono aziende che lavorano per i primi otto mesi dell'anno solo per lo Stato e soltanto nei restanti quattro mesi possono lavorare per loro stessi. Questo è ormai divenuto assolutamente un peso ingiusto che non fa andare avanti il Paese. Il decreto fiscale al nostro esame interviene in un momento assolutamente patologico della vita del Paese; la pandemia ci ha veramente messo in condizioni terrificanti. In particolare alcune aziende e, in modo particolare, i loro dipendenti hanno sofferto più di altri la pandemia. È la ragione per la quale i nostri esponenti di Forza Italia hanno chiesto e più volte ribadito il differimento del pagamento. Abbiamo ottenuto soltanto un differimento di nove giorni sulla scadenza del 30 novembre, arrivando al 9 dicembre che rispetto allo spostamento all'anno 2022, come in effetti Forza Italia aveva chiesto, è troppo poco. È però evidente che uno sforzo va fatto. Credo che anche le altre forze di maggioranza siano consapevoli che tutto ciò che riguarda il peso tributario di fisco agli italiani deve essere tenuto in primaria considerazione rispetto al resto. Forza Italia si sta battendo anche per l'eliminazione e l'abrogazione dell'IRAP, una tassa ingiusta. Ci siamo occupati di tali questioni nel decreto fiscale, ma ce ne occuperemo ancor di più nella legge di bilancio. Queste sono le nostre impronte digitali, questo è quello che noi vogliamo far sapere agli italiani. Vogliamo che loro paghino meno tasse possibili in questo periodo e che il differimento in avanti delle cartelle esattoriali sia una questione evidente. Prima di concludere, esprimo parziale soddisfazione per un mio emendamento, sottoscritto anche dalla collega Toffanin, dai colleghi Mallegni e Floris, sulle misure urgenti per il parziale ristoro delle associazioni sportive, dilettantistiche e professionistiche. C'è un enorme settore, quasi invisibile, del mondo dello sport, che è quello dilettantistico, degli sport che non vanno continuamente in TV, degli atleti e degli sportivi non così famosi al grande pubblico, che però rappresentano il 90 per cento del mondo sportivo nazionale. Ebbene, costoro nel periodo del Covid non hanno avuto pubblico o incassi, non hanno avuto la possibilità anche solo parzialmente di ristorare le proprie casse. Si chiedeva sostanzialmente il rinvio di tutti i tributi di quest'anno all'anno a venire; lo chiedevamo per tutto, ma è stato ottenuto solo parzialmente. Noi siamo parzialmente soddisfatti, perché è evidente che il mondo della politica e delle istituzioni deve essere vicino alle società, in particolare quelle dilettantistiche, che sono una parte sostanziale e fondamentale della società italiana. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zuliani. Ne ha facoltà. ZULIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, saluto i colleghi senatori e senatrici, ma soprattutto senatrici. Ci apprestiamo a convertire il cosiddetto decreto fiscale, strettamente collegato alla manovra finanziaria. Ieri notte in Commissioni riunite, dove era presente il sottosegretario Accoto, abbiamo discusso e votato molte proposte avanzate dai vari Gruppi politici: alcune sono passate, altre no e altre ancora - importanti - sono state rinviate alla prossima legge di bilancio o a futuri provvedimenti. Le varie misure hanno un contenuto propositivo e richiedono una copertura finanziaria. In questa legislatura abbiamo votato varie leggi di bilancio. Desidero soffermarmi su un argomento per me importantissimo e che mi ero ripromesso di riproporre in ogni mio intervento qualora non fosse stato portato avanti. Ha poco senso adottare leggi se poi mancano i decreti attuativi. Ricordo che nel Governo giallo-verde (in cui era presente, nel ruolo di senatrice, la sottosegretario Accoto), con la condivisione di Lega, MoVimento 5 Stelle e tutti gli altri Gruppi politici, proponemmo una misura, confluita nel maxi-emendamento al disegno di legge di bilancio, che prevedeva l'obbligo dell'esposizione del numero antiviolenza 1522. (Applausi) . Allora un semplicissimo decreto attuativo - sono contento che oggi sia una donna a presiedere i lavori dell'Assemblea - doveva definire una tipologia di cartello indicante il numero 1522 ed eventualmente le lingue di comunicazione e quant'altro (dimensioni, colore, eccetera).