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Le tipicità, in quanto forma di espressione della cultura di un territorio, influenzano lo sviluppo sociale ed economico delle aree rurali, con benefici quali l'aumento dei redditi delle imprese agricole, l'affermarsi di una occupazione qualificata, una maggiore vivacità sociale, la rigenerazione, attraverso la valorizzazione e conservazione, delle attività tradizionali e lo sviluppo del turismo enogastronomico. È utile sottolineare come, negli ultimi anni, l'enogastronomia abbia assunto un ruolo centrale anche nelle aspettative e nelle motivazioni stesse dei viaggiatori, fintanto da immaginare un processo di "patrimonializzazione" degli alimenti e delle specialità culinarie locali, da considerare vere e proprie attrazioni turistiche capaci di muovere una particolare categoria di viaggiatori. In questo modo, la piccola produzione locale diviene punto d'unione tra il visitatore, sempre più desideroso di alimenti genuini, e il territorio con le sue autenticità e specificità di cui il prodotto diventa ambasciatore. In tale contesto, diventa fondamentale attivare sinergie e relazioni con il sistema economico locale, per esempio con la ristorazione, l'artigianato e il commercio, in modo da consolidare i tradizionali rapporti economici in maniera attiva, rafforzando l'immagine del contesto locale presso consumatori e visitatori, e fungendo così da strumento effettivo di promozione territoriale. Con il disegno di legge che a breve voteremo, gli imprenditori agricoli, apistici e ittici saranno incentivati nel promuovere, valorizzare, trasformare e vendere i loro prodotti. Per tali motivi, signor Presidente, dichiaro il voto favorevole da parte del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 25 settembre 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 25 settembre, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 19,19) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1460 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo ed i relativi emendamenti, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo sul testo. In relazione agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 1.0.100. Esprime parere non ostativo su tutti i restanti emendamenti. Integrazione alla relazione orale del senatore Bergesio sul disegno di legge n. 728 Il disegno di legge si compone di quattordici articoli. L'articolo 1 individua le finalità e i princìpi ai quali si ispira la legge. Fatta salva la facoltà per gli imprenditori di svolgere la vendita diretta ai sensi delle norme già vigenti, si intende favorire la promozione e valorizzazione della produzione, trasformazione e vendita da parte degli imprenditori agricoli e ittici di piccoli quantitativi di prodotti alimentari primari e trasformati, di origine animale o vegetale, che rispettino i princìpi di salubrità, marginalità (o limitata produzione), localizzazione, limitatezza e specificità. Il comma 2 fornisce la definizione puntuale dei prodotti che rientrano nelle «piccole produzioni locali - PPL». Il comma 3 precisa che, ferme restando le deroghe previste dalle disposizioni europee per alcune tipologie di carni, i prodotti ottenuti da carni di animali dell'azienda agricola devono derivare da animali regolarmente macellati in un macello riconosciuto della zona. L'articolo 2 stabilisce che le disposizioni contenute nella legge si applicano agli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile e agli imprenditori ittici di cui all'articolo 4 del decreto legislativo n. 4 del 2012, titolari di un'azienda agricola o ittica, che lavorano e vendono prodotti provenienti dall'azienda stessa. Purché dotati dei necessari requisiti, le norme si applicano anche agli istituti tecnici e professionali a indirizzo agrario e alberghiero-ristorativo che, nello svolgimento della propria attività didattica, producono o trasformano piccole quantità di prodotti primari e trasformati. Il comma 2 prevede che gli imprenditori agricoli, nell'ambito dell'attività di agriturismo, possono avvalersi di prodotti PPL anche di altre aziende agricole della stessa Provincia o delle Province contermini purché ottenute in conformità con le disposizioni della legge. Il comma 3 include nelle PPL anche i prodotti dell'apicoltura, precisando che essa non è correlata necessariamente alla gestione di un terreno. Il comma 4 ribadisce la facoltà di vendere direttamente i prodotti PPL ai sensi delle norme vigenti. L'articolo 3 prevede, al comma 1, che in etichetta deve essere indicata, in maniera chiara e leggibile, la dicitura «PPL - piccole produzioni locali», seguita dal Comune o dalla Provincia di produzione e dal numero di registrazione dell'attività, rilasciato dall'autorità sanitaria locale a seguito di sopralluogo preventivo svolto in azienda, secondo le modalità individuate con il decreto di cui all'articolo 11. Il comma 2 fa salve le vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di indicazione obbligatoria della sede e dell'indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento, nonché in materia di etichettatura dei prodotti agricoli, alimentari e di bevande a regime cosiddetto speciale (denominazione di origine protetta, indicazione geografica protetta e specialità tradizionale, vini e prodotti vitivinicoli, prodotti vitivinicoli aromatizzati, prodotti biologici e bevande spiritose). L'articolo 4 istituisce, con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, un marchio PPL, nel rispetto delle prescrizioni e delle indicazioni previste dal decreto di cui all'articolo 11 (comma 1). Anche in tal caso sono fatte salve le vigenti disposizioni in materia di marchi e loghi dei prodotti agricoli, alimentari e delle bevande a regime speciale (comma 2). La licenza d'uso del marchio (comma 3) è concessa a titolo gratuito, su domanda dell'interessato, dalle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano. Il marchio (comma 4) può essere utilizzato soltanto con riferimento ai prodotti alimentari appartenenti ai PPL e può essere utilizzato sia da solo che affiancato ad altri marchi già autorizzati. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano possono includere tra i prodotti a marchio PPL, o assimilare a tali prodotti, altri prodotti agroalimentari identificati da marchi già autorizzati, qualora sussistano i necessari requisiti (comma 5).