[pronunce]

In vista di ciò, il comma 2 della predetta disposizione stabilisce che la copertura di posti vacanti, alla data del 28 febbraio 1997, nelle qualifiche funzionali quarta e quinta del ruolo delle cancellerie e segreterie giudiziarie, rispettivamente profilo professionale di dattilografo e di operatore amministrativo, avvenga, sia pure in parte, attraverso concorsi, per soli titoli, riservati al personale di cui trattasi. Quanto ai requisiti di accesso, la norma oggetto di censura, e cioè il comma 3 del medesimo articolo, dispone che, per partecipare ai concorsi, "occorre aver prestato servizio con un rapporto a tempo determinato nella qualifica funzionale per la quale si intende concorrere". 3. - Il rimettente, pur avvertendo che il servizio espletato in ambedue i profili professionali, quello di dattilografo e quello di stenodattilografo, "costituisce un indice di professionalità di pari rilevanza rispetto alle mansioni da svolgere nei posti messi a concorso", ritiene, tuttavia, che "il senso letterale e logico" della norma non consenta di dare ad essa una portata atta a ricomprendere, fra i suoi destinatari, anche gli stenodattilografi, appartenenti, secondo le tabelle di individuazione dei profili professionali di cui al d.P.R. 29 dicembre 1984, n. 1219, alla quinta qualifica funzionale. Senonché, detta conclusione, fondata più sull'argomento lessicale che non su quello logico, non può essere condivisa, ben prestandosi la disposizione ad essere intesa nel senso che il servizio prestato quali dattilografi di quarta qualifica rappresenti un requisito minimo, tale da non precludere la partecipazione al concorso anche degli stenodattilografi, appartenenti alla quinta qualifica funzionale. Una tale lettura della norma, conforme, del resto, a quello che consta essere l'orientamento espresso, in subiecta materia dallo stesso Consiglio di Stato in sede consultiva, mentre impedisce l'effetto paradossale ed illogico segnalato dall'ordinanza, e cioè quello di escludere dal concorso proprio coloro che hanno disimpegnato mansioni certamente non dissimili, e semmai più articolate e complesse dei dattilografi, con acquisizione di una più compiuta esperienza professionale, evita, altresì, che la norma stessa venga in conflitto con gli evocati parametri costituzionali. Avvalora l'interpretazione sopra prospettata l'orientamento di favore manifestato dallo stesso legislatore verso una definitiva sistemazione del personale precario, tanto che la disposizione censurata, mentre in un primo momento aveva previsto, quale requisito di accesso al concorso, quello di aver prestato servizio nel profilo professionale nel quale si intendeva concorrere, è stata riformulata dall'art. 2 della legge 2 ottobre 1997, n. 333, con estensione della sua portata sino a ricomprendere, invece, fra i destinatari, tutti coloro che hanno prestato servizio nella "qualifica funzionale" cui si riferiscono i posti messi a concorso. Resta da aggiungere, secondo un criterio già altre volte enunciato da questa Corte, che eventuali residue incertezze di lettura sono destinate a dissolversi una volta che si sia adottato, quale canone ermeneutico preminente, il principio di supremazia costituzionale che impone all'interprete di optare, tra più soluzioni astrattamente possibili, per quella che renda la disposizione conforme a Costituzione (v., di recente, sentenza n. 113 del 2000).. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi, dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 3, della legge 22 luglio 1997, n. 276 (Disposizioni per la definizione del contenzioso civile pendente: nomina di giudici onorari aggregati e istituzione delle sezioni stralcio nei tribunali ordinari), come modificato dall'art. 2 della legge 2 ottobre 1997, n. 333, sollevata, dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Vari Il cancelliere: Fruscella Depositata in cancelleria il 27 luglio 2001. Il cancelliere: Fruscella