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Se, infatti, uno lo avesse fatto, apparirebbe immediatamente non necessario, urgente e straordinario il provvedimento al nostro esame. Partiamo dal primo requisito che dovrebbe avere un decreto-legge, ovvero - è la giurisprudenza della Corte che lo dice - il criterio della omogeneità. Non sto a ripetere quanto hanno detto i nostri colleghi prima. Se uno legge il titolo, vede che l'omogeneità c'entra come i cavoli a merenda rispetto ai contenuti di questo provvedimento e giustamente il Presidente del Senato l'ha assegnato alla 1 a e alla 2 a Commissione. Altrettanto giustamente il Presidente della 2 a commissione ha chiesto che venisse assegnato anche alla propria Commissione per l'esame in sede riunita. (Applausi) . C'è stata una grossa polemica da parte della maggioranza rispetto a queste decisioni. La polemica è proseguita anche in Commissione, dove si è arrivati ad accusare il presidente Ostellari di aver mentito rispetto alle decisioni assunte. Qualcuno ha parlato di un falso in atto pubblico nel verbale della 2 a Commissione. Ringrazio la senatrice Evangelista, che è intervenuta dicendo che il verbale era corretto e che il comportamento tenuto dal presidente Ostellari era assolutamente rispettoso di quello che era accaduto in Commissione. (Applausi) . Ogni tanto, quindi, ci vuole qualche mea culpa , perché magari qualche bue potrebbe evitare di dare del cornuto all'asino. È tanto più evidente la necessità dell'esame congiunto, andando a vedere le materie trattate ai vari articoli: sei parlano di immigrazione, otto di sanzioni e della parte della giustizia. Non è che si ragioni un tanto al chilo, è vero, ma è assolutamente evidente che c'era la necessità dell'esame congiunto. Oltre a questo, vorrei ricordare a chi se lo è dimenticato che questo decreto modifica, nella parte prevalente, il decreto-legge Salvini 2. Nell'esame alla Camera dei deputati il presidente Fico ha assegnato il provvedimento alla I e alla II Commissione e nessuno ha detto niente. (Applausi) . Non è che, quando l'operazione viene fatta alla Camera dei deputati, è l'operazione di Fico e, quando viene fatta al Senato invece - non dico una parolaccia - è un'altra cosa, che ricorda il nome del Presidente della Camera. È la cosa più giusta, punto e basta. Tra l'altro, il motivo per cui si va a fare questo decreto-legge è la lettera dell'anno scorso in cui il Presidente della Repubblica ci avvertiva che il primo requisito è l'omogeneità, e poi - e qui si rasenta il ridicolo - gli mandiamo un decreto del genere. I tre rilievi che fa riguardano gli aspetti sanzionatori e quindi il capitolo della giustizia. È il caso di citarli: parla delle sanzioni amministrative per il divieto di ingresso delle navi, del rispetto dei vincoli internazionali e della norma relativa all'oltraggio a pubblico ufficiale. Tutto il resto che ci avete messo dentro non c'entra assolutamente niente. (Applausi) . Se qualcuno poi volesse andarselo a rileggere, l'articolo 77 della Costituzione prevede che il Governo adotti provvedimenti provvisori con forza di legge in casi straordinari di necessità e di urgenza. Ebbene, partiamo dall'urgenza: il Consiglio dei ministri approva il provvedimento il 6 ottobre ma, questo viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 21 ed entra in vigore il 22, sedici giorni dopo. Dov'era finito quel decreto-legge? Lo hanno tenuto nel cassetto per il salvo intese, per cui litigano su tutto, oppure addirittura qualcuno ci ha pensato sedici giorni prima di firmarlo e mandarlo alle Camere? (Applausi) . Sedici giorni per un'urgenza? A me sembra molto discutibile. Non solo, ma il giorno dopo la nascita del Governo Conte 2, nell'agosto 2019, nelle dichiarazioni degli esponenti della sinistra, dal primo giorno e tutti i giorni, la prima cosa necessaria e urgente da fare per il Paese era abolire i decreti-legge Salvini. Qualcuno può pensarla in quella maniera, peccato che fossimo nell'agosto 2019 e oggi siamo al dicembre 2020. Dopo tredici mesi avete stabilito che era necessario e urgente? Non ci siamo. Se si ha un ritardo non dico mentale, ma legislativo del genere, la vedo male. Passiamo all'altro requisito, la necessità. Era necessario intervenire, perché bisogna contenere l'ingresso degli irregolari. Andiamo allora a vedere la sostanza, cioè i numeri. Come il senatore Candiani mi insegna, perché era Sottosegretario all'epoca, nel periodo del Governo Gentiloni, quando già c'era Minniti e li aveva ridotti, nel 2018, c'erano 23.000 casi. Con il Governo Conte I, con Salvini Ministro, i casi sono stati 11.000; con il Governo Conte II, con il ministro Lamorgese, i casi sono oltre 33.000. Stringiamo. Con Salvini si erano dimezzati; con il ministro Lamorgese si sono triplicati. Qualcuno, in Commissione, ha anche detto che non basta guardare solo i numeri, ma che c'è anche l'aspetto umanitario. L'aspetto umanitario è che, nel periodo in cui Salvini era Ministro, i morti e i dispersi si erano dimezzati. (Applausi) . I numeri, cari colleghi, non valgono solo in termini di persone che arrivano. Purtroppo, c'è anche un onere economico da dover sostenere. Periodo del Governo Gentiloni: 2,2 miliardi. I fondi già erano stati dimezzati, rispetto ai 5 miliardi che spendeva Renzi. Periodo del Governo Conte, con Salvini ministro: 500 milioni. Tengo per buoni i 2,2 e non i 5 miliardi. Mi chiedo: con quegli 1,7 miliardi in più, che avevate speso e che sono stati risparmiati con Salvini, quanti respiratori, quanti ospedali Covid-19, quanti letti di terapia intensiva in più si sarebbero potuti realizzare? Concludo con l'ultimo requisito, citato anche dal collega Balboni: la straordinarietà. Dev'esserci un caso straordinario. Ora, faccio una foto dei giorni in cui è stato emanato il provvedimento. Sono andato infatti a leggere i dati del 23 ottobre: nell'ultima settimana di quel mese, eravamo già arrivati a 20.000 nuovi casi e a 2.000 morti. La foto di oggi, nel momento in cui convertiamo il provvedimento (o, meglio, tenterete di convertirlo), rivela che l'Italia ha il numero massimo di morti rispetto a tutta Europa. A livello mondiale, abbiamo superato il numero totale dei morti della seconda guerra mondiale. C'è la seconda ondata e forse stiamo assistendo a una sua recidiva oppure a una terza ondata e la cosa più urgente da fare è aprire i porti, rendere più facile l'acquisizione del permesso di soggiorno e la conversione in un permesso di lavoro (che dev'essere dato anche a chi non ha lavoro). Abbiamo quindi visto aprire i porti e farlo sapere anche dall'altro lato del Mediterraneo, per poi vederli arrivare dalla Tunisia, ammassati, come si sono visti nei telegiornali, senza fare il tampone, favorendo così la possibile diffusione del contagio tra di loro, e lasciati liberi di scappare in giro senza che nessuno li avesse controllati. E quel che è ancora peggio: