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Bonino, sostenuta da 9 parlamentari di Leu, Aut, Pd e Misto, 157 (testo 2) di FdI e 162 (testo 2) di FI), ad eccezione di quella del M5S, respinta (con la quale si chiedeva una pronuncia del Parlamento per la cessazione delle attività relative al progetto per la realizzazione e la gestione della sezione transfrontaliera del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione, nonché per una diversa allocazione delle risorse stanziate per il finanziamento della linea affinché siano successivamente destinate a opere pubbliche alternative, maggiormente utili e urgenti, sul territorio italiano), e di quella del gruppo LEU, preclusa; lunedì 23 settembre 2019, a La Praz si è svolta la cerimonia ufficiale per il completamento del primo tratto di 9 chilometri della galleria sud del tunnel di base di 57,5 chilometri, da parte della fresa "Federica", una delle 8 frese per la continuazione dello scavo del tunnel , impegna il Governo a proseguire il percorso intrapreso dal nostro Paese, dando piena attuazione all'accordo ratificato dal Parlamento italiano (legge n. 1 del 2017) e confermando la valenza strategica della realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino- Lione in termini economici ed occupazionali. Interrogazioni Atto n. 3-01140 GALLONE Al Ministro della giustizia Premesso che: da tempo il tribunale di Bergamo registra una notevole carenza di organico, con il rischio di pesanti ricadute in termini di gestione del lavoro; l'organico del personale risulta appena sufficiente a far fronte, non senza difficoltà, al normale svolgimento dell'attività giurisdizionale; lo stesso presidente del tribunale, dottor Cesare de Sapia, ha evidenziato il preoccupante stato di sofferenza del tribunale, confermato dai dati preoccupanti aggiornati il 17 settembre 2019 e dai quali rileva una carenza media di personale pari al 42,55 per cento riferito ai singoli profili professionali; in particolare, i dati registrano una scopertura del 50 per cento sui direttori amministrativi, del 63,51 per cento sui funzionari giudiziari (ne risultano in servizio appena 14 su 30 in pianta organica, 2 dei quali applicati fuori provincia e uno che andrà in pensione dal 2020), del 43,48 per cento sui cancellieri, del 25,15 per cento sugli assistenti giudiziari e percentuali più elevate riferite ai ruoli diversi come gli operatori giudiziari; per quanto riguarda i funzionari, da pochi giorni è stato chiuso un concorso per tale profilo; l'altro dato preoccupante è quello relativo ai magistrati che dovrebbero essere 53, compresi i 5 aggiunti alla pianta organica a seguito dell'assorbimento delle sedi distaccate di Treviglio e Clusone, ma in realtà ne sono in servizio solo 43; anche l'ufficio del giudice per le indagini preliminari e giudice dell'udienza preliminare, nevralgico per il funzionamento del settore penale, registra una preoccupante carenza posto che i giudici per le indagini preliminari in servizio sono attualmente 8 (7 dai prossimi giorni, a seguito del trasferimento del giudice dottoressa Senesi alla Corte di appello di Brescia); riguardo al giudice di pace, l'unico funzionario in pianta organica è assegnato ad altra sede; nell'attuale situazione di progressivo ed avanzato depauperamento dell'organico, diverrà impossibile fronteggiare tempestivamente anche il nuovo afflusso di richieste di provvedimenti; senza l'immissione in organico di nuovi giudici, sarà inevitabile la conseguenza che nell'immediato futuro i tempi di trattazione e definizione dei procedimenti diventino sempre più lunghi, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda attuare al fine di recepire le istanze per sanare le gravi carenze del tribunale di Bergamo, indicando i tempi per la loro realizzazione, al fine di rendere gli organici consoni alla mole e alla qualità di lavoro del tribunale. Atto n. 3-01141 GRASSO Ai Ministri della salute, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dell'interno Premesso che: i fitofarmaci sono prodotti che possono essere usati in agricoltura per proteggere le piante da possibili attacchi di microrganismi patogeni o per influenzare le caratteristiche di resistenza e commerciabilità; sono illegali i fitofarmaci non autorizzati dal Ministero della salute, in quanto non se ne conoscono gli effetti sulla salute dei consumatori e dei lavoratori; l'impiego di fitofarmaci illegali in agricoltura è sempre più frequente. Le sostanze illegali vengono usate dai produttori, con fini commerciali, principalmente allo scopo di anticipare le stagionature per arrivare primi sul mercato, per rendere frutti e ortaggi esteticamente più belli e presentabili, nonché per essere più duraturi e resistenti nel trasporto; l'impiego di queste sostanze illegali crea un grave danno alle aziende agricole che non ne fanno uso, di fatto generando una concorrenza sleale nel mercato agroalimentare; il danno più grande derivante dall'utilizzo di fitofarmaci illegali è quello alla salute dei consumatori finali e dei lavoratori che li adoperano, nonché sull'ambiente, visto l'impatto nocivo delle sostanze che si disperdono durante il loro utilizzo; considerato che: il settore del commercio illegale di farmaci fitosanitari costituisce un vero e proprio business per le agromafie; fin dagli anni '90 il comparto agroalimentare è stato soggetto a condizionamenti e penetrazioni da parte delle mafie. Le associazioni criminali dominano la filiera agroalimentare attraverso una complessa governance multilivello che va dal piccolo agricoltore alle grandi catene di supermercati. Le mafie mediante i loro condizionamenti riescono persino ad imporre prezzi e determinare la buona o cattiva sorte sul mercato dei prodotti. Questo settore del mercato rappresenta dunque un business redditizio anche per la criminalità organizzata; secondo i risultati riportati dall'Istituto Eurispes nel 6° rapporto sulle agromafie, il volume d'affari complessivo annuale delle agromafie è salito a 24,5 miliardi di euro, con una crescita del 12,4 per cento rispetto all'anno precedente; nel 2018 le notizie di reato sono aumentate del 58 per cento, mentre secondo l'Osce, un pesticida su quattro è contraffatto; come evidenziato anche dalle ricerche del giornalista e sociologo Marco Omizzolo e del giornalista Angelo Mastrandrea, nel territorio laziale dell'Agro Pontino sembra che il fenomeno di imprenditori che si rivolgono al mercato clandestino per comprare sostanze illegali sia particolarmente notevole. Il Nucleo anti sofostificazioni dei Carabinieri di Latina rende noti i numeri dei sequestri negli ultimi due anni: 12.631 confezioni nel 2018 e 2.095 nei primi sei mesi del 2019; l'impatto ambientale e sulla salute di queste sostanze, incrociato con i numeri in notevole aumento, desta perplessità e preoccupazione, si chiede di sapere: quali azioni, alla luce di quanto esposto, i Ministri in indirizzo intendano adottare per contrastare il fenomeno dei fitosanitari illegali; se siano a conoscenza dell'aumento di queste pratiche illegali soprattutto nel territorio dell'Agro Pontino; se non ritengano opportuno attivare una indagine nazionale sui flussi di fitofarmaci illegali.