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fornisce servizi ecosistemici essenziali ». 4 (Tutela del territorio e arresto del consumo del suolo) 1 La salvaguardia del suolo e del territorio è parte della tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione. 2 Dalla data di entrata in vigore della presente legge e nel rispetto di quanto previsto ai sensi dell'articolo 22, comma 1, non è consentito l'incremento netto del suolo consumato per qualsiasi destinazione. Le esigenze insediative e infrastrutturali sono soddisfatte tramite il riuso, la rigenerazione urbana e la riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti, secondo quanto previsto dall'articolo 5. Il criterio economico, anche se configurato come interesse pubblico, non può essere motivo per consentire il consumo di suolo. 3 Fatte salve le previsioni di maggiore tutela delle aree inedificate introdotte dalla legislazione statale e regionale, il consumo di suolo è consentito esclusivamente nei casi in cui non esistono alternative nell'ambito del riuso di cui al programma di rigenerazione urbana sostenibile indicato nel piano regolatore generale comunale o intercomunale, disciplinato dalla legge 17 agosto 1942, n. 1150, e attuato tramite il PdiR ai sensi della legge 5 agosto 1978, n. 457. 4 I comuni provvedono ad effettuare il censimento e la successiva valutazione dello stato del patrimonio immobiliare inutilizzato, nonché delle aree dismesse da recuperare, al fine di concorrere alla realizzazione di una banca dati, suddivisa in sezioni regionali, del riuso del patrimonio per ogni esigenza insediativa. 5 Nell'ambito delle procedure di valutazione d'impatto ambientale, di valutazione ambientale strategica e di verifica di assoggettabilità delle opere pubbliche e di pubblica utilità, in ragione dell'obbligo della priorità del riuso e della rigenerazione urbana, si provvede alla stima delle alternative di localizzazione che non determinino consumo di suolo, pena la decadenza della richiesta. Per le opere pubbliche non soggette alle procedure di valutazione d'impatto ambientale, di valutazione ambientale strategica e di verifica di assoggettabilità, la medesima valutazione deve risultare dall'atto di approvazione della progettazione di fattibilità degli interventi, in cui deve essere indicato anche il risultato del bilancio ecologico e del pareggio di bilancio non economico dei servizi ecosistemici. 6 Le previsioni edificatorie degli strumenti urbanistici generali costituiscono indicazioni meramente programmatorie e pianificatorie che non determinano l'acquisizione di alcun diritto di edificare da parte dei proprietari degli stessi terreni. I medesimi proprietari non hanno diritto ad alcun indennizzo o risarcimento. A tal fine: a a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, è fatto divieto di ulteriore consumo di suolo agricolo, ed è sospesa l'efficacia degli strumenti urbanistici vigenti e delle eventuali varianti relativamente alle disposizioni che prevedono interventi che comportano consumo di suolo in aree agricole; b entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge è sospesa l'efficacia degli strumenti urbanistici vigenti e delle eventuali varianti relativamente alle disposizioni che prevedono interventi che comportano consumo di suolo in aree naturali, seminaturali o comunque libere e si intendono definitivamente esauriti tutti i residui di piano non attuati; c sono comunque fatti salvi i lavori, le opere, gli interventi, i titoli abilitativi edilizi e i programmi di cui al comma 2 dell'articolo 27, fino a decadenza, come previsto ai sensi di commi 2 e 2- bis dell'articolo 15 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380; d le opere di cui alla lettera c) devono comunque sottostare all'obbligo di pareggio di bilancio di cui al comma 9 e vanno valutate anch'esse nel calcolo del consumo del suolo e negli obblighi di riduzione di cui al comma 10. 7 Sulla base delle risultanze dell'analisi dei dati rilevati secondo le modalità di cui all'articolo 5, i comuni, singoli o in forma associata, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, approvano le varianti necessarie ai propri strumenti di pianificazione urbanistica al fine di eliminare le previsioni di edificazione di qualsiasi destinazione comportanti consumo di suolo in aree naturali e seminaturali, o comunque libere. 8 La capacità insediativa è basata sul metodo delle dinamiche demografiche e produttive e le necessità infrastrutturali registrate dall'ISTAT negli ultimi cinque anni e caricate e rese pubbliche sulla piattaforma SiGeoSP. La capacità insediativa è sempre soddisfatta tramite il riuso e la rigenerazione urbana, ossia il recupero e la ristrutturazione del patrimonio immobiliare esistente inutilizzato e la riurbanizzazione delle aree dismesse. Qualora la quota prevista dal comune non possa essere soddisfatta tramite il riuso e la rigenerazione urbana, così come attestato dalla valutazione del programma di rigenerazione urbana sostenibile in ambito di piano comunale o intercomunale, di cui alla legge 17 agosto 1942, n. 1150, è concessa una percentuale di consumo di suolo strettamente rapportata al calcolo della capacità insediativa su metodo ISTAT di cui al presente comma. 9 Nei casi di cui alla lettera d) del comma 6, è fatto sempre obbligo del pareggio di bilancio non economico dei servizi ecosistemici, come definito all'articolo 3, comma 1, lettera ff), garantendo, tramite la banca dati pedologica e del consumo di suolo dell'ISPRA di cui al capo II della presente legge: a l'uso del suolo a minor perdita di servizi ecosistemici possibile; b il recupero contestuale delle condizioni di naturale potenzialità di altro suolo equivalente al suolo consumato e il pareggio dei servizi ecosistemici persi, in ambito di area vasta, nonché l'invarianza idraulica e idrografica. 10 Nel quadro definito dal comma 9, il consumo del suolo consentito in virtù delle esigenze di cui al comma 8, deve comune prevedere un contenimento del consumo del suolo, prevedendo una riduzione complessiva almeno pari al 20 per cento per ogni anno rispetto al consumo di suolo rilevato nell'anno precedente, sia per il consumo permanente sia per il consumo reversibile. Le amministrazioni comunali in fase di attuazione dei piani provvedono al loro coordinamento con le disposizioni del presente comma. 11 Se nel bilancio complessivo i servizi ecosistemi recuperati rispetto al bilancio precedente dovessero risultare superiori a quelli persi, i comuni possono valutare l'introduzione di agevolazioni fiscali. 12 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge: a adeguano le proprie disposizioni legislative e regolamentari; b individuano le specifiche disposizioni procedimentali per la pianificazione urbanistica dei comuni, singoli o associati, in merito alla necessità di variazione degli strumenti urbanistici vigenti con la definizione del programma di rigenerazione urbana sostenibile. 13 I processi di valutazione, formazione e adeguamento dei vigenti strumenti urbanistici comunali sono pubblici.