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avverso l'ordinanza del tribunale competente ovvero del tribunale per i minorenni, nel caso di minori non accompagnati, può essere proposto ricorso per Cassazione che si pronuncia in camera di consiglio. 3. Il titolo III del presente progetto è volto a dare applicazione, adeguando in modo puntuale l'ordinamento italiano, a quanto previsto dalla Convenzione relativa allo status dei rifugiati (firmata a Ginevra il 28 luglio del 1951, resa esecutiva dalla legge 24 luglio 1954, n. 722, e integrata dal Protocollo di New York del 31 gennaio 1967, reso esecutivo dalla legge 14 febbraio 1070, n. 95), che disciplina la protezione internazionale, prevedendo il riconoscimento dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria. Inoltre, anche al fine di evitare l'apertura di nuove ed ulteriori procedure di infrazione per un tardivo o errato recepimento delle direttive dell’Unione europea, il disegno di legge in esame intende armonizzarsi in modo complessivo ed esauriente con le direttive 2011/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, nonché 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013. Il titolo reca rispettivamente le condizioni di riconoscimento di protezione internazionale, le cause di esclusione, cessazione e revoca dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria, nonché le procedure di riconoscimento di protezione internazionale, distinguendo la procedura di primo grado e quella di secondo grado, che prevede l'impugnazione di un eventuale diniego davanti al giudice ordinario. Il progetto assorbe e modifica la disciplina contenuta nel decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 (attuazione della direttiva 2005/85/CE recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato). Fra le novità più rilevanti, si richiamano: a) il riconoscimento per il richiedente, durante l'intera procedura, della garanzia di essere ascoltato da personale qualificato del suo stesso sesso; b) la disciplina organica delle commissioni territoriali, attraverso anche la previsione di una commissione territoriale straordinaria; c) la dettagliata procedura di impugnazione dell'eventuale diniego di protezione internazionale, al fine di garantire al richiedente la maggiore e più compiuta tutela possibile. Inoltre, è introdotta una ampia definizione di rifugiato, che estende i motivi di persecuzione anche all'appartenenza ad un gruppo etnico, ad un genere o all'orientamento sessuale. Vengono altresì definite le autorità competenti in materia di protezione: la Polizia -- uffici di frontiera e uffici sul territorio (Questure) -- per quanto riguarda l'accesso alla procedura; le commissioni territoriali, per il riconoscimento della protezione internazionale, il colloquio personale del richiedente e la decisione relativa al riconoscimento dello status ; la Commissione nazionale, competente a decidere della revoca e cessazione della protezione; infine la Commissione territoriale straordinaria, istituita in caso di eccezionale afflusso. In particolare, la disposizione relativa alla commissione territoriale per il riconoscimento di protezione internazionale provvede ad individuare direttamente le sedi delle commissioni nelle città di Gorizia, Milano, Roma, Foggia, Siracusa, Crotone, Trapani, Bari, Torino ed Ancona, in ragione della posizione geografica di tali centri, rivelatasi strategica, non ultimo a seguito alla cosiddetta «Emergenza Nord Africa» del 2011, che ha comportato un afflusso eccezionale di migranti. Le commissioni sono composte nel principio del rispetto della parità di genere da sette membri: un rappresentante della prefettura -- UTG del capoluogo; un rappresentante dell'ACNUR in Italia; personalità scelte per competenza in materia, compresi i rappresentanti delle principali organizzazioni che si occupano di protezione internazionale; un interprete, che sia in grado di comunicare con il richiedente in una lingua a lui comprensibile; un medico generico e uno psicologo, entrambi dello stesso sesso del richiedente; le stesse sono integrate da un medico specialista dello stesso sesso del richiedente. Ulteriore novità significativa, introdotta nel presente disegno di legge, è rappresentata dalla possibilità che le stesse commissioni territoriali siano autorizzate a ricevere la domanda di protezione e la relativa documentazione dalle ambasciate e dai consolati italiani presenti sul territorio dello Stato di origine o di dimora abituale del richiedente, introducendo così la facoltà di presentare domanda di protezione internazionale dall'estero. Si prevede altresì l'istituzione di una commissione territoriale straordinaria, costituita appositamente in caso di eccezionale afflusso di richiedenti protezione internazionale, nel luogo in cui esso si verifica, e composta da commissari differenti da quelli che compongono la commissione territoriale. La previsione della suddetta commissione intende rispondere alla evidente necessità di disciplinare un fenomeno in crescita, che non può essere più gestito in modo emergenziale: essa è di supporto all'attività svolta dalla commissione territoriale competente proprio nelle fasi iniziali ovvero di ricezione ed esame delle domande, svolgendo un esame preliminare delle stesse al fine di accelerare le procedure, in modo che i richiedenti protezione siano ospitati in strutture di accoglienza, purtroppo spesso in condizioni disumane, solo il tempo strettamente necessario. La Commissione nazionale per la protezione internazionale è competente in materia di revoca, cessazione degli status di protezione internazionale, ha compiti di indirizzo e di coordinamento delle commissioni territoriali, di costituzione di tenuta ed aggiornamento di una banca-dati informatica contenente le informazioni sulle domande di protezione internazionale presentate e le situazioni politico-economiche degli Stati di origine dei richiedenti, infine di trasmissione alle commissioni territoriali e all'autorità giurisdizionale le informazioni e la documentazione ricevute dalle organizzazioni internazionali. Inoltre, essa è competente a decidere in secondo grado sulle domande rigettate o dichiarate inammissibili dagli organismi territoriali. Alle commissioni, territoriali e nazionale, partecipa l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR), con compiti di consulenza e supporto alle strutture ministeriali e alle stesse commissioni territoriali al fine di favorire e velocizzare le procedure per l'accoglimento dei richiedenti, previa e motivata richiesta del Ministero dell'interno. I rappresentanti dell'ACNUR hanno inoltre libero accesso alle strutture di accoglienza presenti sul territorio nazionale per verificare le condizioni di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. La sezione II del capo III del titolo III enuncia un ampio catalogo di diritti e garanzie di cui i richiedenti sono titolari. Tra queste ultime, risulta innovativa rispetto alla normativa vigente la disposizione che considera il richiedente tale a partire dal momento in cui il soggetto manifesti, in qualsiasi forma, la volontà di chiedere protezione, anticipando, dunque, a tale fase il godimento delle garanzie previste. Ulteriori innovazioni rispetto al testo di legge vigente sono state apportate recependo alcuni princìpi contenuti nella nuova direttiva 2013/32/UE (cosiddette procedure):