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È insomma possibile che la città metropolitana eserciti in modo più incisivo e diretto le sue funzioni nel cuore della conurbazione (a cominciare dal territorio dei «vecchi» municipi di Roma capitale trasformati in comuni), e ne eserciti anche altre, delegate dagli stessi comuni, riconoscendo invece un più ampio spazio di autonomia ai comuni più distanti, caratterizzati da una più spiccata identità territoriale. Si può, dunque, e per questo si deve sperimentare una forma di governo metropolitano inedita, che sappia coniugare le molte sfide che a Roma si intrecciano: la capitale e la metropoli, il governo di prossimità e il governo di area vasta. La proposta legislativa, quindi, sviluppa quanto aveva già indicato -- sia pure come mera opzione -- la legge n. 56 del 2014, valorizzando una scelta già fatta propria dalle istituzioni metropolitane romane. A tal fine si rende necessario e urgente un nuovo «patto repubblicano» tra lo Stato, la regione Lazio e le istituzioni locali, ciascuno chiamato a fare la propria parte per realizzare il nuovo modello di governo metropolitano. Del resto, è la Costituzione a rammentarci che solo la legge regionale può formalizzare l'istituzione di nuovi comuni, ed è la legge dello Stato (la n. 56 del 2014) a sollecitare, nei limiti del possibile, la ricerca di una intesa tra istituzioni locali e regione per la definizione delle «zone omogenee»; sarà la legge regionale a procedere al riparto delle funzioni amministrative ex articolo 118 della Costituzione, a «riempire di contenuti» l'indicazione delle funzioni fondamentali metropolitane e comunali (stabilita dal legislatore statale rispettivamente con la legge n. 56 del 2014 e con il decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012), a governare il complesso processo di riparto del patrimonio, delle risorse e dei rapporti giuridici attivi e passivi del comune di Roma, verso i nuovi comuni, nati sulle ceneri dei vecchi municipi, e verso la stessa città metropolitana. Ci sarebbero, ovviamente, molti altri aspetti dell'ordinamento metropolitano meritevoli di correzione, alla luce della prima sperimentazione, ma essi interessano ovviamente tutte le città metropolitane e debbono essere affrontati dal Parlamento in modo organico; un'anticipazione in questo provvedimento risulterebbe incongrua e inopportuna. Si tratta invece di aprire una nuova stagione di governo per Roma e per il suo territorio metropolitano, per ripartire con regole nuove e uno spirito nuovo dopo le enormi difficoltà, le crisi, gli errori degli anni passati. Se Stato, regione Lazio e istituzioni locali insieme ci riusciranno, sarà proprio il caso di ripetere l'antico adagio latino ex malo bonum!. 1 (Modifiche alla legge 7 aprile 2014, n. 56) 1 All'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 101, dopo le parole: «previsto dai commi» sono inserite le seguenti: «101- bis , 101- ter , 101- quater ,» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per quanto non espressamente previsto nella presente legge e nelle disposizioni dei decreti legislativi di cui al comma 102, agli organi della città metropolitana di Roma capitale e ai loro componenti si applicano le disposizioni di cui ai capi I, II e IV del titolo III della parte prima del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per quanto compatibile»; b dopo il comma 101 sono inseriti i seguenti: « 101- bis. Il consiglio metropolitano della città metropolitana di Roma capitale è composto dal sindaco, che lo presiede, e da quarantacinque consiglieri. 101 -ter. Il sindaco e il consiglio della città metropolitana di Roma capitale sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori residenti nel territorio della medesima città metropolitana con il sistema elettorale di cui agli articoli 74 e 75 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e durano in carica cinque anni. 101 -quater. Alla data di proclamazione del sindaco metropolitano, la città metropolitana di Roma capitale subentra al comune di Roma capitale, succede ad esso in tutti i rapporti attivi e passivi e ne esercita le funzioni, salvo quelle espressamente conferite ai singoli municipi di Roma capitale e in aggiunta a quelle proprie di cui ai commi da 44 a 46, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica e degli obiettivi del patto di stabilità interno. Alla data di cui al primo periodo, gli organi di governo del comune di Roma capitale cessano di esistere e ad essi subentrano gli organi della città metropolitana di Roma capitale; il sindaco e il consiglio metropolitani assumono rispettivamente le funzioni e i poteri, altresì, del sindaco di Roma capitale e dell'Assemblea capitolina»; c al comma 102, le parole: «restano riferite a» sono sostituite dalle seguenti: «in materia di ordinamento di» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, si intendono riferite alla città metropolitana di Roma capitale»; d al comma 103, le parole: «, il comune di Roma capitale e gli altri comuni» sono sostituite dalle seguenti: «i municipi di Roma capitale e i comuni che la compongono». 2 (Disposizioni finali e transitorie) 1 L'Assemblea capitolina provvede, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, a conferire ulteriori funzioni ai singoli municipi, in particolare nei settori dei lavori pubblici, delle attività e dei servizi relativi alla manutenzione e gestione delle aree verdi, dei servizi sociali e della gestione del patrimonio e del bilancio, nonché ad assegnare agli stessi le risorse umane, finanziarie e strumentali necessarie per il loro espletamento. 2 In deroga a quanto previsto all'articolo 1, comma 22, ultimo periodo, della legge 7 aprile 2014, n. 56, la città metropolitana di Roma capitale, entro sei mesi dalla proclamazione del sindaco metropolitano eletto a suffragio universale e diretto, realizza la ripartizione del proprio territorio in zone dotate di autonomia amministrativa, caratterizzate da contiguità territoriale, da una significativa integrazione socio-economica e culturale e da omogenee caratteristiche territoriali e ambientali, in coerenza con quanto previsto dallo statuto, ai sensi del comma 11, lettera c) , del citato articolo 1. Il territorio di ciascuno degli attuali municipi di Roma capitale costituisce, in ogni caso, una zona omogenea. 3 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .