[pronunce]

- l'art. 20, comma 2, del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175 (Semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata), che ha complessivamente ridisegnato il sistema relativo all'obbligo di comunicazione della dichiarazione di intento all'Agenzia delle entrate, individuando come destinatario di tale obbligo non più il cedente o prestatore ma direttamente l'esportatore abituale - il quale è tenuto a trasmettere telematicamente la predetta dichiarazione di intento all'amministrazione finanziaria e a consegnarla, poi, unitamente alla ricevuta telematica di presentazione rilasciata dall'Agenzia delle entrate, al proprio cedente o prestatore - ponendo a carico di quest'ultimo unicamente l'obbligo di riscontrare telematicamente l'avvenuta presentazione prima di effettuare le cessioni o prestazioni in regime di non imponibilità, senza peraltro modificare, per l'ipotesi di inadempimento, la sanzione già prevista dal cento al duecento per cento dell'imposta; - l'art. 15, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 158 (Revisione del sistema sanzionatorio, in attuazione dell'articolo 8, comma 1, della legge 11 marzo 2014, n. 23), il quale, ferma restando la conformazione dell'obbligo nel senso individuato dal d.lgs. n. 175 del 2014, ha modificato l'entità della sanzione posta a carico del cedente o prestatore per l'ipotesi in cui effettui l'operazione in regime di non imponibilità prima di aver ricevuto da parte del cessionario/committente la dichiarazione d'intento e aver riscontrato telematicamente l'avvenuta presentazione all'Agenzia, fissandola nella cifra da 250 a 2.000 euro; - l'art. 12-septies, comma 2, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi), convertito, con modificazioni, nella legge 28 giugno 2019, n. 58, che ha nuovamente determinato l'entità della sanzione dal cento al duecento per cento dell'imposta; che le plurime modifiche del sistema sanzionatorio, e della stessa entità della sanzione, impongono un riesame della questione per verificare la possibile applicazione delle norme sopravvenute; che va quindi disposta la restituzione degli atti al giudice a quo per un nuovo esame della rilevanza e della non manifesta infondatezza della questione sollevata (ex plurimis, ordinanze n. 182 del 2019 e n. 154 del 2018). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 1, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE ordina la restituzione degli atti alla Commissione tributaria regionale della Toscana. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 novembre 2019. F.to: Aldo CAROSI, Presidente Giancarlo CORAGGIO, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 6 dicembre 2019. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA