[pronunce]

Secondo le ricorrenti, tale disposizione violerebbe la competenza regionale in quanto inciderebbe su una materia che l'art. 117 della Costituzione affida alla potestà legislativa residuale delle Regioni; peraltro, anche ove si volesse ritenere che la norma impugnata si collochi nell'ambito della materia “tutela e sicurezza del lavoro”, per la quale la Costituzione dispone la competenza concorrente di Stato e Regioni, la norma in questione sarebbe comunque lesiva della sfera di competenza regionale, in quanto esorbiterebbe dal limite dei “principi fondamentali” affidati alla legislazione statale. La disposizione impugnata violerebbe altresì l'articolo 118 della Costituzione, dal momento che l'attribuzione di funzioni amministrative concernenti la promozione di politiche attive del lavoro ad una struttura ministeriale, “e per essa alla società Italia Lavoro s.p.a.”, determinerebbe una violazione dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Da ultimo, l'attribuzione alla società Italia Lavoro, anziché alle Regioni, di risorse finanziarie per l'esercizio di dette funzioni, violerebbe l'autonomia finanziaria regionale. In considerazione dell'identità della materia, nonché della connessione dei profili di incostituzionalità fatti valere, i ricorsi indicati in epigrafe, per la parte relativa all'art. 30 della legge n. 448 del 2001, possono essere riuniti per essere decisi con un'unica pronuncia. 2. - La decisione sulla questione di legittimità costituzionale all'esame deve muovere dalla ricostruzione della natura giuridica di Italia Lavoro s.p.a. e dei compiti ad essa assegnati. Questa società trova origine nella direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 13 maggio 1997, la quale ha disposto che il Ministro del tesoro, nell'esercizio dei diritti dell'azionista - assunti a seguito del processo di privatizzazione e di riordino degli enti pubblici detentori delle partecipazioni in GEPI s.p.a. - opera affinché quest'ultima “attribuisca ad apposita società, costituita o costituenda, e della quale detenga l'intero capitale la stessa GEPI s.p.a.” lo svolgimento dei compiti già affidati alla GEPI in particolare dall'art. 3 del decreto legge 1° ottobre 1996, n. 510 (Disposizioni urgenti in materia di lavori socialmente utili, di interventi a sostegno del reddito e nel settore previdenziale), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 28 novembre 1996, n. 608, nonché le funzioni così individuate dall'art. 2 della citata direttiva: “l'orientamento e la formazione professionale già svolti dalla GEPI s.p.a.; la progettazione e la gestione di progetti di lavori socialmente utili, finalizzati a stabili occasioni di impiego e con particolare riferimento alle società miste, alle cooperative sociali, ai servizi alla persona, all'autoimpiego, alle attività non profit, al lavoro interinale e ad ogni altra forma di intervento che abbia come obiettivo la promozione dell'occupazione, con esclusione dell'assunzione di rapporti di lavoro in proprio”. In attuazione di questa direttiva del Presidente del Consiglio è stata istituita Italia Lavoro s.p.a., la quale, ai sensi dell'art. 4 dello statuto, ha come oggetto “la promozione, la progettazione, la realizzazione e la gestione, sia direttamente che indirettamente, di ogni attività di intervento finalizzati alla promozione dell'occupazione sull'intero territorio nazionale, con riguardo particolare alle aree territoriali depresse ed ai soggetti svantaggiati del mercato del lavoro, con esclusione dell'assunzione di rapporti di lavoro in proprio”. L'art. 1, comma 5, del decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468 (Revisione della disciplina sui lavori socialmente utili, a norma dell'articolo 22 della legge 24 giugno 1997, n. 196), prevede che il Ministero del lavoro e della previdenza sociale e le Regioni, “negli ambiti di rispettiva competenza, promuovono l'utilizzazione dei lavori socialmente utili come strumento di politica attiva del lavoro, di qualificazione professionale e di creazione di nuovi posti di lavoro e di nuova imprenditorialità, anche sotto forma di lavoro autonomo o cooperativo”. A ciò si aggiunge poi l'art. 6 del decreto interministeriale del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 21 maggio 1998, il quale stabilisce che, per il perseguimento degli obiettivi contemplati da quest'ultima disposizione, il Ministero del lavoro e della previdenza sociale “si avvale dell'attività della società Italia Lavoro s.p.a. (…) che a tal fine svolge una sistematica azione di assistenza tecnica alle Regioni, alle Province e agli Enti promotori di progetti di lavori socialmente utili”. In questo quadro rileva, inoltre, il decreto del Ministro del lavoro 24 febbraio 1998 (Individuazione delle Agenzie di promozione di lavoro e di impresa ai fini dello svolgimento delle attività dell'art. 2 del d.lgs n. 468 del 1997), con il quale vengono affidate ad Italia Lavoro s.p.a. i compiti concernenti le attività contemplate dall'art. 2 del citato d.lgs. n. 468 del 1997, riguardanti “lavori di pubblica utilità”. Successivamente, in base all'art. 1, comma 3, del decreto legislativo 9 gennaio 1999, n. 1 (Riordino degli enti e delle società di promozione e istituzione della società «Sviluppo Italia», a norma degli articoli 11 e 14 della legge 15 marzo 1997, n. 59), la partecipazione azionaria di ITAINVEST s.p.a. (già GEPI s.p.a.) in Italia Lavoro viene conferita al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, stabilendosi altresì che quest'ultimo “esercita i diritti dell'azionista su direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri e d'intesa con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale”. In relazione all'attività di Italia Lavoro, sono inoltre rilevanti le direttive 20 luglio 2000 e il decreto 12 marzo 2001 del Ministro del lavoro e della previdenza sociale. Con la prima si dispone che le azioni di Italia Lavoro siano volte a risolvere i problemi connessi alla disoccupazione di lungo periodo, in particolar modo in relazione ai lavoratori socialmente utili, alle fasce deboli del mercato del lavoro ed ai territori ad elevata disoccupazione. Con la seconda si prevede che Italia Lavoro collabori nell'ambito del Piano nazionale per l'occupazione relativo agli anni 2001 - 2006. 3. - Da questo quadro risulta evidente che Italia Lavoro è una speciale società per azioni a capitale interamente pubblico. Come evidenziato, infatti, la partecipazione azionaria nella suddetta società è interamente detenuta dal Ministro del tesoro, il quale esercita i diritti dell'azionista su direttiva del Presidente del Consiglio e d'intesa con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.