[pronunce]

La norma sarebbe pertanto illegittima nella parte in cui non fa salva l'applicabilità dell'art. 13, comma 4, del d. l. n. 67 del 1997. 5. – La Regione Toscana ha proposto questione di illegittimità costituzionale anche rispetto all'art. 10, comma 10, del d. l. n. 35 del 2005, il quale violerebbe l'art. 117, sesto comma, Cost., nella parte in cui rinvia ad un emanando decreto ministeriale la definizione delle modalità e delle procedure per l'attuazione della disposizione da esso dettata e secondo la quale il Ministro delle politiche agricole e forestali, allo scopo di favorire l'internazionalizzazione dei prodotti agricoli ed agroalimentari italiani, promuove, tramite la Buonitalia s.p.a., un programma di azioni per garantire un migliore accesso ai mercati internazionali. In via subordinata, la Regione ha eccepito l'illegittimità della norma perché non prevede che il futuro decreto sia emanato d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. 6. – Tutte le Regioni hanno censurato l'art. 12, commi da 1 a 5 e 7, del d. l. n. 35 del 2005, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 80 del 2005. 6.1. – In particolare, il comma 1 dell'art. 12 è impugnato perché, prevedendo l'istituzione di un organismo statale, quale il Comitato nazionale per il turismo (al quale sono attribuiti compiti di coordinamento delle politiche turistiche regionali e funzioni di indirizzo per l'attività dell'Agenzia nazionale del turismo), violerebbe gli artt. 117, quarto comma, e 118 Cost., ed il principio di leale collaborazione, poiché la legge statale pretende, in una materia (il turismo) che non è di competenza esclusiva statale e neanche concorrente, di governare le politiche di indirizzo del settore attraverso un organismo centrale. In proposito la Regione Campania ha denunciato anche la violazione degli artt. 3 e 114 Cost. 6.2. – Le ricorrenti hanno denunciato, poi, l'illegittimità dei commi da 2 a 4 e 7 dell'art. 12 del d. l. n. 35 del 2005, norme che, disponendo la trasformazione dell'Ente nazionale del turismo (ENIT) nell'Agenzia nazionale del turismo, ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, con autonomia statutaria, regolamentare, organizzativa, patrimoniale, contabile e di gestione e sottoposto all'attività di indirizzo e vigilanza del Ministro delle attività produttive, violerebbero gli artt. 117, quarto comma, e 118 Cost., poiché la legge statale interverrebbe in una materia di competenza regionale, prevedendo solo in maniera indeterminata la partecipazione di rappresentanti della Regione e stabilendo comunque la soggezione dell'attività dell'Agenzia al controllo ministeriale. Anche rispetto a tali disposizioni la Regione Campania denuncia altresì la violazione degli artt. 3 e 114 Cost. 6.3. – Tutte le Regioni hanno proposto questione di legittimità costituzionale del comma 5 del medesimo art. 12 del d. l. n. 35 del 2005, nella parte in cui stabilisce che l'Agenzia nazionale del turismo provvede alle spese necessarie per il proprio funzionamento anche mediante contributi delle Regioni. Una simile disposizione, a parere delle ricorrenti, violerebbe l'art. 119 (e, secondo la Regione Campania, anche gli artt. 3 e 114) Cost., poiché, per il funzionamento di un organismo statale, imporrebbe alle Regioni oneri da esse non previsti e non decisi. 6.4. – Infine, nel solo ricorso proposto dalla Regione Toscana avverso il d. l. n. 35 del 2005 prima della sua conversione in legge, è stata formulata questione di legittimità costituzionale del comma 6 dell'art. 12, perché la norma, stabilendo che, per l'anno 2005, all'ENIT è concesso il contributo straordinario di 20 milioni di euro, violerebbe gli artt. 117 e 118 Cost., in quanto il turismo attiene ad un ambito materiale di competenza esclusiva regionale. 7. – Il Presidente del Consiglio dei ministri si è costituito in tutti i giudizi per mezzo dell'Avvocatura generale dello Stato ed ha chiesto che tutti i ricorsi siano respinti perché infondati. 7.1. – In particolare, l'art. 5, comma 5, sarebbe rispettoso delle prerogative regionali perché il richiamo dell'art. 1 della legge n. 443 del 2001 in esso contenuto imporrebbe di ritenere che l'individuazione delle opere contemplate dalla norma impugnata debba avvenire a mezzo di un programma predisposto dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con i ministri competenti e le Regioni o Province autonome interessate, ed inserito, previo parere del CIPE e previa intesa della Conferenza unificata Stato-Regioni, nel Documento di programmazione economico-finanziaria, con l'indicazione dei relativi stanziamenti. 7.2. – Le censure mosse all'art. 5, comma 7, poi, dovrebbero ritenersi venute meno a seguito delle modificazioni effettuate in sede di conversione, essendo stato espunto ogni riferimento ai sindaci delle città metropolitane. 7.3. – Quanto all'art. 5, comma 9, a parere del Presidente del Consiglio dei ministri, la lettura che ne dà la Regione Toscana non sarebbe accoglibile perché riduttiva. 7.4. – Anche l'art. 10, comma 10, argomenta ancora l'Avvocatura dello Stato, sfuggirebbe alle censure formulate dalla Regione Toscana, perché il decreto ministeriale da esso contemplato avrebbe natura di provvedimento amministrativo e non regolamentare ed il suo fine di favorire l'internazionalizzazione dei prodotti agricoli ed agroalimentari italiani e di assicurarne un migliore accesso ai mercati internazionali renderebbe innegabile la sussistenza di esigenze unitarie che giustificherebbero la competenza statale. 7.5. – Per quel che riguarda l'art. 12, commi da 1 a 7, il Governo sostiene che quelle norme sarebbero giustificate dalla necessità di promuovere all'estero il turismo italiano ed un'immagine unitaria dell'offerta turistica nazionale, esigenza che imporrebbe un trattamento unitario e l'attrazione alla competenza statale ai sensi degli artt. 117 e 118 Cost. Aggiunge che il comma 7 prevede espressamente che all'organizzazione ed alla disciplina dell'Agenzia nazionale del turismo si provveda con decreto emanato ai sensi dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), acquisita l'intesa con la Conferenza Stato-Regioni. 8. – In prossimità dell'udienza le Regioni Veneto, Campania e Toscana hanno presentato memorie. 8.1.