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b la sicurezza degli impianti elettrici; c la sicurezza degli impianti termici; d la sicurezza degli altri impianti e dei materiali di proprietà dell'istituzione scolastica; e la sicurezza degli impianti di proprietà di terzi; f la predisposizione delle vie di fuga; g la predisposizione del documento di valutazione dei rischi di cui all'articolo 28, commi 2 e 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. 2 Per gli interventi di cui al comma 1, lettere a), b), c) e f) , è competente l'ente territoriale proprietario dei locali; per gli interventi di cui al medesimo comma 1, lettere d) e g) , è competente l'istituzione scolastica. 3 Gli interventi di cui al comma 1, lettera e) , sono posti a carico dei soggetti terzi proprietari degli impianti eventualmente installati negli edifici scolastici. Rientra comunque nell'ambito di responsabilità dell'istituzione scolastica il compito di garantire condizioni di sicurezza relativamente alla custodia dei medesimi impianti e di fornire i dati in proprio possesso ai fini della ricognizione di cui all'articolo 3. 4 Gli enti locali competenti sono tenuti a stipulare un'apposita assicurazione contro i danni e gli eventi calamitosi per gli edifici scolastici di loro proprietà, ai sensi dell'articolo 10. 3 (Ricognizione delle esigenze delle istituzioni scolastiche e determinazioni della conferenza di servizi) 1 Al fine di definire organicamente obiettivi, tempi e modalità degli interventi in materia di edilizia e di sicurezza scolastica, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge gli enti locali che non lo hanno già effettuato effettuano un censimento straordinario del patrimonio edilizio scolastico del proprio territorio. La ricognizione è aggiornata periodicamente con cadenza almeno triennale. 2 Gli enti locali che intendono avvalersi di risorse finanziarie di soggetti pubblici o privati per la realizzazione di interventi di edilizia scolastica devono corredare le relative richieste con apposite schede informative che, oltre all'indicazione delle risorse eventualmente messe a disposizione direttamente, indichino, secondo i criteri definiti ai sensi del comma 3, i dati relativi al numero degli utenti e alla distanza in linea d'aria e in termini di percorrenza viaria e ferroviaria dagli edifici più vicini destinati a un'utenza assimilabile. 3 I criteri di redazione delle schede informative di cui al comma 2 del presente articolo sono definiti in sede di conferenza di servizi tra le amministrazioni interessate, ai sensi dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241. 4 I dati raccolti ai sensi dei commi 2 e 3 sono messi a disposizione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, delle regioni, delle province e degli altri enti locali interessati, nonché resi accessibili al pubblico. 4 (Programmi di intervento nelle istituzioni scolastiche) 1 Sulla base delle risorse disponibili e tenendo conto dei dati raccolti ai sensi dell'articolo 3, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge sono ridefiniti, a cura degli enti competenti, i piani e i programmi di intervento in materia di edilizia scolastica previsti dalla normativa vigente in materia. Nella ridefinizione dei piani e dei programmi è assicurata la completa messa in sicurezza degli edifici scolastici, con riferimento alle priorità individuate all'articolo 2, entro un termine massimo di tre anni. I suddetti piani e programmi devono contenere l'indicazione analitica degli interventi e delle scadenze previste per il loro completamento. 2 Le decisioni di spesa in materia di edilizia scolastica devono essere accompagnate da un'analisi dei costi e dei benefici che tenga conto anche delle informazioni raccolte ai sensi dell'articolo 3. 3 In caso di mancata ridefinizione dei piani e dei programmi di intervento da parte degli enti competenti entro il termine previsto dal comma 1, la regione provvede a redigere un piano sostitutivo di interventi che privilegia la ricostruzione o gli adeguamenti necessari alla luce delle esigenze emerse nel censimento di cui all'articolo 3, comma 1, nonché gli interventi, predisposti dai comuni, concernenti aree comprensoriali intercomunali, al fine di rendere gli interventi sostenibili e compatibili con lo stato della finanza pubblica. 5 (Incentivazione di azioni socialmente responsabili) 1 I programmi di intervento in materia di edilizia scolastica possono essere finanziati da imprese o da enti privati, anche non riconosciuti, impegnati in azioni socialmente responsabili mediante raccolte finalizzate di risparmio di sostegno. 2 Le raccolte di cui al comma 1 possono avvenire in deroga alla normativa vigente in materia di intermediazione finanziaria, previa stipula di un'apposita convenzione con l'ente locale competente, cui sono destinate le somme acquisite. 3 Le risorse finanziarie acquisite ai sensi del presente articolo non possono essere utilizzate per finalità diverse dai programmi di intervento in materia di edilizia scolastica. 4 I soggetti promotori delle raccolte di cui al comma 1 hanno diritto di accesso agli atti dei procedimenti amministrativi riguardanti le gare e le procedure di appalto concernenti gli interventi finanziati e sono abilitati a presentare esposti alla Corte dei conti per eventuali responsabilità connesse a ritardi ingiustificati o a cattiva gestione delle risorse messe a disposizione. 6 (Conferenze di servizi per l'avvio o per la prosecuzione dell'anno scolastico) 1 Gli enti territoriali competenti, anche alla luce delle risultanze del censimento di cui all'articolo 3, comma 1, sono tenuti a valutare in sede di conferenza di servizi, alla quale partecipano tutti i soggetti pubblici interessati e i cui lavori sono resi pubblici, le condizioni di agibilità e di sicurezza degli edifici scolastici anche al fine di consentire la prosecuzione dell'attività scolastica, anche in deroga alle norme di cui al del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, limitatamente al triennio di cui all'articolo 4, comma 1, secondo periodo, della presente legge. 2 In caso di mancato svolgimento della conferenza di servizi di cui al comma 1 del presente articolo le norme di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, non si applicano alle istituzioni scolastiche, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 2, comma 1, lettera g) , e dall'articolo 9 della presente legge. 7 (Risorse finanziarie) 1 Gli enti locali sono autorizzati ad avvalersi delle somme raccolte da persone o da enti privati e finalizzate a interventi per la sicurezza scolastica. 2 La legge di stabilità prevede annualmente la destinazione alle regioni di risorse aggiuntive vincolate alla realizzazione di interventi di edilizia scolastica da destinare agli enti locali competenti, singoli o associati. È data priorità ai piani di intervento che interessano il maggior numero di utenti e che, in confronto a piani analoghi , prevedono la dotazione di maggiori risorse da parte dell'ente locale competente o, in percentuale maggiore , la raccolta di risorse in convenzione con persone o con enti privati. 3