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Ritiene pertanto necessario che il Governo proceda, il prima possibile, all'adeguamento dei principi di redazione del conto del patrimonio, che a livello europeo sono in via di ulteriore modifica. Rileva, infine, come la gestione di cassa evidenzi, nel complesso, risultati consuntivi per il 2017 peggiori rispetto all'anno precedente, come peraltro suffragato dai dati negativi relativi al saldo netto da finanziare e al ricorso al mercato. Il senatore PICHETTO FRATIN ( FI-BP ), nel condividere le considerazioni svolte dal senatore Turco sull'esigenza di aggiornare i criteri contabili di redazione del conto del patrimonio, compito che peraltro grava sul Governo, sottolinea come il rendiconto dovrebbe, al contrario di quanto in effetti accade, rappresentare lo strumento più importante per l'analisi e il controllo delle finanze pubbliche da parte del Parlamento. Più in generale, richiama la necessità di affrontare la complessa materia dei conti pubblici in un'ottica di lungo periodo e non con iniziative di corto respiro. Occorre, infatti, coraggio e visione lungimirante per assicurare, solo per fare un esempio, la sostenibilità del Sistema sanitario nazionale, minacciato già oggi dall'invecchiamento demografico, e per scongiurare il rischio, inaccettabile, di condannare all'emarginazione la parte più debole del Paese: analoghe considerazioni possono farsi per il settore dell'istruzione. Auspica, proprio in considerazione delle grandi sfide appena accennate, una presa di coscienza da parte di tutti, che purtroppo al momento non è dato vedere. Il senatore MISIANI ( PD ), nel constatare come la discussione del rendiconto generale dello Stato risulti quasi sempre compressa nei tempi, nonostante la sua importanza già rilevata da altri oratori, auspica che, con la legislatura appena avviata, l'esame di questo documento, che peraltro riguarda soltanto un sottoinsieme del conto economico delle amministrazioni pubbliche, possa diventare un momento utile di riflessione sulla finanza pubblica e sull'andamento del Paese. Peraltro, sottolinea che la lettura congiunta del rendiconto e dei dati da ultimo diffusi dall'ISTAT fa giustizia delle inesattezze e delle distorsioni che hanno caratterizzato, negli ultimi tempi, il dibattito pubblico. In particolare, il rendiconto 2017 chiude un quadriennio di riduzione costante della pressione fiscale, che è scesa al 42,2 per cento del Pil, e sarebbe ancora più significativo se il provvedimento relativo agli 80 euro fosse stato contabilizzato come riduzione di entrate. Inoltre, rileva come la scorsa legislatura abbia lasciato in eredità una riduzione della spesa primaria corrente in percentuale pari alla riduzione della pressione fiscale, ossia di un punto e mezzo del Pil. Negli ultimi anni, poi, la politica monetaria espansiva della Banca centrale europea ha reso possibile una riduzione della spesa per interessi sul debito pubblico di circa un punto percentuale di Pil: ovviamente, si tratta soprattutto di un fattore esogeno, ma non va sottovalutata, a tal fine, l'importanza della credibilità del sistema Paese. La notevole diminuzione del differenziale dei tassi di interesse, rispetto al 2013, ha infatti consentito di liberare spazi finanziari per l'allocazione di ulteriori risorse, da parte del Parlamento, destinate in particolare alla tutela dei risparmiatori. Il recente innalzamento dello spread , che può essere ricondotto anche alla mancanza di un progetto credibile per il Paese, può rischiare di vanificare, in breve tempo, i risultati raggiunti, minando la fiducia degli investitori e riducendo, di conseguenza, la tutela del risparmio. Va comunque riconosciuto che resta un punto critico nel bilancio della passata legislatura, ossia la diminuzione della spesa per investimenti, su cui giustamente insiste il Ministro dell'economia e delle finanze. Si tratta di uno degli strumenti più efficaci per favorire la crescita economica, ma che richiede una corretta allocazione delle risorse e una accelerazione delle procedure di progettazione e di attuazione come segnalato anche dal precedente Ministro dell'economia e delle finanze. In conclusione, fa presente che le suddette dinamiche hanno assicurato, comunque, una riduzione progressiva, nel corso degli anni, sia del saldo netto da finanziare, sia dell'indebitamento netto, con un costante avvicinamento al pareggio strutturale. In ogni caso, nella discussione sulla manovra finanziaria, che sta per aprirsi, non si potrà prescindere da questi risultati, da un quadro indubbiamente migliore rispetto a quello che si era preso in carico all'inizio della scorsa legislatura. Preannuncia, infine, che il proprio Gruppo voterà a favore del rendiconto e si asterrà sul disegno di legge di assestamento, che rappresenta un momento di transizione tra il vecchio e il nuovo Governo. Il senatore MARSILIO ( FdI ), nel ricordare che l'assestamento del bilancio serve anche a preparare la discussione della prossima manovra finanziaria, fa notare innanzitutto come il provvedimento, che avrebbe potuto liberare risorse finanziarie mediante l'utilizzo di maggiori entrate, accertate a legislazione vigente, ovvero con minori spese, risulti invece in sostanziale continuità con la politica economica del precedente Governo. Si tratta, a suo parere, di un dato politico da non sottovalutare, per una maggioranza che si è presentata all'insegna del cambiamento. In secondo luogo, sottolinea come l'Italia stia assicurando, ormai da molti anni, un saldo primario positivo di rilevante consistenza, che rappresenta una dimostrazione della sua capacità di gestione delle finanze pubbliche. Proprio in considerazione di questo dato e, più in generale, della ricchezza prodotta ogni anno dal Paese, invita tutti i partiti, pur nella legittima dialettica politica, a non assumere atteggiamenti autodistruttivi e denigratori per l'intera Nazione, che rischiano di generare allarmismi ingiustificati tra gli investitori e a prestare il fianco a chi intende indebolire la posizione dell'Italia. La senatrice FERRERO ( L-SP-PSd'Az ) dichiara di condividere le analisi puntuali ed approfondite svolte dai relatori, che si riferiscono a una gestione finanziaria in gran parte riconducibile al precedente Governo. Non essendovi ulteriori richieste d'intervento, il PRESIDENTE, nel rimarcare l'esigenza di una riflessione ad ampio raggio sulle modalità di gestione delle risorse pubbliche e sulla necessità di migliorare la qualità della spesa, dichiara chiusa la discussione generale congiunta. Il relatore PRESUTTO ( M5S ), in sede di replica, pur non volendo dare adito a polemiche politiche, rileva come l'esame del rendiconto non possa non destare preoccupazione, sotto il profilo finanziario, con particolare riguardo ai problemi di riscossione che emergono dall'analisi dei dati. A tale proposito, ritiene che la nuova maggioranza abbia l'onere di affrontare tali problemi percorrendo strade innovative, che attribuiscano il giusto rilievo ai dati macroeconomici rispetto agli aspetti esclusivamente finanziari. Il relatore SOLINAS ( L-SP-PSd'Az ) e il rappresentante del GOVERNO rinunciano alla replica. Il PRESIDENTE dispone quindi la disgiunzione dell'esame dei due disegni di legge in titolo. Il seguito dell'esame è dunque rinviato.