[pronunce]

Proprio in ossequio alla esigenza di assicurare una chiara tipizzazione delle cause di ineleggibilità la Regione ha emanato la legge in questione, di carattere interpretativo, la quale «ha offerto una lettura conforme alla interpretazione letteralmente corretta della norma, ed ha confermato quella che è risultata essere la prassi interpretativa consolidata». Pertanto, la legge denunciata non può ritenersi in contrasto con i richiamati principi, atteso che essa «ha avuto come scopo ed effetto quello di chiarire e consolidare in modo del tutto ragionevole una interpretazione chiara e definitiva della prescrizione in tema di causa ostativa alla eleggibilità per i soggetti ricoprenti cariche di amministratori di società a controllo regionale». 7.5. – Quanto, infine, alla supposta interferenza con l'esercizio della giurisdizione, il dubbio è infondato, sia perché la legge in questione non ha portata innovativa, ma meramente ricognitiva della costante prassi interpretativa, sia perché, secondo la giurisprudenza costituzionale, una legge interpretativa non viola di per sé gli artt. 101, 102 e 104 Cost., a meno che essa non leda un giudicato già formatosi o non sia intenzionalmente diretta ad incidere su giudizi in corso. 8.– Ha, altresì, depositato memoria la Provincia autonoma di Bolzano, insistendo perché – dichiarato ammissibile il suo intervento – la questione sia dichiarata inammissibile e, comunque, infondata.1. – La Corte d'appello di Trento, sezione distaccata di Bolzano, solleva questione di legittimità costituzionale dell'articolo unico della legge regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol 29 settembre 2004, n. 3 (Interpretazione autentica dell'articolo 11, comma 1, della legge regionale 8 agosto 1983, n. 7), il quale, stabilendo che «nell'articolo 11, comma 1, della legge regionale 8 agosto 1983, n. 7, e successive modifiche, le espressioni “amministratori o dirigenti”, ovunque ricorrano, sono riferite esclusivamente a soggetti titolati alla rappresentanza esterna dell'ente o società», si porrebbe in contrasto: a) con gli artt. 4, 25, e 47 dello statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, approvato con d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670, e successive modificazioni, in quanto intervenuta in materia sottratta alla potestà legislativa della Regione e devoluta a quella delle Province autonome di Trento e Bolzano; b) con gli artt. 3, 51 e 102 della Costituzione, in quanto, imponendo una data interpretazione delle norme disciplinanti le cause di ineleggibilità a consigliere provinciale, ed essendo stata approvata in pendenza di un giudizio elettorale vertente sulla sussistenza di una causa di ineleggibilità, violerebbe i principi della ragionevolezza, della tutela dell'affidamento e della certezza dell'ordinamento giuridico, e risponderebbe all'intento di vincolare il giudice ad assumere una determinata decisione in specifiche ed individuate controversie. 2. – Preliminarmente, deve ribadirsi quanto statuito, con ordinanza letta in udienza ed allegata alla presente sentenza, circa la legittimazione della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol a partecipare al giudizio e circa l'inammissibilità dell'intervento spiegato dalla Provincia autonoma di Bolzano. 3. – L'eccezione di inammissibilità, per irrilevanza, della questione non è fondata. L'ampia illustrazione, da parte dell'ordinanza di rimessione, degli elementi che, anche a causa delle «non trascurabili imperfezioni terminologiche» della norma oggetto di interpretazione autentica, depongono in favore della tesi sostenuta dal convenuto nel giudizio a quo, non costituisce certamente indice di “perplessità” circa la non manifesta infondatezza della questione ovvero di “ambiguità” della motivazione circa l'incidenza della pronuncia sollecitata a questa Corte sull'esito del giudizio. Al contrario, con un iter argomentativo del tutto corretto la Corte rimettente ha diffusamente esposto le ragioni per le quali, a prescindere dall'autoqualificazione, la legge regionale n. 3 del 2004 doveva effettivamente qualificarsi come di interpretazione autentica, e ciò al fine di trarre la conclusione che quella legge disciplina la fattispecie sub iudice in virtù della sua efficacia retroattiva. Da questa premessa discende che, poiché per il giudice a quo la decisione della controversia non poteva prescindere da quanto disposto da tale legge, è inconferente l'argomento secondo il quale l'art. 11 della legge regionale 8 agosto 1983, n. 7, doveva - e dovrebbe - essere interpretato nel senso (il solo - si dice - conforme a Costituzione) sostenuto dalla Regione: quand'anche il giudice a quo avesse autonomamente dato alla legge interpretata il medesimo significato imposto dalla legge di interpretazione autentica, non per questo sarebbe stata irrilevante la questione di legittimità costituzionale della legge sopravvenuta, dal momento che in relazione a quest'ultima il dubbio investe la sussistenza stessa del potere del legislatore. 4.– La questione sollevata in riferimento agli articoli 4, 25 e 47 dello statuto speciale approvato con d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670, come modificato dall'art. 4 della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2 (Disposizioni concernenti l'elezione diretta dei presidenti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano) è fondata. 4.1. – L'art. 4, comma 1, della legge costituzionale n. 2 del 2001 – modificando l'art. 47 dello statuto speciale – ha attribuito alle Province autonome di Trento e Bolzano la competenza legislativa circa «la forma di governo della Provincia e, specificamente, le modalità di elezione del Consiglio provinciale del Presidente della Provincia e degli assessori, i rapporti tra gli organi della Provincia, la presentazione e l'approvazione della mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente della Provincia, i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con le predette cariche». Contestualmente a tale attribuzione di competenza, la legge costituzionale n. 2 del 2001 ha disciplinato il procedimento legislativo in tale materia, prescrivendo l'approvazione con la maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio provinciale e la sospensione della promulgazione della legge, fino alla sua approvazione da parte della «maggioranza dei voti validi», se, entro tre mesi dalla pubblicazione (avente natura meramente “notiziale”), un cinquantesimo degli elettori o un quinto dei componenti del Consiglio provinciale chiede che la legge sia sottoposta a referendum provinciale. 4.2. – La disposizione transitoria (art. 4, comma 4, della legge costituzionale n. 2 del 2001) – a tenore della quale «nella Provincia autonoma di Bolzano fino alla data di entrata in vigore della legge provinciale prevista dal citato art. 47 dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, come modificato dal comma 1 del presente articolo, continuano ad applicarsi, in quanto compatibili, le leggi elettorali vigenti» – non vale certamente a ripristinare in capo alla Regione la competenza legislativa sottrattale con il primo comma.