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c'è un altro caso - potrei andare avanti per ore a leggerveli - di un medico pediatra di comunità che ha perso la causa contro il servizio sanitario inglese ed è stato licenziato per aver dimostrato scientificamente che i bambini crescono meglio in un contesto in cui la genitorialità è costituita da mamma e papà. Nel libro ci sono molti altri casi e ne ricordo il titolo: «Christians in the firing line». È singolare che quanto oggi ho sentito in quest'Aula contrasti radicalmente con le evidenze di Paesi in cui testi simili al disegno di legge Zan sono già in vigore. Vi invito anche a leggere «What are they teaching our children», che è un interessantissimo testo in inglese sulle ideologie che vengono utilizzate per indottrinare i ragazzini, fin dall'età più piccola, in cui si va sostanzialmente a insegnare che qualunque tipo di sensazione del bambino dev'essere immediatamente assecondata e seguita. Vorrei raccontare in quest'Aula la storia di un papà canadese, che si chiama Robert Hoogland. Avete tutti Google e potete cercare il suo nome: Robert Hoogland non si è rassegnato al fatto che la sua bambina, alla scuola superiore, all'età di dodici anni - quelle che da noi sono le medie, in Canada sono già superiori - fosse stata convinta nella sua scuola a cominciare la transizione di genere. Egli si è sempre rifiutato di assecondarla, perché riteneva che fosse sbagliato. Il giudice, non più tardi di due mesi fa, lo ha condannato a sei mesi di reclusione e a 30.000 dollari di multa semplicemente per aver usato verso sua figlia il pronome femminile she e aver continuato a chiamarla con il suo nome da bambina. Quella era la sua bambina. Queste non sono invenzioni, ma storie di Paesi che hanno seguito prima di noi questa strada e ora stanno tornando indietro. La clinica Tavistock and Portman di Londra ora è sotto attacco giudiziario e la metà dei medici di quella che era una delle cattedrali mondiali del gender si è dimessa. Il segnale che sta arrivando è che la teoria gender va completamente rivisitata , ma noi ce la troviamo spiattellata nell'articolo 1 del disegno di legge in esame, che definisce la persona indipendentemente dal proprio sesso. Abbiamo inoltre un problema enorme dal punto di vista della libertà di parola. Ho già raccontato in Commissione - e vorrei farlo anche in quest'Aula - la storia di un pastore protestante, di nome John Sherwood, di settantadue anni, che è stato trascinato via in manette, nell'aprile 2021, nella metropolitana di Londra - quindi, anche in questo caso, non in un Paese barbaro, ma civilissimo - con l'accusa di omofobia, perché, come tutti i venerdì, si era recato nella stazione della metropolitana per leggere la parola di Dio. Quella mattina ha letto il brano della Genesi in cui c'è scritto «maschio e femmina li creò»; si è permesso di aggiungere che per noi cristiani il matrimonio è solo tra uomo e donna, ma c'era una coppia di lesbiche, che si è sentita discriminata e ha fatto appello all'Equality Act, chiamando la polizia, che è intervenuta, lo ha arrestato e ammanettato, trascinandolo via in mezzo alla folla. Vi prego di guardare su Internet il video dell'arresto di John Sherwood, che è stato trattenuto per ventiquattr'ore alla stazione della polizia e ora è sotto processo per omofobia. Pensate forse che queste cose non accadranno? È chiaro che in questo momento tutti vi raccontano che la libertà non è assolutamente in pericolo e, anzi, potrete continuare a dire di essere contro l'utero in affitto. Vi dico però che questo non accadrà, perché l'utero in affitto è esattamente il diritto riproduttivo della coppia samesex . Se qualcuno vi venisse a dire che non vi dovete riprodurre, vi sentireste discriminati? Certamente sì! Allo stesso modo, nessuno potrà più dire che una coppia same sex dev'essere esclusa dal ricorso all'utero in affitto, perché quello significherebbe discriminarla in uno dei suoi diritti, cioè quello riproduttivo. Stiamo attenti, perché la propaganda è un discorso e i vari Fedez di turno sono un altro, ma qui dentro le cose dovremmo avere il coraggio di vederle non solo con gli occhi delle ideologie o con gli occhiali del partito politico di appartenenza, ma con la testa di chi sa vedere quali sono le conseguenze che in altri Paesi hanno generato ingiustizie inaccettabili. (Applausi) . Visto che siamo ancora in tempo, per favore, fermiamoci e ragioniamoci. Solo un uomo può essere un padre: questa frase sarà discriminatoria, perché ci sono i cosiddetti papà cavalluccio marino, che in realtà sono donne, che però hanno fatto la transizione, bombardandosi di ormoni, e quindi hanno la barba, i peli e tutto quello che serve per essere uomini, tranne i genitali, che hanno mantenuto femminili; a quel punto, possono restare gravide, ma vogliono essere chiamate "papà" e chiamarle mamme o donne diventerà automaticamente discriminazione. Andate a vedere che cos'è successo alla madrina di Harry Potter, l'autrice inglese Rowling, che si è permessa di scrivere su Internet che la parola «donna» non può essere sostituita dalla definizione «individuo che mestrua», perché quell'espressione è discriminatoria verso la donna. Ha osato dire queste parole. Ebbene, è stata bombardata e massacrata sui social media , perché si è detto che non rispetta gli uomini che mestruano. Siamo a questo? Siamo al punto di non sapere più distinguere il maschile dal femminile? Guardate che poi queste non saranno bizzarre teorie che il senatore Pillon agita in Aula, spaventando la folla degli astanti: diventeranno sanzioni penali e sono pronto a giurare in quest'Aula che un giudice in Italia - ma saranno più di uno - condannerà qualcuno, perché ha osato dire che le donne hanno il ciclo mensile e i maschi no. Sarà considerata grave discriminazione. Ancora, avete letto gli articoli 5 e 6 di questo disegno di legge? Avete letto le pene accessorie folli per chiunque osi discriminare o istigare alla discriminazione sulla base dell'autonomia di pensiero di chi si sente uomo, anche se è donna? Ebbene, le pene accessorie, oltre alla galera, sono anche quelle del contrappasso, perché questo povero condannato, perfido omofobo, perderà la patente di guida, il passaporto, i diritti politici, il diritto di fare propaganda politica e ovviamente quello alla patente di caccia, ma addirittura la propria dignità, perché sarà costretto a fare lavori socialmente utili presso le associazioni LGBT, per la pena del contrappasso. Questo prevedono gli articoli 5 e 6. Avete letto l'articolo 7? Ho ascoltato attentamente la presidente Malpezzi, che ha cercato di raccontarci, a tale proposito, che c'è l'autonomia scolastica; certo che i genitori possono firmare il piano dell'offerta formativa e scegliere la scuola in base ad esso, ma se tutti i POF conterranno l'ideologia gender - perché questa legge imporrà a tutte le scuole di celebrare la giornata contro omofobia, bifobia, lesbofobia e transfobia - come faranno i genitori? O faranno la scuola a casa, cioè la scuola parentale, o dovranno tenere i figli ignoranti. (Applausi) .