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purtroppo gli sterminati giacimenti di beni culturali, artistici e archeologici e la difficoltà di garantirne una cura costante fanno sì che una buona parte di essi sia lasciato a se stesso, all'incuria, con gravi rischi per la sua integrità; considerato che: la normativa di tutela in Italia trova la sua più alta affermazione di principio nella Costituzione, che all'articolo 9, pone in capo alla Repubblica il compito di promuovere "lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica" e tutelare "il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione"; lo Stato ha legislazione esclusiva nel settore della tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali, a norma dell'articolo 117 della Costituzione, mentre la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, la promozione e la organizzazione di attività culturali è oggetto di legislazione concorrente; la valorizzazione dei beni culturali presuppone prima di tutto la loro tutela, che sta nel loro riconoscimento, nella conservazione, protezione e restauro; la definizione di patrimonio culturale è contenuta nel Codice dei beni culturali e del paesaggio (di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004), che all'art. 2 indica come elementi del patrimonio culturale i "beni culturali ed i beni paesaggistici", rinviando per i primi ai beni che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali "testimonianze aventi valore di civiltà"; e per i secondi, ai beni costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio; la tutela del patrimonio culturale comprende sia le attività amministrative e di regolazione, sia gli interventi operativi di conservazione e di difesa del patrimonio culturale e consiste, per garantire la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione del patrimonio, anche nelle attività tese a progettare, realizzare e consegnare alla pubblica fruizione interventi di protezione, conservazione e salvaguardia del patrimonio culturale; la tutela penale dei beni culturali è principalmente dettata dalle norme ricondotte nel Codice dei beni culturali e del paesaggio e nel Codice penale; dalla loro analisi emerge la sostanziale mancanza di una disciplina organica ed omogenea: il primo, infatti, non ha condotto ad una innovazione significativa sul versante delle sanzioni penali, che finiscono con l'essere applicate solo laddove rilevi la violazione delle prescrizioni amministrative, mentre la più grave pecca del Codice penale è rappresentata dalla mancanza di un corpo di norme volte esclusivamente a tutelare il patrimonio culturale; dunque, nonostante il complesso delle disposizioni vigenti, il sistema di tutela del patrimonio culturale si rivela insufficiente e comporta, come dirette conseguenze, degrado, danneggiamento e distruzione e la dispersione, in caso di furto; incuria, vandalismo, distruzione volontaria e furto sono, infatti, le piaghe che affliggono il patrimonio culturale italiano: migliaia sono i siti di grande valore storico e culturale chiusi o abbandonati a loro stessi e molti i beni culturali che ogni anno subiscono danneggiamenti più o meno consapevoli o sono sottratti allo Stato; lo Stato italiano è tra i Paesi europei che stanzia meno fondi destinati alla cultura, trascurando questa immensa risorsa che potrebbe trasformarsi in ricchezza e opportunità, una risorsa strategica, volano di turismo, per il rilancio del nostro Paese; considerato, altresì, che: l'attenzione al concetto di patrimonio culturale nasce dalla consapevolezza del proprio background culturale per ogni nazione e costituisce il presupposto imprescindibile per generare le spinte sociali dirette alla riappropriazione della tradizione dei popoli, poiché senza cultura non c'è coscienza e non c'è identità; anche i recenti attentati ad opere simbolo di storia e di cultura insieme alla propaganda esercitata via social per l'eliminazione di una parte del patrimonio storico-culturale italiano indicano una preoccupante deriva anti culturale, impegna il Governo: 1) a predisporre con urgenza un piano straordinario di interventi espressamente finalizzato alla messa in sicurezza, alla tutela e alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, storico, artistico e museale su tutto il territorio italiano; 2) ad adottare iniziative, anche di carattere normativo, finalizzate a garantire un'adeguata ed efficace difesa del patrimonio culturale e paesaggistico, anche attraverso una riforma organica della disciplina sanzionatoria in materia; 3) a predisporre l'adozione di strumenti tecnologicamente avanzati per un'adeguata azione di sorveglianza per la salvaguardia del patrimonio culturale italiano e di contrasto dei reati contro di esso. Interrogazioni Atto n. 3-01788 DE FALCO FATTORI DE BONIS NUGNES Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno Premesso che: nel corso della mattina di lunedì 13 luglio 2020, una barca alla deriva con a bordo almeno 50 persone era stata segnalata da Alarm-phone in acque internazionali di responsabilità SAR maltese, a sole 24 miglia marine circa da Lampedusa. Al momento, era presente a pochi metri anche una barca da pesca tunisina; inviato in volo di ricognizione l'aereo "Moonbird" di Sea Watch verificava che il natante era effettivamente stracarico, privo di governo e che a bordo non indossavano giubbotti di salvataggio; alle ore 12.59, circa 20 minuti dopo la conferma della presenza del natante in pericolo di perdersi, le centrali di soccorso di Malta ed Italia venivano prontamente informate; alle 16.24 l'aereo tornava sul luogo e avvistava di nuovo la barca mentre a circa un miglio nautico era presente il mercantile "Karenwood Star", di bandiera delle Bahamas, che risultava diretto in Tunisia prima del dirottamento che sembra sia stato effettuato dal centro di coordinamento di Malta; accostato alla nave mercantile, come evidenziano le fotografie scattare da "Moonbird", vi era una motovedetta di soccorso, classe 300, della Guardia costiera italiana, che tuttavia non si avvicinava alla barca alla deriva, ma anzi inspiegabilmente abbandonava la zona delle operazioni, pur essendo unità navale appositamente costruita ed addestrata per il soccorso marittimo in alto mare, a differenza della nave mercantile, occasionalmente impegnata in questa tipologia di operazioni; l'aereo "Moobird", dopo un rifornimento, tornava sul luogo dell'avvistamento verso le 20.15 e notava che in zona vi era la barca in difficoltà sempre più evidenti e il mercantile, mentre l'unità della Guardia costiera italiana si era già ritirata; si tratta di un comportamento a parere degli interroganti inappropriato: se è vero che la nave "Karenwood Star" aveva ricevuto il compito di svolgere le operazioni di salvataggio sotto coordinamento di Malta, infatti, nulla sembra giustificare l'abbandono del luogo di soccorso da parte dell'unità della Guardia costiera italiana, senza verificare che fossero almeno avviate le operazioni di recupero; in realtà, la barca restava abbandonata a sé stessa in quanto anche la nave "Karenwood Star" riprendeva la propria rotta, senza aver effettuato il soccorso; la Guardia costiera ha fatto sapere che: