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il Consiglio dei ministri del 3 settembre 2018 ha deliberato di impugnare la legge della Regione Marche n. 22 del 28 giugno 2018 (che intendeva escludere l'incenerimento dalle strategie di gestione dei rifiuti) in quanto la legislazione in materia ambientale non spetta alle Regioni ma, secondo l'articolo 117 della Costituzione, è di competenza esclusiva dello Stato; in quell'occasione, il Ministro pro tempore Costa ha dichiarato alla stampa: "Però proprio perché la competenza è statale e noi non siamo contrari alla ratio della legge, ho dato disposizione agli uffici legislativi affinché sia modificato l'art. 35 dello Sblocca Italia contro cui tantissimi cittadini e comitati si sono sempre battuti. È arrivato il momento di non puntare più sull'incenerimento ma sulla differenziata di qualità e sull'economia circolare", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda favorire la dismissione progressiva del parco inceneritori in Lombardia, al fine di ridurre l'attuale sovracapacità degli impianti e, in caso affermativo, con quale strumenti e con quali tempistiche; se intenda evitare che la minor produzione di rifiuti urbani residui possa essere compensata incenerendo maggiori quantitativi di altri rifiuti, come, ad esempio, i fanghi di depurazione; a che punto siano i lavori degli uffici legislativi del Ministero per la modifica dell'art. 35 dello "sblocca Italia", di cui al decreto-legge n. 133 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 164 del 2014, utili anche al fine di evitare che gli impianti in Lombardia siano utilizzati per lo smaltimento di rifiuti provenienti da altre zone del territorio nazionale, disattendendo così le previsioni di dismissione di alcuni impianti, tanto attesa dai cittadini; se intenda attivarsi affinché sia impedito l'ampliamento o la nuova costruzione di reti di teleriscaldamento alimentate da inceneritori di rifiuti o altri impianti industriali inquinanti, o non coerenti con i principi dell'economia circolare, e sia favorita la riconversione delle reti di teleriscaldamento esistenti, perché siano progressivamente abbandonate le fonti di calore più inquinanti, come gli inceneritori, in favore di fonti energetiche a zero emissioni. Atto n. 3-00798 CROATTI RICCARDI SANTILLO CAMPAGNA GRANATO ANASTASI DONNO DE LUCIA BOTTO LANNUTTI GAUDIANO MARINELLO FERRARA PARAGONE CORBETTA ANGRISANI MANTOVANI MALLEGNI GIANNUZZI NOCERINO ACCOTO PRESUTTO PUGLIA VACCARO PESCO GUIDOLIN Al Ministro dell'interno Premesso che: l'operazione "Spiagge sicure" del 2018 ha registrato un gran successo ottenendo risultati soddisfacenti nella lotta all'abusivismo commerciale e alla contraffazione. L'iniziativa ha riguardato 54 Comuni costieri, distribuiti in 29 province e 12 regioni, che hanno potuto beneficiare delle risorse messe a disposizione per un totale di 2 milioni e 400.000 euro, per un importo fino a 50.000 euro ciascuno; da qualche giorno è stata rilanciata l'operazione "Spiagge sicure" anche per l'estate 2019, prevedendo l'aumento del fondo messo a disposizione fino a 4 milioni e 200.000 euro e coinvolgendo soltanto 100 enti locali sotto i 50.000 abitanti; vi è da evidenziare che nel 2018, con circa la metà dei fondi, sono stati raggiunti rilevanti risultati, inoltre le modifiche apportate rispetto all'anno precedente destano particolari perplessità, soprattutto rispetto all'esclusione dei Comuni con più di 50.000 abitanti, stando ciò a significare che importanti Comuni costieri e turistici, come ad esempio Rimini e Ravenna con un'elevatissima affluenza, non potrebbero beneficiare delle risorse stanziate per combattere abusivismo commerciale e attività illecite; considerato che: l'Emilia-Romagna è una regione ricca di località balneari con chilometri di costa che registrano annualmente milioni di presenze turistiche e necessitano ogni anno di ingenti investimenti per la sorveglianza e la sicurezza delle spiagge. Seguendo tali criteri saranno solo tre i Comuni che potranno beneficiare dell'operazione "Spiagge sicure"; secondo tale limitazione, quindi, quelle località turistiche che durante il periodo estivo sono maggiormente prese d'assalto da migliaia di turisti non potranno accedere alle risorse stanziate per garantire la sicurezza e la legalità, si chiede di sapere se il limite dei 50.000 abitanti sia sostenuto dalla previsione di specifiche misure a favore dei Comuni con più di 50.000 abitanti per assicurare la legalità e la sicurezza durante il periodo estivo, o, al contrario, se il Ministro in indirizzo intenda prendere in considerazione la possibilità di eliminare il limite, consentendo ai Comuni con più di 50.000 abitanti di beneficiare del provvedimento. Atto n. 3-00799 VERDUCCI IORI MALPEZZI RAMPI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: secondo quanto risulta agli interroganti e secondo quanto dichiarato da diversi sindaci di comuni facenti parte del cratere sismico delle province di Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno, l'Ufficio scolastico regionale delle Marche starebbe predisponendo una revisione della pianta organica del personale docente, afferente ad istituti scolastici comprensivi presenti nei comuni citati, per l'anno scolastico 2019/2020; la revisione segue alle disposizioni trasmesse dalla circolare prot. n. 442 del 18 marzo 2019, emanata dalla Direzione generale per il periodo scolastico, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca; considerato che: a far seguito dall'anno scolastico 2016/2017, secondo quanto disposto dall'articolo 18- bis del decreto-legge n. 189 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 229 del 2016, e successive modificazioni, con riferimento alle istituzioni scolastiche ed educative i cui edifici, siti nelle aree colpite dagli eventi sismici del Centro Italia, sono stati dichiarati parzialmente o totalmente inagibili a seguito di tali eventi sismici, a quelle ospitate in strutture temporanee di emergenza e a quelle che ospitano alunni sfollati, alle nuove strutture nel frattempo edificate, al fine di consentire la regolare prosecuzione delle attività didattiche e amministrative, i dirigenti degli USR possono derogare al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto, per ciascun tipo e grado di scuola;