[pronunce]

, salvo che nei loro confronti sia stata pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento, di condanna o di applicazione della pena ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen.; che a norma degli artt. 197, comma 1, lettera b), e 197-bis, comma 2, cod. proc. pen. , l'incompatibilità a testimoniare viene meno, quando il procedimento è ancora pendente, per i soli imputati in procedimento connesso a norma dell'art. 12, comma 1, lettera c), cod. proc. pen. , o di reato collegato a norma dell'art. 371, comma 2, lettera b), cod. proc. pen. , ed esclusivamente nell'ipotesi in cui gli stessi, avvertiti ex art. 64, comma 3, lettera c), cod. proc. pen. , abbiano liberamente reso dichiarazioni concernenti la responsabilità di altri; che, quindi, l'ambito della testimonianza “assistita”, in pendenza di procedimento, risulta circoscritto ai soli soggetti di cui alla lettera b) del comma 1 dell'art. 197 cod. proc. pen. che abbiano ricevuto l'avvertimento di cui all'art. 64, comma 3, lettera c), cod. proc. pen. ; che tale disciplina appare giustificata, quanto alla incompatibilità a testimoniare per i coimputati del medesimo reato e per le persone imputate in un procedimento connesso a norma dell'art. 12, comma 1, lettera a), cod. proc. pen. , in ragione della peculiare situazione derivante dall'unicità del fatto-reato e dei conseguenti profili di indubbia interferenza con la posizione dell'imputato e, quanto alla previsione dell'avvertimento per le altre categorie, in ragione della necessità di garantire che il dichiarante compia una scelta libera e consapevole in ordine alle conseguenze delle proprie dichiarazioni erga alios (v. ordinanza n. 451 del 2002); che pertanto - a prescindere che la questione sollevata dal rimettente presenta anche un profilo additivo che potrebbe comportare effetti in malam partem - la disciplina censurata non si pone in contrasto con gli artt. 3 e 111 Cost., ma è frutto delle scelte discrezionali, non irragionevolmente esercitate, con cui il legislatore ha individuato, in ossequio al principio nemo tenetur se detegere, situazioni nelle quali il diritto al silenzio, inteso nella sua dimensione di &laquo;corollario essenziale dell'inviolabilità del diritto di difesa&raquo; , va garantito malgrado dal suo esercizio possa conseguire l'impossibilità di formazione della prova testimoniale (v. ordinanze n. 291 e n. 451 del 2002); che la questione va quindi dichiarata manifestamente infondata in relazione a tutti i parametri considerati. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 197, 197-bis e 210 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 111 della Costituzione, dal Tribunale di Nocera Inferiore, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 novembre 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Guido NEPPI MODONA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 novembre 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA