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Anche in questo caso si doveva trovare un punto di incontro tra le esigenze degli enti locali nello sviluppo di tali infrastrutture e le esigenze degli operatori che devono comunque fare investimenti significativi. Ebbene, ritengo che si sia trovato un punto di equilibrio; quindi, se oggi arriviamo in fondo con l'approvazione di questo provvedimento, consentiamo a questo Governo - nelle more degli spazi di agibilità e di azione che gli rimangono - e comunque al prossimo Esecutivo che si insedierà entro la fine dell'anno, di procedere all'esercizio delle deleghe contenute in questo disegno di legge per poi consentire al nostro Paese di ricevere le risorse tanto importanti del PNRR. Servono per fare gli investimenti che devono portare a una modernizzazione del nostro Paese. Stiamo sviluppando una modernizzazione del Paese, fatta sia di investimenti infrastrutturali sia di riforme. Ecco, credo che questo provvedimento rappresenti bene la sintesi tra riforme e investimenti, perché di questo si tratta anche nei contenuti del disegno di legge. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Ripamonti. RIPAMONTI, relatore . Signora Presidente, non ho molto altro da aggiungere rispetto a quanto detto dal senatore Collina, con il quale ho svolto il ruolo di relatore di questo disegno di legge. Esprimo solo la soddisfazione di aver portato a termine un impegno che il Governo aveva assunto nei confronti del Parlamento e dell'Europa per il PNRR. Oggi stabiliamo questo concetto ed è un risultato molto positivo per tutti noi. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la concorrenza la fa il tempo, ed è una concorrenza non sleale, ma leale ai principi che abbiamo voluto affermare in tutti i mesi che ci hanno separato dal momento in cui il provvedimento è arrivato in Senato fino a quando questo Senato lo ha licenziato, per poi approdare alla Camera con la pantomima dei taxi e tutto quello che ne è conseguito. Che qualcosa non andava l'avevamo detto dall'inizio. Vorrei allora fare chiarezza una volta per tutte. Mi sono occupato di quella parte del provvedimento che riguarda un pezzo del cuore italiano: le imprese del turismo, le imprese balneari, coloro i quali hanno i porti, gli approdi, nei fiumi, nei laghi; insomma, quel pezzo di turismo che, insieme all'altro, occupa quasi 4 milioni di persone. Quel turismo che vi vedrà tutti ospiti, forse, tra qualche ora, perché spero per voi che andrete tutti sulle nostre spiagge, a godere della professionalità e della qualità dell'offerta turistica nazionale. E mi rivolgo agli amici del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle. Quando ci andrete, ditelo chi siete, perché almeno così ricorderanno quando siete arrivati in Aula con quel Governo che voleva sostenere quella misura che voi amavate tanto. Ancora una volta, si trattava di un esproprio reale, senza indennizzi alle imprese, senza riconoscimento per le imprese familiari, senza l'opportunità di continuare la tradizione del turismo nazionale e con l'obiettivo di svenderla a qualche multinazionale amica vostra. Forza Italia, in quel Governo, era presente proprio per impedire a quelli come voi di mandare a casa gente come noi. Gente che lavora, che si impegna, che paga le tasse, che sa che il 16 del mese non è una giornata felice, ma che si paga l'F24 che non è un aeroplano, come molti di voi pensano. Questo ragionamento bisogna farlo in maniera trasparente. Oggi abbiamo una legge sulla concorrenza che riguarda anche il settore delle imprese del turismo, i balneari e non solo, ma anche tutti coloro che hanno una concessione demaniale e questi signori possono guardare al futuro con serenità, con la possibilità di lavorare ancora, loro, le loro famiglie, i loro figli e i loro nipoti, investendo, fatturando, pagando le tasse e rispettando le regole. Ebbene questo è merito solo nostro e della Lega. Insieme, abbiamo portato avanti un ragionamento di serietà e di rispetto, combattendo sei mesi in quest'Aula e facendo in modo che quel provvedimento di legge non uscisse come lo avevate pensato, ma nell'interesse delle imprese del turismo. Se non ci fossimo stati, a quest'ora qualcuno avrebbe già subito l'esproprio della spiaggia. Le gare probabilmente sarebbero già partite; 30.000 imprese italiane, un milione di persone di indotto, si guarderebbero intorno senza sapere cosa fare e l'impresa del turismo, il settore del turismo, quel motore dell'Italia che è il turismo, avrebbe subìto un grave danno. Questa è la risposta che io voglio dare, come parlamentare, come persona che si occupa di turismo e come esponente di Forza Italia, a coloro i quali ci chiedono che ci siamo stati a fare in quel Governo. Se non ci fossimo stati, sarebbe stato un guaio! Sarebbe stata una tragedia! Se oggi abbiamo una prospettiva importante, è perché noi quel lavoro lo abbiamo portato avanti con senso di responsabilità. È facile, è troppo facile stare fuori, criticare e ripetere: sbagliato! Sbagliato! Sbagliato! Bisogna sporcarsi le mani! (Applausi) . Se fai il pubblico amministratore, ci devi mettere la faccia e non star fuori a puntare il dito. Devi stare dentro, cambiare le regole, farlo nell'interesse dei cittadini e farlo per lo sviluppo economico di questo Paese, difendendo la prima economia italiana: il turismo. È per questo che noi siamo convinti di quello che abbiamo fatto e il 25 settembre, se i cittadini, come io spero, daranno al centro-destra un'ampia maggioranza, modificheremo ancora quella norma come avremmo voluto fare. Tenteremo di inserire il diritto di prelazione per i concessionari e guarderemo avanti, con una prospettiva di Governo seria, nel rispetto del lavoro, dell'occupazione e di un'economia, quella italiana, che va salvaguardata. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lorefice. Ne ha facoltà. LOREFICE (M5S) . Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi, oggi intervengo nuovamente su un argomento già trattato con l'ultima legge europea, emanata soltanto nel novembre del 2021. Parlerò solamente dell'articolo 28, che riguarda l'abrogazione di una norma che, lo ribadisco, era stata inserita nella legge europea 2019-2020, conclusa nel novembre 2021. Tale norma prevedeva l'incompatibilità tra la professione di agente immobiliare e quella di intermediario finanziario. Con il nuovo articolo 28, come emendato alla Camera dei deputati, tutto questo viene meno. Pertanto, questa previsione, che contribuiva, tra l'altro, anche alla chiusura di una procedura di infrazione per non corretto recepimento della normativa europea, andava a sanare una grave situazione di disagio e difficoltà dei tanti cittadini che si rivolgono a questo mondo. Si andrà pertanto a impattare sicuramente su chi vuole comprare una nuova casa e non ha tutte quelle coperture finanziarie e familiari che tanti italiani - ripeto - forse hanno. Avevamo quindi creato una nuova norma per evitare i conflitti di interesse, perché di questo parliamo.