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A tale proposito, la professoressa Morano, illustrando i dati relativi all'attività degli Osservatori regionali, ha segnalato che «dal 2008 non sono stati più erogati i finanziamenti necessari per consentire il regolare funzionamento degli Osservatori regionali sul bullismo». Ciò nonostante, nelle singole aree territoriali le azioni sono proseguite su impulso delle singole scuole o delle reti di scuole, nell'ambito di iniziative relative all'educazione alla cittadinanza, alla promozione del benessere psicofisico e sociale, al potenziamento delle attività motorie e sportive e al contrasto alla dispersione scolastica. A livello centrale, sono stati attivati il sito internet www.smontailbullo.it , che fornisce utili strumenti e suggerimenti per fronteggiare il fenomeno da un punto di vista psico-sociologico e culturale, il numero verde riservato a genitori e studenti, per la segnalazione di offese verbali, prepotenze fisiche e problemi di esclusione e di isolamento, e l'indirizzo mail bullismo@istruzione.it che offre consulenza alle segnalazioni di casi specifici. Dal 2010 il piano nazionale «Più scuola meno mafia» istituito nel 2008, in seguito all'accordo tra il MIUR e l'Agenzia del demanio, rinnovato nel 2010 tra il MIUR, il Ministero dell'interno e l'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), il cui obiettivo è il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata a fini di istruzione e formazione, ha sostenuto il progetto « Open Eyes: Safenet Use », avviato nel 2010 e realizzato a Milano, che ha portato alla realizzazione di un osservatorio sull'uso e l'abuso della rete informatica e di uno sportello per la gestione dei casi di stalking , cyberstalking , cyberbullismo e, in generale, per il sostegno alle vittime di comportamenti persecutori; ricorda inoltre il progetto « Nausicaa », avviato nel 2012 e realizzato a Caserta, che prevede la realizzazione di un osservatorio per lo studio e la prevenzione dei casi di disagio giovanile e di uno sportello per il sostegno psicologico agli studenti e alle vittime di reati di bullismo, cyberbullismo e di violenza di genere e della criminalità organizzata. Negli interventi degli Osservatori di Milano e Caserta sono stati coinvolti oltre 5.000 studenti (di cui il 53 per cento ragazze) dell'età media di 15/16 anni, destinatari di una ricerca qualitativa e quantitativa. Dalla ricerca risulta che il 99,1 per cento dei giovani usa regolarmente internet e l'89,3 per cento ha un profilo su un social network . Per il 21,5 per cento dei ragazzi i social network sono uno strumento per fare nuove conoscenze ma anche l'occasione in cui si manifestano i rischi maggiori. I dati, assai preoccupanti, confermano le tendenze evidenziate dai più recenti fatti di cronaca: ben il 12,5 per cento del campione riconosce di avere utilizzato i social network per diffondere messaggi offensivi o minacciosi nei confronti di coetanei; il 13,6 per cento dei maschi e l'8,1 per cento delle ragazze dichiara di avere «umiliato» altre persone con la diffusione di materiali offensivi e insinuazioni diffamatorie. Ciò per quanto concerne l'ammissione del cyberbullyng e cyberstalking . Ancor più preoccupanti sono i dati relativi al fenomeno subito o di cui i ragazzi sono testimoni: il 10 per cento degli studenti interpellati dichiara di essere stato vittima di diffusione di informazioni e immagini personali senza il proprio consenso; il 12 per cento dei maschi e il 16 per cento delle femmine dichiara di essere stato vittima di insulti, aggressioni verbali e minacce; il 12 per cento riferisce che altri hanno inviato messaggi e immagini a proprio nome; il 31,4 per cento degli intervistati è stato testimone o è a conoscenza di altri studenti partecipanti a gruppi on-line a sfondo razzista o omofobo; il 30 per cento è a conoscenza o è stato testimone diretto della diffusione di messaggi di minaccia da parte di altri studenti. Altro progetto avviato è Tabby ( Threat Assessment of Bullying Behavior : valutazione della minaccia di cyberbullismo nei giovani), approvato nel quadro del programma Daphne III 2007-2013. Le azioni più recenti sono state il progetto « Safer Internet -Generazioni Connesse» con il coordinamento del MIUR e il contributo dei principali soggetti impegnati nella tutela dei diritti dei minori per un utilizzo consapevole di internet e dei new media (Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Polizia postale e delle Comunicazioni, Save the Children Italia , Telefono azzurro, Cooperativa E.D.I., Movimento Difesa del cittadino), e il portale URP SOCIAL, il primo social tematico realizzato da una pubblica amministrazione. Nella fase di prima attivazione (9 settembre 2013 -- 9 ottobre 2013) ha registrato 1.449 visite e 6.038 visualizzazioni di pagina. In ottemperanza al decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104 convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128 -- recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca -- e in prosecuzione delle attività già avviate, considerato l'aggravarsi dei fenomeni e dell'abuso e dell'uso non corretto delle tecnologie per la comunicazione, si ritiene opportuno intensificare le azioni di prevenzione e di contrasto a ogni forma di violenza e di discriminazione: ciò attraverso la creazione di una commissione ministeriale di studio, anche con la presenza di esperti esterni, per la revisione delle Linee di indirizzo generali e azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo (decreto ministeriale n. 16 del 5 febbraio 2007); una summer school rivolta ai docenti e ai dirigenti scolastici sui temi dell'uso corretto e consapevole delle nuove tecnologie per offrire strumenti metodologici volti a contrastare ogni forma di discriminazione attraverso interventi didattici; un bando di un concorso di idee riservato agli studenti e finalizzato a un servizio di comunicazione capace di veicolare, con stili giovanili, messaggi e contenuti diretti ai più giovani al fine di un contrasto efficace dei fenomeni di cyberbullismo, intolleranza, bullismo omofobico e violenza di genere. (Resoconto Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, 11 dicembre 2013 -- XVII legislatura Senato della Repubblica). Con riferimento alle attività di contrasto al cyberbullismo svolte dalla Polizia postale, nel corso dell'audizione svoltasi nella più volte menzionata Commissione per la promozione e la tutela dei diritti umani il 12 dicembre scorso, il dottor Apruzzese, direttore della polizia postale e delle comunicazioni, ha evidenziato che, in particolare, la Polizia postale si occupa di tutte le forme dell'illecito in rete e negli ultimi anni l'attenzione al cyberbullismo è stata molto intensa, soprattutto a causa della velocità e delle dimensioni del fenomeno. Lo stesso ha sottolineato che «non esiste un reato specifico per gli autori di questi atti, ma si può procedere ricorrendo a reati già previsti, quali ad esempio la diffamazione o le molestie. Ci si trova spesso di fronte al furto d'identità digitale compiuto da giovani in danno di altri giovani. Va rilevato che in misura sempre maggiore si registrano atti illeciti ad opera di minori.