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Noi in queste battaglie crediamo e probabilmente, un giorno, qualcuno, leggendo i Resoconti parlamentari, ci potrà dare quella ragione che oggi ci è stata negata. Anche io, cara presidente Bernini, sarei stato più portato a votare contro, ma la differenza è relativa, anche perché non voglio che domani si scriva sui giornali che siamo contro i giovani. Noi siamo a favore dei giovani, le nostre politiche economiche giovanili sono all'avanguardia, nell'interesse di quanto serve ai giovani. Quindi, la nostra astensione è un voto contemporaneamente di protesta verso questo modo di agire e anche un segnale al mondo giovanile, al quale sicuramente vogliamo riconoscere diritti ma anche doveri. Sono stato tra i sostenitori dell'opportunità di reintrodurre l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole. Mi auguro che da qui a qualche tempo - ritornando a quelle trasmissioni in cui si fanno le inchieste giornalistiche - quando si andrà nelle classi, soprattutto dei diciottenni, dei maturandi, a chiedere chi è il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera, il Presidente del Senato o il Presidente del Consiglio, non si abbiano volti stravolti o risposte strampalate, bensì risposte adeguate. Quando avremo raggiunto questo grado di cultura, di civismo e di diritto di cittadinanza, forse questa riforma potrà essere idonea; ma in questo momento, secondo il nostro modesto avviso, è assolutamente inutile. Ciò nonostante, ci asterremo su questo provvedimento perché non vogliamo contribuire a violentare ingiustamente la nostra Costituzione. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Governo, colleghi, poche settimane fa, in occasione di una discussione che riguardava sempre la modifica della Costituzione, ho sostenuto che serve cautela nell'avviare un iter in tal senso. Serve cautela, serve valutare l'opportunità e serve valutare le conseguenze dell'atto che si va ad approvare. E questo non perché, come molti qui dentro, ma anche moltissimi al di fuori di questa assise, io creda che la nostra sia la Costituzione più bella del mondo. Questo non lo penso assolutamente; io ritengo che in alcune parti la nostra Costituzione sia anacronistica e non potrebbe che essere così. Essa è stata adottata quasi settantacinque anni fa, in un contesto storico-sociale completamente diverso, con esigenze completamente diverse rispetto a quelle che abbiamo adesso. Un impianto normativo così vasto, complesso e articolato non può che essere anacronistico ora o essere stato eccessivamente futuristico allora. Questo avrebbe significato che i Padri costituenti abbiano commesso degli errori; ma questo non lo penso assolutamente. Quindi, la nostra Costituzione può e deve essere modificata; lo abbiamo fatto di recente e lo stiamo facendo anche adesso. Ciò non toglie però che essa, seppur appunto anziana (consentitemi il termine), abbia comunque in sé dei principi assolutamente condivisibili. Ad esempio, per me, uno dei principi più importanti in assoluto contenuti nella Costituzione, al secondo comma dell'articolo 1, è quello che prevede che la sovranità spetti al popolo, che la esercita nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione. Che significa questo? Significa che il potere (perché parlando di sovranità di questo si tratta) spetta al popolo, che tramite i propri rappresentanti eletti, quindi tramite il voto, esercita questo diritto. Perché ritengo di dover precisare questo aspetto? Innanzitutto perché la discussione odierna verte su uno di questi aspetti, appunto il fatto che l'esercizio del voto sia disciplinato sia con riferimento all'elettorato passivo, sia con riferimento all'elettorato attivo. Per la prima fattispecie è prevista una differenza di età per poter accedere alla Camera dei deputati o essere eletti al Senato; con riferimento invece all'elettorato attivo, sono previsti due livelli di età diversi per poter scegliere i propri rappresentanti eletti. Di nuovo quindi parlo di rappresentanti eletti e non lo faccio a caso, come non a caso ho ricordato a chi la nostra Costituzione attribuisce il potere. Ritengo infatti gravissimo che un organo costituzionale, tramite i propri rappresentanti (in questo caso sto parlando dell'Associazione nazionale magistrati), arrivi a pronunciarsi contro un'iniziativa del primo partito d'Italia, che chiede semplicemente al popolo, cioè a colui che detiene il potere, di esprimersi sull'opportunità di poter coinvolgere tutta la popolazione su un referendum . Sostanzialmente un ordine dello Stato si oppone a far sì che chi detiene il potere per previsione costituzionale si possa pronunciare su un tema così importante per il nostro ordinamento giuridico. Questo è gravissimo. Come dicevo prima, si tratta di un ordine dello Stato, perché molti, anche qui dentro, ritengono, a mio avviso impropriamente e sbagliando, che il potere esecutivo, uno dei tre poteri unanimemente riconosciuti (insieme al legislativo e al giudiziario), sia titolarità della magistratura. Ma così non è. La nostra Costituzione, oltre a dire che il potere spetta al popolo, all'articolo 104 dice chiaramente che la magistratura è un ordine. Quindi, un ordine non dovrebbe consentire la limitazione dell'esercizio del potere a chi legittimamente lo detiene. Ma noi andiamo avanti: andiamo avanti nelle piazze, dove siamo sempre stati e continueremo ad esserci, e andiamo avanti nei gazebo, che abbiamo sempre fatto e continueremo a fare. Questo grazie ai nostri militanti, nonostante le minacce non solo verbali e le aggressioni. Infatti, alcuni nostri militanti presso dei gazebo della Lega sono stati aggrediti fisicamente; a queste persone desidero quindi esprimere non solo tutta la mia solidarietà e vicinanza, ma anche i miei sentiti ringraziamenti a loro e a tutti gli altri militanti che hanno consentito di realizzare più di 1.000 gazebo e di raccogliere più di 100.000 firme a sostegno di questa iniziativa di democrazia. (Applausi) . Questo perché la Lega, soprattutto nei momenti di difficoltà, è in mezzo alle persone. Molti, nei momenti di difficoltà, si chiudono nel palazzo, si arroccano; noi, al contrario, scendiamo nelle piazze. Ne sono testimone diretto: quando il precedente Governo ha limitato le attività, ho preso un impegno per cui poco più di un mese fa ero a parlare con il generale alla base (e il generale non è un militare e la base non è una caserma, ma una palestra). Nel momento in cui il precedente Governo limitava la possibilità di quelle persone di lavorare, mi impegnavo personalmente ad essere da loro nel momento in cui saremmo riusciti a far riaprire le attività; lo abbiamo fatto e ho rispettato quell'impegno, perché la Lega in mezzo alle persone c'è sempre. Per questo personalmente ritengo utile consentire al maggior numero possibile di persone di esprimere la propria indicazione di voto o comunque il proprio orientamento, che sia in un referendum o alle elezioni; questo è sempre un bene per il nostro sistema democratico. Entrando nel merito, la discussione odierna verte sulla modifica dell'articolo 58 della Costituzione, in particolare sulla soppressione della locuzione: «degli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età».