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Il 9 maggio scorso, infatti, la Regione Umbria ha inteso sottoscrivere un protocollo di intesa con Enel, Comune di Panicale e Comune di Piegaro, inaccettabile sotto tre punti di vista: ovviamente dal punto di vista dell'opportunità e non credo sia necessario specificare il perché; dal punto di vista della sostanza, perché è un protocollo assolutamente vuoto, che specula sulla campagna elettorale e sulle parole, ma non risolve i problemi che affliggono il territorio; ma, soprattutto, sul piano della forma, inteso come rispetto della legge. Ci sono infatti tre evidenti violazioni. La prima riguarda l'articolo 38 del testo unico degli enti locali perché, dopo l'indizione dei comizi elettorali, i Comuni possono approvare solo atti urgenti e indifferibili. Ebbene, questo protocollo d'intesa è in ritardo di due anni: doveva arrivare entro il 30 giugno del 2017. Di urgente c'è solo la scadenza elettorale. Inoltre, si viola anche l'articolo 42 del testo unico degli enti locali, perché gli atti di programma sono di competenza dei consigli comunali, mentre quell'atto di programma per i consigli comunali non è passato nemmeno per sbaglio. Infine, l'ultima violazione: delle delibere di giunta, che dovrebbero essere state approvate, a diversi giorni dalla sottoscrizione del protocollo d'intesa, ahimè, non vi è traccia e sono state rifiutate ai consiglieri di opposizione. Nessuno ha visto le delibere di giunta sulla base delle quali dei sindaci della Repubblica hanno sottoscritto un protocollo. Per questo abbiamo informato il prefetto, viste le sue competenze, e abbiamo depositato un'interrogazione scritta al Ministro dell'interno, al quale chiedo di poterci dare una risposta entro il 26 maggio, affinché i cittadini abbiano chiaro se i sindaci hanno firmato nel pieno delle funzioni, rispettando o meno la legge. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PELLEGRINI Marco (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, abbiamo appena approvato un importante provvedimento antimafia e l'argomento che sto per trattare è meno grave, ma vi assicuro che interessa a decine di migliaia di persone e attiene al rispetto delle regole del diritto e dell'ordinamento sportivo e al criterio di ragionevolezza e di equilibrio cui devono essere informate tutte le decisioni di qualsiasi organo deliberante. Ieri è accaduto che il tribunale federale nazionale della Federazione italiana giuoco calcio (FIGC) abbia sentenziato la retrocessione del Palermo all'ultimo posto della classifica di serie B. Subito dopo si è riunito il consiglio direttivo della Lega serie B, che in sostanza ha sancito l'immediata esecutività della sentenza e per l'effetto c'è stato il ripescaggio del Perugia per ciò che riguarda i playoff , cioè per individuare la squadra che sarà promossa in serie A, rendendo di fatto una sentenza di primo grado alla stregua di una sentenza definitiva, sancendo contemporaneamente l'annullamento del playout , che invece doveva decretare l'ultima squadra che doveva retrocedere in serie C, playout che doveva disputarsi tra la quartultima e quintultima squadra della classifica di serie B e ciò ha sancito di fatto la retrocessione del Foggia calcio in serie C. In pratica, il consiglio direttivo della Lega serie B, senza averne alcun potere - potere che invece è in capo alla FIGC, ai sensi delle norme organizzative interne della stessa FIGC (NOIF) - ha cambiato le regole del gioco in corso. Peraltro, alcuni componenti del consiglio direttivo appaiono in palese conflitto di interessi, in quanto l'incredibile decisione presa ieri avvantaggia direttamente due squadre i cui rappresentanti hanno votato detta delibera. Pertanto, visto il difetto di potere del consiglio direttivo della Lega serie B auspichiamo e chiediamo al presidente della FIGC, al presidente del CONI e al sottosegretario Giorgetti di attivarsi, ciascuno per le proprie competenze, per arrivare ad annullare gli effetti della delibera che ho appena citato. (Applausi dal Gruppo M5S) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 15 maggio 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 15 maggio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 20,26) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso (510-B) ARTICOLO 1 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 1. 1. L'articolo 416- ter del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 416- ter. - (Scambio elettorale politico-mafioso). - Chiunque accetta, direttamente o a mezzo di intermediari, la promessa di procurare voti da parte di soggetti appartenenti alle associazioni di cui all'articolo 416- bis o mediante le modalità di cui al terzo comma dell'articolo 416- bis in cambio dell'erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità o in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell'associazione mafiosa è punito con la pena stabilita nel primo comma dell'articolo 416- bis . La stessa pena si applica a chi promette, direttamente o a mezzo di intermediari, di procurare voti nei casi di cui al primo comma. Se colui che ha accettato la promessa di voti, a seguito dell'accordo di cui al primo comma, è risultato eletto nella relativa consultazione elettorale, si applica la pena prevista dal primo comma dell'articolo 416- bis aumentata della metà. In caso di condanna per i reati di cui al presente articolo, consegue sempre l'interdizione perpetua dai pubblici uffici». ________________ N.B. Approvato il disegno di legge composto del solo articolo 1 EMENDAMENTI VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Berardi, Bogo Deledda, Bonfrisco, Borgonzoni, Bossi Umberto, Candiani, Cangini, Cattaneo, Cioffi, Crimi, Crucioli, Dal Mas, D'Angelo, De Poli, Fedeli, Garavini, Giammanco, Lucidi, Merlo, Montevecchi, Monti, Napolitano, Pinotti, Ronzulli, Santangelo, Siri, Solinas, Toffanin, Vattuone, Vescovi, Zanda e Zuliani. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Di Micco e Marinello, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.