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L'intervento, infatti, di piani straordinari a valere su fondi aggiuntivi sia ordinari sia europei per favorire l'assunzione a vari livelli dei ricercatori è stata una prima, anche se ancora insufficiente, risposta; premesso inoltre che: la legge di bilancio per il 2020 ha previsto lo stanziamento di ulteriori 31 milioni di euro, per l'anno 2020, del fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio, continuando nel percorso avviato nella XVII Legislatura: si tratta di risorse che consentiranno a tanti ragazzi che ne hanno i requisiti e l'idoneità di avere la borsa di studio; la legge di bilancio per il 2020 ha previsto altresì un notevole incremento del numero dei contratti di formazione specialistica dei medici, aumentando ulteriormente le risorse dell'autorizzazione di spesa prevista a legislazione vigente; il 2 febbraio all'istituto "Spallanzani" di Roma, tre ricercatrici, le dottoresse Concetta Castilletti, Maria Capobianchi e Francesca Colavita, a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti affetti dal coronavirus in Italia, sono riuscite ad isolare il virus, a riprova dell'eccellenza della ricerca italiana; in un'intervista rilasciata al quotidiano "la Repubblica", il 4 febbraio 2020, il Ministro dell'università e della ricerca, professor Gaetano Manfredi, ha annunciato un nuovo piano di reclutamento dei ricercatori universitari, rappresentando altresì l'eccessiva durata del loro stato di precarietà; è necessario offrire ai giovani che investono la propria vita e il proprio percorso lavorativo nella ricerca universitaria prospettive di carriera in tempi certi, regolate e lineari, interrompendo il sistema di sfruttamento nel quale spesso finiscono, semplificando il groviglio contrattuale esistente, per rimettere l'università italiana nelle condizioni di crescere e di offrire opportunità di studio ai migliori ricercatori, si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda porre in essere per corrispondere alle aspettative del mondo dell'università e della ricerca, al fine di dare ai giovani una prospettiva professionale di crescita all'interno del nostro sistema Paese, di evitare che le eccellenze possano disperdersi all'estero e di apportare un concreto e duraturo sviluppo all'intera comunità. Atto n. 3-01351 BERNINI MALAN FANTETTI GALLIANI GALLONE GIAMMANCO LONARDO MALLEGNI MANGIALAVORI MOLES RIZZOTTI RONZULLI PICHETTO FRATIN AIMI CRAXI ROMANI BATTISTONI CALIGIURI SERAFINI BIASOTTI PAROLI TIRABOSCHI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: l'organizzazione mondiale del commercio (WTO) è un'organizzazione intergovernativa, attiva dal 1995, che riunisce 164 Stati e ha il compito di regolare il commercio internazionale, con l'obiettivo di facilitare il più possibile gli scambi commerciali; in base ai trattati che l'istituiscono, il WTO regola e difende i principi del libero scambio; il 2 ottobre 2019, il WTO ha autorizzato gli Stati Uniti ad imporre dazi doganali per circa 7,5 miliardi di dollari di import dall'Unione europea, accusata di aver aiutato negli anni in modo illegale Airbus nello sviluppo e lancio di alcuni suoi modelli (A380 e A350). L'Italia si ritrova ad essere punita dai dazi Usa nonostante l'Airbus sia essenzialmente un progetto franco-tedesco al quale si sono aggiunti Spagna e Regno Unito; nel 2018 l' export complessivo dell'Italia verso gli Stati Uniti è stato pari a 42,45 miliardi di euro; secondo le elaborazioni su fonti ISTAT dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), dal mese di gennaio al mese di settembre 2019, il volume dell' export italiano verso gli Stati Uniti d'America è stato di 33.173,86 milioni di euro; i nuovi dazi colpiscono un'ampia varietà di merci europee; con la conclusione, il 13 gennaio 2020, della procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del commercio americano (USTR) ed in previsione di una possibile nuova estensione delle tariffe doganali paventata entro il 15 febbraio, sembrerebbero ricompresi al suo interno importanti prodotti made in Italy tra cui vino, olio e pasta, oltre ad alcuni tipi di biscotti e caffè, per un valore complessivo di circa 3 miliardi di euro; nel mese di ottobre 2019, il consorzio del parmigiano reggiano (per il quale il mercato americano è uno dei mercati più importanti con 10.000 tonnellate di forme esportate ogni anno, pari al 20 per cento delle esportazioni complessive) ha evidenziato che l'entrata in vigore delle misure restrittive contro il " made in Europe " e su prodotti simbolo del made in Italy decise dall'amministrazione americana costerà, in dazi aggiuntivi, 30 milioni di euro facendone il prodotto italiano più penalizzato, subendo il 26 per cento dei 117 milioni dei costi affrontati dall'Italia; ciò comporterebbe il rischio di un aumento del parmigiano reggiano di 60 dollari al chilo; secondo l'allarme lanciato da Coldiretti "la nuova lista ora interessa i 2/3 del valore dell'export del Made in Italy agroalimentare in Usa che è risultato pari a 4,5 miliardi in crescita del 13% nei primi nove mesi del 2019. Il vino con un valore delle esportazioni di quasi 1,5 miliardi di euro in aumento del 5% nel 2019 è il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli States, mentre le esportazioni di olio di oliva sono state pari a 436 milioni anch'esse in aumento del 5% nel 2019 ma a rischio è anche la pasta con 305 milioni di valore delle esportazioni con un aumento record del 19% nel 2019 su dati Istat relativi ai primi nove mesi dell'anno"; il prosecco è il vino italiano più esportato all'estero e ha visto gli Stati Uniti diventare nel primo semestre 2019 il principale mercato davanti al Regno Unito; sempre secondo Coldiretti, se entrassero in vigore dazi del 100 per cento ad valorem sul vino italiano, una bottiglia di prosecco, venduta in media oggi al dettaglio in Usa a 10 dollari, ne verrebbe a costare 15, con una rilevante perdita di competitività; l'imposizione di dazi comporterà anche un rafforzamento del mercato dei prodotti che sfruttano in modo inveritiero il collegamento con l'origine italiana ("italian sounding") con il proliferare di finti prosecchi, finte fontine, finto parmigiano e finte paste italiane; per evitare l'imposizione di dazi che mettono a rischio il principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari italiani oltre i confini comunitari, occorre rafforzare gli sforzi diretti a tutelare, anche a livello diplomatico, le nostre imprese attive nell'esportazione e importazione e formalizzare accordi e livello diplomatico a tutela delle imprese che esportano, ma anche di quelle che importano; il 14 gennaio 2020 il commissario europeo al commercio Phil Hogan ha incontrato a Washington il rappresentante del commercio degli Stati Uniti Robert Lighthizer e il Ministro giapponese Hiroshi Kajiyama per affrontare la questione dei dazi; i tre esponenti, che rappresentano circa un terzo degli scambi globali, hanno siglato una dichiarazione unitaria con due punti centrali: