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Disposizioni per il potenziamento delle cure domiciliari per la gestione del paziente cronico e complesso e per la definizione di nuovi standard per l'assistenza domiciliare. Onorevoli Senatori . – I livelli essenziali di assistenza inquadrano l'assistenza domiciliare come setting privilegiato del modello territoriale. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017, all'articolo 21, recante percorsi assistenziali integrati, stabilisce infatti che « nell'ambito dell'assistenza distrettuale territoriale sono privilegiati gli interventi che favoriscono la permanenza delle persone assistite al proprio domicilio, attraverso l'attivazione delle risorse disponibili, formali e informali ». L'inquadramento normativo nazionale in questi anni è stato tuttavia declinato in modo parziale nella prassi regionale, che ha interpretato l'assistenza domiciliare come coincidente con le sole prestazioni sanitarie e sociosanitarie erogate tramite assistenza domiciliare integrata, ovvero prestazioni mediche, infermieristiche e riabilitative, non includendo le attività di telemedicina e i servizi e le terapie dispensate a domicilio per garantire il mantenimento domiciliare del paziente, quali: accertamenti diagnostici, fornitura dei farmaci, di dispositivi medici e di preparati per nutrizione artificiale (di cui all'articolo 22 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017). La mancata integrazione di servizi e prestazioni appare oggi conseguenza anche dei limiti dell'attuale misurazione del sistema di assistenza domiciliare integrata: il coefficiente di intensità assistenziale (CIA). Tale indicatore risulta insufficiente a descrivere l'attività svolta a domicilio, poiché non considera, ad esempio, la complessità assistenziale (che non necessariamente coincide con l'intensità), la multiprofessionalità, gli indicatori di esito clinico, e così via. Il disegno di legge proporrà pertanto l'istituzione di profili volti a prendere in carico in modo integrato e completo i pazienti ad alta intensità, i pazienti cronici e i pazienti eligibili per le dimissioni protette. Per garantire meccanismi più efficaci e omogenei a livello nazionale, anche il fronte « organizzativo » delle cure domiciliari ha visto una significativa evoluzione. Con l'intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 5 agosto 2021 sono stati infatti definiti gli standard autorizzativi e di accreditamento che avrebbero dovuto trovare attuazione su tutto il territoriale nazionale entro agosto 2022 e che, oggi, sono spesso oggetto di generiche prese d'atto non in grado di istituire un efficace sistema di gestione delle prestazioni. Tali ritardi sono legati anche alla tipologia di requisiti individuati dalle regioni. Appare pertanto necessario semplificare procedure e requisiti per l'accreditamento dell'assistenza domiciliare integrata, in particolare con riferimento al numero di sedi operative e alla necessaria dotazione di personale in fase di avvio dell'accreditamento, andando invece meglio a specificare le dotazioni tecnologiche (ad esempio la telemedicina) e individuare delle modalità di accreditamento che consentano una presa in carico complessiva del paziente a domicilio. In un contesto in cui servizi, terapie e prestazioni di telemedicina non risultano ancora integrati tra loro, dove le tariffe nazionali per l'assistenza domiciliare risultano assenti da anni e dove, nonostante l'intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 2021, ogni territorio preannuncia la volontà di voler procedere all'accreditamento con tempi e modalità differenti, appare necessario un cambio di passo per potenziare la presa in carico domiciliare come previsto dal PNRR (la casa come primo luogo di cura). Il presente disegno di legge propone pertanto di rivalutare i criteri di autorizzazione e accreditamento in termini di semplicità ed efficacia rispetto all'attività domiciliare, anche integrando le cure palliative ed il fine vita, e di prevedere modelli evoluti per le dimissioni protette, per l'assistenza domiciliare per pazienti cronici e complessi, nonché per l'integrazione della telemedicina. Tali proposte si configurano non solo come fondamentali per migliorare la presa in carico del paziente ma anche per efficientare la gestione della spesa sanitaria da parte delle regioni.. Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge è finalizzata a rafforzare la capacità del Servizio sanitario nazionale di assistere a domicilio i pazienti cronici e i pazienti complessi, nonché di potenziare il ricorso strutturato delle dimissioni protette come passaggio prioritario dal ricovero ospedaliero all'assistenza a domicilio. Art. 2. (Definizioni) 1. Ai fini della presente legge si intende per: a) « patologie croniche »: un ampio gruppo di malattie che comprende le malattie respiratorie croniche, cardiologiche, metaboliche e oncologiche che abbiano un alto tasso di mortalità o siano invalidanti, caratterizzate da un lungo decorso clinico e dalla necessità di un'assistenza a lungo termine; b) « pazienti cronici e complessi »: i pazienti con una o più patologie croniche che per mantenere sotto controllo la malattia necessitano di un monitoraggio clinico e di un'assistenza multidisciplinare continuativa; c) « assistenza domiciliare integrata »: prestazioni sanitarie erogate da personale medico, generale e specialistico, personale infermieristico e sanitario, fisioterapisti e specialisti della riabilitazione e servizi sanitari che erogano prestazioni al domicilio quali: la dispensazione di medicinali, la diagnostica domiciliare, la fornitura di dispositivi medici e preparati per nutrizione artificiale, ai sensi dell'articolo 22 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017. Il servizio è attivato a seguito di segnalazione da parte del medico di medicina generale o del responsabile del reparto ospedaliero all'atto delle dimissioni; d) « dimissioni protette »: strumento per accompagnare il paziente con particolari condizioni di fragilità nel rientro al domicilio post ricovero, con la finalità di facilitare la prosecuzione di alcune terapie a domicilio anziché in ospedale e di fornire un adeguato training alla gestione delle stesse, così da ridurre i tempi di ricovero inappropriati, accessi evitabili al pronto soccorso, riospedalizzazioni, nonché migliorare l'aderenza terapeutica post ricovero e diminuire il rischio di infezioni e complicanze ospedaliere; e) « cure palliative precoci »: l'integrazione tempestiva, nel percorso di cura di una patologia cronica e degenerativa ad andamento progressivo, delle cure palliative, finalizzate a un controllo dei sintomi della malattia. Art. 3. (Profili per l'assistenza domiciliare integrata per i pazienti cronici e complessi) 1.