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Sul tema della legge delega, non c'è stato nessun problema da parte di Italia Viva, se non quello di aver ricevuto, solo in forma cartacea, una bozza di 124 pagine, tre giorni prima della riunione prevista e quindi, chiaramente, abbiamo chiesto più tempo, come altri partiti di maggioranza - mi risulta lo abbia fatto anche il Partito Democratico e non solo - proprio per poter affrontare meglio questo tema e chiedere che ci sia una riunione di maggioranza e non degli incontri separati tra le forze politiche. Questa era la richiesta, dopodiché mi auguro veramente si faccia una riforma nel modo migliore possibile e seriamente: qui non ci sono attacchi o difese di singole persone o di singoli posti. Proprio perché vogliamo farla bene, la dobbiamo fare insieme, maggioranza e minoranza. Si tratta infatti di un settore molto delicato, che non riguarda soltanto lo sport professionistico, ma anche lo sport di base. Quindi, per quanto mi riguarda, rimarrò a sua disposizione, come gli altri colleghi e colleghe, per poter lavorare assieme e avviare un tavolo davvero permanente di lavoro, con il mondo della politica e dello sport, perché tutti assieme dobbiamo scrivere una pagina nuova, sapendo però che abbiamo bisogno di competenze e dell'autonomia vera dello sport. È fondamentale che il Ministro dello sport ci sia, ma deve lavorare con delle linee di indirizzo chiare e non essere colui che, in qualche modo, occupa completamente il lavoro per il mondo dello sport. Egli deve tutelare chi lavora ogni giorno in quel mondo, ovvero le leghe, le federazioni e le migliaia di volontari, che operano per il territorio e per i nostri Comuni. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Romeo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01782 sull'elaborazione di un piano di contrasto alla diffusione delle droghe tra i giovani, per tre minuti. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, egregio signor Ministro, la interroghiamo oggi, come Gruppo Lega, nell'ambito della sua delega alle politiche giovanili, perché è indubbio che le notizie giunte negli ultimi giorni, relative alla morte di due ragazzi di quindici e sedici anni a Terni a seguito dell'assunzione di sostanze droganti, hanno riportato alla ribalta della cronaca un tema di cui non si parla mai in questa sede, né a livello nazionale. Sono molto preoccupato anche perché ho un figlio piccolo che crescerà ed entrerà nella fase dell'adolescenza. Purtroppo le segnalazioni che arrivano da tantissime parti, oggi come oggi, indicano che anche nei centri cittadini, liberamente, a cielo aperto, ci sono molti ragazzi giovanissimi che, purtroppo, fanno utilizzo di sostanze droganti. Oggi la droga, grazie soprattutto ai sistemi moderni (è sintetica la gran parte della droga che viene distribuita), ha costi molto più bassi e risulta sempre più accessibile a tutti. Purtroppo questo denota una vera emergenza di carattere nazionale. Gli ultimi dati di cui disponiamo, non incoraggianti e relativi al 2018, sono contenuti nella relazione fatta al Parlamento sul fenomeno della tossicodipendenza in Italia a cura del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri. In essa si legge addirittura che i decessi legati al consumo di stupefacenti sono stati 334 (quindi il 12,8 per cento in più rispetto ai 296 dell'anno precedente), addirittura con una quota rilevante anche tra le donne over quaranta. Nella giornata contro la violenza sulle donne sono stato invitato a Monza, la mia città, a un evento, a cui ha partecipato anche la collega Pucciarelli, in cui era presente Anna Rita Calavalle, nota ricercatrice all'Università di Urbino, a cui l'ex ragazzo sparò in viso. Ai tempi lei, che ahimè diventò famosa per questo motivo, stava cercando di allontanarlo proprio dall'utilizzo della droga. All'epoca andava molto l'eroina (che tra l'altro adesso rischia di ritornare). Lei disse che è importantissima l'educazione nelle scuole perché se ci si droga (lei fece riferimento anche a uno spinello) vuol dire che qualcosa non va; se per passare una bella serata occorre sballarsi significa che dietro c'è una fragilità. Signor Ministro, mi lasci dire che, anziché pensare ai temi della liberalizzazione delle droghe leggere o dell'educazione sessuale nelle scuole, sarebbe forse meglio cominciare a fare un po' di educazione a non utilizzare e a contrastare le droghe. Infatti, nella maggior parte dei casi - lo dice proprio Anna Rita Calavalle, che va nelle scuole a insegnare - i ragazzi non sanno assolutamente che cosa stanno per assumere. Signor Ministro, a noi interessa sapere se c'è un piano di contrasto alla droga da parte del Governo. Quando Salvini era Ministro dell'interno, con l'operazione Scuole sicure e anche il sostegno, tramite le risorse messe in campo, a favore delle comunità terapeutiche (è nota la forte relazione che c'era tra quel Governo e la comunità di San Patrignano), certe azioni erano andate in una determinata direzione. Vogliamo capire cosa il Governo sta facendo e se questo piano ce l'ha, nonché cosa si sta facendo anche sul piano educativo, visto che lei si occupa di giovani. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro per le politiche giovanili e lo sport, onorevole Spadafora, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport . Signor Presidente, ringrazio anzitutto il senatore interrogante. Nel fornire riscontro al senatore, desidero in premessa chiarire che tra le mie deleghe non rientra specificamente il coordinamento delle politiche antidroga, materia che è rimasta in capo al Presidente del Consiglio dei ministri insieme a disabilità e protezione civile. Quindi, anche le azioni del dipartimento per le politiche antidroga del Governo, che pure esiste, non afferiscono in alcun modo al mio indirizzo politico, né sono dal mio Ministero vigilate. Fatta questa breve premessa e avendo però ritenuto il Senato che fossi io a dover riferire sull'interrogazione in discussione, fornisco alcuni elementi di informazione e valutazione rispetto a quanto è stato chiesto. Il dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri ha in atto un piano di contrasto alle droghe che investe sui giovani attraverso azioni di prevenzione mirate. Dopo aver realizzato in passato campagne di informazione sulle droghe rivolte alla popolazione in generale, negli ultimi anni sono state promosse azioni di prevenzione sul territorio rivolte a target specifici e più vulnerabili, quali i giovani, che mirano a sviluppare azioni di sensibilizzazione e informazione di genitori, educatori e insegnanti. Sono in corso attività sul fenomeno dell'incidentalità stradale alcol-droga correlata alla prevenzione delle dipendenze, nonché attività sul territorio, anche d'intesa con tutte le Forze dell'ordine, Polizia, Carabinieri e altre, per sensibilizzare sul fenomeno della compravendita da parte dei giovani delle sostanze stupefacenti, soprattutto via web ; iniziative alle quali in parte abbiamo contribuito anche noi come Dipartimento per le politiche giovanili e Servizio civile universale.