[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 5, comma 4, 12 e 22, comma 5, della legge della Regione Emilia-Romagna 20 ottobre 2003, n. 20 (Nuove norme per la valorizzazione del servizio civile. Istituzione del servizio civile regionale. Abrogazione della legge regionale 28 dicembre 1999, n. 38), promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 18 dicembre 2003, depositato in cancelleria il 23 successivo ed iscritto al n. 97 del registro ricorsi 2003. Visto l'atto di costituzione della Regione Emilia-Romagna; udito nell'udienza pubblica del 6 aprile 2004 il Giudice relatore Fernanda Contri; uditi l'avvocato dello Stato Ignazio F. Caramazza per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Giandomenico Falcon per la Regione Emilia-Romagna.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso depositato il 23 dicembre 2003, il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato gli artt. 5, comma 4, 12 e 22, comma 5, della legge della Regione Emilia-Romagna 20 ottobre 2003, n. 20 (Nuove norme per la valorizzazione del servizio civile. Istituzione del servizio civile regionale. Abrogazione della legge regionale 28 dicembre 1999, n. 38), per violazione dell'art. 117, secondo comma, lettera d), della Costituzione. Il ricorrente premette che la legge della Regione Emilia-Romagna n. 20 del 2003 ha abrogato la precedente legge regionale 28 dicembre 1999, n. 38 (Norme per la valorizzazione del servizio civile) e dettato norme per lo sviluppo del servizio civile nel territorio regionale. Nel quadro di un impianto ritenuto “apprezzabile” dal ricorrente, la Regione avrebbe tuttavia ecceduto dalle proprie competenze. In particolare, l'art. 12 della legge inciderebbe nella materia “difesa”, riservata alla competenza esclusiva statale dall'art. 117, secondo comma, lettera d), della Costituzione, in quanto esso attribuisce alla Regione la competenza a trasmettere agli Uffici leva dei comuni l'elenco dei cittadini italiani che hanno prestato servizio civile volontario al fine di eventuali richiami in servizio in caso di guerra o di mobilitazione generale. La seconda censura riguarda gli artt. 5, comma 4, e 22, comma 5, della legge regionale, che, dettando disposizioni riguardanti gli obiettori di coscienza, inciderebbero nella materia “difesa e sicurezza dello Stato”, anch'essa riservata alla competenza esclusiva statale dall'art. 117, secondo comma, lettera d), della Costituzione. L'art. 22, comma 5, nella parte in cui prevede che la scelta dell'obiezione di coscienza continui ad essere tutelata dall'art. 12 della legge regionale stessa anche nel periodo di sospensione costituzionale della leva, esulerebbe dalla competenza regionale, comportando che, anche quando non sarà più obbligatorio il servizio di leva, nel caso di eventuali richiami in servizio per guerre o mobilitazioni generali, coloro che hanno svolto servizio civile, qualificandosi obiettori di coscienza, siano assegnati alla protezione civile o alla croce rossa. Analoghe argomentazioni varrebbero per l'art. 5, comma 4, che demanda ai comuni la tutela dell'obiezione di coscienza “secondo le modalità di cui all'articolo 12 anche nel periodo di sospensione dell'obbligo costituzionale di leva”. 2. - Nel giudizio così promosso si è costituita la Regione Emilia-Romagna per chiedere che il ricorso venga respinto come inammissibile e infondato, per ragioni che la resistente si è riservata di esporre in separata memoria. 3. - In prossimità dell'udienza pubblica del 6 aprile 2004, l'Avvocatura generale dello Stato ha depositato un'unica memoria per i ricorsi n. 21 del 2001, n. 44 del 2002 e n. 97 del 2003. Con riferimento al presente giudizio, la difesa erariale ha sottolineato che, secondo il Governo, l'impugnativa dovrebbe considerarsi aver investito l'intero impianto della legge, attesa l'esclusiva competenza statale in materia. La difesa erariale afferma che “in realtà la limitazione dei motivi di impugnazione agli aspetti relativi all'obiezione di coscienza è solo formale e apparente e sottende, invece, il motivo di fondo della rivendicazione della competenza statale in materia di servizio civile nazionale”. L'Avvocatura dello Stato sottolinea che dovrebbe prospettarsi la necessità - non appena se ne verificheranno i presupposti - di un giudizio incidentale prossimo venturo, qualora la illegittimità costituzionale della legge regionale non dovesse venire dichiarata in via principale o in via incidentale - per mezzo del ricorso da parte di questa Corte al proprio potere di sollevare questione di legittimità costituzionale riguardante leggi, o parti di esse, dipendenti, pregiudiziali o comunque collegate alle norme impugnate - nel presente giudizio. 4. - In prossimità dell'udienza pubblica del 6 aprile 2004, anche la Regione Emilia-Romagna ha presentato una memoria, precisando che la propria legge non interferisce in alcun modo con la materia “difesa”. La disciplina in essa contenuta si inserirebbe coerentemente nel processo in atto, in un modo che non solo non viene contestato ma addirittura risulta espressamente apprezzato nel ricorso introduttivo. La resistente rileva in via preliminare che il ricorso statale non illustrerebbe sotto quali profili giuridici e per quali ragioni vi sarebbe uno “sconfinamento” da parte delle disposizioni censurate nella materia della difesa, limitandosi in definitiva ad affermarlo apoditticamente. L'argomentazione a sostegno dell'assunta violazione sarebbe pertanto carente. Con riferimento all'art. 12 della legge regionale, la resistente sottolinea che esso si limita a disporre il mero invio di informazioni che possono risultare utili per l'applicazione della legislazione statale. Anche le altre previsioni censurate (art. 22, comma 5, e art. 5, comma 4) si limitano, in un'ottica di mera collaborazione, a fare in modo che, nell'ipotesi di ripristino della leva, già siano disponibili le indicazioni sui soggetti che, avendo svolto il servizio civile regionale, si sono dichiarati obiettori di coscienza. Nelle attività collaborative previste dalle norme impugnate non potrebbe essere ravvisata alcuna interferenza con la materia della difesa né alcuna invasione della competenza statale.1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri sottopone al controllo di costituzionalità gli artt. 5, comma 4, 12 e 22, comma 5, della legge della Regione Emilia-Romagna 20 ottobre 2003, n. 20 (Nuove norme per la valorizzazione del servizio civile. Istituzione del servizio civile regionale. Abrogazione della legge regionale 28 dicembre 1999, n. 38), per violazione dell'art. 117, secondo comma, lettera d), della Costituzione.