[resaula]

Questo emendamento ha lo scopo di porre rimedio alle criticità evidenziate dal Presidente della Repubblica in seguito alla promulgazione della legge di conversione proprio del decreto-legge n. 55 del 2018 in una lettera diretta al Presidente del Consiglio Conte. Io pregherei il relatore e il Governo, se possono, di prestare attenzione. Il Presidente della Repubblica, in questa lettera, fra l'altro ha scritto: «Non posso fare a meno di segnalare taluni aspetti di criticità dell'articolo 07 che, pur non costituendo una palese violazione della legittimità costituzionale, suscitano forti perplessità. Tra l'altro proseguiva il presidente Mattarella - «il comma 3 prevede l'inefficacia - oltre che dei provvedimenti amministrativi - anche del sequestro preventivo. La disposizione risulta asistematica e lesiva della intangibilità dei provvedimenti giudiziari, sottraendo alla magistratura l'esclusiva competenza a valutare i presupposti per il permanere delle misure di sequestro». Con questo emendamento, espungendo il riferimento al sequestro preventivo, si limita, secondo il suggerimento del Quirinale, l'inefficacia prevista dalla norma alle sole ordinanze di demolizione e restituzione in pristino, cioè provvedimenti amministrativi, e non si fa più riferimento alle «misure di sequestro preventivo». Inoltre, con l'aggiunta di un nuovo periodo, si prevede che: «Per i lavori e le opere che rispettino le condizioni di cui al comma 1», sono revocati i provvedimenti di «sequestro sia probatorio che preventivo, adottati fino alla data del 25 luglio 2018, per la violazione della disciplina edilizia e paesaggistica». In estrema sintesi, questa disciplina è finalizzata a mettere al riparo, nelle more del processo di ricostruzione, il soggetto vittima del sisma che ha effettuato installazioni temporanee abusive da eventuali sanzioni penali e da eventuali ordinanze di demolizione, di restituzione in pristino o delle misure di sequestro. Io vorrei che fosse chiaro, però, che tale disciplina, definita come la norma salva nonna Peppina, ancora una volta rischierebbe di non produrre l'effetto sperato, e cioè di far ritornare nonna Peppina nella sua casa di legno, in quanto tra le condizioni introdotto dall'articolo 07 del decreto-legge n. 55 del 2018 vi è quella che le predette opere o manufatti o strutture consistono in installazioni di opere leggere, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere ( roulotte , camper , case mobili) che siano utilizzati come abitazioni che però siano amovibili, che cioè si devono poter spostare. (Richiami del Presidente). Mi consenta, la prego: noi il tempo lo abbiamo e possiamo utilizzarlo. Tale non si può ritenere la costruzione realizzata per nonna Peppina, solidamente infissa al suolo su una base di cemento, almeno secondo la procura di Macerata, che però, con una interpretazione che si ricollega alla originaria normativa del decreto-legge 189 del 2016 piuttosto che alla recente modifica entrata in vigore il 25 luglio scorso, ha depositato, il 4 agosto scorso, presso il gip il parere favorevole al dissequestro della struttura e si aspetta adesso la decisione del gip. Ma, come si vede, c'è bisogno dell'attenta e prudente valutazione del magistrato. PRESIDENTE. Le chiedo di concludere, per cortesia. GRASSO (Misto-LeU) . Se mi fa concludere; io vorrei utilizzare il tempo che abbiamo. Presidente, devo arrivare alla conclusione. PRESIDENTE. Lei ha cinque minuti per l'illustrazione e li ha terminati. GRASSO (Misto-LeU) . Devo arrivare alla conclusione, se mi consente. PRESIDENTE. Ci arrivi. GRASSO (Misto-LeU) . Come si vede, c'è bisogno della valutazione della magistratura per decidere, tra le pieghe delle successioni di leggi, se revocare o mantenere i provvedimenti di sequestro. Pertanto, suggerirei al relatore e al Governo, per mettere in risalto l'esclusiva competenza della magistratura nella valutazione dei provvedimenti giudiziari emessi e anche per non ricadere nelle criticità connesse ai profili di incostituzionalità rilevati dalla Presidenza della Repubblica, una diversa formulazione dell'emendamento 9.0.100 che nell'attuale dizione: «sono revocati i provvedimenti di sequestro», potrebbe far pensare a un automatismo di revoca imposto ex lege , e che potrebbe, come nel caso di nonna Peppina, non produrre gli effetti voluti. Pertanto, propongo un subemendamento all'emendamento 9.0.100 della Commissione che preveda che sia l'autorità giudiziaria a valutare «i presupposti per il permanere o per la revoca dei provvedimenti di sequestro, sia probatorio che preventivo, adottati sino alla data del 25 luglio 2018 per la violazione della disciplina edilizia o paesaggistica». Ho qui il testo della nuova formulazione, che posso far pervenire al relatore e al rappresentante del Governo. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti e l'ordine del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno in esame. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 9.5 (testo 2), 9.1000, 9.44, 9.79 (testo 2), 9.86 (testo 2), 9.91, 9.0.2 (testo 2) e 9.0.100. Invito al ritiro, altrimenti esprimo parere contrario, sui restanti emendamenti. Rispetto all'ordine del giorno riferito all'articolo 9 sono favorevole al suo accoglimento come raccomandazione. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Sugli emendamenti all'articolo 9 esprimo parere conforme al relatore. Per quanto riguarda gli ordini del giorno sono tutti accolti come raccomandazione, ad eccezione dell'ordine del giorno G9.1 che credo sia superato dall'eventuale approvazione dell'emendamento 9.91. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Signor Presidente, alla luce del parere favorevole del Governo sull'emendamento 9.91, l'ordine del giorno G9.1 non ha ragione di essere e quindi lo ritiro. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Passiamo all'emendamento 9.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.1, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.2, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori, identico agli emendamenti 9.96, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori, e 9.3, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) .