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A ben vedere, l'azione che sta portando avanti il Ministero e questo Governo, che viene annunciata sempre con proclami e atteggiamenti trionfalistici, talvolta risibili - qualcuno l'ha già detto - e talaltra molto inopportuni, è sempre diretta comunque a distruggere quel buon sistema che era stato avviato in precedenza che aveva consentito, anche nel sistema delle esecuzioni penali, l'apprezzamento in maniera evidente e chiara da parte dell'Europa. Noi stiamo facendo degli evidenti passi indietro in quella materia. Ci si chiede se ci sono motivi ideologici o forse davvero c'è una scarsissima conoscenza delle problematiche vere, che gravitano intorno al sistema della giustizia. Non è un caso la posizione degli operatori. Avete detto che parlate con i magistrati, con gli avvocati e con tutti gli operatori della giustizia, ma guarda caso gli avvocati sono in sciopero una volta ogni quindici giorni: una volta tocca alle camere penali, una volta al Consiglio nazionale forense (CNF) e una volta gli avvocati dei singoli fori. Essi sono perennemente in sciopero contro i provvedimenti che vengono propinati in questa Assemblea, senza alcuna possibilità di dialogo e di confronto, perché abbiamo una maggioranza che rimane silente e accetta passivamente le regole e il dettato del Governo (Applausi dal Gruppo PD) , che non consente neanche di alzare minimamente la testa in Commissione. Sono infatti convinto che molti dei colleghi, a cui ribadisco apprezzamento e stima, sono persone preparate, ma non possono aprire bocca, perché il Governo glielo vieta: questa è la verità. Qualche problema, allora, esiste nella gestione del sistema giudiziario. Voglio credere che il Ministro sia a conoscenza del malessere diffuso tra tutti gli operatori del settore giustizia. Si pensi ancora alla magistratura onoraria, che è stata richiamata altre volte. Anche questi operatori sono in stato di agitazione perenne e non viene riconosciuto loro il ruolo che realmente svolgono. Badate bene che, come ho detto mille volte, è stata una patologia dell'amministrazione centrale che ha portato alcuni di questi magistrati ad essere ancora al lavoro in questo settore da più di vent'anni: conosco infatti qualcuno che fa il magistrato onorario da ventisei anni. Si tratta di una patologia che abbiamo creato noi, classe politica, e alla quale però la stessa classe politica deve finalmente porre rimedio. Non mi pare però che ci sia nessuna volontà, al di là delle petizioni di principio, da parte di nessuno nel Governo. Un altro classico segnale del modo davvero molto superficiale con cui si affrontano i problemi è quello relativo al tribunale di Bari. Ci fa piacere che il tribunale di Bari non debba più lavorare nelle tende e che sia finito in un appartamento. Ma la giustizia non si amministra così. La giustizia ha necessità di tempi seri e veri e allora proviamo a partire immediatamente. Non basta trovare un buco in cui far andare a lavorare coloro che, con grandissimo sacrificio, reggono in piedi il sistema giudiziario. Troviamo una soluzione, senza aver paura eventualmente della nomina del commissario, perché - badate bene - anche quell'abnorme provvedimento di proroga e di fermo di due mesi della prescrizione, che abbiamo approvato, altro non ha fatto che accrescere la durata del processo e rovesciarla addosso agli imputati; in secondo luogo, ha finito con l'aggravare il carico di lavoro di quegli operatori, che, come ho detto, con grandissimo spirito di sacrificio, tutti i giorni - magistrati, magistrati onorari e avvocati - reggono questo sistema. Ricordo che una volta un giudice di un tribunale mi ha detto che, il giorno in cui uno degli operatori della giustizia si metterà il codice sotto il braccio, questo sistema si fermerà. Se questo non accade è grazie al buon senso di tutti gli operatori, ma aiutiamoli e utilizziamo i mezzi che abbiamo a disposizione. Non fermiamoci alle mere petizioni di principio. Non c'è stato solo il provvedimento abnorme sul tribunale di Bari, ma ce ne sono tanti altri, che stanno già producendo effetti catastrofici, che fanno il paio con l'azione di Governo in qualsiasi altro settore, che sta causando una retrocessione in tutti i campi: si pensi all'economia, al lavoro e alla sicurezza. Si pensi ad esempio al cosiddetto decreto sicurezza, che ha ristretto in maniera inopinata il diritto di difesa e ha irragionevolmente pregiudicato in maniera significativa la libertà personale dell'individuo. Si pensi a quello che la maggioranza ha pomposamente chiamato decreto spazza corrotti, con un inutile inasprimento delle pene per i reati contro la pubblica amministrazione e che ha ristretto ulteriormente le garanzie di difesa, con palese violazione dei princìpi costituzionali. Parleremo più avanti degli effetti che si produrranno nel sistema regolato dal diritto, di cui anche il collega Balboni ha parlato poco fa. Si pensi al nuovo sistema delle pene accessorie, all'introduzione dell'agente provocatore, che in maniera assolutamente ingenua è stato maldestramente definito agente sotto copertura. Si pensi inoltre alla modifica della disciplina della prescrizione, che produrrà uno spropositato allungamento dei processi. Si tratta di provvedimenti demagogici, che dimostrano, ancora una volta, l'assoluta scarsa conoscenza dello stato reale del sistema giustizia in questo Paese. Ma, anche in questo caso, la maggioranza ha subìto questi provvedimenti in silenzio e senza possibilità alcuna di alzare la testa. Si "scodellano" provvedimenti preconfezionati, negando qualsiasi possibilità di dialogo, al di là della capacità di ascolto che è stata qui affermata. Un'ultima annotazione riguarda la legge di bilancio, che è stata approvata frettolosamente e senza neppure aver avuto la possibilità di leggerla. È grave che la maggioranza si sia piegata ad accettare una cosa di questo genere, salvo poi sentirci dire che si stanno stanziando risorse ingenti a favore del sistema giustizia. Non è vero. Non è vero. Stranamente, tutte le assunzioni sono state bloccate (ho già detto prima da chi erano state avviate quelle procedure di assunzione); abbiamo le assunzioni bloccate fino al novembre 2019 e una serie di problemi che rimangono irrisolti, come quello dell'edilizia giudiziaria e dell'edilizia penitenziaria. Sono irrisolti: al di là delle petizioni, non c'è nulla di concreto, perché ci vuole danaro, che questo Governo non sta mettendo a disposizione del sistema. Anzi, in molti casi si è avuta una seria decurtazione delle risorse. Il personale non basta: si pensi ad esempio a cosa cagionerà l'introduzione della cosiddetta quota 100. Quanta gente andrà in pensione nel sistema giudiziario e non sarà poi rimpiazzata, perché le assunzioni sono ferme? Con questo sistema giudiziario, già vessato dalla cronica carenza di personale, ci ritroveremo ancora alla paralisi di molti uffici. Insomma, in tema di giustizia l'attività del Governo è evidentemente connotata dalla scarsissima conoscenza delle vere problematiche e, soprattutto, dall'incapacità di affrontarle e di risolverle. A questo punto, non mi resta che dichiarare il voto favorevole alla proposta di risoluzione presentata dal Partito Democratico.