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cosa altro deve succedere per poter aprire una riflessione che coinvolga tutte le Istituzioni europee per il rafforzamento dell'Europa? Sappiamo, con la guerra nel cuore dell'Europa, cosa questo rappresenti e quanto sia importante per dare un segnale che abbiamo capito la lezione, e che l'Europa sa essere resiliente e rispondere alle sfide che ha davanti. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la senatrice Vono per illustrare la mozione n. 481. VONO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, la mozione in discussione sul futuro dell'Europa, alla luce della crisi pandemica, prima, e dell'aggressione Ucraina, oggi, ha un significato di forte impatto dal momento che cominciano a vacillare molte delle sicurezze che credevamo consolidate, sulle quali si basavano i giudizi e le azioni politiche decisive degli Stati. In un contesto così profondamente cambiato e in continua e imprevedibile trasformazione, in cui ogni certezza sembra venir meno, è importante per gli Stati dell'Unione europea coordinarsi per accreditarsi in una posizione autorevole e unitaria, ripensando proprio alla natura e agli scopi della stessa Unione europea. La Conferenza sul futuro dell'Europa, che prevede la conclusione e la presentazione dei lavori tra qualche giorno, il 9 maggio 2022, ha visto lo svolgersi di interessanti dibattiti e confronti che hanno coinvolto, attraverso una sorta di fil rouge , la società civile e le autorità europee, nazionali, regionali e locali, su nove temi prioritari, spaziando dalle sfide ambientali all'economia di servizio delle persone, all'equità sociale, alla solidarietà intergenerazionale, alla trasformazione digitale, alla sicurezza, alle politiche di immigrazione, ai giovani. Tutti temi che, dibattendo sul ruolo dell'Europa nel mondo sotto svariati aspetti, hanno un unico comune denominatore: la democrazia. Proprio però la tanto invocata democrazia, della quale l'Europa dovrebbe essere la culla e la depositaria dei valori, e della quale dovremmo riscoprire, cari colleghi, il senso politico, filosofico e sociale, non può continuare ad essere utilizzata solo come parvenza, per dare colore ad un potere auto e mal gestito. Essa è invece la fonte da cui partire per riscoprire i rapporti e le relazioni secondo lealtà e correttezza per condurre insieme, in modo più operativo, i processi dell'Unione europea. Quei processi che, attraverso i lavori della Conferenza, devono rafforzare la capacità dell'Europa di realizzare le priorità politiche con maggiore armonizzazione della legislazione, applicazione reale dei principi di sussidiarietà, proporzionalità e trasparenza, da cui non si può prescindere se veramente vogliamo costruire insieme un'Europa che sia unita e autorevole. In questo contesto particolare, in cui il ciclo economico mondiale si è indebolito, è necessario considerare le conseguenze che toccano l'Italia in modo diretto e non possiamo non considerare le variazioni in negativo del PIL che nel primo trimestre 2022, risentendo molto della variante Omicron e delle crescenti tensioni geopolitiche, sfociate nell'invasione dell'Ucraina, hanno influito in modo consistente anche in ambito sociale, riducendo il potere di acquisto delle famiglie, dovuto all'aumento generale dei prezzi, non solo delle materie prime e non solo nel settore energetico. Anche l'attività industriale è diminuita nel complesso del primo trimestre del 2022, tornando a livelli di poco inferiori a quelli precedenti lo scoppio della pandemia, creando disagi agli imprenditori, in particolar modo alle piccole e medie imprese, e difficoltà lavorative e occupazionali, malgrado gli aiuti diffusi con i vari provvedimenti legislativi. Fatti, questi, di cui bisogna tener conto, che non devono impedire però al nostro Paese di giocare un ruolo importante e di primo piano in Europa e con l'Europa, essendo ad ogni modo protagonista di una strategia politica ed economica che va oltre la semplice garanzia di sopravvivenza e deve guardare ad un orizzonte di lungo termine per prevenire e gestire al meglio gli imprevisti e garantire una graduale ripresa. Questa premessa è per dire che la Conferenza sul futuro dell'Europa è il punto da cui partire, per condividere nuove regole di governance economica europea, con il coinvolgimento attivo del Parlamento europeo che, come ha avuto modo di dire qualche tempo fa anche il presidente Tajani, avrà - e ora necessariamente deve avere - il compito di guidare, ospitare e avanzare le proprie proposte. L'Europa è e deve essere il contenitore comune di esigenze diverse, per rafforzare la solidarietà e l'indipendenza strategica della stessa Unione europea, intervenendo con una politica economica unitaria, una difesa per la sicurezza comune, una politica energetica coordinata e dei meccanismi di stabilizzazione dei mercati a livello macroeconomico. (Richiami del Presidente). Signor Presidente, mi avvio a concludere il mio intervento, che comunque consegnerò, richiamando le parole del nostro presidente Draghi: «La sovranità nazionale resta (...) l'elemento fondamentale di ciascun Governo, ma per le sfide che trascendono i confini nazionali, l'unico modo per difendere la sovranità è che noi europei la condividiamo all'interno dell'Unione europea». Esprimo quindi la convinzione e l'auspicio che insieme affronteremo questa difficile e coraggiosa sfida, legittimando l'Europa e aderendo ai principi fondanti e cardine della stessa Unione europea. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Malan per illustrare la mozione n. 480. MALAN (FdI) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi senatori, questa Conferenza sul futuro dell'Europa è un'operazione davvero curiosa: mi chiedo quanti, al di fuori degli addetti ai lavori, se ne siano davvero interessati. Certamente non è stato un tema di discussione diffuso tra la gente e tra i cittadini, ma anche tra chi si occupa attivamente di politica. Doveva essere un esperimento di esercizio di democrazia partecipativa, ma ha mostrato molte ombre e dubbi sull'attendibilità di tutte le procedure e sulla percorribilità delle proposte pervenute e formulate. Le modalità di lavoro sono state quelle di convocare 800 cittadini, scelti con metodo cosiddetto casuale da un'azienda specializzata in indagini di mercato. Per intendersi, si tratta di un'azienda specializzata nel vedere cosa i consumatori cercano in un prodotto, per fare in modo che i prodotti stessi vengano venduti più facilmente: è una cosa parecchio diversa dal coordinare persone, peraltro scelte a caso - come dicono - per formulare proposte che sono assolutamente politiche. Non per nulla ci sono state molte lamentele e perplessità, condivise da molti eurodeputati, da parlamentari nazionali e membri dei Governi nazionali, che hanno rilevato anche una scarsa attenzione alle procedure e addirittura l'impossibilità di verificare che i cittadini, trattandosi di riunioni da remoto, seguissero davvero i lavori. Una delle cose curiose è che, benché la popolazione italiana sia pari al 14 per cento della popolazione dell'Unione europea, degli 800 partecipanti soltanto 22 sono italiani, cioè meno del 3 per cento. A fronte del 14 per cento della popolazione, meno del 3 per cento dei partecipanti è italiano. Chissà perché?