[massime]

Imposte e tasse - Imposte di registro, ipotecarie e catastali - Immobile residenziale, adibito a prima abitazione, acquisito in sede di espropriazione forzata o a seguito di pubblico incanto - Prevista tassazione sul prezzo di aggiudicazione - Mancata previsione del diritto potestativo, riconosciuto all'acquirente in libero mercato, di chiedere la determinazione del valore dell'immobile secondo il valore catastale, in base al criterio c.d. tabellare - Ingiustificata discriminazione del trattamento tributario riservato ad una categoria di beni omogenea quanto alla natura ed alla destinazione - Illegittimità costituzionale in parte qua .. E' costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 3 Cost., l'art. 1, comma 497, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, nella parte in cui non prevede la facoltà, per gli acquirenti di immobili ad uso abitativo e relative pertinenze acquisiti in sede di espropriazione forzata o a seguito di pubblico incanto, i quali non agiscono nell'esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali, di chiedere che, in deroga all'art. 44, comma 1, del d.P.R. n. 131 del 1986, la base imponibile ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali sia costituita dal valore dell'immobile determinato ai sensi dell'art. 52, commi 4 e 5, del d.P.R. n. 131 del 1986, fatta salva l'applicazione dell'art. 39, primo comma, lettera d ), ultimo periodo, del d.P.R. n. 600 del 1973. La norma oggetto di scrutinio esprime anche un'evidente valenza agevolativa, laddove consente al contribuente di non scegliere immancabilmente, tra i diversi criteri di determinazione della base imponibile, quello fondato sul valore "tabellare" (che potrebbe essere meno vantaggioso in situazioni congiunturali avverse), bensì quello ritenuto meno oneroso e quindi più conveniente. La mancata previsione - a favore delle persone fisiche che acquistano a seguito di procedura espropriativa o di pubblico incanto - del diritto potestativo, al contrario riconosciuto all'acquirente in libero mercato, di far riferimento, ai fini della determinazione dell'imponibile di fabbricati ad uso abitativo in materia di imposte di registro, ipotecarie e catastali, al valore "tabellare" dell'immobile viola il principio di ragionevolezza in quanto la mera differenziazione del contesto acquisitivo del bene non è sufficiente a giustificare la discriminazione di due fattispecie caratterizzate da una sostanziale omogeneità, in particolare, con riguardo all'esclusività del diritto potestativo concesso all'acquirente in libero mercato. - Sulla non estensibilità del criterio tabellare in caso di fattispecie non omogenee, v., ex plurimis , le ordinanze citate nn. 287/2000, 582/1989, 789/1988 e 586/1987. - Sulla diversità di trattamento tra le vendite effettuate ai pubblici incanti e quelle al libero mercato v. le citate sentenze nn. 328/1983, 156/1976 e 39/1970.