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L'articolo 2, alla lettera a), modifica l'articolo 32 del citato testo unico n. 151 del 2001, al fine di riconsiderare la durata complessiva dei congedi parentali e ridistribuire, nei termini previsti dalla citata direttiva (UE) 2019/1158 in relazione all'età del bambino, i periodi di congedo fruibili, rispettivamente, dalla madre e dal padre. In particolare, si prevede che ciascun genitore – in condizioni di perfetta parità di trattamento – possa usufruire di quattro mesi di congedo nei primi otto anni di vita del bambino, ai quali si aggiungono altri due mesi fino al dodicesimo anno di età (attualmente, il padre e la madre possono usufruire, in generale, di sei mesi di congedo fino al dodicesimo anno di età). Nel caso del padre, al fine di incentivare l'utilizzo del congedo parentale soprattutto da parte degli uomini, si prevede che due mesi (dei quattro complessivamente fruibili) non possano essere trasferiti alla madre e che, laddove sia il padre a usufruire di tutti e quattro i mesi di congedo previsti entro l'ottavo anno, il limite complessivo dei congedi parentali è aumentato di ulteriori due mesi. Contestualmente, tenendo conto del fatto che la fruizione del congedo spesso comporta una notevole perdita di reddito per la famiglia e che il primo percettore di reddito (generalmente il padre) è in grado di esercitare il proprio diritto al congedo solo se quest'ultimo è sufficientemente retribuito, la lettera b) modifica l'articolo 34 del testo unico n. 151 del 2001, che disciplina il trattamento economico. Al fine di prevedere, quindi, un'indennità adeguata per il lavoratore (padre o madre) che usufruisce del congedo, le soglie del 30 per cento della retribuzione attualmente previste sono aumentate, rispettivamente, all'80 per cento, per i primi quattro mesi di congedo e fino all'ottavo anno di vita del bambino, e al 65 per cento, per gli ulteriori due mesi, fino al dodicesimo anno di età; inoltre, allungando in generale i limiti di età del bambino per l'accesso alla retribuzione (fino a otto anni, prima, e da otto a dodici, dopo), viene meno la condizione implicitamente creatasi per cui il congedo dall'ottavo al dodicesimo anno di età del bambino non è più retribuito. L'articolo 3 provvede all'abrogazione della disciplina transitoria vigente, di cui all'articolo 4, lettera a), della legge n. 92 del 2012. L'articolo 4 individua le risorse necessarie alla copertura finanziaria, a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. L'articolo 5, infine, disciplina l'entrata in vigore della legge.. 1 (Modifiche al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di introduzione del congedo obbligatorio di paternità) 1 Al capo IV del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, dopo l'articolo 31 è aggiunto il seguente: «Art. 31-bis. – (Congedo obbligatorio di paternità) – 1. Il padre lavoratore dipendente, entro cinque mesi dalla nascita, dall'adozione o dall'affidamento del figlio, anche in caso di morte perinatale, ha l'obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di dieci giorni, fruibili anche in via non continuativa. Entro il medesimo periodo, il padre lavoratore dipendente può astenersi per un ulteriore periodo di due giorni, anche continuativi, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest'ultima. Per tali periodi è riconosciuta un'indennità giornaliera, a carico del sistema previdenziale di appartenenza, pari al 100 per cento della retribuzione. Il padre lavoratore è tenuto, salvo casi di oggettiva impossibilità, a rendere preventiva comunicazione, in forma scritta, al datore di lavoro dei giorni di astensione dal lavoro prescelti, entro e non oltre il quindicesimo giorno antecedente la data di inizio della fruizione del congedo. 2. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. A tal fine, con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, da adottare entro sei mesi alla data di entrata in vigore della presente legge, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, sono individuate e definite le modalità e i tempi di armonizzazione della disciplina relativa ai medesimi dipendenti». 2 (Modifiche al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di congedo parentale) 1 Al capo V del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 32: 1 al comma 1, alinea, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «I relativi congedi parentali dei genitori non possono complessivamente eccedere il limite di dodici mesi, fatto salvo il disposto del comma 2 del presente articolo»; 2 al comma 1, lettera a), le parole: «per un periodo continuativo . frazionato non superiore a sei mesi», sono sostituite dalle seguenti: «per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi, di cui quattro mesi entro i primi otto anni di vita del bambino»; 3 al comma 1, lettera b), le parole: «per un periodo continuativo frazionato non superiore a sei mesi, elevabile a sette nel caso di cui al comma 2» sono sostituite dalle seguenti: «per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a quattro mesi nei primi otto anni di vita del bambino, due dei quali in ogni caso non trasferibili alla madre, e a due mesi fino al dodicesimo anno di età del figlio, complessivamente elevabili a otto nel caso di cui al comma 2»; 4 il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Qualora il padre lavoratore eserciti il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a quattro mesi nei primi otto anni di vita del bambino, il limite complessivo dei congedi parentali è elevato a quattordici mesi»; b all'articolo 34: 1 al comma 1, le parole: «fino al sesto anno di vita del bambino, un'indennità pari al 30 per cento della retribuzione per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «fino all'ottavo anno di vita del bambino, un'indennità pari all'80 per cento della retribuzione»; 2 al comma 3, le parole: