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infatti, il testo attuale dell'atto del Governo consentirebbe anche di sostenere che la sola sussistenza dei menzionati requisiti sia ex se sufficiente ad escludere l'applicazione della normativa; - all'articolo 1, comma 1, capoverso «Art. 33», dopo la lettera a) , è necessario aggiungere la seguente: "a- bis ) servizio turistico integrativo: servizi accessori quali, tra gli altri, il trasporto del bagaglio fornito nell'ambito del trasporto dei passeggeri; l'uso di parcheggi a pagamento nell'ambito delle stazioni o degli aeroporti; il trasporto passeggeri su brevi distanze in occasione di visite guidata o i trasferimenti tra una struttura ricettiva e una stazione di viaggio con altri mezzi; l'organizzazione di attività di intrattenimento o sportive; la fornitura di pasti, di bevande e la pulizia forniti nell'ambito dell'alloggio; la fruizione di biciclette, sci e altre dotazioni della struttura ricettiva ovvero l'accesso a strutture in loco , quali piscine, spiagge, palestre, saune, centri benessere o termali, incluso per i clienti dell'albergo; qualunque altro servizio integrativo tipico anche secondo la prassi locale". In proposito, si rileva che il "considerando" n. 17 della direttiva contiene un elenco esemplificativo di servizi che fanno intrinsecamente parte di un altro servizio turistico, e che perciò non dovrebbero essere tenuti in conto al fine di determinare la sussistenza di un "pacchetto". Si tratta, ad esempio, del trasporto del bagaglio fornito nell'ambito del trasporto dei passeggeri, di servizi di trasporto su brevi distanze come il trasporto di passeggeri nell'ambito di una visita guidata o i transfer tra un albergo e un aeroporto o una stazione ferroviaria, i pasti, le bevande e la pulizia forniti nell'ambito dell'alloggio, o l'accesso a strutture in loco , come piscina, sauna, centro benessere o palestra, incluso per i clienti dell'albergo. Da più parti è giunta la richiesta di inserire un similare elenco esemplificativo nell'articolo 33, in modo da offrire all'interprete un percorso dal quale ricavare i tratti salienti di quei servizi che possano dirsi "integrativi". La richiesta appare congrua sebbene sia altresì opportuno conchiudere l'elenco con una clausola generale che guidi l'interprete nell'individuazione di ulteriori servizi di natura "integrativa" in quanto "tipici secondo la prassi locale". Lo scopo di questa precisazione è di non imporre costi ulteriori a quelle piccole e medie imprese alberghiere che offrono servizi la cui presenza è legittimamente attesa dal viaggiatore, in ragione del luogo ove è collocata la struttura, sebbene tali servizi siano offerti da soggetti terzi, all'esito di un accordo stipulato con l'impresa alberghiera. In ordine all'uso del termine "prassi" in luogo di "uso", esso si giustifica in ragione dell'intento di far riferimento ad una mera ripetizione statistica di determinate offerte. Conseguentemente, appare necessario inserire nella disposizione un elenco esemplificativo dei servizi integrativi, oltre alla formula di chiusura "servizio integrativo tipico secondo la prassi locale"; - con riferimento all'articolo 1, comma 1, capoverso «Art. 33», comma 1, lettera c) , è necessario evitare di definire il contratto stipulato con l'organizzatore quale "vendita". La vigente disciplina definisce l'organizzatore quale "soggetto che si obbliga, in nome proprio e verso corrispettivo forfetario, a procurare a terzi pacchetti turistici", così da consentire all'interprete di ravvisare la funzione del contratto nella costituzione di obbligazioni aventi ad oggetto la prestazione di servizi, di modo da poter attribuire il riferimento alla vendita di pacchetti turistici alla funzione empirica e non già alla causa. Lo schema di decreto in esame, invece, facendo continuamente riferimento alla nozione di vendita, potrebbe indurre l'interprete a ritenere che tale scelta indichi la volontà di ricondurre il contratto al genus di cui all'articolo 1470 del codice civile, con tutte le conseguenze ermeneutiche che ne potrebbero derivare. Adeguata appare l'espressione "contratto di organizzazione di pacchetto turistico". Conseguentemente, occorre sostituire, ovunque ricorrano, le parole: "contratto di vendita di pacchetto turistico" con le seguenti: "contratto di organizzazione di pacchetto turistico"; si avverte, inoltre, che i titoli delle sezioni III e VII - già nel testo dello schema di decreto all'esame - non sono coerenti con la terminologia adottata nel decreto; - con riferimento all'articolo 1, comma 1, capoverso «Art. 33», commi 2 e 4, occorre sopprimere il limite del 25 per cento del valore totale del pacchetto, previsto per i servizi integrativi, tenendo anche conto che la direttiva menziona tale limite solo nei "considerando". L'eliminazione di tale indicazione numerica si rende necessaria soprattutto in ragione dell'inserimento, nella normativa, dell'elenco esemplificativo dei servizi a carattere accessorio. Difatti, se la natura accessoria dipende dalle sue oggettive caratteristiche, l'ulteriore limite del valore appare sovrabbondante. Occorre pertanto adottare la formulazione originale della direttiva, la quale ricorre alle espressioni: "porzione significativa del valore combinato dei servizi" e di "parte sostanziale del valore della combinazione"; - all'articolo 1, comma 1, capoverso «Art. 33», comma 1, lettera e) , numero 2), prima delle parole: "servizio turistico", premettere la seguente: "specifico". Al riguardo, si segnala che, allo scopo di definire con maggiore chiarezza in quali casi il servizio turistico possa considerarsi "collegato", la direttiva ricorre all'espressione "acquisto mirato di almeno un servizio turistico aggiuntivo". Il termine originale inglese "targeted" ha lo scopo di chiarire che non determina collegamento l'acquisto di un servizio offerto da terze parti, senza che il professionista abbia il controllo del tipo di servizio offerto. Infatti, la pagina dell'agenzia può ospitare le offerte di servizi integrativi che vengono visualizzate dal viaggiatore sulla piattaforma, sebbene non siano create in seguito ad un rapporto diretto tra professionisti: le piattaforme on line (cosiddette "prime parti") offrono passivamente spazi pubblicitari sul proprio sito web ad una moltitudine d'inserzionisti (cosiddette "terze parti"). Appare pertanto necessario precisare che il servizio aggiuntivo sia "specifico", in modo tale da sottolineare che il servizio ulteriore deve rientrare tra quelli puntualmente scelti dal professionista e non già offerti in modo generico da terze parti; - all'articolo 1, comma 1, capoverso «Art. 42», è necessario sostituire i commi 5, 6, 7 e 8 con i seguenti: "5.