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esso prevede investimenti pari a oltre 48 milioni di euro, e dovrebbe coinvolgere quasi un centinaio di aziende impegnate a realizzare iniziative di sviluppo territoriale proprio nei luoghi vessati dal batterio), tuttavia, la sfida contro la deturpazione del tessuto agricolo, e quindi anche economico e sociale, delle zone interessate richiede ulteriori e ingenti sforzi, sia per proseguire nelle politiche di sostegno alle aziende danneggiate sia per rilanciare le terre, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione drammatica in cui versano gli agricoltori vessati dalla diffusione della Xylella fastidiosa ; quali siano gli sviluppi e quali ulteriori iniziative verranno adottate al fine di implementare quanto prima il piano di contrasto alla Xylella fastidiosa nei territori colpiti dal batterio, allo scopo di sostenerne e rilanciarne l'agricoltura e l'economia nel suo complesso. Atto n. 3-02316 CORRADO Al Ministro della cultura Si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda fornire spiegazioni circa i "lavori recupero e integrazione delle sedute del teatro di Velia": un intervento di restauro attualmente in corso nel teatro ellenistico-romano sito nel parco archeologico di Velia, associato a quello di Paestum, sviluppatosi sui precedenti lavori effettuati negli anni '90, che ha sempre suscitato molte perplessità sia per il carattere fortemente invasivo (anche perché in assenza, pare, della preventiva autorizzazione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio territoriale), che per le anomalie dell' iter amministrativo sotteso alla scelta del progettista, del responsabile unico del procedimento e del direttore dei lavori, nonché per l'attivazione di una discutibile somma urgenza con il conseguente affidamento diretto ad una ditta nata a maggio 2019 e priva dunque dell'esperienza e affidabilità indispensabili nel delicato settore del restauro di beni culturali. Atto n. 3-02317 CIRINNA' ROSSOMANDO MIRABELLI Al Ministro della giustizia Premesso che, in data 24 febbraio 2021, con proprio comunicato, la Camera penale di Roma ha sollevato l'attenzione su alcuni episodi di cronaca, relativi a casi di intercettazioni delle comunicazioni tra avvocato e cliente; considerato che: la disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni è stata oggetto, negli ultimi anni, di significative innovazioni normative, ispirate, per un verso, all'estensione dei casi in cui a tale strumento di indagine possa farsi ricorso e, per altro verso, alla concorrente esigenza di irrobustire le garanzie della riservatezza e, soprattutto, della difesa delle persone sottoposte a indagini; in questo quadro, peculiare rilevanza assume la garanzia della riservatezza delle comunicazioni con il difensore, in relazione alle quali l'istanza generale di riservatezza si intreccia con la specifica esigenza di tutelare il diritto alla difesa, che la Costituzione esplicitamente qualifica come inviolabile; l'equilibrio tra queste due istanze e la concorrente esigenza di assicurare adeguati strumenti di indagine agli inquirenti è cristallizzato nell'articolo 103, comma 5, del codice di procedura penale, a mente del quale "non è consentita l'intercettazione relativa a conversazioni o comunicazioni dei difensori, degli investigatori privati autorizzati e incaricati in relazione al procedimento, dei consulenti tecnici e loro ausiliari, né a quelle tra i medesimi e le persone da loro assistite"; la Corte di cassazione, con distinte pronunce, ha chiarito, da un lato, che "il divieto di intercettazioni relative a conversazioni o comunicazioni dei difensori, non riguarda indiscriminatamente tutte le conversazioni di chi riveste tale qualifica, e per il solo fatto di possederla, ma solo le conversazioni che attengono alla funzione esercitata, in quanto la 'ratio' della regola posta dall'art. 103 c.p.p., va rinvenuta nella tutela del diritto di difesa" (Cassazione penale, sezione II, sentenza n. 24451/2018); d'altra parte, la stessa Corte ha precisato che "le guarentigie previste dall'art. 103 c.p.p. (...) non possono trovare applicazione qualora gli atti di cui all'art. 103 c.p.p. - ispezioni, perquisizioni, sequestri - debbano essere compiuti nei confronti di esercente la professione legale sottoposto ad indagine" (sentenza n. 48395/2019); al di fuori del caso in cui l'avvocato sia soggetto a intercettazioni nella qualità di indagato per reati in relazione ai quali l'uso di tale strumento di indagine sia consentito, è dunque necessario assicurare l'inviolabilità delle comunicazioni tra avvocato e cliente, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intraprendere iniziative per accertare che sia sempre garantita la riservatezza delle conversazioni tra difensore e indagato e dunque la piena tutela del diritto inviolabile di difesa, costituzionalmente garantito in ogni fase del procedimento penale. Atto n. 3-02318 BOTTICI CROATTI VANIN GALLICCHIO PIRRO TRENTACOSTE VACCARO GUIDOLIN DONNO ROMANO MATRISCIANO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: l'Agenzia delle entrate rappresenta la più importante e strategica istituzione del nostro Paese per la lotta all'evasione fiscale; da fonti giornalistiche di inchiesta, succedutesi nel tempo, si apprende dell'elevata situazione di illegalità presente all'interno della stessa Agenzia delle entrate; specificatamente un'inchiesta del 22 di maggio 2020 di Andrea Cinquerani, pubblicata dal giornale "Voce delle Voci", evidenzia il grave conflitto d'interessi esistente tra Ernesto Maria Ruffini, attuale presidente dell'Agenzia delle entrate, e la stessa Agenzia che dirige; Ernesto Maria Ruffini è stato nominato, nel 2017, commissario straordinario per l'istituzione dell'ente pubblico della riscossione, "Agenzia delle entrate - Riscossione"; incarico che è terminato il 4 settembre 2018, passati i 90 giorni previsti dalle regole sullo spoils system , tornando ad esercitare la professione di avvocato, i cui principali impegni professionali avevano ad oggetto l'Agenzia delle entrate, ovvero l'agenzia che fino a qualche settimana prima aveva diretto, e che successivamente è tornato a dirigere; a titolo di esempio si cita il contenzioso arrivato a sentenza il 27 dicembre 2018 in cui Ruffini patrocinava gli interessi di una società pescarese, Amifin di A.A. & C., che agiva contro l'Agenzia delle entrate. Ha perso il ricorso davanti alla sezione tributaria della Corte suprema di cassazione. Successivamente, nel gennaio 2019, la stessa Sezione della cassazione ha dato ragione al suo cliente, nel caso di specie la Banca di Viterbo credito cooperativo, in un'altra querelle contro l'Agenzia delle entrate; considerato che, per quanto consta agli interroganti: il "Corriere della Sera", con un articolo di Gian Antonio Stella e Mario Geverini del 24 ottobre 2020, rende pubblica la notizia che un dirigente dell'Agenzia, Antonio Dorrello (che nel citato articolo per un manifesto errore di stampa comprare come Antonio Borrello), è stato autorizzato ad entrare come terzo membro del consiglio di amministrazione della SOSE S.p. A. in qualità di presidente