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In particolare, 2 milioni di euro sono destinati per il supporto economico alle più rilevanti manifestazioni fieristiche italiane di livello internazionale e 8 milioni di euro per la realizzazione di campagne di promozione strategica e di contrasto al fenomeno del cosiddetto Italian sounding . Alla realizzazione delle misure provvede l'ICE -- Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane. L'articolo 9 risponde ad una logica solo apparentemente opposta, trattandosi di una modifica alla disciplina della revoca dei finanziamenti di opere. In realtà, modificando la suddetta disciplina, appunto, si interviene a sanare criticità applicative che non hanno garantito la piena fruibilità delle risorse ai fini del conseguimento dell'interesse pubblico sotteso alla realizzazione dell'intervento. In particolare, si va a modificare l'articolo 3 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, che prevede appunto la revoca dei finanziamenti previsti dall'articolo 1, commi 1 e 1- bis , in caso di mancato rispetto dei termini fissati al comma 2, lettere a) , b) e c) , per l'appaltabilità e la cantierabilità. I termini di appaltabilità e cantierabilità sono fissati, per ogni lettera del comma 2, dal decreto-legge stesso. Con decreti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, emanati ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del predetto decreto-legge, sono stati individuati gli adempimenti da compiere per ciascun intervento e, nelle tabelle ad essi allegate, le risorse finanziarie necessarie per ogni anno del ciclo di programmazione. L'articolo in esame modifica il citato articolo 3 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, al fine di riallineare i termini di scadenza dell'appaltabilità e della cantierabilità delle opere alla effettiva disponibilità delle risorse finanziarie, ciò anche in ottemperanza al comunicato del Presidente dell'ANAC del 6 ottobre 2015, che stabilisce l'obbligo, da parte della stazione appaltante, di verificare l'intera disponibilità delle risorse finanziarie prima della pubblicazione del bando di gara. In mancanza di tale intervento normativo si determinerebbe infatti l'impossibilità per la gran parte dei suddetti interventi di rispettare i requisiti previsti e conseguentemente di accedere al finanziamento, determinando il blocco degli interventi stessi. La disposizione di cui al comma 2 dell’articolo 9 del presente decreto-legge chiarisce l'ambito di applicazione e allo stesso tempo fa salvi gli effetti degli atti compiuti nei termini previsti dalla disciplina che si va a modificare. L'articolo 10 esplicita la sua finalità nella sintesi della rubrica: continuità territoriale. La norma prevede infatti l'attribuzione alla regione Sardegna della somma di euro 30 milioni, per l'anno 2015, al fine di migliorare il sistema di collegamenti aerei da e per l'isola. In tal modo si vuole operare per la riduzione dei disagi derivanti dalla condizione di insularità e assicurare la continuità del diritto alla mobilità anche ai passeggeri non residenti, fatta salva l'osservanza delle vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di oneri di servizio pubblico nei collegamenti aerei infracomunitari. L'articolo 11 prevede, per l'esercizio finanziario 2015, l'attribuzione di spazi finanziari ai fini del patto di stabilità interno, pari a complessivi 50 milioni di euro, ai comuni che hanno effettuato pagamenti nel medesimo anno con risorse proprie in cofinanziamento per interventi relativi a linee metropolitane già approvati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica. L'ammontare degli spazi attribuiti a ciascun comune è determinato con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, in proporzione ai pagamenti effettuati; a tal fine, entro il termine perentorio di otto giorni successivi all'entrata in vigore del presente decreto-legge, i comuni comunicano, mediante l'applicativo web del patto di stabilità interno, i pagamenti sostenuti nell'anno 2015. L'articolo 12 risponde ad esigenze diverse di presidio del territorio, in accezione sociale, più che di sicurezza. La norma prevede misure finanziarie urgenti per interventi in materia di servizio civile nazionale, con un incremento del Fondo nazionale per il servizio civile, di cui all'articolo 19 della legge 8 luglio 1998, n. 230, di un importo pari a 100 milioni di euro, mediante l'utilizzo delle risorse stanziate per l'anno 2015 dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), a favore del Servizio civile universale, oggetto del disegno di legge recante «Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale» (atto Senato n. 1870). L'utilizzo di tali risorse consente l'avvio di un ulteriore contingente di volontari, soddisfacendo in tal modo un maggior numero di giovani che hanno chiesto di partecipare a progetti di servizio civile nazionale. Parimenti ad interventi in materia sociale risponde la finalità dell'articolo 13, che prevede il rifinanziamento per l'anno 2015 del Fondo sociale per occupazione e formazione. La somma stanziata viene coperta anche con economie accertate, relative al medesimo anno 2015, a seguito dell'attività di monitoraggio e verifica concernente le complessive misure di salvaguardia dall'incremento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico stabilito dall'articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, per le quali la certificazione del diritto al beneficio è da ritenersi conclusa. L'articolo 14 è volto ad incentivare gli interventi manutentivi sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica per garantirne l'utilizzo sociale, scongiurando fenomeni di degrado urbano e di occupazione abusiva. Allo scopo, la norma va ad incrementare le somme di cui al Programma di interventi per il recupero di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica, previsto dall'articolo 4 del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80. Con decreto interministeriale 16 marzo 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 21 maggio 2015, sono stati approvati i criteri per la formulazione del suddetto Programma e si è provveduto al riparto delle risorse stanziate in favore delle regioni e delle province autonome. Una delle due linee in cui si articola il Programma prevede la realizzazione di interventi di non rilevante entità finalizzati a rendere prontamente disponibili gli alloggi sfitti da assegnare prioritariamente alle categorie sociali disagiate di cui alla legge n. 9 del 2007 (soggetti che hanno usufruito per vari anni della proroga della sospensione degli sfratti).