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infine, è stata disattesa l'indicazione e la tempistica, anche questa prevista da una normativa specifica, all'esecuzione dei tamponi naso faringei con conseguente mancata messa in sicurezza di tutto il personale che garantisce i servizi pubblici essenziali, in primis quello sanitario, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri, anche tramite il Dipartimento della Protezione civile e il Ministro in indirizzo fossero a conoscenza della decisione della Giunta regionale della Lombardia, e se non dovessero, ciascuno per le proprie competenze, vigilare sull'applicazione dei protocolli chiaramente indicati nell'ordinanza del 22 gennaio 2020, facendo rispettare i criteri di separazione ivi contemplati; se non ritengano nemmeno ora necessario intervenire nei riguardi della Regione al fine di far rimuovere quel provvedimento concretamente pericoloso per la salute pubblica e che ha già concorso a creare molti lutti, verosimilmente tutti evitabili nella popolazione delle strutture per anziani impropriamente utilizzate come reparti di malattie infettive senza che venisse predisposta nessuna misura di sicurezza per gli anziani e per il personale di assistenza presente nelle RSA. Atto n. 3-01479 MAGORNO Ai Ministri dell'interno, della difesa e della salute Premesso che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° aprile 2020 proroga fino al 13 aprile le misure di contenimento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e quindi anche "il divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute"; l'ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020, prorogata fino al 13 aprile, prevede tra le altre disposizioni, il divieto, "nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, di ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza"; l'ordinanza del Presidente della Regione Calabria del 3 aprile 2020 proroga fino al 13 aprile tutte le disposizioni previste dalle precedenti ordinanze per la prevenzione e la gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e nello specifico mantiene il "divieto di spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dal territorio regionale"; il carattere altamente contagioso del virus , unitamente all'enorme flusso di rientri dal centro-nord, avvenuto nella notte dell'8 marzo e nei giorni successivi, ha portato all'insorgere di casi anche sull'intero territorio della Regione Calabria, all'epoca non ancora colpito dall'epidemia; la Calabria è un'ambita meta turistica, che normalmente registra, nei periodi di bella stagione e durante il fine settimana, un aumento delle presenze che, nell'attuale emergenza sanitaria, rappresenterebbe un grave rischio, qualora, per le imminenti festività di Pasqua, si verificassero incomprensibili spostamenti "verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza" o rientri non consentiti dalle vigenti normative ministeriale e regionale; nei Comuni calabresi, le unità di Polizia locale sono esigue o del tutto inesistenti e, di conseguenza, è problematico garantire, in concorso e in ausilio alle forze dell'ordine, anche queste non sufficienti per numeri e mezzi, l'esecutività di quanto prescritto dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19; è rimasta inascoltata dal Governo la richiesta di autorizzare i Comuni del Sud ad assunzioni, in deroga e a termine, di agenti di Polizia locale; a parere dell'interrogante, in vista della Pasqua e della "Pasquetta", tradizionalmente festeggiati in compagnia di amici e parenti, con uscite e gite non solo "fuori porta", ma anche fuori regione, è urgente e indispensabile in Calabria, la presenza dell'Esercito per assicurare capillarmente sul territorio le necessarie azioni di controllo, contenimento e blocco di eventuali spostamenti; è già in servizio in Calabria un certo numero di militari che attualmente, per quanto risulta all'interrogante, stanno prestando attività in smart working , e che potrebbero essere impiegati a tale scopo; l'evoluzione epidemiologica del COVID-19, con un incremento di casi sul territorio regionale e il probabile verificarsi di ulteriori situazioni di potenziale propagazione del contagio, destano un diffuso stato di preoccupazione e agitazione tra la popolazione calabrese, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, a tutela sia della salute dei cittadini che della sicurezza pubblica, intendano intervenire perché siano predisposti, a potenziamento delle forze dell'ordine, presidi dell'Esercito nelle aree urbane e agli ingressi sia lato nord che lato sud dell'A2 -Autostrada del Mediterraneo, della strada statale 18-Tirrena Inferiore e della strada statale 106-Jonica, in modo tale da controllare, contenere e bloccare eventuali spostamenti verso la Calabria. Atto n. 3-01481 MALLEGNI MASINI BERARDI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'8 aprile, intorno alle 10.30, ha ceduto il viadotto sulla strada provinciale 70, che collega Albiano Magra, nel Comune di Aulla (Massa Carrara), e Santo Stefano Magra (La Spezia), spezzandosi in diversi tronconi e collassando su sé stesso; nel crollo sono stati coinvolti due furgoni, i cui conducenti hanno riportato ferite, fortunatamente di lieve entità; in data 3 novembre 2019 era stata segnalata una lunga crepa sul viadotto in questione e, dopo un sopralluogo congiunto dei tecnici dell'ANAS, società gestore del suddetto tratto stradale, e dell'amministrazione comunale, si era proceduto al risanamento della crepa. A quanto si apprende dagli organi di stampa, in quell'occasione ANAS avrebbe provveduto a sanare con conglomerato a freddo per ripristinare il piano viabile a seguito delle piogge del mese di novembre. Sempre secondo le stesse fonti, nella giornata del 3 novembre ANAS avrebbe provveduto ad eseguire un'ispezione del ponte di Albiano Magra, non riscontrando anomalie o difetti tali da assumere provvedimenti emergenziali. ANAS avrebbe, poi, assicurato che il ponte di Albiano Magra era costantemente attenzionato dai propri tecnici della struttura territoriale di competenza; in data 9 agosto 2019, dopo una richiesta di controllo da parte delle amministrazioni interessate dal tratto di strada provinciale in cui insiste il viadotto crollato, ANAS avrebbe inviato una lettera al Comune di Aulla e alla provincia di Massa Carrara, specificando che il viadotto "Albiano in questione non presenta al momento criticità tali da compromettere la sua funzionalità statica: sulla base di ciò non sono giustificati provvedimenti emergenziali per il viadotto stesso"; da fonti di stampa, le ispezioni annuali compiute da ANAS ai fini della verifica della sicurezza dei viadotti di sua competenza sarebbero in cospicuo ritardo e in particolare, nel 2019 le ispezioni obbligatorie sarebbero state solo 1.419 su 4.991, cioè pari al 28 per cento del dovuto;