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l'ipotesi più accreditata della sciagura sembrerebbe essere un naufragio, ma soltanto la verifica delle immagini satellitari registrate nel momento della richiesta di soccorso potrà darne la certezza, si chiede di sapere se sia nelle intenzioni del Ministro in indirizzo verificare se quanto fatto finora sia sufficiente o, invece, necessiti un intervento, per quanto di sua competenza, sulle autorità coinvolte nella ricerca, al fine di conoscere quanto realmente accaduto e non sospendere le speranze delle famiglie dei dispersi che stanno vivendo nell'angoscia da mesi. Atto n. 4-00603 LAFORGIA Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze Premesso che: è interesse dello Stato e del Governo promuovere e potenziare le università pubbliche, tra le quali si colloca nei posti di eccellenza l'università degli studi di Milano (UniMi), la più consistente università lombarda, con oltre 60.000 studenti iscritti e 4.000 lavoratori tra docenti e personale tecnico; le principali università europee non sono mai state trasferite dall'originario sito, ma si sono potenziate a partire da questo, così come le università private di Milano. Al contrario, quelle di Genova e Siena hanno effettuato investimenti immobiliari «esterni», ricavandone forti crisi gestionali; UniMi è interessata da un progetto di delocalizzazione di alcune facoltà nei terreni sui quali è stato realizzato Expo 2015. Infatti, circa un anno e mezzo fa la Statale ha intrapreso con il rettore uscente, professor Vago (il 1° ottobre 2018 entra in carica il nuovo rettore, professor Franzini) un percorso per trasferire le facoltà scientifiche della Statale, che oggi si trovano nel quartiere di Città Studi, nell'ex area Expo; il progetto è stimato in un costo complessivo di 390 milioni di euro, di cui 135 milioni verrebbero finanziati da Governo e Regione, con il vincolo di impiegare le risorse per il trasferimento di sede. Dal momento che era già stato contestato il fatto che per UniMi contribuire per la restante parte sarebbe stato un grosso rischio, il professor Vago avrebbe proposto di finanziare il progetto in modo differente: la Statale non alienerebbe, almeno per ora, gli stabili di Città Studi, ma dovrebbe contribuire nell'immediato con circa 58 milioni di euro e, mediante lo strumento del project financing , fornirebbe la parte restante con un contributo pari a circa 20 milioni di euro per 30 anni, per un totale di 600 milioni di euro; tuttavia, la cifra di 600 milioni di euro in 30 anni è un'enormità che potrebbe mettere in grave difficoltà la Statale con il solo obiettivo di non far fallire il progetto di riqualifica dell'area Expo; tra l'altro i cittadini milanesi avevano votato in un referendum per il 95,29 per cento nel senso che nell'area in questione venisse realizzato un grande parco; inoltre, il rettore uscente è stato nominato dal Presidente della Regione Lombardia come suo consigliere per "progetti strategici", fra i quali rientra il progetto "Campus". Tale situazione determina a parere dell'interrogante un palese conflitto di interessi; se il progetto del professor Vago verrà realizzato il quartiere di Città Studi perderà 20.000 studenti. Il Comune di Milano ha dichiarato che la vocazione del quartiere resterà universitaria, ma non è chiaro come e in realtà il rischio è che diventi terreno di speculazione edilizia, considerato che sono in trasferimento dal quartiere anche l'ospedale Besta e l'Istituto dei Tumori. Cambiamenti che verosimilmente avranno ripercussioni anche sul tessuto commerciale della zona interessata, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano, per quanto di propria competenza, di analizzare, preventivamente e attentamente, tutti gli aspetti riguardanti l'impegnativa operazione di trasferimento delle facoltà scientifiche della Statale nell'area ex Expo; se non si ritenga, dato che con l'impegno finanziario richiesto per il trasferimento è facilmente ipotizzabile il superamento della soglia massima di indebitamento, di dover controllare, per quanto di competenza, che i risvolti finanziari di tale operazione non superino tali soglie, previste dal decreto legislativo n.49 del 2012 e pari al 15 per cento delle entrate non vincolate in bilancio; quali elementi il Governo possa fornire circa le possibili ricadute negative sul futuro gestionale di Università degli studi di Milano di un investimento tanto ingente; se il consiglio di amministrazione e il senato accademico di università abbiano richiesto un parere in merito da parte del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in relazione a un impegno che avrà delle importanti ripercussioni, vincolanti per l'università. Atto n. 4-00604 IANNONE Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: lo sport è unanimemente riconosciuto come elemento qualificante di qualsiasi contesto sociale, capace di creare aggregazione, socialità, condivisione e di svolgere, in particolare nei più giovani, un ruolo altamente educativo; la necessità di dotarsi di strutture adeguate è quanto mai sentita nel nostro Paese (non soltanto nelle zone maggiormente depresse), visti i ritardi accumulati nel corso degli anni e l'assenza di una qualsivoglia strategia che mettesse al centro, al di là dei legittimi interessi dello sport professionistico, la pratica di base dello sport; la valorizzazione degli enti di promozione sportiva, la conseguente collaborazione istituzionale con gli stessi, risulta fondamentale per la diffusione capillare dello sport, e iniziative in questa direzione sono auspicabili, soprattutto nei territori dove c'è carenza di strutture e di attività sportive; sarebbe necessario, come elemento per predisporre interventi mirati, il completamento nel più breve tempo possibile del censimento di tutti gli impianti sportivi, al fine di valutarne le finalità, il reale utilizzo, ma soprattutto lo stato, viste l'obsolescenza e la pericolosità di diverse strutture; tale censimento permetterebbe, inoltre, di pianificare al meglio gli interventi nei territori, evitando inutili riproposizioni di strutture già esistenti a scapito magari di altre effettivamente necessarie; il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giorgetti, nella sua audizione del 1° agosto 2018 di fronte alle Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato, in merito al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 marzo 2018, relativo al credito d'imposta per l'ammodernamento degli impianti calcistici, ha affermato che il Governo intende "allargare a tutti gli impianti sportivi la possibilità di avere questa forma di incentivo"; nella stessa sede il sottosegretario, a proposito del bando "sport e periferie", ha annunciato di voler creare "un meccanismo di cofinanziamento, insieme al Credito sportivo, superando il contributo a fondo perduto, e chiedendo una compartecipazione agli enti interessati, in modo da ampliare la massa di finanziamenti a disposizione per quanto riguarda l'impiantistica sportiva. Un'iniziativa aperta, questa volta, anche agli impianti sportivi destinati non all'alto agonismo";