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Nel caso di variazione o di nuova istituzione di diritti di confine diversi da quelli contemplati nel regolamento richiamato nel precedente articolo sono dovuti i maggiori tributi derivanti dall'applicazione delle norme in vigore al momento indicato nell'art. 6, ultimo comma, delle presenti disposizioni, ancorché le merci non siano state ammesse a restituzione o ad abbuono dei predetti tributi all'atto dell'esportazione. Il capo della circoscrizione doganale può consentire, se le circostanze lo giustificano, la reintroduzione in esenzione da diritti di confine di merci precedentemente esportate a scarico di temporanea importazione per lavorazione; in tal caso devono essere pagati i diritti di confine e gli interessi di mora che sarebbero stati riscossi alla data della riesportazione se le merci stesse fossero state importate definitivamente. Ove la riesportazione sia avvenuta prima della temporanea importazione a termine dell'art. 187, secondo comma, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, devono essere pagati i diritti di confine già abbuonati sulle merci temporaneamente importate". 8) Nel primo comma dell'art. 17 le parole: "costituito con decreto del Capo provvisorio dello Stato 26 marzo 1947, n. 247" sono sostituite dalle seguenti: "di cui all'art. 221 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43". 9) L'art. 18 è sostituito dal seguente: "Le norme dei regolamenti comunitari che, ai fini dell'applicazione della tariffa doganale comune, disciplinano la determinazione del valore in dogana delle merci importate si osservano anche nei casi di importazione di merci per le quali detta tariffa non è applicabile; in tali casi, se le merci soddisfano alle condizioni di cui agli articoli 9 e 10 del trattato istitutivo della Comunità economica europea ovvero si trovano in libera pratica conformemente al trattato istitutivo della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, i richiami al territorio doganale della Comunità contenuti nei predetti regolamenti si considerano riferiti al territorio doganale della Repubblica". 10) L'art. 35 è sostituito dal seguente: "Le dichiarazioni degli operatori dirette a conferire una destinazione doganale alle merci debbono essere redatte in conformità alle direttive emanate dal Ministero delle finanze, sentito l'Istituto centrale di statistica, sulla base della nomenclatura e delle altre indicazioni statistiche stabilite con i regolamenti delle Comunità europee". 11) Nel quinto comma dell'art. 45 sono soppresse le parole "limitatamente ai primi centottanta giorni di giacenza". 12) Gli articoli 3, 4, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 30, 31, 32, 33, 34, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 47 e 48 sono abrogati.