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quella di sottoporre le scelte di Governi democraticamente eletti allo scrutinio dei mercati e - cito - «Da quel momento in avanti la vita dei Ministri del tesoro si era fatta più difficile e a ogni asta il loro operato era sottoposto al giudizio del mercato», Andreatta dixit. Ne parliamo? Volete? Non vengo qui a smentire Andreatta, ma soltanto a riferirvi quello che so. So che questo ragionamento filerebbe se valessero due presupposti: primo, che il mercato fosse più sagace e più legittimato dei cittadini nel giudicare l'interesse dei cittadini stessi; secondo, che il mercato accettasse per sé la disciplina che pretende di imporre agli altri. E qui abbiamo - anzi, avete, cari unionisti - un problema, o meglio due, perché, intanto, il mercato sagace non è, tant'è che spesso e volentieri non riesce a fare nemmeno il suo interesse: lo dimostrano qui in Italia i tanti episodi di dissesto bancario verificatisi nonostante, o meglio grazie all'eccellente vigilanza nazionale; poi, perché il mercato non accetta per sé la disciplina che vuole imporre agli altri, tant'è che quando arriva la crisi va a piagnucolare alle porte dello Stato, come ben sappiamo qui. Tralascio il fatto che il mercato è anche quell'istituzione informale che decide di produrre tutte le mascherine in Cina, perché lì costano meno, ignorando, nella sua prescienza infallibile, cui voi ci avete sottomesso - con Andreatta, Ciampi, Prodi - che questa scelta avrà un costo di vite umane. Nel progetto unionista, tuttavia, c'è di più e c'è di peggio. Vi scandalizza la nostra proposta, la più semplice e la più ovvia: finanziare i necessari interventi con emissione di moneta da parte della Banca centrale, cioè salvare gli Stati lasciando che essi esercitino quella che storicamente è una loro prerogativa, la sovranità monetaria. Eh, ma la disciplina del mercato; eh, ma l'azzardo morale; eh ma poi i governanti corrotti farebbero spesa pubblica per motivi elettorali; forse né voi, né i cittadini sapete che quello che è impedito agli Stati nel progetto unionista, e cioè finanziarsi direttamente presso la Banca centrale, in questo progetto è concesso alle imprese. La BCE può comprare titoli privati sul primario direttamente dalle aziende, quindi finanziandole e facendo di fatto politica industriale: si chiama corporate sector purchase programme (CSPP) e Google aiuterà chi ne ha bisogno. Per le aziende, quelle dei Paesi forti, la disciplina del mercato è quindi attenuata, ma la stessa BCE non può comprare titoli pubblici direttamente dallo Stato monetizzando il fabbisogno, deve passare in banca; si chiama quantitative easing (QE), also sprach Frankfurt . Un altro mondo è però possibile. Da oggi, cari colleghi, illustre Presidente, nel Regno Unito è di nuovo possibile quello che dal 1981 non è più possibile in Italia. Il Governo di sua maestà ha deciso di finanziarsi con moneta. Hoc erat in fatis, ma noi tranquilli, immobili come un semaforo; aspettiamo che gli altri aumentino il distacco da noi, prendendo misure di puro buon senso. Lasciamo che gli imprenditori si indebitino anche per pagare le tasse, così a Bruxelles gli amici ci accoglieranno con un sorriso. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC e del senatore La Russa) . A Bruxelles gli amici vi accoglieranno con un sorriso perché avrete obbedito al temporary framework. Non dico Marx, ma neanche Alberto Sordi vi ha insegnato nulla. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tutti voi amaste o diceste di amare l'Italia un tempo: cosa vi vieta oggi di aiutarla? L'obbedienza a un paradigma farlocco che è già stato spazzato via dall'incontenibile violenza dei fatti e che non dovrebbe essere nella vostra matrice culturale. L'idea che la moneta sia una merce scarsa anziché un'istituzione che può e deve essere amministrata nell'interesse dei cittadini: questo c'è dietro la risposta distopica che abbiamo ricevuto ad ogni richiesta di aiutare i cittadini. Aumentare l'indennità per le partite IVA? Costa. Incentivare la produzione di mascherine? Costa. Sapete cosa c'è di nuovo? C'è che questa roba costa anche negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Svezia e in Giappone e infatti lì la Banca centrale stampa moneta per coprire i costi. I cittadini italiani - non posso dire i vostri elettori perché sapete fin troppo bene di non avere più una base elettorale - hanno le tasche piene di questo continuo strabismo ai loro danni. Voi lo sapete e navigate a vista, negando loro di esprimersi con il voto, negando loro di guardare al futuro con un minimo di prospettiva, quella prospettiva che non potete dargli perché voi per primi ne siete tragicamente privi. In questa discussione sulla fiducia desidero dirvi da vostro ex elettore che con decine di milioni di elettori io fiducia in voi non ne ho, non la meritate per la vostra subalternità culturale, ma questa non è una dichiarazione di voto. Cosa votare me lo farò indicare dal mio leader politico perché, insieme a decine di milioni di elettori italiani, credo che lui meriti fiducia, voi no! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC e del senatore La Russa) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ronzulli. Ne ha facoltà. RONZULLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori del Governo, tra i quali però non vedo né il Presidente del Consiglio, né alcun Ministro ad ascoltare una discussione così importante su un decreto-legge così importante per la vita del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Forse questo è il segno del totale disinteresse verso il Parlamento. Questa emergenza sanitaria così violenta, la crisi economica più grave degli ultimi ottant'anni, che ha causato migliaia di morti tra i nostri concittadini, ci avrebbe dovuto vedere tutti allo stesso tavolo per lavorare insieme nell'interesse dei cittadini e nell'interesse dell'Italia. Abbiamo messo le nostre idee al servizio del Paese; le abbiamo presentate a un Esecutivo che però, oltre a ricevere una delegazione delle opposizioni a Palazzo Chigi e a numerosissime ore di videoconferenza, non ha dimostrato alcuna reale volontà di collaborare. Non pensavamo al consenso, noi, ma al modo migliore per tutelare la salute degli italiani, senza però che questo significasse far crollare l'economia del nostro Paese, togliendoci ogni residua possibilità di riprenderci. Abbiamo presentato e depositato proposte di buon senso, ma le avete prima accolte con sufficienza e poi respinte. Avete bocciato la distribuzione gratuita di mascherine e guanti. Avete bocciato la reintroduzione temporanea dei voucher per il settore agroalimentare e per i servizi alla persona, che avrebbe consentito di far lavorare legalmente migliaia di persone. Avete bocciato il sostegno economico di 1.000 euro per gli autonomi e i liberi professionisti, ai quali avete invece promesso 600 euro, non ancora distribuiti, cifra - ricordo - inferiore al reddito di cittadinanza. Avete bocciato la cedolare secca per gli affitti commerciali.