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Modifiche al codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, in materia di provvedimenti precauzionali connessi a procedimento penale e disciplinare. Onorevoli Senatori. – L'articolo 874 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, di seguito denominato « Codice », prevede che tutti i militari, in base alla posizione di stato giuridico, siano collocati in una delle seguenti tre categorie: in servizio permanente per i militari provvisti di rapporto d'impiego; in servizio temporaneo per i militari che prestano servizio attivo in relazione alla durata di una ferma; in congedo per i militari che abbiano raggiunto il limite d'età per il servizio attivo, che abbiano terminato la ferma, che cessino dal servizio attivo a domanda o a seguito di inidoneità al servizio militare. Le tre categorie sono a loro volta divise in posizioni di stato. Per ogni categoria è prevista, tra le altre, una posizione che interrompe temporaneamente il rapporto con l'amministrazione militare: la sospensione dall'impiego per il personale in servizio permanente (articolo 875 del Codice), la sospensione dal servizio per il personale in servizio temporaneo (articolo 877) e la sospensione dalle funzioni del grado per il personale in congedo (articolo 879). La sospensione può essere disposta per motivi penali, disciplinari o precauzionali (articolo 885). La sospensione penale, ai sensi dell'articolo 914 del Codice, si applica ai militari a seguito di condanna penale durante l'espiazione di pene detentive, anche se sostituite in base alle disposizioni dell'ordinamento penitenziario (misure alternative alla detenzione previste agli articoli 47, 47- ter , 47- quater , 47- quinquies e 48 della legge 26 luglio 1975, n. 354). Anche la condanna alla reclusione militare, ai sensi degli articoli 30 e 31 del codice penale militare di pace, importa la pena militare accessoria della sospensione durante l'espiazione della pena. La sospensione penale ha natura obbligatoria. La sospensione disciplinare è sanzione di stato (alternativa a quella di corpo) che attiene a violazioni della disciplina che rendono inconciliabile in via temporanea la permanenza del soggetto nell'ambito militare. Essa esplica funzioni di prevenzione generale, nel senso di dissuadere la compagine militare dal commettere ulteriori infrazioni disciplinari, di prevenzione speciale, in quanto è diretta all'autore della mancanza al fine di impedirgli di commettere altri illeciti disciplinari, e rieducativa, tesa cioè al recupero del soggetto punito, inducendolo, per il futuro, ad attenersi alle regole del consorzio militare. Il provvedimento di sospensione disciplinare ha una durata variabile compresa tra un minimo di un mese e un massimo di dodici mesi (articolo 1357 del Codice). Ai fini di un equilibrato esercizio del potere disciplinare, l'amministrazione deve proporzionare la durata della misura disciplinare inflitta alla gravità del fatto accertato e al grado di responsabilità del soggetto. In merito alla durata massima della sospensione disciplinare si evidenzia che per i militari è previsto un periodo di molto superiore (il doppio) rispetto a quello previsto per le altre amministrazioni, fissato in sei mesi, comprese le Forze di polizia ad ordinamento civile (articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 25 ottobre 1981, n. 737, per la Polizia di stato e articolo 5 del decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 449, per il Corpo di polizia penitenziaria). Un ulteriore tema di riflessione riguarda il fatto che mentre le norme che regolano il potere disciplinare di altre amministrazioni contengono la tipizzazione delle infrazioni punibili (è il caso delle Forze di polizia ad ordinamento civile), il Codice non precisa le fattispecie di comportamenti sanzionabili con la sospensione disciplinare (per la verità neppure quelle che legittimano l'adozione della più grave sanzione della perdita del grado per rimozione). Nel rispetto del principio di proporzionalità, si deve sicuramente ritenere che l'infrazione disciplinare dalla quale consegue la sospensione disciplinare debba essere meno grave di quelle che comportano l'adozione del provvedimento espulsivo della perdita del grado per rimozione, così come deve ritenersi che una violazione discendente da un fatto costituente delitto abbia maggior rilevanza disciplinare rispetto a una condotta costituente reato contravvenzionale. Al netto di queste considerazioni, però, all'autorità disciplinarmente competente è attribuita una consistente discrezionalità nella valutazione delle condotte sanzionabili, stante la definizione estremamente ampia di illecito disciplinare dell'articolo 1352 del Codice, quale violazione dei doveri del servizio e della disciplina militare sanciti dal Codice, dal testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, di seguito denominato « Regolamento », o conseguenti all'emanazione di un ordine. A questo punto è il caso di sottolineare che in relazione a un comportamento che abbia rilievo sia penale, sia disciplinare, non solo le due sanzioni (penale e disciplinare) non si escludono a vicenda, in quanto esplicano la propria azione in ambiti differenti, tutelando interessi giuridici diversi, ma il procedimento disciplinare che riguardi fatti in relazione ai quali procede l'autorità giudiziaria, al netto dei casi di interruzione o di posticipo al termine del procedimento penale previsti dall'articolo 1393 del Codice, « è avviato, proseguito e concluso anche in pendenza del procedimento penale ». Il Codice prevede la sospensione disciplinare dall'impiego e quella dalle funzioni del grado. Conseguentemente essa è diretta ai militari in servizio permanente e a quelli in congedo, escludendo il personale in servizio temporaneo, per il quale è prevista la cessazione dalla ferma o dalla rafferma per grave mancanza disciplinare o grave inadempienza ai doveri del militare, che è sanzione di carattere espulsivo e determina l'anticipata risoluzione del rapporto di servizio rispetto alla naturale scadenza del termine, pur consentendo, a differenza della più grave sanzione della perdita del grado per rimozione, di conservare il grado sino ad allora rivestito. La sospensione precauzionale, pur essendo connessa a procedimento penale o disciplinare, si differenzia dalla sospensione penale e da quella disciplinare in quanto essa è una mera misura cautelare, prescindendo da qualsiasi accertamento della responsabilità dell'accusato e non implicando, quindi, alcun giudizio, neppure approssimativo e provvisorio, circa la sua colpevolezza (accertamento proprio di altro procedimento).