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il successivo art. 9- bis ha previsto che "Il Commissario straordinario adotta, entro il 15 gennaio 2019, con propri provvedimenti, su proposta dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, un programma straordinario di investimenti urgenti per la ripresa e lo sviluppo del porto e delle relative infrastrutture di accessibilità e per il collegamento intermodale dell'aeroporto Cristoforo Colombo con la città di Genova, da realizzare a cura della stessa Autorità di sistema portuale entro trentasei mesi dalla data di adozione del provvedimento commissariale, con l'applicazione delle deroghe di cui all'art. 1"; con decreto commissariale n. 2 del 15 gennaio 2019 è stato approvato il programma di interventi straordinario proposto dall'Autorità di sistema portuale, in cui è inserito anche l'appalto integrato afferente alla progettazione definitiva ed esecutiva e la successiva realizzazione di molteplici lavori stradali previsti nel programma; con decreto commissariale n. 19 del 3 maggio 2019, il commissario ha confermato la nomina dell'Autorità di sistema portuale come soggetto attuatore e ha approvato il piano delle procedure con cui l'Autorità intende procedere agli affidamenti delle commesse e in cui sono individuate le deroghe alla normativa nazionale in tema di appalti; in tale piano è previsto che l'operatore economico cui affidare gli interventi sia individuato tramite procedura negoziata e con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa per gli aspetti economico-qualitativi, questi ultimi espressamente indicati come prezzo, tempo di realizzazione e professionalità del concorrente; secondo il programma dell'Autorità portuale, la procedura negoziata per l'affidamento delle commesse non è aperta a tutti i possibili concorrenti, ma solo a 5 imprese selezionate sulla base di requisiti attinenti al giro d'affari e alle esperienze pregresse; con lettera di invito del 23 ottobre 2019 l'Autorità portuale ha quindi specificato i criteri per l'affidamento dell'appalto integrato afferente ai lavori stradali, di valore pari a 129.278.215,95 euro, indicando per l'elemento tempo un punteggio di soli 2 su 100 e per il ribasso un punteggio di soli 28 punti su 100; mentre per la professionalità pregressa del concorrente sono stati previsti ben 50 punti su 100 e 20 per l'organizzazione dei lavori e dei servizi; considerato che, a giudizio dell'interrogante: tali criteri hanno comportato in primo luogo la valutazione in due distinti momenti del requisito della professionalità pregressa e, in ultimo, l'aggiudicazione della gara all'impresa che ha offerto il ribasso economico percentuale inferiore rispetto a tutte le altre concorrenti; i criteri valutativi indicati dalla committenza si risolvono nel totale superamento delle procedure tipiche delle gare pubbliche, sostanziandosi in una modalità di selezione del contraente ben diversa da quella dell'offerta economicamente più vantaggiosa di cui all'art. 67, paragrafo 2, della direttiva 24/2014/UE ("L'offerta economicamente più vantaggiosa dal punto di vista dell'amministrazione aggiudicatrice è individuata sulla base del prezzo o del costo, seguendo un approccio costo/efficacia, quale il costo del ciclo di vita conformemente all'articolo 68, e può includere il miglior rapporto qualità/prezzo, valutato sulla base di criteri, quali gli aspetti qualitativi, ambientali e/o sociali, connessi all'oggetto dell'appalto pubblico in questione"); i medesimi criteri frustrano anche la finalità emergenziale prevista dal provvedimento, relegando il fattore tempo di esecuzione ad un'evidente irrilevanza nella selezione, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti descritti e se intendano verificare la conformità alla normativa comunitaria e all'interesse pubblico del procedimento di aggiudicazione di una commessa di oltre 100 milioni di euro adottato dall'Autorità portuale di Genova, che si è risolto in una selezione esclusivamente dimensionale ed esperienziale dell'aggiudicatario, trascurando l'adeguata valutazione degli aspetti temporali e di costo per la committenza, che ha comportato la selezione dell'offerta meno conveniente sotto il profilo economico per l'amministrazione pubblica. Atto n. 4-02660 GALLONE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la riforma delle banche cooperative (introdotta con il decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 2016, n. 49) perseguiva due obiettivi, in particolare: il rafforzamento del loro patrimonio sociale e il consolidamento del loro carattere mutualistico e localistico; al primo scopo rispondeva l'obbligo di raggruppamento, cui la riforma aveva subordinato il rilascio o il mantenimento dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività bancaria in forma cooperativa (nuovo comma 1- bis dell'art. 33 del testo unico bancario); alla base di tale obbligo di raggruppamento la riforma ha posto il "contratto di coesione", un apposito negozio dal contenuto minimo normativamente prefissato (nuovo art. 37- bis , comma 3, del testo unico bancario); l'obiettivo di rafforzamento del carattere mutualistico e localistico delle banche di credito cooperativo non era stato perseguito a sufficienza dalla riforma; le banche popolari e quelle di credito cooperativo sono state da sempre un punto di riferimento sul territorio e un sostegno imprescindibile per piccole e medie imprese, artigiani, commercianti, liberi professionisti e famiglie; nel 2010 la banca di credito cooperativo di Ghisalba, in provincia di Bergamo, ha proposto ai propri correntisti di assumere la posizione di soci della banca stessa, al fine di ottenere particolari benefici; il capitale derivante dalle quote sociali avrebbe fruttato sicuramente più interessi rispetto ai benefici derivanti dai depositi in conto corrente; in data 7 dicembre 2010, il dottor G.M. ha sottoscritto quote sociali per un importo di 30.211 euro della banca di credito cooperativo di Ghisalba, successivamente incorporata dalla Banca di credito cooperativo dell'Oglio e del Serio, al fine di investire una quota di capitale personale con la possibilità di riavere il capitale investito in qualunque momento; in data 30 giugno 2015, l'istituto banca di credito cooperativo di Ghisalba è stato cancellato dall'albo delle banche a seguito dell'incorporazione, della stessa, in banca di credito cooperativo dell'Oglio e del Serio; a seguito dell'incorporazione, è stata dichiarata l'impossibilità di restituzione delle quote societarie dovute ai correntisti; qualche anno dopo la sottoscrizione delle quote sociali il dottor G.M. comunicava al consiglio di amministrazione della banca il recesso dalla qualità di socio e il rimborso del valore nominale delle azioni, nonché del sovrapprezzo versato in sede di sottoscrizione delle azioni; in data 8 marzo 2016, la banca di credito cooperativo dell'Oglio e del Serio, in persona del presidente dottor Battista de Poli, informava il dottor G.M. che il consiglio di amministrazione del 7 marzo 2016 non aveva potuto accogliere la richiesta di recesso da socio, in quanto il vigente statuto non consentiva l'esercizio del diritto per motivi diversi da quelli previsti dall'art. 13;