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di fronte ad un attacco così diretto e senza precedenti nella storia repubblicana alla libertà di stampa delle minoranze linguistiche nazionali, qualora dovesse essere approvato l'emendamento del M5S alla legge di Bilancio per il 2019, quale intervento il Governo intenda attuare per un immediato ripristino dei finanziamenti ai giornali delle minoranze linguistiche nazionali, come peraltro auspicato dallo stesso Presidente della Repubblica. Atto n. 3-00420 ALFIERI MALPEZZI MIRABELLI COMINCINI FERRARI MISIANI RAMPI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'incremento delle accise sui carburanti intervenuto a livello nazionale nel corso degli anni ha prodotto progressive e pesanti ripercussioni sulle vendite dei prodotti per autotrazione nelle aree settentrionali della regione Lombardia confinanti con la Svizzera; l'elevatissimo divario nei prezzi ha determinato una forte accentuazione del fenomeno del "pendolarismo del pieno", con una perdita nel consumo nazionale che si stima intorno ai 290 milioni di litri tra benzina e gasolio; il fenomeno del "pendolarismo del pieno" esplica effetti estremamente rilevanti in un'area territoriale che nelle province settentrionali della Lombardia, si estende fino a circa 36-40 chilometri dal confine con la Svizzera per la benzina e a circa 30 chilometri per il gasolio (che sconta un differenziale prezzo minore rispetto alla benzina) ma anche l'assenza di qualunque provvedimento di contrasto; tale fenomeno determina un grave pregiudizio per le attività degli operatori del settore distributivo, nonché per l'economia locale e per l'Erario nazionale. Infatti, ogni litro di cui ci si approvvigioni al di fuori del territorio nazionale comporta una perdita media di imposte di circa 1 euro al litro, perdite che si stimano nel complesso a circa 290 milioni di euro, di cui parecchie decine di milioni in quota alla Regione Lombardia per mancata compartecipazione al gettito dell'IVA; considerato che: per contenere gli effetti negativi del "pendolarismo del pieno" è stata introdotta nel 1999 la misura della "Carta Sconto Benzina", che permette ai cittadini residenti nei Comuni distanti fino a 20 chilometri dal confine con la Svizzera di beneficiare di uno sconto sui rifornimenti di carburante grazie ad un contributo statale e regionale; i governi a guida Pd della XVII Legislatura hanno garantito negli anni con successo il finanziamento della Carta Sconto Benzina, un'esperienza positiva che non crea distorsioni nella concorrenza, ma, al contrario, riequilibra una situazione penalizzante per i cittadini e gli addetti delle stazioni di rifornimento vicini al confine; la comunicazione della Commissione europea al Governo italiano, in data 8 novembre 2018, evidenzia come la misura della Carta Sconto Benzina non rispetterebbe il diritto dell'Unione europea, in quanto causerebbe distorsioni della concorrenza, violando le disposizioni delle norme dell'UE (direttiva IVA, direttiva 2006/112/CE del Consiglio) che vietano agli Stati membri di trattare beni analoghi in modo diverso ai fini dell'IVA; conseguentemente la Commissione europea ha richiesto di uniformare al diritto dell'Unione europea le norme sul prezzo del carburante nella regione Lombardia, si chiede di sapere quali iniziative, alla luce dei fatti esposti in premessa, il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per garantire il mantenimento della misura della Carta Sconto Benzina. Atto n. 3-00421 MARCUCCI MALPEZZI ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BINI BITI COMINCINI COLLINA CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FERRARI FEDELI GIACOBBE GINETTI GRIMANI IORI LAUS MANCA MAGORNO MARGIOTTA PARRINI PINOTTI ROJC STEFANO SUDANO VATTUONE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: nella trasmissione televisiva "Le Iene" di domenica 25 novembre 2018 Salvatore Pizzo, di Pomigliano d'Arco ha dichiarato di aver lavorato in nero per due anni, tra il 2009 e il 2010 alle dipendenze dell'azienda edile di Antonio Di Maio, il padre del Ministro del lavoro; azienda nella quale lo stesso Ministro ha lavorato per un periodo; Pizzo ha raccontato, inoltre, anche di un suo infortunio sul lavoro incorso in quel periodo che sarebbe stato dolosamente occultato dall'azienda; in tale circostanza sarebbe stato lo stesso Antonio Di Maio a chiedergli di non denunciare l'accaduto per non incorrere nelle gravi sanzioni previste; considerato che: i fatti riferiti da Pizzo, come è stato precisato nella stessa trasmissione televisiva, risalgono a un periodo antecedente di due anni al momento in cui il Ministro in indirizzo è diventato proprietario al 50 per cento dell'azienda di famiglia; dopo la messa in onda della trasmissione, il Ministro ha ammesso di essere consapevole degli "errori" commessi in passato dal padre nella gestione della azienda di famiglia, si chiede di sapere: se la denuncia fatta da Salvatore Pizzo corrisponda alla realtà dei fatti; se il ricorso al lavoro nero sia stata una pratica costante nell'attività dell'azienda di famiglia e se sia proseguita anche negli anni a partire dai quali il Ministro è diventato proprietario al 50 per cento della Ardima Srl; se il Ministro sia a conoscenza degli errori e delle gravi irregolarità compiute dal padre nella gestione dell'azienda di famiglia e, in caso affermativo, perché non le abbia prontamente denunciate alle autorità competenti; se non ritenga necessario chiarire le proprie responsabilità passate e presenti nella gestione dell'azienda di famiglia. Atto n. 3-00423 MARSILIO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Atto n. 3-00424 CIRIANI Ai Ministri della salute e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Atto n. 3-00425 MANTOVANI TURCO LANZI ANASTASI ANGRISANI CORRADO DONNO L'ABBATE LANNUTTI LUCIDI MATRISCIANO MININNO MONTEVECCHI RICCARDI TRENTACOSTE VANIN Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che a quanto risulta agli interroganti: con decreto n. 2239 del 24 novembre 2014, il presidente della Giunta regionale dell'Emilia-Romagna, in qualità di commissario delegato per la realizzazione degli interventi per la ricostruzione, l'assistenza alla popolazione e la ripresa economica dei territori colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012, ai sensi dell'art. 1 del decreto-legge n. 74 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2012, ha approvato il progetto esecutivo e l'aggiudicazione in via definitiva del lotto n. 4 degli Edifici pubblici temporanei (E.P.T. III) Edificio Scolastico Temporaneo - Aula Magna nel comune di San Felice sul Panaro (Modena), al Consorzio Stabile Pegaso di Parma per un importo netto di 1.395.830,21 euro; il progetto prevede la realizzazione di un'opera di grande rilevanza culturale per il territorio e la cittadinanza locale. L'Aula Magna contempla 500 posti a sedere su una superficie utile minima di 1.200 metri quadrati, con relativi connettivi, spazi ed uffici, locali di supporto e la progettazione e realizzazione dello spazio a giorno esterno;