[pronunce]

La Regione ricorda, inoltre, il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), attuativo della delega contenuta nella legge n. 59 del 1997, ed in particolare l'articolo 107, che riserva allo Stato funzioni relative all'emergenza causata dagli eventi straordinari di cui alla lettera c) dell'articolo 2 della legge n. 225 del 1992, nonché di mero indirizzo per la predisposizione di programmi di previsione e prevenzione, e l'articolo 108, che conferisce alle Regioni e agli enti locali le residue funzioni in materia di protezione civile. Questa distribuzione delle competenze, rammenta la resistente, è stata confermata dalla riforma della protezione civile recata dal decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343 (Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di protezione civile e per migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa civile), convertito, con modificazioni, nella legge 9 novembre 2001, n. 401, il quale, nel ristrutturare e ridistribuire le competenze degli organi dello Stato competenti nella materia, ha fatto salve le previsioni del decreto legislativo n. 112 del 1998. 4.2. ¾ Una volta ricostruito il quadro normativo la Regione Campania richiama la sentenza n. 327 del 2003 di questa Corte, la quale, secondo la resistente, riconoscerebbe agli organi regionali «gli stessi poteri di deroga delle strutture statali, laddove tali poteri siano funzionali alla soluzione degli eventi individuati dalle lett. a) e b) della Legge 225/92». 4.3. ¾ In tale contesto normativo e giurisprudenziale la Regione ritiene che vadano valutate le censure del Presidente del Consiglio dei ministri. 4.4. ¾ In ordine alla questione proposta in relazione all'articolo 4, comma 4, della legge regionale n. 8 del 2004 la Regione delimita la censura statale nel senso che la contestazione attenga alla sola attribuzione al Sindaco di Napoli di poteri derogatori della legislazione vigente, in assenza della dichiarazione di emergenza spettante allo Stato. La difesa regionale sostiene la infondatezza di tale censura in quanto con la norma impugnata: a) non si attribuiscono particolari poteri derogatori al Sindaco di Napoli; b) ed anche se ciò fosse, gli stessi sarebbero connessi ad una tipologia di evento rientrante nella sfera di attribuzione regionale. In particolare la Regione Campania chiarisce che, essendo venute meno le esigenze straordinarie di “primo soccorso”, cui erano finalizzati gli straordinari poteri derogatori attribuiti al Sindaco di Napoli dall'ordinanza n. 3142 del 2001 del Ministro degli interni, le provvidenze stanziate dall'articolo 4, comma 4, della impugnata legge regionale n. 8 del 2004 rientrano nella attività di assistenza ordinaria e sono, come tali, da gestire nel rispetto della normativa vigente. Peraltro, aggiunge la Regione, «anche laddove fossero effettivamente riconosciuti poteri derogatori, questi ultimi, in quanto funzionali a situazioni di emergenza certamente diversa» da quella «individuata dalla lett. c) della L. 225/92, non costituirebbero comunque una illegittima invasione di competenze statali, come erroneamente assunto dall'Avvocatura erariale». 4.5. ¾ In ordine alla questione proposta in relazione all'articolo 5, comma 5, della legge regionale n. 8 del 2004 la Regione delimita la censura alla sola attribuzione alla istituenda agenzia regionale per la difesa del suolo di «compiti e poteri» previsti per il Commissario delegato (Presidente della Regione Campania) in assenza della dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Presidente del Consiglio dei ministri. La difesa regionale sostiene la infondatezza della censura, in quanto la norma impugnata farebbe riferimento alla sole funzioni esercitabili «in via ordinaria e permanente», non connesse a situazioni di emergenza. Peraltro, aggiunge la Regione Campania, la stessa natura dei compiti e delle funzioni attribuite sarebbe irrilevante, «atteso che il potere di ordinanza del Governo in materia di protezione civile riguarda esclusivamente le ipotesi di eventi straordinari, ben potendo la Regione individuare strutture che, anche in deroga all'ordinario assetto delle competenze, sono chiamate ad operare per lo svolgimento degli interventi necessari in caso di crisi determinata dalla imminenza o dal verificarsi di eventi calamitosi».1. ¾ Il Presidente del Consiglio dei ministri ha sollevato in via principale questione di legittimità costituzionale degli articoli 4, comma 4, e 5, comma 5, della legge della Regione Campania 12 novembre 2004, n. 8 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania – legge finanziaria regionale 2004), in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera g), e terzo comma, della Costituzione, nonché dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile). 2. ¾ Il ricorrente censura l'art. 4, comma 4, della legge regionale n. 8 del 2004, in quanto la norma pretenderebbe di (continuare ad) attribuire al Sindaco di Napoli i poteri commissariali previsti dall'ordinanza n. 3142/2001 del Ministro dell'interno, nonostante che in data 31 luglio 2004 sia venuto meno lo stato di emergenza decretato (e poi prorogato), in relazione al crollo di un edificio nel quartiere dell'Arenella della città di Napoli, dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 luglio 2001, del 2 agosto 2002 e del 12 settembre 2003. La difesa erariale evidenzia che la dichiarazione dello stato di emergenza (e la attribuzione, mediante ordinanze, di poteri derogatori della disciplina giuridica vigente), ai sensi dell'art. 5 della legge n. 225 del 1992, rientra nella competenza del Consiglio dei ministri e sostiene che la previsione di questo articolo costituisca principio fondamentale della materia concorrente della protezione civile. Conseguentemente la disposizione regionale che espressamente riconosce al Sindaco di Napoli il potere di provvedere alla erogazione dei sussidi «secondo le procedure e deroghe di cui alla ordinanza» ministeriale sopra ricordata violerebbe un principio fondamentale di legge statale. 3. ¾ La questione è fondata. 3.1. ¾ L'articolo 4, comma 4, della legge della Regione Campania 12 novembre 2004, n. 8, promulgata dopo la scadenza dello stato di emergenza (dichiarato dal Consiglio dei ministri in data 11 luglio 2001 e successivamente prorogato con decreti del 2 agosto 2002 e del 12 settembre 2003 fino al 31 luglio 2004), nello stanziare un contributo di 1.000.000,00 di euro a favore degli interventi di ripristino e ricostruzione previsti dall'ordinanza del Ministro dell'interno n. 3142 del 2001, prevede espressamente che il Sindaco di Napoli provvede «secondo le procedure e deroghe di cui all'ordinanza stessa».