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Misure per favorire l'invecchiamento attivo della popolazione attraverso l'impiego delle persone anziane in attività di utilità sociale e le iniziative di formazione permanente. Onorevoli Senatori. – Il fenomeno dell'invecchiamento della popolazione nel nostro Paese ha prodotto, negli ultimi decenni, conseguenze sia sul piano culturale sia per quanto riguarda gli aspetti economici e sociali. L'accelerazione dei processi che determinano l'invecchiamento della popolazione e l'intensità di queste trasformazioni sono peraltro connesse al declino della natalità portando il nostro Paese al di sotto dei Paesi tradizionalmente caratterizzati da bassi livelli di fecondità. Ciononostante riteniamo che i cambiamenti demografici siano un processo da assumere come sfida positiva. A tale fine è necessario coltivare una visione dell'invecchiamento attivo in un quadro che rifugga dalla segmentazione in «compartimenti stagni» della vita delle persone: invecchiamento attivo significa pensare le persone anziane come soggetti che non perdono affatto la possibilità e il desiderio di progettare nuove esperienze di vita e di realizzarle, senza troppi impedimenti esterni. Questa visione implica il superamento della separatezza che attualmente caratterizza il modo di concepire le diverse stagioni della vita. Non che si debbano escludere scansioni e passaggi significativi, ma è essenziale la consapevolezza che la qualità di ogni età della vita si basa anche sul modo in cui ci affacciamo a essa e sulle esperienze che già abbiamo vissuto. Così l'invecchiamento attivo non va considerato tanto come una «materia» quanto come un punto di vista, una chiave di lettura e soprattutto un obiettivo sociale e politico che certamente ha la sua specificità, ma che si può applicare in ogni settore, fino a riguardare, in linea di principio, tutti gli aspetti della realtà sociale ed economica. Su questa base si può ben sostenere che l'invecchiamento della popolazione apre scenari inediti con i quali è necessario misurarsi in modo innovativo. È necessario costruire una diversa idea di vecchiaia, all'altezza del mutamento intervenuto nelle speranze di vita, che ravvisi nella stessa vecchiaia una straordinaria conquista di civiltà. In particolare, il tema dell'invecchiamento deve uscire dall'approccio emergenziale con cui lo affrontano le istituzioni, nonché dal modo in cui lo affrontano le organizzazioni che operano sul mercato in un'ottica esclusivamente consumistica. Piuttosto, occorre far crescere la consapevolezza che i temi che ruotano intorno a una società che invecchia «interrogano» tutti i fattori che la tengono coesa, in particolare tutti i fattori di socializzazione e di coesione. La famiglia e la comunità territoriale sono i luoghi nei quali si formano e s'intrecciano dinamiche sociali talvolta contraddittorie e dense di criticità, ma al tempo stesso esperienze di rinnovamento e nelle quali s'irradiano nuove reti di solidarietà, si sviluppano beni relazionali e si sperimenta un welfare di comunità che integra fecondamente la collaborazione delle famiglie, delle reti primarie, del Terzo settore e dei privati attraverso una governance attenta delle pubbliche amministrazioni. Proprio partendo dalla popolazione anziana, nella quale le diverse criticità e le tante forme della nuova esclusione sociale assumono specifico rilievo, si possono ricostruire legami sociali tesi a ridare speranza e senso al futuro per tutte le età, promuovendo l'incontro tra memoria del passato, nuove dinamiche sociali e permanenti esigenze di relazione. Occorre, in particolare, sostenere il tempo «liberato» dell'anziano che è utilizzato per produrre beni relazionali, beni di merito, alcune tipologie di beni pubblici e alcune categorie di beni di uso collettivo fondamentali per promuovere, costruire e facilitare «comunità solidali». La risorsa costituita dagli anziani resta in fondo una delle principali ricchezze di ogni società evoluta, soprattutto per la vastità di conoscenza e di capacità e per la possibilità di utilizzare tali conoscenze per educare le giovani generazioni. Le attività socialmente utili in cui è possibile impegnare la popolazione anziana possono variare dalle attività di tutoraggio e di insegnamento, alle iniziative di carattere culturale, del recupero del territorio e della tutela dei beni culturali, fino alla assistenza dei soggetti svantaggiati. L'obiettivo del presente disegno di legge è pertanto quello di consentire e di sostenere l'impegno degli anziani nelle attività di volontariato e più in generale nel Terzo settore in attività socialmente rilevanti. L'articolo 1 individua le finalità e i princìpi attraverso i quali la Repubblica promuove e riconosce il ruolo delle persone anziane nella comunità locale e le politiche volte all'invecchiamento attivo. L'articolo 2 definisce il processo di invecchiamento e in particolare l'invecchiamento attivo, mentre l'articolo 3 affida ai comuni, in collaborazione con le organizzazioni di volontariato, il compito di attivare progetti volti a valorizzare la presenza di persone anziane, prevedendo forme di premialità sotto forma di bonus . L'articolo 4 definisce le attività di utilità sociale mentre l'articolo 6 prevede la formazione permanente delle persone anziane, sostenendo le università della terza età e valorizzando i loro saperi e le competenze delle persone anziane mediante progetti che vedono impegnate le scuole di ogni ordine e grado. L'articolo 7 prevede azioni del Ministero della salute per l'invecchiamento attivo, per stili di vita coerenti e per impedire forme di ospedalizzazione o di inserimento in strutture residenziali a favore di strumenti che evitano l'isolamento o l'esclusione.. 1 (Finalità e princìpi) 1 La Repubblica, al fine di riconoscere il ruolo delle persone anziane nella comunità e la loro partecipazione alla vita sociale, civile, economica e culturale, promuove politiche volte all'invecchiamento attivo secondo i seguenti princìpi: a valorizzare le esperienze formative, cognitive, professionali e umane delle persone anziane, promuovendo il loro impegno nel settore del volontariato e valorizzando la solidarietà e i rapporti intergenerazionali; b promuovere politiche integrate in favore delle persone anziane, riconoscendone il ruolo attivo nella società attraverso un impegno utile e gratificante capace di renderle protagoniste del proprio futuro; c contrastare fenomeni di esclusione e di discriminazione, sostenendo azioni che garantiscano un invecchiamento sano e dignitoso e rimuovendo gli ostacoli a una piena inclusione sociale; d sostenere il turismo sociale come modalità di promozione culturale; e favorire la ricerca di modalità graduali di uscita dal lavoro, che consentano la riorganizzazione di scopi e di ruoli, anche attraverso la promozione di iniziative di preparazione al pensionamento; f sostenere progetti e azioni integrate volti a garantire il benessere alle persone di tutte le età, superando ogni forma di categorizzazione e ogni logica assistenzialistica; g promuovere e sostenere la formazione, l'aggiornamento e la riqualificazione dei soggetti che operano, a vario titolo e con specifiche competenze, in favore delle persone anziane. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intende per: a invecchiamento, il processo che si sviluppa lungo l'intero arco della vita, attraversando ogni ambito della vita organizzata, influenzando la programmazione e la gestione nei diversi settori in cui essa si articola.