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Ad aprile 2022 Anas ed Edilmaco riavviano le operazioni di scavo del nuovo tunnel di Tenda nella canna in costruzione sul lato francese; considerato infine che al Commissario straordinario per la ricostruzione della galleria, l'ingegner Nicola Prisco, nelle scorse settimane è stato offerto a mo' di provocazione un soggiorno gratuito di una settimana a Limone, in provincia di Cuneo, per conoscere finalmente la valle Vermenagna, in quanto della sua presenza sul territorio non vi sarebbe traccia, poiché opera esclusivamente a 273 chilometri di distanza, cioè a Milano. Gli stessi "provocatori" locali hanno inoltre fatto notare che i politici francese, a partire dallo stesso presidente Macron, hanno più volte visitato la zona, interessandosi alla nuova costruzione, si chiede di sapere: se il Governo intenda adoperarsi per garantire il completamento dell'opera nei tempi previsti, in quanto il nuovo tunnel del Colle di Tenda collegando le province di Cuneo e Torino con la valle della Roya in Francia, lungo l'itinerario che conduce alla Riviera ligure e alla Costa Azzurra, eviterebbe a decine di migliaia di automobilisti di continuare a raddoppiare il tragitto e a ricorrere all'autostrada dei Fiori nella tratta Savona a Ventimiglia, ingrassando i signori dei caselli per via dei salati pedaggi; se intenda intervenire per evitare soluzioni improvvisate come l'utilizzo delle safety car; se voglia garantire la propria presenza nella zona dei lavori, come fatto dagli omologhi francesi, per lanciare un segnale alle popolazioni locali, che da anni attendono impazienti la fine di quest'opera. Atto n. 4-07401 LANNUTTI SBRANA Rosellina ANGRISANI Luisa Ai Ministri della transizione ecologica, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: la stolta guerra tra Russia e Ucraina, alimentata anche dal "Governo dei migliori" con la scelta di aumentare le spese militari di 16 miliardi di euro e l'invio delle armi, con le "dure sanzioni all'aggressore russo", invece di scegliere negoziati e diplomazia per dirimere il conflitto, ha indubbiamente rafforzato gli Stati Uniti, indebolito l'Europa, impoverito i cittadini ed imprese costretti a pagare bollette di gas e luce anche 10 volte superiori a quanto sborsato in precedenza, mettendo in ginocchio fiorenti attività imprenditoriali, turistiche, alberghiere e di molti settori produttivi, costretti a chiudere i battenti; "Le sanzioni funzionano, il tempo sta rivelando che queste misure sono sempre più efficaci", ha detto Mario Draghi il 21 giugno 2022, durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo; in un lancio dell'agenzia di stampa AGI del 2 settembre 2022, dal titolo: "Gas, Capital Economics, poche conseguenze per Russia da stop Ue", viene smentita platealmente l'efficacia delle sanzioni, che invece si rivelano un boomerang per cittadini e famiglie, stangate ed impoverite. "La Russia - si sostiene nell'analisi riportata - può permettersi di chiudere i rubinetti del gas all'Europa per un anno con poche conseguenze per il proprio bilancio pubblico". L'analista di Capital Economics, Liam Peach, in un'analisi comparsa su "Bloomberg News", sostiene infatti che "il conto economico russo è abbastanza forte da consentire a Mosca di mantenere le spedizioni di gas al 20% rispetto alla normalità per almeno tre anni". La Russia potrebbe gestire il taglio completo del gas per "poco più di un anno senza conseguenze negative per la sua economia", continua Peach. "L'impennata dei prezzi del gas sta compensando il calo dei volumi: il prezzo del gas russo in Europa quest'anno è in media sette volte superiore ai livelli del 2016-2019. I ricavi delle esportazioni di gas sono stati di 25 miliardi di dollari al trimestre nei primi sei mesi del 2022 e potrebbero rimanere a quel livello anche se la Russia mantenesse i flussi verso l'Europa al 20% rispetto ai livelli normali. La Russia potrebbe ridurre le esportazioni di gas verso l'Europa del 10% rispetto ai livelli normali e continuare a guadagnare circa 20 miliardi di dollari al trimestre se i prezzi rimarranno elevati", spiega l'analista. Il calo dell'export "avrebbe un impatto fiscale modesto; tagliandolo a zero per 12 mesi, Mosca ridurrebbe le entrate di bilancio dello 0,3% del Pil all'anno. Inoltre, le vendite di petrolio a circa 80 dollari al barile ad acquirenti non Ue manterrebbero l'avanzo delle partite correnti al di sopra del 5% del Pil fino al 2025"; considerato che: l'impatto delle sanzioni boomerang sull'Europa, in particolare sull'Italia, ha causato una micidiale tempesta perfetta, con una fiammata dell'inflazione tra l'8 ed il 10 per cento; un importante aumento dei tassi di interessi su mutui e prestiti e dello spread , più che raddoppiato dal febbraio 2021, che oltre a rendere più onerosi i pagamenti delle rate ai cittadini già indebitati a tasso indicizzato o che si devono indebitare con le banche, ha un impatto di svariati miliardi di euro l'anno sulle nuove emissioni di titoli di Stato per rinnovare le scadenze del debito pubblico; la micidiale parità euro-dollaro; un rincaro di 2.975 euro su base annua per una famiglia media; la vistosa erosione del potere di acquisto, che acuisce disuguaglianze, povertà, disagio sociale, emarginazione di almeno 3 milioni di cittadini; per tentare di arginare il caro bollette, invece di andare alle radici del problema riducendo o interrompendo l'invio delle armi per intensificare i negoziati, mercatisti, neo-liberisti e sacerdoti del libero mercato, studiano un tetto europeo ( price-cap ) al prezzo di acquisto del gas, che rappresenterebbe la bacchetta magica evocata da Governo e partiti per far fronte ai costi insostenibili dell'energia, arrivata peraltro proprio quando la Russia chiude l'esportazione del gas a tempo indeterminato, tra il plauso dei media nostrani che tessono le lodi ad una misura ancora da approvare, mentre le prime pagine dei quotidiani del resto d'Europa (come pubblicato in un articolo de "Il Fatto Quotidiano" del 3 settembre 2022 dal titolo: "La Russia chiude il gas a tempo indefinito. Ma i giornali italiani celebrano ancora "la svolta" del tetto al prezzo (che ormai non serve più)", focalizzano le analisi sui percoli del razionamento e di un inverno al freddo. L'apertura di "El País": "Putin chiude il rubinetto del gas fino a nuovo ordine". Il "Wall Street Journal": "La Russia ferma i flussi dal gasdotto". "The Indipendent", titolo a tutta pagina: "La Russia accelera la guerra dell'energia tagliando le forniture di gas": "Una mossa", si legge nell'articolo, "che intensifica le prospettive di blackout in tutto il continente e aumenta i timori di impennate dei prezzi e razionamenti". "The Times": "Putin colpisce l'Occidente con un nuovo stop al gas". Sommario: "La chiusura indefinita minaccia di far schizzare i prezzi". La "Frankfurter Allgemeine Zeitung": "Gazprom ha interrotto la fornitura attraverso il Nord Stream 1".