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L'articolo 29 novella il primo comma dell'articolo 122 della Costituzione, stabilendo che la legge dello Stato ivi prevista stabilisca un limite agli emolumenti spettanti al Presidente della giunta regionale e agli altri membri degli organi regionali, il cui importo non potrà superare quello degli emolumenti spettanti ai sindaci dei comuni capoluogo di regione. L'articolo 30 modifica l'articolo 126 della Costituzione, prevedendo la soppressione della Commissione parlamentare per le questioni regionali e la conseguente attribuzione al Senato delle Autonomie della competenza ad esprimere il parere per l'adozione del decreto di scioglimento del consiglio regionale e di rimozione del Presidente della giunta. L'articolo 31 novella l'articolo 135 della Costituzione, al fine di disporre che cinque dei giudici della Corte costituzionale attualmente nominati dal Parlamento in seduta comune siano invece nominati in modo distinto dalle due Camere, in ragione di tre da parte della Camera dei deputati e di due da parte del Senato delle Autonomie. Resta invece ferma l'elezione del Parlamento in seduta comune di un terzo dei componenti elettivi del Consiglio superiore della magistratura. L'articolo 32 reca una serie di disposizioni consequenziali e di coordinamento, una delle quali concernente anche la parte prima della Costituzione, laddove si prevede, all'articolo 48, una modifica di coordinamento che limita alla sola Camera dei deputati l'istituzione della circoscrizione Estero. L'articolo 33 reca la disciplina transitoria per l'entrata a regime del nuovo assetto istituzionale. In particolare, si prevede che, sino alla data di entrata in vigore della legge recante il nuovo sistema di elezione dei senatori -- di cui al novellato articolo 57, comma terzo, della Costituzione -- la prima costituzione del Senato delle Autonomie abbia luogo entro dieci giorni dalla data delle elezioni della Camera dei deputati successiva alla data di entrata in vigore della legge di riforma costituzionale, sulla base di una specifica disciplina transitoria. Tale disciplina prevede che, con decreto del Presidente della Repubblica, da adottare entro i cinque giorni successivi alle elezioni della Camera dei deputati, siano nominati senatori i Presidenti delle giunte regionali, i Presidenti delle province autonome di Trento e di Bolzano ed i sindaci dei comuni capoluogo di regione e di provincia autonoma. Con il medesimo decreto è stabilita la data della prima riunione del Senato delle Autonomie, da fissare comunque non oltre il ventesimo giorno dal rinnovo della Camera dei deputati. Ciascun consiglio regionale, entro tre giorni dallo svolgimento delle predette elezioni della Camera dei deputati, deve essere convocato, in collegio elettorale, dal proprio Presidente ai fini della prima elezione, da tenersi entro cinque giorni dalla convocazione, di due senatori tra i propri componenti, ai sensi di quanto previsto dal nuovo articolo 57, comma primo. Una procedura analoga è prevista per la prima elezione dei due membri eletti dal collegio elettorale costituto dai sindaci di ciascuna regione, il quale è convocato dal Presidente della giunta regionale. Ai fini di tali elezioni, le candidature sono individuali e ciascun elettore può votare per un unico candidato, per assicurare la rappresentanza delle minoranze. Il voto è personale, libero e segreto. I senatori eletti sono proclamati dal Presidente della regione. Viene poi disposto che la citata legge recante il sistema di elezione dei senatori elettivi sia approvata entro sei mesi dalla data di svolgimento delle elezioni della Camera dei deputati e che le elezioni dei senatori, ai sensi della medesima legge, debbano avere luogo entro sei mesi dalla data della sua entrata in vigore. I senatori eletti in ciascuna regione, secondo la disciplina transitoria, restano in carica sino alla proclamazione dei senatori eletti in base al sistema elettorale definito dalla predetta legge. Le disposizioni transitorie per l'elezione dei senatori si applicheranno anche per i casi di loro sostituzione conseguenti alla cessazione dalla carica elettiva regionale o locale. Quanto ai senatori a vita, in carica alla data di entrata in vigore della riforma, si prevede che essi permangano nella medesima carica quali membri del Senato delle Autonomie; per gli ex Presidenti della Repubblica rimane ferma la previsione di cui all'articolo 59, primo comma, della Costituzione. Con riferimento ai regolamenti parlamentari, si prevede che essi continuino ad applicarsi, in quanto compatibili, fino alla data di entrata in vigore delle loro modificazioni, adottate secondo i rispettivi ordinamenti dalla Camera dei deputati e dal Senato delle Autonomie in conseguenza della riforma disposta dal presente disegno di legge. In sede di prima applicazione dell'articolo 135, relativo all'elezione della Corte costituzionale, si prevede che, alla cessazione dalla carica dei giudici nominati dal Parlamento in seduta comune, le nuove nomine siano attribuite alternativamente, nell'ordine, alla Camera dei deputati e al Senato delle Autonomie. Per quanto riguarda le leggi delle regioni adottate a titolo di competenza concorrente e residuale, ai sensi dell'articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione, nel testo vigente alla data di entrata in vigore della riforma, si stabilisce che esse continuino ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore delle leggi adottate ai sensi del nuovo riparto delle competenze legislative previsto dal disegno di legge. Infine, il comma 13 dell'articolo 33 reca la «clausola di salvaguardia» per le autonomie speciali, prevedendo che le novelle introdotte nel titolo V della parte seconda della Costituzione non si applichino alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano sino all'adeguamento dei rispettivi statuti. L'articolo 34 reca le disposizioni finali, che prevedono, oltre alle richiamate disposizioni per il commissariamento del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) e i conseguenti adempimenti, il divieto di corrispondere rimborsi o analoghi trasferimenti monetari con oneri a carico della finanza pubblica in favore dei gruppi politici presenti nei consigli regionali. L'articolo 35 disciplina l'entrata in vigore della riforma e l'applicazione delle sue disposizioni. In particolare, si prevede che la legge costituzionale entri in vigore il giorno seguente a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale successiva alla promulgazione, e che le sue disposizioni si applichino a decorrere dalla legislatura successiva a quella in corso alla data dell'entrata in vigore, ad eccezione di quelle previste dagli articoli 23, 29 e 34 -- recanti, rispettivamente, la previsione di soppressione del CNEL, l'introduzione di limiti agli emolumenti dei componenti degli organi regionali e il divieto di corresponsione di rimborsi ai gruppi politici presenti nei consigli regionali -- che troveranno, invece, immediata applicazione.. I MODIFICHE AL TITOLO I DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE 1 (Funzioni delle Camere) 1 L'articolo 55 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 55. -- Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato delle Autonomie. Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione. La Camera dei deputati è titolare del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell'operato del Governo.