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È giusto dire, sia pure brevemente, che questo è uno di quei campi in cui più settori sono coinvolti e lo sono stati anche in passato, tant'è che, prima del 2000, vi era una normativa estremamente frammentaria che il Parlamento, anni fa, decise di affrontare per cercare di dare un'organizzazione normativa regolamentata più logica e più utile soprattutto nella lotta contro gli incendi boschivi affinché venissero previsti, ma soprattutto affinché venissero previste delle sanzioni, quindi, con un approccio sanzionatorio - anche severo - nei confronti di chi aveva dolosamente provocato gli stessi incendi. Ebbene, quest'estate - ma è accaduto anche negli anni passati - ci siamo dovuti rendere conto che anche quella legge, approvata nel 2000, quindi ventun anni fa, purtroppo, non era idonea ad affrontare nel modo corretto una problematica divenuta veramente grave per gli equilibri ambientali del nostro Paese e soprattutto per il nostro patrimonio forestale, che, in particolar modo a cavallo tra i mesi di luglio e agosto, ha subito un danno particolarmente grave, causato dagli incendi appiccati dolosamente o colposamente dal comportamento umano. È allora sicuramente da plaudire - lo dico al collega che ha criticato la presente misura poco fa - questo intervento normativo da parte del Governo, e poi del Senato, attraverso un lavoro importante delle Commissioni riunite, che si è svolto anche in momenti in cui non si poteva venire qui a Roma. Eppure, ci sono state diverse call che hanno visto coinvolti tanti senatori sensibili al richiamo di questo problema. Io l'ho percepito, ho ascoltato alcune discussioni che hanno certamente generato una serie di provvedimenti contenuti nel decreto-legge n. 120, varato dal Governo nel settembre scorso, che tende a dare risposta a una problematica che effettivamente esiste e per la quale la legge quadro del 2000 non aveva trovato una soluzione esaustiva, o perlomeno soddisfacente. Si è cercato di porre particolare rimedio ad aspetti già contenuti nella legge precedente, che evidentemente necessitavano di un ulteriore approfondimento, di un ulteriore intervento normativo. Mi riferisco innanzi tutto alla questione della previsione: come è possibile prevedere che vengano appiccati o comunque che si sviluppino incendi nei nostri boschi? Il tema della previsione è fondamentale. C'è poi la prevenzione: come è possibile prevenire lo sviluppo di incendi? Su questo ho da dire qualcosa; mi pare che anche il collega di Fratelli d'Italia abbia fatto riferimento a questo aspetto, sul quale penso si debba dire qualcosa. Mi riferisco in particolare alla cura di certe foreste e di taluni boschi che, ovviamente, se abbandonati a se stessi, se non curati, possono essere più sensibili e fragili rispetto a un incendio che può scaturire e diffondersi. La terza questione è la lotta attiva ovvero come punire, sanzionare, colpire chi provoca questi incendi e, soprattutto, come spegnerli nel più breve tempo possibile. Questi tre aspetti sono sicuramente fondamentali per venire incontro ad una esigenza, che non è solo ambientale. Si badi bene che negli incendi muoiono persone e animali e ci sono lavoratori che perdono il proprio posto di lavoro. È un tema complessivo e di questo occorre tenere conto. Dico con orgoglio che sono particolarmente sensibile ai temi ambientali e la mia collega, senatrice Alessandra Gallone, lo sa bene, tanto che sono il responsabile regionale del mio partito per l'ambiente. Da sempre, fin da quando ero ragazzino, penso infatti che mantenere integro il nostro ambiente naturale e soprattutto consegnarlo ai nostri discendenti, a coloro i quali verranno dopo di noi, sia una nostro dovere assoluto. Non siamo infatti i padroni di questo spazio temporale di vita del nostro pianeta e dunque dobbiamo consegnarlo, quantomeno nei limiti del possibile, come lo abbiamo ricevuto da chi è venuto prima di noi e comunque dobbiamo fare in modo che il processo di sviluppo industriale sia sostenibile rispetto al nostro patrimonio ambientale. Vediamo dunque cosa viene normato dal provvedimento in esame, anche per come verrà opportunamente modificato dal lavoro dei senatori. Si cerca di offrire maggiori opportunità e risorse e, anche a livello tecnologico, di adeguarsi ai tempi che cambiano, alle attuali situazioni climatiche, al di là di come ciascuno la pensi sul fatto che sia vero o meno che è in atto un riscaldamento del pianeta e che le temperature stanno aumentando. Sappiamo bene tutti che, da parte di qualcuno, c'è un certo scetticismo, ma bisogna riconoscere che c'è stato un incremento degli incendi e, in particolare, in certi momenti, ad esempio della scorsa estate, c'è stata una diffusione degli incendi spaventosa. Ricordo soltanto i giorni a cavallo dei mesi di luglio e di agosto. Il 31 luglio e il 1° agosto ho percorso l'autostrada A14 "Adriatica", dalla Puglia verso la mia Regione, l'Abruzzo, e ho incrociato qualcosa come 15 incendi. Ho saputo dal sindaco della mia città, Pescara, che in Abruzzo, solo il 31 luglio, vi sono stati contemporaneamente ben 37 incendi. Tutto questo mi fa pensare che ci sia qualcosa di strano, di particolare. Pensare che vi sia addirittura una regia e che tutto sia pilotato mi sembra un po' troppo, anche perché non credo, onestamente, che ci siano bande organizzate per appiccare contemporaneamente addirittura 37 incendi in un solo territorio regionale. Penso però che ci sia qualcosa che non conosciamo fino in fondo e che indubbiamente va affrontato. Occorre quindi cercare di adeguare i nostri strumenti ai tempi che cambiano, anche attraverso le tecnologie satellitari e l'integrazione dei sistemi previsionali, di sorveglianza, di monitoraggio e di rilevamento nell'ambiente. Soprattutto occorre dotare chi si occupa dello spegnimento degli incendi di mezzi aerei, ad ala sia fissa che rotante, ed anche dei cosiddetti droni. Credo dunque che in tal modo si possa fare molto di più di quanto si è fatto e poi parlerò di un caso specifico, che riguarda proprio Pescara, la mia città di residenza. Ciò vale anche per i mezzi terrestri e per la formazione. Proprio questa mattina ho avuto il piacere di incontrare il prefetto Lega, che ha la responsabilità dei Vigili del fuoco: vedo qui presente il signor Sottosegretario ed è una competenza sua quella relativa ai Vigili del fuoco. Innanzitutto mi complimento per la scelta fatta, perché si tratta di un prefetto di altissimo profilo culturale. Lei stessa mi diceva che è indubitabile che qualcosa di più si debba fare e che si devono avere strumenti maggiori. Per spegnere l'incendio di Pescara nella pineta dannunziana è stato utilizzato un solo Canadair. Ma quella pineta non è soltanto un patrimonio forestale e ambientale, è anche un patrimonio culturale e storico per la città. Questo va detto. Certi boschi non sono soltanto un'espressione ambientale da preservare, ma sono anche qualcosa di più, come quello di Pescara: in quell'occasione si è perso un patrimonio unico. Io penso che dovremmo dare una risposta, anche attraverso la legge di bilancio, come diceva il collega relatore.