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L'accuditore domiciliare deve assicurare direttamente, o con l'aiuto di terze persone, la vigile presenza ventiquattr'ore su ventiquattro per fornire le prestazioni occorrenti alla persona non autosufficiente e per richiedere, anche nei casi di urgenza, gli interventi indispensabili. Si prevede, altresì, che la ASL competente provveda periodicamente alla verifica del buon andamento delle prestazioni domiciliari e sospenda i contributi economici, di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b) , nei casi in cui l'accuditore domiciliare non rispetti le indicazioni previste per gli interventi di urgenza. L'articolo 3 stabilisce il ricovero in ospedale nei casi in cui insorgano esigenze sanitarie acute della persona non autosufficiente curata a domicilio oppure l'accuditore domiciliare sia nell'impossibilità di provvedere direttamente o tramite altri soggetti. L'articolo 4 prescrive che con decreto del Ministro della salute siano stabiliti i criteri direttivi per l'introduzione di un contributo economico in favore delle persone non autosufficienti. L'articolo 5 prevede un incremento del Fondo per le non autosufficienze e l'articolo 6 inserisce nei livelli essenziali di assistenza (LEA) le prestazioni di assistenza tutelare informale alla persona, comprese quelle fornite volontariamente dai familiari o dai conoscenti sia direttamente sia mediante terzi.. 1 (Finalità) 1 Il Servizio sanitario nazionale riconosce la priorità delle prestazioni domiciliari per i malati cronici non autosufficienti e le persone con disabilità invalidanti tali da determinare la condizione di non autosufficienza irreversibile, di seguito denominate « persone non autosufficienti ». 2 Le persone non autosufficienti, in alternativa al ricovero in strutture sanitarie o socio-sanitarie, hanno il diritto di scegliere le prestazioni domiciliari previste dalla presente legge, allo scopo di poter beneficiare dei vantaggi terapeutici e psicologici che derivano dal poter proseguire le cure al proprio domicilio, in presenza di familiari o di conoscenti che si assumano il compito di svolgere, direttamente o mediante l'aiuto di terzi, il ruolo di accuditore domiciliare. 2 (Prestazioni domiciliari) 1 Le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie domiciliari sono disposte dall'azienda sanitaria locale (ASL) di residenza della persona non autosufficiente, previa accettazione da parte dell'interessato o della persona che lo rappresenta e la valutazione positiva delle prestazioni domiciliari ai fini della cura, dell'adeguatezza dei locali di vita della persona non autosufficiente e dell'idoneità dell'accuditore domiciliare. 2 La condizione di non autosufficienza è certificata dalla commissione medico-legale dell'ASL prevista dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, integrata da un medico dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di cui all'articolo 20, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102. 3 L'ASL provvede periodicamente alla verifica del buon andamento delle prestazioni domiciliari e sospende i contributi economici di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), nei casi in cui l'accuditore domiciliare non rispetti le indicazioni previste per gli interventi di urgenza a garanzia delle prestazioni sanitarie e le altre attività indifferibili per le persone non autosufficienti. 4 L'accuditore domiciliare assicura direttamente, o con l'aiuto di terze persone, la vigile presenza ventiquattr'ore su ventiquattro per fornire le prestazioni occorrenti alla persona non autosufficiente e per richiedere, anche nei casi di urgenza, gli interventi indispensabili. Queste attività sono svolte, su specifico mandato dell'interessato o della persona che lo rappresenta, nel pieno rispetto delle disposizioni di legge vigenti. 3 (Ricovero in ospedale) 1 Nei casi in cui insorgano esigenze sanitarie acute della persona non autosufficiente curata a domicilio oppure l'accuditore domiciliare sia nell'impossibilità di provvedere direttamente o tramite altri soggetti, si provvede indifferibilmente al ricovero presso l'ospedale competente o altra struttura sanitaria idonea. 4 (Contributo economico alle persone non autosufficienti) 1 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute sono definiti i criteri per stabilire: a le prestazioni da assicurare alla persona non autosufficiente nei casi di cui all'articolo 3 garantendo la dovuta continuità diagnostica e terapeutica, se necessario anche con il ricovero tempestivo in idonea struttura sanitaria o socio-sanitaria; b le modalità di erogazione dei contributi per le prestazioni domiciliari di assistenza tutelare informale quali: 1 contributi economici forfettari destinati a familiari o conoscenti, finalizzati a rendere economicamente sostenibile l'impegno di accuditore della persona non autosufficiente; 2 contributi economici ad affidatari e rimborsi spese a volontari; 3 contributo economico mensile da erogare alla persona non autosufficiente curata a domicilio, o a chi la rappresenta, tenendo conto delle spese vive documentate sostenute per stipendi e contributi del personale non sanitario che assicura le indispensabili attività di vigilanza e di sostegno, nonché gli interventi necessari per la degenza domiciliare sulla base delle intese stipulate con l'ASL. 2 Le prestazioni sanitarie erogate al domicilio dagli operatori delle professioni sanitarie sono a carico del Servizio sanitario nazionale. Le risorse per le prestazioni domiciliari di assistenza tutelare informale alla persona di cui al comma 1, lettera b) , indispensabili ai fini della tutela della salute e del mantenimento a domicilio della persona non autosufficiente, sono a carico del Servizio sanitario nazionale nella misura del 60 per cento dell'importo, sostenuto in caso di ricovero in una residenza assistenziale sanitaria per lo stesso utente, calcolato in base al progetto di assistenza individuale (PAI) di cui all'articolo 22, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017. Tali prestazioni sono erogate in via prioritaria, nel caso vi sia la disponibilità dell'interessato e della persona che deve assicurare le prestazioni ventiquattr'ore ore su ventiquattro, direttamente o mediante l'aiuto di terzi, previo accertamento di idoneità da parte dell'ASL. I costi residui sono a carico dell'utente e in subordine del comune di residenza dell'utente stesso. 5 (Incremento del Fondo per le non autosufficienze) 1 Le prestazioni domiciliari di cui alla presente legge rientrano nei livelli essenziali di assistenza sanitaria, sono parte integrante dell'assistenza domiciliare integrata e sono finanziate con le risorse del Servizio sanitario nazionale. 2 Al fine di garantire la copertura degli oneri a carico degli enti gestori dei servizi socio-assistenziali, il Fondo per le non autosufficienze di cui all'articolo 1, commi 1264 e 1265, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è incrementato di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.