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L'articolo 11 prevede misure finalizzate a garantire la trasparenza dei contenuti digitali generati dall'intelligenza artificiale, stabilendo che tutti i contenuti generati dall'intelligenza artificiale devono essere chiaramente identificati come tali e resi riconoscibili agli utenti attraverso sistemi di etichettatura ( label ) e filigrana (watermark) . L'articolo 12 prevede la realizzazione di spazi di sperimentazione normativa relativi all'impiego dell'intelligenza artificiale. Con decreto del Ministro dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico sono adottati uno o più regolamenti volti a definire le modalità e le condizioni di svolgimento della sperimentazione normativa nei settori: a) industriale e manifatturiero; b) educativo; c) agroalimentare; d) culturale e turistico; e) sanitario; f) ambientale, infrastrutturale e delle reti; g) bancario, finanziario e assicurativo; h) amministrativo ; i) urbanistico; l) della sicurezza nazionale; m) informatico. L'articolo 13 introduce ed esplica le definizioni di: a) replica digitale; b) individuo; c) artista musicale; d) somiglianza visiva. L'articolo 14 introduce una modifica al decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 159, prevedendo la verifica dalla maggiore età per l'accesso a siti vietati ai sensi di legge. L'articolo 15, con il quale si apre il Titolo III del presente disegno di legge dedicato alle misure per lo sviluppo tecnologico e l'innovazione delle imprese, individua nella sanità, nella logistica, nell'istruzione, nella cultura, nel turismo, nonché nella manifattura i cosiddetti settori catapulta, ovvero i settori in cui la tecnologia e l'innovazione possono avere un grande impatto, abilitando nuove soluzioni in grado di portare a un miglioramento dei servizi o un efficientamento dei processi. L'articolo 16 prevede l'introduzione del voucher « Italia digitale ». Il voucher è volto a concedere un sostegno alle micro e piccole imprese, nonché ai lavoratori autonomi finalizzato all'adozione di soluzioni di digitalizzazione disponibili sul mercato. I servizi e le soluzioni di digitalizzazione ammissibili riguardano l'ampliamento della presenza su internet , del commercio elettronico, della gestione dei social network , della digitalizzazione delle relazioni con i clienti, dei processi e degli strumenti per l'analisi dei dati aziendali, cosiddetta business intelligence , e dell'analisi dei dati aziendali, cosiddetta analytics , dell'automazione dei processi, dell'implementazione della fatturazione elettronica, dei servizi e strumenti per uffici virtuali, di comunicazioni sicure e sicurezza informatica e di soluzioni di intelligenza artificiale. Per tale misura è previsto uno stanziamento di 100 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2024,2025 e 2026. L'articolo 17 istituisce, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il « Fondo intelligenza naturale », con una dotazione di 400 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024,2025 e 2026. Le risorse del Fondo sono destinate a finanziare l'organizzazione di corsi di formazione finalizzati al rilascio di certificazioni attestanti lo sviluppo di competenze dei lavoratori necessarie per affrontare la transizione digitale ed ecologica, nonché per la copertura degli oneri relativi alle ore di formazione professionale dei lavoratori, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali. L'articolo 18 al fine di favorire la formazione digitale riconosce alle imprese un credito di imposta per le spese relative alle attività di formazione, incluse quelle finalizzate all'acquisizione o al consolidamento delle conoscenze delle tecnologie legate alla transizione digitale ed ecologica, nonché quelle erogate da soggetti esterni all'impresa, ivi inclusi gli Istituti tecnici superiori, nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023. Il credito di imposta è riconosciuto nella misura del 50 per cento delle spese ammissibili, con un limite massimo annuale di 300.000 euro, per le piccole imprese; del 40 per cento, con un limite massimo di 250.000 euro, per le medie imprese; del 60 per cento per i lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati. Il credito di imposta per le PMI che investono nella qualificazione delle competenze del personale nel contesto della trasformazione digitale e tecnologica aumenta rispettivamente al 70 per cento e al 50 per cento per le attività formative erogate da università, centri di competenza ad alta specializzazione, cosiddetti competence center , Istituti tecnici superiori e centri di elevata capacità di innovazione. L'articolo 19 prevede l'istituzione di un credito di imposta denominato « Destinazione futuro » riconosciuto alle imprese che effettuano investimenti in beni tecnologicamente avanzati e green , a decorrere dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, nella misura del 50 per cento del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 30 per cento del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro, del 10 per cento del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro. Per il suddetto credito di imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione, è previsto uno stanziamento di 500 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2031. L'articolo 20 prevede, al fine di promuovere il rafforzamento organizzativo delle start up e delle PMI innovative, nonché i processi di internazionalizzazione, incentivi all'internazionalizzazione sotto forma di contributi a fondo perduto in forma di voucher , nel rispetto del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, in materia di aiuti « de minimis », destinati all'acquisizione di figure professionali specializzate nei processi di internazionalizzazione. I contributi a fondo perduto sono finalizzati a supportare i processi di internazionalizzazione attraverso: a) analisi e ricerche sui mercati esteri; b) individuazione e acquisizione di nuovi clienti e percorsi di rafforzamento della presenza all'estero; c) supporto normativo e assistenza nella contrattualistica per l'internazionalizzazione; d) incremento della presenza nelle piattaforme di commercio elettronico, cosiddetto e-commerce ; e) integrazione dei canali di commercializzazione in rete, cosiddetto marketing online , e pianificazione promozionale; f) gestione evoluta dei flussi logistici; g) percorsi di accompagnamento per certificazioni volontarie utili per l'esportazione; h) affiancamento specialistico, attraverso lo sviluppo delle competenze interne mediante l'utilizzo in impresa di un professionista esperto nei processi di internazionalizzazione d'impresa, cosiddetto temporary export manager (TEM). L'articolo 21 istituisce il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nelle start-up innovative nello stato di previsione del Ministero dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico, con una dotazione di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2033.