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infine il quinto obiettivo concerne la transizione verso l'economia circolare e la bioeconomia, per permettere non solo il riciclo e il riuso dei materiali ma anche il disegno di prodotti durevoli, promuovendo una gestione circolare delle risorse e degli scarti anche in ambito agricolo; i predetti macro-obiettivi vengono poi articolati in otto aree di intervento, che presentano riflessi significativi in diversi ambiti di interesse dalla Commissione, riguardanti: la decarbonizzazione; la mobilità sostenibile; il miglioramento della qualità dell'aria; il contrasto al consumo di suolo e al dissesto idrogeologico; il miglioramento delle risorse idriche e delle relative infrastrutture; il ripristino e rafforzamento della biodiversità; la tutela del mare; la promozione dell'economia circolare, della bioeconomia e dell'agricoltura sostenibile; esprime osservazioni favorevoli con i seguenti rilievi: si osserva, con riferimento agli interventi finalizzati all'attuazione delle politiche di contenimento delle emissioni di anidride carbonica, come le stesse debbano necessariamente essere perseguite in maniera graduale, senza impattare sulle abitudini alimentari e gli stili di vita dei consumatori, orientati ad un consumo equilibrato di tutti gli alimenti, secondo il modello della dieta mediterranea, confermando la centralità del ruolo del " food made in Italy" per l'economia nazionale; si ritiene necessario riconoscere la strategicità delle filiere agroalimentari, con particolare riferimento al settore zootecnico. Nei riguardi di questo settore è opportuno mettere in campo più azioni volte, da un lato ad aumentare la redditività delle imprese, e dall'altro ad integrare maggiormente il comparto nelle politiche di intervento a sostegno di un'economia circolare nella filiera del biogas, sviluppando tutte le potenzialità che la zootecnia italiana è in grado di offrire per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità indicati nel PNRR; si ritiene inoltre opportuno, ai fini del raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di azzeramento dell'inquinamento alla base del Green Deal europeo, incentivare il rinnovo del parco mezzi agricoli circolante, puntando su meccanizzazione verde, agricoltura di precisione e sull'immissione di macchinari di nuova generazione che consentano di incrementare la sostenibilità ambientale e climatica delle produzioni agricole e ridurre il rischio infortuni sul lavoro; si ritiene necessario prevedere specifici finanziamenti a supporto delle attività di rimboschimento e tutela dei boschi, ai fini dell'attuazione di una efficace politica di rivalutazione del territorio forestale e del patrimonio boschivo, anche per il contrasto al dissesto idrogeologico. Gli interventi dovranno essere indirizzati alla costruzione di una nuova viabilità forestale nonché alla manutenzione, ordinaria e straordinaria, comprensiva dell'adeguamento funzionale della viabilità forestale principale e secondaria esistente, nonché all'attuazione di politiche di defiscalizzazione a favore della filiera legata alle foreste e alla lavorazione del legno effettuata dalle imprese boschive, quale efficace strumento per la riattivazione di un percorso virtuoso di valorizzazione del legname proveniente dai boschi nazionali; si valuti, in relazione agli investimenti a tutela delle risorse idriche, la possibilità di incentivare, con l'obiettivo di superare gli effetti dei fenomeni siccitosi legati al cambiamento climatico, una riconversione irrigua nonché un ammodernamento e una ristrutturazione della rete idrica; si ritiene necessario riconoscere, nell'ambito degli interventi di ripristino e rafforzamento della biodiversità, l'agricoltore come figura centrale per l'agricoltura, ma anche per l'ambiente e la tutela dell'ecosistema. Infatti la sua presenza costante sul territorio, nel quale è fortemente radicato, rende l'agricoltore il primo custode dell'ambiente e del territorio. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 297 La Commissione, esaminato l'atto in titolo, per quanto di competenza, premesso che: il Piano per la transizione ecologica (PTE) intende fornire, in base a quanto indicato in premessa al documento, "informazioni di base e un inquadramento generale sulla strategia per la transizione ecologica, dare un quadro concettuale che accompagni gli interventi del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)"; considerato che: il PTE si sviluppa attraverso cinque macro-obiettivi: il primo è rappresentato dalla neutralità climatica, cioè la necessità di azzerare entro il 2050 le emissioni di gas serra; il secondo è l'azzeramento dell'inquinamento, attraverso una rivoluzione della mobilità fino alla sua completa sostenibilità climatica e ambientale e la minimizzazione (entro il 2050) di inquinamenti e contaminazioni di aria, acqua e suolo; il terzo è costituito dall'adattamento ai cambiamenti climatici mediante il contrasto dei fenomeni di dissesto idrogeologico, di spreco delle risorse idriche e dell'erosione della biodiversità terrestre e marina; il quarto obiettivo consiste nel ripristino della biodiversità e degli ecosistemi, potenziando il patrimonio di biodiversità nazionale con misure di conservazione e di implementazione di soluzioni "basate sulla natura"; infine il quinto obiettivo concerne la transizione verso l'economia circolare e la bioeconomia, per permettere non solo il riciclo e il riuso dei materiali ma anche il disegno di prodotti durevoli, promuovendo una gestione circolare delle risorse e degli scarti anche in ambito agricolo; i predetti macro-obiettivi vengono poi articolati in otto aree di intervento, che presentano riflessi significativi in diversi ambiti di interesse dalla Commissione, riguardanti: la decarbonizzazione; la mobilità sostenibile; il miglioramento della qualità dell'aria; il contrasto al consumo di suolo e al dissesto idrogeologico; il miglioramento delle risorse idriche e delle relative infrastrutture; il ripristino e rafforzamento della biodiversità; la tutela del mare; la promozione dell'economia circolare, della bioeconomia e dell'agricoltura sostenibile; esprime osservazioni favorevoli con i seguenti rilievi: si osserva, con riferimento agli interventi finalizzati all'attuazione delle politiche di contenimento delle emissioni di anidride carbonica, come le stesse debbano necessariamente essere perseguite in maniera graduale, senza impattare sulle abitudini alimentari e gli stili di vita dei consumatori, orientati ad un consumo equilibrato di tutti gli alimenti, secondo il modello della dieta mediterranea, confermando la centralità del ruolo del " food made in Italy" per l'economia nazionale; si ritiene necessario riconoscere la strategicità delle filiere agroalimentari, con particolare riferimento al settore zootecnico. Nei riguardi di questo settore è opportuno mettere in campo più azioni volte, da un lato ad aumentare la redditività delle imprese, e dall'altro ad integrare maggiormente il comparto nelle politiche di intervento a sostegno di un'economia circolare nella filiera del biogas, sviluppando tutte le potenzialità che la zootecnia italiana è in grado di offrire per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità indicati nel PNRR;