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Al fine di ottimizzare le predette attività, i magistrati addetti alle DDAS possono accedere direttamente a tutte le banche dati disponibili alle Forze di polizia, ivi compresa l'Anagrafe tributaria. 8 Presso la DNAS è istituita una banca dati informatica investigativa, il cui accesso è riservato unicamente al personale appartenente alle direzioni distrettuali e investigative ambiente e salute. La banca dati è gestita dalla DNAS ed in essa confluiscono tutti gli atti e gli accertamenti compiuti dai soggetti preposti in relazione ai reati e alle attività di cui al comma 5. 9 Restano ferme le competenze della Direzione nazionale antimafia, delle direzioni distrettuali antimafia e della Direzione investigativa antimafia. Spetta alla DDAS la competenza per il reato di attività organizzata per il traffico illecito dei rifiuti di cui all'articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Qualora il reato ambientale si configuri come reato di stampo mafioso, la DNAS e le DDAS sono tenute a trasmettere immediatamente gli atti anche alle corrispettive Direzioni nazionale e distrettuali antimafia, ai fini della cooperazione nelle indagini. 2 (Direzione investigativa ambiente e salute) 1 È istituita, nell'ambito del Dipartimento della pubblica sicurezza, la Direzione investigativa ambiente e salute (DIAS), con il compito di svolgere le specifiche attività investigative attinenti alla lotta contro i crimini ambientali. 2 La Direzione centrale della DIAS, con sede a Roma, è articolata nei seguenti reparti: a investigazioni preventive; b investigazioni giudiziarie; c accertamenti tecnici. 3 Sono preposti alla Direzione centrale: a un direttore; b due vice direttori, uno dei quali con funzioni vicarie; c tre commissari, supervisori per ciascun reparto di cui al comma 2; d un commissario per i profili amministrativo-logistici; e un commissario per le risorse umane. 4 La DIAS è articolata in sedi territoriali, alle quali sono preposti un commissario, in qualità di dirigente e due o più funzionari, in qualità di vice dirigenti. Le sedi territoriali sono individuate con il regolamento di cui al comma 5, tenuto conto delle peculiarità del territorio e del numero di procedimenti pendenti per reati ambientali, ottimizzando l'utilizzo delle risorse materiali già nella disponibilità dei vari enti o Forze dell'ordine. 5 Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della giustizia, delle politiche agricole alimentari e forestali, della salute e dell'economia e delle finanze, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità organizzative e di funzionamento delle strutture della DIAS di cui al presente articolo, anche con riferimento all'individuazione delle strutture immobiliari da adibire a sede degli uffici, da reperire prioritariamente tra quelle oggetto di confisca ai sensi del codice delle leggi antimafia, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché tra quelle disponibili nell'ambito delle strutture già utilizzate dagli enti e dalle Forze dell'ordine che fanno parte del sistema di controllo di cui alla presente legge. Sullo schema di regolamento è acquisito il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si esprimono entro un mese dalla scadenza del termine di cui al periodo precedente. 3 (Compiti e attribuzioni della DIAS) 1 La DIAS procede alle indagini relative ai reati ambientali e svolge le attività di investigazione preventiva attinenti ai reati contro l'ambiente e contro la salute di cui all'articolo 1, comma 5. A tal fine, al personale della DIAS, a prescindere dalle attribuzioni istituzionali dell'ente di appartenenza, è attribuita, in base al grado o alla qualifica rivestiti, la qualifica rispettivamente di ufficiale e agente di polizia giudiziaria. 2 La DIAS opera sulla base di un protocollo unico di azione, predisposto dalla Direzione centrale tenuto conto delle indicazioni dei dirigenti territoriali. Il protocollo stabilisce le procedure e le modalità alle quali deve attenersi il personale nello svolgimento delle attività di accertamento e di investigazione di competenza. Nel protocollo sono comunque previste e disciplinate le seguenti fasi operative: a avvistamento e individuazione del sito; b avvio dell'indagine; c intervento sul luogo, con la partecipazione di personale tecnico; d comunicazione della notizia di reato all'Autorità giudiziaria per i provvedimenti di competenza; e informativa alle amministrazioni competenti ai fini del ripristino dello stato dei luoghi; f dissequestro temporaneo finalizzato prioritariamente al disinquinamento del sito o al ripristino dello stato dei luoghi o, in subordine, alla loro messa in sicurezza; g restituzione del bene all'avente diritto, a seguito dell'asseverazione tecnica dell'avvenuta bonifica; h attivazione delle procedure per il recupero dei tributi speciali dovuti. 3 La Direzione centrale della DIAS si avvale di un numero rapido di pubblica utilità, appositamente istituito, quale strumento per il coordinamento delle attività investigative e tecniche avviate sul territorio. 4 Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'interno, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono emanate le direttive per la realizzazione, nell'ambito delle potestà attribuite al prefetto, di piani coordinati di controllo ambientale del territorio la cui attuazione è demandata alle competenti strutture operative della DIAS, che stabiliscano livelli minimi di controllo da effettuare sui territori. 4 (Personale della DIAS) 1 La DIAS si avvale di personale in servizio della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del Corpo forestale dello Stato, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del Corpo delle capitanerie di porto, nonché di personale dei corpi forestali delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, dei corpi di polizia provinciali e municipali, delle Agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA), dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali, dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e dell'Istituto superiore di sanità. 2 Il direttore della DIAS è eletto da un apposito collegio costituito dai dirigenti superiori della Polizia di Stato, del Corpo forestale dello Stato e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché dai generali di brigata dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, tra i primi dirigenti della Polizia di Stato, del Corpo forestale dello Stato e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché tra i colonnelli dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, privi di carichi pendenti e che abbiano maturato specifica e documentata esperienza nel settore della tutela ambientale e abbiano presentato specifica candidatura. L'incarico di direttore ha la durata di due anni, non prorogabili, e non può essere rinnovato. 3 I vice direttori della DIAS sono nominati dal direttore, a rotazione tra i dirigenti e gli ufficiali superiori dei Corpi di polizia di cui al comma 2, privi di carichi pendenti e che abbiano maturato specifica e documentata esperienza nel settore della tutela ambientale e abbiano presentato specifica candidatura.