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Dopo aver sottolineato come l'Italia sia l'unico Paese europeo che impone il titolo di accesso nominale per la fruizione di spettacoli musicali, osserva che lo stesso ministro Bonisoli con l'articolo 4 del decreto legge in esame ha riconosciuto l'opportunità di introdurre un'eccezione per uno specifico settore. Ricorda gli esiti dell'indagine conoscitiva che nella scorsa legislatura è stata svolta dalla Camera dei deputati, che hanno evidenziato come il contrasto al fenomeno del bagarinaggio non sia efficacemente realizzato con il biglietto nominale e sottolinea l'esigenza di evitare che ricada sui consumatori l'incremento di costo derivante dall'obbligo di biglietti nominali. Dopo aver sottolineato i rilevanti disagi registrati all'entrata in vigore dell'obbligo in questione e le incongruenze nell'individuazione nell'ambito dell'applicazione delle norme a seconda di tipologia di musica eseguita, segnala che con l'emendamento 4.1 si propone la soppressione delle disposizioni in questione, mentre con l'emendamento 4.8 si propone di differirne l'applicazione di sei mesi, al fine di consentire l'individuazione di soluzioni più idonee. Il senatore CANGINI ( FI-BP ) si unisce all'intervento della senatrice Malpezzi, sostenendo l'esigenza di contrastare il fenomeno del bagarinaggio e sottolineando come la prima applicazione della norma introdotta con l'ultima legge di bilancio si sia dimostrata inefficace e foriera di complicazioni; illustra quindi l'emendamento 4.7 volto a differire l'applicazione dalla normativa in materia e a favorire l'individuazione di soluzione più efficaci, anche alla luce di quanto affermato dal Ministro per i beni e l'attività culturali nell'audizione svolta ieri. Nessun altro chiedendo di intervenire, i restanti emendamenti riferiti all'articolo 4, compresi quelli volti a inserire articoli aggiuntivi, sono dati per illustrati. Si passa all'illustrazione e discussione degli emendamenti riferiti all'articolo 5. La senatrice MALPEZZI ( PD ) illustra l'emendamento 5.3, con il quale si propone di eliminare la previsione che consente al commissario straordinario di cui all'articolo 5 del decreto legge di derogare ad alcune norme del codice degli appalti: l'organizzazione di eventi sportivi e la tutela del patrimonio culturale non possono, a suo giudizio, in nessun modo essere considerate circostanze oggettive e imprevedibili che originano un'emergenza, per fronteggiare la quale soltanto si possono derogare le norme sulla concorrenza. I restanti emendamenti all'articolo 5, anche aggiuntivi, sono dati per illustrati. Nessun altro chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE avverte che si è conclusa la fase di illustrazione e discussione degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti al provvedimento in titolo. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 9,15. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 86 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativoin titolo, viste le osservazioni della Commissione 12 a , che si intendono recepite integralmente nel presente parere, esprime parere favorevole, con le seguenti osservazioni: 1) in relazione alle modifiche apportate dallo schema di decreto legislativo volte alla sostituzione delle espressioni «disabilità certificata» e «disabilità» nel decreto legislativo n. 66 del 2017, si valuti la necessità di un utilizzo omogeneo della terminologia, sia nelle parti novellate sia in quelle non oggetto di modifica, in modo che risulti adottata uniformità d'espressione; 2) per quanto concerne la terminologia, il Governo provveda alla definizione della nozione di «inclusione scolastica», non prevista all'articolo 1, comma 1, al fine di rispondere nel modo più adeguato ai differenti bisogni educativi e di apprendimento, mediante adeguate strategie e metodologie didattiche orientate allo sviluppo delle capacità, di ogni alunno o studente. L'inclusione scolastica, ch'è concetto differente da quello di «integrazione scolastica», deve essere, pertanto, la tessitura fondamentale del sistema nazionale di istruzione, grazie alla quale, in coerenza con l'articolo 3 della Costituzione, equità e qualità della formazione si coniugano nelle prassi educative quotidiane. Nella nozione di inclusione scolastica devono essere incluse le tutele già normativamente previste per gli alunni certificati ai sensi della legge n. 104 del 1992, ai quali sono esclusivamente diretti i benefici individuati dal decreto legislativo n. 66 del 2017, sostanziati nella redazione del Piano educativo individualizzato, nonché quelle individuate per gli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA), certificati secondo le previsioni della legge n. 170 del 2010, con particolare riguardo alla definizione del «Piano didattico personalizzato» e alla conseguente individuazione di misure dispensative e strumenti compensativi, così costituendo percorsi di cura educativa diversi rispetto a quelli previsti per gli alunni e gli studenti con disabilità. Infine nella nozione di inclusione scolastica devono essere incluse anche le misure previste per gli alunni con altri bisogni educativi speciali (BES), come definiti dalla direttiva ministeriale 27 dicembre 2012, non compresi nelle fattispecie sopra illustrate. L'inserimento di una definizione più ampia, tuttavia, non deve incidere sull'ambito di applicazione definito all'articolo 2 del decreto legislativo n. 66 del 2017, che concerne esclusivamente gli alunni e gli studenti certificati ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 104 del 1992; 3) in relazione all'articolo 3, comma 1, lettera c) dello schema di decreto legislativo, si valutino: a) al numero 1), l'inserimento del richiamo anche all'articolo 9 del decreto legislativo 281 del 1997, che stabilisce le funzioni della Conferenza unificata. Lo stesso richiamo, peraltro, va effettuato all'articolo 4, comma 1, lettera f) , n. 1, dello schema di decreto legislativo; b) un ampliamento dell'oggetto dell'intesa in sede di Conferenza unificata, ferma restando l'esigenza di individuare prioritariamente i criteri per una progressiva uniformità su tutto il territorio nazionale della definizione dei profili professionali del personale destinato all'assistenza per l'autonomia e per la comunicazione personale. Risulta quanto mai opportuno, al fine di non determinare sovrapposizioni o disallineamenti nel servizio di assistenza previsto per gli alunni e gli studenti con accertata condizione di disabilità, anche alla luce dei compiti assegnati nella medesima norma ai collaboratori scolastici, definire al contempo i profili professionali del personale destinato allo svolgimento delle competenze attribuite agli enti territoriali nel campo dell'inclusione scolastica; 4) modificare, in coerenza con quanto espresso nel punto precedente, la previsione di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d) dello schema di decreto legislativo, precisando che gli Enti territoriali provvedono ad assicurare, nei limiti delle risorse disponibili, gli interventi necessari per l'inclusione scolastica mediante l'impiego del personale destinato allo svolgimento delle competenze loro assegnate;