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- (Limiti temporali della responsabilità genitoriale). -- La responsabilità dei genitori sussiste sino a che il figlio non raggiunga la maggiore età o sia emancipato. I genitori hanno il dovere di mantenere il figlio e consentire il proseguimento della sua istruzione o avviamento ad un'attività professionale, anche dopo il compimento della maggiore età, a meno che il figlio non assuma un contegno tale da vanificare l'apporto dei genitori, impedendo o rendendo più gravoso il raggiungimento dei risultati perseguiti. Il dovere dei genitori comunque cessa allorché il figlio raggiunga il ventottesimo anno di età. Art. 281. - (Esercizio della responsabilità genitoriale). -- La responsabilità genitoriale compete in egual misura ad entrambi i genitori e deve essere esercitata di comune accordo da essi. In caso di contrasto su questioni di particolare importanza ciascuno dei genitori può ricorrere senza formalità al giudice indicando i provvedimenti che ritiene più idonei. Se sussiste un incombente pericolo di grave pregiudizio per il figlio, ciascun genitore può adottare i provvedimenti urgenti ed indifferibili. Il giudice, sentiti i genitori ed il figlio, se maggiore degli anni quattordici, suggerisce le determinazioni che ritiene più utili nell'interesse del figlio e dell'unità familiare. Se il contrasto permane il giudice attribuisce il potere di decisione a quello dei genitori che, nel singolo caso, ritiene il più idoneo a curare l'interesse del figlio. Art. 282. - (Impedimento di uno dei genitori). -- Nel caso di lontananza, di incapacità o di altro impedimento che renda impossibile ad uno dei genitori l'esercizio della responsabilità, questa è esercitata in modo esclusivo dall'altro. La responsabilità comune dei genitori non cessa quando, a seguito di separazione, di scioglimento, di annullamento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, i figli vengono affidati ad uno di essi. L'esercizio della responsabilità è regolato, in tali casi, secondo quanto disposto nell'articolo 146. Art. 283. - (Attribuzione della responsabilità). -- Al genitore che ha riconosciuto il figlio compete la responsabilità genitoriale. Se il riconoscimento è fatto da entrambi i genitori, la responsabilità compete congiuntamente ad entrambi qualora siano conviventi. Si applicano le disposizioni dell'articolo 281. Se i genitori non convivono la responsabilità compete al genitore col quale il figlio convive ovvero, se non convive con alcuno di essi, al primo che ha fatto il riconoscimento. Il giudice, nell'esclusivo interesse del figlio e tenuto conto dei principi dell'affido condiviso, può disporre diversamente; può anche escludere dall'esercizio della responsabilità entrambi i genitori, provvedendo alla nomina di un tutore. Il genitore che non esercita direttamente la responsabilità ha il potere di vigilare sull'istruzione, sull'educazione e sulle condizioni di vita del figlio minore. Art. 284. - (Attribuzione della responsabilità genitoriale al terzo convivente con il genitore. Genitore elettivo). -- Il genitore non coniugato o divorziato, il quale abbia figli minori conviventi ed abbia instaurato un legame con un terzo, può ricorrere al tribunale per i minorenni perché a quest'ultimo, con il suo consenso, sia attribuita, in tutto o in parte, la responsabilità genitoriale nei confronti dei figli stessi. Il tribunale decide, all'esito di procedimento svolto in camera di consiglio, dopo aver ascoltato l'altro genitore, se esistente, e i figli ultradodicenni, nonché i figli di età inferiore, se capaci di discernimento. Nel caso in cui, per effetto della decisione, la responsabilità genitoriale risulti attribuita, oltre che al genitore ricorrente, a due soggetti, il tribunale detta disposizioni, stabilendo l'ambito e i limiti entro cui essa debba essere da ciascuno esercitata. Art. 285. - (Abbandono della casa del genitore). -- Il figlio non può abbandonare la casa dei genitori o del genitore responsabile di lui, né la dimora da essi assegnatagli. Qualora se ne allontani senza il permesso, i genitori possono richiamarlo ricorrendo, se necessario, al giudice tutelare. Se il figlio ha più di quattordici anni, ed in ogni altro caso in cui ciò sia opportuno, il giudice tutelare, prima di assumere provvedimenti, deve ascoltare le ragioni del minore. Il giudice può disporre accertamenti, valendosi, se del caso, dei servizi sociali territoriali. Art. 286. - (Rappresentanza e amministrazione). -- I genitori congiuntamente, o il genitore responsabile in via esclusiva, rappresentano i figli nati e nascituri in tutti gli atti civili e ne amministrano i beni. Gli atti di ordinaria amministrazione, esclusi i contratti con i quali si concedono o si acquistano diritti personali di godimento, possono essere compiuti disgiuntamente da ciascun genitore. Si applicano, in caso di disaccordo o di esercizio difforme dalle decisioni concordate, le disposizioni dell'articolo 281. I genitori non possono alienare, ipotecare o dare in pegno i beni pervenuti al figlio a qualsiasi titolo, anche a causa di morte, accettare o rinunziare ad eredità o legati, accettare donazioni, procedere allo scioglimento di comunioni, contrarre mutui o locazioni ultranovennali o compiere altri atti eccedenti la ordinaria amministrazione né promuovere, transigere o compromettere in arbitri giudizi relativi a tali atti, se non per necessità o utilità evidente del figlio dopo autorizzazione del giudice tutelare. I capitali non possono essere riscossi senza autorizzazione del giudice tutelare, il quale ne determina l'impiego. L'esercizio di una impresa commerciale non può essere continuato se non con l'autorizzazione del tribunale su parere del giudice tutelare. Questi può consentire l'esercizio provvisorio dell'impresa, fino a quando il tribunale abbia deliberato sulla istanza. Se sorge conflitto di interessi patrimoniali tra i figli soggetti alla stessa potestà, o tra essi e i genitori o quello di essi che esercita in via esclusiva la potestà, il giudice tutelare nomina ai figli un curatore speciale. Se il conflitto sorge tra i figli e uno solo dei genitori titolari della responsabilità, la rappresentanza dei figli spetta esclusivamente all'altro genitore. Art. 287. - (Nomina di un curatore speciale). -- In tutti i casi in cui i genitori congiuntamente, o il genitore cui compete in via esclusiva la responsabilità, non possono o non vogliono compiere uno o più atti di interesse del figlio, eccedente l'ordinaria amministrazione, il giudice, su richiesta del figlio stesso, del pubblico ministero o di uno dei parenti che vi abbia interesse, e sentiti i genitori, può nominare al figlio un curatore speciale autorizzandolo al compimento di tali atti. Art. 288. - (Inosservanza delle disposizioni precedenti). -- Gli atti compiuti senza osservare le norme dei precedenti articoli del presente titolo possono essere annullati su istanza dei genitori o del figlio o dei suoi eredi o aventi causa. Art. 289. - (Atti vietati ai genitori). -- I genitori non possono, neppure all'asta pubblica, rendersi acquirenti direttamente o per interposta persona dei beni e dei diritti del minore.