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Nei prossimi quarant'anni, secondo le proiezioni demografiche dell'Istat, se non si inverte radicalmente questo trend , il Mezzogiorno perderà altri 5 o 6 milioni di abitanti. Signor Presidente, noi stiamo per inaugurare un grande evento internazionale e saremo sotto i riflettori di tutto il mondo: Matera capitale europea della cultura 2019. Ebbene, Matera è l'unico capoluogo di provincia senza collegamenti ferroviari: non offriremo certamente una bella immagine. Concludo dicendo che la questione meridionale è una grande questione sociale, che merita di essere ricentralizzata all'interno del dibattito politico. Ricordo il monito di due grandi Presidenti della Repubblica, Sandro Pertini e Carlo Azeglio Ciampi: la questione meridionale non è una questione territoriale, ma è la più grande e la più importante delle questioni nazionali. (Applausi dal Gruppo M5S) . DRAGO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DRAGO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il fine settimana appena trascorso a Catania è stato di lutto, purtroppo. Voglio raccontarvi brevemente l'evento, per arrivare a una conclusione e una proposta positiva, a partire dall'esperienza tragica di un ragazzo sedicenne, quasi diciassettenne, di un liceo scientifico di Catania, il «Principe Umberto». Il ragazzo si chiamava Raffaele Barresi ed è deceduto durante l'attività didattica per un improvviso arresto cardiaco. Come al solito, la stampa ha speculato sulla presenza o meno del defibrillatore a scuola, sul suo funzionamento, sul pronto intervento da parte del 118 (che tra l'altro è stato tempestivo), sulla presenza del pubblico ministero e di una squadra di carabinieri. Vorrei mettere in risalto, intanto, la compostezza dei ragazzi il giorno dopo, che mi ha colpito profondamente: a scuola, in religioso silenzio, questi ragazzi, in processione, si sono avvicinati al banco del loro compagno deponendo una rosa, con la sorella accanto, distrutta, come potete immaginare. Ho conosciuto anche i familiari, e, come dicevo in premessa, ho pensato che ogni esperienza dolorosa può magari portare in sé un frutto di bene (questa è la speranza). La proposta, pertanto, è quella di non lasciare alla discrezionalità del dirigente scolastico la scelta di dotarsi di un defibrillatore in una scuola, in un plesso, in una sede associata o in una succursale, ma di stabilirlo proprio da un punto di vista normativo. Io vorrei che la memoria di Raffaele non si perdesse nel nulla. Vorrei pregare insieme a voi per lui, per la sua anima, per la sua famiglia e per tutti i giovani che all'interno delle scuole (come del resto ha anche detto il nostro Ministro) devono essere al sicuro. Il Ministro ha affermato che, in queste occasioni, il primo luogo dove i nostri figli devono sentirsi al sicuro e dove le istituzioni hanno il dovere di garantire le misure di primo soccorso è proprio la scuola. (Applausi) . Non so se è il caso - lascio a lei la scelta, signor Presidente - di dedicare un minuto di riflessione e di silenzio proprio per la morte di Raffaele Barresi. PRESIDENTE . Sì, assolutamente, non c'è nessun problema; l'argomento è stato trattato anche in altre occasioni. Invito l'Assemblea a osservare un minuto di silenzio. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio). FERRARA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, vorrei manifestare la mia soddisfazione per l'incontro tra il presidente della Palestina Abu Mazen e il presidente del Consiglio Conte. Un incontro che è già un riconoscimento dell'esistenza dello Stato palestinese, nonostante oggi, purtroppo, in molti vorrebbero che non fosse così. Un incontro non facile, in questo particolare momento storico, che testimonia la vicinanza del nostro Paese verso un'area martoriata del Medio Oriente come la Palestina, da decenni sotto occupazione militare. Non staremmo a parlare di Palestina se non fosse per il coraggio di un popolo che, dall'indomani della fine della Seconda guerra mondiale, lotta per la libertà, lotta per diventare uno Stato, nonostante quasi settant'anni di occupazione militare, cominciata con la Nakba, ovvero con la cacciata di decine di migliaia di palestinesi dall'odierno Stato di Israele. Da allora è iniziato un calvario per entrambi i popoli, che però vivono un conflitto asimmetrico, in cui i palestinesi pagano un alto prezzo in termini di vite umane. Una spirale che va fermata, a partire dalla repressione dei palestinesi in ogni singolo aspetto della vita sociale e privata, che costringe milioni di persone in due enormi carceri a cielo aperto, chiamati Gaza e West Bank. Questo, sia chiaro, non giustifica in alcun modo azioni di ripercussione che colpiscono civili israeliani, che vanno condannate. Ma qui il problema è proprio l'asimmetria: da una parte ci sono razzi artigianali e fionde con cui vengono lanciate pietre, dall'altra aerei da guerra e carri armati di ultima generazione. Ci sono le colonie e i check point israeliani dentro il territorio palestinese, le politiche discriminatorie sulla gestione di risorse fondamentali come l'acqua, l'appropriazione dei giacimenti petroliferi in mare palestinese, l'abbattimento di migliaia di abitazioni palestinesi in territorio palestinese, lo sradicamento di ulivi e così via. Negli ultimi diciassette anni 2.022 bambini palestinesi sono stati assassinati dall'esercito israeliano. Queste brutali risposte non possono portare la pace, ma alimentano solo odio e violenza. Il popolo israeliano e quello palestinese hanno il diritto di vivere in pace, ma entrambi si devono liberare degli estremismi, a partire dal sionismo, che è l'origine di tante sofferenze e ingiustizie. (Applausi dal Gruppo M5S) . In conclusione, la soluzione di due popoli in due Stati capaci di coesistere è la via più giusta e concreta per portare la pace in tutto il Medio Oriente. Io voglio continuare a sperare che nel prossimo futuro ciò che è successo tra Eritrea e Etiopia possa accadere anche tra Israele e Palestina e mi auguro, altresì, che grazie al cambiamento in atto in Italia noi potremo contribuire a questo storico obiettivo. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Senatore Ferrara, questa Assemblea si è espressa più volte, con preoccupazione, sul tema della pace in Medio Oriente, un argomento che sicuramente merita un approfondimento e una serietà maggiori di quelli consentiti dagli interventi di fine seduta. BITI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, intervengo solamente per pochi minuti, che però spero trovino la partecipazione da parte di tutti i colleghi e le colleghe in Aula. Mi sembrava doveroso ricordare oggi, in quest'Aula, che cinque anni fa scompariva Nelson Mandela. Si tratta di una figura conosciuta da tutti, in questa sede, per la sua storia e per la sua campagna non violenta di disobbedienza civile contro le leggi discriminatorie del suo Paese, il Sudafrica.