[resaula]

"a promuovere efficaci e specifiche modalità di ascolto e rappresentanza degli interessi economici, sociali e ambientali diffusi, attraverso il coinvolgimento delle associazioni di cittadini e consumatori europei, dei rappresentanti delle categorie professionali, industriali, sindacali e dei lavoratori; a favorire, mediante la propria azione in ambito europeo, il raggiungimento di accordi commerciali che tutelino il Made in Italy e più in generale le produzioni d'eccellenza italiane ed europee, in particolare dell'agro-alimentare, prevedendo un sistema di controlli, vigilanza e sicurezza e con la possibilità di invocare clausole di salvaguardia di temporanea sospensione in caso di criticità nazionale", si chiede di sapere: quali azioni di coinvolgimento del Parlamento, delle parti sociali, delle associazioni e in generale di tutti gli stakeholder del settore agricolo il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto su armonizzazione di standard e regole fitosanitarie; come intenda conciliare l'invocazione del principio di precauzione vigente nella UE con il principio di "solida scienza" attuato negli Stati Uniti; se e quale protocollo intenda attuare per la salvaguardia, in tema di tutele fitosanitarie, del mercato di pere e mele e se non ritenga che questo rischi di essere un punto di partenza per poi estendere le trattative a tutto il comparto; se e quale protocollo intenda adottare per evitare che vi sia un tentativo di abbassamento degli standard di qualità e controllo in cambio dell'eliminazione dei dazi sui prodotti agroalimentari italiani. Atto n. 4-02839 BOSSI Simone Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e per gli affari europei Premesso che: su disposizione delle autorità sanitarie nazionali, e previa deliberazione del Consiglio dei ministri, l'Enac ha provveduto, in data 31 gennaio 2020, a sospendere tutti i collegamenti aerei tra l'Italia e la Cina, al fine di limitare i rischi di contagio da coronavirus 2019-nCoV; al momento, i voli diretti dall'Italia alla Cina restano sospesi in una misura che dovrebbe durare fino al 28 aprile; considerato che: come si apprende da diversi organi di stampa, non viene presa nessuna misura di controllo e precauzione nei confronti di passeggeri provenienti dalla Cina che hanno effettuato uno o più scali prima dell'arrivo in Italia; questi ultimi non vengono sottoposti a nessun tipo di indagine sanitaria; valutato, inoltre, che: l'Italia è l'unico Paese nell'Unione europea ad aver sospeso i voli diretti da e per la Cina; questo significa che turisti provenienti dalla Cina, con destinazione un Paese membro dell'Unione europea, ai sensi degli accordi di Schengen, sono liberi di circolare nello spazio europeo per 90 giorni, si chiede di sapere quali azioni di loro competenza i Ministri in indirizzo intendano porre in essere al fine di limitare i rischi derivanti dalla situazione. Atto n. 4-02840 RIZZOTTI Al Ministro della salute Premesso che: il fenomeno della contraffazione dei medicinali, unitamente a quello dell'importazione illegale di prodotti non autorizzati, registra oggi un trend in crescita, che coinvolge, sebbene con caratteristiche diverse, Paesi in via di sviluppo e Paesi industrializzati; secondo una stima dell'Onu, il traffico mondiale di farmaci contraffatti, rubati o irregolari varrebbe circa 200 miliardi di dollari all'anno per la criminalità organizzata; in Italia l'incidenza del fenomeno è inferiore rispetto ad altri Paesi europei, grazie a tutta una serie di misure di prevenzione e contrasto alla diffusione di farmaci potenzialmente pericolosi per la salute, messi in campo in questi anni dall'AIFA e dal Ministero della salute; le diverse disposizioni normative che regolano il settore sono contenute in molteplici decreti legislativi e ministeriali (ivi incluso il codice penale per le fattispecie criminose) e ciò genera un sistema non uniforme e frammentario, con evidenti difficoltà di coordinamento e applicative. Un'ulteriore difficoltà nell'ottimizzazione delle attività di coordinamento nello specifico settore consiste inoltre nell'assenza di riferimenti, nella normativa vigente, rispetto all'obbligo di comunicazione ad AIFA relativamente a casi di rinvenimento, fermo o sequestro di farmaci sospetti; la Convenzione "Medicrime", siglata a Mosca nell'ottobre 2011, a cui hanno aderito 26 Paesi tra cui l'Italia, prevede per gli Stati aderenti l'obbligo di introduzione nella propria legislazione del reato di contraffazione nei farmaci, relativamente alla fabbricazione e alla distribuzione di medicinali immessi sul mercato senza autorizzazione o in violazione delle norme di sicurezza; la convenzione per la prima volta nel settore prevede l'introduzione di un reato di contraffazione nei farmaci relativamente alla fabbricazione e alla distribuzione di medicinali messi sul mercato senza autorizzazione o in violazione delle norme di sicurezza; oltre alle fattispecie penali, che necessitano evidentemente del recepimento nelle legislazioni nazionali, si prevedono molte e qualificate misure di prevenzione e per la tutela delle vittime dei reati e dei consumatori; particolare attenzione è data al coordinamento dei sistemi nazionali di contrasto al fine di consentire un efficace rapido scambio delle informazioni a livello nazionale, prevedendo, tra l'altro, l'istituzione di punti di contatto all'interno di ciascun Paese per raccordare i referenti delle varie amministrazioni interessate (nei settori della giustizia, della sanità, i laboratori medici accreditati, le forze di polizia e le autorità doganali), al fine di consentire un rapido scambio di informazioni ed una maggiore agilità delle fasi procedurali connesse alle attivazioni sul territorio; anche in tema di internet la Convenzione consentirebbe di fornire una maggiore risposta, con la previsione di sanzioni per gli acquirenti che utilizzino illegalmente i siti internet per approvvigionarsi di farmaci non autorizzati e la creazione di avvisi mirati agli utenti che visitano i siti di e-pharmacy non autorizzate circa l'illegalità dell'acquisto che si intenda effettuare; ad oggi l'Italia non ha ancora ratificato la Convenzione; uno studio del Consiglio d'Europa condotto nell'ambito della Convenzione Medicrime del Consiglio d'Europa ha messo in luce le carenze degli attuali approcci legislativi in materia di protezione dei pazienti contro i medicinali falsificati in Europa. Lo studio, derivante dall'operazione "Vulcano" del 2014, che ha visto medicinali anticancro rubati dagli ospedali italiani e reintrodotti nelle catene di distribuzione per essere venduti in tutta Europa, ha mostrato come la Convenzione Medicrime, se fosse stata ratificata in Italia, avrebbe sostenuto il procedimento giudiziario e portato a sanzioni efficaci contro gli autori, sostenendo la corretta attuazione della convenzione; in particolare, lo studio ha mostrato che le accuse penali applicabili sono rimaste per lo più generiche e non erano adatte alle implicazioni specifiche per la salute pubblica derivanti dalla falsificazione di medicinali. Dal furto di merci o dalla manipolazione di beni rubati all'associazione criminale, che attualmente può essere punita solo in base alle disposizioni per le associazioni mafiose (Italia) o per cospirazione (Regno Unito), la maggior parte dei quadri normativi non prende in considerazione il fatto che reintrodurre i medicinali rubati sui mercati rappresenta un rischio molto maggiore per i pazienti rispetto ai furti ordinari;