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Riguardo agli investimenti pubblici, agiamo accelerando l'utilizzo di risorse già stanziate su investimenti privati, rimuovendo i vincoli di carattere regolatorio, rimodulando gli stanziamenti e incentivando l'attività di ricerca pubblica e privata. L'obiettivo sul fronte degli investimenti pubblici è rilanciare la spesa delle amministrazioni pubbliche, che da oltre dieci anni si è progressivamente ridotta. Per questo sono previsti interventi sulle procedure di realizzazione delle opere volte a utilizzare risorse già destinate e lo stanziamento a favore dei Comuni di 500 milioni di euro per piccoli investimenti di rapida esecuzione finalizzati alla messa in sicurezza delle infrastrutture, degli edifici e dell'efficientamento energetico. L'articolo 7- ter è molto importante per le piccole e medie imprese del settore edile perché prevede specifiche condizioni di accesso alla sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. La crisi del settore edile ha ridotto il rating da parte delle banche per queste aziende, mettendole in difficoltà per l'accesso al credito. Una delle misure più importanti è poi il sisma bonus , per favorire gli interventi antisismici anche per gli immobili posseduti da soggetti che non hanno la liquidità necessaria per anticipare tali spese, viene esteso alle zone 2 e 3 di rischio sismico, mentre oggi è previsto solo per gli edifici di zona 1. Questo beneficio consente la detrazione fiscale del 75 per cento in caso di miglioramento di una classe della classificazione energetica e dell'85 per cento del prezzo di acquisto dell'unità immobiliare in caso di passaggio di due classi. Il decreto crescita favorisce una serie di sgravi e incentivi fiscali e di rilancio di investimenti privati, prevede norme per la tutela del made in Italy e altre misure per il sostegno della crescita. Sono tutte misure che sono sempre state auspicate da questa maggioranza e che finalmente oggi si concretizzano. Il decreto-legge rappresenta per noi un'opportunità di crescita e di rilancio dell'economia. Prima di concludere, Presidente, in termini di crescita vorrei ricordare la bella vittoria dell'assegnazione delle Olimpiadi 2026 a Milano-Cortina. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È il risultato del grande lavoro fatto da chi a questo obiettivo ha sempre creduto. Le amministrazioni regionali di Veneto e Lombardia, guidate da Zaia e Fontana, hanno ricevuto il giusto riconoscimento del grande lavoro svolto e per averci creduto fino in fondo. I complimenti vanno anche ai due sindaci delle città Ghedina e Sala per aver condiviso sforzi e entusiasmo, ma fondamentale è stato il contributo di Giancarlo Giorgetti nell'essere riuscito a coinvolgere il Governo in questa meravigliosa avventura, che ha permesso di gridare alla vittoria tutta l'Italia, che da questo evento può trovare lo spunto e l'entusiasmo per far ripartire tutto il Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non posso che manifestare tutta la mia gioia per la grande opportunità che questo evento può dare al nostro Paese. Le manifestazioni sportive di respiro internazionale sono una possibilità di sviluppo e di crescita per il Paese se pensate e pianificate come opportunità di costruzione e potenziamento di infrastrutture rimpiegabili e riqualificabili ad uso civile quotidiano. È stata proprio questa la marcia in più che ha reso possibile la vittoria del nostro Paese. Non si tratta, dunque, soltanto di un evento che porta ancora una volta lustro e prestigio all'Italia, ma anche di una possibilità di sviluppo di un piano sostenibile che accrescerà l'occupazione e i consumi, non soltanto fino alla realizzazione dell'evento lasciando buoni frutti usufruibili e tangibili a tutti i cittadini. Concludo sottolineando l'attenzione che la Lega ha nei confronti dei cittadini e delle imprese. Il provvedimento ne è la prova perché ci permetterà di raggiungere l'obiettivo di andare incontro alle esigenze degli italiani e delle nostre imprese, nella speranza che si possa ricreare un rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az . Congratulazioni) . PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, continuo a manifestare disagio nell'intervenire in Aula su provvedimenti che non riusciamo a trattare e approfondire in Commissione. Questo è un provvedimento, Presidente, che è stato pensato dal Governo ad aprile, è in vigore da maggio e arriva in Aula senza relatori: è un fatto che non trova alcuna spiegazione, alcuna logica procedurale e neanche di buon senso. Continuo a sorprendermi da neoeletto: avverto questo rito stanco di lamentarsi di cose scontate. È un provvedimento che stiamo discutendo qui in Aula, ma non nei suoi contenuti. Alcuni interventi ne magnificano i risultati, ma il titolo ci lascia assolutamente perplessi, increduli. Il decreto-legge è definito «crescita», ma non lo definirebbe così neanche il dizionario dei sinonimi e dei contrari, posto che la stessa maggioranza ha elaborato un Documento di economia e finanza, con cui attribuisce al provvedimento in esame, in congiuntura con il decreto sblocca cantieri (non da solo), lo 0,1 per cento di crescita. Quindi, Presidente, mi perdoni, ma credo che chiamarlo «crescita» sia una sorta di appropriazione indebita di un termine che userei per altri e ben più motivati provvedimenti. E Dio solo sa se avevamo bisogno di un provvedimento veramente di crescita e che mettesse veramente mano ai fondamentali della nostra economia secondo un disegno condiviso. Vorrei dire una cosa sui mini-BOT, essendomi occupato di economia praticamente sempre, anche se - sia chiaro - a bassissimi livelli (non mi iscrivo alla categoria dei fenomeni; sono altri i fenomeni qui). Sembra una follia e sembra assurdo, ma dal mio punto di vista l'idea dei mini-BOT, nella sua straordinaria semplicità, è più intelligente, perché almeno, qualora attuata, rimetterebbe in circolo un po' di denaro, un po' di liquidità e di presunta o reale ricchezza. Gran parte della moneta che circola è moneta elettronica, quindi è moneta finta. Pertanto, nella sua assurdità, per come è proposta, lanciata e pensata, l'idea dei mini-BOT comunque ha un senso. Racconta una storia e dice: rimettiamo in tasca degli italiani un po' di denaro con riferimento ai debiti della pubblica amministrazione non pagati e ai crediti che le imprese aspettano di incassare dalla pubblica amministrazione e che tardano a essere incassati. Ma non c'è niente in questo provvedimento che riguarda questo aspetto. C'è un mix , un minestrone, un pot-pourri di cose: sembra quasi che qualcuno la mattina dopo il caffè al bar passa a Palazzo Chigi e dice «c'è bisogno di questo o di quello»; poi c'è qualche buon segretario che prende nota, mette giù qualcosa e magari ogni dieci o quindici giorni al Consiglio dei ministri arriva la lista della spesa e mettono in piedi un provvedimento. Scusate, è proprio quello che accade in questo provvedimento. La scorsa settimana abbiamo discusso del decreto Calabria ed è successa la stessa cosa: