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ZANDA (PD) . Signor Presidente, ho chiesto la parola perché c'è stata un'affermazione del senatore Bagnai che mi ha particolarmente colpito. Il senatore Bagnai è intervenuto in risposta a un intervento del senatore Di Nicola, che lo aveva in qualche modo chiamato in causa, ma, nel suo intervento, riferendosi alla professione di Di Nicola, il collega Bagnai ha parlato in generale della categoria dei giornalisti come propagatori di notizie false. Il senatore Bagnai è Presidente di Commissione ed è anche un docente universitario. Ebbene, credo che dovremmo stare attenti, soprattutto nell'Aula del Senato, in Parlamento, a non fare mai affermazioni generali di questo tipo. Personalmente non direi mai dei professori universitari che sono tutti ignoranti. Forse qualcuno ce n'è, ma non sono certamente tutti. Non direi mai così di nessuna categoria, e penso che non lo si debba dire nemmeno della stampa libera italiana. Ci sarà certamente qualche giornalista che diffonde notizie false, ma la frase che i giornalisti sono propalatori di notizie false - mi scuserà il senatore Bagnai - veramente non è degna di lui. (Il senatore Bagnai fa cenno di voler intervenire) . PRESIDENTE. Senatore, forse non è il caso di replicare. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Presidente, se mi permettesse di precisare, gliene sarei grato, ma forse non è necessario. Valuti lei. Dato che è stato censurato il mio comportamento dal senatore Zanda, vorrei intervenire per fatto personale. PRESIDENTE. Prego, ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intanto ringrazio il collega Zanda che dimostra interesse per la precisazione che intendo fare. Io ho fatto un riferimento specifico all'intervento del collega che mi ha preceduto, che ha dimostrato, attraverso la sua testimonianza, come ci fosse un modus operandi di una importante agenzia di stampa che non rettificava. Rinvio, per motivare la mia affermazione, a quanto ho scritto nel mio blog , in un articolo dal titolo «Come arricchirsi rapidamente e senza sforzo», dove documento per tabulas tutta una serie di circostanze in cui affermazioni da me fatte sono state distorte o da me non fatte mi sono state attribuite. Naturalmente, il titolo non ha nulla a che vedere con il contenuto dell'articolo da me scritto, esattamente come titoli di giornale quasi mai hanno a che vedere con il contenuto del testo. Mi dispiace se ho urtato la sensibilità del senatore Zanda; prometto di stare più attento in futuro, ma, vede, non era mia intenzione ledere la dignità né del mio ruolo, né di questo luogo. Forse dovremmo tutti esercitare la massima attenzione nel valutare le dimensioni del fenomeno della propalazione di notizie false che - come già ho avuto modo di dire in quest'Aula al presidente Conte, che ha tenuto delle mie parole il conto che ha ritenuto e, cioè, zero - trova nella stampa ufficiale un veicolo particolarmente potente e una diffusione particolarmente pervasiva. Lei sa, senatore Zanda, che oggi non sono qui perché sono Bagnai, presidente della Commissione bilancio del Senato, secondo «Il Sole 24 ORE». Se avessi trenta minuti, le potrei fare trenta minuti di esempi personali o meno di notizie di questo tipo. Questa è la barbarie; questo è il degrado della democrazia che non dipende solo da noi, ma anche da come le notizie vengono veicolate ai cittadini, (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Essendosi concluso l'esame degli argomenti previsti dal calendario dei lavori, la seduta di domani, giovedì 26 ottobre, non avrà luogo. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 8 ottobre 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 8 ottobre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 17,32) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1111 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1123 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1136 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1139 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno dì legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1137 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 964 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, premesso che: dal testo della Relazione alla legge di ratifica dell'Accordo del 1957 si rileva che lo Stato italiano, oltre all'onere di mantenimento della sede del Centro, si è impegnato a fornire allo stesso il personale amministrativo con onere a carico dello Stato italiano e contributo dello stesso Centro di pari importo; tale provvedimento costituisce l'attuazione di impegni assunti dai precedenti Esecutivi a livello internazionale; le contribuzioni al Centro provengono dal Ministero degli affari esteri, a cui si sono aggiunte, a partire dal 2002, quelle provenienti dal Ministero dei beni culturali e ambientali, a valere sul capitolo di spesa n. 3670; dall'esame delle contribuzioni che pervengono al Centro, si rileva che, nel 2016 (ultimo dato pubblicato sul sito del Centro), l'Italia, oltre alla contribuzione obbligatoria pari ad euro 167.060, ha contribuito volontariamente con ulteriori euro 133.177; per l'anno 2019, inoltre, il Ministero dei beni culturali e ambientali corrisponderà un contributo di euro 133.226,53; inoltre, sempre in base all'Accordo del 1957, l'Italia si è impegnata a fornire gratuitamente a favore del Centro le prestazioni dell'istituto Nazionale del Restauro, appurato che la quantificazione del costo del lavoro, pari a euro 6,2 milioni, si riferisce all'intero biennio 2018-2019. Preso atto del recepimento da parte della Commissione affari esteri della condizione posta dalla Commissione bilancio, al fine di assicurare una corretta programmazione dell'impiego delle risorse finanziarie, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo.