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g utilizzare reti e altri attrezzi per la pesca professionale fuori dall'ambito della regione o provincia autonoma di rilascio della licenza, senza la relativa autorizzazione scritta all'esercizio professionale della regione o della provincia autonoma dove effettivamente si svolge l'attività di pesca; h trasportare, stabulare, commercializzare, cedere a qualsiasi titolo o conservare in aree private pesce vivo, da parte di privati, consorzi o associazioni, se non espressamente autorizzati dall'organo di sanità veterinaria e amministrativo competente per territorio; non sono compresi in questo ambito di applicazione i pesci vivi considerati pesci ornamentali e gli animali da acquario detenuti da privati, di cui sono disciplinate le modalità di detenzione, commercio e allevamento in qualità di animali da compagnia, laddove per animale da compagnia si intende ogni animale tenuto, o destinato a esserlo, dall'uomo, per compagnia o affezione, senza fini produttivi o alimentari. 3 Le regioni, ove non già previsto, possono adottare opportuni provvedimenti ai fini dell'integrazione dei divieti previsti dal comma 2. 4 Sono altresì vietati la raccolta, la detenzione, il trasporto e il commercio degli animali storditi o uccisi in violazione dei divieti di cui al comma 2. 5 Salvo che il fatto costituisca più grave reato e fatta salva l'applicazione delle fattispecie di cui alla legge 22 maggio 2015, n. 68, in materia di delitti contro l'ambiente, chiunque viola i divieti di cui ai commi 2 e 4 è punito con l'arresto da sei mesi a tre anni e con l'ammenda da 5.000 a 15.000 euro. 6 Ove colui che viola i divieti di cui ai commi 2 e 4 sia in possesso di una licenza di pesca professionale, si applicano, oltre alle pene previste dal comma 5, anche la sospensione della suddetta licenza di pesca professionale per sei mesi e per tre anni, rispettivamente, e la sospensione dell'esercizio commerciale da cinque a dieci giorni. 7 Per le violazioni di cui al comma 2 e al comma 4, gli agenti accertatori procedono all'immediata confisca del prodotto pescato e degli strumenti e attrezzi utilizzati, nonché al sequestro e alla confisca dei natanti e dei mezzi di trasporto e di conservazione del pescato, anche se di terzi e anche se non utilizzati unicamente a tali fini. Il materiale ittico sequestrato ancora vivo e vitale è reimmesso immediatamente nei corsi d'acqua. Delle reimmissioni effettuate è data certificazione in apposito verbale. 8 Qualora le violazioni di cui ai commi 2 e 4 siano reiterate e qualora il trasgressore le commetta durante il periodo di sospensione della licenza di pesca professionale e dell'esercizio commerciale, le pene e le sanzioni amministrative sono raddoppiate. Il periodo di sospensione delle licenze, per le violazioni reiterate di cui al comma 2, è raddoppiato mentre per quelle di cui al comma 4 la licenza di pesca è revocata definitivamente. Le disposizioni del presente comma si applicano anche nel caso di pagamento della sanzione amministrativa in misura ridotta. Le disposizioni del presente comma si applicano anche nel caso di sentenza anche non definitiva emessa ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale. 9 Per le violazioni di cui al presente articolo, ferma restando l'applicazione delle pene pecuniarie, il trasgressore corrisponde all'ente territoriale competente per la gestione delle acque una somma pari a 20 euro per ciascun capo pescato in violazione del presente articolo per il ristoro delle spese relative all'adozione delle necessarie misure di ripopolamento delle acque. Tale somma è raddoppiata nel caso in cui il pescato risulti privo di vita. 10 La vigilanza sull'applicazione del presente articolo è affidata al Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell'Arma dei carabinieri nonché agli agenti e ufficiali delle polizie locali degli enti di area vasta, alle guardie ittiche volontarie dipendenti da associazioni, federazioni sportive ed altri enti che hanno interesse nella tutela, salvaguardia e protezione degli ambienti acquatici, nonché a tutti i Corpi di polizia giudiziaria dello Stato ai quali è riconosciuta, ai sensi della legislazione vigente, la qualifica di agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. 11 Qualsiasi persona in esercizio o in attitudine di pesca è tenuta a esibire a semplice richiesta dei soggetti preposti alla vigilanza ittica di cui al comma 10, sia con controlli dalla riva sia con controlli tramite l'impiego di natanti, la licenza di pesca, un documento di riconoscimento munito di fotografia, la fauna ittica catturata o raccolta, nonché i documenti relativi ai natanti e ai mezzi di trasporto utilizzati per l'esercizio della pesca. 12 Ferme restando le disposizioni vigenti in materia di vigilanza e controllo delle acque interne, ai fini dell'applicazione delle sanzioni previste dal presente articolo, il rapporto di cui all'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è presentato all'ufficio regionale competente. 13 Le regioni a statuto ordinario e speciale, nonché le province autonome di Trento e di Bolzano, ove necessario, adeguano i propri ordinamenti alle disposizioni del presente articolo. Al fine di assicurare una maggiore vigilanza e un quotidiano controllo delle acque interne pubbliche, le regioni valutano altresì l'opportunità di consentire alle associazioni di pesca sportiva e ricreativa riconosciute a livello nazionale o regionale la gestione in regime concessorio delle aree. 14 Le regioni a statuto ordinario e speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono agli adempimenti previsti dal presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 15 È istituito, nello stato di previsione del Ministero della difesa, il Fondo antibracconaggio ittico, con una dotazione iniziale di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, destinato a potenziare i controlli nelle acque interne da parte del Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell'Arma dei carabinieri. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 16 Con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di utilizzo del Fondo di cui al comma 15. Le regioni possono concorrere al finanziamento del Fondo nel limite delle disponibilità dei propri bilanci allo scopo finalizzate, secondo le modalità definite dal decreto di cui al primo periodo. V DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE 15 (Osservatorio nazionale sul bracconaggio) 1 Presso il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno è istituito, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'Osservatorio nazionale sul bracconaggio per la salvaguardia della fauna ittica delle acque interne italiane.