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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONE SPECIALE PER L'ESAME DEGLI ATTI URGENTI PRESENTATI DAL GOVERNO 19 CRIMI La seduta inizia alle ore 14,35. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE riferisce l'esito della riunione dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentati dei Gruppi parlamentari, appena conclusa. In vista della prossima costituzione delle Commissioni permanenti, si è convenuto di procedere esclusivamente con l'esame in sede consultiva degli atti del Governo n. 2 (Programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento SMD 04/2017) e n. 22 (Adeguamento normativa nazionale circa la protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali), già in fase di avanzata trattazione. Si è altresì concordato di avviare e concludere l'esame in sede referente del disegno di legge n. 345 (d-l 55/2018 - ulteriori misure urgenti eventi sismici agosto 2016). IN SEDE REFERENTE (435) D-l 55/2018 - ulteriori misure urgente eventi sismici agosto 2016 DDL 435 Conversione in legge del decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55, recante ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 (Esame e rinvio) Il relatore PATUANELLI ( M5S ) ricorda che il Consiglio dei Ministri del 29 maggio 2018, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell'economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti relative alla proroga delle misure di sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto 2016 e dalle successive scosse sismiche. Il provvedimento è stato trasmesso in prima lettura al Senato e assegnato alla Commissione speciale per l'esame degli atti urgenti presentati del Governo. Il decreto-legge deve essere convertito in legge entro il 28 luglio 2018. In particolare, il decreto-legge in esame disciplina la proroga e la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari e contributivi, la sospensione del pagamento del canone RAI e la sospensione del pagamento delle utenze nei confronti delle popolazioni del centro Italia colpite dal sisma verificatosi a decorrere dal 24 agosto 2016. Quanto al contenuto, riferisce che il provvedimento si compone di due soli articoli: l'articolo 1 (Proroga e sospensione termini in relazione ad adempimenti e versamenti tributari e contributivi, sospensione pagamento canone RAI) e l'articolo 2 che ne dispone l'entrata in vigore. Nello specifico, il primo comma dell'articolo 1, alla lettera a) , apporta modifiche all'articolo 48 del decreto-legge 189 del 2016 (che disciplina la sospensione dei termini di adempimenti fiscali e tributari in favore dei contribuenti interessati dagli eventi sismici), disponendo che la ripresa della riscossione dei tributi sospesi in favore dei soggetti diversi dai titolari di reddito di impresa, di lavoro autonomo, nonché degli esercenti attività agricole decorra dal 16 gennaio 2019, anziché dal 31 maggio 2018, con la contestuale rateizzazione del versamento delle somme oggetto di sospensione in 60 rate mensili di pari importo (invece delle 24 attualmente previste). Si aggiunge, altresì, la previsione in base alla quale l'insufficiente, tardivo o omesso pagamento di una o più rate comporta l'iscrizione a ruolo degli importi scaduti e non versati nonché delle relative sanzioni. Si dispone inoltre che in caso di ravvedimento del contribuente, non viene eseguita l'iscrizione a ruolo. La lettera b) del comma 1, inoltre, prevede la proroga della sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi di assicurazione, posticipando la data di inizio del rimborso dal mese di maggio 2018 al mese di gennaio 2019 e prevedendo, al contempo, la possibilità di estendere il periodo di rateizzazione dagli attuali 24 a 60 mesi. Il comma 2 proroga al 1° gennaio 2019 i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti di cui agli articoli 29 e 30 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 (ossia gli atti emessi dall'Agenzia delle entrate e dall'INPS). Le disposizioni contenute nei commi da 3 a 5 dispongono la sospensione del pagamento del canone RAI fino al 31 dicembre 2020 e la ripresa della riscossione - senza applicazione di sanzioni e interessi - dal 1° gennaio 2021. In particolare, l'ambito oggettivo per tale sospensione interessa complessivamente 140 Comuni terremotati, così come individuati dalla legislazione vigente. La norma in esame prevede, poi, il versamento delle somme - oggetto di temporanea sospensione - mediante una rateizzazione con le seguenti caratteristiche: fino a un massimo di ventiquattro rate mensili di pari importo; mancata applicazione di sanzioni e interessi; decorrenza dei versamenti dal 1° gennaio 2021. In caso di insufficiente, tardivo o omesso pagamento di una o più rate ovvero dell'unica rata, si prevede l'iscrizione a ruolo degli importi scaduti e non versati nonché, in tal caso, delle relative sanzioni e interessi, prevedendosi che la relativa cartella sia notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza dell'unica rata o del periodo di rateazione. L'iscrizione a ruolo non è invece eseguita se il contribuente si avvale dell'istituto del ravvedimento. In particolare, il comma 4 prevede che la ripresa dei versamenti del canone di abbonamento alla televisione ad uso privato previsto mediante addebito nella bolletta elettrica sia effettuata secondo le modalità stabilite dal precedente comma 3. Al riguardo, ritiene che andrebbero acquisiti chiarimenti in ordine alla disposizione recata dal comma 4, posto che il canone di abbonamento alla televisione ad uso privato, ivi indicato, risulta già ricompreso nell'ambito applicativo generale del Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, come convertito in legge, recante la Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni, di cui al comma 3, al fine di chiarire la portata effettiva della norma. Ricorda che la sospensione del pagamento del canone tv era già stata stabilita, in via generale, dal decreto ministeriale del 1° settembre 2016. Inoltre, con il decreto-legge n. 8 del 2017 (con l'articolo 11, comma 1, lettera f) , dello stesso) si era già disposto in merito alla ripresa dei versamenti del canone di abbonamento alla televisione ad uso privato, di cui all'articolo 1, comma 153, lettera c) della legge n. 208 del 2015, dettando la relativa normativa nell'articolo 48, comma 11- bis , del decreto-legge n. 189 del 2016, comma tuttora vigente, e che risulta non novellato dalla norma in esame. Il citato comma 11- bis ha previsto: