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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghi, il disegno di legge per la concorrenza ha una straordinaria rilevanza tra le riforme del PNRR, è una priorità e, nonostante la crisi di Governo, colpevolmente dettata da futili motivi, con il conseguente scioglimento delle Camere, lo stiamo completando. Portare a compimento l' iter di approvazione in terza lettura al Senato e, ancora di più, completare i decreti attuativi da parte del Governo ha un significato numerico: 21 miliardi. È per questo che è assolutamente importante che entro la fine dell'anno siano raggiunti tutti gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. È una priorità perché una concorrenza ben fatta aiuta il nostro Paese. Una concorrenza ben fatta vuol dire leale, tra pari, che non premia rendite di posizione dominante, ma permette invece di perseguire le finalità proprie del disegno di legge per la concorrenza: giustizia sociale, efficacia economica, qualità dei servizi, minori tariffe e, ancora, investimenti e più lavoro. Nell' iter di approvazione del provvedimento abbiamo apportato notevoli modifiche rispetto al testo approvato dal Consiglio dei ministri. Il Senato e la Camera hanno cercato con determinazione di calare quelle norme nella realtà imprenditoriale, nella realtà degli enti locali italiani, cercando di bilanciare i principi sacrosanti della concorrenza con gli effetti concreti che avrebbero avuto su settori strategici per l'Italia. Il primo fra tutti questi settori strategici è proprio quello energetico, ma anche altri servizi come quelli sono stati ridefiniti ed emendati per avere come obiettivo l'utilità e la tutela sociale. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro del vice ministro Pichetto Fratin e alla sua capacità di ascolto e di composizione. Non abbiamo ceduto alle pressioni dei gruppi organizzati, ma abbiamo ascoltato le loro proposte, quando erano costruttive, e lo stesso ottimo lavoro lo stava compiendo la ministra Bellanova sull'articolo 10, per quanto riguarda il trasporto dei taxi e degli NCC, una mediazione che avrebbe reso simmetriche le condizioni e possibile la concorrenza tra pari e che sarebbe stata molto positiva, se solo l'azione di questo Governo non fosse stata interrotta da alcuni politici che soffrono di strabismo, perché hanno visto eccessivamente ingrandite le priorità dei loro personali interessi rispetto a quelli del Paese. In questo disegno di legge per il mercato e la concorrenza, c'è una priorità che è davvero la prima in questo momento per il Paese, quella energetica. È per questo che la nostra attenzione sul rinnovo delle concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche è stata particolarmente forte. Stiamo vivendo una grandissima crisi energetica, che ha impatti sul caro energia. Il Governo Draghi, fino ad oggi, ha messo a terra 33 miliardi e si è impegnato a varare il prossimo decreto aiuti con ulteriori 14 miliardi di crediti di imposta per le aziende energivore e gasivore, l'autotrasporto, i bonus energia, le famiglie e l'abolizione degli oneri generali di sistema. Tutto questo, però, ha un impatto molto pesante sui nostri conti e sulla situazione macroeconomica italiana. Già il Documento di economia e finanza di aprile misurava il caro energia in un punto percentuale in meno di PIL. È vero che il nostro PIL oggi è ottimo grazie alla spinta del Piano nazionale di ripresa e resilienza e alla fiducia che questo Governo aveva generato nel tessuto imprenditoriale e negli investitori. Tuttavia, se il caro energia dovesse perdurare e, ancora di più, se avessimo problemi di ammanchi di quantità energetica, il nostro PIL potrebbe cadere drasticamente di oltre 2 punti percentuali. Questa è la ragione per la quale abbiamo ascoltato le preoccupazioni di chi riteneva l'idroelettrico un asset strategico per l'Italia, un asset importantissimo per raggiungere quell'indipendenza energetica di cui il Paese ha tanto bisogno. Abbiamo così approvato vari emendamenti, perché siamo consapevoli che dev'essere maggiormente valorizzato l'idroelettrico, che già oggi genera il 20 per cento dell'energia prodotta in Italia e il 40 per cento, se guardiamo solo alle fonti rinnovabili. Ha una filiera italiana delle componenti, contrariamente, ad esempio, all'eolico o al solare, che hanno componenti di approvvigionamento estere; inoltre, salve l'attuale siccità, non soffre il problema dell'intermittenza, come invece accade per il vento e per il sole. Per questo come Italia Viva abbiamo voluto e appoggiato l'inserimento della normativa sul golden power , in modo tale che il Governo potesse monitorare che, all'esito delle procedure di affidamento, fosse sempre al primo posto la tutela di questo asset strategico per l'Italia. Abbiamo voluto che per le riassegnazioni fosse privilegiata la procedura del partenariato pubblico-privato, perché permetteva maggiore innovazione, maggiore sostenibilità e maggiori investimenti anche nel rispetto dell'ambiente. Abbiamo guardato poi al dato di realtà e abbiamo flessibilizzato le date per le scadenze per il rinnovo delle concessioni. Molte Regioni in Italia non avevano ancora rinnovato le loro normative e abbiamo dato maggiore tempo affinché fossero completate le discipline regionali e per espletare le gare di riassegnazione (tre anni a partire da agosto 2022). Non è tutto. Sono particolarmente contenta anche per le norme che sono state scritte per l'autonomia speciale, che ha ovviamente molte grandi derivazioni idroelettriche; trattandosi di un territorio montano, in esso si genera molta parte dell'energia del Paese, regolando il funzionamento delle proprie centrali e delle riassegnazioni con lo Statuto speciale. Modificando lo Statuto speciale, abbiamo allineato le date di scadenza con quelle nazionali: del resto, sarebbe stata una concorrenza molto sbilanciata, se solo un piccolo territorio fosse andato a gara prima. Abbiamo esteso il golden power ; abbiamo fatto in modo che, ove si decidesse di prorogare in avanti le gare nazionali, in automatico venissero estese e prorogate anche quelle delle Province autonome. Abbiamo fatto poi una cosa che normalmente nei decreti concorrenza non si fa perché, trattandosi di una normativa europea, la concorrenza si applica in automatico anche nei territori speciali. Eppure, abbiamo voluto inserire la clausola di salvaguardia, per ribadire che le modalità di riassegnazione sono, ancora una volta, regolate dallo Statuto speciale. Sono stati passi decisivi e devo ringraziare i colleghi del Gruppo SVP per l'ottimo lavoro che come Italia Viva abbiamo fatto insieme. La tutela dell'energia prodotta nei territori delle Regioni a Statuto speciale non va ovviamente a beneficio delle autonomie, ma di tutta l'Italia. Siamo consapevoli dell'importanza strategica di questo provvedimento e anche del momento delicatissimo in cui la sua approvazione definitiva si colloca: ancora di più e con ancora più convinzione, a nome mio e di tutto il Gruppo, annuncio il voto favorevole su questo disegno di legge. (Applausi) . IANNONE (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) .