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L'OMS ha pubblicato una serie di documenti contenenti procedure per la segnalazione dei casi, per la loro gestione clinica, la protezione degli operatori, i test di laboratorio, la gestione dei contatti e, più in generale, la sorveglianza della situazione sul piano epidemiologico. Nel report del 28 gennaio scorso, l'OMS ha anche annunciato la creazione di una banca dati globale sul coronavirus, dove i Paesi potranno inserire dati sui casi clinici per favorirne la condivisione, ai fini della conoscenza e dello studio. Premesso che la valutazione del rischio è ancora in atto, l'ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), alla data del 26 gennaio 2020, ritiene che: il potenziale impatto dell'epidemia da coronavirus è elevato; è probabile una ulteriore diffusione di natura globale; esiste attualmente una moderata probabilità di infezione per i viaggiatori che visitano Wuhan; esiste un'elevata probabilità di importazione di casi in Paesi con il maggior volume di persone che viaggiano da e verso Wuhan; esiste una moderata probabilità di rilevare casi importati nei Paesi dell'Unione europea; l'adesione ad adeguate pratiche di prevenzione e controlli nelle infezioni, in particolare nelle strutture sanitarie dei Paesi europei, con collegamenti diretti con la Cina, fa sì che la probabilità di insorgenza di casi secondari a partire da un caso identificato nell'Unione europea è bassa. L'ECDC - come comunicato in un documento del 28 gennaio scorso - valuta che l'occorrenza di un singolo caso di trasmissione interumana locale, avvenuta in Germania, da una cittadina cinese - a sua volta infettata presumibilmente da genitori residenti a Wuhan - a un cittadino tedesco, non sia sufficiente a cambiare il livello di rischio generale sopra descritto. Sebbene, come evidenziato, l'Organizzazione mondiale della sanità non abbia, ad oggi, dichiarato questa epidemia un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, l'Italia ha immediatamente attivato misure significative di prevenzione. Secondo quanto evidenziato dalla comunicazione della DG Sante di Bruxelles del 21 gennaio 2020, dei tre Paesi europei che avevano voli diretti da Wuhan, solo l'Italia ha implementato, prima della sospensione dei voli, controlli aeroportuali per i cittadini provenienti dalle zone sedi di focolaio. È stato dunque riconosciuto, a livello internazionale, che il nostro Paese, ispirandosi al principio di precauzione, ha immediatamente pianificato e implementato accurate misure di controllo: misurazione della temperatura corporea, identificazione e isolamento dei malati, procedure per il rintraccio e la quarantena dei contatti stretti che, unitamente a un efficiente sistema di sorveglianza epidemiologico e microbiologico, possano garantire il rapido contenimento di eventuali casi. Più nel dettaglio, osservo che l'Italia aveva tre voli diretti verso Wuhan, ora sospesi, e numerosi collegamenti con altre città della Cina. Attualmente, i voli in arrivo in Italia sono 34 su Fiumicino e 25 su Malpensa. Come previsto dal Regolamento sanitario internazionale, presso i due aeroporti è in vigore una procedura sanitaria, gestita dagli uffici periferici del Ministero della salute, uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, servizi di assistenza sanitaria ai naviganti. Tali uffici sono deputati ai controlli sanitari nei riguardi dei passeggeri e delle merci che transitano attraverso i punti di ingresso transfrontalieri e a erogare l'assistenza sanitaria al personale in navigazione marittima o imbarcato e al personale in navigazione aerea. La procedura adottata serve per verificare l'eventuale presenza a bordo degli aeromobili provenienti dalla Cina di casi sospetti sintomatici e il loro eventuale trasferimento in biocontenimento agli istituti specializzati. La procedura è stata implementata e resa ancora più severa con il progredire della situazione epidemiologica in Cina. Essa comprende la verifica dello stato di salute durante il volo, attraverso richiesta formale al comandante, e il rilascio della health declaration ; è previsto il passaggio sotto scanner termografici, con sistemi di allerta ove la temperatura superi i 37 gradi, installati presso un apposito spazio denominato canale sanitario; la misura è stata estesa a tutti i voli provenienti dalla Cina e prevede, in alternativa, per voli senza segnalazione preventiva di casi sospetti, la verifica della temperatura a bordo da parte del nostro personale sanitario, prima dello sbarco. Si segnala che il canale sanitario è dotato anche di spazi per approfondimenti, visite, e sosta temporanea del caso sospetto eventualmente identificato, fino al suo trasferimento presso un ospedale specializzato. Ove sia presente un caso sospetto a bordo, per i contatti stretti è attivata la sorveglianza sanitaria per l'eventuale attuazione della quarantena e dell'isolamento. La predetta procedura è attiva su tutti i voli provenienti dalla Cina. Nei giorni precedenti al 23 gennaio, era stata comunque rafforzata la sorveglianza dei passeggeri dei voli diretti da Wuhan, con verifica dello stato di salute durante il volo, tramite richiesta ufficiale al comandante dell'equipaggio e rilascio della health declaration . È stata diramata dall'Ente nazionale di assistenza al volo, d'intesa con l'Ente nazionale per l'aviazione civile, un'istruzione con la quale si fa obbligo a tutti i voli privati provenienti dalla Cina di atterrare esclusivamente sugli aeroporti sanitari di Fiumicino e di Malpensa. Al fine di consentire un eventuale recupero dei contatti per sottoporli ad accertamenti vengono raccolte, dal 23 di gennaio, su tutti i voli sottoposti a controllo, schede con informazioni sui passeggeri, la loro destinazione e i riferimenti che vengono acquisiti per tutto il tempo della potenziale incubazione agli atti dell'USMAF. È in corso un lavoro di ricostruzione dei movimenti dei passeggeri provenienti dall'area a rischio nei giorni precedenti tale data anche in contatto con le autorità sanitarie degli altri Paesi interessati. Ai passeggeri sbarcanti viene anche fornito un volantino trilingue - italiano, inglese e cinese - che indica le modalità per contattare il Servizio sanitario nazionale attraverso il numero telefonico del Ministero della salute 1500. È attivo un monitoraggio dello stato di salute di tali passeggeri, attraverso contatti telefonici. Già il 10 gennaio, prima di conoscere l'agente eziologico dell'infezione, è stato predisposto materiale informativo anche in cinese, che è stato affisso negli aeroporti per informare i viaggiatori internazionali. Il materiale è naturalmente in costante aggiornamento. È stata effettuata una ricognizione delle scorte di dispositivi di protezione individuale nei vari punti di entrata, porti e aeroporti, ed è in corso una ricognizione della disponibilità generale del Paese di questi dispositivi. Vengono pubblicati regolarmente sul portale del Ministero della salute gli aggiornamenti inerenti all'evento e sono state predisposte e pubblicate e vengono costantemente aggiornate le domande e risposte più frequenti relative all'evento epidemico.