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Ulteriori disposizioni riguardano le politiche di coesione territoriale. Al riguardo, l'articolo 241 autorizza per gli anni 2020 e 2021, a partire dal 1° febbraio 2020, l'utilizzo in via eccezionale delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) rinvenienti dai cicli programmatori 2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020 per qualsiasi tipologia di intervento connesso a fronteggiare l'emergenza sanitaria, economica e sociale conseguente alla pandemia, in coerenza con la riprogrammazione che, per le stesse finalità, le amministrazioni nazionali, regionali o locali operano nell'ambito dei Programmi operativi dei Fondi strutturali e di investimento europei (SIE) ai sensi del regolamento (UE) 2020/460 del 30 marzo 2020, che riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all'epidemia, e del regolamento (UE) 2020/558 del 23 aprile 2020, recante misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell'impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all'epidemia di Covid-19. L'articolo 242 autorizza le Autorità di gestione di Programmi Operativi 2014-2020, attuativi dei fondi strutturali europei, a richiedere l'applicazione del tasso di cofinanziamento fino al 100 per cento a carico dei fondi europei per le spese dichiarate nelle domande di pagamento nel periodo decorrente dal 1°luglio 2020 fino al 30 giugno 2021, anche a valere sulle spese emergenziali anticipate a carico dello Stato destinate a contrastare e mitigare gli effetti sanitari, economici e sociali generati dall'epidemia Covid-19, così come previsto dal citato regolamento (UE) 2020/558. L'articolo 246 consente alle Regioni interessate dalla misura di concedere ulteriori contributi per le suddette finalità, attraverso le risorse dei propri Programmi Operativi FERS e FSE, in attuazione della nuova disciplina dei Fondi strutturali e di investimento europei introdotta dal citato regolamento (UE) 2020/558. La Relatrice, quindi, considerato che le misure illustrate sembrano tutte prevedere il rispetto della pertinente normativa dell'Unione europea, propone di esprimere un parere non ostativo. La senatrice BONINO ( Misto-PEcEB ) preannuncia il suo voto di astensione, evidenziando perplessità in merito alla destinazione di soli di 12 miliardi di euro al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese, a fronte di una necessità di circa il doppio, e alle connesse problematiche applicative sulla scelta dei soggetti beneficiari rispetto a quelli che saranno esclusi. Ritiene inoltre oltremodo complesso un decreto di tale portata, che prevede almeno un centinaio di decreti attuativi. Esprime, inoltre, perplessità per l'attribuzione del buono mobilità ai comuni interessati da procedure di infrazione e ribadisce la necessità di approfittare il più possibile della possibilità di destinare fondi strutturali e d'investimento europei a totale copertura, senza bisogno di cofinanziamento nazionale, ai sensi della comunicazione della Commissione europea. In merito ai debiti della pubblica amministrazione, la senatrice GIANNUZZI precisa che 4 miliardi sono destinati alle ASL. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) illustra il parere alternativo presentato dai senatori del Gruppo Lega, di tenore contrario, pubblicato in allegato al resoconto di seduta, e ritiene che le risorse destinate ai numerosi interventi avrebbero dovuto essere concentrate a favore di chi realmente ne ha bisogno, e in particolare delle piccole e medie imprese, per introdurre una flat tax e congelare il prelievo fiscale fino alla fine dell'anno. Replica la relatrice GIANNUZZI ( M5S ) per evidenziare che più della metà dei 55 miliardi è dedicata alla spinta propulsiva, a partire dalla sanità con un totale di 7 miliardi di euro, le cui carenze hanno contribuito a mantenere ferma l'economia. Ricorda inoltre che alle imprese sono destinati circa 15 miliardi di euro, in varie forme, e che la detrazione del 110 per cento, che coniuga insieme la crescita economica e la sostenibilità ambientale, ammonterà a circa 6 miliardi di euro, con ricadute fino a 21 miliardi. Infine, una buona parte di risorse è destinata, in diverse forme, agli individui, con conseguenze positive sul livello della domanda aggregata. La senatrice FEDELI ( PD ) preannuncia il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) invita alla cautela chi esprime entusiasmo sul provvedimento, poiché si tratta in realtà di un insieme insufficiente di misure, nei confronti di una realtà che vedrà un crollo del PIL di almeno il 10 per cento e la necessità di mettere in campo circa 200 miliardi di euro. Inoltre, le risorse del decreto arriveranno a destinazione con estremo ritardo rispetto all'iniziale prospettiva di entrata in vigore nello scorso mese di aprile e tale ritardo costerà in termini di efficacia e di quantità di risorse necessarie. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone in votazione lo schema di parere presentato dalla relatrice, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. Conseguentemente, il parere alternativo proposto dai Senatori dal Gruppo Lega non è posto in votazione. La seduta termina alle ore 15,20. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1874 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1874 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, recante misure urgenti connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19, in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali, considerato che le misure previste riguardano 11 settori: misure a sostegno del lavoro; misure fiscali; misure finanziarie; sanità e politiche sociali; protezione civile e difesa; regioni, enti locali e coesione territoriale; pubblica amministrazione e giustizia; scuola, università e ricerca; cultura, spettacolo e sport; infrastrutture, trasporti e comunicazioni; agricoltura e immigrazione; considerati, in particolare, gli articoli di maggiore attinenza alle competenze della Commissione; valutata la conformità di tali articoli all'ordinamento dell'Unione europea e in particolare alla normativa in materia di aiuti di Stato alle imprese, alla luce della crisi derivante dalla pandemia da Covid-19 e alle misure adottate dall'Unione europea tra cui il Temporary Framework sugli aiuti di Stato nell'emergenza da Covid-19, di cui alla comunicazione della Commissione europea C(2020) 1863, del 19 marzo 2020 (come modificata il 3 aprile e l'8 maggio 2020), e lo strumento europeo SURE di sostegno all'occupazione, di cui al regolamento (UE) 2020/672, del 19 maggio 2020, esprime per quanto di competenza parere non ostativo.