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In particolare, l'interrogante ha presentato in data 18 ottobre 2018 il disegno di legge A.S. 876, volto a portare a termine l'intento perequativo. Alla data attuale, nonostante sollecitazioni costanti alle strutture di competenza, risulta impossibile il prosieguo dell' iter parlamentare a causa della mancanza di un aggiornamento numerico dei beneficiari della prospettata equiparazione; al Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, in qualità di detentore della graduatoria unica nazionale, cui confluiscono i dati delle diverse amministrazioni coinvolte nei riconoscimenti di status (Ministero della difesa, Ministero della giustizia, Dipartimento dei Vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile dello stesso Ministero) sono state formulate dall'Associazione vittime del dovere richieste di stima dei beneficiari attuali e futuri, essendo la precedente quantificazione ormai datata; le reiterate istanze sono rimaste prive di riscontro, nonostante tra gli obiettivi di programmazione del Ministero dell'interno (legge di bilancio per il 2018) ne risulti uno volto ad assicurare una migliore gestione dei procedimenti volti al riconoscimento dello status di vittime del dovere anche attraverso uno studio di fattibilità di un progetto di informatizzazione delle procedure, con una previsione di completamento nel 2020; nonostante la legge di bilancio per il 2019 e la legge di bilancio per il 2020 prevedano il completamento dell'obiettivo, ad oggi non risulta essere operante un registro unico informatizzato contenente i dati specifici di coloro che beneficiano all'attualità dell'equiparazione normativa, permanendo elenchi singoli e non sovrapponibili tra varie amministrazioni, e si nutre il timore che l'ufficio del Ministero dell'interno preposto alla gestione delle pratiche sia gravemente sotto organico; l'assenza di un database unificato e la carenza di personale comporta eccessivi ritardi nel riconoscimento dei diritti derivanti alle vittime del dovere, causando un danno alle vittime che, in attesa del decreto di status , a sua volta in sospeso fino all'assegnazione di fondi sul relativo capitolo di spesa, non possono usufruire dei benefici, seppur di natura non economica e non gravanti sul medesimo capitolo; ancora più grave danno si riversa poi sull'erario a seguito dei numerosi contenziosi attivati per il riconoscimento o l'adeguamento dei benefici spettanti secondo la normativa alle vittime, ma non corrisposti o corrisposti in maniera difforme; considerato che: dalla situazione, nonostante si siano succedute negli ultimi anni numerosi atti di sindacato ispettivo sul tema, emerge una vacuità delle misure adottate per la gestione delle pratiche inerenti alle vittime del dovere e dell'impegno alla progressiva equiparazione tra vittime qualificate; emerge l'esigenza che venga posta fine all'ingiustificata diversificazione tra categorie di vittime e che vengano poste in essere azioni concrete e fattive in tal senso, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto evidenziato; se non ritenga opportuno avviare ulteriori azioni per realizzare tempestivamente un sistema informatizzato unificato, anche attraverso l'ausilio del tavolo tecnico per il coordinamento amministrativo per la raccolta e condivisione dei dati necessari; se non ritenga necessario che vengano accertate le responsabilità per questo ingiustificato modus operandi che umilia i familiari delle vittime e danneggia gravemente l'erario; se non consideri urgente predisporre approfondimenti delle stime fornite nella relazione del tavolo tecnico, al fine di verificarne la congruità e rimodulare eventualmente le previsioni di spesa, anche allo scopo di garantire un'azione di tutela, quanto più coerente ed efficace. Atto n. 4-06858 LANNUTTI MORRA ANGRISANI ABATE GIANNUZZI Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: con una nota per la stampa del 15 marzo 2022 l'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ha comunicato una revisione straordinaria della serie dei dati in valore dell' import di gas naturale allo stato gassoso per il periodo luglio-dicembre 2021. L'ISTAT attribuisce l'errore a "problemi tecnici in fase di elaborazione. In particolare, il malfunzionamento di alcune procedure di controllo e correzione degli outlier ha determinato una sottostima dei dati"; con successivo comunicato del 24 marzo 2022 l'ISTAT ha reso noto che a seguito del processo di revisione dei dati di importazione in valore del gas naturale allo stato gassoso per i mesi da luglio a dicembre 2021 si rende necessaria anche una revisione del PIL e dell'indebitamento delle AP, comunicati il 1° marzo 2022. In attesa del rilascio dei dati corretti, che avverrà il 5 aprile 2022, l'ISTAT fa sapere che il PIL nominale dovrebbe ridursi di 0,3-0,4 punti decimali, mentre l'indebitamento netto non dovrebbe subire variazioni; considerato che: la sottovalutazione del valore dell' import del gas naturale allo stato gassoso da parte dell'ISTAT è stata di 394 milioni di euro a luglio, 552 milioni ad agosto, 607 milioni a settembre, 1,005 miliardi a ottobre, 1,516 miliardi a novembre, 2,085 miliardi a dicembre, per un totale di 6,159 miliardi di euro; l'errore non è rimasto circoscritto a una sola edizione dell'indagine, ma è stato reiterato per ben sei volte, ma era ben noto che nella seconda metà del 2021 ci fossero tensioni sui prezzi del mercato internazionale del gas naturale; in sede di contabilità nazionale, le procedure di bilanciamento tra domanda e offerta in fase di predisposizione dei conti nazionali per l'anno 2021, che sono stati diffusi lo scorso 1° marzo, avrebbero dovuto evidenziare un anomalo incremento del valore aggiunto delle imprese che operano nel mercato del gas; ritenuto, ad avviso degli interroganti, che: non appare del tutto plausibile che un processo di validazione dei dati di un'importante statistica sia affidato completamente ad asettiche procedure informatizzate, che escludono automaticamente valori ritenuti anomali, senza una valutazione ragionata dei risultati prodotti, soprattutto in un settore, come quello del gas naturale al quale, nel periodo in esame, doveva essere prestata la massima attenzione; la qualità della statistica ufficiale non può essere messa in discussione da gravi episodi derubricati a mero problema tecnico, senza alcuna assunzione di responsabilità, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo escluda la possibilità che gli asseriti problemi tecnici in fase di elaborazione abbiano causato nel tempo ulteriori errori anche in altri settori merceologici; se le procedure di controllo adottate in contabilità nazionale prima di diffondere le fondamentali statistiche sul PIL e l'indebitamento pubblico siano note e tracciabili; se ritenga sufficienti le spiegazioni fornite dall'Istituto nazionale di statistica, ovvero se ritenga utile disporre approfondimenti, anche al fine di accertare eventuali responsabilità dirigenziali di ordine metodologico, informatico o procedurale che hanno causato il grave errore commesso, anche al fine di evitare il ripetersi di siffatti disdicevoli accadimenti. Atto n. 4-06859 SANTANGELO LEONE TRENTACOSTE PISANI Giuseppe LOREFICE GIROTTO D'ANGELO CROATTI PAVANELLI PRESUTTO Al Ministro dell'interno Premesso che: