[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale degli artt. 2, comma 2, e 8, comma 3, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 18 marzo 2002, n. 6 (Norme sulle comunicazioni e provvidenze in materia di radiodiffusione) e degli artt. 2, commi 1 e 2, e 27 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 26 luglio 2002, n. 11 (Disposizioni in materia di tributi e disposizioni in connessione con l'assestamento del bilancio di previsione della Provincia di Bolzano per l'anno finanziario 2002 e per il triennio 2002-2004), promossi con ricorsi del Presidente del Consiglio dei ministri notificati il 7 giugno e il 4 ottobre 2002, depositati in cancelleria il 17 giugno e il 14 ottobre successivi ed iscritti ai nn. 42 e 70 del registro ricorsi 2002. Visti gli atti di costituzione della Provincia di Bolzano; udito nell'udienza pubblica dell'11 marzo 2003 il Giudice relatore Piero Alberto Capotosti; uditi l'Avvocato dello Stato Giorgio D'Amato per il Presidente del Consiglio dei ministri e gli avv. Roland Riz e Sergio Panunzio per la Provincia di Bolzano.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. — Il Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso notificato il 7 giugno 2002 e depositato il successivo 17 giugno, ha sollevato questione di legittimità costituzionale, in via principale, degli artt. 2, comma 2, e 8, comma 3, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 18 marzo 2002, n. 6 (Norme sulle comunicazioni e provvidenze in materia di radiodiffusione), in riferimento agli articoli 3, 21 e 117, comma secondo, lettere e) e m), e comma terzo, della Costituzione. 1.1. — Il Presidente del Consiglio dei ministri, con un secondo ricorso, notificato il 4 ottobre 2002 e depositato il successivo 14 ottobre, ha sollevato questione di legittimità costituzionale in via principale degli artt. 2, commi 1 e 2, e 27 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 26 luglio 2002, n. 11 (Disposizioni in materia di tributi e disposizioni in connessione con l'assestamento del bilancio di previsione della Provincia di Bolzano per l'anno finanziario 2002 e per il triennio 2002-2004), in riferimento agli artt. 4, 8 e 9 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino Alto-Adige), agli artt. 7, 8 e 10 del d.P.R. 1° novembre 1973, n. 691 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino Alto-Adige concernenti usi e costumi locali ed istituzioni culturali (biblioteche, accademie, istituti, musei) aventi carattere provinciale; manifestazioni ed attività artistiche, culturali ed educative locali e, per la Provincia di Bolzano, anche con i mezzi radiotelevisivi, esclusa la facoltà di impiantare stazioni radiotelevisive), agli artt. 21 e 117 della Costituzione nonché in relazione all'art. 1, comma 3, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio). 2. — Con il primo ricorso, il Presidente del Consiglio dei ministri deduce che l'art. 2, comma 2, della legge provinciale n. 6 del 2002, nella parte in cui prevede che il Comitato provinciale per le comunicazioni "è composto dal presidente e dal vicepresidente, che devono appartenere a gruppi linguistici diversi, nominati dalla Giunta provinciale all'inizio di ogni legislatura, nonché da quattro ulteriori componenti eletti dal Consiglio provinciale a scrutinio segreto" violerebbe l'art. 117, comma secondo, lettera m), della Costituzione perché, intervenendo a modificare o derogare la normativa statale (art. 1, comma 13, della legge 31 luglio 1997, n. 249 recante "Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo", art. 1, lett. a), n. 4, della delibera del 28 aprile 1999, n. 52, dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nonché art.12 della legge 15 dicembre 1999, n. 482 recante "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche") volta a garantire "il ruolo delle opposizioni consiliari nelle procedure di elezione" e, "attraverso di esse", i diritti civili delle minoranze linguistiche, inciderebbe sulla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, "attribuita alla legislazione esclusiva dello Stato". Secondo il ricorrente, ove invece si riconducesse la tutela delle minoranze linguistiche nell'ambito del sistema delle comunicazioni di massa alla materia "ordinamento della comunicazione", attribuita alla competenza legislativa regionale concorrente dall'art. 117, comma terzo, della Costituzione, quest'ultimo risulterebbe violato dalla disposizione censurata nella parte in cui attribuisce alla competenza della Giunta provinciale "anche la nomina del vicepresidente del Comitato, escludendo il consiglio provinciale e quindi lasciando alla scelta dell'organo esecutivo la individuazione dei gruppi linguistici di appartenenza", in deroga ai principi fondamentali della materia stabiliti dal legislatore statale (art. 1, comma 13, della legge n. 249 del 1997 ed art. 12 della legge n. 482 del 1999). Il Presidente del Consiglio dei ministri censura, inoltre, l'art. 8, comma 3, della stessa legge provinciale n. 6 del 2002 - successivamente modificato dall'art. 2, comma 1, della legge provinciale n. 11 del 2002, a sua volta impugnato con il secondo ricorso - sotto svariati profili. In primo luogo, la difesa erariale eccepisce che tale disposizione, nella parte in cui riconosce(va) alla Provincia autonoma di Bolzano la facoltà di stipulare convenzioni con enti radiotelevisivi "pubblici", avrebbe irragionevolmente escluso la facoltà di stipulare convenzioni con "tutti gli enti privati, insieme alla RAI S.p. A., che non è ente pubblico", ai quali soltanto, secondo la legislazione italiana, possono essere rilasciate le concessioni radiotelevisive, e quindi con tutti i concessionari italiani, "riservando lo spazio televisivo provinciale solo ad enti esteri". La medesima disposizione violerebbe, inoltre, l'art. 117, comma secondo, lett. e)