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Obiettivo di tale modifica dunque è quello di rafforzare il rispetto del principio di buona fede e leale collaborazione tra le parti. Infine viene modificato il secondo periodo del comma 7 citato, che prevede che l'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del termine di sessanta giorni, salvi casi di particolare e motivata urgenza previsti dalla legge. Al riguardo è recepito l'orientamento consolidatosi della Corte suprema di cassazione, in base al quale la « particolare » situazione legittimante la mancata osservanza del termine deve concernere elementi di fatto non soltanto cogenti ed insuperabili, ma anche estranei alla sfera di azione, organizzazione e responsabilità dell'Amministrazione finanziaria che procede alla verifica; pena, altrimenti, lo svuotamento sostanziale del diritto del contribuente al contraddittorio preventivo, sancito in via generale (in correlazione con l'espletamento di verifiche ed ispezioni mediante accesso) dallo statuto dei diritti del contribuente. Tra le cause legittimanti l'emissione anticipata dell'avviso di accertamento è altresì codificata l'ipotesi in cui sussista un fondato pericolo per la riscossione. In particolare il fondato pericolo per la riscossione deve essere valutato caso per caso, con riferimento alla situazione specifica e soggettiva del contribuente e deve essere tale da indurre a ritenere reale il rischio di comportamenti tesi a sottrarre beni disponibili ad eventuali azioni esecutive da parte dell'agente della riscossione. Si tratta quindi di un pericolo che, sebbene supportato anche da elementi di carattere indiziario, deve configurarsi come attuale e non solo potenziale. In particolare si è escluso che la ragione esimente dell'obbligo possa individuarsi nell'imminente maturazione del termine di decadenza dalla potestà accertativa, trattandosi appunto di evento riconducibile alla gestione dei tempi attraverso i quali si articola e sviluppa l'attività propria dell'amministrazione.. 1 1 Alla legge 27 luglio 2000, n. 212, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 7: 1 dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti: « 4-bis. L'atto impositivo deve essere annullato se la prova della sua fondatezza manca o è contraddittoria o se è comunque insufficiente a dimostrare, in modo circostanziato e puntuale, le ragioni oggettive su cui si fonda la pretesa impositiva e l'irrogazione delle sanzioni. Il contribuente che eccepisca l'insussistenza di tali presupposti ha l'onere di provare i fatti su cui l'eccezione si fonda, anche mediante dichiarazioni scritte rilasciate da terzi con dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà sottoscritta ai sensi dell'articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. 4-ter . In deroga a quanto previsto dal comma 4- bis , il contribuente che vuol far valere il proprio diritto al rimborso deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. 4-quater . È fatto divieto di utilizzo di doppie presunzioni semplici »; 2 la rubrica è sostituita dalla seguente: « Chiarezza e motivazione degli atti e onere della prova »; b all'articolo 12, il comma 7 è sostituito dal seguente: « 7 . Nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che devono essere valutate dagli uffici impositori. L'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvi casi di particolare e motivata urgenza o nell'ipotesi di fondato pericolo per la riscossione. Fuori dai casi previsti dalla legge, non costituisce motivo di urgenza la scadenza del termine per l'accertamento. La motivazione dell'avviso di accertamento deve dar conto, in modo specifico e articolato, delle ragioni che hanno portato l'ufficio impositore a disattendere le osservazioni e le richieste presentate dal contribuente e i documenti da esso prodotti, pena la nullità dell'atto stesso. Per gli accertamenti e le verifiche aventi ad oggetto i diritti doganali di cui all'articolo 34 del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, si applicano le disposizioni dell'articolo 11 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374 ».