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incaricano le parti contraenti a rivedere regolarmente gli scadenzari pertinenti; Al fine di eliminare entro l'anno 2005 la maggiore quantità possibile di queste sostanze, in particolare gli organoalogenati,e di facilitare e affrettare la definizione di metodi, programmi e scadenzari suddividendoli in categorie di sostanze e. in rami industriali, avvalendosì delle migliori tecniche disponibili, essi incaricano l'UNEP di organizzare la concertazione con le Parti contraenti, gli esperti scientifici, gli industriali e le ONG; La prima riunione avrà luogo quanto prima e al più tardi entro il 1 luglio 1996; 7.Simpegnano a promuovere attivamente il trasferimento di tecnologie proprie in particolare ai paesi in via di sviluppo,per incoraggiare la creazione, se del caso, di centri di produzione propria incaricati di portare a termine attività di ricerca e di promozione nonché di raccolta e di diffusione dell'informazione sui procedimenti di produzione non inquinati; 8. S'impegnano a dimostrare la loro solidarietà con le popolazioni del bacino mediterraneo che subiscono le conseguenze dell'aggressione e del terrorismo elaborando ed eseguendo programmi di ripristino delle regioni, degli ambienti e delle risorse danneggiate da azioni distruttive; 9. S'impegnano a cooperare ed a rafforzare la loro solidarietà con le popolazioni mediterranee in caso di calamità -naturali e di gravi incidenti tecnici, eseguendo programmi, volti a riabilitare le zone danneggiate e l'ambiente; 10. Incaricano l'Unità di coordinamento di mobilitare fondi e risorsé supplementari per eseguire le attività previste durante la fase del- Piano d'azione per il Mediterraneo, e 'nei Settori prìoritari di attività per l'ambiente e, lo sviluppo nel Bacino mediterraneo (1996-2005); 11. chiedono che si proceda ad una valutazione dei risultati dell'attuazione delle attività previste tenendo conto degli obiettivi nel quadro della fase II del Piano d'azione per il Mediterraneo, nonché delle attività previste nei settori prioritari di attività per l'ambiente e lo sviluppo- nel Bacino mediterranee (1996- 2005) che saranno oggetto di un sistema di monitoraggio sulla loro realizzazione; 12. Convengono di trasmettere alla Conferenza euro-mediterranea i documenti adottati nella Conferenza. di plenipotenziari sulla Convenzione di Barcellona tenutasi il 9 e 10 giugno 1995 per contribuire agli sforzi della Conferenza, ai fini soprattutto di garantire la protezione dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile della regione, rafforzando la cooperazione regionale nel quadro del PAM; 13. Pregano la Commissione mediterranea di sviluppo sostenibile in seno alla quale le ONG saranno debitamente rappresentate, di esaminare la possibilità di creare un fondo speciale per la promozione di progetti relativi alla preservazione della natura ed alla gestione integrata del litorale, per completare il fondo di stanziamento speciale per il mediterraneo mirante a mobilitare e ad assicurare le risorse finanziarie addizionali necessarie; 14. Invitano tutti gli operatori socio-economici interessati in particolare le comunità locali gli ambienti scientifici e didattici, le imprese e le organizzazioni non governative ad associarsi all'esecuzione della fase II del Piano d'azione per il Mediterraneo, 15. Invitano le organizzazioni internazionali e gli altri programmi di finanziamento e di sviluppo ad associarsi all'esecuzione della nuova fase del Piano d'azione per il Mediterraneo, ed a coordinare ed armonizzare con il Piano d'azione per il Mediterraneo i loro programmi relativi alla regione mediterranea; 16. Decidono d'incontrarsi nuovamente nella decima riunioneordinaria delle Parti contraenti nel 1997 a Tunisi. APPENDICE I PIANO D'AZIONE PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE MARINO E LO SVILUPPO SOSTENIBILE DELLE ZONE COSTIERE DEL MEDITERRANEO (PAM FASE II) Introduzione I paesi. mediterranei e la CEE hanno adottato nel 1975 il Piano d'azione-per il Mediterràneo (PAM) e nel 1976 la Convenzione per la protezione del mare Mediterraneo contro l'inquinamento (Convenzione di Barcellona) L'obiettivo principale del PAM era di aiutare i Governi a valutare e controllare l'inquinamento marino, a formulare le loro politiche nazionali dell'ambiente, a migliorare la. capacità di meglio identificare le, opzioni di ricambio per i modelli di sviluppo, ed a procedere a scelte più razionali per lo stanziamento delle risorse. Benchè in origine il PAM avesse centrato i suoi Sforzi sulla lotta anti- inquìnamento marino, l'esperienza ha presto dimostrato che le tendenze socio- economiche, associate ad una pianificazione e ad una gestione di sviluppo mediocri, erano la causa della maggior parte dei problemi ambientali, e che una protezione valida e durevole dell'ambiente era indissolubilmente connessa allo sviluppo sociale ed economico, Da un approccio settoriale alla lotta anti- inquinamento, il PAM ha potuto passare ad una pianificazione e ad una gestione integrate in quanto mezzi essenziali per la ricerca di soluzioni. Benchè sia difficile valutare i progressi realizzati, possiamo disporre di indici diretti e indiretti in base ai quali vari paesi hanno preso misure concrete secondo le prescrizioni e le disposizioni del PAM, con un'influenza positiva sull' evoluzione ed i progressi in materia ambientale nel Mediterraneo. Possiamo citare, tra i progressi più significativi, la nascita di una presa di coscienza circa l'importanza di un ambiente salubre per, il Mediterraneo, presente e futuro e per le sue popolazioni, un radicale mutamento di opinione, da. parte di coloro che decidono, riguardo alla protezione dell'ambìente, un senso di solidarietà e l'esigenza di agire collettivamente in vista di un migliore avvenire del Mediterraneo. Tra le grandi lacune nella protezione dell'ambiente marino del Mediterraneo e del suo litorale,citiamo: impropria pianificazione della zona costiera in mancanza di piani e di gestione; inadeguatezza ed attuazione inefficiente delle legislazioni nazionali; carenza di strutture istituzionali e insufficienza delle risorse umane assegnate a questo tipo di attività; inoltre non si è provveduto a mobilitare le risorse finanziarie necessarie ed a prendere impegni politici Precisi per risolvere i problemi esistenti. Il PAM Fase II è stato concepito in considerazione dei successi e dei fallimenti dei primi venti anni di esistenza del programma, nonché dei risultati di recenti sviluppi come la Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (Rio de Janeiro, 1992) l'Ottava riunione delle Parti contraenti alla Convenzione di Barcellona (Antalya, 1993) e la Conferenza "MED 21" sullo sviluppo sostenibile nel Mediterraneo (Tunisi 1994) Obiettivi - Gli obiettivi principali sono i seguenti: - garantire una gestione durevole delle risorse naturali, marine e terrestri, ed integrare l'ambiente nello sviluppo economico e nella pianificazione del territorio; - proteggere l'ambiente marino e le zone costiere prevenendo l'inquinamento, nonché riducendo e se possibile eliminando gli apporti di inquinanti di qualsiasi natura, cronici o incidentali;