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Apro una parentesi, esprimendo un mio personale pensiero: credo che la Francia si stia candidando, per l'Europa, a seguire la partita della sicurezza cibernetica. Questo fa riflettere sul fatto che il tema va portato certamente a livello europeo. Noi abbiamo fatto questo primo passo, ma dobbiamo cercare di capire che cosa stanno facendo i tedeschi sotto il profilo organizzativo (quelli sono una macchina da guerra per quanto riguarda l'organizzazione) e che cosa stanno facendo i francesi, dall'altra parte, per candidarsi a gestire questa partita che è estremamente importante. Ritornando a una problematicità che riguarda il ritardo che stiamo scontando, non possiamo metterci le fette di salame davanti agli occhi. Cerco di dirlo in termini misurati: le criticità connesse alla sicurezza informatica, cari colleghi, rappresentano una questione - questo va detto - irrisolvibile. A me ogni tanto viene in mente che, per difendersi dalla globalizzazione, nei vari Stati del mondo hanno tirato su muri, come la Grande muraglia o la linea Maginot. Poi hanno superato anche i muri, questi muri incredibili che dovevano difendere gli Stati dai rischi della globalizzazione. Guardate che nella rete non ci sono muri. Posso cercare di mettere una barriera, ma - lasciatemelo dire - questa può essere bypassata. È un altro punto che pongo all'attenzione della riflessione politica. Sulla cultura digitale - come ho già detto - bisogna assolutamente investire. Vi è poi un altro punto: essendo questo ecosistema digitale e questa infrastruttura fondamentale per la competitività del Paese, dobbiamo cercare di trovare un punto di contatto che passa anche attraverso un rapporto di collaborazione, stima e fiducia tra lo Stato, che deve governare questa partita importantissima, e gli operatori dei servizi essenziali (OSE). Questa collaborazione non passa solo attraverso la definizione delle sanzioni, che certamente devono essere contenute in un provvedimento legislativo, ma anche attraverso una collaborazione estremamente serrata e stretta. L'ultima riflessione è proprio sulle competenze che il nostro Paese non ha e che dobbiamo, alla velocità della luce, cercare di formare, perché altrimenti saremo sempre schiavi di qualcun altro. Alcuni colleghi che mi hanno preceduto l'hanno già detto, vorrei però ribadire che l'Italia deve giocare questa partita dentro l'Europa, ma cercando di stare a testa alta e di portare ai tavoli delle trattative il pezzo di questo nuovo paradigma industriale sul quale gioca la sua partita. L'ho detto prima: la Francia - pare - la vuole giocare sulla cybersicurezza, vediamo noi su che cos'altro possiamo giocarla. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Saluto ad una rappresentanza della Federazione venezuelana di calcio femminile PRESIDENTE . Saluto, a nome dell'Assemblea, atlete e tecnici della Federazione venezuelana di calcio femminile, che stanno assistendo ai nostri lavori dalle tribune. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1570 MANTOVANI, relatrice . Gentile Presidente, rappresentanti del Governo, senatrici e senatori, dobbiamo considerare che la conversione in legge del decreto-legge in esame in materia di perimetro di sicurezza nazionale e cibernetica è un argomento molto importante perché, se vogliamo effettivamente dare un impulso per cominciare a fare in modo che il nostro Paese si evolva in ambito digitale la sicurezza deve andare di pari passo. Oggi nella classifica del Digital economy and society index (DESI), che ci monitora e che ci giudica a livello europeo, siamo al ventiquattresimo posto nell'ordine dei Paesi europei nell'ambito digitale; se vogliamo risalire questa classifica, colmare il divario digitale e investire in tale ambito, di pari passo dobbiamo investire anche in sicurezza e per questo il decreto-legge che andiamo ad approvare è molto importante. Il testo istituisce il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica al fine di assicurare la sicurezza di reti, sistemi informativi e servizi informatici necessari allo svolgimento di funzioni o alla prestazione di servizi dalla cui discontinuità possa derivare un pregiudizio alla sicurezza nazionale. In Commissione è stata sollevata un'obiezione per cui il decreto che andrà adottato da parte del Presidente del Consiglio dei ministri non sia un indirizzo autonomo di quest'ultimo, ma possa essere valutato anche dal Parlamento. Il recepimento di questa richiesta sollevata in Commissione è comunque già avvenuto nella fase di valutazione alla Camera dei deputati, quando è stata inserita la previsione che le Commissioni parlamentari competenti possano esprimere i giudizi per l'individuazione dei soggetti inclusi nel perimetro della sicurezza nazionale; pertanto, tutte le volte che il Presidente del Consiglio dei ministri adotterà propri regolamenti, questi saranno soggetti a controllo anche del Parlamento. In particolare, si fa riferimento ad amministrazioni pubbliche, enti e operatori nazionali pubblici e privati aventi una sede nel territorio nazionale (come specificato nel corso dell'esame presso la Camera), le cui reti e sistemi informativi e informatici sono necessari per l'esercizio di una funzione essenziale dello Stato, per l'assolvimento di un servizio essenziale per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato e il cui malfunzionamento, interruzione o uso improprio possono pregiudicare la sicurezza nazionale. Quando i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri agiranno sui diversi settori di attività, i soggetti inclusi nel perimetro dovranno seguire, nel compilare l'elenco delle reti e dei sistemi, una precisa disciplina e anche in questo caso si seguirà un criterio di gradualità. Entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, gli elenchi predisposti sono inviati alla Presidenza del Consiglio dei ministri dai soggetti pubblici e dai soggetti privati, dotati delle necessarie qualifiche che intendono fornire servizi fiduciari qualificati o svolgere l'attività di gestore di posta elettronica o di gestore dell'identità digitale, oppure che intendono svolgere l'attività di conservatore di documenti informatici. La Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico inoltrano i rispettivi elenchi al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e all'organo per la regolarità e la sicurezza dei servizi di telecomunicazione presso il Ministero dell'interno. Ancora, a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è demandata la determinazione delle procedure di notifica degli incidenti prodottisi su reti e sistemi inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e delle misure di sicurezza. Con modifica introdotta dalla Camera dei deputati, sullo schema di decreto è acquisito il parere delle Commissioni parlamentari competenti, chiamate a esprimersi entro trenta giorni. Sono inoltre individuati i compiti del Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN), con riferimento all'approvvigionamento di prodotti, processi, servizi di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) e associate infrastrutture, qualora destinati a reti, sistemi informativi, sistemi informatici ricompresi nel perimetro di sicurezza cibernetica. Sono previsti gli opportuni raccordi con il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e con l'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione.