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DERIVA DELLO ZERO Se lo strumento è usato secondo le specifiche fornite dal costruttore, nelle misurazioni eseguite con lo strumento in condizioni ambientali stabili e dopo taratura di azzeramento o con gas di calibrazione, la deriva dello zero non deve superare nelle due ore successive al tempo di attesa il 2% del valore di fondo scala con una variazione di temperatura di +-2 gradi C›. 2.8.2 DERIVA DELLA RISPOSTA La deriva della risposta, per dispositivi analogici, controllata al centro scala non deve superare il 2% del valore di fondo scala nelle 2 ore successive al tempo di attesa con una variazione della temperatura ambiente di +-2 gradi C›. 2.9 DERIVA COMPLESSIVA La somma degli errori sopra esposti non deve eccedere il 2.5% del valore di fondo scala. 2.10 SENSIBILITÀ La sensibilità dello strumento deve consentire di apprezzare variazioni di almeno 1% del valore di fondo scala. 2.11 TEMPO DI ATTESA Il tempo di attesa è da considerare come il tempo compreso fra la messa in tensione dell'apparecchio e il momento in cui esso diventa conforme ai requisiti metrologici richiesti. Durante questa fase deve essere interdetta l'indicazione della misura. Il tempo per l'inizio della misurazione deve essere indicato dal costruttore e non deve essere superiore alle 24 ore per analizzatori fissi e non superiore a 30 minuti per analizzatori trasportabili. 2.12 TEMPO DI RISPOSTA Il tempo di risposta è definito come segue: Tr=Tm+T90 dove Tm è il tempo che intercorre fra l'inserimento di una corrente di C0, di concentrazione fra il 3% e il 5% dopo aver azzerato lo strumento con N2, e il tempo in cui l'indice inizia a muoversi, mentre T90 è il tempo che intercorre fra l'inizio del movimento dell'indice e l'istante in cui il valore è pari al 90% dell'indicazione finale stabilizzata. Il tempo di risposta ottenuto con lo strumento completo di sonda e tubazioni di collegamento non deve superare i 20 secondi. 2.13 PRESENZA DI GAS RESIDUI La conformazione dello strumento deve essere tale che la misurazione non sia influenzata dalla presenza complessiva di vapor d'acqua, idrocarburi e anidride carbonica nel gas da analizzare per più del +- 0.2% in volume di C0. 2.13.1 PRESENZA HC RESIDUI Per gli analizzatori dotati di dispositivi di misurazione del valore di 1ambda, dovrà essere possibile la rilevazione dei gas residui HC. 2.14 CURVA CARATTERISTICA Per analizzatori di gas di scarico di tipo analogico, il costruttore deve fornire la curva caratteristica dello strumento sulla base di 5 concentrazioni di gas campione, la funzione matematica che definisce la curva caratteristica, la procedura per il calcolo relativa e l'eventuale tabella di corrispondenza tra le divisioni della scala dello strumento e le relative concentrazioni secondo la taratura iniziale. Per analizzatori di tipo digitale deve essere possibile la taratura dell'apparecchio tramite il metodo della funzione di azzeramento e del metodo della bombola di gas campione. 2.15 RIPETIBILITÀ Per 5 misurazioni consecutive della stessa miscela gassosa di C0 stabile e prossima al 4.5% eseguite dalla stessa persona, con lo stesso strumento, entro intervalli di tempo relativamente brevi, alternate con passaggio di una corrente di C0 uguale a zero (N2 o aria), le misurazioni devono fornire un difetto di ripetibilità valutato come scarto quadratico medio delle misurazioni successive, non superiore al 2% del valore di fondo scala. 2.16 DISPOSITIVO DI MINIMO FLUSSO L'apparecchio sarà dotato di un dispositivo che misuri il flusso; qualora durante la lettura si dovesse verificarsi una caduta del flusso di gas che richieda un'analisi superiore al tempo di risposta o quando si raggiunge l'errore massimo tollerato, si dovrà interrompere la lettura della misurazione (automaticamente o manualmente). 2.17 FATTORE DI EQUIVALENZA PROPANO/ESANO Qualora non fosse disponibile per la taratura dell'HC, lo strumento potrà essere regolato mediante propano. Pertanto è necessario che ogni strumento riporti un fattore di conversione, indicato come "fattore C3/C6" o PEF, contrassegnato in modo permanente e ben visibile, oppure facilmente visualizzabile. Il suo valore deve essere fornito dal costruttore per ogni singolo strumento, indicato con tre cifre significative e con un margine di precisione specificato. Se l'elemento sensibile al gas viene sostituito o riparato, sullo strumento deve essere applicato il nuovo fattore di conversione. 2.18 SISTEMI AUSILIARI. Lo strumento può essere dotato di una stampante. La trasmissione di dati dallo strumento alla stampante deve essere concepita in modo che i risultati non possano essere alterati. 2.19 OBBLIGHI DEL COSTRUTTORE. Il costruttore deve fornire un manuale, in cui figurano le istruzioni necessarie per un uso corretto dello strumento, ed in particolare: a) gli intervalli di tempo e le procedure di regolazione e di manutenzione da seguire per conformarsi col massimo errore ammissibile; b) una descrizione della procedura di prova di tenuta del sistema di trasporto del gas; c) la prescrizione per l'operatore di eseguire un controllo dell'HC residuo prima di ogni misurazione del valore dell'HC e la relativa procedura di controllo dell'HC residuo. Lo strumento deve essere dotato di una o più etichette permanenti e facilmente leggibili contenenti le seguenti informazioni: - marchio o ragione sociale del costruttore; - anno di costruzione; - contrassegno di omologazione e numero del modello; - numero di serie dello strumento e del trasduttore di misurazione; - portata minima nominale; - valori nominali di potenza, di tensione, di frequenza di alimentazione; - componenti gassosi misurabili e valore massimo misurabile. 2.20 CONTROLLO FUNZIONAMENTO 2.20.1 PREPARAZIONE DELLO STRUMENTO Si esegue la taratura fondamentale dello strumento secondo le indicazioni del costruttore, riportate nel manuale di istruzioni per l'uso. Lo strumento deve essere possibilmente tenuto acceso in ambiente a temperatura costante anche quando non viene utilizzato. 2.21 CONTROLLI DA ESEGUIRE 2.21.1 La concentrazione effettiva del gas campione deve essere conosciuta con uno scarto massimo di +- 1% sul valore di analisi. 2.21.2 Lo strumento deve essere sottoposto in fase di accettazione dopo taratura secondo le istruzione del costruttore, al controllo della curva caratteristica mediante il passaggio di non più di 5 concentrazioni di gas campione a concentrazione nota e del gas di zero alla portata indicata sul manuale di istruzione. Gli scarti tra le concentrazioni relative ai 5 punti sperimentali e le corrispondenti concentrazioni rilevate sulla curva caratteristica, devono risultare inferiori al 2% del valore di fondo scala. 2.21.3 Lo strumento deve essere sottoposto almeno una volta all'anno e comunque dopo ogni intervento di riparazione, ad una taratura fondamentale mediante il passaggio di non più di 5 concentrazioni di gas campione. Sul corpo dello strumento debbono essere indicate le frequenze delle tarature fondamentali. 2.21.4 Per l'esecuzione delle prove con l'impiego di gas campione, si raccomanda di effettuare i controlli secondo la sequenza sotto indicata: