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Sono parole vuote, che pronunciate in quest'Aula, ma che non trovano nessuna eco all'esterno di questo palazzo. Vi illudete che con le accuse all'opposizione ritornerete ad avere consenso, ma quel consenso che avete perso certamente non lo ritroverete attraverso questo atteggiamento e provvedimenti sbagliati che non risolveranno le sorti dell'economia del nostro Paese. La Lega-Salvini Premier voterà no alla fiducia a questo Governo e a questo provvedimento, che è un'occasione persa per tutti e per l'intero Paese. (Applausi) . MAIORINO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAIORINO (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il decreto-legge che ci accingiamo a licenziare oggi qui in Senato è uno dei più ingenti e anche dei più criticati e poderosi della storia italiana. Per sostenere imprese, famiglie e lavoratori abbiamo stanziato 55 miliardi di euro, che si vanno ad aggiungere ai 25 del cura Italia. È il terzo dei decreti economici varati da questo Governo in risposta alla pandemia Covid-19. I tre decreti infatti (il cura Italia del 17 marzo, il liquidità dell'8 aprile e ora il decreto rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio, perché anche la scansione temporale ha la sua importanza), vanno letti come un continuum e fanno parte di un unico disegno organico. Con il cura Italia infatti si è inteso dare risposta immediata all'emergenza, che da sanitaria rischiava di diventare economica, potenziando il sistema sanitario, offrendo sostegno al reddito, bloccando i licenziamenti, estendendo la cassa integrazione in deroga, sospendendo la scadenza delle imposte, fornendo risorse alle imprese in difficoltà, avviando finalmente il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione e della scuola italiana atteso da anni. Con il decreto liquidità, poi, si sono rese operative le misure a supporto di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, fornendo gli strumenti per l'accesso al credito e alle agevolazioni di diversa natura messe in campo. Ora, con il decreto non a caso chiamato rilancio, si progetta il futuro. Con questo provvedimento infatti non solo potenziano le misure precedenti e proroghiamo i termini delle agevolazioni e degli aiuti previsti, ma disegniamo appunto il futuro del Paese. Non giochiamo quindi solo in difesa, come pure è stato detto, rispetto a un evento imprevisto e drammatico quale la pandemia che si è abbattuta sull'intero globo, ma offriamo una prospettiva di lunga durata per lanciare l'Italia nel futuro. Proprio questo significa infatti l'aver introdotto il super bonus al 110 per cento per l'efficientamento energetico e l'adeguamento sismico, con in più la possibilità di utilizzare il credito maturato, cedendolo a terzi o alle banche: un'autentica rivoluzione green , che non solo consentirà al nostro Paese di migliorare le proprie prestazioni energetiche e rinnovare il patrimonio edilizio, con un risparmio energetico che avrà ottime ricadute sul piano ambientale, ma che avrà un impatto positivo anche sul mondo del lavoro e agevolerà la creazione di un circolo economico virtuoso, attraverso appunto la cessione del credito. Tale rivoluzione green avrà il suo seguito naturale con un ulteriore provvedimento in arrivo, dedicato alla semplificazione e alla sburocratizzazione in materia di contratti pubblici e di edilizia. Nulla è stato dunque lasciato al caso. Da marzo ad oggi, dal momento in cui l'Italia è stata colpita da questa sventura che ha cambiato le nostre abitudini di vita, questo Governo, il MoVimento 5 Stelle e questa maggioranza hanno subito compreso che dalla crisi poteva e doveva nascere l'opportunità di guardare oltre e di introdurre finalmente quei profondi cambiamenti che il Paese aspetta da decenni. Uno fra tutti è il potenziamento del Sistema sanitario nazionale e il rafforzamento del sistema scolastico, dal punto di vista sia edilizio sia didattico. Questa emergenza ha reso finalmente chiaro a tutti che investire in sanità non è una perdita, ma rende in termini economici e di salvezza delle vite umane, e che farlo nella scuola è investire sul futuro. (Applausi) . Mai prima d'ora si erano stanziate tante risorse per la sanità e per la scuola. Un quadro omogeneo dunque, coerente e lungimirante: ma in quale contesto è stato concepito? Vorrei offrire a quest'Assemblea, ma soprattutto a chi ci ascolta al di fuori di quest'Aula, la nostra prospettiva, quella dell'unica forza politica che è al Governo dall'inizio dell'attuale legislatura, che quindi è la vera depositaria di tale visione, ossia il MoVimento 5 Stelle (Applausi) , e che, dopo una sola legislatura all'opposizione, è passata al governo del Paese. Ripercorriamo brevemente, dunque, la storia di questa legislatura che sta giungendo a metà percorso, anche per dare il contesto di riferimento in cui i suddetti provvedimenti nascono. Dopo un travaglio di un paio di mesi, a giugno 2018, si forma il Governo giallo-verde; passano neanche due mesi e ad agosto la tragedia: il ponte Morandi viene giù come una lastra di cioccolato al sole, causando 43 vittime e lo sbigottimento di un Paese intero. Passa un anno e nell'agosto successivo il senatore Salvini decide di fare strame del contratto di Governo sottoscritto e provare a passare all'incasso. Il collega Tosato ha appena simpaticamente ricordato come in quell'anno di governo con noi, la Lega sia passata dal 17 al 34 per cento. Bella forza! Invece di lavorare, avete passato il tempo a fare propaganda. (Applausi) . Dell'anno di governo della Lega si ricordano due cose: i decreti sicurezza; in realtà avevano fatto anche il decreto concretezza, ma nessuno sa cosa sia. In ogni caso, il tentativo di passare all'incasso fallisce. Evitiamo il testacoda e si forma il nuovo Governo, quello attuale. Persino sul suo cavallo di battaglia, il contrasto all'immigrazione clandestina, questo Governo sta facendo meglio di lui. (Applausi) . La ministra Lamorgese, lontana dai riflettori, dai clamori mediatici e dai selfie - 500 selfie si è fatto Salvini lo scorso sabato! (Proteste). PRESIDENTE. Senatrice Marin, si segga, per cortesia! MAIORINO (M5S) . La ministra Lamorgese, lontana dai riflettori e dai clamori mediatici, ha decuplicato il numero dei ricollocamenti e aumentato del 15 per cento quello dei rimpatri. (Proteste) . Parlo con la Presidenza e guardo dove voglio! PRESIDENTE. No, senatrice Maiorino, guardi da questa parte! Sono qui, si deve rivolgere alla Presidenza, perché lo prevede il Regolamento. MAIORINO (M5S) . Va bene, Signor Presidente, se ci tiene, guardo lei. Dopo pochi mesi dalla formazione di questo Governo, ecco abbattersi sull'Italia e sul globo intero niente di meno che una pandemia. Questo è stato il percorso a dir poco accidentato che abbiamo attraversato e che ci ha condotto fino ad oggi, al voto su questo decreto rilancio: oggi, quel 14 agosto 2018 torna prepotentemente attuale.