[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 20, comma 1, lettera g), 32, comma 1, lettera e), e 79 della legge della Regione Lazio 22 ottobre 2018, n. 7 (Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso notificato il 24-28 dicembre 2018, depositato in cancelleria il 28 dicembre 2018, iscritto al n. 87 del registro ricorsi 2018 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 5, prima serie speciale, dell'anno 2019. Visto l'atto di costituzione della Regione Lazio; udito nella udienza pubblica del 7 luglio 2020 il Giudice relatore Giancarlo Coraggio; uditi l'avvocato dello Stato Francesca Morici per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Rodolfo Murra per la Regione Lazio; deliberato nella camera di consiglio del 7 luglio 2020.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, con ricorso iscritto al n. 87 del registro ricorsi 2018, ha impugnato, tra gli altri, gli artt. 20, comma 1, lettera g), 32, comma 1, lettera e), e 79 della legge della Regione Lazio 22 ottobre 2018, n. 7 (Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale), per violazione complessivamente degli artt. 97 e 117, secondo comma, lettera h), della Costituzione. 1.1.- L'art. 20, comma 1, lettera g), della legge regionale impugnata aggiunge il comma 3-bis all'art. 42 della legge della Regione Lazio 7 dicembre 1990, n. 87 (Norme per la tutela del patrimonio ittico e per la disciplina dell'esercizio della pesca nelle acque interne del Lazio), il quale prevede che il rilascio e il rinnovo della qualifica di guardia giurata ittica volontaria possono essere riconosciuti a coloro che abbiano riportato condanne per «reati puniti con la sola pena pecuniaria». A detta del ricorrente, tale disposizione violerebbe l'art. 117, secondo comma, lettera h), Cost., in materia di ordine pubblico e sicurezza. Infatti, l'art. 31 del regio decreto 8 ottobre 1931, n. 1604 (Approvazione del testo unico delle leggi sulla pesca) dispone che gli agenti giurati addetti alla sorveglianza sulla pesca nelle acque interne devono possedere i requisiti previsti dall'art. 138 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante «Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza» (da ora: TULPS) per le guardie particolari giurate. Nonostante quest'ultima norma prescriva, tra gli altri, il requisito del «non avere riportato condanna per delitto», la disposizione gravata, nel consentire il rilascio o il rinnovo della qualifica di guardia giurata anche a chi ha riportato condanna a una pena pecuniaria, senza operare alcuna distinzione tra multa e ammenda, includerebbe anche chi sia stato condannato per un delitto. 1.2.- L'art. 32, comma 1, lettera e), della medesima legge regionale gravata, che sostituisce l'art. 17 della legge della Regione Lazio 29 novembre 2006, n. 21, recante «Disciplina dello svolgimento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande. Modifiche alla L.R. 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e alla L.R. 18 novembre 1999, n. 33 (Disciplina relativa al settore del commercio) e successive modifiche», attribuisce al Comune la competenza a stabilire limiti e condizioni agli orari di apertura e chiusura dei pubblici esercizi «per gravi e urgenti motivi relativi all'ordine pubblico, alla sicurezza [...]». Secondo il Presidente del Consiglio dei ministri esso violerebbe l'art. 117, secondo comma, lettera h), Cost., in quanto l'art. 50, comma 5, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante «Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali» (da ora: TUEL), come modificato con decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14 (Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città), convertito, con modificazioni, nella legge 18 aprile 2017, n. 48, pur consentendo al sindaco di intervenire (con ordinanza contingibile e urgente) in materia di orari di vendita, riconoscerebbe tale facoltà esclusivamente per i casi di «urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell'ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti», e non già per ragioni di tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza, riservata alle autorità di pubblica sicurezza. 1.3.- L'art. 79 della legge reg. Lazio n. 7 del 2018, sostituisce il comma 1 dell'art. 23 della legge della Regione Lazio 3 novembre 2015, n. 14 (Interventi regionali in favore dei soggetti interessati dal sovraindebitamento o vittime di usura o di estorsione) e dispone l'estensione a favore delle vittime di estorsione di interventi regionali previsti per le vittime di usura. A parere del ricorrente esso si porrebbe in contrasto con la normativa statale di cui alla legge 7 marzo 1996, n. 108 (Disposizioni in materia di usura) - che prevede, all'art. 14, comma 2, la concessione in favore delle vittime del reato di usura di un mutuo senza interessi da restituire in rate decennali - e alla legge 23 febbraio 1999, n. 44 (Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura), la quale, all'art. l, stabilisce che «[a]i soggetti danneggiati da attività estorsive è elargita una somma di denaro a titolo di contributo al ristoro del danno patrimoniale subito, nei limiti e alle condizioni stabiliti dalla presente legge». In particolare, poi, l'art. 12, al comma 1-bis, della legge n. 44 del 1999 (aggiunto dall'art. 1 del decreto-legge 13 settembre 1999, n. 317, recante «Disposizioni urgenti a tutela delle vittime delle richieste estorsive e dell'usura», convertito, con modificazioni, nella legge 12 novembre 1999, n. 414), dispone la non cumulabilità con precedenti risarcimenti o rimborsi a qualunque titolo da parte di altre amministrazioni pubbliche e il successivo art. 16, al comma 2-bis (ugualmente aggiunto dall'art. 1 del d.l. n. 317 del 1999), stabilisce la revoca totale o parziale dell'elargizione al sopravvenire di tale risarcimento o rimborso ovvero di un rimborso assicurativo.