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Nei contratti di compravendita o di locazione di edifici o di singole unità immobiliari dotati della certificazione «casa qualità» di cui all'articolo 8, è inserita apposita clausola con la quale l'acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione in ordine alla suddetta certificazione. 6. Le leggi regionali possono prevedere l'applicazione del sistema «casa qualità» agli edifici ad uso direzionale e per uffici nonché ad edifici con altre destinazioni d'uso. Art. 3. (Requisiti e metodi di calcolo) 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sentite le Commissioni parlamentari competenti, sono adottate linee guida recanti i requisiti minimi del sistema «casa qualità», i livelli di prestazione e i relativi metodi di verifica e di calcolo, anche attraverso l'elaborazione di programmi applicativi elettronici, sulla base dei princìpi generali definiti agli articoli 5, 6 e 7 della presente legge. Con lo stesso decreto è definito il sistema di accreditamento dei soggetti abilitati al rilascio della certificazione di cui all'articolo 8. 2. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvedono alla diffusione, attraverso le proprie banche dati, del software di applicazione del sistema «casa qualità», 3. Le modifiche dei requisiti minimi del sistema «casa qualità», anche al fine di adeguarli alle nuove normative nazionali e dell’Unione europea in materia, e l'adeguamento del metodo di calcolo e dei requisiti al progresso tecnologico e scientifico sono adottati secondo la procedura di cui al comma 1. Art. 4. (Oggetto della certificazione) 1. La certificazione del sistema «casa qualità» comprende la valutazione su: a) efficienza energetica, valutata in base al consumo annuo di energia primaria per metro quadrato; b) soddisfacimento dei requisiti di comfort ; c) soddisfacimento di requisiti di eco-compatibilità. 2. Non rientrano nella certificazione del sistema «casa qualità» la valutazione dei requisiti di resistenza meccanica e di stabilità delle costruzioni, come previsti dalla normativa vigente. Art. 5. (Valutazione dell'efficienza energetica) 1. Ai fini della valutazione dell'efficienza energetica di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a) , le singole unità immobiliari sono classificate in categorie di qualità in ordine decrescente, contrassegnate con lettere, sulla base dei metodi di calcolo stabiliti dalla legge 9 gennaio 1991, n. 10, dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, dal decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115, e dal decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, e dai relativi decreti di attuazione, nonché sulla base delle classi energetiche definite dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 158 del 10 luglio 2009. Art. 6. (Valutazione del soddisfacimento dei requisiti di comfort ) 1. Ai fini della valutazione del soddisfacimento dei requisiti di comfort di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b) , le singole unità immobiliari sono classificate in serie di qualità in ordine decrescente, contrassegnate con numeri, secondo punteggi che tengono conto del grado di soddisfacimento, nelle diverse fasi del processo edilizio, dei seguenti requisiti: a) protezione dal rischio di incendio, anche mediante l'utilizzo di sensori per la rilevazione di fughe di gas e della presenza di fumi; b) protezione da intrusioni e da atti vandalici, anche mediante l'utilizzo di sistemi di videosorveglianza; c) benessere ambientale e salvaguardia dell'ambiente, con riferimento ai seguenti componenti dell'ambiente esterno: rumore, ecosistema, inquinamento elettromagnetico e radiazioni, mediante l'analisi, anche attraverso sensori, e la verifica dei relativi livelli di prestazione; d) benessere microclimatico relativo alle seguenti prestazioni degli ambienti interni degli edifici: luminosità, condizioni termoigrometriche, acustica, ricambio e salubrità dell'aria, protezione da gas tossici o pericolosi, dall'emissione di radiazioni pericolose e dall'inquinamento elettromagnetico interno, mediante l'analisi e la verifica dei relativi livelli di prestazione; e) igiene e salubrità interna dell'aria, attraverso il rinnovo d'aria, anche naturale, affinché i tassi di inquinamento atmosferico interno non costituiscano alcun pericolo per la salute; f) accessibilità, visitabilità e adattabilità degli spazi esterni e interni degli edifici anche in riferimento alle funzioni di automazione degli impianti a vantaggio degli anziani e degli utenti deboli o disabili; g) accessibilità e fruibilità degli spazi interni degli edifici, anche in ordine alla visibilità, all'adattabilità dello spazio, all'ospitalità e al lavoro a domicilio, nonché in riferimento all'utilizzo di sistemi di domotica e di automazione intelligenti, nonché di impianti tecnologici e centralizzati installati e di programmi di manutenzione; h) prevenzione di incidenti; i) utilizzo di sistemi per il miglioramento del comfort acustico, anche in considerazione della classificazione acustica degli edifici; l) utilizzo e recupero di materiali riciclati e di materiali caratteristici locali adeguatamente certificati; m) rapporto tra superficie utile dell'abitazione assegnata a servizi e superficie utile residenziale; n) disponibilità e fruibilità di spazi comuni condominiali per l'infanzia e per attività collettive; o) durevolezza dei materiali, degli impianti e delle finiture in funzione della specifica garanzia prestata; p) controllo della produzione e della gestione dei rifiuti, con particolare riferimento ai sistemi di raccolta differenziata e di gestione delle fasi di smaltimento anche delle acque di scarico; q) aspetto in termini di riconoscibilità e di personalizzazione dello spazio, articolato con parametri relativi agli edifici esistenti e a quelli di nuova realizzazione; r) facilità di gestione dello spazio nel tempo, in ordine alla sua flessibilità di uso; s) risparmio di risorse, diverse da quelle previste nell'articolo 5, come le risorse idriche e i materiali da costruzione; t) utilizzo di prodotti che hanno ottenuto la marcatura CE; u) realizzazione dei lavori da parte di imprese in possesso di certificazione del sistema di qualità corforme alle norme europee della serie UNI EN ISO 9001, e successivi aggiornamenti, e alla normativa nazionale vigente. 2. Con riferimento ai requisiti concernenti il rumore e l'acustica, di cui al comma 1, lettere c) e d) , si applica la norma UNI 11367:2010. Art. 7. (Valutazione del soddisfacimento dei requisiti di ecocompatibilità) 1.