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Ecco perché gli uffici ministeriali hanno cercato di individuare, con urgenza, una soluzione legislativa che, ferma restando la necessità di dare corretta esecuzione ai provvedimenti giurisdizionali, fosse in grado di contemperare gli interessi di tutti i soggetti coinvolti e di assicurare un ordinato avvio del prossimo anno scolastico e la salvaguardia della continuità didattica. Dobbiamo sempre ricordarci che l'istruzione è un servizio che ha come destinatari degli utenti, i nostri ragazzi, che debbono essere, in ogni modo, salvaguardati nel loro interesse superiore a fruire di un percorso didattico continuo e, quindi, non soggetto ad alterni mutamenti di docenti in corso d'anno. Al proposito, ribadisco quanto già riferito dal ministro Bussetti nella seduta del question time del 4 luglio scorso, ovvero che nel decreto-legge cosiddetto dignità, approvato dal Consiglio dei ministri nella riunione dello scorso 2 luglio, ora in Gazzetta Ufficiale , è stata inserita, con l'articolo 4, una disposizione che estende una previsione legislativa già vigente nell'ordinamento, concedendo all'amministrazione un termine di centoventi giorni per dare esecuzione alle sentenze, alle quali si è fatto cenno poc'anzi. Tale intervento normativo consente, pertanto, all'amministrazione di usufruire dei tempi necessari per porre in essere tutti gli adempimenti amministrativi conseguenti all'esecuzione delle sentenze, senza che ciò possa mettere in pericolo l'ordinato avvio del prossimo anno scolastico. Colgo anche l'occasione per precisare che il decreto del Presidente della Repubblica del 14 marzo 2018 su ricorso straordinario al Capo dello Stato, evocato nel corso dell'interpellanza tenutasi alla Camera lo scorso 10 luglio, non concerne la questione sulla quale si è espresso il Consiglio di Stato con l'adunanza plenaria del 20 dicembre 2017, ma tratta del punteggio aggiuntivo nelle graduatorie di seconda fascia dei laureati in scienze della formazione. Concludo ribadendo l'auspicio, già espresso dal ministro Bussetti, che il Parlamento voglia approvare, in sede di conversione del decreto-legge, delle disposizioni volte a individuare modalità di esecuzione delle sentenze relative ai diplomati magistrali, idonee a salvaguardare la continuità didattica per tutto l'anno scolastico 2018-2019, nonché a dare compiuta definizione al quadro normativo, eventualmente disciplinando specifiche procedure di reclutamento nel rispetto della vigente legislazione di settore, senza trascurare coloro che sono in possesso dei titoli attualmente richiesti per l'accesso all'insegnamento nella scuola primaria. BERUTTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, non sono per niente soddisfatto di questa risposta e cercherò di puntualizzare il motivo. Il massimo che riesce a fare un Governo del cambiamento - anche se concedo le attenuanti, visto che è una questione annosa che si porta avanti da vent'anni e capisco che non si possa risolvere in tempi rapidi - è dare centoventi giorni per eseguire le sentenze. Credo che sia una soluzione alquanto debole, perché siamo di fronte a 55.000 precari, 55.000 persone e 55.000 famiglie e, come giustamente ha detto il signor Sottosegretario, siamo dinanzi a 7.500 persone che si sono viste, seppure con riserva, già in una condizione di stabilizzazione. Alla luce di questo non ho sentito - come magari è accaduto in altri contesti e in risposta ad altre interrogazioni - proposte strutturali finalizzate a risolvere un problema. Di base, come dicevo, ho recepito solo il discorso dei centoventi giorni, tra l'altro in un momento in cui, praticamente, entriamo nella fase operativa della scuola, perché tra centoventi giorni saremo già nel pieno dell'attività scolastica. Auspichiamo quindi una soluzione come quella prospettata dal collega Malan, primo firmatario di un disegno di legge di modifica alla legge del 13 luglio 2015, n. 107, con cui si precisa che «sono iscritti a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente di cui all'articolo 1, comma 605, lettera c) , della legge 27 dicembre 1996, n. 296, tutti i docenti che hanno conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 il diploma magistrale». È chiaro che questo è solo un dispositivo di quattro righe, quando la nostra visione di scuola, rispetto alla buona scuola che, possiamo dirlo, non ha fatto grandi proseliti e obiettivamente non ha dato grandi risultati, è diversa: una scuola con un impianto votato verso il futuro e che possa realmente dare ai giovani una speranza seria, basata su una serie di visioni, ma soprattutto di passaggi concreti. La libertà di scelta, l'autonomia, l'innovazione, l'internazionalizzazione, il sistema duale, l'apprendimento attivo, il problem solving , l'apprendistato sono gli elementi su cui vogliamo basare la scuola del futuro, ma con l'auspicio che arrivi anche dal Governo una proposta seria e tangibile su cui si possa lavorare per il futuro e non solo una toppa finalizzata a sanare una sentenza che farà solo del male, nei prossimi mesi, alle famiglie. PRESIDENTE . Segue l'interrogazione 3-00089 su recenti gravi incidenti sul luogo di lavoro. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione. DURIGON, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, il delicato tema della prevenzione degli infortuni sul lavoro non può che essere una priorità assoluta per il nostro Paese, anche tenuto conto della rilevanza sociale e di tutela che questo tema comporta. Dico questo perché la tutela del lavoro inizia dalla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Se guardiamo ai primi cinque mesi del 2018, i numeri che vengono dall'INAIL evidenziano un trend crescente degli infortuni ed è di qualche giorno fa la notizia di altre due vittime del lavoro: a Marina di Carrara e in provincia di Padova. A nome di tutto il Governo sento il bisogno, in questa sede, di esprimere il più profondo cordoglio e sentimento di vicinanza alle famiglie di queste ulteriori vittime, come a quelle di tutte le vittime del lavoro. (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP e L-SP). Su queste come su altre tragedie analoghe occorre che la magistratura svolga le proprie indagini, per accertare l'esatta dinamica dei fatti e verificare se dietro questi incidenti vi siano delle responsabilità ascrivibili a chi riveste posizioni di garanzia della tutela e della salute dei lavoratori. Al di là di questo, però, come ha evidenziato il ministro Di Maio in occasione dell'informativa urgente sugli infortuni sul lavoro resa al Parlamento lo scorso 14 giugno, è obiettivo prioritario del Governo evitare che drammi di questo genere continuino a ripetersi. Tale obiettivo sarà perseguito investendo tutte le energie possibili sul versante del miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza sui luoghi di lavoro. Per contrastare il fenomeno delle morti bianche, d'altronde, occorre senz'altro una molteplicità di interventi. Alcuni di questi sono di lungo respiro.