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Non può esserci crescita se non c'è rispetto del lavoro e della capacità delle persone di conquistare, solo attraverso il lavoro, i loro diritti, la loro dignità e le loro conquiste. Pertanto concludo, signor Presidente, riprendendo una citazione che ha fatto la collega Casolati questa mattina, ricordando le parole di Churchill. In questa legge europea, di nostro ci abbiamo visto poco. Peraltro, i tempi - è stato spiegato benissimo dai relatori - non potevano che consentire questo. È la prossima legge europea quella sulla quale noi ci faremo giudicare e porteremo agli italiani il risultato del nostro lavoro. È la prossima legge europea quella nella quale vorremmo scrivere quelle linee programmatiche per l'Europa, per una armonizzazione dei popoli europei, dove l'Italia sta tra i Paesi fondatori; dove l'Italia, in quanto Paese fondatore - ho già avuto modo di dirlo - si farà carico di ricostruire quest'Europa, di ridarle forza, valore e dignità. Quindi, continuando a citare Churchill, i successi e i fallimenti vanno e vengono, sono passeggeri; quello che conta è continuare a credere nella nostra capacità di cambiare le cose e di migliorarle. E anche da questo nostro voto favorevole noi facciamo discendere la nostra precisa volontà di cambiare il futuro dell'Europa e quindi del nostro Paese. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FdI) . MASINI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MASINI (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, dopo l'intervento della collega che mi ha preceduto, vorrei tornare nel merito di quello che stiamo per votare. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sappiamo, come ci ha ricordato il relatore, che l'approvazione della legge europea consente di sanare o di evitare procedure di infrazione mosse dall'Unione europea contro l'Italia. È un atto non solo formale, ma effettivamente anche sostanziale, attraverso il quale il nostro Paese si mette in regola rispetto al recepimento della normativa europea. Sottolineo questo aspetto per un motivo sul quale vorrei richiamare la vostra attenzione, e per questo consentitemi una piccola premessa. Forza Italia è chiaramente e convintamente europeista. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non abbiamo mai messo in discussione l'appartenenza a una casa comune europea, che anzi riteniamo debba essere ancor più puntellata oggi nelle sue fondamenta per rispondere alla concorrenza che giunge soprattutto dai Paesi asiatici. Tuttavia, non possiamo non ammettere - concordiamo con molti interventi - che nel corso degli anni il sogno europeo non si è realizzato così come avremmo voluto e sperato. Ma oggi non vorremmo si infrangesse completamente. Laddove è prevalsa la burocrazia sulla politica e sono prevalse rigidità e atteggiamenti di chiusura, effettivamente l'Unione ha vacillato. Ebbene, riteniamo che proprio l'approvazione della legge europea possa essere un'occasione importante per far sentire la nostra voce, per scrivere anche noi un pezzetto di regole e non subirle supinamente. Dobbiamo e vogliamo metterci in regola, ma tenendo presente l'interesse nazionale e recuperando una parte della nostra autonomia che altrimenti finirebbe col rimanere schiacciata. Con la legge di quest'anno il Governo ha affrontato temi diversi: due procedure di infrazione e tre casi di precontenzioso. Ha poi inteso dare attuazione a due direttive molto importanti sulle migliori procedure di fabbricazione dei medicinali ad uso umano e un'altra, di grande valore sociale, relativa alle limitazioni del diritto d'autore a beneficio delle persone non vedenti. Si è inteso, inoltre, recepire pienamente i regolamenti sulle aste delle quote di emissione dei gas a effetto serra e dei diritti doganali. Infine, si è voluto dare attuazione a un accordo internazionale che regola i rapporti tra l'Italia e il Regno di Norvegia e l'Islanda in materia di mandato di arresto europeo. È evidente che la maggior parte delle tematiche affrontate ha una ricaduta concreta nella vita di ciascuno di noi, come le tematiche che riguardano la salute, oppure quelle che hanno ripercussioni sulle attività delle nostre aziende, e sulle quali abbiamo chiesto un maggiore impegno da parte del Governo. Penso a quanto proposto da Forza Italia, intervenendo sul decreto legislativo n. 206 del 2007, per dare piena attuazione alla direttiva comunitaria 36 del 2005 relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. Proprio su questo abbiamo presentato un ordine del giorno cui tenevamo moltissimo: si tratta di un punto dirimente, perché una cosa è favorire la libera circolazione dei lavoratori, altra è svendere le nostre competenze, non riconoscere il valore della nostra formazione e non tutelare le nostre professioni e il nostro patrimonio di conoscenze. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La direttiva comunitaria, in relazione alle professioni di medico-chirurgo, infermiere, odontoiatra, veterinario, ostetrica e farmacista, in deroga rispetto ad altre professioni, prevede che sia lo Stato membro - questo è importante - che ospita il professionista a individuare la misura compensativa ai fini del riconoscimento della professione stessa, qualora vi siano discordanze nella formazione. La cronaca è piena di casi di medici non così idonei all'esercizio di una professione così delicata e attraverso la nostra proposta abbiamo inteso dire basta ai medici improvvisati. Va reso più stringente il percorso di riconoscimento dell'esercizio di tale professione e per questo abbiamo proposto che accanto alla prova attitudinale vi fosse un tirocinio di adattamento obbligatorio. Ci sembra dunque evidente che il nostro è un atteggiamento propositivo, proattivo che chiediamo al Governo di assumere, non solo per evitare che poi l'Italia subisca altre procedure di infrazione, ma soprattutto per riaffermare il principio del recupero della nostra sovranità attraverso azioni concrete e non slogan . Questo vale per l'ordine del giorno presentato sul Fondo di solidarietà dell'Unione europea, attraverso il quale avevamo chiesto che il Governo attivasse con immediatezza le procedure per la richiesta di tali risorse da destinare alle zone colpite dalle alluvioni dell'ultimo anno, nonché al ripristino delle infrastrutture danneggiate. Ma avevamo anche chiesto al Governo di destinare le risorse previste per finanziare interventi, tra cui il reddito di cittadinanza, volti alla ricostruzione, in primis , delle infrastrutture danneggiate. Proposta che non è stata accolta nella maniera da noi richiesta. Lo stesso atteggiamento è stato adottato anche in risposta a un altro importante ordine del giorno. Come è noto, l'Italia ha subito una procedura di infrazione per i ritardati pagamenti da parte della pubblica amministrazione; procedura, tra l'altro, promossa su impulso dell'allora Commissario all'industria e Vice Presidente della Commissione europea, il nostro Antonio Tajani. A causa della crisi di liquidità, determinata proprio dai ritardati, se non dai mancati, pagamenti delle pubbliche amministrazioni, molti imprenditori sono stati costretti a interrompere la produzione, a non pagare più i dipendenti e a chiudere definitivamente la propria attività.