[pronunce]

La disposizione censurata non rispetta perciò, per i giudici rimettenti, il «dettato» della sentenza n. 280 del 2005 di questa Corte, nella quale si rileva che il legislatore, nel fissare il termine per la notificazione delle cartelle emesse ai sensi dell'art. 36-bis del d.P.R. n. 600 del 1973, «non potrà non considerare che il vigente art. 43, primo comma, del d.P.R. n. 600 del 1973 prevede che l'avviso di accertamento – quale atto conclusivo di un ben più complesso procedimento – sia notificato a pena di decadenza entro il 31 dicembre del quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione, e che solo entro tale limite temporale il contribuente è obbligato a conservare la documentazione sulla base della quale ha redatto la dichiarazione». I medesimi giudici a quibus lamentano altresí che la disposizione censurata víola gli artt. 24 e 97 Cost., perché vanifica sostanzialmente il diritto di difesa dei contribuenti che rimangono assoggettati, pur dopo la menzionata sentenza n. 280 del 2005, alla previsione di un termine di decadenza «molto ampio» rispetto a quello previsto per la notificazione delle cartelle emesse per la liquidazione delle dichiarazioni presentate negli anni 2002 e 2003 (termine quadriennale) ovvero successivamente (termine triennale). 4. – La difesa erariale ha eccepito l'inammissibilità delle questioni poste con riferimento agli artt. 24 e 97 Cost., per difetto di motivazione in ordine alla violazione degli evocati parametri costituzionali. L'eccezione è fondata. I giudici rimettenti non hanno articolato, con riferimento a dette disposizioni costituzionali, autonome censure, limitandosi ad indicare i menzionati parametri e a prospettare, senza motivarla, una lesione degli stessi ad opera della disposizione censurata. Secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, l'omessa motivazione in ordine ai parametri dei quali si deduce la violazione determina la manifesta inammissibilità delle relative questioni (ex plurimis: ordinanze n. 72 del 2007; n. 414 e n. 311 del 2005). 5. – Nel merito, le questioni poste con riferimento all'art. 3 Cost. non sono fondate. La disposizione censurata deve essere inquadrata nell'àmbito del complessivo intervento legislativo rappresentato dall'art. 1, commi 5-bis e 5-ter, del decreto-legge n. 106 del 2005, come modificato dall'art. 1, comma 1, della legge di conversione n. 156 del 2005, il quale ha introdotto un termine decadenziale per la notificazione delle cartelle di pagamento, in precedenza non previsto. Con riguardo alle cartelle emesse a séguito di controllo automatico delle dichiarazioni ai sensi dell'art. 36-bis del d.P.R. n. 600 del 1973, sono previste una disciplina a regime e una transitoria. Quella a regime fissa quale termine decadenziale per la notificazione delle cartelle relative alle dichiarazioni presentate a decorrere dall'entrata in vigore della legge di conversione citata (10 agosto 2006) il terzo anno successivo a quello di presentazione delle dichiarazioni. Quella transitoria prevede termini decadenziali diversi da quelli a regime, differenziandoli a seconda della data di presentazione delle dichiarazioni: a) il terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, con riferimento alle dichiarazioni presentate a decorrere dal 1° gennaio 2004; b) il quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, con riferimento alle dichiarazioni presentate negli anni 2002 e 2003; c) il quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, con riferimento alle dichiarazioni presentate fino al 31 dicembre 2001. Le censure dei rimettenti riguardano quest'ultimo termine. 5.1. – Tale disciplina trova giustificazione nell'obiettivo perseguito dal legislatore di garantire non solo l'interesse del contribuente (evidenziato dalla sentenza n. 280 del 2005 di questa Corte e dalla stessa norma censurata) a non essere assoggettato all'azione esecutiva del fisco per un tempo indeterminato, ma anche l'interesse dell'erario – parimenti meritevole di tutela – di evitare che, nella fase transitoria, un termine decadenziale eccessivamente ristretto possa precludere od ostacolare la notificazione delle cartelle relative alle dichiarazioni presentate anteriormente all'entrata in vigore della suddetta legge di conversione n. 156 del 2005 e, quindi, pregiudicare la riscossione dei tributi. Infatti, se il termine decadenziale triennale fissato per la disciplina “a regime” fosse stato previsto anche per le cartelle relative alle dichiarazioni presentate fino al 2003, l'erario avrebbe perso la possibilità o di notificare tempestivamente dette cartelle (con riferimento a quelle relative alle dichiarazioni presentate fino al 31 dicembre 2001) o di fruire di un lasso di tempo adeguato per la notificazione delle stesse (con riferimento a quelle relative alle dichiarazioni presentate negli anni 2002 e 2003). L'applicazione del termine a regime anche agli indicati rapporti pendenti alla data di entrata in vigore della citata legge n. 156 del 2005 avrebbe comportato, cioè, la consumazione, in tutto o in gran parte, del termine decadenziale di notificazione della cartella ancor prima dell'entrata in vigore della suddetta legge che tale termine introduce. Da ciò discende che non è irragionevole una disciplina transitoria dei termini di decadenza per la notificazione delle suddette cartelle, divergente dalla disciplina a regime. 5.2. – Per gli stessi motivi, non è irragionevole neppure che il termine decadenziale previsto in via transitoria dalla disposizione censurata per la notificazione delle cartelle relative alle dichiarazioni presentate fino al 31 dicembre 2001 sia superiore a quello quadriennale stabilito per la notificazione degli avvisi di accertamento dall'art. 43 del d.P.R. n. 600 del 1973, termine al quale fanno riferimento i rimettenti richiamando a sostegno la sentenza n. 280 del 2005. Un termine quadriennale non sarebbe stato, infatti, adeguato, perché l'amministrazione finanziaria avrebbe avuto a disposizione, per la notificazione di dette cartelle, solo il lasso di tempo, particolarmente breve, intercorrente tra il 10 agosto 2005 (data di entrata in vigore della legge n. 156 del 2005), e il 31 dicembre dello stesso anno (data di scadenza del termine quadriennale). 5.3. – Né a tale conclusione può opporsi il menzionato richiamo dei rimettenti alla sentenza n. 280 del 2005, secondo la quale il legislatore, nel fissare il termine per la notificazione delle cartelle emesse ai sensi dell'art. 36-bis del d.P.R. n. 600 del 1973, «non potrà non considerare che il vigente art. 43, primo comma, del d.P.R. n. 600 del 1973 prevede che l'avviso di accertamento – quale atto conclusivo di un ben più complesso procedimento – sia notificato a pena di decadenza entro il 31 dicembre del quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione». Il termine indicato in tale sentenza si riferisce, infatti, non alla disciplina transitoria, ma solo a quella a regime.