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in data 30 novembre 2018 l'ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Bologna ha radiato il dottor Sergio Venturi, assessore per la sanità della Regione Emilia-Romagna, motivando la decisione per una delibera adottata dalla Giunta su proposta, come di competenza, dello stesso assessore Venturi; la decisione presa dall'ordine dei medici di Bologna rappresenta un precedente assolutamente grave e del tutto insostenibile, che entra in questioni che esulano completamente dalla potestà sindacatoria dell'ordine stesso in quanto giudica l'operato del dottor Venturi non in relazione alla sua funzione di medico ma per una proposta politico-gestionale fatta in qualità di assessore e successivamente adottata dalla Giunta, organo collegiale, mettendo in questo modo in maniera del tutto impropria sotto giudizio l'azione politica della Giunta regionale dell'Emilia-Romagna. Un atto questo che finisce per pregiudicare l'azione politica di chiunque faccia parte di un ordine professionale, limitandone la potestà decisionale e ledendo di fatto diritti costituzionali; inoltre, al di là del merito della delibera, che cerca di individuare un nuovo e più avanzato equilibrio tra le professioni sanitarie, questa decisione alimenta un inaccettabile scontro tra i professionisti in sanità; il funzionamento degli ordini delle professioni sanitarie è normato dal decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233, e dal decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1950, n. 221, che regola l'esecuzione del decreto legislativo n. 233, sulla ricostituzione degli ordini delle professioni sanitarie e per la disciplina dell'esercizio delle professioni stesse. In quest'ultimo viene delegata al Ministero della salute l'attività di vigilanza dell'organo stesso, si chiede di sapere, considerata la gravità dell'atto, quale sia la posizione del Ministro in indirizzo e se e come intenda intervenire per esercitare le funzioni di vigilanza sul funzionamento degli ordini che vengono affidati dalla legge al Ministero. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00955 IANNONE Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Atto n. 4-00956 BRIZIARELLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nel mese di settembre 2018 Airgest, società di gestione dell'aeroporto di Trapani, appartenente per il 99,93 per cento alla Regione stessa, ha indetto un bando, per un valore complessivo di 11.235.000 euro, finanziati dalla Regione stessa, per l'affidamento triennale di 25 lotti nazionali ed internazionali di promozione turistica sotto forma di sponsorizzazione di diverse tratte aeree; alla gara hanno partecipato soltanto due compagnie (Alitalia e Blue Air) per la copertura di sole 3 tratte, nelle quali risultano peraltro già operative; in ragione dell'esito piuttosto fallimentare della gara, lo scalo trapanese è passato da 40 tratte a soli 3 collegamenti, con la conseguente riduzione dei passeggeri da quasi 2 milioni a poche centinaia di migliaia; la riduzione del traffico passeggeri ha effetti potenzialmente devastanti sulla forza lavoro dello scalo, nonché sulle strutture ricettive del territorio, già sfavorite rispetto alle omologhe strutture del resto dell'isola; fino al 2016, l'aeroporto di Trapani è stato servito da Ryanair, per effetto di un apposito contratto di co-marketing , con collegamenti verso 40 destinazioni nazionali e internazionali, con effetti benefici per il turismo locale; considerata l'importanza strategica che l'aeroporto riveste per un territorio come quello trapanese, già molto fragile economicamente, nonché, per converso, l'incapacità dimostrata dall'attuale vertice dello scalo di mettere a frutto le somme messe a disposizione della Regione Siciliana, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno acquisire le dovute informazioni e quindi adoperarsi, nell'ambito delle sue prerogative, affinché siano scongiurati i rischi esposti in premessa e sia assicurata all'aeroporto di Trapani una gestione più efficiente. Atto n. 4-00957 BONINO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: domenica 25 novembre 2018 nel mar Nero, in prossimità del ponte di Kerch, alcune imbarcazioni battenti bandiera ucraina sono state attaccate da navi militari della flotta russa, mentre erano dirette verso porti ucraini localizzati nel mare d'Azov; a detta dei militari russi le imbarcazioni non avrebbero avvertito del loro transito le autorità russe che gestiscono il passaggio; l'attacco ha prodotto lo speronamento da parte di una nave militare russa di un rimorchiatore ucraino che scortava le tre navi e un attacco con armi da fuoco che ha causato (da notizie di stampa) almeno un morto e due feriti ucraini, nonché il sorvolo di caccia militari russi e il sequestro delle tre imbarcazioni ora illegalmente trattenute nel porto di Kerch insieme a 23 membri degli equipaggi; Federica Mogherini, Alto rappresentante della politica estera UE, ha chiesto alla Russia di ripristinare la libertà di circolazione e allentare la tensione nell'area e tale vicenda dimostra che le tensioni si alimentano "quando non si rispettano le norme basilari di cooperazione internazionale"; l'Unione europea non riconosce l'annessione della penisola di Crimea alla Russia, che considera illegale; annessione che rappresenta lo snodo di tutti i contrasti recenti tra Mosca e la comunità internazionale; con questo atto la Russia tenta di estendere ulteriormente il suo controllo, dalla Crimea alle acque del mare d'Azov, che finora sono co-gestite da Russia e Ucraina secondo un trattato bilaterale; il ponte di Kerch è stato costruito di recente dalla Russia, per volere diretto di Vladimir Putin, per collegare la Crimea alla Federazione Russa e lo stretto di Kerch è l'unico accesso via nave al Mare d'Azov, che è un mare interno su cui si affacciano porti ucraini e russi; la chiusura dello stretto e i controlli pressanti da parte dei russi danneggiano la libertà di circolazione delle navi ucraine in quel passaggio obbligato; passaggio che è divenuto oltremodo difficoltoso dopo l'occupazione della Crimea nel 2014 da parte delle Federazione russa; questo sviluppo è assai preoccupante, dato che si tratta della prima volta nel corso dell'attuale conflitto che la Russia conduce un'azione di guerra, senza dissimulare in alcun modo la propria identità dietro a "separatisti" o "paramilitari"; il rischio per l'intera comunità internazionale europea è di non volere o sapere reagire a questo ulteriore attacco, che ha come obiettivo evidente l'ulteriore destabilizzazione dell'Ucraina; il Governo italiano ha più volte ribadito la vicinanza alla Russia, con l'incontro dell'8 ottobre scorso tra il Ministro degli esteri, Enzo Moavero Milanesi, e l'omologo russo, Sergey Lavrov, nel quale si è discusso della vicenda ucraina e delle sanzioni alla Russia e del 24 ottobre, a Mosca tra il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte e Vladimir Putin;