[pronunce]

che, per quanto riguarda la lamentata violazione della riserva statale in tema di deroghe al regime di protezione stabilito dalla direttiva 79/409/CEE, la resistente obietta che il censurato art. 1, comma 19, lettera a) "lungi dall'attribuire alla regione poteri di deroga rispetto alla disciplina ordinaria di protezione della fauna ex art. 9 della direttiva 79/409/CEE, si limita anzi a confermare l'obbligo della regione di tenere conto, nella predisposizione del calendario venatorio regionale, di quanto prescritto dall'art. 1, comma 4, della legge n. 157 del 1992", nella parte in cui "sancisce, quale principio generale, l'obbligo di dare attuazione alle direttive CEE 79/409, 85/411 e 91/244 e relativi allegati, in materia di conservazione degli uccelli selvatici", senza, peraltro, ribadisce la difesa della regione resistente, stabilire alcunché a proposito del potere di deroga; che, quanto alla terza censura, concernente l'art. 1, comma 21, lettera f) dell'impugnata delibera legislativa, la Regione Lombardia osserva che essa si basa "su di una lettura frettolosa e fuorviante", avendo in realtà la disposizione censurata inteso introdurre "un vincolo tale da impedire che le province, nell'esercizio del proprio potere di individuazione dei valichi montani interessati dalle rotte migratorie a cui si estende il divieto di caccia, manchino di includervi quelli siti nel comparto di maggior tutela della zona faunistica delle Alpi", lasciando così "aperta la possibilità che le province individuino valichi montani caratterizzati da divieto assoluto di caccia anche al di fuori di quel comparto" e preoccupandosi "di stabilire un limite minimo ai poteri provinciali proprio a tutela di quel divieto di caccia"; che in data 11 luglio 2001 l'Avvocatura generale dello Stato ha depositato atto di rinuncia a due motivi del ricorso, riguardanti l'art. 1, comma 3, e l'art. 1, comma 21, lettera f) della delibera impugnata; che in data 15 gennaio 2002 l'Avvocatura generale dello Stato ha depositato atto di rinuncia anche all'altro motivo di ricorso, riguardante l'art. 1, comma 19, lettera a) della delibera impugnata, dichiarando, pertanto, di rinunciare all'intero ricorso; che in data 25 gennaio 2002 la Regione Lombardia ha depositato atto di accettazione alla rinuncia, contestualmente allegando la deliberazione del 27 dicembre 2001, con la quale la giunta, preso atto della rinuncia parziale al ricorso del Presidente del Consiglio espressa con atto depositato l'11 luglio 2001, ha autorizzato la difesa a porre in essere i conseguenti adempimenti anche con riferimento all'ipotesi in cui, nell'imminenza dell'udienza, venisse depositata o notificata rinuncia al superstite motivo di ricorso. Considerato che, ai sensi dell'art. 27, ultimo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, la rinuncia al ricorso, seguita dall'accettazione della controparte, produce l'effetto di estinguere il processo.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara estinto il processo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 27 febbraio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Contri Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 15 marzo 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola