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PAROLI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, anche il Gruppo di Forza Italia annuncia il proprio voto favorevole. Ci troviamo di fronte a un provvedimento necessario, direi quasi dovuto. Anche noi confermiamo, da un punto di vista tecnico, una presa d'atto del fatto che i componenti dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, cosiddetta ARERA, che durano in carica sette anni e non possono essere confermati, sono arrivati alla loro scadenza naturale, la terza consiliatura. E opportunamente, con delibera 8 febbraio 2018, il collegio di ARERA, in vista dell'approssimarsi della suddetta scadenza, ha stabilito di conformarsi al parere del Consiglio di Stato e, pertanto, di operare, a far data dal 12 febbraio 2018, in regime di specifica prorogatio , per una durata massima di sessanta giorni dalla scadenza naturale del proprio mandato, stabilendo altresì che in detto regime di prorogatio il collegio medesimo esercita le proprie funzioni solo limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti. Va ricordato che il parere del Consiglio di Stato, al quale si era conformata anche la seconda consiliatura dell'Autorità, ha affermato in sintesi che l'Autorità, in quanto istituzione indipendente di nomina anche parlamentare e non soggetta, in caso di vacanza dell'organo, al potere sostitutivo del Governo, è sottratta dall'applicazione del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 293, che prevede la prorogatio di quarantacinque giorni degli organi amministrativi. Considerata la particolare rilevanza e la non surrogabilità delle funzioni affidate all'Autorità, nel caso di simultanea scadenza di tutti i componenti del collegio della medesima Autorità, si deve ammettere, a titolo eccezionale, la possibilità di una specifica prorogatio , al fine di assicurare la continuità delle funzioni nelle more della nomina del nuovo collegio. Tale specifica prorogatio si deve tuttavia esaurire entro il termine massimo, non ulteriormente prorogabile, di sessanta giorni, decorrenti dalla scadenza del mandato, con limitazione però dei poteri e degli atti di ordinaria amministrazione da quelli indifferibili e urgenti. Con delibera 9 aprile 2018 il collegio dell'Autorità, a fronte del contesto congiunturale determinatosi a seguito delle elezioni politiche, nel quale tutt'ora il quadro delle istituzioni competenti al procedimento di nomina dei componenti dell'Autorità stessa risulta ancora incompleto, e in mancanza di interventi legislativi indicanti la prosecuzione o la reintegrazione dell'esercizio delle funzioni da parte della terza consiliatura, ha precisato che, concluso in data 12 aprile 2018 il periodo di specifica prorogatio della terza consiliatura dell'Autorità, a decorrere dal giorno 13 aprile 2018 e sino l'insediamento della prossima quarta consiliatura, in assenza di interventi di altre istituzioni che indichino nelle more la prosecuzione e il reintegro dell'esercizio delle funzioni da parte dell'attuale consiliatura, l'attività amministrativa dell'Autorità sarà curata dagli uffici della medesima, nei limiti delle funzioni e dei provvedimenti non riservati dalla legge al collegio. Il giorno successivo è intervenuto - come è noto - il decreto-legge 10 aprile 2018, n. 30, che ha disposto l'estensione del periodo di specifica prorogatio del collegio dell'Autorità. Il decreto-legge ha consentito al collegio dell'Autorità la prosecuzione nell'esercizio delle proprie funzioni, sia pure nei limiti già individuati dal sopracitato parere del Consiglio di Stato, degli atti di ordinaria amministrazione o indifferibili e urgenti. È chiaro, peraltro, che tali provvedimenti, ancorché nulli, rimarranno efficaci fino a quando la nullità degli stessi non verrà accertata dal giudice amministrativo, in caso di eventuale mancata conversione del decreto-legge in esame. È per questa ragione quindi che, evidenziando rilevanti problemi di precarietà dei provvedimenti adottati sulla base di decreto-legge non convertito, offre serie argomentazioni - noi crediamo anche assolutamente non optabili - a supporto della necessità di conversione di questo decreto-legge, onde assicurare la certezza del diritto e la stabilità del quadro regolatorio. La vera novità è che l'Autorità si dovrà occupare anche della regolamentazione e del controllo del settore dei rifiuti. Su questa scelta credo che si aprirà un dibattito importante - io spero - nelle Aule parlamentari e nelle Commissioni competenti, per alcune materie che già sono state accennate, sulle quali evidentemente omettiamo una discussione in fase di dichiarazione di voto. Ma è chiaro che, nell'attività di regolamentazione e controllo del settore dei rifiuti, è necessario - lo diciamo chiaramente - che si operi, da un lato, nella direzione dell'economia circolare e, dall'altro, con regole aperte al mercato e alla concorrenza, consapevoli che ciò apre un dibattito e che dobbiamo coniugare il mercato e la concorrenza con un'eccellenza che abbiamo - come è già stato citato da alcuni colleghi - all'interno delle multiutilities che oggi si occupano di questi servizi nel nostro Paese e che in molti casi, pur essendo quotate in borsa, sono a maggioranza pubblica. È chiaro che è necessario coniugare la presenza di eccellenze da un punto di vista pubblico con l'apertura al mercato per quel che riguarda il privato: solo l'apertura al mercato darà la possibilità ai cittadini di risparmiare sui costi dei servizi, a partire dalla tassa sui rifiuti. È evidente che a dirci come coniugare queste due necessità saranno il prossimo futuro e la discussione all'interno di quest'Aula e - come prima dicevo - delle Commissioni. Anche per queste ragioni la nomina del collegio dell'Autorità ha grande rilevanza - non lo devo né sottolineare, né evidenziare - e necessita - secondo noi - di un ampio consenso. Forza Italia vigilerà e sarà attenta perché i futuri membri abbiano i requisiti di alta professionalità richiesti e il nostro voto sarà favorevole anche e soprattutto perché - e concludo - le aziende e i consumatori possano avere nell'Autorità un presidio autorevole. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . GIROTTO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIROTTO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, il provvedimento in esame è un atto dovuto, che reca misure urgenti al fine di assicurare la continuità delle funzioni di ARERA attraverso la proroga della durata in carica dei rispettivi componenti il collegio, nominati per sette anni, con decreto del Presidente della Repubblica dell'11 febbraio 2011 e scaduti l'11 febbraio 2018. Faccio una prima considerazione: non saremmo qui oggi se fosse stato accolto l'emendamento che avevamo presentato alla legge di bilancio qualche mese fa, perché avevamo previsto che la situazione sarebbe stata quella odierna e, quindi, avevamo proposto un emendamento per prorogare la durata in carica dei membri dell'Autorità. Se fosse stato in quell'occasione approvato, avremmo oggi impiegato il tempo in maniera migliore, ma la maggioranza della scorsa legislatura ha deciso altrimenti.