[resaula]

Per quello che riguarda Morgan Stanley, i giudici contabili notano che il rapporto tra la banca americana e il Tesoro non si può considerare un'attività di "servizio" allo Stato come potrebbe essere quella di un dipendente pubblico, ma Morgan Stanley era "controparte negoziale" del Tesoro. Quindi il rapporto tra i due è regolato dalla giustizia civile e non da quella amministrativa di cui si occupa la Corte dei Conti. A Federconsumatori, Adusbef e Codacons, che avevano presentato istanza per sostenere la Procura, i giudici ricordano che il loro ruolo è difendere i consumatori, non possono fare ricorsi su "qualsiasi attività di tipo pubblicistico che si rifletta economicamente, in modo diretto o indiretto, sui cittadini". Nel merito di come il ministero dell'Economia ha gestito quei contratti - il vero cuore di tutta la vicenda - la Corte segnala che l'attività dei ministri e dei dirigenti del Tesoro ha aspetti discrezionali: "Il giudice non può sostituirsi all'amministrazione nel valutare quali siano le migliori scelte gestionali e i migliori strumenti da utilizzare per il perseguimento dell'interesse pubblico". Sul merito delle scelte c'è insomma un certo livello di "insindacabilità". Detto questo, i giudici contabili vanno anche nel merito della strategia dei dirigenti del Tesoro sui derivati che ha causato perdite ai conti pubblici: nel contesto in cui quelle scelte sono state fatte, il comportamento dei funzionari pubblici "non appare irrazionale e immotivato". Il Tesoro, è l'opinione dei giudici, si è preso dei rischi come è normale che sia in un'attività complessa come quella della gestione del debito pubblico. È andata male, ma le scelte fatte sono giudicate "ex ante, giustificabili"»; si tratta di contratti derivati stipulati dal Ministero dell'economia dai tempi del direttore generale pro tempore Mario Draghi, pari a 163 miliardi di euro, che, secondo dati diffusi dal Ministero dell'economia e delle finanze, avevano un valore di mercato negativo per oltre 42 miliardi di euro, costati all'erario ben 30 miliardi di euro negli ultimi 4 anni (2014-2017) al ritmo di 6 miliardi di euro all'anno, con conseguente aumento del debito pubblico, arrivato così a 2.311 miliardi di euro, si chiede di sapere: se il Governo non ritenga di proseguire, nelle sedi competenti, il contenzioso richiamato, per tutelare i diritti dei cittadini consumatori, in special modo nella loro veste di contribuenti saccheggiati; se non ritenga necessario intervenire con norme che rendano incompatibile l'ufficio di difensore con alcune presunte attività dell'interessato, considerato che la difesa nel caso in questione era rappresentata da Antonio Catricalà, già consigliere di Stato, presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato e Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri; quali misure urgenti intenda adottare per evitare che si possa continuare a pagare decine di miliardi di euro alle banche di affari per onorare contratti capestro stipulati a danno dell'erario. Atto n. 4-00243 VERDUCCI VALENTE STEFANO PATRIARCA BELLANOVA IORI GINETTI GARAVINI CUCCA GIACOBBE D'ARIENZO Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: la legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), all'art. 1, comma 633, dispone, "Al fine di sostenere l'accesso dei giovani alla ricerca, l'autonomia responsabile delle università e la competitività del sistema universitario e della ricerca italiano a livello internazionale", l'attivazione di un piano straordinario di reclutamento di ricercatori di cui all'articolo 24, comma 3, lettera b) , della legge 30 dicembre 2010, n. 240, ricercatori a tempo determinato senior (RTDb); il decreto ministeriale n. 168 del 28 febbraio 2018 ha ripartito le risorse previste dal piano straordinario tra le istituzioni universitarie statali, ivi comprese quelle ad ordinamento speciale, assegnando a ciascuna istituzione uno specifico numero di posizioni di RTDb; la vigente normativa relativa al reclutamento degli atenei (decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49, art. 4, e legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, comma 347) prevede che, per la programmazione dell'annualità 2017, il numero dei ricercatori RTDb reclutati non può essere inferiore alla metà di quello dei professori di prima fascia reclutati nel medesimo periodo e che, per la programmazione dell'annualità 2018, il numero non può essere inferiore a quello dei professori di prima fascia reclutati nel medesimo periodo; da notizie di stampa e da un comunicato pubblicato sulla pagina web del Coordinamento unito si apprende che talune università stanno utilizzando o stanno ipotizzando di utilizzare le posizioni previste dal piano straordinario al fine di rispettare i predetti vincoli di equilibrio tra il numero degli RTDb reclutati e il numero dei professori di prima fascia reclutati nel medesimo periodo, evitando così di utilizzare le risorse ordinarie previste dal "decreto punti organico" (decreto ministeriale n. 614 del 2017) per reclutare RTDb; lo spirito del piano straordinario di reclutamento incluso nella legge di bilancio 2018 era certamente quello di incrementare il numero di RTDb reclutati mettendo a fattor comune le risorse ordinarie rivenienti dai "decreti punti organico" e le risorse straordinarie stanziate in legge di bilancio; la scelta miope di taluni atenei di spostare, di fatto, le risorse ordinarie dal reclutamento dei giovani studiosi come RTDb al reclutamento dei professori ordinari produce un danno irreparabile al sistema universitario italiano che perde ogni anno migliaia di eccezionali talenti che scelgono di proseguire il loro percorso di ricerca e di insegnamento universitario all'estero, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti riportati e quali iniziative intenda adottare per evitare che tra le istituzioni universitarie statali perseguano politiche di reclutamento che, invece di promuovere il ricambio generazionale all'interno degli atenei, siano unicamente volte a concedere avanzamenti di carriera ai professori associati già in organico; se non ritenga opportuno intervenire con atti di natura interpretativa o legislativa finalizzati ad evitare che le risorse del piano straordinario RTDb siano utilizzate in modo non aggiuntivo ma sostitutivo per il reclutamento dei giovani ricercatori. Atto n. 4-00244 CASTALDI LANZI PARAGONE GIROTTO ANASTASI VACCARO CROATTI PUGLIA Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: con delibera del senato accademico dell'università degli studi di Trento del 21 settembre 2016 veniva nominato quale "professore con doppia appartenenza" in uscita presso l'Agenzia spaziale italiana (ASI) Roberto Battiston, professore di prima fascia presso l'ateneo. Nella medesima delibera, veniva approvato lo schema di convenzione allegato, nel quale venivano specificati gli obiettivi, le modalità, i tempi di coinvolgimento e l'impegno richiesto, nonché i risultati attesi dalla collaborazione;