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La capacità di cogliere le prospettive attraverso una rete di opportunità, che possano soddisfare le aspettative delle nuove generazioni in agricoltura devono necessariamente tradursi in azioni specifiche, tanto più che un’economia più dinamica, competitiva e sostenibile non può prescindere da un’agricoltura e da uno sviluppo rurale di qualità. Anche alla luce di quanto stabilito dal regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, in merito alla compatibilità di alcune categorie di aiuti di Stato al mercato comune, il presente disegno di legge si prefigge dunque lo scopo di dar voce alle richieste avanzate ormai da tempo dalle associazioni di giovani imprenditori agricoli e, in sostanza, di predisporre una serie di norme volte ad intervenire a sostegno delle imprese, facilitare l’accesso al credito e l’acquisto dei terreni, ridurre i costi sostenuti dalle aziende, tutte coerenti rispetto alle linee guida della nuova politica di sviluppo rurale, dettate in Europa e, conseguentemente, necessario obiettivo di politica agricola in ambito nazionale. Il disegno di legge è suddiviso in sette capi e composto da ventidue articoli. Il primo capo definisce le finalità che si intendono perseguire con il presente disegno di legge, ovvero la promozione, d’intesa con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, del primo insediamento, del ricambio generazionale e della permanenza di giovani nel settore dell’agricoltura. In particolare, si stabilisce che il primo insediamento di giovani agricoltori, nel rispetto di quanto stabilito in sede europea, deve costituire obiettivo primario della politica agricola del Paese e dei programmi di sviluppo agricolo, agroindustriale e forestale adottati a livello nazionale e dalle istituzioni regionali. Inoltre, all’articolo 2, si specificano i requisiti soggettivi ed oggettivi fondanti la categoria dei giovani imprenditori che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di responsabile dell’azienda, prendendo a riferimento l’età inferiore ai quaranta anni, il possesso di conoscenze e competenze professionali adeguate e la presentazione di un piano aziendale per lo sviluppo dell’attività agricola. Il secondo capo reca misure volte a disciplinare il primo insediamento dei giovani in agricoltura. L’articolo 3 prevede l’istituzione, presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di un fondo le cui risorse sono destinate al cofinanziamento di appositi programmi predisposti dalle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano per favorire il primo insediamento dei giovani nel settore dell’agricoltura, volti in particolare all’acquisto di terreni, mezzi strumentali e strutture per l’avvio dell’attività imprenditoriale agricola, all’ampliamento di una unità minima produttiva definita, secondo la localizzazione, l’indirizzo colturale e l’impiego di mano d’opera al fine di garantire l’efficienza aziendale e al miglioramento aziendale e all’acquisto di complessi aziendali già operativi. Al fine di favorire il ricambio generazionale in agricoltura e lo sviluppo delle imprese agricole condotte da giovani, all’articolo 4 si propongono anche alcune modifiche alle norme che regolamentano la connessione ed il mantenimento delle agevolazioni tributarie a favore dei giovani agricoltori, con particolare riguardo alle forme societarie dagli stessi costituite. Peraltro, si evidenzia che lo sviluppo della forma societaria in agricoltura costituisce uno degli obiettivi contenuti nei princìpi e criteri direttivi della legge di delega 7 marzo 2003, n. 38, sul processo di modernizzazione dei settori dell’agricoltura, della pesca, dell’acquacoltura, dell’agroalimentare, dell’alimentazione e delle foreste. L’articolo 5 concerne poi misure volte alla creazione di un regime fiscale agevolato per il primo insediamento dei giovani in agricoltura. Nello specifico, si prevede che coloro i quali avviano un’attività d’impresa nel settore dell’agricoltura e che producono un reddito agricolo, anche in forma associata, possono avvalersi, per il periodo di imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro periodi successivi, di un regime fiscale agevolato con il pagamento di un’imposta sostitutiva pari al 12,5 per cento del reddito prodotto. Tale beneficio è riconosciuto a condizione che non sia stata esercitata nei precedenti tre anni un’attività d’impresa, anche in forma associata o familiare, e che si siano regolarmente adempiuti gli obblighi previdenziali, assicurativi e contributivi previsti dalla legislazione vigente in materia. I soggetti beneficiari di tale regime fiscale agevolato sono esentati, altresì, dall’imposizione ai fini IRAP per il periodo di imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro periodi successivi. Il terzo capo reca misure per favorire il ricambio generazionale e la permanenza dei giovani nel settore dell’agricoltura. L’articolo 7, in particolare, istituisce un credito d’imposta per investimenti in beni strumentali volti ad accrescere l’efficienza aziendale e ad introdurre innovazioni di prodotto, nel processo di coltivazione e manutenzione naturale dei terreni e nel processo di coltivazione dei prodotti attraverso tecniche di precisione, a favore di soggetti di età inferiore a quaranta anni che producono un reddito agricolo ai sensi dell’articolo 32 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. L’articolo 8 reca modifiche al comma 5 dell’articolo 14 della legge 15 dicembre 1998, n. 441, in tema di agevolazioni fiscali per l’ampliamento delle superfici coltivate. Si prevede che, dal 1º gennaio 2013, i giovani agricoltori che non hanno compiuto i 40 anni, aventi la qualifica di coltivatore diretto o d’imprenditore agricolo professionale, anche in forma societaria, qualora acquistino o permutino terreni sono assoggettati alle imposte di registro, ipotecarie e catastali nella misura del 50 per cento di quelle previste in via ordinaria o ridotta, misura che scende fino al 30 per cento qualora si tratti di donne. L’articolo 9 stabilisce poi dei criteri preferenziali in caso di prelazione di più soggetti confinanti, per cui la prelazione è accordata, in via preferenziale, primariamente al coltivatore diretto o all’imprenditore agricolo professionale di età compresa tra i diciotto e i quaranta anni, secondariamente, al coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale e, da ultimo, a società di persone, di capitali o cooperative che svolgono attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile in via esclusiva.