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Roma, 2 ottobre 1956 Signor Primo Ministro, Ho l'onore di comunicare, a completamento dell'Accordo firmato a Roma in data odierna, i seguenti punti che fanno parte integrante dell'Accordo stesso: 1) in relazione all'art. 3 dell'Accordo si precisa che fra i beni, per i quali l'avvenuto trasferimento alla Libia è considerato nell'articolo stesso, sono compresi i beni situati in Libia appartenenti al disciolto partito fascista, nonché la stazione terminale dei cavi sottomarini che collegavano i due Paesi ed il tratto terminale dei cavi stessi posto nelle acque territoriali libiche. Il Governo Libico, con l'entrata in vigore dell'Accordo, concederà in locazione per il periodo di dieci anni, e per un canone nominale, al "Circolo Italia" in Tripoli l'immobile attualmente occupato dallo stesso. 2) In relazione al disposto dell'art. 5 dell'Accordo, il Governo Libico dichiara che gli eventuali indennizzi relativi alle espropriazioni effettuate dal Governo italiano e dalla cessata Amministrazione italiana in Libia, che siano tuttora dovuti, sono a proprio carico se a favore di cittadini libici. Il Governo italiano provvederà al pagamento delle stesse indennità, se ancora dovute a favore di cittadini italiani. 3) In relazione all'ultimo comma dell'art. 6 dell'Accordo firmato in data odierna, il Governo Libico si impegna a regolarizzare, entro tre mesi dalla data dello scambio delle ratifiche del presente Accordo, le posizioni dei dipendenti degli enti la cui sede centrale era in Libia, la cui attività si limitava alla Libia, il cui patrimonio è stato trasferito nella sua totalità allo Stato libico e a provvedere alla, liquidazione delle spettanze sa richiesta degli interessati. 4) In relazione al disposto dell'art. 12 dell'Accordo, il Governo della Libia si impegna a dare in locazione all'Istituto nazionale della previdenza sociale (I.N.P.S.) - Ramo colonizzazione - gli immobili in Tripoli attualmente adibiti per l'esercizio di tale attività e per il canone di fitto sotto indicato. Tale impegno avrà inizio nel momento in cui avrà luogo la cessione del patrimonio dell'I.N.P.S. ed avrà vigore per tutto il previsto periodo di tempo in cui il detto Istituto - Ramo colonizzazione - continuerà ad esercitare la sua attività in Libia: a) sede della Direzione della colonizzazione, Maidan Kattedraia n. 23, p. p., 10 vani e accessori, canone mensile: lire libiche 15,500 (lire libiche quindici e cinquecento millesimi); b) alloggio di servizio, via Istiklal n. 179, p. 2°, vani 4 e accessori, canone mensile: lire libiche 5,683 (lire libiche cinque e seicento ottantatre millesimi); c) alloggio di servizio, via Istiklal n. 179, p. 2°, vani tre e accessori, canone mensile: lire libiche 5,500 (lire libiche cinque e cinquecento millesimi). 5) In relazione con quanto disposto con l'art. 18 dell'Accordo, i due Governi dichiarano che tra le questioni definite dall'Accordo sono anche quelle relative alla cancellazione delle ipoteche nei riguardi degli Enti di colonizzazione a favore della cessata Amministrazione italiana della Libia, nonché la cancellazione di altri crediti ipotecari nei confronti di proprietari italiani avvenuta anteriormente alla costituzione dello Stato Libico. 6) Resta inteso che i documenti siglati o firmati e allegati alle lettere scambiate il 23 gennaio 1956, tra il Primo Ministro e Ministro per gli affari esteri del Regno Unito di Libia e l'Ambasciatore d'Italia in Libia, sono sostituiti dall'Accordo firmato in Roma, in data odierna, e dalle Note scambiate in pari data. Prego Vostra Eccellenza di volermi confermare che le sopradette intese vengono accettate dal Governo del Regno Unito di Libia e mi è grata l'occasione per rinnovare a Vostra Eccellenza gli atti della mia più alta considerazione. SEGNI A Sua Eccellenza Mustafà BEN HALIM Primo Ministro e Ministro per gli affari esteri del Regno Unito di Libia. - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri PELLA Roma, 2 ottobre 1956 Signor Presidente, Ho l'onore di accusare ricevuta della seguente Nota di Vostra Eccellenza, in data odierna: "Ho l'onore di comunicare a completamento dell'Accordo firmato a Roma in data odierna i seguenti punti che fanno parte integrante dell'Accordo stesso: 1) in relazione all'art. 3 dell'Accordo si precisa che fra i beni, per i quali l'avvenuto trasferimento alla Libia è considerato nell'articolo stesso, sono compresi i beni situati in Libia appartenenti al disciolto partito fascista, nonché la stazione-terminale dei cavi sottomarini che collegavano i due Paesi ed il tratto terminale dei cavi stessi posto nelle acque territoriali libiche. Il Governo Libico, con l'entrata in vigore dell'Accordo, concederà in locazione per il periodo di dieci anni, e per un canone nominale, al "Circolo Italia" in Tripoli l'immobile attualmente occupato dallo stesso. 2) In relazione al disposto dell'art. 5 dell'Accordo, il Governo Libico dichiara che gli eventuali indennizzi relativi alle espropriazioni effettuate dal Governo italiano e dalla cessata Amministrazione italiana in Libia, che siano tuttora dovuti, sono a proprio carico se a favore di cittadini libici. Il Governo italiano provvederà al pagamento delle stesse indennità, se ancora dovute a favore di cittadini italiani. 3) In relazione all'ultimo comma dell'art. 6 dell'Accordo firmato in data odierna, il Governo Libico si impegna a regolarizzare, entro tre mesi dalla data dello scambio delle ratifiche del presente Accordo, le posizioni dei dipendenti degli enti la cui sede centrale era in Libia, la cui attività si limitava alla Libia, il cui patrimonio è stato trasferito nella sua totalità allo Stato libico e a provvedere alla liquidazione delle spettanze su richiesta degli interessati. 4) In relazione al disposto dell'art. 12 dell'Accordo, il Governo della Libia si impegna a dare in locazione all'Istituto nazionale della previdenza sociale (I.N.P.S.) - Ramo colonizzazione - gli immobili in Tripoli attualmente adibiti per l'esercizio di tale attività e per il canone di fitto sotto indicato. Tale impegno avrà inizio nel momento in cui avrà luogo la cessione del patrimonio dell'I.N.P.S. ed avrà vigore per tutto il previsto periodo di tempo in cui il detto Istituto - Ramo colonizzazione - continuerà ad esercitare la sua attività in Libia: a) sede della Direzione della colonizzazione, Maidan Kattedraia n. 23, p. p., 10 vani e accessori, canone mensile: lire libiche 15,500 (lire libiche quindici e cinquecento millesimi); b) alloggio di servizio, via Istiklal n. 179, p. 2°, vani 4 e accessori, canone mensile: lire libiche 5,683 (lire libiche cinque e seicento ottantatre millesimi); c) alloggio di servizio, via Istiklal n. 179, p. 2°, vani tre e accessori, canone mensile: lire libiche 5,500 (lire libiche cinque e cinquecento millesimi).