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Come dicevo prima, noi del MoVimento 5 Stelle in campagna elettorale avevamo promesso di superare la famigerata legge Fornero, istituendo quota 100, favorendo il ricambio generazionale, liberando posti di lavoro per i giovani, rinnovando e migliorando le competenze della forza lavoro e quindi, in definitiva, avviando a soluzione quel conflitto generazionale che ha costretto centinaia di migliaia di ultrasessacinquenni a rimanere sul posto di lavoro e, nel contempo, altrettanti giovani alla disoccupazione o all'emigrazione. Manteniamo anche questa promessa in soli otto mesi di lavoro: l'avevamo promesso e lo stiamo facendo. (Applausi dal Gruppo M5S). Grazie a questo provvedimento, fortemente voluto da noi, come dicevo, un milione di lavoratori nel prossimo triennio potrà anticipare la pensione fino a cinque anni rispetto ai requisiti della legge Fornero, che ha rubato un pezzo di vita a tante persone e a tanti nostri connazionali. Si andrà in pensione anticipata con almeno sessantadue anni di età e trentotto anni di contributi versati e inoltre, se si sono maturati questi requisiti entro il 2018, si potrà andare in pensione già dal 1º aprile 2019; se invece si matureranno nel corso del 2019, si potrà andare in pensione tre mesi dopo averli maturati. Per i dipendenti pubblici quota 100 scatta dal 1º agosto 2019 e per gli insegnanti in particolare scatterà il 1º settembre, così da garantire la continuità scolastica agli studenti. Tutti i dipendenti pubblici, sia coloro che sceglieranno quota 100, sia gli altri, riceveranno da subito la prima rata del TFR o dell'equivalente fino a 45.000 euro. Un'altra importante novità è che gli iscritti a due o più gestioni previdenziali che non siano titolari di pensione potranno cumulare i periodi assicurativi non coincidenti nelle stessi gestioni amministrate dall'INPS per accedere a quota 100. Abbiamo inoltre abbassato i requisiti per accedere alla pensione anticipata e quindi, dagli attuali quarantatre anni e cinque mesi di contributi per gli uomini, si scende a quarantadue anni e dieci mesi, cioè sette mesi in meno, mentre per le donne il risparmio è di un anno, a prescindere dall'età anagrafica. Ebbene, noi amiamo questo nostro Paese e siamo oggi emozionati e felici, perché sta per concludersi la prima tappa di un lungo cammino iniziato dai nostri fondatori Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio (Applausi dal Gruppo M5S) . Loro ci hanno indicato la strada e noi la stiamo percorrendo insieme ai cittadini che hanno creduto nel MoVimento 5 Stelle e ci hanno votato. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intanto prendiamo atto che il Partito Democratico ha studiato molto bene la povertà, ma credo che abbia imparato poco; visti i risultati, pare non abbia imparato assolutamente nulla. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Ma l'hanno studiata, ed è già qualcosa. Per comprendere l'importanza del provvedimento che stiamo discutendo oggi e che ci apprestiamo a votare in quest'Aula, della sua portata e degli effetti benefici che avrà sul popolo italiano, chiedo che oggi nel mio intervento mi sia concesso di prendere in prestito, quasi come un tributo, alcune celebri parole pronunciate da Roy Batty. Perché in merito alle pensioni, alle riforme promosse negli scorsi anni e al dibattito che è stato portato avanti dalle diverse forze politiche al riguardo, ci sarebbe tanto da dire. E dunque potrei affermare che, sotto questo aspetto: «io ne ho viste di cose che voi umani non potreste immaginarvi». (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Signor Presidente, ho visto un Governo legittimo che, sostenuto da una maggioranza parlamentare eletta dal voto dei cittadini, è stato costretto alle dimissioni, portato a esaurire il proprio mandato sulla base di ordini dall'alto, di pressioni da parte delle lobby e delle alte finanze internazionali, a colpi di spread , con buona pace del risultato delle libere elezioni con cui il popolo italiano si era liberamente espresso. Ho visto arrivare subito dopo un nuovo Governo che per nulla rappresentava i cittadini, piazzato lì per volere degli stessi che avevano spinto per la caduta di quello prima, frutto di una manovra di palazzo. Il Governo dei professori, dei loden , di quelli che dovevano salvare l'Italia, ma che invece hanno fatto l'esatto opposto, mettendo gli interessi dell'Italia e degli italiani all'ultimo posto della loro agenda amministrativa. Per anni abbiamo dovuto ingoiare le loro pessime riforme e le loro scelte sbagliate, sempre accompagnate dal bollino «ce lo chiede l'Europa». Mai una volta che avessero detto: «Ce lo chiedono gli italiani». (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Ho visto Ministri piangere per le loro stesse riforme. La legge Fornero, ce la ricordiamo tutti, purtroppo. Ce la ricordiamo noi, che l'abbiamo combattuta, e nessuno se lo dimentichi. Se la ricordano i giovani, gli esodati, i lavoratori che hanno dovuto subirla. Un provvedimento iniquo che grida vendetta, votato nel 2011 in Parlamento dalla coalizione di partiti che sosteneva il Governo Monti: PD, PdL, Unione di Centro, Futuro e Libertà per l'Italia e altri Gruppi. La Lega votò contro, sempre coerenti e contrari a una legge ingiusta, che andava abolita. Matteo Salvini e la Lega l'avevano promesso e lo stiamo facendo, passo dopo passo: ancora una volta dalle parole ai fatti. Ho visto associazioni, intellettuali, sindacati sempre pronti a lanciare accuse contro questo Governo o a scendere in piazza per manifestare il proprio dissenso, che poco o nulla hanno fatto per osteggiare o bloccare la legge Fornero, dando così ragione a chi sostiene che molto spesso certe sigle sono più preoccupate di difendere la propria esistenza o le proprie posizioni di potere, anziché difendere realmente i diritti dei lavoratori e in particolare degli italiani. Ho visto partiti politici che sono stati capaci di sostenere senza alcuna vergogna i Governi Monti e Letta, e di dare il proprio sostegno ai provvedimenti portati avanti da questi Governi, che hanno certamente e indiscutibilmente portato l'Italia sull'orlo del baratro e impoverito le famiglie, i lavoratori, i pensionati e quindi gli italiani. Per poi, oggi, pochi anni più tardi rispetto all'approvazione di quella vergognosa riforma, indossare i gilet blu contro questo Governo che sta tentando di porvi rimedio. Io mi vergognerei. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Gentile Presidente, come dicevo poc'anzi, ho voluto omaggiare Roy Batty per elencare le assurdità, le storture e le scelte sbagliate di chi ci ha preceduto. Nemmeno in «Blade runner», meraviglioso film di Ridley Scott, si sono viste cose così incredibili.