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Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2 -bis .0.4, presentato dal senatore Zaffini e da altri senatori, fino alle parole «un contributo». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2 -bis .0.5, 2 -bis .0.6 e 2 -bis .0.7. Gli emendamenti 2- bis .0.8 e 2- bis .0.9 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 2- bis .0.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .0.10, presentato dai senatori Zaffini e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 2- bis .0.11 e 2- bis .0.12 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .0.13, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, desidero innanzitutto annunciare, a nome del Gruppo Italia Viva-Partito Socialista Italiano, il voto favorevole alla conversione in legge del decreto-legge n. 172, recante ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del Covid-19. In questo provvedimento ci sono alcuni elementi virtuosi, come il tenere insieme la protezione della salute della cittadinanza e, contestualmente, gli aiuti economici in forma di contributo a fondo perduto da destinare all'attività specifica dei servizi di ristorazione. Questa contestualità è anche dovuta all'azione di Governo dei nostri Ministri, a cominciare dalla senatrice Teresa Bellanova, ma è inutile nascondersi che tale contestualità non è ancora accompagnata da una giusta e necessaria programmazione delle attività economiche, in particolare la ristorazione, con provvedimenti che troppo spesso sono arrivati tardi, impedendo alle attività economiche, in particolare ai bar e alla ristorazione, la giusta programmazione. È paradossale, inoltre, che oggi si discuta di norme che hanno già esaurito la loro efficacia (questo decreto, cosiddetto Natale, riguardava norme, appunto, per il periodo natalizio). Questo è in contraddizione con la necessità di dare risposte tempestive, di programmare le stesse, come dicevo prima, e in questo provvedimento si riscontrano tutte le criticità emerge nella gestione della pandemia: una proliferazione di norme e un monocameralismo di fatto, che anche oggi impedisce al Senato di mettere mano a queste norme. C'è una modifica, però, in questo provvedimento, che incide sul comma 1 dell'articolo 1 del decreto-legge n. 19 del 25 marzo 2020, che estende a cinquanta giorni - ricordo che in precedenza erano trenta - il termine massimo di durata delle misure di contrasto alla diffusione del virus Covid-19. Questa norma naturalmente è stata condivisa anche per evitare le storture di cui parlavo prima, ma naturalmente quando stabiliamo certe disposizioni dobbiamo sempre tener presente il principio di adeguatezza e proporzionalità delle stesse. Il provvedimento contiene anche disposizioni in tema di manifestazione del consenso al trattamento sanitario del vaccino per il Covid-19 per soggetti incapaci ricoverati presso strutture sanitarie assistite. Si tratta di una norma giusta e importante, sostenuta e modificata nel corso dell'attività presso l'altro ramo del Parlamento. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in tema di vaccini mi sia consentito dire, ancora una volta, che siamo pienamente consapevoli del fatto che uno degli elementi fondamentali di questa sfida, forse il più importante, ossia la quantità di dosi vaccinali di cui potremo disporre, è in questo momento fuori dal nostro controllo, perché dipende dalla quantità di vaccini prodotti e dalla capacità di approvvigionamento dell'Unione europea. Abbiamo fatto una scelta giusta: promuovere una negoziazione unitaria a livello europeo. Tuttavia, se la capacità produttiva delle case farmaceutiche è un fattore comunque al di fuori del nostro controllo, la prontezza di reazione a un aumento di questa capacità è invece nelle nostre mani e su questo non ci sono ancora risposte soddisfacenti. Ho già avuto occasione di dire all'Assemblea che, anche se adesso abbiamo scarsità di dosi, vaccinare in ospedale il personale sanitario è più facile che organizzare un'enorme campagna vaccinale di massa, che è impresa ben diversa e per la quale dobbiamo prepararci per tempo. A oggi il piano vaccinale non è stato adeguato ai ritardi nell'arrivo delle dosi vaccinali ed è comunque basato su scarne linee guida da cui non si comprendono le effettive categorie prioritarie per la vaccinazione. Un esempio per tutti, ma molto significativo, è dato dal fatto che non è ancora chiaro se le persone con disabilità saranno incluse tra le categorie prioritarie, né che cosa si intenda per fragilità. Ancora, non si sa se e quando verranno vaccinati i sanitari non ospedalieri e anche i medici di base e non risulta esserci un piano organizzativo dettagliato per disporre di un sistema in grado di assicurare che tutti i vaccini disponibili siano inoculati nel più breve tempo possibile. Quando l'arrivo delle dosi riprenderà il suo ritmo, noi dovremo assicurare proprio questo, ossia la rapidità nella somministrazione dei vaccini. Al netto delle enormi criticità legate al rapporto tra le competenze statali e quelle regionali, c'è poi il tema della forza usata con le Regioni per imporre le chiusure. Abbiamo detto tante volte in quest'Assemblea che doveva essere cura del Governo imporsi sulle Regioni per un piano di vaccinazione unitario. Inoltre, una questione che mi sta particolarmente a cuore riguarda un piano di sorveglianza e di tamponi unitario e unico in tutte le Regioni. C'è poi la questione riguardante la scuola, più volte ribadita in quest'Assemblea. Una norma contenuta nel provvedimento in esame stabilisce l'attività didattica in presenza al 50 per cento. In Commissione igiene e sanità stiamo esaminando, insieme alla Commissione istruzione pubblica, beni culturali, un affare assegnato riguardante l'impatto della didattica integrata sull'equilibrio psicofisico dei ragazzi. Ebbene, stiamo trascurando questa situazione, di cui vedremo gli effetti nei prossimi mesi, forse anni. Questa è la più forte critica all'azione del Governo espressa in quest'Assemblea: non avere una strategia precisa, né una visione Paese per aiutare e portare per mano i nostri ragazzi e le nostre ragazze e sostenere soprattutto le famiglie in questa difficile fase. La mancanza di contatto fisico attiene all'umanità delle persone ed è una questione profondissima. Noi dobbiamo assolutamente intervenire e finora non lo abbiamo fatto a sufficienza. Per riaprire le scuole in sicurezza - e avremmo dovuto farlo - abbiamo assolutamente bisogno di risolvere la situazione dei trasporti e prevedere tamponi per i ragazzi in tutte le scuole. Questo non è stato fatto.