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Il comma 2, con l'obiettivo di garantire un'organizzazione efficace del traffico delle navi da crociera e migliorare i livelli di servizio ai passeggeri, autorizza la spesa, nel limite complessivo di euro 675.000 per ciascuno degli anni 2022 e 2023, in favore dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale per l'adeguamento funzionale e strutturale delle banchine dei porti di Monfalcone e di Trieste. Il trasferimento delle risorse è subordinato alla corretta alimentazione dei sistemi informativi della Ragioneria generale dello Stato e alla comunicazione al Ministero dell'economia e delle finanze del codice unico di progetto (CUP) di ciascun intervento e del relativo cronoprogramma procedurale. Il comma 3 reca la copertura finanziaria degli oneri derivanti dai commi 1 e 2, quantificati in euro 1.675.000 per l'anno 2022 e in euro 675.000 per l'anno 2023. Il comma 4 interviene sull'articolo 95 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, che ha istituito l'Autorità per la Laguna di Venezia, quale ente pubblico non economico di rilevanza nazionale, sottoposta ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, cui vengono attribuite funzioni e competenze per la salvaguardia della città di Venezia e della zona lagunare e per il mantenimento del regime idraulico lagunare, da esercitare, tra l'altro, mediante l'approvazione del programma triennale per la tutela della laguna di Venezia, del programma unico integrato e del programma di gestione e manutenzione del Modulo sperimentale elettromeccanico (MOSE). Le modifiche apportate sono finalizzate a definire e circoscrivere con maggior dettaglio le competenze e le funzioni svolte dall'Autorità, nonché a semplificare e accelerare le procedure tecniche e amministrative previste dall'articolo 95 del citato decreto-legge n. 104 del 2020. In particolare, alla lettera a) , si modifica il comma 1 del citato articolo 95, al fine di introdurre una nuova denominazione dell'Autorità che viene, pertanto, definita « Autorità per la laguna di Venezia – Nuovo magistrato alle acque ». Tale modifica è orientata al recupero della storica denominazione dell'ente statale di cui l'Autorità ha assorbito integralmente le competenze. Alla lettera b) , numero 1), si modifica il comma 2 dell'articolo 95 del decreto-legge n. 104 del 2020, che stabilisce e disciplina nel dettaglio l'attribuzione all'Autorità delle funzioni e delle competenze relative alla salvaguardia della città di Venezia e della zona lagunare e al mantenimento del regime idraulico lagunare, ivi incluse quelle di cui alle leggi 5 marzo 1963, n. 366, 16 aprile 1973, n. 171, e 29 novembre 1984, n. 798, nonché le funzioni già attribuite al magistrato alle acque e trasferite al provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia ai sensi dell'articolo 18, comma 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114. La modifica introdotta precisa che per l'esercizio delle proprie funzioni, l'Autorità può sottoscrivere accordi ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Ciò al fine di rafforzare e migliorare il coordinamento e la cooperazione con altre amministrazioni mediante la sottoscrizione di accordi tesi a disciplinare lo svolgimento, in collaborazione, delle relative attività di competenza e di reciproco interesse. Alla lettera b) , numero 2), si modifica la lettera c) del comma 2 dell'articolo 95, al fine di meglio definire l'ambito di operatività dell'Autorità. Il comma 2 dell'articolo 95 prevede, alla lettera e) , che l'Autorità svolga attività tecnica di vigilanza e supporto ad amministrazioni, enti ed organismi in relazione alla realizzazione di opere pubbliche nell'ambito lagunare con fonti di finanziamento non di diretta competenza. Con la modifica prevista alla lettera b) , numero 3), si prevede che tali attività siano svolte in via facoltativa e non obbligatoria, ovvero laddove ve ne sia la concreta necessità. Al fine di meglio delimitare l'ambito di operatività delle funzioni svolte dall'Autorità, in relazione alla riscossione delle sanzioni amministrative derivanti dalle infrazioni in ambito lagunare, alla lettera b) , numero 4), si modifica la lettera i) del comma 2 dell'articolo 95, al fine di specificare che detta attività di riscossione delle sanzioni amministrative sia svolta in relazione alle attività di competenza dell'Autorità. Alla lettera b) , numero 5), si opera una modifica finalizzata a chiarire il riparto di competenze, già esistente a legislazione vigente, tra l'Autorità e il comune di Venezia, specificando che l'Autorità provvede al rilascio delle concessioni e autorizzazioni allo scarico delle acque reflue e alla verifica della qualità degli scarichi in relazione ai limiti legali, nonché alla gestione dell'attività amministrativa, contabile e di riscossione dei canoni relativi agli scarichi industriali. Inoltre, viene chiarito che le autorizzazioni degli scarichi civili e di quelli relativi alle aziende artigiane produttive, agli enti assistenziali e alle aziende turistiche ricettive e della ristorazione, sono rilasciate previa approvazione dei progetti da parte del comune di Venezia e i relativi canoni, determinati in base al consumo idrico, sono introitati direttamente dal comune di Venezia. Alla lettera b) , numero 6), si opera una modifica formale alla lettera q) del comma 2 dell'articolo 95, al fine di prevedere che l'autorità rilasci le autorizzazioni e concessioni per dissodamenti e piantagioni entro il perimetro lagunare, nonché per il prelievo dalla laguna di sabbia, fango « ed altri materiali », anziché di « altre materie ». Ciò al fine di utilizzare la specifica terminologia tecnica prevista dalla normativa ambientale di settore. Il comma 2 dell'articolo 95 prevede, alla lettera s) , che l'Autorità valuta ed esprime i pareri sulla validità dei trattamenti di depurazione delle acque sia per gli scarichi reflui all'interno della laguna, sia per quelli defluenti in mare aperto tramite canali artificiali in prossimità della laguna. Con la modifica di cui alla lettera b) , numero 7), al fine di rafforzare il ruolo dell'Autorità, si prevede che, in relazione a tali trattamenti, l'Autorità esprima pareri obbligatori. Il comma 5 dell'articolo 95 disciplina la nomina, i compiti e le funzioni svolte dal presidente, che è il rappresentante legale dell'Autorità, responsabile del suo funzionamento e ne dirige l'organizzazione, emanando tutti i provvedimenti che non siano attribuiti agli altri organi. La nomina del presidente avviene con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentiti la regione Veneto e il comune di Venezia, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari.