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L'Italia, in particolare, ha già proceduto alla ratifica - con l'approvazione, nella scorsa legislatura, della legge n. 200 del 2017 - dell'emendamento soppressivo dell'articolo 124 (relativo ad una disposizione transitoria), adottato a L'Aja nel novembre 2015. Gli emendamenti oggetto del presente disegno di legge di ratifica, inclusi nell'Allegato al testo e a cui si è in precedenza accennato, sono organizzati in 7 punti. Il primo punto prevede la soppressione dell'articolo 5, paragrafo 2, dello Statuto della Corte, relativo all'esercizio del potere giurisdizionale della Corte sul crimine di aggressione una volta adottata la disposizione che definirà tale crimine. La soppressione deriva dal fatto che il contenuto della norma risulta ormai obsolescente in ragione delle novità normative introdotte. Il secondo punto introduce ex-novo nello Statuto della Corte penale internazionale l'articolo 8- bis , che, al paragrafo 1, definisce espressamente il crimine di aggressione quale "pianificazione, preparazione, avvio o esecuzione di un atto di aggressione che, per la sua natura, la sua gravità o la sua magnitudine, costituisce una violazione manifesta della Carta delle Nazioni Unite". Il testo chiarisce che di tale crimine possono rendersi responsabili gli individui che si trovino in una posizione tale da controllare o dirigere effettivamente l'azione politica o militare di uno Stato. L'articolo 8- bis , al paragrafo 2, offre altresì una definizione dell'atto di aggressione - coincidente con quella adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 3314 (XXIX) del 1974 - dovendosi intendere con esso "l'uso della forza armata da parte di uno Stato contro la sovranità, l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di un altro Stato, o in un altro modo incompatibile con la Carta delle Nazioni Unite". L'articolo 8- bis , sempre al paragrafo 2, riproduce anche l'elenco degli atti di aggressione contenuto nella suddetta risoluzione, che include - fra gli altri - l'invasione o qualunque occupazione militare, il bombardamento, il blocco dei porti, l'attacco contro le Forze armate di uno Stato, l'utilizzo di tali Forze, l'invio di bande, gruppi o forze irregolari o mercenari armati. I punti emendativi terzo e quarto introducono, anche in questo caso ex novo , nello Statuto della Corte penale internazionale rispettivamente gli articoli 15- bis e 15- ter relativi alle condizioni per l'esercizio della giurisdizione sul crimine di aggressione da parte della Corte penale internazionale. L'articolo 15- bis , in particolare, definisce le condizioni per l'esercizio del potere giurisdizionale in relazione al crimine di aggressione a seguito di segnalazione di una situazione alla Corte penale internazionale da parte di uno Stato o nel caso in cui il Procuratore avvii le indagini di propria iniziativa. I paragrafi da 2 a 5 del medesimo articolo contengono una serie di restrizioni all'esercizio del potere giurisdizionale parte della Corte, fra cui il fatto che i crimini su cui questo potere si eserciti siano commessi almeno un anno dopo la ratifica da parte di almeno 30 Stati e comunque dopo il 1° gennaio 2017, e che siano stati perpetrati all'interno di uno Stato parte o da un cittadino di uno Stato parte. L'articolo 15- ter , prevede che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite possa segnalare alla Corte penale internazionale una situazione presumibilmente caratterizzata dalla perpetrazione di un crimine di aggressione; in tal caso non ha rilevanza il fatto che lo Stato interessato sia parte o meno dello Statuto di Roma. Da ultimi i punti 5, 6 e 7 dell'Allegato, provvedono, in coerenza con le previsioni già descritte in relazione al crimine di aggressione, a modificare gli articoli 9, 20 e 25 dello Statuto di Roma, rispettivamente in relazione agli elementi dei crimini (articolo 9), al principio ne bis in idem in forza del quale un giudice non può esprimersi due volte sulla stessa azione se si è già formato il giudicato (articolo 20), ed infine alla responsabilità penale individuale (articolo 25), per impedire che soggetti non in grado di esercitare effettivamente il controllo dell'azione politica di uno Stato siano chiamati a rispondere di istigazione o complicità per tale fattispecie. Il disegno di legge di ratifica degli emendamenti allo Statuto della Corte penale internazionale consta di tre articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all'autorizzazione alla ratifica (articolo 1), all'ordine di esecuzione (articolo 2) e all'entrata in vigore (articolo 3). Non sono previsti oneri economici dall'attuazione del provvedimento. Esso, in quanto di iniziativa parlamentare, è privo degli strumenti di analisi tecnica del provvedimento che accompagnano in genere i disegni di legge di iniziativa governativa, ovvero dell'analisi tecnico-normativa (ATN), dell'analisi di impatto della regolamentazione (AIR) e della relazione tecnico-finanziaria. Pur in assenza di tali strumenti, si evidenzia come la ratifica dell'Accordo non dovrebbe in ogni caso presentare profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l'ordinamento dell'Unione europea econ gli altri obblighi internazionali assunti dall'Italia, risultando il testo in esame strettamente correlato agli altri strumenti giuridici internazionali in materia penale già sottoscritti dal nostro Paese. Il PRESIDENTE ringrazia il relatore per l'esauriente illustrazione svolta e, apprezzate le circostanze, propone di rinviare l'inizio della discussione generale ad un'altra seduta. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 257 e 702 Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005 DDL 257 Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005 DDL 702 Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005 (Seguito dell'esame congiunto e rinvio. Adozione di un testo unificato) Prosegue l'esame congiunto sospeso nella seduta del 29 novembre. Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, procede ad integrare l'illustrazione dei disegni di legge già svolta dal collega relatore nella precedente seduta. In particolare, spiega che la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, adottata a Faro in Portogallo il 27 ottobre 2005, nasce dal confronto fra quaranta Stati europei sui danni al patrimonio culturale causati dai conflitti verificatisi in Europa negli anni immediatamente precedenti.