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anticipare ed implementare l'avvio delle attività del Centro di ricerca da istituire a Taranto, finalizzate all'individuazione di nuove tecniche produttive a minore impatto ambientale da impiegare nello stabilimento di Taranto; introdurre misure di conoscenza e trasparenza nei confronti delle comunità locali nonché di supporto alla crescita e al benessere delle stesse; attuare forme di tutela e promozione dell'utilizzo dei fornitori locali di beni e servizi. Alla luce dei fatti descritti, ritiene dunque che il Governo, abbia ottenuto per Ilva il miglior risultato possibile, lavorando intensamente per migliorare sia i profili ambientali e di tutela della salute sia le garanzie occupazionali: entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti. Infine, si evidenzia che il Centro di ricerca sopra menzionato supporterà e concorrerà a supportare analisi, ricerche e studi di fattibilità aventi ad oggetto progetti di riconversione economica dell'area di Taranto. In questa prospettiva, ArcelorMittal coopererà con l'Amministrazione straordinaria per lo studio e lo sviluppo di tali analisi, ricerche e studi da implementare nelle aree non oggetto di cessione, anche allo scopo di favorire l'attrazione di investimenti in altre attività produttive che possano creare nuove opportunità di occupazione nell'area di Taranto. Più in generale, in continuità con le scelte compiute fino ad oggi e al fine di garantire una piena riconversione economica ed industriale ed una effettiva riqualificazione ambientale dell'area, si sta predisponendo un apposito piano straordinario volto al rilancio della città di Taranto. In sede di replica, la senatrice BELLANOVA (PD) si dichiara non soddisfatta della risposta ricevuta sia per il ritardo con il quale è stata fornita sia per i suoi contenuti, esclusivamente burocratici e elusivi rispetto agli argomenti posti dall'interrogazione. Sono state infatti elencate normative e misure adottate da precedenti Governi, testimoniando così la bontà del loro operato, senza riferimenti a tematiche di grande attualità e in capo invece all'attuale Esecutivo, come, tra le altre, il protocollo stipulato con il comune di Taranto, la copertura dei parchi minerari, l'avanzamento dei lavori già autorizzati, l'intesa per Genova, le prospettive per il settore dell'indotto, in particolare dello stabilimento di Taranto. Il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico CRIPPA risponde quindi all'interrogazione 3-00161 dei senatori Ferrazzi e altri, soffermandosi in particolare su alcuni elementi sulla durata del programma dell'amministrazione straordinaria. Quest'ultima, per espressa previsione di legge (articolo 1, comma 1, lettera b) del decreto-legge n. 243 del 2016, che ha inserito il nuovo comma 8.4 all'articolo 1 del decreto-legge n. 191 del 2015), è stata estesa sino alla scadenza del termine ultimo per l'attuazione del Piano ambientale, attualmente fissato al 23 agosto 2023, fermo restando che, per espressa previsione normativa, ove tale termine dovesse essere modificato o prorogato, si adeguerà di conseguenza la durata della gestione commissariale. In tale fase, ai Commissari straordinari spettano le attività, esecutive e di vigilanza, funzionali all'attuazione del Piano ambientale, oltre agli ulteriori interventi di decontaminazione e risanamento ambientale non previsti nell'ambito del predetto Piano ma, allo stesso, strettamente connessi. Per lo svolgimento delle predette attività i Commissari utilizzano le somme rinvenienti dalla sottoscrizione delle obbligazioni ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 1 del 2015, come rese disponibili all'esito dell'accordo transattivo che ha coinvolto alcuni esponenti della famiglia Riva, destinate per legge agli interventi di risanamento ambientale nelle aree interessate dall'attività produttiva dell'Ilva. Sulle problematiche ambientali, invece, anche sulla base di quanto comunicato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, evidenzia che il procedimento di bonifica dell'area di stabilimento Ilva ed il contestuale adeguamento degli impianti alle prescrizioni formulate nell'Autorizzazione integrata ambientale (d'ora innanzi anche AIA), si inseriscono all'interno di un articolato quadro normativo, che trova la propria base fondamentale nel decreto legislativo n. 152 del 2006, nonché nelle singole misure urgenti adottate per fronteggiare l'emergenza ambientale dell'area in questione. L'area è stata interamente caratterizzata e i risultati della caratterizzazione sono stati esaminati nella conferenza di servizi decisoria del 19 giugno 2006, che alla luce degli esiti della caratterizzazione ha chiesto l'avvio degli interventi di messa in sicurezza. Successivamente, la conferenza di servizi del 2 marzo 2007 ha chiesto l'elaborazione del documento analisi di rischio. Il procedimento di bonifica, sospeso da alcune pronunce del TAR Puglia - Lecce, a seguito della proposizione di alcuni ricorsi, è ripreso con l'emanazione del decreto-legge n. 61 del 4 giugno 2013, con il quale è stato previsto che il consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio, può deliberare il commissariamento straordinario di un'impresa che impieghi un numero di lavoratori subordinati non inferiore a mille e che gestisca almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale, la cui attività produttiva abbia comportato e comporti oggettivamente pericoli gravi e rilevanti per l'integrità dell'ambiente e della salute a causa della inosservanza reiterata dell'AIA. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, in data 5 giugno 2013 il dottor Enrico Bondi è stato nominato commissario straordinario e, alcuni giorni dopo, con decreto del Ministro dell'ambiente, il professor Edo Ronchi è stato nominato quale subcommissario per affiancare il lavoro del commissario Bondi, con il particolare incarico di seguire i lavori della commissione di esperti incaricata di contribuire a predisporre il piano ambientale per l'Ilva. A seguito dell'emanazione della legge 6 febbraio 2014, n. 6 (con la quale è stato convertito in legge il decreto-legge n. 136 del 2013), che ha dichiarato indifferibili ed urgenti gli interventi previsti dalle autorizzazioni integrate ambientali e dal piano delle misure e delle attività di tutela ambientale, per la matrice suolo, sono stati realizzati degli interventi di messa in sicurezza in alcune aree funzionali all'esercizio degli impianti e di adeguamento dell'impianto alle prescrizioni dell'AIA. Contestualmente alle attività specifiche dell'area di stabilimento e propedeutiche all'adeguamento degli impianti alle prescrizioni AIA sono state altresì avviate delle attività nelle aree prospicienti la proprietà ILVA, di competenza pubblica. In particolare, per l'attuazione degli interventi di bonifica ambientale e di riqualificazione di Taranto delle aree di proprietà pubblica, è stato sottoscritto, in data 26 luglio 2012, il protocollo di intesa tra: il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; il Ministero dello sviluppo economico; i Presidenti della regione Puglia e della provincia di Taranto; il sindaco del comune di Taranto; il commissario straordinario del porto di Taranto.