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Si è ritenuto di intervenire disponendo la riformulazione di alcune norme contenute nella disciplina codicistica dell'amministrazione di sostegno al fine di rafforzare la misura di protezione e di chiarire la possibile estensione operativa della stessa. In particolare, l'articolo 4 inserisce nell'articolo 411, comma primo, del codice civile il riferimento all'articolo 371 del codice civile stante il dibattito dottrinale e giurisprudenziale che riguarda, ancora oggi, il mancato riferimento a detta disposizione da parte dell'articolo 411. Ciò si ritiene importante per legittimare anche sul piano disciplinare la possibilità che l'amministratore di sostegno suggerisca al giudice tutelare e questi decida relativamente al luogo di vita e di cura del beneficiario, laddove ciò si renda necessario. Inoltre, l'articolo 4 modifica l'articolo 411, quarto comma, del codice civile, prevedendo la possibilità che il giudice tutelare stabilisca limitazioni o impedimenti a carico del beneficiario dell'amministrazione di sostegno al compimento di atti anche di natura personale, e ciò sempre soltanto avuto riguardo all'interesse esclusivo del beneficiario. È anche specificato che l'impedimento o la limitazione che sia disposta dal giudice tutelare deve avere carattere temporaneo, salva la possibilità di proroga motivata dalla ricorrenza di gravi motivi. Quindi è inserito un comma quinto nell'articolo 411 del codice civile contemplante la facoltà del giudice tutelare di autorizzare il compimento dell'atto che altrimenti dovrebbe essere impedito, con l'assistenza dell'amministratore di sostegno. Si inserisce poi un ulteriore comma nell'articolo 411 del codice civile volto ad apprestare una protezione sostitutiva, ove occorra, nell'interesse esclusivo del beneficiario. La disposizione stabilisce ulteriormente che qualora si tratti di atti, accertamenti, terapie o interventi di natura o contenuto sanitario, il provvedimento del giudice dovrà conformarsi ad una serie di principi volti a garantire al beneficiario il rispetto delle prerogative fondamentali di cui agli articoli 13 e 32 della Costituzione. L'articolo 5 introduce ulteriori modifiche al codice civile rese necessarie dalla riformulazione dell'articolo 411, quarto comma, del medesimo codice e dall'inserimento di un nuovo quinto comma. Le modifiche di cui sopra consentiranno di chiarire che l'ambito dei compiti assegnabili all'amministratore di sostegno si estende agli atti di natura personale, denominati anche « personalissimi ». Si tratta degli atti mediante i quali la persona esercita diritti afferenti alla sfera personale o affettiva propria del soggetto che li pone in essere e che, in quanto tali, sono di stretta competenza del titolare dell'interesse che essi tendono a soddisfare. In relazione al compimento di detti atti, di conseguenza, non è ammessa, in via generale, alcuna forma di sostituzione. Si annoverano fra tali atti il matrimonio, il riconoscimento del figlio naturale, l'azione per dichiarazione giudiziale di paternità e maternità, il disconoscimento del figlio, il testamento, la donazione. Tali atti – il cui compimento è oggi impedito alla persona interdetta – potranno, a seguito dell'abrogazione dell'istituto, essere compiuti dalla persona disabile. Il principio orientatore che viene accolto diviene quello della piena capacità di agire e, dunque, della possibilità di compiere l'atto, salvo che, rispetto ad esso, la persona venga « incapacitata » – nel proprio esclusivo interesse – da parte del giudice tutelare; ipotesi questa verificabile con riguardo al soggetto che sia beneficiario di amministrazione di sostegno e sulla base di una valutazione del giudice tutelare rispondente, in via esclusiva, all'interesse della persona. Tale nuovo assetto viene realizzato, vale ribadire, mediante il nuovo quarto comma dell'articolo 411 del codice civile. Soluzione intermedia, a sua volta contemplata nel nuovo quinto comma dell'articolo 411 del codice civile, è la previsione della possibilità di autorizzare il compimento dell'atto con l'assistenza o affiancamento dell'amministratore di sostegno. Le modifiche introdotte dall'articolo 5 del presente disegno di legge riguardano i seguenti articoli del codice civile: articolo 102, commi secondo e quinto; articolo 119; articolo 266; articolo 409 (ove viene inserito un nuovo comma) ; articolo 412, secondo comma; articolo 1442, secondo comma. L'articolo 6 introduce alcune ulteriori modifiche alla disciplina dell'amministrazione di sostegno al fine di apportare taluni correttivi e miglioramenti. Si è ritenuto innanzi tutto di esplicitare anche nel codice civile la finalità dell'amministrazione di sostegno, inserendo nell'articolo 404 la previsione dell'articolo 1 della legge istitutiva n. 6 del 2004. All'articolo 405 del codice civile si prevede la possibilità per il giudice di nominare un co-amministratore di sostegno, così recependo tale prassi virtuosa già applicata presso non poche sedi giudiziarie. Nell'articolo 406 del codice civile si prevede invece la possibilità per l'interessato di presentare personalmente il ricorso per la nomina dell'amministrazione di sostegno, e dunque senza obbligo di dotarsi di un difensore. È inoltre inserita, tra i soggetti legittimati a presentare il ricorso, la parte dell'unione civile (quale adeguamento alle previsioni della legge n. 76 del 2016). Nell'articolo 407 del codice civile infine si prevede la necessità della difesa tecnica limitatamente ai casi in cui il giudice tutelare intenda adottare provvedimenti incidenti su diritti fondamentali della persona. In relazione a detta ipotesi, il nuovo quarto comma dell'articolo 407 del codice civile qui introdotto rinvia alla disposizione processuale di cui all'articolo 716 del codice di procedura civile. L'articolo 7 contempla la quasi totale soppressione dell'istituto della sostituzione fedecommissaria e l'inserimento nelle disposizioni « svuotate » degli articoli da 692 a 697 del codice civile della disciplina relativa al nuovo istituto del patrimonio con vincolo di destinazione a vantaggio della persona fragile. Con l'introduzione di detto istituto diviene possibile per i familiari del beneficiario di amministrazione di sostegno costituire un fondo che sia gestito da un affidatario nell'esclusivo interesse e per l'esclusivo sostegno della persona fragile ed in particolare per il mantenimento, la cura, la formazione, la partecipazione sociale dello stesso. È esperienza comune, infatti, che risulti spesso non opportuno intestare beni direttamente alla persona fragile, essendo sicuramente più utile che detti beni costituiscano un patrimonio separato, gravato da un vincolo di destinazione a suo favore e da pressanti obbligazioni fiduciarie a carico del gestore, in modo che sia assicurato il rispetto del programma che il costituente ha stabilito. Elemento caratterizzante del nuovo istituto è la finalità di favorire l'autosufficienza economica del beneficiario. La realizzazione del programma e il rispetto della finalità sono posti sotto l'egida del giudice tutelare. L'istituto si colloca nel solco già tracciato dall'articolo 2645- ter del codice civile, delineando e disciplinando un atto di destinazione volto alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela secondo il nostro ordinamento giuridico.