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Buona è la norma che prevede che il rilascio dell'attestazione SOA tenga conto di un periodo antecedente non di dieci, bensì di quindici anni, per andare incontro a parametri di giudizio che non risentano della crisi. La modifica dell'articolo 97 in materia di offerte anormalmente basse rivede il meccanismo della determinazione della soglia di anomalia, basandolo su un solo criterio e su una formula che non permetta l'eventuale accordo tra i partecipanti. L'articolo 4 del decreto-legge reca disposizioni in materia di commissari straordinari e mi trova assolutamente d'accordo. Un tempo, i commissari erano di norma i Presidenti delle Regioni: oggi non è più così, ma è da valutare. Quando si farà l'elenco dei commissari straordinari, prenoto l'opera Asti-Cuneo, che è il classico caso in cui possiamo inserire un'opera che sta faticando nel sistema del commissario straordinario, che ha poteri speciali nell'eventuale rielaborazione dei progetti del sistema di appalto, e via dicendo. Per quanto riguarda il sistema delle opere collegate ai terremoti o ai disastri naturali, credo si debba stabilire se i fondi che hanno in mano i commissari, qualora abbiano poteri effettivi, vengono impiegati per le Forze dell'ordine, che garantiscono la tranquillità dei luoghi, utilizzati a favore delle opere. Inoltre, avendo parlato con persone in quei luoghi residenti e che sono andate via, considero che i contributi ai privati non debbano prevedere la gara del privato per affidare i lavori: a casa mia affido i lavori a chi voglio. Non sono stati tenuti in considerazione poi i consigli dell'ANCE (Associazione nazionale costruttori edili), come il fatto che il CIPE circoscriva il ruolo e i programmi a controllo (e non si tratterebbe di un'autorizzazione); che il Consiglio superiore dei lavori pubblici debba esprimere il suo parere per le opere superiori non a 50, ma a 200 milioni; che i tempi della Conferenza dei servizi siano perentori; che le imprese fallite siano estromesse, fatte salve quelle aventi cartelle esattoriali non definite - e c'era una norma in discussione in merito, di cui non conosco l'esito - che devono essere invece ammesse; che i pagamenti siano certi nei trenta giorni; che si preferisca il sistema dell'arbitrato e si abolisca lo split payment . Questi sono alcuni suggerimenti che ho estrapolato dalle indicazioni dell'ANCE, che credo avrebbero dovuto essere presi in considerazione e adottati e che ritengo possano ancora esserlo in questo o in altri provvedimenti. Richiamandomi pertanto al titolo del provvedimento in esame, penso che il Governo o i Presidenti di Commissione, alla luce delle osservazioni fatte e degli emendamenti presentati, possano apportare lievi modifiche costruttive e procedurali. (Applausi dal Gruppo FI-BP). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quarto. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Italia è geologicamente molto fragile e i grandi rischi naturali - sismico, idrogeologico e vulcanico - la affliggono da Nord a Sud. La pericolosità dei fenomeni naturali e la vulnerabilità del costruito determinano rischi molto elevati, con soglie gigantesche lungo tutta la dorsale appenninica. Siamo flagellati mediamente da un terremoto distruttivo ogni quattro anni e mezzo e a ogni terremoto ci ritroviamo a fare la conta dei morti e dei danni e a intervenire in emergenza, durante il terremoto con misure di protezione civile e dopo di esso con ricostruzioni molto spesso problematiche. Sappiamo bene che solo la prevenzione può mitigare il rischio sismico, ma la politica su tale pratica è sempre stata latitante. (Applausi dal Gruppo M5S). Appena si è insediato, questo Governo ha intrapreso un virtuoso percorso verso la prevenzione dei rischi naturali, unica via in grado di garantire la sicurezza del territorio e salvaguardare la vita. È arcinoto che, con la spesa imposta dalle provvisorie e rabberciate emergenze, si può investire in durevole e accurata prevenzione. Purtroppo, in assenza di prevenzione, inseguiamo i disastri. Alla gravosità della fase emergenziale segue la lentezza della ricostruzione, a causa sia delle difficoltà oggettive di ripristinare territori devastati, sia delle pessime gestioni politico-amministrative passate. In questo anno di Governo ci siamo già occupati del superamento di ritardi e inadempienze accumulatesi nelle passate ricostruzioni post terremoto. Qui ci occupiamo, tra l'altro, dell'accelerazione degli interventi infrastrutturali e di ricostruzione a seguito di eventi sismici. Il capo II reca disposizioni relative agli eventi sismici della Regione Molise (sismi di Montecilfone del 15 e 16 agosto del 2018, con magnitudo 4,7 e 5,1) e dell'area etnea (sisma di Zafferana etnea del 26 dicembre 2018 con magnitudo 4,8). Le norme sono volte a disciplinare gli interventi per la riparazione e la ricostruzione degli immobili; l'assistenza alla popolazione; la ripresa economica dei territori dei Comuni colpiti dai terremoti citati. Si dispone la nomina dei commissari straordinari per la ricostruzione dei territori dei Comuni molisani e della Città metropolitana di Catania, che provvedono, attraverso specifici piani di trasformazione ed eventualmente di delocalizzazione urbana, alla riduzione delle situazioni di rischio sismico e idrogeologico e alla tutela paesaggistica con un finanziamento di 276 milioni di euro nel prossimo quinquennio. Tra le funzioni elencate vi è la possibilità di dotare i Comuni di un piano di microzonazione sismica di terzo livello, la più approfondita possibile prevista. Sottolineo lo spirito di tali prevenzione di tali competenze: mitigare i rischi naturali e studiare la risposta sismica del sisma per un corretto adeguamento antisismico delle strutture. L'articolo 10 detta criteri e modalità generali per la concessione dei contributi per la ricostruzione privata differenti a seconda del danno. L'articolo 13 è dedicato alla demolizione, ricostruzione, riparazione e ripristino degli edifici pubblici e delle infrastrutture, nonché per gli interventi sui beni del patrimonio artistico e culturale. È, inoltre, previsto un piano di interventi sulle aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico, con priorità per dissesti che costituiscono pericolo per centri abitati e infrastrutture. Si intendono agevolare gli interventi per riparare i guasti antichi del territorio per prevenire ulteriori gravi conseguenze nei sempre più frequenti estremi fenomeni atmosferici inaspriti dal cambiamento climatico in atto. Il capo III reca disposizioni relative agli eventi sismici del 2009 dell'Aquila, del 2016 e 2017 del Centro Italia e del 2017 dell'isola d'Ischia. L'articolo 21 prevede un contributo straordinario di 10 milioni di euro al Comune dell'Aquila per il 2019 e di altri 10 per il 2020. L'articolo 23 modifica il decreto-legge n. 189 del 2016 per accelerare la ricostruzione pubblica nelle Regioni colpite dagli eventi sismici degli anni 2016-2017.