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La considerazione che voglio fare, anche dopo aver ascoltato alcuni interventi oggi in Aula, è che noi dobbiamo muoverci su questo terreno incognito, di cui però cominciamo a saperne un po' più, con grande senso di responsabilità, con grande rigore, senza alcun elemento di ambiguità o di incertezza, senza messaggi strani e fuorvianti. Signor Presidente, ormai, partecipando a dibattiti e discussioni, sono giunto a questa conclusione: mi allarmano allo stesso modo quelli che si dichiarano no vax e quelli che dicono: «io non sono no vax, ma»; anzi, ho scoperto che quelli del «io non sono no vax, ma» sono quasi più insidiosi dei no vax. Questo lo dico perché di ambiguità non ce ne deve essere alcuna e penso che tutte le forze politiche della maggioranza abbiano la necessità di dare una prova di compattezza a favore delle misure del Governo, fin dalla partecipazione massiccia al voto per la conversione di questo provvedimento. Non possiamo prestare il fianco a interpretazioni equivoche della solidarietà delle forze politiche attorno alle scelte del Governo. È una cosa che non possiamo assolutamente permetterci. Da questo punto di vista, il Partito Democratico è decisamente sul terreno dell'appoggio pieno, convinto, totale alle scelte che sono state fatte; è dalla parte del rigore e sa che senza rigore noi avremmo attraversato molti più problemi e non saremmo riusciti a mettere sotto controllo i contagi, come invece è avvenuto. E mi lasci dire che del rigore che riteniamo necessario mettere in campo fa parte anche la nostra convinzione che non debbano esserci eccezioni nell'applicazione, per esempio, del green pass esteso. Ieri la Camera dei deputati, nell'Ufficio di Presidenza, ha assunto un provvedimento importante, che applica il green pass anche per l'ingresso nell'Aula parlamentare. Io penso che il Senato - che, se non ho capito male, si riunirà il 5 ottobre per deliberare in merito - debba prendere un provvedimento molto forte, molto netto, che stabilisca con grande determinazione che non ci sono aree di eccezionalità, che in tutti i luoghi di lavoro si applica questa norma, che l'Aula parlamentare è un luogo di lavoro per eccellenza (il lavoro al servizio del Paese) e che qui non possono valere regole diverse da quelle che valgono altrove. Il primo segnale chiaro deve arrivare da qui e il Partito Democratico condurrà anche questa battaglia, come tutte le altre, con equilibrio, con ragionevolezza, ma anche con una grande chiarezza e senza alcun margine di ambiguità. Esprimiamo pertanto un voto favorevole sulla conversione in legge del decreto-legge. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, continua l'azione progressiva del nostro Paese per assicurare che la ripresa robusta ed importante dell'economia e della vita sociale non abbia ritorni indietro. Questo è il green pass . Ho sentito prima colleghi fare raffronti con la Danimarca; tra la Danimarca e l'Italia c'è una differenza abissale e questo conta: la densità della popolazione per chilometro quadrato, l'età media e quant'altro. Ma non è questo il punto. Credo che sia provato in modo indiscutibile dai dati oggettivi - si può sempre discutere tutto - innanzitutto che la vaccinazione ha un esito assolutamente positivo sulle terapie intensive, sui ricoveri, sulla mortalità e sul fatto che, tentando di fare un ragionamento insieme, in questo modo salviamo delle vite. È molto importante che questo dato possa essere sottolineato all'unisono da tutti, così come è altrettanto importante che contemporaneamente si contrastino tutte le deformazioni della verità, che viaggiano a larghe maglie, e che tendono a produrre insicurezza e paura. Se infatti non riusciremo a garantire un altissimo numero di vaccinazioni, in relazione alle varianti e al fatto che le varianti aumentano la percentuale della popolazione che deve essere vaccinata, corriamo il rischio di non avere un risultato che oggi, grazie al lavoro fatto in questi mesi, è alla nostra portata, vale a dire quello di un Paese che può con serenità - uso questa espressione - vincere la sfida del Covid e, allo stesso tempo, riavviare la vita sociale, culturale ed economica. Il green pass è uno strumento conseguente per gestire questo percorso. Francamente non riesco a capire dov'è la difficoltà o meglio la capisco, se il nostro riferimento fosse il tema del consenso e, considerando che c'è un'area del Paese che non condivide questa impostazione, si guarda al consenso, ma non certo agli interessi del Paese cui tutti siamo legati. Da questo punto di vista, seguendo il consiglio datoci la scorsa settimana il senatore Romeo, uso toni bassi, ma voglio riuscire a dare un messaggio chiaro e univoco, non perché c'è il regime o l'autoritarismo, ma perché i tre concetti di comunità, libertà individuale e sicurezza sanitaria e sociale si tengono insieme; non può esserci la contrapposizione di un concetto sull'altro, perché a quel punto non saremmo in grado di raggiungere gli obiettivi che tutti noi ci poniamo. Ciò che a me interessa è anche l'aspetto culturale, fatto salvo che ho già detto con chiarezza che noi sosteniamo questo provvedimento e che sosterremo anche quello che arriverà nelle prossime settimane sul tema del lavoro pubblico e privato. In particolare, tornando a ciò che a me interessa, mi domando se davvero possiamo affrontare in modo contrapposto il tema della libertà individuale e delle condizioni di sicurezza per la comunità. Colleghi e colleghe, questo non è un compito della scienza o dei virologi, ma, in primo luogo, della politica, che deve saper mettere al centro l'interesse della comunità, nell'ambito del quale sta anche la necessità che, se io non sono convinto di fare il vaccino, devo assicurare però di non essere un soggetto che può produrre un danno ai miei concittadini. Credo che sia giusto. Quando mai possiamo affermare l'opposto di questo concetto? È questo che non capisco. O meglio, se tutto ciò che c'è in questa discussione e in quella che c'è stata alla Camera dei deputati, che ha prodotto una partecipazione al voto non proprio qualificante, è legato a un ragionamento politicista, lo capisco, ma non lo condivido. Se vogliamo fare un ragionamento serio, per trovare l'equilibrio giusto rispetto a questo tema, è proprio l'utilizzo del green pass lo strumento che ci consente un equilibrio e che ci consenta anche di tenere conto di chi non la pensa come me in relazione ai vaccini, facendosi però carico anche lui, nello stesso tempo, del fatto che non può rappresentare un rischio per me e per gli altri cittadini. Concludo su un punto, che ho già citato altre volte. Forse annoio, ma voglio ripetere che, a mio avviso, il Governo si deve far carico di trovare l'equilibrio tra i tempi della discussione e il ruolo del Senato e del Parlamento più in generale. Sono assolutamente convinto che ciò sia possibile, senza che ciò comporti un rallentamento e una perdita del ritmo di lavoro indispensabile che dobbiamo mantenere per il PNRR e senza che ciò rappresenti, dall'altra parte, un atteggiamento secondo cui il ruolo del Parlamento non è fondamentale.