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IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO Visto il regolamento CEE n. 328/88 del Consiglio del 2 febbraio 1988 che istituisce un programma comunitario per il sostegno della piccola e media impresa nelle zone che hanno subito perdita di posti lavoro nel settore siderurgico (programma Resider); Visto l'art. 11 del decreto-legge 1 aprile 1989, n. 120, convertito, con modificazioni, nella legge 15 maggio 1989, n. 181, che, per le finalità previste dal regolamento comunitario n. 328/88 del 2 febbraio 1988 (Resider), prevede la concessione di contributi in favore di piccole e medie imprese che realizzino l'insediamento di nuove attività ovvero l'ammodernamento e l'ampliamento di impianti esistenti in zone colpite da crisi siderurgica; Vista la decisione della Commissione del 6 febbraio 1990 e la delibera del CIPI in data 28 giugno 1990 che individuano le zone colpite da crisi siderurgica; Vista la nota n. 91970 del 31 dicembre 1990 della Commissione delle Comunità europee che dichiara la compatibilità, ai sensi degli articoli 92 e 93 del trattato, del contenuto, del citato art. 11 e che consente l'attribuzione di un contributo aggiuntivo pari al 5% del costo dell'investimento ammesso al contributo di cui ai commi 1 e 1- bis del citato art. 11, con onere a carico del Fondo europeo di sviluppo regionale; Visto che ai sensi dei commi 3 e 6 dell'art. 11 soprarichiamato occorre stabilire mediante decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato gli investimenti ammissibili alle agevolazioni, le modalità, i tempi e le procedure per la presentazione delle domande di agevolazione, per l'istruttoria delle stesse, per la concessione e l'erogazione dei contributi; Visto l'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nella adunanza generale del 16 aprile 1991; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'art. 17, comma 3, della citata legge n. 400/1988 (nota n. 90114 del 20 maggio 1991); ADOTTA il seguente regolamento: Art. 1 1. Il presente regolamento trova applicazione per le iniziative che si svilupperanno nelle zone geografiche individuate con decisione della Commissione del 6 febbraio 1990 (allegato F). AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Il regolamento CEE n. 328/88, che istituisce un programma comunitario a favore della riconversione di zone siderurgiche (programma Resider), è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L. 33 del 5 febbraio 1988. - Il testo dell'art. 11 del D.L. n. 120/1989 è il seguente: "Art. 11. - 1. Per le finalità previste dal regolamento comunitario n. 328/88 del 2 febbraio 1988 (Resider) (v. nota precedente, n.d.r.) e per favorire lo sviluppo economico delle zone colpite da crisi siderurgica, da indicare da parte del CIPI, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, possono essere concessi alle piccole e medie imprese di cui al comma 2 contributi a fondo perduto per l'insediamento di nuove attività ovvero per l'ammodernamento e l'ampliamento degli impianti esistenti; il contributo sul costo degli investimenti, ammissibili alle agevolazioni purché non relativi ad attività appartenenti al settore siderurgico, sarà pari al 25 per cento della spesa complessiva entro il limite massimo di 700 milioni di lire. 1-bis. Il contributo di cui al comma 1 può essere trasformato, in tutto o in parte, su richiesta dell'impresa, in abbuono di interessi sui finanziamenti concessi dagli istituti e dalle sezioni specializzati per il credito a medio termine. 2. Ai fini del presente articolo si intendono per piccole e medie imprese le piccole e medie imprese industriali aventi non più di 300 dipendenti e 30 miliardi di capitale investito al netto di ammortamenti e rivalutazioni monetarie, che non si configurano appartenenti ad un gruppo imprenditoriale, nonché le piccole e medie imprese di servizi aventi non più di 75 dipendenti e 7,5 miliardi di capitale investito al netto di ammortamenti e rivalutazioni monetarie, che non si configurano appartenenti ad un gruppo imprenditoriale. Per le imprese artigiane valgono i limiti dimensionali stabiliti dalla legge 8 agosto 1985, n. 443. Si considerano appartenenti ad un gruppo imprenditoriale le società controllate o controllanti di cui all'art. 2359 del codice civile, nonché le imprese che comunque siano collegate, direttamente o indirettamente, tramite finanziarie fiduciarie e società di comodo, ad eccezione di quelle che, considerate come un'unica impresa, non superino i limiti dimensionali di cui al presente articolo. 3. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato stabilisce, con proprio decreto, gli investimenti ammissibili alle agevolazioni, le modalità, i tempi e le procedure per la presentazione delle domande di agevolazione, per l'istruttoria delle stesse, per la concessione e l'erogazione dei contributi. Provvede altresì, sentito un comitato tecnico, che sarà appositamente istituito presso il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, a fissare i criteri e le modalità per la concessione delle agevolazioni. L'accertamento della realizzazione dei programmi sarà effettuato da apposite commissioni nominate ai sensi dell'art. 18 della legge 26 aprile 1983, n. 130. 4. I contributi di cui al comma 1 sono concessi, nel limite di lire 70 miliardi, con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, previo parere del comitato tecnico di cui al comma 3. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo gravano sulle disponibilità residue, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, del 'Fondo per la razionalizzazione aziendale ed interaziendale degli impianti siderurgicì di cui all'art. 20 della legge 17 febbraio 1982, n. 46. Le spese conseguenti all'applicazione del presente articolo riguardanti le indennità di missione e spese di trasporto, nonché il funzionamento del comitato di cui al comma 3, sono poste a carico del già citato 'Fondo per la razionalizzazione aziendale ed interaziendale degli impianti siderurgicì fino ad un ammontare massimo di 300 milioni. I contributi di cui al presente articolo non sono cumulabili con altre agevolazioni, sulla medesima voce di investimento, salvo quelle previste dalle Comunità economiche europee. 5.