[resaula]

un emendamento al disegno di legge di bilancio per il 2019 prevede l'assegnazione a Roma capitale di una dotazione finanziaria pari a 40 milioni di euro per l'anno 2019 e a 20 milioni di euro per il 2020 per interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilità, da eseguire con apposito protocollo di intesa con il Ministero della difesa, che concorre ai citati interventi di ripristino attraverso l'Arma del Genio dell'Esercito italiano; parte della dotazione, pari a 15 milioni di euro, da ripartirsi equamente nelle annualità 2019, 2020 e 2021, viene destinata all'acquisto di mezzi strumentali al ripristino delle piattaforme stradali. Mezzi strumentali che, quindi, verranno acquisiti a patrimonio di Roma capitale; posto che a giudizio degli interroganti tale proposta emendativa, alquanto sui generis , prevedendo l'impiego del Genio dell'Esercito italiano per gli interventi di manutenzione e recupero stradali, malcela un'evidente incapacità amministrativa nella programmazione degli interventi di manutenzione stradale da parte della Giunta capitolina; oltre a una discrezionalità politica che ben potrebbe configurarsi al pari di un intervento discriminatorio; rilevato che, a seguito della pubblicazione dell'emendamento, si sono susseguite varie notizie diffuse dalle agenzie di stampa, che riportano varie prese di posizione, dal sindaco di Roma capitale al Ministro in indirizzo, sino al segretario generale del Sindacato militari. Quest'ultimo ha ribadito il ruolo e le funzioni dell'Esercito. Funzioni di carattere prevalentemente di carattere militare. E ha precisato che, laddove non si configurino funzioni militari, in senso stretto, gli interventi devono essere diretti al superamento di fenomeni emergenziali, si chiede di sapere se e come il Ministro in indirizzo intenda intervenire al fine di riconsiderare quanto proposto, con apposito emendamento, in sede di esame della legge di bilancio per il 2019, per non snaturare il ruolo e la funzione dell'Esercito italiano. Atto n. 3-00474 GARAVINI GIACOBBE Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: dalle comunicazioni inviate dal consolato generale di Friburgo, in questi giorni, alle famiglie di cittadini italiani residenti nella circoscrizione, si apprende che saranno sospesi dal 1° gennaio 2019 i corsi di lingua e cultura italiana nella circoscrizione consolare di riferimento, a causa della chiusura fissata per il 31 dicembre 2018 delle attività del locale ente gestore Coascit, con la conseguente interruzione del rapporto di lavoro per oltre 15 docenti; la sospensione di circa 150 corsi di italiano comporterà la perdita del servizio per oltre 1.500 alunni italiani di scuola primaria residenti in Germania, con negative ripercussioni sulle famiglie interessate all'apprendimento della lingua e della cultura italiana da parte dei propri figli; pertanto, il consolato generale di Friburgo, di concerto con la Direzione generale per la promozione del sistema Paese del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale si troverà a dover assumere nuove decisioni in relazione all'assegnazione dei finanziamenti iscritti nel cap. 3153 del proprio bilancio ad altri soggetti o enti per la realizzazione delle iniziative scolastiche previste, decisioni che prevedibilmente richiederanno del tempo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le sue valutazioni in merito; quali iniziative intenda intraprendere al fine di scongiurare l'interruzione dell'attività didattica nella circoscrizione di Friburgo, anche valutando la possibilità, di concerto con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di inviare personale docente di ruolo fino al termine delle attività scolastiche, ai sensi del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 64. Atto n. 3-00475 CIRINNA' GINETTI GRIMANI ROJC CUCCA GIACOBBE ASTORRE PARRINI IORI FERRAZZI BOLDRINI SBROLLINI LAUS MAGORNO STEFANO VERDUCCI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: in data 6 dicembre 2018 veniva data notizia, su numerosi organi di informazione, dell'avvenuto blocco della prevista diffusione, nelle scuole della Regione Umbria, di un questionario, elaborato dall'università di Perugia, volto ad indagare il fenomeno del bullismo omotransfobico nelle scuole, al fine specifico di individuare efficaci strumenti di contrasto del medesimo; di tale circostanza dava conferma il Ministro in indirizzo, con intervista rilasciata al "Corriere dell'Umbria" in pari data; considerato che: l'articolo 33 della Costituzione protegge la libertà di insegnamento e di ricerca scientifica; il contrasto al bullismo omotransfobico, oltre che con specifici strumenti giuridici, deve avvenire anzitutto sul piano educativo, coinvolgendo in prima persona gli studenti, le loro famiglie e i loro insegnanti; la costruzione di un ambiente scolastico inclusivo e rispettoso delle differenze è un obiettivo di rilevanza costituzionale espressamente attuato dalla legge n. 107 del 2015 (art. 1, comma 16), meritevole del più ampio sostegno da parte delle istituzioni di ogni livello; il blocco di un'iniziativa come quella avviata dall'università di Perugia rappresenta a giudizio degli interroganti una grave ingerenza in materia di libertà di ricerca, precludendo ai ricercatori l'accesso all'oggetto stesso della loro ricerca, vale a dire la verifica degli atteggiamenti degli studenti in relazione alla differenza di genere e all'orientamento sessuale; e rappresenta altresì, al tempo stesso, una grave violazione del principio del pluralismo in ambito educativo, si chiede di sapere: su quale base normativa, e con quale atto, il Ministro in indirizzo abbia deliberato il blocco della diffusione del suddetto questionario; quali iniziative intenda promuovere per assicurare l'effettivo rispetto della libertà di ricerca e del pluralismo educativo in questo ed in simili casi; quali iniziative intenda promuovere per contrastare il fenomeno del bullismo omotransfobico nelle scuole. Atto n. 3-00476 MOLLAME TRENTACOSTE Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: con deliberazione n. 6/2018/G del 27 marzo 2018 della Corte dei conti (Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato) veniva approvata la relazione concernente "L'attuazione del Piano irriguo per il Mezzogiorno (2005-2016)", riguardante lo stato di attuazione degli interventi compresi nel piano operativo predisposto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, approvato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) con deliberazione 27 maggio 2005, n. 74, integrato e specificato con deliberazione Cipe n. 92/2010, concernente il "Nuovo programma irriguo nazionale. Regioni del Sud Italia"; nella relazione, tra gli interventi con maggiori criticità, è fatto riferimento anche alla "Derivazione dal fiume Belice dx e affluenti nel serbatoio del Garcia - II stralcio" (A/G.C. 91), in concessione al consorzio di bonifica 2 - Palermo.