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Agli invalidi affetti da lesioni o infermità o da complesso di menomazioni fisiche che diano titolo alla 1a categoria di pensione e che non siano contemplate nella tabella E compete, in aggiunta alla pensione od all'assegno temporaneo, un assegno integrativo non riversibile, in misura pari alla metà dell'assegno di superinvalidità previsto nella lettera H della tabella E". - Il primo comma dell'art. 17 del testo unico approvato con il citato D P.R. n. 915/1978, prevede che: "Qualora con una invalidità di 2a categoria coesistano altre infermità minori, senza però che nel complesso si raggiunga, in base a quanto previsto dall'annessa tabella F-1, un'invalidità di 1a categoria, è corrisposto un assegno per cumulo, non riversibile, non superiore ai cinque decimi né inferiore ai due decimi della differenza fra il trattamento economico della 1a categoria e quello della 2a categoria di cui l'invalido fruisce in relazione alla gravità delle minori infermità coesistenti tenendo conto dei criteri informatori della predetta tabella F-1. ". - Il primo comma dell'art. 20 del testo unico approvato con il D P.R. n. 915/1978 così dispone: "Ai mutilati ed agli invalidi di guerra, con diritto a pensione o ad assegno delle categorie dalla 2a all'8a, che siano incollocabili ai sensi dell'art. 3, lettera b), della legge 3 giugno 1950, n. 375, e successive modificazioni ed integrazioni, in quanto, per la natura ed il grado della loro invalidità di guerra, possano riuscire di pregiudizio alla salute o alla incolumità dei compagni di lavoro od alla sicurezza degli impianti e che risultino effettivamente incollocati, è attribuito, in aggiunta alla pensione o all'assegno temporaneo di guerra, e fino al compimento del 65› anno di età, un assegno di incollocabilità nella misura pari alla differenza fra il trattamento corrispondente a quello previsto per gli ascritti alla 1a categoria con assegno di superinvalidità di cui alla tabella E, lettera H, esclusa l'indennità di assistenza e di accompagnamento, e quello complessivo di cui sono titolari". - L'undicesimo comma dell'art. 20 del testo unico approvato con il D P.R. n. 915/1978 stabilisce che: "Qualora l'invalido ometta la denuncia di cui al precedente comma, vengono recuperate le somme indebitamente corrisposte a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio l'attività lavorativa. In tale ipotesi può essere comminata, con decreto del Ministro del tesoro, una sanzione pecuniaria a carattere civile fino ad un importo massimo corrispondente a sei mensilità dell'assegno di incollocabilità". - L'art. 39 del testo unico approvato con il D P.R. n. 915/1978, è così formulato: "Art. 39 (Assegno di maggiorazione a favore della vedova e degli orfani). - Alla vedova, alla vedova assimilata, ed agli orfani di militari o di civili deceduti a causa della guerra nonché alla vedova, alla vedova assimilata e agli orfani di cui al precedente art. 38, che si trovino nelle condizioni economiche previste dall'art. 70, è liquidato, a domanda, in aggiunta della pensione di guerra indiretta di cui all'annessa tabella G un assegno di maggiorazione nella misura di L. 474.000 annue. Qualora la vedova e gli orfani fruiscano già del trattamento pensionistico, l'assegno di cui al presente articolo è liquidato, in assenza dei prescritti requisiti, dalle competenti direzioni provinciali del Tesoro. L'assegno di maggiorazione può essere in ogni tempo revocato con provvedimento del competente direttore provinciale del Tesoro, da notificarsi agli interessati, quando vengano meno le condizioni economiche che ne hanno determinato il conferimento. I titolari dell'assegno di cui al presente articolo hanno l'obbligo di comunicare alla competente direzione provinciale del Tesoro, entro tre mesi dalla data di scadenza del termine per la denuncia ai fini dell'imposta sui redditi delle persone fisiche (IRPEF), il venir meno del requisito delle condizioni economiche richiesto per fruire dell'assegno stesso. Qualora il pensionato effettui la comunicazione entro il predetto termine di tre mesi, la soppressione dell'assegno ha effetto dal primo giorno del mese successivo a quello di scadenza del termine stesso. Negli altri casi, la soppressione ha effetto dal primo giorno dell'anno successivo a quello in cui si sono superati i limiti di reddito. I titolari di pensioni possono conseguire un solo assegno di maggiorazione". - L'art. 62 del testo unico approvato con il D P.R. n. 915/1978, come sostituito dall'art. 11 del D P.R. n. 834/1981, è così formulato: "Art. 62 (Genitore che abbia perduto più figli per causa di guerra). - Il genitore di più militari o civili morti a causa del servizio di guerra o attinente alla guerra o per i fatti di guerra di cui agli articoli 8 e 9 consegue, a prescindere dall'età e dalle condizioni economiche, la pensione più favorevole che gli compete. Oltre a tale pensione spetta anche un aumento nella misura del 90% della pensione di cui al primo comma per ciascuno dei figli oltre il primo. Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano nei confronti dei collaterali e degli assimilati a genitori ai quali compete in ogni caso una sola pensione semprechè si trovino nelle condizioni previste dagli articoli 57 e 58". - L'art. 64 del testo unico approvato con il D P.R. n. 915/1978, è così formulato: "Art. 64 (Genitore rimasto privo di prole). - Il genitore che per la morte di uno o più figli sia rimasto totalmente privo di prole consegue, finchè duri tale situazione, la pensione più favorevole che gli compete aumentata della metà. Il genitore che abbia perduto l'unico figlio ha diritto allo stesso trattamento di cui al comma precedente a prescindere dal requisito dell'età e dalle condizioni economiche. L'aumento è cumulabile con quello contemplato nel secondo comma dell'art. 62". - Il testo dell'art. 15 del D P.R. n. 934/1981 è il seguente: "Art. 15 (Assegni annessi alle decorazioni al valor militare). L'ammontare degli assegni annessi alle decorazioni al valor militare per fatti di guerra è fissato a decorrere dal 1› luglio 1981, nella seguente misura annua: medaglia d'oro al valor militare . . . . L. 3.000.000 medaglia d'argento al valore per fatti di guerra . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 250.000 medaglia di bronzo per fatti di guerra . " 100.000 croci di guerra al valor militare . . . . " 70.000 - L'art. 70 del testo unico approvato con il D P.R. n. 915/1978, come modificato dal comma 3 dell'art. 2 della legge 6 ottobre 1986, n. 656, è così formulato: "Art. 70 (Condizioni economiche per il conferimento dei trattamenti e degli assegni pensionistici).