[resaula]

Tuttavia, come ben sa, le criticità da lei segnalate non discendono tanto da questo fattore, pur rilevante, quanto piuttosto dal tradizionale disallineamento, a livello territoriale, tra i posti vacanti e disponibili e le sedi di residenza dei nostri insegnanti. Per concorrere a soddisfare le istanze di molti docenti, il Governo ha voluto dare una prima significativa risposta con l'articolo 58 del decreto-legge sostegni- bis che, modificando l'articolo 399 del testo unico in materia di istruzione e l'articolo 13 del decreto legislativo n. 59 del 2017, ha ridotto da cinque a tre anni il vincolo di permanenza dei docenti neoassunti nella sede di prima assegnazione. La nuova previsione tiene in equilibrio l'esigenza di garantire la continuità didattica nella comunità educante e nello stesso tempo soddisfa le legittime aspettative dei docenti ad avvicinarsi ai territori di origine. Difatti, senatrice Drago, si rende necessario garantire un equo contemperamento tra esigenze contrapposte: da un lato, le legittime aspirazioni dei docenti, come da lei rappresentante; dall'altro, la necessità di assicurare adeguata stabilità agli organici così da migliorare la qualità della didattica attraverso la continuità. Ciò proprio nell'interesse dei nostri studenti. Colgo l'occasione per sottolineare come per l'anno scolastico 2021-2022, a fronte di 87.454 domande di mobilità, quelle soddisfatte a livello nazionale sono state 47.230, pari al 60,4 per cento del totale dei docenti che hanno partecipato alla procedura ordinaria. Nel dettaglio, sono state accolte 40.786 domande di mobilità territoriale, per un totale di quasi 7.000 spostamenti fuori Regione. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Drago, per due minuti. DRAGO (FdI) . Signor Ministro, chiaramente non sono soddisfatta della risposta semplicemente perché il motivo per cui le domande pervenute sono inferiori a quelle attese è legato anche al tempo riservato alle domande di mobilità: durante le vacanze pasquali, come ben sapete, in periodo Covid, i docenti avrebbero dovuto prenotare la consulenza da parte dei sindacati. Altre problematiche sono legate proprio al contratto collettivo nazionale integrativo: il terzo anno, che sarebbe il prossimo anno scolastico 2021-2022, abbiamo riservato solo il 25 per cento dei posti disponibili alla mobilità, contrariamente a quanto affermato nel citato decreto legislativo n. 297 del 1994 all'articolo 470, comma 1: priorità della mobilità degli insegnanti di ruolo rispetto alle nuove immissioni in ruolo. Non basta. La situazione, a mio avviso, più grave è il fatto che ci siano numerosissime sentenze del TAR del Lazio e della Cassazione (sezione lavoro), la più recente delle quali è la n. 07589 del 24 giugno 2021, che stabilisce che «le procedure informatizzate non possono eludere le norme di diritto a discapito del personale scolastico». Stiamo contravvenendo e infossando il moral welfare di docenti che per la maggior parte sono donne; quindi, non stiamo assolutamente tenendo conto di diritti civili. Abbiamo famiglie assolutamente allo stremo delle forze da tutti i punti di vista, soprattutto da quello economico ma anche da quello dell'equilibrio psicofisico. Spero veramente che oggi non diventi semplicemente... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE . Il senatore Romeo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02710 sulla riapertura delle scuole in sicurezza per il nuovo anno 2021/2022, per tre minuti. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, egregio signor Ministro, a quaranta giorni circa dall'inizio dell'anno scolastico 2021-2022 vorremmo sapere, noi parlamentari, ma lo vogliono sapere tutti i cittadini, a che punto siamo con il piano di ripartenza nelle scuole in sicurezza, soprattutto con attenzione a quello che è il discorso legato al reperimento di nuovi spazi e di nuove aule scolastiche. Vorremmo approfondire la questione legata ai docenti e sapere se davvero quest'anno scolastico avremo tutte le cattedre assegnate. Dall'altra parte, vorremmo sapere se sarà seguito il tema del tracciamento dei contagi con particolare attenzione magari anche alla gratuità dei tamponi o dei test salivari, che sono meno invasivi e che potrebbero andare molto bene per i bambini. Vorremmo sapere a che punto siamo sulla questione legata ai trasporti, se vi saranno una capienza massima, il potenziamento del trasporto pubblico, l'eventuale presenza di fasce orarie. Vorremmo essere informati anche in relazione alla sanificazione dell'aria negli ambienti chiusi, che è un elemento importante e di recente sono stati stanziati 200.000 euro proprio per il suo Ministero per andare in questa direzione nelle scuole. Immaginiamo però non siano sufficienti. Vogliamo sapere esattamente a che punto siamo, con estrema chiarezza perché sui giornali e sui media ne sentiamo un po' di tutti i colori, compresa l'idea di riservare la scuola in presenza solo agli studenti vaccinati, escludendo e lasciando in Dad quelli non vaccinati. Ecco, ci auguriamo che questo sia uno scherzo e vorremmo conoscere nel dettaglio quelli che sono i contenuti del piano e soprattutto sapere quando verrà a illustrarlo in Parlamento. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro dell'istruzione, professor Bianchi, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BIANCHI, ministro dell'istruzione . Signor Presidente, ringrazio il senatore Romeo per le sue domande. La posizione del Ministero e mia personale è stata sempre quella di scuola in presenza. (Applausi) . Quando negli scorsi mesi si è avuta la seconda ondata pandemica, abbiamo comunque tenuto i bambini e le bambine della primaria a scuola e abbiamo ridotto al minimo l'utilizzo della formazione a distanza per tutti gli altri. I dati recenti dell'Invalsi, quelli di ieri, dimostrano che questo nostro continuo insistere sulla presenza aveva ragione e noi lavoriamo e stiamo lavorando tutti per questo. Ricordo però che nel cosiddetto decreto sostegni- bis , le scuole statali potranno contare su 350 milioni, non 200.000, per tutte le misure di intervento necessarie a garantire la sicurezza degli ambienti scolastici specifici e, per gli stessi fini, ulteriori 60 milioni sono stati destinati alle scuole paritarie. Per gli enti locali sono stati attribuiti altri 70 milioni per l'affitto di locali e noleggio di strutture temporanee per aumentare, come da lei augurato, il numero degli spazi dedicati alla didattica. Non solo, come lei sa, nel cosiddetto decreto sostegni- bis abbiamo richiesto ulteriori risorse per quanto riguarda gli incarichi temporanei per il personale ATA e per il personale docente. Tutti ci auguriamo di essere in fondo a questo lungo tunnel , però ci dobbiamo predisporre, lo stiamo facendo e l'abbiamo fatto.