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ad oggi non c'è stata nessuna soluzione a quest' impasse gestionale, malgrado le numerose sollecitazioni provenienti dall'Aero Club Italiano, dalle istituzioni, dal comparto aeronautico e sportivo, si chiede di sapere se si intenda adottare, con la massima sollecitudine, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di nomina del presidente e degli altri componenti del consiglio federale dell'Aero Club d'Italia o, in caso contrario, quali siano i gravi motivi che impediscono la ratifica delle suddette nomine e, senza indugiare nel colpevole ritardo, se si intenda effettuare gli approfondimenti dovuti per consentire all'Aero Club Italia di operare nel pieno delle sue funzioni per il bene dell'ente stesso, di tutto il movimento tecnico-sportivo del volo e in generale del Paese. Atto n. 4-06630 BONINO MASINI RICHETTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Vista la sentenza pronunciata il 16 febbraio 2022 dalla Corte di giustizia dell'Unione europea in riunione plenaria (presidente Koen Lenaerts) relativa al ricorso C-156/21 presentato dalla Repubblica d'Ungheria avverso il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio; vista la sentenza pronunciata il 16 febbraio 2022 dalla Corte di giustizia dell'Unione europea in riunione plenaria (presidente Koen Lenaerts) relativa al ricorso C-157/21 presentato dalla Repubblica di Polonia avverso lo stesso regolamento; vista la decisione del presidente della Corte, in data 25 giugno 2021, di autorizzare ad intervenire "a sostegno delle conclusioni del Parlamento e del Consiglio", il Regno del Belgio, il Regno di Danimarca, la Repubblica federale di Germania, l'Irlanda, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, il Granducato di Lussemburgo, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica di Finlandia, il Regno di Svezia e la Commissione; considerato che il regolamento 2020/2092 condiziona la concessione dei sostegni dell'Unione europea, definiti nel piano di ripresa e resilienza, al rispetto dello Stato di diritto nei Paesi membri; ricordato che la legge n. 234 del 2012 descrive il processo di valutazione del contenzioso in sede europea e attribuisce al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro per gli affari europei, di concerto con altri Ministri eventualmente interessati, il potere di decisione sull'intervento dell'Italia nei ricorsi davanti alla Corte di giustizia dell'Unione europea; sottolineato il fatto che il regolamento 2020/2092 mira alla difesa degli interessi finanziari dell'Unione europea e dei cittadini contribuenti; constatato che non risulta che la Repubblica italiana abbia inoltrato richiesta di partecipare alle cause C- 156/21 e C-157/21 intentate dalle Repubbliche di Polonia ed Ungheria e chiuse con il citato pronunciamento della Corte di giustizia che ha respinto i ricorsi, si chiede di sapere: quali siano le ragioni per cui il Governo italiano non abbia sostenuto, insieme ad altri Paesi dell'Unione, compresi tutti gli altri cinque "fondatori" e alla Commissione, la posizione del Parlamento europeo e del Consiglio omettendo di autorizzare l'Avvocatura dello Stato a stare in giudizio presso la Corte di giustizia europea nelle cause citate; in particolare, se il Governo nutra riserve, sinora mai pubblicamente espresse, sul regolamento 2020/2092 approvato il 16 dicembre 2020 dal Parlamento europeo e dal Consiglio, sulla cui validità si è espressa in modo inequivocabile la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. Atto n. 4-06631 LANNUTTI ANGRISANI CORRADO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il 31 gennaio 2022 è stato arrestato l'ex responsabile della direzione Acquisti, Trasporti, Logistica e Servizi Operativi della RAI, Gianluca Ronchetti, con le accuse di turbativa d'asta e corruzione insieme agli imprenditori milanesi Giorgio e Andrea Gnoli, ex amministratori della AGEAS, impresa consortile Lombarda S.r.l. I fratelli Gnoli, attraverso la società AGEAS (adesso non più riconducibile a loro), avrebbero ottenuto affidamenti diretti nel settore dei servizi di facchinaggio e manovalanza per gli allestimenti scenici in vari centri di produzione RAI. Tra gli altri anche quelli relativi alla produzione di Sanremo Young 2018. Secondo il nucleo economico-finanziario della Guardia di finanza di Roma, ci sono stati centonovanta affidamenti diretti ritenuti sospetti. Si tratta di lavori commissionati dalla RAI tra il 2014 e il 2019. Tutti sotto la soglia di quarantamila euro, oltre la quale sarebbe stato necessario bandire una gara d'appalto. In cambio dell'affidamento degli appalti, il dirigente RAI avrebbe ottenuto, secondo i PM, mazzette, cene, Rolex e altre utilità. Per un totale di circa centosessantamila euro, una cifra che è stata sequestrata a Ronchetti. Si tratterebbe del prezzo della corruzione, finanziato con fondi neri creati attraverso false fatturazioni infra gruppo e guadagni fittizi; nel periodo delle indagini, finito nel mirino degli investigatori, il capo di Ronchetti era Felice Ventura. Questi a marzo 2015 (si legge sul sito della RAI) rivestiva il ruolo di direttore della direzione Acquisti. Ruolo che ha ricoperto fino al 2019, quando è stato nominato direttore della direzione Risorse umane e organizzazione. Sebbene Ventura non abbia nulla a che fare con le indagini in corso, come capo di Ronchetti il sospetto che non abbia vigilato come dovuto c'è; considerato che nel maggio 2019 Monica Caccavelli è stata nominata capo della direzione Acquisti, al posto di Ventura, nell'ambito della direzione generale corporate a cui si è aggiunto nel giugno 2019 la nomina di responsabile dell'Anagrafe per la stazione appaltante (RASA) della RAI. Da giugno 2020 ella è stata anche nominata consigliere di amministrazione di RAI Pubblicità, inoltre, a quanto risulta al giornale "La Notizia", Caccavelli sarebbe stata rimossa dalla direzione Acquisti; gli interroganti si chiedono come si spieghi che Felice Ventura coinvolto, anche se indirettamente, in una vicenda di corruzione interna all'azienda sia stato promosso mentre Monica Caccavelli, non coinvolta in nessuna vicenda venga di contro rimossa; del pari andrebbe spiegato perché la Rai si sia molto preoccupata circa l'eventuale acquisto di un video da parte della trasmissione "Report" (circostanza già chiarita dallo stesso responsabile della trasmissione, Sigfrido Ranucci), mentre non ha prestato quasi nessuna attenzione a un'inchiesta per ipotesi di corruzione di tale portata, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa vicenda e se disponga di informazioni atte a spiegare il comportamento dell'azienda. Atto n. 4-06632 D'ALFONSO LAUS PITTELLA GRIMANI Al Ministro dell'istruzione Premesso che a quanto risulta agli interroganti: