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Diciamo questo perché è stato sottolineato sia nel dibattito in Commissione che in Aula che abbiamo rilevato una serie di forzature sul metodo e sui tempi proprio su questa riforma dell'ordinamento sportivo che non dovrebbe creare divisioni. Avevamo ragione a chiedere un ulteriore approfondimento su questo provvedimento quando abbiamo votato il calendario. Un minimo approfondimento certamente c'è stato in Commissione, anche su alcuni nostri emendamenti, ma è stato troppo poco. Un ulteriore approfondimento avrebbe consentito di tentare di armonizzare al meglio varie e diverse sensibilità non necessariamente contrastanti. Se abbiamo contestato il metodo, rivendichiamo invece con forza il merito, per Forza Italia, di aver tentato - e in alcuni casi ottenuto - in Commissione, senza ostruzionismo strumentale, una mediazione tra i contendenti. Faccio riferimento alla trasformazione di alcuni nostri emendamenti in ordini del giorno - ciò è avvenuto anche grazie alle aperture del Sottosegretario del Governo - tra cui quello che impegna il Governo, in sede di attuazione della delega, a definire il ruolo del CONI di governo dell'attività olimpica in coerenza con quanto disposto dall'articolo 27 della Carta olimpica. Vi è anche un ordine del giorno che prevede che, in attuazione della delega, venga precisato che gli organismi territoriali del CONI lo rappresentino nel territorio di competenza, ma che insieme agli organi centrali contribuiscano al perseguimento dei compiti istituzionali del CONI. Da ultimo, il Governo ha accolto un nostro ordine del giorno che impegna a tener conto dell'individuazione della figura del lavoratore sportivo nella specifica attività sportiva svolta e del contesto economico, tecnico e organizzativo in cui la stessa è prestata. Non si tratta di impegni blandi, ma di impegni che riguardano la fase attuativa delle deleghe e la forza degli ordini del giorno su leggi delega non può rimanere lettera morta; anzi, possono e devono essere lo strumento per migliorare e chiarire; noi vigileremo che ciò accada. Ci preme che venga rispettato il ruolo del CONI nel governo dell'attività olimpica in coerenza con quanto disposto dal citato articolo 27. Proprio il nostro ordine del giorno, che fa riferimento all'articolo 27 della Carta olimpica, può e deve essere il ponte che consente ai vari contendenti di avvicinarsi, forse anche per raccogliere in positivo le sollecitazioni giunte oggi dal CIO in nome di un bene supremo che è lo sport. In conclusione, su un provvedimento così ampio, con elementi positivi, ma anche con varie perplessità e preoccupanti rischi che noi volevamo fossero fugati da subito, annuncio il voto di astensione di Forza Italia, in attesa di verificare, al momento dell'attuazione della delega, che tutti abbiano come unico e reale obiettivo il bene dello sport italiano. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Vorrei ricordare a tutti che lo sport italiano non è un gioco a somma zero dove chi vince determina la perdita di un altro; dovrebbe essere un gioco diverso da zero, dove c'è la contribuzione e la cooperazione di tutti per un bene supremo. Lo sport italiano è un patrimonio di tutti - nessuno escluso - e tale deve restare, senza personalismi. Il sistema Paese nella sua interezza deve - e lo sottolineo - essere al servizio dello sport italiano. Ci auguriamo che, al momento dell'attuazione della delega, tutti si ricordino di questo. Ci auguriamo che il sottosegretario Giorgetti - che sappiamo essere persona tendenzialmente di parola - usi la delega con grande giudizio e che si confronti ancora in modo proficuo con tutti gli attori interessati e con le Commissioni parlamentari prima dell'emanazione dei decreti delegati. Lo ricordo a conclusione: lo sport è di tutti, nessuno escluso. (Applausi dal Gruppo FI-BP . Congratulazioni) . PIARULLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIARULLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la storica vittoria da ultimo conseguita al Comitato olimpico a Losanna può rappresentare un'incredibile opportunità per avviare una riorganizzazione dello sport italiano che, basata sull'efficienza e sulla funzionalità, porterà Milano, Cortina, il Governo, il CONI e tutto il Paese a costruire un momento che possa rappresentare motivo di orgoglio per tutti noi. Per far sì che Milano-Cortina 2026 possa divenire un'edizione modello ed un evento esemplare, bisognerà evitare sprechi, ritardi, intoppi burocratici, mentre sotto l'aspetto sportivo sarà importante programmare la crescita di atleti affinché abbiano l'opportunità di diventare campioni. Lo sport italiano necessita di un forte rilancio all'insegna della trasparenza, di una cospicua apertura verso la società tutta attraverso il riconoscimento della centralità della pratica sportiva non solo come strumento di benessere psicofisico, ma anche di inclusione e aggregazione. Se è vero che lo sport serve la società fornendo vividi momenti di eccellenza, ora è giunto il momento di mettere al centro il ruolo sociale dello sport in questo Paese, perché al centro di un Paese in salute c'è la cultura sportiva, valore fondante attraverso il quale la persona diventa soggetto fisicamente attivo e autonomo e, in un certo senso, cittadino migliore. Lo sport favorisce l'integrazione, pertanto il nostro obiettivo deve essere innanzitutto assicurare quanto più a lungo possibile per ogni individuo la possibilità di praticare attività fisica. Ma per farlo, bisogna alzare lo sguardo; serve un orizzonte non circoscritto all'immediato, una programmazione di medio-lungo periodo da parte dello Stato. Se nella maggior parte dell'Europa lo sport è percepito come diritto di ogni cittadino, che le istituzioni garantiscono promuovendo un'offerta qualificata e completa che induce ad ampliare sempre di più la base dei praticanti, purtroppo in Italia non è stato così. I passati Governi hanno mostrato scarso interesse per il mondo sportivo delegando quasi totalmente ogni decisione al Comitato olimpico nazionale italiano. Da qui l'esigenza di una disciplina unitaria per settori omogenei, per specifiche attività, nonché l'esigenza di accorpare le varie disposizioni in un testo unico dello sport, mentre il CONI continuerà a concentrarsi sulle attività legate alle Olimpiadi, nel rispetto dell'autonomia di tutti i soggetti, a svolgere i compiti di vigilanza anche alle direttive del comitato internazionale olimpico, nonché i compiti di giustizia sportiva e un'attività propulsiva a favore dello sport. Vi è una necessità avvertita da più parti non procrastinabile di una nuova visione che sia in grado di esaltare l'essenza della pratica sportiva dando attenzione alla formazione, all'educazione e alle piccole-medie federazioni. Più equilibrio tra promozione e competizione, meno verticismo nella strutturazione del sistema in favore di un modello più inclusivo e partecipato; più investimenti in cultura sportiva, dedicando risorse alle istituzioni scolastiche e alle infrastrutture sportive. Da un lato, gli atleti, indipendentemente dal loro status di professionisti o dilettanti, nel momento in cui risponderanno a determinati requisiti, avranno riconosciuti i loro diritti in materia assicurativa e previdenziale. Dall'altro lato, gli enti sportivi in generale potranno godere di ulteriori benefici contabili, amministrativi e fiscali.