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Il nuovo articolo 97 prevede che la disponibilità o l'accessibilità economica dei telefoni pubblici continueranno ad essere garantite ove la necessità di tali servizi sia determinata sulla base delle circostanze nazionali. Tra le varie modifiche in materia di diritti degli utenti finali, l'articolo 98- septies decies riscrive la disciplina della durata dei contratti e del diritto di recesso. La relazione illustrativa sottolinea che la nuova disposizione stabilisce che la durata dei contratti non sia superiore a 12 mesi, rispetto al termine di 24 mesi indicato nella direttiva, e che il diritto di recesso può essere esercitato dall'utente finale entro 60 giorni dall'avvenuta comunicazione di modifica delle condizioni contrattuali, mentre la direttiva prevede solo un mese. L'articolo 2 dello schema di decreto legislativo in esame apporta modifiche conseguenti alle parti del Codice delle comunicazioni elettroniche che non sono toccate dall'articolo 1, riorganizzando la partizione del compendio normativo e sostituendo gli allegati. L'articolo 3 interviene sulla procedura di nomina del Presidente e dei Commissari dell'AGCOM, prevedendo che essi siano scelti sulla base del merito, delle competenze e della conoscenza del settore, tra persone di riconosciuta levatura ed esperienza professionale, che abbiano manifestato e motivato il proprio interesse a ricoprire tali ruoli ed inviato il proprio curriculum professionale. Prima della elezione dei commissari e della designazione del presidente, i curricula ricevuti dal Senato, dalla Camera e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, entro i termini e secondo le modalità da questi fissati, sono pubblicati nei rispettivi siti istituzionali. L'articolo 4 reca modifiche al Testo unico dell'edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 per l'infrastrutturazione digitale degli edifici. In primo luogo, si interviene sulla disciplina della agibilità di cui all'articolo 24 del testo unico, prevedendo che, mediante segnalazione certificata, sia attestato - oltre che la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, nonché la conformità dell'opera al progetto presentato e la sua agibilità - anche, ove previsto, il rispetto degli obblighi di infrastrutturazione digitale e che, ai fini dell'agibilità, debba essere presentata al SUAP la segnalazione certificata per l'attestazione di "edificio predisposto alla banda ultra larga", rilasciata da un tecnico abilitato. All'articolo 135- bis , recante norme per l'infrastrutturazione digitale degli edifici, viene introdotto un nuovo comma, ai sensi del quale per i nuovi edifici nonché in caso di nuove opere che richiedono il rilascio di permesso di costruire, per i quali la domanda di autorizzazione edilizia sia stata presentata dopo la data del l° gennaio 2022, l'adempimento dei prescritti obblighi di equipaggiamento digitale degli edifici è attestato dall'etichetta necessaria di "edificio predisposto alla banda ultra larga", rilasciata da un tecnico abilitato, su istanza del soggetto che ha richiesto il rilascio del permesso di costruire o di altro soggetto interessato. Tale attestazione è necessaria ai fini della segnalazione certificata. Il Comune entro 90 giorni dalla ricezione della segnalazione è tenuto a comunicare i dati relativi agli edifici infrastrutturali al Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture (SINFI). Si prevede infine l'adozione di un decreto ministeriale per la definizione delle modalità attuative degli obblighi di infrastrutturazione digitale all'interno degli edifici con impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica a banda ultra larga. L'articolo 5 reca norme transitorie e di coordinamento. L'articolo 6 reca la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 7 disciplina l'entrata in vigore. Il seguito dell'esame è rinviato. IN SEDE CONSULTIVA n. 290 - strumenti digitali nel diritto societario Doc n. 290 Schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva (UE) 2019/1151 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, recante modifica della direttiva (UE) 2017/1132 per quanto concerne l'uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario (Osservazioni alla 2 a Commissione. Esame e rinvio) Il presidente COLTORTI ( M5S ), in sostituzione del relatore Paroli, illustra lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva 2019/1151 relativa all'uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario. La direttiva 2019/1151 ha modificato la direttiva 2017/1131 sul diritto societario, al fine di prevedere che gli Stati membri predispongano le procedure volte a consentire che la costituzione delle società e la registrazione delle succursali possano essere effettuate online . Per quanto riguarda l'Italia, l'obbligo in questione riguarda le società a responsabilità limitata e le società a responsabilità limitata semplificate, mentre l'estensione ad ulteriori tipi di società di capitali costituisce una facoltà. L'articolo 29 della legge di delegazione europea 2019-2020 ha tuttavia previsto che la possibilità di costituzione online riguardi solo le società a responsabilità limitata e le società a responsabilità limitata semplificate. La direttiva contiene inoltre disposizioni in materia di interconnessione dei registri delle imprese dei 27 Stati membri, volte a garantire lo scambio di informazioni sulle succursali e sulle cause di ineleggibilità e decadenza degli amministratori delle società. Lo schema di decreto si compone di 12 articoli. L'articolo 1 reca le definizioni. L'articolo 2 prevede dunque che l'atto costitutivo delle società a responsabilità limitata e delle società a responsabilità limitata semplificate aventi sede in Italia e con capitale versato mediante conferimento in denaro possa essere ricevuto dal notaio, per atto pubblico informatico, con la partecipazione in videoconferenza delle parti richiedenti o di alcune di esse. La ricezione degli atti in questione avverrà mediante una piattaforma telematica predisposta e gestita dal Consiglio nazionale del notariato. La piattaforma dovrà consentire: l'accertamento dell'identità, la verifica dell'apposizione, da parte di chi ne è titolare, della firma digitale o di altra firma elettronica qualificata, la verifica e l'attestazione della validità dei certificati di firma utilizzati, nonché la percezione di ciò che accade alle parti collegate in videoconferenza nel momento in cui manifestano la loro volontà. Il notaio dovrà interrompere la stipula dell'atto in videoconferenza e chiedere la presenza fisica delle parti, o di alcune di esse, laddove dovesse dubitare dell'identità del richiedente o qualora rilevasse il mancato rispetto delle norme riguardanti la capacità di agire e la capacità dei richiedenti di rappresentare una società. L'articolo 3 concerne la conservazione e la pubblicità in formato digitale di dati e atti societari presso il registro delle imprese.