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L’Unione italiana delle camere di commercio, anche attraverso proprie società specializzate, istituisce, in accordo con le associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale degli operatori di cui all’articolo 1, comma 1, e delle associazioni nazionali maggiormente rappresentative del settore orafo, un portale internet finalizzato alla pubblicazione di una banca dati degli oggetti d’oro, del materiale gemmologico o recante materiale gemmologico usati, per facilitare la compravendita tra operatori e l’attività di controllo delle Forze dell’ordine e della magistratura al fine di contrastare l’evasione fiscale, la ricettazione e il riciclaggio. 8. Gli operatori di cui all’articolo 1, comma 1, hanno l’obbligo di pubblicare sul portale di cui al comma 7 ogni informazione sugli oggetti acquistati, corredati delle informazioni di cui al comma 1, esclusa l’eventuale documentazione personale del cedente se soggetto privato. 9. Il portale di cui al comma 7 e i programmi e strumenti informatici per l’invio telematico alle questure previsto dal comma 2, sono finanziati con le risorse disponibili a legislazione vigente. Art. 3. (Disposizioni fiscali) 1. Alle cessioni di oggetti d’oro o recanti materiale gemmologico, di rottami, cascami e avanzi di oro e materiale gemmologico, prodotti finiti e di gioielleria, usati, rivenduti per la successiva fusione e affinazione chimica per il recupero del materiale prezioso ivi contenuto, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 17, quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nel rispetto degli adempimenti ivi previsti. 2. Alle cessioni di oggetti d’oro o recanti materiale gemmologico, di rottami, cascami e avanzi di oro e materiale gemmologico, prodotti finiti e di gioielleria, usati, si applica altresì quanto previsto dall’articolo 36 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, e successive modificazioni. Art. 4. (Tutela del consumatore) 1. Agli operatori di cui all’articolo 1, comma 1, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 20, 21 e 22 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 agosto 2005, n. 206, e successive modificazioni, con particolare riguardo alla pubblicità inerente il pagamento in contanti. 2. Gli operatori di cui all’articolo 1, comma 1, sono tenuti a porre le bilance in vista affinché il consumatore possa controllare il piatto prima e durante la pesata, consentendo che uno dei display possa essere letto simultaneamente dal cliente e dall’operatore al momento della pesata. 3. La verifica degli strumenti di misura, prevista dal regolamento di cui al decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato 28 marzo 2000, n. 182, utilizzati dagli operatori di cui al comma 1, è annuale. Art. 5. (Istituzione del borsino dell’oro usato) 1. Al fine di incentivare il recupero degli oggetti preziosi e del materiale gemmologico non più utilizzato in possesso dei privati, di smaltire le sostanze riconosciute come tossiche, quali nichel, cadmio e altre sostanze eventualmente contenute nei prodotti stessi, di creare un canale alternativo di approvvigionamento della materia prima per le imprese di produzione e di dare impulso all’acquisto di nuovi prodotti di gioielleria, è istituito il borsino dell’oro usato presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura secondo modalità e criteri stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con il quale sono altresì definite le modalità del calcolo del prezzo indicativo minimo dell’oro, di altri metalli preziosi e materiale gemmologico. 2. Al fine di tutelare i consumatori da eventuali truffe o sottovalutazioni degli oggetti d’oro, di materiale gemmologico o recanti pietre preziose usati, rivenduti ai soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, il borsino dell’oro usato è aggiornato giornalmente e pubblicato sul portale nazionale e sui portali provinciali internet delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e sui quotidiani locali a cura delle camere medesime. Art. 6. (Modifiche al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231) 1. Al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 10, comma 2, lettera e) , il numero 2 è sostituito dal seguente: «2) fabbricazione, mediazione, commercio e detenzione, comprese l’esportazione e l’importazione di oggetti d’oro o recanti materiale gemmologico, di rottami, cascami e avanzi di oro e materiale gemmologico, prodotti finiti e di gioielleria, anche usati, per i quali è prevista la licenza di cui all’articolo 127 del TULPS, e successive modificazioni»; b) dopo l’articolo 14 è inserito il seguente: «Art. 14- bis. - (Soggetti che esercitano attività con oggetti d’oro e preziosi). -- 1. È fatto obbligo ai soggetti di cui all’articolo 10, comma 2, lettera e) , numero 2), di rilasciare una dettagliata ricevuta comprovante l’acquisto di oggetti d’oro o recanti materiale gemmologico, di rottami, cascami e avanzi di oro e materiale gemmologico, prodotti finiti e di gioielleria, usati, da destinare alla fusione. La ricevuta deve obbligatoriamente contenere le seguenti informazioni: a) dati personali del cedente, copia del documento d’identità in corso di validità, codice fiscale; b) dati dell’acquirente, ragione sociale, partita IVA, codice fiscale; c) luogo, data, ora dell’acquisto; d) descrizione dettagliata dell’oggetto acquistato, del suo stato, della valutazione della qualità e del valore dell’oggetto al momento dell’acquisto; e) informativa sul trattamento dei dati personali sottoscritta dal cedente; f) numero di serie dell’operazione corrispondente al numero dell’operazione trascritta nel registro degli acquisti vidimato dalla questura. 2. In caso di mancato rilascio della ricevuta di cui al comma 1, il soggetto cedente è passibile di sanzione amministrativa, la cui quantificazione è stabilita con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico». 2. Il decreto del Ministro dell’interno di cui al comma 2 dell’articolo 14- bis del decreto legislativo n. 231 del 2007, introdotto dal comma 1 del presente articolo è emanato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 7. (Promozione del settore orafo nazionale) 1.