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Il titolare di imprese alimentari aventi meno di dieci dipendenti e volume d'affari annuo inferiore a 2 milioni di euro può svolgere direttamente i compiti di prevenzione e tutela della sicurezza degli alimenti o mangimi e della lealtà commerciale, qualora abbia frequentato corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi correlati alla propria attività produttiva nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni, da definire mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. In tale ipotesi, non ha l'obbligo di designare l'operatore del settore degli alimenti o dei mangimi, il responsabile della produzione e il responsabile della qualità». 30 (Modifica all'articolo 25- bis .1 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231) 1 All'articolo 25- bis .1, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, le parole: «513, 515, 516, 517, 517- ter e 517- quater » sono sostituite dalle seguenti: «513 e 515». 31 (Introduzione degli articoli 25- bis .2 e 25- bis .3 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231) 1 Dopo l'articolo 25- bis .1 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sono inseriti i seguenti: «Art. 25- bis .2. - (Delle frodi in commercio di prodotti alimentari). – 1 . In relazione alla commissione dei reati di frode in commercio di prodotti alimentari previsti dal codice penale, si applicano all'ente le seguenti sanzioni pecuniarie: a) per i delitti di cui agli articoli 516 e 517, la sanzione pecuniaria fino a trecento quote; b) per il delitto di cui all'articolo 517- quater , la sanzione pecuniaria da cento a quattrocento quote; c) per il delitto di cui all'articolo 517- quater .1, la sanzione pecuniaria da duecento a ottocento quote. 2 . Nel caso di condanna per il delitto di cui all'articolo 517- quater .1, si applicano all'ente le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2. 3 . Se l'ente, o una sua unità organizzativa, sono stabilmente utilizzati allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei reati indicati nel comma 1, si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività ai sensi dell'articolo 16, comma terzo. Art. 25- bis .3. - (Dei delitti contro la salute pubblica). – 1 . In relazione alla commissione dei delitti contro la salute pubblica previsti dal codice penale, si applicano all'ente le seguenti sanzioni: a) per il delitto di cui all'articolo 439, la sanzione pecuniaria da cinquecento a mille quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività da uno a due anni; b) per il delitto di cui all'articolo 439- bis , la sanzione pecuniaria da cinquecento a ottocento quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività da uno a due anni; c) per il delitto di cui all'articolo 440, la sanzione pecuniaria da trecento a seicento quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività da sei mesi a un anno; d) per il delitto di cui all'articolo 442, la sanzione pecuniaria fino a trecento quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività fino a sei mesi; e) per il delitto di cui all'articolo 444, la sanzione pecuniaria fino a trecento quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività fino a sei mesi; f) per il delitto di cui all'articolo 445- bis , la sanzione pecuniaria da quattrocento a ottocento quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività da uno a due anni; g) per il delitto di cui all'articolo 452, la sanzione pecuniaria fino a trecento quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività fino a sei mesi. 2 . Se l'ente, o una sua unità organizzativa, sono stabilmente utilizzati allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei reati indicati nel comma 1, lettera a) , si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività ai sensi dell'articolo 16, comma 3». 32 (Modifica dell'articolo 5 della legge 30 aprile 1962, n. 283) 1 L'articolo 5 della legge 30 aprile 1962, n. 283, è sostituito dal seguente: «Art. 5. – 1 . Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque prepara, produce, trasporta, importa, esporta, introduce in custodia temporanea o in deposito doganale, spedisce in transito, detiene per il commercio, somministra o commercializza con qualunque modalità alimenti che, per inosservanza delle procedure o dei requisiti di sicurezza prescritti da leggi o regolamenti nazionali o dell'Unione europea, oppure per il cattivo stato o l'inidoneità delle condizioni di conservazione, per i trattamenti subiti, l'alterazione, la presenza di ingredienti, componenti, cariche microbiche o additivi vietati o superiori ai limiti stabiliti da regolamenti o disposizioni ministeriali, risultino non sicuri, o per altra causa pregiudizievoli per la salute o inadatti al consumo umano, è punito con la pena della reclusione da uno a quattro anni se il fatto è commesso nell'ambito, nelle forme o per le finalità della grande distribuzione o del commercio all'ingrosso. 2 . Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la stessa pena si applica quando, a causa della falsità o incompletezza delle informazioni commerciali fornite in relazione ad essi, il consumo degli alimenti possa comportare effetti dannosi per la salute anche soltanto di particolari categorie di consumatori. 3 . Se i fatti di cui ai commi 1 e 2 sono commessi per colpa, si applica la pena dell'arresto da sei mesi a due anni. 4 . Se i fatti di cui ai commi 1 e 2 avvengono nelle forme del commercio al dettaglio o della somministrazione, si applica la pena dell'arresto fino a un anno o dell'ammenda da 3.000 a 30.000 euro. Se gli stessi fatti sono commessi per colpa, si applica la sanzione amministrativa da 2.000 a 20.000 euro. 5 . In caso di condanna per i reati di cui ai commi 1 e 2, si applica l'articolo 36 del codice penale. 6 . Quando dai fatti di cui ai commi 1 e 2 consegue un disastro sanitario, si applica l'articolo 445- bis del codice penale. 7 . Agli effetti della legge penale si applicano le nozioni di commercio all'ingrosso e al dettaglio di cui all'articolo 4, lettere a) e b) , del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114». 33 ( Introduzione degli articoli 5- bis , 5- ter e 5- quater della legge 30 aprile 1962, n. 283 ) 1 Dopo l'articolo 5 della legge 30 aprile 1962, n. 283, sono inseriti i seguenti: «Art. 5- bis. – 1 .