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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 181 LICHERI La seduta inizia alle ore 14,15. IN SEDE REFERENTE Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 Doc Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 9 luglio. Il PRESIDENTE comunica che la senatrice Ginetti ha presentato le riformulazioni 5.100 (testo 2) e 7.46 (testo 2), ha ritirato l'emendamento 5.103, trasformandolo nell'ordine del giorno G/1721/15/14, e ha ritirato gli emendamenti 9.51 e 9.52, trasformandoli nell'ordine del giorno G/1721/16/14. Il senatore Cangini ha ritirato gli emendamenti 9.20 e 9.25, trasformandoli nell'ordine del giorno G/1721/17/14. Sono state, inoltre, presentate le riformulazioni 3.5 (testo 2), 3.11 (testo 2), 4.3 (testo 2), 4.37 (testo 2), 5.9 (testo 2), 5.65 (testo 2), 5.72 (testo 2), 7.22 (testo 2), 17.1 (testo 2), 20.0.12 (testo 2), 20.0.37 (testo 2) e 20.0.47 (testo 2), e sono stati ritirati gli emendamenti 1.9, 3.3, 4.16, 5.76, 7.29 e 20.0.42. Le riformulazioni e i nuovi ordini del giorno sono pubblicati in allegato al resoconto. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 DDL 1874 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Parere alla 5 a Commissione. Esame. Parere non ostativo) La senatrice GIANNUZZI ( M5S ), relatrice, illustra i contenuti del decreto-legge in conversione, di maggiore attinenza alle competenze della Commissione. Evidenzia che esso reca misure urgenti, connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19, in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali. Le misure previste possono essere inquadrate in 11 ambiti settoriali: misure a sostegno del lavoro; misure fiscali; misure finanziarie; sanità e politiche sociali; protezione civile e difesa; regioni, enti locali e coesione territoriale; pubblica amministrazione e giustizia; scuola, università e ricerca; cultura, spettacolo e sport; infrastrutture, trasporti e comunicazioni; agricoltura e immigrazione. Il provvedimento, che consta di 266 articoli suddivisi in tredici capi, è il terzo grande intervento varato dal Governo per affrontare le conseguenze sanitarie, economiche e sociali dell'emergenza Covid-19, dopo il «decreto Cura Italia» e il «decreto Liquidità», e configura un intervento di entità pari a 55 miliardi di euro. In particolare, l'articolo 2, comma 6 -bis , introdotto nel corso dell'esame alla Camera dei deputati, autorizza, per l'anno 2020, la spesa massima di 2 milioni di euro in favore del personale delle Centrali Uniche di Risposta (CUR) regionali, del Numero Unico Europeo (NUE) di emergenza. Al riguardo, si ricorda che il NUE di emergenza 112, in progetto sin dal 1991, è stato introdotto con la direttiva 2002/22/CE e, dopo un periodo di sperimentazione, è stato definito in Italia con la legge delega 7 agosto 2015, n. 124 (cosiddetta Legge Madia), con centrali operative di risposta di ambito regionale. Tra le norme contenute nel titolo II del decreto-legge, relative al sostegno alle imprese e all'economia, l'articolo 26 istituisce tre misure di sostegno al rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni sotto forma di: credito di imposta a fronte di investimenti in società italiane che hanno subito una riduzione dei ricavi; credito d'imposta sulle perdite registrate nel 2020; fondo per il sostegno e rilancio del sistema economico-produttivo italiano, denominato Fondo Patrimonio PMI, finalizzato a sottoscrivere obbligazioni o titoli di debito di nuova emissione delle società di media dimensione. L'accesso a tali forme di sostegno è sottoposto a talune condizioni tra le quali la circostanza che, al 31 dicembre 2019, le società non rientrino nella categoria delle imprese in difficoltà ai sensi della disciplina europea sugli aiuti di Stato e non abbiano ricevuto e, successivamente, non rimborsato aiuti ritenuti illegittimi o incompatibili dalla Commissione europea. L'efficacia delle predette misure è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea ai sensi della normativa sugli aiuti di Stato. L'articolo 27 reca disposizioni che consentono a Cassa depositi e prestiti di costituire un patrimonio destinato, denominato «Patrimonio Rilancio», a cui sono apportati beni e rapporti giuridici dal Ministero dell'economia e delle finanze allo scopo di attuare interventi e operazioni di sostegno e rilancio del sistema economico produttivo italiano in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Il patrimonio destinato opera nelle forme e alle condizioni previste dal quadro normativo dell'Unione europea sugli aiuti di Stato adottato per fronteggiare l'emergenza epidemiologica, cosiddetto Temporary Framework (Comunicazione C(2020) 1863, del 19 marzo 2020, come modificata il 3 aprile e l'8 maggio 2020), ovvero a condizioni di mercato. Ove necessario, gli interventi del patrimonio destinato sono subordinati all'approvazione della Commissione europea ai sensi della disciplina sugli aiuti di Stato. L'articolo 35 prevede la garanzia di SACE a favore delle imprese di assicurazione del ramo credito, in misura pari al 90 per cento degli indennizzi generati dalle esposizioni relative a crediti commerciali a breve termine, maturati dalla data di entrata in vigore del decreto-legge e fino al 31 dicembre 2020, entro il limite massimo di 2 miliardi di euro. Sulle obbligazioni di SACE derivanti dalle garanzie, è accordata di diritto la garanzia dello Stato, la cui efficacia è subordinata all'approvazione da parte della Commissione europea ai sensi della disciplina sugli aiuti di Stato.