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Qui parliamo di uno stato di emergenza che, non tanto tempo fa, ha chiuso in casa 60 milioni di italiani. Allora, non è possibile che, allo stato di emergenza, come traspare dalle sue pur garbate parole, si ricolleghi l'autorizzazione per la Presidenza del Consiglio dei ministri, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, quindi con un atto amministrativo normativo unilaterale del Governo, a privare, ancora una volta, 60 milioni di italiani dei loro diritti di libertà. (Applausi) . Non è possibile. Mi creda, signor Ministro, lei ha di fronte delle persone collaborative, lo abbiamo dimostrato anche se - lo ripeto ancora una volta - risultano quasi urticanti queste continue evocazioni di collaborazione e richiesta di solidarietà da parte di un Governo che, a parte qualche piacevolissimo caffè a Palazzo Chigi, non ci ha particolarmente coinvolti nella sua attività di gestione dell'emergenza (Applausi) , nonostante noi avessimo e abbiamo ancora utilissime ricette sanitarie, economiche e di economia della conoscenza - probabilmente il tema più importante di questi tempi - per far ripartire velocemente il Paese. Signor Ministro, io ritengo davvero che non sia possibile che lo stato di emergenza significhi inserire dei contenuti così importanti per tutti noi. Ciò di cui stiamo parlando, lo ripeto, lo dice la Nota di aggiornamento al DEF in quella parte relativa agli scenari possibili della pandemia, in cui si dice che saranno possibili altre chiusure selettive di settori economici. Non ne abbiamo avuto abbastanza, signor Ministro? (Applausi) . Non lo possiamo fare con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Mi creda, lei non ha davanti un branco di ciechi negazionisti, lei ha davanti persone che fanno dei protocolli di sicurezza l'essenza della gestione dell'emergenza, ma non così, non in questo modo, non illudendo gli italiani, signor Ministro, che lo stato di emergenza significhi maggiore sicurezza. Voi che siete al Governo dovreste dimostrare, come tutti gli altri Governi di Europa, di essere in grado di governare questo Paese con gli strumenti ordinari, non con le leggi speciali e con gli editti che tagliano fuori l'unico organismo che sia legittimato a tagliare i diritti di libertà, cioè il Parlamento. (Applausi) . Questo per un semplicissimo motivo - poi i miei colleghi, i cui interventi seguiranno il mio, approfondiranno gli argomenti specifici - perché non è giusto, signor Ministro, che un atto unilaterale del Governo faccia aggio su un organo come il Parlamento che rappresenta tutti gli italiani e quando si prendono provvedimenti che riguardano tutti gli italiani c'è un'unica casa in cui questi provvedimenti devono essere discussi: questa. (Applausi) . Lo dico non solamente a lei, signor Ministro, ma anche ai colleghi della maggioranza, che non devono consentire, per problemi di gestione delle dinamiche governative, che questi diritti siano sottratti a questo organismo, a questo organo, a questo collegio per sempre. La prego, signor Ministro, lei è persona competente, trasferisca a chi di dovere questo pensiero. Non è possibile, per portare a casa un risultato oggi, privare il Paese della doverosa separazione dei poteri domani e per sempre. (Applausi) . Anche questo è il futuro del Paese. Lei ha detto di voler ringraziare gli operatori sanitari e gli operatori della scuola. Lo deve fare veramente, perché soprattutto per gli operatori della scuola, signor Ministro, non è andato tutto bene. Dobbiamo ringraziare tutti eccetto il ministro Azzolina, e non è poca cosa, signor Ministro. (Applausi) . Abbiamo avuto sei mesi per predisporre dei protocolli di sicurezza. Lei ha ragione quando dice che si sta facendo il possibile, ma il possibile, quando si richiedono leggi speciali e pieni poteri, non è sufficiente. Lei sa bene che esistono dei problemi legati a presidi sanitari che nella scuola non sono mai stati predisposti. Lei sa che esistono problemi legati alla gestione di problemi sanitari che da adesso in poi diventeranno sempre più gravi, perché come ci avete detto tante volte da qui ad aprile cinque milioni di persone, signor Ministro, signor vice Ministro, si ammaleranno di malattie virali respiratorie che non sono Covid, ma che potranno sovrapporsi al Covid, di cui i medici non saranno in grado di fare diagnosi e dove andranno questi malati? In ambulatori pubblici, privati, pronto soccorso, dai medici di base? Avete organizzato dei protocolli di sicurezza per tutto questo? Noi ve lo stiamo chiedendo da sei mesi. Vi stiamo chiedendo da sei mesi di organizzare il sistema scuola, quantomeno predisponendo delle sicurezze anche strutturali. È servito a qualcosa cambiare i banchi? Avete visto delle scene terribili: banchi a rotelle che cozzavano gli uni contro gli altri, alla faccia del distanziamento sociale. Vediamo assembramenti fuori dalle scuole. Signor Ministro, non possiamo dire che quando va tutto bene è merito del Governo e quando non va tutto bene, come adesso, è colpa degli italiani. (Applausi). Lei solo ha riconosciuto che non è così, ma il suo Presidente del Consiglio e il suo Governo no. Siamo intellettualmente onesti. Signor Ministro, ancora una cosa. Noi ci rifiutiamo - e combatteremo fino all'ultimo respiro - di consentire che lo stato di emergenza venga esteso a tutti gli italiani e alle loro libertà fondamentali, e che ci sia un ordinario prelievo fiscale, a partire dal 15 ottobre, con 9 milioni di cartelle che partiranno ai danni di contribuenti che non stanno guadagnando o stanno guadagnando molto meno. Noi chiederemo e continueremo a chiedere la proroga di tutte le scadenze fiscali, dei pignoramenti degli stipendi e delle pensioni almeno fino al 31 gennaio 2021. Questo è doveroso. Uno Stato che chiede soldi a chi non guadagna o a chi guadagna meno non per sua colpa è uno Stato tiranno (Applausi), e noi non vogliamo essere complici di uno Stato tiranno. Signor Presidente, credo che il tempo a mia disposizione si sia esaurito. Signor Ministro, noi abbiamo molte cose da dire e le diremo nei nostri interventi. Lei ha capito che lo stato di emergenza non ci piace per un motivo specifico. Ci sta raccontando oggi delle cose con una finzione che non ci è mai piaciuta, perché lei ci viene a raccontare qualcosa su cui noi diciamo altre cose di cui lei non terrà conto. Il Governo farà comunque il suo atto unilaterale, indipendentemente da quello che le diremo noi nelle due ore successive. (Applausi). Questa è una presa in giro, signor Ministro, prima di tutto del Governo, ancor più che del Parlamento. Vi prendete in giro da soli. Noi chiediamo e pretendiamo che quello che state facendo, lo facciate con l'unico strumento previsto dalla Costituzione per la necessità e l'urgenza: i decreti-legge. (Applausi). Colleghi, signor Ministro, la Costituzione non è un orpello che si mette da parte quando non si ha convenienza ad usarla. La Costituzione è sempre e per sempre, e la Costituzione ha predisposto chiari strumenti per l'emergenza. Non chiedeteci più di collaborare facendo gli osservatori non partecipanti. Ve lo abbiamo detto tante volte e ve lo ripetiamo: noi ci siamo per collaborare, per lavorare insieme, ma per noi la collaborazione non sarà mai obbedienza. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romeo.