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(Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Poi sentire un senatore dell'opposizione in Commissione ironizzare sui nomi dei nostri provvedimenti è stato svilente; sulla concretezza, così come sulla sicurezza, ma lo comprendo. Lo comprendo perché la sua parte politica è lontana anni luce e fa parte del loro modus operandi , perché quando governavano sono stati distanti sia dalle amministrazioni pubbliche, sia dal problema della sicurezza dei nostri cittadini. Concretezza e sicurezza ce le chiedono i cittadini per bene, quelli che non credono più nei Governi precedenti, fortunatamente, ma hanno dato a noi il mandato per portare avanti le loro istanze. Mi accingo a concludere, facendo riferimento anche all'articolo 5, che reca disposizioni in materia di buoni pasto. Vorrei ribadire, per chi non l'avesse capito, che tali disposizioni riguardano esclusivamente le amministrazioni pubbliche. Lo dico perché ieri ho sentito una collega attaccare il Governo e la maggioranza, perché in tale provvedimento non sono stati inseriti anche i pubblici esercizi. Allora, se la legge e i codici non sono un'opinione, l'amministrazione pubblica è una cosa, mentre l'imprenditoria privata - e ripeto privata - è un'altra cosa. Essere accessibile al pubblico non vuol dire essere del pubblico. Capisco che la parola «pubblico» possa averla tratta in inganno, ma questo provvedimento parla d'altro. Il provvedimento, in conclusione, è un importante strumento con il quale finalmente si cambia la fisionomia dell'amministrazione pubblica, prevedendo strutture e misure a sostegno dei dirigenti nella lotta contro la miriade di furbi intenzionati ad avvantaggiarsi a scapito delle finanze pubbliche, ai danni dei cittadini onesti, ed agevolando l'entrata dei giovani nel mondo del lavoro. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Salutiamo a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto d'istruzione superiore «Emanuele Duni-Carlo Levi» di Matera, che assistono ai nostri lavori. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 920 PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi senatori, vorrei provare a fare una riflessione aggiuntiva con riferimento al disegno di legge concretezza, per non ripetere quanto ho sentito questa mattina in Aula, in modo particolare negli interventi delle due colleghi Minuto e Toffanin; quest'ultima soprattutto, nella veste di relatrice di minoranza, è stata molto puntuale e precisa nella sua analisi. Leggendo questo provvedimento sono stata colpita, signor Ministro, dalla sua capacità di fare editing comunicativo. Mi riferisco al termine «concretezza» delle azioni della pubblica amministrazione, che rimanda immediatamente il pensiero alle organizzazioni aziendali, delle quali è tipico. La pubblica amministrazione lo è, in quanto eroga servizi pubblici, e come tutte le organizzazioni, a partire dal top manager , passando all'impiegato, finendo all'operaio e al centralinista, dovrebbe essere gestita prevalentemente con buonsenso, cercando di conseguire anche la massima efficienza, efficacia e produttività dell'azione amministrativa. Tutti termini che vedo ricorrere da almeno trent'anni, a partire dagli anni '90, quando iniziai il mio percorso professionale nella pubblica amministrazione. È vero, però, che siamo arrivati oggi ad avere una pubblica amministrazione che è poco efficiente, poco efficace e poco produttiva. Questo accade perché le risorse umane, finanziarie e tecnologiche non sono state coordinate dai manager tra loro, attraverso processi orientati al raggiungimento di obiettivi concreti e misurabili. Cosa mi sarei aspettata da lei, signor Ministro, che è persona della quale ho grande stima, come avvocato penalista, ma che non so se ha un profilo professionale da manager abituato ad organizzare grandi strutture complesse, qual è appunto la pubblica amministrazione? Mi sarei aspettata una serie di interventi e indirizzi sui fattori di successo di un'organizzazione: la scelta della struttura organizzativa più adeguata; il corretto dimensionamento delle risorse all'interno di una struttura; la gestione dei processi; la standardizzazione dei flussi fisici e informativi; le regole di coordinamento tra le risorse, delle quali hanno davvero tanto bisogno i vari dipartimenti dei ministeri e, in generale, della pubblica amministrazione; la gestione dei carichi di lavoro; l'analisi e la rimozione dei vincoli e di tutte le limitazioni; il controllo delle performance e i meccanismi di misurazione e incentivazione; i sistemi di comunicazione e reporting , nonché i processi di miglioramento continuo. In ogni realtà organizzativa di successo, ciascuna di queste variabili, signor Ministro, diventa oggetto di revisione e riprogettazione in funzione dei cambiamenti, dei risultati conseguiti e dei traguardi che si vogliono raggiungere. Lei potrebbe dirmi che queste mie considerazioni hanno un profilo troppo privatistico. Le dico invece che princìpi e metodi che si utilizzano per impostare correttamente un'organizzazione non cambiano al mutarsi della tipologia di questa, sia essa privata o pubblica, sia che eroghi beni o servizi. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Ciò che deve cambiare, signor Ministro, è il management di questa pubblica amministrazione. Oggi le esigenze di cambiamento sono molto rapide, anche per la velocità dell'innovazione tecnologica, che rischia di travolgere un'organizzazione, se non s'interviene a monte sulle persone, attraverso un loro maggiore coinvolgimento e una maggior motivazione, nelle loro attività, attraverso processi di semplificazione, e nelle competenze, attraverso programmi di formazione costante e continua. Lei pensi che oggi, proprio per la digitalizzazione, un qualsiasi ragazzo che esce dall'università non si può considerare formato a vita. Quindi, ben vengano le assunzioni di giovani, ma impostate un programma di formazione importante! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Andate lì a mettere i soldi. Signor Ministro, ha valutato quali ricadute hanno in termini di efficacia, efficienza e produttività i 35 milioni di euro che lei investe in sistemi di videosorveglianza e in altri sistemi di cui non voglio parlare, perché mi sembrano veramente poco correttivi della produttività aziendale della pubblica amministrazione? Nelle analisi di valutazione costi-benefici, che oggi vanno tanto di moda in questo Governo, perché le risorse sono decisamente più ridotte rispetto al passato, lei ha guardato alle ricadute che questi 35 milioni di euro avranno su quegli investimenti, piuttosto che sulla formazione? Signor Ministro, mi sarei aspettata un passaggio dalla cultura del solo rispetto della norma, molto diffusa, a una cultura del dato. Il dato è molto importante nella pubblica amministrazione e non è ancora correttamente messo a sistema, eletto dal management . Questo dato, se fosse adeguatamente analizzato, consentirebbe di introdurre nel contesto organizzativo dei cambiamenti importanti. Riassumo il mio intervento e mi avvio a concludere.