[resaula]

Io avevo poco più di dieci anni, non mi intendo molto di politica neanche adesso e figuriamoci allora, ma non so come mai anche il mio cuore è stato scaldato da Enrico Berlinguer. Presidente, grazie per aver ricordato la questione morale. Era una sua battaglia, che sicuramente ha fatto riflettere molti; ma, pochi anni dopo la sua morte, con Tangentopoli i cittadini hanno avuto la prova che il malcostume nella vita politica era il quotidiano, la normalità, una sconfitta per tutti. E oggi non abbiamo la certezza che qualcosa sia cambiato in meglio; dai grandi appalti (il MOSE in testa), ma anche nelle piccole cattive azioni quotidiane, come ad esempio avere la precedenza in una lista di attesa, si evince che non è cambiato nulla, che poco è rimasto dei suoi insegnamenti. Si è perso il senso della vergogna, l'abuso d'ufficio è diventato una bravata, il peculato una scelta obbligata, la scrematura dall'importo dei lavori a vantaggio dei più furbi un diritto acquisito. Alla fine tanto in galera non ci va nessuno, se non gli sfortunati, quelli che non si possono permettere avvocati blasonati. È un dire comune, ma purtroppo spesso è la cruda e amara realtà. Ma siamo ancora in tempo per intervenire e il ricordo di persone come Enrico Berlinguer può aiutarci a fare meglio, a cambiare noi stessi, prima di farlo per legge, a educare i più piccoli al rispetto della res publica , delle Istituzioni, dei diritti di tutte le persone, colleghe e colleghi. Il 15 gennaio 1977 agli intellettuali a Roma disse: «L'austerità non è oggi un mero strumento di politica economica (...). Per noi l'austerità è il mezzo per contrastare alle radici e porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale e di fondo (...), di quel sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l'esaltazione di particolarismi e dell'individualismo più sfrenati, del consumismo più dissennato». Vi prego, non confondiamo quel concetto di autorità citata, voluta e auspicata da Enrico Berlinguer «per uno sviluppo economico e solidale nuovo, per un rigoroso risanamento dello Stato, per una profonda trasformazione dell'assetto della società, per la difesa ed espansione della democrazia: in una parola, come mezzo di giustizia e di liberazione dell'uomo e di tutte le sue energie oggi mortificate, disperse, sprecate»; ecco, non confondiamo quel principio di austerità con quel concetto fatto di numeri, di formulette e di vincoli. Austerità vuole essere una riflessione sulle scelte, fare il più possibile con il meno possibile, redistribuire in modo equo partendo da chi ha più bisogno, non dimenticare mai nessuno. Austerità come lotta agli sprechi, ai favori, ai diritti illegittimi e, non per ultimo, volta al risparmio delle risorse naturali. È l'auspicio per un diverso modo di produrre, consumare, accumulare e distribuire ricchezze, che negli ultimi anni ha portato a declinare con sempre maggiore forza e urgenza il concetto di sostenibilità. Parlando di sostenibilità e ambiente, Presidente, colleghe e colleghi, secondo me è da ricordare la relazione al comitato centrale del 3 dicembre 1981, quando ritornò sul pericolo del disastro ecologico, dicendo che «il suolo, il sottosuolo, i mari e gli spazi, e la materia nelle sue particelle infinitesimali, sono lì disponibili per essere usati in modo razionale ed equilibrato al fine di aumentare le risorse, di mettere al riparo dai pericoli l'umanità, di arricchirne l'esistenza». Un vero precursore dei tempi è stato Enrico Berlinguer, anche a proposito della democrazia elettronica, tant'è che asserì: «La democrazia elettronica limitata ad alcuni aspetti della vita associata dell'uomo può anche essere presa in considerazione. Ma non si può accettare che sostituisca tutte le forme della vita democratica. (...) Tra l'altro non credo che si potrà mai capire cosa pensa davvero la gente se l'unica forma di espressione democratica diventa quella di spingere un bottone ». E ancora non esistevano Internet, i social media e l'intelligenza artificiale. Presidente, mi permetta di concludere con un'analogia forse audace, sperando che sia umile. Se l'amore è necessario per creare una famiglia, colleghe e colleghi, i principi a cui si ispirava Enrico Berlinguer forse sono quella materia prima, quell'elemento essenziale, quel tassello indispensabile per creare una buona politica. Grazie a tutti e grazie al mio Gruppo che mi ha fatto questo regalo di poter intervenire oggi in memoria di Enrico Berlinguer. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatrice Granato, la invito a mettersi la mascherina. Lei deve rispettare le regole come tutti gli altri. Anzitutto le deve conoscere; nel momento in cui le conosce le deve rispettare. Quindi, o si mette la mascherina, o deve allontanarsi dall'Aula. (Applausi) . GRANATO (CAL-Alt-PC-IdV) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRANATO (CAL-Alt-PC-IdV) . Vorrei far presente a lei, Presidente, e ai senatori questori, che il ministro Brunetta ieri è venuto in audizione in Commissione, dove esiste pure quest'obbligo, e ha parlato per tutto il tempo senza mascherina. Quindi, siccome in questo consesso noi dovremmo parlare liberamente, così come lui ha parlato ieri, io non ritengo di dover rispettare... PRESIDENTE . In questa Assemblea le regole le detto io; se non intende farlo, si allontani. Le dispongo di allontanarsi; o mette la mascherina, o se ne va. (Applausi) . Prego senatrice Granato, non faccia sì che la debba allontanare. Se vuole le forniamo una mascherina, se non ce l'ha. Se ce l'ha, la metta o esca, senza tante storie. (Applausi) . Avanti, non faccia perdere tempo all'Assemblea, dobbiamo lavorare. Senatrice Granato, non è la prima volta che ci mette di fronte a delle sanzioni che non sono così gradevoli, perché lei dovrebbe rappresentare le istituzioni come tutti noi. (Applausi) . Questa è la sede della legalità, quindi per cortesia non mi costringa a farla allontanare, che sarebbe una brutta rappresentazione di quest'Assemblea. Prego esca. PARAGONE (Misto-IpI-PVU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARAGONE (Misto-IpI-PVU) . Signora Presidente, intervengo soltanto per dire che ieri il ministro Cingolani è intervenuto senza mascherina e non è successo nulla. Per tutto il tempo ieri il ministro Cingolani ha parlato senza essere interrotto e ci sono i filmati. Quindi, non capisco le ramanzine fatte ad una collega che ha parlato per un lasso di tempo decisamente inferiore rispetto al ministro Cingolani, che tutto il tempo è rimasto senza mascherina. PRESIDENTE . Il ministro Cingolani ha chiesto se poteva parlare senza mascherina. PARAGONE (Misto-IpI-PVU) . Che cosa vuol dire? PRESIDENTE. Non aveva nessuno davanti e ho detto che poteva farlo. Poi se l'è rimessa, nel rispetto delle regole di tutti. Ha parlato da solo qui e non era vicino ad altre persone.