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Noi l'abbiamo soltanto da quattro anni, non tutti i cittadini lo conoscono e non sanno che vale anche per le donazioni di 1 o 10 euro e non solo per le grandi donazioni. Non l'hanno ancora percepito fino in fondo le imprese, anzi; eppure ci si è messi molto in movimento: soprattutto i Comuni sono stati capaci di attrarre donazioni sostenute dall'incentivo dell' art bonus . Credo che dovremmo fare molta promozione, affinché anche nel nostro Paese il sistema delle imprese, e soprattutto delle grandi imprese, acquisisca la consapevolezza che i propri prodotti che vengono esportati nel mondo rendono perché il made in Italy ha alle spalle, a volte anche inconsciamente, l'enorme forza dei secoli di bellezza, di sapere, di cultura che sono dentro quei singoli prodotti. L'Italia quindi li aiuta a vendere nel mondo. Per questo credo che debba arrivare in fretta il momento in cui tutte le grandi aziende italiane saranno giudicate, nell'impatto sociale dei loro bilanci, anche in base a quanto doneranno al patrimonio culturale del proprio Paese. (Applausi dal Gruppo PD e IV-PSI) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Verducci, per due minuti. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro per queste parole e per l'impegno a rilanciare e a rafforzare lo strumento dell' art bonus , che per noi è parte di un impegno più complessivo per mettere la cultura al centro di una nuova idea di sviluppo, per un Paese che sia più forte, più coeso, più solidale. Del resto, la cultura è uno straordinario moltiplicatore di socialità, di identità condivisa, di cittadinanza; è un moltiplicatore straordinario di economia, di prodotto interno lordo, capace di sostenere - come lei ha detto - le nostre manifatture sui mercati internazionali, il nostro made in Italy . L' art bonus ha saputo portare al settore nuove risorse, ha contrastato il problema di un'offerta troppo ristretta rispetto all'enorme potenzialità del nostro patrimonio culturale ed artistico e lo ha fatto introducendo una nuova mentalità: migliaia di persone, migliaia di imprese e di fondazioni bancarie hanno adottato un monumento, uno spettacolo, una piazza, un teatro del proprio territorio. Vi è stato, verso la cultura, un nuovo consenso, una nuova legittimazione diffusa, un nuovo senso di appartenenza, per cui la cultura non è qualcosa d'altro, ma è parte viva del nostro modo quotidiano di essere, di esistere. Questo strumento deve essere rafforzato, intanto facendolo conoscere di più, facendo in modo che vi sia maggiore continuità delle risorse, quindi dei progetti, non limitandolo ai soli luoghi cosiddetti carismatici, quelli più importanti, ma facendo in modo che aderisca ai nostri mille Comuni, alle nostre cento Province, sostenendo i giovani artisti, l'arte contemporanea, l'arte multimediale e permettendo loro di essere protagonisti nella cultura, di abbattere i muri attraverso la cultura, per fare del nostro un Paese più inclusivo, quindi più sicuro, un Paese con più idee, quindi più libero, un Paese con più opportunità, quindi più giusto. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . La senatrice Conzatti ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01223 sull'attuazione del Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne, per tre minuti. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, gentile ministro Bonetti, come Gruppo Italia Viva e come membri della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, con le colleghe vogliamo sottoporle la riflessione contenuta in questa interrogazione sul tema della violenza sulle donne. È di poche ore fa la notizia che un'altra donna è gravemente ferita perché è stata accoltellata, mentre era in viaggio su un treno italiano, da un uomo che conosceva. Purtroppo il tema della violenza sulle donne in Italia è particolarmente grave. È grave per i numeri: una donna su tre, tra i sedici e i settant'anni, ha subito nella propria vita una qualche forma di violenza. Parliamo di 8 milioni di donne. Ogni due giorni viene uccisa una donna nel nostro Paese. È un fenomeno strutturale, nel senso che non è un fenomeno emergenziale, non è un picco. Purtroppo è un fenomeno che pervade la nostra società ed è costante. Quindi, nonostante oggi si possa dire che l'ordinamento giuridico italiano ha adottato misure all'altezza, non è sufficiente reprimere; è importantissimo fare un profondo lavoro culturale affinché questo fenomeno sia definitivamente debellato. Si tratta di un fenomeno trasversale che riguarda tutti i nuclei della nostra società. L'84 per cento dei fenomeni di violenza avviene tra le mura domestiche e vede il suo cuore e la sua radice in un comportamento maschile su cui le istituzioni tutte devono lavorare. Il rapporto di subordinazione che alcuni uomini, con comportamenti violenti, pretendono è inaccettabile in uno Stato di diritto qual è l'Italia contemporanea. Siamo consapevoli che il nostro Parlamento ha fatto molto, con la ratifica della Convenzione di Istanbul nel 2013, l'adozione e il finanziamento di un Piano d'azione, nonché l'adozione del Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne. Intendiamo quindi chiedere al ministro Bonetti cos'altro possiamo fare e quali altre azioni e aree del Piano strategico possiamo implementare, anche con riferimento alla sua governance , alla cabina di regia e al piano tecnico. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. Il ministro per le pari opportunità e la famiglia Bonetti ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BONETTI, ministro per le pari opportunità e la famiglia . Signor Presidente, desidero anzitutto esprimere la mia personale preoccupazione e la mia solidarietà per la donna che oggi è stata vittima di un ennesimo atto di atrocità e disumanità, alla quale le nostre istituzioni devono dare sostegno e solidarietà, ma - soprattutto - concretezza di impegno e scelte politiche precise. Il Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne definisce, per il triennio 2017-2020, le linee strategiche, gli obiettivi e le priorità italiane per attuare la Convenzione di Istanbul. Il Piano ha confermato la funzione di livello politico di programmazione e coordinamento, monitoraggio e verifica della cabina di regia. In data 30 ottobre ho presieduto la riunione della cabina di regia, che ha visto la partecipazione del ministro del lavoro e delle politiche sociali, senatrice Nunzia Catalfo, del ministro per la pubblica amministrazione, onorevole Fabiana Dadone, e dei rappresentanti degli altri Ministeri e delle Conferenze coinvolti. Posso assicurare la volontà mia e di tutta la cabina di regia di dare piena efficacia alle politiche antiviolenza, che il Governo considera una priorità da perseguire con ogni sforzo. È nostra intenzione lavorare subito all'attivazione del Piano operativo sulla violenza, che indica le azioni e le relative risorse in corso di realizzazione o da realizzare nel biennio 2019-2020, sulla base del quale è stato confermato lo stanziamento di 30 milioni di euro da destinare alle Regioni per il finanziamento dei servizi antiviolenza. Gli uffici del Dipartimento per le pari opportunità stanno lavorando per pervenire al riparto delle risorse tra le Regioni in tempi molto brevi.