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Un'innovazione che il Collegio propone fin da subito al Consiglio di Presidenza riguarda invece la modifica degli articoli 3 e 8 del Regolamento di amministrazione e contabilità del Senato, al fine di razionalizzare e semplificare le procedure di gestione del bilancio, prevedendo, in ossequio a canoni di buon andamento, una più chiara separazione tra indirizzi generali di politica di bilancio, di competenza del Consiglio di Presidenza, e indirizzi gestionali, di competenza del Collegio dei Senatori Questori. Per assicurare una più ampia applicazione del Codice Identificativo Gara nelle procedure di spesa dell'Amministrazione, secondo i principi di trasparenza e per garantire una maggiore aderenza alle finalità previste dalla legge, il Collegio propone inoltre al Consiglio di Presidenza di approvare una nuova disciplina delle spese economali. Infine il Collegio propone al Consiglio anche di dare evidenza agli impieghi del Fondo per gli investimenti e la ricerca in allegato al rendiconto delle entrate e delle spese del Senato. Passo all'illustrazione dei documenti contabili oggi all'esame. Partiamo dall'esame del rendiconto delle entrate e delle spese per l'anno finanziario 2017. La spesa complessiva del Senato, al netto dei risparmi da riversare allo Stato, ammonta a 488.930.460,71 euro in diminuzione di circa 3,1 milioni di euro rispetto al consuntivo 2016. Attenzione però, questo trend decrescente è ancora più evidente se compariamo gli stessi dati del 2017 con quelli del 2012: rispetto all'inizio della legislatura la spesa effettiva del Senato si è ridotta di oltre il 6 per cento. Sul versante delle entrate si è registrato un risultato complessivo pari a 553.245.737,84 euro di cui 15.383.813,38 euro derivanti da entrate straordinarie di competenza del 2016 ma effettivamente riscosse nel 2017. Per ciò che riguarda il bilancio dell'Assistenza sanitaria integrativa dei senatori (Asis, interamente a carico di noi parlamentari), ricordo che nel 2017 si è registrato un incremento di avanzo di gestione di 371.961,46 euro e, ad oggi, è stato raggiunto un avanzo di gestione complessivo dell'Asis pari a 2.246.633,18 euro. Se guardiamo alla spesa del Senato possiamo notare che le spese di funzionamento generale, che includono quelle necessarie per far funzionare la macchina amministrativa, sono in costante diminuzione (-5 milioni di euro, -1,87 per cento nel 2017 rispetto al 2016) occupano il 55 per cento del totale della spesa del Senato. Bisogna considerare, inoltre, che il budget del Senato si riduce senza alcuna rivalutazione monetaria che tenga conto dei riflessi inflazionistici che, ovviamente, incidono sulla gestione della macchina amministrativa. Di fronte a una rigidità della spesa del Senato che è per il 91 per cento spesa obbligatoria, abbiamo adottato una serie di interventi mirati alla riduzione dei costi. A titolo esemplificativo, ecco alcuni dei campi in cui si registra una riduzione a livello di consuntivo nel 2017 rispetto al 2016: dalla spesa per senatori e Gruppi parlamentari (-373.000 euro), a quella per ex senatori (-141.000), a segreterie istituzionali (-505.000 -5 per cento), personale dipendente in servizio (-664.000) agli oneri previdenziali e assistenziali (-2,5 milioni -9,8 per cento). Le azioni che abbiamo messo in campo hanno due caratteristiche. La prima è che incidono sui conti pubblici del Senato in maniera strutturale e quindi non solo una tantum , poiché rimangono nel tempo; la seconda è che concernono diversi settori e aspetti della vita del Senato della Repubblica. Quindi abbiamo agito a 360 gradi. Questi e altri aspetti sono importanti per trasformare il Senato in una struttura che sia più efficiente, moderna, funzionale e quindi meno costosa. In un momento di straordinaria crisi economica che ha attraversato l'intero Paese, in un momento che è ancora estremamente difficile per molti italiani, recuperare questo gap in termini di fiducia rappresenta un dovere morale nei confronti dei cittadini, che guardano alle istituzioni da lontano e spesso purtroppo con sempre maggiore diffidenza. I passi compiuti sono primi passi nella giusta direzione. Prima di procedere all'illustrazione del bilancio di previsione 2018, vi ricordo che con decreto del Presidente del Senato (DPS n. 739 del 22 Dicembre 2017, adottato ai sensi dell'articolo 3 comma 4 del Regolamento di contabilità del Senato della Repubblica), è stata autorizzata la gestione del bilancio in esercizio provvisorio, fino al momento della formale deliberazione del Consiglio di Presidenza e alla successiva approvazione dell'Assemblea. Il bilancio di previsione che vi illustrerò a breve - tenendo conto di quanto è stato deliberato in Assemblea in occasione del bilancio annuale e triennale - è coerente con gli obiettivi dichiarati di contenimento della spesa. Anche in un anno importante come il 2018 - con il cambio di legislatura -, in cui la Camera dei deputati registra un avanzo di 19 milioni, in Senato si registrano risultati importanti. Se guardiamo al bilancio di previsione per il 2018, è interessante vedere come la spesa prevista scenda da 539,5 a 539 milioni. Il Senato per l'ottavo anno consecutivo registra il segno meno nelle previsioni di spesa. Nel 2018 al momento si registrano 12 milioni di euro di risparmi. Questi risultati, in termini di razionalizzazione della spesa e di un maggiore efficientamento delle risorse, si aggiungono a quelli degli anni precedenti. E ci porta a un traguardo importante. Il peso finanziario del Senato sulla finanza pubblica si è ridotto dal 2013 al 2018 per un importo pari a 221,7 milioni di euro. Sono tutte risorse che potranno essere impiegate per altre finalità di pubblico interesse. Come si compone questa cifra? Innanzitutto dalla minore dotazione: il Senato in pratica ha chiesto minori risorse allo Stato. La dotazione di Palazzo Madama si è ridotta di 21,6 milioni di euro all'anno rispetto all'ammontare del 2011. Si tratta di una misura di contenimento della spesa non una tantum ma strutturale che in sei anni ci ha portato a un minore impatto sulla finanza pubblica pari a 130 milioni di euro (2013-2018). Per effetto di tale riduzione, l'importo annuo della dotazione risulta pari a 505.360.500,00 euro e rimarrà invariato anche nel prossimo triennio, fino al 2021. Inoltre, oltre alla minore dotazione, il Senato ha risparmiato ulteriori risorse, dal 2013 al 2018, per un totale di circa 92 milioni di euro. Il rapporto tra la spesa effettiva del Senato e la spesa statale è passato dallo 0,083 allo 0,057, in 11 anni, dal 2006 al 2017. Come amministrazione abbiamo inteso puntare tutta l'attenzione sulla qualità della spesa. I 12 milioni di euro di risparmi previsti nel 2018 sono risparmi che potranno derivare, oltre che dal proseguimento dell'opera di razionalizzazione della spesa, anche dall'attuazione del ruolo unico dei dipendenti di Senato e Camera (deliberato congiuntamente dagli Uffici di Presidenza dei due rami del Parlamento). Il segno meno riguarda tutti i fronti: in primis la dinamica delle retribuzioni prosegue il trend decrescente: