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La presa in carico è un processo in cui un operatore sociale, a fronte di una domanda espressa o inespressa ma comunque sulla base di un mandato istituzionale, progetta uno o più interventi rivolti a una persona o a un nucleo di convivenza, mantenendo con essa o esso un rapporto continuativo al fine della revisione dell'intervento stesso nel corso del tempo. Capite? Ci si prende in carico una vita, non un elettore. Ma che importa: lo faranno i Comuni con poche risorse e senza personale; l'importante è che si consegni il bancomat del reddito di cittadinanza. Le verifiche anagrafiche le faranno i vigili, togliendoli da un servizio atto a garantire la sicurezza dei cittadini. Cittadini che ci ascoltate, il problema è vostro e non del Governo del cambiamento. Dovevate creare lavoro ed invece creerete assistiti. Di Maio ha detto che con il reddito di cittadinanza sarà cancellata la povertà. Quando gli italiani si accorgeranno cosa siete riusciti a fare, sarete voi a essere cancellati. Siamo convinti che lo Stato debba mettere in atto misure di contrasto alla povertà, ma il reddito di cittadinanza è la risposta sbagliata al problema reale della povertà. È un inganno perché le risorse disponibili sono totalmente insufficienti a fare quanto promesso: 6 miliardi per 5 milioni di persone - come annunciato - per il 2019 significa una media di un centinaio di euro al mese a persona oppure 780 euro al mese a circa 750.000 persone. Solo per garantire le promesse fatte ai 4 milioni di pensionati minimi e sociali servirebbero più di 10 miliardi. Il reddito di cittadinanza è un insulto a chi lavora quaranta ore a settimana per poco più di quell'importo: i soldati che guadagnano 850 euro al mese, i poliziotti, la polizia penitenziaria, i molti operai e impiegati che ne guadagnano a fatica 1.100; i lavoratori part time che guadagnano 500 o 700 euro al mese. Per tale ragione abbiamo provato a limitare il danno di questo provvedimento con le nostre proposte: un reddito d'infanzia di 300 euro per ogni figlio a carico fino a sei anni: respinto; il raddoppio della pensione d'invalidità: respinto; alzare le pensioni minime e anticipare a sessanta anni il percepimento della «pensione sociale» per chi è privo di reddito: respinto; fondo per far partire il quoziente familiare di un miliardo di euro: respinto; fondo di 400 milioni di euro per gli asili nido gratuiti: respinto; garanzia di Stato sui mutui per le giovani coppie: respinto; sgravi fiscali fino a 20.000 euro per i nuovi assunti e l'autoimpresa: respinto; escludere i condannati con pena non inferiore ai due anni: respinto; divieto di cumulo prestazioni per la definizione del reddito minimo per evitare che chi ha un permesso di soggiorno scaduto grazie al reddito di cittadinanza possa comunque restare in Italia: respinto; stesso contributo per chi ha un immobile in locazione a chi sta pagando un mutuo: respinto; prima sottoscrivi il patto con lo Stato, poi percepisci il reddito di cittadinanza: respinto; accettare la prima proposta di lavoro, se rifiuti revoca del reddito di cittadinanza: respinto; se per inadempienza il reddito di cittadinanza viene revocato, nessun'altra possibilità di ottenerlo nuovamente: respinto; progetti di utilità sociale almeno venti ore alla settimana: respinto; non solo contratti a tempo indeterminato, ma anche contratti part - time o a tempo determinato, perché la stagionalità nel nostro Paese non è irrilevante (turismo e agricoltura: sono parole che vi dicono qualcosa? ): respinto; rivedere la scala di equivalenza per non penalizzare le famiglie numerose: respinto. Tante proposte per un'unica risposta: respinto. Ci dispiace ma la dialettica parlamentare è stata sospesa all'inizio di questa legislatura. Ai rappresentanti del MoVimento 5 Stelle che erano qui la scorsa legislatura voglio ricordare le loro proteste in Aula, con le mani sporche di inchiostro, nel tentativo di bloccare la votazione di un'ennesima fiducia al Governo Renzi. lo facevate per rivendicare le vostre prerogative di parlamentari. Ed oggi? Mangiate un pastone cucinato fuori da qui che vi mette in imbarazzo perché tradisce tutto ciò che siete andati a raccontare in questi anni. La bugia è peccato; un peccato che oggi va a scapito degli ultimi, con un provvedimento scritto in fretta che non darà risposte, tantomeno posti di lavoro e benessere agli italiani. Poche cose su quota 100. È nel programma di Fratelli d'Italia. Siamo consapevoli che non è la riforma della Fornero e nemmeno la sua cancellazione, ma la valutiamo sicuramente come un primo passo in avanti. Per questo capo del provvedimento abbiamo presentato alcuni emendamenti che riteniamo migliorativi, ma soprattutto di buon senso. Dispiace averli visti inesorabilmente respinti. Abbiamo proposto che gli anticipi TFS vadano finanziati dalla Cassa depositi e prestiti e non dal sistema bancario, perché per noi è forse meglio pagare gli interessi alla Cassa depositi e prestiti che fare un altro piacere alle banche. Abbiamo proposto che per il riscatto della laurea l'estensione dei criteri agevolati sia senza limite di età. La tagliola del contratto è intervenuta anche qui e ha nuovamente impedito un sano confronto parlamentare, altrimenti il parere contrario a queste semplici proposte è difficile da comprendere. Concludo con un brevissimo pensiero dedicato alle giovani generazioni: diventate grandi guadagnandovi il bene della gente. Noi, patrioti di Fratelli d'Italia, lavoriamo ogni giorno per raggiungere questo obiettivo. Per le motivazioni fin qui enunciate annuncio il voto contrario del Gruppo di Fratelli d'Italia. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP. Congratulazioni) . RENZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RENZI (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge che il Governo oggi presenta a quest'Assemblea costituisce il biglietto da visita della maggioranza giallo-verde. Dobbiamo attenzione a una scelta che è la scelta qualificante della politica economica di cinque stelle e Lega. È il vostro biglietto da visita. Vedremo se questo decreto vi permetterà nei prossimi mesi di realizzare un 2019 bellissimo, di abolire la povertà, di dare il via libera al boom economico: sono le parole che il Presidente del Consiglio e il Vice Presidente del Consiglio hanno utilizzato per presentare questo atto. Per noi, signor Presidente, non è così: questo decreto-legge è sbagliato per tre motivi, uno legato al passato, uno al presente e uno al futuro. Mi perdonerà, signor Presidente, se non ribadisco le straordinarie e puntuali osservazioni di merito che i miei colleghi del Partito Democratico, Tommaso Nannicini, Annamaria Parente, Edoardo Patriarca e Mauro Laus, hanno rivolto in questo dibattito alla maggioranza (Applausi dal Gruppo PD) , ponendo dei semplici emendamenti, nell'ottica di fare il proprio lavoro di parlamentari della minoranza e dare una mano. Non ripeterò gli argomenti di merito.