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Sarà avviata la prima fase dell'introduzione della flat tax che prevede l'innalzamento delle soglie minime per il regime semplificato d'imposizione su piccole imprese, professionisti e artigiani. La riduzione della pressione fiscale proseguirà anche per effetto del taglio dell'imposta sugli utili d'impresa per le aziende che reinvestono i profitti e assumono lavoratori aggiuntivi. Il rilancio dell'attività economica sarà, inoltre, stimolato da maggiori investimenti pubblici e da un miglioramento dei processi decisionali nella pubblica amministrazione, oltre che dall'introduzione di modifiche al codice degli appalti e dalla standardizzazione dei contratti di partenariato pubblico-privato. In questo contesto il Governo intende anche avviare un programma di manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamento italiana. Il Governo provvederà inoltre allo stanziamento di risorse per il ristoro dei risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie degli ultimi anni. La Nota sottolinea come l'insieme di questi interventi produca un impatto positivo sulla crescita rispetto alla previsione tendenziale per tutto l'arco previsto. Il documento, nell'illustrare la programmazione di bilancio per i prossimi anni, sottolinea come partendo da deficit tendenziali pari all'1,2 per cento del PIL nel 2019, 0,7 per cento nel 2020 e 0,5 per cento nel 2021, la manovra punti a conseguire un indebitamento netto della pubblica amministrazione che, con un profilo comunque decrescente, risulti pari al 2,4 per cento del PIL nel 2019, al 2,1 per cento nel 2020 e all'1,8 per cento nel 2021, discostandosi sensibilmente da quanto indicato nel DEF dello scorso aprile. Come rappresentato nella Relazione al Parlamento allegata alla Nota di aggiornamento, il saldo strutturale, dopo il miglioramento di 0,2 punti di PIL previsto per quest'anno, peggiorerebbe di 0,8 punti nel 2019 e si manterrebbe costante per il 2020 e il 2021. Il Governo prevede di riprendere il processo di riduzione dell'indebitamento strutturale dal 2022 in avanti. Laddove il PIL reale e l'occupazione oltrepassassero i livelli pre-crisi prima del 2021, i tempi di questa riduzione verrebbero accelerati. L'ultima parte della Nota di aggiornamento delinea le linee del programma di Governo e degli orientamenti di riforma che saranno ulteriormente precisati in occasione della presentazione del prossimo Documento di economia e finanza. Si sofferma, quindi, sulle parti di competenza della Commissione affari costituzionali. Con riferimento alla pubblica amministrazione, il Governo evidenzia la necessità di una riforma, anche digitale, al fine di modernizzare e migliorare i rapporti tra cittadino o impresa e la pubblica amministrazione stessa. In particolare, nella Nota il Governo sottolinea che un primo intervento, volto a garantire l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, il miglioramento immediato dell'organizzazione amministrativa e l'incremento della qualità dei servizi erogati dalle stesse sarà contenuto in uno specifico disegno di legge, da considerarsi provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica, contenente misure volte a favorire l'efficienza delle pubbliche amministrazioni per prevenire il fenomeno dell'assenteismo nonché garantire assunzioni mirate in modo da favorire anche il ricambio generazionale in tempi rapidi. Specifici interventi sono stati inoltre individuati per la pubblica amministrazione locale, consistenti nel ripensamento delle procedure di risanamento finanziario, nello sblocco del turn over e nel rafforzamento delle competenze della dirigenza locale. Allo stesso tempo, è intenzione del Governo introdurre misure di semplificazione, dirette a ridurre i costi per cittadini e imprese, mediante procedure amministrative telematiche uniformi sul territorio. Infine, si opererà sui responsabili dei processi e sulle figure manageriali e dirigenziali che dovranno stimolare e promuovere il cambiamento, al fine di migliorare il sistema che la stessa dirigenza è chiamata a coordinare. La tavola del cronoprogramma stima che la riforma sarà realizzata entro il 2019. La Nota di aggiornamento dedica un specifico paragrafo al programma di riforme istituzionali che il Governo intende attuare. Esso consiste, in particolare, nel miglioramento della qualità delle decisioni, da realizzare attraverso l'ampliamento della partecipazione dei cittadini alla vita politica e il miglioramento dell'efficacia dell'attività del Parlamento. Il programma, nel dettaglio, prevede il potenziamento degli istituti di democrazia diretta, riconoscendo maggiori responsabilità decisionali ai cittadini, in particolare attraverso il rafforzamento dell'iniziativa legislativa popolare, con l'introduzione del referendum propositivo, l'eliminazione del quorum strutturale nel referendum abrogativo, la semplificazione degli adempimenti per la raccolta delle firme, la riduzione del numero dei parlamentari, con la diminuzione del numero dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200, la soppressione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), l'introduzione del ricorso diretto alla Corte costituzionale sulle deliberazioni assunte dalle Camere in materia di elezioni e cause di ineleggibilità e incompatibilità dei membri del Parlamento. Un'altra priorità consiste nel completamento dei percorsi avviati dalle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna nel 2017 in attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, concernente l'attribuzione di forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni a statuto ordinario. In materia di sicurezza pubblica, il documento in esame individua quattro direttrici principali delle politiche del Governo: il contrasto dei flussi migratori irregolari, sulla base della condivisione delle responsabilità della difesa delle frontiere esterne dell'Unione europea; la lotta alle mafie e alle altre organizzazioni criminali, anche attraverso misure finalizzate ad aggredire le ricchezze accumulate illecitamente; la revisione dell'ordinamento degli enti locali, per contrastare la criminalità e la corruzione; il potenziamento dell'innovazione tecnologica e l'introduzione delle modifiche ordinamentali per la lotta alla criminalità diffusa. Per quanto riguarda il contrasto all'immigrazione clandestina, si individuano le seguenti azioni di intervento: adozione di un nuovo approccio nelle politiche di contenimento dei flussi migratori verso l'Europa, che devono essere intercettati nei Paesi di partenza e transito, attraverso una gestione europea ; ridefinizione della protezione umanitaria; riduzione della durata delle procedure di esame delle domande di asilo; riforma dei servizi di prima accoglienza riservati ai richiedenti asilo; implementazione delle misure, e delle relative risorse, per i rimpatri volontari assistiti, con il finanziamento anche di fondi europei. A tale proposito, ricorda che di recente il Governo ha adottato il decreto-legge n. 113 del 2018, recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione e sicurezza. Con riferimento al contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie, il Governo individua come strategica l'azione di aggressione dei patrimoni illeciti attraverso le misure di prevenzione patrimoniali e la confisca allargata.