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La senatrice CIRINNA' ( PD ) suggerisce di indirizzare il rilancio della giustizia anche nella direzione di un rafforzamento delle misure di lotta alle discriminazioni: ciò sia in riferimento alla "legge Mancino" che alle condotte tra privati. Quanto alle piante organiche da rafforzare, non occorre limitarsi alla magistratura ma anche alla polizia penitenziaria. L'edilizia penitenziaria deve garantire anche condizioni dignitose di detenzione, che non si rinvengono ad esempio nel braccio G12 della sezione maschile del carcere di Rebibbia. Concorda infine con il senatore Pillon sulle REMS, perché troppo pochi sono i posti disponibili e troppi sono i detenuti mentalmente provati da condizioni di detenzione intollerabili. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) saluta con favore l'elevato livello del dibattito e l'accurata esposizione del relatore. L'incremento della pianta organica dei magistrati è un'occasione da non perdere, anche per far tornare la magistratura onoraria in un rapporto di eccezione rispetto alla regola del concorso pubblico. L'interessante spunto sull'edilizia penitenziaria, contenuto nel piano, deve consentire che le carceri siano portate ad un livello adeguato di civiltà: esso si misura anche in rapporto alla carcerazione femminile, specialmente quando si tratta di madri di bambini piccoli. Il recupero di strutture fatiscenti, come il carcere di Lanusei, potrebbe essere occasione per convertirle in edifici destinati ad altri obiettivi, come il recupero di detenuti a fine pena ovvero la semidetenzione. La senatrice MAIORINO ( M5S ) suggerisce al relatore di considerare anche l'obiettivo della parità di genere, da raggiungere anche in ambito giustizia. Ciò può avvenire mediante la realizzazione di centri di ascolto antidiscriminazione per i reati di cui agli articoli 604- bis e 604- ter del codice penale. In proposito, il filone preventivo valorizzato dalla convenzione di Istanbul - nel quale l'Italia è carente - suggerisce di prevedere anche percorsi di rieducazione per gli uomini maltrattanti. Il senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) ricorda l'interrogazione nella quale recentemente ha lamentato la carenza di personale amministrativo, anche di tipo dirigenziale, nelle Procure della Repubblica sparse lungo la penisola; oltre che una separazione delle carriere, occorrerebbe una separazione degli spazi fisici di lavoro tra magistratura requirente e giudicante. La delega sul processo civile, poi, sembra ignorare che il rito cautelare è più spedito del rito sommario; né si può ignorare che i Tribunali sono macchine operative, e fin qui mancano di un manager che possa incaricarsi stabilmente di una migliore organizzazione del lavoro e dei suoi tempi. Sulle carceri la sentenza Torreggiani della Corte europea dei diritti dell'uomo dimostra che il problema del sovraffollamento non si risolve né inasprendo le pene, né costruendo nuovi penitenziari: l'illusione che la pena abbia solo fine rieducativo è stata abbandonata, ma un equilibrio con la finalità retributiva va trovato senza che le esigenze securitarie dilaghino senza controllo. La senatrice MODENA ( FIBP-UDC ) deposita un testo in cui si propone che la Commissione, esaminate le Linee guida per la definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR) Atto n. 572, agisca secondo la seguente premessa: nel piano il Governo segnala le debolezze dell'economia italiana in un contesto di bassa crescita e alta disoccupazione; il Governo delinea inoltre dei piani di intervento sostanzialmente in linea con le raccomandazioni della Commissione europee 2020 con particolare riferimento alla durata dei processi e alla efficienza, nei settori civile e penale, nonché alla lotta alla corruzione. Andrebbe anche rilevato che sono all'esame del Parlamento le leggi delega per la riforma dei processi civile e penale e che dalle audizioni emerge, costantemente, la esigenza di rendere effettivo l'aumento del numero dei magistrati, la riforma della magistratura onoraria, la definizione delle assunzioni e dei concorsi per il personale ausiliario, nonché la esigenza di implementare la digilitalizzazione e la strumentazione informatica. Si prenda anche atto che è stata fornita una "griglia" di circa 600 progetti, che compongono il mosaico del Recovery e vanno visti con cura sia dal punto di vista degli obbiettivi che delle risorse impiegate; in particolare, per quelli relativi al Ministero della Giustizia e del DAP, essi sono stati annunciati a grandi linee richiamando l'emergenza carceri o la task force per eliminare l'arretrato. La Commissione potrebbe quindi esprimere, per quanto di propria competenza, parere non ostativo con le seguenti osservazioni. Per le Linee guida, la efficienza dei processi è direttamente connessa alle risorse umane e alle strumentazioni: non possono esserci riforme a "costo zero". La legge cosiddetta "spazzacorrotti" non ha prodotto alcun progresso, stante la impostazione punitiva e deve essere sostituita con una eliminazione dei passaggi cd. "burocratici". È necessaria la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante. Per i progetti singoli, in tema di efficienza del processo si inizi dai progetti denominati "Riforma del processo civile, Riforma del processo penale e riforma dell'ordinamento giudiziario" (nella "griglia" i numeri 280, 281 e 282). Si prevedono due anni di tempo, risorse 0 euro e si indicano come obbiettivi la efficienza dei sistemi penali, civili, aggredire l'arretrato, etc. Sorge spontanea una domanda: come è vista la cifra zero? Soprattutto, quale è il rapporto con il progetto n. 283 ( task force ) che mette a disposizione 1 milione e 6 su 5 anni per tavoli tematici composti da esperti per misure complementari all'attuazione delle riforme processuali? La illogicità appare chiara anche perché il n. 279 della "griglia" mette a disposizione 35 milioni in 18 mesi per l'ufficio del processo e risorse umane. Ciò significa 400 euro di borse di studio per i tirocini formativi che collaborano per la giurisdizione. Valuti il Governo di utilizzare i 36 milioni e 6 per riorganizzare la magistratura onoraria e per organizzare un gruppo "mobile" di magistrati che operano per smaltire gli arretrati: sarebbe preferibile a borse di studio indefinibili o improbabili task force . In tema di edilizia giudiziaria e uffici, i progetti nn. 272 e 273 per 655 milioni sono destinati agli interventi manutentivi di ogni genere, dagli impianti elettrici alla prevenzione sismica. Poi, 375.555 euro in 5 anni vanno alle postazioni di lavoro aggiornate ( hardware e sistemi operativi). Per gli uffici c'è il progetto "Capitale Umano": 5 anni e 320 milioni per acquisire professionalità per implementare modelli organizzativi (nella "griglia" n. 279). I nn. 274 e 275 - rispettivamente per 35.600.000 e 75.000.000 euro - sono destinati al data center unico e alla creazione di una rete geografica unica.