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diversi partiti rischiano di abbandonare la scena politica per mancanza di risorse e, conseguentemente, sempre più vaste aree di cittadini possono allontanarsi dalla partecipazione attiva alla vita politica del Paese. Sulla base di tali considerazioni, il presente disegno di legge prende atto della necessità della reintroduzione del finanziamento pubblico dei partiti, ma lo prevede (al capo II) in una forma molto diversa, più equa e, soprattutto, con più garanzie rispetto alle deviazioni del recente passato e strettamente vincolata al rispetto dei princìpi democratici e di trasparenza. Nel merito, l'articolo 6 stabilisce che ai partiti o movimenti politici venga corrisposto un contributo pubblico finalizzato alla parziale copertura delle «spese rimborsabili» sostenute per il perseguimento degli obiettivi statutari. Il contributo è erogato a valere sulle risorse di un apposito fondo, pari in totale a 90 milioni di euro, da ripartire tra i soggetti beneficiari, in cinque annualità, per il 10 per cento in parti uguali tra i partiti e i movimenti politici che abbiano almeno un rappresentante eletto al Senato della Repubblica, alla Camera dei deputati, al Parlamento europeo e nei consigli regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano, e per il 90 per cento in ragione della rispettiva quota di rappresentanti eletti nel corso delle medesime consultazioni elettorali. I contributi riconosciuti concorrono alla copertura delle sole «spese annue rimborsabili» indicate nel bilancio consuntivo di ciascun partito o movimento politico relativo all'esercizio finanziario dell'anno precedente, debitamente certificato da una società di revisione. Tra le spese rimborsabili rientrano: le spese per servizi afferenti la sede nazionale del partito relative all'affitto dei locali, alle manutenzioni e riparazioni, alle assicurazioni, ai servizi logistici, alla pulizia dei locali e alla vigilanza; le spese per il personale dipendente; le spese per l'acquisto di beni di cancelleria e materiale di consumo, le spese per utenze, le spese postali e di recapito, per il noleggio e il leasing di mezzi di trasporto; le spese elettorali relative alla propaganda, all'organizzazione di eventi e ai sondaggi e le spese per servizi elettorali in genere; le spese relative all'organizzazione di manifestazioni ed eventi; le spese per servizi afferenti a collaborazioni e consulenze; le spese per viaggi, trasferte, alberghi, ristoranti e automezzi per ben documentate ragioni politiche o parlamentari; le spese per la ricerca, gli studi e le pubblicazioni; le spese per l'informazione. Non sono rimborsabili, invece, le spese per il finanziamento diretto di candidati alle elezioni e i contributi erogati ad associazioni. L'articolo 7, infine, disciplina le modalità di richiesta del contributo da parte dei partiti e le modalità di erogazione dello stesso. In conclusione, per i partiti che scelgono di non conformare la propria attività politica agli indirizzi previsti nel capo I del disegno di legge, l'importo delle somme a titolo di contributo pubblico per le spese sostenute e dei contributi a titolo di cofinanziamento è ridotto in misura consistente, pari ai due terzi del totale.. I 1 (Finalità della legge e funzioni dei partiti politici) 1 Al fine di dare attuazione all'articolo 49 della Costituzione, la presente legge reca disposizioni dirette a rendere effettivo il diritto dei cittadini di concorrere con metodo democratico, mediante la loro associazione in partiti politici, alla determinazione della politica nazionale. 2 I partiti svolgono funzioni di indirizzo politico. Essi promuovono la partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica della Repubblica attraverso l'organizzazione sociale della rappresentanza politica, la formulazione dei programmi di governo e la presentazione di proprie liste di candidati alle elezioni delle istituzioni rappresentative nazionali, locali ed europee. 3 Per incentivare i partiti all'assunzione del metodo democratico di cui all'articolo 49 della Costituzione nella selezione dei candidati alle elezioni delle istituzioni rappresentative e l'effettiva partecipazione degli iscritti alle loro scelte, la presente legge disciplina la facoltà dei partiti e dei movimenti politici di richiedere l'indizione di elezioni primarie tra gli iscritti e di assemblee generali rappresentative degli iscritti, finalizzate alla selezione delle candidature. 4 La presente legge disciplina altresì le modalità di accesso al rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e ai contributi pubblici erogati per l'attività politica e a titolo di cofinanziamento per i partiti che decidono di adottare uno statuto con requisiti di democrazia interna ai sensi dell'articolo 2 della presente legge. 2 (Statuto e requisiti di democrazia interna ai partiti) 1 Al fine di assicurare l'assunzione del metodo democratico di cui all'articolo 49 della Costituzione, i partiti che intendono avvalersi dei benefici previsti dalla presente legge sono tenuti a dotarsi di uno statuto, redatto nella forma dell'atto pubblico, con i requisiti indicati dal presente articolo. 2 Lo statuto deve contenere: a i princìpi politici ai quali il partito ispira la propria azione, che costituiscono lo scopo dell'associazione, nonché le forme di garanzia del loro rispetto da parte degli organi rappresentativi ed esecutivi del partito; b il numero, la composizione e le attribuzioni degli organi rappresentativi ed esecutivi a livello nazionale e territoriale, le loro competenze, le modalità della loro elezione e la loro durata; le istituzioni di garanzia dei diritti degli iscritti, le loro attribuzioni e le modalità della loro composizione quali organi imparziali e indipendenti dagli organi rappresentativi ed esecutivi del partito; c le modalità di iscrizione al partito, i diritti e i doveri degli iscritti e, in particolare: 1 le garanzie della libertà di manifestazione del pensiero e del diritto di voto degli iscritti in tutti gli organi e le sedi decisionali alle quali essi partecipano; 2 le cause di rigetto motivato della domanda di iscrizione, contro il quale deve essere sempre ammesso il ricorso agli organi di garanzia del partito; 3 le regole per l'istituzione e per l'accesso all'anagrafe degli iscritti, la cui consultazione deve essere sempre nella disponibilità di ogni iscritto, nel rispetto di quanto previsto dal codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196; 4 le forme e le procedure dei contenziosi davanti agli organi di garanzia in tema di violazioni dello statuto; 5 le misure disciplinari che possono essere adottate nei confronti degli iscritti, gli organi competenti ad assumerle e le procedure di ricorso davanti agli organi di garanzia, assicurando il diritto alla difesa e il principio del contraddittorio; d le modalità con le quali gli iscritti partecipano alle votazioni, assicurando, quando è prevista, l'effettiva segretezza del voto; la previsione di un termine, comunque non inferiore nel minimo a sei mesi, a decorrere dal quale il neo-iscritto può esercitare il proprio diritto di elettorato attivo e passivo nelle consultazioni interne e ricoprire cariche, uffici o altre funzioni comunque denominate all'interno del partito politico; il limite massimo di mandati relativi ad incarichi interni al partito;