[massime]

Priva di fondamento è, infine, anche l'asserita violazione degli artt. 3 e 27 Cost., avuto riguardo alle ampie possibilità di accesso accordate, in sede di esecuzione della pena detentiva, ai tossicodipendenti condannati in via definitiva, tramite gli istituti della sospensione dell'esecuzione e dell'affidamento in prova al servizio sociale (artt. 90 e 94 del d.P.R. n. 309 del 1990) essendo assorbente la considerazione che il rimettente prospetta, di nuovo, un raffronto tra situazioni eterogenee - Sulla declaratoria di illegittimità costituzionale, per contrasto con gli artt. 3, 13, primo comma, e 27, secondo comma, Cost., del novellato art. 275, comma 3, cod. proc. pen. , nella parte in cui non consentiva di applicare misure cautelari diverse da quella carceraria alla persona gravemente indiziata del delitto di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, in presenza di elementi concreti per ritenere che le esigenze cautelari possano essere soddisfatte con misure meno afflittive, v. la citata sentenza n. 231 del 2011. - Sulle esclusioni dal regime di favore in tema di misure cautelari diverse dalla custodia in carcere, v. la citata ordinanza n. 339/1995. - Sull'art. 275, comma 3, del cod. proc. pen, vedi anche la citata sentenza n. 265/2010.