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Ricordo ad esempio l'articolo 16- bis , che proroga di due anni l'affidamento del servizio idrico integrato alla società Acquedotto pugliese SpA. Tale proroga è stata introdotta «al fine di completare il processo di liquidazione dell'Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia (EIPLI) e accelerare la costituzione della società di cui all'articolo 21, comma 11, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (...) nonché di consentire l'utilizzo dei fondi messi a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza entro i termini definiti ed evitare che gli effetti dell'emergenza del Covid-19 possano inficiare l'efficacia delle procedure da avviare per l'affidamento del servizio idrico integrato nella Regione Puglia». Un altro importante passo avanti è stato fatto con l'articolo 17, che riguarda i siti orfani. A tale proposito, ricordo il lavoro costante che è stato fatto dal nostro ministro Costa su questo punto particolare. (Applausi) . Inoltre, in Puglia sappiamo di avere anche una serie di problematiche particolari con i siti di interesse nazionale (SIN) ed è importante che l'articolo 17- bis , appunto, preveda l'emanazione di decreti del Ministero della transizione ecologica per la ricognizione e la riperimetrazione dei siti contaminati, attualmente classificati come di interesse nazionale. È dunque una norma importantissima, soprattutto per Brindisi, dove ricordo che abbiamo discusso qualche mese fa questa problematica, che dev'essere portata avanti nel più breve tempo possibile. L'articolo 19, invece, riguarda il fine vita degli impianti fotovoltaici. Devo dire che in Italia abbiamo un'industria del riciclo molto florida e molto all'avanguardia e il nostro si riconferma come uno dei primi Paesi a livello europeo. Nonostante questo, abbiamo un piccolo problema, appunto, per le filiere dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e anche per i veicoli fuori uso e le pile. Nel 2019, la raccolta differenziata dei RAEE è stata del 39 per cento rispetto all'immesso e al consumo, percentuale ben lontana da quel del 65 per cento del target europeo. Stesso discorso vale per i veicoli fuori uso, la cui percentuale di impiego e riciclo, l'85 per cento, rimane lontana dal 95 previsto per i prossimi anni. La causa principale è la difficoltà di trattamento di alcuni componenti dei veicoli, come imbottiture e rivestimenti dei sedili, che sono assemblati in maniera tale da rendere inefficaci le operazioni di recupero. Anche in questo settore e in questa filiera, è quindi veramente necessario apportare nuovi progetti per riuscire ad arrivare ai nostri obiettivi di riciclo. L'articolo 20, anch'esso importantissimo, tratta dei contributi statali ai Comuni. Questi ultimi sono per noi importanti, perché dobbiamo migliorare l'efficientamento energetico, la rigenerazione urbana, la messa in sicurezza e la valorizzazione del territorio, la mobilità sostenibile e in particolare anche la messa in sicurezza delle nostre scuole, degli edifici comunali e del patrimonio comunale, nonché l'abbattimento delle barriere architettoniche. A tale riguardo, ricordo che già nel 2020 è stato assegnato un importo pari a 497,22 milioni di euro. Successivamente, questa stessa cifra sarà assegnata per le annualità del 2021 fino al 2024. L'articolo 21, a sua volta importante, accorpa la problematica dei Comuni al sostegno alle smart city . Il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede di rivitalizzare e migliorare le grandi aree urbane degradate, con particolare attenzione alla creazione di nuovi servizi per la persona e la riqualificazione delle accessibilità e delle infrastrutture intermodali, allo scopo appunto di trasformare territori metropolitani vulnerabili in città intelligenti e sostenibili. Questo è il futuro, infatti, oltre ad essere anche un punto dell'agenda degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU. I nostri nuclei urbani non devono essere più pensati come un conglomerato di individui, ma anche come laboratori di innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile. All'articolo 50 si parla del programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e per il miglioramento della qualità dell'aria. Sono quindi necessari investimenti per la riconversione delle imprese verso modelli di produzione sostenibili e la promozione della bioeconomia e dell'economia circolare. Abbiamo anche un articolo che parla di come bisogna migliorare la centralità del Parlamento. Qui è giusto che vi dica che noi, a livello parlamentare, soprattutto in questa fase di esame del Piano Nazionale di ripresa e resilienza, sicuramente siamo stati molto sacrificati, perché non abbiamo avuto modo di lavorare al documento. Rendetevi conto che, per tutto quello che in esso è contenuto, ciò è veramente mortificante. Ci auguriamo quindi che, oltre a essere previsto un articolo al riguardo all'interno di questo documento, la prossima volta il Parlamento sia realmente posto nelle condizioni di lavorare meglio. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Stefano. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, colleghi, Governo, il decreto-legge che ci apprestiamo a votare oggi in Aula è essenziale e funzionale a imprimere un'ulteriore e decisiva spinta alle riforme e agli investimenti del PNRR. Siamo peraltro prossimi alla prima scadenza di verifica, che sarà il 31 dicembre, ma possiamo già dirci e sentirci sollevati per l'avvenuta realizzazione dei 51 obiettivi che ci eravamo prefissati, come ci ha voluto chiarire ieri il presidente Draghi. Alla ripresa, a gennaio, proprio qui in Senato si aprirà la fase della verifica, per capire come si è arrivati a raggiungere questi obiettivi e come l'impegno straordinario di questi mesi abbia consentito all'Italia di essere tra i primi Paesi europei in fatto di crescita e che realizzano di più, nonché di affermarsi forse come l'interlocutore più importante in questi mesi a livello europeo. Con il decreto di oggi si interviene sull'attuazione del PNRR, dal momento che contiene diverse e importanti misure, che toccano svariati temi e settori. Qualche collega prima di me ha citato opportunamente il turismo, che è un architrave del modello di sviluppo di questo Paese. Ci sono misure importanti, che toccano anche l'accelerazione delle iniziative in materia di ambiente, efficientamento energetico e rigenerazione. Il decreto è certamente importante, ma sarei bugiardo, se nascondessi l'amarezza di non aver avuto la possibilità di ragionarci un po' di più anche qui in Senato. Il tempo è - ahimè - stringente e abbiamo dimostrato che il legislatore italiano è tutt'altro che inerte. Nelle prossime settimane, il nostro contributo sarà quello di verificare in concreto l'attuazione del PNRR, per misurare il tasso di raggiungimento degli obiettivi, perché - voglio soffermarmi su questo tema oggi, condividendo qualche riflessione con voi, colleghi, e con il Governo - il PNRR è qualcosa di più di un finanziamento tradizionale; è qualcosa di diverso rispetto agli strumenti con i quali ci siamo confrontati in quest'ultimo ventennio.