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senza una revisione profonda dei modelli di selezione e di stabilizzazione dei docenti migliori, a cominciare da quando sono dottorandi e ricercatori, non c'è certo futuro per l'Università e ciò creerà come conseguenza che i migliori fuggiranno sempre all'estero; in modo emblematico, il Ministro in indirizzo potrebbe valutare il caso super-documentato del candidato L.T., vittima in più di un concorso della classe "MED-28", di logiche clientelari puntualmente denunciate, che hanno trovato nei rispettivi tribunali del TAR un giusto riconoscimento della fondatezza delle accuse e delle argomentazioni, ma di cui puntualmente l'Ateneo della "Sapienza" non ha tenuto alcun conto; anzi davanti ad una sorta di contro-denuncia del collega, problematico vincitore del concorso in questione, non ha potuto fare a meno di archiviare la denuncia, perché nessuna accusa poteva essere fatta al ricorrente, vera vittima di manovre discriminanti, si chiede di sapere: in che modo il Ministro in indirizzo voglia immaginare per il futuro prossimo un sistema di selezione più corretto e democratico, ma al tempo stesso più giusto e meritocratico; se ritenga di fare chiarezza sulle tante questioni pendenti che fanno dell'università italiana un sistema troppo chiuso ed autoreferenziale, creando situazioni di oggettiva ingiustizia per molti ricercatori o potenziali professori qualificati e competenti. Atto n. 3-03423 FATTORI Elena DE FALCO Al Ministro della giustizia Premesso che: il 23 giugno 2022 la testata "Roma Today" ha pubblicato una lunga inchiesta sull'attività dell'associazione "Gruppo Idee", intitolata "Il Nero Ciavardini, la rete tra Rebibbia e il Consiglio Regionale del Lazio"; l'associazione è stata fondata nel 2009 da Luigi Ciavardini, già esponente di Terza Posizione e dei NAR, condannato in via definitiva per la strage del 2 agosto 1980, insieme a Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, oltre che per gli omicidi dell'agente di polizia Francesco Evangelista e del magistrato Mario Amato, agguati avvenuti poco prima della strage di Bologna; l'inchiesta ha approfondito l'attività dell'associazione Gruppo Idee riportando, tra l'altro, in video la testimonianza di una volontaria del carcere di Rebibbia. Nel racconto la donna, coperta dall'anonimato per evidenti ragioni di sicurezza, riferisce quanto segue: "diversi anni fa partecipai ad un bando, attraverso l'Associazione Gruppo Idee, perché il Gruppo Idee ha più associazioni che sono riconducibili al Nar Luigi Ciavardini"; la testimone prosegue: "in questo corso vi era un detenuto che era stato declassificato dal 41 bis e non si sa come e perché me lo sono ritrovato al mio corso (...). l'ho dovuto sospendere dal corso per delle cose gravissime che ha scritto, soprattutto sul giudice Borsellino, che ha scritto contro il 41 bis (...). La colpa del giudice è stata quella che nel 1992 lo ha fatto arrestare. Quindi lui era estremamente arrabbiato con il giudice, tanto da far sposare il figlio il 19 luglio del 2018, la ricorrenza della morte di Borsellino, per vendetta"; inoltre la testimone informa che: "quando decido di sospenderlo, il Gruppo Idee mi contatta e mi dice perché sono andata dal direttore a sospendere questo detenuto e perché non mi sono rivolta a loro. Dopo circa dieci mesi dall'accaduto, io mando via questo boss dal corso, e vengo minacciata da un altro detenuto catanese, sempre iscritto al Gruppo Idee (...). Un componente del Gruppo Idee mi ha scritto questo (...), si è giustificato dopo dieci mesi dal brutto episodio di cui sono stata vittima, dicendomi che le persone che frequentavano il mio corso, erano state demandate da lui e che il detenuto in questione non ha voluto essere reinserito. Vuol dire che ha scelto lui i detenuti, perché iscritti alla sua associazione, quindi al Gruppo Idee, e li ha scelti lui e non li ha fatti scegliere all'area educativa"; secondo il racconto, dunque, il Gruppo Idee svolgerebbe attività di formazione all'interno del carcere, di fatto scegliendo i detenuti beneficiari, in violazione delle regole carcerarie che prevedono l'esclusiva competenza dell'area educativa e della direzione; Germana de Angelis, presidente del Gruppo Idee, ripresa in video da "Roma Today", ha poi affermato: "ci contattano gli avvocati e poi, laddove possibile, li mettiamo sul lavoro (...). Generalmente ci sono degli avvocati che ormai sanno che ormai comunque facciamo questo tipo di attività, ci contattano e ci chiedono la disponibilità"; nella videoinchiesta pubblicata all'interno del servizio giornalistico, la stessa presidente del Gruppo Idee tra l'altro afferma: "sì, certo, noi, Gilberto Cavallini lo abbiamo fatto uscire da Terni, certo (...). Gilberto Cavallini è una delle persone che noi abbiamo aiutato, abbiamo fatto un percorso lunghissimo"; si riferisce all'ex NAR Gilberto Cavallini, condannato in via definitiva insieme a Luigi Ciavardini, per l'omicidio di Mario Amato, ed in primo grado alla Corte di assise di Bologna per la strage del 2 agosto 1980; Ciavardini è stato recentemente rinviato a giudizio per falsa testimonianza, con riferimento alla sua deposizione resa nel 2018 proprio durante il giudizio per la strage nei confronti di Cavallini, si chiede di sapere se si siano svolti gli opportuni accertamenti sui fatti riportati nell'inchiesta giornalistica di "Roma Today", considerando, tra l'altro, il particolare profilo di Luigi Ciavardini, ex terrorista dei NAR, uno degli autori della più grave strage di matrice eversiva della storia italiana, mai dissociato. Atto n. 3-03424 FATTORI Elena DE FALCO Al Ministro dell'interno Premesso che: a seguito dell'indagine "Tritone" (ultima di una serie di indagini degli ultimi anni) è stato acclarato che il territorio di Anzio e di Nettuno (Roma) risulta fortemente infiltrato da criminalità organizzata che ne gestisce, oltre ai traffici illegali, interi settori dell'economia locale; in seguito al maxi blitz della DDA di febbraio 2022 si sono susseguite in questi mesi altre operazioni delle forze dell'ordine che hanno portato ad arresti, perquisizioni e sequestri di ingenti quantità di varie sostanze stupefacenti, armi, contanti; la cronaca locale e di rimando quella nazionale riportano anche episodi di sparatorie, tentati omicidi e agguati sulle strade del litorale romano, per la precisione 4 in 4 mesi; nell'attesa dei risultati delle indagini delle due commissioni di accesso nei due Comuni che evidenzieranno o meno infiltrazioni di stampo mafioso nelle rispettive amministrazioni, i due territori cittadini attigui si confermano piazze di spaccio nazionali ed internazionali contese dalle forze criminali restanti dopo i numerosi arresti; visto che il Segretario generale del SILP CGIL di Roma e Lazio, Antonio Patitucci, ha dichiarato quanto segue: "Il Commissariato di P.S. di Anzio Nettuno ha un organico ridotto all'osso di poco più di 90 unità, con un'età media di circa 50 anni, con molti colleghi assenti in lunga degenza per malattia grave.