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Mi sono recato personalmente sul posto e, con gli uffici giudiziari, abbiamo proseguito (non avviato) un'interlocuzione per gestire al meglio le richieste di sicurezza dei tribunali. (Applausi dal Gruppo M5S) . L'aumento della funzionalità dei servizi ha connotato anche l'attività di gestione e adeguamento del patrimonio immobiliare destinato al settore della giustizia minorile e di comunità. Gli interventi si sono pertanto incentrati sulla razionalizzazione degli spazi, sull'elevazione degli standard di igiene e sicurezza, sull'introduzione di sistemi tecnologici avanzati per l'ottimizzazione delle attività di controllo e gestione degli istituti penali, nella consapevolezza che l'esecuzione penale nei confronti dei minori manifesta una peculiare necessità di territorializzazione della pena, giacché la rieducazione dei minori deve avvenire integrando il supporto statuale con quello familiare. Questo Dicastero si è fortemente impegnato per garantire una scrupolosa gestione delle riassegnazioni dei minori alle varie strutture distrettuali, avvenuta nel rispetto dei parametri definiti a livello nazionale, assicurando a tutta l'utenza interessata la continuità dei contatti e delle relazioni familiari, anche attraverso interventi incisivi nelle singole realtà, per accelerare la riapertura delle sezioni temporaneamente sospese. Ho a più riprese ribadito che un progetto serio e ambizioso di ristrutturazione del sistema di giustizia passa ineludibilmente attraverso un'adeguata allocazione di nuove risorse e un'ottimizzazione di quelle esistenti. La vera sfida è rappresentata dalla capacità di contenere la spesa e, al contempo, elevare gli standard qualitativi dei servizi offerti all'utenza. Un ulteriore positivo intervento effettuato nell'anno 2018 dal Ministero, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa, è stato rappresentato dalla gestione del pagamento delle condanne per la cosiddetta legge Pinto che - come è noto - costituisce una voce considerevole del passivo del bilancio della giustizia. L'estinzione di tale voce ha rappresentato e rappresenterà per il futuro un obiettivo primario di questa Amministrazione, al fine di evitare ulteriori spese derivanti dalle relative procedure contenziose instaurate sia in ambito nazionale, che presso la Corte europea dei diritti dell'uomo, spezzando definitivamente il circolo vizioso che ne è derivato negli anni. Per quanto riguarda il debito legato alla cosiddetta legge Pinto e i vari dettagli, rinvio alla relazione che ho depositato. Mi preme adesso soffermarmi sulla digitalizzazione, che è andata avanti e continua ad andare avanti con nuovo impulso. È fondamentale la prosecuzione del percorso di digitalizzazione e telematizzazione dei procedimenti giudiziari, con l'avvio del Portale dei servizi telematici, delle notifiche telematiche del giudice di pace entro giugno 2019 e della digitalizzazione in Cassazione. Entro il 2019 si raggiungerà la prevalidazione preliminare al deposito delle sentenze e sarà varato il desk del consigliere. È poi in corso di aggiudicazione la gara per la telematizzazione del processo penale, con un progetto esecutivo che potrebbe essere pronto già entro giugno 2019. Il corretto funzionamento della giustizia civile rappresenta uno dei capisaldi dell'ordinamento giuridico, giacché a esso è delegata la tutela dei diritti dei lavoratori, contraenti, imprenditori e creditori, nonché dei cittadini medesimi nelle loro vesti di genitori, figli e coniugi. Assoluto dovrà essere - lo è stato già in questi primi mesi - l'impegno del mio Dicastero per garantire un servizio in grado di produrre decisioni in tempi congrui e ragionevoli, evitando che l'accesso al processo civile si trasformi in una richiesta di giustizia costantemente negata, producendo così la sfiducia dei cittadini e degli operatori economici e sommando alla generale disaffezione dei consociati nei confronti dello Stato anche la diffidenza degli investitori stranieri. Mi preme annunciare, visto che parliamo anche di accesso alla giustizia e dei relativi costi, che nel corso dei precedenti mesi è stato instaurato un tavolo di confronto con l'Avvocatura, che ha portato a uno schema di decreto in tema di accesso alla giustizia, il quale, probabilmente nel prossimo Consiglio dei ministri, porterà all'approvazione di un disegno di legge. (Applausi dal Gruppo M5S) . Pertanto, l'obiettivo primario dell'attività del mio Ministero e del Governo è stato individuato in un intervento analitico, a carattere semplificatorio, sul processo civile. Al di là del trend , in aumento o in diminuzione, la statistica della giurisdizione civile ci pone di fronte a un dato obiettivo, ossia l'enorme richiesta di giustizia che proviene dai cittadini. Al 31 dicembre 2018 sono infatti complessivamente stimati in ben 3.215.989 i processi di nuova iscrizione in ogni grado di giudizio. Nonostante il notevole e meritorio sforzo posto in essere, giorno dopo giorno, dai magistrati, dal personale amministrativo, dagli avvocati e da tutti gli operatori del diritto e nonostante le numerose riforme che si sono succedute nel tempo, a questa domanda non è mai stata fornita adeguata risposta. Anzi - come ho sostenuto in altre sedi - la giustizia civile soffre di ipertrofia normativa. Le riforme sono state frettolose, episodiche e prive di un razionale coordinamento e hanno generato effetti più dannosi che favorevoli all'interno di una macchina estremamente complessa, richiedendo ulteriori tempi e sforzi giurisprudenziali per assorbire le modifiche e, paradossalmente, cagionando esse stesse ulteriori criticità e ritardi. Una riforma del processo civile deve dunque essere incentrata sui criteri della selettività, nonché della semplificazione normativa, provvedendo alla soluzione della complessità e delle frammentazioni che frequentemente rappresentano non garanzie per gli utenti, ma freni al corretto dipanarsi delle procedure. Entro la prima metà di febbraio 2019 sarà depositato un disegno di legge delega avente a oggetto la riforma del rito civile, unitamente alla riforma del rito penale. Per quanto riguarda la riforma del rito civile, il provvedimento introdurrà meccanismi semplificatori per le cause riservate alla decisione del tribunale in composizione monocratica e collegiale, per il giudizio dinanzi al giudice di pace e per le impugnazioni: insomma, un processo più semplice e comprensibile ai cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S) . Proprio la destrutturazione del processo rappresenta l'altra anima fondamentale del progetto di riforma, al fine di dar vita a una prima ipotesi di processo ispirato ai principi del case management nel quale sia consentito al giudice e alle parti di modulare tempi e adempimenti processuali sulla base dell'effettiva complessità della controversia e delle reali esigenze difensive, chiaramente nel rispetto dei diritti delle parti coinvolte nel contenzioso. Si tratterà di un processo che a me piace definire a fisarmonica, e cioè un processo che possa durare una o due udienze al massimo per cause semplici e che, invece, abbia un'estensione temporale maggiore rispetto a cause più complesse che richiedono, ovviamente, un approfondimento in sede di giudizio.