[sommcomm]

A beneficio di queste categorie di isole, il comma 1 istituisce presso il Ministero dell'economia e delle finanze un apposito Fondo, denominato appunto Fondo per lo sviluppo delle isole lagunari e lacustri abitate, la cui dotazione sarà di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019. Ai sensi del comma 2, le risorse del nuovo Fondo saranno integralmente destinate al finanziamento degli interventi socio-economici relativi a ciascuna isola di cui all'Allegato B del disegno di legge in esame. Gli interventi faranno parte di un apposito documento di programmazione adottato da un nuovo organismo, il Comitato istituzionale per gli interventi nelle isole lagunari e lacustri, istituito presso il Ministero per gli affari regionali e le autonomie. Il comma 2 detta altresì la composizione del nuovo Comitato. Il comma 3 stabilisce che le risorse saranno ripartite annualmente tra i comuni destinatari degli interventi inseriti nel documento di programmazione, sulla base dei criteri stabiliti dal Comitato. L'articolo 18 reca una clausola di salvaguardia, per la quale la nuova normativa sulle isole minori e sulle isole lagunari e lacustri si applica alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e con le relative disposizioni di attuazione. L'articolo 19 provvede alla copertura finanziaria. Si quantificano gli oneri derivanti dalla nuova disciplina del disegno di legge, indicando la cifra di 50 milioni di euro annui a decorrere dal 2019. A tale onere si farà fronte mediante una corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. In proposito, si ricorda che alla costituzione del fondo in questione, posto nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, concorrono le maggiori entrate derivanti dalla definizione di illeciti edilizi, le quali nell'anno 2005 furono stimate in 2.215,5 milioni di euro. La presidente MORONESE comunica che nella seduta di ieri la 1ª Commissione permanente ha espresso il seguente parere non ostativo con condizioni e osservazioni sul disegno di legge n. 497, già assunto come testo base: «La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, a condizione che: - all'articolo 2, comma 1, lettera l) , la disposizione ivi prevista, volta a disporre il trasferimento della proprietà di beni dalle Regioni agli enti locali, sia formulata come facoltà, nel rispetto dell'autonomia ad essi costituzionalmente riconosciuta in materia; - all'articolo 3, il comma 1 sia riformulato, al fine di specificare che la partecipazione del Presidente dell'ANCIM alle riunioni della Conferenza Stato-città e alla Conferenza unificata sia circoscritta alle riunioni in cui si discutono tematiche di interesse delle isole minori; - all'articolo 5, i commi 2 e 3 siano riformulati, al fine di tener conto che il principio di legalità dei tributi, sancito dall'articolo 23 della Costituzione, impone che la legge statale istitutiva stabilisca il presupposto, i soggetti passivi, la base imponibile e la misura del tributo, aspetti che non possono essere demandati ai comuni; - all'articolo 7, sia soppresso il comma 1, in quanto la deroga agli strumenti urbanistici vigenti appare lesiva delle competenze costituzionalmente attribuite in materia agli enti locali; - all'articolo 11, comma 2, la norma ivi prevista, volta a promuovere accordi tra i Comuni interessati e gli istituti di credito, sia formulata come facoltà, nel rispetto dell'autonomia costituzionalmente riconosciuta in materia agli enti locali; - all'articolo 12, siano soppressi i commi 3 e 4, in quanto le norme ivi previste, riguardanti l'affidamento del collegamento marittimo e i relativi prezzi, presentano un carattere impositivo e di eccessivo dettaglio, tale da ledere l'autonomia riconosciuta in materia alle Regioni; - sia soppresso l'articolo 13, in quanto esso ha ad oggetto il contenzioso giurisdizionale e il diritto processuale, materie che, ai sensi dell'articolo 117, comma 2, lettera l ) della Costituzione, sono riconducibili alla competenza esclusiva dello Stato; - sia soppresso l'articolo 16, in quanto le norme ivi contenute, oltre ad essere di eccessivo dettaglio, risultano lesive delle prerogative riconosciute, anche in materia economico-finanziaria, agli enti locali; - all'articolo 17, commi 1 e 2, le disposizioni ivi previste, concernenti la gestione dei beni del demanio regionale, siano formulate come facoltà, nel rispetto dell'autonomia costituzionalmente riconosciuta in materia alle Regioni. Formula altresì le seguenti osservazioni: - all'articolo 1, comma 2, si valuti l'opportunità di includere, fra i soggetti chiamati ad adottare interventi in favore delle isole minori, anche le città metropolitane e le province interessate, in coerenza con altre disposizioni contenute nel disegno di legge, quali, ad esempio, quelle di cui all'articolo 1, comma 4, e all'articolo 2, comma 1; - all'articolo 1, comma 3, occorre specificare, per ragioni di coerenza interna all'articolo, che gli interventi ivi richiamati siano "predisposti ed attuati" dai medesimi soggetti (e non solo dai comuni delle isole di cui all'allegato A), i quali, ai sensi del comma 2, sono tenuti all'adozione degli medesimi interventi; - all'articolo 2, comma 1, lettera c) , si segnala che le disposizioni ivi previste appaiono di eccessivo dettaglio e, pertanto, non coerenti con il carattere proprio di una legge quadro; - all'articolo 4, comma 2, si valuti l'opportunità di assicurare un coinvolgimento della Conferenza unificata nel procedimento di adozione del decreto del Ministro dell'economia ivi previsto; - all'articolo 5, comma 1, si rileva che il riferimento ai valori sociali, etici e ambientali, ivi previsto, necessita di una riformulazione che ne attenui i tratti di eccessiva genericità; - all'articolo 7, appare necessario riconsiderare il comma 5, che attribuisce ai Ministeri interessati, d'intesa con Regioni e Comuni, il compito della verifica del "fabbisogno di personale addetto all'accoglienza turistica delle isole minori", che - nell'attuale formulazione - pare estendersi anche al personale operante nel settore privato; - all'articolo 9, occorre tenere conto del riparto di competenze fra Stato e Regioni in materia di istituzioni scolastiche; - all'articolo 11, comma 1, si valuti l'opportunità di sostituire il riferimento alle "Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano" con quello alle "Regioni interessate", al fine di circoscrivere a queste ultime (unitamente agli altri soggetti ivi richiamati) il compito di assumere iniziative volte a favorire accordi di collaborazione e convenzioni con università e istituti di ricerca. »