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A.S. n. 1225 (Ratifica Accordo Italia-Niger cooperazione in materia di difesa) DDL 1225 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione in materia di difesa tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Niger, fatto a Roma il 26 settembre 2017 (Esame e rinvio) Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, introduce il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo di cooperazione in materia di difesa, sottoscritto dall'Italia e dal Niger nel settembre 2017. Ricorda innanzitutto che il Niger, Paese di oltre 20 milioni di abitanti, occupa un'area di notevole importanza strategica per il controllo dei flussi migratori provenienti dalla fascia sub-sahariana in direzione della confinante Libia. Dopo un periodo di instabilità e fragilità istituzionale, a partire dalle elezioni presidenziali del 2011 che hanno decretato la vittoria del leader dell'opposizione Mahamadou Issoufou, il Niger - che è una repubblica semipresidenziale ai sensi della Costituzione promulgata nel novembre 2010 - ha iniziato un processo di stabilizzazione e di democratizzazione, proseguito anche con le elezioni generali del 2016 che hanno confermato lo stesso Issoufou quale presidente e consentito al suo partito  il Partito Nigerino per la Democrazia e il Socialismo (PNDS Tarayya)  di conquistare la maggioranza dei seggi dell'Assemblea nazionale, il locale Parlamento monocamerale. Rammenta che nel Paese africano è dispiegata la "Missione bilaterale di supporto alla Repubblica del Niger" (MISIN), nell'ambito dell'impegno congiunto europeo e statunitense per la stabilizzazione dell'area e il rafforzamento delle capacità di controllo del territorio delle autorità nigeriane e dei Paesi del G5 Sahel (Niger, Mali, Mauritania, Chad e Burkina Faso), nonché per l'incremento delle capacità volte a contrastare il fenomeno dei traffici illegali e le minacce alla sicurezza. La Missione, che intende concorrere alle attività di sorveglianza delle frontiere e del territorio e di sviluppo della componente aerea del Niger, prevede uno sviluppo progressivo fino ad impiego massimo di 470 militari, 130 mezzi terrestri e 2 mezzi aerei; la consistenza attuale del personale militare italiano presente in loco è di circa 40 unità, impiegate in attività di collegamento. Il rallentamento nel dispiegamento del personale e dei mezzi è imputabile alle autorità nigerine principalmente per ragioni politiche interne connesse alla particolare sensibilità dell'opinione pubblica locale in merito alla presenza di contingenti stranieri all'interno dei confini nazionali, autorità che hanno tuttavia ribadito, nell'ambito di colloqui bilaterali, sia a livello politico sia a livello militare, il valore strategico della collaborazione con l'Italia, soprattutto per il contrasto alla migrazione irregolare. L'Accordo in esame, che ricalca analoghi provvedimenti già esaminati in passato dalla Commissione e che costituisce un preciso impegno politico assunto dal Governo italiano, ha lo scopo d'incoraggiare, agevolare e sviluppare la cooperazione bilaterale tra i due Paesi nel settore della difesa, sulla base dei princìpi di reciprocità, uguaglianza e mutuo interesse, in conformità con i rispettivi ordinamenti giuridici e con gli impegni internazionali assunti dalle Parti, delineando una cornice giuridica per avviare forme strutturate di cooperazione tra le Forze armate per consolidare le rispettive capacità difensive e migliorare la comprensione reciproca su questioni di interesse comune relative alla sicurezza, quali la lotta all'immigrazione irregolare, al terrorismo e ai traffici illegali. Il testo bilaterale, che si compone di un preambolo e di 12 articoli, dopo aver enunciato principi e scopi dell'Intesa (articolo 1), individua le modalità attuative e i campi della cooperazione bilaterale, riferendosi in particolare alla elaborazione di appositi piani annuali e pluriennali ed alla organizzazione di visite reciproche di delegazioni, scambi di esperienze tra esperti e la partecipazione a corsi ed esercitazioni militari. Fra gli ambiti di cooperazione, sono annoverati i settori della ricerca, sviluppo e acquisto di materiali e servizi per la difesa, delle operazioni di mantenimento della pace e dell'assistenza umanitaria, della formazione delle Forze Armate e della sanità militare (articolo 2). Lo svolgimento delle attività di cooperazione è subordinato alla disponibilità finanziaria delle Parti, che sosterranno ciascuna le spese di propria competenza (articolo 3). I successivi articoli disciplinano gli aspetti giurisdizionali dell'Accordo (articolo 4), le questioni relative al risarcimento dei danni provocati alla Parte ospitante (articolo 5), la cooperazione nel campo dei prodotti per la difesa (articolo 6), gli aspetti legati alla tutela della proprietà intellettuale (articolo7), nonché le modalità per il trattamento di informazioni classificate (articolo 8). L'Accordo definisce quindi le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 9), i termini per la sua entrata in vigore (articolo 10), la possibilità di emendarne o di integrarli i contenuti mediante la stipula di protocolli aggiuntivi, revisioni e programmi (articolo 11), la durata e il termine (articolo 12). Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 li quantifica in 5.140 euro ad anni alterni a decorrere dal 2019, imputabili alle sole spese di missione e di viaggio per lo svolgimento delle visite ufficiali e degli incontri operativi previsti nel quadro della cooperazione generale di cui all'articolo 2 dell'Accordo. L'articolo 4 del disegno di legge pone altresì una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che ad eventuali oneri addizionali derivanti dall'attuazione dell'intesa bilaterale si dovrà fare fronte con apposito provvedimento legislativo. L'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il PRESIDENTE , dopo aver ringraziato il relatore per l'esauriente esposizione, apre la discussione generale e rinvia il seguito dell'esame. La seduta termina alle ore 15,50.