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b) Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Kenya, fatto a Milano l'8 settembre 2015 (Esame e rinvio) Il senatore LUCIDI ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dei Trattati, sottoscritti dall'Italia e dal Kenya nel settembre 2015, rispettivamente in materia di estradizione e di assistenza giudiziaria in materia penale. I due accordi bilaterali rientrano nell'ambito di quell'azione di intensificazione e di regolamentazione dei rapporti di cooperazione giudiziaria con alcuni Stati non appartenenti all'Unione europea che l'Italia persegue da anni, anche in ragione della necessità di rendere più efficace il contrasto nei confronti della criminalità organizzata. Il primo dei due Trattati in esame, quello in materia di estradizione, composto da 24 articoli, è finalizzato a migliorare la cooperazione fra i due Paesi in materia di estradizione, con particolare riferimento all'estradizione e al transito dei cittadini, con l'intento di reprimere la criminalità sulla base del reciproco rispetto della sovranità, dell'eguaglianza e del mutuo vantaggio. In particolare il testo impegna le Parti a consegnarsi reciprocamente, su domanda, persone ricercate che si trovino nel proprio territorio, per dare corso ad un procedimento penale (estradizione processuale), ovvero al fine di consentire l'esecuzione di una condanna definitiva (estradizione esecutiva) (articolo 1). Nel caso di estradizione processuale, è necessario che il reato sia punibile in entrambi gli ordinamenti con una pena detentiva non inferiore a un anno; per l'estradizione esecutiva si prevede, invece, che al momento della presentazione della domanda di estradizione, la durata della pena ancora da espiare non sia inferiore a sei mesi (articolo 2). I successivi articoli esplicitano i casi che consentono ad una delle Parti di opporre un rifiuto obbligatorio all'estradizione, fra cui i reati politici (articolo 3), e quelli per opporre un rifiuto facoltativo (articolo 4). Il Trattato disciplina quindi il procedimento di estradizione (articoli 5-9) e illustra l'applicazione del principio di specialità (articolo 10). I successivi articoli vietano, fra l'altro, la riestradizione verso uno Stato terzo della persona estradata (articolo 11), e disciplinano la misura cautelare urgente dell'arresto provvisorio (articolo 12), l'ipotesi in cui siano avanzate più richieste di estradizione da diversi Stati per la stessa persona (articolo 13), le modalità di consegna della persona da estradare (articolo 14), i casi di consegna differita e temporanea (articolo 15) e la procedura semplificata di estradizione nel caso in cui la persona interessata acconsenta (articolo 16). Da ultimi, gli ulteriori articoli dell'Accordo bilaterale disciplinano gli aspetti relativi alla consegna allo Stato richiedente di cose sequestrate alla persona estradata (articolo 17), il transito nei rispettivi territori di una persona estradata da uno Stato terzo (articolo 18), la suddivisione delle spese derivanti dalla richiesta di estradizione (articolo 19), lo scambio di informazioni sull'esito del procedimento penale ovvero sull'esecuzione della condanna nello Stato richiedente successivamente all'estradizione (articolo 20), l'obbligo di riservatezza sui documenti e le informazioni fornite (articolo 22), le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative del Trattato (articolo 23). Il secondo Trattato oggetto del presente disegno di legge di ratifica - quello relativo all'assistenza giudiziaria in materia penale - si compone di 27 articoli ed è finalizzato a disciplinare l'assistenza giudiziaria penale bilaterale. L'adozione di tali norme è stata imposta dalla progressiva estensione dei rapporti tra i due Paesi, aspetto che inevitabilmente reca con sé anche lo sviluppo di fenomeni criminali che coinvolgono entrambi gli Stati e che rendono necessaria la predisposizione di strumenti idonei a garantire una reciproca ed efficace collaborazione bilaterale. Il testo (articolo 1) esplicita l'impegno delle Parti a prestarsi la più ampia assistenza giudiziaria in materia penale, prevedendo, fra l'altro, la ricerca e l'identificazione di persone, la notificazione di atti e documenti, la citazione dei soggetti coinvolti a vario titolo nei procedimenti penali, l'acquisizione e la trasmissione di atti ed elementi di prova, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni, l'espletamento e la trasmissione di perizie, l'esecuzione di ispezioni, perquisizioni e sequestri, lo scambio di informazioni in materia di diritto. Il Trattato prevede che l'assistenza giudiziaria possa essere prestata anche quando il fatto per cui è richiesta non costituisca reato nello Stato richiesto, salvo i casi in cui essa si riferisca a sequestri, confische o ad atti che incidono sui diritti fondamentali delle persone, che prevedono che essa sia prestata solo se il reato per cui è richiesta sia previsto come reato anche nell'ordinamento giuridico dello Stato richiesto, secondo il principio della doppia incriminazione (articolo 2). I successivi articoli disciplinano le ipotesi di rifiuto o rinvio dell'assistenza (articolo 3), individuano nel Ministero della Giustizia della Repubblica italiana e nell'Ufficio dell' Attorney General le Autorità Centrali designate dalle Parti Contraenti (articolo 4), e stabiliscono forma e contenuto della richiesta di assistenza (articolo 5), nonché le modalità per la sua esecuzione (articolo 6). Il Trattato disciplina quindi in modo dettagliato i singoli atti che possono costituire oggetto della richiesta di cooperazione giudiziaria (articoli 8-18), fra cui le assunzioni probatorie (articoli 9 e 10), il trasferimento temporaneo di persone detenute (articolo 12), la protezione di vittime, testimoni ed altri partecipanti al procedimento penale (articolo 13), la produzione di documenti, atti e cose (articoli 15 e 16), le perquisizioni, i sequestri e le confische (articolo 17). Di rilievo è anche il riferimento alla possibilità, su domanda dello Stato richiedente, che lo Stato richiesto proceda ad accertamenti bancari e finanziari, senza che esso possa rifiutare l'esecuzione della richiesta adducendo motivi di segreto bancario (articolo 18). Il Trattato, che contempla la possibilità che le Parti prestino altre forme di assistenza o cooperazione giudiziaria in virtù di specifici accordi, di intese o di pratiche condivise (articolo 19), disciplina altresì lo scambio di informazioni tra gli Stati, prevedendo la trasmissione di informazioni sui procedimenti penali, sui precedenti penali e sulle condanne inflitte nei confronti dei cittadini dell'altro Stato (articolo 20), lo scambio di informazioni sulla legislazione (articolo 21) e la trasmissione di sentenze e di certificati penali (articolo 22). Il disegno di legge di ratifica dei due Trattati si compone di 4 articoli. Gli oneri economici complessivi derivanti dall'attuazione del provvedimento sono valutati dall'articolo 3 in 66.802 euro annui, a decorrere dal 2019.