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Tuttavia, il problema del fiume Sacco è molto più antico. Come lei sa perfettamente, è stato istituito anche il SIN Bacino del fiume Sacco, perché tutta la situazione di quell'area, a cavallo tra le province di Roma e Frosinone e lungo tutta l'asta fluviale, è ormai, purtroppo, oggetto di un grave inquinamento ambientale. Recentemente si è aggiunto anche l'accertamento di irregolarità nel depuratore dei consorzi ASI. Quanto già emerso durante le operazioni di caratterizzazione dell'area industriale di Colleferro e di Anagni e di alcuni siti industriali, ha evidenziato non solo la pratica dell'interramento di rifiuti industriali per evitare - come sappiamo perfettamente - gli oneri di smaltimento, ma si sono aggiunti altri tipi di inquinamento antichi, e forse anche recenti, da imputare alle attività industriali: sono stati riversati, da oltre un ventennio, gli scarichi di acque reflue e di tutte le attività industriali senza alcuna depurazione. La situazione di quel territorio è pertanto molto grave e sta incidendo gravemente sulla salute dei cittadini. Ministro, i dati contenuti nel rapporto tecnico sulla sorveglianza sanitaria ed epidemiologia della popolazione residente in prossimità del fiume Sacco - che spero lei abbia visto - rispetto all'insorgenza di malattie oncologiche sono davvero molto allarmanti. Le chiedo quindi cosa intende fare anche per accelerare gli interventi di bonifica e, soprattutto, nell'immediato, per un ulteriore censimento delle fonti di inquinamento. (Applausi del senatore Errani). PRESIDENTE. Il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, generale Costa, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. COSTA, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, anzitutto ringrazio l'interrogante. Effettivamente, la problematica del SIN, nel caso di specie del Bacino del fiume Sacco, è particolarmente significativa e non da oggi, come sappiamo, tanto che, appunto, è dichiarato sito di interesse nazionale. In questo senso, il Governo ha stanziato 40,8 milioni di euro e stiamo definendo l'accordo di programma per velocizzare l'erogazione dei fondi e renderlo immediatamente operativo. Questo è già un elemento di prima risposta, ovvero fondi immediatamente erogabili. Stiamo facendo questo lavoro insieme alla Regione ovviamente poiché, come lei sa, il coordinamento è dello Stato ma la progettazione, l'accordo di programma, viceversa, è della Regione, ragion per cui stiamo lavorando a quattro mani, e, a mio avviso, anche abbastanza bene. Risulta presumibilmente che la cosiddetta schiuma, ovvero i tensioattivi che sono stati rinvenuti recentemente, dovrebbero provenire da una mancata depurazione dell'area di sviluppo industriale (ASI). Ovviamente, a seguito di questo primo controllo, abbiamo avuto un riscontro da parte dell'ARPA Lazio e della Capitaneria di porto (che, come Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ho subito inviato attraverso il cosiddetto RAM, reparto ambientale marino), secondo cui si tratta appunto di tensioattivi, quindi con una probabile origine industriale. Stiamo facendo fare adesso le sottoverifiche, per controllare di quale tipologia di tensioattivi si tratti e per risalire poi ovviamente alla filiera produttiva. Questo è un percorso che approderà poi alla procura della Repubblica di Frosinone, dove è stato aperto un fascicolo per disastro ambientale. Nell'ambito del discorso relativo al fiume Sacco, noi nei prossimi giorni incontreremo i 19 sindaci che ci hanno chiesto un incontro, per comprendere fino in fondo le loro singole necessità; credo che tale incontro sia previsto il 20 dicembre. Aggiungo anche che recentemente, dieci giorni fa, ho firmato con la Regione Lazio il piano della qualità dell'aria nella zona del SIN della valle del Sacco, con alcuni elementi interessanti, come per esempio la qualità dell'aria, cioè la verifica e il monitoraggio materiale della qualità dell'aria da parte dell'ARPA, più altri elementi che riguardano per esempio le emissioni in atmosfera da parte delle stufe o delle macchine della zona, favorendo con un chip economico di circa 10 milioni di euro i soggetti che vorranno fare questo percorso a nostro favore. Quindi c'è un pacchetto di azioni che stiamo mettendo insieme e che stiamo letteralmente compilando e definendo tra Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e Regione Lazio. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice De Petris, per due minuti. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Ministro, la ringrazio per queste ulteriori notizie sui passi in avanti che si stanno facendo rispetto all'accordo di programma. Però vorrei segnalare - e credo che lei ne sia cosciente quanto me, signor Ministro - che la situazione di inquinamento è così seria che ovviamente 40 milioni di euro non sono sufficienti. Saranno sufficienti forse per iniziare, ma certamente le risorse necessarie, come nel caso di molti altri SIN, sono notevoli. Quindi bisognerebbe tutti quanti cercare di incrementare questi fondi; noi lo faremo con le nostre proposte emendative al disegno di legge di bilancio. Un'altra questione assolutamente importante - lo dico perché l'accordo di programma è anche con la Regione Lazio - è che non bisogna più portare altre attività inquinanti in quell'area. La prima questione è che bisogna chiudere una volta per tutte con il trasferimento di rifiuti da altre aree della Regione e persino da altre Regioni, perché altrimenti da una parte si cercano risorse per intervenire e per iniziare l'opera di bonifica e dall'altra non riusciamo a fermare l'inquinamento neanche a questa data, perché continuiamo a immettere attività inquinanti, che in quell'area non sono assolutamente più sopportabili. Bisognerebbe forse provare a fare operazioni di riconversione di alcune attività, ma non certamente portare altre attività inquinanti e impattanti. (Applausi del senatore Errani). PRESIDENTE . Il senatore Ruspandini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00451 sull'inquinamento del fiume Sacco e sulle misure di salvaguardia dell'ambiente, per tre minuti. RUSPANDINI (FdI) . Signor Ministro, il procuratore capo di Frosinone in queste ore ha aperto un fascicolo per disastro ambientale plurimo, dopo i recentissimi episodi di cui si parlava prima, nei quali il fiume Sacco è stato totalmente ricoperto da schiuma bianca. Il Sacco, che attraversa le province di Roma e di Frosinone, risulta essere tra i fiumi più inquinati d'Europa, con un'elevata presenza di beta-esaclorocicloesano, uno scarto di lavorazione del lindano, un potente pesticida. Recenti studi dimostrano come queste sostanze inquinanti siano entrate nella catena alimentare, quindi nelle case e negli abitanti della zona, rilevando evidenti connessioni tra l'inquinamento ambientale e la frequenza di patologie tumorali dei residenti.