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Anzi, diciamo anche che c'è, in queste ore e in questi giorni, una polemica contro le istituzioni della Lombardia, anche da parte di un partito il cui leader andava in giro per i Navigli di Milano a dire che non c'era nessuna emergenza (e poi è incappato anche lui in quell'emergenza), e con un attacco a istituzioni della Lombardia che vanno sostenute e non attaccate in maniera polemica, occupando a questo scopo anche canali del servizio pubblico in maniera esagerata e anche con la complicità di un telegiornale che fa le interviste alla gente senza neanche il volto scoperto. La RAI del TG1 e di Rai 1 dia una mano al Paese e non alimenti la disinformazione. Cercano le fake news e le trovano sul principale telegiornale. E verrà anche il tempo dei giudizi, non solo politici, per Conte, per Zingaretti e per Sala, che dicevano «nessuna emergenza», «tutti tranquilli» e oggi fanno le polemiche con chi veniva preso in giro perché andava in televisione con la mascherina, come il Presidente della Regione Lombardia. I soldi: dove, quando e come? Hanno invaso l'altra sera, in urgenza, le televisioni pubbliche, ma ancora due giorni dopo il decreto-legge sulla liquidità non c'è. Negli altri Paesi danno soldi alle aziende, qua vogliono far indebitare gli imprenditori nelle banche. Questo sta facendo il Governo Conte. Bisogna sostenere il sistema produttivo, non indebitarlo, riempiendolo di cifre che sono appunto debiti. È stato fatto lo stesso con gli enti locali, con un inganno mostruoso: quei 4,3 miliardi di alcuni giorni fa sono un'anticipazione di soldi dati comunque agli enti locali nel corso dell'anno, mentre i soldi per le spese alimentari dei meno abbienti sono assolutamente insufficienti. Vanno bene i 600 euro? Per noi no; è poco e vanno aumentati. E poi tutto il mondo del lavoro autonomo, del commercio, del turismo, delle professioni e del mondo balneare (che dovrebbe prepararsi da qui a qualche settimana - Dio solo sa come - alla nuova stagione, che nessuno sa come sarà) che risposte hanno avuto? Avete detto in Commissione «no» anche a cose giuste ed elementari, come il ripristino della cedolare secca per gli affitti del commercio, dove i commercianti non avranno un euro incassato e i proprietari non potranno diventare loro le vittime di questa crisi. Avete detto «no» ai voucher in agricoltura, nonostante tutte le imprese del mondo agricolo li invochino, perché c'è un veto ideologico della CGIL. Non potete disobbedire a Landini e rischiate di bloccare l'agricoltura italiana e tutta la filiera agroalimentare. Questa è la verità. Avete fatto, del resto, anche altri disastri. All'INPS ancora non funzionano bene le cose. Abbiamo chiesto e lo ribadiamo le dimissioni di un presidente lottizzato per ragioni politiche, perché non avevate trovato per lui il posto al Ministero, e giorni fa si è impallato tutto e i problemi sono proseguiti. Noi registriamo ogni giorno la preoccupazione di consulenti del lavoro, che per quanto riguarda la cassa integrazione e i bonus non sono riusciti ancora a registrare le posizioni. Come faranno il 15 aprile ad avere l'assegno promesso dal Governo? Ci sono situazioni che noi dall'opposizione abbiamo dovuto rimuovere. Sono stati stanziati questa notte, dopo un lungo braccio di ferro, otto milioni per gli straordinari del popolo in divisa; non bastano, servono altri soldi, perché invocate l'Esercito che si è fatto carico anche del trasporto delle salme. Le Forze armate vengono infatti attaccate e indebolite durante i periodi normali e poi vengono invocate nelle emergenze. Basta pacche sulle spalle, ci vogliono anche soldi per equiparare tutte le Forze impegnate in questi giorni, militari o di polizia. In conclusione credo che dobbiamo anche ricordarci di alcune cose; in quest'Aula, cari colleghi, ci avete fatto perdere tempo con gli argomenti no vax. Attendiamo le scuse di chi ha negato le verità della scienza e della sanità, facendo perdere tempo anche al Senato della Repubblica, dicendo sciocchezze sesquipedali di cui vi dovete vergognare, che hanno fatto prevalere in alcuni momenti l'oscurantismo. Abbiamo dovuto lottare anche in quest'Aula per evitare che argomenti assurdi prevalessero. Vedere al Governo del Paese gente così, che non dialoga con le opposizioni e non rispetta il Parlamento, imporre la fiducia, è veramente qualcosa di difficile da sopportare. Infine, per quanto riguarda l'Europa, noi riteniamo che essa sia quello che noi dobbiamo guardare come orizzonte, ma diciamo agli altri Paesi europei che senza l'Italia, l'Europa non c'è, senza il diritto, l'arte, la letteratura e la civiltà europea, che l'Italia ha alimentato, l'Europa non esiste. Allora, olandesi o tedeschi abbassino le penne: sostenere l'Italia oggi non è un favore o un piacere, è un dovere assoluto, anzi, è un onore per loro (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) sostenere uno Stato e una terra che ha dato origine, in termini culturali e morali, all'Europa. Quindi niente cappello in mano teso, ma forza, orgoglio e determinazione. Su tutti questi versanti noi esprimiamo un giudizio negativo sull'azione del Governo. Concludo dicendo che se il Presidente della Repubblica, come giustamente deve fare, invoca un dialogo, vigili sul dialogo che non c'è per la vostra arroganza che è perfino superiore alla vostra immensa incapacità. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, ormai da settimane il nostro Paese si trova a combattere contro un'emergenza che ha stravolto la nostra quotidianità, il nostro modo di stare insieme, di relazionarci e di comunicare. Quell'isolamento e quelle distanze sociali che siamo stati costretti ad imporre e ad imporci, chiaramente, per limitare la diffusione di questo virus, ci mettono di fronte ad una situazione che nessuno di noi aveva mai vissuto prima. Una situazione che si ripercuote innanzitutto sul nostro sistema sanitario e sul nostro tessuto economico che sta soffrendo le conseguenze di questa situazione. È di fronte a queste difficoltà che siamo chiamati a dare risposte. Vorrei fare una premessa: ognuno di noi in questa Aula è consapevole di quanto sia complesso il nostro ruolo, di quanto sia difficile il lavoro che in queste ore è chiamato a svolgere per fare scelte al fine di fronteggiare questa crisi. È infatti un compito oggettivamente arduo tenere insieme l'esigenza di garantire il diritto alla salute e, allo stesso tempo, occuparsi dei bisogni di chi di fronte al blocco delle attività produttive, commerciali e sociali, si aspetta che lo Stato gli tenda una mano. Venire però in questa Aula e fare l'elenco delle cose che si dovrebbero fare, come se le risorse fossero infinite, è estremamente semplice, a tratti banale, senatore Gasparri. Più difficile è provare con le risorse di cui disponiamo, con i leciti e responsabili spazi di manovra che si possono utilizzare, a dare risposte concrete, in tempi rapidi e senza lasciare indietro nessuno.