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Il Piano comunale e intercomunale di rigenerazione urbana, limitatamente per gli aspetti materiali, applica, per l'attuazione degli interventi previsti di rigenerazione urbana, gli strumenti previsti per l'attività urbanistica dalla legge 17 agosto 1942, n. 1150, dalle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, dal codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, e dalle leggi applicabili in materia di governo del territorio. 8. Qualora il Piano comunale e intercomunale di rigenerazione urbana richieda, per la sua completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata di più comuni, di province e di regioni, di amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici, esso è approvato mediante accordo di programma ai sensi del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui all'articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; 9. L'approvazione degli interventi di rigenerazione urbana, anche tramite accordo di programma, comporta la dichiarazione di pubblica utilità agli effetti del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, fatte salve le disposizioni regionali in materia. Per le espropriazioni delle aree occorrenti per l'esecuzione degli interventi di rigenerazione urbana, i sindaci e i presidenti delle città metropolitane, con proprio decreto, possono provvedere alla redazione dello stato di consistenza e del verbale di immissione in possesso dei suoli anche con la sola presenza di due rappresentanti della regione o degli enti territoriali interessati, prescindendo da ogni altro adempimento. Il medesimo decreto vale come atto impositivo del vincolo preordinato all'esproprio e dichiarativo della pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell'intervento. 10. Per le finalità di cui alla presente legge, negli ambiti ricompresi nel Piano comunale e intercomunale di rigenerazione urbana, limitatamente per gli aspetti materiali, sono ammessi: a) interventi diretti di ristrutturazione edilizia che comportino un miglioramento antisismico dell'edificio, nel rispetto di quanto previsto dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 17 gennaio 2018, pubblicato nel supplemento ordinario n. 8 alla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2018, un miglioramento non inferiore al 50 per cento delle prestazioni energetiche dell'edificio e il raggiungimento di almeno la classe B di certificazione energetica, se inferiore alla classe C; b) salvo quanto previsto dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e nel rispetto del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, gli interventi diretti di demolizione e ricostruzione dell'edificio: 1) con incremento massimo del 20 per cento della volumetria o della superficie esistente, previa acquisizione del titolo abilitativo di cui al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380; l'incremento volumetrico massimo è riconosciuto unicamente tenendo conto degli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche delle parti comuni dell'edificio e delle volumetrie del Piano o dei Piani in cui gli interventi sono realizzati; 2) con modifiche delle destinazioni d'uso; 3) con diversa distribuzione volumetrica, diverso posizionamento sulle aree di sedime, modifiche della sagoma, delle altezze e dei prospetti, purché nel rispetto dei limiti di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444. 11. Per le finalità di cui alla presente legge, negli ambiti ricompresi nel Piano comunale e intercomunale di rigenerazione urbana, limitatamente per gli aspetti immateriali, sono ammessi: a) interventi diretti all'infrastrutturazione sociale volti ad aumentare le opportunità per i soggetti più deboli, promuovendo gli interventi volti a favorire l'occupazione e una adeguata protezione sociale; b) iniziative di coabitazione domiciliare ( cohousing ) per disabili e soggetti deboli, studenti e famiglie, nonché lo sviluppo dei servizi domiciliari e della tutela locale di quartiere delle persone anziane attraverso servizi di monitoraggio e prevenzione. Art. 6. (Interventi pubblici e privati da attuare secondo il principio di sussidiarietà) 1. Per corrispondere alle aspettative di qualità urbana dei cittadini, la pubblica amministrazione è tenuta a collaborare con gli operatori economici applicando il principio della sussidiarietà orizzontale, mediante il quale vengono definiti con i cittadini attivi gli interventi di cura, di rigenerazione, di valorizzazione e di gestione condivisa di beni comuni. 2. Le aree territoriali ricomprese nei Piani comunali e intercomunali di rigenerazione urbana selezionati ai sensi dei bandi regionali e provinciali di cui all'articolo 5, rispondenti alle finalità del Piano nazionale per la rigenerazione urbana, sono dichiarate aree di interesse pubblico per gli effetti e le finalità di cui alla presente legge. 3. Al fine di rafforzare l'efficacia degli interventi, l'impiego delle risorse pubbliche nel Piano comunale e intercomunale di rigenerazione urbana, con particolare riferimento alla qualità urbana e ambientale, deve operare in sinergia con le risorse del settore privato. 4. Nel rispetto dei principi e delle finalità della presente legge gli enti locali, nella definizione del Piano comunale e intercomunale di rigenerazione urbana, sono tenuti alla concertazione di un Patto territoriale, finalizzato al soddisfacimento sia degli aspetti materiali che di quelli immateriali di cui all'articolo 1, nel rispetto delle disposizioni procedurali che impongono all'ente locale di: a) individuare, in coerenza con gli strumenti vigenti, l'ambito territoriale dove attuare la rigenerazione urbana analizzando lo specifico contesto urbano di riferimento e valorizzando le finalità e gli obiettivi prioritari di cui all'articolo 1; b) indicare l'obiettivo finale atteso, evidenziando per gli specifici ambiti di intervento le componenti di miglioramento attese e le relative tempistiche; c) provvedere alla formazione del sistema dei soggetti territoriali coinvolti attivamente nella redazione del Piano di rigenerazione urbana; d) definire l'itinerario concertativo intrapreso con i soggetti attivi preliminare al Patto territoriale; e) istituire un tavolo di concertazione con i soggetti attivi, definendo gli impegni da assumere collettivamente e individualmente; f) prevedere, all'esito del tavolo di concertazione di cui alla lettera e) , la sottoscrizione di un protocollo d'intesa delle proposte condivise, e la successiva predisposizione di un piano di fattibilità tecnico-economica delle stesse nel rispetto degli obiettivi prioritari di cui all'articolo 1, comma 3; g) dedicare particolare attenzione alle problematiche relative alle diversità sociali e culturali intergenerazionali e di integrazione tra soggetti che differiscono per genere, cultura e religione; h) perfezionare la sottoscrizione del Patto territoriale e il suo continuo aggiornamento;