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Alcune leggi speciali di recepimento delle direttive resteranno pertanto -- insieme all'applicazione diretta -- uno strumento necessario per l'adeguamento del nostro ordinamento nazionale agli standard europei: restano, dunque, in vigore le leggi di recepimento in materia di tutela dell'igiene e sicurezza del lavoro (cui fa da raccordo nel Codice l'articolo 2087), di parità di trattamento e divieti di discriminazione (cui fa da raccordo l'articolo 2091), di orario di lavoro e riposi (cui fanno da raccordo gli articoli 2107 e 2109). Ma esse dovranno svolgere anche la funzione di «spiegare» il diritto dell'U.E., «tradurlo in italiano», renderlo facilmente comprensibile al cittadino. Anch'esse dovranno, pertanto, essere riscritte in forma assai più semplice e sintetica rispetto alla loro forma attuale. In alcuni casi, la trasposizione sintetica delle direttive compiuta in questo nuovo Codice è già completa ed esauriente; ci riferiamo, in particolare, alle materie dell'obbligo di informazione del datore di lavoro nei confronti del prestatore (articolo 2096), del contratto a termine (articolo 2097), del lavoro a tempo parziale (articolo 2108), del trasferimento d'azienda (articolo 2112), del licenziamento collettivo (articolo 2119, ottavo comma), del distacco transnazionale del lavoratore (articolo 2124, commi secondo e terzo) e della somministrazione di lavoro (articolo 2127). La sinteticità della riformulazione, peraltro, non pregiudica il livello di tutela comune; la completezza delle disposizioni del Codice rispetto alle fonti europee da esse recepite è infatti assicurata da una apposita clausola di salvaguardia e «di chiusura», contenuta nell'articolo 2086, in base alla quale per gli aspetti non disciplinati dal Codice le disposizioni comunitarie trovano comunque applicazione diretta. La riforma del diritto sindacale: rinvio La stessa tecnica della novella del Codice civile applicata in riferimento alla disciplina del rapporto individuale di lavoro può -- e a nostro avviso deve, per motivi analoghi a quelli esposti sopra -- essere adottata per la riforma della disciplina dei rapporti collettivi, necessaria per voltare definitivamente pagina rispetto a sessant'anni di «diritto sindacale transitorio». A quella riforma è dedicato un disegno di legge (n. 986/2013, recante la sostituzione degli articoli da 2063 a 2078 del Codice civile) che viene presentato contemporaneamente a questo, ma separatamente, poiché esso presuppone una legge costituzionale per la riformulazione dei tre ultimi commi dell'articolo 39 della Costituzione. Struttura del nuovo Codice del lavoro Il Codice del lavoro risultante dalla novella qui proposta degli articoli 2082-2134 del Codice civile si compone di cinque sezioni, cui si aggiungono gli articoli 2239-2245 sul lavoro domestico. La prima sezione è dedicata alla nozione e ai principi generali in materia di impresa. La seconda contiene i principi e regole di carattere generalissimo, applicabili a qualsiasi forma di lavoro umano. La terza contiene la disciplina generale dei rapporti di lavoro subordinato o dipendente. La quarta contiene la disciplina dei rapporti a contenuto formativo. La quinta contiene la disciplina delle collaborazioni di pubblica utilità. Sezione I -- Dell'imprenditore Articolo 2082. - (Imprenditore) . -- Articolo 2083. - (Piccolo imprenditore) . -- Mentre viene mantenuta invariata la definizione della nozione generale di imprenditore originariamente contenuta nel primo dei due articoli, la definizione della nozione di piccolo imprenditore viene integrata con un criterio di distinzione di questa figura da quella del lavoratore autonomo di cui all'articolo 2222: il criterio distintivo viene indicato nella prevalenza del valore del capitale utilizzato nell'attività economica rispetto al valore del lavoro personale ad essa dedicato. Articolo 2084. - (Libertà di impresa) . -- Articolo 2085. - (Vigilanza pubblica sulla gestione delle imprese ). -- I due articoli, che nella formulazione originaria del codice sono dedicati -- nello spirito dell'ordinamento corporativo -- all'affermazione della funzionalizzazione dell'impresa «all'interesse unitario dell'economia nazionale», vengono riscritti in modo da coordinarli con i principi della libertà di impresa e del mercato concorrenziale, propri del nostro ordinamento costituzionale e di quello europeo. Sezione II -- Disciplina comune a tutti i rapporti di lavoro Articolo 2086. - (Diritto dell'Unione Europea.) -- È la norma che assicura l'applicabilità diretta delle disposizioni di fonte U.E. nel nostro ordinamento interno. Articolo 2087. - (Tutela delle condizioni di lavoro e della riservatezza del lavoratore). -- La felice formulazione originaria dell'articolo viene aggiornata con il riferimento alla protezione della privacy . Quelle della sicurezza e della riservatezza sono due tra le poche materie nelle quali il nuovo codice non può assorbire in sé l'ingente materiale normativo necessario per l'adeguamento dell'ordinamento interno ai vincoli comunitari: restano dunque in vigore, a lato del codice , le leggi speciali in materia di igiene nei luoghi di lavoro e prevenzione antinfortunistica. Il riferimento all'imprenditore, contenuto nell'articolo 2087 attualmente in vigore, è sostituito con il riferimento al «titolare dell' azienda », al fine di allargare nella misura massima possibile il campo di applicazione della norma protettiva: secondo la migliore dottrina, infatti, la nozione di azienda non è legata a quella di impresa, bensì si estende a comprendere qualsiasi contesto ambientale-strumentale nel quale la prestazione lavorativa si collochi. D'altra parte, laddove la prestazione non si collochi in un contesto ambientale-strumentale di cui sia titolare il creditore, non avrebbe senso accollare a quest'ultimo un obbligo di protezione della sicurezza e riservatezza del lavoratore (salve le disposizioni circa la possibile nocività dei materiali nel lavoro a domicilio, che sono oggetto di una disposizione ad hoc nel comma 2 dell'articolo 2123). Articolo 2088. - (Età minima, capacità giuridica e tutela del lavoro minorile). -- L'articolo si limita a riprendere la disciplina vigente prima del varo del «Collegato Lavoro 2010», e semplificandola e integrandola con una possibilità di deroga limitata e controllata, secondo il modello offerto dall'articolo L337-3 del Code de l'éducation francese. Articolo 2089. - (Assicurazione generale contro gli infortuni e le malattie professionali) . -- L'articolo si limita a enunciare il principio generale già vigente, rinviando per la disciplina specifica a normativa da emanarsi con decreto del Presidente della Repubblica su proposta elaborata dal Cnel e approvata dal Consiglio dei Ministri. È questa la prima di una serie di disposizioni con le quali ci si propone di restituire e rafforzare il ruolo attribuito al Cnel dalla Costituzione (v. in proposito anche gli articoli 2090 e 2092). Articolo 2090. - (Assicurazioni generali per vecchiaia, invalidità, disoccupazione, malattia e maternità). -- Anche questo articolo si limita a enunciare i principi generali già vigenti, con rinvio analogo a quello di cui all'articolo precedente e con l'estensione (comma 4) del principio di automaticità delle prestazioni previdenziali a tutta l'area del lavoro economicamente dipendente. Articolo 2091. - (Parità di trattamento e divieti di discriminazione).