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Voi state seppellendo il Paese sotto una montagna di debito pubblico, gettando al vento decine e decine di miliardi. Le vostre misure non sono efficaci e lo dimostrano i dati: il turismo è in ginocchio, le attività commerciali chiudono i battenti a migliaia, gli autonomi non possono lavorare. Noi vogliamo che queste attività sopravvivano e l'unico modo è esentarle dal pagamento di tasse che non sono in grado di pagare. E non possono pagarle non perché sono dei farabutti o degli evasori, come li amate dipingere voi della sinistra, ma perché lo Stato (il Governo) ha chiuso le loro attività. (Applausi) . State molto attenti, perché sono loro che mantengono in piedi le casse dello Stato. Più attività farete fallire, minore sarà anche il gettito, minori saranno le risorse a disposizione dello Stato per finanziare stipendi pubblici e servizi ai cittadini, maggiori saranno i crediti deteriorati e le risorse che dovrete stanziare per risanare le banche; state giocando col fuoco. Cosa accadrà poi quando sbloccherete i licenziamenti? Prima o poi ci arriveremo a quella data. Cosa accadrà quando non avrete più possibilità di finanziare la cassa integrazione, perché non avrete più risorse? Cosa farete quando padri di famiglia non avranno più un reddito, un'attività, un lavoro per pagare l'affitto e mantenere la propria famiglia? Cosa farete quando decine di migliaia di cartelle esattoriali pioveranno sulle teste dei cittadini? Le state solo rinviando e la montagna aumenta. Cosa farete quando a Bruxelles vi diranno che non potremo più fare altro debito e vi chiederanno di restituire quanto vi è stato concesso? Quella data prima o poi arriverà. I decreti ristori e questa manovra di bilancio, infarciti di centinaia di misure microsettoriali e localistiche, sono una vera e propria vergogna. (Applausi) . Lo sono soprattutto in questa fase drammatica che stiamo vivendo. Ogni singolo centesimo andava utilizzato con grande oculatezza e rispetto nei confronti degli italiani. Non lo avete fatto e non so se ve ne pentirete, ma sicuramente tutto il Paese ne pagherà le conseguenze. Abbiamo insistito perché i decreti ristori non si basassero sui codici Ateco, ma sul calo di fatturato di tutte le categorie di autonomi. Non ci avete ascoltato; avete dato miserie a pochi e nulla alla maggior parte delle categorie. Abbiamo cercato su ogni provvedimento di offrirvi la nostra collaborazione; non ci avete quasi mai ascoltato. Siamo però orgogliosi di aver ottenuto l'esonero totale nel 2021 dei contributi fissi per autonomi e professionisti che abbiano subito un calo di fatturato superiore al 33 per cento e abbiano avuto un reddito non superiore a 50.000 euro (emendamento Garavaglia alla legge di bilancio). (Applausi) . Siamo orgogliosi di aver cancellato l'obbligo della partita IVA per il volontariato (emendamento Garavaglia alla legge di bilancio). (Applausi) . Siamo orgogliosi di aver ottenuto l'abbattimento degli oneri di sistema nelle utenze elettriche di tipo commerciale per le attività che non hanno potuto lavorare (emendamento Arrigoni, Romeo e del centrodestra al decreto ristori). (Applausi) . Siamo orgogliosi di tutti quegli emendamenti che miravano alla riduzione della pressione fiscale, ma siamo consapevoli che molto di più andava fatto. Molto di più è necessario al nostro sistema economico e produttivo per risollevarsi. Voi non vi state dimostrando all'altezza di questo compito; noi abbiamo il dovere di continuare a insistere perché cambiate rotta, abbiamo il dovere di farci trovare pronti quando toccherà a noi la responsabilità di governare. E lo saremo. Speriamo solo di non arrivarci troppo tardi, quando di questo Paese e della nostra economia rimarranno solo macerie. Questa legge di bilancio rappresenta l'ennesima occasione persa; essa non è adeguata ai drammatici momenti che stiamo vivendo. Il nostro Paese merita di meglio e questo Governo non merita la nostra fiducia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi e colleghe, colui che mi ha preceduto ha detto un sacco di inesattezze; cercherò di argomentare puntualmente sul suo intervento. Il decreto rilancio, il decreto liquidità, il decreto agosto, il decreto ristori... (Commenti. Si odono dei fischi) . PRESIDENTE. Mi pare esagerato il fischio e proprio fuori luogo. Prego, prosegua, senatore Lanzi. LANZI (M5S) . In tutti questi provvedimenti ci sono state delle norme fondamentali per aiutare le aziende e gli imprenditori italiani sono stati aiutati a superare questo lungo momento di difficile crisi. Devo dire che tra questi quattro provvedimenti che ho citato e la legge di bilancio c'è una differenza sostanziale. Con questo testo che stiamo per votare cominciamo a delineare lo sviluppo futuro delle aziende italiane. Sicuramente, è importante il supporto economico statale durante la crisi per evitare il più possibile le difficoltà, ma è anche necessario lavorare con un'ottica di medio-lungo periodo e di questo parliamo oggi. Tutte le norme presenti in questo testo, che si riferiscono appunto alle aziende, sono pensate per l'industria italiana del futuro. Non troverete mai, in un provvedimento di questo Governo, qualcosa che non abbia comunque uno sguardo, anche solo in parte, verso la pianificazione del tessuto industriale di domani. Quando parlo di tessuto industriale, non mi riferisco solamente agli imprenditori e alle loro aziende; qui parliamo di lavoratori, di nuove professioni, di incentivi ad un'industria più verde e tecnologicamente avanzata. Una volta si utilizzava il detto "mettere la chiesa al centro del villaggio". Oggi noi mettiamo l'impresa al centro del sistema Paese. Questo lo facciamo con riforme incisive, che permetteranno all'industria di trasformarsi per saper rispondere alle esigenze dei prossimi decenni. Abbiamo introdotto crediti d'imposta per investimenti in beni materiali ed immateriali e nel lavoro agile, incentivi per ricerca e sviluppo, per innovazione tecnologica, per investimenti nella green energy , nel digitale nonché nel design . Tutti i crediti di imposta che verranno maturati saranno duraturi. Sono validi per due anni abbondanti, fino al giugno 2022. Contemporaneamente a questo, manteniamo una potenza di fuoco estremamente elevata per garantire la liquidità delle imprese italiane, prorogando fino a giugno 2021 la garanzia pubblica del fondo PMI su prestiti alle imprese. Questa proroga si aggiunge agli oltre 100 miliardi già prestati fino ad oggi. Non voglio dilungarmi troppo, perché le norme sono veramente tante e articolate, coprendo innumerevoli necessità delle imprese italiane, ma voglio sottolineare come sia stato esteso ancora una volta il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione. Se da una parte, infatti, supportiamo il rilancio aziendale non vogliamo però che nessuno rimanga indietro lasciando a casa i propri lavoratori. Lasciatemi citare un'altra norma presente in questo testo, su cui lavoro da mesi e che ho presentato anch'io personalmente, più volte, a partire dal decreto rilancio.