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è un po' come la primavera, che è appena iniziata. Sappiamo tutti che essa non inizia quando tutto il cielo è sgombero e quando c'è il sole che splende, ma quando si comincia a uscire dall'inverno, con calma, e comincia ad esserci un sole più tiepido. Sappiamo che ci saranno ancora giornate di pioggia, ma dobbiamo essere determinati nell'affermare che quella che abbiamo davanti è una stagione di crescita e di ripresa (Applausi) . Quest'affermazione va fatta non solo a partire dai numeri della pandemia, che diminuiscono e ci danno conforto sulle scelte fatte dal Governo, che stiamo sostenendo per la campagna vaccinale, ma anche con un messaggio chiaro alle attività produttive, a cui abbiamo chiesto di rimanere chiuse, per impedire la diffusione della pandemia. Signor Presidente, sono state presentate alcune mozioni (ne abbiamo presentate due di maggioranza) e abbiamo discusso ampiamente in questa giornata, per giungere a un ordine del giorno. Se alla nostra firma si aggiungesse anche la sottoscrizione di Fratelli d'Italia, sarebbe un messaggio utile, importante, bello, positivo e credibile per il Paese, perché nel testo di quest'ordine del giorno è sintetizzato tutto ciò che occorre. Leggo il dispositivo, signor Presidente, perché è la cosa più sintetica che ci possa essere: «impegna il Governo (...) a prevedere ogni azione utile a superare progressivamente il regime del cosiddetto coprifuoco: a proseguire con le progressive riaperture delle attività più colpite dalle restrizioni, con adeguati protocolli di sicurezza, in particolare: centri e parchi commerciali nel fine settimana, impianti sportivi con riammissione del pubblico, attività di bar e ristorazione, luoghi della cultura (biblioteche, teatri, cinema, musei, spettacoli dal vivo), parchi tematici e acquatici, settore delle cerimonie ed eventi». Si tratta di tutti coloro che, come dicevo, sono stati obbligati a chiudere nel momento peggiore della pandemia e che oggi possono riaprire le loro attività in sicurezza, garantendo però, nello stesso tempo, la ripresa economica del Paese. (Applausi) . Lo stiamo dicendo da tempo, da quando i numeri ci confortano in questa determinazione. Abbiamo assistito a impuntature politiche innegabili e a prese di posizione che sono sembrate più fatte per dire di no e per fare un dispetto alla Lega che non a guardare all'interesse reale del Paese. (Applausi) . Passiamo oltre, siamo andati oltre. Abbiamo accettato e concordato quest'ordine del giorno, al quale invito ancora una volta i colleghi del Gruppo Fratelli d'Italia ad unirsi (Applausi) , perché riapre il Paese, supera il coprifuoco e dice di farlo in sicurezza. Guardate - e lo dico da una parte e dall'altra - che qui non si tratta di fare un favore o un dispetto alla Lega, ma di guardare agli interessi reali del Paese (Applausi) e utilizzare l'ideologia in questo momento è la cosa più sbagliata che ci possa essere, perché occorre un approccio pragmatico e concreto, che guardi ai numeri, alla diminuzione - fortunatamente e non per caso - dei posti occupati in ospedale, alla capacità di contrasto che il nostro sistema sanitario sta dando rispetto alla diffusione della pandemia e al crescere delle vaccinazioni. In una parola, occorre tornare a vivere e a lavorare. Non dimentichiamoci che la nuova crescita del Paese e la rinascita non si fanno con i sussidi, ma con il lavoro (Applausi) e, dove si può consentire alle persone di tornare a lavorare in sicurezza e a vivere, questo dev'essere riattivato. Signor Presidente, mi avvio a concludere. È una fase di grande responsabilità. Sì, ci siamo presi questa responsabilità, entrando nel Governo. Abbiamo visto anche le provocazioni di cui dicevo prima. Magari qualcuno dice: «Ma cosa ci state a fare al Governo, se poi continuano a mettere paletti, quando ci sono da fare le riaperture?». Noi diciamo che questo Governo andrà decisamente verso le riaperture, perché la Lega, all'interno della compagine di Governo, sta tenendo fede ai propri impegni e sta dicendo al Paese che vogliamo riaprire in sicurezza, non riaprire tutto o tenere tutto chiuso per posizione politica, ma guardare pragmaticamente al superamento della fase di emergenza. (Applausi) . Questo è il nostro obiettivo, signor Presidente: dire oggi al Paese che abbiamo lasciato l'inverno alle spalle. Guardiamo avanti: facciamolo tutti assieme, in sicurezza. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli senatori, come i dati epidemiologici dimostrano in maniera univoca e lampante, esiste un rapporto direttamente proporzionale tra il progredire della campagna vaccinale e la riduzione dei contagi, oltre che della diffusione del virus. Più aumenta il numero delle dosi somministrate, più il virus si circoscrive e circola di meno. Conseguentemente, il migliorato quadro generale permette e permetterà un allentamento graduale e progressivo delle restrizioni vigenti, incluse quelle connesse ai limiti degli orari di apertura e riaperture, anche se parziali, e degli stessi spostamenti, tutto ciò sempre nel rispetto delle misure preventive di distanziamento. Per quanto riguarda le aperture di attività o di strutture finora chiuse, in quanto non potevano assicurare adeguate misure di sicurezza o potevano facilitare aggregazioni o possibili assembramenti, tutti siamo favorevoli a una riapertura progressiva e graduale, sempre dopo un'attenta valutazione dei dati relativi ai contagi e al progressivo incidere della campagna vaccinale. Occorre essere realisti e conseguenziali nelle scelte, non cavalcare l'onda dei sondaggi o gridare slogan destinati a infervorire gli animi delle persone, già molto toccati dalla situazione pandemica e dalle difficoltà che vivono ogni giorno. Non bisogna creare illusioni, ma essere oggettivi e continuare lungo il percorso irto e difficile, ma di un costante e progressivo ritorno alla normalità. Se siamo arrivati fin qui, pur tra mille difficoltà, il programma di resilienza avrà pur avuto qualche merito e avrà prodotto risultati tangibili. Non dobbiamo dimenticare, tutti noi, che anche diversi Paesi europei, fino a quando non hanno raggiunto un livello adeguato di copertura vaccinale, hanno applicato piani strategici di prevenzione a grandi linee abbastanza simili al nostro, con chiusure e lockdown più o meno allargati e prolungati, coprifuoco notturno e limitazioni degli spostamenti dei propri cittadini. Qualcuno potrà affermare che gli aiuti e i sostegni alle diverse attività produttive e imprenditoriali in questi Paesi sono stati più rapidi, adeguati e consistenti, ma qualcuno forse dimentica, volutamente o meno, che purtroppo la nostra disponibilità e potenzialità economica e la nostra rete organizzativa territoriale di assistenza al lavoro e alle aziende non sono per nulla paragonabili a quelle di alcuni Paesi europei, in primis della Germania, e sono il risultato di decenni di politiche economiche e sociali e di scelte programmatiche sbagliate da parte di forze politiche e di Governi di cui il MoVimento 5 Stelle certamente non era parte integrante. (Applausi) .