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Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01947 ROJC Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: secondo notizie di stampa, per l'anno scolastico 2019/2020 sarà impossibile formare una classe di prima media per i ragazzi di tre comuni della provincia di Pordenone: Morsano, Cordovado e Sesto al Reghena; i sindaci di queste località hanno chiesto e ottenuto un immediato incontro con il prefetto di Pordenone, Maria Rosaria Maiorino, alla quale è stato fatto presente che senza la formazione della classe si andrebbe incontro all'interruzione di un intero ciclo scolastico; i genitori, preoccupati per la situazione venutasi a creare, hanno manifestato l'intenzione di iscrivere i propri ragazzi alla scuola di San Vito al Tagliamento, dove però manca un collegamento autobus con i comuni interessati; il sindaco di Morsano, Giuseppe Mascherin, ha dichiarato alla stampa locale che "la questione è stata gestita male e sono stati commessi, anche da parte dell'autorità scolastica, dei pasticci dai quali, almeno per il prossimo anno scolastico, sarà difficile tornare indietro", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire presso le autorità scolastiche provinciali, al fine di trovare una soluzione idonea ad impedire che si interrompa un ciclo di studi e consentire, pertanto, agli studenti residenti nei tre comuni citati di frequentare normalmente il prossimo anno scolastico. Atto n. 4-01948 SAPONARA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: con il bando Inps del 15 aprile 2019 è stato indetto un concorso per medici esterni "mediante richiesta di disponibilità, per il reclutamento di un contingente complessivo di 1404 medici, cui conferire incarichi individuali con contratto di lavoro autonomo per lo svolgimento di prestazioni libero professionali per l'espletamento di adempimenti medico-legali"; nella stessa data viene bandito un concorso per operatori sociali ed esperti "mediante richiesta di disponibilità, per il reclutamento di un contingente complessivo di 407 operatori sociali/esperti 'ratione materia', cui conferire incarichi individuali con contratto di lavoro autonomo, per lo svolgimento di prestazioni libero professionali per l'espletamento di adempimenti sanitari di competenza istituzionale, in relazione agli obblighi di legge"; il termine utile per inviare la domanda di partecipazione alle selezioni del concorso viene fissato per il 2 maggio 2019, "termine perentorio entro il quale inoltrare il proprio curriculum ed esprimere le proprie preferenze"; la graduatoria sarebbe dovuta uscire il 20 giugno, con presa di servizio già prevista per il 1° luglio, ma sembra che la procedura on line il 18 giugno 2019 risultasse ancora riaperta, con un nuovo termine di presentazione della domanda per il 2 luglio 2019; l'Inps è stata messa sotto i riflettori dal portale "Dagospia", per i sospetti circa l'esistenza di precise volontà dietro il presunto errore della riapertura dei termini; secondo il sito, non è chiaro come sia possibile che un termine previsto in un bando pubblico possa essere riaperto, senza nessun avviso ufficiale o nota dell'Inps, specialmente dopo che i candidati hanno presentato la domanda di partecipazione; la direzione generale dell'Inps, in un comunicato stampa, ha dichiarato che si sarebbe trattato di un "mero errore generato dal sistema informatico" e per questo motivo l'errore si ripete tanto nel concorso medici quanto in quello per operatori sociali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda verificare se quanto esposto corrisponda al vero e quali spiegazioni intenda fornire l'Inps per replicare alle accuse contenute nell'articolo pubblicato sul sito web . Atto n. 4-01949 FARAONE Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: con il progetto di sviluppo "Cassiopea", si è previsto la coltivazione dei campi a gas di "Argo" e "Cassiopea", siti rientranti nella concessione "G.C1.AG" detenuta da Eni SpA 60 per cento (operatore) ed Edison al 40 per cento. I due giacimenti sono ubicati a circa 30 chilometri a sud della linea di costa siciliana, ad una profondità d'acqua che varia da 510 a 630 metri; lo schema di sviluppo prevedeva originariamente il trattamento del gas su nuova piattaforma "Prezioso K", da realizzare in prossimità dell'esistente piattaforma "Prezioso". Il gas dei giacimenti Argo e Cassiopea, prodotto da quattro pozzi sottomarini, veniva raccolto subsea e inviato per essere trattato a bordo della nuova piattaforma fino a specifica di vendita. Il gas veniva quindi compresso e spedito a terra tramite nuova pipeline sottomarina, che in prossimità della costa si sarebbe collegata all'esistente connessione disponibile da 32 pollici per entrare nella linea di greenstream e quindi immettersi nella rete Snam; nel 2014, cinque Comuni siciliani e alcune associazioni ambientaliste presentavano ricorso al TAR contro il rilascio dei decreti di compatibilità ambientale e concessione. I ricorsi, rigettati nel giugno 2015 dal TAR, venivano ripresentati al Consiglio di Stato per poi essere respinti definitivamente nell'agosto 2016; nell'attesa della definizione dei giudizi intrapresi, ENI, in un'ottica di riduzione degli impatti ambientali e di supporto all'indotto locale, ha inteso valutare ulteriori ottimizzazioni al progetto, identificando uno schema di sviluppo che prevede la realizzazione dell'impianto di trattamento del gas a terra, anziché a mare, utilizzando aree disponibili all'interno del perimetro della raffineria di Gela. Nel febbraio 2018, ENI otteneva parere favorevole da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare circa la compatibilità ambientale del progetto ottimizzato, ed in data 12 luglio otteneva inoltre il decreto di variazione programma lavori da parte del Ministero dello sviluppo economico; il decreto legislativo n. 152 del 2006 prevede, al comma 5 dell'art. 25, che: "l'efficacia temporale del provvedimento di VIA, comunque non inferiore a cinque anni, viene definita nel provvedimento stesso, tenuto conto dei tempi previsti per la realizzazione del progetto, dei procedimenti autorizzatori necessari, nonché dell'eventuale proposta formulata dal proponente e inserita nella documentazione a corredo dell'istanza di VIA. Decorsa l'efficacia temporale indicata nel provvedimento di VIA senza che il progetto sia stato realizzato, il procedimento di VIA deve essere reiterato, fatta salva la concessione, su istanza del proponente, di specifica proroga da parte dell'autorità competente"; in coerenza con la normativa vigente, veniva quindi sottoposta in data 13 marzo 2019 debita istanza di proroga. La commissione VIA, dopo l'esame del comitato di coordinamento e della sottocommissione VIA, esprimeva in data 26 giugno 2019, in seduta plenaria, parere conclusivo favorevole alla proroga della validità del decreto VIA del progetto, così come modificato dal progetto di ottimizzazione;