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Disposizioni per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare. Onorevoli Senatori. – Assistere una persona cara non autosufficiente ed esserle di aiuto nelle difficoltà di gestione della vita quotidiana costituisce una funzione cardine delle relazioni di convivenza, basate sulla libera scelta e alimentate da motivazioni affettive e sentimentali. Ci sono situazioni in cui questa funzione di aiuto assume connotati di impegno tali da rendere necessari ed opportuni interventi di sostegno da parte delle istituzioni pubbliche, in favore delle persone che si trovano nella condizione di assistere una persona cui sono legate per motivi affettivi e/o di parentela, quale che sia la loro età, perché affette da patologie invalidanti, anche croniche o degenerative. Nella XVII legislatura, in Senato, si sono mossi i primi passi in riferimento a questa problematica. L'Italia, infatti, risultava uno dei pochi Paesi in Europa dove non era stata riconosciuta e dove non è, ad oggi, tutelata anche da un punto di vista previdenziale, la figura del caregiver familiare. Con il termine caregiver familiare si designa colui che si prende cura di una persona cara in condizioni di non autosufficienza. ll caregiver familiare deve farsi carico dell'organizzazione delle cure e dell'assistenza; può trovarsi, dunque, in una condizione di sofferenza e di disagio riconducibili ad affaticamento fisico e psicologico, solitudine, consapevolezza di non potersi ammalare, per le conseguenze che la sua assenza potrebbe provocare, il sommarsi dei compiti assistenziali a quelli familiari e lavorativi, possibili problemi economici, frustrazione. Per questo la figura del caregiver familiare deve essere valorizzata e sostenuta dallo Stato. Nel dicembre 2017 la figura del caregiver familiare è stata individuata con l'articolo 1, comma 255, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, (la legge di bilancio per il 2018) nella persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell'altra parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della citata legge n. 104 del 1992 o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18. Con il comma 254 dell'articolo 1 della medesima legge n. 205 del 2017 è stato istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale del caregiver familiare. La disponibilità del Fondo – sebbene sia esigua e per questo sarà necessario integrarla e renderla strutturale – permette di avviare alcune prime misure di sostegno per i caregiver familiari. Con la nomina del Ministro delegato per la famiglia e le disabilità e con il riordino delle competenze dei Ministeri previsto dal decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, il Fondo è passato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ovvero al suddetto Ministro delegato per la famiglia e le disabilità, che ne definisce i criteri e le modalità di utilizzo, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 28. Oggi, dunque, esiste ed è riconosciuta la figura giuridica del caregiver familiare che si prende cura del proprio congiunto disabile grave o gravissimo, anche 24 ore su 24. Quello che è mancato al legislatore è stato il fattore tempo, a causa della fine anticipata della XVII legislatura; dunque è rimasta incompiuta la normazione dei diritti che discendono proprio dal riconoscimento ottenuto dall'approvazione dell'emendamento che ha inserito i citati commi 254 e 255 dell'articolo 1 nella legge di bilancio per il 2018. Pertanto, risulta fondamentale la seguente proposta di legge per una prima fase della normazione per il riconoscimento e la tutela del lavoro svolto dal caregiver familiare che rappresenta un valore sociale ed economico per il Paese. È quindi nostro dovere, nell'interesse della collettività, prendere atto del lavoro compiuto nella XVII legislatura e formulare con il presente disegno di legge, in attesa del riordino complessivo della disciplina vigente in materia di disabilità che è stato annunciato dal Governo, una prima serie di norme imprescindibili per rendere pieno ed effettivo il riconoscimento del caregiver familiare. Il testo si compone di nove articoli. L'articolo 1 indica le finalità del disegno di legge. L'articolo 2 stabilisce che la qualifica di caregiver familiare, come definito dall'articolo 1, comma 255, della legge n. 205 del 2017, può essere riconosciuta limitatamente ad un familiare per ogni assistito. Il riconoscimento della qualifica di caregiver familiare in relazione ad un familiare assistito preclude agli altri familiari lavoratori, fatta eccezione per i genitori, di godere delle agevolazioni di cui all'articolo 33 della legge n. 104 del 1992, in relazione allo stesso soggetto assistito. L'articolo 3 prevede il riconoscimento al caregiver familiare della copertura a carico dello Stato dei contributi figurativi riferiti al periodo di lavoro di assistenza e cura effettivamente svolto, equiparati a quelli da lavoro domestico, che vanno a sommarsi ai contributi da lavoro eventualmente già versati. Inoltre si riconosce al caregiver familiare la possibilità di accedere al pensionamento anticipato al raggiungimento di trenta anni di contributi, sommando ai contributi da lavoro eventualmente già versati quelli figurativi versati dallo Stato per l'attività di caregiver familiare. L'articolo 4 riconosce al caregiver familiare le tutele previste per le malattie professionali e per le tecnopatie tabellate. L'articolo 5 prevede l'adeguamento dei LEP e dei LEA in favore dei caregiver familiari. Con l'emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato secondo la procedura di determinazione dei LEP, si stabilisce la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni nel campo sociale che devono essere garantite ai caregiver familiari su tutto il territorio nazionale (comma 1). Al comma 3 si statuisce che l'aggiornamento dei LEA deve includere nuovi servizi dedicati ai caregiver familiari e tra questi si considerano essenziali quelli relativi a garantire il diritto alla salute. Al comma 4 si chiarisce come le misure dell'articolo 5 siano applicabili alle regioni a statuto speciale e alle province autonome compatibilmente con i rispettivi statuti e relative norme di attuazione.