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La qualificazione di cui al comma 2 è mantenuta, in caso di subentro nella titolarità negli esercizi sede di locali storici, a condizione che i soggetti subentranti garantiscano la continuità nell'attività dei precedenti esercizi sia per quanto riguarda il settore merceologico che le modalità di vendita o di produzione nonché le caratteristiche strutturali dei locali, gli stili e gli arredi delle origini. 4. La qualificazione di cui al comma 2 è mantenuta anche in un locale diverso da quello cui era stata originariamente attribuita, qualora l'attività sia gestita da almeno due generazioni consecutive da una medesima famiglia, a condizione che sia garantita la continuità nell'attività, con riferimento al settore merceologico e alle modalità di vendita o produzione. Art. 3. (Istituzione dell'elenco regionale dei locali storici) 1. Ai fini del mantenimento, della tutela, della promozione e dello sviluppo dei locali storici presenti nel proprio territorio, i comuni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, redigono un apposito piano e trasmettono la relativa documentazione alla regione. 2. La regione, tenuto conto della documentazione trasmessa dai comuni ai sensi del comma 1, provvede: a) al censimento dei locali storici situati nel territorio regionale, anche avvalendosi, in funzione consultiva, delle associazioni italiane di tutela e di promozione dei locali storici; b) all'istituzione dell'elenco regionale dei locali storici. 3. L'inserimento nell'elenco di cui al comma 2, lettera b) , comporta l'acquisizione della qualifica di locale storico. 4. Copia della documentazione di cui al comma 2 è trasmessa dalla regione al Ministero delle imprese e del made in Italy, presso il quale è istituito l'elenco nazionale dei locali storici. 5. Periodicamente la regione provvede all'aggiornamento dell'elenco regionale, di cui al comma 2, lettera b) , inviandone copia al Ministero delle imprese e del made in Italy che provvede all'aggiornamento dell'elenco nazionale dei locali storici. Art. 4. (Istituzione del Fondo per la tutela e valorizzazione dei locali storici) 1. È istituito, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy il Fondo nazionale per la tutela e la valorizzazione dei locali storici, di seguito denominato « Fondo », con una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025. Il Ministro delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministro della cultura, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, stabilisce, con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, i criteri e le modalità per il funzionamento e per la ripartizione delle risorse del Fondo. 2. Le risorse di cui al comma 1, sono ripartite fra le regioni, tenuto conto del numero di locali storici riconosciuti, e sono destinate ai comuni per l'attuazione e l'aggiornamento del piano di cui all'articolo 3, comma 1. 3. Nell'ambito del piano di cui all'articolo 3, comma 1, i comuni possono prevedere la destinazione di parte delle risorse del Fondo di cui al medesimo comma 1, all'adozione di contributi per l'affitto a favore dell'esercente locatario ovvero per il restauro per l'esercente proprietario di un locale storico, nonché l'applicazione di riduzioni o di esenzioni dalle imposte o dai tributi posti a carico dei locali storici. 4. Una quota delle risorse del Fondo di cui al comma 1 è destinata al finanziamento di campagne di sensibilizzazione presso gli istituti scolastici delle scuole secondarie di primo grado per l'adozione di progetti educativi per avvicinare le giovani generazioni alla storia, alla cultura e alle tradizioni rappresentate dai locali storici nell'ambito del territorio regionale, anche al fine di fornire supporto all'orientamento scolastico degli studenti. Art. 5. (Copertura finanziaria) 1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2023, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle imprese e del made in Italy . 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.