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Si realizza così una sorta di pirateria legalizzata in cui, dietro il business apparente della consegna a domicilio, si cela quello più redditizio della gestione dei big data , elaborati grazie ad algoritmi sempre più potenti. L'esame del decreto-legge offre pertanto un'importante occasione per contrastare i fenomeni di dumping lavorativo posti in essere dalle piattaforme digitali, grazie alle quali le multinazionali gestiscono arbitrariamente i lavoratori, secondo criteri di produttività lesivi della dignità del lavoro e della persona, come nel caso degli effetti distorsivi conseguenti ai meccanismi di ranking reputazionale. La sfida politica da fronteggiare consiste dunque nel perseguire un punto di equilibrio tra le esigenze del lavoro e le prospettive della globalizzazione, rendendo compatibili la flessibilità delle nuove forme di lavoro con il riconoscimento dei diritti incomprimibili dei lavoratori. Il senatore ANASTASI ( M5S ) condivide l'esigenza di una visione più ampia della gestione delle crisi industriali, facendo presente che il decreto-legge è incentrato, per una mirata scelta politica, sulla risoluzione delle problematiche di aree specifiche. Si associa quindi alle considerazioni già espresse dal Ministro dello sviluppo economico, Patuanelli, a mezzo degli Organi di stampa, secondo cui la ripresa dell'economia nazionale trova un passaggio obbligato nella digitalizzazione del sistema produttivo, già avviata con il programma Industria 4.0, che deve essere adesso focalizzato sulle esigenze delle piccole e medie imprese. Tale processo consentirà al Paese di essere, di nuovo, un polo di eccellenza mondiale nella realizzazione di beni e servizi e proprio in tale quadro si collocano le nuove prospettive commerciali intraprese con Cina e Stati Uniti. Si sofferma infine sui contenuti dell'articolo 15, che reca interventi volti ad accelerare la conclusione di importanti opere pubbliche. Il senatore FLORIS ( FI-BP ) interviene associandosi alle posizioni espresse dalle senatrici Tiraboschi e Toffanin e riservandosi di esprimere un proprio orientamento su taluni aspetti specifici del provvedimento in sede di illustrazione degli emendamenti e di dichiarazione di voto. Il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale. In sede di replica, il presidente GIROTTO ( M5S ), relatore, fa presente che - per quanto riguarda l'espressione della preferenza da parte dei lavoratori della gig economy sulle modalità di retribuzione - l'unico dato ufficiale acquisito dalle Commissioni riunite, nel corso delle audizioni, è quello contenuto nel XVII rapporto INPS, secondo cui il 25 per cento di questi lavoratori si è dichiaratofavorevole alla retribuzione a cottimo, mentre il 52 per cento si è espresso contrariamente. Inoltre, nel corso delle audizioni, non è emersa una particolare preferenza per la retribuzione a cottimo da parte di quei lavoratori che esercitano l'attività di rider in modo prevalente. Interviene in replica il sottosegretario Francesca PUGLISI, che precisa che i tempi ristretti a disposizione per la conversione del decreto-legge sono conseguenza della crisi politica dello scorso agosto. In materia di gig economy, il Governo si trova di fronte all'opzione di affrontare il tema dei rider in maniera esclusiva oppure a quella di allargare le tutele a tutti i lavoratori la cui prestazione venga organizzata mediante piattaforme digitali. In considerazione della complessità della materia, sarebbe opportuno estendere le tutele di base a tutti i settori, anche rifacendosi alle legislazioni di settore più avanzate, come quelle elaborate dalle regioni Piemonte e Lazio, o alla Carta dei diritti fondamentali dei lavoratori digitali nel contesto urbano sottoscritta a Bologna nel 2018. Vi è una evidente diversità di posizioni in campo, anche tra gli stessi lavoratori, che hanno aspettative ed esigenze spesso differenti. Ricorda, a questo riguardo, il tentativo del ministro Di Maio di cercare una composizione dei vari interessi con la creazione di un tavolo di confronto, che è stato però rifiutato dalle associazioni datoriali di settore. La disposizione contenuta nel provvedimento in esame discende da quel mancato accordo e rappresenta un punto di partenza per la discussione parlamentare. Ampia è la disponibilità dell'Esecutivo a considerare le proposte emendative che verranno presentate, sempre con il fine di tutelare i più deboli e di dare loro certezza dei diritti, tenendo in considerazione, al tempo stesso, le profonde trasformazioni che stanno investendo il mondo del lavoro. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE avverte che la seduta, già convocata alle ore 9,30 di domani, giovedì 3 ottobre, non avrà luogo. Le Commissioni riunite prendono atto. La seduta termina alle ore 10,45.