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Il consiglio giudiziario formula per ciascun tirocinante un parere sulla idoneità all'esercizio delle funzioni giudiziarie onorarie sulla base delle relazioni dei magistrati affidatari. I pareri e le relazioni dei magistrati affidatari con la documentazione allegata sono trasmessi al Consiglio superiore della magistratura per le deliberazioni di cui all'articolo 84- ter . Ai partecipanti al tirocinio è corrisposta un'indennità pari a 30 euro per ogni giorno di effettiva partecipazione al tirocinio ed è altresì assicurato il rimborso delle spese sostenute per la partecipazione ai corsi teorico-pratici. Si tratta di un importo praticamente equivalente a quello già previsto dieci anni fa per i giudici di pace. L'articolo 84- septies disciplina le cause di incompatibilità, escludendo che possano esercitare le funzioni di magistrato onorario: a) i membri del Parlamento nazionale ed europeo, i membri del Governo, i titolari di cariche elettive ed i membri delle giunte degli enti territoriali, i componenti degli organi deputati al controllo sugli atti degli stessi enti ed i titolari della carica di difensore civico; b) gli ecclesiastici e i ministri di confessioni religiose; c) coloro che ricoprono o hanno ricoperto nei tre anni precedenti incarichi, anche esecutivi, nei partiti politici; d) gli appartenenti ad associazioni i cui vincoli siano incompatibili con l'esercizio indipendente della funzione giurisdizionale; e) coloro che svolgono o abbiano svolto nei tre anni precedenti attività professionale non occasionale per conto di imprese di assicurazione o bancarie, ovvero per istituti o società di intermediazione finanziaria; f) i dipendenti della pubblica amministrazione che non siano cessati dal servizio all'atto dell'assunzione dell'incarico. Per quanto riguarda la compatibilità tra l'esercizio della professione legale, anche in qualità di praticante abilitato al patrocinio, e la funzione di magistrato onorario è stato previsto che tali soggetti non possano svolgere la propria attività nel circondario dell'ufficio di destinazione e che non possano inoltre svolgere la predetta funzione quando ricorrano le seguenti condizioni: 1) svolgimento da parte di parenti entro il secondo grado o affini entro il primo grado di attività di natura professionale o di lavoro dipendente o parasubordinato per imprese di assicurazione o banche aventi sede nel circondario; 2) iscrizione all'ordine degli avvocati del medesimo circondario dell'aspirante magistrato onorario, o svolgimento della attività professionale in forma associata ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera c) , del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, del coniuge o del convivente, dei parenti fino al secondo grado o degli affini entro il primo grado; 3) sussistenza di vincoli di parentela fino al secondo grado o di affinità fino al primo grado, di coniugio o di convivenza con magistrati onorari o ordinari dello stesso ufficio o tra uffici tra loro collegati come tribunale e procura della Repubblica. Tale incompatibilità non è, però assoluta in quanto la valutazione della sua concreta valenza è attribuita al Consiglio superiore della magistratura che la opera tenendo conto di quanto previsto nell'articolo 18, commi secondo, lettere a), b) e c), e terzo, dello stesso regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12. Gli avvocati che svolgono le funzioni di magistrato onorario non possono, altresì, rappresentare, assistere o difendere le parti di procedimenti svolti dinanzi al medesimo ufficio, nei successivi gradi di giudizio. Tale divieto si applica anche agli associati di studio, al coniuge, al convivente. Il magistrato onorario che abbia svolto le funzioni di vice procuratore onorario nel quinquennio precedente alla nomina a giudice onorario non può svolgere le relative funzioni penali nel medesimo distretto. Analogamente chi ha svolto funzioni di giudice onorario nel quinquennio precedente al conferimento dell'incarico di vice procuratore onorario non può svolgere le relative funzioni nello stesso distretto. È stato, inoltre, previsto che il magistrato onorario non possa assumere l'incarico di curatore, consulente, perito o interprete nei procedimenti che si svolgono dinanzi agli uffici giudiziari compresi nel distretto a cui appartiene l'ufficio presso il quale esercita le funzioni onorarie. Infine i funzionari della pubblica amministrazione o gli ufficiali di polizia giudiziaria di cui all'articolo 84- quater , comma 2, lettera f) , non possono svolgere le funzioni di magistrato onorario negli uffici giudiziari del circondario in cui rientrano gli uffici presso i quali hanno prestato servizio nei tre anni antecedenti alla nomina. Per quanto riguarda la nomina, l'articolo 84- octies prevede che gli aspiranti magistrati onorari, che siano stati dichiarati idonei al termine del tirocinio ma non siano stati nominati magistrati onorari presso le sedi messe a concorso, possano essere destinati, a domanda ed in assenza di cause di incompatibilità, ad altre sedi vacanti del medesimo distretto. È stato specificamente previsto che, in caso di conferimento di incarico condizionato alla cessazione dell'attività lavorativa, di cui all'articolo 84- septies , comma 1, lettera f) , questa debba avvenire, a pena di decadenza dall'ufficio di magistrato onorario, anche in deroga ai termini di preavviso previsti dalle leggi relative ai singoli impieghi, entro trenta giorni dalla comunicazione della nomina. Il magistrato onorario assume possesso, a pena di decadenza, dell'ufficio di destinazione entro trenta giorni dalla comunicazione della nomina, o nel termine più breve fissato dal Ministro della giustizia ai sensi dell'articolo 10 dello stesso regio decreto n. 12 del 1941. Al fine di evitare la interruzione della attività nelle more del rinnovo dell'incarico, è stato previsto che i magistrati onorari che hanno in corso la procedura di rinnovo rimangono in servizio fino alla definizione di tale procedura anche oltre il termine di scadenza del singolo incarico. Il rinnovo della nomina ha, comunque, effetto retroattivo con decorrenza dal primo giorno successivo alla scadenza del quinquennio già decorso. In caso di mancata conferma, i magistrati onorari in proroga cessano dall'incarico dal momento della comunicazione del relativo provvedimento del Consiglio superiore, che non necessita di decreto del Ministro: ciò al fine di limitare al massimo nel tempo lo svolgimento della funzione onoraria da parte di un soggetto non ritenuto idoneo dal Consiglio superiore della magistratura. L'articolo 84- novies disciplina le ipotesi di cessazione, decadenza e revoca dall'incarico. Il magistrato onorario, salve le eccezioni previste dalla norma transitoria, cessa normalmente dall'incarico al compimento del settantesimo anno di età, oppure in caso di mancata riconferma, secondo le procedure di cui all'articolo 84- octies , comma 4, o per dimissioni, a decorrere dalla data di comunicazione del provvedimento di accettazione.