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Dal 15 ottobre abbiamo visto ripartire completamente in presenza quei servizi pubblici che tanto sono mancati ai cittadini, con un danno a causa delle pratiche inevase e dell'impossibilità di farlo con il cosiddetto smart working . Non ultimo, finalmente un respiro a tutto l'indotto intorno ai luoghi di lavoro, come bar e ristoranti, che per mesi e mesi sono stati chiusi. In questi mesi e soprattutto nelle ultime settimane si è scatenato un acceso dibattito - ahimè, troppo sopra le righe - con interventi che hanno addirittura paragonato, in un modo veramente inaccettabile, questa misura di prevenzione ad altri orridi esempi di soppressione della libertà. Io sono sicura che, tra tutti coloro che inneggiano a questa libertà o che negano l'importanza di quello che è successo e che continua a succedere con il Covid, nessuno ha avuto familiari o amici perduti a causa di questo virus. Purtroppo i morti sono stati tanti e siamo stati toccati un po' tutti; i negazionisti sono stati fortunati a poter andare in piazza a dire sciocchezze. Noi di Forza Italia - come più volte ribadito - abbiamo compreso molto bene le inquietudini che solleva un semplice certificato e anche gli elementi critici che esso può rappresentare. Siamo convinti che il Governo non può puntare tutto su questo strumento, perché ci devono essere ampi spazi di convincimento di una larga fascia di non vaccinati. Faccio un esempio: perché vediamo pochissimi spazi televisivi in cui si spiega come funzionano i vaccini e in cosa differiscono dagli altri? In cui si risponde in modo semplice alle domande, anche le più strane, che giustamente le persone si pongono, a loro volta impaurite e confuse dalle sciocchezze che si possono leggere soprattutto in rete? C'è sicuramente un gruppo di mestatori fanatici e pericolosi, che vanno bloccati con tutti i mezzi leciti. Ma c'è anche un vasto gruppo di persone che non si vaccina per paure varie e perché si fa poca informazione corretta. Di questo me ne rendo conto, perché ad esempio presso il mio studio medico (al di là del fatto che, essendo uno studio privato, posso chiedere l'accesso con il green pass alle mie pazienti) alcune pazienti che non erano convinte della vaccinazione, sentendo dire cose molto semplici, si sono convinte e si sono vaccinate. Quindi grazie alla credibilità di chi parla di cose che conosce, le persone si possono facilmente convincere. Come rappresentanti anche dei cittadini più confusi, credo che ci si debba chiedere se questo può essere uno strumento efficace e - perché no? - anche efficiente per contenere l'epidemia. Togliamo subito di mezzo quella che forse è stata la ragione principale che ha portato all'obbligo di green pass , cioè l'incentivo alla vaccinazione. Ci si deve vaccinare perché è giusto, per noi e per gli altri. Si deve dire che il green pass non può dare certezza, perché è vero che un titolare può anche portare il contagio; ma noi sappiamo perfettamente che non esiste vaccino al mondo che dia la copertura al 100 per cento e che non esiste farmaco al mondo che sia efficace al 100 per cento. Come mai allora tutti questi grandi pensatori e tutti questi medici e scienziati improvvisati dicono di non volersi vaccinare perché il vaccino non li copre? Intanto si è coperti all'80, al 90 e anche al 95 per cento, a seconda dell'età e di altre condizioni personali, e poi soprattutto lo si vede dai numeri. L'efficacia del green pass non sta nella certezza di non contagiosità, ma nella drastica riduzione della sua probabilità. Per raggiungere quella che viene chiamata immunità di gruppo, non si può pensare di usare misure che rendano i contagi impossibili, ma misure che li rendano molto improbabili, in modo che si riducano via via fino ad esaurirsi. Sappiamo quanto si sia abbassata l'incidenza del virus negli ospedali, soprattutto nelle terapie intensive degli ospedali. Vorrei ricordare, ad esempio, che proprio ieri a Singapore, in uno Stato che comunque mi sembra piuttosto democratico, è stato deciso che chi volutamente non si è vaccinato e si ammala di Covid deve pagarsi le spese sanitarie. Da noi ciò è giustamente improponibile, però poi non si possono fare gli esempi, dicendo che nel resto del mondo sono tutti liberi e nessuno si ammala, perché la realtà non è questa. Il green pass può avere un effetto molto efficace nella diminuzione della probabilità di contatto tra un contagioso e un contagiabile. Se la probabilità diminuisce, diminuiscono anche i contagiati, diagnosticati e non, che a loro volta, grazie al green pass , potranno contagiare di meno e così via. Bene, dunque, le forme sanzionatorie contenute nel decreto-legge, perché creano sia svantaggi, sia limitazioni per chi non accetta di non creare maggiori rischi nella società, ma ciò che è importante è la comunicazione istituzionale, chiara e convincente. Ringrazio per questo il presidente Draghi, per il cambio di passo, anche nella comunicazione, che ha impresso il suo Governo, rispetto ai precedenti. Mi dispiace ad esempio che, quando si parla di sanità, il ministro Speranza non sia mai in Aula, ma sarà comunque sicuramente informato. Ci sono certamente dei no green pass che basano la loro opinione su valori almeno in via molto teorica rispettabili, ma ci sono anche molti che seguono solo dei cattivi maestri, che per varie ragioni, non certamente nobili, non certamente etiche, scelgono di lavorare contro lo sforzo che il Governo sta facendo per controllare l'epidemia. Spero che le forze di polizia, anche grazie alla popolazione, riescano ad identificare costoro come tali e passino quindi ad isolarli. Impariamo a comunicare che il green pass ha il ruolo di semplice invito alla vaccinazione e vedrete che gli italiani inizieranno a considerarlo uno tra i comportamenti più opportuni da seguire, vivendo in una comunità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bagnai. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, secondo il rapporto sull'epidemia da Covid-19 dell'Istituto superiore di sanità, aggiornato al 3 novembre, nei trenta giorni che vanno dal 4 ottobre al 3 novembre la Covid-19 ha causato 416 decessi tra i non vaccinati e 423 tra i vaccinati, che arrivano a 450, considerando anche quelli con ciclo incompleto. Quindi il vaccino è inefficace, visto che nei due gruppi abbiamo lo stesso numero di vittime? No, non funziona così, per il semplice motivo che la platea dei vaccinati è molto più ampia di quella dei non vaccinati. I vaccinati con ciclo completo sono 42.672.767, quelli con ciclo incompleto 2.653.423, per un totale di 45.326.190, a fronte di 8.638.749 non vaccinati. Ne consegue che i decessi sono 4,8 ogni 100.000 non vaccinati, e uno ogni 100.000 vaccinati con ciclo completo, il che significa che un non vaccinato rischia di morire di Covid 4,8 volte di più di un vaccinato. Con la stessa logica si dimostra che un non vaccinato rischia di finire in terapia intensiva 11 volte più di un vaccinato. Non discuto se i dati di partenza siano o meno corretti.