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considerato che la mancata corresponsione degli emolumenti in percentuali è lamentata anche da molti funzionari U.N.E.P. di altre sedi di corti d'appello del Paese, si chiede di sapere quali siano le ragioni di tali ritardi e se non sia il caso di assumere al più presto iniziative volte alla fattiva soluzione del problema. Atto n. 3-00561 CIRINNA' GINETTI D'ARIENZO SBROLLINI LAUS ROJC VERDUCCI GIACOBBE ALFIERI IORI MESSINA Assuntela VATTUONE ROSSOMANDO STEFANO FERRAZZI BITI CUCCA PATRIARCA ASTORRE D'ALFONSO FEDELI SUDANO GARAVINI MAGORNO MARGIOTTA BOLDRINI BINI FARAONE TARICCO VALENTE MALPEZZI PARENTE FERRARI MISIANI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: nel corso degli ultimi mesi, il Ministro dell'interno, Matteo Salvini, è più volte comparso in pubblico indossando divise, parti di divisa o elementi distintivi di forze di pubblica sicurezza (quali ad esempio, Vigili del fuoco, Polizia penitenziaria, Polizia di Stato); e ciò sia nel corso di uscite pubbliche, sia nel corso del comizio tenuto in piazza del Popolo, a Roma in data 8 dicembre 2018, e in alcuni casi addirittura con l'esibizione dei gradi (da ultimo in Alghero, in data 16 gennaio 2018, in cui indossava la divisa della Compagnia barracellare della Regione autonoma della Sardegna, con i gradi di capitano); di tali apparizioni è stato sempre dato ampio risalto sulla stampa nazionale e sui social network riconducibili al medesimo Ministro; in un caso, la sigla sindacale USB - Vigili del fuoco ha presentato una denuncia nei confronti del medesimo Ministro, lamentando l'abusivo porto della divisa; in data 15 gennaio 2019, il Ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, diffondeva, tramite i propri profili sui social network , una foto che lo ritraeva nell'atto di indossare parte della divisa del Corpo della Polizia penitenziaria; anche di tale circostanza veniva dato ampio risalto sulla stampa nazionale; considerato che: la divisa e ogni altro segno distintivo di forza di pubblica sicurezza hanno la funzione di rendere immediatamente riconoscibile ai cittadini il soggetto titolare dei poteri, anche coercitivi, che la legge attribuisce alle medesime forze; pertanto, la legge e i regolamenti disciplinano dettagliatamente i casi in cui è consentito indossare la divisa, individuando i soggetti a ciò legittimati; la disciplina dei casi in cui è consentito indossare la divisa garantisce direttamente e indirettamente l'attuazione di principi costituzionali di sicuro rilievo, quali la certezza del diritto e il principio di legalità, e l'effettività dei diritti fondamentali dei cittadini che, a diverso titolo, entrino in contatto con le forze di pubblica sicurezza o siano altrimenti soggetti alla loro autorità, nei casi previsti dalla legge; l'art. 498 del codice penale individua (non a caso nel titolo dedicato i delitti contro la pubblica fede) la fattispecie contravvenzionale di "Usurpazione di titoli e onori", comminando la sanzione amministrativa pecuniaria da 154 a 929 euro nei confronti di chiunque abusivamente porti in pubblico, tra l'altro, la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico; per tutto quanto esposto, la divisa stessa rappresenta un bene comune per la cittadinanza e, come tale, deve essere tenuto al riparo dal rischio di strumentalizzazioni politiche; non è dunque consentito a Ministri della Repubblica di indossare, nel corso di uscite pubbliche, divise o segni distintivi di forze di pubblica sicurezza, poiché ciò rischia di ingenerare nel pubblico la convinzione che le forze medesime rispondano, direttamente o indirettamente, ai titolari di funzioni di indirizzo politico e non già unicamente alla legge, si chiede di sapere quali misure intenda adottare il Presidente del Consiglio dei ministri, nell'ambito della sua funzione di coordinamento dell'attività dei ministri, per porre fine a simili condotte che appaiono illegittime, oltre che inopportune, ripristinando la legalità a garanzia dell'autorevolezza delle stesse forze di pubblica sicurezza. Atto n. 3-00562 BINI Al Ministro della salute Premesso che: il 7 novembre 2019 l'Associazione europea dei farmacisti ospedalieri (Eahp) ha pubblicato i risultati della sua inchiesta sulla carenza di medicinali del 2018 ( medicines shortages survey ), che sottolinea come la mancanza di medicinali sia un grave problema; molti pazienti, già in terapia con farmaci salvavita, hanno talvolta notevoli difficoltà per l'approvvigionamento e la somministrazione terapeutica di alcuni prodotti fondamentali per la loro salute; il problema dei farmaci carenti è quindi un problema non solo di incidenza locale, ma nazionale e spesso internazionale, di non semplice soluzione; considerato che: per "carente" si intende un medicinale non reperibile sull'intero territorio nazionale, in quanto il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio di un farmaco (AIC) temporaneamente non può assicurarne una fornitura appropriata e continua; la carenza sul mercato di un farmaco può essere determinata da diversi fattori, tra i quali, per esempio, l'irreperibilità del principio attivo, problematiche legate alla produzione, provvedimenti a carattere regolatorio, imprevisto incremento delle richieste di un determinato medicinale, o emergenze sanitarie nei Paesi di produzione; tenuto conto che: il codice comunitario concernente i medicinali, attuato in Italia con decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, all'articolo 105, comma 2, impone ai produttori e ai distributori dei farmaci immessi sul mercato, che ne assicurino la presenza nelle farmacie per garantire le esigenze dei pazienti; sono oramai anni che viene denunciata agli enti presposti (azienda, Ministero della salute, Aifa), la cronica carenza del farmaco Rytmonorm, per la cura delle cardiopatie, ad oggi ancora distribuito "a singhiozzo" sul mercato; anche la distribuzione del farmaco Sinemet, terapia per il Parkinson, ha riscontrato importanti carenze nei mesi di febbraio e ottobre 2018. Recentemente la casa farmaceutica Merck & Co ha fatto sapere alla Food and drug administration e ad altre agenzie di monitoraggio dei farmaci di tutto il mondo che si aspetta che la carenza dei prodotti Sinemet e Sinemet Plus continui nel primo trimestre 2019. La stessa Aifa, nell'elenco dei medicinali carenti del 4 gennaio scorso, non prevede per il Sinemet una data di previsto rientro in distribuzione, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire il rispetto della normativa europea, affinché i cittadini italiani possano usufruire dei farmaci di cui hanno bisogno nel rispetto del diritto alla salute garantito dalla Costituzione. Atto n. 3-00563 MAFFONI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: