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Tale circostanza è di fondamentale importanza vista la necessità di attuare con celerità il programma di investimenti previsti nel PNRR e l'opportunità derivante dalla spinta propulsiva all'attuazione dei programmi e degli investimenti che a ragion veduta ogni singola ZES deve offrire ai potenziali investitori, nazionali ed internazionali. Viene assegnata autonomia contabile, finanziaria e amministrativa al commissario straordinario, consentendogli così di utilizzare i fondi disponibili per il funzionamento della struttura organizzativa. Tale disposizione si rende necessaria per consentire un'operatività di base alla struttura commissariale, ai fini delle ordinarie spese di gestione e della promozione della ZES, intesa sia come attività di rappresentanza, che per la realizzazione di incontri atti a favorire nuove sinergie con interlocutori interni ed esterni. Si consente, quindi, alla struttura commissariale di dotarsi di un'autonomia sufficiente dal punto di vista organizzativo e gestionale, evitando al contempo di aggravare le finanze pubbliche di eccessivi oneri finanziari che potrebbero generarsi in mancanza di una autonomia funzionale. Successivamente, si introduce un regime fiscale differenziato, una forfetizzazione dell'aliquota riferita alle imposte sui redditi delle società (IRES) per le imprese che operano in area ZES. Un'esenzione è stata prevista, invece, sia per l'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) che per l'imposta municipale unica (IMU) e per il tributo per i servizi indivisibili (TASI). Tale innovazione consente di creare quei fattori di stimolo che, colti dalle imprese come opportunità vantaggiose, si traducono in incrementi del prodotto interno lordo, essenzialmente il risparmio ottenuto da una riduzione implica sempre maggiore possibilità di spesa in investimenti e in occupazione. Sono previste anche condizioni per l'ottenimento delle ridette agevolazioni tese a tutelare da eventuali discrasie e incoerenze funzionali e preservare le finalità dello strumento normativo. Le modifiche sostanziali sono essenzialmente le seguenti: un'imposta sul reddito delle società (IRES) fissa pari al 10 per cento per i primi sette periodi di imposta, a partire dall'ottavo anno l'imposta sul reddito delle società è fissata nella misura del 15 per cento per ulteriori sette anni e dal quindicesimo anno l'imposta è fissata nella misura del 20 per cento; esenzione dall'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) per i primi cinque periodi di imposta; esenzione dall'imposta municipale propria (IMU) e dal tributo per i servizi in divisibili (TASI) per cinque anni per gli immobili strumentali e funzionali all'attività d'impresa e utilizzati per l'esercizio delle nuove attività economiche; esonero dal versamento dei contributi previdenziali sulle retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione definito con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, solo in caso di contratti a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi, e a condizione che almeno il 70 per cento degli occupati risieda in uno dei comuni della ZES. Per gli anni successivi l'esonero è limitato per i primi cinque anni al 60 per cento, per il sesto e settimo anno al 40 per cento e per l'ottavo e nono anno al 20 per cento. La novità più significativa è l'eliminazione dell'applicazione del regime de minimis ma vi è il rispetto di alcune condizioni, pena la decadenza dal beneficio e l'obbligo di restituzione dell'agevolazione della quale hanno già beneficiato: a) le imprese beneficiarie devono mantenere la loro attività nella ZES per almeno quattordici anni; b) le imprese beneficiarie devono conservare i posti di lavoro creati nell'ambito dell'attività avviata nella ZES per almeno quattordici anni; c) le imprese beneficiarie non devono essere in stato di liquidazione o di scioglimento. Per inquadrare in un'ottica di insieme le risorse disponibili e previste nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e nei vari fondi europei viene prevista la istituzione di un fondo unico ZES per rendere possibile all'occhio dell'investitore una visione chiara e netta anche delle possibilità di incentivi resi in termini di finanza agevolata ma anche di risorse nazionali disponibili. Un forte ed incisivo intervento modificativo che rappresenta uno dei pilastri fondamentali della legge istitutiva sulla ZES è la semplificazione amministrativa, dove la stessa trova la massima espressione innovativa nell'autorizzazione unica rilasciata dal commissario straordinario che raccoglie tutte i permessi e le licenze per operare in ambito ZES, nonché la possibilità di istituire zone a burocrazia zero (ZBZ) all'interno delle ZES, ad appannaggio delle regioni che individuano le norme ed i regolamenti per l'operatività della stessa ZBZ. Tale necessità trova la ragione nella necessità di prevedere aree dove forte risulta essere lo stimolo dato dall'elevato tasso di sburocratizzazione per facilitare l'insediamento di nuove realtà produttive anche a forte impatto innovativo. Per fini di chiarezza, si puntualizza sin da subito che in ambito nazionale ed europeo sono presenti fondamentalmente due tipologie di zone franche, le zone franche urbane (ZFU) e le zone franche doganali (ZFD). L'introduzione di aree doganali intercluse all'interno delle ZES e delle zone logistiche semplificate (ZLS) trova coerenza istitutiva e applicativa di tali « strumenti economici e fiscali », nella possibilità di sviluppare la forte potenzialità delle ZES in ambito estero e transazionale e di amplificare la forza attrattiva che l'esenzione generata dal regime fiscale delle ZFU esplica sui tributi erariali e su un tributo proprio derivato (dazi e IVA) il cui presupposto viene realizzato con l'esercizio dell'attività imprenditoriale. Altro strumento di politica fiscale contenuto nel disegno di legge che trova contiguità concettuale con l'asse portante della politica economica e ambientale è la possibilità di istituzione di zone franche energetiche al fine di generare un impulso attrattivo verso produzioni ad elevata sostenibilità ambientale. La nuova formulazione sul silenzio assenso prevede il termine di trenta giorni dalla presentazione della domanda, senza termini di interruzione che molto spesso, lasciano spazio ad inutili e dannose perdite di tempo per gli investitori e costituiscono un fattore di ostacolo agli operatori economici che intendono investire. L'articolo 5- bis del decreto-legge n. 91 del 2017 introduce il procedimento di autorizzazione unica, che sostituisce tutte le precedenti autorizzazioni, concessioni, pareri, eccetera, mantenendo il rispetto delle normative in materia di valutazione di impatto ambientale, e consente la realizzazione di tutte le opere, prestazioni e attività previste nel progetto. L'autorizzazione unica può costituire, se necessario, anche una variante agli strumenti urbanistici e di pianificazione territoriale, ad eccezione del Piano paesaggistico regionale. L'autorizzazione unica è rilasciata dal commissario straordinario all'esito di un'apposita conferenza di servizi, alla quale partecipano le amministrazioni interessate. I termini per la sua adozione sono dimezzati rispetto a quelli attualmente vigenti e resi perentori: decorso il tempo previsto, gli atti si intendono resi in senso favorevole.