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se finalmente cominciassimo a prendere in esame settore per settore e ad intervenirvi con le semplificazioni, riusciremmo a ottenere risultati molto più immediati e forse ad andare anche molto più a fondo nell'intervenire sui problemi che ci troviamo di fronte. Credo che questo disegno di legge stia a testimoniare che è un lavoro che si può fare e in questo caso semplifica la vita certamente delle forze che si presentano alle elezioni, ma incentiva anche molto la partecipazione - perché la semplifica - dei cittadini alle elezioni, alla vita politica e anche all'iniziativa popolare. Non si tratta soltanto di un ammodernamento, di un adeguamento al processo di digitalizzazione, ma è un ulteriore elemento che, nel riaffermare e nel garantire ancor di più i principi di trasparenza e legalità di tutto il procedimento elettorale, aiuta molto e facilita la partecipazione politica. Per tutti questi motivi, dichiaro il voto favorevole a nome del mio Gruppo. (Applausi) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli rappresentante del Governo e colleghi, desidero fare una premessa alla mia dichiarazione di voto su questo provvedimento e voglio dare atto al Parlamento di aver operato, in questa circostanza, nell'interesse reale dei cittadini. Molte volte questo è uno scenario di contrapposizione e di polemiche e credo non sia inopportuno segnalare quando il Parlamento, con i suoi rappresentanti, mette da parte gli interessi di parte - scusatemi per il bisticcio di parole - e gli slogan e, in buona sostanza, ci si sfila la maglia del proprio partito per vestire quella della nazionale, visto che siamo in tema di campionati europei e la nostra fino a questo momento ha fatto un figurone. Devo dire che in 1 a Commissione è stato instaurato questo criterio, sicuramente per merito del presidente Parrini, che ringraziamo, ma anche per senso di responsabilità di tutti i rappresentanti. Quello in esame è l'ennesimo provvedimento che viene licenziato all'unanimità all'interno del comitato ristretto e quindi della Commissione e che si appresta ad avere il voto unanime di tutta l'Assemblea. Il presidente Parini ha citato il provvedimento precedente sulla semplificazione della raccolta delle firme del quorum di validità per le elezioni e ha anticipato l'adeguamento al monito della Corte costituzionale; a me preme citare anche l'inserimento della tutela dell'ambiente in Costituzione, che è stato un lavoro laborioso, ma al cui termine si sono trovate una sinergia e una sintesi che hanno soddisfatto tutti e credo che il Parlamento abbia fatto un ottimo lavoro. Non voglio tornare sulle semplificazioni che questo provvedimento ha portato e che il Senato si appresta a varare, con l'auspicio che anche la Camera dei deputati lo esamini in tempi rapidi, perché possa essere utilizzato già al prossimo turno delle elezioni amministrative. Desidero piuttosto porre una questione di metodo. Signor Presidente, nella semplificazione delle varie procedure e anche nel solco di una campagna di digitalizzazione che il Governo e questa maggioranza hanno lanciato (che mi auguro sia portata a termine con rapidità, tenuto conto della complessità del nostro territorio), assistiamo a una situazione anomala. Diamo la possibilità ai rappresentanti dei partiti di richiedere i certificati elettorali per PEC e obblighiamo i Comuni a rispondere per PEC entro ventiquattr'ore. Ricordo la défaillance presente nella legge del 2019, che prevedeva la sanzione per i partiti che non pubblicavano sul proprio sito i certificati penali, ma non dava loro alcuna possibilità di richiederli autonomamente, con la conseguenza che c'era una sanzione, ma non una delega al partito. Il provvedimento in esame faculta invece il rappresentante del partito sia nazionale, sia di lista civica a sostituirsi al candidato negligente nella richiesta del certificato penale. E qui c'è l'anomalia, che non si spiega, in forza della quale i dipendenti comunali sono obbligati a restituire entro ventiquattr'ore, con lo stesso mezzo (ossia la posta certificata), i certificati elettorali, mentre quando si arriva agli oneri dei rappresentanti del Ministero della giustizia (nella fattispecie, i dipendenti del casellario giudiziario) il termine PEC sparisce e non viene usato. La conseguenza è che la PEC dev'essere usata dai cittadini per qualunque cosa, ma non dal personale della pubblica amministrazione. Si tratta di un atteggiamento inspiegabile, che andrebbe semplificato e di molto, in quanto piuttosto che avere file di persone che vanno quotidianamente a richiedere il certificato penale, con un semplice click (rispettando la trasparenza, la legittimazione, la delega e quant'altro) sarebbe stato possibile mandare i certificati. Mi pongo allora una domanda. Questo argomento è stato affrontato e sviscerato in sede di comitato ristretto e di Commissione e, sia pure con qualche difficoltà, si è trovata una sintesi politica tra le varie posizioni di tutti i partiti su un provvedimento che tutti quanti riteniamo utile, necessario e urgente. Ora non è possibile che l'innovazione e la semplificazione introdotte da questo provvedimento vadano a sbattere contro un muro di non adeguatezza della burocrazia ministeriale, che si sostituisce - e non per la prima volta - in maniera arbitraria alla prerogativa del Parlamento e del legislatore. (Applausi) . È il Parlamento che decide quello che si deve fare e che - essendo stato indicato dal popolo italiano, sovrano - detta la linea cui la burocrazia deve adeguarsi, facendo in modo che i risultati siano raggiunti e attrezzandosi farlo. Quando la politica arretra non è sicuramente un bene per la democrazia e quando non è messa nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo, sicuramente facciamo passi indietro e non in avanti. Mi auguro che prima o poi si ponga attenzione a questo problema e che ci sia un momento di riflessione, discussione e approfondimento. Le cose non possono andare sempre in questa maniera: il Parlamento non si può fermare di fronte alle ingiustificate opposizioni della burocrazia ministeriale, che deve dare il suo parere dal punto di vista tecnico, ma la scelta politica deve rimanere nelle mani del legislatore. (Applausi) . Mi auguro che i nostri rappresentanti all'interno del Governo si facciano portatori di questa situazione e di questo grido di dolore che lancia il Parlamento, il quale, dopo aver consumato ore e giorni per trovare sintesi complicate e delicate, ma necessarie, si deve poi fermare di fronte a un ingiustificato rifiuto. Infatti, non vi è una giustificazione valida per cui il casellario giudiziale non possa rispondere per PEC, così come fanno tutti gli altri uffici e gli stessi cittadini che chiedono certificati e svolgono attività. Preannuncio che esprimeremo un voto favorevole, perché questo provvedimento lo abbiamo voluto, cercato e composto. Rimane questa piccola nota stonata, che mi auguro possa rappresentare l'inizio di una nuova riflessione e di un nuovo rapporto tra la politica e la burocrazia, che non deve ostacolare, ma aiutare.