[resaula]

ancor prima dell'elezione, si sono verificati fatti gravi, descritti nei giornali e nei ricorsi presentati agli organi di giustizia del CONI e federali, correlati alla circostanza che il nuovo elenco dei candidati possa essere frutto di una manipolazione irregolare, messa in atto per sanare la carenza dell'equa rappresentanza di genere; il presidente federale uscente è ricandidato ricopre l'incarico dal 2016, dopo essere stato già segretario generale dal 1995 al 2016; ai sensi dell'articolo 44 -bis dello statuto federale della FITA, "tutte le cariche elettive sono svolte a titolo gratuito" e "possono essere previste indennità in favore del Presidente Federale"; in contrasto con tale previsione, sembrerebbe tuttavia che il presidente in carica percepisca non un'indennità, ma uno stipendio da dirigente, in qualità di segretario generale e, al contempo, dipendente della FITA, incarico al quale non ha rinunciato dopo la sua elezione alla carica di presidente, determinando così l'emersione di una condizione di conflitto d'interesse, sulla quale, a parere dell'interrogante, è opportuno effettuare i dovuti rilievi; analogamente, sono stati portati all'attenzione dell'interrogante ulteriori elementi anomali anche in merito al ruolo espletato dal vicepresidente in carica e medico federale, presente nel consiglio federale da oltre 15 anni e che avrebbe fatturato alla stessa FITA compensi per prestazioni mediche per un totale di 60.000 euro annui, senza alcun bando di gara e con una quota che eccede di oltre 20.000 euro la soglia comunitaria per gli affidamenti diretti, percependo inoltre indennità e diarie per le trasferte all'estero, contravvenendo in tal modo sia a quanto disposto dallo statuto federale, e precisamente, dall'articolo 43, comma 3, che prevede l'eleggibilità di "tutti coloro che abbiano come fonte primaria o prevalente di reddito un'attività commerciale e/o imprenditoriale, svolta a proprio nome e/o altrui, direttamente collegata alla gestione FITA", sia rispetto all'inquadramento delle prestazioni rese nell'ambito della disciplina contrattuale delle amministrazioni pubbliche, che prevedono l'indizione di gare d'appalto per importi superiori a 40.000 euro; si evidenzia inoltre come nel corso degli anni si sia assistito ad una costante riduzione del numero dei tesserati FITA, che ha registrato un significativo calo da 45.000 a 24.000 unità; ancora, con riferimento alla gestione degli affidamenti diretti, a partire dal 2019 sono stati pubblicati diversi avvisi relativi all'acquisto di materiali e servizi non urgenti o comunque non indispensabili, quali: un quadro d'arredo, il servizio drone, consulenze per arredi interni, per un importo appena sotto soglia: un'operazione legittima, ma sulla cui opportunità appare necessario quantomeno effettuare una riflessione in ordine alla congruità degli interventi disposti; nel dicembre 2019, infine, si registra un affidamento diretto, fino a 349.000 euro, per il servizio di allestimento e disallestimento di strutture e forniture di materiale audiovisivo, non giustificato dal carattere d'urgenza, visto che la programmazione degli eventi federali era già nota da almeno un anno, con termini di partecipazione alla gara di una sola settimana lasciata ai fornitori per partecipare al bando e una generica vaghezza sui servizi richiesti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non consideri opportuno verificare che i fatti esposti corrispondano al vero; se non consideri necessario avviare opportune verifiche in ordine alla conformità delle modalità di espletamento di collaborazioni, consulenze e prestazioni professionali e la vigente normativa in materia di pubblicità e affidamento di lavori; se, in particolare, con riferimento agli affidamenti diretti, risultino rispettati i principi di congruità e legittimità per gli avvisi citati e se abbia verificato o possa avviare una verifica anche in ordine al rispetto della vigente normativa in materia di rotazione dei fornitori. Atto n. 4-04364 RIVOLTA Ai Ministri dell'interno e della difesa Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il 30 ottobre 2020 una pattuglia della squadra volante della Polizia di Stato ha soccorso presso il parcheggio Ippocastano di Como una donna vittima di violenza sessuale mentre era aggredita da un uomo, successivamente risultato essere un trentunenne di nazionalità nigeriana; le circostanze dell'aggressione sono particolarmente odiose, dal momento che la donna aveva notato l'uomo all'esterno di un supermercato e per senso di umanità gli aveva appena regalato un panino appositamente acquistato, venendo inseguita e quindi violentata; l'uomo responsabile della violenza, colto in flagranza di reato, è stato identificato nei locali della questura di Como come senza fissa dimora, sprovvisto di documenti, ex richiedente asilo con permesso di soggiorno scaduto nel 2016, con precedenti di polizia e giudiziari per percosse e violazione della normativa in materia di immigrazione, irregolarmente soggiornante nel territorio nazionale ed inottemperante a ben 4 ordini di espulsione; il fatto segue altri dolorosi episodi di cronaca, che hanno avuto come protagonisti altri immigrati irregolari, come il brutale assassinio di don Roberto Malgesini, ucciso a coltellate nei pressi della chiesa di san Rocco da un tunisino destinatario di un altro provvedimento di espulsione non eseguito, e l'aggressione di cui era rimasta in precedenza vittima una guardia notturna che presidiava un supermercato nei giardini che si affacciano sul lago di Como; la circostanza dimostra quanto sia inopportuno e imprudente realizzare strutture di accoglienza per gli immigrati irregolari, come quella che si pensa di ricavare all'interno dei locali dell'ex caserma dei Carabinieri di via Borgovico a Como e quanto, di contro, sia necessario potenziare il dispositivo di presidio del territorio, incrementando gli organici delle forze dell'ordine presenti e quelli disponibili, anche nel quadro dell'operazione "Strade sicure", si chiede di sapere: quali iniziative il Governo ritenga di dover assumere per assicurare l'ordine pubblico e la sicurezza della cittadinanza a Como città e nella sua provincia, interessate da una grave recrudescenza dei crimini imputabili ad immigrati irregolari, spesso destinatari di provvedimenti di espulsione; in particolare, se e quando intenda rafforzare il dispositivo di presidio del territorio comasco, potenziando gli organici delle forze di polizia e delle forze armate impiegati a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, garantendo inoltre presidi fissi in luoghi sensibili e a rischio, quali, ad esempio, i giardini a lago e altre zone della città di Como e di tutta la provincia. Atto n. 4-04365 CORTI Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: in data 20 ottobre 2020 la stampa locale ha riportato la notizia che una delle tre croci che dominano Scandiano (Reggio Emilia), sulla cima del monte omonimo, è stata abbattuta; il sindaco di Scandiano ha annunciato che la scoperta è stata effettuata dalla Polizia municipale durante un sopralluogo che ha rilevato il danneggiamento di uno dei manufatti storici più simbolici di Scandiano.