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Ne ha facoltà. PAPATHEU (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, quando si parla di ambiente siamo qui, tutti, come persone, come fratelli e sorelle, come una famiglia, perché tutti abitiamo l'ambiente. Eppure stento a credere che, durante i lavori della Commissione, non si sia voluto condividere un percorso che tenesse conto anche delle nostre proposte, che nella maggior parte dei casi sono state rigettate e altre addirittura neanche sono state prese in considerazione, per la presunta assenza di coperture, anche laddove non erano previsti oneri a carico dello Stato. Assistiamo sempre a proclami e all'uso di termini per dare enfasi ai provvedimenti, come accade in questo caso con il decreto clima, che però di clima, francamente, tratta ben poco. Ciò che mi lascia veramente perplessa e a volte mi scoraggia anche dall'intervenire, è la mancanza di sensibilità nei confronti del Sud e, in particolare, il fatto di trovare anche nei colleghi del Sud la stessa scarsa sensibilità che ci hanno riservato i passati Governi. Queste misure saranno pure, come avete detto voi, il primo passo verso il cambiamento, ma naturalmente il cambiamento, rispetto alla gravità della situazione, non si può fare con misure che, ancora una volta, gravano sulle tasche degli italiani e soprattutto delle imprese. Purtroppo, infatti, sicuramente a causa dei vincoli di bilancio e della crisi economica, abbiamo nuovamente indirizzato tutta la nostra attività politica penalizzando le tasche degli italiani e delle imprese. Come ha detto bene la collega Tiraboschi, l'Italia non può da sola subire il fardello di una politica internazionale condizionata dalla Cina. Oggi la Cina l'abbiamo dentro casa; in Cina vi è addirittura un sistema di defiscalizzazione che consente alle imprese di quel Paese di fare concorrenza sleale, non pagando tasse per i primi tre anni, a differenza e a dispetto di quelle italiane. Come possiamo, quindi, pensare di colpire la plastica con i provvedimenti oggi al nostro esame o con la plastic tax inserita nel disegno di legge di bilancio? Tutti questi provvedimenti non faranno altro che favorire gli stranieri, che naturalmente già stanno colonizzando l'Italia, e penalizzare il nostro Paese. Tra l'altro, Ministro, colgo l'occasione per chiederle di farsi carico di aziende come la Dacca di Aci Sant'Antonio, in provincia di Catania, su cui ho presentato due interrogazioni, purtroppo in deficit : sono stati licenziati i 100 dipendenti che, essendo spacciatori di plastica, vengono ormai ignorati dal legislatore. Noi non possiamo pensare di dare una svolta green tassando, perché il sistema produttivo non regge. Tutti finiranno inevitabilmente per delocalizzare le produzioni all'estero, come già fa la maggior parte delle aziende italiane. A proposito delle misure legate all'economia circolare, che oggi in Italia risulta un'eccellenza, vi ricordo che il secolo scorso proprio la plastica era un investimento con la I maiuscola, mentre oggi viene punito, colpendo le imprese e i cittadini. Mi rivolgo ancora una volta ai colleghi del Sud, come me: noi non abbiamo le piste ciclabili. Paradossalmente, un nucleo familiare, composto, in Sicilia, almeno da quattro o cinque persone, dovrebbe rinunciare al beneficio della macchina a fronte di un abbonamento per gli autobus, che in Sicilia, purtroppo, come penso nel resto del Sud Italia, sono pochi e funzionano anche malissimo. Questo tipo di interventi legislativi possono essere forse più apprezzati al Nord, ma ho visto che anche lì non ci sono queste sensibilità. Pertanto, questo provvedimento fa poco per il clima, se non per il nome. Non so se avete già letto i giornali: per la manovra di bilancio si parla di manovra «tasse e manette»; in questo caso sono solo tasse. Tutto ciò comporterà per le imprese un ulteriore aggravio di oneri finanziari. Vi invito a valutare, ancora una volta, e a ribaltare la vostra posizione, come avreste dovuto fare con il reddito di cittadinanza: forse sarebbe stato molto più proficuo dare i 780 euro alle imprese che assumono, piuttosto che direttamente alle persone, dato che abbiamo visto come il 60 per cento di questi presunti poveri siano invece dei truffatori, che hanno beneficiato di questi soldi. Evitiamo di avere, con questo accanimento sui produttori di plastica, altri casi Ilva spalmati sul territorio nazionale. Penso che questa situazione debba essere completamente ribaltata, ma non perché lo dico io, ma perché lo vediamo delle percentuali che abbiamo raggiunto: gli indicatori economici contenuti nel rapporto Svimez oggi ci consegnano un Paese in ginocchio. Vi invito a leggere soprattutto i dati sul fenomeno degli emigrati, quelli che vanno via, non degli immigrati. In Sicilia sono ormai due milioni gli emigrati che sono andati via negli ultimi anni e il rapporto conferma questo tipo di tendenza. Concludo, dicendo che, tristemente, il rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente ci informa che l'Italia è la prima in Europa per decessi prematuri a causa delle alte concentrazioni di ozono e biossido di azoto. Il rapporto annuale sulla qualità dell'aria redatto dall'Agenzia europea per l'ambiente - ricordo infatti che il decreto-legge al nostro esame si richiama alla normativa europea legata al clima ed esattamente alle misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50 sulla qualità dell'aria, ma nel nostro Parlamento ha preso un nome molto più di effetto, ossia "decreto clima" - rileva come l'Italia sia il primo Paese dell'Unione europea per decessi prematuri: siamo di fronte a dati che indicano 76.000 morti, una vera e propria guerra. Per questo i cosiddetti green new deal , di cui tanto si parla in Italia e in Europa devono fare di più e certamente questi provvedimenti non possono essere quelli che porteranno il Paese a migliorare consegnandoci dati diversi. Concludo richiamando, essendo una delle più anziane tra voi, Severn Suzuki, la prima Greta, che nel 1992, in occasione del discorso davanti ai rappresentanti delle Nazioni Unite disse: «siamo ciò che facciamo, non ciò che diciamo». Bene, quello che voi state facendo mi fa piangere la notte. Voi continuate a dire che ci amate, ma io vi lancio una sfida: per favore, fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Salutiamo gli studenti e i docenti del Liceo classico europeo Convitto nazionale «Mario Cutelli» di Catania, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1547 NATURALE (M5S) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, voglio iniziare partendo dalla consapevolezza che la qualità della vita delle giovani generazioni e delle prossime dipende dalle scelte che stiamo compiendo in questi anni e nell'immediato futuro. Lo stiamo dicendo da decenni. Era il 1992, anno del summit per la terra di Rio de Janeiro, quando prese vita l'accordo per le Conferenze delle parti della Convenzione ONU sul climate change . Si intendevano stabilire le linee guida per attuare efficacemente gli accordi con un'importante constatazione: