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Tale contingenza rende, quindi, evidente la necessità della revisione dei LEA e del fabbisogno di dispositivi medici di ultima generazione, che appaiono in totale distonia con gli attuali tetti di spesa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo si stia adoperando per definire urgentemente, come previsto dal documento del 2019 e dalla recente legge delega, una nuova governance dei dispositivi medici che miri all'efficiente allocazione delle risorse del SSN, alla sostenibilità dell'innovazione, al potenziamento della vigilanza e alla messa in trasparenza delle azioni e relazioni inerenti l'approvvigionamento e l'utilizzo dei dispositivi medici, superando gli attuali meccanismi di tetti di spesa e payback ; se non ritenga necessario, a tale scopo, convocare quanto prima un tavolo di confronto istituzionale, al fine di valutare la revisione dei LEA e dei fabbisogni di dispositivi medici, oltre che del meccanismo del payback e dei tetti di spesa vigenti. Atto n. 4-05667 SBROLLINI Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che: l'articolo 50 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali" (TUEL), definisce le responsabilità dei sindaci e del presidente della Provincia; recenti vicende giudiziarie hanno evidenziato come dall'impianto normativo attuale possano derivare delle responsabilità civili e penali personali del sindaco, per valutazioni che non sono specificatamente ascrivibili alle sue competenze; la questione entrò per la prima volta nel dibattito pubblico a seguito della condanna penale per plurimi reati colposi, emessa il 27 gennaio 2021, a carico della sindaca di Torino per i noti e tragici fatti di piazza San Carlo, vicenda in cui, durante la proiezione della finale di "Champions League" del 2017, persero la vita due persone e altre 1.700 rimasero ferite; secondo il tribunale, i fatti sono imputabili alla prima cittadina, perché fu "frettolosa, imprudente e negligente" nel prendere la decisione di svolgere l'evento in Piazza San Carlo; in questi giorni, il tema è tornato a ricevere attenzione nazionale, in seguito ai provvedimenti penali che hanno coinvolto la sindaca di Crema e il sindaco di Quinto Vicentino, ovvero un avviso di garanzia a carico della prima, dopo che un bambino si è ferito a un dito nella porta anti-incendio dell'asilo comunale e una multa per lesioni colpose a carico del secondo, legata a un incidente del 2016, quando una donna inciampò su una sporgenza di un marciapiede nel territorio comunale; in data 2 marzo 2021, l'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), in reazione alla vicenda giudiziaria di Torino, cui si affianca l'ordine del giorno 2021/00140 del 30 marzo 2021 del Comune di Firenze, ha rivolto un appello al Governo, in cui: 1) richiama l'attenzione sulla particolare dinamica innestata da tali eventi, per cui, soprattutto nelle piccole comunità, è sempre più difficile trovare persone disposte a svolgere il ruolo di sindaco, e 2) chiede un mirato intervento di modifica del TUEL, in particolare dell'articolo 50, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, alla luce dei fatti esposti in premessa, intendano considerare l'opportunità di rispondere agli appelli dei sindaci italiani, procedendo con un'iniziativa normativa volta alla modifica del Testo unico degli enti locali, finalizzata ad assicurare che i sindaci e gli amministratori locali tutti non debbano rispondere penalmente per valutazioni che certamente non possono essere ascritte alla loro responsabilità. Atto n. 4-05668 MONTEVECCHI BOTTICI CIOFFI COLTORTI DE LUCIA DI GIROLAMO DONNO NOCERINO MANTOVANI PAVANELLI PIRRO ROMANO TRENTACOSTE VANIN Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il Senato della Repubblica ha approvato il 14 aprile 2021 un ordine del giorno (9/1-00329/1) che impegna il Governo ad adottare una serie di azioni specifiche finalizzate alla liberazione del giovane Patrick George Zaki, detenuto dal 7 febbraio 2020 presso il carcere di Tora a Il Cairo, essendo accusato dall'autorità giudiziaria egiziana di "diffusione di notizie false dirette a minare la pace sociale", "incitamento alla protesta senza permesso", "istigazione a commettere atti di violenza e terrorismo", "gestione di un account social che indebolisce la sicurezza pubblica" e "appello al rovesciamento dello Stato"; l'ordine del giorno è stato approvato trasversalmente da più forze politiche, molte delle quali hanno espresso nel corso della discussione generale un vero e proprio appello al Governo italiano affinché agisca celermente per la liberazione del giovane, al fine di consentirgli l'esercizio effettivo dei diritti umani; tra gli impegni di cui all'ordine del giorno, è opportuno ricordare quello volto "ad intraprendere tempestivamente ogni ulteriore iniziativa presso le autorità egiziane per sollecitare l'immediata liberazione di Patrick Zaki valutando la possibilità dell'utilizzo degli strumenti previsti dalla convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984"; considerato che: il 2 giugno 2021 le autorità egiziane hanno deciso di prolungare ulteriormente la custodia cautelare di Patrick Zaki di altri 45 giorni, secondo una prassi che, ad opinione di una parte della società civile, rappresenta ormai una forma di persecuzione avverso i difensori e promotori dei diritti umani; questo ennesimo prolungamento evidenzia quindi l'urgenza di agire celermente e soprattutto rafforza, a parere degli interroganti e di insigni giuristi ed esperti di diritto internazionale, la necessità di ricorrere all'attivazione della Convenzione ONU del 1984, quale via preferibilmente percorribile per ottenere la liberazione del giovane nel rispetto delle norme del diritto internazionale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia fatto le valutazioni richiamate in premessa e accolte come impegno nell'ordine del giorno approvato in data 14 aprile 2021; quali azioni intenda intraprendere al fine di dare seguito ad eventuali valutazioni positive circa la possibilità di utilizzare gli strumenti contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984.