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estensione dei testi giornalistici; raccolta di informazioni e richieste; grafica e impaginazione; tecnica fotografica; settori specialistici della stampa; tecnica del giornalismo radiotelevisivo. b) Sezione pubblicità: 1° Anno: teoria e tecnica della pubblicità I; istituzioni di etica delle comunicazioni sociali; economia dell'impresa; psicologia sociale ; sociologia della comunicazione e della cultura ; teoria e tecnica del giornalismo oppure storia e teoria degli audiovisivi oppure teoria e tecnica delle comunicazioni sociali. 2° Anno: teoria e tecnica della pubblicità II; deontologia professionale; disciplina giuridica dei mezzi di comunicazione sociale; mezzi pubblicitari; psicologia della pubblicità ; tecnica delle ricerche di mercato e della distribuzione generale. 3° Anno: ricerche di marketing; discipline da individuare a seconda delle specializzazioni prefigurabili nel ciclo, in relazione alle scelte fatte dagli studenti al termine del 2° anno di corso. Tali discipline si riferiranno prevalentemente ai seguenti campi: gestione della comunicazione pubblica; pianificazione dei mezzi; tecniche creative in pubblicità; tecniche di produzione pubblicitaria; gestione della comunicazione d'impresa. c) Sezione spettacolo. 1° Anno: drammaturgia teorica; teoria e tecnica delle comunicazioni sociali; istituzioni di etica delle comunicazioni sociali; psicologia sociale ; sociologia della comunicazione e della cultura ; storia del teatro e dello spettacolo I; storia e critica del cinema I. 2° Anno: deontologia professionale; semiologia; storia del teatro e dello spettacolo II; storia e critica del cinema II; disciplina giuridica dei mezzi di comunicazione sociale. 3° Anno: storia delle teoriche del cinema; storia e teoria degli audiovisivi; semiologia dell'immagine discipline da individuare a seconda delle specializzazioni prefigurabili nel ciclo, in relazione alle scelte fatte dagli studenti al termine del 2° anno di corso. Tali discipline si riferiranno prevalentemente ai seguenti campi: produzione e distribuzione cinematografica; forme musicali nello spettacolo; tecnica del cinema e della televisione; tecnica del cinema e dello spettacolo; storia e teoria dello spazio teatrale; organizzazione e circuiti teatrali; animazione drammaturgica; didattica dell'informazione degli audiovisivi. Art. 96. - La frequenza ai corsi è obbligatoria. Alla fine di ogni anno accademico lo specializzando deve sostenere un esame teorico-pratico per il passaggio all'anno di corso successivo. La commissione d'esame, di cui fanno parte il direttore della scuola ed i docenti delle materie relative all'anno di corso, esprime un giudizio globale sul livello di preparazione del candidato nelle singole discipline e relative attività pratiche prescritte per l'anno di corso. Coloro che non superano detto esame potranno ripetere l'anno di corso una sola volta. Art. 97. - La frequenza minima necessaria per l'ammissione agli esami è del 75%. Art. 98. - Superato l'esame teorico-pratico dell'ultimo anno, il corso di studio della scuola di specializzazione si conclude con un esame finale consistente nella discussione di una dissertazione scritta su una o più materie del corso. A coloro che abbiano superato l'esame finale viene rilasciato il diploma di specialista. rt. 99. - L'importo delle tasse e soprattasse dovuto dagli studenti della scuola è quello previsto dallo statuto dell'Università cattolica, determinato dal consiglio di amministrazione in base alle vigenti disposizioni di legge; i contributi sono stabiliti anno per anno dal consiglio di amministrazione. Art. 1 Art. 100. - Nella scuola è costituito un consiglio presieduto da un direttore. Il consiglio è composto dai docenti universitari di ruolo e dai professori a contratto previsti dall'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, ai quali sono affidate attività didattiche nella scuola, nonché da una rappresentanza di tre specializzandi eletti secondo le modalità di cui all'art. 99 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1982, n. 382. Art. 101. - Il consiglio della scuola, sentiti i consigli dei dipartimenti, degli istituti e delle facoltà interessate, conduce e coordina le attività della scuola, inclusi la designazione dei docenti, l'affidamento degli insegnamenti e le eventuali proposte di contratti. Art. 102. - Il direttore viene nominato dal rettore, su proposta del consiglio della scuola, tra i professori ordinari, straordinari o fuori ruolo che insegnino anche nella scuola stessa; dura in carica tre anni ed è rieleggibile. In caso di motivato impedimento la direzione della scuola è affidata a un professore associato che pure insegni nella scuola medesima. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 4 ottobre 1986 COSSIGA FALCUCCI, Ministro della pubblica istruzione Visto, il Guardasigilli: ROGNONI Registrato alla Corte dei conti, addì 11 dicembre 1986 Registro n. 88 Istruzione, foglio n. 47