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Questo non significa che sull'altare dell'economia, dei soldi e dello sviluppo momentaneo si debba sacrificare qualunque altra cosa. Il Paese bellissimo in cui tutti noi abitiamo, infatti, è un Paese cui ovviamente vogliamo particolarmente bene e quindi bisogna dedicare una certa attenzione a qualunque situazione in cui vi sia il rischio di provocare danni importanti al nostro territorio. Credo sia un concetto da condividere, quindi ritengo che l'idea di prenderci un momento di riflessione - cosa che non è stata fatta in maniera adeguata negli ultimi decenni - per valutare al meglio un piano futuro per stabilire dove si può e dove non si può fare un certo tipo di lavoro sia assolutamente importante. Alcune correzioni sono state apportate dopo adeguati approfondimenti e discussioni e quindi credo che abbiano permesso di arrivare ad un testo equilibrato. Aggiungo una considerazione sul discorso relativo alle concessioni. Non credo banalmente - e dico due numeri che dovrebbero da soli far riflettere - che un Paese possa dare in concessione più o meno 30.000 chilometri quadrati, cioè una volta e mezzo la Lombardia, e portarsi a casa meno di due milioni di euro. Credo che ci sia qualcosa che non va e che ogni altro discorso semplicemente si commenti da solo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Chiedo solo un minuto per entrare nel merito politico di una questione che, ovviamente (ma è giusto perché ognuno fa il proprio mestiere) ha riempito i giornali e fatto i titoli nelle scorse settimane: è ovvio che Lega e 5 Stelle hanno punti di partenza diversi anche in campo economico, ma questo, come qualcuno ha detto, è come scoprire l'acqua calda. È evidente che è così, ma proprio per questo, quando si riesce ad arrivare ad una conclusione, non si arriva ad un compromesso ma, dopo un'adeguata riflessione, ad una soluzione equilibrata che normalmente tiene conto delle esigenze di tutti e probabilmente tiene conto della media del pensiero del Paese. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti del Liceo classico «Quinto Orazio Flacco» di Potenza, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 989 PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, la Presidenza ha attentamente valutato gli emendamenti, tenuto conto dei criteri fissati dall'articolo 97, comma 1, del Regolamento e dalla giurisprudenza costituzionale in materia di decretazione d'urgenza. Il decreto-legge in esame si compone di 12 articoli (norme in materia di imprese, restituzione del finanziamento Alitalia, modifiche al codice degli appalti, edilizia penitenziaria, informatizzazione, istruzione e ricerca, trattamento economico del personale della pubblica amministrazione). Ha pertanto un contenuto plurimo, secondo la definizione ricorrente nella giurisprudenza della Corte per provvedimenti analoghi. Risponde quindi alla finalità di introdurre, come specificato nel titolo e nelle premesse, «disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione», al fine di superare «criticità riscontrate nella realtà sociale» ed «imprimere ulteriore slancio alla modernizzazione dell'azione pubblica». In presenza di un provvedimento dal cosiddetto oggetto plurimo la Presidenza, come indicato dalla giurisprudenza dalla Corte costituzionale (recentemente, ad esempio, nella sentenza n. 32 del 2014) ha esaminato la proponibilità degli emendamenti valutandone il collegamento con la « ratio dominante» del decreto-legge. Sono stati pertanto ritenuti proponibili gli emendamenti che introducono misure di sostegno, semplificazione, modernizzazione per i soggetti economici, per la pubblica amministrazione in generale nonché per l'azione pubblica, così come le proposte emendative concernenti modalità di semplificazione per l'esercizio o la tutela di posizioni giuridiche soggettive, in quanto in essi si ravvisa la necessaria coerenza rispetto al contenuto e alle finalità del provvedimento d'urgenza. Risultano in primo luogo improponibili gli emendamenti che prevedono il conferimento di deleghe legislative. Sono state inoltre ritenute estranee all'oggetto del decreto-legge le proposte di modifica recanti disposizioni che non si traducono in misure di semplificazione o sostegno, ovvero che non siano riconducibili ad uno dei contenuti già disciplinati dal decreto-legge o alla sua ratio complessiva. Per quanto riguarda in primo luogo gli emendamenti approvati dalle Commissioni riunite sono ammessi al voto dell'Assemblea i seguenti: 1.34, 1.44, 1.0.500, 2.1000, 3.47, 3.500, 3.0.8, 3.0.81, 3.0.136, 3.0.700, 4.3, 4.0.1000, 8.500, 8.0.3, 8.0.500, 9.0.41, 9.0.500, 10.0.1000, 11.0.43, 11.0.95, 11.0.172, 11.0.500, 11.0.600, 11.0.1000. Gli altri emendamenti approvati dalle Commissioni riunite risultano invece improponibili ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, in conformità ai criteri sopra enunciati. Risultano inoltre improponibili i subemendamenti ai predetti emendamenti approvati dalle Commissioni riunite: 3.500/700 e 3.500/701; 11.0.43/406, 11.0.43/407, 11.0.43/408 e 11.0.43/409; 11.0.1000/500. Relativamente ai subemendamenti all'emendamento 11.0.500 risultano proponibili i soli emendamenti 11.0.500/8 e 11.0.500/9; gli altri subemendamenti a tale emendamento sono tutti improponibili. L'ulteriore pronuncia della Presidenza sulla proponibilità degli emendamenti presentati dai Gruppi, al netto dei numerosi ritiri, sarà resa nel corso della seduta. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori per esprimere - a seguito di queste sue determinazioni - una richiesta, ovvero che i lavori per l'esame degli emendamenti riprendano domattina, in maniera tale che sia consentito a tutti i Gruppi di poter prendere in esame nel dettaglio le sue determinazioni e avere a disposizione un fascicolo completo e ordinato, come già più volte richiesto. In realtà, dico questo premettendo un apprezzamento da parte del Gruppo Partito Democratico rispetto alla sensibilità che lei ha mostrato determinando queste prime improponibilità e non senza fare alcune considerazioni. In questi pochi mesi stiamo veramente assistendo alla confezione di un almanacco di forzature e incostituzionalità - alle quali oggi si è aggiunta anche la pratica dell'auto-ostruzionismo della maggioranza - che rendono anche questa una pagina non bella per i nostri lavori. Nelle scorse sedute abbiamo più volte sottolineato quanto questo provvedimento si stesse allontanando dalle caratteristiche e dai requisiti che deve avere un decreto-legge.