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Ad esempio, il gasolio può essere impiegato tanto per il funzionamento del motore di un'imbarcazione o di un aeromobile quanto per quello di un auto o di un motoveicolo. Le esigenze di presidio e contrasto ai fenomeni di evasione e di frode all'IVA impongono che la fatturazione sia elettronica. La predetta circolare chiarisce, tra l'altro, alcuni aspetti relativi alla fatturazione elettronica negli appalti, nonché alla registrazione e conservazione delle fatture elettroniche. Per quanto riguarda le cessioni di carburante diverse da quelle effettuate a soggetti IVA (cessioni ai privati consumatori) esse - vedi anche alla successiva lettera b ) - dal 1° luglio 2018 non devono essere certificate con scontrino o ricevuta fiscale, ma a partire dalla stessa data l'esercente dell'impianto è obbligato alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica dei dati corrispettivi all'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Il comma 909, lettera b ), della legge di bilancio 2018, ha introdotto, a decorrere dal 1° luglio 2018, l'obbligo di memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi per le cessioni di benzina e di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburante per motori. Con il provvedimento del 28 maggio 2018, l'Agenzia delle entrate e l'Agenzia delle dogane e dei monopoli hanno definito le regole che devono essere seguite dai gestori distributori di carburanti ad elevata automazione per comunicare i dati relativi ai corrispettivi giornalieri delle cessioni di benzina e di gasolio. La lettera b ) del comma 1 modifica la decorrenza di alcune norme della legge di bilancio 2018, prevista dal comma 927, che nella originaria formulazione dispone l'applicazione dal 1° luglio 2018 di tutte le norme che anticipano l'applicazione della fattura elettronica (ovvero dei commi 920 e 926). Con le modifiche in esame, coerentemente con le modifiche poste alla lettera a ), la decorrenza di tali norme viene differenziata. In particolare, si applicano dal 1° luglio 2018 le norme che consentono di dedurre dalle imposte sui redditi e di detrarre dall'IVA le sole spese per carburante effettuate con pagamenti tracciabili - nuovi commi 922 e 923 - e attribuiscono agli esercizi di impianto di distribuzione di carburante un credito d'imposta pari al 50 per cento delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate tramite i sistemi di pagamento elettronico mediante carte di credito, utilizzabili in compensazione e nei limiti della normativa della Comunità europea in tema di aiuti. Si applicano invece dal 1° gennaio 2019 le norme che rendono obbligatoria la fatturazione elettronica per gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione a soggetti IVA (comma 920, già commentato alla lettera a) ); escludono dall'obbligo di certificazione fiscale con scontrino o ricevuta (con modalità diverse dalla fattura), previsto dalla legge per le cessioni di carburanti e lubrificanti per autotrazione, solo gli acquisti effettuati al di fuori dell'esercizio di impresa, arte e professione (comma 921), dunque ai privati consumatori; abrogano le disposizioni vigenti in tema di documentazione, da parte delle imprese, degli acquisti di carburanti per autotrazione (scheda carburante), elencate al comma 926. Tali modalità di documentazione, nonostante il posticipo della fattura elettronica, continuano a trovare applicazione fino al 31 dicembre 2018. Le imprese tuttavia, come visto sopra, devono utilizzare strumenti di pagamento tracciabili per godere delle agevolazioni fiscali connesse all'acquisto dei carburanti (deduzione ai fini delle imposte sui redditi e detrazione IVA). Per soggetti IVA si intendono, a titolo esemplificativo, le seguenti categorie di contribuenti: imprenditori, artigiani e commercianti, agenti e rappresentanti di commercio; lavoratori autonomi, professionisti titolari di partita IVA iscritti o non iscritti in albi professionali ; società di persone, società semplici, snc, sas, studi associati; società di capitali ed enti commerciali, società per azioni, srl, cooperative, enti pubblici e privati diversi dalle società; istituti di credito, altri intermediari finanziari, società fiduciarie; enti che non svolgono attività commerciali. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FI-BP) . Signor Presidente, cari colleghi, mi tocca intervenire per primo su questo argomento, che è stato oggetto di molte sedute della 6 a Commissione (finanze e tesoro), dove si è sviscerato il problema (se ne è accennato anche oggi in audizione con il ministro Tria). Le motivazioni e le modalità sono ben spiegate tecnicamente e su di esse possiamo anche concordare in larga misura, perché corrispondono alle richieste delle categorie professionali, date le difficoltà di introdurre in tempi brevi la fatturazione elettronica. Ciò comporta tuttavia un costo, che è coperto sostanzialmente con l'utilizzo dei capitoli di riserva (e questo è un peccato, perché potevano servire per altre finalità) oppure con i residui passivi che si sono eliminati (perché si potevano eliminare). Resta in vigore la fatturazione elettronica obbligatoria per i subappaltatori di opere pubbliche e per i contratti con la pubblica amministrazione sin da subito, dal 1° luglio, anzi dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto-legge sulla Gazzetta Ufficiale . Invece si prevede la tracciabilità sin da subito per le schede carburante, che restano in vigore in presenza e in richiesta di approvazione di proroga. Ciò ha una spiegazione, che in realtà chiarisce anche tutto il provvedimento. A pagina 2 della documentazione tecnica, infatti, si dice che per le cessioni di carburante diverse da quelle effettuate a soggetti IVA (quindi le ex schede carburante), che saranno soggette alla fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019, cioè per le cessioni ai privati consumatori, è prevista una normativa diversa, perché non devono essere certificate con scontrino o ricevuta fiscale, ma a partire dalla stessa data l'esercente dell'impianto è obbligato alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica dei corrispettivi all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, non all'Agenzia delle entrate. Ciò sottintende che tutto serve a risolvere un altro problema che riguarda le accise e il sistema delle società di triangolazione nell'ambito dei petroli e dei carburanti. Si tratta di un fatto molto grave, che dà origine a delle evasioni addirittura - pare - miliardarie, che risale ad anni fa e che doveva già essere combattuto. Ad ogni modo, questo è un buon sistema per far emergere ciò. Sul tema della fatturazione elettronica, in generale, ho avuto occasione di esprimere il mio parere in Commissione, che oggi confermo, anche perché condiviso da altri commissari. Penso che la fatturazione elettronica possa, al massimo, essere introdotta gradualmente e che debbano essere esentate le fatture fino a un importo di 2.000 euro.