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la legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019), non ha rifinanziato nessuna delle misure citate, in particolare il piano antiviolenza. A quanto detto si aggiunga la beffa degli indennizzi per le vittime di violenza introdotti nel corso dell'esame in V Commissione permanente (Bilancio, tesoro e programmazione) alla Camera dei deputati e poi successivamente soppressi nel proseguo dell' iter del provvedimento; nelle strategie di contrasto alla violenza, particolare rilevanza assumono le casa rifugio ad indirizzo segreto rivolte alle donne vittime di violenza e ai loro bambini, che attraverso una procedura definita e collaudata vengono messi in condizioni di sicurezza. Il finanziamento delle strutture è essenziale per le donne che una volta denunciato il maltrattante si trovano nella drammatica condizione di non poter fare ritorno alla propria abitazione; l'assenza di fondi necessari e la conseguente possibilità di chiusura di tali strutture espone donne e bambini a situazioni di concreto pericolo per la loro incolumità. Tra le varie strutture a rischio di chiusura, si segnala il caso della casa di rifugio di Biella, aperta nel 2013 e capace di ospitare oltre 140 tra donne e bambini, per la quale i finanziamenti disposti da parte del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri nel 2016 termineranno alla fine del mese di febbraio 2019. Anche diversi finanziamenti per case rifugio e per progetti di inserimento lavorativo e autonomia abitativa per le donne in Piemonte termineranno il 31 marzo 2019; pertanto, appare concreto il rischio che nel 2019 le case rifugio vengano a trovarsi nell'impossibilità di accogliere e sostenere le vittime di violenza e i loro figli, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali siano le sue valutazioni in merito; quali necessarie e urgenti iniziative intenda assumere al fine di finanziare le strutture dedicate all'assistenza delle vittime di violenza di genere, garantendo così il permanere dell'essenziale rete di protezione e accoglienza delle donne e i loro bambini su tutto il territorio nazionale; quali iniziative intenda assumere, anche alla luce della difficile sostenibilità dei costi delle case rifugio, dei centri antiviolenza e in generale di qualunque struttura di sostegno alle donne vittime di violenza per i Comuni, al fine di garantire la sicurezza delle donne in un Paese che registra altissimi tassi di femminicidio; se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga necessario e urgente adoperarsi al fine di rifinanziare le politiche avviate dai precedenti Governi che con un approccio sistemico e integrato hanno posto al centro della loro attività la lotta e il contrasto ad ogni forma di violenza ai danni delle donne. Atto n. 3-00612 BERNINI MALAN FLORIS TOFFANIN DE POLI CARBONE GALLONE MALLEGNI VITALI GALLIANI GIAMMANCO LONARDO MANGIALAVORI MOLES RIZZOTTI RONZULLI AIMI ALDERISI BARACHINI BARBONI BATTISTONI BERARDI BERUTTI BIASOTTI BINETTI CALIENDO CANGINI CAUSIN CESARO CONZATTI CRAXI DAL MAS DAMIANI DE SIANO FANTETTI FAZZONE FERRO GASPARRI GHEDINI GIRO MASINI MESSINA Alfredo MINUTO MODENA PAGANO PAPATHEU PAROLI PEROSINO PICHETTO FRATIN ROMANI ROSSI SACCONE SCHIFANI SCIASCIA SERAFINI SICLARI STABILE TESTOR TIRABOSCHI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il 4 febbraio 2019, è stato messo on line il sito dedicato al reddito di cittadinanza, con dominio "gov.it"; con propria memoria scritta, l'Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha rilevato alcune carenze del sito, tra cui l'informativa sul trattamento dei dati e le modalità tecniche di implementazione che comportavano "un'indebita e non trasparente trasmissione a terzi dei dati di navigazione, quali indirizzi IP e orario di connessione, da parte dei visitatori del medesimo sito"; a seguito della memoria del medesimo Garante, risulta parzialmente modificata l'informativa del sito relativa alla privacy . Tuttavia, resta non indicato il responsabile della protezione dei dati, figura obbligatoria ai sensi del regolamento (UE) 2016/679, così come non sono indicati i responsabili del trattamento ed eventuali soggetti terzi a cui possono essere trasmessi i dati di navigazione. Risultano, altresì, carenti le informazioni riguardo la finalità e la durata del trattamento, nonché riguardo le misure tecniche di sicurezza; la privacy policy del sito specifica che "I dati personali indicati in questa pagina sono trattati (…) al solo fine di promuovere la consapevolezza e favorire la comprensione del pubblico riguardo l'erogazione del reddito di cittadinanza". Di contro, nella schermata principale, si legge che a partire dal 6 marzo 2019 si potrà presentare domanda di reddito di cittadinanza; la finalità del trattamento non è quella indicata nella privacy policy e i trattamenti effettuati attraverso il sito comportano anche l'acquisizione e gestione di rilevantissimi dati anche di natura "particolare"; tale circostanza costituisce un illecito ed espone a rischio i diritti e le libertà di milioni di cittadini, che tramite il sito si apprestano a conferire i propri dati sensibili e i dati dei propri familiari, anche minori e con disagi; l'infrastruttura chiave per l'erogazione del reddito di cittadinanza risulta carente e inidonea a svolgere il ruolo che il Governo le attribuisce e cioè se siano state adottate le misure di sicurezza minime, utili a garantire i diritti dei cittadini, tra cui: la nomina del responsabile della protezione dei dati e dei responsabili del trattamento e gli estremi degli atti di nomina; l'avvenuta realizzazione di un'adeguata valutazione d'impatto, obbligatoria ai sensi dell'art. 35 del regolamento (UE) 2016/679, e le relative risultanze; l'avvenuta realizzazione dei test di vulnerabilità del sito e i relativi risultati, si chiede di sapere: quali misure urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per tutelare i diritti e le libertà dei cittadini richiedenti il reddito di cittadinanza; attraverso quali canali e protocolli informatici saranno comunicati all'INPS i dati acquisiti tramite il sito sul reddito di cittadinanza; quali siano le politiche di data retention e di data breach adottate dal titolare. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01249 ANGRISANI DI MICCO ORTOLANI PUGLIA QUARTO L'ABBATE LA MURA MOLLAME URRARO MORONESE CASTELLONE Ai Ministri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: da resoconti e analisi di tipo scientifico è stato appurato che il fiume Sarno è sicuramente da annoverare tra i fiumi più inquinati d'Italia; secondo le ricostruzioni degli esperti l'alto tasso di inquinamento proviene in buona parte dai suoi affluenti;