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Interviene il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) manifestando alcune perplessità sulla formulazione dell'articolato che a suo dire sarebbe poco rispettoso del principio di tassatività e sufficiente determinatezza della norma incriminatrice nella parte in cui fa riferimento genericamente alla nozione di "restrizione alimentare". Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) interviene facendo presente la necessità che la legge determini i termini di durata del TSO. Il relatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) esprime condivisione per entrambe le osservazioni facendole proprie in una versione ulteriore dello schema di parere (pubblicato in allegato). Nessun altro chiedendo di intervenire, verificata la presenza del numero legale, la nuova proposta di parere è messa ai voti, ed è approvata. La seduta termina alle ore 15,10. Allegato NUOVO SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE NUOVO SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 189 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, per quanto di propria competenza, esprime parere non ostativo con le seguenti condizioni: - all'articolo 2 che introduce nel codice penale l'articolo 580- bis (Istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provare l'anoressia o la bulimia) , al primo comma, occorre eliminare il ricorso congiunto alla sanzione penale e alla sanzione amministrativa dal momento che si rappresenta il rischio che tale sanzione amministrativa possa essere considerata, alla luce dei criteri della giurisprudenza CEDU, sostanzialmente penale con il conseguente rischio di violazione del ne bis in idem. Va al riguardo richiamato il concorrente principio affermato da ultimo dalla giurisprudenza della suprema corte della cassazione a seguito delle sentenze della Corte EDU 4 marzo 2014, Grande Stevens c. Italia e 8 giugno 1976, Engel c. Paesi Bassi, nel caso di procedimento penale avente ad oggetto il medesimo fatto per il quale sia stata già irrogata una sanzione amministrativa di natura "sostanzialmente penale" secondo l'interpretazione dell'art. 4 Protocollo n. 7 CEDU adottata dalla Corte EDU. - all'articolo 2, secondo comma, occorre eliminare la concorrenza tra sanzione penale e amministrativa. - occorre sopprimere l'ultimo comma dell'articolo 2 per la violazione dell'articolo 13 della Costituzione nella parte in cui non si provvede a determinare modi e limiti della limitazione della libertà personale connessa al trattamento obbligatorio. In materia è necessario tener presente quanto affermato dalla corte costituzionale nelle sentenzen. 307 del 1990 e n. 438 del 2008. Si esprime altresì la seguente osservazione: - all'articolo 2, secondo comma, occorre modificare l'espressione "persona in minorata difesa"; si suggerisce pertanto di riformulare il testo predisponendo una circostanza aggravante per chi ha commesso il fatto nei confronti di un minore di anni 14 o nei confronti di una persona in stato di infermità o deficienza psichica; Relativamente agli emendamenti esprime parere non ostativo osservando quanto segue: - all'emendamento 2.01, occorre eliminare il cumulo tra sanzione penale e sanzione amministrativa; - all'emendamento 2.1, occorre eliminare il cumulo tra la sanzione penale e la sanzione amministrativa. Si fa altresì presente come la previsione secondo cui la pena detentiva può essere commutata nell'obbligo di effettuare sedute con uno specialista per aiutarlo a comprendere i danni che questo comportamento può arrecare alle altre persone e a sé stesso e motivarlo a sottoporsi a un percorso di cura darebbe luogo ad un trattamento sanitario obbligatorio indeterminato, nei modi e nei tempi di attuazione e pertanto violativo della riserva di legge di cui all'articolo 32 comma 2 della Costituzione inoltre, la commutazione è tecnicamente impropria; - all'emendamento 2.5 occorre modificare il riferimento alla minorata difesa; - agli emendamenti 2.6 e 2.7 si segnala come non sia possibile tecnicamente parlare di una commutazione della sanzione detentiva, pertanto sarebbe più corretto precisare che non si applica alcuna sanzione detentiva e tuttavia vi è l'obbligo di segnalazione da parte dell'autorità giudiziaria agli organismi sanitari competenti, quali i Centri di riferimento per la cura dei DCA o in assenza, ai Dipartimenti di Salute Mentale o Servizi per le Tossicodipendenze, che dovranno avviare la presa in carico del reo e attuare tutte le procedure diagnostico-terapeutiche del caso; - all'emendamento 4.0.1 si segnalano i profili di dubbiacompatibilità costituzionale della previsione di un ricovero ospedaliero forzato nei confronti del paziente che rifiuti l'alimentazione ed il trattamento. Tale previsione normativa sembra porsi in contrasto con gli approdi ultimi della giurisprudenza, che sebbene per profili diversi, ha affermato l'esistenza del diritto a rifiutare le cure e di conseguenza l'estrema eccezionalità del trattamento sanitario obbligatorio; - all'emendamento 6.1 si segnala che il comma 1 è in parte ultroneo, poiché prescrive che le agenzie, le società o le federazioni di moda, pubblicitarie, di danza, di atletica, di ginnastica ritmica, artistica non possono avvalersi di modelle, ballerine, ginnaste che non presentano certificato medico, mentre le società sportive sono già obbligate per legge a richiedere certificato medico di idoneità all'attività sportiva agonistica o non agonistica; quanto al comma 2 si segnala che le società di danza, di atletica, di ginnastica ritmica, artistica affiliate a federazioni sportive nazionali godono di autonomia organizzativa e normativa, che deve quindi essere salvaguardata da un eventuale intervento invasivo da parte della normativa statale. Non si ritiene pertanto opportuno adottare normative sui requisiti degli atleti che invaderebbero l'autonomia di tale ambito. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 189 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 189 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, per quanto di propria competenza, esprime parere non ostativo con le seguenti condizioni: - all'articolo 2 che introduce nel codice penale l'articolo 580- bis (Istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provare l'anoressia o la bulimia) , al primo comma, occorre eliminare il ricorso congiunto alla sanzione penale e alla sanzione amministrativa dal momento che si rappresenta il rischio che tale sanzione amministrativa possa essere considerata, alla luce dei criteri della giurisprudenza CEDU, sostanzialmente penale con il conseguente rischio di violazione del ne bis in idem. Va al riguardo richiamato il concorrente principio affermato da ultimo dalla giurisprudenza della suprema corte della cassazione a seguito delle sentenze della Corte EDU 4 marzo 2014, Grande Stevens c. Italia e 8 giugno 1976, Engel c.