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la maggioranza a guida Lega che governa il Comune di Udine ha presentato in Consiglio, nella seduta di lunedì 22 novembre 2021, una modifica dell'art. 9 dello Statuto comunale che definisce i diritti della famiglia e ha contestualmente respinto un emendamento dell'opposizione che chiedeva il ripristino della dicitura ancora vigente; il voto finale è previsto nella seduta di lunedì 29 novembre; se approvata, la modifica cambierebbe, in modo sostanziale, lo status della famiglia, che attualmente così recita: "Il Comune riconosce i diritti della famiglia nella comunità predisponendo, nell'ambito delle proprie attribuzioni, strumenti idonei ad agevolarne la tutela giuridica e sociale"; l'art. 9, modificato, prevede invece che: "Il Comune riconosce tutela e promuove la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio garantendo, nell'ambito delle proprie attribuzioni, strumenti idonei ad agevolarne la tutela giuridica e sociale"; "Inutile, grave e discriminatoria" ha definito la modifica l'ex sindaco Furio Honsell, mentre il presidente di Arcigay Friuli, Luca Vida, al "Messaggero Veneto" si è detto "sconcertato"; recentemente, anche il Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, attraverso una lettera alle istituzioni europee, ha sostenuto che "l'odio, l'intolleranza e la discriminazione non hanno posto nella nostra Unione. Ecco perché, oggi e ogni giorno, sosteniamo la diversità e l'uguaglianza Lgbt in modo che le nostre generazioni future possano crescere in un'Europa di uguaglianza e rispetto"; secondo gli interroganti, da un lato vi sarebbe un palese travisamento dell'esercizio della potestà statuaria, introducendo meccanismi discriminatori in ordine ai criteri di accesso ai servizi pubblici, per esempio nei confronti di nuclei familiari monoparentali o semplicemente nuclei familiari con separati o divorziati, e, dall'altro, la nuova formulazione dello Statuto si porrebbe in palese contrasto con i principi di valorizzazione delle formazioni sociali e di eguaglianza formale e sostanziale fissati negli articoli 2 e 3 della Costituzione, che hanno portato alla legislazione recente, da intendersi quali norme di principio, in materia di riconoscimento delle convivenze di fatto e alle unioni tra persone dello stesso sesso, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tale decisione e se non ritenga che il nuovo Statuto che il Comune di Udine si accinge ad approvare sia lesivo dei principi su cui si basa l'architettura europea, con cui si afferma che la famiglia non è fondata solo sul matrimonio di un uomo e di una donna, ma è costituita da persone che si amano e si rispettano, qualunque sia il loro sesso e provenienza. E, qualora ravveda tale discriminazione, cosa intenda fare per rimuoverla. Atto n. 4-06329 CANDIANI Al Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale Premesso che: il 19 giugno 2020, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sono state definite "Modalità e criteri di attivazione e gestione del servizio It- Alert"; "IT-Alert" è il sistema di allarme pubblico definito all'articolo 1, comma 1, lettera ee-quinquies) del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 che permette di inviare, tramite il servizio di cell broadcast , messaggi per avvertire e allertare in tempo reale la popolazione in caso di emergenza; per la sua semplicità e affidabilità potrebbe essere utilizzato dalla pubblica amministrazione nelle circostanze in cui la vita dei cittadini e le loro condizioni di salute sono a rischio, come in caso di fenomeni metereologici estremi, pericolose alluvioni, attacchi terroristici o altre situazioni che possano mettere a repentaglio la vita dell'individuo; questo sistema non necessita di alcuna registrazione o installazione di applicazioni da parte degli utenti e riesce ad inviare messaggi mirati, anche in caso di sovraccarico delle linee o credito insufficiente, direttamente sugli smartphone attraverso la cella telefonica a cui sono agganciati, lanciando un segnale acustico e segnalando sul display l'emergenza in corso; il servizio, in via sperimentale, doveva essere avviato ad ottobre 2020 per affiancare gli strumenti di comunicazione nazionali, regionali e comunali già attivi; molti dispositivi telefonici risultano già predisposti per ricevere queste comunicazioni, benché il servizio non risulti essere mai stato attivato; uno strumento utile alla sicurezza di tutti, gratuito per i cittadini, di semplice utilizzo e di indiscussa efficacia, non è utilizzato dall'amministrazione pubblica, nonostante siano state investite risorse economiche pubbliche per la realizzazione della piattaforma e anche per le campagne pubblicitarie che sono state commissionate e risultano fra l'altro ultimate; appare incomprensibile la scelta di non avvalersi di uno strumento già esistente con potenzialità così importanti, che potrebbe affiancare la pubblica amministrazione in un percorso di innovazione tecnologica e transizione digitale, mettendo a disposizione dei cittadini un "App" di geolocalizzazione veramente efficace, si chiede di sapere: quali siano le motivazioni che hanno spinto il Governo ad emanare il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 19 giugno 2020, senza poi proseguire nell'utilizzo del servizio "IT-Alert", privando così la Protezione civile di un ausilio nelle operazioni di allerta e soccorso in fase emergenziale; a quanto ammontino i costi sostenuti con risorse pubbliche per la realizzazione dello strumento "IT-Alert" e delle relative campagne di informazione rivolte ai cittadini. Atto n. 4-06330 CASTIELLO AIROLA GALLICCHIO GAUDIANO TRENTACOSTE VACCARO CROATTI ROMAGNOLI FEDE PRESUTTO AGOSTINELLI DONNO COLTORTI MAUTONE DE LUCIA RUSSO NOCERINO CASTALDI CRIMI FERRARA Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze Premesso che: il Ministero della giustizia e il Ministero dell'economia e finanze non hanno mai pagato spontaneamente le somme dovute per effetto dei decreti e delle sentenze emessi in applicazione della "legge Pinto" (legge n. 89 del 2001); tali pagamenti fino al 2012 avvenivano solo a seguito dei pignoramenti presso il terzo Banca d'Italia delle somme dovute; ma con l'introduzione nel 2012 dell'art. 5- quinquies della Legge Pinto i pignoramenti sono stati vietati, avendo luogo i pagamenti spontanei con enormi ritardi: di 8 - 9 anni per il Ministero della giustizia e di oltre 5 anni per il Ministero dell'economia e delle finanze; gli studi legali che si occupano di tali procedimenti non riescono ad ottenere dagli uffici addetti alcuna informazione sui pagamenti, ancorché siano stati istituiti dei numeri telefonici ed indirizzi mail a cui rivolgersi, che tuttavia non ricevono le chiamate; questa incredibile lentezza per l'esecuzione dei pagamenti fa peraltro aumentare esponenzialmente i costi del sistema di pagamento: un aumento così rilevante che induce a ritenere che la somma totale mensilmente spesa per le retribuzioni del personale e per i costi generali sia maggiore di quanto erogato ai cittadini creditori;