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Troppo spesso la tecnocrazia dimentica che i cittadini soffrono se non hanno sicurezze e certezze e per questo vogliamo sconfiggere la tecnocrazia, riportando il sentimento nella politica e nel Governo. È questa la lotta dei parlamentari della Lega e quindi ringrazio i senatori Augussori e Ripamonti, che in questi giorni, insieme a tutti gli altri colleghi, si sono battuti per difendere i lavoratori fragili. Il senatore Ripamonti, ad esempio, con un emendamento voleva tutelare i cittadini di Savona, ma purtroppo tali emendamenti sono stati "disillusi", perché troppo spesso la burocrazia è più attenta ai calcoli che alle esigenze dei cittadini. Questo lo critichiamo e come Lega difenderemo sempre i nostri cittadini e il nostro territorio (Applausi) , perché la Lega è il territorio, è il cittadino, anche per risolvere quelle che possono sembrare problematiche banali, per un Governo che a mio avviso è troppo tecnico e dovrebbe essere un pochino più sentimentale. Lo ripeto, perché ieri i parlamentari del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione hanno dimostrato non solo sensibilità politica, ma un sentimento di appartenenza raro e per questo li ringrazio. Per tornare all'Alitalia, spero che in sede di discussione di bilancio si tenga conto che quella che oggi viene chiamata ITA o ex Alitalia rappresenta un asset importantissimo, che deve essere tutelato, in un momento in cui vengono ridisegnati gli equilibri geopolitici mondiali. La crescita di questo vettore rappresenta un'esigenza importantissima, anche se non condivido come è nato, perché l'Unione europea è stata matrigna con l'Italia, un Paese, anzi una Nazione - non mi piace infatti utilizzare il nome Paese per definire la mia patria - fondatrice dell'Unione europea. Far partire questa compagnia aerea con soli 52 aeromobili è stato un oltraggio alla nostra Nazione. Vorrei ricordare a tutti, soprattutto ora che andremo ad esaminare il disegno di legge di bilancio e successivamente il PNRR, che siamo una penisola e dunque dobbiamo rafforzare il trasporto aereo e il trasporto portuale, trattandosi di un'esigenza per la libertà di movimento di tutti i cittadini. Per questo mi raccomando, signori del Governo: ricordiamo che, sul piano industriale, dobbiamo tutelare ITA: l'abbiamo voluta e la dobbiamo tutelare, affinché non venga fagocitata da altri soggetti o compagnie aeree straniere, anche per tutelare - e qui ribadisco l'importanza del territorio - il turismo italiano. (Applausi) . Abbiamo perso tantissimi turisti che vanno in Spagna e in Francia, i cui Governi difendono i loro asset principali. Per noi il piano industriale deve essere fondamentale. Ringrazio il collega senatore Doria e gli amici del Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC, che hanno presentato un emendamento per tutelare i dipendenti di Air Italy, che sono rimasti scoperti e non hanno garanzia del futuro. Tutti uniti andremo a ripresentare l'emendamento a tutela di questi lavoratori in bilancio. Ora è stato approvato un ordine del giorno, indicativo dell'orientamento governativo. Vorrei inoltre ricordare un emendamento, per cui ringrazio la deputata Murelli, per la tutela dei commercianti esodati, che per un cavillo burocratico - anzi, per una stortura burocratica - non hanno le coperture. Hanno chiuso le loro attività e non hanno la copertura INPS; non hanno la cosiddetta pensioncina. Parliamo veramente di pochissimi euro mensili che, però, cambiano la vita di questi commercianti. Mi riferisco a quei piccoli commercianti, spesso e volentieri attività a conduzione familiare che sono state messe in crisi dalle grandi multinazionali che hanno aperto centri commerciali e le hanno schiacciate sul loro territorio. Questa è la tutela. Il mio Gruppo mi permetterà di fare una considerazione, forse un po' più personale che di partito, sul reddito di cittadinanza. Vorrei permettermi con la massima umiltà di dare un piccolo contributo alla discussione. Perché non ragioniamo su un accordo Governo-Regioni-Comuni per trasformare il reddito di cittadinanza in borse lavoro per le persone con necessità di lavorare? Mi riferisco ai famosi lavori socialmente utili. In tal modo rimettiamo al centro la persona, le diamo dignità e non semplicemente assistenza, come spesso e volentieri capita con il reddito di cittadinanza. (Applausi). Mettiamo al centro la persona, facciamola lavorare. Le persone hanno bisogno di dignità. Abbiamo approvato il famoso decreto-legge dignità? Diamo loro questa dignità, ragioniamoci; la mia non è una provocazione. In qualità di presidente della commissione servizi sociali del Comune di Fiumicino, quando fui consigliere comunale nel mio bellissimo Comune feci questa proposta e funzionò: le persone partirono con contratti a tempo determinato all'interno delle cooperative e spesso e volentieri sono state assunte a tempo indeterminato e oggi svolgono una vita socialmente attiva e inclusiva. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ruspandini. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, vorrei riallacciarmi alle considerazioni del senatore De Vecchis, che vedo impegnato. Ha detto una cosa interessante anche dai banchi della Lega. Riaggancio le sue considerazioni al ragionamento che noi di Fratelli d'Italia facciamo quotidianamente, e che anche questa mattina mi appresto a rilanciare nel mio piccolo, e cioè che questo Governo di migliori, al netto della grancassa mediatica di cui dispone, al netto della corsa all'applauso ad ogni costo dei giornaloni di regime, di fatto non ha dato vita a provvedimenti che incidano realmente sulla vita dei cittadini e delle imprese. Forse l'unico provvedimento che ha cambiato la vita degli italiani è stato proprio, come diceva il senatore della Lega, il reddito di cittadinanza, che noi, però, a differenza loro, combattiamo. È uno strumento che consente a un ragazzo di vent'anni pieno di forze di percepire 700 euro al mese, quindi disincentivandolo al lavoro, e fa finta di non vedere il diversamente abile, costretto ancora a poco meno di 300 euro, che magari vorrebbe lavorare, penalizzando quest'ultimo nell'ingresso nel mondo del lavoro e facendo finta che non esista. Al netto di questo, i provvedimenti sono stati davvero evasivi e inconcludenti, oserei dire. È per questo che noi di Fratelli d'Italia, come al solito, com'è nel nostro stile, cerchiamo di approfondire alcune materie che possono aiutare tanti giovani nell'ingresso nel mondo del lavoro. Va in questa direzione lo studio che abbiamo preparato, legato al costo delle patenti, dal quale si evince e si capisce il perché in Italia si perdono migliaia di posti di lavoro nel campo dei trasporti. Colleghi, in Italia una patente per la guida dei camion pesanti costa dai 2.500 ai 3.300 euro, e per conseguirla occorrono sei o sette mesi, pensate. Tutto, chiaramente, per arrivare ad avere, in tanti casi, uno stipendio che non supera quasi mai i 30.000 euro annui. In Inghilterra, la stessa identica certificazione si prende in due mesi e costa 300 euro. Questo è il meccanismo, in un mondo globalizzato, del quale facciamo finta di non interessarci.