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Ratifica ed esecuzione dell’Accordo sulla cooperazione militare e di difesa tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica gabonese, fatto a Roma il 19 maggio 2011. Onorevoli Senatori. -- L'Accordo in questione ha lo scopo di fissare la cornice giuridica entro cui sviluppare la cooperazione bilaterale nel settore della difesa tra i due Paesi, nell'intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza. Peraltro, la sottoscrizione di tale atto, che mira anche ad indurre positivi effetti indiretti in alcuni settori produttivi e commerciali dei due Paesi, va intesa come azione stabilizzatrice di un'area di particolare valore strategico e di alta valenza politica, tenuti presenti gli interessi nazionali e gli impegni internazionali assunti dall'Italia nell'Africa centrale, anche in considerazione dei consolidati livelli di stabilità politica e pace sociale, che fanno del Gabon un interlocutore privilegiato in quella regione. Contenuti Il quadro normativo in disamina è composto da un breve Preambolo, in cui si richiama il comune impegno nei confronti della Carta delle Nazioni Unite, ed 11 Sezioni. La Sezione I enuncia i principi ispiratori e lo scopo dell'Accordo, dichiarando che esso intende incoraggiare, facilitare e sviluppare la cooperazione tra i due Paesi nel settore della difesa, sulla base dei principi di reciprocità, uguaglianza ed interesse reciproco ed in conformità con i rispettivi ordinamenti giuridici e con gli impegni internazionali assunti dalle Parti. La Sezione II disciplina gli aspetti generali della cooperazione e prevede, al paragrafo 1, che essa si sviluppi sulla base di piani annuali e pluriennali elaborati dai Ministeri della difesa dei due Paesi, che indicheranno le linee guida della cooperazione medesima, nonché i dettagli delle singole attività da svolgere. Allo scopo, poi, di elaborare specifici accordi integrativi ed attuativi del presente Accordo, nonché eventuali programmi di cooperazione tra le rispettive Forze armate, si prevede la possibilità dello svolgimento di apposite consultazioni tra le Parti, da tenersi alternativamente in Italia e in Gabon. Il paragrafo 2 indica i principali campi in cui la cooperazione potrà svilupparsi, individuandoli nei seguenti: – politica di sicurezza e di difesa; – ricerca e sviluppo, supporto logistico e acquisizione di prodotti e servizi per la difesa; – operazioni umanitarie e di mantenimento della pace; – organizzazione e impiego delle Forze armate, strutture ed equipaggiamento di unità militari, gestione del personale; – questioni relative all'ambiente e all'inquinamento provocato da attività militari; – formazione e addestramento in campo militare; – sanità, storia e sport militare, – altri settori militari di interesse comune per entrambe le Parti. Il successivo paragrafo 3 declina le modalità attraverso le quali la cooperazione potrà essere attuata, identificandole essenzialmente in: – visite reciproche di delegazioni di enti civili e militari; – scambio di esperienze tra esperti, di relatori e di personale di formazione, nonché di studenti provenienti da istituzioni militari delle due Parti; – incontri tra i rappresentanti delle istituzioni della Difesa; – partecipazione a corsi teorici e pratici, a periodi di orientamento, a seminari, conferenze, dibattiti e simposi, organizzati presso organi civili e militari della Difesa, di comune accordo tra le Parti; – visite di navi ed aeromobili militari; – scambi nel campo degli eventi culturali e sportivi; – supporto alle iniziative commerciali relative ai materiali e ai servizi per la difesa e associate a questioni attinenti la difesa. La Sezione III regola gli aspetti finanziari derivanti dall'Accordo, stabilendo che ciascuna Parte sosterrà le spese di sua competenza per l'esecuzione dell'Accordo stesso, e precisando che è tuttavia obbligo della Parte ospitante fornire cure d'urgenza al personale della Parte inviante presso le infrastrutture sanitarie delle proprie Forze armate o, ove necessario, presso altre strutture sanitarie, a condizione che la Parte inviante ne sostenga le spese. Infine, il paragrafo 3 della sezione stabilisce espressamente che tutte le eventuali attività condotte ai sensi del documento in esame saranno subordinate alla disponibilità delle necessarie risorse finanziarie delle Parti. La Sezione IV tratta le questioni attinenti alla giurisdizione. In particolare, si riconosce il diritto di giurisdizione allo Stato ospitante, nei confronti del personale ospitato, per i reati commessi nel proprio territorio e puniti secondo la propria legge; tuttavia, lo Stato di origine conserva il diritto di giurisdizione, in via prioritaria, nei confronti del proprio personale, sia esso civile o militare, per i reati commessi contro la sua sicurezza o il suo patrimonio, e per quelli commessi durante o in relazione al servizio. Infine si precisa, al paragrafo 3, che qualora il personale ospitato venga coinvolto in eventi per i quali la legislazione dello Stato ospitante preveda sanzioni in contrasto con i principi fondamentali dello Stato di origine, le Parti addiverranno, attraverso consultazioni dirette e nel rispetto dei principi fondamentali dei rispettivi ordinamenti, ad un'intesa che salvaguardi il personale interessato. In proposito, si evidenzia che il Gabon ha abolito la pena di morte nel 2010, e ha ratificato nel 2014 il Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici, che ha per obiettivo l'abolizione della pena di morte. La Sezione V regolamenta il risarcimento degli eventuali danni provocati dal personale della Parte inviante o di entrambe le Parti in relazione al servizio reso. In particolare, sarà a carico della Parte inviante il risarcimento dei danni provocati all'altra Parte durante o in relazione alla propria missione/esercitazione nell'ambito del presente Accordo, mentre entrambe le Parti, previa intesa, rimborseranno l'eventuale perdita o danno causato nello svolgimento delle attività disciplinate dal presente Accordo e di cui siano congiuntamente responsabili. La Sezione VI disciplina l'eventuale cooperazione nel settore dei materiali per la difesa, che il paragrafo 1 circoscrive alle seguenti categorie di attrezzature e mezzi: a) navi, aeromobili, elicotteri, carri, veicoli e relativi equipaggiamenti, appositamente costruiti per uso militare; b) armi da fuoco automatiche, nonché armamento di medio e grosso calibro, e relativo munizionamento; c) bombe, mine (fatta eccezione per le mine anti-uomo), razzi, missili, siluri e relativo equipaggiamento di controllo; d) polveri, esplosivi e propellenti appositamente costruiti per uso militare; e) sistemi elettronici, elettro-ottici e fotografici, e relativo equipaggiamento appositamente costruiti per uso militare; f) materiali blindati ed equipaggiamento speciale utile per l'addestramento militare appositamente costruiti per uso militare; g) macchine ed equipaggiamenti costruiti per la fabbricazione, il collaudo e il controllo delle armi e delle munizioni. Il reciproco equipaggiamento di materiali di interesse delle rispettive Forze armate potrà avvenire o con operazioni dirette tra gli Stati, oppure tramite società private autorizzate dai rispettivi Governi;