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Istituzione della Commissione parlamentare sull'emergenza epidemiologica da COVID-19. Onorevoli Senatori. – Il disegno di legge istituisce una Commissione bicamerale sull'emergenza sanitaria finalizzata a garantire la centralità del Parlamento nella formazione e nell'esecuzione delle misure riguardanti il contrasto alla pandemia di COVID-19. Il testo è stato approvato dalla Commissione Affari costituzionali dopo un serio e approfondito percorso di riflessione su come valorizzare in fasi emergenziali le prerogative delle Camere e il protagonismo del Parlamento. Negli ultimi mesi del 2020, nell'ambito dell'affare assegnato « Modalità più efficaci per l'esercizio delle prerogative costituzionali del Parlamento nell'ambito di un'emergenza dichiarata » (n. 588), sono stati auditi i maggiori esperti della materia nel nostro Paese ed è stata adottata all'unanimità una relazione ( Doc. XVI, n. 4) che individua il percorso da seguire, sulla base degli elementi acquisiti, nell'istituzione di una Commissione bicamerale con funzione consultiva, di controllo e conoscitiva. Attraverso affinamenti successivi, le diverse forze politiche, nella sede ristretta di un gruppo di lavoro ad hoc , hanno elaborato un testo ampiamente condiviso che, innestandosi sull'iniziativa originaria del senatore Pagano, delinea un organismo snello e versatile, in grado di garantire la compartecipazione del Parlamento alle decisioni dell'Esecutivo, senza tuttavia rallentarle. Dopo l'approvazione degli articoli in sede redigente, la Commissione ha disposto, all'unanimità, la rimessione all'Assemblea al fine di poter adeguare ulteriormente il testo ad alcune possibili modifiche all'impianto delle fonti che il Governo si apprestava ad adottare: a seguito dell'emanazione del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, che non ha peraltro introdotto innovazioni formali di rilievo, il testo, che si compone di cinque articoli, è stato così aggiornato e approvato in sede referente. Il disegno di legge, peraltro, delinea un modello che potrebbe essere validamente adottato anche in caso di specifiche emergenze di altra natura ovvero, in via generale, per ogni tipo di emergenza dichiarata. Passando al dettaglio dei contenuti, l'articolo 1 istituisce una Commissione bicamerale dal formato snello, composta da venti membri (dieci deputati e dieci senatori) con rappresentanza obbligatoria di tutti i Gruppi. L'ufficio di presidenza, ridotto a soli tre membri, presidente, vice presidente e segretario, rispecchia la volontà di dar vita a un organo agile. Il quorum fisso di due terzi per l'elezione del presidente garantisce le minoranze, oltre che la coesione della maggioranza. Quanto al numero legale, viene ripreso, per favorire lo svolgimento dei lavori anche in condizioni di emergenza, il disposto dell'articolo 30, comma 3, secondo periodo, del regolamento del Senato, che prevede per diverse sedi ( in primis quella referente ma anche, in gran parte, quella consultiva) che la Commissione possa deliberare validamente con la presenza di un terzo dei suoi componenti. L'articolo 2, dedicato alle funzioni della Commissione, delinea una procedura unica con caratteri sia consultivi che di controllo, adattabile alle circostanze. I commi 1 e 2 elencano gli atti da sottoporre al parere preventivo della Commissione. Il comma 1 è dedicato ad atti per loro natura legati all'emergenza da COVID-19, ovvero, in via generale, i provvedimenti del Governo, non aventi forza di legge, finalizzati a contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del COVID-19 (lettera a) ). Vi rientrano innanzi tutto i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (i noti DPCM): il ricorso più limitato a tale tipologia di atto da parte dell'Esecutivo presieduto da Mario Draghi e l'opportunità di disporre di una formula applicabile anche a future evoluzioni dell'ordinamento hanno reso tuttavia preferibile l'utilizzo di una definizione ampia e flessibile. Inoltre, sono sottoposte a parere le ordinanze del Ministro della salute sulla collocazione delle regioni nelle zone gialle, arancioni e rosse (lettera b) ) e i provvedimenti del Commissario straordinario, meno citati ma non per questo meno significativi (lettera c) ). Il comma 2 riguarda invece atti che possono avere una pluralità di oggetti e che per tale ragione sono sì da sottoporre alla Commissione ma solo laddove connessi all'emergenza epidemiologica da COVID-19. Nello specifico, si tratta delle deliberazioni del Consiglio dei ministri di dichiarazione e di proroga dello stato di emergenza (lettera a) ), delle ordinanze di protezione civile adottate in conseguenza di quest'ultimo (lettera b) ) e delle ordinanze contingibili e urgenti del Ministro della salute (lettera c) ), oltre a una categoria residuale di chiusura (lettera d) ). Si prevede poi espressamente al comma 3 che, unitamente allo schema degli atti di cui ai commi 1 e 2, il Governo o l'autorità competente trasmettano alla Commissione tutta la documentazione e le informazioni necessarie, inclusi i verbali del Comitato tecnico-scientifico. Il comma 4 prevede un termine molto breve, di due giorni, per l'espressione di un parere dal carattere obbligatorio ma non vincolante. Lo stesso comma prevede una fase consultiva, seguita da una fase più propriamente di controllo, ovvero la presenza in Commissione, successivamente all'espressione del parere e prima dell'adozione definitiva dell'atto, dell'autorità che si appresta ad adottarlo, con quello scambio diretto e informale proposto da più parti in sede di esame dell'affare assegnato n. 588. Poiché potrebbe non esserci tempo per il doppio passaggio, consultivo e di controllo, previsto dalla procedura, oppure il termine di due giorni potrebbe non essere adeguato, si introduce, al comma 5, la possibilità di concentrare il procedimento in un'unica fase di controllo preventivo, lasciando al dialogo tra Commissione e Governo la definizione delle modalità concrete per il suo esercizio. Con il comma 6 si prevede che la Commissione possa sempre chiedere al Governo di riferire sulle misure che intende adottare per il contenimento e il contrasto del COVID-19, mentre il comma 7 estende la funzione di controllo anche alla fase di esecuzione degli atti e dei provvedimenti. Il comma 8 introduce il potere, ritenuto necessario da diversi esperti, di ottenere atti e documenti da parte delle pubbliche amministrazioni. Con il comma 9 si prevede la consultazione della Commissione in sede di esame dei disegni di legge, anche di conversione di decreti-legge, recanti misure di contenimento e contrasto della diffusione del COVID-19, sulla scorta di quanto già previsto per altre Commissioni bicamerali. Il comma 10 prevede inoltre la trasmissione delle ordinanze regionali e comunali alla Commissione, che in tal modo potrà essere debitamente informata delle misure adottate anche a livello territoriale. Con una norma di coordinamento, il comma 11 sopprime il terzo periodo dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35. La disposizione che si intende abrogare, introdotta alla Camera in sede di conversione, contiene la procedura di provvisoria parlamentarizzazione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, superata dall'istituzione della Commissione bicamerale.