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Modifiche alla legge 24 dicembre 2003, n.363, in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali. Onorevoli Senatori. -- La legge 24 dicembre 2003, n. 363, sostiene lo sviluppo economico e sociale della montagna offrendo una base giuridica comune e uniforme alla disciplina delle pratiche sportive legate alla montagna, alla neve e allo sci: in particolare prevede l'adozione di prescrizioni informative e formative in materia di sicurezza, a tutela degli sportivi, attribuendo alle regioni ampi spazi di intervento normativo, alle forze dell'ordine un’azione di controllo sul rispetto delle norme di settore e ai gestori degli impianti di risalita e delle piste forme di sostegno. Sebbene l'esperienza della legge risulti complessivamente positiva, non appare contraddittorio prevedere un ulteriore intervento legislativo in materia per aggiornarne la disciplina proprio alla luce dell'esperienza finora maturata al fine di circoscrivere con maggior completezza le competenze, le funzioni e le responsabilità dei soggetti coinvolti, senza che ciò comporti l'assunzione di nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, salva la previsione di un minimo apporto economico per gli investimenti posti in essere dai gestori delle zone sciistiche per gli interventi per la sicurezza. Con riferimento al disegno di legge in esame l'articolo 1 definisce in modo più rigoroso l'ambito di applicazione della legge n. 363 del 2003 puntualizzando che le disposizioni contenute concernono esclusivamente la pratica sportiva non agonistica, attribuendo le competizioni agonistiche alle regole dettate dalla federazione sportiva competente affiliata al CONI e a quelle dei corrispondenti organismi internazionali. L'articolo 2 reca parziali modifiche all'articolo 2 della legge n. 363 del 2003, e inserisce un secondo periodo al comma 1 per rimarcare la differenziazione tra le aree sciabili su cui interviene la disciplina legislativa e le aree che sono fuori dell'intervento del legislatore e il cui utilizzo comporta la sola ed unica responsabilità dei fruitori. L'articolo 3 amplia le funzioni regionali in materia di sicurezza, già riconosciute dal comma 1 dell'articolo 3 della legge n. 363 del 2003 alle cui prescrizioni, oltreché alle norme di buona prassi, i gestori devono uniformarsi ai fini dell'agibilità delle piste. È inoltre introdotto un comma che prevede la possibilità, ove possibile, di aree di atterraggio per elicotteri adibiti al soccorso in prossimità delle piste da sci. L'articolo 4 riscrive parzialmente il comma 1 dell'articolo 4 della legge n. 363 del 2003 puntualizzando la normativa codicistica di riferimento in tema di responsabilità civile dei gestori. L'articolo 5, dando risposta ad esigenze sempre più avvertite, aggiunge alla legge n. 363 del 2003 l'articolo 4- bis che prevede la messa a disposizione agli utenti interessati, se la richiedono, e con oneri a loro carico, di una polizza assicurativa per i danni da essi provocati nell'esercizio dell'attività sciistica. L'articolo 6 rende più cogente l'obbligo in capo ai gestori di provvedere all'esposizione di pannelli informativi e di avvertimento nelle aree sciabili. L'articolo 7 definisce in maniera più esaustiva le nozioni di sciabilità, di ostacoli atipici e di impegno alla collaborazione attiva degli utenti in presenza di possibili rischi, disponendo infine un'autorizzazione di spesa triennale 2014-2016 per le attività di messa in sicurezza e definendo le modalità della copertura finanziaria. L'articolo 8 introduce il nuovo articolo 8- bis alla legge n. 363 del 2003 con il quale si formalizza un obbligo generale di attenzione e diligenza in capo agli sciatori stimolando a comportamenti responsabili per non costituire fonte di pericolo a persone e di danno a cose. È anche previsto che possa essere ritirato il titolo di transito per violazione delle norme di condotta sancite della legge. Gli articoli 9, 10, 11 e 13 modificano rispettivamente gli articoli 9, 12, 15 e 20 della legge n. 363 del 2003, anche per recepire l'evoluzione delle pratiche sportive sulla neve verificatasi negli ultimi anni. Più specificatamente l'articolo 13 aggiunge un nuovo comma all'articolo 16 della legge n. 363 del 2003 volto a consentire specifici interventi autorizzativi da parte delle regioni, in virtù delle loro specifiche competenze in materia, per disciplinare l'uso di mezzi meccanici privati lungo le aree sciabili attrezzate in presenza di esigenze oggettivamente riconosciute e di requisiti e modalità previamente individuati. L'articolo 14, infine, corregge i contenuti del comma 1 dell'articolo 21 della legge n. 363 del 2003 in quanto compito delle forze dell'ordine non è normalmente irrogare le sanzioni, ma accertare le violazioni. È stato inoltre inserito un nuovo comma, l'1- bis , con il quale si prevede che la definizione delle modalità per effettuare i servizi di controllo avvenga a mezzo di apposite convenzioni.. 1 1 Al titolo della legge 24 dicembre 2003, n. 363, dopo le parole: «nella pratica» sono inserite le seguenti: «non agonistica». 2 1 All'articolo 2 della legge 24 dicembre 2003, n. 363, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, dopo le parole: «altri sport» sono inserite le seguenti: «e pratiche sportive» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Non rientrano tra le aree sciabili attrezzate, e non sono pertanto soggette alle relative disposizioni, i tracciati fuori pista, quelli occasionalmente utilizzati per specifiche esigenze, anche di lavoro, non segnalati, ancorché battuti, e le zone comunque non rispondenti alle caratteristiche di cui alla presente legge, comprese quelle esterne alle piste e quelle che circondano gli impianti di risalita e di innevamento»; b al comma 2, le parole: «sono individuate» sono sostituite dalle seguenti: «in presenza di circostanze di natura tecnico-funzionale che sconsigliano la contemporanea pratica delle attività di cui al comma 1, primo periodo, possono essere individuate» e dopo le parole: «altri sport della neve» sono inserite le seguenti: «e pratiche sportive»; c al comma 4, dopo le parole: «aventi più di tre piste» sono inserite le seguenti: «di sci alpino», dopo le parole: «a richiesta» sono aggiunte le seguenti: «degli organizzatori e sentiti i gestori,» e dopo le parole: «casco protettivo omologato» sono aggiunte le seguenti: «ai sensi dell'articolo 8»; d il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5 . All'interno delle aree di cui al comma 1, aventi più di venti piste per lo sci alpino, servite da almeno dieci impianti di risalita, i comuni, sentiti i gestori interessati, individuano le aree da riservare alla pratica di evoluzioni acrobatiche con lo sci e lo snowboard .