[resaula]

1) la graduale e completa sostituzione degli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera a) , del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773), cosiddette " new slot " (o AWP) che consentono il gioco d'azzardo legale gestito in locale con scheda elettronica, con apparecchi di nuova concezione che consentono il gioco gestito da ambiente remoto (AWPR), fino alla totale dismissione dei primi entro il 31 dicembre 2019; 2) la riduzione del numero massimo di apparecchi autorizzabili nella misura del 30 per cento (art. 1, comma 943); in particolare, detti obiettivi si sarebbero raggiunti attraverso: a) il blocco del rilascio di nuovi nullaosta per gli apparecchi di vecchio tipo a partire dal 31 dicembre 2017; b) il rilascio di nullaosta per il nuovo tipo a partire dal 1° gennaio 2017; c) la riduzione nel rilascio di questi ultimi rispetto ai primi nel rapporto di 70 nullaosta per nuovi apparecchi ogni 100 nullaosta detenuti da ogni gestore per macchine di vecchio tipo attive al 31 luglio 2015; d) la definitiva messa al bando delle AWP (attuali slot da bar) entro il 31 dicembre 1919; con la legge di bilancio per il 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205) il Governo, non avendo provveduto ad emanare il decreto con le specifiche delle nuove AWPR e non potendo così dar corso all'operazione disposta, ha prorogato di un anno i termini stabiliti nella precedente legge di bilancio; successivamente l'art. 6- bis , comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, stabilisce di anticipare la riduzione degli apparecchi autorizzati, non già sulle nuove AWPR, ma direttamente sulle slot di vecchio tipo (AWP) secondo un cronoprogramma: la riduzione del numero dei nullaosta di esercizio relativi agli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera a) , del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, attivi alla data del 31 luglio 2015, prevista dal citato art. 1, comma 943, della legge n. 208 del 2015, è attuata (secondo le modalità indicate con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da emanare entro il 31 luglio 2017) nei seguenti termini: a) alla data del 31 dicembre 2017 il numero complessivo dei nullaosta di esercizio non può essere superiore a 345.000; b) alla data del 30 aprile 2018 il numero complessivo dei nullaosta di esercizio non può essere superiore a 265.000; inoltre il citato articolo, rispettivamente ai commi 2 e 3, prevede che i concessionari della rete telematica procedono, entro la data indicata alla lettera a) del comma 1, alla riduzione di almeno il 15 per cento del numero di nullaosta attivi loro riferibili alla data del 31 dicembre 2016 e alla riduzione sino al numero di cui alla lettera b) del medesimo comma 1, entro la data ivi indicata, in proporzione al numero dei nullaosta a ciascuno di loro riferibili alla predetta data del 31 dicembre 2016. Qualora alle date di cui alle lettere a) e b) del comma 1 il numero complessivo dei nullaosta di esercizio risulti superiore a quello indicato, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli procede d'ufficio alla revoca dei nullaosta eccedenti, riferibili a ciascun concessionario, secondo criteri di proporzionalità in relazione alla distribuzione territoriale regionale, sulla base della redditività degli apparecchi registrata in ciascuna regione nei 12 mesi precedenti. I concessionari, entro i cinque giorni lavorativi successivi al recepimento della relativa comunicazione da parte dell'Agenzia delle dogane, provvedono a bloccare gli apparecchi i cui nullaosta di esercizio sono stati revocati, avviando le procedure di dismissione degli apparecchi stessi. La violazione del detto obbligo è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria pari a 10.000 euro per ciascun apparecchio; il decreto ministeriale 25 luglio 2017 prevede l'intervento dell'Agenzia dei monopoli, entro 10 giorni dalla scadenza dei termini di cui all'art. 2 dello stesso decreto, ai fini del controllo del numero dei nullaosta e della revoca di quelli che risultassero in eccesso. Il concessionario deve tempestivamente provvedere al blocco degli apparecchi oggetto di revoca, pena, come visto, la sanzione pari a 10.000 euro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanti apparecchi " new slot " fossero rispettivamente in esercizio al 31 dicembre 2017 e al 30 aprile 2018 e quanti siano ad oggi in esercizio sul territorio nazionale; se siano state rispettate le disposizioni di legge ed eventualmente, in caso di violazioni, quali misure o sanzioni siano state disposte; quale sia stato il gettito erariale derivato dalle " new slot " per l'anno 2017 e, successivamente, per i periodi che vanno dal 1° gennaio 2018 al 30 aprile 2018 e dal 1° maggio 2018 alla data odierna o comunque fino all'ultima rilevazione disponibile. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01016 DE POLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: è un fatto concreto ed attuale che nel nuovo orario di Trenitalia valido dal 9 dicembre 2018 non figuri più il treno no stop Venezia- Padova, previsto con partenza da Padova alle ore 6.32 ed arrivo a Roma Termini alle ore 9.30; il treno Frecciarossa collegava con successo e da lungo tempo l'area del Nordest del Paese con la capitale amministrativa e istituzionale; l'area di utenza interessata è quella di maggior snodo interregionale ovvero quella di Venezia-Padova con bacino di uso intermodale proveniente anche dalle province di Belluno, Udine e Pordenone; il suddetto treno, partendo da Venezia Santa Lucia alle ore 6.06 e da Padova alle 6.32, copriva una fascia oraria di massimo affollamento di pendolari per lavoro a vario titolo interessati; considerato che: al posto del vecchio Frecciarossa è stato istituito, invece, il Frecciargento, che partirà da Venezia Santa Lucia alle 6.20 e da Padova alle 6.53, lasciando intuire che non vi sarebbe stata una interferenza con il traffico dei numerosi treni regionali sulla linea (a soli due binari) Bologna-Padova; le rassicurazioni a mezzo stampa dei giorni antecedenti alle modifiche dei piani organizzativi della società Trenitalia, concessionaria del servizio pubblico, assicuravano che avrebbero previsto un servizio altrettanto efficiente, che sarebbe stato introdotto nei giorni successivi e che non sarebbe stato ispirato alla logica di fare concorrenza al più costoso aereo e neanche motivato dalla necessità di sopperire al calo di presenze nei voli aerei che si sarebbe verificato sulle medesime tratte;