[resaula]

Il docente può anche decidere di aggiornarsi autonomamente mediante autocertificazione delle ore impiegate per lo studio di libri, materiale on line , articoli di quotidiani, fonti normative, riviste specializzate, potendo richiedere tuttavia un riconoscimento informale ai fini del piano di aggiornamento e formazione, approvato dall'istituto, secondo criteri individuati e indicati nel piano stesso; nella relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2021, il documento di indirizzo strategico nel quale si indicano gli impegni politici e le azioni prioritarie che il Governo intende porre alla base del proprio impegno in Europa, si rileva l'intenzione di rafforzare il ruolo e la qualità dell'istruzione e della formazione per fornire un contributo alla costruzione della strategia europea "Education and training post 2020", con l'obiettivo di progredire ulteriormente nella creazione di uno "spazio europeo dell'istruzione", anche attraverso il miglioramento del sistema di sviluppo professionale continuo dei docenti e la valorizzare di iniziative che supportano l'innovazione e la digitalizzazione delle scuole, con particolare riferimento a progetti di formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici, anche tramite progetti di consorzi regionali; i due anni di pandemia e lo svolgimento delle lezioni in DAD hanno messo in luce molte carenze nell'aggiornamento degli insegnanti e non solo per quanto attiene alle competenze digitali. Dai dati delle rilevazioni INVALSI si rileva che numerosi docenti si sono limitati a riproporre on line il metodo d'insegnamento più tradizionale: lezione frontale, compiti, verifiche. La pandemia ha messo in luce che le competenze didattiche di troppi docenti si fermano ad un'unica modalità, la più vecchia, e sono perciò inadeguate. La sola conoscenza della materia non basta più, ma al centro va messa la capacità di insegnare: formazione, aggiornamento, innovazione didattica devono diventare un obbligo per tutti, neoassunti e già in servizio; la prima parte del comma 124 dell'art. 1 della legge n. 107 del 2015 recita che: "Nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale". Le attività di formazione sono definite dalle singole istituzioni scolastiche", questo significa che le modalità dell'aggiornamento le decide il collegio dei docenti, che, sul tema, spesso si orienta su attività basate sul "minimo sindacale", per non scontentare nessuno. È quindi un fenomeno perfettamente naturale, quello dell'elusione, e per questo motivo si ritiene che la questione della formazione dei docenti meriti di essere affrontata in maniera diversa, innovativa. Ad esempio si potrebbe istituire una figura terza, che sia in grado di valutare i reali bisogni formativi dell'insegnante, in modo tale che, di comune accordo con il docente, possa valutare un percorso formativo adeguato, da svolgere in un arco temporale ampio. Dall'analisi del singolo curriculum , dovrebbe essere negoziato che cosa, come e quanto ciascun docente debba fare in un anno scolastico per aggiornarsi, approfittando dell'offerta formativa del territorio, spesso ricca e gratuita per il docente; ovviamente questi "supervisori dei bisogni formativi" vanno a loro volta formati attraverso un percorso universitario ben definito o particolari specializzazioni, impegna il Governo ad assumere iniziative urgenti in materia di formazione dei docenti, in linea con le indicazioni del PNRR e con gli impegni assunti dall'Italia nel contesto europeo, al fine di realizzare un sistema di formazione degli insegnanti continuo, obbligatorio e gratuito, tale da consentire un costante aggiornamento della classe docente nel nostro Paese, per formare al meglio le nuove generazioni in un contesto culturale e scientifico in progressiva evoluzione. Atto n. 1-00410 COLLINA GIACOBBE ALFIERI D'ALFONSO D'ARIENZO FEDELI FERRAZZI IORI LAUS MANCA MARGIOTTA PINOTTI PITTELLA ROJC TARICCO VALENTE - Il Senato, premesso che: nei primi giorni di luglio l'amministratore delegato della Intel Corporation, terzo produttore a livello globale di semiconduttori, Patrick Gelsinger, ha preso parte a importanti incontri istituzionali con il Governo italiano, le istituzioni UE e i Governi di Francia e Germania, in cui ha manifestato interesse per la realizzazione in Europa di un impianto composto da 6 a 8 moduli, il costo di ciascuno dei quali è stimato tra 10 e 15 miliardi di dollari in circa 10 anni; l'amministratore delegato della Intel Corporation, con dichiarazioni rese pubbliche ha, altresì, affermato che la scelta della collocazione di tale fabbrica sarebbe stata presa a breve, esprimendo un sentimento di forte ottimismo nei confronti dell'Italia, dovuto all'approvazione del piano nazionale di ripresa e resilienza, con i conseguenti investimenti nel quadro del dispositivo per la ripresa e la resilienza; considerato che: gli Stati Uniti, pionieri della microelettronica, hanno gradualmente ceduto nel corso degli ultimi 30 anni la leadership mondiale nella produzione dei semiconduttori e il vantaggio competitivo di cui disponevano, mantenendo un ruolo rilevante soltanto nell'ambito della ricerca e dello sviluppo svolto dalle loro aziende e università. Attualmente, leader mondiali nella produzione di semiconduttori sono la Taiwan semiconductor manifacturing corporation (TSMC) con una quota del 28 per cento, seguita dall'azienda taiwanese Umc, che detiene una quota del 13 per cento, dalla cinese Smic con una quota dell'11 per cento e dalla coreana Samsung con una quota del 10 per cento; l'Unione europea è responsabile di circa il 10 per cento del mercato globale di semiconduttori, dal momento che le principali aziende produttrici nel mondo sono collocate prevalentemente fuori dall'Europa, a Taiwan, in Corea del Sud, negli Stati Uniti, in Giappone e in Cina, con un unico grande produttore europeo, STMictroelectronics, in undicesima posizione, con sedi in Italia e Francia; in questi mesi si sta assistendo, per la prima volta, ad una grave carenza di offerta di semiconduttori a livello globale, rafforzata dall'aumento della domanda di oltre il 20 per cento a marzo 2021. Situazione che sta mettendo a repentaglio la disponibilità dei numerosi e fondamentali prodotti finiti che necessitano di semiconduttori, quali computer , cellulari, dispositivi medici e veicoli; la catena di approvvigionamento di semiconduttori è pertanto improvvisamente entrata al centro di scontri strategici e commerciali, in particolare tra Cina e Stati Uniti, tanto da spingere l'amministrazione americana a varare un pesante regime sanzionatorio che include tariffe, iter approvativi di fusioni e acquisizioni rafforzati, licenze per joint venture ed esportazioni di tecnologie avanzate, in risposta a continui furti di proprietà intellettuale, trasferimenti tecnologici forzati, spionaggi informatici e violazioni dell'OMC, con un impatto notevole sull'industria di semiconduttori mondiale;