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appare anomalo che a fronte di divieti posti all'ingresso di una zona a traffico limitato, dal quale si desume la volontà di non consentire il transito in una determinata area comunale a chiunque, segua poi un contraddittorio divieto di uscita dalla medesima, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti esposti in premessa e se non ritenga che il Comune di Verona, diversamente da altre realtà, abbia ingiustamente sanzionato gli automobilisti in uscita dalla ZTL per un'erronea interpretazione dell'articolo 198 del codice della strada; se intenda rapidamente chiarire, con un'apposita disposizione normativa, l'esatto ambito di applicazione dell'articolo 198 del codice della strada, al fine di evitare ingiuste sanzioni a carico degli automobilisti che transitano in uscita dalle ZTL, dopo esservi entrati durante le fasce orarie consentite e se, per tale via, intenda favorire un'applicazione omogenea della norma medesima in tutto il territorio dello Stato. Atto n. 3-03241 PILLON PELLEGRINI Emanuele PEPE URRARO Al Ministro della giustizia Premesso che: a partire dal 2018, Ministro dell'interno pro tempore Salvini aveva dato avvio ad una sperimentazione per l'utilizzo da parte delle forze dell'ordine delle pistole ad impulsi elettrici ( taser ), ritenendole un supporto importante per quanti lavorano ogni giorno per garantire la sicurezza e l'ordine pubblico; con grande soddisfazione, l'impegno è stato mantenuto e le forze dell'ordine sono state dotate di dispositivi a conduzione elettrica: quasi 5.000 taser sono stati distribuiti su tutto il territorio nazionale; nella fornitura non sono però stati inclusi gli agenti della Polizia penitenziaria, che quotidianamente, purtroppo, subiscono aggressioni dai detenuti all'interno delle strutture penitenziarie; già con precedente atto di sindacato ispettivo (interrogazione 4-03075, presentata dalla sen. Erika Stefani il 1° aprile 2020), i parlamentari del Gruppo Lega Salvini premier hanno esposto il disagio denunciato dai sindacati di Polizia penitenziaria relativamente alle aggressioni subite dagli agenti nello svolgimento del proprio lavoro; è solo grazie all'elevata professionalità e all'alto senso del dovere se gli agenti penitenziari riescono a riportare l'ordine all'interno delle strutture carcerarie e ad evitare peggiori conseguenze a persone o cose; gli agenti penitenziari sono con troppa frequenza vittime di aggressioni ed è fondamentale per la loro incolumità che vengano loro garantite tutele e strumenti idonei; ad oggi per gli agenti della Polizia penitenziaria non è prevista la dotazione dei taser , ma sarebbe importante rivalutare questa decisione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno dotare il personale della Polizia penitenziaria di idonei strumenti per difendersi dalle aggressioni internamente alle strutture carcerarie, quali i dissuasori elettrici ( taser ), anche solo ed esclusivamente nei casi in cui si trovino costretti ad affrontare aggressioni e al fine di salvaguardare la propria incolumità. Atto n. 3-03242 NUGNES Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: la riforma del Titolo V prevista dalla legge costituzionale n. 3 del 2001 ha introdotto all'articolo 116 della Costituzione, terzo comma, la possibilità di attribuire forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni a statuto ordinario, il cosiddetto regionalismo "differenziato o asimmetrico"; recenti dichiarazioni del Ministro per gli affari regionali, Gelmini, riportano il tema, dopo brusche accelerate e colpi di freno, sul tavolo del Governo con l'annuncio dell'imminente arrivo in Parlamento dell'apposito disegno di legge quadro, risultante anche dal lavoro di una commissione di studio appositamente costituita; appare necessario che il provvedimento legislativo in corso di definizione, oltre a fornire una cornice di garanzie di trasparenza e omogeneità delle procedure di stipula, che al momento non ha, tenga conto innanzitutto e prioritariamente della determinazione, nelle materie oggetto di attribuzione, della definizione dei LEP (livelli essenziali di prestazione) previsti dalla legge n. 42 del 2009; valutato che: negli ultimi anni alcune Regioni, in testa Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, hanno avviato autonomamente il percorso per la richiesta di condizioni particolari e molto allargate di autonomia, aprendo di fatto un ampio dibattito politico: sull'opportunità stessa di ulteriori autonomie regionali, alla luce dell'unitarietà della nazione; sulle modalità del coinvolgimento degli enti locali; sul ruolo del Parlamento e l'emendabilità in sede parlamentare della legge; sull'ampiezza delle materie da attribuire nell'attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, che rischia di minare: il rispetto del principio di sussidiarietà e di unitarietà della nazione (articolo 5 della Costituzione); il riequilibrio territoriale, senza peggiorare la disparità territoriale tra Nord e Sud (articolo 3 della Costituzione); la missione 5 del PNRR, "Inclusione e coesione", tesa al sostegno della parità di genere, al contrasto alle discriminazioni, all'incremento dell'occupazione giovanile, e soprattutto al riequilibrio territoriale e allo sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne, si chiede di sapere: se, nella persona della Ministra per il Sud ed al fine della tutela della questione territoriale, alla luce dei 22 anni dalla riforma del Titolo V, non si ritenga opportuno, viste le difficoltà e le disarmonie constatate da più parti tra i principi fondamentali della Costituzione (articoli da 1 a 12) e il Titolo V come riformato, valutare, come viene richiesto da più parti nel Paese, di promuovere una riforma costituzionale di revisione del Titolo V della Costituzione; se, alla luce delle emergenze che il nostro Paese sta attraversando nell'ultimo triennio, che ha visto la necessità di istituire un Governo di emergenza nazionale, a causa della pandemia da COVID-19, dell'urgenza della definizione del PNRR e dell'emergenza climatica, dell'attuale guerra in Ucraina, che vede gli italiani estremamente e pericolosamente coinvolti, di un'inflazione galoppante a livelli mai visti negli ultimi dieci anni che ha raggiunto nell'eurozona punte del 7,5 per cento, condizioni particolarmente risentite nelle regioni del Sud Italia, il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno quantomeno posporre la definizione di questo progetto di legge; se intenda almeno promuovere maggiore trasparenza e coerenza per l' iter di definizione della legge con consultazioni oltre che con le Regioni interessate, con il Parlamento, tutti gli enti territoriali e con il coinvolgimento della cittadinanza;