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Le soluzioni possibili, compatibilmente con le risorse finanziarie, vanno dalle strutture OPG con livelli diversificati di vigilanza, a strutture di accoglienza e all'affido ai servizi psichiatrici e sociali territoriali, sempre e comunque sotto la responsabilità assistenziale del Dipartimento di salute mentale della azienda sanitaria dove la struttura o il servizio è ubicato. Tramite specifico accordo in sede di Conferenza permanente fra lo Stato e le regioni e province autonome, vengono definite la tipologia assistenziale e le forme della sicurezza, gli standard di organizzazione e i rapporti di collaborazione tra le Amministrazioni coinvolte. Nelle fasi transitorie, le persone affette da disturbi psichici cui a partire dal 1° gennaio 2008 è stata applicata la misura di sicurezza saranno destinate alle sedi trattamentali più prossime alla residenza, tenendo conto della fase attuativa del Progetto di regionalizzazione degli OPG e delle forme alternative in essere per la esecuzione della misura di sicurezza. Indicazioni sui modelli organizzativi. Nelle aziende sanitarie sul cui territorio sono presenti gli Ospedali psichiatrici giudiziari l'indicazione è di istituire, nell'ambito del Dipartimento di salute mentale, idonea struttura avente autonomia organizzativa. La struttura, coordinata con gli altri servizi sanitari della azienda sanitaria e con i servizi sociali, deve avere funzioni di raccordo nei confronti delle aziende sanitarie (regionali ed extraregionali) di provenienza dei singoli internati ospitati presso gli OPG, al fine di concordare ed attuare piani individualizzati di trattamento per il reinserimento dei pazienti nel territorio entro i tempi previsti dalla misura di sicurezza comminata e favorire la continuità terapeutica. In ogni regione dove è ubicato un OPG deve essere realizzato uno specifico accordo tra l'Amministrazione penitenziaria e la regione, con il quale sono definite le rispettive competenze nella gestione della struttura, individuando le funzioni proprie del responsabile dei servizi di cura e riabilitazione e le funzioni di competenza dell'Amministrazione penitenziaria. L'accordo andrà rivisto a cadenza annuale. In detto accordo, sono stabiliti gli ambiti delle funzioni di sicurezza in base alle esigenze dei singoli OPG, sono definite le modalità di intervento in casi di necessità ed urgenza, con la raccomandazione di istituire presidi di sicurezza e vigilanza, preferibilmente, perimetrali o esterni ai reparti. È comunque raccomandato l'avvio di apposite convenzioni tra amministrazione penitenziaria e le regioni al fine di consentire la regionalizzazione delle misure di sicurezza per infermi di mente. Monitoraggio e valutazione. Il programma di superamento graduale degli OPG impegna, dunque, tanto l'ordinamento penitenziario che il sistema sanitario sia per le scelte di campo che esso richiede che per la sua applicazione nella quotidianità degli atti amministrativi da assumere. Questo richiede di determinare le forme della reciproca responsabilità e della sinergica collaborazione a livello nazionale, regionale e locale, facendo tesoro delle esperienze positive di collaborazione realizzate tra il Ministero della giustizia e il Servizio sanitario nazionale su specifici problemi e su diverse realtà regionali e locali. Per tale scopo, deve essere attivato uno specifico gruppo di lavoro, sia all'interno di ogni osservatorio regionale, sia, a livello nazionale, all'interno del tavolo di consultazione permanente presso la Conferenza unificata fra lo Stato, le regioni e le province autonome e le autonomie locali, previsto nelle linee guida per gli interventi del Servizio sanitario nazionale a tutela della salute dei detenuti e degli internati negli istituti penitenziari, e dei minorenni sottoposti a provvedimento penale per il monitoraggio del passaggio di competenze della sanità penitenziaria al Servizio sanitario nazionale. Gli interventi previsti dovranno essere posti in essere senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e nell'ambito delle risorse finanziarie, umane e strumentali trasferite.».