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la ristrutturazione dell'immobile trasteverino, attiguo al complesso monumentale di San Michele a Ripa che ospita i maggiori uffici centrali del Ministero, non sarebbe stata ancora ultimata, tanto che il piano terra, dov'è l'ingresso principale, si presenterebbe oggi come un cantiere in corso; il rispetto dei requisiti di legge in tema di salute e sicurezza dei lavoratori degli uffici, inoltre, non sarebbe garantito appieno da caratteristiche e condizioni degli spazi destinati al personale ERIC; mancherebbero, poi, il servizio di sorveglianza, che in via Milano è svolto da personale residente all'interno del complesso, e la disponibilità di ambienti di rappresentanza dove ricevere dignitosamente gli illustri frequentatori dell'ufficio per scopi istituzionali; neppure sarebbe garantita, nella nuova sede, un'adeguata collocazione alla copiosa documentazione e alla biblioteca "ereditate" dall'ex Direzione generale "biblioteche e diritto d'autore" quando, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169, la competenza sugli istituti culturali è stata trasferita all'ex Direzione generale "educazione e ricerca" (si veda "Funzioni e compiti della Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali" sul sito ministeriale), competenza che implica anche il riferito accesso di un pubblico selezionato; considerato inoltre che, per quanto risulta agli interroganti: il trasferimento sembrerebbe essere stato programmato dal vertice amministrativo del Ministero all'improvviso, senza neppure comunicarlo ufficialmente alle organizzazioni sindacali (interlocutrici obbligate in tema di riorganizzazione degli uffici e mobilità del personale), come esse hanno deplorato in una nota del 2 febbraio 2022 a firma FP CGIL, CISL FP e UILPA, dove si legge che l'iniziativa avrebbe lo scopo di fare posto a lavoratori incaricati dell'attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza, i quali non dovranno ricevere il pubblico; al riguardo, però, le organizzazioni sindacali contestano: "la funzionalità di una soluzione logistica che?non risulta affatto in raccordo con le strutture più direttamente interessate dall'attuazione del PNRR, in particolare la Soprintendenza Unica Nazionale e la Direzione Generale ABAP", uffici situati entrambi nel complesso monumentale di San Michele a Ripa; nella risposta alle organizzazioni sindacali del 4 febbraio 2022 (prot. 3180-P) , il segretario generale sembra avere dimenticato la precedente giustificazione e motiva il trasloco in un immobile che asserisce essere già rifunzionalizzato con "la provvisorietà della soluzione logistica di destinazione della Direzione Generale Educazione e Ricerca nel Complesso di Via Milano", prospettando anche "prossime assegnazioni di personale", benché non risulti che la citata Direzione abbia fatto richiesta di un incremento della pianta organica; valutato che: la richiesta di sospensione del provvedimento avanzata dalle organizzazioni sindacali appare agli interroganti più che fondata, anche in considerazione dell'età media elevata dell'organico della Direzione generale ERIC, che verosimilmente ha optato per via Milano anche per la sua centralità e la buona qualità del servizio offerto dai mezzi pubblici; non si devono dimenticare e quindi sottovalutare, inoltre, i disagi che la pandemia da SARS-CoV-2 ha provocato a tutti i lavoratori del Ministero, disagi ai quali se ne aggiungerebbero altri, per il solo personale della Direzione generale ERIC, imposti con decisione unilaterale dal segretario generale per scopi che non si ritiene siano stati chiariti; non meno rilevante è, a giudizio degli interroganti, il danno causato dall'impossibilità di recuperare le spese affrontate fin qui dalla Direzione generale ERIC per la sistemazione in via Milano, e in particolare i 500.000 euro spesi per l'acquisto del supporto informatico, del nuovo CED e della teca digitale che l'hanno resa autonoma dall'IPCAL, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover prestare ascolto alle rimostranze del personale della Direzione generale "educazione ricerca e istituti culturali" e di sollecitare al segretario generale un ripensamento sia della scelta strategica compiuta, che oltre a non essere adeguatamente motivata causerebbe a giudizio degli interroganti un rilevante danno economico, sia del contegno irrispettoso tenuto nei confronti dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali. Atto n. 3-03068 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che risulta agli interroganti che nell'organico del Ministero della cultura siano presenti anche l'ingegnere Paolo Iannelli e l'ingegnere Caterina Rubino, entrambi di origini calabresi e specializzati in costruzioni in cemento armato, assunti rispettivamente il 1° agosto 1999 e il 1° giugno 2000; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: sia Iannelli sia Rubino lavorano oggi per la Direzione generale "sicurezza del patrimonio culturale", istituita con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n.169, diretta da una storica dell'arte, Marica Mercalli, e da poco allocata nell'ex sala degli Arazzi del "Collegio Romano", sede impropria che per accogliere le postazioni lavorative ha subito trasformazioni di non poco momento, difficilmente compatibili con la dignità dello storico complesso e opinabili anche dal punto di vista del rispetto dei requisiti di legge in tema di salute dei lavoratori degli uffici; la Direzione generale è articolata in due uffici dirigenziali centrali: i servizi I, "sicurezza degli istituti e dei luoghi della cultura", e II, "emergenze e ricostruzioni"; Caterina Rubino è dirigente di livello non generale del servizio II, ex art. 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dal 22 novembre 2021. Anteriormente a quella data (dopo essere stata coordinatore dell'unità per la sicurezza del patrimonio culturale del segretariato generale dal 2016 al 2020), era coordinatore dell'area tecnica e responsabile dell'unità operativa II, "rischio antropico e governance della sicurezza dei luoghi di lavoro" in seno al servizio I, ruoli che da curriculum sul portale istituzionale, che non la dice dirigente benché aggiornato al 19 gennaio 2022, ancora riveste; il servizio I è invece diretto ad interim dal 26 maggio 2020 dall'avvocato Nicola Macrì, il quale, dal 13 dicembre 2021, è anche dirigente del servizio V "contratti e attuazione programmi" del segretariato generale e segretario regionale per l'Abruzzo (in quanto delegato del segretario generale avocante); Paolo Iannelli, invece, teste il curriculum già funzionario ingegnere "presso il Servizio per la Sicurezza del Patrimonio Culturale ed emergenze", dal 23 novembre 2016 riveste, ex art. 19, comma 6, citato, l'incarico dirigenziale di livello non generale di "soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016";