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Disposizioni in favore della musica popolare bandistica, corale e dialettale. Onorevoli Senatori. -- La musica popolare bandistica, corale e dialettale, di seguito denominata «musica popolare», costituisce un patrimonio di elevato valore, testimone della tradizione culturale locale, da tutelare e valorizzare. Il canto popolare non rappresenta semplicemente un momento musicale; in esso appaiono tratti che appartengono alla sfera affettiva e culturale della comunità. La riscoperta del substrato sonoro, come risorsa storica da rivalutare e fare apprezzare alle nuove generazioni, contribuisce alla costruzione di un'identità umana in simbiosi con il proprio territorio. La ricerca di vissuti musicalmente formalizzati è complessa e faticosa, l'acquisizione del materiale sul campo, la selezione in base a originalità e rilevanza comunicativa, la catalogazione e l'analisi strutturale del contenuto ne sono gli aspetti principali. L'acquisizione di canti originali, da parte degli esigui depositari delle tradizioni, serve a documentare lo studioso e, spesso, gli stessi canti risultano del tutto improponibili in forma originale alla fruizione da parte delle generazioni più giovani. La musica è viva, si evolve e si modifica nel tempo di pari passo con la società contemporanea. La musica popolare è influenzata dalla musica colta che a sua volta la influenza: si sperimentano nuovi ritmi, nuove sonorità, e tutti rispecchiano fedelmente un modo di essere di una comunità. Attraverso la passione per la musica, le bande, i cori e i gruppi di musica e di danza popolare (folkloristici) sono lo strumento fondamentale in questa opera di ricerca e di elaborazione, anche per quanto riguarda l'utilizzo di strumenti musicali che oggi rischiano di essere dimenticati e superati dall'utilizzo di strumentazioni moderne. Purtroppo il sostegno attualmente rivolto a queste realtà da parte della normativa in vigore è da molti anni del tutto irrilevante: la legge 14 agosto 1967, n. 800, all'articolo 40, prevedeva, fino al 2006, la concessione di contributi a favore di complessi bandistici promossi da enti locali, istituzioni o comitati cittadini, a titolo di concorso nelle spese di impianto e funzionamento e contributi ai complessi bandistici che svolgono tournées in tutta Italia e anche all'estero, con un minimo di almeno 150 concerti annui. Tali disposizioni, che peraltro erano del tutto inadeguate rispetto alle esigenze del settore, sono state abrogate dalla legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 2006, articolo 1, comma 1147), cosicché le formazioni bandistiche corali e i gruppi di musica e di danza popolare, oltre a non avere l'adeguato sostegno per la promozione delle loro attività culturali, incontrano numerose difficoltà anche solo per la loro sopravvivenza. Il presente disegno di legge mira ad attribuire il meritato riconoscimento alla cultura musicale popolare e a quanti, da anni, promuovono la conoscenza e l'insegnamento di essa. In particolare si definiscono, all'articolo 3, le associazioni di musica popolare, destinatarie dei contributi e delle agevolazioni previsti dall'articolo 7. Alle regioni compete l'attribuzione della qualifica di «associazione di musica popolare», previa verifica dell'esistenza di determinati requisiti. In materia di formazione, l'articolo 4 prevede la competenza delle regioni per l'istituzione di corsi di formazione pluriennali per conseguire il diploma di maestri direttori di bande e cori, nonché per favorire la diffusione e la conoscenza della musica popolare nelle scuole dell'obbligo, attraverso l'intervento di personale abilitato facente parte di bande e di cori amatoriali e la stipula di apposite convenzioni con le istituzioni scolastiche. Al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo sono riconosciute competenze per il sostegno finanziario delle associazioni di musica popolare, per la promozione e la diffusione della musica popolare in Italia e all'estero, anche attraverso il coinvolgimento del Ministero dello sviluppo economico e l'istituzione di un archivio nazionale, nonché per l'organizzazione della «Giornata nazionale della musica popolare».. 1 (Princìpi generali) 1 La musica popolare bandistica, corale e dialettale, di seguito denominata «musica popolare», è riconosciuta come un aspetto fondamentale della cultura nazionale, da promuovere e da sostenere come bene culturale di insostituibile valore sociale e formativo della persona umana. 2 La musica popolare comprende ogni forma di espressione musicale diversa da quelle lirica, sinfonica e cameristica, svolta da complessi costituiti in associazioni di musica popolare non a fini di lucro, ai sensi dell'articolo 3. 3 La presente legge tutela e sostiene la musica popolare in conformità all'articolo 33 della Costituzione. 2 (Competenze) 1 Le regioni promuovono l'insegnamento della musica popolare nelle scuole statali e paritarie secondo i criteri indicati all'articolo 4. 2 Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo promuove: a il sostegno finanziario alle associazioni di musica popolare di cui all'articolo 3; b la diffusione della musica popolare in Italia e all'estero, anche attraverso accordi con il Ministero dello sviluppo economico, per la realizzazione, attraverso il servizio pubblico radiotelevisivo, di iniziative di informazione e divulgazione; c la conservazione della musica popolare attraverso l'istituzione e la gestione di un archivio nazionale, con particolare attenzione alla tecniche di produzione e di conservazione di registrazioni videografiche. 3 Sono fatte salve le competenze in materia di musica popolare delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano. 3 (Associazioni di musica popolare) 1 Ai fini della presente legge, la qualifica di «associazione di musica popolare» è attribuita dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, su richiesta dei soggetti interessati, con attestazione del sindaco del comune ove ha sede l'associazione del possesso del requisito di cui al comma 2, lettera g) . 2 I requisiti dell'associazione per l'attribuzione della qualifica di cui al comma 1 sono: a avere uno statuto con i requisiti previsti dalle leggi vigenti in materia di associazioni senza fini di lucro; b avere un numero di coristi o strumentisti non inferiore a dieci; c usare un abito tradizionale; d stabilire un calendario annuale che prevede un numero minimo di otto manifestazioni; e disporre di una sede per l'attività d'insegnamento e per le prove; f avere un direttore artistico; g essere in possesso del riconoscimento quale formazione di interesse e di utilità sociale da parte del consiglio del comune ove ha sede. 3 La qualifica di cui al comma 1 è rinnovata ogni tre anni, previa verifica dei requisiti di cui al comma 2, su richiesta dell'associazione, con attestazione del sindaco del comune ove ha sede l'associazione stessa. 4 (Formazione) 1 Le regioni: a promuovono l'istituzione di corsi di formazione pluriennale per il conseguimento del diploma per maestri direttori di bande e di cori presso i conservatori di musica;