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Atto n. 4-02608 PAPATHEU Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: durante la crisi economica, in atto da diversi anni in Italia, le banche di credito cooperativo hanno svolto un ruolo essenziale nella tutela del risparmio in aree marginali del Paese. In particolare, la cooperazione di credito di minore dimensione, quasi tutta ubicata al Sud, ha svolto una funzione pregnante di valido sostegno alla tenuta economica del Mezzogiorno; mentre le grandi banche lasciavano il Sud, specie nelle realtà più piccole, secondo quanto riferito da Agci (Associazione generale delle cooperative italiane), "le BCC del Mezzogiorno mantenevano il loro utile ruolo di banche locali a sostegno delle economie nelle zone marginali, erogando credito alle piccole e medie imprese e ai cittadini, evitando che il tessuto economico si sbriciolasse. Questa diversità di approccio ai problemi del credito deve essere salvata"; le banche di credito cooperativo, ed in particolare nel Mezzogiorno, hanno rappresentato soprattutto nell'ultimo decennio un punto di riferimento per i risparmiatori, a fronte delle molteplici vicissitudini che hanno caratterizzato la situazione dei principali gruppi bancari, divenendo un'alternativa preziosa per i cittadini. Si tratta di realtà che tuttavia, non avendo alle spalle solide realtà finanziarie, rischiano di chiudere, sguarnendo il comparto socio-economico dei territori di una presenza strategica; nello spirito della riforma delle BCC, come rilevato dall'associazione generale delle cooperative italiane, si auspica che venga mantenuta quell'autonomia che la stessa riforma ha previsto a sostegno della virtuosità del sistema delle BCC nel loro complesso, anche quale presidio di democrazia economica e di diritto al credito, per una giusta distribuzione di risorse e delle opportunità tra le diverse aree del Paese, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, intendano assumere iniziative a salvaguardia degli istituti di credito cooperativo. Atto n. 4-02609 PAPATHEU Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la multinazionale Coca-Cola, attraverso la società Coca-Cola Hbc, ha annunciato il 6 dicembre 2019 la sospensione di investimenti in Italia da parte del gruppo e l'annuncio dell'acquisto di arance per la Fanta non più in Sicilia ma all'estero, con il fine di sgravare i costi appesantiti oltremodo dalle misure del Governo. Tale volontà, se verrà confermata, rischia di arrecare un danno pesantissimo all'economia della Sicilia con ulteriori riflessi negativi ad una situazione già drammatica per le imprese e per l'occupazione. Sibeg, in particolare, azienda di riferimento nell'isola che imbottiglia bevande a marchio Coca-Cola, dovrà fare i conti non più con il ridimensionamento di produzione e risorse, ma con la sopravvivenza stessa dell'azienda; Sibeg, insieme ai lavoratori e ad altre delegazioni imprenditoriali dell'isola, ha preso parte il 4 dicembre alla protesta Assobibe che si è svolta a Roma contro le due tasse inserite dal Governo nel disegno di legge di bilancio per il 2020, la sugar tax e la plastic tax ; i rappresentanti della Sibeg hanno dichiarato: "Avevamo paventato il taglio di 151 posti di lavoro nel nostro stabilimento di Catania ma le nostre parole sono rimaste inascoltate"; l'azienda e i lavoratori lamentano, inoltre, che siano state del tutto disattese le rassicurazioni espresse dal viceministro Buffagni durante una sua visita istituzionale negli stabilimenti: "Il governo è andato dritto per una strada che trascina tutti in un burrone, senza tener conto dei sacrifici di quelle piccole realtà che già a fatica tentano di sopravvivere in un mercato altamente competitivo e in un territorio difficile come la Sicilia"; Coca-Cola, che tanto ha investito nella filiera agrumicola italiana, nelle infrastrutture, nei progetti sociali, e che nel 2018 (come dimostra l'impatto occupazionale documentato di recente) ha distribuito e generato in Sicilia risorse per 48,2 milioni di euro (pari allo 0,05 per cento del PIL regionale), ma oggi è costretta a fare inversione di marcia, rivedendo i piani di sviluppo a causa delle scelte governative; si rischia, pertanto, di cancellare una delle poche realtà di rilievo che permane nel panorama delle imprese presenti al Sud e in Sicilia, depauperando territori che sono già in sofferenza e mettendo a repentaglio la serenità di centinaia di lavoratori e delle rispettive famiglie. Per questo imprenditori e lavoratori sono scesi insieme in piazza, dando un segnale che deve far riflettere, e non poco, sulla correttezza di alcune valutazioni che, a detta stessa degli addetti ai lavori, "hanno oltrepassato le barriere del buonsenso"; a sostegno delle rivendicazioni di Coca-Cola si è schierato, inoltre, il Distretto agrumi di Sicilia, invitando il Governo e i produttori di trasformati che acquistano agrumi siciliani freschi o semilavorati a "trovare un punto di incontro che non penalizzi la filiera agrumicola siciliana, le imprese e i lavoratori", si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere a salvaguardia della filiera agrumicola siciliana, delle imprese e dei lavoratori, con particolare riferimento alla decisione di Coca-Cola di interrompere l'approvvigionamento di succo italiano in favore di quello estero per la produzione di Fanta. Atto n. 4-02610 GASPARRI Al Ministro della difesa Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: da organi di stampa si evince che l'ex ministro Trenta, nei soli 15 mesi in cui ha ricoperto la carica, abbia straordinariamente concesso ben 130 encomi per il personale; in passato queste onorificenze venivano concesse a reduci di guerra e militari che si erano distinti per meriti particolari; tra i beneficiari dei recenti provvedimenti ci sarebbero molte persone che hanno collaborato con il ministro Trenta durante la sua permanenza al Ministero e che sono stati protagonisti di errori che hanno messo in cattiva luce l'immagine della difesa; sempre dalla stampa si apprende che uno dei beneficiari di questi encomi, il colonnello Greco, che curava la comunicazione del Ministero, e altre persone dello staff dell'allora Ministro vivano in una palazzina di via Flaminia a Roma di proprietà di Difesa SpA, una zona esclusiva in cui, a quanto risulta, gli affitti si aggirano tra i 2 e i 3.000 euro mensili, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; quali siano i criteri di assegnazioni degli encomi e se esistano evidenti motivi per le numerose attribuzioni effettuate dall'ex ministro Trenta; se ci sia una graduatoria per l'assegnazione degli immobili della difesa e, se sì, come mai i collaboratori dell'ex Ministro abbiano subito ottenuto, nell'arco dei pochi mesi della sua permanenza, alcuni di quelli più esclusivi; se non intenda fare chiarezza sulle vicende descritte. Atto n. 4-02611 PAPATHEU Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: si è chiuso di recente il primo dei tre bandi nazionali riguardanti il piano vendite degli immobili dello Stato pubblicati dall'Agenzia del demanio.