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Non è certo questa la sede per riaprire un dibattito su questi argomenti, ma intanto volevamo segnalarlo. Nel merito, secondo noi ci sono tre questioni fondamentali su cui vogliamo riassumere il nostro atteggiamento. Il primo riguarda l'istituzione del Ministero per la famiglia e le disabilità. Abbiamo ascoltato soprattutto dalle voci dell'opposizione di Sinistra che l'istituzione di questo Dicastero sia inutile, invece noi lo riteniamo molto utile. Pensiamo sia necessario non solo dare vita ad un Ministero per la famiglia e le disabilità, ma anche rafforzare le deleghe in capo ad esso, dando i giusti strumenti e anche gli opportuni finanziamenti, perché la famiglia deve tornare al centro della politica del Parlamento e di tutte le forze politiche. E non solo la famiglia, ma anche il tema delle adozioni, della disabilità e della natalità devono essere centrali, perché non è vero che non si fanno figli perché non si vuole; non si fanno e la natalità decresce perché spesso le famiglie non sono in grado di sostenere le spese. I colleghi del Gruppo che sono intervenuti hanno ricordato il nostro progetto per un grande piano straordinario di natalità che passi attraverso strumenti che abbiamo declinato anche con disegni di legge che propongono sconti per gli acquisti per le famiglie, asili nido gratuiti aperti fino alle ore 18 e molte altre cose. Per chi parla è anche fondamentale il tema delle adozioni, ma è importante, colleghi del Governo e della maggioranza, che facciate chiarezza su cosa intendete per famiglia, perché su questo abbiamo ascoltato ragionamenti, prese di posizione molto diverse per non dire contraddittorie. Per noi la famiglia è quella naturale prevista dalla Costituzione, che non discrimina nessuno ma che chiede centralità e priorità. È quella composta da una madre e un padre, non quella per cui il sindaco di Torino Appendino ha previsto la registrazione anche per i figli nati da una coppia composta da genitori dello stesso sesso. (Applausi dal Gruppo FdI) . Su questo aspettiamo presto chiarezza, perché non si può giocare su questi argomenti. Voi avete detto che i temi etici sono rimasti fuori del perimetro dell'accordo di programma, ma sono talmente importanti che rientrano quotidianamente dalla finestra e su questo vigileremo. In secondo luogo, l'accorpamento delle competenze del turismo al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e, più in generale, la creazione di un Ministero dedicato al made in Italy era, come quello della famiglia, una nostra proposta elettorale e di Governo. Pertanto siamo contenti che questa proposta trovi ospitalità anche all'interno del programma della maggioranza. Abbiamo qualche dubbio rispetto al fatto che turismo e agricoltura insieme possano funzionare come nelle intenzioni che riteniamo meritevoli. La difesa e la promozione del made in Italy devono essere assolutamente centrali, perché per troppo tempo abbiamo assistito senza fare nulla all'invasione di prodotti che nulla avevano di italiano e alla dequalificazione dell'immagine del nostro Paese, soprattutto all'estero. Bisogna però essere chiari nel dire che agricoltura e turismo vanno a braccetto, che l'agricoltura non può cannibalizzare il turismo, perché quest'ultimo non è soltanto promozione agroalimentare. Fare turismo non è soltanto difendere le infinite eccellenze agroalimentari del nostro Paese. Fare turismo è promuovere un intero sistema Paese e promuovere un'immensa ricchezza, che è anche di natura economica. Vorrei pertanto dire (in maniera che può sembrare provocatoria, ma che non lo è), in maniera propositiva, che forse, se dovessimo immaginare una centralità di un Ministero dedicato alla difesa e alla promozione del made in Italy , quel Ministero dovrebbe essere incardinato nel Ministero dello sviluppo economico. Il turismo, infatti, è un grande asset economico, non è soltanto promozione e difesa dei valori culturali e dei beni culturali e agroalimentari; è anche promozione alberghiera, è una filiera immensa, che crea ricchezza per il nostro territorio e che purtroppo non è ancora del tutto utilizzata. Mi permetto di rivolgere un appello al ministro Centinaio rispetto alla promozione del made in Italy e del marchio Italia. Chi parla, come altri che hanno parlato prima di me, viene da un'esperienza come amministratore locale e regionale; dispiace molto vedere spesso, nelle fiere internazionali, che le Regioni, i Comuni, le grandi città si propongono al mercato internazionale senza utilizzare il marchio Italia, che è uno dei marchi più prestigiosi e conosciuti al mondo. È una follia ed è uno spreco che le Regioni, i Comuni e i paesi di questa Nazione vadano alle fiere internazionali senza la regia dell'ENIT, senza la regia del Ministero del turismo, confidando nel fatto che la riforma costituzionale ha assegnato loro un potere... (Brusio). PRESIDENTE. Chi non è interessato ad ascoltare può uscire dall'Aula: c'è troppo brusio. CIRIANI (FdI) . Dicevo, signor Presidente, che è un peccato, quasi un oltraggio al nostro Paese, il fatto che l'ENIT, il Ministero del turismo non coordini, spesso non per colpa sua, le iniziative internazionali delle nostre Regioni e dei nostri Comuni all'estero; infatti, rinunciare al marchio Italia e proporsi senza di esso è una stupidaggine autolesionista. Spero, quindi, che il nuovo Ministro possa coordinare l'attività delle Regioni anche in questa direzione. L'ultimo aspetto, e mi avvio a concludere, signor Presidente, colleghi, riguarda la rimodulazione dei compiti del Ministero dell'ambiente. Personalmente - ma attendo la smentita, perché su questo siamo assolutamente laici - ho qualche dubbio che la riassegnazione in capo al Ministero dell'ambiente dei compiti di difesa del suolo e di contrasto al dissesto idrogeologico possa funzionare, perché l'abbiamo già visto al lavoro e i precedenti non sono incoraggianti. Se le funzioni sono state portate sotto l'egida del Presidente del Consiglio negli anni scorsi non è stato per motivi ideologici o politici, ma perché si cercava di dare maggiore forza e maggiore impulso a questa attività, in modo che potesse coordinare anche quanto facevano gli altri Ministeri. Il Ministero dell'ambiente, da questo punto di vista (ma è un mio parere personale), non ha dato gradi prove in passato; speriamo che voi ci possiate smentire nel futuro. Il nostro voto sarà, quindi, favorevole, nonostante le perplessità, le critiche e i suggerimenti che abbiamo evidenziato in quest'Aula. Abbiamo mantenuto la nostra promessa di un atteggiamento critico, ma trasparente e coerente, nella speranza che tali aperture di fiducia e di credito possano portare, a beneficio nostro e dell'intero Paese, i risultati sperati quanto prima. (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Rufa) . MIRABELLI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, i colleghi del mio Gruppo, intervenuti in discussione generale e svolgendo la relazione di minoranza, hanno già illustrato bene le ragioni per cui voteremo contro la conversione in legge di questo decreto-legge. È il primo atto del nuovo Governo, del Governo del cambiamento.