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Il personale addetto svolge ormai da anni efficaci attività di identificazione di persone, arresti, sequestri di armi e droga, attività di sorveglianza e prevenzione, nell'ambito della propria giurisdizione che si estende per 60 chilometri di linea ferroviaria a cui si aggiungono 30 chilometri di alta velocità con 8 stazioni ferroviarie. Inoltre, la sede di Colleferro si è dotata del sistema SPAID, per il rilevamento delle impronte digitali; l'esistenza di fenomeni criminosi e la realizzazione di reati, certamente non elevati, è ascrivibile proprio alla presenza di un presidio di prevenzione e controllo di fondamentale importanza per la sicurezza urbana e la tutela dei cittadini; considerato che nel sistema di riorganizzazione della Polizia ferroviaria si ipotizza la chiusura della sede locale di Colleferro, che attualmente consta di 9 agenti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se non reputino inopportuno chiudere un presidio di sicurezza in una fase storica in cui l'esigenza di sicurezza e controllo urbani è sempre più sentita dai cittadini; se non intendano, preliminarmente, avviare un confronto con tutte le istituzioni interessate, con il coinvolgimento anche delle rappresentanze sindacali della Polizia ferroviaria, come pure delle Ferrovie dello Stato, al fine di addivenire a soluzioni tendenti a garantire i necessari equilibri per l'organizzazione del personale della Polizia ferroviaria di Colleferro, in considerazione del livello di specializzazione raggiunto nelle attività di prevenzione e controllo dei fenomeni criminosi. Atto n. 4-05163 NANNICINI D'ARIENZO FEDELI IORI MANCA TARICCO Al Ministro dell'interno Premesso che: la campagna "Ero straniero", nei giorni scorsi, ha reso noto i dati sulla regolarizzazione dei lavoratori stranieri in Italia, sulla base delle domande presentate ad agosto 2020. Di queste solo l'1 per cento è stata finalizzata; alle associazioni della campagna, in base ai dati del Ministero dell'interno, risulta che sono stati rilasciati 1.480 permessi di soggiorno a fronte di oltre 207.000 domande presentate dai datori di lavoro; dopo oltre 7 mesi la situazione è alquanto paradossale, considerando che il 5 per cento delle domande ha completato l' iter e il 6 per cento è alla fase precedente alla convocazione per la firma del contratto tra datore e lavoratore. Non risultano, invece, avviate le convocazioni in circa 40 Prefetture; in previsione del maggior carico di attività da parte delle Prefetture erano state stanziate risorse per l'assunzione di personale e l'adeguamento degli strumenti informatici; la situazione di emergenza sanitaria incide anche su coloro che dopo oltre 7 mesi non hanno finalizzato la procedura di regolarizzazione, sia sul tema vaccinazione che su quello economico, si chiede di sapere: se le dichiarazioni rese dalle associazioni della campagna "Ero straniero" corrispondano al vero e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere affinché si arrivi ad una rapida soluzione del completamento dell' iter della totalità delle domande; come intenda dare seguito, in tempi brevi, al compimento delle assunzioni per concludere le pratiche di regolarizzazione e se la piattaforma digitale sia pronta per velocizzare la conclusione delle domande in attesa di definizione; quali siano le modalità di vaccinazione per coloro che sono in attesa della definizione dell' iter per la regolarizzazione e come intenda dare la possibilità di accedere alle forme di sostegno economico, previste per l'emergenza COVID, per i lavoratori in attesa di regolarizzazione. Atto n. 4-05164 MAIORINO MAUTONE VANIN PAVANELLI CROATTI Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che: il 18 marzo 2021, giorno della commemorazione delle vittime del COVID-19, nella città di Viterbo si è tenuta l'inaugurazione del primo esercizio nel nuovo centro commerciale adiacente al cimitero di San Lazzaro; al taglio del nastro erano presenti il sindaco di Viterbo, Giovanni Maria Arena, il sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari e forestali, Francesco Battistoni, alcuni membri della Giunta comunale e, a quanto si evince dal servizio video della testata locale "tusciaweb", anche il prefetto di Viterbo, Giovanni Bruno, che ha rilasciato un'intervista alla testata; da numerose fotografie pubblicate su diverse testate on line si evince che erano presenti anche numerosi cittadini, addetti ai lavori e giornalisti, apparentemente senza rispettare la distanza anti contagio; la notizia, pubblicata in un primo momento solo sulla stampa locale, ha poi avuto risonanza anche su quella nazionale, con conseguente reazione indignata dei cittadini di Viterbo; considerato che: il Presidente del Consiglio dei ministri ha firmato in data 2 marzo 2021 il nuovo decreto che detta le misure di contrasto alla pandemia e di prevenzione del contagio da COVID-19; il decreto è in vigore dal 6 marzo al 6 aprile e conferma, fino al 27 marzo 2021, il divieto di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, con l'eccezione degli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, salute o necessità; restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti, per esempio fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi; in base all'ordinanza firmata dal Ministro della salute, da lunedì 15 marzo 2021 il Lazio è in "zona rossa", con conseguente assoluto divieto di assembramenti e chiusura della quasi totalità degli esercizi commerciali, esclusi quelli espressamente elencati nel medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri; considerato inoltre che a giudizio degli interroganti appare quanto mai inopportuno che, da un lato, si chiedano ulteriori sacrifici ai cittadini per arginare la diffusione dei contagi (essendo stata predisposta persino la chiusura delle scuole in tutta la regione) e, dall'altro, siano proprio le stesse istituzioni, ivi inclusi esponenti del Governo e l'autorità prefettizia locale, a prender parte ad eventi che, per mezzo della creazione di assembramenti di persone, pongono in essere condotte in apparente contrasto con le norme in vigore, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza degli avvenimenti esposti; se intendano approfondire i fatti descritti e, nel caso, se ritengano opportuno prendere provvedimenti in merito. Atto n. 4-05165 ASTORRE Al Ministro dell'interno Premesso che: le cronache locali e diverse testate on line del territorio di Ciampino (Roma), come pure diversi organi di stampa di rilievo nazionale, hanno riportato, nei giorni scorsi, un presunto atto di inaudita violenza perpetrato dal presidente del Consiglio del Comune di Ciampino, nei confronti della sua ex compagna, all'interno della casa dello stesso, dove la donna si era recata per assistere i figli minori nello svolgimento dell'attività didattica; le autorità giudiziarie stanno procedendo con le indagini di rito, con l'esame del fascicolo ricevuto dai Carabinieri; considerato che: la donna avrebbe già in passato provato a denunciare il suo ex compagno, in particolare nel 2015 dopo un'aggressione per cui si era rivolta al pronto soccorso di Albano laziale, ma la denuncia era stata poi ritirata; lo scorso settembre era stata quindi depositata una nuova denuncia, questa volta per stalking ;