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Sull'intera discarica lato Corio manca ogni regimazione delle acque superficiali, che scorrono libere su forti pendenze provocando fenomeni erosivi del materiale detritico fino a determinare il manifestarsi di fenomeni calancoidi. Un ulteriore problema ambientale è rappresentato dalle vasche di decantazione del materiale fine (fanghi) in località "Rio Pramollo". Si tratta di sedimenti prevalentemente limosi, derivanti da attività di recupero degli sterili a granulometria fine (30% di fibre di amianto in fibre libere) e dalle acque di lavaggio degli sterili in pezzatura grossolana, venduti a terzi come inerti. Il volume accumulato è stimato intorno ai 15.000 metri cubi. Le aree di accumulo sono prive di copertura vegetale, esposte agli agenti atmosferici e quasi completamente essiccate in superficie. Le analisi eseguite dall'ARPA mostrano che è in atto un fenomeno di dilavamento dei sedimenti ad opera delle acque del rio Pramollo. Sei ulteriori bacini assimilabili a quelli sopra descritti sono presenti nelle aree dell'ex miniera. Il volume accumulato è stimato in 40.000 metri cubi. Anche in questo caso le aree di accumulo sono attualmente esposte agli agenti atmosferici. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. La legge n. 257/1992 ha stanziato la somma di 30 miliardi. Il progetto di massima per il risanamento ambientale dell'area fatto redigere dalla regione Piemonte nel 1993 individua un fabbisogno finanziario di lire 52 miliardi e 47 milioni. Recenti previsioni di spesa stimano in lire 62 miliardi e 197 milioni il fabbisogno globale. Dei 32 ulteriori miliardi sono impegnabili entro il 2000 circa 10 miliardi. Piani di caratterizzazione. Sono disponibili indagini geognostiche pregresse, sia per il versante Balangero che per il versante Corio (12 sondaggi stratigrafici) e nuove indagini geosismiche per il versante Corio. Progetto di messa in sicurezza e bonifica. L'intervento di bonifica è attualmente affidato alla R.S.A. S.r.l. , società di scopo a capitale pubblico (enti locali) costituita in attuazione del già citato Accordo di programma interministeriale. Oltre ai gravi problemi di carattere statico, idrogeologico ed idraulico degli accumuli di discarica sui versanti di Balangero e Corio, il progetto di massima di bonifica suddetto individuava uno stato di contaminazione diffusa da polvere di amianto in tutte le aree dello stabilimento ed evidenziava l'assoluta necessità di una messa in sicurezza dei fabbricati (superficie coperta di 60.000 mq circa), preliminare alla loro demolizione. Per quanto attiene la zona dell'ex bacino di coltivazione, il progetto redatto nel 1993 non prevedeva alcuna misura di messa in sicurezza ma solo un divieto di accesso all'area se non per interventi di manutenzione e controllo da parte di addetti specializzati ed un sistema di monitoraggio continuo delle condizioni statiche ed ambientali dell'area. Purtroppo le demolizioni dei fabbricati sono state avviate da soggetti terzi, aggiudicatari di asta fallimentare dei beni della fallita Amiantifera Balangero, ed eseguite in difformità dalle norme sull'igiene e sicurezza del lavoro. Per tale motivo, tale cantiere è stato lungamente sotto sequestro dell'Autorità giudiziaria. Stato della progettazione degli interventi. Progetto di massima redatto dalla Finpiemonte S.p.a. su incarico della regione Piemonte, approvato dal Comitato tecnico operativo di coordinamento previsto dal citato Accordo di programma tra Ministero dell'ambiente, Ministero dell'industria, Ministero della sanità, regione Piemonte, Comunità montana Valli di Lanzo, comune di Balangero e approvato dalla giunta regionale del Piemonte con DGR n. 206-29184 del 25 ottobre 1993. Progettazioni per lotti funzionali redatte ai sensi della nuova normativa sui lavori pubblici (legge n. 109/1994 e s.m.i.) e comunque riportati nell'ambito del procedimento istruttorio e approvativo condotto dal Ministero dell'ambiente nell'ambito della legge n. 241/1990. Progetti preliminari: opere di contenimento al piede discarica lato Balangero; opere di bonifica e risanamento ambientale bacino Rio S. Biagio e altri bacini (progettazione in corso). Progetti definitivi: sistemazione idrogeologica ed idraulica lato Corio: approvato dal CTOC e presentato al Min. Amb. per l'approvazione; opere di messa in sicurezza e risanamento ambientale vasche Rio Pramollo: approvato dal CTOC e presentato al Min. Amb. per l'approvazione; canale scolmatore dell'ex bacino di coltivazione (lago): approvato dal CTOC e presentato al Min. Amb. per l'approvazione; recinzione fascia di rispetto versante lato Corio: approvato dal CTOC e presentato al Min. Amb. per l'approvazione. Progetto esecutivo: sistemazione idrogeologica ed idraulica lato Balangero: approvato dal CTOC, approvato da una Conferenza dei servizi indetta ai sensi dell'art. 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e inviato per conoscenza al Min. Amb. ; opere in fase di realizzazione. Al momento attuale non sono stati redatti, per mancanza di risorse, i progetti relativi alle seguenti opere, ritenute peraltro indispensabili: recinzione complessiva dell'area; strada di accesso alle vasche di decantazione Rio Pramollo; bonifica del bacino di coltivazione (lago di cava) ; bonifica e demolizione impianti e magazzini. Le progettazioni effettuate a tutto il giugno 2000 hanno determinato una spesa di L. 1.300.000.000. Interventi già realizzati e appaltati. La R.S.A. S.r.l. esegue una parte delle attività di risanamento ambientale in amministrazione diretta, attraverso personale operativo composto da sette operai, un responsabile tecnico (in attuazione di quanto indicato dall'art. 11 della legge n. 257/1992). Le attività svolte in amministrazione diretta, dal novembre 1995 al giugno 2000, hanno determinato opere ed investimenti finalizzati alla loro realizzazione, ad oggi quantificabili in L. 5.600.000.000 e sono sinteticamente le seguenti: 1) stesa collante con cadenza annuale mediante elicottero sulla discarica versante di Corio per limitare la dispersione di fibre di amianto nell'ambiente dal 1995 al 1999; 2) installazione ed esercizio rete di monitoraggio meteorologico ambientale (cinque stazioni); 3) esecuzione campagne di rilievo inclinometrico e installazione di cinque nuovi inclinometri; 4) installazione segnaletica dissuasiva dell'accesso alle aree dell'ex miniera; 5) costruzione ed esercizio impianto logistico di cantiere per le proprie maestranze ed in grado di ospitare i lavoratori delle imprese appaltatrici dei lavori, per le operazioni di decontaminazione da amianto di personale e mezzi d'opera; 6) messa in sicurezza di un cumulo di amianto in fibra (mc 130 ca.) abbandonato all'aperto; 7) allestimento ed esercizio due vivai per la sperimentazione di specie erbacee, arboree ed arbustive, per gli interventi di ingegneria naturalistica e la rivegetazione dei versanti di discarica;