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l'accordo siglato di recente tra Itas e Cassa centrale banca in merito alla distribuzione su tutto il territorio regionale del Trentino-Alto Adige delle polizze vita da parte del partner assicurativo, conferma a parere dell'interrogante, un crescendo di incertezze sul fenomeno esposto, nonché la necessità di rapidi interventi normativi, volti a definire un nuovo quadro regolatorio più chiaro, efficiente e meno distorsivo dal punto di vista competitivo, tra il settore assicurativo (o addirittura legato alla vendita di gioielli e altro) e quello bancario, si chiede di sapere: quali orientamenti il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa; se condivida le criticità in precedenza richiamate in relazione all'attività bancaria attualmente esistente, per la vendita di un numero di prodotti commerciali, assicurativi e finanziari, evidentemente esagerato e fuori controllo; in caso affermativo, quali iniziative normative urgenti e necessarie, di competenza, intenda intraprendere, al fine di migliorare la situazione attuale in ordine alla commercializzazione di qualsiasi bene e merce diversa dall'attività tipica bancaria, che come si è dimostrato, alimenta incertezze e confusione tra i clienti bancari, addirittura spesso ingannati dai messaggi pubblicitari, nonché da una palese asimmetria informativa. Atto n. 4-00965 TARICCO CUCCA GARAVINI GIACOBBE Al Ministro dell'interno Atto n. 4-00966 DE PETRIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'impianto di trattamento meccanico-biologico (Tmb) di proprietà dell'Ama di via Salaria 981 a Roma è da anni al centro di proteste da parte dei residenti nella zona a causa dei miasmi e delle esalazioni provenienti dallo stesso; si tratta di esalazioni che invadono, tra gli altri, i quartieri di Villa Spada, Fidene, Colle Salario, Nuovo Salario; nel sito vengono trattati rifiuti indifferenziati attraverso procedure meccaniche e processi biologici con i quali la frazione di rifiuti umida viene separata da quella secca. L'impianto non è in grado di smaltire rapidamente l'enorme quantità di rifiuti che viene conferita giornalmente, con la conseguenza che i rifiuti indifferenziati si accumulano all'interno del deposito trasformandolo a tutti gli effetti in una discarica; va poi precisato che nell'impianto si svolge un lungo processo di fermentazione che dura diverse settimane. L'odore pestilenziale che si produce si diffonde nelle zone limitrofe densamente popolate, causando forti disagi, particolarmente forti per chi vive a ridosso dell'impianto che si trova a soli 50 metri dalla prima casa e a 150 metri da un asilo; più volte sono state annunciate dall'amministrazione capitolina, guidata dal sindaco Raggi, la chiusura del Tmb Ama di via Salaria e la sua riconversione, sempre rimandate. Da ultimo è stata annunciata la chiusura entro il 2019 a condizione che la quota della raccolta differenziata raggiunga il 70 per centro: obiettivo che, allo stato attuale, appare estremamente difficile da raggiungere; il Dipartimento pressione sull'ambiente, Servizio supporto tecnico ai processi autorizzatori, dell'ARPA Lazio, con nota protocollo n. 70357 del 16 ottobre 2018, inviata alla Direzione regionale risorse idriche, difesa del suolo e rifiuti, Area ciclo integrato dei rifiuti, della Regione Lazio, di fatto boccia il Tmb Salario; la relazione dell'ARPA Lazio è una vera e propria denuncia inappellabile sull'impianto: c'è scritto che: di fatto l'impianto non tratta i rifiuti ma piuttosto li accumula e li sposta, quindi è una discarica di fatto; che non avrebbe i requisiti per essere autorizzato; che etichetta rifiuti in modo scorretto; che produce più scarto che rifiuto lavorato; che fa trasferenza di rifiuti in modi che sono completamente fuori norma; che i rifiuti che escono andrebbero ritrattati, tanto funziona male l'impianto; che i rifiuti stazionano nell'impianto oltre qualunque tempo consentito; che non riesce a riciclare nulla, nemmeno i metalli (0,4 per cento contro il 5-7 per cento che dovrebbe essere lo standard ); che non è stata fornita nessuna documentazione sull'impatto degli odori e questo è un prerequisito per l'autorizzazione; che non può essere fatta manutenzione a causa della permanenza di quantità enormi di rifiuti; che non si tiene in alcun modo conto dell'impatto sul territorio della putrescenza, almeno 4 volte superiore ai limiti; che moltissime attività di scarico e carico avvengono in modo illecito; eccetera; le ultime righe della relazione non sono altro che la sentenza di condanna dell'impianto: "la valutazione della documentazione allo stato attuale agli atti non può che determinare un parere negativo di Arpa Lazio a riscontro della medesima", si chiede di sapere quali iniziative concrete e immediate, per quanto di competenza, il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, tra le quali il blocco dell'impianto, a tutela della salute dei cittadini residenti nelle zone limitrofe e dei lavoratori, alla luce del nuovo drammatico scenario denunciato nella relazione dell'ARPA Lazio, che di fatto ne impedisce l'autorizzazione, perché tenerlo ancora in funzione sarebbe una scelta molto grave dal punto di vista ambientale e sanitario ma anche sociale. Atto n. 4-00967 SACCONE Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico Premesso che a quanto risulta all'interrogante: un'azienda italiana, la Cooperativa Muratori e Cementisti (CMC) di Ravenna, ha ricevuto l'incarico di realizzare alcune infrastrutture in Kuwait, attraverso un sub appalto da un'azienda cinese, che è la società appaltatrice; tra la CMC e la società cinese sarebbero sorte una serie di controversie commerciali. Di conseguenza la CMC ha rescisso il contratto; la società cinese, per rappresaglia, ha denunciato alle autorità kuwaitiane la società italiana; le autorità kuwaitiane starebbero trattenendo due dirigenti della ditta ravennate, uno italiano, l'altro di nazionalità portoghese; al nostro concittadino non sarebbe permesso di lasciare lo Stato del Kuwait; il dirigente italiano avrebbe denunciato di aver subìto gravi minacce, al punto di essere stato costretto ad assumere una guardia del corpo, dopo aver subito l'incendio dell'ufficio, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di tale vicenda e, in caso affermativo, quali provvedimenti intendano adottare, ciascuno per le proprie competenze, al fine di tutelare il nostro concittadino tenuto in "ostaggio" dalle autorità kuwaitiane; se sia stato convocato per consultazioni l'ambasciatore del Kuwait in Italia. Atto n. 4-00968 GIRO MALLEGNI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: "Piaggio Aero Industries SpA" è tra le principali aziende di produzione italiane nel campo dell'aeronautica. Un'impresa di successo che esiste fin dal 1884 e che contribuisce in modo significativo ad assicurare all'Italia una buona presenza in un settore strategico degli aerei;