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sono stati molteplici gli interventi normativi in periodo pandemia a sostegno delle società calcistiche, tra i quali il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 ("rilancio"), che ha istituito il fondo "salva sport" e il decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4 (detto "sostegni ter") a supporto degli operatori sportivi; considerato inoltre che: sono all'ordine del giorno gli acquisti spropositati legati al calcio mercato, basti pensare che nell'ultimo triennio i club italiani della serie A: Inter, Milan, Roma e Juventus hanno speso complessivamente circa 1,3 miliardi di euro; ultimo in ordine di tempo, il 27 gennaio 2022, il giornalista Maurizio Pistocchi intervistato ai microfoni de "il Diabolico e il Divino" (trasmissione radiofonica in onda su New sound level 90FM) ha riportato della compravendita del calciatore Dusan Vlahovic da parte della Juventus: l'acquisto del giocatore è costato al club bianconero 70 milioni di euro, pagabili in tre esercizi, ai quali si sommano ulteriori 10 milioni di bonus e la commissione, pari a 8,1 milioni di euro, destinata al procuratore del professionista serbo, Darko Ristic; l'acquisto è stato effettuato in parte a valere sulle risorse rese disponibili dall'aumento di capitale di circa 400 milioni di euro accordato il 16 dicembre dal consiglio di amministrazione della Juventus; visto che: pertanto, appaiono apertamente contraddittori i diversi appelli lanciati dagli enti di rappresentanza delle società calcistiche, che continuano a chiedere ristori alla politica; da ultimo, Gabriele Gravina, presidente della Federazione italiana giuoco calcio, ha più volte ribadito la necessità di aiuti economici nei confronti delle società calcistiche e l'amministratore delegato dell'Inter, Beppe Marotta, che in un'intervista rilasciata a "Il Sole-24ore" ha affermato che il sistema calcio è "sull'orlo del baratro" auspicando maggior sostegno da parte del Governo, mentre lo stesso club nerazzurro ha concretizzato l'acquisto del calciatore Robin Gosens per una somma vicina ai 25 milioni di euro, si chiede di sapere se il Governo ritenga ragionevole continuare a supportare economicamente le società calcistiche di serie A, le quali percepiscono compensi spropositati per le vendite dei loro giocatori, a scapito di altri settori economici che vertono in situazioni di maggiore difficoltà finanziaria e, eventualmente, quali iniziative intenda attuare al fine di evitare l'erogazione di inutili e ulteriori ristori nei loro confronti. Atto n. 4-06525 DE PETRIS Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: con delibera del Consiglio dei ministri del 22 luglio 2020 il Governo ha stabilito di sollevare la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale dell'art. 8, comma 1, lett. e) , f) , i) , j) , n) , o) e p) , della legge della Regione Lombardia n. 13 del 2020, per violazione degli articoli 117, comma secondo, lettera s) , e 97 della Costituzione; la decisione era stata assunta a seguito dell'istruttoria da parte dei Ministeri interessati, ravvisando una nutrita serie di violazioni della normativa statale ed internazionale in materia di tutela e gestione della fauna selvatica; il ricorso, incluso e pubblicato nella banca dati del Dipartimento per gli affari regionali della Presidenza del Consiglio dei ministri, non risulta depositato in cancelleria della Corte costituzionale, si chiede di sapere quali siano i motivi che hanno determinato questa omissione e a quale ufficio del Governo sia da attribuire la relativa responsabilità; se si sia a conoscenza che un'analoga omissione (mancato deposito del ricorso presso la cancelleria della Corte costituzionale) sia avvenuta anche nel 2014 per la vicenda della legge regionale della Liguria n. 24 del 2014 riguardante anch'essa violazioni alla normativa statale di disciplina della caccia. Atto n. 4-06526 DE PETRIS Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: in Italia il bracconaggio, insieme alla caccia di frodo e alla pesca fuori dalle regole, rappresenta un gravissimo fenomeno di illegalità, soprattutto per quanto riguarda le popolazioni di uccelli selvatici. Proprio per la gravità della questione, spesso connessa a più ampie attività criminali, anche di tipo organizzato, la Commissione europea nel 2017 ha promosso contro il nostro Paese l'apertura di una procedura "Pilot", una fase propedeutica a quella di infrazione; tale procedura dettava condizioni rigorose e precise scadenze, ma, nonostante la creazione di un Piano di azione per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici, questi impegni sono rimasti sostanzialmente disattesi. La "Pilot" in questione è stata congelata, rimanendo l'Italia un "sorvegliato speciale" per le grandi difficoltà nel contrastare questi crimini, anche per l'indebolimento delle attività di controllo delle polizie provinciali, tra le più specializzate in materia, ridotto a pochissime unità, spesso chiamate ad occuparsi di tutt'altro. Risulta fondamentale il ruolo delle associazioni di Protezione ambientale come l'ENPA, il WWF Italia e la LIPU, che garantiscono un'attività di vigilanza del territorio a supporto delle forze di polizia grazie alle loro guardie volontarie; le aree in cui il bracconaggio è più presente sono le valli bresciane, il delta del Po, lo stretto di Messina, la Sicilia occidentale, la Puglia, la Sardegna meridionale, la Campania e il Lazio. Recenti operazioni di polizia effettuate in Lombardia hanno confermato come l'uccisione di piccoli passeriformi sia un fenomeno grave e persistente alimentato dal mercato della ristorazione: i guadagni sono talmente elevati da rendere comunque convenienti le irrisorie sanzioni previste e favorire, dunque, la reiterazione; recentemente si è tenuta una manifestazione di esponenti del mondo venatorio e di politici contro i carabinieri forestali, accusati di compiere controlli troppo rigidi, in particolare sul rispetto delle norme che vietano la cattura di uccelli destinati ad essere utilizzati come richiami vivi. Il Governo, da parte sua, ha impugnato alla Corte Costituzionale una legge della Regione Lombardia che, di fatto, ostacola le autorità nell'attività di controllo; intanto, nel nostro Paese continuano numerosi gli abbattimenti di specie particolarmente rare e protette, come l'esemplare di "Ibis Eremita", specie estinta allo stato selvatico in Europa e oggetto di un progetto internazionale di reintroduzione, che era divenuto celebre per avere nidificato su una torre di una società di telecomunicazioni a Roma: è stato gravemente ferito a colpi di fucile vicino Sabaudia, pochi mesi dopo l'uccisione di un altro esemplare in Toscana. Di recente, in Veneto è stata uccisa a fucilate un'aquila reale e nel bergamasco; molto grave è inoltre il fenomeno del cosiddetto "turismo venatorio" italiano, costituito dai viaggi in altri Paesi, soprattutto dell'est Europa, per effettuare battute di caccia, spesso sfruttando l'esiguità controlli, la possibilità di corruzione e le sanzioni molto modeste.