[massime]

Previdenza e assistenza sociale - Contributi di malattia dovuti dal datore di lavoro all'Inps - Obbligo di versamento del datore di lavoro anche se tenuto, in base al contratto collettivo, a corrispondere la retribuzione durante la malattia del lavoratore - Lamentata lesione del principio della capacità contributiva - Esclusione - Manifesta inammissibilità delle questioni.. Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 9 della legge 11 gennaio 1943, n. 138 e dell'art. 31 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, censurati in riferimento all'art. 53 della Costituzione, in quanto dispongono che il datore di lavoro é tenuto a versare la contribuzione previdenziale per l'indennità di malattia anche se sia obbligato, in base al contratto collettivo di lavoro, a continuare a corrispondere ai propri dipendenti la retribuzione durante i periodi di assenza per malattia. Invero, il principio di solidarietà non annulla il nesso sinallagmatico tra contribuzione e prestazione neppure nel caso in cui il datore di lavoro si sia obbligato a corrispondere la retribuzione ai dipendenti in malattia; pertanto il relativo contributo non ha alcuna attinenza con l'imposizione tributaria, della quale peraltro difettano i requisiti (doverosità della prestazione e collegamento di questa alla pubblica spesa, con riferimento ad un presupposto economicamente rilevante).