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Il territorio è comunque percorso da una rete di piccoli torrenti a sviluppo limitato. Il rio Vergine confluisce presso Avellino nel rio Fenestrelle, affluente del fiume Sabato. Di notevole interesse le varie grotte presenti sul territorio. Ingente è anche la presenza di fossili ritrovati sul territorio. Il suolo del Partenio è formato per buona parte da materiali piroclastici, da materiali, cioè, di origine vulcanica, provenienti dal vicino complesso vulcanico del Somma-Vesuvio. Si tratta di suoli particolarmente fertili. I Monti del Partenio fanno parte del versante campano dell'Appennino meridionale e si estendono lungo un monoclinale che da San Felice a Cancello si prolunga fino a Mercogliano. L'area del Parco Partenio si trova nell'unità idrogeologica dei Monti D'Avella-Montevergine – Pizzo di Alvano, compresa tra la Valle Caudina e di Maddaloni a Nord, la Piana di Nola e Salerno ad Ovest, la Valle del torrente Solofrana a Sud. Ad Est l'area, per un versante, è compresa tra la Valle del fiume Sabato e, per l'altro, si affaccia sull'Alta Irpinia. Il bacino imbrifero maggiore è quello del fiume Calore, che percorre l'area a nord del Partenio. Il territorio è comunque, percorso da una rete di piccoli torrenti a sviluppo limitato. La maggior parte dei piccoli corsi d'acqua, originati da sorgenti montane, presenta percorsi sotterranei, data la natura calcarea del terreno. La struttura fondamentale del territorio è, infatti, la roccia calcarea che, però, non ha influenzato, se non minimamente, la composizione del suolo, che rimane formata da materiale piroclastico. Naturalmente la composizione del suolo è andata differenziandosi negli anni, per cui oggi ci troviamo di fronte a quattro principali gruppi. Il maggiore è composto dai materiali vulcanici. Questi terreni hanno una ottima fertilità e coprono circa il 70 per cento del Partenio. Vi sono, poi, i suoli che, grazie agli agenti atmosferici, si sono depositati nelle zone montane pianeggianti, le valli, che presentano struttura più piccola ed argillosa rispetto a quelli piroclastici. Seguono i suoli costituiti da argille che hanno poca fertilità. Infine troviamo i suoli a struttura calcarea e mista, soprattutto nella fascia a sud del territorio. È proprio la diversa morfologia che ha consentito, negli anni lo sviluppo di boschi, la presenza di una flora e fauna diversificate, di terreni fertili e di paesaggi suggestivi. Il Partenio è diversamente interessato anche da fenomeni carsici e fossiliferi. Dove il suolo è formato da roccia calcarea, l'erosione delle acque, nei secoli, ha prodotto strutture del tutto suggestive. Famose sono le Grotte di Camerelle, degli Sportiglioni, di San Michele Arcangelo sul lato sud del Partenio, e La Grotta di Mattiuccio e Grotta Candida sul lato nord. Il Torrente Caudino ed il Clanio, poi, creano forre e sbalzi d'acqua come le Cascatelle e la cascata di Acquapendente. Dal punto di vista geologico, ma anche scientifico, non vanno sottovalutati i fenomeni fossiliferi del Partenio. In varie parti del territorio, in presenza di rocce calcaree, è facile rinvenire stromatoliti, migliolidi, nerinee, diceratidi, spiroline, brachiopodi, radiolari, rudistacee. Esistono zone, spesso lungo i corsi d'acqua, in cui è possibile rinvenire fossili di gasteropodi e lamellibranchi come Murex , Brandaris , Deodora italica , Cardium , Pecten , Chlamis . Il Partenio è caratterizzato dalla pressoché totale copertura boschiva: un mantello ininterrotto, costituito da castagneti, e faggeti ricopre tutte le aree montane, ed è ancora alta la biodiversità faunistica. Quest'area è una vera e propria isola biogeografica, un prezioso polmone di verde e di natura, per il benessere e la gioia dei numerosi abitanti. Numerose anche le specie di rettili, la più appariscente delle quali è il ramarro, dalla tipica colorazione verde brillante. Altrettanto facili da osservare sono i Gechi, di colore grigio, che vivono in genere sulle pareti esterne e assolate degli edifici. Più difficili da osservare, ma molto interessanti, la luscengola e l'orbetello, due sauri che hanno evoluto un comportamento strisciante atrofizzando, o rinunciando del tutto agli arti. I serpenti sono presenti nel Parco con diverse specie, di cui una sola, la vipera, potenzialmente pericolosa per l'uomo. La specie più comune è il biacco, un lungo serpente nero, completamente innocuo. Altrettanto belli e lunghi il cervone, caratterizzato dalla presenza di quattro strisce nere longitudinali e il saettone, il serpente che compare nella simbologia della farmacologia e che viene anche detto « colubro di Esculapio ». La classe dei vertebrati, che conta il maggior numero di specie, è quella degli uccelli. La pratica dell'avvistamento degli uccelli, o « b ird-watching », si va diffondendo sempre più nel nostro paese. Nel Parco regionale del Partenio nidificano più di 70 specie, distribuite nei vari ambienti. Al quanto comuni e ben distribuiti sull'intero territorio del Parco, sono il merlo, la cinciallegra, il fringuello, il verdone, il cardellino, lo scricciolo, la gazza, la cornacchia grigia, la civetta. passera d'Italia, taccola, rondone e balestruccio, sono tipiche degli ambienti urbani. sparviere, colombaccio, allocco, cuculo, picchio rosso maggiore, picchio verde, cinciarella, picchio muratore, pettirosso, capinera, luì piccolo, rampichino e ghiandaia, sono comuni negli ambienti forestali. gheppio, barbagianni, upupa, averla piccola, passera mattugia, verzellino, zigolo nero preferiscono, invece, le aree agricole. gli ambienti rupestri e i prati pascoli di quota sono sorvolati da poiana, corvo imperiale, allodola, codirosso spazzacamino, rondoni e pellegrino. quest'ultimo è un falco particolarmente interessante perché dotato di una velocità straordinaria che utilizza per catturare, in picchiata, le prede. Notevole, infine, la presenza del lupo, che però utilizza il territorio del Partenio solo per spostamenti erratici, non potendo disporre di una sufficiente quantità di prede. L'unica che potrebbe soddisfare questa esigenza è il cinghiale, presente in seguito a introduzione operate nel passato a fine venatorio. Nel parco si stima la presenza di oltre una trentina di specie: vari micromammiferi insettivori, le talpe, il riccio, alcuni pipistrelli, la volpe, la faina, la donnola e il tasso. L'istituendo Parco nazionale dei Monti Picentini e Parco nazionale del Partenio costituirebbero un nodo essenziale per il progetto « Appennino parco d'Europa » (APE) e per la composizione della dorsale dei parchi nazionali, insieme al Cilento-Vallo di Diano, al Vesuvio e al Parco nazionale del Matese, necessari per la conservazione e lo sviluppo della biodiversità.