[massime]

Parlamento - Immunità parlamentari - Procedimento civile promosso da un magistrato per il risarcimento del danno arrecatogli dal lamentato contenuto ingiurioso e diffamatorio delle dichiarazioni rese da un deputato nel corso di una trasmissione televisiva - Deliberazione di insindacabilità della Camera dei deputati - Conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dalla Corte di cassazione - Denunciata mancanza di nesso funzionale tra le opinioni espresse e l'esercizio dell'attività parlamentare - Sussistenza dei requisiti soggettivo ed oggettivo - Ammissibilità del conflitto - Notificazione e comunicazioni conseguenti.. E' ammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dalla Corte di cassazione nei confronti della Camera dei deputati in relazione alla deliberazione del 10 febbraio 2005, di insindacabilità, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione, delle opinioni espresse da un proprio componente, per le quali è pendente un procedimento civile, promosso da un magistrato per il risarcimento del danno arrecatogli dall'asserito contenuto ingiurioso e diffamatorio delle dichiarazioni rese dal deputato nel corso di una trasmissione televisiva. Sussistono, infatti, i requisiti soggettivo e oggettivo di un conflitto tra poteri dello Stato, dal momento che sia il giudice ricorrente sia la Camera dei deputati sono legittimati ad esser parti di un conflitto in quanto competenti a dichiarare definitivamente la volontà del potere cui appartengono o che rappresentano e viene denunciata la menomazione della sfera di attribuzione dell'autorità giudiziaria, garantita da norme costituzionali, ad opera della deliberazione di insindacabilità, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione.