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ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla digitalizzazione della cooperazione giudiziaria e dell'accesso alla giustizia in materia civile, commerciale e penale a livello transfrontaliero e che modifica taluni atti nel settore della cooperazione giudiziaria Doc n. COM(2021) 759 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla digitalizzazione della cooperazione giudiziaria e dell'accesso alla giustizia in materia civile, commerciale e penale a livello transfrontaliero e che modifica taluni atti nel settore della cooperazione giudiziaria (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) La senatrice RICCIARDI ( M5S ), relatrice, introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, che istituisce un quadro giuridico per la digitalizzazione della cooperazione giudiziaria tra le autorità competenti e per l'accesso delle persone fisiche o giuridiche alle procedure giudiziarie, in materia civile, commerciale e penale. In tale contesto, la proposta stabilisce anche norme in materia di: utilizzo della videoconferenza o di altre tecnologie di comunicazione a distanza; applicazione di servizi fiduciari elettronici (firma o posta elettronica certificata); effetti giuridici dei documenti elettronici; e pagamento elettronico delle spese. L'obiettivo specifico della proposta è, quindi, quello di rafforzare la cooperazione giudiziaria e l'accesso alla giustizia, attraverso la maggiore digitalizzazione delle comunicazioni tra le autorità competenti, compresi gli organi e le agenzie dell'Unione, e tra queste e le persone fisiche e giuridiche, al fine di migliorare l'efficacia e la rapidità delle procedure giudiziarie portando a risparmi di costi e tempi, alla riduzione degli oneri amministrativi e a una migliore resilienza della cooperazione giudiziaria transfrontaliera. La proposta, anzitutto, istituisce un "sistema informatico decentrato", definito come una rete di sistemi informatici e punti di accesso interoperabili, che opera sotto la responsabilità e la gestione individuali di ciascuno Stato membro ovvero di ciascuna agenzia o di ciascun organo dell'Unione e che consente lo scambio transfrontaliero sicuro e affidabile delle informazioni. Ogni comunicazione scritta, compreso lo scambio di moduli, relativa alla cooperazione giudiziaria europea, dovrà avvenire attraverso tale sistema informatico decentrato. Nell'ambito del sistema informatico decentrato, inoltre, la proposta di regolamento prevede l'istituzione di un "punto di accesso elettronico europeo", all'interno del portale europeo della giustizia elettronica, che consenta alle persone fisiche e giuridiche di comunicare con le autorità competenti, di presentare istanze e richieste, e di inviare e ricevere informazioni di rilevanza procedurale, in merito ai casi rientranti nell'ambito della cooperazione giudiziaria europea. Tale comunicazione può, alternativamente, avvenire anche tramite i portali informatici nazionali, ove disponibili. La proposta prevede, poi, l'obbligo per le autorità competenti di consentire la partecipazione in videoconferenza alle udienze, nel caso di procedimenti nei quali uno dei soggetti si trovi in un altro Stato membro, a condizione che: le altre parti coinvolte abbiano avuto la possibilità di pronunciarsi sul ricorso a tali mezzi di comunicazione; le circostanze del caso giustifichino il ricorso a tale tecnologia; e che l'indagato, l'imputato o il condannato abbia acconsentito all'uso della videoconferenza o altra tecnologia di comunicazione a distanza. Le specifiche tecniche relative all'istituzione del sistema informatico decentrato sono affidate ad atti di esecuzione della Commissione europea, per assicurare funzionalità e sicurezza delle informazioni. I costi legati alla creazione, manutenzione e sviluppo del software di implementazione del sistema informatico decentrato e del punto di accesso elettronico europeo, di cui è responsabile la Commissione, sono a carico del bilancio dell'Unione, mentre sono a carico degli Stati membri i costi relativi ai punti di accesso al sistema europeo situati sul proprio territorio nazionale. Ogni cinque anni, la Commissione europea effettua una valutazione sull'applicazione del regolamento, sulla base dei dati forniti dagli Stati membri e dal sistema informatico decentrato, tra cui i dati relativi ai costi sostenuti e alla durata dei procedimenti giudiziari di primo grado. In particolare, ciascuno Stato membro trasmette con cadenza annuale: il numero di casi gestiti dalle autorità nei quali la comunicazione si è svolta con mezzi diversi dal sistema informatico decentrato; il numero di udienze condotte attraverso videoconferenza o altra tecnologia di comunicazione a distanza e, entro sei mesi dall'entrata in vigore della proposta di regolamento in esame, gli estremi dei portali informatici nazionali; la descrizione dell'ordinamento giuridico e delle procedure nazionali applicabili alla videoconferenza; le informazioni sulle spese dovute nel contesto di cause transfrontaliere; e tutte le eventuali modifiche a tali informazioni. La proposta contiene, infine, le necessarie modifiche di coordinamento a una serie di regolamenti in materia di cooperazione giudiziaria civile, commerciale e penale, che riguardano tra l'altro: la presentazione della domanda di ingiunzione di pagamento europea; l'opposizione all'ingiunzione di pagamento europea; il procedimento europeo per le controversie di modesta entità; la domanda di ordinanza europea di sequestro conservativo; la trasmissione di documenti tra autorità giudiziarie o autorità competenti; la procedura per i mezzi di ricorso; il diritto di insinuazione dei crediti; le modalità di svolgimento della cooperazione e comunicazione tra giudici; e il riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca. Da ultimo, la proposta in esame prevede che essa si applichi a decorrere dai due anni successivi alla sua entrata in vigore e che gli Stati membri inizino a utilizzare il citato sistema informatico decentrato dopo ulteriori due anni dall'adozione dei relativi atti di esecuzione da parte della Commissione europea. Per quanto riguarda la valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, si osserva anzitutto che la proposta si basa sull'articolo 81, paragrafo 2, lettere e) ed f), e sull'articolo 82, paragrafo 1, lettera d), del TFUE, che prevedono la procedura legislativa ordinaria per l'adozione di misure intese all'eliminazione degli ostacoli all'accesso e al corretto svolgimento dei procedimenti civili con implicazioni transnazionali, e a facilitare la cooperazione tra le autorità giudiziarie degli Stati membri in relazione all'azione penale e all'esecuzione delle relative decisioni. La proposta appare conforme al principio di sussidiarietà in quanto l'obiettivo di rafforzare la cooperazione giudiziaria europea e l'accesso alla giustizia nei procedimenti transfrontalieri, attraverso il maggior ricorso ai mezzi digitali, non può essere raggiunto dagli Stati membri singolarmente, poiché richiede norme comuni e un coordinamento tra tutti gli Stati membri che può essere ottenuto solo mediante un'azione a livello dell'Unione.