[ddlpres]

Sono esclusi dagli obiettivi di cui al comma 1 i rifiuti da costruzione e demolizione di cui all'articolo 181, comma 1, lettera b). 3. Per i rifiuti alimentari, sia urbani che speciali, in ogni comune deve essere raggiunto l'obiettivo di riduzione in peso del 30 per cento entro il 31 dicembre 2025. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con uno o più decreti da adottare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, definisce le linee guida per il piano di prevenzione dei rifiuti alimentari, massimizzando il riciclaggio di materia, nonché il mantenimento della sostanza organica e della fertilità dei suoli. A seguito dell'adozione delle linee guida di cui al periodo precedente, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano prevedono, nell'ambito dei piani regionali di cui all'articolo 199, misure idonee ad ottemperare a quanto previsto dal presente comma. 4 . Il comune, qualora riscontri problemi tecnici o ambientali, può chiedere al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare una deroga agli obblighi previsti dal comma 1. Verificata la sussistenza dei requisiti, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Centro di ricerca di cui all'articolo 224- bis , può autorizzare la deroga, previa stipula, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di un accordo di programma tra il medesimo Ministero, la regione e il comune interessati. L'accordo di programma prevede: a) le modalità e le misure con le quali il comune intende conseguire gli obiettivi di cui al comma 1. Le predette modalità non possono consistere in compensazioni comparative in relazione agli obiettivi raggiunti in altri comuni; b) la percentuale di riduzione dei rifiuti solidi urbani che il comune si obbliga ad effettuare. 5. L'accordo di programma di cui al comma 4, in linea con le disposizioni vigenti, può stabilire prescrizioni nonché modalità per l'adempimento degli obblighi assunti nell'ambito dell'accordo di programma medesimo. I piani regionali si conformano a quanto previsto dagli accordi di programma di cui al comma 4. 6. Le regioni, previa intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, possono prevedere obiettivi di riduzione maggiori rispetto a quelli indicati dal presente articolo». 3 (Modifiche alla disciplina sul riciclaggio e recupero dei rifiuti) 1 All'articolo 181 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, dopo la lettera b) sono aggiunte le seguenti: « b-bis) entro il 2025, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali carta, alluminio, plastica e vetro provenienti dalle utenze domestiche e commerciali sarà aumentata complessivamente di almeno il 70 per cento in termini di peso. Entro il 2030, tale percentuale sarà aumentata all'85 per cento; b-ter) entro il 2025, la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale, incluse operazioni di colmatazione che utilizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali, di rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi, escluso il materiale allo stato naturale definito alla voce 17 05 04 dell'elenco europeo dei rifiuti, sarà aumentata dell'85 per cento in termini di peso. Entro il 2030, tale percentuale sarà aumentata al 93 per cento»; b al comma 4, le parole: «, laddove ciò sia realizzabile dal punto di vista tecnico, economico e ambientale,» sono soppresse; c il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5. Per le frazioni di rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata destinate al riciclaggio e al recupero di materia è ammessa la libera circolazione sul territorio nazionale tramite enti o imprese iscritti nelle apposite categorie dell'Albo nazionale gestori ambientali ai sensi dell'articolo 212, comma 5, al fine di favorire il più possibile il recupero di materia, privilegiando il principio di prossimità in relazione alla zona di produzione dei rifiuti, tenuto conto del minor impatto ambientale». 4 (Modifiche alle definizioni relative alla parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152) 1 All'articolo 183, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a la lettera e) è sostituita dalla seguente: « e) "autocompostaggio": compostaggio degli scarti organici dei propri rifiuti urbani, ai fini dell'utilizzo in sito del materiale prodotto ovvero con cessione a terzi previa certificazione di "compost di qualità" ai sensi dell'allegato 2 del decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75»; b alla lettera u), le parole: «o per altri fini» sono soppresse; c la lettera ff) è sostituita dalla seguente: «ff) "digestato": prodotto ottenuto dal trattamento anaerobico di rifiuti organici urbani e di rifiuti di origine animale o vegetale le cui modalità di riutilizzo sono adottate nel rispetto dei requisiti contenuti in norme tecniche da emanare con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali»; d la lettera qq-bis) è sostituita dalla seguente: « qq-bis) "compostaggio di comunità": compostaggio della frazione organica dei rifiuti urbani effettuato collettivamente da più utenze domestiche e non, al fine dell'utilizzo in sito del compost prodotto da parte delle utenze conferenti. È ammessa la cessione a terzi previa certificazione di "compost di qualità" ai sensi dell'allegato 2 del decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75»; e dopo la lettera qq-bis) sono aggiunte, in fine, le seguenti: «qq-ter) "catena produttiva": filiera formata da più soggetti atti alla produzione e distribuzione di un determinato prodotto o categoria di prodotti; qq-quater) "riparazione": ripristino dell'integrità e della funzionalità originaria di un prodotto, al fine di prevenire la produzione di rifiuti; qq-quinquies) "eco-riprogettazione": studio e analisi dei materiali e delle sostanze che compongono un oggetto, al fine di individuarne le criticità progettuali iniziali, ridurre preventivamente la quantità di rifiuti prodotti e favorire l'adozione delle migliori tecniche disponibili di progettazione industriale, con il minor costo ambientale possibile; qq-sexies) "decostruzione o disassemblaggio": processo volto al recupero delle singole parti e componenti di un oggetto complesso; qq-septies) "obsolescenza programmata o pianificata": strategia industriale volta a definire il ciclo vitale nonché la durata di un prodotto in modo da renderne l'utilizzo limitato a un periodo prefissato; qq-octies) "residuo": qualsiasi materiale o sostanza rimanente al termine di tutti i trattamenti di prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riparazione, riciclaggio o altre forme di recupero; qq-novies) "sottoriciclaggio":