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Tale principio è invece fondamentale per Forza Italia e su di esso si sono sempre basati il nostro programma e le nostre proposte. Non possiamo non evidenziare come la proposta oggi in esame sia una misura non solo limitata, ma anche costosa. Nelle valutazioni ufficiali tutte le misure pensionistiche determinerebbero un aumento di spesa pari a 4,7 miliardi di euro nel 2019, 8,7 miliardi nel 2020 e 9,3 miliardi nel 2021. Ricordo che sono tutte risorse finanziate in deficit . Secondo le stime dell'INPS, dalle sole misure di quota 100 e di blocco degli adeguamenti alla speranza di vita per le pensioni anticipate deriverebbe un aumento del debito implicito del sistema pensionistico pari a circa 38 miliardi di euro, interamente a carico delle future generazioni. Infine, la complessità e l'eterogeneità del provvedimento si completano con il Capo III, contenente disposizioni in materia di giochi, il cui aumento fiscale è finalizzato a parte della copertura di questa misura. Ciò rivela una contraddizione intrinseca: da un lato, mettete in difficoltà questo comparto con l'aumento delle tasse; dall'altro, lo utilizzate per finanziare i vostri provvedimenti. Quindi, colleghi della maggioranza, ancora una volta mettetevi d'accordo non solo tra di voi, ma anche con voi stessi. Riassumendo, il provvedimento in esame è caratterizzato da un miscuglio di assistenzialismo e politiche attive che favorisce - da una parte - il divano per chi non ha voglia di lavorare e - dall'altra - il lavoro nero per chi vuole e può lavorare e - dall'altra ancora - la mancanza di offerte di lavoro perché il mercato è fermo. Si tratta di una misura limitata che non prevede il superamento della cosiddetta legge Fornero, ma costituisce l'ennesima finestra pensata per alcuni e non per tutti. Non ci si preoccupa inoltre dei giovani, sui quali ricadrà l'intero costo della manovra. Nessun investimento viene operato a favore del mondo imprenditoriale, a cui il colpo di grazia è stato inferto con il blocco della TAV e di tutte le grandi opere. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È evidente che si tratta di un provvedimento con fini propagandistici, che urge per la campagna elettorale per le elezioni europee, ma che di fatto immobilizzerà l'intero Paese: un prezzo davvero troppo caro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Il relatore di minoranza, senatore Nannicini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Nannicini. NANNICINI, relatore di minoranza . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, colleghe senatrici, colleghi senatori, tutte le audizioni effettuate dalla Commissione lavoro sul decreto-legge in esame, pur nella consueta diversità di accenti e interessi, hanno sollevato forti dubbi sia sul disegno complessivo sia sui dettagli attuativi del provvedimento. Nonostante il coro di critiche, la Commissione ha esaminato e approvato il decreto-legge senza tenere in alcun conto le osservazioni dei soggetti auditi e respingendo tutti gli emendamenti dei Gruppi di opposizione, e sottolineo tutti perché si è ancora una volta svilito il ruolo dei parlamentari di minoranza e maggioranza. Ma vediamo i cardini del decreto-legge, le critiche avanzate in Commissione dal Gruppo del Partito Democratico e le nostre conseguenti proposte alternative che riproporremo in Aula. Reddito di cittadinanza e interventi sulle pensioni non arrivano da Marte: vanno letti all'interno di una politica economica irresponsabile, che purtroppo sta già dispiegando i suoi effetti recessivi per l'aumento dell'incertezza, il taglio degli investimenti, il deterioramento delle aspettative di famiglie e imprese. Questo decreto-legge nasce per spendere, in maniera frettolosa più che urgente, le misure ingenti stanziate nell'ultima legge di bilancio su tali provvedimenti. Parliamo di 17 miliardi sul reddito di cittadinanza, aggiuntivi rispetto ai fondi dei Governi Renzi e Gentiloni Silveri per il contrasto alla povertà, e di 21 miliardi in tre anni per gli anticipi pensionistici. Si tratta di risorse ingenti con effetti nulli, se non negativi nel caso dei prepensionamenti, sulla crescita potenziale dell'economia italiana, e con effetti redistributivi fortemente iniqui, soprattutto nel caso delle pensioni. Il problema iniziale è che le risorse sono finte in due diverse accezioni: in primo luogo, sono solo nominalmente finanziate da aumenti della pressione fiscale a partire dal 2020, da nuove clausole di salvaguardia su IVA e accise che il Governo ha già detto più volte di non voler far scattare sul serio. In secondo luogo, sono finte perché finanziano interventi che, nel caso delle pensioni, sono temporanei nella loro durata e, quindi, destinati a creare forti pressioni per ulteriori spese una volta scaduti. Se si considerano gli impegni di spesa per il 2020 e il 2021, se si guarda alle clausole di salvaguardia aggiuntive contenute nella legge di bilancio, il 48 per cento dei soldi pubblici che nel 2020 e nel 2021 copriranno gli interventi che stiamo discutendo in questa sede semplicemente non esiste. Un euro ogni due è una finzione contabile. Quei soldi andranno trovati nella prossima legge di bilancio nel mezzo di una recessione e con nuove promesse e nuove spese da accomodare. Auguri! (Applausi dal Gruppo PD) . Rispetto al secondo punto, la temporaneità degli interventi, le risorse sono finte perché la bomba a orologeria che si sta piazzando sotto la possibilità di onorare in futuro i diritti previdenziali e assistenziali degli italiani è sconcertante. Tanto per iniziare, non c'è alcuna quota 100, c'è una quota a 62 più 38. La somma fa 100 ma non è quota 100. Ce lo ha raccontato in audizione il Presidente dell'INPS, dicendo che negli uffici di tale istituto ci sono persone che, se sommano l'età anagrafica e contributi, arrivano a 100, si aspettano la pensione ma non ne hanno diritto. Con questo canale aggiuntivo, quindi, si stanno creando aspettative e nuove domande di interventi. (Applausi dal Gruppo PD) . Ma soprattutto quota 100 non è una riforma strutturale, perché è introdotta per soli tre anni. Non c'è alcun superamento della riforma Fornero: c'è solo l'ennesimo canale frammentato e temporaneo di accesso alla pensione anticipata. Non è neanche una finestra, non è un intervento tampone: quota 100 è semplicemente una lotteria. Se maturi i requisiti richiesti da qui alla fine del 2021, fai bingo; altrimenti arrivederci e grazie. (Applausi dal Gruppo PD) . Pensiamo a due persone che hanno iniziato a lavorare lo stesso giorno e hanno maturato esattamente gli stessi anni di contributi nella loro vita. Entrambi raggiungeranno l'agognata quota di trentotto anni di contributi nel 2021, ma la prima persona avrà sessantadue anni nel dicembre del 2021 e la seconda li compirà nel gennaio 2022.