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Allo stesso modo, esprimiamo soddisfazione per l'accoglimento da parte del Governo di un nostro ordine del giorno che rafforza l'aspetto dell'educazione sociale e dell'intelligenza emotiva, pur riconoscendo la strozzatura evidente che c'è stata del confronto in Senato, a cui avremmo voluto dedicare altro spazio, proprio per migliorare la funzionalità del provvedimento. Dobbiamo anche noi sottolineare un ricorso troppo facile all'articolo 81 da parte della Commissione bilancio e la problematica dell'invarianza di spesa. Ma noi vogliamo credere - e continueremo a batterci per questo - che il provvedimento in esame rappresenti un passo verso la costruzione di una nuova, anzi antica, cultura della cittadinanza che coniughi il valore della libertà con quello del dovere. Mi è dispiaciuto veramente ascoltare le note, i richiami e i riferimenti ad una cultura dell'odio che per quanto ci riguarda respingiamo al mittente perché quando il nostro leader , Giorgia Meloni, parla di una Nazione che non può continuare ad esportare più laureati rispetto agli immigrati che vengono in Italia, quando parliamo del riconoscimento degli esempi migliori della nostra società, come nel caso del brigadiere Mario Cerciello Rega ucciso barbaramente, noi amiamo la nostra Patria e non mettiamo in campo una politica di odio. Lo diciamo a favore degli italiani di oggi e soprattutto degli italiani di domani. (Applausi dal Gruppo FdI . Congratulazioni). UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, viviamo in un'epoca nella quale, non solo in Italia, si registra una sempre maggiore disaffezione dalle istituzioni democratiche. Vari studi a livello internazionale ci dicono che è crescente il numero dei cittadini che non crede più nelle istituzioni democratiche, che non vede in loro un valore assoluto e fondativo a garanzia della libertà e dei diritti e doveri di tutti. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 12,20) ( Segue UNTERBERGER). Le ragioni sono molteplici e tra queste vi è sicuramente la mancanza di conoscenza sul loro funzionamento. Molti cittadini criticano l'Unione europea senza conoscerne la storia, gli organismi, il modo con cui lavora e le competenze. E lo stesso vale anche per le istituzioni nazionali. In questi anni, ad esempio, molti attacchi nei confronti delle Autonomie speciali dimostravano di ignorarne le ragioni storiche e di non conoscerne il funzionamento, quindi ben venga questo provvedimento per raccontare la Costituzione e spiegare le istituzioni. Il mio auspicio è che tutto questo contribuisca alla crescita di cittadini che esercitano le loro critiche in maniera più consapevole, quindi in un'ottica di costruzione e non di distruzione. È importante anche avere introdotto nel provvedimento tutta la questione legata alle conoscenze digitali. Siamo nel pieno di una rivoluzione delle forme della conoscenza e soprattutto le nuove generazioni devono essere in grado di comprenderne le implicazioni e i rischi che possono far correre alle nostre vite. C'è il tema della privacy , il modo con cui maneggeranno dati sensibili che riguardano la propria vita e c'è soprattutto il modo in cui valuteranno le informazioni della rete. È evidente che l'educazione digitale è un elemento fondativo rispetto alla costruzione dei cittadini di domani, per imparare a distinguere tra fonti affidabili e fonti inquinanti, a verificare le notizie e a interrogarsi sulla loro plausibilità. L'educazione digitale deve però intendersi anche come un modo rispettoso e responsabile di esprimersi sulla rete, che deve riscoprirsi come uno spazio di confronto e non di offese e di minacce. Come già detto, dato lo spirito del provvedimento, trovo una lacuna non aver speso una parola sulla parità dei sessi e sul rispetto della diversità. Ringrazio pertanto il Governo per aver accolto un mio ordine del giorno, che fa seguito a quello accolto sul cosiddetto codice rosso, ma adesso dagli impegni si deve passare ai fatti. Viviamo in una fase storica in cui le parole d'odio sul web e la violenza fisica contro le donne si sconfiggono anche attraverso interventi di carattere educativo e culturale. Bisognava quindi inserire nel provvedimento la conoscenza della storia delle donne e dei diritti che, con grande fatica, hanno conquistato negli ultimi cento anni. La storia dell'emancipazione femminile è strettamente connessa alla crescita civile e ai valori della Costituzione, che per la prima volta ha introdotto in Italia il suffragio universale e ha riconosciuto l'uguaglianza di tutti i cittadini e quindi anche la parità tra i sessi. Ad ogni modo, quello in esame è un provvedimento positivo e quindi voteremo a favore, ma lo facciamo sapendo che, per i giovani, l'esempio vale più delle parole, in particolare quando si tratta di personalità che ricoprono un ruolo di responsabilità. È quindi giusto approvare provvedimenti come quello in esame, ma sarebbe altrettanto importante che questi valori e precetti siano alla base del comportamento di tutti. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV) e della senatrice Rojc) . BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo si debbano considerare particolarmente rilevanti l'occasione odierna e il relativo dibattito parlamentare sull'insegnamento del diritto e dell'educazione civica, in tutte le scuole secondarie del primo e del secondo ciclo. L'elemento didattico e formativo in materia di educazione civica può infatti preparare le nostre nuove generazioni ad una cittadinanza consapevole, trasmettere loro una cultura della legalità, fornire validi insegnamenti per affrontare la vita in società e anche avviare gli studenti ai temi dell'economia, del diritto e dell'imprenditorialità. Siamo quindi chiamati ad arricchire l'offerta formativa dei giovani italiani, per rendere più solida la loro preparazione al momento di scegliere la strada da intraprendere per il loro futuro, sia esso universitario o di ingresso nel mondo del lavoro e della produttività. Altresì, avremo anche modo e responsabilità di perimetrare i criteri selettivi e di impiego dei docenti, da impiegare, professionalizzare e valorizzare, assunto come l'educazione civica sarà affrontata in maniera trasversale, impiegando l'organico già presente, a cui chiedere questa ulteriore prova di impegno formativo e didattico. Il testo del disegno di legge di cui stiamo discutendo, infatti, affronta molti temi: Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell'Unione europea e degli organismi internazionali, storia della bandiera e dell'inno nazionale, sviluppo sostenibile, educazione alla cittadinanza digitale, elementi fondamentali di diritto, educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari, educazione alla legalità e al contrasto delle mafie, educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale, finanche formazione di base in materia di protezione civile e pronto soccorso.