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I commi 206 e 207 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, intervenendo sull'articolo 82 della citata legge n. 289 del 2002, hanno rispettivamente esteso l'ambito di applicazione degli oneri di servizio pubblico al fine di garantire i collegamenti aerei di linea anche ai servizi aerei effettuati tra alcuni scali aeroportuali ed i principali aeroporti nazionali (comma 206), nonché aumentato il limite del rimborso al vettore aereo individuato a seguito della gara di appalto europea, da indire -- ai sensi dell'articolo 36, comma 4, della legge 17 maggio 1999, n. 144 -- qualora nessun vettore accetti l'imposizione degli oneri di servizio pubblico (comma 207). La legge di stabilità 2013 (legge 24 dicembre 2012, n. 228), all'articolo 1, comma 310, ha disposto per gli anni dal 2013 al 2016, al fine di garantire la continuità territoriale nei collegamenti aerei per le isole minori della Sicilia, che sia l'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) a compartecipare, con le risorse disponibili già finalizzate alla continuità territoriale del trasporto merci per via aerea con gli aeroporti siciliani, con lo Stato per la compensazione degli oneri di servizio pubblico. Il Presidente della regione Sicilia ha indetto, ai sensi della citata legge n. 388 del 2000, su delega del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la Conferenza dei servizi che ha individuato alcune rotte sulle quali erano stati precedentemente imposti gli oneri di servizio pubblico. Le tratte interessate riguardavano Trapani-Lampedusa, Trapani-Pantelleria, Trapani-Roma, Trapani-Catania, Lampedusa-Palermo, Lampedusa-Catania, Pantelleria-Palermo, Milano-Trapani, Bari-Venezia. Il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 28 marzo 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10 aprile 2006, ha imposto oneri di servizio pubblico per i servizi aerei di linea Trapani-Roma, Trapani-Cagliari, Trapani-Bari, Trapani-Milano. Di conseguenza l'imposizione di oneri di servizio pubblico di cui al citato decreto ministeriale dell'11 gennaio 2002 è stata abrogata limitatamente alle rotte Trapani-Catania, Trapani-Lampedusa, Trapani-Roma-Milano, Trapani-Bari-Venezia. Il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 13 marzo 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 5 aprile 2013, ha stabilito che il servizio aereo di linea sulle rotte Pantelleria-Trapani e viceversa, Pantelleria-Palermo e viceversa, Lampedusa-Palermo e viceversa, Lampedusa-Catania e viceversa, costituisce un servizio d'interesse economico generale, considerata la necessità di individuare, tramite una nuova Conferenza di servizi, nuovi parametri sui quali articolare una nuova imposizione di oneri di servizio pubblico sui collegamenti aerei tra gli scali aeroportuali della Sicilia e quelli delle sue due isole minori. Il decreto stabilisce, inoltre, che al fine di assicurare l'effettuazione di un collegamento aereo adeguato, regolare e continuativo, il servizio aereo di linea sulle rotte Pantelleria-Trapani e viceversa, Pantelleria-Palermo e viceversa, Lampedusa-Palermo e viceversa, Lampedusa-Catania e viceversa, è sottoposto ad oneri di servizio pubblico. Discorso a parte merita la Sardegna per quanto attiene alla continuità territoriale aerea. In base alla normativa in materia di continuità territoriale (la citata legge n. 144 del 1999), il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha conferito al Presidente della regione -- per quanto attiene ai collegamenti aerei -- la delega ad indire la Conferenza dei servizi, una prima volta, il 15 febbraio 2000. In esito alla Conferenza, il contenuto degli oneri di servizio pubblico è stato determinato con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione del 1° agosto 2000, n. 101, successivamente novellato dal decreto del 21 dicembre 2000, n. 150. Le rotte interessate erano quelle tra gli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero e gli aeroporti di Roma e Milano. Il decreto prevedeva, altresì, che, qualora nessun vettore avesse accettato l'imposizione degli oneri di servizio pubblico l’ENAC procedesse ad esperire una gara europea, ai sensi dell' articolo 36 della citata legge n. 144 del 1999. L'imposizione degli oneri fu accettata dai vettori Alitalia, Air One e Meridiana che, nel biennio 2002-2003, hanno goduto di una compensazione finanziaria, attraverso la stipula di convenzioni; la compensazione non è stata più prevista nel 2004. In effetti, alla scadenza delle convenzioni per gli anni 2002 e 2003, è stata sottoscritta con i medesimi vettori una nuova convenzione della durata di un anno e con scadenza 31 dicembre 2004, sulla base della quale i precitati collegamenti venivano assicurati alle medesime condizioni, sia di servizio che tariffarie, senza tuttavia richiedere compensazioni da parte dello Stato, per esplicita rinuncia dei vettori stessi. Il 5 ottobre 2004 una nuova delega è stata conferita dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti al Presidente della regione Sardegna, su richiesta avanzata da quest'ultimo il 28 settembre 2004, che ha poi proceduto ai sensi della normativa vigente ad indire e svolgere la Conferenza dei servizi. Considerata l'urgenza di avviare la procedura di imposizione degli oneri in virtù della scadenza degli oneri imposti nel 2000, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con decreto dell’8 novembre 2004, ha stabilito, a decorrere dal 1º gennaio 2005 e permanendo le esigenze di continuità territoriale, l'imposizione di oneri di servizio pubblico per diciannove rotte, poi ridotte a diciotto, da e per la Sardegna, in un'unica ed inscindibile soluzione, senza esclusiva e senza compensazione a carico dello Stato. Le diciotto rotte sono state raggruppate in un unico pacchetto, in modo che i vettori fossero indotti a valutare il pacchetto stesso nella sua globalità, compensando le maggiori diseconomie generate dall'esercizio delle rotte meno redditizie con i vantaggi prodotti dall'esercizio delle rotte a più alto rendimento. Tra i punti caratterizzanti del decreto si segnalano l'ampliamento della fascia dei passeggeri aventi diritto alla tariffa agevolata; inoltre, al fine di eliminare gran parte delle rigidità che caratterizzavano il precedente regime, è stato previsto un numero di voli variabile tra il periodo estivo e quello invernale ed è stata lasciata al vettore la facoltà di aumentare il numero dei voli nei periodi di maggior traffico. Sul citato decreto 8 novembre 2004 si è pronunciato il TAR del Lazio, in relazione al ricorso presentato da Alitalia, Meridiana e Air One avverso il decreto medesimo, chiedendo, con sentenza del 17 marzo 2005, una parziale modifica del decreto ministeriale in oggetto.