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Con la sua elezione, avvenuta per la prima volta nel 1987 dopo un cursus da consigliere comunale missino, Pino Specchia segna, in qualche misura , la trasformazione della destra pugliese, che aveva caratteristiche un po' nobiliari, in una destra popolare, legata al territorio ed espressione di esso; una destra attenta ai bisogni sociali. Fu epica la sua battaglia - la battaglia di Pino Specchia che ricordo oggi a tanti colleghi - per il riscatto degli alloggi sociali, una battaglia che perseguì per anni sino al successo. Ancora oggi, quegli inquilini, diventati proprietari, lo ringraziano. Aveva un carattere mite e allegro, ma anche determinato e preparato, competente. Non amava la demagogia ma sapeva parlare alla sua gente che lo ha premiato - lo ha ricordato il Presidente - con ben cinque elezioni consecutive praticamente plebiscitarie. Chi lo conosce lo ricorda con la sigaretta, purtroppo, sempre nelle mani. Erano mani piccole ma in un corpo grande. Sapeva parlare al cuore ma anche alla ragione dei suoi cittadini. Uomo forte dai modi cortesi, coerente sempre e comunque ma anche profondamente sincero, fermo nei principi ma mai intransigente. Da tempo si era ritirato a vita privata ma continuava a seguire con assiduità la vita amministrativa della sua Ostuni e dispensava consigli e suggerimenti agli amici e ai suoi concittadini, sempre per la tutela del buon Governo, a prescindere dagli schieramenti. Prima Maurizio Gasparri ricordava come fosse stato, Pino Specchia, collaboratore e amico di Domenico Mennitti, eletto anche lui a Brindisi, che contribuì in maniera determinante all'evoluzione della destra italiana, e di Pinuccio Tatarella. Due pilastri del rinnovamento politico della destra e della rinascita della Regione Puglia: Specchia era stato da entrambi stimato e rispettato. Io stesso, per questo prendo la parola per la prima volta per commemorare un collega, lo conobbi in quella fase, negli anni Ottanta, quando insieme aderimmo al Gruppo Proposta Italia, che si riprometteva di modernizzare la destra missina. Divenne per la prima volta senatore proprio in quegli anni, ma l'incarico prestigioso non mutò il suo carattere. Rimase sempre un uomo semplice, ancorché dotto. Amava la campagna così come le citazioni in latino. La campagna e la lingua latina sono segno di rispetto per la sua e la nostra tradizione e per l'identità remota della civiltà contadina che lui accompagnò nella sua trasformazione in società industriale. Pino vestiva sempre in giacca e cravatta, perché aveva rispetto della dignità del suo ruolo, che onorava come tanti altri, con una rettitudine che tutti, amici e avversari, gli hanno sempre riconosciuto in vita e non solo nella morte, quando è facile parlare. Solo la domenica indossava il maglione - ha ricordato qualcuno in un giornale pugliese - spesso largo, per girare tra le masserie pugliesi a comprare i prodotti della terra, che poi distribuiva a parenti e amici e che qualche volta portava anche ai colleghi di Roma. Con lui, uomo di partito ma non di fazione, va via uno degli ultimi testimoni di una politica che non c'è più, ricca di passioni civili tanto intense quanto vere, da far diventare marginali le pur presenti contrapposizioni personali e anche, persino, quelle politiche e ideologiche. Permettetemi di dire a Pino: «Ciao, quel ragazzo che tu hai conosciuto quando entrasti per la prima volta, orgoglioso e timoroso in quest'Aula, ti pone oggi, con deferenza, omaggio, insieme a tutta l'Assemblea, che tu hai saputo pienamente onorare, e con noi la nostra Italia. Ciao Pino, arrivederci. Che la terra, la tua terra, che tanto hai amato, ti sia lieve, come essa sa essere lieve con i figli che riconosce come suoi». (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC e del senatore Laus) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la ringrazio per aver concesso questa eccezione, perché per il mio Gruppo ha parlato il senatore Gasparri. Volevo intervenire comunque per tratteggiare alcuni aspetti del senatore Specchia. Lei ha tratteggiato il suo aspetto pubblico e istituzionale, nell'attività svolta con impegno all'interno di quest'Aula per cinque legislature. Io l'ho conosciuto all'inizio della mia esperienza politica; sono stato testimone della sua ascesa, la prima volta nel 1987, alla carica di senatore della Repubblica. Posso testimoniare la sua umanità, la sua enorme generosità, la sua altrettanto grande disponibilità ad ascoltare e ad essere cassa di risonanza, nelle Aule parlamentari, delle esigenze del territorio brindisino. Egli era di Ostuni, io della vicina Francavilla Fontana. Io ho contribuito alla sua prima elezione nel 1987 e nel 1996 lui mi ha restituito quella disponibilità e quell'impegno. Siamo stati candidati, sia pure in rami del Parlamento diversi, nello stesso territorio: lui era il senatore di Ostuni-Brindisi, io sono stato il deputato di Francavilla-Ostuni. In quella circostanza - era la mia prima esperienza parlamentare - mi è stato vicino, prodigo di consigli, di attenzioni, punto di riferimento anche nei momenti di sconforto, che pure la vita politica ti porta ad affrontare. Pino è stato consigliere comunale ma anche consigliere provinciale di Brindisi ed è stato punto di riferimento non soltanto della sua città e della sua Provincia, ma dell'intera Regione. Persona umile. Mi piace ricordare che nel 1987, quando fu possibile per la Provincia di Brindisi indicare un candidato al Senato per il Movimento Sociale Italiano, vi erano diversi candidati; io facevo parte di quell'esecutivo provinciale, nel quale pure sedevano personaggi poi diventati parlamentari (il senatore Saccomanno e il senatore Curto, l'onorevole Epifani e l'onorevole Manzoni). L'onorevole Mennitti, che era il leader politico di quel territorio, scelse Specchia, che non aveva particolari titoli accademici rispetto agli altri potenziali candidati, era un funzionario del gruppo regionale della Regione Puglia: lo scelse per la sua disponibilità, per la sua lealtà, per il suo impegno costante e continuo, al quale non è mai venuto meno. Purtroppo, gli ultimi anni della sua vita sono stati segnati, come lei ha detto, signor Presidente, da una grave e debilitante malattia. Con la morte di Pino Specchia, il territorio non soltanto brindisino, ma pugliese, perde un baluardo di riferimento. A Pino Specchia, sia pure in questa circostanza, voglio dire grazie: grazie per quello che ha fatto per il suo territorio, grazie per quello che ha fatto e che ha dato anche alla mia persona. (Applausi) . Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1777 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 11 marzo 2020, n. 16, recante disposizioni urgenti per l'organizzazione e lo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026 e delle finali ATP Torino 2021-2025, nonché in materia di divieto di pubblicizzazione parassitaria (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE .