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Qualora per l'assegnazione del seggio nei collegi uninominali debba procedersi ad un secondo turno di votazione, nella scheda, con le medesime caratteristiche del modello di cui alla tabella D, sono riportati soltanto i nomi ed i contrassegni dei candidati i quali, nel primo turno elettorale, abbiano ottenuto il voto di almeno il 10 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del collegio e che non abbiano presentato richiesta di rinuncia secondo i termini previsti dall'articolo 16, comma 1, lettera a) . 2. Le schede devono pervenire agli uffici elettorali debitamente piegate. 3. La scheda elettorale per l'elezione uninominale nel collegio della Valle d'Aosta deve recare doppie diciture in lingua italiana ed in lingua francese»; g) all'articolo 12, comma 1, le parole: «delle liste di candidati» sono soppresse; h) l'articolo 14 è sostituito dal seguente: «Art. 14. -- 1. Ogni elettore traccia con la matita sulla scheda un solo segno, comunque apposto, nel rettangolo contenente il cognome e nome del candidato prescelto ed il contrassegno relativo. Sono vietati altri segni o indicazioni»; i) l'articolo 16 è sostituito dal seguente: «Art. 16. -- 1. L'ufficio elettorale regionale, facendosi assistere, ove lo ritenga opportuno, da uno o più esperti scelti dal presidente: a) determina il totale dei voti validi ottenuti da ciascun candidato nei collegi uninominali e, in conformità ai risultati accertati, proclama eletto in ciascun collegio uninominale il candidato che ha ottenuto un numero di voti validi almeno pari alla metà più uno, con arrotondamento all'unità superiore, del totale dei voti validi espressi nel collegio. Qualora nessun candidato abbia ottenuto tale risultato, si procede nella seconda domenica successiva ad un secondo turno di votazione al quale sono ammessi i candidati che nel primo turno elettorale abbiano ottenuto voti in numero pari ad almeno il 10 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del collegio e che non abbiano presentato espressa rinuncia all'ufficio elettorale regionale entro il primo venerdì successivo allo svolgimento del primo turno elettorale. Nel secondo turno elettorale risulta eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti validi. In caso di parità l'ufficio elettorale regionale proclama eletto tra essi il candidato che al primo turno elettorale ha ottenuto il maggior numero di voti; b) determina la cifra elettorale regionale teorica di ogni lista. Tale cifra è data dalla somma dei voti conseguiti nel primo turno elettorale dai candidati dei collegi uninominali collegati alla lista stessa; sono escluse dal riparto al livello circoscrizionale le liste che non abbiamo ottenuto una quota almeno pari al 5 per cento del totale dei voti validamente espressi; c) determina il quoziente elettorale regionale; a tal fine aumenta di una unità il numero dei seggi da assegnare nella circoscrizione regionale ai sensi dell'articolo 1, comma 3, e divide per tale numero il totale dei voti validi espressi per tutti i candidati nei collegi uninominali della circoscrizione regionale nel primo turno elettorale; la parte intera di tale risultato costituisce il quoziente elettorale regionale; d) al termine delle operazioni del secondo turno elettorale, calcola la cifra elettorale regionale effettiva di ciascuna lista ammessa, sottraendo alla cifra elettorale regionale teorica, determinata ai sensi della lettera b) , i voti ottenuti nel primo turno elettorale dai candidati nei collegi uninominali ad essa collegati, che siano risultati eletti; e) divide la cifra elettorale regionale effettiva di ciascuna lista, di cui alla lettera d) , per il quoziente elettorale circoscrizionale determinato ai sensi della lettera c) e attribuisce a ciascuna lista un numero di seggi pari al numero di quozienti interi ottenuti da tale operazione; i seggi che residuano sono attribuiti, uno ciascuno, alle liste i cui voti residuali risultino più alti; a tal fine si considerano voti residuali anche le cifre elettorali delle liste ammesse che non hanno dato luogo alla attribuzione di alcun quoziente intero. 2. Al termine delle operazioni di cui al comma 1, il presidente dell'ufficio elettorale regionale proclama eletti i candidati nei collegi uninominali secondo le risultanze delle attribuzioni di cui al comma 1, lettera a) , e successivamente proclama eletti i candidati compresi nell'elenco di candidati di ciascuna lista regionale alla quale l'ufficio ha attribuito seggi ai sensi del comma 1, lettera e) , procedendo secondo l'ordine in cui i candidati sono collocati nella lista e fino a concorrenza del numero dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto. Parimenti, il presidente dell'ufficio elettorale regionale procede alla proclamazione dei candidati eletti nei collegi uninominali secondo l'attribuzione dei seggi effettuata a seguito del secondo turno di votazione»; l) l'articolo 17 è abrogato; m) all'articolo 19, comma 1, le parole da: «al candidato che» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «secondo le modalità di cui all'articolo 16. Qualora cessi dalla carica il deputato proclamato nei collegi uninominali si dà luogo ad elezione suppletiva». Art. 3. (Delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto legislativo per la determinazione dei collegi uninominali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nell'ambito di ciascuna circoscrizione, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) i collegi sono costituiti garantendo la coerenza del relativo bacino territoriale e, di norma, la sua omogeneità economico-sociale e le sue caratteristiche storico-culturali; essi hanno un territorio continuo, salvo il caso in cui il territorio comprenda porzioni insulari. I collegi, di norma, non possono includere il territorio di comuni appartenenti a province diverse, né dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi. In quest'ultimo caso, ove possibile, il comune deve essere suddiviso in collegi formati nell'ambito del comune medesimo o della medesima città metropolitana istituita ai sensi dell'articolo 23 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. La circoscrizione dei collegi tenderà a conformarsi, per quanto possibile, ad unità multiple delle circoscrizioni dei collegi uninominali disposti per l'elezione dei consigli provinciali.