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Quanto sopra trova peraltro conferma nella sentenza del Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, n. 3 del 20 marzo 2015, richiamata anche dalla sentenza n. 19 del 27 luglio 2016 (ancorché relativa al previgente assetto normativo) in base alla quale « a) le stazioni appaltanti, nella predisposizione degli atti di gara per lavori e al fine della valutazione dell'anomalia delle offerte, devono determinare il valore economico degli appalti includendovi l'idonea stima di tutti i costi per la sicurezza con l'indicazione specifica di quelli da interferenze; i concorrenti, a loro volta, devono indicare nell'offerta economica sia i costi di sicurezza per le interferenze (quali predeterminati dalla stazione appaltante) che i costi di sicurezza interni che essi determinano in relazione alla propria organizzazione produttiva e al tipo di offerta formulata». Alla luce delle considerazioni che precedono, deve conclusivamente osservarsi che pur in assenza nel decreto legislativo n. 50 del 2016, di una specifica previsione in ordine ai piani di sicurezza, analoga a quella precedentemente prevista dall'articolo 131 del citato codice degli appalti, sussista comunque l'obbligo per la stazione appaltante di evidenziare, nei documenti di gara, i costi per i piani di sicurezza e il costo del personale, non soggetti a ribasso, quale obbligo discendente dalle previsioni dettate dal decreto legislativo n. 81 del 2008. 2. Ricognizione normativa della professione dell'architetto e delle relative tariffe professionali L'esercizio della professione dell'architetto e l'iscrizione nel relativo albo sono disciplinati dal capo III (Professione di architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore) del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328 (Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti). Quanto alle tariffe, è pacifica l'affermazione per cui il divieto di derogare convenzionalmente ai minimi tariffari può essere compatibile con il diritto europeo solo nel caso in cui esso sia giustificato da ragioni imperative di interesse pubblico e non vada oltre quanto necessario per il raggiungimento dell'obiettivo prefissato, secondo il principio di proporzionalità. Tanto premesso, attualmente la determinazione dei compensi degli architetti è libera. L'articolo 9, comma 1, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, ha abrogato le previgenti tariffe professionali e introdotto l'obbligo di redigere un contratto scritto dettagliato da convenire con il cliente. «la misura del compenso è previamente resa nota al cliente obbligatoriamente, in forma scritta o digitale, con un preventivo di massima, deve essere adeguata all'importanza dell'opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi» (comma 4). Il comma 2 del citato articolo 9 prevede che «nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista è determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del ministro vigilante». In attuazione di tale disposizione, è stato adottato il decreto del Ministro della giustizia 20 luglio 2012, n. 140 (Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della giustizia), destinato a trovare applicazione in assenza di un accordo tra il professionista e il cliente, la cui disciplina è rimessa alla discrezionalità del giudice quanto alla determinazione del singolo compenso. Parallelamente, l'articolo 24, comma 8, del citato codice di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016, in materia di progettazione interna e esterna alle amministrazioni aggiudicatrici in materia di lavori pubblici, prevede che «Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, approva, con proprio decreto, da emanare entro e non oltre sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, le tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni e delle attività di cui al presente articolo e all'articolo 31, comma 8. I predetti corrispettivi sono utilizzati dalle stazioni appaltanti quale criterio o base di riferimento ai fini dell'individuazione dell'importo da porre a base di gara dell'affidamento. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al presente comma, si applica l'articolo 216, comma 6». L'articolo 31, comma 8, del decreto legislativo n. 50 del 2016 prevede che «Gli incarichi di progettazione, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, direzione dei lavori, direzione dell'esecuzione coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, di collaudo, nonché gli incarichi che la stazione appaltante ritenga indispensabili a supporto dell'attività del responsabile unico del procedimento, vengono conferiti secondo le procedure di cui al presente codice e, in caso di importo inferiore alla soglia di 40.000 euro, possono essere affidati in via diretta, ai sensi dell'articolo 36, comma 2, lettera a) . L'affidatario non può avvalersi del subappalto, fatta eccezione per indagini geologiche, geotecniche e sismiche, sondaggi, rilievi, misurazioni e picchettazioni, predisposizione di elaborati specialistici e di dettaglio, con esclusione delle relazioni geologiche, nonché per la sola redazione grafica degli elaborati progettuali. Resta, comunque, ferma la responsabilità esclusiva del progettista». Si tratta dunque della nomina, da parte della stazione appaltante, del coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione, nel rispetto dell'articolo 90, comma 3, del decreto legislativo n. 81 del 2008, che prevede che «Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente, anche nei casi di coincidenza con l'impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori, contestualmente all'affidamento dell'incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione». In esecuzione dell'articolo 24, comma 8, del decreto legislativo n. 50 del 2016 è stato adottato il decreto del Ministro della giustizia 17 giugno 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27 luglio 2016, che fissa i corrispettivi che «possono essere utilizzati dalle stazioni appaltanti, ove motivatamente ritenuti adeguati, quale criterio o base di riferimento ai fini dell'individuazione dell'importo dell'affidamento». A tal riguardo, l'ANAC ha pubblicato le linee guida n. 1 recanti «Indirizzi generali sull'affidamento dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria» (delibera 14 settembre 2016, n. 973) che sembrano rendere più cogente la previsione: