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Ma credo che queste siano state, anche in passato, le premesse di quella presunzione fatale di essere migliori di cui nella storia si sono nutriti i regimi di tipo autoritario o addirittura totalitario. Dov'è allora che sconteremo la differenza tra queste due prospettive? Nel confronto su alcuni aspetti fondamentali, sui cui ci auguriamo che i due approcci possano avvicinarsi: in primo luogo, dovremo farsì che anche con il taglio dei parlamentari sia assicurato il criterio della rappresentatività territoriale; in secondo luogo, che siano garantite le minoranze; in terzo luogo, che ci sia un'interazione positiva con altre riforme costituzionali. Sui primi due punti sarebbe molto importante parlare del taglio dei parlamentari insieme a una proposta di legge elettorale, perché è così che capiremmo se le minoranze sono garantite e se i territori sono comunque rappresentati. Sul terzo aspetto, ciò che al momento ci proponete è semplicemente un'interazione con il referendum propositivo. Vede, signor Ministro, sul tema non ho un pregiudizio negativo e credo che anche un referendum propositivo possa servire a integrare in qualche modo una rappresentatività che ha sempre più difficoltà ad affermarsi. Per me non è quindi un tabù e le devo dire che ho apprezzato anche alcune modifiche che sono state apportate rispetto al primo testo, che fondamentalmente non reggeva e faceva acqua da tutte le parti. Ma ci sono ancora molti aspetti che dovremo affrontare e che auspico possano essere esaminati viste in maniera "interattiva", attraverso un confronto e senza barricate. Innanzitutto, un referendum propositivo non può nemmeno essere pensato per leggi di spesa, perché evidentemente ciò renderebbe il nostro Paese, in un momento nel quale stiamo scontando la crisi dei debiti pubblici, debolissimo. Lei avrà presente il lavoro della Commissione che ho avuto l'onore di presiedere: è stato il primo aspetto che abbiamo messo in evidenza. In secondo luogo, è necessario limitare il numero delle proposte, perché senza una limitazione si arriverebbe alla sostanziale abrogazione del Parlamento. Infine, è necessario pensare meglio il rapporto tra l'iniziativa referendaria e l'iniziativa legislativa delle Camere, perché nella proposta in discussione è soltanto abbozzato. Affronteremo il dibattito sul referendum nel prossimo periodo. Ed è evidente che da esso dipenderà anche l'atteggiamento sul testo che è oggi all'esame di quest'Aula. Le ripeto, signor Ministro, che per quel che mi riguarda ci cimenteremo senza pregiudizi e saremo pronti a collaborare, se anche da parte vostra ci sarà volontà di collaborazione, ma saremo invece durissimi se invece tutto ciò servirà a fomentare un'altra pagina, un po' provinciale, di antiparlamentarismo. Se tutto ciò scadrà al livello di una proposta di piccoli Boulanger di provincia, senza neppure il fascino di una cavalcata, in questo caso non vi faremo sconti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Margiotta. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, i principi ispiratori del disegno di legge in esame sono facilmente sintetizzabili: propaganda e dispregio della democrazia rappresentativa. Si tratta di un po' di propaganda, perché i 5 Stelle calano nei sondaggi in maniera vertiginosa, sono in sofferenza e riscoprono una proposta demagogica assolutamente al di fuori di un coerente disegno di riforma istituzionale. Chi dice no alla riduzione del numero dei parlamentari? Noi abbiamo presentato una proposta di legge in questo senso, certamente non fortunata al referendum , ma in Parlamento l'abbiamo portata avanti in tutte le letture necessarie per riformare la Costituzione. I senatori del PD - io ero tra quelli anche nella scorsa legislatura - hanno votato una riforma coerente di abbandono del bicameralismo, sostanzialmente mettendo totalmente a repentaglio la propria possibilità di rientrare in Parlamento. Abbiamo le carte in regola, non abbiamo timore che qualcuno ci possa accusare di difendere postazioni, avendo dimostrato con i fatti di non averlo posto in essere. E voi ce la farete? Farete quattro letture? Arriverete fino alla fine? No, carissimi, perché ognuno di voi sa in cuor suo che questa maggioranza non avrà una durata tale da poter svolgere tutti i passaggi e in questi giorni lo stiamo vedendo. Soprattutto, però, il vostro disegno nasce in virtù di uno spregio fortissimo nei confronti della democrazia rappresentativa, di cui date segnali e prove quotidiani. Per fare degli esempi, avete difeso il bicameralismo e in questa legislatura l'avete trasformato in un monocameralismo di fatto: oggi il decreto semplificazioni sta per essere approvato con il voto di fiducia, ovviamente non toccando nulla rispetto al testo uscito dal Senato, e così a turno. Altro che bicameralismo! Avete cambiato di fatto, in maniera strisciante, il modo di legiferare. Per non parlare della legge di bilancio: i ricordi in quest'Aula sono ancora molto freschi, la censura della Corte costituzionale molto chiara. Il fatto è che non credete alla democrazia rappresentativa e temo che non crediate alla democrazia tout court. Berlusconi un giorno disse che bastava avere solo i Capigruppo in Aula e che era inutile avere tanti parlamentari. Bene, vedo che vi siete incamminati lungo quel percorso, anzi per la verità lo peggiorate, perché il vostro guru, il vostro fondatore e ispiratore Grillo ha detto che i parlamentari possono essere sorteggiati, anziché eletti. È tutto assolutamente coerente, nella vostra idea di democrazia. Voi avete persino introdotto in maniera surrettizia il vincolo di mandato, il contratto tra il capo e l'eletto; cacciate le persone che non votano come voi imponente di votare; utilizzate i parlamentari come clac , li fate arrivare sotto il balcone dove il capo esce e urla di gioia per aver abolito la povertà e tutti voi giù ad applaudire. Uno vale uno, ma mi pare che uno valga l'altro, perché l'importante è che ognuno di loro stia lì ad applaudire. Continuate a fare propaganda. La stessa riforma dei vitalizi che avete sbandierato, anche quella con cortei e bottiglie di spumante italiano, non è nient'altro che l'applicazione di una legge approvata da noi nel 2012 a quelli eletti prima del 2012. Quindi, avete fatto una bella riforma a costo zero rispetto alle vostre tasche, perché del vostro status non avete toccato assolutamente niente. Lo stesso referendum propositivo - mi associo a quanto detto dal senatore Quagliariello - di cui torneremo a parlare, va inquadrato in questo disegno e, se in esso inquadrato, ci troverà assolutamente contrari. Ma di questo e di altro parleremo più avanti. Di una cosa state certi: voi volete distruggere la democrazia rappresentativa: noi la difenderemo e ve lo impediremo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Astorre. Ne ha facoltà. ASTORRE (PD) . Signor Presidente, il tema della riduzione del numero dei parlamentari è stato sempre considerato all'interno di un progetto riformatore più ampio.