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Proprio con specifico riferimento a tale ipotesi, la giurisprudenza ha già riconosciuto che lo spedizioniere non è tenuto a sopportare simili oneri, in quanto, ai sensi dell'articolo 1737 del codice civile, egli può certamente impegnarsi anche a effettuare prestazioni non rientranti nell'ambito tipico del contratto di spedizione – quali il ritiro e la custodia della merce –, ma ciò non implica l'acquisizione, da parte sua, della qualità di spedizioniere vettore ai sensi dell'articolo 1741 del codice. La norma qui proposta intende recepire questo orientamento e tradurlo in norma positiva. Il terzo comma, in linea con i precedenti, recepisce il consolidato orientamento della Suprema Corte di cassazione (v. sentenza 11 febbraio 2009, n. 3354, sez. III civ. ) che reputa adempiuto l'obbligo dello spedizioniere all'atto della stipula del contratto di trasporto con il vettore (obbligazione di mezzi) senza che detta stipula determini l'assunzione nella sfera dello spedizioniere dell'obbligo di consegna a destino (obbligazione di risultato) che riguarda esclusivamente il vettore. È in ogni caso fatta salva la culpa in eligendo dello spedizioniere attraverso il richiamo espresso agli articoli 1710, primo comma, e 1739, primo comma, del codice civile. 5. Modifica degli articoli 1741 e 1696 del codice civile Le modifiche proposte coinvolgono anche la figura dello spedizioniere-vettore. In tale contesto, si propone di modificare sia l'articolo 1741, sia l'articolo 1696 del codice civile. Nel testo vigente, l'articolo 1741 prevede che « lo spedizioniere che con mezzi propri o altrui assume l'esecuzione del trasportò in tutto o in parte, ha gli obblighi e i diritti del vettore ». La nuova formulazione della disposizione specifica ulteriormente tale principio, richiamando in modo espresso la disciplina dettata dall'articolo 1696 del codice – che stabilisce un limite al quantum risarcibile in caso di danni derivanti al mandante da perdita ovvero da avaria delle cose – e dalle convenzioni applicabili allo specifico trasporto. La proposta in esame intende intervenire anche sull'articolo 1696, al fine di correggere le aporie della riforma realizzata con il decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, che aveva circoscritto al solo trasporto stradale la disciplina dell'ammontare del risarcimento. Con la modifica qui proposta, tale disciplina verrebbe estesa a tutte le forme di trasporto, compreso quindi il trasporto aereo, marittimo, fluviale e ferroviario. Secondo parte della dottrina, questa estensione potrebbe essere ricavata, in via interpretativa, già dal testo originario: la modifica in esame si propone di eliminare ogni dubbio interpretativo al riguardo, rendendo la disposizione più razionale ed equa. 6. Modifica dell'articolo 2761 del codice civile La modifica proposta riguarda anche la disciplina dei privilegi, che l'articolo 2761 del codice detta per la tutela dei crediti del mandatario (categoria in cui, come si è detto, è compreso lo spedizioniere, ad eccezione dello spedizioniere-vettore, disciplinato dalle norme sul contratto di trasporto), del vettore, del depositario e del sequestratario. Intervenire in questa materia non è agevole, perché la disciplina dei privilegi – che permettono a un creditore di soddisfarsi con priorità rispetto ad altri creditori dello stesso debitore – altera il principio della par condicio creditorum e, quindi, il principio di eguaglianza di cui all'articolo 3 della Costituzione. In particolare, al fine di valutare la compatibilità di un privilegio con predetti principi occorre verificare: – quale sia la ratio del privilegio previsto; – la sussistenza di un interesse generale idoneo a ragionevolmente giustificare la deroga al principio di par condicio . Con specifico riferimento al contratto di spedizione e di trasporto (la cui disciplina, come si è detto, è applicabile allo spedizioniere-vettore), la ratio del privilegio consiste nella stretta relazione tra la detenzione della cosa oggetto del contratto e il contratto stesso, che costituisce la fonte del credito. In particolare, a partire dalla sentenza della sezione III civile della Corte di cassazione n. 13905 del 28 giugno 2005, si è affermato in via giurisprudenziale il principio per cui la già menzionata « stretta relazione » può ritenersi sussistente anche rispetto a beni oggetto di un trasporto diverso da quello per cui è sorto il credito, purché detti trasporti costituiscano esecuzione di un unico contratto per una pluralità di prestazioni. Il terzo comma che si intende inserire nell'articolo 2361 del codice civile prevede, pertanto, il recepimento del principio giurisprudenziale esposto. In secondo luogo, si intende inserire nell'articolo 2761 un nuovo quinto comma. Secondo quest'ultima disposizione, qualora lo spedizioniere abbia provveduto a pagare i diritti doganali per conto del proprio mandante, nell'esercizio di detto credito essi mantengono il privilegio generale previsto in favore dello Stato. La modifica è apparsa necessaria per rafforzare la tutela dello spedizioniere doganale che, come è noto, anticipa, per prassi, i diritti doganali e si espone dunque a un notevole rischio economico. Infine, la proposta di modifica, attraverso la condizione che « detti trasporti o spedizioni costituiscano esecuzione di un unico contratto per prestazioni periodiche o continuative », assolve a un importante sgravio di contenzioso liberando risorse a vantaggio del recupero di competitività del settore. 7. Conclusioni Alla luce di quanto sopra esposto, si ritiene che le proposte di modifica illustrate, che appaiono porsi in armonia sia con i principi costituzionali sia con i principi del diritto antitrust , possano effettivamente realizzare l'auspicato adeguamento della disciplina codicistica rispetto alle esigenze dello specifico settore produttivo. Le modifiche proposte non comportano oneri finanziari aggiuntivi diretti o indiretti a carico della finanza pubblica e non richiedono pertanto l'indicazione di mezzi di copertura ai sensi di quanto disposto dall'articolo 17, comma 6, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (Legge di contabilità e finanza pubblica). Non viene pertanto redatta la relazione tecnica.. 1 1 La sezione III del capo IX del titolo III del libro quarto del codice civile è sostituita dalla seguente: « Sezione III della spedizione Art. 1737. – (Nozione) – Il contratto di spedizione è un mandato con il quale lo spedizioniere assume l'obbligo di concludere in nome proprio e per conto del mandante o, se dotato di poteri di rappresentanza, in nome e per conto del mandante, uno o più contratti di trasporto con uno o più vettori e di compiere le operazioni accessorie. Art. 1738. – (Revoca) — Fermo restando quanto disposto dall'articolo 1725, finché lo spedizioniere non abbia concluso il contratto di trasporto con il vettore, il mandante può revocare l'ordine di spedizione oggetto del mandato, rimborsando lo spedizioniere delle spese sostenute e corrispondendogli un equo compenso per l'attività prestata. Art. 1739. – (Obblighi dello spedizioniere) – Nell'esecuzione del mandato lo spedizioniere è tenuto ad osservare le istruzioni del mandante.