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solo a titolo esemplificativo, nel mese di ottobre 2018, il Comando supporto enti di vertice - Aeronautica militare, esprime, in un primo tempo, parere favorevole all'istanza prodotta da un conduttore sine titulo in virtù del decreto ministeriale 7 maggio 2014, Allegato C, art.4, comma 2, e subito dopo, revoca, senza motivazioni la tutela accordata, pur continuando il conduttore a rientrare nei criteri originari di protezione previsti dallo stesso decreto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa; se intenda corrispondere alle numerosissime richieste inoltrate a mezzo fax , al fine di accordare l'incontro richiesto e promuovere il confronto tra il Ministero e le parti interessate; se intenda, inoltre, prevedere interventi volti a chiarire le ambiguità, sorte a seguito di interpretazioni multiformi, nel rispetto delle condizioni votate dal Parlamento a favore delle categorie protette, presentando contemporaneamente in Parlamento, nelle commissioni di merito, una proposta che consenta di fare il punto della situazione e valutare la possibilità di definire norme più ragionevoli, con i criteri equi e sostenibili, validi per tutti gli utenti e in grado di dare risposta alle emergenze abitative, anche al personale dei ruoli della truppa. Atto n. 4-00934 PAPATHEU Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: la Figc, Federazione italiana giuoco calcio, si avvale in Italia dal 27 agosto 1911 per la direzione degli incontri di calcio in Italia dell'Associazione italiana arbitri (AIA), componente che si occupa del reclutamento, della formazione, della gestione tecnica, associativa e disciplinare degli arbitri di calcio italiani. L'Associazione italiana arbitri conta attualmente su oltre 33.000 500 associati, avendo all'attivo, tra questi, quasi 3.000 donne iscritte. Organo tecnico che si occupa per conto di Aia della direzione delle gare di tutti i tornei professionistici e dilettanti è la Commissione arbitri nazionale, alla quale competono le designazioni di arbitri ed assistenti per gli incontri di Serie A, B, Lega Pro e per la Serie D. Inoltre vi è una Commissione arbitri interregionale; ad eccezione della Can-A, la cui commissione è composta da 21 fischietti, 41 assistenti arbitrali e 41 osservatori, la quasi totalità degli arbitri dirige tornei minori, e si tratta di persone che nella vita svolgono altre professioni e arbitrano per passione ed amore dello sport . Ma diversi associati, specie sui campi di periferia di tutta Italia, sono sempre più spesso vittime di brutali aggressioni che mettono a repentaglio la loro incolumità, provocando irreparabili conseguenze ed handicap permanenti; tra questi casi, si annovera quello accaduto l'11 novembre 2018 a Roma, al termine della partita di Promozione Virtus Olympia-Atletico Torrenova, quando il 24 enne arbitro Riccardo Bernardini è stato aggredito e costretto a ricorrere a cure mediche urgenti presso una struttura ospedaliera. A seguito di tale episodio l'arbitro ha riportato 3 punti di sutura alla nuca e una commozione cerebrale, rischiando la paralisi di un braccio e di una gamba. L'Aia ha così deciso di sospendere l'invio di arbitri sui campi per tutte le gare in programma la settimana successiva nei campionati dilettanti della regione Lazio; in questa impressionante escalation di violenza, ancor più sconcertante appare la vicenda dell'arbitro Elena Proietti, 30 anni, che per gravi fatti accaduti nella gara Real Quadrelli-Trevana, di Prima categoria, il 7 dicembre 2014, ha perso la vista e l'udito dal lato destro. La carriera arbitrale di Elena Proietti è finita in quella partita, che le ha cambiato la vita, e dopo vari ricoveri ospedalieri (da Roma a Boston), oggi è invalida al 67 per cento. Il Tribunale di Terni ha archiviato il relativo procedimento penale ed il colpo subito dalla donna è stato ritenuto "accidentale", mentre l'aggressore, dopo 5 anni di squalifica (e 3 di Daspo), potrà tornare sui campi di calcio già dal prossimo anno, e va rimarcato che tale squalifica ha riguardato solo "il colpo sferrato dallo stesso ad un avversario", ossia soltanto l'episodio che ha riguardato la rissa che l'ex arbitro Proietti aveva cercato di sedare; si ritiene che in circostanze del genere la giustizia sportiva, ancora prima di quella ordinaria, debba adottare adeguati provvedimenti a tutela degli arbitri, e di tutti gli sportivi, tesserati e non, sanzionando con fermezza, ove necessario con Daspo a vita, atti di violenza, commisurando le determinazioni alla gravità dei fatti ed anche tenendo conto delle conseguenze patite da chi è vittima di tali condotte antisportive; si richiama, inoltre, quanto asserito dal presidente dell'Associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi, in data 25 novembre 2018 al programma tv "L'Arena", riguardo al caso Proietti: "La ragazza - ha affermato il massimo esponente Aia - ha avuto tutto quello che doveva avere. Dopo l'aggressione sono andati da lei il presidente della sezione di Terni con due collaboratori del consiglio sezionale, è stata assistita dalla sezione come tutti gli associati in questo caso"; ulteriori episodi di analoga gravità, che confermano l'increscioso clima di violenza dilagante nel calcio italiano, si sono verificati e continuano ad interessare diverse zone d'Italia con direttori di gara malmenati, presi a pugni e schiaffi, costretti a nascondersi negli spogliatoi ed obbligati a lasciare gli stadi scortati da Polizia e Carabinieri, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti narrati in premessa e in tal caso, quali iniziative incisive e urgenti intenda assumere per impedirne il ripetersi; in particolare, se ritenga opportuno convocare i vertici di Figc, Lega nazionale dilettanti e Aia, per concertare l'adozione di misure urgenti atte alla tutela migliore dell'incolumità di associati, tesserati e sportivi di ogni categoria e livello; se intenda chiedere ad Aia un report riguardante i casi di violenza verificatisi contro gli arbitri negli ultimi 10 anni, anche al fine di accertare se in tali circostanze gli organi sportivi preposti abbiano garantito il dovuto supporto alle vittime ed in quali termini, in particolare verificando se e quando Aia risulti essersi costituita parte civile nelle opportune sedi per i procedimenti riguardanti gli associati aggrediti e se abbia presentato ricorso mediante i comitati regionali; infine, se il Governo intenda valutare l'opportunità di procedere all'istituzione di una commissione dedicata all'accertamento dei fatti descritti e all'adozione di ulteriori misure atte ad un più efficace contrasto del fenomeno con inasprimento delle sanzioni, eventualmente prevedendo la sanzione massima del Daspo a vita da comminare per gli autori di condotte violente.