[resaula]

Perché, se si ha la pretesa di governare un Paese, si deve avere la responsabilità di affrontare tutti i punti in discussione. Noi lo facciamo non solo sul piano oggettivo - è stato detto in numerosi interventi - né solamente sul piano soggettivo, come riconosciuto anche dalLe associazioni di categoria. Potrei leggere tante dichiarazioni, ma mi limito a un passaggio delle audizioni alle quali si faceva riferimento. Cito quella di Confcommercio che in sostanza dice: fin dai tempi dell'introduzione di tale istituto nell'ordinamento giuridico italiano, Confcommercio non ha condiviso la scelta del legislatore di limitare tale istituto alle sole controversie consumeristiche (B2C) poiché tale scelta risulta ingiustificatamente discriminatoria verso le imprese, in particolare quelle di minori dimensioni, alle quali è attualmente preclusa la possibilità di esercitare un'azione di classe. Tale scelta, tra l'altro, viene oggi ribadita anche dal legislatore europeo, quindi Confcommercio riconosce a questo disegno di legge la possibilità di avvalersi di un simile strumento di tutela anche alle imprese che abbiano subìto un pregiudizio a seguito di condotte lesive poste in essere da grandi imprese private o pubbliche, quali in particolare banche, assicurazioni, monopolisti, operatori di telecomunicazioni, gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità. Questo è un dato concreto di come il disegno di legge migliori la situazione, come dicevo, sul piano oggettivo, soggettivo, ma anche facendo un'altra cosa fondamentale: dando regole, procedure e tempi certi, nell'interesse di tutti. Un'azienda non può stare all'infinito con la spada di Damocle di più azioni che potrebbero susseguirsi, di un tempo indefinito. Tanto per citare un altro esempio, l'unicità dell'azione di classe è una tutela per le imprese; l'adesione successiva, ma in un tempo limitato, significa per un'azienda - che può incorrere, certo, in problemi e situazioni - poter avere la chiusura definitiva di un problema che è stato sollevato. In un quadro come quello che brevemente ho cercato di descrivere - e mi avvio alla conclusione - rassicurando anche la collega Modena, noi non abbiamo la presunzione di rilasciare patenti di onestà a nessuno, né alle imprese né ai cittadini, ma non abbiamo nemmeno la pretesa di essere gli unici ad avere la patente dei difensori delle imprese o degli utenti-cittadini. Abbiamo la consapevolezza di dover prendere in considerazione il punto di vista di tutti, le esigenze di tutti, e siamo convinti che forse questa non sarà una legge perfetta, ma sicuramente è migliore della precedente. C'eravamo quando è passata nel codice del consumo, ci siamo oggi nel migliorarla, ci saremo domani se, una volta applicata, necessiterà di ulteriori "limature" a cui tutti hanno fatto cenno. Questo fa una forza di Governo responsabile che porta avanti una politica di buonsenso. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, ci troviamo qui oggi, ancora una volta, a votare l'ennesimo provvedimento presentato da questo Governo nell'abituale maniera approssimativa. Noi oggi saremo una voce un po' fuori dal coro. È una cosa che, vista la natura del provvedimento stesso - la class action e la tutela dei consumatori attraverso azioni collettive - avremmo voluto poter sostenere senza se e senza ma. Si tratta di un provvedimento al quale avremmo voluto dare il nostro apporto attraverso un dibattito parlamentare costruttivo e ascoltato nelle Commissioni e in Assemblea, che ci consentisse - proprio data l'importanza dell'argomento che sta molto a cuore a noi, come a tutti (ma non per questo ci comportiamo con piaggeria) - di dotare il Paese di una buona legge. Questo anche per non sentir dire ancora, come ha fatto poco fa il collega Briziarielli, che quella che ci apprestiamo a votare non sarà una legge perfetta, ma sarà migliore della precedente. No, basta, nel momento in cui mettiamo mano a una normativa, facciamo - una volta tanto - una legge perfetta, che non avrà poi bisogno di essere modificata e rimodificata nei decreti attuativi, perché questo costa al Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Come dicevo, ci troviamo di fronte a una cattiva legge, anche se ispirata da un buon principio, quale quello della tutela del consumatore. Una cattiva legge che, come tutte quelle a cui ci ha abituato questo Governo, non è figlia della cultura giuridica di cui l'Italia è la culla millenaria, né dell'equilibrata compensazione tra gli interessi in gioco, ossia quelli dei consumatori e quelli delle imprese, che sono le due controparti di questo provvedimento. Al contrario, la normativa in esame è purtroppo la figliastra di quella frenesia legislativa orientata agli annunci propagandistici e all'approssimazione giuridica della peggior specie che vediamo ormai costantemente in quest'Assemblea. Fare in fretta e male le cose non ha niente a che vedere con la cultura del fare per costruire, ma - al contrario - è la conseguenza della pessima cultura del fare tanto per fare, pensando non tanto a cosa si fa - scusate il gioco di parole - ma semplicemente a come impiegare quello che si è fatto, in fretta e male, per meri fini propagandistici. E questo, se già è gravissimo nella gestione amministrativa (dove si traduce in ripensamenti, ripensamenti dei ripensamenti, fermo di opere strategiche, indecisioni e ritardi, cui ci ha abituati questo Governo, indifferente agli effetti e ai costi che ogni cambiamento produce), lo è ancor di più pensando agli effetti che ogni ripensamento ha sull'intera Nazione. Al riguardo, non posso non pensare al balletto, che sarebbe comico se non fosse drammatico intorno alla TAV (sì TAV, no TAV, forse TAV, mini TAV e non so cos'altro), per tacere del recente e grottesco balletto sulle 8.250 auto blu che questa maggioranza sta inscenando in questi giorni, con un Vice presidente del Consiglio che non sapeva, come ha dichiarato, o - peggio - ha fatto finta di non sapere (cosa che non diminuisce la nostra preoccupazione sul fatto che, in entrambi i casi, ci troviamo alla presenza di un Vice Capo di Governo che non sa quello che fa e, nonostante ciò, ha la pretesa di governare il Paese). Ma in quel caso parliamo però solo di ambito amministrativo, anche se di danni comunque gravi, perché sprecare anche un solo euro per approssimazione o trascuratezza, in un Paese sull'orlo della recessione economica, è a dir poco un crimine politico. Quello poi su cui oggi ci viene chiesto di esprimere il nostro voto è un provvedimento legislativo estremamente più importante, in quanto si tratta di una normativa che verrà inserita nel codice di procedura del nostro Paese e che regolerà i rapporti tra cittadini-consumatori e imprese.