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Per questo ricordo anche l'introduzione della Carta della famiglia, da noi proposta ed estesa a tutti i Comuni per sconti e agevolazioni. Si prevede anche un'ulteriore spesa di tre milioni di euro per le case rifugio che accolgono le donne vittime di violenza e i loro bambini, in un momento così drammatico in cui, come diceva prima la presidente Valente, molte donne sono costrette a convivere con il loro aguzzino. Il provvedimento in discussione favorisce altresì misure iniziative volte a potenziare le infrastrutture e a questo riguardo mi auguro che presto vengano sbloccati 3 miliardi di euro che rimangono ancora nelle casse dello Stato, quindi ci auguriamo che ci sia lavoro per le imprese e tutti gli operatori del settore. In tema di comunicazione il decreto-legge cura Italia garantisce il funzionamento delle reti e l'operatività e la continuità dei servizi necessari per potenziare e mantenere l'accesso ininterrotto ai servizi di emergenza; sostiene le esportazioni italiane e l'internazionalizzazione del sistema economico nazionale nel sistema agroalimentare; propone interventi rivolti a sostenere la didattica a distanza durante questo periodo di sospensione dell'attività scolastica. Sono tutte misure apprezzabili e indispensabili, cui abbiamo lavorato in modo continuo e sinergico, proponendo - ogni forza politica - emendamenti migliorativi all'unico fine di farvi rientrare tutte le categorie, tutti i settori di attività. Non mi riferisco solo alle attività imprenditoriali, che comunque a mio avviso sono il motore propulsivo della nostra economia, ma alla particolare attenzione posta verso il comparto del sociale e le famiglie. Per quello che non siamo ancora riusciti a fare abbiamo proposto degli ordini del giorno che impegnano il Governo e continuiamo a lavorare. Ringrazio per questo i colleghi della Commissione bilancio, che hanno definito il lavoro non senza difficoltà e, seppure tutto è perfettibile, ritengo che in queste occasioni si può comprendere chi lavora per l'Italia e chi, invece, a danno degli italiani, persiste con una polemica frutto del più bieco sciacallaggio politico. Per questo, concludo fermamente convinta, signor Presidente, che le misure introdotte siano assolutamente valide e necessarie per consentire un ordinato ed effettivo superamento di questa fase critica e una ripresa economica e sociale progressiva per tutto il Paese. Mi rivolgo, infine, a tutti i cittadini italiani. Abbraccio virtualmente le famiglie delle vittime e chiedo a tutti di avere ancora un po' di pazienza rispettando le regole e di avere fiducia perché le istituzioni ci sono. Noi ci siamo e insieme ce la faremo. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Moles. Ne ha facoltà. MOLES (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Sottosegretario, interveniamo in discussione generale sul cosiddetto provvedimento cura Italia, nome altisonante e pomposo, si disse un tempo «a vasto programma». Su questo provvedimento, purtroppo, il Governo chiede la fiducia. Leggo testualmente le dichiarazioni del presidente Conte che ancora stamani affermava: «No a steccati, la politica deve dare l'esempio», e che «tra il Governo e le opposizioni c'è un confronto costante». A questo punto, non so cosa dire se non, con pacatezza ma anche veramente molta amarezza, che in realtà sarebbe stato molto più rispettoso per il Paese e soprattutto per tutte le categorie che sono in prima linea, che lottano contro il virus e che stanno portando avanti il Paese, se questo provvedimento fosse stato approvato - non a chiacchiere o a parole - con il voto unanime di tutti. Sarebbe stato bello vedere domani il Senato approvare all'unanimità il provvedimento cura Italia, questo sì sarebbe stato simbolicamente un bell'esempio di unità nazionale. Caro Sottosegretario, ho molto apprezzato il lavoro che lei ha fatto in tutti questi giorni. Proprio su questo abbiamo lavorato per giorni e giorni per poter votare insieme questo provvedimento, ma in realtà non ci viene consentito, nonostante tutto quello che è accaduto in questi giorni. Il collega Quagliariello prima ha chiesto se il Governo vuole fare da solo. Il Governo continua a fare da solo; unità e responsabilità sono solo apparenza. Forza Italia e l'intero centrodestra, senza alcuno spirito ostruzionistico - lo abbiamo dimostrato - hanno cercato di proporre una serie di soluzioni, dalla scuola all'agricoltura, dalle famiglie ai lavoratori e alle imprese. Ci sono state ore e ore di videoconferenze. Di fronte a tutto questo il Governo non ha preso alcun impegno. Ci è stato detto che le risorse per questo decreto-legge sono state spese, andremo a ragionare sul prossimo ma non si sa quando e quali risorse ci saranno. Tutte perdite di tempo? A cosa serve allora essere qui oggi a discutere e intervenire? Come testimonianza - ormai resta solo tale - di questa famosa unità nazionale? Noi abbiamo fatto una serie di proposte. Come lei sa, signor Sottosegretario, abbiamo ritirato moltissimi emendamenti, ma quelli su cui abbiamo tentato di continuare a lavorare con voi sono stati tutti bocciati. Sono state ricordate da tanti la questione dei fitti degli studenti fuori sede e la nostra proposta di utilizzare i percettori di reddito di cittadinanza per l'emergenza. Non è una cosa scandalosa; tutti devono dare il proprio contributo. Ricordo anche la proposta di aumentare lo stipendio dei medici, degli infermieri e di tutto il personale sanitario e, soprattutto, il nostro emendamento sulla reintroduzione temporanea dei voucher per un periodo di emergenza, che avrebbe dato una boccata d'ossigeno a tutti: all'agricoltura, all'artigianato, ai servizi alla persona e ai commercianti. È stata una chiusura totale che ritengo ingiustificata. Mi chiedo a cosa siano servite tutte queste ore e ore di riunioni con le opposizioni. Il decreto di aprile nessuno l'ha visto. Addirittura, ci avete detto che non potevate accogliere alcune delle nostre proposte perché eravate ideologicamente contrari. Ma cosa significa «ideologicamente»? Voi avete il dovere, insieme a noi, di fare il bene del Paese, non le guerre ideologiche. Altro che coesione nazionale! Ora basta, però. Basta con questa propaganda di regime. Basta con questa comunicazione ampollosa del Presidente del Consiglio, che invade e pervade l'informazione con i suoi "sermoni". L'altro giorno il presidente Conte ha fatto credere agli italiani che dava soldi ai Comuni, e non era così, perché era solo un anticipo. Ha mentito agli imprenditori, perché ha detto loro che dava 400 miliardi di euro, mentre è solo un prestito, tra l'altro con gli interessi. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Questo è incitamento all'illusione. Signor Presidente, i cittadini e le imprese non meritano tutto questo. I cittadini e le imprese hanno bisogno ora di soldi e di certezze, di indennizzi immediati a fondo perduto e di sostegni economici per tirare avanti. Come si fa a partire con la fase 2, se la fase 1 non è ancora finita e se, quando inizierà la fase 2, magari il Paese sarà finito? Io ricordo a questo Governo che, quanto più chiede la fiducia, tanto più non la merita un Governo la fiducia. Concludo citando il cardinale Suenens: