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Resta però ancora da stabilirsi l'ammontare delle risorse complessive del Fondo e su tale questione potrebbe incidere negativamente l'impatto economico conseguente alla crisi epidemiologica causata dal Covid-19; - resta però da stabilirsi l'ammontare delle risorse complessive del Fondo. La proposta iniziale della Commissione, sostenuta dal Parlamento europeo, ipotizzava risorse molto significative, cioè 13 miliardi di euro complessivi per il periodo 2021/2027. Le proposte di compromesso presentate in Consiglio tra dicembre 2019 e febbraio 2020 avevano già ridotto di molto le ambizioni finanziarie del nuovo Fondo. L'emergenza Covid-19 ha poi stravolto le priorità della programmazione finanziaria Ue dei prossimi anni, per l'esigenza di dirottare quante più risorse possibili alle misure di sostegno alle economie nazionali; - nella proposta della Commissione presentata lo sorso 27 maggio, i fondi per la difesa ammontano a 10,7 miliardi di euro, di cui circa 9 destinati al Fondo europeo per la difesa e circa 1,7alla mobilità militare; - per quanto riguarda la Cooperazione strutturata permanente (PESCO), su un totale di 46 progetti, l'Italia è capofila in 9 progetti, e partecipa ad altri 16; - le iniziative della difesa comune europea risultano strategiche anche in relazione alla capacità di risposta contro minacce chimiche e biologiche o emergenze sanitaria, come il Covid-19. Nel bando EDIDP per il 2020, tra le azioni finanziabili, figura, ad esempio, un capitolo specifico per la componente di protezione NBC.Anche nell'ambito della PESCO, non mancano iniziative in grado di rafforzare, direttamente o indirettamente, le capacità militari europee di risposta a crisi di salute pubblica come il progetto della mobilità militare che ha loscopo di facilitare la mobilità degli assetti militari nel territorio europeo (dunque anche in caso di calamità o di emergenze sanitarie); il "Pacchetto per il dislocamento della capacità di soccorso militare nelle emergenze", di cui è capofila l'Italia; il Poligono di addestramento per la difesa CBRN e il progetto Sorveglianza CBRN; considerato che: - il processo di integrazione della difesa europea coinvolge ampiamente l'industria italiana; - nel settore della difesa l'Italia vanta eccellenze industriali di primo piano, competitive a livello mondiale, sia con grandi aziende che con una rete di piccole e medie imprese; - con riferimento ai programmi in ambito EDIDP, aziende italiane, con il supporto del Ministero della difesa, hanno partecipato a 14 dei 40 progetti complessivamente presentati in risposta al bando per il 2019, in 5 casi con un'industria nazionale a capo del consorzio; - due progetti italiani sono risultati vincitori del bando: uno relativo alla progettazione di sistemi di supporto all'addestramento per i piloti di aerei e l'altro relativo alla progettazione e lo sviluppo di sistemi innovativi per l'osservazione della terra. Entrambi i progetti citati vedono l'azienda Leonardo capo fila di un consorzio nazionale composto da MBDA Italia, Italiana Ponti Radio e E-GEOS, per un totale di finanziamenti attesi pari a 11,5 milioni di euro; - sono risultati vincitori del bando EDIDIP 2019 anche altri 7 progetti cui partecipano aziende italiane, tra cui il progetto di ricevitori di posizionamento satellitare Galileo/PRS e il progetto Future Naval Platform per lo sviluppo di unità navali di futura generazione, con fondi complessivi per circa 123 milioni di euro; rilevato infine che: - anche gli operatori economici nazionali individuano nella frammentazione, sia sul fronte della domanda che dell'offerta, il principale fattore di debolezza dell'industria Europea della difesa; - nell'attuale contesto, appare imprescindibile la necessità di sfruttare appieno le opportunità offerte dai diversi progetti, piani e fondi dell'Unione europea, che sono però generalmente improntati al principio del co-finanziamento, e richiedono dunque un adeguato impegno finanziario da parte dei paesi partecipanti; - un deciso sostegno, economico e organizzativo, delle progettualità più promettenti nell'ambito della PESCO, permetterebbe al nostro paese di risultare un potenziale riferimento nel contesto collaborativo; - per l'accesso ai finanziamenti del Fondo europeo per la Difesa, che possono essere richiesti per gli stessi progetti Pesco, la possibilità di successo dei bandi da parte delle aziende nazionali e dello Stato italiano, è del pari legata al supporto economico e alle certezze programmatiche che potrà essere loro offerto; - risulta necessario anche preservare il potenziale economico delle piccole e medie imprese, specializzate e apprezzate ed i cui prodotti, spesso ad alta tecnologia, risultano funzionali agli obiettivi delle grandi aziende e del Paese; - appare altresì necessario, sempre in un contesto di tutela dell'interesse nazionale, elevare il profilo della partecipazione italiana ai vari livelli decisionali dell'Unione europea, aumentando la presenza di personale italiano qualificato in posizioni di vertice nelle diverse istituzioni coinvolte nel processo di rafforzamento della difesa europea, a partire dal Servizio europeo di azione esterna e dall'Agenza europea per la difesa, anche per sostenere temi e progettualità di maggiore interesse per il nostro paese e per l'industria nazionale; - considerata la necessità di evitare il rischio che, nell'attuale situazione di crisi economica, i finanziamenti per il settore della difesa vengano ulteriormente ridotti, a fronte di uno scenario internazionale in costante peggioramento, anche a causa, da ultimo, dell'emergenza Covid-19, - rilevato che, al contrario, il settore della difesa e sicurezza, con un ciclo di sviluppo e investimenti tradizionalmente più lungo, potrebbe costituire un importante volano di ripresa economica; impegna il Governo: - adassicurare risorse finanziarie stabili, prevedibili e adeguate a sostegno della partecipazione italiana ai progetti delle difesa europea, sia per quelli che prevedono la cooperazione tra gli Stati, sia di quelli che prevedono la cooperazione a livello industriale, valutando anche, allo scopo, la possibilità di istituire nel bilancio della difesa un fondo pluriennale dedicato al finanziamento dei programmi approvati in sede europea; - a continuare nel suo impegno per sostenere l'accesso delle piccole e medie imprese ai progetti e ai fondi; - ad operare per garantire il necessario sostegno alla partecipazione italiana ai vari livelli decisionali UE, rafforzando la presenza di personale italiano qualificato negli ambiti decisionali chiave delle diverse istituzioni coinvolte nel processo di rafforzamento della Difesa europea, a partire dal Servizio europeo di azione esterna e dall'Agenza europea per la difesa, anche per sostenere temi e progettualità di maggiore interesse per il nostro paese e per l'industria nazionale; - a informare periodicamente il Parlamento sulla partecipazione dell'Italia ai progetti di rafforzamento della Difesa comune europea, a partire dai Piani nazionali d'attuazione dei progetti PESCO; - a garantire in tempi rapidi la piena operatività delle norme in materia di accordi "governo-governo", per evitare situazioni di svantaggio competitivo per le nostre imprese in relazione ai competitori internazionali.