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Disposizioni in materia di credito d'imposta per gli organismi di ricerca privati senza scopo di lucro. Onorevoli Senatori. – Con il presente disegno di legge si intende creare uno strumento di agevolazione per sostenere il consolidamento e la crescita delle organizzazioni di ricerca e tecnologiche di diritto privato senza scopo di lucro che hanno sede sul territorio nazionale con la finalità di incrementare i processi di innovazione e di trasferimento tecnologico a vantaggio delle imprese e delle istituzioni pubbliche nazionali e territoriali. Con le disposizioni del disegno di legge, in particolare, si intende creare un regime di sostegno agli organismi di ricerca privati senza scopo di lucro analogo a quello esistente in altri paesi e regioni europei per tali organizzazioni. In tutto il mondo le organizzazioni di ricerca e tecnologia (RTO) di diritto privato sono dei soggetti importanti per accelerare il trasferimento tecnologico e favorire i processi di innovazione di un Paese. Gli RTO favoriscono la diffusione dell'innovazione in un territorio perché svolgono le seguenti funzioni: a) erogazione di servizi specialistici di ricerca, sviluppo e consulenza tecnologica avanzata a imprese e istituzioni, favorendo i processi di innovazione di queste e implementando efficaci pratiche di trasferimento tecnologico; b) animazione e sostegno del mercato del lavoro delle professionalità tecnico-scientifiche ad alta qualificazione che altrimenti sarebbe o troppo ristretto (dove collegato con i laboratori di ricerca delle grandi imprese) o troppo rigido (dove collegato al settore della ricerca pubblica); c) sistematica attività di ricerca indipendente per accrescere costantemente il proprio know-how e la qualità delle proprie risorse umane e strumentali, reinvestendo in questo modo tutti gli utili derivanti dalle attività di servizio; d) facilitazione dei processi di aggregazione tra imprese, enti di ricerca e università, per l'esecuzione di progetti cooperativi di innovazione, per l'ingegnerizzazione dei risultati della ricerca e per il networkin g anche a livello internazionale. Si tratta di organizzazioni autonome, senza scopo di lucro, con propri specifici processi e con particolari funzioni differenti sia da quelle proprie dell'università e degli enti pubblici di ricerca (EPR), sia da quelle proprie delle imprese. Gli RTO hanno caratteristiche che sono una sintesi tra quelle delle imprese e quelle degli enti pubblici di ricerca: a) delle imprese hanno i processi operativi e gestionali improntati a logiche di tipo imprenditoriale; b) delle istituzioni pubbliche hanno il carattere tipicamente di alta valenza sociale delle funzioni da esse assolte, anche perché operano per tutte le imprese senza favorire i propri soci; c) sono dotati di risorse umane e strumentali significative. In Italia nel corso dei decenni passati sono state, spesso, create diverse organizzazioni di questo tipo dietro la spinta di politiche episodiche e di scelte anche lungimiranti ma discontinue da parte di soggetti pubblici, imprenditoriali e associativi. A differenza di altri Paesi, dove queste organizzazioni godono di riconoscimenti, di contesti normativi favorevoli e anche di agevolazioni, in Italia passato il primo periodo di avvio, spesso sono state dimenticate dalle successive iniziative di politica di ricerca e innovazione. Nel nostro Paese, gli RTO che sono riusciti a sopravvivere dopo una prima fase di avvio, lo hanno fatto e lo fanno con molta fatica, cercando di cogliere le opportunità offerte da iniziative di politica di ricerca e innovazione troppo spesso volubili e frammentarie. La conseguenza di ciò è che gli RTO nel nostro Paese sono costretti a operare sempre al di sotto delle loro potenzialità e soprattutto non sono messi nella condizione di fare pianificazione a lungo termine con gravi conseguenze sulle prospettive di crescita e, in particolare, di crescita di occupazione qualificata. Nel confronto con gli altri omologhi europei, gli RTO italiani si trovano in una situazione di chiaro svantaggio competitivo, sia per le loro minori dimensioni, sia per l'assenza di particolari agevolazioni, sia per una scarsa considerazione del loro ruolo. In tutto il mondo, la maggior parte degli RTO gode di un contesto normativo e di agevolazioni che ha consentito loro di svilupparsi anche oltre la fase di creazione. Il Fraunhofer Institute , che è il più grande RTO del mondo, non sarebbe quello che è se non potesse contare su un supporto da parte dello Stato: anche in Italia ha aperto una sua sede, ma solo dopo aver sottoscritto un accordo con la provincia autonoma di Bolzano che garantisce un contributo pari a un terzo del suo budget annuale. Per vie generali le fonti di finanziamento degli RTO sono classificabili secondo tre tipologie: a) ricavi derivanti dalle imprese alle quali offrono servizi di consulenza specialistica su nuove tecnologie e servizi di ricerca a contratto; b) contributi per progetti di ricerca (tipicamente in cooperazione con terzi) acquisiti su base concorsuale partecipando a bandi emanati dalle istituzioni regionali, nazionali ed europee che sostengono l'attività di ricerca e sviluppo (R&S). c) contributi incondizionati, cioè non legati a progetti specifici, ma versati da amministrazioni nazionali o regionali in proporzione al budget realizzato dall'organizzazione. A livello internazionale, la proporzione tra queste varie tipologie di finanziamento varia da Paese a Paese e dipende dal grado di consapevolezza che i policy maker dell'innovazione hanno del ruolo svolto dagli RTO. In quei Paesi in cui il loro ruolo è riconosciuto e valorizzato i sistemi di innovazione nazionali e regionali funzionano meglio e aumenta l'efficacia e l'efficienza del sistema. Negli ultimi anni, ad esempio, alcune regioni della Spagna (Paesi Baschi e Catalogna) hanno avviato simili politiche di sostegno dei loro RTO, che rapidamente sono divenuti tra i più importanti centri di ricerca e tecnologia d'Europa trascinando e favorendo la crescita dell'ecosistema tecnico-scientifico e industriale che ruota loro intorno: l'organizzazione basca TECNALIA e quella catalana EURECAT in pochi anni sono diventati tra i principali RTO europei drenando molte risorse messe a disposizione dall'Europa per la ricerca e l'innovazione verso i loro territori. L'Unione europea ha assunto posizioni e politiche di favore per gli RTO perché nella normativa europea sulla disciplina degli aiuti di Stato a ricerca, sviluppo e innovazione (RS&I), dapprima con la comunicazione C323/06 della Commissione, del 30 dicembre 2006, quindi, più recentemente, con il regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, e la comunicazione C198/2014 della Commissione, del 27 giugno 2014, ha introdotto il concetto di « organismo di ricerca e di diffusione della conoscenza » o « organismo di ricerca » (OdR), definendolo (al punto 15, lettera ee ) in particolare come « un'entità (ad esempio, università o istituti di ricerca, agenzie incaricate del trasferimento di conoscenze, intermediari dell'innovazione, entità collaborative reali o virtuali orientate alla ricerca), indipendentemente dal suo status giuridico (costituito secondo il diritto privato o pubblico) o fonte di finanziamento, la cui finalità principale consiste nello svolgere in maniera indipendente attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale o nel garantire un'ampia diffusione dei risultati di tali attività mediante l'insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di conoscenze.