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la questione ambientale va affrontata, a suo avviso, in modo differente, intervenendo sulla leva educativa e colpendo chi in effetti causa l'inquinamento. Osserva poi che, per raccogliere risorse finanziarie, sarebbe stato necessario agire altrimenti, eventualmente anche operando sull'IVA, tenuto conto delle modifiche intervenute nel corso degli anni nei consumi delle famiglie. Il Governo, inoltre, non ha voluto mettere mano alle spese per consumi intermedi delle pubbliche amministrazioni, sempre cresciute negli ultimi anni, mentre si è preferito colpire le regioni e gli enti locali. Conclude dichiarando che la manovra rappresenta un grande passo falso iniziale per l'Esecutivo e la nuova maggioranza, manifestando l'assenza di un disegno strategico per il cambiamento del Paese che non sia limitato a misure tampone. La senatrice FERRERO ( L-SP-PSd'Az ) ritiene che il disegno di legge di bilancio presenti numerose disposizioni che appaiono del tutto avulse dalla realtà economico-sociale italiana, e manifesta l'auspicio che le audizioni delle parti sociali e dei rappresentanti degli interessi economici e professionali abbiano aperto gli occhi alla maggioranza, affinché siano apportate le necessarie modifiche in sede emendativa. A tale proposito, dopo aver richiamato la vicenda ex ILVA quale esemplificazione dell'approccio del Governo ai problemi dell'impresa, sottolinea come l'insieme delle microtasse presenti nella manovra avrà un effetto molto pesante sul tessuto economico del Paese. Cita, al riguardo, la plastic tax che, nonostante le buone intenzioni, dimostra l'ignoranza delle dinamiche del settore produttivo, che risulterà gravato da doppie imposizioni e colpito anche nei prodotti riciclabili. In termini generali, emerge a suo avviso una impostazione, caratteristica della sinistra, priva di concretezza e volta a penalizzare le categorie produttive, considerate in modo preconcetto come masse di evasori. In relazione alla pressione fiscale, invita infine a distinguere tra il gettito portato da misure di definizione agevolata delle controversie tributarie e di cosiddetta "rottamazione" delle cartelle esattoriali, dirette ad alleviare la posizione dei contribuenti, dal gettito prodotto mediante incremento delle tasse e da interventi punitivi verso i cittadini. Il senatore PRESUTTO ( M5S ), ponendosi in un'ottica costruttiva e, per quanto possibile, al di là delle divisioni di parte, ritiene che il bilancio dello Stato debba essere valutato nel contesto del processo di ristrutturazione complessiva della macchina pubblica. Richiama, quindi, il rapporto CENSIS sulla cosiddetta " silver economy ", da cui emerge il dato molto preoccupante per cui il risparmio e l'investimento in Italia sono concentrati nella popolazione anziana, mentre risulta estremamente ridotto il potere di acquisto dei giovani. Presupposto per superare questa situazione è, a suo avviso, proprio la riorganizzazione della pubblica amministrazione, che richiede di proseguire nel processo di attuazione del federalismo fiscale, oggi in una situazione di grave ritardo. La ridefinizione dello Stato e del suo bilancio diventa quindi essenziale per il riequilibrio sociale del Paese. Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ), dopo aver richiamato le caratteristiche della manovra dello scorso anno, assorbita in gran parte da tre misure, la neutralizzazione delle clausole IVA, "quota 100" e reddito di cittadinanza, con un'impostazione criticabile perché mancante di visione strategica, osserva che il bilancio di quest'anno si concentra essenzialmente nella sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, e va giudicato alla luce della evoluzione politica che dalla crisi di agosto ha condotto alla formazione di una maggioranza eterogenea. Ritiene, infatti, come il problema fondamentale dell'Italia sia l'instabilità politica, che impedisce di definire una strategia di crescita di lungo periodo mediante una serie coerente di successive manovre. Evidenzia, inoltre, come i Paesi economicamente più forti siano caratterizzati da una struttura federale, ovviamente equilibrata, che invece in Italia non ha avuto ancora modo di prendere forma. Sottolinea, quindi, la mancanza di una chiara idea sulle prospettive del Paese, in primo luogo nella scelta tra una forte impronta manifatturiera e la crescente terziarizzazione dell'economia, con tutti i rischi connessi. Occorre poi migliorare il settore dell'istruzione e della ricerca, soprattutto nel sistema di reclutamento dei docenti, che appare decisivo per innalzare il livello di competitività e frenare la fuga dei giovani all'estero. Risulta, inoltre, fondamentale incentivare la partecipazione giovanile al mondo del lavoro, eliminando le regolamentazioni superflue o dannose, spesso prive di pragmatismo e di concretezza. Con riguardo alla manovra, dà atto dell'importante disinnesco delle clausole di salvaguardia, che se attivate avrebbero avuto un gravissimo effetto depressivo. Apprezza anche la riduzione del cuneo fiscale, in una misura che deve essere incrementata negli anni successivi. Esprime un giudizio positivo anche sulla disposizione recata dall'articolo 89, in materia di rivalutazione dei beni e delle partecipazioni, che tuttavia poteva essere più coraggiosa. Considera invece meno convincenti, in relazione ad interventi che rappresentano comunque una frazione non superiore al 5 per cento della portata finanziaria della manovra, le cosiddette "microtasse". In particolare, sulla plastic tax , pur essendo condivisibile l'indirizzo ambientalista, occorre dare agli operatori la possibilità di adeguarsi mediante la previsione di un periodo transitorio, solo al termine del quale vanno applicate misure sanzionatorie, anche significative. Auspica, inoltre, la revisione della tassa sulle bevande zuccherate, che peraltro non reca un gettito così consistente. In merito alla riduzione dei fringe benefit per le auto aziendali, reputa sbagliato intervenire in modo retroattivo, senza lasciare possibilità di scelta al dipendente interessato, chiedendosi incidentalmente se poi le vetture elettriche siano così preferibili, sotto il profilo ambientale, rispetto al diesel di ultima generazione. Richiamando, quindi, la sua esperienza da amministratore, invita ad adottare, in tema di economia circolare, un approccio pragmatico e non isolato sul piano internazionale, per il quale è necessario definire una politica industriale coerente al fine di reggere l'urto della concorrenza estera. Anche sui rifiuti, poi, ritiene inevitabile compiere una riflessione franca e sincera. Si dichiara, infine, fiducioso sulle possibilità di migliorare la manovra in sede emendativa, riservandosi di esprimere il giudizio finale all'esito dell'esame del provvedimento. La senatrice RIVOLTA ( L-SP-PSd'Az ) esprime in primo luogo apprezzamento per il clima di confronto sereno e di stima reciproca che caratterizza, anche in questa circostanza, la discussione in Commissione. Nel premettere che intende soffermarsi solo su alcuni punti della manovra in discussione, mette in evidenza, innanzitutto, le affermazioni del Presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio il quale, in audizione, ha rilevato il rischio che la disposizione di cui all'articolo 85, in tema di tracciabilità delle detrazioni, potrebbe favorire forme di "evasione con consenso". Richiama poi la nota del Servizio del bilancio del Senato che segnala il rischio di un eccesso di stima del gettito per plastic tax, sugar tax e in materia di vetture aziendali.