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L'uso improprio del marchio etico è sanzionato con le modalità stabilite dall'Osservatorio. 3. Qualsiasi cittadino, ente od organismo può ricorrere all'Osservatorio per segnalare violazioni alla certificazione SA 8000 da parte di un'azienda e richiedere la sospensione o la revoca dell'utilizzo del marchio etico secondo le modalità di cui al comma 1, lettera a) . 4. Entro il 30 aprile di ogni anno, l'Osservatorio trasmette al Parlamento una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente. Art. 5. (Modifica della disciplina sul sostegno all'esportazione) 1. All'articolo 7, comma 1, della legge 26 febbraio 1987, n. 49, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L'accesso ai crediti agevolati è rivolto in via prioritaria ai soggetti titolari del marchio etico rilasciato dall'Osservatorio nazionale sulla responsabilità sociale delle aziende». 2. All'articolo 4, comma 1, della legge 24 aprile 1990, n. 100, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il medesimo soggetto gestore concede in via prioritaria crediti agevolati ai soggetti titolari del marchio etico rilasciato dall'Osservatorio nazionale sulla responsabilità sociale delle aziende». 3. All'articolo 2 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 3- bis. La società compie le operazioni assegnando una priorità ai soggetti titolari del marchio etico rilasciato dall'Osservatorio nazionale sulla responsabilità sociale delle aziende». 4. All'articolo 2 del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente comma: «L'accesso ai finanziamenti del fondo di cui al primo comma è riservato in via prioritaria ai soggetti titolari del marchio etico rilasciato dall'Osservatorio nazionale sulla responsabilità sociale delle aziende». Art. 6. (Misure in favore delle piccole e medie imprese) 1. Alle piccole e medie imprese, come definite ai sensi della vigente disciplina dell'Unione europea e fatte salve le limitazioni settoriali stabilite dalla Commissione europea, che ottengono l'attribuzione del marchio etico è concesso un credito di imposta. 2. Sono esclusi dal beneficio del credito di imposta di cui al comma 1 del presente articolo i soggetti previsti dall'articolo 74 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. 3. Il credito di imposta è riconosciuto alle imprese di cui al comma 1 nella misura pari alla spesa sostenuta per le procedure utilizzate per l'ottenimento della certificazione SA 8000 e del marchio etico ed è utilizzabile, a decorrere dal 1º gennaio dell'anno successivo all'attribuzione del marchio, in compensazione, ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 4. Il credito di imposta di cui al comma 1 non concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione rilevante ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive e ai fini del rapporto stabilito dall'articolo 96 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. 5. Il credito di imposta di cui al comma 1 spetta a condizione che le spese sostenute per ottenere la certificazione SA 8000 e il marchio etico siano documentate ai sensi della vigente normativa fiscale. 6. Al credito di imposta di cui al presente articolo si applica la disciplina relativa agli aiuti d'importanza minore (« de minimis »), di cui al regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006. Gli altri benefìci eventualmente concessi ai sensi del medesimo regolamento sono cumulabili con il predetto credito di imposta, purché non sia superato il limite massimo di 90.000 euro nei tre esercizi finanziari di riferimento. Art. 7. (Copertura finanziaria) 1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, determinati nel limite massimo di 2 milioni di euro per gli anni 2013, 2014 e 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.