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In accoglimento di una condizione formulata dalla Commissione bilancio, sono stati inoltre esentati dall'obbligo gli enti pubblici. La realizzazione degli impianti di ricarica o rifornimento - o, ove opportuno, di accumulo, come specificato dalla Commissione - necessari per l'alimentazione dei mezzi è posta in capo alle società di gestione aeroportuale. L'articolo 3 prevede che l'ENAC, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della legge, predisponga un programma per la sostituzione e conversione degli automezzi e delle attrezzature e per la realizzazione degli impianti di ricarica, tenuto conto della classificazione degli aeroporti coinvolti e in proporzione al traffico passeggeri medio registrato nell'ultimo triennio in ciascuno scalo. Il programma è approvato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e tiene conto di quantità, tipologia, vetustà, possibilità di sostituzione o conversione degli automezzi e attrezzature già in uso presso ciascuno scalo. L'articolo 4 affida all'ENAC il compito di vigilare sulla realizzazione del programma di sostituzione e conversione degli automezzi, adottando le iniziative per agevolarne l'attuazione, che si svolgerà secondo i criteri e le modalità stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Entro il 31 marzo di ogni anno, infine, l'ENAC dovrà riferire al Ministero sui risultati del programma e sull'attività di vigilanza. L'articolo 5 reca la clausola d'invarianza finanziaria. Permettetemi infine di ringraziare tutti i membri della Commissione, per aver contribuito in modo costruttivo al perfezionamento del testo di questo disegno di legge, un passo importante nella promozione di una mobilità più sostenibile e nella diffusione di mezzi di trasporto a basso impatto. PRESIDENTE . Poiché il rappresentante del Governo non intende intervenire, passiamo alla votazione degli articoli, nel testo formulato dalla Commissione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). COMINCINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, cari colleghi e colleghe, questa discussione cade in una settimana davvero particolare, per certi aspetti storica. Sono infatti migliaia le persone - uomini, donne e giovani - che si stanno impegnando con passione per un futuro migliore del nostro Pianeta. L'emergenza climatica che stiamo attraversando, l'innalzamento delle temperature e i conseguenti continui episodi di scioglimento dei ghiacci a cui assistiamo (l'ultimo proprio ieri, nel nostro Paese: il ghiacciaio del Monte Bianco, scivolando in parte, ha provocato la chiusura della Val Ferret) sono chiari segnali che è arrivato il tempo di fermarci e prenderci cura seriamente della terra sulla quale viviamo. Tutti noi abbiamo di fronte la responsabilità di farci carico delle condizioni di vita che i nostri figli e le future generazioni saranno chiamati ad affrontare. Non è un caso che, proprio in questa settimana così importante, nel corso della climate action week , a scendere in piazza siano proprio migliaia di studenti, con una mobilitazione che coinvolge studenti dall'Australia all'America, passando dall'Indonesia e dall'India fino in Europa, e che grida, con un coro unanime, un appello verso le istituzioni: meno chiacchiere, più attenzione ai temi ambientali e più programmazione e ricorso alle politiche ambientali. Tale appello si racchiude in modo netto nelle parole che l'attivista svedese Greta Thunberg ha rivolto al Congresso americano, ma anche a noi senatori, quando abbiamo avuto il piacere di ascoltarla qui a Palazzo Madama, invitata dalla presidente Alberti Casellati. La Thunberg ha sostenuto: non vogliamo i vostri elogi e non vogliamo essere invitati per sentirci dire quanto siamo bravi e quale fonte di ispirazione siamo; risparmiateci tutto questo, senza poi fare niente. Si tratta di un appello alla concretezza, che non può e non deve lasciarci indifferenti. Come ricordato nel documento firmato dal nostro Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione del Climate action summit tenutosi lunedì 23 settembre, la nostra generazione è la prima a sperimentare il rapido aumento delle temperature in tutto il mondo e, probabilmente, l'ultima ad avere l'opportunità di combattere efficacemente l'imminente crisi climatica globale: è un messaggio chiaro, preciso e puntuale, che non può essere ignorato. Anche il presidente del Consiglio Conte, impegnato in questi giorni a rappresentare l'Italia in occasione della settantaquattresima Assemblea generale dell'ONU, ha ribadito che il nostro Paese vuole avere una posizione di leadership nella svolta verde. In questo senso, la battaglia per un green new deal , che promuova la riconversione energetica in favore di un ricorso sempre più diffuso alle fonti rinnovabili, risulta essere centrale nell'azione di questo Governo. Non è un caso, infatti, che proprio il tema ambientale abbia caratterizzato la discussione e il confronto durante la formazione dell'attuale Esecutivo e dell'azione di questo Governo e che sia un punto fondamentale della nuova maggioranza. Non ci resta, cari colleghi, che assumere un impegno concreto davanti al Paese e ai nostri figli nel pieno rispetto del futuro di intere generazioni. Abbiamo l'obbligo di essere conseguenti alle parole e di trasformare in atti e provvedimenti concreti ciò di cui ormai si discute da anni. Va esattamente in questa direzione il provvedimento che stiamo discutendo questa mattina e che voteremo tra poco. Il disegno di legge al nostro esame si pone infatti la finalità di sostituire automezzi e attrezzature in dotazione a determinati aeroporti con altri ad alimentazione elettrica, ibrida o ad idrogeno, nell'ottica di una drastica e sempre più importante riduzione delle emissioni di gas serra e con la volontà di restare fermamente ancorati al rispetto dello sviluppo e della sostenibilità ambientale. Le disposizioni contenute nel provvedimento obbligano tutti i soggetti operanti nel cosiddetto air-side , esclusi gli enti pubblici, alla sostituzione o conversione dei mezzi alimentati dai cosiddetti motori a combustione in favore di altri mezzi ad alimentazione elettrica, ibrida o ad idrogeno, disponendo oltretutto l'obbligo in capo alle società di gestione aeroportuale di realizzare i necessari impianti di ricarica o rifornimento per gli automezzi. Si tratta certamente di un primo e importante passaggio. Ovviamente il provvedimento non basterà per porci nella condizione di conseguire risultati importanti e significativi, tuttavia, come sempre accade, è la somma che fa il totale e quindi anche questo provvedimento si pone proprio in questa direzione.