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Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario e di qualità dell'assistenza sanitaria. Onorevoli Senatori. -- Le aspettative dei cittadini rispetto alla qualità dei servizi erogati dal Servizio sanitario nazionale (SSN) sono molto cresciute in questi anni e il sistema stenta a soddisfarle. I cittadini richiedono sicurezza, tempestività, efficacia, personalizzazione sempre maggiori, ovvero maggiore qualità delle cure. Garantire la qualità delle cure equivale ad assicurare la qualità delle componenti del SSN, vale a dire degli operatori, delle strutture e dell’organizzazione che governa i processi di erogazione. La sicurezza degli ospedali e delle altre strutture sanitarie è una dimensione della qualità complessiva del sistema, che deve essere costantemente monitorata attraverso le metodologie di accreditamento, che deve essere riferito non solo ai processi organizzativi, ma anche ai professionisti che operano nel SSN, che devono essere inseriti in un programma di valutazione permanente degli esiti delle cure. Il monitoraggio della performance degli operatori (valutazione di esito) si traduce in un miglioramento della qualità effettiva delle cure erogate e della qualità percepita dal cittadino, con il conseguimento dell'obiettivo «ospedale sicuro». A queste esigenze cerca di rispondere il presente disegno di legge, che offre una soluzione concreta al problema, sempre più attuale e spinoso, della responsabilità professionale del personale sanitario. L'articolo 1, nel novellare e integrare l'articolo 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, interviene parzialmente sull'organizzazione delle aziende sanitarie e ospedaliere e in tal senso ne sostituisce la rubrica. L'aspetto sostanziale dell'intervento riguarda il potenziamento del ruolo attribuito al collegio di direzione, cui le regioni possono riconoscere la qualificazione di organo. Il collegio di direzione concorre alla pianificazione, alla valutazione dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi per il governo delle attività cliniche, alla programmazione e valutazione delle attività tecnico-sanitarie. Il comma 1- sexies dell'articolo 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, introdotto dal presente disegno di legge ridefinisce i rapporti con il direttore generale, prevedendo l'espressione di un parere obbligatorio su specifici atti quali: l'atto aziendale, i programmi di ricerca e di formazione, gli obiettivi della contrattazione integrativa aziendale, il piano aziendale di educazione medica e delle professioni sanitarie, le modalità generali di esercizio della libera professione intramuraria. L'articolo 2 affronta il delicato problema della responsabilità professionale del personale sanitario. Negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo incremento della cosiddetta medicina difensiva a fronte di un notevole aumento del contenzioso medico legale. Ciò incide in modo negativo sulla vita professionale dei medici e sulla qualità del rapporto medico-paziente che dovrebbe essere basato sulla fiducia reciproca. È opinione diffusa nella stessa categoria dei medici che uno dei modi per contrastare il fenomeno della medicina difensiva sia lavorare in modo concreto sulla prevenzione del rischio al fine di introdurre uno strumento che, cercando di gestire il rischio, migliorerebbe la qualità della vita professionale degli operatori sanitari e, al tempo stesso, rappresenterebbe uno strumento di garanzia per i pazienti. L'introduzione di un servizio per la gestione del rischio clinico non è da solo sufficiente a risolvere il problema: è necessario uno strumento che garantisca ai pazienti la certezza di ottenere il risarcimento del danno e agli operatori sanitari la possibilità di svolgere l'attività professionale con maggiore serenità. A tal fine il disegno di legge fissa, all'articolo 2, il principio per cui la responsabilità civile per danni a persone causate dal personale sanitario medico e non medico, occorsi in una struttura sanitaria pubblica o privata, è sempre a carico della struttura stessa. Da questo principio deriva l'obbligo per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private di stipulare un'assicurazione per la responsabilità civile nei confronti degli assistiti (articolo 3). L'assicurazione obbligatoria garantisce al paziente la certezza di poter agire direttamente nei confronti dell’impresa di assicurazione e di essere risarcito con certezza e rapidità. Il danneggiato ha quindi azione diretta per il risarcimento del danno nei confronti dell'assicuratore, entro i limiti delle somme per le quali è stata stipulata l'assicurazione (articolo 5). L'accettazione della somma offerta dall'assicurazione preclude l'ulteriore richiesta di risarcimento, impedisce di proporre querela per il reato di lesione e implica la remissione della querela eventualmente proposta. Impedisce, altresì, di effettuare l'ulteriore richiesta di risarcimento in sede giudiziaria. Per garantire poi un'idonea e qualificata rappresentanza di esperti di tutte le specializzazioni mediche, anche con il coinvolgimento delle relative società scientifiche, l'articolo 6 prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano costituiscano albi dei consulenti tecnici d'ufficio per le vertenze riguardanti la responsabilità professionale del personale sanitario, stabilendo le modalità per la costituzione e l'aggiornamento dello stesso. Ed è proprio in una prospettiva di garanzia che l'articolo 7 stabilisce che in tutte le cause di responsabilità professionale dei sanitari, la nomina dei consulenti tecnici d'ufficio debba essere effettuata tra persone iscritte ai suddetti albi.. 1 (Organizzazione delle aziende) 1 All'articolo 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1- quater è sostituito dal seguente: « 1- quater. Sono organi dell'azienda il direttore generale, il collegio sindacale e il collegio di direzione. Il direttore generale adotta l'atto aziendale di cui al comma 1- bis , è responsabile della gestione complessiva e nomina i responsabili delle strutture operative dell'azienda. Il direttore generale è coadiuvato, nell'esercizio delle proprie funzioni, dal direttore amministrativo e dal direttore sanitario»; b dopo il comma 1- quinquies è inserito il seguente: « 1- sexies. Il collegio di direzione concorre alla pianificazione strategica delle attività e degli sviluppi gestionali e organizzativi, alla valutazione interna dei risultati conseguiti in relazione agli obiettivi prefissati, alla programmazione e alla valutazione delle attività tecnico-sanitarie e di alta integrazione sanitaria. Il collegio di direzione esprime parere obbligatorio al direttore generale sull'atto aziendale, sui programmi di ricerca e di formazione, sugli obiettivi della contrattazione integrativa aziendale, sul piano aziendale di formazione del personale medico e sanitario e sulle modalità generali di esercizio della libera professione intramuraria. Il direttore generale è tenuto a motivare le determinazioni eventualmente assunte in contrasto con detto parere.