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dopo il 2017 sono intervenuti il decreto ministeriale 10 aprile 2019, che ha inflitto un ulteriore taglio di 227 unità e il decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 172 (Disposizioni integrative e correttive, a norma dell'articolo 1, commi 2 e 3, della legge 1° dicembre 2018, n. 132, al decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, recante: «Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche»), che ha previsto l'incremento di 620 unità, con un combinato disposto che, fra taglio del decreto ministeriale e incremento del decreto legislativo, avrebbe determinato alla fine un incremento di 393 agenti, che però non c'è mai stato perché mai concretamente recepito, pertanto l'attuale pianta organica è quella falcidiata dal decreto ministeriale 2 ottobre 2017; la materia è stata oggetto di approfondita e dettagliata analisi da parte di un gruppo di esperti nominati con P.C.D. del 18 aprile 2019 dal capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria (DAP). Il gruppo di lavoro, tuttora operativo, nella riunione tenutasi presso il DAP in data 14 novembre 2019 con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, ha condiviso la proposta per la rimodulazione delle dotazioni organiche " intra moenia " del corpo di Polizia penitenziaria a livello nazione e nel dettaglio per singoli istituti in relazione al Provveditorato dell'Amministrazione penitenziaria di competenza, rimodulazione che comporterebbe l'assunzione di circa 4.000 unità complessive da destinare agli istituti; la proposta tuttavia è ferma al vaglio del capo del D.A.P. e del Gabinetto del ministro della Giustizia per l'emanazione di un nuovo decreto ministeriale afferente alla dotazione organica del corpo di Polizia penitenziaria che sostituisca il vecchio decreto ministeriale 2 ottobre 2017 che, come detto è ancora in vigore e che aveva comportato un taglio di circa 4.000 unità; è bene sottolineare che, secondo il metodo di calcolo " ideal e medium test " che tiene conto di una serie complessa di coefficienti in base, a cui viene determinata la dotazione ideale e quella media necessaria a garantire i livelli di sicurezza all'interno degli istituti, l'implementazione prevista dal gruppo di lavoro serve per raggiungere il livello medium con 4.000 nuove unità, ben lontano dall' ideal che richiederebbe 10.000 nuove unità, ma sicuramente un primo passo nella giusta direzione; sembra che lo stallo, rispetto all'adozione del necessario decreto ministeriale, sia dovuto alla previsione dei posti di funzione per funzionari direttivi-dirigenti, circa 715 unità, per i quali si potrebbe tuttavia procedere "a stralcio", dal momento che l'emergenza è quella legata alla mancanza dei ruoli operativi, ossia degli agenti di Polizia penitenziaria; è necessario a parere degli interroganti che il Ministro adotti con urgenza sia il decreto di competenza che disponga, rispetto al decreto ministeriale 2 ottobre 2017, l'incremento, non ancora recepito, risultante dal combinato disposto del decreto ministeriale 10 aprile 2019 e del decreto legislativo n. 172 del 2019, sia il decreto di competenza che disponga l'incremento della dotazione organica delle 4.000 unità previste dall'accordo raggiunto da parte del gruppo di esperti nominati con P.C.D. del 18 aprile 2019 dal capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, si chiede di sapere che cosa impedisca l'adozione dei decreti di competenza afferenti alla dotazione organica del corpo di Polizia penitenziaria di cui in premessa e con quale tempistica il Ministro in indirizzo intenda provvedere alla loro emanazione. Atto n. 4-04602 DE PETRIS Al Ministro dell'istruzione Premesso che: in data 29 settembre 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il calendario delle prove scritte della procedura straordinaria per titoli ed esami per l'immissione in ruolo di personale docente della scuola secondaria di I e II grado; tale calendario prevedeva l'inizio delle prove in data 22 ottobre 2020 con conclusione prevista per il 16 novembre 2020; a partire dalla fine di settembre, i numeri del contagio da COVID-19 hanno ripreso a salire vertiginosamente coinvolgendo anche molti dei potenziali concorrenti; con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre 2020 le procedure concorsuali straordinarie sono state sospese fino al 3 dicembre; considerato che, col crescere dei contagi la possibilità di essere esposti alla quarantena per motivi di servizio o al contagio stesso ha escluso molti dal concorso straordinario e per questi lavoratori non è stata prevista una seconda possibilità; ritenuto che: tale impedimento assume carattere di eccezionalità e deriva da prescrizioni per la salvaguardia della salute pubblica; in data 20 novembre 2020 il TAR Lazio ha espresso parere favorevole in relazione allo svolgimento di prove suppletive per quei candidati la cui partecipazione alla prova scritta sia stata resa impossibile causa COVID-19, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per affrontare la questione descritta e consentire la partecipazione a tutti quei docenti precari che, a causa di precise disposizioni normative e non per loro scelta, non hanno potuto recarsi presso le sedi concorsuali, con il rischio di veder sfumata la tanto agognata stabilizzazione. Atto n. 4-04603 DE FALCO BONINO RICHETTI NUGNES FATTORI DI MARZIO Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della salute Premesso che: un grave problema, conseguenza diretta dell'epidemia di COVID-19, riguarda i ricongiungimenti familiari di partner stranieri di cittadini italiani, che si trovano all'estero e non riescono a rientrare nel nostro Paese; si fa riferimento, in particolare a quei cittadini, stranieri ma residenti in Italia e la cui convivenza con cittadini italiani è dimostrata o comunque facilmente dimostrabile, che si trovano in aree della "lista nera", ossia la lista F, quella dei Paesi dai quali è vietato, con poche eccezioni, venire in Italia, se vi si è soggiornato o transitato per almeno 14 giorni; come noto, molti cittadini italiani sono impegnati in relazioni affettive stabili e consolidate con partner di Paesi extraeuropei, quindi esterni all'area Schengen e, pur non essendo legati da vincoli matrimoniali o di consanguineità, vanno considerati alla stregua di familiari e coniugi, alla luce della sentenza numero 46351 del 2014 della Suprema Corte di cassazione italiana, che disciplina in materia di congiunti; il lungo periodo nel quale il Governo ha chiuso le frontiere ai Paesi extra Schengen, non discriminando tra turismo e ricongiungimento, ha posto in serio disagio e sofferenza psicologica i cittadini interessati dalla problematica. La ratio di tutte le scelte adottate dal Governo è stata ed è la tutela della salute, quella stessa salute che l'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale (e non semplicemente "assenza di malattie o infermità");