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L'eventuale scissione degli insegnamenti in più rami distinti, ai fini sia dell'insegnamento che degli esami di profitto, ovvero l'eventuale loro raggruppamento ai fini degli esami, risulteranno dal manifesto-programma annuale di cui all'art. 212. Art. 204. - Gli esami sono di profitto e di diploma. Per essere ammesso agli esami annuali di profitto l'allievo deve avere frequentato assiduamente le lezioni, le esercitazioni, i tirocini, i seminari, ecc., svolti dalla scuola nel relativo anno di corso. Per essere ammesso all'esame di diploma l'allievo, oltre ad avere adempiuto a tutti gli obblighi di frequenza ed esami dei vari insegnamenti comuni e specifici e di almeno due degli insegnamenti integrativi, ed avere effettuato esercitazioni prescritte, deve presentare una dissertazione scritta nonché una relazione riassuntiva sulle esercitazioni e su eventuali tirocini effettuati nell'intero triennio. L'esame di diploma consiste nella discussione della tesi e della relazione e, eventualmente, di una o più prove stabilite dal consiglio di scuola. Art. 205. - La scuola è retta da un direttore e da un vicedirettore, nominati ogni triennio dal rettore, su proposta dei consigli di facoltà di lettere e filosofia e di medicina e chirurgia fra i professori di ruolo di psicologia nelle due facoltà; nell'assegnazione delle due cariche dovranno essere rappresentate le due facoltà. Art. 206. - I docenti della scuola sono scelti fra i professori universitari di psicologia (di ruolo, fuori ruolo, incaricati, liberi docenti), fra gli specializzandi in psicologia e fra coloro che, per opere, uffici o insegnamenti tenuti siano di riconosciuta competenza ed esperienza nelle discipline che formano oggetto dei corsi della scuola. Alla nomina dei docenti provvede il rettore, su proposta presentata annualmente dal direttore della scuola, e su parere conforme del consiglio della scuola stessa e delle facoltà. Art. 207. - Per i problemi riguardanti l'organizzazione didattica, il direttore è assistito da un consiglio della scuola, composto: dal direttore stesso che lo presiede, dal vicedirettore che presiede le adunanze del consiglio in caso di assenza o impedimento del direttore, e da tutti i docenti che abbiano avuto regolare nomina rettorale. Su proposta del direttore, sentito il parere del consiglio, uno dei docenti assolve anche le funzioni di segretario delle adunanze del consiglio stesso; ala relativa nomina provvede il rettore. Art. 208. - Spetta al consiglio della scuola: 1) determinare, coordinare, approvare i programmi dei corsi teorici, delle esercitazioni, dei tirocini, dei seminari, ecc., relativi sia agli insegnamenti comuni, sia a quelli specifici, sia a quelli integrativi; 2) esprimere il proprio parere sulle proposte del direttore della scuola relativamente alla designazione dei docenti, da sottoporre quindi alla nomina rettorale dopo l'approvazione della facoltà; 3) determinare, coordinare, approvare gli orari dei vari insegnamenti, esercitazioni, seminari, ecc., e il diario e modalità degli esami, sia di profitto, che di diploma e la composizione delle relative commissioni; 4) stabilire le eventuali prove pratiche da fare sostenere agli allievi in occasione dell'esame di diploma; 5) riferire sulle domande di trasferimento di allievi di scuole di specializzazione in psicologia da una università o facoltà ad un'altra e deliberare circa il passaggio da un indirizzo all'altro della scuola stessa (conformemente a quanto stabilito dall'art. 214), determinandone gli eventuali obblighi di frequenza ed esame; 6) determinare il numero massimo (in ogni anno non superiore a venticinque) ed eventualmente il numero minimo degli allievi che possono essere iscritti al primo anno di corso. Il numero massimo degli allievi frequentanti nello stesso anno i tre corsi potrà raggiungere i settantacinque, in relazione alle disponibilità di attrezzature ed aule fornite dall'istituto di psicologia della facoltà di lettere e dall'istituto di psicologia della facoltà medica; 7) stabilire la composizione della commissione per l'esame di concorso di merito di cui al comma 2 dell'art. 201 e della commissione per le eventuali prove di idoneità di cui allo stesso comma dell'art. 201, nonché le modalità dei rispettivi concorsi o prova. Art. 209. - Il funzionamento amministrativo della scuola è determinato, in armonia con le vigenti disposizioni sulle scuole di specializzazione, da un regolamento interno emanato dal rettore su proposta del direttore della scuola. Art. 210. - Le entrate della scuola sono costituite dalle tasse, sopratasse e contributi scolastici e dai contributi erogati eventualmente dallo Stato, dall'università, da enti e da privati. Art. 211. - Gli iscritti alla scuola sono tenuti al pagamento delle tasse, sopratasse e contributi generali nella misura stabilita nel vigente statuto. La misura dei contributi per le esercitazioni pratiche e per le altre prestazioni di cui gli iscritti fruiscono durante il corso di studi è fissata dal consiglio di amministrazione dell'università su proposta del senato accademico, sentito il parere dei consigli delle facoltà di lettere e filosofia e di medicina e chirurgia e del consiglio della scuola. Art. 212. - Il direttore della scuola - di concerto con il vicedirettore e sulla base delle deliberazioni del consiglio della scuola - compila ogni anno il relativo manifesto-programma che, previa approvazione delle facoltà di lettere e filosofia e di medicina e chirurgia sarà reso di pubblica ragione. Nel manifesto viene specificato: 1) l'indirizzo o gli indirizzi della scuola che saranno aperti nell'imminente anno accademico; 2) il numero massimo (in ogni anno non superiore a venticinque) ed eventualmente, quello minimo di domande di iscrizione che verranno accettate; 3) le modalità del concorso di merito in caso di domande eccedenti il numero massimo di iscrizioni consentite; 4) l'eventuale indicazione di prove di idoneità per l'ammissione alla scuola conformemente al comma 2 dell'art. 201; 5) l'ordine degli studi, coll'indicazione: a) dell'eventuale scissione degli insegnamenti elencati nell'art. 203 in più rami distinti, ai fini dello insegnamento e degli esami di profitto; b) dell'eventuale raggruppamento degli insegnamenti ai fini dell'esame di profitto; c) della distribuzione degli insegnamenti nei vari anni di corso; d) degli insegnamenti integrativi che verranno impartiti nell'anno; e) dei docenti, per ciascun insegnamento, ed anno di corso; 6) le modalità e condizioni degli esami di profitto e di diploma; 7) le tasse, le sopratasse e i contributi generali o speciali dovuti dagli allievi. Art. 213. - L'inclusione della scuola nello statuto dell'università non costituisce impegno ad impartire i relativi corsi: l'impegno è costituito dalla pubblicazione del manifesto-programma annuale. Ciò vale sia per la scuola nel suo insieme, sia per i singoli indirizzi. Art. 214. - È prevista, a domanda dell'interessato e non oltre il termine del secondo anno di corso, la possibilità di passaggio da un indirizzo ad un altro.