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è vero che, negli anni, non siamo stati esattamente un esempio virtuoso nell'utilizzo dei fondi strutturali, ma è altrettanto vero, Presidente, che questo Governo ha dimostrato tutta la sua incapacità nel gestire gli enormi problemi che il Paese sta vivendo. Pertanto è comprensibile che molti Paesi dell'Unione esigano da noi il dovuto impegno. Proprio in questi giorni sono stati resi noti i dati, che certificano l'assoluta incertezza occupazionale che affligge gli italiani e che ha causato un crollo delle nascite e un aumento dell'emigrazione all'estero. Solo nel 2019 gli italiani che sono andati fuori a lavorare sono aumentati di più dell'8 per cento. Signor Presidente, sono numeri che fanno male, che dovrebbero fare male a chiunque in questa Aula e che raccontano il grido di dolore di un Paese bloccato, fermo, che non offre opportunità a chi ha studiato per una vita e a chi si è preparato al mondo del lavoro, salvo poi scoprire la dura realtà della mancanza di prospettive. Un altro punto dirimente è il fattore tempo: quando arriveranno le risorse di cui parliamo da mesi? Siamo consapevoli, per carità, del fatto che siamo alle prese con un iter complesso, ma proprio per questo serve accelerare questo percorso. Forza Italia dice no a negoziati senza fine! Il fattore tempo è fondamentale, l'Europa deve correre e deve dimostrare di saper rispondere con velocità alle emergenze, anche modificando rituali pletorici e superati dal tempo. La crisi morde ora, adesso, e tra qualche mese per molti lavoratori sarà troppo tardi, Presidente. A tal proposito, le chiedo a che punto è la richiesta per il piano Support to mitigate unemployment risks in an emergency (Sure). Non ce ne ha parlato: è stata accettata? I danari sono disponibili? Tra poco le risorse della cassa integrazione finiranno e le imprese hanno bisogno di certezze. Nel frattempo, il Governo rinvii il pagamento di tutte le tasse all'anno prossimo. Lo diciamo ormai da mesi: serve un anno bianco fiscale. Gli italiani in questi mesi non hanno lavorato ed evidentemente non possono pagare le tasse: mi sembra un concetto abbastanza semplice da comprendere. Serve poi ridurre davvero la pressione fiscale, in modo strutturale: se non ora, quando? Non servono i bonus , i vostri contentini non risolveranno i problemi degli italiani. Signor Presidente del Consiglio,pongo un'ultima questione e la prego di ascoltarmi perché su questo punto sono molto sensibile. Nel piano da presentare a Bruxelles dovrete inserire un capitolo specifico dedicato al Sud. Da uomo del Sud, lo faccia per dare risposta a tutti noi meridionali. (Applausi) . Utilizziamo il recovery fund per completare il corridoio europeo che va da Palermo a Berlino. Si dia avvio alla realizzazione di grandi opere strategiche, come il ponte sullo Stretto. In quest'Aula, qualche settimana fa, il ministro Gualtieri mi ha risposto che il Governo sta ancora facendo un'analisi del rapporto costi benefici del ponte. Praticamente siamo ancora a "caro amico, ti scrivo". È un controsenso, se si pensa che il ponte creerebbe occupazione e trasformerebbe la Sicilia in un polo turistico e logistico per l'Italia e l'Europa. È un paradosso ancora più assurdo, se si pensa che per distribuire bonus e prebende, in questi anni, avete speso svariati miliardi di euro, e in più gli italiani stanno pagando milioni di euro di penali, perché nel 2011 l'allora presidente del Consiglio Monti decise di mettere fine alla realizzazione del progetto, avviato dall'allora Governo Berlusconi. (Applausi) . Servono sgravi fiscali, investimenti, concrete semplificazioni e una vera riforma del sistema della giustizia. Il caso Palamara, le scandalose rivelazioni sull'ingiusta condanna di Silvio Berlusconi hanno dimostrato, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che tale riforma non è più rinviabile, che gli italiani hanno bisogno di credere in una giustizia giusta e che le imprese devono essere messe nelle condizioni di lavorare e di produrre ricchezza per il Paese. Signor Presidente, ci ascolti, vada oltre le ideologie e recepisca le nostre proposte. Abbiamo l'opportunità unica di ammodernare il Paese, di renderlo più competitivo, di poter attrarre nuovi investimenti: facciamolo! Noi, nell'attesa che presto si possa ridare voce agli elettori e che finalmente la maggioranza di Governo rifletta quella del Paese, fino ad allora collaboreremo, con spirito produttivo e costruttivo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iwobi. Ne ha facoltà. IWOBI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghe senatrici, senatori, signor Presidente del Consiglio, la pesante emergenza sanitaria che ha coinvolto il nostro Paese ha messo in luce le debolezze strutturali che necessitano di una riflessione, anche in vista del Consiglio europeo. Il primo tema che dobbiamo affrontare riguarda la centralità parlamentare. Questo luogo, signor Presidente, deve ritornare a essere una sede di confronto reale, perché è qui che batte il cuore della democrazia. Noi siamo il fondamento e non la stampella del Governo perché rappresentiamo tutto il Paese, maggioranza e opposizione. (Applausi). In una fase di emergenza sanitaria è solo in Parlamento che si può ricercare un dialogo che possa mettere al centro il bene dei cittadini e non con gli attriti tra le forze politiche qui rappresentate. Il virus ha semplicemente messo in evidenza ciò che ormai avviene da qualche anno, tanto che il ragionamento comune spinge a pensare di votare per un Governo e non per il Parlamento. Noi non ci arrendiamo, signor Presidente. I cittadini hanno votato il Parlamento per essere rappresentati da persone che hanno idee differenti, ma che hanno un obiettivo comune, cioè il bene del popolo italiano. (Applausi). Questo aspetto lo abbiamo visto anche bene sui rapporti con l'Unione europea: il deficit democratico che investe le istituzioni comunitarie deve essere uno stimolo e non un blocco per coinvolgere maggiormente il Parlamento su decisioni che definiscano una posizione dell'Italia a livello internazionale. Un secondo aspetto che ritengo importante affrontare riguarda il rapporto con il territorio. È evidente che ogni Regione è stata colpita dal coronavirus con intensità differente, ed è proprio per questo che la logica ci chiede che situazioni tra di loro diverse vengano affrontate con provvedimenti altrettanto diversi. Non solo, il lavoro, che è il fondamento della nostra Repubblica trova nel territorio un elemento importante per la sua esistenza; per questo sarà fondamentale sostenere la creazione di reti territoriali che possano supportare i servizi per l'impiego, per i quali ancora non si è fatto nulla. Fino ad oggi non abbiamo visto nulla. (Applausi). In seno al Consiglio europeo vorrei che il Governo portasse l'Italia che ha voglia di lavorare; l'Italia fatta da piccole e medie imprese, da Nord a Sud, che chiedono meno burocrazia, meno tasse e la possibilità di maggiori investimenti per creare lavoro e non assistenzialismo. Investire sul lavoro, signor Presidente, crea ricchezza per i cittadini e per lo Stato. L'Europa non è un ideale astratto, ma è fatta di popoli, di territori e di famiglie, ed è a partire da loro che va costruita una soluzione per il difficile scenario socio-economico.