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Interventi per il sostegno dell'occupazione giovanile e femminile e delega al Governo in materia di regime fiscale agevolato. Onorevoli Senatori. -- Il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea inibisce l'intervento dello Stato a sostegno delle imprese al fine di garantire il rispetto delle regole di concorrenza e ha inciso fortemente sul sistema economico e produttivo italiano. Ciò in quanto l'industria di base nazionale, con particolare riferimento ai comparti meccanici, siderurgici ed energetici, aveva in precedenza sempre visto l'intervento pubblico quale condizione essenziale per il proprio sviluppo. Di contro, lo stesso Trattato consente interventi pubblici, considerati compatibili con il corretto funzionamento del mercato interno, ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, qualora si renda necessario contrastare fenomeni di grave sottosviluppo regionale, settoriale o sociale. Per l'Italia è certamente questa la situazione che rende possibile intervenire a favore della imprenditoria giovanile e femminile, con particolare riferimento alle microimprese che costituiscono il 95 per cento della struttura produttiva nazionale. È dunque doveroso operare in tal senso, sia in un'ottica di breve periodo, in quanto il dato di disoccupazione giovanile e femminile ha ormai raggiunto livelli di allarme sociale, sia con riferimento al lungo periodo, al fine di garantire il necessario ricambio generazionale. E nel definire l'intervento di sostegno pubblico, consistente in forme di agevolazione temporalmente legate alla fase di start up dell'impresa, è anche importante irrobustire l'azione nel caso la nuova impresa si collochi in aree geograficamente depresse e mediante forme di incentivazione all'assunzione. La strumentazione individuata è quella del credito di imposta e della fiscalità agevolata per ridurre i normali gravami tributari. Inoltre, il presente disegno di legge prevede anche il sostegno alla creazione delle reti d'impresa, come definite dall'articolo 3 del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5 (Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi), convertito, con modificazioni, dalla legge dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, allo scopo di favorire sinergie e partnership tra le piccole e le medie imprese e attraverso incentivi in conto capitale, in modo particolare per quelle formate da giovani imprenditori. Tuttavia, nessun intervento di riduzione di adempimenti e di pressione fiscale è sufficiente ad assicurare la ripresa economica e l'avvio di impresa, senza il ripristino della opportunità di attivare la leva finanziaria all'interno delle nuove attività produttive ed un corretto rapporto tra mezzi propri e ricorso al credito finanziario. Per questo il presente disegno di legge prevede, quale parte essenziale, l'intervento pubblico a sostegno dell'impianto aziendale, sia in termini di infrastruttura di impresa sia per la creazione delle prime scorte. A tal fine sono previste opportune forme di cofinanziamento e di partecipazione alla copertura degli oneri finanziari che appaiono essenziali.. Art. 1. (Finalità e soggetti beneficiari) 1. Al fine di promuovere la ripresa del sistema produttivo e di incrementare i livelli di occupazione, nonché di sviluppare l'imprenditorialità diffusa, lo Stato sostiene l'avvio di nuove micro imprese giovanili e femminili adottando le misure previste dalla presente legge in conformità alle disposizioni previste dal regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, nei limiti degli aiuti di importanza minore ( de minimis ) di cui al regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006. 2. Gli aiuti concessi ai sensi della presente legge sono compatibili con il mercato interno ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e sono preventivamente notificati alla Commissione europea ai fini della verifica della compatibilità comunitaria, ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato medesimo. 3. I soggetti di età inferiore a trentotto anni, se uomini, e le donne, a prescindere dall'età anagrafica, che si iscrivono per la prima volta alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi ovvero che per almeno dodici mesi, non essendo più iscritti ad una gestione previdenziale dei lavoratori autonomi, hanno svolto attività di lavoro non autonomo o sono rimasti disoccupati, oppure hanno svolto attività di collaborazione secondo le tipologie contrattuali previste dalla normativa vigente in materia, possono avviare un'attività imprenditoriale, usufruendo di un regime speciale di agevolazione e di incentivazione per un periodo di trentasei mesi decorrenti dalla data di inizio dell'attività d'impresa effettuato nell'arco temporale di cinque anni, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero, per l'applicazione delle agevolazioni ivi previste, dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui all'articolo 3 e del decreto di cui all'articolo 4, comma 10. 4. Qualora i soggetti di cui al comma 3 operino in «zone assistite» ai sensi dell'articolo 2, numero 9), del citato regolamento (CE) n. 800/2008, ubicate nelle regioni ammissibili agli aiuti a finalità regionale come stabilito nella carta degli aiuti a finalità regionale approvata dallo Stato per il periodo 2007-2013, in conformità alle disposizioni previste dall'articolo 107, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, le misure di agevolazione e di incentivazione di cui agli articoli 2, 3, 4, e 6 della presente legge, sono incrementate secondo i criteri ivi previsti. Art. 2. (Incentivi all'occupazione) 1. Ai datori di lavoro rientranti nelle categorie di soggetti beneficiari di cui all'articolo 1, comma 3, che, nei primi trentasei mesi di esercizio dell'attività d'impresa, assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, lavoratori rientranti nella definizione di lavoratore svantaggiato, di lavoratore molto svantaggiato o di lavoratore disabile, di cui all'articolo 2, numeri 18), 19) e 20), del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, è concesso un credito d'imposta d'importo pari a euro 300 per ciascun lavoratore assunto e per ciascun mese, ridotto a 200 euro e di 100 euro rispettivamente per il secondo e il terzo anno di esercizio. In caso di lavoratrici donne il credito d'imposta è concesso nella misura di euro 400 per ciascuna lavoratrice e per ciascun mese, ridotto a 300 euro e a 200 euro rispettivamente per il secondo e il terzo anno di esercizio. 2. Il credito d'imposta di cui al comma 1 è concesso con una maggiorazione del 20 per cento nelle «zone assistite» di cui al comma 4 dell'articolo 1. 3. Per le assunzioni di dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale, il credito d’imposta spetta in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle del contratto nazionale. 4. Fermo restando il numero massimo di cinque addetti, il beneficio di cui al comma l del presente articolo spetta limitatamente a due lavoratori dipendenti. 5.