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Signor Presidente, in premessa al mio breve intervento ricordo al presidente Draghi che, a maggior ragione per il fatto che non ha alle spalle alcun mandato elettivo, è tenuto, negli impegni che assumerà in sede europea per conto del popolo italiano, a non travalicare i limiti imposti dalla Costituzione, su cui pure ha giurato. Lei, presidente Draghi, è corresponsabile dei processi decisionali in ambito europeo. Il popolo italiano non vuole essere coinvolto come parte cobelligerante in questa guerra e lei non ha alcun diritto di assumere diversi impegni con i partner europei, dilapidando risorse pubbliche per armare eserciti irregolari, per giunta finanche neonazisti. Con quali garanzie, oltretutto, per il popolo ucraino? E con quali ricadute sui nostri conti pubblici? Basta ipocrisia. Le risorse per alleggerire il ricarico che i cittadini subiscono sulle bollette e sul carburante per effetto di una politica commerciale svantaggiosa del suo Governo che non tutela gli interessi dell'Italia a livello internazionale e l'interesse pubblico a livello nazionale sono, oltreché tardive, del tutto insufficienti. Migliaia di imprese sono già fallite e altre, non potendo permettersi di lavorare in perdita, falliranno nella sua totale indifferenza. Non è stato lei, d'altronde, a dire a suo tempo che non tutte le attività produttive possono essere salvate? Qui non si tratta di imprese o settori in difficoltà da prima della pandemia: si tratta di settori messi in crisi da come lei e, prima ancora di lei, il presidente Conte avete gestito la pandemia e, poi, anche questa ulteriore crisi, con misure che hanno colpito e affondato comparti produttivi che godevano di ottima salute. Migliaia di posti di lavoro sono saltati e milioni sono ancora destinati a saltare. Lei è il liquidatore fallimentare del nostro Paese, delle piccole e medie imprese, delle partite IVA e dei risparmi degli italiani. È stato messo in questa posizione per fare cassa e lo fa con impareggiabile cinismo. Non c'è mai disponibilità per sostenere le imprese, le famiglie, la sanità pubblica e le scuole, e non è un caso. La disponibilità c'è però per le armi e per gli affari delle multinazionali che producono i vaccini, di cui oggi però non ha parlato. Si annuncia l'acquisto in Europa di ben 4,6 miliardi di dosi di vaccini. Ma vi siete mai chiesti se i popoli dei vari Stati membri, a cui non avete nemmeno avuto il coraggio di ostentare i contratti con le pharma, saranno poi disponibili liberamente a inocularsi prodotti che state acquistando con denaro pubblico e che hanno dato prova di palese inefficacia e di determinare effetti avversi gravissimi e finanche decessi? O discuterete su come continuare il ricatto del green pass in eterno, già previsto in Europa fino al giugno 2023? Riferisca che solo in Italia, a causa delle sue misure, abbiamo, fuori da ogni quadro di emergenza reale, 600.000 lavoratori sani sospesi senza stipendio, alcuni dei quali potranno tornare a lavorare con tampone. I sanitari resteranno invece in castigo fino al 31 dicembre. In questo Consiglio europeo discuterete poi su come affidare la regia delle prossime pandemie all'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che vive anche con i fondi di chi produce e diffonde vaccini, in barba a qualsiasi conflitto di interessi? È così che progettate di superare le barriere costituzionali dei vari Stati e dei vari Parlamenti e la volontà dei popoli? In sintesi, da un lato, proponete di finanziare l'industria bellica, in cui magari sono compresi anche i 300 laboratori che in tutto il mondo producono virus ingegnerizzati; dall'altro, finanziate vaccini a mRNA, che poi dovrebbero contrastare le pandemie a orologeria gestite dall'OMS; dall'altro ancora, distruggete l'economia dei vari Paesi membri con lockdown strategici. Dulcis in fundo , vi accingete a instaurare un controllo sociale totale con un'identità digitale unica su cui sono presenti i dati sanitari e finanziari... PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice Granato. GRANATO (Misto) . Se questi sono i vostri programmi, non a nome del popolo italiano, grazie. (Commenti). PRESIDENTE. Non c'è spazio per polemiche di sorta. Ognuno può esprimere quello che vuole in quest'Aula; per cortesia, colleghi. È iscritto a parlare il senatore Cioffi. Ne ha facoltà. CIOFFI (M5S) . Signor Presidente, purtroppo il dramma che sta vivendo il popolo ucraino, cui naturalmente rivolgiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza, ci ha fatto ulteriormente comprendere quanto sia importante che i Paesi dell'Unione siano uniti e cooperino tutti per la pace. Purtroppo viviamo un momento di estrema difficoltà: dopo la pandemia, il nuovo dramma della guerra. Il primo era uno shock di carattere simmetrico, ma sfasato nel tempo, mentre questo è uno shock puramente asimmetrico, che ha effetti principalmente sull'Europa. Entrambe queste crisi ci hanno fatto capire, semmai ce ne fosse stato bisogno, che i Paesi europei devono cooperare, devono lavorare congiuntamente per essere un attore globale in grado di rispondere alle minacce esterne, che sia un virus o una guerra. La guerra fa sempre schifo, signora Presidente, in ogni caso, qualunque sia il popolo che la subisce. Oggi purtroppo vediamo che la subisce il popolo ucraino, ma nel mondo ci sono venti conflitti armati e noi dobbiamo renderci conto di quello che avviene da tutte le parti. Ovviamente il conflitto in Ucraina lo sentiamo più vicino non solo per un problema di carattere geografico, ma anche per le conseguenze che ha sul popolo europeo. L'attivazione della direttiva sui rifugiati del 2001, ricordata dal Presidente del Consiglio, è assolutamente giusta: è importante capire quanti Paesi di prima accoglienza debbono essere "sollevati" da tutte le responsabilità, da tutti i problemi. Oggi lo abbiamo fatto per la Polonia e per gli altri Paesi confinanti con l'Ucraina, ma la storia ci ricorda quello che è successo e che potrebbe ancora succedere in Italia, quindi dobbiamo lavorare con molta attenzione su questi temi. Nei vari documenti che leggiamo si parla di autonomia strategica nei settori della sicurezza, dell'energia e dell'industria ad essi connessa, ma dobbiamo sempre ricordarci che al centro dell'azione devono essere poste le persone, i cittadini, che ovviamente sono già stremati da tutto quello che è avvenuto con la pandemia, con la destabilizzazione dei prezzi e dei costi che abbiamo visto in questi giorni, come il Presidente del Consiglio ha ricordato. Si tratta di contraccolpi potenti anche sulle piccole imprese, che costituiscono il nostro tessuto produttivo fondamentale. Il Governo è intervenuto, ma credo che si possa intervenire con maggior forza e maggior vigore. Il Presidente del Consiglio ci ha ricordato che i prezzi sono aumentati del 40 e del 50 per cento, quindi è possibile fare molto di più. In questo contesto possiamo dunque parlare di incremento della spesa militare? Forse dobbiamo mettere prima di tutto al centro i problemi delle persone; oggi sono italiani, ma si tratta di problemi di tutte le persone dell'Unione europea. Consideriamo che gli Stati Uniti spendono 660 miliardi di dollari all'anno in spese militari e l'Unione europea 230 congiuntamente, quattro volte quello che spende la Russia;