[massime]

Reati e pene - Reclutamento e favoreggiamento della prostituzione - Configurazione come illecito penale anche nel caso di prostituzione volontariamente e consapevolmente esercitata - Denunciata violazione della libertà di autodeterminazione sessuale della persona - Inconferenza del parametro evocato - Non fondatezza delle questioni.. Sono dichiarate non fondate - per inconferenza del parametro evocato - le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, primo comma, nn. 4), prima parte, e 8), della legge n. 75 del 1958, censurato dalla Corte d'appello di Bari, in riferimento all'art. 2 Cost., nella parte in cui configura come illecito penale il reclutamento e il favoreggiamento della prostituzione volontariamente e consapevolmente esercitata. Non è possibile ritenere che la prostituzione volontaria partecipi della natura di diritto inviolabile, quale forma di estrinsecazione della libertà di autodeterminazione sessuale, in quanto l'offerta di prestazioni sessuali verso corrispettivo non rappresenta affatto uno strumento di tutela e di sviluppo della persona umana, ma costituisce una particolare forma di attività economica, essendo la sessualità dell'individuo, in questo caso, nient'altro che un mezzo per conseguire un profitto. Tali rilievi valgono a maggior ragione nelle ipotesi in cui, come nella specie, venga in discorso la salvaguardia della posizione di terzi che si intromettono nell'attività della persona che si prostituisce o che cooperano con essa.