[resaula]

Chiedevano piuttosto di trovare soluzioni di prevenzione, di controllo del territorio e di un maggiore contrasto da parte delle forze di polizia, che diminuiscono - quelle sì - i rischi per l'incolumità dei cittadini sia in casa sia fuori casa. In particolare le vittime, rappresentate dalle associazioni dei tabaccai, dei benzinai, dei farmacisti e dei gioiellieri, chiedevano una collaborazione diretta con le Forze dell'ordine, attraverso protocolli d'intesa che curino anche la formazione da porre in atto nel caso di pericolo. Tutti hanno detto come nei protocolli di intesa vengono suggerite tattiche di controllo della situazione senza reazioni, perché queste potrebbero mettere in pericolo l'incolumità anche di persone presenti ed estranee. Hanno chiesto finanziamenti per implementare la videosorveglianza degli esercizi; una maggiore certezza della pena e infine, una norma che sarebbe assolutamente di buon senso ma che nessuno attua: la riduzione, se non la completa eliminazione, di danaro contante, attraverso l'utilizzo senza spese per l'esercente della moneta elettronica. Queste sono le richieste delle vittime e ribadisco che la casistica dà ragione al fatto che i giudici e i magistrati hanno applicato attentamente la disciplina vigente. L'unico caso in cui c'è stata una condanna è quello di un ladro in fuga, quando non c'era più alcun pericolo e non potevano esservi le condizioni per una legittima difesa. Questa è la situazione. Con questo disegno di legge invece immettiamo una disciplina che toglie qualsiasi criterio di proporzionalità nella necessità di difendersi. Basta entrare in casa attraverso una violenza; nella legge però non viene detto se è una violenza sulle cose o sulle persone: anche un'effrazione può determinare quella situazione per cui si è legittimati a una reazione - qualunque essa sia - che si configura come legittima difesa. È questo il punto che non accettiamo, non che si possano respingere i ladri, i rapinatori e i malviventi dalla propria abitazione: quello lo dobbiamo e lo possiamo fare, senza però eliminare ogni possibilità di valutazione della situazione in concreto. È questo il punto. Vi è poi l'articolo 2 che affronta un'altra situazione che farebbe venir meno l'eccesso colposo in legittima difesa nelle situazioni di cosiddetta minorata difesa, cioè in tempo di notte: quella modifica che era stata già prevista nella scorsa legislatura e che attenua la difesa, per cui in quei casi, se ci sono condizioni tali da ostacolare la pubblica e privata difesa, non c'è nemmeno l'eccesso colposo. La cosa più grave è «il grave turbamento» che genera la possibilità di fare una variegata casistica di chi ha più o meno paura, di chi si turba di più o meno, per affidare il giudizio a un dato assolutamente incommensurabile e fumoso, quello della soggettività, quando il nostro codice penale esclude tale possibilità in maniera completa, all'articolo 90, quando dice che gli stati emotivi e passionali non possono escludere né diminuire l'imputabilità. Queste sono le condizioni che stiamo per approvare. Richiamo quindi alla propria coscienza tutti i parlamentari: stiamo attenti in questo esame del provvedimento e cerchiamo di mantenere alta l'importanza della funzione parlamentare, perché quando sentiamo dire che questa norma è stata decisa altrove e qua non può che passare, perché frutto di un contratto, dobbiamo pensare che il Parlamento e il Senato non possono essere umiliati da decisioni che sono state prese altrove. (Applausi dai senatori De Petris ed Errani) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Cucca. CUCCA, relatore di minoranza . Signor presidente, sarò molto breve, avendo il senatore Grasso già esposto gran parte degli argomenti che avrei dovuto trattare, però qualcosa credo di avere il dovere di dirla. Intanto, voglio ribadire un fatto: con questo provvedimento, abbiamo dimostrato che la maggioranza non tiene nella minima considerazione il contenuto delle audizioni. Ciò che ne è emerso, infatti, è esattamente il contrario rispetto a quello che si sta decidendo di fare in quest'Aula e che purtroppo, con i numeri che ci sono, passerà. Questi temi passeranno ma porteranno a situazioni che - consentitemi -saranno aberranti. Oggi ho sentito dire che lo Stato ha fallito: è il riconoscimento, quindi, che con questo provvedimento pensiamo che lo Stato debba abdicare al proprio ruolo e affidiamo quindi la sicurezza al privato. Questa è una sicurezza fai da te, inconcepibile in uno Stato di diritto e civile come quello nel quale viviamo, dove in questo modo rendiamo possibile per ognuno reagire fino ad uccidere, per una semplice introduzione in casa (non necessariamente da parte di malviventi). Badate bene, abbiamo proposto emendamenti anche su questo tema e ne abbiamo discusso moltissimo in Commissione, dicendo che non si possono usare terminologie generiche laddove c'è il rischio di mettere a repentaglio la vita di un uomo che potrebbe essere incolpevole. Ve l'ha detto il presidente Grasso, quando ha fatto l'esempio di un figlio che ha dimenticato le chiavi di casa e prova a rientrare in casa sua in piena notte e il padre, svegliatosi all'improvviso, con la pistola sul comodino fa fuoco e lo ammazza. O quando ha fatto l'esempio della ragazza che è uscita di nascosto di casa e, non riuscendo a tornare, prova a farlo dalla finestra; o del vicino di casa che prova a raccogliere qualcosa che è caduto nel giardino. Qui si parla genericamente di violenza e non si sa se sia rivolta alle persone o alle cose: il concetto giuridico di violenza ha queste due declinazioni, ma qui non si fa riferimento né all'una né all'altra. Si è parlato di minaccia di uso delle armi, ma cosa significa? Abbiamo chiesto reiteratamente - e lo chiediamo ancora adesso - di spiegarci cosa voglia dire minaccia di uso delle armi. Significa che se uno entra in casa e dice «ti ammazzo» siamo di fronte a una minaccia di uso delle armi. (Applausi dei senatori Patriarca e Verducci). Consente di ammazzare? È minaccia di uso delle armi, quando uno entra con un telo che copre il dito puntato a mo' di pistola? Così com'è genericamente esposta, ci avviamo ad approvare una legge che consentirà di ammazzare queste persone che si presenteranno in casa disarmate e tale circostanza verrà considerata come minaccia di uso delle armi. Pensate che funzioni come deterrente introdurre norme di questo genere? Stiamo rovinando il nostro Stato di diritto e non accetterò mai che lo Stato abdichi al proprio ruolo e alle proprie funzioni. (Applausi dal Gruppo PD). Voglio dire un'ultima cosa: non stiamo tutelando le vittime, perché tutte quelle appartenenti alle categorie più esposte, come ho detto stamattina, ossia gioiellieri, benzinai o farmacisti, hanno chiesto altro, ossia maggior sicurezza. Abbiamo provato, ma vedremo che considerazione avranno e che fine faranno gli emendamenti che abbiamo proposto a questo provvedimento, con i quali chiediamo che venga apprestata maggior sicurezza, vengano potenziate le Forze dell'ordine e si consenta la collocazione dei sistemi di videosorveglianza; questo è ciò che ci hanno chiesto i soggetti sensibili. Eppure, si è detto: «No, li armiamo». Non è così.