[resaula]

considerate le gravi conseguenze psicologiche e l'entità dei traumi fisici subiti dalle vittime dei reati contemplati da tale normativa, le cifre stanziate a loro favore risultano a parere dell'interrogante inadeguate, soprattutto a fronte del vincolo vigente su tale misura, secondo cui l'indennizzo viene erogato nei limiti della disponibilità del fondo correlato, il quale, inoltre, coincide con quello inizialmente istituito dal decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 255, per le vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell'usura, poi ampliato dalla legge n. 122 del 2016 al fine di comprendere, appunto, anche gli indennizzi in oggetto; a testimoniare l'insufficienza di tale indennizzo vi è, tra le altre, la drammatica vicenda del signor G.M. di Legnano, vittima di un'aggressione con l'acido per mano della sua ex partner , il quale, pur avendo diritto all'indennizzo a carico dello Stato, ha denunciato le serie difficoltà economiche in cui versa a causa delle spese derivanti dai numerosi e costosi trattamenti medici cui deve sottoporsi a seguito delle gravi menomazioni permanenti riportate; simili difficoltà, relative in particolare al trauma psicologico subito, sono state riportate anche dai superstiti della strage familiare di Buonvicino, avvenuta in Calabria nel 1996, i quali non hanno mai ricevuto né un risarcimento, né un'adeguata assistenza psicologica per i delitti che, in quel caso, furono commessi, peraltro, da un carabiniere che agì con la pistola di ordinanza; relativamente ai traumi psicologici riportati dalle vittime di reati, lo Stato è obbligato, secondo quanto disposto dagli articoli 8 e 9 della direttiva 2012/29/UE, a garantire alle vittime e ai loro familiari servizi di assistenza riservati e gratuiti, tra i quali, appunto, l'assistenza psicologica; in Italia, ad oggi non è ancora stato istituito un servizio di assistenza psicologica nazionale, strutturato e organico per le vittime di reati, essendo delegato tale servizio alle Regioni o, per quanto riguarda le misure nazionali, venendo piuttosto attuati interventi su singole e specifiche aree tematiche, come ad esempio i servizi dedicati alle donne vittime di violenza, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 novembre 2017; considerato che: un approccio che meglio risponde alle esigenze di giustizia riparativa sollevate dalle vittime di reati violenti i cui autori sono impossibilitati a rispettare l'obbligo di risarcimento è già stato adottato nei confronti delle cosiddette vittime della strada, per le quali il fondo di garanzia istituito dalla legge 24 dicembre 1969, n. 990, non si limita ad erogare un indennizzo di ammontare fisso, ma provvede a un vero e proprio risarcimento dei danni loro provocati da veicoli sprovvisti di copertura assicurativa; specialmente in relazione ai recenti e plurimi episodi di femminicidio, in virtù dei quali secondo alcuni analisti non è improprio parlare oggi di questione emergenziale, è altresì opportuno promuovere la formazione continua degli operatori impegnati nel sostegno e nell'assistenza psicologica delle vittime e, al contempo, dei familiari, al fine di garantire anche nei confronti di questi ultimi un'opportuna tutela, si chiede di sapere: quali interventi i Ministri in indirizzo intendano adottare, alla luce delle criticità descritte e caratterizzanti l'attuale sistema dei risarcimenti a carico dello Stato in favore delle vittime di reati violenti, nonché al fine di garantire a tali vittime misure riparative più adeguate, ovvero se valutino l'opportunità di istituire in loro favore un fondo di garanzia basato sugli stessi principi di quello attualmente esistente per le vittime della strada; se, al fine di rafforzare il supporto fornito alle vittime di reati e ai loro familiari, anche in ottemperanza alla normativa europea, il Governo intenda incrementare le risorse destinate ai servizi di assistenza psicologica, sia attraverso il citato fondo di garanzia sia con interventi volti a meglio strutturare e uniformare tali servizi sul territorio nazionale, coinvolgendo anche le Regioni e coordinandone le azioni. Atto n. 4-05566 BERGESIO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la strada statale 28 del colle di Nava, da Fossano (Cuneo) a Imperia, è spesso interessata da incidenti stradali e da anni richiederebbe importanti interventi di manutenzione, al fine di migliorarne la fruibilità e la sicurezza per tutti gli utenti; l'area ha, secondo i dati ISTAT, una delle incidentalità più alte in Italia, con una media di oltre 3,5 incidenti ogni 1.000 abitanti; i tratti dell'arteria stradale che attraversano tutti i paesi di Fondovalle, Nucetto, Bagnasco, Priola, Garessio e Ormea, sono vere e proprie strettoie; a causa degli alti costi dei pedaggi autostradali e della chiusura del colle di Tenda, i mezzi pesanti hanno aumentato la percorrenza sul tratto della statale 28 in valle Tanaro; questo traffico di mezzi pesanti non è sostenibile e crea disagio e insicurezza per tutti i cittadini e le imprese utenti della strada; più volte gli enti locali hanno sollecitato il finanziamento degli interventi progettuali sulla statale 28, fondamentali per moltissime imprese, tra cui quella del legno; tutte le attività produttive, sia quelle di trasporto merci su gomma, sia soprattutto quelle presenti nella valle, sono sempre più penalizzate dalla mancanza di infrastrutture, che costituisce un fattore fortemente disincentivante per chiunque voglia avviare una nuova attività nella zona; nel gennaio 2020 è stato approvato il progetto definitivo di ANAS per i lavori sulla variante e serve ora che siano stanziate le risorse necessarie affinché possano prendere avvio i lavori previsti; a tal proposito, la Regione Piemonte e la Regione Liguria hanno chiesto che tali interventi fossero inclusi tra quelli prioritari di ANAS; le autorizzazioni per gli interventi sono scadute e ANAS, per rinnovarle, sta seguendo il normale iter autorizzatorio, in quanto non è stato possibile inserire gli interventi necessari nel primo elenco delle opere commissariate; l'arteria è strategica per il collegamento tra i territori e le economie liguri e piemontesi, dunque il suo ammodernamento e la messa in sicurezza sono da tempo attesi da popolazione, imprenditori e operatori economici; la realizzazione dei lavori previsti fra Pieve di Teco e Ormea porterà un sostanziale miglioramento di uno dei collegamenti più importanti tra Piemonte e Liguria, data la mancanza di autostrade; già con precedente interrogazione 4-03657, ancora senza risposta, si sollecitava il Governo ad attivarsi per la messa in sicurezza della strada statale 28 del colle di Nava; considerato che un ulteriore ritardo dei necessari lavori di manutenzione rischia di compromettere i flussi turistici tra le regioni Liguria e Piemonte, oltre a rallentare quotidianamente il settore della logistica causando, di riflesso, ulteriori disagi alla popolazione che deve necessariamente spostarsi per recarsi al posto di lavoro, si chiede di sapere: