[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito della Convenzione per l'esercizio 2001, stipulata tra il Ministro delle finanze e l'Agenzia delle entrate in data 14 marzo 2001, della nota dell'Agenzia delle entrate - Direzione centrale, Rapporti con enti esterni, prot. n. 2001/35181, del 27 marzo 2001, e della nota dell'Agenzia delle entrate - Direzione regionale della Sicilia, prot. n. 2001/48170/IX, del 4 giugno 2001, promosso con ricorso della Regione Siciliana, notificato il 16 giugno 2001, depositato in cancelleria il successivo 26 giugno ed iscritto al n. 18 del registro conflitti 2001. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 6 luglio 2004 il Giudice relatore Paolo Maddalena; uditi gli avvocati Giovanni Carapezza Figlia e Beatrice Fiandaca per la Regione Siciliana.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso per conflitto di attribuzione, notificato in data 16 giugno 2001, la Regione Siciliana ha impugnato, chiedendone il parziale annullamento, la Convenzione per l'esercizio 2001, stipulata tra il Ministro delle finanze e l'Agenzia delle entrate in data 14 marzo 2001, la nota dell'Agenzia delle entrate - Direzione centrale, Rapporti con enti esterni, prot. n. 2001/35181, del 27 marzo 2001, e la nota dell'Agenzia delle entrate - Direzione regionale della Sicilia, prot. n. 2001/48170/IX, del 4 giugno 2001, per violazione delle attribuzioni regionali in materia finanziaria, di cui all'art. 36 dello Statuto speciale della Regione Siciliana (r.d.lgs. 15 maggio 1946, n. 455, convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2), e al d.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074 (Norme di attuazione dello statuto della Regione siciliana in materia finanziaria), nonché del principio di leale collaborazione (artt. 5 e 97 della Costituzione). In rito, la Regione ritiene sussistenti i presupposti soggettivi del conflitto anche in relazione all'Agenzia delle entrate in quanto quest'ultima sarebbe dotata di propria personalità di diritto pubblico e sarebbe da qualificare come amministrazione dello Stato ad ordinamento autonomo. Nel merito, la Regione, reclamando la titolarità della potestà amministrativa in materia di riscossione dei tributi erariali di propria spettanza, lamenta che la citata Convenzione, stipulata tra il Ministro delle finanze e l'Agenzia delle entrate, attribuirebbe a detta Agenzia ogni funzione gestionale in materia di riscossione “senza una espressa esclusione di ciò che attiene alla riscossione dei tributi” di competenza della Regione Siciliana, in violazione delle attribuzioni regionali in materia finanziaria di cui all'art. 36 del r.d.lgs. n. 455 del 1946 e al d.P.R. n. 1074 del 1965, sicché la Regione sarebbe esautorata della potestà di emanare direttive sui criteri della gestione in materia di riscossione. Tale violazione risulterebbe dimostrata anche dalla nota dell'Agenzia delle entrate, prot. n. 2001/35181, del 27 marzo 2001, secondo la quale i poteri regionali in materia di riscossione sarebbero ricompresi tra le attribuzioni assegnate all'Agenzia stessa. La Regione aggiunge che la mancata acquisizione dell'intesa, in sede di predisposizione della citata Convenzione tra Ministro delle finanze e Agenzia delle entrate, comporterebbe altresì violazione del principio di leale collaborazione (artt. 5 e 97 della Costituzione). La ricorrente, riferendosi poi alla nota dell'Agenzia delle entrate, prot. n. 2001/48170/IX, del 4 giugno 2001, con la quale quest'ultima fa presente di non poter procedere allo svolgimento di quanto richiesto dalla Regione in materia di riscossione, afferma che questa stessa nota sarebbe lesiva delle proprie prerogative in materia, poiché conterrebbe un rifiuto ad eseguire quanto richiesto dalla Regione a titolo di avvalimento. 2. - Si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che il ricorso venga dichiarato inammissibile ovvero infondato. La difesa erariale ritiene che nessuno degli atti denunciati sia idoneo ad invadere o comunque ad incidere sulla sfera delle attribuzioni costituzionalmente garantite della Regione in materia di riscossione dei tributi erariali. 3. - Con nota del 17 ottobre 2003, la Regione Siciliana, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 9, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), ha presentato istanza di trattazione del ricorso. 4. - Peraltro, la difesa erariale, con successiva nota, dato atto della mancata adozione della necessaria delibera da parte del Consiglio dei ministri, ha dichiarato di non voler coltivare il presente giudizio.1. - Con ricorso per conflitto di attribuzione, notificato in data 16 giugno 2001, la Regione Siciliana ha impugnato, chiedendone il parziale annullamento, la Convenzione per l'esercizio 2001, stipulata tra il Ministro delle finanze e l'Agenzia delle entrate in data 14 marzo 2001, la nota dell'Agenzia delle entrate - Direzione centrale, Rapporti con enti esterni, prot. n. 2001/35181, del 27 marzo 2001, e la nota dell'Agenzia delle entrate - Direzione regionale della Sicilia, prot. n. 2001/48170/IX, del 4 giugno 2001, per ritenuta violazione delle attribuzioni regionali in materia finanziaria, di cui all'art. 36 dello Statuto speciale della Regione Siciliana (r.d.lgs. 15 maggio 1946, n. 455, convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2) e al d.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074 (Norme di attuazione dello statuto della Regione siciliana in materia finanziaria), nonché del principio di leale collaborazione (artt. 5 e 97 della Costituzione). In particolare, la Regione Siciliana ritiene che la Convenzione del 14 marzo 2001, stipulata tra il Ministro delle finanze e l'Agenzia delle entrate, sarebbe lesiva delle proprie attribuzioni in materia finanziaria, nella parte in cui non esclude in modo espresso l'attività di riscossione dei tributi di competenza regionale dalle funzioni assegnate all'Agenzia e fa presente che tale lesività sarebbe confermata dal tenore della nota dell'Agenzia, prot. n. 2001/35181, del 27 marzo 2001. A tal riguardo la Regione aggiunge che si sarebbe dovuto comunque addivenire ad una intesa, in modo da garantire il rispetto del principio di leale collaborazione.