[pronunce]

n. 59 del 2005 che, nel dettare la disciplina transitoria in relazione all'entrata in vigore del decreto legislativo, dispone che «i procedimenti di rilascio di autorizzazioni che ricomprendono autorizzazione integrata ambientale, in corso alla data di entrata in vigore del decreto, sono portati a termine dalla medesima autorità presso la quale sono stati avviati», in quanto al momento di entrata in vigore del decreto non era in corso alcun procedimento di rilascio di autorizzazioni integrate ambientali in relazione agli impianti di pretrattamento e termovalorizzazione dei rifiuti previsti dal piano regionale per la gestione dei rifiuti nella Regione Sicilia. Secondo la Regione, da tale assetto normativo risulta evidente che, nel caso di specie, il Ministero dell'ambiente non è competente, neanche in via transitoria, al rilascio dell'A.I.A. né, tantomeno, può assumere iniziative per l'instaurazione di un procedimento volto ad una nuova valutazione complessiva dell'inquinamento riconducibile all'esercizio degli impianti già autorizzati. A nulla rileva il fatto che le precedenti autorizzazioni siano state rilasciate in via sostitutiva dallo stesso Ministero dell'ambiente e che il provvedimento impugnato sia stato adottato in via di autotutela. Sulla base di tali motivazioni la Regione chiede alla Corte di dichiarare che non spetta allo Stato e, per esso, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di sospendere l'efficacia delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera riguardanti gli impianti di pretrattamento e termovalorizzazione dei rifiuti previsti dal piano regionale per la gestione dei rifiuti nella Regione Sicilia precedentemente rilasciate dallo stesso Ministro e, conseguentemente, di annullare gli atti impugnati e ogni atto presupposto o conseguente in quanto lesivo delle attribuzioni della Regione siciliana. La Regione chiede anche, in via cautelare, la sospensione dell'esecuzione degli atti impugnati per le gravi conseguenze che essi comportano per l'attuazione del piano regionale dei rifiuti in Sicilia e per l'entità del danno imprenditoriale che la Regione dovrà risarcire per la sospensione della costruzione degli impianti. 4. – Si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo il rigetto del ricorso. La difesa erariale sottolinea che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha assunto la decisione di agire in autotutela al fine di verificare la legittimità dei decreti di autorizzazione alle emissioni in atmosfera provenienti dagli impianti di pretrattamento e termovalorizzazione di rifiuti emanati nel corso del 2006 in surroga della Regione siciliana – Assessorato territorio e ambiente – rimasta inerte. Secondo la difesa erariale, tale funzione amministrativa che, di regola, rientra nella competenza regionale, nel caso specifico ricade invece nella sfera di azione dello Stato in quanto, alla data di entrata in vigore del decreto, erano in atto fasi procedimentali autorizzatorie non ancora concluse che, per effetto della disposizione transitoria di cui all'art. 17, comma 2, del d. lgs. n. 59 del 2005, avrebbero determinato il permanere della competenza in capo all'autorità che le aveva avviate, ovvero il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. A parere dell'Avvocatura dello Stato, la competenza dell'amministrazione centrale è, inoltre, desumibile dall'attribuzione ad opera del legislatore, di un potere sostitutivo in caso di inerzia della Regione (art. 5, comma 17, del d. lgs. n. 59 del 2005). Il Governo è intervenuto in sostituzione e ciò comporta il mantenimento in capo al Ministro del potere di riesame dal momento che l'atto di autotutela costituisce un contrarius actus che deve provenire dal medesimo soggetto che ha adottato l'atto di primo grado. La Regione siciliana, infatti, non si è attivata per sottoporre ad A.I.A. tutti gli impianti de quibus ai sensi del d. lgs. n. 59 del 2005, valutazione che è stata compiuta dal Ministero per evitare che altrimenti potesse essere contestata infrazione alla direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento. 5. – Sono intervenute nel conflitto sollevato dalla Regione Siciliana le società Palermo Energia Ambiente, Platani Energia Ambiente, Tifeo Energia Ambiente. La difesa dei soggetti intervenienti, premesso di aver proposto ricorso dinanzi al giudice amministrativo avverso i medesimi decreti oggetto dell'impugnazione della Regione Siciliana, sostiene che l'intervento nel giudizio costituzionale deve ritenersi ammissibile in quanto, essendovi identità sostanziale tra il presente giudizio e quello pendente dinanzi al Tribunale amministrativo almeno per quanto riguarda il dedotto vizio di incompetenza, la reiezione del conflitto sollevato dalla Regione Siciliana comporterebbe automaticamente il rigetto dell'identico motivo di ricorso al vaglio del giudice amministrativo, con la conseguenza del verificarsi di un pregiudizio immediato e diretto delle proprie situazioni soggettive. Nel merito, gli intervenienti sostengono l'incompetenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e chiedono l'accoglimento del ricorso della Regione Siciliana. 6. – Con memoria illustrativa depositata in prossimità dell'udienza, la Regione Siciliana ha inteso replicare alle argomentazioni svolte dall'Avvocatura dello Stato nella memoria di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri. La ricorrente evidenzia che non è oggetto di contestazione da parte dello Stato l'ordinaria competenza della Regione in ordine allo svolgimento dei procedimenti di autorizzazione integrata ambientale. Secondo la Regione, il richiamo della difesa erariale all'art. 17, comma 2, del decreto n. 59 del 2005 è del tutto inconferente in quanto tale norma, lungi dal determinare uno spostamento di competenze in relazione al procedimento di A.I.A. – come erroneamente affermato dall'Avvocatura che viene a confondere la procedura per l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera con l'autorizzazione A.I.A. – si limita a dettare la disciplina transitoria esclusivamente per i procedimenti in corso all'entrata in vigore del decreto, con l'ulteriore conseguenza che lo Stato non ha nessun potere di autotutela per il procedimento A.I.A. in relazione al quale non è ancora stato compiuto alcun atto. Quanto alla pretesa di esercitare un potere sostitutivo riconosciuto dall'art. 5, comma 17, del d. lgs. n. 59 del 2005, la Regione afferma che i provvedimenti impugnati non fanno alcun riferimento alla citata disposizione. Inoltre, non essendo stato avviato presso la Regione alcun procedimento per l'autorizzazione integrata ambientale e, di conseguenza, non essendosi determinata alcuna inerzia a livello locale, non può invocarsi da parte dello Stato l'esercizio del potere sostitutivo.