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6) a garantire che le risorse ripartite nella Conferenza Stato-Regioni (a cominciare da quelle stabilite nella Conferenza del maggio 2018) siano erogate con regolarità e puntualità, assicurando il funzionamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio presenti sul territorio ed eliminando le disparità regionali nell'offerta dei servizi alle vittime di violenza; 7) a verificare con la costituenda Commissione di inchiesta sul femminicidio i costi economici e sociosanitari della violenza, nonché la raccolta dei dati relativi agli omicidi di donna con motivazione di genere; 8) ad informare il Parlamento sulle attività della cabina di regia prevista per dare impulso alle politiche di prevenzione e contrasto della violenza, nonché sul neonato Comitato tecnico antiviolenza costituito con decreto del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle pari opportunità e alle politiche giovanili; 9) a favorire l'attuazione della legge n. 4 del 2018, che tutela gli orfani per di crimini domestici, al fine di renderla pienamente operativa; 10) a non introdurre nel disegno di legge di bilancio per il 2019 riduzioni delle risorse destinate al Fondo per le politiche relative alle pari opportunità e più in generale a tutte le politiche per la prevenzione ed il contrasto di ogni forma di violenza contro le donne e per la promozione di un'effettiva parità di genere. Interrogazioni Atto n. 3-00369 CONZATTI Ai Ministri dell'interno e della giustizia Atto n. 3-00370 MAFFONI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti Atto n. 3-00371 ZAFFINI CIRIANI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: sul progetto di incorporazione dell'Anas in Ferrovie dello Stato italiane, fortemente voluto dal Governo Gentiloni e portato avanti dall'ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, e dall'amministratore delegato di Anas, Gianni Vittorio Armani, il Governo ha sin dall'inizio manifestato la propria contrarietà, anche attraverso dichiarazioni pubbliche da parte di esponenti autorevoli; lo stesso Ministro in indirizzo, intervenendo alla Camera nel mese di luglio 2018, ha ribadito che la fusione tra Ferrovie dello Stato e Anas "è certamente sbagliata perché è stata fatta senza capire perché"; anche nel corso dell'illustrazione delle linee programmatiche del suo dicastero, il Ministro aveva ribadito la contrarietà del Governo all'intera operazione, in particolare perché giudicata una mossa meramente finanziaria dettata apparentemente da motivi "di tornaconto personale per tutti quei manager che si sono visti moltiplicare lo stipendio"; egli aveva, altresì, preannunciato che "Fs ed Anas non staranno più insieme, non c'è motivazione di sinergie" e che si stava valutando se la scissione potesse essere effettuata internamente al gruppo ferroviario o se servisse un decreto; considerato che: nei giorni scorsi l'amministratore delegato di Anas, Gianni Vittorio Armani, ha comunicato al Ministro in indirizzo e al gruppo FS le proprie dimissioni proprio "in considerazione del mutato orientamento del Governo sull'integrazione di Fs Italiane e Anas"; secondo Armani, invece, l'operazione avrebbe portato complessivamente notevoli vantaggi, non solo di natura operativa, ma anche ai fini di risparmio e di posizionamento sul mercato; il nuovo dimensionamento derivante dall'integrazione avrebbe consentito di "concorrere con i maggiori competitor a livello mondiale, con importanti ricadute sulla capacità di produrre maggiori investimenti e generare profitti. Aspetti, questi ultimi, che innescano un virtuoso rilancio socio-economico del Paese"; subito dopo le dimissioni dell'amministratore delegato di Anas, il Ministro in indirizzo, esultando su "Twitter", ha espressamente dichiarato: "Il vento sta cambiando anche in Anas. Al passato lasciamo sprechi, stipendifici e manovre meramente finanziarie. Per il futuro lavoriamo a una nuova Anas con meno gente dietro la scrivania e più tecnici che progettano, costruiscono e mantengono sicure le nostre strade"; oggi più che mai è importante programmare una politica infrastrutturale efficiente in grado di assicurare il potenziamento degli standard di qualità e sicurezza della rete viaria, la manutenzione e la vigilanza delle infrastrutture stradali e ferroviarie, dei viadotti e delle gallerie, oltre ad un efficiente collegamento dei principali nodi logistici, si chiede di sapere quali siano gli intendimenti del Governo riguardo alla preannunciata scissione tra Ferrovie dello Stato e Anas e attraverso quali atti e procedure sarà portata a compimento e, in particolare, quali iniziative di competenza intenda adottare per favorire il ripristino dell'autonoma governance di Anas. Atto n. 3-00372 D'ARIENZO MARCUCCI MARGIOTTA ASTORRE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la velocità della ripresa economica e la competitività del nostro Paese dipende in buona misura anche dalla realizzazione di importanti investimenti pubblici e privati. Sulle grandi opere infrastrutturali si misura la capacità del Governo di guardare al futuro e di dotare il Paese di un sistema connesso, integrato con il resto dell'Europa e capace di creare crescita; nel Paese si sta diffondendo una grave preoccupazione, come dimostrano la recente manifestazione organizzata spontaneamente da cittadini e imprese nella città di Torino e quella in via di organizzazione a metà dicembre nella città di Verona, in relazione alla decisione dell'Esecutivo di sottoporre, in linea con quanto previsto nel programma di Governo, alcune grandi opere infrastrutturali di rilevanza nazionale ed internazionale ad un'analisi costi-benefici che di fatto determinerebbe il blocco dei lavori in corso o l'allungamento dei tempi della loro realizzazione; le grandi opere attualmente interessate dall'analisi costi-benefici da parte della struttura di tecnici appositamente incaricati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, come si rileva dalla stampa e dalla Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza, sono in particolare: 1) l'alta velocità Torino-Lione, che è un collegamento internazionale, che consentirà di connettere in modo più rapido il Nord del Paese al sistema europeo dell'alta velocità-alta capacità; 2) il terzo valico dei Giovi, che è il collegamento tra Genova, il più importante porto italiano, e l'Europa: un'opera già in buona parte realizzata, senza la quale Genova e l'Italia sarebbero condannati all'isolamento, anche in considerazione del fatto che i porti liguri hanno avuto nel 2017 un incremento di traffico e una crescita molto superiore rispetto a quelli del nord Europa; 3) l'alta velocità ferroviaria Brescia-Padova, opera fondamentale, prevista e finanziata, con valutazione di impatto ambientale, già predisposta nel tratto Verona-Padova e in via di conclusione nel tratto Brescia-Verona. Essa consentirebbe finalmente tempi civili nell'attraversamento del Nord Italia, in cui manca solo questo tratto e per il quale è "collo di bottiglia"; essa rappresenterebbe inoltre un grande vantaggio in termini ambientali a motivo della pesante riduzione del trasporto su gomma;