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Legge quadro sul clima. Onorevoli Senatori. – Il nostro tempo si confronta sempre più frequentemente con eventi climatici estremi, che rappresentano l'effetto dei profondi mutamenti climatici subiti dal pianeta: alluvioni, siccità, ondate di calore si susseguono in diverse parti del mondo ormai continuamente e sempre più spesso interessano anche il nostro Paese, che ne subisce le tragiche conseguenze – si pensi, solo nel 2023, alle alluvioni che hanno colpito diverse regioni causando lutti e innumerevoli danni, dall'Emilia-Romagna, alla Sicilia, dalla Lombardia, alla Toscana. Il cambiamento climatico è direttamente influenzato dalle attività umane, siano esse industriali o meno, come dimostrato ormai da numerosi studi scientifici, a cominciare da quelli elaborati dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite. Gli effetti del cambiamento climatico a livello globale hanno determinato, nel corso degli anni, una presa di coscienza collettiva e, seppure non in maniera lineare, hanno favorito l'instaurarsi di nuove politiche in materia di clima e di ambiente. Si pensi all'Accordo di Parigi del 12 dicembre 2015, ratificato ai sensi della legge 4 novembre 2016, n. 204, volto a favorire il mantenimento, attraverso politiche mirate e un impegno a livello mondiale, dell'aumento medio della temperatura mondiale al di sotto di 1,5 °C, e alle riunioni annuali della Conferenza delle Parti (COP) che hanno ratificato la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCC), che di quell'accordo e di nuovi impegni in materia di clima fanno un tema centrale, nonostante le differenze di posizioni e di approdi. Da ultimo, durante la 28ª COP di Dubai nel dicembre 2023, è stato raggiunto, nonostante i timori della vigila, un accordo sufficientemente avanzato, con obiettivi quali l'assunzione del primo bilancio globale ( Global stocktake) nel quadro del citato Accordo di Parigi, che ha misurato i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi climatici stabiliti dall'Accordo di Parigi medesimo per accelerare l'azione sul clima prima della fine del decennio , Nella 28ª COP le Parti si sono accordate altresì sulla transizione graduale dai combustibili fossili per raggiungere la neutralità climatica al 2050, sul nuovo obiettivo di triplicare le rinnovabili e raddoppiare l'efficienza energetica entro l'anno 2030, sull'eliminazione graduale dei sussidi alle fonti fossili e sull'accelerazione delle tecnologie a zero e a basse emissioni. Le Parti hanno anche convenuto di presentare entro la 30ª COP i loro piani aggiornati per il clima per l'anno 2035, ed è stato concordato un quadro per un obiettivo globale di adattamento ai cambiamenti climatici, unitamente ad accordi sulla necessità di garantire il finanziamento delle relative attività. Nell'Unione europea il tema del contrasto al cambiamento climatico e la transizione ecologica sono centrali, fulcro di politiche avanzate e di investimento di ingenti risorse, dal Green new deal al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), con ricadute di cui beneficia anche e soprattutto il nostro Paese, nel quale, finalmente, la tutela dell'ambiente è entrata nel testo costituzionale « anche nell'interesse delle future generazioni » (articolo 9, comma terzo, della Costituzione), grazie alle modifiche introdotte con la legge costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1. Il presente disegno di legge nasce dunque ai fini di favorire e di stimolare il raggiungimento della neutralità climatica, la decarbonizzazione e la transizione dell'economia verso un modello circolare, a partire dal riconoscimento che il cambiamento climatico rappresenta una minaccia esistenziale e che è dunque necessario promuovere ogni azione tesa a contrastarlo, nell'interesse delle future generazioni. Sono questi i principi alla base della presente proposta, in attuazione degli articoli 9, comma terzo, e 41, comma secondo, della Costituzione, coerentemente con il citato Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e con la normativa europea in materia, anche al fine di coordinare e indirizzare l'attività economica a fini ambientali (capo I, articolo 1 del disegno di legge). L'articolo 2 stabilisce l'obiettivo vincolante della neutralità climatica entro l'anno 2050 e individua l'oggetto e le finalità della legge nella definizione del quadro regolatorio, organizzativo e procedurale per il conseguimento del suddetto obiettivo e nel coordinamento degli strumenti pianificatori esistenti in materia di mitigazione e di adattamento al cambiamento climatico. Il quadro definitorio è individuato all'articolo 3: neutralità climatica, budget di carbonio, obblighi emissivi settoriali e emissioni di gas a effetto serra. Sono altresì individuati (articolo 4) i traguardi climatici intermedi, ovvero gli obiettivi in materia di clima entro l'anno 2030 (riduzione interna netta delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 60 per cento) e 2040 (almeno il 90 per cento di riduzione). Tali obiettivi intermedi possono essere aggiornati esclusivamente al rialzo e possono essere anticipati per adeguarli al citato Accordo di Parigi, alle decisioni della COP, al diritto europeo o agli sviluppi della tecnologia, nonché qualora vi siano ragioni ambientali, sociali o economiche che giustifichino tale aggiornamento. Il capo II del disegno di legge individua l'organismo consultivo indipendente che contribuisce ad assicurare l'efficace attuazione della legge, le sue funzioni e le risorse a sua disposizione. Il Consiglio scientifico del clima, normato all'articolo 5, è dunque istituito, in attuazione dell'articolo 9, terzo comma, della Costituzione, quale organismo di consulenza scientifica e di valutazione delle politiche in materia di clima, che opera in piena autonomia e indipendenza di giudizio. I membri del Consiglio sono scelti tra persone di comprovata competenza ed esperienza in materia di clima e durano in carica sei anni, durante i quali non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna altra attività. Le risorse umane, strumentali e la sede del Consiglio sono stabilite all'articolo 6; all'articolo 7 sono individuate le sue funzioni di analisi, di verifica e di valutazione in merito all'elaborazione e all'attuazione delle politiche in materia di clima, garantendo tra l'altro la coerenza tra le misure adottate e l'obiettivo del raggiungimento della neutralità climatica, l'esame dei dati e degli studi scientifici sul clima e lo scambio di conoscenze scientifiche, nonché l'informazione al Parlamento. La dotazione finanziaria del Consiglio è fissata all'articolo 8, e deve essere sufficiente a assicurare l'efficace esercizio delle funzioni attribuitegli. Il capo III del disegno di legge reca le disposizioni procedurali relative al conseguimento degli obiettivi climatici. All'articolo 9 si stabilisce che il Consiglio individui il budget di carbonio complessivo riferito agli obiettivi di neutralità climatica ed effettui il monitoraggio annuale delle emissioni di gas a effetto serra, segnalando eventuali scostamenti tra il livello registrato e il budget emissivo assegnato, e, nel caso, provvedendo all'individuazione di meccanismi correttivi.