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Il titolo III regola il passaggio dal vecchio al nuovo sistema, secondo un calendario la cui finalità è di avere nel giro di pochi mesi dall'entrata in vigore del codice un corpo giurisdicente formato per almeno l'80 per cento da giudici professionali. L'entrata in vigore viene collocata dall'articolo 121 decorsi diciotto mesi dalla pubblicazione del codice nella Gazzetta Ufficiale , ad eccezione degli articoli da 109 a 113 relativi alla prima copertura degli incarichi, dell'articolo 7 relativo al concorso e dell'articolo 8 relativo alle incompatibilità dei giudici, norme tutte funzionali alla realizzazione della fase transitoria e per la cui vigenza vale il termine costituzionalmente previsto. La gestione del passaggio è affidato al Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, il cui mandato è prorogato dall'articolo 109 fino all'entrata in vigore del presente disegno di legge, se la scadenza del Consiglio è prevista nei dodici mesi precedenti tale data; esso è successivamente sciolto e rimpiazzato dal nuovo CGT eletto dai nuovi magistrati tributari. Le norme transitorie si preoccupano in primo luogo di garantire la copertura degli incarichi di giudice tributario secondo un duplice percorso: «dal basso verso l'alto» per gli incarichi di giudice semplice, mediante i vincitori del concorso; «dall'alto vero il basso», per gli incarichi di presidente ed eventualmente, laddove non coperti, di giudice semplice mediante, nell'ordine, i giudici togati optanti, i giudici togati supplenti ed infine i giudici onorari; i giudici togati supplenti e i giudici onorari sono temporanei, nel senso che decadranno dagli incarichi mano a mano che i nuovi giudici scelti per concorso (ed eventualmente i giudici optanti) raggiungeranno i requisiti richiesti nel caso degli incarichi di presidente o di giudice della CAT o prenderanno servizio. Si è preferito non assegnare sin dall'inizio gli incarichi più elevati ad alcuni giudici vincitori del concorso di cui all'articolo 7 per evitare di bloccare le progressioni di carriera degli altri, progressioni che invece restano possibili nel caso tali posizioni siano occupate da giudici togati supplenti od onorari a tempo determinato. Inoltre, la compresenza per un certo numero di anni di «vecchi» e «nuovi» giudici può consentire il passaggio ai secondi dell'esperienza acquisita dai primi. Il primo passaggio (articolo 110, comma 1) riguarda i giudici togati, vale a dire i magistrati che svolgono funzioni presso altre giurisdizioni. Ad essi è richiesto, entro i due mesi successivi alla pubblicazione del codice nella Gazzetta Ufficiale , di optare o meno per l'incarico esclusivo di giudice tributario; in questo modo il CGT sarà anche in grado di stabilire, per differenza fra l'organico previsto e il numero di giudici optanti, il numero massimo di posti di giudici tributari da mettere a concorso; concorso da indire entro un mese dalla scadenza del precedente termine (articolo 111, comma 1). Il termine per l'indizione del concorso è fissato in modo da garantire 15 mesi per lo svolgimento di esso prima dell'entrata in vigore del codice, un lasso di tempo che dovrebbe quanto meno permettere lo svolgimento e la valutazione delle prove scritte. Entro quattordici mesi dalla data di pubblicazione del presente disegno di legge nella Gazzetta Ufficiale , il Consiglio di presidenza assegna i giudici togati che optano per l'incarico esclusivo, nell'ordine, alle presidenze delle CAT, alle presidenze delle sezioni delle CAT, alle presidenze dei TT, alle presidenze delle sezioni dei TT e infine alle posizioni di giudici tributari semplici (articolo 111, comma 2). I giudici che optano per l'incarico esclusivo mantengono il trattamento economico goduto nel precedente incarico (articolo 110, comma 3). Nell'eventualità che il concorso di cui all'articolo 111 possa prevedibilmente non essersi concluso al momento dell'entrata in vigore del codice o che il numero di presumibili vincitori dello stesso possa non essere sufficiente alla copertura di tutti i posti disponibili, è consentito (articolo 110, comma 2) agli altri giudici togati che non hanno optato per l'incarico esclusivo di continuare a svolgere le funzioni di giudice tributario supplente a tempo parziale; il numero e il compenso (commisurato al numero di ricorsi decisi) sono determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entro quattordici mesi dalla data di pubblicazione del presente disegno di legge nella Gazzetta Ufficiale , cioè non oltre il momento in cui sono assegnati i giudici togati optanti (articolo 110, comma 3). L'assegnazione, da effettuare entro i due mesi successivi, segue le stesse regole previste per i giudici togati optanti. I giudici togati supplenti a tempo parziale sono, a differenza di quelli optanti, temporanei: essi decadono dall'incarico quando sono sostituibili dai giudici vincitori del concorso, il che, nel caso di incarichi di presidente, avviene solo previa maturazione dei requisiti di anzianità richiesti dal codice per tali incarichi (articolo 111, comma 3). Nel caso che, dopo l'entrata in vigore del codice, essi cessino dalle loro funzioni prima che siano disponibili i giudici vincitori di concorso in grado di rimpiazzarli, il CGT li può sostituire con altri giudici togati supplenti, anch'essi temporanei e anch'essi soggetti alla medesima regola di decadenza e sostituzione (articolo 111, comma 4). Nell'ipotesi residuino ancora posti da coprire l'articolo 112 consente l'utilizzo di giudici onorari, a tempo pieno o parziale, scelti fra alcune categorie particolari di soggetti. La nomina e l'assegnazione degli incarichi avviene dopo l'assegnazione degli incarichi ai giudici supplenti e prima dell'entrata in vigore del codice con le stesse regole previste per i giudici togati optanti e supplenti; i compensi sono stabiliti con lo stesso decreto previsto per i giudici togati supplenti. Anche tali giudici sono temporanei, venendo sostituti dai giudici vincitori di concorso con le stesse modalità previste per i giudici togati supplenti, ma con un ordine che garantisce la prioritaria sostituzione di figure percepibili come meno terze (professionisti privati ed ex dipendenti pubblici). Anche in questo caso è prevista la possibilità per il CGT di nominare giudici onorari dopo la riforma per sostituire giudici togati supplenti od onorari, ma solo se, in primo luogo, non vi siano giudici togati optanti o giudici vincitori di concorso e, in secondo luogo, non sia stato possibile nominare un giudice togato supplente. In ogni caso, dopo la riforma non sarà possibile sostituire un giudice togato optante o un giudice vincitore di concorso con un giudice togato supplente o un giudice onorario, garantendo così che tali due categorie siano ad esaurimento. In tali casi si dovrà provvedere con il normale reclutamento tramite concorso, che entrerà così, con il tempo, a pieno regime.