[sommcomm]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 47 BORGHESI La seduta inizia alle ore 14,30. IN SEDE REFERENTE (859 e 602) Disposizioni in materia di operazioni elettorali DDL 859 Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, concernente l'elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, concernente l'elezione degli organi delle amministrazioni comunali, nonché altre norme in materia elettorale e di referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione DDL 602 Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, recante norme per la elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, concernente l'elezione degli organi delle amministrazioni comunali, nonché altre norme in materia elettorale (Rinvio del seguito dell'esame congiunto) Il senatore PARRINI ( PD ) e la senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) chiedono di rinviare l'inizio della discussione generale all'esito del ciclo di audizioni informali già programmate. Il PRESIDENTE , accogliendo la proposta del senatore Parrini, rinvia il seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge in titolo. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. (881) Applicabilità delle leggi elettorali DDL 881 Disposizioni per assicurare l'applicabilità delle leggi elettorali indipendentemente dal numero dei parlamentari (Esame e rinvio) Il relatore GARRUTI ( M5S ) illustra il disegno di legge in titolo, la cui finalità è rendere la normativa elettorale di Camera e Senato applicabile indipendentemente dal numero di parlamentari previsto dalla Costituzione. A tale proposito, ricorda che il riferimento al numero dei seggi e dei collegi è stato introdotto in entrambi i testi unici in materia elettorale solo con la legge n. 165 del 3 novembre 2017, mentre in precedenza la legislazione elettorale prevedeva appunto meccanismi applicabili indipendentemente dal numero dei parlamentari. Sottolinea che, da più parti, nel corso del tempo, è stata prospettata l'ipotesi di una riduzione del numero dei parlamentari. In mancanza di una previsione come quella del disegno di legge in esame, ciò comporterebbe una revisione della legge elettorale, con modifiche per l'adeguamento ai dati numerici ivi contenuti e dei collegi uninominali delle circoscrizioni nazionali. Questi, infatti, secondo la normativa vigente, potrebbero essere applicati solo in riferimento all'attuale composizione numerica delle Camere (630 deputati e 315 senatori). Sono stati depositati, in entrambi i rami del Parlamento, numerosi disegni di legge costituzionale volti alla riduzione del numero dei parlamentari, tema sul quale il Parlamento, nel corso delle diverse legislature, si è più volte confrontato manifestando un ampio consenso. Con il disegno di legge in titolo si intende tornare ad un'impostazione che preveda, in luogo di un numero fisso di seggi uninominali, l'indicazione di una frazione del numero totale dei deputati e dei senatori. Si ritiene che tale meccanismo possa rappresentare la soluzione ottimale affinché la legge elettorale divenga flessibile rispetto alla variabile del numero dei parlamentari previsto in Costituzione. Le modifiche proposte con il disegno di legge in esame alla normativa elettorale non solo assicurano la neutralità del meccanismo elettorale rispetto al quadro normativo vigente, ma ne garantiscono l'applicabilità e il corretto funzionamento, anche nell'ipotesi di riduzione del numero dei parlamentari, qualunque sia l'entità di tale variazione. In particolare, tra le proposte di legge costituzionale presentate in Parlamento si evidenzia quella volta a ridurre il numero dei deputati dagli attuali 630 a 400 e il numero dei senatori dagli attuali 315 a 200, operando una riduzione del 36,5 per cento dei parlamentari (atto Senato n. 805). Nel caso di approvazione della citata modifica costituzionale, le novelle proposte garantiscono il mantenimento della medesima riduzione del 36,5 per cento del numero dei parlamentari senza compromettere il funzionamento del sistema elettorale. Gli interventi normativi operati dal presente disegno di legge mantengono inalterato il sistema elettorale misto, conservando le percentuali della quota maggioritaria e proporzionale stabilite dall'attuale quadro normativo. Tuttavia, la cifra assoluta relativa al numero dei seggi è sostituita da un rapporto con il totale dei seggi assegnati alla circoscrizione, dalla cui applicazione risultano dati numerici che, in mancanza della variazione costituzionale del numero dei parlamentari, sono identici a quelli attualmente stabiliti, mentre, in presenza di una variazione del numero dei parlamentari, risultano proporzionalmente ridotti. Lo stesso meccanismo è stato applicato anche alle circoscrizioni per le quali la legge vigente indica esplicitamente uno specifico numero di collegi uninominali (Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta e Molise): nell'intervento normativo proposto, la cifra relativa al numero dei seggi è sostituita da un rapporto con il totale dei seggi assegnati alla circoscrizione. In mancanza della variazione costituzionale del numero dei parlamentari tale rapporto porta a dati numerici identici a quelli attualmente stabiliti; in presenza di una variazione del numero dei parlamentari, si avrebbe una riduzione proporzionale. In base al nuovo meccanismo della proposta di legge in esame, alla Camera dei deputati il numero di 231 collegi uninominali su tutto il territorio nazionale, con esclusione del collegio della Valle d'Aosta, è sostituito con il riferimento al rapporto dei tre ottavi del totale dei seggi riconosciuti dalla Costituzione alle circoscrizioni nazionali, con arrotondamento all'unità inferiore. L'esclusione della circoscrizione della Valle d'Aosta deriva dall'interpretazione unanime data finora alla clausola contenuta nell'articolo 1, comma 2, del decreto del presidente della Repubblica n. 361 del 1957, che indica 231 collegi uninominali nazionali, fatti salvi i seggi della circoscrizione Estero e "fermo restando" il collegio della Valle d'Aosta (pertanto, il numero complessivo dei collegi uninominali è 232). L'applicazione del richiamato meccanismo produce esiti assolutamente corrispondenti al numero dei 231 collegi uninominali fissato dalla normativa vigente. Analogamente, le modifiche operate al decreto legislativo n. 533 del 1993, recante le norme per l'elezione del Senato della Repubblica, mantengono inalterato il sistema elettorale vigente, sostituendo al risultato derivante dalla somma del seggio uninominale della Valle d'Aosta con i 6 seggi del Trentino-Alto Adige e gli altri 109 collegi uninominali il rapporto di tre ottavi del totale dei seggi da eleggere nelle circoscrizioni nazionali, con arrotondamento all'unità più prossima.