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Con le modifiche proposte dalla Commissione si specifica invece che il titolo di dottore di ricerca deve essere prioritariamente valutato, ove pertinente, tra i titoli rilevanti ai fini del concorso. Il comma 2, lettera b) , inserisce il comma 3- quater all'articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001 demandando ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri dell'università e della ricerca, della salute e della giustizia la disciplina dei criteri di valutazione del dottorato di ricerca e degli altri titoli di studio e di abilitazione professionale, anche con riguardo, rispettivamente, alla durata dei relativi corsi e alle modalità di conseguimento, nonché alla loro pertinenza ai fini del concorso. Il comma 2, lettera c) , novella l'articolo 52 del decreto legislativo n. 165 del 2001, concernente la disciplina delle mansioni, e in particolare il comma 1- bis , sul relativo inquadramento in aree funzionali. Tale disposizione stabilisce, tra l'altro, che le progressioni all'interno della stessa area avvengono secondo principi di selettività, in funzione delle qualità culturali e professionali, dell'attività svolta e dei risultati conseguiti, attraverso l'attribuzione di fasce di merito, mentre le progressioni fra le aree avvengono tramite concorso pubblico, ferma restando la possibilità per l'amministrazione di destinare al personale interno, in possesso dei titoli di studio richiesti per l'accesso dall'esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50 per cento di quelli messi a concorso. Con le modifiche proposte dalla Commissione si demanda alla contrattazione collettiva, in sede di determinazione dei criteri per l'attribuzione delle progressioni economiche, la valorizzazione adeguata del possesso del titolo di dottore di ricerca nonché degli altri titoli di studio e di abilitazione professionale. La Commissione, con l'approvazione dell'emendamento 3.0.300 (testo 3), propone di inserire un ulteriore articolo aggiuntivo dopo l'articolo 3, con cui si posticipa dall'anno accademico 2020-2021 all'anno accademico 2021-2022 l'avvio dell'applicazione del regolamento - di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 143 del 2019 - recante le procedure e le modalità per la programmazione e il reclutamento del personale docente e del personale amministrativo e tecnico del comparto AFAM, al contempo differendo (dal 31 dicembre 2019) al 31 dicembre 2020 il termine per l'approvazione della prima programmazione triennale del reclutamento. Inoltre, consente l'inserimento di ulteriori soggetti nelle graduatorie nazionali, utili per l'attribuzione di incarichi di insegnamento presso le istituzioni AFAM, istituite dalla legge n. 205 del 2017. L'articolo 4 detta norme transitorie, stabilendo che fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti di riorganizzazione, continuano a trovare applicazione i regolamenti di organizzazione e degli uffici di diretta collaborazione, di cui rispettivamente ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri n. 140 del 2019 e n. 155 del 2019. In quanto compatibili, gli incarichi dirigenziali comunque già conferiti presso l'amministrazione centrale del MIUR anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto-legge continuano ad avere efficacia sino all'attribuzione dei nuovi incarichi (comma 1). Inoltre, nelle more dell'adozione dei regolamenti di organizzazione, il contingente di personale degli uffici di diretta collaborazione è stabilito transitoriamente in 130 unità per il Ministero dell'istruzione ed in 60 unità per il Ministero dell'università e della ricerca. In aggiunta a detto contingente, i Ministri dell'istruzione e dell'università e della ricerca possono procedere immediatamente alla nomina dei responsabili degli uffici di diretta collaborazione (comma 2) tenuto conto comunque che l'Organismo indipendente di valutazione (OIV) esistente opera per il Ministero dell'istruzione e per il Ministero dell'università e della ricerca fino all'entrata in vigore dei regolamenti di organizzazione (comma 5). Con l'emendamento 1.1000 (testo 2), la Commissione propone di inserire il comma 2- bis , secondo cui nelle more dell'entrata in vigore dei regolamenti di organizzazione, una posizione dirigenziale di prima fascia prevista nella dotazione organica del Ministero dell'istruzione e una in quella del Ministero dell'università e della ricerca sono assegnate ai rispettivi uffici di diretta collaborazione. Sempre fino all'entrata in vigore dei regolamenti di organizzazione, i due Ministri assicurano tempestivamente, secondo le rispettive competenze, la nomina dei due capi dipartimento e del segretario generale, nonché del dirigente di cui al comma 2- bis , secondo la proposta contenuta nell'emendamento 1.1000 (testo 2). I Ministri assicurano il successivo conferimento degli incarichi per le posizioni dirigenziali delle amministrazioni centrali. Restano fermi gli incarichi dirigenziali delle strutture periferiche già conferiti alla data di entrata in vigore del decreto-legge (comma 3). La Commissione propone poi di inserire il comma 3- bis , mediante l'approvazione dell'emendamento 1.1000 (testo 2), che esplicita alcune funzioni del segretario generale del Ministero dell'università e della ricerca, in attuazione degli indirizzi del Ministro e ferme restando le funzioni già previste dal decreto legislativo n. 300 del 1999. Fino alla data di decorrenza del trasferimento di strutture e personale, prevista dal citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 3, comma 4, il personale di entrambi i Ministeri permane nel ruolo del personale dirigenziale e nella dotazione organica di quello non dirigenziale del soppresso MIUR. Successivamente alla data di entrata in vigore dei regolamenti di organizzazione dei Ministeri e in sede di prima applicazione degli stessi, alle procedure di interpello per l'attribuzione degli incarichi dirigenziali, sia di prima sia di seconda fascia, possono partecipare i dirigenti del ruolo unico di cui al primo periodo, fermo restando quanto disposto dall'articolo 19, commi 5- bis e 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001 (comma 4). Il comma 7 dispone che fino all'acquisizione dell'efficacia del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze con cui sono apportate le variazioni di bilancio, le risorse finanziarie sono assegnate ai responsabili della gestione con decreto del Ministro dell'istruzione e del Ministro dell'università e della ricerca (su tale formulazione si segnala un emendamento correttivo, il 4.100). L'emendamento 1.1000 (testo 2) mira altresì ad introdurre il comma 7- bis all'articolo 4, in base al quale l'adattamento degli stati di previsione del Ministero dell'istruzione e del Ministero dell'università e della ricerca, in termini di residui, di competenza e di cassa, ivi comprese l'istituzione, la modifica e la soppressione di missioni e programmi, al nuovo riparto di competenze e alla riorganizzazione delle amministrazioni interessate è demandata al Ministro dell'economia e delle finanze, il quale, su proposta dei Ministri competenti, è autorizzato ad apportare, con propri decreti, da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti, per il bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022, le necessarie variazioni compensative di bilancio.