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con il citato decreto-legge n. 4 del 2022, all'art. 28, viene posta la limitazione ad una sola cessione alla circolazione dei crediti derivanti da interventi edilizi ed energetici, con il rischio di sopravvenienze degli accordi in essere tra committenti, fornitori, principali operatori di mercato e banche cessionarie, la cui entrata in vigore è differita al 7 febbraio 2022. In particolare, in capo ai fornitori che abbiano attuato lo schema dello sconto in fattura sorgono i crediti d'imposta e restano legittimati ad una prima cessione; considerato che: con la limitazione citata risulta squilibrato il mercato dei prezzi dei crediti, concretizzandosi in una compressione della liquidità disponibile sul mercato e di un ribasso dei prezzi di acquisto; specificamente, l'assetto di mercato venutosi a formare a seguito del decreto-legge n. 34 del 2020 individua negli istituti finanziari i terminali di una sequenza di cessioni dei crediti d'imposta, in quanto si creava l'aspettativa di cedere le eventuali eccedenze rispetto alla propria tax capacity e di cogliere opportunità di business ricavando plusvalore dalla cessione stessa; pertanto, dal 7 febbraio 2022, si interrompe quel mercato secondario di compravendita rotativa dei crediti, causando, data la non-retroattività della norma, la suddetta compressione della liquidità, non essendo più favorevoli le condizioni per operare un business incentrato sul plusvalore dei crediti, e la possibilità di risolvere tali contratti solo nel caso in cui gli stessi possano essere assorbiti dalla tax capacity del titolare; inoltre, la Nota di lettura del febbraio 2022 del Servizio Bilancio del Senato, dedicata al decreto-legge n. 4 del 2022, nel commentare l'art. 28 sulla limitazione della circolazione dei crediti d'imposta, sostiene che il meccanismo della cessione del credito sia correlato all'accesso al finanziamento degli interventi agevolati, in maniera tale che nella stima degli effetti finanziari legati alla detrazione fiscale, di cui all'art. 119 del decreto-legge n. 34 del 2020 erano state contabilizzate anche le maggiori entrate IVA, IRES e IRAP ascrivibili ai maggiori investimenti nel settore; su "Italia Oggi" del 2 febbraio 2022 si riporta la notizia dell'intenzione da parte di Cassa Depositi e Prestiti di chiudere il servizio di cessione dei crediti in edilizia, indiscrezione confermata dall'agenzia "ANSA" il 3 febbraio 2022, che, pur evidenziando che non ci sarebbero decisioni definitive in atto, sottolinea, però, la ricaduta dell'effetto-annuncio sul mercato dei crediti; su "Milano Finanza" del 4 febbraio 2022 si legge una dichiarazione del dottor Stefano Pesci, procuratore aggiunto di Roma, che, a proposito delle indagini circa la cessione di crediti fiscali fraudolenti, individua una soluzione nella condivisione dell'apparato documentale con l'Agenzia delle entrate, affinché i dati emersi, quindi le eventuali anomalie, siano poste a conoscenza degli enti e degli istituti di credito acquirenti, i quali hanno l'interesse ad evitare l'acquisto di quei crediti cosiddetti "tossici", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle criticità riscontrate nel meccanismo previsto dall'art. 121 del decreto-legge n. 34 del 2020, ossia in quali delle circostanze si siano verificate in misura maggiore le frodi, per quale ammontare di denaro e con quali modalità, quali siano i soggetti maggiormente a rischio, nonché le misure maggiormente interessate dalle frodi, oltre alla ripartizione regionale delle frodi rilevate; inoltre, se siano per la loro totalità lavori non effettuati, in circostanza di quale fase dell'accertamento siano state evidenziate le irregolarità, se afferiscano a presunzioni o se siano stati già oggetto di verifica l'inesistenza degli interventi dichiarati; se nella ratio della misura siano state considerate le mancate entrate IVA, IRPEF/IRES ed IRAP relative al plusvalore derivante dalla circolazione dei crediti fiscali; se si stia considerando l'ipotesi di allegare al credito la documentazione relativa all'intervento che lo origina, in modo tale da rimettere all'acquirente, disincentivato all'acquisto di crediti fittizi, la possibilità di rilevare eventuali anomalie in anticipo; se non ci sia margine d'intervento per quanto riguarda modifiche relative ai parametri di certificazione dei crediti fiscali, in luogo delle modifiche disincentivanti di cui all'articolo 28, comma 1, del decreto-legge n. 4 del 2022, agendo soprattutto nell'indicazione di caratteristiche funzionali all'individuazione con maggiore certezza di soggetti che, effettivamente, operano nell'ambito dell'edilizia; se non ritenga, proprio complice la costruzione di un più efficace modello di controllo a monte, di dovere intervenire su Cassa Depositi e Prestiti e Poste Italiane, al fine di scongiurare il blocco da parte di queste due istituzioni finanziarie del fondamentale servizio di cessione crediti d'imposta. Atto n. 3-03064 CALANDRINI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: in data 27 gennaio 2022 e con vigenza in pari data, è stato pubblicato il terzo decreto sostegni (decreto-legge n. 4 del 2022) recante "Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19, nonché per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico"; l'articolo 28 incide sulle cessioni dei crediti d'imposta e sullo sconto in fattura per lavori di messa in sicurezza degli edifici e di riqualificazione energetica nella finalità di avversare frodi e operazioni di riciclaggio, inserendo il divieto di cessione multipla dei crediti d'imposta, limitando una sola cessione da parte dell'impresa agli intermediari finanziari; pertanto, i crediti che sono stati precedentemente oggetto di una delle opzioni di cui al comma 1 dell'articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020 ovvero dell'opzione di cui al comma 1 dell'articolo 122, alla data del 7 febbraio 2022, possono costituire oggetto esclusivamente di una sola cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, nei termini ivi previsti; a parere dell'interrogante il citato articolo 28, con la modifica del superbonus 110 per cento, sta già rivelando i suoi effetti negativi. Poste italiane, una delle piattaforme fra le più utilizzate per la cessione del credito, ha disattivato la possibilità di acquisto crediti derivanti dal superbonus , così come ha sospeso le operazioni legate a tale misura di incentivazione, Cassa depositi e prestiti. Ciò comporterà la paralisi dei cantieri, compresi quelli già avviati visto che la disposizione ha un sostanziale effetto retroattivo; pur comprendendo la necessità di evitare le frodi è di tutta evidenza che le ennesime modifiche introdotte al superbonus non si limitino a contrastare le truffe ma restringono fortemente la possibilità anche agli imprenditori e ai cittadini di usufruire dell'agevolazione;