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Signor Presidente, dal dibattito in corso avverto subito una cosa importante, cioè che nelle prossime ore ci apprestiamo a votare due provvedimenti separati. Da quest'angolazione si intuisce infatti lo spaccato di quest'Assemblea, dove da una parte abbiamo i sostenitori del reddito di cittadinanza che si guardano bene dal parlare e dal sostenere quota 100, e dall'altra abbiamo i sostenitori di quota 100 che si guardano bene dal sostenere il reddito cittadinanza. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È un po' uno spaccato della conferenza stampa di presentazione del provvedimento, quando nel gioco dei cartelli ne spuntò uno recante soltanto la scritta riferita a quota 100. Si tratta quindi di un simpatico siparietto a dimostrazione dell'unità, soprattutto politica, della maggioranza di Governo nei provvedimenti che si devono approvare in favore del popolo italiano. Di sicuro il Paese ha bisogno di strumenti di integrazione al reddito e a sostegno delle famiglie. Questo Paese ne ha certamente bisogno, perché noi fondiamo il nostro presupposto sul welfare , ma far passare oggi il reddito cittadinanza come uno strumento in grado di rilanciare l'economia, i consumi e il lavoro è assolutamente un falso, è una bugia che state raccontando ai cittadini italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Da sempre i programmi di Forza Italia e del centro-destra prevedono misure a sostegno delle famiglie e delle imprese, ma vengono considerate come obiettivi strutturali di lungo periodo, quindi con impegni per il lavoro, per le imprese, con sgravi e detrazioni fiscali per le famiglie che nella scorsa manovra finanziaria avete anche tentato di eliminare. Il reddito cittadinanza è un sussidio vero e proprio, è una forma di assistenzialismo fine a sé stessa, tanto che affidate ai centri per l'impiego (quindi a uno strumento diverso) la possibilità di far incontrare domanda e offerta di lavoro, anche se conosciamo tutti le difficoltà odierne dei centri per l'impiego. Si tratta quindi di un'operazione complicata, sapendo bene che in questi anni i centri per l'impiego sono stati capaci di far incontrare solo il 3 per cento di domanda e offerta, quindi forse saranno questi fantomatici navigator a sistemare la domanda che emergerà dal reddito di cittadinanza. È quindi impensabile. Resterà soltanto un sussidio a pioggia senza alcun ritorno concreto per quanto riguarda l'effettivo collocamento al lavoro del popolo italiano (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Dico questo per non parlare di quello che sarà, così come viene detto da parte vostra, il ritorno economico del provvedimento, perché il moltiplicatore utilizzato per il reddito cittadinanza è solo dello 0,5 per cento. Ciò significa che per ogni euro di reddito percepito, soltanto 50 centesimi torneranno nel circuito economico e speriamo che possano tornare anche e soprattutto nel nostro made in Italy, perché facciamo attenzione ai consumi degli italiani. Pertanto a conti fatti oggi lo Stato spenderà il doppio di quello che gli tornerà indietro. Quale sarà quindi oggi la spinta all'aumento dei consumi? Quale il futuro della nostra Italia? L'economia non è una materia astratta, non è un'invenzione; tutto questo è scritto. A spingere la crescita sono soltanto gli investimenti pubblici, che hanno un moltiplicatore superiore all'1 per cento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La matematica non è un'opinione, non è un sondaggio che si fa sulla piattaforma Rousseau. Forse però a questo Governo l'unico moltiplicatore che piace è quello del consenso, ma è comunque una visione di basso, bassissimo profilo, che soprattutto nei prossimi mesi può produrre rabbia sociale, atteso che, come è stato detto dai colleghi, la possibilità di dare a un singolo 780 euro, diversamente dal reddito medio di un operaio o di un agricoltore che percepisce 1.200 euro al mese, creerà diseguaglianze e rabbia sociale. Quindi volete fare una guerra. Dopo di che avete stanziato 10 miliardi di euro sul reddito di cittadinanza perché ci sono 6,5 milioni di poveri e con questa misura ne accontentate soltanto un milione e mezzo. E agli altri 5 milioni cosa direte? Che cosa avete previsto per gli altri 5 milioni? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Se bisogna aiutare tutti, occorre farlo con misure assolutamente concrete. Con queste misure - lo dico con grande umiltà - bisogna fare molta attenzione, perché rischiate di farvi politicamente molto male. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pirro. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, oggi è un giorno grandioso non solo per attivisti, simpatizzanti e portavoce del MoVimento 5 Stelle, ma per tutta l'Italia. Infatti siamo in quest'Aula per approvare finalmente un provvedimento che mette al centro i bisogni, i diritti e la dignità dei cittadini italiani. Fin dal suo primo ingresso in Parlamento, sei anni fa, il MoVimento si è battuto per l'istituzione del reddito di cittadinanza. Abbiamo fatto marce e manifestazioni, ed ora sta per diventare realtà. Da mesi ci sentiamo dire che il reddito di cittadinanza è una misura assistenzialista e favorirà coloro che non vogliono lavorare: niente di più sbagliato. Gli italiani non sono come li dipingete, fannulloni pronti a tutto pur di stare a casa seduti sul divano. Sono persone oneste che vogliono lavorare e mantenere le proprie famiglie. (Applausi dal Gruppo M5S) . I nostri concittadini che negli ultimi anni hanno perso il lavoro sono disperati: imprenditori e padri si sono suicidati perché non sapevano come andare avanti. Con il reddito di cittadinanza offriamo un'ancora di salvezza, nell'attesa di trovare un nuovo lavoro, a chi non chiede altro che riconquistare la dignità alzandosi al mattino per andare a lavorare e vivere del proprio lavoro. Ma parliamo dei numeri di questo provvedimento, visto che tante polemiche sono sorte intorno a questi. Si dice che sia una misura fatta a beneficio del Sud, ma in realtà il 47 per cento dei beneficiari vive al Centro-Nord. Il reddito è atteso da tutti, da Nord a Sud. Parlo ad esempio della mia Regione, il Piemonte, che ha subito molto più di altre aree del Nord la crisi degli anni passati; i tassi di disoccupazione sono ancora oggi per circa un terzo superiori rispetto a queste. Chi crede che al Nord il reddito vedrà poche richieste si sbaglia o vive in un altro mondo. Ovunque c'è bisogno di un sostegno che aiuti chi si è trovato in difficoltà, di centri per l'impiego efficienti e di figure in grado di aiutare nel percorso di riqualificazione. Per questo l'introduzione del reddito di cittadinanza è accompagnata dalla riforma delle politiche attive del lavoro che passa anche per l'assunzione di 10.000 nuove unità di personale presso i servizi per l'impiego. Finalmente l'Italia si dota di uno strumento di welfare presente da tempo in quasi tutti i Paesi dell'Unione europea.