[ddlpres]

Il comma 3 afferma che i servizi resi dal «Sistema territoriale» concorrano a creare il benessere -- anche psico-fisico -- dei bambini. Il comma 4 garantisce che i servizi di cui alle presente legge siano garantiti su tutto il territorio nazionale, rispettando determinati criteri. Il comma 5 indica quali sono i soggetti che forniscono i servizi all'interno del «Sistema territoriale». L'articolo 2 entra nel dettaglio della materia disciplinata dal provvedimento in esame. Il comma 1 definisce quali sono i servizi che concorrono -- in stretta sinergia -- a formare il «Sistema territoriale», cercando anche di tenere in attenta considerazione quelle realtà territoriali caratterizzate da un'elevata concentrazione industriale e produttiva, al fine di avanzare nei loro confronti azioni premianti. Il comma 2 individua i princìpi generali che regolano il funzionamento del «Servizio territoriale», tra cui la gratuità, da riferirsi sia al costo del servizio che all'effettuazione di prestazioni di assistenza e cura (lettera a) ), la residenza ininterrotta nel territorio di riferimento della famiglia richiedente il servizio (lettera b) ), la partecipazione attiva della rete parentale nel definire gli obiettivi educativi e le scelte organizzative (lettera c) ), il diritto all'inserimento dei bambini disabili e dei bambini che fanno parte di famiglie monogenitoriali, considerando quindi anche i genitori separati (lettera f) ) e la necessità di rendere capillare sul territorio la diffusione dei servizi in esame, anche tenendo conto della densità abitativa del territorio di riferimento. L'articolo 3 definisce -- maggiormente nel dettaglio -- la funzione sociale svolta dall'asilo nido. Il comma 1 ne delinea le caratteristiche socio-educative. Il comma 2 dispone la possibile flessibilità del servizio in relazione ai bisogni dei bambini e delle rispettive famiglie. L'articolo 4, concernente i servizi integrativi e i nidi nei luoghi di lavoro, al comma 1 individua nelle regioni e nei comuni i soggetti che andranno a promuovere l'attivazione di tali servizi. Il comma 2 dettaglia le finalità dei servizi integrativi, come la frequenza diversificata lungo l'arco della giornata (utilizzando gli spazi degli asili nido o spazi appositamente adibiti), la realizzazione di nidi integrati presso le scuole dell'infanzia e una continuità educati va tra gli stessi soggetti. Il comma 3 attribuisce alle regioni e ai comuni l'obiettivo di favorire la realizzazione di determinati servizi, come micro-nidi e asili nido nei luoghi di lavoro, nidi familiari o di caseggiato, per quei bambini che risiedono nei complessi abitativi limitrofi. L'articolo 5, relativo ai cosiddetti servizi sperimentali, dispone che le regioni, in sinergia con i soggetti interessati al procedimento di realizzazione del «Servizio territoriale», possano istituire servizi per la prima infanzia, comunque diversi da quelli indicati dagli articoli 3 e 4. L'articolo 6 prevede che le regioni possano regolamentare la compartecipazione al costo da parte degli utenti per i servizi di cui agli articoli 4 e 5. L'articolo 7 è volto a disciplinare il servizio di baby-sitting. La proposta di dettato normativo si ispira al modello francese della Prestation d'Accueil du Jeune Enfant (di cui al citato articolo L531-5 del codice della sicurezza sociale francese) e prevede la concessione di un assegno di cura e custodia, per venire incontro a chi non può o non è nelle condizioni di portare i figli al nido. L'articolo 8 definisce la copertura finanziaria del provvedimento.. 1 (Princìpi e obiettivi) 1 La presente legge, in attuazione degli articoli 29, 30, 31, 117, secondo comma, lettera m) e 118, primo e quarto comma, della Costituzione e in ottemperanza alla Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176, disciplina, nel rispetto dell'autonomia delle regioni e degli enti locali, i princìpi generali che regolano il Sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, di seguito denominato «Sistema territoriale». 2 I servizi del Sistema territoriale, destinati ai bambini in età compresa fra i tre e i trentasei mesi e alle loro famiglie, costituiscono funzioni essenziali dello Stato, delle regioni e degli enti locali. I servizi del Sistema territoriale costituiscono servizi di interesse pubblico a carattere universale, ferma restando l'effettiva disponibilità delle risorse finanziarie. 3 I servizi del Sistema territoriale sono volti a favorire il benessere e la crescita psico-fisica dei bambini, a supportare le famiglie nei loro compiti educativi e a realizzare condizioni di pari opportunità, promuovendo la conciliazione fra impegno professionale e cura familiare. 4 L'erogazione dei servizi del Sistema territoriale è garantita su tutto il territorio nazionale, secondo criteri di efficacia e di equa distribuzione delle risorse finanziarie pubbliche. 5 Nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, nonché di libertà di scelta delle famiglie, i servizi del Sistema territoriale sono forniti dalle pubbliche amministrazioni, dai datori di lavoro, dagli enti privati e del privato sociale, nonché dalle famiglie, singole o associate, nell'ambito della loro autonoma iniziativa e attraverso le loro formazioni sociali. 2 (Sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia) 1 Al Sistema territoriale concorrono gli asili nido, i servizi integrativi e i servizi sperimentali, organizzati in modo da garantire un'offerta, flessibile e differenziata, nonché idonea a rispondere in maniera adeguata alle esigenze dei bambini e delle loro famiglie, anche in considerazione delle condizioni socio-economiche e produttive del territorio. 2 Il Sistema territoriale è regolato dai seguenti princìpi generali: a gratuità dei servizi e delle prestazioni; b requisito prioritario della residenza continuativa della famiglia nel territorio in cui vengono richiesti i servizi e le prestazioni, la cui disciplina è demandata all’autonoma legislazione regionale; c partecipazione attiva della rete parentale alla definizione degli obiettivi educativi e delle scelte organizzative, nonché alla verifica della loro rispondenza ai bisogni quotidiani delle famiglie e della qualità dei servizi resi; d integrazione tra le diverse tipologie di servizi e collaborazione tra i soggetti di cui all'articolo 1, comma 5; e continuità e interrelazione con la scuola dell'infanzia, nonché sinergia con il sistema integrato di interventi e servizi sociali di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328; f inserimento dei bambini disabili, ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché dei bambini appartenenti a nuclei familiari monogenitoriali; g capillarizzazione dei servizi sul territorio, anche in relazione alla densità di popolazione del contesto di riferimento. 3 (Asili nido) 1 L'asilo nido è un servizio educativo e sociale per i bambini in età compresa tra i tre e i trentasei mesi ed offre un luogo di accoglienza e cura di crescita, di socializzazione e di sviluppo delle potenzialità affettive, relazionali, cognitive e ludiche del bambino. 2