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Passando all'articolo 15, un emendamento approvato elimina possibili dubbi interpretativi grazie alla disposizione vigente, in ragione della natura solidale della responsabilità dei sindaci rispetto a quella dell'organo amministrativo. L'articolo 16 viene rafforzato prevedendo nuove modalità di determinazione del compenso dell'esperto, al fine di incentivare quanto più possibile gli esiti preferibili. All'articolo 17 si amplia la documentazione che l'imprenditore sotto soglia deve produrre al fine di esentare l'esperto dall'acquisizione della documentazione contabile dell'impresa e dalla redazione della relazione sulla situazione patrimoniale ed economico-finanziaria dell'imprenditore e dall'elenco aggiornato dei creditori dei relativi diritti, trattandosi di attività particolarmente onerose, non compatibili con la speditezza della composizione. Per quanto riguarda l'articolo 18, vengono arricchite le condizioni per l'accesso al concordato semplificato, al fine di collegare tale opzione al regolare e corretto svolgimento delle trattative e di prevenire condotte abusive. All'articolo 20, tra i presupposti degli accordi ad efficacia estesa, è precisato che la soddisfazione dei creditori deve essere garantita in misura non inferiore rispetto all'alternativa liquidatoria, cioè rispetto all'alternativa del fallimento, secondo quanto previsto dalla analoga disposizione presente nel codice della crisi d'impresa, all'articolo 61, comma 2, lettera d). Inoltre, nel sancire l'indifferenza dell'accordo rispetto alle ipoteche iscritte nei novanta giorni dalla sua pubblicazione nel registro delle imprese, si incentiva il ricorso a tale strumento di composizione negoziata della crisi. Le ultime modifiche approvate riguardano l'articolo 23. L'istanza di composizione negoziata non può essere presentata in presenza di procedimento con ricorso depositato ai sensi dell'articolo 182- bis , sesto comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, o con ricorso per l'accesso alle procedure di accordo di ristrutturazione dei debiti o di liquidazione dei beni, di cui agli articoli 7 e 14- ter della legge 27 gennaio 2012, n. 3. Infine, è previsto che le disposizioni di cui all'articolo 20, comma 1, si applicano a tutte le procedure concorsuali e ai procedimenti di esecuzione forzata pendenti. Gli ulteriori interventi aggiuntivi sono stati già descritti dalla relatrice Modena. Io aggiungo solamente, in conclusione, che quello in esame è un provvedimento significativo, che sicuramente aiuterà le imprese in questa fase di rilancio dell'economia e che sicuramente porta con sé tante contraddizioni in uscita dalla pandemia. Certamente, la nuova procedura dovrà essere rivista e valutata, anche a seguito dei dati che ci perverranno nella sua applicazione, per capire, nel momento in cui non sarà più possibile prorogare l'entrata in vigore del codice di crisi, che tipo di rapporto ci sarà tra queste due procedure. Chiaramente, questa è una nuova procedura inserita in attesa che entri in vigore il codice di crisi. Quando entrerà in vigore il codice di crisi, dovremo fare le valutazioni su come la nuova procedura potrà essere eventualmente proseguita o implementata in modo differente. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Urraro. Ne ha facoltà. URRARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, le disposizioni del presente testo nascono dalla necessità d'intervenire nell'attuale contesto socio-economico per contrastare gli effetti che la crisi ha prodotto nelle imprese e il sovraindebitamento, intervenendo in tema di insolvenza e delle procedure concorsuali ad essa relative, al fine di individuare misure idonee ad incentivare l'emersione dalla crisi in un periodo temporale così delicato, che mina seriamente le dinamiche produttive con risvolti molto seri sotto il profilo occupazionale e che aggrediscono il ciclo produttivo di gran parte dell'economia nazionale. Vari provvedimenti a carattere straordinario ed emergenziale si sono susseguiti nel corso di questo periodo, con diversi obiettivi di tutela della salute pubblica, dell'occupazione, del tessuto economico e sociale generale. Tuttavia, altri e diversi strumenti devono apprestarsi nel momento di transizione in una fase di ripresa, come quella attuale, per sollecitare lo sviluppo in tutti i settori. È a questo punto che possono prospettarsi diversi scenari, da una situazione di crisi di liquidità temporanea e irreversibile sino alle più gravi situazioni di perdita della continuità aziendale stessa, nonché di crisi o insolvenza dell'impresa. La prospettiva delineata ha fatto considerare l'entrata in vigore il 15 agosto 2020 del decreto legislativo n. 14 del 2019, che già prevedeva la riforma del diritto fallimentare attraverso l'introduzione del codice della crisi, in cui vengono individuati meccanismi di risoluzione alternativi delle crisi, nonché strumenti di allerta che prodromicamente consentono di intervenire per mitigare gli effetti dell'indebitamento, permettendo continuità dell'attività aziendale tramite soluzioni anche stragiudiziali. In caso contrario sono favorite procedure semplificate di cessazione dell'azienda o di ramo della stessa. Tuttavia, l'entrata in vigore del codice avrebbe determinato l'abrogazione dell'attuale legge fallimentare, con la conseguenza che un numero elevato di casi di crisi d'impresa, gran parte dei quali diretta conseguenza del Covid, sarebbero stati regolati da un corpo normativo del tutto nuovo. Per evitare, quindi, che le incertezze applicative della disciplina o il funzionamento di istituti discussi, quali le misure di allerta, potessero aggravare ulteriormente la situazione di difficoltà delle imprese, l'articolo 5 del decreto-legge liquidità aveva opportunamente rinviato il termine di entrata in vigore del complesso normativo intero al primo settembre 2021. Il decreto-legge in esame reca misure urgenti in materia di crisi d'impresa e risanamento aziendale e prevede ulteriori misure urgenti anche in materia di giustizia. In particolare, rinvia l'entrata in vigore del codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza al 16 maggio 2022, ad eccezione di disposizioni di cui a un titolo specifico del codice (il secondo), concernenti le procedure di allerta e la composizione assistita della crisi innanzi a un organismo di composizione della crisi di impresa (Ocri), per le quali l'entrata in vigore è fissata al 31 dicembre 2023. Il provvedimento introduce e disciplina, in particolare, la procedura di composizione negoziata della crisi: un nuovo istituto volontario cui si accede tramite una istituenda piattaforma telematica nazionale, che offre all'imprenditore l'affiancamento di un esperto terzo e indipendente per agevolare, in maniera anche riservata, le trattative con i creditori. Il decreto-legge disciplina nel dettaglio possibili soluzioni adottabili in esito alla procedura e prevede, tra l'altro, nel caso di mancata individuazione di una soluzione idonea al superamento della situazione di crisi, la possibilità per l'imprenditore di presentare una proposta di concordato per cessione di beni, unitamente al piano di liquidazione, il cosiddetto concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio. Il testo apporta una serie di modifiche anche alla legge fallimentare, con l'anticipazione di alcuni strumenti di composizione negoziale previsti dal codice della crisi.