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i gravi ritardi nella gestione della situazione hanno portato le scuole paritarie ad impiegare le risorse che avrebbero dovuto coprire il mancato versamento delle rette da parte delle famiglie durante i mesi di sospensione della didattica in presenza per la sanificazione e organizzazione degli spazi in vista della ripresa delle lezioni; al momento sono già 96 le scuole paritarie che hanno dichiarato la chiusura e, in gran parte, si tratta di servizi per la fascia 0-6 anni, spesso collocati in territori dove non c'è la presenza di nidi e materne statali e sono 3.833 gli alunni a cui si dovrà trovare una collocazione negli istituti statali, per un costo complessivo di 32 milioni e mezzo di euro; per frenare questa emorragia, che va avanti dalla primavera del 2020, sarebbe quindi più che mai urgente sbloccare i 300 milioni di euro, di cui 180 per nidi e materne e 120 per le scuole dalla primaria alla secondaria di secondo grado; le scuole paritarie, la cui tradizione rivela una qualità consolidata sul piano didattico e formativo è ben nota a tutti, non possono essere abbandonate dalle istituzioni e non possono correre il rischio di chiudere i battenti per la lentezza burocratica dell'Esecutivo; è davvero urgente far giungere subito alle scuole paritarie i fondi, perché solo così si potrà dare la possibilità alle famiglie di esercitare la libertà di scelta educativa, come previsto dalla nostra Costituzione; si apprende ancora da fonti a stampa la grave situazione in cui vertono più di 5.000 famiglie nelle quali sono presenti ragazzi disabili; queste famiglie non hanno ricevuto nessuna indicazione dal Ministero riguardo all'inizio dell'anno; la scuola è stata pesantemente colpita dalla quarantena e le persone disabili con relative famiglie sono state emarginate. Per loro non è stata fatta nessuna lezione in videoconferenza, e sono stati abbandonati forzatamente dagli insegnanti di sostegno. Questi bambini sono tornati a carico completo delle famiglie: un dramma all'interno di un'emergenza in cui le famiglie hanno dovuto affrontare il disagio psicologico causato dalla quarantena; tanti sono stati anche i problemi emersi con la nuova procedura relativa alle graduatorie provinciali per le supplenze in vigore da quest'anno; con l'affidamento della validazione delle istanze alle "scuole polo", delegate appunto alla valutazione delle domande di ciascun candidato, le responsabilità per le segreterie sono insostenibili visto che il numero delle istanze è notevole e devono anche dar conto alla procedura standard necessaria per l'avvio del nuovo anno scolastico: procedure insostenibili soprattutto considerati i tempi ristretti imposti dal Ministero; le domande pervenute sono migliaia. Il risultato è che le istanze presentate contengono numerosi errori, molti dei quali commessi a causa dell'impostazione sbagliata assegnata in origine dal Ministero alle domande, e ciò farà proliferare i contenziosi, si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per garantire che le scuole paritarie ricevano quanto dovuto; che cosa intenda fare per garantire l'avvio dell'anno scolastico anche per gli studenti disabili rimasti ancora senza indicazioni sui protocolli da adottare; come intenda procedere allo snellimento della procedura relativa alle graduatorie provinciali di supplenza. Atto n. 4-04018 PAVANELLI PRESUTTO DONNO MONTEVECCHI TRENTACOSTE ACCOTO VANIN LANNUTTI DI NICOLA Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: la cooperativa "Sistema Museo S.c.arl. ", con sede principale a Perugia e sedi periferiche a Spoleto, Terni, Pesaro, Fermo, Udine, attiva dal 14 aprile 1990, con fatturato nel 2018 pari a 6.941.275 euro, con 201 unità nel 2019 tra soci e dipendenti, codice ATECO 96.09.09 (altre attività di servizi per la persona n.c.a., non classificabili altrove), alla fine del mese di dicembre 2019 comunicava a tutti i dipendenti associati l'intenzione di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali in essere, passando dal contratto collettivo nazionale di lavoro del settore turismo al contratto collettivo del settore multiservizi; la cooperativa già nel 2013 aveva dichiarato lo stato di crisi, e aveva progressivamente operato una serie di riduzioni salariali e contributive; inizialmente è stata eliminata la tredicesima e la quattordicesima mensilità, poi sono stati operati diversi tagli salariali: tra il 2013 e il 2014 è stata operata una decurtazione dello stipendio in media del 15 per cento, nel 2015 di un altro 10 per cento, nel 2016 di un ulteriore 5 per cento, nel 2017 un nuovo taglio del 13,5 per cento, nel 2018 ancora un taglio del 7,5 per cento, negli ultimi due anni sono stati tolti anche i "rol", ossia i permessi retribuiti. Tutte queste riduzioni hanno comportato mediamente circa 20.000 euro di minori entrate a ciascun dipendente nonché, di conseguenza, minori versamenti previdenziali accumulati, riducendo considerevolmente il montante contributivo di riferimento per il calcolo della futura pensione; ciononostante la cooperativa sul proprio sito internet si descrive così: "La società cooperativa Sistema Museo dal 1990 fornisce servizi e competenze specializzate per la gestione e la valorizzazione di musei e beni culturali. In oltre venticinque anni di attività l'azienda è diventata una tra le prime realtà italiane di settore e un solido punto di riferimento per molte amministrazioni e per un significativo numero di utenti e visitatori". Dunque dichiara una solida realtà imprenditoriale e un florido business nel settore del turismo che appare in netto contrasto con le condizioni contrattuali riservate ai propri dipendenti; considerato che il cambio di contratto collettivo nazionale dal settore turismo a quello del settore multiservizi di fatto comporterebbe un forte demansionamento e perdita di professionalità delle prestazioni lavorative svolte, ma solo sulla carta contrattuale giacché i dipendenti sarebbero chiamati a svolgere sempre le stesse funzioni e mansioni, con le stesse responsabilità e i medesimi obblighi lavorativi del precedente contratto collettivo del settore turismo, per una mera convenienza economica a danno dei dipendenti, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni di competenza intendano intraprendere al fine di verificare il corretto operato negli anni, a partire dal 2013, tenuto dalla cooperativa Sistema Museo nei confronti dei dipendenti con particolare riguardo alle condizioni contrattuali nonché al trattamento retributivo e contributivo, considerando anche la prevalente attività di prestazioni di servizi nel settore del turismo mediante contratti stipulati dalla cooperativa con enti pubblici e museali. Atto n. 4-04019 BOSSI Simone Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che a quanto risulta all'interrogante: dal 18 agosto 2020 diversi pescatori hanno segnalato la presenza di chiazze oleose sulla superficie dell'acqua del canale navigabile, in località Cavatigozzi, non distante dal confine con Spinadesco (Cremona); in un primo momento i danni sono stati contenuti grazie al lavoro del gruppo di protezione civile "Il Nibbio" e all'utilizzo di panni assorbenti; considerato che: