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Evidentemente, si è sottovalutata questa crisi che deriva da cause e concause che non sono tutte legate al conflitto nel cuore dell'Europa che questo Governo alimenta con l'invio delle armi, ma anche a criminose speculazioni che nel mettere in ginocchio le nostre famiglie e le nostre imprese stanno facendo arricchire qualcuno che agisce nell'ombra. Nel poco tempo a mia disposizione, mi concentrerò sulla materia di mia competenza: l'agricoltura e la pesca. Seppure un mio emendamento, presentato all'ultima finanziaria, ma anche ai decreti Ucraina 1 e 2 e sostegni, è stato recepito nell'articolo 20 del decreto-legge in discussione, la misura arriva in ritardo e non è più sufficiente. Al netto di tutte le difficoltà, che qui denuncio, che le banche creano agli operatori che vanno a chiedere la misura U35, come è chiamato l'articolo 20 in gergo, dicendo che non hanno ancora le direttive, che non sanno nulla, che devono chiedere, gli agricoltori e i pescatori il 18 luglio sono chiamati a pagare la prima rata dei contributi, ma non hanno i soldi e non ce la faranno ad onorare queste cartelle. Ecco perché avevo presentato anche a questo provvedimento un emendamento, per chiedere una moratoria per queste piccole e medie imprese che oramai non riescono più a sopravvivere, se non vengono sostenute da questo Governo per attraversare questo delicato e pericolosissimo momento, per loro e per tutta l'economia nazionale. Naturalmente, è stata posta l'ennesima fiducia, negando, ancora una volta, la prerogativa legislativa del Parlamento. Da parte mia, continuerò a presentare tale emendamento, al di là delle tarantelle politiche in atto alle quali stiamo assistendo in queste ore, ad ogni provvedimento utile e da quest'Aula dichiaro, ancora una volta, tutta la mia disponibilità e tutta la mia vicinanza agli agricoltori e ai pescatori in difficoltà. Mi auguro che il Governo possa finalmente orientare tutti i fondi a chi ha fatto e continua a fare l'economia della Nazione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi, con il voto di oggi si conclude, mi auguro, non una fase di grande consapevolezza e di grande responsabilità, ma l' iter politicamente complesso del cosiddetto decreto aiuti, che si colloca in una grave crisi internazionale, con la guerra, la crisi energetica, la crisi climatica, la conseguente inflazione ed ora, ancora una volta, la pandemia che cresce. Per questo, le misure intervengono in settori nevralgici per il Paese (l'energia, le imprese, il lavoro, gli enti territoriali e l'accoglienza), con il sostegno sociale ed economico a tutte le fasce del Paese più in difficoltà. In sette mesi, da inizio anno, il Governo ha stanziato oltre 33 miliardi per stare saldamente dalla parte dei bisogni del Paese e lo ha fatto in un modo inedito, che risponde alla crisi, attingendo le risorse da una misura forte, tassando gli extraprofitti delle imprese energivore, prima al 10 ed ora, con questo provvedimento, al 25 per cento. Lo ha fatto in questo modo, cambiando le regole in corso d'anno, con una misura forte, che si spiega solo in un momento di grave emergenza, e attingendo dalle pieghe del bilancio le risorse derivanti dal rimbalzo del PIL, dalla crescita sostenuta dal PNRR e dalle altre misure messe in campo dal Governo, senza nuovo scostamento. Ugualmente, senza nuovo scostamento verrà fatto il prossimo decreto di luglio, che interviene sulle fasce più deboli, sul cuneo fiscale e sul minimo salariale, modificando la contrattazione collettiva e potenziando anche la contrattazione decentrata. Non serve in questa fase scassare i conti pubblici finché cresciamo, così come non serve scassare una maggioranza di unità nazionale, quando il Paese e la sua parte più in difficoltà chiedono e quando il Governo sta facendo e sta facendo bene. Il decreto aiuti fa e fa bene e per questo il nostro voto sarà un doppio sì convinto, nel merito e alla fiducia al Governo Draghi. Il nostro sarà un sì, anche se come Italia Viva ci sono nel decreto norme che avremmo scritto in modo diverso. Penso ad esempio alla norma che per tutelare i centri storici delle grandi città pone una stretta sugli affitti brevi. È una norma che secondo noi viola le elementari regole del diritto di proprietà. Penso inoltre alla norma sul superbonus, che ha dimostrato di essere una buona intuizione, ma che è stata scritta male all'origine, è stata modificata troppo e si è prestata a troppi abusi, mettendo in difficoltà imprese e famiglie che l'hanno attuata in buona fede. Il problema c'è ancora e resta da risolvere. Per tutelare il legittimo affidamento di chi i lavori li ha iniziati, occorre permettere le ulteriori cessioni, in vista, come abbiamo votato tutti in maggioranza, del graduale assorbimento della misura, secondo le date scritte nella legge di bilancio per il 2022. Avremmo anche scritto in maniera diversa la norma sul reddito di cittadinanza. Bene prevedere che le offerte di lavoro possano arrivare anche dai datori di lavoro privati - ci mancherebbe altro - ma il vero nodo di questa misura è com'è stata scritta. La crasi tra sostegni e politiche attive non funziona, perché non fa arrivare a buon fine i benefici e non permette di far funzionare le politiche attive. Il ragionamento dev'essere affrontato in modo serio. Nonostante questo, noi votiamo sì. Non abbiamo insistito e non arriviamo neanche al fatto estremo di non votare la fiducia al Governo che sosteniamo, in un momento così. Vogliamo fare in modo che questo Governo vada avanti, perché le emergenze sono gravissime. Dobbiamo fare l'agenda sociale, completare il Piano nazionale di ripresa e resilienza, far fronte alla siccità (come ieri il ministro Patuanelli ha detto in quest'Aula) e lavorare alla pace e allo sblocco dei granai in Ucraina, al tetto al prezzo del gas e all'inflazione. Non è il momento di sottrarsi e sfilarsi, mettendo in gravissima difficoltà il Paese. Occorre invece capire che il momento è critico e che il decreto aiuti dà risposte molto solide sul caro bollette, prorogando a tutto il terzo trimestre di quest'anno misure importantissime, come il bonus sociale gas ed energia, sui crediti d'imposta per le aziende gasivore ed energivore e sull'autotrasporto e ampliando la riduzione dell'IVA per la somministrazione del gas metano. Il provvedimento dà risposte alle fasce in difficoltà del Paese con il bonus di 200 euro a favore di tutti i lavoratori e pensionati con un ISEE fino a 35.000 euro. Dà inoltre risposte alla transizione energetica, semplificandola e spingendola velocemente in avanti. Abbiamo bisogno di mutare il nostro mix energetico, chiudendo l'approvvigionamento del gas, ma anche spostando il Paese verso le energie che l'Europa definisce pulite. Abbiamo bisogno di renderci più indipendenti, in modo tale che l'Italia non subisca ancora a lungo un caro energia insostenibile.