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in questa settimana - l'Assemblea è chiamata a votare. (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia vi invito a ridurre il brusio. Non si riesce a seguire! CIRIANI (FdI) . Colleghi, credo di non sbagliare se affermo che nessun disegno di legge d'iniziativa parlamentare è stato approvato in quest'Aula, forse con l'eccezione della legge sui seggiolini salvabebè: tutti gli altri giacciono nei cassetti delle Commissioni. Mi domando, quindi, quale sia il ruolo del Parlamento, visto che è stato del tutto censurato. La decretazione è un limite inaccettabile alla possibilità dei parlamentari di svolgere il ruolo per cui sono stati votati dai cittadini e mi domando che senso abbia mantenere in piedi il bicameralismo nel momento in cui vige di fatto un monocameralismo determinato dall'iniziativa del Governo che, di volta in volta, decide se far partire l' iter di conversione dei decreti-legge dalla Camera o dal Senato e quindi assegna, di volta in volta, o alla Camera o al Senato la peraltro parziale possibilità di emendare, in maniera molto contenuta, il provvedimento che approva. Siamo quindi di fronte a un monocameralismo con le sembianze di un bicameralismo finto e zoppo. È di tutta evidenza che così vengono coartate le possibilità democratiche del confronto. Ne risente anche la qualità legislativa dei testi che votiamo. Mi avvio alla conclusione - e mi dispiace che in questo momento non sia presente in Aula il presidente Alberti Casellati - ricordando che votiamo l'ennesima fiducia in quest'Aula a ventiquattro ore dall'appello che il presidente Alberti Casellati ha rivolto ieri a Palazzo Giustiniani alle forze politiche e alle istituzioni; un appello per un nuovo patto etico e istituzionale tra Governo e Parlamento a tutela del dialogo, del confronto democratico e della centralità del Parlamento. Evidentemente questo appello è caduto nel vuoto, perché ci apprestiamo a votare l'ennesima fiducia, che è uno schiaffo in faccia alla possibilità dei senatori e in generale dei parlamentari di svolgere bene il loro lavoro. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire la senatrice Saponara per illustrare la questione pregiudiziale QP3. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, premesso che il decreto-legge in esame affronta temi di rilevanza costituzionale quali il lavoro e la formazione, garantiti e tutelati, rispettivamente, nei princìpi fondamentali e nella Parte I della Costituzione, dagli articoli 1 e 34, risulta manifestamente incostituzionale aver privato uno dei due rami del Parlamento della possibilità di entrare nel merito delle disposizioni nella fase di conversione del presente decreto-legge, secondo quanto recita l'articolo 70 della Costituzione, per il quale la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere. Il decreto-legge in materia di reclutamento del personale scolastico nasce dall'intesa del 24 aprile 2019, quando il Governo allora in carica ha ritenuto doveroso dare risposta alle legittime aspettative di superamento della fase transitoria del precariato storico della scuola: un accordo con le cinque maggiori organizzazioni sindacali, espressione del 93 per cento dell'intera rappresentanza sindacale del comparto scuola. Inoltre, il testo in esame non fornisce adeguate soluzioni alle annose problematiche vissute dal personale scolastico. Le elenco: non è arrivata una soluzione per il problema dei diplomati magistrali, per gli insegnanti di religione ingiustamente discriminati, per i dirigenti scolastici, per i docenti costretti a lavorare in sedi lontane dalla propria residenza, per gli insegnanti precari di terza fascia, per i quali non sono state previste procedure abilitanti speciali, che avrebbero consentito ad oltre 50.000 lavoratori di poter proseguire il proprio percorso verso la stabilizzazione. Rimane altresì irrisolto il grave problema degli assistenti amministrativi che dal 2000 ad oggi hanno svolto legittimamente la funzione di direttore dei servizi generali e amministrativi per tamponare la situazione di difficoltà in ordine alla carenza endemica nel sistema scolastico italiano, per i quali non è stata disposta una procedura di selezione riservata interna per salvaguardare il patrimonio di esperienza e professionalità acquisito. A tal riguardo, una deroga che superi il requisito del possesso del titolo di accesso al concorso sempre per la funzione di direttore dei servizi generali e amministrativi, sarebbe giustificata perché applicata al personale che già ha svolto le stesse mansioni e funzioni, contribuendo al buon andamento dell'amministrazione e questo secondo l'articolo 97 della nostra Costituzione. Premesso tutto questo, il Gruppo Lega chiede di deliberare, ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, di non procedere all'esame dell'Atto Senato 1633. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Non essendovi iscritti a parlare in discussione, ai sensi dell'articolo 93, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale presentata, con diverse motivazioni, dalla senatrice Bernini e da altri senatori (QP1), dai senatori Ciriani e Iannone (QP2) e dai senatori Saponara e Romeo (QP3). (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questo provvedimento sulla scuola sono contenute molte decisioni positive. Bene le procedure riservate per il personale docente, riqualificate con criteri selettivi che assicurano anche la qualità della didattica del nostro personale docente, superando una sorta di sanatoria prevista dal precedente Governo. Molto bene la centralità del concorso ordinario, che partirà insieme a quello straordinario con un giusto equilibrio, rispondendo anche alle legittime aspirazioni dei nostri giovani laureati che desiderano impegnarsi nella professione nobile dell'insegnamento. Mi soffermerò sulla stabilizzazione del personale impiegato nei servizi di pulizia e di mantenimento del decoro delle scuole, ex LSU. Come Italia Viva, insieme alla collega Sbrollini, abbiamo presentato un ordine del giorno approvato in 7 a Commissione che impegna il Governo a farsi carico del problema sociale, civile ed economico per le lavoratrici e i lavoratori eventualmente esclusi dall'internalizzazione del personale, con particolare riguardo alla copertura per la NASPI. Per chi dal 1° marzo, come stabilisce il provvedimento, diventerà dipendente dello Stato a tempo indeterminato come collaboratore scolastico, questa norma è fondamentale, perché significherà sicurezza del posto di lavoro per se stessi, la propria famiglia e la propria comunità. Ma qual è la nostra preoccupazione? Gli addetti ai servizi di pulizia, attualmente in capo alle imprese e a cooperative, sono 16.000 e i posti che saranno coperti sono 11.851 secondo le risorse appostate dalla precedente legge di bilancio, dalla quale deriva la normativa che stiamo discutendo stamane. Ci sono taluni requisiti per l'accesso all'assunzione statale: dieci anni di lavoro anche non continuativo, purché inclusivi del 2018 e 2019; licenzia media, idoneità fisica, certificato dei carichi pendenti, idoneità civile e penale.