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Si votò prima per le amministrative e poco tempo dopo per il referendum , perché sin dai tempi del diritto romano il principio delle rogationes per saturam è stato considerato un principio essenziale. Non si mescolano voti di natura diversa, perché l'uno inquina fatalmente l'altro. Il voto politico è un voto sentimentale, il voto sulla Costituzione dovrebbe essere un voto razionale. Far coincidere i due voti vuol dire inquinare il voto costituzionale ed inquinare un voto sulla Costituzione, per di più su una parte essenziale della Costituzione - il Parlamento, la democrazia rappresentativa, la funzione parlamentare - è pericoloso e se ne alterano i risultati. È evidente che, facendo coincidere i due voti si altera il dato dell'affluenza (è vero che non c'è il quorum , ma quel dato avrà un valore politico), si altera sicuramente il risultato (peraltro è un voto, quello per le regionali e amministrative parziale, non omogeneo a livello nazionale, quindi il risultato si altera in maniera disomogenea) e si nega un diritto essenziale del cittadino ad essere debitamente informato, perché chiunque di noi abbia sufficiente uso di mondo sa benissimo che facendo coincidere le due campagne (quella politica per il rinnovo di sei amministrazioni regionali e quella per il referendum costituzionale) la seconda verrà fatalmente subornata dalla prima: si parlerà di questioni politiche, di questioni di fazione, si parlerà di persone non si parlerà di princìpi. Il voto costituzionale sarà di fatto annullato e sarà annullata la possibilità per i cittadini di essere debitamente informati, negando quindi quel principio, caro al presidente Einaudi, del conoscere per deliberare. A questo si aggiunge un aspetto non marginale: gli italiani all'estero in molte circoscrizioni (Nord e Sud America) non verranno messi nelle condizioni di esercitare il loro diritto: non potranno essere informati; non potranno svolgersi le campagne elettorali; i consolati non potranno assicurare quei servizi essenziali affinché il diritto di voto si possa realizzare. Se questo a voi sembra normale, a me non sembra normale. Io sfido i colleghi della maggioranza ad alzarsi in quest'Aula e a prendere la parola per dire che ho detto delle falsità, ossia che i due voti non si inquinano, che i due voti non mantengono vita propria e si possa tranquillamente abbinarli. Peraltro non è previsto neanche dalla legge sull' election day . È stata fatta una legge che prevedeva per ragioni di semplificazione e di abbattimento dei costi la possibilità di accorpare tanti voti, ma tutti voti politici. È possibile accorpare il voto per i Comuni, per le Regioni, per le Province, per il Parlamento, persino per l'Europarlamento, ma non è possibile - e la legge sull' election day non lo prevede - accorpare un voto sulla Costituzione. Perché, senatrice Pinotti? Perché sono due voti di natura diversa e non è venuto da pensare a nessuno di fissare un principio del genere. Vennero allora presentati degli emendamenti ma furono giustamente respinti perché avrebbero creato un precedente preoccupante e sbagliato e perché sarebbero andati contro lo spirito e la logica della Costituzione e contro lo spirito e la lettera di sentenze costituzionali (come quella del 2000 richiamata in quest'Aula dal collega Pagano). I cittadini hanno il diritto di esprimersi sulla Costituzione in un contesto asettico e secondo princìpi di razionalità; contesto asettico e princìpi di responsabilità che non potranno esserci se lo stesso giorno si voterà per elezioni politiche. Quindi, francamente, si sta alterando l'esito di un voto democratico e si sta mettendo mano al risultato di un referendum costituzionale, manomettendolo di fatto, e ciò che è più sconcertante è che lo si sta facendo per assecondare il calcolo elettorale di un partito di maggioranza. Non sono io a svelarvelo, perché la realtà la conoscete meglio di me; se ne parla e ne parliamo tranquillamente tra colleghi di maggioranza e di opposizione. L'abbinamento è caro al MoVimento 5 Stelle che, a torto o a ragione non saprei dirlo, si è convinto che il voto per il referendum si traslerà in parte sulle loro liste per le elezioni regionali. Francamente, violare un voto democratico, alterarne i risultati, creare un precedente illegittimo dal punto di vista costituzionale per garantire un pugno di voto in più a un partito di maggioranza senza il consenso di tutte le opposizioni a me sembra una forzatura degna di nota. Sono sicuro, colleghi grillini, che in questo momento, a parti invertite, voi non sareste in quest'Aula: voi sareste sul tetto di questo Palazzo brandendo copie della Costituzione e gridando al vilipendio della democrazia. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Russa. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, noi non ci eravamo neanche iscritti a parlare in questa fase della discussione perché non potevamo neanche lontanamente immaginare che su un provvedimento di questo genere (ossia un provvedimento elettorale che storicamente, per la sua natura, è sempre stato concordato tra la maggioranza e l'opposizione, tra il Governo e le forze politiche) si stesse preparando l'apposizione del voto di fiducia e quindi l'impossibilità di discutere gli emendamenti che avevamo presentato. Ecco perché in questa fase della discussione generale mi sono dovuto rivolgere a lei, signor Presidente, affinché mi inserisse nell'elenco degli aventi diritto ad intervenire, atteso che era nostra intenzione invece affrontare punto per punto questo provvedimento nel momento in cui fosse stato possibile emendarlo. Sorpresa. Anticipo i tempi. Ho una palla di vetro con la quale leggo il futuro, un futuro molto vicino. Ricordo un film in cui la protagonista riesce a vedere il futuro trenta secondi prima: io sono andato avanti e di poco più. Fra qualche minuto, al termine della discussione generale - c'è ancora un collega del MoVimento 5 Stelle che deve parlare, per ultimo naturalmente - vedremo se sbaglio, verrà il rappresentante del Governo e, mi dice la palla di vetro, che chiederà il voto di fiducia. Il Governo porrà la questione di fiducia sulla data delle elezioni: non si è mai visto nella storia dell'Italia repubblicana, mai! (Applausi) . Perché non si è mai visto? Perché, qual è il momento supremo dell'esercizio dei diritti democratici dei cittadini? Il voto. Capisco che ormai è una cosa desueta, capisco che non è più di moda e che, pur di non andare al voto, si possa inventare la qualunque, ma non si era ancora arrivati anche a impedire la discussione sulla data. E perché siamo contrari al fatto che si voti? E qui ho un'altra palla di vetro: il decreto prevede tre mesi di tempo? La palla di vetro mi dice che il Governo sceglierà la prima domenica utile, a settembre, quando ancora le attività turistiche sono in corso, quando ancora, tornando indietro di trenta giorni, cioè alla data in cui vengono presentate le liste, la gente è al mare. Capite? Ho grande rispetto per l'intelligenza di Casalino e soci, ma non si può ridurre tutto a un bieco calcolo di opportunità. Quando possiamo non fare troppa campagna elettorale? Quando possiamo trarre a nostro vantaggio il Covid-19? Perché di questo si tratta: