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Senatore Ripamonti, lei mi ha anche chiamato direttamente in causa, segno che almeno l'interlocuzione dà qualche risultato, ma le sottolineature che lei e molti altri colleghi hanno fatto in Aula, a partire anche dal presidente Pesco, ovviamente sono un impegno che assumiamo per il prossimo vicinissimo futuro sulla trattazione dei provvedimenti. È iscritta a parlare la senatrice Nisini. Ne ha facoltà. NISINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, rappresentante del Governo, come hanno detto tanti miei colleghi, oggi è abbastanza umiliante intervenire in quest'Aula, perché abbiamo sperato che ci fosse un minimo di condivisione, un minimo di lavoro da poter portare avanti, per far pervenire le richieste che arrivano dal territorio, dalla disperazione dei commercialisti, dei commercianti delle partite IVA, delle piccole imprese, di tante famiglie che stanno chiedendo aiuto. Sono passati i mesi di marzo, aprile, maggio; abbiamo iniziato con il decreto- legge cura Italia; è bello il nome cura Italia, ma la cura non ha funzionato. Siamo passati al decreto-legge liquidità, sperando che questa liquidità arrivasse e lenisse tutte le problematiche, le ferite che hanno colpito il tessuto economico e sociale del nostro Paese, ma la liquidità non è arrivata. Si è parlato di 400 miliardi di euro, ma dalle notizie di stampa di stamattina alle aziende ne sono arrivati solamente 51. Abbiamo sperato in questo decreto rilancio per rilanciare finalmente il nostro Paese, per dare fiato, coraggio e speranza a tutte le nostre aziende, ma anche ai Comuni che stanno lavorando e si stanno sostituendo al Governo, ma ancora niente. Durante l'esame alla Camera del decreto-legge rilancio tutti gli emendamenti sono stati bocciati; poco è passato, briciole. In Senato gli emendamenti non sono stati neanche discussi. I dati dell'INPS sono sconvolgenti: si parla di 110.000 domande di cassa integrazione in deroga sempre in giacenza e non ancora lavorate; di queste, 23.000 sono state trasmesse prima del 31 maggio. Ne consegue che 1.400.000 lavoratori sono senza assegno e di questi 89.000 non hanno ancora percepito nulla da marzo. (Applausi) . È così il Fondo bilaterale dell'artigianato, che aspetta dal Governo i soldi per pagare la cassa integrazione di aprile, maggio e giugno; il risultato è che un terzo delle aziende sono a rischio chiusura. Vi parlo come faccio sempre, perché sono orgogliosa di essere un amministratore e un assessore del Comune di Arezzo. La EBRET, che è l'Ente bilaterale dell'artigianato toscano, ha dichiarato che nella città e nella Provincia di Arezzo, nel periodo del lockdown , hanno chiuso due aziende artigiane su tre e che nei prossimi mesi ci sarà un calo dell'11 per cento dell'occupazione. Arezzo è importante non solo a livello nazionale, ma anche nel mondo, per il settore orafo-argentiero, che è stato completamente dimenticato: anche su questo avevamo collaborato con i parlamentari di tutti i Gruppi politici, perché è un settore importante. Il brand Made in Italy nel mondo: anche di questo si parlerà nel prossimo provvedimento, ma a settembre-ottobre la situazione non sarà più sostenibile. C'è anche una denuncia: pare che all'INPS la piattaforma per gestire la cassa integrazione sprint , proprio del decreto-legge rilancio, non sia pronta. L'INPS sta respingendo massivamente tutte le domande di cassa integrazione in deroga che stanno arrivando. Allora, anziché pensare di smontare il decreto sicurezza, anziché chiudere quota 100 nel 2021, pensate ai problemi di oggi, altrimenti quando avrete raggiunto questo obiettivo non ce ne saranno più, perché l'Italia sarà un Paese morto. (Applausi) . Allora rilanciamo questo Paese e che sia l'orgoglio di tutti noi e di tutti i partiti politici, da destra a sinistra. Noi lo faremo e non smetteremo. Occuperemo quest'Aula e faremo tutto ciò che è indispensabile per far ripartire il Paese. E ricordatevi che le partite IVA, i commercianti e le imprese sono quelli che vi pagano lo stipendio: fra poco non ci sarà più neanche per voi e per noi lo stipendio, perché andremo tutti a casa. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Castellone. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, Vice Ministro, colleghi, questo decreto non è solo un provvedimento per uscire dall'emergenza Covid, ma è soprattutto l'occasione per rilanciare questo Paese e migliorarlo dal profondo. Si tratta di una manovra poderosa, un provvedimento da 55 miliardi di euro, che dopo i 25 già messi in campo dal cura Italia andranno a sostenere famiglie, imprese, lavoratori, ricerca, sanità ambiente e tanto altro. E non era affatto scontato che questo Governo riuscisse a trovare in così poco tempo così tante risorse per affrontare le conseguenze di un evento eccezionale che ci ha travolti con una potenza inaudita e ha messo a rischio la tenuta prima del nostro Servizio sanitario nazionale e poi della nostra economia. Il decreto rilancio traccia il cammino della ripartenza attraverso lo sguardo visionario di chi ha il coraggio di osare, di uscire dagli schemi e di mettere in campo il meglio di sé partendo dall'attenzione agli ultimi, alle fasce più fragili della popolazione, quelle che finora non avevano potuto accedere a nessun'altra indennità, ma che adesso beneficeranno del reddito di emergenza. Si tratta di un sussidio che per qualche mese offrirà una boccata d'aria fresca a tanti nuclei familiari che versano in condizioni di necessità economica; una vera rete di protezione che, insieme alle indennità riservate a professionisti, autonomi e partite IVA e alla cassa integrazione, rappresenta uno scudo per tutti i cittadini, la mano che abbiamo teso a tutti per potersi aggrappare e rialzarsi. Questa pandemia ha certamente acuito le differenze sociali in tutto il mondo, come ci hanno indicato le immagini dei senzatetto nei parcheggi dei centri commerciali americani o quelle dei poveri in India, arrampicati sugli alberi per sfuggire al contagio. Il divario tra le classi sociali va colmato e ci dobbiamo preparare a un'altra crisi, un'altra emergenza mettendo un argine al disastro che abbiamo creato con la nostra distrazione etica. Il mondo non potrà più essere lo stesso dopo questo dramma e le parole d'ordine devono essere cooperazione e inclusione, per dare a tutti i cittadini e soprattutto a tutti i giovani di questo Paese le stesse possibilità di veder realizzato il proprio talento. La rivoluzione più importante contenuta nel provvedimento in esame è però certamente quella che presentiamo in ambito sanitario, con il più grande stanziamento di fondi mai messo in campo per il Servizio sanitario nazionale (più di 3 miliardi di euro). Costruiamo una sanità nuova che parte dal territorio. Da tempi non sospetti asseriamo che il Servizio sanitario nazionale è in sofferenza perché non si è posta la giusta attenzione allo sviluppo della sanità territoriale e perché in molte Regioni non si è investito a sufficienza nell'integrazione tra cure ospedaliere e cure primarie intermedie, ma, di contro, si è preferito dare spazio alla sanità privata accreditata, depauperando il pubblico.