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Aliquota credito d'imposta 5,00% 5,00% 5,00% 5,00% 5,00% Aliquota incremento monte salario 0,50% 0,50% 0,50% 0,50% 0,50% Monte salari €50.000,00 €150.000,00 €1.000.000,00 €5.000.000,00 €10.000.000,00 Contributi Inps €15.000,00 €45.000,00 €300.000,00 €1.500.000,00 €3.000.000,00 Credito d'imposta - Beneficio impresa €750,00 €2.250,00 €15.000,00 €75.000,00 €150.000,00 Incremento monte salari - Costo impresa €250,00 €750,00 €5.000,00 €25.000,00 €50.000,00 Vantaggio netto €500,00 €1.500,00 €10.000,00 €50.000,00 €100.000,00 Vantaggio netto/monte salari 1,00% 1,00% 1,00% 1,00% 1,00% Vantaggio netto/credito d'imposta 66,67% 66,67% 66,67% 66,67% 66,67% Vantaggio netto/incremento monte salari 200,00% 200,00% 200,00% 200,00% 200,00% Art. 2. - (Misure fiscali per ridurre l'incidenza del costo del lavoro ai fini della determinazione della base imponibile IRAP) L'articolo 2, commi 1 e 2, nel modificare l'articolo 11, comma 1, lettera a) , numeri 2) e 3), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, aumenta le soglie di defiscalizzazione, ai fini Irap, degli oneri classificabili alla voce di cui alla lettera B , numeri 9) e 14), dell'articolo 2425 del codice civile, sostenuti dal soggetto passivo del tributo. Le attuali deduzioni che vengono riconosciute ai contribuenti che fruiscono della agevolazione sul cuneo fiscale sono pari a 7.500 euro per ogni lavoratore assunto in misura di anno, raggiungendo i 13.500 euro nel caso di lavoratori di sesso femminile e per quelli di età inferiore ai 35 anni. Tale deduzione è incrementata rispettivamente a 15.000 euro e 21.000 euro se il lavoratore è impegnato nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per effetto delle modifiche introdotte si riduce l'incidenza del costo del lavoro ai fini della determinazione dell'Irap con conseguente riduzione del cuneo fiscale dal versante dei costi sostenuti dalle attività produttive per l'impiego del fattore lavoro. Infatti, ai sensi del comma 1, la deduzione di 7.500 euro viene aumentata a 15.000 euro, mentre quella di 13.500 riconosciuta alle lavoratrici donne e di età inferiore a 35 anni, viene innalzata a 21.000 euro. Il comma 2 aumenta le deduzione previste per i lavoratori assunti nelle aree svantaggiate che passano rispettivamente da 15.000 euro a 30.000 euro e da 21.000 a 36.000 euro. La misura opera unicamente nei confronti dei soggetti privati, in quanto le deduzioni di cui menzionato all'articolo 11, comma 1, lettera a) , numeri 2) e 3), sono riconosciute soltanto ai soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da a) ad e) , del citato decreto legislativo n. 446 del 1997. Restano esclusi i soggetti di cui alla lettera e-bis) del suddetto articolo 3, comma 1, ovvero le amministrazioni e gli enti pubblici indipendentemente se l'attività svolta sia di natura istituzionale o commerciale. Il comma 3 stabilisce che le modifiche di cui ai commi 1 e 2 entrano in vigore nel momento in cui sarà operativa la tassa sui premi erogati dagli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera b) , del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto n. 773 del 1931, introdotta dal successivo articolo 3. Art. 3. - (Prelievo del 10 per cento sulle vincite derivanti dagli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera b) , del regio decreto n. 773 del 1931) Il comma 1 dell'articolo 3 introduce un prelievo sulle singole vincite conseguite attraverso gli apparecchi di intrattenimento rientranti nel articolo 110, comma 6, lettera b) , del regio decreto n. 773 del 1931 (cosiddetta videolottery - VLT). La norma fissa al 10 per cento l'entità del prelievo che andrà calcolata sulla vincita singola sia nel caso in cui essa venga riscossa dal giocatore o rigiocata per una nuova partita. A decorrere dal 1º gennaio 2013 per effetto dell'articolo 1, comma 479, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 «la misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera b) , del regio decreto 18 giugno 1933, n. 773, è fissata in misura pari al 5 per cento dell'ammontare delle somme giocate». È bene ricordare che il sistema tributario distingue le cosiddette tasse sul gioco dalle tasse sul premio, le prime sempre dovute dal concessionario aggiudicatario dei diritti di distribuzione dei giochi. Per quanto riguarda le tasse sul premio la disciplina di riferimento è rappresentata dall'articolo 67, comma 1, lettera d) , del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Ai sensi del citato articolo 67 le vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse e i premi derivanti da prove di abilità o dalla sorte costituiscono redditi diversi che ai sensi del successivo articolo 69, comma 1, costituiscono reddito per l'intero ammontare percepito nel periodo d'imposta, senza alcuna deduzione. L'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1972, n. 600, prevede che tali vincite o premi sono assoggettati ad una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta con facoltà di rivalsa da parte del soggetto che l'ha subita. Tuttavia, nelle ipotesi di giochi per i quali è imposto un prelievo erariale unico a norma di legge, lo stesso articolo 30, al quarto comma, stabilisce che la ritenuta alla fonte a titolo d'imposta è compresa nell'ambito di tale prelievo. Pertanto la ritenuta alla fonte sulle vincite derivanti dagli apparecchi e congegni di cui all'articolo 110, comma 6, del regio decreto n. 773 del 1931 è ricompreso nel prelievo erariale unico operato dallo Stato ai sensi dell'articolo 39, comma 13, del decreto-legge n. 269 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 326 del 2003. Il comma 2 dell'articolo 3 stabilisce che il concessionario dovrà versare le somme trattenute a titolo di addizionale alla prima scadenza utile.