[pronunce]

Né tale deroga risulta del resto giustificabile con il riferimento ad una fase di prima applicazione e alla multidisciplinarietà delle competenze del servizio neo istituito. Tali esigenze possono, infatti, eventualmente motivare il ricorso ad assunzioni dirigenziali ai sensi dello stesso art. 19, comma 6, del citato d.lgs. n. 165 del 2001, secondo cui l'amministrazione può procedere a conferire incarichi dirigenziali fornendone specifica motivazione «a persone di particolare comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli dell'Amministrazione», ma esclusivamente nel rispetto dei limiti numerici posti dalla disposizione stessa. 2.2.- Relativamente alla seconda questione, concernente l'art. 43, comma 3, della legge reg. Molise n. 8 del 2015, questa Corte ritiene invece che la sintetica formulazione della censura non è sufficiente a supportare i vizi di legittimità costituzionale evocati dal ricorrente. Nel ricorso manca una compiuta analisi del contesto normativo in cui si inserisce la disposizione impugnata. Non vi è la descrizione della legge reg. Molise 29 dicembre 1998, n. 20 (Istituzione dell'Autorità di Bacino dei fiumi Trigno, Biferno e minori, Saccione e Fortore), istitutiva dell'Autorità di Bacino interregionale soppressa dall'art. 43 della medesima legge regionale molisana n. 8 del 2015, né della reale natura dei rapporti di lavoro già in essere con la predetta Autorità. In tale contesto il riferimento al subentro della Regione nelle funzioni e nei rapporti giuridici attivi e passivi si ritiene debba riguardare, eventualmente, tipologie di rapporto di lavoro diverso da quello di tipo subordinato, come quello di tipo consulenziale e professionale, e comunque fino alla scadenza dei relativi termini di durata, senza comportare per tali rapporti alcuna immissione nei ruoli regionali. Per tali ragioni la previsione normativa censurata non può che essere interpretata in maniera coerente con il complessivo quadro regolatorio, in modo da escludere che essa possa determinare in via automatica, in contrasto con i principi di accesso al pubblico impiego dettati dall'art. 97 Cost., un possibile inquadramento riservato di personale eventualmente assunto dalla soppressa Autorità di Bacino senza concorso pubblico. La questione di legittimità in esame deve essere dunque dichiarata non fondata, non potendo attribuirsi al dettato normativo, nei termini innanzi illustrati, effetti e portata lesiva dei dedotti principi costituzionali. 2.3.- Relativamente alla terza questione, concernente l'art. 44, comma 1, lettera b), della legge della reg. Molise n. 8 del 2015, la Corte rileva che la disposizione è stata modificata dalla legge regionale 4 maggio 2016, n. 4 (Disposizioni collegate alla manovra di Bilancio 2016 - 2018 in materia di entrate e spese. Modificazioni e integrazioni di leggi regionali), il cui art. 27 ha disposto: «1. Alla legge regionale 23 marzo 2010, n. 10 (Norme in materia di organizzazione dell'amministrazione regionale e del personale con qualifica dirigenziale) sono apportate le seguenti modifiche: [...] 2. b) al comma 3 dell'articolo 20, sono aggiunte in fine le parole ", nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 19, commi 5-bis, 6, 6-bis, 6-ter del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modifiche ed integrazioni, applicando le misure percentuali previste per i dirigenti di prima fascia"; [...] d) il comma 1 dell'articolo 20-bis è sostituito dal seguente: "1. Fermi restando i limiti di cui all'articolo 20, comma 3; ultimo periodo, i posti di Direttore di Dipartimento, di Direttore generale della Salute, di Segretario generale del Consiglio regionale non sono ricompresi nelle dotazioni organiche. "; e) all'articolo 20-bis è aggiunto il seguente comma: "1-bis. Ai fini della razionalizzazione della spesa, gli incarichi di cui al comma 1 sono conferiti nel rispetto della vigente normativa in materia di contenimento della spesa del personale. "». Ai fini della decisione è necessario chiarire la portata effettiva della predetta novella alla luce del combinato disposto delle previsioni innanzi riportate di cui alle lettere b) e d) dell'art. 27 della legge reg. Molise n. 4 del 2016. Invero nella lettera b), l'inciso inserito al comma 3 dell'art. 20 della legge regionale 23 marzo 2010, n. 10, ovvero le parole «nel rispetto [...] prima fascia», costituisce, più che un ultimo periodo del medesimo comma, una proposizione ad esso aggiunta, alla quale perciò deve intendersi riferito il richiamo operato dal comma 1 dell'art. 20-bis della legge regionale n. 10 del 2010, come sostituito dall'art. 27 della legge regionale n. 4 del 2016. La disposizione dell'art. 44 della legge regionale n. 8 del 2015 risulta pertanto integralmente modificata nei termini di seguito esposti. Si è ridotta l'esclusione dalla dotazione organica ai posti di Direttore di Dipartimento, di Direttore Generale alla Salute, di Segretario Regionale del Consiglio Regionale, così eliminando da tale esclusione i posti, previsti dalla norma impugnata, di Capo di Servizio di Gabinetto del Presidente della Giunta Regionale e degli affari istituzionali e di Capo del Servizio di Gabinetto del Presidente del Consiglio regionale e affari istituzionali. Nel far riferimento ai limiti di cui all'art. 20, comma 3, ultimo periodo (nei termini innanzi precisati), si è disposto, poi, che per il conferimento degli incarichi dirigenziali in questione trovano applicazione le disposizioni dell'art. 19 del d.lgs. n. 165 del 2001 nelle percentuali ivi previste, riferite alla dotazione organica dei dirigenti di prima fascia. Infine, la novella ha disposto che gli incarichi relativi ai predetti posti dirigenziali non ricompresi nelle dotazioni organiche sono conferiti nel rispetto della vigente normativa in materia di contenimento della spesa del personale. Ne consegue che le preoccupazioni espresse dal ricorrente in merito alla norma originaria hanno in gran parte trovato accoglimento, avendo il legislatore regionale molisano apportato modifiche proprio nella direzione indicata in ordine al rispetto della norma sui limiti di spesa e sulle modalità e limiti per il conferimento dei predetti incarichi dirigenziali. Ma anche alla luce del descritto ius superveniens non può tuttavia ritenersi cessata la materia del contendere. Ritiene questa Corte che permane una criticità nell'esclusione, dalla computabilità nelle dotazioni organiche, di tre posti di funzione dirigenziale, rispetto ai cinque posti previsti dalla norma originaria oggetto della censura di costituzionalità. Difatti in ordine a tali posizioni dirigenziali non sembra sufficiente l'inciso aggiunto con l'inserimento del comma 1-bis all'art. 20-bis della legge n. 10 del 2010, di una clausola secondo cui gli incarichi sono conferiti nel rispetto della vigente normativa in materia di contenimento delle spese del personale.