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lo stesso Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti, in un'intervista rilasciata al Tg 2 il 18 gennaio 2019, ha affermato che "Il ponte sullo Stretto è una grande opera per collegare il paese al mondo", si chiede di sapere: se si stia ipotizzando un piano per le grandi opere e se questo preveda il collegamento stabile fra la Sicilia e la penisola; se il Ministro in indirizzo intenda discutere con gruppi finanziari disponibili a investire sull'opera senza oneri per lo Stato, per poter quindi realizzare l'alta velocità e l'alta capacità fino a Palermo, completando il corridoio Berlino-Palermo. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01348 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: da tempo i viaggiatori della ferrovia Benevento-Napoli, via valle Caudina, sono costretti a subire disagi di ogni sorta: treni cancellati, ritardi, trasbordi su autobus e all'orizzonte non si vede alcuna soluzione di rilievo per assicurare un viaggio in linea con gli standard di una nazione moderna; la ferrovia è gestita dalla società regionale Eav, partecipata interamente dalla Regione Campania, e da tempo si parla di un trasferimento della gestione a Rfi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei gravi disagi che patisce l'utenza, soprattutto lavoratori pendolari e studenti; se intenda dare concretezza all'ipotesi che tale tratto ferroviario passi dall'Eav ad Rfi; quale sia la sua opinione in merito alla capacità della Regione Campania di garantire un servizio indispensabile a pendolari, studenti e viaggiatori in genere, tenendo conto che la linea ferroviaria è l'unico collegamento per la valle Caudina (un'area di 70.000 abitanti) verso Napoli e le direttrici dell'alta velocità. Atto n. 4-01349 CASTELLONE SILERI MAUTONE PISANI Giuseppe MARINELLO DI MARZIO Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'art. 3- bis del decreto legislativo n. 502 del 1992, come modificato dall'art. 4 del decreto-legge n. 158 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 189 del 2012, dispone che la Regione provveda alla nomina dei direttori generali delle aziende e degli enti del servizio nazionale regionale (comma 3) e ne fissi gli obiettivi (comma 5); i direttori generali delle aziende sanitarie della Campania sono sottoposti a verifica, al fine di controllare il raggiungimento degli obiettivi definiti nel quadro della programmazione regionale, con particolare riferimento all'efficienza, efficacia e funzionalità dei servizi sanitari, nonché al fine di evidenziare fattispecie rientranti nella previsione di cui all'art. 3- bis , comma 7, del decreto citato e in quella di cui all'art. 8 della legge regionale della Campania n. 28 del 2003; con distinte delibere di Giunta regionale della Campania del 2016 e del 2017 sono stati nominati i direttori generali delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale e sono stati stabiliti gli obiettivi di carattere generale, specifici di natura preliminare e tematici loro assegnati; nelle medesime deliberazioni è stato precisato che il raggiungimento degli obiettivi generali e specifici di natura preliminare costituisce elemento di valutazione ai fini del giudizio di confermabilità dell'incarico, ai sensi del comma 6 dell'art. 3- bis , mentre la verifica in ordine al raggiungimento degli ulteriori obiettivi tematici è preordinata al calcolo della percentuale di indennità premiale eventualmente spettante ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 502 del 1995, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 319 del 2001; la verifica dell'operato è, altresì, preordinata ad accertare la ricorrenza di una delle fattispecie previste dall'articolo 35- bis della legge regionale della Campania n. 32 del 1994, come modificata dalla legge regionale n. 15 del 2016. In caso di mancato rispetto dell'equilibrio economico-finanziario, o in caso di omessa o incompleta trasmissione, nei tempi stabiliti dalle normative statali e regionali di riferimento, dei flussi informativi obbligatori, delle informazioni relative alla mobilità sanitaria e dei bilanci preventivi, trimestrali e consuntivi, la Giunta regionale è autorizzata a disporre la non corresponsione dell'incentivo di cui all'articolo 3- bis , comma 6, del decreto legislativo n. 502 del 1992, previsto per gli organi delle aziende sanitarie: direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo; considerato che la Regione Campania è tuttora sottoposta a piano di rientro dal debito sanitario e i Ministeri affiancanti, Ministero della salute e Ministero dell'economia e delle finanze, nell'ambito del monitoraggio periodico dello stato di attuazione del programma operativo 2016-2018, intercorso in data 18 luglio 2018, hanno sollecitato gli adempimenti di cui all'"Intervento 1.4 governance delle Aziende sanitarie", chiedendo un aggiornamento sullo stato delle procedure di valutazione dei direttori generali delle aziende che la struttura commissariale si era già impegnata a fornire in occasione della precedente verifica del 27 marzo 2018; considerato altresì che: tutti gli studi di settore e gli indici sanitari collocano l'offerta sanitaria campana agli ultimi posti fra le Regioni italiane per efficienza, efficacia e qualità dei servizi nella classifica degli ospedali e nella prevenzione. Circa i livelli essenziali di assistenza, nell'ultima valutazione effettuata dalla Direzione generale programmazione sanitaria del Ministero della salute, inerente all'anno 2017, la Campania è stata valutata "inadempiente" ed è al penultimo posto tra le Regioni italiane avendo fatto meglio della sola Calabria, e raggiungendo comunque un punteggio ampiamente inferiore alla soglia della sufficienza, determinata in 160 punti; la Regione Campania è prima nella classifica di morti evitabili fra le Regioni d'Italia e pertanto è prima per emigrazione sanitaria. Le liste di attesa rendono il diritto alla salute fruibile solo in teoria e a caro prezzo, infatti nonostante una maggior esposizione a rischi ambientali, le campagne di screening oncologico conseguono bassissima adesione, risultando completamente inefficaci; l'inefficienza dei servizi sanitari è così consolidata da riverberarsi sugli indici demografici: per la prima volta nella storia moderna l'aspettativa di vita decresce, e la Campania è prima anche in questo inquietante fenomeno; l'inadeguatezza della risposta pubblica al bisogno sanitario deriva da carenze strutturali e soprattutto organizzative: il piano delle attività territoriali varato ormai da 2 anni è totalmente inattuato, così le reti dell'emergenza trauma, stroke e materno infantile. A titolo meramente esemplificativo si rileva che solo il 10 per cento dei pazienti citati ha accesso a procedure efficaci di riperfusione con tempistiche adeguate secondo le linee guida nazionali, dunque anche nella valutazione degli esiti da stroke la Regione Campania è ultima; considerato inoltre che: