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Signor Presidente, l'emendamento 1.23 che abbiamo presentato insieme al collega Caliendo è un altro di quei punti che rafforza in maniera positiva il principio del diritto alla legittima difesa. Ribadisco che sarebbe stato meglio approvare la nostra scrittura dell'articolo, che scandiva il principio in maniera più precisa. Giuristi importanti, come il procuratore Nordio (anche ora che non svolge una funzione giurisdizionale), in audizione in Commissione, in scritti e in tante altre occasioni hanno ribadito la necessità di garantire il diritto alla legittima difesa. In questo caso, l'emendamento 1.23 afferma che l'onere di provare l'insussistenza della legittima difesa è a carico della pubblica accusa. È una tutela maggiore del cittadino che incorra in queste drammatiche situazioni, che nessuno si augura. La gente non sta dietro la finestra nella speranza di sparare a qualcuno e poi di dover eccepire la legittima difesa; la gente vorrebbe stare tranquilla a casa propria. L'emendamento 1.23 ribalta, ancora di più, sull'accusa l'onere di dimostrare che non ci sia l'esercizio della legittima difesa da parte della persona che incorra in queste vicende. GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, lo stesso senatore Gasparri ha ammesso che già esiste l'onere nella pubblica accusa. Anzi, devo dire di più: con l'introduzione, nella riforma del 2006, della legittima difesa domiciliare, si è riconosciuta un'inversione dell'onere della prova, nel senso che, essendo già prefigurata questa ipotesi, deve essere il pubblico ministero a provare, il che è a vantaggio di coloro i quali si trovano nella situazione di essere aggrediti, e quindi essersi legittimamente difesi. Dichiaro pertanto il mio voto di astensione su questo emendamento, perché non posso essere contrario a qualcosa che già esiste e che ho esercitato per tanti anni: l'onere dell'accusa. PRESIDENTE . Repetita iuvant. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.23, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.24, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'articolo 1. ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, voteremo contro questo articolo perché lo riteniamo discriminante e scriminante rispetto a un problema che invece assumiamo, e che voi dite di voler assumere truffando letteralmente gli italiani. Se approviamo questo disegno di legge così com'è, non ci occupiamo delle vittime dei reati, e noi invece vorremmo occuparci delle vittime dei reati, anche di quelli più odiosi, quali le rapine in casa. Vorremmo occuparci anche delle sofferenze che devono affrontare e infatti abbiamo presentato un emendamento in questo senso e già nella scorsa legislatura avevamo proposto quello che marginalmente è contenuto in questo disegno di legge: sollevare dalle spese legali chi viene assolto per essersi legittimamente difeso o quando subentra l'archiviazione. Cos'è questa? È l'ennesima norma manifesto in cui raccontate che vi occupate di sicurezza (e non è vero); in cui raccontate che si eviteranno i processi (e non è vero e non sarà vero). L'articolo 1 è un articolo pasticciato perché inserite la parola «sempre» in una norma già vigente: o la cosa è assolutamente ultronea o volete eliminare i limiti attualmente previsti (e avete detto che non vengono eliminati). Anche nel momento in cui introducete il concetto di intrusione è veramente una presa in giro perché è ovvio che se una persona si introduce in casa si tratta di un'intrusione. Pertanto, di cosa stiamo parlando, visto che la norma in vigore dice che la difesa è sempre legittima e che lo Stato ritiene sia un bene sociale difendersi legittimamente? Quello che non è legittimo è usare le storie personali di chi è stato aggredito, di chi ha sofferto, per fare propaganda politica. Questo non è assolutamente legittimo, e questo vogliamo denunciare in quest'Assemblea. Fate credere che questo sia un intervento per proteggere le persone, come hanno chiesto in tutte le audizioni. Intervenite, invece, malamente, nel momento successivo del processo, raccontando che non saranno processati (e non è vero); raccontando che un pubblico ministero non dovrà accertare che cosa è successo (e non è vero). Peraltro i casi concreti parlano delle archiviazioni e delle assoluzioni. Parlano i numeri, colleghi della Lega. Quando eravate al Governo nel triennio 2009-2011 avete tagliato 4 miliardi sul comparto sicurezza e difesa. Li avete tagliati. Adesso vedremo cosa reintroducete, perché è faticoso starvi dietro sui numeri, molto faticoso. (Applausi dal Gruppo PD) . È una sorta di gioco delle tre carte. Noi abbiamo messo all'epoca sul comparto sicurezza 7 miliardi. E che dire a proposito di protezione, di questo "togli e metti" sui fondi alle periferie? Alla persona anziana, che noi volevamo proteggere con fondi ai Comuni per l'illuminazione delle strade e per una maggiore sicurezza allargata e diffusa, diciamo ora: «non ti preoccupare, perché potrai dormire con un bel Winchester vicino o un'arma di ultima generazione». Adesso pare che con l'ANCI si sia trovato qualche accordo, ma sostanzialmente questa è la vostra proposta. Colleghi, l'allarme sociale lo state creando voi e sono molto preoccupata quando sento dire candidamente che, siccome c'è una percezione, alla percezione non rispondiamo creando più sicurezza, proteggendo i cittadini e potenziando le Forze dell'ordine, ma rispondendo «armati». È veramente fantastico. In sostanza, avete detto che lo Stato è accanto a quelle vittime, ma in realtà voi state certificando l'assenza dello Stato; state dicendo che di fronte a un pericolo lo Stato si scansa, fa un balzo di lato e lascia le persone sole. Allora cosa resta di questo provvedimento (e mi preoccupa non meno)? Resta l'ideologia. È inutile che fate la differenza tra sinistra e destra: resta l'ideologia. Questa è una proposta ideologica che rappresenta un'idea di società e creerà la percezione - questa sì - che ci si può armare e senza alcun controllo. Magari non sarà vero, ma lanciare questo messaggio e farne un manifesto ideologico ci preoccupa e a questo ci opponiamo. (Applausi dal Gruppo PD) . CALIENDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, avremmo voluto che questo testo fosse diverso. Su questo tema abbiamo fatto la campagna elettorale; peccato che non vi sia il Ministro dell'interno qui oggi, perché l'abbiamo fatta insieme.