[pronunce]

legge 18 gennaio 1993, n. 9 (Disposizioni urgenti in materia sanitaria e socio-assistenziale), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 18 marzo 1993, n. 67; che, in relazione all'art. 111 Cost., il Tribunale di Napoli ritiene che la disposizione censurata, vietando le azioni esecutive, contrasti sia con il principio di parità delle armi fra i contraddittori, attribuendo un ingiustificato privilegio alla pubblica amministrazione esecutata, sia con quello di ragionevole durata del processo, tenuto conto che questa va valutata in funzione del tempo occorrente per la realizzazione del bene per il quale si è invocata la tutela giurisdizionale; che risulterebbe violato anche il principio di libertà nell'esercizio della iniziativa economica privata di cui all'art. 41 Cost. in quanto l'impossibilità, anche solo temporanea, di conseguire coattivamente una pretesa pecuniaria da parte dell'imprenditore - che oltretutto spesso opera in regime di quasi esclusività con l'amministrazione sanitaria - sarebbe elemento che avrebbe portata disgregante per l'esercizio di impresa; che, infine, il rimettente lamenta la violazione dell'art. 77, secondo comma, Cost. data l'assoluta estraneità del precetto normativo di cui all'art. 6-bis del d.l. n. 158 del 2012, introdotto dalla legge di conversione n. 189 del 2012, rispetto al testo originario del decreto, in un contesto di assenza di quei requisiti di necessità ed urgenza imposti dalla tipologia della fonte; che la questione sarebbe rilevante in quanto solo con una pronuncia di illegittimità costituzionale potrebbero essere rigettate le eccezioni sollevate dalla opponente ASL Napoli 1 Centro. Considerato che il Tribunale ordinario di Napoli ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art.1, comma 51, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2011), come risultante a seguito delle modifiche apportate dall'art. 6-bis del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 (Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 8 novembre 2012, n. 189, per violazione degli artt. 3, primo comma, 24, primo comma, 41, 77, secondo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione; che, successivamente alla proposizione della questione, questa Corte ha scrutinato l'art. 1, comma 51, della legge n. 220 del 2010 e, con la sentenza n. 186 del 2013, ne ha dichiarato la illegittimità costituzionale sia nel testo risultante a seguito delle modificazioni introdotte dall'art. 17, comma 4, lettera e), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 15 luglio 2011, n. 111, sia nel testo risultante a seguito delle modificazioni introdotte dall'art. 6-bis, comma 2, lettere a) e b), del d.l. n. 158 del 2012; che, pertanto, la questione di legittimità costituzionale in esame è divenuta priva di oggetto e, quindi, va dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 51, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2011), come risultante a seguito delle modifiche apportate dall'art. 6-bis del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 (Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 8 novembre 2012, n. 189, sollevata, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 24, primo comma, 41, 77, secondo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione dal Tribunale ordinario di Napoli con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 febbraio 2014. F.to: Gaetano SILVESTRI, Presidente Paolo Maria NAPOLITANO, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 6 marzo 2014. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI