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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, dell'agropirateria e della violazione delle normative concernenti il commercio interno ed internazionale dei prodotti agroalimentari e del mare. Onorevoli Senatori. – L'agroalimentare rappresenta un terreno privilegiato di investimento della malavita, come purtroppo dimostrano le indagini più recenti. Secondo il rapporto Coldiretti/Eurispes del 2017, il business dell'agromafia, in controtendenza rispetto alla fase di stallo dell'economia italiana, è in forte crescita, con un aumento del volume di affari che raggiunge i 21,8 miliardi di euro nell'anno in esame. Produzione, distribuzione, vendita sono sempre più penetrate e condizionate dal potere criminale, esercitato ormai in forme raffinate attraverso la finanza, gli incroci e gli intrecci societari, la conquista di marchi prestigiosi, il condizionamento del mercato. Vengono rilevati, attraverso prestanome e intermediari compiacenti, imprese, alberghi, pubblici esercizi, attività commerciali soprattutto nel settore della distribuzione della filiera agroalimentare, creando, di fatto, un circuito vizioso che si autoalimenta. Gli interessi criminali sono rivolti anche a forme di investimento nelle catene commerciali della grande distribuzione, nella ristorazione e nelle aree agrituristiche, nella gestione dei circuiti illegali delle importazioni/esportazioni di prodotti agroalimentari e della pesca sottratti alle indicazioni sull'origine e sulla tracciabilità, della macellazione e della panificazione clandestine, non curandosi delle gravi conseguenze per la catena agroalimentare, per l'ambiente e la salute di tutti noi. Questo preoccupante salto di qualità delle organizzazioni criminali ha determinato un parallelo incremento delle attività di sofisticazione e contraffazione alimentare, come dimostrano le molteplici indagini giudiziarie, già concluse o in corso, mentre il quadro legislativo rivolto a prevenire e reprimere il fenomeno risulta tuttora frammentario ed inadeguato. Per iniziativa del Ministro della giustizia era stata anche istituita nella scorsa legislatura una Commissione ministeriale di studio per l'elaborazione di proposte di intervento sulla riforma dei reati in materia agroalimentare, presieduta dall'ex procuratore Gian Carlo Caselli, che ha consegnato al Ministro un primo testo legislativo nell'ottobre del 2015, senza peraltro che il Parlamento sia stato successivamente messo in condizione di esaminare tale proposta. La gravità della situazione che si evince dalle cronache giornalistiche e giudiziarie, nonché le difficoltà di risposta istituzionale, evidenziano la necessità di un approfondimento conoscitivo dei fenomeni in sede parlamentare. Nella scorsa legislatura tali problematiche sono state solo parzialmente affrontate dalla «Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, dell'agropirateria in campo commerciale e del commercio abusivo», istituita con deliberazione della Camera dei deputati del 25 settembre 2013, che ha prodotto, fra l'altro, delle relazioni sulla contraffazione nel settore dell'olio d'oliva ( Doc . XXII- bis n. 4) e della mozzarella di bufala ( Doc . XXII- bis n. 5). Estendere quindi l'indagine ad altri comparti produttivi e concentrare l'attenzione sulla capacità di contrasto degli attori preposti al controllo del settore agroalimentare e della pesca, è un primo passo propedeutico per definire una risposta istituzionale e normativa adeguata. Il presente disegno di legge si compone di sette articoli. L'articolo 1 istituisce una Commissione bicamerale di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, dell'agropirateria e della violazione delle normative concernenti il commercio interno ed internazionale dei prodotti agroalimentari e del mare, con il mandato di concludere i lavori entro due anni dalla costituzione e comunque entro la fine della XVIII legislatura. L'articolo 2 definisce le modalità di composizione della Commissione, con la prevista partecipazione di venti deputati e venti senatori, e individua le modalità di convocazione e di nomina dell'ufficio di presidenza. L'articolo 3 è specificamente dedicato alla precisazione dei vari ambiti di esercizio delle competenze della Commissione, comunque rivolti ad accertare la dimensione dei fenomeni oggetto dell'indagine, raccogliere dati sulle diverse realtà territoriali interessate ed accertare ed approfondire gli eventuali limiti tecnologici, organizzativi, normativi e finanziari dell'attività istituzionale di contrasto. L'articolo 4 circoscrive i poteri di indagine della Commissione che ha facoltà di procedere con gli stessi poteri e le medesime limitazioni dell'autorità giudiziaria, fermo restando che non può adottare provvedimenti che restringano la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione, nonché la libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale. L'articolo 5 concede alla Commissione la facoltà di accedere a copie di atti o documenti relativi a procedimenti o inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti, inerenti all'oggetto dell'inchiesta. L'articolo 6 attiene all'obbligo del segreto d'ufficio che i componenti della Commissione, i funzionari e il personale addetto alla Commissione stessa e ogni altra persona che collabora con essa è tenuto a rispettare, con le relative sanzioni. L'articolo 7, infine, definisce l'organizzazione interna dei lavori della Commissione e stabilisce l'entità delle risorse a disposizione per il suo funzionamento, a valere sui bilanci del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, per un limite massimo di spesa pari a 150.000 euro.. 1 (Istituzione e durata) 1 È istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, dell'agropirateria e della violazione delle normative concernenti il commercio interno ed internazionale dei prodotti agroalimentari e del mare, di seguito denominata «Commissione». 2 La Commissione conclude i propri lavori entro due anni dalla sua costituzione e comunque entro la fine della XVIII legislatura. 3 La Commissione presenta alle Camere una relazione sull'attività svolta e sui risultati dell'inchiesta. Sono ammesse relazioni di minoranza. Il presidente della Commissione trasmette alle Camere, dopo sei mesi dalla istituzione della Commissione stessa, una relazione sullo stato dei lavori. 2 (Composizione) 1 La Commissione è composta da venti senatori e da venti deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno un ramo del Parlamento. I componenti della Commissione dichiarano alla presidenza della Camera di appartenenza di ricoprire o di avere ricoperto eventuali incarichi di amministrazione e di controllo in enti o società la cui attività è attinente ai fenomeni trattati. 2 Il Presidente del Senato della Repubblica e il Presidente della Camera dei deputati, entro dieci giorni dalla nomina dei componenti, convocano la Commissione per la costituzione dell'ufficio di presidenza.