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(La seduta, sospesa alle ore 16,36, è ripresa alle ore 17,30) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, intervengo solo per chiedere se domani possiamo posticipare la ripresa dei lavori alle ore 10 per consentire la riunione del Gruppo Fratelli d'Italia. Non so quale sia il calendario, ma immagino che domani avremo il secondo decreto-legge. Penso che l'inizio dei lavori sia calendarizzato per le ore 9,30 e chiedo, se è possibile, di spostarlo alle ore 10. PRESIDENTE . Al momento è alle ore 9,30. Informiamo il Presidente e le do la risposta più tardi durante il corso della seduta. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2447 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 settembre 2021, n. 132, recante misure urgenti in materia di giustizia e di difesa, nonché proroghe in tema di referendum, assegno temporaneo e IRAP (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2447, già approvato dalla Camera dei deputati. I relatori, senatori Parrini ed Evangelista, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore, senatore Parrini. PARRINI, relatore . Signor Presidente, rinuncerei all'esposizione e le chiedo l'autorizzazione a consegnare l'intervento scritto. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto e l'autorizza in tal senso. EVANGELISTA, relatrice . Signor Presidente, la parte di questo decreto proroghe che riguarda la giustizia è particolarmente rilevante e, quindi, preferisco esporre la mia relazione. Onorevoli colleghi, illustro le disposizioni di cui all'articolo 1 in materia di acquisizione dei dati di traffico telefonico e telematico per fini di indagine penale. Si interviene con urgenza sull'articolo 132 del codice per la protezione dei dati personali per garantire la possibilità di acquisire dati relativi al traffico telefonico e telematico per fini di indagine penale nel rispetto dei principi enunciati dalla grande sezione della Corte di giustizia dell'Unione europea nella sentenza del 2 marzo 2021 e, in particolare, di circoscrivere le attività di acquisizione dei procedimenti penali aventi ad oggetto forme gravi di criminalità e di garantire che dette attività siano soggette al controllo di un'autorità giurisdizionale. La richiamata sentenza della Corte di giustizia ha affermato, infatti, il principio che l'accesso per fini penali a un insieme di dati e di comunicazioni elettroniche relative al traffico e all'ubicazione che permettano di trarre precise conclusioni sulla vita privata è autorizzato soltanto allo scopo di lottare contro gravi forme di criminalità o di prevenire gravi minacce alla sicurezza pubblica e può essere autorizzato solo a seguito di un controllo preventivo dei presupposti effettuato da un giudice o da un'entità amministrativa indipendente. In linea con la recente sentenza del luglio 2021, con la quale la Corte di cassazione ha affermato che l'attuazione nell'ordinamento dei principi espressi dalla Corte di giustizia richiede un intervento legislativo che dia contenuto positivo ad alcuni aspetti che la Corte ha esposto in termini passibili di diverse modalità di attuazione, il Governo ha ritenuto di intervenire con il decreto-legge sull'articolo 132, comma 3, del codice della privacy consentendo l'accesso ai dati di traffico solo nell'ambito di indagini penali per i reati per i quali la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, determinata a norma dell'articolo 4 del codice di procedura penale. Si tratta di pene più lievi rispetto a quelle che consentono l'accesso alle intercettazioni. Con la modifica del comma 3 del citato articolo 132 del codice, il decreto-legge individua inoltre ulteriori presupposti per l'acquisizione dei dati di traffico. In relazione ai suddetti reati, l'autorità inquirente deve avere già acquisito sufficienti indizi e i dati di traffico devono apparire rilevanti ai fini della prosecuzione delle indagini. Nel corso dell'esame alla Camera è stato previsto che i dati di traffico debbano essere rilevanti per l'accertamento dei fatti e non più per la prosecuzione delle indagini. Per quanto riguarda il secondo principio espresso dalla Corte di giustizia, e dunque la procedura per l'acquisizione dei dati, il decreto-legge, così come modificato nel corso dell'esame alla Camera, prevede che i dati possano essere acquisiti previa autorizzazione rilasciata dal giudice con decreto motivato, su richiesta del pm o istanza del difensore dell'indagato, della persona offesa o di un'altra parte. La richiesta dovrà pervenire entro i termini di conservazione imposti ai fornitori. Il decreto-legge, sostituendo il comma terzo, inoltre, elimina la possibilità di richiedere l'accesso direttamente al fornitore da parte dei difensori in relazione alle utenze dei propri assistiti. Anche in questo caso la richiesta dovrà essere sottoposta e dunque dovrà essere vagliata dal giudice. Il decreto-legge prevede inoltre che, in caso di urgenza, e dunque quando il ritardo nell'acquisizione dei dati possa provocare un grave pregiudizio alle indagini, il pm possa acquisire direttamente i dati con proprio decreto motivato, che dovrà essere comunicato entro quarantott'ore al giudice affinché egli lo convalidi nelle successive quarantott'ore, sempre con un decreto motivato. La Camera dei deputati ha inserito poi, nell'articolo 132, il comma 3- quater che sanziona con l'inutilizzabilità l'acquisizione dei dati di traffico in violazione di legge. Con l'inserimento, invece, nell'articolo 1 del decreto-legge del comma 1 -bis , la Camera ha introdotto una norma transitoria, che disciplina l'utilizzabilità di tutti i dati di traffico: per i dati che possono essere utilizzati a vantaggio dell'imputato si applica la disciplina vigente al momento dell'acquisizione. Infatti, nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, la Camera ha inserito nell'articolo 1 il comma 1 -ter con il quale interviene sull'articolo 267 del codice di procedura penale, con particolare riferimento al contenuto del decreto del giudice che autorizza le intercettazioni mediante il captatore informatico cosiddetto trojan . Rispetto alla normativa vigente (terzo periodo dell'articolo 267, comma 1), che impone al giudice di indicare, in sede di autorizzazione all'uso del trojan , le ragioni che rendono necessaria tale modalità per lo svolgimento delle indagini, la Camera aggiunto che tali ragioni debbano essere specifiche. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) .