[resaula]

Infatti, la previsione degli elenchi di candidati supplenti, seppure finalizzata a colmare eventuali lacune presenti nelle liste elettorali in sede di verifica della regolarità delle stesse, si svolge prima delle elezioni in tempo utile per consentire all'elettore di conoscere in anticipo i componenti effettivi delle liste presenti nel suo collegio. Dopo la pubblicazione delle liste elettorali, invece, gli elenchi di supplenti perdono ogni funzione e le persone che vi sono iscritte non prendono parte alle elezioni. Queste sono le ragioni che hanno condotto il relatore ad elaborare un'ulteriore proposta conclusiva rispetto a quella precedentemente illustrata. La soluzione prospettata porterebbe all'assegnazione del seggio vacante a un candidato della lista del MoVimento 5 Stelle non eletto in altre circoscrizioni. Questa opzione sembra la più coerente con l'interpretazione letterale e sistematica della legge elettorale del Senato. Infatti, se da una parte l'articolo 17 -bis del decreto legislativo n. 533 del 1993 fa rinvio ai criteri previsti dall'articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, ad eccezione di quanto previsto dai commi 4, 6 e 7, dall'altra parte, l'articolo 19 ammette che i seggi siano assegnati anche secondo le modalità di cui all'articolo 84, comma 4. L'articolo 19, comma 2, del decreto legislativo n. 533 del 1993 stabilisce infatti che nel caso in cui rimanga vacante per qualsiasi causa, anche sopravvenuta, un seggio in un collegio plurinominale, si applica l'articolo 86 del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957. Quest'ultima disposizione, a sua volta, per il caso in cui una lista abbia già esaurito i propri candidati, rinvia alle modalità di cui all'articolo 84. Per effetto del doppio rinvio operato dall'articolo 19 del decreto legislativo n. 533 del 1993, all'articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e da questo all'articolo 84, sembra dunque riammessa l'applicazione dell'articolo 84, comma 4, all'elezione del Senato, nonostante l'esclusione disposta in prima battuta dal rinvio di cui all'articolo 17 -bis . A questo riguardo, va chiarito innanzitutto che l'articolo 17 -bis e l'articolo 19 non sono in contraddizione tra loro, avendo i due articoli finalità e ambiti di applicazione differenti. L'articolo 17 -bis , infatti, individua i criteri in base ai quali procedere all'assegnazione dei seggi alle liste all'esito del riparto effettuato ai sensi dell'articolo 17. Esso dunque individua le modalità ordinarie attraverso cui devono essere assegnati i seggi. L'articolo 19 rappresenta una norma di chiusura, finalizzata a evitare che un seggio rimanga vacante per qualsiasi causa, anche sopravvenuta. A tal fine, essa individua alcuni criteri applicabili in via residuale, laddove non sia stato possibile assegnare tutti i seggi secondo le modalità previste dall'articolo 17 -bis . Questa norma, dunque, realizza un bilanciamento tra i principi costituzionalmente garantiti dall'articolo 57 della nostra Carta, della formazione del plenum dell'Assemblea e dell'elezione dei Senatori che avviene «a base regionale». Tale bilanciamento si traduce, di fatto, in un'inversione dell'ordine dei criteri di attribuzione dei seggi; sicché, per le elezioni del Senato, il criterio previsto dall'articolo 84 trova applicazione soltanto in ultima istanza, quando, in base ai criteri di cui ai commi 2, 3 e 5, richiamati dall'articolo 17- bis , non sia possibile assegnare tutti i seggi all'interno della circoscrizione. L'impossibilità di assegnare tutti i seggi, secondo le modalità ordinarie, attiva il rinvio normativo all'articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, inteso come norma di chiusura, la cui applicazione appare dunque orientata all'esigenza di conseguire la completezza dell'organo e limitata a quanto necessario per ottenere tale risultato. Pertanto, stante il tenore letterale dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 533 del 1993, nel caso in esame, la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari dovrebbe giungere alla conclusione di applicare l'articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 per l'assegnazione del seggio vacante, così come avvenuto. In definitiva, dal combinato disposto degli articoli 17- bis e 19 del decreto legislativo n. 533 del 1993, risulta che, qualora una lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati in un collegio plurinominale e non sia quindi possibile attribuire tutti i seggi a essa spettanti in quel collegio, si procede secondo le seguenti modalità: in prima battuta, i seggi sono assegnati alla lista negli altri collegi plurinominali della stessa circoscrizione in cui essa abbia riportato i più alti resti, procedendo secondo l'ordine decrescente (articolo 84, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957); qualora all'esito di tali operazioni residuino ancora seggi da assegnare, questi sono attribuiti ai candidati della lista non eletti nei collegi uninominali del collegio plurinominale originario o, in mancanza, della circoscrizione (articolo 84, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957). Nei casi in cui anche tali operazioni non consentano di assegnare tutti i seggi, questi sono attribuiti alla lista facente parte della medesima coalizione di quella deficitaria che abbia riportato i più alti resti nell'ambito del collegio plurinominale originario o, in mancanza, della circoscrizione; qualora al termine delle operazioni di cui ai punti precedenti residuino ancora seggi da assegnare alla lista, occorre individuare la circoscrizione in cui la lista abbia la maggior parte decimale del quoziente non utilizzata (articolo 84, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957). Questo, in definitiva, è il criterio che si propone di adottare, poiché le altre possibilità indicate in precedenza non sono applicabili nel caso di specie, dato che la lista MoVimento 5 Stelle non ha candidati risultati non eletti nell'altro collegio plurinominale della Regione, il Collegio Sicilia 1, che la stessa lista non dispone nemmeno di candidati risultati non eletti nei collegi uninominali della Regione e che inoltre essa non risulta far parte di una coalizione. I seggi quindi sono assegnati alla lista nel collegio plurinominale di tale circoscrizione in cui la lista abbia la maggior parte decimale del quoziente non utilizzata, procedendo secondo l'ordine decrescente. Qualora al termine di detta operazione residuino ancora seggi da assegnare alla lista, questi le sono attribuiti negli altri collegi plurinominali della stessa circoscrizione in cui la lista medesima abbia la maggior parte decimale del quoziente già utilizzata, procedendo secondo l'ordine decrescente. Tale proposta conclusiva, esposta nella seduta della Giunta del 26 giugno 2019, è stata quindi approvata con 12 voti favorevoli e 10 contrari.