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In terzo luogo, il turismo è emozione e promozione: il buono vacanza per il turismo ed eventi culturali in Italia e poi una comunicazione agli italiani semplice e comprensibile. Saremo dalla sua parte, se lo farà. Le abbiamo dato una serie di spunti di riflessione così da domani tutti voi potrete dire agli italiani che siete dei fenomeni e che queste idee sono vostre, ormai siamo abituati a sentirvelo dire. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . VOCE DAL GRUPPO L-SP-PSD'AZ. Bravo! PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cangini. Ne ha facoltà. CANGINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ministro Franceschini, colleghi senatori, lo dico con il tutto il rispetto dovuto a quest'Aula e a chi vi prende la parola: rischiamo di morire di retorica. Per carità, è tutto vero, l'industria culturale è una grande industria strategica nazionale con 1,7 milioni di posti di lavoro, il 30 per cento occupati da minori di trent'anni, con un indotto pari al 16 per cento del PIL, con il volano del turismo, aggiungo io l'elemento dell'identità nazionale e lo straordinario biglietto da visita dell'Italia nel mondo. Tutto questo è l'industria culturale italiana, ma è un'industria che è stata storicamente maltrattata e che non ha un'organizzazione sistemica. È maltrattata perché siamo tutt'oggi al quartultimo posto in Europa per finanziamenti pubblici e sull'organizzazione - lei lo sa meglio di me - sono tanti mondi che non si parlano e non fanno sistema. Questo è un grave elemento di debolezza, il segno di una forma di masochismo politico da parte di chi ha governato in passato, un masochismo che mi pare questo Governo abbia fatto proprio, nella misura in cui, al di là delle parole di oggi, nel decreto cura Italia è stata stanziata una cifra obiettivamente miserabile: delle tante industrie strategiche nazionali, quella culturale è quella che nella mitica fase 2 non riaprirà i battenti e nessuno lavorerà. Capisco le difficoltà, vedo anche una difficoltà a esercitare la fantasia per mettere gli addetti dei mille mondi di cui la cultura si compone in grado di esercitare la loro arte a beneficio del pubblico italiano. Ministro Franceschini, così l'industria culturale italiana rischia di essere portata al fallimento. Potrebbe essere questa crisi l'occasione per ristrutturare l'industria culturale, per renderla realmente competitiva e rilanciarla sui mercati nazionale ed internazionale. La precondizione perché questo avvenga, naturalmente, è che chi vi lavora sopravviva e quindi a questo sono volte le proposte che Forza Italia ha fatto per sostenere le tante categorie che compongono questa grande e straordinaria industria. Mi limito, per ragioni di tempo, a citarne una: il copyright. Il 21 di marzo dello scorso anno il Parlamento europeo, con i soli voti contrari della Lega e del MoVimento 5 Stelle (a quel che mi risulta la Lega ha rivisto la propria opinione di allora, sull'opinione del Movimento 5 Stelle non oso avventurarmi) ha approvato una direttiva, l'ha approvata sulla spinta del Partito popolare europeo, l'ha approvata grazie all'impegno, in modo particolare, di Antonio Tajani. È una direttiva che pone fine al più grande furto di proprietà intellettuale della storia dell'umanità, esercitato dalle grandi compagnie del web a scapito degli autori e degli editori nazionali. La scorsa estate la Francia, Paese che ha una certa opinione di sé, ha recepito quella direttiva, nelle scorse settimane l'Autorità per la concorrenza francese ha posto a Google e compagni una sorta di ultimatum che grossomodo dice così: se entro tre mesi non si mettono d'accordo con gli editori e gli autori per riconoscere loro un giusto compenso, faranno loro le regole e se ne pentiranno. Colleghi, è così che agisce uno Stato, è così che dovrebbe agire l'Italia. Nulla di tutto questo sembra accadere. In questo ramo del Parlamento, presso la Commissione per le politiche europee, giace da tempo la legge delega europea, nonostante gli autori italiani, che, ci dicono i numeri della SIAE, mediamente guadagnavano 1.000 euro al mese - ora non guadagnano più neanche quelli evidentemente -, siano con l'acqua alla gola come con l'acqua alla gola erano, ancor prima di questa crisi, gli editori. Colleghi, mi rivolgo più ai partiti che sostengono questo Governo che al Ministro, in questo caso: se vogliamo uscire dalla vuota retorica, se vogliamo farci carico della giustizia e dell'interesse nazionale, perché non c'è forse nulla di più strategico per l'Italia della propria creatività, dobbiamo in primo luogo approvare, a tamburo battente, la direttiva sul diritto d'autore. Dobbiamo dimostrare concretamente che quest'Aula non è soggetta ai condizionamenti della lobby più potente della storia, una lobby che non crea posti di lavoro in Italia, che non paga le tasse in Italia, che rapina sistematicamente gli autori italiani, cioè la lobby del web . (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Croatti. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, se c'è un settore economico che in questo momento è colpito fortemente al cuore è il settore del turismo, che non esporta merce ma importa persone e regala esperienze ed emozioni. Bisogna guardare il quadro straordinario di quello che accade per riuscire ad intervenire in maniera corretta su questo tema che troppo spesso viene banalizzato. Ultimamente sentiamo parlare di spostare la brandina di uno o due metri o di dividere gli ombrelloni con del plexiglass . In questa maniera non si fa del bene a questo comparto. Serve una politica industriale, per la prima volta, nel breve, nel medio e nel lungo termine. Nel breve termine, Ministro, serve liquidità, serve un credito a fondo perduto. Unioncamere ha parlato del 98 per cento delle aziende che avranno un bisogno assoluto di liquidità in questo momento. Va bene il bonus , è un incentivo per muoversi, per spostarsi sul territorio ed è importante, ma nel medio periodo servono nuove normative per innovare e per guardare al cambio. (Brusio) fate silenzio per cortesia, che non riesco a parlare! PRESIDENTE. Lo faccia dire a me però. Dovrei dirlo io. Continui. CROATTI (M5S) . Mi scusi, signor Presidente. Da qui a breve ci sarà una nuova domanda sul settore igienico, sul settore ambientale, sulla sostenibilità, sul benessere, sullo stile di vita sano. Servono strumenti innovativi per le aziende. Ci serve la sburocratizzazione. I parchi tematici sono bloccati su codici Ateco secolari. I pertinenziali li abbiamo ingabbiati da tanti anni in questa situazione da cui non riescono a uscire. Le guide turistiche chiedono aiuto di continuo. Serve favorire l'accorpamento delle piccole strutture sul territorio, lasciare gli spazi, costruire alberghi unendo quello che c'è sul territorio di fatiscente e lasciando spazi liberi nella città. Serve avere coraggio in questo momento. Non è possibile che ogni volta che si rimuove una struttura nasca una speculazione edilizia.