[massime]

Imposte e tasse - Imposta comunale sulla pubblicità (ICP) - Abrogazione, con d.l. n. 83 del 2012, della facoltà per i Comuni di aumentare le tariffe - Previsione, con norma di interpretazione autentica, della salvezza degli aumenti già deliberati alla data di entrata in vigore del d.l. abrogativo - Denunciato parametro indicato solo nel dispositivo e nelle premesse dell'ordinanza di rimessione - Mancanza di adeguata motivazione - Inammissibilità della questione.. È dichiarata inammissibile la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla Commissione tributaria provinciale di Pescara in riferimento all'art. 114 Cost. - dell'art. 1, comma 739, della legge n. 208 del 2015, che interpreta l'art. 23, comma 7, del d.l. n. 83 del 2012, conv., con mod., in legge n. 134 del 2012, nel senso che l'abrogazione della facoltà dei Comuni di aumentare le tariffe dell'imposta comunale sulla pubblicità non ha effetto per quelli che se ne erano già avvalsi prima dell'entrata in vigore dello stesso d.l. Il parametro costituzionale è meramente indicato nel dispositivo e nelle premesse dell'ordinanza di rimessione, mancando, pertanto, un'adeguata motivazione in ordine alle ragioni di contrasto con le disposizioni censurate. ( Precedenti citati: sentenze n. 240 del 2017 e n. 219 del 2016 ).