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È particolarmente importante - lo dico anche al rappresentante del Governo - valorizzare al cento per cento il latte italiano, dalla mungitura alla tavola, anche in ragione del suo legame col territorio e con la sicurezza. Sappiamo bene, infatti, che il nostro latte non ha uguali al mondo, perché quello che importiamo nel nostro Paese non ha le stesse qualità e, soprattutto, non è soggetto agli stessi controlli rispetto a quello che produciamo in Italia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Dall'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA) risulta che nel primo trimestre 2019 il mercato nazionale dei prodotti lattiero-caseari ha mostrato segnali di ripresa, con il prezzo del latte alla stalla che si attesta mediamente sui 40,6 euro ogni 100 litri, IVA esclusa e senza premi: diciamo che per il produttore si tratta comunque di un avvio di prezzo importante, con una variazione di quasi 10 punti percentuali rispetto all'anno precedente. L'inversione di tendenza era iniziata già alla fine del 2018, anche se abbiamo avuto un anno difficile e complicato, soprattutto per i costi di produzione, che si sono rivelati più elevati rispetto agli anni precedenti. Lo dico oggi in quest'Aula al rappresentante del Governo: modificare l'accisa sui carburanti agricoli è di una gravità enorme; se avete in testa questo, non dovete farlo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non lo dovete fare perché i costi di produzione dei nostri poveri agricoltori stanno aumentando e l'unica risorsa che hanno, nel contempo, è rappresentata dalla PAC, dagli aiuti e dai sostegni. Anche da questo punto di vista, però, ci dovrà essere una politica attenta, non solo alla fantasia e alla creatività, ma soprattutto a chi produce, a chi va in stalla, a chi magari, quando esce dalla stalla puzza, dopo aver lavorato tutto il giorno in mezzo agli animali con fatica per produrre il latte che oggi decantiamo tanto. Tutto questo va attentamente considerato. Se nel cosiddetto decreto clima avete intenzione di modificare quest'accisa, vi prego di non farlo, perché i nostri produttori sono già oggi in una situazione complicata e difficile: stanno raggiungendo un punto di equilibrio con i 40 euro, ma, se questo dovesse cambiare a livello di costi, non ce lo farebbero più. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Augurando all'attuale Ministro buon lavoro, voglio ricordare all'Assemblea l'impegno del Governo nei precedenti quattordici mesi, con il nostro ministro Centinaio alla guida del Dicastero delle politiche agricole. In particolare, voglio ricordare i tanti interventi importanti che col decreto emergenze sono state fatti riguardo alle problematiche legate al settore lattiero-caseario. Oltre ai 10 milioni di euro previsti con l'istituzione di un fondo a sostegno della filiera, è stato dato un sostegno reale ai contratti di filiera, alla promozione di interventi di regolazione dell'offerta di formaggio ovino a denominazione di origine protetta, alla ricerca, al trasferimento tecnologico e agli interventi strutturali nel settore di riferimento, ma anche e soprattutto alla registrazione nella banca dati del SIAN (Sistema informativo agricolo nazionale) dei quantitativi prodotti qui, importati dai Paesi europei ed extraeuropei, nonché alla qualità dei prodotti che importiamo, che è fondamentale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È stata un'azione mirata e voluta, che abbiamo realizzato insieme, e questo è stato sicuramente un punto di forza. È dimostrato che i consumatori sono sempre di più alla ricerca di un prodotto genuino, legato al territorio e le centrali del latte garantiscono, oggi più che mai, alle comunità locali una distribuzione vicina, a chilometro zero, ad un prezzo controllato, che permette anche la remunerazione di filiera che in altri casi non riusciamo a vedere, essendo troppo forte la parte dell'acquirente privato nei confronti di chi produce il latte. Le centrali del latte sono anche tradizionalmente il simbolo del territorio, come ho detto in precedenza, e rappresentano lo strumento che oggi può aiutare ancora di più il consumatore ad avvicinarsi al prodotto - anche perché i consumi sono scesi negli ultimi anni - e soprattutto ad avere allo scaffale un prezzo di riferimento importante e non esagerato. Con l'approvazione di questa proposta si inizierà sicuramente un percorso che ci porterà, in un futuro non troppo lontano, a una definizione giusta del prezzo del latte per gli allevatori. In conclusione, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione su questo provvedimento, ribadendo la necessità di mantenere comunque inalterato il patrimonio di storia, tradizione e innovazione espresso dalle centrali del latte. Dobbiamo continuare a tutelare il nostro made in Italy non solo a parole, ma con i fatti e con l'azione; sicuramente daremo un contributo su questo punto anche nella legge di bilancio. Dobbiamo continuare a promuovere sempre di più le nostre eccellenze in tutto il mondo: prima gli allevatori italiani, prima il latte italiano. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . LONARDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, la modifica dell'articolo 4 del decreto-legge 19 agosto 2016, n. 175, che abroga il divieto di costituzione, acquisizione e mantenimento, da parte degli enti pubblici, di partecipazioni aventi per oggetto sociale prevalentemente la produzione, il trattamento, la lavorazione e l'immissione in commercio del latte in qualsiasi modo trattato e dei prodotti caseari rappresenta un'importante opportunità per il mondo produttivo. La partecipazione pubblica alle attività del settore in oggetto favorisce lo sviluppo della produzione primaria, che rappresenta da sempre la catena debole dell'intera filiera, ma fondamentale per la produzione di formaggi di eccellenza e caratterizzanti il nostro territorio. La presenza degli enti pubblici è garanzia del prezzo corrisposto al produttore, riducendo tra l'altro le difficoltà legate all'assottigliamento dei margini di guadagno della parte più debole dell'intero sistema. Inoltre, favorisce la gestione e lo sviluppo di strutture pubbliche utilizzate per la formazione, la ricerca e l'innovazione nel settore lattiero-caseario, attraverso un miglioramento della sostenibilità economica e una minore dipendenza dal finanziamento pubblico. Tutto ciò rappresenta un momento di crescita e di sviluppo, attraverso un consapevole intervento nel mondo dell'imprenditoria lattiero-casearia. Va de sé che questo provvedimento, da solo, non risolve certamente i tantissimi problemi che abbiamo in questo comparto e in tutta la filiera lattiero-casearia. Ne stiamo parlando in Commissione e quindi rivolgo un sollecito al presidente Vallardi (che è già sul pezzo), affinché l'indagine conoscitiva che Forza Italia ha chiesto, che sta sicuramente andando avanti, proceda con maggiore velocità, perché il territorio aspetta di vedere risolti i tanti problemi del comparto. Ci saranno certamente momenti per approfondire queste problematiche (lo stiamo facendo in Commissione), ma oggi siamo sicuramente contenti per l'approvazione di questo provvedimento, che auspichiamo.