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Con il piano di intervento per il rilancio del settore agricolo e agroalimentare nei territori colpiti da xylella fastidiosa è stata definita la programmazione per contrastare l'espansione del batterio e sono state individuate le azioni necessarie per il ripristino e il rilancio della coltura olivicola e dell'economia agricola del territorio interessato che può contare sulle risorse attivate dalla legge sulle emergenze agricole pari a 150 milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2020-2021. Con il decreto interministeriale n. 2484 del 6 marzo 2020 il piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia ha definito una strategia di intervento basata su differenti azioni: il ripristino delle potenzialità produttive dei territori colpiti attraverso la rimozione delle piante disseccate; il reimpianto di oliveti resistenti o la riconversione verso altre colture nella zona infetta; il rilancio dell'economia rurale delle aree danneggiate; il potenziamento della rete dei laboratori pubblici e della ricerca, il monitoraggio del territorio per l'individuazione precoce di nuovi casi positivi. Per quanto riguarda le risorse stanziate, sono già stati trasferiti alla Regione Puglia 120 milioni di euro per favorire la ripresa economica e produttiva delle imprese agricole danneggiate da xylella fastidiosa nonché ulteriori 20 milioni di euro all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) per supportare i frantoi oleari che hanno ridotto o, in molti casi, bloccato l'attività di molitura. Infine, faccio presente che per rilanciare economicamente le zone colpite dal batterio sono già stati autorizzati i primi due progetti di contratti di filiera, cosiddetti contratti di filiera xylella, per investimenti di oltre 97 milioni di euro nel triennio. Si sta altresì predisponendo la procedura di autorizzazione del terzo progetto allo scopo di risanare gli impianti colpiti, ma anche e soprattutto di migliorare le strutture e provvedere, se del caso, alla riconversione nel rispetto delle produzioni, della tradizione del territorio e delle inclinazioni produttive. Ribadisco che continuerò a prestare la massima attenzione alla problematica segnalata, anche valutando l'opportunità di individuare ulteriori risorse o misure per contrastare questa grave piaga che ha colpito un importante comparto produttivo quale quello olivicolo. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Cucca, per due minuti. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto della risposta data dal Ministro. Dalle sue parole credo sia stata già svolta un'azione abbastanza importante in questo settore da chi l'ha preceduto nella carica che ricopre. Non ho dubbi, conoscendola, sul fatto che lei sarà un attento osservatore di questo problema che lei sa bene, come ha evidenziato, pone oggettivi problemi nello sviluppo dell'agricoltura, ha subito danni ingentissimi. Vi è soprattutto la necessità di un rilancio di quelle terre e del settore dell'agricoltura, colpito da questo batterio così fastidioso. L'auspicio è pertanto che si continui nel percorso intrapreso, ne prendiamo atto e siamo certi che continuerà nella sua azione e nell'impegno che ha assunto stasera. PRESIDENTE . Il senatore De Carlo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02310 sulla proposta di classificazione europea dei prodotti alimentari con il sistema Nutri-score, per tre minuti. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, rivolgo anzitutto un augurio di buon lavoro al ministro Patuanelli; un lavoro difficile, che non sarà certo semplice in un settore, quello dell'agricoltura, costantemente sotto attacco da parte dei nostri competitor europei. Il Nutri-score, un sistema di etichettatura a semaforo, la cui introduzione è fortemente sostenuta dalle grandi lobby e multinazionali, è proprio uno di questi classici esempi. È un modello che mette a repentaglio la tenuta del nostro sistema agroalimentare, che sappiamo valere 552 miliardi e il 15 per cento del PIL, ma - peggio ancora - mette a repentaglio l'esistenza stessa dei nostri prodotti tradizionali. È ormai infatti sotto gli occhi di tutti il tentativo subdolo, perché mascherato da tutela della salute, di penalizzare i prodotti tradizionali per favorire magari quei cibi costruiti in laboratorio proprio da quelle multinazionali che oggi ne perorano l'introduzione. Un paradosso per cui l'olio d'oliva, ad esempio, un classico ingrediente della nostra dieta mediterranea, magari è classificato con il semaforo rosso, mentre la Red Bull di sintesi è magari classificata con il semaforo verde. L'introduzione del Nutri-score, che è stata abilmente orchestrata per condizionare l'opinione pubblica, si dimostra di fatto un vero accerchiamento mediatico ai nostri prodotti tradizionali che nel mondo, come in Europa, sono universalmente riconosciuti per qualità e salubrità. Noi di Fratelli d'Italia ne avevamo denunciato già lo scorso anno la pericolosità, costringendo il Parlamento a prendere una posizione chiara e decisa contro la sua adozione. Da allora però, signor Ministro, la situazione non è certo migliorata, anzi la strategia Farm to fork ha chiarito che entro il 2022 va armonizzata un'etichettatura obbligatoria. Certo, qualche litigio all'interno del vecchio Governo ha di fatto lasciato il campo alle sei Nazioni che si sono organizzate in un comitato proprio per perorare l'obbligatorietà di questa etichetta e, quindi, riuscire a condizionare le imprese. Le chiedo pertanto quale sia la strategia che lei intende mettere in campo per la difesa dei prodotti nazionali e soprattutto dell'interesse nazionale. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, senatore Patuanelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. PATUANELLI, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . Signor Presidente, ringrazio anzitutto gli onorevoli interroganti e rispondo subito in merito alle iniziative. Noi ci stiamo organizzando insieme ad alcuni Paesi europei che, come l'Italia, si battono contro l'introduzione di un'assurda classificazione a semaforo di etichettatura nutrizionale fronte-pacco. Questo sarà il modo migliore per cercare di far fronte comune contro chi è probabilmente guidato dalle società, da lei citate, che hanno interesse a ottenere un vantaggio nella grande distribuzione per prodotti che sono non del nostro territorio, ma di altra tipologia. Credo sia sotto gli occhi di tutti che questo è inaccettabile per il nostro Paese e le nostre produzioni, anche perché abbiamo molte produzioni locali, come i prodotti DOP e IGP, che per legge devono garantire la presenza di elementi nutrizionali di un certo tipo e non possono certo adeguarsi a quanto richiesto per ottenere l'assurdo semaforo verde. Alcune cose sono già state fatte. Quando ero Ministro dello sviluppo economico sono stato tra i firmatari della proposta dell'etichetta a batteria, che è molto più sensata ed evidenzia in modo chiaro i valori nutrizionali degli alimenti e quelli relativi alle necessità quotidiane. Posso portare un mio contributo personale. Ho perso 25 chili cambiando alimentazione e avvicinandomi a quella che l'UNESCO ha dichiarato patrimonio immateriale dell'umanità: