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La sorveglianza ambientale e sulla pesca nelle acque interne pubbliche e sul commercio dei prodotti della pesca e l'accertamento delle relative infrazioni sono affidati all'Arma dei carabinieri, alla Guardia di finanza, ai Corpi di polizia dello Stato, al personale delle Capitanerie di porto, della Marina militare e dell'Aeronautica militare, agli agenti sanitari, alle direzioni dei mercati, agli agenti di polizia degli enti locali e alle guardie giurate ittico-ambientali di cui al comma 2. 2 Le associazioni piscatorie iscritte agli Albi di cui agli articoli 6 e 7 possono richiedere il decreto di nomina di guardie giurate, anche volontarie, per la sorveglianza sulla pesca e ambientale nelle acque interne pubbliche, denominate guardie giurate ittico-ambientali, previo ottenimento di apposita qualifica, la quale è concessa ai soggetti che hanno frequentato apposito corso di formazione con esame finale, organizzato dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, anche tramite i propri servizi territoriali, o dalle associazioni iscritte agli Albi di cui agli articoli 6 e 7. Il decreto ha validità nell'intero territorio della regione o della provincia autonoma di Trento o di Bolzano. Le guardie giurate, anche volontarie, già in possesso di decreto di nomina, pur se in rinnovo, alla data di entrata in vigore della presente legge non devono frequentare alcun corso né sostenere alcun esame per l'ottenimento della qualifica di guardia giurata ittico-ambientale, che è automaticamente riconosciuta, fermo restando il possesso dei requisiti di cui al comma 3. 3 Gli interessati al rilascio o rinnovo del decreto di nomina di guardia giurata ittico- ambientale devono possedere i requisiti previsti dall'articolo 138 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773; se volontari, è escluso il requisito di cui al numero 7° del primo comma del medesimo articolo 138. Il decreto di nomina delle guardie giurate volontarie è rilasciato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano. 4 Le guardie giurate, anche volontarie, nell'esercizio delle funzioni amministrative di controllo e verifica delle licenze e delle autorizzazioni alla pesca e, in generale, di sorveglianza per l'osservanza della presente legge e delle leggi e dei regolamenti vigenti in materia di pesca e di tutela della fauna ittica e della fauna delle acque interne, nonché nell'accertamento delle relative infrazioni e irrogazione delle conseguenti sanzioni, assumono la qualità di pubblici ufficiali. Assumono altresì la qualità di agenti di polizia giudiziaria per quanto attiene ai reati ad esse afferenti. 5 Tutti gli incaricati della sorveglianza sulla pesca possono in ogni tempo ispezionare i battelli da pesca e i luoghi pubblici di stoccaggio, di deposito, di allevamento, di pesca o di vendita del pesce e degli altri prodotti della pesca. 6 L'attività di sorveglianza svolta dalle guardie giurate volontarie è considerata attività propria del volontariato e pertanto il rilascio o rinnovo dei decreti è esentato dal pagamento dei bolli ai sensi dell'articolo 27- bis dell'allegato B al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642. 7 Le guardie giurate volontarie possono essere utilizzate nel Corpo di polizia delle amministrazioni territorialmente competenti, previo accordo tra queste e le associazioni o enti di appartenenza sul servizio da espletare e sulle spese da rimborsare. 8 Le guardie giurate volontarie durante il servizio si presentano ai pescatori oggetto di controllo munite di distintivo approvato dall'autorità competente; possono vestire una divisa anch'essa approvata; possono dotarsi di scritte che rendano più immediatamente riconoscibile la loro qualità; possono altresì effettuare servizio in borghese nei casi in cui ciò si rendesse necessario, fermo restando che al momento della presentazione al pescatore devono dichiarare la loro qualità ed esibire il distintivo. 13 (Reintroduzione, introduzione e ripopolamento di specie di fauna ittica) 1 Il Governo, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede a modificare la disciplina recata dall'articolo 12 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, al fine di prevedere che, in deroga al divieto di cui al comma 3 del medesimo articolo 12, gli enti di cui al comma 2 del medesimo articolo 12 possano autorizzare la reintroduzione, l'introduzione e il ripopolamento di specie non autoctone, ogni qual volta sia dimostrata o palese la scarsa incidenza nei confronti delle specie autoctone di cui all'allegato D al medesimo regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997, ovvero si ricorra ad esemplari provenienti da allevamento resi sterili o comunque incapaci di riprodursi in ambiente naturale, previa produzione di idonea certificazione sanitaria. 14 (Contrasto del bracconaggio ittico nelle acque interne) 1 Al fine di contrastare la pesca illegale nelle acque interne dello Stato, ogni azione tesa alla cattura o al prelievo di specie ittiche e di altri organismi acquatici con materiali, mezzi e attrezzature vietati dalle normative e convenzioni internazionali, direttive e regolamenti europei, leggi nazionali e regionali, è considerata esercizio illegale della pesca in acque interne. È altresì considerata esercizio illegale della pesca nelle medesime acque ogni azione di cattura e di prelievo con materiali e mezzi autorizzati effettuata con modalità vietate dalle normative e convenzioni internazionali, direttive e regolamenti europei, leggi nazionali e regionali e dai regolamenti in materia di pesca emanati dagli enti territoriali competenti. Ai fini del presente articolo, per acque interne devono intendersi i fiumi, i laghi, le acque dolci, salse o salmastre, delimitate, rispetto al mare, dalla linea congiungente i punti più foranei degli sbocchi dei bacini, dei canali e dei fiumi. 2 Nelle acque interne è vietato: a pescare, detenere, trasbordare, sbarcare, trasportare e commercializzare le specie di cui sia vietata la cattura in qualunque stadio di crescita, in violazione delle normative e convenzioni internazionali, direttive e regolamenti europei, leggi nazionali e regionali; b stordire, uccidere e catturare la fauna ittica con materiali esplosivi di qualsiasi tipo, con la corrente elettrica o con il versamento di sostanze tossiche o anestetiche nelle acque; c catturare la fauna ittica provocando l'asciutta, anche parziale, dei corpi idrici; d utilizzare reti, attrezzi, tecniche o materiali non configurabili come sistemi di pesca sportiva o ricreativa, ai sensi delle normative e convenzioni internazionali, direttive e regolamenti europei, leggi nazionali e regionali vigenti; e utilizzare attrezzi per la pesca professionale nelle acque dove tale pesca non è consentita o senza essere in possesso del relativo titolo abilitativo; f utilizzare reti e altri attrezzi per la pesca professionale fuori dall'orario consentito nonché difformi, per lunghezza ovvero per quantità, o dimensione della maglia da quanto previsto dai regolamenti vigenti;