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Modifica alla legge 20 luglio 2000, n. 211, recante «Istituzione del 'Giorno della Memoria' in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti», al fine di prevedere un fondo per favorire l'organizzazione da parte delle scuole secondarie di secondo grado di «viaggi nella memoria» nei campi medesimi DDL 1684 Modifica alla legge 20 luglio 2000, n. 211, recante «Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti», al fine di prevedere un fondo per favorire l'organizzazione da parte delle scuole secondarie di secondo grado di «viaggi nella memoria» nei campi medesimi (Discussione e rinvio) La relatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge n. 1684, che novella la legge n. 211 del 2000 che ha istituito il Giorno della Memoria, individuato nel 27 febbraio, giorno in cui vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz. Nel discutere tale iniziativa si riprende un percorso avviato su tali temi con l'approvazione del disegno di legge n. 1658 e con l'istituzione della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza. Dopo aver sottolineato come negli ultimi venti anni l'esigenza di trasmettere la memoria della Shoah non sia venuta meno, come purtroppo registrato dal 'Rapporto Italia 2020' dell'Eurispes, chiarisce che l'articolo unico del disegno di legge intende assicurare una maggiore partecipazione ai "viaggi nella memoria" ai campi di concentramento nazisti da parte degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Tali viaggi sono destinati agli studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado, "al fine di far maturare la coscienza civica delle nuove generazioni rispetto all'estrema sofferenza patita dal popolo ebraico durante la persecuzione nazista della Shoah". A tal fine si istituisce presso il Ministero dell'istruzione un fondo, con una dotazione di 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020, per promuovere e incentivare, nel rispetto dell'autonomia scolastica, i viaggi in questione. Il Presidente ( IV-PSI ) ricorda che in Italia viene celebrata sia la Giornata della memoria, richiamata dalla relatrice, sia il Giorno del ricordo, che ricorda i massacri delle foibe e l'esodo giuliano-dalmata; ricorda altresì come nel corso del disegno di legge n. 1658 fosse emersa l'esigenza di ricordare e celebrare tutti coloro che sono stati oggetto di persecuzioni di qualunque natura. Invita quindi a svolgere una riflessione sull'opportunità di prevedere come destinazione esclusiva dei viaggi della memoria i soli campi di concentramento connessi alla Shoah. Il seguito della discussione è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 566 RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 566 ( DOC. XXIV, N. 47) La Commissione, a conclusione dell'affare assegnato sulla restituzione dei beni culturali illecitamente esportati (atto n. 566), il cui esame è stato avviato nella seduta del 22 settembre 2020; alla luce della rapida ma esauriente attività conoscitiva svolta dalla Commissione con le audizioni svolte, dal 1 al 16 giugno 2021, e alla luce della documentazione acquisita, sia quella depositata nel corso delle audizioni, sia quella comunque trasmessa; considerato che lo scopo della procedura era quello di approfondire la problematica del rientro in Italia dall'estero di reperti archeologici e altri manufatti d'interesse culturale accomunati dall'essere stati fatti uscire illecitamente dal Paese, in un passato più o meno remoto, sovente dopo la sottrazione ai legittimi proprietarî: allo Stato, se provenienti da scavi illeciti, altrimenti ad edifici pubblici, ecclesiastici o privati; preso atto che: una criminalità organizzata internazionale specializzata in reati a danno del patrimonio culturale ricava notevoli profitti dal traffico illegale e dalla contraffazione degli stessi, esponendosi, per di più, a un rischio limitato rispetto a quello che comportano le attività illecite connesse al traffico d'armi, di stupefacenti e di esseri umani, poiché le legislazioni nazionali, al netto dei lodevoli sforzi di armonizzazione compiuti nell'ultimo ventennio, e nonostante l'azione sempre più spesso coordinata delle polizie internazionali (che condividono anche le banche dati), sono accomunate da una sottovalutazione del fenomeno foriera, ancora troppo spesso, del mancato riconoscimento dei reati specifici o della previsione dell'irrogazione, ove riconosciuti, di sanzioni e pene troppo blande per funzionare come reale deterrente; quanto sopra vale anche per l'Italia che, tuttora grande fonte di approvvigionamento per i trafficanti d'opere d'arte, pur avendo alcuni secoli di esperienza in fatto di tutela (si pensi a Raffaello, prefetto alle antichità di Roma), richiede una normativa più rigorosa che metta le forze dell'ordine e l'autorità giudiziaria in grado di opporsi realmente al malaffare: al riguardo si segnala che il disegno di legge contenente "Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale" approvato alla Camera dei Deputati il 22 giugno 2017, ora Atto Senato n. 882, che riprende il testo dell'iniziativa del Governo Gentiloni il cui iter di approvazione non si era concluso nella precedente legislatura e che prevede modifiche al codice penale introducendo, con il titolo VIII- bis , molti nuovi reati (oltre alla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche) e inasprendo le pene, solo nel 2021 ha cominciato il proprio iter in Senato; l'efficacia delle leggi di contrasto al fenomeno in esame è un obiettivo imprescindibile poiché, su scala mondiale, il circolo vizioso domanda-offerta non accenna ad esaurirsi. Lo alimenta la circolazione sul mercato illegale di una notevole quantità di oggetti provenienti, da un lato, dai circuiti tradizionali' del saccheggio dei siti archeologici e del furto d'arte, dall'altro dalle razzie rese invece possibili dai piccoli' conflitti bellici che episodicamente si accendono nelle regioni più instabili del pianeta, dove l'autofinanziamento mediante vendita di reperti archeologici (sottratti a musei o frutto della devastazione premeditata di siti ed edifici pluristratificati), spesso dissimulata con il pretesto dell'intolleranza religiosa, è una pratica comune a tutti i contendenti; d'altro canto, l'interesse sempre molto vivo nei confronti del genere di manufatti che qui interessa non nasce, di solito, da genuine ragioni di ordine culturale, eventualmente soddisfatte anche attingendo a canali impropri.