[resaula]

risulta alla prima firmataria del presente atto, la quale ha già alluso a quanto sarà esposto di seguito nella replica alla risposta del Ministro della cultura all'atto 3-03092 durante il question time di giovedì 17 febbraio 2022, che la competenza sulla "Area archeologica di Altilia- Saepinum - Sepino (Campobasso)" e sul "Museo della Città e del Territorio - Sepino (Campobasso)" sia stata recentemente trasferita dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio del Molise, che fa capo alla Direzione generale omonima, alla Direzione generale musei e contestualmente, con i decreti ministeriali n. 380 del 27 ottobre 2021 e n. 417 del 23 novembre 2021, è stato istituito il "Parco archeologico di Sepino", comprendente l'una e l'altro; il nuovo istituto è stato inserito nell'elenco dei 44 (ad oggi) musei e parchi riconosciuti di rilevante interesse nazionale e perciò dotati di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile ai sensi dell'art. 33 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169, e dell'art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 giugno 2021, n. 123; il direttore del parco, al momento, è anche direttore regionale Musei del Molise; considerato che: fino al 28 febbraio, sul portale istituzionale del parco, alla voce "Responsabile" si leggeva "in attesa di assegnazione (Bando Internazionale)"; il nome del direttore compare invece dal 1° marzo, data della presa di servizio ufficiale. Il Ministero della cultura, tuttavia, con apposito comunicato stampa del 26 gennaio 2022, aveva già reso noti i risultati della selezione pubblica internazionale non concorsuale con cui, il 4 agosto 2021, era stato messo in palio anche l'incarico di direzione del neonato parco archeologico autonomo molisano, comunicando che la scelta del direttore generale Musei, Massimo Osanna, al quale spettava "pescare" nella terna di candidati licenziata dalla commissione concorsuale, era caduta su Enrico Rinaldi, definito "archeologo specializzato in restauro dei monumenti" (si veda il comunicato relativo sul sito del Ministero); trattandosi, come riferito, di una selezione pubblica internazionale, e conoscendo l'ottimo curriculum vitae di altri candidati (poiché tutti i nomi degli aspiranti alla direzione di Sepino erano di dominio pubblico grazie al passaparola), pressoché tutti gli osservatori esterni sono rimasti stupiti che Rinaldi, ignoto ai più fino al 26 gennaio 2022, fosse entrato nella terna e addirittura ne fosse uscito vincitore. La genericità del profilo disegnato nel comunicato stampa ha suggerito a tanti di cercare in rete un suo curriculum vitae , che si supponeva di reperire senza difficoltà, viste le decantate esperienze quale docente universitario e direttore di progetti di manutenzione nei parchi statali di Ostia e Pompei. Quest'ultimo dato, in particolare, poteva orientare verso un (sorprendentemente oscuro) dirigente del Ministero; gli autori della ricerca on line hanno dovuto tuttavia arrendersi all'evidenza che non c'era, in rete, alcun curriculum vitae afferente all'archeologo Enrico Rinaldi, e non c'era alcun atto pubblico a conforto sia della sua asserita collaborazione con la Scuola superiore meridionale dell'università "Federico II" di Napoli (la produzione scientifica di Rinaldi, del resto, sembrerebbe pressoché nulla) sia del suo coinvolgimento con ruolo dirigenziale in progetti ministeriali di manutenzione di beni archeologici. Per dirigere un progetto siffatto, Rinaldi avrebbe dovuto essere un dipendente del Ministero oppure un esterno con esperienze e titoli adeguati, il che non risulterebbe; si è appurato però che, da Pompei, il già ricordato professor Osanna, che come noto fu prima soprintendente e poi direttore del parco autonomo vesuviano, ha portato con sé a Roma Rinaldi (uno dei "Ragazzi venuti da Pompei", come definiti nell'occasione in Senato richiamata) quando è stato nominato al vertice della Direzione generale musei, in quanto risorsa messagli a disposizione da ALES S.p. A., la società in house del Ministero. Quand'anche in ALES Rinaldi dovesse avere coordinato un qualsiasi progetto di manutenzione, lo avrebbe fatto, perciò, in posizione subalterna al funzionario responsabile unico del procedimento e direttore lavori; valutato che: il curriculum vitae del dottor Rinaldi e degli altri 5 neo direttori usciti dalla medesima selezione, richiesto dalla prima firmataria direttamente alla Direzione generale musei il 10 e 14 febbraio, è stato negato il 14 e 16 accampando pretesti, mentre la terza istanza, inviata il 16, non ha ancora avuto riscontro; la richiesta si riferiva espressamente, dalla seconda occasione in poi, al documento grazie al quale il candidato è entrato nella decina da cui è scaturita, poi, la terna dei "finalisti"; non è chiaro, a questo punto, se a far "lievitare" il curriculum vitae di Rinaldi sia stato solo l'ufficio stampa del Ministero della cultura o quella che sembrerebbe una sopravvalutazione (se non proprio una costruzione ex nihilo ) dei titoli e delle esperienze fosse già nei documenti presentati dal candidato per la selezione o, ancora, se sia stata la commissione giudicatrice a valorizzare oltre misura i dati oggettivi per assicurargli l'ingresso nella terzina; quest'ultima ipotesi non è arbitraria, poiché i profili dei candidati stilati dai commissari suscitano anch'essi qualche perplessità: nel "verbale conclusivo dei lavori della Commissione" si legge infatti di una "rilevante esperienza accademica nazionale" del candidato Rinaldi, affermazione che, per le ragioni già riferite, tutto lascerebbe credere insostenibile. Anche il "titolo" di "accurato conoscitore del luogo" non sembrerebbe supportato da studi o esperienze sul campo che lo rendano in alcun modo credibile; quanto al decreto di nomina di Rinaldi (n. 90 del 4 febbraio, attualmente al vaglio della Corte dei conti per essere ammesso a registrazione), in quella sede Osanna valuta con particolare favore le esperienze di organizzazione e di coordinamento maturate da Rinaldi in tema di progetti e di risorse umane e finanziarie, senza però alludere né a docenze universitarie, né ad incarichi di direzione lavori;