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Il provvedimento di collocamento in aspettativa per motivi sindacali è emanato dagli enti interessati e protrae i suoi effetti fino alla revoca della richiesta dell'aspettativa sindacale da parte della rispettiva confederazione od organizzazione, che va comunicata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica ed all'A.N.C.I. 6. La regione, previa segnalazione dell'A.N.C.I., provvede alla ridistribuzione tra gli enti del proprio territorio degli oneri finanziari conseguenti all'applicazione del presente articolo. 7. Diverse intese intervenute tra le confederazioni ed organizzazioni sindacali sulla ripartizione delle aspettative sindacali, fermo restando il numero delle stesse, sono comunicate all'A.N.C.I. ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica per i conseguenziali adempimenti". "Art. 28 (Disciplina del personale in aspettativa sindacale). - 1. Al personale collocato in aspettativa ai sensi dell'art. 27 sono corrisposti dall'ente da cui dipende tutti gli assegni spettanti ai sensi delle vigenti disposizioni per la posizione funzionale di appartenenza, nonché le quote di retribuzione accessorie fisse e ricorrenti relative alla professionalità ed all'incentivo della produttività, escluse in questo caso quelle conseguenti alla necessità dello svolgimento di prestazioni ai sensi dell'art. 61, comma 13. Sono altresì esclusi i compensi per lavoro straordinario. 2. I periodi di aspettativa per motivi sindacali sono utili a tutti gli effetti, salvo che ai fini del compimento del periodo di prova e del computo del congedo ordinario. 3. Il personale collocato in aspettativa ai sensi dell'art. 27 è sostituito, per la durata del mandato, con le procedure di cui all'art. 9 della legge 20 maggio 1985, n. 207, e successive modificazioni, ovvero, per i profili per l'accesso ai quali è previsto il solo requisito della scuola dell'obbligo, secondo le modalità dell'art. 16 della legge 2 febbraio 1987, n. 56, e successive modificazioni". "Art. 29 (Permessi sindacali retribuiti). - 1. I dirigenti degli organismi rappresentativi e degli organi di cui all'art. 25, comma 3, non collocati in aspettativa usufruiscono per l'espletamento del loro mandato di permessi retribuiti giornalieri e di permessi orari. I permessi sindacali sono a tutti gli effetti equiparati al servizio prestato nell'ente. 2. I permessi giornalieri, nel limite del monte ore complessivamente spettante a ciascuna organizzazione sindacale secondo i criteri fissati nell'art. 30, non possono superare settimanalmente, per ciascun dirigente sindacale, tre giornate lavorative o, in ogni caso, le 18 ore lavorative. 3. I permessi sindacali sono concessi salvo inderogabili ed eccezionali esigenze di servizio, dirette ad assicurare i servizi minimi essenziali di cui all'art. 3". "Art. 30 (Monte orario complessivo). - 1. Nell'ambito di ciascun ente il monte orario annuo complessivamente a disposizione per i permessi di cui all'art. 29 è determinato in ragione di 3 ore per dipendente in servizio al 31 dicembre di ogni anno. 2. La ripartizione del monte ore è effettuata entro il primo trimestre di ciascun anno in sede di trattativa decentrata in modo che una quota pari al 10% del monte orario sia ripartita in parti uguali fra tutti gli organismi rappresentativi operanti nell'ente interessato e la parte restante sia ripartita in proporzione al grado di rappresentatività accertato per ciascuna organizzazione sindacale, in base al numero delle deleghe per la riscossione del contributo sindacale, risultanti alla data del 31 dicembre di ciascun anno. 3. Le modalità per la concessione dei permessi retribuiti vengono definite in sede di contrattazione decentrata tenendo conto, in modo particolare, del numero dei dipendenti, delle dimensioni e delle condizioni organizzative dell'ente e del suo eventuale decentramento territoriale, in modo da consentire una congrua utilizzazione dei permessi presso tutte le sedi interessate. 4. Ai dirigenti sindacali di cui al comma 3 dell'art. 25 sono concessi, a richiesta, salvo inderogabili ed eccezionali esigenze di servizio dirette ad assicurare i servizi minimi essenziali di cui all'art. 3, ulteriori permessi retribuiti, esclusivamente per la partecipazione alle trattative sindacali di cui alla legge 29 marzo 1983, n. 93, ai convegni nazionali, alle riunioni degli organi nazionali, regionali e provinciali-territoriali ed ai congressi previsti dagli statuti delle rispettive confederazioni ed organizzazioni sindacali. Tali permessi non si computano nel contingente complessivo di cui al comma 1. 5. Diverse intese intervenute tra le organizzazioni sindacali sulla ripartizione dei permessi sindacali, fermo restando il numero complessivo, sono comunicate agli enti per i conseguenziali adempimenti". "Art. 95 (Aspettative sindacali). - 1. Il personale medico dipendente delle amministrazioni destinatarie del presente regolamento, che ricopre cariche statutarie in seno alle proprie organizzazioni sindacali a carattere nazionale maggiormente rappresentative, è collocato in aspettativa per motivi sindacali, a domanda da presentare tramite la competente organizzazione sindacale nazionale, in relazione alla quota a ciascuna di esse assegnata. 2. Il numero globale dei medici dipendenti da collocare in aspettativa è fissato in rapporto di una unità per ogni 3.000 medici dipendenti in attività di servizio di ruolo. Il conteggio per la determinazione delle unità da collocare in aspettativa è effettuato globalmente per gli enti compresi nel comparto. Nella prima applicazione, il numero dei medici dipendenti da collocare in aspettativa sindacale è fissato in 55 unità fino al raggiungimento del rapporto di cui sopra. 3. Alla ripartizione tra le varie organizzazioni sindacali, in relazione alla rappresentatività delle medesime, accertata ai sensi dell'art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1988, n. 395, e della circolare-direttiva n. 24518/8.93.5 del 28 ottobre 1988, provvede, entro il primo trimestre di ogni triennio, nel rispetto della disciplina di cui all'art. 9 del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1988, n. 395, la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, d'intesa con la Associazione nazionale comuni italiani (A.N.C.I.), sentite le organizzazioni sindacali interessate. La ripartizione è effettuata in modo da garantire a tutte le organizzazioni sindacali mediche maggiormente rappresentative una aspettativa per ogni organizzazione sindacale, mentre la parte restante è attribuita in proporzione al grado di rappresentatività accertato per ciascuna organizzazione sindacale in base alla normativa di cui sopra. 4. La domanda di collocamento in aspettativa sindacale è presentata dalla organizzazione sindacale interessata all'A.N.C.I., che cura gli adempimenti istruttori, acquisendo il preventivo assenso della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, in ordine al rispetto dei contingenti di cui al presente articolo.