[resaula]

Pone un tema... (Proteste) . Colleghi, scusate, sto per finire. PRESIDENTE. Colleghi, avrete tutto il tempo di esprimere la vostra opinione. Fate terminare! (Commenti). No, non va bene! Prego senatore, continui. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . ...pone un tema... (Commenti). PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi, vi siete iscritti a parlare! State seduti! Ognuno ha il diritto di dire quello che vuole. Stia seduto! Prego, senatore Romeo, continui. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi sto avviando a concludere. ...pone un tema che mette a rischio la conquista delle stesse quote rosa, come dicono alcune femministe importanti, che hanno scritto. (Commenti). Colleghi, questo è il vecchio sistema per cui quando c'è qualcosa che vi dà fastidio, voi non volete far parlare gli altri. (Applausi) . Classico delle dittature. (Applausi. Commenti) . PRESIDENTE. Senatore Airola! Per cortesia, fate terminare. Siamo in un libero Parlamento. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Sto concludendo. Il tema del reato di opinione: rispetto le idee LGBT, però voglio che anche gli altri rispettino le mie. Non posso essere messo un domani nelle condizioni di essere bollato, sanzionato, di non potermi candidare, solo perché ho osato contraddire un'ideologia. Questo non è giusto! La libertà di espressione va tutelata fino in fondo! (Applausi. Commenti) . Ho dieci minuti da Regolamento, senatore Airola. (Commenti) Ultima questione: il tema della scuola. Nella scuola non voglio che venga imposto un modello, che sia il modello LGBT o che sia il modello Pillon. Non voglio nessun modello: a scuola si insegna la grammatica, la geografia, la matematica, l'italiano e si insegnano le responsabilità, poi ognuno sarà libero di scegliere il modello che meglio crede. (Applausi) . Questa è libertà. Perché quando la scrittrice Murgia dice che la parte più interessante del disegno di legge Zan è quella sulle scuole, perché vogliamo modificare la cultura, mi vengono i brividi (Applausi) ed è un argomento divisivo! Oggi si chiama Zan, domani si chiamerà in un altro modo, l'importante è che sia chiaro, davanti al presidente Draghi e al Presidente della Repubblica, chi ha appiccato l'incendio in questo Parlamento e in questa fase delicata della nostra Repubblica, senza capire qual è il senso di questo Governo. (Applausi) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, apprezzo il fatto che il presidente Romeo abbia voluto fare una discussione nella quale ha inserito anche il disegno di legge Zan: noi non stiamo chiedendo altro che fare questa discussione nella sede opportuna, cioè in Commissione. (Applausi) . In effetti l'unica cosa che stiamo chiedendo è proprio la calendarizzazione dei provvedimenti, così da poter far lavorare le Commissioni anche sui disegni di legge di iniziativa parlamentare, perché tra i nostri compiti, oltre a quello di fare in modo che i decreti-legge possano essere convertiti nella maniera più corretta possibile, con la massima partecipazione del Parlamento, c'è quello di consentire a quest'ultimo di svolgere il suo ruolo, restituendogli davvero quella centralità di cui anche nei mesi scorsi si è tanto parlato. Oggi che c'è un'opportunità in più, vista anche l'ampia maggioranza per poter affrontare i decreti, si tratta di lavorare sui disegni di legge che possono tranquillamente consentire un dibattito nelle sedi opportune. Dico allora al presidente Romeo, senza voler fare una discussione direttamente con lui, che il senso di responsabilità è anche questo, vale a dire consentire che le regole e il Regolamento vengano rispettati. Abbiamo chiesto la calendarizzazione nuovamente, per l'ennesima volta, del disegno di legge Zan: il presidente Ostellari ha deciso di intraprendere un altro percorso che, dal nostro punto di vista, non corrisponde al Regolamento, perché sta al Presidente di una Commissione calendarizzare la trattazione di un provvedimento, quando c'è una richiesta, anche se non è all'unanimità e la discussione poi si farà nelle sedi opportune. La questione, però, signor Presidente, non è quella di possibili temi che ci dividono, perché ricordo che quello che viene indicato come disegno di legge Pillon (Commenti) , scusate, volevo dire disegno di legge Zan - purtroppo c'è chi lo ostacola in questo modo - è un provvedimento contro i crimini d'odio e io immaginavo che, rispetto alla lotta contro i crimini d'odio, la trasversalità potesse essere completa e totale. (Applausi) . Dovremmo infatti imparare anche a chiamare le cose con il loro nome e a non usare solo slogan che sono facili nella comunicazione, fermo restando poi che, quando si tocca l'argomento della scuola, bisognerebbe sapere anche come la scuola funziona e sapere che qualsiasi attività viene proposta all'inizio dell'anno, attraverso un patto di corresponsabilità, è sottoscritta dai genitori. Ma lasciamo perdere, era il mio mestiere e forse me lo sono dimenticato, e nessuno impone niente a nessuno. Il tema però, signor Presidente - colgo qui l'occasione per richiamarlo anche alla sua attenzione, visto che la questione è stata sollevata dal presidente Romeo - non è solo il disegno di legge Zan. Il fatto è che tutte le volte che si provano a proporre dei disegni di legge, che magari sono stati già approvati in prima lettura dall'altro ramo del Parlamento e che quindi qui potrebbero essere eventualmente approvati in via definitiva - ci si trova di fronte a una vera barriera, con l'impossibilità, direi in questo caso sì, il veto che ci impedisce perfino di aprire la discussione. Potrei citare, ad esempio, il disegno di legge per l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle fake news , che è un altro tema che vede il non accoglimento da parte di alcune forze politiche. (Applausi) . Io sarei davvero contenta di poter discutere e trovare delle forme di mediazione, ma, quando la discussione viene addirittura impedita, diventa difficile poi provare a individuare dei punti di incontro. Incominciamo dunque a calendarizzare i provvedimenti, incominciamo a discutere e vediamo dove arriviamo: forse noi che facciamo i Presidenti di Gruppo dovremmo almeno spingere per poter avere questo in Parlamento. (Applausi) . LICHERI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LICHERI (M5S) . Signor Presidente, a nome del Gruppo del MoVimento 5 Stelle, con estrema pacatezza, voglio dire che deve essere chiaro alla Lega che un Paese, grazie ai sostegni e ai sussidi, sopravvive, ma un Paese cresce se crescono i diritti sociali ed economici dei lavoratori, se si rafforzano i diritti fondamentali della persona. (Applausi) . È così che cresce una Nazione. Prendo atto della situazione emergenziale, delle parole del Presidente, ma non c'è Paese al mondo che possa rinunciare a crescere sul tema dei diritti civili della persona, di un individuo. (Applausi) .