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In caso di reiterazione dei medesimi reati, è disposto, quale pena accessoria, il divieto permanente di ottenere iscrizioni o provvedimenti, comunque denominati a contenuto autorizzatorio, concessorio o abilitativo, per lo svolgimento di attività imprenditoriali nel settore agroalimentare e la revoca di quelli eventualmente in vigore. In caso di reiterazione dei reati di cui al comma 4, ad eccezione di quelli commessi per colpa, il predetto divieto è disposto per tre anni. 6 . Agli effetti della legge penale si applicano le nozioni di commercio all'ingrosso e al dettaglio di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a) e b) , del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114». 2 (Introduzione dell'articolo 5- bis alla legge n. 283 del 1962 in materia di alimenti non sicuri, pregiudizievoli per la salute o inadatti al consumo umano) 1 Dopo l'articolo 5 della legge 30 aprile 1962, n. 283, come sostituito dall’articolo 1 della presente legge, è inserito il seguente: «Art. 5- bis. --- 1. Gli alimenti si intendono non sicuri quando risultano, anche in relazione a ingredienti, componenti, additivi o mangimi per animali utilizzati, in contrasto con i requisiti stabiliti dalla normativa vigente per la prevenzione di danni alla salute. 2 . Gli alimenti si intendono pregiudizievoli per la salute quando la loro nocività, o quella dei singoli ingredienti, componenti, additivi o mangimi per animali utilizzati, pur non essendo specificamente prevista in base alla normativa vigente, è comunque accertata e conosciuta dal produttore o dall'operatore alimentare. 3 . Gli alimenti si intendono inadatti al consumo umano quando, in seguito a contaminazione dovuta a materiale estraneo, a negligenza nel processo produttivo o ad altri motivi, o in seguito a putrefazione, deterioramento o decomposizione, il loro uso risulti inaccettabile. 4 . Agli effetti dei commi da 1 a 3 sono esclusi gli alimenti, gli ingredienti, i componenti o i mangimi per animali destinati alla produzione alimentare che risultano vietati in forza del principio di precauzione». 3 (Introduzione dell'articolo 5- ter alla legge n. 283 del 1962 in materia di violazioni in materia di utilizzo di alimenti in contrasto col principio di precauzione) 1 Dopo l'articolo 5- bis della legge 30 aprile 1962, n. 283, come introdotto dall’articolo 2 della presente legge, è inserito il seguente: «Art. 5- ter. -- 1 . Quando i fatti previsti dall'articolo 5 concernono previsioni legislative o regolamentari in materia di sicurezza alimentare che attuano il principio di precauzione, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 15.000 ad euro 75.000 per le violazioni di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 5, e la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.500 a euro 25.000 per le violazioni di cui ai commi 3 e 4 del medesimo articolo 5. 2 . Agli effetti del comma 1, per violazioni che contrastano col principio di precauzione si intendono quelle rispetto alle quali la nocività per la salute degli alimenti dipende da valutazioni risultanti da previsioni normative europee o nazionali in materia che si richiamano al predetto principio». 4 (Introduzione dell'articolo 5 -quater alla legge n. 283 del 1962 in materia di alimenti non genuini) 1 Dopo l'articolo 5- ter della legge 30 aprile 1962, n. 283, come introdotto dall’articolo 3 della presente legge, è inserito il seguente: «Art. 5- quater. -- 1 . Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque prepara, produce, importa, introduce in custodia temporanea o in deposito doganale, spedisce in transito, esporta, trasporta, somministra, detiene per il commercio, commercializza o mette altrimenti in circolazione alimenti privati, anche in parte, dei propri elementi nutritivi o mescolati a sostanze di qualità inferiore o comunque aventi una composizione non conforme alle norme vigenti, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 a 75.000 euro se il fatto è commesso nell'ambito, nelle forme o per le finalità dell'industria, della grande distribuzione o del commercio all'ingrosso. 2 . Se il fatto è commesso nelle forme del commercio al dettaglio, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25.000 euro».