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Occorre quindi prevedere un incentivo volto a favorire la riassunzione dei lavoratori stagionali del settore turistico, riconoscendo uno sgravio contributivo ai datori di lavoro. Prevedo una grande difficoltà sul mercato del lavoro nei prossimi due o tre anni, quindi bisogna fare di tutto affinché la disoccupazione non arrivi a dei numeri che non conosciamo da tantissimi anni. Ho parlato finora soprattutto del settore della ricettività, ma ho un'ultima considerazione da fare sul settore gastronomico. Se vogliamo far ripartire e far vivere questo settore, è essenziale che consentiamo libertà di circolazione. Come anche per il commercio al dettaglio, non ha senso aprire se la gente non può muoversi, perché mancano le frequenze e le aziende non ricevono un grande vantaggio dall'apertura. Bisogna quindi avere la forza di far circolare la gente. Per quanto importanti siano i comitati tecnico-scientifici, la decisione ultima spetta a voi, spetta al Governo, spetta ai politici. Ovviamente la cosa più facile è rimanere a rischio zero; ma il rischio zero in sanità vorrebbe dire morire di fame. Quindi, ciò che deve trovare la politica è il giusto metro, pertanto bisogna osare anche un po', ovviamente in sicurezza e dove si può, con protocolli meticolosi e severi. Si potrebbe forse anche guardare un po' in giro per l'Europa: ci sono degli Stati che hanno già avviato questa seconda fase. Noi siamo entrati per primi nella prima fase, soprattutto per sfortuna, ma siamo purtroppo anche gli ultimi che ne stanno uscendo, quindi forse ci sono già delle buone pratiche che si potrebbero osservare. Mi riferisco alla Svizzera, alla Germania, all'Austria, dove già si riparte e per fortuna con cifre incoraggianti. Ad esempio in Germania siamo alla seconda settimana e l'aumento del fattore R non è stato così grande, anzi: in una prima settimana è aumentato di un decimale, per tornare, nella seconda settimana, a misure accettabili. Auspico quindi, signor Ministro, che il pacchetto turismo nel decreto da 55 miliardi di euro sia importante e preveda che queste misure vadano soprattutto a favore delle imprese per poter ripartire. Anche la card turistica e il bonus vacanze sono misure importanti, ma alla fine bisogna prevedere quelle misure che garantiscano alle aziende di poter proseguire. La mia paura e la mia preoccupazione è che un numero troppo grande di imprese non sia in grado di ripartire per mancanza di liquidità e di possibilità di riavviarsi. Quindi credo che il Governo debba prendere misure che siano in grado di aiutare il comparto turistico a rinascere e ripartire, affinché con questo anche tanti altri reparti siano in grado di ripartire. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, se fosse stato possibile, utilizzando alcuni dei mezzi a disposizione del Senato, mi sarebbe piaciuto fare un intervento con un'immagine: l'immagine della Maddalena penitente di Andrea Vaccaro, pittore napoletano del Seicento, il cui quadro è conservato a Palazzo Abatellis a Palermo, perché quel quadro ci avrebbe aiutato, guardando lo sguardo della Maddalena e alcuni oggetti di quel quadro, a riflettere su ciò che è importante nel contesto sociale che viviamo, quali atteggiamenti dobbiamo avere e come poter aiutare le persone a tirare fuori il meglio di sé, a ragionare sull'intelligenza, cioè la capacità di intellegere . Purtroppo non è stato possibile organizzarsi e sarà per un'altra occasione. Faccio quindi un intervento ordinario e tradizionale. I settori legati al patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, come lei stesso ha sottolineato, hanno subito danni enormi a causa di questa pandemia. Federcultura ha stimato in circa 5 miliardi di euro le perdite per le mancate spese in questo settore da parte delle famiglie e queste hanno colpito tutte le zone d'Italia, a prescindere da come il virus ha inciso nelle diverse Regioni, perché è stato colpito anche un settore strategico per la nostra economia che è appunto il turismo. Il settore culturale - come ha stimato la fondazione Symbola e Unioncamere (gli ultimi dati sono del 2018) conta 416.080 imprese, che nel 2018 hanno dato da lavorare a 1.550.000 addetti. Il turismo, come hanno già ricordato altri colleghi, nel nostro Paese vale il 12 per cento circa del PIL: 146 miliardi. Oggi abbiamo migliaia di siti, musei, parchi archeologici, templi, castelli, palazzi, abbazie e chiese che sono chiusi. Solo nel 2018 avevano fatto registrare 8 milioni di visitatori e 30,8 miliardi di introiti lordi. Anche grazie al suo lavoro, signor Ministro, e al lavoro dei Governi di cui ha fatto parte, il turismo culturale negli ultimi anni in Italia ha conosciuto un grande incremento: città come Roma, Venezia, Milano, Firenze e Napoli hanno attratto oltre il 46 per cento delle entrate totali per turismo internazionale. Oggi dobbiamo pensare anche alle chiusure e limitazioni che hanno dovuto subire il cinema, i teatri e le fiere d'arte. È dunque comprensibile ed evidente la preoccupazione dei lavoratori di questo settore, che patiranno ancora a lungo le conseguenze di questa crisi derivante dalla diminuzione non solo dei flussi turistici esteri, ma anche di quelli derivanti dalle limitazioni interne e dalle difficoltà di immaginare a breve un ritorno alla normalità, che non appare affatto imminente. Per questo, Ministro, mi ha fatto piacere ascoltare le sue parole sul sostegno che vorrà garantire agli artisti del nostro Paese. Nella consapevolezza che la cultura per sua natura è certamente apertura ed internazionalità, non possiamo infatti non registrare con angoscia la richiesta di tanti artisti italiani, che chiedono di essere considerati nelle programmazioni dei teatri, accogliendo - anche questo è comprensibile - le loro richieste, insieme a quelle legate alle esigenze dello star system . Anche per loro, signor Ministro, credo sia necessario costruire una fase 2 che indichi soluzioni e scelte che permettano di poter godere di quell'immenso patrimonio culturale di cui, per nessuna ragione, possiamo fare a meno. La proposta da più parti ventilata di una piattaforma online allo studio per diffondere a pagamento eventi concertistici in rete deve essere considerata, come pure lei ha affermato, signor Ministro, anche per i teatri, i festival, le fondazioni, le orchestre, i cori e i corpi di ballo, in modo che con adeguati sostegni pubblici possano presentare prodotti audiovisivi girati, registrati, provati e montati in post-produzione in spazi e tempi diversi in ottemperanza alle norme di protezione. Presidente, le parole del Ministro guardano con consapevolezza e coraggio ai problemi della cultura e alla ripartenza in un settore non solo strategico ma di sicuro il più affascinante del nostro Paese, perché antropologico, perché talmente insito in noi che a volte lo diamo per scontato. Forse, in parte, è anche questa la ragione per la quale la cultura nel nostro Paese è sempre stata un po' snobbata: in Italia siamo abituati alla bellezza, ci abitiamo dentro, ci viviamo dentro. Ecco, Ministro, non ci vogliamo disabituare a vivere e a respirare bellezza ogni giorno.