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quanti casi di reinfezione da COVID-19 si contino in Italia dall'inizio della pandemia, ovvero quante persone si siano ammalate nuovamente a distanza di mesi dalla prima infezione (ad eccezione di coloro che, dopo essere risultati negativi ad un tampone, sono poi risultati "positivi" al secondo tampone dopo pochi giorni); se esistano studi al riguardo e se sia stato osservato, nei casi di reinfezione, dopo quanti mesi questa sia avvenuta; quali conseguenze, nei casi di reinfezione, si siano riscontrate in termini di gravità, indicando anche le relative fasce di età; se, nella maggioranza dei casi di reinfezione, i sintomi sviluppati siano stati più lievi rispetto alla prima infezione, indicando anche i numeri, qualora disponibili, dei correlati decessi. Atto n. 4-05812 ARRIGONI RIPAMONTI CAMPARI PIROVANO DORIA MONTANI LUNESU RICCARDI FAGGI ALESSANDRINI PIANASSO DE VECCHIS ZULIANI FREGOLENT PISANI Pietro FERRERO Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la competitività, la sicurezza e resilienza del sistema energetico nazionale rappresentano un elemento essenziale per la crescita, lo sviluppo e la ripresa economica dell'Italia che è il secondo Paese manifatturiero nella UE, ancor più dopo questa fase pandemica; la transizione energetica è al centro delle politiche di rilancio della nostra economia ed il gas naturale, come indicato nel piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) in corso di revisione, continuerà a ricoprire un ruolo essenziale nel mix energetico in tutti i settori. Oltre il 90 per cento della popolazione ha accesso all'uso del gas per usi residenziali, la generazione a gas è indispensabile, anche mediante il mercato della capacità, per bilanciare il crescente contributo delle fonti rinnovabili non programmabili, e in molti processi produttivi non vi sono attualmente alternative tecnologiche competitive all'utilizzo del gas; negli ultimi mesi, si è assistito ad una progressiva crescita dei consumi di gas naturale, con contestuale diminuzione dell'offerta a livello europeo ed un utilizzo intensivo degli stoccaggi europei, ai minimi storici in questo periodo dell'anno; i prezzi del gas sui mercati internazionali, europei, e di conseguenza anche sul mercato italiano, hanno registrato forti incrementi trascinati dalle dinamiche di domanda-offerta, da un rialzo generalizzato dei prezzi delle commodity e dell'anidride carbonica. Tali fattori confermano ancora una volta l'importanza di dotare il Paese di un portafoglio di importazione diversificato e competitivo di lungo termine che garantisca in prospettiva un mercato liquido ed approvvigionamenti sicuri e competitivi a beneficio del sistema italiano e che lo protegga dalle dinamiche di mercato, talvolta opportunistiche, come si sta assistendo in queste settimane e come peraltro già accaduto lo scorso inverno; in questo contesto, le importazioni di GNL, che coprono circa un quinto della domanda nazionale, ne sono un esempio. Data la loro flessibilità di utilizzo, le navi per il trasporto di GNL possono appunto essere facilmente spostate nei mercati dove i prezzi sono più remunerativi e, in assenza di vincoli di consegna, gli operatori possono scegliere liberamente la destinazione dei carichi sulla base di ragionamenti di mera convenienza economica, come avvenuto nel caso del terminale di Livorno che, nel corso di questo inverno, in una situazione di alti consumi e climatica fredda, ha visto notevolmente ridursi il tasso di utilizzo proprio a causa dell'opportunità per gli operatori di dirottare opportunisticamente i carichi di GNL verso i più attraenti mercati asiatici; diversamente invece accade quando le importazioni di GNL ricadono sotto contratti di fornitura pluriennale in cui sussistono impegni di consegna che garantiscono un approvvigionamento stabile e costante per il sistema, indipendentemente da ciò che accade nei mercati internazionali. Di questo è un esempio il contratto di importazione di lungo termine sul terminale di Rovigo che ha garantito per tutto lo scorso inverno un approvvigionamento stabile e sicuro; proprio in merito a quest'ultimo terminale, che rappresenta circa il 50 per cento dell'intera capacità di rigassificazione in Italia, desta preoccupazione la recente consultazione sulla procedura "Open Season" proposta dalla società Adriatic LNG, la cui autorizzazione è attesa nelle prossime settimane, e che consentirebbe di concentrare l'intera capacità residua del terminale fino al 2034 e la totalità della stessa dal 2034 al 2046 nel controllo di un singolo operatore, con evidenti profili anticoncorrenziali e discriminatori, esponendo quindi il sistema italiano a forti rischi di sicurezza degli approvvigionamenti, in particolare nei mesi invernali; la proposta di Adriatic LNG di allocare nel 2021-2022 l'intera capacità disponibile a partire da dicembre 2034, con un tale rilevante anticipo temporale, e di allocarla potenzialmente ad un unico soggetto, è del tutto irragionevole, poiché non assicura la fornitura al mercato italiano, esponendolo alle logiche di ottimizzazione di un solo operatore, il cui obiettivo sarebbe la massimizzazione dei ricavi dalle vendite e non la sicurezza degli approvvigionamenti per il sistema italiano. L'eventuale accentramento della capacità in capo ad un solo operatore precluderebbe peraltro l'accesso a nuove fonti e fornitori che nei prossimi anni cresceranno in virtù di una forte espansione del mercato GNL grazie allo sviluppo di nuove capacità di liquefazione, si chiede di sapere quali iniziative intenda adottare il Ministro in indirizzo per assicurare la competitività e la sicurezza del sistema energetico italiano e affinché la procedura proposta da Adriatic LNG possa assicurare la corretta gestione di un'infrastruttura strategica per il mercato del gas italiano, garantire in maniera competitiva e non discriminatoria la parità di accesso alla capacità del terminale a più operatori evitando di esporre il mercato italiano alle strategie di player globali e con l'obiettivo di valorizzare adeguatamente le opportunità offerte dalle crescenti forniture di GNL provenienti dall'estero. Atto n. 4-05813 LANNUTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno Premesso che: in previsione della vittoria della nazionale italiana agli Europei di calcio il Ministero dell'interno e la Federcalcio si erano incontrate venerdì 9 luglio per concordare la gestione dell'ordine pubblico. Ha dichiarato a "Dagospia" il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi: «Io avevo concordato la linea con la Ministra dell'interno Luciana Lamorgese e con il capo della polizia Lamberto Giannini. La riunione si era tenuta proprio per decidere che cosa fare e per questo abbiamo coinvolto direttamente anche la Figc. Avevamo negato il permesso a festeggiare la vittoria dell'Italia agli Europei sull'autobus scoperto, ma i patti non sono stati rispettati». Secondo il prefetto, «l'accordo con la Federcalcio era stato trovato sull'utilizzo di una pedana da montare in piazza del Popolo. Era una mediazione praticabile perché ci consentiva di tenere sotto controllo la folla in un unico luogo». Pedana che, però, non è stata mai montata; il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha confermato, dichiarando all'Ansa: «Erano state individuate diverse location, tra cui Piazza del Popolo, dove si potesse svolgere con numeri contingentati e nel rispetto di tutte le prescrizioni del momento una cerimonia in tutta sicurezza»;