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Modifica all'articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di detrazione delle spese per acquisto di titoli di ingresso o di abbonamento a musei, concerti e spettacoli teatrali, sale cinematografiche, parchi e giardini. Onorevoli Senatori . – La crisi economica che sta vivendo il tessuto culturale come conseguenza alla pandemia da COVID-19 è fonte di numerose difficoltà per tutte le lavoratrici e i lavoratori del mondo dello spettacolo e dell'arte e coinvolge altresì le aziende e gli enti che operano negli stessi settori e animano la filiera culturale italiana. Il sedicesimo Rapporto annuale federculture impresa cultura del 2020, attraverso la somministrazione di questionari rivolti agli enti culturali più rappresentativi del settore nazionale nel periodo compreso tra maggio e giugno 2020, ha rilevato che oltre il 70 per cento degli enti culturali ha stimato, per il 2020, perdite superiori al 40 per cento. Dal report Rebuilding Europe: the cultural and creative economy before and after the COVID-19 crisis , commissionato dall'Unione europea per analizzare l'impatto del virus che è causa del COVID-19 nel corso del 2020, emerge, invece, come il settore culturale e creativo europeo risulti, immediatamente dopo a quello dell'industria legata all'aviazione, il settore che ha maggiormente subito le conseguenze economiche della crisi sanitaria, con un crollo dei ricavi pari al 31,2 per cento rispetto al 2019. In particolare, le cosiddette attività « venue based », ovvero legate a eventi e luoghi fisici, nonché le relative catene di approvvigionamento, risultano tra i sotto settori più colpiti, anche in virtù delle misure emanate atte a garantire il distanziamento sociale. Tali dati appaiono rimarchevoli anche alla luce del fatto che, stando alle informazioni fornite dal fascicolo « Io sono cultura 2019 », a cura di Infocamere e Symbola , già nel 2018 il sistema produttivo culturale e creativo in Italia impiegava più di un milione e mezzo di occupati, con un'incidenza sul PIL del 6,1 per cento. Dunque il settore culturale rappresenta una realtà estremamente rilevante in Italia, nonostante da anni sia soggetto alla riduzione del volume di finanziamenti: secondo il citato Rapporto Federculture, l'incidenza del settore culturale sulla spesa pubblica complessiva, nel nostro Paese, è pari all'1,6 per cento, a fronte di una media europea del 2,5 per cento. Nonostante ciò il settore, negli ultimi anni, si è espanso, sollecitato da una repentina crescita della domanda dei consumi culturali, in particolare negli ambiti connessi alla fruizione del patrimonio artistico e archeologico, il cui trend positivo può essere spiegato anche dall'intensa attività normativa che ha dato nuovi impulsi al settore museale e a quello archeologico, a dimostrazione che, con il supporto adeguato e i dovuti incentivi, è possibile contribuire a risollevare e sostenere i diversi settori e sotto settori culturali, con particolare riguardo a quelli maggiormente colpiti. Le misure restrittive messe in campo con l'intento di contrastare la diffusione del COVID-19, infatti, hanno determinato la riduzione o la sospensione degli spettacoli nei teatri e nei cinema, così come l'annullamento di tutti i concerti programmati: di conseguenza, si è assistito ad un crollo drammatico che ha interessato tutte le principali voci di ricavo dei musei, quali gli incassi da biglietterie, da eventi e attività formative e didattiche, ma anche i contributi degli sponsor e gli introiti per la gestione commerciale di spazi e servizi in concessione. A ciò si aggiunga che, probabilmente, alla ripresa delle attività, per una fase non breve, potrebbe registrarsi un considerevole ridimensionamento delle presenze, soprattutto in virtù della prevedibile forte contrazione dei flussi turistici internazionali e interni. In questo quadro le imprese, dal canto loro, colpite duramente dalla crisi, faticheranno a recuperare margini per sostenere le attività culturali; lo stesso scenario è ipotizzabile anche con riguardo agli atti di mecenatismo da parte di privati o aziende. Inoltre, è necessario sottolineare come il comparto culturale agisca anche da fattore trainante per altri settori, come quello turistico-ricettivo, contribuendo altresì a generare un impatto sociale positivo in numerosi altri ambiti quali, a titolo meramente esemplificativo, la formazione o la socializzazione. A questo proposito appare doveroso tenere in considerazione, oltre agli ingenti e tangibili danni sotto il profilo occupazionale ed economico, anche le considerevoli ripercussioni sul piano socio-relazionale causate dalla limitazione e dalla chiusura delle attività legate alla sfera culturale. Infatti, gli effetti del lockdown prima e del contingentamento e del distanziamento sociale poi hanno inevitabilmente comportato un radicale cambiamento nelle relazioni interpersonali, con contatti più selettivi e sporadici e con uno spostamento dai classici luoghi di aggregazione verso le abitazioni private. Da sempre alla cultura è riconosciuta una valenza pedagogica, formativa e sociale, al punto che, nel corso del lockdown , l'UNESCO ha messo a disposizione sulla piattaforma World Heritage Journeys in Europe visite virtuali per esplorare tutti i siti dichiarati patrimonio dell'umanità in Europa. Proprio la cultura e le arti, linfe vitali dell'arricchimento personale, nonché forma di creatività, espressione e condivisione appaiono in tale periodo storico ancora più necessarie e, nel graduale ritorno alla normalità, saranno chiamate a svolgere ancora una volta la loro funzione pedagogica e aggregativa. Un Paese spaventato rischia di rinunciare alla bellezza, alla conoscenza e all'arte. Dalla cultura, in tutte le sue declinazioni, l'Italia trae un costante arricchimento, che rappresenta innanzitutto una crescita interiore e collettiva. Musei, teatri, cinema sono luoghi di incontro, che si configurano come un aspetto essenziale del più ampio concetto di agorà . Eppure, gli strascichi di questa crisi sanitaria, economica, sociale e psicologica non si esauriranno nel breve periodo: recenti sondaggi mostrano che il 46 per cento del campione intervistato, anche se avesse la possibilità di recarsi fisicamente a un concerto nei prossimi mesi, non si sentirebbe a proprio agio, mentre il 21 per cento ha affermato che tale disagio sussisterebbe anche nei prossimi anni. Tale situazione merita notevole attenzione, prospettandosi fondamentale, compatibilmente con la situazione sanitaria, proporre iniziative innovative, capaci di stimolare la curiosità culturale dei nostri connazionali, il loro desiderio di viaggiare, visitare, conoscere. Allo stesso tempo, però, è importante attuare modifiche normative mirate ad incentivare la fruizione delle varie attività culturali, in virtù di tutte le motivazioni sopra esposte. Tra le molte proposte avanzate per rilanciare l'economia e per creare le condizioni per una piena difesa dell'occupazione, rilievo principale deve essere riconosciuto alle misure volte a garantire liquidità non solo alle imprese, ma anche a tutti i soggetti che svolgono attività economiche, commerciali, civili e sociali, incluse necessariamente anche le attività inerenti al mondo della cultura.