[pronunce]

che richiamano, invece, la previsione dell'art. 3 – che sancisce il principio della “personalità” della responsabilità amministrativa – della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), e dunque rimarcano il carattere sui generis della sanzione della decurtazione del punteggio dalla patente di guida (giacché essa, operando a carico del proprietario, deroga ingiustificatamente a tale principio), i giudici di Finale Ligure (r.o. n. 1082 del 2004), Rho (r.o. n. 39 del 2005), Penne (r.o. n. 40 del 2005), Reggio Calabria (r.o. n. 44 del 2005), Pescara (r.o. nn. 47 e 148 del 2005), Tempio Pausania (r.o. n. 159 del 2005), Revere (r.o. nn. 160 e 161 del 2005), Milano (r.o. n. 164 del 2005), Trapani (r.o. nn. 187 e 188 del 2005), Empoli (r.o. n. 189 del 2005), Aosta (r.o. n. 207 del 2005) e Gravina in Puglia (r.o. n. 209 del 2005); che numerosi tra i rimettenti sottolineano, infine, come in forza di diverse disposizioni legislative si profili la necessità di limitare la responsabilità “solidale” del proprietario del veicolo, a mezzo del quale venne commessa l'infrazione stradale, al solo pagamento della sanzione pecuniaria; che in particolare sono i Giudici di pace di Avezzano (r.o. n. 143 del 2005), Firenze (r.o. n. 149 del 2005), Lagonegro (r.o. n. 150 del 2005), Revere (r.o. n. 162 del 2005) ed Oriolo (r.o. n. 218 del 2005), a riferirsi alle previsioni degli artt. 196 e 210 del medesimo codice della strada, richiamando, invece, il Giudice di pace di Fano (r.o. n. 146 del 2005) e quello di Revere (r.o. n. 162 del 2005) anche il disposto dell'art. 6 della legge n. 689 del 1981; che il solo Giudice di pace di San Giovanni in Persiceto (r.o. n. 147 del 2005) deduce la violazione dell'art. 41 della Costituzione, evidenziando che la norma impugnata impedisce al proprietario del veicolo «di utilizzare la propria patente di guida e quindi il proprio veicolo», così «privandolo di un'iniziativa economica»; che è il rimettente di Fano (r.o. n. 146 del 2005), invece, a prospettare il contrasto con l'art. 97 della Carta fondamentale, giacché l'obbligo di comunicazione, nascente a carico del proprietario del veicolo dalla censurata disposizione del codice della strada, sarebbe contrario «al principio di imparzialità dell'amministrazione»; che, infine, è il Giudice di pace di Rho (r.o. n. 39 del 2005) ad ipotizzare la violazione anche dell'art. 113 della Costituzione, evidenziando come l'esclusione del diritto al silenzio rappresenti una “limitazione”, non consentita, a quella incondizionata possibilità di tutela contro gli atti della pubblica amministrazione prevista dalla norma costituzionale suddetta. Considerato che i Giudici di pace meglio indicati in epigrafe hanno sollevato questione di legittimità costituzionale – adducendo, complessivamente, la violazione degli artt. 3, 13, 16, 24, 27, 41, 97 e 113 della Costituzione – dell'art. 126-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall'art. 7, comma 1, del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, a norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85), e modificato dall'art. 7, comma 3, lettera b), del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, nella legge 1° agosto 2003, n. 214; che tutte le questioni sollevate, per la loro evidente connessione, vanno trattate congiuntamente, per cui va disposta la riunione dei relativi giudizi; che questa Corte, investita di analoghe questioni aventi ad oggetto sempre l'art. 126-bis, comma 2, del d.lgs. n. 285 del 1992, ha concluso nel senso dell'illegittimità costituzionale di tale disposizione (sentenza n. 27 del 2005); che, pertanto, in relazione alle questioni sollevate da tutti gli odierni rimettenti deve darsi atto come questa Corte abbia già affermato che la disposizione impugnata «dà vita ad una sanzione assolutamente sui generis, giacché la stessa – pur essendo di natura personale – non appare riconducibile ad un contegno direttamente posto in essere dal proprietario del veicolo e consistente nella trasgressione di una specifica norma relativa alla circolazione stradale»; che su tali basi questa Corte ha, quindi, concluso per la declaratoria d'incostituzionalità della norma suddetta, giacché «proprio la peculiare natura della sanzione prevista dall'art. 126-bis» (e segnatamente la sua incidenza sulla «legittimazione soggettiva alla conduzione di ogni veicolo»), «fa emergere l'irragionevolezza della scelta legislativa di porre la stessa a carico del proprietario del veicolo che non sia anche il responsabile dell'infrazione stradale» (sentenza n. 27 del 2005); che, peraltro, questa Corte ha anche affermato come in ragione del disposto «accoglimento della questione di legittimità costituzionale, per violazione del principio di ragionevolezza», si renda «necessario precisare» che, «nel caso in cui il proprietario ometta di comunicare i dati personali e della patente del conducente, trova applicazione la sanzione pecuniaria di cui all'art. 180, comma 8, del codice della strada» (così, nuovamente, la sentenza n. 27 del 2005); che, in tal modo, la Corte risulta anche aver «fugato il dubbio» – che pure è stato avanzato da alcuni degli odierni rimettenti – in ordine ad una ingiustificata disparità di trattamento realizzata tra i proprietari di veicoli, discriminati a seconda della loro natura di persone giuridiche o fisiche, ovvero, quanto a queste ultime, in base alla circostanza meramente accidentale che le stesse siano munite o meno di patente» (così, conclusivamente, la citata sentenza n. 27 del 2005); che, dunque, alla stregua di tale sopravvenuta decisione vanno restituiti gli atti ai suddetti giudici a quibus.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti ai Giudici di pace di Finale Ligure, Castelfiorentino, Monza, Siena, Rho, Penne, Cairo Montenotte, Lanciano, Reggio Calabria, Roma, Pescara, Avezzano, Fano, San Giovanni in Persiceto, Firenze, Lagonegro, Pontremoli, Tempio Pausania, Revere, Milano, Trapani, Empoli, Aosta, Gravina in Puglia ed Oriolo.