[pronunce]

Pertanto, la Regione Toscana ha avviato la procedura ad evidenza pubblica per l'affidamento del servizio, senza, però, riuscire a portarla a termine per l'aggravarsi della crisi economica finanziaria che ha prodotto un'ulteriore ed imprevista riduzione dei fondi statali per il trasporto pubblico locale. In tal modo, si è determinata la necessità di una nuova programmazione delle risorse disponibili sul bilancio regionale ed un rinvio dell'espletamento delle procedure di gara per il gestore unico. Da ciò la necessità, per la Regione, di individuare uno strumento normativo idoneo a garantire la continuità del servizio di trasporto su gomma, stante la scadenza, nel 2010, dei contratti stipulati dalle Province a seguito di gara per l'affidamento dei servizi in oggetto e l'impossibilità di bandire la seconda tornata di gare, a causa delle già ricordate riduzioni dei trasferimenti statali destinati al settore. 2.1.1.- In un primo momento - prosegue la resistente Regione - gli enti locali hanno cercato di garantire comunque la prosecuzione del servizio, in applicazione dell'art. 82, comma 1, della legge reg. n. 65 del 2010, attraverso atti di imposizione degli obblighi di servizio, di cui all'art. 5, comma 5, del ricordato Regolamento CE. In proposito, si ricorda che il legislatore statale - allo scopo di adeguare la normativa nazionale a quella europea - con l'art. 4, comma 32-ter, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 14 settembre 2011, n. 148, ha imposto ai gestori l'obbligo di assicurare l'integrale e regolare prosecuzione dell'attività, al fine di mantenere i servizi a prescindere dal titolo di affidamento e dalle relative originarie scadenze. Venuta meno questa ultima norma a seguito della dichiarazione di illegittimità della medesima da parte della Corte costituzionale con la sentenza n. 199 del 2012, ed essendosi ulteriormente aggravata la situazione finanziaria - al riguardo la difesa regionale ricorda come l'art. 16-bis, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135, abbia rinviato ad un decreto ministeriale il compito di definire criteri e modalità con cui trasferire le risorse alle Regioni - si è verificata una situazione di sempre maggiore incertezza ed indeterminatezza sulle risorse disponibili per il trasporto pubblico locale, che ha inevitabilmente prodotto la totale paralisi di ogni pur minima programmazione del servizio, data l'impossibilità di aggiudicare la gara senza conoscere «se, quando e quante risorse sar[ebbero state] disponibili». 2.2.- Alla luce di tali considerazioni, conclude la difesa regionale, le circostanze eccezionali ed imprevedibili evocate dal comma 5 dell'art. 5 del richiamato Regolamento CE, atte a legittimare, come più analiticamente precisa in seguito, l'adozione di provvedimenti emergenziali da parte della Regione, sembrano essersi verificate. Di conseguenza, il legislatore regionale, con la disposizione impugnata, ha solo cercato di evitare il rischio di interruzioni nello svolgimento dei servizi di trasporto pubblico locale (peraltro in ossequio alla ratio stessa della normativa comunitaria); rischio concreto ed imminente a causa dell'impossibilità, in assenza della necessaria copertura finanziaria, di attivare, nei tempi previsti, l'affidamento del nuovo contratto di servizio. Né, prosegue la difesa regionale, vi sarebbe stata «inerzia [...] nel dare tempestivamente avvio alle procedure per un nuovo affidamento» da parte della Regione Toscana, la quale, al contrario «ha provveduto ad iniziare la procedura di gara, che non ha potuto essere completata, in quanto lo Stato non ha ancora erogato le risorse per il trasporto pubblico locale, che, comunque, doveva essere garantito». 2.2.1.- Infine, la Regione Toscana sottolinea come i provvedimenti di emergenza di cui all'articolo 82, comma l-bis, della legge reg. n. 65 del 2010 «non costituirebbero una mera estensione di quelli adottati ai sensi del comma l, ma si fondano su un presupposto fattuale distinto e sopravvenuto». Il comma l dell'art. 82 della ricordata legge regionale, difatti, prevede la proroga dei contratti in essere per consentire la messa a regime della riforma del trasporto pubblico locale (TPL), mentre il comma l-bis la prevede al fine di scongiurare il rischio di interruzione dei servizi a causa della carenza di risorse a copertura del servizio, la quale, del resto, non ha consentito alla Regione di completare le procedure di gara per l'affidamento al gestore unico, entro i termini preventivati. 2.2.2.- Da ultimo, la Regione ricorda di avere sottoposto, con nota 17 settembre 2012, un quesito in merito a tale questione alla Commissione europea, ottenendo una risposta che, nel complesso e difficile quadro normativo e finanziario italiano, considera possibile l'applicazione al caso di specie dell'art. 5, comma 5, del citato Regolamento CE n. 1370 del 2007. Tutto ciò premesso, la Regione resistente chiede alla Corte costituzionale una declaratoria di infondatezza della questione di illegittimità costituzionale in esame. 3.- In prossimità dell'udienza pubblica, la Regione Toscana ha depositato memoria nella quale ribadisce i motivi, già esposti nell'atto di costituzione in giudizio, che avrebbero impedito alla stessa di espletare gare pubbliche per la selezione del gestore, consistenti sia nella riduzione dei finanziamenti statali alle Regioni, sia nella non prevedibilità della entità dei medesimi e della loro durata nel tempo, in relazione ai progressivi contenimenti di spesa determinati dai reiterati interventi di finanza pubblica. Pertanto, stante la delineata incertezza e precarietà della situazione finanziaria regionale, la Toscana aveva potuto garantire, di volta in volta, l'affidamento del servizio di trasporto pubblico locale solo per periodi inferiori all'anno e non, come previsto dall'art. 15 della legge della Regione Toscana 31 luglio 1998, n. 42 (Norme per il trasporto pubblico locale), per un lasso di tempo non inferiore ai tre anni. Solo dal 2014 - precisa la difesa regionale - la Toscana potrà garantire la disponibilità finanziaria necessaria per poter espletare la gara finalizzata al rinnovo dei contratti in concessione per l'affidamento del servizio pubblico locale grazie al nuovo meccanismo di concorso finanziario dello Stato agli oneri relativi al trasporto pubblico locale previsto dal legislatore nazionale per fronteggiare la situazione di emergenza creatasi. Inoltre, conclude la difesa della Regione Toscana, è da tenere presente che la disposizione impugnata si è limitata a recepire una norma comunitaria, peraltro nell'ambito del trasporto pubblico locale, cioè di una materia di competenza legislativa regionale, allo scopo di impedire l'interruzione di tale servizio, con grave conseguente danno per l'intera collettività.