[pronunce]

2) dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 (Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148), con l'allegata tabella A, sia nell'intero che con riguardo, in particolare, agli artt. 1, 2, 9 e 11, sollevata, in riferimento, nel complesso, agli artt. 70, 72, primo e quarto comma, 76 e 77, secondo comma, Cost., dal Tribunale ordinario di Torino, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 settembre 2015. F.to: Alessandro CRISCUOLO, Presidente Giancarlo CORAGGIO, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 15 ottobre 2015. Il Cancelliere F.to: Roberto MILANA Allegato: Ordinanza emessa all'udienza del 22 settembre 2015ORDINANZARilevato che nel giudizio di cui all'ordinanza del Tribunale di Torino n. 112 del 2014 sono intervenuti il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Pinerolo, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Alba, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Acqui Terme, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Lucera;considerato che, per costante giurisprudenza di questa Corte, sono ammessi a intervenire nel giudizio incidentale di legittimità costituzionale (oltre al Presidente del Consiglio dei ministri e, nel caso di legge regionale, al Presidente della Giunta regionale) le sole parti del giudizio principale (ex plurimis, sentenze n. 237 del 2013, n. 59 del 2013 e n. 272 del 2012; ordinanza n. 32 del 2013);che l'intervento di soggetti estranei al detto giudizio principale è ammissibile soltanto per i terzi titolari di un interesse qualificato, inerente in modo diretto e immediato al rapporto sostanziale dedotto in giudizio e non semplicemente regolato, al pari di ogni altro, dalla norma oggetto di censura (ex plurimis, citate sentenze n. 237 del 2013, n. 59 del 2013 e n. 272 del 2012; citata ordinanza n. 32 del 2013);che il giudice rimettente ha sollevato, tra l'altro, questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, in relazione alla Tabella A, allegata, del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 (Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148), nella parte in cui sopprime il Tribunale di Pinerolo;che presso ciascun Tribunale è costituito l'Ordine degli Avvocati, al quale sono iscritti tutti gli avvocati aventi il principale domicilio professionale nel circondario (art. 25 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, che reca "Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense");che il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Pinerolo è titolare di un interesse qualificato, diretto e immediato, all'intervento, in ragione delle ricadute della disciplina sospettata di illegittimità costituzionale sulla sua stessa esistenza;che il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Alba, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Acqui Terme, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Lucera non sono titolari di un interesse qualificato, inerente in modo diretto e immediato al rapporto sostanziale dedotto in giudizio.per questi motiviLA CORTE COSTITUZIONALE1) dichiara ammissibile l'intervento spiegato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Pinerolo;2) dichiara inammissibili gli interventi spiegati dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Alba, dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Acqui Terme, dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Lucera.F.to: Alessandro Criscuolo, Presidente