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ACCORDO TRA LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA D'AUSTRIA, AGGIUNTIVO ALLA CONVENZIONE EUROPEA DI ESTRADIZIONE DEL 13 DICEMBRE 1957 ED INTESO A FACILITARNE L'APPLICAZIONE Il Presidente della Repubblica italiana e Il Presidente Federale della Repubblica d'Austria animati dal desiderio di completare la Convenzione Europea di Estradizione del 13 dicembre 1957 - in prosieguo chiamata Convenzione - nei rapporti tra i due Stati e di facilitare l'applicazione dei principi in essa contenuti, hanno convenuto di stipulare un accordo, ed a tal fine hanno nominato loro plenipotenziari: Il Presidente della Repubblica italiana: il Senatore Giuseppe MEDICI, Ministro degli Affari Esteri; Il Presidente Federale della Repubblica d'Austria: il Dott. Rudolf KIRCHSCHLAGER, Ministro Federale degli Affari Esteri. I Plenipotenziari dopo essersi scambiati i rispettivi pieni poteri, trovati in buona e dovuta forma, hanno convenuto quanto segue: Articolo I (aggiuntivo all'articolo 2 della Convenzione) 1. L'estradizione sarà concessa anche nel caso che ricorrano più pene ancora da eseguirsi, ciascuna inferiore a mesi quattro, purché il loro ammontare complessivo sia almeno di quattro mesi. Tale disposizione si applica anche per le misure di sicurezza detentiva. 2. Ai fini dell'esecuzione di una pena inflitta irrevocabilmente in base ad un procedimento in contumacia, l'estradizione viene concessa soltanto se l'imputato è stato rappresentato nel dibattimento da un difensore che abbia tutelato i diritti dell'imputato contumace. 3. Nei casi previsti dall'articolo 2, paragrafo 2, della Convenzione, l'estradizione deve essere concessa quando si tratta di fatti per i quali è comminata una sanzione penale in entrambi gli Stati contraenti. 4. Quando si tratti di minorenni che, all'epoca del fatto, non abbiano compiuto i 18 anni ed abbiano la loro dimora abituale nel territorio dello Stato richiesto, le Autorità giudiziarie dello Stato richiedente esamineranno se l'estradizione potrebbe recar danno allo sviluppo ed al riadattamento del minorenne e si debba pertanto desisterne. Eventualmente le Autorità giudiziarie dei due Stati contraenti si metteranno d'accordo sui provvedimenti da adottare. In mancanza di accordo lo Stato richiesto non potrà rifiutare l'estradizione per tale motivo.