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e il diritto di ognuno di potere liberamente scegliere la forma di sepoltura o la cremazione. 3 L'ordine e la vigilanza sulle attività in materia funeraria spettano al sindaco del comune nel cui territorio si svolgono tali attività. Il sindaco, nello svolgimento di tali funzioni, si avvale, per i profili igienico-sanitari, dell'azienda sanitaria locale territorialmente competente e per la polizia mortuaria del personale comunale espressamente incaricato. 4 Le disposizioni della presente legge si applicano anche alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano in quanto compatibili con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. Per le province autonome di Trento e di Bolzano resta fermo quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1975, n. 474. 2 (Modifiche all'articolo 228 del testo unico delle leggi sanitarie) 1 All'articolo 228 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma, la parola: «cimiteri,» è soppressa; b dopo il quarto comma sono aggiunti, in fine, i seguenti: «I progetti di ampliamento o costruzione di cimiteri e di crematori sono approvati dal comune territorialmente competente, previa verifica della rispondenza ai requisiti tecnico-costruttivi e sanitari fissati da norme statali e da quelle che eventualmente la regione abbia stabilito. Ogni comune è tenuto ad adottare un piano cimiteriale valevole per l'intero territorio comunale. Nel loculo, sia o meno presente il feretro, è permessa la collocazione di una o più cassette per ossa, urne cinerarie, contenitori di esiti di fenomeni cadaverici trasformativi conservativi, in relazione alla capienza. I requisiti tecnico-costruttivi che devono possedere i loculi stagni sono stabiliti dal regolamento di polizia mortuaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285. I cadaveri destinati alla tumulazione in loculi stagni devono essere racchiusi in duplice cassa, l'una di legno, l'altra di zinco. Si considerano ordinarie le estumulazioni decorsi venti anni dalla prima tumulazione stagna o decorsi dieci da quella aerata. Le esumazioni e le estumulazioni sono a carico di chi le richieda, salvo che nell'originario atto di concessione non risultino espressamente come onere a carico del gestore del cimitero». 2 Entro un anno dalla data di entrata in vigore dalla presente legge, con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede alle modifiche del regolamento di polizia mortuaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, per stabilire i requisiti tecnico-costruttivi che devono possedere i loculi areati. Il regolamento deve comunque prevedere che, nei loculi aerati per i quali siano state adottate soluzioni idonee a neutralizzare gli effetti dei gas e a raccogliere e a neutralizzare i liquidi provenienti dai processi putrefattivi, la cassa di zinco è vietata e quella di legno deve possedere le caratteristiche stabilite dal decreto adottato ai sensi dell'articolo 13 della presente legge. 3 (Sostituzione dell'articolo 337 del testo unico delle leggi sanitarie) 1 L'articolo 337 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, è sostituito dal seguente: «Art. 337. -- 1 . Le regioni, di intesa con gli enti locali interessati e in conformità al parere del Consiglio delle autonomie locali, predispongono, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, piani regionali per individuare gli ambiti territoriali ottimali per i crematori. 2 . Gli ambiti territoriali ottimali per i crematori, definiti in base alle cremazioni previste nell'arco di almeno venti anni, tengono conto dei crematori già esistenti. In attuazione del piano regionale, i comuni interessati adeguano il loro piano cimiteriale, quale necessario strumento della pianificazione locale. 3 . I cimiteri e i crematori possono: a) essere realizzati dai comuni, anche secondo le forme associative loro consentite, o, limitatamente ai crematori, da operatori pubblici o privati che comprovano il possesso di idonee garanzie sulla propria solidità economica e finanziaria e che si obbligano alla sottoscrizione di garanzia a favore del comune e ad operare sotto la vigilanza del comune stesso; b) essere gestiti dagli enti locali, anche in forma associativa, nelle forme consentite dalla normativa sui servizi pubblici locali. Limitatamente ai crematori, tali servizi possono essere gestiti anche da enti morali senza fini di lucro, che hanno tra i propri scopi il servizio della cremazione, sotto la vigilanza dei comuni sede degli impianti. 4 . I soggetti affidatari, pubblici o privati, che intendono gestire un cimitero o un crematorio, comprovano il possesso di idonee garanzie sulla propria solidità economica e finanziaria e si obbligano alla sottoscrizione di garanzia a favore del comune competente per territorio, nei modi stabiliti dall'articolo 1 della legge 10 giugno 1982, n. 348, e successive modificazioni. 5 . Sotto il profilo igienico-sanitario i cimiteri sono posti sotto la sorveglianza dell'autorità sanitaria individuata dalle regioni. 6 . La gestione dei servizi cimiteriali realizzata da soggetti pubblici è incompatibile con l'attività di onoranze funebri e con l'attività commerciale marmorea e lapidea al cimitero. Esulano dai servizi cimiteriali di cui al periodo precedente le operazioni di tumulazione o chiusura del loculo, inumazione, estumulazione, traslazione ed esumazione nelle tombe e nei loculi privati». 4 (Sostituzione dell'articolo 338 del testo unico delle leggi sanitarie) 1 L'articolo 338 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Art. 338. -- 1 . I cimiteri sono collocati alla distanza di almeno 200 metri dal centro abitato. È vietato costruire o ampliare intorno ai cimiteri nuovi edifici entro il raggio di 200 metri dal perimetro dell'impianto cimiteriale, quale risultante dagli strumenti urbanistici vigenti nel comune o, in difetto di essi, comunque quale esistente in fatto. Nell'adozione di nuovi strumenti urbanistici, questi riportano obbligatoriamente il vincolo di rispetto cimiteriale. 2 . Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai cimiteri militari di guerra quando sono trascorsi dieci anni dal seppellimento dell'ultima salma. 3 . Chiunque contravvenga alle disposizioni di cui al comma 1 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 20.000 euro a un massimo di 60.000 euro ed è tenuto inoltre, a sue spese, a demolire l'edificio o la parte di nuova costruzione, salvi i provvedimenti di ufficio del comune in caso di inadempienza. 4 .