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I due capolavori, tuttora oggetto di accese controversie interpretative tra gli specialisti, sono subito assurti ad emblema di quel prestigioso istituto del Ministero della cultura e della Calabria tutta, oltre al fatto che il loro recupero rappresenta una pietra miliare nello sviluppo dall'archeologia subacquea in Italia; considerato che: la celebrazione del 50° anniversario del recupero dei "bronzi di Riace" è senza dubbio un appuntamento importante per la vita culturale del Paese e in particolare della Regione che li custodisce; ci si attenderebbe, allora, che il museo statale reggino avesse un ruolo guida e propulsivo in tale importante occasione, sia agendo di propria iniziativa, sia con l'ineludibile concorso (scientifico, organizzativo e finanziario) del superiore Ministero, magari anche attraverso la Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo; ad oggi, in realtà, se si escludono il fatto che le iniziative afferenti all'importante ricorrenza si svolgeranno a cavallo degli anni 2022-2023, da estate ad estate, e che la Regione Calabria spenderà 3 milioni di euro, non sussistono altre certezze; nessuna, ed è quanto interessa in questa sede, in merito al programma completo delle attività eminentemente culturali e di quelle con più spiccato carattere divulgativo promosse dal museo e dal Ministero di riferimento, sia singolarmente, sia facendo rete con gli enti locali; museo e Ministero non sembrerebbero, in effetti, avere preso in mano per tempo le redini del gioco, tanto è vero che, non essendo pervenuta a Roma da amministrazioni pubbliche o istituzioni culturali calabresi, entro la data fissata dalla competente Direzione generale (30 aprile 2021), alcuna richiesta di contributi da concedersi mediante l'istituzione di comitati ed edizioni nazionali, non sono stati assegnati né appostati fondi ad hoc ; quanto alla recente assunzione del coordinamento delle iniziative locali da parte della Città metropolitana di Reggio Calabria, l'ente intermedio non ha dato, finora, l'impressione di tenere in debito conto l'importanza (e la delicatezza) di quel grumo di valori culturali che sono i bronzi di Riace, della loro dimensione internazionale e delle conseguenti ricadute di immagine, delle plurime sensibilità e delle esigenze di diversa natura dei vari attori coinvolti: così, il comunicato stampa che dava conto della scelta, da parte dell'ente medesimo, della madrina della prima iniziativa (svolta al castello Aragonese), si è ripercosso sull'immagine del museo e del Ministero senza punto giovare loro, anzi innescando vivaci polemiche (si veda "Taglio del nastro per 'L'incanto' al Castello. Anna Falchi: 'Bellissimo tornare a Reggio'" e "Cinquantenario dei Bronzi, Cagliostro: 'Niente polemiche e tutti al lavoro'" su "citynow"; "Se Anna Falchi è la madrina dei Bronzi di Riace" su "quotidianodelsud"") sul presupposto che fossero informati e consenzienti; valutato che: oltre alla prematura scomparsa del comitato scientifico istituito dal direttore nell'estate 2021 proprio per affrontare il 50° anniversario della scoperta dei bronzi di Riace (godrebbe invece di buona salute, seppur ancora ripiegato su se stesso, quello istituito più di recente dalla Regione Calabria), e alla saggia rinuncia, pare, all'infelice "marchio" presentato in anteprima alla Borsa del turismo archeologico di Paestum a fine novembre 2021, non sembra avere giovato alla causa delle celebrazioni del cinquantenario neppure l'apporto del comitato scientifico del museo stesso; il Ministro lo ha rinnovato il 19 gennaio 2022, dopo il primo lustro, confermando i professori universitari Eligio Daniele Castrizio e Maurizio Paoletti, nonché nominando ex novo Valeria Parisi (docente all'università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli") (si veda "Valeria PARISI" su "letterebeniculturali.unicampania"), in attesa che la "Regione Campania" indichi un proprio rappresentante a completamento della rosa e consenta così a quell'organo di avviare le proprie attività (si veda "D.M. 16 19/01/2022 Nomina del Comitato Scientifico del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria" su "beniculturali") , ma il cessato comitato scientifico era stato convocato l'ultima volta a luglio 2019; dopo, per due anni e mezzo, il nulla; in aggiunta, pare che l'ingerenza del consiglio di amministrazione del museo nell'attività del comitato scientifico, che avrebbe sovente condizionato le scelte del direttore stroncando suggerimenti provenienti dall'organo per sua natura deputato al supporto culturale, abbia molto complicato il quadro, facendo emergere limiti gestionali che si aggiungono a quelli da più tempo palesi; basti ricordare, e con particolare rammarico, dato il surplus di visitatori che, a mezzo secolo dal ripescaggio dei bronzi di Riace, giungeranno a Reggio, come attualmente il servizio bookshop del museo sia inesistente, dopo l'estromissione dell'editore Laruffa (ultimo "affidatario" in ordine di tempo), senza prospettive note di assegnazione ad alcun nuovo operatore economico. Come il Ministero intenda far fronte, ormai fuori tempo massimo, al desiderio di conoscenza stimolato, negli utenti, dalla visione dei celebri guerrieri e delle altre importanti antichità esposte nel prestigioso "museo della Magna Grecia", resta un mistero, si chiede di sapere: se, ricorrendo il 50° anniversario della scoperta dei bronzi di Riace, il Ministro in indirizzo non condivida la preoccupazione che le straordinarie opportunità (di ordine culturale ma anche economico) offerte al Paese da celebrazioni adeguate all'importanza sovranazionale di detti capolavori dell'arte classica possano andare sprecate anche per quella che agli interroganti pare una forma di ignavia dei vertici ministeriali, ormai adusi ad una così totale indifferenza nei confronti degli istituti autonomi da lasciar loro gestire, che ne siano capaci o no, persino occasioni di eccezionale importanza per l'intera comunità nazionale; come intenda rimediare al grave ritardo accumulato fin qui e impegnarsi per accendere finalmente riflettori che pongano al centro dell'attenzione mediatica mondiale i bronzi di Riace, da annoverarsi senza meno tra le punte di diamante dello straordinario patrimonio culturale dello Stato. Atto n. 3-03172 GARAVINI Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale Premesso che: il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione è stato avviato con la legge 7 agosto 2015, n. 124, dal Governo Renzi, ed è stato ripreso dai successivi Governi con l'obiettivo meritorio di rendere la pubblica amministrazione più efficiente ed accessibile, continuando a procedere nell'implementazione anche nei mesi di lockdown ;