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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, come abbiamo già fatto alla Camera dei deputati e in 7 a Commissione al Senato, preannuncio il voto favorevole e convinto di Fratelli d'Italia sul provvedimento in discussione, che modifica l'articolo 142 del testo unico del regio decreto del 31 agosto del 1933, n. 1592. Il tempo passa, va avanti e le esigenze degli studenti universitari mutano. Il provvedimento consente agli studenti universitari di potersi iscrivere contemporaneamente a due facoltà. Ci siamo battuti alla Camera dei deputati nella nostra qualità di opposizione moderna e responsabile, che non è mai contro la Nazione, ma è capace di offrire il suo contributo per migliorare tutti i provvedimenti. Ci fa piacere che siano stati riconosciuti alcuni principi che noi sostenevamo fortemente. Mi riferisco in particolare a due di essi. È anzitutto molto importante aver inserito durante l'esame del provvedimento alla Camera l'alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Come abbiamo sempre sostenuto, le accademie e i conservatori devono avere un riconoscimento fondamentale al pari delle università, così come le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica. Questo potenziamento, volto ad equiparare sempre di più le AFAM alle università, è nel nostro progetto politico che riguarda l'istruzione. Troviamo poi giusto l'articolo che tratta del diritto allo studio, stabilendo che chi si iscrive a due corsi contemporaneamente possa beneficiare degli stessi strumenti e servizi previsti per una sola iscrizione. Ci pare una disposizione di buon senso per evitare troppi oneri in un settore dove i fondi, come si sa, sono troppo spesso inadeguati. Ci troviamo analogamente profondamente d'accordo quando, all'articolo 4, viene stabilito che non è possibile iscriversi a corsi che prevedano il conseguimento di lauree che richiedono una particolare applicazione e una particolare capacità di concentrazione, come nel caso per esempio della facoltà di medicina. È evidente che abbiamo corsi differenti a fronte dei quali ci vuole una particolare attenzione per monitorare le iscrizioni. La nostra preoccupazione si riferiva al fatto che la possibilità di iscriversi a due corsi riguardasse tutti senza differenze; ciò ovviamente non andrebbe a premiare la meritocrazia e la serietà di uno studio con riferimento a corsi particolari nei quali sicuramente non si può perdere la concentrazione. Alla luce dell'articolo 4, quindi, abbiamo sostanzialmente approvato e accolto questa modifica, in base alla quale il Ministero dell'università, con decreto, sentiti il Consiglio universitario nazionale (CUN) e la Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI), organi importanti per quanto riguarda l'università, dovrà monitorare i corsi che richiedono la frequenza obbligatoria. Questo è molto importante e anche l'ordine del giorno che abbiamo presentato alla Camera si collegava strettamente a questo discorso. Il voto del Gruppo Fratelli d'Italia sarà favorevole, perché riteniamo che questo provvedimento offra opportunità agli studenti universitari e rappresenti un altro tassello per costruire la nostra università, per far sì che i giovani non siano più costretti ad emigrare all'estero e mettano le loro forze e i loro cervelli a disposizione della nostra Nazione. (Applausi) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, signora Ministra, signor Sottosegretario, siamo contenti oggi perché approvando questo provvedimento - mi auguro all'unanimità - andiamo finalmente a rimuovere un vincolo che non aveva assolutamente più senso. Questo provvedimento infatti nasce dalla necessità di adeguare la normativa italiana a quella della maggior parte degli ordinamenti degli altri Paesi europei, che riconoscono agli studenti la facoltà di iscriversi contemporaneamente a più di un corso di studi, favorendo multidisciplinarietà e interdisciplinarietà tra i saperi. Si tratta di caratteristiche indispensabili oggi per rispondere in modo adeguato alla complessità e alla velocità con cui si trasforma il mondo. Sono anni che leggiamo e analizziamo i risultati delle ricerche e discutiamo delle difficoltà del nostro sistema di rispondere alla sfida di un tempo, che è anche quella di rispondere alla velocità di questo tempo. Per questo è importante questo disegno di legge, che abroga finalmente il divieto di iscrizione contemporanea a più corsi di istruzione superiore, disposto da un regio decreto del 1933, cioè un secolo fa, un'altra epoca, in cui vigevano altri canoni formativi, fondati su una rigidità considerata caratteristica fondamentale per una buona istruzione, che doveva essere soprattutto selettiva prima che inclusiva. Oggi quel divieto è chiaramente incomprensibile e mostra tutti i suoi limiti. Ministra, nella scorsa legislatura ci avevamo provato, nel 2014 avevamo depositato una proposta di legge a prima firma di Marco Meloni, ma che era stata immediatamente sottoscritta da Maria Chiara Carrozza e da Flavia Piccoli Nardelli. Noi membri della 7 a Commissione di allora la guardavamo con grande interesse, ma era un'altra stagione, non c'era stata quella possibilità ed è stato molto bello il lavoro che l'altro ramo del Parlamento in questa legislatura ha fatto con il relatore Alessandro Fusacchia e con la partecipazione di tutti i Gruppi, che hanno davvero dimostrato una volontà di raccontare quello che già fuori stavano chiedendo tantissimi ragazzi, quindi raccogliendo l'esperienza esterna e portandola nelle Aule parlamentari. È chiaro, quindi, che siamo particolarmente contenti del risultato di oggi, perché pensiamo che questa sia una scelta per i giovani, perché offre loro l'opportunità di scegliere liberamente di sviluppare la capacità di elaborare competenze complesse e multiple, indispensabili in quest'epoca di grandi trasformazioni. Ci abbiamo provato dalla scorsa legislatura e ci sembra oggi di aver fatto un grande passo in avanti, in una stagione che ha cambiato il volto dell'università, perché l'ultima volta che l'abbiamo vista qui, Ministra, stavamo proprio votando il provvedimento sulle lauree professionalizzanti abilitanti, che è un altro segmento importantissimo, che porta il nostro Paese ed i nostri ragazzi ad essere più competitivi con i loro cugini europei. Ora, questa norma che viene così abrogata potrebbe anche dare il segnale e il via a un processo di cambiamento complessivo della modalità con cui intendiamo in generale gli apprendimenti. Lo dico anche al sottosegretario all'istruzione Sasso, perché questo pensiero, che voglio condividere con voi oggi, riguarda anche la scuola. Probabilmente una fondata ragione dei bassi risultati rilevati con le prove OCSE-PISA e Invalsi, in alcuni territori e in alcuni indirizzi di studio dei diversi ambiti, è anche frutto di una didattica ancora troppo poco incentrata sulla commistione dei saperi; una didattica che in alcune realtà non è riuscita ancora a innovarsi e a rinnovarsi. Forse dobbiamo davvero puntare tanto sulla formazione degli insegnanti in questa direzione, per costruire un modello di scuola diverso. L'ex ministro Berlinguer, che alla bellezza di novant'anni continua fortunatamente a parlare di scuola, ci ricorda sempre che dovremmo dimenticarci del sapere scandito dal suono della campanella.