[resaula]

se presso le strutture richiamate vi siano in dotazione guanti e mascherine, se vengano poste in essere tutte le azioni volte a sanificare gli ambienti e se vengano effettuati con regolarità gli esami per diagnosticare precocemente la presenza di malati di COVID-19; quale sia il numero totale di persone ospitate presso le medesime strutture, i dati totali dei decessi e quanti dovuti a COVID-19 nel periodo compreso tra gennaio e fine aprile 2020. Atto n. 4-03294 PILLON Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 3 dicembre 2019 veniva depositata una interrogazione (atto 4-02570) al Ministro della giustizia, che ancora non ha ricevuto risposta; dalla suddetta data la situazione non risulta essere migliorata, anzi negli ultimi mesi la madre ha posto in essere comportamenti ostruzionistici alla relazione genitoriale padre-figlio; nonostante in data 9 aprile 2020 il Tribunale di Nocera Inferiore, su istanza dell'avvocato del padre, abbia emesso un provvedimento immediatamente esecutivo per il ripristino della relazione genitoriale padre-figlio, disponendo un intervento educativo domiciliare dei servizi sociali, in caso di mancato adempimento da parte della madre, la madre ha impedito anche i contatti telefonici o in videochiamata e ha bloccato l'utenza telefonica del padre; i servizi sociali non sono intervenuti per attivare il servizio disposto dal giudice; inoltre, a seguito della denuncia per conflitto di interessi presentata da parte del marito, per avere l'avvocato di parte avversa altresì l'incarico di sindaco del comune di residenza della moglie, con la conseguente rinuncia al mandato di difensore da parte di quest'ultimo, l'incarico è stato conferito alla sorella dello stesso, che lavora nel medesimo studio legale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adottare iniziative volte ad accertare le ragioni della mancata attuazione del provvedimento del giudice; se intenda, per i profili di propria competenza, verificare la sussistenza di presupposti per una potenziale condizione di conflitto di interessi anche dell'attuale avvocato della madre, per le ragioni esposte in premessa. Atto n. 4-03295 STABILE VITALI Al Ministro della salute Premesso che: a causa dell'emergenza COVID-19 le residenze per anziani e le strutture ospedaliere sono diventate in molte regioni delle vere e proprie «polveriere», essendo emerso che una quota rilevante dei contagi si produce in queste strutture; in Italia, secondo i dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità, dall'inizio dell'epidemia, sono migliaia i professionisti sanitari che hanno contratto un'infezione da COVID-19 e aumentano giornalmente gli operatori morti per Coronavirus con un elenco dei «caduti»; in tutto il territorio nazionale si susseguono le segnalazioni di casi di contagio di operatori sanitari, in prima fila contro la pandemia da COVID-19, e parrebbe che la situazione nella quale i sanitari si trovano sia così grave in quanto, oltre all'evidente sovraccarico di lavoro, si ritrovano spesso privi di dispositivi di protezione adeguati, quali guanti, tute e mascherine, verosimilmente a causa della scarsità di forniture, e la situazione rischia di aggravarsi nei prossimi giorni; per gli operatori sanitari che hanno avuto un contatto stretto con un paziente positivo al COVID-19 non si applica la misura della quarantena, per cui questi proseguono l'attività lavorativa e rischiano quindi di divenire essi stessi fonte di diffusione del virus fra i degenti; il numero dei contagi e dei decessi in rapporto alla popolazione evidenzia a Trieste una situazione di gran lunga peggiore che nel resto della regione Friuli-Venezia Giulia: dai dati nazionali e regionali della Protezione civile in data 28 aprile risultano 528 casi totali ogni 100.000 abitanti, con una letalità dell'11,40 per cento, mentre la media per le altre province è di 179 casi ogni 100.000 abitanti, con letalità 7,74 per cento; a Trieste i dipendenti dell'Azienda sanitaria contagiati, secondo quanto riportato dalla stampa locale il 23 aprile 2020 sarebbero stati 150 e quelli in sorveglianza attiva per esposizione al contagio 1.300 su un totale di 3.500, ma sinora non vi sono state comunicazioni da fonti istituzionali; in entrambi gli stabilimenti ospedalieri facenti capo all'ASUGI vi sono stati reparti gravemente colpiti, fra questi la Geriatria dell'ospedale Maggiore e la Medicina d'Urgenza di quello di Cattinara, che per questo è stata chiusa temporaneamente; il contagio da COVID-19 all'interno delle strutture sanitarie a Trieste induce a ipotizzare che vi sia stata una carente attuazione di misure di prevenzione per evitare i rischi pandemici e suggerisce che i modelli organizzativi adottati dall'Azienda sanitaria non abbiano funzionato adeguatamente; i reparti dedicati ai malati COVID-19 sono distribuiti nei due ospedali facenti capo all'ASUGI; in particolare l'ospedale di Cattinara non sembra strutturalmente idoneo alla netta separazione dei percorsi COVID-19 e non; particolare attenzione andrebbe rivolta ai percorsi dei pazienti, a quelli degli operatori, che risulta alternino turni in reparti COVID-19 e non, ai servizi di confezionamento e distribuzione pasti, a quelli di lavanderia e agli spogliatoi; l'insufficiente numero di tamponi eseguiti nelle prime fasi dell'epidemia e il ritardo nella refertazione, il tardivo stoccaggio ed approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuali, come segnalato anche dalle organizzazioni sindacali, insieme alla tardiva diffusione di procedure chiare e uniformi ha verosimilmente contribuito in modo rilevante alla diffusione del virus ; nel merito, una circolare della Direzione sanitaria degli ospedali di Trieste, del 17 aprile u.s., ha riservato l'utilizzo di tute tyvek , mascherine FFP3 e calzari o sovrascarpe solo per sale operatorie, rianimazione, recovery room , terapia intensiva postoperatoria e terapia semintensiva pneumologica. In questo modo si sono ridotte le protezioni per reparti COVID -19 non intensivi, quali Medicina Clinica, Geriatria e Infettivi, che prima della circolare usavano le tute tyvek ; anche il Pronto Soccorso e Medicina d'Urgenza, dove in precedenza venivano utilizzate le tute tyvek , non è compreso nell'elenco delle strutture per cui tale dispositivo è previsto; al fine di scongiurare il continuo aumento del numero di pazienti e operatori sanitari contagiati in questi ospedali, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire una maggiore protezione ai pazienti e agli operatori sanitari coinvolti quotidianamente in prima linea per le cure necessarie ai pazienti COVID-19 all'interno delle aziende ospedaliere, e in particolare a Trieste, e se non ritenga opportuno assumere ulteriori iniziative volte a ispezionare gli ospedali di Cattinara e Maggiore al fine di verificare che all'interno delle strutture sanitarie i modelli organizzativi adottati dall'Azienda sanitaria per la sicurezza dei lavoratori e per il contenimento della pandemia siano efficaci e adeguati. Atto n. 4-03296 RIZZOTTI Al Ministro della salute Premesso che: