[normattiva_dump]

Non più di 10 valori medi giornalieri all'anno possono essere scartati a causa di disfunzioni o per ragioni di manutenzione del sistema di misurazione in continuo. Per le misurazioni periodiche, la valutazione della rispondenza delle misurazioni ai valori limite di emissione si effettua secondo i seguenti metodi: Parametro Metodo Temperatura UNI EN ISO 16911:2013 Pressione UNI EN ISO 16911:2013 Velocità UNI EN ISO 16911:2013 Portata UNI EN ISO 16911:2013 Umidità UNI EN 14790:2006 Ossigeno (O2) UNI EN 14789:2006 Acido Cloridrico (HCl) UNI EN 1911:2010 Acido Fluoridrico (HF) ISO15713 : 2006 Ossidi Di Azoto (NOx) Espressi Come NO2 UNI EN 14792 : 2006 Ammoniaca (NH³) EPA CTM-027 : 1997 Biossido Di Zolfo (SO2) UNI EN 14791:2006 Monossido Di Carbonio (CO) UNI EN 15058:2006 TOC Espresso Come C UNI EN 12619 : 2013 PCDD/PCDF Come (Teq) UNI EN 1948-1,2,3 : 2006 PCB-Dl come (Teq) UNI EN 1948-1,2,3,4 : 2010 IPA ISO 11338 -1 e 2:2003 Polveri UNI EN 13284-1:2003 Mercurio (Hg) UNI EN 13211:2003 Metalli Pesanti (As,Cd, Cr, Co, Cu, Mn, Ni, Pb, Sb, Tl, V) UNI EN 14385:2004 In caso di misure discontinue, al fine di valutare la conformità delle emissioni convogliate ai valori limite di emissioni, la concentrazione è calcolata preferibilmente come media di almeno tre campionamenti consecutivi e riferiti ciascuno ai periodi di campionamento indicati all'Allegato 1, lettera A nelle condizioni di esercizio più gravose dell'impianto. D. ACQUE DI SCARICO DALL'IMPIANTO DI COINCENERIMENTO E RELATIVE NORME SU CAMPIONAMENTO, ANALISI E VALUTAZIONE Per gli impianti di coincenerimento valgono le disposizioni dei paragrafi D ed E dell'Allegato 1, relative agli impianti di incenerimento. Allegato 3 al Titolo III-bis alla Parte Quarta NORME TECNICHE PER IL COINCENERIMENTO DEI PRODOTTI TRASFORMATI DERIVATI DA MATERIALI DI CATEGORIA 1, 2 E 3 DI CUI AL REGOLAMENTO (CE) 1069/2009. 1. Tipologia: Prodotti trasformati e derivati da materiali di categoria 1, 2 e 3, ivi compresi i grassi; partite di alimenti zootecnicì contenenti frazioni dei materiali predetti. 1.1 Provenienza: impianti di trasformazione riconosciuti ai sensi del regolamento (CE) 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, per le partite di alimenti zootecnici contenenti frazioni dei materiali predetti è ammessa qualsiasi provenienza 1.2 Caratteristiche: a) farina proteica animale e/o alimenti zootecnici aventi le seguenti caratteristiche: P.C.I. sul tal quale 12.000 kJ/kg min; umidità 10% max; ceneri sul secco 40% max. b) grasso animale avente le seguenti caratteristiche: P.C.I. sul tal quale 30.000 kJ/kg min; umidità 2% max; ceneri sul secco 2% max. I parametri di cui ai punti a) e b) devono essere documentati dal produttore in aggiunta alla documentazione sanitaria prevista dalla vigente normativa. 1.3 Il coincenerimento con recupero energetico, comprende anche la relativa messa in riserva presso l'impianto. Durante tutte le fasi dell'attività devono essere evitati il contatto diretto e la manipolazione dei rifiuti di cui al punto 1.2, nonché qualsiasi forma di dispersione ambientale degli stessi. " Note all'art. 27: Il testo della pagina di riepilogo degli allegati alla Parte Quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, citato nelle note alle premesse, cosi come modificato dal presente decreto così recita: "ALLEGATI AL TITOLO I DELLA PARTE QUARTA ALLEGATO B - elenco non esaustivo delle operazioni di smaltimento ALLEGATO C - elenco non esaustivo delle operazioni di recupero ALLEGATO D - elenco dei rifiuti ALLEGATO E ALLEGATO F - Criteri da applicarsi sino all'entrata, in vigore del decreto interministeriale di cui all'art. 226, comma 3 ALLEGATO I - caratteristiche di pericolo per i rifiuti ALLEGATO L - Esempi di misure di prevenzione dei rifiuti". Il testo dell'allegato L alla Parte Quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, citato nelle note alle premesse, cosi come modificato dal presente decreto così recita: "Allegati alla Parte Quarta Allegato L - Esempi di misure di prevenzione dei rifiuti MISURE CHE POSSONO INCIDERE Sulle CONDIZIONI GENERALI RELATIVE ALLA PRODUZIONE DI RIFIUTI 1. Ricorso a misure di pianificazione o ad altri strumenti economici che promuovono l'uso efficiente delle risorse. 2. Promozione di attività di ricerca e sviluppo finalizzate a realizzare prodotti e tecnologie più puliti e capaci di generare meno rifiuti; diffusione e utilizzo dei risultati di tali attività. 3. Elaborazione di indicatori efficaci e significativi delle pressioni ambientali associate alla produzione di rifiuti volti a contribuire alla prevenzione della produzione di rifiuti a tutti i livelli, dalla comparazione di prodotti a livello comunitario attraverso interventi delle autorità locali fino a misure nazionali. MISURE CHE POSSONO INCIDERE Sulla FASE DI PROGETTAZIONE E PRODUZIONE E DI DISTRIBUZIONE 4. Promozione della progettazione ecologica (cioè l'integrazione sistematica degli aspetti ambientali nella progettazione del prodotto al fine di migliorarne le prestazioni ambientali nel corso dell'intero ciclo di vita). 5. Diffusione di informazioni sulle tecniche di prevenzione dei rifiuti al fine di agevolare l'applicazione delle migliori tecniche disponibili da parte dell'industria. 6. Organizzazione di attività di formazione delle autorità competenti per quanto riguarda l'integrazione delle prescrizioni in materia di prevenzione dei rifiuti nelle autorizzazioni rilasciate a norma della presente direttiva e della direttiva 96/61/CE. 7. Introduzione di misure per prevenire la produzione di rifiuti negli impianti non soggetti al Titolo III-bis alla Parte Seconda. Tali misure potrebbero eventualmente comprendere valutazioni o piani di prevenzione dei rifiuti. 7-bis Introduzione delle misure indicate nei documenti di riferimento sulle BAT per prevenire la produzione di rifiuti da installazioni soggette al Titolo III-bis alla Parte Seconda. Sono a tal fine pertinenti le operazioni di riutilizzo, riciclo, ricupero effettuate all'interno delle stesse installazioni in cui si generano i materiali. 8. Campagne di sensibilizzazione o interventi per sostenere le imprese a livello finanziario, decisionale o in altro modo. Tali misure possono essere particolarmente efficaci se sono destinate specificamente (e adattate) alle piccole e medie imprese e se operano attraverso reti di imprese già costituite.