[pronunce]

5.3.2.- Non sussisterebbero poi le paventate violazioni degli artt. 8 e 14 CEDU perché la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, e in particolare l'art. 9 - che, ai sensi dell'art. 6 del Trattato sull'Unione europea, ha assunto lo stesso valore giuridico dei trattati - e la CEDU (art. 12) rinviano, in materia familiare, all'ampio margine di apprezzamento delle legislazioni nazionali ed ai principi ivi affermati (è richiamata la sentenza della Corte di cassazione, sezione prima civile, 15 marzo 2012, n. 4184). 5.3.3.- La non omogeneità delle situazioni a confronto (matrimonio ed unione civile) in punto di celebrazione (art. 93 cod. civ. ) , di disciplina dei diritti ereditari, di filiazione ed adozione, sarebbe poi ostativa al riconoscimento della violazione dell'art. 3 Cost., nel rilievo pubblicistico da attribuirsi all'istituto matrimoniale. 5.3.4.- Si aggiunge nell'atto di intervento che la disposizione dell'art. 1, comma 27, della legge n. 76 del 2016 - diretta a consentire ai coniugi, in caso di rettificazione anagrafica del sesso, la conversione del matrimonio in unione civile - dovrebbe intendersi quale esito di una scelta ben precisa del legislatore, non costituzionalmente imposta ma, in quanto relativa ad area connotata da contenuti etici ed assiologici, perseguibile solo in via normativa previo bilanciamento tra i valori fondamentali in conflitto (si citano le sentenze di questa Corte n. 230 del 2020, n. 84 del 2016, n. 221 del 2015 e n. 161 del 1985). 5.4.- Quanto alle ulteriori questioni, la terza non sarebbe fondata, essendo possibile una interpretazione costituzionalmente orientata della norma censurata. Infatti, l'art. 1, comma 20, della legge n. 76 del 2016 stabilisce l'applicabilità delle disposizioni che si riferiscono al matrimonio e quelle contenenti le parole «coniuge», «coniugi», o termini equivalenti, ovunque ricorrenti (nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi), anche ad ognuna delle parti dell'unione civile. Sicché, sarebbe ben possibile interpretare la norma secondo la quale «l'atto di citazione è notificato al coniuge» come riferita anche all'altra parte dell'unione civile, che ha indubbiamente interesse ad essere messa in condizione di partecipare al procedimento di cui si tratta. La quarta e la quinta questione, concernenti l'accordo di conversione e la disciplina regolamentare sulla trascrizione del matrimonio, poi sarebbero non fondate, per le ragioni indicate con riferimento a quelle già esaminate, rispetto alle quali sarebbero, comunque, consequenziali.1.- Il Tribunale ordinario di Lucca, in composizione collegiale, dubita della legittimità costituzionale del «combinato disposto» degli artt. 1, comma 26, della legge n. 76 del 2016, 31, commi 3 e 4-bis, del d.lgs. n. 150 del 2011 e 70-octies, comma 5, del d.P.R. n. 396 del 2000, per contrasto con gli artt. 2, 3 e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione agli artt. 8 e 14 CEDU. 1.1.- Il giudice a quo riferisce di essere chiamato a pronunciarsi, nell'ambito di un giudizio di rettificazione anagrafica di attribuzione di sesso, sulla domanda di autorizzazione all'intervento chirurgico, strumentale alla riassegnazione del sesso, e di rettificazione anagrafica di sesso e nome, con ordine al competente ufficiale dello stato civile di trascrizione del matrimonio con il partner dell'attore, con il quale questi aveva in precedenza contratto unione civile. 1.2.- Ciò premesso, il Tribunale di Lucca solleva questioni di legittimità costituzionale: a) dell'art. 1, comma 26, della legge n. 76 del 2016, in riferimento all'art. 2 Cost., e, quali norme interposte nei termini di cui all'art. 117, primo comma, Cost., agli artt. 8 e 14 CEDU, nella parte in cui prevede che la sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso determina lo scioglimento dell'unione civile tra persone dello stesso sesso, senza alcuna possibilità di conversione in matrimonio previa dichiarazione congiunta dell'attore e dell'altro contraente, in caso di accoglimento della domanda di rettificazione, senza soluzione di continuità con il preesistente legame; b) ancora dell'art. 1, comma 26, della legge n. 76 del 2016, in riferimento all'art. 3 Cost., per l'ingiustificata disparità tra il trattamento riservato dalla norma allo scioglimento dell'unione civile omoaffettiva, in seguito a rettificazione anagrafica di sesso di uno dei contraenti, e quanto stabilito dal successivo comma 27 nel caso in cui la medesima fattispecie attraversi il legame di due persone eterosessuali, unite in matrimonio, e, quindi, là dove non estende, con la norma censurata, all'unione civile, analogo regime; c) dell'art. 31, comma 3, del d.lgs. n. 150 del 2011, in riferimento agli artt. 2 e 3 Cost., e, in qualità di norme interposte nei termini di cui all'art. 117, primo comma, Cost., agli artt. 8 e 14 CEDU, nella parte in cui non prevede che l'atto di citazione introduttivo del giudizio di rettificazione venga notificato anche all'altro contraente dell'unione civile; d) dell'art. 31, comma 4-bis, del d.lgs. n. 150 del 2011, aggiunto dall'art. 7 del d.lgs. n. 5 del 2017, sempre in riferimento agli artt. 2 e 3 Cost., e, in qualità di norme interposte, ai sensi dell'art. 117, primo comma, Cost., agli artt. 8 e 14 CEDU, nella parte in cui non prevede che anche la persona che ha proposto domanda di rettificazione di attribuzione di sesso e l'altro contraente dell'unione civile possano, fino alla precisazione delle conclusioni, con dichiarazione congiunta, resa personalmente in udienza, esprimere la volontà, in caso di accoglimento della domanda di rettifica, di unirsi in matrimonio, con eventuali dichiarazioni riguardanti il regime patrimoniale e la conservazione del cognome comune, nonché nella parte in cui non prevede che il tribunale, con la sentenza che accoglie la domanda, ordini all'ufficiale dello stato civile del comune di costituzione dell'unione civile, o di registrazione se costituita all'estero, di iscrivere il matrimonio nel relativo registro e di annotare le eventuali dichiarazioni rese dalle parti sulla scelta del cognome e del regime patrimoniale; e) dell'art. 70-octies, comma 5, del d.P.R. n. 306 del 2000, aggiunto dell'art. 1, comma 1, lettera t), del d.lgs.