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L'Italia ha una grande risorsa, che è l'acqua. Quante volte abbiamo letto o ascoltato che l'acqua è vita. L'Italia è un Paese verde e rigoglioso, cosa che fa dell'acqua una delle risorse principali anche per le energie rinnovabili, tanto che gran parte dell'energia viene prodotta da grandi centrali idroelettriche. Accade, però, che certa stampa, di fronte a delle norme più innovative e - devo dire - attese da ormai troppo tempo, si divida per cercare di schernire, come spesso fa, il lavoro del Governo. In questo provvedimento è stato inserito un emendamento alla Camera, che introduce una detrazione di imposta per chi installa vasi da bagno e rubinetteria, proprio per andare incontro alla necessità del risparmio idrico. Ecco, quella che voglio sottolineare oggi è la faziosità di una lettura politica di questa norma, che va travisare quella che è la sua reale finalità. Non toccate questa norma. L'Italia è uno dei Paesi dove si investe di più per il potenziamento della rete idrica a causa dei suoi problemi di dispersione. Secondo i dati Istat, il 37 per cento circa dell'acqua immessa nella rete viene dispersa. In alcune province italiane, si arriva addirittura al 60 per cento. In aggiunta a questo, gli italiani, con il proprio atteggiamento quotidiano nell'uso dell'acqua domestica, contribuiscono a disperdere ulteriormente preziose risorse idriche. Per questo credo che una norma che incentivi l'acquisto di rubinetterie che faranno risparmiare anche il 50 per cento dell'acqua domestica, che altrimenti andrebbe dispersa, siano i benvenuti. Mi direte che 20 milioni per finanziare questa norma sono pochi; intanto, è fondamentale averla inserita per la sua bontà intrinseca. Ovviamente lavoreremo per incrementare i fondi e far sì che migliaia di italiani possano ridurre i propri sprechi. Risparmiare acqua e ritrovarsi con sanitari e rubinetterie di ultima generazione non mi pare una situazione sulla quale ironizzare. È poco? Intanto, partiamo. Concludo, colleghi, auspicando che tutti ci si renda conto degli impegni che il Paese deve affrontare e che ci si cali nei panni del cittadino in difficoltà senza manie di protagonismo e distinguo che non hanno ragione di esistere. Pensiamo ai cittadini, ci hanno mandato qua per questo. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, anche questa volta devo cominciare ricordando che un ramo del Parlamento si trova nell'umiliante situazione e condizione di dover approvare un testo su cui non è potuto intervenire minimamente. Questa prassi del bicameralismo zoppo era presente anche prima dell'emergenza sanitaria; basta andare con la memoria alle ultime due leggi di bilancio. Il fatto però che tutte le forze politiche, una volta al governo, usino certe modalità, non è una buona giustificazione e non lo sarà fino a quando non verrà cambiata la Costituzione. Fino a quel giorno vigerà un sistema basato su due Camere che hanno uguali funzioni e prerogative e ogni forzatura in tal senso è una forzatura rispetto al corretto funzionamento democratico. Fatta questa premessa, Presidente, il testo che abbiamo letto va inscritto nel percorso cominciato a marzo per fronteggiare l'emergenza economica. Altri 40 miliardi di euro nel circuito produttivo e per le famiglie, cui, come sappiamo, seguirà presto un ulteriore scostamento di bilancio per indennizzare le categorie che soffrono per via delle restrizioni e delle limitazioni. Il mio pensiero va qui allo sci e alla montagna, su cui proprio in questi giorni si sta discutendo di quello che succederà dopo il 7 gennaio. Agli interlocutori istituzionali e al Comitato tecnico-scientifico (CTS) chiediamo soprattutto una cosa: risposte certe e in tempi brevi, non come l'ultima volta, che quando le Regioni hanno dovuto attendere quasi un mese per ottenere risposte dal CTS. La montagna richiede programmazione e non si possono cambiare le carte in tavola sempre all'ultimo minuto. Lo sci e il turismo invernale della montagna non sono solo svago, ma un'industria con una filiera molto profonda che dà lavoro a centinaia di migliaia di persone ed è incredibile che questa industria non venga considerata dal Governo. Purtroppo, al momento, io vedo al riguardo solo incertezze; incertezze sulle aperture e sui ristori. Ciò, colleghi del Parlamento e del Governo, è proprio inaccettabile. Tornando al provvedimento, la sensazione è che manchi un tema forte, un investimento di riferimento attorno a cui far ruotare tutto il resto. Più che una legge di bilancio con degli obiettivi posti in una visione strategica, appare, come dicevo prima, una nuova tappa del percorso di sostegno caratterizzato da uno spezzettamento delle risorse per finanziare una mole forse eccessiva di interventi. È ovvio poi che davanti a un numero così corposo di interventi se ne trovino di positivi, anche se resta più di un dubbio sull'efficacia e sull'impianto della legge. Mi riferisco in particolare alle misure per i lavoratori autonomi, la categoria forse meno raggiunta dallo sforzo di questi mesi, con i primi ammortizzatori sociali e la prospettiva di un anno senza incombenze fiscali per chi avrà segnato importanti cali di fatturato. Bene anche il rafforzamento del superbonus del 110 per cento a condizione che si rifletta anche sulle modalità di accesso perché l'impegno burocratico per attingere a questo beneficio fiscale è davvero molto gravoso, come denunciano praticamente tutti gli operatori del settore. Bene anche tutto il pacchetto di misure volto a rafforzare il potere d'acquisto delle famiglie, dalla conferma del taglio del cuneo fiscale all'assegno natalità, così come le agevolazioni tributarie per le assunzioni. In questa legge ci sono anche delle misure che interessano da vicino le autonomie e la mia Provincia autonoma di Bolzano. Mi riferisco alla norma sui requisiti linguistici per l'esercizio delle professioni sanitarie nel territorio provinciale, che - è bene ricordarlo - nasce per adeguare l'Italia alle direttive europee, e consentirà alla nostra Provincia di fronteggiare con maggiore efficacia la cronica carenza di personale. Penso anche alle risorse destinate allo sviluppo delle opere legate alle Olimpiadi invernali del 2026, così come alla norma di attuazione dell'accordo del 5 novembre 2020 tra Governo, Regioni a statuto speciale e Province autonome, con la riduzione di 100 milioni di euro del contributo alla finanza pubblica dovuto dalle Regioni a statuto speciale e dalle Province autonome, a titolo di compensazione per la perdita di gettito a causa dell'emergenza pandemica. È un piccolo segnale che il Governo dà alle autonomie, ma servono ancora sforzi molto più sostanziosi. Su questi punti, in particolare sulla norma delle professioni mediche, teniamo a ringraziare il Governo e la maggioranza per l'attenzione dimostrata. Il compromesso raggiunto è la riprova di un buon dialogo, che speriamo continui anche su altri temi, a cominciare da un maggiore impegno finanziario nel recovery plan per la montagna.