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I primi due sono morti sul colpo, il terzo poche ore dopo in ospedale, il centro traumatologico di Torino. Nell'incidente sono rimasti feriti un altro gruista, Mirzad Svrka, 39 anni, bosniaco e residente a Chivasso (Torino), e due passanti, un uomo di 33 anni e una donna di 61, ora ricoverati, in codice giallo, sempre al CTO; l'incidente a Torino ha fatto salire a 40 i morti sul lavoro soltanto in Piemonte nel corso del 2021. A livello nazionale (dati INAIL) i morti sul lavoro nei primi 10 mesi dell'anno sono stati 1.071, mentre le denunce di infortunio sono state 448.110 (con un aumento del 6,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020); considerando che: la sicurezza sul luogo di lavoro è un tema che richiede la massima urgenza e attenzione, e spesso l'unico modo per prevenire gli incidenti è il controllo. Perché l'azione sia più efficace è necessario l'effetto sorpresa, che si è sempre dimostrata la "regola aurea" delle verifiche su regolarità del lavoro e sicurezza degli addetti. È infatti grazie ai controlli che l'Ispettorato nazionale anche lo scorso anno ha scoperto che 7 aziende su 10 avevano addetti in nero o sfruttati, violavano le norme sugli orari, non erano in regola su prevenzione degli infortuni e fornitura di dispositivi di protezione; sul fronte della prevenzione esistono da sempre norme che hanno lo scopo di tutelare i lavoratori. La convenzione sull'ispezione del lavoro dell'Organizzazione internazionale del lavoro, datata 1947, diceva nero su bianco che gli addetti ai controlli possono "accedere liberamente senza preavviso, in ogni ora del giorno e della notte, in qualsiasi stabilimento". Nulla è cambiato su questo fronte con il decreto legislativo n. 124 del 2004 sulla riforma dei servizi ispettivi, né con la direttiva Sacconi del 18 settembre 2008, che puntava esplicitamente a un "costruttivo rapporto con gli operatori economici" e ad evitare "inutili intralci all'efficienza del sistema produttivo", attraverso una programmazione centralizzata delle ispezioni, ma sottolineava che se il datore di lavoro è messo "in preallarme rispetto a una visita ispettiva" questa "non potrà mai avere la stessa efficacia"; il 4 novembre 2021 il Governo ha approvato il disegno di legge sulla concorrenza che, tramite decreti legislativi da adottare entro 18 mesi dall'approvazione della legge, prevede la semplificazione e la razionalizzazione dei controlli sulle imprese, che non saranno più a sorpresa, ma preannunciati alle direzioni aziendali. In poche parole, prima di ogni controllo, ci dovrà essere una telefonata finalizzata a programmarli, a specificarne la natura, a individuarne i contenuti, i documenti necessari, i giorni in cui si arriverà, le risorse di cui si avrà bisogno. A giudizio degli interroganti si tratta di una misura senza senso in un Paese dove dilagano sfruttamento, lavoro nero e caporalato; peraltro anche a causa della spinta dei superbonus messi in campo con la pandemia, proprio il comparto delle costruzioni ha visto un'impennata di incidenti. Con l'intenzione di preavvertire le imprese dei possibili controlli, è evidente che si mette ulteriormente a rischio la sicurezza, mancando così l'obiettivo generale di tutelare i lavoratori, si chiede di sapere: se, a fronte della strage infinita degli innocenti periti sul lavoro, spesso anche a causa della denegata prevenzione, il Ministro in indirizzo non abbia il dovere di proporre l'inasprimento delle sanzioni, superando così la pericolosa norma appena approvata col decreto-legge concorrenza volta ad informare prima dell'arrivo degli ispettori; poiché le morti sul lavoro sono dette "bianche" ma di bianco, di innocente, non hanno proprio nulla, se ritenga necessario investire più di quanto si faccia ora nella formazione per la sicurezza, nella prevenzione, da sempre uno dei punti critici del Paese, per rendere gli ambienti lavorativi più sicuri; se ritenga opportuno intensificare le visite ispettive al di fuori dei canonici giorni o orari di lavoro, anche durante l'intera giornata lavorativa, in orario notturno e nei giorni festivi; se intenda incrementare l'organico degli ispettori preposti alla vigilanza; se, più in generale, ritenga di dover prevedere azioni opportune per l'individuazione dei nuovi ed emergenti rischi sul lavoro, per la messa a disposizione di strumenti e processi che possano fronteggiarli e per l'utilizzo delle nuove tecnologie nella prevenzione dei rischi. Atto n. 4-06383 CAMPARI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della salute Premesso che: fonti giornalistiche, riportate in settimanali di inchiesta, hanno destato particolare preoccupazione nella comunità di Parma, in quanto riferiscono di due casi che nuovamente riportano l'attenzione sull'operato dei servizi sociali presso l'Azienda unità sanitaria locale di Parma; il primo riguarda la gestione dei casi di figli minori e degli affidi assegnata a un soggetto transgender che, con il nome di Giulia, pubblicherebbe sul web foto non decorose e chiederebbe dei "regali"; la fonte si chiede se debba essere messa in discussione l'effettiva capacità del soggetto a svolgere la propria funzione, in quanto tali comportamenti sul web non si concilierebbero opportunamente con il ruolo ricoperto; il quotidiano allude, altresì, ad un'ipotizzata incompatibilità con lo svolgimento della funzione e, inoltre, al rischio, comunque non corroborato da prove oggettive, che vi possa essere una valutazione parziale in ordine alla scelta delle famiglie affidatarie; il secondo caso, appreso nel luglio di questo anno, afferisce alla vicenda di due genitori affidatari a cui sono stati sottratti i figli minori a seguito dell'accusa, repentinamente formulata da parte dei servizi sociali, di maltrattamenti e lesioni: i bambini sono stati, così, immediatamente allontanati e collocati in una casa famiglia per circa un anno e dopo alcuni anni di battaglie giudiziarie i genitori sono stati assolti da ogni accusa. A fronte di tali indagini la stampa, ancora una volta, ha dimostrato di non perdere tempo nel giungere a conclusioni affrettate e mettere l'indagato alla gogna mediatica, apostrofando "orchi" i genitori affidatari sui titoli di giornale; considerato che: determinate affermazioni vanno a ledere in primis la reputazione personale e professionale della persona, e mettono, inoltre, in dubbio anche l'efficacia del servizio, l'affidabilità e la correttezza delle procedure, e la sicurezza della presa in carico del minore;