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Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ), che si riserva di integrare il proprio intervento nel prosieguo della discussione, ritiene che anche con i decreti ristoro 1 e 2 emerga la medesima dinamica, anche se leggermente divergente per i tempi, ora più ristretti, che ha riguardato i decreti "Cura Italia" e "Rilancio". Rileva quindi la disorganicità degli interventi contenuti nel provvedimento, che per la destinazione dei contributi si limita a criteri molto selettivi, a fronte della necessità di interventi più generali capaci di coinvolgere l'intero tessuto economico. Invita infatti a considerare che molte città, soprattutto quelle a vocazione turistica, appaiono ormai vuote, con grave danno per l'intera economia locale. Peraltro, in tema di codici Ateco, molti altri ambiti, come segnalato da amministratori locali, risentono della chiusura, parziale o totale, delle attività individuate nell'Allegato 1, come nel caso delle lavanderie industriali con riferimento agli alberghi e ai ristoranti. In proposito, esprime perplessità per la previsione del comma 2 dell'articolo 1, che demanda a uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, ai soli fini del riconoscimento del contributo e nel limite di spesa di 50 milioni di euro per il 2020, l'eventuale individuazione di ulteriori codici Ateco riferiti a settori economici aventi diritto al contributo, a condizione che tali settori siano stati direttamente pregiudicati dalle misure restrittive introdotte dal DPCM del 24 ottobre 2020. Segnala poi le difficoltà del settore della distribuzione automatica, in prospettiva colpito da sugar e plastic tax , che attualmente vede un forte calo del fatturato a causa della diminuzione dei clienti, lavoratori e studenti, ora interessati dal lavoro agile e dalla didattica a distanza. Quanto al mercato immobiliare richiama una proposta del proprio Gruppo avanzata in occasione del decreto Cura Italia e non considerata dal Governo, che prevedeva una cedolare secca del 15 per cento per tutti gli affitti commerciali rinegoziati con una riduzione del 40 per cento del canone, che avrebbe portato benefici per entrambi i soggetti coinvolti. Rileva poi che il criterio del calo del fatturato non tiene in debito conto i costi fissi delle piccole e medie imprese e delle partite IVA, che pure permangono nonostante la crisi. Paradossale è la posizione dei proprietari di casa, già penalizzati dal blocco degli sfratti, che oltre a dover pagare l'IMU anche se l'immobile non è messo a reddito, sono costretti a subire una tassazione anche per i canoni di locazione non percepiti. In materia segnala l'articolo 8, che estende il credito di imposta previsto per i canoni di locazione e di affitto d'azienda (articolo 28 del decreto-legge n. 34 del 2020) anche per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020, ma solo per i settori la cui attività, a causa dell'evolversi della situazione epidemiologica, è stata sospesa con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, quando invece avrebbe dovuto avere un carattere più generale. Infine, sempre con approccio critico segnala l'articolo 9, che cancella la seconda rata IMU, ma solo per i proprietari di immobili che siano al contempo anche gestori delle attività beneficiate, esercitate nei medesimi immobili. Di questa limitazione dichiara di non comprenderne la ratio , oltre a quella di ridurne la platea e quindi l'onere per lo Stato. Il senatore SACCONE ( FIBP-UDC ) Il senatore SACCONE sottopone all'attenzione delle Commissioni riunite l'assenza, tra le attività rientranti nei codici ATECO che possono accedere ai contributi a fondo perduto, i provider sanitari, ossia quei soggetti che si occupano dell'aggiornamento, in presenza, del personale medico ed infermieristico. Nel preannunciare sul punto la presentazione di un apposito emendamento, auspica che l'esame di questo provvedimento rappresenti l'occasione per un effettivo confronto tra maggioranza e Governo da un lato ed opposizioni dall'altro. La senatrice RIVOLTA ( L-SP-PSd'Az ) si concentra sull'articolo 18, che peraltro stanzia una somma di 30 milioni di euro nel 2020 per consentire ai medici di medicina generale e ai pediatri di procedere all'effettuazione dei tamponi antigenici rapidi nel proprio studio o in una struttura esterna. Rileva, al riguardo, che è necessario mettere i medici nelle condizioni di svolgere tale attività in condizioni di sicurezza, evitando che le operazioni in questione rappresentino un veicolo di possibili infezioni. Ricorda che, in occasione del primo lockdown , in alcune realtà territoriali vennero impiegati dei volontari civici che affiancarono la protezione civile per garantire i presidi di sicurezza. Rimarca, quindi, l'esigenza di assicurare un adeguato livello di protezione, per esempio attraverso l'utilizzo di persone individuabili tra i percettori del reddito di cittadinanza. Si riserva poi di approfondire in un secondo intervento alcune criticità connesse alla copertura finanziaria di cui all'articolo 34 del decreto-legge. Infine, reputa opportuno un ripensamento circa l'equiparazione, ai fini dei divieti, di alcune attività con finalità terapeutica a quelle puramente ginnico-sportive. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il PRESIDENTE illustra l'elenco delle audizioni che si svolgeranno nella giornata di domani e di venerdì, in videoconferenza. Sull'ordine dei lavori interviene la senatrice FERRERO ( L-SP-PSd'Az ) in merito all'inserimento di alcuni soggetti nell'elenco delle audizioni. Il PRESIDENTE assicura che verranno fatte le opportune verifiche. Il senatore PICHETTO FRATIN ( FIBP-UDC ) interviene incidentalmente per stigmatizzare l'impossibilità, da parte del Parlamento, di conoscere nel dettaglio i contenuti dell'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante le ulteriori misure restrittive per fronteggiare l'emergenza epidemiologica. La senatrice RIVOLTA ( L-SP-PSd'Az ) si associa alle critiche sollevate dal senatore Pichetto Fratin, rilevando come i contenuti di quest'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri non siano ancora noti neppure agli amministratori regionali e locali che saranno poi chiamati a darvi attuazione. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il presidente D'ALFONSO rinvia ad altra seduta il seguito della discussione generale e fornisce alcune comunicazioni sullo svolgimento della audizioni previste, in sede di Uffici di Presidenza integrati, a partire dalla giornata di domani. Sulle modalità di svolgimento della audizioni sul decreto-legge in esame, si apre quindi un breve dibattito nel quale intervengono i senatori ERRANI ( Misto-LeU ), MARINO ( IV-PSI ), Roberta FERRERO ( L-SP-PSd'Az ), nonché i presidenti PESCO e D'ALFONSO . Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 17,20.