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In funzione di tale possibile prospettiva, la Commissione speciale ha esaminato, discusso e approvato l'emendamento 1.1, così come riformulato nel testo 2, alla luce del complesso delle proposte emendative presentate. È sotto gli occhi di tutti che, nel caso in cui non dovessero intervenire soluzioni di carattere straordinario, quali l'accesso di nuovi investitori e/o la partecipazione statale al capitale di Alitalia, sarà inevitabile assistere all'ennesimo fallimento della società, da cui conseguirebbero gravi e incontrollabili problemi occupazionali, sociali ed economici. Diventa pertanto irresistibile, e più che mai attuale, citare la famosa frase del grande Nietzsche: «Il rimedio è stato peggiore del male». (Applausi dal Gruppo M5S) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Vorrei rivolgere il saluto dell'intera Assemblea ai rappresentanti dell'Istituto di istruzione superiore «Francesco De Sanctis» di Sant'Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 297 PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, è con vero piacere che posso appellarla con questa tale qualifica in quest'Aula, dopo aver lavorato alcuni anni insieme. Il relatore ha riassunto con puntualità e precisione il lavoro della Commissione. Un modo di procedere che ha caratterizzato tutti i provvedimenti esaminati: 20 o 21 - il presidente Crimi mi correggerà, se ricordo male - che hanno registrato un consenso generale unanime, a testimonianza che c'è quindi la possibilità di lavorare insieme. Nell'ipotesi specifica, quello all'esame è stato forse uno dei pochissimi provvedimenti che, pur registrando un'unanimità di consensi, mi ha visto in disaccordo rispetto all'aggiunta di un comma. Tale disaccordo, che oggi non c'è - ragion per cui voterò a favore della conversione in legge di questo decreto-legge - nasceva da un solo elemento. Il comma che veniva aggiunto aveva una sua connotazione specifica che era corretta, ma la mia preoccupazione e quella del mio Gruppo era se fosse il caso di correre il rischio che quella aggiunta venisse interpretata come ipotesi di non correttezza nei confronti dei commissari laddove nel corso delle audizioni avevamo avuto una sequela manifestazione di consenso alla loro azione; un consenso peraltro confortato dai dati statistici ed economici che hanno caratterizzato la loro gestione. Perché avevo questa preoccupazione? Personalmente - ma credo di interpretare anche il pensiero di molti di voi, colleghi - sarei felice di poter avere un vettore italiano caratterizzato dalla bandiera italiana, ovvero una compagnia di bandiera, ma questo dovrebbe fare i conti con i costi e con la possibilità di continuare a gestirla. E allora, di fronte a tale impossibilità, dobbiamo tentare di avere un vettore che - sia pure non di proprietà dello Stato italiano, ma di altre compagnie - si caratterizzi per un'attenzione particolare alle necessità del nostro Paese. Il nostro Paese deve competere sotto il profilo della concorrenza turistica con Paesi come la Francia, la Spagna, ed altri Paesi del Mediterraneo e non può correre il rischio che i vettori vadano nei loro hub principali con la conseguente impossibilità di avere la gestione diretta sui nostri scali e sui nostri aeroporti. Vi è una necessità. Ebbene, se vi è una necessità di vendita, dobbiamo fare in modo che, contestualmente, vi sia un apprezzamento del mercato nei confronti di un marchio. Abbiamo una fortuna. Il marchio Alitalia, ancora oggi, nel mondo ha una sua caratterizzazione e una sua dignità, sia sotto il profilo della professionalità e capacità dei piloti che sotto il profilo della gestione del parco meccanico, se così posso chiamarlo. Abbiamo, cioè, la possibilità di insegnare agli altri come gestire la manutenzione degli aerei. Questo è un marchio che, quindi, ha un valore ancora oggi. Ciascuno di noi che ha un'esperienza minima di volo anche con altre compagnie, sa e riconosce come nel mondo dire Alitalia sia sinonimo di sicurezza: sicurezza nel volo, sicurezza nei mezzi. Una critica, sia pur sfumata, potrebbe allora togliere quella aureola di bravura che caratterizza l'Alitalia e che noi dobbiamo garantire per arrivare non solo ad una migliore vendita sotto il profilo del ritorno economico, ma una vendita che garantisca, attraverso gli accordi che possono essere assunti, un vettore che abbia caratteristiche molto simili a una compagnia di bandiera. Perché questo si realizzi è necessario un Governo forte, che abbia la capacità di dialogare su queste materie. Io credo che in questo momento vi sia molta difficoltà a riconoscere una capacità del Governo, sia di quello attuale o di quello che potrà nell'immediato futuro arrivare, anche se si fosse trattato di quello politico appena nominato. Occorre, invece, avere quel minimo di spatium deliberandi perché possa realizzarsi al meglio un obiettivo che io interpreto come comune dopo quello che abbiamo detto in Commissione e che qui ha ribadito il relatore. Per questo motivo io voterò a favore del provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lucidi. Ne ha facoltà. LUCIDI (M5S) . Signor Presidente, interveniamo oggi in quest'Aula in un clima surreale. Stiamo parlando di un argomento fondamentale per la nostra Nazione ma è chiaro che la nostra testa purtroppo è altrove. Cerchiamo di essere concentrati su un argomento altrettanto importante, ma è evidente che il clima è abbastanza surreale. Mi verrebbe quasi da dire che, anziché parlare di Alitalia, stiamo parlando di "Ah, l'Italia" per quei discorsi che abbiamo fatto fino ad ora. Mi permetto di dire una cosa a lei, signor Presidente, perché lei è la nostra rappresentante ed è stata eletta da noi. Io ho sentito applausi che rappresentano la stragrande maggioranza di quest'Assemblea e, secondo me, questo è un segnale importante. Mi ha molto toccato, non tanto come senatore ma come cittadino, sentire un'Aula ricoperta dalla maggioranza degli applausi e poi ascoltare quello che invece sta accadendo al di fuori di quest'Aula. Ma veniamo al tema di questo decreto-legge. Questo decreto-legge verrà convertito, non so da quale maggioranza. Non sappiamo chi sia seduto in quei banchi e se sia qualche reminiscenza di un partito che, molto probabilmente, a luglio scomparirà definitivamente dalla memoria degli italiani, oppure magari no. (Applausi dal Gruppo M5S) . È chiaro che gran parte dei problemi di cui stiamo discutendo è stato generato proprio da voi. È stato generato anche all'interno del Ministero dove la vice ministro Bellanova ha abitato in questi anni. Il Ministero dello sviluppo economico è centrale, a mio avviso. Mi sono occupato molto di questo Ministero perché al suo interno succedono cose molto interessanti: passano tutte le crisi aziendali del nostro Paese, che molto spesso sono state gestite con leggerezza, per usare un eufemismo, Vice Ministro. Con leggerezza è stato trattato il tema Alitalia. Questo lo diranno anche i miei colleghi fra poco anche nella nostra fase emendativa perché è un aspetto che traspare.