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Ci serve porre basi solide sulle quali poter impostare misure espansive già quest'anno con la prossima legge di bilancio, ma soprattutto in previsione dell'anno a venire, quindi per il 2020. Voglio tornare sul tema degli interessi. Ebbene, se continuiamo su questa linea, quindi con questi risparmi sugli interessi, nel 2020 potremmo arrivare addirittura all'1,7 per cento del rapporto deficit -PIL, logicamente non trascurando il fatto che dovremo fare il possibile per svincolarci dalle famose clausole di salvaguardia che appesantiscono - e appesantiranno, se non troveremo misure equivalenti - i conti pubblici. Voglio dire che non è una misura esclusivamente correttiva, ma questo assestamento ci ha permesso di fare grandi cose anche sulle misure strutturali utili al nostro Paese. Ad esempio, siamo riusciti a consolidare con mezzo miliardo in più il Fondo di sviluppo e coesione: si tratta di quei fondi che aiutano il nostro Paese, e soprattutto il nostro Meridione a fare grandi cose e a fare grandi investimenti. (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Lunesu) . Su questo abbiamo scommesso puntando altri 500 milioni. Per questo dobbiamo essere assolutamente coraggiosi e ben sperare per l'anno a venire. Maggiori spese stanno a testimoniare come la manovra di assestamento che ci apprestiamo a votare non sia concepita solo in termini correttivi, ma ci permette di fare altro. Signor Presidente, vorrei solo ricordare che il Movimento 5 Stelle negli ultimi anni, ma soprattutto in questo ultimo anno in cui l'attuale maggioranza è al Governo, è riuscito a fare grandi cose, ad esempio sul settore bancario. Non abbiamo del tutto cancellato ciò che è stato fatto negli anni passati, ma siamo riusciti a consolidare i conti delle banche. Questo grazie a misure che siamo riusciti comunque a correggere. Si vedano, ad esempio, le garanzie sui crediti deteriorati: siamo riusciti nelle ultime misure portate a termine a fare in modo che si limitasse quell'uso improprio su cui avevamo alcuni dubbi. Si tratta di una misura che ci ha permesso di consolidare i conti degli istituti bancari senza mettere le mani in tasca agli italiani. Questa è una cosa assolutamente importante. Siamo riusciti a prevenire situazioni di crisi: anche questa è una cosa molto importante. Dobbiamo continuare su questa scia. Parlando anche del fisco, mi riferisco a questo: abbiamo bisogno di fare una vera e propria disclosure , di individuare dove avviene l'evasione, ma non dobbiamo farlo con gli accertamenti: dobbiamo farlo in modo dolce. Siamo riusciti a farlo con la fatturazione elettronica e già i dati sulle maggiori entrate dell'IVA lo testimoniano, con un quasi più 5 per cento ogni mese. Dobbiamo continuare a fare la stessa cosa, ad esempio riuscendo a convincere i cittadini, i contribuenti e gli esercenti che si può aderire a una disclosure dolce, denunciare quanto si guadagna in modo dolce, con strumenti che possono, magari, incentivare sia i cittadini che gli esercenti e gli imprenditori a far emergere quei capitali, quegli introiti che attualmente non vengono dichiarati. Ebbene, lo si può fare con gli incentivi. Signor Presidente, in questo anno abbiamo fatto tantissime cose, che hanno portato, a mio avviso, a una giustizia sociale, a partire da quota 100 e dal reddito di cittadinanza. Siamo riusciti a riportare nella famiglia qualcosa in più in termini di serenità. Le famiglie possono veramente guardare in modo migliore il quotidiano, possono affrontare spese che prima non potevano fare. Siamo riusciti in questo modo a consolidare la domanda interna, che è molto utile, soprattutto per il nostro prodotto interno lordo e per le entrate fiscali. Analogamente, abbiamo fatto molto sul fronte della giustizia, non solo sociale, ma anche amministrativa, giustizia per i cittadini, giustizia per le famiglie. Con il cosiddetto decreto spazzacorrotti siamo riusciti veramente a fissare un punto di partenza, cosa che non era mai stata fatta negli ultimi anni. Siamo riusciti veramente a tenere lontano dall'amministrazione quelle persone che si sono comportate male verso la pubblica amministrazione e continuiamo su questa strada. Allo stesso tempo, con il codice rosso siamo riusciti a fare cose che negli anni passati non sia era riusciti a fare. Presidente, abbiamo chiuso il 2018 e ci apprestiamo a chiudere il 2019 veramente con delle vedute rosee; siamo contenti di ciò, perché stiamo portando avanti le iniziative che abbiamo promesso ai cittadini italiani, che abbiamo fissato in un contratto di governo, che veramente sono a buon punto e che stiamo portando a consolidamento. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale congiunta. Ha facoltà di parlare la relatrice sul disegno di legge n. 1387, senatrice Ferrero. FERRERO, relatrice sul disegno di legge n. 1387 . Signor Presidente, poiché gli interventi hanno riguardato in particolare l'assestamento e non ci sono state osservazioni sul rendiconto, non ho nulla da aggiungere rispetto alla mia relazione iniziale. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice sul disegno di legge n. 1388, senatrice Pirro. PIRRO, relatrice sul disegno di legge n. 1388 . Signor Presidente, a quanto pare siamo ancora costretti a spiegare perché questa non è una manovra correttiva. Visto che non vogliamo pensare che si tratti della solita critica strumentale, ribadiamo che il combinato disposto del decreto sulla finanza pubblica, approvato la scorsa settimana, e il disegno di legge sull'assestamento di bilancio ci ha consentito di recuperare 7,6 miliardi di euro per centrare l'obiettivo del rapporto deficit -PIL al 2 per cento nel 2019 e scongiurare la procedura di infrazione. Ma non si tratta minimamente di risorse ottenute da nuove tasse, da incremento di tasse o da tagli di spesa, bensì da minori spese e maggiori entrate rispetto a quanto preventivato. L'assestamento di bilancio ci consente, quindi, di agire su una solida base per proseguire con le nostre politiche economiche. Mi dispiace che le opposizioni indulgano su improbabili alchimie numeriche per negare gli ottimi risultati ottenuti sin qui dal Governo e dalla maggioranza che lo sostiene. Ci dite che lo 0,1 per cento di crescita del PIL nel 2019 sia troppo poco. Nessuno sostiene che l'Italia, che è la seconda manifattura d'Europa e la settima potenza mondiale, possa accontentarsi di questo ritmo di crescita; ma, a parte il fatto che noi contiamo di migliorare questa stima già nella seconda parte dell'anno, c'è da dire che tutto il contesto europeo è in rallentamento, con la Germania che stima una crescita intorno allo 0,5 per cento, e c'è da ricordare che venivamo da due trimestri negativi di fine 2018, eredità del precedente Governo.