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Un reset è quello che si aspettano i cittadini e a chi teme che questo riordino miri solo agli aspetti di rientro finanziario ricordo che il decreto-legge prevede una serie di misure per una più attenta e costante verifica del rispetto del livello delle prestazioni erogate, perché questo intervento, prima e più che a tutelare le finanze pubbliche, punta a risolvere la drammatica situazione della sanità calabra e a ripristinare il diritto alle cure. Qualche detrattore vede nel decreto-legge in esame una contraddizione con il percorso delle autonomie regionali. Penso invece che il principio del monitoraggio delle responsabilità e il regime sanzionatorio introdotto siano la migliore garanzia: proprio in presenza di uno Stato vigile e attento, che interviene tempestivamente e anche a livello preventivo contro la cattiva gestione, il regionalismo differenziato può non essere un azzardo. Parlavo di prevenzione perché, cari colleghi, dopo lustri e consiliature di degrado e decomposizione del sistema sanitario calabrese, nel decreto-legge in esame viene disposta un'anticipazione sul disegno di legge riguardante le nomine di dirigenza sanitaria, che per la prima volta in Italia verranno sottratte agli interessi estranei della partitocrazia e finalmente basate sul merito. È una rivoluzione: l'Italia che diventa normale. Spiace che alcuni siano schermati dietro il timore di incostituzionalità nell'emendamento votato alla Camera: hanno perso l'occasione di dimostrare coraggio. Lo stesso che abbiamo avuto nella soppressione dei vitalizi: anche in quel caso ci dicevano che era impossibile. Cambiamento significa fare qualcosa che altri ritenevano impossibile: avremo, dunque, dirigenti sanitari scelti da un apposito elenco, con competenze chiare e documentate, individuati da commissioni imparziali, dove sia abbattuto il rischio di manipolazioni ed accordi, come quelli che abbiamo visto emergere dalle intercettazioni che coinvolgono l'ex ministro Lotti, addirittura nel cuore dell'amministrazione della giustizia, per condizionare una nomina che riguardava le sue personali vicende giudiziarie. Questo ha colpito drammaticamente l'opinione pubblica, ha mostrato nudi i sistemi di potere che hanno governato fino a oggi. È un qualcosa che offende e mortifica moralmente, ma quando si parla di sanità fa letteralmente morire. Comincia invece a prendere forma l'Italia che può essere. Davvero, signor Presidente, l'Italia può. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Comunico che, previ accordi con il Governo e con la Camera dei deputati, le comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 giugno avranno luogo domani a partire dalle ore 16,30. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno VONO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VONO (M5S) . Signor Presidente, ieri il Consiglio regionale calabrese, dopo anni di silenzio sulla necessità di intervenire per la realizzazione delle infrastrutture viarie, ha sentito la necessità di polemizzare sui lavori del terzo megalotto della strada statale n. 106 Sibari-Roseto-Capo Spulico, con l'unica intenzione di continuare in una futile campagna denigratoria nei confronti del Governo. Colleghi, il Consiglio regionale calabrese, tutto, per pura ipocrisia, assenza di lungimiranza politica e mancanza totale di rispetto per i calabresi e per gli italiani che hanno diritto di usufruire sempre e non solo in vista di prossime consultazioni elettorali di infrastrutture percorribili in sicurezza per uno sviluppo vantaggioso del territorio, invece di considerare l'interesse di questo Governo per la realizzazione di quest'unica grande opera per il Sud Italia (un obiettivo raggiunto), pensa a denigrare il costante impegno del ministro Toninelli, che già con nota del luglio 2018, anche in seguito al mio personale interessamento e consegna di documentazione proprio su questa infrastruttura, affermava che si sta operando allo scopo di arrivare alle soluzioni migliori, senza consentire che ciò comporti alcun ritardo nell' iter dei lavori sull'importante arteria stradale. Per onestà intellettuale, il Presidente della regione Calabria avrebbe dovuto informare che l'impresa che possiede il 60 per cento delle partecipazioni del general contractor del megalotto è in crisi ed è prevista per il mese di luglio la decisione del tribunale di Roma in merito all'eventuale rilevazione da parte dell'altra impresa, detentrice del rimanente 40 per cento, dei lavori appaltati. Tuttavia oggi, grazie all'approvazione del decreto-legge sblocca cantieri, è possibile intervenire per gli interventi infrastrutturali prioritari e quindi in questo caso con la nomina di una figura ad acta con il potere di assumere ogni determinazione utile per il celere avvio dei lavori. Non si tratta quindi di una misura punitiva per umiliare la Calabria e il Sud e ritardare i lavori, come si vuole strumentalmente far credere, ma una misura necessaria per consentire la realizzazione di un'opera prioritaria per la viabilità stradale del Meridione. Dico allora alle forze politiche di ostruzione e agli esponenti politici della Regione Calabria, che sembrano affannarsi con mezzucci che riducono la nobile arte della politica a livello di baratto primitivo tra promesse vane e mance di voti, di pensare a elevare il livello della loro azione politica, affinché valga a riscattare i territori martoriati, ma dignitosi malgrado tutto e malgrado loro. Ai cittadini calabresi rivolgo l'invito a credere alla politica, la forma più alta di carità. (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. La ringrazio, senatrice Vono, il suo intervento è stato piuttosto chiaro. Siamo abbastanza rigorosi sul rispetto dei tempi concessi per lo svolgimento degli interventi di fine seduta. GRANATO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRANATO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questi giorni sta circolando in rete un gioco macabro. In una stanza ci sono uno studente e un professore: l'utente può scegliere uno strumento di tortura e far partire un video in cui l'alunno picchia l'insegnante. Le opzioni disponibili sono dieci. Il ragazzo può infierire violentemente sull'insegnante con una sedia, accoltellarlo, scaraventarlo da una finestra, tagliargli la giugulare, strangolarlo, avvelenarlo o dargli fuoco. Nel sito che pubblicizza il gioco, che si chiama «Don't whack your teacher», la presentazione è emblematica, sostenendo che questo macabro gioco on line consente di sfogare una forte rabbia contro una figura di autorità poco simpatica. Non possiamo pensare di attribuire scarsa importanza a questa iniziativa falsamente goliardica. Purtroppo, la cronaca attuale riporta moltissimi episodi di violenza, spesso efferati, che riguardano gli insegnanti. Le aggressioni ai docenti da parte di genitori e alunni non costituiscono più fatti isolati, ma rappresentano un fenomeno crescente nella nostra società.