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(Procura nazionale e procure distrettuali della Repubblica per i reati in materia agroalimentare) 1. È istituita la Procura nazionale della Repubblica per i reati in materia agroalimentare, di seguito denominata «Procura nazionale». 2. Sono istituite presso il tribunale del capoluogo di ciascun distretto le procure distrettuali della Repubblica per i reati in materia agroalimentare, di seguito denominate «procure distrettuali». 3. Sono attribuiti alla competenza della Procura nazionale e delle procure distrettuali le indagini e i procedimenti relativi ai reati previsti dagli articoli 439, 440, 442, 444, 515, 516 e 517- quater del codice penale e dalle altre disposizioni della legislazione nazionale e dell'Unione europea in materia di sicurezza agroalimentare, nonché da normative specifiche di settore che disciplinano la composizione, le modalità di conservazione, la commercializzazione e la distribuzione dei prodotti alimentari. Sono altresì attribuiti alla competenza della Procura nazionale e delle procure distrettuali le indagini e i procedimenti relativi al reato di cui all'articolo 416 del codice penale, quando l'associazione è diretta principalmente a commettere taluno dei reati di cui al primo periodo del presente comma. Restano ferme le competenze delle direzioni distrettuali antimafia e della Direzione nazionale antimafia, di cui al capo I del titolo I del libro III del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Art. 2. (Direzione, magistrati e altro personale della Procura nazionale) 1. Alla direzione della Procura nazionale è preposto un magistrato di Cassazione idoneo alle funzioni direttive superiori, che abbia esercitato da almeno cinque anni rispettivamente le funzioni di pubblico ministero o di giudice per le indagini preliminari e che sia dotato di specifiche attitudini, capacità organizzative ed esperienza nella trattazione delle indagini e dei procedimenti relativi ai reati di cui al comma 3 dell'articolo 1. L'anzianità nel ruolo può essere valutata solo qualora risultino equivalenti i requisiti professionali. 2. Il magistrato di cui al comma 1 è coadiuvato da tre procuratori aggiunti della Repubblica, di cui uno dallo stesso delegato alle funzioni vicarie. Le funzioni di procuratore aggiunto possono essere attribuite a un magistrato di Cassazione che ha esercitato per almeno tre anni le funzioni di pubblico ministero o di giudice per le indagini preliminari e che deve rimanere in servizio per almeno otto anni. 3. Il magistrato di cui al comma 1 è coadiuvato, inoltre, da quindici sostituti procuratori della Repubblica nominati tra i magistrati con anzianità di ruolo pari a magistrati di Cassazione che abbiano esercitato continuativamente almeno per cinque anni le funzioni di pubblico ministero o di giudice per le indagini preliminari. 4. Per la nomina dei sostituti procuratori della Repubblica di cui al comma 3 l'anzianità nel ruolo può essere valutata solo qualora risultino equivalenti i requisiti professionali. Art. 3. (Compiti e funzioni del Procuratore nazionale della Repubblica per i reati in materia agroalimentare) 1. Il Procuratore nazionale della Repubblica per i reati agroalimentari, di seguito denominato «Procuratore nazionale», sovrintende e coordina le indagini e vigila sull'esercizio dell'azione penale nei casi di cui all'articolo 1, comma 3, esercitando altresì funzioni di impulso nei confronti dei procuratori della Repubblica distrettuali al fine di promuovere e di rendere effettivo il coordinamento delle attività di indagine, di garantire la funzionalità dell'impiego della polizia giudiziaria nelle sue diverse articolazioni e di assicurare la completezza e la tempestività delle investigazioni. 2. Il Procuratore nazionale organizza e dirige gli uffici e il lavoro della Procura nazionale, in particolare provvedendo, per lo svolgimento delle funzioni attribuitegli dalla legge: a) ad acquisire e a elaborare notizie, informazioni e dati attinenti ai reati in materia agroalimentare; b) a impartire ai procuratori aggiunti della Repubblica e ai sostituti procuratori della Repubblica, di cui all'articolo 2, commi 2 e 3, specifiche direttive alle quali attenersi per prevenire o per risolvere contrasti riguardanti le modalità secondo le quali realizzare il coordinamento nell'attività di indagine. 3. Il Procuratore nazionale può delegare uno dei procuratori aggiunti della Repubblica a esercitare, per casi determinati o anche per categorie di reati o per zone territoriali e nei modi determinati dalla delega, le funzioni e a sovrintendere all'esercizio delle deleghe previste, rispettivamente, dai commi 1 e 4. 4. Il Procuratore nazionale e, con il suo consenso, i procuratori aggiunti possono delegare altresì ad uno o a più sostituti procuratori della Repubblica l'esercizio delle funzioni di cui al comma 3, per casi determinati e nei modi determinati dalla delega. 5. La Procura nazionale si avvale del supporto operativo e investigativo di unità appartenenti ai nuclei antisofisticazione e sanità e ai nuclei antifrodi dell'Arma dei carabinieri, al nucleo agroalimentare e forestale del Corpo forestale dello Stato e al nucleo centrale ispettori pesca del Corpo delle capitanerie di porto, nonché degli strumenti operativi del Servizio sanitario nazionale, quali gli istituti zooprofilattici sperimentali e le aziende sanitarie locali. 6. La Procura nazionale si avvale altresì della collaborazione dell'Agenzia delle dogane utilizzando a fini conoscitivi e di analisi la banca dati della stessa Agenzia. Art. 4. (Designazione di magistrati a livello distrettuale) 1. Al fine di assicurare il coordinamento delle indagini per la trattazione dei procedimenti di cui all'articolo 1, comma 3, ogni procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto designa, nell'ambito del suo ufficio, uno o più magistrati, per una durata non inferiore a quattro anni, tenendo conto delle specifiche attitudini ed esperienze professionali. 2. In attuazione dell'articolo 3, comma 1, ogni procuratore distrettuale della Repubblica è preposto all'attività della procura distrettuale e cura, in particolare, che i magistrati designati ottemperino all'obbligo di assicurare la completezza e la tempestività della reciproca informazione sull'andamento delle indagini ed eseguano le direttive impartite per il coordinamento delle investigazioni e per l'impiego della polizia giudiziaria. Art. 5. (Assegnazione dei magistrati alla Procura nazionale) 1. I magistrati di cui all'articolo 2 sono assegnati alla Procura nazionale secondo quanto stabilito dalla Costituzione e dalla normativa vigente. Il Ministro della giustizia esprime il proprio consenso alla nomina dei procuratori aggiunti della Repubblica e dei sostituti procuratori della Repubblica, sentito il Procuratore nazionale. Art. 6. (Tabelle del personale della Procura nazionale) 1. Il Ministro della giustizia, sentito il Consiglio superiore della magistratura, stabilisce con proprio decreto le tabelle del personale di magistratura, del personale di cancelleria e di segreteria giudiziaria e del personale esecutivo necessario per l'istituzione della Procura nazionale.