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La necessità di affinarne e perfezionarne l'uso corrisponde all'esigenza dello Stato di essere più efficace nel perseguimento di delitti che hanno un grande impatto nella nostra comunità come quelli di natura eversiva, terroristica o mafiosa. D'altro canto, quando si fa ricorso all'accesso dei tabulati e dei loro contenuti per fine di indagine si sconfina, come è logico, nella sfera privata dei cittadini e, alle volte, lo si fa certamente in maniera invasiva. Ciò impone, quindi, un'approfondita riflessione sul complesso di garanzie nei confronti di chi, in maniera diretta o indiretta, sia oggetto di tali controlli. Non dimentichiamo che il codice della privacy fissa già delle limitazioni imponendo ai gestori dei servizi di comunicazione di conservare per soli ventiquattro mesi i dati relativi al traffico telefonico, per dodici mesi i dati relativi al traffico telematico, con una deroga a settantadue mesi per l'accertamento soltanto dei più gravi reati di mafia e terrorismo. Con il decreto che andiamo a convertire in legge si circoscrive l'accesso ai tabulati, prima consentito per tutti i reati, soltanto ad alcuni di essi e, comunque, non con l'acquisizione diretta da parte del pubblico ministero, ma richiedendo sempre l'autorizzazione al giudice. In questo modo si uniformano le norme del nostro codice della privacy ai principi enunciati dal giudice europeo. Nel realizzare questo adeguamento la Camera ha apportato alcune modifiche rispetto al decreto-legge originario. Si sanziona con l'inutilizzabilità l'acquisizione di dati per traffico in violazione di legge e si introduce una disciplina transitoria relativa ai tabulati acquisiti prima del decreto-legge. Questi dati potranno essere usati come prova a carico dell'imputato, ma solo unitamente ad altri elementi di prova e, comunque, sempre per l'accertamento di gravi reati. Un Paese civile certamente deve fare della ricerca della verità un obiettivo imprescindibile del proprio vivere senza, però, cedere mai alla tentazione di oltrepassare alcuni limiti. Da questo punto di vista credo che il testo che ci accingiamo a votare fissi un ragionevole punto di equilibrio. Dal punto di vista tecnico ritengo corretta l'individuazione della tipologia dei reati sottoposti a questa disciplina. Si tratta di quelli puniti con l'ergastolo o con la reclusione non inferiore nel massimo a tre anni. A differenza di quanto espresso nella sentenza della Corte di giustizia che parla di gravi forme di criminalità, si sono correttamente considerati anche i reati meno gravi rispetto a quelli che mettono in pericolo la pubblica sicurezza, ma per i quali il ricorso all'indagine sui tabulati risulta indispensabile, come quelli di minaccia, molestia, disturbo, ma sempre subordinandoli alla gravità. Ritengo, inoltre, di particolare rilevanza che in caso di urgenza il pubblico ministero possa acquisire direttamente i tabulati con decreto motivato comunicandolo tempestivamente e, comunque, entro quarantotto ore al giudice per la convalida eventuale nelle successive quarantotto ore. Molto spesso l'intervento è veramente urgente per acquisire questi dati in relazione a determinati reati. Da ultimo, sull'utilizzo del trojan , viene stabilito che il giudice, quando emette il decreto di autorizzazione, deve indicare specifiche ragioni che rendono necessaria questa modalità per andare avanti nelle indagini. L'attuale intervento normativo è determinato dall'esigenza, come abbiamo visto, di dare seguito a una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea attraverso il recepimento nel nostro ordinamento dei principi in quella sede enunciati. Pertanto, concludo annunciando il voto favorevole di Liberi e Uguali-Ecosolidali al decreto-legge in esame. (Applausi) . CALIENDO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FIBP-UDC) . Signora Presidente, la pregherei di rendermi edotto - nei prossimi giorni, non ora - delle ragioni che inducono il Governo a porre la questione di fiducia su un provvedimento di questo tipo. Non riesco a comprenderle. Non sono ragioni legate all'opposizione, come ha detto il collega Balboni; non riesco a comprenderle, perché credo che abbiamo perso più tempo nel porre la questione di fiducia, con la conseguente riunione dei Capigruppo, quando avremmo già approvato il provvedimento. Non voglio stare qui a discutere di questioni che rientrano nell'abicì di coloro che hanno a cuore il diritto che si sposa con la persona: tutte le persone hanno il diritto di essere meno invase da interventi di terzi, fossero anche pubblici ministeri. Sono cresciuto nella cultura del diritto e del rispetto di determinate regole. Presidente, sono cresciuto leggendo la sentenza scritta dal presidente Grasso e l'istruzione dell'allora giudice Giovanni Falcone che, senza intercettazioni, nella lotta alla mafia, sono arrivati a 450 condanne, che hanno determinato un nuovo modello. Ci troviamo ora di fronte a una direttiva europea che aveva risentito, anche quella, di una cultura giustizialista, e finalmente la Corte di giustizia europea, in base al diritto dell'Unione, a cui si ispira anche la nostra legislazione costituzionale, ha detto che è sbagliato, e ha introdotto principi sacrosanti, nel senso che la conservazione dei tabulati, tranne che in casi di urgenza - che deve essere motivata - non può essere autorizzata dal pubblico ministero, ma dal giudice. Questa è la logica. Per qualunque limitazione dei diritti non può essere un pubblico ministero a decidere; deve essere il giudice, con le garanzie del processo e della giurisdizione. Credo che non possiamo non essere d'accordo su questo. La fiducia è stata posta perché si temeva che probabilmente vi fosse ancora un alone di giustizialismo in quest'Aula del Parlamento? Non credo che un Governo possa arrivare a questa valutazione. Concludo perché credo sia inutile utilizzare tutto il tempo a mia disposizione solo per dimostrare che si parla. Dobbiamo fare soltanto ciò che ha un senso, ciò che è utile. Non posso, tuttavia, non dire alla collega Cirinnà che non può rivendicare una posizione rispetto al disegno di legge Zan, come se fosse qualcosa oltre i confini della realtà. Vorrei ricordare alla collega che Forza Italia aveva proposto - proprio con la mia firma - emendamenti chiari e precisi per l'approvazione del disegno di legge Zan; non si sono voluti accogliere; si è voluto per forza distruggere la possibilità dell'approvazione. (Applausi) . Dopodiché, ci si viene a criticare. Personalmente non ho fatto grandi sceneggiate; avevo però predisposto modifiche al testo per arrivare a un'approvazione concreta e corretta, senza le sbavature di quel disegno di legge. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 19,15) ( Segue CALIENDO). Quindi ognuno renda pane al pane e vino al vino, nel senso del rispetto della verità dei fatti. Si rende il discorso politico più chiaro e più semplice, e questo ci dà la possibilità, come in questo caso, di votare una correzione di una legge che invece era un po' slabbrata. Mi auguro che per il futuro riusciremo a garantire questi principi di libertà senza ricorrere alla Corte di giustizia dell'Unione europea. (Applausi) .