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Occorrono una scuola in grado di accogliere davvero le differenze (anche qui, come tutti noi) con programmi didattici adatti e un welfare integrato, che possa permettere ai familiari - soprattutto alle donne - di lavorare e prendersi cura dei propri figlioli (speriamo di riuscire a portare brevemente a termine l' iter di esame del disegno di legge sul caregiver ). Occorre altresì la promozione di progetti finalizzati all'inserimento lavorativo di persone con spettro autistico, come stabilisce la già ricordata legge 18 agosto 2015, n. 134. Credo che sia fondamentale accogliere la proposta avanzata ieri dal mio collega Comincini, affinché anche questo Senato possa essere protagonista e accogliere alcune esperienze (il mio collega citava quelle di «Tortellante» e «PizzAut», ma ce ne sono tantissime), così da poter dare anche noi visibilità alle esperienze di inserimento lavorativo che possono essere replicabili. Ho avuto il grande onore di essere relatrice della cosiddetta legge sul dopo di noi, che ha al centro il valore dell'autonomia delle persone con disabilità ed è per questo molto bella. Noi dobbiamo far vivere questa legge con la predisposizione di progetti che partano dal "durante di noi" e che stabiliscano futuro e autonomia, non solo quando i genitori sono avanti negli anni o c'è mancanza di sostegno, per assicurare ai ragazzi della Luna (così li definisce un bellissimo progetto del CNR, che anni fa ha seguito una maratona nelle isole Svalbard e gira ancora un filmato bellissimo) vita e futuro, nonché la possibilità di fare progetti integrati. Si tratta di un passaggio culturale che tutti noi - politici, famiglie, associazioni, operatori sociali pubblici e privati - dobbiamo intraprendere. Per questo motivo, è importante l'istituzione di una Commissione parlamentare su queste questioni, affinché, come è stato ricordato poc'anzi, le leggi adottate fino a oggi ( in primis , la legge 18 agosto 2015, n. 134, e la legge 22 giugno 2016, n. 112), non restino cattedrali nel deserto, ma siano applicate in tutte le Regioni e su tutto il territorio nazionale, le risorse disponibili vengano impiegate per progetti davvero integrati e, come giustamente richiesto nella mozione del Partito Democratico, ulteriori risorse vengano stanziate per finanziare in particolare l'attuazione della cosiddetta legge sul dopo di noi. La Commissione che si propone di istituire dovrà svolgere un'attività di monitoraggio e verifica, con l'obiettivo di dare serenità alle persone e alle loro famiglie. Questa è la nostra grande missione. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, membri del Governo, i disturbi dello spettro autistico si possono considerare come una sindrome comportamentale, con esordio nei primi tre anni di vita, alla cui insorgenza contribuiscono fattori sia genetici, che ambientali. I sintomi caratteristici dell'autismo sono la difficoltà a stabilire interazioni con i coetanei e 1'alterato sviluppo delle competenze sociali. Scopo primario della terapia di recupero è potenziare al massimo l'indipendenza e la qualità della vita del soggetto, attenuando il più possibile le caratteristiche principali del disturbo, promuovendo lo sviluppo e l'apprendimento, stimolando la socializzazione e - soprattutto - offrendo informazioni e supporto alle famiglie. Tutto ciò si ottiene con opportuni interventi educativi, comportamentali e riabilitativi. La legge n. 134 del 2015, recante disposizioni in materia di diagnosi, cura e riabilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie, prevede che il Servizio sanitario nazionale garantisca specifiche prestazioni per la diagnosi precoce, le cure e i trattamenti individualizzati, l'elenco delle prestazioni sanitarie (visite, sedute di psicomotricità e logopedia, dosaggio di farmaci) in regime di esenzione dalla partecipazione alla spesa. È unanimemente riconosciuto che le linee di indirizzo programmatiche sono recepite in modo non uniforme su tutto il territorio nazionale - questo è il vero problema - generando differenze a livello regionale e locale, con disparità a volte marcate, di approccio alla gestione dei bisogni dei soggetti con spettro autistico. E ciò a fronte della considerazione che, come scientificamente dimostrato, la precocità della diagnosi e dell'intervento terapeutico multidisciplinare assume una valenza fondamentale per ottenere i risultati migliori nel recupero delle capacità e delle attività psicosensoriali di questi pazienti. In tutte le Regioni italiane, ma specialmente in quelle meridionali, esiste una particolare criticità riguardante i tempi di attesa dei centri accreditati per il recupero abilitativo e riabilitativo neuropsicomotorio e sensoriale di questi piccoli con spettro autistico, che risultano essere particolarmente lunghi e, spesso, superiori a un anno. Tutto ciò comporta, come logica conseguenza per le famiglie, un'unica possibilità: affidarsi a strutture private con notevole aggravio economico, considerando la frequenza quasi quotidiana e la lunga durata di tali trattamenti. Facciamo, colleghi, uno sforzo comune, al di là degli schieramenti politici, per ottenere una maggiore uniformità su tutto il territorio nazionale e un miglioramento della qualità e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali, con il costante monitoraggio del comitato permanente per la verifica delle erogazioni dei livelli essenziali di assistenza. Dobbiamo dare delle risposte concrete e immediate, restituendo alla politica la credibilità perduta e in questo sia le Regioni, con i controlli sulle liste di attesa e sulla qualità delle prestazioni erogate, sia il Ministero, con iniziative di propria competenza, dovranno fare la propria parte, per permettere l'accesso gratuito e in tempi rapidi a questi centri, migliorando le effettive possibilità di recupero di questi piccoli pazienti e dando loro la possibilità di un futuro migliore. I bambini autistici e le persone autistiche ci tendono la mano, non restiamo indifferenti. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Iori. Ne ha facoltà. IORI (PD) . Signor Presidente, era il 2008 quando l'Assemblea generale delle Nazioni Unite deliberò l'istituzione della giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo. Perché la parola «consapevolezza» è contenuta nella denominazione dell'istituzione di questa giornata? Non a caso, perché la consapevolezza è il primo passo per contrastare l'incuranza. Quando guardiamo un bambino o un ragazzo con disturbi autistici, abbiamo spesso già pronta la nostra pre-interpretazione, che parte dallo stereotipo che abbiamo di lui anche senza conoscerlo e non riusciamo a vedere un'esistenza umana che scivola via in silenzio, vittima dello sguardo scontato, dell'ovvietà che, appunto, non vede. In questi anni molto è stato fatto, ma ancora moltissimo è necessario fare per migliorare la qualità dei servizi, per contrastare gli stereotipi, per contrastare la discriminazione e l'isolamento familiare delle persone. Sono circa 600.000 in Italia a soffrire di questo disturbo, almeno quelli diagnosticati, perché molti restano ancora nell'invisibilità. Si ignora quanti e quali ostacoli essi affrontino per cominciare a vivere ogni giorno.