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Quest'ultimo, nel quadro più generale di un SSN nel tempo depauperato dal blocco del turn over e dai collocamenti a riposo, è aggravato dal fatto che le aziende sanitarie vengono a « formare » personale, arruolato con tipologie di contratto convenzionali e contratti di collaborazione a vario titolo, che una volta preparato trova sbocchi anche nel settore privato. Il contemporaneo impiego dello stesso personale presso le aziende sanitarie locali e nel privato, anche con opzioni prestazionali giuridicamente compatibili nell'attuale ordinamento in termini di pluralità di incarichi, comporta ricadute fortemente critiche per le attività istituzionali di vigilanza e controllo rispetto alla garanzia di piena dicotomia controllore/controllato. Tale situazione si ripercuote su tutte le tre aree funzionali in cui, come noto, è suddivisa la sanità pubblica veterinaria: 1) sanità animale; 2) igiene delle produzioni, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati; 3) igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche. In proposito, rileva l'articolo 18 del nuovo regolamento che, nel ridisegnare la figura del veterinario ufficiale, ne qualifica puntuali competenze (e conseguenti skills attese), dettando norme specifiche sui controlli ufficiali e sui provvedimenti delle autorità competenti – i cui controlli, si ricorda, che rientrano tra i livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA) – in merito alla produzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano. Come noto, la legge 4 ottobre 2019, n. 117, individua nel Ministro della salute, nelle regioni, nelle province autonome e nelle aziende sanitarie locali (secondo la disciplina istitutiva del Servizio sanitario nazionale della legge 23 dicembre 1978, n. 833), ciascuna nell'ambito delle rispettive funzioni, le autorità competenti per la sicurezza alimentare e per gli interventi ordinari in sanità pubblica veterinaria e polizia veterinaria. In caso di emergenza sanitaria, valgono anche le attribuzioni specifiche proprie del sindaco in qualità di autorità sanitaria locale. In applicazione dei regolamenti europei, le autorità competenti procedono alla registrazione o al riconoscimento degli stabilimenti produttivi e svolgono i controlli ufficiali su base ordinaria in conformità con i princìpi del cosiddetto « Pacchetto igiene », al fine di verificare il rispetto delle disposizioni da parte degli operatori della filiera alimentare, cui è attribuita la primaria responsabilità della sicurezza dei prodotti che immette sul mercato. Nel corso dei controlli ufficiali, a fronte del riscontro di eventuali non conformità, l'Autorità competente, sulla base della loro natura e della valutazione dei rischi ad esse correlati, adotta le opportune misure, che possono variare dalla prescrizione di azioni correttive, da attuarsi a cura dell'operatore, fino alla sospensione o revoca dell'attività o all'applicazione delle sanzioni specificamente previste. Per il segmento qualità merceologica e sanità delle piante, l'Autorità competente centrale è il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, mentre sul versante tutela dell'ambiente l'Autorità competente centrale è il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Infine, per quanto concerne le importazioni, le attività di controllo, accertamento e verifica di natura non sanitaria fanno capo all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, che, accanto alle funzioni doganali, svolge anche attività di prevenzione e contrasto dei traffici illegali. In tutte le aree di interesse del presente disegno di legge, accanto alle attività di governo e di controllo ufficiale svolte dalle autorità competenti, rilevano anche le funzioni attribuite ai Corpi di polizia, organo di controllo per le specifiche indagini investigative correlate ad inchieste giudiziarie o a programmi di repressione degli illeciti penali. Queste attività, svolte di propria iniziativa o disposte dall'autorità giudiziaria, hanno caratteristiche molto diverse dai controlli ordinari soggetti a programmazione annuale, poiché partono da segnalazioni circostanziate ed utilizzano tecniche di indagine e strumenti coercitivi giustificati dall'esistenza di un'ipotesi di reato. Tali funzioni, come noto, vengono svolte da alcuni reparti specializzati dell'Arma dei carabinieri: dal Comando carabinieri tutela della salute (NAS); dal Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri; dal Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera; dalla Guardia di finanza. Per la loro natura, questi controlli, rispetto a quelli svolti dalle autorità competenti, sono finalizzati alla ricerca di illeciti e alla persecuzione dei colpevoli, rappresentando di fatto un'organizzazione eccellente a livello nazionale e internazionale per la lotta alle frodi nel settore agroalimentare. Stanti le loro caratteristiche e le specifiche finalità dei loro interventi, le organizzazioni di controllo non appartenenti al SSN non sono sottoposte ad audit di sistema da parte dell'Autorità competente centrale e dai servizi di audit e analisi della Commissione, operano in base a programmi di attività disposti dalle Amministrazioni di appartenenza e svolgono funzioni consultive nei confronti del punto di contatto nazionale e collaborano con le autorità competenti locali. Sulla base di tali considerazioni il presente disegno di legge, che si compone di 11 articoli, ha la finalità ad implementare le misure di sicurezza alimentare e nutrizionale in ragione del nesso comprovato tra la provenienza, la qualità dell'alimento e i suoi positivi effetti sulla salute. Tale finalità, all'articolo 1, è perseguita attraverso: la revisione del sistema dei controlli incentrata su criteri sostanziali, raggiungibili anche grazie all'alta e continua formazione del personale addetto e allo sviluppo di piattaforme informatiche multifunzionali; l'istituzione di un sistema di rating per la valutazione della prestazione secondo criteri che determinano livelli di prestazione più alti ai normali standard di conformità; l'introduzione di un sistema duale di reclutamento del personale volto, da un lato, ad istituire un percorso di formazione specialistico professionale alternativo rispetto a quello attualmente in vigore e, dall'altro, ad avviare un percorso di riqualificazione della figura del medico specialistico veterinario. Nel capo II, l'articolo 2, comma 1, individua, nel Piano nazionale integrato della prevenzione veterinaria lo strumento di programmazione nazionale che determina gli obiettivi della sanità pubblica veterinaria e gli interventi di prevenzione, controllo e vigilanza definiti quali LEA. Il Piano, che ha durata quinquennale, è adottato su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con l'intesa della Conferenza permanente per i rapproti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.