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in realtà, a quattro anni di distanza, le nuove linee guida non sono ancora state emanate dall'ISS e in molti centri prevale una sorta di coazione a ripetere modelli entrati nell'uso, ma non adeguatamente supportati da prove di consolidata efficacia scientifica. Mentre persistono diffusi pregiudizi, che accentuano non solo il disagio delle persone con autismo, ma anche quello delle loro famiglie. Le difficoltà si aumentano nel caso dei soggetti autistici adulti particolarmente gravi; alcune famiglie hanno creato piccole associazioni che fanno riferimento sia alla legge sull'autismo che alla legge sul "Dopo di noi", per garantire ai figli le migliori condizioni possibili. Ma spesso si scontrano con una indifferenza burocratica che assume vere e proprie tonalità di esplicita ostilità. Un esempio eclatante è quello offerto dalla dottoressa Sabina Savagnone, presidente dell'Arpa (Associazione per la ricerca sulla psicosi e l'autismo), che ha una figlia grande affetta da autismo e che insieme ad altre famiglie con problemi analoghi ha creato una casa famiglia, in una struttura resa disponibile dal Comune di Roma, ma in gravi condizioni di abbandono; si tratta di una parte del plesso scolastico sito in via Longhena 98, ex scuola La Pisana - Incis, di cui il Consiglio comunale n. 25 del 3 febbraio 1995 aveva concesso l'uso, e di cui oggi si revoca la concessione, puntualizzando che l'amministrazione competente è il Municipio XII di Roma Capitale; la direzione competente è la Direzione socio-educativa e il responsabile del procedimento la dottoressa Cristiana Palazzesi; le famiglie hanno restaurato la struttura a loro spese, tassandosi in base alle loro possibilità e alle necessità della struttura, l'hanno adattata alle precise esigenze dei soggetti autistici, l'hanno arredata in modo gradevole e funzionale, si sono fatte carico delle principali esigenze dei figli, hanno creato un modello di presa in carico flessibile, in cui la famiglia è al tempo stesso soggetto e oggetto di cure e resta il principale tramite comunicativo con i figli. Hanno ottenuto risultati degni di attenzione, in condizioni economiche precarie, contando proprio sulla necessità di dover condividere oneri ed onori per ripartire responsabilità e riappropriarsi di una serenità, scaturita dal non sentirsi soli; il 1°giugno 2019 il Comune di Roma ha richiesto un aumento considerevole del canone di affitto della struttura, notevolmente superiore alle possibilità economiche delle famiglie; l'alternativa al mancato pagamento del nuovo canone di affitto comporterebbe l'abbandono della struttura entro la fine del mese di ottobre 2019, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente della vicenda descritta e se una tale procedura corrisponda alla interpretazione della legge secondo criteri di equità e di cura, o se piuttosto, nell'indifferenza istituzionale, non si stiano spingendo queste famiglie sull'orlo della disperazione. Atto n. 4-02360 IANNONE Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il 21 ottobre 2019 è stato scoperto un vasto traffico di rifiuti speciali, con potenzialità radioattive, con smaltimento nel Vallo di Diano (Salerno), ma proveniente da tutta Italia; i Carabinieri della compagnia di Sala Consilina (Salerno) hanno posto sotto sequestro 16.000 litri di idrossido di potassio, sostanza altamente tossica e cancerogena, e un'area di circa 2.000 metri quadri adibita a deposito e stoccaggio illecito di rifiuti speciali pericolosi; i militari dell'Arma, coordinati dal capitano Davide Acquaviva, nella notte hanno fermato a Sant'Arsenio (Salerno) un camion con rimorchio di una ditta per la produzione di materiale edile che trasportava 6 cisterne, dotate di rubinetto, contenenti 6.000 litri del liquido utilizzato, quale detergente alcalino per applicazione industriale; a seguito di ulteriori controlli presso il deposito, ubicato nell'area industriale di Polla (Salerno), della stessa ditta, sono state scoperte altre dieci cisterne con all'interno lo stesso liquido di idrossido di potassio; al termine dell'operazione, l'autista del camion e l'imprenditore titolare della ditta di produzione edile sono stati denunciati, su disposizione della Procura di Lagonegro, per deposito e trasporto illecito di rifiuti speciali pericolosi tossico-cancerogeni. Con molta probabilità, l'inquinante liquido, proveniente soprattutto da opifici della Campania e dall' hinterland milanese, sarebbe stato smaltito illecitamente in terreni del Vallo di Diano, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza del grave accaduto e se risulti che persone senza scrupoli abbiano smaltito illegalmente nel Vallo di Diano altri carichi; se ritengano che la salute dei cittadini di questo comprensorio non corra rischi. Atto n. 4-02361 CORRADO ANGRISANI CROATTI DE LUCIA GRANATO LANNUTTI PIRRO PELLEGRINI Marco RICCARDI TRENTACOSTE LOREFICE Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che a quanto risulta agli interroganti: nel 2014 il Comune di Tiriolo (Catanzaro) ebbe un finanziamento PON-FESR per la riapertura delle indagini archeologiche nell'area dell'ex campo sportivo (località Gianmartino), nota per il rinvenimento di strutture e materiali archeologici sin dalla metà del XVII secolo e sottoposta a molteplici interventi della Soprintendenza nella seconda metà del XX secolo, senza che il sito fosse mai indagato approfonditamente, né i risultati delle indagini svolte pubblicati o i ruderi resi visitabili; un saggio di scavo (con una superficie di circa 120 metri quadrati totali) fu aperto a primavera 2015 sotto la direzione tecnica del dottor Ricardo Stocco, consulente archeologo della ditta ISA Restauri Srl, aggiudicataria dell'appalto. Essendo emersa una struttura monumentale di IV-III sec. a.C. in straordinario stato di conservazione, l'archeologo Stocco, in accordo con l'Amministrazione comunale, propose alla dottoressa G. Verbicaro della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (SABAP) per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, direttore scientifico dell'intervento, di ridurre la superficie d'indagine prevista per riservare parte della somma a disposizione al restauro delle strutture già a vista e alla valorizzazione del sito. Nacque così, ad aprile 2016, il Parco archeologico urbano di Gianmartino; ai fini dell'edizione completa del contesto archeologico, anche lo studio dei reperti mobili, inizialmente non previsto, apparve presto indispensabile: oltre alle ceramiche, si contavano quattro straordinari capitelli, pressoché integri, con abbondanti tracce di policromia, e altri in frammenti; suppellettile bronzea, circa 300 monete (di cui 110 d'argento) e molta coroplastica votiva;