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Oggi il Governo espone gli obiettivi economici e finanziari. Quali obiettivi? Pensiamo al Mezzogiorno: ancora una volta il nulla, in concreto. Del resto, cosa potevamo aspettarci da un Governo formato da personaggi che per una poltrona sono pronti a dire e a fare esattamente il contrario di quello che hanno promesso agli elettori? Dobbiamo ringraziare il direttore di Telenorba, Magistà, per aver svelato il piano vergognoso di sospendere gli effetti della legge n. 18 del 2017, allo scopo di sottrarre ai cittadini meridionali ben 21 miliardi di euro, pari al 34 per cento delle risorse ordinarie. Ma non doveva essere l'Europa ad assicurare le risorse finanziarie per affrontare la crisi? Certo, ora si proverà a cancellare ogni traccia di questo documento e magari si dirà che si è trattato di una macchinazione dei servizi segreti deviati. La verità è che Conte e la sua corte stanno svendendo il sogno degli italiani di avere la speranza di un futuro migliore. Sono state sospese tutte le libertà fondamentali, ma non è stata sospesa la voglia di potere di questo Governo, che ha portato ad alcune nomine scandalose nelle società pubbliche economiche, senza alcun confronto, riproponendo nomi fino a qualche giorno fa ritenuti impresentabili. Cosa è successo nelle buie segreterie di Palazzo Chigi? È arrivata qualche telefonata da Pechino? Tutto questo per non parlare dell'inutile nomina di 450 esperti, suddivisi in un numero imprecisato di task force . Quanto costano ai cittadini queste task force ? Per fare cosa? Solo per deresponsabilizzare il Governo e per nascondere la sua incapacità. Una vergogna, un trucco! Quando poi si tratta di risolvere i problemi concreti dei cittadini, il Governo mostra tutta la sua incapacità e, peggio ancora, il suo disinteresse. Dove sono i soldi per la cassa integrazione e perché i famosi 600 euro per le partite IVA ad oggi non sono stati nemmeno tutti versati? La verità è che siamo di fronte a uno scandaloso e ipocrita piano di occupazione del potere, da parte di una banda di arrivisti, titolati e non, che anche attraverso la vacuità di questo DEF dimostrano di essere un pericolo per il futuro economico dell'Italia. Il Governo, per nascondere le sue responsabilità, ha scaricato le colpe sui cittadini, aizzando le Forze dell'ordine, imponendo autocertificazioni e multe vergognose e incostituzionali. Qualcuno dovrà rendere conto di tutto questo! La speranza è che gli uomini liberi, anche del Parlamento, sappiano finalmente unirsi, per mandare a casa questo Governo incapace e ipocrita e restituire a tutti i cittadini la libertà di non dover vivere in uno squallido e mortificante "Grande fratello". (Applausi dei senatori Rizzotti e Zaffini) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Urso. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo ancora affrontando una fase di emergenza sanitaria e siamo tutti consapevoli, tanto più alla luce del Documento di economia e finanza, che siamo già in presenza di un'emergenza economica. Il rischio - credo di dirlo a ragione - è che da questa emergenza sanitaria, che si trasforma in un'emergenza economica, nasca per il nostro Paese - e solo per il nostro Paese nell'Unione europea - un'emergenza costituzionale, come credo tutti noi abbiamo compreso dalle parole e dall'allarme lanciato ieri dal Presidente della Corte costituzionale. Siamo in presenza anche, purtroppo, di un'emergenza costituzionale, che può portare al collasso delle istituzioni del nostro Paese a fronte di un Governo che ci dice che questo è il Documento di economia e finanza più importante dal dopoguerra nell'assenza, plasticamente visibile in quest'Aula, nei banchi del Consiglio dei ministri: non c'è stato qui in Aula nessun Ministro, durante l'odierno dibattito, delegando la questione - come se fosse la riunione di un consiglio comunale per l'ordinaria amministrazione - a un Sottosegretario che ascolta, a nome di tutti e in modo distratto. Siamo inoltre in presenza di un Documento di economia e finanza, in una fase di questa enormità, che non affronta le questioni che avrebbe dovuto necessariamente affrontare, ovvero lo scenario che il Paese si appresta ad affrontare, perché si limita esclusivamente a una previsione tendenziale nell'anno in corso, già compromesso, e nell'anno 2021, già pregiudicato. Non ci dice, nemmeno tendenzialmente, cosa potrebbe accadere, come scenario futuro, e inoltre, manca totalmente della parte programmatica. È come se il Governo fosse simbolicamente rappresentato da un'armata Brancaleone, che va avanti non so dove e non so come, senza scenario e senza alcun programma tracciato della strada da percorrere. Vi rendete conto delle condizioni a cui state portando il Paese e i suoi organi costituzionali? Voi, che parlavate di cittadini parlamentari e che ritenevate che uno valeva uno, al punto tale da dire al Paese che qualunque decisione sarebbe stata presa ascoltando per referendum i cittadini numero uno della piattaforma Rousseau, e che oggi vi rivolgete, svuotando il Parlamento, esclusivamente alle task force di 500 presunti competenti che decidono per tutti, per i cittadini e per il Parlamento e quindi anche per il Governo? Vi rendete conto del paradosso che sta portando al collasso, non solo economico, ma istituzionale del Paese? Dico questo a fronte delle altre grandi democrazie, che invece hanno realizzato un metodo del tutto diverso. Ieri in Francia, una Repubblica presidenziale come gli Stati Uniti, in capo alla cui Presidenza della Repubblica sono poteri straordinari perché è eletta direttamente dal popolo, il Premier ha parlato al Parlamento, per ottenerne il consenso prima di programmare la riapertura e le misure economiche. Negli Stati Uniti il vituperato presidente Trump, che può decidere con un tweet, invece si confronta con il Partito Democratico sui provvedimenti determinanti (2.200 miliardi di dollari, poi 2.800 miliardi) che vengono decisi all'unanimità dal Congresso. Voi invece siete assenti persino quando il Parlamento doverosamente si confronta col Governo. Questa situazione è particolarmente grave alla luce di quello che già sta accadendo. Io non vorrei che anche i parlamentari della maggioranza siano presi dalla sindrome di Stoccolma, al punto tale che oggi dipingono le istituzioni europee, così come si stanno approntando, come una salvaguardia del nostro Paese, senza rendersi conto che invece sono già prigionieri di Stoccolma e, come coloro che erano ostaggi a Stoccolma, alla fine diventano loro stessi talmente coinvolti da giustificare i loro sequestratori, i loro carcerieri, anzi i nostri sequestratori, i nostri carcerieri. L'Europa certo ha autorizzato gli Stati a indebitarsi e, con le ultime decisioni prese ieri dalla Commissione europea, su 1.800 miliardi (vado a memoria e potrei sbagliarmi) già autorizzati per gli Stati, il 55 per cento è denaro che hanno autorizzato la Germania a spendere a difesa e a supporto delle imprese tedesche. Vale a dire che della spesa autorizzata dei singoli Stati, la Germania è stata autorizzata a spendere il 55 per cento dell'ammontare, la Francia il 20 per cento e l'Italia il 10 per cento.