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non è che non abbiamo pensato agli agricoltori, che costituiscono uno dei presidi più significativi del territorio. Mi sta particolarmente a cuore anche il bando per 122 restauratori delle opere mobili recuperate dal sisma, volto ad intervenire per il restauro e la conservazione del patrimonio artistico, che era conservato anche nelle chiese e nei Comuni più piccoli. Si dà ossigeno alla professione di restauratore, di cui il nostro Paese ha estrema necessità, dato che il volano per la ripresa occupazionale dell'area del cratere passa anche da un incremento della fruizione turistica. Per facilitare la ricostruzione privata e degli enti locali, è stata introdotta la previsione che i tecnici, che sinora hanno sostenuto con le proprie attività, e dunque con propri fondi, la ricostruzione, anticipando le spese delle indagini e delle progettazioni, potranno accedere alle anticipazioni del 50 per cento dei compensi. Questo è un provvedimento che hanno voluto i professionisti, non ce lo siamo inventati. (Applausi dal Gruppo M5S) . In caso di danni lievi, sarà sufficiente l'autocertificazione del progetto per ricostruire senza l'obbligo di attestare la conformità urbanistica. Questo è un modo per accelerare la ricostruzione. È prevista la possibilità per i Comuni sotto i 3.000 abitanti di assumere segretari comunali di fascia superiore. C'è una proroga dei mutui degli enti locali fino al 2021. Vengono destinati ai territori colpiti dal sisma dell'Italia centrale 27 milioni di euro per interventi straordinari, fino al massimo di 200.000 euro per i Comuni fino a 30.000 abitanti; 50 milioni di euro vengono destinati allo sviluppo economico, imprenditoriale, turistico e culturale, con l'istituzione di una cabina di regia sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri. Vengono stanziati 2 milioni di euro per assumere personale amministrativo e contabile nei Comuni per le pratiche della ricostruzione: non dite che non prevediamo personale; nel provvedimento precedente erano stati dati ai Comuni 300 funzionari. Ho ascoltato interventi di vari membri dell'opposizione che hanno citato le parole dell'ingegner Spuri, che criticava il decreto-legge. Forse vi siete dimenticati - o non sapete - che Spuri è stato subcommissario per due anni. Perché non ci si chiede perché queste persone non hanno fatto qualcosa quando potevano? (Applausi dal Gruppo M5S) . È evidente che il provvedimento in esame non costituisce la panacea per le Regioni colpite dal sisma e che molto resta da fare. Un evento catastrofico lascia tracce indelebili, soprattutto nella vita delle persone, costrette a fare salti mortali per adeguarsi a cambiamenti anche e soprattutto del contesto socioeconomico. Per chi non vive nelle aree terremotate non è neppure lontanamente possibile immaginare cosa voglia dire la scomparsa della realtà di tutti i giorni. In queste situazioni, che accentuano il senso di solitudine in un Paese sempre più desertificato, non ci si deve meravigliare che le persone si lascino prendere dallo sconforto e dalla depressione, che possono condurre, come è avvenuto a più riprese, a gesti estremi, come quello compiuto proprio ieri da un anziano a Ussita. Per i futuri terremoti si deve garantire che non si abbiano perdite di vite umane e perdite così ingenti del tessuto sociale, che solo è in grado di tenere unita una comunità. Dobbiamo imparare a lavorare alla prevenzione, costruendo in aree sicure, dato che ora siamo in grado di individuare quelle aree che in passato i nostri antenati non erano in grado di diagnosticare. Se saremo costretti a ricostruire in aree a rischio, come in ampi settori dell'isola d'Ischia o della Sicilia orientale, dovremo utilizzare criteri costruttivi atti a garantire se non l'idoneità degli edifici, cosa quasi impossibile da realizzare, almeno soluzioni che impediscano la perdita di vite umane. Altri Stati, con terremoti ben più forti, hanno lavorato in questa direzione e l'Italia non può rimanere indietro. Costruire in aree a maggior rischio costa di più, ma cosa è il denaro a confronto della vita umana? Il provvedimento in esame deve dunque essere visto come un ulteriore tassello verso un compito ben più arduo, quale quello della realizzazione di un territorio più sicuro e della ricostruzione di una comunità. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. MIRABELLI, relatore . Signor Presidente, sarò rapidissimo. Desidero ribadire che quello in esame è un provvedimento utile, non dannoso come è stato descritto (e comunque chi lo ha così descritto deve giustificare il voto del proprio Gruppo alla Camera dei deputati, che non è stato contrario). Non è sicuramente un provvedimento perfetto ed esaustivo. Lo abbiamo detto: il Governo dovrà fare altri interventi e serve una legge sull'emergenza in questo Paese. Francamente non condivido una discussione in cui si cancella la realtà. In questo provvedimento ci sono norme per il lavoro; norme per aiutare i territori a non essere spopolati; norme per lo sviluppo, per la cultura e il turismo. E molte di esse sono state proposte alla Camera proprio da quelle opposizioni che oggi ci stanno dicendo che non ci sono: non è questo il modo di discutere di una tragedia come quella del terremoto e della ricostruzione. Tutto si può migliorare - l'ho detto - ma qui ho solo visto confusione: in molti emendamenti che abbiamo respinto ho visto solo confusione tra l'idea della necessità giusta di semplificare e l'idea che a questa necessità corrisponda invece una deregolamentazione assoluta. Penso che bisogna fare in fretta con la ricostruzione, ma non è accettabile barattare l'idea che la fretta giustifichi il fatto di abbassare il livello della qualità e delle regole. È l'unico tema che abbiamo posto e su cui non ci siamo trovati d'accordo. Tutto il resto - le norme contro lo spopolamento, sul lavoro, sullo sviluppo, sul turismo, sulla scuola e sulla cultura - c'è. E ci sono grazie anche al contributo e agli emendamenti di chi oggi è qui a spiegarci che non ci sono. Credo che ciò non sia giusto. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato per il provvedimento in esame. (Applausi dai Gruppi PD, M5S e IV-PSI). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Pazzaglini. PAZZAGLINI, relatore di minoranza . Signor Presidente, il collega Mirabelli chiede di evidenziare dove il decreto-legge in esame crea problemi e, quindi, lo faccio subito: nella Conferenza - per esempio - regionale dei servizi, la quale - così come è stata ipotizzata nel provvedimento - crea difficoltà operative e allungamento dei tempi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . E non lo dico io, ma lo dice l'ingegner Spuri, che nel 1997 è stato commissario delegato per gli interventi di Protezione civile dopo gli eventi sismici che hanno coinvolto Marche e Umbria e oggi è responsabile dell'Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche. Questo decreto-legge crea problemi prevedendo i programmi straordinari di ricostruzione, uno strumento urbanistico ulteriore che sappiamo necessiterà di tanto tempo; è l'esperienza che ce lo dice.