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Andate a guardare i dati sull'evasione fiscale e capite che danno enorme essa provochi costantemente ai cittadini e al Paese. Non è un caso, poi, che la Commissione europea invii raccomandazioni richiamandoci sempre su questo. È, credo, una delle questioni fondamentali che il Governo Draghi dovrebbe prendere in considerazione, tanto più che anche nelle raccomandazioni europee di accompagnamento al Piano nazionale di ripresa e resilienza si prescrive la riforma fiscale, che non può che essere associata a una lotta vera, fino in fondo, all'evasione fiscale. L'altro elemento strutturale di ritardo consiste nel fatto che il nostro Paese si trova quasi agli ultimi posti per l'utilizzo dei pagamenti elettronici e anche questo ha un costo. La gestione enorme del contante, infatti, ha tanti costi: ha un costo sociale e un costo economico, da ogni punto di vista. Capite soprattutto quali riflessi abbia l'utilizzo ampio del contante e quali danni provochi. Affrontare fino in fondo la questione dei pagamenti elettronici, favorendone l'accesso, non solo fa fare un salto di qualità nella graduatoria europea, ma costituisce anche un elemento fondamentale per recuperare il gap strutturale dell'economia del nostro Paese. È una questione molto seria, non perché siamo appassionati di statistiche o graduatorie, ma perché quel ritardo produce danni molto gravi ed è strettamente connesso, ovviamente, all'evasione fiscale. Un pagamento non tracciato produce danni da ogni punto di vista, non solo dal punto di vista dell'infedeltà fiscale, ma anche da quello della legalità, che è un'altra questione di cui dovremmo tenere molto conto. L'evasione fiscale naturalmente si affronta con un contrasto diretto, di interessi, ma anche dando finalmente una spinta alla modernizzazione del Paese. Il cashback ha funzionato, perché i dati sono molto chiari da questo punto di vista. Vi è stata un'adesione molto forte, ha ricevuto un forte gradimento da parte dei cittadini e ovviamente ha fatto sì che ci fosse finalmente un aumento enorme (da 9,6 milioni di pagamenti elettronici registrati sulla app a dicembre a 14 milioni, con un incremento mese per mese), del 20 per cento, dell'utilizzo del pagamento elettronico. Ovviamente ciò comporta una spinta massiccia nell'affrontare di petto un altro ritardo strutturale che noi abbiamo, relativo all'innovazione digitale. Questo strumento ci sta aiutando fortemente. Prima si ricordavano i dati relativi alle attivazioni di identità SPID (Sistema pubblico di identità digitale), che consentono anche un rapporto diverso tra il cittadino e la pubblica amministrazione. Ci si è lamentati per le tante risorse. Sì, probabilmente sono state stanziate tante risorse. C'è stato qualcuno che se ne è approfittato, con pagamenti di 10, 15, 20 centesimi, ma stiamo parlando dello 0,2 per cento. È pertanto assolutamente necessario, come chiediamo con l'ordine del giorno, avviare seriamente il monitoraggio, senza interrompere ora il programma, per avere a disposizione tutti gli elementi e vedere quali sono le correzioni che devono essere apportate, che magari ci permetteranno di recuperare risorse da investire nei settori che hanno maggiormente bisogno. Certamente, non c'è dubbio. Come si fa davvero a non comprendere che è stato ed è uno strumento che ci ha fatto fare un grande passo in avanti nell'utilizzo dei pagamenti elettronici? Bisogna fare anche un altro lavoro, certo. Se infatti in Italia abbiamo un forte ritardo nell'utilizzo dei pagamenti elettronici, che stiamo recuperando anche grazie al cashback , abbiamo anche un grande problema: dobbiamo eliminare - e anche su questo bisogna concentrare l'azione e la pressione del Governo - tutti i balzelli e i balzellini che gli esercenti devono pagare. Questo il precedente Governo aveva già cominciato a farlo, per cui bisogna proseguire. Ma non credo assolutamente che dobbiamo criminalizzare o abbandonare questo strumento; dobbiamo invece monitorare e verificare se devono essere apportate delle modifiche per migliorarlo. Il cashback è uno strumento che si è dimostrato efficace e importante, e che molti cittadini hanno apprezzato. Credo che l'ordine del giorno sia molto chiaro, pertanto annunciamo il nostro voto favorevole all'ordine del giorno e il voto contrario alla mozione presentata da Fratelli d'Italia. (Applausi) . FERRO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghe e colleghi, noi di Forza Italia non siamo mai stati innamorati della bonus economy , perché la riteniamo una politica economica che non premia veramente chi vale. Riconosciamo, come è stato detto dai colleghi che mi hanno preceduto, che un certo beneficio c'è stato, ma attenzione: se abbiamo letto attentamente lo studio Ambrosetti, citato da qualche collega in precedenza, notiamo che questo sistema ha creato un ulteriore divario all'interno del Paese. È duplice, se volete: c'è un divario molto forte tra il Nord sviluppato, dove l'utilizzo del pagamento elettronico è più accentuato, ed altre parti del Paese che non lo hanno utilizzato; e, all'interno di questo, si è creata un'ulteriore distinzione: abbiamo visto che l'utilizzo del pagamento elettronico è favorito e utilizzato di più dalle persone che stanno meglio. Ecco, a noi una società che premia solo chi sta bene e non favorisce chi sta male non piace. Dobbiamo quindi favorire una crescita verso l'alto di tutti. A proposito di quanto ho sentito in discussione generale, tutti conosciamo la situazione attuale: oggi oltre ai gap infrastrutturali che hanno tanti nostri cittadini, per l'età e per la situazione economica, si è aggiunta anche la crisi da pandemia. Oggi, secondo me, questo strumento andrebbe attualizzato e verificato, perché riteniamo che siano cambiate un po' le cose da quando è stato concepito e messo in atto. Per avere una community cashless society servono dei pilastri e il cashback è uno di questi; non ha senso pensare di poter recuperare quel gap che è stato richiamato fermandoci solo al cashback . Serve una visione strategica, ambiziosa e sistemica per la cashless society in Italia, ma non l'abbiamo; ci siamo fermati solo alla prima fase. È vero che in valore assoluto le percentuali sono state minime, ma nell'opinione pubblica hanno dato molto fastidio i furbetti che andavano a fare 10 centesimi di benzina per poter entrare nella lotteria. Una società che punta sulla lotteria a noi non piace; ci piace di più una società più concreta. (Applausi) . Vogliamo anche ricordare che nel nostro ordine del giorno è scritto che dobbiamo tarare e aggiornare la situazione, creare un tavolo di concertazione e di verifica puntuale, per vedere se gli strumenti messi in campo siano stati realizzati e rispondano in pieno alla visione che avevamo prima. In questo periodo di crisi con risorse sempre minori non ci piacciono più di tanto interventi tipo la bonus economy . Ci sono interi settore del Paese che stanno soffrendo. Non dobbiamo farne una battaglia ideologica, ma dobbiamo concentrarci sulle cose che effettivamente e realmente servono. È chiaro che c'è tutto un mondo che sta nascendo e che ruota attorno alla cashless society , però facciamo attenzione perché i gap che dobbiamo recuperare nel nostro Paese sono molteplici e andare avanti solo sul cashback vuol dire fare solo una piccola parte di step successivi che al momento non siamo in grado di fare.