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1) vendere a trattativa privata i lotti di terreno di cui alla lettera a) del precedente articolo 2 ai singoli occupanti e concessionari, i quali, alla data del 1° dicembre 1981, abbiano realizzato sui terreni medesimi opere stabili e durature e comunque di non facile sgombero, sempre che le opere stesse siano conformi alle prescrizioni dello strumento urbanistico"; considerato che: il Comune, dopo una definizione transattiva circa il compenso dovuto per l'acquisto dal demanio pubblico della suddetta area, ha stipulato in data 22 aprile 2016 con l'Agenzia del demanio un contratto di compravendita; a seguito della stipula è sorta una diatriba sulla sua validità, che ha coinvolto alcuni notai e l'amministrazione comunale. In particolare, è stato sostenuto da alcuni professionisti incaricati della stipula degli atti di acquisto da parte dei soggetti giuridici privati, proprietari dei fabbricati costruiti sull'area precedentemente appartenente al demanio pubblico, che l'atto di provenienza, ovverosia l'atto di acquisto del relativo terreno, fosse affetto da nullità per carenza dell'indicazione, nell'atto pubblico relativo, degli estremi urbanistici; più approfonditamente, è stato sostenuto che, considerati gli sviluppi normativi dall'entrata in vigore della "legge Praia" ad oggi, l'atto pubblico di acquisto dal demanio pubblico, stipulato in data 22 aprile 2016, dovesse necessariamente contenere una riserva sul diritto di superficie dei fabbricati ormai costituitosi ex lege a favore degli occupanti; al contrario, in mancanza della suddetta riserva in atto, in virtù del principio di accessione sancito dall'articolo 934 del codice civile, l'area demaniale oggetto della compravendita si sarebbe dovuta trasferire unitamente ai fabbricati su di essa esistenti, ma la mancata indicazione degli estremi urbanistici degli immobili edificati avrebbe reso l'atto completamente nullo, con la conseguenza che tutti gli atti dispositivi successivi sarebbero affetti dal medesimo vizio di invalidità insanabile. Tale lettura e interpretazione giuridica della fattispecie riposerebbe sul combinato disposto dell'art. 932 del codice civile, dell'art. 40 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, e dell'art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380; in particolare, il comma 2 dell'articolo 40 della legge n. 47 del 1985 sancisce che "Gli atti tra vivi aventi per oggetto diritti reali, esclusi quelli di costituzione, modificazione ed estinzione di diritti di garanzia o di servitù, relativi ad edifici o loro parti, sono nulli e non possono essere rogati se da essi non risultano, per dichiarazione dell'alienante, gli estremi della licenza o della concessione ad edificare o della concessione rilasciata in sanatoria ai sensi dell'articolo 31 ovvero se agli stessi non viene allegata la copia per il richiedente della relativa domanda, munita degli estremi dell'avvenuta presentazione, ovvero copia autentica di uno degli esemplari della domanda medesima, munita degli estremi dell'avvenuta presentazione e non siano indicati gli estremi dell'avvenuto versamento delle prime due rate dell'oblazione di cui al sesto comma dell'art. 35"; considerato ancora che: il Comune di Praia a Mare, anche allo scopo di risolvere l'annosa problematica, asserisce che non sussistono problemi giuridici in ordine all'atto di provenienza delle particelle interessate e che, per gli effetti, possono stipularsi senza alcun rischio gli atti di compravendita dei terreni da parte dei cittadini occupanti, in conformità al disposto dell'articolo 3 della legge n. 113 del 1983; la maggior parte dei soggetti interessati ha già provveduto al pagamento delle somme dovute, in conformità agli articoli 2 e 3 della legge, obbligandosi irrevocabilmente con il Comune già prima del 22 aprile 2016, con apposita scrittura privata, ad acquistare, ciascuno per quanto di propria spettanza, i lotti di terreno rispettivamente occupati; considerato infine che la situazione di incertezza giuridica coinvolge migliaia di persone e famiglie che attendono ormai da anni, in applicazione della "legge Praia", di regolarizzare la propria posizione giuridica di proprietari dei fabbricati edificati al di sopra di un terreno che ora è di proprietà del Comune. Sarebbe, pertanto, a parere degli interroganti auspicabile un intervento istituzionale per fare chiarezza sulla vicenda, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se, nell'ambito delle proprie competenze, vogliano valutare l'opportunità di adottare dei provvedimenti allo scopo di tracciare le linee guida utili per chiarire la situazione d'incertezza che si è generata intorno all'interpretazione della legge n. 113 del 1983 e al conseguente atto di acquisto del territorio, pari a 18 ettari, originariamente appartenente al demanio pubblico marittimo poi traferito al patrimonio dello Stato, da parte del Comune di Praia a Mare. Atto n. 4-01282 BALBONI Al Ministro dell'interno Premesso che: nella notte tra sabato 16 e domenica 17 febbraio 2019 nel quartiere "GAD" di Ferrara circa 40 africani hanno posto in essere una sommossa, rovesciando cassonetti e rifiuti in mezzo alla strada per bloccare il traffico e fronteggiando con minacce e insulti le forze dell'ordine intervenute per ristabilire l'ordine pubblico; per nulla intimoriti dalla forza pubblica, il gruppo di facinorosi ha mantenuto l'atteggiamento provocatorio e violento come a dimostrare che nel quartiere l'autorità dello Stato non esiste più; solo dopo diverse ore il gruppo di africani decideva di desistere; l'episodio non è degenerato in scontro aperto con la Polizia soltanto perché le forze dell'ordine si sono limitate a controllare a distanza i manifestanti, evitando di intervenire; al termine della sommossa, nessuno dei delinquenti e dei facinorosi che l'hanno posta in essere è stato arrestato e fermato, confermando in tal modo nei manifestanti la convinzione di poter agire in piena impunità; questo è soltanto l'ennesimo episodio di una escalation che va avanti da anni e che ha portato progressivamente al controllo di un intero quartiere della città di Ferrara, il GAD appunto, da parte di agguerrite e ben strutturate bande di extracomunitari, prevalentemente africani ed in particolare di nazionalità nigeriana, che ormai possono delinquere impunemente mediante un metodo mafioso, spacciando droghe alla luce del giorno e gestendo ogni genere di affare illecito, compreso lo sfruttamento della prostituzione; queste bande di nigeriani, che sempre più spesso si affrontano con inusitata violenza per il controllo del territorio, con conseguenze spesso sanguinose, sono composte in gran parte da persone che non avrebbero titolo per rimanere sul territorio italiano, ma che purtroppo non sono mai state allontanate o poste in grado di non delinquere;