[massime]

Sul carattere finalistico del coordinamento della finanza pubblica, v. le citate sentenze nn. 229/2011, 122/2011, 370/2010, 121/2007, 35/2005. Sul necessario contemperamento delle ragioni dell'esercizio unitario di date competenze e della garanzia delle funzioni costituzionalmente attribuite alle autonomie, v. le citate sentenze nn. 88/2014 e 139/2012. Per la riconduzione delle disposizioni dettate dal legislatore statale in vista del contenimento della spesa corrente degli enti territoriali alle finalità di coordinamento della finanza pubblica, v. le citate sentenze nn. 218/2015 e 36/2004. Per il costante indirizzo della Corte, secondo cui norme statali che fissano limiti alla spesa delle Regioni e degli enti locali possono qualificarsi principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica alla condizione, tra l'altro, che si limitino a porre obiettivi di riequilibrio della medesima, intesi nel senso di un transitorio contenimento complessivo, anche se non generale, della spesa corrente, v., ex multis , sentenze nn. 218/2015, 189/2015, 44/2014, 236/2013, 229/2013, 217/2012, 193/2012, 148/2012, 182/2011. Sulla prevalenza della funzione di coordinamento finanziario su tutte le altre competenze regionali, v. le citate sentenze nn. 236/2013, 63/2013 e 151/2012. Per la precisazione che l'incidenza dei principi statali di coordinamento è legittima, sia sull'autonomia di spesa delle Regioni ( ex plurimis , sentenze nn. 91/2011, 27/2010, 456/2005 e 244/2005), sia su ogni tipo di potestà legislativa regionale (sentenza n. 151/2012), v. la citata sentenza n. 250/2015. Nel senso che l'impatto dei principi statali di coordinamento della finanza pubblica sull'autonomia finanziaria delle Regioni si traduce in una «circostanza di fatto come tale non incidente sul piano della legittimità costituzionale», v. le citate sentenze nn. 236/2013, 40/2010, 169/2007 e 36/2004. Sull'onere, per la Regione, di dimostrare l'assoluta impossibilità, conseguente all'applicazione delle misure finanziarie in esame, di svolgere le funzioni attribuitele dalla Costituzione, v. le citate sentenze nn. 29/2016, 252/2015, 239/2015 e 26/2014. Sulla competenza statale a determinare i livelli essenziali e sulla necessaria previsione di moduli collaborativi tra Stato e Regioni, v., rispettivamente, le citate sentenze nn. 273/2013 e 297/2012. Nel senso che una conseguenza di mero fatto derivante dall'applicazione delle norme impugnate è inidonea a configurare una violazione costituzionale, v. la citata sentenza n. 8/2016. Per l'affermazione secondo cui l'esercizio della funzione legislativa non è soggetto alle procedure di leale collaborazione, v., ex plurimis , le citate sentenze nn. 43/2016, 63/2013, 112/2010, 159/2008 e 387/2007.