[pronunce]

Infine non si può accogliere la censura secondo cui la norma impugnata, incidendo in una materia che attiene "alla struttura democratica dello Stato", investirebbe i diritti civili e sociali il cui livello di tutela rientra nella competenza esclusiva dello Stato. In proposito, va ricordato innanzi tutto che la materia in esame non è, per statuto, affatto estranea alla competenza della Provincia di Bolzano, ma rientra nel suo ambito di potestà legislativa esclusiva. E va altresì ricordato che in ogni caso, secondo un consolidato orientamento di questa Corte, l'informazione esprime "non tanto una materia, quanto &laquo;una condizione preliminare&raquo; " per l'attuazione dei principi propri dello Stato democratico e in tale ambito "qualsivoglia soggetto od organo rappresentativo investito di competenze di natura politica non può, pur nel rispetto dei limiti connessi alle proprie attribuzioni, risultare estraneo all'impiego dei mezzi di comunicazione di massa" (sentenza n. 29 del 1996). 6. - La seconda questione prospettata nel ricorso n. 70 del 2002 investe l'art. 2, comma 2, della legge provinciale 26 luglio 2002, n. 11, nella parte in cui, inserendo l'art. 7-bis della legge provinciale n. 6 del 2002, il quale contiene la disciplina del piano provinciale di settore delle infrastrutture delle comunicazioni, avrebbe regolato una materia preclusa alla legislazione provinciale sia dall'art. 117, secondo comma della Costituzione, sia dagli artt. 8 e 9 dello statuto regionale e perciò assegnata dall'art. 1, comma 6, della legge 31 luglio 1997, n. 249 all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. 6.1. - La questione non è fondata nei termini di seguito precisati. Come già ricordato, l'art. 117, comma terzo, della Costituzione ha attribuito alla competenza legislativa regionale concorrente l'ordinamento delle comunicazioni e tale attribuzione di competenza si deve estendere, in virtù dell'art. 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001, anche alla Provincia di Bolzano, alla quale, invece, resta precluso dall'art. 8 n. 4 dello statuto l'esercizio della potestà legislativa esclusiva in ordine alla facoltà di impiantare stazioni radiotelevisive. Ciò significa che le attività che possono essere sviluppate dalla Provincia di Bolzano nel settore delle comunicazioni debbono rispettare i principi fondamentali stabiliti in materia da una serie di leggi statali tra cui, in particolare, la legge 22 febbraio 2001, n. 36 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici), il cui art. 8, comma 1, lettera a), riserva alla competenza regionale l'esercizio delle funzioni relative all'individuazione, tra l'altro, dei siti di trasmissione e degli impianti per radiodiffusione, ai sensi della legge n. 249 del 1997. In proposito va anche considerato il d.l. 23 gennaio 2001, n. 5, convertito nella legge 20 marzo 2001, n. 66, che, in attesa dell'attuazione dei piani di assegnazione delle frequenze, riserva alle regioni ed alle province di Trento e Bolzano il compito di "indicare i siti", sentiti i comuni competenti, dove trasferire gli impianti di radiodiffusione che eccedano i valori compatibili con la salute umana (cfr. sentenze nn. 307 e 308 del 2003). Premesso tale quadro legislativo, va esaminata la norma impugnata, per la cui corretta interpretazione, peraltro, appare opportuno considerare il contesto normativo in cui tale disposizione è stata posta: occorre cioè prendere le mosse dall'art. 7 della citata legge provinciale n. 6 del 2002, che dispone che la Provincia di Bolzano possa promuovere, attraverso un procedimento concertativo che prevede l'intesa con il Ministero delle comunicazioni ed il parere dei soggetti interessati, la realizzazione di infrastrutture ed impianti comuni per servizi radiotelevisivi pubblici, servizi di comunicazione di pubblico interesse ed emittenti private. La stessa logica concertativa, oltre che di rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale in materia, indotta dal necessario contemperamento tra interessi locali ed interessi nazionali in questo delicato settore, deve analogamente ispirare l'impugnato art. 7-bis, che del citato art. 7 costituisce un'integrazione normativa. Infatti una corretta interpretazione dell'art. 7-bis, che disciplina il piano provinciale di settore delle infrastrutture delle comunicazioni ed i siti degli impianti trasmittenti, presuppone, pur nel silenzio della norma, la necessità -già peraltro, in una fattispecie analoga, sottolineata da questa Corte nella sentenza n. 21 del 1991- di una previa intesa tra giunta provinciale e Ministro delle comunicazioni, proprio perché si tratta del contemperamento degli stessi interessi per i quali tale intesa è espressamente prevista nell'art. 7 citato. Così interpretata la norma impugnata, risultano infondate le censure formulate. 7. - L'ultima questione prospettata nel ricorso n. 70 del 2002 riguarda l'art. 27 della medesima legge n. 11 del 2002, nella parte in cui, aggiungendo un secondo comma all'art. 23-quinquies della legge provinciale 6 settembre 1973, n. 61, esonera chi presta "servizi pubblici essenziali" e le "organizzazioni di soccorso" da molteplici adempimenti in materia di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti. In questo modo la norma censurata inciderebbe su una materia -su cui, tra l'altro, sono intervenute direttive comunitarie ed il d.lgs. n. 22 del 1997- riconducibile alla tutela dell'ambiente e quindi sottratta alla legislazione provinciale, che, tra l'altro, è vincolata, ai sensi dell'art. 4 dello statuto, al rispetto delle norme di riforma economico-sociale, cioè dei principi desumibili dalle disposizioni contenute nel citato d. lgs. n. 22 del 1997. 7.1. - La questione non è fondata. Va ricordato che la Provincia di Bolzano titolare, ai sensi degli artt. 8 e 9 dello statuto, di potestà legislativa esclusiva in materia di tutela del paesaggio e di urbanistica, nonché di potestà legislativa concorrente in materia di igiene e sanità, ha emanato già nel 1973 la legge n. 61, specificamente rivolta alla disciplina della raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti, puntualmente aggiornata alla luce della sopravveniente normativa nazionale e comunitaria. In questo quadro legislativo va inserita la norma impugnata, la quale dispone deroghe soggettive ed oggettive a determinati adempimenti previsti in materia. Adempimenti relativi alla gestione di rifiuti prodotti in occasione di "attività di pronto intervento" prestate da "servizi pubblici essenziali" -evidentemente da configurare in senso oggettivo- o da "organizzazioni di soccorso" in relazione a situazioni conseguenti ad eventi lato sensu calamitosi o comunque imprevedibili, la disciplina delle quali rientra anch'essa nell'ambito della competenza esclusiva della Provincia, ai sensi dell'art. 8 n. 13 dello statuto.