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L'obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell'amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado"; alla discussione del Consiglio comunale del 5 febbraio 2018, invece, il sindaco non solo avrebbe partecipato, ma sarebbe anche intervenuto (lasciando la coppa della Reyer Basket nello scranno del sindaco stesso) quando si sono affrontati contenuti riguardanti la variante urbanistica che interessa proprio la zona dei Pili; così come avrebbe partecipato anche alla Giunta comunale n. 41 del 13 febbraio 2018, dove si sarebbe deciso e votato il cambio di destinazione della previsione di spesa rivolta alla realizzazione dell'obiettivo di cui al punto 1, lettera b, del patto per Venezia, verso l'obiettivo di realizzare il ponte ciclopedonale per collegare il parco di San Giuliano con la zona dei Pili; risulta, pertanto, evidente che possa sussistere una correlazione immediata e diretta tra gli atti discussi e varati dal Consiglio comunale alla presenza del sindaco Brugnaro ed i suoi interessi privati relativi alla proprietà delle aree oggetto d'intervento normativo, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri fosse a conoscenza di quanto riportato, al momento in cui è stata posta una modifica sostanziale al patto, la quale, ai sensi dell'art. 8 dello stesso patto, dovrebbe essere stata concordata tra il Comune di Venezia e la Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché formalizzata mediante atto scritto; se sia stato individuato e comunicato al CIPE il referente per gli aspetti collegati alle attività di comunicazione e se siano stati forniti allo stesso tutti i dati necessari al fine della comunicazione di informazioni ai cittadini attraverso sistemi open data , così come previsto dall'articolo 7 "Informazioni e pubblicità", del patto per lo sviluppo della città di Venezia; se il Presidente del Consiglio dei ministri fosse a conoscenza di quella che agli interroganti appare come un'evidente posizione di conflitto di interessi nel momento in cui è stata posta in essere la modifica al patto per lo sviluppo della città di Venezia; quali atti abbia adottato o intenda adottare per intervenire rispetto a tale conflitto d'interessi che riguarda la figura del sindaco della città di Venezia, dal momento in cui la sua attività in Consiglio comunale sia da considerarsi come una ripetuta infrazione alle prescrizioni dell'art. 78 del decreto legislativo n. 267 del 2000. Atto n. 3-01088 PAPATHEU Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico Premesso che: molti dei settori economico-produttivi colpiti in Italia dalla crisi non riescono ad invertire la rotta per ritrovare vitalità e fanno registrare numeri in passivo e performance negative. Tra questi vi è senza dubbio l'edilizia, settore economico e produttivo che affronta una situazione di grave difficoltà, una tendenza che ha costretto a più riprese l'Associazione nazionale costruttori edili a chiedere al Governo e alle Camere interventi concreti volti a sostenere il comparto attraverso la necessaria infrastrutturizzazione del Paese; dal 2007 il comparto soffre di scarsi crediti alle imprese e di lungaggini burocratiche. Queste ultime, in particolare, incidono fortemente sulle piccole e medie imprese, che rappresentano il 90 per cento circa dell'intero settore; il decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, recante "Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici", ha sino ad ora dato, a parere dell'interrogante, risultati minimi; nel bilancio dello Stato sono stanziati 150 miliardi di euro in 15 anni per gli investimenti pubblici, già scontati nel deficit . Di questi, 118 miliardi sono considerabili immediatamente attivabili, ma procedure complesse e capacità progettuale insufficiente ne complicano l'utilizzo, tanto da rendere biblici i tempi di realizzazione delle opere. Per la messa in cantiere di opere di impatto minimo, dal valore di 100.000 euro, saranno necessari 2 anni, che aumentano a 15 per quelle sopra i 100 milioni; il valore dell'edilizia nel Pil nazionale è sceso dall'11,5 per cento del 2008 all'8 per cento attuale. Nello stesso periodo il valore delle costruzioni nel Pil è crollato dal 29 per cento al 17 per cento. Nel periodo 2008-2018 si è registrata una diminuzione di 36 miliardi di euro di investimenti nelle nuove costruzioni residenziali ma anche di 15 miliardi nelle costruzioni non residenziali private e di 26 miliardi in opere pubbliche; inoltre, secondo un'indagine condotta da Unioncamere e InfoCamere, l'impresa artigiana in Italia avrebbe subito un grave calo in termini numerici: il settore ha infatti perso negli ultimi 5 anni il 7 per cento dei suoi attori, e se nel 2013 si contavano circa 1.400.000 imprese artigiane, nel 2018 se ne contano 100.000 in meno. Questo calo è imputabile soprattutto alle performance negative delle imprese legate all'edilizia, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo stiano prevedendo iniziative qualificanti, anche in sede di disegno di legge di bilancio per il 2020, volte a sostenere il comparto dell'edilizia. Atto n. 3-01089 PAPATHEU Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e per il Sud Premesso che: la multinazionale americana Whirlpool nell'area Emea (Europa, Medio oriente e Africa) fattura 5 miliardi di euro e dà lavoro a 24.000 persone impiegate in 15 stabilimenti in 8 Paesi diversi. Whirlpool produce in Italia oltre 6 milioni di elettrodomestici, con 6.000 persone impiegate in 6 stabilimenti, ove si svolge anche attività di tecnologia e innovazione a marchio Whirlpool, KitchenAid, Hotpoint, Bauknecht e Indesit; il 31 maggio 2019 i vertici hanno incontrato a Roma i rappresentanti delle organizzazioni sindacali per un aggiornamento sul piano industriale Italia 2019-2021, ribadendo poi in una nota "La strategicità dell'Italia all'interno della regione Emea da un punto di vista industriale e commerciale" e "la conferma delle direttrici strategiche del Piano Industriale firmato lo scorso 25 ottobre presso il Ministero dello Sviluppo economico"; "In particolare gli investimenti pari a 250 milioni di euro per il triennio 2019-2021 in attività di innovazione, prodotto, processo e ricerca e sviluppo nei suoi siti industriali in Italia. Nei primi mesi del 2019 sono già stati allocati oltre 80 milioni di euro"; Whirlpool ha deciso di chiudere lo stabilimento più produttivo presente in Italia, che si trova a Napoli, specializzato nella produzione di componenti per lavatrici di alta gamma con 420 dipendenti, venendo meno a quanto in precedenza prospettava;