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2 Ciascun convivente può delegare l'altro affinché, nei limiti delle norme vigenti: a adotti le decisioni necessarie sulla salute in caso di malattia da cui derivi incapacità di intendere e di volere; b riceva dal personale sanitario le informazioni sulle opportunità terapeutiche; c decida in caso di decesso sulla donazione di organi, sul trattamento del corpo e sulle celebrazioni funebri, in assenza di previe disposizioni dell'interessato. 3 La delega di cui al comma 2 è conferita con atto scritto autenticato ovvero, in caso di impossibilità, comunicando tale volontà a un pubblico ufficiale che forma un processo verbale. 4 La revoca, anche parziale, della delega è effettuata con le medesime modalità di cui al comma 3. 3 (Accesso alla cartella clinica) 1 Ai sensi del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196, in presenza di una convivenza dichiarata all'anagrafe ai sensi dell'articolo 1 della presente legge, ciascun convivente ha accesso ai dati personali del convivente contenuti nella cartella clinica della struttura sanitaria nella quale è ricoverato e ai documenti che ad essa si riferiscono, se il paziente è incapace di intendere e di volere o è deceduto. 4 (Congedi per salute) 1 Ai sensi dell'articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, in presenza di una convivenza dichiarata all'anagrafe ai sensi dell'articolo 1 della presente legge, il permesso retribuito di tre giorni lavorativi all'anno è riconosciuto alla lavoratrice e al lavoratore in caso di documentata grave infermità ovvero di decesso del convivente. 2 In alternativa a quanto previsto al comma 1, in casi di documentata grave infermità, il lavoratore e la lavoratrice concordano con il datore di lavoro diverse modalità di espletamento dell'attività lavorativa. 5 (Accesso ai servizi dei consultori) 1 Ai sensi dell'articolo 1 della legge 29 luglio 1975, n. 405, l'assistenza psicologica e sociale per la preparazione alla maternità ed alla paternità responsabile e per i problemi della coppia e della famiglia è garantita anche ai componenti di una convivenza dichiarata all'anagrafe ai sensi dell'articolo 1 della presente legge. 6 (Colloqui con i detenuti) 1 Ai sensi dell'articolo 18 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, in presenza di una convivenza dichiarata all'anagrafe ai sensi dell'articolo 1 della presente legge, i colloqui e la corrispondenza telefonica sono permessi con la persona con la quale prima della detenzione sussisteva la convivenza, alle medesime condizioni previste per i familiari. 7 (Permessi per i detenuti) 1 Ai sensi dell'articolo 30 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, in presenza di una convivenza dichiarata all'anagrafe ai sensi dell'articolo 1 della presente legge e nel caso di imminente pericolo di vita del convivente, i condannati e gli internati ricevono dal magistrato di sorveglianza il permesso di recarsi a visitare il convivente infermo, nei limiti e con le cautele previste dal regolamento penitenziario. 2 Analoghi permessi possono essere concessi per eventi eccezionali di particolare gravità, ai sensi del citato articolo 30, secondo comma, della legge n. 354 del 1975. III FILIAZIONE, AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO, INTERDIZIONE E INABILITAZIONE, TUTELA E CURATELA, ADOZIONE, PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA 8 (Filiazione) 1 Ai sensi dell'articolo 315 del codice civile, tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico, indipendentemente dalla esistenza di un rapporto di coniugio fra i genitori. 9 (Amministrazione di sostegno, interdizione e inabilitazione, tutela e curatela) 1 Ai sensi dell'articolo 408, primo comma, del codice civile, il giudice tutelare, nella scelta dell'amministratore di sostegno, preferisce, ove possibile, il coniuge che non sia separato legalmente, la persona stabilmente convivente ai sensi dell'articolo 1 della presente legge, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, il parente entro il quarto grado. 2 Ai sensi dell'articolo 410, terzo comma, del codice civile, l'amministratore di sostegno non è tenuto a continuare nello svolgimento dei suoi compiti oltre dieci anni, ad eccezione dei casi in cui tale incarico è rivestito dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente ai sensi dell'articolo 1 della presente legge, dagli ascendenti o dai discendenti. 3 Ai sensi dell'articolo 411, terzo comma, del codice civile, sono in ogni caso valide le disposizioni testamentarie e le convenzioni in favore dell'amministratore di sostegno che sia parente entro il quarto grado del beneficiario, ovvero che sia coniuge o persona che sia stata chiamata alla funzione in quanto con lui stabilmente convivente ai sensi dell'articolo 1 della presente legge. 4 Ai sensi dell'articolo 417 del codice civile, le istanze di interdizione e inabilitazione possono essere promosse anche dalla persona stabilmente convivente ai sensi dell'articolo 1 della presente legge. 5 Ai sensi dell'articolo 426, primo comma, del codice civile, nessuno è tenuto a continuare nella tutela dell'interdetto o nella curatela dell'inabilitato oltre dieci anni dall'assunzione dell'ufficio, ad eccezione del coniuge, della persona stabilmente convivente ai sensi dell'articolo 1 della presente legge, degli ascendenti o dei discendenti. 10 (Idoneità all'adozione) 1 Ai sensi dell'articolo 6, comma 4, della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, il requisito della stabilità del rapporto, ai fini della determinazione della idoneità della coppia all'adozione, si intende che sussista anche quando i coniugi hanno convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per un periodo di tre anni, nel caso in cui il tribunale per i minorenni accerti la continuità e la stabilità della convivenza, avuto riguardo a tutte le circostanze del caso concreto. 11 (Adozione di minori) 1 Ai sensi dell'articolo 44, comma 3, della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, l'adozione dei minori è consentita, oltre che ai coniugi, anche a chi non è coniugato, se si tratta di persone unite al minore da vincolo di parentela fino al sesto grado o da preesistente rapporto stabile e duraturo, quando il minore sia orfano di padre e di madre, ovvero quando il minore si trovi nelle condizioni indicate dall'articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e sia orfano di padre e di madre, ovvero quando vi sia la constatata impossibilità di affidamento preadottivo. 12 (Procreazione medicalmente assistita) 1 Ai sensi dell'articolo 5 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, l'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è permessa anche a due maggiorenni di sesso diverso fra loro conviventi. IV CONTRASTO DEGLI ABUSI 13 (Protezione contro gli abusi nell'ambito della convivenza) 1