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17) coloro che abbiano prestato lodevole servizio a qualunque titolo, per non meno di un anno nell'amministrazione che ha indetto il concorso; 18) i coniugati e i non coniugati con riguardo al numero dei figli a carico; 19) gli invalidi ed i mutilati civili; 20) militari volontari delle Forze armate congedati senza demerito al termine della ferma o rafferma. 5. A parità di merito e di titoli la preferenza è determinata: a) dal numero dei figli a carico, indipendentemente dal fatto che il candidato sia coniugato o meno; b) dall'aver prestato lodevole servizio nelle amministrazioni pubbliche; c) dalla maggiore età.". Nota all'art. 12: - Si riporta il testo dell'art. 9 del citato decreto legislativo 21 maggio 2000, n. 146: "Art. 9 (Corso per la nomina a vice comissario penitenziario). - 1. I vincitori del concorso di cui all'art. 7 sono nominati vice commissari penitenziari in prova. 2. I vice commissari penitenziari in prova frequentano, presso l'Istituto superiore di studi penitenziari dell'Amministrazione penitenziaria, un corso di formazione teorico-pratico della durata di dodici mesi. Durante il citato corso non possono essere impiegati in servizi d'istituto. 3. Al termine del corso, il personale dichiarato idoneo al servizio nel Corpo di polizia penitenziaria sostiene un esame finale sulle materie oggetto del corso. 4. I vice commissari penitenziari in prova che hanno superato gli esami finali del corso sono nominati vice commissari penitenziari. Essi prestano giuramento e sono ammessi al ruolo direttivo ordinario del Corpo di polizia penitenziaria secondo l'ordine di graduatoria dell'esame finale. 5. I vice commissari penitenziari in prova che non superano l'esame finale possono partecipare al corso successivo; se l'esito di quest'ultimo è negativo sono dimessi. ". Nota all'art. 13: - Si riporta il testo dell'art. 127 del citato decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3: "Art. 127 (Decadenza). - Oltre che nel caso previsto dall'art. 63, l'impiegato incorre nella decadenza dall'impiego: a) quando perda la cittadinanza italiana; b) quando accetti una missione o altro incarico da una autorità straniera senza autorizzazione del Ministro competente; c) quando, senza giustificato motivo, non assuma o non riassuma servizio entro il termine prefissogli, ovvero rimanga assente dall'ufficio per un periodo non inferiore a quindici giorni ove gli ordinamenti particolari delle singole amministrazioni non stabiliscano un termine più breve; d) quando sia accertato che l'impiego fu conseguito mediante la produzione di documenti falsi o viziati da invalidità non sanabile. La decadenza di cui alle lettere c) e d) è disposta sentito il consiglio di amministrazione". Note all'art. 15: - Per il testo dell'art. 22 del citato decreto legislativo 21 maggio 2000, n. 146, vedasi nelle note alle premesse. - Per il testo degli articoli 93 e 205 del citato decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1953, n. 3, vedasi nelle note all'art. 2. Nota all'art. 21: - Per il testo dell'art. 22 del citato decreto legislativo 21 maggio 2000, n. 146 vedasi nelle note alle premesse. Nota all'art. 22: - Per il testo dell'art. 127 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, vedasi nelle note all'art. 13. Nota all'art. 24: - Per il testo degli articoli 93 e 205 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, vedasi nelle note all'art. 2. Nota all'art. 29: - Per il titolo del decreto legislativo 21 maggio 2000, n. 146, vedasi nelle note alle premesse. Nota all'art. 31: - Si riporta il testo dell'art. 78 del decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1999, n. 82 (Regolamento di servizio del Corpo di polizia penitenziaria): "Art. 78 (Ricompense per lodevole comportamento). - 1. Le ricompense per lodevole servizio sono l'encomio e la lode. 2. L'encomio viene conferito dal direttore generale dell'Amministrazione penitenziaira all'appartenente al Corpo di polizia penitenziaria che, impegnandosi notevolmente in importante servizio istituzionale, abbia messo in luce spiccate qualità professionali, conseguendo rilevanti risultati nei compiti di istituto. 3. La lode viene conferita dal direttore generale dell'Amministrazione penitenziaria, come riconoscimento di applicazione e di impegno professionali che vanno oltre il doveroso espletamento dei compiti istituzionali, all'appartenente al Corpo di polizia penitenziaria, che, per il suo attaccamento al servizio, per spirito di iniziativa e per capacità professionali, abbia conseguito apprezzabili risultati nei compiti di istituto. ". Nota all'art. 37: - Il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, reca: (Regolamento recante norme sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi).