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Si farebbe quindi una riforma per creare problemi ai cittadini accrescendo i costi e le difficoltà per la pubblica amministrazione. Si fa valere l'argomento del capoluogo (dell' ex- provincia) che però non si applica, per esempio, nel caso di Santa Maria Capua Vetere che non è capoluogo e tuttavia resta sede di tribunale, di cui è invece sprovvista la città capoluogo (e due volte più grande) Caserta. Si è fatta un'eccezione per i tribunali in zone a pericolosità mafiosa, ma tale argomento non si è voluto applicare al territorio di Sanremo e dell'estremo ponente ligure, ignorando le allarmate denunce dei presidenti e dei procuratori generali della regione. Non si è considerato che quello di Sanremo è un tribunale di frontiera e che proprio in frontiera si accerta tutta una serie di illeciti (in materia di droga, traffico d'armi, riciclaggio, esportazioni di valuta) per cui è importante poter disporre di un ufficio di procura abbastanza prossimo (Imperia dista circa 60 km dal confine). Per tutte queste ragioni è evidente che la posizione di Sanremo sia del tutto diversa da quella delle varie località che, con ragioni più o meno fondate, chiedono la revisione della normativa che ha disposto la chiusura dei rispettivi uffici giudiziari. Quella di Sanremo è una situazione davvero unica in Italia, comprensibile solo in ragione della (ancora una volta) disponibilità dei locali che si potrebbero reperire nel tribunale di Imperia, ma che provocherebbe, oltre che maggiori costi per lo Stato, il sacrificio non solo dei diritti e degli interessi legittimi della maggioranza dei cittadini del territorio, ma anche dell'interesse generale dell'amministrazione giudiziaria e del Paese.. Art. 1. 1. Alla Tabella A allegata al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, le righe: «Genova-Sanremo-T.-Sanremo» e «Sanremo-P.R.-Sanremo» sono soppresse. 2. Alla tabella A allegata al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 e successive modificazioni, alla voce «tribunale di Imperia» le parole «Airole, Apricale», «Badalucco, Bajardo, Bordighera», «Camporosso», «Carpasio, Castel Vittorio, Castellaro, Ceriana», «Dolceacqua», «Isolabona», «Molini di Triora, Montalto Ligure», «Olivetta San Michele, Ospedaletti, Perinaldo», «Pigna, Pompeiana», «Riva Ligure, Rocchetta Nervina», «San Biagio della Cima», «Sanremo, Santo Stefano al mare, Seborga, Soldano, Taggia, Terzorio, Triora, Vallebona, Vallecrosia», «Ventimiglia» sono soppresse e dopo la voce «tribunale di Massa» è inserita la seguente: «TRIBUNALE DI SANREMO Airole, Apricale, Badalucco, Bajardo, Bordighera, Camporosso, Carpasio, Castel Vittorio, Castellaro, Ceriana, Dolceacqua, Isolabona, Molini di Triora, Montalto Ligure, Olivetta San Michele, Ospedaletti, Perinaldo, Pigna, Pompeiana, Riva Ligure, Rocchetta Nervina, San Biagio della Cima, Sanremo, Santo Stefano al mare, Seborga, Soldano, Taggia, Terzorio, Triora, Vallebona, Vallecrosia, Ventimiglia». 3. Alla Tabella A allegata alla legge 26 luglio 1975, n. 354 e successive modificazioni, nel distretto di Genova, ufficio di sorveglianza di Genova, è aggiunto il tribunale di Sanremo. 4. In applicazione dei commi 1, 2 e 3 è ripristinato l'ufficio del tribunale di Sanremo, nonché l'ufficio della procura della Repubblica presso il medesimo tribunale di Sanremo. 5. Il Ministro della giustizia è autorizzato ad apportare alla Tabella A annessa all'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive modificazioni, ed alla tabella A allegata alla legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, le variazioni conseguenti all'applicazione della presente legge.