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Tra le ultime due leggi di bilancio e gli ultimi decreti economici, grazie anche alla spinta convinta del MoVimento 5 Stelle, alla sanità sono stati destinati 7 miliardi aggiuntivi (Applausi) , dopo che negli ultimi dieci anni il Servizio sanitario nazionale ha sofferto un definanziamento di circa 37 miliardi. Ma il sacrificio di sardi, lombardi e italiani non deve essere reso vano dall'isolamento di regole regionali diverse e contraddittorie. Dovremo avere regole comuni di monitoraggio e prevenzione, puntando senza retorica all'uniformità delle procedure, alla disponibilità di test, reagenti e tamponi, per accoglierci proteggendo e non isolarci chiudendo. Oggi siamo chiamati ad approvare il decreto liquidità, siamo chiamati a votare il testo emanato dal Governo e le modifiche apportate dal Parlamento, con le quali abbiamo reso più fruibile e rapido l'accesso al credito, grazie all'autocertificazione, che agevolerà le procedure di erogazione dei finanziamenti. Abbiamo incrementato fino a 30.000 euro i finanziamenti con la garanzia del fondo centrale e fissato un nuovo tetto massimo del tasso di interesse. Abbiamo esteso i finanziamenti con garanzia dello Stato anche ad agenti, subagenti e broker assicurativi, abbiamo introdotto l'alternativa del doppio della spesa salariale 2019 quale limite per il prestito garantito a vantaggio delle imprese più piccole, abbiamo dilatato i tempi di restituzione, portandoli da sei a dieci anni per le domande di finanziamento fino a 30.000 euro e fino a trent'anni per quelle fino a 800.000. Abbiamo esteso quanto più possibile la platea dei richiedenti, includendo aziende con esposizioni classificate come inadempienze probabili o esposizioni scadute. Abbiamo escluso le imprese che investono fuori dall'Italia e quelle che controllano, direttamente o meno, società residenti in Paesi o territori non cooperativi dal punto di vista fiscale. Abbiamo sospeso fino al 30 settembre le segnalazioni alla centrale rischi. Insomma, contrariamente a quanto sostenuto dai colleghi dell'opposizione, abbiamo cercato di declinare in norma quelle che sono state le istanze provenienti dalle categorie e dai territori. Dobbiamo impegnarci adesso per la ripresa di un sistema economico e di un Paese che ha intenzione di ripartire; e penso che il testo su cui stiamo per esprimerci contenga gli strumenti giusti per farlo. Per questo annuncio convinto il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 1829, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, ciascun senatore voterà dal proprio posto, dichiarando il proprio voto. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Candiani). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dai membri del Governo, quindi dal senatore Candiani. (Il senatore Segretario PISANI Giuseppe e, successivamente, il senatore Segretario TOSATO fanno l'appello) . Rispondono sì i senatori: Abate, Accoto, Agostinelli, Airola, Alfieri, Anastasi, Angrisani, Astorre, Auddino Bini, Biti, Boldrini, Bonifazi, Bottici, Botto, Bressa Campagna, Casini, Castaldi, Castellone, Castiello, Cioffi, Cirinnà, Collina, Coltorti, Comincini, Conzatti, Corbetta, Corrado, Crimi, Croatti, Crucioli, Cucca D'Alfonso, D'Angelo, D'Arienzo, De Bonis, De Lucia, De Petris, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Micco, Di Nicola, Di Piazza, Donno, Drago, Durnwalder Endrizzi, Errani, Evangelista Faraone, Fede, Fedeli, Fenu, Ferrara, Ferrari, Ferrazzi, Floridia Gallicchio, Garavini, Garruti, Gaudiano, Giannuzzi, Ginetti, Girotto, Granato, Grasso, Grimani, Guidolin Iori L'Abbate, La Mura, Laforgia, Lanièce, Lannutti, Lanzi, Laus, Leone, Lezzi, Licheri, Lomuti, Lorefice, Lupo Magorno, Maiorino, Malpezzi, Manca, Mantero, Mantovani, Marcucci, Margiotta, Marilotti, Marinello, Marino, Matrisciano, Mautone, Merlo, Messina Assuntela, Mininno, Mirabelli, Misiani, Mollame, Montevecchi, Moronese Nannicini, Naturale, Nencini, Nocerino, Nugnes Ortis Pacifico, Parente, Parrini, Patuanelli, Pavanelli, Pellegrini Marco, Perilli, Pesco, Petrocelli, Piarulli, Pinotti, Pisani Giuseppe, Pittella, Presutto, Puglia Quarto Rampi, Renzi, Riccardi, Ricciardi, Rojc, Romano, Rossomando, Ruotolo, Russo Santangelo, Santillo, Sbrollini, Sileri, Stefano, Steger, Sudano Taricco, Taverna, Toninelli, Trentacoste, Turco Unterberger Vaccaro, Valente, Vanin, Vattuone, Verducci, Vono Zanda Rispondono no i senatori: Aimi, Alessandrini, Arrigoni, Augussori Bagnai, Balboni, Barachini, Barbaro, Bergesio, Bernini, Berutti, Binetti, Bongiorno, Bonino, Borghesi, Borgonzoni, Bossi Simone, Briziarelli, Bruzzone Calandrini, Calderoli, Caliendo, Caligiuri, Campari, Candiani, Candura, Cangini, Cantù, Carbone, Casolati, Cesaro, Ciriani, Corti Dal Mas, Damiani, De Bertoldi, De Poli, De Vecchis Faggi, Fantetti, Fazzolari, Ferro, Floris, Fregolent, Fusco Galliani, Gallone, Garnero Santanchè, Gasparri, Giammanco, Giro Iannone, Iwobi La Pietra, La Russa, Lonardo, Lucidi, Lunesu Maffoni, Malan, Mangialavori, Marin, Martelli, Marti, Masini, Messina Alfredo, Minuto, Modena, Moles, Montani Nastri, Nisini Ostellari Pagano, Papatheu, Paroli, Pazzaglini, Pellegrini Emanuele, Pepe, Pergreffi, Perosino, Petrenga, Pianasso, Pichetto Fratin, Pillon, Pirovano, Pisani Pietro, Pittoni, Pizzol, Pucciarelli Quagliariello Rauti, Richetti, Rivolta, Rizzotti, Romeo, Ronzulli, Rossi, Rufa, Ruspandini Saccone, Salvini, Saponara, Saviane, Sbrana, Schifani, Siclari, Stefani Testor, Tiraboschi, Toffanin, Tosato, Totaro Urraro, Urso Vallardi, Vescovi, Vitali Zaffini. PRESIDENTE.