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Ringrazio il signor Ministro per le comunicazioni, che rispondono anche a una diversa modalità di rapporto con il Parlamento. Proprio oggi ho avuto modo di osservare, nella discussione sul decreto che ha avviato l'indagine di sieroprevalenza, quanto la pandemia abbia stressato il sistema istituzionale e parlamentare, per la velocità di propagazione e l'aggressività del virus. Ciò ha richiesto tempestività nelle scelte, le quali dovevano raggiungere i cittadini per generare consapevolezza e comportamenti responsabili attraverso la definizione di riferimenti chiari sotto il profilo sanitario. Quindi, è giusto, ora che i dati epidemiologici allentano in parte la pressione, che si decida, da parte del Governo, di anticipare l'emissione di un nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, attraverso un confronto parlamentare che la vede qui presente in Senato, signor Ministro, a rappresentare il Governo nella sua collegialità, per assumere indirizzi che diano continuità a quel percorso di progressiva riapertura delle attività nella nuova fase di convivenza con il virus; un virus ancora circolante, ancora presente, ancora non sconfitto. Voglio però sottolineare, con un ragionamento complessivo, ciò che c'è da fare, ma che già stiamo facendo nell'azione di Governo. Nell'ultima settimana, infatti, il Senato ha affrontato da diverse angolazioni l'emergenza e la cosiddetta fase 2, approvando risoluzioni e ordini del giorno che compongono un quadro che, alla mia vista, risulta coerente. Recitando un passaggio della risoluzione di maggioranza: «la convivenza con il virus deve essere caratterizzata da strategie di tipo sanitario capaci di prevenire e contenere la diffusione dei contagi nelle nuove condizioni di normalità di vita a cui il Paese sta tornando, accompagnate, però, da un sistema di informazione adeguato ad accrescere la consapevolezza e la responsabilità dei cittadini, ma anche accompagnato da misure economiche di sostegno a tutti i settori, che devono necessariamente adattarsi alla convivenza con il virus». Le strategie di tipo sanitario hanno preso forma in modo importante con le misure contenute nel cosiddetto decreto rilancio, con 1.256 milioni di euro per la medicina di territorio, l'assistenza domiciliare, l'infermiere di quartiere, gli assistenti sociali e altri investimenti strutturali; con 1.467 milioni di euro per le strutture ospedaliere e 567 milioni di euro per il personale sanitario. Su queste azioni abbiamo innestato ulteriori linee di indirizzo attraverso la risoluzione approvata in Commissione igiene e sanità, che propone elementi di sviluppo del Sistema sanitario capaci di renderlo ancora più idoneo a rispondere a un eventuale ritorno del virus non ancora sconfitto. Ma meglio abbiamo fatto ieri, in Assemblea, con l'approvazione unitaria di indirizzi relativi ai test molecolari e sierologici che il Ministero della salute si impegna a tenere costantemente aggiornati. Dall'altra parte, abbiamo i dati economici. Quelli rappresentati nei contributi raccolti nelle audizioni svolte alla Camera dei deputati in occasione dell'esame, tuttora in corso, del cosiddetto decreto rilancio descrivono una situazione gravissima per molti settori. Cito, in forma riassuntiva, l'ultimo documento pubblicato dall'Istat, che prevede una marcata contrazione del PIL nel 2020 di circa l'8,3 per cento e solo una parziale ripresa nel 2021 del più 4,6 per cento. Nell'anno corrente la caduta del PIL sarà determinata prevalentemente dalla caduta della domanda interna ed è condizionata anche dalla riduzione dei consumi delle famiglie e dal crollo degli investimenti. Anche la domanda estera sarà in calo e l'evoluzione dell'occupazione, misurata in termini di unità di lavoro, è prevista evolversi in linea con il PIL, con una brusca riduzione nel 2020 del meno 9,3 per cento. Prendo però ad esempio il turismo per calare nella realtà questi dati. In Italia il turismo vale il 13 per cento del PIL e contribuisce, direttamente e indirettamente, per 223 miliardi di euro. Si tratta di un contributo di lavoro ad alta intensità di occupazione di ogni livello formativo, con più di 4 milioni di lavoratori. Per il turismo si prevede nel 2020 una contrazione del fatturato di oltre il 70 per cento. Le stime ottimistiche parlano di una ripresa per l'inizio del 2021. I dati sull'occupazione relativi al settore turistico evidenziano un impatto molto forte, ma le misure messe in campo finora riescono ad arginarlo solo in parte sia per quel che riguarda la cassa integrazione, che andrà riproposta, sia per le misure previste per i lavoratori stagionali. Il cosiddetto decreto rilancio, che si trova in esame presso la Camera dei deputati, è uno strumento decisivo per superare l'emergenza. Tuttavia, come tutte le emergenze, anche questa va affrontata con progettualità, affinché le scelte che vengono fatte rappresentino un investimento per il futuro e facciano virare il nostro Paese verso la modernizzazione e la capacità di fare le cose fatte bene, ma rispettando le regole e in tempi ragionevoli. Mi riferisco al Green New Deal come nuovo paradigma della modernità, declinato attraverso una transizione capace di trasformare l'Italia anche dal punto di vista della semplificazione amministrativa. Credo che quanto è arrivato a definizione in questi giorni come materiale di riflessione per il cambiamento, da parte di professionisti ed esperti come il dottor Colao, rappresenti un contributo per il rilancio del Paese, al quale noi siamo chiamati a dare un'anima politica e un filo conduttore che definiscano gli approdi ai quali vogliamo portare il Paese. Sta però anche a dimostrare che è arrivato il momento delle scelte. E non ci sono scuse. Non è l'Europa che ce lo chiede questa volta; siamo noi che lo dobbiamo all'Italia e a noi stessi. L'Europa, per quanti sovranisti nostrani e stranieri si agitino, questa volta ha preso la strada per cementarsi negli ideali storici e sta creando le condizioni anche affinché l'Italia sia protagonista nel nuovo patto europeo. Signor Ministro, in conclusione, forse si tratterà solo di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che descrive un altro passo che deve essere coraggioso verso la nuova normalità. Ma, se non lo sapremo descrivere, per quanto parziale, relativo e parte di un disegno più grande e impegnativo al quale siamo destinati, perderemo anche questa occasione per destare nei nostri cittadini il senso della comunità che si rialza e riparte, che guarda agli Stati uniti d'Europa solidali e capaci di un nuovo sviluppo. (Applausi) . CAUSIN (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CAUSIN (FIBP-UDC) . Signor ministro Speranza, il Paese si è trovato - come ha detto lei - ad affrontare un evento inedito, per certi versi drammatico e sicuramente imprevedibile: contrastare una pandemia virale, di cui ancora oggi la comunità scientifica non conosce bene i contorni e non ha piena contezza, se non che sia efficace nel contrasto soltanto il distanziamento sociale e alcune normali norme di igiene personale, non è certo una cosa facile. Ma questo è un compito che implica la responsabilità della politica di assumere delle decisioni.