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Colleghi, credo che la dignità del Governo oggi e, più del Governo, dell'intero Parlamento e dell'intera classe politica passerà dal fatto se saremo capaci o meno di dare soddisfazione ai bisogni dei caregiver familiari. È un impegno che travolge o rischia di travolgere la nostra reputazione di rappresentanti delle istituzioni. Mi auguro e spero che qualcosa verrà fatto in questo senso. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice L'Abbate. Ne ha facoltà. L'ABBATE (M5S) . Signor Presidente, signori membri del Governo, onorevoli senatori, viviamo come ben sapete in una situazione difficile, inimmaginabile fino a qualche mese fa. Il bilancio italiano di questa esperienza parla di un Paese colpito duramente, ma che è anche stato, come ha sottolineato l'OMS, il modello da prendere ad esempio per le misure da mettere in campo in questa emergenza. L'Italia, in questo scenario, guidata dal nostro premier Giuseppe Conte, si è dimostrata il Paese più deciso e compatto nell'affrontare il virus. Il Governo ha messo la salute dei cittadini al primo posto, affidandosi alla scienza e comunicando con trasparenza la verità su tutto ciò che accadeva. Sono state messe in campo azioni mirate e tempestive, perché non sapete cosa significa quando si ha a che fare con un problema nuovo; nessuno lo conosce, non c'è un'analisi del rischio, bisogna mettere in campo una task force che ci lavori per evitare di creare problemi aggiuntivi, per evitare di sbagliare. Questo lavoro necessita di tempo. Questa è scienza, non fantascienza; questo è affrontare le situazioni con giudizio. Sono state messe in campo azioni mirate per combattere la diffusione del Covid-19. Tutto questo ha portato il nostro Paese a essere un esempio per tutti. Ora siamo ancora in trincea e ci sono una serie di difficoltà. Vorrei parlarvi delle mascherine che anche noi indossiamo: un bene di cui avremo bisogno per un po' di tempo. Purtroppo, in Italia non avevamo una produzione sufficiente a soddisfare l'attuale fabbisogno interno, quindi dall'inizio del problema ho cercato di adoperarmi per mettere in piedi una rete, magari costituita dalle nostre aziende, e devo dire che la creatività degli italiani ha risposto immediatamente. Bisogna, però, mettere a punto ancora qualche altro passo. Attraverso un ordine del giorno, che ho presentato insieme a diversi altri colleghi, avevo cercato di snellire e facilitare il processo di produzione. Detto in poche parole, questo mira a eliminare il collo di bottiglia che si è creato all'Istituto superiore di sanità, dovuto soprattutto alla mancanza di un ente di certificazione italiano in grado di effettuare i test della norma UNI richiesta. Purtroppo, appunto, è un'emergenza e non avevamo nessuno in Italia che facesse questo tipo di test, mentre in Europa, con il problema che abbiamo tutti, hanno necessità di un mese di tempo. Quindi, come è possibile fare? Con il suddetto ordine del giorno è possibile introdurre un silenzio-assenso, dopo tre giorni di mancata risposta, per le imprese che hanno inviato la certificazione, supportate da un istituto di ricerca pubblico, quindi, che hanno già un prototipo che risponde a una linea guida conforme a quella richiesta dall'Istituto superiore di sanità. Mi auguro che il Governo accolga al più presto questo consiglio per velocizzare e poter acquisire uno strumento utile a tutti. Un Governo che merita, a mio avviso, un plauso per il coraggio con cui ha cercato di tamponare la sofferenza di chi oggi è in difficoltà. Il decreto-legge che, insieme al cura Italia, porta le garanzie dello Stato a coprire fino a 750 miliardi di euro di prestiti, rappresenta uno sforzo solenne. Cosa ci insegna questo momento di oscurità? Sicuramente che la salute è un bene pubblico globale, e come tale deve essere tutelata. Qualcuno imparerà che welfare state e la sanità pubblica sono un anticorpo formidabile a tutela dell'equità; non è un carrozzone che può essere sostituito da leve assicurative che si prendono cura solo di chi può pagare. Probabilmente siamo a metà del guado. Ricordate Benigni nel film «La vita è bella» quando, nel campo di concentramento, dice a suo figlio che è tutta una gara e se si è bravi si può vincere quando si arriverà a mille punti? Quali sono i nostri mille punti? Sono rappresentati dai cambiamenti drastici che saremo in grado di effettuare. Il modello economico e lo stile di vita dovranno cambiare se vogliamo vincere, se vogliamo avere un futuro. Questa pandemia è causata da un virus che, a detta di Jeremy Rifkin, è un rifugiato; è emigrato come tutti gli animali costretti a cambiare le loro abitudini perché la temperatura è aumentata nella biosfera, perché usurpiamo il loro habitat, la loro casa. La pandemia - come il cambiamento climatico - è un problema globale, e ha colpito tutta la nostra comunità perché tutto è collegato. Non possiamo più parlare di geopolitica, ma di politica della biosfera. Questa è l'era della resilienza. Bisogna, dunque, ricalibrare i nostri modelli di sviluppo. Quando le pagine più buie di questa immane tragedia saranno scritte sui libri di storia, il patto verde, il green new deal , dovrà sostenere un'economia ecologica e circolare. La pandemia che sta assediando il mondo è a tutti gli effetti una spia di quanto sia stato abusato l'equilibrio planetario. Da un lato c'è chi muore e, dall'altro lato, c'è chi ha fame. E ancora oggi, tra questi due poli negativi, c'è chi finge di ignorare come il tutto sia collegato con l'inquinamento, l'aumento dei gas serra, l'egoismo e la lotta competitiva per giungere al potere. E c'è ancora chi divide e chi fa propaganda. Papa Francesco ci esorta da tempo a intraprendere un cammino collettivo e consapevole verso la sostenibilità ambientale e sociale ed è necessario un patto globale, un dialogo fra tutti i popoli della terra per tutelare e difendere la nostra casa comune, la vita sul pianeta, gli ultimi e i deboli (perché l'equità è necessaria) e il futuro delle generazioni che verranno. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, anche oggi il presidente del Consiglio Conte ha detto che c'è un dialogo positivo con le opposizioni, ma non è così. Noi abbiamo partecipato in questi giorni ai vari livelli a incontri, a confronti, in videoconferenza o diretti, ma poi questo dialogo non ha fruttato assolutamente nulla, perché non c'è stata alcuna possibilità di condividere decisioni efficaci e utili ai cittadini.