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Pertanto, non potevamo che aderire a questa buona creanza che si genera all'interno della Camera alta del nostro Paese. Noi pensiamo che questa sia l'attività politica che Forza Italia deve svolgere in Senato, ed è questa la ragione per la quale Forza Italia, attraverso il Capogruppo, il sottoscritto e il vice presidente Vitali, ha aderito alla proposta che ci è stata rivolta. In conclusione, prima di annunciare - come ha già fatto prima di me il collega Vitali - il voto favorevole al provvedimento di proroga di quattro mesi al correttivo del codice del terzo settore, auspico che nel breve lasso di poche ore ci venga consegnato il suddetto parere e possa essere condiviso all'interno della Commissione anche con le altre forze politiche, compreso il Partito Democratico, in essa presenti. Ricordo che le associazioni di volontariato svolgono un ruolo straordinario secondo un principio nel quale noi crediamo, quello di sussidiarietà, che deve essere straordinariamente utile nella logica liberale del funzionamento dello Stato. Per tali ragioni, noi voteremo favorevolmente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei aggiungere qualche riflessione a quanto dichiarato dai colleghi Vitali e Pagano. Ci troviamo di fronte a un provvedimento sicuramente importante che coinvolge un settore che impegna lodevolmente centinaia di migliaia di persone in Italia che svolgono un compito che lo Stato non sarebbe in grado di sostituire, e lo svolgono a titolo gratuito. La preoccupazione della legge di delega che dà origine al decreto legislativo, che è stato all'esame e che con la proroga richiesta potrà essere esaminato più approfonditamente, era soprattutto di prevenire gli abusi; proprio perché quella del terzo settore è una nobilissima attività, bisogna evitare che ci siano gli abusi. Bisogna però anche evitare che, nel prevenire gli abusi, si prevengano anche gli usi. Pensiamo alle associazioni senza scopo di lucro, i cui componenti e i cui operatori lavorano gratuitamente; dunque vuol dire che ci mettono del loro, perché la gratuità non esiste: se uno spende del tempo, quel tempo lì in qualche modo gli costa, perché si muove, si sposta, passa del tempo fuori di casa e di conseguenza sostiene addirittura un costo. Bisogna dunque evitare di sottoporre queste persone e queste organizzazioni a eccessivi vincoli burocratici. La tentazione del vincolo burocratico è sempre presente in qualunque settore della nostra della nostra vita sociale e direi che è una tentazione alla quale l'attuale maggioranza soccombe molto spesso, per regolare tutto e controllare tutto: poi bisogna controllare i controllori e controllare i controlli. Alla fine tutto è controllatissimo, ma poi non si può fare nulla. Se parecchie organizzazioni di questo importante settore hanno espresso delle perplessità credo che occorra dare modo al Parlamento di fare del proprio meglio per raccoglierle e cercare di risolverle. Di sicuro non ho assolutamente fiducia nel fatto che il Governo varerà un decreto delegato perfetto: è sicuramente impossibile, perché già la delega è tutt'altro che perfetta. In questo modo, però, con la proroga del termine per esercitare la delega, diamo modo innanzitutto al Parlamento di esprimersi e di chiedere al Governo di intervenire in modo opportuno. Se poi il Governo lo farà bene o male o non lo farà lo si giudicherà in sede di parere nelle Commissioni competenti e poi a cose fatte. Bisogna tener presente che, se il Governo avesse voluto, avrebbe potuto non esercitare affatto la delega: era nelle sue facoltà, non essendo il Governo obbligato a esercitarla. Pertanto, anche se comprensibili, davvero non ritengo fondate le ragioni di chi dice che con la proroga in esame rischiamo addirittura di non avere il codice e le norme di cui stiamo discutendo. Non è così: se il Governo avesse voluto fare ciò, avrebbe potuto farlo rapidamente, non esercitando la delega. Avrebbe potuto trovare una serie di buone ragioni, tra qualche giorno la delega sarebbe scaduta e, di conseguenza, non si sarebbe potuta emanare la normativa. Confido che il Governo eserciti la delega in oggetto nel modo migliore, secondo quanto è stato concordato nella Commissione competente, come ha detto il senatore Pagano, raccogliendo le notazioni e gli interventi delle organizzazioni del settore in occasione delle audizioni, tenendo sempre presente che bisogna assolutamente contemperare i due aspetti di cui parlavo prima. Sicuramente occorre evitare gli abusi, ma occorre anche evitare di gravare di adempimenti, di controlli e di vincoli eccessivi: questo vale per tutti, per tutte le organizzazioni e per tutte le persone in Italia che producono e lavorano a scopo di lucro - ovvero per l'imprenditoria - così come per chi lavora gratuitamente nel terzo settore. Bisogna avere fiducia e dare modo ai cittadini di esprimere le proprie capacità in ogni settore della vita sociale. Già nella legge delega su questo aspetto c'era assai poca attenzione, ma era tutta sul punto della regolamentazione, dei controlli e dei vincoli. Vediamo invece di limitarli il più possibile e di fare controlli efficaci, per dar modo alle straordinarie energie che si esprimono nel terzo settore di continuare a offrire il loro contributo alla società e, se possibile, di migliorarlo: esso è davvero molto importante e merita la riconoscenza di tutti e dunque una particolare attenzione da parte del legislatore. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Vono. Ne ha facoltà. VONO (M5S) . Signor Presidente, senatrici, senatori, rappresentanti del Governo, la discussione che segue è relativa al metodo attraverso il quale procedere alla valutazione dei provvedimenti incardinati in Commissione affari costituzionali. Tale metodo è forse nuovo, perché volto a esaminare in modo serio e approfondito le disposizioni normative da vagliare. Pertanto, nello specifico, non mi soffermerò sul merito del provvedimento bensì sulle motivazioni della richiesta di proroga della delega da parte della maggioranza parlamentare come rappresentata dalla 1 a Commissione. Il codice del terzo settore è entrato in vigore il 3 agosto 2017 ma sul provvedimento già la Conferenza unificata, nella seduta del 21 giugno 2018, non ha raggiunto un'intesa per contrarietà delle regioni Veneto e Lombardia. L'esigenza di apportare correzioni si è resa inoltre necessaria a seguito delle riunioni con il Consiglio nazionale del terzo settore che hanno evidenziato esigenze di coordinamento sistematico della normativa in essere già all'indomani dell'emanazione del codice da parte del Governo precedente, quello stesso Governo, ora minoranza, che sembra, in questo nuovo e diverso ruolo, non voler tener conto non solo di tali esigenze tecnico-giuridiche ma soprattutto delle molteplici istanze provenienti da quel variegato mondo del terzo settore cui la riforma si rivolge. Infatti, è proprio per dar seguito alle richieste di associazioni, lavoratori, volontari e categorie professionali che è necessario approfondire, in maniera sì rapida ma attenta e competente, i correttivi in questione.