[ddlpres]

f) notorietà dell'impresa riconducibile a una dimensione culturale o tradizionale, locale, nazionale o internazionale che può anche essere legata al valore storico o architettonico della sua sede o dei suoi impianti produttivi o alla natura dei prodotti o dei servizi commercializzati; g) tecniche e strumenti all'avanguardia utilizzati nei processi produttivi per la realizzazione di prodotti legati alla tradizione artigianale e territoriale. 5. Con uno o più decreti da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, di intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e con le associazioni rappresentative di categoria, specifica i criteri e le modalità di attribuzione del marchio. Art. 2. (Attribuzione del marchio) 1. Il marchio è attribuito alle imprese in possesso dei requisiti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico, su proposta della regione in cui esse hanno sede e previa deliberazione della Commissione per il marchio «impresa del patrimonio vivente», istituita presso il Ministero dello sviluppo economico. 2. La Commissione di cui al comma 1 è presieduta dal Ministro dello sviluppo economico o da un suo delegato ed è composta proporzionalmente da rappresentanti delle regioni, delle imprese e dei consumatori. Il Ministro dello sviluppo economico ne regola la composizione e il funzionamento con proprio decreto. La costituzione della Commissione non costituisce un onere aggiuntivo a carico del bilancio dello Stato e al suo funzionamento si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 3. L'attribuzione del marchio ha durata quinquennale. Decorsi i cinque anni, l'impresa destinataria richiede il rinnovo dell'attribuzione con le modalità di cui al comma 1. Art. 3. (Registro del marchio «impresa del patrimonio vivente») 1. Presso ogni regione è istituito il registro del marchio, cui le imprese destinatarie del marchio sono iscritte d'ufficio al momento dell'attribuzione. L'iscrizione al registro ha mera finalità dichiarativa. 2. I registri regionali confluiscono in un apposito elenco nazionale, reso accessibile al pubblico mediante consultazione informatica sul sito internet del Ministero dello sviluppo economico. 3. Le regioni vigilano sulla tenuta dei registri e procedono al loro costante aggiornamento. Art. 4. (Agevolazioni per le imprese destinatarie del marchio) 1. Nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico è istituito il Fondo per il marchio «impresa del patrimonio vivente» con lo stanziamento di 100 milioni di euro per l'anno 2013 e di 150 milioni di euro a decorrere dall'anno 2014. Le imprese destinatarie del marchio possono chiedere di godere delle seguenti specifiche agevolazioni afferenti al Fondo: a) credito d'imposta per gli apprendisti assunti con la qualifica di operai specializzati; b) credito d'imposta per i programmi di promozione nazionale ed internazionale delle attività da esse svolte; c) credito d'imposta per i programmi di supporto specifico per lo studio e la ricerca in merito alla propria attività di impresa; d) credito d'imposta per promuovere i programmi per la registrazione di disegni e modelli e la realizzazione di prototipi. 2. Il mancato rinnovo dell'attribuzione del marchio o la revoca di questa da parte degli organi competenti implica l'immediata sospensione delle agevolazioni di cui al comma1. 3. Con proprio decreto da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, il Ministro dello sviluppo economico definisce le modalità di accesso al Fondo per il marchio «impresa del patrimonio vivente» e, annualmente, la suddivisione delle risorse tra i diversi capitoli e programmi di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 1. Art. 5. (Vigilanza e controllo) 1. Le funzioni di vigilanza e controllo sul reale e costante possesso dei requisiti richiesti alle imprese artigiane per l'attribuzione del marchio spettano alle regioni sul cui territorio le imprese destinatarie hanno sede legale. 2. Le regioni, qualora constatino la sopravvenuta assenza dei requisiti, ne fanno segnalazione alla Commissione di cui all'articolo 2, che propone il ritiro immediato dell'attribuzione e la cancellazione dall'elenco nazionale e dai registri regionali del marchio, nonché la sospensione delle agevolazioni di cui all'articolo 4 e degli eventuali finanziamenti cui le imprese destinatarie possano avere avuto accesso. 3. Fatta salva l'ipotesi di applicazione di sanzioni penali per dichiarazioni false o mendaci, le imprese artigiane che hanno subito il ritiro dell'attribuzione non possono fare richiesta di ulteriore attribuzione per i due anni successivi. Art. 6. (Fondo per il marchio «impresa del patrimonio vivente») 1. Ai maggiori oneri di cui alla presente legge, pari a 100 milioni di euro per l'anno 2013 e a 150 milioni di euro a decorrere dall'anno 2014, si provvede a valere sui risparmi spese di cui al comma 2. 2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 7, commi 12, 13, 14 e 15, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e dall'articolo 1, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, al fine di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire ad una ulteriore riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al PIL, le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero, le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di bilancio, relative alla categoria interventi, e le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa per ciascun Ministero previste dalla legge di bilancio, relative agli oneri comuni di parte capitale e agli oneri comuni di parte corrente, sono ridotte in via permanente a decorrere dall'anno 2013, in misura tale da garantire risparmi di spesa per un ammontare complessivo non inferiore a 100 milioni di euro per l'anno 2013 e a 150 milioni di euro a decorrere dall'anno 2014. I Ministri competenti predispongono, entro il 30 settembre di ciascun anno a decorrere dall'anno 2013, gli ulteriori interventi correttivi necessari per assicurare, in aggiunta a quanto previsto dalla legislazione vigente, i maggiori risparmi di spesa di cui al presente comma. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze, entro il 15 ottobre di ciascun anno a decorrere dal 2013 verifica gli effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica derivanti dagli interventi correttivi di cui al comma 2, ai fini del rispetto degli obiettivi di risparmio di cui al medesimo comma. A seguito della verifica, gli interventi correttivi di cui al comma 2 predisposti dai singoli Ministri e i relativi importi sono inseriti in un apposita tabella allegata alla legge di stabilità.