[resaula]

A mio modo di vedere, non si può interdire abdicando al dovere di applicare la giurisdizione civile, penale e amministrativa su un bene che reca la bandiera italiana: prima, la bandiera italiana. (Applausi della senatrice De Petris). PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, senatore Salvini, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SALVINI, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'interno . Signor Presidente, ringrazio tutti i colleghi senatori che da stamattina mi hanno offerto la solidarietà per l'ennesima minaccia di morte ricevuta, questa volta con un proiettile calibro 22, assicurando che non cambierò assolutamente il modo di lavorare di fronte a iniziative di questo genere. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Spero che questo unisca il Parlamento, a prescindere dalle diverse idee, perché evidentemente non è con i proiettili che si porta avanti una battaglia politica. (Applausi). Aggiungo una nota a margine: vengo da un Consiglio dei ministri che finalmente ha approvato una legge delega per il riordino della Polizia locale, che da trentatré anni aspettava questo tipo di riconoscimento. Ma veniamo a noi. Il deciso cambiamento di atteggiamento di questo Governo rispetto alla politica di apertura indiscriminata ai flussi migratori perseguita in passato ha consentito di abbattere drasticamente partenze e morti, nonché di contrastare efficacemente gli scafisti. Stando ai dati dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) siamo scesi dai 5.096 migranti morti o dispersi nel 2016 ai 584 segnalati nel 2019. Nel corso di quest'anno - lo ricordo per aggiornare l'Assemblea - sono sbarcati sulle nostre coste 3.153 migranti, cioè circa l'82 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2018 e il 96 per cento in meno rispetto al 2017. Ricordo inoltre che chi fugge davvero dalla guerra e dalle persecuzioni può e deve arrivare in Italia con i corridoi umanitari che io personalmente ho aggiornato e sottoscritto. Il caso della nave Alex, come quello della Sea-Watch 3, ha dimostrato l'efficacia delle misure adottate con il decreto-legge sicurezza- bis, che in questi giorni ha iniziato l' iter di conversione alla Camera dei deputati. Peraltro, mi sono impegnato - e invito anche i colleghi a farlo - ad andare a leggere la definizione del termine «naufragio» utilizzato dal senatore De Falco: questi non sono naufragi, sono viaggi organizzati da trafficanti dietro pagamento di denaro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Un naufragio è un evento imponderabile e occasionale, questo è un traffico di esseri umani organizzato. In particolare, tornando al provvedimento, riguardo allo specifico quesito posto dagli onorevoli interroganti, segnalo che l'articolo 1 del decreto-legge sicurezza- bis prevede l'applicazione della limitazione del divieto di ingresso, transito o sosta di navi nel mare territoriale sia quando si realizzi il cosiddetto passaggio pregiudizievole di una nave ai sensi della Convenzione di Montego Bay, sia per motivi di ordine e sicurezza pubblica, nel qual caso ovviamente non ha alcuna rilevanza la bandiera battente la nave. L'unica espressa esclusione è quella relativa al naviglio militare e alle navi in servizio. Sono peraltro sicuro che il Parlamento riuscirà, in sede di conversione del decreto-legge, a renderlo ancora più stringente e rigoroso al fine di garantire legalità, sicurezza e protezione dei confini nazionali. Per chi scappa dalla guerra è dovere dell'Italia aprire le porte; per chi la guerra ce la porta in casa, le porte e i porti sono e rimangono chiusi. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Signor Ministro, l'esordio del suo intervento ha ricevuto comunque un applauso significativo dell'Assemblea in merito alla solidarietà, che non c'è bisogno di sottolineare, per qualsiasi forma di minaccia o di violenza, tanto più se è diretta a un rappresentante delle istituzioni. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore De Falco, per due minuti. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, mi associo alla solidarietà espressa dall'Assemblea, perché ovviamente qualunque forma di minaccia o di violenza è da condannarsi, nei confronti non soltanto di rappresentanti delle istituzioni, ma di chiunque, anche di Carola Rackete, per esempio. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice De Petris) . Dopodiché, al di là di tutto il resto che non c'entrava nulla con il tema (il Ministro è andato molto fuori tema), dobbiamo dire che il naufrago, signor Ministro, è colui che sta per perdere la vita in condizione attuale ed imminente, non ha a che vedere soltanto con la nave, ma anche con la persona. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice De Petris) . Questi studi fatti in maniera un po' abborracciata non le fanno onore. Il problema è che se noi lasciamo fuori dalle acque territoriali una nave, in realtà il Ministro dell'interno sta decidendo che la giurisdizione italiana non si applica a navi italiane; pertanto, se la nave italiana avesse commesso un reato, non potrebbe essere censurabile e ciò è grave, molto grave: è come abbandonare qualcosa che si ha il dovere di fare. Abdicare non è assolutamente nei compiti dell'amministrazione; l'amministrazione ha il dovere di perseguire chi compie reati (sono d'accordo con lei), quindi fa entrare la nave e la sottopone alla giurisdizione. È semplice. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice De Petris) . PRESIDENTE . La senatrice Ginetti ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01004 sul rifinanziamento del fondo di sostegno ai Comuni oggetto di fusione, per tre minuti. GINETTI (PD) . Signor Ministro, chiediamo oggi una risposta alle tante interrogazioni depositate e rimaste finora inevase con le quali abbiamo inteso evidenziare le criticità rispetto al mancato adeguamento della dotazione del Fondo di solidarietà destinato alle fusioni dei Comuni, in particolare rispetto alle richieste previste per il 2019, criticità confermate peraltro nel suo stesso decreto del giugno scorso. In particolare, il presidente dell'Associazione nazionale Comuni d'Italia (ANCI) e il coordinatore ANCI dei piccoli Comuni hanno evidenziato che sono circa trenta i milioni mancanti ai Comuni che sono stati oggetto di fusione e fusione per incorporazione e che servirebbero a coprire i coefficienti di ripartizione previsti nel 2018. Si tratta di decurtazioni che arrivano addirittura al 60 per cento delle risorse spettanti, che intervengono in corso d'anno e che quindi rischiano di incidere pesantemente sulla tenuta stessa dei bilanci dei Comuni. Si tratta di 67 enti istituiti dalla fusione 166 amministrazioni, di cui peraltro ieri una rappresentanza ha organizzato una protesta, qui a Roma, davanti alla Camera dei deputati: sindaci che indossando la fascia tricolore hanno compiuto scelte coraggiose.