[resaula]

Se questa non viene trasmessa, non vi è più l'automatismo che prevede la presunzione di onerosità o la mancanza di copertura, ma sarà la Commissione a valutarla in piena autonomia, come è giusto che sia in un Parlamento sovrano. Viene a cadere, quindi, l'alibi dietro il quale i Ministeri erano usi nascondersi per non permettere la trattazione di temi non graditi. Torniamo quindi a riaffermare la supremazia degli eletti del popolo rispetto ai burocrati di Stato. (Applausi) . Un ultimo capitolo della riforma è volto a contrastare il malcostume di coloro che, una volta eletti, trasbordano da un Gruppo all'altro come naufraghi in continua ricerca dell'approdo su un'isola felice. Viene messo in campo una serie di disincentivi, anche economici, per contrastare tale pratica. Viene prevista, sull'esempio di quanto accade al Parlamento europeo, la figura del non iscritto ad alcun Gruppo anche per i senatori elettivi, oggi in uso solo per quelli di diritto. Ciò comporta che vengano classificati tali coloro che, abbandonando il proprio Gruppo, non possono aderire ad altro Gruppo costituito, tantomeno al Misto. A coloro che invece vengono espulsi dal proprio Gruppo, verranno concessi tre giorni per aderire a un Gruppo esistente. Ai non iscritti verranno garantiti spazi di intervento e la partecipazione alle Commissioni, ma non le prerogative economiche previste per i Gruppi. Viene poi prevista maggiore rigidità per la costituzione di nuovi gruppi e componenti del Misto, con criteri chiari e non aggirabili, con le alchimie tipiche della Prima Repubblica. La nuova formulazione prevede che possano essere costituiti nuovi Gruppi solo se composti da 9 senatori, anziché 6 - come abbiamo visto, sarà il nuovo numero minimo ordinario - rappresentativi di un partito o movimento politico, del quale assumono il contrassegno, che nella legislatura abbia presentato alle elezioni politiche o del Parlamento europeo propri candidati, conseguendo l'elezione dei propri rappresentanti. Quindi, i nuovi Gruppi potranno essere costituiti solo in corrispondenza di partiti veri. Altre modifiche - sempre volte a disincentivare il trasformismo - prevedono che la decadenza dalle cariche sia estesa ai questori e a tutti i membri delle Giunte. Per quanto riguarda la Giunta delle elezioni e delle immunità, viene rafforzata l'attribuzione della Presidenza a un esponente dell'opposizione, precisando che tale condizione debba permanere per tutta la durata dell'incarico - pena la decadenza - e non solo verificarsi al momento dell'elezione. Infine, l'articolo 5 presenta una disposizione finale, sempre volta a disincentivare i trasferimenti ad altro Gruppo parlamentare, nella quale si prevede una modifica alla disciplina dei contributi ai Gruppi, sia per arginare il fenomeno della mobilità interessata, sia al fine di conseguire un risparmio di spesa per il Senato. Faccio un piccolo inciso, Presidente. Sinceramente mi dispiace per quanto accaduto poco fa all'emendamento presentato dalla collega Maiorino: il testo riformulato era sinceramente equilibrato, il nostro Gruppo l'ha sostenuto e, sulla richiesta di voto segreto - come si è visto - non ha dato il sostegno. Abbiamo votato a favore dell'emendamento, ma spiace vedere quanto è accaduto in Aula, ovvero che non si sia raggiunto il quorum necessario. Peccato che anni e anni di lotte siano stati gettati nel cestino. Faccio, però, presente che nel solo campo del centrosinistra allargato, campo largo, campo ampio - chiamatelo come volete - ho riscontrato l'assenza di 18 senatrici. Non farò i nomi: chi vuole li può cercare. Ebbene, devo dire che le battaglie - giuste o sbagliate che siano, e questa è una battaglia giusta - si combattono e si vincono sul campo (Applausi) , altrimenti è mera demagogia. Ovviamente quelle 18 senatrici non devono rendere conto a me (ci mancherebbe), ma dovranno renderlo semmai alle loro elettrici. In conclusione, Presidente, riteniamo che quello in esame, così come licenziato dalla Giunta, sia un ottimo testo, e, considerato che la fase emendativa avvenuta in quest'Assemblea lo ha ulteriormente migliorato, impreziosito e valorizzato, esprimo convintamente il voto favorevole del Gruppo Lega. (Applausi) . PERILLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, è molto probabile che questa sia l'ultima dichiarazione di voto; viste le circostanze, è uno degli ultimi atti all'esame del Senato, motivo per il quale, Presidente, farò un intervento un po' più politico rispetto a quelli precedenti, perché vorrei inquadrare la modifica del Regolamento in una cornice più complessiva, anche alla luce di quello che la nostra forza politica ha contribuito a fare e a portare in quest'Aula. È indubbio infatti - e mi sembra sia mancato nei discorsi dei colleghi che mi hanno preceduto - che la modifica principale, ovvero l'adeguamento nei numeri, nei quorum nelle Commissioni come nell'Aula, in tutto il lavoro del Senato, sia dovuta a una riforma, il taglio del numero dei parlamentari, che questa forza politica ha portato avanti con determinazione e coraggio. (Applausi) . Mi spiace che nessuno abbia ricordato tale riforma, che pure è stata approvata con larga maggioranza e che è da ascrivere al MoVimento 5 Stelle. Presidente, in questo momento in cui le forze politiche si scambiano le accuse e i giornali sono concentrati su quella battuta del leader politico rispetto all'altro, a darsi le reciproche colpe, mi dispiace che venga dimenticato che l'unica forza politica che ha portato in quest'Aula temi che erano nel programma elettorale e li ha realizzati è stato il MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . E parliamo del taglio dei parlamentari, del reddito di cittadinanza, dello spazzacorrotti, del taglio dei vitalizi, e adesso anche delle norme contro il trasformismo parlamentare. Colleghi, siamo arrivati a quasi 400 parlamentari fuoriusciti dai Gruppi di elezione originari; forse, mentre parlo, qualcuno sta uscendo e, quindi, è un numero destinato a crescere. (Applausi) . E nel dibattito che c'è sempre stato, sia sulla riforma del taglio del numero dei parlamentari, sia sulla questione del trasformismo, durante le legislature, e quindi in anni in cui siete stati presenti con le vostre forze politiche abbondantemente e costantemente, non siete mai riusciti a raggiungere siffatti obiettivi. Ebbene, in questo momento in cui è facile perdersi in tanti rivoli di polemiche, di problemi e falsi temi, voglio ricordare le cose concrete e utili che rispondono al mandato che ci hanno dato gli elettori. (Applausi) . Una cosa rivoluzionaria: ricordare quello per cui si è stati eletti. Ci si rimprovera anche che il taglio del numero dei parlamentari penalizza anche noi. Certo, penalizzerà anche noi, perché non pensiamo ai nostri interessi, ma cerchiamo di fare il meglio per la collettività, quello per cui siamo stati eletti.