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alla Francia che ci dà tante lezioni, presidente Conte, vorrei che lei, al prossimo Consiglio, ponesse sul tavolo il problema del franco francese africano. La Francia attualmente stampa la moneta per 14 Stati africani ex colonie. Questo non è un favore che la Francia fa a questi Paesi perché, in cambio, oltre a farsi dare gli interessi e fare opera di signoraggio, chiede il deposito del 50 per cento delle entrate provenienti dalle esportazioni. Quindi, per capirsi: uno Stato che vende alla Germania per un miliardo, deposita 500 milioni alla tesoreria francese. È facile fare i buonisti in questa condizione! Se vogliamo parlare di Africa, cominciamo a porre il problema della Francia che continua a lucrare sulle sue ex colonie. Rispetto al discorso sicurezza, lei ha parlato della cyber security , un tema molto importante, perché gli hacker sono un grande problema. Tuttavia, presidente Conte, dal 2004 al 2017 ci sono stati 10 attentati islamici in Europa, con 600 morti, 4.000 feriti. Parliamo di questo, quando parliamo di sicurezza dentro l'Unione europea, perché è un altro tema tabù all'interno dell'Unione europea: non si può parlare di islam, non si può parlare di terrorismo islamico. Quando parliamo di sicurezza, parliamo anche degli hacker , magari di quelli russi, ma concentriamoci su chi gli attentati e i morti li fa in Europa. Vedo che ho ancora un minuto a disposizione. Per quanto concerne le sanzioni alla Russia, durante tutta la campagna elettorale abbiamo sentito le forze di maggioranza sostenere l'abolizione delle sanzioni alla Russia: il Governo lo ha ribadito, l'ha anche scritto nel programma di Governo. Fratelli d'Italia ne è felicissima, perché lo sostiene da sempre. Eppure, all'ultimo Consiglio, il suo Governo, presidente Conte, ha approvato le sanzioni alla Russia. Anche in questo caso, qual è la linea del Governo? Capiamoci subito, Fratelli d'Italia non è un movimento che guarda con simpatia alla Russia; noi siamo nazionalisti e non guardiamo con simpatia a nessuno, facciamo l'interesse dell'Italia, ma le sanzioni alla Russia rappresentano oggettivamente un problema per la nostra economia. Lei porrà il problema? Da ultimo, anche se ho veramente poco tempo per affrontare questo tema, abbiamo presentato una proposta di risoluzione separata sulla Brexit, perché gli accordi Brexit non prevedono la tutela delle indicazioni geografiche italiane: se non vinciamo questa battaglia in fase di trattativa non riusciremo a farlo dopo. Invitiamo pertanto il Governo a valutare la proposta di risoluzione che abbiamo presentato solo sulla Brexit e magari ad avere su questa l'appoggio del Parlamento. (Applausi dal Gruppo FdI) . PITTELLA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, le dirò che le sue dichiarazioni non hanno sciolto il nodo di fondo che pesa sulle relazioni tra il Governo italiano e le istituzioni europee: cosa fare, ma anche e soprattutto con chi fare. Se, infatti, accettassimo il quadro drammatico che ci ha proposto con passione il presidente Licheri, potrebbe anche decidersi di non partecipare più a riunioni di istituzioni europee fino alle prossime elezioni, perché solo la salvifica scadenza elettorale potrà dare risposte attese, che con queste istituzioni europee non è possibile avere. Pertanto, signor presidente Conte, lei può rimanere a Roma. Io, invece, la penso diversamente e ritengo che occorra costruire alleanze rispetto agli obiettivi dell'Italia e che, se si vogliono stringere alleanze, non si possa insultare da mattina a sera i possibili alleati; non si può dire che Juncker è in un certo modo; possiamo fare le critiche che vogliamo, ma aggiungerei che potremmo farlo con maggiore educazione. Non possiamo accreditare l'idea che ci sia una sorta di congiura giudaico-massonica ordita da chissà chi e finalizzata a nullificare il libero esercizio democratico dei cittadini italiani, che - io concordo - è sovrano e va rispettato. Bisogna fare alleanze, ma con chi le facciamo sull'immigrazione? Lei lo ha sperimentato nell'ultimo vertice: hanno fatto passare - come ha già ricordato il collega che mi ha preceduto - il fatto che il Regolamento di Dublino non sarà modificabile se non all'unanimità, perché nel Consiglio europeo c'è un blocco di Paesi, quelli sovranisti di Visegrad, che sono i vostri sodali politici, ma che non possono essere alleati dell'Italia se il Governo italiano vuole portare a casa alcune risposte positive sul tema dell'immigrazione. (Applausi dal Gruppo PD) . Questa è la verità. Vogliamo fare un piano per l'Africa, senatori Bonfrisco e Urso? Io sono d'accordissimo. Noi siamo per fare un piano con l'Africa, fatto non di elemosine, ma di dignità per il popolo africano, che ridia le risorse al popolo africano; un piano che sia fatto innanzitutto di educazione, di imprenditoria giovanile, di dignità per le donne, di lotta alla violenza sessuale. Ma con quale alleanza facciamo a livello europeo questo piano? Con quelli che dicono che non gli importa niente dell'Africa e che gli interessa soltanto quanto succede in Ungheria o in Polonia? L'asse geopolitico conta: nella storia è sempre stato importante avere un asse di riferimento in Europa. Anche sul tema della manovra economica, senatrice Bonfrisco - ma potrei rivolgermi a tanti altri amici - molti di noi in quest'Aula, di opposizione e di maggioranza, condividono il punto che il problema dell'Italia sia non il debito, ma la scarsa crescita. E lo voglio dire con forza. Ma, se questo è il problema; se siamo d'accordo persino sul fatto che non possiamo impiccarci ai decimali e agli algoritmi - noi siamo su questa posizione - e sul fatto che regole scritte una volta e per sempre non possono essere immodificabili, prescindendo dalle condizioni socio-economiche dei Paesi in cui quelle stesse regole devono essere attuate e se vogliamo avere maggiori margini di manovra sul bilancio, bisogna fare quello che è stato fatto dai Governi Gentiloni e Renzi, e cioè negoziare con la Commissione europea margini di flessibilità. Ma per fare cosa? Per fare non una manovra a debito per fare spesa corrente, bensì una manovra a debito per fare spese per infrastrutture. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo è il punto politico che dobbiamo avere il coraggio e la chiarezza di spiegare agli italiani. Si può fare debito? Certo che si può fare debito. Ma si rincuorano i mercati e anche le istituzioni europee, se si fa il debito dicendo che si realizzeranno l'alta velocità da Roma alla Sicilia, il cablaggio del Mezzogiorno d'Italia e le grandi infrastrutture materiali e immateriali e si rilancerà una politica per le piccole e medie imprese sulla sostenibilità ambientale, facendo poi tanta politica per l'educazione e per gli scambi giovanili. Questa è politica per la crescita. Ma di tutto ciò non c'è nulla o poco meno di nulla nel vostro Documento di economia e finanza. Quindi, caro presidente Conte, voi dovete fare chiarezza. Volete fare gli alleati di Orbán e di Kaczynski?