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In sede di conversione è stata approvata una misura che interviene sui prezzari regionali impiegati dalle stazioni appaltanti per determinare il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni e, dunque, l'importo complessivo stimato dell'appalto da porre a base di gara. Nei casi in cui le Regioni non provvedano all'aggiornamento annuale del prezzario regionale o vi provvedano in un periodo avanzato dell'anno, nelle more della determinazione dei prezzari regionali secondo le linee guida e nei limiti delle risorse stanziate per ogni intervento, le stazioni appaltanti potranno incrementare ovvero ridurre le risultanze dei prezzari regionali in ragione degli esiti delle rilevazioni effettuate dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili su base semestrale. L'articolo 30, comma 1, consente di controllare i requisiti sanitari che permettono alla popolazione scolastica, in classi con casi di positività, lo svolgimento della didattica in presenza e la riammissione in classe degli alunni in autosorveglianza, senza contestuale necessità di effettuare test antigenico rapido o molecolare con esito negativo, mediante la sola applicazione mobile per la verifica delle certificazioni verdi Covid-19. L'articolo 30, al comma 2, estende agli alunni delle scuole primarie la misura, già prevista per gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, dell'esecuzione gratuita di test antigenici rapidi per la rilevazione di antigene SARS-CoV-2. L'articolo 31 novella l'articolo 1, comma 421, della legge n. 234 del 2021 (legge di bilancio per il 2022) al fine di prevedere che il Commissario straordinario per il Giubileo 2025 non è qualificabile come commissario del Governo ai sensi dell'articolo 2 della legge n. 400 del 1988, non risultando pertanto ad esso applicabile la connessa disciplina. In sede di conversione è stata introdotta la Clausola di salvaguardia per le Province autonome di Trento e Bolzano. Il Titolo V è composto dagli articoli 32 (disposizioni finanziarie) e 33 (entrata in vigore). In particolare, l'articolo 32 reca la quantificazione degli oneri derivanti dal provvedimento e indica le fonti di corrispondente copertura finanziaria. L'articolo 33 dispone che il decreto-legge entri in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il decreto-legge è dunque vigente dal 27 gennaio 2022. Testo integrale dell'intervento del senatore Boccardi nella discussione generale sul disegno di legge n. 2505 Signora Presidente, onorevoli senatori, signori del Governo, prima di intervenire nel merito del provvedimento in discussione, credo opportuno fare una breve considerazione di carattere generale. Gli eventi di questi ultimi due anni in cui alla inaspettata crisi causata dalla pandemia si è andata a sommare quella ancora forse più inaspettata causata da una guerra alle porte dell'Europa, ci dimostrano come i casi straordinari di necessità ed urgenza si possono susseguire con una rapidità tale per cui un decreto-legge, così come varato dal Governo, dopo poche settimane dalla sua pubblicazione non è già più sufficiente, non è già più rispondente a soddisfare le esigenze che ne avevano determinato la nascita. Ecco, dunque, il ruolo fondamentale delle Camere di poter apportare, entro i sessanta giorni riconosciuti dalla Costituzione, quei miglioramenti, quegli aggiustamenti che nel frattempo si sono resi indispensabile affinché il decreto stesso possa raggiungere gli obiettivi previsti. E questo è successo anche in fase di conversione del decreto-legge in discussione oggi. Abbiamo infatti apportato modifiche importanti: voglio ricordare ad esempio la nuova possibilità per i contribuenti per la rottamazione ter e saldo e stralcio. I termini per pagare le rate scadute che si sono riaperte infatti per tutto il 2022. Grazie all'impegno di Forza Italia, con un emendamento a mia prima firma, e grazie anche al contributo di altri colleghi di altri gruppi parlamentari, finalmente alle imprese operanti nel settore dei matrimoni e degli eventi privati sarà attribuito un codice Ateco specifico nell'ambito di ciascuna attività connessa al settore. Un'altra battaglia che personalmente con il mio Gruppo Forza Italia abbiamo portato avanti per mesi è: la proroga della moratoria dei mutui pregressi al Covid. Voglio porre oggi, al Senato e al Governo, l'attenzione proprio su questo tema. Mentre noi parliamo, colleghe senatrici e colleghi senatori, gli aumenti dei prezzi nel settore dell'energia continuano e continuano con i conseguenti effetti negativi sulle imprese, oltre che sulle famiglie, naturalmente. Ecco perché, mi permetto di insistere, come ormai faccio da settimane, sulla proroga della moratoria sui mutui pre-Covid. Siamo soddisfatti della condivisione unanime di tutta la maggioranza parlamentare che, nell'ordine del giorno a questo decreto, ha impegnato il Governo ad adoperarsi presso le istituzioni dell'Unione europea affinché il quadro temporaneo UE ( Temporary Framework ) venga esteso e potenziato anche al fine di consentire la proroga della moratoria in favore delle micro, piccole e medie imprese relativamente all'apertura di credito e concessione di prestiti e finanziamenti. Però questo non può restare un mero proclama e quindi vigileremo affinché il Governo, al primo decreto utile, in tempi brevissimi, approvi questa moratoria mutui per salvare migliaia di imprese dal fallimento. Questo è un risultato che premierebbe non tanto i partiti politici, ma le migliaia di imprese italiane che stanno soffrendo in questo momento a causa dell'insostenibile aumento dei costi, specie dell'energia, per la difficoltà nell'approvvigionamento delle materie prime o perché le loro attività sono praticamente ferme da dicembre, come è il caso del comparto turistico. Tale moratoria converrebbe anche allo Stato che, in assenza della quale, potrebbe ritrovarsi a dover fronteggiare una forte esposizione debitoria. Grazie alla precedente concessione, da parte del Governo, di sospensioni e dilazioni, il sistema bancario ha potuto beneficiare di un corposo intervento di garanzie statali. Se non si dispone la proroga della moratoria indicata si renderebbe concreto il rischio che emergano difficoltà di rimborso per debitori che si siano avvalsi di tali garanzie statali e, conseguentemente, le banche creditrici sarebbero tenute ad attivare queste garanzie rilasciate in loro favore rendendosi così concreti gli oneri finanziari per i bilanci pubblici. Non esistono quindi profili di potenziali oneri a carico dei bilanci pubblici derivanti dalla proroga di misure di moratoria. Anzi, è vero il contrario, poiché senza una misura di questo tenore l'attivazione diffusa garanzie statali rilasciate determinerebbe immediati e difficilmente fronteggiabili oneri per i bilanci pubblici. Alla luce, quindi, del perdurare dello stato di crisi, acuito dalle tensioni registrate sul fronte dei costi delle materie prime e dell'energia, come appena ricordato, diviene necessario adottare questa moratoria per prorogare il termine di sospensione dei rimborsi almeno fino al 31 dicembre di quest'anno con effetto retroattivo al 1 gennaio.