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Il Giappone nel suo statuto, dopo le vicende tragiche della Seconda guerra mondiale, si è definito «Stato pacifista» e ha provveduto a costruire un sistema di alleanze simile a quello che, come Europa, abbiamo costruito nei confronti degli Stati Uniti, ma questo sistema di alleanze oggi incontra alcune criticità rispetto al passato, soprattutto tra Giappone e Cina nel Mar Cinese meridionale e occidentale, laddove ci sono isole contese tra i due Stati. C'è poi l'atteggiamento degli Stati Uniti, che è cambiato rispetto alle amministrazioni precedenti, sia di Bush che di Obama; vi sono la nuova politica protezionistica, i dazi e l'apertura nei confronti della Nord Corea. Nonostante quindi sia sempre stato alleato degli Stati Uniti (il rapporto fra Shinzo Abe e i leader precedenti è sempre stato molto forte), con la nuova politica statunitense il Giappone ha bisogno di sentirsi rassicurato e di costruire alleanze più larghe con l'Europa, con la NATO più in generale e, dentro la collaborazione con i Paesi europei, una relazione speciale con il nostro Paese. Questo apre spazi di collaborazione importante per la nostra industria militare e il sistema della difesa in generale. Fa piacere che il Governo abbia voluto sin da subito, a partire dallo scorso luglio, riproporre il trattato in esame e continuare il lavoro fatto dal ministro Pinotti, quindi oggi diciamo convintamente sì a questo trattato e speriamo che sia un'occasione in più di collaborazione positiva con un Paese come il Giappone, con cui abbiamo già ottime relazioni. (Applausi dal Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge che ci accingiamo a votare ratifica un Accordo lungamente atteso dalle parti, Accordo di rilevanza strategica per l'industria italiana, riguardante il trasferimento di equipaggiamenti e di tecnologia avanzata nel settore della difesa. Tale Accordo si inserisce all'interno di un percorso di collaborazione iniziato nel 2012, con la sottoscrizione di una dichiarazione di intenti tra i rispettivi Ministri della difesa, che stabiliva la comune intenzione di avviare un dialogo bilaterale in campo militare e che ha condotto alla stesura, di un memorandum di intesa tra i due Ministeri in merito alla cooperazione e agli scambi nel settore di propria competenza, al fine di migliorare la reciproca comprensione sulle questioni di politica militare e di sicurezza. Nello specifico, l'Accordo si compone di sette articoli, preceduti da un breve preambolo che richiama l'entrata in vigore, nel 2016, di un altro Accordo stipulato tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Giappone e riguardante la sicurezza delle informazioni, nonché il Programma di cooperazione stipulato tra il Giappone e la NATO nel 2014. In particolare, i due Paesi intendono agevolare e sviluppare la realizzazione di progetti di ricerca e produzione congiunta, anche a beneficio delle proprie industrie operanti nel settore della difesa. L'Accordo è stato concluso nel pieno rispetto dell'articolo 11 della Costituzione: il nostro Paese, infatti, si colloca nel quadro del comune impegno per contribuire alla pace ed alla stabilità internazionale e nel rigoroso rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite. La cooperazione mira a valorizzare i rapporti a livello tecnico-industriale con un Paese, il Giappone, terza potenza economica del pianeta, con cui vantiamo solidi legami culturali e di grande rilevanza economica e tecnologica. Nell'ottica di questa collaborazione, e nel rispetto rigoroso di quanto disposto dal nostro ordinamento, incluse le norme e le procedure in materia di esportazione di materiali di armamento di cui alla legge n. 185 del 1990 e dell'articolo 537- ter del codice dell'ordinamento militare e del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 104 del 2015, verrà consentito al Ministero della difesa, d'intesa con il Ministero degli affari esteri, di svolgere attività di supporto tecnico-amministrative finalizzate a favorire, da parte del Governo giapponese, l'acquisizione di materiali per la difesa prodotti dalla nostra industria nazionale. La sottoscrizione dell'Accordo faciliterà, inoltre, la costituzione di partenariati nel settore, anche in direzione dei mercati di Paesi terzi. L'Accordo con un Paese situato in un'area del Pacifico soggetta a profonde trasformazioni geopolitiche riveste una particolare importanza per gli interessi dell'Italia. Per questi motivi, annuncio il voto favorevole del Gruppo Forza Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . LUCIDI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUCIDI (M5S) . Signor Presidente, l'Accordo con il Governo giapponese è particolarmente importante, perché ha lo scopo di gettare le basi per una cooperazione italo-nipponica nello scambio di equipaggiamenti e tecnologia di difesa. Come illustrato dal collega precedentemente, il testo dell'Accordo, infatti, non determina specificatamente dei trasferimenti, ma funge da quadro per gli interscambi futuri, che verranno concordati fra le parti. Inoltre, la sua attuazione consentirà di sostenere le industrie nazionali di difesa, facilitando la creazione di partenariati industriali anche in direzione dei Paesi terzi. Questo è un punto molto importante. Infatti, è inutile nascondersi che solo attraverso la cooperazione con Paesi pacifici come il Giappone è possibile aumentare la nostra facoltà di scegliere gli interlocutori in un settore complesso come quello dei trasferimenti di armamenti e, in alcuni casi, sapere dire anche di no a qualche Stato o a qualche organizzazione che eventualmente ritenessimo poco affidabile. In questo Accordo due sono gli elementi più importanti: il primo, la creazione di un Comitato congiunto al fine di definire la natura degli equipaggiamenti e della tecnologia di difesa da trasferire, che permette al nostro Ministero della difesa di adeguare meglio i progetti in corso, la cui composizione, come sapete, è garante degli interessi dei rispettivi Ministeri della difesa. Il secondo punto importante, l'articolo 3 - permettetemi di dire - ha una rilevanza particolare, in quanto fa esplicito riferimento al rispetto del diritto internazionale, vincolando le parti ad utilizzare gli equipaggiamenti e la tecnologia di difesa, eventualmente scambiati rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite e gli ulteriori scopi specificati nell'intesa autorizzante il trasferimento. Inoltre, vieta il trasferimento a terzi del diritto di proprietà o di possesso dei materiali oggetto di trasferimento senza il previo consenso della parte mittente, in ottemperanza della nostra legge n. 185 del 1990, che, nonostante non sempre abbia impedito vendite quantomeno immorali, rappresenta comunque un punto di riferimento a livello internazionale. Il Giappone, come tutti sappiamo, è un Paese pacifico, e la cooperazione in questo caso ha il solo scopo di potenziare e migliorare la difesa del Paese da eventuali minacce, non certo di essere impiegata in qualche guerra umanitaria, come si dice oggi.