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nelle premesse della delibera si legge che la questione si basa sulla documentazione tecnica inviata dall'ASST di Monza alla direzione generale welfare il 5 febbraio 2020, in merito alla proposta di far confluire in un nuovo IRCCS, Istituto di tecnologie biomediche avanzate in medicina di precisione, l'ospedale "San Gerardo", la fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la Sua Mamma (MBBM) e la fondazione Matilde Tettamanti Menotti De Marchi, in virtù della cooperazione già in atto negli ambiti della ricerca di cui al progetto dal 2005; l'art. 2, comma 2, del citato decreto legislativo n. 288 del 2003 stabilisce che "Sono enti fondatori il Ministero della salute, la Regione ed il Comune in cui l'Istituto da trasformare ha la sede effettiva di attività" mentre "Altri enti pubblici e soggetti privati, che condividano gli scopi della fondazione ed intendano contribuire al loro raggiungimento, possono aderire in qualità di partecipanti, purché in assenza di conflitto di interessi"; dal sito internet della fondazione MBBM non è stato ancora pubblicato il bilancio dell'anno 2019 utile per comprendere il bilancio del 2018 in cui veniva citato che il consiglio di amministrazione della fondazione aveva dato mandato ai legali di impugnare avanti il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia la deliberazione di Giunta regionale n. XI/1403 del 18 marzo 2019 chiedendo anche la sospensione della stessa. La richiesta di sospensiva è stata però ritirata e altri particolari sul contenzioso si rinvengono nella relazione al bilancio 2018, senza tuttavia si possa conoscerne gli esiti, essendo il bilancio 2019 purtroppo non disponibile; in data 20 ottobre 2020 è stato inoltrato alla direzione generale welfare e all'assessore al welfare un formale sollecito di un precedente accesso agli atti datato 9 ottobre 2020 da parte del consigliere regionale Marco Fumagalli del Movimento 5 Stelle, con il quale si richiedevano atti, documenti e procedure amministrative inviate al Ministero della salute da parte della Regione Lombardia per la seconda fase dell' iter procedurale volto a trasformare l'ospedale "San Gerardo" in un IRCCS, tuttora rimasto privo di riscontro; pertanto, in data 19 novembre è stato presentato ricorso al difensore regionale della Lombardia, al quale non è stato dato ancora riscontro; l'atteggiamento da parte della Giunta regionale evidenzia, oltre che una violazione dell'articolo 112, comma 1, del regolamento generale del Consiglio regionale della Lombardia, un'ingiustificabile e negligente omissione rispetto la richiesta della documentazione inviata al Ministero della salute relativa alla seconda fase dell' iter procedurale di trasformazione; si avvicinano i termini di conclusione della seconda fase dell' iter , si chiede di sapere: se risulti pervenuta al Ministero la documentazione amministrativa inviata dalla Regione Lombardia circa la seconda fase dell' iter procedurale volto a trasformare l'ospedale "San Gerardo" di Monza in un istituto di ricovero e cura di carattere scientifico; se tale documentazione sia stata inoltrata correttamente da parte della Regione, ai sensi del decreto legislativo n. 288 del 2003, e sia completa nella sua articolazione interna; se risulti possibile, come pare evincersi dalla deliberazione della Giunta regionale n. XI/3564 del 14 novembre 2020, la costituzione di un IRCSS pubblico in cui tra i soci fondatori ci sia una fondazione di diritto privato come la fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma. Atto n. 4-04679 FARAONE Al Ministro della salute Premesso che: nella gestione dell'emergenza da COVID-19, sempre più drammatica si sta palesando la situazione relativamente a tutti quei soggetti con disabilità gravi, non autosufficienti e non collaboranti, minorenni, che in caso di positività al virus necessitino di ricovero ospedaliero; per tali soggetti, in caso di ricovero in ospedale, l'unica possibilità di mediazione con l'intero apparato sanitario, è quella attraverso la figura del familiare caregiver , relazione fondamentale oltre che necessaria per la loro stessa sopravvivenza; il paziente non autosufficiente e non collaborante non può essere considerato come un qualsiasi altro paziente; l'Osservatorio nazionale autismo dell'Istituto superiore di sanità, con l'intento di fornire indicazioni utili alla riorganizzazione dei servizi in fase 2, ha aggiornato il rapporto ISS COVID-19 n. 8/2020, dal titolo "Indicazioni ad interim per un appropriato sostegno delle persone nello spettro autistico e/o con disabilità intellettiva nell'attuale scenario emergenziale SARS-CoV-2", versione del 30 aprile 2020; vi è riportato chiaramente che le persone nello spettro autistico o con disabilità intellettiva "necessitano di massima attenzione nell'ambito delle strategie di prevenzione e controllo dell'epidemia da COVID-19. Il distress legato alla pandemia e le misure che sono state decise per contenerla possono impattare negativamente sulla loro salute e sui loro comportamenti", ed ancora, "Nel corso del ricovero in area COVID, particolare attenzione andrà dedicata all'utilizzo di modalità di comunicazione e gestione adeguate ai bisogni della persona, alla possibilità di presenza di un caregiver con adeguati DPI e, ove opportuno, all'utilizzo di appropriati e programmati interventi farmacologici per la gestione dell'angoscia, del dolore, della fatica respiratoria della persona, nell'ottica di alleggerire al massimo il sovraccarico per la persona e diminuire i rischi per la persona e per il contesto"; occorre con urgenza fornire un indirizzo alle Regioni, per elaborare delle linee guida per assistenza ai malati COVID con disabilità gravi, non autosufficienti e non collaboranti, minorenni, che possano garantire tutele adeguate e non discrezionalità, e che consentano di raggiungere un obiettivo predeterminato in maniera uniforme, generalizzata e omogenea su tutto il territorio nazionale, non demandando al giudizio soggettivo del responsabile di turno; la situazione è grave e necessita di essere affrontata con urgenza, si chiede di sapere quali interventi il Ministro in indirizzo ritenga di promuovere, al fine di definire delle linee guida per l'assistenza ai malati COVID con disabilità gravi, non autosufficienti e non collaboranti, minorenni, che in maniera uniforme, generalizzata e omogenea su tutto il territorio nazionale, che consentano, fin dal primo momento del percorso ospedaliero, l'autorizzazione al familiare caregiver a rimanere accanto al paziente. Atto n. 4-04680 GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: la "rotta balcanica" che attraversa Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia, Croazia e Slovenia rappresenta da anni una delle principali vie di ingresso in Europa per migranti e rifugiati, prevalentemente provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan; secondo i dati del Ministero dell'interno, nell'anno 2020 il numero di migranti entrati nel nostro Paese attraverso il confine italo-sloveno è aumentato del 73 per cento rispetto all'anno precedente; a maggio 2020 il Ministero dell'interno ha annunciato l'impegno ad incrementare le riammissioni di migranti in Slovenia, stanziando a tale scopo ulteriori 40 agenti al confine italo-sloveno;