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Si tratta di un organo di consulenza e supporto per la valutazione periodica del raggiungimento degli obiettivi di accelerazione e semplificazione dei procedimenti civili, di analisi dell'effettiva funzionalità degli istituti finalizzati all'alleggerimento dei carichi giudiziari, nel rispetto dei canoni del giusto processo. Esso è presieduto dal Ministro della giustizia o da un suo delegato ed è composto da un numero di componenti non superiore a quindici che durano in carica tre anni. Ai componenti del Comitato non spettano compensi, gettoni di presenza o altri emolumenti comunque denominati. Nella propria attività il Comitato tecnico-scientifico per il monitoraggio sull'efficienza della giustizia civile si avvale della Direzione generale di statistica e analisi organizzativa del Ministero della giustizia, dell'Istituto italiano di statistica e di soggetti appartenenti al Sistema statistico nazionale (SISTAN). Utilizza i dati messi a disposizione dalla suddetta Direzione e dagli istituti sopra richiamati, nonché quelli disponibili in materia di altre banche dati. Ha anche il compito di promuovere la riorganizzazione e l'aggiornamento del sistema di rilevazione dei dati inerenti alla giustizia civile, al fine di assicurare trasparenza delle statistiche in materia civile mediante la pubblicazione periodica anche sui siti istituzionali dei dati raccolti. L'intervento mira a rafforzare l'attenzione alle informazioni e ai dati statistici che costituiscono un supporto ineludibile per lo sviluppo della valutazione delle politiche pubbliche e al suo interno anche dell'analisi di impatto, predisponendo un sistema statistico di dati accurato, puntuale, tempestivo, chiaro e accessibile con il quale monitorare l'efficienza e i tempi della giustizia civile, nonché realizzare una statistica giudiziaria che risulti in linea con le dimensioni qualitative indicate nel codice delle statistiche europee. Il comma 3 dell'articolo in esame intende garantire la piena operatività del Comitato tecnico – scientifico per il monitoraggio sull'efficienza della giustizia penale, sulla ragionevole durata del procedimento e sulla statistica giudiziaria, prevedendo il numero massimo dei suoi componenti e il rimborso delle spese per i medesimi qualora risiedano in località diverse dalla sede del Comitato dove vengono svolte le sedute, fatta salva la possibilità di partecipare alle suddette sedute mediante collegamenti telematici al fine predisposti. I commi 2 e 4 recano, infine, le disposizioni finanziarie. Art. 42. – (Modifiche all'articolo 389 del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14) L'attuale disciplina dell'entrata in vigore del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, contenuta ai commi 1 e 1- bis dell'articolo 389 del medesimo decreto legislativo, prevede che il Codice entri in vigore il 16 maggio 2022, fatta eccezione per il titolo II della Parte prima, per la cui entrata in vigore è stata fissata la data del 31 dicembre 2023 (nonché fatta eccezione per le disposizioni elencate al comma 2 dell'articolo 389, non oggetto del presente articolo, già entrate in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale ). È in corso di definizione uno schema di decreto legislativo recante « Modifiche al Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, in attuazione della direttiva (UE) 2019/1023 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019, riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l'esdebitazione e le interdizioni, e le misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione, e che modifica la direttiva (UE) 2017/1132 (direttiva sulla ristrutturazione e sull'insolvenza) », già approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 17 marzo 2022. Il termine di scadenza del recepimento della direttiva è fissato al 17 luglio 2022 e, nelle more dell'approvazione definitiva dello schema di decreto legislativo, per il quale è richiesto, oltre che il parere delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, anche il parere del Consiglio di Stato, con conseguente prevedibile dilatarsi dei tempi oltre la data del 16 maggio 2022, si rende pertanto necessario prevedere una data di entrata in vigore dell'intero Codice della crisi che ne renda possibile la previa armonizzazione rispetto alle previsioni della direttiva (UE) n. 2019/1023 (attraverso le modifiche che saranno apportate dallo schema di decreto legislativo attuativo della direttiva stessa). Ciò al fine di evitare problematiche di diritto intertemporale per gli operatori, che, in caso di previa entrata in vigore del Codice della crisi nel testo attuale, si troverebbero ad applicare, in rapidissima successione temporale, istituti, quali quello del concordato in continuità aziendale, già profondamente modificati nel Codice della crisi rispetto alla disciplina della legge fallimentare e nuovamente modificati dallo schema di decreto legislativo attuativo della direttiva (UE) n. 2019/1023. La data del 15 luglio 2022, indicata per l'entrata in vigore del Codice, in luogo di quella del 16 maggio 2022, assicura il rispetto del termine di recepimento del 17 luglio 2022 (cadente nella giornata di domenica). Al contempo, attraverso l'abrogazione del comma 1- bis dell'articolo 389, l'articolo in esame si propone di anticipare l'entrata in vigore del titolo II della Parte prima del Codice della crisi, allineandola a quella delle restanti parti del medesimo Codice, al fine di consentire l'entrata in vigore del titolo II, come modificato nello schema di decreto legislativo in attuazione della direttiva (UE) 2019/1023, contestualmente alle restanti parti del corpo normativo. Art. 43. – (Istituzione del Fondo per il ristoro dei danni subìti dalle vittime di crimini di guerra e contro l'umanità per la lesione di diritti inviolabili della persona, compiuti sul territorio italiano o comunque in danno di cittadini italiani dalle forze del Terzo Reich nel periodo tra il 1° settembre 1939 e l'8 maggio 1945) Il presente articolo è volto ad assicurare continuità all'accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica Federale di Germania per il regolamento di alcune questioni di carattere patrimoniale, economico e finanziario, concluso a Bonn il 2 giugno 1961, del quale è stata data esecuzione con il decreto del Presidente della Repubblica 14 aprile 1962, n. 1263, e, in particolare, alla definizione del tema del ristoro dei danni subìti dalle vittime di crimini di guerra e contro l'umanità per la lesione di diritti inviolabili della persona, compiuti sul territorio italiano o comunque in danno di cittadini italiani, dalle forze del Terzo Reich nel periodo tra il 1° settembre 1939 e l'8 maggio 1945.