[ddlpres]

Ad ogni buon conto, è la stessa Agenzia delle entrate, con circolare in data 16 luglio 2015, preso atto del dato normativo di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto-legge n. 132 del 2014, che prevede l'equiparazione dell'accordo concluso secondo le prescritte modalità ai provvedimenti giudiziari che concludono i procedimenti di separazione e divorzio, parifica anche ai fini fiscali detto accordo ai provvedimenti giurisdizionali, estendendo agli stessi l'esenzione di cui all'articolo 19 della legge n. 74 del 1987 alle disposizioni patrimoniali contenute nell'accordo di negoziazione assistita, funzionali e indispensabili ai fini della risoluzione delle crisi coniugali alla stregua dei medesimi accordi stipulati in ambito giudiziario. Diversamente, la mancata libera fruibilità del patrocinio a spese dello Stato nella negoziazione assistita nonché l'inutilizzabilità nell'ambito familiare di tale beneficio verranno a compromettere gravemente l'applicabilità alla vita reale della negoziazione con affossamento degli effetti voluti dalla riforma. Inoltre, anche in ambito europeo nel beneficio del patrocinio a spese dello Stato viene fatta rientrare l'attività stragiudiziale con la direttiva 2003/8/CE in tema di controversie trasfrontaliere, ove si stabilisce che il patrocinio è esteso ai procedimenti stragiudiziali qualora l'uso di tali mezzi sia previsto come obbligatorio dalla legge o il giudice vi abbia rinviato le parti, e la direttiva 2008/52/CE, relativa ad aspetti della mediazione, al considerando 13) afferma che la mediazione dovrebbe essere un procedimento di volontaria giurisdizione nel senso che le parti gestiscono esse stesse il procedimento e possono organizzarlo come desiderano e porvi fine in qualsiasi momento, così che secondo tale definizione estensibile alla negoziazione assistita si può far rientrare tale attività negli affari di volontaria giurisdizione di cui all'articolo 74, comma 2, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002. Ancor di più nell'ambito familiare dove è previsto l'intervento anche del pubblico ministero. Da ultimo si deve evidenziare che la Corte di cassazione, con sentenza 24723 del 2011, ha ricompreso come giudiziali e quindi liquidabili anche quelle attività stragiudiziali strettamente dipendenti dal mandato alla difesa, strumentali o complementari alle prestazioni giudiziali, cioè quelle attività svolte in esecuzione di un mandato alle liti conferito per la rappresentanza e difesa in giudizio, cosi che anche la negoziazione, fase stragiudiziale, è strumentale alla prestazione giudiziale e quindi rientrante tra le attività liquidabili e connesse al mandato alle liti e alla informativa ricevuta, obbligatoria anche per quanto riguarda l'ambito familiare. È quindi certo che la normativa che disciplina la negoziazione assistita non può essere fonte di discriminazione a danno delle parti che intendano regolamentare la gestione del loro contenzioso con tale nuova procedura. In riferimento all'istituto del patrocinio a spese dello Stato si deve poi rilevare che l'articolo 74 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2012, n. 115, lo ha istituito nel nostro ordinamento per il procedimento penale e per il processo civile, amministrativo, contabile, tributario e negli affari di volontaria giurisdizione, per la difesa del cittadino non abbiente. Può essere ammesso al patrocinio chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell'imposta personale sul reddito, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a 11.528,41 euro (articolo 76, comma 1, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002). I limiti di reddito sono adeguati ogni due anni, con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze. Ulteriori modifiche alla normativa sono state introdotte successivamente, prevedendo l'estensione del beneficio del patrocinio gratuito a spese dello Stato, a prescindere dal reddito, per le persone offese dai seguenti reati: maltrattamenti contro familiari e conviventi (articolo 572 del codice penale); mutilazioni genitali femminili (articolo 583- bis del codice penale); violenza sessuale, semplice, aggravata e di gruppo (609- bis e 609- octies del codice penale); atti sessuali con minorenne (articolo 609- quater del codice penale) ; atti persecutori (612- bis del codice penale) ; reati di tratta (articoli 600, 601 e 602 del codice penale) commessi in danno di minori; reati di sfruttamento sessuale dei minori (articoli 600- bis , 600- ter, 600- quinquies del codice penale) ; reato di corruzione di minorenne (articolo 609- quinquies del codice penale); reato di adescamento di minorenne (articolo 609- undecies del codice penale). Si comprende quindi come il problema dell'esclusione della negoziazione assistita dagli ambiti di applicazione dell'istituto palesi una non trascurabile lacuna nell'accesso al diritto di difesa ovunque la medesima sia presupposto di improcedibilità per accedere alla giustizia civile, sia contenziosa che di volontaria giurisdizione. Il mancato riconoscimento dell'estensione del patrocinio a spese dello Stato alla negoziazione rischia di depotenziare un importante istituto che è strumento per garantire il rispetto dei princìpi costituzionali del diritto alla difesa e dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge soprattutto nel momento dell'accesso alla giustizia. Con il presente disegno di legge si intende perciò proporre una soluzione che integri la negoziazione in una condizione paritaria rispetto alle altre forme di risoluzione delle controversie.. 1 1 Al decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 3, il comma 6 è sostituito dal seguente: « 6. Salvo quanto previsto dall'articolo 6, comma 1- bis , quando il procedimento di negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda, la parte che si trova nelle condizioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell'articolo 76 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni, deposita istanza di ammissione al beneficio ai sensi degli articoli 122 e seguenti del medesimo testo unico. Il successivo provvedimento di ammissione al patrocinio a spese dello Stato è trasmesso unitamente all'accordo di negoziazione assistita, o al riepilogo dell'attività svolta dall’avvocato in caso di mancato accordo, al presidente del tribunale competente che provvede all'emissione del decreto di liquidazione ai sensi degli articoli 82 e 130 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2001»; b all'articolo 6, dopo il comma 1 è inserito il seguente: