[massime]

Straniero e apolide - Espulsione amministrativa - Delitto di trattenimento nel territorio dello Stato in violazione dell'ordine di allontanamento impartito dal questore - Arresto e contestuale giudizio direttissimo - Previsione dell'obbligo per il giudice di rilasciare il nulla osta all'espulsione - Lamentata violazione del diritto di difesa e del principio del giusto processo - Omessa formulazione di un 'petitum' specifico - Manifesta inammissibilità delle questioni.. Sono manifestamente inammissibile le questioni di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 24 e 111 della Costituzione, dell'art. 13, comma 3- bis , del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come inserito dall'art. 12, comma 1, lettera b ), della legge 30 luglio 2002, n. 189, il quale cui prevede che il giudice deve accordare il nulla osta all'espulsione dello straniero all'atto della convalida dell'arresto o del fermo. Il rimettente si è infatti limitato a denunciare una presunta situazione di contrasto tra la disciplina censurata e gli evocati parametri costituzionali, senza formulare un petitum specifico, e comunque senza precisare quale intervento della Corte costituzionale potrebbe assicurare la compatibilità di tale disciplina con le norme costituzionali evocate. - Sulla manifesta inammissibilità per indeterminatezza del petitum v., citate, ordinanze n. 23 e n. 98/2006, n. 35/2007.