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4 Agli oneri derivanti dall'attuazione degli interventi previsti dal presente articolo si provvede mediante il Fondo di solidarietà per la famiglia di cui all'articolo 45. V ASSOCIAZIONISMO FAMILIARE E CONSULTA NAZIONALE PER LA FAMIGLIA 35 (Associazioni per la promozione della famiglia) 1 Alle associazioni per la promozione della famiglia, titolari della rappresentatività degli interessi familiari ai sensi dell'articolo 1, comma 4, in attuazione del principio di sussidiarietà, possono essere delegate dallo Stato e dagli enti territoriali funzioni pubbliche, in particolare nel campo educativo e dell'erogazione dei servizi alle famiglie. 2 Le associazioni per la promozione della famiglia sono enti del Terzo settore che hanno tra i loro scopi statutari quelli di: a promuovere iniziative volte alla conservazione, alla valorizzazione e alla tutela della famiglia; b proporre petizioni e avanzare proposte al fine di sollecitare l'applicazione delle norme a tutela della famiglia e promuovere l'adeguamento delle medesime ai princìpi fondamentali della Costituzione e delle convenzioni internazionali ratificate dall'Italia; c sostenere e favorire la partecipazione della famiglia alle iniziative di tutela e di valorizzazione della medesima; d intervenire in giudizio anche al fine di rimuovere tutte le situazioni pregiudizievoli alla comunità familiare o che comunque procurano alla stessa disagi anche morali. 3 Alle associazioni per la promozione della famiglia possono essere iscritti le famiglie, i genitori di figli minori di età o affetti da grave inabilità o non autosufficienti, anche se maggiorenni, nonché le persone cui sono affidati minori di età o affetti da gravi inabilità o non autosufficienti, anche se maggiorenni. 4 Presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito l'elenco delle associazioni per la promozione della famiglia rappresentative a livello nazionale, in raccordo con il Registro unico nazionale del Terzo settore, istituito ai sensi dell'articolo 45 del codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117. Il medesimo Dipartimento provvede alla tenuta e all'aggiornamento dell'elenco. 5 L'iscrizione nell'elenco di cui al comma 4 è subordinata al possesso dei requisiti individuati con decreto dell'autorità di governo competente per le politiche della famiglia, tra i quali sono compresi l'avvenuta costituzione per atto pubblico o scrittura privata, l'adozione di uno statuto a base democratica, la rappresentatività sul territorio, la rilevanza e la continuità dell'attività esterna. 6 L'autorità di governo competente per le politiche della famiglia promuove l'istituzione, presso la Commissione dell'Unione europea, di un elenco in cui possono essere iscritti gli enti legittimati a proporre le azioni per la tutela della famiglia di cui alla presente legge. 36 (Tutela della famiglia) 1 Le associazioni iscritte nell'elenco di cui all'articolo 35, comma 4, sono legittimate a intervenire e ad agire in giudizio per la tutela dell'interesse familiare: a dinanzi al giudice ordinario, con le modalità di cui all'articolo 37; b dinanzi al giudice amministrativo per l'annullamento di atti illegittimi; c dinanzi al giudice penale, ai sensi dell'articolo 91 del codice di procedura penale, anche con riferimento ai delitti di cui al libro secondo, titoli XI e XII, del codice penale. 37 (Azione familiare) 1 Le associazioni iscritte nell'elenco di cui all'articolo 35, comma 4, sono legittimate a richiedere, al tribunale del luogo ove ha la residenza o la sede il convenuto, la condanna al risarcimento del danno, all'indennità, alla restituzione di somme o all'esecuzione della prestazione, in conseguenza di atti plurioffensivi dell'interesse familiare, come definiti ai sensi del comma 2 del presente articolo. 2 È plurioffensivo dell'interesse familiare l'atto o il fatto illecito, l'omissione, l'inadempimento contrattuale o extracontrattuale lesivo dell'interesse familiare di una pluralità di soggetti. 3 L'azione di cui al comma 1 del presente articolo produce gli effetti interruttivi della prescrizione, ai sensi dell'articolo 2945 del codice civile, anche con riferimento ai diritti di tutte le famiglie interessate dal medesimo atto. 4 Con la sentenza di condanna il giudice, quando le risultanze del processo lo consentono, stabilisce anche l'importo minimo da liquidare alle singole famiglie, ovvero determina i criteri in base ai quali deve essere fissata la misura dell'importo da liquidare in favore delle singole famiglie nonché i modi e i termini di erogazione dell'importo stesso, o la prestazione da svolgere nonché i modi e i termini della sua esecuzione. 5 In relazione alle controversie di cui al comma 1, dinanzi al giudice può altresì essere sottoscritto dalle parti un accordo transattivo nella forma della conciliazione giudiziale, nel quale sono indicati i criteri previsti dal comma 4. 6 A seguito della pubblicazione della sentenza di condanna di cui al comma 4, le parti possono promuovere la mediazione presso uno degli organismi previsti dall'articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del capo II e dell'articolo 17 del citato decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28. 7 In caso di inutile esperimento della mediazione di cui al comma 6, la singola famiglia può agire giudizialmente in contraddittorio, al fine di chiedere l'accertamento, in capo a sé stessa, dei requisiti individuati dalla sentenza di condanna di cui al comma 4 e la determinazione esatta dell'ammontare del risarcimento dei danni o dell'indennità, riconosciuti ai sensi della medesima sentenza. La pronuncia costituisce titolo esecutivo nei confronti del comune contraddittore. Le associazioni iscritte nell'elenco di cui all'articolo 35, comma 4, non sono legittimate a intervenire nei giudizi previsti dal presente comma. 8 A seguito della sentenza di condanna di cui al comma 4, nell'ipotesi in cui il giudice non stabilisca l'importo minimo da liquidare alle singole famiglie ovvero non determini i criteri in base ai quali definire i modi, i termini e l'ammontare da liquidare a favore delle singole famiglie, ciascuna famiglia può agire giudizialmente in contraddittorio, al fine di chiedere l'accertamento, in capo a sé stessa, dei requisiti individuati dalla citata sentenza di condanna e la determinazione dell'ammontare del risarcimento dei danni o dell'indennità, riconosciuti ai sensi della medesima sentenza. La pronuncia costituisce titolo esecutivo nei confronti del comune contraddittore. Le associazioni iscritte nell'elenco di cui all'articolo 35, comma 4, non sono legittimate a intervenire nei giudizi previsti dal presente comma.