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in data 15 gennaio 2019, il quotidiano "Il Mattino" ha pubblicato un articolo che denuncia lo spreco, quantificabile in circa 100.000 euro, derivante dal mancato utilizzo di farmaci chemioterapici gettati nel contenitore dei rifiuti speciali del reparto di oncologia dell'ospedale del Mare, per sopravvenuta impossibilità di somministrazione; la convenzione deriva dalla necessità di sopperire all'assenza di apposito laboratorio presso l'ospedale del Mare, come riconosciuto anche nella premessa della deliberazione con cui era attivata la collaborazione; il citato articolo di stampa riporta la dichiarazione del direttore sanitario della Asl, che assicura l'esistenza di un progetto di attivazione presso l'ospedale del mare di una "Unità di Manipolazione di Chemioterapici Antiblastici" (UMACA), si chiede di sapere: se esista, allo stato, uno studio di fattibilità o un progetto esecutivo per la realizzazione dell'unità di manipolazione di chemioterapici antiblastici dedicata a stoccaggio, preparazione, trasporto, somministrazione, smaltimento, eliminazione degli escreti contaminati e manutenzione degli impianti presso l'ospedale del Mare; quali siano le risorse impegnate a tal fine e quale il cronoprogramma per il compimento dell'intervento; quali determinazioni abbia assunto la direzione sanitaria della Asl Napoli 1 nelle more dell'attivazione dell'UMACA per ottimizzare l'impiego dei farmaci e il maggior rischio di esposizione inutile in caso di mancata somministrazione; quali siano le ragioni dello spreco di tante soluzioni, atteso che la convenzione in atto contempla la possibilità di annullare le richieste in caso di sopraggiunte cause ostative alla somministrazione; se sia stato effettuato un monitoraggio finalizzato a conoscere il reale fabbisogno quotidiano di preparazioni antiblastiche, stante la dismissione delle attività oncologiche presso l'ospedale Ascalesi, il numero delle dosi preparate e quello delle dosi effettivamente somministrate nel periodo gennaio- giugno 2018, e nel successivo semestre. Atto n. 3-00550 ASTORRE CIRINNA' PARENTE Ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: con legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019), è stata introdotta, a decorrere dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2021, un'imposta parametrata al numero di grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro eccedenti la soglia dei 110, gravante sugli acquisti, anche in locazione finanziaria, e sulle immatricolazioni in Italia di veicoli di categoria M1 (ovvero, quegli autoveicoli a motore aventi almeno quattro ruote, destinati al trasporto di persone) nuovi di fabbrica. L'imposta si paga per scaglioni suddivisi per intervalli di grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro; l'imposta, che va da un minimo di 150 euro fino ad un massimo di 3.000 euro, aumenta, entro tali limiti, con l'aumentare del volume di biossido di carbonio; pur se potenzialmente apprezzabile il principio di incentivare l'acquisto, attraverso l'erogazione di un contributo, di veicoli a basse emissioni inquinanti al fine di tutelare la sostenibilità ambientale, e in potenza la riconversione " green " della produzione industriale, appare del tutto irragionevole l'immediatezza con la quale si è proceduto all'introduzione di un'imposta; considerato che: l'introduzione di detta imposta colpisce particolari segmenti della produzione automobilistica, tra cui rientrano alcuni importanti marchi dell'azienda Alfa Romeo: Alfa, Giulia, Giulietta e Stelvio. Con particolare nocumento per lo stabilimento di Cassino (Frosinone), che produce vetture con tali marchi; il livello occupazionale potrebbe risentire notevolmente di questa nuova imposizione fiscale, la quale potrebbe avere effetti negativi sulla vendita di automobili; invero, solo lo stabilimento di Piedimonte San Germano (Frosinone) ha circa 4.000 dipendenti, e oltre 10.000 se si considera l'intero indotto. Nel territorio laziale interessato dalla produzione automobilistica il rischio di perdere il posto di lavoro pesa su oltre 15.000 lavoratori. In Italia potrebbero correre tale rischio oltre 100.000 lavoratori; posto che Fiat Chrysler Automobiles nel proprio piano industriale prevede la produzione di marchi ibridi di automobili a partire dal 2020, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non reputino opportuno un intervento normativo finalizzato ad introdurre una gradualità temporale, relativa all'entrata in vigore di una misura impositiva penalizzante per i veicoli inquinanti, in grado di favorire la riconversione produttiva del comparto automobilistico ed al tempo stesso salvaguardare i livelli occupazionali. Atto n. 3-00552 BERUTTI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il ponte comunale "Vocemola" è l'unica via d'accesso alla frazione omonima del comune di Arquata Scrivia (Alessandria); il ponte in calcestruzzo armato di 380 metri lineari è stato costruito nel 1953 e a seguito di crolli e cedimenti per eventi alluvionali è stato ricostruito nei tratti danneggiati nel 1971 e nel 2001; nel 2015, il Comune di Arquata Scrivia, grazie ad un contributo regionale di circa 700.000 euro e a un investimento di fondi propri di circa 1.850.000 euro, ha potuto procedere alla demolizione e ricostruzione dei primi 230 metri sulla base di un progetto rispondente all'attuale normativa sismica per un ponte di seconda categoria, anche più adeguato sotto l'aspetto della sicurezza idraulica; l'intervento per il completamento del ponte, secondo quanto indicato dal progetto esecutivo, comporta un investimento di circa 1.840.000 euro; in sede di discussione del disegno di legge di conversione del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze, poi convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, l'interrogante, con il collega Mallegni, ha presentato un emendamento (5.37) volto ad assegnare al Comune di Arquata Scrivia un contributo straordinario di 1.840.000 euro per l'anno 2018 al fine di consentire il completamento dell'adeguamento sismico e idraulico del ponte; su invito del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Crimi, l'emendamento è stato trasformato in un ordine del giorno (G5.37), accolto come raccomandazione al Governo di valutare la possibilità di provvedere, nel primo provvedimento utile, all'assegnazione al Comune di Arquata Scrivia di un contributo straordinario per l'anno 2018 per tale finalità, si chiede di sapere: se le valutazioni di cui all'ordine del giorno citato siano state compiute; quale sia il loro esito e quale sarà il provvedimento nell'ambito del quale il contributo straordinario verrà definito e per quale ammontare. Atto n. 3-00553 MALPEZZI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: