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Questa volta, al di là degli emendamenti approvati in Commissione e che arrivano in Assemblea come emendamenti della Commissione stessa, ci saranno degli ordini del giorno che tutte le forze politiche hanno voluto fossero condivisi fortemente con il Governo. Non si tratta di ordini del giorno che invitano il Governo a valutare la possibilità: per le intenzioni e l'impegno che l'Esecutivo ha assunto con tutte le forze politiche, di fatto costituiscono un'appendice concreta al provvedimento e vedranno lo stesso Governo impegnato a inserire nel testo base della legge di bilancio alcune risorse volte a darne concreta attuazione, perché unanimemente sottoscritti, e votati in alcuni casi, in Commissione. Essi costituiranno parte integrante del testo. Si impiegheranno, quindi, le risorse umane e finanziarie disponibili su questo provvedimento, ma il Governo si è impegnato a stanziarne anche in sede di approvazione della legge di bilancio. Come approvato dalla Commissione, il Dipartimento della protezione civile provvede in particolare, con cadenza triennale, alla ricognizione e valutazione di un insieme di profili quali le tecnologie anche satellitari volte all'integrazione dei sistemi previsionali, di sorveglianza, monitoraggio e rilevamento nell'ambito, nonché alle esigenze di potenziamento delle flotte aeree, dei mezzi terrestri, delle attrezzature, delle strumentazioni, dei dispositivi di protezione individuale ai fini del rafforzamento della capacità di concorso statale all'attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, tenendo conto anche di una possibile strategia comune a livello europeo. La Commissione ha introdotto, per far fronte alla capacità di prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi, il potenziamento dei mezzi terrestri del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, delle Regioni e del volontariato organizzato di Protezione civile qualificato per tale attività, prevedendo inoltre la formazione del personale addetto alla lotta attiva contro gli incendi boschivi, comprese le attività di messa in salvo degli animali coinvolti e all'informazione e partecipazione delle comunità, con particolare attenzione ai territori caratterizzati da un elevato rischio di incendi boschivi. Vorrei sottolineare che anche su questo c'è stata una comunione di intenti fin dalla fase delle audizioni, tant'è vero che il coinvolgimento ha riguardato dalle associazioni ambientalisti fino alla cabina di regia delle associazioni venatorie, ovvero tutti i soggetti, comprese le università e le Forze dell'ordine e le istituzioni, che hanno contribuito molto spesso alla stesura stessa degli emendamenti approvati in Commissione. Al comma 3 si estende anche al Ministero dell'università e della ricerca l'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, come previsto dal medesimo comma. Anche in questo caso abbiamo avuto la presenza di valenti esponenti di livello nazionale e internazionale che hanno supportato la Commissione nella fase delle audizioni. Il comma 3 aggiunge la previsione che il Ministero per gli affari regionali e le autonomie convochi entro il 30 aprile di ciascun anno la Conferenza unificata sullo stato di aggiornamento dei piani regionali per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi previsti dall'articolo 3 della legge quadro n. 353 del 2000. La Commissione ha previsto che, nell'ambito delle risorse stanziate, il Piano nazionale possa destinare parte dei finanziamenti anche per incentivare sistemi premiali proporzionali ai risultati conseguiti da soggetti pubblici e privati nelle aree in cui sia stata accertata una diminuzione significativa delle aree percorse dal fuoco. Riteniamo questo particolarmente significativo. Il comma 4 dispone per la fase di prima applicazione, previa intesa della Conferenza unificata di cui all'articolo 8, l'adozione di un primo Piano nazionale speditivo approntato sulla base della ricognizione condotta dal Dipartimento. La Commissione con un emendamento ha previsto la possibilità di garantire la sicurezza e l'incolumità dei territori dal rischio idrogeologico di strade, ponti e viadotti, nonché di messa in sicurezza e di efficientamento energetico. Il provvedimento infatti, oltre a una parte prevalente relativa al rischio incendi, dedica comunque anche una parte agli interventi di protezione civile. Si inserisce inoltre, come approvata dalla Commissione, la previsione secondo cui, per incrementare l'operatività e la funzionalità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, la durata del corso di formazione della procedura concorsuale per l'accesso al ruolo dei capi squadra, con decorrenza dal 1° gennaio 2020, per il numero vacante di posti, è ridotta in via eccezionale a cinque settimane. Anche qui vorrei ricordare che tutti i Gruppi hanno presentato degli emendamenti, a riprova del fatto che su questo c'era un'unità di intenti, così come c'è stata sull'approvazione della norma relativa alla possibilità di un concorso pubblico per 250 posti di vigili del fuoco, che possa dare di fatto corpo a quanto previsto dal provvedimento. Sempre su questo, cercando di non abusare della pazienza della Presidente e dei colleghi, è stato istituito con un emendamento un sistema aereo di vigilanza antincendio (SAVA), che possa permettere appunto l'integrazione di questa modalità nella segnalazione degli incendi. All'articolo 2 vengono stanziati 40 milioni di euro per l'acquisto di mezzi operativi e di attrezzature per la lotta attiva agli incendi boschivi, che sono ripartiti in 33.300.000 euro al Ministero dell'interno per le esigenze del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in 2.100.000 euro al Ministero della difesa e in 4.600.000 euro per le esigenze del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri. All'articolo 3 si introducono misure finalizzate a garantire il tempestivo aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco. Vorrei ricordare che, al di là delle singole appartenenze e sensibilità, su uno di questi due articoli, in particolare sull'articolo 3, è stato presentato un emendamento dai relatori, per il quale aspettiamo una riformulazione, che contiamo possa essere accolta in Aula, che va nella direzione che tutti immaginiamo di poter perimetrare e procedere con i divieti quanto prima sui terreni interessati. Allo stato attuale si prevede un termine di sessanta giorni, ma speriamo che possa essere accolto un termine di quarantacinque giorni nell'ultima versione. Mi avvio a concludere con un ultimo passaggio relativo all'articolo 3, prima passare la parola al collega. Sono previsti ovviamente aggiornamenti che siano contestualmente pubblicati in un'apposita sezione dei siti istituzionali dei terreni relativi, perché la data del 1° aprile per tutti era eccessiva e serviva una comunicazione più tempestiva. Siamo riusciti a trovare una sintesi e a vederla approvata in Commissione, che speriamo venga migliorata in Assemblea. Il termine di applicazione dei relativi divieti ovviamente rimane lo stesso, mentre è la decorrenza che cambia. Si introduce da ultimo in Commissione la possibilità che le Regioni possano disporre, con propria legge, misure di attuazione di azioni sostitutive in caso di inerzia dei Comuni circa la pubblicazione dell'elenco definitivo dei soprassuoli percorsi dal fuoco;