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il coordinatore della commissione ministeriale per l'analisi del rapporto tra costi e benefici, professor Marco Ponti, ha consegnato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la relazione della commissione, evidenziando a stretto giro come il lavoro svolto debba considerarsi parziale ed incompleto; il Ministro ha dichiarato che l'analisi consegnata dal professor Ponti deve intendersi come una bozza che necessita di ulteriori approfondimenti; il commissario di Governo per la Tav Torino-Lione, architetto Paolo Foietta, in audizione presso la IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei deputati il 16 gennaio 2019, ha dichiarato di aver interloquito con il professor Ponti soltanto in occasione di dibattiti pubblici, ma mai in audizione presso la commissione per l'analisi del rapporto tra costi e benefici; nella citata dall'audizione dell'architetto Foietta sono emersi ulteriori elementi tecnici a supporto della necessità di concludere l'opera nei tempi previsti, sbloccando definitivamente i cantieri e dando attuazione agli investimenti programmati e concordati; intorno al destino dell'opera è nato un vasto movimento di opinione, composto dalle categorie economiche maggiormente rappresentative a livello piemontese e nazionale, nonché da numerosi amministratori locali, che hanno manifestato a più riprese il massimo sostegno alla realizzazione dell'opera; la Tav rientra in un accordo internazionale tra Italia e Francia, ratificato dai rispettivi Parlamenti nazionali, e una rinuncia all'opera o una sua modifica sostanziale devono essere sottoposte a nuova approvazione parlamentare, impegna il Governo: 1) a garantire un'effettiva e decisa attuazione dell'indirizzo politico recentemente espresso ed adottare tutte le iniziative necessarie a favorire una realizzazione dell'infrastruttura senza ulteriore indugio o ritardo; 2) ad adottare ogni iniziativa necessaria a scongiurare che l'Italia incorra in inevitabili effetti penalizzanti e dannosi, che deriverebbero sia dall'emergere di profili di responsabilità contrattuale per inadempimento o ulteriori ritardi esecutivi rispetto agli impegni assunti, sia dalla mancata realizzazione di un'opera infrastrutturale strategica per lo sviluppo economico nazionale. (1-00157) (Testo 2) Mozioni Atto n. 1-00163 TAVERNA LUCIDI ANGRISANI PIRRO BOTTICI MONTEVECCHI GAUDIANO GUIDOLIN LUPO CRUCIOLI CASTELLONE ROMAGNOLI DELL'OLIO AUDDINO DI GIROLAMO MORONESE EVANGELISTA GALLICCHIO MARINELLO ROMANO DESSI' FEDE PIARULLI MOLLAME ORTIS LA MURA NOCERINO TRENTACOSTE URRARO QUARTO LEONE ACCOTO VACCARO VONO LANZI BOTTO DONNO RICCARDI D'ANGELO ANASTASI VANIN MANTOVANI PUGLIA LANNUTTI CAMPAGNA GARRUTI GRANATO PRESUTTO DI PIAZZA CASTALDI FERRARA DE PETRIS BINETTI PELLEGRINI Marco PINOTTI RICCIARDI FLORIDIA MAIORINO TURCO COLTORTI RUSSO DI NICOLA DRAGO ABATE CORBETTA MININNO DI MARZIO - Il Senato, premesso che: il soffocamento da corpo estraneo costituisce un problema di salute pubblica non più differibile: ad esso è invero ascrivibile la principale causa di decesso nei bambini fino a 14 anni di età; in particolare, un recente studio italiano, basato sulle rilevazioni delle dimissioni ospedaliere, ha individuato, nel periodo compreso tra il 2001 e il 2013, oltre 7.000 ospedalizzazioni dovute ad ostruzioni delle vie aeree da soffocamento, evidenziando altresì come l'incidenza maggiore si riscontri nel primo anno di vita del bambino (sono infatti ben 3.744 i casi registrati dallo studio riferibili a neonati di età compresa tra 0 e 12 mesi); diminuendo nella classe di età compresa tra uno e 3 anni, per calare ulteriormente, sebbene la prevalenza rimanga sensibile, nei bambini più grandi compresi nella fascia di età tra 4 e 14 anni; l'inalazione di corpi estranei, a fortiori , e? causa ogni anno di circa il 27 per cento di tutte le morti accidentali dei bambini al di sotto dei 4 anni di età, con incidenza maggiore (oltre il 70 per cento) nella fascia compresa tra 12 e 36 mesi; recentemente, il Ministero della salute, analizzando l'esperienza internazionale relativamente alle iniziative di prevenzione del soffocamento da cibo, ha pubblicato un documento di indirizzo finalizzato a proporre linee guida per la preparazione degli alimenti pericolosi e di regole comportamentali da osservare durante la consumazione del pasto al fine di minimizzare il rischio di soffocamento; considerato che: un ulteriore studio condotto nel 2010 dall'"American academy of pediatrics" ha evidenziato come gli oggetti più frequentemente responsabili del soffocamento dei bambini sono costituiti da giocattoli, monete, palloncini e, da ultimo, alimenti; è ampiamente riconosciuta la propensione dei bambini più piccoli a portare oggetti alla bocca e ciò in quanto il contatto orale rappresenta il metodo con cui essi esplorano e conoscono l'ambiente circostante, stante inoltre l'incapacità, soprattutto per i bambini più piccoli, di distinguere tra oggetti edibili o meno; la predisposizione dei bambini al pericolo di inalazione di corpi estranei risiede nell'incompleta maturità dei meccanismi riflessi di coordinazione delle differenti funzioni delle vie aeree: ed invero tale rischio e? ulteriormente incrementato da alcune caratteristiche anatomiche della laringe proprie dell'età pediatrica, nonché da una morfologia avente fisionomia ad imbuto piuttosto che cilindrica, come si presenta per gli adulti; l'incompleta dentizione, ancora, non consente l'ottimale masticazione di cibi duri come, ad esempio, frutta secca e caramelle, ed è, inoltre, accompagnata da una ridotta capacità di coordinazione delle funzioni di masticazione e deglutizione, nonché da una competenza masticatoria inferiore tale che i cibi necessitano di essere adeguatamente triturati o sminuzzati; infine, il contatto orale avviene spesso simultaneamente ad altre attività, quali il gioco, il movimento o il parlare ed il ridere, con notevole aumento del rischio d'inalazione accidentale; tenuto conto che: i sintomi di ostruzione delle vie aeree compaiono all'improvviso e consistono in difficoltà respiratoria, senso di soffocamento, tosse "abbaiante". In molti casi violenti colpi di tosse riescono a determinare l'immediata espulsione del materiale inalato, tuttavia qualora la sintomatologia non dovesse risolversi in brevissimo tempo, si rende necessario intervenire con idonee manovre per la disostruzione delle vie aeree, alle quali deve comunque seguire il più rapido trasporto del bambino in ambiente ospedaliero; è opportuno sottolineare che, a seguito di un arresto respiratorio, occorrono circa 4 minuti affinché si arrivi alla morte cerebrale da anossia cellulare: un lasso di tempo ristrettissimo, in grado di fare la differenza tra la vita e la morte o l'invalidità grave, certamente insufficiente a garantire la tempestiva presenza di un medico.