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Doc 1103 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo transattivo fra il Governo della Repubblica italiana e la Comunità europea dell'energia atomica sui princìpi governanti le responsabilità di gestione dei rifiuti radioattivi del sito del Centro comune di ricerca di Ispra, con Appendice, fatto a Bruxelles il 27 novembre 2009 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1103, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Iwobi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. IWOBI, relatore . Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo transattivo del novembre 2009 fra l'Italia e la Comunità europea dell'energia atomica - nota anche con gli acronimi di CEEA o Euratom - sui principi governanti le responsabilità di gestione dei rifiuti radioattivi del sito del Centro comune di ricerca (CCR) di Ispra, in provincia di Varese. Si ricorda che la struttura di Ispra costituisce uno dei quattro centri di ricerca istituiti dall'allora Comunità europea a seguito del Trattato Euratom del 1957 per promuovere lo sviluppo dell'energia nucleare a fini pacifici negli Stati membri. Ad oggi, nella struttura - istituita nel 1959 oltre ad attività di ricerca convenzionale restano operative, con riferimento all'ambito nucleare, le attività relative alle salvaguardie nucleari, e quelle di gestione dei rifiuti radioattivi e di conservazione in sicurezza delle installazioni nucleari. L'Accordo transattivo è necessario per la chiusura di un contenzioso tra la Comunità europea dell'energia atomica (Euratom) e l'Italia in merito al riconoscimento delle responsabilità storiche dell'Italia relativamente allo smantellamento del Centro comune di ricerca di Ispra. Si ricorda, al riguardo, che la Commissione europea ha deciso, nel 1999, di iniziare il programma di disattivazione e smantellamento dei centri di ricerca nucleare, tra cui quello di Ispra. Considerato che nel periodo fra gli anni Sessanta e gli Ottanta il CCR fu utilizzato a mezzo di specifici contratti da soggetti italiani (ENEA, CISE, Enel) per progetti di ricerca relativi al programma nucleare italiano, la Commissione ha chiesto la partecipazione italiana alle attività di disattivazione e smantellamento. Non essendo possibile - stante il tempo trascorso e tenuto conto che la contrattualistica dell'epoca non prevedeva clausole per future attività di smantellamento, allora non previste - effettuare una determinazione analitica degli oneri di competenza italiana, si è deciso di comune accordo tra le parti di concludere un'intesa transattiva. L'intesa in esame è basata non su un corrispettivo economico ma sulla realizzazione da parte italiana di alcuni dei lavori di disattivazione e smantellamento del reattore di Ispra 1 presente nel CCR, prevedendo in particolare che siano a carico dell'Italia alcune delle attività, consistenti essenzialmente nello smantellamento del reattore e nello smaltimento dei relativi rifiuti, del tutto simili a quelle relative ai siti nucleari italiani dismessi, svolte attualmente dalla Sogin SpA. Nella relazione tecnica che accompagna il provvedimento è riportata la stima degli oneri derivanti dall'attuazione dell'Accordo, effettuata dal tavolo tecnico istituito dal Ministero dello sviluppo economico al momento della sottoscrizione dell'Accordo nel 2009, valutata in complessivi 45 milioni di euro. A questa cifra, peraltro, la stessa relazione aggiunge i costi sostenuti dal CCR per le attività di custodia passiva dell'impianto, valutati in circa cinque milioni di euro. Si evidenzia, infine, signor Presidente, che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. ALFIERI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, finalmente l'Accordo transattivo viene ratificato dal nostro Paese. Esso riguarda un tema sul quale, soprattutto nel mio territorio, è attesa da tempo una risposta. La CCR si trova a Ispra, in provincia di Varese e attendevamo da tempo la notizia della ratifica. Certo non basta, perché questa ratifica si limita a recepire l'Accordo transattivo con cui prendiamo atto di un processo lungo, come lungo è il decommissioning che coinvolge il reattore di Ispra 1, come ricordava il relatore. Ci vuole però un secondo atto, che questo Governo deve portare avanti, che è la definizione finalmente del deposito nazionale. Oggi le scorie nucleari sono ancora divise in 20 differenti depositi e abbiamo l'esigenza, per poter procedere e non incorrere in una procedura di infrazione europea, di un deposito nazionale. L'altra Ispra, l'Istituto per la protezione dell'ambiente, ha già dato il suo parere sul CNAPI, la Carta nazionale per le aree potenzialmente idonee. Anche l'Ispettorato per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin), che è la nuova agenzia per lo studio del rischio sismico, ha dato il suo parere indicando alcune correzioni. Ormai ci siamo ed è necessario, perché questo Accordo transattivo e la nostra ratifica abbiano un senso, che si individui finalmente il deposito nazionale; altrimenti tutto questo non ha significato, non ha senso e non risolve un problema atteso da tempo, cioè che venti territori in Italia possano vedere finalmente i rifiuti nucleari collocati in un posto a loro dedicato, con tutte le norme di sicurezza e gli standard di alta qualità, che non solo l'Europa, ma anche il nostro Paese richiede. Quindi facciamo sicuramente un passo in avanti con l'Accordo transattivo e con i 50 milioni di euro che furono destinati nell'ultima legge di bilancio del Governo Gentiloni Silveri, che servono a smantellare finalmente il reattore Ispra 1; però poi lo smantellamento e i rifiuti nucleari devono avere un posto dove andare. L'Unione europea ci mette i soldi per il trasporto; al Governo italiano finalmente il compito di decidere il posto dove collocare i rifiuti, mettendo la parola fine a questa storia. Sappiamo benissimo che si tratta di un tema delicato e sensibile e che ci vuole un percorso di coinvolgimento e di confronto anche con le comunità locali presenti nel posto dove questo deposito verrà messo, chiaramente con tutte le condizioni di sicurezza e gli standard di qualità.