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L'allegato G del citato Piano, rubricato « Linee d'indirizzo per il recupero/reinserimento degli uomini autori di violenza », evidenzia come il recupero degli uomini autori di violenza sia uno strumento fondamentale nell'ambito delle iniziative e delle azioni di contrasto alla violenza di genere. Più nello specifico, la realizzazione dei programmi di intervento volti al trattamento e al recupero degli uomini autori di violenza dev'essere collocata nell'ambito delle iniziative e delle azioni di contrasto alla violenza di genere e svilupparsi parallelamente ai servizi di sostegno alle vittime di violenza. Questi ultimi, nelle forme della rete dei centri antiviolenza e delle case-rifugio, trovano una collocazione sistemica all'articolo 5- bis del citato decreto-legge n. 93 del 2013, laddove viene data attuazione a quanto previsto dall'articolo 5, comma 2, lettera d) , del medesimo decreto. Tale disposizione prende le mosse dall'articolo 23 della Convenzione di Istanbul, che sollecita gli Stati ad adottare le misure legislative necessarie per consentire la creazione di rifugi adeguati, facilmente accessibili e in numero sufficiente per offrire un alloggio sicuro alle vittime, in particolare alle donne e ai bambini. Nel nostro Paese quindi i centri antiviolenza e le case-rifugio hanno una precisa collocazione normativa e precise modalità di finanziamento. Normativa e precise modalità di finanziamento che invece ancora mancano per i centri per gli uomini autori di violenza. Ai fini di una collocazione sistemica, onde evitare una proliferazione di norme a livello regionale, i centri per gli uomini autori di violenza debbono pertanto essere collocati nell'ambito dello stesso articolo 5- bis del decreto-legge n. 93 del 2013, unitamente a quanto disposto per i centri antiviolenza e le case-rifugio. In Italia, i centri che accolgono e/o attivano percorsi trattamentali per gli uomini autori di violenza sono al momento circa cinquantanove. Il numero più alto si registra nel nord/centro del Paese, con una forte concentrazione in Lombardia e in Emilia-Romagna, a seguire la Toscana. I centri non risultano quindi in numero sufficiente né omogeneamente diffusi per poter garantire una effettiva tutela delle vittime da un lato e un recupero dell'autore di violenza dall'altro. In particolare, l'articolo 1, al comma 1, prevede specificamente gli uomini autori di violenza e di genere quale nuova categoria di soggetti destinatari delle misure di prevenzione personali applicate dal questore di cui al capo I del titolo I del libro I del codice delle leggi antimafia, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Il comma 2 del medesimo articolo prevede conseguentemente che il percorso di riabilitazione sia prescritto contestualmente all'ammonimento del questore già previsto dal decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, nell'ambito delle misure legislative che hanno introdotto per la prima volta il contrasto allo stalking . In caso di mancato adempimento o di esito negativo dell'obbligo di partecipazione a tale percorso, il questore può intervenire attraverso la misura della sorveglianza speciale e, laddove le circostanze specifiche lo rendano utile alla tutela degli interessi della vittima, le altre misure amministrative assimilate. L'articolo 2, in linea con il precedente, prescrive l'obbligo del medesimo percorso per l'imputato dei reati connessi alla violenza domestica e di genere, destinatario di misure cautelari, per cui agli imputati verrà prescritto il medesimo percorso per la durata di otto mesi. L'articolo 3 disciplina un obbligo di contribuzione in capo al soggetto destinatario delle misure di prevenzione o delle misure cautelari e, dunque, destinatario anche dell'obbligo di partecipazione al percorso di recupero. Si precisa che, ai fini della determinazione dell'entità del contributo, si tiene conto della situazione personale dei soggetti, e in particolare che siano esonerati dal versamento del contributo coloro che si trovino nelle condizioni per l'ammissione al patrocinio gratuito a spese dello Stato ai sensi dell'articolo 76 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.. Art. 1. (Ammonimento del questore e obbligo di frequenza di percorsi di recupero per uomini autori di violenza) 1. Ai soggetti che debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, autori di violenza domestica e di genere, si applicano le misure di prevenzione personali applicate dal questore previste dal capo I del titolo I del libro I del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. 2. All'articolo 8 del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, dopo il comma 2 è inserito il seguente: « 2-bis . Il questore dispone, nei confronti del soggetto ammonito per azioni di violenza domestica e di genere, la partecipazione a specifici percorsi di recupero di cui al quinto comma dell'articolo 165 del codice penale per un periodo non inferiore a otto mesi, con l'obbligo di notifica all'ufficio del questore della partecipazione ai medesimi percorsi, in particolare attraverso la notificazione dall'avvio della stessa con la presa in carico del soggetto ammonito, dell'attestazione di partecipazione al percorso con frequenza almeno settimanale, e di ogni eventuale anomalia dovesse riscontrarsi da parte del soggetto nell'ambito della partecipazione al percorso di recupero. In caso di mancata attestazione di partecipazione a tali percorsi di recupero da parte del soggetto ammonito, o di valutazione negativa all'esito della partecipazione agli stessi percorsi, il questore procede alla proposta, nei confronti del soggetto ammonito, della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza o, qualora le circostanze lo richiedano e ciò sia conforme alle esigenze di tutela del soggetto per la tutela del quale si è proceduto all'ammonimento, di una delle altre misure previste dal codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 ». Art. 2. (Percorso di recupero nelle fasi antecedenti il giudizio) 1. Dopo l'articolo 282- quater del codice di procedura penale è inserito il seguente: « Art. 282- quinquies – (Percorso di recupero nelle fasi antecedenti il giudizio) – 1.