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Gli interventi infrastrutturali previsti sono esigui e localistici, né si inseriscono in una visione organica di sviluppo infrastrutturale e le risorse destinate allo scopo sono irrisorie. Nel decreto-legge in conversione non sono previste misure atte a risolvere i problemi cronici che affliggono gli uffici della motorizzazione civile di tutta Italia, incapaci - ancor più in questo momento d'emergenza - di espletare in tempi ragionevoli l'esame di guida, nonché le pratiche di revisione e collaudo periodici dei veicoli, con grave danno per i cittadini e, conseguentemente, per la sicurezza stradale in generale. Ma non avete accolto le nostre proposte per risolverli. Abbiamo fatto proposte per le compensazioni dei danni subiti dagli operatori del settore aereo. Nel decreto-legge in esame si istituisce un fondo con una dotazione di 130 milioni di euro per l'anno 2020, al quale tuttavia possono accedere soltanto gli operatori nazionali e non anche i tanti operatori stranieri dotati di base operativa in Italia e con un elevato numero di dipendenti italiani, che sono completamente dimenticati. A tale fondo non possono accedere inoltre le società di gestione aeroportuale e di handling , entrambe del tutto escluse da qualunque misura di sostegno economico e finanziario, nonostante i costi ugualmente sostenuti durante tutta la fase di lockdown , stanti l'inattività e l'improvvisa riduzione dei ricavi. Nel decreto-legge non viene prevista alcuna disposizione che obblighi i vettori aerei al rimborso del corrispettivo pagato per i titoli di viaggio non fruiti a causa dell'emergenza e ciò a discapito di cittadini, famiglie e imprese e in palese contrasto con quanto previsto dal regolamento comunitario e dai relativi orientamenti interpretativi da ultimo adottati dalla Commissione europea. (Applausi). Abbiamo fatto proposte per sostenere il settore del trasporto pubblico locale e regionale dei passeggeri. A seguito degli effetti negativi derivanti dall'emergenza epidemiologica, si destinano 500 milioni di euro per compensare la riduzione dei ricavi tariffari, però per le associazioni di categoria le risorse necessarie sono appena un miliardo di euro. Non sono previste misure per il sostegno degli operatori del trasporto marittimo. Abbiamo messo adempimenti inutili e gravosi per le imprese in amministrazione con un piano degli spostamenti casa-lavoro e il mobility manager , come se le imprese non ne avessero abbastanza. C'è una sperequazione finanziaria enorme tra i monopattini e invece l' automotive , una cosa assurda: la gente non mangia coi monopattini! (Applausi) . Non andrà tutto bene, comunque, e non è andato tutto bene: i cartelli su cui c'era scritto «Andrà tutto bene» si sono trasformati nel frattempo in «Affittasi»; rendetevene conto. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vallardi. Ne ha facoltà. VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, in questi quattro minuti a mia disposizione parlerò di agricoltura, perché è evidente che, se mangiamo ogni giorno, è grazie ad essa e soprattutto, se siamo sopravvissuti durante il periodo del lockdown , è grazie ai nostri agricoltori (Applausi) , ai quali, assieme ai medici e agli infermieri, va sicuramente il mio grande riconoscimento, come penso quello di tutta l'Assemblea. Quest'agricoltura ha vissuto e soprattutto sta vivendo un periodo difficile: è difficile sopravvivere con il biologico in Italia, quando siamo in forte competizione con gli altri Paesi, che spesso e volentieri si comportano scorrettamente, perché dalle altre parti si produce in maniera non sempre consona ai requisiti a cui sono soggetti gli agricoltori del nostro Paese. Mi sarei aspettato quindi che in questo decreto rilancio ci fossero grandi investimenti per l'agricoltura italiana, che ne ha un fortissimo bisogno. Ero fortemente convinto che ci fossero tanti soldi per l'agricoltura italiana in questo decreto rilancio, perché, quando ho sentito parlare di potenza di fuoco di 750 miliardi di euro, mi son detto che era la volta buona per l'agricoltura italiana. Invece, alla fine, vediamo che all'agricoltura italiana sono destinati 1,1 miliardi di euro: mi viene da ridere a pensare che gli agricoltori italiani contino neanche un centesimo del valore del pensiero di questo Paese. (Applausi). Sappiamo benissimo che, di fronte ai cambiamenti climatici, che sono evidenti e che sono stati presi in considerazione da tutto l'arco politico, solo con riferimento all'irrigazione, parte fondamentale di un'agricoltura innovativa, e ai disastri che avvengono per le inondazioni sempre più frequenti, a causa dei cambiamenti climatici, l'Associazione nazionale bonifiche, irrigazioni e miglioramenti fondiari (ANBI) dice che ci vogliono 2 miliardi di euro solo per gli interventi essenziali e noi abbiamo stanziato 1 miliardo e 150 milioni di euro. Questo è prendere in giro i nostri agricoltori e quindi prendere in giro anche il nostro futuro. Mi auguro che non saremo più nuovamente chiusi in casa, ma, quando eravamo chiusi in casa, più di qualcuno si è chiesto "oggi cosa mangio?" e "domani cosa mangio?", soprattutto all'inizio del lockdown, quando il Governo aveva pensato bene di chiudere anche l'ortofloricoltura, che - lo ricordo a tutti - oggi è ancora il settore più danneggiato, perché per l'ortofloricoltura e per il settore vivaistico non sono stati stanziati soldi a sufficienza. Quindi mi auguro che il Governo ci ripensi, se non con il provvedimento in esame, magari con i prossimi. Lo dico con il cuore in mano e a nome di tutti quegli agricoltori, che ogni giorno si alzano alle 4 o alle 5 di mattina e arrivano a lavorare magari fino a sera, per portare a casa il reddito minimo per poter sopravvivere. Questa non è assolutamente dignità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, cosa si può dire di un provvedimento sul quale non si può dire niente e non si può fare niente? Cosa si può fare di un provvedimento, che arriva blindato dall'altro ramo del Parlamento, in un sistema ormai sostanzialmente monocamerale, che ha distrutto il sistema democratico, tant'è che persino il Presidente della Commissione bilancio, che senz'altro non fa parte dell'opposizione, ha stigmatizzato questo modus operandi ? Cosa si può dire di un provvedimento gigantesco, un provvedimento con la «P» maiuscola, che ha da distribuire e da destinare 55 miliardi di euro, con 98 decreti attuativi e 113 provvedimenti? Si tratta di una manovra che vale tre volte e mezzo una manovra di bilancio, per un totale di 55 miliardi di euro di scostamento di bilancio. Attenzione, perché ciò vuol dire che ogni singolo centesimo sarà utilizzato con criteri assolutamente discrezionali, rispetto alla priorità delle scelte. Non ci sono cioè capitoli imposti, ma ogni singolo centesimo sarà speso secondo la volontà del Governo.