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Ciò dimostra in modo evidente che i vaccinati, sebbene possano comunque essere contagiati, si ammalano in modo meno grave e quindi non provocano una saturazione dei posti in terapia intensiva. È questo, infatti, ciò che bisogna evitare, per non compromettere la capacità di cura anche delle altre patologie. A suo avviso, il vaccino è lo strumento essenziale per tutelare quanto più possibile la salute di tutti e fare in modo che non si ripetano le drammatiche scene che hanno contrassegnato i primi periodi della pandemia, soprattutto in Lombardia. Conseguentemente, il certificato verde è indispensabile anche per la ripresa delle attività economiche e sociali. Il senatore PAGANO ( FIBP-UDC ), a nome del Gruppo, sottolinea il proprio orientamento favorevole sul provvedimento in titolo, che è volto a favorire la tutela della salute pubblica e la ripresa delle attività economiche e commerciali. In contrasto con i cosiddetti negazionisti, che diffondono spesso notizie false, paragonando il Covid-19 a una banale influenza, ritiene si debba avere fiducia nella scienza e nella medicina, che finora hanno consentito l'allungamento della vita delle persone e l'accrescimento della popolazione mondiale. Al fine di recuperare lo stile di vita antecedente alla pandemia, soprattutto la libertà di circolazione, auspica il proseguimento della campagna vaccinale e la massima estensione possibile della certificazione verde. La validità di questi strumenti è dimostrata dal fatto che i vaccinati non contraggono la malattia in modo grave, come evidenziano i dati attuali su ricoveri in terapia intensiva e decessi. Sottolinea, inoltre, che chi rifiuta di vaccinarsi non solo arreca un danno alla propria salute, ma pesa anche sulla collettività dal punto di vista economico, se si considera che l'onere per un posto in terapia intensiva può arrivare a 20.000 euro, a seconda della gravità del paziente. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU-Eco ) sottolinea che il certificato verde è uno strumento che consente la ripresa della vita sociale in sicurezza. In ogni caso, sarebbe bene cercare di risolvere il problema della carenza di vaccini per i Paesi poveri, anche per evitare il proliferare di ulteriori varianti nei cui confronti gli attuali sieri potrebbero risultare inefficaci. Come emerge dai dati dell'OMS, a quei Paesi è stato consegnato solo il 15 per cento delle fiale che l'Unione europea avrebbe dovuto fornire. Anche gli impegni assunti dal Governo italiano, a seguito delle risoluzioni approvate da Camera dei deputati e Senato sulla sospensione dei brevetti per i vaccini o l'accelerazione del rilascio delle licenze, sono stati disattesi. La senatrice GRANATO ( Misto-l'A.c'è-LPC ) ritiene che il certificato verde sia inefficace per il contenimento della pandemia, considerato che questa estate il numero dei contagi è stato molto più elevato rispetto all'anno scorso. Sottolinea, inoltre, la carenza di un'adeguata letteratura scientifica non solo sulla capacità dei vaccini di impedire la diffusione del virus, ma anche sugli effetti avversi anche gravi dopo la loro inoculazione, dovuti probabilmente alla mancanza di tempo per testarli in modo approfondito. Evidenzia che, dall'inizio della campagna di vaccinazione, la banca dati europea EudraVigilance ha ricevuto più di 20.000 segnalazioni di decessi correlati ai vaccini e circa 2 milioni di reazioni avverse, molte di esse anche gravi. A suo avviso, questi dati dovrebbero rendere preferibile la cura domiciliare, che invece - a suo avviso - è colpevolmente inibita dallo stesso Ministero della salute. Critica l'estensione per legge, a 12 mesi, della validità della copertura vaccinale, che secondo le stesse indicazioni dell'AIFA dovrebbe essere invece limitata a nove mesi: non sarebbe corretto, pertanto, raggiungere in questo modo l'immunità di gregge. Ravvisa quindi una mancanza di proporzionalità e ragionevolezza nella misura adottata, che limita fortemente i diritti costituzionali fondamentali dei cittadini, senza un motivo valido scientificamente accertato. A suo avviso, si intende imporre di fatto un obbligo vaccinale, senza una correlata assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni statali. Chiede pertanto al Governo di fornire i chiarimenti richiesti dal senatore Crucioli in merito ai dati circa l'effettiva efficacia dei sieri. Il senatore MALAN ( FdI ) ritiene innanzitutto necessario che le autorità sanitarie italiane garantiscano la massima trasparenza dei dati e delle informazioni, a partire dagli effetti collaterali dei vaccini, come avviene già in altri Paesi. Solo a seguito di un'accurata e dettagliata informazione, infatti, chi si sottopone alla vaccinazione potrà prestare il proprio "consenso informato". Per esempio, nota che i casi di miocardite o pericardite registrati in Italia sono stranamente molto più rari che in Svizzera, Stati Uniti e Israele. È grave, tra l'altro, che il Governo non risponda alle interrogazioni parlamentari volte a ottenere chiarimenti su questi aspetti. Ritiene pericoloso, infine, l'argomento per cui bisogna vaccinarsi per evitare di occupare i posti in terapia intensiva: se ne potrebbe dedurre allora anche l'obbligo di adottare uno stile di vita corretto, per non gravare in generale, sul sistema sanitario nazionale. Il PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale. Il relatore RUOTOLO ( Misto-LeU-Eco ) e il rappresentante del GOVERNO rinunciano a intervenire in replica. Il senatore CRUCIOLI ( Misto-l'A.c'è-LPC ) chiede che la Commissione acquisisca, quanto meno per la seduta già convocata per le ore 15, gli elementi di valutazione statistica da lui richiesti al Governo. Il PRESIDENTE precisa che il Governo ha la facoltà - e non l'obbligo - di intervenire in qualsiasi momento per fornire informazioni e chiarimenti. In considerazione della calendarizzazione in Assemblea alle ore 16,30, propone di fissare il termine per la presentazione di eventuali emendamenti e ordini del giorno per le ore 14,30. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2021 e Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2021 Doc Doc. LXXXVI, n. 4 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2021 Doc Doc. LXXXVII, n. 4 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2020 (Parere alla 14ª Commissione. Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 3 agosto scorso. Il PRESIDENTE avverte che il relatore, nella giornata di ieri, ha già inviato ai componenti della Commissione il testo degli schemi di parere, pubblicati in allegato. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), a nome del Gruppo, anticipa un voto di astensione sullo schema di parere relativo alla relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020, più che altro per senso di responsabilità.