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la chiusura dell'autodromo è stata decretata da una recente sentenza della sezione fallimentare del Tribunale di Rovigo, e coinvolge direttamente ed esclusivamente la società F&M, con sede legale a Roma, che in epoche trascorse aveva gestito la struttura; il fallimento è stato promosso dalla Darma asset management SGR, società in liquidazione coatta amministrativa che detiene, tra in propri cespiti, l'autodromo di Adria; l'attuale gestore dell'autodromo, la società Bioitalia srl, che aveva prelevato i beni dalla società F&M, aveva sottoscritto un contratto preliminare con il fondo Darma per chiudere il contenzioso, non è riuscito successivamente a stipulare il contratto definitivo. Tale accordo preliminare aveva ricevuto il consenso della Banca d'Italia, considerata la vigente vigilanza sul fondo Darma; la vendita dei beni mobili già appartenuti alla società F&M, tra cui suppellettili, attrezzature e strumentazioni tecnologiche, è stata autorizzata con asta pubblica fissata in data 31 marzo 2022; la vendita dei beni sarebbe un atto che nei fatti rischia di pregiudicare ogni possibile ripresa dell'attività dell'autodromo; considerato che: il blocco delle attività dell'autodromo "Adriaraceway" è motivo di diffusa e giustificata preoccupazione dell'opinione pubblica e tra gli appassionati, oltre a creare forte disagio e preoccupazione tra gli operatori economici, in particolare, di quelli dei settori della ristorazione e della ricettività che hanno visto azzerati il loro introiti; l'indotto collegato ad Adriaraceway è sempre stato uno dei principali fattori di interesse economico del territorio, si chiede di sapere: quali iniziative di propria competenza intendano adottare i Ministri in indirizzo al fine di salvaguardare l'autodromo Adria international raceway, che rappresenta un'infrastruttura fondamentale per l'economia del territorio adriese e più in generale per la provincia di Rovigo in ragione dell'elevato numero di appassionati che frequentano il parco motoristico; se ritengano che vi sia la possibilità di arrivare in tempi brevi all'attivazione di una gestione commissariale provvisoria per la riapertura dell'autodromo, che consenta la ripresa delle attività del parco motoristico a beneficio degli appassionati che lo frequentano abitualmente e dei settori della ristorazione e della ricettività che hanno visto improvvisamente azzerati il loro introiti. Atto n. 3-03238 CIRINNA' Al Ministro dell'interno Premesso che: risulta all'interrogante che in alcuni Comuni, tra cui Roma capitale, continuano a registrarsi difficoltà nella trascrizione di atti di nascita formati all'estero e recanti l'indicazione di due madri; tali difficoltà derivano, in particolare, dalla prassi seguita dagli uffici dello stato civile volta a richiedere pareri in merito alla Direzione generale per i servizi demografici del Ministero dell'interno e, soprattutto, dal tenore delle risposte fornite da quest'ultima; in particolare, risulta che la Direzione generale risponda alle richieste in senso negativo con riferimento a tutte le ipotesi di formazione e trascrizione di atti anagrafici recanti l'indicazione di genitori dello stesso sesso; considerato che: con specifico riferimento agli atti di nascita formati all'estero e recanti l'indicazione di due madri, tale posizione si pone in radicale contrasto con la costante giurisprudenza della suprema Corte di cassazione; la Corte, e in particolare la prima sezione civile (a partire dalle sentenze n. 19599/2016 e n. 14878/2017, e ancora con la recentissima sentenza n. 23319/2021) ha sancito la non contrarietà all'ordine pubblico internazionale di tali atti di nascita, affermandone di conseguenza la pacifica trascrivibilità da parte degli ufficiali dello stato civile; di tale orientamento hanno dato conto, sempre confermandolo, anche le sentenze che hanno ritenuto l'impossibilità di formare o trascrivere atti di nascita recanti l'indicazione di due genitori dello stesso sesso nel diverso caso della formazione di atti nascita di minori nati in Italia a seguito del ricorso all'estero, da parte di una coppia di donne, alla procreazione medicalmente assistita (Cassazione, sezione I civile, sentenze n. 8029/2020 e n. 7668/2020) ovvero della trascrizione di atti di nascita formati all'estero a seguito di nascita tramite gestazione per altri e recanti l'indicazione di due padri (Cassazione, sezioni unite, sentenza n. 12193/2019); analogamente nelle sentenze n. 221 del 2019 e n. 230 del 2020, la stessa Corte costituzionale, pur demandando al legislatore tanto la decisione in merito all'accesso delle coppie di donne alla procreazione medicalmente assistita quanto quella relativa al riconoscimento dello status filiationis per i minori nati in Italia a seguito del ricorso alla procreazione medicalmente assistita, all'estero, da parte di una coppia di donne, ha dato atto del consolidato orientamento della suprema Corte di cassazione; allo stato attuale della giurisprudenza, pertanto, la trascrizione dell'atto di nascita formato all'estero e recante l'indicazione di due madri è pacificamente consentita; di conseguenza, appare del tutto irragionevole che il Ministero dell'interno, ove sollecitato a tal uopo dagli uffici dello stato civile, continui a fornire indicazioni che, ponendosi in radicale contrasto con la richiamata giurisprudenza, ridondano in intollerabili lesioni dei diritti fondamentali delle e dei minori coinvolti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della richiamata prassi seguita dalla Direzione generale per i servizi demografici e quali iniziative intenda intraprendere per favorire l'adeguamento delle posizioni espresse dal Ministero al consolidato orientamento della giurisprudenza e, di conseguenza, la trascrizione degli atti di nascita formati all'estero e recanti l'indicazione di due madri. Atto n. 3-03239 DRAGO GARNERO SANTANCHE' RAUTI PETRENGA MALAN Al Ministro della giustizia Premesso che: in seguito al conflitto russo-ucraino, risulterebbe che siano arrivati e continuino ad arrivare sul suolo italiano un cospicuo numero di minorenni stranieri non accompagnati (MSNA), che non potrebbero essere, né affidati, né adottati; parrebbe che lo Stato di provenienza, attraverso organi istituzionali competenti per materia, abbia già assegnato dei tutori ai minori, per i quali è previsto il rientro in Ucraina non appena possibile; l'Europa e la normativa italiana regolamentano il soggiorno dei MSNA, pur mancando un sistema di censimento e controllo fondamentale per garantire la tutela dei minori sotto ogni aspetto; risulterebbe chiuso il "SIMA" (portale di presentazione dei progetti di accoglienza temporanea di minori stranieri del Ministero del lavoro e delle politiche sociali) con relativo mancato inserimento dei progetti di accoglienza temporanea dopo l'ingresso dei minori, che garantirebbe, inoltre, anche la mappatura dei minori presenti sul territorio;