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Di qui l'opportunità di mettere in campo un impianto incisivo di correzione delle incongruenze e delle lacune normative in corrispondenza con le linee progettuali del PNRR per assicurarne la tempestiva realizzazione in linea con gli obiettivi generali e specifici, con particolare riguardo alla digitalizzazione dei processi clinico-assistenziali ospedalieri nell'ambito delle diverse strutture, a cominciare da quelle sede di Dipartimenti di emergenza e accettazione (DEA) di II livello e di implementazione di un modello digitale di domiciliarizzazione delle cure secondo protocolli e linee guida nazionali, anche al fine di rendere fruibili soluzioni e strumenti di telemedicina e Sanità digitale. Il riordino legislativo promosso introduce alcune novità in armonizzazione con il regolamento delegato (UE) n. 305/2013 della Commissione, del 26 novembre 2012 conformando il nostro Servizio sanitario nazionale ad alcuni princìpi e interventi non più eludibili: – virtuosa integrazione del cosiddetto « SET118 » (che nell'articolato assume il nomen juris di « Sistema pre-ospedaliero di emergenza-urgenza ») attraverso le centrali operative dei sistemi sanitari regionali, con il sistema di emergenza ospedaliero; – messa a regime del servizio del NUE 112 per la gestione di tutte le richieste di soccorso, inviandole alle sale operative di II livello (emergenza sanitaria, pubblica sicurezza e soccorso tecnico) e in primis con la fondamentale geolocalizzazione del chiamante; – messa a regime del Numero europeo armonizzato (NEA) 116117, quale numero unico nazionale per l'accesso ai servizi di cure mediche non urgenti e altri servizi sanitari; – innovazione tecnologica del sistema di gestione e trattamento dei pazienti nel soccorso sanitario (telemedicina e telecontrollo da remoto dei parametri vitali) ottimizzando la rete dati per la trasmissione di informazioni e immagini (compresa l'introduzione sistematica dell'elettrocardiografia e degli elettromedicali salva vita) su tutti i mezzi di soccorso di base; – definizione di rapporti anche con i soggetti sussidiari (ANPAL-SAS, Croce bianca FAPS, Croce rossa italiana, FVS, Soccorso azzurro) con l'obiettivo prioritario di ottimizzare le procedure di assegnazione delle aree di copertura dei mezzi di soccorso di base (MSB), così come previsto dalla normativa del Terzo settore che prevede l'affidamento del soccorso e del trasporto di base alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale di cui all'articolo 56 del codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117; – valorizzazione della professionalità medica, tecnica e infermieristica, superando la dicotomia e la frammentazione tra il personale medico e infermieristico nei pronto soccorso, sulle ambulanze e sull'elisoccorso, nonché standardizzazione dei criteri di reclutamento e dei livelli formativi a garanzia del possesso delle competenze, sia in regime di dipendenza che di convenzione, consentendo l'attivazione dei mezzi di soccorso avanzato con presenza di infermiere specializzato nell'emergenza-urgenza, utile a incrementare qualitativamente e quantitativamente le risorse sanitarie disponibili sul territorio; – istituzione del profilo professionale dell'autista soccorritore con definizione dell' iter necessario per l'acquisizione dell'attestato di qualificazione professionale di autista soccorritore o soccorritore con percorso formativo specifico a livello nazionale che preveda il livello minimo di formazione e la certificazione delle competenze necessarie per l'attività di soccorso; – definizione di un sistema unico integrato Stato-regioni di valutazione, monitoraggio e controllo quantitativo e qualitativo delle prestazioni i cui esiti in termini di adempimento/inadempimento debbono rilevare negozialmente con controlli congruenti, premialità e sanzioni secondo le nuove regole di ingaggio; – dotazione dei mezzi di soccorso avanzato delle più moderne tecnologie, in termini di connessione (5G), di tutti i device e della strumentazione idonea a garantire l'abbattimento dei tempi del triage all'arrivo del paziente in ospedale, consentendo al paziente già stabilizzato di essere immediatamente ospedalizzato senza necessario passaggio e intasamento dei pronto soccorso. A tal fine il personale destinato ad assolvere tale funzione in conformità agli standard previsti deve essere formato adeguatamente; – supporto all'implementazione di iniziative per lo sviluppo della cultura del soccorso nella cittadinanza, per la formazione al primo soccorso e per il miglior utilizzo del servizio sanitario di emergenza-urgenza ospedaliero e preospedaliero, favorendo un maggiore impiego dei defibrillatori semiautomatici e automatici (DAE). Ne discende un cambiamento di paradigma in termini di integrazione e rafforzamento organizzativo funzionale sia delle attività di emergenza-urgenza extra ospedaliera che ospedaliera per la presa in carico dei bisogni sia nell'ordinarietà che nelle emergenze come quella da COVID-19. Sarà necessario un grande sforzo economico per dotare tutte le strutture dei più moderni impianti tecnologici e fra questi i mezzi di soccorso avanzato, che dovranno essere attrezzati con diagnostica strumentale con tutti i supporti informatici e con la strumentazione idonea a fare il triage prima dell'arrivo in ospedale, compatibili con il collegamento al 5G. È altresì necessario superare la situazione paradossale, a cui si assiste quotidianamente, di sovraccarico dei pronto soccorso spesso frequentati anche da donne vittime di violenza, con meccanismi dedicati anche per questa tipologia di utenza in funzione di prevenzione e protezione, unitamente alla creazione di centri polispecialistici territoriali, anch'essi integrati, con il sistema dell'emergenza-urgenza e di continuità assistenziale di prossimità, in grado di accogliere i pazienti non gravi che oggi accedono spontaneamente ai pronto soccorso per mancanza di strutture di primo intervento, anche per quelle prestazioni diagnostico-terapeutiche per cui le liste d'attesa territoriali risultano troppo lunghe o troppo costose per l'utenza vulnerabile. Si propone di sistematizzare il modello di gestione del 118 integrato con il 112 entro un periodo di sei anni, in linea con l'orizzonte attuativo del PNRR, con una verifica intermedia di risultati al terzo anno di implementazione per la successiva messa a regime sulla base di un'attenta analisi dei dati di performance in termini di interventi, costi e esiti. A tal fine alcune attività potranno essere svolte da operatori debitamente e specificatamente formati e reclutati con modalità e gestione organizzativo-funzionale differenziate e flessibili secondo le specificità territoriali, nel rispetto dei parametri normativi di rango nazionale, valorizzando risorse qualificate del comparto del volontariato. Attualmente, infatti, in molte realtà regionali, il modello di gestione « 118 su base provinciale » richiede la presenza di un medico strutturato per ogni ambulanza, non abilitando in tal modo le risorse infermieristiche disponibili e marginalizzando il ruolo del volontariato qualificato e formato in ragione del supporto offerto.