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Tale esigenza nasce per ben valutare e ponderare, oltre all'offerta economica e di acquisto, anche la politica industriale sottesa alle stesse offerte. Il lavoro svolto in Commissione speciale al Senato è stato meritorio e valido e per questo ringrazio i colleghi senatori. Si è acquisita la posizione dei tre commissari straordinari, dei tre Ministeri coinvolti e dei sindacati. Colleghi, Presidente, dare il via libera alla conversione del decreto-legge, accettando la proroga sui termini delle procedure di cessione di Alitalia, non significa spingere per una cessione della compagnia di bandiera; si tratta, bensì, di un atto di responsabilità nei confronti dell'azienda e di chi ci lavora, soprattutto alla luce dello stallo politico attuale. Ad Alitalia serve un rilancio da attuare, consentendo allo Stato di fare tutto il possibile e, in prospettiva, di realizzare una vera e grande compagnia di bandiera, che sia espressione del made in Italy , dell'italianità e del genio italico nel mondo, quale volano di promozione turistica e di pubblicità dell'imprenditoria italiana. Il nostro Paese, infatti, rappresenta una delle più importanti e preziose vetrine internazionali, ricca di storia, di tradizioni, di beni architettonici e culturali che conosciamo tutti, di paesaggi incantevoli, di clima e luoghi invidiabili, che permettono di sfruttare le quattro stagioni favorendo il turismo, che oggi in Italia rappresenta la prima e la più importante industria. Alitalia deve investire in rotte a lungo raggio, portando a un aumento delle presenze di turisti che, decidendo di visitare l'Europa, trovano comodo raggiungere il nostro amato Paese, anche per l'offerta che deriva dalla compagnia stessa. Investire sulle tratte a lungo raggio, che sono quelle più remunerative, non solo permette di rilanciare l'azienda con l'aumento del numero dei passeggeri, ma permette anche di aumentare il PIL del nostro Paese con un maggior numero di visitatori che portano ossigeno alle nostre piccole e medie imprese. Per tale ragione, serve il tempo necessario per la scelta di un partner industriale che tuteli gli interessi italiani evitando che l'Alitalia diventi una compagnia regionale di un altro vettore europeo. La flotta dell'Alitalia è troppo incentrata verso il corto-medio raggio, il segmento con più concorrenza, mentre è estremamente debole rispetto ai competitors per le rotte intercontinentali, che consentono i margini di maggiore ricavo. Il management , prima, ed i commissari, poi, hanno ridotto i costi operativi, ma hanno potuto fare ben poco senza investimenti nella flotta a lungo raggio. Occorre avere più tempo per ripensare la politica industriale, unitamente al partner commerciale che verrà individuato dal prossimo Governo, avendo di mira il complessivo sistema dei trasporti, senza politiche a compartimenti stagni ovvero misure tampone che si limitino a differire le decisioni. Occorre una visione unitaria e sistematica che consenta di garantire il trasporto come servizio pubblico essenziale, diversificando l'offerta senza mettere in concorrenza inutilmente comparti differenti: penso all'Alta velocità ed al trasporto aereo, che devono garantire con il loro servizio opportunità di collegamento veloce e quindi di sviluppo di tutti i territori del nostro amato Paese. In questo momento - consentitemi - il mio pensiero va al Sud, che deve essere al centro del progetto industriale della compagnia aerea, perché esso rappresenta un potenziale turistico fondamentale per il rilancio, non solo del territorio, ma anche e soprattutto dell'intero Paese. La conversione in legge del decreto-legge che oggi ci accingiamo a varare deve essere un punto di partenza per ridare dignità ed efficienza ad un settore strategico e fondamentale per lo sviluppo futuro del nostro amato Paese e, naturalmente, a tutela della nostra Alitalia. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pittella. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo dibattito conferma come il tema della salvezza della nostra compagnia di bandiera e il suo rilancio siano un nostro dovere primario per difendere migliaia di posti di lavoro, anche nelle aziende dell'indotto che offrono servizi in tutti gli scali italiani, da Napoli a Fiumicino, da Milano a Palermo, e il ruolo strategico che il nostro vettore sta svolgendo a casa nostra e nel mondo per chiudere una lunga fase, come hanno iniziato a fare i commissari incaricati, di errori e sprechi. La gestione commissariale ha conseguito risultati apprezzabili sul piano della riduzione dei costi e dell'aumento dei ricavi. Le perdite sono state ridotte rispetto alle gestioni precedenti e si prevede un ulteriore miglioramento durante la stagione estiva senza considerare i risultati operativi raggiunti, che vedono Alitalia da mesi stabilmente tra le prime compagnie del mondo per puntualità. Questi risultati - occorre sottolinearlo - sono stati raggiunti senza intaccare il prestito concesso dal Governo. Ciò dimostra che la nostra compagnia può ancora recitare un ruolo fondamentale nel mercato del trasporto aereo, soprattutto per la connettività del nostro Paese. L'Italia è infatti un Paese sottoservito per quanto riguarda i voli diretti a lungo raggio, se consideriamo che su ogni cento passeggeri che arrivano o partono direttamente per una destinazione internazionale e intercontinentale ce ne sono sessantadue che devono fare almeno uno scalo negli hub dei maggiori vettori europei per raggiungere la destinazione finale. Questo dato è fondamentale per capire che il Paese ha bisogno di un vettore nazionale che non sia al servizio di altre compagnie alimentando i loro hub , ma colleghi l'Italia con il resto del mondo per favorire il turismo e l'imprenditorialità. La compagnia, anche come motore di sviluppo nazionale, può essere rilanciata mediante il coinvolgimento di nuovi soggetti pubblici e privati, disponibili a investire capitali adeguati nell'attuazione delle linee strategiche individuate durante la gestione commissariale, soprattutto per il rinnovamento della flotta e lo sviluppo delle rotte intercontinentali. Il rilancio può passare anche per un riequilibrio del mercato del trasporto aereo nazionale mediante regole trasparenti, soprattutto in materia di incentivi da parte degli aeroporti ai vettori low cost nell'ambito di un più ampio sistema nazionale di trasporti integrato. Vorrei cogliere, per gli ultimi secondi che restano del mio intervento, quest'opportunità per dire che il tema Alitalia si collega al più generale tema della logistica nel nostro Paese. Ci sono grandi novità nella geografia della logistica, che riguardano il Mediterraneo e che interessano direttamente il Mezzogiorno d'Italia e l'Italia. C'è un grande interesse di grandi player internazionali; c'è la Cina che sta attuando moltissime attività geostrategiche sul piano della logistica, con attenzione rivolta al Mediterraneo. Noi abbiamo fatto delle cose importanti con i Governi che ci hanno preceduto, ma dobbiamo insistere nel rafforzare l'intelaiatura logistica del nostro Paese, quindi ovviamente gli aeroporti, ma anche i porti, gli interporti, l'infrastrutturazione sulla ferrovia dell'alta velocità; tutto ciò che può consentire al Mezzogiorno d'Italia e all'Italia di svolgere un ruolo di hub nel Mediterraneo. Questa opportunità, signor Presidente, non la dobbiamo perdere.