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all'ottimismo iniziale si è pian piano sostituito il silenzio sulla vicenda. Durante le prime settimane, si pensava ad un rapimento di matrice terroristica o ad un gruppo di criminali che volessero un riscatto, su questo si erano concentrati gli inquirenti kenioti, che nei giorni successivi al sequestro avevano effettuato diversi arresti; questa pista sembra perdere consistenza di fronte a nuove rivelazioni diffuse dalla trasmissione televisiva "Le Iene", che in un articolo del 21 giugno 2019 a firma Giulio Melis, dal titolo "Silvia Romano, il volontario: "Con lei a denunciare un pedofilo prima del rapimento", comparso sul sito internet della trasmissione televisiva, riporta l'audio di alcune testimonianze di colleghi di Silvia, che sostengono come l'11 novembre ovvero qualche giorno prima di essere rapita, avesse denunciato alle autorità un prete che sarebbe stato responsabile di atti di pedofilia. Una circostanza, questa, che emerge a più di 6 mesi dal rapimento della cooperante; in un articolo successivo, sempre sul sito della trasmissione televisiva, dal titolo "Silvia Romano, c'è un italiano dietro lo sciacallo che chiede il riscatto? " del 25 giugno 2019, a firma dello stesso giornalista, si riportano alcune dichiarazioni di Lilian Sora, presidente della onlus "Africa Milele" con cui lavorava Silvia Romano, che dichiara testualmente "C'è uno sciacallo che da sei mesi manda email con una richiesta di riscatto per la liberazione di Silvia Romano. Penso che dietro questa persona che scrive ci sia in realtà un italiano"; considerato che: son passati più di sei mesi dal rapimento di Silvia Romano, senza che le autorità del Kenya siano riuscite a risalire ai rapitori; a mesi di distanza crescono le preoccupazioni sulla sorte della cooperante italiana; aumentano le possibilità che la donna possa essere affidata ad un gruppo estremista per la richiesta di un riscatto, o peggio, per ritorsioni contro il nostro Paese, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se ritenga di approfondire, per quanto di sua competenza, le dichiarazioni dei testimoni ascoltati dalla trasmissione televisiva "Le Iene"; quali siano le misure attualmente adottate per ottenere la liberazione di Silvia Romano. Atto n. 3-00961 MIRABELLI MALPEZZI Al Ministro dell'interno Premesso che: il sindaco di Sesto San Giovanni (Milano) ha recentemente messo all'asta uno stabile dove hanno sede da circa 40 anni diverse associazioni cittadine, tra cui Auser, Freecamera, Cai, Avis, Ventimila Leghe, Maestri del lavoro, Mutilati e invalidi e l'ANED; l'asta sull'immobile si svolgerà il prossimo 22 luglio 2019, senza che il sindaco ne abbia dato comunicazione alle associazioni e senza che sia stato fatto nulla per garantire o mettere a disposizione delle stesse una nuova sede; tale situazione, determinata da decisioni assunte dal sindaco senza alcun confronto con la cittadinanza, rischia di far perdere alla città un patrimonio associativo di particolare importanza; in particolare, l'ANED, l'associazione nazionale ex deportati, di Sesto San Giovanni e Monza, ha sede nel suddetto palazzo dal 1977 e in questi anni ha costruito un archivio a cui è stata riconosciuta una valenza nazionale e internazionale: un patrimonio di grande valore in cui sono state raccolte le storie e i nomi di oltre 11.000 deportati politici nei campi di concentramento nazifascisti e che è continuamente aggiornato dall'associazione. Oggi l'archivio dell'ANED è utilizzato da ricercatori nazionali e internazionali e è utilizzato dalla fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea (CDEC); le ricerche avviate dall'ANED negli ultimi 20 anni hanno prodotto risultati eccellenti e oggi l'associazione è la capofila di uno studio ancora più importante, rivolto a ricostruire tutti i nomi dei deportati politici italiani e tutti i deportati politici passati da Auschwitz. Con l'ANED collaborano enti prestigiosi come il CDEC e il presidente Giuseppe Valota è stato premiato dal consolato austriaco per il grande lavoro svolto nell'opera di ricerca sulla deportazione politica; l'ANED ha rapporti con i principali comitati internazionali di molti lager nazisti a partire da Mauthausen, Gusen e Steyr e si occupa di accompagnare ogni anno centinaia di studenti a visitare i campi di concentramento; il legame della ricerca svolta dall'ANED con il territorio di Sesto San Giovanni è importante, dato che proprio dalle grandi fabbriche che erano in quell'area sono stati deportati nei lager centinaia di operai e oppositori politici; considerato che: la città di Sesto San Giovanni è stata insignita della medaglia d'oro della resistenza; il sindaco di Sesto San Giovanni, fin dal suo insediamento, ha compiuto a giudizio degli interroganti diversi gesti clamorosi finalizzati a rimuovere o cancellare la memoria antifascista della città, a partire dalla cancellazione della dicitura "città medaglia d'oro della resistenza" dalla carta intestata del Comune; a tale grave fatto si aggiunge ora l'iniziativa di mettere all'asta l'immobile di via dei Giardini, dove hanno sede importanti associazioni cittadine tra cui l'ANED, che per effetto di tale situazione rischia di perdere l'archivio storico di particolare rilievo internazionale, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti descritti; quali iniziative urgenti intenda adottare per salvaguardare il patrimonio nazionale e internazionale costituito dall'archivio storico costruito dall'associazione ANED di Sesto San Giovanni, messo a rischio a seguito della decisione del sindaco di Sesto San Giovanni di mettere all'asta l'immobile in cui ha sede l'associazione; quali iniziative intenda adottare per garantire all'ANED e alle altre associazioni il mantenimento della loro attuale sede a Sesto San Giovanni o, qualora questo non sia più possibile, per mettere a disposizione una sede in grado di valorizzare il loro operato nella città; quali iniziative intenda adottare per impedire che la città di Sesto San Giovanni, insignita della medaglia d'oro della resistenza, venga umiliata da iniziative dell'amministrazione in carica che tradiscono i valori della lotta antifascista e i suoi martiri. Atto n. 3-00962 SBROLLINI Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: all'interno dell'arsenale di Vicenza, come di altre officine Trenitalia, molti dipendenti avrebbero lavorato in presenza di amianto anche durante le fasi di manutenzione straordinaria degli edifici per la rimozione delle parti contenenti amianto; questi lavoratori non avrebbero ottenuto nessun riconoscimento, come previsto dalla legge n. 208 del 2015, (legge di stabilità per il 2016) che prevede la concessione "ai lavoratori della produzione di materiale rotabile, che hanno lavorato durante le operazioni di bonifica dell'amianto con sostituzione del tetto, i benefici previdenziali dell'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257", in quanto Trenitalia non è considerata un'azienda che produce materiale ferroviario, bensì risulta un'erogatrice di servizi; negli arsenali di Trenitalia si fa manutenzione ordinaria e straordinaria di treni, compresa la costruzione di vagoni speciali, la revisione con modifica completa di motrici e vagoni; considerato che: