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L'articolo 11 dà attuazione a talune disposizioni della direttiva circa i requisiti necessari per il rinnovo dei certificati di competenza e di addestramento, mentre l'articolo 12 specifica che la compagnia di navigazione è tenuta ad assicurare che la formazione dell'equipaggio rispetti anche le prescrizioni relative all'organizzazione del lavoro a bordo. L'articolo 13 contiene talune modifiche formali. L'articolo 14 chiarisce che durante le ispezioni effettuate in qualità di Stato di approdo, gli ispettori controllano il rispetto delle disposizioni sulle comunicazioni a bordo anche da parte delle navi battenti bandiera di un Paese terzo. L'articolo 15 introduce disposizioni sul riconoscimento dei certificati che abilitano il marittimo a lavorare a bordo di una nave battente bandiera italiana con una funzione specifica attestata dal certificato di addestramento; interviene inoltre sul riconoscimento degli attestati di addestramento e dei certificati rilasciati da uno Stato membro. L'articolo 16 disciplina invece il riconoscimento dei certificati rilasciati da Paesi terzi. L'articolo 17 prevede che, ai fini della revoca dell'autorizzazione a svolgere attività di addestramento dei lavoratori marittimi concessa ad enti, istituiti o società, non si tenga conto delle violazioni di lieve entità. L'articolo 18 chiarisce quali sono le informazioni e i dati statistici che il MIMS è tenuto a trasmettere alla Commissione europea. L'articolo 19 introduce norme transitorie finalizzate ad un confronto dei livelli di competenza comprovati dai certificati rilasciati fino al 2017 con le prescrizioni indicate dalle norme internazionali. L'articolo 20 e i relativi allegati I e II dello schema recano modifiche all'allegato I del decreto legislativo n. 71, in materia di requisiti minimi obbligatori per la formazione e le qualifiche del personale marittimo. L'articolo 21 contiene infine la clausola di invarianza finanziaria. Il seguito dell'esame è rinviato. n. 282 - sicurezza infrastrutture stradali Doc n. 282 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/1936 che modifica la direttiva 2008/96/CE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 1 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Esame e rinvio) Il presidente COLTORTI ( M5S ), in sostituzione della relatrice Di Girolamo, illustra il provvedimento in esame, che modifica il decreto legislativo 15 marzo 2011, n. 35, in materia di gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali, al fine di dare attuazione alla direttiva dell'Unione europea 2019/1936, volta a definire procedure atte a garantire un livello sistematicamente elevato di sicurezza stradale su tutta la rete TEN-T, sulla rete di autostrade e sulle strade principali nell'Unione. Come riferisce la relazione illustrativa, l'Unione europea ha infatti posto come obiettivo strategico l'avvicinarsi all'azzeramento degli incidenti mortali entro il 2050 e come obiettivo intermedio, il dimezzamento, entro il 2030, del numero di feriti gravi rispetto al 2020. In primo luogo, il provvedimento in esame amplia l'ambito di applicazione del decreto legislativo n. 35 del 2011, che attualmente ricomprende le sole strade che fanno parte della rete stradale transeuropea, in quanto la prevista estensione alle strade appartenenti alla rete di interesse nazionale è stata più volte prorogata. L'articolo 1 dello schema in esame estende da subito il campo di applicazione del decreto legislativo n. 35 fino a ricomprendere le autostrade, le strade principali e le strade situate nelle aree extraurbane che non sono serventi aree pubbliche o private che le costeggiano e che hanno usufruito di finanziamenti a valere su risorse stanziate dall'Unione europea, ad eccezione delle strade non aperte al traffico automobilistico generale e delle strade non destinate al traffico generale. L'estensione alle altre strade appartenenti alla rete di interesse nazionale è ulteriormente prorogata al 1° gennaio 2025. É altresì prorogato al 31 dicembre 2024 il termine entro il quale le regioni e le province autonome dovranno dettare la disciplina riguardante la gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali di competenza delle regioni e degli enti locali non già ricomprese tra quelle che rientreranno nel nuovo ambito di applicazione del decreto legislativo n. 35, con particolare riferimento alle strade finanziate totalmente o parzialmente a valere su risorse stanziate dall'Unione europea. L'articolo 2 aggiorna le definizioni contenute nel decreto legislativo n. 35. Oltre all'introduzione della definizione di "autostrada" e di "strada principale", viene modificata quella di "organo competente", che non coincide più con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ma comprende qualsiasi organismo pubblico, istituito a livello nazionale, regionale o locale, che partecipa, in funzione delle proprie competenze, all'attuazione del decreto. L'articolo 3 introduce il concetto di valutazione stradale a livello di rete. Secondo la relazione illustrativa, tale tipo di valutazione è risultato, a livello europeo, uno strumento efficiente ed efficace per individuare quei tratti della rete che dovrebbero essere oggetto di ispezioni di sicurezza stradale più dettagliate e per definire le priorità di investimento secondo l'apporto di potenziale in termini di miglioramento della sicurezza su tutta la rete. Le valutazioni della sicurezza stradale a livello di rete determinano il rischio di incidente e di gravità dell'impatto sulla base di: a) un'indagine visiva, in loco o con mezzi elettronici, delle caratteristiche di progettazione della strada; b) un'analisi dei tratti della rete stradale aperti al traffico da oltre tre anni e in cui è stato registrato un numero considerevole di incidenti gravi in proporzione al flusso di traffico. L'organo competente dovrà eseguire la prima valutazione entro il 2024. Le valutazioni successive dovranno essere effettuate con una frequenza sufficiente a garantire livelli di sicurezza e comunque in ogni caso almeno ogni cinque anni. L'articolo 4 modifica la disciplina delle ispezioni di sicurezza stradale periodiche, al fine di assicurare che esse vengano svolte con frequenza sufficiente a garantire livelli adeguati di sicurezza e in ogni caso almeno ogni cinque anni. Viene inoltre introdotta una disposizione specifica per le ispezioni dei tratti della rete stradale contigui alle gallerie stradali che rientrano nel campo di applicazione del decreto legislativo n. 264 del 2006. L'articolo 5 introduce nel decreto legislativo n. 35 alcuni articoli che, nelle intenzioni del Governo, descrivono una serie di attività e di buone prassi da adottare al fine di creare una sequenza logica, efficace ed efficiente di operazioni tese al miglioramento della sicurezza delle infrastrutture stradali.