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la presenza nel territorio di un numero adeguato di istituti o imprese di servizi, di guardie giurate o di altri operatori abilitati. I motivi di ordine e sicurezza pubblica, cui oggi fa riferimento l'articolo 136, ultimo comma, del citato testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto n. 773 del 1931, diventano, quindi, una condizione residuale ed eccezionale, sottolineata dalla loro particolare gravità. I commi 3, 4 e 5 svolgono una funzione di garanzia, di cui si avverte l'esigenza, prevedendo l'instaurazione del contraddittorio per l'avvio dei procedimenti inibitori. Resta comunque salva la possibilità, per il questore, di sospendere in via cautelare il titolo per un periodo fino ad un massimo di sessanta giorni, nonché quella di adottare i provvedimenti occorrenti per assicurare la continuità delle attività di sicurezza sussidiaria, anche a mezzo di commissari straordinari, ovvero autorizzando l'istituto all'esecuzione dei contratti in corso. L'articolo 6 disciplina l'esercizio in forma diretta, cioè svolto con propri dipendenti, delle attività di cui all'articolo 1, commi 2 e 3, con esclusione cioè delle attività di investigazione e di quelle del recupero dei crediti, per le quali si prevede il rilascio di un nulla osta da parte del prefetto, previa indicazione di un responsabile di tali servizi. L'articolo 7 prevede l'istituzione della Commissione consultiva centrale per le attività di sicurezza sussidiaria, con compiti di monitoraggio del settore, nell'ambito della quale far emergere e comporre le inevitabili rilevanti problematiche connesse ai rapporti tra gli istituti che svolgono le attività di « sicurezza sussidiaria » e la grande « committenza », in un quadro di riferimento, attento ai rilevanti interessi pubblici in gioco, nel quale sono presenti le amministrazioni interessate. Una seconda importante funzione della Commissione è quella della tenuta dei registri delle professionalità più rilevanti: titolari e direttori degli istituti, security manager , tecnici della sicurezza, investigatori privati, agenti di recupero crediti, eccetera. L'articolo 8 istituisce il registro professionale delle persone che esercitano le attività di sicurezza sussidiaria previste dalla legge, per le quali è richiesta una elevata professionalità, distinto in apposite sezioni in relazione alla tipologia di attività. Al registro possono iscriversi i soggetti interessati che siano in possesso dei requisiti soggettivi di cui al comma 2 dello stesso articolo, secondo le modalità che saranno individuate con il decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della giustizia, di cui al comma 3 dello stesso articolo. Il capo II del disegno di legge, agli articoli da 9 a 13, reca la disciplina « degli istituti di vigilanza e di sicurezza e delle guardie giurate », attualmente prevista dagli articoli da 134 a 141 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al citato regio decreto n. 773 del 1931, e dalle corrispondenti norme del citato regolamento di esecuzione del medesimo testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto n. 635 del 1940. Si tratta di una riforma da tempo auspicata dalle categorie interessate, per adeguare la disciplina sia all'avvento di sofisticati sistemi di tecnologia avanzata, sia agli assetti organizzativi degli istituti, imposti da un mercato in continua espansione. Oltre alle innovazioni strutturali già richiamate agli articoli 2 e 3, si segnalano le ulteriori disposizioni dell'articolo 9 che, con specifico riferimento agli istituti di vigilanza, rivedono il criterio della « provincialità » della licenza, mantenendolo con le dovute eccezioni (trasporto valori, sistemi di teleallarme, vigilanza a cantieri mobili, vigilanza e scorta di convogli ferroviari), soltanto in ragione della necessaria contiguità spaziale fra impiego di personale armato ed esercizio delle funzioni di direzione, gestione e controllo. Un punto particolarmente qualificante che il disegno di legge prende in considerazione è quello della nazionalità, per le guardie giurate, gli agenti di recupero dei crediti e i collaboratori investigativi, relativamente al quale vengono ammessi i cittadini italiani e quelli dei Paesi appartenenti all'Unione europea. Per gli addetti ai servizi di custodia, invece, vengono ammessi anche gli stranieri extracomunitari, in possesso della carta di soggiorno. Per l'attività svolta dai « custodi », di per sé rimessa all'iniziativa dei titolari dei beni da custodire, è prevista un'iscrizione volontaria in un apposito registro tenuto dalla questura; per l'attività svolta dalle guardie giurate, occorre invece un apposito riconoscimento formale e un giuramento di fedeltà alle leggi dello Stato. Particolari sono anche le regole d'azione per le attività di investigazione e di ricerca e per quelle di recupero crediti. Un discorso a parte merita la questione della qualificazione giuridica degli addetti ai compiti di « sicurezza sussidiaria »; si è scelto di estendere la norma dell'articolo 43 del testo unico della legge sugli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 31 agosto 1907, n. 690, che attribuisce alle guardie giurate con compiti di accertamento degli illeciti, ad esempio le « guardie venatorie », i « guardaparco » e simili, anche la qualifica di agente di pubblica sicurezza, e di adottare nel testo, all'articolo 11, una tesi « avanzata » per quanto riguarda il riconoscimento, alle guardie giurate, di occasionali funzioni di polizia giudiziaria secondo una consolidata giurisprudenza della Corte di cassazione e, soprattutto, di più estese facoltà di arresto in flagranza: per tali operatori viene estesa la facoltà concessa ai privati, e, quindi, anche alle guardie giurate, dall'articolo 383 del codice di procedura penale, con riguardo non solo ai delitti perseguibili d'ufficio per i quali l'arresto sia obbligatorio, ma anche « ai delitti che le guardie giurate sono tenute a prevenire », sempre che l'arresto sia consentito. Viene quindi previsto all'articolo 11, comma 4, che nell'ambito del servizio cui sono impiegate le guardie giurate stendono verbali che fanno fede fino a prova contraria e hanno l'obbligo di consegnare immediatamente all'organo di polizia che interviene sul posto le persone arrestate e i mezzi di prova eventualmente raccolti. Significativa è, infine, la disposizione contenuta all'articolo 13 che, relativamente alla formazione professionale di competenza delle regioni, demanda alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, il compito di promuovere, su proposta del Ministro dell'interno, l'adozione da parte delle regioni di normative comuni per la formazione delle guardie giurate e degli altri operatori della sicurezza sussidiaria. Il capo III agli articoli da 14 a 16 si occupa « dei servizi di custodia e degli altri servizi di sicurezza secondaria ». Vengono quindi in considerazione, per un verso, i servizi indicati al comma 3 dell'articolo 1: