[pronunce]

La ricorrente si duole inoltre del fatto che l'Agenzia delle entrate, con nota n. 2001/48170/IX, del 4 giugno 2001, si sarebbe rifiutata di prestare l'attività richiesta dalla Regione a titolo di avvalimento - istituto previsto dall'art. 8 delle norme di attuazione dello statuto - per la riscossione dei tributi di propria spettanza, con ciò violando sia le prerogative regionali in materia finanziaria, sia il principio di leale collaborazione (artt. 5 e 97 della Costituzione). 2. - In relazione all'impugnata Convenzione del 14 marzo 2001 ed alla nota dell'Agenzia delle entrate, prot. 2001/35181, del 27 marzo 2001, il conflitto è da ritenere inammissibile. Infatti la citata Convenzione, stipulata ai sensi dell'art. 59, commi 2, 3 e 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59), non è idonea a produrre lesione della sfera di competenza costituzionale della ricorrente, in quanto essa disciplina i rapporti tra il Ministro e l'Agenzia, senza alcun riferimento alle competenze regionali, né contiene alcun profilo che in qualche modo possa dar luogo ad una compressione dei poteri regionali in materia di riscossione dei tributi. Resta certo, peraltro, come precisato nella nota dell'Agenzia delle entrate, prot. n. 2001/35181, del 27 marzo 2001, che la Regione può avvalersi, per l'attività di riscossione dei tributi di propria spettanza, degli uffici della Direzione regionale di detta Agenzia, così, come per il passato, si era avvalsa degli uffici periferici dell'Amministrazione finanziaria dello Stato. D'altra parte non può ritenersi pregiudicata la possibilità di pervenire ad una intesa tra Regione ed Agenzia delle entrate, come peraltro è successivamente avvenuto con la stipula del protocollo in data 31 luglio 2003, relativo all'individuazione delle attività di riscossione dei tributi di spettanza regionale. 3. - Altrettanto inammissibile è il conflitto di attribuzione sollevato dalla Regione in riferimento alla nota della Agenzia delle entrate, prot. n. 2001/48170/IX, del 4 giugno 2001. Infatti, come già affermato da questa Corte (sentenza n. 471 del 1995, paragrafo 3 del Considerato in diritto), l'istituto dell'avvalimento previsto dall'art. 8 delle norme di attuazione non garantisce alla Regione il potere di imporre unilateralmente lo svolgimento di determinati compiti, ma “va inteso come possibilità per la Regione di avvalersi degli uffici periferici dell'Amministrazione statale (…), sempre che la richiesta di avvalimento sia ritenuta realizzabile dallo Stato”, onde “l'Amministrazione statale, nel dichiarare di non poter consentire l'avvalimento, esercita una attività che non riguarda né pregiudica la competenza regionale di chiedere di avvalersi degli uffici statali, e che pertanto non integra gli estremi di invasività necessari per il sorgere di un conflitto di attribuzione”.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile il conflitto di attribuzione sollevato dalla Regione Siciliana nei confronti dello Stato in relazione alla Convenzione per l'esercizio 2001, stipulata tra il Ministro delle finanze e l'Agenzia delle entrate in data 14 marzo 2001, alla nota dell'Agenzia delle entrate - Direzione centrale, Rapporti con enti esterni, prot. n. 2001/35181, del 27 marzo 2001 , e alla nota dell'Agenzia delle entrate - Direzione regionale della Sicilia, prot. n. 2001/48170/IX, del 4 giugno 2001, con il ricorso in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 luglio 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 luglio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA