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È vero che è diritto del Governo e della maggioranza presentare e ritirare emendamenti ed effettivamente si ha anche diritto a essere poco seri, ma sarebbe meglio non esserlo. Questo emendamento era già stato presentato in Commissione tardivamente; poi è stato ritirato in Commissione e si pensava che sarebbe stato presentato in un altro provvedimento, invece è stato presentato ieri sera con le modalità che hanno dato luogo, anche comprensibilmente, a una certa accensione degli animi. Questa mattina viene convocata la Commissione finanze alle ore 9, era stato fissato il termine per la presentazione dei subemendamenti e ne sono stati presentati da due Gruppi dell'opposizione; poi, al momento in cui lo si doveva esaminare in Commissione, si apprende, quasi al termine del tempo a disposizione della stessa, che l'emendamento era stato nuovamente ritirato. Ci viene detto che verrà presentato al disegno di legge di bilancio; corre altresì voce che questo intero testo, il decreto fiscale, con i suoi numerosi articoli e i numerosissimi provvedimenti che si sono aggiunti in corso d'opera, mettendo in grave pregiudizio la omogeneità di questo testo, con tutti i rilievi costituzionali che conosciamo, diventerà un maxiemendamento alla legge di bilancio. È tutto nell'ambito del diritto (non ne sono neanche così sicuro), ma di certo non è nell'ambito della serietà. Il punto non è tanto il rispetto per questo o per quello, ma che ci sono delle procedure parlamentari per cui le decisioni vengono prese con trasparenza, in modo che chi ci osserva o chi viene a indagare sui lavori parlamentari una volta conclusi possa capire come e chi ha votato il provvedimento. Con questi pasticci di decreti-legge che confluiscono in un altro provvedimento, emendamenti presentati, ritirati, ripresentati e nuovamente ritirati, la trasparenza che tanti invocavano mi sembra che venga gravemente pregiudicata e sicuramente è pregiudicata la serietà. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, non vorrei che il fatto di aver aperto l'Assemblea con un po' di vivacità ci faccia perdere di vista le parole esatte del rappresentante del Governo, il quale ha sostenuto di aver ritirato quell'emendamento in ragione del fatto che, riguardando le concessioni autostradali (e da qualche mese siamo consapevoli di quanto il tema sia complicato da gestire per questo Governo), quell'argomento necessitava che se ne discutesse con la dovuta calma e il giusto approfondimento all'interno del disegno di legge di bilancio. Nessuno ha chiesto di inserire tale argomento all'interno del provvedimento in esame, anche in ragione di una molteplicità di materie e quindi della non omogeneità del decreto-legge; aggiungo però che ieri sera siamo stati noi ad opporci al fatto che si fissasse per le ore 21,30 il termine per la presentazione di subemendamenti; poi questa mattina si dice che è stato ritirato per discuterne con calma nella legge di bilancio, data la sua portata, mentre ieri sera si è chiesto di subemendarlo in mezz'ora, presentandolo dopo il termine che era stato stabilito per la chiusura dei lavori. Mi fa piacere se l'atteggiamento del Governo e della maggioranza è di ritorno alla serietà; lasciamo però agli atti che, se non fosse stato per una nostra battaglia, sarebbe stata stravolta una procedura che va nel rispetto dei lavori dell'Assemblea, quella di concedere tempi adeguati per subemendare gli emendamenti e di non fare in fretta e furia, tra le ore 21 e le ore 21,30, questo delicato lavoro parlamentare. Soprattutto, nessuno avrebbe saputo se davvero questo emendamento poneva un'entità di merito rilevante o no. (Applausi dal Gruppo PD) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo solo per soddisfare il bisogno di approfondimento sull'accaduto evidenziato dalle minoranze. Vorrei solo portare due elementi fattuali che forse possono rassicurare circa eventuali intenzionalità politiche recondite che sono state evocate. L'emendamento è stato presentato in Commissione ed è stato ritirato perché ha avuto il parere contrario della 5 a Commissione sull'articolo 81 della Costituzione. Faccio notare che in Commissione - il capogruppo D'Alfonso me ne potrà dare atto - tutte le volte che un emendamento viene presentato si danno termini congrui per la presentazione di subemendamenti, ma in Commissione non era stato presentato alcun subemendamento a questo emendamento. Quindi quest'ultimo non era stato ritirato certo per non venire incontro ad eventuali, ulteriori miglioramenti proposti dalle opposizioni. Dopodiché, tale emendamento è stato ripresentato in Aula ieri nel pomeriggio; è stato annunciato al termine della seduta e sono stati assegnati i termini per la presentazione dei subemendamenti. Dal punto di vista procedurale, la Commissione ha fatto quello che poteva e doveva fare. Attualmente il tema mi sembra riguardi una riflessione sulle coperture per un intervento la cui logica credo sia ampiamente condivisa e la cui necessità ci è stata sottolineata in Commissione anche dall'opposizione, perché il tema delle infrastrutture credo che comunque dovrebbe unirci e non dividerci. Tutto qui. Vi ho dato due elementi tecnici: c'era un problema in Commissione per via dell'articolo 81 della Costituzione, ed è il motivo per cui l'emendamento è stato ritirato; quando è stato presentato in Commissione, sono stati dati tempi congrui e non sono state presentate proposte subemendative. Comunque grazie per questa opportunità di chiarimento. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, credo che la sorte di questo emendamento somigli a quella di Gian Burrasca, che compare e scompare. Si tratta di un emendamento che fronteggia una questione reale, però richiede un metodo, che definisco di coltivazione, che deve tenere da conto la delicatezza del tema e quella del momento. A questo punto, facciamo in modo che non accada mai più che su una materia seria si verifichi questo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . È stato chiaro, senatore D'Alfonso. Il suo auspicio è che non accada mai più. Riprendiamo l'esame degli emendamenti volti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 16 del decreto-legge. Passiamo all'emendamento 16.0.1, identico agli emendamenti 16.0.2 e 16.0.200a, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.0.1, presentato dai senatori Gasparri e Pichetto Fratin, identico agli emendamenti 16.0.2, presentato dal senatore De Bertoldi, e 16.0.200a, presentato dal senatore Taricco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 16.0.201, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.