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Riorganizzazione dei vertici del Ministero della difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze armate, per la rimodulazione del modello professionale e in materia di personale delle Forze armate, nonché per la riorganizzazione del sistema della formazione. Onorevoli Senatori. -- Il disegno di legge in titolo riveste un particolare rilievo politico, in quanto volto a definire gli assetti generali della Difesa nazionale per adeguarla a sostenere le nuove sfide globali, secondo le linee di indirizzo definite dal «Libro Bianco» per la sicurezza internazionale e la Difesa del 2015. Tale linee di indirizzo, in particolare, si articolano su tre direttrici principali: 1) indicare, con una prospettiva di medio periodo, quale strumento militare possa affrontare meglio le sfide e le opportunità di pertinenza del Dicastero della difesa in tema di sicurezza internazionale e di difesa; 2) individuare il modello di governance e conseguentemente di organizzazione del Dicastero della difesa; 3) sviluppare gli elementi culturali e organizzativi che consentano alla Difesa di contribuire in modo organico alla cornice di sicurezza nazionale. Ciò imponeva una valutazione sulla base di considerazioni di natura strategica e non contingente, al fine di favorire l’assunzione di scelte ampiamente condivise dalla maggior parte delle forze politiche e non circoscritte alla sola maggioranza che sostiene il Governo. In tale ottica, prima di procedere all'esame di merito del provvedimento, la Commissione ha ritenuto opportuno non solo audire il Ministro della difesa (in quanto vertice politico) e il Capo di Stato maggiore della difesa (in quanto vertice amministrativo), ma anche indire – al fine di conciliare la necessità di non comprimere il numero di coloro che potevano apportare il proprio contributo all’istruttoria legislativa con l’esigenza di non dilatare eccessivamente i tempi dell’esame – una consultazione a risposte scritte ristretta a soggetti particolarmente qualificati, che hanno risposto a quesiti specifici che riproducevano l'articolato del provvedimento. La platea dei consultati non si è peraltro esaurita nei soli soggetti di natura istituzionale (Capi di Stato maggiore dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, Comandanti generali dell'Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di finanza e Segretario generale della Difesa/Direttore nazionale degli armamenti), ma ha incluso ex cariche militari, centri di studio, esperti e associazioni sindacali. Gli esiti della consultazione sono stati raccolti in un apposito documento. Nel dettaglio, il disegno di legge si compone di due capi per complessivi 11 articoli, su cui la Commissione, sulla base dell'attività conoscitiva precedentemente svolta, è intervenuta con alcune modificazioni. Il capo I (composto dagli articoli da 1 a 7) reca norme di diretta applicazione volte a riorganizzare i vertici della Difesa. Oltre alla puntualizzazione delle attribuzioni politiche del Ministro della difesa (articolo 1), infatti, il provvedimento si incentra sul rafforzamento delle attribuzioni del Capo di Stato maggiore della difesa, che diventa figura centrale in materia di pianificazione e impiego delle Forze armate, della logistica, della formazione e del comando operativo dello strumento (articolo 2). Con riferimento ai summenzionati due articoli, la Commissione è intervenuta con modifiche volte a: a) specificare, tra le attribuzioni del Ministro della dfesa, lo sviluppo di accordi intergovernativi di cooperazione militare con preferenza per gli accordi «Governo-Governo» (all'articolo 1); b) ridenominare la carica di Segretario generale della Difesa in «Direttore nazionale per il personale e gli affari generali». Ciò al fine di evitare problemi interpretativi a livello ordinamentale e per evidenziare, anche a livello definitorio, le funzioni squisitamente amministrative dell'organo (all'articolo 2 e ovunque ricorra nel testo). Particolare rilevanza riveste poi l'istituzione della nuova carica di Direttore nazionale per gli armamenti e responsabile per la logistica, cui sono attribuite sia le funzioni di procurement dell'attuale Segretario generale (nella veste di Direttore nazionale degli armamenti), sia quelle di supporto generale e logistico, oggi esercitate dal Capo di Stato maggiore di Forza armata (articolo 3). Coerentemente con tale misura le attribuzioni del Segretario generale della dfesa (carica destinata a essere ricoperta da un civile) sono riviste in chiave prevalentemente tecnico-amministrativa, con esclusione delle precedenti funzioni di Direttore nazionale degli armamenti (articolo 4). Con riferimento agli articoli 3 e 4, la Commissione è intervenuta con modificazioni volte a: a) prevedere che la dipendenza della predetta carica dal Capo di Stato maggiore della difesa avvenga nell’ambito delle direttive emanate dal Ministro; b) prevedere che tra le attribuzioni della predetta carica figuri anche l'attuazione, anche sotto i profili delle relazioni internazionali, delle politiche di partenariato, di trasferimento di tecnologie e di accordi «Governo-Governo»; c) prevedere che anche un generale dell'Arma dei Carabinieri possa rivestire tale carica; d) sopprimere la disposizione che vedeva l'Ispettorato generale della sanità militare dipendente dal Direttore nazionale degli armamenti e responsabile per la logistica. Tale intervento va visto in stretto legame con la modificazione apportata all'articolo 6, che, di conseguenza, pone tale struttura alle dirette dipendenze del Capo di Stato maggiore della difesa; e) prevedere che il Direttore nazionale degli armamenti e responsabile per la logistica, se militare, non possa far parte dei tribunali militari. Importanti disposizioni sono poi dettate in materia di formazione (articolo 5), tramite l'istituzione del Comando della formazione interforze per l'esercizio delle funzioni di direzione unitaria della formazione della difesa e di comando della formazione interforze e della ricerca, e del Polo per l'alta formazione e la ricerca. La Commissione non ha ritenuto necessario modificare l'articolo in esame. Ulteriori interventi riguardano, infine, la riconfigurazione dell'Ispettorato generale della sanità militare (articolo 6) e la revisione delle commissioni per l'avanzamento degli ufficiali con grado dirigenziale (articolo 7), tra cui spicca la riduzione ad un unico collegio delle quattro attuali Commissioni di vertice (una per ciascuna Forza armata). Con riferimento agli articoli 6 e 7, la Commissione è intervenuta solo con modifiche discendenti da emendamenti approvati agli articoli che precedono. Il capo II del disegno di legge reca invece le deleghe al Governo per la revisione generale dello strumento militare.