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Il superbonus (perdonatemi il paragone e la metafora ippica) sta procedendo al trotto ed è ora di farlo galoppare. Sono diversi, infatti, gli emendamenti presentati dalla nostra forza politica che stanno spingendo in questa direzione e vogliamo la collaborazione del Governo. Se il superbonus corre, è fondamentale che questo possa avvenire attraverso un prolungamento senza distinguo fino a tutto il 2023 e i benefici in termini di ricadute economiche e occupazionali sono giganteschi. Dal Governo ci aspettiamo uno scatto su questo fronte. Concludo, signor Presidente, dicendo che il decreto al nostro esame presenta tante cose buone e tante altre che ancora non vanno bene. La necessità di spendere nei prossimi anni velocemente non ci deve assolutamente far retrocedere rispetto alla sicurezza del nostro territorio, alla tutela ambientale, ai presidi di controllo e monitoraggio degli interventi pubblici. Mettere a terra risorse nel nostro Paese in modo rapido e sicuro è possibile, ma senza perdere la bussola, che sarà sempre il miglioramento della qualità di vita dei nostri concittadini e la salute del pianeta. (Applausi) . NUGNES (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. NUGNES (Misto) . Signor Presidente, durante il periodo più buio della pandemia ripetevamo tutti che non avremmo fatto più gli stessi errori di prima, che tornare alla normalità non avrebbe voluto dire tornare indietro ed essere come prima. Invece, purtroppo, nonostante la grande occasione di cambiamento che ci viene data anche dall'Europa con il PNRR - che, com'è stato detto, sarà anche un treno, ma un treno preso d'assalto, perché i 230 miliardi che prevede fanno gola a troppi - non solo torneremo indietro, ma torneremo indietro di trent'anni, lo abbiamo detto, e falliremo purtroppo le missioni che ci siamo dati, sia quella della transizione ecologica, sia quella della semplificazione per il miglioramento dei tempi. A maggio Tomaso Montanari scriveva nella rubrica «Emergenza cultura» su «Il Fatto Quotidiano» che la semplificazione di Draghi equivale ad abbattere il freno delle regole, citando il responsabile commercio e lavoro di Forza Italia, che aveva dichiarato che tra le vittime del Mottarone ci sarebbero stati anche i gestori dell'impianto, costretti alla fame da regole assurde. Quindi, quelle 14 persone non sarebbero state uccise dalla criminale avidità di chi voleva aumentare gli utili, no, le avrebbero uccise le regole. Non c'è più un'ideologia che ci sostiene e questo è grave. Abbiamo solo un'ideologia trionfante, quella che demonizza le regole. Togliere il freno - dice Montanari - dalle funivie alle economie, ecco la soluzione. Il governo Draghi aveva anche proposto il massimo ribasso e il subappalto libero, poi frenato dai sindacati, nonostante le centinaia di morti anche durante il lockdown sui luoghi di lavoro. Dinanzi alle ideologie dominanti è difficile resistere, perché l'unica regola che bisogna togliere è sempre quella della corresponsabilità; semplificare e tagliare: questa bandiera deve avere le mani libere. Si costruiscono quindi Ministeri, procedure speciali, commissariamenti, silenzi-assensi per aggirare le regole. Da Berlusconi allo sblocca Italia di Renzi si va ancora... PRESIDENTE . La invito a concludere, senatrice Nugnes. Ai colleghi che rumoreggiano vorrei evitare di doverli richiamare uno per uno. Consentiteci di concludere i nostri lavori. (Commenti) . No, «basta» non è un vocabolo che viene pronunciato mentre sta parlando una collega, da qualsiasi Gruppo provenga. (Commenti) . No, non può dirlo senatore, non mi costringa a richiamarla verbalmente. Prego, senatrice Nugnes, concluda il suo intervento. NUGNES (Misto) . Il silenzio-assenso se lo certificherà direttamente il privato. Questa riforma costituzionale, ambientalista tra virgolette, proposta dal Governo, scatena le trivellazioni, resuscita gli inceneritori con il CIP6, il nucleare e apre le porte al CSS libero e al ponte sullo Stretto. Questo è il futuro che ci aspetta. (Applausi) . ANGRISANI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. ANGRISANI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, l'Alternativa c'è voterà contro questa ennesima fiducia al Governo e contro l'ennesimo schiacciamento autoritario delle prerogative parlamentari. Ormai il ruolo del Parlamento risulta totalmente esautorato: è avvalsa la prassi di esaminare i decreti-legge in sede di conversione in una sola Camera, con l'altra chiamata solo a ratificare. Stiamo votando, come ormai di consueto, l'ennesimo decreto omnibus , nonostante i recenti richiami anche del Quirinale. Ci aspettavamo una diversa reazione su questo modo di procedere, soprattutto da parte dei nostri ex colleghi, che nella scorsa legislatura avrebbero fatto le barricate, sia contro il contenuto di un decreto simile che soprattutto contro l'imposizione continua e praticamente scontata della questione di fiducia. Pensate: ben sette voti di fiducia in meno di cinque mesi con il governo Draghi. Il decreto semplificazioni è un provvedimento poi a dir poco omnibus : contiene norme eterogenee e variegate, che nel corso dell' iter alla Camera è stato letteralmente infarcito dei contenuti più stravaganti. Alla Camera poi è successo di tutto: il lavoro continuamente rinviato in notturna, in modo da non permettere di capire cosa accadesse realmente. Qui al Senato poi è stato umiliante e vergognoso: il testo è stato fatto approdare a due giorni dalla scadenza definitiva. Quanto al contenuto, purtroppo, c'è ben poco da dire: si dà un calcio ben assestato al codice degli appalti, favorendo meccanismi collusivi e clientelari. Si ipoteca la gestione del PNRR, istituendo una cabina di regia ad hoc , creando un inutile e costoso mostro burocratico. Si sventra il codice dell'ambiente con nuove norme in materia di VIA e VAS, senza tener presente la tutela del territorio. C'è poi l'aumento degli affidamenti diretti e il ritorno all'appalto integrato: quindi meno controlli e maggiore facilità nell'aggirare le regole. Si tratta di una visione distruttiva del Paese, dove prevale l'autoritarismo delle scelte e noi siamo contro questa visione, contro le lobby , contro la logica del "liberi tutti", senza dibattito democratico. I nostri colleghi alla Camera di Alternativa c'è hanno provato a cambiare queste norme e non ci sono riusciti. Al Senato non è stato proprio permesso, ma il problema è rappresentato da chi oggi vota a favore di questo provvedimento e, conseguentemente, di questo Governo: ce lo saremmo aspettati da tutti, tranne che da chi tre anni fa parlava di fare qualcosa di assolutamente diverso dai partiti tradizionali, per cui i principi erano l'ambiente e la trasparenza, ma di questi principi non è rimasto più niente. Concludo, ribadendo convintamente il no di Alternativa c'è a questo Governo e a questo provvedimento. (Applausi) . LA MURA (Misto) .