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Ricordate inoltre al Governo che la ricostruzione del Paese deve essere un progetto condiviso di donne e di uomini, di maggioranza e di opposizione, e che l'Italia del post-coronavirus è non un reality per annunci, ma carne viva e offesa. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, devo dire che mi dispiace che, anche in un'occasione che io credo importante quale la presentazione e la discussione delle mozioni in esame - non si è fatto tanto per fare - non si sia poi trovato un punto in avanti di condivisione. Sono convinta, infatti, che la condivisione delle donne, delle parlamentari non debba essere evidentemente soltanto un fatto retorico da utilizzare ogni volta che magari si parla di donne, ma darebbe molta più forza all'azione parlamentare, perché di essa c'è bisogno in questo momento. Lo dico in modo molto chiaro: l'attuale emergenza sta acutizzando ancora di più i problemi e le questioni che avevamo, visto che non venivamo dal Paradiso. Purtroppo avevamo un dato e questo vale, sia per quanto riguarda il gender gap , che per il tema più generale delle disuguaglianze. Negli anni abbiamo visto crescere sempre di più le disuguaglianze, nel nostro Paese e purtroppo anche a livello planetario, e purtroppo, nonostante i grandi risultati che le donne e il movimento delle donne hanno raggiunto, continuiamo ad avere in Italia dei dati sconfortanti per quanto riguarda - ad esempio - il mondo del lavoro. Il famoso tetto di cristallo evidentemente noi continuiamo ad averlo lì: sta lì, ci opprime e, soprattutto, causa un effetto serra che danneggia non soltanto le donne, ma la stessa possibilità per il nostro Paese di un vero sviluppo e di un vero salto in avanti. Qui non è in discussione soltanto il principio di uguaglianza. C'è il fatto che il nostro Paese in questi anni, pur compiendo - sempre con difficoltà, torno a ripeterlo - passi in avanti, non è riuscito a colmare il divario: pensiamo soltanto alla differenza occupazionale tra Nord e Sud per quanto riguarda le donne. Questo è un danno grave ed enorme per il Paese e per il suo futuro. In questa emergenza le situazioni di difficoltà e di disuguaglianza si sono ancora più accresciute; nelle ultime settimane l'abbiamo visto in modo plateale ed evidente. Il peso della crisi sta ricadendo pesantemente sulle donne. In questa crisi non siamo tutti uguali, ancora una volta, ma c'è chi porta un peso maggiore e chi ne porta uno minore; e le donne hanno il peso maggiore. Oggi era presente in Aula il Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione e tutti abbiamo detto quanto è bella l'innovazione e quanto è bello lo smart working . Ma vi rendete conto di cosa sta significando, in queste settimane, lo smart working per le donne? Significa che non staccano mai, nel senso che contemporaneamente lavorano e si occupano della famiglia; magari si devono occupare anche dei genitori - non so in quale modo - e devono fare i salti mortali per svolgere il lavoro di cura, perché questo è sempre in carico alle donne. Nella crisi attuale non siamo entrati tutti uguali e rischiamo di uscirne ancora meno uguali, perché il peso sta ricadendo pesantemente sulle donne. Dico con molta chiarezza che non amo la modalità delle task force . Sono molto affezionata al ruolo del Parlamento; non posso dire di esservi abituata, perché negli ultimi tempi purtroppo questa abitudine mi è stata tolta, abbastanza. Amo sempre dire che tendo a essere un po' conservatrice: siamo in una democrazia parlamentare e penso che il Parlamento ne sia il perno. Quindi, dico in modo molto chiaro che non mi sono mai piaciute molto le task force , di cui francamente ho perso anche il conto. Detto questo, è evidente che lì c'è stato un problema e questo giustamente è stato fatto pesare. Lì abbiamo avuto la prova provata del fatto che, specialmente nel mondo sanitario, ormai stiamo assistendo a una presenza numerica fortissima delle donne, e lo stesso accade nel mondo la ricerca. Il problema è che non sono apicali, perché c'è il tetto di cristallo. È difficile trovare delle donne che ricoprano ruoli dirigenziali, perché devono fare le ricercatrici precarie a 800 euro e sperare poi di legarsi a qualche "barone", per vedere se possono continuare ad avere qualche altro finanziamento. (Applausi) . Questa è la nostra vita, dalla mattina alla sera; questo è il problema ed è il punto. La cosa importante, per la mozione e per il lavoro che compiono qui dentro, è che dobbiamo riconoscere il valore e la competenza femminile. Se si potessero fare i concorsi anche in Parlamento, ci sarebbero molte più donne; ce ne sono comunque di più grazie al fatto che abbiamo stabilito almeno dei paletti non discriminatori. Se si potessero avere dappertutto concorsi liberi e aperti, avremmo una presenza maggiore delle donne in tutte le funzioni apicali e avremmo ribaltato completamente la situazione. Guardate ad esempio ciò che è accaduto in magistratura: perché c'è stata un'impennata così forte di presenza femminile? Attraverso il meccanismo di selezione, sono stati riconosciuti il valore e la competenza delle donne, che erano oggettivi. A maggior ragione abbiamo posto la questione; non parlavamo di cose secondarie. Quello che a noi sta a cuore - e so che il Ministro non solo ha a cuore questo aspetto, ma lo considera la questione più importante e la sua mission all'interno della compagine governativa - è il fatto che, a maggior ragione in questa emergenza, si debbano mettere in atto delle misure che non riguardino solo l'emergenza. Non è soltanto questione di dare degli aiuti alle donne, come il bonus babysitter. C'è bisogno di mettere in campo un piano strategico per il lavoro femminile e la valorizzazione delle competenze delle donne, perché serve al nostro Paese. Questo Paese non ce la può fare senza il valore e la competenza delle donne: è il punto fondamentale. Chi è abituato a fare trecento lavori insieme, in contemporanea, ha bisogno di questo: ha bisogno di una tale energia e intelligenza. Le misure contenute all'interno della mozione che abbiamo proposto - voglio ringraziare tutte le senatrici, a cominciare dalla collega Conzatti che ci ha anche coordinato - sono tutti impegni molto stringenti e importanti. Torno a ripetere - guardateli e rileggeteli uno per uno - che non riguardano solo e unicamente l'emergenza, ma cercano di avere uno sguardo più ampio perché la questione fondamentale è il piano straordinario e strategico per quanto riguarda le donne. Quante volte abbiamo discusso la questione del caregiver anche in questa Aula? Possiamo essere un Paese che ha il più alto tasso di anziani e assistere a ciò che è accaduto ai nostri nonni e genitori con questa emergenza? Noi siamo il Paese che ha l'età media più alta e più anziani insieme al Giappone - credo che forse tra un po' saremo quasi uguali - e, anche in questo caso, tocca sempre e soltanto alle donne. Se c'è la figlia femmina, va bene. È ancora così, ma non ci possiamo permettere un tale livello di arretratezza e non solo per le donne, ma anche perché è un investimento per far crescere questo benedetto Paese. Per tali motivi convintamente non solo votiamo la mozione, ma abbiamo anche ricominciato a lavorare con forza insieme, approfittando dell'emergenza in atto, per spingere il Governo a compiere veramente un grande passo in avanti.