[ddlpres]

Legge quadro in materia di avioturismo. Onorevoli Senatori. – Negli ultimi decenni l'interesse verso il volo turistico ha registrato una crescita esponenziale: basti pensare che in Italia vi sono circa 600 tra aviosuperfici e campi di volo, 22 aeroporti minori o regionali e approssimativamente 20.000 velivoli ultraleggeri (15.000 a motore e 5.000 per il volo libero). Tale settore è anche in grado di sviluppare un indotto economico considerevole: si pensi solo al fatto che la principale azienda produttrice di velivoli ultraleggeri al mondo è italiana. Tutto ciò conferma la necessità di un intervento per sostenere lo sviluppo del settore così da assicurare il doveroso sostegno delle istituzioni all'intero comparto. Tale percorso è stato positivamente avviato nel corso della presente legislatura attraverso l'adozione di alcuni importanti atti: con la legge di bilancio 2020 (articolo 1, comma 387, della legge 27 dicembre 2019, n. 160) è stato mosso un primo passo mediante l'istituzione di un fondo per lo studio preliminare per l'introduzione del volo turistico in Italia con una dotazione di 100.000 euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022; inoltre sono stati approvati due emendamenti e un ordine del giorno molto importanti per il settore: il primo prevede una direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri per la definizione di indirizzi e procedure di coordinamento che assumono la denominazione di Sistema aereo di vigilanza antincendio (SAVA). Le misure afferenti al SAVA mirano ad integrare il dispositivo operativo nazionale costituito da aeroporti nazionali, aviosuperfici, elisuperfici e idrosuperfici. Il secondo prevede la realizzazione di impianti di distribuzione di carburanti nelle aviosuperfici esistenti o di futura realizzazione. L'ordine del giorno, presentato in Senato ed accolto dal Governo il 27 ottobre 2020 all'interno della legge di delegazione europea 2019-2020 impegnava il Governo a valutare l'opportunità, in sede di attuazione del regolamento (UE) 2018/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2018, di adottare ogni iniziativa per favorire lo sviluppo dell'industria del volo turistico in Italia che ha avuto attuazione il 17 settembre scorso con un decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che approva l'innalzamento del peso a 600 chilogrammi degli ultraleggeri (e 650 chilogrammi per gli anfibi) previsto dal citato regolamento europeo. Il presente disegno di legge, che nasce con uno spirito condiviso e unanime, reca quindi disposizioni puntuali che introducono norme per il riconoscimento e la promozione dell'avioturismo, inteso come l'attività di volo effettuata con aeromobili, da e verso scali appositi, per il raggiungimento di mete turistiche, nonché come strumento per la fruizione e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico nazionale. Tra tali disposizioni merita di essere segnalata quella di cui all'articolo 5, comma 4, che consente ai piloti dei velivoli per il volo da diporto o sportivo (VDS) impiegati per i voli turistici, di assoggettare i redditi percepiti per tale attività al regime fiscale cosiddetto dei « redditi diversi », tipico dei lavoratori sportivi. L'articolo 7, al fine di conservare, rinnovare e costruire una cultura condivisa sul tema del volo, prevede l'istituzione della « Giornata nazionale del volo », per il 19 aprile di ogni anno.. 1 (Finalità e definizioni) 1 La presente legge reca norme per il riconoscimento e la promozione dell'avioturismo in Italia agevolando il traffico da diporto aereo, mediante iniziative volte a proteggere, salvaguardare, consolidare e sviluppare il patrimonio nazionale costituito dalla rete dei piccoli aeroporti, delle aviosuperfici, delle idrosuperfici, delle elisuperfici e dei campi di volo. Ai fini del perseguimento degli obiettivi di cui alla presente legge, sono considerati strategici e non soggetti a modifiche di destinazione d'uso gli aeroporti locali, non individuati di interesse nazionale. Sono altresì considerate strategiche le aviosuperfici da individuare con decreto del Ministero del turismo, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2 Le disposizioni di cui alla presente legge sono adottate nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione e della normativa regionale e delle province autonome di Trento e di Bolzano in materia di turismo. 3 Ai fini della presente legge si intende per: a « avioturismo »: attività di volo praticata con aeromobili leggeri e velivoli per il volo da diporto o sportivo (VDS), con e senza motore, per il trasporto di equipaggi e passeggeri in luoghi turistici, per raggiungere scali avioturistici o per raggiungere e volare in aree dotate di caratteristiche orografiche e aerologiche adatte al veleggiamento con velivoli VDS privi di motore; b « scalo avioturistico »: struttura dotata di area idonea al decollo e all'atterraggio, destinata all'aviazione da diporto effettuata con velivoli VDS provvisti di motore o con aeromobili di aviazione generale turistica e loro equipaggi, anche mediante l'apprestamento di servizi complementari; c « distretto avioturistico »: ripartizione territoriale costituita da comuni totalmente o parzialmente montani, anche appartenenti a province diverse, caratterizzata dalla presenza di particolari condizioni orografiche e aerologiche adatte al veleggiamento, laddove siano presenti aree idonee al decollo e all'atterraggio di velivoli VDS privi di motore e i relativi servizi complementari; d « servizi complementari »: servizi di manutenzione, rifornimento dei velivoli, assistenza, ospitalità e ristoro per gli equipaggi e i passeggeri; e « attività avioturistica »: le attività esercitate negli scali e nei distretti avioturistici, incluse quelle relative ai servizi complementari, da associazioni, società di capitali o di persone, in rapporto di connessione con il territorio circostante e con le attività turistiche ivi esistenti; f « volo libero (VL) »: attività sportiva di volo condotta con velivoli VDS privi di motore; g « punti di decollo e atterraggio per il volo libero »: aree o strutture idonee per il decollo e l'atterraggio di velivoli VDS sprovvisti di motore; h « campo di volo »: qualunque area idonea alle manovre di decollo e atterraggio di velivoli VDS su aree idonee di proprietà privata o pubblica non appartenenti al demanio aeronautico il cui accesso è subordinato al semplice consenso del proprietario; i « aviosuperficie », « idrosuperficie » ed « elisuperficie »: le superfici come definite dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 1° febbraio 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2006, recante norme di attuazione della legge 2 aprile 1968, n. 518, concernente la liberalizzazione dell'uso delle aree di atterraggio.