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Il presente esposto-denuncia, come controquerela verso Piero Saulli, Legale rappresentante della Green Network, per tutti i reati che possono essere configurabili, compresa l'ipotesi di truffa continuata ed aggravata ed associazione a delinquere a danno di famiglie e consumatori indifesi, dai reiterati comportamenti acclarati, persistenti e non rimossi a partire dal 2015"; considerato che: il Tribunale di Roma ha emesso tre misure interdittive nei confronti dei vertici di Green network S.p. A. e del sequestro delle azioni della società. Secondo "il Fatto Quotidiano", dalle acquisizioni operate presso Green network, emergerebbe come la società, nell'anno 2019, a fronte di incassi originati dalle bollette per 331 milioni di euro, ne avrebbe riversati al proprio fornitore solamente 165, trattenendo la differenza di 166 milioni di euro, che è stata utilizzata per finalità incompatibili con quelle di interesse generale determinate per legge. Stando alle contestazioni mosse, gli amministratori di Green network avrebbero quindi sfruttato le maglie del sistema per distrarre a fini privati una rilevante quota degli oneri incassati, destinandoli anche al sostegno delle difficoltà finanziarie dell'impresa, riuscendo così a restare sul mercato, con correlativo danno sia per la controparte contrattuale (E-Distribuzione S.p. A.) sia per la collettività; l'inchiesta stavolta è partita da una segnalazione di ARERA, a cui E-Distribuzione aveva a sua volta denunciato mancati pagamenti. Al centro dell'inchiesta che ne è derivata sono due episodi. Nella primavera 2019, il trasferimento di quasi tutti i clienti che Green network aveva sulla rete di ENEL sul contratto di trasporto di un altro trader , negli stessi giorni in cui E-Distribuzione aveva notificato alla società l'imminente risoluzione del contratto. Mesi dopo un episodio simile. Ma, al di là dell'inchiesta, il problema è chi paga i debiti e chi lo stabilisce; inoltre, in un comunicato di risposta agli articoli in merito della stampa nazionale, Green network riporta come lo stesso gruppo abbia "sempre agito nel pieno rispetto delle Leggi, di ogni Legge, ed in particolare della specifica normativa in argomento emessa dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente - ARERA (Delibera 50/2018). Si evidenzia che gli importi che Enel Distribuzione e non già Green Network ha chiesto a rimborso alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA), si riferiscono ad una normale transazione stipulata fra le due società, preventivamente comunicata con la massima trasparenza all'Autorità di Regolazione ARERA". Quindi, vi sarebbe stato un accordo fra lo stesso gruppo ed ENEL Distribuzione, la quale avrebbe poi provveduto a riscuotere la cifra rimanente dalla cassa per i servizi energetici e ambientali, ovvero dalle bollette dei cittadini che, si ricorda, hanno già contribuito al pagamento degli oneri generali con le bollette dirette a Green network; infine, non si è mai realizzato l' unbundling , cioè la netta separazione tra produzione, distribuzione e vendita. E ancora oggi, nel mercato tutelato, il distributore per l'86 per cento è ENEL, presente in entrambi i mercati. Quindi, la voce degli oneri di sistema grava sulla bolletta per circa 14 miliardi di euro nel 2020, aggirandosi intorno al 22 per cento della spesa annua per il cliente domestico tipo. Per il mercato tutelato più del 65 per cento degli oneri è relativo agli incentivi per le fonti rinnovabili. Per assurdo un cittadino in difficoltà deve contribuire con la sua bolletta della luce ad aiutare il proprietario di una villa ad installare pannelli fotovoltaici. E il paradosso è che chi consuma meno, non ammortizzando la spesa, paga di più (come per esempio le seconde case). Cosa che va contro ogni indicazione della UE, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato ed in caso affermativo quali siano le ragioni della totale inerzia nella prevenzione di comportamenti fraudolenti a danno di consumatori e famiglie; se possano confermare il fatto che la cifra rimanente successiva all'accordo fra Green network ed ENEL Distribuzione sia stata o sarà saldata dalla cassa per i servizi energetici e ambientali, e quindi dalle bollette dei cittadini italiani; se i Ministri dello sviluppo economico e della transizione ecologica abbiano contezza delle ragioni per le quali, stando alle dichiarazioni di Green network S.p.A., nessuno abbia "avuto nulla da obiettare", nonostante la società fosse stata sanzionata nel 2019 per "violazioni in materia di condizioni contrattuali di fornitura di energia elettrica e gas naturale ai clienti finali" con una sanzione amministrativa di 644.000 euro, e abbia subito un procedimento istruttorio da parte di AGCM nell'ottobre 2020 a causa della contestazione di "mancata trasparenza nell'indicazione delle condizioni economiche di fornitura"; se il Governo non abbia il dovere di prorogare per almeno un triennio la fine del mercato tutelato, dato l'evidente far west del mercato ed il proliferare di miriadi di società rapaci, che analogamente a Green network potrebbero praticare condotte fraudolente a danno dei consumatori più vulnerabili, per contrastare l'inerzia delle autorità regolatorie rafforzandone il presidio di tutela; se non ritenga doveroso eliminare dalle bollette la voce gli "oneri di sistema", una "mucca da mungere" che costa alla voce "oneri di sistema" ben 14 miliardi di euro all'anno. Atto n. 4-05656 BUCCARELLA Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per le disabilità Premesso che: il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 ("decreto rilancio"), all'articolo 119 ha istituito il Superbonus 110 per cento per gli interventi volti all'efficientamento energetico e alla messa in sicurezza degli edifici; la legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio per il 2021), ha esteso la portata del Superbonus anche "agli interventi previsti dall'articolo 16-bis, comma 1, lettera e), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, anche ove effettuati in favore di persone di età superiore a sessantacinque anni"; tra tali interventi rientrano anche quelli finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità; considerato che: il decreto ministeriale 14 giugno 1989, n. 236, prescrive i criteri tecnici riguardanti gli interventi di adeguamento di edifici preesistenti volti al superamento delle barriere architettoniche, tra cui quelli aventi ad oggetto ascensori, montacarichi et similia ; attualmente la disciplina inerente all'estensione del campo di applicazione del Superbonus anche agli interventi finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche sconta una forte incertezza interpretativa, stante la mancanza di un decreto attuativo del Ministero dell'economia e delle finanze, volto a definire i margini ed i dettagli applicativi della misura;