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"Allegato C (Articolo 3) 97/49/CE: direttiva della Commissione, del 29 luglio 1997, che modifica la direttiva 79/409/CEE del Consiglio concernente la conservazione degli uccelli selvatici. 97/62/CE: direttiva del Consiglio, del 27 ottobre 1997, recante adeguamento al progresso tecnico e scientifico della direttiva 92/43/CEE del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. 98/45/CE: direttiva del Consiglio, del 24 giugno 1998, che modifica la direttiva 91/67/CEE che stabilisce le norme di polizia sanitaria per la commercializzazione di animali e prodotti d'acquacoltura". - Il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1992, n. 555, reca: "Regolamento per l'attuazione della direttiva 91/67/CEE che stabilisce norme di polizia sanitaria per i prodotti di acquacoltura". - La legge 23 agosto 1988, n. 400, reca: "Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri". L'art. 17, comma 2, della succitata legge così recita: "2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari". - Il decreto del Ministro della sanità 29 gennaio 1997 reca: "Modificazioni al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1992, n. 555, recante regolamento di attuazione della direttiva 91/67CE che stabilisce le norme di polizia sanitaria per la commercializzazione di animali e prodotti dell'acquacoltura". Note all'art. 1: - Per il titolo del D.P.R. 30 dicembre 1992, n. 555, vedi nelle note alle premesse. Il testo dell'art. 16 del D.P.R. succitato, come modificato dal presente decreto, così recita: "Art. 16. - 1. I controlli sugli animali e sui prodotti dell'acquacoltura in provenienza da Stati membri o ad essi destinati si effettuano secondo le norme sugli scambi intracomunitari, comprese quelle relative alle misure di salvaguardia. 1-bis. I modelli dei certificati che devono accompagnare gli animali acquacoltura e le loro uova o gameti negli scambi intracomunitari tra zone non riconosciute per quanto riguarda le malattie di cui all'allegato II dell'allegato A, nonché le modalità di estensione del sistema informatizzato di collegamento tra autorità competenti ANIMO agli scambi degli animali e dei prodotti citati sono conformi a quelli stabiliti in sede comunitaria". - Si riporta il testo dell'allegato B, paragrafo I, lettere B e C, del citato D.P.R. 30 dicembre 1992, n. 555, come modificato dal presente decreto: Allegato B ZONE RICONOSCIUTE I. Zone continentali per i pesci (colonna 2 degli elenchi I e II dell'allegato A). A. (Omissis). B. Concessione del riconoscimento. Per poter essere riconosciuta, una zona continentale deve possedere i requisiti seguenti: 1) da almeno quattro anni non devono essere state osservate nei pesci manifestazioni cliniche o altre manifestazioni della presenza di una o più malattie di cui all'allegato A, colonna 1 degli elenchi I e II; 2) tutte le aziende della zona continentale devono essere poste sotto la sorveglianza del servizio ufficiale. Per due anni devono essere state effettuate due visite di controllo sanitario all'anno. Il controllo sanitario deve essere stato eseguito nei petiodi dell'anno in cui la temperatura dell'acqua favorisce lo sviluppo di tali malattie. Il controllo sanitario deve comprendere almeno: - un'ispezione dei pesci che presentano anomalie; - un prelievo di campioni che devono essere spediti con la massima sollecitudine al laboratorio riconosciuto per la ricerca degli agenti patogeni in questione. Tuttavia, le zone che dispongono di una documentazione cronologica attestante l'assenza delle malattie di cui all'allegato A, colonna 1 degli elenchi I e II, possono conseguire il riconoscimento se: a) la loro situazione geografica rende difficile l'introduzione di malattie; b) è stato applicato un regime di controllo ufficiale delle malattie per un periodo di almeno 10 anni durante il quale: - tutte le aziende di allevamento ittico hanno subito regolari controlli; - è stato applicato un sistema di notifica delle malattie; - non sono state denunciate malattie; - non vi è stato introdotto alcun pesce vivo proveniente da zone infette; 3) se non esiste alcuna azienda nella zona continentale che deve essere riconosciuta, il servizio ufficiale deve far eseguire, conformemente al punto 2), due visite annue di controllo sanitario dei pesci per quattro anni nella parte a valle del bacino idrografico; 4) gli esami di laboratorio eseguiti sui pesci prelevati nel corso delle visite di controllo sanitario devono aver dato risultati negativi per quanto concerne gli agenti patogeni in questione. C. Mantenimento del riconoscimento. Il riconoscimento è mantenuto alle seguenti condizioni: 1) i pesci introdotti nella zona devono provenire da un'altra zona riconosciuta o da un'azienda riconosciuta; 2) ogni azienda deve essere sottoposta due volte all'anno ad una visita di controllo sanitario secondo quanto disposto alle lettera B, punto 2) salvo nel caso delle aziende senza riproduzione in cui la frequenza è ridotta ad una volta l'anno. Tuttavoa i prelievi vengono effettuati a turno ogni anno nel 50% delle aziende della zona continentale; 3) gli esami di laboratorio praticati sui pesci prelevati nei corso delle visite di controllo sanitario devono aver dato risultati negativi per quanto riguarda la presenza degli agenti delle malattie di cui all'allegato A, colonna 1 degli elenchi I e II; 4) i gestori delle aziende o coloro che sono responsabili dell'introduzione dei pesci devono tenere un registro in cui annotano tutte le informazioni necessarie per il controllo costante delle condizioni sanitarie dei pesci".