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Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto, già deferito per i profili di merito, è deferito alla 14ª Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 12 dicembre 2018. Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Magorno ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00288 del senatore Pittella. I senatori Alfieri, Astorre, Bellanova, Bini, Boldrini, Collina, Comincini, Cucca, D'Alfonso, D'Arienzo, Faraone, Fedeli, Ferrazzi, Garavini, Giacobbe, Ginetti, Iori, Laus, Malpezzi, Manca, Magorno, Margiotta, Marino, Assuntela Messina, Misiani, Parrini, Patriarca, Pittella, Rampi, Sbrollini, Stefano, Sudano, Taricco e Valente hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00686 della senatrice Biti. Mozioni Atto n. 1-00047 BINETTI FANTETTI BATTISTONI MANGIALAVORI CAUSIN PAROLI DAL MAS STABILE BARACHINI DAMIANI FERRO PAPATHEU VITALI MALLEGNI CARBONE CESARO FAZZONE RIZZOTTI AIMI BARBONI GASPARRI GIAMMANCO GALLONE DE POLI BERNINI MALAN Il Senato, premesso che: la povertà, assoluta e relativa, ha assunto connotazioni tali da richiedere una risposta innovativa e concreta, affrontando tutte le componenti e i numerosi fattori ad essa legati, in maniera complessiva e non parziale; non solo, quindi, per fornire una risposta in termini finanziari, ma anche di carattere culturale, sociale e politico; la crisi economica è cresciuta, determinando nelle famiglie italiane il crollo dei consumi da un lato e l'aumento della disoccupazione dall'altro; dagli anni pre crisi ad oggi il numero di poveri è aumentato del 182 per cento, un dato che dà il senso dello stravolgimento avvenuto per effetto della recessione economica; le analisi sulla povertà pongono in rilievo una nuova vulnerabilità sociale, con l'emersione di nuovi fattori di rischio sociale, che consentono di definire una nuova tipologia sociale quale nuova povertà sia assoluta che relativa; l'evidente particolarità di questi anni di post crisi riguarda la questione giovanile: da circa un lustro, infatti, la povertà tende ad aumentare al diminuire dell'età, decretando i minori e i giovani come le categorie più svantaggiate (nel 2007 il trend era esattamente l'opposto). Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono 1 milione 208.000 (il 12,1 per cento del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112.000 (il 10,4 per cento): oggi quasi un povero su due è minore o giovane; la nuova povertà non è più caratterizzata solo da un deficit di risorse, come accadeva in passato, ma da una più costante ed estesa esposizione a processi di disarticolazione sociale, capaci di destrutturare e rendere fragile l'organizzazione della vita quotidiana delle persone, spesso lasciate sole soprattutto in contesti urbani o caratterizzati da relazioni deboli, non autosufficienza, cattiva alimentazione, limitate offerte educative; il contrasto alla povertà è uno dei principi cardini per uno Stato che punta allo sviluppo del proprio tessuto produttivo e al benessere socio-economico dei suoi cittadini; dai dati Istat sulla povertà pubblicati il 26 giugno 2018, è emerso che: nel 2017 si è stimato in povertà assoluta 1 milione e 778.000 famiglie residenti in cui vivono 5 milioni e 58.000 individui; rispetto al 2016 la povertà assoluta è cresciuta in termini sia di famiglie sia di individui, mentre l'incidenza di povertà assoluta è stata pari al 6,9 per cento per le famiglie (da 6,3 per cento nel 2016) e all'8,4 per cento per gli individui (da 7,9 per cento); nello stesso 2017, l'incidenza della povertà assoluta fra i minori è permasa elevata e pari al 12,1 per cento (1 milione 208.000, 12,5 per cento nel 2016), attestandosi al 10,5 per cento tra le famiglie dove è presente almeno un figlio minore, rimanendo molto diffusa tra quelle con tre o più figli minori (20,9 per cento); l'incidenza della povertà assoluta è aumentata prevalentemente nel Mezzogiorno sia per le famiglie (da 8,5 per cento del 2016 al 10,3 per cento) sia per gli individui (da 9,8 per cento a 11,4 per cento), soprattutto per il peggioramento registrato nei comuni centro di area metropolitana (da 5,8 per cento a 10,1 per cento) e nei comuni più piccoli fino a 50.000 abitanti (da 7,8 per cento del 2016 a 9,8 per cento); negli anni, l'emergenza povertà ha visto tante realtà sociali mutare considerevolmente la loro condizione: il ceto medio si è contratto e la classe operaia ha visto ridurre ancora di più le proprie disponibilità economiche. L'istruzione continua ad essere tra i fattori che più influiscono (oggi più di ieri) sulla condizione di povertà. Dal 2016 al 2017 si aggravano le condizioni delle famiglie in cui la persona di riferimento ha conseguito al massimo la licenza elementare (passando dal 8,2 per cento al 10,7 per cento). Il fenomeno del precariato, la disoccupazione giovanile e l'aggravarsi della crisi del Mezzogiorno sono le conseguenze di un costante e considerevole impoverimento sociale ed economico; la povertà assume diverse sfaccettature, che non permettono una caratterizzazione omogenea del fenomeno, posto che ci sono categorie di persone e zone geografiche dove le difficoltà economiche assumo caratteri più evidenti rispetto ad altre realtà nazionali. A tale proposito, è in forte crescita dagli anni 2000 la categoria nota come i working poor , i "lavoratori poveri", coloro che, pur essendo occupati, percepiscono un reddito che non consente loro di superare la soglia di rischio di povertà; tra gli altri elementi che hanno connotato l'anno 2017 c'è da evidenziare l'incremento delle persone senza dimora e delle storie connotate da un minor capitale relazionale: famiglie uni-personali; la rottura dei legami familiari costituisce un fattore scatenante nell'entrata in uno stato di povertà e di bisogno; considerato che: le politiche nazionali per l'inclusione sociale, pertanto, si caratterizzano per una gamma di iniziative e compiti differenziati, sia per ambito di intervento sia per tipologia di strumenti, riguardanti da un lato misure volte a sostenere i redditi delle persone e delle famiglie, con particolare riguardo agli interventi di inclusione attiva, dall'altro, l'analisi quantitativa e qualitativa dei fenomeni emergenti di povertà, lo studio delle condizioni di povertà estreme e la definizione delle modalità appropriate di intervento;