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Io sono però molto fiduciosa e in questo tempo in cui si dice che non c'è più differenza tra centrodestra e centrosinistra credo che il discrimine sia proprio la libertà. Noi continueremo a combattere per la libertà di una donna che vuole lavorare e mettere al mondo dei figli (Applausi dal Gruppo PD) . Noi continueremo a combattere per la libertà di una famiglia che ha una persona con disabilità di poter affidare il proprio figliolo a una rete . (Applausi dal Gruppo PD. Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. Prego, senatrice, concluda pure il suo intervento. PARENTE (PD) . Un Ministero per la famiglia e la disabilità isola, non apre. Noi vogliamo accompagnare il sogno di libertà ed emancipazione dei nostri concittadini e delle loro famiglie. I tempi sono duri, ma ce la faremo. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE. La ringrazio e chiedo scusa per l'impressione di avere tagliato il suo intervento nella parte che sembrava fosse quella finale. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, ci troviamo ad affrontare provvedimenti di notevole importanza per rendere ancora più efficace l'operato del Governo e per ottenere risultati concreti, a miglioramento della vita dei cittadini del nostro Paese. Mi riferisco ovviamente al trasferimento delle competenze sul turismo al Ministero delle politiche agricole, nonché all'attribuzione al Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero al Ministro delegato per la famiglia e le disabilità, delle funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per la famiglia in tutte le sue componenti e problematiche generazionali e relazionali, nonché delle funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di coordinamento delle politiche volte alla tutela dei diritti e alla promozione del benessere della famiglia, di interventi per il sostegno della maternità e della paternità, di conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia, di misure di sostegno alla famiglia, alla genitorialità e alla natalità, anche al fine precipuo del contrasto alla crisi demografica. In Italia stiamo assistendo a una sempre più accentuata crisi delle nascite: secondo i dati ISTAT, nel 2017 si è registrato un nuovo record negativo, minimo storico dall'unità d'Italia. Illustri economisti e demografi confermano il nesso tra crisi della natalità e andamento dell'economia. Le politiche in favore della famiglia sinora adottate non sembrano, dunque, essersi rivelate efficaci ai fini del superamento della crisi demografica. (Applausi dal Gruppo L-SP e del senatore Paragone). Serve una programmazione strategica delle politiche familiari, una regia più ampia e complessiva dell'azione di Governo, capace di indirizzare e promuovere in modo sinergico le diverse politiche volte al sostegno e al benessere della famiglia e al rilancio della natalità, dando impulso a interventi selettivi in ogni ambito, in primis , quello economico, fiscale, del lavoro, della salute, dell'istruzione e della cultura. Ecco il perché di questo provvedimento, che ci trova totalmente favorevoli, per un cambio di registro e per una maggiore attenzione nei riguardi delle politiche per la famiglia e per lo sviluppo della natalità, con conseguente crescita del nostro Paese. Circa poi la scelta di usare il termine «famiglia» al singolare nella definizione del corrispondente Ministero- lasciatemelo dire - basti in questa sede ricordare l'incostituzionalità dell'emendamento che propone invece di usare tale termine al plurale. Mi permetto pertanto di consigliare alle opposizioni un'attenta lettura dell'articolo 29 della nostra Carta costituzionale, dove viene sancita a chiare lettere l'unicità della famiglia e la sua distinzione rispetto alle altre formazioni sociali, che vengono riconosciute e regolate altrove. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 17,59) ( Segue RIPAMONTI). Chi non è d'accordo può sempre promuovere una proposta di riforma costituzionale e della legge naturale cui la Carta costituzionale rimanda. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Per quanto concerne agricoltura e turismo, sono entrambi elementi fondamentali per il tessuto economico, produttivo e sociale del nostro Paese: due categorie di eccellenza dell'Italia di cui andiamo orgogliosi, invidiate ed emulate in tutto il mondo. Oggi, con il provvedimento che andiamo a discutere, si intende trasferire questo messaggio non solo all'opinione pubblica, ma anche e soprattutto nella geografia dei Ministeri. Personalmente condivido questo riordino, che nobilita due grandi eccellenze del nostro Paese, come appunto turismo e agricoltura. Chi, come il sottoscritto, proviene da una terra a forte vocazione turistica e agricola, come la Liguria, non può che accogliere con favore ed entusiasmo questa scelta. Mi permettano e mi perdonino, signor Presidente, onorevoli colleghi e membri del Governo, una piccola parentesi personale. Io nasco, appunto, in terra ligure, nella provincia di Savona in particolare, e sono cresciuto a Laigueglia, piccolo borgo marinaro affacciato sul mare, per cui, ogni singolo momento della mia infanzia, dell'adolescenza e dell'età adulta l'ho trascorso a stretto contatto con il turismo e l'agricoltura e tutto ciò che rappresentano questi settori, ricchi di straordinarie potenzialità, il tutto incastonato in una meravigliosa terra come la nostra Italia, la quale ha una predisposizione unica per essere vocata al turismo: è contornata dal mare e impreziosita dalle isole, protetta dalle montagne, riempita da colline e pianure, colma di storia e tradizioni. Il turismo è un po' come un libro: non dipende dallo scaffale in cui è riposto, gentilissima senatrice Malpezzi, ma dai suoi contenuti, da ciò che ha da offrire, dalle emozioni che trasmette leggendolo, se ti incuriosisce, se ti fa riflettere e - perché no - se ti fa sognare. Un po' come quando avete sognato di vincere il referendum, lo ricorda? (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S e dai banchi del Governo). Per questo, signor Presidente, ammetto di trovare poco produttiva la discussione su dove collocare le deleghe che fanno riferimento al turismo e bene fa il ministro Centinaio a voler conferire invece a questo settore una sua dignità; per questo esso non può limitarsi ad essere attribuito ad una direzione all'interno di un Ministero, ma deve acquisire maggiore rilevanza trasformandosi in un Dipartimento. La finalità del provvedimento in discussione rappresenta un'occasione senza precedenti: promuovere e valorizzare il turismo italiano anche attraverso i prodotti delle attività primarie, di competenza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Si tratta di eccellenze del made in Italy che costituiscono un patrimonio unico, al pari delle destinazioni turistiche del nostro Paese che, trattate unitariamente da un solo Dicastero, mediante attente operazioni di marketing , potranno costituire un importante volano di sviluppo, competitività e innovazione. Si tratta, in sostanza, di promuovere l'Italia puntando su quello per cui è amata e conosciuta a livello internazionale.