[massime]

SENT. 378/05 H. PORTI - AUTORITÀ PORTUALE - NORME PER LA NOMINA DEL PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ PORTUALE DI TRIESTE - PROCEDIMENTO - NOMINA DEL PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ PORTUALE GIÀ REGOLATO DA LEGGE STATALE QUADRO (ART. 8 LEGGE N. 84/1994) - CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO SOSTANZIALE CON MODIFICAZIONE DEL PROCEDIMENTO DI NOMINA - RICORSO DELLA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA - DENUNCIATO RIPRISTINO NELLA REGIONE DELLA COMPETENZA MINISTERIALE IN ORDINE ALLA NOMINA - LAMENTATA VIOLAZIONE DELLE COMPETENZE COSTITUZIONALI REGIONALI E LESIONE DEL PRINCIPIO DI LEALE COLLABORAZIONE - CENSURA CONSISTENTE NELLA RIAFFERMAZIONE DELLA COMPETENZA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE PREVISTA DA LEGGE REGIONALE DICHIARATA COSTITUZIONALMENTE ILLEGITTIMA - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. La previsione normativa circa la spettanza al Ministro del potere di nomina del Presidente dell’Autorità portuale, il quale è posto al vertice di una complessa organizzazione, va vista nel contesto della legge 28 gennaio 1994, n. 84, che costituisce la legge-quadro in materia di porti e si coordina con l’insieme della legge stessa, contribuendo all’equilibrio che essa realizza tra istanze centrali, regionali e locali; sicché tale previsione continua a costituire principio fondamentale della materia al pari delle altre sulla composizione degli organi e sui loro compiti e poteri anche dopo la modifica del Titolo V della Costituzione. Non è, pertanto, fondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 117, comma terzo, e 118 della Costituzione in collegamento con l’art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3, dell’art. 6, comma 1, del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito con modificazioni in legge 27 luglio 2004, n. 186.