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(Applausi dal Gruppo PD) Si sta dipingendo una pagina oscura del nostro Parlamento e faccio un appello a tutti i colleghi, alla loro sensibilità e al loro attaccamento all'Istituzione che rappresentano. C'è tempo: ognuno guardi dentro se stesso, si prenda il tempo di guardare le carte e saprà quale decisione prendere. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore De Falco) . PRESIDENTE . Senatore Marcucci, a proposito della sua richiesta, come le è noto il Ministro ha facoltà di non essere presente. La Presidenza si fa comunque doverosamente carico di rappresentare la sua richiesta, politicamente motivata, della presenza in Aula del Ministro. Peraltro egli può seguire i lavori e conoscerli attraverso le forme di pubblicità previste dal Regolamento: ovviamente, però, il punto che lei ha rappresentato era diverso. È iscritta a parlare la senatrice Bonino. Ne ha facoltà. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Presidente, colleghi, vorrei fare solo una domanda al relatore di maggioranza. È ben vero, senatore Gasparri, come lei ha letto, che il citato articolo 9 della legge costituzionale n. 1 del 1989 prevede che il Senato debba valutare se il Ministro abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante, ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico. Posso però chiederle quali sono tali interessi? Nella sua vaghissima - in questo senso - relazione non ho infatti trovato nessuna motivazione dell'interesse costituzionalmente rilevante e meno ancora del preminente interesse pubblico. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore De Falco) . Veda, signor relatore, se pure si volesse individuare nella difesa dello Stato e nella difesa della Patria, a norma dell'articolo 52 della Costituzione, l'interesse costituzionalmente rilevante e preminente rispetto ai diritti costituzionali dei migranti e dei funzionari italiani trattenuti a bordo della Diciotti, è però chiarissimo che essi non costituivano in nessun caso una minaccia per la sicurezza dello Stato e dei cittadini italiani e dunque che il loro sequestro a bordo della nave militare italiana non era affatto funzionale ad ottenere questo obiettivo. Risibile poi è la controprova rappresentata dalla fuga di alcuni di loro dopo lo sbarco. Quel comportamento non è certo la prova della minaccia incombente di alcuni - forse decine? - di migranti, ma solo l'evidenza, forse, di un'inefficienza degli apparati di sicurezza che non erano stati apprestati. Vede, non sono una marziana e quindi mi è ben chiaro il contesto in cui si svolge questo dibattito e quali siano gli interessi che hanno circondato e circondano questa vicenda, e che forse circonderanno anche quella in corso, di cui parlano le cronache in queste ore, della nave in vista del porto di Lampedusa che non è stata autorizzata ad attraccare, con dentro cinquanta - dico cinquanta - tra uomini, donne e bambini. Anche loro attentano all'interesse dello Stato? Siamo sicuri che non siamo ridicoli, che non stiamo diventando ridicoli anche senza volerlo? (Applausi dal Gruppo PD e del senatore De Falco). È in gioco il preminente interesse nazionale? No, era ed è in gioco un braccio di ferro politico-diplomatico con altri Stati membri dell'Unione europea. E si è voluto semplicemente usare quelle persone e quelle di oggi come leva o capro espiatorio o scudo umano - o come lo volete chiamare - per questo fine che quindi non è, signor relatore, un interesse costituzionalmente rilevante. È semplicemente in opera una ragion di Governo, che non è neppure la già discutibilissima ragion di Stato. In questo caso è proprio una semplice ragione di Governo, per cui di fatto si sacrifica tutto, anche la libertà personale, non solo dei rifugiati ma anche dei funzionari della Marina militare, tenuti in ostaggio per un fine che, peraltro, non è neanche stato raggiunto. (Applausi dal Gruppo PD) . Stiamo ricominciando oggi con la nave in vista del porto di Lampedusa? Tutto questo mi porta a dire al signor Ministro - credo anche per buona educazione e per la dignità del Senato stesso - che almeno da quanto ricordo io - e ne ho vissuti molti di dibattiti sull'immunità parlamentare - c'erano perlomeno il decoro e la decenza di assistere a discussioni di questo genere. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori De Falco e Monti). Parlo di decoro e di decenza istituzionale. Questo groviglio d'interessi mi è ben chiaro e in esso vi è un'unica possibilità di salvarsi: seguire la legge. Posto che il Ministro non c'è, auspico che lei, signor Presidente, gli possa riferire che non è proprio conforme alla legge l'appello ad arrestarli, fatto oggi dal ministro Salvini. Non sta al Ministro di polizia decidere gli arresti di chicchessia. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Unterberger) . Questo è un potere della magistratura. Oggi non dobbiamo subire una tale interferenza in modo così pesante, perché magari domani ci troveremo a sentirlo pronunciare parole come: non solo li dovete arrestare, ma li voglio vedere marcire in carcere. Qualcuno ricordi al signor Ministro che nelle carceri italiane non si deve marcire. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Unterberger). Non si deve marcire, perché il carcere è la privazione della libertà, e non della dignità. Noi ci troviamo oggi di fronte a una situazione - secondo me - molto rilevante come precedente e da questo punto di vista molto pericolosa. Signor Ministro - qualcuno glielo dirà - a prescindere dallo stentoreo proclama di qualche giorno fa - mi processino pure - che si è tramutato velocemente in «non mi faccio processare» cambiare opinione è diventato non solo segno di saggezza, ma anche un segno abbastanza stravagante - penso che lei avrà tutti i diritti e le possibilità di difendersi nel processo, ma penso anche che non c'è alcun motivo per cui venga utilizzato questo privilegio, questo scudo che esime un cittadino italiano in funzione governativa dalla strada processuale che milioni di italiani, magari anche per reati minori, affrontano tutti i giorni e forse per tanti anni. Io penso che era in gioco - come lo sarà in questi giorni - un braccio di ferro con l'Unione europea che, per il momento, avete perso, perché è partito da un punto di vista inaccettabile. (Applausi dal Gruppo PD) . Il Vice Presidente del Consiglio, quello che in tutta la campagna elettorale ci ha raccontato che avrebbe cacciato tutti i 500.000 irregolari, tra una fiera e un esercizio è passato anche al Viminale e qualcuno deve avergli detto che non è possibile procedere perché non ci sono i trattati di rimpatrio, tant'è vero che egli stesso ha dovuto ammettere che ci si metteranno ottanta anni. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Unterberger). E in questi ottanta anni vogliamo andare avanti con quelle saghe che se, ovviamente, fanno davvero onore alla Guardia costiera, non fanno certamente onore al nostro Paese? Vede, signor rappresentante del Governo, 500.000 sono gli irregolari e li stiamo aumentando, perché è una banalità che sono finiti gli sbarchi: