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promuovere preventive indagini archeologiche, al fine di tutelare e valorizzare il patrimonio archeologico della laguna di Venezia, anche antecedente alla fondazione della Repubblica Serenissima; prevedere, per l'accesso e l'uscita da Porto Marghera, la regolamentazione del traffico commerciale e crocieristico secondo criteri di adeguata protezione ambientale; prevedere il divieto di transito per le navi che superino i limiti previsti in funzione della produzione di PM10. A questo proposito sarebbe però il caso di stabilire tali limiti sulla base delle potenze di propulsione e delle potenze dei motori ausiliari, in funzione h24, e non sono sulla grandezza della nave. Si richiede poi di prevedere, al fine di garantire la sicurezza ed evitare il danneggiamento dei fondali, che la velocità nei canali di Marghera non superi i 6 nodi. Stabilire con certezza i tempi delle soluzioni che consentano lo spostamento delle imbarcazioni di grandi dimensioni al di fuori della laguna di Venezia; approfondire la valutazione dell'impatto che la realizzazione dei punti di attracco temporanei può produrre sulle acque protette e le risorse naturali della laguna veneta. Approfondisco qualche osservazione, recepita con un mio emendamento, che affida al commissario il compito di promuovere studi idrogeologici, geomorfologici e archeologici finalizzati alla salvaguardia di Venezia e della sua laguna. La necessità di effettuare indagini archeologiche nella laguna nasce da una straordinaria novità: la scoperta di una strada romana e di una grande struttura portuale, pubblicata il 22 luglio scorso su «Scientific Reports» del prestigioso gruppo Nature. Il ritrovamento, avvenuto lungo l'asse del canale Treporti, grazie ad indagini geofisiche, archeologiche e archivistiche, fa pensare ad insediamenti diffusi nella laguna secoli prima della fondazione della città. La strada era probabilmente parte integrante della rete viaria romana dell'Italia nord-orientale. Avere un quadro completo sui resti archeologici presenti in laguna, oltre a costituire un progresso culturale, ci consente una più attenta pianificazione delle opere idrauliche che salvaguardi i beni culturali. Per ciò che concerne gli aspetti geologici della laguna, in essa sono state effettuate nel tempo svariate indagini, ma non esiste uno studio complessivo ed esaustivo. Inoltre, la laguna ricade nei tre fogli geologici di «Italia 1:50.000» del progetto CARG (Mestre, Venezia e Chioggia); ma il foglio «Mestre», laddove ricadono gli approdi previsti dal decreto-legge a Porto Marghera, non è rilevato. Data l'esistenza di molti dati geologici, la disponibilità della Regione Veneto e il supporto del servizio geologico d'Italia ISPRA e grazie alla riattivazione dei finanziamenti al progetto CARG con le ultime due leggi di bilancio, i lavori per il foglio «Mestre» potranno iniziare nel 2022. Completare e aggiornare il progetto CARG rende più semplice, veloce ed affidabile la pianificazione territoriale e i relativi interventi strategici, soprattutto in un ambiente così delicato come quello lacustre e lagunare; tuttavia, senza ulteriori finanziamenti il progetto CARG rischia di bloccarsi ancora. La laguna di Venezia, come tutti gli ambienti lagunari, è poi soggetta a un'evoluzione morfodinamica molto complessa, con un delicatissimo equilibrio tra interrimento, subsidenza, eustatismo, maree e clima (i venti di scirocco). Ovviamente nel caso di Venezia la complessità è ingigantita dalla presenza di una città gioiello unica al mondo. Purtroppo, alla fisiologica subsidenza che fa sprofondare la città, occorre aggiungere l'aumento esponenziale del livello del mare a causa del surriscaldamento globale innescato dai gas serra di origine antropica. Tra l'altro, ciò pone a rischio inondazione 385 chilometri di coste italiane, con 5.600 chilometri quadrati. A livello planetario il 10 per cento della popolazione è a rischio. La neutralità climatica al 2050, voluta con forza dal MoVimento 5 Stelle, anche nel nuovo simbolo, è indifferibile. Urge, però, adottare anche strategie di adattamento. Per Venezia tra qualche decennio nessun Mose sarà più sufficiente. I peggiori scenari climatici fanno prevedere fino ad un metro e mezzo di sollevamento del mare al 2100. Ma è obbligatorio proteggere la città costiera più bella del mondo. Occorrerà pensare ad interventi strutturali radicali. Da sempre l'uomo ha sfidato la natura, insediandosi anche in luoghi ostili, il più delle volte soccombendo. Nel caso di Venezia, ha saputo convivere per secoli con ambienti naturali delicatissimi e in continua evoluzione, realizzando palazzi, monumenti e tesori artistici, facendone una potenza economica, militare e culturale. Venezia è simbolo tangibile delle virtù umane e della propensione dell'uomo alla bellezza. Salvare Venezia è un atto d'amore che dobbiamo alle future generazioni, perché godano di questo scrigno di bellezza. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. I relatori e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica. Non essendo ancora pervenuto il parere della 5 a Commissione e avendo notizia che la stessa si riunirà alle ore 11, sospendo la seduta fino alle ore 11,15. (La seduta, sospesa alle ore 10,45, è ripresa alle ore 11,15) . Onorevoli colleghi, le mie ottimistiche previsioni sono andate disilluse, perché la Commissione bilancio si è riunita solo un paio di minuti fa. Sospendo quindi la seduta fino alle ore 11,45. (La seduta, sospesa alle ore 11,16, è ripresa alle ore 11,48) . Colleghi, sono costretto a sospendere nuovamente la seduta fino alle ore 12 per completare l'annotazione dei fascicoli. (La seduta, sospesa alle ore 11,49, è ripresa alle ore 12,10) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. La Presidenza, conformemente a quanto stabilito nel corso dell'esame in sede referente, dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità di materia rispetto ai contenuti del decreto-legge, gli emendamenti 1.24, 4.0.11, 4.0.14 e 4.0.15; dichiara altresì improponibili gli ordini del giorno G4.100, G4.101, G4.102, G4.103. D'ARIENZO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 1.9 (testo 2), 1.18 (testo 3), 1.22 (testo 3) e sull'ordine del giorno G1.100. Il parere è contrario su tutti i restanti emendamenti. BELLANOVA, vice ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . L'emendamento 1.1 è stato ritirato.