[pronunce]

che non rilevano in contrario le «ragioni temporali o altra causa», adombrate dal Tribunale di Torino, per le quali un soggetto non possa giovarsi della riabilitazione, poiché ciò riflette, appunto, la non "indifferenziata" incidenza della condanna per i reati in questione agli effetti del conseguimento del titolo di guida; che nessun nuovo argomento è dunque proposto nelle due ordinanze di rimessione che non sia già superato dalla citata sentenza n. 80 del 2019; che le questioni sollevate dalle odierne ordinanze risultano, pertanto, manifestamente infondate. Visti gli art. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 1 delle Norme integrative per i giudizi dinanzi alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 120, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 (Nuovo codice della strada), come sostituito dall'art. 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 16 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Torino e, in riferimento all'art. 3 Cost., dal Tribunale ordinario di Milano, con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 aprile 2020. F.to: Marta CARTABIA, Presidente Mario Rosario MORELLI, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 24 aprile 2020. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA