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purtroppo, ancora una volta il Governo si schiera dalla parte delle industrie e continua a temporeggiare sulla Commissione unica nazionale, che dovrebbe mettere fine alla speculazione industriale nel settore, si chiede di sapere: se corrisponda al vero la notizia dell'ANSA riportata; se il Ministro in indirizzo non ritengano parziale ed iniqua, rispetto al resto degli agricoltori italiani, la considerevole misura economica prevista a favore del gruppo Casillo da parte della Cassa depositi e prestiti; se e quali iniziative analoghe intendano assumere, invece, per i piccoli imprenditori agricoli italiani, produttori di grano di ineguagliabile qualità. Atto n. 4-02014 GRANATO Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: nell'anno scolastico 2018/2019 il direttore generale dell'ufficio scolastico regionale per il Lazio, a fronte di una richiesta inviata dal dirigente scolastico dell'Istituto superiore "J.von Neumann", cui fanno capo le sezioni carcerarie della casa circondariale di Rebibbia associate al centro provinciale istruzione adulti 1, per la formazione di 42 classi (per far fronte alla richiesta di offerta formativa di 832 detenuti in 8 reparti distinti), autorizzava la costituzione di 32 classi, motivando tale decisione sulla base delle risorse di organico della scuola secondaria riferite all'intero territorio metropolitano; tale circostanza ha provocato la chiusura di diverse classi intermedie e un ritardo nell'inizio dell'anno scolastico in interi reparti, come in "alta sicurezza femminile"; secondo alcune fonti sindacali, almeno 150 studenti sono stati esclusi dal percorso formativo di istruzione superiore; il medesimo ufficio scolastico regionale, nella comunicazione ufficiale relativa all'autorizzazione, profilava per i seguenti anni scolastici, stante l'invarianza delle dotazioni organiche assegnate dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, che tale numero rimanesse invariato, a prescindere dalle richieste effettive fatte pervenire dall'istituto; a supporto di ciò può essere riportato, per l'anno scolastico 2019/2020, il procedimento per la formazione delle classi dell'indirizzo informatico: a fronte di un numero di richieste di iscrizione per la classe prima di 157 studenti (6 classi) nel portale ministeriale SIDI ne risultano 100, ai fini dell'attribuzione dell'organico di diritto, ragion per cui si replicherebbe un'autorizzazione alla formazione di 4 classi, al pari dell'anno scolastico 2018/2019; la medesima situazione riguarda l'indirizzo economico per il quale sono state inviate 112 iscrizioni ma sul portale ne risultano 75, anche in questo caso con una classe in meno rispetto alle necessità. Risultano 94 iscrizioni in meno solo per la classe prima; considerando il meccanismo di calcolo a "scorrimento" delle classi successive, il taglio avviato nell'anno scolastico 2018/2019 (da 36 effettive nell'anno scolastico 2017/2018 si passa a 32 classi nell'anno scolastico 2018/2019) si ripercuote sulla dotazione organica del prossimo anno scolastico, senza che vengano considerate le necessità e le aspettative degli studenti, specialmente dei reparti speciali (lunghe pene) e degli ultimi anni del corso, i quali conseguono il diploma di scuola superiore per accedere all'università e a lavori qualificati; si evince una volontà di leggere in modo "restrittivo" la stessa riforma dell'istruzione degli adulti, dove è stato già ridotto l'orario di lezioni frontali del 17 per cento, si vuole ridurre da 5 annualità a 3 annualità il corso delle scuole superiori, contraddicendo anche l'intento esplicitato nelle linee guida di non ridurre gli organici, ridotto in questi anni di almeno il 30 per cento; tutto questo, in sezioni carcerarie, risulta particolarmente deleterio, sia sul piano didattico, con classi composte da adulti con provenienze e prerequisiti diversi, sia per la riduzione del "tempo scuola", considerando che in alcuni reparti e istituzioni carcerarie la scuola è il principale strumento di "rieducazione" e reinserimento anche lavorativo, grazie alla formazione tecnico scientifica degli istituti superiori; i dati, difatti, dimostrano che tante più classi sono disponibili tanti più sono i diplomati, tanto è inferiore la recidiva; i meccanismi di autorizzazione slegati del numero delle iscrizioni sembrano non considerare le peculiarità che riguardano le sedi carcerarie, dove non si può procedere, spesse volte, alla fusione di classi diverse in ragione della "incompatibilità" di prossimità di alcuni detenuti con altri, né sembra essere adeguatamente considerato il fatto che durante un anno scolastico all'interno di una sede carceraria il numero degli studenti è sottoposto a forti oscillazioni, sia in entrata sia in uscita, per ragioni che prescindono da questioni didattiche e che sono inerenti allo status di detenuto; considerato che: fino al 15 ottobre 2019, come previsto dalla normativa, sarà possibile raccogliere le iscrizioni e perfezionare il dato complessivo anche di tutte le altre annualità: sarebbe dunque opportuno che il Ministero intervenisse con l'attribuzione di una dotazione organica aggiuntiva, a partire dall'anno scolastico 2019/2020, in ragione delle peculiarità dell'attività svolta all'interno delle sedi carcerarie, come nel caso della casa circondariale di Rebibbia per l'istituto "J.von Neumann" di Roma; si registra inoltre una forte riduzione dei finanziamenti per la scuola in carcere e, in particolare, per gli istituti superiori dove sono incardinati i percorsi di secondo livello, mentre non risulta allo stesso modo trasparente il meccanismo di finanziamento verso i centri a cui sono associati attraverso gli accordi di rete; le istituzioni scolastiche che operano nelle carceri generalmente sono collegate in quartieri periferici di grandi città, dove è più forte l'abbandono scolastico. I fattori di rischio sociale, i rigidi parametri per la definizione degli organici, l'età elevata del personale, la riduzione dei finanziamenti anche per la sicurezza stanno togliendo strumenti di contrasto alla criminalità, anche sul piano culturale. Un esempio è rappresentato dall'istituto "J.von Neumann", le cui sedi diurne coprono un vasto territorio della fascia est di Roma, che sta subendo una riduzione parimenti alla scuola in carcere, in termini di classi, docenti di sostegno e personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Alcune segnalazioni che giungono da tale istituto sono simili ad altre scuole, come in relazione al liceo di scienze applicate, per il quale non sono previsti assistenti tecnici che possano rendere accessibili i beni forniti laboratori (pur inseriti nei piani didattici) dell'istituto, o il numero dei collaboratori scolastici così ridotto, fino al caso estremo in cui sempre spesso la scuola (anche di 600 studenti) si trova ad essere aperta con un solo collaboratore per le assenze giustificate del poco personale assegnato. In casi del genere, gran parte dei dirigenti non chiama le sostituzioni anche giornaliere, adducendo motivi tecnici o per timori derivanti dalla responsabilità che ne deriva, si chiede di sapere: