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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 354 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC ; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-l'Alternativa c'è-Lista del Popolo per la Costituzione: Misto-l'A.c'è-LPC; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE ; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,32). Si dia lettura del processo verbale. MARGIOTTA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 29 luglio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sul centenario della traslazione del Milite ignoto PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Senatori, il prossimo 11 agosto sarà il centesimo anniversario della promulgazione della legge che ha disposto la traslazione all'Altare della Patria della salma del Milite ignoto: un atto solenne voluto dal Parlamento per onorare la memoria dei 651.000 soldati italiani caduti durante la Prima guerra mondiale. Il loro sacrificio è testimonianza di alcune delle pagine più drammatiche della nostra storia: pagine di coraggio, pagine di eroismo e altruismo, di cui sono stati protagonisti i nostri soldati, così come delle loro umane paure, delle angosce e delle frustrazioni che nelle trincee di confine accompagnavano lo scoppio di ogni colpo di artiglieria. Pagine scritte con il sangue di tanti giovani che hanno affrontato gli orrori della guerra e con il dolore di genitori, mogli e figli che non li hanno visti tornare a casa, e a cui troppo spesso è stata perfino negata l'intima pietà di una tomba o di una lapide su cui piangere o deporre un fiore. Nel tempo, le spoglie di quel giovane milite senza nome sono diventate il simbolo del grande cuore di tutti gli italiani in divisa, che hanno perso la vita in guerra o in missione ovunque nel mondo; donne e uomini di ogni generazione che hanno difeso con orgoglio, incrollabile senso del dovere e instancabile dedizione, la Patria e i suoi valori; valori che oggi sono le fondamenta di una Nazione libera e dialogante. Un Paese che crede fermamente nella pace come bene comune da proteggere contro ogni forma di violenza o di prevaricazione; un Paese che non dimentica e che, in questo solenne centesimo anniversario, onora i suoi martiri con iniziative meritorie e di valore, come l'idea di riconoscere la cittadinanza onoraria al milite ignoto da parte di tutti i Comuni d'Italia, come il Treno della memoria, che il prossimo 28 ottobre partirà da Aquileia per giungere a Roma il 4 novembre, unendo ancora una volta il Paese in un nuovo viaggio simbolico, sulle orme di quello che un secolo fa portò le spoglie del milite ignoto fino all'Altare della Patria. Soprattutto un Paese che racconta, spiega, tramanda la propria storia alle generazioni di oggi e a quelle di domani, perché si facciano anch'esse messaggere di una memoria che è parte della loro identità culturale, oltre che una guida preziosa per costruire un futuro migliore, perché comprendano davvero l'inestimabile ricchezza di un patrimonio di principi, tutele e garanzie individuali e collettive che è frutto anche di grandi sofferenze e sacrifici di vite umane. Vi ringrazio (Applausi) . Sui gravi incendi che hanno colpito il territorio italiano D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, la ringrazio anche per la cortesia istituzionale che ha voluto usarmi. Intervengo per richiamare l'attenzione di quest'Assemblea e, attraverso di essa, del discorso pubblico della nostra Nazione sul disastro che ha colpito la Regione Abruzzo: una vera e propria strage di alberi che domenica abbiamo purtroppo patito come comunità regionale, a causa di una condotta scellerata di coloro i quali hanno voluto distruggere attraverso il fuoco un patrimonio irripetibile coincidente con il creato. Mi riferisco a un creato che ci fa pensare, in termini di sentimento, di avvertimento delle coscienze, a quello che lei ha richiamato prima a proposito dell'opera estrema garantita dal Milite ignoto, perché la Patria che evoca il suolo sotto il quale sono sepolti i nostri avi è fatta anche del paesaggio, del creato, di quanto consente memoria individuale e collettiva. In Abruzzo abbiamo perso qualcosa come 100.000 alberi. Un sacerdote di grande credibilità, monsignor Iannucci di Pescara, ha insegnato a numerose generazioni che gli alberi sono i cittadini che avremmo voluto avere in più. Il Parco D'Avalos, di cinquecento anni di vita, ha perso più di un terzo della sua consistenza, ma sono state colpite anche la pineta dannunziana, quella che ha ispirato la riflessione, il pensiero e le opere di D'Annunzio, così come la Costa dei Trabocchi. Intervenire in Senato in questo momento serve a richiamare l'attenzione delle istituzioni. Il codice di protezione civile del 2020 prevede che davanti a questi disastri si attivino le procedure per il riconoscimento dell'emergenza nazionale. E ci sono gli elementi per l'emergenza nazionale, dal momento che sono stati rimossi dei pericoli, sono state evacuate persone e famiglie, senza contare tutto quello che ho descritto come perdita ambientale. Se però ci fosse solo l'intervento degli organi statuali governativi, non ripristineremmo il valore del Paese saggio che è evocato dal paesaggio. C'è bisogno anche di fare di più ad opera della cittadinanza, ad opera di coloro i quali hanno molto, anche sul piano della ricchezza. Infatti ci vorranno almeno quindici anni per ripristinare quei 100.000 alberi per le giovani generazioni che vorranno rivendicare il diritto alla veduta della bellezza. Serviranno norme per scoraggiare questi delinquenti che attraverso il fuoco hanno distrutto il Creato;