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La cattura temporanea è altresì consentita a scopo di un controllo della popolazione canina e felina. 1- quater. Nelle zone urbane, la cattura degli animali randagi è consentita esclusivamente nelle modalità e nelle forme previste dall'articolo 2. 1- quinquies. Le strutture di ricovero destinate ai gatti e cani randagi sono rispettose della dignità degli animali, della loro natura e conformi a criteri di benessere psicofisico. Sono severamente vietate all'interno pratiche di qualsiasi genere che provochino pregiudizio all'animale. 1- sexies. La conformità dei ricoveri di cui al comma 1- quinquies a parametri di benessere è valutata dalla struttura dell'azienda sanitaria locale territorialmente competente. 1- septies. Le regioni, entro sessanta giorni dala data di entrata in vigore della presente legge, regolamentano le modalità di accreditamento delle associazioni animaliste di cui al comma 1- bis . 1- octies. Gli animali randagi non possono in alcun modo essere impiegati in attività di sperimentazione e, dunque, essere condotti in centri e istituti a tal scopo dedicati. 1- novies. Le violazioni delle disposizioni del presente articolo configurano il reato di maltrattamento di animali ai sensi dell'articolo 544- ter del codice penale». 15 (Competenze dei comuni e delle comunità montane) 1 Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni e le comunità montane danno attuazione a quanto previsto dall'articolo 4 della legge 14 agosto 1991, n. 281. 2 All'articolo 4 della legge 14 agosto 1991, n. 281, dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1 -bis. I canili comunali sono conformi a quanto previsto dall'articolo 1, commi 1- quinquies e 1- sexies ». IV MISURE PER LA PROTEZIONE E TUTELA DEGLI ANIMALI DA ALLEVAMENTO PER LA PRODUZIONE DI CARNI O ALTRI PRODOTTI 16 (Misure a tutela degli animali da allevamento) 1 Gli stabilimenti di macellazione sono progettati in modo da evitare all'animale la percezione della morte sua e dei suoi simili, anche attraverso un'organizzazione degli spazi più rispettosa della sensibilità e della dignità dell'animale stesso. 2 È vietata la pratica dell'uccisione in serie. 3 Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 costituiscono requisiti obbligatori per il rilascio da parte dell'autorità sanitaria veterinaria territorialmente competente dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività di abbattimento e macellazione degli animali. 4 Sono vietati l'abbattimento e la macellazione degli animali allevati per la produzione di carni o di altri prodotti prima del raggiungimento dell'età adulta. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministero della salute, con proprio decreto, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, redige un elenco contenente per ogni specie animale l'età che, biologicamente, si valuta come adulta. 5 L'abbattimento e la macellazione in violazione alle disposizioni di cui ai commi 2 e 4 configurano il reato previsto dall'articolo 544- bis del codice penale e comportano l'immediata revoca dell'autorizzazione di esercizio. 6 Sono proibite forme di allevamento in cui si obbliga l'animale a un'alimentazione forzata o a qualsiasi altra pratica procuri sofferenza per incrementare artificiosamente la produzione di carne o di altri prodotti. 7 La violazione dei divieti di cui al comma 6 configura il reato previsto dall'articolo 544- ter del codice penale. 17 (Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio, caso EU Pilot 1611/10/ENVI) 1 Alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 4, il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4. È vietato a chiunque usare richiami vivi»; b all'articolo 5, i commi 1, 7, 8 e 9 sono abrogati; c all'articolo 5, il comma 2 è sostitutio dal seguente: « 2 . I possessori di uccelli utilizzati come richiamo fino alla data di entrata in vigore della presente disposizione devono, entro trenta giorni dalla medesima data, consegnare detti animali al più vicino centro di recupero per la fauna selvatica munito di regolare autorizzazione, che provvede a rilasciare apposita ricevuta di tale consegna»; d all'articolo 5, comma 6, le parole: «con l'uso di richiami vivi» sono soppresse; e all'articolo 21, comma 1, le lettere p) e q) sono abrogate e, alla lettera r) , le parole: «a fini di richiamo uccelli vivi accecati o mutilati ovvero legati per le ali e» sono soppresse; f all'articolo 21, comma 1, lettera ee) , le parole: «dei capi utilizzati come richiami vivi nel rispetto delle modalità previste dalla presente legge e» sono soppresse; g all'articolo 30, comma 1, lettera h) , il secondo periodo è sostituito dal seguente: «La stessa pena si applica a chi esercita la caccia con l'ausilio di richiami vietati ai sensi dell'articolo 4, comma 4, e dell'articolo 21 comma 1, lettera r) »; h all'articolo 31, comma 1, la lettera h) è abrogata. V DISPOSIZIONI PER L'ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI VETERINARIO 18 (Disposizioni comuni) 1 Il medico veterinario, nell'esercizio della propria professione, deve prestare la propria opera con scienza e coscienza, eseguendo una visita corretta dell'animale, avvalendosi delle proprie conoscenze scientifiche e di ogni esame clinico e strumentale che possa servire a una corretta diagnosi e cura delle malattie. Egli deve operare sempre per la tutela della salute degli animali, evitando loro sofferenza, dolore e fatica, nel rispetto delle vigenti leggi protezionistiche e della sensibilità individuale di ogni animale. 19 (Analisi e visite diagnostiche) 1 Il medico veterinario consegna obbligatoriamente al tutore dell'animale che ha in cura i referti scritti delle analisi e delle indagini strumentali eseguite per la diagnosi delle malattie, su cui devono comparire la relativa data e la firma del medico veterinario. Le analisi e i relativi referti devono essere conservati su supporto informatico nell'ambulatorio veterinario per dieci anni. 2 Il medico veterinario rilascia referti scritti, firmati e datati, ai sensi del comma 1, di ogni visita effettuata all'animale e annota su apposito registro, vidimato dall'azienda sanitaria locale di appartenenza, l'indicazione dei dati caratteristici dell'animale e il numero identificativo rilasciato dall'anagrafe canina o felina. 3 Il medico veterinario informa sempre con chiarezza il tutore sulle terapie effettuate all'animale, sui relativi dosaggi dei farmaci somministrati e sugli eventuali effetti collaterali, secondo il principio di trasparenza terapeutica. 4 Il medico veterinario compila e rilascia un libretto sanitario nel quale sono registrate le vaccinazioni annuali, gli eventuali interventi chirurgici e ogni altro trattamento applicato sull'animale. 20 (Cartella clinica) 1