[ddlpres]

Le modifiche proposte cambiano, nella sostanza, l'architettura del sistema di sostegno: limitano il contributo statale a documentari, opere prime e seconde e cortometraggi, nonché sviluppo di sceneggiature originali, eliminando le opere di autori affermati. Al decreto ministeriale attuativo è demandata la definizione del numero massimo, per ogni esercizio finanziario, di documentari e di opere prime e seconde a cui è possibile assegnare il contributo, nonché (novità assoluta per la legislazione italiana) i termini temporali entro cui devono essere iniziate le riprese ed entro il quale deve essere richiesto il nulla osta per la proiezione in pubblico (in altre parole, entro il quale dev'essere realizzato il film oggetto di sostegno); l) modifiche all'articolo 15 del decreto legislativo n. 28 del 2004 L'articolo 15 del decreto legislativo prevede, per l'esercizio cinematografico, contributi in conto interesse e in conto capitale. Riguardo ai primi, sono concessi contributi sui contratti di mutuo e di locazione finanziaria, ma gli interventi volti alla realizzazione di nuove sale, al ripristino delle sale inattive o alla trasformazione delle sale esistenti, mediante l'aumento del numero di schermi, ricevono contributi solo se realizzati nelle aree geografiche individuate dalla Consulta territoriale nel programma triennale. A favore delle imprese di esercizio sono inoltre previsti contributi in conto capitale, di regola erogati alternativamente ai contributi in conto interesse, ma, per taluni interventi finalizzati ad una maggiore capillarizzazione dell'esercizio sul territorio, erogati cumulativamente agli stessi. Con le modifiche proposte, oltre ad alcune rettifiche formali, si stabilisce, essenzialmente, l'abolizione dei contributi in conto capitale, in quanto non prioritari, tra le finalità dell'intervento statale, data, da un lato, la compresenza di diversi similari strumenti di sostegno a livello regionale e locale e, dall'altro, a livello centrale, la presenza di norme di agevolazione fiscale almeno per gli interventi di maggior peso e rilevanza in questa fase di evoluzione del settore, e cioè la digitalizzazione degli impianti; m) abrogazione degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo n. 28 del 2004 L'articolo 16 del decreto legislativo disciplina la concessione di contributi alle industrie tecniche cinematografiche, sotto forma di mutui decennali a tasso agevolato o contributi sugli interessi. L'articolo 17 del decreto legislativo prevede, confermandolo, il sistema di conferimento degli attestati e di attribuzione dei premi di qualità ai film di nazionalità italiana già esistente con la citata legge n. 1213 del 1965, fatto salvo l'organo competente all'attività di valutazione, individuato in una giuria di cinque esperti nominati dal Ministro per i beni e le attività culturali. Numero e entità dei premi, destinati in percentuali diverse a produttore, regista, cast tecnico del film, sono stabiliti con decreto ministeriale attuativo. Il presente disegno di legge prevede l'abrogazione di entrambe le disposizioni: gli interventi a favore delle industrie tecniche cinematografiche in quanto mai operativi in concreto per carenza di istanze; i premi di qualità in quanto non prioritari, in una situazione di limitate risorse (e peraltro, per questa ragione, già sospesi da tre anni con provvedimenti ad hoc) ; n) modifiche all'articolo 19 del decreto legislativo n. 28 del 2004 L'articolo 19 del decreto legislativo disciplina l'erogazione delle risorse destinate alla promozione delle attività cinematografiche. Le finalità sono, storicamente, quelle dello sviluppo di progetti utili a sostenere le programmazioni stagionali e le attività di distribuzione, nella promozione di manifestazioni ed iniziative in Italia ed all'estero, anche a carattere non permanente, inerenti allo sviluppo del cinema sul piano artistico, culturale e tecnico, nel sostegno delle sale d' essai , nella conservazione e restauro del patrimonio filmico nazionale, nella realizzazione di mostre e rassegne d'arte cinematografica di interesse nazionale ed internazionale e nella pubblicazione e divulgazione di scritti e riviste di interesse nazionale, afferenti alla cinematografia. In taluni dei settori elencati, nei quali la promozione è legata alla cura di interessi territorialmente localizzati, gli obiettivi da perseguire sono individuati dalla Consulta territoriale e successivamente recepiti nel documento programmatico annuale del Ministro per i beni e le attività culturali. Con le modifiche proposte: a) viene operata una razionalizzazione della disposizione che prevede quali enti/eventi/iniziative possano ricevere i contributi statali, limitandole a quelle di carattere nazionale e internazionale (criteri e parametri ad hoc fissati con apposito provvedimento), all'attività d' essai (concessione di contributi e premi) e alla conservazione e restauro del patrimonio filmico nazionale; b) la correlazione tra entità del contributo e stabilità ed efficacia dell'iniziativa stessa nel quinquennio precedente è limitata alle iniziative di rilevanza nazionale e internazionale; o) modifiche agli articoli 5, 9 e 15 della legge n. 161 del 1962 L'articolo 5 della legge n. 161 del 1962 stabilisce la graduazione dell'età per poter assistere alla proiezione dei film, prevedendo tre possibilità di nulla osta alla visione: a) per tutti; b) minori degli anni 14; c) minori degli anni 18. L'articolo 1, comma 2, lettera a) , del presente disegno di legge introduce una modifica al citato articolo 5, primo comma, della legge n. 161 del 1962, attraverso l'inserimento di un'ulteriore soglia di ammissione alla proiezione del film per i minori di anni 10. La nuova soglia così introdotta, anche sulla scorta dell'esperienza ultraquarantennale degli uffici ministeriali e dell'esperienza maturata in gran parte dei Paesi in cui la cinematografia è maggiormente diffusa, appare, infatti, maggiormente in grado di assicurare una più intensa e più puntuale azione a tutela dei minori e dell'infanzia. L'articolo 1, comma 2, lettera b) , del presente disegno di legge, inoltre, reca una espressa disposizione volta a ridisciplinare il procedimento di revisione cinematografica, consentendo una unica revisione dei film già sottoposti all'esame delle commissioni di revisione decorsi dodici mesi dalla data di rilascio del nulla osta cinematografico. Come conseguenza della modifica apportata all'articolo 9 viene soppresso il comma 4 dell'articolo 15 della legge n. 161 del 1962. L'articolo 2 mira a riformare, attraverso il ricorso al regolamento di delegificazione, le modalità di contribuzione statale a sostegno delle istituzioni culturali di rilievo nazionale. In particolare, l'intervento normativo proposto prevede, a regime, la valorizzazione delle sole istituzioni culturali aventi rilievo nazionale e la contestuale razionalizzazione delle risorse finanziarie statali destinate alle stesse. Si prevede, altresì, la trasformazione dell'attuale tabella in un registro, inteso quale strumento di prequalificazione delle istituzioni culturali di rilievo nazionale che, in possesso dei requisiti prescritti dalla legge, sono conseguentemente legittimate a presentare istanza di contributo annuale alla competente Direzione generale del Ministero per i beni e le attività culturali.