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L'intervento di recupero e integrazione delle sedute del teatro di Velia, ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, si profila come una manutenzione straordinaria resasi necessaria a causa di un degrado avanzato della struttura e non come un intervento di restauro. I lavori non sono stati affidati con una procedura di somma urgenza, ma in virtù di un affidamento diretto ex articolo 36 del decreto legislativo n. 50 del 2016, tramite il Mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA). L'impresa affidataria è stata individuata attraverso la consultazione dell'albo digitale delle imprese, che garantisce la rotazione degli incarichi come prassi consolidata in questa amministrazione. Occorre rilevare che le imprese iscritte al MEPA, per ottenere l'iscrizione, sono soggette al vaglio dei requisiti di professionalità, di capacità tecnica e di onorabilità. In merito all'autorizzazione dell'intervento, si richiama che il decreto ministeriale del 9 aprile 2016, all'articolo 4, comma 3, prevede che «All'interno dei confini di rispettiva competenza e negli istituti, luoghi, immobili e complessi assegnati, i direttori dei parchi archeologici di cui al presente articolo esercitano (...) le funzioni spettanti ai Soprintendenti archeologia, belle arti e paesaggio». Pertanto l'intervento in questione non si rendeva bisognevole di un'ulteriore autorizzazione da parte della Soprintendenza. Relativamente agli interventi in oggetto si precisa che gli atti sono pubblicati sul sito istituzionale del Paeve, alla sezione attività e procedimenti, liberamente consultabili. La nomina del RUP e del direttore dei lavori è avvenuta nel rispetto dei principi contenuti nelle linee guida ANAC n. 3 di attuazione del decreto legislativo del 18 aprile 2016 n. 50, che stabiliscono i criteri per la nomina del responsabile unico del procedimento per l'affidamento di appalti e concessioni. Inoltre, si sottolinea che i lavori in corso non alterano in alcun modo l'impatto visivo delle integrazioni, in quanto recuperano puntualmente il restauro effettuato nel 2003-2004, garantendo la piena reversibilità e riconoscibilità dell'intervento. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Corrado, per due minuti. CORRADO (Misto) . Signor Ministro, lei ha appena risposto alla mia interrogazione leggendo quanto le hanno scritto i suoi uffici, ma non conosce direttamente la materia, quindi non si rende conto del tutto dell'insostenibilità della sua risposta. Questo, comunque, non la assolve: è lei, infatti, che non solo ha concesso l'autonomia speciale a una quarantina tra musei, aree archeologiche e monumenti fra i più importanti d'Italia, ma ha proprio scelto i loro direttori, con una procedura che il TAR ha più volte ribadito avere carattere non concorsuale, trattandosi di nomine fiduciarie. Lei ha scelto tali figure per lo più fuori dalla pubblica amministrazione, attingendo soprattutto ai baronati universitari, in gran parte senza o con scarsissima esperienza in fatto di amministrazione e gestione di strutture complesse, quando non addirittura mediocri dal punto di vista scientifico. È lei il padre di questa genia, signor Ministro, ma non solo: li ha fatti uguali a sé stesso, a sua immagine, quindi famelici di risultati che sono pura apparenza. Per rispondere a questo modello, direttori come Zuchtriegel, del Parco archeologico di Paestum e Velia (che adesso ha promosso a Pompei, quindi a una direzione di livello generale), hanno attivato freneticamente progetti da milioni di euro, affidandoli però a personale interno, che non ha né le competenze specifiche, né i titoli che la legge richiede, e quindi hanno scambiato l'autonomia per arbitrio, cosa che non era - suppongo - nelle intenzioni iniziali della sua riforma. Anche di questo è responsabile, perché lei, signor Ministro, che da cinque anni più tre e da tre Governi tiene in ostaggio i beni culturali del Paese, non ha fatto nulla o comunque non ha agito per assumere personale, quindi non ha colmato quella carenza di organico che ormai nel Ministero che lei guida per la terza volta inopinatamente tocca quasi il 50 per cento. A Velia il progetto di restauro del teatro lo ha fatto un geometra che pare sia inquadrato come operatore tecnico, quindi siamo a un gradino molto basso dell'area seconda, e il RUP è un ragioniere. Naturalmente non ce l'ho con queste persone, ma mi chiedo dove fosse il direttore Zuchtriegel quando sono stati affidati i lavori a quella ditta, nata nel 2019. In sostanza, signor Ministro, è lei che ha ridotto i nostri beni culturali in queste condizioni e sarà per questo ricordato come il peggiore Ministro dei beni culturali della storia della Repubblica. PRESIDENTE . Il senatore Cangini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02314 sulla riapertura in sicurezza dei luoghi della cultura e dello spettacolo, per tre minuti. CANGINI (FIBP-UDC) . Signor Ministro, c'è un motivo per cui il ballo, e ancor di più la musica, hanno sempre fatto e tuttora fanno parte dell'orizzonte di tutti i culti e di tutte le religioni. C'è un motivo per cui l'arte, la cultura e il bello sono sempre stati centrali in tutte le civiltà e ha a che fare con la natura umana più profonda, con lo spirito o - per chi ci crede - con l'anima. Ebbene, colleghi, ci stiamo giustamente e doverosamente preoccupando molto di curare e di proteggere il corpo degli italiani dal virus, ma ne stiamo pericolosamente trascurando lo spirito. Temo che tutto questo avrà costi sociali di cui dovremo, prima o poi, tener conto. Sicuramente ha costi sociali gravi il blocco in parte inevitabile dell'attività culturale in senso lato: oltre un milione di persone - questa è la filiera che fa parte del variegato mondo della cosiddetta cultura - che prevalentemente non lavorano, dal più nobile e prestigioso dei tenori lirici al più oscuro e anonimo dei tecnici di un teatro, hanno avuto la vita sostanzialmente congelata e bloccata da oltre un anno. Dunque, signor Ministro, Forza Italia le chiede ovviamente di prevedere le riaperture, compatibilmente con la realtà: non ci sfugge che la situazione pandemica si sta aggravando e che le varianti del virus obbligano - e probabilmente ancor più obbligheranno nei prossimi giorni - a ulteriori chiusure. Soprattutto, però, quello che va fatto subito è rimpinguare i cosiddetti ristori, semplificare le procedure per accedervi e comprendere nella categoria di chi ne ha diritto quelle - tante, purtroppo - categorie professionali e singole professionalità che compongono il mondo della cultura, che fino a oggi hanno avuto il loro diritto negato. PRESIDENTE. Il ministro della cultura, onorevole Franceschini, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. FRANCESCHINI, ministro della cultura . Ringrazio il senatore Cangini, che pone un tema reale.