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Per le aree naturali protette che comprendono anche in parte zone di protezione speciale (ZPS), siti di importanza comunitaria (SIC), o zone speciali di conservazione (ZSC), il piano deve tenere conto del formulario del sito, dei motivi istitutivi e degli obiettivi di conservazione, in conformità alla direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, e alla direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992. Per la redazione, la gestione e l'aggiornamento dei piani l'ente gestore dell'area naturale protetta può stipulare protocolli pluriennali di intesa e accordi di collaborazione con università ed enti di ricerca iscritti nello schedario dell'Anagrafe nazionale delle ricerche. 2. I piani di cui al comma 1 sono finalizzati al contenimento della fauna selvatica che può determinare un impatto negativo sulla conservazione di specie ed habitat di cui alle citate direttive 2009/147/CE e 92/43/CEE presenti nell'area protetta o di specie della fauna e flora selvatiche o habitat ritenuti particolarmente vulnerabili. 3. Gli interventi di gestione della fauna selvatica, sia di cattura che di abbattimento, devono avvenire per iniziativa e sotto la diretta responsabilità e sorveglianza dell'ente gestore e devono essere attuati dal personale da esso dipendente o da persone da esso autorizzate. 4. I piani di cui al comma 1 indicano gli obiettivi, i periodi, le modalità, le aree, il numero di capi su cui è previsto l'intervento in relazione agli obiettivi dichiarati, nonché i tempi e i modi di verifica del contenimento. I piani prevedono l'esclusivo impiego di tecniche selettive e devono contemplare la possibilità di intervenire tramite catture». 10 (Modifica dell'articolo 12 della legge n. 394 del 1991) 1 L'articolo 12 della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: «Art. 12. - (Piano del parco) – 1. Il Piano del parco ha lo scopo di elaborare, programmare e pianificare le strategie finalizzate alla tutela dei valori naturali ed ambientali, storici, culturali e antropologici del territorio del Parco, nonché di incrementare lo sviluppo socio-economico, turistico e occupazionale all'interno del medesimo. 2. Il Piano del parco, di seguito denominato "Piano", in particolare: a) disciplina l'organizzazione generale del territorio e la sua articolazione in aree o parti caratterizzate da forme differenziate di uso, godimento e tutela; b) identifica i vincoli in materia di destinazioni di uso pubblico e privato con riferimento alle varie aree o parti del del territorio; c) assicura i sistemi di accessibilità veicolare e pedonale con particolare riguardo a percorsi, accessi e strutture riservati ai disabili, ai portatori di handicap e agli anziani; d) provvede alla funzionalità dei servizi per la gestione e la funzione sociale e turistica del parco, quali musei, centri di visite, uffici informativi, aree di campeggio, attività agrituristiche, strutture ricettive, strutture sportive; e) determina indirizzi e criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna e sull'ambiente naturale in genere. 3 . Ove ne sia valutata la necessità, il piano può altresì suddividere il territorio in base al diverso grado di protezione, prevedendo: a) riserve integrali nelle quali l'ambiente naturale è conservato nella sua integrità; b) riserve generali orientate, nelle quali è vietato costruire nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio. Possono tuttavia essere consentiti lo svolgimento di attività tradizionali e di artigianato, la realizzazione delle infrastrutture necessarie e opere di manutenzione delle strutture esistenti, nonché interventi di gestione delle risorse naturali a cura dell'Ente parco; c) aree di protezione nelle quali, in armonia con le finalità istitutive ed in conformità ai criteri generali fissati dall'Ente parco, sono autorizzate attività di agricoltura biologica, attività agro-silvo-pastorali, di pesca e raccolta di prodotti naturali, la produzione artigianale di qualità, nonché l'attività ricettiva di tipo agrituristico; d) aree di promozione e sviluppo socio-economico, turistico, ricettivo e di commercio al dettaglio, compatibili con le finalità istitutive del parco e finalizzate al miglioramento della vita socio-culturale delle collettività locali e al miglior godimento del parco da parte dei visitatori. 4 . Il Piano è approvato dal Consiglio direttivo dell'Ente parco entro sei mesi dalla sua costituzione, previo parere del Comitato degli amministratori locali, e inviato per controllo alla Cabina di regia. In caso di inadempienza o ritardo nell'approvazione del Piano, trascorsi nove mesi dalla costituzione degli organi dell'Ente parco, la Cabina di regia attiva la procedura per la decadenza degli organi direttivi dell'Ente parco e per la nomina di un commissario ad acta. Il commissario è nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, formulata su indicazione della Cabina di regia 5 . Il Piano è modificato con la stessa procedura prevista per la sua approvazione ed è aggiornato con le medesime modalità almeno ogni tre anni. 6 . Il Piano ha effetto di dichiarazione di interesse pubblico generale e di urgenza e indifferibilità per gli interventi in esso previsti e sostituisce ad ogni livello i piani paesistici, i piani territoriali o urbanistici e ogni altro strumento di pianificazione. 7 . Il Piano è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e nel Bollettino ufficiale della regione o delle regioni nel cui territorio è compreso il parco ed è immediatamente vincolante nei confronti delle amministrazioni e dei privati». 11 (Modifica dell'articolo 13 e introduzione dell'articolo 13- bis della legge n. 394 del 1991) 1 L'articolo 13 della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: «Art. 13. - (Nulla osta) – 1. Il rilascio di concessioni o autorizzazioni relative ad interventi, impianti ed opere all'interno del parco è sottoposto al preventivo nulla osta dell'Ente parco. Il nulla osta è rilasciato, previa verifica della conformità tra le disposizioni del Piano e del regolamento e l'intervento, entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine, chi vi abbia interesse può agire ai sensi dell'articolo 31, commi da 1 a 3, del codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. Il diniego, che è immediatamente impugnabile, è pubblicato nell'albo on line dell'Ente parco per la durata di sette giorni. L'Ente parco dà notizia per estratto, con le medesime modalità, dei nulla osta rilasciati. 2. Avverso il rilascio del nulla osta è ammesso ricorso giurisdizionale anche da parte delle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi della legge 8 luglio 1986, n. 349. 3.