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L'articolo 1, comma 317, autorizza, per il triennio 2019-2021, ad assumere, a tempo indeterminato, anche in sovrannumero con assorbimento in relazione alle cessazioni del personale di ruolo, mediante apposita procedura concorsuale pubblica per titoli ed esami, un contingente di personale di 350 unità appartenenti all'Area III, posizione economica F1, e di 50 unità appartenenti all'Area II, posizione economica F2, in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado. Con le disposizioni di cui all'articolo 24, comma 1, del decreto legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, è stato disposto il differimento del termine per l'assunzione di 50 unità appartenenti all'Area II, al triennio 2020-2022. Con riferimento alle procedure di reclutamento avviate per 251 unità, rientranti nel contingente delle autorizzate 350 unità di Area III, in base agli esiti delle prove del concorso pubblico pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4 a serie speciale, n. 63 del 9 agosto 2019, sono state selezionate un numero di unità di personale notevolmente inferiore a quelle previste, pari a 80 unità, peraltro suscettibili di ulteriore revisione al ribasso in caso di rinuncia all'assunzione da parte dei soggetti vincitori. Di conseguenza l'Amministrazione ha la necessità di utilizzare le residue facoltà assunzionali non sfruttate nell'arco temporale 2019-2021 e di avere pertanto uno spostamento del termine dal 2019-2021, come attualmente previsto, al 2021-2023. Si aggiunga che il Ministero ha subito una complessiva e profonda riorganizzazione con le disposizioni di cui al decreto-legge n. 22 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 55 del 2021, con attribuzione di nuove competenze, che ha determinato un rallentamento delle procedure assunzionali, già aggravate dall'emergenza pandemica. L'utilizzo delle facoltà assunzionali residue è comunque subordinato al previo esperimento delle procedure di mobilità ex articolo 34- bis del decreto legislativo n. 165 del 2001. Il comma 3 reca una misura tesa a garantire l'attuazione della delega legislativa contenuta nella legge 22 dicembre 2021, n. 227, in materia di disabilità. L'approvazione della predetta legge n. 227 del 2021 ha comportato un incremento di compiti e funzioni in capo all'Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 ottobre 2019. In particolare, l'Ufficio che cura gli adempimenti necessari per la realizzazione degli interventi connessi all'attuazione delle politiche volte a garantire la tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità e a favorire la loro piena ed effettiva partecipazione e inclusione sociale, nonché la loro autonomia, in coerenza con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, deve svolgere con immediatezza tutte le attività istruttorie connesse all'adozione degli atti, anche normativi, conseguenti all'entrata in vigore della legge delega e delle riforme, contenute nel PNRR, da adottare entro 20 mesi dalla data di entrata in vigore della legge (agosto 2023) e da attuare entro il 2024. L'intervento normativo in esame ha la finalità di adeguare, con effetto immediato, la struttura dell'Ufficio e renderla funzionale all'aumento delle competenze derivanti dall'approvazione della legge di delegazione e dagli oneri relativi all'attuazione della stessa, incrementandone la dotazione organica come segue: una unità di dirigente di prima fascia, due unità di dirigenti di seconda fascia. Al contempo, si autorizza la Presidenza del Consiglio dei ministri a procedere al reclutamento di personale non dirigenziale in deroga all'articolo 4, comma 3- quinquies , del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, nei limiti delle facoltà assunzionali vigenti. Il comma 4 dispone l'abrogazione di alcune disposizioni della legge 22 dicembre 2021, n. 227, concernenti l'adeguamento della struttura dell'Ufficio, cui si provvede con il comma 3. Il comma 5 prevede la copertura finanziaria degli oneri derivanti dalla disposizione. In particolare, per quanto riguarda le unità di personale dirigenziale, agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, spesa già autorizzata dall'articolo 3, comma 2, della legge di delegazione. Art. 10. – (Disposizioni in materia di conferimento di incarichi per il Piano nazionale di ripresa e resilienza) La disposizione consente alle amministrazioni titolari di progetti PNRR, incluse le regioni e gli enti locali, di conferire incarichi, ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, a personale in quiescenza da più di due anni, fino al 31 dicembre 2026. Il comma 2 prevede che ai soggetti collocati in quiescenza possano essere conferiti gli incarichi di cui all'articolo 31, comma 8, del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nonché, in presenza di particolari esigenze alle quali non è possibile far fronte con personale servizio e per il tempo strettamente necessario all'espletamento delle procedure di reclutamento del personale dipendente, l'incarico di responsabile unico del procedimento di cui comma 1 del medesimo articolo 31. Il comma 3 estende ai soggetti attuatori di interventi previsti dal PNRR procedure per il reclutamento del personale a tempo determinato da impiegare per l'attuazione del PNRR, previste dall'articolo 1 del decreto-legge n. 80 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 113 del 2021. Il comma 4 estende alle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 le modalità di selezione previste dal citato decreto-legge n. 80 del 2021 per il conferimento di incarichi professionali. Art. 11. – (Potenziamento amministrativo delle regioni e delle politiche di coesione) La disposizione di cui al comma 1 consente alle regioni di assumere per l'attuazione dei progetti previsti dal PNRR personale con qualifica non dirigenziale, in possesso di specifica professionalità, in deroga ai limiti di spesa previsti dall'articolo 9, comma 28, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010.