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Sempre in un’ottica dissuasiva al ricorso improprio a contratti a tempo determinato, si sancisce la nullità dei contratti illegittimi e si rafforza la responsabilità in capo a chi li pone in essere prevedendo un’ipotesi tipica di danno erariale che sia da deterrente per le amministrazioni. Si radunano, inoltre, anche le altre forme di responsabilità dirigenziale connesse con la violazione. L’intervento di cui al comma 2 è di coordinamento rispetto alle forme di responsabilità indicate nel comma 5- quater dell’articolo 36 sopra citato. Viene rafforzato il regime delle responsabilità anche per l’utilizzo improprio dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa prevedendo la nullità dei contratti, la responsabilità erariale, la responsabilità dirigenziale ed il divieto di conversione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Si prevede per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie, gli enti pubblici non economici e gli enti di ricerca, che l’avvio delle procedure concorsuali sia subordinato alla verifica dell’assenza di graduatorie approvate dal 1º gennaio 2008 relative alle professionalità necessarie anche secondo criteri di equivalenza. A tal fine si prevede che il Dipartimento della funzione pubblica avvii entro il 30 settembre 2013 un monitoraggio telematico. Le graduatorie vigenti sono prorogate fino al 31 dicembre 2015. Questa disciplina costituisce norma di principio per regioni, province autonome, enti locali ed enti del Servizio sanitario nazionale. Al comma 6, si prevede la possibilità (fino al 31 dicembre 2015), nel limite massimo del 50 per cento delle facoltà assunzionali, per le pubbliche amministrazioni di bandire procedure concorsuali, per titoli ed esami, per assunzioni a tempo indeterminato di personale non dirigenziale riservate esclusivamente a favore di coloro che, alla data di entrata in vigore del decreto, hanno maturato, negli ultimi cinque anni, almeno tre anni di servizio con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, nonché di coloro che avevano maturato i requisiti secondo la disciplina prevista dalle leggi finanziarie 2007 e 2008. Il periodo di servizio maturato presso uffici di diretta collaborazione degli organi politici non è computabile ai fini della maturazione del requisito di anzianità di servizio richiesto. Le graduatorie definite all’esito delle procedure selettive sono utilizzabili per assunzioni nel triennio 2013-2015 a valere sulle risorse assunzionali relative ai medesimi anni in misura non superiore al 50 per cento. Le procedure selettive previste dal comma in esame sono alternative a quelle previste dall’articolo 35, comma 3- bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 e possono essere avviate solo a valere sulle risorse assunzionali relative agli anni 2013, 2014, e 2015, ma sempre nell’ambito dello stesso limite del 50 per cento di cui al citato articolo 35, comma 3- bis. Resta ferma per il comparto scuola la disciplina specifica di settore. Si tratta di uno strumento utile a favorire una maggiore valorizzazione della professionalità acquisita dal personale con contratto di lavoro a tempo determinato e necessario per ridurre il numero dei contratti a termine. Per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato del personale precario si prevede di bandire concorsi anche con rapporti di lavoro a tempo parziale. Si garantisce così un più ampio intervento volto alla stabilità del posto di lavoro, nel rispetto dei vincoli assunzionali. Le regioni predispongono un elenco degli addetti ai lavori socialmente utili e di pubblica utilità, secondo criteri di priorità volti a favorire l’anzianità anagrafica, per l’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori rientranti in questa categoria. Fino al 31 dicembre 2015 gli enti territoriali, che hanno disponibilità in organico relativamente alle qualifiche per le quali non è richiesto il titolo di studio superiore a quello della scuola dell’obbligo, ai sensi dell’articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, possono procedere all’assunzione a tempo indeterminato, anche con contratti di lavoro a tempo parziale, dei soggetti collocati nell’elenco regionale indirizzando una specifica richiesta alla regione competente. Ciò sempre nel rispetto del principio dell’adeguato accesso dall’esterno garantito dal limite di utilizzo delle risorse assunzionali destinate ad assunzioni nella misura massima del 50 per cento. Si prevede, inoltre, la possibilità per le pubbliche amministrazioni di prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato. Tale possibilità non è indiscriminata ma deve fondarsi su una coerenza con la programmazione triennale del fabbisogno e con le procedure che si andranno a bandire. Rileva perciò la professionalità necessaria alle amministrazioni anche ai fini della facoltà di proroga dei contratti. Le regioni, le province autonome, gli enti locali applicano le disposizioni secondo le loro peculiarità rispettando le misure di revisione della spesa. La norma si prefigge di favorire interventi virtuosi in capo alle predette amministrazioni. Per quanto riguarda gli enti del Servizio sanitario nazionale l’attuazione delle disposizioni avviene con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, su proposta del Ministro della salute di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, d’intesa con la Conferenza Stato-regioni . Viene esteso alle scuole dell’infanzia e agli asili nido il regime attualmente previsto per il comparto scuole statali. Articolo 5 Per focalizzare l’attività della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche (CIVIT), di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sui compiti di trasparenza e di prevenzione della corruzione, sono trasferite all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) le funzioni in materia di misurazione e valutazione della performance . A tal fine viene adeguata la composizione del collegio di indirizzo e controllo dell’ARAN. Sono trasferite al Dipartimento della funzione pubblica le funzioni della CIVIT in materia di qualità dei servizi pubblici. Articolo 6 L’articolo 6, attuando una misura di sussidiarietà con ricadute positive nei confronti delle forze di polizia, prevede che l’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) possa affidare ai gestori delle aerostazioni alcuni servizi di controllo dei veicoli, del personale che opera in queste infrastrutture, degli equipaggi dei velivoli, nonché degli altri soggetti che accedono alle cosidette «parti critiche delle aree sterili» degli aeroporti. La disposizione prevede che tali servizi siano svolti secondo le procedure del Programma nazionale per la sicurezza dell’aviazione civile, sotto la supervisione della Forza di polizia prevista dal locale dispositivo di sicurezza, che la espleta secondo le esigenze locali e le modalità stabilite dai Comitati di sicurezza aeroportuali. Il comma 3 contiene la disposizione in base alla quale