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L'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) e il SISTAN assicurano la realizzazione, con cadenza periodica, di indagini sociali ed economiche secondo un approccio di genere nelle seguenti macro aree tematiche: a) formazione continua, uso di nuove tecnologie e fruizione culturale; b) conciliazione tra tempi di vita e lavoro, tra lavoro e famiglia, reti di aiuto; c) partecipazione sociale e politica; d) presenza di donne e uomini nei luoghi decisionali; e) salute e stili di vita; f) fecondità e natalità; g) criminalità; h) violenze; i) reddito e povertà; j) condizioni di vita delle immigrate e degli immigrati per provenienza. 2. La relazione al Parlamento sull'attività dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), di cui all'articolo 24 del decreto legislativo 6 settembre 1989 n. 322, è integrata da una relazione sull'attuazione dell'articolo 1 e del comma 1 del presente articolo. Art. 3. 1. È istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri -- Dipartimento per le Pari opportunità il Comitato consultivo per le statistiche e le politiche di genere, di seguito denominato Comitato. 2. Il Comitato, in raccordo con la Commissione, svolge le seguenti funzioni: a) in conformità al Regolamento (CE) n. 1177/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 giugno 2003, relativo alle statistiche comunitarie sul reddito e sulle condizioni di vita, e al Regolamento (UE) n. 99/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 gennaio 2013, relativo al programma statistico europeo 2013-2017, formula proposte per l'armonizzazione degli indicatori all'interno delle macro aree tematiche di cui al precedente articolo 2, comma 1, e delle metodologie sensibili al genere con quelli utilizzati dalle organizzazioni internazionali; b) favorisce l'avvio di sperimentazioni finalizzate alla definizione di metodologie ed indicatori relativi alla misurazione di fenomeni sociali ed economici non ancora compiutamente indagati; c) favorisce e promuove la realizzazione e la diffusione di statistiche di genere anche attraverso il censimento di tutte le ricerche e pubblicazioni di interesse per l'informazione statistica ufficiale inserita nel programma statistico nazionale, realizzate anche da soggetti che non fanno parte del sistema statistico nazionale; d) effettua ricognizioni della normativa vigente finalizzate alla rilevazione di eventuali ostacoli alla produzione delle statistiche e all'attuazione di politiche di genere proponendo le necessarie modifiche; e) formula proposte e suggerimenti finalizzati all'individuazione di nuove esigenze informative, di tematiche emergenti nonché di analisi, studi, ricerche e metodologie di particolare interesse in un'ottica di genere; f) entro il 31 gennaio di ciascun anno, trasmette al Governo, alla Conferenza unificata e al CNEL, ai fini delle deliberazioni di rispettiva competenza in relazione al documento di cui al comma 7- bis dell'articolo 10 della legge 31 dicembre, n. 196, del 2009, come introdotto dall’articolo 4 della presente legge, una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente e su quella da svolgere, recante in allegato i dati statistici e le analisi quantitative, sull'impatto di genere delle politiche svolte nel periodo di riferimento. 3. Il Comitato, anche sulla base di una proposta del CNEL, individua la tempistica delle rilevazioni e gli indicatori all'interno delle macro aree tematiche previste all'articolo 2. 4. Il Comitato, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, è composto da una rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le pari opportunità che lo presiede; da due rappresentanti designati dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; da due rappresentanti designati dal Consiglio Nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL); da due rappresentanti dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) e da due esperti individuati sulla base delle specifiche professionalità nel settore legislativo e degli studi di genere. 5. La Presidenza del Consiglio dei Ministri -- Dipartimento per le pari opportunità definisce, con proprio decreto, la durata e le modalità organizzative di funzionamento del Comitato. Art. 4. 1 All'articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3, lettera f) , dopo le parole: «alla sanità» sono inserite le parole: «alle politiche per l'occupazione giovanile e per la parità di genere»; b) dopo il comma 7 è inserito il seguente: «7- bis . Il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri -- Dipartimento per le pari opportunità, presenta alle Camere, entro il 10 aprile dell'anno successivo a quello di riferimento, in allegato al DEF, una relazione sugli interventi realizzati con riferimento alle politiche per l'occupazione giovanile e per la parità di genere di cui al precedente comma 3, lettera f) ». Art. 5. (Norme transitorie e finali) 1. In sede di prima applicazione, la tempistica delle rilevazioni e gli indicatori di cui all'articolo 2 sono quelli previsti dall'allegato A della presente legge. 2. Il Governo, entro sei mesi dall'insediamento del Comitato di cui all'articolo 3, comma 1, adotta misure per il coordinamento e la specifica finalizzazione degli organismi attualmente in funzione nella pubblica amministrazione al fine di migliorare l'efficacia delle proposte e delle realizzazioni in tema di politiche di genere. Art. 6. 1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente nei rispettivi bilanci.