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Caratteristica della tortura è l'intenzionalità dell'atto, quando cioè c'è la volontà di umiliare, offendere e degradare l'altro: la tortura può essere sofferenza fisica, ma anche sofferenza psicologica. L'articolo 1 della citata Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura (1984) la definisce nel seguente modo: «tortura» designa qualsiasi «atto con il quale sono inflitti a una persona dolore o sofferenze forti, fisiche o mentali, al fine segnatamente di ottenere da questa o da una terza persona informazioni o confessioni, di punirla per un atto che ella o una terza persona ha commesso o è sospettata di aver commesso, di intimidirla o di far pressione su di lei o di intimidire o di far pressione su una terza persona, o per qualsiasi altro motivo fondato su una qualsiasi forma di discriminazione, qualora -- sottolinea la Convenzione -- tale dolore o sofferenze siano inflitte da un agente della funzione pubblica o da qualsiasi altra persona che agisca a titolo ufficiale, o su sua istigazione, o con il suo consenso espresso o tacito. Tale termine non si estende al dolore o alle sofferenze risultanti unicamente da sanzioni legittime, inerenti a tali sanzioni o da esse provocate». Inserire il reato di tortura nell'ordinamento italiano significa oggettivare l'antigiuridicità materiale e l'antisocialità dell'azione che preesiste alla valutazione del legislatore, il quale ha il dovere non solo di garantire le condizioni fondamentali e indispensabili della persona umana e della vita in comune, ma anche di promuovere il miglioramento della società. L'esplicita previsione del reato di tortura, corrisponde quindi ad un obbligo giuridico internazionale e costituisce anche un messaggio simbolico in chiave preventiva nel nostro ordinamento, ma diventa anche uno strumento di sensibilizzazione dell'opinione pubblica a livello internazionale perché, purtroppo, la pratica disumana della tortura è ancora ampiamente praticata nel mondo come denunciano i rapporti di Amnesty International e come dimostra la pubblicazione, da parte del presidente USA Barack Obama, dei documenti segreti «declassificati» sulle torture della CIA, che sembrerebbero coinvolgere anche l'ex segretario di stato Condoleezza Rice. Il disegno di legge qui presentato prevede la reclusione da tre a dodici anni per chiunque infligga ad una persona forti sofferenze fisiche o mentali e la pena è aumentata se dal fatto derivi una lesione grave e raddoppiata in caso di morte. Si esclude l'immunità diplomatica per chiunque si sia macchiato, anche all'estero, di reati di tortura. L'articolo 3 istituisce un fondo ad hoc per la riabilitazione delle vittime della tortura.. Art. 1. 1. Nel libro secondo, titolo XII, capo III, sezione III, del codice penale, dopo l'articolo 613 sono aggiunti i seguenti: «Art. 613- bis. -- (Tortura). -- È punito con la pena della reclusione da tre a dodici anni chiunque, con violenza o minacce gravi, infligge a una persona forti sofferenze fisiche o mentali ovvero trattamenti crudeli, disumani o degradanti, allo scopo di ottenere da essa o da una terza persona informazioni o confessioni su un atto che essa stessa o una terza persona ha compiuto o è sospettata di avere compiuto ovvero allo scopo di punire una persona per un atto che essa stessa o una terza persona ha compiuto o è sospettata di avere compiuto ovvero per motivi di discriminazione razziale, politica, religiosa o sessuale. La pena è aumentata se le condotte di cui al primo comma sono poste in essere da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio. La pena è aumentata se dal fatto deriva una lesione grave o gravissima; è raddoppiata se ne deriva la morte. Non può essere assicurata l'immunità diplomatica per il delitto di tortura ai cittadini stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati da un’autorità giudiziaria straniera o da un tribunale internazionale. In tali casi lo straniero è estradato verso lo Stato nel quale è in corso il procedimento penale o è stata pronunciata sentenza di condanna per il reato di tortura o, nel caso di procedimento davanti a un tribunale internazionale, verso lo Stato individuato ai sensi della normativa internazionale vigente in materia. Art. 613- ter. -- (Fatto commesso all'estero). -- È punito secondo la legge italiana, ai sensi dell'articolo 7, numero 5), il cittadino o lo straniero che commette nel territorio estero il delitto di tortura di cui all'articolo 613- bis ». Art. 2. 1. All'articolo 191 del codice di procedura penale, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: « 2 -bis. Le dichiarazioni ottenute con la tortura, così come definita dall'articolo 613- bis del codice penale, possono essere utilizzate soltanto contro le persone accusate di tortura, al fine di stabilire che esse sono state rese in conseguenza della medesima». Art. 3. 1. È istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri un fondo per le vittime del reato di tortura per assicurare un’equa riparazione, una volta accertata la sussistenza del fatto in sede giudiziaria. È fatto salvo il diritto della persona offesa ad agire nei confronti dell'autore del reato per ottenere il risarcimento dei danni subiti. 2. In caso di morte della vittima, derivante dall'atto di tortura, gli eredi subentrano a quest'ultima nel diritto a ricevere l’equa riparazione. 3. È istituita, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, un’apposita commissione che ha il compito di gestire il fondo di cui al comma 1 e di valutare e liquidare alle vittime di tortura o ai loro eredi l’equa riparazione del reato di cui ai commi 1 e 2. La composizione e il funzionamento della commissione sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Art. 4. 1. Ai maggiori oneri di cui alla presente legge, pari a 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, si provvede a valere sul Fondo per gli interventi strutturali di politica economica di cui al comma 5 dell'articolo 10 del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 2. Il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.