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il Governo che intende procedere alla vendita di ITA è dimissionario e la sua attività deve considerarsi limitata agli affari correnti, quale non può essere la vendita della compagnia di bandiera, la cui importanza, per l'indotto creato nell'economia italiana, eccede il mero interesse a vederne ripianate le perdite, che peraltro sarebbe ad esempio possibile compensare con gli introiti derivanti dall'esercizio della rete autostradale nazionalizzata dopo il disastro del Ponte Morandi; il Governo, senz'alcuna motivazione, con la vendita di fine stagione di ITA sta "bypassando" l'obbligo di ricorrere alla gara europea, disattendendo così il diritto eurounitario, il cui primato è costituzionalmente garantito, essendovi anche l'obbligo per il giudice e le Amministrazioni dei Paesi membri di disapplicare le norme in contrasto col diritto europeo, si chiede di conoscere: se il Governo sia a conoscenza delle notizie indicate e dei comportamenti dei pubblici funzionari coinvolti nella vicenda, e ne condivida i contenuti; quali siano le iniziative che intenda adottare affinché si possa assicurare il perseguimento dell'interesse nazionale in una vicenda che da trent'anni attende la sua conclusione e che per tali motivi non può essere definita da un Esecutivo dimissionario. Atto n. 4-07409 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che il 4 settembre 2022, la redazione del portale "Fame di Sud" ha pubblicato un lungo e dettagliato articolo intitolato "La coppa aurea di Himera. In Sicilia, un capolavoro dell'oreficeria antica", dove fa il punto su quella phiale (coppa rituale) con elegantissima lavorazione a sbalzo, datata al IV-III sec. a.C., che, trovata in agro di Caltavuturo (Palermo) nel 1980 e pubblicata da Giacomo Manganaro nel 1989, due anni più tardi passò clandestinamente in Svizzera e da lì negli Stati Uniti, acquistata da un miliardario che, accertata l'autenticità del pezzo, la tenne presso di sé fino al sequestro del 1995. L'Italia se la è vista restituire nel 2000, grazie ad una rogatoria internazionale della Procura di Termini Imerese (Palermo), e dal 2010 la espone stabilmente nell'Antiquarium di Himera (si veda "La coppa aurea di Himera. In Sicilia, un capolavoro dell'oreficeria antica" su "famedisud.it"); considerato che: stanno a pari a quella patera aurea umbilicata che si suppone legata all'antica Ambica e rappresentano validi confronti altri due soggetti, l'uno di fattura tracia (facente parte del tesoro di Panagjurište, in Bulgaria, trovato nel 1946) e l'altro siciliano anch'esso, a giudicare dalla stretta somiglianza con la prima, e coevo, oggi nelle collezioni del Metropolitan Museum di New York (MET). Anche l'iscrizione in alfabeto punico che corre intorno all'ombelico sembra confermare l'ambito territoriale di origine qui proposto; gli editori della phiale "gemella" dicono ignoto il luogo di rinvenimento e aggiungono che dal MET essa "fu acquistata, nel 1962 senza documenti che ne attestassero la provenienza". A venderla, il "solito" mercante d'arte inglese Robert Hecht, lo stesso che nel 1994 cedette al museo newyorkese la patera umbilicata d'argento in procinto di rientrare in Italia nei prossimi giorni, con altri 20 reperti italiani confiscati al MET a causa della loro provenienza illecita (si veda "D.A. Bragg Returns 58 Stolen Antiquities to the People of Italy" su "manhattanda.org" e "Museum restitutions are more than just the sum of their numbers" su "art-crime.blogspot.com"), si chiede di sapere: perché non sia stata ancora aperta una istruttoria e chiesta ufficialmente al MET la consegna della patera aurea ("gemella" di quella oggi esposta a Termini Imerese) acquistata da uno dei più famigerati trafficanti internazionali e spoliatori di siti archeologici italiani (anche siciliani, come ha ammesso egli stesso nel suo memoriale), tant'è che in passato e anche oggi il MET deve restituire reperti acquistati presso di lui, senza ricevere né pretendere informazioni sui precedenti passaggi di proprietà di quello straordinario esemplare di oreficeria ellenistica, che tuttora il museo trattiene, benché l'origine siciliana e l'esportazione non autorizzata siano pressoché certe; quale credibilità abbia (e la domanda è retorica) la soddisfazione espressa dal MET nelle dichiarazioni di questi giorni circa i reperti in procinto di rientrare in Italia, perché confiscati al prestigioso museo di New York, se i suoi responsabili continuano a trincerarsi dietro il pretesto che l'onere della prova spetta all'autorità giudiziaria italiana o alla diplomazia nazionale quando eticamente dovrebbe valere l'esatto contrario. Atto n. 4-07410 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura LANNUTTI Ai Ministri della cultura, della transizione ecologica e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: nel 2019 le coste italiane sono state interessate dal tour di spettacoli denominati "Jova Beach Party" (con ben tredici tappe), e tali tour , dopo il fermo del lockdown , sono ripresi nel 2022 (con dodici tappe, di cui nove doppie, per un totale di ben ventun giornate); già nel 2019 si erano levate numerose critiche per l'impatto ambientale e paesaggistico del tour , per la realizzazione del quale sono stati previsti manomissione di ambienti naturali, spianamenti di dune, rimozione di piante pioniere, disturbo e danneggiamento di specie nidificanti, impatti acustici, luminosi, rilascio di plastiche inquinanti non sempre rimosse, grazie all'occupazione di svariati ettari di arenile a fronte di canoni di concessione irrisori e di valutazioni dell'incidenza ambientale sui siti prossimi Rete Natura 2000, che hanno lasciato molti dubbi circa la loro effettiva compatibilità; considerato che: nonostante questo, il tour è stato ripetuto nel 2022, e quanto rilevato nel 2019 ha nuovamente avuto luogo, con l'appoggio di associazioni cosiddette a favore dell'ambiente come il WWF e la FIAB, e nonostante gli spettacoli prevedessero ancora l'interessamento di siti ad altissima naturalità o a potenziale sviluppo di naturalità e ricchissimi di biodiversità, quali sono gli ambiti costieri, e quali sono gli apparati dunali, la cui esistenza appare sempre più rilevante in ordine alla tutela del paesaggio costiero italiano ormai largamente antropizzato, della tutela del territorio, dell'ambiente e della biodiversità, in quanto protezione contro l'ingressione marina, la risalita del cuneo salino, l'erosione, l'innalzamento dei mari dovuto ai cambiamenti climatici; il tour si è svolto, quindi in ambiti per loro natura fragilissimi, e stavolta con il raddoppio in nove dei tredici siti della pressione antropica con ingressi previsti di quasi 80.000 persone complessive; nel 2021 il Ministero delle infrastrutture, attraverso il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera avvertiva tutte le Direzioni marittime con la comunicazione del 15 aprile, avente per oggetto: