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Mi scusi, presidente Pesco, potrei avere il testo del parere che è stato posto in votazione, oppure può darne lei lettura? PESCO (M5S) . L'emendamento 4.103 (testo 2), del quale non rileggo il testo, non ha parere della Commissione bilancio, perché la relatrice ha formulato una proposta che non è passata. PRESIDENTE. Quale proposta ha formulato? PESCO (M5S) . La proposta era sul nulla osta e non è passata. Questo però non vuol dire automaticamente che vi sia una contrarietà ai sensi dell'articolo 81 o una contrarietà semplice, perché le altre due proposte non sono state messe in votazione. Attualmente, quindi, questa riformulazione non ha un esito. Mi fermo a questo, quindi decida lei cosa fare. PRESIDENTE. In questo momento abbiamo un parere contrario della 5 a Commissione, che sia ai sensi dell'articolo 81 o meno, se non c'è un parere favorevole, per quanto mi riguarda c'è un parere contrario, presidente Pesco. PESCO (M5S) . È una sua scelta, signor Presidente, non è una mia scelta. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, come è evidente, una cosa è il nulla osta, una cosa è il parere contrario ai sensi dell'articolo 81. Questo emendamento non ha ricevuto la contrarietà ai sensi dell'articolo 81, non ha il nulla osta. Come lei sa, ci può essere nulla osta, voto contrario, parere contrario ai sensi dell'articolo 81. Quest'ultima è una procedura, come lei ben sa, specifica e appesantita che la Commissione in questo caso non ha dato. Secondo me, in questo ragionamento è logico pensare che non ci sia il parere di nulla osta ma nemmeno un parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione; quindi, si proceda al voto in Aula. PRESIDENTE . Senatore Errani e presidente Pesco, non essendo stato posto ai voti ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione - la bocciatura avrebbe determinato l'automatismo dell'articolo 81 - ma essendo stato posto ai voti un nulla osta, c'è un parere di contrarietà semplice della Commissione bilancio. Il relatore mantiene la sua posizione? STEFANO, relatore sul disegno di legge n. 2169 . Sì, necessariamente. PRESIDENTE. Poiché anche il Governo conferma il parere espresso, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.103 (testo 2), presentato dalle senatrici Bonino e Garavini. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.104 (testo 2). BINETTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, in questa complessa seduta di oggi pomeriggio, in riferimento a questo emendamento, come ha appena visto, in contrasto - suppongo - con quello che sarà il voto del mio Gruppo, ciò che mi preme mettere in evidenza è che anche gli studi dentistici abbiano la capacità di mettere in primo piano la relazione medico-paziente. Infatti, per quanto possa sembrare strano, anche il dentista è prima di tutto un medico. Nella relazione medico-paziente in cui passano obiettivi clinici, tecnici, economici, organizzativi, penso che una struttura eccessivamente aziendalizzata vada a detrimento di questo rapporto personale. Personalmente sono contraria e quindi - veda il gioco che ha fatto lei poco fa - sarò a favore dell'emendamento, nonostante il mio Gruppo, poiché penso sia prioritario garantire al paziente la relazione personale con il medico e non questa sorta di cuscino, che non ha altre caratteristiche che l'aziendalizzazione a ragione economica, che in qualche modo subordina l'interesse e anche l'aspetto clinico del paziente a una mera ragione commerciale. Gli studi dentistici più si organizzano con una sorta di superfetazione meno saranno attenti alla realtà individuale del paziente. Credo che noi - Covid docet - abbiamo appena imparato che il valore irrinunciabile è che ogni malato possa guardare negli occhi il suo medico e - mi si permetta un'analogia con quanto appena accaduto in Aula - non pensare che il suo medico dovrà telefonare al direttore commerciale della struttura per sapere se potrà fare o meno un dato intervento. Abbiamo bisogno che in quella relazione si concentrino e si condensino tutti i valori che danno ragione della salute fisica, mentale e psicologica della persona. Voterò a favore di questo emendamento, ma ci tengo a sottolineare che, tutte le volte che, per ragioni economiche, si stressa eccessivamente la relazione di cura, è sempre a scapito del paziente. Non ci sarà mai una ragione per cui l'aspetto economico diventerà subordinato alla relazione di cura; tenderà sempre a essere dominante. Questo è quello a cui assistiamo tutti i giorni nei modelli organizzativi complessi. Perlomeno quando vado dal dentista, voglio che la persona che mi sta davanti si occupi e si prenda cura di me e mi dica quale sarà il preventivo, in modo da poter fare i conti e potermi mettere d'accordo con lui, che guarderà la criticità, l'urgenza e l'emergenza della mia situazione. Non voglio infatti che ci sia un consiglio di amministrazione che, da qualche parte del mondo, è chiamato a decidere se, come e quando dovrò curare i miei denti. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.104 (testo 2), presentato dal senatore Lorefice e da altri senatori, fino alle parole «n. 183». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.105. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Onorevoli colleghi, la Presidenza dichiara inammissibili, ai sensi dell'articolo 144- bis , comma 4, del Regolamento, i seguenti emendamenti: 5.0.101, 13.0.100, 20.0.100 e 30.0.100. Passiamo all'esame dell'articolo 5, sul quale sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. STEFANO, relatore sul disegno di legge n. 2169 . Signor Presidente, propongo una riformulazione dell'ordine del giorno G5.100, sopprimendo il quarto capoverso delle premesse, laddove si prevede la verifica preliminare sul possesso della qualifica di guida turistica ai fini dell'autorizzazione all'esercizio temporaneo della professione in Italia. Tale verifica, infatti, non è applicabile alla professione di guida turistica, che non rientra tra quelle aventi ripercussioni sulla pubblica sicurezza o sulla sanità, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 4, della direttiva 2005/36/CE. Invito pertanto ad accogliere l'ordine del giorno G5.100 (testo 2), nonché gli ordini del giorno G5.101 e G5.102, sui quali ovviamente il parere è favorevole. Invito infine al ritiro dell'emendamento 5.0.100.