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Il diritto alla denominazione, agli emblemi e alle insegne in lingua ladina spetta alle imprese e alle altre persone giuridiche ladine, nonché a istituti, enti, associazioni e fondazioni ladini. 3. I cittadini appartenenti alla minoranza linguistica ladina possono ottenere il cambiamento del proprio nome, redatto in lingua italiana e loro imposto in passato, nel corrispondente nome in lingua ladina o in quello, parimenti in lingua ladina, abitualmente usato nelle proprie relazioni sociali. 4. Ciascun cittadino il cui cognome è stato in passato modificato o comunque alterato, che non sia in grado di esperire le procedure previste dalla legge 28 marzo 1991, n. 114, può ottenere il cambiamento dell'attuale cognome nella forma e nella grafia ladine, avvalendosi delle procedure previste dall'articolo 11 della legge 15 dicembre 1999, n. 482. Il ripristino del cognome ha effetto anche per i discendenti dell'interessato non maggiorenni e per i maggiorenni che abbiano prestato il loro consenso. 5. I procedimenti di cambiamento del nome e del cognome previsti dal presente articolo sono esenti da ogni imposta, tassa o diritto, anche negli atti e procedimenti successivi al cambiamento. L'esercizio del diritto di cui al comma 2 non comporta l'applicazione di oneri fiscali aggiuntivi. Art. 6. (Uso della lingua ladina nei rapporti con le autorità amministrative) 1. Fermo restando il carattere ufficiale della lingua italiana, ai cittadini di lingua ladina è riconosciuto il diritto all'uso della lingua ladina nei rapporti orali e scritti con gli uffici della pubblica amministrazione situati nei territori di cui all'articolo 4, comma 1, con gli enti locali e con le istituzioni scolastiche dei medesimi territori, con gli uffici della provincia e della regione che svolgono funzioni esclusivamente o prevalentemente nell'interesse delle popolazioni ladine, anche se situati fuori dei predetti territori, nonché con i concessionari di servizi di pubblico interesse aventi sede nei citati territori o che operano esclusivamente nelle località ladine. 2. Le amministrazioni e i concessionari di cui al comma 1 sono tenuti a rispondere oralmente in lingua ladina e per iscritto in lingua italiana, seguita dal testo in lingua ladina. 3. I provvedimenti e gli atti emanati dalle amministrazioni di cui al comma 1 sono redatti in lingua italiana, seguita dal testo in lingua ladina. La regione e la provincia provvedono alla pubblicazione in lingua ladina degli atti normativi e delle circolari di diretto interesse della popolazione ladina residente nei territori di cui all'articolo 4, comma 1. Tale pubblicazione è di norma contestuale a quella del testo in lingua italiana e, qualora non effettuata, comporta la mancata entrata in vigore degli atti e delle circolari, comunque per un periodo non superiore a trenta giorni dalla data di pubblicazione del testo in lingua italiana. 4. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano alle Forze armate e alle Forze di polizia nell'espletamento dei rispettivi compiti istituzionali, salvo che per i procedimenti amministrativi, per le Forze armate limitatamente a quelli di competenza degli uffici di distretto, avviati a richiesta di cittadini di lingua ladina e fermo restando quanto stabilito dall'articolo 109 del codice di procedura penale. Restano comunque esclusi dall'applicazione del comma 1 i procedimenti amministrativi avviati dal personale delle Forze armate e delle Forze di polizia nei rapporti interni con l'amministrazione di appartenenza. 5. Nei territori di cui all'articolo 4, comma 1, gli atti e i provvedimenti di qualunque natura destinati ad uso pubblico e redatti su moduli predisposti, compresi i documenti di carattere personale quali la carta di identità e i certificati anagrafici, sono rilasciati, a richiesta dei cittadini interessati, sia in lingua italiana e ladina sia nella sola lingua italiana. L'uso della lingua ladina è previsto anche con riferimento agli avvisi e alle pubblicazioni ufficiali. 6. Nei rapporti tra i pubblici uffici situati nei territori di cui all'articolo 4, comma 1, è ammesso l'uso della lingua ladina. 7. Al fine di rendere effettiva l'attuazione dei diritti di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo, le amministrazioni interessate, comprese le amministrazioni statali, adottano nei territori di cui all'articolo 4, comma 1, le necessarie misure, adeguando i propri uffici, l'organico del proprio personale e la propria organizzazione interna, nel rispetto delle vigenti procedure di programmazione delle assunzioni di cui all'articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, ed entro i limiti delle risorse finanziarie disponibili ai sensi dell'articolo 18 e del comma 8 del presente articolo. 8. La regione Veneto, gli enti locali dei territori di cui all'articolo 4, comma 1, e altri soggetti pubblici possono contribuire con risorse aggiuntive alla realizzazione degli interventi necessari per l'attuazione del presente articolo, sentito a tale fine il Comitato. 9. I cittadini di lingua ladina possono sollevare l'eccezione di nullità di atti o di provvedimenti amministrativi emessi dagli organi o dagli uffici delle amministrazioni nonché dai concessionari indicati al comma 1, nonché delle comunicazioni o notificazioni da essi provenienti, formulati in contrasto con le disposizioni del presente articolo. 10. L'eccezione di nullità di cui al comma 9 può essere sollevata anche oralmente dinanzi all'organo o all'ufficio o al concessionario che ha emesso l'atto o il provvedimento o dal quale proviene la comunicazione o la notificazione, nel termine perentorio di dieci giorni da quello in cui l'interessato ne ha avuto conoscenza o da quello in cui la comunicazione o la notificazione viene eseguita. Se l'eccezione è sollevata oralmente, l'organo o l'ufficio o l'incaricato di un pubblico servizio provvede a redigere apposito verbale. 11. L'eccezione di nullità può essere proposta, nello stesso termine e con le stesse modalità stabiliti al comma 10, davanti al sindaco del comune di residenza dell'interessato o ad un suo delegato, quando l'atto, il provvedimento, la comunicazione o la notificazione siano stati emessi da organi, uffici o concessionari che hanno sede in altro comune. In tale caso la dichiarazione scritta dell'interessato o il verbale che la contiene sono immediatamente trasmessi, a cura del comune, all'organo, ufficio o concessionario competente. 12. L'eccezione di nullità può essere altresì sollevata direttamente all'ufficiale notificante, il quale ne fa menzione nella relazione di notifica. 13. L'eccezione di nullità sospende gli effetti dell'atto. 14. L'organo, l'ufficio o il concessionario, accertata la fondatezza dell'eccezione di nullità, provvede, a sua cura e spese, al rinnovo dell'atto o del provvedimento nella lingua richiesta e alla sua notificazione o comunicazione nel termine perentorio di dieci giorni decorrenti da quello in cui ha avuto conoscenza dell'eccezione. I termini di decadenza o di prescrizione sono in tale caso prorogati fino alla data della notificazione o della comunicazione dell'atto tempestivamente rinnovato. 15.