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Ora, al fine di evitare incertezze interpretative su tale principio -- pure sancito direttamente dalla Costituzione --, si ritiene opportuno introdurlo esplicitamente attraverso un intervento legislativo per quanto concerne la composizione delle Autorità amministrative indipendenti, settore nel quale, come detto, ancora spiccata rimane la sottorappresentanza del genere femminile. Dunque, volendo promuovere anche in tale contesto le pari opportunità, il presente disegno di legge, all'articolo 1, prevede che il Presidente e i componenti dell'organo collegiale di ciascuna Autorità siano nominati tenendo conto del principio di pari opportunità e garantendo l'equilibrata rappresentanza dei generi. Inoltre, allo stesso articolo del presente disegno di legge, che modifica l'articolo 23 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, si stabilisce che, nella composizione dell'organo collegiale, il genere meno rappresentato debba ottenere almeno un terzo del totale dei componenti dell'organo medesimo, con arrotondamento all'unità superiore qualora il numero dei componenti del sesso meno rappresentato risulti un numero decimale. Come previsto dalla già richiamata legge n. 120 del 2011, e conformemente alla dottrina maggioritaria in tema di «quote», si propone che la nuova disciplina si applichi temporaneamente, per tre mandati consecutivi, a decorrere dal primo rinnovo degli organi collegiali delle Autorità successivo al 31 dicembre 2014. La ratio delle cosiddette «azioni positive», infatti, implica la necessità di introdurre misure shock ovvero di «rottura», tali da scardinare alla radice lo status quo di deficit democratico e ripristinare così un equilibrio di genere nella rappresentanza come «norma» -- e non eccezione -- a tutti i livelli della politica, dell'amministrazione, dell'economia e della società. Tra l'altro, come dimostra il Rapporto Consob On corporate governance of italian listed companies , pubblicato nel mese di novembre del 2013, oggi che la citata legge n. 120 del 2011, cosiddetta «legge Golfo-Mosca» è a regime, il 17 per cento dei posti di consigliere risulta ricoperto da donne (a fine 2011 erano il 7,4 per cento), in 198 imprese (135 a fine 2011) almeno una donna siede nel consiglio di amministrazione, mentre quattro consigli di amministrazione su cinque hanno entrambi i generi rappresentati. Ciò è indice del fatto che la diversità di genere è diventata una realtà diffusa: una vera rivoluzione per le società italiane, resa possibile soprattutto grazie all'impatto della legge richiamata. Attraverso il ricorso all'«azione positiva», infatti, si è accelerato un processo di lentissima evoluzione della presenza femminile nelle società quotate, tale per cui, come ricordava Magda Bianco in un articolo pubblicato su lavoce.info nel novembre 2011, se la presenza femminile nei board avesse dovuto continuare a crescere con il tasso medio degli ultimi anni, sarebbero occorsi oltre sessanta anni per raggiungere il 33 per cento imposto dalla legge. Sulla scia di tale riuscito modello di intervento legislativo, e ritenendo che l'accelerazione del processo verso l'equilibrio di genere possa prodursi anche con riguardo alle Autorità amministrative indipendenti, si auspica una celere approvazione del presente disegno di legge.. 1 (Equilibrio tra i generi nelle Autorità amministrative indipendenti) 1 All'articolo 23 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, dopo il comma 2- ter , sono inseriti i seguenti: «2- quater . Il Presidente e i componenti dell'organo collegiale di ciascuna Autorità amministrativa indipendente sono nominati tenendo conto del principio di pari opportunità e garantendo l'equilibrata rappresentanza dei generi. Nella composizione dell'organo collegiale, il genere meno rappresentato deve ottenere almeno un terzo del totale dei componenti dell'organo medesimo, con arrotondamento all'unità superiore qualora il numero dei componenti del sesso meno rappresentato risulti un numero decimale. 2- quinquies . Le disposizioni di cui al comma 2- quater si applicano, anche in caso di sostituzione di uno o più componenti dell'organo collegiale, per tre mandati consecutivi, a decorrere dal primo rinnovo degli organi collegiali delle Autorità successivo al 31 dicembre 2014.». 2 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.