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mentre la disciplina assimila l'erogazione delle borse ad una prestazione sociale in ordine alla quale allo Stato spetta la definizione del livello delle prestazioni che deve essere garantito su tutto il territorio, l'articolo 7, comma 1, secondo periodo, specifica che la concessione delle borse di studio è assicurata "nei limiti delle risorse disponibili", ammettendo implicitamente la possibilità che la prestazione sociale, che dovrebbe essere garantita a tutti gli aventi diritto, rischi di non poter essere assicurata qualora le risorse finanziarie non siano sufficienti; tale vincolo ha determinato un rovesciamento della ratio sottesa alla disciplina sui LEP, per la quale le risorse finanziarie dovrebbero essere determinate in precedenza alla definizione dei fabbisogni effettivi della popolazione studentesca; la Corte costituzionale, nella sentenza n. 275 del 2016, ha dichiarato l'incostituzionalità di talune disposizioni normative della legge della Regione Abruzzo n. 78 del 1978, recante interventi per l'attuazione del diritto allo studio, nella parte in cui subordinava il soddisfacimento del diritto allo studio degli studenti disabili ai "limiti delle disponibilità finanziarie", chiarendo altresì che è "la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l'equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione"; considerato inoltre che: dai dati OCSE (2020), i relativi Paesi investono mediamente nell'istruzione il 4,9 per cento del PIL, di cui circa l'1,5 per cento in quella terziaria, mentre l'Italia si attesta al di sotto di tale livello, laddove la spesa complessiva è pari al 3,9 per cento, di cui solo lo 0,9 per cento è destinato all'istruzione terziaria; sebbene il FIS sia passato dai 160 milioni di euro del 2012 ai 307 milioni del 2021, nel sistema nazionale è tuttora presente la figura degli studenti "idonei non beneficiari", ovvero di coloro che pur avendo, ai sensi della disciplina vigente, titolo alla borsa di studio, non ne possono usufruire in ragione dell'insufficienza complessiva delle risorse stanziate; gli "idonei non beneficiari" sono stati ridotti negli ultimi anni (oltre che per l'aumento del FIS) anche in virtù degli effetti della riforma del calcolo ISEE, ovvero dalla natura degli importi fissati annualmente dal Ministero dell'università e della ricerca da ritenersi irragionevolmente contenuti (secondo il decreto ministeriale n. 65 del 2020 il livello ISEE deve essere inferiore a 23.626,32 euro e quello ISPE deve essere inferiore a 51.361,58 euro), determinando perciò una sostanziale invarianza della platea complessiva degli aventi diritto; su tali questioni, la Commissione 7ª del Senato della Repubblica ha svolto e concluso un'indagine conoscitiva sulla condizione studentesca nelle università e il precariato nella ricerca universitaria, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente adottare, anche in virtù delle difficoltà sociali ed economiche a seguito della pandemia da COVID-19, del decreto ministeriale connesso alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, di cui, in particolare, agli articoli 7, 8 e 18 del decreto legislativo n. 68 del 2012; quali iniziative intenda assumere al fine di riformare la disciplina, per dare piena e concreta attuazione al dettato costituzionale (articolo 34, terzo comma) che riconosce a tutti gli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. Atto n. 3-02677 DE BONIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: non è la prima volta che l'interrogante si occupa, attraverso atti di sindacato ispettivo e non solo, di navi estere che trasportano grano duro o tenero (prevalentemente canadese, al glifosato e in pessime condizioni igieniche) e lo scaricano nei porti italiani, in particolare in quello di Bari; oggi sta approdando in Italia una nave carica di grano, non si sa se duro o tenero, respinta in Algeria. Al suo interno sono stati trovati insetti e un odore sgradevole. Si tratta di una bulk carrier , la "Sumatra", IMO 9753260, battente bandiera portoghese, carica di grano canadese, destinata originariamente all'Algeria, che si sta dirigendo verso Ravenna, attraverso l'agente Spedra-Ravenna, dopo un respingimento del carico dalle autorità algerine presso il porto di Annaba per motivi sanitari; la nave, partita dal Canada il 5 marzo 2021, dopo circa 45 giorni di navigazione era arrivata presso il porto algerino e lì si era fermata sino al 24 maggio in attesa di controlli e verifiche sulla qualità del carico. Una volta appurato lo stato di grave alterazione del grano, è stata respinta e fermata, probabilmente alla ricerca di una nuova destinazione dove scaricare il carico deteriorato. Quindi, dopo un mese circa, ha ripreso il mare il 30 giugno e dopo un breve rifornimento presso il sito di Sarroch in Sardegna, si è diretta rapidamente con il suo carico presso il porto di Ravenna, con arrivo previsto per giorno 7 luglio 2021, alle ore 14; secondo una dichiarazione dell'ufficio di presidenza del porto di Annaba, il volume della spedizione è di 33.000 tonnellate, originaria del Canada. La spedizione è stata respinta, in quanto non conforme agli standard concordati con il fornitore "Richardson". L'ufficio ha anche effettuato le procedure di sequestro sulla nave che lo trasportava. Secondo la stessa dichiarazione, gli agenti di controllo dell'ufficio, l'Ispettorato del commercio e l'Istituto nazionale per la protezione delle piante hanno notato che il carico non era conforme agli standard concordati; dunque presso un porto italiano sta arrivando una nave fortemente sospettata di trasportare un carico di grano deteriorato; stando a una notizia dell'agenzia "Reuters" del 16 giugno 2021, le navi respinte dalle autorità algerine sarebbero due; una contenente 27.000 tonnellate di frumento tenero francese, respinta perché conteneva due animali morti, l'altra contenente 33.000 tonnellate di frumento canadese, respinta perché non soddisfaceva "gli standard concordati" (quest'ultima è quella che si sospetta essere la "Sumatra"); considerato che: in passato si è assistito a manifestazioni sindacali ed alla presenza di politici e di associazioni di consumatori presso i porti italiani che chiedevano controlli in occasione di carichi di grano regolari, poi risoltisi in un buco nell'acqua. Ora ne sta arrivando uno fortemente sospettato di essere irregolare, e ci sono tutti gli elementi ed il tempo per intervenire e verificare la bontà del carico della nave Sumatra; anche nell'eventualità che il grano fosse destinato all'alimentazione zootecnica, come sicuramente i difensori in "servizio permanente effettivo" dell'agroindustria italiana prontamente asseriranno, non è detto che abbia i requisiti di salubrità per utilizzarlo come mangime. Se il carico era già giudicato deteriorato a maggio, a causa delle condizioni di trasporto deficitarie, difficilmente dopo un mese e mezzo di ulteriore stivaggio potrà risultare migliorato;