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I prodotti che rientrano nel PEPP possono essere offerti da compagnie di assicurazione, banche, fondi pensione professionali, imprese di investimento e gestori di attivi, che beneficiano di un passaporto europeo in base al quale possono vendere tali prodotti finanziari in diversi Stati membri dell'Unione europea. Il regolamento disciplina in dettaglio gli obblighi pre-contrattuali di fornitori e distributori, la documentazione che deve supportare le scelte di investimento, il regime di responsabilità civile, la possibilità di trasferire le risorse accumulate da un fornitore a un altro, la possibilità di continuare a versare sul proprio PEPP in caso di trasferimento della propria residenza da uno Stato membro a un altro, nonché la cosiddetta fase di decumulo, in cui il capitale accumulato negli anni viene trasformato in prestazione pensionistica complementare. Il citato articolo 20 della legge n. 53 del 2021 reca princìpi e criteri direttivi specifici per l'esercizio della delega. Lo schema di decreto legislativo si compone di 18 articoli che provvedono conseguentemente a dare attuazione alle disposizioni del regolamento (UE) 2019/1238 e ai principi definiti nella legge di delegazione europea. L'articolo 1 dello schema reca le definizioni di alcuni termini, con riferimento all'applicazione della disciplina in oggetto. Gli articoli da 2 a 7 individuano le autorità competenti in materia, in conformità ai principi e criteri di delega. L'articolo 8 reca le sanzioni amministrative - pecuniarie e interdittive - per le varie ipotesi di violazioni - da parte di persone fisiche o di altri soggetti - della normativa in esame. L'articolo 9 richiede che i fornitori di PEPP trasmettano ai risparmiatori proiezioni pensionistiche aggiuntive rispetto a quelle previste dal regolamento europeo in oggetto, al fine di permettere il confronto dei PEPP con le forme pensionistiche individuali contemplate dalla disciplina generale in materia di previdenza complementare. L'articolo 10 concerne la disciplina della fase di accumulo dei prodotti PEPP. L'articolo 11 reca il principio di segregazione delle attività e delle passività derivanti dalla fornitura e dalla gestione del PEPP. L'articolo 12 reca le norme per l'attuazione del principio che garantisce al risparmiatore la possibilità di trasferimento della propria posizione da un fornitore di PEPP ad un altro. L'articolo 13 riguarda la disciplina dell'eventuale fase di decumulo anticipata rispetto alla fase di decumulo relativa alla liquidazione della prestazione pensionistica. L'articolo 14 disciplina il regime fiscale dei rendimenti conseguiti nella fase di investimento di ogni sottoconto italiano di un prodotto PEPP. L'articolo 15 concerne la fase finale di decumulo, relativa alla liquidazione della prestazione pensionistica. L'articolo 16 reca un complesso di novelle di coordinamento in materia fiscale, in relazione alle norme di cui al presente schema. L'articolo 17 concerne la risoluzione stragiudiziale delle controversie tra fornitori di PEPP e clienti; l'adesione a sistemi di risoluzione stragiudiziale è obbligatoria per i fornitori di PEPP aventi sede legale in Italia. L'articolo 18 reca norme finali di natura finanziaria. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. La seduta termina alle ore 12,25. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 388 La 14 a Commissione permanente, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, che reca norme per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Titolo III, "Quadro di certificazione della cibersicurezza", del regolamento (UE) 2019/881 relativo all'ENISA, l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza, e alla certificazione della cibersicurezza per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e che abroga il regolamento (UE) n. 526/2013 ("regolamento sulla cibersicurezza"); ricordato che: - il regolamento ha istituito un approccio comune europeo relativo alla certificazione della cibersicurezza, in cui sono stabiliti i principali requisiti orizzontali per i sistemi europei di certificazione della cibersicurezza da sviluppare e che consenta di riconoscere e utilizzare i certificati europei di cibersicurezza e le dichiarazioni UE di conformità per i prodotti TIC (tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni), i servizi TIC o i processi TIC in tutti gli Stati membri; - il quadro europeo di certificazione della cibersicurezza risponde al duplice obiettivo di contribuire ad aumentare la fiducia nei prodotti TIC, servizi TIC e processi TIC, e di evitare il proliferare di sistemi di certificazione nazionali della cibersicurezza confliggenti o sovrapposti, riducendo così i costi per le imprese ed evitando la scelta della certificazione nazionale più vantaggiosa in base ai diversi livelli di rigore nei vari Stati membri; considerato che, ad integrazione di quanto già previsto dal decreto-legge n. 82 del 2022, che ha istituito l'Agenzia nazionale per la cibersicurezza, lo schema di decreto legislativo, in attuazione della legge di delegazione europea 2019-2020 (legge n. 53 del 2021), provvede a definire l'organizzazione e le modalità operative delle attività di vigilanza nazionale e delle attività di rilascio dei certificati della stessa Agenzia, provvede inoltre a conferire il potere di revocare i certificati di base e quelli sostanziali, emessi da organismi di certificazione diversi dall'Agenzia, ai fini di tutela degli interessi pubblici e dei diritti fondamentali, e a stabilire un quadro sanzionatorio, con sanzioni tra i 15.000 e i 5.000.000 di euro, come indicato nei criteri di delega di cui all'articolo 4 della citata legge di delegazione europea 2019-2020; valutato che lo schema di decreto legislativo reca le disposizioni necessarie a consentire la piena attuazione del regolamento (UE) n. 526/2013 sulla cibersicurezza, formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 386 La 14 a Commissione permanente, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, che reca norme per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/1991, che ha riformato la disciplina europea degli organismi di investimento collettivo del risparmio per il venture capital (fondi EuVECA) e per l'imprenditoria sociale (fondi EuSEF); ricordato che il regolamento europeo risponde alla necessità di procedere verso la creazione dell'unione dei mercati dei capitali, riducendo la frammentazione dei mercati finanziari e incrementando l'offerta di capitali alle imprese, soprattutto delle piccole e medie imprese, sia dall'interno che dall'esterno dell'Unione; rilevato che lo schema in titolo reca una serie di modifiche puntuali al decreto legislativo n. 58 del 1998 (cd. testo unico della finanza); valutato che le disposizioni esaminate non presentano profili di incompatibilità con l'ordinamento europeo, formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli. Allegato