[resaula]

Prima di passare all'esame degli emendamenti, la Presidenza, in conformità a quanto già stabilito nel corso dell'esame presso la Commissione affari costituzionali, dichiara inammissibili, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, gli emendamenti 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 2.1, 6.1, 6.2, 6.164, 6.165, 9.14, 9.19, 9.20, 9.21, 9.24, 9.25, 9.26 e 13.1, nonché gli ordini del giorno 2.54, 2.55, 2.56, 2.57, 2.58, 7.78, 7.79, 8.80, 8.81 e 8.82 in quanto non si trovano in diretta correlazione con le modifiche approvate dalla Camera. Dichiaro altresì inammissibile, ai sensi della medesima disposizione del Regolamento, gli emendamenti 13.300 e 13.301, presentati direttamente in Assemblea. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, come il Gruppo Fratelli d'Italia ha già fatto in prima lettura, abbiamo presentato una serie di emendamenti e di ordini del giorno all'articolo 1, con i quali auspichiamo, per ciò che riguarda le Province, il ritorno all'elezione diretta del Presidente e del Consiglio provinciale. Abbiamo inoltre presentato un ordine del giorno riguardante il provvedimento cosiddetto spalma-debiti, relativo agli enti in dissesto o in procedura di riequilibrio accompagnato. Riteniamo infatti che vada detta una parola chiara a questo proposito, per fare in modo che il debito accumulato negli anni da amministrazioni improvvide non ricada sulle future generazioni e anche sugli amministratori che, pur non avendo colpe, si troverebbero nella condizione di non poter amministrare. In questi casi, infatti, non è possibile dedicare impegni finanziari alle spese per investimenti e dunque essi si troverebbero sostanzialmente ad amministrare gli enti soltanto con riferimento alle spese obbligatorie. Poiché molti di tali enti che si trovano in una condizione di dissesto vantano un patrimonio molto importante, riteniamo che la strada da seguire sia tutt'altra, cioè che lo Stato centrale debba azzerare questo debito e fare in modo che le amministrazioni possano operare nel pieno delle loro funzioni, perché attraverso il mero spostamento del debito di questi enti, li si condanna per sempre all'incapacità di dare risposte ai cittadini. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere è contrario su tutti gli emendamenti e sugli ordini del giorno, ad eccezione dell'ordine del giorno G1.300, del senatore Iannone, sul quale esprimo parere favorevole. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.8, presentato dai senatori Iannone e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. FERRAZZI (PD) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, siamo di fronte alla questione ormai ben nota nel panorama nazionale - ahinoi - del cosiddetto bando per le periferie. È un bando - lo sanno tutti nella nostra Nazione, anche i sassi - che è stato fortemente voluto dal Governo di centrosinistra, dal Partito Democratico in particolare. Si tratta di un bando assolutamente straordinario e innovativo, che parte dal tema delle periferie, della sicurezza, della rigenerazione, della riqualificazione e soprattutto dell'attenzione agli ultimi nella nostra società. È un bando innovativo perché c'è un approccio nuovo per quanto riguarda l'urbanistica, che deve essere non espansiva, ma rigenerativa, non verticistica, ma partecipata e via dicendo. È nuovo, inoltre, perché non si era mai visto nella storia della Repubblica che un Governo mettesse a disposizione direttamente dei Comuni fondi propri per 2,98 miliardi di euro, attraverso uno straordinario progetto di copartecipazione. Ebbene, Presidente, non si era neanche mai visto nel nostro Paese che convenzioni già firmate e siglate, che avevano visto e che hanno visto la registrazione della stessa Corte dei conti, venissero stralciate con due righe inserite all'interno di un provvedimento come quello al nostro esame. Si tratta di provvedimenti che hanno già ricevuto il via libera dei due rami del Parlamento con la legge di stabilità e ovviamente hanno già visto i decreti attuativi. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 10,19) ( Segue FERRAZZI). Hanno già visto le convenzioni, che sono state siglate da 96 sindaci - anche di Città metropolitane - di 326 Comuni di tutta Italia, i quali si sono presentati con la fascia tricolore all'allora Presidente del Consiglio Gentiloni. Così, giustamente, con grande soddisfazione da parte di tutti, sono state firmate convenzioni, che, colleghi e colleghe, sono veri e propri contratti; e non ricordo di aver mai visto che un contratto che lo Stato sottoscrive con i massimi rappresentanti delle comunità locali, cioè i sindaci, venga stracciato in questo modo. Facciamo immediatamente chiarezza su alcune fake news che sono state raccontate nei mesi scorsi: non c'è alcuna sentenza della Corte costituzionale che definisce l'illegittimità del provvedimento che prevede lo stanziamento di 2,1 miliardi; la Corte invece, relativamente agli 800 milioni previsti dal comma 140 dell'articolo 1 della legge di bilancio, stabilisce una parziale incostituzionalità per la parte relativa all'intesa, che però - aggiunge - è immediatamente sanabile attraverso la convocazione della Conferenza unificata, l'inserimento di tale tema all'ordine del giorno e l'accordo da parte di tutti. L'ANCI ha agito con grandissima responsabilità nel corso di queste settimane e naturalmente il presidente di tale associazione, nel rappresentare tutti, non ha potuto non dire che si è trattato di un "furto con destrezza"; nonostante questo, però, ha cercato un accordo e ha sollecitato più volte il Ministro per gli affari regionali e le autonomie ad inserire il punto all'ordine del giorno della Conferenza del 6 settembre, in modo tale che la cosa venisse sanata sotto ogni profilo. Ebbene, nella convocazione del 3 settembre non c'è traccia dell'inserimento, anche se il presidente dell'ANCI l'aveva formalmente richiesto. Guarda caso, viene inserito adesso, dopo che il milleproroghe, con un unico rigo, ha tagliato 1,6 miliardi di euro. Un'altra fake news : «Certo - dice il Governo - ma noi abbiamo stanziato i soldi per gli avanzi di amministrazione». Colleghi e colleghe, i soldi per gli avanzi dell'amministrazione - secondo quanto ribadiscono tra l'altro due sentenze della Corte costituzionale - sono dei Comuni, non del Governo: ci mancherebbe altro che non venissero dati.