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4 (Utilizzo di sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati nel rapporto di lavoro) 1 Il trattamento dei dati personali del lavoratore mediante i sistemi di cui all'articolo 1- bis, comma 1, del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152, deve essere limitato esclusivamente per le finalità previste al medesimo comma. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 8 e 15 della legge 20 maggio 1970 n. 300, e dall'articolo 10 del decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 276, al datore di lavoro o al committente è vietato il trattamento e la raccolta dei dati personali del lavoratore: a per profilazione o valutazione degli stati emotivi e psicologi del lavoratore; b relativi alle condizioni di salute, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 9, comma 2, lettere b) , c) , d) , e) , f) ed h) del regolamento (CE) n. 2016/679/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016; c relativi a conversazioni private, incluse quelle con le rappresentanze sindacali; d al di fuori dell'adempimento delle obbligazioni contrattuali. 2 I lavoratori hanno diritto di non essere sottoposti a una decisione basata unicamente sull'utilizzo di sistemi automatizzati che incida in modo significativo sulle condizioni del rapporto di lavoro, ivi compresa la sua risoluzione. 3 Il datore di lavoro o committente, sentite le rappresentanze sindacali aziendali ovvero la rappresentanza sindacale unitaria o, in assenza di rappresentanze aziendali, le sedi territoriali delle associazioni sindacali di categoria comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nomina un responsabile del monitoraggio delle decisioni automatizzate contattabile dai lavoratori per chiarimenti sulle motivazioni di tali decisioni. I chiarimenti dovranno essere forniti al lavoratore per iscritto entro un termine di quindici giorni dalla presentazione della richiesta. Il responsabile del monitoraggio valuta la qualità e le misure di controllo adottate per le decisioni automatizzate, nonché gli eventuali processi di correzione con lo scopo di salvaguardare la salute e l'integrità dei lavoratori. Il responsabile del monitoraggio ha la facoltà di correggere, modificare o non accogliere le decisioni automatizzate; l'esercizio di tali facoltà non può essere causa di sanzioni disciplinari né motivo di licenziamento. 4 Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti modalità, tempi e requisiti per la nomina, i compiti nonché le qualifiche e le competenze minime richieste per l'espletamento delle funzioni del responsabile del monitoraggio delle decisioni automatizzate. In caso di mancata nomina del responsabile del monitoraggio si applica, per ciascun mese di riferimento, una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 10.000 euro. 5 In caso di violazione dell'obbligo di cui al comma 3, secondo periodo, si applica, per ciascun mese di riferimento, la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 750 euro, ferma restando la configurabilità di eventuali violazioni in materia di protezione dei dati personali ove sussistano i presupposti di cui agli articoli 83 del citato regolamento n. 2016/679/UE e 166 del codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori la sanzione amministrativa è da 400 a 1.500 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori, la sanzione amministrativa è da 1.000 a 5.000 euro e non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta. 5 (Informazione, consultazione e monitoraggio umano dei sistemi automatizzati) 1 I datori di lavoro, in caso di introduzione o modifica di sistemi di cui all'articolo 1- bis , comma 1, del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152, nel rapporto di lavoro, devono preventivamente informare e consultare le rappresentanze sindacali aziendali ovvero la rappresentanza sindacale unitaria o, in assenza di rappresentanze aziendali, le sedi territoriali delle associazioni sindacali di categoria comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. 2 In caso di utilizzo di sistemi di cui all'articolo 1- bis , comma 1, del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152, il datore di lavoro è tenuto a monitorare l'impatto delle decisioni automatizzate sulle condizioni di lavoro, informando e consultando annualmente le rappresentanze sindacali aziendali ovvero la rappresentanza sindacale unitaria o, in assenza di rappresentanze aziendali, le sedi territoriali delle associazioni sindacali di categoria comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, circa: a la valutazione dei rischi conseguenti alle decisioni prese dai sistemi decisionali e di monitoraggio automatizzati per la sicurezza e la salute dei lavoratori; b la valutazione dei rischi di discriminazione conseguenti alle decisioni prese dai sistemi decisionali e di monitoraggio automatizzati; c l'adeguatezza del sistema di prevenzione dei rischi di cui alle lettere a) e b) individuati in considerazione delle caratteristiche specifiche dell'ambiente di lavoro; d l'introduzione di adeguate misure di prevenzione e protezione per i rischi di cui alle lettere a) e b) . 3 Il mancato rispetto degli obblighi di cui ai commi 1 e 2 costituisce condotta antisindacale ai sensi dell'articolo 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300. 6 (Disposizioni transitorie e finali) 1 Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 si applicano decorsi sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2 I programmi utilizzati dal datore di lavoro o dal committente di cui alla presente legge assicurano un adeguato livello di sicurezza informatica e il rispetto dei requisiti minimi fissati dalle Linee guida adottate ai sensi dell'articolo 71 del codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.