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la possibilità di una proroga per l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, al fine di assicurare una continuità delle funzioni. Tuttavia, evidentemente, non possiamo sottrarci dal sottoporre all'attenzione dell'Assemblea, anche nel momento in cui esprimiamo il nostro voto, alcuni profili di criticità che si sono aggiunti nel tempo rispetto alle funzioni svolte dall'Autorità. Vorrei quindi ricordare in particolare alcune questioni. Ci rendiamo tutti conto di quanto il settore energetico sia in radicale trasformazione e nei cinque anni trascorsi abbiamo posto una serie di questioni sulle fonti rinnovabili, l'efficienza energetica e anche rispetto all'urgenza di intervenire per fermare i cambiamenti climatici, su cui l'Autorità evidentemente ha preso altre decisioni. Vorrei ricordare in questa sede la discussione che si è svolta molte volte, anche nelle Commissioni competenti, sull'autoproduzione energetica e sulla questione dello scambio in loco . Pertanto, dal nostro punto di vista l'Autorità non ha svolto quel ruolo di avanguardia e di stimolo, non solo di mera regolazione e anche di garanzia della concorrenza in questo settore, che invece a nostro avviso avrebbe dovuto svolgere. Ciò in particolare su un'altra questione altrettanto delicata, se non ancor più delicata, che riguarda il sistema idrico. Non è un caso che, in particolare sul settore idrico, l'ARERA abbia svolto un ruolo a nostro avviso assolutamente negativo - desidero ribadirlo con forza in questa sede - a causa del mancato rispetto dell'esito referendario. Diciamo le cose come stanno: noi ci siamo trovati davanti a un paradosso, perché non solo nella scorsa legislatura il Parlamento ha fatto in modo, anche con una serie di riforme (penso alla riforma Madia), di intervenire per distorcere e non applicare l'esito del referendum , ma l'Autorità, che tra l'altro non era certamente investita del potere di interpretare l'esito referendario, non ha eliminato la tariffa in qualsiasi modo riconducibile alla remunerazione del capitale investito. Questo è un tema che io desidero ora stigmatizzare. È vero che oggi ci occupiamo soltanto della proroga, ma questo è un momento importante per porre con forza la questione relativa a quello che è stato fino ad oggi l'operato dell'Autorità, per non parlare di altre vicende, che portano ad evidenziare una serie di problemi, anche di conflitto d'interessi. Recentemente è stata attribuita all'Autorità anche la competenza sui rifiuti. Anche in questo caso si tratta di un'occasione e speriamo che i consiglieri che saranno rieletti la prendano seriamente in esame, perché non avranno soltanto il compito di definire meglio il perimetro dei servizi di gestione dei rifiuti solidi urbani, regolando anche gli impianti di interesse nazionale; ritengo infatti che l'Autorità dovrà avere più solerzia nel ricordarci che non solo il Parlamento europeo, ma anche questo Parlamento nella scorsa legislatura ha approvato un provvedimento sull'economia circolare; inoltre, sulla questione degli inceneritori sta per arrivare anche un pronunciamento europeo, perché il TAR ha rinviato alla Corte di giustizia dell'Unione europea alcune norme del decreto-legge sblocca Italia. Quindi, auspichiamo che anche su queste nuove competenze vi sia attenzione, come deve esserci attenzione sull'interpretazione del compito di regolazione e sul disegno del perimetro del servizio di gestione dei rifiuti urbani, non solo nell'ottica dell'applicazione delle norme europee e delle tre R (Riduca, Riusa, Ricicla) ma anche nell'ottica dell'economia circolare e quindi della vera innovazione in questo campo. Ovviamente questo significa anche, e speriamo che sia così, che dopo la proroga, nel corso di questa legislatura (anche se non so quale ne sarà il destino e nessuno lo sa in questo momento) si dovranno individuare figure di altissimo profilo per ricoprire i ruoli di commissari e presidente, che dovranno essere consapevoli, preparati e assolutamente all'altezza dei compiti di innovazione che proprio nei settori di stretta competenza dell'Autorità sono assolutamente necessari. Mi riferisco al campo dell'energia, della gestione dei rifiuti e al campo delle infrastrutture idriche o comunque al campo della risorsa idrica. In questi anni abbiamo voluto sottolineare questo profilo e i relativi profili di criticità dell'attività dell'Autorità con rilievi anche molto severi. È chiaro che il decreto riguarda una necessità, quella della proroga, ed è evidente che non possiamo certamente negare tale proroga, però il Gruppo Liberi e Uguali vuole rimarcare le carenze e i problemi che ci sono stati e ovviamente, nel farlo, noi indichiamo anche quale debba essere la strada su cui si dovranno muovere la prossima Autorità, i prossimi commissari e il prossimo Presidente. Per questo motivo annuncio il nostro voto favorevole sul provvedimento al nostro esame, ma solo per la necessità di una proroga. Vogliamo però che rimangano agli atti tutti i profili di criticità che si sono manifestati. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . URSO (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, colleghi, è il secondo provvedimento di questa legislatura, il secondo di questa giornata, il secondo provvedimento di proroga cui i Gruppi parlamentari si adeguano utilizzando spesso il termine "tecnico", dicendo che è una proroga tecnica. Io credo, invece, che sia una proroga politica e su questo noi ci pronunceremo come ci siamo pronunciati relativamente al decreto di proroga del commissariamento del prestito dell'Alitalia, anche in quel caso un decreto e una proroga politica. In quel caso però ci siamo astenuti per non creare ulteriore allarme e preoccupazione nel comparto e soprattutto tra i lavoratori che sono impegnati, giustamente, a difendere e a tutelare il vettore nazionale. In questo caso invece il nostro voto, come alla Camera, sarà contrario. Sarà contrario in termini di diritto. Voglio far notare ai colleghi parlamentari che questa Authority ha una vita di sette anni. Quando fu nominata, ormai ben più di sette anni fa, il contesto era del tutto diverso, era un' Authority per l'energia e il gas. Nel frattempo ha assunto ulteriori competenze, l'ultima delle quali con l'ultima legge di bilancio, particolarmente importante perché riguarda il ciclo dei rifiuti. Quando i commissari furono scelti, evidentemente lo furono per le loro competenze sull'energia e sul gas. Credo non abbiano le stesse competenze sul ciclo dei rifiuti o sui problemi idrici, quindi emerge macroscopicamente un problema di inadeguatezza. Nel contempo è una Authority che dura da sette anni; sette anni rappresentano una vita molto lunga per qualunque istituzione; in Italia credo che una tale durata l'abbia soltanto la Presidenza della Repubblica. Quindi si proroga di mesi - e non sappiamo più di quanti - un' Authority che già ha una vita di sette anni, che nel frattempo ha aumentato notevolmente le proprie competenze, peraltro con una proroga legislativa a fronte di una proroga già fatta su un parere del Consiglio di Stato dalla stessa Authority , che si è autorigenerata. Dico tutto questo per evidenziare il sistema di proroghe in cui noi ci stiamo collocando: