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c) perdita dei requisiti da parte dell'assistito; d) decesso dell'assistito. Art. 4. ( Procedura di presa in carico del caregiver e dell'assistito ) 1. L'istanza di riconoscimento deve essere inviata al comune tramite il PUA che provvede altresì ad attivare la procedura di presa in carico del caregiver familiare e dell'assistito con la predisposizione, a seguito di valutazione a cura dell'Unità valutativa multidimensionale (UVM), di un PAI. 2. Il caregiver familiare partecipa alla definizione del PAI della persona assistita, nell'ambito del quale viene altresì indicato il suo contributo di cura e assistenza, nonché i servizi, gli ausili, i contributi e i supporti che i servizi sociali e sanitari sono tenuti a garantire, ai sensi della presente legge. 3. Al termine della procedura, il responsabile del servizio e il caregiver familiare sottoscrivono il patto di assistenza. Capo III DIRITTI CONNESSI AL RICONOSCIMENTO Art. 5. (Contributo di cura e assistenza) 1. A seguito della concessione del riconoscimento di cui all'articolo 3, comma 1, sulla base di quanto definito con il patto di assistenza, il caregiver familiare riceve mensilmente dal comune un contributo di cura e assistenza, secondo le previsioni del PAI. 2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, si provvede a determinare il valore economico del contributo, la periodicità dell'adeguamento, le modalità di corresponsione dello stesso ai comuni e le modalità di documentazione delle spese sostenute utilizzando il contributo, nonché delle cause di sospensione e di revoca. 3. Il contributo economico è a carico del bilancio dello Stato ai sensi dell'articolo 14, commi 1 e 2. Art. 6. (Accesso ai servizi di cura e di assistenza) 1. Il riconoscimento ai sensi dell'articolo 3, comma 1, e la sottoscrizione del patto di assistenza conferiscono al caregiver familiare e all'assistito il diritto di accesso prioritario ai seguenti servizi e prestazioni: a) informazione e orientamento sui servizi sanitari, sociosanitari e sociali nonché sulle relative modalità di attivazione; b) corsi di formazione programmati, erogati da organismi accreditati; c) interventi di sollievo, di emergenza o programmati, mediante l'impiego di operatori sociosanitari o socioassistenziali in possesso della qualifica professionale, da svolgere presso il domicilio dell'assistito, anche in caso di impedimento del caregiver familiare; d) interventi di supporto alla vita a domicilio; e) assistenza domiciliare integrata; f) servizi semi-residenziali; g) servizi di presa in carico diurna presso le strutture pubbliche o private allo scopo organizzate per persone affette da demenza con gravi disturbi comportamentali; h) servizi di residenza sanitaria e assistenziale per accoglienza temporanea di sollievo. 2. L'accesso alle prestazioni di cui al comma 1, erogate da strutture pubbliche e private in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale, è esente da forme di compartecipazione alla spesa. In caso di ricorso a prestazioni a pagamento, la spesa viene rimborsata nei limiti del costo standard della prestazione, sulla base della normativa vigente. Art. 7. (Garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni sociali) 1. Le prestazioni di cui agli articoli 5 e 6 costituiscono LEPS ai sensi dell'articolo 22, della legge 8 novembre 200, n. 328. Capo IV TUTELE E MISURE DI SOSTEGNO Art. 8. (Finalità e obiettivi generali) 1. Le disposizioni di cui al presente capo sono finalizzate a favorire l'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per il caregiver familiare, anche al fine di pervenire alla piena attuazione alla direttiva (UE) 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019. Art. 9. (Parità di trattamento e divieto di atti discriminatori) 1. A decorrere dalla data del riconoscimento e per tutto il periodo di svolgimento dell'attività di assistenza e cura effettivamente svolta in costanza di convivenza, come definita dalla presente legge, il caregiver familiare con contratto di lavoro subordinato ha diritto alla conservazione del posto di lavoro nonché a beneficiare dei trattamenti normativi e retributivi, previsti dalle leggi e dai contratti collettivi, maturati durante la sua assenza. 2. Il licenziamento, comminato in concomitanza del periodo di cui al comma 1, è nullo, salvi i casi di colpa grave, cessazione di attività e scadenza del termine del contratto a tempo determinato. 3. In caso di dimissioni e di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro si applica la procedura di convalida di cui all'articolo 55, comma 4, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. 4. Le dimissioni e la risoluzione consensuale da parte del caregiver familiare non pregiudicano l'accesso agli ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, così come previsto dalla legislazione vigente. Art. 10. (Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro) 1. A decorrere dalla data del riconoscimento e per tutto il periodo di effettivo svolgimento dell'attività di assistenza e cura, come definita dalla presente legge, il caregiver familiare lavoratore dipendente ha diritto a usufruire: a) dei permessi giornalieri di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104; b) dei permessi e congedi di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. 2. Il riconoscimento costituisce titolo preferenziale per la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, con contribuzione figurativa per le ore ridotte ai sensi del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81. 3. Il caregiver familiare lavoratore dipendente è legittimato a chiedere una rimodulazione dell'orario di lavoro, compatibile con l'attività di assistenza e di cura da lui prestata, anche mediante modalità di lavoro agile ai sensi del capo II, della legge 22 maggio 2017, n. 81. 4. Il caregiver familiare, fatte salve motivate esigenze organizzative e produttive dell'impresa, ha diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al luogo dove vive la persona assistita e a non essere trasferito in altra sede senza il proprio consenso. 5. Il caregiver familiare, iscritto a uno dei corsi di studio universitari di cui all'articolo 3, commi 1 e 2, del decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, acquisisce lo status di studente lavoratore e beneficia dei medesimi diritti, agevolazioni e bonus , con le modalità previste dalla normativa vigente. Art. 11. (Tutele previdenziali e assicurative) 1. A decorrere dalla data del riconoscimento e per tutto il periodo di effettivo svolgimento dell'attività di assistenza e cura, come definita dalla presente legge, al caregiver familiare che non svolge attività lavorativa soggetta a obbligo contributivo è riconosciuta la copertura da contribuzione figurativa ai fini pensionistici.