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1) ad adottare ogni opportuna misura volta a garantire che la seconda galleria del traforo del Fréjus venga utilizzata esclusivamente come canna di sicurezza, escludendo qualsiasi iniziativa che preveda la sua trasformazione in galleria di transito, nonché finalizzata all'incremento di traffico; 2) a garantire, anche con l'apertura della seconda canna, lo stesso numero di transiti giornalieri attuali nonché i medesimi vincoli all'accesso al traforo, anche al fine di pervenire ad una riduzione del volume complessivo dei trasporti su gomma nell'area; 3) ad adottare ogni opportuna iniziativa volta al miglioramento dell'offerta di trasporto sulla linea ferroviaria esistente, al fine di favorire lo spostamento del trasporto merci dalla modalità su gomma a quella su rotaia, così come indicato dal protocollo di attuazione della Convenzione per la protezione delle Alpi del 1991 nell'ambito dei trasporti, fatto a Lucerna il 31 ottobre 2000 e ratificato con legge 9 novembre 2012, n. 196. Interrogazioni Atto n. 3-01731 PICCOLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: gli impianti sciistici di risalita rappresentano un fattore essenziale dell'economia delle regioni e delle province montane e una fonte di occupazione in molteplici attività legate al turismo; il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, recante "Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive" ("sblocca Italia"), convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, contiene, all'articolo 31- bis , disposizioni relative all'operatività degli impianti a fune; nello specifico stabilisce che, alla scadenza di vita tecnica complessiva massima degli impianti a fune, non si applicano i termini di scadenza previsti dal decreto ministeriale 2 gennaio 1985 ai medesimi impianti che risultano positivi alle verifiche effettuate dai competenti uffici ministeriali secondo i criteri definiti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro 6 mesi a far data dall'11 novembre 2014 (data dell'entrata in vigore della legge di conversione). Nelle more dell'emanazione del decreto ministeriale gli impianti la cui vita tecnica, compresa l'eventuale proroga prevista dalle vigenti disposizioni di legge, non è scaduta possono godere di una proroga di un anno, previa verifica da parte dei competenti uffici ministeriali della loro idoneità ai fini della sicurezza dell'esercizio. Possono godere dei benefici anche gli impianti la cui vita tecnica, compresa l'eventuale proroga prevista dalle vigenti disposizioni di legge, è scaduta da non oltre 2 anni a far data dall'11 novembre 2014, previa verifica della loro idoneità ai fini della sicurezza dell'esercizio; il termine di maggio 2015 per l'emanazione del decreto ministeriale è prossimo ed è importante che tale termine non subisca proroghe per non danneggiare gli operatori turistici e i fruitori degli impianti, si chiede di conoscere: se il Ministro in indirizzo intenda rispettare il termine previsto dall'articolo 31- bis del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, per l'emanazione del decreto; se non ritenga opportuno coinvolgere, in sede di predisposizione del decreto, l'Associazione nazionale esercenti funiviari (ANEF) al fine di recepire le eventuali indicazioni operative utili a rendere chiaro ed effettivamente applicabile il provvedimento stesso. Atto n. 3-01732 Gianluca ROSSI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in Umbria si sta aggravando una situazione di difficoltà in relazione al mancato stanziamento e ripartizione delle risorse per il pagamento degli ammortizzatori in deroga, relativi all'anno 2014; l'Umbria ha un sistema di autorizzazione regionale della cassa integrazione guadagni che, per gli anni 2013 e 2014, ha previsto la distinzione tra richieste di cassa integrazione per riduzioni di orario da un lato e per sospensioni a partire dal minimo di un mese dall'altro. In dettaglio, per quanto riguarda la cassa integrazione guadagni in deroga dell'anno 2014, le imprese umbre interessate sono state 2.509, di cui l'81 per cento nella classe uno-9 addetti, per un totale di domande presentate pari a 10.987. Più in dettaglio, esse si articolano in 4.372 lavoratori con almeno un mese in regime di sospensione a zero ore e 9.837 lavoratori con una riduzione di orario. Tale quadro economico, per essere correttamente assolto, richiede risorse pari a 42.304.505 euro; sono stati approvati 3 decreti interministeriali di ripartizione delle risorse nel corso del 2014: il primo, il decreto n. 78641 del 22 gennaio 2014, con una quota per l'Umbria pari a 7.361.760 euro impiegati per la gran parte per chiudere le autorizzazioni 2013, il secondo, il decreto n. 83527 del 6 agosto 2014, prevedeva una quota per l'Umbria pari a 7.361.760 euro ed il terzo, decreto n. 86486 del 4 dicembre 2014, con una quota per l'Umbria di 9.202.200 euro; la disponibilità della Regione Umbria ammonta a soli 16.650.875 euro; la Regione ha fin qui provveduto a liquidare le sole posizioni recanti sospensioni a 0 ore per i mesi di aprile e maggio 2014 e solo per un terzo delle richieste recanti riduzioni di orario con un massimo di 120 ore a trimestre per singolo lavoratore relative al trimestre aprile-giugno 2014; considerato che: per il biennio 2013-2014, l'Umbria ha adottato, d'intesa con le parti sociali, un modello di concessione particolarmente attento all'utilizzo delle risorse per le finalità proprie dell'istituto, ad esempio con una limitazione molto selettiva nell'utilizzo della mobilità in deroga; il perdurare del blocco delle risorse sta determinando un acuirsi delle situazioni di evidente sofferenza e di tensione con lavoratori, i quali, pur avendo maturato il diritto da ormai quasi un anno, non percepiscono alcun sostegno al reddito. Inoltre, la situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che non è possibile fornire alcuna prospettiva temporale di risoluzione, nonostante in più occasioni la Regione Umbria, tra le molte, abbia più volte evidenziato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali il fabbisogno necessario alla copertura delle richieste di cassa integrazione guadagni presentate nell'anno 2014, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle vicende esposte; quali provvedimenti tempestivi di competenza intenda attuare, al fine di stanziare i fondi necessari alla copertura della cassa integrazione guadagni del 2014 per la Regione Umbria.