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AS 1088 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Kenya relativo al Centro spaziale Luigi Broglio - Malindi, Kenya, con Allegato e Protocolli attuativi, fatto a Trento il 24 ottobre 2016 DDL 1088 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Kenya relativo al Centro spaziale Luigi Broglio - Malindi, Kenya, con Allegato e Protocolli attuativi, fatto a Trento il 24 ottobre 2016 (Esame e rinvio) Il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ), relatore, illustra il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell'Accordo, con Allegato e relativi Protocolli attuativi, sottoscritto nell'ottobre 2016 fra l'Italia e il Kenya e relativo al Centro spaziale Luigi Broglio a Malindi, in territorio keniota, che la Commissione è chiamata ad esaminare. L'intesa risponde all'esigenza di fornire una cornice normativa aggiornata attraverso cui disciplinare le relazioni tra l'Italia e il Kenya in materia di cooperazione spaziale, in considerazione della storica presenza italiana presso la Base di Malindi, unico centro spaziale italiano situato in territorio estero. Ricorda che il Centro spaziale Luigi Broglio - dal nome del creatore del progetto San Marco, ovvero del programma di collaborazione italo-statunitense di ricerca scientifica e sperimentazione spaziale, Luigi Broglio, docente della Scuola di ingegneria aerospaziale dell'Università «La Sapienza» di Roma - creato nel 1964, gestito dal 2004 dall'Agenzia spaziale italiana (ASI), è un'importante stazione per il controllo da terra delle missioni spaziali, e rappresenta un polo di eccellenza della tecnologia italiana al di fuori del territorio nazionale, nonché uno strumento qualificante della nostra collaborazione scientifica con il Kenya e con l'intero continente africano. Stante la sua strategica localizzazione geografica, la stazione rappresenta un sito ideale per il lancio di satelliti e per correlate attività di ricerca scientifica e raccolta di dati. Della struttura si è avvalsa anche l'Agenzia spaziale europea (ESA) nel quadro di un Protocollo trilaterale Italia-Kenya-Agenzia spaziale europea che attende di essere rinnovato all'esito della conclusione del negoziato tra Italia e Kenya. L'attuale funzionamento della Base è disciplinato da un Accordo intergovernativo firmato dai due Paesi nel 1995 e rinnovato da ultimo fino al 31 ottobre 2016. La nuova intesa - composta dall'Accordo bilaterale vero e proprio, da un annesso e da cinque protocolli tecnici attuativi - riprende i contenuti del precedente Accordo, e definisce i termini e le condizioni relative all'utilizzo della base da parte dell'Agenzia spaziale italiana. L'intento sotteso all'Accordo è quello di fare della Base di Malindi, e più in generale del Kenya, il fulcro di una cooperazione spaziale allargata ai Paesi del Corno d'Africa e dell'Africa orientale, con importanti ricadute strategiche a carattere scientifico, tecnologico e programmatico. Più in dettaglio, l'Accordo, composto di 18 articoli, fornisce le specifiche della Base in merito alle sue pertinenze ed alla sua destinazione d'uso, individuando quali settori di attività - per soli scopi pacifici - quelli della scienza e della tecnologia dello spazio, dell'osservazione della Terra, del supporto ai servizi di sorveglianza, delle comunicazioni spaziali, della telemedicina, dell'acquisizione dei dati satellitari, delle attività di ricerca di fisica dell'atmosfera, del lancio e controllo di satelliti e del telerilevamento (articolo II). L'Accordo, oltre a delineare ulteriori aree e forme di cooperazione tra le Parti nei settori della ricerca e della tecnologia spaziale ed aerospaziale e della formazione (articolo III), disciplina l'istituzione e le competenze degli organismi di indirizzo politico e di gestione, ovvero il Consiglio ministeriale congiunto (articolo IV), il comitato direttivo congiunto (articolo V) e l'Organo di gestione congiunta (articolo VI). La gestione della Base è affidata ad un Direttore, nominato dal Governo italiano tramite l'Agenzia spaziale italiana (ASI), coadiuvato da un Vice-Direttore keniota (articolo VII). Ulteriori norme definiscono le prerogative e gli obblighi del Governo italiano, tenuto - fra l'altro - ad avviare programmi di formazione a favore di cittadini keniani e a promuovere progetti di sviluppo nell'area, a sostenere i costi operativi di funzionamento quotidiano della struttura, a contribuire ai costi di istituzione e funzionamento del Centro regionale per l'osservazione della Terra, e a versare al Kenya la metà dei profitti derivanti da contratti con Terzi per i servizi commerciali forniti dalla Base (articolo VIII). Al Governo di Nairobi l'Accordo affida il compito di assicurare, sotto il profilo della sicurezza, un efficace funzionamento della Base, la protezione di beni e delle persone, di fornire le autorizzazioni al lancio di satelliti e piattaforme suborbitali, di individuare progetti di sviluppo da realizzare nell'area di Malindi, e di facilitare il rilascio delle autorizzazioni per l'installazione e l'utilizzo delle attrezzature necessarie (articolo IX). Vengono inoltre definite le modalità per l'uso della Base da parte di terzi (articolo X), per il risarcimento di eventuali danni arrecati a persone o cose all'interno o all'esterno della Base a seguito delle attività ad essa connesse (articolo XI), per l'effettuazione di verifiche ed ispezioni da parte keniota sulle attività della Base (articolo XII) e per garantire la riservatezza delle informazioni scambiate nell'ambito dell'applicazione dell'Accordo (articolo XIII). Il testo stabilisce infine i criteri per la risoluzione di eventuali controversie interpretative o applicative (articolo XIV), e dispone il conferimento al Kenya della proprietà di tutti i diritti e dei beni presso la Base alla scadenza dell'intesa bilaterale (articolo XV). L'Annesso 1 all'Accordo, che costituisce una versione aggiornata dell'allegato al precedente accordo fra le Parti per il programma San Marco presso il Centro spaziale di Malindi, descrive le principali risorse del centro, con particolare riferimento alla strumentazione. I cinque protocolli attuativi « tecnici » annessi all'Accordo - che mirano a definire un modello di collaborazione ad ampio spettro nel settore spaziale, impostata su basi di reciproco beneficio tra le Parti - disciplinano, rispettivamente, l'istituzione di un centro regionale per l'osservazione della Terra, il supporto da parte dell'ASI all'Agenzia nazionale spaziale keniana, la promozione e il sostegno alla ricerca nel campo della telemedicina in territorio keniano, una collaborazione ad ampio spettro nel settore dell'osservazione della Terra e dell'utilizzo di dati di missioni spaziali scientifiche, e l'assistenza da parte dell'ASI nel supportare le attività di istruzione e di formazione di studenti e personale tecnico keniani presso le istituzioni italiane nelle aree tematiche dell'ingegneria e della tecnologia aerospaziali, dell'osservazione della Terra, delle scienze, della politica e del diritto spaziali, della telemedicina e delle telecomunicazioni. Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo si compone di 4 articoli.