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Senza condivisione e pacificazione non avrà vinto nessuno, e qui non si tratta di far vincere una parte o l'altra, ma di far vincere la libertà, i diritti, il rispetto. Per Forza Italia il rispetto della dignità della persona umana, la tutela delle libertà individuali, ma anche la tutela del diritto pubblico vengono sopra tutto, ed è per questo che il nostro approccio è stato, è e continuerà a essere sempre molto serio. Non perdiamo questa importantissima possibilità di fare un grande passo avanti sociale e culturale. Non rischiamo - per il desiderio di taluni - di mettere una bandierina dimostrando integralismo intollerante, di gettare via tutto, di essere più contenti nel dire «è colpa loro se abbiamo perso» piuttosto che dire che abbiamo vinto tutti. Se ancora il bicameralismo perfetto regge il nostro potere legislativo non dobbiamo averne paura. È evidente - lo ripeto - che la politica è mediazione, come è evidente che questo Parlamento rappresenta tutti, ogni singolo cittadino che è entrato nell'urna di un Paese democratico e ci ha affidato la grande responsabilità di essere rappresentato. Ricordo quando in quest'Aula, proprio qua, da questo stesso banco, nella XVI legislatura fui relatrice di un'altra legge di civiltà, quella sulla equiparazione dei figli, per eliminare l'odiosa aggettivazione naturale e legittimo all'interno del codice civile, quindi le discriminazioni conseguenti; quella che io rinominai la legge Filumena Marturano: i figli sono figli. Anche allora si accese un dibattito molto serrato, ci furono veri e propri scontri, ma ce la facemmo, e in Senato, con grande orgoglio, la legge passò all'unanimità, perché alla fine ci sedemmo tutti insieme e appianammo le divergenze trovando i punti ideali di mediazione a tutela del nostro bene più prezioso, i figli. Oggi il punto di mediazione va trovato a tutela del bene supremo, la libertà di ognuno, peraltro garantita dall'articolo 21 della Costituzione, per arrivare a imparare a crescere nelle differenze, rispettando ogni persona in quanto persona. Fermiamoci per un attimo a pensare che il risultato delle prove Invalsi - oggi è su tutti i giornali - ha dato un esito, a mio avviso, da insegnante, da madre, da parlamentare, terribile, inquietante. I nostri ragazzi delle superiori sono fermi al livello delle medie. Su questo dovremmo correre ai ripari, altrimenti non avremo giovani in grado di sviluppare la propria coscienza critica per compiere le scelte migliori e per sviluppare le corrette sensibilità, così come dovremmo intervenire e investire il debito del PNRR se vogliamo che si trasformi in un leverage , in una leva di redditività, che non è solo quella economica; la redditività è anche quella dello spessore culturale di un popolo, quindi occorre investire sui formatori e sulla scuola. È un altro discorso, ma si inserisce serenamente in questo che stiamo trattando. Quindi, rispetto e tutela della dignità della persona umana senza distinzione alcuna vuol dire tutela e rispetto di ogni persona, quindi, anche di chi chiede di trovare un punto di incontro che consenta di licenziare questa legge facendo svolgere al Parlamento, la più importante istituzione della rappresentanza popolare, la sua funzione essenziale: esprimere la prerogativa più alta per garantire che il pensiero di ognuno trovi casa nella composizione di una legge. Non costringete questo Parlamento a un voto politico rispetto all'arroganza di un leader che lancia un Diktat senza se e senza ma e che essendo leader di una sola parte - il Partito Democratico nella fattispecie - costringerebbe gli altri a sentirsi condizionati in una scelta. Sono certa che anche all'interno del Partito Democratico ci sono, giustamente, sfumature di pensiero diverse tra loro che se fossi un leader di partito, tenderei a rispettare per non rischiare poi sorprese al momento del voto. Vorrei questa legge più armoniosa in quanto legge di civiltà e di rispetto, più rispettosa dei sentiment dei vari movimenti di opinione. Anche l'opinione pubblica è spaccata e noi dobbiamo essere i garanti di un provvedimento che venga accolto nel migliore dei modi da tutti e che non diventi paradossalmente strumento di divisione e di scontro. Qui si parrà la nobilitate del Parlamento, qui si parrà la nostra capacità, la nostra serietà, la nostra volontà di voler davvero licenziare una legge fatta bene per tutti, come deve essere una buona legge. È in un momento come questo, su una legge divisiva non nel suo nucleo sostanziale, ma in sfumature molto delicate, che noi dovremmo dimostrare di meritarci il ruolo che ci hanno affidato i cittadini, riuscendo a fare quello che si dovrebbe fare su ogni provvedimento: trovare la sintesi ideale. Irrigidirsi sulle posizioni, parlare di punti non negoziabili servirà solamente ad allargare sempre di più il divario politico e questa è l'ultima cosa utile per un provvedimento che gira una pagina della storia italiana. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Vecchis. Ne ha facoltà. Forse abbiamo qualche problema con il microfono. Senatore, provi con il microfono nella postazione vicina. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, pensavo fosse iniziata la censura già da ora. PRESIDENTE. Confidi sempre nella Presidenza e si affidi ad essa con fiducia e serenità. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Confido nella Presidenza, ma... (Commenti) . Iniziamo con la censura. PRESIDENTE. Dialoghi... DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . In amicizia con la senatrice Cirinnà. PRESIDENTE. Assolutamente ricambiata. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, con il mio breve intervento vorrei evidenziare quello che ci deve unire e non dividere, ovviamente la condanna di ogni violenza e forma di discriminazione. Dobbiamo però anche evidenziare con forza l'importanza della libertà di pensiero, libertà messa in discussione dall'articolo 4 del disegno di legge Zan, a mio avviso, per un eccesso del politicamente corretto. Vorrei soffermarmi proprio su tale articolo ed evidenziare che non è ben specificato cosa si intende con «idee non idonee». Un perimetro pericoloso tra pensiero libero e offesa, che non ha una delimitazione chiara, lasciando ampio spazio alla discrezionalità di una terza figura; chi decide cosa è idoneo? Questo va specificato. Non stiamo parlando di amore, di sentimento, che non mettiamo in dubbio, ma del codice penale e quindi dobbiamo essere chiari. Serve certezza nella norma, c'è poco da fare. Non possiamo lasciare allo sbaraglio i cittadini senza una norma chiara. La libertà di opinione non può mai essere compressa, mai, e per questo ci batteremo in tutte le sedi, ovviamente sempre che essa sia canalizzata all'interno del rispetto culturale e della cultura stessa in quanto termine importante. È questo che mi fa riflettere, non accettare e rigettare l'appello della Lega al dialogo è un atto ideologico incomprensibile; trincerarsi dietro una posizione non condivisa da tutti è una dimostrazione di debolezza politica. Avete delle idee deboli e lo stiamo dimostrando tutti i giorni con i nostri interventi, articolandoli in nome della Costituzione italiana.