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Lo è perché non si può, giusto a giugno di quest'anno, gridare ai quattro venti che serve dichiarare lo stato di emergenza climatica, come recitava, ad esempio, la mozione del PD (sono andato a rivedermi le mozioni e a rileggermi tutti gli interventi) e poi presentare un atto che non ha i semi del cambiamento ma i bacilli influenzali di un ragionamento ideologico che, ancora una volta, abbiamo sentito in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Delle due l'una, come ricordava il collega Martelli: o l'emergenza c'è veramente, e non è sicuramente un decreto-legge di otto articoli che la risolve, oppure, forse, non è questa l'impostazione. Il collega Mirabelli ci diceva poco fa che questo argomento è addirittura la causa fondativa di questo Governo. Se allora siete qui per risolvere il problema climatico e questo è il risultato che ci portate direi che potreste anche andare a casa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Lo dico perché non si può richiamare qui il new deal , come ha fatto il collega Taricco, scomodando le politiche forse del più grande Presidente degli Stati Uniti d'America che avevano una portata economica che, riportata ad oggi, avrebbe una dimensione di miliardi e miliardi, e poi fare un po' come quel bambino che, accompagnato dal babbo, va alla spiaggia al mare, noleggia il pedalò e poi, quando torna, agli amici dice che ha fatto un giro in transatlantico, perché la dimensione delle risorse che sono state stanziate con il decreto al nostro esame, in proporzione, è più o meno quella. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ebbene, noi abbiamo cercato di fare quello che ci avete chiesto, cioè di contribuire costruttivamente a migliorare - e non era difficile - il decreto al nostro esame e lo abbiamo fatto presentando non emendamenti strumentali ma emendamenti studiati, approfonditi. Quello che è successo è stato descritto - e la ringrazio - dalla collega Faggi: molti dei nostri emendamenti che sono stati difesi con passione dai colleghi della Commissione bilancio - e vorrei ringraziare il collega Tosato - sono stati dichiarati improcedibili ai sensi dell'articolo 81 (parlo dell'articolo 81 della Costituzione: qualche volta ce ne scordiamo quando lo tiriamo fuori) non perché prevedessero dei costi ma perché la maggioranza, che aveva benissimo i numeri per bocciare nel merito le proposte, magari scomode o sulle quali magari non c'era perfetto accordo fra le due forze politiche che la costituiscono, ha preferito nascondersi per la vergogna dietro motivazioni tecniche. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È quanto accaduto all'emendamento 4.0.35 (testo 2) - interverrò fino allo sfinimento su quest'argomento - che riguarda i dragaggi e la gestione delle biomasse nei laghi laminari, in particolare il lago Trasimeno, sul quale c'è un accordo di massima, anche se non lo si può dire. Bisogna, allora, inventarsi dei costi inesistenti, anche se gran parte dei contenuti di quell'emendamento hanno già ricevuto un voto unanime alla Camera in un altro provvedimento, perché non si può disturbare chi la vede in maniera ideologica diversamente. Ebbene, noi non ci siamo fermati neanche di fronte a questo. Avevamo rivolto un appello al Governo, dicendoci disponibili. Abbiamo chiesto di valutare la possibilità, visto che c'erano ancora i tempi, di emendamenti del Governo che rispondessero alla situazione drammatica che sta vivendo Venezia, ma che stanno vivendo anche altre zone d'Italia, da Matera al Salento, e che hanno sicuramente una diretta affinità con questo decreto e con il problema del clima. Abbiamo detto al Governo di intervenire, perché è sicuramente il vettore più veloce. C'è necessità e urgenza e l'argomento è compatibile. Ebbene, c'è stato risposto in Commissione: valuteremo se il Governo potrà presentare degli emendamenti in tal senso. Del resto, siamo già intervenuti. Questo è vero, delle disposizioni sono già state adottate. È vero che il Governo ha riflettuto, ma ha riflettuto e ha prodotto, non degli emendamenti sull'emergenza a Venezia o in altre zone del Paese, ma sui Caschi verdi e sui premi Città italiana Capitale verde (che, per carità, è una bellissima idea!). Sicuramente non erano queste le priorità che ci aspettavamo, soprattutto se uno di questi emendamenti del Governo, al danno subito da Taranto, in generale e in particolare per la questione Ilva, aggiunge la beffa. Sapete, infatti, i tre milioni previsti dall'emendamento del Governo per premiare la capitale italiana verde da dove arrivano? Arrivano dai fondi che andrebbero destinati alle bonifiche delle aree inquinate e ad interventi in zone assolutamente più in difficoltà del Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È come fare il Robin Hood al contrario! Prendere risorse che dovrebbero essere impiegate in zone particolarmente sensibili, che partono svantaggiate, per premiare altre città. Ben venga. Ci mancherebbe altro. Magari qualche città più fortunata, governata da amministratori più lungimiranti, e questo è giusto, che ha investito sull'ambiente. Anche su questo tema, la nostra proposta è stata di coinvolgere tutti i Comuni. Perché solo i capoluoghi di Provincia? Perché escludere gli oltre 7.600 Comuni italiani che hanno meno di cinquantamila abitanti? Se il premio vuole essere istituito (e, ovviamente, noi abbiamo indicato altre coperture), apriamolo a tutti i Comuni, anche i piccoli. Perché una sola capitale? Ma soprattutto dobbiamo intervenire. Questa è stata la nostra proposta. Noi ci siamo per fare proposte migliorative perché questa è la responsabilità di una forza politica, che è già maggioranza nel Paese e che aspetta solo di poterlo tornare a essere in quest'Aula, quando finalmente ci manderete a votare: perché tanto questo avverrà. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Pertanto, abbiamo chiesto di aggiungere un altro premio: Capitale verde d'Italia città da salvare. E quale prima città da salvare, nel nostro Paese, in questo momento, se non Taranto, andando a individuare risorse aggiuntive e prevedendo che un premio di questo tipo possa essere riservato a città che, nel loro territorio, hanno siti di interesse nazionale? Mi riferisco a città che devono essere sostenute dallo Stato per poter correre alla pari con le altre. Questo dovrebbe fare un Governo che si riempie la bocca dell'importanza dell'ambiente e di sostenere le comunità locali, le amministrazioni e le Regioni. Portiamo tutti a un livello base, poi, magari, premiamo anche i più bravi, ma senza lasciare nessuno indietro. Individuare un premio di questo tipo, escludendo di fatto le città che più soffrono nel nostro Paese, riteniamo sia ingiusto. Non mi dilungo, ma faccio solo un altro paio di esempi, visto che ho parlato anche di buon senso. Ben venga contribuire all'apertura di negozi che possano vendere prodotti sfusi, ma avere la pretesa di vincolare una realtà italiana, fatta di piccoli centri, a negozi che vendono soltanto questo, ci sembra un controsenso. Ma avete fatto i conti?