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Art. 32. Attribuzione della pensione ai titolari dell'assegno a vita Coloro che, all'atto della entrata in vigore del presente regolamento, beneficiano dell'assegno a vita nella misura di lire 14.000 e 12.000 mensili, concesso ai sensi della legge 9 agosto 1954, n. 032, e del decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 1956, n. 32, conseguono il diritto alla maggiorazione, agli effetti e con la decorrenza di cui all'art. 9 della legge 10 febbraio 1962, n. 66, previo l'accertamento delle condizioni visive, disposte dall'Opera. A tal fine l'Opera trasmette gli atti agli Uffici regionali per il procedimento di accertamento oculistico. Espletata con esito positivo la procedura di cui agli articoli 20 e 21 del presente regolamento, il presidente dell'Opera verifica che non si tratti di cecità di guerra, per infortunio sul lavoro o di servizio, che sussistano i requisiti della cittadinanza e della residenza e delibera la concessione della pensione. Qualora le condizioni visive, nel primo esame o a seguito di ricorso, risultino (difformi da quelle precedentemente accertate in sede di concessione dell'assegno, il presidente adotta provvedimento definitivo in conformità alle risultanze del nuovo accertamento. I minorati di cui al presente articolo, che risultino tali per cause di infortunio sul lavoro o di servizio, decadono dal godimento dell'assegno con decorrenza dal 1° del mese successivo a quello di entrata in vigore della legge 10 febbraio 1962, n. 66. Sono irripetibili le somme da essi percetive a titolo di assegno fino al mese di entrata in vigore dei presente regolamento.