[pronunce]

che, inoltre, l'ordinanza di rimessione si limita a ricordare il contenuto della disposizione censurata e quello dei parametri invocati, senza spendere alcun argomento volto a illustrare l'asserita illegittimità costituzionale; che la carenza o l'insufficienza della motivazione sulla non manifesta infondatezza è, secondo la costante giurisprudenza costituzionale, causa di manifesta inammissibilità della questione (ex multis, sentenze n. 160, n. 46, n. 27, n. 15 del 2018 e n. 161 del 2017; ordinanze n. 85 e n. 65 del 2018); che tale lacuna non può essere colmata dalla menzione dell'eccezione di incostituzionalità sollevata dal ricorrente, in virtù del principio di autosufficienza dell'ordinanza di rimessione (ex multis, ordinanze n. 64 e n. 19 del 2018); che esiste anche una terza ragione di manifesta inammissibilità della questione, consistente nel carattere oscuro del petitum (ex multis, sentenze n. 175 e n. 143 del 2018, n. 44 e n. 35 del 2017; ordinanze n. 65 del 2018 e n. 256 del 2017): infatti, in conseguenza della stringatezza dell'ordinanza, che non illustra in cosa consista precisamente il vizio denunciato, non è chiaro se il rimettente auspichi un effetto sospensivo automatico dell'impugnazione o la possibilità di una sospensione disposta dal giudice su istanza di parte; che analoga questione di costituzionalità dell'art. 13, comma 3, del d.lgs. n. 286 del 1998 è stata dichiarata manifestamente inammissibile con l'ordinanza n. 170 del 2012 per il «carattere oscuro e contraddittorio della domanda che il rimettente rivolge a questa Corte»: «infatti, senza una chiara distinzione fra opzioni incompatibili, sembra invocata per un verso l'efficacia sospensiva dell'impugnazione proposta contro il decreto di espulsione, e per altro verso viene sollecitato il conferimento al giudice di poteri cautelari di sospensione, che avrebbero senso solo in quanto mancasse un effetto sospensivo dell'impugnazione»; che, dunque, anche per questa terza ragione la questione sollevata dal Giudice di pace di Prato risulta manifestamente inammissibile.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 3, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione giuridica dello straniero), sollevata, in riferimento agli artt. 2 e 24 della Costituzione, dal Giudice di pace di Prato con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 settembre 2018. F.to: Giorgio LATTANZI, Presidente Daria de PRETIS, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 ottobre 2018. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA