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considerato che la fonte dell'inquinamento è a monte, ossia proviene da terra, e defluisce verso il mare, secondo quale criterio si sia deciso di bonificare prima a mare e poi a terra; come si intenda procedere per i terreni non di proprietà di Invitalia, ma della Cementir, per la dismissione degli impianti, la demolizione e la bonifica dei terreni; se si provvederà con la Regione a stabilire l'inizio dei lavori per la realizzazione dei collettamenti fognari previsti e a carico della Regione prima di dare inizio alla bonifica a mare; se nella realizzazione del parco urbano di Bagnoli nell'area Italsider sarà rispettata la volontà popolare di bonificare la spiaggia e renderla pubblica con il ritiro di tutte le concessioni date ai privati (e confermate per altri 15 anni dall'attuale Governo), che ha visto nel 2012 la raccolta di 14.000 firme in due mesi per "Una Spiaggia Per Tutti" con l'approvazione di una delibera del Consiglio comunale di Napoli; inoltre, che cosa si prevede per il futuro dell'area protetta di Nisida, attualmente sede di un importante centro per la giustizia minorile; ed ancora se veramente si pensi di realizzare il porto turistico nello specchio d'acqua antistante alla spiaggia da ripristinare alla balneazione; quali approfondimenti siano stati condotti per constatare, anche a seguito delle indagini della magistratura, il funzionamento della barriera idraulica adottata come intervento di messa in sicurezza d'emergenza per le acque di falda; che cosa si preveda per la colmata a mare, la cui rimozione è prevista dal decreto legislativo n. 368 del 1998 e come e dove si intenda smaltire i detriti e se siano stati sottoscritti gli accordi; quali misure di competenza abbiano promosso o intendano promuovere per recuperare, in ottemperanza al principio del "chi inquina paga" dalla società Ilva, dalla società Cementir e dalla Eternit i costi sostenuti e da sostenere per la completa bonifica dell'area e, in ottemperanza del disposto della sentenza del Cons. Stato, Sez. V 23 settembre 2015, n. 4466, dalla società Fintecna i costi della rimozione della colmata; quali iniziative di competenza siano state adottate e quali accertamenti siano stati disposti per garantire che non siano in atto situazioni di pericolo per la salute dei cittadini di Napoli e in particolare del quartiere Fuorigrotta-Bagnoli, anche in accordo con il Ministero della salute. Atto n. 3-01044 CANGINI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la società Interporto Marche SpA è stata costituita, su mandato della Regione Marche, dalla Finanziaria regionale per la promozione dello sviluppo economico delle Marche, il 26 aprile 1994; a seguito della liquidazione della Finanziaria regionale per la promozione dello sviluppo economico delle Marche, avvenuta in data 24 luglio 1997, è subentrata la SVIM SpA, partecipata dalla Regione Marche con il 100 per cento del capitale sociale; a SVIM SpA è subentrata Sviluppo Marche Srl, la società di sviluppo della Regione Marche istituita con legge regionale n. 17 del 1° giugno 1999. L'assetto attuale, a capitale interamente regionale, è stato definito con la legge di riordino n. 33 del 16 dicembre 2005. Tramite la partecipata la Regione Marche ha il controllo della società Interporto Marche SpA, struttura di scambio per trasporti intermodali ubicata nell'area della Coppetella di Jesi. Ad oggi il capitale sociale della Interporto Marche SpA è pari a 11.581.963 euro e la quota in proprietà alla SVIM è pari a 7.263.964 euro (62,7 per cento); i finanziamenti stanziati dalla Regione Marche per la realizzazione dell'interporto ammontano complessivamente a 28.065.866,18 euro; lo Stato ha versato per la sua realizzazione 23.562.537,58 euro. Complessivamente gli investimenti pubblici sostenuti in favore della realizzazione dell'interporto ammontano a 75.987.679,20 euro; è da evidenziare che dalla sua costituzione la società Interporto Marche SpA non ha mai provveduto all'obbligo di legge di procedere all'acquisizione di tutte le proprietà presenti nell'area interportuale, nonostante i finanziamenti pubblici statali, regionali e provinciali assegnati; evidenziato che: in data 7 luglio 2017, la società Interporto Marche SpA ha emesso bando pubblico per la concessione in uso dell'area intermodale dell'interporto sulla base: delle condizioni economiche fissate nel bando con opzione di acquisto nella forma del rent to buy (affitto da comprare); l'indicazione dell'area e degli immobili in uso esclusivo, con opzione di acquisto. Dalla scadenza del bando appena (23 agosto 2017) non vi è stata informazione sull'esito dello stesso; in data 12 agosto 2018 è apparso sul "Corriere Adriatico" un articolo che informava della firma di un contratto con una società di logistica per la concessione in uso dell'area intermodale: non è dato conosce, né il tipo di bando, né il dettaglio delle condizioni inserite nel contratto; la sezione regionale della Corte dei conti ha pronunciato a luglio 2018 un giudizio non positivo per la società Interporto Marche SpA con riferimento alla parificazione del rendiconto generale della Regione Marche per l'esercizio finanziario 2018: spese non rendicontate che evidenziano un danno erariale e spese che non rendono chiari gli utilizzi; la sezione regionale della Corte dei conti ha pronunciato in data 11 luglio 2019 un giudizio di piena parificazione del rendiconto generale della Regione Marche per l'esercizio finanziario 2018, giudicando la gestione "nel complesso virtuosa", pur rilevando delle criticità nei capitoli legati alle partecipate, si chiede di sapere: a fronte degli investimenti pubblici effettuati, statali diretti o derivanti da trasferimenti di risorse finanziarie statali alla Regione, se i Ministri in indirizzo non reputino opportuno verificare le ragioni che hanno determinato le forti criticità finanziarie in cui versa la società Interporto Marche SpA; se abbiano contezza delle conclusioni della relazione della Commissione d'inchiesta del 2011, approvata il 26 giugno 2012 dall'Assemblea legislativa della Regione Marche concernente la gestione della società Interporto Marche SpA; nelle difficoltà di ricevere opportuna notizia dalla Regione Marche, se risulti quale conclusione abbia avuto il bando di gara emesso dalla società Interporto Marche SpA il 7 luglio 2017, cioè se il bando sia andato deserto o abbia avuto partecipanti con proposte ritenute irricevibili; se il contratto di concessione sottoscritto in data 12 agosto 2018 dalla Interporto Marche SpA con una società di logistica sia: conseguente ad un bando di gara o ad una trattativa privata; uguale o simile al bando gara 2017, ovvero, l'area e l'uso esclusivo di determinati immobili presenti nel bando del 2017;