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L'articolo 10 modifica l'articolo 12 del decreto legislativo n. 71 del 2015 per integrare la previsione concernente la possibilità, in casi di urgenza, di permettere ad un marittimo di imbarcare senza un valido certificato medico, fino al prossimo porto di scalo dove sia disponibile un medico e nei casi espressamente disciplinati. Si prevede pertanto che detta autorizzazione possa essere rilasciata, oltre che dall'autorità marittima, anche dagli uffici consolari, al fine di prevedere le stesse condizioni per gli imbarchi su territorio nazionale e quelli che avvengono all'estero. L'articolo 11 modifica l'articolo 13 del decreto legislativo n. 71 del 2015 prevedendo che sono esclusi dalla dimostrazione quinquennale del mantenimento delle competenze anche i comandanti e gli ufficiali titolari di un certificato, oltre ai soggetti già previsti. L'articolo 12 modifica l'articolo 15 del decreto legislativo n. 71 del 2015 specificando che la compagnia di navigazione deve assicurare che a bordo delle proprie navi l'equipaggio sia formato anche in conformità alle disposizioni in materia di organizzazione del lavoro a bordo. L'articolo 13 modifica l'articolo 16 del decreto legislativo n. 71 del 2015 al fine di correggere un refuso, mentre l'articolo 14 modifica l'articolo 18 dello stesso decreto specificando che, durante le ispezioni a bordo effettuate nella qualità di Stato d'approdo, gli ispettori controllano anche che le navi battenti bandiera di un Paese non membro dell'Unione europea osservino il presente articolo. L'articolo 15 modifica l'articolo 19 del decreto legislativo n. 71 del 2015 inserendo una specifica relativa al riconoscimento dei certificati che abilitano il marittimo a lavorare a bordo di una nave battente bandiera italiana con una funzione o una capacità specifica attestata dal certificato di addestramento. Si prevede altresì che la Capitaneria di porto accetti l'attestato di addestramento a seguito della presentazione dell'attestazione di superamento, con esito favorevole, dell'esame finale da parte del marittimo sostenuto presso un istituto, ente o società italiani riconosciuti dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto. L'articolo 16 modifica l'articolo 20 del decreto legislativo n. 71 del 2015 in tema di riconoscimento dei certificati rilasciati da Paesi terzi, prevedendo l'iter necessario al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili per riconoscere, mediante convalida, un certificato di competenza ovvero un certificato di addestramento rilasciato da un Paese terzo. L'articolo 17 modifica l'articolo 23 del decreto legislativo n. 71 del 2015 prevedendo che al fine della determinazione della reiterazione delle violazioni della stessa indole che giustifichi la revoca dell'autorizzazione rilasciata a istituti, enti o società, non si debba tener conto delle violazioni di lieve entità. L'articolo 18 modifica l'articolo 24 del decreto legislativo n. 71 del 2015 al fine di allineare la disposizione sulla trasmissione dei dati statistici alla Commissione europea a quanto previsto dalla direttiva. L'articolo 19 sostituisce l'articolo 28 del decreto legislativo n. 71 del 2015 prevedendo alcune disposizioni transitorie dirette a recepire quanto previsto dalla direttiva riguardo alla necessità di procedere ad un confronto dei livelli di competenza richiesti ai candidati per i certificati di competenza e i certificati di addestramento. Da ultimi, l'articolo 20 modifica l'allegato I del decreto legislativo n. 71 del 2015 mentre l'articolo 21 introduce una clausola di invarianza finanziaria. La relatrice sottolinea in conclusione come gli aspetti di competenza della Commissione appaiano del tutto marginali. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Schema di decreto legislativo legislativo recante disposizioni per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, nonché dell'articolo 7 della legge 22 aprile 2021, n. 53, in materia di commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari Doc n. 280 Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, nonché dell'articolo 7 della legge 22 aprile 2021, n. 53, in materia di commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1 e 7 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Esame e rinvio) La relatrice FATTORI ( Misto ) riferisce sullo schema di decreto legislativo in esame assegnato alla Commissione agricoltura in sede consultiva. Segnala che il termine per l'espressione del parere scade il 14 settembre 2020. Lo schema di decreto legislativo introduce norme finalizzate a contrastare ed impedire le pratiche commerciali sleali negli scambi tra gli operatori della filiera agroalimentare, in attuazione della direttiva (UE) 2019/633. Ricorda che la delega per il recepimento di tale direttiva è stata prevista dall'articolo 7 della legge n. 53 del 2001, «Legge di delegazione europea 2019-2020». Come si legge nella relazione, l'esigenza di tale disciplina discende dal fatto che nella filiera agricola e alimentare i soggetti operanti nelle diverse fasi della produzione, trasformazione, marketing , distribuzione e vendita al dettaglio dei prodotti, dispongono di un maggior potere contrattuale rispetto alle controparti. La direttiva citata prevede pertanto l'introduzione di un livello minimo di tutela comune a tutta l'Unione europea, comprendente un elenco di pratiche commerciali sleali vietate e un elenco di pratiche che saranno autorizzate solo se concordate in termini chiari e univoci al momento della conclusione dell'accordo di fornitura. Sempre secondo la relazione, il Governo ha ritenuto indispensabile procedere ad una attuazione puntuale ed efficace delle disposizioni europee tale da garantire un sistema di tutele e di elementi di maggiore trasparenza non solo a beneficio della stessa filiera agricola e alimentare ma anche dei consumatori finali, attraverso l'introduzione di una disciplina efficiente delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari. In termini generali, la nuova disciplina si applica a tutti gli scambi commerciali aventi ad oggetto prodotti agricoli e alimentari, indipendentemente dai fatturati dei contraenti. È stata pertanto confermata la scelta già adottata con l'articolo 62 del decreto-legge n. 1 del 2012, che ha esteso la disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e alimentari a tutte le imprese indipendentemente dal fatturato, in considerazione della peculiarità del sistema agroalimentare italiano, caratterizzato da una estrema frammentazione della filiera. Segnala che la disciplina già contenuta nel citato articolo 62 del decreto-legge n. 1 del 2012 viene fatta confluire nel testo in esame, al fine di fornire un testo unitario dell'intera disciplina sulle pratiche commerciali scorrette negli scambi della filiera agroalimentare.