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2 (Requisiti di accesso alle tecniche e divieti) 1 Alle tecniche di PMA possono accedere coppie di individui maggiorenni, coniugati o stabilmente conviventi di sesso diverso, affette da infertilità le cui cause non sono risolvibili con trattamenti medici o chirurgici diversi da quelli connessi alle tecniche di PMA, previa certificazione di cui all'articolo 1, comma 4. 2 Alle tecniche di PMA possono accedere anche quelle coppie non affette da infertilità, ma in cui entrambi i componenti siano affetti da patologie genetiche in condizione di portatori sani, allo scopo di selezionare embrioni non affetti dalla forma grave della patologia genetica genitoriale. È consentito il ricorso anche a coppie affette da malattie infettive, o sierodiscordanti, in cui i rapporti sessuali possano costituire rischio di contagio. 3 Il limite di età per l'applicazione delle tecniche di PMA è dai 18 ai 43 anni, corrispondente all’arco temporale fisiologico di potenziale fertilità della donna. 4 È consentito il ricorso all'utilizzo di gameti estranei alla coppia nei casi in cui uno o entrambi i componenti vengano dichiarati irreversibilmente sterili, o in cui la sussistenza di gravi patologie genetiche o infettive costituiscano una controindicazione assoluta all'utilizzo dei gameti della coppia. In questi casi il limite cronologico di età per l'applicabilità della tecnica è fissato a 46 anni per la donna. Il ricorso alle tecniche con gameti estranei alla coppia, avviene nel rispetto dei seguenti criteri: a gratuità e volontarietà della donazione gametica; b rispetto assoluto dell'anonimato reciproco tra donatore o donatrice e ricevente; c limite massimo di nascite per donatore o donatrice fissato in dieci nati vivi; d età consentita per la donazione di ovociti compresa tra 20 e 35 anni, e per la donazione di spermatozoi tra 18 e 40 anni; e verifica della sussistenza dei requisiti clinici, fisici e psicologici, previsti dalle direttive 2006/17/CE del Consiglio, dell’8 febbraio 2006, e 2004/23/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004. 5 La coppia che accede alle tecniche di PMA deve esprimere per iscritto il consenso informato che viene somministrato da parte del responsabile della struttura non meno di sette giorni prima dell’esecuzione delle tecniche medesime. Il consenso informato è articolato nei seguenti punti: a raccolta dei dati anagrafici dei componenti della coppia e verifica dell’identità di ciascuno dei membri; b indicazione della tecnica di PMA necessaria; c esposizione delle percentuali di gravidanza a termine correlate alla tecnica medesima, alla luce dei dati del registro dei centri di PMA istituito presso l'Istituto superiore di sanità ai sensi dell’articolo 7; d esposizione del percorso terapeutico, e delle eventuali procedure chirurgiche e anestesiologiche correlate; e esposizione circostanziata dei rischi generici e specifici connessi all’applicazione delle tecniche medesime; f esposizione delle probabilità di rischio di aggravamento di patologie materne preesistenti la gravidanza e loro significato clinico; g esposizione di possibili effetti sulla salute del neonato a breve e a lungo termine, ivi compresi eventi malformativi alla luce delle conoscenze attuali; h esposizione dei risvolti giuridici in tema di filiazione connessi alla PMA; i esposizione con chiarezza dei costi, o della misura della compartecipazione alla spesa sanitaria nel caso di centri pubblici o privati accreditati; l modalità di revoca del consenso informato; m possibilità di non esecuzione della tecnica medesima per motivi di ordine sanitario, da rendere noti per iscritto alla coppia; n consenso alla crioconservazione dei gameti o degli embrioni sovrannumerari. 6 È assolutamente vietato: a applicare tecniche di PMA a singoli o a coppie dello stesso sesso; b effettuare tecniche di PMA con gameti crioconservati del coniuge o convivente defunto; c praticare la maternità surrogata o l’utero in affitto; d produrre a qualunque scopo embrioni con metodologie di clonazione o la creazione di chimere. 7 In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma 6 si applica la sanzione pecuniaria da 30.000 a 100.000 euro, il ritiro dell’autorizzazione o dell’accreditamento in possesso del centro di PMA da uno a tre anni e la sanzione disciplinare da uno a tre anni da parte dell'ordine professionale. 3 (Definizione delle tecniche di PMA) 1 Le tecniche di PMA sono suddivise in tre diversi livelli a seconda della loro complessità, delle competenze professionali e delle risorse logistico-strutturali: a I livello: 1 inseminazione intrauterina; 2 inseminazione intracervicale; 3 inseminazione intraperitoneale; b II livello: 1 FIVET: fecondazione in vitro e trasferimento degli embrioni in utero; 2 ICSI: iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi e trasferimento degli embrioni in utero; c III livello: 1 ICSI preceduta dal recupero chirurgico o microchirurgico dei gameti maschili; 2 GIFT: trasferimento intratubarico dei gameti. 4 (Modalità applicative delle tecniche) 1 Le tecniche di PMA devono essere applicate previa verifica dei requisiti di cui all'articolo 2, commi 1, 2 e 3, attuando ove possibile il criterio della gradualità. 2 Nel caso di fallimento la tecnica può essere reiterata per un massimo di tre volte con oneri a carico del SSN. 3 In sede di acquisizione di consenso informato, le coppie devono produrre un apposito atto notorio in cui sono tenuti a dichiarare il numero di cicli di PMA cui sono stati eventualmente sottoposti e ammoniti delle conseguenze penali in caso di dichiarazione mendace. 5 (Aspetti normativi in tema di diritto di famiglia) 1 Sono assolutamente vietate l’azione per il disconoscimento della paternità, ai sensi dell'articolo 235, commi 1 e 2 del codice civile, e l'impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità, ai sensi articolo 263 del codice civile, nei confronti dei nati a seguito dell’applicazione di tecniche di PMA. Il disconoscimento di paternità può essere attuato solo su disposizione dell'autorità giudiziaria, nei casi in cui esistano seri e fondati motivi che facciano ritenere un uso accidentale o fraudolento di gameti o embrioni estranei alla coppia. 2 La madre del nato a seguito di tecniche di PMA non può dichiarare la volontà di non essere nominata. 3 In caso di nato a seguito dell’applicazione di tecniche di PMA con utilizzo di gameti estranei alla coppia, il nato è riconosciuto da entrambi i componenti della coppia. Tra il nato e il donatore di spermatozoi o la donatrice di ovuli non si costituisce alcun vincolo parentale, né altro vincolo di rilevanza giuridica, fermo restando l'obbligo dell'anonimato reciproco tra donantori e riceventi.