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Abbiamo rafforzato un'idea di corretta legittima difesa e dovevamo applicarla a tutte le condizioni che si possono realizzare nei fatti, in modo da escludere quella sensazione di insicurezza che deriva da una norma di non facile applicazione. Avevamo perciò scritto una norma che riguardava il diritto di difesa, ma voi avete detto di no, anche nella parte in cui si diceva che si presume la legittima difesa quando è volta a difendere minori, donne in stato di gravidanza e disabili. Avete detto di no. Forse non l'avete letta, anzi molto probabilmente non l'avete letta. Dopo di che abbiamo introdotto una serie di piccoli emendamenti per rendere funzionale quello che aveva fatto il relatore: avete detto di no. Potremmo anche seguire la stessa logica e votare no, perché avete bocciato i nostri emendamenti, ma questo appartiene a chi fa la politica come politicante, non a chi fa la politica per la funzione alta che alla politica spetta. (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI) . La politica vuol dire una sola cosa: questa norma, ancorché non sufficiente, è migliorativa rispetto all'attuale norma? Certamente sì. Allora, per coerenza con il nostro vissuto e con il nostro modo di essere, voteremo a favore di questa norma, ma sta a voi - mi auguro - nelle norme successive fare quelle correzioni che servono a rendere il testo più chiaro e legittimo. Altrimenti, votare solo in ragione di una forza numerica e di arroganza non vale la pena. (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI) . GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, annuncio coerentemente il voto contrario all'articolo 1, ribadendo che la disciplina introdotta nel 2006 già fornisce una risposta sufficiente per la legittima difesa domiciliare. Ribadisco la mia contrarietà a norme che introducono presunzioni assolute e di fatto annullano qualsiasi discrezionalità del giudice. Volevo ribadire poi la mia posizione sul concetto, che mi trova in assoluto disaccordo, che si deve considerare la legittima difesa un diritto. Va bene. In uno Stato liberale certamente ci sono i diritti, ma esiste anche un'esimente, una scriminante o scusante, per farlo capire a chi ci ascolta per non usare termini troppo tecnici. Esiste anche l'esercizio di un diritto come scriminante, come qualcosa che può anche determinare la non imputabilità per aver agito nell'esercizio di un diritto. Il diritto, però, nel nostro ordinamento - come, penso, in tutti gli ordinamenti liberali - non può essere senza limiti. Anche il diritto di sciopero deve avere un limite e ha dei limiti. Il diritto alla manifestazione del proprio pensiero ha dei limiti. Se li superi, rispondi di diffamazione o di calunnia. Ci sono dei reati penali che delimitano l'esercizio del diritto. Io non ho nessuna difficoltà in linea del tutto teorica ad affermarlo, però è un diritto che, comunque, deve essere assolutamente delimitato per riportarlo nella legalità. Pertanto, ci deve essere l'esigibilità di un comportamento che scusi chi ha reagito a una violenza e deve farlo a determinate condizioni, che sono quelle stabilite dalle nostre leggi, come la legittima difesa domiciliare, introdotta dalla riforma del 2006. Non credo che la soluzione sia quella di armare i cittadini e, comunque, dobbiamo stare attenti a quel cambio di passo di cultura che può determinare una spirale di violenza. Esprimo il nostro voto contrario all'articolo 1. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . STANCANELLI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STANCANELLI (FdI) . Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole all'articolo 1 da parte del Gruppo Fratelli d'Italia, senza però dimenticare le critiche da noi rivolte al provvedimento perché nei nostri interventi lo abbiamo definito assolutamente poco coraggioso e debole, in contrasto con quanto ci eravamo impegnati a fare. Parlo della coalizione di centrodestra e mi rivolgo alla Lega, che oggi fa parte della maggioranza e che, assieme a noi, si era impegnata a rafforzare il principio della legittima difesa domiciliare. Avere respinto l'emendamento che chiedeva di non fare alcun accenno alla legittimità nel possesso delle armi, ritengo dia la prova di questa paura e di questo poco coraggio. Allo stesso modo, mi sorprende che in questa Aula, invece di discutere della norma, si stia paventando, anche in questa discussione, il far west e l'incoraggiamento ideologico ad armarsi. Abbiamo detto che - lo dicono tutti, anche i colleghi delle altre opposizioni - nella legge non si parla di armi. Dobbiamo ribaltare il concetto perché non si dice alla gente di armarsi. Si dice a coloro i quali hanno la capacità di difendersi. L'ho detto anche in Commissione. Io non ho armi a casa e non potrei averne perché non so sparare e non saprei come fare. Stiamo ragionando delle ipotesi e delle fattispecie di chi ha la capacità di difendersi, la forza o il coraggio di difendersi e noi lo consideriamo quasi alla stregua di chi ha compiuto l'aggressione. Questo è il motivo per cui consideriamo debole questa proposta, ma è un incoraggiamento. Non succederà nulla rispetto a questi pericoli che vengono paventati perché chi ha buona memoria ricorderà che nel 2006, quando la norma della legittima difesa domiciliare fu approvata, vi furono dai medesimi ambienti culturali e politici che oggi si oppongono lo stesso tentativo di impaurire la gente. Stava succedendo il far west in Italia. Ebbene, in questi dodici anni non è successo nulla. Per questo noi voteremo a favore dell'articolo 1, pur avendo le nostre perplessità sulla capacità di andare fino in fondo nell'individuazione della fattispecie astratta della legittima difesa domiciliare. (Applausi dal Gruppo FdI) . AIROLA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, non ho un Winchester a casa, né mi comprerò una 44 Magnum per difendermi, ma non accetto di sentir dire che con questo disegno di legge si accantona lo Stato e si armano i cittadini in un ipotetico far west che non ci sarà. Non lo accetto per di più da chi nel 2011 e nel 2013, in maniera bipartisan , ha fatto tagli per miliardi alle Forze dell'ordine. (Applausi dal Gruppo M5S) . Questo disegno di legge non fa questo e il MoVimento 5 Stelle, per rafforzare l'idea che chi deve difendere il cittadino è lo Stato, ha previsto un finanziamento di 500 milioni per tre anni alle Forze dell'ordine, proprio perché io non sono capace a difendermi o a sparare. (Applausi dal Gruppo M5S) . Aggiungo, peraltro, che non viene messa in discussione più di tanto la legge precedente, basta leggere l'articolo. Prevedere che il rapporto di proporzione cui fa riferimento l'articolo 52 del codice penale debba sussistere sempre semmai rafforza leggermente il fatto che un giudice spesso abbia condannato qualcuno perché la reazione non era conforme all'azione di aggressione, per cui non ci vedo niente di male.