[ddlpres]

Testo unico dell'impresa balneare. Onorevoli Senatori. -- Nel settore turistico balneare sono impegnate oltre 30.000 imprese che, con un indotto di 300.000 addetti, costituiscono un asse portante dell'economia italiana e un settore strategico per il turismo. Nel 2008 la Commissione europea ha avviato una procedura d'infrazione n. 2008/4908, nei confronti dell'Italia ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, per il mancato rispetto della direttiva 2006/123/CE, nota come direttiva servizi, a causa delle criticità sollevate in relazione al meccanismo del rinnovo automatico delle concessioni demaniali e alla preferenza accordata al concessionario uscente. Tale procedura è stata archiviata con l'approvazione della legge comunitaria 2010 (legge n. 217 del 2011) e in particolare con la previsione di cui all'articolo 11. Tale norma infatti, oltre a dettare disposizioni necessarie a sanare la procedura di infrazione sulle concessioni demaniali marittime, prevede una delega al Governo per l'adozione, entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, di un decreto legislativo di riordino della materia. Tuttavia, il termine per il riordino complessivo della materia delle concessioni demaniali marittime è stato prorogato più volte e da ultimo al 15 ottobre 2014 con il comma 732 dell'articolo 1 della legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 2013), come modificato dall'articolo 12- bis del decreto-legge n. 66 del 2014, convertito con modificazioni, dalla legge n. 89 del 2014. Molti consigli regionali si sono mossi approvando ordini del giorno a salvaguardia del settore perché si possano considerare condizioni differenti rispetto a quelle previste dalla stessa direttiva servizi (in particolare si è evidenziata la necessità di un'azione comune Stato-regioni per ottenere una deroga in sede europea della stessa direttiva) e hanno esortato il Governo ad emanare una legge-quadro nazionale che contenga misure che regolamentino in maniera chiara e definitiva il settore. Sono innumerevoli ormai le occasioni nel corso delle quali il Parlamento ha incontrato i diversi Governi per affrontare e risolvere i nodi più rilevanti della questione delle concessioni balneari, avanzando una duplice necessità: in primo luogo un confronto aperto e risolutivo con l’Unione europea, per chiedere una modulazione diversa dell'attuazione della direttiva nell'ambito del settore turistico balneare, riconosciuto dallo stesso Parlamento europeo come una specificità del nostro Paese; in secondo luogo l'elaborazione, in tempi stretti, di un disegno di legge delega nel quale recepire i contenuti delle mozioni e degli ordini del giorno approvati all'unanimità, sia al Senato che alla Camera, diretti a tutelare gli investimenti e l'equa remunerazione del capitale investito, individuando, altresì, i criteri per l'equo indennizzo dei concessionari uscenti, anche in considerazione del valore venale dell'azienda e dell'avviamento commerciale. La scadenza del 15 ottobre 2014 prevista per il riordino complessivo della materia è stata superata senza che il previsto disegno di legge di riordino della materia sia stato presentato alle Camere. Nelle more della presentazione alle Camere del disegno di legge governativo, il presente disegno di legge anticipa i temi più rilevanti nella forma del «Testo unico dell'impresa balneare», che ha lo scopo principale di sottrarre le imprese del settore alla direttiva servizi con il passaggio dal regime concessorio a quello autorizzatorio. Si prevede in particolare: -- l'insediamento e l'esercizio dell'impresa balneare sulla base del rilascio da parte dei comuni dell'autorizzazione unica con conseguente cessazione del regime di concessione demaniale e passaggio degli attuali operatori dal sistema delle concessioni al sistema delle autorizzazioni; -- l'approvazione dei Piani comunali di gestione del demanio marittimo da parte dei comuni, con le relative procedure; -- un allargamento del concetto di opere di facile sgombero al fine di farle rientrare tra le opere cosiddette amovibili.. I Principi e definizioni 1 (Ambito di applicazione e princìpi) 1 In attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, lo Stato promuove la valorizzazione e la tutela del demanio marittimo, ai fini di sviluppo sostenibile del settore del turismo legato alla fruizione del demanio marittimo, per finalità di sviluppo economico e sociale oltre che di tutela ambientale e preservazione della flora e della fauna tipiche del demanio marittimo. 2 Anche ai fini del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, lo Stato è e resta, necessariamente, esclusivo proprietario del demanio marittimo. 3 Lo Stato tutela e disciplina il demanio marittimo a beneficio delle generazioni future, anche quando il demanio marittimo sia gestito da soggetti terzi, e promuove la gestione efficace nell'interesse dello sviluppo del settore turistico e della buona occupazione. 4 L'utilizzazione del demanio marittimo deve essere sempre coordinata con la disciplina degli usi civici, garantendo libertà di accesso e transito. 5 Alla tutela giurisdizionale dei diritti connessi alla salvaguardia e alla fruizione del demanio marittimo ha accesso chiunque. 6 Salvi i casi di legittimazione per la tutela di altri diritti e interessi, l'azione per danni arrecati al demanio marittimo può essere esercitata, in via esclusiva, solo dallo Stato. I presupposti e le modalità di esercizio delle azioni sono definite dal regolamento di cui all'articolo 15. 2 (Definizioni) 1 Ai fini del presente decreto, si intende per: a impresa balneare: l'impresa definita ai sensi del codice civile, tra i fattori produttivi, elementi aziendali e ciclo produttivo della quale è compreso l'utilizzo di una o più porzioni di demanio marittimo di cui la legge consente il godimento a terzi; b demanio marittimo: il terreno e, ove di proprietà dello Stato, i beni mobili e i fabbricati sullo stesso insistenti, composto da arenile, spiaggia e battigia; c arenile: la porzione di demanio marittima compresa fra la linea di confine demaniale, esistente più all'interno della linea di costa, e la linea ricavata dalla congiunzione, con linee rette, degli angoli dei fabbricati esistenti e regolarmente legittimati, pubblici o privati; d spiaggia: la porzione di demanio marittimo interposta fra l'arenile e la battigia ovvero, nel caso non esistano fabbricati regolarmente assentiti, la porzione di demanio marittimo compresa fra la linea di confine demaniale, esistente più all'interno della linea di costa, e la linea della battigia, che può essere destinata a zona d'ombra o sole tramite installazione di tende ovvero ombrelloni; e battigia: la porzione di demanio marittimo compresa fra le acque del mare e i cinque metri successivi rispetto alla linea d'onda massima che si realizza con condizioni di cattivo tempo, destinata esclusivamente al transito e alla libera circolazione, impassibile di essere oggetto di autorizzazione unica; f strutture: gli edifici, i fabbricati e i manufatti prodotti dall'opera o dall'ingegno dell'uomo, regolarmente realizzati nel rispetto di tutte le norme vigenti; g autorizzazione unica: