[pronunce]

che ulteriore ragione di manifesta inammissibilità va ravvisata nella aberratio ictus all'evidenza rilevabile, posto che la norma da censurare va individuata non già in quella denunciata - la cui espunzione dall'ordinamento non farebbe venir meno il divieto ritenuto in contrasto con la Costituzione - ma nell'articolo 20 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 (Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'art. 9 della legge 25 giungo 1999, n. 205), il quale fa espresso divieto di sospendere il processo tributario per la pendenza del procedimento penale avente ad oggetto i medesimi fatti o fatti dal cui accertamento dipende la relativa definizione; che, inoltre, non è configurabile una soluzione costituzionalmente obbligata della questione sollevata, attesa la molteplicità delle soluzioni adottabili per porre un rimedio al divieto di sospensione (sentenze n. 58 del 2010; n. 266 del 2009); che, infine, altro profilo di manifesta inammissibilità della questione è riscontrabile nel non avere il giudice a quo motivato sulla rilevanza della stessa, alla stregua della previsione di cui all'art. 7 del d.lgs. n. 546 del 1992, che attribuisce alla commissione tributaria, a fini istruttori, facoltà di accesso, di richiesta di dati, di informazioni e chiarimenti. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 39 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Napoli, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 15 novembre 2010. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 24 novembre 2010. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA