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Signor Presidente, di fronte a quanto sta succedendo in questo momento, le mie conclusioni riguardano tre punti. Per esigenze di tempo, saranno tre tweet : i magistrati devono sentirsi liberi di fare bene il proprio lavoro, anche se non sono iscritti a una corrente; i politici devono avere il coraggio di guardare in faccia senza preoccupazioni di sorta, perché un avviso di garanzia non può bloccare una carriera; non si può continuare a parlare di nuove guarentigie. C'è un dato di fatto: le guarentigie dei parlamentari sono costituzionalmente garantite e quotidianamente ignorate da un utilizzo mediatico della magistratura e delle indagini. Se, di fronte a questo, non utilizziamo i tempi che vanno da qui al rinnovo del CSM nel luglio del 2022 per scrivere una pagina nuova, non importa chi sarà il prossimo a essere coinvolto: le vere vittime della nostra inerzia saranno la credibilità delle istituzioni e la dignità della magistratura. Non conveniva che parlassi, ma ci sono dei momenti in cui avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome è un dovere politico, civile e morale. (Applausi) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, in mattinata ho espresso in un lungo intervento le ragioni di merito per le quali Fratelli d'Italia non può votare nemmeno questo disegno di legge delega. Ho parlato di come non possiamo condividere questo ibrido tra prescrizione e improcedibilità, che rischia di provocare l'estinzione di migliaia di processi e risolversi in un'amnistia di fatto. Abbiamo detto che ci aspettavamo più coraggio: ci saremmo aspettati che questo Governo dei migliori avesse il coraggio di cancellare la riforma Bonafede e di tornare al regime precedente, tanto più che il 70 per cento dei reati, come sappiamo, si prescrive entro la sentenza di primo grado e la maggioranza delle prescrizioni si concentra in pochi distretti giudiziari. Sarebbe stato più opportuno intervenire in modo mirato, per risolvere le criticità che esistono in quegli uffici giudiziari e non generalizzare una soluzione che allungherà i processi, anziché accorciarli, come ho spiegato nel mio intervento in discussione generale. Avreste dovuto avere questo coraggio e invece non avete trovato di meglio che metterci una pezza peggiore del buco. Sempre in discussione generale, abbiamo criticato - e lo ribadiamo anche in dichiarazione di voto - l'introduzione di criteri di precedenza per la perseguibilità dei reati affidati alle procure, pur nell'ambito di criteri generali stabiliti con legge del Parlamento. È una palese violazione degli articoli 112, che prescrive l'obbligatorietà dell'azione penale, e 3 della Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza, secondo il quale tutti siamo uguali davanti alla legge. Avete introdotto una discrezionalità incostituzionale, che rischia di portare addirittura a un turismo criminale, a seconda dei criteri che verranno stabiliti procura per procura. Non condividiamo inoltre l'appello del difensore dell'imputato assente soltanto se munito di mandato in data posteriore alla sentenza: è un burocratico formalismo inventato solo per impedire l'esercizio del diritto di difesa, che penalizzerà inevitabilmente i più deboli e i meno garantiti. Neppure condividiamo la regola del giudizio di appello non partecipato, salvo diversa richiesta dell'interessato: è un pregiudizio verso il principio dell'oralità, che è un cardine della nostra civiltà giuridica, che state demolendo a colpi di maglio sia nel processo civile, dove ormai non esiste più, sia ora anche in quello penale. Non condividiamo neppure l'estensione abnorme dell'articolo 131- bis del codice penale, recante la non punibilità per i reati di lieve entità, perché la vostra riforma porta a dichiararla persino per reati come la calunnia, il falso del pubblico ufficiale, il sequestro di persona o l'usura. Non condividiamo soprattutto la sostanziale abolizione della pena detentiva e della certezza della pena, che avete trasformato in certezza dell'impunità. Fratelli d'Italia è per le massime garanzie nel processo, ma è anche per il massimo rigore nell'esecuzione della pena. Voi state facendo esattamente il contrario. Onorevoli colleghi, cosa manca nella riforma di ieri del processo civile e in quella di oggi del processo penale? Mancano le cose più importanti: le riforme strutturali e quella della responsabilità civile dei magistrati, che è un privilegio medioevale. Tutti rispondiamo dei danni che provochiamo, tranne i magistrati, che rispondono soltanto indirettamente e nel limite massimo di sei mensilità del loro stipendio: è una vergogna soltanto italiana, che voi ovviamente non avete il coraggio di affrontare, come non lo avete di affrontare la riforma del CSM per fermare finalmente la lottizzazione delle cariche più importanti tra le correnti della magistratura. Non avete nemmeno il coraggio di parlare della separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, senza la quale non si avrà mai un giusto processo. Tutto questo lo realizzate con la quindicesima e la sedicesima fiducia e ne avete già annunciata una diciassettesima per domani, sul green pass . Cara Ministra Cartabia, il suo Governo dei migliori ha trasformato il Parlamento in una scatola vuota, nel silenzio generale (Applausi) di tutte le forze politiche che sostengono questa maggioranza. Questa è la cosa più grave. Per voi ormai sono diventati fastidiosi orpelli non solo l'opposizione, ma addirittura la dialettica democratica e il confronto parlamentare. Vi ricordo, cari signori del Governo, che l'Italia è una Repubblica parlamentare e che la sovranità appartiene al popolo, che è rappresentato dal Parlamento. Vi siete scordati questo piccolo particolare: andate avanti solo a colpi di fiducia, vi mettete d'accordo fra di voi al chiuso delle vostre stanze e ve ne fregate dei principi della Costituzione, sui quali avete votato. Per queste ragioni, non siamo mai stati più convinti di ora nell'esprimere non soltanto il nostro voto contrario a questa ennesima fiducia, ma tutta la riprovazione di cui siamo capaci per questo modo vergognoso di gestire la Cosa pubblica. (Applausi) . ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e rappresentanti del Governo, la discussione su questa importantissima riforma - e non poteva che essere così - ha riportato il dibattito su un tema molto, molto importante, spesso agitato e spesso agito in maniera impropria: il tema del garantismo, dello stato di diritto, di ciò che ci distingue dagli Stati autoritari, che non sono liberaldemocratici come siamo noi. Voglio spendere solo alcune brevi parole. Intanto, non sono assolutamente d'accordo sul fatto che ci si schieri tra garantismo e giustizialismo: lo schierarsi è tra impunità e giustizialismo, perché dovremmo essere tutti garantisti; è una precondizione del riconoscersi in questa Costituzione.