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Art. 2 Pascolo giornaliero e lavori agricoli Il movimento del bestiame destinato al pascolo giornaliero o ai lavori agricoli nel territorio delle zone di frontiera è libero, di regola, da ogni misura veterinaria. Sono esclusi tutti gli animali fessipedi che negli ultimi 24 mesi sono stati ammalati di febbre aftosa. L'autorità veterinaria del paese di destinazione può esigere che tutti gli animali fessipedi siano stati vaccinati profilatticamente contro l'afta epizootica da non più di quattro mesi e da non meno di 15 giorni prima di passare il confine. Gli animali ad unghia fessa destinati al pascolo giornaliero devono essere muniti di marche all'orecchio numerate progressivamente. Per gli animali della razza equina si depositerà un contrassegno preciso presso l'ufficio doganale competente del paese di destinazione. Nel caso che una epizoozia, la cui denuncia è per legge obbligatoria, alla eccezione della febbre aftosa, dovesse manifestarsi nel territorio di un Comune di una delle zone di frontiera, il bestiame proveniente da questo Comune, per poter attraversare la frontiera ed entrare nell'altra zona, deve essere accompagnato da un certificato rilasciato dall'Autorità comunale competente. Il certificato deve attestare che gli animali provengono da località indenni da una delle malattie contagiose, elencate all'art. 1, soggette per legge all'obbligo della denuncia e trasmissibili alla specie o alle specie degli animali per i quali il certificato è stato rilasciato. Nel caso che nella zona limitrofa venissero constatate manifestazioni di afta epizootica, il movimento degli animali attraverso la linea di confine, come pure il transito dei prodotti e dei residui animali, dei foraggi, della paglia, ecc., saranno proibiti.