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se il Governo non abbia il dovere di informare preventivamente il Parlamento e le competenti commissioni parlamentari e, quindi, i cittadini del contratto sottoscritto con tale società che, peraltro, viste le politiche di questi anni, potrebbe spingere il piano nazionale di ripresa e resilienza verso opzioni basate sul più classico neoliberismo statunitense, sprecando l'occasione di impiegare i 209 miliardi di euro del recovery fund per sanare le disuguaglianze e le ingiustizie sociali del Paese, accresciute con la pandemia; se, oltre a quello con McKinsey, siano in corso rapporti con altre società private e quali; se il Governo non abbia il dovere di informare preventivamente il Parlamento e le apposite commissioni parlamentari prima di sottoscrivere contratti con altre società analoghe alla McKinsey; per quale motivo nel Paese con le università più antiche del mondo, con migliaia di docenti e ricercatori pubblici, quindi già pagati dallo Stato, che insegnano alle generazioni future come stilare un piano, con un Governo che si fregia di aver messo nei Ministeri chiave "tecnici esperti", come ad esempio il ministro Colao, proveniente proprio da McKinsey, dove ha lavorato ben 10 anni, si sia deciso di ricorrere a una società privata straniera che avrà accesso a informazioni strategiche e potrà influenzare il modo in cui verranno spesi i 209 miliardi di euro e dunque le prospettive di business dei futuri clienti (oltre che quelle di McKinsey stessa); quali siano le connection tra i club Diplomatia e Canova, frequentati da soci illustri, alti esponenti dello Stato e aziende pubbliche e private come Cassa depositi e prestiti, Open Fiber, TIM, Banca Intesa, Poste, Fincantieri, Atlantia, Allianz e le banche di affari Rothschild e JPMorgan con Federico Ghizzoni e Stefano Balsamo. Atto n. 4-05061 DAL MAS MALLEGNI Al Ministro della salute Premesso che: il piano strategico dell'Italia per la vaccinazione anti COVID-19 è stato adottato, ai sensi dell'articolo 1, comma 457, della legge n. 178 del 2020, con decreto ministeriale 2 gennaio 2021; il piano indica le categorie da vaccinare prioritariamente nella prima fase della campagna vaccinale; il 9 febbraio 2020, il Ministero della salute, in collaborazione con la struttura del commissario straordinario per l'emergenza COVID, AIFA, ISS e AGENAS, ha emanato un documento di aggiornamento delle categorie e dell'ordine di priorità dal titolo "Le priorità per l'attuazione della seconda fase del Piano nazionale vaccini Covid-19", pubblicato dopo essere stato oggetto di confronto preliminare in Conferenza Stato-Regioni; tale aggiornamento ha fissato l'ordine di priorità delle categorie di cittadini da vaccinare dopo quelli della fase 1 (operatori sanitari e sociosanitari, personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, anziani over 80) e i parametri presi in considerazione allo scopo, sulla base delle analisi condotte dagli studi scientifici a disposizione, sono l'età e la presenza di condizioni patologiche che rappresentano le variabili principali di correlazione con la mortalità per COVID-19; nel documento vengono identificate sei categorie, in ordine di priorità decrescente, ma nelle premesse viene riportato che "con l'aumento delle dosi di vaccino disponibili si inizierà a vaccinare anche altre categorie di popolazioni tra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali, quali anzitutto gli insegnanti ed il personale scolastico, le forze dell'ordine, il personale delle carceri e dei luoghi di comunità eccetera"; i dati ufficiali e le notizie che giungono dalle Regioni dicono che, complice l'indefinitezza delle linee guida varate a dicembre e riviste un mese fa, le Regioni hanno dato vita ad a un sostanziale fai-da-te nell'individuazione delle categorie da vaccinare per prime; in alcune zone d'Italia, per fare solo un esempio, i magistrati e il personale della giustizia sono stati già vaccinati, avvocati inclusi, passando avanti a categorie forse più a rischio, in altre invece si sono vaccinati i magistrati ma non gli avvocati; all'origine delle decisioni difformi assunte a livello regionale potrebbe esserci l'indeterminatezza della dicitura "servizi essenziali" all'interno del documento che ha avrebbe dovuto invece dettare linee guida chiare sulle categorie da vaccinare prioritariamente; all'interno dei "servizi essenziali", del resto, soprattutto in epoca di pandemia, potrebbero essere ricomprese categorie tra loro molto diverse, dai già citati operatori della giustizia, passando dagli occupati nella grande distribuzione alimentare, fino a chi ha garantito la continuità dei trasporti pubblici, oltre a numerose altre, tutte quelle che nei servizi, nell'industria, nel commercio e nell'amministrazione pubblica hanno continuato a lavorare in presenza anche mentre altre attività erano sospese o si svolgevano con modalità a distanza, si chiede di sapere: se sia intenzione del Governo introdurre, a norma dell'articolo 32 della Costituzione, almeno per alcune categorie che elargiscono servizi essenziali, l'obbligo vaccinale; se si abbia intenzione di fare chiarezza sulla portata della dicitura "servizi essenziali", indicando puntualmente quali categorie possano essere ricomprese in questa definizione; se si ritenga, sentite le Regioni, di definire una più precisa e uniforme individuazione, a livello nazionale, delle categorie da vaccinare prioritariamente nella seconda fase della campagna vaccinale. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-02335 del senatore De Bertoldi, sull'obbligo per le imprese di nominare i propri revisori dei conti; 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-02334 della senatrice Sbrollini, sul restauro e la riapertura dell'Hotel des Bains di Venezia.