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Se questa è la novità, francamente mi pare una novità alquanto singolare, Presidente, non se ci sono dei precedenti ma questo è un modo di ragionare molto lontano dalla sensibilità di chi ha a cuore i conti pubblici, i conti dello Stato e anche i conti dei Comuni. In ultima analisi, e mi avvio alla conclusione, il nostro Gruppo fa appello alla ragionevolezza dei colleghi che conoscono le realtà locali, che sono stati amministratori e che sono stati eletti in collegi in cui molti sindaci sono preoccupati, perché abbiano un po' più di coraggio per ammettere che questo è stato un passo falso, che probabilmente qualche motivazione era anche giusta e c'era il problema della Corte costituzionale che si può facilmente superare, come tutti sanno. Noi chiediamo che, se non tutti, almeno i progetti che sono facilmente e immediatamente cantierabili siano salvaguardati perché quelli sono soldi che, ripeto, non vanno a beneficio del Comune, del sindaco o solamente dei cittadini, ma dell'intera economia nazionale. Chiediamo che siano privilegiati i progetti che hanno un cofinanziamento privato di particolare intensità. Chiediamo insomma, in una sola parola, che prevalga il buonsenso di cui spesso si è parlato e che purtroppo qualche volta scompare. Noi riteniamo che il senso delle istituzioni che dovrebbe governare questo provvedimento non sia né di destra, né di sinistra, né di centro ma sia semplicemente la possibilità di fare il bene di questo Paese, quindi confidiamo nel fatto che, dopo qualche sbandata, il Governo e il presidente Conte, che ha preso impegni puntuali con i sindaci, sappiano rispettarli nell'interesse non di Fratelli d'Italia e dell'opposizione ma del Paese intero. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno G1, già stampato e distribuito, che invito i presentatori ad illustrare. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, noi abbiamo discusso a lungo della questione, sia durante l'esame del disegno di legge in Commissione, sia durante la discussione del disegno di legge di conversione del decreto-legge milleproroghe in terza lettura. Per la verità, la discussione ha avuto accenti molto diversi nella stessa interpretazione delle norme. Ci saremmo aspettati che, già allora, in sede di conversione del decreto-legge, in terza lettura (anche se non si voleva modificare il testo, visti i tempi ristretti), si intervenisse con un ordine del giorno che in qualche modo mettesse nero su bianco gli impegni assunti dal presidente del Consiglio Conte nell'incontro con il presidente dell'ANCI. Invece tutto questo non è accaduto. Ci troviamo oggi a discutere di mozioni e di un ordine del giorno che tentano, ancora una volta, non solo di fare chiarezza, ma di richiamare il Governo alle responsabilità, alle dichiarazioni e agli impegni assunti. In tutta questa vicenda francamente non ci è ben chiaro lo spirito per cui si è arrivati a quella modifica, anche se i sospetti sono molti. Infatti, se anche fosse stato necessario intervenire dopo il pronunciamento della Corte costituzionale, vi sarebbero state delle modalità per consentire che quel fondo e quei progetti di rigenerazione urbana e di riqualificazione delle periferie avessero una possibilità effettiva di andare avanti. I progetti, come sapete meglio di me, sono di varia natura e - ci tengo a dirlo - riguardano anche amministrazioni comunali di orientamento politico diverso. Il fondo è stato istituito con la legge di bilancio del 2017. Vorrei ricordare che non era una legge che aveva visto il nostro voto favorevole; non per questo avremmo voluto, magari perché avevamo votato contro, impedire effettivamente l'utilizzo di quei fondi e soprattutto il dispiegarsi di quel progetto. Non capiamo davvero il motivo per cui ci si è voluti accanire in una sorta di interpretazione iperburocratica, che però, alla fine, cosa produce (ed è quello che mettiamo in evidenza nel nostro ordine del giorno)? Di fatto, produce un secco taglio di risorse a carico degli enti territoriali; è vero, poi nella mozione della maggioranza si dice che si rimborseranno le spese già affrontate, ma il punto è che la possibilità per molti Comuni, decisa e programmata, di intervenire per migliorare alcune parti della propria città non si produrrà più. Oltre tutto, queste risorse verrebbero spostate, secondo la ratio di quell'emendamento, da un periodo all'altro. Ma nei fatti non c'è neanche la copertura finanziaria per poter garantire questo spostamento. Un'altra vicenda, che vogliamo sottolineare e che, ancora una volta, ci fa porre con forza qualche dubbio sulla buona fede politica (e il sospetto c'è), è che lo spostamento deciso con l'emendamento alla fine produrrà un risultato che non è certamente auspicabile. Mi voglio augurare che neanche il Governo voglia proseguirlo. Infatti la facoltà di utilizzare, tra l'altro, gli avanzi di amministrazione produrrà, nei fatti, un vantaggio - ahimè (ahimè non nel senso che vorremmo danneggiare i Comuni del Nord) - dei Comuni del Nord e, di conseguenza, una ridistribuzione asimmetrica di quello che, invece, era stato un fondo rigidamente impostato secondo una logica distribuzione più equa su tutto il territorio nazionale. Questo perché si tratta di un dato oggettivo; l'80 per cento degli avanzi di amministrazione riguarda i Comuni del Centro-Nord e, quindi, da questo punto di vista è chiaro che si produrrà un'asimmetria nella ridistribuzione stessa. Per questi motivi noi ci permettiamo, ancora una volta, di sottolineare nell'ordine del giorno l'assunzione piena di quelli che erano stati, con fatti concreti, gli impegni concordati con il presidente Conte, ricordando anche il fatto che, anche nell'incontro con il Ministro per gli affari regionali, il presidente dell'ANCI, proprio davanti al fatto che non si era dato corso a quegli impegni, ha tra l'altro dichiarato l'interruzione delle relazioni istituzionali con il Governo, proprio per protesta contro il blocco dei finanziamenti del bando periferie. Quindi, noi chiediamo immediatamente di prevedere, in termini molto rapidi, interventi atti ad implementare la capacità di spesa degli enti locali; di stanziare tutte le risorse compensative alternative per finanziare lo sblocco degli avanzi di gestione; e, soprattutto, di avviare ogni utile iniziativa per favorire effettivamente un reale processo di riqualificazione urbana. Lo dico anche al signor Sottosegretario: credo che sia importante in questo momento, vista anche la Nota di aggiornamento, avere delle risorse a disposizione per gli investimenti pubblici. Questi sì, infatti, rappresentano un moltiplicatore non solo di benessere e di qualità urbana, contro la disgregazione sociale, ma sono un vero moltiplicatore di crescita. Quindi, ancora una volta rivolgiamo un appello alla maggioranza affinché solleciti il Governo a mettere in atto gli impegni assunti e, soprattutto, a valutare il fatto che queste risorse sono e sarebbero, in un momento così complicato per il bilancio del nostro Paese, assolutamente fondamentali, perché questi sì - gli investimenti pubblici - soprattutto nelle periferie, sarebbero un vero moltiplicatore di benessere e di crescita. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritta a parlare la senatrice Cirinnà. CIRINNA' (PD) .