[resaula]

Noi siamo qui a non poter dire niente, a prenderci questo decreto-legge a scatola chiusa e a dover votare la fiducia (non certo noi, ma la maggioranza lo farà). Abbiamo sentito fare tanti discorsi da parte di chi oggi è al Governo ed è maggioranza: che non si potevano calpestare le priorità del Parlamento, che bisognava riconoscere al Parlamento la sua dignità e consentirgli di esercitare il proprio ruolo; poi vediamo che, quando certe persone sono sedute sulle poltrone del Governo, cambiano opinione e il fatto di calpestare il Parlamento non è più dirimente, aprire il Palazzo come scatolette di tonno non è più dirimente. Voi avete perso qualsiasi credo, ma va tutto bene, madama la marchesa, continuate così. Venendo al merito, questo decreto-legge ci è stato venduto come se potesse risolvere tutti i problemi energetici della nostra Nazione; soprattutto, ci è stato detto che era stato fatto a tutela delle famiglie e delle imprese. Noi, invece, non vediamo assolutamente i segnali forti di risoluzione dei problemi. C'è poi un altro tema che ci preoccupa: nessuno tiene conto dell'inflazione che sta galoppando nella nostra Nazione, che oggi ci dicono essere pari al 6,7 per cento. A cosa è dovuta questa inflazione? Credo che l'abbiamo capito tutti: è dovuta in maggiore misura al caro carburante, al caro energia e al rincaro dei costi delle materie prime. Forse soltanto il Governo dei migliori non si rende conto di un tema che porterà veramente - e non voglio essere una Cassandra - al collasso del nostro sistema produttivo. Ma - ahimè - abbiamo avuto anche questa grande delusione dal Governo, soprattutto perché vediamo che in questo decreto-legge la burocrazia aumenta, quindi sarà ancora tutto più difficile per le imprese, e non c'è alcun segnale di ciò che sarebbe fondamentale e che si chiama (un termine molto abusato dalla maggioranza, ma non applicato) semplificazione. Da questo provvedimento si evince che le sirene dei no e degli ambientalisti radical chic sono sempre più ascoltate. Oggi non abbiamo una visione sugli approvvigionamenti di energia e su quello che dovrebbe ridurre la nostra dipendenza - che, ricordo, in questi ultimi cinque anni non è diminuita, ma è aumentata - perché i signori no oggi siedono al Governo e - ahimè - influiscono in maniera fondamentale su tutto quello che viene deciso. Oggi qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza e pensare che se la nostra Nazione è in questa situazione lo deve a chi ha saputo solo dire no. No è stato detto, ad esempio, al nucleare di nuova generazione, che permetterebbe di eliminare le scorie, per poi, però, comprare la corrente elettrica nucleare dai nostri Paesi confinanti; è stato detto no ai rigassificatori, che non si potevano assolutamente fare; è stato detto no all'estrazione di gas in casa nostra, per poi andare a comprarlo in altri Paesi. Sui rigassificatori è stato detto no e oggi il Governo si sta adoperando per comprare quelli galleggianti, spendendo tantissimi soldi e incontrando oltretutto gravi problemi per reperirli, perché non sono così facili da trovare. Ricordo la campagna elettorale del sindaco Gualtieri, quando aveva giurato a tutti i suoi elettori che mai avrebbe fatto a Roma il termovalorizzatore. Notizia di oggi è che il sindaco Gualtieri ha annunciato l'arrivo di un termovalorizzatore a Roma. Non so se sia corretto agire in questo modo, presentarsi in una campagna elettorale in un certo modo per prendere qualche voto in più e poi pochi mesi dopo smentirsi. Queste cose non dovrebbero accadere. Vi faccio un altro esempio: la Regione Lombardia ha messo a disposizione 12 milioni di euro per poter cambiare le caldaie a biomassa inquinante, perché sappiamo che inquinano, con una tecnologia classificata con un nome che suona un po' beffardo, 5 stelle, e che permetterà di non inquinare. La Regione Lombardia ha messo a disposizione questa somma e sapete cosa è successo? Questi finanziamenti potranno andare a 1.505 dei 1.506 Comuni della Regione Lombardia, ma - udite - non al Comune di Milano, perché il sindaco Sala ha vietato l'applicazione di questa tecnologia. (Applausi) . Si chiama Sala e appartiene alla vostra maggioranza. Cosa dobbiamo dire noi, che facciamo parte di una forza di opposizione, patriottica, che avremmo voluto dare un contributo a questo che è il primo decreto che viene varato dopo il 24 febbraio e dopo l'invasione dell'Ucraina? Pensate di essere più bravi, di saper fare tutto, ma vi siete dimenticati, in questo decreto, dell'interesse del sistema produttivo della nostra Nazione, perché non c'è praticamente nessuna misura per sostenere le aziende. Ieri avete liberato 10 miliardi di risorse credendo di compiere un intervento epocale, ma avrete visto che la Germania, per contenere l'aumento dei prezzi, ha masso a disposizione ben 100 miliardi. A voi che vi riempite la bocca di Europa ad ogni occasione, ma solo quando conviene, vorrei chiedere come vi sentite oggi che stanziate 10 miliardi senza dare risposte, quando la Germania ne stanzia 100. (Applausi) . Sarebbe bene che con gli italiani faceste un'operazione verità e, dopo due anni e mezzo di una pandemia, che certo nessuno voleva, per la quale avete chiesto sacrifici agli italiani, dite chiaramente ai cittadini che andiamo incontro a un lockdown energetico. (Applausi) . Abbiate il coraggio di dire che le famiglie e le imprese dovranno subire un lockdown energetico per la vostra mancanza di visione. Ricordate le famose domeniche a targhe alterne, le famose domeniche a piedi? Il problema per la nostra Nazione non è rappresentato, come ha detto il presidente Draghi, dalla scelta fra il condizionatore e la pace, ma dalla necessità di sostenere il nostro sistema produttivo e sappiate che le risorse che non spendete oggi le spenderete domani, perché dovrete pagare la cassa integrazione per quelle aziende che, a causa della vostra incapacità, dovranno chiudere e falliranno. Complimenti! Per tutti questi motivi, il voto di Fratelli d'Italia sarò convintamente contrario. (Applausi) . FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, la situazione attuale meritava un decreto di questo tipo, molto impattante e molto importante. Il nostro Paese, attraverso l'azione del Governo, nel 2021 era riuscito a compiere un'opera eccezionale, con una crescita del prodotto interno lordo superiore al 6 per cento, una delle migliori performance a livello occidentale, e certamente la crisi ucraina, con tutti i suoi - chiamiamoli così - derivati, ha posto un momento di inciampo rispetto a questa crescita, che dunque deve essere affrontato politicamente con grandissima decisione. E questo decreto interviene prontamente, con risolutezza e con decisioni anche molto radicali. Signor Presidente, non voglio entrare nella discussione dei 43 articoli che costituiscono il decreto nella sua interezza, che sono già stati esaminati anche nel dibattito di questa mattina. Voglio piuttosto fare una riflessione sull'impostazione generale, sulla filosofia di fondo e, soprattutto, sulla prospettiva che dobbiamo costruire anche attraverso questo decreto.