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Venendo al merito della Convenzione oggetto di ratifica, ricordo che essa è stata predisposta da un apposito gruppo di redazione intergovernativo ed è finalizzata espressamente a prevenire, individuare e combattere le partite truccate, la manipolazione e tutte le possibili modifiche intenzionali e irregolari dello svolgimento o del risultato delle competizioni sportive. Più nel dettaglio, la Convezione si compone di 41 articoli suddivisi in IX capi. Il capo I individua lo scopo, i princìpi guida e le definizioni rilevanti. Il capo II, oltre a disciplinare gli aspetti relativi alla prevenzione, alla cooperazione e alle altre misure che le parti possono adottare in relazione alla lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, tra cui le misure riguardanti il finanziamento delle organizzazioni sportive, quelle relative alle autorità di controllo sulle scommesse e quelle riguardanti gli operatori di scommesse sportive, dispone anche l'obbligo per gli Stati parte di individuare e adottare, in conformità con la legge applicabile e con la giurisdizione interessata, i mezzi più adeguati di lotta contro le scommesse illegali, quali il blocco o la limitazione diretta o indiretta dell'accesso agli operatori remoti di scommesse illegali e chiusura degli operatori stessi; il blocco dei flussi finanziari tra gli operatori di scommesse illegali e i consumatori; il divieto per gli operatori di pubblicizzare le loro attività illegali; la sensibilizzazione dei consumatori verso i rischi connessi alle scommesse illegali. Il capo III disciplina lo scambio di informazioni tra le autorità pubbliche e le organizzazioni sportive coinvolte, prevedendo tra le altre misure l'identificazione di una piattaforma nazionale operativa nella lotta alla manipolazione delle manifestazioni sportive che fungerà da centro d'informazioni, raccogliendo e trasmettendo i dati rilevanti alle autorità e alle organizzazioni interessate. I capi IV e V dettano le norme relative al diritto penale sostanziale, alle questioni giurisdizionali e al procedimento penale, stabilendo che la manipolazione delle competizioni sportive venga espressamente sanzionata dal diritto interno degli Stati parte, così come le attività intenzionali di concorso nella commissione dei reati previsti dalla Convenzione. Con riferimento alle sanzioni penali e amministrative il capo VI contempla, oltre a quelle a carico delle persone fisiche, anche sanzioni indirette per le persone giuridiche e altre di natura amministrativa. Il successivo capo VII disciplina il settore della cooperazione giudiziaria in materia penale, prevedendo tra l'altro che gli Stati parte cooperino tra loro nella misura più ampia possibile a fini investigativi e processuali in conformità agli strumenti nazionali e internazionali vigenti, oltre che in tema di estradizione e di assistenza giudiziaria in materia penale, in base ai trattati internazionali, regionali e bilaterali applicabili. Gli ultimi due capi del testo disciplinano rispettivamente tutto ciò che concerne l'aspetto di verifica dell'attuazione della Convenzione e le disposizioni finali. Per quanto riguarda il disegno di legge di ratifica della Convenzione, esso si compone di sette articoli che dispongono rispettivamente in merito all'autorizzazione alla ratifica, all'ordine di esecuzione, all'autorità per la regolamentazione delle scommesse sportive, alle misure relative all'applicazione di pene accessorie, ai reati in materia di frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco e di scommessa e giochi d'azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati, alla clausola di invarianza finanziaria e all'entrata in vigore. Particolarmente rilevanti nel merito sono le disposizioni di cui agli articoli da tre a cinque del disegno, le quali introducono norme di adeguamento dell'ordinamento nazionale alle previsioni della Convenzione. Più nel dettaglio, l'articolo 3 dà attuazione nell'ordinamento italiano all'articolo 9 della Convenzione, che invita gli Stati a identificare un'autorità responsabile per la regolamentazione delle scommesse sportive e per l'applicazione di misure di contrasto delle manipolazioni e delle competizioni. (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, è difficile ascoltare l'intervento anche dal banco della Presidenza. PELLEGRINI Emanuele, relatore . La ringrazio di cuore, Presidente. L'autorità competente viene individuata dal legislatore nell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Vi ricordo infatti che l'Agenzia, in veste di amministrazione dei monopoli, è garante della legalità e della sicurezza in materia di gioco e svolge funzioni di controllo sulla produzione e vendita dei tabacchi, al fine di assicurare il regolare afflusso delle imposte. In particolare, nel comparto giochi l'Agenzia provvede alla verifica della regolarità del comportamento degli operatori e al contrasto dei fenomeni di gioco illegale. L'articolo 4 dà invece attuazione all'articolo 25 della Convenzione, che richiede agli Stati parte di adottare le misure legislative necessarie a consentire il sequestro e la confisca dei beni, dei documenti e degli strumenti utilizzati per commettere i reati o dei profitti dei reati, anche attraverso l'aggressione a beni di valore equivalenti a tali profitti. A tal fine il disegno di legge disciplina la confisca, anche per equivalente, dei beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato. Con l'inserimento nella legge n. 401 del 1989 di un nuovo articolo 5- bis il provvedimento prevede che, in caso di condanna o patteggiamento per uno dei delitti previsti dalla legge, il giudice debba ordinare la confisca penale e, se questa non è possibile, ordinare la confisca di beni di valore equivalente a quelli che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato e di cui il reo ha la disponibilità anche indirettamente o per interposta persona. In proposito vorrei segnalarvi che l'istituto della confisca per equivalente mira a impedire che l'impiego economico dei beni di provenienza delittuosa possa consentire al colpevole di garantirsi il vantaggio che è l'oggetto specifico del disegno criminoso. La confisca colpisce, infatti, somme di denaro, beni o altre utilità di cui il reo abbia la disponibilità per un valore corrispondente al prezzo, al prodotto o al profitto del reato ed è prevista dal legislatore solo per talune fattispecie criminose, allorquando sia intervenuta condanna e sia impossibile identificare fisicamente le cose che ne costituiscono effettivamente il prezzo, il prodotto o il profitto. L'istituto è attualmente disciplinato dall'articolo 322- ter del codice penale, inserito nel Capo relativo ai delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione. Proprio a tale disposizione fa espressamente rinvio il secondo comma del nuovo articolo 5- bis . In particolare, il richiamo alla legge speciale al terzo comma dell'articolo 322- ter del codice penale comporta che spetti al giudice, nella sentenza di condanna, determinare le somme di denaro o individuare i beni assoggettati a confisca. L'articolo 5 introduce, poi, nel decreto legislativo n. 231 del 2001, la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per reati di frode in competizioni sportive e di esercizio abusivo di giochi e scommesse, dando così attuazione all'articolo 23 della Convenzione.