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Per gli immobili realizzati in un'epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio, lo stato legittimo è quello desumibile dalle informazioni catastali di primo impianto ovvero da altri documenti probanti, quali le riprese fotografiche, gli estratti cartografici, i documenti d'archivio, o altro atto, pubblico o privato, di cui sia dimostrata la provenienza. Detta fattispecie, nella quale trova applicazione il ricorso alle risultanze catastali e ad altre documentazioni di archivio, era stata già individuata nella modulistica unificata statale e delle regioni. Tali disposizioni si applicano altresì nei casi in cui sussista un principio di prova del titolo abilitativo del quale, tuttavia, non sia disponibile copia. La lettera e) dispone modifiche all'articolo 10, comma 1, lettera c) , del testo unico dell'edilizia, che disciplina la cosiddetta « ristrutturazione pesante ». La novella è volta innanzitutto a specificare che sono subordinati a permesso di costruire gli interventi di ristrutturazione edilizia che presentino entrambi i seguenti requisiti: la previsione di opere « di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente » e la circostanza che tali opere comportino anche una delle modifiche di particolare rilevanza ivi elencate. Si tratta di una precisazione che era stata introdotta già dal decreto legislativo n. 301 del 2002, la cui formulazione tuttavia lasciava adito a differenti interpretazioni, che continuano a considerare sufficiente la presenza di una delle modifiche edilizie qualificate di particolare rilevanza. L'intervento normativo intende dunque ribadire e rendere univoca, dal punto di vista testuale, la citata disposizione legislativa del 2002. Quanto all'elencazione delle modifiche edilizie rilevanti, si sopprime il riferimento alla modifica dei prospetti, tenendo conto del fatto che con questo stesso provvedimento si ammette che gli interventi di manutenzione straordinaria possano apportare tali modifiche, sia pure nell'osservanza di precisi limiti e condizioni (vedi sopra); inoltre, si sottolinea che ogni modificazione della sagoma o della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti di immobili sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, è comunque sottoposta a permesso di costruire. La lettera g) concerne modifiche all'articolo 16 del testo unico dell'edilizia. La previsione è diretta a superare ogni dubbio interpretativo circa il campo di applicazione del contributo straordinario introdotto dal decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, in coerenza con le pronunce giurisprudenziali che ne hanno chiarito finalità e portata. Tale quota del contributo di costruzione è infatti diretta a riservare all'amministrazione comunale almeno metà del plusvalore di cui beneficia il privato a seguito dell'approvazione di una variante urbanistica, che abbia accresciuto le facoltà edificatorie precedentemente riconosciutegli, ovvero per effetto del rilascio di un permesso in deroga. Il mero cambio d'uso tra quelli considerati ammissibili dal piano urbanistico generale non presenta dunque tale carattere di attribuzione straordinaria di valore immobiliare (ed infatti come evidenziato con riferimento alle modifiche relative all'articolo 3, comma 1, lettera b) , del testo unico dell'edilizia, il cambio d'uso risulta urbanisticamente rilevante solo quando comporta l'aumento di carico urbanistico ed è già subordinato al pagamento della differenza del contributo di costruzione dovuto tra l'uso originario e quello di progetto). Questa previsione è già presente in ordinamenti regionali vigenti. La lettera h) concerne modifiche all'articolo 17 del testo unico dell'edilizia, che elenca una serie di « riduzioni o esoneri dal contributo di costruzione ». La novella modifica l'attuale comma 4- bis , che prevede già una riduzione « in misura non inferiore al venti per cento » di una serie di interventi ivi descritti. La disposizione è tesa a riferire più correttamente questo beneficio agli interventi di rigenerazione urbana, eliminando talune imprecisioni dell'attuale testo, che ne impediscono o limitano l'utilizzo. La lettera i) concerne modifiche all'articolo 20 del testo unico dell'edilizia. In coerenza con il principio della certezza giuridica, la previsione stabilisce che, fermi restando gli effetti comunque prodotti dal silenzio, lo sportello unico per l'edilizia rilascia anche in via telematica, entro quindici giorni dalla richiesta dell'interessato, un'attestazione circa il decorso dei termini del procedimento, in assenza di richieste di integrazione documentale o istruttorie inevase e di provvedimenti di diniego; altrimenti, nello stesso termine, comunica all'interessato che tali atti sono intervenuti. Con la lettera l) , concernente modifiche all'articolo 22 del testo unico dell'edilizia, si prevede di assoggettare al regime giuridico della SCIA gli interventi che comportano modifiche dei prospetti. La lettera m) apporta modifiche all'articolo 23- ter del testo unico dell'edilizia. La previsione attiene all'accertamento dello stato legittimo delle destinazioni d'uso degli immobili, e contiene un rinvio alle regole per la definizione sullo stato legittimo di cui all'articolo 9- bis del testo unico dell'edilizia, illustrate in precedenza. La lettera n) apporta modifiche all'articolo 24 del testo unico dell'edilizia, inserendo il comma 7- bis . Con la novella s'intende consentire il rilascio dell'agibilità per gli immobili che non siano dotati di tale certificazione e tuttavia presentino adeguati requisiti di sicurezza, igienico-sanitari, di abbattimento delle barriere architettoniche, di risparmio energetico, eccetera, stabiliti con apposito decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della salute, con il Ministro per la pubblica amministrazione e con il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, d'intesa con la Conferenza unificata. Tale disposizione, presente in talune legislazioni regionali, agevola la circolazione dei beni immobili e, di conseguenza, facilita la qualificazione del patrimonio edilizio. Le lettere o) e p) apportano ulteriori modifiche al testo unico dell'edilizia. In particolare si dispongono l'abrogazione del comma 2- ter dell'articolo 34 e l'introduzione del nuovo articolo 34- bis . Con quest'ultima previsione normativa si amplia il novero delle cosiddette « tolleranze costruttive », avendo riguardo a limitate difformità dal titolo abilitativo edilizio presenti in quote significative del patrimonio edilizio esistente e realizzate in epoche nelle quali le stesse venivano considerate prive di rilevanza dalle amministrazioni comunali. Partendo dal dato storicizzato dell'esistenza delle difformità in parola nel patrimonio edilizio esistente, la disposizione consente di recuperare i relativi immobili ai processi di rigenerazione urbana.