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Modifiche al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, in materia di sanzioni applicabili dal giudice di pace per comportamenti lesivi della sicurezza e del decoro urbano. Onorevoli Senatori. – Una delle situazioni che più preoccupa i cittadini, in particolare quelli delle grandi realtà metropolitane, è la mancanza di sicurezza percepita che si accompagna spesso a fenomeni di degrado urbano. Il legislatore è già intervenuto con il decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica. In applicazione delle disposizioni richiamate il Governo ha emanato il decreto del Ministro dell'interno 5 agosto 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9 agosto 2008, con il quale ha individuato, tipizzandoli, comportamenti offensivi per «il bene giuridico sicurezza urbana», alla cui tutela è preposto il sindaco. In particolare, l'articolo 2 del citato decreto prevede che «(...) il sindaco interviene per prevenire e contrastare: a) le situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscono l'insorgere di fenomeni criminosi, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l'accattonaggio con impiego di minori e disabili e i fenomeni di violenza legati anche all'abuso di alcool; b) le situazioni in cui si verificano comportamenti quali il danneggiamento al patrimonio pubblico e privato o che ne impediscono la fruibilità e determinano lo scadimento della qualità urbana; c) l'incuria, il degrado e l'occupazione abusiva di immobili tali da favorire le situazioni indicate ai punti a) e b) ; d) le situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilità o che alterano il decoro urbano, in particolare quelle di abusivismo commerciale e di illecita occupazione di suolo pubblico; e) i comportamenti che, come la prostituzione su strada o l'accattonaggio molesto, possono offendere la pubblica decenza anche per le modalità con cui si manifestano, ovvero turbano gravemente il libero utilizzo degli spazi pubblici o la fruizione cui sono destinati o che rendono difficoltoso o pericoloso l'accesso ad essi». Gli strumenti con cui il sindaco interviene per prevenire e contrastare i fenomeni che generano insicurezza e degrado urbano sono individuati dall'articolo 54, comma 4, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dal citato decreto-legge n. 92 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 2008. Nella normativa novellata nel 2008 il legislatore prevedeva che i sindaci potessero operare con ordinanze ordinarie oltre che con le tradizionali ordinanze «contingibili e urgenti»; la Corte costituzionale, con la sentenza n. 115 del 2011 ha dichiarato l'incostituzionalità della norma nella parte in cui prevedeva che il sindaco potesse intervenire con ordinanze non contingibili e urgenti. Il Consiglio di Stato, dopo la sentenza della Corte costituzionale, è più volte intervenuto puntualizzando il concetto di contingibile e urgente rispetto alle ordinanze sindacali di sicurezza urbana, ritenendo più congruo l'utilizzo dei vecchi regolamenti di polizia urbana approvati dal consiglio comunale. La situazione si è ulteriormente complicata a seguito dell'approvazione della legge 28 aprile 2014, n. 67, e dell'emanazione dei decreti legislativi di attuazione della predetta legge e, in particolare, dei decreti legislativi 15 gennaio 2016, n. 7 e n. 8, con i quali sono stati depenalizzati alcuni reati rilevanti ai fini della sicurezza urbana (atti contrari alla pubblica decenza e atti osceni in luogo pubblico), trasformandoli in illeciti amministrativi pesantemente puniti pecuniariamente ovvero, come nel caso del danneggiamento, trasformandoli in semplici illeciti civili. La conseguenza di quanto riportato è che se la punizione dei comportamenti illeciti attraverso sanzioni amministrative (o sanzioni civili) anche rilevanti può essere efficace nei confronti di cittadini compiutamente identificati, regolarmente residenti nel territorio dello Stato e dotati di una certa agibilità economica, nessuna efficacia hanno le predette sanzioni nei confronti di persone prive di tali caratteristiche (nullatenenti, stranieri, senza fissa dimora) che di fatto rimangono impunite. Modifica delle sanzioni irrogabili dal giudice di pace in materia penale Il presente disegno di legge modifica pertanto la citata normativa attribuendo al giudice di pace, in materia penale, la competenza a decidere su tutti gli illeciti costituiti da comportamenti lesivi del «bene giuridico sicurezza urbana» o comunque cagionanti degrado urbano, riconoscendogli la facoltà di irrogare, oltre alle sanzioni previste attualmente dall'articolo 52 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, recante disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468, (pena pecuniaria, permanenza domiciliare, lavori di pubblica utilità) una quarta forma di sanzione costituita dalla permanenza presso la polizia giudiziaria fino ad un massimo di dieci giorni. Le amministrazioni comunali (singole o associate) dovrebbero farsi carico di mettere a disposizione della polizia giudiziaria appositi locali idoneamente attrezzati per assicurare l'applicazione della nuova forma sanzionatoria, oltre che a provvedere alle spese per la loro gestione (pulizie, vitto per i condannati eccetera). Infine per alcuni reati che rientrano nel concetto di sicurezza urbana, quali lo spaccio di modesta entità e il furto aggravato ai danni di turisti e di cittadini, anche a bordo dei mezzi pubblici, si potrebbe ipotizzare la possibilità di rendere obbligatorie, nel caso dell'individuazione dei responsabili in flagranza di reato (o di quasi flagranza come nel caso di possesso ingiustificato di valori, beni e documenti altrui), la celebrazione dei processi per direttissima davanti al giudice monocratico nonché la permanenza degli imputati presso la polizia giudiziaria fino all'emissione della sentenza di primo grado. In ogni circoscrizione giudiziaria dovrebbe essere a disposizione un giudice di pace dalle ore 8.00 alle ore 20.00 di tutti i giorni feriali. Conseguentemente a tale modifica si potrebbe prevedere l'obbligo della polizia giudiziaria di portare i responsabili dei comportamenti illeciti entro ventiquattro ore davanti al giudice di pace, con la facoltà del soggetto di chiedere l'applicazione di una sanzione dei tipi a) e c) del comma 2 del citato articolo 52 del decreto legislativo n. 274 del 2000 (Permanenza domiciliare, lavori di pubblica utilità) previo versamento di una cauzione di minimo 500 euro, e di essere rimesso immediatamente in libertà.