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Questo candidato vaccino, che oggi sembra essere quello più avanti in termini di tempo, è un candidato vaccino che è stato studiato, elaborato e progettato presso l'Università di Oxford. Voglio, però, ricordare che il vettore virale, che è un pezzo fondamentale di questo impianto, viene prodotto presso l'azienda Irbm di Pomezia. Quindi, c'è anche un pezzo del nostro Paese. E l'infialamento di questo stesso vaccino, prodotto da Astrazeneca, avverrà, per tutte le dosi europee, presso la sede della Catalent di Anagni. Questo significa che l'Italia non sta a guardare. L'Italia è in prima linea. L'Italia è dentro questa partita, che ci auguriamo possa darci, nel giro di poche settimane, un risultato. (Applausi) . Io sono, chiaramente, molto prudente. Stiamo parlando di un candidato vaccino. Anche se abbiamo un contratto che dice che esso arriverà, se andrà bene, già alla fine dell'anno, è però ancora un candidato vaccino. La rivista Lancet , che è una delle principali riviste scientifiche sul piano internazionale, ha riportato uno studio sulla fase 1 e 2 di questo vaccino Astrazeneca Oxford-Anagni Pomezia, secondo il quale, sostanzialmente, la fase 1 e 2 hanno avuto risultati molto incoraggianti. La fase 3, che è in corso, è una fase che avrebbe dovuto essere fatta da tutti in Europa. Quando, però, la curva del contagio in Europa si è abbassata, è stata spostata in Brasile, in Sudafrica e in altre parti del mondo. Il nostro auspicio è che possano, nel più breve tempo possibile, arrivare notizie incoraggianti quanto quelle che sono già state diffuse dalla rivista Lancet . Ancora sui vaccini. Oltre ad Astrazeneca, con la Commissione Europea stiamo lavorando per chiudere contratti con tutte le altre grandi case farmaceutiche che sono al lavoro. Vi è un gruppo ristretto della Commissione europea e l'Italia è all'interno di questo gruppo ristretto proprio perché fa parte della prima alleanza dei vaccini con Germania, Francia e Olanda. Noi proveremo, nelle prossime ore, a livello di Commissione europea, a chiudere ancora tanti contratti, perché, appena una di queste compagnie dovesse darci una notizia positiva, saremo nelle condizioni di poter usufruire immediatamente del vaccino nel nostro Paese. Aggiungo un'ultima cosa sui vaccini, perché ritengo sia rilevante. C'è un vaccino tutto italiano, messo in campo da ReiThera, una realtà del Lazio, una realtà del nostro Paese, anch'essa importante. In questo caso, la fase di sperimentazione in vitro e sugli animali si è completata ed è iniziata la fase di sperimentazione sull'uomo, che avverrà all'istituto Spallanzani di Roma e al Policlinico Rossi di Verona. Questo è un vaccino esclusivamente italiano ed è un orgoglio del nostro Paese poter annoverare un vaccino esclusivamente nostro, che è avviato in un percorso che ci auguriamo possa essere positivo. Come ultimo punto, voglio parlare solo per un istante del decreto-legge che stiamo discutendo in queste ore. Dentro questo decreto vi è una risposta all'interrogazione n. 3-01834, presentata in questa Aula dal Gruppo Fratelli d'Italia. Come sapete, i mesi del Covid-19 sono stati mesi difficili per tutte le altre patologie. Per tre mesi il Paese è stato concentrato quasi esclusivamente sul Covid-19 e le nostre strutture sanitarie, ospedaliere e non, hanno concentrato la stragrande maggioranza delle proprie energie per fronteggiare questo nemico, che è stato il nostro principale avversario. Si trattava di salvare vite e non poteva che essere così. La conseguenza è che tutta una serie di prestazioni sono state sospese, sono state rinviate, e noi ci troviamo in una situazione in cui già avevamo un peso significativo in termini di liste di attesa e ora, purtroppo, col passare delle settimane, questo peso è diventato ancora meno sopportabile. Ho proposto al Governo, in modo particolare al Ministro dell'economia e delle finanze, che in questo decreto si possano individuare risorse, pari a mezzo miliardo di euro, per quel piano straordinario, che veniva richiesto nell'interrogazione di Fratelli d'Italia e che ritengo sia molto utile e importante: mezzo miliardo di euro perché il nostro Servizio sanitario nazionale possa, nei prossimi mesi, recuperare le visite mediche, gli screening , gli interventi chirurgici e le prestazioni diagnostiche, che in queste settimane di Covid-19 non siamo riusciti purtroppo ad affrontare. Credo che anche questa sia una notizia positiva (Applausi) , che va nella direzione giusta e che testimonia l'impegno del Governo e del Parlamento in questa situazione. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro della salute. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, ormai siamo diventati amici, visto che ci siamo confrontati ripetutamente in Aula. Signor Ministro, devo dire, come è stato già detto, che al di là delle radici culturali, che ci dividono ma che ci appartengono, perché veniamo da lontano, riesce difficile non approvare e non apprezzare il suo taglio, il suo piglio, il suo modo di impostare il ragionamento, rispetto a un Governo che mi viene detto di "quaquaraquà" (a me non viene in mente altro termine). Insomma lei tace, fa e racconta una parte di quello che fa, insieme al suo sottosegretario e collega Sileri, mentre altri si preoccupano di fare conferenze stampa e smaniano dietro i like , i post e le fake news . Questa per noi è una cosa seria e quindi la apprezziamo. Come vede, anche dal Gruppo Lega a volte arrivano applausi, che costringeranno il collega Candiani a cambiare il suo intervento: adesso deve buttarlo e rifarlo tutto nuovo. Al di là delle battute, signor Ministro, apprezziamo questo suo modo di approcciare il Parlamento. Rispetto a ciò, lei viene in Aula a chiederci spunti, idee e suggerimenti. Ci conferma che siamo circondati, perché purtroppo questa è la realtà dei fatti, tanto che gli amici spagnoli sono nel pieno della bufera, che noi abbiamo vissuto qualche mese fa. Evidentemente questo non ci rassicura, nel momento in cui andiamo ad aprire la stagione estiva, il turismo e le frontiere, che naturalmente sono permeabili e devono esserlo. Signor Ministro, lei ci riferisce di un costante sistema di monitoraggio, ma su questo devo cominciare a dettagliare. Il sistema di monitoraggio a cui fa riferimento è ancora, purtroppo, un sistema che insegue i sintomi e la manifestazione febbrile. Lei sa bene che, se non c'è la manifestazione febbrile, il tampone generalmente non viene fatto. Quindi ancora siamo nella prima fase, nel primo livello di monitoraggio e di mappatura del fenomeno, attraverso la sintomatologia. C'è un dato che è risultato evidente dall'indagine sulla sieroprevalenza, che lei ci riferisce essere stata utile: a mio avviso è stato invece un esercizio semplicemente statistico, tanto che addirittura anche l'Istat poneva la soglia dei 150.000 casi testati, per avere una risultato apprezzabile, mentre abbiamo dovuto registrare - di questo ci consenta di dire che eravamo stati facili profeti - che neanche la metà dei soggetti coinvolti ha accettato un esame, che per la sua invasività non poteva che essere problematico.