[pronunce]

e che, per un altro verso, assume che tale onere sia reso «in misura apprezzabile, più gravoso, a causa dell'eccessiva ampiezza del lasso temporale intercorso tra il momento dell'asserita commissione del reato e quello della tardiva effettuazione della prima contestazione dell'addebito», realizzata mediante la notifica dell'avviso di cui all'art. 415-bis cod. proc. pen. ; che, in tal modo, la questione di illegittimità costituzionale della norma impugnata viene invocata in termini sostanzialmente “descrittivi” della particolare vicenda processuale all'esame del rimettente, il quale sollecita, in realtà, più che la soluzione di un dubbio di compatibilità costituzionale, una decisione da adattare al caso di specie; che – sotto un diverso, ma limitrofo, profilo – la questione così come prospettata ha indiscutibile origine da una situazione additata dallo stesso Tribunale rimettente come patologica e non attinente al normale funzionamento della disciplina processuale denunciata: laddove solo la corretta applicazione delle norme – e non certo un uso distorto di esse, con le consequenziali patologie di fatto derivanti – può essere alla base dello scrutinio di legittimità costituzionale; che, infine, il giudice rimettente, con la pronuncia additiva sollecitata, ha integralmente devoluto a questa Corte la scelta del tipo di sanzione processuale da configurare, in presenza del superamento del limite temporale per la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari di cui all'art. 415-bis cod. proc. pen.: una scelta, per di più, da calibrare in funzione delle stesse variabili con cui è costruito il quesito; così promuovendo un petitum che, rimettendo al giudice delle leggi il compito di scegliere ed addirittura plasmare un nuovo rimedio processuale, risulta del tutto indeterminato; che pertanto la questione proposta risulta, sotto molteplici prospettive, manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 415-bis del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 24, secondo comma, e 111, terzo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Pistoia, sezione distaccata di Monsummano Terme, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 23 gennaio 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 27 gennaio 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA