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Per questo da noi si è cominciato a discutere di misure simili a quelle austriache, perché non è giustificabile che i vaccinati debbano subire altre restrizioni a causa di quelli che negano la scienza e si rifiutano di fare quello che senza ombra di dubbio si dovrebbe fare. Non è inoltre accettabile che dappertutto i partiti di destra, proprio quelli che di solito predicano law and order, strizzino l'occhio ai complottisti e alle resistenze contro i vaccini. Bisogna ascoltare i virologi e dare ai territori che lo richiedono la possibilità di introdurre norme che distinguano tra persone vaccinate e persone che non lo sono, premiando i primi, e di intervenire anche nelle zone bianche con restrizioni puntuali, se necessario. Per questo ci vuole una base giuridica statale che a mio avviso non avrebbe problemi di costituzionalità: in una fase d'emergenza pandemica il diritto alla salute prevale sulla presunta restrizione della libertà individuale. Tutto questo deve essere fatto nella cornice più generale di un nuovo impulso alla campagna vaccinale in vista delle terze dosi e alla possibile apertura delle vaccinazioni agli under 12. È giusta la decisione di questi giorni di vietare i cortei nei centri cittadini (16 solo nell'ultimo fine settimana), che si svolgono tra le proteste dei commercianti per il clima di tensione che tiene i cittadini e i turisti lontani dai negozi; allo stesso modo è importante intensificare i controlli: appena 900 multe dal 15 ottobre su tutto il territorio nazionale fanno pensare che non si stia procedendo con la dovuta attenzione. Per concludere, signor Presidente, siamo in un passaggio molto delicato che rischia di esserlo soprattutto per i territori di montagna che si apprestano a vivere la prima stagione turistica dopo due anni di chiusure; una stagione che in ogni caso deve essere garantita con gli alberghi e gli impianti di risalita aperti. Pertanto questa fase va affrontata con la stessa determinazione di questi mesi. Il Governo vada avanti sulla strada di un graduale ma costante aumento degli incentivi per la vaccinazione per arrivare a una copertura del 90 per cento e permetta ai territori con grandi resistenze al vaccino, come l'Alto Adige, di intraprendere misure più restrittive per i non vaccinati. È con questo auspicio che annuncio il voto favorevole del Gruppo per le Autonomie al provvedimento in esame. (Applausi) . PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, il green pass lavoro è una misura di solidarietà, coesione sociale e anche di fratellanza, oltre che una decisione giusta dello Stato per tutelare la salute pubblica. Il lavoro, come abbiamo imparato tutti (io a poco più di vent'anni, quando ho avuto il mio primo impiego), è il posto dove si cresce, ci si arricchisce, avviene lo scambio di collaborazione tra le persone, anche tra datori di lavoro, lavoratrici e lavoratori e con la cittadinanza (pensiamo a tutto il lavoro nei servizi). Per questo riprendo i ringraziamenti che la collega Fedeli stamattina conferiva a tutte le imprese, ai rappresentanti dei lavoratori, ai professionisti, ai lavoratori autonomi per il grande sforzo che stanno compiendo nell'attuazione del decreto-legge n. 127 del 2021, che stiamo convertendo in legge, ma che è già in vigore. All'inizio le critiche sono state molto rumorose, come ricordava adesso la collega Unterberger, ma silenziosamente e in estrema compostezza ogni giorno in migliaia di luoghi di lavoro si controlla il green pass, che è testimonianza di quanto la mia sicurezza personale sia reciprocamente condivisa con gli altri da noi stessi. Così si è ripreso a lavorare, ad acquistare, l'economia dà buoni segnali e anche le occasioni culturali e di divertimento gradatamente stanno rientrando nella nostra vita. L'Italia è avanti nella campagna vaccinale, con la realtà del Governo Draghi e del generale Figliuolo, e il green pass è esempio anche per Paesi come la Germania (lo si ricordava prima), che in questi giorni sta assistendo a un aumento dei contagi. Durante la conversione in legge del decreto-legge n. 127, il Senato ha opportunamente semplificato e razionalizzato le procedure di controllo del green pass per accedere ai luoghi di lavoro grazie ad emendamenti di colleghi, anche della relatrice. Un esempio per tutti: per i lavoratori in somministrazione si specifica che è l'azienda utilizzatrice che deve assumere l'onere del controllo, mentre l'agenzia è tenuta a informare correttamente il lavoratore e la lavoratrice circa l'obbligo del possesso del green pass . Dobbiamo sempre aggiornare l'applicazione della norma per eventuali dubbi interpretativi che attengono alla differenza tra chi si reca nei luoghi di lavoro e chi invece lavora in contesti non riconducibili a questa affermazione, andando sul posto della prestazione senza passare dalla propria azienda. Risolveremo singolarmente questi casi. Siamo inoltre particolarmente contenti dell'approvazione di un emendamento di Italia Viva che ha affrontato il tema della carenza del personale infermieristico nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA) quando gli infermieri sono stati assunti nel pubblico, superando parzialmente l'incompatibilità, certamente tenendo conto dei vincoli di orario, consentendo anche agli infermieri nel comparto sanità di fare quattro ore settimanali per recarsi nelle RSA. Rimane fermo il principio che il rispetto reciproco della salute è il fondamento valoriale del green pass . Ho ascoltato stamattina dai colleghi alcune questioni non condivisibili. Il senatore Bagnai ha parlato di valore pedagogico. È esattamente questo il valore pedagogico e in queste Aule bisognerebbe avere una voce univoca perché la tenuta sociale è garantita dall'alto grado di adesione alla vaccinazione della nostra cittadinanza. Il presidente Mattarella ha affermato ieri che il nemico da vincere è il virus e non gli strumenti che lo combattono. Con ciò possiamo dire che tutto è a posto? Certamente no, abbiamo detto tutti che assistiamo alla ripresa dei contagi per vari ordini di motivi ed è necessario agire su alcuni ambiti. Il primo ambito è la vaccinazione nel mondo. Alle nostre porte, in Bulgaria e in Romania, c'è un bassissimo livello di adesione alla vaccinazione, così nel mondo generalmente. Al G20 sono stati fatti ulteriori passi avanti per fornire i vaccini ai Paesi più in difficoltà. Il secondo ambito è la necessità della terza dose che dovremo fare al più presto perché i vaccini prevedono dei richiami. È la scienza che lo dice. Ho trovato molto bella un'intervista dei due ragazzi di origine turca e di nazionalità tedesca, della start up BioNtech , che hanno inventato il vaccino Pfizer. Dobbiamo essere grati a loro, ai loro studi, alle loro ricerche, e ai ricercatori del mondo perché la tecnologia mRNA potrà curare tumori, come il melanoma o quello del colon retto, le malattie autoimmuni, l'HIV, la malaria. Tutto ciò grazie a questa tecnologia. Il terzo ambito riguarda i trasporti: vorrei dire al Governo che dobbiamo fare di più sulla questione dei trasporti, perché dobbiamo garantire ai lavoratori, alle lavoratrici e agli studenti di entrare e uscire dal luogo di lavoro in sicurezza per raggiungere il luogo di lavoro, le università e le scuole. Dovremmo predisporre un grande piano sui tempi delle città. Il quarto ambito è costituito dai sistemi regionali che continuano a non parlarsi.