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Disposizione in materia di attività professionali subacquee e iperbariche. Onorevoli Senatori. -- L'Italia, a differenza degli altri Stati dell'Unione Europea, non ha ancora disciplinato la categoria degli operatori subacquei che operano all'esterno dei porti e, sino ad ora, ciascun segmento dell'attività industriale e turistica (edilizia, metalmeccanica, petrolchimica, centri diving e così via) ha inquadrato, impropriamente, i propri lavoratori subacquei nel settore industriale o turistico di afferenza. Il presente disegno di legge è volto a sanare il vuoto legislativo (trentasette anni) creatosi dopo che è stata istituita la categoria dei sommozzatori in servizio locale per l'esecuzione di lavori in acque portuali, con decreto del Ministro della marina mercantile 13 gennaio 1979, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 16 febbraio 1979, che non ha disciplinato tutto ciò che riguarda le operazioni al di fuori dei porti italiani, causando numerosi incidenti mortali ogni anno nel nostro territorio. Inoltre, nel corso degli ultimi anni, diverse capitanerie di porto italiane hanno emanato ordinanze specifiche, con valenza limitata al territorio di propria giurisdizione esclusiva, senza tener conto dei danni indirettamente creati, penalizzando così le varie imprese che, per mancanza di un'eguale legislazione su tutto il territorio nazionale, sono surclassate dalla concorrenza sleale di chi opera, magari a pochi chilometri di distanza, senza i medesimi criteri di sicurezza. Nei due decenni appena trascorsi sono stati presentati molteplici disegni di legge per regolare il settore della professione subacquea, senza però mai giungere all'esame dell'Assemblea, con le conseguenze sopra menzionate che hanno portato gravi danni al settore sia industriale sia turistico. Giova ricordare che l'Ente italiano di normazione (UNI), nel 2010, ha presentato la norma UNI 11366 «Sicurezza e tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell'industria --Procedure operative», al fine di regolare le attività di prospezione, di ricerca e di coltivazione degli idrocarburi. Purtroppo, però, anche se definisce procedure operative e regole per i cantieri offshore , a volte questa normativa -- per la sua tecnicità -- è difficilmente applicabile in ambito inshore o portuale. Recentemente, il Presidente della regione Siciliana, ha promulgato la legge regionale 21 aprile 2016, n. 7. recante «Disciplina dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della subacquea industriale», pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale regionale il 29 aprile successivo, della quale -- nel Consiglio dei Ministri del 20 giugno 2016 -- si è deliberata la non impugnativa riferita a quei lavoratori che «eseguono, in immersione, attività lavorative subacquee anche in via non esclusiva o in modo non continuativo, operando in acque marittime inshore ed offshore o interne », stabilendo così -- per la prima volta in Italia -- criteri di formazione precisi e di altissima qualità, fuori dall'ambito portuale per la profondità fino ai 30 metri, dai 30 ai 50 metri ed oltre i 50 metri secondo il livello di addestramento conseguito, superando il decreto ministeriale summenzionato. Si può affermare, quindi, che -- ad oggi -- in mancanza di una legislazione nazionale specifica in detto settore, soltanto i lavoratori iscritti al repertorio telematico gestito dall'Assessorato per il lavoro della regione Siciliana e in possesso della card del « Commercial diver italiano» possono essere considerati idonei ad effettuare un tipo di attività fuori dalle aree portuali. L'Unione europea dètta normative ben precise per quanto riguarda l'attività professionale subacquea, che gli altri Stati membri hanno già adottato da tempo mentre l'Italia è rimasta inadempiente. A tal proposito, in attesa di una normativa nazionale, anche l'Eni Spa, in data 5 agosto 2013, ha cercato -- attraverso un proprio documento -- di offrire le indicazioni necessarie per ciò che concerne le regole e la sicurezza per questo tipo di attività, affermando altresì come, nel nostro Paese, manchi una legislazione specifica per la salvaguardia delle vite umane degli operatori del settore che spesso si trovano a lavorare con soggetti che, non avendo qualifiche e preparazione adeguate, così come avviene in tutti gli altri Paesi del Mondo, mettono in serio pericolo l'incolumità fisica di chi lavora in squadra con loro. Il presente disegno di legge, dunque, mira a regolamentare il settore della professione subacquea industriale, senza ledere gli interessi della subacquea sportiva, ricreativa, amatoriale e dilettantistica, ambito destinato alla disciplina delle regioni che sono più interessate alla presentazione di leggi e di regolamenti aderenti alle caratteristiche territoriali. Il disegno di legge si compone di 14 articoli. L'articolo 1 reca le finalità della legge ovvero la disciplina della categoria dei sommozzatori, per l'esecuzione di lavori in acque marittime territoriali e interne, acque marittime non territoriali e acque non marittime. L'articolo 2 disciplina gli ambiti di applicazione della legge, mentre l'articolo 3 definisce la categoria dei sommozzatori. L'articolo 4 descrive, in maniera dettagliata, l'attività svolta dai sommozzatori. L'articolo 5 istituisce il registro dei sommozzatori, mentre l'articolo 6 stabilisce le norme per il rilascio del libretto di ricognizione che viene consegnato al sommozzatore in seguito all'iscrizione al predetto registro. L'articolo 7 reca le modalità attraverso le quali può avvenire la cancellazione dal medesimo registro e l'articolo 8 contiene gli obblighi e le sanzioni in base alle quali procedere in caso di disattenzione per ciò che riguarda l'iscrizione e la permanenza all'interno del registro dei sommozzatori. L'articolo 9 reca i limiti di profondità per l'operatività con uso di aria o di ossigeno puro o di miscele sintetiche di gas idonei alla respirazione e l'articolo 10 l'obbligatorietà della stipula di un assicurazione per infortunio e per responsabilità civile. Gli articoli 11 e 12 dispongono in merito alle autorizzazioni burocratiche per lo svolgimento di lavori subacquei e iperbarici nonché al relativo numero progressivo nazionale per le varie pratiche. L'articolo 13 reca le disposizioni transitorie e, infine, l'articolo 14 disciplina l'entrata in vigore della legge, che avviene il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .. 1 (Finalità) 1 La presente legge disciplina la categoria dei sommozzatori in servizio locale, istituita dal decreto del Ministro della marina mercantile 13 gennaio 1979, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 16 febbraio 1979, per l'esecuzione di lavori in acque portuali, ridenominata «categoria dei sommozzatori», e ne estende il campo operativo agli ambiti elencati nell'articolo 2 della medesima legge. 2 Il sommozzatore è l'operatore tecnico subacqueo collegato con la superficie mediante manichetta dell'aria e braga o cima di collegamento e comunicazione, per l'effettuazione di interventi all'interno delle aree portuali, in stretta prossimità del fondo e in ambito inshore e offshore .