[massime]

Processo penale - Incompatibilità del giudice - Presupposti - Valutazione "contenutistica" sulla medesima regiudicanda in precedente e distinta fase del procedimento rispetto a quella della quale il giudice è attualmente investito.. Per costante giurisprudenza costituzionale, affinché possa configurarsi una situazione di incompatibilità del giudice - nel senso dell'esigenza costituzionale della relativa previsione, in funzione di tutela dei valori di terzietà e di imparzialità - è necessario che la valutazione "contenutistica" sulla medesima regiudicanda si collochi in una precedente e distinta fase del procedimento, rispetto a quella della quale il giudice è attualmente investito. È del tutto ragionevole, infatti, che, all'interno di ciascuna delle fasi - intese come sequenze ordinate di atti che possono implicare apprezzamenti incidentali, anche di merito, prodromici alla decisione conclusiva - resti, in ogni caso, preservata l'esigenza di continuità e di globalità, venendosi altrimenti a determinare una frammentazione del procedimento che implicherebbe la necessità di disporre, per la medesima fase del giudizio, di tanti giudici diversi quanti sono gli atti da compiere. In questi casi, il provvedimento non costituisce anticipazione di un giudizio che deve essere instaurato, ma si inserisce nel giudizio del quale il giudice è già correttamente investito, senza che ne possa essere spogliato: anzi è la competenza ad adottare il provvedimento dal quale si vorrebbe far derivare l'incompatibilità che presuppone la competenza per il giudizio di merito e si giustifica in ragione di essa. ( Precedenti citati: sentenze n. 153 del 2012, n. 177 del 1996 e n. 131 del 1996; ordinanze n. 76 del 2007, n. 123 del 2004, n. 90 del 2004, n. 370 del 2000 e n. 232 del 1999 ).