[massime]

Prospettazione della questione incidentale - Formulazione di ragioni di censura in ordine di subordinazione logica - Insussistenza di oscurità e contraddittorietà della motivazione - Ammissibilità della questione - Rigetto di eccezione preliminare.. Nel giudizio incidentale di legittimità costituzionale degli artt. 39, comma 1, della legge reg. Piemonte n. 26 del 2015 e 1, comma 1, della legge reg. Piemonte n. 27 del 2016 (che, rispettivamente, aggiungono la lett. f-ter e la lett. f-quater all'art. 40, comma 4, della legge reg. Piemonte n. 5 del 2012), non è accolta l'eccezione di inammissibilità, per oscurità e contraddittorietà della motivazione, della censura riferita all'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. Il rimettente sostiene con sufficiente chiarezza, che, in assenza di un'espressa norma dello Stato che lo consenta, il legislatore regionale non potrebbe derogare alle previsioni della legislazione statale afferenti alle specie cacciabili; e, in evidente rapporto di subordinazione logica, che in ogni caso l'adozione del calendario venatorio non può avvenire con legge-provvedimento, bensì necessariamente con atto amministrativo. Non è, del resto, di per sé contraddittorio, bensì coerente, ritenere che le Regioni non possano impedire il prelievo di alcune specie nemmeno attraverso il calendario venatorio e, poi, assumere che con questo si potrebbero introdurre deroghe alla disciplina statale, ma solo limitatamente ai periodi di esercizio della caccia.