[ddlpres]

Delega al Governo in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Onorevoli Senatori . – Secondo i più recenti dati forniti dall'INAIL al 30 aprile 2020 risultano pervenute all'Istituto medesimo, per l'anno di accadimento 2019, 644.803 denunce d'infortunio, con un decremento dello 0,1 per cento rispetto al 2018 (592 casi in meno). L'analisi di medio periodo evidenzia come nel quinquennio 2015-2019 le denunce d'infortunio nel complesso siano aumentate dell'1,3 per cento. In particolare nella gestione Industria e servizi del 2,1 per cento e nella gestione per conto dello Stato del 2,6 per cento. Unica gestione in controtendenza è l'Agricoltura, con una diminuzione del 13,1 per cento. Nello stesso periodo le denunce d'infortunio con esito mortale sono, invece, diminuite nel complesso dell'11,6 per cento. In questo caso la diminuzione è stata rilevata in tutte le gestioni: 126 casi in meno nella gestione Industria e servizi, 6 nella gestione Agricoltura e 20 nella gestione per conto dello Stato. Nel 2019 la quota più consistente delle denunce, 503.790 casi (78,1 per cento del totale), si osserva nella gestione Industria e servizi, presentando un decremento dello 0,3 per cento rispetto al 2018. A seguire la gestione per conto dello Stato con 107.976 casi (16,8 per cento del totale), più 1,3 per cento rispetto all'anno precedente. Infine, la gestione Agricoltura (33.037 casi, pari al 5,1 per cento del totale) fa registrare un calo del 2 per cento rispetto al 2018. Sono 539.217 le denunce che hanno riguardato gli infortuni in occasione di lavoro (l'83,6 per cento del totale) con un decremento dello 0,5 per cento rispetto al 2018; 105.586 gli infortuni in itinere che hanno registrato un +2 per cento rispetto all'anno precedente, rappresentando il 16,4 per cento del totale. Il 31,7 per cento degli infortuni si è verificato nel Nord-Est del paese, seguito dal Nord-Ovest (con il 29,5 per cento), Centro (19,3 per cento), Sud (13,1 per cento) e Isole (6,4 per cento). Il maggior incremento degli infortuni rispetto all'anno precedente si è verificato al Centro (+0,9 per cento), poi nelle Isole (+0,2 per cento), mentre nelle altre aree geografiche si sono registrate diminuzioni fra l'1 per cento e lo 0,1 per cento. Le regioni più colpite sono state la Lombardia (18,6 per cento dei casi), l'Emilia-Romagna (13,2 per cento) e il Veneto (12 per cento). Il 23,4 per cento delle denunce ha riguardato i lavoratori di età compresa tra i 50 e i 59 anni (con un aumento dell'1,2 per cento rispetto al 2018), il 23,1 per cento la fascia 40-49 anni (-3,1 per cento), a seguire la classe 30-39 anni (-2,3 per cento). In ottica di genere, più di un infortunio su tre ha interessato le lavoratrici (231.086 casi con un incremento dello 0,2 per cento rispetto al 2018); 413.717 casi per gli uomini (-0,3 per cento rispetto al 2018). Il 16,9 per cento delle denunce ha interessato i lavoratori stranieri; in particolare il 13,0 per cento quelli extracomunitari, +4,6 per cento rispetto al 2018 e il 3,9 per cento quelli comunitari (-1,5 per cento). Le denunce d'infortunio con esito mortale sono state 1.156, con una diminuzione dell'8,5 per cento rispetto al 2018 (-108 casi). Il decremento del 2019 sul 2018 per le denunce mortali risulta evidente anche considerando i casi accertati positivamente dall'istituto, che presentano un -17,3 per cento, da 759 a 628 decessi e un decremento del 19,6 per cento rispetto al 2015 (153 casi in meno). La quota più consistente (84,4 per cento del totale, pari a 530 casi) si registra nella gestione Industria e servizi (-19,6 per cento rispetto al 2018), quindi la gestione Agricoltura con 91 casi (-1,1 per cento), infine la gestione per conto dello Stato (1 caso in meno, passando dagli 8 decessi del 2018 ai 7 del 2019). Sono 457 i casi accertati che hanno riguardato gli infortuni in occasione di lavoro (quasi tre infortuni su quattro) con una diminuzione del 14,7 per cento rispetto al 2018; gli infortuni in itinere (171 casi) sono scesi del 23,3 per cento rispetto al 2018. Il 27,1 per cento dei casi si è verificato nel Nord-Ovest (170), mentre il 26,1 per cento nel Nord-Est (164), il 18,8 per cento nel Centro (118), il 18,0 per cento al Sud (113), e il 10,0 per cento nelle Isole (63). Il decremento più significativo rispetto al 2018 si è verificato al Sud con un -32,3 per cento (da 167 a 113 casi), poi al Nord-Ovest (-19,4 per cento), Nord-Est (-12,8 per cento) e al Centro (-11,9 per cento). Nelle Isole si è registrato l'unico aumento rispetto al 2018, + 6,8 per cento. Le regioni più colpite sono state la Lombardia con 179 casi, l'Emilia-Romagna (112 casi) e il Lazio (105). In ottica di genere, si registra una prevalenza di casi riguardanti la componente maschile dei lavoratori (572 casi con una diminuzione del 17,7 per cento rispetto al 2018), mentre per quella femminile gli infortuni mortali sono stati 56 (8 in meno rispetto al 2018). I dati del 2019 illustrati sono stati ulteriormente aggravati dallo scoppio della pandemia nel 2020 e dall'emersione del rischio da COVID nei luoghi di lavoro. L'emergenza sanitaria e l'andamento dei contagi nei luoghi di lavoro rendono oggi più che mai necessario un intervento di manutenzione ed aggiornamento dell'attuale quadro prevenzionistico disciplinato dal decreto legislativo n. 81 del 2008. Nello specifico, con il presente disegno di legge di delegazione si propone di autorizzare il Governo ad adottare, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi finalizzati all'aggiornamento, alla razionalizzazione e alla semplificazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tenuto anche conto delle differenze dimensionali delle imprese, al fine di accrescere i livelli di prevenzione e tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, con l'obiettivo di contrastare e ridurre il fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali. I principi e criteri direttivi da inverare con i decreti delegati sono: 1) migliorare il coordinamento dell'attività di vigilanza nei luoghi di lavoro, al fine di accrescerne l'efficacia e l'uniformità ed evitare sovrapposizioni e duplicazioni in relazione alle competenze delle diverse amministrazioni; 2) accrescere e favorire, con continuità, il coinvolgimento e la partecipazione effettiva e responsabile di tutti gli attori che operano per garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro;