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In buona sostanza, sto dicendo che le audizioni sono state inutili, perché le indicazioni emerse sono state totalmente disattese da questa maggioranza. La maggioranza ha anche rifiutato qualsiasi tipo di confronto: ancora una volta, sulla base della forza e dell'arroganza dei numeri, ha rifiutato tutti gli emendamenti proposti dal Partito Democratico per ovviare a quelle incongruenze e a quegli errori, dei quali parleremo successivamente, emersi nel corso della discussione e evidenziati, come dicevo, da tutti i soggetti auditi. Il disegno di legge che esaminiamo non risponde, tra l'altro, ad esigenze reali di maggiore sicurezza, come dimostrano i dati statistici forniti dal Ministero della giustizia, in base ai quali non si intravede alcuna urgenza nell'esigenza di un intervento normativo di tale portata. Al contrario, viene strumentalizzata in questo caso la paura, quindi il sentire dei cittadini, dimenticando - o meglio, facendo finta di dimenticare - che quello della sicurezza è un problema la cui soluzione in generale spetta allo Stato, che non può abdicare alle sue funzioni, non può delegare al cittadino la sicurezza dello Stato stesso attraverso l'ampliamento della legittima difesa. Il testo attualmente vigente, frutto della riforma del 2006, che ha introdotto nell'ordinamento la «presunzione di proporzione» nel caso di reato di violazione di domicilio, è già di per sé idoneo a soddisfare le esigenze di autotutela. A conferma di ciò si rileva, inoltre, come nel corso delle audizioni delle categorie professionali nessuno dei rappresentanti abbia invocato l'ampliamento dell'uso delle armi; al più si è richiesto un intervento legislativo che renda il processo più celere e di più facile gestione per coloro che poi sono chiamati a rendere conto del loro operato e, ancora, si è richiesta diffusamente la certezza della pena. Questo è emerso dalle audizioni e non una richiesta di ampliamento di possibilità di autodifendersi, evidentemente, con l'uso delle armi, facendosi quindi giustizia da sé. Nel testo approvato, peraltro, ci sono anche delle disposizioni condivisibili, come la norma sull'eccesso colposo e quella che assicura priorità ai processi relativi ai delitti di cui agli articoli 589 e 590 del codice penale. Tuttavia, bisogna ricordare come la recente riforma Orlando abbia anche posto un rimedio per la fissazione di un termine massimo di diciotto mesi per la conclusione delle indagini preliminari. In ogni caso, la modifica dell'articolo 52 del codice penale suscita molte perplessità e molte preoccupazioni. Infatti, con questa norma introduciamo un'irragionevole presunzione assoluta di difesa, che non consente una corretta perimetrazione applicativa dei concetti di violenza o minaccia di uso di armi in quanto sicuramente troppo generici nel testo proposto all'Assemblea. L'assenza di ogni parametro di necessità a sostegno della reazione posta in essere porta a dare sempre per presunto il diritto di difesa in ogni ipotesi di violazione di domicilio e la modifica proposta elimina lo stesso requisito della necessità difensiva, rendendo legittima la difesa solo perché tale, cioè in quanto reattiva ad un'aggressione ingiusta, in palese violazione del principio di bilanciamento tra diritti. Abbiamo visto invece favorevolmente l'inserimento del termine «turbamento» nell'articolo 55: non concordiamo però - ma ne parleremo in fase di esame degli emendamenti - con l'introduzione dell'aggettivo «grave», perché in effetti non si comprende come si possa dire che un turbamento è grave e un altro non lo è. Questo, ancora una volta, aprirebbe troppi margini interpretativi, assolutamente soggettivi, e non sarebbe possibile quindi applicare in maniera omogenea la norma su tutto il territorio nazionale. Molte perplessità si esprimono invece sull'articolo 3, che prevede, nel caso di condanna per il reato previsto dall'articolo 624- bis (furto in abitazione e furto con strappo), la sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento integrale dell'importo dovuto per il risarcimento del danno. Ciò suscita perplessità: perché chi è ricco e ha possibilità di pagare potrebbe godere della sospensione, mentre chi invece non ha l'opportunità e la possibilità di pagare ne sarebbe escluso: abbiamo pertanto espresso dei dubbi sulla costituzionalità di questa norma. Quanto agli aumenti di pena, sappiamo che c'è questa esigenza molto sentita. Sono stati proposti all'Assemblea degli aumenti di pena, che però a noi sembrano irragionevoli quanto meno per quel che riguarda la rapina, perché per il reato di rapina era stato già previsto un aumento nella scorsa legislatura, poco più di un anno fa, per cui sembrerebbe che si vada in qualche maniera ad inficiare l'equilibrio dell'intero sistema. In Commissione giustizia, il Partito Democratico ha poi presentato una serie di emendamenti volti a limitare la portata del disegno di legge nella parte in cui reca la modifica all'articolo 52 del codice penale, ritenuta molto pericolosa per i motivi già esposti. Tali emendamenti introducono, invece, elementi di bilanciamento e di buon senso. Per questo voglio ricordare che gli emendamenti sono finalizzati a: intervenire sulla scriminante della proporzione, prevedendo che ai fini dell'apprezzamento del rapporto di proporzione si tenga conto dei mezzi di difesa a disposizione dell'aggredito, facendo riferimento alle condizioni particolari; specificare che non basta la violenza alle cose per essere legittimati alla difesa ma occorre la violenza alle persone (adesso c'è semplicemente un riferimento alla violenza molto generico); specificare che per essere legittimati alla difesa occorre che l'aggressore usi le armi, non solo che minacci, anche perché ancora una volta c'è la genericità della minaccia delle armi che non si sa in cosa poi debba consistere per concretizzarsi; chiarire cosa si intenda per «mezzi di coazione fisica», precisando che anche da un punto di vista lessicale sarebbe meglio parlare di «mezzi di offesa» dato che i mezzi di coazione fisica, ancora una volta, sono generici e indeterminati; sopprimere, a proposito del «turbamento», l'aggettivo «grave» per i motivi che ho già esposto; sopprimere la misura che prevede la sospensione della pena subordinata al pagamento del risarcimento. Questa norma, come ho già detto, sarà probabilmente inficiata dai dubbi di costituzionalità che abbiamo esposto in Commissione e che riproporremo anche in Aula. Un altro emendamento prevede la richiesta di archiviazione nei casi di difesa legittima di cui all'articolo 52 del codice, proprio perché è meritevole di attenzione la preoccupazione che i procedimenti per fatti che si assumono commessi in legittima difesa si svolgano speditamente e si concludano con una pronta archiviazione, allorché la situazione scriminante risulti manifestamente dalle indagini, quindi si dispone che il pubblico ministero provveda con urgenza e senza indugio alla richiesta di archiviazione. Si chiede, inoltre, di incrementare il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell'usura e dei reati intenzionali violenti.