[massime]

Patrimonio o demanio idrico statale - Generalizzato obbligo di dismissione di aree - Ricorso della regione abruzzo - Lamentata lesione delle competenze legislative e amministrative della regione, dell’autonomia patrimoniale e finanziaria della regione, del principio di leale collaborazione - Irrituale notificazione del ricorso alla sola avvocatura generale dello stato e deposito tardivo presso la cancelleria della corte costituzionale - Manifesta inammissibilità della questione.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 5-bis del decreto-legge 24 giugno 2003, n. 143, introdotto dalla legge di conversione n. 212 del 2003, sollevata in riferimento agli artt. 114, 117, 118 e 119 della Costituzione ed al principio di leale collaborazione, sotto il duplice profilo che, da un lato, il ricorso promosso dalla Regione risulta notificato alla sola Avvocatura generale dello Stato in contrasto con il consolidato principio secondo cui ai giudizi costituzionali non sono applicabili le norme sulla rappresentanza in giudizio dello Stato previste dall’art. 1 della legge n. 260 del 1958, mentre, dall’altro lato, il ricorso risulta depositato oltre il termine di sessanta giorni dall’avvenuta pubblicazione della legge che ha introdotto la norma impugnata. – Sulla non applicabilità ai giudizi costituzionali delle norme sulla rappresentanza in giudizio dello Stato v. le richiamate sentenze n. 135/1997, n. 295/1993, n. 355/1992, n. 548/1989 e l’ordinanza n. 266/1995; – Sulle conseguenze della mancata osservanza del termine per il deposito del ricorso v. le richiamate sentenze n. 303/2003, n. 99/2000, n. 72/1981 e n. 191/1980; – Sulla non operatività dell’istituto della sospensione feriale dei termini rispetto al decorso del termine utile per il deposito del ricorso v. le richiamate sentenze n. 127/1997, n. 233/1993 e n. 215/1986.