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Per il ristoro ai comuni delle minori entrate derivanti dall'applicazione della norma in esame è stabilito che il Fondo di cui all'articolo 177, comma 2, del decreto-legge n. 34 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77 del 2020 è incrementato di 31,4 milioni di euro per l'anno 2020 e conseguentemente si dispone lo slittamento dei termini per l'adozione dei decreti di ristoro di cui all'articolo 78 del decreto-legge n. 104 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 126 del 2020 e all'articolo 9 del decreto-legge n. 137 del 2020. Articolo 6. – (Estensione proroga del termine di versamento del secondo acconto per i soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale) La proposta è intesa a estendere ai soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), operanti nei settori economici individuati nell'allegato 1 al decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, e nell'allegato 2 al presente decreto, aventi domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020, la proroga al 30 aprile 2021 del termine relativo al versamento della seconda o unica rata dell'acconto delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), prevista dall'articolo 98, comma 1, del decreto-legge n. 104 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 126 del 2020 indipendentemente dalla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi indicata nel comma 2 del medesimo articolo 98. La stessa previsione si applica ai soggetti che esercitano l'attività di gestione di ristoranti nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto, individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020 (cosiddette « zone arancioni »). Articolo 7. – (Sospensione dei versamenti tributari) La disposizione, al fine di sostenere i soggetti particolarmente colpiti dalle misure restrittive emanate dal Governo per far fronte all'emergenza epidemiologica da COVID-19, prevede la sospensione dei versamenti in scadenza nel mese di novembre 2020 a favore dei soggetti che esercitano le attività economiche sospese ai sensi dell'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020, concernenti l'intero territorio nazionale, dei soggetti che svolgono le attività dei servizi di ristorazione aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle cosiddette « zone arancioni » e « zone rosse », nonché dei soggetti che operano nei settori economici individuati nell'allegato 2 al presente decreto, ovvero esercitano attività alberghiera, attività di agenzia di viaggio o quella di tour operator , che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle cosiddette « zone rosse ». In particolare, sono sospesi i versamenti delle ritenute alla fonte relative ai redditi da lavoro dipendente e assimilato, alle addizionali regionali e comunali e quelli relativi all'IVA. I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un'unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021. Non è previsto il rimborso di quanto già versato. Articolo 8. – (Disposizioni di adeguamento e di compatibilità degli aiuti con le disposizioni europee) La disposizione di cui al comma 1 rinvia alle ordinanze del Ministro della salute, adottate ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020, per la classificazione e l'aggiornamento delle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto (cosiddette « zone arancioni » e « zone rosse »). I commi da 2 a 4 dispongono che agli oneri derivanti dall'estensione dei benefici di cui agli articoli 1, 2, 4, 5, 6, 7, 11, 13 e 14 conseguenti all'eventuale adozione di eventuali ulteriori ordinanze del Ministero della salute, adottate ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020, si farà fronte nei limiti di un fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze con una dotazione di 340 milioni di euro per l'anno 2020 e 70 milioni di euro per l'anno 2021. Le risorse che al termine dell'esercizio finanziario 2020 non fossero state utilizzate sono conservate in conto residui per essere utilizzate nei successivi esercizi per le medesime finalità. La disposizione di cui al comma 5 prevede che con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, possono essere individuati ulteriori codici ATECO, rispetto a quelli riportati negli allegati 1 e 2 al presente decreto, riferiti a settori economici aventi diritto al contributo di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, e all'articolo 2, comma 1, del presente decreto, a condizione che tali settori siano stati gravemente pregiudicati dalle misure restrittive introdotte dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 25 ottobre 2020, e 3 novembre 2020, fissando il limite di spesa di 50 milioni di euro per l'anno 2020. Il comma 6 stabilisce che le disposizioni di cui agli articoli 1, 2, 4 e 5 si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020, C(2020) 1863 final , recante « Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19 ». Articolo 9. – (Prestazioni acquistate dal SSN da privati accreditati) Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che, in funzione dell'andamento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, hanno sospeso, anche per il tramite dei propri enti, le attività ordinarie, possono riconoscere alle strutture private, accreditate e destinatarie di apposito budget per l'anno 2020, fino a un massimo del 90 per cento del budget assegnato nell'ambito degli accordi contrattuali di cui all'articolo 8- quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, stipulati per l'anno 2020, ferma restando la garanzia dell'equilibrio economico del Servizio sanitario regionale.