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1 La presente legge, in coerenza con quanto previsto dagli articoli 2, 3, 32, 35, primo comma, 36, 38, secondo e quarto comma, 117, secondo comma, lettere m) e o) , e 18, quarto comma, della Costituzione, nonché dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e ratificata ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, e dalla legge 8 novembre 2000, n. 328, reca disposizioni finalizzate al riconoscimento e alla promozione del diritto di ciascuna persona a vivere nel proprio ambiente, alla partecipazione e all'inclusione sociale, nonché del diritto delle persone che la sostengono, curano e assistono alla libertà di affermare la propria personalità e a un degno e adeguato livello di qualità di vita. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge: a si definisce «caregiver familiare» il soggetto di cui all'articolo 1, comma 255, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che assiste le persone indicate al medesimo comma 255; b si definisce «assistito» la persona assistita dal caregiver familiare, individuata ai sensi del medesimo articolo 1, comma 255, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. 2 Ai soli fini del riconoscimento delle misure previste dalla presente legge in favore del caregiver familiare, lo stato di non autosufficienza dell'assistito è valutato in base ai criteri della classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF), adottata dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). 3 (Consenso alla scelta del caregiver familiare) 1 L'assistito presta personalmente o attraverso l'amministratore di sostegno il consenso alla scelta del proprio caregiver familiare, salvi i casi di interdizione o inabilitazione nei quali il consenso è prestato rispettivamente dal tutore o dal curatore. La qualifica di caregiver familiare non può essere riconosciuta a più di un familiare per l'assistenza alla stessa persona. 2 L'atto di nomina del caregiver familiare è redatto per scrittura privata e presentato all'azienda sanitaria locale competente per territorio, che lo trasmette entro quindici giorni al competente ufficio dell'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS). 3 Il consenso può essere modificato o revocato con le medesime forme e procedure di cui ai commi 1 e 2. 4 A seguito della nomina del caregiver familiare, tutti gli altri familiari lavoratori, fatta eccezione per i genitori, non possono avvalersi delle agevolazioni di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in relazione allo stesso assistito. 5 Il caregiver familiare, nominato ai sensi dei commi 1 e 2, si rapporta e si integra con gli operatori del sistema dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari-professionali che forniscono attività di assistenza e di cura, secondo quanto riportato dal piano assistenziale individuale (PAI), di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d) , ove previsto. 4 (Certificazione della qualifica di caregiver familiare) 1 Entro trenta giorni dalla data di ricezione dell'atto di nomina di cui all'articolo 3, comma 2, l'INPS rilascia al soggetto nominato la certificazione attestante la qualifica di caregiver familiare a seguito della presentazione, secondo le modalità stabilite dall'Istituto medesimo, dei seguenti atti: a certificato di residenza in un comune del territorio italiano, nonché, per i cittadini extracomunitari residenti da almeno un anno sul territorio italiano, copia del permesso di soggiorno in corso di validità di durata non inferiore a un anno; b certificato attestante la relazione di parentela o di affinità e la convivenza tra il caregiver familiare e l'assistito; qualora il medesimo caregiver familiare si prenda cura di due o più assistiti, è necessaria la convivenza con gli stessi; c certificato medico attestante le condizioni dell'assistito rilasciato dalle competenti commissioni mediche di cui alla legge 15 ottobre 1990, n. 295, integrato dalla valutazione dello stato di non autosufficienza, di cui all'articolo 2, comma 2. Restano comunque validi gli accertamenti effettuati prima della data di entrata in vigore della presente legge dalle competenti commissioni mediche sulle condizioni di non autosufficienza o di necessità di ausilio degli assistiti di cui alla presente legge; d copia del piano assistenziale individuale (PAI), ove previsto, attestante la quantità e la qualità dell'attività svolta in favore dell'assistito da parte del caregiver familiare, ovvero copia della dichiarazione di presa in carico dell'assistito da parte dei servizi sociali del comune ove questi risiede; e copia dell'atto di nomina di cui all'articolo 3, comma 2. 2 La certificazione della qualifica di caregiver familiare, rilasciata ai sensi del comma 1, decorre dalla data del rilascio e cessa la sua efficacia ad ogni effetto di legge nei casi di cui all'articolo 3, comma 3, o in caso di impedimento permanente o morte del caregiver familiare o di morte dell'assistito. 3 L'INPS provvede all'attuazione del presente articolo avvalendosi delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 5 (Adeguamento dei LEP e dei LEA in favore dei caregiver familiari) 1 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, secondo la procedura di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e degli obiettivi di servizio di cui all'articolo 13, comma 4, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, sono definiti i LEP nel campo sociale che devono essere garantite ai caregiver familiari, certificati ai sensi dell'articolo 4, su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono ripartite annualmente tra le regioni le risorse del Fondo di cui all'articolo 1, comma 254, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, pari a 20 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, ai fini degli interventi di cui al comma 2 del presente articolo. 2 Ai fini dell'attuazione del comma 1, sono comprese nei LEP da garantire al caregiver familiare, secondo le graduatorie formate sulla base dei princìpi di equità e ragionevolezza, tenendo conto della situazione generale socio-economica del nucleo familiare dell'assistito, nonché della certificazione di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) , primo periodo, le misure volte a garantire: a soluzioni di sostegno condivise nelle situazioni di emergenza personale o assistenziale;