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le forze dell'ordine sono sottoposte ad un lavoro continuo e a turni massacranti per far fronte alle continue emergenze, raggiungendo spesso risultati encomiabili, ma, purtroppo, i normali servizi di prevenzione e repressione sono sempre più in affanno rispetto alle situazioni che dovrebbero contrastare, a causa della carenza sempre più grave di personale e del progressivo invecchiamento; in particolare, la carenza di organico della Polizia di Stato è ormai insostenibile, diminuito nella provincia di Ferrara, negli ultimi 10 anni, di oltre 70 unità, passando da 280 dipendenti fino, ad oggi, ad appena 200 (nel 2005 erano 300, quindi in 13 anni è diminuito di 100 unità); a causa del blocco del turnover , durato anni, anche la situazione delle altre forze dell'ordine è pressoché la medesima: si può stimare per gli ultimi 10 anni una carenza di circa 200 unità tra tutte le forze dell'ordine; con riferimento alla Polizia di Stato, quotidianamente insorgono situazioni di criticità alle quali è sempre più difficile dare risposte, si pensi ad esempio che negli ultimi tempi è accaduto più volte che per tutto il territorio ferrarese fosse presente una sola volante con evidenti ripercussioni in termini di sicurezza, sia per i cittadini che per gli stessi operatori; in occasione delle scorse elezioni politiche del 4 marzo 2018, a causa della carenza di personale gli uffici investigativi come la squadra mobile hanno visto diversi dei loro dipendenti impegnati nella vigilanza ai seggi elettorali ed i rimanenti in servizi di ordine pubblico allo stadio per un incontro di calcio di serie A: ciò ha significato che per 5 giorni non vi è stata nessuna attività di indagine nel territorio ferrarese, che è di fondamentale importanza nel contrasto alla criminalità; ancora, nello scorso anno, le situazioni emergenziali dell'ufficio volanti hanno portato innumerevoli disagi a tutti gli uffici della Questura: ovviamente, su ogni quadrante delle 24 ore (divise per la Polizia di Stato in 4 turni di 6 ore ciascuno) non si può prescindere, anche per la sicurezza degli operatori, da 2 volanti con equipaggio di due uomini ciascuno. Tuttavia, sempre più spesso, sul territorio risulta impegnata una sola volante e, nel caso di criticità (quali ad esempio un intervento per rissa o anche un semplice inseguimento ad una vettura oggetto di furto), il rischio per la sicurezza degli operatori e dei cittadini è troppo elevato; già nel 2017, durante il periodo estivo, per permettere al personale di servizio di volante di usufruire delle ferie, è stato impiegato in turnazione con aggregazioni temporanee presso l'ufficio volanti tutto il personale della questura, compresi gli uffici investigativi della squadra mobile e della Digos. È evidente che tale situazione non fa che indebolire le risorse della Questura di Ferrara, tanto che vengono impiegati anche coloro che dovrebbero effettuare indagini non solo su droga, prostituzione, criminalità straniera e reati comuni (squadra mobile), ma anche il personale che effettua indagini a tutela delle istituzioni democratiche e contro il terrorismo (Digos); inoltre le continue aggregazioni presso l'ufficio volanti debilitano anche gli uffici della Questura come l'ufficio armi, l'ufficio immigrazione e l'ufficio passaporti; la situazione, nonostante l'arrivo di qualche unità in più, si sta nuovamente riproponendo per l'anno in corso, a causa dell'emergenza ormai cronica, che impone nuovamente ulteriori "sacrifici" del personale, per permettere di garantire sul territorio il minimo inderogabile di almeno due volanti per turno; si prevede che dovranno essere, pertanto, nuovamente impiegati i dipendenti che svolgono servizio negli uffici, con conseguente chiusura a giorni alterni di questi e il continuo impiego di personale degli uffici investigativi (squadra mobile e Digos), che si troverà costretto ad indossare un giorno la divisa e l'indomani ad effettuare pedinamenti e controlli in borghese, con il rischio di essere riconosciuti e magari di mandare in fumo indagini che si protraggono da mesi; anche l'attività degli uffici ne risente fortemente, con lungaggini inimmaginabili fino a qualche anno fa: attualmente, ad esempio, per ottenere il passaporto occorrono mediamente 20-25 giorni (tre anni fa ne bastavano da 3 a 5), ma presto è prevedibile che le pratiche non potranno essere evase prima di 30-40 giorni, il che è francamente impensabile, soprattutto nel periodo estivo; la Questura di Ferrara, per arginare il fenomeno, aveva chiesto al Ministro dell'interno, nei mesi scorsi, 10 persone in supporto aggregate da altre città in reparti che alleggeriscano l'attività durante l'estate (ad esempio reparti mobili e istituti di istruzione), ma l'istanza non è stata accolta, a differenza del passato; questa situazione sta portando il personale, che pure lavora con encomiabile abnegazione, a sopportare un tale sovraccarico di lavoro da minare la stessa lucidità fisica e mentale, necessaria durante il servizio: per fare solo un esempio, in diversi uffici, almeno la metà dei dipendenti deve ancora usufruire di parte dei giorni di ferie del 2016, tutti quelli del 2017 e quelli maturati ad oggi per il 2018, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda assumere per garantire al più presto la sicurezza nella città di Ferrara, mettendo nelle condizioni di operare efficacemente il personale della Polizia di Stato e tutte le forze dell'ordine ed in particolare, nell'immediato, l'emergenza che si profila per la fase estiva. Atto n. 4-00240 LANNUTTI Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: come si apprende da un articolo pubblicato su "il Fatto Quotidiano" del 12 giugno 2018, Serafino Di Loreto e Stefano Pigolotti, sono gli ideatori di SDL, società che prometteva agli affidati di far vincere le cause contro le banche, ipotizzando che tutti i contratti di prestito fossero gravati da anatocismo ed usura. La società è stata denunciata nel 2014 da Adusbef alle Procure della Repubblica competenti ed all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, il cui provvedimento N.PB783/dpsc (relatore dottoressa Gabriella Muscolo) aveva deliberato di irrogare a SDL Centrostudi una sanzione amministrativa pecuniaria di 100.000 euro, per una pubblicità ingannevole comparativa illecita ai sensi degli artt. 1 e 3 del decreto legislativo n. 145 del 2007; i citati rappresentanti dell'organizzazione sono stati rinviati a giudizio per truffa aggravata; per anni hanno accusato le banche di vessare i clienti con tassi usurari. Ma ora sul banco degli imputati per truffa aggravata ci sono loro, Serafino Di Loreto e Stefano Pigolotti, soci fondatori di SDL Centrostudi, società bresciana che ha agganciato migliaia di imprenditori e semplici cittadini grazie a una vasta rete commerciale a struttura piramidale, conseguendo un utile di 4,3 miliardi di euro nel 2014. E li ha convinti a fare causa contro gli istituti di credito sulla base di perizie vendute dalla stessa società.