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quest'ultima affermazione è infondata in quanto, come ricordato, la sottoscrizione di un protocollo sanitario per fornire le prestazioni delle cure e dei servizi specialistici di cui all'art. 35 del decreto legislativo n. 286 non è sottoposta ad alcuna condizionalità o valutazione, dovendo il prefetto senz'altro provvedere alla stipula del protocollo; inoltre, rispondendo alla relazione al Parlamento del Garante nazionale delle persone private della libertà personale che invitava a "Rispettare la centralità del Servizio sanitario nazionale (SSN) nell'accertamento dell'idoneità dei cittadini stranieri alla vita in comunità ristretta, e attivare i previsti accordi di collaborazione tra le Aziende sanitarie locali e le Prefetture volti ad assicurare il tempestivo accesso alle cure delle persone trattenute", il Ministero affermava che: "La Direzione centrale dei servizi civili per l'immigrazione e l'asilo assicura che verrà evidenziata alle Prefetture la necessità di stipulare a tal fine appositi Protocolli d'intesa con le Aziende sanitarie di riferimento, qualora non ancora stipulati"; tale affermazione della Prefettura di Milano sembra contraddire anche quanto affermato dall'ATS di Milano con e-mail prot. n. 122965 del 30 luglio 2021, nella quale si legge che: "risulta, inoltre, in fase di definizione la stipula del Protocollo d'intesa tra Prefettura, ATS Milano e ASST per la prestazione delle cure e dei servizi specialistici previsti dall'art. 35 del Decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286 e successive modificazioni"; a parere degli interroganti è molto grave, e getta gravi ombre sulla legittimità dell'operatività del CPR di via Corelli, il fatto che la Prefettura di Milano, a molti mesi dall'apertura del centro, non sia giunta all'accordo con l'ATS di Milano, per stipulare i servizi previsti, continuando ugualmente a disporre il trattenimento di centinaia e centinaia di persone, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo possa confermare il contenuto dell' e-mail del 24 luglio 2021 e precisare a quali disposizioni abbia fatto riferimento la Prefettura di Milano secondo la quale la stipula di un protocollo sanitario non sarebbe necessaria; se confermi quanto affermato dall'ATS di Milano con la lettera del 30 agosto, ossia che il protocollo sanitario sia in corso di perfezionamento e quali tempi siano previsti. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06039 ANGRISANI GRANATO CRUCIOLI GIANNUZZI DI MICCO LANNUTTI BOTTO Al Ministro dell'istruzione Premesso che: il decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, ha recato "Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti"; in particolare, l'articolo 1 ha autorizzato il Ministero dell'istruzione a bandire, contestualmente al concorso ordinario per titoli ed esami di cui all'articolo 17, comma 2, lettera d) , del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, entro il 30 aprile 2020, una procedura straordinaria per titoli ed esami per docenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado, su posti comuni e di sostegno; in seguito è stato emanato il decreto dipartimentale n. 510 del 23 aprile 2020, avente ad oggetto la procedura straordinaria, modificato ed integrato in seguito dal decreto dipartimentale n. 783 dell'8 luglio 2020, grazie a cui è stato elevato il numero di posti destinati alla procedura; in particolare l'articolo 1, comma 2, di quest'ultimo decreto ha stabilito che in caso di aggregazione territoriale delle procedure, l'ufficio scolastico regionale individuato quale responsabile dello svolgimento dell'intera procedura concorsuale dovesse provvedere all'approvazione delle graduatorie di merito, sia della propria regione, che delle ulteriori regioni indicate nell'apposito allegato "B" al decreto n. 783 del 2020; valutato che: nell'ambito del concorso straordinario, in via generale, è accaduto che in talune regioni i vincitori non siano entrati in ruolo nei tempi previsti a causa delle lungaggini burocratiche in seno alle commissioni di valutazione, che hanno pubblicato in ritardo (o non hanno ancora provveduto) le graduatorie di merito definitive, per distinte classi di concorso, causando disparità di trattamento inaccettabili sul territorio nazionale; ad esempio, in particolare, per quanto riguarda i posti di sostegno, a distanza di due mesi dalla pubblicazione dell'avviso ai candidati sugli esiti delle prove scritte della classe di concorso ADSS (protocollo 24929 del 16 luglio 2021), l'USR del Lazio (competente per le regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, ufficio IV) non ha ancora provveduto alla pubblicazione della finale graduatoria di merito, non permettendo quindi ai vincitori di entrare in ruolo già dall'anno scolastico 2021/2022; tale procedura, inoltre, in quanto non ancora terminata, si è andata inevitabilmente ad "intrecciare" con le procedure di reclutamento del personale docente dalle graduatorie provinciali per le supplenze, ai fini del conferimento degli incarichi annuali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e come intenda intervenire al fine di garantire l'immissione in ruolo, nell'anno scolastico in corso, dei soggetti vincitori del concorso straordinario, laddove le graduatorie di merito delle singole classi di concorso siano state approvate oltre i termini previsti o non siano state ancora pubblicate, come avvenuto nel caso della classe di concorso nel Lazio per i docenti di sostegno nella scuola secondaria. Atto n. 4-06040 AIMI CANGINI PAGANO GALLIANI RIZZOTTI FLORIS CALIENDO BINETTI STABILE MINUTO PAPATHEU BERARDI FERRO Al Ministro della salute Premesso che: un recente studio condotto dall'università di Ferrara in collaborazione con l'AUSL di Pescara, diretto dal direttore del Dipartimento di scienze mediche dell'UNIFE, Lamberto Manzoli, e pubblicato poche settimane fa sulla rivista scientifica "Journal of public health" di Oxford, ha evidenziato che meno di una persona su mille che ha contratto il COVID-19 si riammala; su oltre 7.000 persone che avevano avuto il COVID, osservate dal terzo mese in poi dalla guarigione, solo 24 si sono reinfettate; la ricerca copre un arco temporale che va dal marzo 2020 al maggio 2021: fino a quel momento le varianti maggiormente circolanti erano la "Alfa" e la "Delta"; lo studio è stato condotto su numeri reali forniti dall'azienda sanitaria di Pescara ed è tra le ricerche che per più tempo hanno analizzato i malati di COVID. La ricerca sembra dunque fornire un dato molto importante e vale a dire che chi ha contratto il virus ha un'immunità molto duratura; in Italia sono stati condotti altri due studi simili, all'ospedale di Magenta e a quello di Legnano; tuttavia, lo studio relativo ai dati forniti dall'AUSL di Pescara ha come caratteristica principale l'osservazione degli ex positivi per un periodo molto lungo: in alcuni casi si è arrivati anche a 14 mesi. Inoltre è stato fatto un particolare focus sui giovani, un campione di circa 850 persone che non si sono reinfettate;