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Art. 2 ((Le spese relative al ricovero ed al mantenimento dei profughi bisognosi, anche se sostenute da privati, sono a carico dello Stato entro il limite massimo, quando le spese siano sostenute da privati, del sussidio, di cui al successivo comma. I privati hanno diritto al rimborso delle spese da essi sostenute dal giorno della richiesta, con la quale dovranno anche provare di aver dato di essa comunicazione ai profughi. A favore di coloro che non fruiscano della assistenza, di cui al comma precedente, e che versino in stato di bisogno, e concesso un sussidio temporaneo nella misura giornaliera di lire 250 per il capo famiglia e di lire 10 per ogni componente a carico, comprensivo dell'indennità prevista dall'art. 2 della legge 30 novembre 1950, n. 997. All'atto della cessazione delle provvidenze, di cui ai precedenti comma, a ciascun capo famiglia sarà corrisposto un sussidio straordinario, proporzionato al carico di famiglia, non inferiore a lire 5000 e non superiore a lire 10.000, purché il suo ritorno in residenza avvenga entro due mesi dall'entrata in vigore della presente legge. Tale termine potrà essere prorogato con decreto del Ministro per l'interno, di concerto col Ministro ad interim per il tesoro. La concessione di tale sussidio non pregiudica in alcun modo l'assistenza prevista per i sinistrati dal successivo art. 3)).