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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 53 OSTELLARI, CRUCIOLI La seduta inizia alle ore 13,45. Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Ferraresi. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il presidente OSTELLARI comunica che il Gruppo del Partito Democratico ha richiesto che la pubblicità dei lavori della Commissione sia assicurata ai sensi dell'articolo 33, comma 4 del Regolamento, anche con trasmissione sulla web TV del Senato, riguardo all'esame in sede referente del disegno di legge n. 955. Al riguardo, comunica che, ove la Commissione convenga, la Presidente del Senato ha già fatto pervenire il suo assenso. La Commissione conviene. IN SEDE REFERENTE 955 - Anticorruzione DDL 955 Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seconda seduta pomeridiana del 28 novembre. Il presidente OSTELLARI informa che sono stati presentati emendamenti (pubblicati in allegato). La seduta, sospesa alle ore 13,50, riprende alle ore 13,55. Il presidente OSTELLARI avverte che si procede all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1. Il senatore CUCCA ( PD ) illustra sinteticamente il contenuto degli emendamenti a sua firma e si sofferma in particolare sui rischi di incostituzionalità che deriverebbero dall'approvazione del testo legislativo proposto, facendo presente come nessuna accelerazione e nessuna semplificazione deriverà allo svolgimento dei processi penali dalla novella. Ricorda come oltre il 70 per cento dei processi penali si prescrivano prima della sentenza di primo grado ed evidenzia pertanto la totale inutilità della proposta legislativa in discussione. In particolare partendo dal presupposto che la prescrizione ha un'incidenza minimale nell'ambito dei reati contro la pubblica amministrazione contesta l'inserimento di una siffatta riforma all'interno di un quadro più ampio di riordino dei reati contro la pubblica amministrazione. Ritiene pertanto che si tratti di un provvedimento che provocherà l'allungamento dei tempi del processo senza tenere nella dovuta considerazione il ruolo della persona offesa dal reato. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) illustra gli emendamenti a sua firma. Commentando i dati statistici relativi al fenomeno della prescrizione evidenzia un notevole miglioramento di siffatta patologia a seguito dell'entrata a regime della legge ex- Cirielli; fa presente come i dati dimostrino che più si allunghi il tempo di prescrizione del reato più si allunghino i tempi del processo; contesta la collocazione della disciplina della prescrizione all'interno di una riforma dei reati della pubblica amministrazione. Ricorda che in particolare per quanto riguarda i reati contro la pubblica amministrazione la prescrizione impatta in misura assolutamente insignificante. Paventa la illegittimità costituzionale della disciplina proposta soprattutto nella parte in cui si vuole modificare l'articolo 32- quater del codice penale dando vita ad una pena accessoria a carattere perpetuo che si pone in violazione dei precetti di cui all'articolo 27 della Costituzione sulla funzione rieducativa della pena. Evidenzia le criticità in merito alla previsione di una sanzione accessoria che produrrebbe effetti ultra vigenti rispetto alla intervenuta riabilitazione; con ciò rinnegando i principi affermati più volte dalla Corte Costituzionale sulla funzione rieducativa della pena. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ), nell'illustrare gli emendamenti a sua firma, insiste sulla necessità che si trovi un sistema che favorisca l'emersione e la scoperta di siffatti fenomeni corruttivi. In particolare si sofferma sull'emendamento 1.17 finalizzato a consentire il decorso della prescrizione dal momento dell'acquisizione della notizia di reato. Illustra brevemente l'emendamento 1.35 sottolineando l'importanza di un intervento siffatto ai fini della riduzione del problema della prescrizione dei reati. Illustra l'emendamento 1.43 ritenendo che l'emergenza della corruzione necessiti di essere equiparata all'emergenza mafiosa anche ai fini dell'applicazione delle ipotesi di sospensione della prescrizione. I senatori BALBONI ( FdI ) e STANCANELLI ( FdI ) con il consenso del senatore Caliendo aggiungono la firma all'emendamento 1.20. Il senatore BALBONI ( FdI ) fa presente che sul tema della prescrizione la propria parte politica intende preparare per l'esame in Assemblea un'analoga proposta emendativa soppressiva, ritenendo ultroneo ogni ulteriore intervento normativo. L'emendamento 1.73 è dato per illustrato. Si passa all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) illustra l'emendamento 3.1, rifacendosi a quanto già precisato in sede di discussione generale. Paventa la violazione dell'articolo 111 della Costituzione e dell'articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Evidenzia come le statistiche già piuttosto incoraggianti in merito al problema della prescrizione non tengano conto della recente riforma che avrebbe in realtà prodotto un ulteriore allungamento dei tempi di prescrizione con conseguente restrizione delle garanzie dell'imputato; contesta inoltre la necessità dell'inserimento di tale previsione normativa in una disciplina dedicata perlopiù alla lotta alla corruzione. Invita alla riflessione circa la possibilità di adottare soluzioni alternative che tuttavia rispettino la compatibilità con i principi costituzionali. Evidenzia il rischio che la disciplina proposta si ponga in insanabile contrasto con la legge Pinto che riconosce al cittadino un indennizzo per la irragionevole durata del processo. Critica la previsione che consentirebbe poi l'ampliamento della possibile applicazione delle misure cautelari. Propone che si proceda all'incentivazione dei riti alternativi, facendo invece presente come la disciplina proposta potrebbe disincentivare il ricorso al patteggiamento; ribadisce la necessità di tutelare le garanzie inviolabili dell'imputato affinché questi possa aspirare a che la verità processuale emerga sempre nel dibattimento, evitando invece la necessità che l'imputato spaventato dal rischio di un processo sine die accetti il rito abbreviato e patteggi una pena proprio nella consapevolezza della propria innocenza. Ricorda l'importanza della tradizione liberal-garantista che ha ispirato il diritto penale italiano; ricorda che pur tenendo ben presente la necessità di vincere la battaglia contro la corruzione l'ordinamento non debba stravolgere i principi generali di rango costituzionale che lo hanno sempre ispirato; ricorda come pure durante l'emergenza terroristica si resistette alla tentazione di stravolgere le garanzie costituzionali dei cittadini, respingendo all'epoca il ricorso alle legislazioni emergenziali. Ricorda l'importanza dei principi europei secondo cui la durata del processo non dovrebbe superare i sei anni. Il senatore DURNWALDER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) illustra l'emendamento 3.2 e ne auspica l'approvazione, intervenendo ad uniformare il computo dei termini processuali penali e civili. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) illustra gli emendamenti a sua firma ispirati dalla medesima impostazione.