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b) un eccesso colposo ‘generale’, disciplinato dal comma primo dell’articolo 55; c) un eccesso colposo ‘speciale’, per le ipotesi di eccesso dai limiti della legittima difesa abitativa ovvero negli altri casi indicati, integrato dalla sola ‘colpa grave’, con dunque non punibilità dei casi di eccesso caratterizzato da colpa non grave; d) un eccesso ‘incolpevole’ che opera quale causa soggettiva di esclusione della responsabilità o scusante. Ragioni di simmetria e di rispetto dei rapporti sistematici impongono inoltre di riconsiderare anche la disciplina delle scriminanti putative, prevedendo per il caso in cui l’agente supponga per errore che ricorra la legittima difesa nei casi previsti dall’articolo 614, secondo e terzo comma, del codice penale o in circostanze di tempo, di luogo o di persona tali da ostacolare la difesa, che la punibilità non sia esclusa soltanto quando l’errore medesimo sia determinato da colpa grave. La proposta interviene poi sull'articolo 614 del codice penale, che punisce il fatto di violazione dell'altrui domicilio, con un generale inasprimento delle pene e anche con la previsione di una classe più ampia di ipotesi per le quali è prevista la procedibilità d'ufficio, anziché quella a querela di parte. Si prevedono, infine, gli interventi corrispondenti sul versante processuale, in particolare mediante l'integrazione delle ipotesi in cui il fatto è commesso nell'adempimento di un dovere, nell'esercizio di una facoltà legittima ovvero in presenza di una causa di non punibilità nel corpo degli articoli 129 e 411 del codice di procedura penale; ciò al fine di prevedere, anche in siffatte situazioni, la possibilità di anticipate e comunque rapide definizioni con le formule liberatorie previste dal codice di rito (articolo 129 del codice di procedura penale) ovvero anche attraverso le determinazioni proprie del pubblico ministero (articolo 411 del codice di procedura penale).. 1 (Modifica all’articolo 52 del codice penale) 1 All'articolo 52 del codice penale, il primo comma è sostituito dal seguente: «Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa, tenuto conto dei beni in conflitto, delle circostanze e delle modalità concrete dell'aggressione nonché dei mezzi a disposizione della vittima». 2 (Modifiche all’articolo 55 del codice penale) 1 All'articolo 55 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma, dopo le parole: «fatti preveduti dagli articoli 51, 52,» sono inserite le seguenti: «primo comma,»; b dopo il primo comma sono aggiunti, in fine, i seguenti: «Le disposizioni concernenti i delitti colposi si applicano nei casi previsti dall’articolo 52, secondo e terzo comma, ovvero in ogni caso di aggressione in circostanze di tempo, di luogo o di persona tali da ostacolare la difesa, quando si eccedono con colpa grave i limiti imposti dalla necessità, se il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo. Non è punibile altresì l'eccesso dai limiti della legittima difesa per turbamento psichico, timore o panico, in situazioni di pericolo per la vita, per l'integrità fisica, per la libertà personale o sessuale del soggetto aggredito»; c alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «ed eccesso incolpevole». 3 (Modifica all’articolo 59 del codice penale) 1 All’articolo 59, quarto comma, del codice penale, al secondo periodo, dopo le parole: «errore determinato da colpa,» sono inserite le seguenti: «ovvero da colpa grave nel caso di errore sulla difesa legittima nei casi previsti dall’articolo 614, secondo e terzo comma, o in circostanze di tempo, di luogo o di persona tali da ostacolare la difesa,». 4 (Modifiche all'articolo 614 del codice penale) 1 All'articolo 614 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma, le parole: «da sei mesi a tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «da uno a sei anni»; b al terzo comma, dopo le parole: «della persona offesa» sono aggiunte le seguenti: «ma si procede d'ufficio se il fatto è stato commesso per eseguire un delitto perseguibile d'ufficio»; c al quarto comma, le parole: «da uno a cinque anni» sono sostituite dalle seguenti: «da due a sette anni»; d dopo il quarto comma è aggiunto, in fine, il seguente: «Colui che ha posto in essere una condotta prevista dai commi precedenti non può chiedere il risarcimento di qualsivoglia danno subìto in occasione della sua introduzione nei luoghi di cui al primo comma». 5 (Modifiche al codice di procedura penale) 1 All'articolo 129, comma 1, del codice di procedura penale, dopo le parole: «condizione di procedibilità» sono inserite le seguenti: «ovvero che il fatto è stato compiuto nell'adempimento di un dovere o nell'esercizio di una facoltà legittima ovvero in presenza di una causa di non punibilità». 2 All'articolo 411, comma 1, del codice di procedura penale, dopo le parole: «ai sensi dell'articolo 131- bis del codice penale per particolare tenuità del fatto,» sono inserite le seguenti: «perché il fatto è stato compiuto nell'adempimento di un dovere o nell'esercizio di una facoltà legittima ovvero in presenza di altra causa di non punibilità,».