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Non sono in condizione di dire alcunché circa le altre proposte di risoluzione, perché non ho ben capito (c'è stato un attimo di confusione, che credo sia stato condiviso da tutti); quindi valuteremo una volta che verranno poste ai voti. Per parte nostra, l'unica cosa che dico è che voteremo a favore della proposta di risoluzione del Partito Democratico e che voteremo invece contro la proposta di risoluzione presentata dalla maggioranza, che è assolutamente priva di qualsiasi contenuto. (Applausi dal Gruppo PD) . PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, abbiamo ascoltato con attenzione la sua relazione. Il fatto che lei nelle repliche abbia dato atto - parole sue - del fatto che la nostra giustizia è in condizioni drammatiche ha mosso dentro di noi una consapevolezza: finalmente un Ministro della giustizia che ha il coraggio di dire come stanno realmente le cose. Di questo la ringraziamo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . La logica conseguenza di questa sua considerazione - che purtroppo, ahimè, noi condividiamo - è che questa maggioranza di Governo ha una responsabilità estremamente importante in tema di giustizia. Quest'ultima risponde a esigenze primarie dei cittadini, ma direi degli esseri umani. Non serve scomodare Foscolo, con «nozze e tribunali ed are», per ricordarci che siamo il Paese culla del diritto (le 12 tavole hanno 2.500 anni); e, da culla del diritto, non vogliamo certamente diventarne la bara. Credo allora che il Governo abbia intrapreso la strada corretta, quella di un mutamento di campo di natura antropologica. Veniamo da una stagione in cui le vittime venivano trattate da colpevoli e i colpevoli da vittime; veniamo da una stagione in cui si sono tentate riforme della giustizia di natura strombazzatamente epocale, che poi in realtà diventavano dei topolini normalmente a costo zero. Dobbiamo cominciare finalmente ad approcciare la giustizia con una corretta visione antropologica. Non possiamo più permetterci una giustizia che dà ragione a tutti e finisce così con il non dare più giustizia a nessuno. Non possiamo più permetterci una giustizia che deve servire agli avvocati, ai magistrati o agli operatori del diritto: la giustizia deve essere al servizio dei cittadini. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo capovolgimento antropologico passa attraverso un sentimento molto chiaro che è proprio di tutti i nostri cittadini: dall'anziano truffato e scippato, al bambino malmenato all'asilo, alla ragazzina costretta a sposare un uomo molto più vecchio di lei, fino alla banalissima lite di condominio, che pure è capace di muovere nell'animo delle persone sofferenze anche molto profonde. Signor Ministro, condividiamo con lei la prospettiva e partiamo da un principio che, per quanto riguarda il diritto penale, così recita: certamente l'umanità è recupero verso chi sbaglia, ma chi sbaglia paga. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Nel diritto civile esiste chi ha torto e chi ha ragione. Venendo ai temi che lei, signor Ministro, ha trattato, riconosciamo in particolare la problematica della lentezza della giustizia. Offrire celerità di risposta deve essere esigenza primaria dell'azione di Governo e condividiamo con lei questa volontà, così come condividiamo la necessità della preparazione affinché la giustizia sia non solo rapida, ma anche efficiente e di grande qualità. Questo potrebbe passare, ad esempio, anche per la preparazione multidisciplinare, con una formazione congiunta tra l'avvocatura, la magistratura e gli altri operatori del diritto, in modo che si parli la stessa lingua e si condividano le medesime prospettive. Certamente la giustizia deve essere di prossimità e la ringrazio, signor Ministro, per aver citato questo item nel suo discorso, che abbiamo ovviamente condiviso in modo molto concreto. Come è stato detto - lei stesso ha avuto l'onestà di riconoscerlo - si tratta di un cammino, nel corso del quale noi la vogliamo sostenere e affiancare, affinché per il cittadino sia sempre più facile e agevole ricorrere agli uffici giudiziari. Devo dire che personalmente mi è molto piaciuto il richiamo alla solennità e all'autorevolezza dei luoghi dove la giustizia viene amministrata, perché per il cittadino vedere lo iuris dicere in un luogo confacente e solenne, che richiama le tradizioni ultramillenarie del nostro Paese è cosa diversa dal vedere la giustizia amministrata in uno scantinato. (Brusio). Signor Presidente, faccio fatica a proseguire e non vorrei urlare. PRESIDENTE. Senatore Pillon, posso invitare l'Assemblea a un maggior silenzio. Solitamente si deve aumentare ancora di più il tono di voce per essere ascoltati, ma invito tutti al silenzio per rispetto del suo intervento. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Grazie, signor Presidente, aumenterò il tono di voce. Per quanto riguarda il processo civile e la riforma cui lei ha accennato, vorrei darle la certezza che il Gruppo della Lega al Senato è pronta a collaborare con lei e a dare tutto il suo contributo perché la riforma sia il più possibile ampia e condivisa e vada incontro alle esigenze dei nostri cittadini. Allo stesso modo, per quanto riguarda il processo penale siamo assolutamente convinti della necessità di trovare un contemperamento tra l'esigenza della certezza della pena e la ragionevole durata del processo, entrambi princìpi costituzionali inderogabili. Siamo altresì convinti della funzione anche espiativa della pena. Infatti, è vero che la pena ha una funzione rieducativa, ma ha mille altre funzioni, tra cui quella espiativa. A tal proposito, sono ben contento di sottolineare il successo, che anche lei ha citato, rappresentato dal rientro in Italia del terrorista internazionale Cesare Battisti. Per quanto riguarda l'atteggiamento del Gruppo Lega, siamo stati ben contenti che Ministri della Repubblica si siano recati in aeroporto per mostrare la presenza dello Stato che, finalmente, dopo anni di prese in giro, è stato in grado di fare giustizia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Le ricordo anche - ma non ce n'è bisogno - altri provvedimenti legislativi il cui esame è in corso. Mi riferisco a quello sulla legittima difesa, il cui esame sta arrivando a compimento alla Camera dei deputati, e alla riforma del rito abbreviato, il cui iter è in avanzato stato, volta a consentire che non siano più previsti sconti di pena a favore di chi si è macchiato di delitti efferati. Questi sconti di pena non possono essere automatici. Le ricordo anche la riforma del diritto di famiglia, che è già stata citata anche dal senatore Emanuele Pellegrini, perché è indispensabile dare ai nostri cittadini risposte su una materia così delicata. Mi avvio a concludere, signor Ministro, non senza citare il ruolo fondamentale della polizia penitenziaria, che dipende dal suo Ministero e alla quale va tutta la nostra gratitudine. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).