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Io credo che lo abbia detto in un modo non negativo e polemico, nel senso che posso comprendere il ruolo dell'opposizione. Io invece mi sento orgoglioso di aver potuto contribuire, con le mie piccole capacità tecniche e ancora più limitate capacità politiche, a tenere assieme questo decreto-legge e le modifiche che stiamo apportando, coinvolgendo una maggioranza di Governo che è giovane e anche, per quanto possibile, le opposizioni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Io mi sento orgoglioso di come questa maggioranza ha lavorato e ha dato supporto al lavoro del relatore e anche a quello che posso chiamare il correlatore, il collega Arrigoni. Come dicevo prima, mi sento anche orgoglioso di aver potuto creare un coinvolgimento su temi che non hanno colore politico, ma che devono semplicemente risolvere i problemi di quei disgraziati cittadini che si sono trovati senza casa, senza lavoro e senza prospettive. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Su questi temi credo di aver potuto contribuire a dimostrare che non ci si può dividere. Ringrazio quindi tutti i colleghi che hanno interpretato questo mio spirito e che oggi hanno svolto degli interventi riconoscendo il nostro lavoro. Io credo che ci aspetti una serie di votazioni su diversi emendamenti; molte cose le abbiamo dette e le affronteremo. L'ultima cosa di cui mi sento orgoglioso - lo dico sinceramente - è quella di aver potuto mantenere un impegno che avevo preso in quest'Aula con tutto il Senato: mi riferisco a quello di capire se c'era la possibilità di intervenire già oggi, attraverso un emendamento del relatore, sulle piccole difformità edilizie che stanno bloccando molte parti della ricostruzione. Oggi ho depositato questo emendamento dopo un lavoro che - ve lo assicuro - è stato faticoso, ma grazie al contributo di tanti siamo riusciti a predisporre un testo che tenga insieme la necessità di ripartire con la ricostruzione con quella di non aprire eccessivamente le maglie a interventi che non erano leciti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Noi abbiamo fatto questo lavoro e sono orgoglioso di averlo potuto presentare come emendamento del relatore. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). PRESIDENTE . Apprezzate le circostanze e anche al fine di consentire alla Commissione bilancio di completare il proprio parere sugli emendamenti, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Sulla scomparsa di Mario Santi BINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINI (PD) . Signor Presidente, colleghi, ho chiesto di intervenire per ricordare in Aula il collega Mario Santi, senatore della Repubblica dal 1972 al 1979, eletto nella VI e nella VII legislatura nelle liste della Democrazia Cristiana. Nato a Lucca ma vissuto a Prato, Mario Santi è venuto a mancare a novantaquattro anni sabato 23 giugno, nella sua casa e nella sua città, circondato dai suoi familiari. Da quel momento fino ai funerali, che si sono celebrati lunedì in cattedrale, praticamente l'intera città di Prato, senza distinzioni politiche, si è stretta attorno alla famiglia manifestando nei confronti del senatore Santi stima, gratitudine e affetto. Docente di filosofia al liceo Cicognini di Prato, fortemente impegnato nel servizio alla comunità pratese in ruoli amministrativi di rilievo, Mario Santi è stato attivo protagonista nel movimento cattolico. Era legato a La Pira e si sentiva vicino alle posizioni politiche del sindaco di Firenze. In Senato, Santi è stato nella VI legislatura membro delle Commissioni affari costituzionali e lavori pubblici, poi nella VII legislatura della Commissione affari esteri e della Commissione consultiva per i regolamenti CEE. In entrambe le legislature ha fatto parte della Commissione speciale per i problemi ecologici. Il suo impegno parlamentare si è incrociato con gli anni più drammatici del nostro Paese, culminati nella tragedia del rapimento e dell'assassinio del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro. L'ultima uscita pubblica di Mario Santi è stata qualche settimana fa per un incontro dedicato proprio al quarantesimo della morte di Moro, quasi a sigillo del segno doloroso che quella tragedia ha lasciato in modo indelebile su lui, professore come Moro, che conosceva e stimava, come su una intera generazione di democratici cristiani e su tutti coloro che l'hanno vissuta e subita. Stimato dai colleghi di tutti i Gruppi, Mario Santi nel suo lavoro parlamentare si è fatto apprezzare per un'attività legislativa in cui non mancava mai una dimensione di umanità e di grande cultura. Credo sia giusto, e so di interpretare il sentimento di tutti i colleghi, che l'Aula del Senato gli dedichi un omaggio ed un ricordo insieme alla gratitudine per l'impegno e la passione civile che ha profuso nel suo ruolo di senatore. Alla moglie Anna, alle figlie e ai figli, Ilaria, Francesco, Domenico, Tommaso e Caterina, che gli sono stati amorevolmente vicino fino all'ultimo le più sentite condoglianze e il senso di partecipazione al loro dolore. (Applausi) PRESIDENTE . Raccolgo l'invito della senatrice Bini e invito l'Aula a osservare un minuto di silenzio in ricordo del senatore Mario Santi. (L'Assemblea si leva in piedi e osserva un minuto di silenzio). Per lo svolgimento di un'interrogazione PARRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, intervengo per segnalare che, ad oltre due mesi di distanza dalla presentazione, non è stata fornita ancora alcuna risposta all'interrogazione 4-00042 su un fatto che ritengo rilevante e che sta assumendo contorni inquietanti, perlomeno per quanto si può apprendere da ciò che dell'inchiesta giudiziaria cui mi riferisco stanno scrivendo i giornali: sto parlando del fatto che non sono stati trovati sui conti di un primario partito di Governo i denari che avrebbero dovuto esserci e che, secondo una sentenza di primo grado, sono frutto di una truffa commessa ai danni dello Stato. Si tratta di un'interrogazione che ho presentato al Ministro della giustizia il 17 aprile scorso e, se era comprensibile la mancanza di risposte nelle more della formazione di un Governo, non sono più comprensibili silenzi, meline e fughe dal dovere di dare chiarimenti ora che un Governo c'è; dunque questo fatto necessita chiarezza nel più breve tempo possibile. Ho chiesto al Ministro della giustizia di dirci che cosa sa di questi fatti, quali valutazioni gli ispirano e quali azioni intende eventualmente adottare in merito a queste circostanze che, ripeto, sono allarmanti ed inquietanti, oggettivamente e per almeno altre due ragioni. La prima è che riguardano un primario partito di Governo e il suo rapporto di correttezza nei confronti dello Stato; la seconda è che per il suo ruolo di capo politico di quel movimento è il Ministro dell'interno in prima persona che dovrebbe sentire la necessità e il dovere istituzionale, per il ruolo che ricopre, di uscire da qualsiasi mutismo, da qualsiasi silenzio e da qualsiasi tentativo di sottrarsi al dovere di chiarire.