[pronunce]

che sembrerebbe escludere l'inderogabilità della competenza territoriale fuori dei casi espressamente ivi indicati e degli altri in cui la legge espressamente statuisca in tal senso, giurisprudenza e dottrina sono giunte a ritenere, pur non senza contrasti, la inderogabilità ad opera delle parti della competenza territoriale, deducendola dalla specifica ratio del relativo criterio stabilito dalla legge in vista di interessi generali; che, pertanto, la motivazione dell'ordinanza di rimessione, che si ferma alla mera constatazione dell'assenza di una statuizione legislativa di inderogabilità, appare sotto questo profilo carente, spettando al giudice a quo il compito di esaminare la praticabilità di una diversa interpretazione, tale da superare i prospettati dubbi di legittimità costituzionale (cfr. , da ultimo, ordinanza n. 315 del 2002); che, per queste ragioni, la questione si palesa manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 28 (Foro stabilito per accordo delle parti), 30-bis (Foro per le cause in cui sono parti magistrati), primo comma, e 38 (Incompetenza) del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 3, 24, 25, 101 e 111 della Costituzione, dal Tribunale di Napoli con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 luglio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Onida Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 16 luglio 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola