[massime]

Processo penale - Incompatibilità del giudice - Incompatibilità del giudice che ha esercitato le funzioni di giudice per le indagini preliminari ad emettere il decreto di giudizio immediato - Mancata previsione - Lamentata lesione del diritto di difesa nonché dedotta disparità di trattamento tra situazioni analoghe - Omessa motivazione sulla rilevanza della questione - Manifesta inammissibilità.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 34, comma 2- bis , cod. proc. pen., censurato, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., nella parte in cui non prevede l'incompatibilità del giudice che ha esercitato le funzioni di giudice per le indagini preliminari ad emettere il decreto di giudizio immediato. Invero, premesso che il diritto vivente esclude che i provvedimenti adottati dal giudice che versa in una situazione di incompatibilità siano affetti da nullità, in quanto le cause di incompatibilità non incidono sui requisiti di capacità del giudice, costituendo invece motivo di ricusazione, da far valere nei termini e modi previsti dalla apposita procedura, il giudice rimettente omette ogni motivazione sulla rilevanza della questione, poiché non chiarisce se la parte abbia tempestivamente attivato la procedura di ricusazione e non esplicita in base a quale principio o regola processuale l'accoglimento della questione determinerebbe la regressione del procedimento alla fase anteriore all'emissione del decreto di giudizio immediato. - Sul fatto che, secondo il diritto vivente, i provvedimenti adottati dal giudice incompatibile non sono affetti da nullità, v., citate, ordinanze n. 346/2000 e n. 36/1999. - Sul difetto di motivazione in ordine alla rilevanza della questione, v., citata ordinanza n. 346/2000.