[pronunce]

che, in conclusione, i vizi di incostituzionalità che affliggerebbero la vigente normativa potrebbero essere superati, nella prospettiva del giudice a quo, soltanto attraverso una pronuncia di questa Corte che sancisca, da un lato, l'iscrivibilità del provvedimento di archiviazione per particolare tenuità del fatto e, dall'altro, l'impugnabilità di tale provvedimento; che nel giudizio è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, concludendo per l'inammissibilità della questione sollevata in via principale, in quanto irrilevante, posto che il giudice a quo non deve fare applicazione dell'art. 410-bis cod. proc. pen. , e per l'infondatezza della questione sollevata in via subordinata sull'art. 411, comma 1-bis, cod. proc. pen. , posto che risulta ragionevole la «scelta legislativa di consentire all'indagato ed alla persona offesa di far valere le proprie ragioni proponendo opposizione alla richiesta di archiviazione per particolare tenuità del fatto». Considerato che l'ordinanza del giudice rimettente si appunta, innanzitutto, sulle plurime conseguenze irragionevoli, e comunque contrarie agli artt. 111, secondo comma, e 112 della Costituzione, che deriverebbero dalla mancata iscrizione nel casellario giudiziale dei provvedimenti di archiviazione che dichiarano la non punibilità per particolare tenuità del fatto, in forza dell'interpretazione, non condivisa dal rimettente, dell'art. 3, comma 1, lettera f), del d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di casellario giudiziale europeo, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti. (Testo A)», fornita dalla Corte di cassazione, sezione terza penale, nella sentenza 26 gennaio-20 giugno 2017, n. 30685, interpretazione - peraltro - superata dalla successiva sentenza delle sezioni unite penali 30 maggio-24 settembre 2019, n. 38954, depositata nelle more del presente incidente di costituzionalità, che ha ritenuto invece che il provvedimento di archiviazione per particolare tenuità del fatto debba essere iscritto nel casellario giudiziale; che il rimettente, anziché formulare questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 1, lettera f), del t.u. casellario giudiziale, nella parte in cui non prevede l'obbligo di iscrizione dei provvedimenti di archiviazione per particolare tenuità del fatto, censura gli artt. 410-bis e 411, comma 1-bis, del codice di procedura penale, che - tuttavia - nulla dispongono in merito all'iscrizione del provvedimento di archiviazione nel casellario giudiziale, con conseguente manifesta inammissibilità per aberratio ictus del primo gruppo di questioni, aventi per presupposto il divieto di iscrizione al casellario giudiziale dei provvedimenti in questione; che, inoltre, le ulteriori questioni sollevate sugli artt. 410-bis e 411, comma 1-bis, cod. proc. pen. , nella parte in cui non prevedono l'impugnabilità dell'ordinanza di archiviazione, sono manifestamente irrilevanti, posto che il giudice a quo deve unicamente decidere sulla richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero, sicché le questioni relative all'impugnabilità del provvedimento di archiviazione risultano meramente prospettiche ed eventuali. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 1, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 410-bis e 411, comma 1-bis, del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 111, secondo comma, e 112 della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Nuoro, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 settembre 2019. F.to: Giorgio LATTANZI, Presidente Francesco VIGANÒ, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 15 novembre 2019. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA