[resaula]

Vedete, non si comincia una riforma - l'ho detto anche a proposito di un'altra vicenda e quindi si vede che ci avete preso gusto e abitudine - non si comincia la costruzione di una casa non dico dal tetto, ma dai mobili. Voi la state cominciando dai comodini, la state cominciando dai lampadari, manca il tetto, mancano le fondamenta, mancano le mura. Fare una legge che parli dei comodini di una casa senza prima averla costruita è non solo sbagliato, ma anche un atto di superbia rispetto al quale voteremo contro. (Applausi dal Gruppo FdI) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, noi voteremo a favore della proposta di non passaggio agli articoli, perché come abbiamo cercato di motivare, anche nella discussione generale, questa proposta di legge di ulteriore modifica - e pasticcio - sulla legge elettorale presenta aspetti che quasi sicuramente, se si andrà avanti, saranno oggetto di esame della Corte costituzionale. Il motivo è molto semplice: il relatore ci ha poc'anzi controreplicato che questa legge serve solo ed unicamente per non avere un buco, una vacatio nel caso si dovesse andare ad elezioni. Io, però, vi sottopongo qui un altro ragionamento, quello che ostinatamente vi propongo da mesi. Noi abbiamo terminato appena da qualche giorno, anzi da qualche ora, la prima lettura del disegno di legge di riforma costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari ed è più che evidente che se aveste voluto davvero mettere in campo una legge elettorale adeguata alla riduzione del numero dei parlamentari, ci sarebbe stato tutto il tempo per farlo, perché noi avremo ancora molti mesi, in quanto l'approvazione della legge per la riduzione del numero dei parlamentari non sarà rapidissima, richiederà del tempo e poi si dovrà vedere se si arriverà alla fine dell' iter . C'era quindi la possibilità - vigente ancora il cosiddetto Rosatellum - di mettere in campo una proposta di legge elettorale diversa, con un sistema diverso, perché con la riduzione del numero dei parlamentari è inevitabile che si debba mettere in campo un sistema elettorale diverso. Questo lo dico tanto più perché voi avete contestato, come me, il Rosatellum e siete assolutamente al corrente del fatto che sono in itinere dei ricorsi presso la Corte costituzionale per quanto riguarda il Rosatellum- bis . Era quindi assolutamente necessario - questo, sì, sarebbe stato prudente e anche serio dal punto di vista del legislatore - provare a discutere con tutti e per tempo, per addivenire ad un sistema elettorale in grado di adeguarsi alla riduzione del numero dei parlamentari. L'adeguamento, però, non può avvenire semplicemente con il giochino della formula matematica. Ma tanto voi ormai cambiate idea su tutti gli argomenti! Quindi io cosa ve lo dico a fare che avevate sostenuto l'incostituzionalità del Rosatellum, perché non vi è più un rapporto tra il voto dell'elettore e l'effetto che produce? Questo perché il sistema misto crea alcuni problemi per quanto riguarda il meccanismo della rappresentatività. E voi che fate? Con la formuletta matematica, adattate alla riduzione del numero dei parlamentari un sistema elettorale che aveva già un sacco di problemi: dal punto di vista della proporzionalità, della riconoscibilità del voto e dell'effetto del voto, perché sapete perfettamente che l'elettore, nel momento in cui vota, deve sapere l'effetto che produce il suo voto; si tratta di uno dei princìpi costituzionali che la Corte ci ricorda sempre. Il Rosatellum questo già non lo produceva perché, con l'effetto flipper e per come era stato organizzato, non si capiva bene se, ad esempio, votando Cucca io avrei davvero eletto Cucca oppure se l'avrei fatto per eleggere Zanda. Ve l'ho già spiegato innumerevoli volte. Con questo sistema e con il giochino della formula matematica della riduzione, che a voi sembra tutto automatico, tutti i difetti del sistema vengono ampliati. Pertanto, ci troveremo con una torsione ulteriormente maggioritaria, ma a dismisura, perché avremo dei collegi uninominali che non hanno più nulla della possibilità del cittadino di avere un rapporto con colui che elegge o che pensa di voler eleggere. La torsione dal punto di vista della rappresentatività è enorme, perché voi in questo modo create un sistema che mette fine a un meccanismo di pluralismo della rappresentanza. Ripeto, si produce una torsione maggioritaria che impedisce un rapporto diretto tra elettori ed eletti; contemporaneamente, realizzate una torsione ancor più rilevante di quella che ha già il sistema elettorale di base. Tutto ciò con la scusa che dovevamo essere pronti. Ma tanto adesso avete risolto i problemi. Oltretutto, l' iter della riforma costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari permetteva sì di mettere in campo un sistema che fosse adatto e non producesse distorsioni nel sistema. Invece vi siete precipitati a consacrare il Rosatellum, quando sapete perfettamente - perché tutte le leggi elettorali sono state osservate dalla Corte costituzionale - che sarà osservato non solo il Rosatellum- bis (quindi la legge elettorale madre), ma anche questo sistema, perché produce delle distorsioni, dal punto di vista della rappresentatività e del rapporto tra elettore ed eletto, che non sono assolutamente compatibili con un sistema democratico. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU e del senatore Ferrari) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 96 del Regolamento, metto ai voti la proposta di non passare all'esame degli articoli, avanzata dal senatore Ferrari. Non è approvata . DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, gli emendamenti all'articolo 1, come ho poc'anzi tentato di spiegare, sono tentativi piuttosto complicati anche sul versante del profilo tecnico, perché si lavora su una materia che già di per sé aveva molti problemi. Tutti gli emendamenti che abbiamo presentato all'articolo 1 hanno tutti la stessa finalità, che è quella di aumentare il tasso di proporzionalità. Ciò per un motivo molto semplice, che vi ho poc'anzi ricordato, ossia che la torsione che si produce sulla rappresentanza, che voi realizzate con questa semplice formuletta dei tre ottavi, fa sì che vi sia un ridimensionamento non sostenibile dal punto di vista democratico della rappresentatività del Parlamento. Vi è infatti un problema non solo di rappresentanza delle forze minori, ma anche di rappresentatività del Parlamento stesso. Oltretutto, con l'approvazione della sostituzione del numero fisso di collegi-seggi con un rapporto frazionario in funzione della riduzione del numero dei parlamentari, si produce un aumento sproporzionato della dimensione dei collegi elettorali. Sapete perfettamente che già oggi con il sistema con cui abbiamo votato a marzo vi erano dei collegi elettorali in cui era assolutamente impossibile da parte dell'elettore comprendere chi fossero effettivamente i candidati in campo e quindi avere la possibilità di scegliere; per non parlare poi della parte proporzionale del plurinominale, che aveva un meccanismo cosiddetto di flipper che, con l'applicazione della formula frazionaria, determina un aumento a dismisura recidendo il rapporto tra il voto espresso da un elettore e dove esso si deposita, perché questo è assolutamente impossibile da prevedere.