[pronunce]

L'Avvocatura dello Stato richiama gli artt. 29, comma 2, lettera g), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) e 52-quinquies del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità), i quali, sulla base dei principi di differenziazione e di adeguatezza, attribuirebbero allo Stato poteri autorizzatori e competenze amministrative generali, a fronte di esigenze di carattere unitario. Osserva, in particolare, la difesa dello Stato che l'art. 52-quinquies del summenzionato d.P.R. n. 327 del 2001 garantirebbe il necessario coinvolgimento delle Regioni interessate mediante quello strumento particolarmente efficace costituito dalla cosiddetta intesa in senso "forte", che assicura, nella localizzazione e realizzazione dei suddetti impianti, l'adeguata partecipazione degli enti territoriali allo svolgimento del procedimento incidente sulle molteplici competenze delle amministrazioni regionali e locali. Ne conseguirebbe che la disposizione censurata, stabilendo limiti stringenti alla localizzazione di centrali di compressione a gas di interesse nazionale, si porrebbe in contrasto con i richiamati principi fondamentali della materia, violando conseguentemente l'art. 117, terzo comma, Cost. 1.2.- Con un secondo ordine di censure, il Presidente del Consiglio dei ministri deduce la lesione dell'art. 118, primo comma, Cost., in quanto la norma impugnata si porrebbe in contrasto con gli evocati artt. 29, comma 2, lettera g), del d.lgs. n. 112 del 1998 e 52-quinquies del d.P.R. n. 327 del 2001, che riservano allo Stato le funzioni autorizzatorie e gestionali in materia, presupponendo che attengano alla sicurezza e all'approvvigionamento della produzione e del trasporto di fonti energetiche. Al riguardo, è richiamata la sentenza della Corte costituzionale n. 182 del 2013, con la quale, nel dichiarare l'illegittimità costituzionale di norme di legge della Regione Abruzzo censurate per motivi analoghi, è stato precisato che, in materia di localizzazione di impianti di oleodotti e gasdotti, le norme statali di settore «hanno ridefinito, in modo unitario ed a livello nazionale, i procedimenti di localizzazione e realizzazione della rete di oleodotti e gasdotti, in base all'evidente presupposto della necessità di riconoscere un ruolo fondamentale agli organi statali nell'esercizio delle corrispondenti funzioni amministrative, a fronte di esigenze di carattere unitario, tanto più valevoli di fronte al rischio sismico». Osserva l'Avvocatura dello Stato che, pur non determinando le richiamate esigenze unitarie il venir meno della necessità di un coinvolgimento delle Regioni nei suddetti procedimenti, la disposizione censurata, come nel precedente richiamato, «sottrae la scelta al confronto - viceversa necessario - tra Stato e Regione, pregiudica l'indefettibile principio dell'intesa e si pone in tal modo in contrasto con i principi fondamentali posti dall'art. 1, comma 7, lettera g), e comma 8, lettera b), numero 2, della legge n. 239 del 2004» (sentenza n. 182 del 2013). 1.3.- Con un terzo ordine di censure, il ricorrente lamenta che la norma impugnata violerebbe l'art. 117, secondo comma, lettera m), Cost., il quale riserva allo Stato la «determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale», atteso che essa, ostacolando lo sviluppo della rete dei gasdotti di interesse nazionale, e conseguentemente l'efficiente erogazione di gas, potrebbe determinare l'impossibilità di provvedere alle esigenze fondamentali dei cittadini. 1.4.- Osserva infine la difesa erariale che la disposizione censurata sarebbe altresì invasiva della competenza legislativa esclusiva statale in materia di «ordine pubblico e sicurezza» posta dall'art. 117, secondo comma, lettera h), Cost., in quanto l'intervento del legislatore regionale, finalizzato, tra l'altro, ad impedire la realizzazione di infrastrutture energetiche localizzate in aree sismiche, apparirebbe principalmente sorretto da ragioni di sicurezza, «consistenti, da un lato, nella volontà di limitare eventuali danni all'incolumità pubblica e al territorio che il danneggiamento dei gasdotti provocato da un [eventuale] sisma potrebbe causare, dall'altro, nel tentativo di ridurre lo stesso rischio sismico». Ne conseguirebbe l'invasione dell'ambito materiale dell'ordine pubblico e della sicurezza che l'evocato parametro costituzionale riserva alla potestà legislativa esclusiva dello Stato. 2.- La Regione Abruzzo non si è costituita nel presente giudizio.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso questione di legittimità costituzionale dell'art. 2 della legge della Regione Abruzzo 7 giugno 2013, n. 14 (Interpretazione autentica dell'articolo 11, comma 1, lettera c, della legge regionale 30 marzo 2007, n. 5 «Disposizioni urgenti per la tutela e la valorizzazione della costa teatina» e modifiche alla legge regionale n. 2/2008 «Provvedimenti urgenti a tutela del territorio regionale» e alla legge regionale n. 41/2011 «Disposizioni per l'adeguamento delle infrastrutture sportive, ricreative e per favorire l'aggregazione sociale nella città di L'Aquila e degli altri Comuni del cratere»). La disposizione impugnata, consentendo la localizzazione e la realizzazione di centrali di compressione a gas al di fuori delle aree sismiche classificate di prima categoria, previo studio particolareggiato della risposta sismica locale, violerebbe anzitutto gli artt. 117, terzo comma, e 118, primo comma, della Costituzione, ponendosi in contrasto con i principi fondamentali nella materia di potestà concorrente «produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia» posti dall'art. 1, commi 3, 4, 7 e 8, della legge 23 agosto 2004, n. 239 (Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia) e con gli artt. 29, comma 2, lettera g), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) e 52-quinquies del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità), i quali riservano allo Stato poteri autorizzatori e competenze amministrative generali in materia.