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l'art. 1, comma 1079, della legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio per il 2018) prevede l'istituzione del "Fondo per la progettazione per enti locali" destinato al cofinanziamento della redazione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica e dei progetti definitivi degli enti locali per opere destinate alla messa in sicurezza di edifici e strutture pubbliche con una dotazione di 30.000.000 euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2030; l'art. 202 del decreto legislativo n. 50 del 2016 prevede l'istituzione del "Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese", pari a circa 490 milioni di euro complessivi, destinati a migliorare la capacità di programmazione e riprogrammazione della spesa per la realizzazione di infrastrutture di preminente interesse nazionale, in particolare i piani urbani per la mobilità sostenibile (PUMS) e i progetti di fattibilità, project review di opere inserite in tale pianificazione o di interesse prioritario, coerentemente con le indicazioni dell'allegato al Documento di economia e finanza 2017; considerato che: l' iter di adozione dei decreti attuativi risulta quasi completato anche con la registrazione da parte della Corte dei conti; si tratta di due provvedimenti molto attesi, condivisi con i beneficiari dei fondi ovvero Comuni, Città metropolitane e Province, aderenti ai fabbisogni espressi dalle amministrazioni e fondamentali per il rafforzamento e accompagnamento degli enti locali nella pianificazione e realizzazione di interventi sulla mobilità sostenibile e i trasporti pubblici locali, come sulla messa in sicurezza di edifici e territorio, nonostante le note difficoltà finanziarie e organizzative; tali decreti prevedono il rafforzamento delle fasi iniziali degli interventi attraverso il supporto tecnico finanziario per incrementarne la qualità progettuale nonché la pianificazione; gli enti beneficiari sono impegnati al massimo nell'assicurare infrastrutture e servizi in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini, a cominciare dalla pianificazione della mobilità sostenibile che richiede un notevole cambio culturale nelle amministrazioni. Si rappresenta che Comuni e Città metropolitane hanno tempo fino ad agosto 2019 per adempiere al decreto ministeriale 4 agosto 2017 e approvare i rispettivi piani urbani e al rispetto di tale norma si sta condizionando la possibilità di accedere a fonti di finanziamento importanti per la mobilità e il trasporto, come nel caso dei fondi di cui all'art. 1, comma 140, della legge n. 232 del 2016, rifinanziato dall'art. 1, comma 1072, della legge n. 205 del 2017 destinato al trasporto rapido di massa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia intenzione di procedere all'emanazione dei decreti necessari e consentire quindi agli enti interessati di avviare le opere destinate alla messa in sicurezza di edifici e strutture pubbliche nonché la pianificazione di infrastrutture e servizi per la mobilità sostenibile. Atto n. 3-00334 VERDUCCI IORI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: l'attuale sistema di classificazione dei saperi disciplinari, derivante da provvedimenti normativi adottati in tempi e per finalità molto differenti, si articola su quattro livelli: a) settori scientifico-disciplinari e relative declaratorie, come risultanti dall'art. 14 della legge 19 novembre 1990, n. 341, e determinati con decreto ministeriale 4 ottobre 2000 e successive modifiche; b) settori concorsuali e relative declaratorie, come introdotti dall'art. 15 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e determinati con decreto ministeriale 29 luglio 2011, n. 336, modificato dal decreto ministeriale 30 ottobre 2015, n. 855; c) macrosettori, come introdotti dallo stesso art. 15 e determinati con decreto ministeriale 29 luglio 2011, modificato dal decreto ministeriale 30 ottobre 2015, n. 855; d) aree disciplinari CUN, inizialmente configurate dall'art. 67 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, quali «grandi aree omogenee di discipline», successivamente determinate, in numero di 14, dal decreto ministeriale 21 luglio 1997, n. 278, sulla base delle indicazioni espresse dal Consiglio universitario nazionale nelle adunanze del 5, 7 e 27 ottobre 1995; infine confermate in questa loro valenza, in attuazione dell'art. 1, comma 1, lett. a) , della legge 16 gennaio 2006, n. 18, recante l'ultimo «Riordino del Consiglio Universitario Nazionale», che determina in 14 il numero massimo di «aree di settori scientifico-disciplinari» in rappresentanza delle quali sono eletti a componenti dell'organo, per ciascuna area, un professore ordinario, un professore associato e un ricercatore; per quanto riguarda l'attività di ricerca, ai fini della presentazione dei progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN), sin dal bando del 2012 (decreto ministeriale 28 novembre 2012, n. 957) è stato utilizzato per la classificazione dei progetti anche lo schema dell'European research council (ERC); premesso inoltre che: l'attuale configurazione delle classi di laurea e laurea magistrale discende dal decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, che aggiornò il decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, introducendo in particolare le lauree magistrali biennali al posto delle precedenti lauree specialistiche, i cui ordinamenti descrivevano un percorso formalmente quinquennale, pur essendo nei fatti solo biennale, dovendosi innestare su corsi di laurea di durata triennale; la definizione delle classi ai sensi del decreto ministeriale n. 270 del 2004 è stata effettuata con ulteriori decreti, rammentando in particolare: il decreto ministeriale 25 novembre 2005 di istituzione della classe di laurea magistrale a ciclo unico di Giurisprudenza; i decreti ministeriali 16 marzo 2007 di istituzione di 43 classi di laurea e di 94 classi di laurea magistrale e di laurea magistrale a ciclo unico, che costituiscono il corpo principale dell'impianto delle classi attuali; i decreti ministeriali 19 febbraio 2009, di concerto con il Ministero della salute, di istituzione di 4 classi di laurea e 4 classi di laurea magistrale delle professioni sanitarie; il decreto ministeriale 10 settembre 2010 di istituzione della classe di laurea magistrale a ciclo unico di Scienze della formazione primaria; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: