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dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali «Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni». (I senatori dei Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az si levano in piedi. Applausi) . Sospendo la seduta fino alle ore 15. (La seduta, sospesa alle ore 13,49, è ripresa alle ore 15,12) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 989 PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Coltorti. COLTORTI, relatore . Signor Presidente, vorrei ringraziare tutti gli intervenuti in discussione generale per le osservazioni che ci sono giunte. Ho seguito con attenzione il dibattito e l'ho trovato stimolante come quello che si è svolto nelle Commissioni riunite. Certamente il decreto-legge al nostro esame è complesso - non possiamo negarlo - e come è stato detto da alcuni lo è perché abbiamo introdotto una mole importante di emendamenti, molti dei quali sono stati presentati dalle opposizioni. (Brusio) . PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Coltorti. Credo che la replica interessi tutti, anche per il prosieguo dei nostri lavori. Vi invito a contenere i toni delle vostre conversazioni, che sono sempre a livelli altissimi. COLTORTI, relatore . La ringrazio, Presidente. Personalmente è il mio primo decreto-legge e me lo ricorderò sicuramente, anche perché sono stati presentati 970 emendamenti. Il lavoro è stato dunque molto complesso e articolato: da una parte, rispetto alle norme contenute nel decreto-legge si impone una ristrettezza di temi; dall'altra, tutto il Parlamento vuole contribuire al miglioramento del Paese e quindi ciascun parlamentare, sia di maggioranza che di opposizione, vorrebbe inserire nel provvedimento emendamenti che, a parere dei singoli, contribuiscono a migliorare le condizioni del Paese. Se c'è tanto da migliorare, arrivano tanti emendamenti: su questo non credo ci siano da fare grandi osservazioni. Ho anche sentito pareri negativi sul decreto-legge e c'è chi dice che non semplifica nulla. Invito chi dice questo a leggere con attenzione il provvedimento, perché ci sono tantissimi emendamenti, anche quelli passati al filtro delle Commissioni riunite, che apportano notevoli miglioramenti: il primo e importantissimo è che si instaura un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese che hanno debiti consolidati verso lo Stato. Si introducono norme per cui chi fallirebbe viene invece assistito dallo Stato. Se questa non è una semplificazione che migliora la vita dei cittadini, ditemi voi cosa si deve fare. A mio avviso, quindi, l'articolo 1 affronta questioni di fondamentale importanza per il Paese. Cosa vogliamo dire di Alitalia? Non è una questione importante? Alitalia ha oltre 11.000 dipendenti e, se non si approva la proroga proposta nel testo, fallisce. Alitalia ha una storia pregressa che, come maggioranza, non abbiamo controllato. Tutte le compagnie aeree mondiali sono andate in attivo negli ultimi cinque o sei anni del 5, 6, 8 per cento, mentre la nostra compagnia di bandiera ha debiti cospicui ed è stata sull'orlo del fallimento. Questo fallimento è stato gestito in maniera oculata? La situazione è quella che è, mentre tutte le compagnie hanno avuto profitti sul volo, la nostra non li fa. Vuol dire che è stata gestita male. Se vogliamo stare accanto alla compagnia di bandiera, e sappiamo che il trasporto aereo è un punto fondamentale del Paese, se vogliamo che il turismo e il trasporto aereo italiani non siano gestiti da compagnie straniere, da Lufthansa o da Air France, dobbiamo recuperare questa compagnia, darle ossigeno e pensare alle persone che vi lavorano e che, se Alitalia fallisse, sarebbero sul lastrico. Penso che questo sia estremamente importante. L'articolo 3 affronta vari temi, come la soppressione del Sistri, che non è mai stato attivato e non è mai decollato. Forse i colleghi non sanno che è stato proposto un emendamento per la registrazione informatica degli stessi dati in capo a un Ministero. Il Sistri viene soppresso perché finora non ha funzionato. C'è, poi, un intervento che riguarda il programma della pesca, che è una risorsa importantissima del Paese. Tantissime persone vivono di pesca: potenziare, anche solo di poco, questo settore è una semplificazione e un aiuto al Paese. L'articolo 3 si occupa, inoltre, dell'agibilità delle strutture in cui operano i lavoratori dello spettacolo. Dove non ci sono le condizioni, queste persone non dovrebbero lavorare, in funzione della non agibilità delle strutture. Sappiamo che gli incidenti sul lavoro sono una delle questioni più importanti in questo Paese, quindi affrontiamo questo argomento cercando di evitare che si verifichino. Sulla regolazione dell'omesso versamento delle ritenute previdenziali (DURC), abbiamo allungato i tempi. Le persone in difficoltà nel regolarizzare queste posizioni e che vedono fallire la ditta, magari, se possono disporre di tempi più lunghi, non falliscono. È una semplificazione che va incontro alle piccole e medie imprese. Abbiamo cercato di semplificare la concessione di zone logistiche semplificate (ZLS) alle piccole e medie imprese, pur mantenendo clausole rigide; attualmente, infatti, se un'impresa vuole intraprendere la propria attività in una ZLS, incontra una serie di contrasti burocratici e amministrativi veramente complessi. Andiamo loro incontro. Vogliamo dire che l'etichettatura dei prodotti agricoli non è una semplificazione, non è un aiuto per questo Paese? Tutti sappiamo che il made in Italy è una delle cose più importanti per l'Italia, per il nostro bilancio e per i fondi che giungono in questo Paese; sappiamo di essere conosciuti in tutto il mondo per il made in Italy e finalmente mettiamo delle etichette facilmente leggibili, che permettono di tracciare i prodotti e sapere se ciò che mangiamo è prodotto in Cina, in Uzbekistan o chissà dove e che può essere composto da organismi geneticamente modificati. Non è importante questo? Il provvedimento reca poi regole per il pignoramento degli immobili, andando incontro alle esigenze delle persone che si vedono togliere la casa perché hanno debiti, magari con lo Stato, e nel momento in cui arriva il pignoramento sono costrette a lasciare la casa, anche se per due o tre anni non viene venduta. Introduciamo quindi delle regole affinché queste persone possano continuare a vivere in quella casa finché non viene venduta. A mio parere queste sono certamente semplificazioni. Tutti sappiamo che quella avvenuta a Rigopiano è una tragedia. Spesso gli eredi delle persone che vi sono morte non hanno denaro per costituirsi parte civile e avanzare le proprie rivendicazioni. Non sono quindi importanti i provvedimenti per Rigopiano? Vorrei ben vedere che qualcuno dica di no. Il provvedimento reca poi norme per far fronte al sovraffollamento carcerario. Sappiamo che le carceri sono sovraffollate, abbiamo avanzato delle proposte per costruirne di nuove, ma c'è bisogno di norme e di attività in questa direzione. Conosciamo altresì l'importanza del contenimento dei costi del Servizio sanitario nazionale, perché molte Regioni stanno barcollando sotto le spese immense fatte in tale ambito.