[massime]

Parlamento - Immunità parlamentari - Giudizio per risarcimento di danni promosso nei confronti di un deputato per una asserita condotta diffamatoria posta in essere nel corso di una trasmissione radiofonica - Deliberazione di insindacabilità delle opinioni adottata dalla camera di appartenenza - Ricorso della corte d’appello di roma, prima sezione civile - Denunciata lesione delle attribuzioni costituzionalmente garantite - Delibazione sull’ammissibilità del ricorso - Sussistenza dei requisiti soggettivo e oggettivo di un conflitto di attribuzione tra poteri dello stato - Ammissibilità del ricorso - Conseguente comunicazione e notifica.. E’ ammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dalla Corte d’Appello di Roma, I sezione civile, nei confronti della Camera dei deputati, in relazione alla deliberazione, adottata da quest’ultima nella seduta del 9 luglio 2003, relativa alla insindacabilità delle opinioni espresse da un proprio componente, oggetto di controversia civile, in quanto ritenute esercizio delle funzioni parlamentari. Sussistono, infatti, i requisiti soggettivo e oggettivo richiesti dalle norme per l’ammissibilità del ricorso: per un verso, essendo legittimati al ricorso e ad essere parte del conflitto sia la Corte d’Appello di Roma, I sezione civile, ricorrente, in quanto organo giurisdizionale esplicante le proprie funzioni in condizioni di piena indipendenza, sia la Camera dei deputati, in quanto competente a dichiarare definitivamente la propria volontà in ordine all’applicabilità dell’art. 68, primo comma, della Costituzione; per altro verso, essendo denunciata dalla ricorrente la lesione della propria sfera di attribuzione, costituzionalmente garantita, in conseguenza della predetta deliberazione della Camera dei deputati.