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società Autostrade e Polizia stradale dovranno gestire le inevitabili situazioni di criticità e congestione del traffico sulla A14 e sulla strada statale 16 riguardanti il deflusso veicolare; risulta in ogni caso spezzato a metà il flusso stradale sulla dorsale adriatica dell'intera penisola portando, ogni settimana, code chilometriche con punte, durante gli esodi festivi, di circa 20 chilometri di media giornaliera; la stessa paralisi interessa tutti quei comuni costieri stretti tra autostrada e costa adriatica con identica paralisi della vita cittadina in parallelo ai picchi autostradali, ripercussioni sui distretti economico produttivi locali e sui sistemi turistici; società Autostrade e Polizia stradale si ritrovano a gestire tali disposizioni che determinano quotidianamente rallentamenti e code nelle ore di punta e soprattutto in giorni di particolare intensità di traffico sull'adiacente strada statale 16, evidentemente non idonea a sopportare volumi così elevati e con possibili criticità anche per la circolazione dei mezzi di soccorso; la situazione è stata anche oggetto di diverse riunioni dei comitato operativo viabilità a livello territoriale nonché della riunione di Viabilità Italia il 30 ottobre nell'ambito della definizione dei piani neve per la pianificazione delle attività necessarie alla gestione del traffico in caso di blocchi della circolazione autostradale; i sindaci della costa marchigiana da Porto Sant'Elpidio (Fermo) a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) hanno sottoscritto una missiva per rimodulare i sequestri stessi in modo tale da garantire la circolazione a due corsie e ristabilire i livelli di sicurezza della viabilità limitando i rallentamenti e la più alta probabilità di incidenti dovuta all'elevato traffico; ad oggi Autostrade per l'Italia ha già predisposto un progetto di sostituzione delle barriere interessate da sequestro, già approvata dalla Direzione generale di vigilanza sulle concessioni autostradali presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: tuttavia appare evidente la possibilità di una risoluzione della questione in tempi ridotti attraverso l'affidamento in house da parte della stessa società ad una propria partecipata per l'esecuzione dei lavori in luogo di una lunga procedura di appalto esterno: la differenza di tempistica sarebbe palesemente conteggiabile in mesi; l'autorizzazione a procedere a tale più rapido affidamento è in capo allo stesso Ministero che ne deve vagliare la conformità amministrativa ai sensi dell'art. 177 del codice degli appalti, di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016 e successive modificazioni ed integrazioni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia valutato quest'ultima modalità di affidamento dei lavori di sostituzione da parte di Autostrade per l'Italia e, in caso di valutazione ancora non avvenuta, quali siano le reali tempistiche di riscontro; quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di tutelare la sicurezza della circolazione e la sospensione del sequestro durante il periodo delle festività in cui il volume di traffico aumenta esponenzialmente, anche assumendo le opportune iniziative affinché la società Autostrade valuti lo spostamento delle barriere verso l'interno della carreggiata, quindi isolando la corsia d'emergenza, comunque garantendo la circolazione a due corsie e assegnando priorità per la sostituzione delle barriere sulla A14, essendo tale direttrice essenziale per gli spostamenti a livello nazionale e internazionale. Atto n. 4-02456 CIOFFI GUIDOLIN SANTANGELO GAUDIANO ANGRISANI LANNUTTI PAVANELLI DONNO MOLLAME LA MURA GIANNUZZI TRENTACOSTE PUGLIA Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la materia delle concessioni autostradali in Italia rappresenta ad oggi un settore estremamente complesso sotto numerosi profili: normativo, amministrativo, contabile e della trasparenza verso i cittadini; la rete autostradale italiana si sviluppa capillarmente per 6.023,20 chilometri su quasi tutto il territorio nazionale. Tale rete è affidata dai concedenti a diverse società concessionarie. I concedenti previsti dalla normativa di settore sono: Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (subentrato ad Anas), Anas SpA, società regionali; la rete di cui è concedente il Ministero rappresenta la porzione principale della rete nazionale (5.886,6 chilometri) ed è gestita da 24 società, il cui rapporto è regolato per mezzo di convenzioni; molti settori dell'economia e delle professioni hanno mostrato interesse al tema delle concessioni autostradali, coinvolgendo sia le istituzioni a diversi livelli che diversi organi di stampa; rilevato che: la società che attualmente ha in concessione più chilometri di rete (2.857,5 chilometri in esercizio per 28 tratte in gestione) è Autostrade per l'Italia SpA. Il suo capitale è così ripartito: Atlantia 88,06 per cento; Appia Investments Srl 1 6,94 per cento; Silk Road Fund 5 per cento; a seguito dell'indagine svolta dall'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) su manutenzioni e investimenti effettuati dalla società autostrade per l'Italia sul tronco dell'autostrada A10 interessata dagli eventi del 14 agosto 2018 che hanno portato al crollo del ponte Morandi, il consiglio dell'Autorità, nell'adunanza del 2 ottobre 2018, ha deliberato l'avvio di un'indagine conoscitiva estesa a tutti i concessionari autostradali per i quali, dalla relazione del Ministero 2016 sulle "Attività nel settore autostradale in concessione", si riscontrasse una percentuale di investimenti realizzati rispetto a quelli previsti inferiore al 90 per cento; l'indagine conoscitiva ha avuto lo scopo di verificare i livelli di attuazione, da parte dei concessionari autostradali, di quanto previsto dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 2003 circa l'obbligo di procedere a verifica degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, nonché degli edifici ed opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso; nel corso dell'espletamento dell'indagine conoscitiva, il Ministero ha pubblicato nel 2019 sul proprio sito istituzionale la relazione sull'anno 2017 su "Attività nel settore autostradale in concessione". Pertanto, l'indagine è stata aggiornata sulla base dei dati contenuti in tale ultima relazione ministeriale; si apprende dall'atto di segnalazione n. 6 del 17 luglio 2019 di ANAC che sono stati individuati 19 concessionari che avevano realizzato investimenti per una percentuale inferiore al 90 per cento rispetto a quelli programmati. Si è quindi proceduto a suddividerli in due gruppi, "distinguendo quelli per i quali dallo stato attuativo del programma degli investimenti del MIT risultavano investimenti complessivamente realizzati per una percentuale inferiore al 90 per cento (n. 13 concessionari) da quelli per i quali dallo stato attuativo del programma degli investimenti del MIT risultava che, relativamente a taluni singoli interventi, la percentuale degli investimenti realizzati era inferiore al 90 per cento (n. 6 concessionari), pur essendo complessivamente superiore al 90 per cento"; tra i 13 concessionari rientranti nel primo gruppo