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Dobbiamo essere pronti ad adottare rapidamente sanzioni politiche ed economiche mirate, ribadendo il nostro pieno sostegno e il nostro impegno per l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti. Nel farlo, invitiamo la Russia a revocare il riconoscimento delle aree non controllate dal Governo ucraino nelle regioni di Donetsk e Lugansk; a mantenere i propri impegni; a rispettare il diritto internazionale e a tornare alle discussioni nell'ambito del formato Normandia e del Gruppo di contatto trilaterale. Sono queste le dichiarazioni dell'Alto rappresentante che noi condividiamo. L'apprezzamento per l'incessante sforzo diplomatico suo e di tutto il Governo convive con la nostra preoccupazione per gli scenari cupi che sembrano aprirsi proprio ora che l'Europa stava cercando, con grande fatica, di sollevarsi dalla grave crisi economica provocata dalla pandemia. Gli approvvigionamenti energetici potrebbero subire gravi ripercussioni, a seguito di un ulteriore precipitare della crisi. Penso - ad esempio - al peso che gli approvvigionamenti dalla Russia e transitanti dall'Ucraina hanno in relazione al fabbisogno energetico dell'Italia e di tutti gli altri Paesi europei. La nostra attenzione, Ministro, va - come lei ha detto - anche agli italiani che si trovano in questo momento in Ucraina. Senza creare allarmismi, abbiamo preso nota dell'impegno della Farnesina e del Governo a loro tutela. Da settimane la leadership ucraina denuncia il costo anzitutto economico di questa crisi, le cui ripercussioni - come confermato dalla sua informativa di oggi - iniziano a farsi evidenti anche in Russia. Chiediamo, quindi, che l'Italia possa assicurare il mantenimento del suo sostegno all'Ucraina anche con prestiti e aiuti di emergenza. Quella degli ultimi giorni è anche una guerra di informazione, una guerra di narrative contrapposte. Per questo apprezziamo il ruolo sempre improntato al dialogo e alla trasparenza, impostato dal nostro Paese nei suoi contatti con la Russia, con l'Ucraina e con gli alleati. Il dialogo deve continuare a rivestire un ruolo centrale. È, infatti, l'unico antidoto alla disinformazione che accompagna le cronache di questi giorni. È l'unico metodo per cercare di ricondurre tutte le parti al tavolo del negoziato; tavolo che è stato abbandonato pericolosamente da parte russa. Il dialogo tra Stati Uniti e NATO - da una parte - e Federazione Russa - dall'altra - sulle proposte russe relative alle garanzie di sicurezza in Europa ha dimostrato che un confronto concreto può ancora essere aperto. Sta alla Russia adesso riprendere la strada del dialogo politico-diplomatico, nonostante gli ultimi sviluppi vadano purtroppo nel senso opposto. Proprio per questo sosteniamo gli sforzi tesi a sensibilizzare Mosca, affinché risponda in maniera positiva alla disponibilità alleata a un confronto serio e concreto; sforzi che l'Italia, signor Ministro, deve continuare a profondere. A garanzia della sopravvivenza di un canale di dialogo, riteniamo importante fare affidamento - come lei ha detto - sulla missione OSCE e sul ruolo degli osservatori presenti nell'Ucraina orientale, alcuni dei quali oltre la linea di contatto tra l'area sotto il controllo governativo e quella controllata dalle autorità separatiste. La presenza italiana lì è un altro simbolo della nostra determinazione a non dividere mai pace e sicurezza; un impegno per il quale l'OSCE offre i migliori strumenti. L'approccio onnicomprensivo alla sicurezza che caratterizza l'OSCE porta il nostro ragionamento anche alla Bielorussia, parte imprescindibile di questa equazione. Chiediamo, per questo, al Governo di continuare a vigilare in merito all'imminente referendum sulla riforma della Costituzione, che potrebbe addirittura favorire il dispiegamento di armi nucleari sul territorio bielorusso. Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, stiamo affrontando una delle più gravi crisi per la sicurezza dell'Europa dalla fine della Guerra fredda. In questo momento, il Parlamento deve garantire al Governo tutto il sostegno necessario a una difficilissima azione di mediazione. L'Italia gioca un ruolo fondamentale grazie alla sua salda appartenenza all'Alleanza atlantica; grazie all'azione in ambito dell'Unione europea e ai rapporti strutturati con Russia e Ucraina, non solo sul piano economico e commerciale. Al Governo, signor Ministro, va dunque tutto il convinto appoggio da parte del Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ringrazio prima di tutto lei per la sua disponibilità. La concomitanza di voto in Commissioni dove era necessaria la presenza del numero legale, infatti, ha richiesto un'inversione dell'ordine degli interventi. Ringrazio anche i colleghi che hanno accettato questa modifica, dovuta a lavori parlamentari in contemporanea alla seduta di Assemblea. Signor Ministro, il Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC - come tutti i Gruppi parlamentari - ovviamente condivide l'azione del Governo e il fatto che si debbano assumere delle decisioni in sede internazionale; questo perché le violazioni che sono state compiute sono evidenti. Se ne è discusso e non devo sottolinearle una volta di più. Tuttavia, voglio utilizzare questa occasione, signor Ministro, per fare qualche riflessione aggiuntiva. Questo scenario non è inedito. Abbiamo tutti studiato a scuola la guerra di Crimea. C'era ancora il Regno di Sardegna e Cavour mandò i suoi soldati, per far sì che il Regno di Sardegna potesse poi sedersi ai tavoli internazionali e così trovare appoggio nelle guerre d'indipendenza. La guerra di Crimea si combatteva tra Paesi occidentali, che combattevano con i russi per il controllo degli sbocchi verso il Mediterraneo e per alcuni luoghi santi che erano stati occupati. La Crimea, comunque, sta lì. Dal 1853 sono passati quasi due secoli, ma evidentemente è una zona complicata, una zona dove i conflitti si sono poi rinnovati nel tempo. Dico ciò perché, altrimenti, sembra che sia uno Stato canaglia, che a un certo punto fa una ritorsione, e perché ce ne sono nel mondo, purtroppo. È una grande, enorme tragedia della storia, invece, che si è proposta anche in forma di conflitti nel corso dei secoli. Dopodiché, la Russia è la Russia. Ha avuto le sue trasformazioni. Si è liberata, per fortuna, da quella fase, lunga e orrenda per il pianeta, dell'Unione Sovietica. La Merkel, però, disse qualche anno fa che Putin, come molti russi, ragiona nel XXI secolo con una mentalità da XIX, riproponendo alcune questioni storiche, quale l'influenza di geopolitica, che fanno parte - piaccia o meno - della storia dell'umanità. Il mondo, signor Ministro, non è come noi vorremmo. Il mondo è com'è, con tutte le sue problematiche e con tutte le questioni che penso anche lei, in questa esperienza, avrà potuto imparare a valutare diversamente rispetto, forse, a un tempo quando ci si basava più su impressioni personali. Gennaro Sangiuliano oggi ha scritto un bell'articolo - glielo segnalo - su «Il Sole 24 Ore» - ha scritto anche una bella biografia di Putin - e il titolo che ha dato il quotidiano è «La sindrome dell'assedio».