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nell'esercizio del suo nuovo incarico, nel 2008, ha abusato per oltre tre mesi di un minore di 10 anni all'interno della struttura scolastica Bonghi, di Roma; i fatti sono stati documentati e il medesimo è stato condannato al pagamento spontaneo delle somme indicate nella sentenza civile, pari a circa 188.000 euro più le spese processuali; il ragazzo, che a suo tempo fu vittima riconosciuta di abusi, oggi è maggiorenne, orfano di padre e di madre e senza alcun mezzo di sostentamento; attualmente fa lo stalliere, senza riuscire a mantenersi in modo sufficiente; la sentenza impone al Ministero di adempiere al dispositivo riportato in maniera spontanea, diversamente i tempi per ottenere il pagamento in maniera esecutiva richiederebbero tempi estremamente lunghi, con grave pregiudizio per le condizioni di vita e di salute del ragazzo, che da quella esperienza è rimasto profondamente ferito; in sede penale, inoltre, vi era stata la condanna del soggetto, ritenuto responsabile anche di altri abusi nei confronti di altri minori, rispetto ai quali era stato ugualmente condannato. La sentenza evidenziava anche una corresponsabilità del Ministero competente, in quanto a conoscenza degli abusi e della personalità del suo dipendente, senza aver approntato alcun controllo o atti idonei ad evitare quanto accaduto. Il danno non patrimoniale patito dalla madre veniva quantificato in euro 50.000, mentre il danno patito veniva indicato in euro 500.000; nel frattempo, però, R.C. nonostante la notifica del 7 settembre 2018 entrava in contumacia; il Ministero dal canto suo non contestava i fatti storici e l'avvenuta sentenza penale divenuta irrevocabile; contestava però il quantum richiesto ed evidenziava come il Ministero fosse stato tratto in inganno dal comportamento del C. che aveva taciuto all'atto della domanda di assunzione di aver ricevuto già due sentenze penali di condanna per reati sessuali; l'argomentazione del Ministero andrebbe però respinta, in quanto è emerso che il bidello aveva riportato già altre condanne per reati sessuali prima dell'assunzione e per altro ha ripetuto gli abusi sul minore nell'ambito delle sue mansioni nella scuola dove lavorava al tempo; recentemente l'avvocato della difesa ha scritto al Ministero: "Allego alla presente sentenza di condanna depositata in data odierna da parte del tribunale civile di Roma in favore del mio assistito G.P., chiedendo se vi è disponibilità di un immediato pagamento della somma indicata nel provvedimento ovvero debba azionarmi con ulteriore assistenza per il recupero del credito", si chiede di sapere in che modo il Ministero intenda farsi carico della situazione della vittima di abusi, davanti a fatti acclarati di responsabilità individuale e istituzionale, tenendo conto che il soggetto è tuttora ferito e scarsamente capace di affrontare e risolvere da solo una situazione di profondo disagio, aggravata per altro dall'attuale pandemia e dall'ulteriore impoverimento che si è prodotto. Atto n. 4-04646 VESCOVI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: dal 2015 Assadolah Assadi è l'ufficiale più anziano del Ministero dell' intelligence e della sicurezza iraniano in Europa, di stanza presso l'Ambasciata iraniana a Vienna; Assadi è stato arrestato un anno fa in una piazzola di sosta dell'autostrada, mentre si recava dal Belgio alla Francia: è accusato, insieme a tre complici, di aver pianificato un attentato, poi sventato dall' intelligence , contro un raduno a Parigi del Consiglio nazionale della resistenza iraniana, un'organizzazione che racchiude diverse sigle dell'opposizione iraniana all'estero, fuorilegge in Iran; il materiale trovato nell'auto del diplomatico dimostrerebbe, secondo l' intelligence francese, che Assadi era parte centrale dell'organizzazione del piano e che operava sotto diretto controllo di Teheran; considerato che: giovedì 3 dicembre in Belgio si è svolta la seconda sessione del processo ad Assadi (che non si è presentato) e ai suoi tre complici; il pubblico ministero ha chiesto 20 anni di carcere per Assadi, 18 anni per la coppia belga-iraniana arrestata insieme a lui, e 15 anni per il terzo complice arrestato; gli esplosivi da usare nell'attentato, che secondo l'accusa sono stati portati in Europa dall'Iran proprio dal diplomatico tramite un volo commerciale, erano TATP, la stessa tipologia utilizzata nell'attacco jihadista alla Manchester Arena; valutato infine che: all'evento che era stato immaginato come target dell'attentato erano presenti decine di migliaia di persone, tra le quali esponenti di primo piano della politica internazionale; se confermato, il collegamento diretto tra la rete diplomatica e le istituzioni iraniane rappresenterebbe un grave pericolo per la sicurezza nazionale del nostro Paese e dell'intero mondo occidentale, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo, alla luce di quanto espresso in premessa, intenda intraprendere per tutelare la sicurezza del nostro Paese, e se intenda valutare la possibilità di aprire un dibattito in sede europea per inserire nella lista delle organizzazioni terroristiche le diramazioni del Ministero dell' intelligence iraniano e la struttura dei Pasdaran . Atto n. 4-04647 NUGNES Al Ministro della difesa Premesso che: l'uranio impoverito, spesso presente in diversi teatri di guerra, ha rappresentato e continua a rappresentare una delle maggiori minacce alla salute del corpo militare, delle organizzazioni no-profit e dei civili che operano e vivono in zone bombardate; gli effetti radiologici e chimici provocati dalle esplosioni di ordigni all'uranio impoverito e l'ingente numero di patologie oncologiche, in molti casi mortali, riscontrati tra i militari sono correlati e sono scientificamente dimostrati. A conferma di quanto sostenuto vi sono oltre 150 sentenze di condanna al Ministero della difesa per aver fatto operare i militari senza le dovute precauzioni, documenti dell'ISS, del Pentagono, della NATO, ma, soprattutto, lo conferma in modo chiaro ed inequivocabile il lavoro svolto dalla IV Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito che, per tentare di sanare la situazione, ha elaborato e proposto al Parlamento un disegno di legge, attualmente ancora fermo nelle Commissioni di competenza; la sentenza n. 07564/2020 emessa il 30 novembre 2020 dalla quarta Sezione del Consiglio di Stato, massimo organo amministrativo della Repubblica, conferma la responsabilità piena del Ministero della difesa per avere causato nel proprio personale l'insorgenza di gravi patologie correlate all'esposizione senza precauzioni all'uranio impoverito disseminato dai bombardamenti Nato nei teatri oggetto delle così dette "missioni di pace"; sebbene tutti i Governi precedenti abbiano cercato di minimizzare le responsabilità nell'utilizzo di questa tipologia di armamento, questo era presente in tutti i teatri in cui le Forze armate italiane hanno operato ed i militari esposti senza alcun tipo di protezione, sono rimasti fortemente colpiti dalle conseguenze; considerato che, per quanto risulta all'interrogante: come è emerso dall'Osservatorio militare, il numero dei morti per uranio impoverito ad oggi causato è pari a 382 e quasi 8.000 è il numero degli ammalati;