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1 Per « retribuzione complessiva proporzionata e sufficiente » si intende il complessivo trattamento economico non inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l'attività prevalente svolta dal datore di lavoro. 2 La nozione di retribuzione proporzionata e sufficiente di cui al comma 1 è altresì utilizzata per i fini di calcolo dei contributi previdenziali di cui all'articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389, per i fini di verifica dei requisiti per l'accesso a benefici economici e normativi stabiliti dalla legge nonché per i fini di cui al codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. 3 Ove il complessivo trattamento economico non sia previsto o definito nelle sue componenti dal contratto collettivo di cui al comma 1, il medesimo viene individuato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, da un accordo interconfederale stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. 4 Decorsi infruttuosamente sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ove non sia stato stipulato l'accordo interconfederale di cui al comma 3, il complessivo trattamento economico è individuato, in via provvisoria, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la commissione interistituzionale di cui al comma 5. 5 Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali è istituita una commissione interistituzionale composta da: a 11 rappresentanti del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro da questo designati previa consultazione delle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; b 2 rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; c 2 rappresentanti dell'Istituto nazionale della previdenza sociale; d 2 rappresentanti dell'Ispettorato nazionale del lavoro. 6 La commissione interistituzionale di cui al comma 5 ha il compito di favorire, anche ricorrendo al supporto di esperti, l'individuazione del complessivo trattamento economico e le sue componenti sulla base di criteri definiti dal medesimo decreto ministeriale. Dall'istituzione e dal funzionamento della Commissione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 7 In sede di prima applicazione, e comunque fino al 31 dicembre 2024, ove non si applichino i contratti collettivi stipulati dalle associazioni dei datori e dei prestatoti di lavoro comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale, il complessivo trattamento economico corrisposto ai lavoratori non può essere inferiore a 9,50 euro all'ora al lordo degli oneri contributivi e previdenziali. 3 (Sostegno ai salari per fronteggiare l'aumento dei prezzi delle materie prime e dell'inflazione) 1 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge: a l'accesso ai benefici economici e normativi stabiliti dalla medesima legge nonché ai fini di cui al codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, è consentito ai datori di lavoro che applicano contratti collettivi di lavoro che siano stati rinnovati entro dodici mesi dalla scadenza prevista; b il contributo di cui all'articolo 2, comma 31, della legge 28 giugno 2012, n. 92, è triplicato qualora il contratto collettivo nazionale applicato dal datore di lavoro al momento del recesso non sia stato rinnovato entro dodici mesi dalla scadenza prevista; c il trattamento economico complessivo fissato dai contratti collettivi nazionali di lavoro scaduti e non rinnovati è automaticamente incrementato sulla base delle variazioni dell'indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi dell'Unione europea (IPCA) fino al rinnovo e in ogni caso non oltre dodici mesi dalla scadenza prevista; tale incremento automatico opera anche con riferimento alle tabelle ministeriali sul costo del lavoro di cui all'articolo 23, comma 16, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, decorsi dodici mesi dalla scadenza dei contratti collettivi nazionali di riferimento e fino al rinnovo. 2 L'incremento di cui alla lettera c) del comma 4 è riconosciuto anche in caso di contratti collettivi nazionali scaduti e non rinnovati da più di dodici mesi alla data di entrata in vigore della presente legge. 3 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'accesso ai benefici economici e normativi stabiliti dalla medesima legge nonché per i fini di cui al codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, è condizionato all'applicazione di un trattamento economico non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l'attività prevalente svolta dal datore di lavoro.