[resaula]

"Il verificarsi di fatti non riconducibili al concessionario che incidono sull'equilibrio del piano economico finanziario può comportare la sua revisione da attuare mediante la rideterminazione delle condizioni di equilibrio. La revisione deve consentire la permanenza dei rischi trasferiti in capo all'operatore economico e delle condizioni di equilibrio economico finanziario relative al contratto" (art. 165, comma 6, del decreto legislativo n. 50 del 2016); in Regione Veneto è già stato rinegoziato il contratto di progetto relativo all'ospedale dell'Angelo di Mestre (Venezia), oggetto di ripetute denunce della stampa locale nonché contestato dalla magistratura contabile; alla luce di ciò, a giudizio degli interroganti, appare inspiegabile che le Regioni non operino per tutti i contratti in essere un'analisi estesa e approfondita delle relative clausole contrattuali e, laddove risultino del tutto sfavorevoli per le aziende sanitarie, non mettano in atto ogni iniziativa al fine di rinegoziare i contratti suddetti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; quali iniziative intenda porre in atto, nell'ambito delle proprie competenze, per verificare la rispondenza delle pratiche finanziarie suddette ai vincoli costituzionali del buon andamento della pubblica amministrazione, con particolare riguardo ai criteri di economicità, efficacia ed efficienza, e agli obblighi di tutela della salute e della parità di diritto di accesso alle prestazioni su tutto il territorio, nonché alla giurisprudenza e alle indicazioni della magistratura contabile; se non intenda attivarsi per sollecitare le Regioni a una revisione ed eventualmente rinegoziazione dei rapporti contrattuali in essere. Atto n. 4-01514 NASTRI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il 28 marzo 2019, nel corso della riunione tra la Conferenza Stato-Città e l'Associazione nazionale del Comuni italiani, il vice presidente vicario Pella e gli altri rappresentanti dell'associazione (il vice presidente e sindaco di Livorno Nogarin ed il sindaco di Novara Canelli) hanno evidenziato la necessità dell'emanazione del decreto attuativo per l'avvio della rinegoziazione dei mutui da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, che sarebbe dovuto essere operativo entro lo scorso 28 febbraio; hanno inoltre rilevato l'esigenza di introdurre un provvedimento per riaprire i termini per la richiesta delle anticipazioni di liquidità nei riguardi della Cassa depositi e prestiti sullo smaltimento dei debiti commerciali, anche quelli scaduti alla fine del mese di febbraio, in modo da consentire a più enti possibile di far fronte al pagamento dei debiti commerciali; lo stesso Pella ha sollecitato altresì il Governo, affinché sia emanato al più presto il decreto attuativo previsto dalla "legge Realacci" di cui alla legge n. 158 del 2017 per sbloccare i 60 milioni di euro già stanziati e fermi da ormai 14 mesi; l'Associazione ha inoltre ottenuto la convocazione di un tavolo tecnico insieme al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e al Ministero dell'economia, per trattare la questione del rimborso dei pasti al personale statale docente e ATA della scuola e dell'incremento delle risorse stanziate, il cui importo complessivo attualmente stanziato, pari a 62 milioni di euro, risale al 1999 e il suo adeguamento appare quanto mai necessario, secondo quanto rileva la stessa Anci, considerato che a questa situazione di criticità si aggiunge l'ulteriore costo che deriverà, a partire dal prossimo anno scolastico, in ragione dell'aumento del tempo pieno nella scuola primaria: 2.000 classi in più che comporteranno (secondo una stima dell'Anci) un costo aggiuntivo che si aggira intorno ai 6 milioni di euro; a giudizio dell'interrogante, le necessità evidenziate in relazione alle tematiche legate alla finanza locale appaiono condivisibili ed urgenti, considerato che il decreto attuativo sulla rinegoziazione dei mutui risulta particolarmente atteso dagli enti locali, sia per le finalità previste, che per le recenti decisioni di politica economica e fiscale da parte del Governo Conte, introdotte dalla legge di bilancio per il 2019, che hanno certamente penalizzato i Comuni italiani, se si valuta la grave stretta operata sulla spesa corrente, nonché il concorso di misure indubbiamente sfavorevoli, che non consentiranno di migliorare le condizioni già precarie della finanza comunale; la necessità di emanare in tempi rapidi il decreto attuativo risulta pertanto indifferibile, considerate le osservazioni esposte e soprattutto in relazione all'analisi, da parte dei Comuni, che evidenzia come gli stessi enti locali hanno contribuito di più negli anni alle politiche di risanamento dei conti pubblici sia in termini assoluti che proporzionali, in rapporto agli altri livelli della pubblica amministrazione, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere; quali sia la motivazione per la quale il decreto attuativo non è stato ancora emanato, considerato che la scadenza prevista era stabilita al 28 febbraio 2019; se non ritenga urgente ed opportuno prevedere in tempi rapidi la pubblicazione, considerato che tale disposizione normativa è particolarmente attesa e richiesta da parte dei Comuni italiani, nell'ambito delle prossime decisioni di finanza locale. Atto n. 4-01515 VALLARDI BERGESIO SBRANA RIPAMONTI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: il 19 gennaio 2019 è stata presentata ad Oslo la "commissione EAT-Lancet su alimentazione, pianeta e salute", che si propone di "trasformare il sistema globale della nutrizione". Tale commissione dispone di straordinarie risorse economiche grazie alla partnership con il "Wellcome trust fund" che, con i suoi 30 miliardi di dollari, costituisce la seconda fondazione più ricca del mondo, e grazie al sostegno di 7 grandi compagnie farmaceutiche, 20 multinazionali del settore alimentare e 14 colossi del settore chimico; con il pretesto di garantire la sostenibilità del pianeta e una maggiore salubrità nella dieta delle persone, essa intende imporre comportamenti alimentari lontanissimi dal modello della dieta mediterranea, e potenzialmente devastanti per l'intera filiera agroalimentare del nostro Paese; la dieta suggerita è sostenuta solo da studi epidemiologici, notoriamente ai livelli più bassi della piramide dell'evidenza scientifica, senza che gli autori menzionino un singolo trial clinico che ne certifichi l'efficacia o la salubrità; diversi studiosi hanno già rilevato le notevoli carenze nutrizionali della dieta proposta dalla commissione EAT Lancet, in particolare per quanto riguarda l'apporto di retinolo, vitamina D, vitamina B12, sodio, ferro, calcio, potassio e proteine; la commissione non intende solo proporre un certo tipo di dieta, ma ha l'intento di arrivare all'approvazione di una "convenzione quadro internazionale sui sistemi alimentari" ispirata a quella stipulata nel 2003 da tutti i Paesi dell'Onu sul controllo del tabacco, che prevede misure durissime verso i produttori e pesanti costi per i consumatori;