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Si prevede altresì che l'abilitazione all'esercizio professionale dovrà in ogni caso essere conseguita dai suddetti corsisti entro e non oltre la prima sessione utile di esami di Stato fissata dal Ministro dell'università e della ricerca. Inoltre, fino al conseguimento della predetta abilitazione all'esercizio professionale, i suddetti corsisti non possono svolgere gli incarichi di cui all'articolo 19, comma 11, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, – relativi alle sostituzioni a tempo determinato di medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale nonché ai servizi di guardia medica notturna e festiva e di guardia medica turistica – né partecipare all'assegnazione degli incarichi convenzionali ai sensi dell'articolo 9 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12. Con tale previsione da un lato si garantisce il regolare avvio del periodo formativo e dall'altro, tenuto conto che i soggetti interessati non hanno ancora conseguito l'abilitazione all'esercizio professionale e quindi non sono ancora iscritti all'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, si garantisce a tutela della salute che gli stessi non svolgano autonomamente attività professionali. Articolo 30 – Carta della famiglia La disposizione prevede che, per l'anno 2020, le famiglie residenti nelle regioni cui appartengono i comuni o nelle aree in cui risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio del virus COVID-19, anche se costituiscono nuclei familiari con un solo figlio a carico, siano destinatarie della carta della famiglia, istituita dall'articolo 1, comma 391, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Attualmente tale ultima disposizione prevede che la carta sia destinata alle famiglie con almeno tre figli. Pertanto con la proposta in oggetto si vogliono agevolare tutte le famiglie che risiedono nella zona emergenziale derogando ai requisiti attualmente previsti per usufruire della carta. Articolo 31 – Donazioni anti spreco per il rilancio della solidarietà sociale La disposizione è finalizzata a estendere la disciplina agevolativa di cui all'articolo 16 della legge n. 166 del 2016 (cosiddetta legge « antisprechi ») alle cessioni gratuite dei prodotti tessili, per l'abbigliamento e per l'arredamento, dei giocattoli, dei materiali per l'edilizia e degli elettrodomestici, nonché dei personal computer , tablet , e-reader e altri dispositivi per la lettura in formato elettronico, non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione per imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che non ne modificano l'idoneità all'utilizzo o per altri motivi similari. In particolare la disciplina di cui all'articolo 16 in oggetto mira a neutralizzare gli effetti fiscali per le imprese che donano ad enti non profit prodotti non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione, equiparando ai fini IVA la cessione gratuita dei prodotti in questione alla loro distruzione (articolo 16, comma 1, della legge n. 166 del 2016) ed escludendo la concorrenza del loro valore normale alla formazione dei ricavi ai fini delle imposte dirette (articolo 16, comma 2, della legge n. 166 del 2016). Al fine di incentivare lo sviluppo dell'economia circolare e il recupero di beni a fini di solidarietà sociale, due obiettivi centrali in questo momento di crisi per il Paese, la disposizione in questione è volta ad estendere tale meccanismo a ulteriori categorie di prodotti non più commercializzati o non più idonei alla commercializzazione, assimilandone la cessione gratuita alla distruzione, così come già previsto per gli altri prodotti menzionati dalla norma (eccedenze alimentari, prodotti medicinali e farmaceutici e altri prodotti di prima necessità non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione). La disposizione non comporta alcun onere aggiuntivo a carico della finanza pubblica, infatti come già ricordato nella relazione tecnica della legge del 19 agosto 2016, n. 166, (Prot. 64673/2016) dal punto di vista degli effetti sul gettito tributario non vi sarebbero differenze tra il trattamento riservato alla distruzione dei beni rispetto a quello riservato alle cessioni dei beni interessati dalle modifiche in esame e pertanto la disposizione non comporterebbe effetti finanziari. Articolo 32 – Conservazione validità anno scolastico 2019-2020 La disposizione è volta ad assicurare la validità dell'anno scolastico in corso anche per quelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale d'istruzione che non possono effettuare almeno 200 giorni di lezione a seguito delle misure di contenimento del COVID-19, in deroga a quanto stabilito dall'articolo 74 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Sono del pari decurtati, proporzionalmente, i termini previsti per la validità dei periodi di formazione e di prova del personale delle predette istituzioni scolastiche. Articolo 33 – Misure per il settore agricolo Le misure previste dai commi da 1 a 3 hanno l'obiettivo di assicurare liquidità alle imprese ubicate nella cosiddetta « zona rossa » e di estinguere i debiti in essere con pagamento di interessi a totale carico dello Stato. Si prevede la concessione di mutui a tasso zero, della durata non superiore a quindici anni, finalizzati alla estinzione dei debiti bancari, in capo alle imprese che abbiano subito danni diretti o indiretti dalla diffusione del contagio del virus COVID-19. A tale scopo è disposta l'istituzione di un fondo rotativo nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, provvisto di una dotazione di 10 milioni di euro per l'anno 2020. Tale misura consentirà alle imprese beneficiarie di contrastare la perdita di competitività e di affrontare con rinnovata forza imprenditoriale le conseguenze economiche e sociali causate dalla emergenza sanitaria. Le misure di cui ai commi 4 e 5 sono finalizzate a salvaguardare il tessuto economico e produttivo delle aziende che operano nel mercato europeo e che si trovano costrette a fronteggiare atteggiamenti e pratiche sleali da parte degli operatori esteri. Le disposizioni sono volte al contrasto delle pratiche commerciali sleali tra acquirenti e fornitori. Ai sensi della direttiva UE 2019/633 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, sono definite tali quelle pratiche che si discostano nettamente dalle buone pratiche commerciali, sono contrarie ai principi di buona fede e correttezza e sono imposte unilateralmente da un partner commerciale alla sua controparte. In osservanza dei principi e delle norme che caratterizzano la suddetta direttiva, la disposizione in oggetto qualifica come pratica commerciale sleale vietata nelle relazioni tra acquirenti e fornitori la richiesta, diretta all'acquisto di beni del settore agroalimentare, di certificazioni non obbligatorie riferite al COVID-19 né indicate in accordi di fornitura per la consegna dei prodotti su base regolare antecedenti agli accordi stessi.