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L'articolo 5 reca la delega al Governo per l'adozione di norme finalizzate a riformare l'imposizione sul reddito d'impresa delle società di capitali, secondo i princìpi e i criteri direttivi della tendenziale neutralità rispetto alle forme dell'attività imprenditoriale della semplificazione e razionalizzazione dell'imposta dal punto di vista amministrativo, anche attraverso un rafforzamento del processo di avvicinamento tra valori civilistici e fiscali. La lettera a) prevede che la riforma persegua la semplificazione e razionalizzazione della tassazione del reddito d'impresa. In particolare, i decreti delegati dovranno essere volti alla riduzione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese, anche attraverso un rafforzamento del processo di avvicinamento tra valori civilistici e fiscali, con particolare attenzione alla disciplina degli ammortamenti, accantonamenti, rettifiche di valore, erogazioni liberali e alla revisione dei costi parzialmente e totalmente indeducibili. Tale aspetto viene ulteriormente specificato dalla successiva lettera b) che prevede una complessiva revisione della disciplina delle variazioni in aumento e in diminuzione apportate all'utile o alla perdita risultante dal conto economico per determinare il reddito imponibile, al fine di adeguarla ai mutamenti intervenuti nel sistema economico, anche allineando tendenzialmente tale disciplina a quella vigente nei principali Paesi europei. Le lettere d), e) ed f) introducono riduzioni e agevolazioni d'imposta IRES per migliorare la produttività, gli investimenti green , l'innovazione, il risparmio energetico, la digitalizzazione e l'aumento dei salari minimi e, più in generale, le politiche attive del lavoro. In particolare, si delega il Governo a introdurre un'imposta IRES ridotta di almeno 4 punti percentuali rispetto all'aliquota ordinaria in favore delle imprese che adottano sistemi di gestione ambientali certificati, che incrementano il lavoro altamente qualificato, nonché si istituisce una mini IRES, con aliquota ridotta di almeno 8 punti percentuali rispetto all'aliquota ordinaria che mantengono un rapporto, tra il salario più basso riconosciuto e lo stipendio complessivo del primo dirigente più alto in grado non superiore a 1 su 50. In quest'ultimo caso, il risparmio di spesa così conseguito, derivante dalla cosiddetta agevolazione « Olivetti », in ricordo della regola morale ispirata ad Adriano Olivetti, è destinato all'aumento dei salari minimi o ad incremento delle politiche attive per il lavoro. Si riconoscono, inoltre, agevolazioni sugli utili reinvestiti, sotto forma di crediti d'imposta, cedibili o trasferibili con sconto in fattura, in interventi di digitalizzazione dei processi aziendali, di ammodernamento tecnologico, in impianti altamente tecnologici, innovativi, riciclo dei materiali, di energia rinnovabile o in efficienza energetica, riciclo dei materiali e in politiche attive del lavoro. In ultimo, si prevede la progressiva eliminazione dei sussidi fiscali ambientalmente dannosi. L'articolo 6 delega il Governo, nell'ambito della revisione della tassazione personale sul reddito e dell'imposizione sul reddito d'impresa, a emanare uno o più decreti legislativi volti al graduale superamento dell'Imposta regionale sulle attività produttive – IRAP, salvaguardando il finanziamento del fabbisogno sanitario. L'articolo 7 reca la delega al Governo per l'introduzione di norme per la razionalizzazione dell'IVA e delle accise sulla scorta dei seguenti princìpi e criteri direttivi: semplificazione, contrasto dell'erosione e dell'evasione ed efficienza per quanto riguarda l'IVA; riduzione progressiva delle emissioni di gas climalteranti e promozione dell'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili ed ecocompatibili per quanto riguarda le accise. In particolare la lettera b), anche al fine di contrastare l'evasione IVA, introduce un principio al fine di consentire la regolazione istantanea con sistema digitale aperto dell'imposta sul valore aggiunto per i titolari di impresa, arte e professione soggetti a fatturazione elettronica. L'articolo 8, nella prospettiva della progressività e dell'equità fiscale, delega il Governo a rivedere il sistema della fiscalità generale al fine di includervi gli oneri di sistema, le accise e il canone Rai. Come noto, infatti, da più parti si invoca la definitiva eliminazione degli oneri posti a carico dei consumatori e del finanziamento con la fiscalità generale delle voci di spesa che gli oneri sono destinati a coprire. (v. Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Segnalazione in merito a Proposte di riforma concorrenziale, anno 2021). Stesso discorso vale per le accise e il canone Rai. Dopo che l'Unione europea lo aveva giudicato come un « onere improprio » che pesava sulle bollette della luce degli italiani, già particolarmente impattate dalla recente crisi energetica, il governo italiano ha accolto la richiesta della Commissione europea svincolando il canone dalla bolletta a partire dal 2023. Si rende necessario seguire il modello di alcuni paesi europei come Svezia, Spagna, Olanda e Finlandia che hanno eliminato negli scorsi decenni il canone della Televisione di stato e affidando il finanziamento alla fiscalità generale. Questo sistema renderebbe molto complessa l'evasione fiscale e lascerebbe al governo l'arbitrarietà della quantità dei fondi distribuiti nella legge di bilancio. L'articolo 9, in tema di semplificazione, contrasto all'evasione fiscale e al fine di sostenere e rilanciare l'economia, delega il Governo alla regolamentazione della circolazione dei conti correnti fiscali e all'istituzione di una piattaforma digitale, destinata al loro funzionamento, con il compito di validare, identificare e accreditare i crediti di imposta sulle agevolazioni fiscali riconosciute. Le finalità sottese sono molteplici: dalla celerità del processo di certificazione del credito, alla più agevole trasferibilità del medesimo e, soprattutto, alla maggiore tracciabilità dei crediti fiscali. L'articolo 10 delega il Governo alla regolamentazione dell'istituto della cessione del credito, anche alla luce delle audizioni svolte in Commissione Finanze nell'ambito dell'indagine conoscitiva sugli strumenti di incentivazione fiscale con particolare riferimento ai crediti di imposta. I nuovi orientamenti Eurostat individuano i fattori in grado di ridurre significativamente la relativa probabilità di « perdita » e, quindi, di determinarne la classificazione come « pagabile », nella cedibilità dei crediti d'imposta; nella riportabilità ad anni successivi dei crediti maturati e nella compensabilità dei crediti fiscali con debiti di diversa natura, anche appartenenti a soggetti differenti. Pertanto, alla luce di tali requisiti, è possibile parlare di cessione del credito d'imposta. L'articolo 11 delega il governo all'adozione di un piano nazionale di efficientamento degli edifici pubblici e privati alla luce della nuova proposta di direttiva europea per la revisione della normativa sulla prestazione energetica degli edifici.