[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi per conflitti di attribuzione tra enti sorti a seguito della nota n. 14413-2008, emessa in data 13 agosto 2008 dal Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze - Direzione federalismo fiscale e della nota prot. n. 0108357, emessa in data 24 settembre 2008 dal suddetto Ministero, Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - Ispettorato generale per la finanza delle pubbliche amministrazioni - Ufficio IX, promossi dalla Regione Siciliana con ricorsi notificati il 20 ottobre ed il 26 novembre 2008, depositati in cancelleria il 28 ottobre ed il 3 dicembre 2008 ed iscritti al n. 17 ed al n. 24 del registro conflitti tra enti 2008. Visti gli atti di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 9 febbraio 2010 il Giudice relatore Franco Gallo; uditi l'avvocato Paolo Chiapparrone per la Regione Siciliana e l'avvocato dello Stato Anna Lidia Caputi Iambrenghi per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso notificato il 20 ottobre 2008 e depositato il 28 ottobre successivo (registro ricorsi per conflitti fra enti n. 17 del 2008), la Regione Siciliana - in riferimento agli artt. 36 e 37 del proprio statuto di autonomia (regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, recante «Approvazione dello Statuto della Regione siciliana», convertito nella legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2), all'intero decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074 (Norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana in materia finanziaria), e, in particolare, all'art. 2 del medesimo decreto - ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato, in relazione alla nota n. 14413-2008, emessa in data 13 agosto 2008 dal Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze - Direzione federalismo fiscale. 1.1. - Riferisce la ricorrente che, con il provvedimento impugnato - pervenutole in data 20 agosto 2008 - sono state rigettate le istanze (di cui alla nota prot. n. 8298 del 29 giugno 2007, alla nota n. 6991 del 21 maggio 2008, nonché alla «assessoriale prot. n. 9645 del 24 luglio 2008») con le quali la stessa Regione aveva rivendicato a sé la spettanza del gettito derivante dalla tassazione sul consumo di taluni prodotti energetici ed aveva sollecitato «l'emanazione delle opportune disposizioni e l'adozione dei provvedimenti necessari per consentire l'acquisizione al bilancio regionale del gettito relativo». La ricorrente rileva in proposito che la Direttiva del Consiglio dell'Unione europea del 27 ottobre 2003, n. 2003/96/CE (Ristrutturazione del quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità), ed il decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26, che ha recepito nell'ordinamento italiano la predetta direttiva comunitaria, hanno determinato «sostanziali cambiamenti» nella disciplina nazionale della tassazione indiretta di alcuni prodotti energetici, modificandone le relative accise da imposte di produzione in imposte sul consumo. La ricorrente afferma che l'impugnata nota víola gli artt. 36 e 37 dello statuto della Regione Siciliana ed il d.P.R. n. 1074 del 1965, perché tali norme attribuiscono alla Regione tutti i tributi erariali, in qualsiasi modo denominati, il cui presupposto d'imposta si sia verificato nell'àmbito della stessa Regione, con le eccezioni previste sia dal secondo comma dell'art. 36 dello statuto (imposte di produzione, entrate del monopolio dei tabacchi e del lotto), sia dall'art. 2 del menzionato d.P.R. n. 1074 del 1965 (nuove entrate tributarie il cui gettito sia destinato con apposite leggi alla copertura di oneri diretti a soddisfare particolari finalità contingenti o continuative dello Stato specificate nelle leggi medesime; entrate derivanti dalle imposte di produzione, dal monopolio dei tabacchi, dal lotto e dalle lotterie carattere nazionale). 1.2. - Piú specificamente, la ricorrente rileva che: a) l'art. 1 del d.lgs. n. 26 del 2007 ha apportato significative modifiche al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 (Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative); b) tale disposizione ha integralmente sostituito gli artt. 21 (Prodotti sottoposti ad accisa) e 26 (Disposizioni particolari per il gas naturale) del citato d.lgs. n. 504 del 1995, determinando un «nuovo assetto» di tali imposte indirette, con lo spostamento del momento impositivo - per alcuni prodotti energetici quali il carbone, la lignite, il coke ed il gas naturale - da quello della produzione a quello della fornitura e del relativo consumo; c) il comma 6 dell'art. 21, come sostituito, prevede, infatti, che «I prodotti di cui al comma 2, lettera h) [cioè: carbone, lignite e coke (codici NC 2701, 2702 e 2704)], sono sottoposti ad accisa, con l'applicazione dell'aliquota [...] al momento della fornitura [...]» e che «Si considera fornitura anche l'estrazione o la produzione dei prodotti di cui al comma 2, lettera h), da impiegare per uso proprio»; d) il comma 1 dell'art. 26, come sostituito, prevede, a sua volta, che: «Il gas naturale (codici NC 2711 11 00 e NC 2711 21 00), destinato alla combustione per usi civili e per usi industriali, nonché all'autotrazione, è sottoposto ad accisa, con l'applicazione delle aliquote di cui all'allegato I, al momento della fornitura ai consumatori finali ovvero al momento del consumo per il gas naturale estratto per uso proprio»; e) anche l'Agenzia delle dogane - nel fornire, con la circolare del 8 maggio 2007, n. 17/D, indicazioni applicative a séguito del d.lgs. n. 26 del 2007 - ha ritenuto di dover «sottolineare l'individuazione, per molti di questi prodotti, del peculiare momento generatore dell'obbligazione tributaria nell'atto di cessione all'utente finale (...)»; f) che la citata circolare ribadisce, per il gas naturale (par. 8.1) , che «il momento generativo dell'obbligazione tributaria coincide con il momento della fornitura del prodotto ai consumatori finali ovvero con quello del consumo per il gas naturale estratto per uso proprio (...)» e che, quanto a carbone,lignite e coke di carbon fossile, per tali prodotti «momento generatore ed esigibilità dell'imposta coincidono con la fornitura del prodotto stesso all'utilizzatore finale» (par. 9). La ricorrente afferma che, in ragione di tali modifiche normative, non è piú possibile configurare la tassazione dei prodotti in questione quale imposta di produzione.