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Il comma 2 prevede a favore dei datori di lavoro privati che avviano percorsi di sperimentazione del regime di lavoro agevolato il beneficio dell'esenzione dai contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore per le mensilità di lavoro part-time , con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all'INAIL. L'articolo 8 si occupa del tema cruciale degli spazi per i nidi e per i doposcuola nelle aziende, riconoscendo al datore di lavoro privato che allestisce nei luoghi di lavoro spazi dedicati all'assistenza dei figli minori di sei anni, una maggiore deducibilità dei costi sostenuti, con i conseguenti vantaggi fiscali. L'articolo 9, comma 1, proroga la cosiddetta « opzione donna », per garantire alle lavoratrici il diritto all'accesso anticipato al trattamento pensionistico in presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un'età pari o superiore a cinquantotto anni per le lavoratrici dipendenti e a cinquantanove anni per le lavoratrici autonome. La misura è, quindi, estesa alle lavoratrici che matureranno tali requisiti entro il 31 dicembre 2021. Il comma 2 introduce, dal 1° gennaio 2021, per le lavoratrici una contribuzione figurativa per i periodi di assenza dal mercato del lavoro dovuti alle cure familiari: si pensi, ad esempio, ai periodi di congedo per l'assistenza a un familiare malato o per la maternità. Tale misura è finalizzata a evitare l'eccessiva penalizzazione delle donne sotto il profilo previdenziale con riferimento non soltanto alla maturazione dei requisiti per l'accesso alla pensione (numero di anni necessari per raggiungere il minimo contributivo), ma anche al raggiungimento, da parte delle donne, di un montante contributivo adeguato a ottenere una pensione dignitosa. Analoga disposizione è prevista al comma 3 con riferimento ai periodi di ricerca attiva del lavoro da parte delle donne attraverso l'assistenza dei servizi per il lavoro, dei centri per l'impiego o di altri enti accreditati, in considerazione del fatto che le donne hanno carriere molto discontinue, spesso legate anche alla necessità di abbandonare il lavoro per dedicarsi alla famiglia. L'articolo 10 dispone la non imponibilità fiscale delle somme erogate dal datore di lavoro ai dipendenti per le spese sostenute per la cura e l'assistenza veterinaria degli animali domestici (comma 1, lettera a) ), nonché, nei limiti di 10.000 euro per ciascun periodo di imposta, delle somme erogate ai lavoratori affetti da patologie oncologiche (comma 1, lettera b) ). La disposizione relativa alle spese veterinarie affianca quella già prevista all'articolo 15, comma 1, lettera c-bis) , del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, in cui si prevede la detrazione di imposta. Le due disposizioni determinano le seguenti conseguenze sul piano fiscale: non costituisce reddito per il lavoratore la spesa sostenuta dal lavoratore e rimborsata interamente o parzialmente dal datore di lavoro, ad esempio, nell'ambito di piani di welfare ; non costituisce reddito per il lavoratore la spesa per il mantenimento e l'assistenza veterinaria degli animali domestici sostenuta direttamente dal datore di lavoro; resta ferma la detraibilità della spesa veterinaria se rimasta a carico totalmente o parzialmente del lavoratore. Gli animali domestici sono quelli individuati dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 6 giugno 2001, n. 289, in relazione alle previsioni di detrazione di imposta previsti dall'articolo 15 del citato testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986. L'articolo 11 modifica i limiti di applicazione della detassazione dei premi di risultato, innalzando da 3.000 a 5.000 euro la misura dei premi agevolati e riducendo la relativa imposta sostitutiva dal 10 per cento al 5 per cento. L'articolo 12 attribuisce, in via sperimentale e limitatamente all'anno 2021, anche ai lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni, un'agevolazione fiscale sui premi di risultato erogati in attuazione dei contratti collettivi integrativi degli enti o delle amministrazioni, ottenuti a seguito di piani o progetti volti ad accrescere la produttività, la qualità, l'efficienza organizzativa e l'innovazione dei medesimi enti o amministrazioni, ai fini del miglioramento della qualità dei servizi erogati. L'articolo 13 interviene sul fenomeno delle false cooperative, che oramai ha assunto proporzioni tali da richiedere interventi incisivi proprio a tutela delle cooperative più virtuose. In linea generale, sono escluse dall'applicazione della disposizione alcune tipologie di cooperative che non presentano rischi di irregolarità, quali le società cooperative per azioni, le cooperative editoriali, le cooperative agricole, le cooperative della pesca, nonché le cooperative di credito e le banche di credito cooperativo. Le disposizioni dell'articolo 13 prevedono obblighi di controllo interno ed esterno. Con riferimento al controllo interno, a carico delle cooperative è previsto un obbligo di revisione legale con funzione di controllo di gestione, di certificazione annuale del bilancio e di verifica della congruità della consistenza patrimoniale dell'ente e dello stato delle attività e delle passività. Con riguardo al controllo esterno, le cooperative sono sottoposte, con cadenza semestrale e per ciascun lavoratore, a un obbligo di asseverazione, eseguita da parte di un consulente del lavoro di cui all'articolo 1 della legge n. 12 del 1979 che ne risponde sul piano deontologico secondo le modalità stabilite dai rispettivi ordini professionali, avente ad oggetto: a) il pagamento delle retribuzioni nel rispetto dei contratti collettivi applicati e sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative; b) il corretto assolvimento degli obblighi assicurativi, previdenziali e fiscali afferenti i rapporti di lavoro e dell'imposta sul valore aggiunto. Inoltre, in caso di liquidazione ordinaria della società cooperativa, il notaio, entro cinque giorni dalla sottoscrizione dell'atto, ha l'obbligo di darne comunicazione all'ispettorato territoriale del lavoro, all'INPS, all'INAIL e all'Agenzia delle entrate competente per territorio, secondo le modalità telematiche stabilite dai rispettivi enti da pubblicare in una specifica sezione dei siti internet istituzionali di ciascun ente entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Tale obbligo consente ai citati enti di intervenire in tempo utile per evitare azioni fraudolente da parte delle false cooperative. La cooperativa provvede alla nomina del revisore legale entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, mentre la prima certificazione del professionista per i controlli esterni deve avvenire entro sei mesi dalla medesima data. Le nuove disposizioni si applicano anche ai contratti di appalto in corso alla data di entrata in vigore della legge.