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Tutele delle lavoratrici e dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti iscritti alla Gestione separata presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale. Onorevoli Senatori . – I dati sulla composizione della forza lavoro realizzata dal Rapporto 2019 sulle libere professioni in Italia, a cura dell'Osservatorio delle libere professioni, mostra una quota crescente di lavoro autonomo e professionale in Italia e in Europa. Nonostante il numero dei lavoratori indipendenti, complessivamente intesi, sia in calo in tutti i Paesi europei, i professionisti registrano un continuo aumento, passando dai 4 milioni e 800 mila del 2009, agli oltre 5 milioni e 700 mila del 2018, con un tasso di crescita nel periodo pari al 18 per cento. In Italia, il numero dei lavoratori autonomi e professionisti si attesta su 1 milione e 430 mila unità nel 2018 rispetto a 1 milione e 148 mila unità nel 2009, con un aumento di circa 280 mila professionisti indipendenti nell'arco di un decennio. La crescita in termini numerici del comparto professionale traina anche la quota di prodotto interno lordo ascrivibile al settore, stimata al 12,2 per cento del PIL nazionale, cui si associa il contributo di ricchezza in termini di competenze, innovazione e crescita culturale del Paese che il lavoro libero professionale comporta. Il trend di crescita quantitativa e qualitativa del settore professionale, dovuto alla progressiva transizione all'economia dei servizi, alle trasformazioni del lavoro nel senso di una sempre maggiore rilevanza dell'autonomia e della professionalità e alla nascita di nuove professioni qualificate, rappresenterà una costante dei prossimi anni. E tuttavia, nonostante la forte espansione del comparto, il lavoro autonomo e professionale non è rimasto immune agli effetti negativi provocati dalle recenti crisi economiche. In particolare, la distribuzione non uniforme dei redditi del comparto ha determinato l'emergere di una pluralità di classi di reddito sulla base di diversi fattori, anche combinati tra loro, quali il sesso, l'area geografica di riferimento, l'appartenenza a una determinata professione e l'età anagrafica. In molti casi si registrano situazioni di difficoltà economica che impediscono il sostentamento del professionista e della propria famiglia, soprattutto in coincidenza di eventi patologici legati tanto alla vita personale quanto ai cicli economico-produttivi. In mancanza di una moderna rete di protezione sociale e di welfare, sono talora intervenute, con diverse misure di sostegno di carattere puntuale, le casse di previdenza e assistenza professionali e le varie forme di associazionismo privato, lasciando, però, senza alcun tipo di copertura integrativa specifica quei lavoratori autonomi e professionisti non aderenti ad alcuna forma previdenziale obbligatoria, iscritti alla sola Gestione separata dell'INPS. La disuguaglianza rispetto alle tutele sociali riservate al lavoro subordinato-dipendente rende anacronistico ed inadeguato l'attuale contesto normativo relativo ai diritti dei lavoratori di questo settore: esso è stato solo parzialmente rinnovato attraverso il riconoscimento di alcune tutele al lavoro autonomo non imprenditoriale con la legge 22 maggio 2017, n. 81, l'introduzione del principìo di equo compenso delle prestazioni professionali, di cui alla legge di bilancio 2018, e l'ampliamento delle tutele in favore degli iscritti alla Gestione separata operata con il decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 novembre 2019, n. 128. Questi recenti interventi legislativi, se da un lato hanno avviato un percorso di allineamento delle tutele, non sono stati tutti pienamente attuati e lasciano scoperti diversi fronti di tutela a fronte di eventi critici legati alla vita personale e al ciclo economico. Il CNEL svolge da tempo un'attività di monitoraggio dell'evoluzione del lavoro autonomo e professionale, anche grazie alla « Consulta per il lavoro autonomo e le professioni », recentemente istituita con lo scopo di instaurare un confronto tra le maggiori organizzazioni di rappresentanza sull'andamento e i problemi del settore. All'esito di un ampio confronto tra le parti sociali, il CNEL ha ritenuto necessario intervenire attraverso un pacchetto unitario di strumenti destinati all'ampliamento dei diritti e delle tutele dei lavoratori autonomi e dei professionisti non iscritti alle casse di previdenza private. Nel dettaglio, il disegno di legge introduce: a) un incremento dell'indennità di maternità e paternità per i professionisti lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata INPS; b) il diritto alla contribuzione figurativa per i professionisti lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata INPS in coincidenza di malattie di particolare gravità che comportano lunghe interruzioni dell'attività lavorativa; c) un ammortizzatore sociale generale, finanziato dalla Gestione separata INPS per i professionisti lavoratori autonomi suoi iscritti, al fine di salvaguardare l'attività professionale in coincidenza di momenti di flessione dell'attività economica. Gli interventi proposti con il presente disegno di legge, messi a sistema con le misure introdotte dai passati provvedimenti legislativi, sebbene non esauriscano la totalità delle istanze di tutela provenienti dal settore, contribuiscono tuttavia a rendere effettivo il principio di solidarietà ex articolo 2 della Costituzione e a riequilibrare le tutele minime da garantire a tutti lavoratori, in una società che si articola in forme e modalità inedite rispetto a quelle tipiche del Novecento industriale. L'attuazione delle disposizioni del presente disegno di legge non comporta oneri finanziari aggiuntivi diretti o indiretti a carico della finanza pubblica e non richiedono pertanto la indicazione di mezzi di copertura ai sensi di quanto disposto dall'articolo 17, comma 6, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (legge di contabilità e finanza pubblica). Viene pertanto omessa la compilazione della relativa relazione di copertura degli oneri.. 1 (Modifica all'articolo 68 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, concernente l'incremento dell'indennità di maternità e di paternità per lavoratrici e lavoratori autonomi) 1 All'articolo 68 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, dopo il comma 2- bis è inserito il seguente: « 2-ter . Per le professioniste lavoratrici autonome iscritte alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non iscritte ad altre forme previdenziali obbligatorie, l'importo dell'indennità giornaliera di cui al comma 2 è pari al 100 per cento del salario minimo giornaliero stabilito dall'articolo 1 del decreto- legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, nella misura risultante, per la qualifica di impiegato, dalla tabella A allegata al medesimo decreto-legge n. 402 del 1981 e dai decreti di cui al secondo comma del citato articolo 1 ». 2 (Modifica all'articolo 8 della legge 22 maggio 2017, n. 81, in materia di contribuzione figurativa in caso di periodi di malattia grave del lavoratore autonomo iscritto alla Gestione separata) 1