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quale fine abbiano fatto i soldi che la Whirpool aveva messo a disposizione per il rilancio dell'ex Embraco; perché lo Stato italiano non possa farsi carico, senza il supporto di investitori privati, del progetto; perché un progetto del genere non possa rientrare nell'ambito della "cooperazione finanza impresa" coinvolgendo tutto il personale nel progetto; se il Ministro sia a conoscenza del fatto che la società "Nidec", nel suo stabilimento austriaco, produce un compressore esattamente uguale a quello prodotto dall'ex Embraco. Atto n. 4-06251 ANGRISANI GRANATO CRUCIOLI ABATE LANNUTTI GIANNUZZI BOTTO Ai Ministri dell'istruzione e della salute Premesso che è stata diramata la nota tecnica recante le indicazioni, redatte da Regioni, Istituto superiore di sanità e Ministeri dell'istruzione e della salute, per l'individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico; considerato che: numerose perplessità sorgono in relazione alle prescrizioni per studenti e docenti della scuola primarie e secondarie; sulla base delle nuove indicazioni, nel caso di un contagio tra docenti o alunni, è prevista la quarantena esclusivamente per i soggetti non vaccinati (esclusivamente per il personale docente che abbia svolto attività in compresenza, non per gli studenti) mentre è necessario effettuare un test il prima possibile (al tempo T0), salvo poi effettuarne un secondo dopo 5 giorni (al tempo T5), per i soggetti vaccinati, cui non risulta precluso dunque, laddove l'esito sia negativo, l'accesso in classe; sono previste, inoltre, significative differenze (e disparità di trattamento) tra studenti ed insegnanti vaccinati e non vaccinati nel caso del riscontro di due (o più) positività, sia tra i docenti sia tra gli alunni: i soggetti vaccinati o negativizzati negli ultimi 6 mesi, difatti, possono proseguire l'attività didattica in classe sulla base della sorveglianza con testing (T0 e T5), mentre i soggetti non vaccinati sono sottoposti in ambedue i casi alla misura della quarantena per 10 giorni, anche in caso di esito negativo del test al tempo T0; nei casi di riscontro di più di due casi di positività, infine, si prevede la quarantena per l'intera classe; valutato che dal documento emerge con evidenza una palese violazione della privacy degli studenti e dei docenti, differenziando il trattamento (rientro con testing o quarantena) per soggetti vaccinati e soggetti non vaccinati in modo, a parere degli interroganti, ingiustificato. In relazione a quanto disposto nel provvedimento, inoltre, si potrà agevolmente venire a conoscenza dei dati sanitari personali (effettuazione o meno della vaccinazione) di ogni soggetto, causando discriminazioni e una grave violazione del diritto alla riservatezza, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano ingiustificabile, ai sensi dell'articolo 3 della Costituzione, la disparità di trattamento tra soggetti vaccinati (o negativizzati negli ultimi 6 mesi) e non vaccinati, la quale causa anche un'evidente lesione della privacy in relazione all'effettiva conoscibilità, da parte di terzi non autorizzati, dello stato di vaccinazione personale. Atto n. 4-06252 PILLON Al Ministro della giustizia Premesso che: le sezioni unite della Cassazione penale in data 28 ottobre 2021 sono state chiamate a decidere se, e in quali eventuali limiti, la condotta di produzione di materiale pornografico, realizzata con il consenso del minore ultraquattordicenne nel contesto di una relazione con una persona maggiorenne, configuri il reato di pornografia minorile, di cui all'art. 600 -ter del codice penale; in particolare, nella relazione provvisoria n. 18/2021 le sezioni unite hanno affermato: "Nel rispetto della libertà individuale del minore con specifico riguardo alla sfera di autonomia sessuale, il valido consenso che lo stesso può esprimere agli atti sessuali con persona minorenne o maggiorenne, ai sensi dell'art. 609 quater cod. pen. , si estende alle relative riprese, sicché è da escludere la configurazione del reato di produzione di materiale pornografico, sempre che le immagini o i video realizzati siano frutto di una libera scelta e siano destinati all'uso esclusivo dei partecipi all'atto"; le sezioni unite hanno precisato, inoltre, che nel caso della diffusione del materiale la persona maggiorenne può essere punita per il reato di pornografia minorile, qualora la cessione a terzi "sia stata deliberata sin dalla produzione del materiale"; considerato che il pronunciamento della Corte di cassazione interviene sul piano interpretativo dell'articolo 600 -ter , comma 1, del codice penale; considerato che la Cassazione ha comunque ribadito che si configurano i reati di cui ai commi 2 e 3 dell'art. 600 -ter "allorché una qualsiasi delle condotte di diffusione o offerta sia posta in essere successivamente e autonomamente rispetto alla ripresa legittimamente consentita"; considerate, infine, la delicatezza delle tematiche, l'attualità del fenomeno e la gravità delle condotte in questione, si chiede di sapere quali iniziative, anche di carattere normativo, il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di prevenire e punire la produzione e diffusione di video a contenuto pornografico realizzati con minori di anni 18. Atto n. 4-06253 GRANATO Al Ministro della salute Premesso che: sul sito dell'Istituto superiore di sanità (ISS), nella versione più aggiornata, si legge che le conoscenze disponibili sul profilo di efficacia e sicurezza dei vaccini anti COVID-19 in gravidanza e allattamento non sono ancora disponibili, con particolare riferimento all'impatto della nuova variante "Delta"; difatti sia per lo stato di gravidanza sia per l'allattamento, la mancanza di dati disponibili è causata dalla non inclusione di queste donne all'interno dei trial clinici di valutazione dei vaccini, ragion per cui non sono ad oggi fruibili "evidenze conclusive"; nonostante ciò, in evidente contrasto con il rispetto del principio di precauzione, si consiglia di procedere con le somministrazioni; valutato che ciò che maggiormente preoccupa è quanto si legge all'interno di alcuni passaggi delle "Indicazioni ad interim su vaccinazione contro il COVID-19 in gravidanza e allattamento", documento curato dall'Italian obstetric surveillance system (ItOSS) dell'ISS (aggiornato al 22 settembre 2021). In particolare, si legge che: "a causa della conclusione della raccolta dati del progetto ItOSS il 30 giugno 2021, in Italia non conosciamo l'impatto della variante Delta in gravidanza. Le recenti analisi dei dati inglesi, aggiornate all'11 luglio 2021, hanno evidenziato una maggiore morbosità materna e perinatale associata anche alla circolazione della variante Delta, attiva oltremanica dalla metà di maggio 2021"; considerato, inoltre, che, all'interno delle più recenti indicazioni ministeriali, nella circolare del 4 agosto 2021, si legge che per lo stato di gravidanza la vaccinazione anti-SARS-CoV-2 "non è controindicata", mancando ogni forma di informazione e specificazione ulteriore e meramente rinviando alla valutazione medica l'eventualità di "rimandare la vaccinazione".