[resaula]

Lo dimostrano anche 58.000 mail da parte di Wikileaks che dimostrano come il figlio di Erdoğan sia a sostegno del mercato illegale del petrolio dell'Isis in combutta con il califfato. Possibile che il MoVimento 5 Stelle sia fuori da quest'Aula quando si discute di questi argomenti? Noi chiediamo quindi sanzioni selettive nei confronti di Erdoğan, della sua famiglia, del gruppo di generali e di Ministri coinvolti, con il blocco dei loro beni in Italia e all'estero. Chiediamo inoltre che l'Unione europea sospenda ogni forma d'aiuto, annullando e non meramente sospendendo il negoziato con la Turchia, perché se si annulla il negoziato, come chiede ad esempio l'Austria, nel contempo si annullano le risorse che ancora oggi vengono destinate alla Turchia in forza di quel negoziato di accessione e che servono al Governo turco per mantenere la dittatura di Erdoğan e per distruggere, con l'invasione, il popolo curdo, perché noi lo stiamo rifornendo non soltanto di armi, ma anche di denaro. Chiediamo anche di sospendere gli aiuti riferiti alla questione dell'immigrazione, perché non si può accettare questa minaccia di utilizzare come bombe demografiche i poveri profughi siriani scaraventandoli contro la frontiera europea e magari servendosi di questo per far passare come su autostrade del terrore anche i miliziani dell'Isis per colpire nel cuore d'Europa. Sappiamo tutti che la Turchia è dietro l'Isis e chiediamo misure urgenti per bloccare tutto questo e salvare il popolo curdo. (Applausi dai Gruppi FdI e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferrazzi. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, non c'è dubbio alcuno - l'abbiamo già sottolineato la scorsa settimana - che questo Governo, a confronto con il precedente, ha fatto un grande salto di qualità nella consapevolezza della crisi climatica. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . D'altro canto, basta leggere il programma di Governo, che ai punti 7, 8 e 9, ma anche al punto 20, dove si parla di città, sottolinea questa consapevolezza e definisce per la prima volta in maniera organica politiche che vanno in questa direzione. È altrettanto evidente però che le politiche in generale e in particolare quelle contro il cambiamento climatico, se lasciate ai singoli Stati nazionali, risultano e risulteranno del tutto inefficaci, perché è molto evidente che i singoli Paesi, pur magari agguerriti contro il cambiamento climatico, potranno produrre un'utilità marginale e sicuramente inefficace nell'obiettivo di modificare strutturalmente la condizione del nostro pianeta, presente e futura. È quindi molto positivo, Presidente, che in Europa abbiano vinto quelle forze che vogliono una forte Unione europea, e non i nazionalisti che con la loro azione, anche sul clima, avrebbero prodotto un disastro ambientale di scala mondiale, con ricadute negative anche nel nostro Paese. Molto bene quindi, presidente Conte, che la futura Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, abbia posto al nostro Continente, alla nostra Unione e all'Europa unita, l'obiettivo di essere il primo Continente neutrale dal punto di vista carbonico entro il 2050. Gli obiettivi che sono stati definiti sono molto concreti, perché si parla di un investimento di 1.000 miliardi dal 2021 al 2027. Si parla di una carbon border tax per contrastare la rilocalizzazione delle emissioni; si parla di strategia di decarbonizzazione dei settori a grandi intensità energetica; si parla del sostegno all'economia circolare; della creazione di fondi e, in particolare, di un « just transition fund », per supportare i territori e i settori più deboli. È del tutto evidente infatti che la transizione energetica e tutte le politiche correlate devono tenere insieme i tre capisaldi che sono la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Si parla di sostenibilità, in particolare per i lavoratori, le persone più esposte e i territori più fragili. L'obiettivo della sostenibilità, oltretutto, non è definito solo a livello generale dalla Commissione, ma è anche declinato, al punto 1, per ogni membro della Commissione. Vi è poi l'obiettivo di dedicare il 25 per cento dell'investimento della Commissione, nei prossimi cinque anni, alle politiche ambientali. Da ultimo, ma non ultimo, vi è la definizione di un grande patto per il clima che metta insieme, a livello sussidiario, tutta la rete della sussidiarietà verticale e orizzontale (quindi con tutti gli enti, anche nazionali, compresi i Comuni, le Città metropolitane e le Regioni, ma anche le associazioni di categoria, i singoli cittadini e le imprese); un grande patto che veda politiche coordinate e unitarie in questa direzione. È un intervento noto come Green New Deal. Ormai sta diventando un refrain , una frase forte che però va riempita di contenuto. Ricordo quando è nata l'espressione New Deal: sappiamo tutti che il termine è stato coniato circa cento anni fa, quando Franklin Roosevelt decise di uscire dalla Grande depressione. Una grande depressione che aveva determinato una crisi economica finanziaria stratosferica e dunque la necessità di intervenire radicalmente con riforme economiche e sociali radicali. Ebbene, siamo esattamente nella stessa condizione oggi, a distanza di circa un secolo, per quanto riguarda il cambiamento climatico. Ho sentito prima un senatore della Lega dire, passando dal tema del cambiamento climatico ad altro tema, "passiamo ora alle cose urgenti e più reali", come se la questione del cambiamento climatico non fosse urgente. Allora vorrei invitare il senatore a fare un giro con il sottoscritto, essendo di Venezia, per le Dolomiti per verificare i danni causati dalla tempesta Vaia solo dodici mesi fa: interi boschi e foreste distrutte, una tempesta mai verificatasi nella storia di quelle montagne, con punte di 217 km all'ora. Evidentemente si tratta di fenomeni determinati dal cambiamento climatico. D'altro canto, grazie a Dio, abbiamo anche un Presidente della Repubblica che proprio il 23 settembre del 2019 ha firmato con tutti i Capi di Stato e di Governo un impegno preciso, un'iniziativa per una maggiore ambizione climatica, nel quale si afferma al primo punto che il cambiamento climatico è la sfida chiave del nostro tempo. Signor Presidente, concludo il mio intervento dicendo che tutti gli obiettivi che sono stati inseriti nell'agenda strategica 2019-2024 sono fondamentali, ma mi permetto di sottolineare, a nome del Gruppo PD, che dicendo che il mutamento climatico è uno di questi quattro obiettivi, troverà la nostra totale approvazione e il nostro sostegno, in particolare quando tra queste quattro tematiche generali si parla di Europa verde, equa e sociale e a impatto zero. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, ho chiesto di parlare per dire qualcosa specifico sulla questione dell'attacco turco nel territorio nord-occidentale della Siria, in particolare nella zona abitata dai curdi. Questo intervento sta mettendo in ulteriore pericolo le minoranze cristiane della zona, già colpite gravemente negli scorsi anni a causa della guerra in Siria;