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Nei sei articoli, che sono snelli, si individuano risorse anche per l'inclusione sociale, ma quello che c'è scritto va molto al di là e ha sicuramente una valenza relativa all'ambiente. È chiaro che l'inclusione sociale passa per il ripensamento e la progettazione delle nostre città, in particolare delle periferie, e questo non può che avere anche una valenza di carattere ambientale, che si incrocia con un percorso peraltro avviato in questi tre anni relativamente al cosiddetto tema del consumo di suolo (a noi piace più parlare di utilizzo responsabile) e a quello che stiamo portando avanti proprio in queste settimane in 13 a Commissione relativamente al tema della rigenerazione urbana. Pertanto, consideriamo importante aver finalmente individuato le risorse necessarie alla proroga, che speriamo possa essere anche più ampia, del superbonus al 110 per cento. Non entro nel dettaglio e mi limito a dire che per noi è fondamentale, perché dà concretezza a una visione di fondo. Lo stesso potrebbe dirsi anche per l'impostazione che anima la Lega. In questo caso, se da un lato lo sviluppo edilizio degli anni Sessanta e Settanta ha lasciato tracce indelebili pesantissime e ferite ancora aperte nelle nostre città, non è bloccando e cristallizzando tutto che si può porre rimedio a quell'errore; non è come in matematica, in cui meno per meno fa più, perché due errori non fanno una cosa giusta. (Applausi) . Il nostro, quindi, non è un accanimento nell'individuare una soluzione, ma vuol essere la risposta che permetta agli imprenditori illuminati, alle amministrazioni comunali e alle Regioni di immaginare e di avere gli strumenti per realizzare qualcosa di diverso. Oggi purtroppo si tende a considerare tutto il mondo dell'edilizia com'è stato descritto in uno dei film di impegno sociale più importanti della storia del nostro cinema: mi riferisco a «Le mani sulla città», di Francesco Rosi, del 1963. Ebbene, chi investe oggi in edilizia e ci crede veramente non è come Edoardo Nottola, il protagonista senza scrupoli di quel film, ma qualcuno che vuole investire e crede nella possibilità di tutelare l'ambiente e di avere uno sviluppo anche facendo impresa. Per questo pensiamo a determinate azioni e a determinati strumenti e non a caso vorremmo che il superbonus al 110 potesse essere esteso anche alle strutture ricettive, agli alberghi, ma anche - perché no - agli agriturismi, che peraltro, nel caso delle strutture ricettive, sono fra gli edifici a maggior dispersione termica e con necessità di efficientamento energetico, per risolvere anche il problema della dispersione di calore. Questo è un tema. Avviandomi alla conclusione, l'altro grande tema è quello relativo agli eventi sismici. Aver individuato 1,780 miliardi per gli eventi sismici verificatisi in Abruzzo nel 2009 e nel Centro Italia nel 2016 è sicuramente meritorio. Noi della Lega riteniamo (e per questo abbiamo presentato un ordine del giorno) che sia importante inserire anche gli eventi sismici dell'Emilia del 2012, ma la cosa fondamentale, su cui chiediamo uno sforzo, è cambiare impostazione. Va bene parlare delle risorse (ci sono); va bene fissare obiettivi (lo abbiamo fatto insieme per la prima volta); va bene anche individuare azioni concrete, ma serve anche una verifica: come ho già ricordato, quello che è successo con il terremoto del 1908 di Messina, per cui oggi abbiamo dovuto individuare 100 milioni, potrebbe succedere ancora. Pertanto, l'appello che rivolgo al Governo in conclusione è anche di dare per una volta attuazione a qualche ordine del giorno, in particolare a quello a mia prima firma della Lega, che chiede l'istituzione dell'osservatorio permanente sulla ricostruzione (OPR), affinché si possa andare a vedere, di tutte le risorse impiegate e investite dal terremoto dell'Irpinia del 1980 ad oggi, cos'è stato effettivamente fatto e cosa ancora manca, perché è inutile fermarsi alle buone intenzioni e metterci anche le risorse, se poi non siamo in grado di attuare quello che ci proponiamo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Drago. Ne ha facoltà. *DRAGO (FdI) . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, rappresentanti del Governo, la norma che ci apprestiamo a votare dispone - leggo testualmente - l'approvazione del Piano nazionale per gli investimenti, finalizzato ad integrare, con risorse nazionali per complessivi circa 30 miliardi, per gli anni dal 2021 al 2026, gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il comma 2 procede alla ripartizione delle risorse nazionali, individuando i programmi e gli interventi e stabilendo la ripartizione delle risorse tra gli stessi, per singola annualità. Per ogni misura è individuata l'amministrazione competente. Nell'analisi del testo ho avuto modo di notare quanto già premesso dal collega Briziarelli, ossia all'articolo 1 la destinazione di 1,78 miliardi ai territori colpiti dal sisma. Nell'articolo vengono considerati i sismi del 2009 e del 2016. Nella Commissione bicamerale sulle questioni regionali è stato votato un parere inserendo il sisma del 2012; ma alla richiesta dell'inserimento del sisma 2018, il cosiddetto sisma di Santo Stefano, che ha colpito nove Comuni della Provincia di Catania, vi è stato un diniego. Ebbene, oggi ringrazio la collega Ferrero che ha accolto la proposta di riformulazione di un ordine del giorno, e l'aggiunta della firma, in cui è stato inserito proprio il sisma del 2018, oltre a quello del 2012. La ringrazio perché quest'ordine del giorno, che nel gergo parlamentare sembra un qualcosa di poco significativo, in realtà assume un significato importante proprio in questo momento storico, perché noi ci apprestiamo al semestre bianco. Il semestre bianco sarà il semestre dell'oblio? A quest'ordine del giorno verrà dato un concreto intervento successivo? Chiaramente, io auspico che sarà così. Il punto qual è? Nel decreto-legge sblocca cantieri venne fatto un intervento per il sisma del 2018, dopodiché ho assistito personalmente, anche al tavolo di lavoro allora presieduto da Curcio, a un lavoro che doveva essere congiunto, includendo l'intervento per i sismi in tutto il territorio italiano, ma puntualmente così non è stato. Puntualmente la Sicilia viene sempre dimenticata e le giustificazioni sono sempre le solite, come se i governatori siciliani, o comunque chi è preposto, fossero inadeguati o non avessero una gestione del denaro soddisfacente o comunque rivolta a un senso di garanzia nell'investimento del Governo. Vi leggo un messaggio ricevuto da una terremotata de L'Aquila due giorni fa: si è data rilevanza solo al terremoto dell'Aquila? Sono dodici anni che assisto a fiumi di denaro. Nel mio caso la mia casa è stata plurifinanziata; pensi che è stato pagato l'architetto che ha redatto il progetto con circa 300.000 euro, 50.000 all'amministratore di condominio; pagato stato avanzamento lavori (SAL) per oltre 1 milione di euro, senza che il condominio avesse mai visto una carriola. Poi è arrivato un sindaco che nel 2017 ha operato la demolizione, ma di ricostruire non se ne parla. Mi viene negato accesso agli atti per ben due volte; non mi danno riscontro neanche per un alloggio equivalente. Io che cittadina di serie sono?