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FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, voglio semplicemente dire, forse per aiutare lo svolgimento di questa discussione, che le sue parole sono state sufficientemente chiare. Lei ha di fatto detto che in quei termini quell'ordine del giorno non era ammissibile, perché non era un impegno al Governo. È stato specificato dal Governo che, se quell'ordine del giorno fosse stato considerato come un impegno a rifare una norma, il Governo poteva valutarne l'opportunità. Ma un ordine del giorno che impegna qualcuno che non può essere impegnato, come lei ha già ricordato, in quanto la facoltà sta a lei e al Presidente della Camera, non è semplicemente ammissibile. Quindi, le chiederei di chiudere qui la discussione sulla trasformazione dell'emendamento in ordine del giorno. PRESIDENTE . Non chiudo perché voglio capire se c'è la possibilità di una riformulazione. Possiamo accantonarlo per verificare se ci sia la possibilità generica che il Governo si impegni in questo senso. Non è necessario che impegni se stesso per qualcosa che deve avvenire domani, visto che il termine per il rinnovo dei componenti è prorogato al 31 dicembre, ma non può certamente impegnare i Presidenti di Camera e Senato. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, poiché il Governo non ha capito che è competenza non sua, ma dei Presidenti del Senato e della Camera, e pretende quindi di dare un parere vincolante su una prerogativa che non gli appartiene e sulla quale avrebbe dovuto semmai rimettersi all'Assemblea, ritiriamo la proposta di ordine del giorno. Rimane pertanto libera la facoltà dei Presidenti del Senato e della Camera - nessuna legge infatti lo vieta - di valutare o meno la riapertura del bando. PRESIDENTE . Per quanto riguarda l'ordine del giorno G1.100, il parere del Governo era favorevole con una riformulazione dell'ultima parte, nel senso di valutare l'opportunità. Mi è sembrato però che il senatore Romeo non fosse d'accordo su tale riformulazione. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, non accettiamo una riformulazione che, così come proposta, non significa nulla. Ribadiamo che stiamo trattando un settore a fortissimo rischio, perché parliamo di mezzo miliardo di euro di quella che sarebbe l'IVA dovuta dal 2014 ad oggi e di circa 110.000 euro per ogni autoscuola. Ciò significherebbe la chiusura di tutte le autoscuole. Saremmo stati disponibili a ritirare l'emendamento purché ci fosse un impegno politico da parte del Governo, così come annunciato dal sottosegretario Misiani. Sinceramente non capiamo perché il Ministro dei rapporti con il Parlamento si era espresso in modo favorevole sull'ordine del giorno e poi in Assemblea non solo il parere sull'emendamento è contrario - questo l'avevo già capito - ma quell'emendamento diventa un ordine del giorno e, sostanzialmente, aria fritta. Non è questo l'impegno che si era preso. Iniziamo male il rapporto fra nuova maggioranza e nuova minoranza. Penso che in questo modo non si riesca ad andare nella direzione giusta. Il consiglio che vi do è che piuttosto che votare contro un emendamento, con tutte le polemiche che possono sorgere, sarebbe più giusto e corretto da parte vostra votare un ordine del giorno che sostanzialmente sottoscrive un impegno già preso dal Sottosegretario del vostro Governo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non vi devo spiegare io queste cose, visto che fino a ieri eravate voi all'opposizione e qua lo presentavate. Mi rivolgo allora ai Capigruppo del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, chiedendo un supplemento e un approfondimento affinché convincano il Governo ad accettare l'ordine del giorno, così come lo abbiamo scritto noi con l'impegno; in tal caso siamo disponibilissimi a ritirare l'emendamento. La riformulazione infatti, così come proposta, assolutamente non può andare bene perché vuol dire tutto e niente, ma soprattutto smentisce ciò che ha affermato un membro del vostro Governo. Capisco che ci siano un po' di difficoltà all'interno, ma non è possibile cominciare in questo modo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei confermare che anche il sottosegretario Castelli, in Commissione, un'ora fa, ha confermato l'impegno a portare avanti comunque l'ordine del giorno. PRESIDENTE . Ne prendiamo atto. Sottosegretario, la senatrice Rivolta ha appena detto che in Commissione è stato espresso un parere diverso. Lei mantiene ciò che ha detto prima in merito alla richiesta di riformulazione? GIORGIS, sottosegretario di Stato per la giustizia . Posso chiederle, signor Presidente, di sospendere i lavori per due minuti? (Commenti e applausi ironici dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Sospendo la seduta per dieci minuti. (La seduta, sospesa alle ore 17,29, è ripresa alle ore 17,44) . Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, convocazione PRESIDENTE . Comunico che al termine dell'esame del provvedimento convocherò la Conferenza dei Capigruppo. La seduta sarà, quindi, tolta. La votazione del calendario avverrà domani mattina. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1460 PRESIDENTE . Sottosegretario, eravamo rimasti alla questione dell'ordine del giorno G1.100. Le chiedo se ci sono delle novità, anche positive. GIORGIS, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, il Governo, confermando l'intenzione di voler affrontare la questione sollevata, modifica la propria precedente proposta di riformulazione. Il parere è favorevole a condizione che il proponente accolga la seguente riformulazione: «impegna il Governo ad affrontare la tematica in tempi rapidi». PRESIDENTE. Senatore Romeo, accetta la riformulazione? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Presidente, ringrazio il Governo e le forze di maggioranza per l'attenzione che è stata prestata, anche perché la Lega ha voluto rimarcare ulteriormente questo tema fondamentale. Con l'impegno che la tematica verrà affrontata nei tempi e nei modi che il Governo riterrà più utili, accettiamo la riformulazione e, quindi, siamo favorevoli all'ordine del giorno così come riformulato dal Governo. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Presidente, essendo uno dei firmatari, mi rallegro del fatto che ci sia il parere favorevole ma, per la rilevanza dell'argomento, le chiedo di mettere comunque ai voti l'ordine del giorno in questione. PRESIDENTE .