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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 293 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 15,15. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) riferisce alla Commissione dell'ampio risalto che gli organi di stampa locali hanno dato alla convocazione, al Ministero della giustizia, di una rappresentanza forense di Olbia, ignorando quella del Tribunale competente, che è Tempio Pausania: preannuncia in proposito la presentazione di una interrogazione, lamentando anche l'ingerenza che l'Esecutivo avrebbe così compiuto rispetto all' iter del disegno di legge n. 2322, pendente dinanzi a questa Commissione. Dopo che il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) ha invitato a cogliere l'occasione offerta dall'iniziativa testé preannunciata per svolgere un accertamento presso il Ministero, il senatore FLORIS ( FIBP-UDC ) esprime sostegno alla doglianza del senatore Cucca. Dopo che il sottosegretario SISTO si è riservato di approfondire alla luce dell'atto di sindacato ispettivo ora solo preannunciato, il PRESIDENTE mette a disposizione dei Commissari la corrispondenza che gli è pervenuta sul medesimo argomento sollevato dal senatore Cucca. IN SEDE REFERENTE 2595 - Ordinamento giudiziario e CSM DDL 2595 Deleghe al Governo per la riforma dell'ordinamento giudiziario e per l'adeguamento dell'ordinamento giudiziario militare, nonché disposizioni in materia ordinamentale, organizzativa e disciplinare, di eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati e di costituzione e funzionamento del Consiglio superiore della magistratura DDL 2119 Modifiche alla legge 24 marzo 1958, n. 195, in materia di costituzione e funzionamento del Consiglio superiore della magistratura (Seguito dell'esame e rinvio) - e delle petizioni nn. 170, 181, 585 e 652 ad essi attinenti Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 18 maggio. Il PRESIDENTE avverte che nella giornata di ieri sono pervenuti gli emendamenti e che è in corso la relativa numerazione e fascicolazione, al termine della quale saranno trasmessi per i prescritti pareri alle Commissioni competenti. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE 2419 e 1425 - Equo compenso prestazioni professionali DDL 2419 Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali DDL 1425 Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati e di contrasto all'evasione fiscale (Seguito della discussione congiunta e rinvio) Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta dell'11 maggio. Il relatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) enuncia le ragioni per le quali il mondo delle attività professionali richiede al Parlamento una rapida approvazione del disegno di legge licenziato dalla Camera, che contiene una regolamentazione comunque necessaria. La ricerca che il relatore intende compiere è quella in ordine alla praticabilità di un approdo in Assemblea del disegno di legge senza modifiche, laddove tutte le parti politiche intendano farsi carico della predetta esigenza. Il senatore BALBONI ( FdI ) ribadisce la gravità dell'atteggiamento dilatorio con cui la maggioranza non esamina il provvedimento licenziato dalla Camera, creando un problema politico del quale, soltanto, è spia il mancato completamento dell'esame in sede consultiva da parte della 5 a Commissione permanente. Concorda che il superamento dell' impasse può avvenire con il comune ritiro di tutti gli emendamenti e, a tal fine, dichiara la disponibilità del suo Gruppo. Il senatore MIRABELLI ( PD ) si dichiara colpito dalla disinvoltura con cui si parla di ritiro degli emendamenti con un iter ancora in corso e senza aver avuto la possibilità di conoscere il parere del Governo su ciascuno di essi: il Relatore garantisca piuttosto i proponenti nel loro diritto di conoscere il giudizio di merito sui loro emendamenti, mediante una reale disponibilità a discuterne (cosa che finora non è avvenuta, neanche a livello di maggioranza). La senatrice MAIORINO ( M5S ) difende la 5 a Commissione permanente, a cui non va ascritta alcuna volontà dilatoria: se mancano le riformulazioni degli emendamenti, ad altri va addebitato il ritardo. Il PRESIDENTE ricorda che la prassi parlamentare intesta ai proponenti il potere di riformulare gli emendamenti, come potrebbe essere il caso anche dell'emendamento 1.12. Se il relatore invoca uno sforzo condiviso, non è il tempo delle reciproche accuse ma, semmai, quello di valutare se ciascun Gruppo è pronto per una tempistica che garantisca almeno il risultato della calendarizzazione in Aula, secondo il modello già seguito per il disegno di legge n. 2595 sull'ordinamento giudiziario. Il sottosegretario SISTO rappresenta il rischio tempo che grava sul provvedimento: se dovesse essere cambiato al Senato potrebbe non riuscire ad essere approvato definitivamente entro la fine della legislatura. Il relatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) nega di avere mai imputato alla 5 a Commissione permanente finalità dilatorie di tipo politico: anche tale organo è dipendente dalla volontà di coloro che devono proporre e che devono accettare le riformulazioni, auspicate per ottenere un parere favorevole. Tutto questo lo tange relativamente, perché la sua funzione di relatore è piuttosto volta a raccogliere dal mondo del lavoro e delle professioni le istanze per una regolamentazione efficace dell'istituto dell'equo compenso: è da questo lato che arrivano molte questioni concrete, la cui analisi merita un approfondimento, che potrebbe utilmente confluire nel percorso condiviso prospettato per addivenire alla rapida approvazione del disegno di legge. La senatrice MAIORINO ( M5S ) non si oppone all'ipotesi, testé affacciata, di calendarizzazione in Aula dopo l'esame del disegno di legge n. 2595, ma richiede che ciò avvenga dopo che sia stato licenziato anche il disegno di legge n. 2574 sull'ergastolo ostativo. Convengono il PRESIDENTE e il RAPPRESENTANTE del GOVERNO, secondo cui tutte e tre i disegni di legge approvati dalla Camera meritano il medesimo trattamento metodologico e cronologico, impregiudicata la decisione di merito. Contesta la metodologia testé individuata il senatore MIRABELLI ( PD ), secondo cui è prioritario, rispetto a qualsiasi altra decisione procedurale oggi affacciata, evitare forzature nel rapporto tra parlamentari e Governo ed evitare scorrettezze nei rapporti interni alla maggioranza: tutti i Gruppi hanno chiesto modifiche al testo approvato dalla Camera ed è inaudito prefigurare un generalizzato ritiro degli emendamenti, senza che i proponenti abbiamo neppure avuto la possibilità di conoscere il parere del Governo su ciascuno di essi. Il sottosegretario SISTO nega che vi sia alcuna scorrettezza nelle modalità, meramente metodologiche, prefigurate: esse sono le medesime accolte dalla maggioranza sul disegno di legge n. 2595, in una riunione svolta quando non era neanche ancora spirato il termine per gli emendamenti.