[ddlpres]

Ai fini del mantenimento, della tutela, della promozione e dello sviluppo delle botteghe, dei mercati e dei locali storici, delle botteghe d’arte e degli antichi mestieri di cui all’articolo 2 presenti nel proprio territorio, i comuni, entro sei mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma 1, redigono un apposito piano comunale e trasmettono la relativa documentazione alla regione. 3. La regione, tenuto conto della documentazione trasmessa dai comuni ai sensi del comma 2, provvede: a) al censimento delle botteghe, dei mercati e dei locali storici, delle botteghe d'arte e degli antichi mestieri della regione, sulla base dei criteri e della metodologia individuati con il decreto di cui al comma 1, anche avvalendosi, in funzione consultiva, delle associazioni italiane di tutela e di promozione delle botteghe, dei mercati e dei locali storici; b) all'istituzione dell'elenco regionale delle botteghe, dei mercati e dei locali storici, delle botteghe d'arte e degli antichi mestieri. 4. L'inserimento nell'elenco di cui al comma 3, lettera b), comporta l'acquisizione della qualifica di locale storico. 5. Copia della documentazione di cui al comma 3 è trasmessa dalla regione al Ministero per i beni e le attività culturali, presso il quale è istituito l'elenco nazionale delle botteghe, dei mercati e dei locali storici, delle botteghe d'arte e degli antichi mestieri. 6. Possono chiedere la cancellazione dall’elenco di cui al comma 3, lettera b) unicamente gli esercenti le attività indicate dalla presente legge. Art. 4. (Requisiti) 1. Per l'attuazione della presente legge lo Stato, le regioni e gli enti locali, sulla base del principio di sussidiarietà, adottano provvedimenti per la tutela di unità immobiliari caratterizzate da specifico valore storico, artistico e ambientale, che sono sede di botteghe, di mercati e locali storici o di botteghe d'arte. 2. Sono requisiti che caratterizzano le botteghe, i mercati e i locali storici, le botteghe d'arte e gli antichi mestieri: a) lo svolgimento della stessa attività nella medesima sede per un periodo non inferiore a cinquanta anni; b) la presenza di strumenti, apparecchiature, arredi e suppellettili di specifico interesse artistico e storico, nonché l'inventario degli archivi e del patrimonio; c) l'esercizio di un'attività commerciale storica o tradizionale, ovvero lo svolgimento di un antico mestiere con tecniche di lavorazione prevalentemente manuali. 3. Ai fini dell'individuazione delle attività di cui all'articolo 2, comma 1, nonché ai fini della concessione di finanziamenti ai sensi dell'articolo 6 e di ogni altro incentivo ovvero agevolazione previsti dalla normativa vigente, sono considerati elementi di prioritaria valutazione: a) la collocazione all'interno di un edificio storico classificato; b) la presenza di una architettura d'autore o di elementi architettonici di pregio; c) la caratteristica delle vetrine e dei serramenti; d) il valore degli arredi e di suppellettili particolari; e) la presenza di una riconosciuta tradizione familiare; f) l'esercizio di un'attività commerciale storica o tradizionale cittadina; g) il riconoscimento dello specifico valore storico, artistico e ambientale di botteghe, mercati e locali da parte delle associazioni italiane di tutela e di promozione delle botteghe, dei mercati e dei locali storici. 4. A pena di esclusione dall'elenco di cui all'articolo 3, comma 3, lettera b), le attività di cui all'articolo 2, comma 1, sono sottoposte a uno o più dei seguenti vincoli: a) vincolo di destinazione attraverso un impegno di svolgimento di attività formative a garanzia della continuità merceologica; b) vincolo di mantenimento delle caratteristiche morfologiche di pregio degli arredi, delle vetrine, dei serramenti e delle suppellettili presenti al loro interno; c) vincolo di mantenimento delle tecnologie, delle apparecchiature d'epoca, delle suppellettili e degli strumenti produttivi relativi agli antichi mestieri. Art. 5. (Istituzione del Fondo nazionale per la tutela e la valorizzazione delle botteghe, dei mercati e dei locali storici, delle botteghe d'arte e degli antichi mestieri) 1. È istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il Fondo nazionale per la tutela e la valorizzazione delle botteghe, dei mercati e dei locali storici, delle botteghe d'arte e degli antichi mestieri, con una dotazione finanziaria di 45 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016. Il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, stabilisce, con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, gli indirizzi per il funzionamento e la ripartizione del Fondo. A valere sul Fondo possono essere finanziati progetti dello Stato finalizzati alla promozione e allo sviluppo delle attività artistiche e alla tutela delle botteghe storiche che abbiano rilevante interesse artistico. 2. Le risorse ripartite tra le regioni ai sensi del regolamento di cui al comma 1 del presente articolo sono destinate ai comuni per l’attuazione del piano di cui all'articolo 3, comma 2. Le regioni definiscono con proprio provvedimento i criteri di priorità con cui le risorse devono essere ripartite, tenendo conto della popolazione residente e del numero di botteghe, mercati e locali storici e di botteghe d'arte e al grado di presenza dia antichi mestieri riconosciuti. 3. Una quota delle risorse del Fondo è destinata ai comuni che prevedono misure agevolative in favore delle attività di cui alla presente legge. In particolare, i comuni interessati nel piano di cui all’articolo 3, comma 2 possono prevedere una quota destinata all'istituzione di contributi per l'affitto e per il restauro delle botteghe, dei mercati e dei locali storici, ovvero l'applicazione di riduzioni o esenzioni dall'imposta municipale propria. 4. Nell'ambito delle forme di intesa e di coordinamento di cui all'articolo 3, comma 1, una quota delle risorse del Fondo è destinata al finanziamento di progetti formativi presentati dagli esercenti gli antichi mestieri e finalizzati all'erogazione di un reddito d'inserimento e alla formazione pluriennale degli apprendisti. Gli apprendisti che partecipano ai predetti progetti acquisiscono crediti formativi sulla base di apposite intese tra enti territoriali e istituzioni scolastiche locali. 5. Il regime di aiuti di cui alla presente legge è subordinato al rispetto della normativa comunitaria vigente in materia di aiuti di Stato alle piccole e medie imprese, nonché alla definizione delle procedure di cui all'articolo 88, paragrafi 2 e 3, del Trattato istitutivo della Comunità europea, e successive modificazioni. Art. 6. (Vincoli per i beneficiari dei finanziamenti) 1.