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il treno regionale veloce 2195 di Trenitalia mette in collegamento ogni sera le stazioni di Milano Centrale e Albenga (Savona), partendo alle 20.25 dal capoluogo lombardo e giungendo alle 23.58 nella città ligure; stando al nuovo orario dopo l'emergenza sanitaria da COVID-19, il treno è interessato da numerose soppressioni (20-21 giugno; 27-28 giugno; 4-5 luglio; 25 luglio-9 settembre), per di più di un periodo di massima affluenza turistica; dal 14 giugno al 12 settembre, invece, il treno risulta soppresso nel tratto terminale da Savona ad Albenga, così divenendo la prima il nuovo capolinea del treno; considerato che: il treno in questione consente da sempre a tantissimi pendolari liguri, soprattutto quelli della riviera di Ponente, di fare ritorno a casa, e, nel periodo estivo, è funzionale all'afflusso turistico verso la Liguria dalla Lombardia e le aree limitrofe; nella fase attuale tale collegamento ferroviario è vieppiù importante visti i gravi e perduranti disagi che patiscono giornalmente i cittadini liguri per via del congestionamento dell'intera rete autostradale che attraversa la Liguria (A10 e A26 su tutte), si chiede di sapere se e quali azioni di sua competenza il Ministro in indirizzo intenda attivare affinché Trenitalia ripristini il collegamento ferroviario serale tra Milano e Albenga da sempre garantito dal treno RV2195. Atto n. 4-03701 MARIN PITTONI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che a quanto risulta agli interroganti: nelle scorse settimane Trieste Airport, società di gestione dell'aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari, ha avviato delle trattative con Alitalia per ripristinare i collegamenti aerei tra Trieste e Roma-Fiumicino; le trattative hanno portato ad un accordo su base pluriennale che prevede la ripresa di un collegamento giornaliero a partire dal 1° luglio 2020, 3 voli giornalieri da marzo 2021 e 4 voli giornalieri da marzo 2022, subordinatamente alla verifica dell'effettiva domanda da effettuarsi nel mese di settembre 2020; a quanto si apprende dagli organi di stampa, e a quanto risulta agli interroganti, l'accordo a cui Alitalia e Trieste Airport erano addivenuti è stato posto in stand-by , a causa della mancanza del placet del Ministero dello sviluppo economico al commissario straordinario di Alitalia, tenuto ad informare il Ministero medesimo, anche per via della situazione di generale criticità in cui si trova la compagnia di bandiera; la mancata ripresa dei collegamenti aerei tra lo scalo triestino e la capitale condanna Trieste e l'intera Venezia Giulia all'isolamento, in assenza di valide alternative di trasporto, dato che, al momento, sono previsti collegamenti ferroviari ad alta velocità soltanto da Udine; l'aeroporto di Trieste riveste particolare strategicità per via della sua collocazione geografica: guardando l'area compresa tra Alto Adriatico e Alpi Orientali, tra Italia (Friuli-Venezia Giulia e Veneto), Slovenia, Croazia e Austria (Carinzia), infatti, il suo bacino d'utenza supera i 5 milioni di persone, calcolati sulla base di un tempo di percorrenza in auto di 90 minuti necessario per raggiungere l'aeroporto; a partire dal 2019 l'aeroporto di Trieste ha adottato una strategia commerciale improntata al massimo riempimento di un numero minore di voli; tale strategia si è rivelata virtuosa con un incremento dell'1,4 per cento dei passeggeri, per un totale di oltre 780.000 presenze, a fronte di una riduzione dei movimenti in valore assoluto, si chiede di sapere se e quali azioni di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda tempestivamente attivare affinché sia garantita la ripresa dei collegamenti aerei tra Trieste e Roma. Atto n. 4-03702 FERRO Al Ministro della salute Premesso che: il 6 marzo 2019 l'Aula del Senato, su iniziativa del senatore Massimiliano Romeo, ha approvato all'unanimità un ordine del giorno unitario che recepiva l'accordo di Legislatura promosso dalle 30 associazioni di pazienti aderenti al Progetto "La Salute un bene da difendere, un diritto da promuovere", coordinato da "Salute Donna" onlus ; il documento chiamato "Accordo di legislatura" è un Manifesto programmatico in 15 punti, che si pone il nobile obiettivo della migliore presa in carico dei pazienti oncologici ed onco-ematologici; il documento si sofferma: sulla necessità di garantire l'adozione di un nuovo Piano oncologico basato sulla centralità del paziente e del suo percorso terapeutico, in cui sia inserito un sistema di indicatori delle performance a livello regionale; sul dare effettiva attuazione alle reti oncologiche ed ematologiche regionali e al Registro tumori nazionale; sul dare continuità al dialogo e al confronto con le istituzioni sanitarie per favorire la messa a punto e l'adozione di Protocolli diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) per le diverse forme di cancro, prevedendo il coinvolgimento ed il contributo permanente delle Associazioni pazienti di riferimento per specifica patologia neoplastica, stakeholder imprescindibili del percorso e così garantire l'accesso permanente delle associazioni pazienti presso i tavoli istituzionali di riferimento nel campo dell'onco-ematologia; sul promuovere a livello territoriale l'approccio multidisciplinare e il lavoro di e?quipe con la presenza di diversi specialisti con l'obiettivo di garantire e migliorare il benessere psico-fisico del paziente oncologico ed onco-ematologico; sul favorire l'istituzione nelle Regioni del Centro accoglienza e servizi (CAS), porta d'ingresso ed inizio del percorso diagnostico-terapeutico del paziente oncologico; sul lavorare per mantenere un adeguato e sostenibile finanziamento del Fondo per i farmaci oncologici innovativi; sul favorire la diffusione e l'accesso ai test diagnostici molecolari che permettono di accedere a terapie target personalizzate utilizzando in modo appropriato le risorse del SSN; sul garantire la corretta informazione del medico al paziente e ottenere il suo consenso nel caso sull'eventuale shift terapeutico; sul diffondere informazioni chiare e puntuali sulla ricerca clinica e facilitare l'accesso agli studi clinici da parte dei pazienti oncologici e onco-ematologici con l'obiettivo di favorire l'approvazione e la disponibilità tempestiva delle terapie più innovative; sul lavorare per il riconoscimento ufficiale della psico-oncologia come professione sanitaria; sul completare l'istituzione in tutta Italia delle "Breast Unit", il cui termine e? scaduto nel 2016; sul lavorare per garantire, nel rispetto dei vincoli della sostenibilità del sistema e delle necessita? dei pazienti oncologici e onco-ematologici, un accesso regionale il più rapido possibile alle nuove terapie anche attraverso sistemi alternativi ai prontuari terapeutici ospedalieri regionali; sul porre in essere campagne di comunicazione più efficaci per promuovere l'adesione agli screening oncologici garantiti dai LEA; sul promuovere un nuovo piano di comunicazione per la prevenzione come "Guadagnare Salute", riconosciuto da studi pubblicati come molto efficace per prevenire l'insorgenza di molte malattie incluse quelle oncologiche; sul lavorare con il Ministero della salute attraverso l'Istituto superiore di Sanita?