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Il quinto comma stabilisce che le disposizioni di cui ai precedenti commi non si applichino se, qualora i fabbricati e gli immobili di cui al numero l del terzo comma e di cui al quarto comma siano stati vincolati dal debitore a garanzia del credito, il debitore non abbia accettato la conversione in prestiti vitalizi ipotecari o non abbia rimborsato il prestito alla scadenza, e qualora i fabbricati di cui al numero 1 del terzo comma e di cui al quarto comma debbano essere sottoposti a sequestro e a confisca in attuazione della legislazione contro la criminalità organizzata. L'articolo 1, al comma 2, stabilisce le procedure e i tempi per la definizione da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con altro Ministero, dei criteri di qualificazione della strumentalità e dei parametri minimi di adeguatezza in relazione alle necessità di sostentamento del nucleo familiare ai fini dell'attuazione di quanto disposto dal quarto comma dell'articolo 2910 del codice civile, introdotto dal comma 1. L'articolo 1, al comma 3, stabilisce che i prestiti e le garanzie ipotecarie concessi ai soggetti cui si applica l'articolo 1 prima dell'entrata in vigore della legge e in essere alla stessa data, sui fabbricati di cui all'introdotto terzo comma, numero 1, del codice civile, in relazione ai quali sussistano le condizioni di cui ai numeri 2 e 3 dello stesso comma, e su quelli di cui al quarto comma, siano convertiti in prestiti vitalizi ipotecari ai sensi dell'articolo 11- quaterdecies , comma 12, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, come sostituito dall'articolo 10 del presente disegno di legge; e le situazioni alla cui ricorrenza i beni immobili in questione possano comunque formare oggetto di espropriazione. L'articolo 1, al comma 4, dispone che le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano anche ai procedimenti esecutivi in corso alla data di entrata in vigore della legge. L'articolo 2, al comma 1, abroga l'articolo 62 del decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, n. 602, sostituendolo interamente con un altro testo: sono dichiarati impignorabili (comma 1) i beni mobili strumentali all'esercizio di arti, imprese e professioni di cui all'articolo 515, terzo comma, del codice di procedura civile, qualora essi siano adibiti all'esercizio di imprese, arti o professioni dal debitore o da suoi parenti o affini di primo grado, al ricorrere dei presupposti stabiliti, sempre che i medesimi soggetti non siano proprietari o titolari di diritti su altri beni mobili di eguali caratteristiche e destinazione la cui disponibilità possa assicurare loro un adeguato sostentamento, e stabilendo anche che i medesimi beni, ricorrendo uguali presupposti, non possano essere sottoposti a procedure di fermo; è stabilito (comma 2), nei casi diversi da quelli di cui al comma 1, il contenimento ad un quinto dell'espropriazione, alle condizioni previste; è ancora stabilito (comma 3) che, in caso di pignoramento dei medesimi beni, la custodia sia sempre affidata al debitore ed il primo incanto non possa avere luogo prima che siano decorsi trecento giorni dal pignoramento stesso; e che, in tal caso, il pignoramento perda efficacia quando dalla sua esecuzione siano trascorsi trecentosessanta giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto; ed infine (comma 4) è stabilito che i frutti dei fondi del debitore soggetti al privilegio stabilito dall'articolo 2771 del codice civile possano essere pignorati nelle forme dell'espropriazione presso il debitore ancorché i fondi stessi siano affittati. Con il comma 1 dell'articolo 2 si modifica ed integra la disciplina esistente, frutto anche delle innovazioni recate dal citato decreto-legge n. 69 del 2013. L'articolo 2, comma 2, chiarisce che gli atti di concessione idonei ad impedire il pignoramento ai sensi dell'articolo 62 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 riformulato dal comma 1, sono quelli di data certa stipulati entro il termine stabilito dalla norma. L'articolo 2, comma 3, ha contenuto analogo a quello dell'articolo 1, comma 2. L'articolo 2, comma 4, detta la disciplina transitoria ai fini dell'attuazione di quanto stabilito ai precedenti commi, che si applicano anche ai procedimenti esecutivi in corso alla data di entrata in vigore della legge. L'articolo 3, comma 1, aggiunge un comma all'articolo 72- bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, stabilendo che il pignoramento dei crediti del debitore verso terzi non possa eccedere, qualora il debitore sia un esercente di arti, imprese o professioni il quinto dell'importo dei medesimi crediti detenuti alla data della notifica dell'atto di pignoramento. L'articolo 3, comma 2, delega al Ministero dell'economia e delle finanze l'adozione con decreto dei parametri ai fini dell'individuazione della base di calcolo. L'articolo 4, comma 1, aggiunge il comma 1- ter all'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, stabilendo che le disposizioni di cui ai precedenti commi non si applicano ai beni mobili strumentali all'esercizio di arti, imprese e professioni di cui al terzo comma dell'articolo 515 del codice di procedura civile, ricorrendo le altre condizioni di legge. L'articolo 4, comma 2, precisa che la deroga di cui al comma 1 opera se ricorrono le condizioni di cui all'articolo 62, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 come sostituito dall'articolo 2, comma 1. L'articolo 5, comma 1, abroga l'articolo 76 decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, sostituendolo interamente con una disciplina che modifica anche alcune disposizioni introdotte dal decreto-legge n. 69 del 2013. Il comma 1 dell’articolo 76 stabilisce che, fermo l'intervento ex articolo 563 del codice di procedura civile l'agente della riscossione non dà corso all'espropriazione se l'unico immobile del debitore in cui lo stesso risieda, con esclusione di taluni immobili, sia adibito ad uso abitativo da parte del debitore o da parte di suoi parenti o affini di primo grado che in esso risiedano anagraficamente in forza di determinati atti, al ricorrere dei presupposti stabiliti; che nei casi diversi da quello di cui sopra, possa procedere se l'importo del credito superi 120.000 euro, mentre, superata tale soglia, l'espropriazione possa essere avviata se sia stata iscritta ipoteca ex articolo 77 e siano decorsi sei mesi dall'iscrizione senza che il debito sia stato estinto. Il comma 2 del medesimo articolo 76 dispone una analoga disciplina per l'unico immobile di proprietà del debitore, strumentale all'esercizio di arti, imprese e professioni, qualora sia adibito all'esercizio di tali attività da parte del debitore o di suoi parenti o affini di primo grado, al ricorrere delle condizioni descritte;