[normattiva_dump]

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 1 e 32 del regio decreto 30 dicembre 1923, n. 2960, sullo stato giuridico degli impiegati civili dello Stato; Visto l'art. 87, comma quinto, della Costituzione; Udito il parere del Consiglio di Stato; Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta, del Presidente del Consiglio dei Ministri; Decreta: Art. 1 Per l'ammissione ai concorsi per le carriere civili dello Stato, gli aspiranti debbono dichiarare nella domanda: la data e il luogo di nascita; il possesso della cittadinanza italiana; il Comune ove sono iscritti nelle liste elettorali, ovvero i motivi della non iscrizione o della cancellazione dalle liste medesime; le eventuali condanne penali riportate; il titolo di studio; la loro posizione nei riguardi degli obblighi militari. La firma in calce alla domanda deve essere autenticata da notaio o dal segretario comunale del luogo di residenza dell'aspirante. Per i dipendenti statali è sufficiente il visto del capo dell'ufficio nel quale prestano servizio. L'Amministrazione provvede di ufficio all'accertamento del requisito della buona condotta morale e civile. I concorrenti che abbiano superato la prova orale debbono far pervenire all'Amministrazione nel termine stabilito dal bando di concorso i documenti prescritti per dimostrare gli eventuali titoli di precedenza o di preferenza nelle nomine. Nulla è innovato per quanto riguarda la documentazione dei titoli di merito nei concorsi per soli titoli ed in quelli per titoli ed esami.