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"Gentile signor ..., si conferma la reiezione delle richieste di Bonus covid ex dl 104, 137 e 157/2020, in quanto il suo contratto di lavoro come bracciante agricolo, non rientra in alcuna categoria di lavoratori previsti dai decreti citati"; considerato che: nei decreti-legge citati non c'è nessuna definizione di quali contratti hanno diritto e quali no; l'unica classificazione è quella secondo i codici ATECO delle attività, come sopra riportato, ovvero: "Tabella codici ATECO (la tabella riporta i codici ATECO per i quali può essere concessa l'indennità)"; inoltre, al punto 8 delle circolari c'è questo ulteriore paragrafo: "Le indennità onnicomprensive di cui al richiamato articolo 9, commi 1, 3, 5 e 6, del decreto-legge n. 157 del 2020 sono compatibili e cumulabili con l'indennità di disoccupazione NASpI, con l'indennità di disoccupazione DIS-COLL e l'indennità di disoccupazione agricola"; sempre l'INPS inserisce la precisazione che i lavoratori del settore agricolo non hanno diritto alle indennità per quanto riguarda la categoria "lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo"; quindi si desume che per i lavoratori intermittenti e per gli stagionali del turismo, appartenenti ad aziende con i codici ATECO elencati in quel determinato paragrafo, ci sia il diritto alle indennità onnicomprensive, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione e quali misure intendano mettere in campo per regolamentare questa fattispecie in maniera precisa e consentire ai lavoratori menzionati di percepire i "ristori" come si desume da legge e circolari. Atto n. 4-05796 MASINI MALLEGNI BERARDI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il 1° luglio 2021, a seguito dell'emanazione del decreto-legge n. 99 del 2021, recante misure urgenti in materia fiscale, di tutela del lavoro, dei consumatori e di sostegno alle imprese, sono entrate in vigore, tra le altre, le nuove disposizioni in materia di tutela del lavoro che hanno disposto la proroga fino al 31 ottobre 2021 del blocco dei licenziamenti per i settori tessile, delle confezioni di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e pelliccia e delle fabbricazioni di articoli in pelle e simili (ATECO 2007, codici 13, 14 e 15) che riducano o sospendano l'attività lavorativa dal 1° luglio 2021; di conseguenza è decaduto il provvedimento che impediva alle aziende non rientranti nei citati settori di licenziare a causa della crisi economica derivata dalla pandemia di COVID-19 (blocco dei licenziamenti); il 29 giugno, il Governo e le parti sociali hanno firmato l'avviso comune che impegna le aziende a utilizzare gli ammortizzatori sociali prima di procedere ai licenziamenti; il 9 luglio, a mezzo posta elettronica certificata, la Gkn Driveline avrebbe comunicato ai suoi 422 dipendenti la chiusura totale della produzione e dello stabilimento di Campi Bisenzio (Firenze), aprendo in totale autonomia la procedura di licenziamento collettivo; nella lettera la Gkn avrebbe giustificato questa decisione con la previsione di un calo di circa il 48 per cento di fatturato per il 2025 e, di conseguenza, con la prospettiva di una non sostenibilità dello stabilimento di Campi Bisenzio. Inoltre, a quanto si apprende dagli organi di stampa, la società avrebbe asserito di non essere nelle condizioni di ricorrere all'utilizzo degli ammortizzatori sociali; a quanto risulta agli interroganti, dal 10 luglio 2021, gli operai e i dipendenti della Gkn Driveline sarebbero in presidio permanente di fronte allo stabilimento campigiano e le parti sociali avrebbero annunciato di non voler firmare alcun licenziamento, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le sue considerazioni in merito; se non intenda aprire con urgenza un tavolo di confronto con tutte le istituzioni interessate, Comune di Campi Bisenzio e Regione Toscana, per cercare una soluzione condivisa; quali siano le iniziative che intende mettere in campo per una maggiore tutela dei lavoratori coinvolti e per prevenire, anche nella forma, ulteriori episodi di licenziamento collettivo di questo tipo. Atto n. 4-05797 NENCINI Al Ministro della cultura Premesso che: il museo Marino Marini ha sede dal giugno 1990 nell'antico complesso di fabbricati che nel Trecento furono casa dell'ordine ospitaliero di Sant'Antonio abate detto "convento del Tau" di proprietà comunale, sito a Pistoia; all'interno del palazzo del Tau convivono due istituzioni fondate nel nome di Marino Marini: il centro di documentazione (comunale) e la fondazione Marino Marini di Pistoia; la fondazione è stata istituita nel 1983 per volontà della moglie dell'artista con lo scopo di assicurare la conservazione, la tutela e la valorizzazione dell'opera di Marino Marini, di favorirne una migliore conoscenza sia in Italia che all'estero tramite la promozione e il patrocinio di mostre antologiche, pubblicazioni d'arte ed ogni altra iniziativa, in particolare di ricerca e di studio sulla sua opera; grazie alla ricca disponibilità di ambienti, gli spazi sono stati articolati in modo da permettere un allestimento idoneo per un notevole numero di sculture in bronzo, gesso e terracotta, oltre a disegni, dipinti e grafiche fra cui acqueforti, incisioni e puntesecche; oltre alle opere il museo accoglie una biblioteca specializzata sull'opera dell'artista toscano: monografie, cataloghi, riviste d'arte, nonché una raccolta completa di ritagli stampa tratti da riviste e quotidiani dal 1927 ad oggi; a questo nucleo bibliografico se ne affianca un altro costituito da opere sull'arte, a carattere generale, soprattutto su quella moderna e contemporanea; sono inoltre a disposizione del pubblico una fototeca, una diateca ed una videoteca, che documentano la vita e le opere di Marini; all'interno del museo sono presenti un book shop , un atelier ed una caffetteria dotata di un grande giardino esterno; nell'ottica di un'interazione fra le varie arti, l'atrio del museo Marini è stato pensato come un piccolo anfiteatro, accoglie infatti eventi culturali, concerti e performance così da costituire un trait d'union fra il museo stesso, la città e i suoi visitatori; considerato che: il patrimonio della fondazione ammonta a circa 50 milioni di euro; è stato vincolato per 10 anni dalla morte di Marino Marini; nel 2018 il vincolo si è concluso; dopo una serie di eventi non chiari il 1° marzo 2020 la sede museale è stata chiusa dal consiglio di amministrazione della fondazione e ad oggi non è stata ancora riaperta, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso accertare le motivazioni e le dinamiche della chiusura del museo Marino Marini; se non ritenga doveroso prevedere un intervento volto alla riapertura dell'importante sede museale a Pistoia.