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Ma la realtà è un'altra. (...) la gente è felice e il tempo è fantastico. Una normale situazione. (...) Non abbiate paura di venire in Italia». Viene da un partito i cui esponenti non chiudevano le loro discoteche perché - cito testualmente - «Sono certa che contagio non significhi automaticamente malattia. Lo dicono tutti i numeri. Nessuno può credere che siano le discoteche i veicoli del contagio». Sinceramente io sono contenta che in questo terribile anno ci sia stato il ministro Speranza a tutelare la salute di questo Paese e non uno di quelli che oggi sostengono la sua inadeguatezza. (Applausi) . Certo, anche noi abbiamo criticato alcune sue decisioni. E lo abbiamo fatto all'inizio, quando non si prevedevano differenziazioni tra Regioni; abbiamo criticato le misure di dicembre sugli spostamenti tra piccoli Comuni e, anche in queste settimane, riteniamo che, con l'aiuto del green pass vaccinale, si debba fare un passo in avanti sui luoghi al chiuso. Ma l'abbiamo fatto sempre con un atteggiamento costruttivo, nel pieno rispetto del difficile ruolo del Ministro. Con il senno del poi è facile dire come bisognava fare le cose. La verità è che queste mozioni sono soltanto l'ennesima puntata di una disputa tutta interna a uno schieramento politico; una competizione giocata cavalcando un momento di assoluta stanchezza dei cittadini, per fare di chi mette la faccia sulle misure per arginare i contagi il capro espiatorio di tutti i mali (della pandemia, della sofferenza economica, delle restrizioni e delle chiusure); per far credere agli italiani che esiste un'altra strada per la tutela della salute, senza però mai dire quale; per cercare di colpire uno dei Ministri più apprezzati perché il ritorno alla normalità è forse vicino, provando così a intestarsi l'uscita dalla pandemia. Il ministro Speranza può aver compiuto degli errori, ma è stato quello che più di tutti ha messo la faccia anche con decisioni impopolari, in un'epoca in cui tanti decidono solo in base ai sondaggi. Ha messo in guardia dai rischi del virus quando altri strizzavano l'occhio ai No vax e ai negazionisti. (Applausi) . Le mozioni di sfiducia sono del tutto infondate. Pertanto, annuncio il voto contrario del Gruppo per le Autonomie. (Applausi) . LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, grazie di avermi dato la parola e grazie al ministro Speranza per essere venuto in Aula a difendere il suo operato. Certo, ci è venuto da solo. È la prima volta nella mia lunga carriera politica che vedo un Ministro, oggetto di una mozione di sfiducia, lasciato in compagnia di un solo altro Ministro, senza la vicinanza dell'intero Governo, quasi che il problema fosse solo di Speranza, quasi che fosse solo lui oggi a rischiare la poltrona. Noi, caro Ministro, abbiamo presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti, ben sapendo l'esito che ne sarebbe derivato, per carità. Persino chi l'ha pesantemente accusato, come i partiti di centro-destra nel corso della sua attività di Ministro della sanità del precedente Governo, oggi voteranno per lei. Stia tranquillo: non rischia la poltrona. Ma il nostro è un sasso lanciato nello stagno immobile di questo Governo di fronte alla pandemia, del quale avremmo voluto che prendesse coscienza l'intero Governo. Ma lo vediamo: la sottovalutazione che colpisce lei, che viene lasciato solo - guardatelo: è solo - è la stessa sottovalutazione che il Governo precedente, e anche questo Governo, ha della pandemia. Legga la nostra mozione: l'accusa principale che le rivolgiamo è di avere tenuto bordone alle bugie, alle inadeguatezze e alle incapacità manifestate dal Governo italiano. Non è solo lei, ma lei ricopre quel ruolo e in politica è come nelle squadre di calcio: tocca all'allenatore pagare se la squadra va male. E se la squadra va male sul piano della pandemia, in qualunque Governo del mondo, non dico che dovesse farlo lei - non sarebbe ancora in quella poltrona - ma almeno, quando è cambiato Governo, un atto di coraggio - si fa per dire - doveva far sì che lei lasciasse il posto ad altri. Non è avvenuto perché fa comodo che lei sia Ministro della salute. Lei sa chi era Simone da Cirene? Lei ha una cultura laica, atea direi, visto che appartiene storicamente alla sinistra marxista. Probabilmente, però, conosce bene la storia di quel poveretto che passava lì per caso, quando Cristo, che è il popolo italiano oggi, aveva la croce sulle spalle e i centurioni lo presero e gli dissero: «Porta la croce». Lei oggi è cireneo: è l'appellativo che viene dato a colui che deve sobbarcarsi il peso di un intero Governo inadeguato, incapace, confusionario nei confronti della pandemia. (Applausi) . Nella mozione n. 341, però, noi ci riferiamo anche ai suoi comportamenti: lei, signor Ministro, ha mentito sapendo di mentire e continua a farlo. (Commenti) . No? E allora venite in Aula, non lasciatelo solo e non lasciate quattro gatti a commentare quando io esprimo un'accusa precisa. Lei ha mentito sapendo di mentire anche qui in Aula, anche quando ha fatto riferimento a tutti i Gruppi qui presenti, compresi quelli che hanno presentato la mozione. Lei lo sa che l'obbligo di modificare il piano pandemico deriva dal 2013 o è così ignorante da non saperlo? Il piano è stato varato nel 2006 e nel 2013 per la prima volta si disse che doveva essere aggiornato. Il Gruppo cui appartengo non è mai stato al Governo, ma neanche i Gruppi precedenti di destra sono stati al Governo dal 2011 in poi. Quindi lei mente anche in Aula, come ha mentito - perché lo ha fatto - quando il suo Ministero ha dato dati falsi all'Organizzazione mondiale della sanità. Non lo dico io, ma lo dicono i pubblici ministeri di Bergamo, quelli che l'hanno ascoltata. Lei ha anche detto che il dossier Zambon è indifferente, ma come? Allo stesso modo lei ha nascosto quello che secondo il direttore generale del suo Ministero è il piano segreto che il 20 aprile 2020 esisteva e non è mai stato rivelato. A lei, quindi, contestiamo soprattutto quello che in altri Paesi del mondo porterebbe alle immediate dimissioni: la menzogna per coprire l'inefficienza del suo Ministero e dei Governi che l'hanno portata a ricoprire quel ruolo (Applausi) . Io non voglio calcare troppo la mano nei suoi confronti, perché mi rendo conto che lei è un capro espiatorio, lei è colpevole in quanto inadeguato, e non in quanto politicamente in grado di decidere alcunché, così come non ha deciso e continuate a non decidere. Non parlo del passato, non parlo dei ritardi. Signor Presidente, non mi tolga la parola all'improvviso, mi dica quando manca un minuto alla fine del tempo a mia disposizione. Accanto alla inadeguatezze dell'inizio, come il suo libro in cui diceva di avere già battuto il virus e che poi ha dovuto ritirare, lascio perdere tutte le inadeguatezze passate per parlare di quelle attuali. Il piano dei vaccini dov'è ancora? Siamo più indietro di qualunque Paese europeo e non solo del Regno Unito che, fregandosene dell'Europa, ha già ripreso la vita normale.