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Interventi per il controllo dell'imprenditoria irregolare di origine straniera sul territorio nazionale e misure per il contrasto delle organizzazioni criminali straniere di stampo mafioso. Onorevoli Senatori. -- Lo sviluppo dell'immigrazione cinese a Prato, verificatosi a partire dal 1990, non è stato determinato solo dagli arrivi provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese ma anche dai numerosi arrivi provenienti da varie città italiane, o europee, in gran parte sedi di comunità cinesi di più vecchia costituzione. Come già era avvenuto nella limitrofa provincia fiorentina, le possibilità di inserimento economico offerte dal mercato locale e lo sviluppo della comunità hanno spinto molti cinesi a trasferirsi da Milano, Torino e (in misura minore) da altre località. La presenza di cittadini cinopopolari che hanno alle spalle precedenti esperienze migratorie è progressivamente aumentata in questi anni ed è, in parte, composta da persone che si sono già trasferite più volte, come risulta dal confronto tra luogo di nascita, luogo di provenienza ed eventuale luogo di matrimonio. Dati del 2009 indicano che poco più del 64 per cento (5.564 su 8.636, pari al 64,43 per cento) dei residenti cinesi è giunto a Prato direttamente dalla Repubblica Popolare Cinese e circa il 20 per cento è nato in Italia o in Stati esteri diversi dalla propria nazione di origine (nella maggior parte dei casi la Francia). Contemporaneamente prosegue la crescita dei nati in Italia, seppur con un tasso d'incremento sensibilmente inferiore a quello rilevato per i nativi della Cina (nati in Italia +20 per cento, nati in Cina +28 per cento). Ad aumentare sono soprattutto i nati a Prato che passano da 1.266 a 1.507 e costituiscono oltre il 17 per cento del totale dei residenti. La questione della comunità cinese è diventata una controversia così complessa che investe sia la sfera sociale sia la sfera economica. Dobbiamo considerare che nel comprensorio pratese hanno la loro sede circa 2.500-3.000 aziende cinesi. Le attuali aziende cinesi hanno sostituito parte delle imprese tessili pratesi che hanno cessato la loro attività e per afferrare la vastità del caso è sufficiente pensare che la popolazione cinese residente a Prato è di circa 25.000 persone con regolare permesso e, secondo alcune stime, di un ugual numero di irregolari. Diverse aziende cinesi stanno abbandonando Prato per trasferirsi in zone vicine dove il commercio offre maggiori possibilità economiche e reddituali. La gravità della situazione sociale e imprenditoriale della provincia di Prato è ben dimostrata dagli stralci di una interrogazione presentata il 5 maggio 2011 al Consiglio regionale della Toscana dal Gruppo del Popolo delle Libertà: «nel rapporto del 2010 curato dalla Fondazione Antonino Caponnetto "Legalità e Giustizia sociale per un Toscana più sicura" emerge una presenza piuttosto consolidata nella nostra regione della cosiddetta malavita organizzata; nelle conclusioni si legge "il rapporto di quest'anno inquieta. Inquieta molto in quanto certifica una presenza mafiosa imponente in un territorio non mafioso e pone una domanda: all'incirca quanto può essere il fatturato delle mafie in tutte le sue forme che viene prodotto in Toscana? Non è una domanda facile cui rispondere come non è semplice avere dati precisi ma è comunque possibile dare una stima plausibile"; la "stima plausibile" riferita dalla Fondazione Caponnetto è di circa 12-14 miliardi di euro di fatturato ascrivibile alla malavita organizzata; nel dettaglio, sempre il Rapporto sopra richiamato, riporta che: ... omissis ... La Mafia cinese è presente in modo significativo, stabile e variegato nel nostro territorio. Le attività che svolge la mafia cinese sono le più varie: sfruttamento e manodopera dei clandestini, prostituzione, gioco d'azzardo, il racket , la contraffazione ed il narcotraffico. Una caratteristica della mafia cinese è, oltre al forte controllo dei cinesi presenti nel territorio con elementi di fortissima omertà, anche espresse forme di efferatezza che vanno dal sequestro di persona, a rapine accompagnate da pestaggi a violenze carnali. Moltissimi sono, tra l'altro, gli omicidi all'interno delle stesse comunità cinesi. In questo momento il settore in più evidente espansione di azione della mafia cinese è il mercato legato alla prostituzione tanto è vero che in Toscana ci sono intere aree dove la mafia cinese ha quasi il monopolio del "settore": si tratta in particolare delle zone di Firenze, Pistoia, Lucca e Prato. Esistono tre tipologie criminali presenti: a) Triadi; b) Gang ; c) nuova mafia economica. Queste tre forme criminali sono sempre più intrecciate tra loro tanto che la schematizzazione ha sostanzialmente un valore solo di semplificazione. Le Triadi sono strutture orizzontali in contatto tra loro che controllano in modo capillare numerose attività economiche. Uno dei settori dove le Triadi sono fortemente presenti è, insieme alle sopra richiamate forme di malavita, la gestione di ospedali cinesi clandestini. Anche per le Triadi si teme una forte espansione verso il settore alberghiero. Le Gang sono composte da giovani e giovanissimi e al momento non si oppongono alle Triadi, ma anzi ne costituiscono -- per così dire -- la manodopera. Le Gang sono fortissimamente presenti nella città di Prato e le cronache ne danno ampia contezza anche se si stanno espandendo in tutto il territorio toscano. La "nuova mafia economica" è una forma "innovativa" di malavita organizzata che si sta strutturando specializzandosi nella capacità di aggirare le norme e avendo come comun denominatore l'esser l'emergente mafia borghese di stampo cinese. I settori di maggior azione sono e saranno sempre di più il giro di denaro sporco, "pulito" attraverso l'acquisto di esercizi commerciali ed immobili e la contraffazione della merce soprattutto nel settore della moda. Solo ad oggi la quantità di denaro movimentata è di circa 3,5 miliardi di euro e l'operazione Money2Money ha dimostrato una forte propensione internazionale ed un prepotente radicamento territoriale di questa nuova forma di malavita cinese emergente». Il presente disegno di legge prevede quindi: articolo 1: l'attivazione di un programma di 5.000 verifiche fiscali, ambientali e di sicurezza e igiene del lavoro nella provincia di Prato; la realizzazione di una banca dati per raccogliere tutte le informazioni sull'attività di contrasto; articolo 2: l'introduzione di un'agevolazione sui consumi di energia elettrica per uso industriale, pari al 30 per cento del suo costo nella stessa provincia, in favore delle aziende in regola con le norme fiscali e contributive, ambientali e di tutela del lavoro; articolo 3: una modifica alle norme antimafia in materia di definizione delle attività dell’associazione mafiosa straniera; articolo 4: l'introduzione di una norma volta a favorite le indagini in materia di individuazione dei prodotti contraffatti, che consente, come per le operazioni antidroga, l'acquisto simulato e l'arresto differito agli ufficiali di polizia..