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Con la nuova proposta di articolo 25, che esclude esenzioni tassativamente predeterminate dalla legge, ammettendo solo l'applicazione di misure semplificate di adeguata verifica della clientela ove giustificate dalla preliminare valutazione della sussistenza di un basso rischio di riciclaggio, si rende, conseguentemente, necessaria la registrazione dei dati e delle informazioni acquisite in regime di adeguata verifica semplificata. La lettera g) del comma 1 sostituisce l'articolo 4 dell'allegato tecnico al decreto legislativo n. 231 del 2007. Attualmente la disposizione contiene i criteri tecnici per la corretta individuazione di soggetti o prodotti a basso rischio di riciclaggio, ai fini dell'autorizzazione del Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Comitato di sicurezza finanziaria, all'applicazione di obblighi semplificati. L'articolo sostitutivo contiene un'elencazione di fattori sintomatici di situazioni potenzialmente a basso rischio. L'articolo 31 detta disposizioni finalizzate ad adeguare il sistema normativo italiano in tema di misure restrittive di prevenzione, contrasto e repressione del finanziamento del terrorismo, della proliferazione delle armi di distruzione di massa e delle attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale al quadro definito in sede internazionale ed europea, nonché a coprire le lacune normative individuate nell'implementazione del regolamento (CE) n. 881/2002. A tal fine, si è provveduto ad apportare le necessarie modifiche al decreto legislativo 22 giugno 2007, n.109, recante «Misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo e l'attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, in attuazione della direttiva 2005/60/CE». Con la lettera a) , numero 1), si interviene sulla definizione di «regolamenti comunitari», sostituendo il riferimento ai previgenti articoli 60 e 301 del Trattato della Comunità europea con quello agli articoli 75 e 215 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Si aggiunge inoltre il riferimento al regolamento (UE) n. 267/2012, poiché quest'ultimo detta una disciplina particolareggiata delle misure restrittive nei confronti dell'Iran, prescrivendo in particolare che gli Stati membri si dotino di sanzioni proporzionali e dissuasive per le violazioni di detto regolamento. Con la lettera a) , numeri 2) e 3), si rimodulano le nozioni di «fondi» e di «risorse economiche», in coerenza con le risoluzioni delle Nazioni Unite e gli standard internazionali in materia, esplicitando chiaramente che sono fondi e risorse economiche riconducibili ai soggetti designati anche quei fondi e risorse posseduti, detenuti o controllati, indirettamente e parzialmente, anche da parte di persone fisiche o giuridiche che agiscono per conto o sotto la direzione di essi. Con la lettera b) e c) si propone la modifica dell'articolo 2, comma 1, e dell'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 22 giugno 2007, n.109, ampliandone le finalità e, coerentemente, il ruolo del Comitato di sicurezza finanziaria, esteso alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di finanziamento della proliferazione di armi di distruzione di massa. In coerenza con il suddetto ampliamento, si prevede che al Comitato di sicurezza finanziaria partecipino il Ministro dello sviluppo economico e il direttore dell'Agenzia delle dogane, che già con precedente intervento normativo integravano il Comitato ai fini dello svolgimento dei compiti relativi al contrasto della proliferazione delle armi di distruzione dei massa. In conseguenza di ciò, ragioni di coerenza sistematica impongono la soppressione dell'ultimo periodo dell'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 22 giugno 2007, n.109. Si è infine ritenuta necessaria -- lettera d) -- l'introduzione di sanzioni amministrative, proporzionali, dissuasive ed afflittive, con riferimento alle violazioni degli articoli 30 e 30- bis del regolamento (UE) n. 267/2012, che prevedono un monitoraggio costante, con procedure di notifica/autorizzazione in relazione agli importi, dei trasferimenti di fondi da e verso l'Iran a prescindere dalla sussistenza o meno di eventuali operazioni commerciali sottostanti (articolo 30- bis) , nonché dei trasferimenti finanziari tramitati da intermediari finanziari iraniani (articolo 30). Con riferimento all'entità della sanzione amministrativa, la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 30 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 100.000. La violazione delle disposizioni di cui all'articolo 30- bis , paragrafo 1, lettera c) , con la sanzione da euro 1.000 a euro 70.000. Infine, la violazione dell'articolo 30- bis , lettere a) e b) , è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 25.000. L'articolo 32 detta, infine, la disciplina transitoria per l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e prevede che, per diciotto mesi dall'entrata in vigore del presente provvedimento, l'attività dell'Agenzia sia limitata alla amministrazione e destinazione dei beni confiscati in via definita in esito a procedimenti di prevenzione e penali. In tale periodo di tempo, in deroga a quanto previsto dall'articolo 110 del decreto legislativo n. 159 del 2011, la competenza in merito all'amministrazione dei beni fino al decreto di confisca definitiva, ivi compresa l'amministrazione dei beni sequestrati nel corso dei procedimenti penali, è attribuita all'autorità giudiziaria.. I MODIFICHE ALLE NORME DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE, AL CODICE PENALE, AL CODICE CIVILE E AD ALTRI TESTI NORMATIVI PER UN CONTRASTO PIÙ EFFICACE DEL FENOMENO CORRUTTIVO DELLE ACCUMULAZIONI ILLECITE DI RICCHEZZA DA PARTE DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA ANCHE MAFIOSA. DISPOSIZIONI PER LA PREVENZIONE DEL RICICLAGGIO NEI CONTRATTI PUBBLICI E NELL'EROGAZIONE DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI 1 (Informazione sull'esercizio dell'azione penale per i fatti di corruzione) 1 All'articolo 129, comma 3, delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Quando esercita l'azione penale per i delitti di cui agli articoli 317, 318, 319, 319- bis , 319- ter, 319- quater , 320, 321, 322, 322- bis , 346- bis , 353 e 353- bis del codice penale, il pubblico ministero informa il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, dando notizia della imputazione». 2 (Associazioni di tipo mafioso, anche straniere) 1 All'articolo 416- bis del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma, le parole: «da sette a dodici anni» sono sostituite dalle seguenti: «da dieci a quindici anni»; b al secondo comma, le parole: