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se è stato fatto, evidentemente una ragione c'era. Purtroppo la norma di oggi non riesce a rispondere alle reali esigenze, perché nelle sue varie interpretazioni - devo dire giurisprudenziali - ha rivelato la sua inapplicabilità e la sua inefficacia. Lo diciamo perché ricordiamo che quella legge l'abbiamo fatta noi, quindi ci prendiamo noi la responsabilità di dire, oggi, che abbiamo fatto una legge e ci siamo accorti nel tempo che, per un'interpretazione che veniva data dalla magistratura, purtroppo non funzionava e, da persone intelligenti quali siamo, diciamo: «correggiamola», «cambiamola». Questa è l'impostazione che abbiamo dato, perché non si può far passare l'aggredito dalla parte del torto. Questo è il motivo per cui siamo intervenuti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Quindi, coerentemente con il nostro programma elettorale e con il contratto di Governo, introduciamo il principio di presunzione di legittima difesa: presunzione che mette in evidenza che si riconosce sempre la proporzionalità tra difesa e offesa. Questa è la novità introdotta dal nostro provvedimento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Lo abbiamo fatto proprio per superare quel potere discrezionale dei giudici nella valutazione della proporzionalità degli atti compiuti dall'aggressore e dal cittadino aggredito. Cosa c'è di irragionevole in tutto questo? Nella relazione di minoranza si dice che è un provvedimento irragionevole. Forse sono irragionevoli gli ordinamenti e le leggi previste in Paesi come la Gran Bretagna e la Germania, che spesso, proprio da voi, vengono presi a riferimento, perché sono i Paesi a cui ispirarci in Europa? Sulla Gran Bretagna, dopo la Brexit, avete cambiato un po' idea, ma lo spirito è sempre quello di prendere a riferimento Paesi che hanno già queste normative. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ebbene, abbiamo preso come riferimento proprio questi Paesi, dove non esiste il principio della proporzionalità tra difesa e offesa. Non è vero, poi, che non ci saranno più processi. Anche questo sentito: «non ci saranno più processi», «la giustizia fai da te», «stiamo rovinando il nostro Stato di diritto», «lo Stato ha fallito»: sono alcuni dei commenti contenuti negli interventi svolti nella discussione di oggi. Addirittura, qualcuno pensava che con il nostro provvedimento si potessero andare a comprare le armi al supermercato, altra cosa che abbiamo sentito spesso affermare dai media . Certo che ci saranno i processi, con tutte le fasi di accertamento; solo che saranno immediati e non sarà più come prima, per cui ci sarà un interpretazione, ma il giudice si dovrà attenere alle disposizioni chiare della normativa. Abbiamo semplificato la vita alla nostra magistratura, non l'abbiamo complicata. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Nel disegno di legge, tra l'altro, prevediamo anche delle pene più alte per chi commette i furti in abitazioni, rapine e violazioni di domicilio, con l'obbligo di risarcimento dei danni procurati alle vittime, perché era urgente e necessario - questo lo diciamo perché è un'altra stortura di quanto visto nel corso degli anni - eliminare quelle assurde richieste di rimborso da parte dei malviventi e dei loro parenti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Non voglio farla troppo lunga, ma nella relazione di minoranza si legge anche che gli aumenti delle pene non costituiscono un deterrente, perché l'esperienza va in questa direzione. Non lo so, bisognerebbe valutare con attenzione i dati. Ciò di cui siamo certi e sicuri, come Lega, è che non sono un deterrente e non lo hanno mai rappresentato gli indulti e le depenalizzazioni fatti nel corso della storia non certo da questa parte politica. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Noi non apparteniamo a quella cultura. Noi vogliamo che chi sbaglia paghi davvero e non vogliamo ritrovarceli fuori, come troppo spesso accade, magari a ricommettere gli stessi reati, anche perché sul sistema educativo si potrebbe dire tanto, ma sappiamo benissimo che non abbiamo tempo. Per tutte queste ragioni, in modo molto semplice e chiaro e con molta tranquillità, senza gridare, urlare e alzare i toni, abbiamo portato avanti il provvedimento. Colgo l'occasione per ringraziare il Presidente della Commissione, tutti i membri della Commissione, sia di maggioranza che di minoranza, che hanno cercato di apportare le opportune modifiche, e chi è intervenuto del nostro Gruppo, che lo ha fatto in modo egregio, e come Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione annunciamo un voto favorevole e - fatemelo dire - legittimo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S . Molte congratulazioni) . CALIENDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, la questione della necessità della riforma della legittima difesa era nel programma elettorale del centrodestra. Forse il senatore Romeo ha dimenticato questo passaggio, nel fare riferimento al contratto di Governo, che è venuto dopo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Grazie alla Lega, in quel contratto di Governo è entrata la legittima difesa. Avevamo elaborato, senatore Romeo, una legittima difesa un tantino più ampia perché non ci fosse più nessuno dei problemi che hanno affastellato le vittime di reati di violazione di domicilio, ingresso nelle case e aggressione, persone che si sono trovate esposte, da un lato, a questi atti e, dall'altro, alla necessità di difendersi. È stato ricordato poc'anzi che è necessario, comunque, non un processo, ma un procedimento penale, cioè la fase preliminare, perché, se le norme sono chiare, nella fase preliminare di accertamento è possibile arrivare a una richiesta di archiviazione. È con questa logica che abbiamo contributo a dare delle indicazioni specifiche di emendamento. Innanzitutto, proprio nella logica - che ci accomunava, senatore Romeo - di un'effettiva difesa legittima, abbiamo ritenuto di scrivere un diritto di difesa, come aveva sostenuto Nordio nella riforma del codice penale, che aveva una conseguenza specifica: affermare il diritto di difesa significa delegare l'accusa a dover provare gli elementi di responsabilità tali da non riconoscere la legittima difesa, esonerando invece la vittima da quella che è oggi la realtà. Oggi il tizio aggredito è costretto a provare tutte le condizioni della legittima difesa e quindi a subire un processo eventuale anche per omicidio colposo o lesioni colpose ed è soggetto a questa lunga trafila prima di aver chiuso il suo capitolo con la giustizia.