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Il primo PPV è adottato entro centoottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4. Il PPV è aggiornato nei termini e con le modalità di cui al comma 3 prima della sua naturale scadenza, qualora le condizioni epidemiologiche di sanità umana e animale, gli esiti dei controlli ufficiali, l'evoluzione scientifica e l'eventuale riorganizzazione delle autorità competenti in materia di prevenzione veterinaria lo richiedano. 5. Il PPV definisce procedure uniformi per le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano per l'esecuzione dei controlli ufficiali, compresi quelli volti a verificare il rispetto degli impegni previsti nell'ambito della condizionalità, ai sensi del regolamento (UE) n. 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, e considerato quanto stabilito dal decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 23, dal decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 24, dal decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 27, e dal decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 32. Il PPV definisce azioni finalizzate all'implementazione di un sistema integrato di categorizzazione del rischio al fine di migliorare la collaborazione tra autorità competenti e operatori della filiera agroalimentare, elevando il livello di sicurezza e la qualità dei prodotti. 6. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centoventi giorni dalla data della pubblicazione del PPV nella Gazzetta Ufficiale , adottano il piano regionale o provinciale integrato della sanità veterinaria che individua gli obiettivi specifici territoriali di prevenzione, sicurezza e controllo che le aziende sanitarie, con il supporto degli Istituti zooprofilattici sperimentali (IZS), di cui all'articolo 1, del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270, e delle strutture veterinarie universitarie, nonché delle altre autorità competenti, sono tenute ad assicurare. Il piano si completa con i programmi regionali operativi di sorveglianza epidemiologica, prevenzione e contrasto del randagismo e di controllo della fauna selvatica, di cui all'articolo 5 della presente legge. 7. Conformemente agli obiettivi del PPV, ai fini del consolidamento di sistemi di classificazione degli alimenti, di cui, fra l'altro, al decreto del Ministro dello sviluppo economico, del Ministro della salute e del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del 19 novembre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 7 dicembre 2020, per lo sviluppo di strategie volte a favorire diete sane ed equilibrate nell'ambito di un sistema alimentare sostenibile, preservando il patrimonio agroalimentare quale insieme di prodotti espressione del processo di evoluzione socio-economica e culturale del Paese di rilevanza strategica per l'interesse nazionale, è istituito, su base volontaria, un sistema di valutazione degli operatori, tenuto conto di quanto stabilito dall'articolo 11 del regolamento (UE) 2017/625, integrato con il Sistema di qualità nazionale per il benessere animale (SQNBA) di cui all'articolo 224- bis del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, del sistema di qualità nazionale zootecnia (SQN), di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 4 marzo 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 24 marzo 2011, e del sistema di qualità « prodotto di montagna » di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali del 26 luglio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 13 settembre 2017, al fine di rendere disponibili ai consumatori informazioni circa la qualità e la sicurezza degli alimenti e valorizzare le eccellenze delle filiere agroalimentari italiane, nel rispetto di quanto stabilito dal regolamento (CE) n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite su prodotti alimentari. 8. Il sistema di valutazione degli operatori è fondato sulla verifica della corrispondenza dei singoli operatori economici delle filiere agroalimentari a criteri che determinino livelli più alti degli standard di conformità, accertati dalle autorità competenti in materia di sicurezza alimentare, in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti, a garanzia della qualità, del rispetto delle regole di legalità e della sicurezza alimentare, tenendo conto della conformazione orografica del territorio, con particolare riferimento alle aree territoriali interne e disagiate e, nel caso di prodotti freschi immessi al consumo, tramite confezionamento, con particolare attenzione all'adozione di tecniche di packaging capaci di assicurare allo stesso tempo stabilità, salubrità e verificabilità delle condizioni dei prodotti acquistati dai consumatori. 9. L'adesione al sistema di valutazione degli operatori e la puntuale alimentazione dei relativi flussi informativi, di cui al comma 11, sostituisce in materia esaustiva ogni adempimento cartaceo o richiesto per lo scopo. 10. La fissazione dei criteri per la determinazione della valutazione in materia di alta qualità e sicurezza degli alimenti, ivi comprese le tecniche innovative di packaging dei prodotti freschi, e di elevata affidabilità, è disposta con decreto interministeriale del Ministro della salute e del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, secondo formule che tengano conto delle variabili in percentuale rispetto ai pesi predeterminati e che soddisfino le seguenti condizioni: a) assicurare il nesso comprovato tra la provenienza e l'origine, l'affidabilità e la reputazione dei sistemi di controlli e vigilanza e la qualità dell'alimento quale livello di eccellenza, con l'intento di assicurare effetti positivi per la salute, in relazione alle corrette modalità di consumo degli alimenti stessi; b) fornire chiare indicazioni tra la proprietà nutritiva e l'appropriatezza del consumo nella giornata alimentare, in particolare con riferimento al contenuto di sale, zuccheri e acidi grassi saturi e ai processi, ai trattamenti e alle trasformazioni subiti, nonché alla formulazione finale; c) determinare quali azioni di filiera sono necessarie al raggiungimento di standard qualitativi elevati anche in contesti produttivi diversi, siano essi a bassa che ad alta densità produttiva; d) rendere evidente al consumatore finale, secondo criteri di trasparenza e di tracciabilità, le procedure che hanno determinato la valutazione positiva in merito al raggiungimento degli standard qualitativi previsti dal sistema di valutazione degli operatori, nonché promuovendo l'adesione a reti di qualità del lavoro agricolo come quella di cui all'articolo 6 della legge 11 agosto 2014, n. 116. 11.