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Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014. Onorevoli Senatori. – Con il presente disegno di legge il Governo chiede alle Camere l'autorizzazione alla ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014. 1. Scopo, portata e motivi della Convenzione La Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014, è intesa a prevenire, individuare e combattere le partite truccate e la manipolazione delle competizioni sportive. Essa sollecita i Governi ad adottare misure per evitare i conflitti di interesse tra gli operatori delle scommesse sportive e le organizzazioni sportive e si rivolge alle autorità di regolamentazione delle scommesse sportive per l'intensificazione della lotta contro la frode e le scommesse illegali. In occasione della XIII Conferenza dei Ministri dello sport degli Stati membri del Consiglio d'Europa – svoltasi a Magglingen/Macolin (Svizzera) il 18 settembre 2014, sui temi della corruzione nelle manifestazioni sportive e della cooperazione in ambito sportivo su scala europea – è stata aperta alla firma la Convenzione sulla manipolazione di competizioni sportive. La Convenzione – messa a punto da un gruppo di redazione intergovernativo istituito dal Comitato di direzione dell’ Enlarged Partial Agreement on Sport (EPAS), organo che fornisce una piattaforma di cooperazione intergovernativa nell'ambito dello sport tra le autorità pubbliche dei suoi Stati membri – era stata adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa il 9 luglio 2014. Con l'espressione «manipolazione di competizioni sportive» si è inteso far riferimento non soltanto agli «incontri» – competizioni in cui si confrontano due atleti o due squadre – né alla sola manipolazione del risultato finale di una competizione sportiva, ma più in generale a tutte le possibili modifiche intenzionali e irregolari dello svolgimento o del risultato di una competizione sportiva al fine di interferire in tutto o in parte con il carattere imprevedibile della competizione stessa per ottenere un indebito vantaggio personale o in favore di terzi. L'accresciuta commercializzazione degli eventi sportivi e la loro esposizione mediatica hanno favorito – specie a partire dagli anni 2000 – un consistente incremento degli interessi economici legati ad alcuni risultati sportivi e incentivato lo sviluppo di nuove attività lecite ed anche illecite. In questo contesto generale si segnalano due fenomeni peculiari: in primo luogo il moltiplicarsi delle tipologie di scommesse offerte, a volte in assenza di un controllo efficace da parte delle autorità competenti, così da favorire la diffusione di scommesse più facili da influenzare e di forme di manipolazione più difficili da scoprire; in secondo luogo lo sviluppo di un consistente mercato illegale, che offre agli utenti margini di rendimento particolarmente elevati, in grado di attirare le organizzazioni criminali, interessate alla manipolazione delle competizioni sportive su cui sono effettuate le scommesse, al fine di ricavare profitti grazie ad esse, riciclando, in tal modo, denaro di provenienza illecita. Tali fenomeni – legati alla frode, alla criminalità organizzata e alla corruzione – generano indubbiamente interessi economici considerevoli, ma più in generale rappresentano una seria minaccia per il futuro dello sport, inteso come pratica sociale, culturale, economica e politica. Non sorprende, quindi, che il Consiglio d'Europa abbia assunto varie iniziative in difesa dell'integrità della pratica sportiva, sia sul fronte della lotta al doping (in particolare: la Convenzione contro il doping del 1989, ETS n. 135; seguita dalla risoluzione Res (2007) 8, dell'11 maggio 2007, istitutiva dell'EPAS), sia su quello delle competizioni manipolate, della corruzione e delle scommesse illegali (la risoluzione n. 1 sulla promozione dell'integrità dello sport contro la manipolazione dei risultati, adottata all'esito della Conferenza di Baku del 22 settembre 2010, nonché la raccomandazione Rec (2011) 10, del 28 settembre 2011, specificamente dedicata alle partite «truccate»). In particolare, ai sensi della raccomandazione (2011) 10, il Segretariato dell'EPAS è stato invitato a predisporre, di concerto con altri organismi nazionali e internazionali, uno studio di fattibilità in merito all'eventuale adozione di un nuovo strumento giuridico in tema di partite «truccate» atto a colmare le lacune della vigente normativa internazionale. Alcuni importanti aspetti della corruzione in ambito sportivo sono, per vero, già coperti dalle convenzioni sulla criminalità organizzata e sulla corruzione – rispettivamente la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata transnazionale (Palermo, 2000) e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (Merida, 2003). Esse, però, non considerano espressamente i casi di manipolazione delle competizioni sportive che esulano dal contesto della criminalità transnazionale o dalla nozione di corruzione in senso proprio. Del pari, come riferimenti normativi per elaborare strumenti di lotta alle organizzazioni criminali che corrompono gli sportivi e si servono delle scommesse per riciclare denaro «sporco» e per finanziare le loro attività potrebbero essere utilizzate due convenzioni del Consiglio d'Europa in materia di corruzione (la Convenzione penale sulla corruzione del 1999, STE n. 173) e di riciclaggio (la Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo del 2005, STE n. 198). La manipolazione delle competizioni sportive può, però, essere attuata attraverso pratiche non riconducibili alla Convenzione penale sulla corruzione, così come le scommesse illegali e i profitti che derivano dalla manipolazione dei risultati sportivi non necessariamente rientrano nell'ambito di applicazione della Convenzione sul riciclaggio. Alla luce di tali considerazioni, dunque, l'opzione rappresentata dall'elaborazione di uno strumento ad hoc in grado di riunire tutte le misure preventive e repressive per un'efficace lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, potenziando nel contempo il profilo della cooperazione internazionale, è parsa la più idonea. L'interesse per una convenzione internazionale in materia risiede, in prevalenza, nella promozione di un approccio globale in vista dell'adozione di princìpi condivisi volti a prevenire, individuare e punire la manipolazione delle competizioni sportive. Per perseguire efficacemente tale obiettivo la Convenzione in esame «associa» – sul piano del contenuto – tutti i potenziali soggetti che operano nella lotta alle manipolazioni de quibus , vale a dire autorità pubbliche, organizzazioni sportive e operatori di scommesse. In tal senso, i Governi vengono sollecitati ad adottare misure idonee, anche di natura legislativa, per indurre, ad esempio, le autorità di controllo sulle scommesse sportive a contrastare le frodi, anche limitando o sospendendo la possibilità di effettuare scommesse, o per limitare, in caso di necessità, l'accesso agli operatori coinvolti e il blocco dei flussi finanziari tra questi ultimi e i consumatori (articolo 11).