[massime]

Sanità pubblica - Servizio sanitario nazionale - Ripiano dei disavanzi sanitari delle Regioni con efficacia retroattiva mediante subentro statale - Ricorso delle Regioni Veneto e Lombardia - Ritenuta violazione del principio che limita il ricorso all'indebitamento per il solo finanziamento delle spese di investimento e asserita indebita introduzione di finanziamenti statali con vincoli di destinazione - Inidoneità della disciplina in contestazione ad influire sull'autonomia finanziaria regionale - Inammissibilità delle questioni.. Sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli articoli 1 e 2 del testo originario del decreto-legge 20 marzo 2007, n. 23 e dell'art. 1 del medesimo decreto-legge 17 maggio 2007, n. 23, come modificato dalla legge di conversione n. 64 del 2007, promosse in riferimento all'art. 119 della Costituzione. Infatti, premesso che le ricorrenti non deducono, nell'attuale fase di perdurante inattuazione dell'art. 119 Cost., una diretta ed effettiva incisione della loro sfera di autonomia finanziaria, non sussiste una astratta idoneità della disciplina in contestazione ad influire sull'autonomia finanziaria delle Regioni ricorrenti, di cui all'art. 119 Cost., in particolare limitando il reperimento di risorse da destinare alla gestione del servizio sanitario regionale, in quanto le norme impugnate prevedono un intervento che, da un lato, favorisce altre Regioni e, dall'altro, è effettuato con oneri a carico della fiscalità generale, sicché la eventuale caducazione di tali norme non comporterebbe - anche per l'assenza di un fondo sanitario nazionale (ora soppresso) destinato esclusivamente al finanziamento della spesa sanitaria - la ridistribuzione di maggiori risorse in favore di tutte le Regioni.