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a seguito della richiesta, sì è scatenata la reazione del direttore dell'Agenzia, il quale, con un atto del 2 novembre 2018, ha annunciato che non avrebbe dato seguito alla sentenza del TAR e che tutt'al più il concorso l'avrebbe fatto per titoli ed esami in base alle nuove norme del 2017 ma per soli 160 dirigenti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non valuti che per il dottor Ruffini sussista una posizione di conflitto di interessi per aver operato contro l'Agenzia delle entrate, della quale era stato al vertice, e se non sia stata inopportuna la nomina ricevuta nel 2020 in quanto sia la suprema Corte costituzionale che il TAR del Lazio hanno bocciato i provvedimenti di nomina di dirigenti privi di qualifica, assunti da Ruffini; se voglia assumere provvedimenti, nel limite delle proprie competenze, per restituire legalità all'attività di reclutamento dell'Agenzia delle entrate, sostituendo chi non rispetta le sentenze della Corte costituzionale e del Tar, ledendo i diritti di molti in dispregio delle norme e delle decisioni delle autorità giudiziarie interpellate. Atto n. 4-03692 ASTORRE Ai Ministri dell'interno e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il buon andamento e l'imparzialità sono principi di rango costituzionale cui ogni pubblica amministrazione dovrebbe informarsi; il principio di buon andamento dell'amministrazione costituisce il "vero cardine della vita amministrativa e quindi condizione dello svolgimento ordinato della vita sociale", come ha ricordato la Corte costituzionale con la sentenza n. 123 del 1968; su un piano più generale, gli oneri burocratici rappresentano nel nostro Paese un freno alle potenzialità di sviluppo economico e sociale, oltre a generare sfiducia nei cittadini, nei professionisti e nelle imprese verso la pubblica amministrazione e le sue articolazioni territoriali; al peso degli oneri di natura burocratico-amministrativa molto spesso si aggiunge un'inerzia da parte degli uffici e dei relativi responsabili dei servizi ad evadere pratiche e procedimenti amministrativi entro i termini di legge; considerato che: il Comune di Roma, stando a quanto denunciato da alcune associazioni di professionisti (OICE Lazio), soprattutto sul versante delle opere pubbliche (dati CRESME) e su quello del rilascio di pratiche urbanistiche, sconta tempi eccessivamente lunghi con evidenti ricadute negative sul tessuto socio-economico; nello specifico risulta che presso l'Ufficio di scopo condono del Comune di Roma pendono numerosissime pratiche edilizie completamente istruite cui manca solo l'autorizzazione da parte dei funzionari responsabili del procedimento. Questi ritardi stanno gettando nell'incertezza centinaia di famiglie che attendono tali autorizzazioni per avviare lavori di ristrutturazione, accendere mutui oppure vendere l'immobile, si chiede di sapere se Ministri in indirizzo, per quanto di propria competenza, non intendano intervenire al fine di sollecitare il Comune di Roma al rispetto del principio costituzionale di buon andamento dell'amministrazione, necessariamente riconducibile alla ragionevole durata dei tempi dei procedimenti amministrativi, e non lasciare nell'incertezza cittadini, professionisti e imprese così da consentire quell'ordinato svolgimento della vita sociale, come ha ricordato la Corte costituzionale con la citata sentenza. Atto n. 4-03693 DE BONIS Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della salute Premesso che: nell'ambito delle misure di contenimento del COVID-19 nella "fase 3", i Ministri in indirizzo hanno firmato un nuovo decreto per "razionalizzare il servizio di trasporto aereo", in cui è prevista la proroga della chiusura degli aeroporti di Trapani Birgi e di Comiso (Ragusa) fino al 14 luglio; nel decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, infatti, vengono stabiliti i 25 aeroporti italiani che possono tornare operativi e, tra quelli siciliani, ci sono gli scali di Palermo, Catania, Lampedusa e Pantelleria ma mancano il "Vincenzo Florio" di Trapani Birgi e lo scalo di Comiso; pare che la scelta sia dovuta all'impossibilità di garantire i controlli su tutti gli aeroporti italiani, ma essa penalizza fortemente la Sicilia, per la quale vengono giudicati più che sufficienti gli aeroporti di Palermo e Catania; la decisione del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro della salute, risulta alquanto iniqua ed incomprensibile se la giustificazione è data dall'impossibilità di garantire i controlli per l'emergenza COVID-19, visto che la Sicilia ha un numero veramente insignificante di contagiati; in pratica succede che nelle zone dove i contagi sono stati e sono più rilevanti come Bergamo, luoghi cuore della pandemia, gli aeroporti funzionano regolarmente e all'interrogante viene sempre più da pensare che si vogliano negare i fondamentali diritti alla crescita e alla competitività territoriale nel Mezzogiorno; la decisione che protrae la chiusura di alcuni aeroporti minori danneggia sicuramente l'economia della Sicilia, dove le province di Trapani e Ragusa vivono maggiormente di turismo, soprattutto nella stagione estiva, si chiede di sapere: come mai sia stata presa la decisione di protrarre ancora di un mese la chiusura degli aeroporti di Comiso e Trapani, in Sicilia, dove non ci sono contagi, recando gravi danni al turismo, mentre invece riapre l'aeroporto di Orio al Serio (Bergamo); se i Ministri in indirizzo non ritengano di rivedere la decisione ripristinando immediatamente la programmazione dei voli per gli "aeroporti minori". Atto n. 4-03694 MOLLAME FENU TRENTACOSTE GALLICCHIO DE LUCIA AGOSTINELLI PAVANELLI LANNUTTI L'ABBATE NATURALE LA MURA ANASTASI MARINELLO LOREFICE GRANATO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'art. 124, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (denominato decreto rilancio), prevede l'esenzione dell'applicazione dell'imposta di valore aggiunto (IVA) sino al 31 dicembre 2020 per le cessioni, fra altri beni utili al contrasto dell'epidemia di COVID-19, di "soluzione idroalcolica in litri" e di "detergenti disinfettanti per mani"; successivamente a tale data si applicherà, sui suddetti beni, l'aliquota IVA del 5 per cento; considerato che: la normativa crea numerosi interrogativi applicativi e sul punto sono già stati inviati dall'Associazione nazionale dei distillatori industriali (AssoDistil) diverse richieste di chiarimento sia al Ministero dell'economia e delle finanze che all'Agenzia delle entrate; in particolare, manca chiarezza in merito alla definizione di "soluzione idroalcolica in litri" e di "detergenti disinfettanti per mani" e non è dato comprendere che cosa si intenda con le parole "in litri" (in riferimento alle soluzioni idroalcoliche);