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Il disegno di legge di ratifica degli strumenti normativi in esame si compone di 12 articoli. Oltre all'autorizzazione alla ratifica (articolo 1) e all'ordine di esecuzione (articolo 2), il disegno di legge reca disposizioni in materia di redditi prodotti in Svizzera dai frontalieri italiani (articolo 3), fissa una franchigia a 10.000 euro di reddito applicabile ai lavoratori frontalieri italiani (articolo 4), e disciplina la deducibilità dei contributi obbligatori per i prepensionamenti (articolo 5). Ulteriori articoli riguardano la non imponibilità degli assegni familiari erogati dagli Enti di previdenza dello Stato in cui il frontaliere presta lavoro (articolo 6), i redditi prodotti in Italia dai frontalieri svizzeri (articolo 7), la ripartizione della compensazione finanziaria (articolo 8), le risorse per i comuni di frontiera (articolo 9) e l'istituzione e il riparto di un Fondo per lo sviluppo economico delle infrastrutture di confine (articolo 10). L'articolo 11, inoltre, reca la copertura finanziaria degli oneri economici complessivi derivanti dall'Accordo bilaterale in via di ratifica. Conclude rilevando che la ratifica dell'Accordo e del Protocollo in esame tra l'Italia e la Confederazione svizzera non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI , dopo aver ringraziato i relatori, apre la discussione generale, ricordando come la Commissione esteri abbia avuto modo di interloquire proficuamente, negli ultimi anni, soprattutto nel periodo antecedente la pandemia, con vari rappresentanti parlamentari apicali del Canton Ticino. Chiede, quindi, al relatore Alfieri quale sia la tipologia prevalente di lavoratore svizzero che si reca in Italia. Segue un breve intervento del senatore D'ALFONSO ( PD ), presidente della 6 a Commissione, che si sofferma sulla nozione di "area di frontiera", menzionata più volte dal relatore. Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ) pone la questione concernente lo status dei frontalieri che operano dentro o fuori la fascia limitrofa al confine italo-svizzero. Il relatore ALFIERI ( PD ), nel fornire delucidazioni ai quesiti testé formulati, fa presente, in particolare, che, a sua conoscenza, l'attività della maggior parte dei frontalieri svizzeri, provenienti prevalentemente da Lugano, si concentra sulla città di Milano. Tiene poi a precisare che gli accordi in titolo - peraltro già ratificati dalla Confederazione e che, secondo l' understanding tra i due governi, dovrebbero entrare in vigore nel 2023 - mirano, al termine del periodo transitorio, ad uniformare il trattamento dei diversi tipi di lavoratori e a sanare il gap normativo segnalato dal senatore Iwobi. Sottopone, quindi, ai Commissari l'opportunità di svolgere, in un'unica seduta, delle audizioni mirate che coinvolgano i vari rappresentanti sindacali dei frontalieri e delle comunità dell'area, al fine di avere un quadro cognitivo completo delle problematiche sottostanti alla ratifica degli accordi in argomento. Il presidente PETROCELLI , d'intesa con il presidente della 6 a Commissione D'Alfonso, nel condividere tale richiesta, propone che tali audizioni possano svolgersi il prossimo 8 marzo. Le Commissioni riunite convengono. Il sottosegretario DELLA VEDOVA svolge, infine, brevi considerazioni esprimendo concordanza con l'illustrazione dei relatori e auspicando una ponderata e sollecita conclusione dell' iter parlamentare dell'importante provvedimento in esame. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 9,30.