[resaula]

Portare in piazza quasi un milione di persone ne dimostra anche un forte e costruttivo carisma. È stato un uomo che, per il bene della collettività e senza critica, ha sempre affrontato scelte difficili e momenti sindacali complessi. È vero: il sindacato perde un uomo colto e deciso. Epifani sapeva che il suo mondo rappresenta non l'imprenditore, ma il lavoratore, ma, da uomo corretto e non ipocrita, lavorava non per il consenso ma per il bene dei suoi lavoratori. Di Epifani rimarrà un ricordo incancellabile di uomo gentile e mancherà anche a chi non la pensava come lui. Dalla Lega un sincero cordoglio e vicinanza alla famiglia. (Applausi) . CATALFO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CATALFO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, a nome del Gruppo MoVimento 5 Stelle mi unisco al dolore per la scomparsa di Guglielmo Epifani ed esprimo alla famiglia e ai suoi affetti più stretti il mio cordoglio. Non è facile ricordare in pochi minuti un uomo dall'alta statura morale, sociale e politica quale è stato Epifani. Voglio però iniziare da alcune sue parole risalenti a quindici anni fa, quando era segretario generale della CGIL, ma ancora profondamente attuali; parole che Epifani usò per rivendicare il ruolo e l'importanza del suo sindacato nel contesto sociale, politico e storico dell'epoca e che credo riassumano perfettamente la missione che egli ha portato avanti durante tutta la sua carriera, prima in Corso d'Italia e poi in Parlamento, come dimostra la presenza in Piazza Santi Apostoli, a Roma, al fianco dei lavoratori della Whirlpool pochi giorni fa, prima della sua scomparsa. «Riprogettare il Paese» scrisse «vuol dire proprio questo: saper aggredire i nodi di fondo di un modello produttivo e sociale che ha generato più disuguaglianze, più povertà, più solitudine; e indicare la necessità di definire una proposta e un progetto per la sua ricostruzione, per la sua rinascita civile e morale, partendo (...) dalla centralità del valore del sociale del lavoro»; disuguaglianze, povertà e solitudine che egli aveva toccato con mano quando, da adolescente, dopo esser tornato a Roma da Milano, andava a fare ripetizioni ai bambini delle famiglie più svantaggiate e ad assistere gli anziani. Anche per questo, nel percorso di ricostruzione che l'Italia si appresta a fare per uscire dalla pandemia, la saggezza, la coerenza, la propensione al dialogo e al confronto, l'equilibrio e la determinazione di Guglielmo Epifani, che in prima persona ho avuto modo di apprezzare, sarebbero stati un bene preziosissimo per tutti noi. Più volte, nell'anno e mezzo in cui ho ricoperto l'incarico di Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ho avuto l'opportunità e la fortuna di confrontarmi con lui sia in pubblico, sia in privato. L'esigenza di garantire un lavoro più dignitoso, soprattutto per le nuove generazioni e per le donne, quella di sostenere il lavoro nei settori a bassa produttività, la grande attenzione alle crisi aziendali e occupazionali, nonché la necessità di investire in ricerca e formazione erano temi ricorrenti durante i nostri colloqui. Tra i numerosi obiettivi che condividevamo, c'era anche quello prioritario di assicurare a tutti i lavoratori una maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro; questo perché - a ricordarlo oggi è stata anche la senatrice Malpezzi - come ha detto Epifani in uno dei suoi ultimi interventi in Aula alla Camera, tutto dipende dalla salute e dalla sicurezza delle persone: lo stato del presente, la possibilità di programmare il futuro, gli interessi economici, la propria dignità, la propria libertà, il proprio lavoro, il sistema degli affetti di relazione. Scrisse Nietzsche: «Grandezza significa: dare direzione. Nessun fiume è di per sé grande e ricco: è il fatto di accogliere e di convogliare in sé tanti affluenti ciò che lo rende tale». La grandezza di Guglielmo Epifani, un leader colto, pragmatico e inclusivo, è stata quella di non cambiare mai strada andando sempre incontro ai lavoratori e ai loro diritti. Sta a noi continuare a seguirla onorandone quotidianamente la memoria. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il ministro della salute Speranza. Ne ha facoltà. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, onorevoli senatori, voglio aggiungere le mie parole in senso di cordoglio, a nome del Governo italiano, a seguito di questa scomparsa che lascia un vuoto incolmabile. Ho ascoltato con attenzione tutti gli interventi e la loro misura dà anche il senso della personalità con cui abbiamo a che fare, una personalità evidentemente di parte, con un'idea chiara e netta, ma sempre pronta a dialogare con tutti e interprete del mandato costituzionale. La nostra Costituzione ci richiede di assumere e svolgere le nostre funzioni con disciplina ed onore e credo che la figura di Guglielmo Epifani abbia saputo rappresentare a testa alta e con assoluta qualità esattamente queste funzioni. Guglielmo era un grande intellettuale, ma al tempo stesso un uomo pragmatico e popolare. Guglielmo era al tempo stesso una persona ferma sui principi, rigorosissima sulle grandi questioni, ma sempre attenta alle opinioni degli altri, sempre accorta, garbata, curiosa di comprendere e di capire anche l'opinione di chi la pensava in maniera diversa. E poi ci sono il lavoro e la difesa del diritto al lavoro come matrice essenziale della sua vita. Credo che non sia stato un caso, ma forse una volontà di Dio, quella di vederlo protagonista per l'ultima volta a pochi giorni dalla sua scomparsa proprio in una piazza, a fianco ai lavoratori della Whirlpool. Lui è stato per l'intera esistenza a fianco a chi si batte per difendere il lavoro come tratto essenziale dell'identità e della vita di ciascuno. Era socialista, come spesso è stato richiamato in queste settimane. A me piace dire che la sua idea di socialismo era intrisa di umanesimo: un socialismo inteso come tentativo quotidiano di costruire una realtà diversa, in cui a ciascuno potesse essere offerta un'opportunità, in cui nessuno venisse lasciato indietro e in cui dappertutto, in ogni angolo del mondo, si potesse combattere per allargare i diritti, per dare più diritti a tutti. In conclusione, voglio ringraziarvi per le parole che avete voluto usare, senza differenze di colori, nel ricordo di questa personalità. Aggiungo chiaramente il cordoglio del Governo e l'impegno a tenere viva quella lezione: una lezione di natura costituzionale, che credo debba coinvolgerci tutti nelle prossime difficili e complicate sfide che il Paese dovrà affrontare. (Applausi) . Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2271 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, recante misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2271, già approvato dalla Camera dei deputati.