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Sottolinea altresì che l'articolo 14 prevede una serie di misure di natura fiscale conseguenti al ricorso, da parte dell'imprenditore, alla composizione negoziata, al fine di incentivarne l'utilizzo, analogamente a quanto avviene nelle procedure alternative al fallimento. Rileva poi che, secondo l'articolo 15, l'organo di controllo societario segnala, per iscritto, all'organo amministrativo la sussistenza dei presupposti per la presentazione della istanza di nomina dell'esperto. La disposizione precisa che la segnalazione deve essere motivata e trasmessa con mezzi che assicurino la prova dell'avvenuta ricezione e che la stessa contiene la fissazione di un congruo termine, non superiore a trenta giorni, entro il quale l'organo amministrativo deve riferire in ordine alle iniziative intraprese. Dopo essersi soffermato sull'articolo 16, relativo al compenso dell'esperto, determinato in percentuale sull'ammontare dell'attivo dell'impresa debitrice, illustra l'articolo 17, concernente la procedura di composizione negoziata da parte delle imprese di minori dimensioni. La disposizione consente di richiedere l'intervento di un esperto indipendente per cercare di risolvere situazioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario anche agli imprenditori che, svolgendo di attività di valore relativamente modesto, a normativa vigente risultano non soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo. Rende noto altresì che l'articolo 18 introduce e disciplina il concordato liquidatorio cosiddetto "semplificato", uno strumento alternativo alle attuali procedure concorsuali, al quale l'imprenditore può ricorrere nel caso in cui non sia possibile effettuare una composizione negoziata stragiudiziale della crisi dell'azienda. Le modalità di liquidazione del patrimonio, conseguente alla presentazione della proposta di concordato semplificato per cessione dei beni sono quindi disciplinate dal successivo articolo 19. Osserva in seguito che l'articolo 20 reca una serie di novelle alla legge fallimentare, intervenendo principalmente sulla disciplina del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti, nonché sulla disciplina inerente ai casi di modifiche sostanziali ai piani di ristrutturazione dei debiti che si rendano necessarie, ai fini dell'omologazione dell'accordo. Ulteriori novelle concernono il finanziamento della continuità aziendale nell'ambito delle procedure di concordato o di accordo di ristrutturazione. L'articolo prevede inoltre l'inserimento nella legge fallimentare della disciplina degli accordi di ristrutturazione ad efficacia estesa, della nuova disciplina della convenzione in moratoria e degli accordi di ristrutturazione agevolati. Si tratta di istituti già disciplinati dal Codice della crisi d'impresa e di insolvenza la cui entrata in vigore è differita dall'articolo 1 del decreto-legge. L'articolo 21 consente all'imprenditore che abbia ottenuto - entro il 31 dicembre 2022 - accesso al concordato "in bianco" o all'accordo di ristrutturazione dei debiti di depositare, nei termini già fissati dal giudice, un atto di rinuncia alla procedura, dichiarando di aver predisposto un piano attestato di risanamento. Dà indi conto dell'articolo 22, secondo cui il termine temporale - concesso dal giudice all'imprenditore in stato di crisi - per la presentazione, successiva al deposito del ricorso, dei documenti richiesti per la domanda di concordato è applicabile anche quando sia pendente il procedimento per la dichiarazione di fallimento. Fa notare poi che l'articolo 23, oltre a prevedere - fino al 31 dicembre 2021 - l'improcedibilità dei ricorsi per la risoluzione del concordato preventivo e dei ricorsi per la dichiarazione di fallimento relativi ai concordati preventivi con continuità aziendale omologati in data successiva al 1° gennaio 2019, stabilisce anche che l'istanza di nomina dell'esperto indipendente non possa essere presentata in pendenza del procedimento introdotto con domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione o ricorso per l'ammissione al concordato preventivo. Quanto al Capo II, l'articolo 24 reca disposizioni in materia di aumento del ruolo organico della magistratura ordinaria, mentre l'articolo 25 si propone di velocizzare le procedure di pagamento degli indennizzi per equa riparazione in caso di violazione della ragionevole durata del processo e delle altre somme dovute sulla base di titoli giudiziali tramite la digitalizzazione. Avviandosi alla conclusione, illustra l'articolo 26 che introduce una disciplina derogatoria, valida solo per l'anno 2021, in materia di assegnazione delle risorse del Fondo Unico Giustizia, prevedendo la riassegnazione immediata delle quote versate all'entrata del bilancio dello Stato nel 2020 agli stati di previsione del Ministero della giustizia e dell'interno. Tali risorse sono destinate al finanziamento di interventi urgenti volti al superamento dell'emergenza epidemiologica, alla digitalizzazione, all'innovazione tecnologica e all'efficientamento delle strutture e delle articolazioni ministeriali. Sottolinea infine che l'articolo 27 dispone in ordine alla entrata in vigore di alcune disposizioni del decreto, prevedendo che le disposizioni di cui agli articoli 2 e 3, commi 6, 7, 8 e 9, e gli articoli da 4 a 19, del decreto-legge, si applichino a decorrere dal 15 novembre 2021, mentre gli articoli 28 e 29 recano le disposizioni finanziarie e l'entrata in vigore. La senatrice MODENA ( FIBP-UDC ), relatrice per la 2ª Commissione, ad integrazione di quanto riferito dal correlatore Collina, sottolinea l'elevato carattere tecnico della materia e rende noto che sono già pervenute alcune richieste di audizione. Propone dunque di decidere sin d'ora come proseguire i lavori, con riguardo sia allo svolgimento di eventuali audizioni che alla fissazione di un termine per la presentazione degli emendamenti. Concorda il correlatore COLLINA, suggerendo di fissare a giovedì 9 settembre il termine entro il quale i Gruppi possono fare pervenire eventuali richieste di audizione. Su proposta del presidente OSTELLARI, le Commissioni riunite convengono di fissare quindi a giovedì 9 settembre, alle ore 10,30, il termine per avanzare richieste di audizione e a martedì 21 settembre, alle ore 10, il termine per la presentazione di ordini del giorno ed emendamenti. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva (UE) 2019/1 che conferisce alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri poteri di applicazione più efficace e che assicura il corretto funzionamento del mercato interno Doc n. 277 Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva (UE) 2019/1 che conferisce alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri poteri di applicazione più efficace e che assicura il corretto funzionamento del mercato interno (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1 e 6 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Esame e rinvio) Il presidente OSTELLARI, considerata l'imminente scadenza del termine per l'espressione del parere parlamentare, fissato al 14 settembre, chiede la disponibilità della rappresentante del Governo ad attendere che le Commissioni riunite si pronuncino anche successivamente, onde consentire un maggiore approfondimento.