[resaula]

Penso all'ambientalizzazione degli edifici con il superbonus al 110 per cento per ridurre anche l'utilizzo del riscaldamento all'interno delle abitazioni che, ricordiamolo, oggi produce ed è responsabile del 38 per cento dei gas serra; alla tutela e all'aumento delle aree verdi per contrastare la cementificazione scellerata prodotta negli ultimi anni; alla produzione di energie rinnovabili per diminuire la combustione di carbone, petrolio e gas, soprattutto ed anche per il sistema dei trasporti. A tal proposito, per il sistema dei trasporti, purtroppo non è stata una bella immagine né un buon esempio vedere i grandi della Terra al G20 non utilizzare una macchina elettrica (Applausi) . Allo stesso modo è stato imbarazzante non vedere oggi ancora nominato l'inviato speciale per il cambiamento climatico, che sarebbe stato essenziale in questi giorni e in queste ore alla COP26 di Glasgow. È positivo, invece, sempre a Glasgow, il progetto più che mai necessario di piantare 1.000 miliardi di alberi entro il 2030, soprattutto se aumentano le aree verdi nelle città rendendole più belle e pulite e contrastando il consumo di suolo. Sempre alla conferenza COP26 è stato fatto notare come il principale responsabile delle emissioni di CO2 sia la Cina - su questo siamo tutti d'accordo - con Stati Uniti e Unione europea ben distanziati. Tuttavia bisogna anche andare a guardare questi numeri e, come ho detto all'inizio di questo intervento, è un errore continuare ad andare avanti con quest'opera di deresponsabilizzazione, perché dobbiamo anche ricordare che la Cina ha quasi 1,5 miliardi di persone, mentre gli Stati Uniti 300 milioni e la quota pro capite di CO2 di ogni cittadino cinese è quasi la metà di quella di un cittadino americano. Non possiamo quindi più nasconderci dietro a certi numeri e ad una certa narrazione (Applausi) . Inoltre, per la serie non nascondiamo le responsabilità, abbiamo una responsabilità storica: la nostra rivoluzione industriale ci ha portato a produrre nell'ultimo secolo e mezzo una quantità di gas serra quattro volte superiore a quella della Cina. Parliamo di 200 miliardi di tonnellate di CO₂ della Cina contro i 900 miliardi dei Paesi OCSE. Ora dobbiamo cominciare a dare l'esempio ed è questa la strada, accompagnando alla rivoluzione verde i colossi economici emergenti. Anch'essi, evidentemente, hanno le loro responsabilità, ma devono essere accompagnati e aiutati anche dai Paesi occidentali. L'obiettivo dei 100 miliardi, di cui tanto si è parlato, che ancora non è stato attuato perché rimandato al 2023, va esattamente verso questa strada. Alla base di tutto questo c'è una responsabilità generale e soprattutto politica verso la transizione ecologica. Anche ogni singolo cittadino può fare però la propria parte fin da subito perché oggi, a differenza di ieri, abbiamo tutta una serie di conoscenze scientifiche che prima non avevamo. Il cittadino singolo può iniziare a consumare meno carne e più alimenti vegetali, utilizzare mezzi sostenibili e migliorare l'ambientalizzazione delle proprie abitazioni. Noi politici però non possiamo più nascondere la testa sotto la sabbia e dobbiamo cominciare a costruire le basi per garantire un futuro alle nostre generazioni. Parlo di futuro e non dico migliore perché oggi abbiamo la certezza scientifica di poter dire che se andiamo avanti così, con questi danni e questa crisi climatica, non sarà possibile avere un futuro migliore per le prossime generazioni perché non ci sarà un futuro per l'umanità. (Applausi) . Pertanto, Presidente, ritengo, in conclusione che sia necessario dare un segnale importante. Oggi stiamo facendo qualcosa di importante e sicuramente di fondamentale, ma da domani servono azioni concrete che dobbiamo realizzare tutti insieme, gli Stati, ma anche i singoli cittadini. Solo così, Presidente, potremo salvare il pianeta Terra e con esso il futuro dell'intera umanità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pisani Giuseppe. Ne ha facoltà. PISANI Giuseppe (M5S) . Signor Presidente, il disegno di legge al nostro esame, modificando l'articolo 9 della Costituzione, attribuisce alla Repubblica la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, la protezione della biodiversità e degli animali, la promozione di uno sviluppo sostenibile con un riferimento espresso all'interesse delle future generazioni. Esso esplicita chiaramente come nozione giuridica e come diritto civile, inserendola tra i principi fondamentali della Carta costituzionale, la tutela dell'ambiente che fino ad ora veniva interpretata come riferimento della tutela della salute. Da alcuni anni ormai il nostro pianeta manda segnali inequivocabili del malessere dell'ambiente, chiedendo di cambiare rotta alle nostre politiche, ma ancora non sembra chiara a tutti la portata dell'emergenza climatica che stiamo attraversando. Augusta, città in cui risiedo, in Provincia di Siracusa, come altre zone della Sicilia sud-orientale ha vissuto ore drammatiche per il passaggio del ciclone Apollo, che è stato l'espressione più grave e pericolosa del maltempo dei giorni scorsi e che ha provocato perdite di vite umane e ingenti danni materiali. Questi eventi meteorologici estremi non sono più occasionali e sporadici, ma destinati ad accadere con maggiore frequenza per effetto del riscaldamento dell'atmosfera provocato dall'inquinamento. Peraltro le emissioni inquinanti non rappresentano che uno degli aspetti del degrado ambientale, congiuntamente all'inquinamento del suolo e del sottosuolo, al dissesto idrogeologico, ai danni provocati dall'agricoltura intensiva, alla progressiva scomparsa di flora e fauna. È necessario che i decisori politici si impegnino più concretamente per ridurre l'inquinamento ambientale e spero che, come è già stato detto dalla collega Maiorino, alla Cop26 in corso a Glasgow si possano trovare maggiore coraggio e sinergia tra le Nazioni e si possa pervenire ad accordi più stringenti per contenere le emissioni climalteranti. È vero, come è stato detto ieri, che l'Europa è responsabile solo dell'8-9 per cento delle emissioni in atmosfera, ma è altrettanto vero, come ha giustamente detto il collega Toninelli poc'anzi, che Europa e Stati Uniti hanno cominciato per primi ad inquinare il pianeta, bruciando miliardi di tonnellate di combustibili fossili. Essi da soli sono responsabili di oltre il 50 per cento delle emissioni globali di tutti i tempi. Hanno cominciato per primi, hanno il dovere di essere i primi a cominciare a ridurre e a smettere. È anche il momento di smettere di essere un pianeta «bla bla bla», come dice Greta Thunberg, e di passare all'azione tutti insieme, perché non esiste salute degli uomini senza salute dell'ambiente in cui vivono. (Applausi) . Non esiste benessere degli uomini in un ambiente che non è salubre. Consapevoli della stretta correlazione tra qualità dell'ambiente e salute degli uomini, come membri della Commissione sanità del Senato abbiamo proposto l'inserimento nella Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza di misure finalizzate al conseguimento di una specifica ed adeguata formazione professionale sanitaria correlata all'inquinamento ambientale e di istituire all'interno dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie, unità operative multidisciplinari dedicate alla sanità ambientale.