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La tutela di cui al comma 1 mira a garantire alle persone appartenenti alle minoranze di cui al medesimo comma la pari dignità sociale, l'effettiva eguaglianza di trattamento, la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni dirette ed indirette, il godimento di specifici diritti linguistici e culturali nonché a rimuovere eventuali ostacoli economici, sociali e culturali che impediscono di fatto l'eguaglianza e la partecipazione alla ita sociale. 3. La Repubblica tutela le persone appartenenti alla minoranza di cui al comma 1 mediante le disposizioni di cui alla presente legge, nonché quelle previste dalle leggi e dai regolamenti adottati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano nell'ambito delle loro competenze, in attuazione e ad integrazione delle norme statali, nonché mediante le misure contenute nei piani d'azione per l'inclusione sociale dei Rom e dei Sinti adottati in attuazione dell’articolo 36. 4. Ai cittadini italiani appartenenti alla minoranza linguistica dei Rom e dei Sinti si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni della legge 15 dicembre 1999, n. 482, salvo quanto diversamente stabilito dalla presente legge e dai relativi piani di attuazione. Art. 2. (Applicazione delle norme di tutela ai cittadini, agli stranieri e agli apolidi. Parità di trattamento e applicazione di norme più favorevoli) 1. Le norme statali, regionali e locali che tutelano le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti si applicano a coloro che, tra le suddette persone, si trovano sul territorio della Repubblica e che sono cittadini italiani, ovvero, salvo quanto diversamente stabilito dalla presente legge, che sono cittadini di un altro Stato membro dell'Unione europea o cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea, inclusi i titolari dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria, ovvero apolidi, nel rispetto delle norme che regolano l'ingresso, il soggiorno, il trattamento e l'allontanamento dal territorio dello Stato. 2. Ogni persona appartenente alla minoranza dei Rom o dei Sinti riceve il medesimo trattamento riservato a tutti gli altri cittadini o, se si tratta di non cittadini, agli stranieri o agli apolidi, salvo che norme più favorevoli siano previste dalla presente legge, dalle sue norme attuative o dalle leggi regionali o provinciali di attuazione o di integrazione, ovvero da altre norme statali, regionali o locali. 3. L'applicazione di provvedimenti statali, regionali e locali che tutelano le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti non costituisce un onere eccessivo per l'assistenza sociale idoneo ad impedire o a far cessare il diritto di soggiorno nel territorio della Repubblica dei cittadini degli altri Stati membri dell'Unione europea e dei familiari extracomunitari con loro conviventi. Art. 3. (Diritto di ogni persona rom o sinta di scegliere se essere trattata anche come appartenente alla minoranza) 1. In conformità con l'articolo 3 della Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali, fatta a Strasburgo il 1° febbraio 1995 e ratificata ai sensi della legge 28 agosto 1997, n. 302, di seguito denominata «Convenzione-quadro», ogni persona che appartiene alla minoranza linguistica dei Rom e dei Sinti e che si trova nel territorio della Repubblica può esercitare individualmente ed in comunità con altre persone i diritti e le libertà previsti dalla presente legge, e ha il diritto di scegliere liberamente se essere o non essere trattata in quanto appartenente alla suddetta minoranza. Da tale scelta o dall’esercizio dei diritti ad essa annessi non può derivare alcun svantaggio a carico della persona che l’ha effettuata. 2. Le persone appartenenti alla minoranza linguistica dei Rom e dei Sinti che ne fanno richiesta possono avvalersi, anche in parte, dei diritti specifici previsti dalle disposizioni di tutela della minoranza medesima e possono rinunciarvi in qualsiasi momento. La richiesta di avvalersi della tutela o di rinunciarvi può essere presentata da ogni persona maggiore di età; per i minorenni è presentata da uno dei genitori che esercita la potestà genitoriale o dal tutore. Per gli incapaci, la richiesta è presentata dal tutore. Per le associazioni e le persone giuridiche, la richiesta è presentata dal legale rappresentante. 3. Ogni pubblica autorità ha il dovere di informare le persone appartenenti alla minoranza linguistica dei Rom e dei Sinti della facoltà di avvalersi delle norme specificamente previste a loro tutela dalle norme statali, regionali e locali. Art. 4. (Promozione dell'eguaglianza effettiva dei Rom e dei Sinti. Partecipazione attiva alla vita culturale, religiosa. sociale, economica e pubblica. Principio di sussidiarietà) 1. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, nonché tutti gli enti e società da essi promossi, costituiti o partecipati, promuovono in tutti i settori della vita economica, sociale, politica e culturale l'uguaglianza completa ed effettiva fra le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti e le altre persone, tenendo conto delle specifiche condizioni in cui esse effettivamente vivono, in conformità con l'articolo 4, comma 2 della Convenzione-quadro. 2. Nell'applicazione delle norme di tutela della minoranza dei Rom e dei Sinti sono rispettate l'identità e le specificità etniche, storiche, linguistiche e culturali che caratterizzano ogni gruppo appartenente alla suddetta minoranza. 3. L'eguaglianza delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, ferme restando le norme sull'ingresso e il soggiorno degli stranieri, è promossa ed applicata sia nel settore pubblico, compresi gli organismi di diritto pubblico, che nel settore privato, per quanto attiene: a) alle condizioni di accesso all'occupazione e al lavoro sia subordinato che autonomo, compresi i criteri di selezione e di promozione nonché le condizioni di assunzione, indipendentemente dal ramo d'attività e a tutti i livelli della gerarchia professionale; b) all'accesso a tutti i tipi e livelli di orientamento e formazione professionale, perfezionamento e riqualificazione professionale, inclusi i tirocini professionali; c) all'occupazione e alle condizioni di lavoro, comprese le condizioni di licenziamento e la retribuzione; d) all'affiliazione e all'attività in un'organizzazione di lavoratori o di datori di lavoro o in qualunque organizzazione i cui membri esercitino una professione particolare, nonché alle prestazioni erogate da tali organizzazioni; e) alla protezione sociale, comprese la sicurezza sociale e l'assistenza sanitaria; f) alle prestazioni sociali; g) all'istruzione ; h) all'accesso a beni e servizi e alla loro fornitura, incluso l'alloggio. 4. Nella elaborazione, promozione e attuazione di ogni misura finalizzata all'eguaglianza sostanziale delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, favoriscono le autonome iniziative di interesse generale promosse individualmente, o in modo associato, dalle persone appartenenti alla suddetta minoranza, in conformità con il principio di sussidiarietà previsto dall'articolo 118 della Costituzione. Art. 5.