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il quarto trimestre 2020 registra una contrazione del fatturato della ristorazione pari al 44,3 per cento in meno rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente mentre per l'intero anno si giunge ad una perdita complessiva del 36,2 per cento, pari a 34,4 miliardi di euro; nel 2020, secondo i dati di FIPE, solo a Roma hanno rinunciato alla partita IVA e non hanno più sollevato la saracinesca oltre 4.100 attività tra ristoranti, pub , wine bar , locali per aperitivi e pizzerie, mentre a Firenze si sfiora il migliaio; nel corso 2020 le presenze turistiche nel nostro Paese si sono ridotte del 54 per cento e questo ha prodotto una perdita di fatturato di circa 50 miliardi di euro, come riportato da FIPE; chi resiste sul mercato ha esaurito la liquidità e spesso anche i risparmi di famiglia; considerato che: in data 14 marzo la Guardia di finanza di Siena ha sequestrato 14 milioni di euro che sarebbero serviti a comprare esercizi commerciali nelle piazze più prestigiose dei centri storici, in bar e ristoranti nei centri storici di Siena, Firenze, Roma e Milano ; iniziative di vera e propria pirateria finanziaria e speculativa a danno degli esercizi commerciali sono da tempo denunciati da diversi attori del settore e organizzazioni, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della questione e se intendano assumere le necessarie iniziative, sia in ambito fiscale che tributario che di accesso al credito, al fine di sostenere le attività in forte difficoltà. Atto n. 3-02371 VERDUCCI BOLDRINI IORI COLLINA Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: con una nota stampa ufficiale della Regione Marche, lo scorso 10 marzo 2021 veniva annunciato lo stato evolutivo del piano di vaccinazioni nel territorio regionale, affermando che alla stessa data erano state "176.810 le dosi vaccinali consegnate alla Regione, di cui 155.014 quelle somministrate, per una percentuale dell'87,7%"; nelle stesse ore, a seguito di una richiesta di accesso agli atti da parte dei consiglieri regionali Anna Casini e Antonio Mastrovincenzo, il dirigente del servizio sanità della Regione Marche dava conto (protocollo n. 0261618) delle dosi di vaccino per COVID-19 pervenute alla data del 9 marzo 2021, differenti da quelle comunicate dal presidente della Giunta regionale, pari a un totale 211.740, così suddivise: 26.170 flaconi corrispondenti a 156.980 dosi di Pfizer-Biontech; 1.340 flaconi corrispondenti a 13.400 dosi Moderna; 3.760 flaconi corrispondenti a 41.360 dosi Oxford AstraZeneca; nella medesima missiva, specificava che le dosi complessive somministrate risultavano essere 146.317 alla stessa data; successivamente, l'11 marzo, con una nota stampa ufficiale, la Regione ribadiva la correttezza dei dati precedentemente comunicati dal presidente Francesco Acquaroli e dall'Assessore per la sanità Filippo Saltamartini e affermava che l'equivoco fosse "frutto di un conteggio interno delle dosi per flacone effettuato sulla base della massima sfruttabilità e non sulla base di quanto espresso nel foglietto illustrativo di ogni tipologia di vaccino"; faceva seguito un' errata corrige alla richiesta di accesso agli atti (protocollo n. 0261618 del 10 marzo 2021), con la quale veniva modificato il dato complessivo delle dosi vaccinali ricevute pari a 176.810, "applicando la metodologia di conteggio governativa" e "tenuto anche conto della mancata fornitura di vaccini programmata ma non avvenuta in data 8 marzo 2021", ovvero: 125.810 dosi di Pfizer-Biontech; 13.400 dosi Moderna; 37.600 dosi Oxford AstraZeneca; nel documento di errata corrige , tuttavia, non venivano indicati i flaconi ricevuti, ma soltanto le dosi; lo stesso non era sottoscritto dal dirigente dei servizio sanità della Regione, bensì da un suo sostituto; tuttavia, rimuovendo il dato presente in tabella riferito alla consegna, dichiarata non avvenuta, dell'8 e, si suppone, del 9 marzo 2021 di rispettivamente 975 e 3.510 flaconi Pfizer, ne risulterebbero quindi 21.685, ovvero 130.070 dosi, rimanendo ai dati ufficiali del servizio sanità della Regione, circa 10.000 in più di quelle dichiara nel documento di errata corrige e nel comunicato stampa ufficiale; al netto delle diverse correzioni e revisioni, le dosi totali risulterebbero pertanto pari a 181.070; tenuto conto che: per quanto riguarda il vaccino Oxford AstraZeneca, preso atto che siano stati ricevuti 3.760 flaconi, il dato rettificato pari a 37.600 dosi (anziché 41.360) sembrerebbe risultare quello corretto, laddove le confezioni consegnate siano quelle contenenti 10 dosi da 0,5 millilitri per ciascun flaconcino da 5 millilitri, come rinvenibile sul foglio illustrativo del medesimo vaccino reso disponibile dall'AIFA in data 2 febbraio 2021; dal flaconcino di Pfizer-Biontech, invece, come reso noto dall'AIFA il 28 dicembre 2020, dopo la diluzione che determina un quantitativo di 2,25 millilitri, è possibile estrarre 6 dosi da 0,3 millilitri; tale valore, nel determinarsi compatibile con il calcolo di dosi reso noto dal documento del dirigente del servizio sanità della Regione Marche (protocollo n. 0261618 del 10 marzo 2021), non risulta in linea, al contrario, con i dati comunicati dall' errata corrige , identici a quelli del comunicato ufficiale dei componenti della Giunta citati, laddove il rapporto tra flaconi e dosi ricavate in totale è pari a un valore al di sotto delle 5 dosi (circa 4,8) per ciascun flaconcino; considerato inoltre che: da quanto finora premesso, il rapporto tra dosi vaccinali somministrate e consegnate non risulta coerente con quello comunicato dalla Regione Marche al Governo e alla struttura commissariale, ovvero l'87,7 per cento al 10 marzo 2021, mentre calcolando i dati in possesso e dichiarati dal servizio salute della Regione Marche, con le dovute revisioni, sarebbe stimabile all'80,8 per cento; dal documento trasmesso in seguito alla richiesta di accesso agli atti, riportando altresì la distribuzione delle dosi per categoria, si evidenzia che sono state somministrate, alla data del 9 marzo 2021, soltanto 10.739 dosi AstraZeneca suddivise tra personale scolastico e forze dell'ordine; mentre, per le restanti Pfizer e Moderna, tra le diverse categorie, risultano somministrate 19.999 dosi a "operatori non sanitari del SSR pubblico e privato"; tenuto altresì conto che, da quanto risulta, nelle Marche meno della metà della popolazione con più di 80 anni è stata vaccinata e molti cittadini anziani sono stati messi al corrente dell'indisponibilità di dosi Pfizer e Moderna soltanto pochi momenti prima della somministrazione, costretti a rinunciare momentaneamente alla vaccinazione non essendo idonei a ricevere la tipologia AstraZeneca, si chiede di sapere: