[massime]

Procedimento civile - Mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali - Obbligatorietà nei giudizi di opposizione al decreto ingiuntivo - Denunciata irragionevole disparità di trattamento rispetto alla disciplina della negoziazione assistita - Disomogeneità delle fattispecie poste a confronto - Non fondatezza della questione.. È dichiarata non fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Verona in riferimento all'art. 3 Cost. - dell'art. 5, comma 4, lett. a ), del d.lgs. n. 28 del 2010, laddove prevede l'obbligatorietà del procedimento preliminare di mediazione nel giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo - sia pure dopo la pronuncia del giudice, ai sensi degli artt. 648 e 649 cod. proc. civ., sulle istanze di concessione e di sospensione della provvisoria esecuzione del decreto stesso - a differenza di quanto previsto per la procedura di negoziazione assistita che, secondo quanto disposto dall'art. 3, comma 3, lett. a ), del d.l. n. 132 del 2014, non deve essere esperita né nella fase monitoria né nel successivo, eventuale, giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo. La scelta legislativa - che, in riferimento alla conformazione degli istituti processuali, consente ampia discrezionalità - di trattare diversamente, con riguardo al giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, le due fattispecie, non è manifestamente irragionevole e arbitraria in quanto - pur presentando i due istituti processuali alcuni profili di omogeneità (il fine di favorire la composizione della lite in via stragiudiziale, la riconducibilità alle misure di Alternative Dispute Resolution -ADR, il costituire condizioni di procedibilità della domanda giudiziale), il procedimento di mediazione è connotato dal ruolo centrale svolto da un soggetto - il mediatore, terzo e imparziale - là dove la stessa neutralità non è ravvisabile nella figura dell'avvocato che assiste le parti nella procedura di negoziazione assistita. ( Precedenti citati: sentenze n. 77 del 2018, n. 164 del 2017 e n. 12 del 2016 ). È dubbia la riconducibilità della mediazione tributaria disciplinata dall'art. 17- bis del d.lgs. n. 546 del 1992 all'àmbito mediatorio propriamente inteso, per la mancanza di un soggetto terzo che - come avviene per quella delle controversie civili e commerciali disciplinata dal d.lgs. n. 28 del 2010 - svolga la mediazione, e ciò ne comporta anche l'impossibilità di ricondurla al modello di quella civilistica. ( Precedente citato: sentenza n. 98 del 2014 ).