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Il regolamento (UE) n. 653/2014 mira ad introdurre gradualmente le modalità di identificazione elettronica, prevedendo che dal 18 luglio 2019 gli Stati dovranno garantire che l'identificazione ufficiale dei bovini possa avvenire anche sulla base di un identificatore elettronico. Pertanto, fino a tale data occorre fare riferimento alla marca auricolare convenzionale e l'introduzione di tale sistema è facoltativo. L'ordinanza, quindi, viola le competenze riconosciute alla Provincia autonoma di Bolzano in materia di trasposizione delle norme europee, introducendo la diretta identificazione elettronica dei bovini senza il rispetto del limite temporale previsto dal regolamento (UE) n. 653/2014, mentre spetta alla Provincia autonoma dare attuazione sul proprio territorio alle norme dell'Unione europea. 9.- Con l'ultima censura la Provincia autonoma prospetta l'invasione delle competenze provinciali di cui agli artt. 8, primo comma, numero 21), 9, primo comma, numero 10), e 16 dello statuto speciale di autonomia, in relazione agli artt. 99, 100, 101 e 102 dello statuto medesimo. L'ordinanza all'art. 3, comma 7, prevede l'utilizzo esclusivo delle modalità informatiche presenti nella Banca dati nazionale dell'anagrafe zootecnica. Tale banca è disponibile solo in lingua italiana e di fatto la maggior parte di utenti della Provincia autonoma di Bolzano non vedrebbe tutelato il diritto all'utilizzo della propria madrelingua. In tal modo, sarebbero violate le disposizioni statutarie che parificano la lingua tedesca a quella italiana e garantiscono l'uso della madrelingua a tutti i cittadini della Provincia autonoma di Bolzano. 10.- Con atto depositato il 14 settembre 2015 si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che il conflitto sia dichiarato inammissibile o comunque non fondato. Assume la difesa dello Stato che le misure dettate con l'ordinanza in esame sono volte a rafforzare e uniformare su tutto il territorio nazionale le attività veterinarie dirette alla prevenzione, al contenimento e alla eradicazione delle malattie infettive trasmissibili, che rappresentano anche pericolose zoonosi per l'uomo. Ciò, anche nel rispetto della normativa europea in materia. Il Ministero della salute, infatti, come autorità centrale competente in materia di controlli ufficiali per la sicurezza alimentare e la sanità animale, ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 193 (Attuazione della direttiva 2003/50/CE relativa al rafforzamento dei controlli sui movimenti di ovini e caprini), ha ritenuto necessario, in base all'andamento epidemiologico documentato dal sistema di sorveglianza in atto, intensificare gli interventi di lotta nei territori non ancora sufficientemente indenni, e nel contempo rafforzare le misure di sorveglianza nelle aree ufficialmente indenni, al fine di tutelare la qualifica sanitaria acquisita. Le misure contenute nell'ordinanza ministeriale tengono conto delle raccomandazioni espresse dalla Commissione europea nei Report audit n. 6879/2013 e n. 8407/2010 del Food Veterinary Office. Ciò al fine di intervenire rapidamente con misure straordinarie nei territori in cui la persistenza delle malattie considerate ha raggiunto livelli che destano estrema preoccupazione. L'ordinanza prescrive per i territori non ufficialmente indenni misure straordinarie sulle modalità di allevamento, nonché sulle stalle di sosta dei commercianti, e prevede che le stesse misure possono essere attuate, sulla base della valutazione di rischio, nei territori già ufficialmente indenni, come quello della Provincia autonoma di Bolzano. Le uniche misure che riguardano indistintamente tutto il territorio nazionale sono: - l'assegnazione degli obiettivi ai direttori generali delle ASL (art. 2); - l'obbligo di concordare con il Ministro della salute il diradamento dei controlli (art. 2, comma 4); - la registrazione nella Banca dati nazionale degli animali già identificati elettronicamente (art. 3, comma 1); - l'uso dei sistemi informativi nazionali, anche tramite cooperazione applicativa (artt. 3, commi 6 e 7, 6, comma 8, 7, comma 5, e 9, commi 2 e 9). Queste disposizioni definiscono modalità rivolte a facilitare lo scambio di informazioni tra i diversi livelli dell'amministrazione e tra le diverse regioni, tramite l'informatizzazione degli adempimenti già previsti da norme previgenti, anche ai fini della tempestiva rendicontazione agli organi dell'Unione europea, cui è tenuto il Ministero della salute. Le altre misure per i territori ufficialmente indenni, quale è la Provincia autonoma di Bolzano sono facoltative e sono applicabili sulla base della valutazione di rischio del servizio veterinario territorialmente competente. L'Avvocatura dello Stato assume che l'ordinanza verte in materia di profilassi internazionale, con profili che coinvolgono la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, nonché per una residua parte la materia del coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale. Tutte materie che appartenendo alla potestà legislativa esclusiva dello Stato. L'ordinanza investe l'ambito dei controlli veterinari per la prevenzione e il contenimento della diffusione di malattie infettive degli animali attraverso il rafforzamento e l'armonizzazione delle modalità per lo svolgimento dell'attività dei servizi veterinari sugli allevamenti, sulla movimentazione di bestiame, sull'identificazione e registrazione dei capi. 10.1.- Con riguardo alle disposizioni oggetto di specifica censura il Presidente del Consiglio dei ministri ha osservato quanto segue. L'art. 2 dell'ordinanza ministeriale, che prevede che le Regioni e le Province autonome assegnano ai direttori generali delle ASL dei territori ufficialmente indenni l'obiettivo prioritario di mantenere la suddetta qualifica sanitaria, non lederebbe le competenze provinciali, limitandosi a ribadire una priorità per tutte le autorità competenti nazionali, ai sensi dell'art. 2 del d.lgs. n. 193 del 2005, per motivi di ordine sanitario ed economico. Tale previsione non interferisce con quanto previsto dall'art. 3-bis, comma 5, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), che riguarda i criteri di valutazione dell'attività dei direttori generali, in quanto il raggiungimento dell'obiettivo non è correlato all'attribuzione di indennità integrative. Quanto previsto dall'art. 3, in relazione all'identificazione degli animali e registrazione delle attività, non sancisce l'obbligo di identificare elettronicamente tutti gli animali, ma quello di registrare nella Banca dati nazionale dell'anagrafe zootecnica gli animali già identificati elettronicamente. Tale obbligo discende dalla natura dell'identificazione elettronica. Tale forma di identificazione rimane facoltativa.