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Sempre l'articolo 44 prevede che adottare per i single è possibile solo nei casi di rapporti stabili e duraturi tra chi vuole adottare e il bambino, in caso di grave disabilità del minore e nel caso sussista l'impossibilità di un affidamento preadottivo da parte di una coppia (ad esempio, non ci sono coppie idonee ad adottare il bambino o le coppie si rifiutano). Tale indirizzo contrasta però con l'orientamento, oggetto in passato di un ampio dibattito e recepito da convenzioni internazionali, secondo il quale l'adozione dovrebbe essere consentita anche ai singoli. Il riferimento, in particolare, riguarda l'articolo 6 della Convenzione europea in materia di adozione di minori, firmata a Strasburgo il 24 aprile 1967, resa esecutiva dalla legge 22 maggio 1974, n. 357, che prevede l'illimitata possibilità della persona singola di adottare un minore. È stata di recente approvata una riforma della legge sulle adozioni, tramite la legge n. 173 del 2015, che di fatto potrebbe rinforzare la possibilità per i single di adottare un minore modificando la legge n. 184 del 1983. Tale intervento legislativo, da un lato, garantisce al minore il diritto alla continuità affettiva, qualora l'affidatario volesse chiederne l'adozione, dall'altro prevede altri due casi in cui i single potrebbero riuscire ad ottenere un'adozione (in questo caso piena e legittimante): la condizione di single dovrebbe subentrare a seguito di una malattia o morte di uno dei coniugi o a seguito di una separazione. Il presente disegno di legge mira a fare ordine nella materia e a promuovere due obiettivi, entrambi riconducibili all'interesse del minore. Da un lato è necessario ampliare la platea dei possibili adottanti e dall'altro è opportuno porre fine ai pregiudizi ed adeguare l'impianto normativo all'evoluzione dei tempi e metterlo al passo con l'ordinamento di altri Paesi. Se il tribunale deve valutare i requisiti di coloro che si propongono come adottanti e, ai sensi dell'articolo 22, comma 5, della legge n. 184 del 1983, deve scegliere i soggetti che appaiono più in grado di corrispondere alle esigenze del minore, non sembra più opportuno ormai porre antistorici ostacoli pregiudiziali. Il disegno di legge consta di un unico articolo con cui si interviene su alcune disposizioni della legge n. 184 del 1983. Sostanzialmente, l'insieme degli interventi ha il risultato di ammettere le persone singole nell'ambito dei soggetti a cui è possibile affidare un minore ovvero che possono procedere all'adozione. Così il comma 1, lettera a) , numero 1), modifica l'articolo 4 della citata legge, aggiungendo, nel testo, accanto alla « famiglia affidataria » « la persona singola affidataria ». Mentre il numero 2) della medesima lettera a) sostituisce il comma 5- ter dell'articolo 4 della legge n. 184 del 1983, cambiando prospettiva. Attualmente si prevede che, se « durante un prolungato periodo di affidamento » il minore venga dichiarato adottabile e sussistano i requisiti previsti dall'articolo 6 (ovvero prima di tutto che gli adottanti siano « coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni ») allora sia possibile per la famiglia affidataria chiedere di poter adottare. Il disegno di legge, invece, prevede che « a seguito di un periodo di affidamento », nel caso in cui il minore « faccia ritorno nella famiglia di origine o sia dato in affidamento ad altra famiglia o ad una persona singola o sia adottato da altra famiglia o da una persona singola, è comunque tutelata, se rispondente all'interesse del minore, la continuità delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l'affidamento ». Il comma 1, lettera b), modifica l'articolo 5, comma 4, affiancando ancora « persona singola » a « famiglia ». Il comma 1, lettera c) , interviene sull'articolo 6, che disciplina i requisiti generali per l'adozione, aggiungendo tra essi l'ipotesi della persona singola « che, in relazione ad un periodo di affidamento, abbia già instaurato un legame affettivo significativo in virtù del rapporto stabile e duraturo consolidatosi con il minore ». La lettera d) modifica il comma 3 dell'articolo 10, che, nell'ambito della disciplina dell' iter di adottabilità, dispone che il tribunale possa disporre in ogni momento e fino all'affidamento preadottivo « ogni opportuno provvedimento provvisorio nell'interesse del minore, ivi compresi il collocamento temporaneo presso una famiglia », a cui il disegno di legge aggiunge « o una persona singola ». La lettera e) modifica l'articolo 22 della legge, in tema di « affidamento preadottivo ». Con la modifica si rende possibile la « presentazione della domanda da parte di persona singola » e, conversamente, si dispone che il tribunale scelga l'affidatario non solo « tra le coppie » ma anche « tra le persone singole ». Si aggiunge un periodo in cui si precisa che per « tutelare nel migliore dei modi il superiore interesse del minore, il tribunale dei minorenni considera in via prioritaria la domanda presentata dalla famiglia ovvero dalla persona singola al quale il minore è stato affidato ». Infine, la lettera f) interviene sull'articolo 25, nell'ambito della dichiarazione di adozione, anche qui chirurgicamente al fine di accostare la « persona singola adottante » ai « coniugi ».. 1 1 Alla legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 4: 1 al comma 5- bis, le parole: « la famiglia affidataria », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « la famiglia o la persona singola affidataria »; 2 il comma 5- ter è sostituito dal seguente: « 5-ter. Qualora, a seguito di un periodo di affidamento, il minore faccia ritorno nella famiglia di origine o sia dato in affidamento ad altra famiglia o ad una persona singola o sia adottato da altra famiglia o da una persona singola, è comunque tutelata, se rispondente all'interesse del minore, la continuità delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l'affidamento »; b all'articolo 5, comma 4, le parole: « famiglia affidataria » sono sostituite dalle seguenti: « famiglia o persona singola affidataria »; c all'articolo 6: 1 al comma 1 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « L'adozione è altresì consentita ad una persona singola che, in relazione ad un periodo di affidamento, abbia già instaurato un legame affettivo significativo in virtù del rapporto stabile e duraturo consolidatosi con il minore »; 2 al comma 2, dopo la parola: « coniugi » sono inserite le seguenti: « e la persona singola »; 3 al comma 7, la parola: « coniugi » è sostituita dalle seguenti: « soggetti di cui al comma 1 »; d all'articolo 10, comma 3, dopo le parole: « presso una famiglia » sono inserite le seguenti: « o una persona singola »; e all'articolo 22: 1 al comma 5 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: