[pronunce]

Quest'ultimo sarebbe evidenziato dal «rilevante squilibrio di carriera», poiché il sistema prevede, al fine di ottenere la qualifica di consigliere presso il TAR, un percorso temporale di otto anni per coloro che hanno superato il concorso di referendario TAR, peraltro identico a quello di consigliere di Stato tranne che per la mancata previsione di una quinta prova scritta in diritto internazionale e/o comunitario. Lo squilibrio deriverebbe inoltre dall'esclusione di qualsiasi riconoscimento di anzianità pregresse relative alla carriera di magistrati del TAR, al momento della nomina a consigliere di Stato ex art. 19, primo comma, numero 1 della legge n.186 del 1982. 3.- Nel giudizio davanti alla Corte costituzionale è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, che, nell'atto di intervento e nella memoria depositata nell'imminenza dell'udienza pubblica, ha chiesto che la questione di legittimità costituzionale in esame venga dichiarata inammissibile e, in subordine, manifestamente infondata. In primo luogo, la questione sarebbe inammissibile per le medesime ragioni già illustrate dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 272 del 2008. L'asserita deteriore collocazione nel ruolo non rileverebbe di per sé, ma solo in quanto incida su provvedimenti che siano fondati sulla posizione che i magistrati abbiano in ruolo. In subordine, la questione sarebbe manifestamente infondata. La difesa statale ritiene che la retrodatazione della nomina dei consiglieri di Stato vincitori di concorso non violi l'art. 3 Cost., poiché non configurerebbe un trattamento differente di situazioni eguali. Considerato che il reclutamento dei magistrati del Consiglio di Stato avviene per canali differenti e cioè per nomina governativa, per concorso e per anzianità nel ruolo del TAR, ben potrebbe giustificarsi una disciplina in tutto o in parte differenziata, «anche alla luce del principio costituzionale del favor per l'accesso concorsuale». 4.- All'udienza pubblica, le parti hanno insistito per l'accoglimento delle conclusioni formulate nelle difese scritte.1.- Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 19, primo comma, numero 3, della legge 27 aprile 1982, n. 186 (Ordinamento della giurisdizione amministrativa e del personale di segreteria ed ausiliario del Consiglio di stato e dei tribunali amministrativi regionali), nella parte in cui dispone che «i vincitori del concorso conseguono la nomina con decorrenza dal 31 dicembre dell'anno precedente a quello in cui è indetto il concorso stesso», in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione. Secondo il rimettente la citata disposizione sarebbe illogica e irragionevole, là dove riconosce, senza una comprensibile ragione, ai consiglieri di Stato vincitori di concorso una decorrenza giuridica della nomina diversa e più favorevole (in quanto anticipata) rispetto a quella riconosciuta ai consiglieri di Stato transitati per anzianità dai tribunali amministrativi regionali, il cui ingresso nei ruoli decorre dalla data del provvedimento di nomina. Per effetto di tale previsione, i magistrati del TAR transitati per anzianità al Consiglio di Stato, anche qualora abbiano nel frattempo svolto in concreto funzioni d'appello, sono posposti ai consiglieri di Stato vincitori di concorso. Questi ultimi maturerebbero un'anzianità fittizia, in virtù della contestata retrodatazione della nomina, in contrasto con la regola generale per le nomine di primo accesso al lavoro pubblico. Ciò in violazione del principio dell'accesso mediante concorso alle pubbliche amministrazioni, nonché dei principi di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione. 2.- In linea preliminare, va esaminata l'eccezione di inammissibilità della questione, sollevata dall'Avvocatura generale dello Stato. Secondo la difesa dell'interveniente, la questione sarebbe inammissibile per le medesime ragioni già illustrate da questa Corte nella sentenza n. 272 del 2008 e cioè per difetto di attualità della stessa, giacché i ricorrenti non subirebbero alcun concreto pregiudizio per effetto dell'applicazione della disposizione censurata. L'asserita deteriore collocazione nel ruolo non rileverebbe di per sé, ma solo in quanto incida su provvedimenti fondati sulla posizione in ruolo dei magistrati. 2.1.- L'eccezione è fondata. Analoga questione di legittimità costituzionale inerente all'art. 19, primo comma, numero 3, della legge n. 186 del 1982 è stata proposta all'attenzione di questa Corte in una precedente occasione. Il collegio rimettente era stato adito con ricorso da un magistrato del TAR con qualifica di consigliere (nelle more del giudizio, nominato consigliere di Stato nella quota riservata ai magistrati del TAR), per ottenere l'annullamento del decreto con cui era stato indetto un concorso per titoli ed esami a due posti di consigliere di Stato, al fine di non essere posposto nel ruolo ai vincitori del concorso indetto con il bando impugnato. Con la già citata sentenza n. 272 del 2008 (punto 4 del Considerato in diritto), questa Corte ha affermato che la questione prospettata dal ricorrente era «irrilevante nel giudizio principale per difetto di attualità della lamentata lesione», posto che «l'asserita deteriore collocazione nel ruolo», derivante dall'applicazione della norma censurata, «non rileva di per sé, ma solo in quanto incida su provvedimenti che siano fondati sulla posizione che i magistrati abbiano nel ruolo medesimo». Nel caso ora in esame, il collegio rimettente è chiamato a pronunciarsi sul ricorso proposto da alcuni consiglieri di Stato proveniente dai TAR avverso il provvedimento di nomina, retrodatato in applicazione della norma censurata, di due consiglieri di Stato vincitori di concorso, assunti in servizio ben più tardi dei ricorrenti. Non è impugnato alcun provvedimento da cui, per effetto della norma censurata, tragga origine la migliore posizione occupata nel ruolo dai consiglieri di Stato vincitori di concorso, né si prendono in considerazione provvedimenti applicativi, inerenti al conferimento di incarichi direttivi o al ruolo e alla composizione del collegio dell'udienza, occasione quest'ultima in cui i ricorrenti hanno dichiarato di aver appreso della loro posposizione in ruolo. E' dunque solo eventuale la lesione prospettata, da intendersi funzionalmente connessa alla asserita posposizione nel ruolo dei consiglieri di Stato provenienti dai TAR rispetto ai consiglieri vincitori di concorso, a seguito della nomina "retrodatata" di questi ultimi. Tanto si può desumere dalla peculiare e complessa organizzazione della giurisdizione amministrativa e, in particolare, del Consiglio di Stato, delineata con la legge n. 186 del 1982.