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Pensate che spesso questi bambini si trovavano ad avere dei problemi a rimanere nell'abitazione; spesso questi bambini non ricevevano neanche l'aiuto tramite la pensione di reversibilità della madre, perché ne fruiva il padre detenuto. Pensate che spesso anche per l'eredità si creava questo problema, nei confronti della quota di legittima del marito in quel caso incarcerato. Ecco perché abbiamo presentato questo emendamento. Voi parlate di contributo alle famiglie affidatarie. Attenzione su questo punto: va introdotta la riga che noi proponiamo di inserire con il nostro emendamento, in cui si fa riferimento alle famiglie affidatarie di cui all'articolo 4, comma 5- quinquies della legge 4 maggio 1983, n. 184, cioè alle famiglie affidatarie di orfani di femminicidio. Altrimenti voi darete un contributo a tutte le famiglie che hanno figli affidatari e quindi non daremo più una priorità e un aiuto ai bambini orfani di femminicidio. Nulla da togliere alle famiglie di buon cuore che hanno un figlio affidatario; ma non è il caso di sottrarre e dividere quelle briciole economiche che avete messo in questa legge, danneggiando in questo caso i bambini affidatari orfani di femminicidio. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.1, presentato dalla senatrice Cirinnà e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 8. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. CALIENDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo su entrambi gli emendamenti 8.0.1 e 8.0.2. In sintesi, credo che abbiamo fatto tanti discorsi oggi; ma se non approveremo l'emendamento 8.0.1, vorrà dire che avremo parlato di aria fritta. Questo infatti è l'unico emendamento che introduce misure di prevenzione, ossia di educazione culturale degli uomini maltrattanti. Voi voterete contro tale emendamento e mi rendo conto che lo fate per ragioni politiche, ma, per favore, leggetelo. Con questo emendamento si propone che le Regioni assumano determinate iniziative sotto il profilo dell'educazione rivolta a coloro che commettono questi reati. L'emendamento 8.0.2 è volto a garantire soccorsi e assistenza socio-sanitaria alle donne vittime di violenza e a garantire che tutto avvenga in condizione di riservatezza e di segretezza. Tutto questo non vi interessa, perché comunque voterete contro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.1, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.2, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 9, su cui sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, l'emendamento aggiuntivo 9.0.4 (testo 2) introduce nel nostro ordinamento l'articolo 604- quater in materia di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione di genere. La ratio che ispira tutto questo disegno di legge sul codice rosso è quella di contrastare ogni forma di discriminazione e di violenza di genere e di introdurre nel codice penale e nel codice di procedura penale disposizioni che accelerino le procedure e facilitino la repressione e la prevenzione di tali reati. Abbiamo già visto che la Convenzione di Istanbul è stata dimenticata nella formulazione di queste norme. Per queste e per altre motivazioni, che sono emerse in Commissione, è stato presentato l'emendamento 9.0.4 (testo 2), che inserisce all'interno del codice penale il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione di genere, al fine proprio di reprimere le condotte di chi propaganda idee fondate sulla superiorità e sull'odio di genere, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi di genere. Vorrei far notare che questo testo è stato sottoscritto trasversalmente da tutte le opposizioni perché il suo contenuto non può che essere largamente condiviso. Si tratta infatti di una miglioria della legge che è al di fuori delle connotazioni politiche e che è sorretta esclusivamente dal buon senso. A quanto pare però per la maggioranza la violenza contro le donne è una battaglia da combattere solo a parole; per me e per tutti i colleghi dell'opposizione è una battaglia di civiltà da vincere con i fatti, come abbiamo dimostrato sottoscrivendo tutti l'identico testo aggiuntivo, al di là dell'appartenenza politica. L'emendamento proposto introduce quindi questo nuovo reato. È una proposta semplice, concreta, su cui tutti dovrebbero essere d'accordo. In Commissione non abbiamo trovato alcun ascolto: spero che invece questo ascolto da parte della maggioranza ci possa essere da parte dell'Assemblea. Lo riproponiamo a tutta l'Assemblea sperando almeno che qualcuno lo legga prima di votare contro, come purtroppo prevediamo. (Applausi della senatrice De Petris). CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, in parte il senatore Grasso ha già richiamato quanto avvenuto in Commissione. Avevo presentato un emendamento che parificasse, signori del Governo, la discriminazione di genere a quella razziale, ritenendo che solo alzando il livello di condanna, anche soltanto della discriminazione indipendentemente dalla realizzazione di un determinato reato, potesse essere finalmente introdotta una cultura diversa del nostro Paese. Signori Ministri, in Commissione il Sottosegretario ci ha detto che il Governo non è d'accordo a parificare la discriminazione di genere con le discriminazioni razziali. Io sono rimasto abbastanza perplesso, quindi ho detto che avrei ritirato l'emendamento per poi ripresentarlo in Aula (come ho fatto); nello stesso tempo però il presidente Grasso e la senatrice Unterberger hanno deciso di ripresentare lo stesso testo - che io ho firmato - facendo riferimento esclusivamente alla discriminazione di genere e pertanto mi ritrovo ad aver sottoscritto due emendamenti. Io resto fermo nelle mie opinioni e, se fosse possibile, vorrei che il Ministro intervenisse nel dibattito quantomeno per dire che occorrerà fare una riflessione sulla equiparazione tra discriminazione razziale e di genere. Se invece si vuole mantenere questa distinzione, quantomeno che ci si impegni su un prossimo emendamento. Signor Ministro, ho capito che non volete far passare alcun emendamento e far approvare questo testo, che sarà sbagliato in alcune parti;