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Il progetto è stato elaborato a livello europeo ed è stato via via affinato. Il lavoro in team è stato costruttivo, sono state ascoltate tutte le esigenze ed è stato trovato il modo di soddisfarle tutte. Abbiamo così una soluzione che è interoperabile a livello mondiale, nonostante i diversi sistemi sanitari e le diverse implementazioni dell' app da Paese a Paese. Per quanto riguarda l'Italia e l' app Immuni, se siamo stati i primi a implementarla possiamo finalmente dire che non dobbiamo considerarci inferiori a nessuno. Le recensioni dell'app da parte degli esperti sono ottime, come quelle di Roberto Pezzali, giornalista e sviluppatore di applicazioni web , di Giorgio Bonfiglio, ingegnere e cloud architect e persino Matteo Flora, solitamente molto critico, ha aggiudicato Immuni la migliore applicazione degli ultimi cinque anni: è bella perché anche un' app può essere un'opera d'arte, fatta bene oltre qualsiasi tipo di aspettativa ed è a codice... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. Le do ancora un minuto. Se ha ancora tanto da leggere, può anche consegnare il testo, se ritiene, altrimenti prosegua pure, le do un minuto aggiuntivo, ma non oltre. MANTOVANI (M5S) . Ed è a codice sorgente aperto, come dovrebbe essere qualsiasi programma informatico della pubblica amministrazione. È stata infine sostenuta un'ultima provocazione: secondo alcuni, uno Stato serio avrebbe messo per sei mesi la privacy in secondo piano. Presidente, colleghe e colleghi, chiariamo bene questo aspetto: la privacy è uno dei concetti cardine in Occidente e specialmente in Europa e dimostrare che si può essere rispettosi della privacy anche in un momento come questo è sicuramente un plus che ci fa capire che siamo veramente in un Paese democratico. Per concludere, non si deve certo considerare questa app una soluzione salvifica, piuttosto un accessorio di civiltà che, insieme alla mascherina, ci permetterà una convivenza civile più rispettosa gli uni verso gli altri. Invito tutte le colleghe senatrici e i colleghi senatori a installare e testare l' app Immuni. (Applausi). PRESIDENTE . La ringrazio, faremo tesoro del suo invito. Dichiaro chiusa la discussione generale. Onorevoli colleghi, prima di passare alle repliche, la Presidenza dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma primo del Regolamento, gli emendamenti 1.0.1, 1.0.2, 1.0.4, 2.1, 2.0.2, 2.0.3, 2.0.4, 2.0.5, 2.0.6, 2.0.7, 2.0.8, 2.0.9, 3.56, 3.0.1, 5.6, 7.0.1, 7.0.2 (testo 2) e 7.04, in quanto estranei all'oggetto del decreto-legge. La Presidenza dichiara inoltre improponibili, ai sensi della medesima norma regolamentare, gli ordini del giorno G2.10 e G5.1, che riproducono il contenuto di emendamenti estranei all'oggetto del decreto-legge, già dichiarati improponibili in Commissione, nonché l'ordine del giorno G5.201. Con riferimento ai subemendamenti presentati, infine, la Presidenza dichiara inammissibili le proposte 3.5 (testo 3)/200 e 5.1 (testo 3)/200, in quanto non incidono sul testo dell'emendamento al quale si riferiscono, ovvero aggiungono disposizioni estranee per materia. Ho avuto segni da parte di tutti i relatori, sia di maggioranza che di opposizione, di rinunciare alla replica, mentre per pochi minuti mi ha chiesto di intervenire il Ministro competente, a cui do volentieri la parola. PISANO, ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, ho ascoltato con grande interesse il confronto sul testo del provvedimento e le vostre valutazioni sui passi compiuti lungo il percorso che ho relazionato durante le scorse settimane presso le competenti Commissioni di Senato e Camera dei deputati. L'obiettivo era ed è quello di contribuire insieme a contenere la diffusione del Covid-19, ricorrendo più di prima a strumenti di innovazione. In più occasioni ho affermato che l'adozione del sistema di notifica delle esposizioni al virus e ai potenziali rischi connessi sarebbe dipesa dall'approvazione di una norma primaria, di una legge, a mio avviso, indispensabile per delimitare il campo e le modalità di azione, oltre che per fornire ai cittadini e agli utenti il necessario quadro di garanzie anche sotto il profilo della privacy. Ai vostri timori ci sono delle risposte all'interno dell'articolo 6, per quanto riguarda i dati che si scambiano le applicazioni, che sono dei codici alfanumerici attraverso i quali non è possibile risalire all'identità dei cittadini. I dati vengono conservati in un cloud della pubblica amministrazione e in Italia; non c'è stata alcuna gara d'appalto, il codice è stato ceduto in licenza d'uso gratuito e perpetuo. Che per l' app Immuni siano state volute modalità e che scaricarla sul proprio telefono cellulare sia una scelta volontaria indica la volontà mia e del Governo di porre la tecnologia al servizio della tutela della salute, senza rinunciare alla protezione della libertà individuale e in un quadro di sicurezza. Tengo a sottolineare che sulla norma oggi in discussione il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole e ha ritenuto il sistema di notifiche di esposizioni coerente con i principi e le disposizioni in materia di protezione dei dati personali. Immuni è uno strumento particolarmente utile in questa fase di progressiva ripresa di tante attività: permetterà di notificare agli utenti se sono stati esposti a rischi di possibile contagio della forma di coronavirus a causa della quale sono cambiate molte delle nostre abitudini. Dopo il periodo dei movimenti limitati questo strumento è e sarà uno dei mezzi che consentirà a ciascuno di noi di ampliare in condizioni di maggiore sicurezza il proprio raggio di azione, seppure con le dovute cautele che conosciamo: lavarci le mani, rispettare le distanze di sicurezza e tenere la mascherina. Ci sarà utile perché più siamo e più saremo a dotarcene, più Immuni spezzerà la catena del contagio. Chi saprà di essere entrato in contagio con il virus potrà rivolgersi al Servizio sanitario per sottoporsi a esami e - se necessario - ricorrere a cure la cui efficacia può trarre beneficio dalla tempestività. Come ho avuto modo di dire in passato, non sarà la soluzione di tutti i problemi; è parte di una strategia più complessa, per la quale dobbiamo dire grazie innanzitutto ai medici e all'insieme del personale sanitario che, con sacrificio e costi anche di vite umane, ha lavorato ammirevolmente in questi mesi al servizio della collettività. (Applausi). Colgo quest'occasione per ricordare che il sistema di notifiche deriva dal lavoro e dalla leale collaborazione tra organi centrali e non centrali dello Stato. A ognuno di essi va il mio ringraziamento e, in particolare, ringrazio il Parlamento che, tramite le Commissioni, ha fornito valutazioni, espresso pareri e offerto spunti di riflessione che hanno arricchito l'attività svolta e consentito il rapido procedere.