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Articolo 23 (Bilancio consolidato) Primo comma. In linea con la vigente disciplina di bilancio, il presente comma estende ai conti consolidati le regole di rilevazione delle operazioni e di trattamento delle differenze cambio stabilite dall'articolo 21 per la redazione dei conti annuali delle imprese. Secondo comma. La disposizione chiarisce che le differenze cambio derivanti dalla conversione del patrimonio netto, denominato in valute aderenti, delle imprese controllate incluse nel consolidamento devono essere imputate alle riserve consolidate, conformemente quindi a quanto prescritto dalla disciplina generale di settore (cfr. articolo 32, comma 6, primo periodo, del decreto legislativo n. 87 del 27 gennaio 1992). Sezione III (Disposizioni speciali per le imprese di assicurazione) Articolo 24 (Criteri di rilevazione delle operazioni e di trattamento delle relative differenze cambio) Premessa. Il presente articolo dà attuazione, per le imprese di assicurazione, all'articolo 9 della legge delega. Esso fissa i criteri da adottare per la rilevazione delle operazioni in corso attive e passive (comprese quelle "fuori bilancio") il cui valore è funzione dei tassi di cambio irrevocabilmente fissati tra le valute aderenti e l'euro e regolamenta le modalità di trattamento delle conseguenti differenze cambio. La necessità di prevedere una disciplina particolare per il settore assicurativo è giustificata dalla specificità della normativa contabile di settore, contenuta nel D. Lgs. n. 173 del 26 maggio 1997, che ha dato attuazione alla direttiva comunitaria n. 91/674 in materia di conti annuali e consolidati delle imprese di assicurazione. Primo comma. Il comma individua l'ambito di applicazione soggettivo ed oggettivo dell'articolo. Quanto all'individuazione dei soggetti si è fatto riferimento al medesimo ambito previsto per l'applicazione delle disposizioni del citato D. Lgs. n. 173/97. Per quanto riguarda invece l'ambito oggettivo sono stati individuati i bilanci d'impresa redatti a partire dall'esercizio chiuso al 31 dicembre 1998. Poichè l'articolo 11 del D. Lgs. n. 173/97 fissa obbligatoriamente il termine dell'esercizio sociale delle imprese di assicurazione al 31 dicembre di ogni anno, non si prevede la possibilità di un esercizio in corso al 31 dicembre 1998. Secondo comma. Il comma regola i criteri di rilevazione delle operazioni denominate nelle valute aderenti o comunque variabili in funzione del loro tasso di cambio. Il contenuto del comma riproduce quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 18, applicabile alle imprese in genere. S'impone l'adozione dei rispettivi tassi di conversione per la traduzione in moneta di conto degli elementi monetari il cui valore sia variabile in funzione dell'andamento dei tassi di cambio delle valute aderenti. Al riguardo è opportuno precisare che tutte le tipologie di riserve tecniche di cui agli articoli 31, 38 e 39 del decreto legislativo n. 173/97 rientrano nella definizione di "elementi monetari" fornita all'articolo 1 del presente decreto. L'adozione dei medesimi criteri di rilevazione previsti per la generalità delle imprese è in linea con il vigente quadro normativo comunitario e nazionale, considerata l'assenza, sia nella direttiva contabile del settore assicurativo sia nella legislazione di attuazione, di specifiche disposizioni in materia di trattamento delle poste in valuta. Anche in relazione al settore assicurativo, peraltro, occorre precisare che nulla cambia rispetto a prima per quanto riguarda la conversione in moneta di conto delle operazioni in corso rappresentate da elementi non monetari, anche se rientranti nella contabilità plurimonetaria eventualmente tenuta. Tuttavia, tenuto conto della normativa di bilancio delle imprese assicuratrici, è stato previsto che i tassi di conversione si applicano anche agli elementi non monetari iscritti, ai sensi dell'articolo 24 del D. Lgs. n. 173/97, nella classe D) "Investimenti a beneficio di assicurati dei rami vita i quali ne sopportano il rischio e derivanti dalla gestione dei fondi pensione" dell'attivo patrimoniale. Per tali attivi, infatti, il comma 8 dell'articolo 16 del suddetto decreto ne stabilisce l'iscrizione in bilancio al valore corrente. In pratica, tutte le poste in valuta della classe D) - monetarie e non monetarie - vanno tradotte in lire applicando i tassi di conversione. Terzo e quarto comma. I commi disciplinano il trattamento delle differenze cambio determinate ai sensi del comma precedente. Analogamente a quanto prescritto in materia di rilevazione delle operazioni, anche in tale ambito sono state riprese - mediante rinvio - le soluzioni già individuate per la generalità delle imprese. Per le differenze cambio relative agli investimenti iscritti nella classe D) sopra indicata, in linea con la prescrizione del comma 2 e con il trattamento contabile ad esse riservato dalla normativa assicurativa, è stata prevista esclusivamente la possibilità di inclusione delle differenze cambio nel conto economico dell'esercizio. In considerazione dei poteri conferiti all'ISVAP in materia di disciplina contabile e di bilancio delle imprese di assicurazione dall'articolo 6 del D. Lgs. n. 173/97 , non si è proceduto, analogamente a quanto previsto per la Banca d'Italia, all'individuazione delle voci del conto economico e dello stato patrimoniale nelle quali iscrivere le differenze cambio. Quinto comma. Il comma disciplina, mediante rinvio, la rilevanza tributaria delle differenze cambio analogamente a quanto previsto per la generalità delle imprese, e le relative modalità di iscrizione nello stato patrimoniale. Sesto comma. Il comma fissa l'obbligo di indicare nella nota integrativa, con specifico riferimento alle operazioni di cui ai commi 3 e 4, i criteri utilizzati, l'ammontare complessivo delle differenze positive e di quelle negative e gli importi iscritti in bilancio. Anche in questo caso, la disciplina di dettaglio riguardante la collocazione delle informazioni nella nota integrativa è rimessa, per competenza, all'ISVAP. Settimo comma. Poichè il comma 7 dell'articolo 16 del D. Lgs. n. 173/97, richiede l'indicazione nella nota integrativa del valore corrente degli investimenti iscritti alla classe C) "Investimenti", valutati in bilancio in base al criterio del costo di acquisto o di produzione, il comma precisa che a tal fine va applicato, indipendentemente dalla natura monetaria degli elementi, il rispettivo tasso di conversione. Articolo 25 (Bilancio consolidato) L'articolo precisa che al bilancio consolidato sono applicabili le disposizioni previste per il bilancio d'esercizio e fissa la modalità di imputazione delle differenze derivanti dalla conversione del patrimonio netto denominato in una valuta aderente, delle imprese consolidate. Tali differenze vanno imputate a patrimonio netto utilizzando l'apposita voce "Riserva di conversione" dello schema di stato patrimoniale, in linea con le disposizioni già vigenti in materia. Sezione IV (Disposizioni speciali per i fondi pensione) Articolo 26 (Adozione dell'euro quale moneta di conto) L'articolo precisa che si applicano anche ai fondi pensione le disposizioni relative all'adozione dell'euro quale moneta di conto (articolo 16), ivi inclusa la facoltà di redigere e pubblicare in euro tali documenti a prescindere dalla valuta utilizzata nella contabilità.