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collocandosi come tramite tra i produttori ed i pubblici esercizi, e svolgendo pertanto un ruolo inderogabile, in quanto provvedono all'acquisto all'ingrosso direttamente dalle aziende produttrici dei prodotti alimentari e delle bevande, garantendone il loro corretto immagazzinamento e stoccaggio, e provvedendo alla successiva e tempestiva fornitura ai singoli esercizi commerciali (strutture ricettive, ristoranti, gelaterie, pasticcerie e bar) che non detengono una struttura logistica e finanziaria per rivolgersi direttamente al settore industriale della produzione; il comparto della distribuzione nell'attuale contingenza pandemica ha assunto un ruolo di garanzia nei confronti del canale Ho. Re. Ca. configurandosi come una sorta di "ammortizzatore sociale e finanziario" dell'intera filiera; si evidenzia che i distributori acquistano direttamente i prodotti con termini di pagamento a 30/60 giorni, mentre agli esercenti assicurano dilazioni e maggiori termini di pagamento sino a 180 giorni: queste dinamiche sintetizzano in maniera eloquente il sistema che condiziona l'operatività del comparto ed il ruolo di garanzia svolto dai distributori, in ragione del fatto che gli esercizi commerciali di destinazione del prodotto si configurano in ditte individuali, micro e piccole imprese, che non detengono gli strumenti per far fronte ai loro impegni finanziari in altro modo e con termini più stringenti; il ruolo di supporto e di garanzia dei distributori si palesa anche nella concessione ai pubblici esercizi, a titolo di comodato gratuito, di macchinari ed attrezzature indispensabili per l'esecuzione delle attività, il cui acquisto risulterebbe particolarmente gravoso per ristoranti, gelaterie, pasticcerie e bar: si fa riferimento, ad esempio, a macchine da caffè, frigoriferi per la conservazione di prodotti congelati e surgelati ed altre attrezzature connesse alla conservazione delle derrate che hanno un costo di mercato particolarmente impegnativo; i distributori di prodotti alimentari e di bevande nella filiera Ho. Re. Ca. sono vistosamente esposti sia nei confronti dei loro clienti (ristoranti, gelaterie, pasticcerie e bar) sia nei confronti del sistema creditizio, perché obbligati a rispettare i contratti di fornitura stipulati e sostenere i costi dei prodotti forniti dai propri fornitori (le società di produzione agricole ed industriali); negli ultimi 14 mesi in ragione della variabilità della mappatura nazionale correlata ai dati del contagio e ai condizionamenti di questa sulle dinamiche degli ordini, i distributori hanno dovuto gestire e smaltire quintali di derrate alimentari deperite e scadute, già regolarmente pagate, maturando una perdita che si attesta intorno allo 0,75 per cento dell'ammontare del fatturato calcolato nell'anno 2020; le aziende del comparto hanno fatto inevitabilmente ricorso alle misure di integrazione salariale per i propri lavoratori, continuando però nel contempo a sostenere ingenti costi fissi, in primis i canoni di locazione, le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria di macchinari, impianti e mezzi di trasporto, le spese per utenze (telefono, luce, acqua e gas), le spese di energia elettrica per mantenere i prodotti freschi (più 4°) e surgelati (meno 20°) ed il pagamento di imposte locali, quali la tassa comunale sui rifiuti solidi urbani che viene calcolata sulla superficie dei locali e non sulla effettiva quantità dei rifiuti prodotti e come è noto non tiene conto del rallentamento dell'operatività delle strutture commerciali; alla luce delle previsioni di comparto, appare verosimile che nell'arco del prossimo biennio circa il 50 per cento delle aziende rischia la chiusura in ragione dell'insostenibilità delle condizioni di impresa e del crollo dei ricavi: la conseguenza inevitabile si colloca nel fatto che si avrà una perdita del gettito IVA (formulata su un calcolo di incidenza medio del 10 per cento sul fatturato 2019), pari a 800 milioni annui, a cui si aggiunge una perdita delle entrate per l'erario relativa alle imposte sugli utili di impresa pari a circa 300 milioni (formulata su un calcolo di incidenza del 4 per cento sul fatturato 2019), a cui andranno inevitabilmente a sommarsi gli oneri in capo all'erario relativi agli ammortizzatori sociali, in primis la Naspi, per circa 25.000 impiegati del comparto, che si colloca in un valore medio-indicativo in circa 600 milioni di euro. Il rischio per le casse dello Stato si configura in ammanco annuale di circa 1 miliardo e 800 milioni di euro; per il comparto rappresenta un dato non trascurabile l'ammontare dei crediti non riscossi che nello scenario pandemico sembra attestarsi intorno ad una percentuale di circa il 5 per cento sul fatturato complessivo: pertanto appare ipotizzabile l'ammontare di circa 800 milioni di crediti non riscossi da parte delle aziende del comparto; un ulteriore elemento di criticità si colloca nell'ammontare della merce deperita o scaduta, dunque inutilizzabile, in giacenza nei magazzini delle imprese del comparto in ragione di ordini di acquisto non confermati. In un'analisi approssimativa, l'ammontare della merce deperita si attesterebbe, nello scenario pandemico, intorno allo 0,75 per cento dell'ammontare del fatturato calcolato nell'anno 2020, con un valore configurabile in circa 75 milioni di euro annui; il comparto dei distributori del canale Ho. Re. Ca, risulta essere, particolarmente in questa congiuntura economico-sociale, quello più esposto alle incursioni illecite: sussiste una precisa strategia criminale tesa a colonizzare il comparto, mediante irrorazione di liquidità nelle aziende distributrici che risultano in difficoltà e la successiva acquisizione delle stesse ed il conseguente approdo, attraverso i canali di distribuzione, ai pubblici esercizi di somministrazione (in particolare ristoranti) che, stando ai dati elaborati negli ultimi 14 mesi, risultano essere i bersagli per eccellenza, poiché è forte l'interesse illecito in ragione delle possibilità offerte in termini di riciclaggio di denaro e di penetrazione nella società civile; la filiera Ho. Re. Ca. , ed in particolare il segmento della ristorazione, risulta, dunque il bersaglio per eccellenza della scalata criminale alle realtà economiche, pertanto proprio per esorcizzare la deriva illecita delle aziende, sarebbe auspicabile inquadrare in un'ottica prospettica talune misure di sostegno e di supporto oltre che di sensibilizzazione sul tema; considerato che: il comparto della distribuzione di prodotti alimentari e di bevande, principalmente per il canale Ho. Re. Ca, in ragione della natura della filiera entro cui si inserisce e la correlazione tra molteplici altri comparti, come quello della produzione artigianale ed industriale e quello del turismo e della ricettività, rappresenta un segmento strategico su cui appare opportuno operare un riferimento e delineare delle misure di intervento specifiche e dettagliate che trovino spazio nell'ambito del PNRR, sebbene sia stata registrata l'assenza all'interno del Piano di qualsiasi riferimento al segmento economico del commercio, in particolare quello all'ingrosso;