[resaula]

sebbene la Corte non si pronunci sull'attendibilità scientifica di tali sindromi, dalla decisione emerge il forte disvalore verso il loro impianto teorico e, soprattutto, in relazione alla loro idoneità a radicare forti pregiudizi nei confronti del genitore affidatario, in questo caso, della madre; pregiudizi tali da offuscare, nell' iter argomentativo della Corte d'appello di Venezia, la necessaria valutazione della corrispondenza delle decisioni in materia di affido all'interesse della minore, fino a configurare a carico della madre, afferma assai significativamente la Corte, una "colpa d'autore"; considerato che: la cosiddetta sindrome di alienazione parentale non è riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale e il suo utilizzo in sede giudiziaria, soprattutto per il tramite di consulenze tecniche, è stato ripetutamente stigmatizzato, sia dalle competenti istituzioni in seno all'ONU, sia da parte del GREVIO in seno al Consiglio d'Europa, in relazione all'applicazione della Convenzione di Istanbul; infatti, l'uso strumentale di tali inesistenti patologie si intreccia, troppo spesso, con dinamiche di violenza, anche assistita, in ambito familiare; e troppo spesso accade che il genitore abusante o violento riesca ad ottenere l'affido del figlio o della figlia, proprio travisando la condotta dell'altro genitore (di regola e molto più spesso: la madre ed ex compagna) alla luce di siffatte inesistenti patologie; anche il Ministro della salute, rispondendo, in data 29 maggio 2020, all'interrogazione 4-02405, ha da un lato confermato l'assenza di qualsivoglia riconoscimento scientifico della cosiddetta PAS; e, dall'altro, ha rinviato alle competenze del Ministero della giustizia per "intraprendere le adeguate iniziative finalizzate a garantire che, nelle sedi processuali, non vengano riconosciute patologie prive delle necessarie evidenze scientifiche, tanto più pericolose perché aventi ad oggetto decisioni in materia di minori"; alla luce della richiamata pronuncia della Corte di cassazione, un intervento del Ministero della giustizia appare vieppiù improrogabile, nelle forme consentite dal vigente ordinamento giudiziario e dalla vigente normativa processuale in materia di selezione e validazione della professionalità dei consulenti tecnici, si chiede di sapere: quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo per dare seguito alla pronuncia della Corte di Cassazione richiamata; se, in particolare, intenda valutare l'opportunità di disporre dei propri poteri ispettivi di legge presso le competenti sezioni dei Tribunali e delle Corti d'appello della Repubblica, onde verificare l'effettiva incidenza sulle decisioni in materia di affidamento di minori dell'utilizzo, da parte dei giudici e dei consulenti tecnici, del riferimento a patologie prive delle necessarie evidenze scientifiche; quali iniziative intenda assumere per evitare che alle ridette patologie continui a farsi riferimento, oltre che nella pratica giudiziaria, anche in sede di formazione dei professionisti destinati ad essere inseriti negli elenchi dei consulenti tecnici, cui i giudici possono attingere d'ufficio, ovvero in sede di definizione dei requisiti per essere inseriti in dette liste. Atto n. 3-02589 CUCCA FARAONE Al Ministro della giustizia Premesso che: la magistratura onoraria in Italia sconta da anni una situazione di precarietà che, a questo punto, richiede una reale presa di consapevolezza e di posizione da parte delle istituzioni per ciò che attiene all'individuazione di una soluzione nel rispetto del ruolo e del lavoro che, quotidianamente, tali giudici svolgono nel contesto giurisdizionale attuale; secondo i dati espressi dalle maggiori piattaforme on line del settore, sono quasi 5.000 i magistrati onorari in Italia: essi trattano nel complesso circa il 50 per cento dell'intero contenzioso di primo grado. Nel solo anno 2019, sarebbero stati circa 1.100.000 i procedimenti definiti dai giudici onorari; le associazioni di settore manifestano da tempo una profonda insofferenza, denunciando la necessità che venga attuata una vera e propria riforma del settore, al fine di garantire ai giudici onorari il riconoscimento, in termini economici ma non solo, della loro figura, nonché dello sforzo professionale compiuto; la costituzione della Commissione presieduta da Claudio Castelli, a ben vedere, è stato un passo importante affinché il tema e le relative questioni ancora pendenti possano essere studiate ed analizzate, potendo altresì essere avanzate proposte concrete di riforma; come anche indicato in occasione del question time alla Camera dei deputati lo scorso 19 maggio 2021, la proposta di riforma portata avanti dal Ministro in indirizzo ed il lavoro della Commissione saranno incentrati su due fronti: da un lato, il profilo delle tutele economiche, previdenziali ed assistenziali, e dall'altro, la definizione puntuale di ruoli, funzioni e compiti; il tema della magistratura onoraria, inoltre, è stato affrontato anche dalle corti nazionali ed europee: lo scorso 17 marzo, infatti, la Corte costituzionale ha emanato una sentenza in cui vengono dichiarate incostituzionali le norme che legittimano i giudici ausiliari onorari ad esercitare presso le Corti d'appello in modo stabile ed esclusivo. La Corte di giustizia dell'Unione europea, invece, ha incluso anche i giudici di pace nella nozione di lavoratori di cui alla direttiva 2003/88/CE, rimettendo tuttavia al legislatore nazionale ed ai giudici interni il compito di valutare la possibilità di comparare i giudici onorari agli ordinari; considerato che: il PNRR prevede, tra l'altro, interventi ed investimenti legati anche ad una profonda revisione del settore della giustizia in Italia, atti in particolare a ridurre i tempi di definizione dei procedimenti giudiziari; in questo senso, il ruolo della magistratura onoraria potrà risultare ancora più fondamentale di quanto sinora svolto, richiedendo tuttavia il riconoscimento, giuridico ed economico, adeguato nonché una maggiore chiarezza e stabilità della figura professionale; da quanto dichiarato dal Ministro in indirizzo, i lavori della commissione Castelli dovrebbero terminare intorno al 25 giugno prossimo, in linea con l'entrata in vigore della "legge Orlando", il 16 agosto 2021, si chiede di sapere: quali siano gli orientamenti che il Ministro in indirizzo intenda esprimere in merito alla discussione del disegno di legge di riforma della magistratura onoraria attualmente all'esame di questo ramo del Parlamento; quali iniziative intenda adottare al fine di corrispondere le congrue indennità e l'adeguato trattamento previdenziale ai giudici onorari che fino ad oggi hanno esercitato tale lavoro, assicurando dignità ad un'intera categoria che da anni necessita di essere valorizzata. Atto n. 3-02590 PIRRO CASTELLONE ENDRIZZI MARINELLO MAUTONE PISANI Giuseppe Al Ministro della salute Premesso che: grazie allo straordinario patrimonio di competenze operanti presso 50 registri tumori di popolazione e 7 registri specializzati, e grazie al capillare assetto organizzativo nel territorio, i registri tumori italiani hanno garantito elevati standard di qualità al dato epidemiologico sulla patologia oncologica;