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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 120 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 15. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI Il presidente PETROCELLI comunica che, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, è stata richiesta l'attivazione dell'impianto audiovisivo e che la Presidenza ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso. Poiché non vi sono osservazioni, tale forma di pubblicità è, dunque, adottata per tale procedura informativa. PROCEDURE INFORMATIVE Seguito dell'indagine conoscitiva sulle condizioni e sulle esigenze delle comunità degli italiani nel mondo: audizione del Sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Benedetto Della Vedova Prosegue la procedura informativa, sospesa nella seduta del 29 settembre 2020. Il PRESIDENTE rivolge parole di saluto al sottosegretario Benedetto Della Vedova e al direttore Lugi Maria Vignali. Il sottosegretario DELLA VEDOVA, in via preliminare, tiene a precisare che i connazionali iscritti negli schedari consolari all'estero sono oltre 6,4 milioni (dato al 30 settembre 2021), rappresentando una diaspora dall'inestimabile valore umano e culturale, che deve sentire sempre forte la presenza dell'Italia nei Paesi di accoglienza. La distribuzione geografica riflette ancora oggi le dinamiche dei flussi del passato: 3,3 milioni di italiani si trovano in Europa, oltre 2,2 milioni in America Meridionale, circa 550.000 nel Nord e Centro America e 175.000 in Oceania, con i rimanenti 175.000 più o meno ugualmente distribuiti tra Africa e Asia. Sono cifre sottostimate perché, come noto, ancora in molti non si registrano presso i nostri Consolati. Ogni collettività si è localmente integrata ed è il risultato della stratificazione di differenti ondate migratorie. Ai figli e nipoti degli emigranti italiani di "antica" generazione, si aggiungono  anche se la pandemia ha naturalmente contenuto il fenomeno - flussi di "nuova mobilità": giovani che si spostano dall'Italia prevalentemente per ragioni economiche e professionali. Nel 2020 si sono iscritti all'AIRE quasi 315 mila concittadini (erano stati circa 258 mila nel 2019): soprattutto giovani (tra i 18 e i 34 anni) e adulti (tra i 35 e i 49 anni) nel pieno della loro vita lavorativa, che decidono di investire all'estero il patrimonio umano e di formazione acquisito in Italia. La "nuova mobilità", che rientra tra i temi di specifico interesse dell'indagine conoscitiva, è un fenomeno di dimensioni importanti a cui occorre guardare sia in termini di crescenti servizi e assistenza, ma anche e soprattutto come opportunità per il "Sistema Italia". I connazionali all'estero sono "l'Italia fuori dall'Italia": un importante strumento di soft power di cui ci si può e ci si deve avvalere per promuovere l'italianità, la cultura italiana e quel "vivere all'italiana" così apprezzato nel mondo. La Farnesina accompagna le comunità italiane all'estero in questo processo di affermazione identitaria e di promozione dell'immagine del nostro Paese, sostenendo in particolare proprio la nuova emigrazione, anche attraverso la promozione di rinnovate forme di associazionismo. La neo-mobilità offre l'occasione per arricchire i rapporti che legano l'Italia alle sue Comunità, creando un nuovo partenariato a vantaggio di entrambe le parti. È una sfida costante, che non deve passare in secondo piano ora che gli occhi del mondo sono puntati sulla crisi socio-sanitaria innescata dal Coronavirus. Per tutti i giovani italiani che si trovano in questo momento all'estero, risulta anzi più importante che mai disporre di una rete di accoglienza, per evitare di trovarsi ad affrontare da soli condizioni di marginalità, indigenza o sfruttamento. Allo stesso tempo, si continua a valorizzare i connazionali di "più antica emigrazione". Dal secondo dopoguerra ad oggi, essi hanno saputo organizzarsi in una rete di associazioni attive nei più svariati settori, dal culturale all'assistenziale: sono più di 5.000 in tutto il mondo, di cui 1.700 ufficialmente registrate. Molte di queste associazioni stanno oggi vivendo un'importante trasformazione e coabitano con nuove forme di associazionismo, più dinamiche e innovative, che stanno conoscendo un momento di forte espansione. Si riferisce alle associazioni di professionisti, ad esempio quella  molto attiva - che riunisce ex alunni di università italiane in Francia; alla rete di ricercatori negli Stati Uniti; alle vivaci associazioni di giovani neo-emigrati e di giovani di seconda e terza generazione italiana in Argentina o a quelle che riuniscono donne italiane a Brisbane o San Francisco. L'obiettivo è creare reti di connazionali che si sostengano a vicenda e che facilitino l'inserimento e l'integrazione dei nuovi arrivati. Il nuovo associazionismo è un punto di riferimento per loro, ma lo è anche per le istituzioni, per gli enti italiani pubblici e privati, per le grandi imprese italiane che hanno bisogno, oggi come non mai, considerando la delicatissima situazione socio-sanitaria che stiamo vivendo, di interlocutori nei paesi stranieri. L'associazionismo italiano all'estero è chiamato, dunque, a vivere una nuova stagione di centralità, quale fondamentale canale di raccordo tra l'Italia e gli italiani nel mondo. Esso può svolgere un ruolo chiave anche in vista delle prossime elezioni per il rinnovo degli organismi rappresentativi degli italiani all'estero (Comitati degli italiani all'estero-Comites e Consiglio Generale degli Italiani all'Estero-CGIE). Elezioni la cui importanza deriva, in primo luogo, proprio dalla consapevolezza della variegata e mutata composizione delle collettività all'estero e del crescente bisogno di solidi punti di riferimento. La macchina della Farnesina si è già messa in moto da mesi per preparare, organizzare e valorizzare quanto più possibile presso le collettività all'estero questo importante appuntamento elettorale. La buona riuscita delle elezioni per il rinnovo dei Comitati è per la Farnesina un obiettivo prioritario: esso costituisce un passaggio chiave per rinnovare il rapporto con i connazionali all'estero, coinvolgendo le nuove generazioni. É importante che i giovani recentemente emigrati o i nati all'estero di discendenza italiana partecipino maggiormente alla vita ed alle attività dei Comites, acquisendo piena consapevolezza dell'importante strumento che essi rappresentano. Si sta per questo lavorando a stretto contatto con gli attuali Comites e con il CGIE, nell'obiettivo condiviso di aumentare quanto più possibile il bacino elettorale, con un'attenzione specifica proprio ai giovani. La Farnesina ha intrapreso sin da maggio, in raccordo con il Servizio Stampa e con le Sedi all'estero, un percorso di "accompagnamento" e sensibilizzazione del corpo elettorale al voto. Rendere più visibili i Comites - e il loro ruolo - presso le comunità di connazionali è, infatti, il primo fondamentale passo per ottenere un adeguato tasso di partecipazione dell'elettorato attivo.