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Fratelli d'Italia, condividendo alcune delle prospettive strategiche che lei ha espresso per quanto riguarda gli investimenti e i cambiamenti necessari sulle regole europee, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture, la ricerca, lo sviluppo e la necessità che l'Europa guardi alla crescita, si asterrà nella votazione della risoluzione proposta dalla maggioranza. Pensiamo infatti che il Governo, già sufficientemente debole per le contraddizioni espresse anche in Assemblea, per le assenze conclamate e le dichiarazioni espresse fuori da essa, abbia bisogno di far apparire un'Italia più forte. Per queste ragioni riteniamo di dare comunque un sostegno con le nostre proposte. Ci dispiace però che ancora una volta il Governo, sentendosi autoreferenziale, non le esamini (salvo qualche volta copiarle senza riconoscerne il diritto d'autore). Con il nostro atteggiamento responsabile, convinti che la campagna elettorale sia finita (e augurandoci che lo sia anche per i componenti del Governo), riaffermiamo i principi presentati nella nostra risoluzione, che punta a dare una prospettiva strategica all'Europa, al ruolo dell'Italia al suo interno e a rivedere le regole europee. Nel contempo, l'Italia deve però, ovviamente, fare bene i suoi compiti a casa, a cominciare dalla crescita, dallo sviluppo e dagli investimenti. Ho molto apprezzato il dotto intervento del professor Bagnai, puntuale nella ricostruzione del passato, evasivo in quella del presente, anche laddove ha detto che il Governo sta rianimando la crescita e la domanda. È passato un anno, la crescita è zero, la domanda e i consumi diminuiscono. Qualcosa non funziona: se la crescita è zero e i consumi diminuiscono, siamo in stagnazione, malgrado il Governo e la maggioranza stiano da un anno rianimando la crescita e la domanda. Quindi, piuttosto che parlare del passato, ci farebbe piacere che la lezione del presente di quest'anno fosse assunta da tutti con responsabilità e tanto più dal Governo e dai Ministri economici e produttivi del Governo, perché la situazione - ve lo dite tra di voi ogni giorno di più - è difficile, direi drammatica, con 158 tavoli di crisi nazionali, che aumentano ogni giorno, con l'aumento del 30 per cento di cassa integrazione, con il crollo di fatturati e ordinativi dell'industria, con la riduzione dei consumi, con tutti i nodi strategici che avete rinviato a metà luglio: l'Alitalia (che avete rinviato ancora una volta), il soccorso alla banca Carige, le decisioni sul TAV (che giungono anch'esse il 15 luglio, quando dovrete mandare la letterina alla Commissione europea). Tutto questo ci induce ad augurarci, presidente del Consiglio Conte, che lei per primo, che è pienamente consapevole di questo, non scelga, domani e nei prossimi giorni in Europa, la strada di tirare a campare. Se il Governo sceglie la strada del passato di tirare a campare, mentre l'Europa ci pone sotto infrazione e fa delle scelte che riguardano i nodi fondamentali della strategia europea e la composizione degli organi dell'Europa (dal Parlamento alla Banca centrale europea, ovviamente e soprattutto alla Presidenza della Commissione europea e ai componenti della Commissione stessa), se il Governo affronta questi nodi strategici e vitali del Paese isolato, diviso e nel contempo con l'obiettivo esclusivamente tattico di tirare a campare, mette a rischio la sopravvivenza del nostro Paese, dell'Italia. Questo è quello che più conta per noi e mi auguro anche per voi. (Applausi dal Gruppo FdI) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, autorevoli rappresentanti del Governo, abbiamo ascoltato le comunicazioni del Governo con rispetto. Lei, presidente Conte, rappresenterà domani e domani l'altro il nostro Paese in un vertice importantissimo per il suo futuro. In realtà non abbiamo sentito da lei ipotesi serie e ricette credibili; abbiamo ascoltato una relazione sull'indice degli argomenti che saranno trattati, che saranno importanti e che saranno definiti, ma senza capire quali saranno le proposte del nostro Governo. Lei ha detto che il tema centrale del Consiglio europeo sarà quello delle nomine (è ovvio), dei ruoli e delle posizioni. Però bisogna, signor Presidente, ricordare a noi stessi, a voi che ne siete stati protagonisti e al Paese intero com'è che arriviamo a questo Consiglio europeo. Ci arriviamo dopo una campagna elettorale dove le forze politiche di maggioranza hanno provato a illudere il Paese e gli elettori rispetto al fatto che sarebbe cambiato tutto, rispetto al fatto che la Commissione avrebbe modificato il proprio approccio, che non ci sarebbero più stati limiti alla spesa, che avreste potuto dare realizzazione a quella volontà che alcuni suoi Ministri importanti espressero nei mesi scorsi, quando ad esempio dissero che dello spread loro «se ne fregavano». Queste illusioni generate nel Paese sono la presentazione che voi avete inviato, ufficialmente e formalmente in campagna elettorale, ai colleghi con i quali vi dovrete confrontare. Ma non c'è solo questo. C'è un anno di Governo, un anno della vostra attività, in cui vi siete mostrati l'anno scorso - giustificati dalla gioventù istituzionale - con proposte irrealizzabili (con numeri poi ovviamente modificati) con la voce grossa, il petto in fuori e soprattutto con la coda tra le gambe nel ritornare alla realtà. Vi siete presentati con i risultati pessimi che la vostra attività di Governo ha procurato al nostro Paese, con il fatto che siete riusciti contestualmente a far aumentare il nostro debito pubblico, far ridurre l'occupazione e abbassare - anzi, annientare - la crescita; ma l'avete fatto sempre annunciando grandi proclami, come l'eliminazione della povertà nel nostro Paese. In realtà, avete creato un sistema assistenzialista, che non provoca crescita né dà supporto all'economia. Avete bloccato gli investimenti pubblici e privati, signor Presidente del Consiglio. Questo è il modo con il quale oggi ritenete di essere autorevoli, anche perché, quando questo Governo è nato, lei ci annunciò che uno dei suoi obiettivi era contare molto di più in Europa, tanto da far modificare il quadro generale della governance del nostro Continente e delle nostre istituzioni. Credo che questo non possa accadere e che sia irripetibile la stagione precedente, in cui l'Italia era degnamente rappresentata in ruoli di primo piano, che hanno determinato la salvezza dei conti pubblici del nostro Paese, con un'azione incisiva, di concerto con i nostri Governi, quelli di centrosinistra, che hanno orgogliosamente ottenuto questi risultati. Avete strizzato gli occhi a Trump. Tra Trump e la politica di Draghi, che oggi ha permesso allo spread di calare, oppure tra l'Europa e gli interessi europei, da una parte, e la Cina, dall'altra (che il MoVimento 5 Stelle sostiene in maniera indegna e senza limiti), lei, signor Presidente del Consiglio, da che parte sta? Mi auguro che stia, voglia e debba stare da quella del nostro Paese, l'Italia. (Applausi dal Gruppo PD). C'è poi la ciliegina sulla torta, signor Presidente del Consiglio, che è la procedura d'infrazione.