[pronunce]

che, quanto alle questioni sollevate da tutti i rimettenti in relazione al comma 1 dell'art. 32 del d.P.R. n. 448 del 1988, questa Corte con la sentenza n. 195 del 2002 ha parzialmente accolto censure nella sostanza analoghe a quelle prospettate dagli odierni rimettenti in riferimento agli artt. 3, 10, 27 e 31 della Costituzione, dichiarando l'illegittimità costituzionale del predetto art. 32, comma 1, nella parte in cui, in mancanza di consenso dell'imputato, preclude al giudice di pronunciare sentenza di non luogo a procedere che non presuppone un accertamento di responsabilità (cioè, per quanto concerneva i casi oggetto dei giudizi a quibus, difetto o rimessione di querela, sentenza di proscioglimento ampiamente liberatoria); che inoltre, con sentenza n. 149 del 2003, la Corte ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 27, comma 4, del d.P.R. n. 448 del 1988, nella parte in cui prevede che la sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto può essere pronunciata solo nell'udienza preliminare (nonché nel giudizio immediato e nel giudizio direttissimo), così rendendo possibile l'adozione di tale formula di proscioglimento in dibattimento, e quindi anche nell'ipotesi in cui il mancato consenso dell'imputato impedisce di pronunciare la relativa sentenza nell'udienza preliminare; che la censura riferita all'art. 111, quinto comma, Cost. è priva di fondamento, in quanto la contumacia o l'irreperibilità dell'imputato non integrano situazioni di impossibilità di natura oggettiva alla formazione della prova in contraddittorio; che, non avendo gli attuali rimettenti portato argomentazioni diverse o ulteriori rispetto a quelle prese in esame da questa Corte nella sentenza n. 195 del 2002, e non essendovi ragione di discostarsi dalle conclusioni allora raggiunte, le questioni devono essere dichiarate manifestamente infondate; che le questioni sollevate in relazione al comma 2 dell'art. 32 del d.P.R. n. 448 del 1988 con le ordinanze n. 840 e n. 923 del 2003 si basano sulla condivisibile interpretazione secondo cui, pur essendo il consenso dell'imputato espressamente previsto solo nel comma 1, che si riferisce alle sentenze di non luogo a procedere, «sarebbe del tutto incoerente e irrazionale» non ritenerlo necessario anche per le sentenze di condanna a pena pecuniaria o a sanzione sostitutiva di cui al comma 2 (v. al riguardo le considerazioni svolte da questa Corte nell'ordinanza n. 208 del 2003); che, dovendo essere dichiarate manifestamente infondate le questioni relative alla necessità del consenso in caso di pronuncia di sentenza di non luogo a procedere per perdono giudiziale o per irrilevanza del fatto, in quanto presuppone un accertamento di responsabilità, alla medesima conclusione si deve a fortiori pervenire circa la necessità del previo consenso in caso di pronuncia di una sentenza di condanna, ancorché a pena pecuniaria o a sanzione sostitutiva. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 32, commi 1 e 2, del d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 (Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni), come modificato dall'art. 22 della legge 1° marzo 2001, n. 63 (Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale in materia di formazione e valutazione della prova in attuazione della legge costituzionale di riforma dell'articolo 111 della Costituzione), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 10, 31, secondo comma, 27, terzo comma, e 111, quinto comma, della Costituzione, dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale per i minorenni di Palermo e dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale per i minorenni di Salerno, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 marzo 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Guido NEPPI MODONA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 2 aprile 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA