[resaula]

a) elaborare il piano delle iniziative culturali per la divulgazione e la diffusione della conoscenza della vita e dell'opera di San Francesco d'Assisi, anche con riferimento ai settori della formazione scolastica, dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, dell'università e della ricerca, tenendo conto degli eventuali riflessi della sua opera in ambito internazionale; b) predisporre il piano economico sulla base delle risorse finanziarie assegnate dalla presente legge e tenendo conto degli eventuali contributi, lasciti, donazioni e liberalità di cui all'articolo 2, comma 4; c) elaborare programmi volti a promuovere attività culturali connesse alla celebrazione, da realizzare attraverso il coinvolgimento di enti pubblici o privati, dotati di comprovata esperienza, capaci di apportare ogni utile contributo o risorsa economica; d) predisporre programmi intesi a favorire processi di sviluppo culturale nel territorio, nonché di valorizzazione e promozione turistica dei luoghi e dei cammini francescani e di promozione commerciale in ambito culturale connessi alla celebrazione. 3. Nell'ambito dei programmi di cui al comma 2, lettera c) , sono ricomprese: a) la pubblicazione dell'edizione delle fonti sulla vita e sull'opera di San Francesco d'Assisi e sulle origini dell'Ordine francescano fino al XIV secolo, a cura della Società internazionale di studi francescani associazione di promozione sociale, con sede in Assisi, che vi provvede in coordinamento con l'Edizione nazionale delle fonti francescane, di cui al decreto del Ministro per i beni e le attività culturali 2 agosto 2007; b) la pubblicazione del catalogo dei codici medievali del Fondo antico comunale e la catalogazione del Fondo antico dei libri a stampa della Biblioteca comunale conservati presso il Sacro Convento in Assisi, a cura della Società internazionale di studi francescani, in collaborazione con il medesimo Sacro Convento. 4. I piani di cui alle lettere a) e b) e i programmi di cui alle lettere c) e d) del comma 2 sono sottoposti all'approvazione del Ministero della cultura e del Ministero del turismo. Art. 5. (Disposizioni finanziarie) 1. Agli oneri derivanti dall'articolo 2, comma 2, pari a 200.000 euro per l'anno 2022, 500.000 euro per l'anno 2023, 500.000 euro per l'anno 2024, 1 milione di euro per l'anno 2025, 2 milioni di euro per l'anno 2026, 300.000 euro per l'anno 2027 e 10.000 euro per l'anno 2028, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 2414 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Testo integrale dell'intervento della senatrice Cirinnà nella discussione sulle mozioni 1-00473 (testo 2), 1-00480 e 1-00481 Signor Presidente, colleghe e colleghi, è molto importante che il Senato abbia deciso di dedicare una sessione di discussione ai risultati dei lavori della Conferenza sul futuro dell'Europa. Mi sembra un segnale di attenzione - non scontato - verso le prospettive del processo di integrazione europea e, soprattutto, verso il tentativo di coinvolgere direttamente le cittadine e i cittadini dell'Unione nella definizione di fondamentali obiettivi di riforma. Negli ultimi anni, l'Unione europea si è trovata di fronte a sfide epocali. Prima la crisi economica del 2008, con il suo strascico di impoverimento, rabbia, paura. Poi la crisi migratoria, tuttora in corso (e non possiamo né dobbiamo dimenticarlo). Poi, la pandemia. Adesso la guerra. In tutti questi passaggi, l'Unione europea ha cercato - con fatica - di non farsi trovare impreparata e, come spesso è accaduto nella nostra storia, attraverso momenti di crisi ha trovato nuova spinta. Sono sfide legate da un unico filo rosso, e cioè la costruzione effettiva di quella "solidarietà sempre più stretta tra i popoli dell'Europa". Costruzione effettiva, ho detto, perché la solidarietà è tale solo se non è retorica, ma porta con sé effetti tangibili, soprattutto nella vita delle cittadine e dei cittadini. Nel caso della gestione degli effetti della crisi economica, la sfida della solidarietà non è stata combattuta fino in fondo: pensiamo agli effetti - durissimi - della condizionalità delle politiche di bilancio. Ma la sfida della solidarietà è stata mancata anche per quel che riguarda la crisi migratoria, i cui effetti gravano ancora in maniera troppo sbilanciata sui Paesi dell'area del Mediterraneo. Diversamente sono andate le cose nella gestione della pandemia. Lì abbiamo visto davvero un cambio di passo, con la formazione di debito comune finalizzato alla tutela della salute, sviluppo dell'economia, alla transizione ecologica. Sulla guerra, infine, come europee ed europei siamo ancora immersi in mille interrogativi, con la certezza però di volere mettere in campo ogni risorsa e ogni iniziativa, a partire dalla costruzione di una difesa comune e di una politica estera efficace e unitaria, affinché l'Europa si rafforzi come strumento di pace. Per quello, cioè, per cui è nata. Ma l'Europa della pace è l'Europa della solidarietà. E l'Europa della solidarietà è l'Europa che decide di essere protagonista della storia. Un'Europa che decide, con coraggio, di fondare sulla difesa e sulla promozione dei diritti e della democrazia la sua identità e il suo ruolo storico. I lavori della Conferenza sul futuro dell'Europa si collocano in questo quadro, cercano di rispondere a una domanda sola: quale Unione europea per il XXI secolo? La risposta a questa domanda è stata cercata valorizzando la partecipazione dei cittadini, con la creazione di una piattaforma digitale multilingue. Un metodo innovativo, ma allo stesso tempo profondamente radicato nella nostra cultura democratica. Democrazia e partecipazione sono un passaggio obbligato per la costruzione, sempre più ineludibile, degli Stati Uniti d'Europa come punto di arrivo di una solidarietà sempre più intensa tra Stati e popoli europei. Tra i molti temi che sono stati affrontati dalla Conferenza, vorrei concentrarmi sulla garanzia dello stato di diritto e dei diritti, e sulle politiche migratorie. Su entrambi, la Conferenza ha prodotto proposte importanti e avanzate, a testimonianza del fatto che la preoccupazione su questi temi è forte tra i cittadini e che, soprattutto, questi temi sono percepiti come identitari e qualificanti. Senza diritti e senza solidarietà non può esserci Europa, insomma. A quelle sette Unioni di cui ha parlato Enrico Letta in un bellissimo articolo di qualche settimana fa sul «Foglio», se ne aggiunge allora un'altra, che tutte le riassume e le racchiude: l'Europa dei diritti, della libertà, dell'eguaglianza e della giustizia. Penso alle minacce allo stato di diritto che provengono, in modo ormai sempre più sfacciato, da alcuni Stati membri come Ungheria e Polonia.