[ddlpres]

Conversione in legge del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, recante disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo. Onorevoli Senatori. -- CAPO I (Disposizioni urgenti per la tutela, il restauro e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano) -- Art. 1. (Disposizioni urgenti per accelerare la realizzazione del grande progetto Pompei e per la rigenerazione urbana, la riqualificazione ambientale e la valorizzazione delle aree interessate dall'itinerario turistico-culturale dell'area pompeiana e stabiese, nonché per la valorizzazione di Pompei, della Reggia di Caserta, del Polo Museale di Napoli e per la promozione del percorso turistico-culturale delle residenze borboniche) . -- Com'è noto, la situazione del sito archeologico di Pompei richiede, nei tempi più celeri possibile, uno sforzo straordinario e di ampio respiro da parte dello Stato (e specificamente, in sintonia e collaborazione con le altre Amministrazioni centrali e locali, da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) per venire incontro alle esigenze di tutela, riqualificazione e valorizzazione del sito stesso, anche per l'assoluta necessità di riuscire a rispettare la tempistica del «grande progetto Pompei» della Commissione europea. L'articolato intervento normativo che si propone viene anzitutto incontro a questa assoluta necessità e urgenza per il futuro di un sito di valenza culturale mondiale, al centro delle preoccupazioni e comunque prioritario per l'intera collettività nazionale. La proposta normativa, inoltre, è volta anche all'adozione di urgenti interventi per la riqualificazione e valorizzazione di un altro sito importantissimo, quale la Reggia di Caserta, contestualmente riarchitettando, allo scopo di renderle molto più funzionali e quindi operative, le strutture amministrative (soprintendenze speciali) del predetto Ministero relativamente, da un lato, all'area pompeiana e stabiese, dall'altro all'area di Napoli e Caserta. Ancorché la norma disponga oneri economico-finanziari solo per l'anno 2014, essa soddisfa comunque appieno i requisiti di necessità ed urgenza previsti per il decreto legge, in quanto è indispensabile che l'Amministrazione che ne è responsabile (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) possa immediatamente agire al fine di approntare tempestivamente tutte le misure gestionali, organizzative e progettuali necessarie al fine di poter effettivamente conseguire gli obiettivi e le finalità disposti dal comando giuridico, in vista di una piena operatività delle misure a partire dall'ultima parte del 2013. Responsabile unico (e relativa struttura di supporto) per realizzazione del programma straordinario di interventi ai sensi del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75 («grande progetto Pompei») Con la prima parte della disposizione proposta, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, entro sessanta giorni dalla data di conversione in legge del presente decreto, nomina, con proprio decreto, un responsabile unico di realizzazione del programma straordinario di interventi per Pompei ai sensi del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75. Il responsabile, denominato «direttore generale di progetto» (DGP), si avvale di una struttura di supporto appositamente costituita, in modo anche da assicurare il rispetto della tempistica del «grande progetto Pompei» approvato dalla Commissione europea nel marzo 2012. L'obiettivo è quello di potenziare ulteriormente le funzioni di tutela dell'area archeologica di Pompei e rafforzare l'efficacia delle azioni e degli interventi di tutela e di valorizzazione del sito. Il compito del DGP (coadiuvato dalla struttura, istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, composta di un contingente di massimo venti unità di personale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e altre amministrazioni centrali appositamente comandati, e da cinque esperti nelle materie interessate) è quello di definire e approvare gli elaborati progettuali degli interventi di recupero e restauro propedeutici alla pronta attuazione del «grande progetto Pompei», gestendo le procedure di gara dirette all'affidamento dei lavori e all'appalto dei servizi e delle forniture necessari e alla corretta ed efficace gestione del servizio di pubblica fruizione e di valorizzazione del sito archeologico. Il DGP e la citata struttura, inoltre, opereranno in armonia con la nuova Soprintendenza speciale per Pompei, come configurata da altra parte del presente intervento normativo. Unità «Grande Pompei» Il comma 4 dell’articolo 1 costituisce l'Unità «Grande Pompei», con il compito di coordinare e di far convergere in un'unica sede decisionale tutte le decisioni amministrative necessarie alla realizzazione dei piani, dei progetti e degli interventi strumentali a consentire il rilancio economico-sociale e la riqualificazione ambientale ed urbanistica dei comuni interessati dal piano di gestione del sito Unesco «Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata», nonché a potenziare l'attrattività turistica dell'intera area. L'Unità prevede come legale rappresentante il DGP, e prevede un Comitato di gestione, istituito con il sopracitato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Il Comitato svolge la funzione di «Conferenza di servizi permanente», composta dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (o suo delegato), dal Ministro per la coesione territoriale, dal Presidente della regione Campania e da quello della provincia di Napoli, dai Sindaci dei comuni interessati e dai legali rappresentati degli enti pubblici e privati coinvolti. All'Unità sono demandate tutte le decisioni relative alla progettazione e alla realizzazione e gestione degli interventi. In particolare, essa redige ed approva un piano strategico che dovrà prevedere, in particolare, gli interventi infrastrutturali urgenti necessari a migliorare le vie di accesso e le interconnessioni ai siti archeologici e per il recupero ambientale dei paesaggi degradati e compromessi, prioritariamente mediante il recupero e il riuso di aree industriali dismesse, e interventi di riqualificazione e di rigenerazione urbana, nel rispetto del principio del minor consumo di territorio e della priorità del recupero. Il piano prevede anche azioni e interventi di promozione e sollecitazione di erogazioni liberali e sponsorizzazioni e la creazione di forme, anche innovative, di partenariato pubblico-privato, con soggetti privati, anche commerciali, nonché il coinvolgimento di cooperative sociali, associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, organizzazioni non lucrative di utilità sociale o fondazioni, aventi tra i propri fini statutari la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. Il piano può prevedere, infine, l'utilizzo dei giovani tirocinanti nei settori delle attività e dei servizi per la cultura, di cui al fondo straordinario «Mille giovani per la cultura» di cui al decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, in fase di conversione.