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"Norme di polizia delle miniere e delle cave". - Il testo vigente dell'art. 681 del D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, come modificato dal decreto legislativo qui pubblicato, è il seguente: "Art. 681. - È punita con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire venti milioni la violazione delle norme di cui agli articoli 6 primo comma, 24 primo comma, 28 primo comma e 133". - Il testo vigente dell'art. 682 del D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, come modificato dal decreto legislativo qui pubblicato, è il seguente: "Art. 682. - I direttori sono puniti: a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da lire cinque milioni a lire trenta milioni, qualora il fatto non costituisca reato più grave, per la violazione delle norme di cui agli articoli 128 primo, terzo e quarto comma, 374, 415, 417, 421 secondo comma, 479 primo comma, 656 primo e secondo comma; b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire due milioni a lire dieci milioni per la violazione delle norme di cui agli articoli 104, 108 primo comma, 125 primo comma, 155 primo comma, 262 primo comma, 276, 279 secondo comma, 280, 294, 297, 324, 333 secondo e terzo comma, 429 primo comma, 430 primo comma, 432, 454, 457 primo e secondo comma, 471 primo comma, 492, 507 primo e sesto comma, 508, 521 primo comma, 528, 541, 561, 589 primo comma; c) con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire tre milioni per la violazione delle norme di cui agli articoli 54, 66 secondo comma, 233, 241, 253, 265 primo comma, 266, 408 primo comma lettera a), 409 primo comma, 506, 520, 534, 602 primo e secondo comma". - Il testo vigente dell'art. 683 del D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, come modificato dal decreto legislativo qui pubblicato, è il seguente: "Art. 683. - I capi servizio, i sorveglianti e gli altri preposti sono puniti: a) con l'arresto da due a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni, qualora il fatto non costituisca reato più grave, per la violazione delle norme di cui agli articoli 421 secondo comma, 479 primo comma e 576 secondo comma, nonché per non aver esercitato la dovuta vigilanza sui lavoratori dipendenti per l'osservanza da parte di questi ultimi delle norme indicate nella lettera a) dell'articolo seguente; b) con l'arresto da uno a tre mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire quattro milioni per la violazione delle norme di cui agli articoli 125 primo comma, 155 primo comma, 251 secondo comma, 276, 333 secondo e terzo comma, 410, 414 secondo comma, 444 secondo comma, 445 primo comma, 454, 471 terzo comma, 514 esclusa la disposizione dell'ultimo comma, 521 primo comma, 561, 589 primo comma, nonché per non aver esercitato la dovuta vigilanza sui lavoratori dipendenti per l'osservanza da parte di questi ultimi delle norme indicate nella lettera b) dell'articolo seguente; c) con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni per la violazione delle norme di cui agli articoli 241 primo comma, 248, 272, 274 primo comma, 306, 332 primo comma, 335 primo, secondo e terzo comma, 437, 447, 455 primo e secondo comma, 517, 523 primo comma, nonché per non avere esercitato da dovuta vigilanza sui lavoratori dipendenti per l'osservanza da parte di questi ultimi delle norme indicate nella lettera c) dell'articolo seguente". - Il testo vigente dell'art. 684 del D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, come modificato dal decreto legislativo qui pubblicato, è il seguente: "Art. 684. - I lavoratori sono puniti: a) con arresto fino a due mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire tre milioni, qualora il fatto non costituisca reato più grave, per la violazione delle norme di cui agli articoli 479 primo comma e 576 primo comma; b) con l'arresto fino ad un mese o con l'ammenda da lire trecentomila a lire un milione cinquecentomila per la violazione delle norme di cui agli articoli 9 lettere d) ed e), 207, 256 primo comma, 422 e 425 primo e secondo comma; c) con l'arresto fino a quindici giorni o con l'ammenda da lire duecentomila a lire ottocentomila per la violazione delle norme di cui agli articoli 248, 272 primo comma, 277, 306, 332 primo comma, 335 primo, secondo e terzo comma, 337, 443, 455 primo comma, 513, 516". - Il testo vigente dell'art. 685 del D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, come modificato dal decreto legislativo qui pubblicato, è il seguente: "Art. 685. - Fuori delle ipotesi previste dagli articoli precedenti, chiunque violi le norme di cui agli articoli 94 primo comma, 140, 333 primo comma, 335 secondo e terzo comma, 526 primo comma, è punito con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda da lire trecentomila a lire due milioni". - Il testo vigente dell'art. 686 del D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, come modificato dal decreto legislativo qui pubblicato, è il seguente: "Art. 686. - I direttori, i capi servizi, i sorveglianti e gli altri preposti, nonché i lavoratori che non ottemperino alla diffida o ad altro provvedimento dell'ingegnere capo del distretto minerario o del capo della Sezione dell'Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi, emanato in applicazione del presente decreto, sono puniti con l'arresto da uno a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire venti milioni. La stessa pena si applica nel caso di inosservanza dei provvedimenti emanati dal prefetto in applicazione del presente decreto". - Il testo vigente dell'art. 13 della legge 19 luglio 1961, n. 706, recante "Impiego della biacca nella pittura", come modificato dal decreto legislativo qui pubblicato, è il seguente: "Art. 13. - Salve le maggiori sanzioni previste dal codice penale, sono puniti per l'inosservanza delle norme previste nella presente legge, con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni, i datori di lavoro, i produttori e commercianti". - Il testo vigente dell'art. 12 della legge 5 marzo 1963, n. 245, recante: "Limitazione dell'impiego del benzolo e suoi omologhi nelle attività lavorative", come modificato dal decreto legislativo qui pubblicato, è il seguente: "Art. 12. - Salve le maggiori sanzioni previste dal codice penale: 1) i datori di lavoro e i dirigenti sono puniti con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da lire otto milioni a lire trentasei milioni per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 2, 3, 4, 5, 6 e 7;