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Il senatore SANTILLO ( M5S ), in qualità di primo firmatario, illustra le finalità del disegno di legge in esame, che è volto a semplificare un quadro normativo estremamente complesso, nel quale non solo i privati, ma anche i professionisti del settore hanno difficoltà ad orientarsi. È dunque necessario adottare un nuovo codice che disciplini in maniera chiara e onnicomprensiva tutti i profili dell'edilizia, operando una generale sburocratizzazione. Osserva che un punto di partenza potrebbe essere costituito dal lavoro che, per quanto a lui noto, sarebbe già stato compiuto in passato all'interno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) conferma che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, durante il precedente Governo, aveva svolto un lavoro approfondito di rivisitazione della normativa in materia di edilizia, ma era poi mancato il veicolo normativo adatto in cui collocarlo e, in particolare, era stato ritenuto che da un punto di vista della tecnica legislativa la soluzione migliore sarebbe stata una delega legislativa. Per cui, il provvedimento in esame potrebbe servire esattamente a ridare vita a tutto quel lavoro, autorizzando il Governo a trasfonderlo in un decreto legislativo. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) concorda pienamente con quanto dichiarato dal senatore Santillo circa la necessità per gli operatori del settore delle costruzioni di avere un unico testo normativo di riferimento, che superi la frammentarietà delle fonti e risolva le attuali incertezze interpretative e applicative. Il riordino delle disposizioni legislative in materia di costruzioni, che costituisce l'obiettivo del disegno di legge in esame, può costituire inoltre l'occasione per dare uniformità a talune procedure, come ad esempio quelle relative agli interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche o per la rigenerazione urbana a saldo zero, che sono spesso molto diverse nei vari territori, nonché per semplificare la modulistica da utilizzare, sempre nell'ottica di rendere più facile la vita ai cittadini e di agevolare l'attività delle imprese e dei professionisti che operano nel settore. Con riferimento ad alcuni dei princìpi da osservare nell'esercizio della delega indicati nel provvedimento, sottolinea l'urgenza di riformare la disciplina in materia di accertamento di conformità, al fine di superare le criticità che si riscontrano in occasione degli interventi su edifici la cui costruzione è risalente nel tempo, in relazione ai quali le difformità che oggi vengono riscontrate spesso dipendono dalla diversità dei criteri e dei sistemi di rilevazione attualmente utilizzati. Appare poi necessario approfondire le problematiche sottese alla certificazione di agibilità degli edifici: si tratta di una procedura complessa, il cui aggiornamento periodico rischia di comportare oneri eccessivi per i cittadini. Occorre infine individuare la definizione più precisa possibile dei criteri in materia di sostenibilità ambientale delle costruzioni, al fine di evitare eventuali sovrapposizioni con la disciplina in materia di valutazione di impatto ambientale. Il senatore FEDE ( M5S ) si sofferma sulle problematiche relative all'accertamento della conformità edilizia, evidenziando come, nella fase di applicazione della disciplina del cosiddetto "superbonus", sia emerso che lievi difformità nella realizzazione di parti degli edifici rispetto al titolo edilizio originario, che molto spesso dipendono dalla minor precisione dei metodi di costruzione e di accertamento utilizzati nel passato rispetto agli attuali - si pensi ad esempio alle piccole differenze riscontrate nell'altezza dei solai - rendano di fatto impossibile usufruire delle agevolazioni. Si tratta dunque di avere il coraggio di utilizzare l'occasione offerta dal disegno di legge in esame per risolvere tali problematiche: certamente non si tratta di sanare l'abusivismo, ma di fare uno sforzo per rendere più semplice la vita ai cittadini. Il seguito dell'esame è rinviato. La seduta, sospesa alle ore 14,40, riprende alle ore 14,55. IN SEDE REDIGENTE 797 Libretto infrastruttura DDL 797 Disposizioni in materia di libretto dell'infrastruttura (Discussione e rinvio) Il relatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge in titolo, che istituisce il libretto dell'infrastruttura per ciascuna infrastruttura viaria che comprenda ponti, viadotti o gallerie (articolo 1, comma 1). Ai sensi dell'articolo 2, comma 6, le disposizioni del provvedimento in esame si applicano a tutte le infrastrutture viarie ricadenti nel territorio nazionale. Per le opere e i lavori realizzati in data successiva a quella dell'entrata in vigore del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 554 del 1999, le disposizioni del provvedimento in esame sono complementari e integrative alle norme attinenti: al Piano di manutenzione dell'opera e delle sue parti, di cui all'articolo 23 del codice di contratti pubblici; al Piano di manutenzione della parte strutturale dell'opera, di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 17 gennaio 2018, nonché all'archivio informatico nazionale delle opere pubbliche e al sistema di monitoraggio dinamico per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali in condizioni di criticità, di cui, rispettivamente, agli articoli 13 e 14 del decreto-legge n. 109 del 2018 (decreto Genova). Il disegno di legge si compone di 7 articoli. L'articolo 1 prevede che l'ente gestore dell'infrastruttura viaria debba redigere il libretto, conservarlo e aggiornarlo con cadenza non superiore a 5 anni. Sul libretto: sono annotate le informazioni relative al manufatto, di tipo identificativo, progettuale, strutturale, impiantistico e ambientale; sono registrate le modifiche apportate rispetto alla configurazione originaria; sono programmati gli interventi di manutenzione. La produzione del libretto, debitamente aggiornato, è presupposto del rilascio di autorizzazioni o certificazioni di competenza dell'ente gestore relative all'intera infrastruttura o a singole parti della stessa. Al momento della stipula di un contratto d'appalto di manutenzione è resa, da parte dell'ente gestore, apposita dichiarazione circa l'avvenuto adempimento degli obblighi previsti dal provvedimento in esame. Alla compilazione del libretto provvede un tecnico abilitato secondo quanto stabilito ai sensi dell'articolo 5, architetto o ingegnere, sulla base della documentazione tecnico-amministrativa fornita dall'ente gestore o, qualora necessario, previa acquisizione di ulteriori elementi conoscitivi, di indagini e rilievi. Ai sensi dell'articolo 2, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, enti locali, ANAS, concessionarie delle tratte autostradali e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ognuno per quanto di propria competenza, devono: individuare, sulla base di una serie di criteri, le aree al cui interno sono comprese le infrastrutture da assoggettare prioritariamente al programma di messa in sicurezza e le misure tese a favorirne la manutenzione programmata; redigere un catasto delle infrastrutture, valutando lo stato di conservazione dei manufatti in base alle seguenti classificazioni: a) pericoloso nell'immediato; b) necessarie indagini; c) conforme.