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L'articolo 12 dispone l'istituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero dell'istruzione per la promozione della cultura non sessista, anche attraverso la definizione di contenuti da inserire all'interno dei programmi di educazione civica finalizzati alla sensibilizzazione alle differenze di genere e all'educazione alla cultura non sessista; l'elaborazione di programmi di formazione obbligatoria per gli insegnanti di ogni grado scolastico; la ricognizione dei libri di testo in uso presso ogni scuola di ordine e grado al fine di verificare che tutti i libri di testo non presentino contenuti e linguaggi sessisti o discriminatori.. 1 (Finalità) 1 Ai fini del rispetto della dignità umana e della realizzazione della parità dei diritti, la presente legge ha lo scopo di contrastare le discriminazioni dell'immagine femminile raffigurata nelle pubblicità, nei mezzi di informazione e comunicazione e nella rete internet , mediante utilizzo di immagini, parole e locuzioni che trasmettono esplicitamente, o in maniera allusiva e simbolica, messaggi che suggeriscono il ricorso alla violenza esplicita o velata, nonché la discriminazione, la sottovalutazione, la ridicolizzazione e l'offesa nei confronti della donna. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intendono: a per « pubblicità », qualsiasi tipo di messaggio visivo o sonoro, in formato digitale, video, radiofonico o cartaceo, che promuove l'attività commerciale di un'azienda o di un ente; b per « pubblicità sessista o discriminatoria »: 1 qualsiasi tipo di pubblicità che veicola stereotipi, pregiudizi o offese basate sul genere, ovvero qualsiasi tipo di pubblicità in cui una o più persone sono oggetto di rappresentazioni che, tramite il codice verbale, visivo o sonoro, le discriminano, le penalizzano, le ridicolizzano, le sviliscono o le stigmatizzano a causa del loro genere, della loro identità di genere, dell'orientamento sessuale, dell'età, dell'appartenenza etnico-culturale o della classe sociale; 2 qualsiasi forma di comunicazione in cui la figura femminile subisce un pregiudizio dal punto di vista sessuale; 3 qualsiasi forma di comunicazione in cui si propone l'immagine femminile come strumento di denigrazione sessuale, stante l'assenza di legame naturale diretto fra il sesso della persona rappresentata e il prodotto pubblicizzato, o in cui l'utilizzo del corpo femminile è finalizzato esclusivamente ad attirare l'attenzione del pubblico. 3 (Divieto di pubblicità discriminatoria) 1 I mezzi di comunicazione promuovono la protezione e la tutela dell'uguaglianza tra uomini e donne ed evitano ogni discriminazione tra di loro. 2 Dopo l'articolo 55- ter del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, è inserito il seguente: « Art. 55- ter. 1 – (Pubblicità discriminatoria) – 1. È vietato ai mezzi di informazione, comunicazione e divulgazione pubblicitaria utilizzare l'immagine della donna a fini pubblicitari in modo vessatorio, discriminatorio, sessista o, comunque, lesivo della sua dignità ». 4 (Attribuzione di compiti all'AGCOM per il contrasto alla discriminazione della donna nella pubblicità e nei media televisivi) 1 Le attività di controllo e monitoraggio relativi all'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge, nonché la titolarità del relativo procedimento istruttorio e sanzionatorio per la violazione delle medesime disposizioni sono conferite all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), di seguito denominata « Autorità ». 2 All'articolo 1, comma 6, lettera b) , della legge 31 luglio 1997, n. 249, dopo il numero 6) sono inseriti i seguenti: « 6- bis ) verifica il rispetto nel settore radiotelevisivo delle norme in materia di contrasto alla discriminazione di genere, anche tenendo conto dei codici di autoregolamentazione relativi al rapporto tra televisione e rappresentazione della figura femminile, del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale dell'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria (IAP), nonché degli indirizzi della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. In caso di inosservanza delle norme per il contrasto alla discriminazione di genere nella pubblicità e nei media , ivi comprese quelle previste dai codici di autoregolamentazione, la commissione per i servizi e i prodotti dell'Autorità delibera l'irrogazione delle sanzioni previste dall'articolo 51 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Le sanzioni si applicano anche se il fatto costituisce reato e indipendentemente dall'azione penale. Alle sanzioni inflitte sia dall'Autorità sia dal Comitato di applicazione dei codici di autoregolamentazione è data adeguata pubblicità e la emittente sanzionata ne deve dare notizia nei notiziari diffusi in ore di massimo o di buon ascolto; 6- ter ) elabora e propone al Ministero dello sviluppo economico un codice di autoregolamentazione del settore pubblicitario, finalizzato a combattere ogni forma di pubblicità sessista o discriminatoria; 6- quater ) effettua il monitoraggio permanente delle rappresentazioni di genere nelle pubblicità, al fine di valutare la diffusione di pubblicità sessista o discriminatoria, nonché di promuovere nel settore radiotelevisivo, sia pubblico che privato, le iniziative di sensibilizzazione al rispetto delle differenze di genere e della dignità delle donne, alla corretta rappresentazione della figura e del ruolo delle donne e alla rimozione di espressioni di discriminazione e degli stereotipi, lesivi della dignità delle stesse; 6- quinquies ) esamina i reclami e le segnalazioni inviate da singoli cittadini-consumatori e da associazioni rappresentative di interessi collettivi, nonché da ogni altra pubblica amministrazione che vi abbia interesse in relazione ai propri compiti istituzionali; 6- sexies ) cura l'elaborazione e la pubblicazione di un rapporto annuale relativo alle aziende sanzionate in ragione della violazione della disciplina in materia di contrasto alla discriminazione di genere nella pubblicità e nei media ; 6- septies ) promuove la cooperazione fra le associazioni di categoria, le organizzazioni femminili e le organizzazioni non governative operanti a livello europeo nel settore della pubblicità e dei mezzi di comunicazione ». 3 L'Autorità, ai fini del migliore espletamento dei compiti istituzionali attribuiti alla commissione per i servizi e i prodotti, di cui all'articolo 1, comma 6, lettera b) , numeri da 6- bis ) a 6- septies ) , della legge 31 luglio 1997, n. 249, come introdotti dal comma 2 del presente articolo, può proporre una graduale ridefinizione della propria dotazione organica in misura non superiore al 3 per cento della consistenza attuale, mediante le risorse ad essa assicurate in via continuativa dall'articolo 1, commi 65 e 66, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, senza aumenti del finanziamento a carico del bilancio statale. La delibera dell'Autorità recante la proposta motivata di cui al primo periodo è sottoposta al Presidente del Consiglio dei ministri per l'approvazione, sentiti il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro dell'economia e delle finanze, entro il termine di trenta giorni dal ricevimento, trascorso il quale la delibera diventa esecutiva.