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Disposizioni per la modernizzazione, lo sviluppo, la tutela e la valorizzazione delle zone montane. Delega al Governo per l'introduzione di sistemi di remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge è finalizzato a definire, in modo organico e sistematico, le politiche pubbliche di sostegno, valorizzazione e tutela dei territori montani. In base ai dati dell'Unione nazionale comuni comunità enti montani (UNCEM), il territorio montano comprende 3.524 comuni totalmente montani e 652 comuni parzialmente montani, per un totale complessivo di 4.176 comuni italiani. In due regioni, il Trentino-Alto Adige e la Valle d'Aosta, il 100 per cento dei comuni è classificato montano, ma anche in altre regioni del Paese si raggiungono percentuali di assoluto rilievo. In termini di estensione territoriale, 147.517,38 chilometri quadrati sono occupati dai comuni montani su un totale nazionale di 302.073 chilometri quadrati. L'andamento demografico nei territori montani evidenzia un calo costante della popolazione residente soprattutto negli ultimi anni. A questo riguardo, dal 2011 al 2019, nei comuni totalmente montani la popolazione ha subìto un calo di 149.371 unità e la densità abitativa media si è assestata su 61 abitanti per chilometro quadrato, a fronte di una media nazionale pari a 197 abitanti per chilometro quadrato. Alcune aree montane, in particolare di alta montagna, sono ormai da tempo prive di popolazione residente. Nei comuni montani la percentuale di giovani residenti è mediamente inferiore rispetto ai comuni non montani, dato che si inverte se riferito agli ultrasessantacinquenni. Non solo, dunque, la montagna si va spopolando, ma va perdendo le sue più vitali energie intellettuali e lavorative. I servizi essenziali, sia pubblici che privati, sono di difficile accesso. Nonostante il crescente sviluppo delle nuove tecnologie dell'informazione, mancano nei territori montani infrastrutture adeguate alle comunicazioni materiali e immateriali. Il territorio è estremamente fragile e colpito da fenomeni diffusi di dissesto idrogeologico e da incendi boschivi. Eppure i territori montani custodiscono ingenti risorse naturalistico-ambientali che garantiscono servizi eco-sistemici essenziali per l'intero territorio nazionale, a partire dall'acqua e dall'energia elettrica. Per fare un esempio, il 71,7 per cento degli impianti idroelettrici si trova nei comuni montani. Per superare le condizioni di svantaggio attualmente presenti è necessario modernizzare i sistemi di comunicazione, sostenere le attività produttive e consentire alla popolazione residente di poter fruire di tutti i servizi essenziali, in condizioni di parità con chi risiede nelle altre aree del Paese. Occorrono politiche che attivino risorse finanziarie oggi diversamente impiegate e il pieno convincimento degli attori pubblici e privati che in quei territori sia necessario perseguire un modello di sviluppo non imitativo di quello di pianura, né legato all'idea di una perenne marginalità. Va riconosciuta l'esistenza nelle aree montane di una molteplicità di sistemi produttivi locali, il cui inserimento nei sistemi regionali costituisce un essenziale arricchimento di questi ultimi e un'occasione per delineare durevoli traiettorie di sviluppo. Dalla tutela del territorio può inoltre derivare una rinnovata attenzione alla particolarità dei luoghi e alla fruizione del paesaggio, lungo direttrici d'azione che possono costituire altrettante occasioni di impresa per le attività agricole e commerciali. L'elaborazione di modelli di sviluppo diversificati, misurati sulle specificità territoriali al fine di conservare e valorizzare la varietà e l'unicità dei territori e dei relativi servizi, anche attraverso processi sostenibili e innovativi, è infatti un obiettivo possibile e strategico, che ha nella diversità territoriale, ambientale e culturale una sua marcata peculiarità. Tutto questo richiede un'adeguata politica nazionale per la montagna, fondata sulla collaborazione, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, dello Stato, delle regioni e degli enti locali. Il presente disegno di legge fornisce alcune risposte concrete alle problematiche evidenziate con l'obiettivo di ridurre le condizioni di svantaggio in cui oggettivamente versano le zone montane, con la previsione di una serie di misure dirette a sostenere le attività produttive, a fronteggiare il problema dello spopolamento, a consentire la fruizione di tutti i servizi essenziali ( in primis la scuola e la sanità) in condizioni di parità con chi risiede nelle altre aree del territorio nazionale. Nel merito, il disegno di legge riconosce la montagna come un insieme di territori nei quali il loro sviluppo sostenibile, la tutela dell'ambiente, delle risorse umane, naturali, del paesaggio, della salute, delle loro peculiarità storiche, culturali e linguistiche costruiscono un obiettivo di interesse nazionale in ragione del ruolo economico, sociale, ambientale, paesaggistico, sanitario e culturale svolto dalle comunità insistenti sulle montagne italiane. Il disegno di legge si suddivide in 6 capi. Il capo I prevede le finalità del provvedimento. Il capo II verte su organi, risorse e programmazione strategica. Il capo III riguarda la prestazione dei servizi pubblici. Il capo IV contiene le disposizioni in materia di agricoltura e foreste. Il capo V prevede misure sulla fiscalità di montagna, mentre nelle disposizioni finali contenute nel capo VI è stata introdotta una delega al Governo finalizzata ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, uno o più decreti legislativi per l'introduzione nei territori dei comuni montani di un sistema di pagamento dei servizi ecosistemici e ambientali (PSEA). Nell'articolato del disegno di legge si fissano alcuni punti cardine per la modernizzazione, lo sviluppo, la tutela e la valorizzazione delle zone montane, tra cui: a) la Strategia nazionale per le montagne italiane, che individua le linee strategiche per la crescita e lo sviluppo economico e sociale dei territori montani; b) il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, strumento essenziale per l'attuazione della Strategia; c) la previsione di una serie di misure di carattere strutturale volte ad innalzare il livello di qualità dei servizi pubblici, in particolare quelli della sanità e delle scuole; d) l'introduzione di incentivi per le attività agricole, il lavoro, le attività imprenditoriali e i giovani, al fine di favorire lo sviluppo economico e sociale delle zone di montagna, l'occupazione e il ripopolamento delle stesse. L'obiettivo del presente disegno di legge è quello di elaborare un modello ambizioso di sviluppo delle zone montane, capace di far leva sulle specificità territoriali al fine di trasformare la montagna da elemento di fragilità e di debolezza a punto di forza del sistema socio-economico nazionale..