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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 129 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 20. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Comunicazioni del Presidente Il presidente OSTELLARI avverte che, non essendosi ancora conclusa la sessione di bilancio, permane il divieto regolamentare di trattare disegni di legge comportanti oneri. Tra i disegni di legge di conversione di decreti-legge, tutti calendarizzati in Aula, la Presidenza, non facendosi osservazioni, ha optato per svolgere la sede consultiva sul solo disegno di legge n. 1638. Per il proseguo dei lavori della Commissione, resta il programma già deliberato dall'Ufficio di Presidenza integrato, in base al quale sarà redatto il calendario secondo gli orientamenti già espressi in quella sede, a meno che non vi siano proposte ulteriori dei componenti della Commissione. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) richiede che, ai fini della programmazione dei lavori e del conseguente calendario, sia inserito il disegno di legge n. 1551 ( Modifiche alla legge 9 gennaio 2019, n. 3, in materia di proroga del nuovo regime di prescrizione , d'iniziativa dei senatori Gasparri, Aimi, Caliendo e Schifani). La senatrice EVANGELISTA ( M5S ) richiede, ai medesimi fini, l'inserimento del disegno di legge n. 1517, a sua prima firma, recante Modifiche in materia di procedibilità d'ufficio per i delitti di cui agli articoli 609-bis e 612-bis del codice penale . Stanti le competenze primarie dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi in ordine a programma e calendario, il PRESIDENTE sospende la seduta. La seduta, sospesa alle ore 20,05, riprende alle ore 20,10. Il presidente OSTELLARI avverte che, non essendosi raggiunta l'unanimità in ordine alla proposta di inserimento del disegno di legge n. 1551, la Commissione in sede plenaria sarà chiamata a pronunciarsi sul programma dei lavori, in una seduta della settimana prossima. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili DDL 1638 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili (Parere alla 6 a Commissione. Esame e rinvio) Il relatore URRARO ( M5S ) illustra il provvedimento in titolo soffermandosi sulle disposizioni di diretta competenza della Commissione. Rileva in primo luogo che l'articolo 39 introduce strumenti volti a rafforzare e a razionalizzare la risposta sanzionatoria che l'ordinamento prefigura in rapporto ai reati tributari. Il comma 1 modifica molte delle fattispecie penali previste dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, recante "Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto e vi introduce una nuova disciplina della confisca penale". Analiticamente, le lettere a) e b) novellano l'articolo 2 del citato decreto legislativo che, al comma 1, qualifica come delitto la condotta di chiunque, per evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto (IVA), indica (in una delle dichiarazioni relative a dette imposte) elementi passivi fittizi attraverso fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, prescindendo dall'ammontare dell'imposta evasa. Il comma 2 della disposizione precisa che, affinché si integri la fattispecie penale, tali fatture o documenti devono essere registrati nelle scritture contabili obbligatorie o detenuti a fine di prova nei confronti dell'amministrazione finanziaria. Alla lettera a) la reclusione viene portata da un minimo di 4 anni (in luogo di un anno e sei mesi) a un massimo di 8 anni (in luogo di sei anni). Inoltre, la lettera b) inserisce un comma 2- bis in base al quale la pena è più bassa (ovvero la reclusione da un anno e sei mesi a 6 anni) quando l'ammontare del passivo fittizio è inferiore a 100 mila euro. La lettera c) , modificando l'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo, innalza la pena per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (vale a dire il compimento di operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente ovvero il ricorso a documenti falsi o altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l'accertamento e ad indurre in errore l'amministrazione finanziaria), prevedendo la reclusione da tre a otto anni, in luogo dei precedenti limiti edittali (da un anno e sei mesi a sei anni). Le lettere d), e), f) e g) modificano l'articolo 4 del decreto legislativo n. 74 del 2000, relativo al delitto di dichiarazione infedele; esso, a legislazione vigente, si applica in via residuale rispetto ai delitti di dichiarazione e punisce - con la reclusione da 1 a 3 anni - chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, indica (in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte) elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi inesistenti, quando, congiuntamente: l'imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a 150.000 euro; l'ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all'imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi inesistenti, è superiore al 10 per cento dell'ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, è superiore a 3 milioni di euro. Le modifiche recate dalle lettere d) (come modificata nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento), e), f) e g) : innalzano la pena della reclusione, portando il minimo da 1 a 2 anni e il massimo da 3 a 4 anni e sei mesi; abbassano le soglie di punibilità del reato intervenendo tanto sul valore dell'imposta evasa, che passa da 150 mila a 100 mila euro (lettera e) ), quanto su quello degli elementi attivi sottratti a imposizione, che passano da 3 a 2 milioni di euro (lettera f) ). La lettera g ), nel testo vigente del decreto-legge, disponeva l'abrogazione della disposizione che esclude la punibilità quando le valutazioni, singolarmente considerate, differiscono in misura inferiore al 10 per cento da quelle corrette e che prevede che degli importi compresi in tale percentuale non si tiene conto nella verifica del superamento delle soglie di punibilità. Diversamente dal testo originario del decreto-legge, però, il testo licenziato dalla Camera conserva l'esclusione di punibilità (si cui al comma 1- ter dell'articolo 4 ), ma solo quando le valutazioni complessivamente considerate (e non singolarmente considerate) differiscono da quelle corrette in misura inferiore al 10 per cento. Le lettere h) ed i) intervengono sul delitto di omessa dichiarazione (di cui all'articolo 5 del citato decreto legislativo n. 74 del 2000), che punisce con la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni, chi versa in una delle due seguenti situazioni: