[massime]

Bilancio e contabilità pubblica - Attuazione della legge delega n. 42 del 2009 in materia di federalismo fiscale - Meccanismi premiali e sanzionatori nei confronti di Regioni ed enti locali - Potere di verifica da parte dello Stato sulla regolarità della gestione amministrativo-contabile di Regioni ed enti, che, per effetto del d.l. n. 174 del 2012, è preliminare al controllo della Corte dei conti - Ricorsi della Regione Friuli-Venezia Giulia e della Provincia di Trento - Asserita contraddittorietà e irrazionalità - Insussistenza - Non fondatezza delle questioni.. Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 5 del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 149, nel testo introdotto dall'art. 1- bis , comma 4, del d.l. n. 174 del 2012 (come modificato dalla legge di conversione n. 213 del 2012) - che estende il potere di verifica sulla gestione amministrativo-contabile delle amministrazioni pubbliche «anche nei confronti delle Regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano», ove emergano «indicatori» di squilibrio finanziario, ed è stato costruito al fine della immediata comunicazione dei dati acquisiti alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti competente per territorio -, impugnato dalla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e dalla Provincia autonoma di Trento, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, in quanto la disposizione censurata, va coordinata con l'art. 14 della legge n. 196 del 2009 in tema di controllo e monitoraggio dei conti pubblici, avendo lo scopo di allargare il potere di vigilanza dello Stato fino all'impiego dei servizi ispettivi di finanza pubblica con un più penetrante potere generale di accesso agli uffici regionali, che trova poi il proprio sbocco naturale nell'attivazione delle attribuzioni di controllo spettanti alla Corte dei conti: in tal modo la disposizione si sottrae al profilo di manifesta contraddittorietà ed irrazionalità per il quale è stata denunciata.