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Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Ciascun senatore chiamato dal senatore Segretario dovrà esprimere il proprio voto passando innanzi al banco della Presidenza. Ricordo che è necessario evitare assembramenti al centro dell'emiciclo e in prossimità dell'accesso al banco della Presidenza. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì, i senatori contrari risponderanno no, i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Pagano). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore Pagano. PISANI Giuseppe, segretario, fa l'appello. (Nel corso delle operazioni di voto assume la Presidenza il vice presidente ROSSOMANDO - ore 15,08 -). PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 211 Senatori votanti 210 Maggioranza 105 Favorevoli 178 Contrari 31 Astenuti 1 Il Senato approva. (v. Allegato B). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 21. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, so di essere monotono, intervenendo per l'ennesima volta in quest'Aula sul problema dell'eccessiva presenza di fauna selvatica, in modo particolare di cinghiali. Nel corso di tutte le segnalazioni che ho avuto modo di fare in quest'Aula, a livello quasi di battuta ho avuto modo di dire che fra un po' arriveranno a mangiarsi anche i bambini. Purtroppo ci siamo arrivati e non è una semplice battuta; l'altra sera a Castellaneta Marina, in provincia di Taranto, un adolescente, mentre giocava una partita di pallone in piazzetta, come si usa fare, è stato aggredito da un cinghiale ad un braccio e ad una mano. Poteva andare molto peggio se il cinghiale avesse proseguito nelle altre parti del corpo. Il ragazzo è stato operato d'urgenza al Policlinico di Bari e oggi non si sa se tornerà ad avere un normale uso del braccio e della mano. Mi dispiace dover dire queste cose e dovermi arrabbiare per l'ennesima volta: sono state troppe le bocciature, anche formali, rispetto a proposte che sono state avanzate da parte nostra in quest'Aula per modificare la norma che consentirebbe di sfoltire il numero dei cinghiali nel nostro Paese a chi oggi è disposto a fare questo servizio civile (sto parlando cioè di chi è in possesso della licenza per poterli abbattere). Non si può però fare perché la cocciutaggine «animalara» di qualcuno che regna in una parte di quest'Aula lo ha impedito. Addirittura qualche settimana fa un importante esponente del MoVimento 5 Stelle in quest'Aula affermava che la caccia è una barbarie. Io oggi dico che la barbarie è il cinghiale che si mangia il bambino e la vergogna è stare dalla parte del cinghiale piuttosto che dalla parte del bambino. Vedo però che si vuole andare avanti ancora così. Urge allora deporre e seppellire questo animalismo estremista, modificare la legge n. 157 del 1992 per consentire di fare ciò che dicevo prima. Qui lo dico e non vorrei che qualcuno avesse modo di interpretare male le mie parole: questo cinghiale ha anticipato il mestiere di un altro. Ciò che a breve purtroppo succederà nel nostro Paese a causa dell'eccessiva presenza di lupi, un numero esagerato rispetto a quello che il nostro Paese potrebbe contenere. Non è il comizio di un cacciatore che non ha alcun interesse, come non lo ha la categoria dei cacciatori, ad andare a sparare ai lupi. MAUTONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi vi sono due ricorrenze che ritengo importanti. La prima, la Giornata nazionale dell'infermiere. Desidero ringraziare la loro dedizione e la loro professionalità, un fatto importante ed essenziale. Nella giornata che celebra il lavoro degli infermieri ribadiamo, come sempre abbiamo fatto, la loro centralità nel nostro sistema sanitario. Oggi è il giorno in cui diciamo grazie ancora una volta a tutti le infermiere e gli infermieri per il loro costante lavoro e la loro dedizione. Signor Presidente, la seconda ricorrenza è la Giornata mondiale della fibromialgia. La giornata odierna vuole accendere i riflettori su una patologia considerata ancora purtroppo da tanti fantasma. La realtà è ben diversa. È una malattia ben definita e riconosciuta unanimemente dagli studiosi, che solo in Italia colpisce circa 2 milioni di persone, per la maggior parte donne. È una patologia cronica e invalidante che a tutt'oggi risulta di non facile diagnosi, che è essenzialmente di esclusione. Dolori cronici e persistenti a livello muscolare scheletrico, con possibili violente riacutizzazioni. Vi è un difficile percorso istituzionale e legislativo in corso, anche nella nostra Commissione Igiene e sanità, per giungere finalmente al giusto riconoscimento di questa malattia che a tuttora non è ancora inserita nei Livelli essenziali di assistenza (LEA). Con il contributo di tutte le forze politiche si deve riuscire a completare il lungo iter ed i molteplici passaggi burocratici affinché questa malattia invisibile abbia il suo giusto riconoscimento normativo. Il MoVimento 5 Stelle è presente e attento a dare luce e visibilità a chi, fragile, chiede rispetto. Tutti insieme possiamo e dobbiamo farcela; coloriamo e illuminiamo di viola le piazze delle nostre città. (Applausi) . LOMUTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOMUTI (M5S) . Signor Presidente, durante primi mesi della pandemia, mesi drammatici, il nostro sistema sanitario è stato messo a dura prova, soprattutto a livello regionale. Le Regioni hanno dovuto prendere delle decisioni in fretta, in pieno stato di emergenza. Molte di queste si sono rilevate giuste, altre un po' meno, alcune inconcepibili. A tal riguardo, mi riferisco alla scelta di trasformare il presidio ospedaliero distrettuale (POD) del comune di Venosa, in provincia di Potenza, in Basilicata, in ospedale Covid-19. È una scelta ritenuta inconcepibile perché, per fare questo, sono stati smantellati reparti e ambulatori ritenuti da decenni vere e proprie eccellenze. Mi riferisco al nucleo Alzheimer, alla dialisi, alla radiologia e alla cardiologia. Non si comprende questa decisione, dal momento che sul tavolo in quel momento c'erano opzioni ritenute molto più ragionevoli di questa scelta.