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le parole tanto forti del ministro Costa, che ha dichiarato che siamo sotto attacco, preannunciando, per il prossimo 19 novembre, un intervento del Governo. Intanto, vorremmo sapere in che cosa consisterà l'impegno del Governo, ma soprattutto vorremmo approfittare di questa occasione per dire che proprio quelle forze di maggioranza che oggi esprimono il Governo e hanno dunque una responsabilità di Governo sono state protagoniste dei principali e dei più grandi no che sono stati detti alla costruzione di un ciclo serio e integrato di smaltimento dei rifiuti. Qualunque sia la natura di questi roghi e di questi incendi, è evidente che la saturazione, ma soprattutto il cattivo funzionamento di questi siti rappresentano terreno fertile per qualsiasi tipo di intervento fatto a danno di questi siti, con la minaccia ovviamente per la salute dei cittadini, che a noi sta a cuore tutelare sopra ogni altra cosa. Siamo d'accordo quindi con l'invio delle Forze dell'ordine a presidio di quei luoghi, così da evitare che vengano appiccati ulteriori incendi e roghi dolosi o quali che essi siano. Il punto vero, però, è quali misure si intendono adottare da parte del Governo e delle forze di maggioranza oggi chiamate ad esercitare responsabilità di governo. Queste sono tenute non soltanto a dire dei no o che cosa non si può fare e perché, ma devono dire con quali interventi efficaci, seri e strutturali si risolve un problema che - ricordo - grava su tutti i cittadini campani con una tassa che è tra le più alte in Italia, a dispetto del fatto che il ciclo dei rifiuti in Campania non è autosufficiente e tanti rifiuti vengono portati fuori dalla Regione o addirittura all'estero, con costi esorbitanti. A questo si aggiunge che quel tipo di sistema costituisce un terreno fertile per gli incendi che vengono puntualmente appiccati e per un tipo di emergenza che si potrebbe tranquillamente evitare. Oggi noi vogliamo sapere quali sono le risposte strutturali che questo Governo vuole mettere in campo, quindi basta passerelle e si passi, finalmente, dai no e dalla demagogia usata e speculata anche sulla pelle dei cittadini a proposte concrete e serie di Governo. (Applausi dal Gruppo PD) . SANTILLO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, non volevo intervenire perché oggi ho sentito già molti interventi in tema di difesa del suolo, ma dopo le parole della senatrice Valente non ne posso fare a meno. Le sue richieste le deve andare a fare al suo presidente della Regione Campania, del PD, perché è lui il colpevole di questa criticità campana. (Applausi dal Gruppo M5S) . Lo vada a chiedere a De Luca che cosa ha fatto... PRESIDENTE. Senatore Santillo, lei doveva svolgere un intervento di fine seduta, non può fare un dibattito con la collega, se è così le tolgo la parola. SANTILLO (M5S) . Sto parlando in generale, Presidente. Il Governo sta ponendo in atto delle misure, come abbiamo sentito, e il 19 novembre ci sarà un Consiglio dei ministri in Campania, dove la situazione è critica, c'è la georeferenziazione dei siti, c'è la proposta di controllare i siti anche attraverso i militari e in questi giorni stiamo sentendo quali sono le proposte. In tema di difesa del suolo, mi preme dire come sono più di cinquant'anni che in questo Paese non si fanno attività sul territorio. Ricordiamo l'istituzione della Commissione De Marchi, di cui ricorre il cinquantenario proprio il 30 gennaio 2019, e da allora, se non si passa attraverso eventi straordinari come Sarno, in realtà il Governo del Paese poco ha fatto e per la prima volta in questo Paese il Governo sta mettendo mano, in condizioni ordinarie, ad effetti emergenziali. (Applausi dal Gruppo M5S) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 6 novembre 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, martedì 6 novembre, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 17,08). Testo integrale dell'intervento del senatore Barbaro nella discussione generale del disegno di legge n. 840 La conversione in legge del decreto sicurezza conferisce a questo Parlamento l'onere e la responsabilità di un intervento normativo di cui il Paese ha effettivo bisogno: se lo Stato, infatti, non riesce a garantire la sicurezza dei cittadini, non può garantire altri diritti; una società che non protegge dalla violenza, dalla prevaricazione, dalla criminalità, dal fanatismo e dal terrorismo, di fatto, non è una società libera. L'equilibrio tra libertà e sicurezza è uno dei compiti più difficili affidati al legislatore, in quanto la seconda, necessaria per garantire la prima, se adopera misure blande non raggiunge il suo scopo. Se diviene eccessiva o oppressiva, si trasforma in un limite alla libertà individuale. Occorre quindi individuare la giusta dose di sicurezza da somministrare al contesto civile, di modo che il vivere ordinato garantisca a tutti il massimo della libertà, senza che essa comporti nocumento agli altri individui o in genere alla collettività. Ciò premesso in una attenta disamina di ogni interesse in gioco, condividiamo in particolare la scelta di estendere all'ambito urbano e civile, un istituto come quello del DASPO, nato in seguito agli episodi di violenza afferenti le manifestazioni sportive. Una misura congrua e opportuna, condivisa da larga parte della pubblica opinione, che troppe volte si è vista costretta a lamentarsi della inefficacia preventiva delle misure di sicurezza pubblica. Ma nel decreto non ci sono solo riferimenti indiretti allo sport. Grazie all'emendamento presentato ed approvato in Commissione dai colleghi Pirovano, Saponara, Calderoli e Augussori viene introdotta una novità importante e significativa, di grande portata politica: i costi per la sicurezza derivanti dall'organizzazione delle partite di calcio posti a carico delle società sportive vengono innalzati. Da un minimo di 1 per cento passano al 5 per cento; da un massimo del 3 per cento passano al 10 per cento degli incassi revenienti da ogni singolo evento. Non si tratta solo di un evidente e già di per sé legittimo intento di contenere la spesa pubblica. Ci troviamo di fronte ad un primo e deciso passo per richiamare il mondo del calcio all'assunzione delle proprie responsabilità. Responsabilità verso gli appassionati che vogliono tornare a vivere serenamente sane giornate di svago sportivo. Responsabilità e rispetto verso le Forze dell'ordine sulle cui spalle grava un impegno logistico ed umano non indifferente. Impressionanti sono le cifre: 50 milioni annui circa a carico dello Stato; 1.600 agenti feriti in un decennio; 165.000 agenti impiegati nel 2017. A fronte di tutto ciò un evidente paradosso: