[pronunce]

che la questione sollevata è del tutto priva di rilevanza, in quanto, poiché non risultava dal piego raccomandato restituito la ragione della mancata consegna al destinatario nel domicilio eletto, il giudice era tenuto a disporre che la comunicazione della fissazione dell'udienza fosse rinnovata secondo il principio emergente (artt. 161 e 291) dal codice di procedura civile (principio applicabile ex art. 1, comma 2, del d. lgs. n. 546 del 1992) , prima di valutare se la fattispecie fosse disciplinata dall'art. 17, comma 3, del d. lgs. n. 546 del 1992; che, pertanto, la questione deve essere dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 17, comma 3, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), sollevata, in riferimento agli articoli 3, 24 e 53 della Costituzione, dalla Commissione tributaria di primo grado di Cagliari con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 gennaio 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Romano VACCARELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 15 gennaio 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA