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Le risorse del Fondo di cui al comma 1 sono interamente destinate all'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL) per la copertura degli oneri relativi all'organizzazione di corsi di formazione, finalizzati al rilascio di certificazioni attestanti lo sviluppo di competenze dei lavoratori necessarie per affrontare la transizione digitale ed ecologica, nonché per la copertura degli oneri relativi alle ore di formazione professionale dei lavoratori, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali. 3. Alla realizzazione e all'ulteriore finanziamento degli interventi di cui al comma 2 possono contribuire, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, i Programmi operativi nazionali e regionali di Fondo sociale europeo, i fondi paritetici interprofessionali costituiti ai sensi dell'articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nonché, per le specifiche finalità, il Fondo per la formazione e l'integrazione del reddito dei lavoratori di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, destinando ad ANPAL una quota delle risorse disponibili nell'ambito dei rispettivi bilanci. 4. Alla realizzazione e all'ulteriore finanziamento degli interventi di cui al comma 2 possono altresì contribuire tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato. 5. L'elenco delle certificazioni è individuato, previa valutazione accurata delle esigenze del mercato del lavoro, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociale, sentita l'ANPAL, ed è aggiornato con cadenza semestrale. 6. I corsi di formazione che offrono le certificazioni individuate al comma 5 e che vogliono utilizzare il « Fondo intelligenza naturale » devono presentare ad ANPAL la loro offerta tramite una piattaforma nazionale pubblica, integrata con l'applicazione dei servizi pubblici, denominata App IO, con oneri a carico del Fondo di cui al comma 1, da attivare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 7. Entro il 28 febbraio 2024, mediante ulteriori interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica, sono adottati disposizioni regolamentari e provvedimenti amministrativi, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, che assicurino minori spese pari a 400 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026. Qualora le misure previste dal presente comma non siano adottate o siano adottate per importi inferiori a quelli indicati, sono disposte misure di entrata derivanti dalla lotta all'evasione e dalla rimodulazione ed eliminazione dei SAD di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221. A tal fine, entro il 30 aprile 2024, il Ministro dell'economia e delle finanze individua, in attuazione della legge 9 agosto 2023, n. 111, le misure atte a garantire maggiori entrate derivanti dalla lotta all'evasione fiscale e, entro la medesima data, con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro delle imprese e del made in Italy , sono individuati i sussidi di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, oggetto di rimodulazione ed eliminazione, al fine di conseguire risparmi di spesa o maggiori entrate non inferiori a 400 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026. Art. 18. (Misure per la promozione della formazione digitale) 1. Al fine di promuovere e sostenere le attività di formazione, indipendentemente dalla loro forma giuridica, settore di operatività o regime contabile adottato, alle imprese è riconosciuto, nel limite massimo di spesa complessiva non superiore a 250 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2028, un credito d'imposta per le spese relative alle attività di formazione, incluse quelle finalizzate all'acquisizione o al consolidamento delle conoscenze delle tecnologie legate alla transizione digitale ed ecologica, nonché quelle erogate da soggetti esterni all'impresa, ivi inclusi gli istituti tecnici superiori, nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023. Il beneficio riguarda esclusivamente il costo aziendale del personale dipendente impiegato in tali attività. Sono escluse dalla ammissibilità al beneficio fiscale le attività di formazione ordinarie o periodiche organizzate dall'impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell'ambiente e a ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione. 2. Il credito d'imposta di cui al comma 1, è riconosciuto nei limiti: a) del 50 per cento delle spese ammissibili, con un limite massimo annuale di 300.000 euro, per le piccole imprese; b) del 40 per cento delle spese ammissibili, con un limite massimo annuale di 250.000 euro, per le medie imprese; c) del 60 per cento delle spese ammissibili per i lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati. 3. Per le piccole e medie imprese (PMI) che investono nella qualificazione delle competenze del personale nel contesto della trasformazione tecnologica e digitale, il credito d'imposta aumenta rispettivamente al 70 per cento e al 50 per cento per le attività formative erogate da università, centri di competenza ad alta specializzazione, cosiddetti Competence Center , istituti tecnici superiori e centri di elevata capacità di innovazione. 4. Il credito d'imposta è indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui sono state sostenute le spese ammissibili. Esso non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive e può essere utilizzato esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 5. Il credito d'imposta è conforme ai limiti e alle condizioni previsti dal regolamento (UE) 651/2014 della Commissione europea, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno, e nello specifico dall'articolo 31 del medesimo regolamento che disciplina gli aiuti alla formazione. 6. Sono escluse dall'ambito di applicazione del suddetto credito d'imposta le imprese in difficoltà ai sensi del regolamento (UE) 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014. Inoltre, l'effettiva fruizione del credito d'imposta è subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori. 7. Le spese, ai fini dell'ottenimento del beneficio fiscale, sono certificate dai soggetti incaricati della revisione legale o da un professionista iscritto nel registro dei revisori legali. Le imprese con bilancio revisionato sono esentate dagli obblighi previsti. Nel caso in cui il revisore legale dei conti o il professionista responsabile della revisione legale dei conti incorra in colpa grave nell'esecuzione degli atti richiesti per il rilascio della certificazione, si applicano le disposizioni dell'articolo 64 del codice di procedura civile. 8.