[massime]

Enti locali - Norme della Regione Friuli-Venezia Giulia - Autonomia e funzioni dei Comuni e delle Province - Ricorso del Governo - Denunciato omesso riconoscimento delle "funzioni proprie" delle province e lamentata violazione del principio dell'autonomia degli enti locali - Esclusione - Non fondatezza della questione.. Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 8, comma 5, e 17 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 9 gennaio 2006, n. 1, sollevata in riferimento all'art. 4, n. 1 -bis della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia) per violazione del "principio dell'autonomia" degli enti locali ricavabile dagli artt. 5, 114 e 118 Cost., nonché in riferimento all'art. 59 del medesimo Statuto speciale ed all'art. 2 del decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 9. Invero, premesso che la legislazione della Regione Friuli-Venezia Giulia in tema di enti locali - a seguito delle innovazioni introdotte dall'art. 5 della legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2, che ha trasformato la competenza legislativa regionale in tema di ordinamento degli enti locali da concorrente in esclusiva e dei chiarimenti forniti in sede di attuazione di questa disposizione statutaria, dall'art. 2 del d.lgs. n. 9 del 1997 secondo il quale, nell'ambito della competenza legislativa in esame, la Regione "fissa i principi dell'ordinamento locale e ne determina le funzioni" - non è vincolata all'osservanza delle singole disposizioni del testo unico degli enti locali, ma deve rispettare il principio autonomistico e anzi favorire la piena realizzazione delle autonomie locali, la lettura complessiva della legge regionale impugnata fa emergere l'esistenza di disposizioni che valorizzano ampiamente le Province in modo del tutto analogo alla legislazione statale e che operano ulteriori significativi riconoscimenti del ruolo di tali enti. Importanti appaiono, in particolare, l'art. 5, comma 1, legge cit., che equipara le Province ai Comuni per il conferimento delle funzioni amministrative, e l'art. 8, comma 2, legge cit., che afferma in generale che «la Provincia è l'ente locale che rappresenta e cura gli interessi di area vasta della propria comunità». Inoltre l'elencazione, contenuta nell'art. 17 della medesima legge regionale, dei settori di intervento della Provincia, se appare in parte carente rispetto agli artt. 19 e 20 del d.lgs. n. 267 del 2000, individua però anche ambiti di competenza ulteriori rispetto a quelli previsti dal legislatore statale, quali la politica attiva del lavoro, le iniziative culturali, l'agricoltura. Infine, l'elenco previsto dall'art. 17 cit. non è tale da impedire il conferimento di altre funzioni da parte del legislatore regionale che, in effetti, è già più volte intervenuto conferendo compiti alle Province anche in settori ulteriori rispetto a quelli elencati nello stesso art. 17. - Sulla legge costituzionale n. 2 del 1993, e sulle competenze delle regioni ad autonomia speciale in materia di enti locali, v., citate, sentenze n. 415/1994 e n. 229/2001. - Sulla possibilità per il legislatore regionale di articolare diversamente i poteri di amministrazione locale, con il limite della permanenza di almeno una sfera adeguata di funzioni, v., citate, sentenze n. 378/2000, n. 286/1997, n. 83/1997. - Sul riconoscimento al legislatore delle Regioni ad autonomia speciale di una potestà di disciplina differenziata rispetto alla corrispondente legislazione statale, salvo il rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico dello Stato e dell'ambito delle materie di esclusiva competenza statale, v., citate, ordinanza n. 425/1994, sentenze n. 229 e n. 230/2001, n. 48/2003. - Sui limiti di utilizzabilità del criterio storico per la ricostruzione del concetto di autonomia provinciale e locale, v., citata, sentenza n. 52/1969.