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Vogliamo ricordare, come ha detto la mia collega senatrice Conzatti, quella categoria di persone invisibili, come qualche giorno fa scrissero su «Il Sole 24 Ore», i professionisti, ai quali avete rifiutato ogni contributo a fondo perduto? Ricordiamo che i professionisti sono stati esclusi anche dai ristori, oltre che dai contributi del decreto estivo, senza motivo; anzi, il lavoro encomiabile dei miei colleghi commercialisti, ma di tutti i professionisti italiani, avrebbe dovuto essere premiato in un momento così difficile, invece non li avete neppure considerati alla pari degli altri lavoratori. A questi professionisti, però, non avete voluto neanche riconoscere ciò che non costa, perché sono di queste ore non le mie lamentele quale primo firmatario, insieme alla consulta dei parlamentari commercialisti, del disegno di legge sulla malattia e l'infortunio dei professionisti, ma le agenzie di tutte le categorie professionali, lo sottolineo. Voglio citarne una che le riunisce tutte, quella di Marina Calderone e del collega Zambrano, che rappresentano il Comitato unitario delle professioni (CUP), i quali hanno detto chiaramente che è una vergogna che non si proceda in tempi celeri, dopo che la Presidenza ha dato la possibilità al Senato di lavorare su questa materia. Vi state arrampicando davvero sugli specchi per non dare nulla ai professionisti, anzi, per togliere loro anche quel diritto alla salute e all'infortunio al quale avrebbero pieno titolo. Visto che il tempo mi pare che stia terminando, vi chiedo ancora un minuto per poter concludere su due passaggi. Condivido in pieno la posizione sull'autostrada del Brennero, una delle migliori concessioni autostradali europee, che state cercando di espropriare, con un concetto giuridico degno di un passato comunista che non dovrebbe avere niente a che vedere con la cultura liberale. State espropriando una proprietà privata, senza che ciò abbia la benché minima funzione di utilità sociale, che sarebbe l'unico elemento che lo potrebbe giustificare. Voglio concludere quindi dicendo che questo provvedimento non contiene alcuna misura per la ripresa. Nel decreto ristori e in tutti i decreti Covid, dalla primavera all'inverno, non c'è nulla per la ripresa, tutto è fondato sulla logica dell'assistenzialismo, del reddito di cittadinanza e di emergenza, sempre sulle passività. Non avete previsto nulla per la crescita di questo Paese. Vi è una misura che abbiamo cercato in tutti i modi di far accettare: per le imprese che vogliono andare avanti e che accetteranno di tirare ancora su la saracinesca, gli artigiani, le botteghe e i ristoranti, abbiamo chiesto un regime premiale nel campo fiscale per dir loro che hanno sofferto, ma che domani, se tengono duro, daremo loro qualcosa in più. Era una delle proposte base che noi e Giorgia Meloni abbiamo presentato, ma voi non l'avete nemmeno considerata. Ribadisco che era una misura, ne abbiamo dieci di questo tipo e voi le avete sempre ignorate. Per questa ragione e per tante altre che il tempo non mi permette di dire, signor Presidente, cari colleghi, Fratelli d'Italia non solo non vi dà la fiducia, ma vi chiede di avere la dignità di dimettervi, andare davanti agli elettori e far dire loro cosa vogliono per il futuro di questo Paese. (Applausi. Proteste del senatore Airola. Richiami del Presidente). PRESIDENTE . Dalla parte di emiciclo alla mia destra, chi doveva intervenire è già intervenuto; ora lasciamo intervenire il prossimo senatore, altrimenti devo dedurre che abbiamo intenzione di andare avanti molto oltre questa notte. (Commenti). Devo altresì chiedervi di non fare tentativi di assembramento in Aula. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, nel ringraziarvi per consentirmi di intervenire, rassicuro il collega che mi ha preceduto, preannunciando che voteremo convintamente il provvedimento al nostro esame. È stato un lavoro impegnativo per la sua straordinarietà, trattandosi di quattro decreti legati all'emergenza. Lo ricordo perché è difficile discutere se, quando facciamo interventi sui ristori, si chiede di discutere della strategia. Se andassi a leggere gli innumerevoli emendamenti meritoriamente presentati dall'opposizione, potrei usare anch'io il termine sbagliato "assistenzialismo". Ci sono infatti migliaia di emendamenti dell'opposizione che vanno esattamente nella direzione dei ristori. (Applausi) . Tuttavia cari colleghi dell'opposizione, abbiamo fatto meritoriamente uno sforzo insieme. Ciò non è stato forse sottolineato dai colleghi dell'opposizione, se non in qualche intervento. Abbiamo fatto uno sforzo insieme che ritengo positivo e voglio interpretarlo come il primo passo di un ragionamento che va fatto poi anche sui prossimi provvedimenti. Quando parlate di briciole, vorrei ricordare che nel provvedimento al nostro esame ci sono misure che giustamente avete richiesto a gran voce, come per esempio il rinvio di tutte le scadenze fiscali, che vale diversi miliardi. Attenzione, non vorrei che metteste in discussione anche le battaglie che avete fatto in questi mesi e che hanno trovato una risposta positiva da parte del Governo. Abbiamo lavorato insieme su alcune questioni importanti (gli oneri di sistema, le Regioni, il trasporto pubblico locale) su iniziativa vostra e lo abbiamo fatto convintamente insieme. Perché non riconoscerlo, colleghi? Allora si può sottovalutare questa scelta; si può rimanere nella narrazione politica classica, quella per cui, come avrebbe detto Bartali: «L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare». Tuttavia, colleghi, non è così e lo sapete bene. Abbiamo cercato di rispondere a questioni rilevanti, che riguardano il sistema delle imprese e i problemi sociali, e lo avete condiviso anche voi, per una serie di proposte che ha fatto la maggioranza. Penso anche alla questione delle residenze sanitarie, della casa, del canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (COSAP) o della tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (TOSAP), nonché a quella delle edicole. Abbiamo fatto cose importanti. Ritengo per questo che vada tutto bene? No, li vediamo anche noi i problemi. Penso, in primo luogo, alla tenuta economica e produttiva delle piccole medie imprese, quelle produttive e quelle del terziario. La vediamo chiara anche noi. Guardiamo all'interno di questo problema. Non potete far finta di non sapere che, confrontandoci nelle Commissioni riunite, sulla base di un ragionamento che ha fatto il Governo, abbiamo deciso una cosa importante, cioè che, raccogliendo tutti i dati, con il quinto decreto-legge ristori supereremo quello che anche io giudico un criterio anacronistico, cioè quello dei codici Ateco, e ci baseremo finalmente sul fatturato e sulla conseguente riduzione delle tasse. Questa è una scelta politica che il Governo ha già fatto e presentato, su cui mi aspetto, in occasione dell'esame del quinto decreto-legge ristori, un grande apprezzamento dell'opposizione, perché questa è la strategia che ci avete più volte evocato. (Applausi) . Per affrontare i dieci problemi strategici occorrono riforme, che in questo Paese sono qualcosa di molto complesso. Vorrei dire una cosa, prima di tutto a noi della maggioranza: