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2 L'atto di indirizzo e coordinamento di cui al comma 1 è adottato entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3 Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i dati sulle frane e sulle alluvioni raccolti dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri sono trasmessi al CENSPU e da esso elaborati e confrontati con i dati della banca dati pedologica nazionale per valutare, tramite opportuni modelli e cartografie, la perdita di funzioni e di servizi ecosistemici dei suoli in base al livello di degrado causato da frane ed alluvioni ed alle diverse tipologie di suolo. I criteri per valutare la perdita attuale e potenziale di funzioni e di servizi ecosistemici dei suoli in base al livello di degrado sono individuati dalle linee guida di cui all'articolo 5, comma 2. 4 Il CENSPU, in collaborazione con le agenzie regionali per la protezione ambientale e con le autorità di bacino, definisce i programmi d'azione obbligatori per ripristinare, ove tecnicamente possibile, le funzioni ed i servizi ecosistemici dei suoli soggetti a degrado causato da frane ed alluvioni. Nel caso di suoli che non consentano il ripristino delle funzioni e dei servizi ecosistemici, l'intervento è finalizzato a mitigare il danno. 16 (Impermeabilizzazione) 1 Le aree a diverso grado di impermeabilizzazione causata da urbanizzazione ed i relativi indici di valutazione sulla quantità e qualità del consumo di suolo e sull'integrità del tessuto rurale sono individuate dal CENSPU, in un apposito elenco, in collaborazione con l'ISPRA, in base alle linee guida di cui all'articolo 5, comma 2. 2 Ogni quattro anni il CENSPU, con la collaborazione delle agenzie regionali per la protezione ambientale, aggiorna l'elenco delle aree di cui al comma 1. 3 Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e successivamente ogni cinque anni, il CENSPU, con la collaborazione delle agenzie regionali per la protezione ambientale aggiorna le linee guida e le procedure per il riutilizzo del suolo agricolo o forestale destinato alle infrastrutture e opere edilizie al fine di garantire e promuovere un suo reimpiego per i ripristini ambientali e la deimpermeabilizzazione di altre superfici. 4 Nel rispetto delle disposizioni contenute nel regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 13 giugno 2017, n. 120, entro tre anni dalla data entrata in vigore della presente legge e successivamente ogni cinque anni, il Comitato tecnico-scientifico, con la collaborazione delle agenzie regionali per la protezione ambientale, individua ed aggiorna le linee guida e le procedure per il riutilizzo del suolo naturale agricolo o forestale asportato per infrastrutture e opere edilizie, al fine di garantire e promuovere il reimpiego nonché il ripristino ambientale e la deimpermeabilizzazione di altre superfici. 5 I dati sulle aree impermeabilizzate ed i relativi indici di valutazione del consumo di suolo nonché i dati sulle funzioni e sui servizi ecosistemici dei suoli da sottoporre ad impermeabilizzazione devono essere obbligatoriamente tenuti in conto sia per ogni trasformazione delle coperture e usi dei suoli previste nei piani urbanistici e di settore, a qualsiasi scala, sia per la valutazione ambientale strategica connessa ai predetti piani. 6 Lo Stato, le regioni, le province e i comuni, nella progettazione delle opere infrastrutturali, nella redazione dei nuovi strumenti di pianificazione urbanistica e nelle modifiche o aggiornamenti degli stessi, tengono conto dei dati sulle funzioni e sui servizi ecosistemici dei suoli e sull'impermeabilizzazione degli stessi, ai sensi del comma 5, in un'area più estesa rispetto al sito direttamente coinvolto. Ciò al fine di ridurre al minimo l'impermeabilizzazione, soprattutto quella dei suoli migliori dal punto di vista delle funzioni e dei servizi ecosistemici. 7 Nel definire le destinazioni d'uso del territorio, tutti gli strumenti di pianificazione urbanistica sono predisposti dopo aver effettuato verifiche preventive e preferendo sempre le soluzioni volte a non aumentare il grado di impermeabilizzazione del suolo. Nei casi in cui non vi siano alternative all'uso di suolo libero, i comuni ne danno comunicazione motivata in un apposito documento che è trasmesso al CENPSU. 8 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli strumenti di pianificazione urbanistica vigenti sono adeguati a quanto previsto dal comma 8 del presente articolo. 9 Le regioni, nell'ambito delle proprie competenze, possono definire ulteriori criteri finalizzati al contenimento del consumo di suolo tenendo conto del grado di impermeabilizzazione già raggiunto dal territorio regionale. 10 I dati rilevati ai sensi del comma 5 sono pubblicati annualmente nelle relazioni sullo stato dell'ambiente prodotte dalle agenzie regionali per la protezione ambientale e sono trasmessi entro il 31 dicembre di ogni anno dal CENSPU. 17 (Valutazione globale delle aree a rischio di degrado e di desertificazione del suolo) 1 La valutazione globale delle aree a rischio di degrado, attuale e potenziale, e di desertificazione del suolo è effettuata dal CENSPU secondo le linee guida di cui all'articolo 5, comma 2, tenendo anche conto degli effetti dei cambiamenti climatici sul suolo e della loro interazione con l'uso agricolo e forestale. 2 Il CENSPU con la collaborazione delle agenzie regionali per la protezione ambientale, provvede alla individuazione, in un apposito elenco, delle aree a rischio di degrado e di desertificazione del suolo sulla base di una valutazione globale dei singoli rischi in base alle linee guida di cui all'articolo 5, comma 2. 3 Ogni quattro anni il CENSPU, con la collaborazione delle agenzie regionali per la protezione ambientale, aggiorna l'elenco delle aree a rischio di degrado del suolo sulla base della valutazione globale dei singoli rischi di cui al comma 2. 4 Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e successivamente ogni cinque anni, per le aree individuate ai sensi dei commi 1, 2 e 3, le regioni, in base alle linee guida, definiscono programmi d'azione obbligatori basati sull'impiego di tecniche di gestione sostenibile dei suoli, per la tutela e il risanamento delle aree a rischio di degrado e di desertificazione del suolo, sulla base della valutazione globale dei singoli rischi. 5 I programmi d'azione, definiti ai sensi del comma 4, sono attuati, senza possibilità di deroga, entro l'anno successivo a quello della loro predisposizione. 6 La valutazione globale delle aree a rischio di degrado, attuale e potenziale, e di desertificazione del suolo deve essere obbligatoriamente tenuta in conto dalle regioni e dalle autorità di bacino per valutare la presenza, sul territorio di competenza, di aree vulnerabili soggette o minacciate da fenomeni di degrado del suolo e da processi di desertificazione, secondo quanto previsto dal citato decreto legislativo n. 152 del 2006. 18 (Copertura finanziaria) 1 Per l'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 6 e 7 della presente legge, è autorizzata la spesa di euro 500.000 a decorrere dall'anno 2019.