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Secondo la relazione illustrativa, per adeguarsi ai princìpi della Corte di giustizia lo schema in esame prevede un obbligo di notifica in caso di superamento delle soglie e un'approfondita istruttoria (a seguito delle notifiche ovvero d'ufficio o su segnalazione di chi vi abbia interesse), per la verifica della lesione del pluralismo sulla base dei criteri fissati nella norma. Ove l'AGCOM, a seguito dell'istruttoria, riscontri l'esistenza di posizioni di significativo potere di mercato lesive del pluralismo, interviene affinché esse vengano sollecitamente rimosse. Qualora accerti il compimento di atti o di operazioni idonee a determinare una situazione vietata, ne inibisce la prosecuzione e ordina la rimozione degli effetti. In caso di imprese che non abbiano ottemperato agli obblighi di comunicazione preventiva, l'AGCOM può infliggere sanzioni amministrative pecuniarie fino all'1 per cento del fatturato dell'anno precedente a quello in cui è effettuata la contestazione. In aderenza ai princìpi espressi dalla Corte, viene individuata una nozione più articolata e sostanziale di controllo. Alcune modifiche vengono apportate alla disciplina della promozione delle opere italiane ed europee da parte dei fornitori. Si prevedono sia per i fornitori di servizi di media audiovisivi lineari sia per quelli a richiesta l'esenzione dal rispetto degli obblighi di investimento in opere europee per i soggetti aventi un fatturato o un pubblico di modesta entità, secondo criteri di soglia contenuti in un regolamento dell'AGCOM, e la previsione che i suddetti obblighi di investimento si applichino anche ai fornitori che hanno la responsabilità editoriale di offerte rivolte ai consumatori in Italia anche se stabiliti in altro Stato membro. Si prevede che i cataloghi dei fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta soggetti alla giurisdizione italiana contengano almeno il 30 per cento di opere europee poste in rilievo (articolo 55, comma 1) e si aumenta l'entità dell'investimento in opere audiovisive europee prodotte da produttori indipendenti (articolo 55, comma 2, lettera b) ). Alcune modifiche vengono apportate anche al quadro sanzionatorio. Tra l'altro, vengono previste sanzioni per la violazione delle norme sul diritto d'autore di cui all'articolo 33, comma 2, e dei nuovi articoli 41 e 42 relativi alle piattaforme per la condivisione di video e si modifica la disciplina delle sanzioni in materia di impianti di radiodiffusione sonora e televisiva, al fine di renderla omogenea per tutti gli operatori. In considerazione dell'importanza del provvedimento e del fatto che la Commissione prima di esprimersi dovrà comunque attendere i pareri della Conferenza unificata, dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del Consiglio di Stato, esprime l'esigenza di un congruo periodo di tempo per svolgere gli approfondimenti del caso, anche mediante lo svolgimento di audizioni. Osserva, infine, che lo schema di decreto legislativo in esame incide su materie trattate da alcuni dei disegni di legge sulla RAI, il cui esame ha avuto inizio in Commissione prima dell'estate e che ciò rende opportuno, a suo avviso, il reinserimento all'ordine del giorno della prossima settimana dei disegni di legge suddetti, in maniera tale che il loro iter possa riprendere in parallelo all'esame dello schema di decreto. Il PRESIDENTE propone di fissare a giovedì 9 settembre, alle ore 12, il termine entro il quale i Gruppi potranno far pervenire i nominativi di eventuali soggetti da audire. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è rinviato. n. 289 - codice europeo delle comunicazioni elettroniche Doc n. 289 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, che istituisce il codice europeo delle comunicazioni elettroniche (rifusione) (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1 e 4 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Esame e rinvio) Il presidente COLTORTI ( M5S ), in sostituzione della relatrice Vono, illustra lo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2018/1972, che istituisce il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, adottato sulla base dei princìpi e dei criteri direttivi di cui all'articolo 4 della legge di delegazione europea 2019-2020. La relazione illustrativa segnala che i principali obiettivi perseguiti dalla direttiva sono i seguenti: sviluppo di nuove reti per la fornitura di servizi di comunicazione elettronica ad altissima velocità (5G), anche attraverso una più razionale ed efficiente gestione dello spettro radio; creazione di un ambiente favorevole agli investimenti nelle nuove infrastrutture ad altissima velocità attraverso una regolamentazione volta a facilitare i coinvestimenti e ad introdurre specifiche previsioni regolamentari nel caso di operatori wholesale only ; semplificazione dei procedimenti di autorizzazione all'installazione di reti e di infrastrutture di comunicazioni elettroniche; maggiori benefici e protezione verso i consumatori, anche garantendo loro, attraverso l'ampliamento del servizio universale, un accesso generalizzato ai nuovi servizi di comunicazione, inclusa internet , a prezzi accessibili. Lo schema di decreto legislativo si compone di 7 articoli e di 14 allegati. L'articolo 1 sostituisce gli articoli da 1 a 98 del Codice delle comunicazioni elettroniche di cui al decreto legislativo n. 259 del 2003 con 126 articoli (da 1 a 98- undertricies ), strutturati in tre Parti e tre Titoli, che sostituiscono gli attuali Titolo I, recante le disposizioni generali e comuni, e Titolo II, che disciplina le reti e i servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico. Resta invariato il contenuto degli attuali Titolo III, sulle reti e i servizi di comunicazione elettronica ad uso privato, Titolo IV, sulla tutela degli impianti sottomarini di comunicazione elettronica, Titolo V, sugli impianti radioelettrici e Titolo VI, recante le disposizioni finali, che vengono conseguentemente rinumerati. Da un punto di vista formale, viene dunque introdotta una nuova partizione del Codice. Mentre esso è attualmente suddiviso in Titoli, in virtù del combinato disposto degli articoli 1 e 2 dello schema in esame verrà riorganizzato in Parti, a loro volta suddivise in Titoli. Nell'ambito della Parte I, recante le norme generali di organizzazione del settore, vengono innanzitutto modificate e integrate le definizioni, alla luce della direttiva e dell'evoluzione tecnologica (articolo 2). In particolare, viene fornita una nuova definizione di " servizio di comunicazione elettronica ", che ricomprende tre tipi di categorie di servizi: i servizi di accesso a internet ; i servizi di comunicazione interpersonale, che comprendono due categorie secondarie, ossia i servizi basati sul numero e quelli indipendenti dal numero; i servizi consistenti esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione di segnali, come ad esempio i servizi utilizzati per le comunicazioni M2M (da macchina a macchina) e per la diffusione radiotelevisiva. Tra gli obiettivi generali della disciplina di reti e servizi di comunicazione elettronica è introdotta la promozione dell'accesso alle reti ad altissima capacità (articolo 4).