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Il matrimonio dichiarato nullo, contratto in malafede da entrambi i coniugi, ha gli effetti del matrimonio valido rispetto ai figli nati o concepiti durante lo stesso, salvo che la nullità dipenda da bigamia o incesto. Nell'ipotesi di cui al terzo comma, i figli nei cui confronti non si verifichino gli effetti del matrimonio valido hanno lo stato di figli naturali riconosciuti, nei casi in cui il riconoscimento è consentito. Art. 121. - (Diritti dei coniugi in buona fede) . -- Quando le condizioni del matrimonio putativo si verificano rispetto ad ambedue i coniugi, il giudice può disporre a carico di uno di essi e per un periodo non superiore a tre anni l'obbligo di corrispondere somme periodiche di denaro, in proporzione alle sue sostanze, a favore dell'altro, ove questi non abbia adeguati redditi propri e non sia passato a nuove nozze. Per i provvedimenti che il giudice adotta riguardo ai figli, si applica l'articolo l46. Art. 122. - (Responsabilità del coniuge in mala fede e del terzo) . -- Il coniuge al quale sia imputabile la nullità del matrimonio è tenuto a corrispondere all'altro coniuge in buona fede, qualora il matrimonio sia annullato, una congrua indennità, anche in mancanza di prova del danno sofferto. L'indennità deve comunque comprendere una somma corrispondente al mantenimento per tre anni. È tenuto altresì a prestare gli alimenti al coniuge in buona fede, sempre che non vi siano altri obbligati. Il terzo al quale sia imputabile la nullità del matrimonio è tenuto a corrispondere al coniuge in buona fede, se il matrimonio è annullato, l'indennità prevista nel primo comma. In ogni caso il terzo che abbia concorso con uno dei coniugi nel determinare la nullità del matrimonio è solidalmente responsabile con lo stesso per il pagamento dell'indennità. Art. 123. - (Sentenze dei tribunali ecclesiastici) . -- In caso di dichiarazione di nullità del matrimonio per effetto di delibazione di sentenza dei tribunali ecclesiastici, si applica la normativa di solidarietà post-coniugale, in tema di assegno di mantenimento, pensione di reversibilità ed altre previsioni a favore del coniuge economicamente più debole, di cui alla legge 1° dicembre 1970, n. 898. Sezione VII Delle prove della celebrazione del matrimonio Art. 124. - (Atto di celebrazione del matrimonio) . -- Nessuno può reclamare il titolo di coniuge e gli effetti del matrimonio, se non presenta l'atto di celebrazione estratto dai registri dello stato civile. Il possesso di stato, quantunque allegato da ambedue i coniugi, non dispensa dal presentare l'atto di celebrazione. Art. 125. - (Possesso di stato) . -- Il possesso di stato, conforme all'atto di celebrazione del matrimonio, sana ogni difetto di forma. Art. 126. - (Mancanza dell'atto di celebrazione) . -- Nel caso di distruzione o di smarrimento dei registri dello stato civile l'esistenza del matrimonio può essere provata a norma dell'articolo 401. Quando vi sono indizi che per dolo o per colpa del pubblico ufficiale o per un caso di forza maggiore l'atto di matrimonio non è stato inserito nei registri a ciò destinati, la prova dell'esistenza del matrimonio è ammessa, sempre che risulti in modo non dubbio un conforme possesso di stato. Art. 127. - (Prova della celebrazione risultante da sentenza penale) . -- Se la prova della celebrazione del matrimonio risulta da sentenza penale, l'iscrizione della sentenza nel registro dello stato civile assicura al matrimonio, dal giorno della sua celebrazione, tutti gli effetti riguardo tanto ai coniugi quanto ai figli. Sezione VIII Disposizioni penali Art. 128. - (Omissione di pubblicazione) . -- Sono puniti con la sanzione amministrativa da euro 41 ad euro 245 gli sposi e l'ufficiale dello stato civile che hanno celebrato matrimonio senza che la celebrazione sia stata preceduta dalla prescritta pubblicazione. Art. 129. - (Pubblicazione senza richiesta o senza documenti) . -- È punito con la sanzione amministrativa da euro 20 ad euro 100 l'ufficiale dello stato civile che ha proceduto alla pubblicazione di un matrimonio senza la richiesta di cui all'articolo 93 o quando manca alcuno dei documenti prescritti dal primo comma dell'articolo 94. Art. 130. - (Impedimenti conosciuti dall'ufficiale dello stato civile) . -- L'ufficiale dello stato civile che procede alla celebrazione del matrimonio, quando vi osta qualche impedimento o divieto di cui egli ha notizia, è punito con la sanzione amministrativa da euro 52 ad euro 308. Art. 131. - (Incompetenza dell'ufficiale dello stato civile. Mancanza dei testimoni) . -- È punito con la sanzione amministrativa da euro 31 a euro 204 l'ufficiale dello stato civile che ha celebrato un matrimonio per cui non era competente. La stessa pena si applica all'ufficiale dello stato civile che ha proceduto alla celebrazione di un matrimonio senza la presenza dei testimoni. Art. 132. - (Altre infrazioni) . -- È punito con la sanzione amministrativa stabilita nell'articolo 129 l'ufficiale dello stato civile che in qualunque modo contravviene alle disposizioni degli articoli 90, 92, 95, 96, 102, 103, 104, 105, 106 e 108 o commette qualsiasi altra infrazione per cui non sia stabilita una pena speciale in questa sezione. Art. 133. - (Cause di nullità note a uno dei coniugi) . -- Il coniuge il quale, conoscendo prima della celebrazione una causa di nullità del matrimonio, l'abbia lasciata ignorare all'altro, è punito, se il matrimonio è annullato, con la sanzione amministrativa da euro 102 a euro 516. Art. 134. - (Limiti d'applicazione delle precedenti disposizioni) . -- Le disposizioni della presente sezione si applicano quando i fatti ivi contemplati non costituiscono reato più grave. Capo II MATRIMONIO RELIGIOSO CON EFFETTI CIVILI Art. 135. - (Matrimonio religioso) . -- Il matrimonio religioso con effetti civili può essere celebrato dinanzi ai ministri di culto, secondo quanto previsto dal Concordato e dalle leggi speciali. Art. 136. - (Diritti e doveri reciproci dei coniugi) . -- Con il matrimonio gli sposi acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia. Art. 137. - (Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia) . -- I coniugi concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa. A ciascuno dei coniugi spetta il potere di attuare l'indirizzo concordato. Art. 138. - (Intervento del giudice) .