[pronunce]

, ed alle disposizioni ad esso sottese, sarebbero infondate, in quanto gli incarichi di direzione dei programmi del comma 4 sono stati ragionevolmente riservati ai medici universitari i quali, scegliendo il rapporto esclusivo, assicurano piena disponibilità per la loro realizzazione; che, secondo la difesa erariale, le norme censurate non violerebbero il principio di compenetrazione tra attività assistenziale ed attività didattica e di ricerca in riferimento ai medici universitari che scelgono il rapporto non esclusivo, sia perché essi continuano a svolgere l'attività di ricerca e didattica strumentale rispetto a quella assistenziale, sia perché, applicando correttamente i principi della legge-delega, sarebbe stata realizzata una convergenza delle strutture sanitarie ed universitarie, attribuendo priorità all'assistenza sanitaria, ossia alla salute del singolo e della collettività; che, a suo avviso, le censure riferite all'art. 76 della Costituzione sarebbero infondate, poiché la legge-delega ha inteso rafforzare la collaborazione tra università e Servizio sanitario nazionale, realizzando la coerenza fra l'attività assistenziale e le esigenze della formazione e della ricerca anche grazie all'organizzazione dipartimentale e alle opportune disposizioni in materia di personale, stabilendo principi correttamente attuati dal d.lgs. n. 517 del 1999; che nei giudizi instaurati con le ordinanze di rimessione iscritte al n. 531 ed al n. 539 del registro ordinanze dell'anno 2001, si sono costituiti i ricorrenti ed in quelli promossi dalle ordinanze iscritte al n. 533 ed al n. 549 si sono costituiti due interventori nei processi principali, chiedendo che le questioni siano accolte; che, in particolare, i ricorrenti costituiti nel primo dei giudizi sopra indicati sostengono che il sopravvenuto d.lgs. n. 254 del 2000 non influirebbe sulla fondatezza delle argomentazioni svolte dal Tribunale amministrativo regionale, deducono che le norme censurate violerebbero anche l'art. 9 della Costituzione ed impugnano altresì l'art. 72 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, in riferimento agli artt. 3, 23 e 25 della Costituzione; che, secondo i ricorrenti costituiti nel giudizio promosso dall'ordinanza iscritta al n. 539 del registro ordinanze dell'anno 2001, le disposizioni censurate violerebbero il principio di compenetrazione tra attività didattica di ricerca ed assistenziale, confermato dalla sopravvenuta sentenza della Corte n. 71 del 2001; che gli interventori nei processi principali costituitisi nel giudizio davanti a questa Corte hanno fatto proprie le argomentazioni svolte dal Tribunale amministrativo regionale insistendo affinché le norme impugnate siano dichiarate costituzionalmente illegittime. Considerato che l'identità delle norme impugnate, delle censure proposte e dei parametri costituzionali invocati, nonché la coincidenza delle argomentazioni svolte nelle ordinanze di rimessione rendono opportuna la riunione dei giudizi; che, nel decidere identiche questioni sollevate dallo stesso Tribunale amministrativo regionale del Lazio, questa Corte, con ordinanza n. 394 del 2001, ha affermato che gli atti legislativi e regolamentari, nonché la sentenza n. 71 del 2001, sopravvenuti alle ordinanze di rimessione hanno influito sul complessivo quadro normativo di riferimento nel quale si inscrivono i molteplici profili delle questioni di legittimità costituzionale, richiedendo, conseguentemente, un nuovo esame da parte dei giudici a quibus dei termini delle questioni e della loro perdurante rilevanza; che le argomentazioni svolte in detta ordinanza conservano validità anche in relazione ai provvedimenti di rimessione oggetto del presente giudizio; che, pertanto, alla luce delle modificazioni sopra indicate, gli atti devono essere restituiti ai rimettenti, affinché procedano ad un nuovo esame della perdurante rilevanza delle questioni.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi, Ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sezione III. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 28 febbraio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Capotosti Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 19 marzo 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola