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Josep Borrell, capo della politica estera della UE, ha invitato la Turchia a revocare la sua decisione di lasciare la Convenzione di Istanbul, affermando il proprio rammarico nei confronti della decisione che "rischia di compromettere la protezione dei diritti fondamentali delle donne e delle ragazze"; in data 18 marzo 2021 si sono tenute consultazioni tra il vice Ministro degli esteri Faruk Kaymakci e il segretario generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ambasciatrice Elisabetta Belloni, in merito al rafforzamento delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare nell'ambito delle relazioni bilaterali con la Turchia, e se ritenga di valutare possibili iniziative volte al contrasto sulla violenza delle donne tramite l'ambasciata italiana ad Ankara. Atto n. 4-05153 AUDDINO NOCERINO GRANATO GIANNUZZI CAMPAGNA TRENTACOSTE D'ANGELO LANNUTTI MAUTONE PUGLIA ANGRISANI CROATTI ROMANO PRESUTTO MATRISCIANO ROMAGNOLI CASTALDI PELLEGRINI Marco Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze Premesso che in data 27 novembre 2020 il Consiglio dei ministri ha nominato il nuovo commissario ad acta per l'attuazione del vigente piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria, secondo i programmi operativi di cui all'articolo 2, comma 88, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, affidandogli l'incarico prioritario di attuare i programmi operativi 2019-2021 di prosecuzione del piano di rientro nonché di tutti gli interventi necessari a garantire, in maniera uniforme sul territorio regionale, l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e qualità; considerato che: la figura del commissario ad acta è stata rafforzata da alcune disposizioni contenute nel decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150 ("decreto Calabria bis"); l'articolo 1, comma 2, prevede che il commissario espleti il proprio incarico con le dotazioni di personale, di uffici e di mezzi che la Regione Calabria è tenuta a mettere a disposizione del commissario con un contingente minimo costituito da 25 unità di personale, dotato di adeguata esperienza professionale, appartenente ai ruoli regionali in posizione di distacco obbligatorio o da acquisire tramite interpello, in posizione di comando, da enti pubblici regionali e da enti del servizio sanitario regionale; dispone anche che in caso di inadempienza da parte della Regione nel fornire il necessario supporto, il commissario ad acta ne dà comunicazione al Consiglio dei ministri e invita la Regione a garantire il necessario supporto entro 30 giorni. In caso di perdurante inadempienza il Ministro della salute, previa delibera del Consiglio dei ministri, adotta, ai sensi dell'articolo 120 della Costituzione, le necessarie misure per il superamento degli ostacoli riscontrati, anche delegando il commissario ad assumere gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali necessari; il comma 3, dell'articolo 1, dispone che il commissario sia affiancato da uno o più sub commissari, in numero comunque non superiore a 3, di qualificata e comprovata professionalità ed esperienza in materia di gestione sanitaria e in materia amministrativa; considerato altresì che agli interroganti risulta che la struttura commissariale, ad oggi, è incompleta essendo sprovvista dell'adeguato supporto previsto nonostante persista una grave condizione emergenziale aggravata dalla pandemia, si chiede di sapere quali iniziative si intenda intraprendere al fine di verificare l'effettivo funzionamento della struttura commissariale e se essa sia stata messa nelle reali condizioni di potere adeguatamente operare e perseguire gli obiettivi per i quali è stata preposta. Atto n. 4-05154 DE BONIS Al Ministro della giustizia Premesso che: le ultime sezioni unite della Cassazione n. 19597/2020 sulla mora usuraria ribadiscono che "La disciplina antiusura si applica agli interessi moratori, intendendo essa sanzionare la pattuizione di interessi eccessivi convenuti al momento della stipula del contratto quale corrispettivo per la concessione del denaro, ma anche la promessa di qualsiasi somma usuraria sia dovuta in relazione al contratto concluso"; nonostante la validità dell'assunto, successivamente nelle motivazioni della sentenza si legge che ciò che importa sia la rilevanza usuraria del tasso concretamente applicato al momento della mora effettiva (''rileva unicamente il tasso che di fatto sia stato richiesto ed applicato al debitore inadempiente"): a fronte della pattuizione ab origine di un tasso di interesse moratorio usurario, ove il tasso moratorio in concreto applicato sia, invece, sotto soglia, esso sarà dovuto, senza che possa farsi valere la sentenza di accertamento, che non ha considerato il tasso effettivamente applicato dopo l'inadempimento; tale assunto, per quanto autorevole, non può essere condiviso. Esso difatti finisce per spostare la delibazione dell'usurarietà del tasso dal momento della pattuizione al momento dell'effettivo pagamento, in aperto contrasto con la chiarissima ratio legis per la quale ciò che rileva, ai fini usura, è il momento della pattuizione degli interessi oltre soglia "indipendentemente dal momento del loro pagamento'' (decreto-legge n. 394 del 2000): invero, seguendo la tesi sulla mora usuraria, l'effettivo pagamento diviene, in realtà, l'elemento dirimente per applicare gli apparati rimediali, sicché vi sarebbe uno stravolgimento anche della natura del reato di usura che, codificato dal legislatore come reato di pericolo, verrebbe ad essere trasformato in un reato di danno; se si va oltre tale definizione, non sarebbe peregrino affermare che le sezioni unite abbiano negato rilevanza ai reati di pericolo in generale, poiché, se al pericolo non segue il danno, la condotta criminosa che ha esposto il bene protetto al pericolo non sarebbe perseguibile o sanzionabile; per fare un esempio banale, si pensi alla minaccia di percuotere (pattuizione usuraria) qualcheduno: secondo tale tesi, se la percossa (pagamento) poi non seguirà la minaccia, questa non sarebbe perseguibile; lo stesso se, in luogo della percossa, vi sarà poi una carezza (tasso effettivo applicato entro soglia): è chiaro che una tale impostazione concettuale, se condivisa come principio di diritto, depenalizzerebbe i reati di pericolo, il che, naturalmente, non è neanche immaginabile; deve dunque darsi senz'altro preferenza alle precedenti sentenze della Cassazione, sezioni unite, 19 ottobre 2017, n. 24675: "Sarebbe pertanto impossibile la qualificazione di un tasso come usurario senza fare applicazione dell'art. 644 cod. pen", "ai fini dell'applicazione" del quale, però, non si può fare a meno, perché così impone la norma di interpretazione autentica, di considerare "il momento in cui gli interessi sono convenuti, indipendentemente dal momento del loro pagamento": con tale ratio è senz'altro coerente una disciplina che dà rilievo essenziale al momento della pattuizione degli interessi, valorizzando in tal modo il profilo della volontà e dunque della responsabilità dell'agente;