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l'applicazione del voucher a famiglie che già possiedono un contratto a banda larga fisso appare pertanto una misura non giustificata e utile allo scopo; la misura rischia di tradursi in un'erogazione indiscriminata di risorse pubbliche, che vengono distolte dall'obiettivo fondamentale di avvicinare alla banda ultra larga il 40 per cento di famiglie italiane che ancora non hanno adottato una linea fissa; il voucher di 500 euro, oltre che per servizi di connettività, può essere destinato anche ad elementi hardware , ossia i tablet o personal computer , purché forniti dal medesimo operatore che ha offerto il servizio e vincolati all'offerta di servizi di connettività; riservare il voucher per gli strumenti hardware unicamente agli operatori di telecomunicazioni limita la libera scelta del consumatore ed esclude indebitamente gran parte degli operatori economici attivi sul mercato della produzione, dell'importazione e della distribuzione di tali prodotti, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per assicurare che l'implementazione del piano consenta di sostenere in maniera reale ed efficace lo sviluppo della connettività in banda ultra larga, anche in previsione dell'adozione del secondo decreto che riguarderà le famiglie con ISEE fino a 50.000 euro; se sia consapevole che riservando unicamente agli operatori di telecomunicazioni l'erogazione dei voucher per i dispositivi hardware , senza peraltro svincolare l'offerta dei servizi di connettività, potrebbe provocare gravi effetti in relazione alla concorrenza tra operatori e alla tutela del consumatore, che verrebbe indebitamente limitato nella scelta. Atto n. 4-04392 CALANDRINI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: da notizie di stampa si apprende che la società "Grandi stazioni retail", che gestisce i locali commerciali della stazione Termini di Roma, ha avviato la disdetta o il non rinnovo dei contratti di diverse attività di ristoro in virtù di un complessivo restyling della stazione ferroviaria, con contestuale insediamento di nuovi marchi; la Giunta capitolina ha presentato una proposta di deliberazione all'Assemblea capitolina, con decisione n. 139 del 9 ottobre 2020 avente oggetto "Approvazione del progetto di riqualificazione del Fabbricato Viaggiatori della Stazione Ferroviaria di Roma Termini, in deroga allo Strumento Urbanistico Generale, ai sensi dell'articolo 14 del D.P.R. n. 380/2001"; entro il 30 novembre, la società che gestisce il marchio "Chef Express" dovrà abbandonare i locali della stazione Termini che fino ad ora hanno ospitato bar e ristorante; se in un primo momento sembrava che i lavoratori dovessero trovare ricollocamento in altri ristoranti dello stesso marchio, l'azienda avrebbe poi cambiato i piani, dichiarando 78 esuberi; al termine del blocco dei licenziamenti, per ora fissato al 31 gennaio 2021, come disposto dal "decreto ristori", per 78 lavoratori si apriranno le procedure di mobilità; tale situazione riguarderebbe anche altri lavoratori presso diversi punti ristoro di altri marchi operativi presso la stazione; a parere dell'interrogante le istituzioni non possono non interessarsi della sorte dei lavoratori in un momento di drammatica crisi economica aggravata dalla pandemia da COVID-19, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e come intendano intervenire per assumere iniziative di tutela nei confronti dei lavoratori della stazione Termini di Roma fortemente penalizzati dalle scelte legate alla gestione della stazione e dalla contemporanea crisi da COVID-19. Atto n. 4-04393 FAZZOLARI CIRIANI BALBONI CALANDRINI DE BERTOLDI DE CARLO GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA MAFFONI RAUTI URSO Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze Premesso che: come noto la Regione Calabria dal 2010 è soggetta a commissariamento per l'attuazione del piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario regionale; in data 7 dicembre 2018 con delibera della Presidenza del Consiglio dei ministri a firma del Presidente del Consiglio, del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro della sanità, è stato nominato il commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro il generale Saverio Cotticelli; in data 19 luglio 2020, il commissario Cotticelli è stato riconfermato nell'incarico dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro della salute; medio tempore, l'ordinanza del 7 dicembre 2018 era stata impugnata dalla Regione Calabria dinanzi alla Corte costituzionale per conflitto d'attribuzione, ricorso al quale la Presidenza del Consiglio dei ministri ha resistito sostenendo fermamente la legittimità della nomina del commissario; con la sentenza n. 200/2019 della Corte costituzionale, la Consulta si è pronunciata nel senso della legittimità della delibera, motivando in ordine al rispetto del principio di leale collaborazione e del conseguente legittimo accentramento allo Stato dei poteri in materia sanitaria, attesa la necessità di attuare il piano di rientro dai disavanzi e garantire i livelli essenziali di assistenza; da quanto emerge dai verbali dei tavoli tecnici per la verifica dell'attuazione del piano di rientro, nonostante la nomina del commissario Cotticelli, la Regione Calabria ha segnato comunque una sostanziale inerzia nel raggiungimento degli obiettivi; anche a livello politico regionale era stato segnalato uno scontento per l'accentramento dei poteri in mano statale e in una nota, a firma della presidente della Regione Calabra, Jole Santelli, era stata richiesta al Presidente del Consiglio dei ministri la cessazione del regime commissariale; in data 6 novembre 2020 la trasmissione televisiva "Titolo V", di RAI3, con servizio giornalistico e relativa intervista ha dato conto dell'inadeguatezza del commissario Cotticelli, il quale ha mostrato di non essere a conoscenza del fatto di dover adottare il piano anti COVID per la Regione Calabria, che in effetti ne è ancora priva; solo a seguito del servizio giornalistico il Presidente del Consiglio dei ministri ha rimosso dall'incarico il commissario Cotticelli, nominando in sua vece Giuseppe Zuccatelli; tuttavia espressamente la delibera della Presidenza del Consiglio dei ministri del 7 dicembre 2018 di nomina del commissario Cotticelli, al punto e), poneva in capo al commissario l'onere di redigere semestralmente una relazione sul proprio operato da presentare direttamente al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri affiancanti, disposizione che recita: "di incaricare il Commissario ad acta a relazionare, con cadenza semestrale, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai ministri affiancanti in merito all'attività svolta, in esecuzione del mandato commissariale, ferme restando le verifiche trimestrali ed annuali previste dalla normativa vigente"; nel mese di giugno 2020, a ben 5 mesi dall'inizio dello stato di emergenza, Cotticelli avrebbe dovuto depositare la terza relazione sull'attività svolta; dato lo stato ormai avanzato della pandemia, nella relazione il commissario avrebbe dovuto affrontare altresì le tematiche sanitarie connesse all'emergenza;