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Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01008 NENCINI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: i risultati, approvati dal consiglio di amministrazione dell'Enel del primo semestre 2018, hanno visto un aumento del 9,4 per cento da 2.020 milioni di euro rispetto ai 1.847 milioni di euro dell'analogo semestre dell'anno precedente e l'utile netto ordinario è cresciuto del 4,6 per cento a 1.892 milioni di euro; i recenti rincari di ottobre delle bollette di energia elettrica (con un aumento del 7,6 per cento) e gas (6,1 per cento in più) costituiscono per le famiglie incrementi consistenti, che si sommano ai rincari dei tre mesi precedenti, come attesta l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA); tali aumenti, in base ai consumi medi delle famiglie italiane, si tradurranno in un maggiore esborso di circa 100 euro annui per nucleo familiare; le aziende produttrici di energia vedono aumentare le loro entrate e le famiglie vengono gravate in maniera pesante di nuovi balzelli, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda porre in essere, per quanto di competenza, ora che il Governo afferma di essere impegnato a combattere la povertà e sostenere i redditi bassi, al fine di tutelare il consumatore da eccessivi aumenti delle bollette dei servizi essenziali, in particolare luce e gas. Atto n. 4-01009 NENCINI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la geotermia è una risorsa naturale che ha raggiunto proprio nel 2018 i 200 anni dalla sua prima effettiva utilizzazione industriale a Larderello (Pisa) in Toscana, prima per i prodotti chimici e dal 1904 per la produzione di energia elettrica; la sede storica di Larderello è stata elevata a indiscussa "capitale mondiale della geotermia", in particolare, per un sistema geotermico a vapore dominante, che è quello con la resa tecnica ed economica migliore, tanto prezioso quanto raro. Di sistemi geotermici a vapore dominante ne esistono infatti solo altri quattro al mondo in Paesi extraeuropei; la geotermia è una risorsa rinnovabile che, dopo oltre 100 anni del suo utilizzo intensivo, ha visto sempre di più lo sviluppo e l'applicazione di tecnologie, a parità di produzione, mirate al minimo impatto ambientale; attualmente Enel Green Power conta 34 impianti geotermici tra le province di Pisa, Siena e Grosseto per una produzione di quasi 6 miliardi di KWh pari ad oltre il 30 per cento del fabbisogno regionale e il 3 per cento di quello nazionale. Il know how sviluppato nei secoli in Toscana ha consentito, inoltre, di realizzare impianti geotermici in nord America, in Cile e di sviluppare progetti in altre parti del mondo; la geotermia è un comparto energetico che deve essere seguito e sviluppato, proseguendo sulla strada della ricerca e dell'innovazione, e che permetterebbe di perseguire l'obiettivo dell'utilizzo delle fonti energetiche ecosostenibili, con un conseguente notevole incremento occupazionale. Con circa 650 occupati diretti e oltre 1.500 nell'indotto, Enel Green Power non può essere oggetto di ridimensionamenti. A tal proposito l'interrogante ricorda come l'utilizzo già in atto dei fluidi e del loro calore per gli usi plurimi e di teleriscaldamento per migliaia di cittadini delle province di Pisa, Siena e Grosseto ha prodotto un ulteriore risparmio di combustibili fossili e nessuna emissione in atmosfera di anidride carbonica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario e urgente modificare il testo del decreto interministeriale sugli incentivi alle fonti rinnovabili Fer1, sia nell'ottica degli obiettivi 2030 di diffusione delle tecnologie rinnovabili, di contrasto ai cambiamenti ambientali e diffusione dell'economia circolare, sia per la tenuta occupazionale e degli investimenti, reintroducendo la geotermia tra le energie da fonti rinnovabili a cui assegnare incentivi, richiesta con forza dalle istituzioni locali, dalle comunità locali, dalle aziende e dai sindacati. Atto n. 4-01010 GASPARRI Ai Ministri dell'interno, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: il Consiglio comunale di Cerveteri (Roma) l'11 ottobre 2018, con la delibera n. 54, ha approvato, richiamando "l'interesse pubblico", il cambio di destinazione d'uso della cantina sociale di Cerveteri da opificio industriale in centro commerciale; i consiglieri comunali Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando hanno presentato, prima della deliberazione n. 54, una questione pregiudiziale evidenziando le illegittimità contenute in tale atto e richiedendone il ritiro; l'edificio e l'area di pertinenza della cantina di Cerveteri sito in via Aurelia al chilometro 42,700 sorgono su un terreno la cui destinazione d'uso, da piano regolatore generale vigente, sembra essere agricola con svariati vincoli restrittivi, e sono ricompresi in zona sottoposta a vincolo militare; la variante al piano regolatore generale vigente prevede una zona artigianale in località Pian del Candeliere lungo la via Aurelia al chilometro 42,600 di fronte alla zona militare centro radiogoniometrico adiacente alla stessa cantina sociale; con delibera del Consiglio comunale n. 18 del 2 maggio 2017 il Comune di Cerveteri ha deliberato una variante generale al piano regolatore generale che ha stravolto l'area artigianale prevedendo un immenso ecomostro commerciale, iniziativa per la quale i militari protetti dal vincolo hanno già negato il nulla osta a tutela dell'installazione denominata centro radiogoniometrico; la cantina sociale, oltre ad essere limitrofa alla zona artigianale di Pian del Candeliere, insiste su terreni espropriati dall'ente Maremma con il solo scopo di assegnarli alla piccola proprietà contadina; sembra che i circa 220 coltivatori diretti soci della cooperativa non abbiano mai deciso nulla in merito nelle loro assemblee e che la Coldiretti, sino ad oggi, non si sarebbe attivata a favore dei soci della cantina sociale; il presidente dell'Arsial (Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura del Lazio) che gestisce i terreni espropriati dall'ente Maremma, dottor Antonio Rosati, ha dichiarato invece di essere favorevole al centro commerciale; il mutamento di destinazione d'uso, anche solo funzionale, comporta un aggravio di carico urbanistico quando implica un passaggio tra categorie urbanisticamente differenti (da D1 opificio industriale a C1 commerciale) e deve, quindi, essere annoverato tra gli interventi di tipo oneroso;