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Per tutte queste ragioni e tenendo ben presente l'inderogabile principio di equità tra tutti i cittadini, il disegno di legge interviene con disposizioni che possono contribuire a limitare significativamente la spesa pensionistica. Al comma 1 dell’articolo 1, il disegno di legge stabilisce l'eliminazione del cumulo con redditi da lavoro dipendente, autonomo e libero professionale per le pensioni il cui importo supera i 75.000 euro l'anno e, al comma 2, la non applicazione della rivalutazione automatica annuale delle pensioni di importo superiore a 75.000 euro l’anno; all'articolo 2 per le pensioni superiori a 100.000 euro l'anno, prevede il congelamento temporaneo della parte eccedente fino al compimento del settantesimo anno di età. Inoltre, esigenze inderogabili di equità sociale impongono il divieto del cumulo tra più trattamenti previdenziali e tra questi e i vitalizi, come previsto dall’articolo 3 del disegno di legge. I beneficiari in essere dovranno indicare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge, quale rendita pensionistica o vitalizio scelgono. Le regioni a Statuto speciale dovranno provvedere ad uniformarsi. Quanto alle «retribuzioni d'oro» dei « grand commis » di Stato, della Banca d'Italia e degli alti magistrati si deve osservare che esse sono fuori dall'area della contrattazione collettiva e sono stabilite per legge. E poiché in materia retributiva, soprattutto in presenza di retribuzioni che comunque soddisfano ampiamente il precetto ex articolo 36 della Costituzione, nulla vieta che la legge preveda una riduzione di esse. Nel capo II di questo disegno di legge si stabilisce un tetto a tali compensi. Per tutte queste figure il disegno di legge, nel capo III, abolisce fringe benefits e privilegi come le auto di servizio. Per quanto concerne i managers delle aziende partecipate il disegno di legge prevede il divieto di stock option azionari ed estende anche a tali soggetti il divieto di concessione di fringe benefits , di auto di servizio e di contratti individuali eccedenti l'importo massimo, come previsto per le altre figure del capo II del presente disegno di legge.. Capo I Art. 1. 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le pensioni di importo superiore a 75.000 euro netti l’anno non sono comulabili con altri redditi da lavoro dipendente, autonomo e libero professionale. 2. Alle pensioni di importo superiori a 75.000 euro netti l'anno non è riconosciuta la rivalutazione automatica annuale. Art. 2. 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, per le pensioni di importo superiore a 100.000 euro netti l'anno, la quota eccedente il suddetto importo non è corrisposta all’avente diritto fino al compimento del settantesimo anno di età. Art. 3. 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, non sono cumulabili diversi trattamenti pensionistici e di quiescenza, ivi incluse le rendite vitalizie. I beneficiari dei trattamenti cumulativi di cui al primo periodo indicano, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, quale rendita pensionistica o vitalizia intendano scegliere. 2. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità di cui al comma 1, secondo quanto previsto dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione. Capo II Art. 4. 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le retribuzioni erogate da amministrazioni pubbliche, comprese quelle dei dipendenti della Banca d'Italia e dei magistrati, non possono superare l’importo di 200.000 euro lordi l’anno. Sull’importo di cui al primo periodo è calcolato il contributo previdenziale e la liquidazione di fine rapporto. Art. 5. 1. Il limite massimo dell’importo delle retribuzioni previsto dall’articolo 4 si applica anche ai dirigenti delle aziende con capitale azionario partecipato dallo Stato. I soggetti di cui al primo periodo non possono percepire ulteriori redditi derivanti dall’esercizio di piani di stock option . Capo III Art. 6. 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, per i soggetti di cui al capo II è vietata la concessione di tutti i benefici accessori, ivi compreso l’uso dell’auto di servizio.