[pronunce]

Nel caso di specie le espressioni pronunciate dall'on. Pisanu nel corso dell'intervista rilasciata al quotidiano "La Repubblica" e contenute nell'articolo pubblicato l'11 settembre 1998, corrisponderebbero "al contenuto ed alla forma di uno specifico atto di esercizio di una tipica attività parlamentare" quale è stato appunto l'intervento del deputato alla riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo del 10 settembre 1998, in relazione al quale vi sarebbe "addirittura puntuale coincidenza testuale". La resistente conclude pertanto che la tesi dell'Autorità giudiziaria ricorrente, secondo la quale non sarebbe ravvisabile il nesso funzionale tra le dichiarazioni dell'on. Pisanu e le funzioni parlamentari, risulta smentita dal verbale delle dichiarazioni rese dal deputato alla Conferenza dei presidenti di gruppo; di tale nesso erano invece perfettamente consapevoli sia la Giunta per le autorizzazioni, sia la stessa Assemblea, come emerge dalla precisa motivazione del relatore on. Cola sulla piena coincidenza tra le dichiarazioni rese dall'on. Pisanu nel suo intervento alla Conferenza dei presidenti di gruppo e quelle rilasciate al quotidiano "La Repubblica". Con memoria in data 27 dicembre 2001 la difesa della Camera ha insistito sulla piena corrispondenza di significati tra le dichiarazioni rese al di fuori dell'esercizio dell'attività parlamentare e quelle espresse nell'ambito di quest'ultima, dimostrata nel caso di specie dall'identità testuale tra le dichiarazioni incriminate e quelle rese il 10 settembre 1998 dall'on.le Pisanu nel corso della Conferenza dei presidenti di gruppo.1. - Il conflitto di attribuzione promosso dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma nei confronti della Camera dei deputati investe la deliberazione con cui l'Assemblea, nella seduta del 28 marzo 2000, su conforme proposta della Giunta per le autorizzazioni a procedere, ha affermato - a norma dell'art. 68, primo comma, della Costituzione - l'insindacabilità delle opinioni espresse dal deputato Giuseppe Pisanu, per le quali pende procedimento penale per il reato di diffamazione con il mezzo della stampa. Le espressioni ritenute diffamatorie erano state pronunciate nel corso di un'intervista pubblicata l'11 settembre 1998 dal quotidiano "La Repubblica", relativa alla vicenda di alcuni quiz predisposti dagli uffici della Camera dei deputati per la preselezione del concorso a venti posti di consigliere parlamentare. In particolare, come si ricava dal ricorso, uno dei quiz era così formulato: "Quale deputato è indagato in base alle testimonianze del cosiddetto teste Omega? Risposte 1) Cesare Previti; 2) Vittorio Dotti; 3) Beppe Pisanu". Nell'intervista l'on. Pisanu denunciava di "trovarsi di fronte ad un testo politicamente orientato" e, sul terreno personale, di ritenere diffamatorio che il suo nome fosse associato "a quello di una delatrice prezzolata e di facili costumi". Il giorno precedente a quello della pubblicazione dell'intervista l'on. Pisanu aveva preso parte, in qualità di Presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia, alla seduta della Conferenza dei presidenti di gruppo. Dal resoconto stenografico della seduta (allegato all'atto di costituzione dalla difesa della Camera) risulta che l'on. Pisanu aveva denunciato che tutti i quesiti che riguardavano Forza Italia e, in genere, le opposizioni, erano "formulati in termini assolutamente negativi, con accostamenti diffamatori" e chiamavano in causa parlamentari in carica, mentre le domande che riguardavano la maggioranza erano quasi tutte formulate in termini positivi e comunque non facevano riferimento a parlamentari in carica. In particolare, l'on. Pisanu aveva ritenuto una offesa intollerabile che il suo nome fosse stato associato "ad una delatrice prezzolata di facili costumi, mai vista, mai incontrata, mai sentita, neppure per caso" e aveva chiesto una pubblica riparazione, l'annullamento e la sostituzione di tutti i quiz. 2. - Il ricorso non è fondato. 3. - Questa Corte è chiamata ad accertare, in relazione alla prerogativa sancita dall'art. 68, primo comma, Cost., se dall'esercizio illegittimo da parte di uno dei poteri confliggenti risulti lesa o menomata una competenza costituzionale spettante all'altro potere; in particolare, se la delibera adottata dalla Camera dei deputati abbia determinato una illegittima interferenza nelle attribuzioni dell'autorità giudiziaria ricorrente. Nel caso di specie, trattandosi di valutare la sussistenza della prerogativa della immunità in relazione a dichiarazioni rese dal parlamentare in una intervista giornalistica, cioè fuori dell'esercizio delle funzioni parlamentari tipiche, occorre accertare se le dichiarazioni possano nondimeno essere qualificate come espressione di attività parlamentare. Al riguardo, questa Corte ha avuto recentemente e ripetutamente occasione di affermare che ai fini della sussistenza del nesso con le funzioni parlamentari è necessario che vi sia quantomeno "una sostanziale corrispondenza di significati tra le dichiarazioni rese al di fuori dell'esercizio delle attività parlamentari tipiche svolte in Parlamento e le opinioni già espresse nell'ambito di queste ultime" (sentenza n. 321 del 2000 e, in termini sostanzialmente analoghi, sentenze nn. 289 e 76 del 2001, nn. 320, 58, 56, 11 e 10 del 2000). Ciò premesso, non vi è dubbio che tra le dichiarazioni ritenute diffamatorie contenute nell'intervista rilasciata al quotidiano "La Repubblica" e le opinioni espresse nell'intervento dell'on. Pisanu alla Conferenza dei capigruppo vi è non solo sostanziale corrispondenza, ma testuale e letterale coincidenza, così come vi è corrispondenza tra la valenza politica della stigmatizzazione del carattere discriminatorio dei quiz in danno dei parlamentari dell'opposizione, su cui è impostato l'intervento dell'on. Pisanu alla Conferenza dei capigruppo, e le più sintetiche dichiarazioni contenute nell'intervista circa il carattere "politicamente orientato" del quiz relativo alle dichiarazioni della teste Omega. È dunque ravvisabile piena "identificabilità" anzi totale coincidenza tra le dichiarazioni rese fuori del Parlamento e il contenuto di un atto parlamentare tipico, quale è appunto l'intervento dell'on. Pisanu nella seduta della Conferenza dei capigruppo; il che è quanto basta per ritenere sussistente il nesso con le funzioni parlamentari. 3. - La riconducibilità delle dichiarazioni ritenute diffamatorie nell'ambito della prerogativa di cui all'art. 68, primo comma, della Costituzione comporta che il conflitto di attribuzione sollevato dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma nei confronti della Camera dei deputati deve risolversi a favore di quest'ultima.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara che spetta alla Camera dei deputati affermare l'insindacabilità, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione, delle opinioni espresse dal deputato Giuseppe Pisanu, secondo quanto deliberato dall'Assemblea della Camera il 28 marzo 2000. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 1 marzo 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Neppi Modona Il cancelliere: