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è questo il vero problema dell'Italia, al quale dobbiamo porre rimedio nel più breve tempo possibile. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ed è proprio in questa direzione che muove il provvedimento oggi al nostro esame: chiudere con un ammasso di situazioni debitorie che sono state portate avanti per decenni dallo Stato come una sempre più insostenibile zavorra, per poi continuare questo percorso che avrà come obiettivo prioritario quello di migliorare il rapporto tra il cittadino-contribuente e lo Stato. Si tratta di una vera e propria riappacificazione, graduale e continua, che passa attraverso provvedimenti legislativi tesi a rivedere le logiche del fisco in un'ottica sempre meno vessatoria e, contemporaneamente, il funzionamento stesso della pubblica amministrazione, soprattutto in una prospettiva di miglioramento della performance . A tale proposito, aggiungo che nelle prossime giornate discuteremo in Aula il disegno di legge concretezza. Pertanto dobbiamo scrivere un nuovo capitolo che ridisegni il rapporto tra fisco e contribuente, per aiutare quest'ultimo che ancora oggi è costretto a fronteggiare da solo un sistema tributario denso di insidie, adempimenti, scadenze sempre più frequenti e ravvicinate, nonché vere e proprie ritorsioni. Infatti, negli ultimi decenni chi è stato chiamato alla guida del Paese ha fatto poco o nulla per migliorare l'efficacia e l'efficienza del funzionamento dello Stato, generando un trend finanziario negativo - confermato purtroppo dallo stato patrimoniale del bilancio, che per i dati finanziari è impietoso, con carattere tendenziale negativo - che vede nel crescente debito pubblico la sua più grande e inconfutabile prova. Il debito pubblico è infatti il vero peccato capitale che viene scaricato sui cittadini attraverso un sistema tributario sempre più aggressivo e colpevolizzante. Con la conversione di questo decreto-legge fiscale abbiamo la possibilità di iniziare un percorso in cui i contribuenti possano uscire da questo stato di paura e, soprattutto, muovere un primo passo verso un ripensamento della fiscalità che, finalmente, riconosca nel cittadino un contribuente e non più un imputato da rincorrere e vessare, ridando forza e vitalità a un rapporto Stato-cittadino oggi sin troppo deteriorato. Con la conversione di questo decreto-legge fiscale compiamo soprattutto quel primo passo necessario per una riappacificazione tra Stato e cittadino, a cui però non bisogna guardare come fosse un fatto isolato o il frutto di un mero provvedimento estemporaneo. È questo, infatti, un passo che deve essere letto insieme al ripensamento del funzionamento della pubblica amministrazione; un ripensamento che possa portare lo Stato nelle condizioni di garantire una maggiore efficacia ed efficienza nella fornitura di quei servizi che sono degni delle migliori società civili e che lo Stato è chiamato ad assicurare a tutti i cittadini. Questo è l'impegno che il MoVimento 5 Stelle ha preso verso l'Italia e verso i cittadini italiani. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ferrero. Ne ha facoltà. FERRERO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è il primo provvedimento di attuazione della Nota di aggiornamento del DEF, il cui contenuto è fondamentalmente costituito dalla materia fiscale. In particolare, rappresenta il primo passo per ristabilire un rapporto di fiducia tra fisco e contribuente. Le numerose norme che abbracciano un'ampia gamma di ricomposizione di liti, anche solo potenziali, sono destinate ad avere effetti positivi sul decongestionamento degli organi di giustizia tributaria, nonché degli uffici finanziari presso i quali ingenti risorse umane - e conseguentemente finanziarie - vengono distolte dagli impegni relativi alla gestione del contenzioso per essere rivolte ad altre attività più proficue. Quanto alla platea dei contribuenti, gli stessi si troveranno liberati dal peso, a volte insostenibile, derivante da imposte, tasse, interessi e sanzioni iscritte in ruoli di vecchia data, ma ancora costituenti concreti impedimenti all'esercizio delle attività economiche alla luce del sole, come nel caso del piccolo commerciante o del piccolo artigiano, schiacciati dalla crisi e impossibilitati a onorare vecchi debiti fiscali, se non mettendo a rischio di chiusura la propria modesta attività. Dal lato della fatturazione elettronica ci si è attivati al fine di porre rimedio alle criticità nell'ambito della tutela della privacy , rinviandone l'obbligo di emissione per gli operatori economici che trattano notoriamente dati sensibili, come i professionisti del settore sanitario, già peraltro obbligati alla trasmissione dei dati all'interno del sistema tessera sanitaria. Tale proroga non incide quindi sulle previsioni di entrata formulate già dal passato Governo, permettendo di recepire le osservazioni del Garante in tempi adeguati. Peraltro, si evidenzia come l'obbligo della fatturazione elettronica riguarderà alla fine, nel 2019, una platea per quanto possibile limitata di contribuenti, tenuto conto dell'esclusione degli operatori economici sanitari, dei forfettari soggetti a flat tax , degli esercenti al minuto, soggetti allo scontrino fiscale, nonché degli altri regimi speciali, quali quello vigente nel settore agricolo. Siamo consapevoli delle problematiche che comporterà la fatturazione elettronica, ma non dimentichiamo che l'obbligo della fatturazione elettronica è un'eredità lasciataci dal precedente Governo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Dal precedente Governo infatti è stato imposto come termine iniziale il 2019, prevedendo maggiori entrate per ben 2 miliardi di euro, quale conseguenza dell'emersione del nero. Ed è tale previsione di maggiori entrate che ha, di fatto, impedito la possibilità di una proroga, pena una variazione negativa delle entrate, non colmabile nel breve periodo con il reperimento di altre diverse risorse. Si è ulteriormente agito con norme di semplificazione degli adempimenti fiscali incombenti sui contribuenti, sulla scia di quanto già intrapreso col decreto-legge dignità; il tutto teso a ridurre i costi delle imprese. Si è agito per venire incontro all'esigenza dei contribuenti al fine di mitigare l'impatto della novità, con consistenti riduzioni delle sanzioni relative a violazioni che non comportino evasione d'imposta, prevedendo maggiori tempi per l'emissione delle fatture e semplificazioni in tema di annotazione delle stesse. Anche nel comparto della giustizia tributaria digitale si è prevista una razionalizzazione delle procedure, con l'introduzione a regime delle modalità telematiche. Si è ritenuto di dover intervenire anche nel senso di un contenimento dell'imposizione fiscale gravante sulle cosiddette sigarette elettroniche, al fine di superare il complicato calcolo di equiparazione della sigaretta tradizionale con quella elettronica, che ha provocato l'esodo delle aziende produttrici di dispositivi e di liquidi all'estero. Con lo sgravio, inoltre, si va in una direzione di incentivazione all'abbandono della sigaretta tradizionale. Al collega D'Alfonso, relatore di minoranza, faccio notare che, sì, si è messo mano a tante, diverse questioni, contraddizioni e situazioni frutto dell'operato di precedenti Governi. E non tutto è stato ancora risolto, ne siamo consapevoli: non basta ancora.