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Signor Presidente, signor Ministro, signori senatori, il Gruppo Lega apprezza la mozione presentata dai colleghi, che ha posto all'attenzione di quest'Assemblea l'importanza di Roma come capitale del Paese, con l'intento di voler diffondere e valorizzare il suo ruolo di capitale, promuovendo lo sviluppo futuro della città, tramite una serie di iniziative celebrative e commemorative, in occasione della ricorrenza del 150° anniversario della proclamazione a capitale d'Italia. Riteniamo che il ricorrere del 150° anniversario dalla proclamazione di Roma Capitale debba però rappresentare l'occasione per affrontare più compiutamente un tema di importanza strategica, non solo per la città di Roma, ma per l'intero Paese, con l'auspicio che questa discussione possa rappresentare un primo ma importante tassello nel percorso che veda il Parlamento riconoscere a Roma una maggiore autonomia nell'esercizio di poteri e di funzioni, dotando la capitale d'Italia delle necessarie risorse, utili a una migliore gestione del suo patrimonio archeologico, storico e architettonico. Proprio oggi che Roma si appresta ad affrontare il 150° anniversario dalla sua proclamazione a capitale del Paese, ritengo che non sia più rinviabile il riconoscimento di uno status che in termini di autonomia possa realmente garantire l'obiettivo di poter preservare il valore di città eterna, di città aperta, simbolo di vittoria e liberazione, che le è riconosciuto a livello internazionale. Se guardiamo Roma con uno sguardo alle altre capitali europee, come correttamente sottolineato dalla mozione che stiamo discutendo, non si può non constatare come le maggiori capitali europee e occidentali godano di finanziamenti specifici per l'espletamento delle funzioni connesse al loro ruolo in seno all'ordinamento statale, indispensabile anche per contribuire alla conservazione e alla valorizzazione di un patrimonio storico e culturale di enorme valore che raramente appartiene alle sole amministrazioni locali, che necessita dunque di interventi dei rispettivi Stati nazionali. Non possiamo parlare di Roma senza considerare che il suo territorio da solo risulta più grande di quello delle altre otto più grandi città italiane messe insieme ed è equivalente alla somma di nove tra le maggiori capitali europee: parliamo di Amsterdam, Berna, Atene, Bruxelles, Copenaghen, Dublino, Lisbona, Parigi e Vienna. Nonostante questi dati pongano in evidenza la grandezza di Roma, non si può fare a meno di evidenziare come a ciò non corrisponda un adeguato riconoscimento normativo in termini di autonomia che spetta invece alle principali capitali europee che, sia pure con specifiche diverse, godono di forme di autonomia riconosciute dai rispettivi ordinamenti. A titolo esemplificativo, in Germania e Austria, Berlino e Vienna sono Länder; in Spagna, Madrid rappresenta una comunità autonoma; in Belgio, Bruxelles è divenuta la terza regione. Guardando oltreoceano, Washington non è solo la capitale degli USA, ma è anche uno Stato. Roma è l'unica città al mondo che ospita tre circuiti di ambasciate: come capitale della Repubblica, come sede dello Stato della Città di Vaticano e come sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO). Al contempo, però, Roma è una delle poche capitali mondiali che ancora oggi non gode di una particolare autonomia. Condividiamo la preoccupazione espressa nella mozione in esame per la drammatica emergenza economica causata per la città di Roma dall'epidemia da Covid-19, in particolare con la paralisi del settore del turismo, da sempre asse portante dell'economia cittadina, per cui si rende necessario un sostegno straordinario da parte dello Stato nei confronti della città. Riteniamo che oltre a questo sostegno straordinario, in occasione della ricorrenza dei centocinquant'anni dalla sua proclamazione a capitale, Roma meriti anche una nuova considerazione all'interno dell'ordinamento italiano. Ricordo infatti che oltre ad essere la nostra capitale, come riconosciuto dall'articolo 114 della Costituzione, Roma è stata definita dalla legge n. 42 del 2009 come ente territoriale Roma Capitale. In virtù di ciò, le sono state riconosciute specifiche funzioni amministrative sul tema dell'edilizia pubblica e privata, dello sviluppo economico, dei beni culturali e della protezione civile. Il primo vulnus normativo che riteniamo debba essere quanto prima superato sta nel fatto che le prerogative riconosciute a Roma Capitale insistono solo sul territorio comunale e non sull'area della Città metropolitana, così come istituita nella legge n. 56 del 2014. Una soluzione a questa incongruenza consisterebbe nel voler costringere l'area metropolitana con quella comunale, costituendo una Roma centrale cui la Regione Lazio dovrebbe inevitabilmente cedere alcune competenze. Attraverso un decentramento municipale, si tratterebbe di riconoscere anche ai singoli municipi, oggi nell'area metropolitana, maggiori poteri e maggiore autonomia, anche finanziaria, sui propri territori nell'interesse dei cittadini e dei servizi che ad essi vanno erogati. Solo così potremo veramente riconoscere a Roma il ruolo di capitale del Paese, valorizzando al contempo i singoli municipi che ad oggi ricadono nell'area metropolitana e che spesso faticano a godere delle risorse di cui necessiterebbero perché il più delle volte trattenuti a livello centrale. Sono questi gli obiettivi che si prefigge di poter raggiungere la nostra proposta di legge che reca disposizioni sull'ordinamento della Città metropolitana di Roma Capitale che, riconoscendo ad essa una propria autonomia, creerebbe indubbi benefici anche agli altri capoluoghi della provincia del Lazio. Parliamo di Viterbo, Rieti, Frosinone e Latina che il più delle volte vedono sottratte dai propri territori risorse regionali che con l'ordinamento attuale vengono perlopiù fagocitate da Roma, alla quale dovrebbero invece essere destinate risorse specifiche dello Stato. Per tale ragioni esprimeremo un voto favorevole alla mozione in esame con l'auspicio che essa possa rappresentare il primo tassello di un percorso legislativo che veda finalmente il Parlamento discutere di Roma e di quanto necessario affinché quella che da centocinquanta anni è la capitale del nostro Paese, sede delle principali accademie di arte e cultura, centro della cristianità del mondo e culla del diritto, possa vedere pienamente riconosciuto il suo status di capitale italiana. (Applausi) . LUPO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUPO (M5S) . Signor Presidente, ringrazio anzitutto la senatrice De Petris per aver presentato la mozione sulla celebrazione del 150° anniversario dell'unione di Roma allo Stato italiano e quindi della sua proclamazione a capitale d'Italia. È stato ricordato come effettivamente a causa del Covid non sia stato facile... (Brusio) . PRESIDENTE . Senatrice Lupo, mi scusi un momento. Colleghi, come spesso accade c'è una parte dell'emiciclo che è molto rumorosa e non consente di ascoltare l'intervento della collega. Non so se ciò avviene perché prevalgono le voci maschili, non vorrei farne una questione di genere, ma vi chiederei di abbassare il tono della voce o comunque, nel caso, di uscire dall'Aula. Prego, senatrice Lupo. LUPO (M5S) . La ringrazio, Presidente, è sempre gentile.