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su invito del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e della salute, in attuazione della misura, contenuta all'articolo 1, comma 1, n. 9, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, in data 14 marzo è stato sottoscritto tra le parti sociali, e poi aggiornato il 24 aprile 2020, il "Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro". Tale protocollo, tenuto conto di quanto emanato dal Ministero della salute, contiene linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell'adozione di protocolli di sicurezza anti contagio; tra le numerose altre indicazioni, al punto 13 del citato Protocollo è stabilita la costituzione in ciascuna azienda di un "Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS" (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza), strumento istituito appositamente per consentire la partecipazione, la verifica e il monitoraggio delle misure da adottare nelle aziende per la salvaguardia della salute dei lavoratori dal rischio di contagio; considerato che: in Trenitalia SpA, azienda del gruppo FSI esercente il servizio di trasporto ferroviario, è stato costituito il suddetto Comitato ed è stato affidato al coordinamento di un alto dirigente. Il Comitato è costituito da figure aziendali, rappresentanze sindacali e da una limitatissima e non equa presenza di RLS; risulta tuttavia che, nonostante l'emergenza in corso e la urgente necessità di esercitare le prerogative di verifica dell'applicazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19, esso sarebbe stato convocato e si sarebbe riunito una sola volta, il 15 aprile 2020, senza peraltro che risulti verbalizzato o riferito alcunché in merito alla propria attività ed alle determinazioni adottate; la medesima società, responsabile di una delicatissima funzione di servizio pubblico nel duplice e complesso aspetto riguardante la tutela dal contagio, sia dei viaggiatori che quello dei numerosi dipendenti, ha adottato nel frattempo e reso operativi numerosi provvedimenti senza che questi siano stati né discussi né tantomeno verificati dal Comitato; considerato inoltre che a quanto risulta all'interrogante: le direttive e le decisioni per il contenimento del contagio sui treni di Trenitalia, sono state emanate anche da soggetti esterni alla società e, all'interno di essa, le decisioni sono assunte anche da figure apparentemente non titolari delle posizioni di garanzia riguardo alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, quali sono i datori di lavoro formalmente nominati, che allo stato risultano, al contrario, meri esecutori di decisioni adottate da terzi; se quanto esposto fosse accertato, il "Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione" costituito all'interno di Trenitalia SpA, risulterebbe del tutto privo di qualsivoglia utilità sostanziale rappresentando, invece, l'ennesimo adempimento burocratico volto a sanare solo formalmente un fondamentale e necessario intervento volto a garantire la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori costantemente a rischio contagio, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, che si sono impegnati per quanto di loro competenza a favorire la piena attuazione del Protocollo condiviso del 14 marzo 2020, siano a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative, nei limiti delle loro attribuzioni, intendano adottare nei confronti di Trenitalia SpA per evitare che il Comitato risulti una mera formalità burocratica. Atto n. 3-01586 CORRADO ANGRISANI ROMANO MORONESE PRESUTTO PUGLIA LANNUTTI PIRRO VANIN Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: risulta all'interrogante che il Cleveland Museum of Art (CMA), in Ohio, Stati Uniti, espone da qualche anno una scultura in bronzo alta 42 cm, di epoca romana imperiale (metà del I sec.), raffigurante una Vittoria alata che regge una cornucopia; la figura manca della gamba sinistra; sul portale del museo si legge che il manufatto, interpretato come applique di un carro e pubblicato sul Bollettino del CMA nel 1985, fu acquisito l'anno precedente grazie al Fondo intitolato a Leonard C. Hanna Jr. (1889-1957), collezionista locale e membro del comitato consultivo del Museo, al quale lasciò un'eredità stimata in circa 33 milioni di dollari; circa l'origine della piccola figura alata, il CMA adotta, come per molte alter opera, una formula ambigua: " The information about this object, including provenance information, is based on historic information and may not be currently accurate or complete. Research on objects is an ongoig process, but the information may not reflect the most important information available to CMA " (tradotta letteralmente: "L'informazione su questo oggetto, inclusa l'informazione sulla provenienza, è basata su una informazione storica e potrebbe non essere attualmente accurata o completa. Ricerche sugli oggetti sono processi in corso, ma le informazioni potrebbero non riflettere la più importante informazione disponibile al CMA"); considerato che: con un "Accordo di Cooperazione Culturale a Lungo Termine" tra il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e il CMA, siglato il 19 novembre 2008, si è convenuta la sollecita restituzione all'Italia di 13 reperti archeologici risalenti all'Antichità greco-romana e di una croce processionale di scuola senese (XIV sec. ) acquistati dall'Istituto di Cleveland negli anni 1975-1996, asseritamente in buona fede ma tutti di provenienza furtiva e accertata origine italiana, specialmente meridionale; da parte sua, il Ministero si è impegnato principalmente ad inviare al CMA 13 manufatti qualitativamente equivalenti a quelli restituiti e oggetto di un prestito (continuo e rotativo) da rinnovare per 25 anni, nonché a collaborare ad una "Mostra Speciale" con 4 ulteriori prestiti. Su richiesta del Ministero, le parti convennero anche di formare una commissione scientifica paritetica che, entro sei mesi dalla firma dell'accordo, eseguisse esami scientifici autoptici sui bronzi raffiguranti Apollo Sauroctono e la Vittoria con cornucopia, di origine controversa, per poi decidere il da farsi in merito all'uno e all'altra; l'Apollo è notoriamente conteso al CMA da Grecia e Turchia, benché non se ne possa escludere la provenienza dall'Italia (terraferma o acque territoriali), mentre a proposito della Vittoria, un articolo di D.A. Scott pubblicato nel 1994 mette in evidenza la somiglianza della patina peculiare di tre bronzetti (due figure femminili e una coppia di togati), anch'essi appliques di un carro o di un mobile, che il "J. P. Getty Museum" acquistò le une nel 1984 e gli altri nel 1985 dal noto gallerista inglese Robert Symes e da M. Tempelsman per il tramite dello stesso Symes, tra i protagonisti del traffico internazionale di antichità scavate illegalmente in Italia, con la patina della coeva Vittoria di Cleveland;