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rimangono ancora in graduatoria 897 aspiranti tra i quali l'attuale Ministro (nel 2018 docente precaria in Liguria e poi entrata in ruolo a Biella); il Ministero dell'economia e delle finanze ha autorizzato per l'anno scolastico 2020/2021 529 nomine e di queste 458 riguardano la procedura concorsuale di cui al decreto del direttore generale n. 1259/2017; 29 i soggetti inclusi nella graduatoria di merito ex decreto del direttore generale n. 42/2011 corrispondono a richieste di trattenimento in servizio ex articolo 1, comma 87, della legge n. 208 del 2015; la nomina dei dirigenti scolastici per l'anno scolastico 2020/2021 è avvenuta il 21 agosto 2020 e, in seguito alle rinunce pervenute, il Ministero dell'istruzione ha avviato nuovamente il 14 settembre la procedura di preferenza tra le 18 regioni disponibili per scorrimento della graduatoria; i nuovi dirigenti scolastici, nominati ad attività scolastiche avviate, sono già oltre 30, ma non si conosce il numero esatto delle rinunce, in attesa dei dati aggiornati da parte degli uffici scolastici; una nota ministeriale ha inteso precisare che "assunzioni e scorrimento graduatoria sono di stretta competenza del ministero, cioè dell'amministrazione, e non della ministra, in base a un principio di netta separazione del potere politico dalla funzione amministrativa", che le assunzioni servono a evitare le reggenze e che "smettere di assumere solo perché fra i vincitori di quel concorso figura anche la ministra sarebbe un illecito"; tuttavia, se ci fossero almeno 36 rinunce, la Azzolina potrebbe essere nominata preside; la stessa in graduatoria risulta 2.539ª e l'anno scorso sono stati già presi i primi 2.045 dirigenti. Quest'anno è stato dato il via libera all'assunzione di altri 458. Il totale fa 2.503, la graduatoria ad oggi non raggiunge la Azzolina, ma per effetto delle rinunce potrebbe essere assunta, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia in grado di riferire sui fatti, e se in particolare non ritenga che stante la sua presenza tra i candidati del concorso, pur ritenendosi legittima la sua partecipazione all'epoca dei fatti, si possa altresì prefigurare allo stato attuale la sussistenza di un conflitto di interessi con il rischio di pregiudizio del principio di imparzialità e trasparenza nelle valutazioni o iniziative del Ministero sulla procedura già poste in essere avverso l'annullamento della selezione. Atto n. 4-04306 DE PETRIS Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: da recenti notizie di stampa si è appreso della pendenza di un procedimento presso la Regione Lazio concernente la concessione di grande derivazione ad uso idropotabile di acque da derivare dal fiume Tevere. Tali acque andrebbero destinate, previa potabilizzazione in un impianto sito in località Grottarossa, al consumo umano di circa 4 milioni di cittadini del bacino idrico ATO 2; il procedimento amministrativo è stato inusualmente rapido: l'approvazione è stata data dalla conferenza dei sindaci dell'ATO 2 a dicembre 2017 e dalla Regione Lazio nella primavera 2018. L'impianto è stato ultimato e inaugurato, a porte chiuse, il 12 dicembre 2018. Tra aprile e maggio 2020 ACEA risulterebbe aver avviato anche due grandi appalti da 3 milioni di euro per l'acquisto di "carboni granulari", i filtri che dovrebbero tentare di ripulire l'acqua del Tevere; ai fini del definitivo avvio dell'impianto: a) con emendamento approvato nella commissione consiliare ambiente è stato abolito il divieto assoluto di derivare ad uso idropotabile acque prelevate da fiumi nei quali è consentito lo scarico di effluenti industriali. Un passaggio non contenuto nel progetto di aggiornamento del piano regionale di tutela delle acque e dunque non sottoposto a valutazione ambientale strategica e alla relativa fase di pubblicità e partecipazione del pubblico in violazione delle disposizioni della parte II e dell'art. 122 del decreto legislativo n. 152 del 2006; b) è stato avviato, su istanza di ACEA ATO 2, il procedimento per prelevare dal Tevere le acque con cui approvvigionare il potabilizzatore. La procedura è giunta alla fase della conferenza dei servizi senza raggiungere l'intesa, con rimessione del fascicolo al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; c) è stato avviato il procedimento di delimitazione dell'"area di influenza" che dovrebbe proteggere le opere di presa da fonti inquinanti; d) con delibera di Giunta regionale n. 276 del 19 maggio 2020, pubblicata nel bollettino ufficiale n. 68/2020, la Regione Lazio ha classificato le acque del Tevere al di sotto della categoria A3 di cui all'art. 80 del decreto legislativo n. 152 del 2006, certificandone un livello di inquinamento tale da consentirne l'utilizzo, previa idonea potabilizzazione, soltanto in circostanze eccezionali; tutte le procedure sono state caratterizzate da gravissime violazioni degli obblighi di trasparenza e partecipazione del pubblico ai sensi della normativa internazionale (Convenzione europea dei diritti dell'uomo; Convenzione di Aarhus del 1998) e della disciplina europea e statale: nessuna valutazione d'impatto ambientale o altra procedura di verifica ( screening ); a fronte di motivate istanze di accesso, dinieghi da parte della Regione nonostante gli atti del procedimento di grande derivazione siano soggetti a pubblicazione obbligatoria (artt. 7-10 del regio decreto n. 1775 del 1933); inaccessibilità da parte di cittadini e associazioni interessate degli atti del procedimento di delimitazione delle aree di salvaguardia, soggetti ad obbligo di pubblicazione; l'iniziativa appare foriera di gravissimi rischi per la salute pubblica e per l'equilibrio idrico-ambientale: a) il fiume Tevere, lungo circa 405 chilometri, attraversa zone agricole e industriali di 4 regioni, raccogliendo scarichi provenienti da agglomerati urbani, depuratori, aree agricole, infrastrutture, nonché di 26 grandi industrie a rischio di incidente rilevante (RIR), con conseguenti elevate concentrazioni di idrocarburi, metalli pesanti, pesticidi, tensioattivi e microplastiche. La qualità delle acque è pertanto pessima, tanto da essere stata classificata dalla Regione al di sotto della categoria 3 (l'ultima in grado utilizzabile ad uso idropotabile salvo casi eccezionali: art. 80 citato). Sintomo evidente del pericoloso stato di inquinamento del fiume sono le ripetute morie di pesci e di altri organismi acquatici. A fronte di tali rischi nessuna area di salvaguardia potrebbe garantire la qualità della risorsa convogliata negli acquedotti pubblici e messa a disposizione di oltre 4 milioni di cittadini;