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È una forma di violenza aberrante, che definisce i rapporti di genere in forma preottocentesca e contribuisce a segnare uno scarto sostanziale tra i diritti civili goduti in Occidente e quelli goduti nei Paesi terzi. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Tuttavia, frequentemente accade che nei Paesi occidentali, compresa l'Italia, famiglie extracomunitarie lì residenti tornino al loro Paese d'origine per compiere, lontano dalla giustizia e dall'opinione pubblica dello Stato che li ospita, questo atto criminale. Anche questa è violenza sulle donne. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Un'altra pratica atroce, diffusa in molte parti del mondo, è la mutilazione genitale femminile, che costringe bambine e donne a essere cucite e poi scucite all'occorrenza, come bambole di pezza, in nome di un tradizionalismo miope totalmente incompatibile con i traguardi raggiunti dalla nostra civiltà. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FI-BP). Ancora una volta non dobbiamo sottovalutare l'ipotesi che fenomeni simili si verifichino sottotraccia nelle città, nei quartieri e nelle campagne italiane. L'inclusione e la vigilanza attiva esercitata dai sistemi socio-sanitario e scolastico si confermano fondamentali a questo riguardo, perché anche questa è violenza sulle donne. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Nell'Occidente postindustriale e interconnesso la pedopornografia è un fenomeno largamente diffuso, oltre che tristemente in diffusione, che mina drasticamente il corpo e l'anima di molte bambine sottratte alla loro innocenza e al loro diritto alla serenità individuale. La tolleranza deve essere zero verso chi usufruisce di materiale pedopornografico. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Oggi siamo in dovere di pretendere e patrocinare a gran voce la lotta contro costoro, perché anche questa è violenza sulle donne. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non dimentichiamoci inoltre che in alcuni Paesi occidentali, così come nella gran parte dei Paesi poveri, le donne, ricattate a causa della miseria e della fatica, sono costrette a vendere il loro stesso utero, offrendosi a sostenere la gravidanza di un figlio che non vedranno mai, che sarà strappato dalle loro braccia in nome dell'egoismo altrui e che, come in un supermercato, viene scelto, acquistato e ritirato. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FI-BP) . La parità di genere non sarà mai garantita finché l'utero in affitto rimarrà una pratica diffusa nel mondo e accettata da parte dell'opinione pubblica occidentale, perché anche questa è violenza sulle donne e direi anche sui bambini, perché non può essere precluso a un bambino il diritto ad avere la propria madre. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FI-BP) . Ancora oggi in Italia ci sono culture che considerano la donna antropologicamente inferiore rispetto all'uomo. Una figlia, una sorella e una moglie non possono scegliere come vestirsi, come autorealizzarsi, di chi innamorarsi, chi sposare, quanti figli avere, né esercitare attività per noi quotidiane come guidare l'automobile o intrattenere minime relazioni sociali. Anche in Italia - ripeto - è accaduto; probabilmente accade e tristemente continuerà ad accadere, nonostante tutti gli sforzi profusi dalle istituzioni. Quante ragazze che volevano vivere all'occidentale abbiamo pianto durante gli anni passati? Oggi parliamo anche dei loro ingiusti destini, perché anche questa è violenza sulle donne. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Presidente, nel presentare questa mozione, vogliamo abbattere le barriere della discriminazione. Non vogliamo una serie A e una serie B delle donne vittime di violenza. Tutte hanno lo stesso diritto al ricordo. I loro destini bussano alle nostre porte per chiederci di fare qualcosa e la voce che possiedono è la stessa per ciascuna di esse, senza distinzioni. L'azione deve essere istituzionale, culturale, politica e anche avere di mira un unico grande nemico: l'ignoranza e l'intolleranza. La contrapposizione tra maschio e femmina è fuorviante e deleteria; non è l'uomo in quanto maschio a essere un pericolo per la sicurezza e la libertà delle donne, ma le idee e le istanze culturali nelle quali gli esseri umani tutti sono immersi. Presidente, siamo in grado di invertire la rotta e abbiamo una grande responsabilità, perché la nostra civiltà è la sola capace di poterlo fare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Dobbiamo riconoscere questa responsabilità e dobbiamo agire. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S . Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Laforgia per illustrare la mozione n. 56. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, penso che ciò di cui ci stiamo occupando oggi non sia un tema qualsiasi. E lo dico pensando al fatto che forse, anche oggi, avremmo dovuto utilizzare qualche grado in più di solennità, anche in questa Aula, e di maggiore attenzione rispetto a un tema che non riguarda soltanto la drammatica contabilità che ci troviamo a registrare ogni anno. Sono centinaia le donne uccise in quanto donne. Questo è il senso della parola femminicidio. Non riguarda soltanto le vittime che vengono definite collaterali - un'espressione un po' algida e un po' giuridica - che tentano di avere un'esistenza normale, anche se non ce la fanno, dopo aver perso una madre o una figlia - se avrò tempo, cercherò di dire qualcosa anche su questo - ma riguarda e interroga ciascuno di noi ed è relativo alla discussione non più rinviabile che abbiamo bisogno di fare sul modello di società che abbiamo costruito. Signor Presidente, penso che siamo entrati nella fase della storia del mondo in cui si intravedono drammaticamente degli elementi comuni tra Paesi, tra quelle che abbiamo definito fino all'altro ieri democrazie consolidate o democrazie in transizione. Non è questa naturalmente la sede per analizzare questi elementi. Ce ne sono tanti: il mito della disintermediazione, un'insofferenza per la libera informazione e anche il vento di antipolitica che sta attraversando i Paesi occidentali, compreso il nostro. C'è una regressione sul terreno dei diritti, ma c'è un elemento che sta drammaticamente accomunando questi Paesi in tutto il mondo ed è un tratto machista e misogino del discorso pubblico, che sta informando la discussione pubblica e soprattutto il linguaggio dei politici, della politica e dei leader politici. Da questo punto di vista mi permetto allora di dire una cosa. Ho ascoltato con molto rispetto gli interventi che mi hanno preceduto, compreso l'ultimo della collega Pucciarelli, che ha fatto riferimento al tema delicatissimo della gestazione per altri (GPA), che dovremmo avere il coraggio e la lucidità di affrontare nella sua complessità, e ad altre tematiche.