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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 82 Presidenza del vice presidente LA RUSSA, indi del presidente ALBERTI CASELLATI e del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente LA RUSSA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. NISINI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 9,33) PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia». Dopo l'intervento del Ministro avrà luogo il dibattito, i cui tempi sono stati stabiliti dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Ha facoltà di parlare il ministro della giustizia, onorevole Bonafede. BONAFEDE, ministro della giustizia . Signor Presidente, saluto lei e i senatori. Oggi con emozione e orgoglio sono al vostro cospetto per illustrarvi i contenuti della relazione annuale sull'amministrazione della giustizia. Emozione, in quanto per, la prima volta, ho l'onore di presentare in quest'Aula la relazione annuale; orgoglio, perché confido di dar conto dei primi importanti risultati ottenuti dal Ministero della giustizia, che rappresentano le fondamenta per una complessiva revisione del sistema giustizia da sviluppare e portare a compimento nel corso della legislatura. Vorrei evidenziare che nel contratto di Governo del cambiamento è stata indicata - quale stella polare del settore giustizia - la necessità di riportare il cittadino al centro del sistema giudiziario. Tale innovativa prospettiva è stata accompagnata da una differente impostazione metodologica, incentrata sull'ascolto, sul dialogo e sulla collaborazione. La costruzione effettiva di una giustizia a misura di cittadino richiede la costante partecipazione al processo di rinnovamento da parte di tutti i soggetti che, a vario titolo, gravitano intorno all'universo giudiziario. Adottando un criterio dialogico e dialettico, si è deciso di intraprendere un'interlocuzione trasversale che coinvolga non soltanto le diverse forze parlamentari, ma anche gli operatori del diritto: magistrati, personale amministrativo, avvocati, gli organismi forensi nonché i fruitori ultimi del servizio, i cittadini, al fine di dar vita a percorsi di riforma condivisi nell'ottica del perseguimento di un miglioramento complessivo dei sistemi di giustizia. Il settore della giustizia rappresenta uno dei pilastri più importanti per un ordinamento giuridico che ambisca a definirsi realmente democratico, e influenza in maniera decisa altri settori strategici, quale quello sociale ed economico. È per queste essenziali ragioni che l'azione ministeriale deve essere incentrata su un approccio pragmatico ai problemi e alle criticità che si palesano, scevro da qualsiasi pregiudizio ideologico e finalizzato esclusivamente a garantire il benessere della comunità e dei cittadini. Tutto ciò si declina in un confronto costruttivo con le forze di opposizione, aperto ad accogliere ogni proposta che ben si dovesse coniugare con le linee guida contenute nel contratto di Governo del cambiamento. Ritengo, in questo primo inizio di legislatura, di aver fornito dimostrazione di tale apertura, avendo, da un lato, garantito l'indispensabile continuità burocratica propria della pubblica amministrazione, e, dall'altro lato, avendo dato corso - nei limiti della compatibilità politica - a procedimenti legislativi che erano già stati avviati nel corso della precedente legislatura. Il mio auspicio è che in tal modo possa inaugurarsi una stagione di riforme condivise che, pur nel rispetto delle differenze politiche e degli assetti parlamentari, siano condotte nell'esclusivo interesse del Paese, frutto di un sano confronto dialettico e non di uno scontro politico sterile e dannoso, nella responsabile consapevolezza che la giustizia sia un valore e che rappresenti la principale forma di tutela per ogni cittadino che aspiri legittimamente a vedere tutelati i propri diritti. Tanto più è necessario un intervento complessivo se consideriamo come le aspirazioni legittime dei cittadini progressivamente stiano denotando un netto arretramento. Costosa, lenta, incapace di garantire la tutela dei diritti: è questo il giudizio pesantissimo che gli italiani danno alla giustizia nel rapporto Censis 2018. Un terzo della popolazione adulta, il 30,7 per cento, vale a dire 15,6 milioni di persone, negli ultimi due anni ha infatti rinunciato a intraprendere un'azione giudiziaria volta a far valere un proprio diritto: un comportamento diffuso trasversalmente in tutta la popolazione ma più forte al Sud, dove raggiunge il 37,5 per cento. Le ragioni possono essere diverse: per il 29,4 per cento i problemi sono i costi eccessivi; il 26,5 per cento lamenta invece la lunghezza dei tempi necessari per arrivare a un giudizio definitivo e il 16,2 per cento si dice sfiduciato dalla magistratura e dal funzionamento della giustizia. Ma il comune denominatore è la costante crescita della sfiducia: sette italiani su dieci pensano che il sistema giudiziario non sia idoneo a garantire pienamente la tutela dei diritti fondamentali dell'individuo. Voglio chiarire che questa sfiducia rappresenta un vero e proprio paradosso se consideriamo che la magistratura e l'avvocatura italiana sono eccellenze a livello internazionale. Ritengo, pertanto, che adesso sia la politica a dover dare nelle sedi istituzionali una risposta ai cittadini sulla loro domanda di giustizia. Mi accingo allora a illustrarvi gli aspetti principali delle innovazioni introdotte nell'anno 2018 e i profili di maggiore interesse del complessivo intervento sulla macchina amministrativa relativa al comparto giustizia, rinviandovi all'integrale lettura della esaustiva documentazione sullo stato della giustizia che ho depositato oggi, per quanto non espressamente riportato in questa sede.