[resaula]

in data 25 agosto, secondo quanto riportato da fonti locali, persone ignote sembra abbiano tranciato i cavi che ancoravano le barriere alla riva: si è reso pertanto necessario un ulteriore intervento a tutela dell'ambiente; sono inoltre iniziati gli accertamenti lungo il canale navigabile tramite il lavoro degli agenti della Polizia locale di Cremona; secondo le prime ricostruzioni, il materiale inquinante potrebbe essere un idrocarburo, ma non è esclusa l'ipotesi di solventi; valutato infine che: secondo quanto risulta all'interrogante, la situazione nel canale è ancora instabile: le spugne non sono state rimosse e c'è ancora una forte presenza di sostanza oleosa sul tratto di fiume, che si sta depositando sul fondale; il canale navigabile è un importante asset per il territorio, fornisce un habitat naturale per diverse specie animali e vegetali ed è frequentato da molti appassionati di pesca e di varie attività sportive, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo fosse a conoscenza dei fatti esposti; quali siano le motivazioni del ritardo nella bonifica del fiume, e le reali tempistiche per tale bonifica; quali e di chi siano le responsabilità per quanto accaduto, e quali iniziative di sua competenza intenda intraprendere per evitare che accadano nuovi episodi come quello descritto, che rischiano di danneggiare in maniera permanente i patrimoni naturalistici del territorio. Atto n. 4-04020 LUNESU Ai Ministri dell'interno, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della salute Premesso che: stante la mancata adozione di tempestive ed efficaci misure volte a fermare i flussi migratori illegali verso la Sardegna, nonostante le ripetute segnalazioni delle amministrazioni locali già negli scorsi mesi e dell'interrogante, ad oggi, l'emergenza degli arrivi di immigrati irregolari sulle coste del sud dell'isola continua senza sosta; da ultimo, nella giornata di venerdì 28 agosto 2020, dodici immigrati di nazionalità algerina hanno raggiunto a bordo di un barchino il litorale vicino a Chia, precisamente la spiaggia di Tuerredda, nel comune di Teulada: alcuni sono stati fermati subito dopo lo sbarco, mentre quattro di loro hanno cercato di sviare i controlli e sono stati poi rintracciati a tarda sera grazie all'intervento delle forze dell'ordine; lo stesso giorno altri ventiquattro immigrati, sempre provenienti dall'Algeria e a bordo di due barchini, sono stati invece intercettati con l'elicottero della Guardia di finanza prima che raggiungessero la costa e poi scortati al porto commerciale di Sant'Antioco dai militari della sezione navale della finanza; completati i controlli per la loro identificazione, gli algerini sono stati tutti portati, ai fini della prescritta quarantena, nel centro di accoglienza di Monastir, di cui sono già noti i gravissimi problemi di gestione e sicurezza per le condizioni di promiscuità al suo interno e per le ripetute fughe degli immigrati ivi trattenuti; proprio il 28 agosto il centro è stato teatro di una violenta rivolta da parte degli immigrati ospitati al suo interno, poi rientrata grazie all'intervento della Polizia, con il danneggiamento del reparto di infermeria e la fuga di dodici immigrati, alcuni positivi al COVID-19, di cui sono ancora in corso le ricerche; più recentemente, domenica 30 agosto 2020, altri quattordici immigrati sono approdati con un barchino nei pressi di Capo Spartivento, sul litorale di Teulada, di cui sette sono stati immediatamente rintracciati, mentre sono ancora in corso le ricerche degli altri sette, che si sono dati immediatamente alla fuga subito dopo lo sbarco; è di tutta evidenza che il continuo arrivo di immigrati irregolari e la scelta del Governo di distribuire gli stessi in altre strutture dell'isola, piuttosto che procedere al loro immediato rimpatrio e fermare i flussi migratori illegali verso la Sardegna, hanno aggravato la situazione che ormai pare del tutto fuori controllo; difatti, di recente, le cronache riportano sempre più casi di fuga dai centri di accoglienza, ove gli immigrati dovrebbero essere trattenuti anche ai fini del prescritto periodo di quarantena, e da ultimo giovedì 27 agosto 2020 un gruppo di nove algerini sarebbe, appunto, scappato dal centro di accoglienza di Vallermosa, che si trova nelle campagne di Tuvoi; quanto evidenziato sta ovviamente esponendo la popolazione sarda, nonostante i sacrifici dei mesi scorsi e le conseguenti pesanti ripercussioni economiche, ad ingiustificabili rischi sia in termini di sicurezza, che sotto il profilo sanitario; gli italiani sono stati chiusi in casa per mesi, con pesanti ripercussioni economiche, mentre per i «clandestini» si spalancano porti e portafogli, secondo l'interrogante, per dare più fondi all'accoglienza, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali iniziative abbiano finora adottato o intendano adottare nell'immediato, per quanto di competenza, per assicurare adeguate misure di sicurezza anche a tutela della salute della popolazione locale, per garantire il controllo dei confini marittimi e fermare i flussi migratori illegali che continuano a riversarsi sulle coste della Sardegna, nonché per procedere all'immediato rimpatrio degli immigrati irregolari finora giunti illegalmente sull'isola. Atto n. 4-04021 QUAGLIARIELLO Ai Ministri della giustizia e dell'interno Premesso che: recenti articoli apparsi sulla stampa locale e nazionale (in particolare "Il Riformista") riportano ampi stralci di un documento dei servizi di informazione e sicurezza (l'AISI) che mostra come tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 sarebbero stati attenzionati i rapporti intercorsi fra la cosca calabrese "Grande Aracri" ed i vertici del Partito Democratico di Reggio Emilia; la relazione dell' intelligence sarebbe incentrata soprattutto sulla gestione delle attività urbanistiche nella città di Reggio Emilia e sulle infiltrazioni mafiose nella ricostruzione dopo il terremoto avvenuto il 20 maggio del 2012, che causò ingenti danni nelle provincie emiliane; considerato che: secondo quanto risulta dal documento dell'AISI, Maria Sergio, moglie dell'allora capogruppo del Pd in Consiglio comunale Luca Vecchi (nel 2014 succeduto a Graziano Delrio sullo scranno di Sindaco di Reggio Emilia) avrebbe avuto un ruolo definito "strategico"; l'AISI, allora diretta dal generale dei carabinieri Arturo Esposito, inviò alcune "note informative" al Reparto operativo del Comando provinciale dell'Arma che avrebbero riguardato la gestione delle attività urbanistiche nella città di Reggio Emilia; secondo quanto riportato dagli organi di stampa, in quegli anni la Sergio, originaria di Cutro (Crotone), ricopriva il ruolo di dirigente del Servizio pianificazione e qualità urbana del comune emiliano; considerato che: secondo i Servizi segreti, la cosca cutrese Grande Aracri avrebbe fornito rassicurazioni ad un imprenditore, tale Giovanni Mazzei, sulla possibilità di aggiudicarsi appalti grazie alla "collaborazione" della suddetta dirigente;