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Venendo al merito del provvedimento più nello specifico, l'articolo 1 prevede l'assegnazione, con uno o più decreti del MEF, all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p. A. (Invitalia) di contributi in conto capitale fino all'importo complessivo massimo di 900 milioni di euro per l'anno 2020. Tali finanziamenti dovranno essere impiegati per aumentare il capitale della Banca del Mezzogiorno - Mediocredito Centrale S.p. A. (MCC). Lo scopo dell'operazione è che tale banca promuova, secondo logiche, criteri e condizioni di mercato, lo sviluppo di attività finanziarie e di investimento nel Mezzogiorno, anche a sostegno delle imprese e dell'occupazione, da realizzarsi con operazioni finanziarie, anche mediante il ricorso all'acquisizione di partecipazioni al capitale di banche e società finanziarie. A seguito di tali operazioni realizzate da MCC, si prevede inoltre la possibilità di scindere lo stesso Istituto e costituire una nuova società, a cui siano assegnate le menzionate attività e partecipazioni acquisite da banche e società finanziarie. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 10,33) ( Segue BOTTICI, relatrice ). Le azioni rappresentative dell'intero capitale sociale della società così costituita saranno attribuite, senza corrispettivo, al MEF. Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati è stato previsto altresì che la Banca del Mezzogiorno, ovvero la nuova società sopra citata, riferisca su base quadrimestrale alle Commissioni competenti per materia di Camera e Senato sull'andamento delle operazioni finanziarie effettuate, anche con riferimento ai profili finanziari, e sugli andamenti dei livelli occupazionali, nonché di presentare alle Camere, entro il 31 gennaio di ciascun anno, a partire dal 2021, una relazione annuale sulle operazioni finanziarie realizzate nel corso dell'anno precedente. Al momento dell'eventuale costituzione della società, il Ministero dell'economia e delle finanze riferisce al Parlamento sulle scelte operate, le azioni conseguenti e i programmi previsti. L'articolo 1 esclude inoltre l'applicazione a tale nuova società del Testo unico sulle società a partecipazione pubblica, di cui al decreto legislativo n. 175 del 2016, e prevede, inoltre, che la nomina del relativo consiglio di amministrazione sia affidata al MEF, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico. Sempre nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati è stato altresì specificato che resta ferma la disciplina in materia di requisiti di onorabilità, professionalità e autonomia prevista dal Testo unico bancario per gli amministratori. Infine, l'articolo esenta da ogni imposta tutti gli atti e le operazioni previste dallo stesso e consente di riversare, previa quantificazione da parte del MEF, le risorse stanziate per l'intervento e non effettivamente utilizzate al bilancio dello Stato, con successiva riassegnazione al capitolo di spesa di provenienza. L'articolo 2 prevede che all'onere derivante dalle operazioni suddette si provveda mediante corrispondente utilizzo delle risorse destinate alla partecipazione al capitale di banche e fondi internazionali e autorizza il MEF ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio. Infine, l'articolo 3 dispone in materia di entrata in vigore. Permettetemi, in chiusura, di ringraziare i senatori di maggioranza e di opposizione, con i quali abbiamo portato avanti un confronto costruttivo che ha permesso al decreto-legge di giungere in Aula quest'oggi, dopo aver esaminato in Commissione i 21 emendamenti presentati dall'opposizione e aver lavorato anche per accogliere alcuni ordini del giorno: da quelli relativi alla tutela della clientela, con la tempestiva erogazione degli indennizzi ai risparmiatori, alla salvaguardia dei livelli occupazionali, alle proposte che, se ben di non stretta attinenza all'ambito del decreto-legge, rivestono comunque particolare importanza, quali le criticità riscontrate sull'apertura e chiusura dei conti correnti e la classificazione e valutazione dei crediti deteriorati. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). PRESIDENTE . Comunico che è stata presentata una questione pregiudiziale. Ha chiesto di intervenire la senatrice Faggi per illustrare la questione pregiudiziale QP1. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, vorrei richiamare l'attenzione di tutti voi su questo provvedimento. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 10,39) ( Segue FAGGI). Prima di illustrare la questione pregiudiziale e di leggere le poche righe istituzionali sulla pregiudiziale di costituzionalità, mi sia permesso utilizzare qualche minuto di tempo per focalizzare l'attenzione su questo provvedimento. Mi richiamo a una dichiarazione di voto finale dell'onorevole Silvia Covolo della Lega, di martedì 21 gennaio 2020. L'onorevole afferma che, nell'ambito dei lavori della Commissione finanze, si è avuta la possibilità di audire alcuni dei soggetti coinvolti nella crisi della Banca popolare di Bari e di confrontarsi anche sulle proposte emendative. Superati gli ostacoli di tipo formale, il Gruppo Lega si trovava ad esprimere la propria posizione nel merito del decreto-legge n. 142 del 2019. L'onorevole prosegue dicendo che il voto sarà favorevole. (Brusio). Chiedo un po' di attenzione, perché sono soldi dello Stato, non sono nostri. Il voto sarà favorevole perché lo scopo dell'operazione è quello di consentire il rafforzamento patrimoniale della Banca del Mezzogiorno-MedioCredito centrale per permetterle, insieme al fondo interbancario di tutela dei depositi, di partecipare al rilancio della Banca Popolare di Bari, attraverso un contributo in conto capitale di 900 milioni di euro del 2020. Sempre proseguendo, l'onorevole Covolo fa riferimento al fatto che intervenire con misure di urgenza per consentire il salvataggio del sistema bancario nazionale, dopo la crisi economica e finanziaria degli anni 2000, è ormai una prassi reiterata del legislatore dal 2015 in poi. Fa una serie di esempi, che qui tralascio, ma la parte più importante è il richiamo al decreto legge n. 1 del 2019, con il quale il primo Governo Conte aveva concesso garanzia statale sulle passività di nuova emissione e sui finanziamenti erogati dalla Banca Popolare d'Italia per far fronte alla grave crisi di liquidità di Banca Carige, già posta in amministrazione straordinaria come la Banca Popolare di Bari. Lo stesso Governo, con la legge di bilancio 2019, ha cercato di introdurre forme di indennizzo per i risparmiatori degli istituti in crisi, progressivamente ampliando gli strumenti già a disposizione, e in particolare prevedendo una dotazione finanziaria di 525 milioni di euro per tre anni. È stato anche disciplinato il Fondo indennizzo risparmiatori per tutti coloro che abbiano subìto un pregiudizio ingiusto in relazione all'investimento in azioni di banche poste in liquidazione coatta amministrativa: e ce ne sono molte.