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Disposizioni per l'individuazione, il recupero e l'utilizzazione dei terreni agricoli abbandonati. Onorevoli Senatori. -- La situazione di pericolo, nell'attuale dissesto idrogeologico del territorio, non si verifica soltanto quando l'imminenza della calamità produce la consapevolezza del rischio. È soprattutto la situazione di incuria prolungata -- dovuta all'abbandono delle zone rurali e, in particolare, della coltivazione dei fondi agricoli specialmente nelle zone montane -- a provocare una serie di gravi conseguenze ambientali, sociali ed economiche per l'intero Paese. Alla parcellizzazione dei fondi agricoli si aggiunge il disinteresse dei proprietari per fondi difficilmente raggiungibili o, peggio, di minimo valore economico e, pertanto, privi di reale stimolo alla cura del proprietario: il peso degli oneri tributari e il costante venire meno di servizi (scolastici, sanitari, chiusura di uffici postali eccetera), comune a tutte le zone rurali, ha spesso spinto negli anni molti ad abbandonare l'attività agricola e forestale o, in molti casi, la montagna stessa. La conseguenza più evidente è senza dubbio l'accentuazione di eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico nelle zone di pianura a valle delle (o adiacenti alle) aree abbandonate. Oltre all'attività agricola vengono trascurate anche le opere realizzate nel passato per la regimazione delle acque irrigue e per la messa a coltura dei pendii, quali i terrazzamenti. Assieme alla mancata manutenzione di opere idrauliche realizzate per la regolazione dei corsi d'acqua, come argini e canali, questo permette alla forza delle acque, non più moderata, di moltiplicarsi, divenendo così un pericoloso agente erosivo capace di causare smottamenti, frane e alluvioni. Anche l'eliminazione degli sfalci e l'inselvatichimento dei campi, con l'erba lunga e secca che permane sul terreno, rendono più difficile la percolazione delle acque nella falda. La cessazione dell'attività agricola e pastorale è inoltre preludio alla ricostruzione forestale, e i campi e pascoli, invasi da vegetazione arbustiva anche alloctona, perdono potenzialità produttiva, mentre con l'espansione delle specie animali selvatiche aumentano i danni alle colture e le richieste di risarcimento. Tutto ciò altera il paesaggio tradizionale e culturale, con conseguente perdita di elementi di grande valore, diminuisce la biodiversità e determina una limitazione della fruibilità turistica del territorio. Con il presente disegno di legge si intende intervenire in tutela della terra e dei suoi abitanti procedendo all'individuazione, al recupero e all'eventuale utilizzo agricolo dei terreni abbandonati o perché non più coltivati o perché in evidente stato di abbandono da parte di chi ne ha la disponibilità, prevedendo anche la messa a disposizione degli stessi in favore di terzi non proprietari al fine di promuoverne l'impiego. Da un lato la regimazione delle acque, dall'altro lo sfalcio o la pulitura del sottobosco, potranno formare oggetto di prescrizioni del sindaco, previa ricerca e all'interpello dei proprietari delle terre oggetto di registrazione come suscettibili di pericolo potenziale. In prima battuta i destinatari della richiesta saranno -- laddove reperibili -- i proprietari, nonché i loro eredi se gli stessi risultino deceduti; in seconda battuta, il potere di ordinanza del sindaco, esercitato con le procedure dei vincoli espropriativi, comporterà la possibilità di utilizzo del fondo mediante assegnazione a terzi richiedenti. In tal guisa, il potere conformativo dell'ente territoriale assicurerà la funzione sociale della proprietà, di cui all'articolo 42, secondo comma, della Costituzione.. 1 (Finalità e definizioni) 1 La presente legge, ai fini di cui agli articoli 9 e 44 della Costituzione, è volta al recupero dei terreni agricoli abbandonati con la loro messa a disposizione in favore di terzi non proprietari che si impegnino ad apportarvi le migliorie necessarie alla loro messa in sicurezza, per prevenire situazioni di pericolo potenziale per la stabilità del suolo e la sicurezza delle popolazioni. 2 Ai fini di cui alla presente legge si definiscono abbandonati: a i terreni agricoli, già coltivati, che non sono stati destinati ad utilizzazione agraria da almeno due annate agrarie; b i fondi di montagna, censiti nel catasto dei terreni, che per la competente conservatoria dei registri immobiliari versino in situazione di incertezza proprietaria. 2 (Registro nazionale e registri regionali) 1 Ferme restando le disposizioni vigenti in materia di tutela ambientale, sanitaria e di pubblica sicurezza, il sindaco, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, istituisce il registro comunale dei terreni agricoli abbandonati di cui all'articolo 1, comma 2. 2 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, previo parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono stabilite le modalità di formazione e di gestione dei registri comunali. 3 Il registro comunale raccoglie, organizza ed elabora i dati provenienti dai registri regionali, dai catasti terreni e dalle conservatorie dei registri immobiliari. Esso è compilato, garantendo il coinvolgimento delle associazioni agricole locali e valendosi dei rilievi aerofotogrammetrici di tutte le pubbliche amministrazioni che dispongono delle relative tecnologie. Esso è tenuto e aggiornato anche mediante l'ausilio di strumenti elettronici e telematici. 3 (Prescrizioni per i terreni agricoli abbandonati) 1 Il comune, con la procedura di cui agli articoli 10 ed 11 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 327, prescrive al proprietario del terreno, incluso nel registro di cui all'articolo 2 della presente legge, l'adozione delle misure necessarie a prevenire un pericolo potenziale per la stabilità dei suoli vicini, per la regimentazione delle acque che lo attraversino, per la pulizia del sottobosco e per la sicurezza delle popolazioni che risiedano a valle del fondo. La prescrizione reca un termine perentorio per l'esecuzione dei lavori cui è preordinato il vincolo prescrittivo; sia il contenuto della prescrizione che il termine per eseguirla sono trascritti nel registro immobiliare alla relativa particella catastale. 2 Il comune acquisisce ogni utile informazione su coloro che dai pubblici registri risultino proprietari dei terreni abbandonati inclusi nel registro, o sui loro eredi qualora i proprietari risultino deceduti. Acquisite le informazioni, il comune provvede a notificare ai proprietari la prescrizione, con le modalità di cui agli articoli 138, 139 e 140 del codice di procedura civile, avvertendo che, ove non assumano, entro sessanta giorni, l'impegno ad adempiere al vincolo di cui al comma 1, i relativi terreni sono dichiarati soggetti ad utilizzazione mediante assegnazione a terzi richiedenti.