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1 1 L'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Art. 3. -- 1 . Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell'attuazione della disposizione dell'articolo 4 della presente Convenzione, è punito: a) con la reclusione sino a tre anni chiunque incita in qualsiasi modo alla superiorità o all'odio razziale o etnico; b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque incita a commettere o commette atti di discriminazione di cui ai commi 2, 3 e 4; c) con la reclusione da due a sei anni chiunque, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. 2 . Qualunque discriminazione tra persone fisiche, in ragione della loro appartenenza ad un gruppo nazionale, etnico, razziale, territoriale, statuale o religioso, è vietata, laddove operata da chi esercita un potere, di fatto o di diritto, il cui esercizio è idoneo ad arrecare un danno ingiusto. Costituisce sempre danno ingiusto, ai fini del presente comma: a) il rifiuto della fornitura di un bene o di un servizio da parte di colui che svolge attività commerciale aperta al pubblico, ovvero il subordinare la predetta fornitura ad una condizione di appartenenza etnica o religiosa; b) l'intralcio dell'esercizio di qualsiasi attività economica; c) il rifiuto di assumere un soggetto che ne abbia titolo, ovvero il subordinarne ad una condizione di appartenenza etnica o religiosa l'offerta di lavoro, di tirocinio o di collaborazione. 3. Il comma 2 si applica anche: a) alle discriminazioni ivi previste, quando operate in ragione della appartenenza o non appartenenza ad un gruppo nazionale, etnico, razziale, territoriale, statuale o religioso; b) alle discriminazioni ivi previste, quando operate nell'erroneo o presunto presupposto dell'appartenenza o non appartenenza ad un gruppo nazionale, etnico, razziale, territoriale, statuale o religioso; c) alle discriminazioni ivi previste, quando l'appartenenza o la non appartenenza siano desunte dal nome, dalla residenza e dai costumi dei destinatari. 4. I commi 2 e 3 si applicano altresì laddove la discriminazione ivi prevista sia effettuata nei confronti di persona giuridica o altro ente collettivo o formazione sociale, quando l'appartenenza sia desunta: a) dalla nazionalità del diritto applicabile; b) dalla sede principale o secondaria; c) dai prevalenti legami d'affari dei suoi amministratori, dirigenti o promotori con qualsiasi Stato, nazione o territorio estero; d) dall'appartenenza ad un gruppo nazionale, etnico, razziale, territoriale, statuale o religioso dei soggetti di cui alla lettera c) , anche quando desunta dal nome, dalla residenza e dai costumi; e) dall'appartenenza ad un gruppo nazionale, etnico, razziale, territoriale, statuale o religioso dei soci o dipendenti, anche quando desunta dal nome, dalla residenza e dai costumi. 5. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione di cui ai commi 2, 3 e 4 o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell'assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da tre a sei anni». 2 1 All'articolo 6 della legge 9 ottobre 1967, n. 962, il primo comma è sostituito dal seguente: «È punito con la reclusione da quattro a dieci anni chiunque: a) costringe persone appartenenti ad un gruppo nazionale, etnico, razziale, territoriale, statuale o religioso, a portare marchi o segni distintivi indicanti l'appartenenza al gruppo stesso; b) compie in pubblico, o in luogo aperto al pubblico, una delle azioni od omissioni di cui all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni; c) compie una delle azioni od omissioni di cui all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni, al fine di interdire l'accesso in un luogo pubblico o aperto al pubblico». 2 All'articolo 9, comma 1, lettera a) , della legge 16 marzo 2006, n. 146, dopo le parole: «i delitti previsti dagli articoli», inserire le seguenti: «6 della legge 9 ottobre 1967, n. 962, 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni,». 3 Fermo restando quanto previsto dall'articolo 51 del codice penale, non è comunque punibile l'ufficiale di polizia giudiziaria che simulando di partecipare materialmente alla commissione dei reati di cui all'articolo 6 della legge 9 ottobre 1967, n. 962, e successive modificazioni, e di cui all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni, opera, nell'ambito delle indagini e su delega del Pubblico ministero, al fine di acquisire elementi di prova in ordine ai delitti di cui ai predetti reati. La causa di non punibilità di cui al presente comma si applica altresì agli ausiliari ed alle interposte persone di cui si avvalgono gli ufficiali medesimi. 4 Dopo l'articolo 25- duodecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è inserito il seguente: «Art. 25- terdecies . -- (Responsabilità per i reati di discriminazione). -- 1 . In relazione alla commissione del reato previsto dall'articolo 6 della legge 9 ottobre 1967, n. 962, e successive modificazioni, e di cui all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da cento a trecento quote». 3 1 Le disposizioni di cui alla presente legge non pregiudicano l'applicazione delle risoluzioni adottate ai sensi del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, né incidono sull'obbligo di non intraprendere determinate attività contrarie alle misure di congelamento di fondi e risorse economiche stabilite dalle predette risoluzioni per contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo. 2 La presente legge non si applica negli ambiti in cui opera l'obbligo di non venire in relazione con determinati soggetti designati dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, e successive modificazioni.