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Colleghi, per cortesia, vi invito a rispettare e mantenere il distanziamento. DAMIANI, relatore di minoranza . Non mi soffermerò tanto sui numeri del prodotto interno lordo, ma guarderò un po' all'analisi del Documento di economia e finanza, così come presentato, partendo anche dalle ultime manovre finanziarie che il Governo ha adottato, le quali - come dicevamo - già dovevano affrontare una crisi economica conclamata. Infatti, basta ricordare che la nostra crescita del PIL nel 2019 è stata la più bassa d'Europa (pari soltanto allo 0,3 per cento). Quindi, le manovre finanziarie che dovevano essere varate a suo tempo (ecco perché dobbiamo guardare al quadro economico che già avevamo) erano - e noi lo abbiamo già detto a più riprese come opposizione e come Forza Italia - sicuramente anch'esse sbagliate. Quindi, l'economia già segnava il passo nel 2019. Servivano, a suo tempo, delle manovre economiche sicuramente più vantaggiose. Invece, che cosa ha fatto questo Governo in quei momenti, qualche mese fa? Ha aumentato, anche se pur di poco, dello 0,2 per cento, la tassazione, andando a togliere risorse alle famiglie e alle imprese italiane. Per di più, ha confermato alcuni progetti che non hanno nulla a che fare con lo sviluppo del nostro Paese, che sono soltanto progetti di spesa corrente del momento. Sono progetti che noi riteniamo soltanto di piccolo respiro, cioè le politiche assistenzialistiche che questo Governo ha messo in campo negli ultimi anni, andando a sottrarre risorse allo sviluppo del nostro Paese. Noi avremmo avuto, in questo anno, 12 miliardi di euro in più, se questi 12 miliardi di euro non fossero stati utilizzati, con scelte che voi avete fatto - vi siete assunti anche questa responsabilità - per le politiche assistenziali. Quindi, il presidente Conte, che, appunto, si era definito un tempo l'avvocato del popolo, è diventato e, secondo me, si è anche proclamato, il notaio della decrescita infelice. Questa, pertanto, è la situazione nella quale oggi affrontiamo il DEF. Il nostro giudizio sull'attuale Documento di economia e finanza è un giudizio assolutamente negativo perché, appunto, non ha alcuna visione del Paese. Poi, ancora una volta, abbiamo manifestato, in tutti i modi e in tutti i sensi, la nostra voglia di stare al fianco del Paese, dell'Italia e, quindi, di collaborare con le nostre proposte, ma anche su questo non avete tenuto in considerazione minimamente quello che le opposizioni hanno portato a vostra conoscenza. Si tratta quindi di un DEF che noi non riteniamo assolutamente utile, perché non ha un quadro di insieme, non affronta e non guarda allo sviluppo, non presenta un Programma nazionale di riforma, così come doveva essere scritto. L'altro riscontro negativo che noi facciamo è che esso presenta una relazione per quanto riguarda la seconda parte del 2020, il 2021 e poi presenta una relazione di indebitamento fino al 2032. Voi state, cioè, indebitando i nostri figli e i nostri nipoti fino al 2032: 450 miliardi di euro di debito che voi scaricate per altre due legislature. Ecco perché questo documento non è assolutamente condiviso con tutte le forze politiche di questo Parlamento. Io ho fatto un calcolo di questo genere: questo DEF, porterà sicuramente, per ogni bambino italiano che nascerà, a circa 45.000 euro di debito che il bambino si porterà sulle spalle. È una guerra, lo abbiamo detto da tempo: questa è una guerra, che certamente va combattuta con gli strumenti di una guerra. Invece, in questo momento avete apportato al Paese tanti piccoli provvedimenti che, messi insieme, non stanno dando oggi quella portata di fuoco dei provvedimenti che dovevano esserci per affrontare una guerra invisibile, sì, ma una guerra al tempo stesso. I tanti piccoli provvedimenti che avete messo in campo non arrivano a quello che è il Paese reale, che, in queste ore e in questi momenti, si sta lamentando in tutte le sue forme. Si stanno lamentando le categorie, i cittadini, le famiglie, i dipendenti che ancora non ricevono la cassa integrazione. Si stima, lo sappiamo tutti, che il debito salirà al 163 per cento e che avremo un deficit di circa l'11,2 per cento. Nel DEF, come affrontiamo oggi questa crisi? Come affrontiamo questi numeri negativi? Nel vostro caso, gli unici due strumenti da attuare (ed è scritto, li trovate nelle relazioni scritte all'interno stesso del DEF) sono il contrasto all'evasione e la tassazione ambientale. Quindi, voi continuate ancora ad agire, sbagliando, sulla tassazione: voi confermate le tasse ambientali, che, in questo momento, vanno abolite per dare sviluppo, in particolar modo, alle attività produttive e il contrasto all'evasione. Ma se oggi i piccoli e i piccolissimi imprenditori, le partite IVA e gli artigiani, non riescono e non possono, in questo momento, pagare le nostre tasse, che cosa andiamo a cercare? Li abbiamo chiusi noi in questo momento di emergenza. Sono misure che non condividiamo assolutamente come strategia; invece, voi continuate e perseverate. Quindi, ecco dove sono le scelte sbagliate. Noi vi abbiamo dato suggerimenti e lo ribadiamo in quest'Aula. Avviandomi alla conclusione del mio discorso, vorrei ricordare soltanto alcune proposte che vi abbiamo lanciato, che vi abbiamo Sottoposto e lo continueremo a fare, perché, come dicevamo, noi vogliamo essere al fianco del Paese e vogliamo contribuire alla rinascita, oggi importante, del nostro Paese. Sicuramente è importante adottare delle misure, anche nei prossimi decreti-legge che di qui a breve saranno varati dal Governo, a sostegno delle imprese, delle attività e delle famiglie ma a fondo perduto. Ve lo stiamo dicendo da settimane: servono sostegni a fondo perduto e non di indebitamento delle famiglie o delle imprese, come avete fatto con i prestiti. Bisogna utilizzare oggi l'indebitamento: va bene indebitare i nostri figli per il futuro, ma per misure di investimento e non per misure di spesa corrente o per politiche assistenziali. Bisogna evitare ogni forma di tassazione: la patrimoniale tenetevela nelle vostre tasche; non la portate ai cittadini e agli italiani. Non lo dite minimamente: il patrimonio dei cittadini italiani non va assolutamente toccato. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC). Bisogna ridurre la pressione fiscale; dobbiamo prevedere la riapertura di tutti i cantieri; dobbiamo pagare i debiti della pubblica amministrazione ai professionisti e alle imprese. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC). Sono questi i programmi che vi abbiamo offerto e che ancora qui, oggi, stiamo proponendo alla maggioranza e al Governo, nonostante il vostro atteggiamento di contrasto nei nostri confronti. Serve un grande piano strategico per il Mezzogiorno d'Italia che riparta proprio dall'utilizzo e della riprogrammazione dei fondi comunitari messi a disposizione dalla Commissione europea. Se, come dice il ministro Gualtieri, il Governo ha volontà di fare delle riforme, le riforme si fanno nel e con tutto il Parlamento. Noi abbiamo le nostre proposte e le diamo agli italiani perché vogliamo contribuire a collaborare all'uscita da questa situazione grave di economia.