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Solo con l'assestamento viene iscritta in bilancio la consistenza effettiva dei residui al 1° gennaio dell'esercizio in corso, quale è stata accertata sulla base delle risultanze del rendiconto per l'esercizio precedente. Pertanto, il disegno di legge di assestamento per il 2019 registra l'entità effettiva dei residui esistenti all'inizio dell'esercizio, come accertata nel disegno di legge di approvazione del rendiconto per l'esercizio 2018. Con riferimento alla spesa complessiva, l'ammontare dei residui passivi (ivi compreso quello dei residui relativi al rimborso prestiti, pari a 509 milioni) risultante alla chiusura dell'esercizio 2018 è pari a 140.364 milioni. Dei residui passivi per le spese finali, si rileva che circa il 59 per cento del totale sono ascrivibili alle spese di parte corrente (82.319 milioni) e il 41 per cento a quelle di conto capitale (57.536 milioni). Nel complesso, il conto dei residui al 31 dicembre 2018 espone un aumento dei residui passivi, rispetto all'esercizio precedente, di 2.425 milioni (passando da 137.430 milioni nel 2017 ai 139.855 milioni nel 2018, +1,8 per cento). L'aumento della consistenza dei residui finali nel 2018 è imputabile interamente ai residui di conto capitale (+7.317 milioni, circa +14,6 per cento), mentre quelli di parte corrente si riducono di 4.892 (-5,6 per cento). Con il provvedimento di assestamento si è provveduto, inoltre, ad aggiornare i residui attivi sulla base delle risultanze emerse al 31 dicembre 2018, a seguito della gestione conclusasi nell'esercizio di consuntivo. Nel complesso, le previsioni assestate quantificano un ammontare di residui finali attivi al 31 dicembre 2018 pari a 203.940 milioni di euro, a fronte dei 245.604 milioni di residui inizialmente previsti. Per le entrate tributarie, i residui sono stati quantificati pari a 99.831 milioni, con una variazione in diminuzione di 30.754 milioni rispetto alle previsioni iniziali di 130.585 milioni. Per le entrate extra-tributarie, i residui ammontano a 103.421 milioni di euro, con una variazione in diminuzione di 10.985 milioni rispetto alla previsione iniziale di 114.406 milioni. Del complesso dei residui passivi delle spese finali del bilancio dello Stato accertati a fine dicembre 2018 (139.885 milioni), circa 67.885 milioni risultano essere di nuova formazione, con un decremento rispetto all'ammontare dei nuovi residui dell'esercizio finanziario 2017. Per approfondimenti rinvia al dossier predisposto dai Servizi di documentazione del Senato e della Camera dei deputati. La relatrice FERRERO ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge n. 1387, recante il rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2018, segnalando, per quanto di competenza, che in premessa, va rammentato che il rendiconto generale dello Stato è lo strumento attraverso il quale il Governo rende conto al Parlamento dei risultati della gestione del bilancio. Ai sensi dell'articolo 36 della legge di contabilità, il rendiconto generale dello Stato, articolato per missioni e programmi, è costituito da due parti: il conto del bilancio, che espone le risultanze della gestione, cioè l'entità effettiva delle entrate e delle uscite del bilancio dello Stato rispetto alle previsioni approvate dal Parlamento, e il conto del patrimonio, che espone le variazioni intervenute nella consistenza delle attività e passività che costituiscono il patrimonio dello Stato. In attuazione dell'articolo 35, comma 2, della legge di contabilità e finanza pubblica, al Rendiconto è allegata, per ciascuna amministrazione, una nota integrativa. Per le entrate, la nota integrativa espone le risultanze della gestione. Per la spesa, la nota espone le risultanze della gestione per ciascun programma di spesa in modo confrontabile con la corrispondente nota al bilancio di previsione. Il Rendiconto è corredato del Rendiconto economico, al fine di integrare la lettura dei dati finanziari con le informazioni economiche fornite dai referenti dei centri di costo delle amministrazioni centrali dello Stato, e di una relazione illustrativa delle risorse impiegate per finalità di protezione dell'ambiente e di uso e gestione delle risorse naturali da parte delle amministrazioni centrali dello Stato (Eco-Rendiconto dello Stato). Venendo alle risultanze contabili, la gestione di competenza ha fatto conseguire nel 2018 un miglioramento dei saldi rispetto alle previsioni definitive contenute nell'Assestamento 2018. I dati mostrano che le operazioni complessive di bilancio hanno dato luogo a 840.677 milioni di accertamenti di entrate e 816.702 milioni di impegni di spesa, generando un avanzo complessivo di 23.975 milioni, pari a 26.036 milioni al netto delle regolazioni contabili. Rispetto al saldo dello scorso anno (10.441 milioni) si rileva un aumento di 15.595 milioni; alla formazione di tale risultato ha concorso la maggiore diminuzione delle spese, diminuite di 37.441 milioni (4,6 per cento) rispetto ai 854.143 milioni del 2017, mentre le entrate sono diminuite di 23.906 milioni rispetto agli 864.583 del 2017 (+2,8 per cento). Il differenziale delle operazioni finali presenta un saldo netto da finanziare di -19.986 milioni, attestandosi entro il limite fissato dall'articolo 1 della legge di bilancio per il 2018, con un miglioramento di 23.932 milioni (+119,7 per cento) rispetto alle previsioni definitive. Tale saldo, rispetto al 2017, presenta un miglioramento di 9.110 milioni. Al netto delle regolazioni contabili esso risulta pari a 17.925 milioni con un miglioramento di 23.685 milioni rispetto alle corrispondenti previsioni definitive. L'avanzo primario di bilancio (saldo netto da finanziare al netto della spesa per interessi) è risultato pari a 49.199 milioni, pari al 2,8 per cento del Pil (51.260 milioni al netto delle regolazioni contabili), superiore di 7.715 milioni rispetto a quello del 2017, con un miglioramento del 15,7 per cento. Infine, il ricorso al mercato finanziario, saldo contabile tra le entrate finali e le spese complessive, si attesta a -225.090 milioni, con un miglioramento di 44.769 milioni (20 per cento) rispetto alle previsioni definitive, nel rispetto del limite massimo fissato dall'articolo 1 della legge di bilancio per il 2018. Il saldo netto da finanziare si è attestato nel 2018 a -45.932 milioni, pari al 2,6 per cento del Pil (-43.971 milioni al netto delle regolazioni contabili); tale esito è da riferire al risultato combinato della gestione di competenza e di quella dei residui, che presentano rispettivamente un saldo negativo in termini di competenza di 40.201 milioni e di 5.731 milioni in termini di residui. Il saldo presenta un miglioramento sia rispetto alle previsioni definitive (+58.614 milioni) che rispetto all'esercizio 2017 (+16.264).