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Se al 30 giugno 2020 l'esposizione totale era di circa 4,3 miliardi di euro (e la Russia era il settimo Paese in termini di impegni dell'agenzia a livello globale), il dato fornito a giugno 2021 dallo stesso amministratore delegato Latini fa riferimento a un portafoglio di attività in Russia dal valore di circa 3,2 miliardi di euro; tra i beneficiari di SACE ci sono anche grandi corporation russe attive nel settore estrattivo. Per esempio, quella per il megaprogetto di gas fossile Yamal LNG della società russa Novatek, in joint venture con la francese Total, per un totale di 400 milioni di euro (SACE garantiva una parte del prestito bancario di Intesa Sanpaolo, che ammontava a 750 milioni). A cui si aggiunge il miliardo di euro garantito per Arctic LNG 2 (con lo stesso attore, Novatek), progetto della portata di circa 20 milioni di tonnellate di gas liquefatto all'anno, in cui la SACE è rimasta nonostante le agenzie di credito all'esportazione di Francia e Germania si siano tirate fuori dall'accordo; più di recente, SACE ha partecipato alla garanzia per il progetto Amur gas chemical complex di Gazprom, principale società energetica russa controllata dallo Stato che, proprio in questi giorni, mentre le sanzioni colpiscono duramente il settore energetico, ha firmato un contratto per progettare il gasdotto Soyuz Vostok, che arriverà in Cina attraverso la Mongolia e potrebbe trasportare fino a 50 miliardi di metri cubi di gas naturale all'anno verso Pechino, in pratica reindirizzando le sue esportazioni dall'Europa alla Cina. Per il progetto di Gazprom, operazione che si è conclusa a dicembre 2021, SACE ha garantito una parte del prestito complessivo di 2,6 miliardi di dollari concesso da diverse banche internazionali, mentre le banche cinesi e russe emetteranno i restanti 6,5 miliardi di dollari; dal 26 febbraio, con lo scoppio della guerra tra Ucraina e Russia, sono entrate in vigore nuove restrizioni su export e investimenti in Russia, ma solo per quanto riguarda il settore petrolchimico. Il primo Paese a prendere posizione, bloccando tutte le garanzie e gli investimenti, è stata la Germania che ha annunciato la sospensione dell'approvazione delle garanzie dell'agenzia Euler Hermes. Nessuna comunicazione ufficiale, finora, è stata fatta da parte dell'Italia e della SACE; considerando infine che come evidenziato anche dalla Corte dei conti nella sua relazione 2020, SACE ha un portafoglio di operazioni dove l'industria fossile incide ancora per il 27 per cento, pertanto risulta paradossale che la transizione ecologica italiana passi da SACE, si chiede di sapere: se il prestito garantito da SACE per il finanziamento di Arctic LNG 2, che vede esposta Banca Intesa con 5 miliardi di euro per il progetto di liquefazione di gas naturale della società russa Novatek nella penisola di Gydan, nell'Artico siberiano, sia limitato a 500 milioni di euro, escludendo che vi siano altre garanzie SACE, in particolare dopo che l'agenzia "Reuters" ha affermato che ENI avrebbe deciso di cedere la sua quota di partecipazione nel Blue Stream, che unisce il colosso russo del gas Gazprom e la società partecipata dallo Stato italiano; all'indomani dello scoppio della guerra Ucraina-Russia, se il Governo abbia già stimato le eventuali perdite di SACE, ritenendo prudenti e non avventate le garanzie prestate nei confronti della Russia, come intenda intervenire, e se ritenga compatibile la permanenza del dottor Latini nella carica di amministratore delegato in una società strategica per l'Italia come la SACE; poiché la conferenza per il clima Cop-26 di Glasgow ha deliberato l'auspicata transizione ecologica verso la quale il nostro Paese ha il dovere di adempiere più in fretta possibile, se ritenga di doversi adoperare affinché la SACE garantisca in futuro progetti non più in contrasto con la tutela di ambiente e mare, ma esclusivamente "ecologici". Atto n. 4-06733 ROJC BOLDRINI Al Ministro della salute Premesso che: con la legge n. 205 del 2017, art.1, commi 422 e seguenti, è stata prevista "un'organica disciplina dei rapporti di lavoro del personale della ricerca sanitaria, è istituito, presso gli IRCCS pubblici e gli Istituti zooprofilattici sperimentali, di seguito complessivamente denominati «Istituti», fermo restando il rispetto dei vincoli in materia di spesa del personale, un ruolo non dirigenziale della ricerca sanitaria e delle attività di supporto alla ricerca sanitaria"; con tale disciplina è stato previsto che i ricercatori venissero provvisoriamente inquadrati a tempo determinato per due periodi successivi di cinque anni ciascuno, al termine dei quali, a seguito di verifiche positive dell'attività svolta, gli stessi avrebbero avuto un ipotetico accesso ad altro rapporto di lavoro, senza chiarirne le modalità e le caratteristiche; la normativa contrattuale prevista fu quella di una separata sezione contrattuale del personale del comparto della sanità e ciò sia per i ricercatori che per il personale addetto alla ricerca e ciò ancorché i ricercatori appartenessero a categorie dirigenziali; al comma 431 veniva previsto l'accesso in sovrannumero alle scuole di specializzazione, quale requisito per l'accesso alla dirigenza sanitaria, con una formulazione che di fatto ha reso la previsione del tutto inapplicabile; l'attuale stato di permanente precarietà dei rapporti e l'incertezza circa una ipotesi di stabilizzazione nei livelli del comparto e della dirigenza sta mantenendo ed accentuando una condizione di permanente crisi del sistema della ricerca biomedica in Italia; tale situazione sta determinando una vera e propria emigrazione dei ricercatori verso altri settori più competitivi, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per avviare a soluzione tali criticità, in particolare per pervenire alla urgente definizione e stabilizzazione dei rapporti, anche nell'ambito della delega per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, attualmente all'esame della Camera dei deputati; se sia al corrente che vi siano analoghe situazioni al CRO di Aviano e di quale entità. Atto n. 4-06734 ROJC Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: a Monfalcone (Gorizia) ha sede l'azienda Nidec ASI S.p. A., società multinazionale leader in ingegneria e produzione specializzata in motori elettrici, drive e sistemi di controllo per l'industria pesante; attualmente alla Nidec di Monfalcone sono occupati 390 lavoratori, circa 6.000 i dipendenti nel mondo; già nel febbraio del 2019 lo stabilimento dovette chiudere per sei giornate per fronteggiare lo scarico di lavoro, come peraltro già segnalato dalle organizzazioni sindacali alla fine dell'anno precedente e, in quell'occasione, tutte le sigle sindacali rappresentate chiesero un confronto chiarificatore alla dirigenza aziendale sulle prospettive del sito; incontri evidentemente interlocutori, poiché nel luglio dello scorso anno l'azienda ha richiesto la cassa integrazione ordinaria per tutti i dipendenti sino al 9 ottobre 2021, con la prospettiva di un ulteriore prolungamento delle ore di CIGO, che a marzo 2022 ha toccato oltre il 30 per cento;