[ddlpres]

b) riconoscere incentivi in favore delle regioni, delle province, delle città metropolitane, dei comuni, delle comunità montane, e loro consorzi e associazioni, nonché degli enti dagli stessi controllati, che decidano di procedere al reclutamento dei dirigenti e delle figure professionali omogenee, tramite concorsi unici organizzati dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, secondo le modalità previste dall'articolo 4, comma 3- quinquies , del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e dall'articolo 35, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (accolta la modifica proposta da ANCI e UPI in sede di Conferenza unificata); c) prevedere, in relazione alle procedure di reclutamento svolte secondo le modalità di cui alla lettera b) , la possibilità di espletare, all'esito della ricognizione dei fabbisogni, oltreché su base regionale come già previsto dall'articolo 4, comma 3- quinquies , del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e dall'articolo 35, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, anche concorsi su base territoriale per il reclutamento di personale destinato agli uffici aventi sede in una o più province, ancorché appartenenti a regioni differenti, ovvero in due o più comuni, ancorché appartenenti a province differenti, ferme restando le norme generali di partecipazione ai concorsi pubblici (accolta la modifica proposta da UPI in sede di Conferenza unificata); d) prevedere lo svolgimento, nella fase del reclutamento e in occasione delle progressioni di carriera, di verifiche psico-attitudinali nonché di quelle finalizzate all'accertamento anche del possesso di adeguate capacità relazionali, ivi compresa l'attitudine al lavoro di gruppo; e) prevedere l'uso degli strumenti informatici anche ai fini dello svolgimento delle procedure selettive; f) prevedere, per le procedure concorsuali svolte secondo le modalità previste dall'articolo 4, comma 3- quinquies , del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e dall'articolo 35, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che: 1) il loro espletamento avvenga senza il previo svolgimento delle procedure di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; 2) il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri provveda all'adempimento di tutti gli obblighi amministrativi previsti dall'articolo 34- bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; 3) i componenti delle commissioni esaminatrici siano individuati esclusivamente tra i soggetti iscritti nell'Albo nazionale dei componenti delle commissioni esaminatrici di concorso, da istituire presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, che lo gestisce e lo aggiorna, articolato anche su base regionale e per aree tematiche omogenee e nel quale possono essere iscritti i soggetti, anche collocati in quiescenza da non più di quattro anni, in possesso di requisiti di compatibilità e moralità, nonché di comprovata competenza ed elevata professionalità (accolta la modifica proposta da ANCI e regioni in sede di Conferenza unificata); g) rafforzare lo spirito di servizio dei dipendenti pubblici nello svolgimento delle relative funzioni. L'articolo 3 (« Delega per favorire il merito e la premialità ») ha la specifica finalità di prevedere strumenti per assicurare il miglioramento dei sistemi di misurazione e valutazione della performance organizzativa delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi erogati ai cittadini. Inoltre, la delega legislativa ha la volontà di incentivare il riconoscimento e la valorizzazione del merito dei dipendenti pubblici rispetto al contributo prestato, anche in funzione del conferimento, rinnovo o revoca degli incarichi dirigenziali, nonché dell'individuazione di specifici sviluppi di carriera del personale dirigenziale e non. Nell'esercizio della delega in parola, dovranno essere applicati i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) riformulazione dell'attuale disciplina in materia di misurazione e valutazione della performance delle amministrazioni pubbliche, assicurando la riduzione degli oneri amministrativi, l'oggettività e la trasparenza dei procedimenti di valutazione, nonché il coinvolgimento dell'utenza, laddove esistente, e di soggetti esterni alle amministrazioni pubbliche. Inoltre, il legislatore delegato dovrà tenere conto anche di sistemi di valutazione differenziati ai fini delle progressioni di carriera e del riconoscimento della retribuzione accessoria; b) nel rispetto del principio dell'adeguato accesso dall'esterno (articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001), previsione dello svolgimento di concorsi per titoli ed esami riservati al personale dipendente con le valutazioni migliori nell'ultimo triennio. Non è stata recepita la proposta avanzata dalle regioni in sede di Conferenza unificata di inserire un'ulteriore lettera contenente la conferma delle previsioni di cui agli articoli 16 e 31 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, né la richiesta dell'ANCI di simile contenuto, poiché trattasi di previsioni che potranno essere successivamente inserite nei decreti legislativi attuativi. Relativamente al principio e criterio direttivo di cui alla predetta lettera a) , vengono specificate le modalità con le quali dovrà essere riformulata l'attuale disciplina in tema di misurazione e valutazione della performance delle amministrazioni pubbliche, prevedendo: l'istituzione di un Sistema nazionale di valutazione della performance coordinato dal Dipartimento della funzione pubblica, finalizzato anche all'individuazione e condivisione delle buone pratiche in materia di gestione del ciclo della performance ; il coinvolgimento di soggetti che, in qualità di utenti, sono in rapporto diretto con l'amministrazione; l'utilizzazione di soggetti, anche estranei alla pubblica amministrazione, con funzioni di supporto, in possesso di un'effettiva competenza in materia di organizzazione amministrativa e di gestione delle risorse umane, in relazione ai diversi aspetti di elaborazione e valutazione nel conseguimento degli obiettivi dell'amministrazione e del personale e di quelli connessi alla valutazione dell'efficienza dell'azione amministrativa e delle competenze del personale anche non dirigenziale; l'obbligo, per ciascuna amministrazione, di fornire e comunque di rendere pienamente conoscibili tutte le informazioni occorrenti per procedere allo svolgimento delle attività di valutazione da parte dei soggetti estranei alla pubblica amministrazione; la confrontabilità della performance organizzativa delle amministrazioni attraverso l'elaborazione di indicatori comuni, monitorati da sistemi omogenei di controllo di gestione, anche allo scopo di individuare le migliori pratiche e favorire la loro diffusione;