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Signor Presidente, la ringrazio molto per l'attenzione, e soprattutto ringrazio i colleghi, scusandomi per aver interferito involontariamente con l'esordio dell'intervento del collega La Russa. Molto lapidariamente voglio dire che da tempo sollecito il Consiglio di Presidenza a prendere in considerazione l'adozione di un atteggiamento da tenere sempre e comunque rispetto a una serie di comportamenti assunti in Aula: questo ci aiuterebbe sicuramente anche nei momenti di tensione, che sono assolutamente fisiologici. Abbiamo avuto in quest'Aula addirittura persone che si sono infortunate per comportamenti rispetto ai quali avevo chiesto di intervenire con visione di filmati e individuazione di responsabilità. (Applausi) . Vorrei citare, per tutti, il caso di un commesso che ha fatto una serie di evoluzioni sui banchi, certamente non per suo spirito acrobatico (Commenti) , e quello di un senatore Questore che si è infortunato in modo non lieve. Detto questo, la ringrazio, Presidente, perché autorevolmente ha assunto su di sé l'incarico e l'onere di prendere in considerazione la vicenda, in generale vorrei auspicare. A questo riguardo sarebbe interessante reperire nell'archivio social di molti colleghi - che non scompare mai, perché non c'è quasi mai il diritto all'oblio - tutte le riprese che vengono fatte in Aula. (Applausi) . Credo che, a quel punto, si potrebbe intervenire su molteplici aspetti, che personalmente censuro e sui quali sono assolutamente contraria; non c'è occasione in cui in Aula, quando mi capita di accorgermene o qualora mi venga indicato, non lo segnali in maniera assolutamente equanime. Propongo pertanto che si tenga un Consiglio di Presidenza per valutare d'ora in poi qual è l'atteggiamento da tenere sempre, come interveniamo e come informiamo - non ce ne sarebbe bisogno - i colleghi su come ci regoleremo da un certo momento in poi. L'ultima considerazione che voglio fare è sollecitata dal collega Bagnai. Senatore Bagnai, non sono riuscita a capire molto bene la consecutio logica del suo ragionamento. In questo dibattito si discute sull'odio, sugli atteggiamenti d'odio, sulle aggressioni verbali, e di questo penso che dobbiamo essere tutti grati al collega Zan, se non altro perché ha suscitato questa riflessione e consapevolezza. Se c'è un percorso, si potrebbe ad esempio partire censurando, anche con provvedimenti interni dei partiti (che lo possono fare), tutte quelle aggressioni e istigazioni alla violenza che avvengono da parte di rappresentanti (consiglieri comunali, consiglieri regionali e così via), che non solo prendono posizione su alcuni aspetti, ma incitano all'odio e hanno degli atteggiamenti decisamente violenti. Sono dell'idea che lo spazio della politica, proprio perché è uno spazio di cui rivendico l'autonomia, indipendentemente da interventi delle autorità a vario titolo, debba intervenire incisivamente con provvedimenti molto chiari e molto severi. Questo farebbe sicuramente bene a tutti. Concludo, signora Presidente, non volendo abusare della cortesia che mi ha accordato. Noto un avvicinamento, diciamo così, al diritto mite - dato che il senatore Bagnai è anche un accademico mi permetto questo tipo di allusione - da parte della Lega, e questo ovviamente non può che essere salutato con grande soddisfazione e grande gioia. Avremo per esempio occasione di riparlarne sulla riforma del diritto penale, sulle pene alternative, sui lavori di pubblica utilità e su una serie di questioni alle quali siamo certi che la Lega, mentre raccoglie le firme per il referendum , sarà sicuramente molto sensibile e attenta. (Applausi) . PRESIDENTE . Prendo atto della sua proposta. Certamente, anche nelle occasioni che lei ha richiamato i senatori Questori hanno avuto il compito di verificare i singoli comportamenti. Anche perché c'è un principio che va sempre rispettato, che a lei non sfugge, rispetto a quello che si afferma in Aula. La verifica serve proprio per appurare si vera sunt exposita . Quindi, daremo luogo a tutti gli accertamenti del caso. MALPEZZI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, spero di poter tornare davvero sulla questione sospensiva al disegno di legge Zan, perché tutto il tempo che giustamente ci stiamo prendendo rischia di regalare a quest'Assemblea tanti slogan , anche tante buone intenzioni, ma poca concretezza per spiegare i fatti. Ieri come oggi, mi sembra di vedere in quest'Aula il tentativo, da parte di alcune forze politiche - per carità, legittimo - di raccontare una storia che non è così come la si presenta, anche non soffermandosi sugli articoli del disegno di legge per il quale ieri chiedevano la pregiudiziale di costituzionalità e oggi la sospensiva, con le diverse formule che sono state presentate. Dico questo perché sembra davvero che ci siamo trasformati tutti in donne e uomini di buona volontà, tutti desiderosi di trovare una mediazione, tranne, molto probabilmente, le forze che hanno votato a favore del disegno di legge al nostro esame alla Camera, che continuano a ritenere che sia giusto, urgente e necessario. Ebbene, vorrei semplicemente rivolgermi alle forze che oggi dicono che c'è bisogno di più tempo, e che non si sono accorte che di questo tempo avevamo bisogno già negli otto mesi precedenti e che i nostri appelli alla possibilità di lavorare in Commissione sono tutti caduti nel vuoto, salvo poi accorgersi - dopo la spinta alla calendarizzazione - che forse la necessità di affrontare il disegno di legge c'era. Eppure, non se n'erano accorti prima, quindi solo da una settimana sta avanzando la narrazione di una volontà di portare a casa la legge. Mi chiedo, però, se ci sia stata la volontà di leggere il testo e se le proposte che stanno arrivando da parte del centrodestra corrispondano esattamente a quello che il disegno di legge dice. Presidente, ho ascoltato i numerosi interventi di ieri e gli accenni di oggi al cosiddetto articolo 4, che è figlio di un emendamento - lo dico, colleghi, perché la storia di questo disegno di legge alla Camera è chiara e sicuramente la conoscete anche voi - a prima firma del collega Costa, all'epoca di Forza Italia, che è stato chiamato emendamento salva idee, voluto da tutto il centrodestra, votato all'unanimità, e posto come condizione per poter votare quell'articolo all'unanimità. Oggi, le stesse forze che lo hanno votato ci dicono che quell'articolo è da eliminare in toto e che sarebbe il male di tutto. Avete cambiato idea, ma sappiate che quella norma è figlia vostra, la avete voluta, e a noi oggettivamente oggi il vostro sembra un pretesto. (Applausi) . Visto che è arrivato anche il senatore Salvini, e che ieri sera non ho avuto l'opportunità di rispondere dopo il suo intervento, approfitto per segnalare - in riferimento all'articolo 7 - una richiesta che il senatore Salvini ha avanzato ieri sera. Leggo dallo stenografico, Presidente. Nel suo intervento il senatore Salvini dice testualmente: «Togliamo i bambini e togliamo l'educazione affidata alle scuole elementari: