[pronunce]

La guarentigia della insindacabilità delle opinioni e dei voti espressi dai consiglieri regionali e provinciali nell'esercizio delle loro funzioni, si sostiene, sarebbe da porsi in relazione con la particolare natura delle attribuzioni dei consigli, che costituiscono esplicazione di autonomia costituzionalmente riconosciuta; e si estenderebbe non solo all'esercizio di funzioni legislative, di indirizzo politico e di controllo, ma anche a quelle di autoorganizzazione dei consigli. A tale proposito si ricordano la legge 6 dicembre 1973, n. 853, che sancisce l'autonomia contabile e funzionale dei consigli delle regioni a statuto ordinario, e la sentenza di questa Corte n. 392 del 1999, la quale avrebbe escluso la possibilità per la Corte dei conti di ingerirsi nell'autoorganizzazione del Consiglio regionale. Pertanto, gli atti di gestione dei fondi messi a disposizione per soddisfare le esigenze funzionali del Consiglio della Regione Trentino-Alto Adige e del Consiglio della Provincia autonoma di Trento apparterrebbero alla categoria delle attività coperte dalla insindacabilità. I documenti contabili del Consiglio regionale e di quello provinciale sarebbero sottratti al giudizio di conto anche in funzione di garanzia dell'autonomia contabile ad essi costituzionalmente garantita. L'art. 83 dello statuto speciale stabilisce che la regione e la provincia hanno un proprio bilancio e un proprio esercizio finanziario annuale. Ai sensi dell'art. 16 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 268, alla Regione Trentino-Alto Adige e alla provincia è attribuita autonomia normativa in materia contabile, nel senso che ad esse spetta disciplinare con norme di rango primario l'ordinamento della propria contabilità nell'ambito della più generale competenza relativa all'ordinamento degli uffici che, ai sensi dell'art. 4, numero 1, e dell'art. 8, numero 1, dello statuto, è riservata esclusivamente alla regione e alla provincia. Inoltre (art. 31, primo comma, dello statuto) le norme che disciplinano l'attività del Consiglio regionale e di quello provinciale sono stabilite da un regolamento interno approvato a maggioranza assoluta. Le ricorrenti sottolineano che tale regolamento presenta un carattere del tutto peculiare rispetto ai regolamenti della Giunta e alle leggi regionali, in quanto costituisce l'unica fonte cui è rimessa la disciplina concreta delle funzioni attribuite ai consigli regionale e provinciale dallo statuto, rappresentandone lo strumento primario di svolgimento. Tale carattere ne consentirebbe l'assimilazione ai regolamenti parlamentari, fonti cui l'art. 64 della Costituzione riserva la disciplina dell'organizzazione delle Camere al fine di garantirne l'autonomia politico-costituzionale. Significativa, in questo contesto, sarebbe la previsione dell'approvazione a maggioranza assoluta rispettivamente del regolamento interno del Consiglio della Regione Trentino-Alto Adige e della provincia autonoma e del regolamento di ciascuna Camera. Premesso che il bilancio e la contabilità dei consigli regionale e provinciale rappresentano i mezzi e gli strumenti giuridici indispensabili perché essi possano effettivamente esercitare in piena autonomia e senza indebite interferenze di altri organi statali o regionali le proprie funzioni (legislative, di nomina e revoca della Giunta regionale e provinciale, di approvazione del bilancio), le ricorrenti sostengono che all'autonomia contabile, funzionale all'esercizio delle funzioni assegnate ai consigli regionale e provinciale, sarebbe da correlare la non sottoponibilità della relativa gestione alla giurisdizione della Corte dei conti. A sostegno di questa conclusione la regione indica ulteriori ragioni. Ai sensi dell'art. l del decreto legislativo 2 ottobre 1997, n. 385, che sostituisce l'art. 7 del d.P.R. n. 305 del 1988, il controllo di legittimità sugli atti della regione e della provincia si esercita esclusivamente sui regolamenti per la esecuzione delle leggi approvate dal Consiglio regionale e dal Consiglio provinciale nonché sui regolamenti inerenti alle materie che sono devolute alla potestà regolamentare delle province. Tra essi non potrebbe ricomprendersi il regolamento interno dei Consigli regionale e provinciale, che costituisce la fonte di carattere primario di disciplina del bilancio e del conto consuntivo dei consigli stessi. In secondo luogo, il controllo sulla gestione esercitato dalle sezioni di controllo della Corte dei conti di Trento ai sensi dell'art. 4 del decreto legislativo 14 giugno 1999, n. 212, concerne solamente il perseguimento degli obiettivi stabiliti dalle leggi di principio e di programma regionali, provinciali ovvero statali, in quanto applicabili, ed è dunque riferibile soltanto alla gestione del bilancio e del patrimonio della regione e della provincia. Come tale, esso riguarda solamente gli atti della Giunta regionale e provinciale, allo scopo di verificare la loro conformità alle disposizioni legislative vigenti. Il progetto di bilancio, le eventuali variazioni e il conto consuntivo del Consiglio regionale e del Consiglio provinciale sono, invece, approvati dall'Ufficio di Presidenza con una deliberazione che sarebbe esplicazione di un potere di autoorganizzazione (art. 84 dello statuto regionale). L'approvazione dei bilanci e dei rendiconti, nel cui ambito vanno inseriti anche i fondi messi a disposizione del Consiglio, avviene dunque con atto legislativo del Consiglio stesso, che costituirebbe l'unica forma di controllo, di natura politica, sulla gestione contabile consiliare. 2. - In entrambi i giudizi si è costituito, con memorie di identico contenuto, il Presidente del Consiglio dei ministri, concludendo perché i ricorsi siano dichiarati in parte inammissibili e comunque siano respinti nel merito, con rigetto dell'istanza di sospensione. Quanto all'ammissibilità, l'Avvocatura osserva che taluni dei parametri invocati nei ricorsi sono solo menzionati, senza poi farne seguire doglianze ad essi specificamente riferite. Nel merito, il resistente esclude la rilevanza delle norme sull'insindacabilità; e ricorda la sentenza n. 110 del 1970 di questa Corte, con cui è stata affermata la sottoposizione degli agenti contabili del Consiglio della Regione Sardegna al giudizio di conto. Quanto, infine, all'istanza di sospensione, l'Avvocatura ritiene che nessun pregiudizio può derivare alle ricorrenti dall'ottemperanza al decreto della sezione giurisdizionale nelle more del processo costituzionale. 3. - In prossimità dell'udienza, sia la Regione Trentino-Alto Adige che la Provincia autonoma di Trento hanno depositato memorie, di identico contenuto, per ribadire le conclusioni di accoglimento dei conflitti sollevati. In replica alle osservazioni della difesa erariale, si osserva che le assemblee della Regione e della Provincia autonoma sono organi politico-amministrativi cui va riconosciuta una posizione di indipendenza connaturata alle loro attribuzioni. L'autonomia contabile, funzionale ed organizzativa del Consiglio regionale e del Consiglio provinciale costituisce, si osserva nelle memorie, un principio irrinunciabile dell'ordinamento, la cui ratio risiede nella necessità di preservare l'organo da indebite pressioni esterne e di creare le condizioni per un suo agile funzionamento.