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- (Strumenti per favorire la cessione dei crediti certificati) L'articolo 37, finalizzato allo smobilizzo dei crediti di parte corrente certi, liquidi ed esigibili verso le pubbliche amministrazioni diverse dallo Stato, introduce strumenti volti a favorire la cessione dei crediti, certificati per il tramite della piattaforma elettronica presso il Ministero dell'economia e delle finanze, prevedendo il ricorso alla garanzia dello Stato per le operazioni: di cessione al sistema bancario e di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento, istituendo, allo scopo, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, un apposito Fondo per la copertura degli oneri determinati dal rilascio della garanzia dello Stato. La disposizione di cui al comma 1 prevede la garanzia dello Stato sui predetti debiti, maturati al 31 dicembre 2013 e certificati alla data di entrata in vigore del decreto-legge, dal momento dell'effettuazione delle operazioni di cessione ovvero di ridefinizione. Sono, altresì, assistiti dalla medesima garanzia dello Stato, sempre dal momento dell'effettuazione delle operazioni di cessione ovvero di ridefinizione anche i debiti di parte corrente delle predette pubbliche amministrazioni non ancora certificati alla data di entrata in vigore del presente decreto, comunque maturati al 31 dicembre 2013, laddove: a) i soggetti creditori presentino istanza di certificazione improrogabilmente entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del decreto-legge, utilizzando la piattaforma elettronica di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge n. 35 del 2013; b) i crediti siano oggetto di certificazione, tramite la suddetta piattaforma elettronica, da parte delle pubbliche amministrazioni debitrici. La certificazione deve avvenire entro trenta giorni dalla data di ricezione dell'istanza. Il diniego, anche parziale, della certificazione, sempre entro il suddetto termine, deve essere puntualmente motivato. Ferma restando l'attivazione da parte del creditore dei poteri sostitutivi di cui all'articolo 9, comma 3- bis, del decreto-legge n. 185 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2 del 2009, il mancato rispetto di tali obblighi comporta a carico del dirigente responsabile l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 7, comma 2, del predetto decreto-legge n. 35 del 2013. La pubblica amministrazione inadempiente di cui al primo periodo non può procedere ad assunzioni di personale o ricorrere all'indebitamento fino al permanere dell'inadempimento. Il comma 2 prevede espressamente che i pagamenti dei debiti di parte corrente di cui al comma 1 non rilevano ai fini dei vincoli e degli obiettivi del patto di stabilità interno. Il comma 3 stabilisce che i soggetti creditori possono cedere pro soluto il credito certificato e assistito dalla garanzia dello Stato ai sensi del comma 1 a banche o intermediari finanziari. La misura massima dello sconto, tenuto conto della garanzia dello Stato, verrà determinata con il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di cui al comma 4. Il comma prevede inoltre che, avvenuta la cessione del credito, la pubblica amministrazione debitrice diversa dallo Stato può chiedere, in caso di temporanee carenze di liquidità, una ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei debiti, per una durata massima di cinque anni. Le pubbliche amministrazioni debitrici sono in ogni caso tenute a rimborsare anticipatamente il debito, alle condizioni pattuite nell'ambito delle operazioni di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento del debito, al ripristino della normale gestione della liquidità. L'operazione di ridefinizione, le cui condizioni finanziarie devono tener conto della garanzia dello Stato, può essere richiesta dalla pubblica amministrazione debitrice alla banca o all'intermediario finanziario cessionario del credito, ovvero ad altra banca o ad altro intermediario finanziario qualora il cessionario non consenta alla suddetta operazione di ridefinizione; in tal caso, previa corresponsione di quanto dovuto, il credito certificato viene ceduto di diritto alla predetta banca o intermediario finanziario. La Cassa depositi e prestiti SpA, nonché istituzioni finanziarie dell'Unione europea e internazionali, possono acquisire dalle banche e dagli intermediari finanziari, sulla base di una convenzione quadro con l'ABI, i crediti assistiti dalla garanzia dello Stato, anche al fine di effettuare operazioni di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei relativi debiti, per una durata massima di quindici anni. Il comma 4 prevede l'istituzione presso il Ministero dell'economia e delle finanze di un Fondo per la copertura degli oneri determinati dal rilascio della garanzia dello Stato, cui sono attribuite risorse pari a euro 150 milioni. La garanzia del Fondo è a prima richiesta, esplicita, incondizionata e irrevocabile. Gli interventi del Fondo sono assistiti dalla garanzia dello Stato quale garanzia di ultima istanza. Termini e modalità di attuazione della disciplina del Fondo, delle operazioni di cessione e di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento, nonché della operatività della garanzia e del diritto di rivalsa dello Stato sugli enti debitori verranno stabiliti con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze. Il comma 5 prevede che in caso di escussione della garanzia è attribuito allo Stato il diritto di rivalsa sugli enti debitori. Il comma 6 istituisce nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo con una dotazione di 1.000 milioni di euro per l'anno 2014, finalizzato ad integrare le risorse iscritte sul bilancio statale destinate alle garanzie rilasciate dallo Stato. Il comma 7, infine, prevede l'abrogazione di norme incompatibili (commi 12- ter , 12- quater , 12- sexies e 12- septies dell'articolo 11 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99). Art. 38. - (Semplificazione degli adempimenti amministrativi per la cessione dei crediti tramite piattaforma elettronica) La norma prevede che le cessioni dei crediti certificati mediante la piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni possono essere stipulate mediante scrittura privata e che le stesse sono efficaci ed opponibili nei confronti delle amministrazioni cedute, qualora queste non le rifiutino entro sette giorni, anziché quarantacinque giorni, dalla ricezione della loro comunicazione. Art. 39. - (Crediti compensabili) La norma modifica la disciplina recata dall'articolo 28- quinquies , comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, che prevede la possibilità di compensare i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazioni, forniture e appalti, con somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario.