[pronunce]

I compiti svolti da tale società - non liberamente determinabili da quest'ultima - sono individuati in base alla normativa precedentemente citata, e consistono, essenzialmente, nella prestazione di servizi finalizzati alla promozione dell'occupazione - e specialmente dei lavori socialmente utili come strumento di politica attiva del lavoro - sull'intero territorio nazionale, con particolare riguardo alle situazioni più svantaggiate. 4. - A questo punto è possibile affrontare specificamente le censure proposte dalle Regioni ricorrenti. La questione di legittimità costituzionale dell'art. 30 della legge n. 448 del 2001, per contrasto con l'art. 117 della Costituzione, non è fondata. L'articolo 30 censurato si limita a regolare i rapporti tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed Italia Lavoro s.p.a., della quale il primo è autorizzato ad avvalersi, anche mediante la assegnazione diretta di funzioni, servizi e risorse, al fine della promozione e della gestione di azioni nel campo delle politiche attive del lavoro e dell'assistenza tecnica ai servizi per l'impiego. Le premesse svolte evidenziano, contrariamente a quanto sostenuto dalle Regioni ricorrenti, che la disciplina introdotta dalla disposizione impugnata trova titolo di legittimazione nella competenza legislativa esclusiva affidata allo Stato dall'art. 117, comma secondo, lettera g), della Costituzione, là dove tale disposizione fa riferimento alla materia “ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali”. La natura di società per azioni di Italia Lavoro, infatti, non può valere da sola ad escluderla dall'ambito di applicazione della citata norma costituzionale; d'altra parte, in tal senso milita la considerazione della totale partecipazione azionaria del Ministro del tesoro, dei poteri di indirizzo spettanti agli organi del Governo, ed in particolare al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché della predeterminazione eteronoma dei compiti e delle funzioni pubbliche che la stessa società è chiamata a perseguire. In altri termini, una società di questo tipo, costituita in base alla legge, affidataria di compiti legislativamente previste e per essa obbligatorie, operante direttamente nell'ambito delle politiche di un Ministero come strumento organizzativo per il perseguimento di specifiche finalità, presenta tutti i caratteri propri dell'ente strumentale, salvo quello di rivestire - per espressa disposizione legislativa - la forma della società per azioni; e ciò, come detto, non può di per sé assumere rilievo per negare la sussistenza della potestà legislativa attribuita in via esclusiva allo Stato dall'art. 117, secondo comma, lettera g), della Costituzione. 5. - La questione di legittimità costituzionale dell'art. 30 della legge n. 448 del 2001, per contrasto con l'art. 118 della Costituzione, non è fondata. Va anzitutto osservato che nulla, nella formulazione testuale della disposizione impugnata, induce a ritenere che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali sia autorizzato ad avvalersi di Italia Lavoro s.p.a. per lo svolgimento di funzioni che non gli spettino in virtù del vigente riparto di competenze. In altri termini, appare evidente che il Ministro potrà attribuire ad Italia Lavoro esclusivamente compiti di competenza dello Stato, e non, viceversa, funzioni che, in forza del vigente ordinamento costituzionale, debbano spettare alla competenza regionale. Inoltre, si deve considerare che la disposizione oggetto del presente giudizio non determina, di per sé, alcun ampliamento degli ambiti in cui Italia Lavoro s.p.a., già in base alla previgente disciplina, poteva svolgere la propria attività. Se, in concreto, i provvedimenti ministeriali contemplati dall'art. 30 dovessero attribuire ad Italia Lavoro funzioni tali da esorbitare dall'ambito delle competenze amministrative riconosciute allo Stato in virtù dell'art. 118 della Costituzione, saranno tali provvedimenti a risultare concretamente lesivi delle attribuzioni delle Regioni, le quali, come è ovvio, potranno allora far valere le proprie ragioni con i rimedi previsti. D'altra parte, merita di essere comunque evidenziato il carattere eminentemente “sussidiario” degli interventi affidati ad Italia Lavoro, dal momento che è sempre lasciata al soggetto fruitore di questi ultimi la scelta di avvalersene o meno. 6. - Anche la questione di legittimità costituzionale dell'art. 30 della legge n. 448 del 2001, per contrasto con l'art. 119 della Costituzione, non è fondata. Il rigetto di tale censura appare direttamente conseguente alle argomentazioni appena svolte. Infatti, riconosciuta allo Stato la possibilità di operare nell'ambito delle politiche attive del lavoro, in conformità con le prescrizioni di cui all'art. 118 della Costituzione, non si può non ritenere che lo Stato possa destinare a tali funzioni le necessarie risorse finanziarie, senza che ciò costituisca una indebita sottrazione di tali risorse al sistema delle autonomie.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riservata ogni decisione sulle restanti questioni di legittimità costituzionale della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), sollevate dalle Regioni Marche, Toscana ed Emilia-Romagna con i ricorsi indicati in epigrafe; riuniti i giudizi, relativamente all'art. 30 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 30 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2002), sollevata in riferimento agli articoli 117, 118 e 119 della Costituzione con i ricorsi indicati in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 dicembre 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Ugo DE SIERVO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 19 dicembre 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA