[massime]

Straniero - Ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato - Configurazione della fattispecie come reato - Denunciata violazione dei principi di solidarietà, di uguaglianza, di ragionevolezza della legge penale e di personalità della responsabilità penale, nonché asserito contrasto con le convenzioni internazionali in materia - Inadeguata descrizione della fattispecie, con conseguente preclusione del necessario controllo sulla rilevanza della questione - Manifesta inammissibilità.. È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 10- bis del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, aggiunto dall'art. 1, comma 16, lett. a ), della legge 15 luglio 2009, n. 94, impugnato, in riferimento agli artt. 2, 3, 10 e 27 Cost., in quanto configura come reato la fattispecie di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato. Il rimettente, infatti, trascura di compiere un'adeguata descrizione della fattispecie, omettendo ogni riferimento alle circostanze in cui l'imputato era stato individuato e che avevano condotto a qualificare illegale il suo trattenimento sul territorio dello Stato, e limitandosi a riprodurre nell'epigrafe del provvedimento il capo d'imputazione, a sua volta soltanto ripetitivo della norma incriminatrice. Tali lacune precludono la possibilità di svolgere il necessario controllo sulla rilevanza della questione. Sulla manifesta inammissibilità delle questioni per insufficiente descrizione della fattispecie, con conseguente impossibilità di verificarne la rilevanza, v., ex plurimis , le citate ordinanze n. 85/2010, n. 211/2009, n. 181/2009 e n. 157/2009. Sulle medesime censure riferite all'art. 10- bis del d.lgs. n. 286 del 1998, v. la citata sentenza n. 250/2010.