[resaula]

gli assetti mondiali della fine di questo primo ventennio degli anni 2000 sono di gran lunga più complessi e articolati di quelli definiti nello scorso secolo all'esito della seconda guerra mondiale. Di fronte al moltiplicarsi di scontri militari e di veri e propri scenari di guerra si impone come non più rinviabile il ripensamento dell'Europa tutta e del suo essere presente quale attore politico decisivo in questi scenari. Occorre una profonda riflessione, sia nei contesti internazionali sia a livello nazionale, per ripensare i modelli di intervento UE e la necessità di un suo approccio geostrategico, multidimensionale, coerente, efficace e soprattutto condiviso; il mutato contesto internazionale evidenzia l'urgenza del rafforzamento di iniziative comuni di politica estera e di difesa europee, che rendano, attraverso azioni strutturali, l'Unione in grado di parlare e di difendersi con una voce singola, autorevole e credibile; l'Unione europea è chiamata dunque, dopo il difficile ritiro afghano e la drammatica invasione dell'Ucraina, a definire la propria autonomia strategica, valorizzando al massimo le peculiarità e gli strumenti che le sono propri. Occorre, pertanto, una rapida definizione di politiche estera e di difesa comune per fronteggiare le emergenze attuali certamente, ma da intendersi anche quale tassello fondamentale e necessario per la costruzione di un'Europa in grado di difendere con efficacia la sua democrazia e di competere sulla scena mondiale; appare come non più rinviabile una promozione dello sviluppo e dell'acquisizione di capacità militari europee che va costruita con chiarezza, quale naturale e coerente azione di rafforzamento del pilastro europeo dell'Alleanza atlantica e con l'intento di consentire all'Europa di contribuire in maniera sostanziale ed efficace alla sicurezza e alla stabilità globale; una politica di difesa comune, dunque, che passi anche attraverso la predisposizione di forze prontamente operative in grado di difendere la democrazia del continente e la sicurezza dei cittadini europei, nonché di rispondere in maniera efficace a tutto lo spettro delle crisi che l'Unione europea si potrebbe trovare a dover affrontare già nel prossimo futuro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, mediante iniziative di propria competenza, adoperarsi in tutte le sedi dell'Unione, secondo le regole della democrazia europea, per l'adozione di definite e articolate politiche estera, di difesa e di sicurezza comuni, anche mediante la costituzione di adeguati contingenti armati, al fine di garantire un'autonomia strategica dell'Europa di fronte al continuo moltiplicarsi di scenari di crisi internazionali. Atto n. 3-03222 PIRRO CASTELLONE ENDRIZZI MARINELLO MAUTONE PISANI Giuseppe Al Ministro della salute Premesso che: il Servizio sanitario nazionale negli ultimi due anni ha impegnato tutte le energie per affrontare l'emergenza COVID-19. L'ondata pandemica si è abbattuta pesantemente sul sistema sanitario con la sospensione di visite ed esami per le malattie non COVID e le ripercussioni sulla prevenzione sono state impattanti con una notevole riduzione degli screening in molte Regioni; l'ultimo report dell'Osservatorio nazionale screening, che ha analizzato i dati dal 1° gennaio 2020 al 31 maggio 2021, ha evidenziato che le prestazioni effettuate tra gennaio 2020 e maggio 2021 si sono ridotte rispetto al 2019 del 35,6 per cento per il cancro della cervice, del 28,5 per cento per il cancro della mammella, del 34,3 per cento per il cancro del colon retto. La stima delle lesioni tumorali che potrebbero subire un ritardo diagnostico è invece pari a 3.504 lesioni CIN2+, 3.558 carcinomi mammari, 1.376 carcinomi colonrettali e oltre 7.763 adenomi avanzati del colon-retto; considerato che: il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, all'articolo 29, ha previsto "Disposizioni urgenti in materia di liste di attesa". In particolare, al fine di corrispondere tempestivamente alle richieste di prestazioni ambulatoriali, screening e di ricovero ospedaliero non erogate nel periodo dell'emergenza epidemiologica conseguente alla diffusione del virus SARS-CoV-2, e contestualmente allo scopo di ridurre le liste di attesa, e nel rispetto dei principi di appropriatezza e di efficienza dei percorsi di cura, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano provvedono a presentare al Ministero della salute e al Ministero dell'economia e delle finanze un piano operativo regionale per il recupero delle liste di attesa, con la specificazione dei modelli organizzativi prescelti, dei tempi di realizzazione e della destinazione delle risorse; la legge di bilancio per il 2022 ha previsto, altresì, che, per garantire la piena attuazione del piano, le Regioni potevano presentarlo entro il 31 gennaio 2022 (data prorogata poi ulteriormente al 24 febbraio 2022) per una spesa complessiva di ulteriori 500 milioni di euro, a valere sul livello di finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale. Si ricorda che tale autorizzazione di spesa include l'importo massimo di 150 milioni di euro per il coinvolgimento anche delle strutture private accreditate; garantire a tutti i cittadini prestazioni sanitarie in tempi rapidi è fondamentale e gli effetti della pandemia sulle liste d'attesa richiede azioni concrete, si chiede di sapere quali interventi intenda mettere in atto il Governo per ridurre velocemente le liste d'attesa e se non ritenga opportuno prevedere uno scostamento di bilancio e interventi per incrementare il personale sanitario. Atto n. 3-03223 PARENTE FARAONE BONIFAZI CARBONE CONZATTI CUCCA EVANGELISTA GARAVINI GINETTI MAGORNO MARINO NENCINI RENZI SBROLLINI Al Ministro della salute Premesso che: il 22 marzo 2020, agli albori dello scoppio dell'epidemia da SARS-CoV-2 in Italia, in una situazione già devastante, con oltre 80.000 contagi e più di 8.000 decessi, all'aeroporto di Pratica di mare è sbarcato un contingente militare russo composto da 13 quadrireattori, ai quali se ne aggiunsero in seguito altri quattro, e 104 componenti, di cui la maggior parte erano militari e solamente 32 tra medici ed infermieri; il contingente russo aveva l'obiettivo di portare supporto ed aiuto nelle primissime fasi dell'epidemia nella provincia di Bergamo, l'allora più colpita e primo focolaio dell'epidemia; la missione era stata concordata dall'allora Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte nel corso di un colloquio telefonico con il Presidente russo, Vladimir Putin, ed è stata dichiarata conclusa dopo meno di due mesi, il 7 maggio 2020; il 1° aprile 2020, alla Camera dei deputati, è stata presentata un'interrogazione indirizzata al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lo scopo di ricevere maggiori informazioni sull'accordo alla base dell'operazione, sul personale e sulle attrezzature arrivate in Italia.