[resaula]

Bisogna anzi rammentare che il Titolo XVIII del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea prevede le disposizioni per la coesione sociale, economica e territoriale negli articoli che vanno dal 174 al 178. Le disposizioni di questo titolo hanno continui collegamenti logici e funzionali con il resto del Trattato, che serve a fare in modo che vengano ridotte le differenze sociali ed economiche nell'Unione. L'articolo 174 in particolare prevede che l'Unione miri a ridurre il ritardo delle Regioni meno favorite e, tra di esse, testualmente, quelle insulari: è logicamente ricollegato all'articolo 170, che prevede una creazione delle reti europee per creare uno spazio senza frontiere. Pertanto, quella rete di collegamento europeo, quel corridoio che chiediamo di creare anche con la Sardegna e con le altre isole, deve esserci. Il Governo oggi dovrà prendere atto che l'approvazione del disegno di legge costituzionale che stiamo discutendo porta con sé una nuova e forte volontà del Parlamento nei confronti delle isole, affinché esse non siano più isolate, che è da far valere anche in Europa. L'Esecutivo dovrà trattare anche in sede europea il problema dell'insularità, oltre che a livello nazionale, perché i collegamenti con l'Europa sono importanti per la coesione sociale. Il problema dell'insularità è fortemente connesso alla coesione sociale e alla parità di partenza con le altre realtà europee, non solo con quelle italiane. Ci auguriamo che il governo Draghi che va trattando adesso con l'Unione europea in maniera forte possa ottenere quello che altri Governi non hanno ottenuto per quel che concerne i rapporti tra insularità ed Europa. Ritornando alla trattazione dell'insularità in Costituzione, desidero rivolgere un ultimo ringraziamento alla collega qui presente, presidente del Gruppo, Anna Maria Bernini, che dall'inizio ha dato grande importanza all'insularità e ci ha sostenuto anche quando la questione doveva essere presentata al Senato in un intervento importante con la presidente Alberti Casellati. Ringrazio la senatrice Bernini e tutti voi. (Applausi) . L'obiettivo non è andare con il cappello in mano in Italia o in Europa, ma ottenere i riconoscimenti che ci consentano di partire dallo stesso punto e di contribuire con le nostre capacità al miglioramento del PIL in tutta la Nazione. (Applausi) . LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, la votazioni de oggi ci porta ad analizzare un punto cardine del nostro ruolo di senatori, quello di garantire le stesse opportunità di crescita a tutti i cittadini. All'insegna dello stesso principio è stata approvata in Senato la legge per la parità salariale tra uomo e donna, norma essenziale che, proprio come quella al nostro esame, avrebbe dovuto essere in vigore già da tanti anni. Siamo qui riuniti per votare l'inserimento del principio di insularità nella Costituzione, in modo da riconoscere alle isole come la Sardegna e la Sicilia lo svantaggio naturale derivante dall'insularità e instaurare le misure necessarie per garantire un'effettiva parità e un reale godimento dei diritti individuali inalienabili. Come rappresentante della Sardegna, credo che non si possa tollerare che un'isola produttiva possa partire con un deficit enorme come quello che ha oggi, dovuto al problema energetico per la mancanza di metano e a quelli dei trasporti marittimi ed aerei e di continuità territoriale, con le ferrovie quasi inesistenti e risalenti al 1800 e una distanza dalla Penisola che aumenta i costi e i tempi per ogni attività. Ripeto che le ferrovie sono ancora a scartamento ridotto. Come possiamo sperare che le aziende sarde abbiano gli stessi risultati delle concorrenti nazionali, se i loro costi di acquisto e vendita saranno sempre sfavorevoli? Come potrebbero mantenersi competitive, partendo nettamente svantaggiate? Il principio di insularità riconosce alle aziende sarde la penalizzazione nel fare impresa, sulla quale bisogna agire per colmare il gap e porre le imprese nelle stesse condizioni competitive delle concorrenti nazionali; questo percorso dev'essere sostenuto da obiettivi precisi e risorse dedicate, altrimenti il rischio è che le parole, anche se scritte nella Costituzione, rimangano solo tali. La vertenza va aperta sia con lo Stato sia con l'Europa, in modo che non ci si scontri con le normative europee e si colmino le incongruenze giuridiche fra il diritto europeo e quello italiano, per garantire l'accesso ai fondi. L'agricoltura è un settore fondamentale per l'economia sarda, ma anche in questo caso ci rendiamo conto di come siamo svantaggiati? Immaginiamo di avere il costo più alto di tutti i nostri competitor per l'acquisto di materie prime necessarie al nostro lavoro e aggiungiamo costi sempre più alti per consegnare i prodotti locali fuori dall'isola, nonché, dulcis in fundo , un handicap temporale di dodici-ventiquattr'ore per le consegne dei prodotti fuori dalla Sardegna: in una società come la nostra, basata sul volere tutto, subito e a basso costo, possiamo velocemente dedurre quanto questa situazione sia nociva per il settore. Gli enormi gap che riscontriamo nelle isole sono legati al credito, alla competitività, alla lentissima burocrazia, alle infrastrutture, all'energia, ai trasporti e alla produttività, costringendo le piccole e medie imprese ad arrancare rispetto ai competitor e a decollare con estrema fatica. Se osserviamo, Presidente, la situazione dei trasporti, la Sardegna ha urgente bisogno di una continuità territoriale funzionante e duratura, che permetta ai cittadini di spostarsi liberamente, senza sentirsi isolati, e di programmare le proprie attività con serenità, senza dover pensare se avranno o meno la continuità territoriale dopo maggio, come non chiarito da Volotea, la società aerea spagnola che gestisce in questo momento i voli in continuità territoriale. La Sicilia, lo scorso agosto, ha lanciato un progetto sperimentale denominato «Sicilia vola», mettendo a disposizione 75 milioni di euro (50 per il 2021 e 25 per il 2022), che hanno consentito dal 5 agosto a quattro categorie di siciliani di viaggiare a prezzi scontati del 30 per cento verso tutte le destinazioni italiane ed europee. Le categorie interessate sono studenti, lavoratori fuori sede, malati siciliani che vanno a curarsi fuori dalla Sicilia o disabili gravi e gravissimi, che potranno acquistare i biglietti per volare da Palermo e da Catania verso tutte le destinazioni nazionali ed europee. Questo genere di progetti è fondamentale per incentivare il settore turistico, rilanciare l'economia e soprattutto evitare che l'abitante di un'isola si senta perennemente isolato, come se il mare che ci divide fosse insuperabile. (Applausi) . La Sardegna è una Regione con una forte identità e un popolo attaccato alle proprie radici e fiero del fascino selvaggio dell'entroterra, delle spiagge meravigliose e delle proprie culture di saperi e sapori enogastronomici. Tuttavia, per quanto un cittadino sardo sia attaccato alle sue radici, il problema dello spopolamento diventa sempre più importante nell'isola: