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nel 2003 Solvay ha sottoscritto un accordo di programma con il Ministero dell'ambiente, il Ministero delle attività produttive (oggi Ministero dello sviluppo economico), la Regione Toscana, la Provincia di Livorno, il Comune di Rosignano e l'ARPAT per ridurre lo scarico di solidi sospesi da 200.000 tonnellate a 60.000 all'anno entro il 2008. Solvay non ha mantenuto gli impegni per motivi di carattere tecnico-economico, e nell'agosto 2015 ha addirittura ottenuto la modifica dell'accordo, innalzando il limite a 250.000 tonnellate all'anno. Per effetto dello scarico dei solidi sospesi, Solvay ha alterato la composizione morfologica della costa, causando la formazione di una spiaggia artificiale di circa 5 chilometri, le "spiagge bianche" che attraggono ogni anno migliaia di turisti, ma che sono a tutti gli effetti una discarica a cielo aperto; il 22 dicembre 2020 il prestigioso quotidiano inglese "Financial times", in un articolo a firma di Silvia Sciorilli Borrelli, ha dedicato un'intera pagina al disastro ambientale prodotto da Solvay nell'impianto di Rosignano. L'inchiesta, ripresa dai principali quotidiani in Belgio e in Italia, ha riportato l'iniziativa del fondo di investimento Bluebell capital partners, guidato da Giuseppe Bivona, che ha analizzato l'impianto di Rosignano, l'unico dei sei impianti europei Solvay in cui i solidi sospesi derivanti dalla lavorazione sono sversati direttamente sulla costa e nel mare, mentre negli impianti in Germania, Francia e Bulgaria, la Solvay utilizza bacini di decantazione dove i solidi sospesi vengono fatti precipitare, prima di smaltire le acque reflue. Emerge, inoltre, che la Solvay nel 1983 aveva considerato l'impiego di vasche di decantazione anche per Rosignano, poi escluse perché considerate economicamente poco convenienti. Dalla documentazione intercorsa tra il fondo Bluebell capital partners e Solvay, risulta poi che Solvay, per voce dei dirigenti Vincent de Cuyper (membro del comitato esecutivo), Alexis Brouhns (direttore generale per le relazioni con le autorità) e Jodi Allen (responsabile della comunicazione con gli azionisti), il 16 ottobre 2020 avrebbero sostenuto che sarebbero state le autorità italiane a chiedere a Solvay di sversare sulla costa i solidi sospesi della lavorazione per mitigare il fenomeno dell'erosione. Solvay ha anche dichiarato che aveva valutato una soluzione alternativa per smaltire i solidi sospesi, producendo lettiere per gatti, ma l'iniziativa era poi abortita; Solvay ha dichiarato che lo smaltimento in mare dei rifiuti chimici rispetta norme e regolamenti, nonostante esista una direttiva europea che, con preciso riferimento al processo produttivo di Solvay, vieta l'accumulo di solidi sospesi in ambiente marino. Il 10 ottobre 2020, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, riferendosi alla "circostanziata relazione del Fondo internazionale Bluebell Capital Limited avente ad oggetto i pericoli per la salute e per l'ambiente cagionati dall'azienda chimica Solvay di Rosignano", ha inviato alla Regione Toscana, alla Provincia di Livorno, al Comune di Rosignano, all'ARPA Toscana e, per conoscenza, alla Prefettura di Livorno e alla Direzione generale del CRESS (centro ricerche energie e sistemi sottili di Roma) una richiesta "agli enti in indirizzo di voler trasmettere tutte le informazioni utili in relazione ai possibili profili di danno ambientale, o di minaccia in tal senso, correlati al caso in questione nonché ogni opportuna informazione in merito alle iniziative intraprese da ciascuno a tutela dell'ambiente e della salute pubblica"; si ricorda che Solvay è stata condannata dalla Corte di cassazione il 7 maggio 2020 (sentenza n. 13843/2020) per disastro ambientale dovuto al cromo esavalente per l'impianto di Spinetta Marengo (Alessandria), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo per quanto di rispettiva competenza siano a conoscenza dei fatti riportati; se ritengano che lo sversamento di solidi sospesi sulla costa antistante allo stabilimento di Solvay a Rosignano sia compatibile con le previsioni dell'articolo 16(2) della direttiva del Consiglio 96/61/CE ("direttiva IPPC"), volte ad escludere l'accumulo in area marina di solidi sospesi derivanti dal processo Solvay; quali iniziative intendano intraprendere per appurare se l'attività di Solvay a Rosignano abbia creato danni all'ambiente e alla salute pubblica; se risulti che sia stato richiesto a Solvay di sversare a mare gli scarti della lavorazione chimica, al fine di proteggere la costa dal fenomeno dell'erosione. Atto n. 4-04754 URSO CIRIANI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: per l'anno 2019, le aliquote previste dall'articolo 29 del decreto-legge n. 179 del 2012 per la detrazione dall'imposta e per la deduzione dal reddito riconosciute, rispettivamente, ai soggetti IRPEF e ai soggetti IRES in relazione agli investimenti nel capitale di start-up innovative sono state incrementate dal 30 al 40 per cento. Inoltre è stato previsto che nei casi di acquisizione dell'intero capitale sociale di start-up innovative da parte di soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle società, diversi da imprese start-up innovative, le aliquote sono incrementate, per l'anno 2019, dal 30 per cento al 50 per cento, a condizione che l'intero capitale sociale sia acquisito e mantenuto per almeno 3 anni; l'articolo 1, comma 1143, della legge di bilancio per il 2021 (legge n. 178 del 2020) interviene sulla disciplina del fondo indennizzo risparmiatori (FIR), istituito e disciplinato dalla legge di bilancio per il 2019 (art. 1, commi da 493 a 507, della legge n. 145 del 2018) e, successivamente, oggetto di molteplici interventi normativi di integrazione e modifica; la finalità è quella di fornire tutela e ristoro ai risparmiatori che hanno subito un pregiudizio ingiusto in relazione all'investimento in strumenti finanziari emessi da banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018, usufruendo dei servizi prestati dalla banca emittente o da una società controllata; la dotazione finanziaria prevista in sede di costituzione è stata prevista in 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019-2021. L'indennizzo è commisurato ai costi sostenuti per l'acquisto dei titoli, nella misura del 30 per cento per gli azionisti e del 95 per cento per gli obbligazionisti, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore; la somma complessiva a disposizione del Ministero dell'economia e delle finanze era di ben un miliardo e 575 milioni di euro; il 2021 è l'ultimo esercizio del triennio con disponibilità pari ai soliti 525 milioni di euro, dopodiché, in assenza di ulteriori risorse da reperire ed eventuali proroghe delle funzioni del marchingegno attivato, la partita termina;