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Vedo un Governo flebile, debole e noi vogliamo che il Governo sia forte, perché vogliamo che il Paese esca dalla situazione di emergenza. Noi siamo preoccupati e saremo certamente con il Governo e con le Forze dell'ordine perché non accada e non debba mai accadere che si saldino le difficoltà economiche con coloro i quali vogliono sfruttare gli antagonismi sociali e sovvertire l'ordine democratico, ammesso che vi sia ancora qualche pazzo in questo Paese che pensa a queste cose. (Applausi) . Voi allora non ci troverete interessati a cambi di maggioranza o a formule ambigue che non ci interessano. Ci troverete con voi nella misura in cui i vostri provvedimenti sono sostenibili e questo l'ha detto il nostro presidente Berlusconi in modo chiaro e inequivoco. Lo sta dicendo da giorni. (Applausi) . Ve lo stiamo dicendo, ma evidentemente siete ancora poco attenti, perché avete paura. Ecco, dovete uscire dalla paura. La paura è una cattiva consigliera e lo si è visto, perché davanti al primo lockdown ci siamo trovati impreparati; il Paese lo era, chiunque lo sarebbe stato, lo è stato il mondo. Ma non rispetto a questo ritorno! Rispetto a questo ritorno siamo stati fermi, non solo a livello di Stato centrale ma anche a livello di autorità locali. In alcuni casi - questo è vero - il conflitto tra il Governo di Roma e il governo territoriale del Paese non ha fatto bene alle istituzioni, alla nostra normazione e all'attuale situazione sanitaria. Vorrei ricordare una cosa molto banale: l'altro giorno Arcuri ha chiesto di cosa ci lamentassimo, visto che avevano fornito 1.800 ventilatori. Ma compito dello Stato è verificare se quei ventilatori poi arrivano a destinazione, se i posti nelle terapie intensive sono stati aumentati oppure no. È mancato il coordinamento dopo la fine della seconda fase. (Applausi) . Le Regioni non sempre hanno fatto ciò che avrebbero dovuto. Dov'è l'unità dello Stato tanto invocata, che invocate soltanto a parole nei momenti di bisogno, quando vi serve qualche voto per avere la maggioranza qualificata? Questo è il problema. Il problema è politico. Il problema è politico, al punto tale che, in conclusione del mio intervento, vorrei ricordare alcune parole: «Secondo me è un errore formulare gli articoli della Costituzione collo sguardo fisso agli eventi vicini, agli eventi appassionanti, alle amarezze, agli urti, alle preoccupazioni elettorali (...). La Costituzione deve essere presbite, deve vedere lontano, non essere miope». Lo diceva Pietro Calamandrei all'Assemblea costituente il 4 marzo 1947. (Applausi) . Noi vi chiediamo di saper guardare lontano e ovviamente all'emergenza di questi giorni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Centinaio. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la ringrazio. Signor Ministro, abbiamo ascoltato con molta attenzione il suo breve, brevissimo, troppo breve intervento e la sua relazione. Le ricordiamo che il nostro movimento è presente nell'arco costituzionale da tantissimi anni. Abbiamo spesso organizzato manifestazioni di protesta, manifestazioni pro , eccetera ma alle nostre manifestazioni, come riconosciuto da tutti, non è mai successo nulla di violento. Proprio per questo motivo noi rifiutiamo tutti gli atti violenti che si sono succeduti in queste ore nel nostro Paese. (Applausi) . Atti violenti che arrivano da forze che fortunatamente non siedono in questo Parlamento e che tuttavia devono essere combattute con determinazione dallo Stato. Ma il nostro Paese, Ministro, in questa seconda fase della pandemia ha deciso di non subire in silenzio le decisioni di un Governo che sta facendo scelte alquanto bizzarre. Assiste anche lei a una serie di manifestazioni pacifiche: oggi a Roma abbiamo visto almeno quattro manifestazioni pacifiche attorno al Senato e alla Camera dei deputati; tutte manifestazioni pacifiche di cittadini italiani esasperati da questa situazione. (Applausi) . Ieri sera, Ministro, mio malgrado - e ammetto che mi sono spaventato - ero in taxi, all'altezza del Ponte Regina Margherita, se non sbaglio; il semaforo è diventato verde e ci siamo ritrovati nel bel mezzo di una guerriglia urbana. C'eravamo io, il tassista e tantissime auto e tantissime persone che si sono spaventate vedendo circa un centinaio di persone che correvano dalla parte destra verso il ponte e che lanciavano di tutto e di più, bottiglie, sassi, ma anche materiale esplosivo (sicuramente non di grandi dimensioni); poi abbiamo visto le Forze dell'ordine intervenire. Non le nego che scene di questo tipo vorremmo evitare di vederle nel nostro Paese, ma soprattutto nella Capitale e nei centri storici del nostro Paese (Applausi) ieri c'erano persone che tornavano a casa dal lavoro. Signor Ministro, e se una di quelle pietre, invece di finire sul porfido fosse finita contro il finestrino di una macchina e avesse creato maggiori danni? Questi sono i problemi che dobbiamo vedere. Signor Ministro, le riporto quello che mi ha detto il tassista ieri sera: «Se ci sono delle infiltrazioni di mafiosi, della estrema destra e dei centri sociali come fanno le Forze dell'ordine a non saperlo? E non dovrebbero prevenire anziché reprimere?». Queste le domande che mi ha fatto il tassista ieri sera - anche lui molto spaventato - quando ci siamo confrontati prima di lasciarmi a destinazione. Signor Ministro, noi ricordiamo che a marzo in Commissione antimafia già si parlava del rischio di infiltrazioni criminali, quindi già eravate informati di questo rischio. Poi lei ci parla di gruppi di estrema destra, gruppi di estrema sinistra, gruppi organizzati delle tifoserie, e molti di questi si mandano i messaggi sui social . Se voi già sapete chi sono - e voi lo sapete, perché non posso pensare che uno Stato organizzato non sappia chi sono queste persone perché le Forze di polizia lo sanno - perché non prevenite? Se tutto questo avviene sul web e se lei già lo sa, perché non potenziate la Polizia postale, che è quella che dovrebbe controllare queste cose, soprattutto in questi momenti di crisi? (Applausi) . Qualcuno diceva che prevenire è meglio che curare. Uno Stato che non prevede e previene gli scontri; l'auspicio è che non vogliate che la situazione sfugga di mano. Vorrei evitare che la situazione sfugga di mano, per poi evitare magari che qualcuno si alzi un giorno e dica: «Visto che le manifestazioni non sono più democratiche, ma sono violente, impediamo agli italiani di manifestare». Voglio evitare che si arrivi a questo livello e quindi magari che ci sia qualcuno che le tolleri per far sì che il livello dello scontro sia sempre più alto. Vorremmo evitare che si arrivi a questo punto. Signor Ministro, secondo me, voi non capite le reali motivazioni che spingono la gente perbene in piazza; non i facinorosi e gli estremisti, ma le persone perbene. Pensate che sia soltanto per i vostri bizzarri provvedimenti? Pensate che sia solamente per la chiusura di alcune attività alle ore 18? No, non è solamente per questo. La domanda è: siete mai andati in piazza ad ascoltare le persone? (Applausi). Avete mandato mai qualche vostro parlamentare a dire: