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Con periodicità annuale gli uffici di vigilanza comunicano al Dipartimento di prevenzione dell'Asl competente per territorio i risultati degli accertamenti compiuti. In caso di problemi che possono interferire con la salute e la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori non appartenenti ai settori oggetti del presente decreto, gli uffici di vigilanza ne danno immediata comunicazione al Dipartimento di prevenzione dell'Asl competente per territorio e si coordinano con lo stesso per l'attuazione di tutte le misure di prevenzione e protezione ritenute necessarie per la protezione dei cittadini, dei lavoratori e dell'ambiente"; e) valutare, all'articolo 9, comma 2, l'opportunità di aggiungere, dopo l'espressione "convenzioni con enti pubblici e privati", la parola "accreditati", così da circoscrivere il novero degli enti a cui il medico competente può, ai fini della sorveglianza sanitaria, richiedere accertamenti clinici e strumentali che non è possibile effettuare con personale e mezzi dell'Amministrazione; f) valutare l'opportunità, all'articolo 12, di sostituire le parole da ", previo controllo" fino alla fine dell'articolo con le seguenti: ". Il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori le suddette attrezzature previo controllo tecnico, verifica o collaudo, atti ad assicurare la sicurezza delle stesse nell'impiego da parte dei lavoratori, da parte di personale in possesso di specifici requisiti professionali previsti dalla normativa vigente. Il datore di lavoro, qualora non disponesse di personale con i suddetti requisiti, si può avvalere di personale tecnico esterno all'Amministrazione, sulla base di idonea motivazione. "; g) valutare l'opportunità di introdurre nel testo un riferimento alle differenze di genere tra i lavoratori, quale profilo di cui tenere conto nella definizione e nella verifica delle caratteristiche costruttive e di impiego degli equipaggiamenti e nell'adozione delle misure di sicurezza e protezione; h) valutare, anche in sede di definizione dei prossimi provvedimenti di finanza pubblica, la congruità della clausola di invarianza finanziaria recata dall'articolo 27, specie in relazione agli oneri connessi agli articoli 7 e 9, che prevedono, ove necessario, il ricorso a tecnici e strutture esterni all'Amministrazione. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 728 La Commissione, esaminato il disegno di legge n. 728, recante "Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale"; considerato che il provvedimento, nell'intenzione dei proponenti, mira a valorizzare il prodotto della tradizione contadina locale e a tracciare un percorso semplice per la commercializzazione dei prodotti agricoli, anche trasformati, di origine animale e non, dal produttore primario al consumatore finale, subordinata alla vendita diretta in ambito locale di piccoli quantitativi (da qui l'acronimo PPL: "piccole produzioni locali"); considerato, in particolare, che l'articolo 1 prevede che la valorizzazione e promozione delle PPL debba avvenire, tra l'altro, nel rispetto del principio della salubrità, intesa quest'ultima quale sicurezza igienico-sanitaria dell'alimento prodotto; esprime, per quanto di propria competenza, parere favorevole, con le seguenti osservazioni: a) l'articolo 8 subordina l'avvio delle lavorazioni, da parte degli operatori addetti alle PPL, alla frequentazione di corsi di formazione - la cui istituzione è facoltativa e rimessa alle Regioni - aventi lo scopo di far acquisire nozioni relativamente alle buone prassi di igiene nella lavorazione, trasformazione e vendita delle PPL, all'applicazione delle corrette prassi operative, alla rintracciabilità, etichettatura e vendita nonché a elementi di microbiologia, tecnologia alimentare e valutazione del rischio e al sistema di autocontrollo igienico (HACCP). La frequentazione dei predetti corsi è quindi condizione di avvio dell'attività, salvo che l'operatore interessato, o il personale che lo coadiuva, abbia già ricevuto in altra sede un addestramento o una formazione in materia di igiene alimentare giudicati "adeguati" da parte dell'autorità "competente". Sembrerebbe opportuno precisare in base a quali criteri debba essere valutata l'adeguatezza dell'addestramento o della formazione conseguiti al di fuori dei corsi regionali, quale sia l'autorità competente a tale vaglio e quale il termine per l'espletamento di quest'ultimo, trattandosi di aspetti fondamentali attinenti alla tutela della salute dei consumatori; b) l'articolo 10, al comma 1, prevede l'adozione di un decreto attuativo del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di concerto con il Ministero della salute, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Si valuti la congruità della formulazione del comma in questione, nella parte in cui esso prevede che con il decreto suddetto siano "disciplinate le disposizioni non contenute nella presente legge" relativamente alle misure e ai controlli igienico-sanitari.