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12 (Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, in materia di responsabilità amministrativa nei delitti contro gli animali) 1 Dopo l'articolo 25- duodecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è inserito il seguente: «25- duodecies.1. - (Delitti contro gli animali) -- 1. In relazione alla commissione dei delitti di cui agli articoli 544 -bis , 544- ter , 544- quater , 544- quinquies e 638 del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote. 2. Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 o di decreto penale di condanna ai sensi dell'articolo 459 del codice di procedura penale, per i delitti di cui al comma 1 del presente articolo si applicano all'ente le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non superiore a due anni». 13 (Modifiche all'articolo 6 della legge 20 luglio 2004, n. 189, in materia di reati contro gli animali) 1 All'articolo 6 della legge 20 luglio 2004, n. 189, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1 sono premesse le seguenti parole: «Fatta salva la competenza di qualsiasi organo di polizia giudiziaria,»; b al comma 2 le parole: «anche, con riguardo agli animali di affezione» sono soppresse. 2 Il personale medico veterinario appositamente incaricato dall'autorità sanitaria nazionale, regionale, provinciale o comunale che svolge attività di controllo nell'ambito del benessere degli animali e dei reati in danno agli animali, nei limiti del servizio cui sono destinati e delle attribuzioni conferite, riveste la qualifica di pubblico ufficiale. 14 (Centri di accoglienza di animali vittime di reato e contributo per la detenzione ed il mantenimento di animali sequestrati e confiscati) 1 Lo Stato garantisce la presenza sul territorio nazionale di centri per l'accoglienza di animali vittime di reato, anche utilizzando, su ordine del Prefetto, strutture già esistenti. 2 Alla legge 20 luglio 2004, n. 189, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 8, comma 2, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Con decreto del Ministro della salute, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali, sono determinate ogni anno la misura e le modalità di versamento all'entrata del bilancio del contributo per la detenzione ed il mantenimento di animali sequestrati e confiscati di cui all’articolo 8- bis , oltre che le modalità di accesso ai fondi ottenuti da suddetto versamento, anche per le Forze dell'ordine, le procure e i tribunali»; b dopo l'articolo 8 è inserito il seguente: «Art. 8- bis - (Contributo per la detenzione ed il mantenimento di animali sequestrati e confiscati) -- 1. È istituito il contributo per la detenzione ed il mantenimento di animali sequestrati e confiscati. La misura del contributo è determinata in riferimento ai singoli animali, catturati e importati. Le entrate derivanti dal pagamento del contributo affluiscono all’entrata del bilancio dello Stato ai sensi dell’articolo 8. Esse sono destinate al finanziamento della detenzione degli animali sequestrati e confiscati ai sensi della presente legge e delle altre normative a tutela degli animali, secondo i più elevati standard di benessere animale, oltre che alla eventuale costruzione di centri pubblici di accoglimento che garantiscano tali standard . Il Ministero della salute stabilisce la ripartizione annuale delle entrate di cui al presente articolo secondo le modalità di cui all'articolo 8, comma 3. 2. Il contributo di cui al comma 1 è posto a carico dei seguenti soggetti: a) allevatori, inclusi coloro i quali allevano animali per la macellazione, per la riproduzione per il consumo domestico privato, per la vendita, diretta o mediata, di animali vivi, nonché per la fornitura alla sperimentazione; b) importatori di animali appartenenti alle specie non incluse negli allegati del regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996; c) coloro i quali catturino e detengano fauna selvatica, inclusi coloro i quali catturano avifauna al fine di utilizzare gli animali catturati quali richiami vivi. 3. Alle entrate di cui all’articolo 8 della presente legge hanno accesso, oltre che le associazioni o gli enti di cui all'articolo 19- quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale, le Forze dell'ordine, le procure ed i tribunali durante le fasi di sequestro e confisca. 4. In fase di prima applicazione, il contributo di cui al comma 1 è fissato negli importi di cui alla tabella 1. Gli adeguamenti degli importi del contributo sono realizzati annualmente con il decreto di cui all’articolo 8, comma 2, secondo periodo». 3 La tabella 1 di cui al comma 4 dell’articolo 8- bis della legge 20 luglio 2004, n. 189, come introdotto dal comma 2, lettera b) , del presente articolo, è allegata alla presente legge. 15 (Modifica all’articolo 5 della legge n. 189 del 2004 in materia di attività formative) 1 All'articolo 5, comma 1, della legge 20 luglio 2004, n. 189, le parole: «possono promuovere di intesa» sono sostituite dalle seguenti: «promuovono di intesa e realizzano con frequenza annuale». 16 (Norme di coordinamento) 1 All'articolo 6 della legge 7 febbraio 1992, n. 150, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 6, dopo le parole: «criteri generali», ovunque ricorrano, sono inserite le seguenti: «e vincolanti»; b dopo il comma 6 è inserito il seguente: «6- bis . Nel caso in cui la commissione scientifica di cui all'articolo 4, comma 2, accerti la violazione dei criteri di cui al comma 6 del presente articolo, si procede ai sensi dell'articolo 544- ter del codice penale, l'idoneità di cui al comma 3 del presente articolo è revocata e si applicano le previsioni di cui ai commi 1 e 4. In caso di recidiva si applica l'interdizione della detenzione di animali di cui al comma 1». 2 All'articolo 2, della legge 20 luglio 2004, n. 189, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, le parole: «o introdurre» sono sostituite dalle seguenti: «, introdurre o comunque cedere, vendere o detenere a qualunque titolo»; b al comma 2, le parole: «con l'arresto da tre mesi ad un anno o con l'ammenda da 5.000 a 100.000 euro» sono sostituite dalle seguenti: «con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 30.000 a 150.000 euro. La pena è aumentata se sono impiegate etichettature false o contraffatte atte a trarre in inganno il consumatore. Le pene sono diminuite della metà se i fatti di cui al comma 1 sono commessi a titolo di colpa»; c al comma 2- bis , dopo le parole: «del 16 settembre 2009,» sono inserite le seguenti: