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Riteniamo che il presente disegno di legge -- alla cui elaborazione e redazione hanno contribuito gli avvocati Laura Logli e Federica Resta -- consenta in modo semplice, ma efficace, di dare sicurezza e validi punti di riferimento ai bambini e agli adolescenti che crescono all'interno di nuclei familiari atipici, offrendo loro sul piano normativo quelle garanzie economiche, patrimoniali e di cura che i loro genitori elettivi desiderano assumere e che i loro genitori biologici intendono loro delegare, nella garanzia -- assicurata dal vaglio giudiziale -- della piena conformità di tale intervento al superiore interesse del minore.. 1 1 Nel libro primo del codice civile, dopo il titolo VII è inserito il seguente: «Titolo VII- bis. DELLA DELEGA ALL'ESERCIZIO DELLA RESPONSABILITÀ GENITORIALE Art. 290- bis . (Requisiti e forma della delega dell'esercizio della responsabilità genitoriale) I genitori congiuntamente, ovvero il solo genitore esercente la responsabilità in caso di morte, decadenza dall'esercizio della responsabilità o mancato riconoscimento da parte dell'altro genitore, possono, con ricorso e secondo la procedura di cui al secondo comma, richiedere al tribunale nella cui circoscrizione risiede il minore, di delegare una persona maggiorenne, che non si trovi nelle condizioni di cui all'articolo 330 e che vi consenta, all'esercizio della responsabilità genitoriale nei confronti del medesimo minore. La dichiarazione dì volontà del genitore può essere espressa anche mediante testamento. Il tribunale decide il ricorso con decreto motivato, delegando la persona designata all'esercizio della responsabilità, salvo nei casi in cui la delega non risponda all'interesse del minore, il soggetto designato non abbia costituito con questi un legame significativo ovvero in caso di dichiarazione di volontà contraria, resa al tribunale dal minore di età superiore agli anni quattordici. Il decreto di diniego o autorizzazione cui al secondo comma è revocabile per gravi o sopravvenuti motivi, con provvedimento del tribunale reso, su istanza dell'unico genitore esercente la responsabilità, di entrambi i genitori, del soggetto delegato o del figlio minore che abbia compiuto gli anni quattordici, secondo le modalità e le condizioni di cui al medesimo secondo comma. Art. 290- ter. (Effetti della dichiarazione) Il decreto di cui all'articolo 290- bis , secondo comma, comporta l'applicazione, nei confronti del soggetto delegato, delle disposizioni relative alla responsabilità, alla rappresentanza e all'amministrazione, ad ogni altro diritto o dovere di cui al libro primo, titolo IX, in quanto compatibili, ad eccezione di quelle inerenti l'usufrutto, secondo le modalità indicate nel medesimo decreto, su accordo delle parti e comunque sentito il minore che abbia un'età superiore agli anni quattordici. Il soggetto delegato è tenuto a contributi economici o patrimoniali verso il minore, secondo le modalità e i termini stabiliti con il genitore delegante ovvero con i genitori deleganti. Al di fuori dei casi di revoca del decreto che dispone la delega, i diritti e i doveri di cui al primo e al secondo comma permangono, in capo al delegato, nei confronti del minore, indipendentemente dalla natura e dalla costanza dei rapporti, anche di convivenza, tra la persona delegata e l'esercente la responsabilità genitoriale, fino al raggiungi mento dell'indipendenza economica di quest'ultimo. Ai fini successori, il decreto che dispone la delega dell'esercizio della responsabilità genitoriale non produce effetti che riguardo alla persona delegata e nei confronti della persona nei cui confronti è resa. Art. 290- quater . (Provvedimenti nei confronti del minore) Qualora il delegato o il genitore vengano meno in ogni tempo agli obblighi che discendono dal decreto di cui all'articolo 290- bis , secondo comma, il minore, i genitori congiuntamente o il genitore unico esercente la responsabilità possono proporre ricorso al tribunale nella cui circoscrizione risieda il minore stesso, al fine di ottenere l'adempimento di tali obblighi. Se richiesto in tal senso il tribunale, in contraddittorio con le parti, sentito il minore e con l'intervento del pubblico ministero, tenendo conto dell'interesse del minore e del suo diritto alla continuità affettiva, stabilisce, in favore del soggetto delegato all'esercizio della responsabilità genitoriale, le modalità ed i tempi di visita e di frequentazione, anche per periodi continuativi, del minore nei confronti del quale la dichiarazione è stata resa, e assume ogni altra decisione idonea a regolare i rapporti economici, patrimoniali o di altra natura tra le parti. Ai fini della adozione dei provvedimenti di cui al periodo precedente si applica, in quanto compatibile, la disposizione di cui al medesimo periodo».