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a cominciare, per esempio, dall'impegno del Governo di valutare la possibilità di erogare le borse di studio per tutti i medici specializzandi che non le hanno ancora ricevute per gli anni dal 1983 al 1991. L'impegno richiesto al Governo nasce proprio dalla necessità, che ho espresso la settimana scorsa in quest'Aula durante il question time con la Ministra dell'università e della ricerca, di porre rimedio finalmente alla disparità di trattamento tra specializzandi di diverse annualità, che si è protratta troppo a lungo nel corso degli anni, nonostante anche le indicazioni provenienti dalla Corte di giustizia. Sull'altro fronte, con una nostra proposta emendativa, abbiamo chiesto una piccola proroga di qualche mese per i piccoli Comuni, con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti, che hanno ricevuto contributi per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e per l'abbattimento delle barriere architettoniche, che sono tenuti ad iniziare l'esecuzione dei lavori entro il 15 settembre 2022. Ricordo ancora che con un emendamento di Italia Viva-PSI è stata aumentata la pianta organica dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli relativamente ai dirigenti di livello generale, al fine di fronteggiare le esigenze derivanti dall'attuale crisi in Ucraina. Nel tempo però che mi rimane vorrei concentrarmi su un settore specifico che è quello della scuola, non solo perché è uno dei settori previsti da questo Piano, ma anche e soprattutto perché in questa sede siamo chiamati a dettare regole nuove che dovranno valere sia per i docenti che per la loro formazione. Non è certamente una cosa da poco. L'adeguata formazione dei docenti va ad incidere inevitabilmente sulla qualità della formazione dei nostri studenti e, con una visione di lungo periodo, sul nostro futuro. La scuola ha dimostrato di sapersi plasmare e adattare in questi lunghi anni di pandemia, che hanno imposto nuove regole, nuove modalità di apprendimento, insomma un nuovo modo anche di fare scuola. Noi con questo provvedimento interveniamo in maniera massiccia e in più punti su questo delicato e importante settore. Proprio in ragione del clima costruttivo e collaborativo che richiamavo all'inizio, abbiamo introdotto alcuni miglioramenti, molti dei quali proposti dal nostro partito. Mi riferisco, ad esempio, a tutte le modifiche volte a migliorare il percorso di formazione iniziale degli aspiranti docenti o le modifiche per il sostegno che abbiamo sempre definito una vera e propria emergenza nell'emergenza. A tale riguardo un nostro emendamento introduce la possibilità fino al 2025 di assumere a tempo indeterminato i docenti già in possesso dell'abilitazione. Sono altresì positive le soluzioni individuate sia per l'abilitazione dei docenti delle scuole paritarie sia per il concorso per gli insegnanti di religione, precari da troppo tempo. Rimangono però certamente ancora delle perplessità sulla fase transitoria dal vecchio al nuovo regime, sulla valorizzazione del tirocinio sul campo e sul piano del collegamento tra sviluppo professionale e carriera. Sono due però le criticità maggiori che come Italia Viva-PSI abbiamo rilevato, su cui per il momento si è trovata una soluzione tampone, ma su cui auspico si arrivi presto ad una soluzione di ampio raggio e di sistema. Faccio riferimento alla questione del taglio della Carta del docente e alla riduzione dell'organico. Il taglio della Carta del docente, prevista dal testo del decreto-legge, è stato scongiurato fino al 2024, grazie al nostro lavoro e allo sforzo unitario della maggioranza di Governo, che ha consentito di trovare tutte le risorse necessarie. La Carta del docente, che mette a disposizione di ogni docente di ruolo 500 euro all'anno per il proprio aggiornamento, una delle grandi innovazioni - introdotte dalla "Buona scuola" del governo Renzi - più apprezzata dal corpo docente, è assolutamente intoccabile in ogni sua parte. L'impegno del MEF, raggiunto ieri, è quello di scongiurare il taglio anche per gli anni successivi in legge di bilancio. È qui che noi ci batteremo e abbiamo anche presentato come maggioranza un ordine del giorno vincolante - che è stato approvato - affinché questa misura della Carta del docente possa diventare strutturale, finalmente stabile e di continuità. Sulla riduzione dell'organico, invece, rispetto al testo iniziale che sopprimeva molti posti di lavoro si è fatto un piccolo passo avanti, riconducendo in capo al Ministero dell'istruzione, non a quello dell'economia, la responsabilità di individuarne forme e modi. Non saremo però certamente soddisfatti fino a quando le risorse non saranno interamente trovate fuori dal comparto istruzione. Il PNRR prevede una serie di investimenti sulla scuola, ma si è scelto con questo provvedimento di trovare le necessarie coperture all'interno dello stesso comparto scolastico, che è già evidentemente in sofferenza. Su questi due punti monitoreremo l'operato del Governo affinché vengano sanate il prima possibile le storture presenti. Quindi, ringrazio ancora i colleghi per tutto il lavoro che abbiamo fatto insieme e continueremo a lavorare affinché la scuola - com'è stato detto dal presidente Draghi fin dal suo insediamento - possa diventare davvero la priorità di questo Paese. È un investimento, non è una spesa sociale. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, vorrei intervenire sul tema del PNRR splittando il ragionamento in macro e microeconomia. Parto dal ragionamento sulla microeconomia e mi riferisco ai primi due aspetti che ciascuno di noi dovrebbe avere presenti quando ragiona sul PNRR. Penso agli enti locali e mi rivolgo soprattutto a quei colleghi che, come me, vivono in realtà periferiche e sono vicini ai problemi dei piccoli Comuni, che sono la grande ricchezza del nostro Paese, e sanno benissimo quanta difficoltà stanno incontrando i nostri enti locali che sono fondamentali - lo ribadisco - nell'efficace conseguimento dei risultati del PNRR. Credo che ciascuno di voi, almeno una volta, sia stato chiamato da sindaci ed amministratori locali preoccupati che, con le proprie strutture, non riescono a rispondere ai bandi del PNRR e talvolta non riescono nemmeno a capirne appieno le prospettive. La prima domanda che mi viene da porre al Sottosegretario e al Governo è allora cosa si sta facendo davvero, perché ormai non siamo agli inizi, ma siamo nel pieno dell'attività del PNRR. Non è possibile che a tutt'oggi tanti amministratori non sappiano dove sbattere la testa. Questo è il primo punto che il Governo dovrebbe tenere presente se ha davvero a cuore il buon risultato e soprattutto il buon passaggio nell'economia e nei territori degli investimenti che potrebbero essere prodotti dal PNRR. L'altro settore, che ovviamente è ad esso connesso, è quello dell'edilizia, perché sappiamo benissimo che tutte le infrastrutture dipendono e sono collegate a un efficace funzionamento del settore dell'edilizia. Vorrei aprire allora una parentesi, per ricordare che questo settore sta morendo, che sta soffrendo pesantemente per un'altra mancanza del Governo, cioè per il fatto che i crediti d'imposta collegati ai bonus edilizi sono bloccati.