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Articolo XII (aggiuntivo all'art. 21 della Convenzione) 1. Se una persona che viene estradata da un terzo Stato ad uno dei due Stati contraenti deve essere trasportata per via aerea sopra il territorio dell'altro Stato senza fare scalo in questo Stato, lo Stato richiedente comunica altresì: a) che per quanto risulta dai fatti ad esso noti e dalla documentazione esistente, la persona non possiede la cittadinanza dello Stato contraente il cui territorio verrà sorvolato, né la invoca, e, b) che il reato, per il quale l'estradizione viene effettuata, non è né un reato politico, o un reato meramente militare o fiscale ai sensi degli articoli 3, 4 e 5 della Convenzione, né un reato consistente esclusivamente in una infrazione a disposizioni sui monopoli, l'esportazione, l'importazione ed il transito nonché a disposizioni concernenti beni soggetti a razionamento. 2. Durante l'estradizione in transito lo Stato richiesto terrà l'estradando in stato d'arresto. 3. Durante l'estradizione in transito, la persona da estradare da un terzo Stato ad uno dei due Stati contraenti non potrà essere sottoposta nello Stato di transito a procedimento penale o ad esecuzione di sentenze per fatti commessi prima dell'estradizione in transito, senza il consenso dell'altro Stato contraente. 4. Durante l'estradizione in transito per via aerea l'estradando potrà essere accompagnato da agenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti. In caso di scalo nel territorio dello Stato richiesto, spetta esclusivamente alle Autorità di quest'ultimo di prendere le misure necessarie. 5. Le comunicazioni menzionate all'articolo 21, paragrafo 4 della Convenzione e nel paragrafo 1 del presente articolo dovranno, per quanto possibile, essere fatte pervenire allo Stato richiesto non più tardi di cinque giorni prima della prevista estradizione in transito.