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alla fine degli anni '90 l'Unione europea con la decisione n. 1295/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, nel riconoscere ufficialmente nonché nell'identificare "le malattie rare, comprese quelle di origine genetica, come quelle malattie che minacciano la vita o cronicamente debilitanti, che presentano una tale ridotta prevalenza da richiedere un particolare impegno congiunto per combatterle al fine di prevenire una morbilità significativa o una mortalità prematura, ovvero una rilevante riduzione della qualità della vita o del potenziale socio-economico delle persone", ha avviato un processo virtuoso che ha coinvolto tutti gli Stati aderenti ed i loro sistemi sanitari; la sensibilità mostrata dal consesso europeo è stata pienamente condivisa dal nostro Paese che fin da subito è stato presente in tutti gli organismi che si sono occupati di ricerca scientifica nel campo delle malattie rare. L'Italia, ponendo in essere una serie di azioni che hanno visto il pieno coinvolgimento delle eccellenze scientifiche italiane e delle istituzioni anche attraverso una serie di interventi normativi, è stata in grado di promuovere la ricerca in questo delicato settore al fine consentire all'ammalato di ottenere una diagnosi precoce ed una cura adeguata grazie ai farmaci orfani e agli orphan like ; di organizzare una rete di specialisti e di servizi collegati, ivi compresa l'integrazione tra le associazioni di malati. Una tale attenzione alla specifica materia trova pieno fondamento nel diritto sancito all'art. 32 della Carta costituzionale; atteso che: il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ha introdotto il pagamento di un payback , per lo sforamento del tetto della spesa ospedaliera, a carico delle aziende farmaceutiche in proporzione al superamento del budget loro assegnato da AIFA; la legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità per il 2014), al fine di incentivare la ricerca e la produzione di farmaci per le malattie rare, ha stabilito l'esenzione totale per tutti i farmaci orfani dall'applicazione del payback sulla spesa ospedaliera, compresi quelli la cui esclusività di mercato fosse venuta meno, e gli orphan like , ovvero quei farmaci con caratteristiche di farmaco orfano, approvati prima del regolamento (CE) n. 141/2000; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 ha definito i nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA); ha aggiornato gli elenchi di malattie rare, croniche e invalidanti che danno diritto all'esenzione dal ticket ed ha altresì previsto che i LEA debbano essere aggiornati annualmente; la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di bilancio per il 2016), all'art. 1, comma 556, ha previsto l'istituzione della commissione nazionale per l'aggiornamento dei LEA e la promozione dell'appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale, presieduta dal Ministero della salute, con la partecipazione delle Regioni e il coinvolgimento dei soggetti con competenze tecnico-scientifiche a livello centrale e regionale al fine di garantire che i livelli essenziali di assistenza possano essere aggiornati in modo continuo e sistematico, basandosi su regole chiare e criteri scientificamente validi; preso atto che: l'azione virtuosa condotta dall'Italia e nata alla fine degli anni '90 parrebbe aver subito un arresto: nonostante le molteplici richieste delle associazioni di pazienti con malattia rara, ad oggi non risulta ancora pubblicato il nuovo piano nazionale per le malattie rare che consentirebbe di uniformare gli interventi a favore dei malati; nonostante quanto previsto dalla legge n. 208 del 2015, l'elenco dei LEA risulta non ancora aggiornato; tra gli aspetti che più gravemente impattano sul diritto alla cura e all'assistenza delle persone colpite da malattia rara, non si può tacere l'assenza nell'attuale elenco dei LEA di molte prestazioni indispensabili per la presa in carico dei malati e, per colmare questa vacanza ed ovviare a questa difficoltà, alcune Regioni (quelle che non sono in piano di rientro) hanno provveduto ad integrarlo con proprie risorse; la legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019), per volontà del Governo, ha soppresso l'indispensabile incentivo che prevede l'esenzione dal pagamento del payback per una parte dei farmaci orfani nonché per quei farmaci orfani di cui è venuta meno l'esclusività di mercato, penalizzando le aziende tipicamente di piccole e medie dimensioni che operano in questo settore, e non considerando la concreta ipotesi che senza gli adeguati incentivi nazionali e internazionali molte malattie potrebbero non vedere mai un'opportunità di cura, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda pubblicare il nuovo piano nazionale delle malattie rare, aggiornare i LEA e completare la lista delle prestazioni, non incluse nei LEA, ma essenziali per le persone colpite da malattia rara; se intenda attivarsi su azioni di competenza al fine di apportare i dovuti correttivi alla legge n. 145 del 2018, al fine di venire incontro alle esigenze di questi cittadini che vivono con una malattia rara, anche sotto il profilo specifico della ricerca farmacologica, agevolando le piccole e medie aziende con opportuni incentivi per la produzione, sviluppo e commercializzazione dei farmaci orfani e di quei farmaci con caratteristiche di farmaco orfano, approvati prima del regolamento (CE) n. 141/2000. Atto n. 4-01258 ZAFFINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che l'interrogante ha già presentato un atto di sindacato ispettivo (3-00531) sulla chiusura della E45, disposta dalla magistratura il 16 gennaio 2019, nel tratto del viadotto "Puleto" (Pieve Santo Stefano) al confine tra Umbria e Toscana, sottoponendo all'attenzione del Governo le seguenti questioni: 1) la chiusura dell'arteria, con la totale interruzione del traffico Nord-Sud per effetto dell'inagibilità anche della viabilità secondaria dell'infrastruttura medesima, sembrerebbe conseguenza diretta della mancata esecuzione sia degli interventi di ripristino strutturale del viadotto, che avrebbero dovuto essere avviati entro la primavera 2018, sia dei lavori di ripristino della funzionalità della viabilità alternativa tra Pieve Santo Stefano e Vergherete, che avrebbero dovuto essere appaltati a dicembre 2018. I suddetti interventi sarebbero addirittura stati progettati nel 2015 e finanziati nel 2016, ma di fatto mai avviati; 2) le ricadute della chiusura del viadotto Puleto sul tessuto economico e produttivo del Paese risultano pesantissime, posto che, secondo stime di Coldiretti Umbria, ne deriverebbe un aggravio di costi, a carico delle aziende, nella misura di 100 euro ad autotreno per ogni carico trasportato a causa dell'aumento dei chilometri da percorrere per raggiungere le zone servite dalla strada statale 3 bis "Tiberina", la cui chiusura ha come unici percorsi alternativi i tragitti autostradali A1 e A14 o i valichi montani. Nei giorni scorsi il presidente della Regione Umbria ha chiesto lo stato d'emergenza; tenuto conto che: