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Con questa risposta ha voluto insegnarci il rispetto del lavoro e peraltro, chiamando la Rai TV di Stato, ha sottolineato l'importanza e la sua voglia di riconoscere lo Stato, di lavorare per uno Stato che forse ogni tanto poco l'ha riconosciuto. Dall'altra parte, però, ci racconta come il lavoro sia fondamentale e sarebbe da ipocriti oggi, in quest'Aula, raccontare solo il grande artista che era e non decidere, magari tutti assieme, di investire in suo onore più soldi proprio per le maestranze, per i tanti artisti, per quel mondo dello spettacolo che lui tanto amava, che ora lo sta onorando e che noi, investendo troppo poco nella cultura, non onoriamo. Impariamo quindi da questo grande genio a essere persone più grandi e migliori anche noi (Applausi) . PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, anche io a nome del Gruppo MoVimento 5 Stelle esprimo cordoglio e tristezza per la scomparsa del maestro Ennio Morricone. Mi permetta però anche di portare un ricordo personale, perché io ho conosciuto Ennio Morricone grazie a mio padre, che aveva una grande e lunga amicizia con Sergio Leone, ed ho vissuto - posso dire anche con età giusta direi - il set e la lavorazione del film «C'era una volta in America». Ho quindi conosciuto Ennio Morricone, una persona molto schiva ma, come è stato ricordato, di una delicatezza e di una sensibilità fuori dal comune. Ho avuto anche l'impressione che in certi momenti avesse una timidezza e un rispetto molto profondo della persona, non importa se bambino, adulto o ragazzo, col quale veniva a discutere di cinema; egli cercava infatti di rispondere con grandissimo tatto a domande che si possono fare con curiosità. Questo ovviamente aggiunge moltissimo rispetto a una persona che ho conosciuto quando era in rapporto con il regista Sergio Leone da tantissimi anni; erano amici di scuola, c'è ancora una foto qui a Roma in un locale che li ritrae sui banchi di scuola. È molto impressionante: due persone che hanno avuto in dote il talento e il genio e che hanno percorso strade parallele fino a unirsi in un sodalizio. È stato ricordato, ma vale la pena farlo, perché viene ancora studiata in tutte le università la simbiosi perfetta che c'è tra la narrazione musicale e cinematografica per immagini, anche attraverso il montaggio, che è qualcosa di assolutamente inedito; è una ricetta che io ho definito infallibile, quasi magica, signor Presidente, che molti nel cinema hanno cercato di replicare, ma nessuno ci è riuscito. Nel mondo del cinema ci sono altri sodalizi ben duraturi, pensiamo ad Hitchcock, pensiamo a Spielberg con John Williams, però quello tra Sergio Leone ed Ennio Morricone secondo me attinge al loro vissuto, al loro rapporto, alla grande intesa che avevano nel vedere il cinema, nel sognare. Ricordiamoci che lo stesso Sergio Leone veniva da Trastevere ed è riuscito a rappresentare il mondo dei gangster americani o comunque a raccontare l'America e la frontiera americana con uno sguardo e un'ironia tutta romana, ma con grande credibilità, con grande maestria. Sfido chiunque a non ritenere che «C'era una volta in America» - è stato trasmesso pochi giorni fa - sia uno dei più grandi, forse il più grande capolavoro del cinema (Applausi) , senza nulla togliere ad altri grandissimi registi, ma è un fatto emotivo. E vengo al secondo discorso: i temi di Ennio Morricone nascono sicuramente come colonne sonore che accompagnano bellissime immagini, ma sono qualcosa che accompagna le nostre emozioni. Credo che le colonne sonore di Ennio Morricone - tra le più importanti quelle dei film di Sergio Leone, di «Nuovo Cinema Paradiso», di «Mission», un film straordinario, capace di cogliere la grandezza della spiritualità, con una colonna sonora che è riuscita a commentare musicalmente la natura unita alla spiritualità, l'ascesi, qualcosa di veramente irrealizzabile - abbiano travalicato il cinema e siano entrate nelle nostre coscienze, nel nostro vissuto, diventando le colonne sonore delle nostre vite. Le emozioni hanno infatti la grandissima capacità di essere attivate ovviamente dalle immagini, ma anche dal suono. Ennio Morricone aveva poi una notevole fiducia verso i talenti, i debuttanti, i giovani; cioè, nonostante fosse una persona con una carriera straordinaria, già ipercelebrata - com'è stato ricordato ha vinto numerosissimi premi - non si tirava indietro nell'offrire la propria collaborazione a giovani registi. È stato lo stesso Ennio Morricone a dire che, con la scomparsa di Sergio Leone, nonostante un mondo fatto di musica e di suoni che gli riempivano la vita, si trovava a dover affrontare un grande silenzio. Così è anche per noi oggi con la sua morte. Mi fa piacere che il MoVimento 5 Stelle di Roma abbia subito presentato una mozione per intitolare l'Auditorium Parco della musica alla memoria del maestro Ennio Morricone. (Applausi) . Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1491 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Protocolli: a) Protocollo emendativo della Convenzione del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004; b) Protocollo emendativo della Convenzione del 31 gennaio 1963 complementare alla Convenzione di Parigi del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1491, già approvato dalla Camera dei deputati. I relatori, senatori Ferrara e Mirabelli, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore, senatore Ferrara. FERRARA, relatore . Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge, già approvato con modifiche dalla Camera dei deputati, recante ratifica ed esecuzione di due Protocolli emendativi, rispettivamente della Convenzione di Parigi del 1960 e della Convenzione di Bruxelles del 1963 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare. Quale relatore della 3 a Commissione, ricordo che la Convenzione di Parigi sulla responsabilità civile di parti terze nel campo dell'energia nucleare, adottata nell'ambito dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, costituisce il primo strumento internazionale sui profili relativi alla responsabilità civile per danni derivanti da incidente nucleare e detta regole uniformi da adottare negli Stati che ne sono parte, attualmente in numero di 15.