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La sostituzione del comma 5- bis , dell'articolo 184 del decreto legislativo n. 152 del 2006 è finalizzata ad aggiornarlo e coordinarlo dopo le intercorse modifiche nel 2012, nonché ad esplicitare, a superamento di dubbi applicativi e interpretativi, che le speciali procedure, le autorizzazioni e i nulla osta da definirsi con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il Ministro della salute e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, fermo restando il rispetto dello stesso Codice dell'ambiente e delle disposizioni di derivazione europea, non solo concernono l'intero ciclo dei rifiuti prodotti dai sistemi d'arma, i mezzi, i materiali e le infrastrutture direttamente destinati alla difesa militare ed alla sicurezza nazionale così come individuati dal decreto del Ministro della difesa (quello vigente, è il decreto ministeriale 6 marzo 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 marzo 2008, n. 67), ma anche l'esercizio degli impianti di trattamento e smaltimento delle acque reflue navali (nere e grigie) ed oleose di sentina delle navi militari da guerra, delle navi militari ausiliarie e del naviglio dell'Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di finanza e delle Capitanerie di porto iscritti nel quadro e nei ruoli speciali del naviglio militare dello Stato. La nuova disposizione può applicarsi anche al trattamento e allo smaltimento delle acque reflue navali e di sentina dei mezzi navali in dotazione delle Capitanerie di porto, in ragione tanto delle attribuzioni delle Capitanerie di porto in materia di difesa militare e sicurezza nazionale indicate dall'articolo 132, comma 2, lettere a) e b) del codice dell'ordinamento militare recato dal decreto legislativo n. 66 del 2010, quanto per il fatto che tali mezzi già godono dell'iscrizione nei ruoli speciali del naviglio militare. In questo senso essi rientrano a pieno titolo fra i sistemi, i mezzi e i materiali direttamente destinati alla difesa militare e alla sicurezza nazionale, di modo che per essi si integra il presupposto giuridico normativo che informa l'intera previsione. La nuova formulazione del comma 5- bis dell'articolo 184 del decreto legislativo n. 152 del 2006, anche nel rispetto di una maggiore sistematicità dell'impianto normativo del codice dell'ambiente, non reca più alcun riferimento alla materia di messa in sicurezza e bonifica delle aree demaniali destinate ad uso esclusivo delle Forze armate per attività connesse alla difesa nazionale, nonché in materia di individuazione delle concentrazioni di soglia di contaminazione ad esse applicabili. Al riguardo, infatti, più correttamente, per la disciplina delle citate materie, è stato aggiunto, nella parte IV, Titolo V -- relativo alla bonifica dei siti inquinati, dopo l'articolo 241, il nuovo articolo 241- bis . Tale disposizione consente di superare le difficoltà connesse alla individuazione, con decreto interministeriale difesa-ambiente e salute, dei criteri di applicabilità delle concentrazioni soglia di contaminazione di cui all'Allegato 5 alla parte quarta del codice dell'ambiente, applicabili ai siti appartenenti al Demanio Militare e alle aree ad uso esclusivo alle Forze Armate, in ragione delle attività effettivamente in esse condotte. Al riguardo, infatti, il comma 1 dell'introdotto articolo 241- bis , stabilisce che per l'individuazione delle misure di prevenzione, di messa in sicurezza e per le bonifiche da realizzare, si applicano le concentrazioni di soglia di contaminazione di cui alla Tabella 1, colonna b, dell'allegato 5, alla Parte IV, Titolo V, dello stesso Codice dell'ambiente. Attraverso questa previsione, a connotazione evidentemente auto applicativa -- laddove direttamente individua le concentrazioni soglia di contaminazione applicabili alle aree delle quali si tratta -- sarà possibile superare tutte le incertezze del passato ed attivare immediatamente le talvolta necessarie procedure di messa in sicurezza e di bonifica delle stesse e di inserire le relative attività di pertinenza della Difesa nell'ambito delle previsioni del prossimo piano nazionale per sostenere finanziariamente le bonifiche. Al comma 2 il nuovo articolo 241- bis stabilisce che gli obiettivi di intervento nelle aree del demanio destinate ad uso esclusivo delle Forze armate per attività connesse alla difesa nazionale devono individuarsi previa idonea e specifica analisi di rischio di sito, nella conduzione della quale occorre tenere conto dell'effettivo utilizzo e delle caratteristiche ambientali di dette aree o di porzioni di esse e delle aree limitrofe, con le finalità precipue di prevenire, ridurre, ovvero eliminare, i rischi per la salute dovuti alla potenziale esposizione a sostanze inquinanti, nonché la diffusione della contaminazione nelle matrici ambientali. Il nuovo articolo 241- bis , al comma 3, prevede ove il sito militare sia destinato ad uso residenziale, dovranno essere applicati i limiti di concentrazione di soglia di contaminazione di cui alla Tabella 1, colonna a) , dell'Allegato 5, alla Parte IV, Titolo V del codice dell'ambiente. Di particolare pregnanza ed importanza appare il comma 4 del nuovo articolo, che prende in considerazione i casi delle concentrazioni soglia di contaminazione riferiti alle sostanze specifiche eventualmente in uso nelle sole attività militari, e, come tali, non incluse nella Tabella 1 dell'Allegato 5, alla Parte IV, Titolo V del codice dell'ambiente. Per tali circostanze, pur possibili, si prevede che i valori delle relative concentrazioni soglia di contaminazione siano definite dall'Istituto Superiore di Sanità sulla base delle informazioni tecniche fornite dal Ministero della Difesa. Il comma 5 del nuovo articolo, infine, prevede che con riferimento alle attività di progettazione e realizzazione degli interventi, di prevenzione, messa in sicurezza e bonifica il Ministero della difesa possa avvalersi di organismi strumentali dell'Amministrazione centrale, che operano nel settore, ed impartisca con propria determinazione le relative modalità di attuazione. Queste ultime, sono già definite dall'articolo 6 del decreto interministeriale del 22 ottobre 2009, e recano le condotte e le procedure che devono essere seguite dai comandanti militari per l'espletamento delle attività di prevenzione, messa in sicurezza e bonifiche. Il comma 6 assume, invece, la valenza di indispensabile disposizione di coordinamento per il periodo transitorio, cioè a salvaguardia della funzionalità del sistema nel periodo che va dall'entrata in vigore del decreto fino all'adozione del, ovvero dei, rinnovati decreti ministeriali previsti dal primo periodo del comma 5- bis ) dell'articolo 184 del codice dell'ambiente, così come sostituito dal presente provvedimento. Ciò, prevedendo, espressamente che per tale periodo e limitatamente ad esso, con riferimento alla gestione delle acque reflue navali e oleose di sentina delle navi militari da guerra, delle navi militari ausiliarie e del naviglio dell'Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di finanza e delle Capitanerie di porto iscritti nel quadro e nei ruoli speciali del naviglio militare dello Stato, si applicano le disposizioni recate dal decreto del Ministro della difesa 22 ottobre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 aprile 2010, n. 87.