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Importante per ricondurre a Costituzione l'ordinamento legislativo, tuttavia, è anche il rapporto di collaborazione tra la Corte costituzionale e il Legislatore – Governo e Parlamento –, essenziale quanto il rispetto della necessaria separazione dei poteri. Separazione e cooperazione tra poteri sono due pilastri coessenziali e complementari che reggono l'architettura costituzionale repubblicana. L'indipendenza reciproca tra i poteri non contraddice la necessaria interdipendenza fra gli stessi, specie in società ad alto tasso di complessità, come sono quelle contemporanee (relazione del 2019, Presidente Marta Cartabia). Sono parole che spesso i Presidenti della Corte costituzionale hanno pronunciato nella loro relazione nel rispetto di poteri diversi ma sempre nello spirito della leale cooperazione. È arrivato il momento di legiferare in materia di gravidanza per altri solidale per la tutela di tutti i soggetti coinvolti con la centralità dei nati. Successivamente alla pronuncia n. 33/2021 della Corte costituzionale, è nuovamente intervenuta in materia di riconoscimento del rapporto di filiazione tra minore nato all'estero a seguito di gravidanza per altri e genitore non biologico anche la Corte di cassazione a Sezioni unite (sentenza n. 38162 del 30 dicembre 2022). Le Sezioni unite hanno con questa pronuncia ribadito che il riconoscimento del rapporto di filiazione con il genitore non biologico sorto all'estero a seguito di gravidanza per altri è contrario all'ordine pubblico. Secondo i giudici di legittimità l'automatica trascrivibilità dell'atto di nascita formato all'estero deve quindi essere esclusa. La Corte di cassazione, nella pronuncia del 30 dicembre 2022, ha inoltre affermato come a seguito della sentenza n. 79 del 28 marzo 2022 con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 55 della legge n. 184 del 1983, nella parte in cui stabilisce che l'adozione in casi particolari non fa sorgere alcun rapporto civile tra l'adottato e i parenti dell'adottante, l'istituto dell'adozione in casi particolari – rispondendo appieno al principio di unicità dello stato di figlio – è l'unico strumento con cui si può garantire e in forza del quale riconoscere il rapporto di filiazione tra il minore nato all'estero a seguito di gravidanza per altri e il genitore non biologico. Tuttavia, laddove si aderisse a questa impostazione, ne deriverebbe l'instaurazione del rapporto di filiazione – per l'ordinamento italiano – solamente al momento della pronuncia del Tribunale per i minorenni, che potrebbe intervenire anche molti mesi, se non anni, dopo l'evento nascita. Ne conseguirebbe in ogni caso che, sebbene il minore sia riconosciuto in base all'ordinamento nazionale dove si è verificato l'evento nascita come figlio anche del genitore non biologico, non è considerato tale per l'ordinamento dove la vita familiare viene condotta; con grave compressione dei suoi diritti fondamentali e una rappresentazione dello stato di filiazione difforme da quello originario del certificato di nascita emesso da autorità straniera. Non solo, ma ai sensi dell'articolo 46 della legge n. 184 del 1983 ai fini dell'adozione in casi particolari è necessario l'assenso del genitore biologico. Assenso che potrebbe venire in caso di disgregazione conflittuale dell'unione affettiva o decesso del genitore biologico, con grave lesione dei diritti del minore. E ancora, in caso di disgregazione conflittuale dell'unione affettiva, laddove il genitore non biologico decidesse di non adire il Tribunale per i minorenni per essere dichiarato genitore adottivo del minore, quest'ultimo non potrebbe attivare autonomamente il Tribunale medesimo per vedere riconosciuto il rapporto di filiazione de quo . È chiaro come quindi l'istituto dell'adozione in casi particolari non sia lo strumento più adeguato per garantire il riconoscimento del rapporto di filiazione tra il minore nato all'estero a seguito di gravidanza per altri, solidale oppure commerciale, eseguita in un Paese straniero e il genitore non biologico; riconoscimento che deve invece essere garantito per legge attraverso una regolamentazione ad hoc della gravidanza per altri solidale. Il presente disegno di legge si fonda sul prezioso lavoro svolto dall'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica in persona del segretario Filomena Gallo, avvocato, con la collaborazione del dottor Bruno De Filippis, giurista esperto in diritto di famiglia, di Ida Parisi, avvocato, esperta in legislazione americana in materia di gestazione per altri, di Marina Mengarelli, sociologa e consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni, di Francesca Re, avvocato e dottore di ricerca in diritto pubblico, di Giulia Perrone, dottoranda di ricerca in diritto internazionale e membro di giunta dell'Associazione Luca Coscioni, Alessia Cicatelli, avvocato abilitato e membro di giunta dell'Associazione Luca Coscioni, di Domenico Danza, ginecologo e consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni, di Sandro Gallittu e di Gigliola Toniollo per CGIL - Nuovi diritti, di Leonardo Monaco, già presidente dell'Associazione radicale Certi diritti, di Yuri Guaiana, già presidente dell'Associazione radicale Certi diritti, e di Marilena Grassadonia, già presidente dell'associazione Famiglie arcobaleno. Ha altresì partecipato all'epoca della redazione Carlo Flamigni, ginecologo, pioniere delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita. A sostegno del testo proposto si sono espressi Marcello Pili, presidente dell'Associazione italiana genitori di ragazze affette da sindrome di Rokitansky, Maria Laura Catalogna, presidente dell'Associazione nazionale italiana sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser, Sonia Cellini, presidente dell'associazione ARIANNe Onlus – endometriosi, Laura Pisano, presidente dell'Associazione l'Altra cicogna, Alessia Crocini, presidente dell'associazione Famiglie arcobaleno e Federica Salamino per Associazione culturale Feconda Scelta. Il testo del presente disegno di legge si avvale anche del contributo di esperienze delle persone che hanno avuto accesso al percorso della gravidanza per altri solidale o a fini commerciali in Paesi in cui la stessa è consentita dalla legge e dell'opinione di coloro che hanno intenzione di accedervi in futuro, al fine di prevedere una disciplina che risponda all'esigenza di tutelare i diritti di tutti i soggetti coinvolti. L'articolo 1 del presente disegno di legge reca le definizioni delle principali espressioni utilizzate nel testo (accordo di gravidanza per altri solidale, gestante, persona singola o coppia, parti, tecniche di fecondazione in vitro o procedure mediche di fecondazione in vitro , nati, donatore). L'articolo 2 stabilisce il divieto di utilizzare il patrimonio genetico della gestante, in linea con tutte le normative in materia nazionali e internazionali; i gameti che, a seguito di fecondazione, permetteranno lo sviluppo dell'embrione potranno provenire da donatori, con l'applicazione, in questo caso, della normativa vigente volta a garantire la sicurezza e la tracciabilità, nonché il rispetto dell'anonimato, ovvero dalla persona singola o da uno o da entrambi i componenti della coppia.