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Venendo alla questione dell'esperto, dovrò perdere qualche minuto, perché mi rendo conto ogni giorno di più che in Senato, ma anche parlando con la gente, difficilmente si riesce a discutere e a valutare quali requisiti occorrano quando una funzione viene svolta da un soggetto che svolge normalmente un'altra attività. Per fare un esempio, anche prendendo spunto dalla mia posizione, io svolgo la funzione di senatore, ma contemporaneamente anche quella di presidente della commissione contenziosa. In quest'ultima veste mi ritrovo a dover rispondere ai requisiti che dovrebbe avere l'esperto: riservatezza, professionalità e imparzialità. Come senatore, svolgo la mia attività tenendo conto della politica, delle mie idee, delle politiche del mio partito, del mio Gruppo parlamentare e sviluppo un'azione politica in quel senso. Le due questioni sono in contrapposizione? No. Quando mi trovo a giudicare dei vitalizi, da giudice devo dire se la legge è stata o meno violata; quando mi trovo a discutere in seno al Senato, posso individuare una soluzione anche diversa da quella che ritengo sbagliata, già adottata, per individuare quella giusta. Questo, però, è possibile per il politico, ma non per il giudice. Il giudice, però, deve garantire la certezza del diritto, come l'esperto che andiamo a nominare deve avere quella professionalità forte che gli consente di resistere a qualsiasi indicazione gli venga da coloro che l'hanno nominato. Vi ricorderete che, nella seconda metà degli anni Settanta, i giudici italiani che si occupavano di imprese molte volte non dichiaravano il fallimento, ma ricorrevano all'amministrazione controllata per risolvere e salvaguardare la residua capacità occupazionale dell'azienda. La conseguenza - ne ho parlato al congresso di Viareggio dell'Associazione nazionale magistrati - è stata però che quella che era una soluzione giusta, perché andava incontro alla necessità di salvaguardare la residua capacità occupazionale dell'impresa in un momento di crisi dell'occupazione nel nostro Paese, dal punto di vista dell'incidenza sull'impresa si rivelò un errore, perché le imprese erano tenute in vita solo per dare la possibilità di tenere ancora occupate le persone e ciò determinò il fallimento definitivo di molte aziende la cui posizione non era ancora così grave, salvo diventarlo successivamente. Qual è il requisito fondamentale che deve avere l'esperto? Dovrà esserci la certezza matematica che la scelta operata da una commissione, che durerà in carica due anni, sia tale per cui l'esperto sia capace di sviluppare un progetto: pertanto l'esperto deve non solo essere commercialista o avvocato, ma deve anche avere un'esperienza seria nella gestione delle attività imprenditoriali. In effetti su questa parte i relatori hanno modificato in meglio la lettera iniziale del provvedimento, che addirittura distingueva tra professionalità e so che anche il Sottosegretario è stato artefice di questo mutamento. Qual è poi la filosofia? È un esperto che deve portare per forza alla salvezza dell'azienda? No. Se è un vero esperto e professionalmente preparato, nel momento in cui si accorge dell'impossibilità di arrivare alla salvezza dell'azienda, deve rinunciare e far sì che possa essere archiviata la domanda. Questa è la logica e noi dobbiamo chiarirlo con i nostri interventi in quest'Aula: è l'interpretazione della norma, perché la norma vive non solo di quello che è scritto, ma anche di come è interpretata da coloro che l'hanno scritta, e noi l'abbiamo scritta per rendere un servizio al Paese. In un momento di difficoltà vogliamo dare un effettivo ausilio all'impresa ma, nello stesso tempo, anche un contributo che sia tale da non disperdere soldi inutili al fine di realizzare il massimo dell'occupazione possibile e superare le difficoltà del momento. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il provvedimento in esame - com'è già stato ricordato anche dagli altri colleghi intervenuti - ha l'obiettivo di venire incontro alle difficoltà delle imprese in quanto quello attuale è un periodo di grave crisi economica. In particolare, questo provvedimento si muove su due grandi pilastri. Il primo è stato quello del rinvio dell'entrata in vigore del codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, ad eccezione delle parti relative alle procedure di allerta e alla composizione assistita della crisi innanzi all'organismo di composizione della crisi d'impresa (Ocri), per le quali l'entrata in vigore è fissata al 31 dicembre 2023. L'altro pilastro è stato quello dell'introduzione della disciplina della nuova procedura di composizione negoziata della crisi, nuovo istituto volontario cui si accede tramite un'istituenda piattaforma tematica nazionale, che offre all'imprenditore l'affiancamento di un esperto terzo e indipendente per agevolare in maniera riservata le trattative con i creditori. Va detto per onestà che questo provvedimento, di competenza delle Commissioni riunite 2ª (giustizia) e 10ª (industria, commercio, turismo), credo fosse più attinente all'ambito di interesse della 2ª Commissione. In ogni caso, detto ciò, possiamo provare a sviluppare un ragionamento anche dal punto di vista della crisi di impresa. Il provvedimento apporta tutta una serie di modifiche alla legge fallimentare - ecco perché attiene di più all'ambito della giustizia - con l'anticipazione di alcuni strumenti di composizione negoziale previsti dal codice della crisi. Il lavoro che abbiamo svolto in sede di Commissione ha cercato di migliorare, per quello che è stato possibile, il provvedimento. Per questo ringrazio il sottosegretario Sisto e la sottosegretaria Bini, che hanno dato un enorme contributo diretto ad agevolare i lavori delle Commissioni riunite, e i due relatori, senatore Collina e senatrice Modena. È stato un lavoro proficuo e di sinergia, che insieme abbiamo svolto, in particolare con l'approvazione di alcune proposte che prevedono che la piattaforma venga gestita dal sistema delle camere di commercio, per il tramite di Unioncamere, sotto la vigilanza del Ministero della giustizia e del Ministero dello sviluppo economico. Menziono inoltre: un intervento sulle modalità di iscrizione nell'elenco degli esperti; l'inserimento di specifiche disposizioni in materia di procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi; la proroga della data di approvazione dei bilanci relativi all'esercizio 2022 e del termine temporale per la prima nomina del revisore o degli organi di controllo da parte di talune società a responsabilità limitata e società cooperative; la garanzia che l'esperto sia un soggetto non legato all'impresa o ad altre parti interessate all'operazione di risanamento dei rapporti di natura personale e professionale; e molte altre modifiche che andranno ulteriormente migliorate nel testo del provvedimento.