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Fin qui però è stata totalmente assente, quando si è trattato di muoversi per la tutela della salute degli individui e del benessere dei suoi concittadini. Salvo che, con il palesarsi di situazioni analoghe a quella italiana, in Stati i cui Governi sanno farsi valere più di noi, non cambia radicalmente modo di agire. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo è quello che vogliamo sottolineare e che vorremmo andare a discutere in chiave europea quando ce ne sarà data l'occasione, perché riteniamo che la prevenzione e la solidarietà non debbano essere a corrente alternata e che, soprattutto, con riguardo alle politiche transnazionali, la tutela della salute degli individui e della collettività debba essere sempre una priorità. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tutto quello che ho appena detto vale solo e se non vi fossero dati ed informazioni, seppur taciuti, tali da far ritenere che il virus già circolasse in Italia. È per questo che, come dicevo prima, faremo un atto fideistico e voteremo a favore del provvedimento, nonostante le evidenti carenze e lacune (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , anche per la frammentazione di conoscenze e di competenze, mancando un coordinamento di ricerca transnazionale del COVID-19, per l'identificazione dei mezzi diagnostici più efficaci, dei bersagli terapeutici contro cui sperimentare i farmaci in clinica, dei meccanismi molecolari e delle basi genetiche della malattia associate all'infezione. Nonostante le criticità che ho espresso, il voto della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione sarà favorevole. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . MANGIALAVORI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANGIALAVORI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, una volta tanto, in realtà forse per la prima volta dall'inizio della legislatura siamo di fronte a un decreto-legge che possiede realmente i requisiti di necessità e urgenza. Il coronavirus è una realtà drammatica, che ha già provocato, ahinoi, diverse vittime. Naturalmente a loro e ai loro familiari rivolgiamo un pensiero affettuoso e commosso. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Non è questo il tempo delle polemiche, ma dev'essere il tempo degli interrogativi e sono troppe le domande che non hanno avuto ancora una risposta. Se da medico, prima ancora che da politico e da cittadino italiano, ringrazio tutti coloro i quali sono in prima linea, anche a rischio della loro incolumità personale, rifletto però sulla fragilità del sistema Paese e di una maggioranza politica, piegata dalle contingenze a rideterminare frettolosamente la sua agenda di Governo e le sue priorità. Ci avete chiesto di abbassare i toni e noi, responsabilmente, nell'interesse del Paese, abbiamo evitato di speculare sulle vostre inefficienze, ma il quadro complessivo di grande fragilità continua naturalmente a preoccuparci. Dobbiamo evitare che il Paese ceda al panico e all'isteria, dimostrando di saper rispondere con forza e coesione a questa crisi, che rischia di non avere precedenti. La nostra economia sta risentendo pesantemente dell'attuale crisi e le conseguenze sono ancora impossibili da determinare. Sugli effetti dirompenti nell'economia pubblica e nell'economia privata occorrerà fare una valutazione obiettiva e un piano di intervento, che si prefigura tutt'altro che semplice. Vi sono interi comparti in crisi; basti pensare ai trasporti, da voi completamente dimenticati (vedi l'Alitalia), al turismo, sul quale si fonda una parte significativa dell'economia nazionale, in particolar modo di alcune Regioni, e in generale ai danni della distribuzione sull'indotto nel made in Italy . Sull'emergenza in atto troppe domande ancora non hanno avuto una risposta. L'Italia ha effettivamente degli anticorpi per fronteggiare una crisi del genere? Il Servizio sanitario nazionale, al di là della generosa azione del personale medico e paramedico, è sufficientemente attrezzato per affrontare questa crisi? La ricerca forse non meriterebbe più attenzione e investimenti da parte del Governo? Una cosa è certa, cioè come il coronavirus abbia avuto un impatto così rilevante sui gangli vitali della nostra comunità. Le abitudini sociali e le nostre consuetudini sono state messe in discussione. È stato minato il modus operandi e vivendi della nostra popolazione; vi sono necessarie limitazioni alle più elementari libertà, vedi quella di movimento. Si sono fermate le attività teatrali, dei cinema, delle aziende commerciali, delle scuole, degli stadi e della stessa politica. Tutto ciò ha proiettato il vivere civile in una condizione mai vista nel recente passato. E così sono state attivate forme di autotutela e di supporto tecnologico, vedi lo smart working e le lezioni on line ; ma naturalmente queste non sono e non possono essere sufficienti. Ci si chiede fino a che punto tutto ciò condizionerà la vita in modo irreversibile, nel futuro prossimo e in quello più a lungo termine. Inutile soffermarsi su dati e considerazioni che ormai sono noti a tutti gli italiani. Non è il numero dei contagiati, reale o presunto, e nemmeno l'indice di mortalità, comunque significativo, a preoccupare; il vero rischio è che, nel caso di una diffusione pandemica, il sistema nazionale forse non sarà in grado di reggere l'urto dei tanti ricoveri in terapia intensiva. È inutile sottovalutare gli effetti dirompenti e i rischi di questa epidemia, ma è altrettanto inutile creare psicosi e facili allarmismi. Occorre fermezza e cautela, ma al tempo stesso vigilanza, accuratezza e competenza nelle scelte messe in campo per contrastare la diffusione del virus. Sotto il profilo politico, va detto che in circostanze come queste un Paese si deve presentare unito e compatto. Chiunque ponga in essere comportamenti di mera speculazione elettoralistica è totalmente privo degli elementi basilari per invocare degnamente pubblica rappresentanza. Tutto ciò però non deve e non può privarci del doveroso compito di mettere in evidenza le criticità della gestione politica della crisi in atto. Questo è detto senza alcuno spirito polemico, ma per obiettivo senso critico, che non può essere sottaciuto neanche in situazioni di criticità come questa. Il Governo non sempre ha trasmesso l'idea della fermezza e, in alcuni casi, certi provvedimenti sono parsi tardivi, parziali e a volte contraddittori. In alcuni frangenti il Governo è apparso incerto sul da farsi e la comunicazione non è stata assolutamente all'altezza della situazione, ma - ripeto - questo non è il momento delle polemiche; è, invece, il momento dell'unità. Le forze politiche devono essere unite per superare questa fase emergenziale. L'auspicio naturalmente non può essere che quello di trovare a breve un vaccino o una cura contro il coronavirus e che oggi, come allora, la politica, le istituzioni e il Governo, in sinergia con il mondo scientifico, sappiano essere altrettanto decisi ed efficaci. Per questa ragione, Forza Italia esprimerà un voto favorevole, ma con un avvertimento chiaro: Governo, il vostro credito è esaurito; non faremo più sconti ai vostri errori, alle vostre incompetenze e ai vostri ritardi.