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Tuttavia, come lei ha appena concluso, le chiedo alcuni minuti di sospensione per verificare la convergenza di altri Gruppi sulla nostra proposta, ai sensi della norma del Regolamento che lei appena illustrato. PRESIDENTE . Senatore Balboni, qui siamo in Aula. Io avrei dovuto ricevere la proposta qui, per la verità. Comunque, se c'è qualche Gruppo che in questo momento aderisce alla sua proposta, non deve far altro che dirlo perché sappiamo contare e siccome si parla di una consistenza numerica pari ad almeno un terzo dei componenti del Senato, capiamo. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, volevo portare all'attenzione dei colleghi, dai quali ho imparato molto stamattina, l'argomento per cui i Regolamenti e le leggi, a differenza di quello che ho sentito poc'anzi, possono essere interpretati. Comunque, parliamo di persone. Abbiamo visto il voto di stamattina. Non è stato un voto partitico, ma è stato un voto di stima per le persone, di affetto e di riconoscenza. Chiunque di noi abbia votato, per un motivo o per l'altro, non l'ha fatto a cuor leggero, perché si parla di vita, di donne e di uomini, del loro presente e del loro futuro. Quindi, è chiaro che, stando alle leggi, al Regolamento, al codice, tutti possono avere più o meno ragione. Può aver ragione l'esponente del Partito Democratico, l'esponente della Lega, l'esponente del MoVimento 5 Stelle. Tutti possono avere un margine di ragione, tanto che alcune votazioni sono finite 127 a 129. Una votazione, addirittura, è finita in una maniera al primo voto e nella maniera opposta al secondo voto. Posso, al di là della Costituzione, del diritto, delle Giunte e dei Regolamenti, ricordare a me stesso e all'Assemblea un piccolo particolare? Stiamo parlando di chi potrebbe subentrare al posto dell'amico Paolo, che tanti di voi avranno conosciuto e stimato (Applausi) , non come senatore della Lega ma come uomo, che stava seduto lì e che non per sua scelta non è più seduto lì. (Applausi) . Sono imbarazzato dal fatto che si entri nel merito regolamentare di qualcuno che è stato chiamato dal buon Dio in un'altra parte e la cui famiglia e la cui comunità saprebbero benissimo cosa vorrebbero al suo posto. Se potesse intervenire per due minuti il senatore Saviane, sarebbe imbarazzato dal dover difendere una causa di qualcuno che non si può difendere. Stiamo parlando di Paolo, che era lì e ora non è più lì. Vi posso chiedere per umanità - non per politica, per le logiche di un voto in più o in meno, per il Quirinale, per la legge di bilancio o per la fiducia che verrà votata stasera - se possiamo chiuderla con questa farsa e procedere alla votazione per rispetto non di un leghista ma di un senatore di questa Repubblica? (Applausi) . È imbarazzante quello che stiamo ascoltando. (Applausi) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, quanto alla richiesta dei colleghi del Gruppo Fratelli d'Italia di deferire la questione alla Giunta per il Regolamento, il Partito Democratico non è contrario. Credo sia una situazione che non si sia mai posta; un approfondimento probabilmente è dovuto, quindi invitiamo anche noi la Presidenza a fare una valutazione positiva rispetto a tale richiesta. PRESIDENTE. C'è qualcun altro che vuole intervenire? (Commenti) . Poiché c'è stato un richiamo al Regolamento, capisco che può essere fastidioso, ma devo dare la parola a un rappresentante per Gruppo, se richiesto. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Per cosa, senatore La Russa? LA RUSSA (FdI) . Ha appena detto che può intervenire un senatore per ciascun Gruppo. PRESIDENTE. Per richiamo al Regolamento è già intervenuto. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, mi pare che lei abbia detto che può intervenire un senatore per ciascun Gruppo. PRESIDENTE . Ho detto che può prendere la parola un senatore per Gruppo sul suo richiamo al Regolamento. Quindi ho dato la parola al senatore Salvini, al senatore Marcucci e ho chiesto se qualcun altro vuole intervenire. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, intervengo semplicemente per dire che le ragioni del senatore Salvini della Lega sono dal punto di vista umano assolutamente convincenti. In Giunta non abbiamo espresso una forte contrarietà alla soluzione, perché comunque dal punto di vista etico e morale è pacifico che i voti sono della Lega, dunque non è uno scandalo se subentra un parlamentare della Lega, senza bisogno di ricorrere a difese d'ufficio dall'aldilà, che non sappiamo come sarebbero. Riconosco al presidente Salvini la bontà etica e morale delle sue parole, ma credo che non sia sbagliato chiedere che su questa vicenda la Giunta per il Regolamento dica in generale, visto che stiamo parlando di una questione tecnica, se è corretto in casi come questo ricorrere al voto palese o segreto. Nulla in contrario quindi a quanto ha dichiarato il presidente Salvini, ma non c'è niente di scandaloso nel chiedere, come in tutti gli altri casi su cui abbiamo votato oggi (perché anche quelli potevano essere una questione di tipo diverso), un voto che la Giunta per il Regolamento può decidere se palese o segreto, senza offesa per nessuno. PRESIDENTE . Ci sono dichiarazioni di voto sull'ordine del giorno G1? BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, chiedo scusa se vi rubo altri dieci minuti, ma credo che la questione posta dal senatore Salvini meriti una risposta. Merita risposta da parte del presidente Ignazio La Russa, che si è già espresso, ma merita risposta anche da parte di chi ha presentato l'ordine del giorno G1, del quale io sono il primo firmatario. Non c'è dubbio, infatti, che quei voti sono della Lega. Rivolgo anche un deferente e commosso pensiero alla memoria del senatore Saviane. Non c'è dubbio su questo. Il tema però - consentitemi - è diverso. Quando ci siamo presentati come coalizione alle elezioni del 2018, abbiamo sottoscritto un patto e in base a quel patto i resti sono andati in alcuni casi a vantaggio di una lista e in altri casi a vantaggio di un'altra lista. Il presentarsi in coalizione ha comportato che ciascun partito componente di quella coalizione ha avuto dei vantaggi, se non altro nei collegi uninominali, dove, senza il voto di Fratelli d'Italia, decine di senatori e di deputati della Lega non sarebbero stati eletti e viceversa. Quindi, la legge va letta tutta intera e fino in fondo. Qui non stiamo discutendo se sia giusto o sbagliato che questo seggio vada attribuito alla Lega; potrebbe anche essere giusto che questo seggio vada attribuito alla Lega. Il punto è che la legge dice una cosa diversa. Non ci piace la legge, cambiamo la legge;