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In particolare, con la ricognizione, il farmacista, in collaborazione con il medico, raccoglie tutte le informazioni cliniche sul paziente e sui medicinali assunti, indispensabili per una prescrizione corretta. Una volta esaminati tali dati, attraverso la cosiddetta «riconciliazione» della terapia farmacologica, lo stesso medico prescrittore, d'intesa con il farmacista, valuta se proseguire, variare o interrompere -- in toto o in parte -- la terapia somministrata al paziente in conformità alle esigenze dello stesso. A tal fine, il farmacista, per il ruolo che riveste all'interno della struttura sanitaria e per le conoscenze specifiche che gli derivano dalla professione, è tenuto a valutare costantemente i farmaci e le terapie assunte dall'assistito, per monitorare appropriatezza e aderenza alle terapie, anche attraverso la lettura dei dati clinici inseriti nel dossier farmaceutico di cui all'articolo 12, comma 2- bis , del decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012. Lo stesso farmacista, inoltre, è chiamato a concordare, se del caso, d'intesa con il medico di medicina generale, gli interventi di «riconciliazione farmacologica» per allineare prescrizioni e consumi effettivi ed eliminare eventuali errori in corso di terapia farmacologica. È indubbio, peraltro, che uno degli strumenti più efficaci, previsti dalla legge, per migliorare la presa in carico del paziente, garantendogli continuità assistenziale, monitoraggio e aderenza alla terapia è il dossier farmaceutico, ossia quella parte specifica del fascicolo sanitario elettronico (FSE), aggiornato a cura della farmacia, istituito dall'articolo 12 del decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012. Tuttavia, sebbene l'articolo 12 sopra richiamato attribuisca espressamente al farmacista la possibilità di aggiornare il dossier farmaceutico, il disciplinare tecnico di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 settembre 2015, n. 178, recante «Regolamento in materia di fascicolo sanitario elettronico», impedisce la concreta applicazione della suddetta previsione, limitando l'attività del farmacista di fatto alla mera consultazione dei dati anagrafici, prescrittivi e di quelli sul consenso e consentendo esclusivamente per questi ultimi anche l'attività di scrittura. Al fine di garantire la concreta operatività del dossier farmaceutico, il disegno di legge, all'articolo 11, intende precisare che il farmacista, soggetto abilitato alla consultazione e alimentazione del FSE, ha accesso anche ai dati clinici del paziente; la disposizione demanda, quindi, ad un apposito decreto la modifica del disciplinare tecnico di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 178 del 2015 e la ridefinizione del ruolo e delle operazioni di accesso del farmacista. L'articolo 12 prevede, inoltre, la promozione dell'aderenza del paziente alla terapia farmacologica (ATF) attraverso il servizio professionale di monitoraggio e gestione della terapia reso dal farmacista nelle farmacie di comunità, secondo le linee guida da emanarsi con decreto del Ministero della salute, sentita la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani. La scarsa aderenza alle prescrizioni mediche rappresenta, infatti, la principale causa di inefficacia delle cure farmacologiche ed è associata a un aumento degli interventi di assistenza sanitaria, della morbilità e della mortalità, determinando un danno sia per la salute dei pazienti che per il sistema sanitario nazionale. Il rapporto OsMed 2015 ha registrato la permanenza di livelli di scarsa aderenza alle terapie e di inappropriatezza per alcune classi di farmaci (ad esempio ipolipemizzanti, calcio-antagonisti, inibitori di pompa protonica), evidenziando la necessità di fare meglio sia per l'efficacia dei trattamenti sia per una migliore gestione delle risorse. Di fondamentale importanza appare, dunque, il coinvolgimento del farmacista nel monitoraggio e nella gestione della terapia farmacologica; infatti, attraverso la presa in carico del paziente, il farmacista ha la possibilità di monitorare le modalità di assunzione dei medicinali per singola patologia e, in caso di criticità, intervenire per rettificare o evitare determinati errori ovvero per segnalare al medico di base o specialista eventuali situazioni critiche. Per la realizzazione delle linee programmati che del Ministero della salute in materia di aderenza alla terapia farmacologica, si intende istituire in via ordinaria un fondo per il finanziamento del servizio professionale di monitoraggio e gestione della terapia reso dal farmacista nelle farmacie di comunità. L'articolo 13 modifica l'articolo 102 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto n. 1265 del 1934, in base al quale l'esercizio della farmacia non può essere cumulato con quello di altre professioni e arti sanitarie per evitare possibili situazioni di conflitto di interessi tra il prescrittore e il dispensatore dei farmaci. Nel corso del tempo, il Ministero della salute ha interpretato tale disposizione, affermando che il divieto riguarda non solo il cumulo di più professioni sanitarie da parte di un medesimo soggetto, ma si estende anche all'esercizio cumulativo di tali professioni in farmacia. Negli ultimi anni, tuttavia, si sta assistendo a un’evoluzione giurisprudenziale su tale materia, secondo la quale il sopra richiamato articolo 102 vieta esclusivamente il cumulo soggettivo e non anche quello oggettivo. In tal senso, anche recependo le istanze giurisprudenziali e ritenendo che l'ipotizzato conflitto di interessi non possa verificarsi con le professioni sanitarie non abilitate alla prescrizione di medicinali, si introduce una modifica al suddetto articolo 102, in base alla quale il divieto di cumulo, sia oggettivo che soggettivo, riguarda esclusivamente le professioni sanitarie abilitate alla prescrizione di medicinali e l'esercizio della farmacia e della professione di farmacista. L'articolo 14 ridefinisce le classi di insegnamento alle quali possano essere ammessi i laureati in farmacia o in chimica e tecnologia farmaceutica indipendentemente dall'ordinamento accademico del relativo corso di studi, individuando, in particolare, le seguenti: A-15 (Discipline sanitarie), A-26 (Matematica), A-27 (Matematica e Fisica), A-28 (Matematica e scienze), A-31 (Scienza degli alimenti), A-34 (Scienze e tecnologie chimiche), A-50 (Scienze naturali, chimiche e biologiche), A-60 (Tecnologia nella scuola secondaria di I grado). L'obiettivo della citata previsione è quello di ampliare le classi di insegnamento a cui possono accedere i laureati in farmacia e in chimica e tecnologia farmaceutica, nonché rimuovere la discriminazione esistente tra i laureati con il nuovo ordinamento rispetto ai laureati con il vecchio ordinamento universitario. In particolare, si rende necessario adeguare i criteri di accesso all'insegnamento all'attuale ordinamento dei titoli universitari, in modo da consentire ai laureati in farmacia e in chimica e tecnologia farmaceutica di accedere agli insegnamenti di materie coerenti con il loro piano di studi.