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la recente ripresa delle attività del canale Ho. Re. Ca. ha fatto rapidamente ripartire la domanda dei vini di qualità DOC, DOCG e IGT, a cui si affianca una ripresa della domanda estera dei vini italiani; le imprese del settore vitivinicolo beneficiarie delle agevolazioni per lo stoccaggio dei vini, in base a quanto previsto nei citati decreti ministeriali, possono tuttavia reimmettere sul mercato il vino stoccato soltanto a conclusione di appositi controlli finali di chiusura e alla redazione di un verbale da parte di Agecontrol; a causa della lentezza di tale procedura, i produttori non possono procedere alla vendita dei vini di qualità stoccati e i ritardi accumulati iniziano a mettere in grave difficoltà le aziende che non sono attualmente in grado di sottoscrivere o rispettare i contratti di vendita in una fase di forte ripresa della domanda interna ed estera di vini di qualità; la situazione preoccupa i produttori di vini di qualità e si susseguono gli appelli pubblici dei presidenti dei consorzi del Chianti e del Chianti classico, di Assoenelogi e altre realtà del Paese, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti esposti; quali iniziative abbia adottato o intenda adottare con urgenza al fine di favorire l'accelerazione da parte di Agecontrol dei controlli finali di chiusura sui vini di qualità DOC, DOCG e IGT oggetto di aiuti per lo stoccaggio e per agevolare la loro reimmissione sul mercato nel minor tempo possibile. Atto n. 3-02685 RAMPI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: da fonti ministeriali, i docenti universitari in Italia risultano essere 56.934, suddivisi tra 14.314 ordinari, 23.008 associati e 19.612 ricercatori; con una percentuale di maggiori collocazioni tra gli atenei del Nord e Centro Italia, che tende a diminuire al Sud, sia per il minor numero di atenei che per un mancato maggiore ricambio dei docenti in quiescenza; l'ultima modifica sulla disciplina in materia di mobilità interuniversitaria dei professori e dei ricercatori, ha disposto, con il decreto-legge n. 76 del 2020 (art. 19, comma 1, lett. c) ), che i trasferimenti tra professori e ricercatori consenzienti (di cui all'art. 7, comma 3, secondo periodo, della legge n. 240 del 2010) possano avvenire anche attraverso scambi contestuali tra soggetti con qualifica diversa, nei limiti delle facoltà assunzionali delle università interessate, che sono conseguentemente adeguate a seguito degli stessi trasferimenti; nonostante i recenti interventi legislativi, la possibilità per un docente universitario di cambiare sede risente ancora di molte criticità, aggravate negli ultimi mesi dagli eventi pandemici; in altri Paesi europei, diretti concorrenti dell'Italia in materia di ricerca, la mobilità dei docenti tra diversi atenei è molto simile a quella USA, con permanenza media di massimo 3 anni e cambio successivo in altro ateneo, allo scadere del triennio. In Germania e Olanda ai docenti che decidono di spostarsi in sedi meno "centrali" sono concessi anche degli incentivi; l'interscambio culturale con realtà scientifiche diverse è, dai tempi dell'istituzione delle prime università, un elemento migliorativo, la diversità e la contaminazione del pensiero scientifico rende ricca la ricerca, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda favorire un meccanismo più agile di mobilità interuniversitaria dei professori e dei ricercatori mettendo in atto, in fase di approvazione del primo provvedimento utile, interventi normativi volti a: reperire risorse straordinarie destinate ad incentivare l'assunzione di personale esterno all'ateneo che bandisce posti, riservandone parte ai trasferimenti; istituire un apposito sito web , gestito dal Ministero competente, in cui in forma anonima possano essere riportate le diverse offerte e domande di trasferimento; fissare, per i docenti scientificamente meritevoli, un ciclo di anni presso atenei periferici, con la possibilità, una volta concluso, di trasferirsi presso altre sedi, mantenendo il budget della loro posizione. Atto n. 3-02686 SBROLLINI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: il nostro Paese si prepara ad ospitare la XXV edizione dei giochi olimpici e paralimpici invernali "Milano-Cortina 2026"; al fine di procedere alla realizzazione delle numerose ed importanti infrastrutture che consentiranno lo svolgimento dell'evento, con l'articolo 3 del decreto-legge 11 marzo 2020, n. 16, veniva autorizzata la costituzione della società Infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026 S.p. A.; mentre la versione definitiva dello statuto non è ancora stata trasmessa dai Ministeri coinvolti, il 28 giugno 2021, con decreto del Ministro in indirizzo, venivano nominati i tre componenti di degnazione statale del consiglio di amministrazione della società, tra cui il presidente e l'amministratore delegato, e i 5 membri del collegio sindacale; contemporaneamente, anche le Regioni procedevano alle nomine di loro competenza per entrambi gli organi; secondo il disposto del citato articolo 3, al Governo competeva valutare se il complesso di infrastrutture che andranno a costituire l'impiantistica sportiva ordinata alla società fosse da far rientrare tra quelle opere di cui all'articolo 4 del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32 ("sblocca cantieri"), ovvero tra quegli interventi infrastrutturali la cui realizzazione, essendo caratterizzata da particolari complessità di varia natura, necessitasse la nomina di uno o più commissari straordinari; l'individuazione di tali opere, secondo il disposto della previsione, era da completarsi per mezzo di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottarsi entro il 31 dicembre 2020, cui poteva seguirne, entro il 30 giugno 2021, uno successivo, con cui il Presidente del Consiglio dei ministri avrebbe individuato ulteriori interventi per i quali disporre la nomina di commissari straordinari; considerato che: lo schema del primo decreto trasmesso al Parlamento non individuava le opere attribuite alla società tra quelle soggette al commissariamento; considerati i risvolti economici e di immagine delle olimpiadi invernali 2026, le Commissioni permanenti del Senato e della Camera, esprimendo parere favorevole a tale decreto, avevano domandato, sottolineandone l'importanza, che il decreto successivo, da emanarsi entro il 30 giugno 2021, includesse le opere olimpiche tra quelle che necessitano della nomina di un commissario straordinario; tale secondo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è attualmente all'esame delle Commissioni parlamentari di competenza, ma non ha ricevuto l'indicazione di cui sopra, ovvero non integra le infrastrutture dei giochi invernali 2026 nella lista delle opere per le quali verrà nominato il commissario straordinario; nella relazione illustrativa apposta al secondo decreto, il Governo ha riportato che le infrastrutture dei giochi olimpici rientrano tra quelle che non hanno potuto trovare sede nel decreto perché non coerenti con i criteri su cui lo stesso si basa;