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in seguito ad ogni richiesta di rimborso l'Agenzia delle entrate chiede ufficialmente la trasmissione di documentazione integrativa al fine di verificare il credito; al termine di tale verifica richiede ufficialmente le fideiussioni necessarie per procedere al rimborso dell'IVA. Le fideiussioni, propedeutiche al rimborso, sono richieste a tali società in quanto a causa dell'esiguo contenzioso non sono considerate contribuenti virtuosi; tuttavia, non esiste una definizione specifica di contribuente virtuoso stabilita dalla legge. La figura del contribuente virtuoso si desume dal testo dell'articolo 38- bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972; la misura prevede che, fatto salvo quanto previsto dal comma 4, i rimborsi di ammontare superiore a 30.000 euro siano eseguiti previa presentazione della relativa dichiarazione o istanza da cui emerge il credito richiesto a rimborso, recante il visto di conformità o la sottoscrizione alternativa dell'organo che esegue il controllo contabile. Alla dichiarazione o istanza deve essere allegata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la sussistenza delle seguenti condizioni in relazione alle caratteristiche soggettive del contribuente; è stato, dunque, eliminato l'obbligo generalizzato di prestare la garanzia, che resta però, in caso di crediti chiesti a rimborso di importo superiore a 30.000 euro, quando si verificano le situazioni di rischio elencate al comma 4 dell'articolo 38- bis ; tale disciplina fa sì che molte imprese siano considerate "contribuenti a rischio"; per quanto concerne gli avvisi d'accertamento, questi devono essere ricevuti nei due anni antecedenti alla richiesta di rimborso e, per ciascuno dei due anni, gli importi accertati devono superare delle soglie prestabilite. Quindi, se nel 2018 si presenta una richiesta di rimborso, il contribuente dovrà obbligatoriamente presentare apposita garanzia se nel 2017 e nel 2016 ha ricevuto notifica di accertamenti ai fini IVA per importi che superino i limiti previsti dall'art. 38- bis , comma 4, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sulla situazione; quali iniziative intenda adottare al fine di sostenere, in una fase complessa per l'economia del nostro Paese, le imprese che, in assenza di adeguati interventi, rischiano di vedere compromessa la propria situazione economica e finanziaria e conseguentemente la loro continuità operativa. Atto n. 3-00885 TOTARO Ai Ministri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: Niccolò Ciatti, un giovane di Scandicci (Firenze), fu ucciso barbaramente nella discoteca "St. Trop" di Lloret de Mar, in costa Brava. Il ragazzo ventiduenne fu fulminato da un calcio alla testa sferrato il 12 agosto 2017 da un giovane ceceno al culmine di un'aggressione avvenuta nella discoteca St. Trop; il giovane fu aggredito da tre ceceni: la polizia catalana, i Mossos d'Esquadra, parlarono nel loro rapporto di persone con addestramento paramilitare; le immagini diffuse mostrano con terribile chiarezza che tutti e tre questi pericolosi soggetti, preparati ad uccidere, abbiano aggredito Ciatti senza motivazione, solo per barbara violenza; in Spagna si è chiusa in questi giorni l'istruttoria contro i suoi assassini, come riportato anche da notizie di stampa; ci sarà un processo, ma con un solo imputato per l'assassinio di Niccolò Ciatti. Nessuna accusa verso gli altri due ceceni che coprirono le spalle al picchiatore, nessuna ipotesi di responsabilità penale per la discoteca, che, pur zeppa di ragazzi, aveva in servizio soltanto una manciata di addetti alla sicurezza; il giudizio che si terrà a Girona (ancora non è stata fissata la data) riguarderà, seppur con un'accusa pesantissima, soltanto Rassoul Bissoultanov. Così ha stabilito il "ministerio fiscal" di Blanes, che nei giorni scorsi ha depositato l'atto che equivale alla nostra chiusura delle indagini e alla richiesta di rinvio a giudizio in Italia; gli altri due "lottatori" sono a Strasburgo, dove vivono da rifugiati con le loro famiglie; i tre ceceni vennero arrestati poco dopo dai Mossos d'Esquadra, ma solo Bissoultanov è rimasto nelle carceri catalane, mentre agli altri due venne imposto il divieto di lasciare i Paesi dell'area di Schengen; nel corso di questi anni la famiglia e la comunità fiorentina tutta si sono impegnate perché in Spagna si svolgesse un processo giusto, che portasse alla condanna di tutti gli autori della terribile aggressione e del conseguente omicidio; la famiglia di Niccolò e tutta Firenze si ribellano a questa vergogna che nega giustizia a Niccolò Ciatti. I due soggetti non hanno scontato un giorno di carcere e sono liberi rifugiati in Francia, si chiede di sapere quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano prendere presso il Governo spagnolo per porre rimedio a questa grave ingiustizia. Atto n. 3-00886 PAPATHEU Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: l'Italia, ed in particolare la Sicilia, ha un ruolo fondamentale in ambito europeo ed internazionale nella produzione delle arance, oltre 2.469.939 tonnellate all'anno, pari al 3,56 per cento della produzione mondiale, con un dato inferiore soltanto a Brasile, Stati Uniti, Cina, India, Messico, Spagna ed Egitto; a partire dal mese di marzo 2019 le autorità fitosanitarie europee hanno rinvenuto arance provenienti dalla Tunisia contaminate dal fungo della "macchia nera", che danneggia la buccia degli agrumi rendendoli invendibili. Il database "Europhyt" ha confermato l'allarme dell'organizzazione agricola spagnola Asaja, che ha rimarcato come "l'individuazione per la prima volta di questo pericoloso fungo nelle arance tunisine" porti il patogeno nel Mediterraneo, "alle porte della Spagna e del resto dei Paesi dell'Unione europea"; per il rischio macchia nera attualmente sono soggetti a controlli eccezionali alle frontiere dell'Unione europea gli agrumi importati da Argentina, Brasile, Sudafrica e Uruguay. Secondo la Cia Agricoltori italiani, nel caso in cui questa fitopatia si diffondesse, provocherebbe danni irreparabili al patrimonio agrumicolo e metterebbe a rischio uno dei più importanti comparti dell'agricoltura nel Sud Italia; la Coldiretti ha chiesto di bloccare gli agrumi provenienti dalla Tunisia per evitare un ulteriore problema al sistema produttivo italiano, già colpito dalla "Xylella fastidiosa", dalla cimice marmorata asiatica, dalla "Drosophila suzukii" e dal cinipide del castagno. Coldiretti ritiene che le misure attivate fino ad oggi dall'Unione europea per contrastare l'ingresso della macchia nera, misure che interessano solo gli agrumi destinati al mercato del fresco e non quelli destinati alla trasformazione industriale, siano insufficienti;