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la mancanza del parere obbligatorio del Consiglio dei sanitari mai costituito (in violazione agli artt. 3 e 4 del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni e integrazioni); considerato che, a parere degli interroganti: il commissario ad acta della Sanità in Campania ha approvato per decreto un atto aziendale non attuabile per almeno 6 mesi, essendo connotato da chiari elementi d'illiceità che il direttore generale dell'ASL ha riproposto per la quarta volta in due anni ignorando le censure precedentemente formulate dalla Direzione regionale tutela della salute con provvedimenti prescrittivi (n. 843998/2016 e n. 0307449/2017); la ripetuta inottemperanza alle disposizioni di legge e agli atti prescrittivi regionali configura in prima ipotesi danno all'erario causato dall'esubero di unità operative, che determina a sua volta un corrispondente aumento degli incarichi dirigenziali, con illecito vantaggio stipendiale e conseguente impiego scorretto e distorsivo delle risorse pubbliche; la predisposizione e l'attuazione dell'atto aziendale rientrano negli obiettivi di carattere generale assegnati al punto c) della DGRC (Delibera di giunta regionale Campania) n. 505 del 22 settembre 2016 di nomina del direttore generale dell'ASL di Benevento, Franklin Picker. Il mancato raggiungimento di tale obiettivo costituisce grave inadempimento sanzionabile con la decadenza dall'incarico; il direttore generale dell'ASL di Benevento non ha a parere degli interroganti assolto l'obbligo di produrre, entro i diciotto mesi dalla data di nomina, il certificato di frequenza al corso di formazione in materia di sanità pubblica e organizzazione e gestione sanitaria, come previsto all'art. 10 del contratto di conferimento d'incarico; la sequela d'inadempimenti e la sistematica reiterazione di una programmazione difforme con il Piano sanitario nazionale e con l'attività legislativa regionale evidenziano una condotta incompatibile con il corretto assolvimento dell'incarico di direttore generale dell'ASL; per la nomina a direttore generale occorre avere una "comprovata esperienza dirigenziale, almeno quinquennale" svolta a seguito di formale conferimento d'incarico riconducibile alla struttura organizzativa della unità operativa complessa (art. 1, comma 4, lettera b) , del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171 e successive modificazioni e integrazioni) mentre l'incarico professionale di provenienza del dottor Franklin Picker è quello di "dirigente medico con incarico di struttura semplice", come risulta dalla determinazione dirigenziale n. 741 del 29 luglio 2016 della ASL Na3Sud, si chiede di sapere quali iniziative di competenza intenda assumere il Ministro in indirizzo affinché, alla luce dei fatti descritti, sia valutata la disapplicazione del suddetto atto aziendale, nonché accertata la legittimità del decreto del commissario ad acta n. 54 del 2018 e della permanenza dell'attuale direttore generale alla dirigenza dell'ASL di Benevento. Atto n. 4-00492 SANTILLO RICCIARDI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: un articolo pubblicato sul quotidiano "Il Sole 24-Ore", in data 30 luglio 2018, evidenzia quanto segue: "Etilometri, il risultato è spesso inaffidabile (e si può contestare). Analizzando alcuni libretti metrologici, sarebbero emerse alcune anomalie e qualcuno ipotizza persino che gli etilometri funzionino in modo diverso nell'uso quotidiano rispetto ai test di banco (un po' come accaduto nel dieselgate). Una decina di giorni fa è stata depositata alla Procura di Treviso una denuncia secondo cui le istruzioni in italiano di un modello di etilometro sarebbero diverse da quelle originali e non terrebbero conto della riduzione della precisione col passare del tempo, cosa che invaliderebbe le verifiche di laboratorio sull'apparecchio stesso. Ad oggi, però, nessuna di queste ipotesi è stata dimostrata in modo inoppugnabile, né tantomeno è stata fatta propria da un giudice in una sentenza. Scientificamente sono invece riconosciuti elementi contingenti quali presenza di sostanze volatili nel cavo orale (come i collutori) , il reflusso gastro-esofageo e insufficiente collaborazione da parte di chi soffia. Ma il principale elemento di potenziale inattendibilità è che l'apparecchio misura la concentrazione di alcol nell'aria espirata, mentre per legge conta quella nel sangue. Quest'ultima è ottenuta dall'etilometro, applicando un fattore di conversione fisso determinato su una media di persone. Chi è fuori media potrebbe risultare in regola anche se è ebbro o punibile anche se ha nel sangue alcol nei limiti. Gli agenti, dunque, dovrebbero sempre annotare i particolari utili al giudice per valutare l'accaduto, indipendentemente dal risultato del test . Agli agenti è richiesta cautela anche perché le potenziali contestazioni sull'attendibilità degli etilometri riguardano pure la verifica della regolarità degli apparecchi, che compete a loro e può farli finire indagati. Ogni etilometro, prima di entrare in servizio, va sottoposto alla «verifica primitiva», che deve accertarne la precisione e va seguita ogni anno da controlli un po' meno approfonditi («verifiche periodiche»). Per le "primitive", c'è una sola struttura competente per legge (articolo 379 del Regolamento di esecuzione del Codice della strada): il Csrpad (Centro superiore ricerche e prove autoveicoli e dispositivi), di Roma. Ma la delicatezza dei banchi prova usati per le verifiche e le difficoltà nel finanziare e bandire appalti fa sì che dall'anno scorso gli unici banchi pubblici funzionanti siano quelli del Cpa (Centro prove autoveicoli) di Milano. Si è pensato di rimediare considerando questo Cpa una sede «coordinata» col Csrpad. Così le prove si svolgono a Milano e sono subito annotate sul libretto metrologico, con la data di effettuazione. Poi però il libretto deve tornare a Roma, per ricevere il timbro finale del Csrpad, con relativa data. Tra difficoltà organizzative e ingolfamento degli uffici, il tempo tra i test e il timbro è via via aumentato. Fino a sfiorare i cinque mesi, come risulta al Sole 24 Ore. Quindi, un etilometro nuovo deve restare inutilizzato per quasi metà del periodo in cui la "verifica primitiva" è valida: senza il timbro del Csrpad il libretto metrologico non ha valore. E dopo appena sette mesi l'apparecchio va tolto dal servizio per essere sottoposto alla "verifica periodica", la quale - viste le difficoltà descritte - comporta attualmente un fermo da tre a sei mesi, secondo quanto denunciato da La Stampa alcune settimane fa. Non solo. La grande differenza temporale fra la data del test e quella del timbro può trarre in inganno i corpi di polizia, abituati a capire proprio dal timbro se un etilometro ha la "revisione" scaduta o può essere ancora utilizzato: bisogna guardare la data del test e avere l'accortezza di togliere l'apparecchio dal servizio se è trascorso più di un anno. Chi non lo fa rischia non solo di vanificare il proprio lavoro, ma anche di finire indagato: