[pronunce]

n. 387 del 2003, che disciplina il procedimento amministrativo volto al rilascio della indicata autorizzazione. La norma statale, infatti, ispirata a canoni di semplificazione, è finalizzata a rendere più rapida la costruzione degli impianti di produzione di energia alternativa e non contempla alcuna delle condizioni o degli adempimenti previsti dalle disposizioni regionali impugnate quali, tra gli altri, la necessaria previa adozione da parte dei Comuni di uno specifico strumento di pianificazione (PRIE) e la fissazione di un indice massimo di affollamento (parametro di controllo P). Tale contrasto comporta la violazione dell'indicato parametro costituzionale, non potendo il legislatore regionale introdurre, nell'ambito del procedimento di autorizzazione di cui all'art. 12 del d.lgs. n. 387 del 2003, nuovi o diversi adempimenti rispetto a quelli indicati dalla norma statale (sentenza n. 124 del 2010). 2.3. - Il richiamo compiuto dagli artt. 10 e 14 alle altre disposizioni contenute nel regolamento n. 16 del 2006 impone alla Corte l'esame anche di queste ultime. In particolare, dopo l'indicazione contenuta negli artt. 1, 2, e 3 delle finalità e dell'ambito di applicazione dell'indicato regolamento, gli artt. 4, 5, 6 e 7 sono diretti alla disciplina dei PRIE di cui i Comuni si devono dotare al fine di individuare le aree non idonee all'installazione di impianti eolici. Il successivo art. 8 stabilisce che la valutazione di impatto ambientale relativa al singolo progetto di impianto eolico deve essere compiuta mediante un esame congiunto con gli altri progetti che insistono sulla stessa area, elencando i successivi artt. 9, 10 e 11 i documenti che a tali fini il richiedente deve depositare e i criteri con i quali vanno predisposti. L'art. 12 detta la disciplina in materia di impianti eolici off-shore; l'art. 13 introduce, poi, il parametro di controllo con lo scopo di regolare il numero di interventi in determinate aree territoriali (comunali e intercomunali). Tale parametro, fissato in 0,75, è calcolato sulla base del rapporto tra la somma delle lunghezze dei diametri di tutti gli aerogeneratori e il lato del quadrato di area della superficie comunale secondo il dato ISTAT. Infine, quanto all'art. 14, oltre a contenere le previsioni già sopra scrutinate, al comma 3 individua i criteri tecnici validi per l'individuazione delle zone dov'è possibile collocare gli impianti eolici (anch'essi in parte indicati dall'art. 3); mentre i commi da 4 a 6 fissano gli adempimenti che il proponente deve rispettare per ottenere l'autorizzazione, tra i quali rientra il rispetto in sede di progettazione delle prescrizioni contenute nell'art. 10 dalla lettera b) alla lettera n) e nell'art. 11. Dal vaglio delle diverse disposizioni del regolamento n. 16 del 2006 è evidente lo stretto legame in cui risultano avvinte, in quanto sono tutte dirette a disciplinare il procedimento di autorizzazione alla costruzione di impianti eolici, in contrasto con i parametri costituzionali sopra indicati. Ciò comporta che, ai sensi dell'articolo 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, deve essere dichiarata l'illegittimità costituzionale consequenziale dell'art. 3, comma 16, della legge regionale n. 40 del 2007, nella parte in cui richiama le disposizioni del regolamento n. 16 del 2006 diverse dagli artt. 10 e 14, commi 2 e 7 (sentenza n. 69 del 2010). 3. - Restano assorbiti gli ulteriori profili di censura dedotti dal remittente.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 16, della legge della Regione Puglia 31 dicembre 2007, n. 40 (Disposizioni per la formazione del bilancio previsione 2008 e bilancio pluriennale 2008-2010 della Regione Puglia), nella parte in cui richiama gli artt. 10 e 14, commi 2 e 7, del regolamento 4 ottobre 2006, n. 16. (Regolamento per la realizzazione di impianti eolici nella Regione Puglia); dichiara, ai sensi dell'articolo 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 16, della legge regionale n. 40 del 2007, nella parte in cui richiama le restanti disposizioni del regolamento n. 16 del 2006. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 novembre 2010. F.to: Ugo DE SIERVO, Presidente Maria Rita SAULLE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 novembre 2010. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA