[ddlpres]

Art. 4. (Modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, in materia di organizzazione del lavoro dei soggetti sottoposti al trattamento penitenziario) 1. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono apportate modifiche alle norme che disciplinano l'organizzazione del lavoro dei soggetti sottoposti al trattamento penitenziario contenute nel regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, sulla base dei seguenti criteri: a) valorizzare, anche nell'ambito dell'esecuzione penale, il principio di sussidiarietà orizzontale, attuando iniziative di promozione del lavoro dei soggetti sottoposti al trattamento penitenziario e incoraggiando l'interazione con l'iniziativa economica privata, comprese le organizzazioni non lucrative che contribuiscono al perseguimento delle finalità sociali in condizioni di pari trattamento, in modo effettivo e trasparente e in base al principio del risultato; b) sistematizzare le relazioni tra le imprese e le strutture carcerarie attraverso l'istituzione presso l'amministrazione penitenziaria di una piattaforma informatica e di un punto unico di accesso al fine, ove possibile, di favorire l'interazione tra i datori di lavoro privati, i singoli provveditorati e le singole direzioni carcerarie; c) prevedere, in attuazione dei princìpi di solidarietà sociale e di sussidiarietà orizzontale, che l'amministrazione penitenziaria abbia la possibilità di apprestare, in relazione ad attività aventi spiccata valenza sociale, modelli organizzativi di co-gestione, privi di rapporti sinallagmatici; d) riconoscere ai fini curriculari e della relativa formazione professionale le prestazioni lavorative svolte dai soggetti detenuti o internati; e) favorire l'accoglimento delle commesse di lavoro provenienti da soggetti privati prevedendo anche l'estensione della possibilità, per i detenuti, di svolgere lavoro a domicilio e introducendo altresì gli strumenti del lavoro agile e del telelavoro, al fine di incrementare l'occupabilità dei detenuti; f) valorizzare la collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, la Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, gli enti del Terzo settore di cui all'articolo 4 del codice di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, e gli ordini professionali, al fine di diffondere la conoscenza delle iniziative legislative e amministrative volte a incentivare il reinserimento lavorativo dei soggetti sottoposti al trattamento penitenziario; g) prevedere, attraverso la sottoscrizione di accordi e protocolli di intesa territoriali da stipulare con i rispettivi provveditorati dell'amministrazione penitenziaria, le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e gli enti del Terzo settore di cui all'articolo 4 del codice di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, l'istituzione e la diffusione uniforme negli istituti penitenziari di appositi sportelli in grado di erogare servizi volti in particolare a migliorare l'occupabilità nonché a fornire informazioni, accompagnamento e supporto in materia di rapporto di lavoro e tutela dei diritti; h) potenziare il sistema di istruzione negli istituti penitenziari, valorizzando le funzioni attribuite alla commissione didattica di cui all'articolo 41, comma 6, del medesimo regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000 e prevedendo servizi di tutoraggio resi anche nell'ambito di programmi di servizio civile universale o di altre forme di collaborazione con enti e istituti che affianchino l'attività degli insegnanti. Art. 5. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Salvo quanto previsto dall'articolo 1, comma 1, lettera h) , e dall'articolo 2, comma 2, dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2. Le amministrazioni competenti provvedono all'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.