[massime]

'Referendum' abrogativo - Elezioni del Senato della Repubblica - Richiesta di abrogazione referendaria della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste - Assenza nella normativa di risulta di una soglia minima per l'assegnazione del premio di maggioranza - Carenza riscontrabile già nella normativa vigente - Segnalazione al Parlamento dell'esigenza di considerare con attenzione gli inerenti aspetti problematici.. L'assenza di una soglia minima per l'assegnazione del premio di maggioranza, relativamente alle elezioni del Senato della Repubblica è carenza riscontrabile già nella normativa vigente che non impone le coalizioni, ma le rende solo possibili e, dunque, non osta all'ammissibilità del quesito referendario volto alla abrogazione, per le elezioni del Senato della Repubblica, della possibilità del collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste. Né l'ammissibilità può dipendere da possibili esiti futuri, molteplici e imprevedibili, tali da aggravare, o non, carenze già esistenti nella legislazione vigente, potendosi la Corte spingere a valutare soltanto un dato di assoluta oggettività, quale la permanenza di una legislazione elettorale applicabile, a garanzia della stessa sovranità popolare. Ogni altra considerazione deve, infatti, seguire le vie normali di accesso al giudizio di costituzionalità delle leggi. L'impossibilità di dare, in sede di controllo di ammissibilità dei referendum, un giudizio anticipato di legittimità costituzionale, non esime, in ogni caso, dal dovere di segnalare al Parlamento l'esigenza di considerare con attenzione gli aspetti problematici di una legislazione che non subordina l'attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento, sia pure a livello regionale, di una soglia minima di voti e/o di seggi.