[sommcomm]

Sull'argomento si apre una discussione, con l'intervento delle senatrici BONFRISCO ( L-SP-PSd'Az ), PUCCIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) e GIAMMANCO ( FI-BP ) e del senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ), in seguito alla quale il senatore FAZZOLARI ( FdI ) ritira l'emendamento e presenta un conferente ordine del giorno che è sottoscritto da tutti i commissari presenti. Con il parere favorevole del relatore e del rappresentante del GOVERNO, previa verifica del numero legale, l'ordine del giorno G/822-B/2/14, posto ai voti, è approvato. L'emendamento 3.1, a cui aggiungono la firma i senatori MASINI ( FI-BP ), GIAMMANCO ( FI-BP ), CESARO ( FI-BP ) e MINUTO ( FI-BP ), posto ai voti, è respinto. L'emendamento 20.1, a cui aggiungono la firma i senatori MASINI ( FI-BP ), GIAMMANCO ( FI-BP ), CESARO ( FI-BP ) e MINUTO ( FI-BP ), posto ai voti, è respinto. L'emendamento 20.2, posto ai voti, è respinto. L'emendamento 20.3, a cui aggiungono la firma i senatori MASINI ( FI-BP ), GIAMMANCO ( FI-BP ), CESARO ( FI-BP ) e MINUTO ( FI-BP ), posto ai voti, è respinto. L'emendamento 20.4 risulta decaduto per assenza dei proponenti. L'emendamento 20.5, a cui aggiungono la firma i senatori MASINI ( FI-BP ), GIAMMANCO ( FI-BP ), CESARO ( FI-BP ) e MINUTO ( FI-BP ), posto ai voti è respinto. La Commissione conferisce, quindi, il mandato al relatore a riferire oralmente in senso favorevole sul disegno di legge all'Assemblea. La seduta termina alle ore 18,55. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 770 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI La 14ª Commissione permanente, esaminato il disegno di legge in titolo, rilevato che il disegno di legge rimodula in maniera organica la normativa in materia vaccinale, sopprimendo gli obblighi di vaccinazione previsti dal decreto-legge n. 73 del 2017, cosiddetto "decreto Lorenzin" e il connesso requisito di adempimento vaccinale per l'iscrizione scolastica, e prevede, invece, l'adozione di un Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), per l'individuazione degli obiettivi vaccinali e degli standard minimi di qualità delle attività vaccinali, prevedendo anche la possibilità dell'adozione di "piani straordinari", con cui poter imporre "l'obbligo di effettuazione di una o più vaccinazioni per determinate coorti di nascita o per gli esercenti le professioni sanitarie"; valutato che: - nella raccomandazione del Consiglio, del 7 dicembre 2018, relativa al rafforzamento della cooperazione nella lotta contro le malattie prevenibili da vaccino (2018/C 466/01), gli Stati membri sono esortati a elaborare e attuare piani di vaccinazione a livello nazionale o regionale, laddove opportuno, volti ad aumentare la copertura vaccinale, al fine di raggiungere gli obiettivi e i traguardi posti dall'Organizzazione mondiale della sanità nel Piano d'azione europeo per i vaccini 2015-2020. Agli Stati membri viene inoltre richiesto di adoperarsi per rafforzare la fornitura di vaccini e per ridurre i rischi di carenze; - la risoluzione del Parlamento europeo, del 19 aprile 2018, sulla riluttanza nei confronti dei vaccini e il calo del tasso di vaccinazione in Europa, invita gli Stati membri a garantire una vaccinazione sufficiente degli operatori sanitari, ad adottare misure efficaci contro la diffusione di informazioni fuorvianti e ad attuare interventi per migliorare l'accesso ai medicinali; - nella comunicazione "Rafforzamento della cooperazione nella lotta contro le malattie prevenibili da vaccino" (COM(2018) 245), la Commissione europea afferma che "la vaccinazione ha portato benefici sanitari e socioeconomici immensi agli individui, alle popolazioni e alla società nel suo complesso. È uno degli interventi di sanità pubblica più efficienti in termini di costi, un pilastro dei programmi di prevenzione a livello mondiale e la principale misura elettiva per la prevenzione dalle malattie infettive". Occorre, quindi, che gli Stati membri intraprendano misure volte a superare l'esitazione vaccinale (il ritardo nell'accettazione o il rifiuto dei vaccini) e a migliore la copertura vaccinale; esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge n. 770 e valutato che non presentano profili di incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo sul testo del disegno di legge e sugli emendamenti ad esso riferiti. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1165 La 14ª Commissione permanente, esaminato il disegno di legge in titolo, rilevato che esso contiene un complesso di misure, connesse con il possibile recesso del Regno Unito dall'Unione europea in assenza di accordo, inerenti: - l'esercizio del golden power sulla stipula con soggetti esterni all'UE di accordi o contratti per l'acquisto dibeni o servizi relativi alle reti di comunicazioneelettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G (articolo 1); - la disciplina, per il periodo transitorio di diciotto mesi, dei servizi degli istituti di credito e assicurativi prestati reciprocamente nei due Paesi (articoli 2-13); - lo status e i diritti dei cittadini soggiornanti nei reciproci Paesi (articoli 14-17); - l'autorizzazione all'aumento del capitale italiano nella BEI, in sostituzione di quello del Regno Unito (articolo 18), e ad aumenti di personale in vista della presidenza italiana del G20 (articolo 19); - la prosecuzione, previa autorizzazione della Commissione europea, del programma GACS di cartolarizzazione dei crediti deteriorati (articoli 20-23); premesso che: - in data 29 marzo 2017, il Regno Unito ha formalizzato l'intenzione di recedere dall'Unione europea ai sensi dell'articolo 50 del Trattato sull'Unione europea (TUE) e che il 29 marzo scorso, la House of Commons , ha respinto per la terza volta l'accordo di recesso del Regno Unito, concordato con l'Unione europea. A distanza di pochi giorni, il Parlamento ha messo ai voti e respinto 4 piani alternativi a quello del Governo: la permanenza nell'unione doganale, la permanenza nel mercato unico (modello Norvegia), la richiesta di un secondo referendum su qualsiasi piano approvato dal Parlamento e la richiesta di un ulteriore rinvio della Brexit o di revoca dell'articolo 50 in caso di rinvio non concesso, per evitare l'uscita senza un accordo; - il Consiglio europeo del 21 marzo scorso ha stabilito che, in mancanza della ratifica britannica dell'accordo di recesso o in mancanza dell'approvazione di una precisa indicazione su come procedere (da sottoporre al Consiglio europeo), la data di recesso ex articolo 50 del TUE è fissata al 12 aprile 2019.