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Vorrei chiederle se può farsi portavoce presso il Governo affinché provveda al più presto allo sblocco delle attività riguardanti gli impianti di risalita che in questa fase dell'anno sono indispensabili, ad esempio, per la pratica dell'alpinismo e dello sci estivo. Nonostante le iniziative di alcuni governatori delle Regioni, che in questo senso hanno già parzialmente cercato di anticipare qualche intervento, credo che urga una correzione normativa nazionale che metta al più presto i gestori nelle condizioni di far ripartire questo settore sportivo che, pur essendo specifico, nell'economia delle nostre piccole vallate alpine è molto importante. Per evidenti ragioni, la montagna è forse un luogo più sicuro in cui si può immaginare un più rapido ritorno alla normalità. Per quanto riguarda lo sport professionistico - anch'io ritorno sul mondo del calcio, sia per passione sia perché è effettivamente un'industria enorme e importante anche in termini di ricadute finanziarie e di occupazione - credo che occorra fare uno sforzo per permettere ai campionati di ripartire con una formula ridotta e che consenta di assegnare i titoli e di stabilire promozioni e retrocessioni. Ammetto che non è facile, sono un medico e quindi capisco perfettamente il discorso che lei ha fatto riguardo ai protocolli sanitari e quindi si deve partire con la massima sicurezza, anche per mettere al riparo l'intero sistema da un'estate da passare in contenziosi e ricorsi: non ci sarebbe messaggio peggiore da parte del mondo del calcio, ma questo diventerà inevitabile se i verdetti non passeranno dal campo da gioco. Il calcio professionistico, in generale tutto lo sport professionistico, merita la stessa attenzione di qualsiasi altro comparto economico e oggi lo si tutela anche mettendolo al riparo da un'estate di tribunali, che rischia di mandare in crash l'intero sistema. Dico questo pensando non solo alla serie A, ma anche ai campionati inferiori, dove ci sono società che hanno fatto ingenti sforzi economici e che legittimamente vorrebbero giocarsi sul campo le loro possibilità di promozione e salvezza. L'ultima riflessione, signor Ministro, riguarda i prossimi grandi eventi, dal Campionato europeo di calcio 2021 alle Olimpiadi, su cui proprio la scorsa settimana abbiamo votato. Credo che queste manifestazioni vadano costruite secondo una nuova prospettiva, cioè come punto di approdo di un percorso di eventi e appuntamenti per dare nuova linfa al turismo. Dobbiamo capitalizzare queste manifestazioni, immaginarle come strumenti di promozione territoriale che si sviluppano su un lungo periodo, dove accanto allo sport c'è anche la musica, ci sono le tradizioni, ci sono manifestazioni di carattere culturale. Lo sport deve provare a prendere per mano tutti questi settori che oggi scontano drammaticamente la crisi prodotta dalla pandemia. In conclusione, per noi sono queste le direttrici di lavoro che spettano al suo Dicastero: da una parte lo sport come pilastro fondamentale delle politiche di prevenzione primaria per le malattie, dall'altro lo sport come leva della ripartenza. Per dirlo in una sola frase, uno sport a vocazione sociale al servizio dell'interesse generale. Buon lavoro. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Ministro, lo sport è la terza industria del Paese, va considerato quindi a tutti gli effetti come il mondo imprenditoriale e produttivo. Molti colleghi lo hanno già detto prima di me: rappresenta più del 3 per cento del PIL, più di un milione di occupati, più di 20 milioni di praticanti, di cui circa cinque milioni sono bambini. Ci sono 100.000 centri sportivi, ma dobbiamo ricordare che circa 30.000 di questi rischiano di non riaprire per ancora troppa burocrazia. Speriamo che le misure ulteriori previste in questo decreto aiutino la ripresa di un settore che sta soffrendo moltissimo. Parliamo di palestre e di piscine che hanno già perso circa il 35 per cento del proprio fatturato. Pensiamo al turismo sportivo, ai grandi eventi, come si ricordava prima e la settimana scorsa, le Olimpiadi Milano-Cortina, gli ATP di Torino e tanti altri eventi che speriamo possano ripartire e che riguardano le diverse discipline sportive. C'è un mondo enorme e straordinario non solo dal punto di vista economico, ma culturale e sociale, di aggregazione e di inclusione del nostro Paese. C'è lo sport del mondo del professionismo sportivo e c'è lo sport di base, entrambi sono fondamentali, ma è un settore che ha bisogno di una visione organica, di una programmazione. Bene quindi, Ministro, tutte le misure a sostegno che lei ha già preso, prima con il cura Italia e poi con il decreto rilancio, che nelle prossime ore sarà all'attenzione del Consiglio dei ministri. Abbiamo bisogno però di dare certezza e programmazione. Abbiamo bisogno di fare investimenti subito, di far ripartire lo straordinario lavoro che si fa nei territori. Bene l'accordo per esempio sui centri estivi, rimettendo in moto il terzo settore e, quindi, tutto il mondo del volontariato e delle società sportive sui territori. Bene quindi l'accordo tra lei e il ministro Bonetti. Significa ripartire dal valore sociale, educativo, dalla lotta alle dipendenze che molto spesso si combatte attraverso lo sport. Pensiamo però anche ad una nuova sinergia tra sport e istituzioni nazionali e locali e in modo particolare a questo momento di chiusura delle scuole, a cosa voglia dire per tanti bambini e adolescenti rimanere in casa tutto il giorno, sempre connessi, on line . Lo sport è quindi un grande motore di crescita, ha un valore straordinario e unico. Pertanto bisogna approfittare di questo momento per fare un investimento nella riorganizzazione degli spazi nelle scuole. Come Italia Viva noi crediamo nell'edilizia scolastica; anche le palestre, a nostro avviso, devono essere fruibili ventiquattro ore al giorno perché sono fondamentali all'interno di ogni Comune e di ogni territorio. Pensiamo quindi a come rivedere gli spazi per i nostri ragazzi. Ad esempio, una delle proposte che avanziamo come Italia Viva sullo sport di base è relativa alle modalità per riuscire a renderlo obbligatorio e gratuito. Ciò significa detrazioni fiscali per le famiglie, aiutando anche le associazioni sui territori a ripartire da questa grande opportunità. Pensiamo anche alla prescrizione obbligatoria medica dei pediatri, ma anche per la terza età. Lo sport è infatti un farmaco fortissimo straordinario, pensando all'obesità infantile, agli stili di vita e alla sana alimentazione. Si possono fare tante cose importanti e abbiamo bisogno anche di persone competenti, di managerialità nello sport. Abbiamo bisogno di far lavorare finalmente i laureati in scienze motorie nelle scuole e nei centri estivi. Approfittiamo pertanto di questo momento drammatico di crisi per rivedere il settore. Infine, ma non ultimo, il mio appello, signor Ministro, è di riaprire il campionato di calcio. Il mio appello è rivolto al calcio non solo da appassionata e da tifosa, ma perché davvero lo chiedono tutti, lo chiedono milioni di italiani. Abbiamo riaperto e stiamo riaprendo tutto, quindi lo possiamo fare in sicurezza. Bene tutte le tutele e le misure, ma ci dobbiamo fidare del protocollo sanitario della FIGC. È un protocollo che è stato preparato da medici competenti, medici esperti dell'Istituto Spallanzani.