[pronunce]

che, infine, quanto alla questione sollevata dal Tribunale di Foggia (r.o. n. 900 del 2003), la relativa ordinanza è del tutto priva della descrizione della fattispecie oggetto del giudizio a quo e non contiene alcuna motivazione in ordine alla rilevanza; che, sulla base delle considerazioni sopra svolte, le questioni sollevate dalla Corte d'appello di Roma e dai Tribunali di Orvieto, della Spezia e di Roma devono essere dichiarate manifestamente infondate e la questione sollevata dal Tribunale di Foggia deve essere dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 511, comma 2, 525 e 526 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 111 della Costituzione, dal Tribunale di Foggia, con l'ordinanza in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 500, 511, comma 2, 511-bis, 514 e 525, comma 2, del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dalla Corte d'appello di Roma e dai Tribunali di Orvieto, della Spezia e di Roma, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 dicembre 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Guido NEPPI MODONA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 dicembre 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA