[resaula]

ritenuto che i dipendenti di Unicoop Tirreno hanno già significativamente contribuito a riallineare il costo del lavoro al volume dei ricavi, acconsentendo alla sospensione di parti importanti del contratto integrativo aziendale e infliggere l'ulteriore penalizzazione della disdetta della contrattazione integrativa sarebbe, a parere dell'interrogante, oltre che ingiusto anche incomprensibile, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto e se voglia avviare un confronto congiunto con tutte le parti sindacali, che affronti complessivamente la presenza e il futuro della Coop in questi territori; come intenda evitare la cessione degli 8 punti vendita e soprattutto scongiurare gli esuberi di centinaia di persone, garantendo il futuro occupazionale e della cooperazione nei territori coinvolti. Atto n. 4-00597 DE PETRIS Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: come accade periodicamente oramai da anni, anche in queste ultime settimane sulla stampa locale del sud pontino si è acceso il dibattito sulla presenza del "pontile petroli" ENI in pieno centro urbano a Gaeta (Latina), con tutti i gravi rischi per la popolazione in caso di possibili incidenti connessi con le attività di carico e scarico di prodotti petroliferi; contrariamente a quanto da sempre assicurato dai vertici dell'autorità portuale di Civitavecchia (la cui circoscrizione di competenza fu estesa nel 2002 al porto commerciale di Gaeta, includendo l'intero golfo), anziché provvedere alla delocalizzazione del pontile petroli, al fine di assicurare lo svolgimento delle operazioni commerciali in condizioni di massima sicurezza, tanto per l'ecosistema marino e costiero quanto e soprattutto per la popolazione in considerazione della prossimità dell'abitato e delle attività umane, con delibera n. 12 del 17 febbraio 2014, viene previsto lo spostamento del pontile petroli nell'ambito del porto commerciale, che ha suscitato forti proteste da parte dell'amministrazione formiana, degli operatori turistici e balneari e delle associazioni di cittadini del comprensorio, in quanto la nuova ubicazione risultava in prossimità della spiaggia di Vindicio, con tutti i conseguenti rischi e pericoli che non venivano eliminati ma solamente trasferiti; oltre a ciò, veniva fatto notare come la nuova localizzazione prescelta risultasse sempre essere nell'ambito dell'area sensibile individuata dalla Regione Lazio ai sensi della direttiva 91/271/CEE del 21 maggio 1991; per contro, è stato ritenuto da più parti che la soluzione ottimale, capace di contemperare le esigenze di natura economica e commerciale con la sicurezza e la salvaguardia dell'ambiente, poteva essere lo spostamento del terminal petrolifero offshore a una congrua distanza di sicurezza dalla costa ed al di fuori dell'area sensibile, proprio come avviene da sempre nel porto di Fiumicino (anch'esso amministrato dall'autorità portuale di Civitavecchia) e come di recente delocalizzato nel porto di Civitavecchia, analogamente a quanto avviene in altre parti d'Italia e del mondo; nei giorni scorsi, l'assemblea contro il pontile petroli, sito nel cuore della città di Gaeta, ha dato il via a due raccolte firme per la dismissione del pontile ENI anche in considerazione della recente scadenza della concessione alla stessa società, che favorirebbe, in questo periodo di riassestamento, una soluzione definitiva del problema; la multinazionale del petrolio insiste per un rinnovo decennale e per un ingrandimento del pontile, oltre che per il suo spostamento a ridosso della spiaggia di Vindicio, sul confine con il comune di Formia; se le richieste di Eni venissero accolte, aumenterebbero i rischi legati alla sicurezza per la presenza di un sito tanto delicato e pericoloso nei pressi di un centro abitato con un impatto ancor più negativo sull'ambiente, sulle attività turistiche e di pesca; i cittadini del golfo di Gaeta chiedono, invece, che il pontile ENI venga dismesso con conseguente riqualificazione dell'area interessata e riallocazione dei lavoratori attualmente impiegati nella struttura petrolifera o, in extrema ratio , che si preveda una delocalizzazione della struttura offshore , con una concessione che riduca l'ipoteca decennale sul futuro delle zone costiere, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario e urgente assumere le opportune iniziative per l'immediata delocalizzazione del pontile petroli di Gaeta in un luogo più sicuro, conformemente alla normativa in materia di sicurezza, al fine di garantire, compatibilmente alle esigenze di natura economica e commerciale, anche la salute e la sicurezza dei cittadini. Atto n. 4-00598 IANNONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che a quanto risulta all'interrogante: in data 10 agosto 2018, per svernamenti illeciti ed emissioni maleodoranti, sono scattate 9 denunce e il sequestro di un depuratore di Mercato San Severino (Salerno); i Carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico), dietro indagine della Procura di Nocera Inferiore, hanno ispezionato l'impianto ubicato nella frazione di Costa, accertando violazioni in materia ambientale; dopo un'ispezione a giugno 2018, era emerso che l'impianto scrubber non era attivo, né funzionante, i locali destinati ai trattamenti erano risultati non in depressione e gli interventi migliorativi imposti dalla Giunta regionale erano stati realizzati solo parzialmente, con l'evidente diffusione di miasmi maleodoranti in atmosfera; le varie fasi della depurazione delle acque reflue urbane non erano quindi assistite da idonei impianti di captazione e trattamento delle emissioni maleodoranti, generando l'immissione in atmosfera di odori nauseabondi, che hanno provocato evidenti disagi ai residenti delle aree limitrofe al depuratore; ulteriori controlli sono stati effettuati dai Carabinieri anche presso gli opifici industriali ubicati nei comuni di Montoro, Fisciano e Mercato San Severino; nel tempo si sono susseguite numerose segnalazioni dell'Amministrazione comunale di Mercato San Severino (come da note n. 17796 e n. 17797 del 16 luglio 2018 al protocollo generale dell'ente) pronta a dare sostegno alle istanze dei cittadini residenti nelle aree limitrofe, riguardo a sversamenti illeciti nei corsi d'acqua, cui è seguita un'intensificazione degli accessi ispettivi, già in atto da parte del personale specializzato del Noe di Salerno con l'ausilio di personale tecnico dell'Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania);