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Oggi il Ministro dell'interno si è recato sul posto e ha trovato i soliti facinorosi che la stampa chiama «ragazzi dei centri sociali» - ma i ragazzi non sono cattivi, magari protestano un po' ma tutto sommato basta uno scappellotto - e invece sono bande di sceriffi rossi e di violenti che hanno creato, in particolare nel quartiere di San Lorenzo, una zona dove la presenza dello Stato non è ammessa. Invece di liberare quel posto, e in questo momento lasciarlo accessibile alla pietà popolare e istituzionale, hanno sentito il dovere di creare uno sbarramento per difendere il diritto di occupare abusivamente degli stabili e di impedire che lo Stato e le istituzioni possano e debbano riappropriarsi, a nome di tutti i cittadini, di questi spazi. Quello che è grave è che questo non accade solo a San Lorenzo, dove c'è un'antica storia, dagli anni Settanta, quando il covo di via dei Volsci dell'Autonomia operaia e dei collettivi autonomi dell'università imperversavano nella zona, impedendo a chiunque non avesse le stesse idee e fosse meno che estremista di sinistra, di poter praticare liberamente quei quartieri e quelle zone, tanto che anche in anni recenti al mio partito e a tanti altri è stato vietato dalla questura di Roma di tenere comizi in campagna elettorale o di esercitare il libero e democratico diritto di informare i cittadini attraverso la presenza nelle piazze, per ragioni di ordine pubblico, che - tradotto - significa che arrivano quelli dei centri sociali e fanno disordini. La polizia e la questura, invece di arrestare i facinorosi dei centri sociali e di chiudere i luoghi dove si coltiva la violenza, dove si educa a questa impunità, impediscono alle forze civili e democratiche di esercitare i loro diritti. Ora siamo arrivati all'assurdo che in questi luoghi sottratti al controllo dello Stato e delle istituzioni c'è gente che muore in quelle condizioni raccapriccianti. Non è la prima volta che accade, questa volta si è trattato di una ragazza minorenne, ma è già accaduto in altri stabili: a Roma ce ne sono altri cento. Il vice sindaco della città è andato recentemente a incontrare alcuni di questi occupanti, che pretendono il diritto di mantenere questi spazi occupati a danno della collettività, dove si esercitano illegalità, violenza - e in questo caso anche stupro ed omicidio - e chiedono di non applicare invece le direttive sugli sgomberi. Noi vogliamo sapere dal Governo, tramite lei, se gli sgomberi di questi spazi verranno fatti o se le contraddizioni interne alla maggioranza non lasceranno di nuovo tutto fermo, al di là delle chiacchiere. Poi, infatti, il tempo passa e questi episodi continuano ad accadere. (Applausi dal Gruppo FdI) . Disegno di legge (362) fatto proprio da Gruppo parlamentare DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, intervengo per far proprio come Gruppo l'Atto Senato 362, a prima firma Liliana Segre, recante «Istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza». Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno BONFRISCO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BONFRISCO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, l'intervento del collega Marsilio ci ha introdotto e aperto il quadro di questa situazione in modo più ampio. A me oggi piace ricordare in questa sede questa povera figlia, questa ragazza, che per andare a recuperare un suo oggetto, che evidentemente sapeva che si trovava lì, per non tornare a casa e dire ai genitori che aveva smarrito o le era stato rubato un prezioso oggetto, come può essere un tablet , è andata incontro alla morte; a una morte orrenda, che nessuna giovane, nessuna donna dovrebbe mai fare. Questo evento è strettamente collegato al degrado di questa città, all'incuria di questa città, alla mortificazione di questa città, che tutti i cittadini pagano e oggi, in modo ancor più clamoroso, una cittadina di questo territorio, una figlia, una sorella, che, come Pamela Macerata, è stata travolta da una violenza che per noi è inaccettabile. Il collega Marsilio ha fatto bene a ricordare tante cose. Aggiungo a questi aspetti quello che più oggi mi ha colpito. In un momento tragico come questo, in cui il Ministro dell'interno esce dal Ministero e va su quei luoghi a rendersi conto di persona di quel degrado, di quello che deve essere fatto immediatamente e a rendere omaggio a questa povera figlia, quel Ministro dell'interno è stato accusato proprio da quei centri sociali, è stato insultato da loro, come se insultando si potesse mai risolvere qualche problema, mentre i problemi di questa città sono ancora tutti lì davanti a noi e devono essere affrontati con il massimo dell'attenzione e della severità. Ma nei confronti delle nostre figlie, delle nostre sorelle, delle nostre madri noi non possiamo più tollerare questo. La nostra tolleranza sarà zero nei confronti di queste persone, che non sono, secondo me, nemmeno degne di essere chiamate persone. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FI-BP e FdI). La nostra civiltà e la nostra storia li sconfiggeranno. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FI-BP e FdI. Congratulazioni). AIMI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, anche da parte del Gruppo Forza Italia c'è la consapevolezza che a livello nazionale, non solo a Roma, ma in tantissime realtà cittadine, purtroppo la criminalità stia imperversando, dilagando. È diventato un imperativo categorico quello di intervenire da parte delle Forze dell'ordine con quella fermezza e durezza che la gente ci chiede, soprattutto nelle zone più degradate, quelle nelle quali si trovano a vivere, gomito a gomito, brave persone con altri che hanno scopi diversi; con quei delinquenti, che meriterebbero in certe parti del nostro territorio di essere semplicemente assicurati alla giustizia. Se n'è andata una minorenne in una maniera atroce; aveva sedici anni Desirée. È l'ennesima vittima dell'incuria dello Stato. Ci fa tanto piacere che il Ministro dell'interno sia andato a rendere omaggio, ma dico anche che è venuto il momento di dire basta solo ai necrologi e alle corone di fiori. Lo Stato non deve essere più semplicemente il participio passato del verbo essere; vogliamo che si intervenga con decisione per riportare ordine e legalità in quei quartieri. Questo chiede la gente, questo chiediamo noi. Se, allora, si deve procedere con gli sgombri, andiamo avanti, facciamolo con coraggio, ma non facciamoci prendere in giro da personaggi che molto spesso gravitano al confine della legalità, anche quella politica, e impediscono in tantissimi casi anche alle Forze dell'ordine di fare il proprio dovere. Facciamolo con coraggio e cerchiamo soprattutto di riportare quella serenità che in certe zone deve assolutamente ritornare, perché lo chiedono gli italiani, gli italiani onesti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CIRINNA' (PD) . Domando di parlare.