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entro quali tempi si intenda emanare il decreto che stabilisce le modalità per incrementare il tempo pieno nella scuola primaria e quali siano i criteri utilizzati; in quale modo si intenda dare effettività alle dichiarazioni rese alla stampa per aumentare l'offerta del tempo pieno nel sud Italia. Atto n. 3-00639 DE LUCIA CORRADO FLORIDIA GRANATO MARILOTTI VANIN Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: in data 24 novembre 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale , 4° serie speciale, il bando del corso-concorso nazionale per titoli ed esami finalizzato al reclutamento di 2.425 dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali; la prova preselettiva computerizzata si è svolta in data 23 luglio 2018 e sulla base delle risultanze sono stati ammessi a sostenere la prova scritta 8.736 candidati (più quelli in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 20, comma 2- bis , della legge 5 febbraio 1992, n. 104); in data 18 ottobre 2018, quindi, si sono svolte le prove scritte del corso-concorso (nella sola Regione Sardegna lo svolgimento ha avuto luogo in altra data, ovvero 13 dicembre 2018); considerato che: la procedura concorsuale, a carattere nazionale e organizzata su base regionale, mira a reclutare dirigenti scolastici da immettere nei ruoli regionali presso le istituzioni scolastiche statali; l'articolo 10 del decreto-legge n. 135 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2019 con l'obiettivo di semplificare la procedura in corso, ha previsto un iter più rapido ai fini dell'immissione in ruolo dei vincitori per l'avvio dell'anno scolastico 2019/2020; per tali ragioni, appare opportuno non impiegare un tempo eccessivo nella fase di correzione degli elaborati, che è in corso di svolgimento, per raggiungere l'obiettivo di supplire alle significative carenze di organico che riguardano i dirigenti scolastici; nell'anno scolastico 2018/19, difatti, sono stati 1.536 i posti di dirigente scolastico vacanti e disponibili, mentre nell'anno scolastico 2017/18, le reggenze assegnate hanno raggiunto il numero di 1.748, si chiede di sapere: quali siano i tempi previsti ai fini della pubblicazione degli esiti delle prove scritte e, conseguentemente, dell'inizio delle prove orali; se si intenda mantenere fermo l'obiettivo di garantire l'immissione in ruolo dei vincitori del concorso in corso di svolgimento, entro il mese di settembre 2019. Atto n. 3-00640 BINETTI SICLARI FANTETTI STABILE TESTOR GALLONE RIZZOTTI BERUTTI SACCONE Al Ministro della salute Premesso che: il Consiglio dei ministri, in attuazione della legge 11 gennaio 2018, n. 3, recante "Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute", all'articolo 1, comma 1, prevede una delega al Governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto e la riforma delle disposizioni vigenti in materia di sperimentazione clinica dei medicinali per uso umano, introducendo specifico riferimento alla medicina di genere e all'età pediatrica; il comma 4 del medesimo articolo prevede che gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, a seguito di deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica, perché su di essi siano espressi, entro quaranta giorni dalla data di trasmissione, i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari; ad 1 anno dalla pubblicazione della legge n. 3 del 2018 occorre rilevare che il sistema della ricerca clinica italiana, che attende da tempo misure urgenti e sostanziali per poter essere competitivo a livello internazionale, si ritrova con un intervento legislativo che affronta solo alcuni dei molti e importanti punti sottolineati dalla legge citata e se molte sono le omissioni e i rimandi a decisioni da prendere successivamente, ancora più stridenti appaiono alcune contraddizioni; il decreto legislativo, recante "Modifiche al decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 200, di attuazione della direttiva 2005/28/CE recante "Principi e linee guida dettagliate per la buona pratica clinica relativa ai medicinali in fase di sperimentazione a uso umano, nonché requisiti per l'autorizzazione alla fabbricazione o importazione di tali medicinali", adottato in attuazione della delega per il riassetto e la riforma della normativa in materia di sperimentazione clinica dei medicinali ad uso umano, secondo i criteri direttivi di cui all'articolo 1, commi 1 e 2, lettere c) , f) , h) n. 4, n) ed o) , della legge 11 gennaio 2018, n. 3", all'articolo 1, al comma 1, lettera e) , recita testualmente: "Al fine di sostenere gli studi clinici osservazionali e le sperimentazioni cliniche senza fine di lucro, anche a basso livello di intervento, per il miglioramento della pratica clinica quale parte integrante dell'assistenza sanitaria, nonché per valorizzare l'uso sociale ed etico della ricerca, è fatto obbligo per il promotore di rimborsare le spese dirette e indirette connesse alla sperimentazione, nonché le eventuali mancate entrate conseguenti alla qualificazione dello stesso studio come attività senza fini di lucro, ivi comprese le potenziali entrate connesse alla valorizzazione della proprietà intellettuale"; la prima interpretazione che si può dare al suddetto comma è che da ora in avanti i promotori di ricerca no profit dovranno rimborsare tutte le spese, dirette e indirette, connesse alla sperimentazione, "Al fine di sostenere gli studi clinici osservazionali e le sperimentazioni senza fine di lucro". Ossia i costi della sperimentazione, di qualunque natura ed entità, ricadranno interamente su di loro, senza poter usufruire di nessuna agevolazione, sotto nessun profilo; appaiono ambigue anche altre espressioni contenute nel testo, come ad esempio: sperimentazioni "a basso livello di intervento"; "spese dirette e indirette"; "valorizzazione della proprietà intellettuale"; non è, inoltre, chiaro perché i costi della ricerca indipendente vadano caricati tutti sul ricercatore, se effettivamente gli studi clinici osservazionali e le sperimentazioni cliniche sono orientate al miglioramento della pratica clinica, quale parte integrante dell'assistenza sanitaria; analogamente, se si vuole realmente valorizzare l'uso sociale ed etico della ricerca indipendente, non si capisce perché non la si debba finanziare adeguatamente; d'altra parte il bando AIFA 2017 per la ricerca indipendente, recentemente pubblicato, aveva un budget complessivo di soli 7 milioni di euro da destinare alla ricerca farmacologica ; cifra oggettivamente inferiore a quella di ogni altro Paese europeo; se le cose stanno in questo modo: assenza di finanziamenti per la ricerca indipendente; costi, diretti ed indiretti, interamente caricati sulle spalle del ricercatore;