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1 Le sentenze pronunciate in grado d'appello o in unico grado dagli organi della giurisdizione tributaria possono essere impugnate ai sensi dell'articolo 395 del codice di procedura civile. 2 Le sentenze per le quali è scaduto il termine per l'appello possono essere impugnate per i motivi di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 dell'articolo 395 del codice di procedura civile purché la scoperta del dolo o della falsità dichiarata o il recupero del documento o il passaggio in giudicato della sentenza di cui al numero 6 dell'articolo 395 del codice di procedura civile siano posteriori alla scadenza del termine suddetto. 3 Se i fatti menzionati nel comma 2 avvengono durante il termine per l'appello il termine stesso è prorogato dal giorno dell'avvenimento in modo da raggiungere i sessanta giorni da esso. 102 (Proposizione della impugnazione) 1 Competente per la revocazione è lo stesso organo della giurisdizione tributaria che ha pronunciato la sentenza impugnata. 2 A pena di inammissibilità il ricorso deve contenere gli elementi previsti dall'articolo 88, comma 1, del presente codice e la specifica indicazione del motivo di revocazione e della prova dei fatti di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 dell'articolo 395 del codice di procedura civile nonché del giorno della scoperta o della falsità dichiarata o del recupero del documento. La prova della sentenza passata in giudicato che accerta il dolo del giudice deve essere data mediante la sua produzione in copia autentica. 3 Il ricorso per revocazione è proposto e depositato ai sensi dell'articolo 88, comma 2. 4 Le parti possono proporre istanze cautelari ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 87, in quanto compatibili. 103 (Procedimento) 1 Davanti all'organo della giurisdizione tributaria adito per la revocazione si osservano le norme stabilite per il procedimento davanti ad esso in quanto non derogate da quelle della presente sezione. 104 (Decisione) 1 Ove ricorrano i motivi di cui all'articolo 395 del codice di procedura civile l'organo della giurisdizione tributaria decide il merito della causa e detta ogni altro provvedimento conseguenziale. 2 Contro la sentenza che decide il giudizio di revocazione sono ammessi i mezzi d'impugnazione ai quali era originariamente soggetta la sentenza impugnata per revocazione. VI DELL'ESECUZIONE DELLE SENTENZE DEGLI ORGANI DELLA GIURISDIZIONE TRIBUTARIA 105 (Esecuzione provvisoria) 1 Le sentenze emesse dagli organi della giurisdizione tributaria sono esecutive secondo quanto previsto dal presente capo. 106 (Pagamento del tributo in pendenza del processo) 1 Anche in deroga a quanto previsto nelle singole leggi d'imposta, nei casi in cui è prevista la riscossione frazionata del tributo oggetto di giudizio davanti agli organi della giurisdizione tributaria, il tributo, con i relativi interessi previsti dalle leggi fiscali, deve essere pagato: a per i due terzi, dopo la sentenza del tribunale tributario che respinge il ricorso; b per l'ammontare risultante dalla sentenza del tribunale tributario, e comunque non oltre i due terzi, se la stessa accoglie parzialmente il ricorso; c per il residuo ammontare determinato nella sentenza della corte d'appello tributaria; d per l'ammontare dovuto nella pendenza del giudizio di primo grado dopo la sentenza della Corte di cassazione di annullamento con rinvio e per l'intero importo indicato nell'atto in caso di mancata riassunzione. 2 Per le ipotesi indicate nel comma 1 gli importi da versare vanno in ogni caso diminuiti di quanto già corrisposto. 3 Se il ricorso è accolto, il tributo corrisposto in eccedenza rispetto a quanto statuito dalla sentenza del tribunale tributario, con i relativi interessi previsti dalle leggi fiscali, deve essere rimborsato d'ufficio entro novanta giorni dalla notificazione della sentenza. In caso di mancata esecuzione del rimborso il contribuente può richiedere l'ottemperanza ai sensi dell'articolo 108 alla commissione tributaria provinciale ovvero, se il giudizio è pendente nei gradi successivi, alla commissione tributaria regionale. 4 Le imposte suppletive debbono essere corrisposte dopo l'ultima sentenza non impugnata o impugnabile solo con ricorso in cassazione. 5 Il pagamento, in pendenza di processo, delle risorse proprie tradizionali di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a) , della decisione 2014/335/UE, Euratom, del Consiglio, del 26 maggio 2014, e dell'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione resta disciplinato dal regolamento (UE) n. 952/ 2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, e dalle altre disposizioni dell'Unione europea in materia. 107 (Esecuzione delle sentenze di condanna in favore del contribuente) 1 Le sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente e quelle emesse su ricorso avverso gli atti relativi alle operazioni catastali indicate nell'articolo 34, comma 1, lettera b) , sono immediatamente esecutive. Tuttavia il pagamento di somme dell'importo superiore a diecimila euro, diverse dalle spese di lite, può essere subordinato dal giudice, anche tenuto conto delle condizioni di solvibilità dell'istante, alla prestazione di idonea garanzia. 2 Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono disciplinati il contenuto della garanzia sulla base di quanto previsto dall'articolo 38- bis , comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, la sua durata nonché il termine entro il quale può essere escussa, a seguito dell'inerzia del contribuente in ordine alla restituzione delle somme garantite protrattasi per un periodo di tre mesi. 3 I costi della garanzia, anticipati dal contribuente, sono a carico della parte soccombente all'esito definitivo del giudizio. 4 Il pagamento delle somme dovute a seguito della sentenza deve essere eseguito entro novanta giorni dalla sua notificazione ovvero dalla presentazione della garanzia di cui al comma 2, se dovuta. 5 In caso di mancata esecuzione della sentenza il contribuente può richiedere l'ottemperanza a norma dell'articolo 108 al tribunale tributario ovvero, se il giudizio è pendente nei gradi successivi, alla corte d'appello tributaria. 108 (Giudizio di ottemperanza) 1 La parte che vi ha interesse può richiedere l'ottemperanza agli obblighi derivanti dalla sentenza della commissione tributaria passata in giudicato mediante ricorso da depositare in doppio originale alla segreteria del tribunale tributario, qualora la sentenza passata in giudicato sia stata da essa pronunciata, e in ogni altro caso alla segreteria della corte d'appello tributaria.