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10) si ritiene opportuno che la Commissione stabilisca regole comuni al fine di ripristinare il corretto funzionamento del mercato elettrico per la formazione di prezzi, che sia agganciato ai reali costi delle materie prime e degli approvvigionamenti, rimuovendo i fenomeni speculativi che influenzano negativamente i mercati energetici e, conseguentemente, determinano gli incrementi dei prezzi. A tal fine, è altresì necessario stimolare gli Stati membri a dare piena attuazione delle direttive sui mercati energetici. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAI RELATORI SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 1017 SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAI RELATORI SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 1017 La 10ª Commissione permanente, in esito all'istruttoria condotta sull'affare assegnato n. 1017 sulle problematiche di accessibilità, vivibilità e riqualificazione dei borghi, in un'ottica territoriale, per quanto attiene allo sviluppo turistico, economico e sociale, premesso che: come evidenziato nell'ambito delle audizioni svolte, la pandemia di Covid-19 ha colpito l'economia italiana più di quelle di altri Paesi europei: nel 2020, il Prodotto interno lordo (PIL) si è ridotto dell'8,9 per cento, a fronte di un calo nell'Unione europea del 6,2 per cento; peraltro, tra il 1999 e il 2019, il PIL in Italia era cresciuto in totale del 7,9 per cento mentre nello stesso periodo in Germania del 30,2 per cento, in Francia del 32,4 per cento e in Spagna del 43,6 per cento. In questo scenario, il settore turistico è tra quelli che hanno risentito, e risentono, maggiormente delle restrizioni alla mobilità; secondo i dati del World Tourism Barometer di UNWTO - United Nation World Tourism Organization, nel corso del 2021 è iniziato un processo di ripresa, che ha portato ad un aumento del 4 per cento del turismo globale rispetto al 2020 . Tale tendenza sembra essere confermata anche per il 2022, ma con numeri ancora molto lontani dai livelli pre-pandemia; per quanto riguarda l'Italia, le stime di Demoskopika, per l'intero anno, prevedono una spesa turistica per 26 miliardi (+11,8 per cento sul 2021), con poco più di 92 milioni di arrivi e quasi 343 milioni di presenze tra italiani e stranieri, con un trend in crescita rispettivamente del 43 per cento e del 35 per centorispetto al 2021; il turismo italiano, che negli ultimi mesi, pur lentamente e con molte battute d'arresto, sta provando a recuperare quote di mercato, trova certamente nei borghi e nelle aree interne occasioni interessanti di sperimentazione e rigenerazione sostenibile per superare il modello turistico preesistente; già prima dell'epidemia da COVID-19 il turismo costituiva per i borghi e le aree interne un motore importante dell'economia. I dati ISTAT relativi al 2018 mostrano come nelle aree interne si concentrasse già oltre il 44,1 per cento dell'offerta ricettiva italiana in termini di posti letto alberghieri ed extralberghieri (circa 2,3 milioni su 5,1 milioni totali). Rapportando tale dato al numero di abitanti, emerge che le aree interne offrono in media 175 posti letto ogni 1.000 abitanti, più del doppio rispetto alla media nazionale che arriva al valore di 86,9. In termini di presenze, nelle strutture ricettive delle aree interne si registrava prima della pandemia il 36,2 per cento dei flussi totali nazionali (155 milioni su 429 milioni). Anche in questo caso, rapportando le presenze agli abitanti, appare chiaro il forte impatto del turismo: 12.000 presenze ogni 1.000 abitanti nelle aree interne, quasi due volte più elevato del valore medio nazionale (circa 7.000); la crisi del settore generata dalla pandemia ha contribuito a definire nuovi scenari e un diverso paradigma di domanda turistica che chiede sicurezza, personalizzazione delle proposte, scambio culturale con le comunità ospitanti e un rapporto responsabile con esse. In questa ottica, i borghi e le aree interne hanno oggi un grande potenziale di crescita, purché si riescano a contrastare efficacemente fenomeni quali lo spopolamento, la perdita della prossimità e della vicinanza dei servizi minimi alla cittadinanza; considerato che: nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), le misure previste sono improntate a una filosofia di sostenibilità ambientale e di forte digitalizzazione, nonché di cooperazione fra attori pubblici e privati e mirano a migliorare l'accessibilità dei siti culturali, promuovendo anche l'attrattività dei piccoli centri, come, ad esempio, i borghi. In particolare, la Componente 3 (Turismo e Cultura) della Missione 1 riguarda, per quanto qui interessa, la Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale religioso e rurale; in particolare, l'Investimento 2.1 - Attrattività dei Borghi, prevede un finanziamento complessivo pari a 1.020 milioni di euro. L'investimento è suddiviso in due linee d'intervento: la Linea A dedicata a Progetti pilota per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio abbandono e abbandonati, con una dotazione finanziaria di 420 milioni di euro, e la Linea B dedicata a Progetti locali per la Rigenerazione culturale e sociale con una dotazione finanziaria complessiva di 580 milioni di euro, dei quali 380 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di progetti in almeno 229 borghi storici. Con la restante parte della dotazione finanziaria, pari a 200 milioni di euro, saranno sostenute, attraverso la gestione centralizzata di responsabilità del Ministero della cultura, le imprese che svolgono attività culturali, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali localizzate nei medesimi comuni oggetto dei " Progetti di rigenerazione culturale e sociale" . Infine, la linea di investimento prevede un importo pari a 20 milioni di euro destinati all'intervento "Turismo delle radici", il cui soggetto attuatore è il Ministero degli affari e della cooperazione internazionale; i progetti dovranno prevedere l'insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi nel campo della cultura, del turismo, del sociale o della ricerca, come ad esempio scuole o accademia di arti e dei mestieri della cultura, alberghi diffusi, residenze d'artista, centri di ricerca e campus universitari, residenze sanitarie assistenziali (RSA), e dovranno sviluppare anche programmi a matrice culturale, residenze per famiglie con lavoratori in smart working e nomadi digitali; risulta dunque necessario perseguire alcune priorità fondamentali per lo sviluppo non solo turistico dei borghi e delle aree interne, così come per valorizzare l'offerta turistica delle stesse. Occorre affrontare le principali criticità relative all'accessibilità, alla vivibilità e alla riqualificazione: in particolare, sarà imprescindibile invertire la tendenza allo spopolamento; migliorare i servizi di base per residenti e turisti; contrastare il dissesto idrogeologico e sismico; offrire nuove opportunità di lavoro e programmi di formazione professionale adeguati a sviluppare nuove competenze, soprattutto a livello digitale; valorizzare e manutenere il patrimonio culturale;