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Perché ritengo che questi concetti siano fondamentali e aprano o rafforzino la strada anche per noi legislatori nazionali a tener fede alla Costituzione e, allo stesso tempo, a garantire il diritto alla salute costituzionalmente sancito all'articolo 32, legiferando in maniera ancora più forte in tema di livelli essenziali di assistenza (LEA) e livelli essenziali delle prestazioni (LEP)? Penso al tema della medicina territoriale - è qui presente il Sottosegretario - e allo sforzo che il Ministero sta compiendo per considerare i livelli essenziali di assistenza e delle prestazioni nella medicina territoriale. Il provvedimento rafforza la garanzia del diritto alla salute e alla conoscenza dei cittadini in tutto il territorio nazionale. Anche la trasparenza è necessaria dopo tante sofferenze della cittadinanza, soprattutto durante l'epidemia e adesso che iniziamo a uscirne. Naturalmente è necessaria anche la parte sanzionatoria del provvedimento, che pure c'è, ma ricordiamo che non partiamo da zero in tema di trasparenza e adempimenti, in quanto lo stesso disegno di legge richiama il codice di comportamento dei dipendenti pubblici, già esistente. Ritengo fondamentale il diritto positivo alla conoscenza e quindi, anche qui, dobbiamo andare avanti, a seguito dell'epidemia, su questo concetto elaborando un'impalcatura normativa. Penso, per esempio, alla trasparenza e alla necessità della messa a disposizione dei dati (non intendo, naturalmente, i dati dei singoli cittadini che, come sappiamo, sono coperti dalla privacy ). Penso anche allo sforzo che si sta compiendo per implementare il Fascicolo sanitario elettronico, anche se durante l'epidemia non è sempre stato così. Sarebbe stato necessario mettere a disposizione dei centri di ricerca e della cittadinanza dati trasparenti non solo perché i cittadini potessero comprendere quello che stava succedendo, ma anche affinché i centri di ricerca, anche autonomi, potessero intervenire sulla situazione epidemiologica. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,30) ( Segue PARENTE). Sappiamo che l'oro importante di questo nostro tempo è rappresentato dai dati, la cui messa a disposizione è la più alta forma di democrazia che un Paese può avere. Come Italia Viva esprimeremo un voto favorevole sull'importante provvedimento al nostro esame, con l'auspicio che i concetti in esso contenuti offrano la possibilità di incrementare la nostra legislazione anche in altri campi per garantire il diritto alla conoscenza, la trasparenza e l'accesso ai siti all'intera cittadinanza. ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, il Gruppo Fratelli d'Italia voterà a favore del provvedimento al nostro esame. A volte accade che i colleghi aggettivino il voto favorevole, aggiungendo ad esempio convintamente. Noi possiamo dire che voteremo il provvedimento serenamente, nel senso che seppure esso rappresenta il primo passo di un percorso, sicuramente necessario ed, anzi, assolutamente indispensabile, non lo riteniamo un provvedimento esaustivo o comunque in grado di contrastare di per sé il problema della corruzione nelle transazioni di natura sanitaria. Il danaro dentro la sanità è tanto, tantissimo. Le Regioni mediamente destinano alla sanità una cifra compresa tra il 70 e l'80 per cento del proprio bilancio. Aver ad esse trasferito la sanità o gran parte della materia sanitaria è stato sicuramente un provvedimento positivo perché ha differenziato il rischio, frazionandolo. Lasciare l'enorme massa di danaro della sanità in capo ad un unico soggetto evidentemente, come la storia della prima Repubblica ci ha insegnato, era un problema enorme; frazionandolo su tutte le Regioni abbiamo almeno diviso il monte a rischio corruzione del capitale destinato alla sanità. Per dare ai colleghi un'idea di cosa stiamo parlando, vorrei rilevare che nel 2020 i dati relativi ai casi di corruzione riportati dalle principali testate giornalistiche nazionali mostravano il settore della sanità al secondo posto. Vale a dire che circa il 17,33 per cento dei casi di corruzione riportati dai media italiani si è verificato nel settore sanitario. Si tratta di circa 117 casi. È evidente che il dato è approssimato per difetto, trattandosi dei casi di corruzione arrivati alla conoscibilità e quindi «scoperti». Rispetto a questo dato è il sommerso che ci preoccupa. La corruzione in sanità è tanto diffusa quanto più pericolosa perché danneggia il cittadino oltre che le casse dello Stato. Lo danneggia comportando cure scadenti, liste d'attesa interminabili, medici che utilizzano dispositivi scelti non per la loro qualità, ma per il profitto che possono trarne, più o meno legittimamente, più o meno in modo trasparente. Pensiamo anche ai percorsi assistenziali addirittura influenzati dal possibile tornaconto economico. Colleghi, è infatti inutile negare che la dimensione pubblica della sanità non la mette certamente al riparo, ad esempio, dalle incursioni delle big pharma o comunque dei fornitori di farmaci, di device , di supporti informatici e programmi. Tutto un mondo che afferisce al Sistema sanitario nazionale e che da esso trae linfa vitale. Il Covid non ha semplificato il tema, anzi se possibile lo ha peggiorato perché ha aumentato la linfa vitale e le destinazioni di danaro alla sanità, allargando il campo a possibili incursioni e corruzioni. Un gruppo di ricercatori, impegnato a facilitare l'accesso ai dati per migliorare la trasparenza in sanità, ha stimato che nel triennio 2017-2019 i finanziamenti destinati in modo trasparente dalle principali società farmaceutiche ammontano a circa un miliardo di euro; tutto questo in forma di donazioni, ristoro di spese di viaggio, compensi per consulenze, organizzazione di eventi, presidi ospedalieri e centri di ricerca. Questa enorme mole di danaro, ripeto, trasparente e anch'essa evidentemente inferiore alla realtà in quanto approssimata certamente per difetto, dà l'idea di quanto sia necessario rendere il più possibile trasparente quanto accade nei rapporti che comportano esborso finanziario in sanità. Il testo del provvedimento in esame, che presenta qualche ombra, ma che ci trova complessivamente favorevoli, tant'è che noi, come ho detto, serenamente ne voteremo l'approvazione, detta alcune regole di conoscibilità, nel presupposto che quello che è trasparente è di per sé legittimo. Va bene, visto che lo abbiamo fatto in tanti altri settori, come, per esempio, con le fondazioni della politica, con i rapporti bancari, con la famosa trasparenza nelle transazioni finanziarie. Proprio perché ci sono questi precedenti, abbiamo visto però che il solo fatto della conoscibilità e della pubblicazione in un sito Internet o su una pagina Facebook delle transazioni che attengono ai movimenti finanziari in sanità non comporta di per sé soluzione. Quanto stiamo facendo con questo provvedimento è un primo importante passo. Esisteva una lacuna ed è stato opportuno colmarla; ora, però, è evidente che servono ulteriori riforme di sistema, perché purtroppo non c'è altro modo per costringere a una sostanziale - non a caso uso questo aggettivo - correttezza gli operatori del settore.