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e ancora, al punto 1.9.1.3, è fatto obbligo alle aziende di garantire il corretto uso degli impianti di condizionamento dell'aria o di ventilazione meccanica, in modo tale che il loro funzionamento non esponga i lavoratori a correnti d'aria nociva. Poi i condizionatori d'aria devono essere periodicamente sottoposti a: controlli; manutenzione; pulizia ; sanificazione (punto 1.9.1.4); considerato che: l'interrogante ha saputo che in molti tribunali italiani, tra cui quello di Matera, sussistono gravi problemi nel funzionamento dell'aria condizionata; tale condizione arreca nocumento agli avvocati, magistrati, giudici, cancellieri e ad ogni altro impiegato; il caldo micidiale di questi giorni accentua maggiormente il disagio, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per garantire la salute dei lavoratori nell'ambito dei tribunali italiani, ed in particolare in quello di Matera. Atto n. 4-05714 VANIN CROATTI LANZI MONTEVECCHI PRESUTTO GIROTTO CORBETTA COLTORTI PAVANELLI TRENTACOSTE ENDRIZZI NOCERINO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la Pedemontana veneta è stata progettata come superstrada a pedaggio finanziata mediante project financing , con prevalenza di capitale privato e con l'apporto di un contributo pubblico; la procedura prevede che l'opera, una volta ultimata, rimanga in concessione al privato costruttore per 39 anni; la sostenibilità finanziaria dell'opera, il cui rischio "di domanda" fa capo interamente alla Regione Veneto, è strettamente correlata all'effettivo flusso di traffico; considerato che: a fronte di un costo dell'opera di 2 miliardi e 258 milioni di euro, di cui 915 erogati da Stato e Regione, la Regione Veneto dovrà corrispondere al concessionario ulteriori 12 miliardi e 108 milioni di euro per canone di disponibilità; se si considerano canone di disponibilità e contributo pubblico alla costruzione, l'apporto pubblico per quest'opera sarà di 13 miliardi e 23 milioni di euro, al netto dell'IVA. Questo significa che (a fronte di un'opera di 94,5 chilometri, più 68 di opere complementari) verrà corrisposto al soggetto privato concessionari 80,14 milioni di euro più IVA al chilometro per realizzare l'opera e remunerarne la gestione e la manutenzione, nel periodo della concessione; la conclusione dei lavori, secondo il progetto definitivo, era fissata al 31 gennaio 2016, mentre, in base all'atto aggiuntivo della convenzione del 18 dicembre 2013, e? slittata al 12 dicembre 2018. Poi, a seguito del terzo atto convenzionale, è ulteriormente slittata all'11 settembre 2020; rilevato che: l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), con delibera n. 1202 del 22 novembre 2017, avente ad oggetto "Project financing ai sensi art. 37-bis Legge n. 109/94 e s.m.i. e L.R. n. 15/2002 per la realizzazione della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta", ha stabilito che non è stata adeguatamente motivata la metodologia utilizzata per la quantificazione del canone di disponibilità; la Corte dei conti, nella relazione relativa alla deliberazione 21 marzo 2018, n. 5/2018/G, recante "La ridefinizione del rapporto concessorio della superstrada Pedemontana Veneta", riporta le stesse deduzioni di ANAC, secondo le quali "i ritardi maturati nella fase di esecuzione dell'opera per fatto o colpa del Concessionario non possono che riflettersi sullo stesso quale mancato introito della gestione dell'infrastruttura per tutta la durata del ritardo complessivamente maturato; diversamente, verrebbe alterata l'allocazione del rischio di costruzione in capo al Concessionario"; l'ANAC, con la citata delibera n. 1202 del 2017, ha dichiarato inoltre che "non e? ammissibile lo slittamento del termine di ultimazione dei lavori al 30.9.2020 senza una corrispondente/adeguata riduzione del termine di durata della gestione", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se sia a conoscenza di altra analoga infrastruttura, in costruzione in Italia, che preveda un esborso pubblico altrettanto straordinariamente elevato; se corrisponda al vero che la Regione Veneto ha ritenuto di non incassare le penali per ritardata consegna dell'opera e se non ritenga che, con l'assunzione da parte della Regione del connesso "rischio di disponibilità", venga meno un requisito indispensabile per sostenere il progetto di finanza; se sia a conoscenza delle ragioni che hanno indotto la Regione Veneto a disapplicare la citata delibera ANAC, nella parte in cui stabilisce che "non e? ammissibile lo slittamento del termine di ultimazione dei lavori al 30.9.2020 senza una corrispondente/adeguata riduzione del termine di durata della gestione". Atto n. 4-05715 LEONE CORBETTA TRENTACOSTE VANIN MAUTONE LUPO PRESUTTO FERRARA DONNO ROMANO GALLICCHIO CROATTI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: un'indagine condotta dal centro studi della Confederazione nazionale artigiani, dedicata a "La ripresa del settore delle costruzioni tra agevolazioni e aumenti delle materie prime", ha rilevato un aumento dei prezzi per le materie prime impiegate nel comparto edilizio; la rilevazione, che si è riferita ad un paniere di 28 materie prime e beni intermedi, ha registrato un aumento sostanziale per tutte le materie legate al settore edilizio: l'acciaio, tra novembre 2020 e febbraio 2021, è aumentato del 130 per cento, i laminati sono saliti del 45 per cento, l'acciaio inox del 37,1 per cento, rame del 31,4 per cento e l'alluminio sfiora il 30 per cento in più; considerato che: anche nel segmento del legname si segnalano rincari che vanno dal 25,9 al 39,4 per cento, così come per malte e collanti (9,4), laterizi (11,3 per cento) e ponteggi, il cui costo è salito da 15 a 24 euro al metro quadro; sono molto consistenti i rialzi anche nelle plastiche con il polipropilene che supera il 30 per cento, il PVC segna un 22,8 per cento in più e, infine, i semilavorati per la meccanica mostrano un aumento medio dei prezzi del 25,5 per cento, mentre più contenuta la componentistica elettronica che si attesta al 17,2 per cento in più; considerato infine che: il superbonus 110 per cento, introdotto dal decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto decreto rilancio), rappresenta uno strumento che permette di effettuare lavori a costo zero per tutti i cittadini, dunque non può essere snaturato nel suo obiettivo a causa di un tentativo di distorsione speculativa nella bilancia dei prezzi, innescando un cortocircuito per cui le aziende devono rivedere il costo dell'opera, appesantendo i loro bilanci con riflessi negativi sui dipendenti;