[resaula]

Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.7, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.8, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.9, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 6.10, 6.701 e 6.11 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 6.800. L'emendamento 6.12 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 6.13, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.13, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.14, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.14, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.15, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.15, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.16, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.17, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Sull'emendamento 6.18, per il quale c'è un parere favorevole della relatrice e del Governo, è stata avanzata la richiesta di poterlo accantonare per un approfondimento. Quindi, ne dispongo momentaneamente l'accantonamento. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, chi ha chiesto l'accantonamento dell'emendamento 6.18? PRESIDENTE . Senatore Ferrari, la Presidenza si è trovata di fronte all'emendamento 6.18, che ha un parere favorevole da parte del Governo e della relatrice. In esso è compresa, però, una formulazione tecnicamente sbagliata, rispetto alla quale, anche in altre ipotesi e anche ad altri Gruppi di maggioranza e di opposizione, io ho chiesto una riformulazione. Nel testo si fa riferimento a un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze. Ora, rispetto a un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, occorre contrapporre sempre, nel momento in cui si emenda, una fonte normativa analoga. Quindi, siccome c'è una formulazione tecnicamente sbagliata, io ne dispongo l'accantonamento per una riformulazione, cosa che - come sanno i senatori di quest'Aula - ho già fatto riguardo, sia alla maggioranza che all'opposizione, quando ho verificato l'ammissibilità dei vari emendamenti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.19, presentato dal senatore Damiani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.0.1, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori, fino alle parole «18 agosto 2000». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.0.2 a 6.0.5. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 7 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, ho tre proposte emendative. Le prime due riguardano il cosa fare nel momento in cui il percettore o il beneficiario dell'erogazione non ottempera a tutte le richieste contenute all'interno del disegno di legge. In particolare, il comma 5 recita: «È disposta la decadenza dal reddito di cittadinanza (rdc)». Secondo me, andrebbe anche aggiunto di farsi ridare indietro tutto ciò che gli è stato dato illecitamente perché l'ha ottenuto sulla base di una falsa dichiarazione. Questa è la prima proposta. I commi 7 e 8 sono relativi a una mancata ottemperanza di una serie di prescrizioni. Le decurtazioni sono progressive: prima una mensilità e poi due mensilità. Secondo me, non dovrebbe essere fatto così: siccome si tratta di soldi dei contribuenti, la mia proposta è che vi sia un'immediata decadenza con possibilità, entro sette giorni, di presentare controdeduzioni. Se non ci sono controdeduzioni, non c'è spettanza. L'ultimo emendamento, che reputo più rilevante, è relativo al comma 10. Si mette in ballo il diritto alla salute costituzionalmente garantito contro il diritto non costituzionalmente garantito di entrare in una lista per la possibile percezione dell'erogazione del reddito di cittadinanza. Ciò avviene, in particolare, quando si fa riferimento agli impegni di prevenzione e di cura volti alla tutela della salute. Sembra si prefiguri una coercizione a presidi sanitari di cura o addirittura di prevenzione. Senza voler tirare in ballo qualcosa di specifico, non è possibile trattare un diritto costituzionalmente garantito come questo come un ricatto, senza la quale condizione non si può ottenere il beneficio. Questa parte andrebbe sicuramente espunta. (Applausi del senatore Buccarella). CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, illustro gli emendamenti presentati sull'articolo 7. Inizio con l'emendamento 7.5. Chiunque di voi abbia un minimo di conoscenza del sistema penale o del sistema giuridico del nostro Paese si rende conto che la pena così come prevista dal decreto-legge in esame è distonica, nel senso che è completamente contraria a qualsiasi principio di coerenza del sistema penale. Non vi è, cioè, nessuno dei reati di falso, addirittura commessi da pubblico ufficiale, che sia punito con la stessa pena prevista dal decreto-legge.