[pronunce]

– La Regione Veneto, in particolare, ha ribadito l'illegittimità costituzionale dell'art. 12, commi da 1 a 5 e 7, del d. l. n. 35 del 2005, perché quelle disposizioni non prevedrebbero l'allocazione, in capo allo Stato, di competenze amministrative che necessitano di un intervento unitario, bensì disporrebbero in via generalizzata un intervento statuale di coordinamento di politiche del settore turistico, in contrasto con la competenza garantita alle Regioni dall'art. 117, quarto comma, Cost. La Regione ha aggiunto che, anche ammettendo la necessità di un esercizio unitario delle competenze amministrative nella materia del turismo, difetterebbe nelle norme impugnate il rispetto del principio della leale collaborazione. In particolare, il fatto che l'organizzazione e la disciplina dell'Agenzia nazionale del turismo avvenga d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni non varrebbe a superare il predetto vizio. Infatti, da un lato, l'intesa avrebbe potuto rappresentare una forma di leale collaborazione solamente se conseguita prima dell'emanazione della legge e, dall'altro, essa, così come contemplata dall'art. 12, comma 7, del d. l. n. 35 del 2005, non garantirebbe una reale forma di partecipazione, ben potendo lo Stato provvedere ugualmente anche in presenza di un dissenso della Conferenza Stato-Regioni. 8.2. – La Regione Campania, nella propria memoria, ribadendo le censure già svolte nel ricorso, ha sostenuto, con particolare riferimento al comma 1 dell'art. 12 del d.l. n. 35 del 2005, che tale norma, prevedendo che il Comitato nazionale per il turismo sia istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri al quale è affidata anche l'individuazione dei componenti statali senza precisazione del relativo numero, riproporrebbe un sistema accentrato di politica turistica attraverso una disciplina demandata in gran parte ad un atto regolamentare statale cui si attribuisce un'ampia discrezionalità anche in tema di composizione dell'organo. 8.3. – La Regione Toscana nelle proprie memorie ha affermato di non aver più interesse alla decisione delle questioni relative all'art. 10, comma 10, ed all'art. 12, comma 6, del d. l. n. 35 del 2005. Quanto alla prima, la ricorrente ha dedotto che, con l'accordo sottoscritto in sede di Conferenza Stato-Regioni il 3 febbraio 2005, sono stati disciplinati i rapporti con la Buonitalia s.p.a. anche con riferimento alle azioni promozionali previste dall'art. 10, comma 10, riconoscendo autonomi poteri di iniziativa regionale. Quanto all'art. 12, comma 6, la Regione ha evidenziato che esso, prevedendo un contributo straordinario a favore dell'ENIT per l'anno 2005, ha ormai esaurito i suoi effetti. La Regione ha invece insistito per l'accoglimento dei suoi ricorsi con riferimento a tutte le altre questioni. 9. – Anche il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato memorie in prossimità dell'udienza. Rispetto all'art. 5, comma 5, del d. l. n. 35 del 2005, l'Avvocatura dello Stato ha dedotto che le opere contemplate dalla norma sono quelle incluse nelle concessioni autostradali già assentite (cioè le opere per le quali la necessità di realizzazione e la localizzazione sono già state trattate a suo tempo nelle forme di legge) e la norma censurata avrebbe l'unico scopo di assicurare strumenti operativi più efficaci. Quanto al successivo comma 7 del medesimo art. 5, la sua legittimità sarebbe confermata dalla sentenza n. 303 del 2003 con la quale la Corte ha respinto analoghe censure formulate contro la norma della legge n. 443 del 2001 che prevedeva anch'essa la possibilità di nomina di commissari straordinari previo il mero parere dei Presidenti delle Regioni interessate. Riguardo al comma 9 dell'art. 5, l'Avvocatura dello Stato ha dedotto che si tratterebbe di disposizione di non univoca lettura, potendo il richiamo all'art. 13 del d. l. n. 67 del 1997 essere inteso come comprensivo anche del disposto del comma 4 di quell'articolo. In ogni caso occorrerebbe tener conto del fatto che, ai sensi dell'art. 2, comma 7, del d. lgs. 20 agosto 2002, n. 190 (Attuazione della legge 21 dicembre 2001, n. 443, per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale), l'abilitazione dei commissari straordinari all'esercizio dei poteri di cui all'art. 13 del d. l. n. 67 del 1997 avviene dopo che siano stati sentiti i Presidenti delle Regioni interessate. Rispetto al comma 1 dell'art. 12 del d. l. n. 35 del 2005, il Presidente del Consiglio dei ministri, dopo aver ribadito la legittimità dell'istituzione del Comitato nazionale per il turismo in virtù di principî di sussidiarietà ed adeguatezza di cui all'art. 118 Cost., ha evidenziato che la composizione di quell'organismo, quale risulta dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'8 settembre 2005 (Istituzione del Comitato nazionale per il turismo), è caratterizzata dalla partecipazione preponderante delle Regioni rispetto alla presenza dell'amministrazione centrale. Con riferimento agli altri commi del medesimo art. 12 impugnati dalle Regioni, il Presidente del Consiglio dei ministri ha affermato che la trasformazione dell'ENIT in Agenzia nazionale del turismo è stata determinata dalla necessità di dare piena attuazione alle competenze regionali in materia, creando un soggetto giuridico nuovo con funzioni serventi non solo dell'amministrazione centrale, ma pure di quelle regionali e risponderebbe anche all'esigenza di stimolare la ripresa dell'economia italiana al fine di rispettare obblighi internazionali e comunitari quali sono quelli previsti dall'art. 104 del Trattato istitutivo della Comunità europea e, in particolare, il patto di stabilità e crescita di cui è responsabile lo Stato. Inoltre, ha riferito l'Avvocatura dello Stato, il regolamento di istituzione dell'Agenzia, contemplato dal comma 7 dello stesso art. 12, è stato oggetto di ampio confronto con le Regioni e, secondo gli accordi in via definizione, all'interno degli organi amministrativi, consultivi e di controllo dell'Agenzia, la rappresentatività delle Regioni risulterebbe maggioritaria. L'art. 12, comma 5, del d. l. n. 35 del 2005, infine, non imporrebbe alcun obbligo contributivo a carico delle Regioni, trattandosi di una mera norma organizzativa avente la finalità di attribuire all'Agenzia la facoltà di assumere tra le proprie entrate anche i contributi provenienti dalle Regioni.1. – Le Regioni Toscana, Campania, Veneto ed Abruzzo, con distinti ricorsi, hanno impugnato alcune disposizioni del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 (Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80.