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Sul tema del metodo, che tengo a sottolineare, si è parlato di cabina di regia e di collaborazione. Si immagina che in una cabina di regia i provvedimenti si prendano e si scrivano tutti insieme; invece nei numerosi tavoli che ci sono stati, naturalmente attraverso le videoconferenze, in realtà abbiamo visto che da parte del Governo c'era solo la volontà di informare le minoranze circa i provvedimenti che volevano essere presi. Di fatto il Governo decideva da solo e chiedeva collaborazione al Parlamento per cercare di abbreviare quello che è il corso dell'attività parlamentare, per cercare di facilitare il meccanismo. Ciò - a nostro avviso - non è assolutamente corretto, non è questo il campo della condivisione, ma è tutt'altro. Abbiamo inteso la cabina di regia in tutto altro modo e fino ad ora non siamo stati assolutamente soddisfatti da questo punto di vista. Collaborare infatti significa condividere, non informare; di informative ne fate quante volete in Parlamento, ma una cabina di regia richiede decisamente dell'altro. Del resto, l'atteggiamento di chiedere collaborazione mettendo però in evidenza nei fatti qualcosa di diverso lo abbiamo già visto anche in alcuni comportamenti che ha preso il Presidente del Consiglio sul mancato coinvolgimento del Parlamento stesso. Ricordo i famosi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, che hanno disposto anche delle limitazioni della libertà personale di tante persone, emanati senza passare per il Parlamento. Abbiamo visto in più casi, anzi in questi giorni vediamo una trattativa, un negoziato che il Governo sta portando avanti in Europa sul tema del Meccanismo europeo di stabilità e dei trattati internazionali che però non passa per il Parlamento. Per tutte queste ragioni dico che il coinvolgimento non c'è stato. Mi verrebbe da fare una battuta: avete tirato fuori la storia dei pieni poteri, quella frase pronunciata da Salvini la scorsa estate, ma alla prova dei fatti i pieni poteri se li sta prendendo il presidente del Consiglio Conte. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non è, però, una questione solo di metodo, ma anche di merito e su questo abbiamo detto, da un punto di vista costruttivo, che per noi della Lega, ma anche per molti colleghi del centrodestra che ho consultato, al Governo è mancato il fatto di avere una visione. Ho sentito prima il presidente Pesco, ora di fianco a me, dire che dobbiamo accompagnare la crisi dell'emergenza per poi pian pianino trovare le misure giuste. La parola "accompagnare" è sbagliata: un Governo deve guidare la crisi e non accompagnare. Il senso vero della situazione è avere una visione futura, anticipare quello che potrebbe capitare, avere già in mente prima la strada che si vuole decisamente percorrere. In questi momenti di emergenza bisogna evitare le soluzioni parziali e il decreto-legge che oggi discutano e domani verrà votato con la fiducia è sostanzialmente una soluzione molto parziale. Io ricordo che all'inizio prima si era parlato di 3 miliardi, poi si era detto che ne bastavano 7,5, poi siamo saliti a 25, adesso stiamo pensando a un altro decreto-legge di altrettanti 25-30 miliardi (non ne conosciamo ancora adesso l'entità. Forse bisognava - come qualche Paese ha fatto e avevamo suggerito - mettere in campo subito 100 miliardi. Qualcuno potrebbe dire che è facile parlare dall'opposizione, perché vanno trovati i soldi, c'è la questione del debito, e c'è l'Unione europea. Noi però vi abbiamo dato anche questo suggerimento. Vi abbiamo detto una cosa che, tra l'altro, hanno sostenuto anche personaggi che, dal nostro punto di vista, hanno grande competenza, come l'ex ministro dell'economia Tremonti: bastava emettere dei buoni del tesoro a lunga scadenza riservati a investitori italiani, dando loro delle agevolazioni fiscali, magari promettendo che per qualche tempo non sarebbero stati fatti accertamenti fiscali e probabilmente avremmo liberato delle risorse nostre, italiane, in questa direzione, da mettere subito in campo per sostenere le nostre imprese. Voi pensate davvero che l'Europa ci aiuterà? Oggi, nella discussione sul MES con condizionalità minime, sentivamo che dall'Olanda si parlava di non condizionalità su spese mediche, ma di prevedere invece per il resto condizionalità generali. Voi pensate davvero che il Meccanismo europeo di stabilità sia una soluzione positiva per il nostro Paese? Anche nella stessa maggioranza non si ha lo stesso tipo di idea. Pensate davvero che gli eurobond o i coronabond - come li volete chiamare - verranno istituiti, quando sappiamo benissimo che, per farlo, la Germania deve cambiare la propria Costituzione, perché in essa c'è scritto che in un anno non si può mutualizzare il debito? Qualsiasi decisione presa dall'Europa per noi, allora, rischia comunque di diventare una fregatura. Quindi, cominciamo a fare da soli, liberiamo le risorse che già molti italiani hanno e mettiamole a disposizione di tutto il Paese per superare questa fase assolutamente importante e fondamentale. Anche da questo punto di vista, però, non ci avete ascoltato. Non siamo venuti solo a fare critica - ecco, dovevate tirare fuori i soldi, non li avete; dovevate fare come Germania o Francia - ma abbiamo anche proposto delle soluzioni, ma la risposta è stata negativa. (Commenti del senatore Airola). PRESIDENTE . Senatore Airola, cortesemente si rivolga alla Presidenza e intervenga quando ha la parola. Prego, presidente Romeo. (Commenti del senatore Airola). Si interloquisce con la Presidenza. (Commenti dal Gruppo M5S). Senatore Airola, non mi costringa a richiamare lei e tutti singolarmente. (Commenti del senatore Airola). Senatore Airola, non mi costringa a richiamarla verbalmente. Prego, senatore Romeo. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Anche lo stesso Mario Draghi, più volte celebrato in quest'Aula... (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. Colleghi, non rispondiamo al senatore Airola, che è già stato richiamato verbalmente dalla Presidenza. Non costringetemi a richiamare verbalmente anche altri. Prego, senatore Romeo. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Stavo dicendo che anche lo stesso Mario Draghi ha sostenuto che bisogna comunque fare debito. Pertanto, certe soluzioni che sono state prospettate sono sostenute anche da personaggi illustri che sono stati riconosciuti da tutte le parti come coloro che, in determinate fasi della nostra storia, hanno salvato il nostro Paese. La sensazione - poi magari il Governo e la maggioranza la smentirà - è che ci troviamo di fronte a un Governo un po' debole da questo punto di vista, soprattutto nei rapporti con l'Unione europea, e che cede sovranità ai tecnici. Infatti, sull'aspetto sanitario voi fate sostanzialmente tutto quello che il comitato tecnico-scientifico vi dice di fare. Ciò è stato richiamato più volte. Sui temi economici, di fatto, fate quello che vi dicono gli eurocrati, i burocrati di Bruxelles, per essere chiari. Insomma, non riuscite a fare un passo senza che non ci sia l'ok da parte dell'Unione europea.