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Ai fini dell’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma, il Ministro dello sviluppo economico adotta, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, le relative norme di attuazione, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, prevedendo, in particolare, il loro raccordo con le disposizioni vigenti in materia di incentivi e di agevolazioni alle attività produttive in conformità alle norme previste dall’Unione europea in materia di aiuti di Stato alle imprese. 3. Il piano per la nautica di diporto di cui all’articolo 1, comma 4, lettera r) , individua la localizzazione e la soglia limite dei posti di ormeggio e in darsena per natanti-imbarcazioni compatibili con la tutela della laguna di Venezia, riconfigura il confine del Polo nautico previsto dal Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP) adottato, con l’esclusione dell’ambito di arenile e mare prospicienti il Lido di Venezia e Pellestrina, e prescrive altresì regole per la destinazione delle darsene e degli approdi a natanti di specifiche dimensioni, caratteristiche e potenza di motore. 4. La regione Veneto verifica il rispetto dell’obbligo da parte della competente azienda unità locale socio sanitaria di provvedere, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, alla formazione di un bilancio della gestione amministrativa di Venezia insulare ed isole della laguna separato da quello di Mestre terraferma, adattando gli standard della spedalità e dell’assistenza territoriale riconoscendo la specificità lagunare. Art. 9. (Ulteriori norme di attuazione) 1. Gli interventi di lavori pubblici facenti parte del piano generale degli interventi del sistema lagunare veneziano finanziati con la presente legge sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto (IVA). 2. L’ammontare delle somme delle opere, degli incentivi e dei contributi compresi nel piano generale degli interventi è considerato al di fuori del conteggio dei limiti del patto di stabilità, ivi comprese le somme già stanziate ai sensi della precedente legislazione speciale per la salvaguardia di Venezia e la sua laguna, non ancora impiegate e regolarmente contabilizzate nei bilanci degli enti interessati quali residui attivi. 3. Nell’ambito del piano della mobilità del territorio veneziano, all’interno della conterminazione lagunare, per evitare sconvolgimenti degli equilibri idrogeologici di sedimenti consolidati, morfologie, falde acquifere e altri fluidi liquidi o gassosi, non possono essere eseguite operazioni di scavo al di sotto dello specchio acqueo lagunare per la posa di condotte adibite al trasporto di persone e merci; tale trasporto è organizzato con modalità e mezzi di trasporto ad alta e qualificata tecnologia, adeguata, compatibile a breve e sostenibile a lungo termine nell’ambiente lagunare. Detto piano recepisce le deliberazioni del consiglio comunale di Venezia sulla regolamentazione dei flussi turistici, che indica un numero massimo sostenibile di visitatori per Venezia insulare, tenuto conto anche delle presenze collegate all’attività delle navi da crociera, e differenzia la mobilità turistica, che non deve però prevedere tempi e percorsi più veloci rispetto a quelli previsti per residenti e lavoratori pendolari. 4. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, su proposta del Consiglio superiore di cui all’articolo 3, provvede alla delimitazione territoriale del Parco regionale di interesse locale della Laguna di Venezia, di cui all’articolo 1, comma 8, lettera h) , la cui direzione e gestione è affidata alle competenze del medesimo Consiglio superiore. 5. Lo sviluppo e la riconversione della portualità di cui alla lettera s) del comma 4 dell’articolo 1 sono resi complessivamente compatibili con l’effettivo recupero morfologico della laguna ed esplicitati mediante un piano regolatore aggiornato alla data di entrata in vigore della presente legge, all’interno del quale può essere prevista una struttura portuale d’altura, la quale, oltre a dover essere condizionata e garantire modalità di trasferimento di merci e materiali attraverso la laguna rispettose del suo equilibrio idrodinamico, deve consentire l’estromissione del traffico petrolifero in considerazione della riconversione produttiva di Porto Marghera, nonché l’estromissione dei traffici commerciali con navi che per dimensione, stazza, dislocamento e pescaggio risultino incompatibili con i princìpi che regolano l’inversione del processo di degrado dell’ecosistema lagunare. In tale contesto, indipendentemente dalla realizzazione della struttura portuale d’altura, soggetta alle strategie interportuali nazionali e dell’Alto Adriatico, deve essere prevista la specifica estromissione dall’intera laguna delle grandi navi da crociera, con apposito terminal crocieristico dedicato, anche in relazione al loro divieto di transito nel bacino S. Marco e nel canale della Giudecca già previsto dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 2 marzo 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 7 marzo 2012. Nel caso le autorità competenti procedano con provvedimenti contenenti norme provvisorie o transitorie, viene fissato il termine non superiore a sei mesi per la presentazione di progetti alternativi volti alla esclusione delle grandi navi da crociera dalla laguna, al fine di poter valutare la soluzione finale ottimale. Art. 10. (Delega al Governo in materia di circolazione acquea del traffico) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, uno o più decreti legislativi recanti una nuova disciplina della circolazione acquea del traffico, nonché delle relative autorizzazioni nell’ambito della laguna di Venezia, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) il coordinamento e la disciplina di ogni tipo di traffico, con l’individuazione dei traffici marittimi e portuali che ne rimangono esclusi, in conformità con quanto prescritto dall’articolo 4 e dell’articolo 9; b) l’individuazione di un sistema di rilevamento dei natanti, al fine di garantire il controllo e la sicurezza della navigazione; c) una disciplina delle materie inerenti i requisiti, i titoli professionali e le patenti, necessari per l’esercizio dei servizi di linea e non di linea e, in generale, per la conduzione dei mezzi; d) una disciplina del sistema sanzionatorio, con particolare riferimento ad un sistema che privilegi le sanzioni di ordine amministrativo rispetto a quelle di carattere penale, nonché la validità, a fini sanzionatori, di infrazioni riscontrate attraverso sistemi satellitari o similari. In particolare il sistema sanzionatorio deve prevedere che la violazione alle disposizioni relative al superamento della velocità massima consentita, nelle acque della laguna di Venezia, accertata anche a mezzo di apparecchi elettronici, comporti il fermo del mezzo da sette a trenta giorni. In caso di nuova violazione si procede alla confisca del mezzo. In caso di ulteriore violazione, sono revocati tutti i titoli abilitativi alla condotta o al comando dei mezzi nonché le autorizzazioni allo svolgimento del servizio pubblico.