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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 112 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,35). Si dia lettura del processo verbale. CARBONE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 29 aprile. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sulla scomparsa di Gianni De Michelis CRAXI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRAXI (FI-BP) . Signor Presidente, due giorni fa, nella sua Venezia, è morto l'onorevole Gianni De Michelis. Gianni De Michelis è stata una personalità di primo piano nella seconda parte della Prima Repubblica. De Michelis: genio e sregolatezza, visionario lucido, con lo sguardo sempre rivolto oltreconfine. (Brusio) . Se tacete, magari imparate anche qualcosa. Egli fu uno dei leader lombardiani che, in contrapposizione al moderatismo della DC e al conservatorismo ideologico del PCI, appoggiò Craxi e l'affermazione del suo riformismo socialista anche quando i lombardiani entrarono in conflitto con lui. Uomo di Governo, fu più volte Ministro della Repubblica: competente, preparato, colto, lavoratore instancabile, nemico della banalità. A molti mancheranno le sue lucide analisi, le sue sferzate, la sua forza progettuale. Fu prima Ministro del lavoro, ruolo in cui fu uno dei protagonisti della riforma dell'industria e del lavoro, nonché partecipe della vittoria sull'immobilismo e sull'inflazione quale fu la vittoria referendaria del cosiddetto decreto di San Valentino. Fu poi un coraggioso e fantasioso Ministro degli esteri, ruolo in cui, d'intesa con Craxi e Andreotti, si confrontò in più occasioni con la Thatcher, per la costruzione dell'Europa in uno spirito di solidarietà tra le Nazioni negli anni ampiamente tradito. Gianni De Michelis è stato, innanzitutto, un socialista coraggioso, che ha saputo attraversare anche le stagioni più buie e più infami della storia socialista del Paese, da hombre vertical , senza abiure, difendendo sempre il primato della politica. Gianni è stato poi un compagno leale di mio padre, nella buona e nella cattiva sorte, non facendogli mai mancare la sua fraterna solidarietà negli anni difficili dell'esilio. De Michelis fu uno dei leader socialisti più demonizzati nella vicenda di mani pulite, circostanza che ha messo in secondo piano i grandi servigi che egli ha reso a questa Repubblica. Fu uno dei protagonisti di una grande stagione, quella del riformismo socialista, che è stato nella storia politica e culturale dell'Italia una cosa molto seria, che ancora oggi non vuole ammettere chi non vuole prendere atto - tra questi anche alcuni autorevoli giornalisti - che il comunismo è stato un grande fallimento storico, un fallimento sul piano economico e un'ideologia antitetica alla libertà sul piano politico. (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e del senatore Casini. Congratulazioni) . NENCINI (Misto-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (Misto-PSI) . Signor Presidente, ho conosciuto bene Gianni De Michelis e non condivido assolutamente l'immagine caricaturale che spesso se ne è data. I capelli lunghi non fanno aggio alla cultura di un veneziano che era stato docente universitario e aveva poi affidato alla politica larga parte della sua vita. È stato molte cose Gianni De Michelis - è stato ricordato dalla senatrice Craxi - ma fu soprattutto un buonissimo Ministro degli esteri. In Europa, viene ricordato per tre cose: la prima, sono le politiche per il Mediterraneo; la seconda, è l'attenzione che l'Italia avrebbe dovuto avere - e non sempre ebbe - verso i Balcani; la terza, è per il Trattato di Maastricht, che porta, fra le altre, la sua firma e che, all'interno di un gruppo dirigente riformista e socialista italiano tra i più preparati, provocò allora anche delle frizioni. Ne ricordo una, vissuta direttamente: Craxi, che allora era il leader di quel partito e di una parte rilevante di quell'Italia, credeva che il Trattato di Maastricht non fosse assolutamente sufficiente a rappresentare l'Europa dopo la caduta del muro di Berlino. Immaginava - e non aveva torto - un'Europa nuova, che si andava creando soprattutto attraverso i quattro pilastri legati ai grandi Stati nazionali del tempo: l'Italia, la Francia, la Spagna e la Germania, che ancora non era unita, ma che lo sarebbe diventata da lì a pochissimi mesi. Prevalsero un pensiero diverso e una strategia diversa e De Michelis, ministro degli esteri del Governo italiano che costruì e firmò quell'accordo, che condivideva l'orientamento europeo più di quanto non condividesse allora quello del suo leader nazionale, firmò. Ebbero entrambi ragione, anche se forse la profezia del primo, se leggiamo oggi la storia dell'Europa, fu superiore alla firma del secondo. Fu anche un buon Ministro del lavoro in un periodo - e ho concluso - decisamente e terribilmente controverso. La storia ha dato ragione a chi allora firmò il decreto di San Valentino (1984), perché quell'atto rappresentò una svolta per l'economia italiana e per il benessere degli italiani. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, sono grato anzitutto alla senatrice Craxi, perché anch'io sentivo la forte esigenza di ricordare una personalità significativa, che in nome della Repubblica italiana ha firmato il Trattato di Maastricht. (Applausi della senatrice Papatheu). Secondo il mio modesto parere, egli è stato un Ministro degli esteri tra i migliori e un uomo che su due dossier particolari, come Mediterraneo e Europa-Balcani, ha lavorato come pochissimi altri. Probabilmente una collega che ha avuto sensibilità analoghe sul tema dei Balcani è stata proprio la senatrice Bonino, che oggi ho l'onore di avere seduta qui, al mio fianco. Voglio dire inoltre ai colleghi che Gianni De Michelis non merita la banalizzazione degli articoli dei giornali. Leggendo i giornali italiani di sabato, sembrava che De Michelis avesse passato la sua vita in discoteca. Credo si tratti di una generalizzazione, che da un lato può essere pittorescamente comprensibile, ma che è inaccettabile e va respinta.