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in particolare, con riferimento alla Strategia nazionale Aree interne, il PNRR, alla Missione 5 - Inclusione e coesione, Componente - Interventi speciali per la coesione territoriale, stanzia 825 milioni di euro complessivi per l'Investimento: Aree interne, strategia nazionale contro lo spopolamento e sottosviluppo economico, mentre l'articolo 1, comma 2, lettera c) , punto 12, del suddetto decreto-legge, stanzia complessivi 300 milioni di euro dal 2021 al 2026 per il "miglioramento dell'accessibilità e della sicurezza delle strade, inclusa la manutenzione straordinaria anche rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico o a situazioni di limitazione della circolazione" all'interno delle suddette aree; premesso altresì che: il decreto interministeriale n. 394 del 13 ottobre 2021, nell'attuare le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 2- quinquies , del predetto decreto-legge n. 59 del 2021, destina le risorse al finanziamento delle attuali aree interne individuate dalla vigente strategia SNAI, fissandone i criteri di riparto, assegnando alle province e alle città metropolitane, ovvero alle regioni Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia, il ruolo di soggetti attuatori degli interventi in questione, e demandando all'assemblea dei sindaci dell'area interna, presieduta dal Presidente del soggetto attuatore, la concreta individuazione degli interventi da finanziare; a dispetto di quanto disciplinato dal decreto interministeriale, sono giunte all'interrogante, in particolar modo dall'area della provincia di Parma, segnalazioni in merito ad una gestione della procedura di individuazione degli interventi da finanziare da parte delle province, che ha marginalizzato il ruolo dei comuni ricompresi nell'area interna, accentrando di fatto il potere decisionale sugli interventi da realizzare; considerato che: la centralità del ruolo degli enti territoriali nella realizzazione del PNRR e degli interventi finanziati con il Fondo complementare nazionale è confermata dal fatto che circa 66,4 miliardi di euro di investimenti sarà attuato direttamente da Regioni, Province, Comuni e Città metropolitane, dei quali circa 50 miliardi vedono proprio i comuni coinvolti come soggetti attuatori; anche da questa scelta si deduce quale sia il primario rilievo da riconoscere agli enti di prossimità, primo presidio dello Stato nei confronti dei cittadini; con specifico riferimento alla Strategia nazionale Aree interne, pare il caso di ricordare come le 72 aree individuate attualmente comprendano complessivamente 1.077 comuni italiani, per poco più di 2 milioni di abitanti, ai quali, si ritiene, andrebbe riconosciuto maggior coinvolgimento nei processi decisionali, in particolar modo se riferiti a progetti di sviluppo delle aree di loro appartenenza; il principio di leale collaborazione tra le pubbliche amministrazioni è principio immanente dell'ordinamento costituzionale italiano, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione menzionata in premessa, se non ritengano opportuno verificare quali siano state le procedure adottate dalla Provincia di Parma per individuare gli interventi da finanziare e se queste abbiano rispettato le disposizioni di cui al decreto interministeriale citato, nonché quali siano le azioni che intendano adottare, affinché sia garantito il rispetto del principio di leale collaborazione tra le amministrazioni degli enti territoriali coinvolti dalle procedure di attuazione dei progetti legati al PNRR e al Fondo complementare nazionale, con particolare riferimento all'effettivo coinvolgimento, da parte delle province, dei comuni che insistono nelle aree ricomprese nella Strategia nazionale Aree interne nei processi decisionali di individuazione degli interventi da finanziare. Atto n. 4-07023 Briziarelli Al Ministro della giustizia Premesso che: l'interrogante ha già più volte sottoposto al Ministro in indirizzo le problematiche che da anni riguardano le strutture penitenziarie dell'Umbria e in particolare del carcere di Orvieto; le criticità denunciate sono state molteplici: all'interno delle strutture penitenziarie indicate sono stati superati i livelli minimi di sicurezza, detenuti hanno tentato il suicidio o hanno aggredito gli agenti in servizio, fino ad arrivare al sequestro di un agente stesso; è notizia di questi giorni l'ennesima aggressione nel carcere di Orvieto ai danni di diversi agenti penitenziari da parte di un detenuto tunisino, già recidivo per comportamenti finalizzati ad alterare l'ordine e la sicurezza interna all'istituto penitenziario; gli agenti sono stati costretti a ricorrere alle cure dei sanitari; da molto tempo i sindacati di categoria denunciano all'amministrazione penitenziaria e ai direttori del carcere di Orvieto succedutesi negli anni, la grave carenza di personale, ma le denunce sono sempre rimaste inascoltate; anche l'interrogante ha, più volte, denunciato la carenza di agenti di Polizia penitenziaria all'interno delle carceri umbre con tutte le negative conseguenze che la circostanza comporta; solo alcuni degli atti di sindacato ispettivo presentati dall'interrogante hanno ricevuto risposta, ma le problematiche delle strutture carcerarie non hanno mai avuto una soluzione evidente; a tutto ciò si aggiunge la dichiarazione delle sigle sindacali SAPPE, OSAPP, USPP, CGIL-FP, che, il 9 maggio 2022, unitamente, hanno denunciato nuovamente la grave carenza di personale nel carcere di Orvieto, che ha portato ad una situazione di grave criticità la gestione della struttura penitenziaria; la denuncia delle sigle sindacali è avvenuta in quanto, proprio in conseguenza della carenza di personale, il 2 maggio l'amministrazione penitenziaria di Orvieto ha negato ai propri dipendenti la possibilità di usufruire delle ferie maturate negli anni dal mese di maggio 2022 in poi; considerato che: gli agenti della Polizia penitenziaria nel carcere di Orvieto, anche a seguito della pandemia, sono stati sottoposti a turni massacranti con frequenti e notevoli straordinari e sempre per esigenze di servizio non hanno goduto delle ferie maturate; la determinazione dell'amministrazione penitenziaria avviene in pieno disprezzo del diritto costituzionalmente garantito ai lavoratori di usufruire delle ferie, si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo ritenga opportuno adottare, affinché il diritto costituzionale per i lavoratori di godere delle ferie maturate sia garantito anche agli agenti della Polizia penitenziaria del carcere di Orvieto. Atto n. 4-07024 Alessandrini Valeria Lucidi Pillon Al Ministro della giustizia Premesso che: il 9 maggio 2022 le sigle sindacali SAPPE, OSAPP, USPP, CGIL-FP, unitamente, hanno denunciato nuovamente la grave carenza di personale nel carcere di Orvieto, denuncia rimasta negli anni completamente inascoltata, che ha portato ad una situazione di grave criticità la gestione della struttura penitenziaria; solo ieri nella struttura penitenziaria di Orvieto si è avuta l'ennesima giornata di ordinaria follia, con alcuni agenti di polizia penitenziaria che sono stati feriti a causa di un'aggressione da parte di un detenuto, tanto che sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari;