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Inoltre le imprese, per favorire l'inclusione professionale di persone con DSA, devono avere la possibilità di attribuire al responsabile dell'inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro la predisposizione di progetti personalizzati per facilitare lo sviluppo delle potenzialità in azienda di tali dipendenti. In questo senso, le regioni devono provvedere alla definizione delle strutture e degli specialisti pubblici o privati accreditati per le valutazioni diagnostiche e le certificazioni delle persone con disturbi specifici di apprendimento. È necessario dare alle aziende gli strumenti per valutare le reali capacità di un candidato in un ambiente adatto all'interno dell'azienda, e contestualmente sviluppare soluzioni per supportare il lavoratore dislessico nella comprensione e nello sviluppo, delle sue capacità e dei suoi punti di forza. Nello specifico, tra le finalità che il disegno di legge intende perseguire, garantendo piena attuazione all'articolo 3 della Costituzione, vi è quella di riconoscere tutele e garanzie alle persone con DSA, anche con riferimento agli aspetti legati alla formazione e all'accesso al lavoro. Inoltre, in coerenza con lo spirito del disegno di legge, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle formazioni sociali ove si svolge la personalità dell'individuo non è consentita alcuna forma di discriminazione. L'uso di strumenti compensativi e dispensativi deve essere garantito anche ai lavoratori e alle lavoratrici nel settore pubblico come in quello privato. All'articolo 3, comma 3, del disegno di legge si specifica che le certificazioni diagnostiche sono valide per il percorso scolastico, universitario e formativo nel processo di inserimento al lavoro, con necessità di rinnovo del profilo funzionale solamente nei passaggi di ordine di scuola e comunque non prima di tre anni dall'ultima certificazione, fatte salve particolari esigenze di aggiornamento. Al comma 5 si stabilisce che ogni regione deve istituire un centro diagnostico per le persone adulte. L'articolo 4 prevede uno stanziamento di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026, destinato a finanziare programmi riguardanti la formazione del personale docente e dirigenziale in ambito scolastico e universitario, nonché programmi di formazione del personale dedicato alla selezione delle risorse umane nell'ambito del pubblico impiego. L'articolo 5 stabilisce che le misure compensative e dispensative di cui alle linee guida della Conferenza nazionale universitaria dei delegati per la disabilità sono applicate in tutte le occasioni di valutazione per l'accesso o il completamento di percorsi formativi. Infine, l'articolo 7 prevede che, con apposito decreto del Ministro dell'università e della ricerca, si definiscano modalità di svolgimento delle prove di accesso ai corsi di laurea, ovvero il diritto all'utilizzo degli strumenti compensativi e dispensativi previsti nel profilo funzionale della certificazione diagnostica. Inoltre è prevista l'istituzione, ai fini del monitoraggio dell'attuazione delle disposizioni introdotto con il presente disegno di legge, dell'Osservatorio nazionale permanente per i disturbi specifici dell'apprendimento.. Art. 1. (Riconoscimento e definizione di dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia) 1. La presente legge riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati « DSA », che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana. 2. Ai fini della presente legge, si intende per: a) « dislessia »: un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell'imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura; b) « disgrafia »: un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica; c) « disortografia »: un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica ; d) « discalculia »: un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell'elaborazione dei numeri. 3. Ai fini della presente legge la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia possono sussistere separatamente o insieme. 4. Nell'interpretazione delle definizioni di cui al comma 2, si tiene conto dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche in materia. Art. 2. (Finalità) 1. La presente legge persegue, per le persone con DSA, le seguenti finalità: a) garantire il diritto all'istruzione, allo studio e al lavoro; b) favorire il successo scolastico, anche attraverso misure didattiche di supporto, nonché garantire una formazione adeguata e promuovere lo sviluppo delle potenzialità; c) evitare ogni forma di discriminazione delle persone con DSA nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle formazioni sociali ove si svolge la personalità dell'individuo; d) garantire l'accesso delle persone con DSA in ogni ambito lavorativo; e) garantire l'uso di strumenti compensativi e i necessari adeguamenti in ambito lavorativo per i dipendenti pubblici e privati con DSA; f) ridurre i disagi relazionali ed emozionali; g) adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità formative degli studenti; h) promuovere, nelle procedure pubbliche di selezione e nei bandi di concorso, modalità idonee a garantire la partecipazione delle persone con DSA; i) preparare gli insegnanti e sensibilizzare i genitori nei confronti delle problematiche legate ai DSA; l) favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado; m) garantire l'accesso alla diagnosi alle persone adulte; n) incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante il percorso di istruzione e di formazione; o) assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale. Art. 3. (Diagnosi) 1. La diagnosi dei DSA è effettuata nell'ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale a legislazione vigente, ed è comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente. Le regioni nel cui territorio non sia possibile effettuare la diagnosi nell'ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale possono prevedere, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o da strutture accreditate. 2. Per gli studenti che, nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, presentano persistenti difficoltà, la scuola trasmette apposita comunicazione alla famiglia. 3. È compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell'infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti, sulla base dei protocolli regionali di cui all'articolo 7, comma 1. L'esito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi di DSA. 4.