[ddlpres]

11 (Durata dell'incarico) 1 I giudici dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie, indipendentemente dalle funzioni svolte, cessano dall'incarico, in ogni caso, al compimento del settantesimo anno di età. 12 (Decadenza dall'incarico) 1 Decadono dall'incarico i giudici tributari i quali: a perdono uno dei requisiti di cui all'articolo 8; b omettono, senza giustificato motivo, di assumere l'incarico entro trenta giorni dalla comunicazione del decreto di nomina; c non partecipano senza giustificato motivo a due sedute consecutive; d rientrano nei casi di rimozione ai sensi dell'articolo 15, comma 6; e non si sono dimessi dalla magistratura ordinaria, amministrativa, contabile e militare. 2 La decadenza è dichiarata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri previa deliberazione del Consiglio della giustizia tributaria. 13 (Trattamento economico) 1 Ai giudici tributari è attribuito un trattamento economico congruo e dignitoso tenuto conto della delicatezza del compito svolto e della professionalità richiesta. 2 Ai fini di cui al comma 1 ai giudici tributari si applica il trattamento economico, nonché quello previdenziale, assistenziale, comprensivo di ferie e permessi, e il sistema di guarentigie del magistrato ordinario di prima nomina al momento del conferimento delle funzioni giurisdizionali. 3 Gli aumenti successivi del trattamento economico sono definiti con il regolamento di cui all'articolo 37, tenendo conto dell'anzianità di servizio. 14 (Responsabilità) 1 Ai giudici tributari si applicano le disposizioni concernenti il risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giurisdizionali previste dalla legge 27 febbraio 2015, n. 18. 15 (Sanzioni disciplinari) 1 I giudici tributari per comportamenti non conformi ai doveri o alla dignità del proprio ufficio sono soggetti alle sanzioni di cui ai seguenti commi. 2 Si applica la sanzione dell'ammonimento per lievi trasgressioni. 3 Si applica la sanzione non inferiore alla censura per: a i comportamenti che, violando i doveri di cui al comma 1, arrecano ingiusto danno o indebito vantaggio a una delle parti e ai loro difensori; b la consapevole inosservanza dell'obbligo di astensione nei casi previsti dalla legge; c i comportamenti che, a causa dei rapporti comunque esistenti con i soggetti coinvolti nel procedimento o a causa di avvenute interferenze, costituiscono violazione del dovere di imparzialità e assenza di pregiudizi; d i comportamenti abitualmente o gravemente scorretti nei confronti delle parti, dei loro difensori, o di chiunque abbia rapporti con il giudice nell'ambito della giustizia tributaria, ovvero nei confronti di altri giudici o di collaboratori; e l'ingiustificata interferenza nell'attività giudiziaria di un altro giudice; f l'omessa comunicazione al presidente del tribunale tributario o della corte di appello tributaria da parte del giudice destinatario delle avvenute interferenze; g il perseguimento di fini diversi da quelli di giustizia; h la scarsa laboriosità, se abituale, soprattutto per il deposito delle sentenze; i la grave o abituale violazione del dovere di riservatezza; l l'uso della qualità di giudice tributario al fine di conseguire vantaggi ingiusti; m la reiterata e grave inosservanza delle norme regolamentari o delle disposizioni sul servizio adottate dagli organi competenti; n le ipotesi di responsabilità di cui alla legge 27 febbraio 2015, n. 18, come previsto dall'articolo 14. 4 Si applica la sanzione non inferiore alla sospensione dalle funzioni per un periodo da tre mesi a tre anni, per: a il reiterato o grave ritardo nel compimento degli atti relativi all'esercizio delle funzioni; b i comportamenti che, violando i doveri di cui al comma 1, arrecano grave e ingiusto danno o indebito vantaggio a una delle parti e ai loro difensori; c l'uso della qualità di giudice tributario al fine di conseguire vantaggi ingiusti, se abituale e grave; d la frequentazione di una persona che consti essere stata dichiarata delinquente abituale, professionale o per tendenza, ovvero aver subìto condanna per delitti non colposi alla pena della reclusione superiore a tre anni, o essere sottoposta ad una misura di prevenzione, salvo che sia intervenuta la riabilitazione, o il fatto di intrattenere consapevolmente rapporti di affari con una di tali persone; e la mancata frequenza di un numero minimo di 30 ore formative di aggiornamento obbligatorio. 5 Si applica la sanzione dell'incapacità a esercitare un incarico direttivo per l'interferenza, nell'attività di altro giudice tributario, da parte del presidente del tribunale tributario o della corte di appello tributaria o della relativa sezione, se ripetuta o grave. 6 Si applica la rimozione dall'incarico nei casi di recidiva nelle trasgressioni di cui ai commi 3, 4 e 5, con decadenza dall'incarico e divieto di ulteriore nomina a giudici tributari. 16 (Procedimento disciplinare) 1 Il procedimento disciplinare è promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal presidente della corte di appello tributaria nel cui distretto presta servizio l'incolpato. 2 Il Consiglio della giustizia tributaria, nel termine di dieci giorni dalla richiesta di apertura del procedimento disciplinare, affida ad un suo componente l'incarico di procedere agli accertamenti preliminari da svolgere entro trenta giorni. 3 Il Consiglio della giustizia tributaria, sulla base delle risultanze emerse, provvede a contestare i fatti all'incolpato con invito a presentare entro trenta giorni le sue giustificazioni, a seguito delle quali, se non ritiene di archiviare gli atti, incarica un proprio componente di procedere all'istruttoria, che deve essere conclusa entro sessanta giorni col deposito degli atti relativi presso la segreteria. Di tali deliberazioni deve essere data immediata comunicazione all'incolpato. 4 Il presidente del Consiglio della giustizia tributaria, trascorso comunque il termine di cui al comma 3, fissa la data della discussione davanti allo stesso con decreto da notificare almeno trenta giorni prima all'incolpato, il quale può prendere visione ed estrarre copia degli atti e depositare le sue difese non oltre dieci giorni prima della discussione. 5 Nella seduta fissata per la discussione, il componente del Consiglio della giustizia tributaria di cui al comma 3 svolge la relazione. L'incolpato ha per ultimo la parola e può farsi assistere da un altro giudice tributario. 6 La sanzione disciplinare deliberata dal Consiglio della giustizia tributaria è applicata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. 7 Per quanto non contemplato dalla presente legge si applicano per analogia le disposizioni sul procedimento disciplinare vigenti per i magistrati ordinari. II CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA TRIBUTARIA 17 (Vigilanza) 1 È istituito il Consiglio della giustizia tributaria, con sede in Roma. 2 Il Consiglio della giustizia tributaria esercita la vigilanza su tutti gli uffici e su tutti i magistrati tributari. 3