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A tale riguardo, prima della riforma di tale decreto sicurezza, su circa 40.000 tutele umanitarie riconosciute dalla commissione territoriale, dal 2015 al 2018, poco più di 3.200 sono state le conversioni in permesso di lavoro e circa 250 i ricongiungimenti familiari. La gran parte degli immigrati è rimasta in Italia inoperosa, senza concrete prospettive di stabilizzazione e di inclusione sociale, con il forte rischio di cadere in percorsi di illegalità. (Applausi) . Signor Presidente, mi avvio alla conclusione. I titolari di protezione internazionale palesemente fondata, nel giro di pochi giorni vedevano avviato il processo di integrazione, perché le commissioni prefettizie autorizzavano il permesso di restare nel nostro Paese. Per tutti gli altri, che non avevano diritto di rimanere, come ad esempio tutti i migranti economici (attualmente un terzo degli sbarchi è composto da cittadini tunisini) era previsto un esame preliminare e la permanenza obbligatoria nei CPR, fino all'espulsione. Il nuovo testo elimina la formula «palesemente fondata» e apre a tutte le possibili interpretazioni della formula «ad una prima valutazione verosimilmente fondata». Una norma così aleatoria appare volutamente priva di sostanza, così come la formula utilizzata per autorizzare a rimanere sul nostro territorio coloro che, tornando nel proprio Paese, assisterebbero ad una violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare: praticamente tutto e niente. PRESIDENTE. Senatore Augussori, è andato molto oltre il tempo previsto, quindi la prego di avviarsi alla conclusione. AUGUSSORI, relatore di minoranza . Concludo, signor Presidente. Inoltre si è preferito eliminare il riferimento esplicito alla tortura e ai trattamenti inumani o degradanti, per lasciare spazio al giudizio soggettivo di chi si trova a prendere la decisione. Concludendo, la protezione umanitaria, eliminata con i decreti Salvini, era un unicum in Europa, che non esisteva e non esiste in alcun altro Paese europeo. Solo in Germania c'è un istituto simile, ma per casi specifici, e il ministro Salvini aveva lavorato nella stessa direzione, per casi specifici. Signor Presidente, mi riservo di integrare le mie considerazioni nell'eventuale replica. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatore Augussori, non l'ho interrotta per lasciarle concludere il ragionamento. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Pillon. PILLON, relatore di minoranza . Signor Presidente, di fronte a questo decreto insicurezza, la prima domanda che pongo alla maggioranza, che con tanta pervicacia ha voluto approvarlo, è la seguente: quale tipo di obiettivo vi ponete, cioè quale modello avete davanti agli occhi e cosa volete fare del nostro Paese per i prossimi cinquant'anni? Questa è la domanda, perché con un decreto-legge del genere è chiaro che il vostro obiettivo è quello di creare il caos più assoluto. Ci troviamo di fronte ad un'abrogazione sistematica di qualsiasi controllo, su chi entra o chi esce dal nostro Paese. Tutto questo è basato sulla retorica della confusione tra il soccorso e l'asilo. Lo dico ai colleghi, che sono un po' distratti: un conto è l'obbligo di soccorrere chi si trova in mare e rischia la vita e siamo assolutamente tutti d'accordo. Un altro conto è pensare che, siccome qualcuno è stato soccorso, automaticamente ha diritto all'asilo nel nostro Paese. Sarebbe come se io, in automobile, trovo una persona che ha avuto un incidente, la raccolgo, la porto in ospedale, me ne prendo cura e poi quella persona viene a vivere nel mio letto. Non funziona così; non c'è un automatismo. Se una persona è stata soccorsa, ha diritto al soccorso e non automaticamente all'asilo e a restare nel nostro Paese per tutta la vita; (Applausi) anche perché, Presidente - non le sfugge sicuramente - quelle persone non si trovano in mare per un caso, ma esiste un sistema ormai rodato, ben funzionante e molto efficiente per portare gente in Europa passando dall'Italia. Un sistema che non è in mano ai Governi, a organizzazioni trasparenti, ONG dal nobile profilo; è in mano ai trafficanti di uomini. (Applausi). Cominciamo a dircele queste cose, perché altrimenti si perde di vista il quadro generale. Tuttavia, non si è ancora capito qual è il vostro piano, qual è il vostro progetto, a quale modello vi ispirate. Colleghi, sento parlare di modello tedesco, di modello francese, di modello spagnolo, di modello inglese: tutti Paesi che regolamentano - eccome! - gli ingressi nei loro confini. Perché, allora, l'Italia dovrebbe avere un modello - non ci è dato di capire quale - che passi attraverso il totale non controllo dei confini? Quanto sto dicendo è scritto - nero su bianco - nel decreto-legge che vi apprestate a convertire. Mi riferisco all'articolo 1.1, nel quale si dice a chiare lettere che non sono ammessi il respingimento, l'espulsione o l'estradizione verso uno Stato, qualora esistano fondati motivi di ritenere - e qua c'è dentro tutto e niente - che ci siano rischi di essere sottoposti a tortura (e siamo tutti d'accordo), a trattamenti inumani (e siamo tutti d'accordo), per chi venga da un Paese dove si violano i diritti umani (e va benissimo), e poi però si aprono falle mostruose nel ragionamento. È vietata l'espulsione di chiunque veda violato il rispetto della propria vita privata. Mi spiegate cosa vuol dire? Se una persona, a casa sua, nel suo Paese, ha una legge che gli vieta di tenere il cane nel giardino, si considera mancato rispetto della vita privata e quindi ha il diritto di rimanere in Italia? Ancora, c'è il divieto di espellere chiunque non sia in perfetta salute psicofisica. Ciò vuol dire che se un soggetto trova uno psicologo che gli diagnostica una semplice depressione, automaticamente ha diritto di asilo perpetuo in Italia. O ancora, chi abbia processi in corso nel nostro Paese: praticamente chiunque gode del diritto di restare in Italia. (Applausi) . Con il presente decreto-legge fate anche di più; immediatamente passate all'attivazione di tutto questo, ragion per cui il richiedente asilo ha diritto alla carta d'identità, a tutti i provvedimenti del welfare italiano, a tutto quanto spetta ai cittadini. Tutto ciò che una volta era riservato a determinate situazioni delicate e particolari, tutto ciò che una volta era collegato all'asilo per motivi seri oggi è sostanzialmente libero: chiunque viene, può restare. Peccato, però, che l'Italia è come una grande famiglia, come una grande casa; io in casa mia posso ospitare cinque, dieci persone; se stanno un po' strette, posso ospitarne anche 15 per un po' di tempo, se dormono a strati, col sacco a pelo sotto al tavolo; ma non posso ospitare tutti per sempre. Questo è il punto: non possiamo ospitare tutti per sempre. Abbiamo un dovere - e nessuno sta dicendo che questo dovere non debba essere rispettato - che è quello di soccorrere, ma torno a dire: avete preso coscienza di come funziona la rotta verso l'Italia? Avete studiato come funziona il fenomeno?