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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 37 TESEI La seduta inizia alle ore 14,25. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE In apertura di seduta, la presidente TESEI dà conto dello stato dell' iter del disegno di legge n. 1152 (recante delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare), riepilogando innanzitutto i passaggi in cui si è articolato l'esame e le audizioni svolte. Precisa quindi, sul punto, che il Ministro della difesa ha dato la sua disponibilità ad essere udito alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. La Commissione prende atto. IN SEDE CONSULTIVA 1437 - d-l 53/2019 DDL 1437 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica (Parere alla 1ª Commissione. Esame. Parere favorevole) Introduce l'esame la relatrice DONNO ( M5S ), osservando che Disposizioni di specifico interesse della Difesa si rinvengono già nel Capo I del decreto-legge, recante disposizioni per il contrasto all'immigrazione illegale. L'articolo 1, infatti, novella il testo unico dell'immigrazione - di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998 - inserendo all'articolo 11 un nuovo comma 1- ter . In base a questa nuova disposizione (cui la Camera, in prima lettura, ha apportato modifiche di mera forma), il Ministro dell'interno, in quanto Autorità nazionale di pubblica sicurezza, con provvedimento da adottare di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e informato il Presidente del Consiglio, può limitare o vietare l'ingresso, il transito o la sosta di navi, esclusi i navigli militari e le navi in servizio governativo non commerciale, nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica, oppure quando ritenga necessario impedire il passaggio pregiudizievole e non inoffensivo di una nave rispetto alla quale si concretizzino le condizioni previste dall'articolo 19, comma 2, lettera g), della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) di Montego Bay, limitatamente alle violazioni delle leggi di immigrazione vigenti. Ricorda quindi, ai fini di una migliore comprensione della tematica, il quadro normativo generale in cui la nuova disciplina si inserisce, a partire dall'articolo 19 della Convenzione sul diritto del mare. Questo articolo, in particolare, stabilisce che il passaggio di una nave straniera è pregiudizievole per la pace, il buon ordine e la sicurezza dello Stato costiero se, nel mare territoriale, la nave è impegnata, tra le altre, in un'attività di carico o scarico di materiali, valuta o persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione vigenti nello Stato costiero stesso. Inoltre, l'adozione del provvedimento da parte del Ministro dell'interno è consentita nell'esercizio delle funzioni di coordinamento previste dall'articolo 11, comma 1- bis , del Testo unico sull'immigrazione e nel rispetto degli obblighi internazionali dell'Italia. In particolare, il citato articolo 11 del Testo unico sull'immigrazione attribuisce, relativamente ai controlli di frontiera, la funzione di controllo al Ministro dell'interno e al Ministro degli affari esteri, che adottano il piano generale per il potenziamento e il perfezionamento delle misure di controllo delle frontiere. Il successivo articolo 12 disciplina poi i casi che si verificano in acque territoriali (o nella zona contigua) e quelli che si verificano al di fuori di esse. Nel primo caso (articolo 12, comma 9- bis ), è la nave italiana in servizio di polizia che può fermare la nave sospetta, ispezionarla e, se sono rinvenuti elementi che confermino il coinvolgimento in un traffico di migranti, sequestrarla, conducendola in un porto nazionale. Navi della Marina militare, fermo restando l'assolvimento dei loro compiti istituzionali, possano concorrere alle attività di cui al comma 9- bis . Nel caso invece di intervento al di fuori delle acque territoriali (comma 9- quater ) i medesimi poteri sono posti in capo sia alle navi della Marina militare, sia alle navi in servizio di polizia, e possono essere esercitati a prescindere dalla bandiera battuta dalla nave fermata, purché nei limiti consentiti dalla legge o dal diritto internazionale. Le modalità di intervento delle navi militari e il raccordo tra le loro attività e quelle svolte dalle navi in servizio di polizia sono poi rimesse (dal comma 9- quinquies ) a un decreto interministeriale adottato dai ministri dell'interno, della difesa, dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti. La predetta disposizioneè stata attuata con l'adozione del decreto del Ministro dell'interno 14 luglio 2003 che ha affidato le attività di vigilanza, prevenzione e contrasto dell'immigrazione clandestina ai mezzi aereonavali della Marina militare, delle Forze di polizia e delle Capitanerie di porto. In particolare, alla Marina militare spettano in modo prevalente le attività in acque internazionali, mentre le attività nelle acque territoriali e nelle zone contigue sono attribuite principalmente alle Forze di Polizia (Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza, cui compete il coordinamento in caso di interventi di più corpi). Al Corpo delle capitanerie di porto sono invece affidati compiti soccorso, assistenza e salvataggio. Prosegue quindi la propria disamina soffermandosi sull'articolo 2 del decreto-legge, che integra l'articolo 12 del testo unico sull'immigrazione introducendo una sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione, da parte del comandante di una nave, del divieto di ingresso, transito o sosta nel mare territoriale disposto con provvedimento adottato ai sensi del precedente articolo 1. Tale sanzione consiste nel pagamento di una somma da 150 mila a 1 milione di euro (l'importo è stato peraltro oggetto di modifica nel corso dell'esame presso la Camera: nel testo del decreto la sanzione era infatti prevista da 10 mila a 50 mila euro) e si applica la sanzione accessoria della confisca dell'imbarcazione. In particolare, la Camera ha apportato modifiche al testo originario del decreto-legge: infatti, rispetto alla formulazione originaria, che prevedeva la sanzione accessoria della confisca della nave e il sequestro cautelare solo in caso di reiterazione della violazione, viene ora previstol'immediato sequestro - e la conseguente confisca - senza attendere una seconda violazione. Oltre a ciò, all'articolo 12 del testo unico sull'immigrazione, sono stati poi aggiunti i commi 6- ter e 6- quater . In particolare in base al comma 6- ter le navi sequestrate, in applicazione della sanzione amministrativa accessoria, possono essere affidate in custodia dal prefetto, previa richiesta, agli organi di polizia, alle Capitanerie di porto o alla Marina militare perché ne facciano uso per attività istituzionali, facendosi carico dei relativi oneri. Gli oneri del sequestro, pertanto, sono di norma attribuiti a proprietario e armatore, salva l'ipotesi in cui le imbarcazioni siano assegnate per fini istituzionali alle suddette amministrazioni. Il successivo comma 6-