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Nella sua testimonianza Liliana Segre racconta che nel tragitto dal carcere alla stazione di Milano nessuno volle vedere; i più voltarono lo sguardo, voltarono le spalle e la loro coscienza. Presidente, oggi il Binario 21 è il memoriale della shoah e Liliana Segre ha voluto che su quel muro, di fronte a tutti coloro che arrivano, ci fosse scritta - molto grande - la parola «indifferenza». L'indifferenza può uccidere anche una democrazia. Presidente, penso che questo provvedimento serva a tenere vivo e ad alimentare un sentimento civile: la memoria che può diventare partecipazione e condivisione. Penso che la legge che stiamo per approvare sia un dovere da parte nostra nei confronti di chi da quei campi di sterminio non è mai tornato è un dovere verso le nuove generazioni che continueranno a costruire la nostra Repubblica. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, io ringrazio la relatrice, i presentatori e anche la Commissione per il lavoro svolto su questo disegno di legge, che è molto importante, e non soltanto perché è stato condiviso da tutti. Vorrei, infatti, ricordare che completa la legge originaria, che vide l'istituzione del Giorno della Memoria. Da allora, tanti studenti, tanti insegnanti, tante scuole, tante Regioni e Comuni hanno iniziato un percorso, che è stato assolutamente fondamentale negli ultimi anni. Quello dei viaggi della memoria, di andare ad Auschwitz nei campi di concentramento, è un percorso che è stato accompagnato da moltissimi dei sopravvissuti, come Piero Terracina. Insieme ai ragazzi, e con grande dolore, sono tornati in quei luoghi e hanno messo a disposizione dei ragazzi stessi una esperienza di dolore terribile. Per tantissimi anni molti di loro non hanno mai voluto neanche parlarne. Questo percorso è iniziato, con i ragazzi e con loro, e lo dico perché quei luoghi possono parlare al cuore e alla mente. Possono non solo essere un simbolo, ma anche far comprendere fino in fondo quello che è accaduto. Trovarsi di fronte a quello che, nella storia tremenda del Novecento, è il male assoluto può far capire quello che è accaduto. Ancora la scorsa legislatura, in quest'Aula si discusse del disegno di legge, tra l'altro anche molto discusso, sulla questione del negazionismo. La vicenda del negazionismo non è risolta, come molti di noi hanno pensato. Anzi, io penso che i viaggi della memoria non dovrebbero riguardare soltanto le scuole, ma andrebbero forse estesi alla platea maggiore, per far sì che si tocchi con mano quel che in quei luoghi è accaduto. Ciò che è accaduto è che degli uomini hanno potuto concepire e pianificare lo sterminio di altre persone, considerandole esseri inferiori. Questo è quello che è accaduto e, siccome è accaduto, può accadere di nuovo. Non è vero che quel male assoluto è stato cancellato una volta e per sempre dalla storia. È questa la funzione fondamentale dei viaggi della memoria, che risiede non soltanto nel viaggio, ma anche nel percorso, nella partecipazione, nel lavoro che si fa all'interno delle scuole stesse. Per noi e per il nostro Paese ciò è molto importante, perché nella storia del nostro Paese hanno lasciato un segno terribile le leggi razziali. Non dimentichiamo mai quello che è stato il regime fascista, che fece una scelta che poteva non fare; una scelta che ha lasciato nel nostro mondo, in quello della scuola, dell'università, della cultura, delle tracce indelebili e ha accompagnato e gestito le deportazioni nelle nostre città: nella mia città, quella del 16 ottobre. Tornando alla tecnicalità, le risorse sono certamente non tantissime, ma è molto importante che il fondo sia stato istituito, in quanto significa che vi è una capacità, da parte delle istituzioni, di mettersi al servizio per far crescere una coscienza collettiva in un momento come quello attuale. Prima dicevo: siccome è accaduto, può riaccadere. Noi non dobbiamo sottovalutare, come spessissimo si fa (lo si è fatto anche negli ultimi due anni terribili che abbiamo vissuto), le campagne d'odio e istigazione al razzismo, i complottismi e l'antisemitismo che, purtroppo, come un fiume carsico cerca sempre di riaffiorare nella storia dell'umanità con tesi assurde sui complotti e sulle plutocrazie. A maggior ragione, proprio in questo preciso momento storico, in cui i social possono tra l'altro diventare uno strumento ancora più pericoloso di grande espansione per veicolare i messaggi di odio e razzismo, è fondamentale che la nostra scuola e le Istituzioni siano al servizio di una capacità non solo di trasmissione della memoria ma di crescita e coscienza collettiva. A mio avviso, al di là dei fondi che potranno essere incrementati ogni anno, è questo il significato profondo del provvedimento in esame, che - torno a ripete - completa l'istituzione del Giorno della Memoria; un giorno che per il nostro Paese, la scuola italiana e decine di migliaia di ragazzi che sono andati ad Auschwitz nei campi di concentramento, è stato un elemento fortissimo di crescita, coscienza e partecipazione. Di questo ringrazio ancora la relatrice e la Commissione per il lavoro svolto. In conclusione, preannuncio il voto favorevole della componente Liberi e Uguali-Ecosolidali del Gruppo Misto. (Applausi) . PEROSINO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, nell'esprimere il voto favorevole di Forza Italia, confermo e provo a illustrare ciò che penso al riguardo e che è frutto anche di discussioni tra i colleghi di partito e della mia attività politica e amministrativa e che spero sia nella condivisione dei colleghi. Vorrei inoltre esprimere alcune idee anche nel solco dei lavori della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza, presieduta dalla senatrice Segre, di cui faccio parte. La legge 20 luglio 2000, n. 211 ha istituito il 27 gennaio di ogni anno il Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni nei confronti del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Parlare di questo mi ricorda quando da bambino sentivo raccontare dai sopravvissuti i terribili fatti che erano loro accaduti in quanto ebrei o militari. Si trattava perlopiù di alpini che erano stati prelevati sui campi di battaglia in occasione dell'8 settembre. Ricordo che mi sembrava impossibile e inverosimile. Facevo domande fino al punto in cui, sentendo le risposte, mi veniva il groppo alla gola e, bambino, non riuscivo più a parlare. Negli anni successivi i superstiti hanno raccontato qualche cosa di più: sono arrivati libri, film e dibattiti e la sensazione che avevo era che fossero trattati non come bestie (perché le bestie si trattano bene), ma in modo inumano. C'è stato l'impazzimento di un popolo, un Continente - l'Europa - e della Germania.