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Il tutto nasce da una direttiva europea che obbliga i Paesi membri ad adottare un quadro strategico nazionale. L'abbiamo fatto, ma è, anche in questo caso "fuffa", roba poco concreta. Non ci sono elementi che possano veramente determinare ciò. Invito il neo-ministro De Micheli a prendere in mano il tema grave e lacunoso del trasporto aereo nel nostro Paese; coinvolga gli "Stati generali" del trasporto aereo italiano, perché questa è una delle leve competitive che, se non miglioriamo, rischia per il futuro di marginalizzare ancora di più il nostro Paese. Oggi l'Italia è terra praticamente occupata dalle compagnie europee: British Airways, Air France, KLM, Lufthansa: noi siamo residuali. Abbiamo un traffico aereo e charter in crescita nel nostro Paese, ma non abbiamo una compagnia. Credo che questo Governo abbia l'obbligo morale, per il Paese, di tentare di dare quelle risposte che i Governi precedenti non hanno saputo dare su questo argomento. Il provvedimento in esame, signor Presidente, non prevede poi sanzioni, per cui all'aeroporto che tra questi tre non si adeguerà non accadrà niente. È una pura norma edittale, aria fritta. Tre aeroporti sui 38 del nostro Paese: altra "fuffa". Sono esclusi gli enti di Stato: altra "fuffa". Solo la parte air-side e non la parte land-side : ma pensate davvero che sia il motore meccanico di una scala mobile ad inquinare in aeroporto e non, ad esempio, lo stazionamento di un aereo? Ma di che cosa stiamo parlando? Ciò vuol dire non conoscere la materia, non conoscere che cosa succede all'interno di un aeroporto. Sarebbe stato più corretto, per rispetto, ritirare questo provvedimento. Non ha nessuna logica. Per questo motivo, signor Presidente, il Gruppo Forza Italia si asterrà convintamente su questo provvedimento, proprio perché è una pura norma edittale, una delle tante, che speriamo questa nuova maggioranza non applichi, come è stato fatto ultimamente. Qui c'è la manina, la volontà specifica del MoVimento 5 Stelle di continuare a fare annunci, tanto non succede assolutamente niente: annunci, annunci, annunci. Ci asteniamo convintamente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . SANTILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, permettetemi di ringraziare la relatrice Di Girolamo per il proficuo lavoro svolto, che ha visto conferitole il mandato in via collegiale da parte di tutti i componenti della Commissione, anche per il contributo dato a questo provvedimento importante sul tema ambientale: piccoli passi verso una strategia green . Proprio in questi giorni nelle piazze di tutto il mondo migliaia di ragazzi ci stanno ricordando che è fondamentale provvedere con urgenza ad un netto cambio di rotta per salvaguardare il nostro pianeta. Dobbiamo essere consapevoli della grandissima responsabilità che abbiamo nei confronti delle prossime generazioni nell'attuare tutte le politiche necessarie ed urgenti per la tutela dell'ambiente, da quelle più piccole a quelle più articolate, perché non sono solo gli accordi internazionali che ci impongono delle scadenze entro le quali dobbiamo adeguarci alla riduzione delle emissioni degli agenti inquinanti: ce lo impone soprattutto il nostro buon senso. Tra le tante misure da adottare in diversi settori per contrastare il fenomeno dei cambiamenti climatici, innescato dalle emissioni nocive, quelle relative agli aeroporti sono sicuramente tra le più importanti. Il settore dei voli aerei conta, infatti, attualmente il due per cento di tutte le emissioni globali ed è uno dei settori maggiormente in crescita a livello globale. Solo nel 2019 si calcola che partiranno quasi 40 milioni di voli da tutti gli aeroporti mondiali; stiamo parlando, quindi, di circa centomila voli al giorno. Indubbiamente tutti sappiamo che l'aereo è il mezzo di trasporto più inquinante in assoluto per ovvi motivi. Secondo uno studio del quotidiano inglese «The Guardian», un singolo volo a lunga percorrenza produce più CO 2 di quanta ne produca in un anno un abitante di una delle settanta Nazioni meno industrializzate del pianeta. Anche un volo a corta distanza, come ad esempio il Londra-Edimburgo, produce più biossido di carbonio di un cittadino somalo o ugandese in un intero anno. E non finisce qui: per ogni aereo che decolla e atterra si muovono tutta una serie di automezzi nella cosiddetta air-side a servizio di queste operazioni. Pensiamo, ad esempio, al traffico di collegamento da e per i terminal o le aree cargo. Ne consegue che anche il traffico dei passeggeri e delle merci a terra genera enormi quantità di CO 2 anche nelle aree aeroportuali. Parliamo di bus, autovetture, autobotti sia per l'acqua potabile che per lo scarico delle toilette , elevatori, nastri bagagli, scale, traini, trattorini, botti di gasolio, carroattrezzi, gru, generatori, spazzatrici e ambulanze soltanto per citarne alcuni. Le nuove tecnologie oggi ci consentono di progettare una svolta green per i nostri scali, considerata la ormai ampia disponibilità sul mercato di mezzi aeroportuali ad alimentazione elettrica, ibrida oppure ad idrogeno. Una svolta che prevede la sostituzione di tutti gli automezzi e attrezzature utilizzati quotidianamente per le operazioni a terra alimentati con motore endotermico, principalmente diesel, con nuovi e moderni mezzi ecosostenibili: un numero importantissimo di mezzi circolanti. Nel solo aeroporto di Malpensa si parla di 1.300 mezzi fissi nella air-side su base annua che ogni giorno si spostano in continuazione, in lungo e in largo del sedime aeroportuale, e che oggi, per fare rifornimento, devono recarsi nel punto più vicino, mentre le colonnine di ricarica elettrica, ad esempio, potranno essere piazzate in qualsiasi posto. Senza dimenticare l'importanza della contestuale riduzione anche dell'impatto acustico. Per quanto possa sembrare una cosa di poco conto se paragonata a quanto inquina un singolo aereo, in questo come in tanti altri settori saranno proprio tanti piccoli accorgimenti a fare la differenza. In una prima fase la misura dovrà essere implementata nei gate intercontinentali di Roma-Fiumicino, Milano-Malpensa e Venezia (che, lo ricordiamo, generano da soli un movimento pari al 40 per cento del traffico passeggeri di tutta Italia, che nel 2018 ha superato i 185 milioni di persone), con l'auspicio di estenderla, nel più breve tempo possibile, a tutti gli altri aeroporti del nostro Paese. Il provvedimento rientra nell'ambito degli obiettivi della direttiva n. 94 del 2014 del Parlamento e del Consiglio europeo che ha come finalità quella di istituire un quadro comune di misure per la realizzazione di un'infrastruttura per combustibili alternativi nell'Unione europea per ridurre al minimo la dipendenza dal petrolio e attenuare l'impatto ambientale nel settore dei trasporti. La misura è stata accolta molto favorevolmente da parte dei gestori dei tre hub interessati che presentano già delle valide percentuali di utilizzo dei mezzi elettrici ma che oggi non sono ancora assolutamente sufficienti. Il disegno di legge al nostro esame prevede che sia ENAC a predisporre il programma per la sostituzione o la conversione degli automezzi, mentre saranno i gestori degli aeroporti a sostenere il costo e la realizzazione degli impianti di ricarica speciali.