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a) la redazione e l'approvazione di un piano complessivo per la messa in sicurezza e bonifica delle aree del sito di interesse nazionale di Porto Marghera, come individuato ai sensi del decreto del Ministro dell'ambiente 23 febbraio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 3 marzo 2000, con l'indicazione delle relative priorità. Il piano fa parte del piano di bacino e le disposizioni in esso contenute sono prevalenti sugli altri strumenti di pianificazione e programmazione territoriale vigenti; b) la redazione e l'approvazione di un piano di riconversione preordinato a definire la riconversione e lo sviluppo dell'area di Porto Marghera affinché, entro tre anni dalla data di approvazione del piano, si completi la dismissione degli impianti produttivi non più compatibili con la conservazione e la salvaguardia del distretto idrografico della laguna di Venezia, con l'indicazione della priorità. Tale piano individua altresì gli interventi da realizzare e i relativi tempi per gli adempimenti a cui i privati devono attenersi per adeguare gli impianti esistenti affinché la loro presenza sia compatibile con i criteri di qualità ambientale perseguiti dalla presente legge e individuati nel piano di bacino di cui fa parte. Le disposizioni del piano previsto dalla presente lettera sono prevalenti sugli altri strumenti di pianificazione e programmazione territoriale vigenti; c) la gestione unitaria di Porto Marghera quale area ecologicamente attrezzata, anche mediante processi integrati di trattamento dei reflui e recupero di rifiuti e di materie seconde; d) la diversificazione delle fonti energetiche utilizzate nei processi tecnologici, con particolare riferimento a sistemi ibridi combustibili fossili o fonti rinnovabili ad alta efficienza. 2. La stipula dell'accordo di programma di cui al comma 1 costituisce riconoscimento dell'interesse pubblico generale alla realizzazione degli impianti, delle opere e di ogni altro intervento connesso e funzionale agli obiettivi di risanamento e di sviluppo economico e produttivo. 3. Per le finalità di cui al comma 1, la regione, favorendo la partecipazione della popolazione alle scelte da attuare a Porto Marghera, attraverso forme di coinvolgimento che assicurino l'informazione e la consultazione, secondo la metodologia e i princìpi di Agenda 21, provvede, direttamente o per mezzo di società a partecipazione regionale o attraverso proprio concessionario: a) al completamento del Progetto integrato Fusina; b) all'ottimizzazione, previa acquisizione mediante procedure espropriative o di diritto privato, di impianti e infrastrutture esistenti o in corso di realizzazione; c) alla predisposizione e all'integrazione di studi tecnici e ricerche di mercato sulle tecnologie utili e convenienti per gli interventi di messa in sicurezza, di bonifica dell'area e per i servizi ambientali in generale; d) alla progettazione e realizzazione di singoli interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza, bonifica, trasformazione, valorizzazione e commercializzazione delle aree; e) alla stipula di convenzioni con soggetti terzi per la predisposizione e la realizzazione di particolari programmi o progetti di attività riguardanti il sito di Porto Marghera; f) alla progettazione, costruzione e gestione di impianti e servizi di tutela della sanità, della sicurezza e dell'ambiente, in particolare di depurazione, di discarica e di trattamento e recupero dei rifiuti; g) alla progettazione, realizzazione e gestione di laboratori attrezzati per il controllo e la certificazione della qualità dei prodotti e per l'analisi di acque, aria, rifiuti e rumori; h) alla realizzazione e alla gestione degli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione; i) alla determinazione e alla riscossione dei corrispettivi dovuti dalle imprese per i servizi di manutenzione delle opere e per la gestione degli impianti; l) alla determinazione e alla riscossione di tariffe e dei contributi per l'utilizzo da parte di terzi di opere e servizi realizzati o gestiti direttamente, o per mezzo di società a partecipazione regionale o da concessionario. 4. Gli impianti produttivi, ai sensi dell'articolo 26 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sono esonerati dall'acquisizione delle autorizzazioni concernenti l'utilizzazione dei servizi presenti nell'area ecologicamente attrezzata di Porto Marghera. 5. I soggetti interessati possono presentare modifiche o revisioni dei progetti di bonifica approvati o in corso di approvazione alla data di entrata in vigore della presente legge per rendere più efficace l'intervento mediante l'utilizzo delle nuove tecnologie o per rendere lo stesso mirato e vincolato a uno specifico riuso del sito da bonificare. 6. Le conferenze dei servizi decisorie di cui agli articoli 242 e 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, convocate per l'approvazione dei progetti di bonifica delle aree del sito di interesse nazionale di Porto Marghera sono indette congiuntamente dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dalla regione Veneto, che vi partecipa con diritto di voto. Resta ferma la competenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in ordine all'approvazione dei progetti di bonifica, ai sensi dell'articolo 252, comma 4, del decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modificazioni. 7. Fermo restando quanto previsto dal comma 6, qualora gli accordi di programma di cui al comma 1 non siano sottoscritti e ratificati dai singoli organismi competenti entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, in considerazione della improcrastinabile necessità di avviare gli interventi di recupero e sviluppo dell'area di Porto Marghera, è nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la regione Veneto, un commissario denominato «Alto commissario per il recupero e la rivitalizzazione di Porto Marghera». 8. Fermo il rispetto dei princìpi costituzionali e dell'ordinamento dell'Unione europea, con apposita ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri sono attribuiti all'Alto commissario per il recupero e la rivitalizzazione di Porto Marghera specifici poteri, in deroga alla normativa vigente, per l'attuazione del presente articolo attraverso un piano preordinato a definire la riconversione e lo sviluppo di Porto Marghera. Art. 10. (Progetto Marghera) 1. La regione Veneto, il comune di Venezia, il comune di Mira e l'autorità portuale di Venezia, tramite accordi di programma, approvano e aggiornano gli strumenti urbanistici per adottare un nuovo piano di sviluppo dell'area di Porto Marghera, denominato Progetto Marghera. 2. Il Progetto Marghera favorisce lo sviluppo dei settori terziario e quaternario, nonché la residenzialità, prevedendo, in particolare: a) la realizzazione di infrastrutture per le aree del sito di interesse nazionale di Porto Marghera; b) le infrastrutture viarie, ciclistiche e ferroviarie, sia per le persone che per le merci; c) una rete viaria separata da quella urbana su cui far viaggiare le merci; d) una rete ciclabile che colleghi le aree di sviluppo con il polo universitario di Via Torino, con il Parco di San Giuliano e con le nuove aree di sviluppo residenziale e direzionale di Porto Marghera;