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L'impresa cui, con provvedimento dell'Autorità conclusivo di istruttoria, sia concessa l'immunità dalla sanzione amministrativa non è obbligata in solido agli altri autori dell'illecito al risarcimento del danno cagionato dall'illecito stesso oggetto della sua qualificata collaborazione e risponde solo in relazione alla parte del danno ad essa direttamente addebitabile. »; p) all'articolo 16, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Per gli enti creditizi e gli altri istituti finanziari il fatturato è costituito dalla somma delle seguenti voci di provento al netto, se del caso, dell'imposta sul valore aggiunto e di altre imposte direttamente associate ai suddetti proventi: a) interessi e proventi assimilati; b) proventi su titoli (proventi di azioni, quote ed altri titoli a reddito variabile, proventi di partecipazioni, proventi di partecipazioni in imprese collegate); c) proventi per commissioni; profitti da operazioni finanziarie; d) altri proventi di gestione. Per le imprese di assicurazioni il fatturato è costituito dal valore di premi lordi emessi, che comprendono tutti gli importi incassati o da incassare a titolo di contratti d'assicurazione stipulati direttamente da dette imprese o per loro conto, inclusi i premi ceduti ai riassicuratori, previa detrazione delle imposte o tasse parafiscali riscosse sull'importo dei premi o sul relativo volume complessivo. » ; q) all'articolo 21, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: «3- bis . Laddove l'Autorità, nell'ambito dell'esercizio delle sue competenze, anche ai sensi dell'articolo 21- bis , rilevi la sussistenza di sussidi concessi in violazione dell'obbligo di previa notifica in materia di aiuti di Stato, effettua una segnalazione al Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri ai fini del successivo inoltro alla Commissione europea.»; r) dopo l'articolo 21, è inserito il seguente: «Art. 21.1 - (Aiuti di Stato) . -- 1. Nell'ambito delle procedure di recupero di aiuti di Stato dichiarati illegittimi e incompatibili con decisione della Commissione, l'Autorità, su richiesta delle amministrazioni e degli enti pubblici interessati, può esprimere pareri riguardanti l'incidenza degli aiuti sugli scambi tra Stati membri e la loro idoneità a falsare la concorrenza. 2. L'Autorità si pronuncia entro trenta giorni dal ricevimento della documentazione completa posta a fondamento della richiesta.». Art. 17. (Pubblica Amministrazione) 1. All'articolo 2- bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, il comma 1- bis è sostituito dal seguente: «1- bis . Fatto salvo quanto previsto dal comma 1 e ad esclusione delle ipotesi di silenzio qualificato e dei concorsi pubblici, in caso di inosservanza dei termini per la conclusione dei procedimenti, le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1- ter , sono tenuti a corrispondere agli interessati che ne facciano richiesta una somma di denaro a titolo di indennizzo per il mero ritardo, stabilita in misura fissa di 100 euro per ogni dieci giorni di ritardo, fino a un massimo di 1.000 euro. L'istanza va proposta entro una anno dalla scadenza del termine per la conclusione del procedimento. In tal caso le somme corrisposte o da corrispondere a titolo di indennizzo sono detratte dal risarcimento. » . 2. All'articolo 10- bis , comma 1, terzo periodo, della legge 7 agosto 1990, n. 241, la parola: «interrompe» è sostituita dalla seguente: «sospende». 3. All'articolo 133, comma 1, del codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, dopo la lettera a-bis) è inserita la seguente: « a-ter) le controversie relative all'applicazione dell'articolo 2- bis della legge 7 agosto 1990, n. 241;». 4. Al decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 1, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Le pubbliche amministrazioni e gli organismi di diritto pubblico hanno l'obbligo di consentire il riutilizzo dei documenti di cui al comma 1, ad eccezione di quelli espressamente esclusi dall'articolo 3, secondo le modalità previste dal presente decreto, e di assicurare un'effettiva parità di trattamento tra gli operatori che intendono riutilizzare i dati pubblici. La decisione di consentire o meno tale riutilizzo spetta all'amministrazione o all'organismo interessato, salvo diversa previsione di legge o di regolamento. Sono fatte salve le disposizioni recate dall'articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e dall'articolo 8 della legge 31 dicembre 1996, n. 681.»; b) all'articolo 3, comma 1, le lettere c) e d) sono abrogate.