[pronunce]

In particolare, evidenzia che tali sanzioni scattano nei confronti di chi - già resosi responsabile di una condotta illecita, che presenti rischi per la sicurezza della circolazione stradale e, dunque, per l'incolumità dei cittadini e per l'ordine pubblico - avendo assunto la custodia del veicolo sequestrato, abbia violato gli obblighi discendenti da detta assunzione. Non è irragionevole la scelta del legislatore di comminare la sanzione accessoria della revoca della patente di guida anche per un illecito amministrativo che non può essere qualificato, di per sé, come un abuso del titolo di guida. 3.- Con ordinanza dell'11 marzo 2022 (reg. ord. n. 56 del 2022) , il Tribunale ordinario di Padova, seconda sezione civile, ha sollevato, in riferimento all'art. 3 Cost., analoga questione di legittimità costituzionale dell'art. 213, comma 8, cod. strada, come modificato dall'art. 23-bis del d.l. n. 113 del 2018, come convertito, nella parte in cui prevede la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente a carico del custode di un mezzo sequestrato che circoli abusivamente con il medesimo o, comunque, consenta che altri vi circolino abusivamente. 3.1.- In punto di fatto il rimettente, dopo aver puntualmente riferito in ordine alle vicende del giudizio a quo, premette di dover decidere sull'appello avverso la sentenza del Giudice di pace di Padova che ha rigettato l'opposizione promossa, ai sensi dell'art. 204-bis cod. strada, nei confronti del verbale di accertamento della violazione dell'art. 213, comma 8, cod. strada, da cui consegue la sanzione accessoria della revoca della patente di guida. In particolare, sotto il profilo della rilevanza, il giudice rimettente afferma che l'appello andrebbe rigettato in quanto il veicolo posto in circolazione dall'appellante, custode dello stesso, risultava ancora sotto sequestro al momento della contestazione della violazione di cui alla disposizione censurata, che prevede la sanzione pecuniaria principale con conseguente necessità di applicare anche quella accessoria della revoca della patente di guida. 3.2.- Inoltre, il giudice a quo, accogliendo l'eccezione sollevata dall'appellante, afferma che la previsione della automatica revoca della patente di guida comporta, di per sé, una sensibile compressione delle concrete modalità di estrinsecazione della libertà di movimento, senza presentare alcuna immediata attinenza con la violazione dell'obbligo di custodia. Tale violazione, non essendo collegata alla conduzione del veicolo che cagioni pericolo alla circolazione stradale, è sanzionata in modo del tutto sproporzionato rispetto al rischio in concreto ingenerato dalla condotta sanzionata. Questa conclusione, nell'opinione del rimettente, sarebbe ancora più evidente ove si consideri che la sanzione risulta applicabile in via automatica e senza alcuna possibilità di modulazione da parte dell'autorità amministrativa o del giudice; di qui lo stridente contrasto con l'art. 3 Cost., sotto il profilo della violazione del principio di proporzionalità. Sarebbe, dunque, evidente la sproporzione della sanzione rispetto alla trasgressione posta in essere dal custode del veicolo in sequestro, in quanto sebbene si tratti, formalmente, di una sanzione amministrativa accessoria, essa presenterebbe connotati di afflittività tali da superare il disvalore della condotta contra legem. La disposizione censurata, quindi, si porrebbe in contrasto con l'art. 3 Cost., nella parte in cui prevede che debba essere necessariamente irrogata la sanzione amministrativa accessoria della revoca, senza che sia prevista la possibilità di modulare in maniera congrua e attinente alla singola fattispecie, eventualmente applicando, in luogo della revoca, anche la mera sospensione della patente. 4.- Con atto depositato il 14 giugno 2022, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, è intervenuto anche in questo giudizio di legittimità costituzionale, chiedendo a questa Corte di dichiarare la questione non fondata con argomentazioni analoghe a quelle già ricordate sopra al punto 2. La violazione degli obblighi, gravanti sul soggetto che ha assunto l'onere della custodia di un bene sequestrato, vanifica le ragioni di tutela di interessi primari sottesi alla custodia stessa e ciò giustifica la sanzione accessoria della revoca della patente di guida. La scelta di prevedere la revoca della patente è preordinata a garantire l'efficacia della misura cautelare del sequestro, prevista in tutte le ipotesi in cui è comminata la sanzione amministrativa della confisca. Si tratterebbe quindi di una scelta riservata alle valutazioni discrezionali del legislatore.1.&#8210; Con l'ordinanza indicata in epigrafe (reg. ord. n. 221 del 2021) , il Giudice di pace di Sondrio ha sollevato, in riferimento all'art. 3 Cost., questione di legittimità costituzionale dell'art. 213, comma 8, cod. strada, come modificato dall'art. 23-bis del d.l. n. 113 del 2018, come convertito, «nella parte in cui prevede la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente». Secondo il rimettente la disposizione censurata si porrebbe in contrasto con l'art. 3 Cost., sotto il profilo della violazione dei principi di proporzionalità e di ragionevolezza. In proposito, si osserva che la sanzione della revoca della patente, sebbene qualificata come accessoria, risulta di tale afflittività da essere superiore o, comunque, pari a quella principale pecuniaria. Sussisterebbe, poi, una sproporzione tra l'inosservanza dell'obbligo di custodia del veicolo oggetto di sequestro e la sanzione della revoca della patente, in quanto da essa consegue una limitazione della libertà individuale, eccessiva rispetto alla carica di offensività della condotta sanzionata. 2.&#8210; È intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione sia dichiarata inammissibile per le medesime ragioni per cui con l'ordinanza n. 159 del 2021 questa Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità di una analoga questione. Nel merito, la questione sarebbe comunque non fondata. 3.&#8210; Con l'altra ordinanza indicata in epigrafe (reg. ord. n. 56 del 2022) , il Tribunale ordinario di Padova, seconda sezione civile, ha parimenti sollevato, in riferimento all'art. 3 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 213, comma 8, cod. strada, come modificato dall'art. 23-bis del d.l. n. 113 del 2018, come convertito, nella parte in cui prevede la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente a carico del custode di un mezzo sequestrato che circoli abusivamente con il medesimo o, comunque, consenta che altri vi circolino abusivamente. Anche secondo il Tribunale di Padova la norma censurata violerebbe l'art. 3 Cost., in riferimento ai principi di proporzionalità, di ragionevolezza e di uguaglianza. In particolare &#8210; osserva il rimettente &#8210;