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1 (Finalità ed ambito di applicazione) 1 I servizi di vigilanza privata, disciplinati dagli articoli 133 e seguenti del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, di seguito denominato «testo unico», e dagli articoli 249 e seguenti del regolamento di esecuzione del medesimo testo unico, di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, e successive modificazioni, di seguito denominato «regolamento di esecuzione», possono essere svolti con l'impiego di guardie giurate particolari a protezione delle merci e dei valori di aziende pubbliche e private operanti sul territorio estero ogni qual volta ne sia ravvisata la necessità in relazione ai livelli di rischio dell'area in cui si opera. 2 (Requisiti delle guardie giurate) 1 I servizi di protezione prestati dalle guardie giurate ai sensi dell’articolo 1 sono considerati a tutti gli effetti «servizi di sicurezza sussidiaria». 2 Le guardie giurate, ai fini dello svolgimento dei servizi di protezione di cui all'articolo 1, devono essere in possesso di licenza di porto di arma corta e arma lunga per difesa personale nonché di almento uno dei seguenti requisiti, in aggiunta a quelli previsti dall'articolo 138 del testo unico: a avere superato i corsi teorico-pratici di cui all'articolo 6 del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'interno 15 settembre 2009, n. 154, come disciplinati da apposito provvedimento del Capo della polizia – direttore generale della pubblica sicurezza; b aver prestato servizio nelle Forze armate, senza essere stati congedati con disonore, per un periodo non inferiore a tre anni, e aver partecipato, per un periodo di almeno sei mesi, alle missioni internazionali di pace in incarichi operativi. Tale requisito deve essere attestato dal Ministero della difesa. 3 (Regolamento di servizio) 1 Con regolamento di servizio, predisposto ai sensi dell'allegato D al regolamento di cui al decreto del Ministro dell'interno 1º dicembre 2010, n. 269, per quanto applicabile, approvato dal questore della provincia ove ha sede l'istituto di vigilanza privata ovvero della provincia ove ha sede la società che si avvale delle guardie giurate, qualora queste ultime siano dipendenti della medesima società, ai sensi di quanto stabilito dall'articolo 133 del testo unico, sono stabilite le modalità per lo svolgimento dei servizi di protezione, secondo quanto previsto dal citato regolamento di cui al decreto n. 269 del 2010. 2 I regolamenti di servizio devono tenere conto delle seguenti prescrizioni: a il numero delle guardie giurate impiegate deve essere sempre adeguato in rapporto alle esigenze di difesa e rapportato alla tipologia dell'area della quale si deve garantire la sicurezza nonché al numero e alla tipologia dei sistemi di autoprotezione attivati. Il numero deve altresì essere idoneo a garantire il rispetto della normativa in tema di orario di lavoro, riposo, lavoro straordinario; b nel caso di impiego di più di una guardia giurata deve essere nominato un responsabile del nucleo, individuato tra le guardie con maggior esperienza, a cui è affidata l'organizzazione operativa del nucleo stesso, nel rispetto di quanto previsto dal regolamento di servizio; c l'uso delle armi deve essere limitato alla sola ipotesi di espressa autorizzazione ottenuta dallo Stato estero in cui il servizio deve essere effettuato e comunque sempre nell'esercizio del diritto di difesa legittima, ai sensi dell'articolo 52 del codice penale. 4 (Armamento) 1 L'autorizzazione relativa all'acquisto, al trasporto, alla detenzione e alla cessione in comodato delle armi è rilasciata, a fronte della presentazione di una istanza, al legale rappresentante della società che impiega le guardie giurate o al titolare di licenza dell'istituto di vigilanza, in relazione alla tipologia di armi, dal prefetto, ai sensi dell'articolo 28 del testo unico, ovvero dal questore, ai sensi dell'articolo 31 del testo unico, alle condizioni di cui all'articolo 8 della legge 18 aprile 1975, n. 110, ferma restando la sussistenza dei requisiti di cui all'articolo 9 della medesima legge. 2 Le guardie giurate, nell'espletamento dei servizi di protezione ed esclusivamente con le autorizzazioni ed entro i limiti imposti dallo Stato estero nel quale il servizio è espletato, possono utilizzare le armi comuni da sparo. Nel caso di utilizzo delle armi regolarmente detenute dalle stesse guardie giurate, si applica la vigente normativa in materia di detenzione, porto, importazione ed esportazione delle armi comuni da sparo, di cui agli articoli 31, 38 e 42 del testo unico e 58 del regolamento di esecuzione. 3 Le armi di cui al comma 1, consentite per lo svolgimento dei servizi di protezione, sono esclusivamente quelle portatili individuali, anche a funzionamento automatico, di calibro pari o inferiore a 308 Win. (7,62 x 51 mm), scariche e custodite in appositi armadi metallici corazzati, distinti per le armi e per le munizioni, chiusi con serratura di sicurezza tipo cassaforte, collocati in appositi spazi protetti. 5 (Comunicazione con autorità estere e nazionali) 1 Il legale rappresentante della società che impiega le guardie giurate o il titolare di licenza dell'istituto di vigilanza, in occasione di ogni singolo servizio di protezione da effettuare senza l'impiego delle armi, comunica alla questura della provincia in cui ha sede la società o l'istituto di vigilanza, esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata, almeno 48 ore prima dell'inizio del servizio utilizzando la modulistica appositamente predisposta dal Ministero dell'interno -- Dipartimento della pubblica sicurezza, l'elenco delle guardie giurate impiegate, i dati identificativi del luogo dove il servizio è espletato, le date presunte di inizio e fine servizio. 2 Qualora l'impiego delle armi fosse autorizzato dallo Stato estero, il legale rappresentante della società o il titolare di licenza dell'istituto di vigilanza in possesso dell'autorizzazione di cui all'articolo 4, comma 1, ad integrazione di quanto previsto al comma 1 del presente articolo, deve altresì comunicare: a il numero e la tipologia delle armi con i relativi numeri di matricola; b le date e luoghi di ritiro, consegna e impiego; c la documentazione, ove prevista dallo Stato, attestante l'autorizzazione all'uso delle armi nello Stato ove le stesse vengono impiegate. 3 Il legale rappresentante della società o il titolare di licenza dell'istituto di vigilanza è tenuto all'ottenimento dei permessi e delle autorizzazioni e ad ogni altro adempimento, inclusi quelli relativi alle armi da impiegare, richieste dagli Stati nei quali le guardie effettueranno il servizio di protezione, affinché le modalità operative siano conformi alla legislazione locale. 4 Copia delle comunicazioni inviate è custodita presso la sede della società o dell'istituto di vigilanza.