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Una clausola, infine, autorizza una restrizione nell'esercizio di questo diritto quando questa sia necessaria per assicurare l'interesse pubblico (si veda l'articolo 5 c), e i diritti e le libertà altrui, nello spirito della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali: l'esercizio del diritto al patrimonio culturale può essere soggetto soltanto a quelle limitazioni che sono necessarie in una società democratica, per la protezione dell'interesse pubblico degli altrui diritti e libertà. L'articolo 5 riguarda il diritto e le politiche sul patrimonio culturale, in altri termini gli impegni politici che sono necessari per permettere e garantire l'esercizio dei diritti riconosciuti all'articolo 4, attraverso politiche che integrino il rispetto del patrimonio culturale nei suoi diversi aspetti e garantiscano la partecipazione di tutti alla vita culturale della comunità. L'articolo 6 è l'ultima disposizione che riguarda i princìpi fondamentali e gli effetti della Convenzione, ove si afferma che le disposizioni di questo strumento vanno interpretate in coerenza con i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali. L'articolo chiarisce che nessuna disposizione della Convenzione può limitare una disposizione di un altro strumento nazionale o internazionale. Questa norma permette a una Parte di conservare o adottare leggi che superino le esigenze della presente Convenzione o a un'Organizzazione internazionale di elaborare un nuovo strumento che contenga disposizioni più dettagliate e più rigorose riguardo i profili affrontati nella Convenzione. La Convenzione non attribuisce diritti immediatamente azionabili che possono essere creati soltanto attraverso l'azione legislativa degli Stati. La Parte II («Contributo del patrimonio culturale alla società e allo sviluppo umano») comprende gli articoli che chiariscono le diverse dimensioni dello sviluppo interessate dalla presa in considerazione del diritto al patrimonio culturale. Questa seconda area identifica e analizza quale sia il contributo del patrimonio culturale allo sviluppo dell'essere umano e della società, in termini di dialogo, di ambiente, patrimonio e qualità della vita, di uso sostenibile del patrimonio culturale, di patrimonio culturale e attività economica. L'articolo 7 (Patrimonio culturale e dialogo) riguarda le relazioni tra individui e comunità. La norma invita le parti a operare a favore della conoscenza del patrimonio culturale di tutte le comunità culturali assicurando l'integrazione nei processi di istruzione e di formazione. L'articolo 8 (Ambiente, patrimonio e qualità della vita) considera i profili del patrimonio culturale connessi all'ambiente come risorse necessarie alla coesione territoriale e alla qualità della vita. L'articolo 9 (Uso sostenibile del patrimonio culturale) integra le dimensioni prima evocate nella gestione sostenibile del patrimonio culturale. Si tratta di interpretare, rispettare e possibilmente valorizzare la complessità e la multidimensionalità dei valori che costituiscono l'identità e l'autenticità del patrimonio, anche quei valori che sono controversi. Il ruolo dello Stato è di garantire i controlli di qualità nel conseguimento degli obiettivi della Convenzione. L'articolo 10 (Patrimonio culturale e attività economica) stabilisce una continuità tra le diverse dimensioni del patrimonio culturale e i suoi aspetti economici, che corrispondono alla multidimensionalità del concetto di «valore». L'acquisizione della consapevolezza del potenziale economico del patrimonio culturale è un fattore essenziale di attrattiva e di sviluppo per una regione ma l'utilizzo economico non deve mettere in pericolo il patrimonio culturale stesso. Anzi, per riconoscere il potenziale del patrimonio culturale come fattore di sviluppo economico si dovrà mettere in atto una catena che partendo dal diritto all'informazione, tenga conto della diversità delle risorse e rispetti l'integrità del patrimonio culturale senza comprometterne i valori intrinseci. La Parte III («Responsabilità condivisa verso il patrimonio culturale e partecipazione del pubblico») comprende gli articoli da 11 a 14, che riguardano la necessità di coinvolgere tutti i membri della società, in una logica di gestione democratica, su tutte le questioni che si ricollegano al patrimonio culturale. Spetta ai Governi e alle regioni degli Stati Parte condurre questo processo di partenariato. L'articolo 11 (Organizzazione delle responsabilità pubbliche in materia di patrimonio culturale) espone lo spirito nel quale le Parti esercitano la loro responsabilità in materia di iniziativa delle disposizioni nazionali relative al patrimonio culturale. L'integrazione va intesa tra i vari livelli di autorità pubbliche (locale, regionale, nazionale), compresa la cooperazione transfrontaliera e tra i vari settori politici. L'articolo 12 (Accesso al patrimonio culturale e partecipazione democratica) tratta di ciò che è necessario alle parti per sostenere l'accesso pubblico e democratico al patrimonio culturale. Questa norma mette in luce l'importanza della partecipazione del pubblico al processo di valorizzazione del patrimonio culturale e l'importanza del dibattito pubblico nel fissare le priorità nazionali in materia di patrimonio culturale e del suo utilizzo sostenibile, facendo attenzione a che anche alcuni gruppi, che potrebbero sentirsi esclusi, abbiano l'occasione di partecipare al processo democratico. L'articolo 13 (Patrimonio culturale e conoscenza) favorisce la correlazione tra il patrimonio culturale, il settore dell'istruzione e quello della formazione, e prevede una pluralità di azioni che le Parti si impegnano a porre in essere: a) facilitare l'inserimento della dimensione del patrimonio culturale a tutti i livelli di formazione, non necessariamente come argomento di studio specifico, ma come fonte feconda di accesso ad altri ambiti di conoscenza; b) rinforzare il collegamento fra l'insegnamento nell'ambito del patrimonio culturale e la formazione professionale; c) incoraggiare la ricerca interdisciplinare sul patrimonio culturale, sulle comunità patrimoniali, sull'ambiente e sulle loro interrelazioni; d) incoraggiare la formazione professionale continua e lo scambio di conoscenze e competenze, sia all'interno che all'esterno del sistema educativo. L'articolo 14 (Patrimonio culturale e società dell'informazione) spiega in quale misura lo sviluppo rapido delle tecnologie digitali sia legato a due degli obiettivi della Convenzione: l'accesso e, quindi, l'impegno democratico, e lo sviluppo economico. Gli approcci da preferire saranno quelli che tendono a rafforzare la dimensione europea, evitando che le tecnologie digitali si sviluppino soltanto in alcune lingue maggioritarie, e assicurando che i vantaggi pratici della standardizzazione non mettano nel pericolo la ricchezza delle diversità umane. La Parte IV («Monitoraggio e cooperazione») stabilisce le modalità in cui si suppone che le parti opereranno insieme per il conseguimento degli obiettivi della Convenzione e insiste particolarmente sul ruolo prioritario del seguito nell'ambito di questa collaborazione. Gli articoli 15 (Impegno delle parti) e 16 (Meccanismo di monitoraggio) enunciano le responsabilità rispettive delle parti e del Consiglio d'Europa nello stabilire, mantenere e utilizzare un sistema di monitoraggio suscettibile di guidare le future azioni.