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Abbiamo bisogno - lei lo ha detto - di un grande soggetto pubblico che faccia produzione, distribuzione, che sostenga la domanda culturale, che rivoluzioni l'offerta puntando sulla creatività. E questa, Signor Ministro, è la funzione che per vocazione deve svolgere la RAI: smetta di comprare prodotti preconfezionati all'esterno e diventi grande fabbrica di pluralismo produttivo, di nuovi talenti, difenda la produzione italiana, a partire da quella indipendente con quote vere e proprie, quote di trasmissione per la musica contemporanea italiana, per l'audiovisivo contemporaneo italiano. Per avere questa forza di reinventare dentro questa crisi così dura il mondo della cultura serve visione, serve aprire un grande dibattito pubblico e politico. Presidente, per questo ieri abbiamo chiesto in Commissione cultura che si faccia subito un ciclo di audizioni per condividere con un mondo che oggi è in ebollizione, giustamente, un nuovo modello. Significa avere investimenti pubblici strategici, culturali, un new deal per la cultura. Non uso a caso questo termine. Esso va progettato in queste settimane in cui sperimentiamo la ripartenza, perché, signor Ministro, serve ripartire, non far passare l'estate: sarebbe insostenibile per troppi. Il pubblico dal vivo non può essere sostituito dallo streaming , verrebbe meno la ragion d'essere dello spettacolo dal vivo. Serve creare subito le condizioni perché si possa, in sicurezza, tornare a suonare, a danzare, a recitare dal vivo nelle piazze e nei cortili. Serve questa certezza, perché la cultura è scambio, comunità, fiducia reciproca, respiro condiviso della nostra società. Questa frontiera non la conquisteremo per un settore, ma per un Paese intero che vuole ripartire e che ripartirà. (Applausi dai Gruppi PD e IV-PSI). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Centinaio. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, innanzitutto vorrei esordire con un commento che mi ha appena mandato, via messaggio, un agente di viaggi che ci sta guardando in diretta: e quindi? Cosa ne sarà di noi? Perché, dopo un intervento in Commissione ed un intervento qui in Aula, il mondo del turismo non ha ancora capito niente di quello che volete fare di questo settore. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Signor Ministro, dal suo intervento abbiamo capito che il settore che è maggiormente di suo interesse è la cultura; ormai l'abbiamo capito, lo capiscono tutti. Quindi, ricordandoci che il sistema produttivo della cultura genera, compreso l'indotto, circa 255 miliardi di euro, le riproponiamo due punti che per noi sono importanti: in primo luogo, un fondo straordinario da 1 miliardo di euro a fondo perduto, perché senza di esso le produzioni non ripartono. L'hanno detto anche i colleghi di maggioranza: c'è bisogno di soldi per far ripartire il sistema produttivo italiano. In secondo luogo, occorre il blocco del pignoramento da parte di Equitalia del cento per cento dei diritti d'autore per chi riceve delle cartelle. Signor Ministro, per quanto riguarda il turismo, eravamo molto preoccupati perché non avevamo sue notizie e molte associazioni del settore erano pronte a chiamare «Chi l'ha visto?». Iniziata la pandemia, ci saremmo aspettati un suo intervento immediato, invece nulla, un silenzio assordante. Lo stesso disinteresse dimostrato in occasione del fallimento di Thomas Cook (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) , quando vi abbiamo chiesto, quando vi siete insediati, di aiutare il mondo del turismo perché questo operatore internazionale era fallito, e voi non avete mosso un dito. Iniziata questa crisi, noi, in data 26 febbraio, abbiamo convocato e riunito le più importanti associazioni del turismo e, insieme a loro, abbiamo preparato le proposte sul turismo. Se ricorda, signor Ministro - se non lo ricorda, le ridò quello che le avevo consegnato -, il 2 marzo al MIBACT, con un atteggiamento molto costruttivo, le abbiamo messo sul tavolo le proposte del mondo del turismo: non della Lega, del mondo del turismo. Da quel momento non abbiamo più saputo nulla, un silenzio assordante. Le ricevo solo io le telefonate delle agenzie di viaggi, dei tour operator , dei balneari, degli albergatori, dei bar e dei ristoranti, delle terme, dei parchi a tema, delle guide turistiche, dai pertinenziali, dei bed and breakfast , degli agriturismo - e potrei andare avanti per ore - che chiedono che qualcuno li ascolti? Se le associazioni o gli operatori ci chiedono di essere ascoltati o di ascoltarli perché nessuno al Governo li ascolta, vuol dire che la situazione è molto grave. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Le riceve solo la senatrice Borgonzoni le e-mail e le telefonate degli operatori culturali, degli operatori museali, di chi organizza gli eventi? Anche loro dicono: parlano tanto di cultura ma, senatrice, qui non si sta facendo nulla, non stanno facendo niente anche per il settore della cultura. Quindi, signor Ministro, un consiglio: meno Fazio e più Commissioni. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC). Meno televisione e più conference call con gli operatori del settore. Il turismo è il settore che non ripartirà immediatamente e che più di altri soffrirà la crisi. (Il senatore Centinaio, rivolgendosi ai banchi della maggioranza, fa cenno di fare silenzio. Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC). In queste ore, signor Ministro, l'abbiamo sentita parlare di fondo di garanzia a fondo perduto: bene, l'avevamo proposto noi nel famoso documento, ma che sia veloce e con poca burocrazia. L'abbiamo sentita parlare di buono vacanza: bene, l'avevamo proposto noi e voi l'avete bloccato in Aula per ripresentarlo. La Capogruppo del Partito Democratico in Commissione alla Camera (si vada a vedere un comunicato stampa), quando l'abbiamo presentato ha detto che era una cosa irrealizzabile e che era da folli presentare il buono vacanza. Spieghi alla Capogruppo in Commissione attività produttive, commercio e turismo alla Camera che forse i folli sono quelli che avevano fatto quel commento! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Quanto alla legge n. 145 sull'estensione delle concessioni balneari, per interpretare quella legge basta riprendere il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che avevamo concordato con l'Europa: se modificate quella legge e l'Europa vi manda in infrazione, vi prendete voi la responsabilità di avere mandato in infrazione un provvedimento che all'Europa andava bene. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Infine, abbiamo capito che per voi il turismo è arabo, quindi vi do tre consigli. Il turismo è programmazione, il settore ha bisogno di aiuti alle imprese e ai lavoratori: fondo perduto, cassa integrazione, voucher . In secondo luogo, il turismo ha bisogno delle regole del gioco, Ministro: prima di riaprire, gli operatori hanno bisogno di capire cosa si può fare e cosa no e soprattutto come, ma dovete dirglielo in fretta, perché la stagione è già iniziata.