[pronunce]

Ordinanza ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 17, commi 1 e 2, della legge 24 giugno 1997, n. 196 (Norme in materia di promozione dell'occupazione); dell'art. 9, commi 3, 3-bis e 4 del d.-l. 20 maggio 1993, n. 148 (Interventi urgenti a sostegno dell'occupazione), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236; degli artt. 7 e 142, commi 1, lettere c), e) e f), 2 e 3 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59); dell'art. 20, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), come modificato dall'art. 2, comma 1, della legge 8 marzo 1999, n. 50 (Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1998), e dell'allegato 1, n. 96), della stessa legge n. 59 del 1997; dell'art. 14, comma 3, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173 (Disposizioni in materia di contenimento dei costi di produzione e per il rafforzamento strutturale delle imprese agricole, a norma dell'art. 55, commi 14 e 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449), promossi con ordinanze emesse il 10 settembre 1999, il 21 ottobre 1999 e il 6 aprile 2000 dalla Corte dei conti - sezione del controllo, iscritte rispettivamente ai nn. 598 e 689 del registro ordinanze 1999 e n. 290 del registro ordinanze 2000 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 43 e 51, 1ª serie speciale, dell'anno 1999 e 23, 1ª serie speciale, dell'anno 2000. Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito della camera di consiglio del 17 gennaio 2001 il giudice relatore Gustavo Zagrebelsky. Ritenuto che la Corte dei conti - sezione del controllo, con provvedimento del 10 settembre 1999 (r. o. 598/1999), emesso in sede di esame e pronuncia sul visto e sulla registrazione del d.P.R. in data 21 dicembre 1998 con il quale è stato emanato il regolamento recante disposizioni in materia di formazione professionale, a norma dell'art. 17, comma 1, della legge 24 giugno 1997, n. 196, e dell'art. 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59, ha sollevato questione di legittimità costituzionale delle diverse disposizioni legislative sulla base delle quali - o in svolgimento delle quali - il suddetto regolamento è stato emanato, e precisamente: a) dell'art. 17, commi 1 e 2, della legge 24 giugno 1997, n. 196 (Norme in materia di promozione dell'occupazione); b) dell'art. 9, commi 3, 3-bis e 4 del d.-l. 20 maggio 1993, n. 148 (Interventi urgenti a sostegno dell'occupazione), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236; c) degli artt. 7 e 142, commi 1, lettere c), e) e f), 2 e 3 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), in riferimento alla legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), assumendo il contrasto delle sopraelencate norme con gli artt. 76, 117 e 119 della Costituzione; che il collegio rimettente osserva come, preliminarmente rispetto al controllo di legittimità del regolamento controllo che consiste nella verifica della conformità di quest'ultimo alle norme di rango primario, in particolare all'art. 17 della legge n. 196 del 1997 che ne prevede l'emanazione nonché alle disposizioni legislative che disciplinano in termini generali la materia oggetto del regolamento medesimo, debba essere esaminata la costituzionalità delle norme sulla base delle quali è stato emanato il regolamento, e che la rilevanza della proposta questione di costituzionalità sta proprio nell'anzidetto schema di raffronto tra l'atto secondario e le norme primarie; che la sezione del controllo dubita in primo luogo della costituzionalità dell'art. 17, commi 1 e 2, della legge n. 196 del 1997, nella parte in cui stabilisce che i principi generali, indicati dalla stessa norma, ai quali le regioni devono ispirarsi nell'esercizio della potestà legislativa loro spettante nella materia della formazione professionale (principi a loro volta integrativi di quelli stabiliti in tema di formazione professionale dalla legge-quadro 21 dicembre 1978, n. 845), siano esplicitati e definiti mediante un regolamento delegato, emanato a norma dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, perché una simile previsione, posta nell'ambito della delegificazione della materia, sarebbe in contrasto con l'art. 117 della Costituzione, che stabilisce, nella medesima materia, una riserva "assoluta" di legge; che ad avviso della Corte dei conti l'intervento statale, in materie nelle quali le regioni sono dotate di potestà legislativa concorrente, potrebbe esercitarsi solamente o attraverso la definizione di principi fondamentali tramite leggi quadro ovvero nello svolgimento della funzione di indirizzo e coordinamento (art. 8 della legge n. 59 del 1997); che, ciò premesso, la Corte dei conti svolge analitiche censure in relazione a specifici profili sui quali interviene il regolamento sottoposto al suo controllo, per ribadire l'incostituzionalità delle disposizioni legislative che ne sono alla base, in particolare quanto alla ristrutturazione degli enti formativi (art. 11 del regolamento), alla integrazione tra formazione professionale e sistema scolastico e universitario (art. 12), alla materia della "formazione continua" (artt. 13 e 14), al finanziamento delle attività formative (ancora l'art. 13), nonché quanto alla previsione abrogatrice e "delegificante" di alcune norme della legge-quadro n. 845 del 1978 (art. 18); che, ancora, la rimettente coinvolge nell'impugnativa anche talune norme (commi 3, 3-bis e 4 dell'art. 9) del d.-l. n. 148 del 1993, convertito in legge n. 236 del 1993, in quanto su di esse si basano le previsioni regolamentari in tema di finanziamento delle attività di formazione continua dei lavoratori;