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CONTROLLI i NORME GENERALI 43 (Coordinamento e programmazione dei controlli) 1 Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è l'autorità nazionale preposta al coordinamento e alla programmazione dell'attività di controllo per le imprese del settore vitivinicolo nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 14 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, e successive modificazioni. 2 Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali indirizza e coordina i controlli effettuati dalle amministrazioni e dagli altri enti e organismi coinvolti nel processo di controllo in modo da evitare duplicazioni e sovrapposizioni per le imprese. A tale fine il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali: a elabora il Piano annuale dei controlli per le imprese del settore vitivinicolo al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni, definendo la frequenza e tenendo conto dell'esito delle verifiche e delle ispezioni già effettuate, prevedendo proporzionalità dei controlli ed eliminazione di quelli non necessari, tenuto conto del rischio inerente all'attività controllata, alle dimensioni aziendali nonché agli interessi pubblici coinvolti, prevedendo l'estensione dei casi in cui l'attività di autocontrollo dell'impresa è efficace ai fini dell'esclusione di adempimenti, anche previsti dai piani dei controlli delle produzioni a denominazione di origine e a indicazione geografica, nonché prevedendo la collaborazione con i soggetti controllati e la classificazione distinta in irregolarità sanabili, irregolarità soggette a diffida e irregolarità soggette a sanzione; b istituisce il registro unico dei controlli per le imprese del settore vitivinicolo, definendo la frequenza e tenendo conto dell'esito delle verifiche e delle ispezioni già effettuate. 3 Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali provvede, con propri decreti, all'attuazione di quanto previsto dal comma 2. 44 (Controlli e vigilanza sui vini con denominazione di origine o identificazione geografica) 1 L'attività di controllo prevista dalla vigente legislazione dell'Unione europea è coordinata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e svolta da autorità di controllo pubbliche designate e da organismi privati autorizzati con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. 2 Le autorizzazioni di cui al comma 1 alle autorità di controllo pubbliche designate e agli organismi di controllo privati devono preventivamente prevedere la valutazione della loro conformità alla norma europea UNI CEI EN 45011. 3 Gli organismi di controllo privati di cui al comma 2 devono essere accreditati ai sensi della citata norma europea UNI CEI EN 45011. 4 Le autorizzazioni di cui al comma 1 possono essere sospese o revocate in caso di: a perdita dei requisiti di cui ai commi 2 e 3; b violazione della vigente normativa dell'Unione europea e nazionale; c mancato rispetto delle disposizioni impartite con il decreto di autorizzazione. 5 La revoca o la sospensione dell'autorizzazione può riguardare anche una singola produzione riconosciuta. 6 Le strutture che intendono proporsi per il controllo delle denominazioni di origine o delle indicazioni geografiche riconosciute devono presentare apposita richiesta al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. 7 È istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali un elenco delle strutture di controllo che soddisfano i requisiti di cui ai commi 2 e 3, denominato «Elenco delle strutture di controllo per le denominazioni di origine e per le indicazioni geografiche del settore vitivinicolo» pubblicato nel sito internet del Ministero. 8 La scelta della struttura di controllo è effettuata, tra quelle iscritte nell'elenco di cui al comma 7, dall'utilizzatore della denominazione di origine o dell'indicazione geografica. 9 Le strutture di controllo possono svolgere la loro attività per una o più produzioni riconosciute ai sensi della vigente normativa dell'Unione europea. Ogni utilizzatore è soggetto al controllo di una sola struttura. La struttura di controllo autorizzata per la denominazione di origine o identificazione geografica può avvalersi, sotto la propria responsabilità, delle strutture e del personale di altri soggetti iscritti nell'elenco di cui al comma 7, purché le relative attività risultino dallo specifico piano di controllo. 10 Al fine dell'adozione del decreto di autorizzazione al controllo di ogni denominazione di origine o indicazione geografica, le strutture di cui al comma 9 trasmettono al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali: a il piano di controllo; b il tariffario; c l'elenco degli ispettori dedicati al controllo della specifica denominazione di origine o indicazione geografica con i relativi curricula ; d l'elenco dei membri del comitato di certificazione con i relativi curricula . 11 Eventuali modifiche agli elenchi di cui alle lettere c) e d) del comma 10 non comportano la decadenza dell'autorizzazione in corso e devono essere notificate al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali entro trenta giorni. 12 Tutti i soggetti partecipanti alla filiera delle produzioni con denominazione di origine o indicazione geografica sono automaticamente inseriti nel sistema di controllo al momento della rivendicazione di ciascuna produzione tutelata. La struttura di controllo cura la tenuta di un apposito elenco dei soggetti iscritti. Tale elenco deve essere consultabile tramite il SIAN. 13 La vigilanza sulle strutture di controllo autorizzate è esercitata dall'Ispettorato e, in maniera coordinata, dalle regioni e dalle province autonome per le denominazioni di origine o indicazioni geografiche ricadenti nel territorio di propria competenza. 14 Gli enti competenti alla tenuta e alla gestione dei dati e di ogni altra documentazione utile ai fini dell'applicazione dell'attività di controllo, comprese le informazioni per le idoneità per le relative denominazioni di origine o indicazioni geografiche, sono tenuti a mettere a disposizione delle strutture di controllo autorizzate i dati medesimi, a titolo gratuito, in formato elettronico. 15 Le strutture di controllo autorizzate sono tenute a inserire nel registro unico dei controlli i dati relativi all'attività di controllo svolta a carico degli utilizzatori della denominazione di origine o indicazione geografica, che sono resi disponibili, per quanto di competenza, alle regioni o alle province autonome, agli altri enti e organismi autorizzati preposti alla gestione, al controllo e alla vigilanza della rispettiva denominazione di origine o indicazione geografica, agli organi dello Stato preposti ai controlli, nonché ai consorzi di tutela riconosciuti ai sensi dell'articolo 33. 16 Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono determinati le modalità di presentazione delle richieste e i criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 1, la gestione del flusso delle informazioni e l'eventuale modifica delle modalità di attuazione di cui al comma 10, le modalità di collaborazione tra enti autorizzati, nonché gli schemi tipo dei piani di controllo prevedendo azioni adeguate, proporzionate e differenziate in base alla classificazione qualitativa dei vini DOCG, DOC e IGT. 17 Il decreto di cui al comma 16 deve prevedere: