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Nessun senatore chiedendo di intervenire in sede di dichiarazione di voto, il presidente PETROCELLI , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 Doc Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 (Parere alla 14 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore AIROLA ( M5S ), relatore, illustra la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, spiegando che essa ricostruisce, nei differenti ambiti, l'impegno e il contributo dell'Esecutivo italiano nel 2019 per lo sviluppo del processo di integrazione europea e la definizione del nuovo assetto istituzionale dell'Unione - a partire dell'insediamento della Commissione von Der Leyen -, nonchéper l'attuazione delle varie politiche di settore. Il testo, su cui la 3 a Commissione potrà al termine dell'esame formulare un parere a beneficio della 14 a Commissione, si articola in quattro parti, relative, rispettivamente, allo sviluppo del processo di integrazione europea e le questioni istituzionali, alle principali politiche orizzontali e settoriali, all'attuazione delle politiche di coesione economica, sociale e territoriale ed infine al coordinamento nazionale delle politiche europee. Il Documento contiene, inoltre, alcune appendici in cui sono inseriti, oltre all'elenco dei Consigli dell'Unione europea e dei Consigli europei, una scheda sull'andamento dei flussi finanziari dall'Unione europea all'Italia nell'anno di riferimento  pari ad oltre 9,98 miliardi di euro, a titolo di cofinanziamento degli interventi strutturali e come sostegno alla Politica Agricola Comune -, un quadro sullo stato di recepimento delle direttive, e uno specifico allegato sui seguiti degli atti parlamentari di indirizzo, approvati nel corso del 2019. Per la prima parte, nell'ambito delle questioni istituzionali, il relatore segnala, oltre ad un aggiornamento sulla questione Brexit , il paragrafo relativo allo stato dell'integrazione politica europea in cui si ricorda l'avvio del nuovo ciclo istituzionale per il periodo 2019-2024, il rinnovo delle cariche istituzionali dell'Unione, l'adozione, da parte del Consiglio europeo di giugno 2019, dell'Agenda strategica e il contributo italiano per la sua messa a punto, con l'attenzione al fenomeno migratorio, all'ambizione in campo ambientale e alla dimensione sociale dell'Unione. Ulteriore rilievo viene dato al negoziato per la definizione del Quadro finanziario pluriennale (QFP) dell'Unione europea per il periodo 2021-2027. Nella seconda parte, quella più rilevante per gli aspetti di interesse della 3 a Commissione, nel capitolo dedicato ai temi delle politiche sulla migrazione, viene ricordato come l'Italia, in uno scenario segnato da forti contrapposizioni, abbia ribadito la necessità di agire sul piano normativo per una revisione radicale del regolamento Dublino, nonché sul piano politico per prevenire le partenze dai Paesi terzi, sviluppando una strategia europea di condivisione degli oneri, volta a garantire una redistribuzione più equa dei migranti tra tutti gli Stati membri. Nel paragrafo dedicato alla dimensione esterna della politica sulla migrazione, viene ricordato che l'Italia ha sostenuto la necessità e l'urgenza di impostare su nuove basi il dialogo fra l'Unione europea e i Paesi terzi, al fine di accrescere l'efficacia delle strategie di prevenzione delle partenze, di lotta ai trafficanti di esseri umani e di effettivo rimpatrio di coloro che non hanno diritto a permanere sul territorio europeo. L'Italia ha, altresì, sottolineato la necessità che la complessiva strategia europea in campo migratorio includa anche un maggiore impegno sul piano del reinsediamento dei rifugiati, e la possibilità di sviluppare corridoi umanitari verso l'Europa per le persone più vulnerabili o avviare progetti sperimentali per la presentazione di domande di asilo al di fuori dell'Unione europea. Un particolare impegno da parte del Governo italiano è stato profuso nel negoziato volto a stabilire l'entità delle risorse da dedicare alla cooperazione migratoria con i Paesi terzi nel futuro Quadro finanziario pluriennale per il 2021-2027, sostenendo la necessità di istituire una fonte di finanziamento sufficiente, stabile e sostenibile all'interno del bilancio dell'Unione a sostegno della cooperazione con i Paesi terzi, destinando almeno il dieci per cento del totale dell'istituendo Strumento per il Vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale (NDICI) - pari a circa 90 miliardi di euro nella proposta della Commissione - per azioni a diretto impatto sulla gestione dei flussi migratori, a partire dal sostegno ai Paesi terzi nel contrasto alle reti di trafficanti. L'Italia ha, inoltre reiterato la richiesta di un maggiore finanziamento per il Nord Africa da parte del Fondo fiduciario d'emergenza dell'Unione europea per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa, il cosiddetto Fondo La Valletta. Nel capitolo relativo alle imprese, alla concorrenza e ai consumatori, nell'ambito del negoziato sul pacchetto del " Made in ", viene sottolineato l'impegno del Governo italiano per l'organizzazione di attività di informazione e sensibilizzazione sul tema della protezione dei diritti di proprietà intellettuale e, in particolare, del Made in Italy , al fine di incentivare lo sviluppo di forme di cooperazione e di sensibilizzazione finalizzate al contrasto di fenomeni nocivi per le produzioni di qualità. Nell'ambito del capitolo dedicato alla dimensione esterna dell'Unione, il documento evidenzia l'impegno dell'Esecutivo italiano ad orientare la Politica estera e di sicurezza comune in modo sempre più conforme ai principi di solidarietà e di cooperazione, assicurando un rilievo centrale all'area mediterranea, e confermando l'accento sull'elaborazione di efficaci politiche migratorie e sullo sviluppo della capacità dei Paesi vicini di gestire in proprio i fenomeni che impattano sulla sicurezza dell'Europa. Attenzione specifica è stata rivolta al dossier libico, nel tentativo di rafforzare la posizione unitaria dell'Unione europea per la stabilizzazione del Paese africano attraverso l'attivo sostegno all'azione delle Nazioni Unite, e a quello siriano, con la riaffermazione da parte dell'Italia della necessità di individuare una soluzione duratura del conflitto anche attraverso il dialogo con i membri del cosiddetto "processo di Astana", a partire dalla Russia. Il Documento ricorda, inoltre, l'impegno che anche nel corso del 2019 il Governo italiano ha profuso per mantenere vive le relazioni politiche, economiche e culturali con l'Iran, in piena sintonia con la posizione dell'Unione europea e nonostante un contesto internazionale particolarmente complesso, anche al fine di salvaguardare l'accordo sul programma nucleare iraniano considerato un pilastro della stabilità regionale.