[ddlpres]

Dopo l'articolo 1 sono inseriti i seguenti: « Art. 1- bis . – (Differimento del termine di applicazione del regime di deroga in materia di inconferibilità di incarichi a componenti di organo politico di livello locale) – 1. All'articolo 13- ter , comma 1, del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2022, n. 25, in materia di deroga all'inconferibilità di incarichi a componenti di organo politico di livello locale, le parole: “Fino al 31 dicembre 2023” sono sostituite dalle seguenti: “Fino al 31 dicembre 2024”. Art. 1- ter . – (Proroga del termine di cui all'articolo 1- ter del decreto-legge 29 dicembre 2022, n. 198, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2023, n. 14, in materia di misure per la digitalizzazione dei servizi e delle attività della pubblica amministrazione) – 1. All'articolo 1- ter , comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2022, n. 198, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2023, n. 14, in materia di misure per la digitalizzazione dei servizi e delle attività della pubblica amministrazione, le parole: “al 31 dicembre 2023” sono sostituite dalle seguenti: “al 30 giugno 2024.” Art. 1- quater . – (Differimento di termine in materia di sicurezza dei minori in ambito digitale) – 1. All'articolo 13, comma 3, terzo periodo, del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 159, concernente gli obblighi informativi dei produttori di dispositivi di comunicazione elettronica in materia di controllo parentale, le parole: “3 mesi” sono sostituite dalle seguenti: “nove mesi” ». All'articolo 2: al comma 4, lettera b) , le parole: « per l'anno 2024 » sono sostituite dalle seguenti: « , per l'anno 2024, »; dopo il comma 4 è inserito il seguente: « 4- bis. In via sperimentale, fino al 31 dicembre 2024, non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 19, comma 1- bis , lettera a), del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132, in materia di requisiti per la sperimentazione di armi ad impulsi elettrici da parte delle polizie locali »; dopo il comma 6 sono inseriti i seguenti: « 6- bis. Per le regioni a statuto ordinario che presentano un disavanzo di amministrazione pro capite al 31 dicembre 2022, al netto del debito autorizzato e non contratto, superiore a euro 1.500, negli anni 2023 e 2024 l'entità dell'accantonamento di cui al terzo periodo del comma 3 dell'articolo 60 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, può essere inferiore al 70 per cento dell'ammontare dei residui perenti. Il valore dell'accantonamento di cui al primo periodo deve comunque garantire la copertura delle richieste di reiscrizione dei residui perenti nell'esercizio e deve in ogni caso essere superiore del 20 per cento rispetto al valore medio dell'ammontare delle richieste di reiscrizione dei residui perenti calcolato rispetto agli ultimi tre esercizi. 6- ter . Le risorse rese disponibili dall'applicazione del comma 6- bis sono destinate al Fondo perdite potenziali, in aggiunta alla quota ordinaria di tale accantonamento. 6- quater . Le disposizioni di cui al comma 899 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, in materia di utilizzo delle quote accantonate e vincolate del risultato di amministrazione da parte delle regioni a statuto ordinario, si applicano anche per l'anno 2023 e, limitatamente al medesimo anno, anche alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano »; al comma 8, dopo le parole: « dal comma 7 » e le parole: « per l'anno 2024 » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , » e le parole: « , della missione “Fondi da ripartire”, dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2024 » sono sostituite dalle seguenti: « della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2023 »; al comma 9, lettera b): al numero 1.1), la parola: « infine » è sostituita dalle seguenti: « in fine »; al numero 1.2), la parola: « soppresse » è sostituita dalla seguente: « abrogate »; al numero 2), capoverso 1- bis , al primo periodo, dopo le parole: « all'articolo 97, comma 1 » sono aggiunte le seguenti: « , del presente codice » e, al secondo periodo, le parole: « al Capo IV, sezione II, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del » sono sostituite dalle seguenti: « al capo IV, sezione II, del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ». All'articolo 3: il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 927, relativo al termine per la presentazione di specifiche istanze di liquidazione di crediti derivanti da obbligazioni contratte dal comune di Roma, le parole: “sessanta mesi” sono sostituite dalle seguenti: “settanta mesi”; b) dopo il comma 929 è inserito il seguente: “ 929 - bis . Per le finalità di cui al comma 927 e per portare a conclusione la gestione straordinaria del debito pregresso del comune di Roma, entro il 31 marzo 2024 il Commissario straordinario del Governo per la gestione del piano di rientro del debito pregresso del comune di Roma dà avviso, tramite pubblicazione nell'albo pretorio on line di Roma Capitale e con ogni forma idonea di pubblicità, della rilevazione definitiva della massa passiva del piano di rientro di cui al medesimo comma 927, assegnando un termine perentorio, a pena di decadenza, non inferiore a centottanta giorni per la presentazione delle richieste di ammissione da parte dei titolari di crediti commerciali certi, liquidi ed esigibili ancora in essere al 31 dicembre 2023 anche se non ancora iscritti, afferenti a obbligazioni contrattuali, extracontrattuali e indennitarie assunte dal comune di Roma in data anteriore al 28 aprile 2008. I responsabili dei servizi competenti per materia di Roma Capitale verificano le domande presentate e provvedono a inviare al predetto Commissario straordinario specifiche istanze di liquidazione relativamente alle domande positivamente riscontrate, entro trenta giorni dal ricevimento della domanda e secondo le modalità di cui al comma 928, dandone debita comunicazione alla parte interessata. In caso di esito negativo della verifica comunicano alla parte interessata il mancato accoglimento. La mancata presentazione della domanda da parte dei creditori nel termine di cui al primo periodo del presente comma determina l'automatica cancellazione del credito vantato.