[massime]

Circolazione stradale - Violazione del codice della strada - Sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo - Mancata previsione che il mezzo appartenga all’autore della violazione - Lamentata indebita limitazione della libertà del proprietario e delle sue esigenze lavorative - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 214, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sollevata, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, nella parte in cui prevede che la sanzione accessoria del fermo amministrativo opera anche nell'ipotesi in cui il veicolo sia di proprietà di un terzo non trasgressore. Infatti il legislatore, nell'introdurre il fermo amministrativo del veicolo anche quando sia di proprietà di terzi, ha sufficientemente garantito la tutela dei diritti del terzo, prevedendo (all'art. 214, comma 1-bis, dello stesso codice della strada) che l'applicabilità della sanzione è esclusa se la circolazione è avvenuta contro la volontà del proprietario del veicolo o di chi ne abbia la legittima disponibilità. - V. citata ordinanza n. 33/2001.