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Con riferimento al tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyber -bullismo - chiamato a redigere il Piano di azione integrato per il contrasto del cyber -bullismo -, la proposta prevede la partecipazione di rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri e attribuisce il coordinamento dei lavori del tavolo al Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri. Ulteriori modifiche riguardano le linee di orientamento che deve emanare il Ministero dell'istruzione per la prevenzione e il contrasto del cyber -bullismo. In particolare, il campo d'applicazione di questo strumento è esteso alla prevenzione e al contrasto anche del bullismo. Si stabilisce, inoltre, che le linee di orientamento, così integrate, debbano essere recepite da ogni istituto scolastico. Mediante l'introduzione del nuovo articolo 4- bis , si prevede che le Regioni possano adottare iniziative volte a fornire alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado che ne facciano richiesta un servizio di sostegno psicologico agli studenti. Tale servizio è finalizzato a favorire lo sviluppo e la formazione della personalità degli studenti medesimi e a prevenire fattori di rischio o situazioni di disagio, anche attraverso il coinvolgimento delle famiglie. Si dispone, inoltre, che il dirigente scolastico, a fronte di episodi di bullismo e cyber -bullismo, che non costituiscano reato, possa - dopo aver informato i genitori - coinvolgere i servizi sociali per individuare percorsi personalizzati di assistenza delle vittime e di "accompagnamento rieducativo" degli autori degli atti, oppure attivare le autorità competenti per l'adozione delle misure rieducative previste dall'articolo 25 della legge sui tribunali per i minorenni. L'articolo 5 dispone un adeguamento dello statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria, adottato con decreto del Presidente della Repubblica n. 249 del 1998 e modificato con decreto del Presidente della Repubblica n. 235 del 2007. Per l'adeguamento dello statuto, si individuano i seguenti principi: prevedere che la scuola si impegni a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare l'emersione di episodi riconducibili ai fenomeni del bullismo e del cyber -bullismo, di situazioni di uso o abuso di alcool o di sostanze stupefacenti e di forme di dipendenza; prevedere che il Patto educativo di corresponsabilità educativa contenga l'impegno da parte delle famiglie a partecipare ad attività di formazione organizzate dalla scuola, con particolare riferimento all'uso della rete internet e delle comunità virtuali, e a collaborare con la scuola per consentire l'emersione degli episodi sopra indicati; prevedere, nell'ambito dei doveri dello studente, che gli studenti siano tenuti a rispettare il dirigente scolastico, i docenti, il personale della scuola e i loro compagni. L'articolo 6 prevede interventi del Ministero dell'istruzione volti a predisporre strumenti di monitoraggio del fenomeno del bullismo e a sviluppare le competenze dei docenti che devono fronteggiare tali fenomeni. In particolare, il Ministero dell'istruzione è tenuto a mettere a disposizione delle scuole proprie piattaforme di formazione e monitoraggio, al fine di prevenire e contrastare i fenomeni del bullismo e del cyber -bullismo. Inoltre, per prevenire e ridurre i conflitti in ambito scolastico, sono erogati moduli di formazione specifici anche relativi all'educazione all'intelligenza emotiva, che mirino a sviluppare relazioni positive tra pari e a promuovere rapporti interpersonali ispirati al rispetto e all'uso di forme di comunicazione non violente. L'articolo 7 istituisce un numero telefonico nazionale gratuito per fornire assistenza alle vittime di bullismo e di cyber -bullismo. Più nel dettaglio, si prevede che presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri sia assicurato un servizio di assistenza accessibile tramite il numero pubblico 114, gratuito e attivo 24 ore su 24. Tale servizio è chiamato a fornire alle vittime, o ai loro congiunti, assistenza psicologica e giuridica e, nei casi di urgenza, a informare prontamente le autorità di polizia. Nell'ambito dell'applicazione informatica offerta gratuitamente dal servizio 114, si prevede una specifica area dotata di una funzione di geolocalizzazione, attivabile previo consenso dell'utilizzatore, nonché di un servizio di messaggistica istantanea. L'articolo 8, al fine di contrastare il fenomeno del bullismo con azioni di carattere preventivo, dispone che l'Istituto nazionale di statistica, nell'ambito delle proprie risorse e competenze istituzionali, assicuri lo svolgimento di una rilevazione - con cadenza triennale - degli atti di bullismo che ne misuri le caratteristiche fondamentali e individui i soggetti più esposti al rischio. L'articolo 9 reca, infine, la clausola di invarianza finanziaria. Riguardo al disegno n. 1743, segnala che il contenuto del provvedimento è di prevalente competenza della Commissione affari costituzionali; tuttavia ne è stata disposta l'assegnazione in sede di Commissioni riunite al fine di consentire la trattazione congiunta con il disegno di legge approvato dalla Camera. Nell'ambito dei profili di competenza della Commissione affari costituzionali, si segnala il Capo I che, composto di un solo articolo, apporta una serie di modifiche alla legge n. 71 del 2017. Similmente al disegno di legge n. 1690, la proposta in esame estende l'ambito di applicazione della legge n. 71 anche al fenomeno del bullismo. A differenza dell'altro provvedimento, il disegno di legge reca anche una definizione di bullismo, inteso come l'aggressione o la molestia reiterate, da parte di una singola persona o di un gruppo di persone, a danno di una o più vittime minorenni, idonee a provocare in esse sentimenti di ansia, di timore, di isolamento o di emarginazione, attraverso atti o comportamenti vessatori, pressioni o violenze fisiche o psicologiche, istigazione al suicidio o all'autolesionismo, minacce o ricatti, furti o danneggiamenti, offese o derisioni anche per ragioni di lingua, etnia, religione, orientamento sessuale, genere, aspetto fisico, disabilità o altre condizioni personali e sociali della vittima. Analogamente al disegno di legge n. 1690, inoltre, la proposta interviene sulla composizione del tavolo tecnico, spostandone l'incardinamento presso il Ministero dell'istruzione e attribuendo al Ministro dell'istruzione il coordinamento dei lavori dello stesso. Il Capo III reca una serie di disposizioni a tutela dei minori in rete. In particolare, l'articolo 6 prevede - al fine di assicurare un'adeguata pubblicità agli strumenti di protezione e ai filtri - la possibilità per la Presidenza del Consiglio dei ministri di promuovere periodiche campagne informative di prevenzione e di sensibilizzazione sull'uso consapevole della rete e dei suoi rischi, avvalendosi dei principali media , nonché degli organi di comunicazione e di stampa e di soggetti privati.