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i giochi on line con vincite in denaro, tuttavia, oltre ad essere vietati dalla legge e a costituire vere e proprie ipotesi di reato, espongono i minori a rischi che, per età e maturità, non sono in grado di gestire; d'altra parte, il fenomeno sta dilagando proprio tra gli adolescenti, che trovano nel gioco virtuale con vincite in denaro una risposta alle esigenze tipiche dell'età evolutiva, essendo proprio l'impulsività, la ricerca di nuove emozioni e la voglia di indipendenza, anche economica, che aumentano la vulnerabilità dei giovani al gioco d'azzardo; secondo lo studio condotto nel 2018 in materia di gioco d'azzardo da parte di minori di età dall'Istituto superiore della sanità, tra la popolazione scolastica minorile (14-17 anni), il 29 per cento degli intervistati (stimati in 670.144 soggetti) dichiara di aver praticato giochi d'azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi; dinanzi al dilagare del fenomeno, non sono apparse sufficienti le misure sino ad ora adottate, soprattutto se rapportate alla semplicità di accesso ai siti web dedicati al gioco d'azzardo, spesso possibile con una semplice iscrizione (anche con mera indicazione di un nickname ), tramite cui si accede a tavoli di poker , black jack , slot machine eccetera, con scommesse in denaro. La semplicità con cui è possibile scommettere somme di denaro on line , peraltro, è agevolata dal possesso di smartphone e di carte prepagate che oggi le banche riservano anche ai minori; considerati, pertanto, i rischi ai quali gli utenti minorenni del web sono esposti finché la materia non sarà adeguatamente regolamentata e dovendosi ritenere necessario, dunque, contrastare i rischi dell'offerta di gioco con vincita in denaro in rete, per i minori, mediante più stringente regolazione della materia; in materia sussiste la competenza dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, quale ente preposto al ruolo di "presidio dello Stato" nei settori del gioco e dei tabacchi e alla tutela del cittadino in tali aree di competenza, che è tenuta ad attuare attraverso la predisposizione di specifici regolamenti e concessioni; appare urgente che l'Agenzia verifichi e regolamenti in concreto le modalità di realizzazione tecnica con le quali i soggetti titolari delle concessioni di cui all'art. 24, comma 17, della legge n. 88 del 2009, attuino i citati obblighi di legge, anche di concerto con altri organismi, si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire il pieno rispetto degli obblighi previsti dalla normativa vigente. Atto n. 3-03163 BINETTI MALLEGNI PAGANO BERARDI AIMI GALLIANI PAPATHEU RIZZOTTI GASPARRI BARBONI PEROSINO CANGINI SICLARI FERRO CALIGIURI CALIENDO VONO Ai Ministri dello sviluppo economico e della transizione ecologica Premesso che: venerdì 11 marzo 2022, al termine della seconda settimana di guerra in Ucraina, il prezzo del gas ha avuto andamenti diversi a seconda dei mercati baricentro; in Europa l'indicatore guida (il Dutch TTF) è schizzato del 27 per cento sui massimi storici, con un enorme rialzo annuale superiore al 1.100 per cento; si è incrementato anche il cosiddetto Henry HUB, segnalatore del prezzo del gas negli USA, con uno spunto giornaliero del 4 per cento, totalizzando un 81 per cento in più dal marzo 2021. In Asia il JKM tra giovedì e venerdì è stato molto volatile: con rialzi e ricadute in parte di natura speculativa, tenendo alto il prezzo assoluto, ma al di sotto dei record europei; in Italia, ma anche negli altri Paesi UE, l'impennata del prezzo del gas ha cominciato a fare notizia soltanto in ottobre ed esclusivamente in chiave di extra costi attesi sulle bollette energetiche: senza approfondimenti sulle cause della turbolenza socioeconomica che si andava ad aggiungere a tutte quelle provocate dalla pandemia; nella primavera 2021 sia la curva europea che quella USA erano salite con decisione, anche se a velocità diversa: a luglio quella europea segnalava già un raddoppio, quella americana solo un terzo. È di molti il sospetto che già allora la Russia abbia cominciato ad agire sul prezzo del gas in preparazione dell'invasione; tra fine luglio e agosto due eventi hanno scosso un mercato del gas già in movimento: USA e Germania hanno annunciato un accordo per il gasdotto baltico ormai ultimato, mentre Angela Merkel si è impegnata a vigilare su eventuali usi "aggressivi" del gas contro l'Ucraina, come già avvenuto dalla guerra del 2014 in poi; dopo la ritirata americana dall'Afghanistan, il Dutch TTF è cresciuto di due terzi in Europa e del 50 per cento sul mercato USA; sei mesi dopo si comincia ad intuire che la Russia ha cominciato ad accentuare l'instabilità geopolitica, chiudendo "i rubinetti" del gas e incassando uno spettacolare rialzo dei prezzi, a spese principali dell'economia UE; in pochissimo tempo in Europa il gas arriva a costare 6 volte rispetto ad aprile 2021 e in America più del doppio; si impone all'attenzione della pubblica opinione il tema della dipendenza dell'Italia dal gas russo e la necessità di individuare soluzioni alternative; ed emerge un quadro che è nello stesso tempo inquietante e pieno di speranza, a partire dalle risorse di gas presenti nel mare Adriatico; emergono dati di questo tipo: nell'Adriatico ci sono 1.298 pozzi produttivi, di cui 752 fermi, inattivi, ma 546 invece sono ancora produttivi anche se non eroganti, per lo più per ragioni di tipo burocratico-amministrativo, certamente non tecnico-produttivo, dal momento che manca il sostegno ammnistrativo; fino a pochi anni fa dal mar Adriatico si estraevano 17 miliardi metri cubi, oggi ridotti a soli 800 milioni di cubi: l'80 per cento in meno, basta citare la piattaforma "Fabrizia", di fonte a San Benedetto del Tronto o poco più giù la piattaforma "Davide", dove ci sono ben 4 pozzi produttivi, non eroganti, da cui si potrebbero estrarre complessivamente 140 miliardi di metri cubi, mentre nel 2021 se ne sono estratti solo 3,34 miliardi di metri cubi; in un anno si potrebbe arrivare a 30 miliardi di metri cubi, 10 volte di più di quanto l'Italia produce oggi; per accendere quei pozzi servono pochi mesi e il gas costerebbe 5 centesimi a metri cubo, mentre ora è pagato 70 centesimi. L'Italia ha solo il 6 per cento di gas di propria produzione e il 94 per cento è comprato all'estero; in Sicilia ci sono due pozzi produttivi: "Cassiopea" e "Argo" da soli potrebbero produrre 10 miliardi di metri cubi all'anno: ma nessuno ne autorizza l'estrazione, aumentando in modo esponenziale la dipendenza dall'estero e per di più da Paesi politicamente instabili, si chiede di sapere quali iniziative si intenda assumere per aumentare la nostra indipendenza energetica e valorizzare le nostre risorse naturali. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06717 DE POLI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: