[resaula]

l'imposizione delle royalty da parte dei concessionari ha di fatto costituito in prima istanza una modificazione peggiorativa delle condizioni di esercizio e formazione dei prezzi nel comparto rispetto al mercato "generale" ed a quello della rete stradale ordinaria, con inevitabili conseguenze sul piano della competitività per le imprese e microimprese che vi operano a rischi ed investimenti propri e non del concessionario; tale deficit di competitività si è andato progressivamente enfatizzando a causa di politiche commerciali miranti comunque a realizzare margini non compatibili con le offerte del mercato dei carburanti esterno al comparto; i consumatori che sono necessitati a percorrere le tratte autostradali risultano penalizzati dalle dinamiche quantomeno "speculative" dei pedaggi e da quelle relative a beni e servizi nella rete distributiva, tanto che si può giustamente definire il crollo delle vendite una vera e propria "fuga" dal mercato di comparto; l'imposizione delle royalty nell'ambito del regime concessorio costituisce, di fatto, una discriminazione oggettiva e rilevante della potenzialità competitiva delle imprese e microimprese che operano nel mercato complessivamente integrato dell'offerta di beni, quali i carburanti, e di servizi, quali quelli di somministrazione, aventi componenti e caratteristiche di base omogenee sull'intero territorio nazionale, configurandosi, in buona sostanza, come una limitazione delle "condizioni di pari opportunità e del corretto ed uniforme funzionamento del mercato"; il gravame per il consumatore rappresenta un'ingiustificata restrizione del principio costituzionale volto ad "assicurare ai consumatori finali un livello minimo e uniforme di condizioni di accessibilità ai beni e servizi sul territorio nazionale", si chiede di sapere: se quanto esposto risponda al vero; se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno e necessario verificare, nel contesto delle condizioni pattuite in convenzione con i concessionari delle tratte autostradali, la correttezza della condotta di imporre royalty su beni e servizi esitati nelle medesime strutture in cui rischi ed investimenti sono a carico delle imprese operanti e non del tutto connessi al regime di concessione della rete viaria; quali iniziative urgenti, anche di carattere normativo, intendano adottare nel contesto di un'attività di revisione delle condizioni di concessione vigenti, che affidano a privati un bene pubblico con indici di remunerazione del capitale di assoluta rilevanza ed eccezionalità (come risulta dalle convenzioni sinora rese pubbliche, dopo i luttuosi fatti di Genova del 14 agosto), al fine di ripristinare corrette condizioni di mercato e concorrenza e di livello uniforme di condizioni di accessibilità ai beni e servizi sul territorio nazionale, ponendo fine alla penalizzazione di utenti e consumatori, di imprese e microimprese che, rispettivamente, accedono al comparto ovvero vi operano. Atto n. 4-00625 PAPATHEU Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione Premesso che: il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha una storica carenza di personale. Il regolamento di organizzazione, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 142 del 2014, prevede 558 unità complessive mentre il precedente ne prevedeva 826. L'organico attuale risulta pari a 547 unità; la legge n. 97 del 2018 prevede l'aumento delle strutture organizzative del Ministero; nel tempo, per far fronte al crescente aumento delle competenze necessarie, il Ministero ha fatto ricorso a personale della Sogesid SpA dotato di elevata specializzazione scientifico-tecnica e giuridico-economica per la tutela e conservazione ambientale, contribuendo alla realizzazione di importanti attività. I dipendenti Sogesid sono selezionati con procedure pubbliche ma, a differenza del personale di ruolo, sono assunti con contratti precari; la Sogesid è una società pubblica costituita nel gennaio 1994, con capitale sociale interamente detenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze. La legge n. 341 del 1995 ha stabilito che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per le funzioni di istruttoria, supporto tecnico, organizzazione e monitoraggio nel settore idrico, possa avvalersi della Sogesid. In base al decreto legislativo n. 163 del 2006 la Sogesid è tra i soggetti che possono affidare attività senza gara. Con l'art. 1, comma 503, della legge n. 296 del 2006, la Sogesid è stata resa strumentale alle esigenze e alle finalità del Ministero il quale esercita sulla stessa, ai sensi del decreto legislativo n. 50 del 2016, un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi. Attualmente sono 530 i dipendenti Sogesid, di cui 464 a tempo indeterminato e 66 a tempo determinato; 372 sono destinati a svolgere l'attività di assistenza tecnica al Ministero dell'ambiente; il Ministro dell'ambiente, poco dopo il suo insediamento, come riportato da un articolo dal titolo "Terra Fuochi: Costa, a ministero Ambiente pieno potere - Fra primi provvedimenti anche stabilizzazione dipendenti Sogesid", aveva lasciato intendere che voleva la stabilizzazione dei dipendenti della Sogesid per non perdere competenze preziose. Si riporta, a titolo di esempio, un caso analogo terminato con la stabilizzazione, relativo all'Istituto per la promozione industriale (IPI), società in house providing del Ministero dello sviluppo economico, internalizzata ai sensi del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010 e recante "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica". I casi di stabilizzazione sono innumerevoli, per brevità non citati; lo strumento è sempre stato utilizzato quando ne derivino vantaggi: infatti le pubbliche amministrazioni lo hanno utilizzato per razionalizzare e integrare, nelle proprie strutture amministrative, le attività tecniche svolte dai soggetti parastatali vigilati. In questo modo si sono risparmiate risorse economiche senza disperdere il patrimonio di competenze e di conoscenza già accumulato; successivamente però, lo stesso Ministro ha emanato il decreto n. 266 del 2018, prevedendo un concorso pubblico, senza alcuna internalizzazione o selezione dedicata per il personale storico impiegato tramite Sogesid; la Sogesid, proprio a seguito del recepimento delle disposizioni della legge n. 296 del 2006, è impegnata, oltre che nella programmazione ed attuazione degli interventi di bonifica finalizzati al risanamento ambientale e nell'elaborazione di studi e progetti in materia di assetto idrogeologico, anche nelle seguenti attività: assistenza e prestazioni di servizi nell'ambito della gestione delle risorse idriche e del servizio idrico integrato; monitoraggio e vigilanza in materia di rifiuti, in attuazione della vigente normativa e gestione integrata dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali; trattamento e smaltimento delle acque reflue civili; prevenzione e piani d'intervento e monitoraggio per la tutela delle acque marine dall'inquinamento; protezione e ripristino dei corpi idrici; supporto ai controlli e vigilanza in materia di inquinamento delle acque interne, superficiali e sotterranee; promozione e implementazione di interventi finalizzati all'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili; valutazione dell'impatto ambientale ; azioni in materia di valutazione e risarcimento del danno ambientale;