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- per la sentenza sugli aiuti alle imprese di Venezia e Chioggia (C-367/14), l'Italia è stata condannata, il 17 settembre 2015, al pagamento della somma forfettaria di 30 milioni di euro, e di una penalità di mora semestrale pari a 12 milioni di euro, fino al completo recupero degli aiuti; - per la sentenza sulle acque reflue urbane (C-251/17), l'Italia è stata condannata, il 31 maggio 2018, al pagamento della somma forfettaria di 25 milioni di euro, e di una penalità di mora semestrale pari a 30.112.500,00 euro, ridotta della quota pari alla percentuale di territorio progressivamente messo a norma. A queste 5 sentenze ex articolo 260 TFUE, si aggiunge ora una nuova procedura, giunta a sentenza il 12 marzo 2020, ovvero la procedura n. 2014/2140, per mancato recupero degli aiuti di Stato concessi agli alberghi dalla regione Sardegna (sentenza C-576/18), per cui l'Italia è stata condannata al pagamento della somma forfettaria di 7,5 milioni di euro, e di una penalità di mora pari a 80 mila euro per ogni giorno di ritardo nel recupero degli aiuti. Alle predette 6 sentenze ex articolo 260 TFUE, rischiano poi di aggiungersi altre 3 procedure, per le quali è già stata emessa la prima sentenza (ex articolo 258 TFUE) ed è già stata avviata la procedura relativa alla seconda sentenza. Si tratta, in particolare: - della procedura di infrazione n. 2012/2201, per mancato recupero degli aiuti concessi alle imprese che investono in municipalità colpite da disastri naturali cd Tremonti bis, allo stadio della lettera di messa in mora ai sensi dell'articolo 260 TFUE; - della procedura di infrazione n. 2009/2034, per cattiva applicazione della direttiva 1991/271/CE relativa al trattamento delle acque reflue urbane, allo stadio della lettera di messa in mora ai sensi dell'articolo 260 TFUE; - e della procedura di infrazione n. 2006/2456, per mancato recupero dell'aiuto di Stato relativo alle esenzioni fiscali e prestiti agevolati concessi in favore di imprese e servizi pubblici a prevalente capitale pubblico, giunta allo stadio del ricorso alla Corte ex articolo 260 del TFUE. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 14,35. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1373 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1373 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo e l'emendamento ad esso riferito, considerato che il disegno di legge, approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, mira ad introdurre nell'ordinamento norme per limitare il fenomeno della vendita sottocosto dei prodotti agricoli ed agroalimentari, prevedendo altresì una delega al Governo per la disciplina e il sostegno delle filiere etiche di produzione; rilevato che gli argomenti relativi ai primi tre articoli, in materia di vendite sottocosto, vendite a doppio ribasso e vendite nel settore della ristorazione collettiva, sono oggetto anche del disegno di legge di delegazione europea (A.S. 1721), che all'articolo 7 stabilisce i criteri specifici di delega, per dare attuazione alla direttiva (UE) 2019/633, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare; ritenuto necessario, al riguardo, procedere a un coordinamento tra i due provvedimenti, tenendo conto dell'obbligo di dare attuazione alla direttiva (UE) 2019/633. In particolare, il disegno di legge 1373 dovrebbe richiamare l'articolo 62 del decreto-legge n. 1 del 2012, per integrarlo con il divieto specifico delle vendite a doppio ribasso e delle vendite sottocosto, come definite e disciplinate nel DPR n. 218 del 2001, tenendo conto di quanto previsto dalla direttiva (UE) 2019/633; considerato l'emendamento 1.0.1, che aggiunge un nuovo articolo volto a stabilire l'obbligo per il Ministero delle politiche agricole, anche attraverso l'istituzione di un'apposita Commissione, di vigilare e reprimere le vendite sottocosto, richiamando a tal fine l'articolo 62 del decreto legge n. 1 del 2012, attuato con il DM 19 ottobre 2012, n. 199, il provvedimento antitrust dell'AGCM n. 24649 del 2013, e la direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, valutato che non si rilevano profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime per quanto di competenza parere non ostativo sul testo del disegno di legge e sull'emendamento ad esso riferito.