[massime]

Straniero e apolide - Espulsione amministrativa - Reato di trattenimento, senza giustificato motivo, nel territorio dello Stato in violazione dell'ordine di allontanamento impartito dal questore - Trattamento sanzionatorio - Limite minimo edittale di un anno di reclusione - Violazione del principio di proporzionalità della pena - Disparità di trattamento rispetto a fattispecie analoghe - Richiesta di intervento riservato alla discrezionalità del legislatore - Inammissibilità della questione - Sollecito al legislatore per un intervento volto al riequilibrio dei trattamenti sanzionatori in materia.. E' inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 5- ter , primo periodo, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, come sostituito dall'art. 1 della legge 12 novembre 2004, n. 271, censurato, in riferimento all'art. 3 Cost., nella parte in cui prevede la pena minima della reclusione di un anno per lo straniero che, senza giustificato motivo, si trattenga nel territorio dello Stato in violazione dell'ordine di allontanamento del questore. Il precedente invocato dal rimettente, ossia la sent. n. 341/1994, non può valere in questo giudizio, poiché, mentre in quel caso si trattava di incidere su una sanzione penale, quella per l'oltraggio, evidentemente anacronistica, legata ad una concezione autoritaria precedente alla Costituzione, e l'intervento venne effettuato dopo ripetuti inviti rivolti dalla Corte al legislatore affinché adeguasse la disciplina ai precetti costituzionali, viceversa, la norma censurata in questa sede è frutto di una scelta recente del legislatore, che si caratterizza per un complessivo inasprimento delle pene: un'eventuale pronuncia sul solo minimo edittale inciderebbe in modo parziale sugli squilibri del quadro normativo in materia di sanzioni penali per l'illecito ingresso o trattenimento dello straniero nel territorio dello Stato, senza determinarne un superamento effettivo e completo. Ciò non esime, peraltro, la Corte dal rilevare l'opportunità di un sollecito intervento del legislatore, volto ad eliminare le disarmonie rilevate in materia. - V., citata, sentenza n. 341/1994.