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È inutile avere gli aerei se non si sa dove farli atterrare o se gli slot , che rappresentano dei punti nevralgici, significativi vengono venduti, o meglio se chi partecipava alla società l'ha prosciugata per interessi propri e non di Alitalia. Tuttavia, non è grave tanto il fatto che ci sia stato qualcuno che l'ha prosciugata, ma che qualcuno gliel'abbia permesso. Questo è il tema fondamentale. Oggi noi abbiamo la responsabilità di dire cosa vogliamo fare di Alitalia, ma prima di tutto dobbiamo decidere se vogliamo ancora una compagnia. La nostra risposta è che la vogliamo e dobbiamo cercare di mettere insieme le questioni del trasporto, non soltanto quello aereo, perché occorre l'intermodalità tra ferrovia e aereo. Io mi chiedo che ci sta a fare il volo Firenze-Roma quando tra la stazione di Santa Maria Novella e l'aeroporto di Peretola in linea d'aria ci saranno 1000 metri e con un treno Frecciarossa, che ogni quindici minuti transita in quella stazione, in un'ora e ventinove minuti arrivo alla stazione Termini; allo stesso modo mi chiedo anche il senso di mantenere un volo Roma-Napoli. Prima, parlando con la collega Lupo, dicevo che ho identificato la compagnia Alitalia come la farmacia comunale; signor Presidente, me lo conceda, da amministratore locale cado sempre su vicende legate al territorio; qualcuno nel consiglio comunale sosteneva che la farmacia comunale doveva vendere farmaci (da banco e non da banco) a prezzi più bassi, perché di proprietà comunale. Io invece replicavo che la farmacia comunale è un'azienda che deve guadagnare ed essere concorrenziale sul mercato; se poi alla fine dell'anno quest'azienda ottiene degli utili, li reinveste nel pubblico, nell'azienda stessa, nel ciclo produttivo. Ad Alitalia è mancato proprio questo. Se vogliamo istituire un volo da Roma all'aeroporto del Cinquale di Forte dei Marmi (ovviamente gli aerei non ci atterrano), chiediamo a quell'aeroporto di darci le risorse: si chiama attività di co-marketing e le compagnie come Ryanair la fanno abitualmente sul mercato nazionale. A noi chiedono conto per gli aiuti di Stato e noi, attraverso le camere di commercio e i Comuni diamo risorse a compagnie straniere, alimentando entità che non pagano le tasse sul territorio nazionale, a discapito di aziende come la nostra che le paga e ha 11.000 unità di personale che vivono sul nostro suolo. Non è possibile! (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Noi abbiamo presentato degli emendamenti e una questione pregiudiziale perché ci siamo stancati dei decreti-legge, ma comprendiamo l'assetto istituzionale e dell'attività. Abbiamo valutato favorevolmente l'accoglimento dell'ordine del giorno G1.105 (testo 2), che ho presentato con il collega Alfredo Messina, e vogliamo dare fiducia a questa prospettiva di un'Alitalia diversa, quindi ci asterremo in termini veramente costruttivi. Spero che il mio intervento sia stato chiaro e dimostri la volontà di un nostro contributo a questo tipo di attività. Prego la maggioranza e il Governo di tenere in considerazione la Commissione, perché da quella sede è opportuno far transitare i provvedimenti, le informative, i necessari approfondimenti. Ringrazio pertanto il relatore per il lavoro svolto in Commissione e il Governo per la proposta avanzata. Come ho detto poc'anzi, il nostro sarà un voto di astensione. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni) . D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, la ringrazio per la cortesia accordata poco fa nell'anticipare l'intervento del collega Mallegni. Desidero ringraziare - non toccherebbe a me, ma parlo a nome del Partito Democratico - tutti i colleghi della Commissione lavori pubblici, comunicazioni per il buon lavoro svolto e la sintesi trovata su molte delle proposte depositate dai colleghi nell'ambito dell'esame all'interno della Commissione. L'oggetto alla nostra attenzione è noto a tutti. Con il provvedimento in esame viene sostanzialmente concesso un nuovo prestito alle società del gruppo Alitalia per 400 milioni di euro, della durata di sei mesi. Il provvedimento non è in discontinuità rispetto al passato. Andando a ricercare i vari interventi normativi che hanno interessato la ex compagnia di bandiera, ne arriviamo a contare circa cinque, alcuni dei quali già in passato (mi riferisco in particolare al 2017) sono stati anche di finanziamento per raggiungere gli stessi scopi che si prefigge il provvedimento in esame, sebbene con qualche novità in particolare con riguardo alla procedura di amministrazione straordinaria tutt'ora in corso. Questi sono i termini di carattere generale che affronta il cosiddetto decreto Alitalia. Sarebbe poi utile una considerazione molto più ampia su quanto accade nel settore del trasporto aereo, nel senso che diamo per acquisita la volontà di dare il prestito ad Alitalia perché sono intimamente convinto - mi pare di capirlo dal dibattito svolto in Commissione e anche da quello in Assemblea - che non vi sarebbero state opzioni diverse rispetto a quelle che il Governo ha portato avanti per la compagnia area. In effetti, le difficoltà che si sono manifestate complessivamente nel settore del trasporto aereo in giro per il mondo (e in particolare nel nostro Paese) e gli strumenti a disposizione non hanno consentito né ieri, né oggi percorsi alternativi, nella consapevolezza - ahinoi - che quelle idealità e quegli sviluppi che tutti noi immaginavamo negli anni scorsi sulla flotta e sulle potenzialità di Alitalia non possono più rientrare. E purtuttavia era impensabile e impossibile anche solo immaginare che Alitalia potesse mancare con il mondo la connessione attraverso il cielo. Alitalia non può assolutamente rinunciare a un'opportunità del genere nel momento in cui, come è noto, la domanda di mobilità e trasferimento delle merci e dei passeggeri nel mondo è così elevata. Ed è questa la ragione per cui apprezzo l'equilibrio con cui anche i rappresentanti dei Gruppi che non fanno parte della maggioranza hanno favorito la discussione, nella consapevolezza della necessità di dare la possibilità al nostro Paese di un collegamento di questa natura, nonché della impossibilità - o difficoltà - di provvedimenti normativi che potessero andare in un'altra direzione. E purtuttavia, a fronte di questa considerazione che mi pare essere unanime, nelle discussioni dei precedenti provvedimenti su Alitalia e anche di quello attuale vi è stato quel giusto equilibrio tra la necessità di non disperdere l'esperienza, il know-how e il collegamento dell'Italia con il mondo, da una parte, e il rilancio delle opportunità dell'offerta aereospaziale di Alitalia, dall'altra. Qui mi preme svolgere una riflessione che riguarda il futuro, dati per acquisiti il prestito e il salvataggio della ex compagnia di bandiera. Infatti, l'impegno che l'Italia deve affrontare non potrà finire nel momento in cui - ce lo auguriamo tutti - si troverà il partner industriale che, insieme ad Alitalia, possa rilanciare le linee.