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- Il decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 633, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 dicembre 1996, n. 296, S.O. - La direttiva 90/425/CEE è pubblicata nella G.U.C.E. 18 agosto 1990, n. L 224. - La legge 15 gennaio 1991, n. 30, è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 29 gennaio 1991, n. 24. Note all'art. 1: - Il testo degli articoli 5, 9 e 11 del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 196, come modificati dal presente decreto, così recitano: «Art. 5. - 1. Gli animali d'allevamento o da produzione, oltre a soddisfare ai requisiti di cui all'art. 3, devono: a) essere rimasti in una sola azienda negli ultimi trenta giorni prima del carico o, se sono nati da meno di trenta giorni, nell'azienda d'origine sin dalla nascita; se gli animali transitano in un centro di raccolta, la durata della loro permanenza al di fuori dell'azienda d'origine, per fini di raccolta, non può essere superiore a sei giorni. Il veterinario ufficiale deve accertarsi, in base all'identificazione ufficiale di cui all'art. 3, comma 1, lettera c), e ai documenti ufficiali, che gli animali soddisfano tali condizioni e che sono di origine comunitaria o sono stati importati conformemente alla legislazione comunitaria; b) essere avviati, alla destinazione finale quanto prima, se si tratta di animali importati da Paesi terzi e destinati ad un altro Stato membro, accompagnati dal certificato rilasciato ai sensi dell'art. 6, comma 1, del decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 93, e successive modifiche; c) se si tratta di animali importati da paesi terzi, essere soggetti una volta arrivati a destinazione, alle disposizioni del presente decreto e, in particolare, ai requisiti di permanenza di cui alla lettera a), e non essere immessi in un allevamento fino a quando il veterinario ufficiale responsabile dell'azienda non abbia accertato che gli animali in questione non compromettano la qualifica sanitaria dell'azienda della quale fa parte l'allevamento. Quando un animale proveniente da un Paese terzo viene introdotto in un'azienda, nessun animale dell'azienda può essere ceduto nei trenta giorni successivi a tale introduzione, a meno che l'animale importato sia isolato dagli altri animali dell'azienda. 2. I bovini d'allevamento o da produzione, oltre a soddisfare ai requisiti di cui al comma 1, devono: a) provenire da un allevamento bovino ufficialmente indenne da tubercolosi e, qualora si tratti di animali di età superiore a sei settimane, aver reagito negativamente ad un'intradermotubercolinizzazione effettuata nei trenta giorni precedenti l'uscita dall'allevamento d'origine, conformemente alle disposizioni dell'allegato B, punto 32, lettera d) o in una struttura e alle condizioni predisposte conformemente alle procedure stabilite dalla Commissione europea ai sensi degli articoli 5 e 7 della decisione 99/468/CE del Consiglio. L'intradermotubercolinizzazione non è necessaria qualora gli animali provengano da uno Stato membro o da una parte di uno Stato membro riconosciuti ufficialmente indenni da tubercolosi oppure da uno Stato membro o da una parte di uno Stato membro che faccia parte di un sistema di sorveglianza riconosciuto, approvato dalla Commissione europea; b) nel caso di animali non castrati, provenire da un allevamento bovino ufficialmente indenne da brucellosi e, se di età superiore a 12 mesi, presentare un tasso brucellare inferiore a trenta unità internazionali (UI) agglutinanti per millilitro alla sieroagglutinazione o qualsiasi prova autorizzata con procedura comunitaria, praticata nei trenta giorni precedenti l'uscita dall'allevamento di origine, conformemente alle disposizioni dell'allegato C, sezione A. La sieroagglutinazione, o qualsiasi prova autorizzata con procedura comunitaria, non è necessaria se gli animali provengono da uno Stato membro o da una parte di Stato membro riconosciuti ufficialmente indenni da brucellosi oppure da uno Stato membro o da una parte di uno Stato membro che faccia parte di un sistema di sorveglianza riconosciuto, approvato dalla Commissione europea; c) provenire da un allevamento ufficialmente indenne da leucosi bovina enzootica e, se di età superiore a dodici mesi, aver reagito negativamente ad una prova individuale eseguita nei trenta giorni precedenti l'uscita dall'allevamento d'origine, conformemente alle disposizioni dell'allegato D. Detta prova non è necessaria se gli animali provengono da uno Stato membro o da una parte di Stato membro riconosciuti indenni da leucosi bovina enzootica oppure da uno Stato membro o da una parte di uno Stato membro che faccia parte di un sistema di sorveglianza riconosciuto, approvato dalla Commissione europea; d) non entrare mai in contatto, dal momento in cui lasciano l'azienda di origine sino all'arrivo a destinazione, con animali conformi solo alle prescrizioni di cui al comma 3. 3. I bovini da macello, oltre ad avere i requisiti di cui all'art. 3, devono provenire da allevamenti ufficialmente indenni da tubercolosi, indenni da leucosi bovina enzootica e, se si tratta di bovini non castrati, provenire da allevamenti ufficialmente indenni da brucellosi.». «Art. 9 - 1. I centri di raccolta devono essere autorizzati dalla autorità sanitaria della regione o della provincia autonoma competente per territorio previo accertamento del possesso dei seguenti requisiti minimi: a) essere sottoposti al controllo di un veterinario ufficiale che garantisca, in particolare, il rispetto delle prescrizioni di cui all'art. 3, comma 1, lettere e) ed f); b) essere situati in una zona non soggetta a divieti o restrizioni per motivi sanitari; c) essere provvisti: 1) di un ambiente adibito esclusivamente alla costituzione dei gruppi di animali destinati agli scambi o a ricevere animali da macello nel caso di cui all'art. 7, comma 1, lettera b); 2) di adeguati impianti che consentano di caricare, scaricare e di ospitare opportunamente gli animali, di abbeverarli, di nutrirli e di somministrare loro tutte le cure eventualmente necessarie: tali impianti devono poter essere puliti e disinfettati facilmente; 3) di adeguate infrastrutture di ispezione; 4) di adeguate infrastrutture di isolamento; 5) di adeguate attrezzature di pulizia e di disinfezione dei locali e dei carri bestiame; 6) di una zona adeguata di raccolta del foraggio, dello strame e del letame; 7) di un adeguato sistema di raccolta delle acque di scolo; 8) di un ufficio o di un locale per il veterinario ufficiale. 2. I centri di raccolta di cui al comma 1, devono: a) essere puliti e disinfettati prima di ogni utilizzazione secondo le disposizioni del veterinario ufficiale; b) introdurre solo animali identificati e provenienti da allevamenti ufficialmente indenni da tubercolosi, brucellosi e leucosi o animali da macello che soddisfino i requisiti stabiliti nel presente decreto, fatto salvo quanto previsto all'art. 6.