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Il senatore Stefania Craxi, nell'associarsi pienamente alle considerazioni svolte dal collega Casini, ha sottolineato come la gravità della situazione strategica in Europa, a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina, debba indurre il Presidente a mutare, in qualche modo, il proprio approccio politico e filosofico, facendo prevalere il senso di responsabilità e l'esigenza, per quanto concerne l'attività della Commissione, di rappresentare l'orientamento del Senato e dell'Italia a favore dell'indipendenza ucraina. Il senatore Iwobi, condividendo la posizione del senatore Casini, ha stigmatizzato il fatto che vi sia poca circolazione di informazioni tra i membri della Commissione: ad esempio, nulla si è saputo delle caratteristiche e dei partecipanti alla menzionata missione negli Stati Uniti. Al riguardo, quindi, ha auspicato una maggiore trasparenza nella programmazione dei lavori futuri. Su tale specifico punto, il presidente Petrocelli ha ricordato che, come avviene di solito presso tutte le Commissioni permanenti, la composizione delle delegazioni senatoriali che svolgono missioni ufficiali è decisa dal Presidente, sentiti i capigruppo. Anche secondo il senatore Lucidi, la trasparenza è una caratteristica che manca quasi completamente in seno alla Commissione, dal momento che, come comprovato in più circostanze e da più episodi, la gestione delle missioni e degli incontri bilaterali ha costituito appannaggio esclusivo del Presidente, senza alcun coinvolgimento in sede di Ufficio di Presidenza. Ha fatto poi notare come, paradossalmente, il mentovato Protocollo, testé denunciato e mai realmente applicato, abbia potuto essere impiegato per far presente ai colleghi russi la richiesta dei senatori italiani di porre termine all'insensata aggressione dell'Ucraina. La senatrice Garavini ha sottolineato ulteriormente la necessità di convocare più di frequente l'Ufficio di Presidenza, che deve essere coinvolto a tutti gli effetti sia per le questioni organizzative che riguardano la Commissione, che per i suoi incontri e le sue relazioni. Finora, infatti, si è assistito ad un modus operandi in cui è prevalsa l'azione del tutto discrezionale del Presidente. Anche il senatore Alfieri ha espresso la convinzione che occorra rendere partecipe più spesso l'Ufficio di Presidenza delle principali decisioni che riguardano la Commissione. In proposito, sarebbe opportuno che, ad esempio, esso venga convocato anche per disaminare i risvolti della prossima missione negli Stati Uniti. Tale ultimo suggerimento è stato accolto con favore dal senatore Lucidi. Il presidente Petrocelli ha, quindi, concluso lo scambio di vedute tra i Commissari, condividendo molte delle esortazioni emerse e informando che un ulteriore Ufficio di Presidenza avrebbe avuto luogo prossimamente. La seduta termina alle ore 8,50.