[pronunce]

che non costituisce ragione per un'eventuale restituzione al giudice a quo la modifica legislativa della norma, per effetto dell'art. 1 del decreto legislativo 13 marzo 2006, n. 150, che, recependo una direttiva europea per una migliore tutela dei passeggeri minori, riformula la disposizione, tuttavia mantenendo tutti i presupposti in relazione ai quali il Giudice di pace di Manduria formula le sue censure per il contrasto della norma denunciata con i parametri costituzionali; che il giudice rimettente omette qualsiasi motivazione sulla rilevanza della questione, in particolare con riguardo ad aspetti del giudizio di merito – di cui il rimettente riferisce solo che l'opponente contesta l'errore dei verbalizzanti nel riportare la targa del veicolo – che, attenendo alla ricostruzione del fatto, potrebbero rendere superflua ogni considerazione sull'applicabilità della norma; che, per costante giurisprudenza di questa Corte, la questione di legittimità costituzionale sollevata con ordinanza priva di motivazione sulla rilevanza o che contenga una insufficiente descrizione della fattispecie concreta, tale da non consentire una adeguata valutazione della stessa, è manifestamente inammissibile (v., ex plurimis, ordinanze n. 482, n. 453, n. 423, n. 139 del 2005; n. 393, n. 391 del 2004); che, pertanto, la questione deve essere dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 172 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come modificato dal decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, nella legge 1° agosto 2003, n. 214, sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3, 13 e 32, secondo comma, della Costituzione, all'art. 8 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ratificata dalla legge 4 agosto 1955, n. 848 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 e del Protocollo addizionale alla Convenzione stessa, firmato a Parigi il 20 marzo 1952) e all'art. 29, secondo comma, della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, dal Giudice di pace di Manduria, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 novembre 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 14 novembre 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA