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A Piombino il prodotto arriva su autotreni, viene scaricato in banchina con l'ausilio di carrelli elevatori, muniti di pinza e successivamente imbarcato sulle navi con le gru dei portuali; solitamente il carico viene stipato nelle stive delle navi, ma in quella occasione venne in parte caricato sopra i boccaporti, oltre che nelle stive: si stimano orientativamente circa 1.950 ecoballe in stiva e 250 circa fuori, ma sembra impossibile sapere il dato preciso; considerato che: una volta salpata dal porto di Piombino, la IVY si è diretta verso sud, ma a circa 4 miglia dalla imboccatura e a circa 2,5 miglia ad est dell'isolotto di Cerboli, ha fatto una deviazione verso destra e dopo 3 miglia si è nuovamente messa sulla giusta rotta; dall'ingrandimento del percorso effettuato quel giorno sembrano emergere diverse virate, più o meno evidenti; alcuni involucri del carico perso furono ripescati in mare pochi giorni dopo da pescatori locali, posti successivamente in un'area retroportuale. Una balla fu rinvenuta nel 2016 sulla spiaggia di punta Ala e un'altra nel 2018 sulla costa est di Piombino, nonché una nel golfo di Baratti; l'armatore, tramite l'assicurazione, emise una polizza fideiussoria di circa 2.5 milioni di euro. La polizza fu emessa da Lloyds e gestita in Italia da un ufficio legale, si chiede di sapere: se al Ministro in indirizzo risultino i bruschi cambi di rotta della IVY in un orario come le ore 16,00, in piena estate, una nave che tra l'altro si è avvicinata ad un isolotto compreso nel parco nazionale dell'arcipelago toscano, area classificata ZSC e ZPS (zona speciale di conservazione e zona di protezione speciale); se il carico fosse debitamente assicurato alla nave, in quanto le condizioni meteorologiche non erano tali da supporre uno sbandamento della nave e relativa dispersione di un quarto delle ecoballe imbarcate; se non si debba ritenere che esistano delle responsabilità del comandante della motonave e dell'armatore; perché le operazioni di recupero delle ecoballe non siano state affidate ad imbarcazioni appartenenti al consorzio Castalia che, in convenzione con il Ministero dell'ambiente, assicura il servizio di raccolta rifiuti galleggianti e la pulizia dei fondali; perché le operazioni di recupero delle ecoballe debbano essere pagate dal Comune di Piombino ovvero dai cittadini, visto che esisteva una polizza depositata presso il Ministero e quali iniziative il Ministro intenda prendere per attivare eventuali azioni di rivalsa verso il comandante della motonave ed il suo armatore. Atto n. 4-02603 CALANDRINI Al Ministro della difesa Premesso che: il sacrario militare italiano di Saragozza in Spagna, costruito tra il 1942 ed il 1945 e sito giuridicamente in territorio italiano, è il secondo per importanza all'estero dopo quello di El Alamein; nell'immediato dopoguerra sul portale del mausoleo fu apposta una grande epigrafe che recita "L'Italia a tutti i suoi caduti in Spagna": vi risposano, senza distinzione alcuna, i caduti italiani sui due fronti contrapposti, quello del Fronte popolare e quello dell'esercito franchista; in particolare, prima del 2003, quando fu consentito ai congiunti di procedere, a loro spese, al rimpatrio delle spoglie, i caduti del regio Esercito, della milizia volontaria per la sicurezza nazionale e dell'Aviazione legionaria nella guerra di Spagna che riposavano nel sacrario erano 2.889, mentre attualmente vi riposano più di 2.800 caduti e, fra loro, più di 80 medaglie d'oro alla memoria dell'Esercito italiano; vi risposano inoltre 22 caduti del battaglione "Garibaldi" nella battaglia di Guadalajara, riesumati in seguito, mentre alcune lapidi riportano i nomi dei 526 antifascisti italiani (per lo più delle brigate internazionali), morti in Spagna; il giorno 2 novembre, come peraltro ampiamente documentato a mezzo stampa, una delegazione era solita partecipare alla messa di commemorazione dei caduti italiani che si tiene ogni anno all'interno della chiesa di Sant'Antonio da Padova adiacente al sacrario militare italiano di Saragozza; risulta all'interrogante che da qualche anno l'oramai consueta partecipazione della delegazione militare alla messa sarebbe stata sospesa; inoltre, risulta che il sacrario necessiterebbe oggi di urgenti e improcastinabili lavori di manutenzione, dei quali appare necessario e doveroso farsi carico specie in ragione dell'ubicazione del sacrario in territorio italiano, e, nondimeno, dell'importanza dal punto di vista del patrimonio storico, culturale, architettonico e archeologico rivestita dalla chiesa dedicata a Sant'Antonio da Padova, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle ragioni per le quali sarebbe stata interrotta la tradizione commemorativa che vedeva la consueta partecipazione di una delegazione militare e istituzionale alla celebrazione del 2 novembre di ogni anno; se non consideri necessario ripristinare la consuetudine della commemorazione degli italiani caduti in Spagna ed ivi sepolti; quali iniziative abbia adottato, o ritenga di adottare con urgenza, al fine di accertare lo stato di manutenzione del sacrario italiano di Saragozza; quali interventi ritenga di adottare, al fine di concorrere ad assicurare dignità al sacrario italiano di Saragozza ove riposano italiani caduti nella terra di Spagna ed appartenenti ad entrambi gli schieramenti senza alcuna distinzione. Atto n. 4-02604 PUCCIARELLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, recante il testo unico delle imposte sui redditi, prevede che i redditi fondiari, indipendentemente dalla percezione, concorrano a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale, per il periodo di imposta in cui si è verificato il possesso; precisa però che i redditi derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, qualora non percepiti, non concorrono a formare il reddito, purché la mancata percezione sia comprovata dall'intimazione di sfratto per morosità o dall'ingiunzione di pagamento; a tal proposito, è riconosciuto un credito di imposta di pari ammontare alle imposte versate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti, come da accertamento avvenuto nell'ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità; in caso di morosità, quindi, il locatario in sede di dichiarazione dei redditi non è tenuto ad indicare i canoni derivanti dalla locazione che non sono stati percepiti; considerato che: il quadro normativo sembrerebbe applicarsi esclusivamente ai contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, mentre nulla è espressamente previsto per gli immobili ad uso non abitativo; non esiste un motivo che giustifichi tale disparità di trattamento, lesiva del principio di eguaglianza, si chiede di sapere: quale sia il regime fiscale dei redditi derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso non abitativo, qualora non percepiti; se il Ministro in indirizzo ritenga che un regime diverso rispetto agli immobili ad uso abitativo integri una disparità di trattamento;