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Oggi ricordiamo anche le stragi di Porzûs e la strage di Malga Bala, ricordiamo il senatore Gigante, sindaco di Fiume, i cui resti, trovati qualche anno fa dalle associazioni dell'esodo, saranno inumati al Vittoriale, sabato prossimo, compiendo un'opera di pacificazione nazionale. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e del senatore Iannone) . Ricordiamo tante cose, ma vogliamo anche ricordare le pietre del quartiere giuliano dalmata di Roma, che sono state messe per ricordare, con i nomi delle famiglie dell'esodo, storie e tragedie dei protagonisti dell'esodo, che a Roma, in Sardegna e in altre parti del mondo trovarono rifugio. Ci sono stati tanti storici, ma ne voglio ricordare uno, Giampaolo Pansa, che parlò dei "gendarmi della memoria": un giornalista coraggioso, di idee diverse rispetto a tanti di noi, ma che ha compiuto un'opera di ricerca e di storiografia. Questo vogliamo che si ricordi. Oggi, noi tutti sappiamo, tutti sanno, tutti conoscono e nessuno neghi mai più. È stato, quindi, con orgoglio e con onore che, anche ieri, a Basovizza, abbiamo reso omaggio a quelle vittime e siamo stati là in un sentimento condiviso, tra il consenso di tanti, perché era il nostro dovere ricordare quelle vittime, ricordare una pagina di storia, troppo a lungo strappata, che va fatta conoscere a tanti, anche oggi, da quest'Aula. La ringrazio, Presidente, per la sua iniziativa. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC, L-SP-PSd'Az e FdI. Congratulazioni) . NOCERINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NOCERINO (M5S) . Signor Presidente, anche io, come i colleghi che mi hanno preceduta, sono qui per condividere con quest'Assemblea l'importanza di una giornata come quella del ricordo, strumento preziosissimo per custodire, condividere e tramandare periodi ed episodi della nostra storia, che non possono e non devono essere dimenticati. Il ricordo non può, e non deve, essere cancellato. Va elaborato, interrogato, raccontato, portato alla luce e strappato all'oblio, perché anche le tragedie più terribili fanno parte della nostra storia e contribuiscono a formare la nostra identità. Conosciamo tutti il buio che per decenni è piombato sulle vittime delle foibe e sulla loro storia. Furono migliaia gli italiani dell'Istria, del Quarnaro e della Dalmazia che, già dopo l'8 settembre del 1943 e, successivamente, al termine della Seconda guerra mondiale, soffrirono violenze indescrivibili trovando, in molti, una morte atroce nelle foibe del Carso. La classe dirigente italiana di quei territori, ma anche chi non aveva nulla a che vedere con il nazifascismo, fu quasi interamente eliminata dalle truppe jugoslave, che avevano l'obiettivo di riconquistare quelle regioni per costruire un nuovo Paese. Furono milioni gli italiani costretti all'esilio per sfuggire alla terribile "caccia all'italiano" che si era diffusa, in un primo momento, come reazione alle violenze dell'occupazione nazifascista e della guerra, ma allargatasi, in seguito, ad una sorta di pulizia etnica. Non dimentichiamo anche le sofferenze che dovettero subire i profughi, costretti a lasciare le loro terre d'origine e che, una volta rientrati in Italia, furono anche oggetto in un primo momento di pregiudizi ed ostilità. Quello che è accaduto al confine italiano orientale assume una dimensione, se possibile, ancor più tragica per quello che è avvenuto dopo. Non solo l'aver subito l'infame dittatura nazifascista; non solo lo sterminio delle truppe di Tito; non solo l'esilio forzato dalla propria Patria: l'ultima offesa, l'oblio, il nemico da combattere. Ma un nemico ancora più grande è l'indifferenza, come ha sottolineato il nostro presidente Mattarella, perché significa aggiungere dolore a dolore, tragedia a tragedia. Per troppo tempo, questi fatti tragici sono stati erroneamente liquidati come complicazioni del confine orientale, ancor più inasprite dalla guerra. Questa è, prima di tutto, una tragedia che ha colpito il popolo italiano, ed è bene ricordare che la causa principale fu il nazionalismo esasperato di quel periodo storico. Quindi, la storia torna a farci pensare che sia pericoloso il nazionalismo da qualsiasi parte arrivi. Il nostro pensiero e ringraziamento va a tutti coloro che hanno combattuto negli anni per far riemergere la memoria e la verità sui massacri delle foibe. Rispettare i dolori, le sofferenze e i ricordi è l'unico modo di apprendere e di mettere in atto le lezioni che ci dà il passato e la nostra storia. Ovunque la luce della storia accende i suoi fari, porta con sé verità e giustizia. Ma, soprattutto, porta con sé il valore del ricordo, l'unico strumento capace di restituire un briciolo di pace a chi ha perso i propri familiari. L'unico strumento per restituire a tutti noi, la dignità della memoria condivisa. (Applausi dai Gruppi M5S e Aut (SVP-PATT, UV)) . Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Ha la parola il Presidente della 7 a Commissione permanente, senatore Pittoni, per riferire sui lavori della Commissione in ordine al disegno di legge n. 1664. PITTONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la Commissione non ha ancora concluso l'esame del disegno di legge n. 1664. L'esame in sede referente è stato avviato il 15 gennaio; si sono esaurite in Commissione tutte le fasi che precedono le votazioni degli emendamenti, compresa l'acquisizione dei prescritti pareri sul testo e sugli emendamenti presentati, fatta eccezione per un emendamento, sul quale il parere della Commissione bilancio è ancora sospeso. Nella seduta odierna sono state presentate riformulazioni di tre emendamenti, volte a superare la contrarietà che su di essi la Commissione bilancio ha espresso ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione; anche per tali riformulazioni si attende ora il parere della 5 a Commissione. Inoltre, la relatrice, senatrice Angrisani, ha preannunciato la presentazione di proposte di modifica. La Commissione ha pertanto bisogno di ulteriore tempo per concludere l'esame. PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, in relazione a quanto riferito dal senatore Pittoni, la discussione del disegno di legge n. 1664 è rinviata ad altra seduta. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 12 febbraio 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 12 febbraio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 17,21) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: