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rispettare il volere di una comunità, che già di per sé è ammirevole, perché presidia un territorio. Chiediamo di capire che, benché, come ho detto, siano una percentuale infinitesimale della popolazione italiana, il senso di responsabilità deve prevalere nei confronti di ciascuno degli abitanti di questi Comuni. Quindi Fratelli d'Italia, al di là delle logiche di partito, vi chiede di votare secondo coscienza. Diamo loro tre mesi di tempo; voteranno per le elezioni amministrative e fra tre mesi saranno loro, non noi, a decidere se due Comuni che sono stati da sempre nelle Marche possono rimanervi o devono invece andare nell'Emilia Romagna. Ribadisco che i protagonisti in questo caso non dobbiamo essere noi, né i nostri partiti o le nostre convenienze paesane (perché non sono neppure regionali, ma paesane). Dobbiamo garantire ai cittadini - non mi stanco di ribadirlo - di essere i protagonisti. Loro devono vivere nella periferia, nelle colline delle Marche, perché Marche sono sempre state, e loro devono decidere, soltanto loro. Ricordiamoci che a settembre lo potranno fare con le elezioni amministrative. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, sulla questione sospensiva presentata si svolgerà una discussione nella quale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. CROATTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, chiedo di procedere con il provvedimento in esame, perché sono quattordici anni che queste persone aspettano una risposta. È una questione di correttezza per tutti. Quando una persona entra in un seggio elettorale ed esprime un voto, si aspetta che i politici portino avanti quel percorso. Non possiamo continuare a contraddire la volontà dei cittadini. Gli strumenti di partecipazione ci sono, così come ci sono quelli per dare voce ai cittadini; quando poi un provvedimento entra dentro le istituzioni, si trova sempre un modo per non farlo andare avanti. (Applausi) . Chiedo pertanto all'Assemblea di procedere con il suddetto percorso, perché i cittadini di cui parlava il mio collega in realtà hanno espresso da tanti anni il relativo voto e gli amministratori di questi Comuni hanno difficoltà a procedere. Continuare a lasciare in un limbo la volontà di queste persone è scorretto, perché lo stiamo facendo noi qua dentro. Le persone fuori esprimono un voto; quando si alzano la mattina, vanno in un seggio elettorale e mettono una "x" su una scheda, dobbiamo rispettare quel diritto, che essi hanno e che va portato avanti dalla politica. Bisogna terminare il cambio di direzione che si continua a fare su tanti provvedimenti. Lo abbiamo visto continuamente, sono anni che lo vediamo. Addirittura accade per la formazione dei Governi: coloro che scelgono di mandare al Governo un partito politico si ritrovano poi con la formazione di Governi completamente diversi. La stessa cosa è accaduta anche per quanto riguarda l'acqua pubblica: sono anni che è stata decretata la volontà dei cittadini che sull'acqua non si sarebbe potuto più fare profitto, ma tutto è fermo. Per non parlare del finanziamento ai partiti. (Applausi) . I cittadini hanno chiesto infatti di non dare più finanziamenti ai partiti politici, ma continuiamo a farlo, perché si continua a cambiare la volontà dei cittadini. Chiedo dunque di portare avanti questo provvedimento e di ascoltare quello che hanno scelto le persone alle urne, rispettando quel voto e lasciando i sindaci liberi di lavorare sui loro Comuni. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93, comma 6, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione sospensiva QS1, presentata dal senatore De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. (Brusio) . Colleghi, vi pregherei di consentire al senatore Pazzaglini di svolgere il suo intervento. Pertanto, chi non è interessato ad ascoltare, può uscire dall'Aula. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi, è difficile prendere la parola dopo aver ricordato la tragedia di Stresa, che ha colpito tutti, e dopo aver ricordato le quattordici vittime e il dramma del piccolo Eitan, probabilmente sopravvissuto grazie a un gesto eroico del padre: tutti speriamo che si rimetta presto, sia perché un gesto così eroico non deve rimanere vano, sia perché in questo modo potrà ricordare l'amore dei genitori, che è andato oltre la morte e gli ha consentito di rimanere in vita. Nonostante tutto questo, però, i nostri lavori devono continuare e oggi ci troviamo a discutere l'Atto Senato 1144, che prevede la conclusione dell' iter con il quale i due Comuni di Sassofeltrio e Montecopiolo dovrebbero passare dalla Regione Marche alla Regione Emilia-Romagna. Come ho detto, questo atto è la conclusione di un iter procedimentale avviato quattordici anni fa: si tratta di un periodo evidentemente lunghissimo che, a mio avviso, dovrebbe fare riflettere tutti. Anticipo che da politico e da senatore sono contrario a questa scelta, che evidentemente rappresenta il fallimento della politica: se infatti quelle comunità sono arrivate alla decisione drastica di abbandonare la propria Regione per passare a un'altra, con tutte le incognite e le incertezze che questo comporta, è perché evidentemente la politica locale non è riuscita a dare le risposte che i cittadini cercavano. Non posso dunque che essere contrario a quanto determinato da questa pronuncia. Sono contrario, però, anche perché, per la prima volta dalla sua istituzione, la Regione Marche è guidata dal centrodestra e quindi avrei voluto, da senatore e da parlamentare rappresentante del centrodestra, che si potesse dare l'opportunità alla nuova amministrazione regionale, alla nuova Giunta e al nuovo Consiglio regionale, di provare a dare le risposte che evidentemente hanno determinato la scelta di quelle popolazioni. Capisco quella scelta, perché le Marche sono l'unica Regione italiana che si declina al plurale, con tante Regioni all'interno: al Sud sono in parte Abruzzo, una Regione meravigliosa che, come noi, ha montagne stupende e un mare molto attrattivo; ad Ovest c'è l'Umbria, la verde Umbria, il cuore verde d'Italia. Il mio Comune era umbro. Quando il Comune di Gualdo fu ceduto all'Umbria come compensazione, l'antico Comune di Visso, costituito dagli attuali Visso Ussita e Castelsantangelo sul Nera, passò dall'Umbria alle Marche. Siamo stati sotto la diocesi di Norcia fino a pochissimi decenni fa; il nostro fiume principale, il Nera, è uno dei primi e più importanti affluenti del Tevere e ad oggi infatti siamo ancora nel bacino imbrifero del Tevere. Capisco quindi la tentazione di passare a un'altra Regione che si vede più simile a sé per storia, cultura, tradizione, dialetto e per tantissimi motivi che ci potrebbero rendere più simili ad altri.