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Nonostante infatti l'avvio della campagna vaccinale, la diffusione della malattia da coronavirus non si è attenuata e poiché le prove della sessione 2020 dell'esame di abilitazione forense, per la prima volta dal dopoguerra, non si sono potute tenere, esse sono state rimandate al 13, 14 e 15 aprile 2021. Tuttavia l'attuale gravissima situazione epidemiologica impedisce ancora una volta lo svolgimento delle prove scritte. Pertanto il Governo, in accordo con il Parlamento e, in particolare, con le Commissioni giustizia del Senato e della Camera - ringrazio anche il sottosegretario Sisto - sentito il Comitato tecnico scientifico, ha cercato la migliore soluzione possibile, pur sapendo di non accontentare tutti. Ciò al fine di evitare i contagi soprattutto tra candidati e commissari. Si è dovuto tener conto della necessità di evitare assembramenti e spostamenti nel territorio nazionale di circa 26.000 praticanti avvocati e di circa 500 addetti ai lavori tra magistrati, avvocati e personale amministrativo. Si è altresì dovuto tener conto dell'impossibilità di svolgere le tre canoniche prove scritte in diverse sedi del territorio nazionale. Pertanto si è dovuto pensare a diverse soluzioni logiche organizzative affinché questi giovani avvocati praticanti possano al più presto entrare nel mondo del lavoro, ma in tutta sicurezza. Nessuno infatti può essere lasciato indietro. Si è dovuto anche tener conto dell'impossibilità di portare a termine la correzione di eventuali prove scritte ed effettuare i conseguenti orali in tempo utile per lo svolgimento anche della sessione di esame 2021. È questo infatti il motivo per cui non si è accolto l'emendamento del senatore Balboni, che avrebbe voluto ampliare il termine dalla fine della prima prova orale alla seconda. Ebbene, colleghi, in questo quadro abbiamo deciso di abbandonare l'ipotesi delle prove scritte in presenza e sostituirle con una prova orale a carattere preselettivo, cioè propedeutica rispetto alla canonica prova orale. Si tratta di un vero e proprio orale rafforzato. Il primo orale dell'esame consiste nella discussione di una questione pratica applicativa nella forma della soluzione di un caso in materia a scelta dal candidato tra il diritto civile, il diritto penale o il diritto amministrativo. La sottocommissione predispone tre quesiti per ogni candidato per la materia prescelta e li colloca all'interno di buste distinte e numerate, tra le quali il candidato ne sceglierà una. Il tempo per lo svolgimento sarà di sessanta minuti. Dispiace non aver potuto accontentare i giovani avvocati che chiedevano maggiore tempo, magari giustamente; si tratta comunque di trenta minuti per esaminare il quesito e di trenta minuti per la discussione, sempre con la possibilità di utilizzare i codici commentati con la giurisprudenza, le leggi e i decreti dello Stato. Conclusa la prova, la commissione si ritirerà in Camera di consiglio per la valutazione e l'esito sarà comunicato subito dopo. La seconda prova orale pubblica dovrà svolgersi, come ho detto prima, entro trenta giorni dalla prima e questo perché si spera di concludere la prima parte dell'esame a settembre e la seconda parte entro novembre, proprio per riuscire a fare anche la sessione di esame di avvocato di dicembre 2021. La discussione verterà su cinque materie scelte preventivamente dal candidato con l'aggiunta del codice deontologico. A questo proposito voglio ricordare anche l'emendamento, approvato ieri sera in Commissione e votato oggi in Aula, per cui si è data ai praticanti avvocati la possibilità di scegliere tra la materia del diritto civile o del diritto penale, anche se tale materia è già stata scelta per il primo orale. Riguardo alla disciplina delle sottocommissioni, stante il maggior numero di candidati, la normativa prevede che siano composte da tre membri effettivi e da tre membri supplenti, dei quali due effettivi e due supplenti devono essere avvocati iscritti all'Albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, mentre gli altri possono essere magistrati, anche militari, professori universitari o ricercatori, fermo restando che il presidente deve essere sempre un avvocato. In merito al reperimento del personale amministrativo necessario per la copertura delle posizioni di segretario delle commissioni e sottocommissioni, in deroga alla legge del 2012, si estende tale funzione anche al personale amministrativo in servizio presso altre pubbliche amministrazioni, purché in possesso di almeno una laurea triennale. Il problema invece degli spazi idonei a consentire lo svolgimento della prova di esame viene risolto chiamando a turno i candidati presso gli uffici giudiziari e consigli dell'ordine ove hanno la residenza e si svolge con il collegamento da remoto con la commissione, che sarà diversa da quella insediata presso la sede di appartenenza del candidato, ossia individuata per sorteggio e ciò al fine proprio di rispettare tutte le misure relative all'emergenza sanitaria. Per la seconda prova orale è prevista invece la facoltà, non più l'obbligo, del collegamento da remoto. Dispiace anche qua che non sia passato l'emendamento che avrebbe consentito ai praticanti avvocati residenti all'estero di sostenere l'esame presso i consolati o le ambasciate della Repubblica italiana. (Applausi) . Invece, in caso di positività al virus, quarantena o isolamento fiduciario, il candidato potrà chiedere, con istanza corredata da adeguata prova documentale sanitaria, di fissare una nuova data per la prova e questo anche in caso di malattia, sempre grazie a un emendamento del MoVimento 5 Stelle. Voglio concludere, Presidente, anticipando il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle a questo provvedimento, ma anche facendo una considerazione doverosa. Questa è sicuramente una prova di esame eccezionale per i futuri candidati alla professione di avvocato, perché anche loro sono stati pregiudicati dal coronavirus e da questa pandemia. Nonostante tutto hanno continuato a studiare, continuano a crederci e vogliono entrare anche loro nel mondo del lavoro. Tuttavia, come dicevo, è una prova eccezionale, perché la classe forense deve rimanere una categoria seria e qualificata e ciò nell'interesse sociale di tutti i cittadini che fanno affidamento sulla giustizia per la tutela dei loro diritti. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il rappresentante del Governo. Diamo la voce al Sottosegretario. SISTO, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, ogni tanto qualcuno ci prova a togliermi la voce, ma ha poche speranze. Desidero innanzitutto ringraziare l'Assemblea. È la prima volta che prendo la parola su un provvedimento legislativo e il caso ha voluto che fosse sulla prova di ammissione per gli avvocati: se ci avessi provato, non ci sarei riuscito. Sono molto grato alla Commissione, che ha consentito un risultato rapido ed efficiente, nell'interesse dei nostri 26.000 ragazzi, che tutti hanno ricordato. Vorrei soltanto rammentare come le competenze possono significare anche efficienza e questo mi piace segnalarlo. Il dialogo serve e anche su provvedimenti di questa rilevanza si può incontrare quella sinergia, che rende l'attuale momento del Parlamento italiano estremamente positivo ed utile.