[resaula]

Peraltro, l'analisi costi-benefici su un'opera che ha uno stato di avanzamento al 40 per cento è abbastanza risibile. Torno al condono. Durante il terremoto di Ischia è caduta una sola palazzina, che aveva sopraelevato un piano, mettendo a rischio l'incolumità della famiglia con figli e dei terzi che vi abitavano. I condoni sono fatti anche di questo, mica soltanto delle ringhiere e dei balconi o delle tettoie nelle ville al mare: sono fatti di piani in più sopraelevati in zona sismica, di costruzioni fatte nell'alveo di un fiume. Muore la gente, come è successo in Sicilia. Ma come non rendersi conto che, in un momento come questo, dare il solo segnale che in Parlamento si discuta di condoni è una cosa negativissima, che porterà a distruzione e ad altri morti in questo Paese? In conclusione, sui fanghi, sui quali torneremo, ricordo i comportamenti dei colleghi del MoVimento 5 Stelle, quando si dipingevano le mani nere a significare che il petrolio inquina. Benissimo: il primo provvedimento che hanno fatto è stato quello teso ad aumentare moltissimo i limiti di possibile contenuto di depurazione di idrocarburi nei fanghi. È l'unica cosa che avete fatto e, non contenti, alla Camera avete aumentato i limiti di concentrazione del cromo, dell'arsenico, del toluene e di altro in fanghi che vanno a finire anche in terreni in cui si coltivano colture alimentari, dove viene coltivato ciò che arriva sulle nostre tavole. È evidente che abbiamo appoggiato e appoggeremo l'emendamento Martelli, come quello a prima firma De Bonis e di una decina di altri componenti del Gruppo MoVimento 5 Stelle. Loro sono coerenti con quanto il vostro partito ha detto per cinque anni; a voi, sono bastati due mesi di tempo al Governo per dimenticarvi di tutto (Applausi dal Gruppo PD) e approvare persino un provvedimento che a Regioni come la mia, nella quale cui ci sono estrazioni petrolifere, arrecherà danni gravi. Ma torneremo sul merito di ciascuno di questi emendamenti nel corso della discussione, augurandoci sempre che ci sia un sussulto di dignità. Ieri è accaduta una cosa importante, che è volgare aver derubricato a questioni personali, perché riguarda colleghi seri e autorevoli, che hanno dimostrato di esserlo nella loro vita privata e in quella parlamentare. Ieri, per la prima volta, il Governo è andato sotto nelle nostre Commissioni, sul condono di Ischia, non a caso. Potete costringere le persone, minacciarle e cacciarle dal partito, ma ci sarà sempre qualcuno che avrà autonomia, coscienza e libertà di azione e di pensiero: queste persone vi inchioderanno alle vostre responsabilità. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Il relatore di minoranza, senatore Ferrazzi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Ferrazzi. FERRAZZI, relatore di minoranza . Signor Presidente, colleghi, il provvedimento che oggi ci accingiamo a votare in Aula ha molti problemi, punti bui, questioni solo annunciate e irrisolte o annunciate con le parole sbagliate. Avrebbe dovuto essere, questo, il provvedimento di Genova, cioè quello che sarebbe dovuto andare a coprire un dramma di dimensioni gigantesche, una vergogna nazionale, una cosa che mai sarebbe dovuta accadere e contro la quale bisogna raccontare il nostro sconcerto in modo trasversale, a prescindere dall'appartenenza politica, e naturalmente anche accompagnare l'opinione pubblica, perché la magistratura ovviamente farà il proprio mestiere, ma non è assolutamente accettabile che in un Paese come il nostro accada un simile fatto. Il tema vero, però, signor Presidente, è che in tre mesi di lavoro questo Governo ha parlato di Genova, ma non ha fatto praticamente nulla. Quello che avrebbe dovuto essere il provvedimento centrale, in realtà, è stato deprivato di qualsiasi efficienza ed efficacia a favore dello sviluppo di Genova. Questo è del tutto evidente anche da un'analisi quantitativa, oltre che qualitativa, dell'articolato del decreto-legge: su 46 articoli, solamente in 11 si parla di Genova e poi si parla di molte altre cose, come avremo diffusamente modo di approfondire nel corso di questa discussione. Il tema, però, non è solo relativo al fatto che di Genova si parli in soli 11 articoli. La questione centrale è la seguente: si risolve l'emergenza di Genova, attraverso questi 11 articoli? Si dà certezza sulla ricostruzione, sul suo finanziamento e su chi deve farla? Ebbene, queste, che avrebbero dovuto essere le tre risposte centrali del decreto su Genova, rimangono senza risposta: ecco la grande debolezza del provvedimento in esame. Nel lavoro di Commissione, signor Presidente, avevamo presentato una serie di emendamenti per rispondere alle esigenze di Genova e dei genovesi e naturalmente oggi li riproporremo qui in Aula, come diceva molto bene il relatore Margiotta. Abbiamo presentato emendamenti per estendere l'efficacia delle misure oltre l'area rossa, all'area arancione, a favore sia dei cittadini, che delle imprese. Abbiamo presentato emendamenti per aumentare la durata della cassa integrazione da uno a due anni e per raddoppiare la consistenza del relativo fondo. Abbiamo presentato emendamenti per potenziare gli interventi sul porto, che è la grande infrastruttura di tutto il Nord Italia e non solamente di Genova e dei genovesi. Abbiamo proposto e riproporremo oggi la creazione della zona economica speciale. Abbiamo proposto interventi per il settore sociosanitario. Abbiamo chiesto la partecipazione dei cittadini e misure di trasparenza, perché un'intera comunità è stata colpita a morte e la stessa deve essere richiamata per la sua risurrezione. Ebbene, tutti questi emendamenti sono stati respinti durante il lavoro delle Commissioni riunite e noi li ripresenteremo in Aula, chiamando tutti i senatori e le senatrici alle proprie responsabilità. C'è poi un fatto secondo noi vergognoso. Dietro l'emergenza di Genova avete nascosto la schifezza del condono di Ischia. Badate, colleghi, il condono non è una novità per il nostro Paese e, soprattutto, per una delle due forze politiche - mi riferisco alla Lega - che compongono l'attuale Governo. Nella storia repubblicana sono stati fatti solo tre condoni: nel 1985, con il Governo Craxi; nel 1994, con il Governo Berlusconi I, appoggiato dalla Lega; nel 2003, con il Governo Berlusconi II, appoggiato dalla Lega. Nel quarto condono - quello di cui stiamo parlando oggi - la Lega appoggia nuovamente la cultura del condono. A me dicono che, quando nel 2003 fu votato il condono in Parlamento, l'attuale vice premier Salvini si ribellò a Milano e organizzò un movimento di protesta. Oggi, però, la stessa forza politica, di cui egli è diventato il capo, promuove il condono per la quarta volta nella storia della Repubblica. Che si parli di condono è del tutto evidente; non c'entra nulla la sanatoria. Invito tutti a un approfondimento del tema.