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È nell'auspicio dei proponenti che l'approvazione del presente disegno di legge, in sintonia con quanto espresso nella sentenza n. 152 del 1985 dalla Corte costituzionale, sia rapida e costituisca strumento di immediato riordino di una materia che il legislatore ha, per troppi anni, ignorato.. 1 1 È data facoltà a ogni regione e alle province autonome di Trento e di Bolzano di autorizzare l'apertura di case da gioco, su richiesta del sindaco del comune interessato, in deroga al disposto degli articoli 718, 719, 720, 721 e 722 del codice penale. 2 Le regioni nel cui territorio è già istituita una casa da gioco possono comunque esercitare la facoltà di cui al comma 1. Non è tuttavia consentita l'apertura di più di una casa da gioco nelle regioni con popolazione inferiore a un milione di abitanti. Nelle province autonome di Trento e di Bolzano è consentita l'apertura di una casa da gioco in ciascuna provincia. 3 L'autorizzazione di cui al presente articolo può essere concessa congiuntamente a due comuni della stessa regione o provincia, con criteri di alternanza stagionale e con limitazione periodica dell'esercizio delle rispettive case da gioco. 2 1 In caso di richiesta di apertura di case da gioco da parte di più comuni, la scelta della località in cui ubicare la casa da gioco è effettuata dando preferenza ai comuni: a nei quali in passato è stata istituita una casa da gioco; b che hanno la disponibilità di un complesso immobiliare da destinare a sede della casa da gioco; c che hanno la distanza maggiore dai comuni che già sono sede di case da gioco; d che sono ubicati in una zona a grande vocazione turistica; e che sono centro termale di primario interesse regionale e nazionale; f che sono stati sede di azienda autonoma di cura e, successivamente, di azienda di promozione turistica da oltre venti anni; g che non sono capoluoghi di provincia. 2 La disposizione di cui al comma 1, lettera g) , non si applica al comune di Venezia. 3 La richiesta di autorizzazione all'apertura della casa da gioco è approvata, a maggioranza assoluta, dal consiglio comunale ed è inoltrata dal sindaco al presidente della giunta regionale o provinciale, corredata di una relazione illustrativa dei requisiti di cui al comma 1. 3 1 L'autorizzazione all'apertura della casa da gioco è rilasciata con decreto del presidente della giunta regionale o provinciale, non può eccedere la durata di venti anni ed è rinnovabile alla scadenza. 4 1 Il presidente della giunta regionale o provinciale emana, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il regolamento concernente la disciplina e l'esercizio delle case da gioco. 2 Il regolamento di cui al comma 1 reca disposizioni atte a garantire e a disciplinare: a la tutela dell'ordine pubblico; b le norme per l'accesso alla casa da gioco e i divieti di frequentazione per i residenti e per particolari categorie di cittadini, per motivi di età, di ordine sociale o collegati alle funzioni esercitate dai medesimi, nonché per i soggetti notoriamente dediti all'esercizio professionale del gioco; c le specie e i tipi di giochi che possono essere autorizzati; è comunque ammesso il gioco con slot-machine ; d i giorni in cui, per speciali ricorrenze o festività, è fatto divieto di esercitare il gioco; e le misure idonee ad assicurare la correttezza della gestione amministrativa e il controllo delle risultanze della stessa da parte degli organi competenti; f le modalità e la disciplina per l'eventuale concessione a terzi della gestione della casa da gioco, precisando: 1 le garanzie da assumere da parte del comune concedente e le cauzioni dovute dal concessionario, che non devono comunque essere inferiori al 10 per cento del capitale sociale del concessionario stesso; 2 le qualità morali e le condizioni economiche reali che devono possedere il concessionario e il personale addetto; 3 le disposizioni per il regolare versamento al comune degli importi stabiliti per la concessione e i relativi controlli, con l'indicazione di una quota minima obbligatoria; 4 la possibilità di revoca della concessione stessa da parte dell'amministrazione comunale, senza obbligo alcuno di risarcimento del danno o di indennizzo, quando risulta comprovata la mancata ottemperanza del concessionario alle condizioni previste dalla concessione; 5 la disciplina delle disposizioni cautelari atte ad assicurare la regolarità dell'esercizio della casa da gioco e delle attività che vi si svolgono. 5 1 La titolarità dell'esercizio della casa da gioco di nuova istituzione spetta al comune nel cui territorio essa insiste ovvero, nel caso previsto all'articolo 1, comma 3, ai due comuni, secondo le modalità stabilite dal medesimo comma. 2 L'esercizio della casa da gioco può essere gestito direttamente dal comune o da due comuni, ai sensi del comma 1, attraverso un'azienda municipalizzata o per mezzo di una società mista a prevalente capitale pubblico, ovvero attraverso una società avente sede in Italia o in altro Stato membro dell'Unione europea, che gestisce l'esercizio in regime di concessione rilasciata dal comune o dai due comuni ai sensi del regolamento di cui all'articolo 4. 3 La concessione di cui al comma 2 può essere rilasciata alla società in possesso dei seguenti requisiti: a che sia costituita in società di capitali; b in cui nessun azionista possieda una partecipazione superiore al 20 per cento del capitale sociale o, comunque, rivesta un ruolo di particolare preminenza all'interno della società stessa; c che abbia un capitale sociale pari o superiore a 7.500.000 euro. 6 1 I dipendenti delle società concessionarie di cui all'articolo 5, comma 2, non possono possedere azioni o quote della società stessa. Ogni forma di partecipazione dei dipendenti all'utile della società concessionaria è vietata. Non è consentito che i dipendenti partecipino al gioco o accettino emolumenti dai giocatori, salvo quelli che sono destinati alla generalità dei dipendenti e che devono essere depositati in appositi contenitori. 7 1 La società concessionaria di cui all'articolo 5, comma 2, è tenuta a corrispondere un contributo al comune titolare dell'esercizio della casa da gioco. Tale contributo è calcolato in base ai ricavi complessivi annuali derivanti dall'attività di gioco ed è distinto in proventi di roulette francese, baccarat e chemin de fer , e in proventi derivanti da altri giochi d'azzardo. I ricavi complessivi annui sono costituiti da tutti i proventi derivanti dall'attività di gioco e in particolare dalle puntate, detratte le somme corrisposte ai vincitori nell'anno solare. 2 Il contributo di concessione di cui al comma 1 ammonta: a per i ricavi complessivi annui da roulette francese, baccarat e chemin de fer , al 60 per cento delle corrispondenti entrate; b per i ricavi complessivi annui da altri giochi d'azzardo, al 50 per cento delle corrispondenti entrate. 3 Il contributo di concessione è corrisposto al comune titolare dell'esercizio della casa da gioco entro il decimo giorno del secondo mese successivo al mese di ricavo. Entro la stessa data la società concessionaria deve presentare al comune il relativo rendiconto.