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si cercò della droga che non venne trovata, ma i servizi sociali ritennero non idonea la sistemazione della bambina che fu quindi portata al centro gestito dalla citata psicologa. Nel 2010 la bambina è stata data in affido e poi in adozione due anni fa; già in data 14 novembre 2018, con l'atto di sindacato ispettivo 4-00848, l'interrogante ha chiesto spiegazioni ai Ministri in indirizzo senza ottenere risposta, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se, in relazione alla vicenda dei coniugi Camparini, intendano "intercedere", per quanto di competenza, al fine della riapertura del procedimento, avviando verifiche in relazione all'operato della psicologa; quali verifiche di competenza abbiano avviato o intendano avviare in merito ai fatti del 1998 , e agli sviluppi evidenziati dall'inchiesta "Veleno"; se intendano inviare ispettori ministeriali nelle zone interessate dai fatti stessi, per fare piena luce sugli sviluppi di questa tanto dolorosa, quanto mostruosa vicenda, e anche al fine di verificare l'operato dei servizi sociali dell'epoca. Atto n. 4-01798 PELLEGRINI Marco PIRRO PRESUTTO GARRUTI ACCOTO DELL'OLIO LEONE PESCO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: nella baia di Mattinatella, località sita nel comune di Mattinata (Foggia), sul mar Adriatico, ai confini del parco nazionale del Gargano, lungo uno dei tratti di costa più belli del Gargano, veniva rilasciata con atto formale della Capitaneria di porto di Manfredonia del 20 giugno 1991, n. 1/1991, in favore della Maricoltura mattinatese soc. coop. a.r.l. , la concessione di una superficie di 100.000 metri quadrati di specchio d'acqua per l'espletamento dell'attività di maricoltura, con scadenza il 20 giugno 2006; nell'anno 2001, la Capitaneria di porto di Manfredonia rilasciava concessione demaniale marittima n. 68/2001 del 27 marzo 2001, per una ulteriore superficie di 230.000 metri quadrati, con scadenza 31 dicembre 2004; il 26 ottobre 2005, Maricoltura mattinatese presentava istanza di accorpamento, in unico atto concessorio, delle autorizzazioni relative ai due contigui specchi d'acqua, utilizzati per la maricoltura, dando, nel contempo, consenso all'anticipata scadenza dell'atto formale n. 1/91; il Comune di Mattinata, con prot. n. 6912 del 29 giugno 2005, esprimeva parere negativo al potenziamento dell'attività di maricoltura perché non prevista e incompatibile con la pianificazione urbanistica vigente, affermando che lo specchio d'acqua a "seguito dell'approvazione definitiva del P.R.G. avvenuta con deliberazione del G.R. n.569 del 14 maggio 2002, è stato destinato a zona per attrezzature balneari F5 avendo l'organo regionale definitivamente stralciato la destinazione zona D2 - attività produttive legate alla maricoltura per l'allevamento dei prodotti ittici - prevista in fase di adozione del PRG"; la Regione Puglia, rilasciando il provvedimento n. 115 del registro delle concessioni del 16 maggio 2006, non riteneva ostativo il parere comunale in quanto l'installazione di altre strutture della pescicoltura riguardava una superficie di mare al di fuori del territorio comunale del piano regolatore generale. Pertanto, con il provvedimento n. 115/2006, avveniva il rilascio della concessione suppletiva di consolidamento dell'impianto di maricoltura accorpando l'atto formale n. 1/1991 e la licenza n. 68/2001 in un unico atto con scadenza 31 dicembre 2008, con concessione della relativa area marina complessiva di circa 330.000 metri quadri, precisando che il periodo 1° gennaio 2005-31 dicembre 2005 fosse da ritenersi in sanatoria; in tale area di 330.000 metri quadrati risultavano installate 48 vasche circolari, per l'ingrasso dei pesci, di diametro interno di 17,30 metri, e 4 strutture modulari per il preingrasso, ciascuna articolata in 6 gabbie quadrate, di 6,12 per 6,12 metri, tutte ancorate al fondo marino, profondo 6-7 metri circa, poste ad una distanza dalla costa di circa 200-300 metri. Perimetralmente erano presenti filari di mitili; alla scadenza della concessione demaniale, in data 31 dicembre 2008, la cooperativa Maricoltura mattinatese presentava istanza per il rinnovo. La licenza per l'attività di maricoltura veniva rinnovata dall'ufficio Demanio marittimo del Comune con provvedimento n. 002 dell'8 aprile 2010; considerato che, a parere degli interroganti: l'allevamento, dal punto di vista della qualità delle acque marine, potrebbe avere un impatto non trascurabile a causa della considerevole dispersione dei reflui, cioè delle deiezioni dei pesci allevati, nonché dei mangimi, a differenza dell'attività della sola mitilicoltura che, di norma, non comporta effetti negativi locali, atteso che i mitili si alimentano filtrando l'acqua marina. D'altro canto, però, la mitilicoltura può comportare, invece, un impatto visivo negativo, considerato il notevole numero di galleggianti a cui sono ancorati i mitili, visibili sia dalla costa e sia, in misura ancora maggiore, percorrendo i sentieri e le strade che si inerpicano sul Gargano; la vicinanza delle vasche alla costa, la bassa profondità del fondale (6-7 metri) e l'idronomia limitata della baia potrebbero risultare insufficienti per garantire un'adeguata dispersione dei reflui di allevamento, con una conseguente ricaduta negativa sull'equilibrio dell'ecosistema marino locale; tale possibile impatto (in una zona a così alto pregio ambientale e paesaggistico, così delicata e di grande importanza naturalistica e turistica, caratterizzata dalla presenza di prati di posidonia) meritava, prima del rilascio dell'autorizzazione, un'approfondita relazione biologica e un'attenta valutazione delle caratteristiche dell'area marina e delle compatibilità ambientali in relazione alla considerevole quantità allevata. Cioè, meritava un complesso di analisi e valutazioni che dimostrassero l'assenza di rischi per l'ecosistema preesistente. Peraltro, un effetto negativo parrebbe già rilevabile, atteso che la prateria di posidonia, presente in tutta la zona limitrofa alla baia di Mattinatella, è assente nello specchio d'acqua adibito a maricoltura; inoltre, in questo tratto di costa sono stati posti in essere altri interventi che destano perplessità, come l'utilizzo di una scogliera frangiflutti artificiale, trasformata abusivamente in una specie di porticciolo o ormeggio; considerato inoltre che: dalle analisi condotte da ARPA Puglia nel 2016 risulta che lo stato chimico delle acque per il tratto Mattinata-Manfredonia non ha raggiunto lo stato di "buono"; non risultano le analisi del 2017 mentre sono in corso le analisi dei dati e dei giudizi per il 2018;