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la distribuzione e il lavoro sugli emendamenti hanno comunque soddisfatto anche la vostra parte politica. Questo forse è meglio riconoscerlo. (Applausi) . Sono passati tanti emendamenti, anche dei vostri, altrimenti il vostro atteggiamento in Commissione bilancio non sarebbe stato responsabile com'è stato. (Applausi) . Quindi, il lavoro l'abbiamo fatto tutti e non veniamo qua a dare lezioni ad altri. Questo deve essere chiaro. Sul calendario - mi permetto e concludo - abbiamo accolto l'invito del Governo: il maxiemendamento dovrebbe arrivare intorno alle ore 18 della giornata di domani; c'è poi la Nota di aggiornamento; si deve riunire il Consiglio dei ministri e ci vuole un po' di tempo. Facciamo però il possibile come Governo, nonostante sia programmata la giornata del 24, perché i tempi si stringano e il Parlamento possa arrivare alla votazione della legge di bilancio nella notte tra il 23 e il 24. (Applausi) . BERNINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, anche noi in questi giorni complicati, in cui in Commissione bilancio si è deciso il testo di questa norma, abbiamo fatto, ovviamente nel nostro ruolo di maggioranza, quello che i colleghi di Fratelli d'Italia stanno facendo ora nel loro ruolo di opposizione. Abbiamo chiesto al Governo quello che sostanzialmente chiediamo dall'inizio di questa legislatura a tutti i Governi che si sono avvicendati in quest'Aula: chiediamo di metterci in condizione di fare la nostra parte, di fare il Parlamento e di non assistere in maniera passiva al passaggio di norme che cambiano l'aspetto del nostro Paese e la vita degli italiani. Ci abbiamo provato e il Governo che è qui sa che ciò che abbiamo discusso durante queste giornate non è stato banale. Abbiamo discusso del metodo, chiedendo che il Governo, anziché riempire il maxiemendamento di contenuti che potevano essere collocati altrove, lo diluisse e rendesse più comprensibile il suo contenuto, per quanto possibile, nel testo della legge di bilancio; abbiamo discusso del merito, tutti, maggioranza e opposizione. Concordo con il collega Romeo nel dire che l'opposizione è stata molto comprensiva e diligente nello svolgere la sua funzione di opposizione costruttiva; un'opposizione che comunque si è confrontata sui contenuti, ha presentato i suoi emendamenti e ha avuto soddisfazione per una parte di essi, come è giusto che sia. Anche l'opposizione rappresenta, infatti, una parte del nostro Paese. Quindi, per quanto ci riguarda, ciò che dice il collega Ciriani non è solo opportuno, ma è anche doveroso. Purtroppo, però, non so se le modifiche che sono state fatte all'interno di questo Emiciclo, sulla struttura, sul numero dei senatori, sul numero dei deputati, sulla struttura dell'organo parlamentare, saranno sufficienti per renderlo più rilevante o forse lo renderanno ancora più irrilevante di quanto non lo sia ora. (Applausi) . È questo, colleghi, che ci dobbiamo domandare. Ciò che è stato fatto in questa legislatura, in questi anni, in queste ore, in questi giorni e sarà fatto nelle prossime ore, colleghi, dipende non dal numero dei parlamentari e dalla loro presenza, ma dalla portanza del Parlamento (Applausi) , da quanto esso è in grado di rendersi significativo nel processo di formazione della legge. È un compito che tutti noi, come maggioranza e opposizione, ci dobbiamo assumere, perché tutti noi dobbiamo rispondere di quello che facciamo qui dentro ai nostri elettori. Ovviamente non mi permetterei mai di dare lezioni ad alcuno. È una constatazione che noi facciamo per la nostra parte. Ma credetemi - il Governo ci è testimone - per noi non è stato facile passare attraverso un processo di discussione ed elaborazione di una legge di bilancio che molto spesso ci ha fatto fare dei sacrifici metodologici e contenutistici. (Applausi) . Abbiamo però fatto la nostra parte, come è doveroso fare in un momento in cui, ancora una volta, non sono finite l'emergenza sanitaria e quella economica, e non è finita, ma anzi si è implementata, l'emergenza sociale. Questa è la nostra posizione, Presidente, e questo il motivo per cui, al netto di ogni ipocrisia, noi di Forza Italia chiediamo, e ci abbiamo pensato, quanto sposterebbe trasferire la discussione del Piano nazionale di ripresa e resilienza da domani a dopo Natale, posto che comunque il 31 dicembre dovrà essere approvato e posto che tutti noi siamo consapevoli del fatto che non possiamo modificarlo. Questo, però, ritiene e pertiene alla patologia di cui prima parlavo: non la presenza, ma la portanza dell'organo parlamentare. È un problema che prescinde dai numeri e che dovremo affrontare tutti insieme come classe dirigente del Paese. Tutto ciò premesso, per non farla troppo lunga, Presidente, condividendo le perplessità, ma assumendoci tutte le responsabilità, come Forza Italia ha sempre fatto dall'inizio della legislatura, noi chiediamo che venga confermato il calendario deciso in Conferenza dei Capigruppo, pur se a maggioranza. Speriamo che, in occasione della discussione breve, ma che comunque potrà svolgersi e potrà essere importante, del Piano nazionale di ripresa e resilienza di domani, sia presente anche l'opposizione. E chiediamo che la Nota di variazione alla legge di bilancio sia presentata in Assemblea in tempi congrui, per evitare che ciò che è stato affrettato, ciò che ha rappresentato uno strappo, che noi abbiamo in qualche modo rabberciato, non diventi uno strappo ancora più profondo. (Applausi) . PRESIDENTE . Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal senatore Ciriani, di rinviare la discussione del decreto-legge sul PNRR alla giornata del 27 dicembre e a seguire. Non è approvata. Resta pertanto definitivo il calendario dei lavori adottato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo e da me comunicato all'Assemblea. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2448 LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, nel mio intervento parlerò di agricoltura e lo farò perché nella manovra di bilancio purtroppo se ne è parlato poco, molto poco rispetto a un settore non solo primario per definizione, ma fondamentale per la nostra economia, dove l'agricoltura e l'agroalimentare rappresentano un quarto del nostro PIL. Non se la prenda il ministro Patuanelli, cui vanno tutta la mia stima e simpatia personale, ma non si può sbandierare il fatto che in questo disegno di legge di bilancio le risorse per l'agricoltura siano raddoppiate rispetto alla precedente legge quando, in termini assoluti, su una manovra di quasi 30 miliardi di euro, non si arriva che a poche centinaia di milioni come risorse dirette per il settore. Parlo di risorse dirette: meno forse del 2 per cento. Signor Presidente, non è solo una questione di fredde cifre.