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il Ministero dell'interno, per cercare di rendere più flessibile la normativa in vigore, ha emanato la circolare 18 luglio 2018, recante "Modelli organizzativi e procedurali per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche" con allegate le nuove "Linea guida per l'individuazione delle misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticità"; tra gli obiettivi della circolare, così come dichiarato alla stampa dal sottosegretario di Stato per l'interno, Stefano Candiani, vi era quello di "assicurare un approccio più flessibile alla gestione del rischio, parametrando le misure cautelari rispetto alla vulnerabilità legata a ciascun evento" e che, quindi, l'obiettivo era "quello di superare le criticità operative delle precedenti direttive rendendo le prescrizioni maggiormente conformi alle peculiarità del territorio e delle manifestazioni programmate a livello locale"; nonostante l'intento migliorativo che il Ministero si era prefisso con la nuova circolare, a livello locale, soprattutto nei piccoli comuni, continuano a persistere notevoli difficoltà legate all'organizzazione di iniziative di piccola o media dimensione; tali iniziative, soprattutto nei territori e nei piccoli comuni, sono fondamentali per garantire la vitalità delle comunità di riferimento e, talvolta, per le ricadute in termini economici; sempre più organizzazioni, soprattutto associazioni di volontariato dotate di poche risorse, sono costrette a rinunciare all'organizzazione di queste iniziative, a causa degli eccessivi sforzi in termini di risorse umane ed economiche; molti enti locali interpretano in maniera troppo restrittiva le norme in vigore a causa di un sentimento di paura che si è, purtroppo, ingenerato nel nostro Paese; si rende necessario garantire la sicurezza dei luoghi in cui si svolgono manifestazioni ed eventi e l'incolumità delle persone, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo stia effettuando un monitoraggio sull'applicazione della nuova circolare e se abbia notizia da parte del mondo dell'associazionismo e degli enti locali di difficoltà nell'applicazione della normativa attualmente in vigore; se intenda avviare una nuova riflessione che porti ad ulteriori modifiche delle direttive in vigore, al fine di snellire e semplificare le procedure per l'organizzazione di iniziative, soprattutto nei piccoli comuni; se, nell'ambito delle auspicate modifiche, intenda concedere spazi di discrezionalità alle singole amministrazioni comunali che hanno il compito di autorizzare le manifestazioni, almeno quelle di minori entità. Atto n. 4-00696 LAFORGIA DE PETRIS GRASSO ERRANI Ai Ministri dell'interno e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: domenica 14 ottobre 2018, alle ore 20.30 circa, nell'area nord di Milano, e precisamente in via Dante Chiasserini, zona Bovisasca, è scoppiato un incendio di grandi dimensioni, che ha coinvolto un'area di 2.500 metri quadrati; il rogo ha coinvolto un capannone della Ipb, azienda che si occupa di stoccaggio di rifiuti e lavorazione di inerti; la stessa notte, alle ore 4.30, è scoppiato un altro incendio. Quest'ultimo rogo è divampato a Novate Milanese (5 chilometri di distanza da Quarto Oggiaro). Le fiamme hanno coinvolto la ditta RiEco la quale si occupa di lavorazione di plastica e carta; in particolare, ad andare a fuoco è stata soprattutto la carta da macero stoccata; l'incendio ha creato un'enorme nube tossica, visibile da più parti della città di Milano, e le sostanze nocive generate dalla combustione rimarranno per giorni nell'atmosfera recando grave nocumento alla salute dei cittadini; il 28 giugno 2018 nella stessa ditta RiEco di Novate si era registrato un altro incendio; considerato che, a quanto risulta agli interroganti; pochi giorni prima dell'incendio, giovedì 11 ottobre, all'interno della società Ipb c'era stato un sopralluogo della Polizia locale per verificare lo stato dei locali dove venivano stoccati i rifiuti; i rifiuti non dovevano assolutamente trovarsi nei capannoni andati a fuoco, visto che alla Ipb Italia, subentrata alla Ipb srl in seguito ad una cessione di ramo d'azienda, quando aveva chiesto il permesso all'autorità metropolitana per le volture nelle autorizzazioni per lo smaltimento, tale autorizzazione era stata negata per mancanza di una fideiussione necessaria proprio a coprire possibili danni ambientali; anche nella ditta RiEco la settimana precedente all'incendio erano stati effettuati dei controlli; la concatenazione e la successione degli eventi lascia evidentemente pensare a condotte dolose, tanto che la Procura ha aperto un'inchiesta per incendio doloso e smaltimento illecito di rifiuti; tenuto conto che: solo nel 2018 si sono verificati ben 11 roghi in Lombardia. L' hinterland di Milano e il pavese sembrano essere le zone più interessate; il 5,5 per cento del totale degli illeciti nazionali nella gestione dei rifiuti avviene in Lombardia, che dunque sembra si stia avviando a diventare la nuova "terra dei fuochi", si chiede di sapere quali misure i Ministri in indirizzo ritengano opportuno adottare per approfondire le condotte criminose e i business illeciti che stanno dietro agli incendi nel territorio lombardo. Atto n. 4-00697 MARSILIO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: negli ultimi mesi, su tutto il territorio nazionale, si è innestato e notevolmente diffuso un sistema di dumping sociale determinato da alcune cooperative che ormai sono titolari di almeno 10 sedi in tutta Italia; con l'obiettivo e la dichiarata finalità di ridurre il costo del lavoro (pubblicizzano una riduzione che si aggira intorno al 40 per cento) e con la copertura di un'autorizzazione ministeriale per la somministrazione, queste cooperative hanno sviluppato un efficace sistema di pubblicità rivolto in primo luogo alle imprese, cogliendo l'attenzione delle stesse con degli spot pubblicitari che, oltre ad essere lesivi della categoria professionale del consulente del lavoro, sono messaggi incentivanti ad aggirare in modo fraudolento gli obblighi di legge (le frasi in questione sono del seguente tenore: «Hai un'azienda? Scopri come risparmiare fino al 40 per cento del costo del lavoro! Inizia subito!», oppure «Affidarsi alla cooperativa per generare flessibilità di esercizio delle attività (essendo una società che assume la responsabilità della gestione dello stesso)», o ancora «i vantaggi sono così riassumibili: esatta valutazione dei costi di servizio (precisione del budget di spesa); riduzione del costo del personale; riduzione o totale eliminazione del costo del consulente del lavoro»); le cooperative propongono alle aziende di far licenziare tutti i lavoratori, di procedere loro stesse, in prima persona, a riassumerli ed a gestire le prestazioni lavorative attraverso una prestazione di servizi al precedente datore di lavoro incardinata in una sorta di terziarizzazione e gestione delle attività aziendali;