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a livello europeo, in Germania, Austria, Danimarca, Spagna e Finlandia. In Germania ed in Austria, dove è stato precisato che la malattia non può essere considerata tra i disturbi psichici, la sensibilità chimica multipla è stata classificata come una patologia organica, con il codice T78.4, che identifica « Allergie non precisamente qualificate ». Nel 2009 anche il Giappone ha riconosciuto la MCS a livello nazionale utilizzando il codice ICD10 J68.9 che, testualmente, identifica « Disturbo respiratorio non specificato in relazione alla esposizione a sostanze chimiche, gas, fumi e vapori ». Il fatto che la MCS non sia riconosciuta in Italia come malattia rende molto precaria l'assistenza ai malati di MCS: la mancanza di ambienti adeguati, sia nei reparti di pronto soccorso che in molte altre strutture sanitarie, congiuntamente alla carenza di specifiche competenze del personale medico comportano un rischio gravissimo per il paziente: molti dei malati allo stadio 3, spesso in gravi condizioni, faticano ad ottenere una completa invalidità ed hanno scarse possibilità di poter usufruire delle cure necessarie secondo i protocolli internazionali; altri malati, meno gravi, ancora in grado di muoversi e di viaggiare, si rivolgono a centri altamente specializzati all'estero per fruire di cure specifiche che, in alcuni casi, sono state rimborsate dalle aziende sanitarie locali ai sensi della legislazione vigente sulle patologie residuali: tuttavia ancora molti malati stentano a ottenere qualsiasi assistenza medica oppure si rivolgono a più specialisti, incorrendo in tentativi diagnostici e terapeutici spesso inutili, se non dannosi, e in ogni caso con un pesante aggravio economico. Con la risoluzione di Roma del 15 gennaio 2015 ricercatori e medici italiani, nonché di altre nazionalità, dichiarano che la MCS è una malattia fisiologica, caratterizzata da sensibilità chimica e dalla presenza di sintomi in diversi sistemi di organo. Altresì la suddetta Risoluzione rileva la necessità di protocolli di ospedalizzazione, oltre che la necessità di un approccio multidisciplinare alla questione e, infine, che gli individui affetti dalla malattia, dovendo evitare il contatto con le sostanze chimiche, necessitano di una adeguata sistemazione sia nel luogo di abitazione che in quello lavorativo. In Italia, la malattia è attualmente riconosciuta dalla regione Veneto, con legge regionale n. 2 del 19 marzo 2013, in Umbria, con delibera del 14 marzo 2015, in Basilicata, con delibera n. 396 del 21 marzo 2006. La MCS è citata, come problema emergente, nelle Linee-guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati, di cui all'accordo 27 settembre 2001 tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome, pubblicato nel supplemento ordinario n.252 alla Gazzetta Ufficiale n. 276 del 27 novembre 2001. Lo Stato italiano non ha ancora adottato iniziative legislative specifiche, di promozione della salute, di prevenzione dei rischi e di tutela dei malati di MCS. Nel nostro Paese l'incidenza della MCS non è attualmente nota ma poche centinaia di casi riferiti dall'Istituto superiore di sanità potrebbero rappresentare solo la punta di un iceberg , considerando che statistiche americane indicano che circa il 15 per cento della popolazione negli Stati Uniti d'America soffre di una qualche sensibilità chimica e che circa l'1,5-3 per cento ha una forma di MCS grave. Le difficoltà di accesso dei malati italiani ai servizi sanitari pubblici e privati, a causa della mancanza di unità ambientali controllate, adeguatamente sanificate cioè prive di sostanze tossiche, rendono difficile la valutazione del fenomeno e impongono la necessità di adeguare le normative vigenti sulla tutela della salute pubblica a questo nuovo tipo di invalidità, definibile « chimica ». Allo stato attuale non esistono sicure fondamenta scientifiche di correlazione tra determinati genotipi umani ed insorgenza di MCS; quest'ultima può essere riscontrata con test diagnostici di laboratorio, quali: a) test di provocazione (che però possono indurre reazioni anche gravi nei soggetti con MCS in stadio avanzato); b) test per le allergie tradizionali tipo I (IgE); tipo II (IgG); test di trasformazione dei Linfociti (LTT) l'allergia ai metalli (LTT – Melisa), alle plastiche, alle muffe, alle tossine ambientali, agli ftalati, ai farmaci, ai ritardanti di aamma. Questo test particolare è molto utile nei casi di o portatori di metalli (amalgame, perni, protesi, ecc); c) i test dello stress ossidativo sono tra gli esami del sangue più importanti per la MCS perché indicano se c'è un problema metabolico nella espulsione delle sostanze tossiche, (enzimi eritrocitari); vitamine idrosolubili; vitamine liposolubili; nitriti/nitrati; capacità antiossidante totale ; ATP eritrocitario; acidi grassi della membrana eritrocitaria; ATP pastrinico; d) il test di ImmunoToleranz Test (ITT) è un test sperimentale messo a punto dal laboratorio di Monaco Lab4More del dottor Bieger che misura alcuni parametri infiammatori (interleuchine IL4, IL5, IL5-IL8, IL2m, IFNy, TNFa, IL1b); e) i test dei polimorfismi genetici; f) i test tossicologici; g) profilo metabolismo integrato dei farmaci su base genomica (MIFAR), fondamentale per il paziente in caso di assunzione di farmaci, di interventi chirurgici ovvero ricoveri ospedalieri ordinari e in condizioni di emergenza, valutando la risposta individuale, su base genetica, ai principali tipi di farmaci quali anestetici, antibiotici, antidolorifici, antiinfiammatori, eccetera.. 1 (Definizione) 1 Ai fini della presente legge si intende per sensibilità chimica multipla (MCS), una infiammazione cronica, con sintomi che ricorrono in maniera riproducibile in risposta a bassi livelli di esposizione a prodotti chimici multipli e non connessi tra loro, che migliorano o scompaiono quando gli elementi scatenanti sono rimossi, e che coinvolge sistemi di organo multipli. 2 Ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1961, n. 249, il Ministro della salute provvede, con decreto da emanare entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge a riconoscere la MCS come malattia sociale. 2 (Finalità) 1 Gli interventi di cui alla presente legge, in attuazione del principio di cui all'articolo 32 della Costituzione, garantiscono il diritto alla salute dei soggetti affetti da MCS e, unitamente agli interventi generali del Servizio sanitario nazionale (SSN), mirano a promuovere la piena integrazione degli stessi nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano predispongono, nell'ambito dei rispettivi piani sanitari e nei limiti delle risorse indicate dal Fondo sanitario nazionale, progetti obiettivo, azioni programmatiche e altre idonee iniziative dirette a fronteggiare la MCS. 3 Gli interventi di cui ai commi 1 e 2 sono finalizzati al raggiungimento dei seguenti obiettivi: