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Le norme in questione riaffermano la centralità del dialogo politico (consultazioni e scambi a tutti i livelli di governo), quale strumento per consolidare un approccio condiviso sulle principali questioni internazionali (articolo 5). E' inoltre previsto un comune impegno per la promozione dei diritti umani, dei principi democratici e dello stato di diritto (articolo 6). Sulla gestione delle crisi (articolo 7), è quindi richiamato l'Accordo che istituisce un quadro per la partecipazione della Nuova Zelanda alle operazioni di gestione delle crisi condotte dall'Unione europea, firmato a Bruxelles il 18 aprile 2012. Sono inoltre recepite le clausole tipiche(reciproca collaborazione, attuazione degli obblighi internazionali, istituzione di controlli efficaci all'esportazione e verifica dell'impiego finale di tecnologie dual use ) in tema di lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori (articolo 8). In particolare, la disposizione che prevede il rispetto degli obblighi internazionali e la cooperazione per il contrasto alla proliferazione di queste armi è considerata elemento essenziale dell'accordo. Importante, altresì, l'impegno a cooperare per il contrasto al commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro (articolo 9). Nel concordare, poi, che i crimini più gravi, che sono motivo di allarme per la comunità internazionale, vadano perseguiti a livello nazionale e internazionale, anche presso la Corte penale internazionale, le parti s'impegnano poi a prendere misure per attuare lo statuto di Roma e per promuoverne l'universalizzazione e l'integrità (articolo 10). Le parti, infine, si impegnano alla cooperazione in materia di lotta al terrorismo (articolo 11), nel rispetto dello Stato di diritto e del diritto internazionale e cooperano, inoltre, scambiandosi informazioni e condividendo esperienze e buone prassi. Promuovono il consenso internazionale sulla lotta al terrorismo e sul relativo quadro giuridico (adoperandosi per la conclusione di una convenzione globale contro il terrorismo internazionale, che completi gli strumenti attuali dell'ONU), e la cooperazione tra gli Stati membri dell'ONU per l'attuazione della Strategia globale delle Nazioni Unite contro il terrorismo. Si impegnano -infine-e a collaborare per prestare assistenza allo sviluppo delle capacità antiterrorismo di altri Stati, anche nell'ambito del Forum globale antiterrorismo e a rispettare le norme internazionali del Gruppo di azione finanziaria internazionale per combattere il finanziamento alle attività terroristiche. Conclude proponendo l'espressione di un parere favorevole. Poiché non vi sono iscritti a parlare, la proposta di parere favorevole del relatore viene, previa verifica del numero legale, posta ai voti e approvata dalla Commissione. (1141) Ratifica Accordo partenariato e sviluppo UE-Afghanistan DDL 1141 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra, fatto a Monaco il 18 febbraio 2017 (Parere alla 3 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Il relatore MININNO ( M5S ) rileva che l'Accordo in esame istituisce un partenariato per rafforzare il regolare dialogo politico tra l'Unione europea e l'Afghanistan, per migliorare le relazioni fra le due Parti e per sviluppare la cooperazione in un'ampia gamma di settori, fra cui la sicurezza, lo sviluppo sostenibile e il commercio. Lo scopo è anche di promuovere la collaborazione in ambito multilaterale e di incoraggiare l'inserimento dell'Afghanistan nel sistema economico internazionale. Viene poi istituito un forum di dialogo per la promozione e il sostegno di valori quali il rispetto dei princìpi democratici, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, fra cui la parità fra uomo e donna. E' altresì prevista l'istituzione di un comitato misto il cui obiettivo è quello di agevolare lo sviluppo dei rapporti bilaterali tra le Parti e garantire il buon funzionamento e la corretta attuazione dell'accordo stesso. Nel dettaglio, il testo si compone di sessanta articoli, suddivisi in nove titoli. I profili di competenza specifici della Commissione si rinvengono nel Titolo II (cooperazione politica), e, segnatamente, negli articoli 9, 10 e 11. In particolare, l'articolo 9 concerne l'impegno al contrasto della proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori, oltre all'impegno a cooperare per rafforzare le capacità istituzionali di attenuare i rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari che possono avere conseguenze destabilizzanti per le società. Il successivo articolo 10 riguarda, invece, l'impegno delle parti a contrastare il commercio illecito di armi leggere e di piccolo calibro e relative munizioni, ai sensi degli accordi internazionali vigenti e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Da ultimo, nell'articolo 11, le Parti stabiliscono di cooperare nella lotta contro le attività terroristiche anche in ambito regionale e di collaborare per impedire la diffusione di ideologie estremiste e, in particolare, la radicalizzazione dei giovani. È richiamata altresì l'importanza della condivisione di informazioni tra le Parti in materia di sicurezza internazionale. Conclude proponendo l'espressione di un parere favorevole. Poiché non vi sono iscritti a parlare, la proposta di parere favorevole del relatore viene posta ai voti e approvata dalla Commissione. La seduta termina alle ore 11.