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(Applausi) . Sento dire in quest'Aula che il provvedimento sarebbe divisivo. Mi chiedo per chi sia divisivo e mi rispondo: per chi vede la diversità come un problema. Non è nascosto a nessuno che gli stessi che adesso dicono che questo provvedimento sia divisivo lo dicevano anche sui decreti immigrazione o sugli ex decreti sicurezza; guarda caso, si parla sempre di persone diverse da noi, che siano provenienti da altri Paesi, che siano di altre religioni, che amino persone dello stesso sesso, che non si trovino nel corpo in cui sono nate. Allora, cari colleghi e care colleghe, vi chiedo: per chi è divisivo? Mi do la risposta: è divisivo per chi non accetta l'altro, per chi non ha rispetto dell'altro. Il Partito Democratico su questo sa da che parte stare. (Applausi) . Ho sentito tante volte dire in quest'Aula che l'articolo 4 del provvedimento limiterebbe la libertà di espressione. Su questo si potrebbe rispondere molto velocemente. Infatti, se chi lo afferma ne è convinto, o mente sapendo di mentire oppure afferma che in questo Paese da trent'anni la libertà di espressione su certi temi è negata. Va da sé, l'abbiamo detto e ripetuto: questa legge si ispira, anzi è un ampliamento della legge Reale-Mancino, che dice determinate cose da trent'anni e rispetto alla quale nessuno mai (neanche le Corti) ha pensato che vi fosse una limitazione della libertà di espressione. È molto semplice, quindi, rispondere a questa domanda. Chi è che non vuole la vera libertà di espressione in quest'Aula, allora? Sono quelli che non vogliono che le persone possano esprimere esattamente e liberamente quello che sono? La libertà di espressione è stata assolutamente tutelata - pensate - persino quando qualcuno ha detto «chiudiamo i porti». Cari amici e colleghi, senatori e senatrici, penso che dobbiamo parlare chiaramente di ciò che è scritto in questo disegno di legge, senza una narrazione deviata, come quella del grido «al lupo, al lupo, attenzione all'orco! Qualcuno pensi ai bambini». È vero, è la famiglia, il primo nucleo fondamentale della società, che deve garantire l'educazione dei figli; ma c'è un pezzo in più. L'educazione viene consegnata anche alla scuola, con un patto educativo che tutti gli istituti scolastici sottoscrivono, come ha spiegato bene la nostra Presidente nell'intervento sulle questioni sospensive la scorsa settimana. Aggiungo una cosa, visto che si parla di genitori e di famiglia. L'altro giorno ero a un matrimonio e ho sentito ripetere gli articoli del nostro codice civile, il 147: «Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l'obbligo di mantenere, istruire, educare, assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni (inclinazioni!) naturali e aspirazioni»; e il 315- bis : «Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni». Colleghi e colleghe, anche i genitori hanno l'obbligo morale di assistere i loro figli, che non possono sentirsi sbagliati, non possono aver paura di sentirsi quello che sono ogni giorno. Per noi l'articolo 7 è importante e fondamentale, ma non per quello che è stato raccontato in modo del tutto erroneo, in una narrazione che somiglia a un bestiario, perché si sono sentite cose mostruose. Si richiama più e più volte la narrazione secondo la quale c'è un orco che vuole portare via i nostri figli, che li vuole educare in un certo modo, ma questo è quanto di più falso. E allora, cari genitori che siete in quest'Aula, provate anche voi a fare attenzione alle inclinazioni dei vostri figli, che non devono avere paura del mondo in cui vivono. In Italia, nel 2021, si deve far sì che ciascun figlio e ciascuna figlia possano essere liberi di essere quello che sono. Ho sentito dire in quest'Aula che la mattina ci si può svegliare alberi e ci si può addormentare uomini, che ci si può svegliare donna se si è uomo e ci si può addormentare in un altro modo. Non è così. Anche in questo caso diciamolo chiaramente. Abbiate il coraggio di dire che non vi sta bene questo disegno di legge e non lo volete approvare. Non raccontate fandonie rispetto a ciò che dice la normativa del nostro Stato che è molto chiara sulla transizione. Quello che ha detto la senatrice che mi ha preceduto è una falsità, non esiste. La normativa italiana sulla transizione di genere è molto chiara. Possiamo avere varie interpretazioni e idee sull'identità di genere - cari colleghi e care colleghe - anche sulle estremizzazioni che questo concetto porta con sé, ma ci sono migliaia di persone che ogni giorno si svegliano e non stanno bene nel corpo che hanno. Noi, come legislatori, siamo tenuti a considerarlo, a dare loro una risposta, perché per questo vengono picchiati, vengono odiati, vengono discriminati. Sono stati fatti anche tantissimi esempi, ciascuno di noi ne può fare. Ne ho sentiti dei più strani, dei più mostruosi intorno a questo argomento, ma ciascuno di noi ne può fare. Non fanno statistica gli esempi. Io vi potrei fare i nomi di decine e decine di persone, amici e amiche carissime, che vivono e hanno vissuto giornalmente la paura, la discriminazione, il fatto di non poter vivere liberamente. Se questo a voi sembra normale, mi chiedo che idea avete dell'Italia del 2021. In conclusione, Presidente, visto che sono arrivata in fondo, ho pensato spesso anch'io al perché ho deciso di sostenere così fermamente il disegno di legge Zan, io che vengo da una formazione cattolica, che ho una storia molto molto precisa e molto particolare che mi ha insegnato esattamente che le persone devono essere accolte, devono essere conosciute e devono essere rispettate. Io credo, però, che ciascuno di noi qui debba mollare quello che è. Io sono anche molto fortunata, perché sono donna, sono bianca, sono cattolica, sono normodotata e potrei continuare ancora. Come molti di voi in quest'Aula, ho le caratteristiche che secondo voi sono più normali rispetto ad altre. Penso però che noi dobbiamo lasciare quello che siamo e provare per tre minuti a camminare nelle scarpe degli altri. Non so se l'avete mai fatto: è un esercizio importante, un esercizio bello. Mi dovete spiegare perché no, perché tutto quello a cui vi siete attaccati in questo dibattito, in questa discussione in cui si è sentito di tutto fuorché, molte volte, la verità, ci dovete dire perché no, perché non volete, nel 2021, in Italia che migliaia di persone si possano alzare e non avere più paura, perché lo Stato non deve poter garantire loro di non avere paura. Il mondo va avanti, colleghi e colleghe, che ci piaccia o meno. Noi possiamo prenderne atto ed essere all'altezza del mondo fuori, oppure continuare a strumentalizzare la vita delle persone. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FIBP-UDC) .