[massime]

Beni culturali - Reati di contraffazione, commercio e autenticazione di opere d’arte - Ritenuta esclusione del reato per le opere di autori viventi o la cui esecuzione non risale a oltre cinquant’anni - Lamentata violazione della delega conferita per la redazione del testo unico - Erronea interpretazione della norma censurata - Non fondatezza della questione.. Le norme incriminatici relative alla contraffazione, al commercio e alla autenticazione di opere d’arte contraffatte o alterate, contenute nella legge n. 1062 del 1971 e trasfuse nell’art. 127 del decreto legislativo n. 490 del 1999, continuano ad applicarsi anche alle opere di autori viventi o la cui esecuzione non risalga a oltre cinquanta anni. Non è pertanto fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 6, del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, in relazione all’art. 1 della legge-delega 8 ottobre 1997, n. 352 e all’art. 127 dello stesso decreto, in riferimento all’art. 76 Cost., essendo stata sollevata sulla base di un’erronea interpretazione della norma censurata.