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L'età dei nuovi ammalati è tra i dodici e i venticinque anni e le persone colpite in Italia complessivamente da disturbi alimentari sono circa 2.000.000. L'ortoressia è un disturbo che riguarda l'ossessione per il mangiare sano e, come altri disturbi, caratterizza il comportamento. Chi ne soffre iper-controlla la propria alimentazione e seleziona ogni cibo minuziosamente, preferendo un alimento per i suoi benefici e per il gusto. Il fanatismo alimentare conduce chi ne è vittima a sentirsi profondamente in colpa se non mangia alimenti considerati sani, e sviluppa di conseguenza un senso di superiorità, basato sul cibo, verso chi non segue lo stesso regime alimentare. L'ortoressia diventa un rischio per la salute perché solitamente i valori alimentari sono basati sul sentito dire e la privazione di alcuni nutrienti causa degli squilibri significativi fino a rendere necessari interventi medici. I soggetti affetti da vigoressia, hanno invece una percezione distorta del loro corpo in quanto, pur essendo muscolarmente ipertrofici, si percepiscono come flaccidi e poco tonici. L'insoddisfazione per la propria immagine è continua, anche a fronte di numerose ore di allenamento, fino a diventare una spirale in cui la persona è esposta a una serie di rischi per la salute, ma non solo, considerato che tale disturbo porta a un progressivo isolamento dal contesto sociale. Dal punto di vista medico la misura può essere attuata nella scuola con l'introduzione di specifici corsi per insegnanti, al fine di migliorare le loro conoscenze in queste tematiche e con il supporto di uno psicologo scolastico che permetta di diagnosticare tempestivamente la malattia e porvi gli opportuni rimedi. Lo Stato e le regioni possono intervenire nella fase della prevenzione e della cura fornendo ai cittadini opportuni rimedi sul piano sanitario e sul piano più propriamente psicologico fornendo aiuto gratuito alle famiglie e ai soggetti colpiti da questa grave malattia che può portare anche in casi estremi alla morte. Ecco il perché di questo disegno di legge che, nel rispetto del titolo V della parte seconda della Costituzione, propone idonei interventi sotto il profilo della prevenzione e della cura dei malati di tali patologie che rischiano di svilupparsi negli adolescenti a ritmo vertiginoso. Si calcola che attualmente, nel nostro Paese, siano circa 3.000.000 i soggetti affetti da questo tipo di patologie. È quindi indispensabile intervenire, come recita la nostra Costituzione, che, all'articolo 32, prevede che la Repubblica tuteli la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. Nel dettaglio, il presente provvedimento si compone di sei articoli. L'articolo 1 definisce l'anoressia, la bulimia e le altre patologie inerenti i disturbi gravi del comportamento alimentare, l'ortoressia e la vigoressia, come malattie sociali, oltre a definirle nello specifico. L'articolo 2 introduce nel codice penale il reato di istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia o la bulimia. L'articolo 3 istituisce un piano di interventi ad opera dello Stato, che si avvale del Servizio sanitario nazionale, nonché delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, allo scopo di prevenire e curare le malattie sociali. Inoltre, la Polizia postale e delle comunicazioni provvede al monitoraggio dei siti che riportano notizie che diffondono, tra i minori, messaggi suscettibili di rappresentare, per il loro contenuto, un concreto pericolo di istigazione al ricorso a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a provocare e diffondere le patologie alimentari. L'articolo 4 prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano indichino alle strutture sanitarie e alle aziende sanitarie locali gli interventi più idonei ai fini della diagnosi precoce e della prevenzione delle complicanze delle malattie sociali. L'articolo 5 prevede l'istituzione della Giornata nazionale contro i disturbi del comportamento alimentare. L'articolo 6 reca disposizioni sull'utilizzo professionale dell'immagine femminile per campagne pubblicitarie e le sanzioni a carico delle agenzie di moda e pubblicitarie che si avvalgono di modelle che non presentano certificato medico o il cui certificato medico attesta che sono in uno stato di massa corporea di grave magrezza o di forte sottopeso. L'articolo 7 stabilisce che il Ministro della salute svolga una relazione annuale alle Camere di aggiornamento sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche sulle malattie sociali. L'articolo 8, infine, reca una norma di copertura finanziaria.. 1 (Definizioni) 1 La presente legge riconosce come malattie sociali l'anoressia, la bulimia e le altre patologie inerenti i disturbi gravi del comportamento alimentare, tra cui l'ortoressia e la vigoressia. 2 L'anoressia consiste in un disturbo del comportamento alimentare per cui il malato rifiuta il cibo. 3 La bulimia consiste in un disturbo del comportamento alimentare per cui il malato sente il bisogno di assumere spropositate quantità di cibo. 4 L'ortoressia consiste in un disturbo del comportamento alimentare che determina nella persona un'ossessione psicologica da mangiare sano. 5 La vigoressia consiste in una preoccupazione ossessiva per l'aspetto fisico e una dipendenza eccessiva dall'esercizio fisico, anche finalizzato a un incontrollato aumento della massa muscolare. 6 Il Ministro della salute provvede con proprio decreto, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, a modificare il decreto del Ministro per la sanità 20 dicembre 1961, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 20 marzo 1962, relativo alle forme morbose da qualificare come malattie sociali. 2 (Introduzione dell'articolo 580- bis del codice penale) 1 Dopo l'articolo 580 del codice penale è inserito il seguente: «Art. 580- bis. – (Istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia o la bulimia). – Chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, determina o rafforza l'altrui proposito di ricorrere a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a procurare l'anoressia o la bulimia, e ne agevola l'esecuzione è punito con la reclusione fino a un anno e la sanzione amministrativa da euro 10.000 a euro 50.000. Se il reato di cui al primo comma è commesso nei confronti di una persona in minorata difesa, ovvero di una persona minore degli anni quattordici o di una persona priva della capacità di intendere e di volere, si applica la pena della reclusione fino a due anni e la sanzione amministrativa da euro 20.000 a euro 100.000. Qualora il soggetto di cui al primo comma si trovi, previo accertamento medico, in uno stato psicologico di disturbo del comportamento alimentare, la sanzione della pena detentiva è commutata in trattamento sanitario obbligatorio».