[ddlpres]

c) individuazione di immobili, nella disponibilità dello Stato o di enti pubblici territoriali e non territoriali, dismessi e idonei alla riconversione, alla permuta, alla costituzione di diritti reali sugli immobili in favore di terzi al fine della loro valorizzazione per la realizzazione di strutture carcerarie. È altresì previsto che il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria possa avvalersi del personale dei competenti uffici del Genio militare del Ministero della difesa, mediante la stipula di apposite convenzioni. In funzione della programmazione dei lavori da eseguire, nonché per stabilire l'ordine di priorità degli stessi, è adottato apposito decreto del Ministro della giustizia su proposta del Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, d'intesa col Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Lo stesso Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, nel formulare tale proposta, tiene conto dei programmi di edilizia penitenziaria predisposti dal Comitato paritetico in materia di edilizia penitenziaria costituito presso il Ministero della giustizia. Si tratta di una necessaria norma di raccordo tra le competenze dell'amministrazione della giustizia (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) e quelle del Ministero cui sono rimesse in via ordinaria le competenze in materia di progettazione e realizzazione delle strutture carcerarie (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti). Essa ha dunque la funzione di definire l'ambito di operatività della disposizione, finalizzata a favorire un'accelerazione dell'attuazione dei piani di edilizia carceraria in atto mediante il supporto, temporaneo ed eccezionale, del personale dell'amministrazione penitenziaria, autorizzato, dalla norma illustrata, a svolgere, a sua volta, in un quadro unitario e concordato, attività funzionali alla realizzazione urgente di strutture penitenziarie. L'intervento normativo di cui all'articolo 8, recante « Piattaforme digitali », è rivolto a promuovere la capillare e più efficace diffusione dell'utilizzo della piattaforma digitale per i pagamenti alle pubbliche amministrazioni, di cui all'articolo 5, comma 2, del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nella considerazione che la piattaforma ha acquisito un'importanza strategica. A tal fine si prevede, al comma 2 dell'articolo 8, la costituzione di una società di scopo, interamente partecipata dallo Stato, che ne industrializzi lo sviluppo tecnologico e la diffusione. Lo sviluppo tecnologico della piattaforma è preordinato ad assicurare l'interconnessione e l'interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento abilitati, a consentire ai cittadini di pagare online in modo moderno e sicuro, nonché a rendere più agevole la riconciliazione contabile dei pagamenti. Al comma 3, sono attribuite al Presidente del Consiglio dei ministri le funzioni di indirizzo, di coordinamento e di supporto tecnico alle pubbliche amministrazioni centrali e territoriali, al fine di assicurare la diffusione del sistema di pagamento digitale tramite la piattaforma, nonché lo sviluppo del punto di accesso telematico di cui all'articolo 64- bis del citato codice di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005 e della Piattaforma Digitale Nazionale Dati di cui all'articolo 50- ter del medesimo codice. La connotazione tecnica di tali funzioni rispetta il livello amministrativo di competenza delle pubbliche amministrazioni. Al comma 4, si prevede, inoltre, che la data di decorrenza dell'obbligo di esclusivo utilizzo della piattaforma digitale di pagamento per i prestatori di servizi di pagamento abilitati, fissata al 1° gennaio 2019 dall'articolo 65, comma 2, del decreto legislativo 13 dicembre 2017, n. 217, sia prorogata al 31 dicembre 2019. Si introduce, infine, la modifica dell'articolo 65, comma 7, del decreto legislativo n. 217 del 2017, concernente l'abrogazione dell'articolo 48 del codice dell'amministrazione digitale, recante « Posta elettronica certificata », ad oggi prevista a decorrere dal 1° gennaio 2019. La modifica, nel mantenere la previsione dell'abrogazione della norma citata, ne posticipa la decorrenza alla data di entrata in vigore di un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante l'adozione delle misure necessarie a garantire la conformità dei servizi di recapito certificato al regolamento (UE) n. 910/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e che abroga la direttiva 1999/93/CE (regolamento eIDAS- electronic IDentification Authentication and Signature ). La ratio del differimento dell'abrogazione, già prevista per il prossimo 1° gennaio 2019 nell'ultima riforma del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo n. 217 del 2017, risiede nella possibilità di garantire un'effettiva e certa applicazione della disciplina europea sul recapito certificato di comunicazioni elettroniche di cui al predetto regolamento eIDAS, la cui regolamentazione tecnica, indispensabile per creare le condizioni di interoperabilità, ad oggi non risulta ancora definita. In particolare, nonostante il comma 1 -ter dell'articolo 1 del codice dell'amministrazione digitale preveda la facoltà di utilizzare un « altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato » ai sensi degli articoli 3, numero 37), e 44 del regolamento eIDAS ove la normativa consente l'uso della posta elettronica certificata, l'attuale abrogazione della disciplina sull'utilizzo della posta elettronica certificata di cui all'articolo 48 del medesimo codice determinerebbe l'eliminazione dell'unica disposizione normativa di specifico riferimento in materia. L'articolo 9 si rende necessario in quanto interviene cercando di risolvere, anche parzialmente, un problema di particolare rilevanza ed emergenza, da più parti evidenziato (regioni e associazioni di categoria) relativo alla carenza di medici di medicina generale. In particolare, con il presente intervento normativo, al fine di assicurare la continuità nell'erogazione delle prestazioni sanitarie afferenti i livelli essenziali di assistenza e scongiurare che i servizi restino privi del necessario personale, si individuano soluzioni connesse ai fabbisogni delle risorse umane, in materia di formazione specifica in medicina generale. Misure, quindi, finalizzate, in un'ottica di semplificazione delle procedure nonché di sviluppo e valorizzazione delle risorse umane, a garantire una maggiore efficienza e funzionalità del Servizio sanitario nazionale che si traduce in una migliore erogazione delle prestazioni a favore degli utenti. In particolare in relazione a quanto sopra, il comma 1 prevede che, nelle more di una revisione complessiva del sistema di formazione specifica in medicina generale, i laureati in medicina e chirurgia abilitati all'esercizio professionale, iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale, possano accedere, fino al 31 dicembre 2021, all'assegnazione degli incarichi convenzionali rimessi all'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale.