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Conversione in legge del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 31, recante misure urgenti in materia di svolgimento dell'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato durante l'emergenza epidemiologica da COVID-19. Onorevoli Senatori . – Il provvedimento illustrato muove dalla straordinaria necessità ed urgenza di adottare delle disposizioni che rendano possibile, nell'attuale contesto emergenziale dovuto alla recrudescenza della pandemia da COVID-19, lo svolgimento delle prove della sessione 2020 dell'esame di abilitazione forense. Per la prima volta dal dopoguerra, infatti, la pandemia ha impedito lo svolgimento delle prove scritte dell'esame di avvocato, che sono state differite al 13, 14 e 15 aprile 2021. Purtuttavia, a fronte di una diffusione della malattia che nonostante l'avvio della campagna vaccinale non accenna ancora a diminuire, le ragioni che avevano indotto nello scorso autunno a disporre il rinvio della prova scritta permangono tuttora; in particolare le previsioni che possono farsi sulla base delle rilevazioni mediche attualmente disponibili sconsigliano vivamente lo svolgimento delle prove scritte nelle date individuate, stante l'inevitabilità, specie nelle sedi metropolitane, di assembramenti di un gran numero di candidati per un tempo assai prolungato quale è quello attualmente previsto per la redazione degli elaborati. In particolare, lo svolgimento delle prove scritte, che si tengono contestualmente in tre giorni in varie sedi sul territorio nazionale, in alcuni casi riunendo migliaia di candidati (oltre 3.000 a Milano e a Roma; oltre 4.000 a Napoli), non è ragionevolmente possibile per almeno due ordini di considerazioni: a) la normativa vigente consente di riunire in un'unica sede 30 persone (non di più); dunque o si ricorre a sedi in cui si possono suddividere i candidati in classi di 30 (all'interno di padiglioni della fiera, come a Milano o Roma) o bisogna trovare soluzioni logistiche che, da interlocuzioni avviate dal ministero, non sembrano sempre e ovunque possibili. In ogni caso l'impegno del personale di controllo sarebbe notevole e difficile, in considerazione della pluralità di sedi; b) il rischio connesso al contagio è elevato così come le difficoltà logistico-organizzative. Basti pensare alle code nell'afflusso, alle code nei servizi igienici, all'attività di controllo e visto dei codici, alla necessità di effettuare tamponi, al divieto di consumare cibi (le prove durano 7 ore), alla presenza di donne con necessità di allattare i propri figli, a candidati con patologie pregresse e particolarmente esposti al rischio del contagio. Il Ministero della giustizia ha richiesto un parere sulla possibilità di svolgimento delle prove al Comitato tecnico scientifico, insediato presso il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Comitato ha risposto di ritenere che, allo stato attuale, non sia possibile lo svolgimento in sicurezza delle prove scritte dell'esame di abilitazione alla professione di avvocato previste nei giorni 13, 14 e 15 aprile 2021, in considerazione dell'andamento epidemiologico, tenuto altresì conto delle modalità di svolgimento delle prove scritte e delle relative criticità rappresentate, in particolare legate alle difficoltà (e fino all'impossibilità) di garantire il rispetto delle disposizioni contenute nel protocollo di svolgimento dei concorsi pubblici adottato dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri in data 3 febbraio 2021. D'altra parte, la scelta di un ulteriore differimento comporterebbe l'impossibilità di portare a termine le correzioni delle prove scritte ed effettuare i conseguenti orali in tempo utile per lo svolgimento della sessione 2021 dell'esame di abilitazione. In tale quadro, dunque, è necessario abbandonare l'ipotesi dello svolgimento delle prove scritte in presenza e di seguire ipotesi alternative, che richiedono tuttavia un intervento legislativo, sotto forma di decreto-legge, stante la natura anche primaria delle norme cui occorre derogare (in primo luogo l'articolo 22 del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, che detta tuttora la disciplina dell'esame di avvocato in virtù della disposizione transitoria di cui all'articolo 49 della legge 31 dicembre 2012, n. 247). Tanto premesso, le soluzioni astrattamente ipotizzabili sono essenzialmente due: a) rinunciare alle prove scritte e prevedere per l'esame 2020 solo una prova orale; b) sostituire le prove scritte con una prova orale a carattere preselettivo, cioè propedeutica rispetto alla canonica prova orale. La prima ipotesi, sebbene apparentemente preferibile sotto il profilo organizzativo, sconta il fatto che l'esame sarebbe tenuto dal candidato presso la sede in cui ha compiuto il tirocinio (mentre l'attuale disciplina della prova scritta dell'esame di abilitazione prevede che la correzione della prova scritta sia effettuata da commissioni diverse da quella avente sede nel distretto di appartenenza del candidato); la prova sarebbe, inoltre, scarsamente selettiva, considerato l'eccessivo numero di candidati che dovrebbero essere esaminati in una pluralità di materie; per di più, comporterebbe la rinuncia ad una valutazione delle abilità pratico-applicative acquisite nel corso della pratica forense. La seconda ipotesi, prescelta dal decreto in esame, appare preferibile, in quanto maggiormente selettiva e più in linea col modello tradizionale delle due prove in successione. Indipendentemente dalla soluzione adottata, comunque, l'espletamento di un numero molto elevato di esami orali (i candidati che hanno presentato domanda per la partecipazione all'esame sono circa 26.000) richiede l'incremento del numero delle commissioni e dei commissari, nonché il reperimento di ulteriore personale amministrativo, eventualmente anche al di fuori del comparto giustizia, per il reperimento dei segretari e degli addetti alla vigilanza. Così ricostruito l'impianto generale del provvedimento in commento, occorre esaminarne nel dettaglio l'articolato. Il decreto-legge è composto da otto articoli. L'articolo 1, rubricato « Disciplina dell'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato per la sessione 2020 », stabilisce, al comma 1, che l'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato, limitatamente alla sessione 2020, indetta con decreto del Ministro della giustizia 14 settembre 2020, è disciplinato dalle disposizioni del decreto in esame. Il comma 2, d'altro canto, contiene un rinvio, per quanto non previsto dalle norme speciali introdotte con la decretazione d'urgenza, alla disciplina attualmente vigente come individuata dalla norma transitoria di cui all'articolo 49 della legge 31 dicembre 2012, n. 247.