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Disposizioni per la tutela delle persone affette da patologie oculari cronico-degenerative e promozione della prevenzione, della ricerca e dell'innovazione nella cura delle malattie causa di ipovisione e cecità. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge intende superare i limiti di quanto sin qui previsto nel riconoscimento degli ottimali percorsi di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie oculari cronico-degenerative, con particolare riferimento alla degenerazione maculare senile e miopica e alla retinopatia diabetica. Il Servizio sanitario nazionale (SSN) è chiamato a rispondere efficacemente al crescente bisogno di salute della popolazione, soprattutto tenendo ben presente la tendenza statistica-demografica attraverso l'allocazione di risorse sanitarie laddove ci siano bisogni emergenti, e tenendo altresì conto che la prevenzione e la diagnosi precoce sono la vera sfida attuale da supportare con idonei interventi normativi. Questa sfida deve avere come obiettivo la tutela delle patologie con alto carico invalidante e conseguente costo sociale, tra cui quello delle patologie causa di ipovisione o di cecità, il cui carico di malattia e non autosufficienza è in costante aumento. A livello mondiale (stima dell'Organizzazione mondiale della sanità - OMS) 285 milioni sono le persone (per indice di prevalenza con più di cinquant'anni) con disabilità visive, di cui 39 milioni non vedenti e 246 milioni ipovedenti. Cataratta, glaucoma, degenerazione maculare senile e miopica e retinopatia diabetica le principali cause di deficit visivi che, come noto, sono evitabili per l'80 per cento dei casi (cecità inclusa). In linea con la dinamica a livello mondiale sulla base dell'andamento epidemiologico e dell'aspettativa di vita in Italia, i dati di stima che ad oggi sono gli unici disponibili (dati Istat), mancando flussi informativi standardizzati e un sistema di rete dedicata, indicano in oltre 360.000 le persone non vedenti e almeno 1 milione e mezzo gli ipovedenti nel nostro Paese. Solo per esemplificare, per quanto concerne la retinopatia diabetica, che costituisce nei paesi industrializzati la principale causa di cecità legale (residuo visivo non superiore a 1/20 nell'occhio migliore) tra i soggetti in età lavorativa, e i cui sintomi spesso compaiono tardivamente (quando le lesioni sono già avanzate con conseguenti significative limitazioni in punto di efficacia dei trattamenti), dai soli dati epidemiologici disponibili si evince che almeno il 30 per cento della popolazione diabetica (oltre 3 milioni e mezzo con una crescita del 60 per cento negli ultimi 15 anni) ne è affetto, e che annualmente l'1 per cento viene colpito dalle forme gravi della stessa. Fra le malattie degenerative oculari più temibili per la loro prevalenza ed incidenza, ma anche per il forte carattere invalidante, figura il glaucoma, un'otticopatia degenerativa progressiva che si manifesta sintomatologicamente solo in fase molto avanzata, quando già si sono prodotti danni irreversibili alla funzione visiva. Solo la diagnosi precoce permette di bloccarne l'evoluzione e scongiurare casi di ipovisione e cecità. L'OMS stima che nel mondo i casi accertati di glaucoma siano 76 milioni, mentre i ciechi e gli ipovedenti gravi siano 6,9 milioni. In Italia si stima che ben il 2 per cento della popolazione ultra cinquantenne ne sia affetta. Diventa dunque prioritario per il legislatore intervenire per la prevenzione e la presa in carico tempestiva delle patologie a maggiore impatto sociale come quelle causa di ipovisione e cecità, superando le logiche agganciate alla mera erogazione di singole prestazioni specialistiche, e proiettandosi in un approccio di medicina predittiva e di prossimità in chiave universalistica. Sulla base di tali premesse, il presente disegno di legge introduce un nuovo paradigma dedicato alle patologie de quo di possibile riferimento, anche per la messa a regime del sistema di monitoraggio, valutazione e controllo di cui all'articolo 21 del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, e dell'articolo 15 della legge 5 agosto 2002, n. 118, a garanzia di tracciabilità degli impieghi e degli esiti del SSN sviluppando con l'ausilio delle nuove tecnologie e l'impiego diffuso dell'intelligenza artificiale, tra cui l'apprendimento automatico ( machine learning) , modelli predittivi in grado di marginalizzare l'inappropriatezza e finalizzare al meglio le risorse disponibili, implementando processi di analisi e valutazione dei benefici derivanti dalla diagnosi e dalla cura precoci dell'ipovisione e dell'impatto anche economico della cecità evitabile per la definizione dei percorsi di prevenzione, di assistenza e di cura delle patologie croniche degenerative. Il miglioramento della qualità delle cure rappresenta un obiettivo prioritario da raggiungere in tutti i settori della sanità, soprattutto in ambiti complessi come quello della disabilità visiva, con una governance fondata su una reale appropriatezza sia clinica che organizzativa in grado di garantire le migliori cure possibili anche a pazienti con ipovisione e perfino cecità attraverso la riabilitazione visiva, la cui gestione è oggi invece ancora troppo caratterizzata da un quadro di frammentazione assistenziale, che grava principalmente sui pazienti e sui loro bisogni di salute e sulle loro famiglie, con importanti costi umani, familiari e sociali a cui occorre porre rimedio. All'uopo, si rende necessario rafforzare la rete di prevenzione, protezione e cura in tutta la filiera con un approccio integrato tra medico del ruolo unico di assistenza primaria, gli specialisti di riferimento e le professioni sanitarie competenti, in particolare valorizzando la sinergia tra oftalmologo e ortottista assistente di oftalmologia. È altresì importante migliorare l'accesso all'informazione da parte della popolazione sui fattori di rischio delle patologie oculari maggiormente invalidanti per le diverse fasce d'età, attraverso la promozione e il potenziamento delle attività della sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (IAPB Italia) e valorizzando la collaborazione interistituzionale con le società scientifiche. Cambiare evolutivamente si deve e si può.. Art. 1. (Oggetto e finalità) 1. La presente legge ha la finalità di tutelare il diritto alla salute delle persone affette da patologie oculari cronico degenerative, tra cui la degenerazione maculare, senile e miopica, la retinopatia diabetica e l'otticopatia glaucomatosa attraverso misure volte a garantire: a) la prevenzione, la diagnosi e il trattamento della malattia secondo principi di tempestività e di appropriatezza; b) la presa in carico del paziente con un approccio integrato da parte del medico di assistenza primaria e degli specialisti di riferimento, in particolare dell'oftalmologo in sinergia con l'ortottista assistente di oftalmologia; c) l'uniformità dell'erogazione e dell'accesso, nel territorio nazionale, alle prestazioni e ai farmaci appropriatamente eleggibili, compresi quelli innovativi e quelli orfani, e più in generale alle terapie avanzate nonché alla riabilitazione visiva;