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Con il provvedimento di oggi noi rilanciamo i nostri allevatori produttori di latte ovino e caprino, investendo 10 milioni che andranno a sostenere i contratti di filiera, di distretto, la promozione ma anche interventi strutturali nel settore. Abbiamo destinato - e non deve passare inosservato - 14 milioni al Fondo nazionale indigenti per l'acquisto di formaggi DOP fatti con latte di pecora. Questi serviranno a favorire il consumo delle scorte di formaggio, ad abbassare l'offerta facendo innalzare il prezzo, ma senza sprechi che sarebbero immorali in tempi moderni come questi che stiamo vivendo. Sosteniamo in questo modo il mercato e garantiamo a persone in difficoltà economiche di nutrirsi con prodotti di altissima qualità. Questo è un testo che abbiamo fortemente voluto ed è un decreto-legge che abbiamo migliorato insieme tutti, col contributo di tutti. In questa occasione, infatti, rispetto al testo originario del decreto-legge, solo in Commissione alla Camera i nostri colleghi parlamentari deputati hanno approvato ben 84 diverse proposte di modifica, introducendo importanti novità. Abbiamo contribuito a estendere il suo scopo originario per risolvere questioni le cui soluzioni si attendevano da anni, come quello della suinicoltura e della riforma sanzionatoria della pesca, che è stato già dibattuto in precedenza. Il provvedimento dagli iniziali 61 milioni impegnati per il 2019 è passato a 79 milioni, poi 150 milioni annui, per gli anni 2020 e 2021 relativamente al rilancio dell'agricoltura nella Regione Puglia. Il decreto-legge ha iniziato il suo iter in Commissione il 2 aprile 2019 ed è stato approvato dalla Camera dei deputati il 17 aprile 2019 e oggi 15 maggio viene approvato dal Senato. Credo che tale velocità nell'approvazione di questo provvedimento dimostri che c'è una coscienza da parte di tutti ed una comprensione della sua gravità e della sua importanza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vorrei solo ricordare che quello che stiamo approvando qui in Aula lo dobbiamo ad un settore decisivo per il made in Italy , è la prima parte di quella filiera importante che è l'agroalimentare, che vale 205 miliardi e rappresenta il 12 per cento del PIL, dimostrandosi elemento di traino per l'intera economia. Questo settore vale 1,3 milioni di addetti, 33,3 per cento di crescita in cinque anni, 41,8 miliardi di euro di esportazioni. Le imprese agricole di eccellenza italiane e i principali marchi dell'industria alimentare nazionale raccontano di una realtà da primato del made in Italy nel mondo, e questo è fondamentale. L'agricoltura italiana continua a occupare un posto centrale nell'economia del nostro Paese sia in termini di produzione che in termini di servizi e funzioni. Su questa via noi intendiamo procedere. Vorrei solo ricordare che nella legge di bilancio abbiamo già approvato degli interventi sostanziali per il mondo dell'agricoltura. Abbiamo fatto un rapido conto di tutti gli interventi diretti sul mondo agricolo e, con il provvedimento odierno, valgono 950 milioni di euro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo Governo ha messo in mano all'agricoltura quasi un miliardo di euro. Non possiamo dire che non siano state fatte delle cose importanti. L'analisi della congiuntura del settore mostra intanto una ripresa del valore della produzione, come citava prima anche il sottosegretario Pesce, ma anche che i prezzi dei prodotti agricoli venduti hanno guadagnato sei punti percentuali e che dal lato dei consumi alimentari si consolida anche la ripresa della spesa delle famiglie (+2 per cento). Vorrei ringraziare innanzitutto il ministro Centinaio e tutta la struttura e la squadra del Ministero per il supporto (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , il sottosegretario Pesce, qui presente, il sottosegretario Manzato, il presidente del nostro Gruppo Romeo, il presidente della Commissione agricoltura Vallardi, tutti i senatori che in Commissione si sono impegnati e hanno capito l'importanza lo spirito di urgenza di questo provvedimento. Come altri colleghi hanno detto prima di me, nessuno cinquant'anni fa poteva immaginare che l'uomo potesse andare sulla Luna, e pochi anni fa non si poteva immaginare che avremmo potuto esportare dei prodotti italiani nel mondo, ma soprattutto in Estremo Oriente ed in Cina. Io credo che mai come oggi abbiamo visto che questo è fattibile. Il ministro Centinaio anche oggi è in Estremo Oriente in una missione importante: stiamo esportando arance, stiamo esportando carne suina, ma presto esporteremo anche altri prodotti. Per tutte queste ragioni, per quello che abbiamo fatto, per quello faremo anche in futuro, ma soprattutto per i contenuti di questo provvedimento, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier Partito Sardo di Azione. Prima gli agricoltori italiani, sempre. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . SERAFINI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SERAFINI (FI-BP) . Signor Presidente, nel considerare il provvedimento in esame opportuno per i comparti interessati, mi preme porre l'attenzione su degli aspetti emersi durante l'esame del provvedimento in Commissione, cioè che l'attività del legislatore deve offrire stabilità economica e garantire un'opportunità di crescita attraverso strumenti legislativi che siano di supporto socioeconomico e siano funzionali per le imprese del settore, al fine di garantire, nel tempo, la sostenibilità ed il reddito. L'agroalimentare, nel suo complesso, è costituito da produzioni diversificate, estremamente importanti e strategiche per il nostro Paese, sia per lo stile della nostra tradizione alimentare, che per l'impatto socioeconomico che le aziende di questa filiera produttiva rivestono. È quell'area del nostro PIL, che in tutte le sedi istituzionali si dichiara di voler sostenere e difendere da contraffazioni e da quel fenomeno che interessa i prodotti realizzati all'estero, i quali, utilizzando il "suono" di un nome, ingannano i consumatori, facendo loro pensare che si tratti di prodotti italiani. Nel caso dell'Italia le produzioni agroalimentari garantiscono infatti non solamente la sostenibilità alimentare, ma assumono anche un valore culturale e un'attrazione di investimenti e di turismo. Ciascuna Regione si caratterizza per produzioni particolari e unicità che valorizzano questo o quel territorio. Per questo l'agroalimentare rappresenta da sempre una filiera strategica per l'economia italiana, se consideriamo che il fatturato del 2018 dell'industria alimentare sembrerebbe aver raggiunto 140 miliardi di euro e che, complessivamente, le esportazioni dei prodotti dell'industria alimentare nel 2018 si collocano attorno ai 41 miliardi di euro.