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I soggetti di cui all’articolo 33, comma 1, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, possono chiedere ai rispettivi datori di lavoro di usufruire, in alternativa al prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa, di due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino. 2 . Successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità, ha diritto a tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, fruibili anche in maniera continuativa, a condizione che il minore con handicap in situazione di gravità non sia ricoverato a tempo pieno. 3 . L'agevolazione di cui ai commi 1 e 2 si applica anche al lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste una persona con handicap in situazione di gravità, coniuge o convivente, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti. 4 . Ai permessi di cui ai commi 2 e 3, che si cumulano con quelli previsti all'articolo 32 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 151 del 2001, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 34, comma 5, e 43 del medesimo testo unico. 5 . Il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste con continuità un parente o un affine entro il terzo grado con handicap in situazione di gravità e con lui convivente, ha diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede. 6 . La persona maggiorenne con handicap in situazione di gravità che può usufruire, alternativamente, dei permessi di cui al comma 2, ha diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso. 7 . Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche agli affidatari di persone con handicap in situazione di gravità, fatto salvo quanto disciplinato dall'articolo 33- bis ». 2 (Introduzione dell'articolo 33- bis alla legge n. 104 del 1992) 1 Dopo l'articolo 33 della legge n. 104 del 1992, come sostituito dall'articolo 1 della presente legge, è inserito il seguente: «Art. 33- bis. -- (Ulteriori disposizioni in materia di agevolazioni e limitazioni). -- 1 . Le agevolazioni di cui all'articolo 33 si applicano: a) per assistere esclusivamente un soggetto con handicap in situazione di gravità, fatto salvo il caso in cui il lavoratore, unico parente o affine entro il terzo grado, debba assistere contemporaneamente più soggetti con handicap in situazione di gravità, ovvero il caso in cui si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano i compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti; b) prioritariamente al parente o affine di primo grado del soggetto con handicap in situazione di gravità; in assenza, e per eccezionali e motivate esigenze di assistenza, al lavoratore che sia parente o affine entro il terzo grado del soggetto con handicap in situazione di gravità; c) qualora, previa verifica, nel nucleo familiare del soggetto con handicap in situazione di gravità non siano presenti familiari conviventi non lavoratori, idonei sul piano psico-fisico a prestargli assistenza, il suddetto soggetto con handicap in situazione di gravità può richiedere espressamente, mediante una dichiarazione contenente motivazioni valide, di essere assistito da un altro parente o affine entro il terzo grado. La dichiarazione deve essere sempre allegata alla domanda del lavoratore di concessione del beneficio; d) purché la distanza tra il luogo ove è effettivamente prestata l'assistenza e il luogo di lavoro non sia superiore a 50 chilometri in linea d'aria, ovvero a 25 chilometri nel caso in cui il lavoratore interessato rivesta mansioni che possano comportare il suo immediato rientro in servizio. In ogni caso il lavoratore è tenuto ad attestare con titolo di viaggio, o altra documentazione idonea, il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito. 2 . Le agevolazioni di cui all’articolo 33 sono concesse ad un solo lavoratore per assistere esclusivamente uno stesso soggetto con handicap in situazione di gravità alla volta. 3 . Le agevolazioni di cui all’articolo 33 non possono essere esercitate per assistere un soggetto con handicap in situazione di gravità diverso da quello per il quale sono state riconosciute. 4 . Le agevolazioni di cui all’articolo 33 non sono concesse a lavoratori che ne facciano richiesta per assistersi reciprocamente, indipendentemente dal grado di parentela o affinità inercorrente tra loro. 5 . La concessione delle agevolazioni di cui all’articolo 33 è incompatibile con la fruizione di qualsiasi altra agevolazione nei confronti del medesimo soggetto con handicap in situazione di gravità, fatto salvo quanto disposto dal comma 4 dell'articolo 33». 3 (Introduzione dell'articolo 33- ter alla legge 5 febbraio 1992, n. 104) 1 Dopo l'articolo 33- bis della legge n. 104 del 1992, come introdotto dall’articolo 2 della presente legge, è inserito il seguente: «Art. 33- ter. - (Sanzioni). -- 1 . L'inosservanza, anche parziale, di quanto disposto dagli articoli 33 e 33- bis , comporta, a carico del datore di lavoro, individuabile nella persona del legale rappresentante pro tempore in carica al momento dell'accertamento della violazione, una sanzione di natura pecunaria commisurata ai giorni di permesso concessi arbitrariamente al lavoratore. 2 . Nei casi di cui al comma 1 il datore di lavoro è chiamato a rifondere, nei confronti dell'INPS, il costo attualizzato delle giornate di lavoro perdute dall'ente o dall’azienda, maggiorato degli interessi di mora secondo quanto stabilito da parte dell’ISTAT al momento del conteggio della sanzione. 3 . Ferma restando la verifica dei presupposti per l’accertamento della responsabilità disciplinare, il lavoratore di cui al comma 3 dell’articolo 33 decade dai diritti di cui al presente articolo qualora il datore di lavoro o l’INPS accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».