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Ebbene, non vanno trascurate le differenze in termini di investimento economico delle due opzioni, perché la prima interessa i piccoli operatori del mondo rurale, mentre la seconda, quella dello spegnimento, coinvolge soggetti esterni del settore forestale, in particolari aree del business connesse alla flotta aerea e ai sistemi di monitoraggio, settori formalmente legati all'industria militare. Della foresta abbandonata abbiamo parlato tutti, ma voglio richiamare solo un dato che vorrei fosse valutato attentamente: se, da una parte, vietare per proteggere e ricostruire il patrimonio va bene, dall'altra però ritengo, soprattutto da donna appartenente a una forza politica in cui si privilegiano il lavoro, il reddito e l'imprenditoria, che gestire il patrimonio e valorizzarlo anche economicamente per ridurre i costi della sua tutela sia molto meglio. È una cultura, questa, che purtroppo abbiamo ereditato dalla fine dell'Ottocento, quando il Paese si era dotato di una rigida normativa di vincolo dei territori boscati e di una Forza di polizia specializzata nella tutela delle risorse forestali. Questa superficie in cinquant'anni si è raddoppiata e vale quindi la pena di trovare formule per cui il costo di una gestione, dando una valorizzazione alle foreste, sarebbe sicuramente minore a quello della prevenzione. Poi abbiamo un problema di governance, che ha ampiamente documentato il collega Toninelli che ha palesato e manifestato questi errori. Però io ritengo che dagli errori si possa imparare, quindi non mi sento di condannare le forze politiche che si sono messe in gioco per trovare delle soluzioni. Sicuramente dobbiamo rivedere la cosiddetta legge Madia perché ne sono state evidenziate le tante incongruenze di cui non voglio parlare nuovamente. Il provvedimento affida al Dipartimento di protezione civile il compito di affrontare, con cadenza triennale, il Piano nazionale per il rafforzamento delle risorse umane, tecnologiche, aeree e terrestri necessarie per prevenire e contrastare gli incendi boschivi; documento che andrà a integrare la consueta pianificazione regionale. Spero che il coordinamento strutturato con l'apparato centrale dello Stato possa finalmente garantire maggiori risorse alle Regioni per combattere questa piaga. Tra le novità più rilevanti che spero possano trovare piena e rapida applicazione, vi è la ricognizione e valutazione, che viene affidata al Dipartimento della protezione civile, di strumenti innovativi, con le nuove tecnologie che oggi possono sicuramente dare un grande aiuto. Penso a quella satellitare, idonea all'integrazione di sistemi di sorveglianza, monitoraggio e rilevamento dell'ambiente, ai droni, al controllo remoto, mezzi capaci di rilevare in tempi rapidissimi anche piccoli focolai di incendio. I mezzi messi a nostra disposizione dalla tecnologia aerospaziale sono oggi straordinari. Se venissero sfruttati appieno e ben coordinati, la battaglia contro il fuoco prenderebbe sicuramente una piega meno drammatica. Presidente, consegnerò il testo integrale del mio discorso, perché tutta la seconda parte contiene le esperienze che, grazie a una bibliografia resa possibile dall'aiuto dei giornalisti che ci riportano puntualmente le migliori esperienze in Italia, io dico che la prevenzione si può fare, c'è ed è dimostrata da paesi come il Comune di Carini o dal Consiglio di sicurezza nazionale che continua a dare supporto in termini di innovazione tecnologica alla prevenzione degli incendi. Quindi - ripeto - la prevenzione si può fare, c'è ed è dimostrata e io spero che vi sia anche l'impegno del Governo nel battersi per l'incentivazione e l'acquisizione di nuove tecnologie. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatrice Papatheu la Presidenza l'autorizza a consegnare il testo integrale dell'intervento affinché resti agli atti. È iscritto a parlare il senatore Candiani. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, devo dire che il provvedimento di cui stiamo trattando ha un'importanza particolare, perché dopo l'estate del 2021, che è stata particolarmente complicata dal punto di vista della lotta agli incendi, credo si sia acquisita anche una necessaria consapevolezza di quanto questo cancro, che va a colpire il nostro patrimonio forestale debba essere debellato con ogni sforzo. Lascerei perdere in questo senso alcune, diciamo, suggestioni climatiche come quelle che ci ha riportato prima il senatore Toninelli, che certamente avranno la loro ragion d'essere in qualche altro luogo del mondo, ma che temo poco abbiano a che fare con incendi dolosi appiccati essenzialmente nel Sud Italia e in alcune zone ben specifiche. Ecco, interroghiamoci a partire da questo: come mai in alcune aree del Paese si sviluppano così facilmente incendi e come mai combattere in quei territori il fuoco all'interno delle aree boscate è sempre un'impresa titanica. A fronte di questo, bisogna prendere consapevolezza che il quadro penale, come è stato affrontato anche in questo provvedimento, necessita di essere messo a fuoco. Sono necessarie azioni di contrasto alla criminalità che si nasconde dietro agli incendi boschivi. Non raccontiamoci che i fuochi si sviluppano da soli, perché tale fenomeno in natura è cosa estremamente rara e certamente totalmente avulsa dal contesto di cui stiamo parlando. Parliamo invece degli interessi che stanno dietro a chi incendia boschi, non solo degli interessi legati a chi, magari prima della stessa legge del 2000 che impedisce il cambio di destinazione d'uso del territorio, pensa di utilizzare questo strumento appunto per modificarne la destinazione d'uso, come avveniva molti anni fa. Penso anche a qualche soggetto, magari a qualche professionista dell'antincendio che cerca l'occasione per essere chiamato a spegnere gli incendi. In questo senso ho provato a spiegare in tutti i modi, soprattutto a chi oggi sta al Governo, che dobbiamo essere molto determinati per evitare che qualche scriteriato, qualche delinquente, si infili tra i nostri vigili del fuoco volontari o in altre categorie che dovrebbero difendere il territorio e approfitti dell'occasione per provocare incendi anziché difendere il territorio. Purtroppo alcune indagini hanno posto qualche esempio sotto la lente di ingrandimento e di questo siamo molto addolorati. Proprio perché dobbiamo difendere l'onorabilità dello Stato e di un Corpo importante come quello di chi combatte gli incendi o la Protezione civile o altri, dobbiamo essere molto determinati e addirittura - come è il caso - se qualcuno viene trovato a commettere questo tipo di reati, colpirlo gravemente (Applausi) . Bisogna avere il coraggio di affrontare questi tabù, altrimenti c'è sempre l'idea di una manina nascosta, che non si sa a chi appartenga, che va ad accendere i fuochi. Magari bisogna anche affrontare alcune condizioni che rendano possibile combattere gli incendi. In questo senso siamo molto soddisfatti del fatto che la Commissione abbia approvato norme che consentono la proroga della graduatoria del concorso pubblico a 250 posti nei Vigili del fuoco, consentendo di avere a disposizione un bacino da cui attingere per le future assunzioni fino alla fine del 2022, impedendo che ci sia un vuoto all'interno degli organici dei Vigili del fuoco, soprattutto per quanto riguarda il turnover.