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Se da un lato, infatti, è condivisibile l'approccio esposto dal ministro Moavero e dallo stesso presidente del Consiglio Conte, avuto riguardo alle finalità dell'operazione Sophia, improntato alla sostanziale continuità con l'operato dei Governi precedenti, suscita, invece, non poche perplessità l'orientamento, assai diverso, fatto proprio, in merito alla stessa operazione, dal Ministro dell'interno. Ciò inevitabilmente lascia evincere una linea di condotta non chiara e non condivisa all'interno dell'attuale Governo, fermo restando che non occorre dimenticare l'obiettivo prioritario della stessa missione, ovvero la neutralizzazione dei trafficanti di esseri umani, nonché il salvataggio delle vite umane nel rispetto del diritto internazionale. Il presidente PETROCELLI dichiara, quindi, conclusa la procedura informativa all'ordine del giorno. IN SEDE REFERENTE AS 624 Conversione in legge del decreto-legge 10 luglio 2018, n. 84, recante disposizioni urgenti per la cessione di unità navali italiane a supporto della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell'interno libici DDL 624 Conversione in legge del decreto-legge 10 luglio 2018, n. 84, recante disposizioni urgenti per la cessione di unità navali italiane a supporto della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell'interno libici (Esame e rinvio) Il PRESIDENTE , prima di passare all'esame del disegno di legge in oggetto, ricorda gli esiti dell'Ufficio di Presidenza, allargato ai Capigruppo, tenutosi ieri, il quale ha convenuto all'unanimità la seguente tempistica per la disamina del medesimo. Nella seduta di oggi e in quella eventuale, prevista domani alle ore 8,30, si procederà all'incardinamento del testo, con lo svolgimento della relazione illustrativa da parte del relatore e, quindi, all'avvio della discussione generale. Il termine per la presentazione di eventuali emendamenti e ordini del giorno è stato fissato per il prossimo venerdì 20 luglio alle ore 10. Alle ore 13 dello stesso giorno si terrà una eventuale seduta mirante al solo scopo di fornire pubblicità ai possibili emendamenti presentati. Sottolinea che si tratterà di una seduta dove non verrà svolta attività legislativa e che, ovviamente, sarà sconvocata qualora non fosse presentata alcuna proposta emendativa. Qualora vi fossero emendamenti, è stato previsto un termine per la presentazione di eventuali subemendamenti, per le ore 17 dello stesso giorno. In attesa che pervenga il fondamentale parere della Commissione bilancio - peraltro, sono già arrivati finora il parere non ostativo della Commissione affari costituzionali ed il parere favorevole della Commissione lavori pubblici - si è ipotizzato di licenziare definitivamente il provvedimento per l'Aula del Senato nella giornata del 24 luglio (o al più tardi del 25 luglio). Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, introduce, quindi, l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 84 del 2018, finalizzato ad incrementare, per l'anno corrente, la capacità operativa della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell'interno libici attraverso la cessione a titolo gratuito di apposite unità navali italiane, nonché la fornitura delle risorse necessarie alla manutenzione di tali mezzi e lo svolgimento di specifiche attività addestrative e di formazione per il personale libico. Ricorda, innanzitutto, che le questioni della messa a disposizione di unità navali italiane alla Libia, della loro manutenzione e dello svolgimento di mirate attività addestrative non sono nuove, essendo state oggetto di accordi bilaterali e di cooperazione fra i due Paesi sin dal 2009, nel quadro delle attività volte al controllo ed alla sicurezza dei mari, nonché al contrasto dell'immigrazione irregolare e del traffico di esseri umani. Fra gli Accordi bilaterali sottoscritti in passato, che hanno portato anche all'adozione di specifici protocolli tecnico-operativi, anche con riferimento alle attività addestrative, menziona il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia, che, firmato a Bengasi il 30 agosto 2008, nel riaffermare l'impegno delle Parti a operare per il rafforzamento della pace, della sicurezza e della stabilità, in particolare nella regione del Mediterraneo, oltre che alla definizione di un nuovo partenariato bilaterale, ha previsto (articolo 19) l'intensificazione della collaborazione bilaterale nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, al traffico di stupefacenti e all'immigrazione clandestina, nonché la realizzazione di un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche da affidare a società italiane. Ricorda, inoltre, che alla Dichiarazione di Tripoli del gennaio 2012, con cui l'Italia ha assicurato il proprio sostegno politico al processo di pacificazione nazionale in atto in Libia, ha da ultimo fatto seguito anche il Memorandum d'intesa sottoscritto nel febbraio 2017, che stabilisce l'impegno reciproco dei due Governi a completare il sistema di controllo dei confini del sud della Libia previsto dal Trattato del 2008. Il provvedimento all'esame si pone, dunque, nel solco dell'impegno profuso dall'Italia negli ultimi anni per il rafforzamento degli strumenti operativi a disposizione di Tripoli per esercitare la sua autorità statuale nel controllo delle acque antistanti la costa libica, puntando, dunque, al rafforzamento degli accordi di collaborazione già sottoscritti nel recente passato. Del decreto-legge si ravvisano, in primo luogo, i requisiti di straordinarietà e di urgenza stante la necessità di contribuire in tempi brevissimi al consolidamento delle capacità operative della Libia, conformemente alle richieste del Governo legittimo di quel Paese, nell'attività di controllo e vigilanza sulle proprie acque territoriali, anche al fine di garantire la sicurezza della navigazione nel Mediterraneo e di porre un argine all'immigrazione irregolare e al traffico di esseri umani che si muovono dall'Africa verso l'Europa e che da troppi anni stanno interessando proprio la rotta del Mediterraneo centrale. Per il nostro Paese, in particolare, il rafforzamento della collaborazione bilaterale con la Libia costituisce un elemento di estrema rilevanza, non solo per continuare a perseguire l'obiettivo del contenimento della pressione migratoria che proprio dalle coste libiche spesso si origina, ma anche per una tutela più adeguata delle stesse frontiere esterne, italiane e dell'Unione europea, oltre che per un'azione efficace di contrasto alla criminalità organizzata internazionale e di prevenzione dai potenziali rischi di infiltrazione di soggetti contigui alle organizzazioni terroristiche. Quanto ai contenuti del provvedimento, evidenzia che il disegno di legge di conversione si compone di un solo articolo che dispone la conversione in legge del decreto-legge n. 84 del 2018 a far data dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il decreto legge, a sua volta, si compone di 4 articoli che dispongono, rispettivamente, in ordine alle cessioni di unità navali alla Libia (articolo 1), alle attività di manutenzione delle unità navali e alla formazione del personale (articolo 2), alla copertura finanziaria (articolo 3) ed alla entrata in vigore del testo (articolo 4).