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La proposta formulata è infatti inquadrabile nel contesto delle riforme per la transizione ecologica di cui all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, assodato che « migliorare l'efficienza energetica nell'uso delle materie prime delle filiere produttive » sarà la base del nuovo modello economico e sociale di sviluppo su scala globale. Nel PNRR si legge, infatti, che « La riconversione ecologica può e deve rappresentare anche un terreno di nuova competitività per molta parte del nostro sistema produttivo. Servono grandi investimenti per indirizzare le filiere industriali dell'energia [...] verso prodotti e processi produttivi efficienti riducendo gli impatti ambientali in misura importante, in linea con i più ambiziosi traguardi internazionali in materia, così come sono necessari investimenti nell'agricoltura sostenibile e di precisione ». In particolare, il disegno di legge si pone in linea con la Missione 2, « Rivoluzione verde e transizione ecologica », del PNRR per la I e IV componente. Per la I componente, « Agricoltura sostenibile ed economia circolare », perché persegue l'obiettivo di « una filiera agroalimentare sostenibile, migliorando la logistica e competitività delle imprese agricole e le loro prestazioni climatico-ambientali » e per la IV componente, « Tutela del territorio e della risorsa idrica », perché « prevede rilevanti interventi [...] sui grandi schemi idrici e sulle opere di approvvigionamento idrico a scopo idropotabile e/o irriguo e la gestione sostenibile delle risorse idriche e sulle infrastrutture verdi urbane » . Più nello specifico, andando ad analizzare la prima componente della Missione 2, il presente disegno di legge è in linea con il secondo obiettivo della componente 1, ossia « Sviluppare una filiera agroalimentare sostenibile » che, tra gli investimenti previsti, vede anche l'investimento di 500 milioni di euro per l'« Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare ». Di concerto con questa componente, si pone, poi, la strategia « Dal produttore al consumatore », promossa dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e cofinanziata dal Ministero dell'economia e delle finanze, che prevede proprio un investimento di 1 miliardo e 500 milioni di euro per i prossimi tre anni e mezzo per promuovere con determinazione un'accelerazione della transizione verde e digitale anche nel settore primario. Questa strategia fa particolare riferimento alla digitalizzazione e al trasferimento tecnologico in agricoltura, prevedendo l'impiego delle più moderne tecnologie in materia di agricoltura di precisione, digitalizzazione, interconnessione, miglioramento delle prestazioni, riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti, nonché predisponendo normative che garantiscano maggiori tutele per la sicurezza sui luoghi di lavoro e un miglioramento della produttività e della sostenibilità alimentari. Il disegno di legge è altresì inquadrabile nel contesto delle « Riforme per la promozione della concorrenza » di cui al PNRR, che « sostiene la transizione digitale e l'innovazione del sistema produttivo attraverso stimoli agli investimenti in tecnologie all'avanguardia e 4.0, ricerca, sviluppo e innovazione » ed è altresì in linea con la Missione 1 « Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo » del PNRR, che punta sulla « innovazione e la digitalizzazione delle imprese (transizione 4.0), ivi comprese [...] le filiere agroalimentari del Mezzogiorno, la realizzazione di reti ultraveloci in fibra ottica, 5G ed investimenti per il monitoraggio satellitare ». Tra l'altro, lo stesso PNRR prevede incentivi fiscali per le imprese che investono in beni strumentali, materiali e immateriali, necessari ad un'effettiva trasformazione digitale dei processi produttivi, nonché alle attività di ricerca e sviluppo connesse a questi investimenti. Per incrementare l'attrattività del Paese occorre realizzare la transizione digitale, la transizione verde, la rigenerazione socio-economica dei territori e la modernizzazione delle infrastrutture materiali e immateriali. Inoltre, la promozione delle tecniche di agricoltura di precisione è in linea con la Missione 4 , « Istruzione e ricerca », del PNRR per la II componente « Dalla ricerca all'impresa », che « guarda alla ricerca di base, applicata, e al trasferimento tecnologico per rafforzare il sistema della ricerca lungo le diverse fasi della maturità tecnologica, agendo in maniera sistemica sulla leva degli investimenti in ricerca e sviluppo ». In particolare, per la prima direttrice di intervento fa riferimento al « potenziamento della filiera di ricerca e sviluppo attraverso grandi infrastrutture di ricerca e parternariati allargati per lo sviluppo di progetti di ricerca ». Per la seconda direttrice di intervento, invece, fa riferimento al « potenziamento dei meccanismi di trasferimento tecnologico, incoraggiando – con partnership e investimenti pubblici e privati – l'innovazione attraverso l'uso sistemico dei risultati della ricerca da parte del tessuto produttivo ». L'agricoltura di precisione si basa infatti sulla misura e gestione della variabilità spazio-temporale, resa possibile dalla digitalizzazione, che in questo caso è una condizione necessaria ma non sufficiente per l'agricoltura di precisione. Ciò detto, si comprende come non basti modernizzare le apparecchiature ma occorre saper elaborare e analizzare l'enorme mole di dati e informazioni raccolte grazie all'impiego delle tecniche di intelligenza artificiale. Il presente disegno di legge, infine, è in linea con la Missione 5 « Inclusione e coesione » del PNRR per la III componente, « Interventi speciali per la coesione territoriale », che prevede « misure a supporto dei giovani e finalizzate alla transizione ecologica ». Questa componente, infatti, include interventi, per lo più concentrati nelle regioni del Sud, per realizzare infrastrutture e laboratori per il trasferimento tecnologico in contesti urbani marginalizzati da rigenerare. Il PNRR, in definitiva, stanzia 500 milioni di euro, nella forma di contributi in conto capitale, a sostegno prevalentemente dell'ammodernamento dei macchinari agricoli che permettono l'introduzione di tecniche di agricoltura di precisione e l'utilizzo di tecnologie digitali avanzate e 800 milioni di euro per lo sviluppo della digitalizzazione dei processi e della logistica per i settori agroalimentare, della pesca e dell'acquacoltura, della silvicoltura, della floricoltura e del vivaismo. La programmazione degli interventi per la promozione delle tecniche di agricoltura di precisione in Italia, però, non è stata circoscritta solo al PNRR ma ha visto anche il coinvolgimento del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR, del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) – questi ultimi due nell'ambito del Piano strategico nazionale per l'attuazione e il coordinamento dei programmi della Politica agricola comune (PAC) 2023-2027 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali –, del Piano nazionale « Transizione 4.0 » del Ministero dello sviluppo economico (di complessivi 7 miliardi di euro), nonché della legge di bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024.