[resaula]

Si può prevedere una forma di ristoro nei confronti dei loro legittimi proprietari, ovvero nei nostri confronti. Temiamo magari una guerra commerciale e forse abbiamo qualche remora su questo, però il problema va affrontato con ragionevolezza, la stessa che deve impedirci di sperperare un patrimonio di 7.000 miliardi di euro. Signor Presidente, con l'approvazione di questo decreto-legge si conferma la volontà di sostenere con uno sforzo senza precedenti le famiglie, i lavoratori e le imprese italiane, proteggendole dalle conseguenze economiche negative generate dall'emergenza epidemiologica. I decreti-legge che si sono susseguiti in questi ultimi mesi e con cui vogliamo proteggere questi stessi soggetti sono necessari, ma non bastano e dobbiamo programmare il futuro soprattutto con le risorse del recovery fund . Dobbiamo far sapere loro che abbiamo intenzione di farlo, magari tralasciando ogni tanto la visibilità mediatica anche con idee la cui portata potrebbe non essere compresa nell'immediato dall'elettorato; però, dobbiamo farlo: dobbiamo programmare il futuro del Paese. (Applausi). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Manca. MANCA, relatore . Signor Presidente, faccio alcune brevi considerazioni anche rispetto all'andamento del dibattito e alle questioni che diversi colleghi senatori hanno posto all'attenzione del nostro confronto. La prima è relativa al percorso che abbiamo seguito. Continuo a pensare che l'accusa che ci viene rivolta rispetto all'utilizzo del voto di fiducia, a detta di alcuni improprio, non tiene conto, a mio avviso, del lavoro prezioso e importante che abbiamo svolto in Commissione. Abbiamo votato gli emendamenti, attraverso i quali abbiamo realizzato un confronto politico che considero serio e produttivo, anche con le forze di opposizione; abbiamo convertito questo decreto-legge anche grazie a una collaborazione preziosa con il Governo, incrementando le risorse a disposizione: siamo passati dai 250 milioni di euro sul 2020, più i 50 del 2021, ad oltre 520. Abbiamo affrontato temi importanti, che credo siano un elemento prezioso per la nostra democrazia, per il confronto politico tra forze diverse, che hanno ovviamente identità e profili diversi, il quale ritengo sia stato utile e costruttivo anche per valorizzare il lavoro del Parlamento. Nella Commissione bilancio, infatti, questo confronto io lo ritengo utile. Rispetto agli altri passaggi parlamentari di conversione, dal decreto-legge cura Italia fino al decreto rilancio, noi consideriamo questo percorso particolarmente importante, anche per effetto di un confronto costruttivo. Allo stesso modo, definire le proposte della maggioranza e del Governo senza un'identità, una visione, io continuo a pensare che sia un elemento di debolezza, perché l'identità e la visione ci sono all'interno dei nostri progetti e delle proposte con le quali questo Governo ha inteso portare via l'Italia dalla crisi pandemica. C'è un'identità quando parliamo di lavoro; c'è un'identità quando parliamo di sostegno alle imprese; c'è un'identità quando parliamo di sostegno alle famiglie; c'è un'identità quando, attraverso interventi specifici, abbiamo messo Regioni ed Enti locali nelle condizioni di collaborare con lo Stato per uscire da questa crisi. Non mi si può dire che non c'è una visione, perché il progetto che il Governo ha messo in campo per attraversare e uscire da questa crisi poggia su dei valori precisi di non lasciare indietro le persone e contemporaneamente di unire e non dividere il lavoro dal capitale, il lavoro dall'impresa. Non c'è nessuna ideologia retroattiva nel considerare l'impresa preziosa per il sistema territoriale; non abbiamo nessuna dietrologia ideologica e non consideriamo le partite IVA, i lavoratori autonomi come elementi di evasione fiscale; li consideriamo elementi fondamentali di una comunità, perché questo è l'indirizzo politico contenuto all'interno di tutti i provvedimenti che abbiamo determinato per attraversare questa crisi. Certo, sia nelle procedure sia nel merito, attraversare un'emergenza così grave, che non ha colpito solo l'Italia ma che ha colpito al cuore il mondo nella sua interezza, ovviamente ha richiesto anche l'utilizzo di procedure in emergenza, perché siamo all'interno di un'emergenza. Non è solo un problema di decreti del Presidente del Consiglio dei ministri; siamo all'interno di un'emergenza perché le dinamiche pandemiche hanno prodotto uno shock economico rilevantissimo. Quando si perdono oltre 10 punti di PIL è inevitabile che siamo dentro uno stravolgimento delle dinamiche economiche e sociali che richiedono azioni strutturali. Il cosiddetto decreto agosto è un ponte verso l'utilizzo del nuovo volto che l'Europa metterà a disposizione per superare questa crisi e costruire un nuovo modello di sviluppo economico; è un modello di sviluppo economico che appoggerà su un'economia ambientalmente sostenibile, su un'Italia più digitale, sull'innovazione e sulla ricerca indispensabili da accompagnare ad una nuova idea dello sviluppo economico. È un cambiamento, perché non si riparte con gli strumenti del passato; si devono individuare nuove dimensioni economiche e sociali indispensabili per favorire lavoro e crescita economica. Sarà una nuova crescita economica, non uguale a quella ante crisi pandemica. Ne stanno discutendo in ogni angolo del globo e dunque anche all'interno dell'Europa, per questo lo definisco il ponte verso la dinamica europea e per questo mi sembra ingeneroso e non giusto accusare la maggioranza e il Governo di non disporre di una visione. Con altrettanta chiarezza dico che per noi gli ammortizzatori sociali non sono una forma di intervento assistenziale. La loro selettività è fondamentale per salvare le imprese; è decisiva per mettere in sicurezza pezzi del nostro tessuto produttivo. Come si fa a definire un ammortizzatore sociale un intervento assistenziale? Se collochiamo il lavoro e l'impresa in una forma di assistenzialismo, è l'identità precisa di un Paese che decide di costruire le condizioni fondamentali per proteggere il lavoro, salvare le imprese e contribuire, anche attraverso un nuovo impegno dello Stato, ad nuova riconversione economica di pezzi della nostra economia, certamente più orientati verso la sostenibilità ambientale. Green economy significa questo: economia circolare, innovazione e ricerca; sono punti di contatto che sono parte integrante del progetto politico di questa maggioranza. Per questo dico che c'è una visione, un'identità. Certamente stiamo attraversando un'emergenza, ma c'è un'idea della società sulla quale noi abbiamo costruito la nostra risposta alla crisi pandemica. Ancora, sono diverse le misure che abbiamo introdotto anche sul versante economico; non abbiamo avuto il tempo di valorizzarle, ma considero molti interventi positivi quali, ad esempio, quelli adottati nei confronti delle imprese. La sospensione temporanea degli ammortamenti, per quello che riguarda le immobilizzazioni materiali e immateriali, avrà un effetto positivo, cioè proteggerà diverse piccole e medie imprese dalla loro possibile estensione verso le procedure difficili che la norma relativa alle procedure fallimentari determina. Si sta facendo ogni azione per mettere in sicurezza un numero rilevante di imprese, per poter ripartire, per poter costruire un'idea di futuro del nostro Paese. Gli stessi interventi non sono spot : gli interventi che abbiamo adottato nei confronti della piccola e media impresa, del lavoratore autonomo, delle partite IVA.