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Ho iniziato raccontando di un grande successo delle nostre università e dei nostri istituti ospedalieri. Mi piace chiudere pensando che la ricerca vada supportata, ma soprattutto finanziata, più di quanto è stato fatto finora, perché i ricercatori e gli scienziati che ci sono nel mondo spesso e volentieri non hanno solo un cognome italiano, ma sono italiani. Credo che questo vada ricordato e vada messa in atto una politica seria nei confronti della ricerca a tutto tondo. L'altra necessità che non è stata qui richiamata, ma sicuramente è stata solo una dimenticanza, è di porre una particolare attenzione all'oncologia pediatrica. Anche per altre malattie l'aspetto pediatrico è di fondamentale importanza e sarebbe un bel segnale, sotto l'aspetto dei finanziamenti nei confronti di questi reparti, porvi attenzione; mi riferisco anche alla strutturazione dei reparti che devono essere a misura di bambino. Parliamo di una problematica che necessita di attenzioni serie. Credo che si possa e si debba attuare una politica di attenzione negli ospedali verso i pazienti pediatrici. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, innanzitutto siamo soddisfatti che si sia arrivati su questo tema a un ordine del giorno comune. Ci tengo solo a ribadire che il 7 febbraio 2018 l'Associazione salute donna, assieme a tutte le 23 associazioni che fanno parte di questa rete che cerca di dare una mano ai pazienti oncologici, ha consegnato un documento a tutti i partiti politici e tutti i partiti, prima delle scorse elezioni, lo hanno sottoscritto. Ho presentato la mozione n. 67 solo dopo aver fatto spedire centinaia di mail , perché appartenente all'intergruppo parlamentare «Insieme contro il cancro», ma pochi colleghi hanno sottoscritto la mozione, per poi ritrovare presentate in Aula mozioni analoghe. L'importante, da pragmatico lombardo, è che si arrivi all'obiettivo e non sto qua a fare polemiche, ma è evidente che se facciamo parte dell'Intergruppo, e tutti abbiamo sottoscritto il manifesto, tutti noi dovremmo riproporlo e quindi sottoscrivere la mozione da me depositata. La nostra mozione infatti recepisce integralmente l'accordo di legislatura, sottoscritto dalle 23 associazioni; è suddivisa in 15 punti e gli stessi punti sono rimasti anche nell'ordine del giorno. È stato aggiunto il tema del caregiver oncologico, che non era inserito nella mozione originaria, ma i punti più importanti sono: la formazione di un nuovo piano oncologico nazionale, basato sulla centralità del paziente e del suo percorso terapeutico; le reti oncologiche ed ematologiche regionali, a cui bisogna dare attuazione in collegamento anche con il registro tumori nazionale; la messa a punto e l'adozione di protocolli diagnostico-terapeutici assistenziali (i famosi PDTA per le diverse forme di cancro); l'accesso permanente delle associazioni dei pazienti presso i tavoli istituzionali, perché non dimentichiamoci che questo associazioni fanno tantissimo per i pazienti e aiutano, anche negli ospedali, a fare in modo che il paziente si trovi più a suo agio e riesca a superare meglio anche l'aspetto psicologico. Quindi, hanno un ruolo fondamentale e in alcuni casi queste associazioni fanno anche di più. L'altro impegno è mantenere un adeguato e sostenibile finanziamento del Fondo per i farmaci oncologici innovativi. Su questo fronte abbiamo visto in più di un'occasione come il lavoro dei ricercatori e delle ricercatrici, proprio con metodi innovativi, stia portando alla cura di tumori che fino a qualche anno fa lasciavano al paziente scarse possibilità di sopravvivenza. Invece oggi, con queste terapie innovative, sono stati fatti progressi e notevoli passi in avanti anche per favorire l'accesso ai famosi test diagnostici molecolari, atti all'individuazione di terapie personalizzate, altro aspetto assolutamente fondamentale. Ugualmente importante è il fatto che in tutte le Regioni si completi l'istituzione delle famose breast unit - tema su cui ci battiamo da tanto tempo - il cui termine fissato a livello comunitario è scaduto nel 2016. A proposito del tema dell'autonomia, invece, questa mozione va nella direzione auspicata da tutti, ossia porre in essere campagne di comunicazione più efficaci per promuovere l'adesione agli screening oncologici previsti e garantiti dai Livelli essenziali di assistenza. Questi sono i punti programmatici che tutti condividono e che costituiscono il percorso ideale per la presa in carico e la cura del paziente oncologico, com'è stato detto anche dal collega che mi ha preceduto. Sottolineo il contributo importante del mondo del volontariato e della società civile a dare uno stimolo su tematiche che non hanno la risonanza mediatica che spesso i politici cercano: ritengo però fondamentale andare in questa direzione e fare in modo che l'Intergruppo riesca a ottenere risultati concreti. Esso esisteva anche nella passata legislatura, con l'adesione di tutte le forze politiche: pertanto c'è l'idea di proseguire. Auspichiamo quindi che il Governo cominci con qualche atto concreto a venire incontro a queste esigenze, che sono assolutamente importanti. Questo è il succo del discorso e anticipo anche la dichiarazione di voto, dicendo che sull'ordine del giorno, che è condiviso, non potrà che esserci un voto favorevole. (Applausi dai Gruppi LN-SP-PSd'Az e M5S). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, mi scuso con il presidente Romeo per essere stata disattenta nel non considerare la mozione; purtroppo credo che questa disattenzione l'abbiamo avuta in molti senatori, altrimenti l'avremmo subito sottoscritta. Quando il senatore Bertacco ha ricordato il successo del trapianto di fegato a Padova, ho avuto una certa emozione, perché nella XVI Legislatura fui relatrice di un disegno di legge la cui approvazione ha consentito in Italia il trapianto parziale di organo tra esseri viventi quando non era ancora permesso, se non per il rene, a differenza che in altri Paesi. Grazie a quella legge, adesso invece è permesso il trapianto parziale di fegato, intestino, pancreas, eccetera, e fu molto bello il fatto che essa fu approvata in sede deliberante con l'accordo di tutta la Commissione sanità sul tema. Sappiamo che in Italia 3,3 milioni di pazienti vivono con il cancro, ossia il 5 per cento della popolazione: vi sono 373.000 nuovi casi all'anno, dato che evidenzia come ormai questa malattia possa essere tenuta sotto controllo, attraverso un lavoro e un approccio che coinvolgano il Servizio sanitario nazionale. Si tratta di una sfida che riguarda da vicino la politica. Il senatore Romeo ha ricordato il patto per punti salienti che prima delle elezioni le associazioni chiedevano a tutti i partiti politici di sottoscrivere. Lo scorso 23 ottobre è stato ricostruito ufficialmente l'Intergruppo parlamentare «Insieme per un impegno contro il cancro», che nasce appunto dall'accordo tra le 21 associazioni di pazienti oncologici del progetto «La Salute: