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Tralascio il fatto che adesso il limite è a 30.000 euro, e per il nostro sistema burocratico (non si è ancora capito) probabilmente dovranno rifare la domanda tutti. Del resto, il nostro è il Paese delle domande e delle firme e l'esempio lo abbiamo avuto con la famosa certificazione dei nostri trasferimenti nei mesi scorsi. Vorrei ricordare che, probabilmente, anche colui che inventava la certificazione n. 4 o n. 5 se si è fermato a chiedersi cosa chiedesse di firmare, nutriva dubbi su ciò che si firmava, perché non conosceva tutti i decreti del Presidente del Consiglio che venivano richiamati. Questa è la caratteristica nazionale. Qui è emersa una presa d'atto da parte di tutti - non ne faccio una questione di Governo, di maggioranza o di opposizione - del grande guaio che rappresenta la burocrazia nel nostro Paese. È emerso perché in un frangente nel quale si doveva intervenire nell'immediato e in emergenza, non c'è stato nulla di immediato e di emergenziale. Noi chiedevamo, già con il cosiddetto decreto cura Italia, una norma chiara, uno spostamento chiaro delle scadenze. Si è persa l'occasione anche con il cosiddetto decreto liquidità e addirittura con il rilancio, il nuovo decreto, anche per quelle del 16 settembre, con una serie di dubbi e naturalmente si continua a dimostrare l'incapacità... PRESIDENTE.Senatore Pichetto Fratin, posso chiederle la gentilezza di spostarsi e di utilizzarle il microfono al centro dell'emiciclo, perché probabilmente il suo microfono non funziona bene? Lei ha ancora quattro minuti per intervenire e in questo modo potrà continuare l'intervento in maniera chiara per l'Assemblea. PICHETTO FRATIN (FIBP-UDC) . Grazie Presidente, ho subito un sabotaggio, infatti non riuscivo a sentire nemmeno io. PRESIDENTE.Abbiamo rimediato immediatamente. PICHETTO FRATIN (FIBP-UDC) . La ringrazio, Presidente e aggiungo una considerazione. Certamente sono state accolte, nel passaggio alla Camera, una serie di istanze anche nostre, ma purtroppo non è stata fatta chiarezza sulla questione dei termini. Si è accolta l'iniziativa del golden power , che è stato poi fattore comune da parte del Governo, e quindi la necessità di salvaguardare il nostro sistema di imprese, ma, anche in emergenza, si è ignorato e ancora si sta ignorando, colleghi, il grande disastro nazionale, quello che leggiamo dai dati di oggi, che ci dicono che è calata la disoccupazione. Banalmente, sono gli inoccupati, quelli che non hanno cercato lavoro, avendolo perso nell'immediato. A tale proposito, per la seconda volta nella mia vita - devo fare un esame di coscienza - sono d'accordo con un importante esponente del MoVimento 5 Stelle, cioè Di Battista. La prima volta che sono stato d'accordo con lui è stato quando ha dichiarato che i Trattati dell'Unione europea stipulati all'inizio degli anni Novanta sono obsoleti e quindi vanno rivisti; la seconda quando ho letto, pochi minuti orsono, che pone la questione dell'inoccupazione e del lavoro nero e usa una frase immediata, dicendo che dobbiamo smettere di fare i perbenisti e dobbiamo affrontare la questione. Noi siamo perfettamente d'accordo, io sono perfettamente d'accordo, perché l'emergenza è ancora grande, non siamo ancora al dopo, non siamo ancora al rilancio. Sempre su questo solco, vorrei parlare del caos, facendo un esempio. L'articolo 77 del decreto rilancio (n. 34 del 2020) allarga al terzo settore il contributo per la sanificazione. Vorrei ricordare che l'articolo 43 del cosiddetto decreto cura Italia prevedeva il trasferimento di 50 milioni di euro dall'INAIL ad Invitalia per un contributo alla sanificazione. È stato pubblicato un bando, sono state presentate 180.000 domande e ne sono state finanziate 3.500 circa in un secondo e mezzo (non so quanti siano sono stati i secondi del click day ) e ciò dimostra tutta la sua velleitarietà, perché chiaramente stimare che bastino 50 milioni di euro per queste dimensioni è un modo per rispondere all'opinione pubblica dicendo che si è provveduto ma in realtà non è così. Aggiungo una cosa, però: la modifica dell'articolo 43 del decreto-legge cura Italia, con il suddetto articolo 77 del decreto rilancio, prevede un allargamento al terzo settore; come si fa ad allargare al terzo settore un qualcosa su cui è già stato emesso un bando, ci sono degli elenchi e sono anche finiti i soldi? Dobbiamo chiedercelo; altrimenti, si aggiungono soldi e si sa già chi sono coloro che seguono nella graduatoria e quindi chi si finanzia (e mi fermo al fatto di finanziare finché interverrà il mio collega Perosino, che è qui vicino a me). Dobbiamo capirlo: io però non l'ho capito, probabilmente è una difficoltà mia; eppure questo dubbio dobbiamo porcelo. Ugualmente, c'è stato un intervento sull'articolo 42 del decreto-legge cura Italia sulla responsabilità per infortunio delle imprese: questo ancora non ci soddisfa, nonostante il tentativo e nonostante ci sia stata anche da parte del Governo la presa di coscienza della necessità di intervenire, perché non bastava la risposta «se è tutto a posto, dovete stare tranquilli»; il «tutto a posto», infatti, in un sistema come il nostro, con il livello di burocrazia che c'è, non è mai completamente così per nessuno di noi, purtroppo, perché abbiamo norme contrastanti e anche molto interpretabili. In conclusione, credo che questa sia anche l'occasione, essendo parte di un tema unico anche alla Camera (cura Italia, liquidità e rilancio), per cominciare a ragionare sui grandi filoni e sul vero riavvio e rilancio di una società che vedrà le famiglie non più nelle condizioni attuali, il mondo del lavoro profondamente cambiato e probabilmente anche dei tenori di vita molto diversi e in negativo. Credo allora che si debba valutare, insieme ai provvedimenti ed ai fondi che l'Unione europea metterà a disposizione, come investire davvero e creare le condizioni per avere una nuova società che non sia puramente un meccanismo di distribuzione assistenziale. (Applausi). PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi, ho messo assieme un po' di note che ho raccolto tra le persone che conosco, attraverso tutti i sistemi che la situazione consente di utilizzare - rigorosamente con la mascherina - sulle piazze, per telefono e tramite tutte le altre vie dei social . Ho letto che i tecnici del Senato avrebbero sollevato difficoltà circa la copertura e la contabilizzazione... PRESIDENTE. Senatore Perosino, c'è qualche problema con i microfoni: le chiedo cortesemente di cambiare postazione, non appena sarà stato pulito il microfono. PEROSINO (FIBP-UDC) . La ringrazio, signor Presidente. Dicevo che ho messo assieme un po' di note che ho raccolto in giro per il mondo, tra le persone che conosco.