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precisare che i lavori istruttori della Commissione PNRR-PNIEC possono svolgersi anche in videoconferenza; nonché consentire alle Commissioni VIA-VAS e PNRR-PNIEC di avvalersi di un contingente massimo di quattro unità di personale del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri. Accenna poi all'articolo 18, comma 3, che esclude l'impiego delle risorse del Fondo per la crescita sostenibile per i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione nei settori del petrolio, del carbone e del gas naturale. Segnatamente, il comma 3 novella l'articolo 23, comma 2, lettera a) , del decreto-legge n. 83 del 2012, istitutivo del Fondo crescita sostenibile "sviluppo delle imprese", specificando che il Fondo finanzia la promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per il rilancio della competitività del sistema produttivo, anche tramite il consolidamento dei centri e delle strutture di ricerca e sviluppo delle imprese ad eccezione dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione riguardanti i settori del petrolio, del carbone e del gas naturale. Dopo aver dato conto del comma 1 dell'articolo 22, che consente la proroga fino al 31 marzo 2022, per un periodo massimo di ventisei settimane,di trattamenti ordinari di integrazione salariale con causale COVID-19 concessi in favore di imprese con un numero di lavoratori dipendenti non inferiore a mille e che gestiscano almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale, illustra l'articolo 25, comma 1, che aumenta i massimali degli aiuti di Stato di importo limitato e degli aiuti di Stato sotto forma di costi fissi non coperti, che possono essere concessi a favore delle imprese - previa notifica e conseguente autorizzazione della Commissione europea - dalle Regioni, dalle Province autonome, dagli altri enti territoriali e dalle camere di commercio a valere sulle risorse proprie e entro i limiti di indebitamento previsti dall'ordinamento contabile. In conclusione, menziona l'articolo 28 che modifica la disciplina dello sconto in fattura e della cessione dei crediti d'imposta in materia edilizia ed energetica, ovvero riconosciuti da provvedimenti emanati per fronteggiare l'emergenza da COVID-19, escludendo la facoltà di successiva cessione a favore dei primi cessionari. Per i crediti che alla data del 7 febbraio 2022 sono stati precedentemente oggetto di cessione o sconto in fattura, viene consentita esclusivamente una ulteriore cessione ad altri soggetti, mentre sono nulli i contratti di cessione conclusi in violazione delle disposizioni recate dall'articolo in commento. Si apre il dibattito. La senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) osserva che la parte più consistente degli aumenti in bolletta è riferita al periodo in corso. Il senatore COLLINA ( PD ) ritiene che sarebbe utile poter disporre dei dati sulle risorse effettivamente spese per ristorare i settori in difficoltà. Sul piano dell'energia rileva peraltro che, anche qualora fossero compiuti interventi strutturali, essi produrrebbero effetti solo nel lungo termine. Si interroga poi sulla situazione che si sarebbe verificata in termini di investimenti se non ci fosse stato il rialzo dei prezzi dell'energia. Coglie altresì l'occasione per sottolineare che Paesi come la Francia e la Germania non approverebbero scelte tali da mettere a rischio la competitività dei rispettivi settori produttivi. Invoca dunque una transizione energetica che non mortifichi le imprese, in quanto le conseguenze delle misure assunte non possono essere a suo avviso affrontate solo mediante gli ammortizzatori sociali. Dopo un breve intervento del senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ), prende la parola il presidente relatore GIROTTO ( M5S ), il quale fa presente che i prezzi dell'energia sono tuttora in salita. Gli interventi parziali dei mesi precedenti non risolvono a suo giudizio i problemi che le imprese si stanno sobbarcando e sollecita a sua volta misure strutturali. Riferisce quindi di aver interloquito con il Ministero della transizione ecologica per comprendere quali azioni possano essere messe in campo facilmente e senza costi per incrementare la produzione, tenuto conto che anche lo sfruttamento del suolo nazionale determina dei costi. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 18,30. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2367 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2367 La 10ª Commissione, esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge in titolo, valutata positivamente l'esigenza ampiamente condivisa che ha ispirato il disegno di legge, ossia quella di definire una normativa statale di principio che offra uno strumento di salvaguardia dei cammini e la relativa promozione in quanto beni culturali complessi, al fine di valorizzare i monumenti, i siti di interesse storico, culturale, religioso e naturalistico ed i borghi, incoraggiando anche lo sviluppo dell'attività culturale nei territori attraversati o limitrofi ai cammini e della connessa attività di accoglienza, così come la crescita di un turismo lento, sostenibile e diffuso sul territorio; apprezzata la disposizione di cui all'articolo 2 che prevede la realizzazione di una «Mappa dei cammini d'Italia» anche in forma digitale, funzionale alla costituzione di una banca dati unica nazionale in cui siano inseriti gli itinerari culturali europei, i cammini regionali e interregionali particolarmente meritevoli di tutela anche con l'obiettivo di realizzare campagne promozionali che diano visibilità agli itinerari e ai territori da essi attraversati a livello turistico; considerato che: esiste un grande potenziale ancora inespresso nei borghi e nelle aree interne, tenuto conto che tali realtà costituiscono occasioni interessanti di sperimentazione e rigenerazione sostenibile, anche volte a superare il modello turistico preesistente e rilanciare il settore, particolarmente danneggiato dagli effetti della pandemia; nella maggior parte dei casi, gli itinerari attraversano territori che distano dai principali centri di offerta di servizi. La definizione di aree interne, infatti, ricomprende quei territori che distano da un minimo di venti minuti ad oltre settantacinque minuti dai principali centri di offerta di servizi (e per servizi si intendono anche: l'offerta scolastica secondaria; almeno un ospedale sede di Dipartimento di emergenza e accettazione di I livello; almeno una stazione ferroviaria di categoria Silver). In particolare, sono le aree più lontane, cosiddette "ultraperiferiche", in cui si concentrano molti borghi; per favorire l'accessibilità e la vivibilità di questi territori, così come anche la valorizzazione delle specifiche attrattive culturali e indirettamente anche una maggiore attrattività turistica, è fondamentale investire nella predisposizione dei servizi di base alle aree più marginali, sviluppando ed implementando le infrastrutture digitali, che sono in grado di accorciare le distanze e svolgono, pertanto, un ruolo fondamentale, per far uscire dall'isolamento i territori;