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Capite che stiamo iniziando a unire i puntini che ci consentiranno di costruire una linea retta di produzione e di utilizzo dell'energia elettrica da fonte rinnovabile che non soffrirà, in prospettiva, i problemi della discontinuità e della non programmabilità. Per non parlare dell'idrogeno verde, ormai argomento fortunatamente entrato nel dibattito pubblico; non c'è giorno, sfogliando un quotidiano anche generalista che si interessi di economia, che non si legga dei grandi progressi e dei grandissimi investimenti che a livello globale si stanno facendo in quella direzione. L'idrogeno verde sarà uno dei protagonisti della soluzione dei problemi di natura ecologica, economica e geopolitica. Chiudo, Presidente, ricordando con l'occasione - ce lo ricorderanno i media , a noi che siamo distratti, come tanti - che domani sarà l' Earth day , la giornata della terra, nato sessant'anni fa. Ci piace pensare che questo piccolo contributo che oggi diamo con questo voto vada nella direzione di preoccuparci della salute del nostro pianeta e ovviamente delle prossime generazioni, in una maniera ragionevole, realistica, speranzosa, che non è affatto contrassegnata da visioni impossibili, ma anzi dalle visioni più sfidanti, più esaltanti e più difficili da combattere e da vincere. Come ci viene ricordato spesso, dalle peggiori crisi nascono magari le migliori opportunità per migliorare. Annuncio quindi il voto favorevole di LeU-Ecosolidali. (Applausi) . GALLONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, non ci stancheremo mai di ripetere - l'abbiamo sentito ovunque - che il mondo è cambiato e sta cambiando a una velocità incredibile, a causa di eventi straordinari che stanno stravolgendo ogni assetto sociale e economico. Non possiamo far altro che reagire contrapponendo a una situazione straordinaria misure straordinarie. Stiamo affrontando una pandemia globale e stiamo entrando in un'economia di guerra; ci siamo già dentro. Ora vanno realizzate veloci ed efficaci contromisure per cavalcare questa grande onda evitando di esserne travolti; contromisure che agiscano nell'immediato per affrontare e tamponare l'emergenza, e che nello stesso tempo però mettano in campo misure strutturali di visione e di strategia, per costruire il futuro che verrà, per un'Italia solida che soprattutto esca dalle incertezze. È l'incertezza che frena, che uccide. C'è bisogno di un'immediata, decisa e profonda azione di revisione dei sistemi in campo sociale, economico, finanziario, energetico, abbattendo - non ci stancheremo mai di dirlo - e superando steccati e muri ideologici che frenano le iniziative. Anche oggi in questa maggioranza composita non è facile trovare punti di mediazione, eppure non si può più sbagliare, non ci sono più risorse da sprecare. Ho sentito dire: la Germania ha stanziato 100 miliardi, l'Italia 10 miliardi. In realtà, in Italia sono state stanziate tantissime risorse e tantissimi miliardi, ma a volte forse su progetti sbagliati. Le famiglie e le imprese sono in prima linea; ormai, più che preoccupate, sono angosciate e si aspettano risposte. Noi dobbiamo dare risposte e dobbiamo dare fiducia. Le risposte partono dalla semplificazione, dagli incentivi strutturali per far lavorare chi sa lavorare. Proprio semplificazione e incentivi sono contenuti in questo decreto-legge, così trasformando voci di spesa o apparenti mancate entrate in investimenti per il futuro. Si interviene sui prezzi, sulla carenza delle materie prime (siamo un Paese di trasformatori, d'altronde), sulla povertà energetica con interventi mirati perché, dalla più piccola impresa artigiana alla più grande industria, questo Paese è in grado di compiere miracoli se però vengono create le giuste condizioni. Creare le giuste condizioni è nostro compito, nostro dovere e nostra responsabilità. Quello che ci apprestiamo a licenziare oggi è un provvedimento che deriva dal primo decreto-legge emanato post situazione bellica, che contiene tutta una serie di misure volte a fronteggiare l'aumento dei prezzi a seguito della crisi di sistema che stiamo vivendo, soprattutto dal punto di vista energetico - ripeto - e della carenza di materie prime. Si va dall'azzeramento degli oneri di sistema per il secondo trimestre di quest'anno alla messa a punto di una strategia nazionale contro la povertà energetica, al contributo straordinario per le aziende energivore per settori come quello del trasporto e dell' automotive , alla promozione dei biocarburanti che potranno dare un contributo notevole alla transizione energetica. Grazie alla capacità propositiva di Forza Italia alla Camera, sono state introdotte misure: per accrescere e raddoppiare addirittura la produzione nazionale di gas tramite l'ampliamento delle aree di ricerca e coltivazione, per il rilascio di importanti quote di energia elettrica a prezzo calmierato alle imprese energivore, per la metanizzazione del Mezzogiorno, per implementare la produzione di biogas, per sostenere il settore aerospaziale e i cementifici, per incrementare la produzione energetica da fonte rinnovabile senza occupazione ulteriore di suolo (edifici, agro-fotovoltaico, impianti serricoli, aree dismesse, zone contermine), per favorire gli accumuli idroelettrici e il geotermico. Cito inoltre l'adozione di una Strategia nazionale contro la povertà energetica, la sospensione dei contributi da parte delle società sportive, la semplificazione dell'installazione di impianti fotovoltaici flottanti, la semplificazione dell'installazione di infrastrutture elettriche, l'incremento dell'efficienza energetica degli impianti di illuminazione pubblica, la riduzione dei consumi termici degli edifici pubblici, l'incremento del numero delle cessioni dei crediti di imposta relativi ai bonus edilizi, la proroga del termine di comunicazione delle opzioni di cessione del credito o sconto in fattura per i soggetti Ires e le partite IVA. Mancano, secondo noi, azioni importanti, ma ciò deriva, come dicevamo prima, anche dalle mediazioni necessarie, che però abbiamo provveduto a segnalare e che inseriremo nel prossimo decreto-legge a cui stiamo lavorando qui in Senato, il cosiddetto decreto taglia prezzi, per contrastare gli effetti economici della crisi ucraina. Chiediamo che venga messo a terra, ad esempio, un piano industriale impiantistico, per perfezionare e potenziare tutto il sistema dell'economia circolare, in cui il rifiuto venga finalmente considerato risorsa e bene primario e venga valorizzato come fonte energetica principale, insieme ad altre fonti rinnovabili, con un sistema omogeneo di infrastrutture adeguate, senza la realizzazione delle quali non si potrà compiere alcuna transizione. Quindi bisogna realizzare ora, subito, una politica energetica che per trenta anni non è stata realizzata. Dobbiamo fare in pochissimo tempo quello che non è stato fatto per troppo tempo, attuando quindi il sacrosanto principio di reciprocità. Inoltre, abbattiamo i muri ideologici: oggi l'ho sentito dire dai rappresentanti di altri Gruppi, che sono intervenuti prima di me.