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si dispone che il medico annoti immediatamente nella cartella clinica del detenuto o internato, anche mediante comunicazione fotografica, ogni informazione relativa a segni o indicazioni che facciano apparire che la persona possa aver subìto violenze o maltrattamenti e che, fermo restando l'obbligo di referto, dia relativa comunicazione al direttore dell'istituto ed al magistrato di sorveglianza (capoverso 7); si specifica - in attuazione del principio suddetto di garanzia della continuità terapeutica - che ai detenuti ed internati è assicurata la necessaria continuità con gli eventuali trattamenti in corso all'esterno (ovvero all'interno dell'istituto penitenziario da cui siano stati trasferiti) (capoverso 9) e che ai medesimi, qualora, al momento della custodia cautelare o dell'esecuzione dell'ordine di carcerazione, abbiano in corso un programma terapeutico nell'àmbito della disciplina sulla rettificazione di attribuzione di sesso, sono assicurati la prosecuzione del programma ed il necessario supporto psicologico (capoverso 10). Il comma 2 del presente articolo 1 novella parzialmente l'articolo 1 del citato decreto legislativo n. 230 del 1999. La novella di cui alla lettera a) inserisce l'aggettivo "tempestive" nell'àmbito delle qualificazioni richieste per le prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione garantite ai detenuti ed agli internati (al pari dei cittadini in stato di libertà). La riformulazione di cui alla lettera b) specifica che sono garantiti ai soggetti in esame interventi di prevenzione, cura e sostegno "del disagio psichico e della marginalità sociale" (mentre il testo vigente fa riferimento al "disagio psichico e sociale"). Riguardo agli altri articoli dello schema di decreto, il relatore si sofferma su alcune disposizioni dell'articolo 11, concernente il trattamento penitenziario. In particolare, la novella di cui al comma 1, lettera c), modifica la disciplina sulla permanenza all'aria aperta (con riferimento ai detenuti ed internati che non prestino lavoro all'aperto). Il tempo minimo di permanenza a cui i soggetti in esame hanno diritto è elevato da due a quattro ore al giorno. Tale durata minima è riducibile a due ore per "giustificati motivi" (in merito, il testo vigente prevede la riduzione ad un'ora per "motivi eccezionali"). In merito alla novella di cui alla successiva lettera e), numero 3), segnala che: riguardo al principio (già vigente) in base al quale le donne detenute o internate sono ospitate in istituti separati o in apposite sezioni di istituto, si specifica che il numero delle persone detenute o internate nelle suddette strutture deve essere tale da non compromettere le attività trattamentali; si richiede che l'assegnazione dei detenuti e degli internati, per i quali si possano temere aggressioni o sopraffazioni da parte della restante popolazione detenuta, in ragione solo dell'identità di genere o dell'orientamento sessuale, avvenga per categorie omogenee, in sezioni distribuite in modo uniforme sul territorio nazionale, previo consenso degli interessati (i quali, in caso contrario, sono assegnati a sezioni ordinarie), fermo restando il diritto alla partecipazione ad attività trattamentali, eventualmente anche insieme con la restante popolazione detenuta. Rileva, inoltre, che la novella di cui alla lettera p) prevede che: nelle determinazioni in materia di trasferimenti, i detenuti e gli internati siano destinati agli istituti più vicini alla loro dimora o a quella della famiglia ovvero al loro centro di riferimento sociale, da individuarsi tenuto conto di alcune esigenze, tra cui quelle di salute; l'amministrazione penitenziaria dia conto dei motivi che giustifichino la deroga a tale precetto; sulla richiesta di trasferimento, presentata dal soggetto per ragioni di studio, di formazione, di lavoro, di salute o familiari, l'amministrazione suddetta provveda, con atto motivato, entro sessanta giorni. Il PRESIDENTE avverte che il seguito e la conclusione dell'esame avranno luogo nella seduta pomeridiana di domani. La Commissione prende atto. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore ERRANI ( Misto-LeU ) rinnova la richiesta, già avanzata prima della pausa dei lavori parlamentari, di audire il Ministro della salute in merito all'applicazione della normativa sugli obblighi vaccinali, alla luce dell'imminente avvio dell'anno scolastico e delle difficoltà interpretative e attuative da più parti segnalate. La senatrice CASTELLONE ( M5S ) fa rilevare che il sistema dell'autocertificazione, secondo quanto è emerso dai controlli svolti dai NAS, non sta dando luogo a particolari problemi attuativi né ha dato adito a massicce pratiche elusive dell'obbligo vaccinale, essendo le dichiarazioni false risultate, sinora, di numero assai limitato. Il PRESIDENTE ritiene preferibile attendere la conclusione del procedimento di conversione del decreto-legge proroghe, nel cui ambito elementi di delucidazione potranno essere forniti, anche in sede consultiva, dal rappresentante del Governo, nel corso dell'eventuale seconda lettura del Senato. Segnala che, se si deciderà di svolgere un'audizione ad hoc , occorrerà tenere presenti anche le competenze in materia del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e della 7 a Commissione. Soggiunge che nel corso della prossima riunione dell'Ufficio di Presidenza le problematiche connesse agli obblighi vaccinali potranno essere nuovamente affrontate in sede di programmazione dei lavori, anche valutando l'opportunità di iscrivere all'ordine del giorno della Commissione i disegni di legge già presentati in materia presso questo ramo del Parlamento. La seduta termina alle ore 15,55.