[ddlpres]

E così, da un lato, riversarono i debiti sui giornalisti in mancanza di un editore dopo il fallimento e la chiusura del giornale e dall'altro orientarono la maggior parte del debito, circa 110 milioni di euro, sullo Stato, separando partito e proprietà del giornale e poi partito e fondazione. Da registrare che la fondazione oggi detiene un patrimonio di centinaia di milioni di euro che sono assolutamente distinti dalle proprietà del Pd. La Commissione d'inchiesta che qui si propone tende, perciò, ad inverare il diritto della cittadinanza alla conoscenza di questa particolare vicenda, che è l'indizio del più generale sistema di connivenza tra politica ed informazione intorno alle comuni convenienze. Resta peraltro di tutta evidenza che, in assenza di una precisa regolamentazione del conflitto di interessi, non si può escludere che vicende opache come quella descritta in premessa e di commistione di interessi privatistici e partitici con la funzione legislativa -- non si possano ripetere anche al giorno d'oggi.. 1 (Istituzione della Commissione) 1 È istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sul finanziamento pubblico dei giornali e degli altri organi di stampa o di comunicazione di massa, di seguito denominata «Commissione», con il compito di svolgere accertamenti sulle attività poste in essere dalle istituzioni in modo non conforme all’osservanza dei princìpi normativi che sovrintendono all’erogazione dei fondi per l’editoria, con particolare riferimento alla cattiva gestione, redazione e rendicontazione del finanziamento pubblico dei giornali e degli altri organi di stampa o di comunicazione di massa, anche al fine di prospettare l'adozione di misure organizzative e strumentali volte a prevenire il fenomeno in futuro. 2 (Funzioni della Commissione) 1 La Commissione esamina la gestione del finanziamento pubblico dei giornali e degli altri organi di stampa o di comunicazione di massa, con particolare riguardo: a al reale ammontare delle risorse economiche, gravanti sui bilanci del settore pubblico allargato, destinate nello scorso ventennio alla finalità di cui all’alinea, includendo nella rilevazione anche la ricaduta economica di oneri indiretti come quelli previsti dalla legge 11 luglio 1998, n. 224, nel periodo di sua vigenza; b all'accertamento dei fatti ed alle ragioni per cui soltanto alcuni organi di stampa, sul complesso della platea di riferimento, siano stati beneficiati delle erogazioni pubbliche di cui alla lettera a) ; c alla ricerca dei moventi per i quali le pubbliche amministrazioni interessate, comprese quelle investite di poteri di vigilanza, abbiano proseguito nelle erogazioni anche dopo le indagini giudiziarie che hanno coinvolto alcuni percettori di pubblici finanziamenti; d all'accertamento dei possibili conflitti di interessi tra soggetti amministrativi investiti delle erogazioni, soggetti imprenditoriali destinatari delle medesime e partiti o movimenti politici di riferimento degli uni e degli altri. 2 Al fine di assicurare l’osservanza dei princìpi di buona amministrazione e tutela dello Stato di diritto, la Commissione ha, inoltre, il compito di formulare proposte in ordine: a all'adozione di nuovi strumenti di controllo e verifica della spesa, affinché il superamento di una soglia di allarme produca automaticamente una procedura istruttoria che sottoponga al Governo l'opportunità di una revisione dei meccanismi di erogazione; b al potenziamento del sistema dei controlli sui soggetti responsabili dell'erogazione e, laddove siano emerse responsabilità e negligenze, alle modalità con cui applicare gli opportuni provvedimenti sanzionatori; c alla previsione della nomina di un commissario che gestisca i fondi per l'editoria presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e tutte le restanti appostazioni di bilancio ad essa relative, fino all'adozione di una nuova legge che elimini ogni forma di finanziamento pubblico all'editoria. 3 (Composizione della Commissione) 1 La Commissione è composta da venti senatori e da venti deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, e in modo che sia assicurata, comunque, la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo costituito in almeno un ramo del Parlamento. 2 I componenti della Commissione dichiarano alla Presidenza della Camera di appartenenza se nei loro confronti sussista una delle condizioni indicate nel codice di autoregolamentazione allegato alla relazione, in materia di formazione delle liste dei candidati per le elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, approvata il 18 febbraio 2010 dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, istituita dalla legge 4 agosto 2008, n. 132. 3 Il presidente della Commissione è nominato di comune accordo dai Presidenti delle Camere tra i membri dei due rami del Parlamento al di fuori dei componenti della Commissione stessa. La Commissione elegge al proprio interno due vicepresidenti e due segretari. 4 In caso di parità nelle votazioni della Commissione, prevale il voto del presidente. 4 (Regolamento interno) 1 L'attività e il funzionamento della Commissione sono disciplinati da un regolamento interno approvato dalla Commissione stessa nella seduta successiva a quella di elezione dell'ufficio di presidenza. 5 (Richiesta di atti e documenti) 1 La Commissione procede, nell'espletamento dei suoi compiti, con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. 2 Per i segreti di Stato, d'ufficio, professionale e bancario si applicano le norme vigenti in materia di loro opponibilità all'autorità giudiziaria. 3 La Commissione può richiedere, sulle materie attinenti alle finalità della presente legge, anche in deroga al divieto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti e documenti relativi a procedimenti o a inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti. L'autorità giudiziaria provvede tempestivamente e può ritardare la trasmissione di copia di atti e documenti richiesti, con decreto motivato solo per ragioni di natura istruttoria. Il decreto ha efficacia per sei mesi e può essere rinnovato. Quando tali ragioni vengono meno, l’autorità giudiziaria provvede senza ritardo a trasmettere quanto richiesto. Il decreto non può essere rinnovato o avere efficacia oltre la chiusura delle indagini preliminari. 4 La Commissione può opporre motivatamente all'autorità giudiziaria il vincolo del segreto funzionale che abbia apposto ad atti e documenti. 5 La Commissione può ottenere, da parte degli organi e degli uffici della pubblica amministrazione, copia di atti e documenti da essi custoditi, prodotti o comunque acquisiti in materia attinente alle finalità della presente legge. 6 La Commissione individua gli atti e i documenti che non devono essere divulgati, anche in relazione ad altre istruttorie o a inchieste in corso. Sono in ogni caso coperti da segreto gli atti e i documenti attinenti a procedimenti giudiziari nella fase delle indagini preliminari.