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Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. AG. 405 - Schema di decreto legislativo recante disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 14 luglio 2020, n. 75, di attuazione della direttiva (UE) 2017/1371 relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale Doc n. 405 Schema di decreto legislativo recante disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 14 luglio 2020, n. 75, di attuazione della direttiva (UE) 2017/1371 relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 31, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, e degli articoli 1 e 3 della legge 4 ottobre 2019, n. 117. Esame e rinvio) Il PRESIDENTE , in temporanea sostituzione della relatrice Rossomando, illustra lo schema di decreto legislativo Atto del Governo n. 405 che reca disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 14 luglio 2020, n. 75, con il quale è stata recepita la Direttiva (UE) 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 luglio 2017, recante norme per la "lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale". La direttiva (UE) 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2017, nota come "direttiva PIF", è stata recepita con il decreto legislativo 14 luglio 2020, n. 75. Lo schema in esame, volto proprio ad apportare interventi correttivi al decreto legislativo n. 75, è sottoposto alle Camere ai sensi dell'articolo 31, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 ("Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea"), e, per quanto concerne il termine per il relativo parere, le Commissioni giustizia di Senato e Camera sono chiamate ad esprimersi entro il 7 settembre 2022. La citata legge n. 234 del 2012 (cosidetta "legge Moavero") consente al Governo di emanare disposizioni integrative e correttive di decreti legislativi adottati in relazione alle deleghe legislative conferite con la legge di delegazione europea per il recepimento delle direttive. Tale potere va esercitato entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi, secondo la medesima procedura dettata per l'adozione di detti decreti e nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla legge di delegazione europea. Tenuto conto che il decreto legislativo n. 75 è entrato in vigore il 30 luglio 2020 e che lo schema è stato assegnato il 29 luglio 2022 (il termine di delega per l'adozione di disposizioni integrative o correttive scadeva il 30 luglio 2022), ai sensi del comma 3 dell'articolo 31 si dà luogo allo scorrimento: pertanto i termini di esercizio della delega sono prorogati fino al 30 ottobre 2022 (tre mesi). L'articolo 1 modifica l'articolo 322- bis (Peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e istigazione alla corruzione di membri delle Corti internazionali o degli organi delle Comunità europee o di assemblee parlamentari internazionali o di organizzazioni internazionali e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri) del codice penale, inserendo fra le fattispecie ivi richiamate anche il reato di abuso d'ufficio di cui all'articolo 323 del codice penale; in proposito la relazione illustrativa osserva che "la completa trasposizione nell'ordinamento interno della già menzionata fattispecie di «appropriazione indebita» del funzionario pubblico, contemplata dall'articolo 4 della direttiva, passa  quanto all'ipotesi di cd. distrazione di beni pubblici per finalità diversa da quella prevista  anche per l'applicazione dell'articolo 323 codice penale: il cui ambito soggettivo di applicazione, conseguentemente, dev'essere adeguato alla nozione di «funzionario pubblico» dettata dall'articolo 4 della direttiva. Per tali ragioni, con la disposizione in esame le previsioni dell'articolo 322- bis del codice vengono estese al reato di cui all'articolo 323 codice penale". L'articolo 2 dello schema modifica l'articolo 301 del decreto del Presidente della Repubblica n. 43 del 1973, prevedendo anche per i reati di contrabbando lo strumento della confisca per equivalente, attualmente non utilizzabile. A ben vedere, con riguardo ai delitti di contrabbando, il comma 1 della richiamata disposizione del T.U. delle disposizioni legislative in materia doganale (T.U.L.D.), nella sua formulazione vigente, prevede la confisca obbligatoria delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, nonché di quelle che ne sono l'oggetto ovvero il prodotto o il profitto, ma non contempla la possibilità di procedere a confisca per equivalente nel caso di mancato rinvenimento delle cose suddette. Il provvedimento in esame quindi integra l'articolo 301 TULD stabilendo che, quando non è possibile procedere alla confisca diretta delle cose suddette, è ordinata la confisca di somme di danaro, beni e altre utilità per un valore equivalente, di cui il condannato ha la disponibilità, anche per interposta persona. Per ragioni analoghe a quelle legate alle modifiche al TULD, l'articolo 3 dell'Atto del Governo in esame modifica l'articolo 2 della legge n. 898 del 1986. Il comma 1 di tale disposizione punisce l'indebita percezione, mediante esposizione di dati o notizie falsi, di aiuti, premi, indennità, restituzioni, contributi o altre erogazioni a carico totale o parziale del Fondo europeo agricolo di garanzia e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Lo schema aggiunge all'articolo 2 un ulteriore comma 3- bis , con il quale si estende l'applicabilità degli articoli 240- bis e 322- ter codice penale, relativi alla misura della confisca (anche allargata e per equivalente) alle ipotesi di indebita percezione, mediante esposizione di dati o notizie falsi, di aiuti, premi indennità, restituzioni, contributi o altre erogazioni, a carico totale o parziale del Fondo europeo agricolo di garanzia e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, per le quali vi sia stata condanna o applicazione della pena su richiesta delle parti. L'articolo 4 dello schema modifica l'articolo 6 del decreto legislativo n. 74 del 2000, in particolare riscrivendone il comma 1- bis , con cui si era già integrata la disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto: