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Le chiediamo allora, signor Ministro, quali sono le azioni per accelerare il piano dell'informatica della pubblica amministrazione e della digitalizzazione, poiché questa transizione digitale vale 35 miliardi di euro? Dobbiamo fare presto e velocemente, poiché la pandemia ce lo chiede, in quanto ha rappresentato un'interruzione di civiltà, della nostra economia, della vicinanza e della frontalità. Noi le chiediamo di procedere anche chiamando a raccolta tutti i soggetti territoriali e centrali. (Applausi). PRESIDENTE. Il ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione, dottoressa Pisano, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. PISANO, ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, come riferito anche dall'interrogante, l'emergenza sanitaria in corso ha evidenziato la necessità e l'urgenza di imprimere un'accelerazione al processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione e del nostro Paese. Ecco alcune delle iniziative da me intraprese nella direzione da lei auspicata, senatore D'Alfonso. Il 27 febbraio scorso ho avviato il progetto Solidarietà digitale, nel quale aziende pubbliche e private offrono gratuitamente i loro servizi digitali a cittadini tenuti a stare in casa. Il 17 marzo il Governo, su mia proposta, nel decreto-legge cura Italia ha semplificato le procedure che le amministrazioni pubbliche sono tenute ad affrontare per acquistare beni e servizi digitali. Il Dipartimento per la trasformazione digitale, del quale sono responsabile, insieme con PagoPA e l'Agenzia per l'Italia digitale (Agid), da me vigilata, hanno consolidato quattro piattaforme abilitanti. La prima è l'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), una base dati unica dell'anagrafe italiana che ad oggi comprende 6.000 Comuni e 50 milioni di cittadini. Rispetto a quando nel settembre scorso ho assunto il mio incarico, ANPR ha raddoppiato il numero di utenti che da una zona d'Italia diversa da quella del proprio Comune possono usufruire dei servizi digitali. La seconda è l'identità digitale, che consente di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei soggetti privati aderenti con un'unica identità digitale per ciascun cittadino. Rispetto a settembre, il Sistema pubblico di identità digitale (SPID) ha raddoppiato il numero di utenti, passando da 3 a 6 milioni. La terza riguarda la piattaforma pagoPA, attraverso la quale fino ad oggi sono state effettuate quasi 100 milioni di transazioni digitali verso la pubblica amministrazione (nel settembre scorso erano 60 milioni). Dal 20 aprile è scaricabile negli store l'applicazione IO, che permette ai cittadini di accedere a numerosi servizi della pubblica amministrazione attraverso una sola applicazione. Il 21 aprile, con i Ministri per l'innovazione tecnologica e dell'università e della ricerca ho firmato un protocollo di intesa per sviluppare, con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro, la domanda pubblica di servizi innovativi. Abbiamo concluso il censimento, valutato tutti i data center della pubblica amministrazione e definito la strategia cloud. Da presidente del Comitato per la diffusione della banda ultralarga ho dato impulso ai lavori di questo organismo, che il 5 maggio ha deliberato l'utilizzo di 1.546 milioni di euro, 400 milioni per le scuole e 1,146 milioni per voucher per famiglie e imprese. Abbiamo rilanciato il progetto Repubblica digitale, che ad oggi conta 90 iniziative per diffondere la cultura digitale in Italia. Procedere alla trasformazione digitale di numerosi servizi e attività del Paese è urgente. Confermo l'impegno mio e del Dipartimento del quale sono responsabile volto ad accelerare questo processo indispensabile affinché il nostro Paese sia sempre più all'altezza della competizione internazionale. (Applausi). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Ferrari, per due minuti. FERRARI (PD) . Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro della sua articolata risposta; mi permetta di sottolineare nuovamente alcuni elementi. Pensavamo di poterci adattare progressivamente nel tempo alla cosiddetta rivoluzione digitale, ma in realtà l'emergenza ci ha messo di fronte all'evidenza che la rivoluzione digitale era ed è già in tutte le case degli italiani e in tutti i luoghi del Paese: nelle case dei ragazzi che ogni mattina si cimentano con la scuola a distanza con i loro PC e telefonini, nelle imprese che hanno dovuto mettere in smart working molti dei loro dipendenti e negli uffici pubblici che hanno dovuto continuare a garantire servizi e informazioni senza più il contatto diretto con i cittadini. Insomma, il Paese è stato messo anche su questo punto violentemente alla prova dell'uso della tecnologia. Ecco allora il motivo della nostra interrogazione. Noi ci aspettiamo molto dal confronto tra il Parlamento che indirizza e il Governo che mette a valore, su come dotare l'Italia di un piano strategico per ridurre i ritardi del Paese nella competitività, come ha ricordato il Ministro e prima il senatore D'Alfonso, e per ripensare il ruolo dello Stato. D'altra parte, possiamo uscire da questo tempo senza uno Stato più protagonista nella ricerca pubblica sulle tecnologie? No. Possiamo uscire senza che lo Stato investa per mettere tutti i cittadini nelle condizioni di avere molta più connessione, più dispositivi e più conoscenza? No. Possiamo uscirne senza aiutare il sistema produttivo a migliorare infrastrutture e competenze tecnologiche? No. Possiamo infine uscirne senza un nuovo patto trasparente tra lo Stato e i cittadini sulla privacy delle persone, chiamate a cedere quota delle loro libertà in cambio di quella sicurezza che solo lo Stato può e deve garantire loro? No. Cerchiamo allora insieme le risposte a queste domande. Concludo dicendo che Luca Ricolfi ha recentemente scritto che l'Italia è un Paese che sta provando a promuovere forti cambiamenti senza crescere. Io penso che l'Italia debba cambiare per crescere e che proprio ribaltando la sua faccia digitale possa riuscirci. (Applausi). PRESIDENTE . La senatrice Mantovani ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01575 sulla riservatezza dei dati personali raccolti dall'applicazione di tracciamento scelta dal Governo, per tre minuti. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, gentile Ministro, nelle ultime settimane, sulla base di diversi articoli di stampa e on line , da dichiarazioni di esponenti politici e altri soggetti più o meno competenti sulla materia sono stati paventati i rischi inerenti alla riservatezza dei dati gestiti dall' app Immuni, il sistema di tracciamento digitale dei contatti che si intende adottare in Italia al fine del contenimento del contagio da Covid-19. È stata inoltre denunciata la possibilità che tali dati vengano trattati o addirittura ceduti a soggetti stranieri o privati per finalità diverse da quelle previste. Ricordo che il contact tracing o il tenere traccia, tramite interviste, dei contatti avuti da un paziente accertato positivo è una delle azioni di sanità pubblica utilizzate per la prevenzione e il contenimento della diffusione di molte malattie infettive e rappresenta un elemento importante all'interno di una strategia sostenibile post-emergenza e di ritorno alla normalità.