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Come anticipato, inoltre, l'articolo 2, commi 2 e 3, del presente disegno di legge interviene sull'articolo 1, comma 21, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e sulle norme corrispondenti del relativo regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 373 del 1994, per ripristinare il Comitato interministeriale per gli scambi di materiali di armamento per la difesa. L'intervento è mirato a far sì che le autorizzazioni alle esportazioni non dipendano solo da funzionari amministrativi ma siano subordinate anche ad un controllo politico che tenga conto di più ampie considerazioni geopolitiche, economiche, sociali. La composizione del nuovo Comitato, di cui all'articolo 1, comma 1, lettera p) , del disegno di legge, risulta più snella, per favorire un'analisi più agevole e rapida delle questioni di volta in volta affrontate. L'articolo 1, comma 1, lettera r), concerne i trasferimenti intracomunitari di materiali d'armamento, per i quali si trasforma in obbligo la facoltà di richiedere garanzie circa l'impiego di tali materiali, ivi incluse le certificazioni di utilizzazione finale. Viene ampliata la possibilità di sospensione delle autorizzazioni in casi accertati di subentrate violazioni del diritto internazionale o di accordi internazionali che facciano rientrare il Paese destinatario nella lista dei Paesi di cui all'articolo 1, comma 6, della legge, anche in seguito ad un'iniziale concessione di dette autorizzazioni (articolo 1, comma 1, lettere s) e t) , del disegno di legge). Con le lettere u) , v) e z ) viene, infine, istituito un nucleo ispettivo interforze, con il compito di svolgere un'attività di controllo efficace che implementi, senza lacune, il presente disposto normativo. Infine, nel quadro dell'articolo 2 recante disposizioni di coordinamento, il comma 1 reca un intervento meramente formale volto ad uniformare la denominazione dell'Unione europea nel corpo della legge n. 185 del 1990, mentre il comma 5 dispone circa l'adeguamento del regolamento di attuazione della medesima legge alle disposizioni di nuova introduzione.. 1 ( Modifiche alla legge 9 luglio 1990, n. 185 ) 1 Alla legge 9 luglio 1990, n. 185, recante nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 1, comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , e secondo i princìpi sanciti dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, di cui alla legge 4 agosto 1955, n. 848, e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo »; b all'articolo 1, comma 3, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « A tal fine è istituito un apposito fondo destinato: a) allo sviluppo di progetti di riconversione di attrezzature militari per scopi di pubblica utilità negli ambiti sanitario, edilizio e del supporto ai corpi di soccorso e di pubblica sicurezza nonché agli enti pubblici locali; b) alla concessione di finanziamenti alle imprese operanti nel settore della difesa per la ricerca e la produzione di nuovi veicoli o sistemi per scopi civili di pubblica utilità; c) alla promozione del ruolo dell'Italia nel settore dei prodotti a duplice uso »; c all'articolo 1, comma 6: 1 alla lettera a) , le parole: « , in contrasto con i princìpi dell'articolo 51 » sono sostituite dalle seguenti: « senza previa autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, o comunque in contrasto con i princìpi »; 2 alla lettera d) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « o di altri organismi internazionali di cui l'Italia è parte. Ai fini dell'accertamento delle gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani è sufficiente che esse siano riconosciute in un documento, anche non vincolante, approvato con votazione dai suddetti organi delle Nazioni Unite, dell'Unione europea, del Consiglio d'Europa o di altri organismi internazionali di cui l'Italia è parte » ; 3 dopo la lettera e) è aggiunta la seguente: « e-bis) verso i Paesi non firmatari del Trattato sul commercio delle armi, adottato a New York dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 2 aprile 2013, di cui alla legge 4 ottobre 2013, n. 118, che siano coinvolti in conflitti armati. Deroghe al divieto di cui alla presente lettera possono essere autorizzate con deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, nella quale devono essere esposte le specifiche motivazioni della deroga »; d all'articolo 1, comma 9: 1 alla lettera b ), dopo le parole: « in base ad accordi » sono inserite le seguenti: « ed intese »; 2 alla lettera c) , dopo le parole: « legge 30 novembre 1955, n. 1335 » sono aggiunte le seguenti: « , a condizione che tali materiali non siano destinati ad un Paese verso cui le esportazioni dall'Italia sono vietate ai sensi del presente articolo »; e all'articolo 1, il comma 10 è sostituito dal seguente: « 10. Le esportazioni di cui al comma 9, lettere a ) e b) , sono comunque vietate verso i Paesi di cui al comma 6 »; f all'articolo 1, il comma 11 è sostituito dal seguente: « 11. Sono escluse altresì dalla disciplina della presente legge: a) le armi sportive e da caccia e relative munizioni; b) le cartucce per uso industriale e gli artifizi luminosi e fumogeni; c) le riproduzioni di armi antiche; d) gli esplosivi diversi da quelli ad uso militare. Le disposizioni del presente comma non si applicano quando i trasferimenti intracomunitari e le esportazioni dei predetti materiali sono destinati a enti governativi o Forze armate o di polizia, limitatamente ai Paesi verso i quali le esportazioni non siano vietate ai sensi del comma 6 »; g all'articolo 1, dopo il comma 11- bis è inserito il seguente: « 11-bis.1. Le operazioni di cui alla presente legge sono effettuate nel rispetto dei princìpi del diritto nazionale e internazionale, con particolare riferimento al Trattato sul commercio delle armi, adottato a New York dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 2 aprile 2013, di cui alla legge 4 ottobre 2013, n. 118, e alle sue specifiche finalità di prevenzione ed eliminazione del traffico illecito di armamenti, in coerenza con l'impegno dell'Italia al contrasto del traffico di armi e della loro illecita triangolazione »; h all'articolo 2, comma 2, dopo la lettera o) è aggiunta la seguente: « o-bis) armi leggere, la cui vendita superi i criteri quantitativi determinati con decreto del Ministro della difesa »; i all'articolo 5, comma 1, dopo le parole: « operazioni svolte nel quadro di » sono inserite le seguenti: « accordi internazionali bilaterali e multilaterali e di »; l all'articolo 5, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2.