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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 318 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente LA RUSSA, del vice presidente ROSSOMANDO, del vice presidente TAVERNA e del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE ; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,34). Si dia lettura del processo verbale. DURNWALDER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sulla scomparsa di Luigi Covatta PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Senatori, desidero rivolgere un pensiero di commossa partecipazione al dolore dei familiari, dei colleghi e degli amici del senatore Luigi Covatta. Giornalista, scrittore, politico, uomo delle Istituzioni, Luigi Covatta è stato una delle voci più autorevoli del socialismo italiano, un riformista per indole e vocazione culturale. Acuto osservatore delle dinamiche sociali ed economiche del Paese, fu tra i primi, nel finire degli anni Sessanta, a suggerire l'idea di un contenitore politico che potesse riunire e rappresentare i cattolici progressisti di sinistra: un'idea che Luigi Covatta sostenne con ferma convinzione, prima nella breve avventura del movimento politico dei lavoratori, e quindi nell'instancabile impegno anche culturale all'interno del partito socialista italiano, di cui è stato per quasi vent'anni uno dei principali esponenti dell'ala più riformista e riformatrice. Eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1979, Luigi Covatta è stato parlamentare per ben quattro legislature, di cui tre qui in Senato, e più volte Sottosegretario di Stato sia alla pubblica istruzione che ai beni culturali e ambientali, incarichi ricoperti sempre con rigore, responsabilità, fermo rispetto per le istituzioni e soprattutto grande attenzione alle istanze dei cittadini e della società. La stessa attenzione con cui, anche dopo essersi ritirato dalla politica attiva ed essere tornato all'editoria, Luigi Covatta ha continuato a osservare, interpretare, spiegare e raccontare tante pagine della nostra epoca, sempre con intelligenza, acume, ironia, libertà e onestà di pensiero, doti per le quali nel 2009 era stato chiamato a dirigere «Mondoperaio», storica rivista socialista fondata da Pietro Nenni, che Luigi Covatta ha contribuito a rilanciare, consolidandone il prestigio come autorevole incubatore di idee e di iniziative culturali. È di questi giorni la notizia che la biblioteca del Senato sta ultimando i lavori di digitalizzazione, iniziati lo scorso anno, dell'intera collezione della rivista sin dal primo numero, un progetto a cui lo stesso Luigi Covatta aveva aderito con entusiasmo e attiva partecipazione. La notizia della sua improvvisa scomparsa è stata motivo di profondo dolore per tutti, perché ci lascia orfani di una personalità forte e di grandi valori. Un intellettuale di carisma, sensibile e generoso, sempre schierato al fianco dei lavoratori; un politico appassionato, con una fede incrollabile nelle proprie idee, ma sempre pronto al confronto e alla dialettica costruttiva, nell'interesse dei cittadini e nel rispetto delle ragioni di tutti. In ricordo del senatore Luigi Covatta invito pertanto l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio. Applausi) . PITTELLA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, per alcuni potrebbe sembrare sorprendente l'eco suscitata in questi giorni dalla scomparsa di Gigi Covatta: i messaggi di cordoglio pubblici, gli editoriali di ricordo e di riflessione, il sentimento che ha attraversato vecchi e giovani compagni socialisti, ma anche personalità distanti dalla sua formazione, sono ben lungi da ciò che tradizionalmente si riserva a un ex parlamentare. La verità è contenuta nei suoi scritti, da lei ricordati, sulla rivista «Mondoperaio», nella qualità e nell'attualità dei suoi ragionamenti, nella penna fine e preziosa con cui li scriveva. La verità è questa: Covatta fu un politico e un intellettuale antico nella militanza totalizzante, fatta di confronti infiniti, di sigarette mai spente, di passioni mai sopite, di aneliti mai domi, e fu moderno nella capacità di lettura dei fenomeni, nell'intuizione riformatrice, nella contaminazione ardita. Fu anomalo nel suo essere cristiano e socialista, quando i cristiani avevano una casa ineludibile e i socialisti sapevano di laicismo sferzante. Una vita di feconde contraddizioni, quella di Covatta. Fu militante nell'Associazione cattolica contro il doroteismo democristiano; fu socialista lombardiano, ma criticamente al fianco e mai contro la modernizzazione di Bettino Craxi e fu uno degli ispiratori del Manifesto di Rimini i meriti e i bisogni. La sua levatura fece il paio con un tratto umano di una sincerità disarmante che solo un intellettuale vero e onesto sa avere. Era polemista, ma mai polemico; sapeva negare nell'ironia i suoi disaccordi e nella parola scritta trovava il grimaldello ideale per scardinare totem e tabù. Insomma, diciamocela tutta, non c'entra nulla con l'attuale tempo politico, fatto di leggerezze al limite dell'inconsistenza, di forme senza sostanza, di decisioni senza pensiero. È per questo, forse, che lo ricordiamo tutti oggi con ammirazione e sentimento, ai quali personalmente affianco l'amicizia e la consonanza di compagno di mille battaglie, di mille condivisioni, anche di qualche discordia, quando la politica aveva la "P" maiuscola e cambiare la società impegnava tutta la vita. Ciao Luigi! (Applausi) . BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) .