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Posto quanto sopra, proprio al fine di prevenire l'introduzione della PSA negli allevamenti è previsto al comma 7, che con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della transizione ecologica, previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono stabiliti, anche in deroga ai regolamenti edilizi, i requisiti tecnici per l'implementazione di misure atte a ridurre il rischio di introduzione e diffusione di agenti patogeni, diretti a migliorare le condizioni di biosicurezza degli allevamenti suinicoli sia dal punto di vista strutturale (recinzioni per evitare contatti con animali selvatici, strutture per gestire gli animali morti, zone filtro per consentire la disinfezione degli operatori prima dell'ingresso, piazzole per disinfettare i mezzi di trasporto, etc.) che gestionale (evitare di far accedere estranei negli allevamenti, disinfettarsi prima di accedere, derattizzazione, etc.). L'articolo 2 prevede che, al fine di assicurare il corretto e tempestivo svolgimento delle attività di cui all'articolo 1 e valutare l'efficacia delle misure adottate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano attraverso i rispettivi Piani regionali, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, è nominato un Commissario straordinario, il cui incarico è svolto a titolo gratuito, con il compito di presiedere al coordinamento e al monitoraggio delle azioni e delle misure poste in essere per prevenire e contenere la diffusione della PSA (comma 1). Il Commissario straordinario, in particolare (comma 2), svolge le seguenti funzioni: a) coordina i servizi veterinari delle aziende sanitarie locali competenti per territorio, le strutture sanitarie pubbliche, le strutture amministrative e tecniche regionali nonché gli enti territorialmente competenti per le finalità di cui all'articolo 1; b) verifica la regolarità dell'abbattimento e distruzione degli animali infetti e dello smaltimento delle carcasse di suini nonché le procedure di disinfezione svolte sotto il controllo della ASL competente. Si prevede che il Commissario straordinario per l'esercizio dei compiti assegnati dall'articolo 2, si avvale degli enti del Servizio sanitario nazionale e dei competenti uffici in materia di prevenzione, eradicazione e controllo delle malattie animali (zoonosi) delle seguenti amministrazioni: Ministero della salute, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Ministero della transizione ecologica, regioni, province, città metropolitane, comuni, Comando Carabinieri per la tutela della salute, Comando delle Unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri, ISPRA, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Si prevede il potenziamento della Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari del Ministero della salute, cui spetta assicurare il necessario supporto per lo svolgimento delle funzioni del Commissario, con un contingente massimo fuori organico pari a dieci unità di personale non dirigenziale, dipendente da pubbliche amministrazioni in posizione di comando, distacco o fuori ruolo o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti (comma 5). Nell'ambito delle funzioni attribuite, il Commissario straordinario può adottare provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli per la salute animale e far fronte a situazioni eccezionali (comma 6). Nel caso in cui le regioni non adottano nei termini previsti i Piani regionali è previsto l'intervento sostitutivo sul modello di quello previsto dall'articolo 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131. Si stabilisce che le disposizioni dell'articolo in esame non si applicano alla regione Sardegna (comma 10), considerato che la stessa ha già da tempo intrapreso un percorso straordinario di eradicazione (Unità di progetto per l'eradicazione della Peste suina africana), che a breve condurrà la regione verso l'eliminazione completa del virus. L'articolo 3 reca una disposizione sanzionatoria nei confronti di chiunque, nell'ambito di attuazione dei Piani regionali, non segnali il rinvenimento di esemplari di cinghiale feriti o deceduti. L'articolo 4 introduce una clausola di salvaguardia delle competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano. L'articolo 5 reca la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 6 fissa la data l'entrata in vigore del decreto-legge.. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, recante misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana (PSA). 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . 1 (Misure urgenti di prevenzione e contenimento della diffusione della peste suina africana – PSA) 1 Al fine di prevenire e contenere la diffusione della peste suina africana (PSA) sul territorio nazionale, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano adottano il Piano regionale di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l'eradicazione della peste suina africana nei suini da allevamento e nella specie cinghiale ( Sus scrofa ), che include la ricognizione della consistenza della specie all'interno del territorio di competenza suddivisa per provincia, l'indicazione dei metodi ecologici, delle aree di intervento diretto, delle modalità, dei tempi e degli obiettivi annuali del prelievo esclusivamente connessi ai fini del contenimento della peste suina africana. 2 I Piani regionali di cui al comma 1 sono adottati in conformità alle disposizioni: a del Piano nazionale di sorveglianza ed eradicazione delle peste suina, presentato alla Commissione europea in data 30 giugno 2021 dal Ministero della salute, ai sensi dell'articolo 12 del regolamento (UE) n. 652/2014, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014; b del « Manuale delle emergenze da Peste Suina Africana in popolazioni di suini selvatici » del 21 aprile 2021. 3 Ai fini della gestione, i Piani regionali sono adottati in conformità al documento tecnico del 21 aprile 2021 sulla « Gestione del cinghiale e peste suina africana Elementi essenziali per la redazione di un piano di gestione » redatto dai Ministeri della salute, delle politiche agricole alimentari e forestali e della transizione ecologica. 4 I Piani regionali di cui al comma 1 sono adottati previo parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e del Centro di referenza nazionale per la peste suina da rendere entro venti giorni dalla richiesta della regione o della provincia autonoma competente per territorio.