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ci sono enormi spazi per ottimizzare queste risorse, che sono già molto ingenti. È su questo che forse dobbiamo lavorare prima di tutto. Dobbiamo pensare quindi alle azioni che facciamo, sempre tenendo al centro le persone. Quando parliamo di bussola strategica e di un sistema di difesa europeo, parliamo sostanzialmente di un'ulteriore cessione di sovranità all'Unione. Queste ulteriori cessioni di sovranità devono andare di pari passo, Presidente, con un incremento del livello di «potere democratico» dell'Unione e quindi del Parlamento europeo. Dobbiamo mettere mano ai trattati e fare in modo che a ulteriori cessioni di sovranità corrisponda un aumento della forza di chi rappresenta le Istituzioni. (Applausi) . Dobbiamo veramente lavorare su questo punto, altrimenti non raggiungeremo il nostro obiettivo. D'altronde se pensiamo, come ho detto prima, all'efficientamento della spesa militare, la comparazione con gli altri attori, in particolare con gli Stati Uniti, non è attuabile. Gli Stati Uniti storicamente fanno i gendarmi nel mondo, noi, come Unione europea, non dobbiamo fare questo e possiamo tranquillamente dire che l'ottimizzazione ci dà tutte le risorse di cui abbiamo bisogno. Lei ha parlato dell'industria e dei chip . Dobbiamo ricordare anche la recente acquisizione da parte di Nvidia di Arm. Quest'ultima è una società inglese acquisita da Nvidia per 40 miliardi di dollari ed è la società che progetta i chip . C'è un'azione dell'Antitrust su questo e dobbiamo stare attenti, anche perché poi sentiamo delle grandi risorse che l'Unione mette sul tema dei semiconduttori e leggiamo anche che Intel vorrebbe fare una fabbrica in Germania spendendo 17 miliardi di dollari, prendendosi magari tutte le risorse che abbiamo messo a disposizione degli europei. In Europa però abbiamo dei campioni. Uno dei campioni, come sappiamo bene, è italo-francese, partecipato dal Governo italiano e da quello francese. Dobbiamo quindi difendere veramente la strategicità. L'autonomia ovviamente tocca il settore energetico: dobbiamo vedere tempi brevi e tempi medio-lunghi; sul tempo breve dobbiamo tener presente che nella Penisola iberica ci sono sette rigassificatori che non sono collegati e quindi dobbiamo collegarli. La Francia non li voleva ricollegare, quindi dobbiamo parlare bene con i francesi per fare in modo che tale azione strategica arrivi subito al dunque. Ovviamente dobbiamo andare sulle energie rinnovabili. È importante fare in modo che l'industria sia pronta. C'è poi tutto il tema che riguarda i minerali strategici, di cui ho parlato la volta scorsa. Presidente, forse l'Italia potrebbe realizzare una grande fabbrica per riciclare i minerali strategici dai Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). È una cosa che secondo me è bene realizzare. Vorrei infine soffermarmi sui futures . Abbiamo letto che il Title transfer facility (TTF), che determina il prezzo del mercato, è stabilito sul mercato dei futures , che sono dieci volte il volume del gas disponibile nel mondo. Bene: forse dobbiamo iniziare a capire, e possiamo farlo all'Organizzazione mondiale del commercio, che l'unico sistema che abbiamo è intervenire in quella sede per dire che tutta questa finanza ci fa molto male. Forse dobbiamo comprimere la finanza e parlare di economia, perché forse è con essa che produciamo molti posti lavoro, con la finanza molti meno. (Applausi) . Mi auguro, Presidente, che lei, che conosce molto bene il mercato, abbia la forza di intervenire su questi temi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vattuone. Ne ha facoltà. VATTUONE (PD) . Signor Presidente, il Consiglio europeo del 24 e 25 marzo affronterà il tema della sicurezza e della difesa con l'approvazione della bussola strategica su cui intendo brevemente soffermarmi. L'aggressione di Mosca all'Ucraina ha e avrà ricadute economiche, ma anche un impatto profondo sul sistema delle relazioni internazionali e sugli equilibri globali. Resta quindi il gigantesco problema di come gestire la questione degli equilibri internazionali con un'adeguata capacità di governance del sistema. La rottura con Mosca avrà infatti conseguenze. Presidente, lei, come altri, ha citato opportunamente i Balcani, ma ci saranno anche conseguenze al di fuori del Continente europeo, nei diversi scenari in cui l'influenza di Mosca conta. Questo quindi oggi ci spinge, se ce ne fosse ulteriore bisogno, in maniera ineludibile verso una maggiore capacità dell'Unione europea quale fattore essenziale per rafforzarne il ruolo a favore della sicurezza, della pace e della stabilità internazionale, con effetti positivi anche in chiave complementare, per consolidare la componente europea di un'Alleanza atlantica più salda e credibile. Condividiamo in pieno, presidente Draghi, le sue affermazioni circa la postura euro-atlantica e la complementarietà tra la difesa europea e la NATO. Una difesa europea più forte rende la NATO più forte, è giusto e lo condividiamo, ma non va nascosto che le esigenze che lo scenario internazionale ci pone dinanzi richiedono nel breve termine ben altre efficienza ed efficacia e non va nascosto il gap esistente tra le esigenze legate alla crisi di oggi e la velocità con cui si è proceduto all'evoluzione dell'integrazione della difesa europea, che va perseguita nei tempi più rapidi possibili. La buona notizia è l'adozione e l'auspicabile approvazione della bussola strategica, che segna un passo molto importante in questa direzione. La difesa comune europea è un tema su cui l'Italia ha dato, negli ultimi anni, un contributo convinto e di valore e con il ministro Guerini oggi può vantare di aver raggiunto risultati nel percorso di avvicinamento. C'è un primo aspetto concreto che lei ha citato, con la previsione di una capacità di intervento rapido fino a 5.000 unità, con componenti terrestri, marittime e aeree, ma non è sufficiente, ce lo dobbiamo dire. Almeno, però, registriamo un primo passo concreto. C'è poi un piano d'azione ambizioso, in particolare sulla cooperazione industriale in ambito europeo, tesa a investire con più qualità anche nell'ottica di colmare le lacune strategiche e ridurre le dipendenze tecnologiche e industriali. È necessario semplificare i sistemi d'arma - ce lo siamo detti più volte in Commissione difesa - in ottica europea, che può consentire di performare meglio che con economie di scala e fare sistema e adeguare infine le capacità per arrivare, come ha detto lei, a un vero sistema di difesa integrato. Infine, a proposito della bussola, desidero evidenziare un dato che è un elemento direi strutturale e culturale dell'azione dell'Unione europea: l'idea che la sicurezza debba essere inclusiva, con la ricerca del dialogo a partire dal vicinato, è una parte anch'essa di particolare valore, soprattutto quando pensiamo alla necessità di essere capaci di rilanciare un accordo per tutelare la sicurezza e la pace in Europa. Desidero concludere condividendo in pieno gli obiettivi che ha delineato, Presidente, ma sul punto desidero ricordare che quello che più importa per lo sviluppo del percorso verso una difesa europea è individuare le condizioni politiche, come hanno detto altri, oggi forse più concrete.