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se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle dichiarazioni riportate e se non ritenga opportuno prevedere un ulteriore momento di riflessione al fine di meglio ponderare le determinazioni sullo strumento militare, alla luce anche degli aspetti e delle ricadute territoriali ed economiche; quali iniziative intenda porre in essere per sanare le possibili congiunture negative derivanti dall'eventuale trasferimento da Grottaglie dei due gruppi di volo. Atto n. 3-01426 PEROSINO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il settore degli spiriti, che comprende una larghissima famiglia di prodotti di grandissima tradizione storica italiana consumati come aperitivo o come fine pasto, genera per l'economia italiana un valore aggiunto stimabile in poco meno di 4,5 miliardi di euro, con un numero di occupati pari a 228.000 persone, e l'equivalente di 2,6 miliardi di euro di gettito alle casse dello Stato sotto forma di entrate fiscali contributive e di accise; in Italia, i consumi di spiriti sono strutturalmente in calo a partire dagli anni '70, e solo la categoria "liquori e distillati" ha registrato un calo superiore al 60 per cento; il settore della birra ha goduto negli ultimi anni di ripetute riduzioni dell'accisa, che è stata ridotta dell'equivalente del 2 per cento, a beneficio di tutto il settore; il patrimonio economico, sociale e culturale rappresentato dai produttori di aperitivi, liquori, amari, distillati e? a rischio, soprattutto a seguito della decisione del Governo americano di applicare, dal 18 ottobre 2019, dazi compensativi sui liquori e gli spiriti italiani in misura pari al 25 per cento ad valorem , che rimarranno invariati almeno fino all'agosto 2020, quando si procederà a una nuova revisione dei prodotti soggetti all'imposta doganale; i dazi compensativi, in alcuni casi, determinano un aumento del prezzo superiore anche al 35 per cento del valore del bene, che rischia di determinare una perdita occupazionale di quasi 1.000 addetti tra le fila delle piccole e medie imprese, che producono liquori e che esportano negli USA; il settore degli spiriti e dei prodotti alcolici intermedi è inoltre sottoposto al pagamento del contrassegno di Stato, che però nella pratica non ha più alcuna funzione di "certificazione" né offre particolari condizioni di controllo quanto all'effettivo pagamento dell'accisa (dovuta a monte prima dell'immissione in commercio), ed ha altresì cessato di avere qualunque funzione di certificazione di originalità e autenticità, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano assumere disposizioni normative a titolo compensativo, riducendo del 2 per cento il livello di accisa ed eliminando l'obbligo del contrassegno di Stato sugli spiriti e sui prodotti alcolici intermedi, così da sostenere il comparto degli aperitivi, dei distillati e dei liquori, in larghissima parte costituito da imprese familiari italiane, prevalentemente piccole e medie, diffuse su tutto il territorio nazionale, vocate alle produzioni tradizionali tipiche del nostro Paese, che hanno senza dubbio titolo ad essere considerate un'eccellenza del made in Italy nel mondo. Atto n. 3-01428 MONTEVECCHI ANGRISANI CORRADO DE LUCIA Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: è dovere costituzionale tutelare il patrimonio storico e artistico della nazione; il comma 2, lettera b) , dell'articolo 66 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante "Codice dei beni culturali e del paesaggio", concernente l'uscita temporanea di determinate cose e beni culturali per manifestazioni, prevede che non possono comunque uscire dal territorio nazionale i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica; le interroganti non hanno alcun pregiudizio nei confronti dell'importante funzione svolta dalla diplomazia culturale che prevede, tra le altre, anche iniziative di prestito reciproco di opere d'arte; considerato che: da recenti articoli di stampa, tra cui "il Fatto Quotidiano" del 29 febbraio 2020, con l'articolo "Capodimonte: il museo diventa un circo texano", si apprende che opere identitarie del museo nazionale di Capodimonte sono uscite temporaneamente dal territorio nazionale per essere esposte al Kimbell art museum di Fort Worth, Texas, per la mostra "Flesh & blood: italian masterpieces from the Capodimonte museum" aperta al pubblico dal 1° marzo al 14 giugno 2020; l'individuazione di un'opera in una lista di opere identitarie avviene con provvedimento amministrativo, che al momento risulta poter essere superato da atto di successiva emanazione avente stesso rango; valutato che: la vicenda si inserisce in un contesto in cui, di recente, due altri prestiti, quello dell'Uomo vitruviano di Leonardo e quello del ritratto di Leone X di Raffaello, sono al centro di decisioni che le interroganti ritengono di discussa e discutibile ponderazione, stante la ratio di cui all'articolo 66 del decreto legislativo n. 42; i beni citati presentano un forte legame con la storia della nazione e la loro assenza nelle sedi museali del Paese d'origine potrebbe pregiudicare la tipicità e lo stesso valore delle collezioni museali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno valutare tempestivamente iniziative volte a sanare quello che le interroganti insistono nel considerare un vulnus , al fine di meglio ponderare l'esigenza costituzionalmente garantita di tutela del patrimonio artistico con quella dell'autonomia museale e della diplomazia culturale. Atto n. 3-01429 PEROSINO MALLEGNI PICHETTO FRATIN Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: per una serie di eventi, anche fortuiti, l'Italia è il primo Paese europeo di accertata presenza del "coronavirus", e ciò sia per i controlli più approfonditi e sia per la vocazione ai viaggi di lavoro e di piacere degli italiani con pericoli conseguenti; l'Italia è diventata il Paese "untore", accerchiata con vincoli, quarantene, velate accuse; ma poiché così non è, nell'attesa e nella speranza che questo periodo così triste cessi nei suoi effetti sulla salute delle persone, occorre mettere in campo tutte le misure possibili; tra le gravi ripercussioni sul tessuto economico e produttivo del Paese, particolarmente colpito è il comparto del turismo con tutto il suo indotto, i cui danni economici e di immagine al momento non si possono quantificare; oltre alle aree rosse e gialle, in tutto il territorio nazionale si è registrata la cancellazione del 90 per cento delle prenotazioni fino al mese di giugno 2020; le misure relative ad una sospensione dei pagamenti dei tributi possono avere solo un effetto "placebo", poiché, se le aziende non incassano, non saranno in grado di sostenere tutti gli adempimenti di carattere economico e fiscale anche successivamente; i tempi di dilazione previsti sono comunque insufficienti, rispetto ai presumibili futuri incassi, occorre una scadenza diversa, anche con rateazioni, senza sanzioni e interessi a valere per tutte le categorie e per tutto il territorio nazionale;