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Anche se non sono il grande attore Rutger Hauer, faccio mia la frase recitata nell'ultima epica scena. Lui diceva che «tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia». Ebbene questo non è il nostro caso, perché nessuno di noi dimentica quanto successo negli ultimi anni; grazie a Matteo Salvini, alla Lega e a questo Governo siamo qui per cambiare le cose. Il contratto di Governo lo dice chiaro: occorre prevedere l'abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cosiddetta Fornero. Daremo la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell'età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l'obiettivo di consentire il raggiungimento dell'età pensionabile con quarantun anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati nelle mansioni usuranti. Signor Presidente, lo abbiamo promesso, lo facciamo e lo faremo. Perché questo non è un punto di arrivo, si badi bene, ma un punto di partenza per smontare la legge Fornero e superarla, dando risposte concrete ai cittadini, dando la speranza di un futuro ai nostri ragazzi, consentendo a chi ha lavorato tutta la vita di godersi finalmente la meritata pensione. Siamo convinti che, laddove si ripristina la libertà di scegliere se andare o meno in pensione, si regala dignità agli uomini e alle donne che hanno lavorato per tutta la vita; si consente loro di scegliere, signor Presidente. Sì, di scegliere; in un momento storico in cui tutto ci è imposto, questo Governo consente alle persone di scegliere il proprio futuro. Abbiamo solo ascoltato, abbiamo solo avuto la forza e l'umiltà di ascoltare il grido di coloro ai quali quella dignità era stata tolta; lo ha fatto Matteo Salvini, lo ha fatto questo Governo, lo stiamo facendo noi in quest'Aula. A coloro che con il loro voto contribuiranno ad approvare questa riforma dico: siatene veramente orgogliosi e, quando ritornerete nei vostri territori, fatelo a testa alta, perché oggi è il giorno in cui gli italiani hanno vinto la loro partita, riprendendo finalmente in mano il loro futuro. È tempo di cambiare. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Pietra. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, colleghi senatori, membri del Governo, il reddito di cittadinanza è un provvedimento che non creerà un solo posto di lavoro e sarà totalmente inutile e inefficace contro la povertà. Chi pensa che il reddito di cittadinanza possa dare una spinta all'occupazione dimostra di non conoscere né come funziona il sistema produttivo italiano, né, tanto meno, le regole del mondo del lavoro. La disoccupazione, cari colleghi, si combatte solo creando nuovi posti di lavoro e mettendo le aziende in condizione di assumere. Sarebbe stato, quindi, utile proporre politiche fiscali vere per chi assume. Infatti, per consentire che le attività e le aziende italiane siano in attivo e possano produrre reddito occorre fare poche cose ma concrete: diminuire le tasse e la burocrazia, incentivare l'economia aumentando gli investimenti nazionali e aprendo alle grandi opere pubbliche, esattamente il contrario di quello che sta facendo questo Governo. (Applausi dal Gruppo FdI) . Prima date un reddito e poi offrite tre opportunità di lavoro; buon senso avrebbe voluto, invece, che faceste esattamente il contrario: prima date le offerte di lavoro e poi il reddito. Potenziate i centri per l'impiego con 4.000 assunzioni. Ricordo comunque al Governo che si devono ancora stabilizzare i 1.600 assunti un anno fa. Assumete 6.000 navigator per indirizzare le persone alla ricerca di un lavoro e questi saranno gli unici posti di lavoro che riuscirete a creare; saranno gli unici posti di lavoro che questo provvedimento creerà. Se, poi, è vero che si parla di una potenziale platea di 5 milioni di persone che potrebbero richiedere il reddito, significa - vorrei fare una riflessione insieme a voi - che ogni navigator dovrà occuparsi di circa 800 persone: una follia. Profili diversi, situazioni diverse, esigenze diverse, criticità diverse, gestiti da persone che non avranno un formazione adeguata in riferimento ai tempi di attuazione, così brevi, e che non sappiamo ancora come e da chi saranno assunti. La ricerca del lavoro verrà fatta da chi ora sta cercando un lavoro, ma che da marzo verrà chiamato navigator ; in questo modo non funzionerà, perché per trovare un lavoro ad altri bisogna avere competenze tecniche e conoscenze del territorio e del sistema economico di riferimento. Ma poi tutto è concentrato - permettetemi - su chi chiede lavoro, e non c'è niente su come saranno acquisite le richieste di manodopera. Come faranno i centri per l'impiego a sapere qual è l'offerta di lavoro delle aziende? Quale strumento si metterà in campo per sapere di che tipo di manodopera e, soprattutto, quale azienda ne ha bisogno? Di tutto questo non c'è traccia nel testo. Molte realtà non si rivolgono ai centri per l'impiego. In agricoltura, ad esempio, solo il 2 per cento delle aziende si rivolge a questo tipo di centri per cercare manodopera. Bene, cosa volete fare per convincere l'altro 98 per cento? Noi non lo vediamo in questo provvedimento e forse neanche voi lo sapete. Ma almeno lo sapete quanto guadagna un bracciante agricolo stagionale? Guadagna tra gli 800 e i 900 euro al mese. E voi ne date 780 a chi sta comodamente a casa aspettando che qualcuno al suo posto si adoperi per cercargli lavoro. E se una persona ha l'obbligo di accettare l'offerta, vi siete posti il problema che l'azienda non ha l'obbligo di accettare chi gli verrà mandato? Se una persona non verrà accettata da nessuna azienda per la sua incapacità, cosa facciamo? Come ci si dovrà comportare? In tutto questo, vengono dimenticati i giovani italiani disoccupati che, magari, non hanno i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza, ma hanno necessità di essere accompagnati al reinserimento lavorativo. Il problema della disoccupazione può essere risolto, oltre che con minor tasse e minor burocrazia per le aziende, iniziando da una politica integrata del sistema scuola-lavoro, con una politica apposita volta a formare figure professionali necessarie alle aziende: questa è la strada giusta. Invece, è stato proposto un testo inefficace, lacunoso, scritto in fretta (così da essere approvato prima delle elezioni europee) e che dà mance elettorali senza creare occupazione. Il reddito di cittadinanza è per noi una forma di assistenzialismo che aiuta immigrati e furbi, dimenticando i veri poveri, le famiglie numerose, gli invalidi, e i più deboli. In questo modo, gli unici che non verranno aiutati sono gli italiani onesti che hanno veramente bisogno. Fratelli d'Italia ha proposto decine di emendamenti per limitare i danni del reddito di cittadinanza e per migliorare quota 100. Abbiamo, però, trovato un muro di arroganza politica che non ha voluto nessun confronto concreto. Per questo siamo dispiaciuti: non perché non siano stati accettati i nostri emendamenti, ma per la nostra Nazione. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE.