[pronunce]

La difesa regionale afferma che, nel rispetto di quanto previsto dall'indicato decreto, la Regione ha posto in essere la necessaria attività al fine di adeguare la propria normativa alle suindicate linee guida.1. - Il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia dubita, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera s), e terzo comma della Costituzione, della legittimità costituzionale dell'art 3, comma 16, della legge della Regione Puglia 31 dicembre 2007, n. 40 (Disposizioni per la formazione del bilancio previsione 2008 e bilancio pluriennale 2008-2010 della Regione Puglia), nonché degli artt. 4, 5, 6, 7, 8, 10, 13, e 14 del Reg. 4 ottobre 2006, n. 16 (Regolamento per la realizzazione di impianti eolici nella Regione Puglia), richiamati dalla fonte legislativa impugnata. 1.1. - In particolare, l'art. 3, comma 16, della legge reg. n. 40 del 2007 prevede che «la realizzazione dei parchi eolici è disciplinata dalle direttive di cui al Reg. 4 ottobre 2006, n. 16 (Regolamento per la realizzazione di impianti eolici nella Regione Puglia)». Dato il rinvio, di tipo evidentemente ricettizio, che la diposizione censurata compie alle norme regolamentari, i rilievi di costituzionalità vanno riferiti anche ai contenuti che essa ha in tal modo recepito. 2. - Nel merito la questione è fondata nei termini di seguito indicati. Il giudizio a quo ha ad oggetto l'impugnativa di un provvedimento con il quale la Regione Puglia ha negato l'autorizzazione alla realizzazione di un parco eolico, in quanto il relativo progetto non rispettava le prescrizioni di cui agli artt. 10 e 14, commi 2 e 7, del regolamento n. 16 del 2006 . Il riferimento alle disposizioni sopra indicate è giustificato dal fatto che la fattispecie oggetto del giudizio principale è regolata, ratione temporis, dalla disciplina transitoria di cui all'art. 14, comma 1, valida per i progetti eolici presentati prima dell'approvazione dei Piani regolatori per l'installazione di impianti eolici (PRIE) previsti dal cennato regolamento e, comunque, fino al termine massimo di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore dello stesso. Tra tali progetti rientra quello in esame, in quanto presentato il 28 novembre 2006, a circa un mese di distanza dalla entrata in vigore del regolamento, avvenuta il 21 ottobre 2006. Su tali evenienze si fonda l'eccezione di inammissibilità formulata dalla Regione Puglia, in relazione alla rilevanza nel giudizio a quo dei soli artt. 10 e 14 del regolamento: essa però risulta superata dalla circostanza che tali disposizioni operano numerosi richiami alle altre norme contenute nel regolamento, nonché dal fatto che l'art. 14 si pone in rapporto di strumentalità con queste ultime: in effetti detto articolo si limita ad introdurre una disciplina transitoria che, in attesa dell'entrata in vigore di quella prevista dai precedenti articoli, ne richiama espressamente i contenuti al fine di assicurarne gli obiettivi. In particolare, l'art. 14, dopo aver stabilito al comma 1 i limiti di efficacia della disciplina transitoria, al successivo comma 2 indica le aree che devono considerarsi non idonee all'installazione di impianti eolici, riproducendo in modo quasi identico le indicazioni contenute ai medesimi fini nell'art. 6, comma 3. Sempre l'art. 14, al comma 7, prevede, poi, che per l'intera durata di applicazione delle norme transitorie, il parametro di controllo comunale di cui all'art. 13, non potrà superare il valore di 0,25, ivi compreso il territorio già interessato da impianti realizzati e/o autorizzati. Quanto all'art. 10 del regolamento n. 16 del 2006, esso stabilisce i criteri di redazione della relazione di impatto ambientale che il richiedente l'autorizzazione deve presentare al fine di consentire all'amministrazione la valutazione del progetto, secondo quanto previsto dal precedente art. 8. In particolare, l'art. 10, nel prendere in considerazione l'impatto visivo e paesaggistico (lettera b), il rispetto della flora, della fauna e dell'ecosistema (lettera c), l'inquinamento acustico ed elettromagnetico (lettere d ed e), nonché aspetti prettamente tecnici (lettere f, g, h, i, j, l, m), sottopone il progetto di cui si chiede l'autorizzazione all'osservanza di specifiche regole. 2.1. - Così individuata la portata precettiva delle norme regionali sopra indicate, va osservato che le medesime, nella parte in cui prevedono aree non idonee all'installazione degli impianti eolici e i criteri per individuare le suddette zone, si pongono in contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost. Questa Corte ha, infatti, dichiarato l'illegittimità costituzionale di norme regionali analoghe a quelle oggetto di scrutinio, in quanto l'indicazione da parte delle Regioni dei luoghi ove non è possibile costruire i suddetti impianti può avvenire solo a seguito della approvazione delle linee guida nazionali per il corretto inserimento degli impianti eolici nel paesaggio da parte della Conferenza unificata ex art. 12, comma 10, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 (Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità), dovendosi qualificare l'indicata norma quale espressione della competenza esclusiva dello Stato in materia ambientale (sentenza n. 119 del 2010). La Corte ha, in particolare, affermato che la predisposizione delle indicate linee guida è finalizzata a garantire un'adeguata tutela paesaggistica, di talché non è consentito alle Regioni «proprio in considerazione del preminente interesse di tutela ambientale perseguito dalla disposizione statale, di provvedere autonomamente alla individuazione di criteri per il corretto inserimento nel paesaggio degli impianti alimentati da fonti di energia alternativa» (sentenza n. 16 del 2009). L'impossibilità da parte delle Regioni di adottare una propria disciplina in ordine ai siti non idonei alla installazione degli impianti eolici prima dell'approvazione delle indicate linee guida nazionali rende, poi, irrilevante l'adozione di queste ultime avvenuta con il D.M. 10 settembre 2010 (Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili), nelle more del presente giudizio di costituzionalità. 2.2. - Le impugnate norme regionali, poi, nella parte in cui prevedono limiti, condizioni e adempimenti al cui rispetto è subordinato il rilascio dell'autorizzazione all'installazione di un impianto eolico, contrastano con l'art. 117, terzo comma, Cost., e, in particolare, con i principi fondamentali fissati dal legislatore statale in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia. In particolare, viene in rilievo l'art. 12, commi 3 e 4, d.lgs.