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648- bis (riciclaggio, punibile con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000); 648- ter (impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, punibile con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000); 648- ter .1 (autoriciclaggio, punibile con la reclusione da reclusione da uno a quattro anni e della multa da euro 2.500 a euro 12.500) del codice penale; 12- quinquies del decreto-legge n. 306 del 1992 (trasferimento fraudolento di valori, punibile con la reclusione da due a cinque anni e la confisca di denaro, beni o altre utilità). L'articolo 16 dispone alcune modifiche normative al decreto legislativo n. 546 del 1992 sul processo tributario. Le modifiche sono nel senso di estendere le possibilità di trasmissione telematica delle comunicazioni e notificazioni inerenti il processo; ad agevolare le procedure in materia di certificazione di conformità relative alle copie di atti, provvedimenti e documenti; nonché ad attuare la partecipazione a distanza delle parti all'udienza pubblica. L'articolo si compone di 6 commi. Il comma 1 modifica l'articolo 16- bis (Comunicazioni e notificazioni per via telematica) del decreto legislativo n. 546 del 1992 e aggiunge al medesimo l'articolo 25- bis . Per quanto attiene alle modifiche dell'articolo 16- bis, (così la lettera a) ), esseriguardano diversi ambiti. È integrata la rubrica con il riferimento ai depositi telematici, e pertanto la nuova rubrica recita: "Comunicazioni, notificazioni e depositi telematici" (n. 1); si sostituisce il quarto periodo del comma 1, in modo che la comunicazione si intenda perfezionata con la ricezione avvenuta nei confronti di almeno uno dei difensori della parte (n.2); viene sostituito il comma 2, sicché nei casi di impossibilità di ricezione, le comunicazioni siano eseguite esclusivamente mediante deposito in segreteria della Commissione tributaria (come già previsto dalla formulazione originaria) e che le notificazioni siano eseguite ai sensi dell'articolo 16 del decreto legislativo n. 546 del 1992 (n. 3); si dispone lasostituzione del comma 3 in modo da prevedere che le notificazioni e i depositi di atti processuali, documenti e provvedimenti giurisdizionali siano fatti esclusivamente con modalità telematiche, superando la precedente mera facoltà (n. 4); inoltre si aggiunge l'ipotesi che, in casi eccezionali, il Presidente della Commissione tributaria o il Presidente di sezione, con provvedimento motivato, possano autorizzare il deposito con modalità diverse da quelle telematiche. Con riferimento agli elementi di novazione introdotti dal comma 1 dell'articolo 16, l'articolo 25- bis, stabilisce una disciplina per la conformità degli atti digitali depositati o notificati nel processo tributario, stabilendo a tal fine il potere di attestare la conformità della copia a diversi soggetti. Se si tratta di un atto processuale di parte, di un provvedimento del giudice o di un documento formato su supporto analogico e detenuto in originale o in copia conforme, il potere è attribuito al difensore, al dipendente di cui si avvalgono l'ente impositore, l'agente della riscossione ed ai soggetti iscritti nel citato Albo per la riscossione degli enti locali (articolo 53 del decreto legislativo n. 446 del 1997), che possono attestare la conformità secondo le modalità del Codice dell'amministrazione digitale (decreto legislativo n. 82 del 2005) (articolo 25- bis , comma 1). Altrettanto vale per gli atti e ai provvedimenti presenti nel fascicolo informatico, a cura della segreteria della Commissione tributaria ai sensi dell'articolo 14 del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163, o trasmessi in allegato alle comunicazioni telematiche dell'ufficio di segreteria. Tuttavia questi atti si ritengono equivalenti all'originale anche se privi dell'attestazione di conformità all'originale da parte dell'ufficio di segreteria (comma 2). Si stabilisce anche che la copia informatica o cartacea munita dell'attestazione di conformità, ai sensi dei commi precedenti, equivalga all'originale o alla copia conforme dell'atto o del provvedimento detenuto ovvero presente nel fascicolo informatico (comma 3). Si specifica inoltre che l'estrazione di copie autentiche ai sensi dell'articolo in parola esoneri dal pagamento dei diritti di copia (comma 4); Infine, il comma 5 afferma che nel compimento dell'attestazione di conformità i soggetti di cui al presente articolo assumano ad ogni effetto la veste di pubblici ufficiali. Tornando al corpo dell'articolo 16, il comma 2 dispone un'interpretazione autentica delle disposizioni attualmente vigenti contenute nell'articolo 16- bis del decreto legislativo n. 546 del 1992, in relazione al regolamento di cui al decreto del Ministro dell'Economia e delle finanze n. 163 del 2013 in materia di processo tributario telematico. Si specifica che le parti, nei due gradi di giudizio di merito e nelle more dell'introduzione dell'obbligatorietà del processo tributario telematico, possono liberamente utilizzare le procedure informatiche per le notifiche e i depositi degli atti processuali, dei documenti e dei provvedimenti indipendentemente dalla modalità prescelta dalla controparte (carta o telematico). Il comma 3, del suddetto articolo, dispone che in tutti i casi in cui debba essere fornita la prova della notificazione o della comunicazione eseguita a mezzo di posta elettronica certificata e non sia possibile fornirla con modalità telematiche, il difensore o il dipendente di cui si avvalgono l'ente impositore, l'agente della riscossione ed i soggetti iscritti nell'albo per la riscossione degli enti locali, in veste di pubblico ufficiale, provvedano ad estrarre copia su supporto analogico del messaggio di posta elettronica certificata, dei suoi allegati e della ricevuta di accettazione e di avvenuta consegna e attestarne la conformità ai documenti informatici da cui sono tratte ai sensi dell'articolo 23, comma 1, del Codice dell'amministrazione digitale. Il comma 4 consente la partecipazione a distanza delle parti all'udienza pubblica di cui all'articolo 34 del decreto legislativo n. 546 del 1992, su istanza formulata da almeno una delle parti nel ricorso o nel primo atto difensivo, mediante un collegamento audiovisivo tra l'aula di udienza e il luogo del domicilio indicato dal contribuente, dal difensore, dall'ufficio impositore o dai soggetti della riscossione con modalità tali da assicurare la contestuale, effettiva e reciproca visibilità delle persone presenti in entrambi i luoghi e la possibilità di udire quanto pronunciato. Il luogo dove la parte processuale si collega in audiovisione è equiparato all'aula di udienza.