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L'accesso ai locali di tali figure deve essere sempre consentito dai gestori, che sono comunque tenuti, come già prevedeva il decreto Balduzzi, ad esporre, all'ingresso e all'interno dei locali, il materiale informativo predisposto dalle aziende sanitarie locali, diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare la presenza sul territorio dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati alla cura e al reinserimento sociale delle persone con patologie correlate alla GAP. L'articolo 7 vieta l'introduzione di nuove tipologie di giochi e scommesse con vincita in denaro per un periodo di cinque anni. L'articolo 8, mediante una modifica al comma 10 dell'articolo 7 del citato decreto-legge n. 158 del 2012, prevede l'istituzione, presso il Ministero della salute, di un Osservatorio nazionale sulle dipendenze da gioco d'azzardo patologico, con il compito di monitorare il fenomeno e di promuovere campagne informative volte ad avvertire i consumatori circa le principali fonti di rischio di dipendenza da gioco. L'Osservatorio ha anche il compito di monitorare i contenuti della pubblicità sui giochi, allo scopo di vigilare e segnalare al Garante della concorrenza e del mercato i casi di abuso in tema di pubblicità, al fine di attivare sia i poteri di tutela amministrativa e giurisdizionale e la conseguente comminazione di sanzioni previste dalle norme attuative delle direttive comunitarie in tema di pubblicità, sia per segnalare i casi di abuso all'Agenzia delle dogane e dei monopoli per l'applicazione delle sanzioni derivanti dalla violazione dei divieti di messaggi pubblicitari a tutela dei minori, nel corso di trasmissioni radiotelevisive o nel corso di rappresentazioni teatrali o via internet , e dalla violazione delle prescritte formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica dei giochi con vincita in denaro (di cui al comma 6 dell'articolo 7 del citato decreto-legge n. 158 del 2012). L'articolo 9, al fine di rendere più efficace l'impianto normativo in materia di antiriciclaggio e di rafforzare la vigente disciplina in materia di tracciabilità dei flussi finanziari di giochi e scommesse, prevede: da un lato, l'apertura di conti bancari e postali esclusivamente dedicati per concorsi pronostici e scommesse a carico degli esercenti, in cui far confluire i flussi di denaro derivanti dallo svolgimento di tali attività, con relativa applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie per la violazione di tale obbligo; dall'altro, l'abbassamento della soglia, prevista dall'articolo 24 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, meglio noto come «decreto antiriciclaggio», oltre la quale scatta l'obbligo per gli operatori nel settore dei giochi di identificare i clienti e dunque per assicurare una maggiore tracciabilità dei flussi di denaro (da 2.000 a 1.000 euro per case da gioco e da 1.000 a 500 per i giochi on line) . L'articolo mira a rafforzare il contenuto delle previsioni normative vigenti in materia di tracciabilità e trasparenza dei flussi finanziari, anche tenendo conto delle recenti modifiche normative intervenute in materia. La manovra di agosto 2011, in particolare il comma 29 dell'articolo 24 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ha infatti inserito l'obbligo di segnalazione da parte degli operatori bancari e finanziari all'allora Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, ora denominata Agenzia delle dogane e dei monopoli (AAMS), nel caso di trasferimento di denaro o vincite in favore di soggetti in difetto di concessione, ovvero di esercizio abusivo dell'attività di giochi. L'introduzione dell'obbligo di segnalazione di operazioni sospette ha sicuramente rappresentato un passo avanti ma non ancora sufficiente, in quanto gli obblighi di segnalazione possono essere sempre disattesi. È necessario, dunque, affiancare altre misure normative più efficaci ed incisive, come quella dell'introduzione dell'obbligo per i gestori di aprire conti correnti bancari e postali esclusivamente dedicati. Inoltre, il comma 3 dell'articolo 9 contiene una modifica all'articolo 14, lettera e-bis) del cosiddetto decreto antiriciclaggio, al fine di ricomprendere, tra gli operatori del gioco su rete fisica assoggettati agli obblighi ivi previsti, anche coloro che non essendo titolari di concessione operano abusivamente (analogamente a quanto previsto per gli operatori di gioco on line ). L'articolo 10 concerne l'istituzione dei registri delle scommesse e dei concorsi pronostici, ossia l'obbligo di tenuta di un'apposita scrittura contabile dove annotare giornalmente gli importi della raccolta delle giocate, delle vincite e della relativa differenza. L'importo delle somme incassate, al netto delle vincite pagate deve trovare corrispondenza con le annotazioni nel conto corrente dedicato, previsto dall'articolo 8. Tale tenuta contabile, sulla cui necessità insiste anche la citata relazione della Commissione parlamentare antimafia, contribuisce anch'essa a favorire il controllo delle movimentazioni finanziarie dell'operatore, coniugandosi con la previsione della tracciabilità dei flussi di denaro derivanti anche dalle attività di organizzazione e raccolta dei concorsi pronostici e scommesse. Rilevante, quale conseguenza della violazione e della mancata osservanza delle prescrizioni circa la tenuta del prescritto registro, è anche la prevista entità delle sanzioni amministrative pecuniarie, adeguate e funzionali anche allo scopo di destinare le eventuali maggiori entrate al finanziamento della cura del gioco d'azzardo patologico. L'articolo 11 concerne la partecipazione a gare e il rilascio di concessioni in materia di giochi, introducendo importanti e ulteriori impedimenti rispetto alla vigente disciplina relativa al rilascio e al rinnovo di concessioni, al fine di consentire la richiesta di maggiori informazioni e la possibilità di effettuare controlli più stringenti in modo tale da contrastare l'infiltrazione mafiosa nell'esercizio dei giochi pubblici. Tale disposizione contempla, nell'ambito dei soggetti concorrenti al rilascio, al rinnovo o al mantenimento delle concessioni in materia di giochi, il divieto di partecipazione per una serie di soggetti condannati, anche con sentenza non definitiva, ovvero imputati, ovvero nei cui confronti sia stata emessa sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti (il cosiddetto patteggiamento della pena) per reati di criminalità organizzata e per i delitti concernenti il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite e per una serie di altri reati ritenuti ostativi. Tale divieto si estende anche al soggetto partecipato, anche indirettamente, in misura superiore al 2 per cento del capitale o del patrimonio da persone fisiche che risultano condannate, anche con sentenza non definitiva, ovvero imputate o indagate, per uno dei predetti delitti. Il divieto opera anche nel caso in cui la condanna, ovvero l'imputazione o la condizione d'indagato sia riferita al coniuge non separato, nonché ai parenti ed affini entro il terzo grado.