[pronunce]

e con l'art. 2 della legge n. 1423 del 1956 sarebbe arbitraria, non assumendo rilievo, per tali fattispecie, interessi come l'osservanza di vincoli internazionali ed il governo dei flussi migratori; che del resto, a conferma della corretta dosimetria della pena da parte del legislatore, nel testo unico delle leggi in materia di immigrazione permangono reati di natura contravvenzionale, con pene assimilabili a quelle previste dalle norme incriminatrici assunte a tertia comparationis, come l'indebito trattenimento dello straniero espulso per non aver sollecitato il rinnovo del permesso di soggiorno; che il Tribunale di Torino in composizione monocratica ha sollevato – in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, Cost. – numerose ed ulteriori questioni di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 5-ter, del d.lgs. n. 286 del 1998, come sostituito dall'art. 1 della legge n. 271 del 2004; che in particolare il rimettente ha deliberato, nell'ambito di giudizi celebrati con rito abbreviato o direttissimo, ciascuno nei confronti di un cittadino straniero imputato del reato di indebito trattenimento, i seguenti provvedimenti: ordinanza del 24 febbraio 2005 (r.o. n. 334 del 2005) , ordinanza del 24 febbraio 2005 (r.o. n. 335 del 2005), ordinanza del 24 febbraio 2005 (r.o. n. 336 del 2005), ordinanza del 17 marzo 2005 (r.o. n. 337 del 2005) , ordinanza del 19 maggio 2005 (r.o. n. 457 del 2005), ordinanza del 16 luglio 2005 (r.o. n. 496 del 2005), ordinanza del 16 luglio 2005 (r.o. n. 497 del 2005) , ordinanza del 16 luglio 2005 (r.o. n. 498 del 2005) , ordinanza del 21 luglio 2005 (r.o. n. 499 del 2005) , ordinanza del 6 dicembre 2005 (r.o. n. 57 del 2006), ordinanza del 6 dicembre 2005 (r.o. n. 58 del 2006), ordinanza del 6 dicembre 2005 (r.o. n. 59 del 2006), ordinanza del 27 ottobre 2005 (r.o. n. 90 del 2006), ordinanza del 27 ottobre 2005 (r.o. n. 91 del 2006), ordinanza del 27 ottobre 2005 (r.o. n. 92 del 2006), ordinanza del 27 ottobre 2005 (r.o. n. 93 del 2006), ordinanza del 27 ottobre 2005 (r.o. n. 94 del 2006), ordinanza del 27 ottobre 2005 (r.o. n. 407 del 2006); che dette ordinanze sono analoghe, nel percorso argomentativo e nel petitum, al provvedimento adottato dal medesimo rimettente il 24 febbraio 2005 (r.o. n. 333 del 2005), già sopra descritto; che il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, è intervenuto in tutti i giudizi, con atti depositati rispettivamente il 26 luglio 2005 (r.o. nn. 334, 335, 336, 337 del 2005), il 18 ottobre 2005 (r.o. n. 457 del 2005), il 2 novembre 2005 (r.o. nn. 496, 497, 498, 499 del 2005) , il 28 marzo 2006 (r.o. nn. 57, 58, 59 del 2006), il 26 aprile 2006 (r.o. nn. 90, 91, 92, 93, 94 del 2006), il 7 novembre 2006 (r.o. n. 407 del 2006); che gli atti di intervento citati si caratterizzano per l'identico percorso argomentativo, analogo a quello già illustrato per il giudizio concernente l'ordinanza n. 333 del 2005, e per la richiesta che la questione sia dichiarata infondata; che il Tribunale di Torino in composizione monocratica, con due ordinanze di identico tenore, deliberate il 13 aprile 2005 (r.o. nn. 352 e 353 del 2005), ha sollevato, in riferimento all'art. 3 Cost., questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 5-ter, prima parte, del d.lgs. n. 286 del 1998, come modificato dall'art. 1 della legge n. 271 del 2004, nella parte in cui prevede la pena della reclusione da uno a quattro anni per lo straniero che, senza giustificato motivo, si trattenga nel territorio dello Stato in violazione dell'ordine di allontanarsene, impartitogli dal questore ai sensi del precedente comma 5-bis; che in entrambi i casi è inoltre sollevata – in riferimento agli artt. 3 e 13 Cost. – questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 5-quinquies, ultimo periodo, dello stesso d.lgs. n. 286 del 1998, come modificato dall'art. 1 della legge n. 271 del 2004, nella parte in cui prevede l'arresto obbligatorio dello straniero che, senza giustificato motivo, si trattenga nel territorio dello Stato in violazione del precedente comma 5-ter; che, in ciascuno dei due procedimenti indicati, una persona di cittadinanza straniera, accusata del reato di indebito trattenimento, è stata presentata al giudice rimettente per la convalida dell'arresto e per il successivo giudizio direttissimo, e che lo stesso giudice, nel sollevare le questioni sopra indicate, ha disposto la sospensione del procedimento di convalida, ordinando nel contempo la liberazione dell'arrestata; che, a parere del Tribunale, il comma 5-ter dell'art. 14 del testo unico in materia di immigrazione delinea una previsione di mera disobbedienza all'ordine di allontanarsi, la quale non dovrebbe assumere, neppure indirettamente, il senso d'una sanzione per il fatto antecedente dell'ingresso clandestino nel territorio dello Stato, che l'ordinamento considera fatto penalmente irrilevante; che il rimettente reputa di conseguenza irragionevole la previsione di un diverso trattamento sanzionatorio, nell'ambito della stessa norma censurata, per identiche condotte di disobbedienza, le quali si distinguerebbero tra loro solo in base alle circostanze culminate con il provvedimento di espulsione rimasto privo di esito; che una tale sperequazione non potrebbe essere giustificata, in particolare, con riguardo al carattere legale o non dell'ingresso o della precedente permanenza nel territorio nazionale, perché sarebbe altrimenti contraddetta la scelta legislativa di non sanzionare, per se sola, la condizione di clandestinità; che, sempre secondo il rimettente, sarebbero ingiustificate anche le differenze di trattamento sanzionatorio tra la norma censurata e l'art. 650 cod. pen. , o l'art. 2 della legge 1423 del 1956, ove pure viene incriminata la violazione dell'ordine di lasciare un luogo determinato, con la differenza, semmai, che tale ultima ipotesi si riferirebbe per definizione ad un soggetto comprovatamente pericoloso;