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ripristino della disciplina normativa antecedente alla modifica approvata con il secondo provvedimento cosiddetto svuota-carceri del Governo Letta (citato decreto-legge n. 146 del 2013) che ha reso autonoma fattispecie di reato quella che fino ad allora costituiva una circostanza attenuante del delitto di detenzione e cessione illecita di stupefacenti, producendo l'effetto di riduzione della pena per le fattispecie di minore gravità (per esempio il piccolo spaccio), con un impatto deleterio sugli ingressi in carcere considerando che, come si legge nella stessa relazione illustrativa del decreto-legge, «al 26 luglio 2013 su 23.683 detenuti imputati ben 8.486 erano ristretti per violazione della legge stupefacenti e che, su 40.024 detenuti condannati, ben 14.970 stavano scontando pene inflitte per lo stesso tipo di reati». La norma ha, di fatto, vietato l'arresto in caso di piccolo spaccio, consentendo ai pusher di spacciare impunemente e frustrando l'operato delle forze di polizia e dei magistrati, con il rischio più che concreto di trasformare alcune zone delle nostre città in ghetti; 6) testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286: previsione della concessione del visto di ingresso nel territorio italiano allo straniero che abbia preventivamente compilato un modulo informativo, sul modello di quello previsto dall’ Immigration and nationality act americano, che preveda dettagliate dichiarazioni sulla sua «fedina penale» e sul suo coinvolgimento in atti di terrorismo. L'attestazione di false dichiarazioni, punita con la reclusione da uno a cinque anni, comporterà l'arresto obbligatorio e l'espulsione dello straniero dal territorio italiano, previa espiazione della pena detentiva in Italia se non sussistono accordi internazionali tra i Paesi interessati per l'esecuzione della sentenza penale italiana all'estero, nonché il diniego di concessione del visto di ingresso per i successivi cinque anni. I dati forniti miglioreranno la capacità del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) di monitorare e di identificare accuratamente ed efficacemente i viaggiatori che comportano un rischio potenziale per la sicurezza della Repubblica; 7) legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di cittadinanza: previsione della revoca della cittadinanza italiana agli stranieri con doppia nazionalità condannati per gravi delitti con finalità di terrorismo, in caso di condanna passata in giudicato alla pena non inferiore ad anni cinque di reclusione, sola o congiunta a pena pecuniaria o, ancora, in caso di false dichiarazioni per il rilascio del visto di ingresso nel territorio dello Stato di cui al comma 1- bis dell'articolo 4. La revoca della cittadinanza comporta l'espulsione verso Paese di origine del condannato, previa espiazione della pena detentiva in Italia se non sussistono accordi internazionali tra i Paesi interessati per l'esecuzione della sentenza penale italiana all'estero; 8) regolamento recante disciplina dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 362: previsione che il Governo apporti modifiche affinché l'istanza per l'acquisto o per la concessione della cittadinanza italiana contenga anche un impegno del richiedente a non compiere atti criminali o di terrorismo. Inoltre il disegno di legge prevede: a) assunzioni straordinarie nel comparto difesa e sicurezza, sia per far fronte all'esigenza di sicurezza pubblica da più parti invocata, sia per affrontare le ormai note criticità delle carceri italiane, consentendo altresì la messa in funzione delle strutture già esistenti e non operative per mancanza di personale; b) disposizioni in materia di procedure per l'attribuzione della qualifica di rifugiato: 1) riduzione dei tempi sia della procedura di esame della domanda, che delle controversie aventi ad oggetto l'impugnazione dei provvedimenti in materia di riconoscimento dello status di rifugiato; 2) previsione della revoca dello status di rifugiato quando il pubblico ministero abbia esercitato l'azione penale per taluno dei reati previsti dall'articolo 407, comma 2, lettera a) , del codice di procedura penale, nell'ambito dei quali è stata, altresì, inserita la nuova autonoma fattispecie di violenza a pubblico ufficiale; c) istituzione di sezioni specializzate in materia di immigrazione presso le procure della Repubblica; d) istituzione del Registro pubblico delle moschee e disposizioni in materia di imam : 1) istituzione del Registro pubblico delle moschee, da disciplinare nel dettaglio mediante un apposito regolamento governativo; 2) previsione dell'obbligo dell'uso della lingua italiana durante i sermoni; 3) previsione dell'obbligo da parte degli imam o di chiunque voglia fare la guida spirituale all'interno delle moschee o di altri luoghi, anche occasionalmente, adibiti al culto, di comunicarlo alla prefettura – ufficio territoriale del Governo competente per territorio; e) disposizioni in materia di presenza delle popolazioni nomadi nel territorio italiano: 1) previsione del limite di sei mesi per la permanenza nelle aree di sosta, fatto salvo l'allontanamento forzato; 2) rinvio alle norme comunali per la disciplina: 2.1) delle modalità per l'utilizzo dell'area di sosta assegnata, con la previsione del pagamento di una tassa di stazionamento come corrispettivo per l'erogazione dei servizi nel campo; 2.2) dell'istituzione di un comitato di gestione al quale sono affidati i compiti di cura del campo, di vigilanza sul rispetto delle norme regolamentari, di verifica delle condizioni di sicurezza del campo e di promozione di interventi per garantire l'assolvimento dell'obbligo scolastico da parte dei minori di età; 2.3) delle fattispecie che comportano l'allontanamento dal campo. Solo intervenendo su questi temi si potrà dare una prima risposta a un'esigenza di sicurezza e di legalità da più parti sollevata e su cui, purtroppo, si continua solo a fare demagogia, confondendo il tema della rieducazione e del reinserimento dei detenuti con provvedimenti «svuota carceri» che, di fatto, scaricano un'inefficienza dello Stato sui cittadini, sulle vittime e sulle Forze di polizia.. I DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CERTEZZA DELLA PENA E SICUREZZA PUBBLICA 1 (Modifiche al codice di procedura penale e all'articolo 5 della legge 22 maggio 1975, n. 152) 1 All'articolo 274 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1: 1 alla lettera a) , dopo le parole: «fondate su circostanze di fatto» sono inserite le seguenti: «e su condotte concrete della persona sottoposta alle indagini o dell'imputato»; 2 alla lettera b) , le parole: «si è dato alla fuga o sussiste concreto e attuale pericolo che egli si dia alla fuga» sono sostituite dalle seguenti: «si è dato alla fuga, tenti di darsi alla fuga o abbia tentato di darsi alla fuga»; 3 alla lettera c) , le parole: «sussiste il concreto e attuale pericolo» sono sostituite dalle seguenti: «sussistono il concreto e attuale pericolo ed elementi di prova»;