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quali atti e provvedimenti il Ministro in indirizzo ritenga di dover adottare in sede governativa al fine di ribadire non solo la strategicità del sito AST, ma anche, in relazione alle ipotesi di vendita, la difesa e lo sviluppo delle attività produttive, agevolando l'individuazione di un soggetto acquirente che abbia le caratteristiche di operatore industriale con un profilo internazionale sul mercato dell'acciaio che, insieme al Governo con modalità e strumenti che andranno individuati, sia in grado di offrire adeguate garanzie circa le proprie capacità produttive, finanziarie e commerciali; quali atti intenda compiere in tale direzione e se non ritenga necessario modificare la composizione del tavolo convocato per il 18 settembre 2018, prevedendo la presenza, come evidenziato, della proprietà ThyssenKrupp e dei massimi vertici del Governo italiano. Atto n. 4-00536 AIMI Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: da notizie di stampa si apprende del decesso di un 82enne, avvenuto il 20 agosto 2018 nel modenese, a causa del virus "West Nile"; vi sarebbe stato inoltre anche il decesso di un 76enne, sempre nel modenese, per concause; come riportano diverse fonti stampa, nel modenese sarebbero 32 i casi di "West Nile", 7 dei quali scoperti, perché i soggetti sono donatori di sangue. La stampa locale ha evidenziato inoltre la circostanza legata al fatto che l'Ausl di Modena non avrebbe tempestivamente diramato l'informativa del decesso dell'82enne. La vicenda, infatti, sarebbe stata resa nota dai familiari e solo successivamente l'Azienda Usl avrebbe confermato il caso, parlando anche di un ulteriore decesso (quello di un 76enne); il comportamento della Ausl di Modena apparirebbe dunque difforme rispetto a quello tenuto da altre Ausl della Regione, che hanno tempestivamente reso noti i numeri dei casi e dei decessi. Se tale circostanza fosse confermata, si tratterebbe, ad avviso dell'interrogante, di un fatto molto grave sul quale andrebbero avviati opportuni accertamenti; l'82enne deceduto non risultava avere particolari patologie. Avrebbe cominciato a manifestare i primi sintomi il 27 luglio, con febbre altissima e la cura antibiotica non aveva portato nessun miglioramento; il virus West Nile ha un andamento endemico-epidemico e inizialmente risultava diffuso soprattutto in Africa, specie in Egitto, Medio Oriente, India. A oggi il virus del Nilo occidentale deve essere ormai considerato un patogeno endemico in Africa, Asia, Australia, Medio Oriente, Europa e negli Stati Uniti; circa l'80 per cento delle infezioni da West Nile virus nell'essere umano non causano sintomi evidenti; il virus è diffuso tramite la zanzara del genere Culex , da sempre molto diffusa nel territorio del Delta del Po ed è particolarmente favorito dal clima subtropicale degli ultimi anni, specie nelle zone di campagna; purtroppo si riscontra una diffusione massiccia del virus soprattutto in regioni come l'Emilia-Romagna; quest'anno proprio l'Emilia-Romagna è diventata la prima Regione per numero di decessi e per numero di casi. Stando ai dati forniti dal portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica dell'Istituto superiore di sanità, vi sarebbero stati in Emilia-Romagna almeno 12 morti, 81 infezioni nella forma più grave, quella neuroinvasiva, 58 casi di febbre causati dal virus , 27 donatori contagiati; è evidente, pertanto, che occorre intervenire sul potenziamento della profilassi che deve essere adeguata al contenimento della diffusione della zanzara portatrice del virus ; la Regione Emilia-Romagna parrebbe aver diramato una direttiva, dal contenuto apparentemente riservato, con la quale sollecitava i comuni a porre in essere opere di bonifica per contrastare la diffusione della zanzara portatrice del virus , solamente il 16 agosto; l'assessore regionale alla sanità ha di recente rilasciato dichiarazioni a mezzo stampa ("Il Resto del Carlino" del 5 settembre 2018) in cui ammetteva: "bisogna che sensibilizziamo ulteriormente i Comuni per combattere le larve quando è ora di farlo". Dall'articolo di stampa si evince inoltre che la Regione non avrebbe avviato alcun controllo sui comuni negligenti, a differenza invece di quanto fatto dalla regione Veneto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione esposta e, in caso affermativo, se intenda chiedere chiarimenti alla Regione Emilia-Romagna in ordine a quanto effettuato sul territorio di competenza per contrastare la diffusione del virus West Nile; se, per quanto di competenza, non intenda avviare le verifiche del caso per accertare eventuali responsabilità. Atto n. 4-00537 MALLEGNI GASPARRI RONZULLI DAMIANI RIZZOTTI GALLONE TOFFANIN Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie, per gli affari europei, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il turismo costituisce un settore determinante per l'economia del nostro Paese e le stime del Piano strategico per il turismo 2017 - 2022 indicano un peso attuale del settore dell'11 per cento circa sul PIL e del 12,5 per cento sull'occupazione; il 68 per cento dei vacanzieri preferisce le destinazioni balneari italiane; al successo di questo settore contribuiscono, in maniera decisiva, 30.000 imprese con oltre 100.000 addetti diretti, per il 93,20 per cento a carattere familiare, che offrono servizi per la balneazione su aree demaniali marittime oggetto di concessione amministrativa; il 94,8 per cento degli italiani hanno dichiarato l'alto gradimento dei servizi di spiaggia resi da dette aziende; l'assetto normativo incentrato sul codice della navigazione (di cui al Regio Decreto 30 marzo 1942, n. 327, e successive modificazioni e integrazioni) che ha sin qui garantito la stabilità delle imprese e la durata delle aziende, è stato oggetto di interventi da parte della Commissione europea che ne hanno pregiudicato la funzionalità; la Commissione europea, con lettera di costituzione in mora del 2 febbraio 2009, ha avviato nei confronti dello Stato italiano la procedura di infrazione n. 4908/2008 ritenendo che l'art. 37 del codice della navigazione italiano fosse in contrasto con l'art. 43 del trattato che istituisce la Commissione europea (ora art. 49 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, TFUE), poiché prevedeva un diritto di preferenza in favore del concessionario uscente nell'ambito della procedura di assegnazione delle concessioni configurando, con ciò, una restrizione alla libertà di stabilimento e una discriminazione fra operatori economici; a seguito di tali rilievi, il legislatore italiano è intervenuto con l'art. 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, recante "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative", convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, disponendo la soppressione del secondo periodo del secondo comma dell'art. 37 del codice della navigazione, nella parte in cui accordava la preferenza al concessionario in scadenza;