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Anche in quel caso, però, vi siete accorti di aver dimenticato l'umano mondo, e allora avete fatto un decreto ristori tre; siccome però vi siete accorti che, anche in quel caso, avevate dimenticato l'umano mondo, avete emanato il decreto ristori quattro. Attenzione, però, perché qualcuno ieri ha detto: «Faremo il decreto ristori cinque». Siete matti! Avete la capacità di non riuscire a programmare un beato niente. Da questo punto di vista, quindi, siete quelli dell'assistenza. Perché l'assistenza? Non è che, se ristoro qualcuno, faccio un atto di grande responsabilità e offro una possibilità di crescita al Paese. No: gli do soltanto una piccola mancia; avete fatto assistenza, quindi, non investimenti. Adesso il ministro Di Maio ha detto di voler proporre un anno bianco per le tasse nel 2021. Qua ci vorrebbe un applauso generale, perché noi l'abbiamo detto circa otto mesi fa che andava fatto un anno bianco, che non andavano riscosse le tasse e che prima bisognava mettere in sicurezza il Paese. Vivaddio, ci è arrivato: facciamogli un grande applauso! (Applausi) . Mi auguro che il Governo e, in modo particolare, il Ministro dell'economia prendano atto di questa grande intuizione. Cari amici ossessionati da Salvini e dall'uomo solo al comando, vi do una notizia. Ormai l'avete capito e, in modo particolare, un uomo di Firenze ancor di più: l'uomo solo al comando è là, seduto là. DPCM dopo DPCM, uno alla volta, fa quello che vuole. Vi ha fregato tutti (Applausi), in modo particolare gli ex amici (qualcuno, ovviamente, lo è ancora) dei cinquestelle. Hanno preso un uomo e gli hanno detto di fare il capo del partito. Siccome però quell'uomo lì oggi si è collocato nell'area del centrosinistra, mi farei una domanda, rivolta a tutti coloro che vi sono dentro: occhio, perché quello lì, tra un po', fonderà un partito e il MoVimento 5 Stelle sarà chiamato a scegliere se rimanere tale o diventare Movimento 5 Conte. Quell'uomo di Firenze oggi pone probabilmente questioni di fiducia e dice «non lo so, vediamo». Il ministro Bellanova - questa cosa fa ridere, dai - oggi non può partecipare all'incontro, perché è a Bruxelles. Non si sapeva che il ministro Bellanova sarebbe dovuto andare a Bruxelles? Per l'amor del cielo, ci mancherebbe, ci sono cose che si fanno all'ultimo secondo, magari all'insaputa. Cosa fa quell'uomo che è seduto là, che dovrebbe essere l'avvocato del popolo e che aveva detto di esserlo, ma che è l'avvocato di nessuno? Occupa quello spazio elettorale. Cari amici di Italia Viva, sveglia! Quello è il vostro spazio e credo che anche il capogruppo Marcucci l'abbia intuito. Un'altra cosa: il cashback . Ieri qualcuno ha fatto una citazione della frase di Osho, straordinaria, perché ve la siete presa con la gente, dopo averla mandata a fare la spesa; le avete detto che, se fosse andata a fare la spesa, dopo le avreste dato i soldi. Siete straordinari. Ogni giorno in più che il Presidente del Consiglio rimane seduto su quella sedia - e la responsabilità è vostra - è maledetto per questo Paese. (Applausi. Commenti) . PRESIDENTE. Se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire, alzi il dito e gli diamo la parola; altrimenti vi prego di astenervi. È iscritto a parlare il senatore Fenu. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, per la prima volta siamo chiamati a discutere e approvare quattro decreti in uno; un aspetto, questo, che dimostra l'eccezionalità del periodo che stiamo vivendo e che dobbiamo affrontare con determinazione e serietà, in risposta all'emergenza Covid. Il decreto ristori introduce un'ulteriore serie di misure volte a consolidare la risposta dello Stato alle conseguenze economiche e sociali dell'epidemia. Nelle ultime settimane, i colleghi delle Commissioni bilancio e finanze, i relatori, i Presidenti e i Sottosegretari hanno impiegato una parte importante delle loro energie nel tentativo di raggiungere un accordo sulle modifiche da apportare ai testi originari dei decreti-legge. A loro va il mio personale ringraziamento, nella convinzione che per affrontare i tempi che stiamo vivendo sia necessario un maggiore sforzo di unità. Negli ultimi mesi sono più volte risuonate le parole del Presidente della Repubblica, che vanno nel senso di una maggiore unità e compattezza in questo momento così complicato e doloroso della nostra storia. Quelle parole del Presidente della Repubblica devono essere un monito per tutti noi, soprattutto per coloro che nelle ultime settimane sono stati tentati dalla via della strumentalizzazione delle difficoltà del Paese per finalità che - ormai è evidente - esulano dalla reale volontà di portare un contributo al lavoro del Governo e del Parlamento. (Applausi) . La definizione di questo provvedimento deve invece costituire l'avvio di un nuovo percorso di condivisione nelle scelte politiche per il superamento delle difficoltà dei tanti. Le misure introdotte dal decreto-legge in discussione, a partire dai ristori, sono rivolte proprio ai settori maggiormente colpiti dalle restrizioni governative. L'urgenza di ristorare le imprese che hanno subito le restrizioni pandemiche ha determinato purtroppo l'esclusione di tante altre imprese con diversi codici Ateco. Per queste imprese il Governo ha pensato, per il prossimo decreto-legge ristori, a un fondo di perequazione che superi il sistema dei codici Ateco, per ricomprendere tutti coloro che hanno registrato un calo del fatturato nell'anno 2020, anche e soprattutto quelle imprese rimaste fuori dai ristori previsti da questo provvedimento. Il collega che è intervenuto poco fa ha parlato dell'idea dell'anno bianco. Vorrei dire che l'anno bianco fiscale è nei fatti. Il problema delle imprese nel 2020 non sono state le imposte, ma la sopravvivenza. Per questo, anche il Governo ha pensato di prevedere nel prossimo decreto, come alternativa ai ristori, l'esonero totale dalle imposte relative all'anno 2020: questo è l'anno bianco fiscale di cui parla la Lega. La crisi ha fatto emergere ancora di più il divario tra coloro che possono contare su un reddito fisso e sicuro e quei soggetti, come le imprese o le partite IVA, che invece vivono dell'incasso giornaliero e non hanno le stesse garanzie e tutele dei primi. Questa situazione ci impone scelte ben precise: dobbiamo prevedere forme di welfare strutturali anche per le nostre partite IVA e nella manovra in corso di esame alla Camera, grazie anche all'impegno del MoVimento 5 Stelle, si sta delineando un'importante soluzione in tal senso, sia per garantire un po' di più le nostre partite IVA, sia per alleggerire il carico dei versamenti a cui sono tenute. Non dobbiamo più permettere che proprio coloro che da sempre hanno contribuito allo sviluppo del Paese e al sostegno dello Stato possano restare privi di protezione economica in caso di crisi o di assenza di reddito.