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La proposta di direttiva, introduce la definizione di « edificio a emissioni zero » ad altissima prestazione energetica, che prevede che nella zona mediterranea, in cui è ricompresa l'Italia, affinché un edificio di nuova costruzione possa dirsi a emissioni zero, il suo consumo totale annuo di energia non deve superare i 60 kWh/(m2.a), nel caso in cui si tratti di un edificio residenziale, ovvero i 70 kWh/(m2.a) laddove si tratti di uffici. Nell'attuale contesto digitale dell'informazione, la tutela del dato personale e la relativa valorizzazione diventa una priorità personale di ciascun cittadino, che ha il diritto di disporre, concedere a determinati soggetti o impedire a terzi l'utilizzo dei propri dati personali, così come cancellare o aggiornare i propri dati. Allo stesso tempo i dati rappresentano una materia prima di incredibile importanza economica per chi li usa. Per evitare l'uso distorto del patrimonio di dati personali, soprattutto da parte delle grandi imprese del web, che le utilizzano per tracciare profili dei singoli utenti e indirizzare loro specifiche proposte commerciali, provocando, peraltro, la perdita di controllo di tali informazioni ai legittimi proprietari, l'articolo 12 delega il Governo alla realizzazione di una piattaforma aggregata unica (PAU), a livello nazionale, dove aggregare per codice fiscale tutti i dati e le informazioni dei cittadini in possesso, anche e soprattutto, delle imprese operanti nell'economia del web. Attraverso tale portale, ogni cittadino ha la possibilità di conoscere in tempo reale quali suoi dati personali sono « in giro », da chi e come essi vengono usati e di decidere quali e a favore di chi metterli a disposizione. In questo modo, garantendo un governo strutturato e consapevole del patrimonio delle informazioni personali, si evita il rischio di cessioni inconsapevoli dei dati personali e l'uso « abusivo » delle stesse da parte di terzi. Sarà cura delle stesse imprese del web trasmettere e aggiornare i dati in loro possesso. Si prevede, inoltre, l'istituzione di una tassa unica di possesso dei dati (TUP) per la disponibilità delle delle informazioni personali presenti nel PAU, per le sole imprese con un fatturato medio degli ultimi tre esercizi di almeno 500 milioni di euro, da calcolarsi sui ricavi realizzati nell'esercizio di competenza. In questo modo, vengono ridefiniti il modello e i parametri per una nuova digital-tax , secondo criteri di equità e trasparenza. Viene, altresì, introdotto un nuovo sistema di redistribuzione che supera l'attuale sistema tributario. Si stabilisce, infatti, di destinare le entrate ad un fondo previdenziale per supportare quei lavoratori che hanno carriere discontinue e intermittenti e, di conseguenza, avranno in futuro pensioni esigue, frutto di « buchi » previdenziali dovuti a periodi di inattività professionale. L'articolo 13 delega il Governo a rivedere, nella prospettiva di introdurre una tassazione sugli extraprofitti finanziari, il sistema delle aliquote di tassazione sulle transazioni riformate dalla presente legge, improntando tale riforma su un principio di imposizione decrescente al crescere del tempo di titolarità dello strumento finanziario, oltre che commisurato al valore della transazione. Allo stesso tempo, al fine di poter rendere maggiormente trasparenti e controllabili le operazioni finanziarie in derivati, si prevede anche l'istituzione di una piattaforma informatica dove dare visibilità, nel rispetto della normativa sulla privacy , la visibilità dei contraenti di tali operazioni e dove annotare rispettivamente il numero ed il valore degli strumenti finanziari negoziati. L'articolo 14 reca la delega la Governo per l'adozione di norme finalizzate alla revisione degli incentivi fiscali in materia di start-up e pmi innovative, in ottica di razionalizzazione delle diverse agevolazioni esistenti e potenziamento della leva finanziaria e della raccolta di capitali attraverso strumenti finanziari e modelli contrattuali innovativi, nonché valorizzando il ruolo delle imprese innovative e delle competenze qualificate nell'ambito delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione. L'articolo 15 reca la delega la Governo per l'adozione di norme finalizzate al potenziamento del contrasto all'evasione fiscale nell'ambito dell'economia intellettuale e digitale, introducendo il principio dell'inversione dell'onere della prova in favore dell'amministrazione finanziaria nonché rafforzando il concetto di significativa presenza economica sul territorio dello Stato, anche in assenza di consistenze fisiche, al fine di individuare nuovi modelli impositivi e garantire un livello minimo di tassazione effettiva da parte delle multinazionali del web. Si prevede, inoltre, in considerazione dei principi di cui alla Direttiva (UE) 2022/2523 del Consiglio del 14 dicembre 2022, di coordinare e razionalizzare gli incentivi fiscali alle imprese al fine di garantire il livello minimo di tassazione previsto dalla direttiva. L'articolo 16 delega il Governo all'adozione di norme finalizzate a introdurre alcune modifiche al sistema nazionale della riscossione. La norma prevede, tra l'altro, la definizione di nuovi obiettivi legati ai risultati, una revisione dell'attuale disciplina del sistema di remunerazione dell'Agente della riscossione, l'incremento dell'uso di tecnologie innovative e dell'interoperabilità dei sistemi informativi, il trasferimento delle funzioni e delle attività attualmente svolte dall'Agente nazionale della riscossione all'Agenzia delle entrate. L'articolo 17 delega il Governo a prevedere, in caso di dichiarazione dello stato di emergenza, l'istituzione di una tassazione degli extraprofitti economici sotto forma di un contributo straordinario a carico delle grandi imprese che realizzino un incremento medio dei risultai pari ad almeno il 75 per cento rispetto alla media dei tre periodi di imposta precedenti. L'obiettivo è finalizzare le maggiori entrate agli interventi che si rendono necessari in seguito ad una dichiarazione sullo stato di emergenza. L'articolo 18 reca la delega al Governo per l'adozione di norme finalizzate alla codificazione delle disposizioni legislative vigenti in materia. Il comma 1 stabilisce che i decreti legislativi per la codificazione dovranno essere adottati entro dodici mesi dalla scadenza del termine per l'adozione di atti correttivi e integrativi dei decreti legislativi recanti la revisione del sistema fiscale. Il comma 2 stabilisce specifici princìpi e criteri direttivi ai quali dovrà attenersi il Governo nell'ambito della codificazione: omogeneità dei codici di settore, coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa, unicità, contestualità, completezza, chiarezza, semplicità dei codici di settore, aggiornamento e semplificazione del linguaggio normativo, monitoraggio periodico della legislazione codificata e abrogazione espressa delle norme oggetto di revisione. Gli schemi di decreto, adottati nel rispetto del comma 3 dell'articolo in esame, sono trasmessi alle Camere per l'espressione dei pareri secondo quanto disposto dai commi 4 e 5. Il comma 6 disciplina lo scorrimento dei termini di delega mentre il comma 7 definisce termini e procedure per eventuali decreti correttivi e integrativi. L'articolo 19 reca le disposizioni riguardanti gli oneri derivanti dalle norme di delega e le relative coperture finanziarie.. Art. 1. (Delega al Governo per la revisione del sistema fiscale) 1.