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- Si riporta il testo del D.P.R. 10 febbraio 1984, n. 21, del D.M. 4 marzo 1989 e del D.P.R. 28 novembre 1990, n. 430: "DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 febbraio 1984, n. 21. - Modalità agevolative per la riscossione dei titoli di spesa dello Stato: Art. 1. - Gli uffici ordinatori dei pagamenti, su richiesta scritta del creditore, dispongono che gli ordinativi diretti, gli ordini di pagamento su ruoli di spesa fissa, gli ordinativi su ordini di accreditamento e su contabilità speciali, gli ordini di restituzione parziale o totale di depositi provvisori in numerario e i vaglia del Tesoro siano estinti mediante: a) accreditamento, per conto del creditore, a favore di una determinata azienda di credito, anche per mezzo di un istituto centrale di categoria; b) accreditamento in conto corrente bancario, intestato al creditore, presso un'azienda di credito, anche attraverso un istituto centrale di categoria; c) commutazione in vaglia cambiario della Banca d'Italia non trasferibile, a favore del creditore, da spedirsi al beneficiario in piego postale assicurato, salvo diversa richiesta del creditore, con spesa a carico del destinatario; d) accreditamento in conto corrente postale intestato al creditore; e) commutazione in vaglia postale ordinario o telegrafico da spedire in assicurazione a favore del creditore, con tassa e spese a suo carico. La disposizione di cui al primo comma relativa alla forma di estinzione viene annotata sui titoli di spesa. La forma di estinzione di cui alla lettera a) non è ammessa per i titoli di spesa riguardanti il pagamento degli stipendi e degli altri assegni fissi continuativi. I titoli di spesa relativi agli assegni di congrua al clero possono essere estinti con una delle modalità di cui alle lettere da b) ad e) soltanto mediante richiesta da farsi di volta in volta e con l'osservanza di quanto stabilito al successivo art. 2, alla sezione di tesoreria provinciale o all'ufficio postale, allegando la dichiarazione di cui all'art. 41 della legge 26 luglio 1974, n. 343. Le forme di estinzione dei titoli di spesa previste dal presente articolo non si applicano al pagamento delle pensioni disposto ai sensi dell'art. 2 della legge 3 febbraio 1951, n. 38. Art. 2. - La richiesta delle operazioni di accreditamento o di commutazione di cui al precedente articolo può essere diretta alla sezione di tesoreria e, per quanto concerne le operazioni di cui alle lettere d) ed e) anche all'ufficio postale, dopo che il titolo di spesa sia stato emesso e sia pervenuto ai predetti uffici pagatori. Per i titoli di spesa giacenti presso gli uffici postali non sono ammesse le forme di estinzione previste dalle lettere a), b) e c) dell'articolo precedente. Per la richiesta dell'operazione di cui alla lettera a), diretta alla sezione di tesoreria, la firma del creditore deve essere autenticata dall'ufficio che ha emesso il titolo di spesa, o dal capo della sezione di tesoreria ovvero da un notaio. Il capo della sezione di tesoreria può accertare l'identità personale del creditore in base ad uno dei documenti previsti dall'art. 420 del regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato, approvato con regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, e successive modificazioni. Art. 3. - La dichiarazione di commutazione o di accreditamento, che sostituisce la quietanza del creditore, deve risultare sul titolo di spesa, da annotazione recante gli estremi necessari e la firma del capo della sezione di tesoreria. In caso di titoli di spesa estinguibili con le modalità di cui alle lettere d) ed e) del precedente art. 1, la dichiarazione di accreditamento o di commutazione è firmata dal capo dell'ufficio postale e, ove esista, dal controllore. Art. 4. - L'operazione di accreditamento dello stipendio e degli altri assegni fissi continuativi al conto corrente bancario o postale deve aver luogo il giorno fissato dall'art. 370, secondo comma, del regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato, approvato con regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, e successive modificazioni. I relativi titoli di spesa sono estinti con tre giorni lavorativi di anticipo rispetto a quello fissato per l'accreditamento. Il Ministro del tesoro con proprio decreto fissa, non oltre il termine di sei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, con l'osservanza dell'art. 370 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, e successive modificazioni, la data da cui diviene operativo il sistema di accreditamento in conto corrente bancario degli stipendi e degli altri assegni fissi continuativi. Art. 5. - Sono abrogati il regio decreto 7 ottobre 1926, n. 1759, e gli articoli 1 e 2 del decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 1962, n. 71, e successive modificazioni". "DECRETO DEL MINISTRO DEL TESORO 4 marzo 1989. - Accreditamento in conto corrente bancario e postale degli stipendi e degli altri assegni fissi continuativi di determinate categorie di personale statale e allineamento delle date di accreditamento a quelle del pagamento in contanti, disposte dal decreto ministeriale 18 febbraio 1981: Articolo unico. - L'accreditamento dello stipendio e degli altri assegni fissi continuativi al conto corrente bancario o postale, disposto in favore del personale statale contemplato dal decreto ministeriale 18 febbraio 1981, indicato nelle premesse, che ne abbia fatto richiesta ai sensi dell'art. 1, primo comma, lettere b) e d), del decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 1984, n. 21, avviene alle stesse date stabilite dall'art. 1 del medesimo decreto ministeriale per i pagamenti in contanti. I relativi titoli di spesa sono estinti con tre giorni lavorativi di anticipo rispetto a quelli fissati per l'accreditamento". "DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 novembre 1990, n. 430. - Regolamento per il rilascio da parte dell'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni di carte nominative a banda magnetica ed a microprocessore per l'accreditamento di somme corrispondenti a titoli di pagamento ed a crediti esigibili presso gli uffici postali, nonché a denaro versato presso i medesimi uffici: Art. 1. - 1. L'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni è autorizzata a rilasciare carte nominative a banda magnetica ed a microprocessore per l'accreditamento di somme corrispondenti: a titoli di pagamento esigibili presso gli uffici postali, previa la loro commutazione; a crediti, anch'essi esigibili presso gli uffici postali; a denaro versato presso i propri uffici. 2. La carta nominativa può essere collegata al servizio dei conti correnti, al servizio dei risparmi ovvero alla costituzione di un conto per operazioni di cassa. 3. La destinazione dei fondi affluenti sui conti per operazioni di cassa, di cui al comma 2, e la corresponsione degli interessi sono regolate sulla base della disciplina vigente per il servizio dei conti correnti postali. Art. 2. - 1.