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Alla luce di tali considerazioni, si intende riscrivere le regole per l'accesso alla facoltà di medicina e chirurgia, costruendo un sistema basato sul principio che tutti i ragazzi debbano avere il diritto di confrontarsi alla pari e di essere giudicati sul reale merito e sulle loro motivazioni, sulla base di strumenti che consentano in modo efficace di adottare modalità di selezione tali da far emergere le reali capacità degli studenti e la loro attitudine e predisposizione ad intraprendere il corso di studi di medicina e chirurgia. Con il presente disegno di legge si interviene sulla legge n. 264 del 1999 che disciplina l'accesso programmato ad alcuni specifici corsi di laurea, prevedendo che il presente sistema non si applichi al corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia, al fine di introdurre un sistema che lasci una possibilità a tutti gli studenti di accedere all'università, affinché siano garantiti i diritti costituzionali di cui agli articoli 3, 32, 33 e 34. Il presente disegno di legge, dunque, costituisce uno strumento per il conseguimento di obiettivi che la Lega persegue con coerenza ormai da molto tempo. Il presente disegno di legge è formato da quattro articoli. L'articolo 1 reca le finalità e i principi generali, ossia il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale in capitale umano debitamente formato e, dunque, il superamento della carenza dei medici, attraverso l'abolizione del numero chiuso nel corso di medicina e chirurgia. L'articolo 2 dispone l'abolizione del numero chiuso per il corso di studi di medicina e chirurgia. L'articolo 3 reca una delega al Governo per la revisione ed il riordino del sistema di svolgimento delle attività formative universitarie della facoltà di medicina e chirurgia alla luce dell'abolizione dell'accesso a numero chiuso di cui all'articolo 2 della presente legge. In particolare, la revisione deve essere posta in essere secondo i presenti criteri: prevedendo che le lezioni frontali possano essere svolte a distanza garantendo comunque una turnazione tra gli studenti; individuando ulteriori strutture ospedaliere sia universitarie sia non universitarie, di primo e di secondo livello, pubbliche e private convenzionate, e istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) ove gli studenti possano svolgere le attività formative professionalizzanti; prevedendo che l'attività di formazione teorico-pratica conseguita nell'ambito dei tirocini professionalizzanti sia svolta sotto la guida di tutor riconosciuti dagli organi competenti dell'università di medicina e chirurgia di riferimento; prevedendo che i dirigenti medici che svolgono la libera professione intramuraria svolgano attività di tutoraggi; stabilendo meccanismi selettivi consistenti nell'individuazione di quote minime di esami di profitto da superare per la prosecuzione del corso di studi. L'articolo 4 contiene le disposizioni finanziarie.. Art. 1. (Finalità e princìpi generali) 1. Ai fini del rafforzamento del Servizio sanitario nazionale (SSN) in capitale umano debitamente formato, in attuazione dell'articolo 32 della Costituzione, che prevede la tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e in coerenza con gli investimenti realizzati in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), missione 6 « salute », componente 2 « innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale », la presente legge è volta al superamento della carenza di medici mediante l'abolizione dell'accesso a numero chiuso al corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia. 2. Le finalità di cui alla presente legge sono perseguite mediante il rafforzamento delle azioni di sistema per lo sviluppo e l'ampliamento della rete formativa, in risposta all'effettivo fabbisogno di medici, attraverso l'eliminazione delle barriere all'ingresso alla facoltà di medicina e chirurgia in osservanza dei princìpi di cui all'articolo 3 della Costituzione, in ordine alla garanzia dell'uguaglianza sostanziale tra gli individui, e all'articolo 34, sulla garanzia del diritto allo studio, e attraverso la promozione delle attitudini vocazionali alla scienza medica da parte degli studenti fin dall'ultimo triennio delle scuole superiori, valorizzando il percorso sperimentale dei licei con curvatura biomedica che, mediante approfondimenti dedicati di carattere scientifico e biosanitario, permettano agli studenti di acquisire specifiche competenze propedeutiche all'accesso ai corsi di laurea in medicina e chirurgia nonché di maturare una consapevolezza proattiva. Art. 2. (Modifica alla legge 2 agosto 1999, n. 264) 1. All'articolo 4, comma 1, della legge 2 agosto 1999, n. 264, dopo le parole: « L'ammissione ai corsi di cui agli articoli 1 e 2 » sono inserite le seguenti: « , ad eccezione del corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia, ». Art. 3. (Delega al Governo per l'organizzazione delle attività formative e lo svolgimento delle attività professionalizzanti per la facoltà di medicina e chirurgia) 1. In ragione dell'aumentato fabbisogno formativo derivante dall'incremento delle immatricolazioni alla facoltà di medicina e chirurgia conseguente all'abolizione dell'accesso a numero chiuso disposto ai sensi dell'articolo 2 della presente legge, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi di riordino del sistema di svolgimento delle attività formative universitarie della facoltà di medicina e chirurgia. I decreti legislativi di cui al presente comma sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) ferma restando l'autonomia organizzativa degli atenei in merito alla modalità di erogazione del corso, prevedere che lo stesso possa essere svolto a distanza per le lezioni frontali, garantendo comunque una turnazione che assicuri a ogni studente che il 50 per cento delle lezioni siano seguite in aula, affinché siano assicurate la socialità e il rapporto con gli insegnanti e con l'istituzione universitaria, e fatte salve le esercitazioni di anatomia umana che sono svolte solo in presenza, a gruppi, al fine di evitare problemi di insufficienza di aule e di sicurezza, nonché per rendere fruibili a tutti gli studenti gli stessi contenuti didattici; b) determinare il numero di posti da assegnare per lo svolgimento delle attività formative professionalizzanti presso le strutture ospedaliere sia universitarie sia non universitarie, di primo e di secondo livello, pubbliche e private convenzionate, e gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) che si sono resi disponibili con precedente manifestazione d'interesse all'attivazione di tirocini professionalizzanti; c) verificare la corrispondenza agli standard , ai requisiti e agli indicatori di attività formativa e assistenziale e individuare le università, sedi di facoltà di medicina e chirurgia, territorialmente competenti di riferimento per le strutture accreditate;