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Tante sono le sfide che abbiamo vinto, tante quelle che ci attendono quando usciremo da questa crisi e dovremo ripensare la nostra quotidianità e immaginare un nuovo modello di socialità. Infatti la crisi attuale non è solo sanitaria; è una crisi sociale ed economica, ma è anche una grande opportunità per riflettere sul nostro sistema e le nostre relazioni. Il nostro futuro dipende da quali strumenti sapremo mettere in campo per chi si è trovato in ginocchio a causa della mancanza di lavoro, per la perdita dei cari o per il venir meno di quel tessuto sociale alla cui protezione non abbiamo per un solo momento cessato di lavorare. Noi ne siamo consapevoli; chi ha sospeso il proprio appoggio al Governo non credo. Se a voi questo sembra normale, a me no e nemmeno agli italiani. (Applausi) . Ma se poi andiamo nel dettaglio a vedere chi ha votato positivamente tutti i precedenti scostamenti di bilancio approvati dal Parlamento, vediamo come anche tutti voi che siete seduti tra i banchi dell'opposizione, siete stati concordi sulla necessità di proteggere l'economia italiana e le aziende in crisi, fornendo supporto economico a questo piano. Quindi come funziona? Senatore Mallegni, la responsabilità è a corrente alternata? Quando pochi secondi fa parlavo di un atteggiamento al limite del lunatico, quasi votato alla schizofrenia, da parte di un ex partner di Governo, posso sicuramente allargare questo ragionamento anche all'opposizione. Che senso ha oggi essere concordi sulla necessità di ulteriori 32 miliardi per supportare i tanti settori in difficoltà, quando poi, se dovete votare una legge di bilancio, negate puntualmente la fiducia al Governo da cui non vi sentite rappresentati? Anche la legge di bilancio faceva parte del piano di ripresa. Sono certo che siamo tutti concordi, in quest'Aula, sulla necessità di stanziare quante più risorse possibili. Una fase come quella contingente però vorrebbe unità nel lavoro di tutti i giorni. Attenzione però: bisogna smettere di provare ad ogni passo lo sgambetto a questo Governo. Chi evoca l'arrivo di un Governo cosiddetto nazionale lo fa solo per il proprio tornaconto, non certamente per il bene degli italiani. Tutto ciò è opera di chi ha aperto una dissennata crisi, voluta non già da quello che veniva definito il Telemaco rottamatore, che torna ad Itaca a caccia degli usurpatori dell'isola; chi ha cercato di riportarci alle urne, in realtà, ha cercato di usurpare un ruolo, quello del presidente Conte, che ha dimostrato il proprio rigore ignorando ricatti e lusinghe. Oggi il Governo chiede l'autorizzazione a uno scostamento di ulteriori 32 miliardi, oltre i cinque scostamenti già autorizzati lo scorso anno: sei grandi interventi per raggiungere le risorse necessarie a fronteggiare la crisi. Nessuno deve essere lasciato indietro e quindi, se necessario, potremo valutare ulteriori scostamenti anche in futuro. Spero veramente però, che con la primavera e con l'avanzamento del piano vaccinale, la pandemia si possa sconfiggere e si possa ritornare ad una normalità per tutti i settori economici e produttivi. Tornando al tema di oggi, devo sottolineare come il MoVimento 5 Stelle sia sempre stato in prima linea per fornire il maggior supporto possibile a tutte le categorie: i miliardi di oggi serviranno per rifinanziare la cassa integrazione per i prossimi mesi; saranno ossigeno fondamentale per tutto il settore Horeca (Hotel, ristoranti, bar), per il comparto del turismo invernale, per il settore dell'intrattenimento, per i cinema e per i teatri, insomma per tutti i colori a cui stiamo chiedendo ancora degli importanti sacrifici. Ovviamente di questi miliardi beneficerà anche la scuola, una scuola finalmente tornata in presenza (era ora), anche se non con orario pieno, ma questo rappresenta l'emblema del ritorno ad una parziale normalità. Il lavoro di questo Parlamento non finisce con l'approvazione dello scostamento odierno ed occorre velocemente stabilizzare la maggioranza. Conte ha ed avrà la nostra fiducia, perché non ha anteposto il suo ego al bene del Paese. Il governo Conte ha azzerato le individualità, bandito i protagonismi, creato una squadra coesa che ha avuto come unico e solo obiettivo farci uscire da questa crisi sanitaria, economica e sociale. Chi, invece, questo senso dello Stato non ce l'ha, forse perché offuscato da mire personali mai sopite, vive del conflitto e chiude le porte alle grida di aiuto della gente. Il voto di ieri ha dimostrato che anche nel Gruppo che voleva la crisi ha fatto breccia il principio di realtà. Fortunatamente non tutti sono pronti a gettare l'Italia al vento. Chi ha voluto la crisi vada come Icaro verso il suo sole e disgiunga finalmente la sua china da quella della Nazione. Noi andiamo avanti senza timore e, come dice spesso mia madre, male non fare, paura non avere. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Avverto che sono state presentate le seguenti proposte di risoluzione: n. 1 (testo 2) , dai senatori Marcucci, Licheri, De Petris e Steger, n. 2, dal senatore Faraone e da altri senatori, e n. 3, dai senatori Romeo, Ciriani, Bernini e Romani, i cui testi sono in distribuzione. Ha facoltà di parlare il relatore. PESCO, relatore . Signor Presidente, solo alcuni minuti per ricordare gli interventi che sono stati fatti e le proposte che sono state avanzate, sia dalla maggioranza che dall'opposizione, sull'utilizzo di queste risorse e magari anche di altre che sarà necessario mettere in campo per dare risposte concrete a chi oggi purtroppo non può lavorare per via delle restrizioni e per la crisi pandemica. Vorrei quindi ringraziare veramente tutti coloro che sono intervenuti, sia della maggioranza che dell'opposizione. La senatrice Naturale, ad esempio, ci ha ricordato di investire e tutelare maggiormente l'agricoltura e il lavoro agricolo. Il senatore Perosino ci ha ricordato che stiamo creando molto debito ma che, allo stesso tempo, abbiamo anche molta ricchezza accumulata (e su questo tema vorrei fare una riflessione in chiusura). Anche il senatore Damiani ha detto che stiamo aumentando moltissimo il debito e che stiamo spendendo i soldi in modo poco razionale (scusi se non utilizzo le sue stesse parole); purtroppo però stiamo facendo interventi che servono ai cittadini e alle aziende, che hanno bisogno. Sarà quindi un modo poco razionale, sembrano soldi gettati al vento, ma in realtà sono indirizzati alle persone che hanno veramente bisogno. Rispondo anche al collega Calandrini, sempre sull'utilizzo delle risorse: faremo il possibile per rendere più efficace possibile il modo in cui verranno utilizzate. Penso che sia un'idea che il Governo porta avanti, cui darà veramente concretezza. Il collega D'Alfonso ci ha ricordato che bisogna efficientare la pubblica amministrazione e sono d'accordo, anche perché, con le risorse del recovery fund , si farà il possibile per riuscire a migliorare ogni procedura e ogni processo amministrativo. La senatrice Corrado ci ricordava di tutelare il nostro patrimonio artistico, notando che purtroppo nel recovery plan le risorse che andremo a stanziare saranno veramente poche e che bisogna fare molto di più. Penso davvero che il tema debba essere ricordato a gran voce in quest'Aula.