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Ci rendiamo ridicoli stanziando 50 centesimi a testa per la formazione di casalinghe e «casalinghi» (che oggi è ancora l'accezione di utensile da cucina). Ma allora non si farebbe prima a reintrodurre l'economia domestica a scuola? Cari giovani, rivendicate le pari opportunità contro l'uno vale uno senza senso, valorizzando invece le differenze: il paradigma va invertito. Pari opportunità per tutti non vuol dire livellare tutto verso il basso ma, al contrario, innalzare la possibilità di ognuno dando modo a tutti di accedere ai servizi migliori. Penso alla Regione Lombardia, alla dote scuola, al sistema integrato della sanità; tante state facendo per affossare la Regione Lombardia comportandovi come quel marito che... insomma, lo sapete. Senza un progetto, una coppia scoppia; senza progetto, una città diventa un agglomerato di edifici; senza un progetto, una Nazione sopravvive a ruota delle scelte decise per altre ragioni. Cari giovani, fatevi sentire, perché non di solo Covid muore una Nazione. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, il Governo si appresta a porre l'ennesima fiducia in occasione del cosiddetto decreto agosto da ben 25 miliardi di euro. Sono tre gli scostamenti di bilancio avvenuti finora: 25 miliardi di euro sul provvedimento cura Italia; 55 miliardi con il decreto-legge rilancio; ed ora i 25 miliardi del decreto-legge in discussione. Un totale di 105 miliardi di indebitamento netto, pari al 6 per cento del PIL: un importo che, in totale, corrisponde alle ultime cinque manovre di bilancio. È un debito che vede ben poche riforme strutturali e molte misure temporanee, importanti sì per far fronte all'emergenza, ma poco influenti per dare un vero rilancio al Paese, che - è sotto gli occhi di tutti - arranca dopo un lockdown a seguito del quale molte aziende non hanno più visto la luce e negozi ed hotel sono stati chiusi. Poco di lungimirante e molto «io speriamo che me la cavo». Persino blindarsi dietro le continue richieste di fiducia fa pensare che questo Governo traballi ad ogni occasione di confronto. Una certezza, purtroppo: l'incapacità di dare risposte concrete. Ci sono 420.000 lavoratori che stanno ancora aspettando la cassa integrazione e circa 15.000 le aziende ancora in attesa. Magari il presidente Tridico si occupasse di trovare un sistema di erogazione veloce, com'è stato fatto con l'aumento del suo stipendio. Si vive di incertezza e, purtroppo, il Governo non ascolta le nostre proposte e così non aiuta il Paese. Pensiamo al turismo: sono a rischio 1,3 milioni di lavoratori del settore, che vale il 13 per cento del PIL nazionale e che è stato fra i più colpiti dalla pandemia. Avevamo chiesto contributi a fondo perduto per far fronte alla crisi che è stata subita in maniera massiccia da tutto il comparto e che poche risposte ha avuto. Avevamo chiesto l'ampliamento dell'utilizzo dei voucher , sia per il settore turistico che per quello dell'agricoltura: sordi. Pensate a come affronteremo la stagione invernale in montagna: ad ora non conosciamo le intenzioni del Governo sugli impianti di risalita, mentre non sappiamo se ci sarà il flusso di stranieri: ricordo che ci sono località che solitamente lavorano con l'80 per cento di turisti provenienti dall'estero. Senza risposte certe come si possono programmare investimenti e assunzioni? Oltre a mancare la liquidità, mancano pure le risposte in strumenti concreti, ma utili in questo momento per tamponare situazioni di disagio. In una condizione di incertezza i voucher non potevano essere considerati uno strumento utile per colmare il gap nel momento di necessità? Per generare posti di lavoro non era meglio investire per sostenere le imprese? Siete convinti che il reddito di cittadinanza sia la panacea ai problemi degli italiani? Che sia un flop è ormai sotto gli occhi di tutti, se n'è accorto anche il premier Conte: il reddito di cittadinanza è una misura assistenzialistica senza progettualità. Non solo i navigator non hanno reperito posti di lavoro, ma i Comuni non hanno saputo, soprattutto quelli a guida grillina, avviare progetti utili alla collettività. Ricordiamo il sindaco Appendino, che ha avviato zero progetti su 20.000 percettori di reddito, mentre la Raggi appena 2.500 su 185.000 percettori. Altra grave carenza del Governo: in Commissione bilancio è stato respinto un emendamento per prorogare lo stop delle cartelle esattoriali, così il 16 ottobre 9 milioni di cartelle esattoriali si abbatteranno sui contribuenti con una valanga di pignoramenti. Il ministro Gualtieri rassicura: ci sarà una ripartenza molto graduale; lasciamo perdere. Purtroppo, come già sottolineato da alcuni miei colleghi, in questi giorni stiamo assistendo alla tragedia del maltempo ed esprimo cordoglio per le vittime e vicinanza ai territori. Avevamo presentato un emendamento per istituire un fondo finalizzato alla prevenzione di esondazioni e alluvioni, con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro per l'anno 2020. È stato considerato troppo oneroso; lo abbiamo trasformato in ordine del giorno e speriamo che non finisca nel dimenticatoio. Ad oggi, mentre la nostra Italia è nuovamente ferita, il ministro Costa scarica la responsabilità sui Comuni per la difficoltà di individuare le zone a rischio e progettare la carenza di risorse, come se le risorse e la burocrazia non dipendessero anche dal Governo centrale. Pensate che, secondo gli ultimi dati del rapporto nazionale sulla situazione del dissesto idrogeologico nel nostro Paese, è a rischio il 91 per cento dei Comuni italiani, con 7 milioni di residenti in zone vulnerabili e non si è stanziato nemmeno un centesimo. Manca una politica chiara, che metta al centro dell'agenda politica interventi per arginare il dissesto idrogeologico e risolvere i problemi legati al nostro fragile territorio. È ora di finirla di scaricare la propria incompetenza su Regioni, Province e Comuni. Questa è un'abitudine di matrice grillina. Prima c'è stata l'Azzolina, che ha riversato sui dirigenti scolastici e sui Comuni l'incapacità di far ripartire le scuole e ora anche il ministro Costa segue questa scia. Meno teorie e più fatti, meno monopattini e più soldi per controllare ponti e ripulire fiumi; meno vincoli e più fondi ai Comuni, subito. A questa maggioranza, sorda alle esigenze di imprese e privati cittadini, diciamo che non si risolvono i problemi facendosi belli e scaricando le responsabilità sugli altri. Ho partecipato ad un convegno nell'ultimo weekend e il ministro Azzolina raccontava la sua storia di giovane emigrante che partiva dalla Sicilia con le valigie di cartone per cercare fortuna in Italia e molti giovani stanno facendo lo stesso, ed è una cosa lodevole, ma bisogna anche dire che in questo momento, vista l'incapacità manifesta, per come sta affrontando le situazioni e le emergenze, forse a dover fare le valigie è solo ed esclusivamente il Governo. (Applausi). PRESIDENTE.