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Se continuiamo di questo passo, però, dovendo rimanere aderente ai numeri - e la matematica non è un'opinione - vedo che il vituperato Governo di sinistra con il ministro Minniti era arrivato all'espulsione di circa 18 immigrati irregolari ogni giorno, oggi siamo al numero di 13 e se dovessimo arrivare ai numeri che avevamo nel nostro progetto impiegheremmo centoventi anni; mi pare che questo tempo non sia a nostra disposizione e nemmeno degli altri. Abbiamo quindi qualche preoccupazione. In merito all'accoglienza anche Papa Francesco ci esorta all'accoglienza, ma nei limiti - ovviamente dobbiamo anche ricordarlo - delle capacità reali ed effettive che uno Stato ha di accogliere. Il senatore Cangini qualche tempo fa, quando era direttore del «Quotidiano Nazionale», aveva fatto un'indagine e aveva evidenziato che più di un immigrato su tre non è disponibile ad integrarsi - questo è un problema grave - perché considera la legge religiosa assolutamente superiore a quella dello Stato. Quindi, noi dovremmo sceglierli, come fa la Germania, e, come diceva il cardinale Biffi, anche in sintonia culturale e valoriale. Concludo con le parole di un altro Santo Padre, Papa Ratzinger, il quale diceva che esiste anche un altro diritto: quello a non emigrare. Questi sono secondo noi i principi che dovremmo prendere in assoluta considerazione, perché l'Italia, come dicevo all'inizio, è in queste drammatiche condizioni sia sotto il profilo geografico sia per i problemi che abbiamo evidenziato di natura politica. Credo, quindi, che dovremmo andare in quella direzione e avere un progetto organico anche in tema di rimpatri, perché gli italiani vogliono vivere in condizioni - consentitemi di dirlo - anche di sicurezza. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno MAUTONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento riguarda la mancata attivazione del servizio di guardia medica turistica sull'isola di Ischia. Ben sappiamo il servizio di guardia medica turistica delle varie località è attivato durante il periodo estivo ed è rivolto ai cittadini non residenti temporaneamente domiciliati perché in vacanza. Esso fornisce prestazioni mediche ambulatoriali e domiciliari e prescrizioni di farmaci per terapie croniche o acute. La mancata attivazione del servizio di guardia medica turistica sull'isola di Ischia costituisce un grave atto che viola il diritto alla salute dei turisti presenti sull'isola e, al tempo stesso, offre loro una pessima immagine di Ischia, rischiando di ridurre drasticamente l'attrattiva turistica dell'isola. Voglio ricordare che il servizio è utilizzato soprattutto da quelle fasce di turisti che notoriamente vi si recano per usufruire delle famose terme e che costituiscono lo zoccolo duro del turismo isolano. È necessaria una rapida risposta da parte delle istituzioni. Tale situazione è la logica conseguenza del dimezzamento del numero dei medici utilizzati per lo svolgimento del servizio di guardia medica turistica, avvenuto con delibera n. 868 del 3 luglio 2019 del direttore generale dell'ASL Napoli 2 Nord, su indicazione dai vertici della Regione Campania. Pertanto, questa riduzione ha di fatto reso il lavoro, già gravoso, molto più stressante per i rimanenti medici incaricati. Questi ultimi hanno comunicato il 9 luglio, a mezzo PEC, ai sindaci e alle istituzioni regionali di non voler accettare l'incarico loro conferito. Questa situazione, di fatto, comporterebbe uno scadimento delle prestazioni erogate, un deterioramento dell'attività professionale e del rapporto medico-paziente, senza considerare il pericolo sia per l'utenza, che verrebbe costretta a code interminabili, sia per l'incolumità degli stessi operatori sanitari, visti i tristi episodi di aggressione continuamente riportati dalla cronaca. È prioritario attivare il prima possibile l'indispensabile servizio della guardia medica turistica, per poter assicurare il diritto alla salute dei turisti isolani sancito dall'articolo 32 della Costituzione, per ristabilire il diritto dei medici alla sicurezza sul lavoro e per ridare forza alla vocazione turistica e alla cultura dell'accoglienza che da sempre caratterizza Ischia e i suoi abitanti. Senza i tempestivi e opportuni provvedimenti, un'importante fetta dell'economia ischitana ne pagherà le logiche conseguenze e la responsabilità sarà solo ed esclusivamente dei vertici regionali che gestiscono la sanità campana. (Applausi dal Gruppo M5S) . CASTALDI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTALDI (M5S) . Signor Presidente, noi tutti riceviamo istanze di aiuto, richieste di dare voce a situazioni problematiche; è capitato anche a me, con una persona a me sconosciuta. Ho fatto attenzione ai fatti e voglio dare voce a questo cittadino, che per 72 grammi di marijuana è stato detenuto e poi portato agli arresti domiciliari. In quel periodo la moglie è stata ricoverata in ospedale ed egli ha presentato un'istanza per andare a trovarla ma non ha ottenuto alcuna risposta dal magistrato; nel frattempo la moglie è morta. Le cose continuano a peggiorare per chi già subisce questi torti: lo scorso anno è venuta a mancare la madre. Lui ottiene un'istanza per andare il 4 o il 5 luglio ai funerali e per seguire tutto ciò che c'è da fare, ma lo vanno a prendere il 7 luglio. Il cittadino si chiama Salvatore Proietto ed era detenuto all'inizio nel carcere catanese Piazza Lanza. Non è l'unico, credo che di queste ingiustizie - questo è un simbolo - ne avvengano tante. Questi cittadini hanno bisogno di una voce (questa è una delle tante). Farò in modo di fare chiarezza su quanto accaduto, ma mi auguro che tutta l'Assemblea si attivi per garantire che episodi di questo genere non si verifichino più. (Applausi dai Gruppi M5S e FI-BP) . FATTORI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FATTORI (M5S) . Signor Presidente, oggi vorrei parlare di giornalisti di inchiesta. Chi fa giornalismo d'inchiesta mette a repentaglio la propria incolumità in nome dell'informazione. Non esiste convenienza in questi casi: esistono cronisti che credono nel proprio lavoro, spesso sottopagati e oggetto di angherie. Quanto successo al giornalista Nello Trocchia è emblematico per tutta la categoria, anche per quelli meno noti, ma che per pochi euro vanno a caccia di verità scomode per tutti i potenti. Nel 2016 vi fu la risposta da parte del Ministro dell'interno della scorsa legislatura a un un'interrogazione che riguardava un'intimidazione mascherata da tentativo di furto ai danni del giornalista Trocchia. In quella sede vi fu la rassicurazione che, per tramite della prefettura di Napoli, sarebbero stati rinforzati i controlli a tutela del giornalista e della sua famiglia.