[resaula]

l'Italia è il 7° fornitore mondiale della Russia che, a sua volta, è il 14° mercato di destinazione dell' export italiano per un valore di oltre 7 miliardi di euro e un interscambio commerciale di 20 miliardi di euro; l'azzeramento delle esportazioni italiane verso la Russia ha causato un calo di crescita dello 0,2 per cento nel 2022 e di un ulteriore 0,1 per cento del 2023; i rischi di escalation delle azioni belliche sono richiamati, quotidianamente, dalle valutazioni e dalle dichiarazioni tanto degli analisti militari quanto degli stessi protagonisti delle decisioni aventi implicazioni belliche, compresa la prospettiva dell'uso di armamenti capaci di portare la guerra su teatri molto più vasti rispetto all'attuale conflitto; considerato che per addivenire ad una risoluzione del conflitto, quale unica soluzione che potrebbe limitare le conseguenze civili ed economiche, è necessario utilizzare tutti gli strumenti di diplomazia per favorire un dialogo tra tutte le parti, impegna il Governo: 1) a promuovere e organizzare al più presto una conferenza di pace, a Roma o in un altro Paese europeo, per risolvere il conflitto Russia - Ucraina e limitare le gravi conseguenze che si paventano; 2) a non inviare altro materiale d'armamento in Ucraina, di alcun genere; 3) a informare, in ogni caso e puntualmente, il Parlamento, nelle Commissioni di competenza Esteri e Difesa, sui dettagli di nuove ed eventuali forniture di equipaggiamenti bellici, indicando la spesa effettuata, la tipologia di materiale e le quantità; 4) a non incrementare, nei prossimi anni, le spese militari, mantenendole in linea con quelle determinate per l'anno 2020; 5) a non appoggiare ulteriori adesioni alla NATO. Interrogazioni Atto n. 3-03319 FEDELI D'ARIENZO MARGIOTTA LAUS D'ALFONSO FERRAZZI ROJC TARICCO ALFIERI BOLDRINI PORTA MARILOTTI GIACOBBE STEFANO IORI VERDUCCI MANCA Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: la RAI (Radiotelevisione italiana) è la società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia, costituzionalmente tutelato, idoneo, tra gli altri, a garantire l'attuazione concreta della democrazia attraverso una trasparente e corretta informazione su fatti nazionali ed internazionali ed un pieno sviluppo socio-culturale dell'uomo e del cittadino; come confermato da copiosa giurisprudenza, la RAI è un organismo di diritto pubblico tenuto all'osservanza delle procedure di evidenza pubblica nell'affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture e, nell'ambito della mission istituzionale, a gestire progetti ed esternalizzazioni di attività secondo responsabilità ed etica; con riferimento alle riprese, a partire dalla metà degli anni Novanta, la RAI si affida a società di produzione televisiva distribuite sul territorio nazionale iscritte nel proprio Albo fornitori e costituite in gran parte da micro imprese con meno di cinque dipendenti; il rapporto tra la RAI e le società di servizi è regolato da un contratto, di durata variabile da 6 mesi ad 1 anno, che stabilisce gli obblighi da parte dei service e indica unilateralmente un tariffario di riferimento per le prestazioni. Tariffe contrattuali che non sono state mai adeguate in relazione ai dati ISTAT, ma sottoposte ad un continuo ribasso, annunciato anche per il 2022; a fronte dell'impegno richiesto alle imprese di servizi di garantire la disponibilità giornaliera di 24 ore per 365 giorni all'anno senza un numero minimo garantito di prestazioni giornaliere e con continue richieste di aggiornamenti tecnologici, onerosi in termini economici, si rende estremamente difficoltoso trovare una utilità in questo tipo di contratto, in quanto le imprese medesime sono comunque tenute a sostenere costi fissi al fine di garantire la disponibilità degli operatori (assunti, peraltro, con contratto di lavoro subordinato) che, di fatto, annullano la convenienza di prestare l'attività; come conseguenza, la riduzione delle tariffe in convenzione non rende più sostenibili da parte dei service il rispetto dei livelli economici dei CCNL, sottoposti invece a periodici rinnovi, e quello di alcune clausole contrattuali quali: mancati festivi e notturni, franchigie chilometriche, orario di lavoro, obblighi di reperibilità non retribuiti, si chiede di sapere: se la RAI, nell'ambito della sua mission istituzionale, possa adottare comportamenti non in linea con gli obblighi richiamati dal Codice etico che inducono, di fatto, le società private ad erogare servizi a prezzi fissi di importo inferiore al reale costo del lavoro da sostenere e nettamente minori rispetto alle tariffe adottate dai broadcaster pubblici europei; se si ritenga opportuno, alla luce delle considerazioni svolte in premessa, valutare l'avvio di un meccanismo di negoziazione contrattuale attraverso le associazioni di categoria comparativamente più rappresentative sul piano nazionale del settore interessato al fine di stabilire obblighi e tariffe congrue rispetto alle prestazioni richieste dalla RAI. Atto n. 3-03320 D'ALFONSO Al Ministro della salute Premesso che: con determinazione DPF020/12 del 29 marzo 2022, avente ad oggetto "Pubblicazione degli ambiti territoriali vacanti di assistenza primaria individuati dalle Aziende USL per l'anno 2022, ai sensi dell'art. 34 A.C.N. 23 marzo 2005 e s.m.i.", sono state individuate 170 carenze per l'intera Regione Abruzzo, di cui 31 per l'Azienda USL PESCARA e tra queste 1 nell'ambito di Scafa - Abateggio - Alanno - Caramanico - Cugnoli - Lettomanoppello Manoppello - Roccamorice - Sant'Eufemia a Maiella - Salle San Valentino-Serramonacesca - Turrivalignani a partire dal 1° maggio 2022; in data 1° maggio 2022 è andato in pensione il medico che forniva assistenza primaria nei comuni di Salle, Sant'Eufemia a Maiella e Caramanico Terme e in quest'ultimo comune un altro medico convenzionato prossimo alla pensione è in procinto di raggiungere il numero massimo di assistiti; sono scaduti i termini per presentare domanda di trasferimento e, per quanto dato sapere, non vi sono state adesioni di medici riguardanti "l 'Ambito di Scafa - Abateggio - Alanno - Caramanico - Cugnoli - Lettomanoppello Manoppello - Roccamorice - Sant'Eufemia a Maiella - Salle - San Valentino Serramonacesca - Turrivalignani (dal 1° maggio 2022) con obbligo di garantire l'assistenza nei Comuni di Caramanico, S Eufemia e Salle"; considerato che: tale circostanza ha determinato la mancanza di un presidio medico di assistenza primaria nei comuni di Salle e Sant'Eufemia a Maiella e Caramanico Terme per tutti i cittadini precedentemente assistiti dal medico andato in pensione, il quale assicurava a rotazione la sua presenza in ciascun comune, consentendo alla popolazione, prevalentemente anziana, di fruire del servizio;