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Disposizioni correttive ed integrative della parte aeronautica del codice della navigazione, finalizzate ad armonizzare, razionalizzare e semplificare l’assetto normativo e regolamentare nel settore dell’aviazione civile e delle gestioni aeroportuali. Onorevoli Senatori. -- A distanza di 10 anni dall'adozione dei decreti legislativi 9 maggio 2005, n. 96, e 15 marzo 2006, n. 151, con cui sono state adottate disposizioni di revisione della parte aeronautica del codice della navigazione, appare improcrastinabile un ulteriore intervento di modifica normativa, teso a conformare alcune previsioni contenute nel suddetto codice alla evoluzione normativa e giurisprudenziale, sia nazionale che europea, medio tempore intervenuta. Il presente disegno di legge mira, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, ad armonizzare, razionalizzare e semplificare l'assetto normativo e regolamentare nel settore dell'aviazione civile e delle gestioni aeroportuali, garantendo il necessario coordinamento con la normativa europea ed internazionale, ed in particolare, ma non solo, alle previsioni del regolamento (UE) n. 139/2014 della Commissione, del 12 febbraio 2014, che stabilisce i requisiti tecnici e le procedure amministrative relative agli aeroporti, ai sensi del regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008. Il predetto regolamento, entrato in vigore nel 2014, e destinato a trovare diretta applicazione in tutti gli Stati membri entro il 31 dicembre 2017, trasferisce le competenze di sicurezza operativa ( safety ) in capo al gestore aeroportuale, il quale viene definito quale «responsabile del funzionamento dell'aeroporto» nel suo complesso, di talché appare necessario adeguare alcune previsioni del codice della navigazione, che già prevede la trasposizione di funzioni pubblicistiche in capo al gestore aeroportuale, allo scopo di evitare pericolose zone grigie nell'attribuzione di competenze e responsabilità, a tutela della sicurezza degli aeroporti, nel rispetto dei diritti dei passeggeri. Al contempo, riconosciuto il gestore aeroportuale quale authority dello scalo di interesse, al fine di evitare regolamentazioni di carattere disomogeneo nei singoli aeroporti, si rende opportuno rafforzare il ruolo di coordinamento dell'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC), già titolare di poteri di vigilanza e controllo sul gestore, ciò allo scopo di uniformare, per quanto possibile, pur nel rispetto delle specifiche peculiarità, la regolamentazione aeroportuale. In sintesi, l'obiettivo è quello di evitare possibili abusi da parte del gestore, riconosciuta authority dello scalo, sulla complessa filiera pubblico-privata che compone ogni realtà aeroportuale. In tale contesto, il disegno di legge modifica alcune previsioni contenute nella parte II («Della navigazione aerea»), libro I («Dell'ordinamento amministrativo della navigazione»), del codice della navigazione, ricollocando sul gestore aeroportuale la piena ed effettiva responsabilità operativa nella gestione dello scalo, dotandolo anche di poteri di accertamento delle violazioni delle previsioni (contenute nel regolamento di scalo e nel manuale dell'aeroporto) che disciplinano l'efficiente e regolare sviluppo delle attività aeroportuali, nonché l'utilizzo sicuro, il corretto funzionamento e la manutenzione dell'aeroporto, lasciando intestati all'ENAC i poteri di indirizzo, ispettivi e di vigilanza, con contestuale riduzione delle attività di ordinaria gestione attiva. In particolare, viene espressamente attribuito al gestore aeroportuale il potere di coordinare e supervisionare gli operatori (anche pubblici) presenti negli aeroporti, per le materie aventi implicazioni in materia di sicurezza operativa ( safety ) ai sensi del citato regolamento (UE) n. 139/2014, fermo restando il potere di vigilanza e controllo dell'ENAC che agisce come unica autorità di regolazione tecnica, anche ai sensi del medesimo regolamento. Il disegno di legge, inoltre, prevede la possibilità per il gestore di stipulare accordi con il Corpo nazionale dei vigili del fuoco (o altro ente già designato) per la gestione del servizio di salvataggio e antincendio e con l'Enav S.p.a. per il controllo della movimentazione degli aeromobili sull'area di manovra e sui piazzali, come del resto espressamente previsto dal citato regolamento (UE) n. 139/2014. Allo scopo di ottenere da parte degli operatori aeroportuali e dai fornitori di servizi aerei il rispetto delle prescrizioni vigenti in aeroporto, inoltre, al gestore aeroportuale viene attribuito il potere di proporre all'ENAC l'applicazione delle misure sanzionatorie, nonché l'adozione di eventuali provvedimenti di ripristino delle condizioni di sicurezza operativa, previste per l'inosservanza delle previsioni del regolamento di scalo e del manuale di aeroporto. In caso di necessità o urgenza, al gestore è attribuito direttamente il potere di accertare e contestare la violazione delle previsioni contenute nel regolamento di scalo e nel manuale dell'aeroporto, salva la possibilità, da parte del contravventore, di presentare ricorso all'ENAC. Altre previsioni del disegno di legge mirano a razionalizzare le procedure di soccorso agli aeromobili in pericolo, conformemente alle previsioni del regolamento (CE) n. 216/2008 e del regolamento (UE) n. 139/2014 e successive modificazioni. In particolare, la novella chiarisce che il gestore aeroportuale stabilisce ed attua le pianificazioni per il soccorso ad aeromobili in caso di emergenza e di sinistro aeronautico in aeroporto e nelle sue vicinanze e che le pianificazioni per l'emergenza sono approvate dall'ENAC e riportate nel manuale dell'aeroporto. Inoltre, il disegno di legge, recepisce le istanze di cui si è fatta principale portavoce, anche a livello internazionale, la «Fondazione 8 ottobre 2001» (istituita dai parenti delle vittime dell'incidente di Linate, costato la vita a 118 persone e, oggi, una delle principali organizzazioni internazionali a tutela della sicurezza del trasporto aereo), chiarendo le competenze in sede di prima assistenza di contatto e informazione in favore delle vittime di incidenti aerei e dei loro familiari. In particolare, fermo restando che l'assistenza alle vittime di incidenti aerei e ai loro familiari è assicurata dal vettore, il codice chiarisce che l'ENAC, con il supporto del gestore aeroportuale, provvede alla prima assistenza di contatto e informazione, in attesa dell'intervento del referente incaricato dal medesimo ente, conformemente a quanto previsto dal regolamento (UE) n. 996/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, e a quanto ulteriormente specificato nel «Piano nazionale per l'assistenza alle vittime di incidente aereo e dei loro familiari» adottato dall'ENAC con Circolare GEN 05 dell'8 ottobre 2014 e dalla «Carta dei diritti riconosciuti alle vittime di incidente aereo e dei loro familiari», che sarà prossimamente presentata in sede di Organizzazione internazionale dell’aviazione Civile ( International civil aviation organization – ICAO).