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Non usiamo più queste argomentazioni, che sono veramente non adeguate al momento e allo sforzo che stiamo facendo. Con questo ordine del giorno, insieme sfatiamo un altro luogo comune sciocco, secondo il quale la destra chiude o apre e la sinistra chiude o apre. Sì, perché, a seconda delle dichiarazioni e dei momenti, nei fatti così è parso. No, abbiamo trovato una sintesi importante che vorrei riassumere in pochissime parole in conclusione della dichiarazione di voto. In relazione all'andamento pandemico e alle vaccinazioni, tutti noi vogliamo riaprire in sicurezza per fare in modo che non ci siano ritorni indietro. Tutti ricordiamo l'estate scorsa e l'effetto boomerang che abbiamo subito. Vorrei che avessimo almeno la memoria di qualche mese che ci sta alle spalle. Tutti vogliamo andare oltre i vincoli che abbiamo adesso, nel momento in cui ci sono le condizioni per andare oltre. La nostra discussione finisce qui perché, al contrario di altre situazioni in cui la dialettica politica si può esprimere al meglio, siamo tutti convinti che bisogna riattivare l'economia, ma siamo altrettanto convinti che per fare questo occorre dare un segnale di sicurezza dal punto di vista sanitario. Questa sintesi, che so essere banale e che ci tiene insieme, significa per me, a questo punto, che cancelliamo tutte le cose che ci stanno alle spalle (comprese le banalità su chi chiude e chi no) e diamo un segnale agli italiani: siamo uniti, facciamo seriamente, guardiamo i dati e non sfuggiamo da essi perché sono importanti e diamo un messaggio sicuro ai cittadini italiani. È infatti chiarissimo che gli italiani sono stanchissimi e che è molto importante il messaggio che diamo affinché non ci sia - siamo tutti d'accordo su questo - il cosiddetto liberi tutti. Sono gli esempi e la serietà che ci portano a vincere questa durissima battaglia. (Applausi) . GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, in questa fase Forza Italia ha insistito perché il Governo prendesse atto di una serie di questioni, a cominciare dall'evoluzione della situazione sanitaria in miglioramento, anche se nessuno sottovaluta i pericoli, né dichiara superata l'emergenza. Dobbiamo dire che la nascita di un nuovo Governo ha determinato la correzione di alcuni errori e ritardi, perché la cosa principale di questi tempi è la campagna di vaccinazione, che sta determinando un'inversione di rotta. Ci sono alcuni ritardi. Ad esempio nel Lazio, al di là di quello che si dice, c'è una differenza notevole tra le dosi a disposizione e quelle utilizzate. Il Lazio dovrebbe raggiungere i livelli che in questi giorni ha raggiunto la Lombardia, paradossalmente grazie a un romano che è andato a Milano a rendere più rapidi i riti della Lombardia, che in genere è più efficiente di altre realtà del territorio. L'andamento della campagna vaccinale è certamente importante, però abbiamo avanzato delle sollecitazioni anche all'interno del Governo (la nostra azione è trasparente). Il nostro capo delegazione e i nostri Ministri hanno posto al Presidente del Consiglio una serie di questioni per rendere più rapido il processo di apertura. L'ordine del giorno, per quanto si possa considerare insufficiente e limitato, prende atto di un'evoluzione positiva della situazione, delle discrepanze e delle asimmetrie che hanno penalizzato alcuni settori. Pensiamo ai parchi tematici, ad alcuni ambiti culturali come biblioteche, teatri e cinema, nonché ai parchi acquatici e al tema delle cerimonie che sono state bloccate e limitate. È ovvio che sono momenti di incontro, addirittura di affettività, quindi occasioni più pericolose di altre sotto il profilo della diffusione del contagio. Però ora si può cominciare a immaginare una ripresa di quella che non è solo una dimensione sociale (il matrimonio, la festa, la ricorrenza: questi eventi scandiscono la vita delle persone e delle famiglie), ma è anche un'attività economica e produttiva che in Italia è diventata negli ultimi anni anche una risorsa, perché persone da varie parti del mondo scelgono il nostro Paese per celebrare i matrimoni, per far sì che i nostri borghi e i nostri mille luoghi apprezzabili diventino anche una risorsa per eventi che collegano la cerimonia a una location - come oggi si dice - di grande prestigio. C'è, poi, il problema delle contraddizioni, che noi vogliamo sottolineare anche in questa occasione, nella ristorazione, nei bar. Ora si è aperta l'attività all'esterno; tuttavia, anche attraverso questo ordine del giorno e questo dibattito, noi invitiamo il Governo a riflettere sulle contraddizioni. Ci sono ristoranti che non hanno la possibilità di svolgere attività esterne e ci sono ristoranti che hanno spazi interni al chiuso molto ampi, dove, con il rispetto delle distanze e delle regole, probabilmente si può svolgere un'attività in tutta sicurezza, con distanze maggiori e affollamenti minori rispetto a una serie di tavolini. Ci sono contraddizioni tra le mense che possono svolgere una certa attività, con affollamenti o comunque con presenze notevoli, e altre situazioni. Capisco che l'evento sportivo genera un affollamento imprevedibile: nella tale città si vince il campionato, nella talaltra si sale in serie A. È difficile gestire il pubblico, anche se in qualche città, aprendo gli stadi e ammettendo 3.000 persone a festeggiare, separate per tribune, dentro uno stadio da 50.000 posti, non sarebbe successo nulla, mentre lasciarli per strada è stato peggio. Penso anche ad alcune manifestazioni politiche, che ho visto in televisione affollate: quelle fatte da un certo settore si possono fare, gli altri basta che dicano una frase fuori posto e vengono perseguitati. C'è un po' di ipocrisia diffusa. Noi invitiamo, con questo dibattito e con questo ordine del giorno, a uscire dall'ipocrisia. Con il nuovo Governo sono cambiate alcune cose; alcune regole si stanno modificando; le vaccinazioni sono partite; alcune persone che non avevano dato le risposte adeguate sono state avvicendate. Mi pare che adesso, da quanto ho letto sui giornali, stia lasciando il posto anche Parisi, che si sarebbe dovuto occupare di lavoro e che aveva rendiconti di viaggio molto costosi. Plaudiamo ai cambiamenti anche in altre strutture; penso alla nomina dell'ambasciatrice Belloni al DIS; cambia un condizionamento politico che aveva molto caratterizzato il dibattito prima della crisi di Governo, quando le deleghe ai Servizi sono diventate discussione diffusa. Non è che tutto vada già bene, quindi vogliamo sollecitare il Governo ad avere più coraggio. Lunedì ci saranno altre riunioni: benissimo. Le Regioni stanno facendo richieste, nelle Conferenze Stato-Regioni che con il ministro per gli affari regionali Gelmini si succedono continuamente. L'andamento della salute, da un lato, e della diffusione dei vaccini, dall'altro, consente di fare delle scelte. Invitiamo - e mi rivolgo ai rappresentanti del Governo - a cancellare alcune contraddizioni. Ieri a Roma hanno manifestato i dipendenti dei centri commerciali perché devono restare chiusi nel fine settimana.