[resaula]

a giudizio dell'interrogante, sarebbe stato sufficiente risolvere le questioni organizzative (utilizzate come pretesto per non assumere la gestione diretta del terminal ), e modificare a costo zero le previsioni del piano regolatore generale, ormai del tutto superate (il piano destina il piazzale alla costruzione della sede dell'ex terzo municipio, ormai sciolto e accorpato al secondo) per garantire il servizio senza alcuna interruzione, ripristinare la legalità, evitare disagi all'utenza, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti e quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intenda assumere perché sia garantita la continuità del servizio e il diritto alla mobilità dei pendolari e dei cittadini romani. Atto n. 4-00796 MALLEGNI GASPARRI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: gli organi di informazione hanno dato ampio risalto alle dichiarazioni rese dal Ministro della giustizia Alfonso Bonafede, che, margine della preannunciata riforma della causa estintiva della prescrizione, avrebbe dichiarato quanto segue: «Deve essere chiaro che siamo di fronte a una riforma epocale della giustizia penale che cambia totalmente ottica: è finita l'era dei furbi e dei loro azzeccagarbugli che mirano solo a farla franca»; al di là dei concetti espressi, l'accostamento della categoria degli avvocati penalisti alla manzoniana figura dell'"azzeccagarbugli" è condotta che non può essere accantonata a giudizio degli interroganti nel novero, assai nutrito, delle gaffe del Ministro della giustizia; la dichiarazione ha suscitato una reazione sdegnata, quanto comprensibile, dell'avvocatura associata e in particolare dell'Unione delle camere penali italiane, così richiamando ancora una volta, l'ennesima, l'attenzione dei mass media sull'inadeguatezza dell'on. Alfonso Bonafede a ricoprire l'alta funzione di Ministro della giustizia; all'atto dell'accettazione dell'incarico conferitogli dal Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio dei ministri ha rivendicato il ruolo di garanzia di «avvocato degli italiani» e, pertanto, non avrà difficoltà ad assumere le vesti dell'«avvocato degli avvocati», considerata l'insopprimibile funzione democratica che l'articolo 24 della Costituzione assegna a tale categoria professionale, vilipesa e derisa dall'infelice, per usare un eufemismo, dichiarazione di un suo ministro; secondo l'articolo 95, primo comma, della Costituzione, è il Presidente del Consiglio dei ministri a dirigere la politica generale del Governo, assumendone la responsabilità e promuovendo e coordinando l'attività dei ministri; al di là del discredito gettato, inconcepibilmente, sulla categoria degli avvocati penalisti italiani, la dichiarazione dell'on. Bonafede è, altresì, idonea a parere degli interroganti a pregiudicare l'immagine del nostro Paese a livello internazionale, situazione che non ha eguali nella storia repubblicana dei rapporti tra politica e avvocatura, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri, nell'ambito della funzione di garanzia dell'indirizzo politico, non ritenga che dichiarazioni rese da un ministro, come quella menzionata, non siano da ritenersi contraddittorie con i compiti previsti dalla Costituzione; se il Ministro della giustizia ritenga il comportamento assunto coerente con i doveri previsti dall'ordinamento; se non ritenga di dover correggere la propria condotta e, in caso negativo, se non ritenga di dover rassegnare le dimissioni. Atto n. 4-00797 PUGLIA CASTALDI L'ABBATE TRENTACOSTE DONNO ABATE GALLICCHIO SILERI FEDE NOCERINO DRAGO GIANNUZZI SANTILLO LANZI LANNUTTI ANASTASI GAUDIANO CASTIELLO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: in data 27 settembre 2018 veniva pubblicato l'atto di sindacato ispettivo 4-00612 con il quale si esponeva la vicenda legata all'appalto indetto da Poste italiane, nell'ambito del territorio di Napoli, per la distribuzione e la raccolta di corrispondenza. Nello specifico, la ditta appaltatrice era la Soluzioni Srl. Successivamente, Poste italiane SpA indiceva un nuovo appalto la cui gara veniva aggiudicata dalla Gruppo servizi postali Srl (GSP); la Soluzioni Srl, nei mesi di maggio e giugno 2017, inviava una lettera di licenziamento a tutti i suoi dipendenti per perdita di appalto. Nonostante l'aggiudicatario subentrante fosse tenuto al rispetto della clausola di garanzia dei livelli occupazionali di cui all'art. 7 del contratto nazionale dei servizi postali in appalto, espressamente prevista dalla normativa di gara, e l'appalto aggiudicato fosse del tutto sovrapponibile a quello precedente, e, pertanto, tale da non giustificare una riduzione del personale, non si procedeva a regolamentare il passaggio dei dipendenti; nei mesi di maggio e di giugno 2017, nonostante i due incontri presso la sede della Città metropolitana di Napoli, non veniva raggiunto nessuno accordo in quanto la società GSP proponeva l'assunzione di sole 37 unità a tempo indeterminato con contratto di lavoro part time a 30 ore settimanali e dichiarava di poter dare inizio all'esecuzione dell'appalto con proprio personale. Le organizzazioni sindacali territoriali non accettavano una simile scelta data la mancanza di garanzia di tutti i livelli occupazionali; in data 23 giugno 2017, la GSP Srl scriveva alle organizzazioni sindacali, alla Città metropolitana di Napoli e alla Soluzioni Srl, manifestando l'intenzione di adempiere alle condizioni dell'art.7 citato e rimodulando la proposta iniziale; il 27 giugno, la SLC-CGIL di Napoli diffidava la GSP Srl, e per conoscenza Poste italiane, e la invitava a convocare i lavoratori non attraverso le organizzazioni sindacali ma direttamente con comunicazione tra le due società. Inoltre, veniva richiesta la convocazione di altri incontri al fine di regolamentare il passaggio dei dipendenti. Tuttavia, da parte di Soluzioni Srl ai lavoratori, non veniva notificato alcun invito presso la GSP ai fini dell'attesa assunzione; successivamente, nel luglio 2017, la GSP Srl dava inizio ai lavori assumendo nuovo personale, unitamente a quei dipendenti della Soluzioni Srl che si erano recati spontaneamente presso l'azienda per ottenere l'assunzione, firmando un contratto part time a tempo determinato ovvero per la sola durata dell'appalto; considerato che: in data 17 luglio 2017 la CGIL, nella persona del segretario nazionale, chiedeva a Poste italiane un incontro al fine di discutere in maniera esaustiva della situazione dell'ex appalto Soluzioni Srl. E ancora, nel successivo 19 luglio veniva inviata una comunicazione, dagli ex dipendenti di Soluzioni Srl, a Poste Italiane, alla Soluzioni Srl e alle organizzazioni sindacali, ove venivano sottolineate le violazioni al disciplinare di gara e all'affidamento dell'appalto nonché dell'art.7 del contratto nazionale dei servizi postali in appalto. A tali missive ne facevano seguito ulteriori, rivolte tanto all'ANAC quanto all'AGCOM;