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Ratifica ed esecuzione della Convenzione relativa alle garanzie internazionali su beni mobili strumentali e del Protocollo riguardante alcuni aspetti inerenti al materiale aeronautico, fatti a Città del Capo il 16 novembre 2001, nonché delega al Governo per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale. Onorevoli Senatori . – Ci troviamo in un contesto di crisi finanziaria senza precedenti. Gli istituti di credito in questa fase si trovano costretti ad alzare i livelli di attenzione per limitare i rischi di insolvenza; di conseguenza l'accesso ai finanziamenti è divenuto sempre più difficile anche per società di grandi dimensioni. Tra queste rientrano quelle del settore del trasporto aereo. Le compagnie più importanti, infatti, utilizzano forme di finanziamento particolari per l'acquisizione o la locazione di aeromobili: spesso di fa leva su contratti di leasing o finanziamenti specifici. Tra questi, quelli su scala internazionale diventano sempre più competitivi. Soprattutto in questa fase di crisi finanziaria globale, il gap delle nostre aziende del trasporto aereo rischia di diventare insormontabile. Uno strumento giuridico per ovviare a questo problema è rappresentato dalla cosiddetta Convenzione di Cape Town, relativa alle garanzie internazionali su beni mobili strumentali e dal relativo Protocollo concernente le garanzie internazionali su beni mobili per le questioni inerenti al materiale aeronautico, sottoscritti dall'Italia nel 2001. Sia la Convenzione che il Protocollo hanno la finalità di offrire un quadro normativo omogeneo per la registrazione delle proprietà, degli interessi di sicurezza, delle locazioni e dei contratti condizionali di vendita. Inoltre, hanno la finalità di offrire diversi strumenti giuridici in caso di insolvenza, con l'obiettivo di facilitare l'offerta di finanziamento dei beni aeronautici, aeromobili o parti di essi, attraverso la creazione di una garanzia internazionale particolarmente forte a favore dei creditori o venditori a credito e degli organismi finanziari che hanno finanziato tali beni; garanzia che accorda loro la prelazione assoluta su tali beni rispetto ad altri creditori. La Convenzione è entrata in vigore il 1° marzo 2006. Nel 2009 è stato ultimato l' iter di adesione dell'Unione europea. L'Italia, come si è detto, pur essendo firmataria sia della Convenzione che del relativo Protocollo, non ha mai proceduto alla loro ratifica. Ciò ha portato i vettori aerei a individuare con i creditori-venditori a credito alcuni strumenti contrattuali ad hoc per poter disporre di aeromobili in leasing . Tali accordi implicano anche la registrazione degli aeromobili in Paesi firmatari della Convenzione e del Protocollo. Questo è all'origine della limitata iscrizione delle flotte aeree degli operatori italiani nel Registro aeronautico nazionale (RAN) dell'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) e della loro iscrizione all'estero, nei registri di Paesi che hanno ratificato la Convenzione. Nella pratica, si prevede che al momento di acquistare o prendere in locazione un aeromobile, i vettori di uno Stato aderente alla Convenzione e al relativo Protocollo possano ottenere dai fornitori condizioni finanziarie notevolmente migliori di quelle normalmente applicate a coloro che non possono garantire gli strumenti internazionali di tutela. Nel mercato italiano, infatti, i finanziamenti di aeromobili, sia che si tratti di leasing finanziario o di leasing operativo (cosiddetto dry lease ), hanno costi più alti rispetto ai Paesi aderenti agli strumenti normativi in oggetto. A fronte di tali vantaggi per i vettori, i creditori, in caso di insolvenza o fallimento dei primi, avranno degli strumenti che agevoleranno il recupero dei loro crediti. Questo, come si è detto, in virtù dei rimedi previsti dalla Convenzione e dall'annesso Protocollo. Il recepimento della Convenzione di Cape Town e del relativo Protocollo nel nostro sistema giuridico consentirà agli operatori di ridurre i rischi finanziari attraverso l'introduzione di criteri efficienti e armonizzati a livello internazionale come, ad esempio, il diritto di rivendicare la proprietà del velivolo da parte del creditore o il diritto del creditore ipotecario di accedere al bene ipotecato. In definitiva, l'intero segmento non potrà che avere benefici: i costruttori aeronautici nazionali, ad esempio, potranno beneficiare di un aumento delle vendite e dei livelli occupazionali grazie alle maggiori opportunità di finanziamento per i loro clienti, ovvero le compagnie aeree, con conseguenti vantaggi per i passeggeri, mentre il nostro Paese potrà vedere le proprie flotte registrate in Italia e non in Irlanda, Paese che ha ratificato gli strumenti in parola, come purtroppo sta avvenendo da anni. La Convenzione e il relativo Protocollo sono caratterizzati da meccanismi, tipici dei sistemi di common law , non sempre conciliabili con i principi del nostro ordinamento in tema di garanzie a favore dei creditori. Inoltre, alcune disposizioni del codice della navigazione del 1942 si rivelano obsolete alla luce dei meccanismi previsti dal quadro normativo internazionale in esame. Pertanto, il presente disegno di legge prevede la ratifica della Convenzione e del relativo Protocollo aeronautico ma contiene anche una delega al Governo per il riordino e l'armonizzazione delle norme del nostro ordinamento. In particolare, l'articolo 1 contiene l'autorizzazione alla ratifica. L'articolo 2 è dedicato all'ordine di esecuzione della Convenzione e del relativo Protocollo e include le dichiarazioni che la Repubblica italiana dovrà depositare contestualmente al deposito dello strumento di ratifica. L'articolo 3 delega il Governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale alla Convenzione e al relativo Protocollo. Gli schemi dei decreti legislativi devono essere trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. L'articolo 4 reca la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 5 stabilisce la data di entrata in vigore della presente legge.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare i seguenti atti internazionali: a Convenzione relativa alle garanzie internazionali su beni mobili strumentali, fatta a Città del Capo il 16 novembre 2001, di seguito denominata « Convenzione »; b Protocollo alla Convenzione relativa alle garanzie internazionali sui beni mobili strumentali riguardante alcuni aspetti inerenti al materiale aeronautico, fatto a Città del Capo il 16 novembre 2001, di seguito denominato « Protocollo ». 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione e al Protocollo, a decorrere dalla data della loro entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 49 della Convenzione e dall'articolo XXVIII del Protocollo. 2 All'atto del deposito dello strumento di ratifica, ai sensi dell'articolo 39, paragrafo 1, lettera a) , della Convenzione, la Repubblica italiana dichiara che le categorie di diritti o garanzie non consensuali , che prevedono la prelazione su una garanzia su un bene equivalente a quella del titolare di una garanzia internazionale iscritta, hanno priorità su di essa, sia nell'ambito di una procedura concorsuale che al di fuori di essa.