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L'articolo 7 regolamenta le federazioni nazionali, formate dagli ordini territoriali delle rispettive professioni, di cui assumono la rappresentanza esponenziale e stabiliscono i compiti d'indirizzo e coordinamento generale e gli organi delle stesse. Di particolare rilievo il comma 3 dell'articolo 7 secondo il quale le federazioni nazionali raccolgono e aggiornano le norme deontologiche in un codice nazionale unico per tutti gli iscritti agli albi. L'articolo 8 individua gli organi delle federazioni nazionali (presidente, consiglio nazionale, comitato centrale, commissione di albo, revisori), definendone modalità di elezione, ruoli e funzioni, oltre alle condizioni e alle procedure per il loro scioglimento. Per quanto attiene in particolare gli odontoiatri è prevista una commissione degli iscritti all'albo degli odontoiatri, composta da 9 membri. I primi eletti entrano a far parte del comitato centrale della federazione nazionale, come previsto dalla legge n. 409 del 1985 (Istituzione della professione sanitaria di odontoiatra). Di rilievo è il fatto che i rappresentanti di albo si costituiscano a commissione disciplinare, rivolta espressamente agli eletti nelle commissioni provinciali e che sia istituito un ufficio istruttorio nazionale di albo, di cui fa parte anche un magistrato o giudice di pace nominato dal Ministero. Il consiglio nazionale approva il bilancio preventivo e il conto consuntivo della federazione, su proposta del comitato centrale, ma stabilisce anche il contributo annuo che ciascun ordine deve versare per le esigenze della federazione. Quanto al comitato centrale, questo predispone e aggiorna gli albi e vigila sul decoro della rispettiva professione. Alla commissione di albo di ciascuna federazione spetta di contribuire all'individuazione di provvedimenti comunque utili alla professione, soprattutto esercita il potere disciplinare, designa i rappresentanti della federazione presso organismi e commissioni nazionali, dà direttive per la soluzione di controversie. Risulta inoltre stabilito che i presidenti delle federazioni nazionali fanno parte del consiglio superiore di sanità. Le singole federazioni nazionali definiscono anche l'articolazione delle federazioni regionali e provinciali, come la loro organizzazione su base locale. L'articolo 9 tratta del rinnovamento degli organi degli ordini; in particolare sono previsti «uno o più regolamenti adottati dal Ministero della salute» che, previo parere delle federazioni interessate, regolano appunto le norme per la elezione e lo scioglimento degli organismi dirigenti. L'articolo 10 riguarda gli statuti delle federazioni nazionali, segnatamente le modalità di costituzione, le funzioni, l'organizzazione degli uffici. L'articolo 11 regola il regime precedente l'entrata in vigore dei nuovi regolamenti. L'articolo 2 prevede la trasformazione degli attuali collegi delle professioni in ordini professionali, di particolare rilevo è la costituzione dell'ordine delle professioni sanitarie e delle rispettive Federazioni nazionali delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e a prevenzione, che accorpano in un unico ente rappresentativo tutte le professioni sanitarie regolamentate ma non ordinate. Si dispone inoltre l’abrogazione delle norme pregresse a seguito dell’entrata in vigore della nuova normativa. Il presente disegno di legge intende dunque contribuire a definire una cornice normativa unica che interessa circa 900.000 professionisti sanitari, il tutto nel rispetto degli irrinunciabili profili di autonomia e responsabilità, nonché nella distinzione e nella salvaguardia di competenze e funzioni da esercitare sempre avendo come fine gli interessi pubblici connessi alla tutela della salute individuale e collettiva, così come sancito dalla nostra Costituzione.. Art. 1. (Modifiche al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233) 1. Al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, ratificato dalla legge 17 aprile 1956, n. 561, senza nuovi o diversi oneri a carico dello Stato, i Capi I, II e III, sono sostituiti dai seguenti: « Capo I DEGLI ORDINI DELLE PROFESSIONI SANITARIE Art. 1. -- 1. Nelle circoscrizioni geografiche corrispondenti alle province vigenti al 31 dicembre 2012 sono costituiti gli ordini territoriali dei medici-chirurghi e degli odontoiatri, dei veterinari e dei farmacisti. Se il numero dei sanitari residente sia esiguo ovvero se sussistano altre ragioni di carattere storico, topografico, sociale o demografico, il Ministero della salute, su proposta delle rispettive federazioni nazionali e d'intesa con gli ordini interessati, può disporre che un ordine abbia per competenza territoriale due o più circoscrizioni geografiche finitime designandone la sede. 2. Gli ordini e le relative federazioni nazionali: a) sono enti pubblici non economici e agiscono quali organi sussidiari dello Stato al fine di tutelare gli interessi pubblici, garantiti dall'ordinamento, connessi all'esercizio professionale; b) sono dotati di autonomia patrimoniale, finanziaria, regolamentare e disciplinare e sottoposti alla vigilanza del Ministero della salute. Le spese di funzionamento degli ordini e delle federazioni sono a carico degli iscritti, non gravano sulla finanza pubblica e ad essi non si estendono le norme di contenimento della spesa pubblica; c) promuovono e assicurano l'indipendenza, l'autonomia e la responsabilità dell'esercizio professionale e delle professioni, la qualità tecnico-professionale, la valorizzazione della loro funzione sociale, la salvaguardia dei princìpi etici dell'esercizio professionale indicati nei codici deontologici al fine di garantire la tutela della salute individuale e collettiva; d) verificano il possesso dei titoli abilitanti all'esercizio professionale e curano la tenuta e la pubblicità degli albi dei professionisti e, laddove previsti dalle norme, di specifici elenchi; e) assicurano un adeguato sistema di informazione sull'attività svolta per garantire accessibilità e trasparenza alla loro azione; f) partecipano e assumono ruoli e compiti nelle procedure relative alla programmazione dei fabbisogni di professionisti, alle attività formative e all'esame di abilitazione all'esercizio professionale; g) concorrono con le istituzioni sanitarie e formative pubbliche e private alla promozione, organizzazione e valutazione delle attività formative e dei processi di aggiornamento per lo sviluppo continuo professionale di tutti i sanitari iscritti agli albi, promuovendo il mantenimento dei requisiti professionali anche tramite i crediti formativi acquisiti sul territorio nazionale e all'estero; h) separano, nell'esercizio della funzione disciplinare a garanzia del diritto di difesa, dell'autonomia e della terzietà del giudizio disciplinare, la funzione istruttoria da quella giudicante. A tal fine, in ogni regione vengono costituiti uffici istruttori di albo, composti da un numero compreso tra 5 e 11 iscritti sorteggiati tra i componenti delle commissioni disciplinari della corrispettiva professione, garantendo la rappresentanza di tutti gli ordini, e un magistrato o giudice di pace nominato dal Ministro della salute. Nel caso di regioni con un solo ordine professionale o delle province autonome sono costituiti, rispettivamente, uffici istruttori interregionali o interprovinciali.