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6) il Museo nazionale romano; 7) il Parco archeologico del Colosseo; 8) il Parco archeologico di Pompei; 9) la Pinacoteca di Brera; 10) la Reggia di Caserta; 11) il Vittoriano e Palazzo Venezia; b) quali uffici di livello dirigenziale non generale: 1) il Complesso monumentale della Pilotta; 2) la Biblioteca e il Complesso monumentale dei Girolamini; 3) la Galleria dell'Accademia di Firenze; 4) la Galleria nazionale delle Marche; 5) la Galleria nazionale dell'Umbria; 6) le Gallerie Estensi; 7) le Gallerie nazionali d'arte antica; 8) i Musei Reali; 9) il Museo delle Civiltà; 10) il Museo Archeologico nazionale di Cagliari; 11) il Museo archeologico nazionale di Napoli; 12) il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria; 13) il Museo archeologico nazionale di Taranto; 14) i Musei del Bargello; 15) il Museo nazionale d'Abruzzo; 15-bis) il Museo nazionale dell'Arte digitale; 16) il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia; 17) il Museo nazionale di Matera; 18) il Museo storico e il Parco del Castello di Miramare; 19) il Palazzo Ducale di Mantova; 20) il Palazzo Reale di Genova; 21) il Palazzo Reale di Napoli; 22) il Parco archeologico dei Campi Flegrei; 23) il Parco archeologico dell'Appia antica; 23-bis) il Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia; 24) il Parco archeologico di Ercolano; 25) il Parco archeologico di Ostia antica; 26) il Parco archeologico di Paestum e Velia; 26-bis) il Parco archeologico di Sepino; 27) il Parco archeologico di Sibari; 28) la Pinacoteca nazionale di Bologna; 28-bis) la Pinacoteca nazionale di Siena; 29) Villa Adriana e Villa d'Este.» « Art. 35 (Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale - Digital Library). - (Omissis). 3. La Digital Library svolge sull'Istituto centrale per gli archivi, sull'Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi, sull'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione e sull'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane le funzioni di indirizzo e, d'intesa con la Direzione generale Bilancio limitatamente ai profili contabili e finanziari, di vigilanza, anche ai fini dell'approvazione, su parere conforme della Direzione Bilancio, del bilancio di previsione, delle relative proposte di variazione e del conto consuntivo. I direttori di tali istituti sono nominati dal direttore della Digital Library ai sensi dell'art. 19, comma 5, del decreto legislativo n. 165 del 2001. Le risorse umane e strumentali ai suddetti Istituti dotati di autonomia speciale sono assegnate dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali, d'intesa con la Digital Library, con la Direzione generale Organizzazione e con la Direzione generale Bilancio. L'Istituto centrale per gli archivi, l'Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e l'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane dipendono, altresì funzionalmente, per i profili di rispettiva competenza, dalla Direzione generale Archivi e dalla Direzione generale Biblioteche e diritto d'autore. 3-bis. La Digital Library si avvale, per lo svolgimento delle proprie funzioni, delle risorse umane e strumentali degli istituti di cui al comma 3.» «Art. 39 (Organi periferici del Ministero). - 1. Sono organi periferici del Ministero: a) i Segretariati regionali del Ministero della cultura; b) le Soprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio; c) le Direzioni regionali Musei; e) i Musei, le aree e i parchi archeologici e gli altri luoghi della cultura; f) le Soprintendenze archivistiche e bibliografiche; g) gli Archivi di Stato; h) le Biblioteche. (Omissis).» «Art. 40 (Segretariati regionali del Ministero della cultura). - 1. I Segretariati regionali del Ministero della cultura, uffici di livello dirigenziale non generale, assicurano, nel rispetto della specificità tecnica degli istituti e nel quadro delle linee di indirizzo inerenti alla tutela emanate per i settori di competenza dalle direzioni generali centrali, il coordinamento dell'attività delle strutture periferiche del Ministero presenti nel territorio regionale. I Segretariati regionali curano i rapporti del Ministero e delle strutture periferiche con le Regioni, gli enti locali e le altre istituzioni presenti nella regione. Essi altresì stipulano accordi ai sensi dell'art. 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune, con specifico riguardo alle materie che coinvolgono competenze proprie delle autonomie territoriali. 2. Il segretario regionale, in particolare: a) convoca e presiede la Commissione regionale per il patrimonio culturale di cui all'art. 47; ai sensi dell'art. 12, comma 1-bis, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, convoca la stessa, d'ufficio o su richiesta del segretario generale o del direttore generale centrale competente o su segnalazione delle altre amministrazioni statali, regionali e locali coinvolte, per il riesame di pareri, nulla osta o altri atti di assenso comunque denominati rilasciati dagli organi periferici del Ministero; b) riferisce al segretario generale e ai direttori generali centrali di settore in merito all'andamento delle attività degli uffici periferici del Ministero operanti nel territorio della Regione, sulla base dei dati forniti dagli uffici medesimi; c) dispone il concorso del Ministero, sulla base di criteri definiti dalle direzioni generali centrali di settore, nelle spese effettuate dai proprietari, possessori o detentori di beni culturali per interventi conservativi nei casi previsti dagli articoli 34 e 35 del Codice ed eroga il contributo di cui all'art. 37 del medesimo Codice; d) trasmette al competente direttore generale centrale, con le proprie valutazioni, le proposte di prelazione che gli pervengono dalle Soprintendenze destinatarie, ai sensi dell'art. 62, comma 1, del Codice, della denuncia di cui all'art. 60 del medesimo Codice, ovvero le proposte di rinuncia ad essa. Con le stesse modalità trasmette al competente direttore generale centrale anche le proposte di prelazione formulate dalla Regione o dagli altri enti pubblici territoriali interessati e, su indicazione del direttore generale medesimo, comunica alla Regione o agli altri enti pubblici territoriali la rinuncia dello Stato alla prelazione, ai sensi e per gli effetti dell'art. 62, comma 3, del Codice; e) esprime il parere di competenza del Ministero anche in sede di conferenza di servizi, per gli interventi in ambito regionale, che riguardano le competenze di più Soprintendenze; f) stipula l'intesa con la Regione per la redazione congiunta dei piani paesaggistici, limitatamente ai beni paesaggistici di cui all'art. 143, comma 1, lettere b), c) e d), del Codice;