[ddlpres]

Tale indice del costo d'investimento del progetto INLTL prende in considerazione le evoluzioni delle congiunture in entrambi i paesi e la scomposizione dei costi, tra i Paesi e per natura dei lavori. Per definire l'indice INLTL il costo dell'investimento è stato suddiviso per categorie di costi sul territorio francese e sul territorio italiano, sulla base della metodologia illustrata in dettaglio nell'allegato. Il paragrafo 2.3 attualizza alla data di valuta gennaio 2012 le spese reali relative al costo certificato, secondo le modalità definite nell'allegato al protocollo addizionale, ai fini della ripartizione dei costi tra le Parti. Fin quando l'ammontare totale delle suddette spese attualizzate alla data di valuta gennaio 2012 non supera il costo certificato del progetto stabilito al paragrafo 2.1. , la chiave di ripartizione delle spese reali è del 57,9 per cento per la Parte italiana e del 42,1 per cento per la Parte francese, al netto del contributo dell'Unione europea e della parte finanziata dai pedaggi versati dalle imprese ferroviarie. Oltre tale importo, i costi saranno ripartiti in parti uguali tra la Parte italiana e la Parte francese, tranne per gli eventuali sovracosti riguardanti i lavori di miglioramento della capacità sulla linea storica tra Avigliana e Bussoleno eccedenti il limite di 81 milioni di euro che, conformemente al terzo comma dell'articolo 18 dell'Accordo del 30 gennaio 2012, sono totalmente a carico della Parte italiana. L'articolo 3 fa riferimento, nel primo capoverso, all'articolo 2 dell'accordo del 24 febbraio 2015 e all'impegno congiunto delle Parti a contrastare con la più grande fermezza la criminalità organizzata e prevenire ogni rischio di infiltrazione di pratica mafiosa nell'esecuzione dei contratti connessi alla realizzazione dell'opera. La Commissione intergovernativa (CIG) viene incaricata di predisporre il Regolamento dei contratti in materia, che deve essere «estremamente rigoroso». Sono poi definiti i due principi fondamentali da porre a base del Regolamento dei contratti: -- disposizioni ispirate alle legislazioni pertinenti, in particolare la legislazione antimafia italiana, vista la sua compatibilità con il diritto comunitario; -- meccanismi binazionali per attuare tali disposizioni. L'articolo dispone infine che il Regolamento dei contratti sia allegato all'accordo del 24 febbraio 2015, unitamente al protocollo addizionale del 2016 diventandone parte integrante. L'articolo 4 presenta le disposizioni finali di cui si riassume il contenuto: -- ciascuna delle due Parti notificherà all'altra il completamento delle procedure costituzionali previste per l'entrata in vigore del presente Protocollo addizionale; -- l'entrata in vigore dell'accordo del 24 febbraio 2015 è subordinata all'approvazione del Protocollo addizionale; -- l'accordo del 2015 e il protocollo addizionale del 2016 costituiscono congiuntamente il protocollo addizionale indicato all'articolo 4 dell'Accordo del 2001; -- il Protocollo addizionale del 2016 prevale rispetto agli Accordi del 1996, del 2001, del 2012 e del 2015. Il Regolamento dei contratti è stato validato nella seduta della Commissione intergovernativa del 7 giugno 2016 e risponde alle previsioni degli accordi del 24 febbraio 2015 e dell'8 marzo 2016. In particolare, con l'articolo 2 dell'Accordo del 24 febbraio 2015, entrambi i Paesi hanno inteso riaffermare «la loro determinazione a lottare con la più grande fermezza contro ogni pratica mafiosa», a tal fine impegnandosi a dotare il Promotore pubblico di un «Regolamento dei contratti estremamente rigoroso su tale argomento». Dal canto suo, l'articolo 3 del Protocollo addizionale al cennato Accordo, fatto a Venezia l'8 marzo 2016, oltre a ribadire i summenzionati impegni in tema di lotta alle infiltrazioni mafiose, ha conferito alla Commissione intergovernativa il compito di provvedere all'elaborazione di un Regolamento dei contratti «estremamente rigoroso in materia», che tragga «ispirazione dalle più pertinenti legislazioni in materia vigenti in entrambi i Paesi» ed in particolare da quella italiana, al fine di «escludere le imprese che potrebbero essere interessare da qualunque pratica mafiosa». Sempre in applicazione dell'articolo 3, il predetto Regolamento deve «prevedere l'attuazione di tutti i meccanismi binazionali necessari per permettere la corretta applicazione delle norme specifiche» in esso contenute, così da «facilitare la cooperazione tra i servizi competenti dei due Paesi a questo scopo». Al fine di dare concreta attuazione alle predette statuizioni, è stato dunque costituito un apposito Gruppo di lavoro -- composto da giuristi italiani e francesi, con il fattivo supporto del Promotore pubblico -- che ha provveduto a redigere lo schema di Regolamento validato dalla Commissione intergovernativa nel corso della riunione svoltasi a Torino il 7 giugno 2016. Nel solco tracciato dai menzionati principi-guida, il Regolamento provvede, per un verso, a definire il quadro di dettaglio delle regole della prevenzione antimafia applicabili ai contratti direttamente stipulati dal Promotore pubblico (ovvero da quest'ultimo approvati o autorizzati), regole attinte per lo più dalla pluriennale esperienza maturata dal nostro Paese nel settore e,se necessario, «adattate» onde consentirne una più agevole applicabilità da parte della Struttura binazionale di cui all'articolo 5 del Regolamento, per altro verso, individua i soggetti chiamati ad operare per assicurare il rispetto delle regole, nonché le modalità di accertamento dei requisiti richiesti e per verificare il rispetto delle norme e sanzionarne possibili violazioni. Nel dettaglio, il Regolamento si compone di 15 articoli, suddivisi in quattro Titoli, e di due allegati. Il Titolo I è dedicato alla delimitazione dell'oggetto (articolo 1) ed all'elencazione delle definizioni utilizzate (articolo 2). In particolare, l'articolo 1 precisa che il Regolamento è applicabile non solo ai contratti di tipo pubblicistico conclusi dal Promotore pubblico con le imprese appaltatrici, ma anche a quelli (di diritto privato) che le imprese titolari dei contratti stipulano con i loro subappaltatori e subaffidatari, contratti che debbono comunque essere approvati o autorizzati dal Promotore pubblico. Poiché gli Accordi precedentemente stipulati tra Italia e Francia per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione avevano previsto che la materia dell'aggiudicazione e dell'esecuzione dei contratti afferenti la sezione transfrontaliera dell'infrastruttura restasse disciplinata dal diritto pubblico francese a prescindere dal luogo (in territorio francese o italiano) di esecuzione del contratto, l'articolo 1 chiarisce che le norme antimafia contenute nel Regolamento vanno a completare quelle, testé menzionate, di diritto francese, nel rispetto di quanto stabilito nell'Accordo siglato tra i due Paesi il 30 gennaio 2012. L'articolo 2, norma definitoria, esplicita il significato di alcuni termini utilizzati nel corpo del Regolamento.