[massime]

Parlamento - Immunità parlamentari - Procedimento penale nei confronti di un parlamentare per il reato di diffamazione aggravata - Deliberazione di insindacabilità della Camera di appartenenza - Ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma - Insussistenza di atti parlamentari tipici cui ricondurre le opinioni oggetto del conflitto e irrilevanza di atti provenienti da altri parlamentari - Non spettanza alla Camera dei deputati della potestà esercitata - Conseguente annullamento della deliberazione di insindacabilità.. Non spettava alla Camera dei deputati affermare che i fatti per i quali pende un procedimento penale a carico di un deputato davanti al Tribunale di Roma costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione, con conseguente annullamento della delibera di insindacabilità adottata dalla Camera dei deputati nella seduta 26 gennaio 2006. Pur se, ai fini della sussistenza del nesso funzionale, può ammettersi che l'atto del parlamentare segua alle dichiarazioni esterne entro «un arco temporale talmente compresso» da potersi affermare la sostanziale contestualità tra l'uno e le altre, tale ipotesi non ricorre nel caso di specie, sussistendo uno spazio temporale considerevole tra le dichiarazioni alla stampa e gli atti funzionali, mentre sono irrilevanti atti funzionali a firma di altri parlamentari. - Sul nesso funzionale, v. citate, sentenze nn. 221 e 335/2006. - Sulla irrilevanza degli atti funzionali posti in essere da altri parlamentari, v., citate, sentenze nn. 97 e 151/2007. - Sulla non configurabilità di una "insindacabilità di gruppo", v. citata, sentenza n. 28/2008.