[pronunce]

D'altra parte, il difetto di motivazione su questo profilo comporta anche il mancato chiarimento sui modi con cui si sarebbe verificata l'interferenza della Camera, che avrebbe determinato la menomazione delle prerogative costituzionali, subita, nella fattispecie concreta, dal giudice ricorrente. Difettano quindi in questa vicenda processuale i presupposti formali e sostanziali che possano far riconoscere il giudice come parte ricorrente di un conflitto di attribuzione, in quanto l'atto introduttivo, non osservando le regole del giudizio, sembra superare la fondamentale distinzione tra conflitto di attribuzione e controllo di costituzionalità. Inoltre non si consente a questa Corte un esame adeguato delle ragioni poste a base del sollevato conflitto, non risultando espressa in maniera compiuta la censura che si intende muovere nei confronti della delibera che ha dato origine al conflitto (ordinanza n. 318 del 1999), venendo così a "mancare un elemento essenziale del ricorso" (sentenza n. 477 del 2000).. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dalla Corte d'appello di Roma, IV sezione penale, nei confronti della Camera dei deputati con l'atto indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 novembre 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Capotosti Il cancelliere: Fruscella Depositata in cancelleria il 16 novembre 2001. Il cancelliere: Fruscella