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Mi pare che si stiano aprendo i tavoli - la Ministra mi conferma che c'è una direttiva del Governo - per gestire questa fase difficile. Credo che la sensibilità dimostrata meriti un apprezzamento per la risposta. PRESIDENTE . La senatrice Bonino ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02728 sull'andamento della procedura di regolarizzazione dei lavoratori stranieri, per tre minuti. BONINO (Misto-+Eu-Az) . Signor Presidente, signora Ministro, insieme con la collega De Petris abbiamo presentato un'interrogazione sull'applicazione o meno del decreto-legge n. 34 del 2020 e, quindi, è passato più di un anno. Come ricorderà, signora Ministro, il decreto riguardava alcune categorie, come i braccianti agricoli e le badanti, lasciando fuori i lavoratori edili ed altri. Ne avevamo già discusso l'anno scorso. Le richieste hanno raggiunto un totale di 207.000. Lo sconforto e lo sconcerto stanno nel fatto che ad oggi - anzi, come ha precisato, i dati sono di qualche giorno fa - le domande completate, andate a buon fine o meno, erano 45.000. L'interrogazione le chiede soltanto conferma dei dati, perché quelli che abbiamo preso dal sito del Ministero sono più sconfortanti. Per esempio, a Roma al 20 maggio, su un totale di 16.000 di domande ricevute, solo due pratiche sono arrivate alla fase conclusiva; a Milano, su 26.000, non più di 400. Secondo me, la scarsa e non entusiasmante applicazione, dovuta - immagino - alle ragioni che ci spiegherà, non è di buon augurio alla nuova stagione che si apre per gli agricoltori. Tralascio i dati di cronaca, del caporalato e di altri aspetti affini, perché non è questo il senso dell'interrogazione, però ci auguriamo che ci sarà modo - speriamo che ce lo dica - di sveltire queste pratiche; altrimenti, rischiamo di avere leggi che non si applicano e si accavallano ad altre. Infine, sono contenta che ci sia il Ministro della difesa, perché volevo dirgli che dall'Afghanistan succederà un «bordello», e non ci vuole Metternich per capirlo. So che alla tabella 7 avete già previsto di portare via tutti gli afghani che ci hanno aiutato e - lo spero bene - le loro famiglie, e non per il capriccio di portarli in questo incubo italiota, ma perché, con l'avanzata dei talebani, saranno subito accusati di collaborazionismo. A parte loro, se così vanno le cose, cioè se l'Afghanistan torna in mano talebana, e a parte le questioni legate al terrorismo, che vi pregherei di monitorare seriamente, usciranno tanti, tanti, tanti afghani. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice Bonino. BONINO (Misto-+Eu-Az) . Sì, signor Presidente. Siccome la comunità afghana è già la terza più grande in Italia, il pull factor, come lei sa, li farà ricongiungere. L'ho voluto pertanto segnalare, per non trovarci poi stupiti in futuro, chissà quando. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, preliminarmente va evidenziato che le procedure di emersione hanno incontrato, soprattutto all'inizio, varie difficoltà e tra queste certamente si ascrive la complessità della gara per l'individuazione della società di somministrazione dei lavoratori interinali a supporto degli sportelli unici, l'intreccio delle competenze tra amministrazioni diverse - prefetture, questure, ispettorati del lavoro, INPS - nonché l'impossibilità tecnica di gestire la procedura esclusivamente in via telematica. Naturalmente, sull'insieme di tutte queste cause, ha anche gravato l'effetto della pandemia, che ha costretto le strutture periferiche a ridurre gli appuntamenti con gli utenti. Tale situazione contribuisce a spiegare i motivi per i quali alcune importanti realtà provinciali, gravate da un maggior carico di lavoro, tra le quali Milano, Roma e Napoli, registrano tuttora un arretrato nello svolgimento delle istanze, che potrà essere assorbito gradualmente grazie al significativo contributo dei 750 lavoratori interinali, in servizio solo da marzo, a seguito delle procedure di reclutamento espletate dalla società assegnataria dell'appalto. Tale contingente verrà presto incrementato con altre 50 unità. Riguardo ai due distinti procedimenti amministrativi, rispettivamente degli sportelli unici per l'immigrazione presso le prefetture e delle questure, il quadro su base nazionale è il seguente. In relazione al primo procedimento, le domande presentate sono state complessivamente 207.870. Di queste, ad oggi, sono state definite positivamente, all'esito favorevole dell'istruttoria tecnica svolta, 45.173 istanze, con la consegna agli interessati dei moduli per il rilascio dei permessi di soggiorno, di cui 39.292 per lavoro domestico e assistenza alla persona e 5.881 per lavoro subordinato. Rispetto al totale delle oltre 45.000 istanze, quelle relative al rilascio di permesso per attesa occupazione, vale a dire quelli che non hanno un datore di lavoro, sono state 4.687, di cui 4.439 riferite al lavoro domestico e 248 al lavoro subordinato. Preciso che dello stesso stock di domande ne sono state rigettate 4.890, mentre le rinunce sono state 1.331. Dal quadro esposto consegue che gli sportelli unici hanno esitato complessivamente 51.394 pratiche. In relazione alla procedura meno complessa da avviare direttamente presso le questure, informo che rispetto a 11.335 istanze presentate, risultano rilasciati 9.918 titoli di soggiorno. Preciso infine che alcune prefetture, ad oggi, hanno superato comunque il 70 per cento delle istanze e l'80 per cento per ciò che riguarda quelle presentate per lavoro subordinato. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice De Petris, per due minuti. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, ringrazio la Ministra anche per l'aggiornamento dei dati, che però, ahimè, non sono molto lontani da quelli che avevamo indicato nella nostra interrogazione. Ovviamente sono lieta di apprendere che ci sarà un incremento di forze per riuscire a smaltire e ad esaminare tutte le domande. Anche perché, signor Ministro, lei sa meglio di me che queste persone che sono in attesa e hanno anche fatto domanda di regolarizzazione e di sanatoria non hanno oggi la tessera sanitaria, neanche provvisoria (e lei comprende bene cosa questo significhi per il lavoro domestico e le badanti), e quasi nessuno ha avuto la possibilità di vaccinarsi. Sono stati fatti open night anche a Roma per farle accedere alla vaccinazione, ma ci troviamo comunque in una situazione, a mio avviso, poco gestibile. Mi auguro vi sia un determinazione forte del Ministero per concludere ed esaminare tutte le pratiche, al fine di trovare una definizione che permetta a queste persone e a tutti di stare in sicurezza sanitaria, visto che la pandemia non passa e torna in continuazione. A maggior ragione, credo che sarebbe veramente incredibile se, per via dei ritardi burocratici di applicazione della legge, non si riuscisse a garantire la loro e la nostra sicurezza. PRESIDENTE .