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IN SEDE CONSULTIVA Schema di decreto legislativo su attuazione direttiva (UE) 2017/2102 sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche Doc n. 146 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, recante modifica della direttiva 2011/65/UE sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Osservazioni alla 13ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli con rilievo) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 27 febbraio. Il presidente relatore LICHERI ( M5S ) ricorda che il termine per il recepimento della direttiva (UE) 2017/2102 è scaduto il 12 giugno 2019 e pertanto la Commissione europea ha avviato la procedura di infrazione n. 2019/0218 per mancata attuazione. Lo schema di decreto provvede a recepire tutte le modifiche apportate dalla direttiva (UE) 2017/2021, come è agevolmente verificabile dalla tabella di concordanza allegata alla relazione illustrativa del Governo, salvo le disposizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a) , e paragrafo 3, lettera a) , e di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della direttiva. Illustra quindi uno schema di osservazioni favorevoli, rilevando come lo schema di decreto legislativo non provvede a recepire le disposizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), e paragrafo 3, lettera a), della direttiva. Vi è da precisare che le citate disposizioni non recepite consentono il commercio in deroga all'applicazione della direttiva, sul mercato secondario come prodotti usati, non solo dei pezzi di ricambio, ma anche degli stessi AEE, immessi sul mercato prima del 22 luglio 2019, a differenza della normativa nazionale come risultante dallo schema di decreto. In particolare, la direttiva introduce, all'articolo 4, paragrafo 3, della direttiva 2011/65/UE, una disposizione con cui impone restrizioni alla presenza di sostanze pericolose in tutte le AEE "immessi sul mercato" (nuove) dopo il 22 luglio 2019. Tale norma, quindi, non solo liberamente consente la prima immissione sul mercato delle AEE non conformi fino al 22 luglio 2019, ma ne consente anche il commercio sul mercato secondario dopo tale data. Lo schema di decreto, pertanto, sembra non tenere conto della distinzione tra "immissione sul mercato" e "messa a disposizione sul mercato", come definite dalla direttiva e dallo stesso decreto del 2014, mantenendo così il divieto di commercializzazione anche dopo il 22 luglio 2019 delle AEE usate, immesse sul mercato prima di tale data, costringendo alla loro rottamazione e, per quanto riguarda il recupero delle loro parti come pezzi di ricambio, alla loro previa trasformazione in rifiuto. Secondo la direttiva, invece, "le operazioni sul mercato secondario per le AEE, che comportano la riparazione, la sostituzione dei pezzi di ricambio, il rinnovo e il riutilizzo, e il ricondizionamento, dovrebbero essere facilitate per promuovere un'economia circolare nell'Unione" (considerando n. 2). Propone quindi di invitare la Commissione di merito a suggerire al Governo di adeguare lo schema di decreto alla direttiva nei termini suesposti. Nessun senatore chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificato il numero legale, pone in votazione lo schema di osservazioni testé illustrato, e pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. Schema di decreto legislativo recante norme di attuazione della direttiva (UE) 2017/1371 relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penal Doc n. 151 Schema di decreto legislativo recante norme di attuazione della direttiva (UE) 2017/1371 relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale (Osservazioni alla 2ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli con rilievi) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 27 febbraio. Il presidente relatore LICHERI ( M5S ) illustra una nuova versione dello schema di osservazioni, già presentato nella seduta precedente. In particolare, richiama il contenuto dell'articolo 3, paragrafo 2, della direttiva, che prevede la punibilità della frode in materia di spese relative ad appalti solo se connotata dal dolo specifico di procurare un ingiusto profitto, mentre nel codice penale italiano la frode in appalti rientra nel reato di truffa, per il quale è invece previsto il dolo generico. Sarebbe opportuno quindi prevedere un recepimento maggiormente aderente al dettato della direttiva, anche al fine di evitare possibili problemi in termini di competenza della Procura europea e di funzionamento della cooperazione giudiziaria. Rileva come la modifica dell'articolo 322 -bis del codice penale, apportata dall'articolo 1, comma 1, lettera d), dello schema, colmi una lacuna del nostro sistema, estendendo la punibilità dei più gravi reati contro la pubblica amministrazione anche alle persone che esercitano pubbliche funzioni nell'ambito di Stati non appartenenti all'Unione europea, «quando il fatto offende gli interessi finanziari dell'Unione». Rileva infine come l'articolo 5, comma 1, lettera c), punto 1, dello schema modifichi l'articolo 25 -quinquiesdecies del decreto legislativo n. 231 del 2001, prevedendo la responsabilità dell'ente per tutti i delitti tributari, connessi con un'evasione IVA superiore a 10 milioni di euro, se commessi anche in parte in territorio di altro Stato membro. La fattispecie prevede quindi non solo i reati caratterizzati da frode, ma anche quelli di dichiarazione infedele, omessa dichiarazione e indebita compensazione. Tale estensione appare di dubbia compatibilità con l'articolo 3, paragrafo 2, lettera d), della direttiva, che contempla la punibilità per i reati IVA se l'azione o omissione è commessa in «sistemi fraudolenti transfrontalieri». Il senatore TOSATO ( L-SP-PSd'Az ) preannuncia il voto di astensione del suo Gruppo, ritenendo la precedente versione maggiormente efficace nell'evidenziare gli aspetti di criticità che è bene risolvere prima dell'entrata in vigore della normativa. Dopo una richiesta di chiarimenti della senatrice GINETTI ( IV-PSI ), il PRESIDENTE , verificato il numero legale, pone in votazione lo schema di osservazioni da lui testé illustrato, e pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva.