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il riconoscimento della validità, ai fini del green pass , dei test salivari rapidi, meno invasivi e meno costosi; la proroga delle certificazioni rilasciate ai soggetti guariti; la richiesta di emanazione del green pass anche a seguito di test sierologici per i tanti che hanno avuto il Covid-19 senza essere stati tracciati dal sistema sanitario. Ancora, insisteremo anche su un giusto indennizzo per coloro che sono stati danneggiati dal vaccino. Chiediamo inoltre che venga eliminato quel limbo in cui sono caduti molti concittadini che, per errori burocratici, disguidi o norme contraddittorie, si trovano ad impazzire per ottenere il green pass. Se lo Stato impone che esso sia uno strumento necessario per lavorare e guadagnarsi il pane e non solo per andare al ristorante o a un concerto, lo Stato non si può permettere di danneggiare ingiustamente nemmeno uno dei suoi cittadini. (Applausi) . Infine chiediamo più informazione e che sia informazione corretta. Se si arriva oggi necessariamente a forzare la mano sul green pass è per via di una comunicazione fallimentare sull'argomento, in campo istituzionale, scientifico e mediatico: troppe notizie discordanti, troppe voci, poca trasparenza nell'informazione. Il Governo dovrebbe far sì che il green pass sia visto dai nostri connazionali come uno strumento utile e di buon senso, superando quelle astruse contraddizioni che si sono create, ad esempio, tra chi va in un ristorante e chi, invece, lavora in un ristorante. Il Governo deve spiegare l'utilità e il valore del sistema vaccinale nell'affrontare la pandemia, superando anche quelle contraddizioni che non arrivano dalla politica, ma che sono venute dal mondo dell'informazione, che ha dato voce a presunti esperti e virologi che hanno detto tutto e il contrario di tutto, creando così smarrimento nei nostri concittadini. Il compito del Parlamento sarà invece quello di mantenere bilanciati i vari diritti e libertà previsti dalla Costituzione: i diritti alla salute, al lavoro e all'educazione devono mantenersi in equilibrio e vi invito a lavorare tutti insieme perché nessun cittadino possa vedere compressa anche una sola delle sue libertà che, anche se non servirebbe a ribadirlo, sono state conquistate nel nostro Paese con tanto sudore, sangue e fatica. Noi della Lega ci siamo fatti carico di portare in Parlamento quel dibattito vero e profondo, presente nella società e che c'è fuori da queste porte, sulla modalità di applicazione del green pass, evidenziandone gli aspetti positivi e quelli negativi che possono rendere difficile la vita ai cittadini e alle attività economiche. Alla distorta accusa di voler creare problemi al Governo o peggio ancora di voler mettere a rischio la salute degli italiani, per noi rispondono i fatti e i nostri voti nelle sedi ufficiali. Non siamo qui per creare problemi al Governo o alla maggioranza, ma per dare il nostro contributo per farli emergere e per risolverli, impegnandoci ogni giorno con proposte, ordini del giorno ed emendamenti per migliorare i provvedimenti emanati dal Governo. Noi facciamo proposte per la messa in sicurezza e la ripresa del Paese, non siamo al Governo per parlare di aumento delle tasse, del catasto, di ritorno alla legge Fornero, di ius soli, di legge Zan alle o di altre norme ideologiche. Su questa base il Gruppo della Lega rinnova la piena fiducia al presidente Draghi e al suo Governo. (Applausi) . MAUTONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il decreto-legge n. 111 del 2021 che oggi convertiremo è strettamente correlato al decreto-legge n. 105 del 2021, precedentemente approvato, e va a ribadire, da un lato, la valenza e l'importanza del green pass come prerogativa fondamentale per il controllo della diffusione del virus , pur nel rispetto dovuto delle convinzioni e delle scelte personali che ognuno può avere. Dall'altro, lo stesso decreto-legge va a rimarcare con forza che tutto il nostro tessuto sociale, le nostre attività economiche, il nostro stesso modo di vivere e di convivere nelle sue molteplici espressioni non possono che ripartire da un punto fermo che desidero ribadire: la sicurezza di tutti nel rispetto delle idee di ognuno. (Applausi) . Il diritto alla salute di ogni cittadino sancito dalla nostra Costituzione non può essere oggetto di ricatti, di pressioni o di forzature. Esso è un bene inalienabile di ognuno e lo Stato lo deve assolutamente tutelare in tutti i modi possibili. La libertà e la sicurezza collettiva vengono sempre prima della libertà e della sicurezza individuale. Partendo quindi da questo principio basilare, occorre far comprendere - e questo lo si può fare attraverso una sempre più attenta e capillare campagna di informazione - l'importanza della vaccinazione come conditio sine qua non per sconfiggere definitivamente la pandemia. Questa campagna deve servire altresì a far comprendere il significato stesso del green pass che non vuole essere una misura coercitiva, un mezzo di discriminazione o addirittura una schedatura. Nella realtà infatti esso rappresenta e dovrà realizzare il vero lasciapassare necessario per riprendersi insieme la socialità, i percorsi formativi scolastici e universitari, le attività lavorative in presenza, senza ansie sproporzionate e fobie eccessive che possono ridurre la stessa capacità di concentrarsi, di svolgere serenamente la propria attività o di realizzare le proprie potenzialità. Tutto ciò sempre ovviamente nel rispetto di ognuno di noi. Si doveva fare un passo in avanti, non restare fermi su determinate posizioni. Occorreva un meccanismo che tutelasse la sicurezza di tutti e, al tempo stesso, rispettasse le convinzioni del singolo, permettesse alla collettività di ripartire, con la convinzione che la strada intrapresa è quella giusta. Tutti siamo consapevoli, per esempio, delle tante conseguenze negative che la didattica a distanza ha comportato per i nostri studenti di ogni ordine e grado dal punto di vista psicologico e dei rapporti interpersonali. La didattica a distanza ha anche coinvolto la crescita strettamente culturale e di arricchimento delle conoscenze di ciascuno di loro. La conferma di quanto detto si ha anche dai risultati scientifici dei trials clinici per la valutazione dello sviluppo psicologico di tanti bambini e ragazzi dopo circa due anni di didattica a distanza, come si è verificato in diverse zone del nostro Paese, ma anche dalle carenze oggettive evidenziate dalle prove Invalsi, riguardanti lo stesso percorso didattico, gli approfondimenti culturali e il miglioramento del loro curriculum formativo. La ripresa in sicurezza della frequenza in presenza nelle nostre scuole di ogni ordine e grado e delle nostre università, prevista nel decreto-legge n. 111 rappresenta oggettivamente un passo ulteriore in avanti, importante nel progressivo processo di normalizzazione della vita delle nostre collettività. Non più aule vuote. Non dimentichiamoci mai che in ogni scuola vive il nostro futuro. Sicuramente per un maggior controllo epidemiologico e della diffusione dei contagi sarà anche senza dubbio importante incrementare il numero dei tamponi. Ciò è necessario ed indispensabile per un più attento tracciamento dei contatti ed un più efficace controllo di nuovi focolai eventualmente sviluppatisi.