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Questo decreto-legge diventa a questo punto incostituzionale, proprio perché va a ledere gli articoli 3 e 97 della Costituzione; si prevede addirittura di attribuire incarichi dirigenziali a personale non ancora formato, andando a creare ulteriore iniquità. Per noi sarebbe stato meglio entrare nel merito delle questioni - come vi abbiamo già detto - facendo le cose regolarmente e senza derogare addirittura anche ad alcune direttive europee. Poiché abbiamo bisogno di personale, si poteva allargare l'ambito di assegnazione delle borse di studio. È vero che sono già state assegnate, però non si è tenuto conto delle esigenze, perché le Regioni avevano già fatto una verifica delle reali necessità di borse di studio per gli specializzandi. Si è voluto fare, in sostanza di corsa un qualcosa che avrebbe avuto bisogno di essere ponderato meglio, anche al fine di ottenere dei risultati durevoli nel tempo e non estemporanei, andando a creare comunque diseguaglianza e riconoscendo diritti diversi a persone che hanno lo stesso titolo di formazione. Inoltre, secondo noi, si va anche a ledere il principio dei livelli essenziali di assistenza (LEA), perché non siamo certi (ma io mi auguro di sì) che nella formazione ci sia anche una certa pratica da parte del medico. Infatti per i nostri medici, oltre alla parte teorica, la parte più importante è quella pratica, basata sul rapporto con il paziente. Ci potranno essere dei problemi nell'individuazione delle diagnosi e delle cure, perché gli specializzandi dovranno cavarsela da soli, anche se devono ancora finire l'ultimo anno di specializzazione. Quindi, a nostro avviso, ci sarà un grosso problema anche per i livelli essenziali di assistenza. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.4, presentato dalla senatrice Bini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MALPEZZI (PD) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, non più tardi di un paio di mesi fa, proprio con la collega Boldrini abbiamo provato a interloquire con il ministro Grillo. Non si parlava ancora esattamente di questo decreto-legge, ma si diceva che - come il ministro Grillo aveva preannunciato in Senato in occasione di un question time - un provvedimento avrebbe dato risposta alle istanze che avevamo avanzato in quest'Aula. Quali erano tali istanze? Avevamo chiesto sommessamente come intendesse risolvere il problema della mancanza di specializzandi nel nostro Paese. La risposta a questo problema, signor Presidente - lo ripeto anche se è stato ricordato da parte di molti - è semplicemente univoca: aumentare le borse di studio. Possiamo dircele e raccontarcele in tutti i modi, infatti, ripetendo che questo Governo interverrà sul numero chiuso nelle facoltà di medicina, ma il problema al momento non è quello. L'emergenza è che non abbiamo medici specialisti, perché purtroppo, rispetto alla necessità del nostro Paese, le borse che consentono ai ragazzi laureati di accedere alle specializzazioni sono in numero veramente irrisorio. Quando si interviene con un decreto-legge, che ha una finalità dettata dall'urgenza, se non altro, si prova a mettere in fila i punti che servono a sanare tale urgenza. Se a fianco alla misura tampone - perché di questo si tratta, cosa che va oltretutto a peggiorare, non a migliorare la situazione - il ministro Grillo avesse anche in qualche modo potenziato e aumentato le borse di studio, facendo vedere che c'era un elemento per poter poi garantire la soluzione di un così grave problema, avremmo anche potuto contribuire in altro modo al dibattito in corso. L'emendamento 12.5 che oggi abbiamo presentato va addirittura nella direzione di provare a migliorare la misura tampone che avete messo in atto, perché sostanzialmente date responsabilità a ragazzi che in questo momento non le possono assumere, perché non sono stati formati nella misura adatta. Non siamo contrari al fatto che i medici possano iniziare un percorso diverso dalla specializzazione, né all'idea dello specializzando medico che opera in una sorta di autonomia: saremmo ipocriti sapendo che queste cose già accadono. Proviamo allora a normare, sistemare e anche a riorganizzare questa situazione; sottolineiamo però che l'idea dello specializzando medico ha senso come misura tampone solamente in un orizzonte temporale ridotto e se affiancata da una serie di cambiamenti strutturali nell'impianto della formazione postlaurea, aspetto che qui manca, onorevole relatrice: oggi infatti prevedete una misura tampone senza intervenire sul postlaurea e su quanto quei ragazzi si troveranno a fare. Cosa serve dunque? Quello che includiamo in quest'emendamento: tutorati veri, con medici che si possano occupare davvero della formazione dello specializzando in modo sensato e concreto, e turnazioni adeguate. All'interno di questo provvedimento - e mi rivolgo alla relatrice di maggioranza, che non ha accolto neanche un emendamento - non viene specificato in quale modo i medici si troveranno a lavorare. Rimandate tutto a specifici accordi tra Regioni e università, senza dare garanzie che poi ci sia una presa in carico reale della formazione del medico. Si tratta di mettere a rischio, da una parte, la salute dei cittadini e, dall'altra, di ledere il diritto dello stesso medico ad una formazione adatta - che avrebbe dovuto essere da voi elaborata anche con formule diverse - soprattutto alla responsabilità richiesta successivamente. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.5, presentato dalla senatrice Bini da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.6, presentato dal senatore Collina e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.7, presentato dalla senatrice Stabile e da altri senatori, sostanzialmente identico agli emendamenti 12.9, presentato dalla senatrice Binetti e da altri senatori, 12.11, presentato dal senatore Collina e da altri senatori, e 12.12, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.8, presentato dalla senatrice Stabile e da altri senatori, identico all'emendamento 12.10, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.13, presentato dal senatore Collina e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 12.14, presentato dalla senatrice Testor e da altri senatori, fino alle parole: «al triennio 2019-2022». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) .