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Modifiche delle disposizioni di cui alla legge 13 dicembre 1989, n.401, al fine di garantire l'ordine pubblico durante le manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, e ulteriori disposizioni in materia di lesioni personali a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, di personale addetto ai luoghi dove si svolgono manifestazioni, di uso legittimo dei mezzi di coazione fisica nonché di dotazione di videocamere alle Forze di polizia. Onorevoli Senatori. -- Al fine di garantire l'ordine pubblico ad ogni cittadino che partecipa pacificamente alle manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, appare opportuno estendere le previsioni della legge 13 dicembre 1989, n. 401, per la tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive, anche alle riunioni in luogo pubblico o aperto al pubblico; ciò assicurerebbe la certezza della pena e il deflazionamento del carico di lavoro per gli uffici giudiziari requirenti e giudicanti. Attualmente non è infrequente che i colpevoli dei reati, tra cui il travisamento (articolo 5 legge n. 152 del 1975) e la partecipazione a cortei/manifestazioni con armi atte ad offendere (articolo 4 legge n. 110 del 1975), vengano denunciati in stato di libertà anche sessanta/settanta volte, in quanto per le descritte tipologie di reati è previsto l'arresto facoltativo (articolo 381 codice di procedura penale) e non quello obbligatorio. Tale sostanziale «impunibilità» determina due effetti molto negativi: vanifica il principio della certezza della pena e origina in maniera subdola una «sorta di istigazione al reato». Inoltre attraverso l'applicazione della legge 13 dicembre 1989, n. 401, si introdurrebbe un divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, esattamente come oggi avviene già per quelle sportive (DASPO), oltre all'applicazione dell'istituto dell'arresto differito anche in modo da estendere la possibilità del fermo, fuori dai limiti della flagranza, fino a quarantotto ore dall'avvenuto illecito, purché risulti impossibile procedere all'arresto immediato e la prova del commesso reato emerga inequivocabilmente da documentazione video fotografica, anche per i fatti-reato commessi durante le manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico. Con il primo articolo del presente disegno di legge si attua quanto appena riferito, attraverso la modificazione ed integrazione della legge 13 dicembre 1989, n. 401 in materia di tutela della correttezza dello svolgimento di manifestazioni sportive. Di poi si è provveduto a stabilire che l'uso di coazione fisica, ai sensi dell'articolo 53 del codice penale, da parte del pubblico ufficiale al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio è in ogni caso legittimo ed ammesso, quando vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza sia essa attiva che passiva all'autorità. L'introduzione di detta specificazione (ossia è sempre ammesso l'utilizzo di mezzi di coazione fisica quali: sfollagente, spray urticanti, idranti, eccetera, garantendo la non punibilità del pubblico ufficiale) consente alle Forze dell'ordine di operare con più serenità nello svolgimento delle proprie attività istituzionali, rimanendo all'inverso, inalterato l'uso di armi. Da ultimo si ritiene utile prevedere una norma, sulla scorta di quanto già oggi è stato predisposto dal Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, in via sperimentale, per il personale dei reparti mobili in merito all'introduzione sulle divise delle forze di polizia di telecamere, che renda detta «misura» definitiva. L'introduzione «dell'occhio elettronico» sulle divise dei poliziotti è un'operazione di trasparenza che risponde a coloro i quali chiedono giustizia, e la verità non può che assicurarsi mediante strumenti che consentano la riproduzione di quanto realmente accaduto. In questo modo durante i cortei e le manifestazioni sportive, consente, da un lato, di produrre una prova in giudizio, e dall'altro lato, la prova fa fede fino a querela di falso, e questo anche al fine di applicare la norma dell'arresto differito per coloro che commettono reati durante manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico o sportive.. 1 (Modifiche alla legge 13 dicembre 1989, n. 401) 1 Alla legge 13 dicembre 1989, n. 401, sono apportate le seguenti modificazioni: a l'articolo 6 è sostituito dal seguente: «Art. 6 -- (Divieto di accesso nei luoghi dove si svolgono manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico o sportive). -- 1. Nei confronti delle persone che risultano denunciate o condannate anche con sentenza non definitiva nel corso degli ultimi cinque anni per uno dei reati di cui all'articolo 4, primo e secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, all'articolo 5 della legge 22 maggio 1975, n. 152, all'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, all'articolo 6- bis , commi 1 e 2, e all'articolo 6- ter , della presente legge, ovvero per aver preso parte attiva ad episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico o sportive, o che nelle medesime circostanze abbiano incitato, inneggiato o indotto alla violenza, il questore può disporre il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico o sportive specificamente indicate, nonché a quelli, specificamente indicati, interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime. Il divieto di cui al presente comma può essere disposto anche per le manifestazioni sportive che si svolgono all'estero, specificamente indicate, ovvero dalle competenti Autorità degli altri Stati membri dell'Unione europea per le manifestazioni che si svolgono in Italia. Il divieto di cui al presente comma può essere, altresì, disposto nei confronti di chi, sulla base di elementi oggettivi, risulta avere tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico o sportive o tale da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse. 2 . Il divieto di cui al comma 1 può essere disposto anche nei confronti di soggetti minori di diciotto anni che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età. Il provvedimento è notificato a coloro che esercitano la potestà genitoriale. 3 . Alle persone alle quali è notificato il divieto previsto dal comma 1, il questore può prescrivere, tenendo conto dell'attività lavorativa dell'invitato, di comparire personalmente una o più volte negli orari indicati, nell'ufficio o comando di polizia competente in relazione al luogo di residenza dell'obbligato o in quello specificamente indicato, nel corso della giornata in cui si svolgono le manifestazioni per le quali opera il divieto di cui al comma 1. 4 .