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Occorre dare forza al Governo per ridare slancio al nostro Paese, per ricostruirlo e, soprattutto, gestire ancora un'emergenza che non è finita, perché ad esempio il piano vaccinale sarà il banco di prova di partenza di questo Governo, ma poi la nostra sfida futura sarà quella di rilanciare il Paese, ridare fiato all'economia e dare soprattutto un segnale importante ai cittadini. Penso cioè a una politica al fianco dei cittadini, in cui le forze politiche mettono da parte i contrasti, non le differenze di fondo, che rimangono e rimarranno, ma le beghe quotidiane, la battaglia furente di ogni giorno per individuare alcuni punti chiave fondamentali al fine di dare risposte ai cittadini che ci guardano esclusivamente per vedere risolti i loro problemi e non per assistere a consuete battaglie e guerre quotidiane sul nulla. Concludo quindi dichiarando, come ho già detto, il sostegno al provvedimento in esame e il voto favorevole sulla questione di fiducia da parte di Italia Viva. (Applausi) . DE CARLO (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, vorrei svolgere due considerazioni, una sul merito e l'altra sul metodo del provvedimento. Credo sia evidente a tutti come sia un Governo nuovo, che si trascina però vecchi vizi, come quello di porre l'ennesima fiducia, che ormai è diventata una sorta di riforma costituzionale, in barba a quel referendum che aveva visto il MoVimento 5 Stelle, così come il mio Gruppo, chiedere di esprimere un voto contrario, a favore quindi del bicameralismo, quello che non vediamo oggi e non vediamo da tempo. Il fatto che il bicameralismo sia assolutamente azzerato ce lo dicono i tanti provvedimenti che hanno visto un passaggio solo ad una Camera, facendolo arrivare blindato all'altra Camera. Addirittura ci sono provvedimenti che in entrambe le Camere hanno avuto lo stesso iter. Vi è quindi poco interesse, usando un eufemismo, nei confronti della democrazia e di chi probabilmente ha un'opinione diversa dalla vostra. Un referendum di fatto compiuto quello che una forza politica oggi al Governo con questa maggioranza, che magari è anche la causa, secondo qualcuno di voi, del ritardo dell'approdo del provvedimento in Aula, che non ha consentito nemmeno alla nostra forza politica - l'unica forza politica di opposizione - di poter discutere un emendamento in Commissione. Ci siamo limitati a degli ordini del giorno, senza esaminare nemmeno un emendamento, nonostante noi, come si è sempre detto, siamo un'opposizione assolutamente patriottica. Avete portato il provvedimento con ritardo all'esame di quest'Assemblea, facendo credere che la fiducia fosse necessaria proprio per non arrivare a ridosso del primo marzo con il fiato corto; in realtà il fiato corto lo avete avuto perché avete speso questi due mesi a discutere e a concentrarvi di più sulla conservazione della vostra specie piuttosto che cercare soluzioni e di fare uscire la Nazione dalla melma dei problemi irrisolti. Peccato che fuori i problemi irrisolti siano tanti e che siano tante le categorie, diversamente dalla vostra, molto a rischio. Avevamo capito che non avete tanto rispetto per la democrazia quando avete messo in campo ogni azione pur di non far governare le destre; lo avete addirittura detto. Quindi zero elezioni e nessuna possibilità di dare la parola al popolo e per questo una scusa si trova sempre, basta essere tutti d'accordo o quasi. C'è infatti anche chi come noi la pensa in maniera diversa perché noi siamo patrioti da sempre; lo eravamo anche quando il Tricolore era démodé , anche quando qualcuno di voi agitava altri vessilli e altre bandiere. Noi oggi siamo felici che chi allora lo faceva - fosse la bandiera rossa o di un altro colore - oggi agiti proprio quel Tricolore che noi agitiamo da sempre e abbiamo come faro e baluardo delle nostre azioni. Ci chiediamo anche, in maniera molto responsabile, come si possa essere patrioti oggi con questo Parlamento, con una maggioranza così schiacciatamente ampia. Come abbiamo detto da sempre, noi sosterremo tutti i provvedimenti che riteniamo utili alla Nazione, facendolo senza chiedere nulla in cambio. Consentitemi anche un accenno a chi qualche giorno fa ha detto che è più facile stare in tribuna a criticare: noi non siamo in tribuna, noi la giochiamo tutta questa partita, la giochiamo nelle Commissioni dove siamo da soli, nelle piazze dove non siamo da soli, ma sentiamo l'affetto e la condivisione del nostro pensiero da parte di tanta gente e la facciamo anche qui in quest'Aula. Certo, quando ce lo consentite perché ormai siamo rimasti alle frasi dei DPCM, dell'allora premier Conte che diceva ciò che era consentito e ciò che non lo era. Non credo che siate voi a dover decidere cosa è consentito o meno; io credo che ci sia un valore superiore, che si chiama democrazia, a cui anche voi dovete piegarvi perché poter discutere in Assemblea provvedimenti così importanti non è una concessione che ci fate, ma è semplicemente il sale vero e unico della democrazia. Consentitemi anche di rispondere a chi ha definito la nostra un'opposizione blanda: no, mi dispiace, la nostra è un'opposizione intelligente. (Applausi) . Capisco che non sia per tutti e che non possano farla tutti. Lo capisco, però ciò dipende dagli strumenti che madre natura ha consegnato a ciascuno di noi. È altrettanto evidente che alcuni di voi non capiscono proprio e non comprendono il fatto che qualcuno si metta a lavorare per la Nazione senza avere nulla in cambio; ebbene, fatevene una ragione. Noi siamo così da sempre e i nostri elettori probabilmente ci riconoscono questa grande coerenza, quella cioè di non piegarci, ma di avere sempre come unico faro l'interesse nazionale. Ed è proprio in virtù dell'interesse nazionale che noi siamo qui oggi e lo saremo anche domani, cercando di darvi una mano su qualsiasi provvedimento che riterremo utile. Noi non soltanto rappresentiamo quella parte di Nazione coerente, ma rappresentiamo anche un presidio della democrazia; rappresentiamo una parte di quell'unico Paese al mondo che si definisce democratico e che ha principi democratici, ma che ha una maggioranza così schiacciante che, se non ci fossimo noi, non avrebbe nemmeno un'opposizione. Tralascio il fatto che siamo l'unica Nazione nella quale il premier non è scelto dai cittadini e che siamo addirittura l'unica nella quale il premier non ha nemmeno mai corso in una competizione elettorale: altro vulnus della democrazia. Abbiamo però tanta stima in Draghi, ma molto meno della maggioranza che lo sostiene, perché di fatto la maggioranza della maggioranza è numericamente la stessa che ha condotto questa Nazione all'orlo del baratro e oggi invoca come salvifico l'arrivo di Draghi, malcelando così la sua evidente inadeguatezza a guidare il Paese. Noi siamo molto più di questo: siamo quelli che hanno ancora la presunzione di poter discutere in un'Aula parlamentare dei problemi della gente. Alla Camera è successo qualcosa che a nessun osservatore può essere sfuggito: 2.383 emendamenti sono stati ritirati dalla nuova maggioranza, silenziati, come se 2.383 problemi fossero scomparsi solo perché c'è una nuova maggioranza. Non è così.