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L'Agenzia dispone che i progetti siano oggetto di monitoraggio trasparente nelle varie fasi della loro realizzazione e in particolare: a) prevede che i risultati di ogni monitoraggio siano resi accessibili alla collettività attraverso la pubblicazione nei siti internet dei soggetti proponenti e in un'apposita banca dati generale istituita nel sito internet dell'Agenzia; b) indica gli strumenti utilizzabili da chiunque per segnalare irregolarità e problemi tecnici od operativi nella realizzazione dei progetti, che devono essere esaminati da un collegio arbitrale formato da tre componenti, di cui due estratti a sorte tra tutte le persone maggiorenni residenti nel territorio di competenza del soggetto proponente e il terzo, con funzioni di presidente, nominato dall'Agenzia tra magistrati, professori universitari e professionisti di chiara fama residenti nel medesimo territorio. L'ufficio di arbitro è svolto a titolo gratuito, fatto salvo il rimborso delle spese strettamente necessarie allo svolgimento della funzione. Art. 10. (Appalto dei progetti) 1. In alternativa alla realizzazione dei progetti ai sensi dell'articolo 5, i soggetti proponenti possono appaltare la realizzazione dei progetti a imprese private che si impegnano ad assumere, con contratto a tempo determinato per la durata dell'appalto o a tempo indeterminato, almeno il 50 per cento del personale necessario tra i soggetti di cui all'articolo 6, commi 4 e 5, aventi le caratteristiche di cui all'articolo 2, numeri 18) e 19), del regolamento (CE) n. 800/2008. 2. In considerazione dell'eccezionale situazione economica e disoccupazionale, in via transitoria e temporanea per il triennio 2014-2016, i progetti possono essere appaltati altresì ad imprese private che si impegnino ad assumere, con contratto a tempo determinato per la durata dell'appalto o a tempo indeterminato, almeno il 50 per cento del personale necessario tra i soggetti di cui all'articolo 6, commi 4 e 5. La disposizione del presente comma non produce effetti fino all'acquisizione della valutazione di compatibilità con il diritto dell'Unione europea da parte del Governo, che deve essere richiesta entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3. Ai sensi dell'articolo 69 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, le disposizioni dei commi 1 e 2 del presente articolo costituiscono condizioni particolari di esecuzione del contratto da indicare nel bando o nell'invito che devono essere riportate nello schema di contratto. 4. L'assunzione del personale di cui ai commi 1 e 2 deve comportare un aumento netto dell'occupazione dell'impresa, che non deve aver proceduto a licenziamenti nei sei mesi precedenti la partecipazione all'appalto del progetto. 5. L'appalto può essere bandito solo successivamente all'approvazione da parte dei soggetti di cui all'articolo 5, comma 3, che verificano la corrispondenza dell'intervento alle disposizioni del medesimo comma 3 e del presente articolo. 6. Le risorse per l'appalto, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 12, comma 1, sono trasferite dall'Agenzia direttamente al soggetto che si aggiudica l'appalto, rispettando la scansione temporale per i pagamenti indicata dall'appalto. Art. 11. (Istituzione di un fondo per il finanziamento del programma) 1. È istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un fondo per il finanziamento del programma con risorse pari a 4.983 milioni di euro per l'anno 2014, a 5.903 milioni di euro per l'anno 2015 e a 5.853 milioni di euro per l'anno 2016, di cui 3 milioni di euro annui sono destinati alle spese di funzionamento dell'Agenzia. 2. Le risorse del fondo di cui al comma 1 possono essere integrate da contributi a carico degli enti territoriali in favore di progetti realizzati nei rispettivi territori. Art. 12. (Partecipazione al finanziamento dei progetti e utilizzo delle risorse dei Fondi strutturali europei per il periodo di programmazione 2014-2020) 1. Le regioni, le province autonome e gli enti locali partecipano al finanziamento dei progetti presentati nella misura indicata dalla tabella di cui all'allegato 1 annesso alla presente legge. 2. Fermo restando quanto previsto dal comma 8 dell'articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, la società Cassa depositi e prestiti Spa istituisce un fondo per lo sviluppo sostenibile e l'occupazione alimentato sia da risorse proprie sia con l'emissione di obbligazioni. Il fondo è finalizzato al finanziamento, tramite prestiti a tassi agevolati, dei progetti presentati dai soggetti di cui al comma 1. Sono tenuti a sottoscrivere tali obbligazioni le fondazioni bancarie, per una quota almeno pari al 5 per cento del loro attivo finanziario, nonché l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e i fondi pensione negoziali, per una quota almeno pari al 5 per cento delle loro riserve tecniche. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze sono definite le modalità di attuazione del presente comma. Il decreto è trasmesso alle Camere per l’espressione del parere delle Commissioni parlamentari competenti, che si esprimono entro trenta giorni dal suo ricevimento. 3. In attuazione dell'articolo 119, quinto comma, della Costituzione e in coerenza con le disposizioni dell'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, la dotazione aggiuntiva del Fondo per lo sviluppo e la coesione è determinata, per il periodo di programmazione 2014-2020, in 54.810 milioni di euro. Il complesso delle risorse è destinato a sostenere esclusivamente interventi per lo sviluppo, anche di natura ambientale, e per l'occupazione, in misura pari all'80 per cento nelle aree del Mezzogiorno e al 20 per cento nelle aree del Centro-Nord. L'80 per cento di tale importo è iscritto nel bilancio per una quota pari a 50 milioni di euro per l'anno 2014, a 500 milioni di euro per l'anno 2015 e a 1.000 milioni di euro per l'anno 2016; di queste quote, 10 milioni di euro per l'anno 2014, 100 milioni di euro per l'anno per l'anno 2015 e 200 milioni di euro per l'anno 2016 sono finalizzati al finanziamento di interventi a favore dell'occupazione. Per gli anni successivi la quota annuale è determinata ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera e) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196. 4. Le risorse finalizzate al finanziamento a favore dell'occupazione di cui al comma 3 del presente articolo, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, possono essere altresì utilizzate per finanziare i progetti di cui agli articoli 5 e 10. Art. 13. (Esclusione dal Patto di stabilità interno) 1.