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La collaborazione include lo scambio di informazioni e di competenze e la cooperazione tra le autorità responsabili della regolamentazione, in seno al gruppo di lavoro OCSE sulla sicurezza e la tutela della privacy nell'economia digitale e la rete globale per la protezione per la privacy ( Global Privacy Enforcement Network ). Titolo VI: Cooperazione in materia di ricerca, innovazione e società dell'innovazione (articoli 38-39) In tema di ricerca e innovazione, le Parti si impegnano ad attuare l'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica firmato a Bruxelles il 16 luglio 2008 tra la Comunità europea e la nuova Zelanda (articolo 38). Condividono inoltre informazioni sulle rispettive politiche in materia di società dell'informazione (articolo 39). Titolo VII: Cooperazione in materia di istruzione, cultura e contatti interpersonali (articoli 40-42) Si riconosce il contributo che l'istruzione e la formazione (articolo 40) forniscono alla crescita economica sostenibile e alla creazione di posti di lavoro, e le Parti, nel rispetto dei propri interessi e degli obiettivi delle loro politiche, favoriscono collaborazioni tra istituti di istruzione e formazione, programmi di mobilità (scambi di studenti, ricercatori, docenti, personale degli istituti di istruzione superiore) e approfondimenti sui rispettivi sistemi educativi. Le Parti agevolano la cooperazione in tema di cultura, mezzi audiovisivi e media (articolo 41), promuovendo scambi ed iniziative culturali, tramite strumenti già disponibili, e il dialogo interculturale tra le organizzazioni della società civile. Collaborano nei consessi internazionali, segnatamente l'UNESCO, per conseguire obiettivi comuni e promuovere la diversità culturale. Sostengono la cooperazione e il dialogo tra le istituzioni e i professionisti del settore degli audiovisivi e dei media. Incoraggiano, infine, i contatti interpersonali, anche tramite scambi di funzionari e tirocini per laureati, per migliorare la comprensione reciproca tra l'Unione europea e la Nuova Zelanda (articolo 42). Titolo VIII: Cooperazione in materia di sviluppo sostenibile, energia e trasporti (articoli 43-51) Gli articoli 43 e 45 disciplinano la cooperazione in materia di ambiente e cambiamenti climatici. Sulle questioni ambientali, compresa la gestione sostenibile delle risorse naturali, tale cooperazione può comprendere lo scambio di informazioni, buone prassi e di esperti, nonché iniziative congiunte (seminari, conferenze, programmi, progetti) bilaterali o in ambito multilaterale. Le Parti convengono inoltre di collaborare nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, per promuovere un nuovo accordo internazionale per il periodo successivo al 2020. Le Parti si impegnano a rafforzare la cooperazione anche nel settore della salute (articolo 44), che può prevedere dialogo e attività congiunte (programmi, progetti) su temi di interesse comune, quali la sorveglianza delle malattie trasmissibili, i prodotti farmaceutici, la promozione di standard (norme e pratiche) internazionalmente riconosciuti, l'attuazione della Convenzione quadro per la lotta contro il tabagismo dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e del Codice di condotta mondiale sul reclutamento del personale sanitario dell'OMS. In materia di protezione civile e gestione del rischio di catastrofi (articolo 46), le Parti cooperano, a livello bilaterale e multilaterale, per migliorare le misure di prevenzione, attenuazione, preparazione, reazione e recupero. In tema di energia (articolo 47), si conviene di rafforzare la cooperazione su tematiche quali le politiche per la sicurezza energetica, la promozione degli investimenti a livello mondiale, il funzionamento dei mercati internazionali, l'uso di energie rinnovabili, l'efficienza energetica, l'esplorazione e la produzione, l'attuazione di impegni internazionali di riduzione dei sussidi ai combustibili fossili. Relativamente ai trasporti (articolo 48), la cooperazione tra le Parti ha per obiettivi lo scambio di informazioni sulle rispettive politiche e prassi, il rafforzamento delle relazioni nel settore dell'aviazione, la promozione dell'accesso ai mercati marittimi internazionali e il riconoscimento reciproco delle patenti di guida per i veicoli a motore terrestri. Riguardo ad agricoltura, sviluppo rurale e silvicoltura (articolo 49), le Parti promuovono la cooperazione e il dialogo sulle politiche agricole e di sviluppo rurale, e sulle indicazioni geografiche. È previsto l'impegno a collaborare, a livello nazionale ed internazionale, a favore della gestione sostenibile delle foreste, combattendo il disboscamento illecito. L'articolo 50 disciplina la cooperazione nel settore degli affari marittimi e della pesca, che mira a promuovere la conservazione a lungo termine e la gestione sostenibile delle risorse biologiche marine, la lotta alla pesca illegale non dichiarata e non regolamentata ( Illegal unreported and unregulated fishing – INN), e l'attuazione di un approccio comune alla gestione basato sugli ecosistemi. Le Parti collaborano in tema di conservazione di risorse biologiche marine nell'ambito delle Organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP) e nei consessi internazionali (ONU, FAO). Avviano inoltre un dialogo biennale regolare, a livello di alti funzionari, anche al fine di condividere informazioni ed esperienze sulle rispettive politiche. In tema di occupazione e affari sociali (articolo 51), le Parti cooperano scambiandosi informazioni sulle proprie politiche, e si impegnano a rispettare, promuovere ed attuare efficacemente i principi e i diritti riconosciuti internazionalmente (sanciti, in particolare, nella Dichiarazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro del 1998 sui principi e diritti fondamentali nel lavoro). Le forme di cooperazione possono comprendere anche programmi, progetti, iniziative comuni su temi di comune interesse in ambito bilaterale o multilaterale. Titolo IX: Quadro istituzionale (articoli 52-54) La clausola evolutiva, disciplinata dall'articolo 52, prevede la possibilità di integrare il PARC con accordi su specifici settori che rientrano nel suo campo di applicazione. Le disposizioni del PARC non pregiudicano l'interpretazione e l'applicazione di altri accordi tra le Parti, anteriori o successivi, in particolare le norme sulla risoluzione delle controversie e sulla denuncia contenute in tali accordi. È istituito un Comitato misto (articolo 53), nel quale si tengono consultazioni per monitorare il buon andamento ed assicurare la coerenza generale delle relazioni bilaterali, individuare gli obiettivi prioritari nell'ambito delle finalità del PARC, prevenire o risolvere controversie e formulare raccomandazioni per promuovere l'attuazione dell'Accordo. Il Comitato si riunisce di regola una volta l'anno, di norma, a livello di alti funzionari. Può istituire gruppi di lavoro e sottocomitati che lo assistono nella trattazione di questioni specifiche. L'articolo 54 prevede che le controversie sull'applicazione e sull'interpretazione dell'Accordo siano risolte tramite consultazioni tra le Parti nell'ambito del Comitato misto. Le Parti forniscono al Comitato misto le informazioni necessarie a trovare soluzioni condivise alla controversia.