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In particolare, l'azione di riforma fiscale riguarderà l'attuazione progressiva di un sistema di flat tax come componente importante di un modello di crescita più bilanciato. La pressione fiscale rimane elevata, ma il Governo intende agire per ridurla gradualmente su famiglie e imprese, anche grazie alle azioni di contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale. Per il 2019 è stata introdotta una prima riduzione attraverso l'estensione del regime forfetario, sostitutivo di IRPEF e IRAP. A partire dal 1° gennaio 2020, un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e dell'IRAP con aliquota del 20 per cento sarà applicata a imprenditori individuali e lavoratori autonomi con ricavi compresi tra 65.000 e 100.000 euro. Inoltre per incentivare gli investimenti, il c.d. decreto-legge crescita, in via di emanazione, consente alle imprese di beneficiare di una riduzione dell'aliquota IRES e IRPEF applicabile agli utili non distribuiti. L'azione di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale, fondamentale nell'assicurare l'equità del prelievo e tutelare la concorrenza tra le imprese, sarà perseguito attraverso il potenziamento di nuove tecnologie per effettuare controlli mirati. Dall'analisi della Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva 2018, emerge che per il triennio 2014-2016 il tax gap complessivo è stato pari a circa 109 miliardi, di cui 97,6 miliardi di mancate entrate tributarie e 11,4 miliardi di mancate entrate contributive. Nel 2019, il Governo si impegna a monitorare l'applicazione dei recenti interventi adottati per la prevenzione e il contrasto dell'evasione, come l'inserimento del canone RAI nella bolletta elettrica e la fatturazione elettronica. Sul punto il Governo rileva che con l'introduzione dal 1° gennaio dell'obbligo di fatturazione elettronica tra operatori economici e dal 1° luglio 2019 dell'obbligo di invio telematico dei corrispettivi (per i soggetti con un volume d'affari superiore a 400.000 euro), le basi dati saranno alimentate da nuovi flussi informativi utilizzabili per incentivare l'adempimento dei contribuenti. L'oratore evidenzia inoltre come con il decreto-legge n. 119 del 2018 (c.d. decreto fiscale) siano state introdotte disposizioni volte ad agevolare la chiusura delle posizioni debitorie aperte per consentire all'attività di riscossione ordinaria di riprendere con maggiore efficienza. Lo stesso obiettivo viene perseguito con riguardo al contenzioso, favorendo la chiusura delle liti pendenti. Nel 2019 sarà valutata la possibilità di introdurre misure simili anche per le posizioni debitorie delle imprese. Il medesimo decreto fiscale ha disposto inoltre che dal 1° luglio 2019 il processo telematico diventerà obbligatorio anche in materia tributaria. Tra gli interventi in materia fiscale adottati con la legge di bilancio 2019, il DEF ricorda la sterilizzazione per il 2019 dell'aliquota IVA ridotta del 10 per cento e dell'aliquota IVA ordinaria del 22 per cento, con un impatto di circa 12,5 miliardi; la proroga delle detrazioni per interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, nonché per interventi di sistemazione a verde. In materia di tassazione immobiliare, si segnalano l'aumento dal 20% al 40% della deducibilità dell'IMU sugli immobili strumentali dal reddito di impresa e di lavoro autonomo, l'introduzione della cedolare secca anche per le locazioni degli immobili commerciali, l'estromissione agevolata dell'immobile strumentale dell'imprenditore individuale e la rivalutazione del valore dei terreni (e delle partecipazioni), agli effetti della determinazione delle plusvalenze. Fa presente inoltre che il Governo sottolinea che il disegno di legge sulle semplificazioni fiscali attualmente all'esame della Camera ha l'obiettivo di modificare il calendario fiscale e snellire gli adempimenti dichiarativi e comunicativi. La raccomandazione n. 3 del Consiglio dell'Unione europea concerne il sistema bancario e la disponibilità di finanziamenti per le imprese, il risanamento degli istituti di credito e lo smaltimento dei prestiti in sofferenza. In particolare, l'UE raccomanda all'Italia di mantenere il ritmo della riduzione dell'elevato stock di crediti deteriorati e di sostenere ulteriori misure di ristrutturazione e risanamento dei bilanci delle banche, anche per gli istituti di piccole e medie dimensioni, e attuare tempestivamente la riforma in materia di insolvenza. Raccomanda infine di migliorare l'accesso delle imprese ai mercati finanziari. A livello europeo, l'Italia sta contribuendo alla discussione in corso sul completamento dell'Unione bancaria e dell'Unione del mercato dei capitali, sostenendo allo stesso tempo la revisione delle modalità di realizzazione del progetto stabilite in passato. A livello nazionale, l'obiettivo primario indicato dal Governo è rendere pienamente effettivo il principio costituzionale della tutela del risparmio. In tale direzione, sono stati presi provvedimenti volti a consentire il rimborso a favore degli investitori che hanno subito un danno ingiusto nella prestazione di servizi di investimento da parte di banche poste in liquidazione. La Commissione europea, nella Relazione per Paese, ha evidenziato che l'Italia ha compiuto alcuni progressi riguardo ai crediti deteriorati e alla ristrutturazione delle banche. In linea con quanto raccomandato dalla Commissione, il Governo indica la necessità di proseguire con l'azione di riduzione dei crediti deteriorati intrapresa dal sistema bancario italiano. Nel 2018 l'incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti erogati dalle banche italiane ha continuato a ridursi, sia al lordo sia al netto delle rettifiche, raggiungendo a dicembre rispettivamente l'8,7 e il 4,3 per cento (dai livelli di 11,5 e 6,1 per cento nel 2017). Alla diminuzione hanno contribuito il calo del flusso dei nuovi crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti (che ha raggiunto un minimo storico) e l'attuazione dei piani di cessione delle posizioni in sofferenza. La Commissione UE, nella Relazione Paese, rileva che i miglioramenti nella gestione dei crediti deteriorati derivano da molteplici fattori, tra cui una migliore qualità dei dati relativi a tali poste, l'ingresso di imprese di gestione dei crediti deteriorati sul mercato, un migliore riassorbimento dei crediti stessi da parte delle banche. L'UE ritiene che vi siano spazi per un ulteriore sviluppo del mercato secondario dei crediti deteriorati e segnala che gli operatori di mercato specializzati negli incagli sono attualmente in numero ridotto sul mercato italiano. Infine il Governo intende dedicare un'attenzione specifica all'utilizzo delle nuove tecnologie mediante l'istituzione presso il MEF di un Comitato di Coordinamento per il Fintech (prestazione di servizi bancari e finanziari con l'impiego di tecnologie innovative) che possa favorire anche la partecipazione attiva ai lavori dell'Unione europea e degli organismi internazionali competenti. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SCONVOCAZIONE DELL'ODIERNA SEDUTA NOTTURNA