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Non intendiamo barricarci dietro alle nostre convinzioni, ma vogliamo raccogliere la sfida di mantenere fermi, accanto alle regole politiche e di diritto, quei valori non negoziabili, come la difesa degli ultimi, il rispetto dei diritti fondamentali e la crescita della libertà umana. La nostra sfida passa per un rapporto solidale, ma civile e giusto con tutti e verso tutti, passa per l'applicazione delle norme, volte a garantire un lavoro onesto e dignitoso ad ogni cittadino o ospite nel nostro Paese, passa per una vera integrazione, che non può più tollerare ghetti cittadini o baraccopoli di lavoratori sottopagati e sfruttati. La nostra sfida è attuare il contenuto degli articoli 1 e 3 della nostra Costituzione, per poter vivere in un Paese fondato sul lavoro e non sui privilegi, in cui tutti siamo titolari dei medesimi diritti e doveri; un Paese dal volto umano in cui, proprio in virtù della certezza del diritto e della certezza della pena, sia finalmente normale agire e vivere nella legalità. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi, il primo dovere dello Stato è garantire la sicurezza dei cittadini. Lo Stato ha il monopolio dell'uso della forza, salvo in casi di particolare contingenza, e dunque ha il dovere di usarlo per garantire la sicurezza dei cittadini. Forza Italia lo ha sempre detto e lo abbiamo messo in atto quando abbiamo avuto responsabilità di Governo. Per questo apprezziamo le parti del provvedimento in esame che vanno in quella direzione: dobbiamo ritornare sui passi che sono stati fatti, perché troppo è stato lasciato alla possibilità di aggirare la legge e alla possibilità di entrare nel nostro Paese senza controlli. Naturalmente non tutti sono delinquenti, anzi la maggioranza di coloro che vogliono entrare nel nostro Paese non lo è, ma è chiaro che quando c'è un modo ingannevole di entrare nel nostro Paese è probabile che lo usino persone che poi non hanno buone intenzioni anche nella loro permanenza in Italia. Dunque apprezziamo quelle parti e abbiamo tentato di dare il nostro apporto, presentando una serie di emendamenti, che sono poi o direttamente derivati o strettamente ispirati al programma del centrodestra, che abbiamo in comune con la Lega, che ha importanti responsabilità di Governo, e con Fratelli d'Italia. Purtroppo sia nella redazione, sia nell'esame in Commissione del provvedimento si è seguito, ahimè, il principio per cui prima viene il compromesso tra i due partiti di Governo e poi vengono le necessità dei cittadini. Secondo noi vengono prima tali necessità e poi vengono gli accordi politici, che si cercano di fare e che naturalmente si devono fare, in molte circostanze. Al primo posto, però, quando si tratta dei problemi dei cittadini ci dovrebbe essere un'apertura alle proposte, che vengano dalla maggioranza o dall'opposizione. Le nostre proposte sono state in grandissima parte respinte. Seguendo l'ordine che c'è nel provvedimento e in base al quale sono stati ordinati i nostri emendamenti, abbiamo chiesto, ad esempio, che fosse abolito il permesso per motivi umanitari: si tratta di una bella cosa e di una bella parola, che però, essendo presente solo nel nostro Paese, ci espone ulteriormente, insieme alla nostra posizione geografica, ai flussi dell'immigrazione clandestina. Invece esso è stato abolito a metà e addirittura è stato introdotto il permesso per calamità naturali. Detta così, anche questa sembra una bella cosa, ma sappiamo bene a quali abusi tale previsione può esporci. Basti pensare che, purtroppo, in questi giorni il nostro Paese, a guardare i notiziari e a sentire le notizie che abbiamo su tutti i mezzi di informazione, sarebbe per metà in condizioni di calamità naturale e dunque, in base a questo principio, la metà dei cittadini del nostro Paese avrebbero diritto di andare in un altro Paese. E sì che l'Italia, nonostante la manutenzione del territorio sia certamente insufficiente (lo vediamo dolorosamente in questi giorni), è di gran lunga migliore rispetto ad altri Paesi. Pertanto, si chiudono porte per un verso, ma se ne aprono altre. Abbiamo chiesto l'eliminazione di questo anomalo permesso per calamità naturali. Ci è stato detto di no. È stato detto di no ai nostri emendamenti per deflazionare il contenzioso proprio in materia di permessi di soggiorno. Colleghi, non bastano le norme, bisogna poterle attuare. È una vecchia storia di cui si occupò anche il Manzoni parlando delle famose gride, che erano severe al punto da essere del tutto inefficaci. Abbiamo chiesto che lo Stato intervenga a favore dei Comuni che ospitano minori non accompagnati. Abbiamo chiesto la detrazione di imposta per le spese di sicurezza per la casa e di fermare i finanziamenti a associazioni varie provenienti da Paesi dove non si pratica la libertà religiosa e, dunque, con il rischio che l'intolleranza venga esportata. Abbiamo proposto norme intelligenti per l'approvazione dei ministri di culto, per evitare che anziché basarsi sui numerini, come ci si è inventati al Ministero dell'interno da qualche anno a questa parte, ci si basi su dati oggettivi. Abbiamo proposto norme che vietano di coprirsi il volto senza necessità, sia per chi si travisa in occasione di pubblica manifestazione, sia per quelle donne - a loro tutela - che sono costrette a girare con il velo. Abbiamo proposto di abrogare la legge sbagliata sulla tortura e introdurre invece delle norme a tutela di chi esercita la violenza nei confronti delle Forze dell'ordine durante le manifestazioni. Abbiamo proposto di estendere il divieto di accedere alle manifestazioni sportive (Daspo) alle persone che sono già state condannate per comportamenti come lo spaccio di droga presso locali notturni o comportamenti gravi presso gli ospedali e i pronto soccorso. Abbiamo proposto norme contro il commercio abusivo nelle aree urbane, la contraffazione e il commercio di materiali contraffatti. Colleghi, a pochi metri dal Senato quasi tutte le sere c'è un'esposizione di merci contraffatte, naturalmente vendute in barba a qualunque norma. Non sappiamo se questa situazione dipende dal Comune, amministrato ormai da due anni e mezzo dal MoVimento 5 Stelle, o dal Governo nazionale, che sappiamo qual è ormai da cinque mesi. Sta di fatto che le cose non vanno bene in questo modo. Abbiamo proposto un sostegno alle spese legali e per le cure a favore dei componenti delle Forze dell'ordine che si trovano in stato di necessità, nonché norme a favore dei Vigili del fuoco, dei Vigili del fuoco esposti all'amianto e delle Forze dell'ordine. Tutte queste proposte sono state respinte, perché ha prevalso la logica di maggioranza rispetto a quella del buon senso. Questo, invece, ci chiedono i cittadini, il buon senso e le misure efficaci chiunque le proponga, e non già le blindature e i compromessi che sono odiosi quando vengono fatti dagli altri, mentre diventano cose bellissime, da esaltare e di cui vantarsi quando li fanno loro. Colleghi, non c'è da vantarsi a non tutelare la sicurezza dei cittadini, che invece noi vogliamo difendere sempre e comunque. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE .