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La Repubblica promuove la piena integrazione sociale, scolastica e lavorativa delle persone con diagnosi di DDAI/ADHD. Art. 2. (Finalità) 1. La Repubblica, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano: a) promuove l'adozione di metodi e interventi diagnostici, terapeutici, educativi e riabilitativi validati dalle evidenze scientifiche a livello nazionale e internazionale, riportati nelle determinazioni dell'Agenzia italiana del farmaco, nonché le Linee di indirizzo regionali per la diagnosi e il trattamento del DDAI/ADHD; b) promuove l'adozione di strumenti specifici per l'individuazione del DDAI/ADHD già all'interno delle scuole; c) riconosce il ruolo determinante della famiglia quale parte attiva nell'elaborazione e attuazione del progetto di vita che riguarda la persona con diagnosi di DDAI/ADHD; d) promuove iniziative di sostegno e consulenza alla famiglia durante il percorso diagnostico e terapeutico-riabilitativo; e) riconosce la necessità di una figura professionista all'interno della scuola a supporto delle attività didattiche del bambino affetto da DDAI/ADHD; f) promuove campagne di sensibilizzazione sul territorio nazionale per approfondire la conoscenza del DDAI/ADHD in tutti i suoi ambiti, compresi gli istituti di pena; g) promuove iniziative volte alla collaborazione tra scuola, servizi sanitari, servizi sociali e famiglia, anche attraverso l'incremento della dotazione oraria per il sostegno svolto da figure professionali altamente qualificate e in grado di supportare le difficoltà connesse al DDAI/ADHD e alle comorbilità; h) promuove intese con le università e gli istituti scientifici del settore a scopo di ricerca e aggiornamento. Art. 3. (Piano nazionale per gli interventi in materia di DDAI/ADHD e programmi attuativi) 1. Il Ministro della salute, di concerto con il Ministro per le disabilità, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, elabora il Piano nazionale per gli interventi in materia di DDAI/ADHD, definendo gli indirizzi, le priorità e le strategie dell'azione nazionale in coerenza con le previsioni e gli obiettivi di cui alla presente legge. 2. Il Piano prevede: a) la stesura di linee di indirizzo generale per il trattamento delle persone con DDAI/ADHD con l'indicazione della diagnosi, il trattamento del disturbo e la formazione di operatori; b) l'analisi dei bisogni del territorio nazionale; c) le linee di intervento e gli obiettivi da perseguire, nonché le relative priorità; d) gli indirizzi per il coordinamento delle iniziative per i soggetti destinatari degli interventi previsti dalla presente legge. 3. Il Piano ha validità triennale e può essere modificato con cadenza annuale a seguito dell'emersione di nuove esigenze. Art. 4. (Centri regionali per il DDAI/ADHD) 1. In attuazione delle misure indicate nel Piano nazionale per gli interventi in materia di DDAI/ADHD di cui all'articolo 3, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, tenuto conto del patrimonio immobiliare a loro disposizione, istituiscono i centri regionali per il DDAI/ADHD per soggetti in età evolutiva. 2. I centri di cui al comma 1 effettuano la diagnosi, indicano un percorso terapeutico, eventualmente anche attraverso la somministrazione dei farmaci, e valutano periodicamente la condizione del paziente. Art. 5. (Rete regionale dei servizi per il DDAI/ADHD) 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano elaborano una rete integrata dei servizi per il DDAI/ADHD volta ad assicurare: a) un'adeguata e omogenea copertura di tutti i territori della regione in modo da assicurare un intervento funzionale, unitario e coordinato in linea con le migliori evidenze scientifiche; b) la continuità assistenziale nel passaggio di transizione dall'età evolutiva all'età adulta, al fine di favorire l'integrazione degli interventi e le prestazioni sociali e sanitarie necessarie per assicurare la presa in carico globale del soggetto e della sua famiglia. Art. 6. (Integrazione sociale, scolastica e lavorativa) 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano attivano percorsi di inclusione sociale volti allo sviluppo delle competenze, al potenziamento delle autonomie e al miglioramento della qualità della vita delle persone con diagnosi di DDAI/ADHD. 2. Per le finalità di cui al comma 1, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano promuovono attività finalizzate all'integrazione sociale, come attività educative, ricreative, sportive e ludiche, anche con la collaborazione degli operatori del settore sociale esperti di DDAI/ADHD. 3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano promuovono il diritto allo studio delle persone con diagnosi di DDAI/ADHD, assicurando che i soggetti affetti da tale patologia abbiano una formazione corrispondente alle proprie aspirazioni, affinché sia garantito un inserimento lavorativo esente da pregiudizi o discriminazioni, attraverso la coordinazione degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, i centri DDAI/ADHD e i centri di salute mentale per l'età adulta, d'intesa con gli uffici scolastici regionali. 4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sostengono l'acquisto di appositi strumenti informatici da riferirsi ai bisogni educativi speciali e di comunicazione per gli studenti con diagnosi di DDAI/ADHD. 5. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano promuovono l'avvio di percorsi formativi propedeutici all'inserimento nel lavoro, nel rispetto della normativa nazionale di riferimento, attraverso l'organizzazione di attività lavorative in ambienti predisposti ove poter gestire le difficoltà dei soggetti affetti da DDAI/ADHD e comorbilità, in collaborazione con i centri regionali per l'impiego. Art. 7. (Partecipazione del privato sociale e del Terzo settore) 1. Le regioni promuovono, in base al principio di sussidiarietà e per l'attuazione delle finalità di cui alla presente legge, ogni forma di collaborazione con i soggetti e con gli organismi che si occupano o sono comunque coinvolti nelle problematiche relative al DDAI/ADHD, attraverso un approccio multisettoriale e intersettoriale, integrando la presa in carico da parte dei settori pubblici della sanità e dell'assistenza sociale con le associazioni, il Terzo settore e le organizzazioni di volontariato, costituite anche da utenti e da familiari, al fine di creare una rete integrata volta alla presa in carico onnicomprensiva delle persone con disturbi mentali. Art. 8. (Comitato tecnico-scientifico) 1. Presso il Ministero della salute è istituito un Comitato tecnico-scientifico, composto dal Ministro della salute, dal Ministro per le disabilità, dai rappresentanti delle regioni e dagli altri soggetti interessati, con compiti di coordinamento, di monitoraggio e di verifica sui requisiti previsti dalla presente legge. 2. Il Comitato ha il compito di redigere le Linee di indirizzo per la diagnosi, il trattamento e la presa in carico delle persone affette da DDAI/ADHD.