[pronunce]

Considerato che, successivamente alla proposizione del ricorso con il quale sono state promosse le questioni in esame, questa Corte ha dichiarato cessata la materia del contendere in ordine alle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 9, comma 28, del decreto-legge n. 78 del 2010, già modificato dalla disposizione ora censurata, promosse, in riferimento agli articoli 117, terzo e quarto comma, e 119 Cost., all'articolo 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della Parte seconda della Costituzione), e agli articoli 2, primo comma, lettera a), 3), primo comma, lettera f), e 4, della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta), dalla Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste con il ricorso notificato il 27 settembre 2010 e iscritto al n. 96 del registro ricorsi dell'anno 2010 (sentenza n. 173 del 2012); che tale statuizione ha tratto spunto dall'«Accordo tra lo Stato e la Regione autonoma Valle d'Aosta per il coordinamento della finanza pubblica nell'ambito del processo di attuazione del federalismo fiscale, in attuazione dell'art. 119 della Costituzione», sottoscritto l'11 novembre 2012 in dichiarata applicazione della legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione), al fine di «modificare l'ordinamento finanziario della Regione e di definire specifiche norme di coordinamento finanziario», e richiamato dalla legge 13 dicembre 2010, n. 220 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2011), in base alla quale: «Ai sensi del combinato disposto dell'articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42, e dell'articolo 50 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, e successive modificazioni, la regione Valle d'Aosta concorre [...] all'assolvimento degli obblighi di carattere finanziario posti dall'ordinamento dell'Unione europea e dalle altre misure di coordinamento della finanza pubblica stabilite dalla normativa statale, attraverso le misure previste nell'accordo sottoscritto tra il Ministro per la semplificazione normativa e il presidente della regione Valle d'Aosta: a) con la progressiva riduzione della somma sostitutiva dell'imposta sul valore aggiunto all'importazione a decorrere dall'anno 2011 fino alla soppressione della medesima dall'anno 2017; b) con il concorso finanziario ulteriore al riequilibrio della finanza pubblica, mediante l'assunzione di oneri relativi all'esercizio di funzioni statali, relative ai servizi ferroviari di interesse locale; c) con la rimodulazione delle entrate spettanti alla regione Valle d'Aosta» (art. 1, comma 160); che, in particolare sulla valenza dell'accordo concluso dall'odierna ricorrente in data 11 novembre 2010 con il Ministro per la semplificazione normativa, questa Corte ha ritenuto che «Dalla conclusione di quest'ultimo accordo e dalla successiva approvazione dei suoi obiettivi finanziari ad opera della citata legge n. 220 del 2010 - atti entrambi sopravvenuti al decreto-legge n. 78 del 2010 recante la disposizione impugnata - consegue che il concorso della Regione Valle d'Aosta all'assolvimento degli obblighi di carattere finanziario posti dall'ordinamento dell'Unione europea e dalle altre misure di coordinamento della finanza pubblica fissate dalla normativa statale è rimesso, per le annualità successive al 2010, alle misure previste nell'accordo stesso e nella legge che lo recepisce. Pertanto, gli artt. 9, comma 28, e 14, comma 24-bis, del decreto-legge n. 78 del 2010 (che dispongono esclusivamente per gli anni successivi al 2010) sono applicabili alla Regione Valle d'Aosta solo, eventualmente, attraverso le misure fissate nell'accordo e approvate con legge ordinaria dello Stato. Essi, dunque, non trovando diretta applicazione nei confronti di tale Regione autonoma, non possono violarne l'autonomia legislativa e finanziaria, con conseguente cessazione della materia del contendere in ordine alle questioni promosse dalla ricorrente» (sentenza n. 173 del 2012, paragrafo 9, terzo capoverso, del Considerato in diritto); che, in seguito alla suddetta pronuncia, in data 16 ottobre 2012, e dunque in prossimità dell'udienza, la difesa della Regione ricorrente ha depositato in cancelleria, con il consenso dell'Avvocatura generale dello Stato, il citato Accordo Stato-Regione dell'11 novembre 2010, unitamente al testo dell'art. 1, comma 160, della legge n. 220 del 2010 che lo ha recepito, e nella nota di accompagnamento ha rilevato, alla luce del contenuto del medesimo accordo e dell'interpretazione che di esso è stata data da questa Corte nella menzionata sentenza n. 173 del 2012, l'intervenuta cessazione della materia del contendere, altresì, con riguardo alle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 102, della legge n. 183 del 2011 promosse con il presente ricorso; che quindi, in sede di discussione in udienza pubblica, l'Avvocatura generale dello Stato ha espressamente aderito alla cessazione della materia del contendere ex adverso enunciata; che, pertanto, essendo in definitiva venute meno le ragioni della controversia per concorde riconoscimento delle parti, dev'essere, conseguentemente, dichiarata la cessazione della materia del contendere.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riservata a separate pronunce la decisione sulle altre questioni promosse dalla Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste con il ricorso indicato in epigrafe, dichiara cessata la materia del contendere in ordine alle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 4, comma 102, della legge 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilità 2012), promosse, in riferimento agli articoli 117, 118 e 119 della Costituzione, all'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della Parte seconda della Costituzione), agli artt. 2, primo comma, lettera a), 3, primo comma, lettera f), e 4 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta) e all'art. 1 del decreto del Capo provvisorio dello Stato 23 dicembre 1946, n. 532 (Devoluzione alla Valle d'Aosta di alcuni servizi), dalla Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 novembre 2012. F.to: Alfonso QUARANTA, Presidente Luigi MAZZELLA, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 novembre 2012. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI