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la situazione rischia di portare alla chiusura delle associazioni e di molte loro attività con un danno irrimediabile alla vita sociale dei territori nei quali operano, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo ritengano di assumere iniziative volte a rivedere le disposizioni emanate e a definire regole più snelle che tutelino i numerosi volontari impegnati nelle Pro loco presenti sull'intero territorio nazionale, per consentire a tali associazioni di continuare a perseguire le finalità di promozione sociale, di valorizzazione delle realtà e delle potenzialità naturalistiche, culturali, storiche, turistiche ed enogastronomiche delle località su cui insistono, come riconosciuto anche dal protocollo d'intesa citato in premessa. Atto n. 4-00250 MANGIALAVORI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze Premesso che: nella notte tra domenica 17 e lunedì 18 giugno 2018 vi è stato un violento nubifragio in provincia di Vibo Valentia; le piogge torrenziali delle ultime ore hanno provocato fiumi di fango e detriti in gran parte della provincia. A Nicotera è crollata un'abitazione e hanno ceduto i muri di contenimento del centro cittadino, mentre alla marina gli abitanti sono stati costretti a riversarsi fuori dalle case per paura dell'esondazione di un fiume; la rete telefonica fissa è saltata e il traffico ferroviario ha subito lunghi rallentamenti; a Joppolo si sono registrati danni di una certa entità, come il crollo di un muro di 4 metri nella frazione Oliverio, da cui è dipeso il blocco del traffico veicolare; acqua e fango hanno invaso le vie di comunicazione; alcune famiglie hanno deciso di abbandonare le loro abitazioni e sono scese in strada per timore che potessero verificarsi danni agli edifici; numerosi sono stati i disagi anche a causa dell'assenza di energia elettrica; non è ancora possibile fare una stima completa dei danni provocati dal maltempo, ma è evidente che il vibonese è uno dei territori calabresi più colpiti, si chiede di sapere: quali urgenti iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare per fornire assistenza immediata ai paesi maggiormente danneggiati; se non ritengano che vi siano le condizioni per avviare le procedure utili alla dichiarazione dello stato di emergenza. Atto n. 4-00251 GINETTI Al Ministro dell'interno Visto l'articolo 43 del regio decreto n. 773 del 1931, e successive modificazioni e integrazioni, in materia di rilascio di autorizzazione di polizia incluse le licenze anche di caccia, sulle armi e sulle munizioni, che dispone quanto segue: "Oltre a quanto è stabilito dall'articolo 11, non può essere conceduta la licenza di portare armi: a) a chi ha riportato condanna alla reclusione per delitti non colposi contro le persone commessi con violenza, ovvero per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione; b) a chi ha riportato condanna a pena restrittiva della libertà personale per violenza o resistenza all'autorità o per delitti contro la personalità dello Stato o contro l'ordine pubblico; c) a chi ha riportato condanna per diserzione in tempo di guerra, anche se amnistiato, o per porto abusivo di armi. La licenza può essere ricusata ai condannati per delitto diverso da quelli sopra menzionati e a chi non può provare la sua buona condotta e non dà affidamento di non abusare delle armi"; visto l'articolo 178 del codice penale: "La riabilitazione estingue le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna, salvo che la legge disponga altrimenti"; valutato l'articolo 11 del testo unico n. 773 del 1931 il quale dispone, fra l'altro: "Le autorizzazioni devono essere revocate quando nella persona autorizzata vengano a mancare, in tutto o in parte, le condizioni alle quali sono subordinate, e possono essere revocate quando sopraggiungono o vengono a risultare circostanze che avrebbero imposto o consentito il diniego della autorizzazione", deducendo una discrezionalità nella valutazione della "natura ostativa" delle condanne penali riportate, per le condotte commesse e in caso di conseguita riabilitazione da parte dell'organo competente questore; valutata la necessità di certezza del diritto che deve caratterizzare la delicata materia dell'ordine pubblico interno, al fine di evitare incertezze interpretative e disparità di trattamento in presenza di contrasti giurisprudenziali (Consiglio di Stato, sentenze n. 2992, n. 2019 e n. 2312 del 2016); rilevato che la Corte costituzionale, con la sentenza 16 dicembre 1993, n. 440, ha affermato che il potere di rilasciare le licenze per porto d'armi "costituisce una deroga al divieto sancito dall'art. 699 del codice penale e dall'art. 4, primo comma, della legge n. 110 del 1975"; considerata, altresì, l'evoluzione dell'ordinamento giuridico penale in materia di "reati ostativi" e in particolare la legge n. 689 del 1981, che consente di disporre la condanna al pagamento della pena pecuniaria in luogo della reclusione, e il decreto legislativo n. 28 del 2015, che esclude la punibilità in ragione della tenuità del fatto; rilevato che il Consiglio di Stato, con le sentenze n. 1698/2016 e n. 2019/2016, ha previsto che, qualora il giudice penale disponga la condanna pecuniaria per uno dei reati individuati dall'art. 43, primo comma, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, l'autorità amministrativa può valutare le circostanze ai fini dell'esercizio del potere discrezionale previsto dal secondo comma dello stesso articolo 43, si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di chiarire le condizioni di applicabilità di quanto disposto in materia di riabilitazione ex articolo 178 del codice penale al fine del rilascio del porto d'armi o al fine della revoca della licenza, e in relazione all'esercizio del potere discrezionale del giudice ai sensi del secondo comma dell'art. 43 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, al fine di un'applicazione omogenea nel territorio nazionale delle previsioni giuridiche e per scongiurare disparità di trattamento da parte delle diverse autorità amministrative locali di pubblica sicurezza. Atto n. 4-00252 FEDELI Al Ministro dell'interno Premesso che nella notte tra il 18 e 19 giugno 2018 a Pisa hanno avuto luogo alcuni scontri di non breve durata in una zona molto frequentata e centrale con lancio di bottiglie, col ferimento del titolare di un'attività ed il coinvolgimento di un altro cittadino, si chiede di sapere: se siano stati predisposti controlli accurati, se vi sia stata una pronta reazione delle forze dell'ordine e, in caso negativo, a quali cause e responsabilità tali mancanze vadano attribuite; se il Ministro in indirizzo intenda dare attuazione pronta ed efficace al patto per la sicurezza urbana firmato dal suo predecessore ministro Minniti con l'attuale amministrazione comunale e se nei prossimi giorni intenda dedicarsi maggiormente ai propri doveri istituzionali più che, come appare all'interrogante, alla campagna elettorale e alle proprie responsabilità di partito.