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Delega al Governo in materia di organizzazione, potenziamento e sviluppo tecnologico dei centri di elaborazione dati. Onorevoli Senatori. – I centri di elaborazione dati, cosiddetti « data center », consistono in un'infrastruttura fisica capace di rendere possibile l'utilizzo di applicazioni e servizi digitali sia di tipo professionale, come sistemi gestionali, applicazioni di business analytics e intelligenza artificiale, sia di tipo personale da parte di qualsiasi utente in qualità di cittadino o di paziente ovvero di consumatore. Tali edifici, adibiti all'erogazione di risorse e servizi digitali, sono pertanto essenziali, a titolo esemplificativo, per l'accesso ai servizi comunali on line e al fascicolo sanitario elettronico, per l'utilizzo dei social network, delle piattaforme di commercio elettronico e dei siti internet . L'infrastruttura data center può essere rappresentata secondo tre livelli di analisi funzionali all'erogazione dei citati servizi. In primo luogo, si fa riferimento alla infrastruttura fisica abilitante, ossia agli edifici che offrono lo spazio fisico e i sistemi base per il funzionamento di altre due componenti, come sistemi di condizionamento, energia elettrica e sistemi di sicurezza fisica e di monitoraggio. In secondo luogo, è rinvenibile l'infrastruttura informatica, ossia l' hardware preposto all'erogazione di servizi digitali, come server e sistemi per la virtualizzazione degli stessi, infrastrutture di rete, sistemi di archiviazione e recupero dei dati, sistemi software di gestione e monitoraggio, firewall e sistemi di sicurezza. In terzo luogo, rilevano i servizi a valore aggiunto, che rappresentano l'insieme di soluzioni che risiedono e vengono eseguite all'interno dell'infrastruttura informatica per l'erogazione dei servizi digitali stessi. In un mondo sempre più interconnesso, la presenza del digitale è ormai altamente pervasiva nei modelli di business dell'impresa, nelle attività delle pubbliche amministrazioni e nella società. Ogni servizio digitale, dal più semplice al più complesso, è erogato da un data center che ne abilita il funzionamento e la fruizione da parte dell'utente. In questo contesto e nel tempo attuale, i data center diventano un'infrastruttura critica e strategica con una propria filiera costruttiva e operativa, al pari dell'infrastruttura di telecomunicazione, delle autostrade o della rete ferroviaria. Il ruolo dei data center risulta, quindi, fondamentale per abilitare lo sviluppo delle filiere digitali italiane, valorizzandone il relativo impatto economico e occupazionale in Italia e rendendoci potenzialmente competitivi nell'esportazione verso altri Paesi e per abilitare percorsi di trasformazione digitale delle imprese e delle pubbliche amministrazioni e la fruizione di servizi performanti per gli utenti. Si rendono essenziali per mantenere il patrimonio informativo di organizzazioni, come gli istituti finanziari, le imprese di telecomunicazioni e i fornitori di energia, le pubbliche amministrazioni e le persone, tra cui i dati ad alta riservatezza, e per garantire competitività al nostro Paese nelle strategie infrastrutturali e digitali europee, sempre più attente alla sovranità dei dati e delle tecnologie di cloud computing . Negli ultimi decenni, l'Italia ha recuperato un importante divario infrastrutturale che la differenziava rispetto ad altri Paesi europei giungendo oggi a sperimentare una fase di accelerazione senza precedenti. Secondo una ricerca condotta dall'Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, che dal 2020 monitora l'andamento di tale filiera italiana, ventitré organizzazioni (di cui otto società estere nuove che hanno fatto il loro ingresso nel mercato italiano) hanno annunciato l'apertura di ottantatré nuove infrastrutture nel periodo 2023-2025, la cui messa in produzione potrà portare nel territorio, in potenziale, fino a 15 miliardi di euro di investimento complessivo. La dinamica di crescita prevista è esponenziale e l'attrattività del nostro Paese è elevata per gli investitori a causa di diversi fattori che lo caratterizzano come il suo ruolo centrale nell'area mediterranea, quale territorio di raccordo tra l'Europa settentrionale, il continente africano e l'area mediorientale, come confermato dai corposi investimenti di opere strategiche per la posa di cavi sottomarini e per la costruzione di snodi di connettività volti alla messa in comunicazione dei diversi continenti. Inoltre, la densità del tessuto economico-industriale del Paese e della popolazione rende il territorio italiano ricco di opportunità per gli attori del mercato digitale. In aggiunta, è presente uno sviluppo dell'ecosistema europeo del cloud computing in una logica sempre più decentralizzata e il rallentamento dei mercati FLAPD (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino): questi mercati, che storicamente costituiscono un centro di gravità per l'infrastruttura digitale del continente, dopo anni di sviluppo incessante stanno vivendo un rallentamento dovuto parzialmente alla saturazione delle aree, alle resistenze interne ma anche al progressivo decentramento dell'ecosistema europeo del cloud computing . Diversi fattori stanno portando allo sviluppo di nuovi mercati emergenti, tra cui l'Italia, la Spagna, la Svizzera e la Polonia: la crescente richiesta di capacità computazionale, la riduzione della latenza nella trasmissione delle informazioni e l'attenzione al mantenimento dei dati, in particolare quelli sensibili, all'interno dei confini nazionali per obiettivi normativi e strategici. Nel contesto italiano, ciò si declina ad esempio con la razionalizzazione delle infrastrutture della pubblica amministrazione e con la creazione di un polo strategico nazionale per la gestione dei dati e delle applicazioni critiche. Non si tratta però solo di opportunità economiche, occupazionali e strategiche dirette derivanti dallo sviluppo di questa filiera in Italia. Queste infrastrutture generano infatti indotti significativi nei mercati. A tale riguardo è possibile citare il mercato italiano del cloud computing pubblico e privato basato su queste infrastrutture, che ha raggiunto un valore di 4,8 miliardi nel 2023, finora spesso valorizzati all'estero in ecosistemi più sviluppati dato il citato divario infrastrutturale del nostro Paese; il mercato italiano dell'intelligenza artificiale ha avuto invece un valore di 760 milioni di euro nel 2023 (con un incremento del 52 per cento rispetto al 2022 e addirittura del 262 per cento negli ultimi cinque anni), con un impatto concreto nella nascita e nella tipologia di nuove infrastrutture data center nei prossimi anni. Secondo gli studi condotti da alcuni Osservatori del Politecnico di Milano nei due anni precedenti, anche i mercati della colocation, della cybersecurity, della big data analytics, dell' internet of things e degli acquisti e-commerce business to consumer hanno avuto una notevole crescita di anno in anno. Inoltre, passando dalla prospettiva nazionale a quella locale, si rileva che i data center hanno un rilevante impatto sullo sviluppo del territorio. I miliardi investiti dagli attori del mercato nei cantieri per l'apertura di nuove infrastrutture sono un vero e proprio motore di sviluppo per la filiera delle imprese locali, con centinaia di addetti coinvolti. I benefìci percepiti a livello locale sono costituiti dalla riqualificazione di aree di decine di migliaia di metri quadri (spesso in disuso);