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Oggi scopriamo, con una comunicazione fatta quasi segretamente alla Commissione, che tra le tabelle che ci sono state fatte votare in allegato alla legge di bilancio c'era, nello specifico, una tabella, che non era sbagliata per una virgola o per uno zero, ma completamente sbagliata. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo è ciò che succede quando le cose si fanno male e di prepotenza, a dispetto e in maniera irresponsabile contro le istituzioni. Signor Presidente, noi avevamo chiesto di avere il tempo - che tra l'altro c'era - di poter lavorare con attenzione e con cautela, come meritano provvedimenti importanti come questo. La struttura ha deciso di procedere in maniera diversa e anche le sue decisioni ci hanno portato a fare quelle votazioni. Oggi, con una comunicazione all'Assemblea, si vuol risolvere una questione così rilevante su un provvedimento che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e che è andato in Europa. Noi oggi testimoniamo che abbiamo un Governo di incapaci, che non è in grado di mettere le tabelle giuste nei provvedimenti. (Applausi dal Gruppo PD) . Nel corso della Conferenza dei Capigruppo abbiamo chiesto con decisione che ci fosse da parte sua un'ipotesi seria e responsabile di soluzione su un tema che ha anche una valenza politica e istituzionale. Invece lei, Presidente, pensa di mettere tutto a silenzio, a servizio del Governo, dei loro errori e della loro incapacità, con una comunicazione. Credo che questo sia inaccettabile, signor Presidente, e mi appello al Governo affinché abbia senso di responsabilità; mi appello ai Gruppi di maggioranza, perché questo è un tema molto rilevante, che crea un precedente e getta nuovamente il Senato nel peggior discredito istituzionale possibile. La soluzione che lei ha impostato, signor Presidente, è semplicemente sbagliata e penalizza nuovamente il Senato, crea un precedente e mina il rapporto equilibrato tra i poteri dello Stato previsto dalla Costituzione. Oggi stiamo commettendo un grave, gravissimo errore e le sue decisioni ci trovano assolutamente in disaccordo. Dopodiché, ci sono anche problemi sul calendario dei lavori perché, proprio per i precedenti che sono stati creati, consolidati, approvati e avallati, con lo stesso metodo si decide di affrontare un provvedimento importante come il DEF, che andremo a discutere questa settimana, un documento di programmazione importante e rilevante, al quale tutto il mondo guarda. Ma il Governo decide improvvisamente, anche in questo caso, di avere fretta e di limitare il tempo di discussione in Commissione e che cosa fa la Conferenza dei Capigruppo, che cosa decidiamo noi? Decidiamo di soddisfare queste esigenze, che già tanto danno hanno arrecato al Parlamento e al Senato della Repubblica. Allora dobbiamo votare entro giovedì sera, dobbiamo fare presto, chissà come mai. Forse perché ci sono in vista decisioni importanti, esternazioni o anche la pubblicità di decisioni di aziende che faranno il rating sui nostri conti pubblici. Forse prima del 28, del 29 e del 30 aprile - che erano le date previste, che avevamo seppur informalmente concordato - ci saranno delle informazioni che renderanno questo Documento carta straccia, lontana dalla realtà dell'economia italiana e dei conti pubblici del nostro Paese. Forse è questa la motivazione che sta dietro alla fretta che voi tutti avete di impedire un approfondimento su un DEF basato su dati sbagliati, volutamente falsi, che rendono incredibile il nostro Paese al cospetto degli italiani e di tutta l'Europa. (Applausi dal Gruppo PD) . L'ultima vicenda che voglio richiamare si ricollega alla proposta della collega De Petris, che anch'io ho sostenuto in Conferenza dei Capigruppo. La questione di Radio Radicale è molto chiara. C'è una posizione del Governo, anche in questo caso, perché il Sottosegretario che ha le competenze specifiche in materia ha rilasciato un'intervista ai giornali dicendo cosa vuole fare e quello che vuole fare è esattamente conseguenza di quello che sta avvenendo in Rai: ricordiamo tutti - lei lo ricorda molto bene, signor Presidente - come sono andate le elezioni per la Presidenza della Commissione parlamentare di vigilanza dei servizi radiotelevisivi; signor Presidente, come tutti noi, lei sa cosa sta accadendo alla libertà dei giornalisti nella più grande agenzia di produzione culturale e di informazione del Paese. Ebbene, questa decisione - perché impedirci di parlare di Radio Radicale oggi in Parlamento vuol dire prendere una decisione - è un attacco alla libertà di stampa ed è un attacco alla trasparenza dei lavori del Parlamento. (Applausi dal Gruppo PD). Anche la sua decisione e la decisione della Conferenza dei Capigruppo sulla pubblicità dei lavori delle Commissioni va esattamente nella stessa direzione: si vuole impedire ai giornalisti e soprattutto si vuole impedire agli italiani di conoscere quello che state combinando a danno del Paese, in Italia, nel Parlamento e nel Governo: dobbiamo affrontare questo tema. Noi vogliamo tenere in vita una voce di libertà e la maggioranza ce lo vuole impedire! (Applausi dal Gruppo PD) . RAUTI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, intervengo in merito al calendario dei lavori che abbiamo lungamente discusso in Conferenza dei Capigruppo. Nel mio brevissimo intervento vorrei richiamare con decisione l'attenzione dell'Assemblea su due punti dei tanti discussi in Conferenza. Vorrei partire dall'aspetto emergenziale che riguarda la Libia, perché sinceramente mi sarei aspettata, entrando in Conferenza dei Capigruppo, che il Governo ci comunicasse prontamente la data in cui in quest'Aula si sarebbe svolta l'informativa del presidente Conte, che, come è noto, alla Camera dei deputati è intervenuto l'11 aprile. Dall'11 aprile ad oggi è passato un mondo, la questione si aggrava di ora in ora e si profila un'emergenza umanitaria, con centinaia di migranti. C'è chi li chiama migranti e chi li vuole chiamare profughi: non voglio aprire una polemica, ma c'è una guerra in corso. Invece, da parte del Governo abbiamo avuto una dilazione della data. PRESIDENTE. Senatrice Rauti, forse non era in Aula quando ho annunciato che il presidente Conte verrà in Assemblea giovedì, alle ore 20. RAUTI (FdI) . Lo so, ero in Aula, ma lei sa come me che c'è stata una discussione per ottenere questo, anche grazie al suo intervento, durante la Conferenza dei Capigruppo, mentre penso che ci sarebbe dovuta essere non una discussione su questo punto, ma un'immediata comunicazione da parte del Governo sulla data dell'informativa del Presidente. So bene che ci sarà, ne sono lieta, ma ciò non mi esime dal sottolineare che ci si sia arrivati faticosamente. Questo non va bene e intendo ribadirlo. Vengo al secondo argomento, che è decisamente di dimensione e di importanza diversa e minore, ma lo voglio ricordare: Fratelli d'Italia, insieme ad altri Gruppi parlamentari, seppure distintamente, ha presentato una mozione, di cui si è chiesto di discutere oggi in Aula, riguardante la situazione di Radio Radicale che, a questo punto, dopo le dichiarazioni di ieri del sottosegretario Crimi, non avrà alcuna proroga.