[sommcomm]

l'individuazione della figura del lavoratore sportivo, ivi compresa la figura del direttore di gara, senza distinzioni di genere e indipendentemente dalla natura dilettantistica o professionistica dell'attività sportiva svolta. L'articolo 6 conferisce delega al Governo per il riordino delle disposizioni in materia di rapporti di rappresentanza di atleti e di società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo. Vengono stabiliti appositi principi e criteri direttivi finalizzati, sostanzialmente, a disciplinare con norma legislativa primaria alcune delle questioni attualmente previste dal Regolamento degli agenti sportivi. Tra essi: l'obbligo, per l'agente sportivo nello svolgimento della sua professione, di attenersi ai principi di autonomia, trasparenza e indipendenza; l'introduzione di una disciplina dei conflitti di interessi, tale da garantire l'imparzialità e la trasparenza nei rapporti tra gli atleti, le società sportive e gli agenti, anche nel caso in cui l'attività di questi ultimi sia esercitata in forma societaria; l'individuazione, anche in ragione dell'entità del compenso, di modalità di svolgimento delle transazioni economiche che ne garantiscano regolarità, trasparenza e conformità alla normativa vigente, comprese previsioni di carattere fiscale e previdenziale; l'introduzione di una disciplina che assicuri la tutela dei minori, con specifica definizione dei limiti e delle modalità della loro rappresentanza da parte degli agenti sportivi; la definizione di un quadro sanzionatorio proporzionato ed efficace anche con riferimento agli effetti dei contratti stipulati dagli assistiti. Il Capo III reca disposizioni di semplificazione e sicurezza in materia di sport. L'articolo 7 conferisce delega al Governo per il riordino e la riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi, nonché della disciplina relativa alla costruzione di nuovi impianti sportivi, alla ristrutturazione e al ripristino di quelli già esistenti, inclusi quelli scolastici. Tra i principi e criteri direttivi si prevede, tra l'altro, la ricognizione, il coordinamento e l'armonizzazione delle norme in materia di sicurezza per la costruzione, l'accessibilità e l'esercizio degli impianti sportivi, incluse quelle di natura sanzionatoria; l'individuazione di criteri progettuali e gestionali orientati alla sicurezza, anche strutturale, alla fruibilità, all'accessibilità e alla redditività degli interventi e della gestione economico-finanziaria degli impianti sportivi, cui gli operatori pubblici e privati devono attenersi, in modo che sia garantita, nell'interesse della collettività, la sicurezza degli impianti sportivi, anche al fine di prevenire i fenomeni di violenza all'interno e all'esterno dei medesimi, e di migliorare, a livello internazionale, l'immagine dello sport. L'articolo 8 conferisce delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative relative agli adempimenti e agli oneri amministrativi e di natura contabile a carico delle Federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva, delle associazioni benemerite e delle loro affiliate riconosciuti dal CONI. Si prevede, tra i principi e criteri direttivi, la semplificazione e riduzione degli adempimenti amministrativi e dei conseguenti oneri, anche nei confronti delle unità istituzionali facenti parte del settore delle amministrazioni pubbliche, tenendo conto della natura giuridica degli enti e delle finalità istituzionali dagli stessi perseguite; la previsione di obblighi e adempimenti in capo alle associazioni sportive idonei a tutelare i minori e a rilevare e prevenire eventuali molestie di genere e condizioni di discriminazione di cui al codice delle pari opportunità, come previsto dalla Carta olimpica. L'articolo 9 conferisce delega al Governo per l'adozione di uno o più decreti legislativi in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali, al fine di garantire livellidi sicurezza più elevati. Tra i principi e criteri direttivi si prevede, tra l'altro, la revisione delle norme in materia di sicurezza recate dalla legge n. 363 del 2003, disponendo l'estensione dell'obbligo generale di utilizzo del casco anche a coloro che hanno superato i quattordici anni, nella pratica dello sci alpino e dello snowboard , in tutte le aree sciabili, inclusi i percorsi fuori pista. Inoltre, a carico dei gestori delle aree sciabili viene posto l'obbligo di dotare le stesse di un defibrillatore semiautomatico situato in luogo idoneo, assicurando la presenza di personale formato per il suo utilizzo. Il Capo IV, costituito dal solo articolo 10, reca le disposizioni finali. Vi si prevede che le disposizioni della legge e dei decreti legislativi adottati per la sua attuazione si applichino nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione. Ricorda poi la ratio che ha ispirato il primo intervento, realizzato con la legge di bilancio 2019, proseguito ora con il disegno di legge in esame; un provvedimento di grande impatto, destinato a sconvolgere gli assetti dell'ordinamento sportivo italiano, da un lato, e a introdurre miglioramenti, dall'altro. Sottolinea positivamente l'incremento di 60 milioni di euro dei fondi destinati allo sport per il 2019, assicurato dall'attuale Governo e determinato dal maggior gettito fiscale prodotto dal settore dello sport: rammenta infatti come il suo finanziamento sia ora definito in percentuale rispetto a quel gettito e che il settore rappresenta l'1,8 percento del Pil del Paese, il 3,6 percento se si considera l'indotto. Si comprendono quindi le ragioni per le quali la delega di funzioni finora operante a favore del Coni potesse essere oggetto di riconsiderazione. Si tratta di un'operazione non agevole, considerato il ruolo centrale sempre svolto dal Coni medesimo ed egli riconosce che in passato, per la concorrente responsabilità dello Stato e del Coni - che tuttavia non aveva né le competenze né le risorse necessarie - si è avuta in Italia una concezione dello sport a suo giudizio non adeguata, che non lo ha reso patrimonio disponibile per la generalità dei cittadini. A differenza che in altri Stati, dove lo sport organizzato - quello delle federazioni - è separato da quello non organizzato - cui vanno ricondotti gli aspetti infrastrutturali e quelli non connessi allo svolgimento di eventi sportivi - in Italia questi due aspetti sono stati gestiti in modo unitario dal Coni. Si tratta di un modello, coerente al modello di autofinanziamento del Coni in cui l'autonomia si accompagnava all'autonomia finanziaria, ma che giudica superato da quando il finanziamento è a carico dello Stato. Il Governo propone ora un'ampia delega, volta a ridisegnare il settore e a proseguire, come detto, il riordino avviato con la legge di bilancio: a un ridimensionamento del ruolo del Coni, ricondotto alla funzione di Comitato olimpico come negli altri Paesi del mondo, si accompagna l'esigenza di dare risposte in materia di sport sia per i profili sanitari che per quelli dell'istruzione;