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sulla possibilità di accompagnare e sgravare le scuole e gli insegnanti dal doversi occupare del coronavirus, quando potremmo avere un medico che lo fa (questi sono elementi importanti); o anche, sapendo che è complesso, sulla possibilità di riorganizzare, per la didattica e per l'apprendimento delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, di ogni età e in ogni fase, condizioni che accompagnino una fase che avrà una certa durata (non possiamo permetterci di non vedere come farlo in modo diverso da quello tradizionale). Dico solo che siamo tutti preoccupati, quando, negli interventi sui quotidiani e non solo, vediamo conflittualità fra livelli istituzionali e fra chi li rappresenta. Andiamo avanti a guardare al merito, ma tutti insieme dobbiamo sapere che la condizione per evitare il più possibile questi conflitti - che non saranno tutti evitabili, soprattutto per chi guarda più facilmente al proprio interesse immediato che non agli interessi del Paese - è il coinvolgimento, per condividere le scelte in questa fase. Questo è il punto della politica. Secondo me, converrebbe affrontare questa fase in modo quasi più pedagogico, anche dedicandovi più ore, ma è determinante per fare scelte condivise, perché poi dovremo essere tutti messi nelle condizioni di attuarle a ogni livello istituzionale, nella maggioranza e anche con le opposizioni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bernini. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, signor Ministro, signori vice ministri e sottosegretari, onorevoli colleghi, poiché il presidente Conte ha concluso il suo intervento con una bella citazione di Albert Einstein, vorrei farne una anch'io, a mio parere altrettanto bella: «Il mondo è un posto pericoloso non per quelli che compiono azioni malvagie, ma per quelli che osservano senza fare cose e per quelli che fanno cose senza saperle fare». (Applausi) . Noi glielo abbiamo detto fin dall'inizio: di fronte a una pandemia, di fronte a un mostro mellifluo che sta mettendo il mondo in ginocchio da marzo, si faccia aiutare. Non si faccia travolgere dalla tentazione dell'uomo solo al comando. Non creda, a livello comunicativo, di poter governare un'opinione pubblica per sempre. Non è possibile, al netto dei contenuti. Non perché glielo diciamo noi: glielo sta dicendo la sua maggioranza. Ha appena detto cose importanti. Noi abbiamo ascoltato e condividiamo da sempre il fatto di poter collaborare, ma non per avere seggiolini, strapuntini, posticini in Commissione o Presidenze di Commissione. Non è quello che ci interessa, presidente Conte. (Applausi) . Noi, a partire da marzo, le abbiamo proposto delle ricette, le abbiamo dato delle soluzioni, le abbiamo detto quali erano le pietre d'inciampo di questa pandemia: e sono ancora quelle. Lei ha detto che mantenere lo stato di emergenza ha aiutato il Governo a governare e a gestire la crisi. Non è vero. Se così fosse, se lo stato di emergenza avesse funzionato e le cose fossero andate bene, a cosa si dovrebbero imputare quei dieci chilometri di code che abbiamo visto davanti ai Pronto soccorso, con una medicina d'urgenza ridotta ormai all'ombra di se stessa? (Applausi) . Tra le otto - nove ore di coda per fare tamponi; tamponi che, alla fine, è impossibile fare privatamente, nelle case. Purtroppo, la app Immuni non ha funzionato, ce lo dobbiamo dire: un altro investimento sbagliato, un investimento sbagliato sulla app , un mancato investimento sui tracciatori, che non sono mai esistiti. Ebbene, se qualcuno sciaguratamente incappa in un tracciamento della app Immuni, è costretto a rimanere chiuso in casa in libertà vigilata a tempo indeterminato perché non riesce a fare un tampone privatamente. Questo è il modo in cui lei ritiene lo stato di emergenza abbia funzionato? Lei ci ha detto a luglio che aveva bisogno di leggi speciali per governare l'Italia, ma neanche quelle sono servite. Signor Presidente, non è riuscito a governare la situazione. Per quale motivo? E la prego di non fare gestacci, non è urbano da parte sua fare gestacci in Parlamento; mi ascolti con attenzione e non faccia gesti. (Applausi) . Già lo ha fatto una volta e l'ho lasciato passare, questa volta la correggo con la matita rossa e blu. Presidente Conte, la sanità è veramente la pietra di inciampo, non di questo Governo ma degli italiani, di tutti quelli che stanno affrontando una seconda ondata che eravamo perfettamente consapevoli sarebbe arrivata. Lo sapevate anche voi. Noi ve lo stiamo dicendo da aprile. Vi abbiamo proposto di aprire ospedali Covid ogni 500.000 abitanti; vi abbiamo dato dei suggerimenti molto concreti; vi abbiamo dato dei documenti, che non so dove lei abbia messo e non so se li abbia mai letti. Vi avevamo detto che sarebbe stato pericoloso combinare l'emergenza Covid con l'emergenza influenzale ordinaria. Dove sono i vaccini antinfluenzali? Le sembra compatibile con uno stato di emergenza che ha funzionato quella coda di persone anziane che noi vediamo alla ricerca disperata di vaccini antinfluenzali che non ci sono? (Applausi) . Io le sto parlando molto pacatamente. Sono molto più pacata della sua maggioranza, che le ha lanciato dei segnali molto forti. Anzi, se mi posso permettere, anziché lanciarvi messaggi in Aula, scrivervi lunghe lettere sui giornali, telefonatevi; telefonateci. Noi ci siamo e siamo sempre disponibili alla collaborazione. L'importante è che ci ascoltiate. (Applausi) . Abbiamo parlato di scuola. Colleghi, voi mi siete testimoni: quante volte, tutti noi di Forza Italia, della Lega e di Fratelli d'Italia vi abbiamo parlato di scuola e vi abbiamo pregato di affrontare il tema scuola in maniera professionale? Non dico altro. Troppe cose abbiamo detto e tante altre cose vi diremo. Un'unica immagine: in questi giorni voi state consegnando i famigerati, famosi, costosissimi banchi a rotelle nelle scuole chiuse! (Applausi) . Non c'era modo di impiegare diversamente questi soldi, magari per rimpolpare quelle piante organiche di medici, operatori socio-sanitari e infermieri che adesso state chiamando? Non a giugno, a luglio, ad agosto o a settembre: adesso li state chiamando. Adesso state facendo i concorsi per le terapie intensive. Questo lei lo chiama stato di emergenza? Mi perdoni, glielo dico molto laicamente, ma io non sono d'accordo su questa gestione. Ve lo abbiamo detto in ogni modo possibile e lei non lo sa oggi dalle mie parole: lei lo sa da tutte le cose che abbiamo continuato a dirle in questi sette mesi e tutti noi, come opposizione responsabile, abbiamo il dovere di ricordarglielo. Ripeto, lei, come Governo, ha il dovere di renderci conto di questi ritardi. Perché non sono state fatte queste cose? Perché? Cosa si aspettava a fare le terapie intensive? Si sapeva che ci sarebbe stata la seconda ondata e ora anche la terza, ma non mi voglio ripetere. Lei sicuramente sente il rumore della piazza, e non della piazza cattiva, quella dei contestatori professionali, dei disturbatori; no, la piazza della gente che ha paura di chiudere per non riaprire mai più!