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a rendere ancora più grave quanto accaduto, sempre secondo quanto riportato dalla stampa, è il fatto che i tre immigrati, nonostante fossero già destinatari di un decreto di espulsione, si trovavano invece ancora in Italia, e, anziché essere trattenuti in un centro di permanenza per il rimpatrio, risultavano liberi di circolare e ospiti in un centro di accoglienza a Villaspeciosa, al quale appunto stavano facendo rientro in treno, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del gravissimo episodio esposto, se quanto riportato dalla stampa corrisponda al vero e quali provvedimenti siano stati adottati per assicurare il trattenimento in carcere o il rimpatrio immediato dell'immigrato accusato del reato di violenza sessuale nonché degli altri fermati con lui, ospiti, nonostante i decreti di espulsione disposti nei loro confronti, del centro di accoglienza di Villaspeciosa. Atto n. 4-04099 LUNESU Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'emergenza degli sbarchi di immigrati irregolari in Sardegna continua senza sosta, tanto che nel giro di poche ore, nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 settembre 2020, si è registrato l'arrivo sulle coste del Sulcis (Sud Sardegna) di ben 30 clandestini; la prima segnalazione è giunta intorno alle ore 19 di venerdì sera quando un barchino lungo 6 metri con a bordo 8 immigrati è stato avvistato al largo di capo Teulada: fermati dai carabinieri al loro arrivo in spiaggia, 5 risultano di nazionalità algerina, mentre 2 sono originari della Nigeria e uno del Mali; dopo poche ore, nel cuore della notte, una motovedetta della Guardia di finanza ha intercettato un altro barchino al largo della costa di Sant'Antioco con a bordo 11 immigrati, tutti adulti e di nazionalità algerina, ed ancora verso le ore 14 di sabato sono sbarcati altri 11 algerini; tutti gli immigrati sono stati rintracciati e poi condotti al centro di accoglienza di Monastir, di cui sono noti da tempo i problemi di sicurezza, teatro più recentemente di violente rivolte al suo interno a causa ormai del sovraffollamento; a destare ulteriore preoccupazione è l'arrivo di immigrati irregolari di nazionalità non più solo algerina ma ora provenienti anche dalla Nigeria, con il conseguente rischio di possibili infiltrazioni nel territorio sardo e nei gangli della criminalità locale di elementi legali alla nota "mafia nigeriana", che, grazie ai flussi migratori illegali, si è conquistata un posto di livello internazionale nel mondo del crimine; è infatti risaputo che la mafia nigeriana ha evidenziato negli ultimi anni una costante evoluzione nel nostro Paese, risultando estremamente versatile e penetrante in diverse regioni, e ha soprattutto concentrato i propri interessi nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti, nel favoreggiamento dell'immigrazione irregolare e nella tratta degli esseri umani finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e del lavoro nero; già con precedenti atti di sindacato ispettivo alla Camera dei deputati (4-06178, 4-06030, 4-06373, 3-01736) è stata più volte evidenziata la gravità di quanto sta accadendo in Sardegna ed è stato sollecitato l'intervento urgente dei Ministri in indirizzo, si chiede di sapere: quali provvedimenti i Ministri in indirizzo intendano adottare nell'immediato, ognuno per quanto di propria competenza, per fermare i flussi migratori illegali verso la Sardegna; se il Ministro dell'interno non ritenga opportuno promuovere specifiche iniziative per scongiurare il pericolo di infiltrazioni in territorio sardo di elementi legati ad organizzazioni criminali straniere, tra cui in particolare la mafia nigeriana, e potenziare la presenza delle forze dell'ordine e le articolazioni interne al servizio centrale operativo del Dipartimento di pubblica sicurezza e alle squadre mobili delle Questure dedicate alle indagini su tali fenomeni criminosi. Atto n. 4-04100 DE VECCHIS Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: a seguito di un'operazione portata a compimento nel maggio 2019, del valore circa un miliardo di euro, il gruppo Conad ha acquisito la quasi totalità delle attività commerciali facenti capo ad Auchan retail Italia; è entrata dunque a far parte di Conad buona parte dei circa 1.600 punti vendita di Auchan retail Italia, composta da ipermercati, supermercati e negozi, con i marchi Auchan, Sma e Simply; dopo l'acquisizione, il gruppo è diventato il leader indiscusso nel settore della grande distribuzione, in quanto Conad ha una quota di mercato nel settore dei supermercati in Italia di circa il 13 per cento, cui si aggiunge quella di Auchan, pari al 6 per cento; tuttavia, l'operazione ha comportato forti incertezze riguardo al destino dei lavoratori del settore; mentre l'ipermercato di via Collatina, a Roma, è passato sotto l'insegna Conad senza tagli al personale, per gli altri tre ipermercati Auchan di Roma e dintorni le cose sembrano essere più complesse; in particolare, a Fiumicino la trattativa non è ancora iniziata mentre per quello di Porta di Roma si parla già di possibili esuberi; il principale problema concerne il punto vendita Auchan di Casal Bertone, in quanto il passaggio sotto l'insegna Conad porterà alla riduzione degli spazi e al frazionamento della licenza; ciò significa, dal punto di vista pratico, che solo 130 su un totale degli attuali 199 lavoratori avranno certezza di essere ricollocati nel nuovo supermercato Conad; dal momento che 17 lavoratori hanno già dato la preadesione alla mobilità volontaria, resta da capire quale sarà il futuro per i 52 addetti residui, si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza i Ministri in indirizzo intendano assumere per garantire che la transizione dal vecchio al nuovo assetto proprietario non comporti la perdita di posti di lavoro. Atto n. 4-04101 AIMI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il Ministro in indirizzo ha recentemente firmato il decreto sulla decontribuzione per le filiere agroalimentari, che consente l'esonero contributivo per i primi sei mesi del 2020 per le categorie espressamente indicate e a cui sono riferiti specifici codici ATECO; in tutto si tratta di 426 milioni di euro, previsti dal "decreto rilancio" e destinati all'esonero straordinario dai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro dovuti per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2020. Ad essere interessate dal provvedimento sono le filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole, nonché dell'allevamento, dell'ippicoltura, della pesca e dell'acquacoltura; all'appello, tuttavia, manca l'intera filiera ortofrutticola, di fatto l'unico comparto che non rientra nel regime degli sgravi contributivi e fiscali concessi a seguito del lockdown . Si tratta di una discriminazione intollerabile se si pensa che il settore è stato già pesantemente colpito dalle gelate dell'aprile 2020, dalla cimice asiatica e dai disastrosi attacchi fungini della maculatura bruna, che hanno provocato perdite dal 70 al 100 per cento del raccolto.