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Si può manifestare, noi rispettiamo la minoranza e le minoranze, ma allo stesso modo le minoranze devono rispettare le maggioranze, perché questo prevede la democrazia. (Applausi) . Un'altra cosa voglio dire alle tante Cassandra: smettiamola di guardare che cosa succede negli altri Stati quando adottano misure che sembrano meno repressive delle nostre, cerchiamo di essere orgogliosi di quello che ha fatto il nostro Paese, che non è frutto di buona sorte, ma di impegno, di senso di responsabilità, di giusta sintesi tra politica ed evidenze scientifiche. (Applausi) . E oggi, se ci sono Paesi come la Germania o l'Inghilterra che guardano l'Italia come esempio da imitare, evidentemente i sacrifici che abbiamo fatto non sono stati inutili. (Applausi) . La nostra posizione è favorevole alla vaccinazione anche per un altro motivo. Non soltanto non guardiamo quanto succede all'estero e cerchiamo di essere orgogliosi per ciò che siamo stati capaci di fare, ma pensiamo anche a quei territori del globo che non hanno la possibilità, anche volendolo, di potersi vaccinare perché non hanno le risorse finanziarie. (Applausi) . Questa è veramente una bestemmia. Non lo dirò in maniera arrabbiata come il collega Pagano, ma lo dico con lo stesso convincimento e con la stessa decisione. (Applausi) . La nostra posizione è senza se e senza ma a favore di una campagna vaccinale a tappeto - lo voglio dire a qualche collega - e non è frutto di autolesionismo, ma è una scelta consapevole, che vuole scongiurare definitivamente, se ve ne fosse la possibilità, di ritornare al lockdown , che ha bloccato le attività imprenditoriali e il lavoro. (Applausi) . Abbiamo subito danni e le relative conseguenze e non vogliamo più ritornare nelle stesse condizioni. Non siamo usciti dal tunnel : vediamo una luce e la vediamo grazie alla vaccinazione e al green pass . Sicuramente non è il toccasana; non è uno strumento che ci immunizza totalmente dal Covid, ma una cosa è certa: riduce drasticamente le conseguenze negative dell'infezione e cerca di allentare un peso che era diventato insostenibile nei confronti della nostra sanità, perché non esiste soltanto il covid nel nostro Paese, ma anche interventi urgenti e interventi oncologici hanno bisogno di essere espletati esattamente come tutti gli altri. C'è assoluta condivisione sulla linea del Governo. Abbiamo, però, sentito esprimere delle posizioni critiche in quest'Aula da parte di alcuni colleghi. Non le condividiamo totalmente, ma due meritano un'attenzione. La prima è relativa all'immigrazione. Ci si potrebbe chiedere cosa c'entra l'immigrazione con la difesa dal Covid. C'entra moltissimo. Al di là della solita considerazione che non può essere il nostro Paese ad avere sulle spalle da solo il peso di disperati che pensano di trovare l'Eldorado, ma deve essere l'Europa, se è vero che è unita, a farsi carico in maniera responsabile di questo fenomeno, c'è un'altra considerazione: oggi l'immigrazione clandestina diventa un veicolo incontrollabile di contaminazione che non possiamo permetterci e, quindi, invitiamo il Governo a prendere posizioni serie su questo problema. Un'altra considerazione che condividiamo tra le tante dette che, invece, non ci trovano d'accordo è che, quando si chiede il rispetto della legge e delle regole, questo deve valere per tutti, anche per i contestatori dei rave party, che devono rispettare le leggi. Non si può dire che, per evitare problemi di ordine pubblico, si lascia fare a quei signori che li organizzano ciò che vogliono, perché non è un esempio corretto e non credo che arrivino contemporaneamente 10.000 persone nei luoghi di ritrovo. Presidente, avrei evitato la questione di fiducia. È vero che all'interno della 1 a Commissione, dove il provvedimento è stato approfondito, sono emerse delle diversità, ma credo che è sempre prevalso il senso di responsabilità. E lo dico nell'interesse non del Governo, ma del Parlamento. Era giusto che nell'Aula, di fronte ai cittadini, ognuno si assumesse le proprie responsabilità, libero di dire le proprie posizioni, ma liberi anche noi di confutarle in maniera scientifica e politica. Questo non è stato possibile ed è un peccato, perché si è violata una regola della democrazia parlamentare. Ciononostante, nel merito condividiamo e invitiamo il Governo ad andare avanti su questa strada e daremo convintamente un voto favorevole al provvedimento in esame. (Applausi) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, facciamo subito chiarezza: la Lega è per un pieno e convinto sì al piano vaccinale, la cui buona riuscita è, assieme alla ripresa economica, la ragione per cui siamo entrati in questo Governo. La Lega è anche per un pieno e convinto sì al green pass , se inteso come strumento per garantire le aperture e per ridurre la diffusione del contagio - in questo caso - all'interno dei luoghi di lavoro. (Applausi) . Non condividiamo, però, un uso forzato del green pass come strumento per indurre forzatamente alla vaccinazione, introducendo un surrettizio obbligo mascherato. Non è questo il motivo per cui è stato istituito. Ve lo ricordate il green pass europeo? Probabilmente no, perché siete europeisti a targhe alterne, solo quando vi fa comodo. Vaccino e tamponi vanno a braccetto, di pari passo, ed entrambi sono - o dovrebbero essere - strumento per garantire la libera circolazione. Non c'è bisogno di un'imposizione, anche perché siamo ormai prossimi al 90 per cento di vaccinati; residua un 10 per cento fisiologico, quota che possiamo ritrovare in ogni campagna vaccinale, e ciò accade per varie ragioni: per scelta, per paura, per non conoscenza. Le prime dosi sono ormai praticamente azzerate e questo 10 per cento lo possiamo ridurre solo informando e convincendo, non mostrando i muscoli. Rendetevi conto che, forzando la situazione, non aumenteranno i vaccinati, ma si otterrà l'effetto contrario. Io non difendo quelle persone. La mia opinione è che sbaglino, ma le rispetto e cerco di capire le loro ragioni. Ve lo dico da convinto sostenitore del vaccino. Mi sono vaccinato subito, appena aperta la mia fascia di età, e mio figlio minorenne è vaccinato. Vengo dalla provincia di Lodi, quella di Codogno e, quindi, conosco bene la pericolosità del Covid-19: l'ho visto coi miei occhi nei giorni più tremendi. Assieme al collega Simone Bossi, che mi siede vicino, della confinante provincia di Cremona, sono stato il primo senatore a essere chiuso in casa e non su una spiaggia della Puglia o, come voi del PD, non ho preso l'aereo per venire a Milano sui Navigli a fare l'aperitivo o non mi sono fatto fotografare mentre mi ingozzavo di involtini primavera. (Applausi) . Ve lo ripeto: è sbagliato forzare la mano, perché ciò accentuerà la tensione. In Commissione abbiamo affrontato questo provvedimento con lo scopo di migliorarlo, perché nessun decreto-legge nasce perfetto e tutti raccolgono aggiustamenti lungo il proprio iter di conversione.