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in Italia esiste un patrimonio edilizio scolastico vetusto e che necessita di continui interventi di messa in sicurezza degli edifici; nonostante gli investimenti finora destinati all'edilizia scolastica, i dati non sono ancora migliorati in modo significativo; ancora oltre il 50 per cento degli edifici non risulta possedere la relativa certificazione di agibilità; considerato che: rispetto alle risorse stanziate per la messa in sicurezza delle scuole e per l'adeguamento alla normativa antisismica non tutti gli interventi risultano effettivamente avviati; le maggiori difficoltà sono legate alla progettazione degli interventi, per la quale gli enti locali non riescono ad anticipare le risorse e non riescono molto spesso a finalizzare gli interventi con tempestività; manca molto spesso, soprattutto nei piccoli Comuni, personale tecnico specializzato anche per avviare le procedure di gara; ad oggi ancora non vi è la necessaria pubblicità e fruibilità dei dati contenuti nell'Anagrafe dell'edilizia scolastica, si chiede di sapere: come intenda il Ministro in indirizzo procedere per accelerare l'esecuzione degli interventi in materia di edilizia scolastica, utilizzando tempestivamente tutte le risorse già disponibili; come intenda garantire la necessaria trasparenza dei dati dell'Anagrafe; quali iniziative nuove intenda porre in essere per migliorare la qualità del patrimonio edilizio scolastico. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01190 CALIGIURI Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, per i beni e le attività culturali e per il turismo e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che a quanto risulta all'interrogante: nel Comune di Castrovillari, in località Campolescio, insiste una vecchia discarica comunale, adeguata e messa a norma (a suo tempo) con fondi regionali. In merito ai lavori all'epoca realizzati, sono stati presentati degli esposti alla Procura di Castrovillari, relativamente a presunte difformità degli stessi rispetto a quanto prescritto dagli uffici regionali. Tra gli aspetti emersi dal procedimento in corso risulterebbe l'impossibilità di abbancare ulteriori rifiuti, trattandosi di vecchia discarica già utilizzata per anni; con ordinanza del 7 settembre 2019 del Presidente della Giunta regionale della Calabria, relativa al sistema di smaltimento dei rifiuti, venivano richieste informazioni al Comune di Castrovillari sulla situazione della discarica di Campolescio; nel rispondere, il Comune di Castrovillari, il 16 settembre 2019, non menzionava il suddetto procedimento penale, né le conclusioni della perizia della Procura in merito all'impossibilità di ulteriore abbanco nella discarica; esistono attività di studio che hanno dimostrato come l'area già oggetto di discarica sia di interesse archeologico ricadente nell'area della Sibaritide e della Magna Graecia. Il sito, in passato, è stato oggetto di provvedimenti cautelativi atti a proteggerlo da scavi archeologici non autorizzati; l'area ove è sita la discarica è nel cuore del distretto agro-alimentare di qualità di Sibari (DAQ), principale fonte di economia dell'intero comprensorio (quello di Cammarata-Sibari) con produzioni di qualità che permette l'impiego di circa 5.000 lavoratori (solo nell'area considerate), rappresentando un volano economico dell'intera area nord Calabria, e pertanto del tutto incompatibile con un eventuale uso come centro comprensoriale di raccolta di rifiuti; la possibile riapertura della discarica ha già creato allarme sociale tra i cittadini e mobilitazione di associazioni sindacali datoriali e dei lavoratori, imprenditori, associazioni ambientaliste, comitati a difesa dei territori, gli stessi già in passato si sono battute per la sua definitive tombatura, in linea con le stesse prescrizioni degli uffici regionali, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, ritengano di verificare e prendere atto dei fatti esposti; se e quali iniziative di rispettiva competenza intendano adottare a tutela del principio di legalità, a tutela della salute pubblica e dell'economia del comparto agricolo, ricadente nell'area di interesse, a tutela dell'area archeologica esistente. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02310 DE VECCHIS Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che a quanto risulta all'interrogante: nelle scorse settimane, la Opel Italia Srl con sede a Fiumicino (Roma), ha comunicato ai 62 lavoratori di voler procedere al licenziamento; presso la sede di Fiumicino, attiva sin dal 1969, operano magazzinieri e impiegati del centro di distribuzione ricambi, personale qualificato cui l'azienda non ha concesso nessuna alternativa concreta, limitandosi a comunicare con pochissimi preavviso l'intenzione di porre fine al rapporto di lavoro; alla base della vicenda c'è la recente acquisizione della casa automobilista tedesca, facente parte della divisione europea della General Motors, da parte del gruppo francese PSA, proprietario dei marchi Citroën, Ds e Peugeot; l'acquisizione da parte del gruppo PSA, se da un lato ha creato un colosso nel settore automobilistico, secondo in Europa al solo gruppo VAG, dall'altro ha spinto il gruppo francese ad avviare una generale riorganizzazione; da qui la decisione di chiudere lo storico stabilimento di Fiumicino, con l'obiettivo di esternalizzare l'attività del magazzino con un servizio di outsourcing ; nonostante la prima procedura di licenziamento sia stata revocata dopo una contestazione da parte dai sindacati, nei giorni scorsi l'azienda ha fatto pervenire ai 62 dipendenti una nuova lettera, recante la comunicazione del licenziamento collettivo; considerato che: le alternative al licenziamento, in realtà, non mancherebbero, in quanto per i lavoratori interessati si potrebbe prefigurare il ricollocamento presso i centri di Tiburtina e Collatina, l'assorbimento da parte dei soggetti che subentreranno ad Opel, oppure la cassa integrazione; l'azienda ha, altresì, due sedi in Lombardia, una a Milano, dove operano circa 150 dipendenti, l'altra a Pregnana milanese (Milano), dove lavorano 58 dipendenti, sedi presso le quali si potrebbe valutare di collocare alcuni dipendenti del polo di Fiumicino, si chiede di sapere se il Governo stia valutando di convocare un Tavolo ministeriale per affrontare il tema richiamato in premessa e, più in generale, quali siano le iniziative che voglia adottare al fine di tutelare i lavoratori coinvolti. Atto n. 4-02311 IANNONE Al Ministro della giustizia Premesso che: con la circolare del Ministero della giustizia del 12 maggio 2015, sono state dettate le istruzioni per il ripristino degli uffici del giudice di pace soppressi, ai sensi del decreto-legge 31 dicembre 2014 n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015 n. 11; il Comune di Castellammare di Stabia (Napoli) ha una vasta popolazione ed un elevato numero di avvocati e di praticanti avvocati; nell'area stabiese persistono sacche di criminalità diffusa e organizzata;