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Appare pertanto cristallino, cari colleghi, quanto tutto questo sia importante nell'ottica di una tempestiva e proficua spesa delle risorse del recovery fund . Non mi stanco mai di sottolineare che il recovery fund è un successo enorme ottenuto dal Governo italiano in Europa, con il costante sostegno e stimolo del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Si tratta di ingenti risorse che poggiano su un primo concreto e significativo esempio di solidarietà europea, che si estrinseca nell'emissione di un cospicuo debito comune. Ma proprio per tale ragione, la necessità di una spesa virtuosa di queste risorse è massima. In tale direzione, un esercizio tecnico e apparentemente statico, come l'esame del rendiconto di gestione e dell'assestamento di bilancio, può aiutarci a interpretare e ad affrontare meglio le sfide future lanciate dal recovery fund , ormai ribattezzato Next generation EU. Tali considerazioni nascono da una mia precisa volontà di portare all'attenzione di questa Assemblea la necessità di attribuire la medesima importanza al rendiconto di gestione al pari della legge di bilancio. Esiste la malsana abitudine di dare molto più importanza alla programmazione, ma non a questo momento analitico, che è un momento di riscontro di come lo Stato ha funzionato. Ciò potrà accadere solo mediante un cambiamento dell'atteggiamento culturale di tutte le forze politiche qui presenti, affinché possa essere più facile trasmettere le informazioni ai cittadini e renderli pienamente consapevoli di quanto riportato nel rendiconto di gestione. Sono proprio i cittadini che devono capire come abbiamo lavorato, come Stato, lato politico e lato pubblica amministrazione. I valori numerici riportati nel rendiconto sono utili solo nel momento in cui vengono compresi nel loro reale significato. Per esempio, leggiamo che nel 2019 le entrate effettive sono quasi 860 miliardi di euro. Dobbiamo, però, anche tenere conto del valore complessivo dei residui attivi che, al 31 dicembre dell'anno scorso, sono pari a 216 miliardi: euro in più, euro in meno. Ma i cittadini si chiederanno cosa sono i residui attivi. I residui attivi sono entrate previste, accertate ma mai riscosse dallo Stato. Sarebbe giusto capire perché tali somme non sono state riscosse e cosa si può fare per riscuoterle, visto che sono entrate necessarie per coprire le spese autorizzate dallo Stato nel 2019 e negli anni precedenti. Per meglio capire, voglio fare un altro esempio. Leggiamo che nel 2019 le spese complessive dello Stato ammontano a circa 823 miliardi di euro, ma, anche in questo caso, dobbiamo tenere conto del valore complessivo dei residui passivi al 31 dicembre dell'anno scorso, pari a 114 miliardi di euro. Anche in questo caso, i cittadini si chiederanno: ma cosa sono i residui passivi? I residui passivi sono voci di spesa autorizzate e impegnate, ma non eseguite. Sarebbe giusto capire perché non sono state spese tali somme e a quali voci corrispondono, visto che sono spese autorizzate dallo Stato nel 2019 e negli anni precedenti e il fatto di non averle sostenute potrebbe avere avuto conseguenze sulla quantità e qualità dei servizi erogati agli stessi cittadini. Se ne deduce - questo passaggio è importante - che i residui attivi e passivi sono parametri che aiutano a comprendere il funzionamento dello Stato nei suoi rapporti con i cittadini. Infatti, l'ammontare complessivo dei residui attivi misura le criticità che lo Stato manifesta nell'incassare le entrate previste, mentre l'ammontare complessivo dei residui passivi misura le criticità che lo Stato manifesta nella capacità di sostenere le spese correnti e quelle in conto capitale, vale a dire gli investimenti dei quali tanto si parla e si parlerà in futuro. Forse ora è più chiaro cosa intendevo dire quando ho parlato dell'importanza del rendiconto di gestione, a maggior ragione in vista dell'imminente legge di bilancio e degli impegni di spesa che verranno presi per i progetti da sostenere con risorse della Next generation EU. L'analisi della gestione di competenza viene completata con due valori apparentemente banali, ma importanti: l'avanzo, che è pari a circa 43 miliardi di euro, e il disavanzo finanziario, pari a circa 103 miliardi. Continuando l'analisi, possiamo leggere i dati dello stato patrimoniale, che presenta un valore attivo complessivo pari a circa 982 miliardi e un valore passivo complessivo pari a circa 2.900 miliardi, con un deficit passivo, all'anno scorso, di circa 1.915 miliardi. Anche in questo caso, sarebbe necessario comprendere le cause che hanno generato per lo Stato un così alto ammontare complessivo di crediti e debiti che si sono accumulati nel tempo. Collegato funzionalmente al rendiconto di gestione abbiamo il disegno di legge recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato 2020, che serve a definire l'entità effettiva dei residui attivi e passivi che, al momento dell'elaborazione del bilancio di previsione, erano stimabili solo in misura approssimativa. Le variazioni proposte con l'assestamento rivelano un peggioramento del saldo netto da finanziare, pari a circa 302 miliardi di euro, rispetto a una previsione iniziale di meno 78 miliardi. Il peggioramento di oltre 224 miliardi del saldo netto da finanziare è dovuto, per 171 miliardi, alle variazioni apportate per atti amministrativi dovuti agli effetti dei decreti-legge convertiti dal Parlamento, che hanno autorizzato il ricorso all'indebitamento e adottati per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19. Entrando nel dettaglio, i 171 miliardi - saldo netto da finanziare, come ho detto prima - derivano da un incremento delle spese, pari a circa 180 miliardi, e a maggiori entrate per 8 miliardi. Al peggioramento del saldo netto da finanziare contribuiscono anche le variazioni proposte dal presente disegno di legge di assestamento per 52 miliardi, dovute principalmente a una riduzione delle entrate finali per oltre 51 miliardi. Queste variazioni tengono conto del nuovo quadro macroeconomico definito nel Documento di economia e finanza di aprile 2020, che indica un peggioramento delle condizioni economiche dello Stato conseguente alle misure di contenimento adottate dal Governo per fronteggiare l'emergenza sanitaria in corso. I numeri che finora ho portato alla vostra attenzione hanno un forte valore informativo, in quanto evidenziano un quadro economico, finanziario e patrimoniale con delle criticità che vengono da lontano, ma aggravate dall'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Tali valori sono stati recepiti dal Governo, che sta già lavorando per realizzare il Piano nazionale di ripresa e resilienza, utilizzando le risorse che saranno messe a disposizione dall'Unione europea con il recovery fund . Uno degli elementi portanti dell'azione del Governo riguarderà specificamente il rapporto Stato-cittadini, che dovrà migliorare attraverso l'efficientamento della pubblica amministrazione, con l'adozione di un moderno modello gestionale. L'aspetto della formazione dei dipendenti è fondamentale, come lo è anche l'assunzione di figure tecniche e non più solamente giuridiche.