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Ai sensi dell'articolo 29 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, il Ministro per gli affari europei, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, verifica, con la collaborazione delle regioni, delle province autonome, del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale di cui all'articolo 8 e dell'ISPRA, lo stato di conformità della presente legge e delle leggi regionali e provinciali in materia agli atti emanati dalle istituzioni delle Comunità europee volti alla conservazione della fauna selvatica»; g) dopo il comma 7 -bis sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « 7 -ter. La presente legge disciplina la gestione della fauna selvatica e l'attività venatoria ai fini di tutela dell'ambiente. 7 -quater. Le regioni e le province autonome forniscono obbligatoriamente, sulla base di schemi e linee guida approntati dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, tutti i dati e le informazioni sull'applicazione della presente legge relativamente, in particolare, all'indicazione dei prelievi effettuati per ogni singola specie. 7 -quinquies. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, previa diffida, penalizza le regioni che non provvedono all'invio delle informazioni di cui al comma 7- quater nei trasferimenti delle risorse derivanti dall'applicazione della presente legge». Art. 2. 1. All'articolo 2 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, alinea, dopo le parole: «nel territorio nazionale» sono inserite le seguenti: «, ad esclusione degli esemplari provenienti da allevamento immessi sul territorio ai fini dello svolgimento di attività di addestramento cani o manifestazioni sportive nel periodo di durata di tali attività»; b) al comma 1, lettera b) , dopo le parole: «cigno selvatico ( Cygnus cygnus ),» sono inserite le seguenti: «cigno minore ( Cygnus columbianus ),»; c) il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Nel rispetto delle disposizioni della legge 14 febbraio 1994, n. 124, recante la ratifica della convenzione sulla biodiversità fatta a Rio de Janeiro, il 5 giugno 1992, le norme della presente legge non si applicano alle talpe, ai ratti, ai topi propriamente detti, alle arvicole, alle forme inselvatichite del piccione domestico, alle nutrie e alle altre specie alloctone ovvero esotiche o aliene che non appartengono alla fauna originaria della regione paleartica, ma che vi sono giunte per l'intervento diretto, intenzionale o accidentale, dell'uomo. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, è redatta la lista delle specie alloctone e le eventuali misure da applicare ad esse anche in applicazione delle attività di controllo faunistico di cui all'articolo 19 e seguenti»; d) il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3 . Il controllo del livello di popolazione degli uccelli negli aeroporti, ai fini della sicurezza aerea, rappresenta attività di controllo faunistico ed è affidato al Ministero dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti ferme restando le competenze per interventi di carattere straordinario dei prefetti ai sensi dell'articolo 19- bis ». Art. 3. 1. All'articolo 4 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:«organizzato con cadenza annuale»; b) al comma 3, le parole da: «, il quale svolge» fino alla fine del comma sono soppresse; c) dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3 -bis. Per le attività di cattura previste dal presente articolo è consentito esclusivamente l'uso di mezzi ritenuti idonei dall'ISPRA»; d) il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4 . La cattura per la cessione a fini di richiamo è consentita per esemplari appartenenti alle specie cacciabili, nonché per eventuali altre specie inserite tra le cacciabili con il regime di deroga di cui alla direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009. In tale caso la cattura può essere effettuata unicamente nei territori in cui è stato disposto il prelievo in deroga. Gli esemplari appartenenti ad altre specie eventualmente catturati devono essere inanellati ed immediatamente liberati»; e) al comma 5, le parole: «al comune» sono sostituite dalle seguenti: «alla provincia» e le parole: «il quale provvede» sono sostituite dalle seguenti: «la quale provvede». Art. 4. 1. L'articolo 5 della legge n. 157 del 1992 è sostituito dal seguente: «Art. 5 -- (Esercizio venatorio da appostamento fisso e richiami vivi) -- 1 . Nell'esercizio dell'attività venatoria da appostamento possono essere utilizzati in funzione di richiami vivi uccelli appartenenti alle specie cacciabili, provenienti dagli impianti di cattura e dagli allevamenti autorizzati dalle province e dalle federazioni ornitologiche riconosciute, nonché uccelli di specie domestiche di allevamento. È altresì autorizzabile dalla provincia l'uso di esemplari non appartenenti alle specie cacciabili purché ne sia certificata la provenienza da allevamento autorizzato e l'esemplare sia debitamente inanellato. 2. Ogni cacciatore può detenere un numero illimitato di richiami vivi provenienti da cattura ai sensi dell’articolo 4 o nati e allevati in cattività. La legittima detenzione degli uccelli da richiamo è attestata dal documento di provenienza rilasciato dalle province titolari degli impianti di cattura o dagli allevatori regolarmente abilitati, che deve accompagnare gli uccelli anche nel caso di cessione ad altro cacciatore. Le regioni emanano norme che disciplinano l'attività di allevamento degli uccelli da richiamo e le modalità di detenzione e di cessione per l'attività venatoria. Nell'esercizio dell'attività venatoria da appostamento ogni cacciatore può utilizzare un numero di richiami vivi non superiore a quaranta. 3. Le regioni emanano norme per l'autorizzazione e per la realizzazione degli appostamenti fissi, che è rilasciata dalle province. 4. L'accesso con armi proprie all'appostamento fisso con l'uso di richiami vivi è consentito unicamente al titolare e alle persone dallo stesso autorizzate. 5. È vietato l'uso di richiami che non siano identificabili mediante certificazione di provenienza, secondo le norme regionali che disciplinano anche la procedura in materia. 6. La sostituzione di un richiamo può avvenire soltanto previa presentazione, all'ente competente, del richiamo morto da sostituire o di autocertificazione da parte del detentore circa la morte o la fuga del richiamo stesso. 7. È vietata la vendita, nonché il trasporto finalizzato alla vendita, degli uccelli da richiamo di cattura. 8.