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Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.0.3, presentato dai senatori De Bonis e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.0.5, presentato dai senatori De Bonis e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, il testo che stiamo per votare contiene misure importanti per il settore agricolo su cui c'è stata una sostanziale condivisione da parte di tutte le forze politiche, per cui il nostro Gruppo esprimerà voto favorevole. Lo facciamo però con la consapevolezza che il decreto-legge in esame è nato per affrontare alcune specifiche emergenze, quindi non esaurisce le questioni e i bisogni della nostra agricoltura. Nella passata legislatura c'è stata un'intensa azione normativa per portare l'agricoltura al centro del sistema Paese: ci sono state importanti semplificazioni burocratiche e una forte iniziativa per favorire il ricambio generazionale, nonché per valorizzare le produzioni di nicchia e di qualità. C'è stato anche l'impegno volto a riconoscere la funzione più generale dell'agricoltura di montagna come strumento di lotta contro il dissesto idrogeologico e per prevenire lo spopolamento dei territori. Il nostro augurio è che anche in questa legislatura l'agricoltura sia al centro dell'azione del Governo e del Parlamento. L'agricoltura ha bisogno di strumenti di lavoro agili, che favoriscano il rapido inquadramento della manodopera rispetto a esigenze immediate di produzione e di raccolto. Ci vuole poi un'attenzione specifica per la tutela dell'agroalimentare e di contrasto a quella contraffazione del prodotto italiano, che costituisce uno dei principali problemi dell'intero settore, come non mancano mai di ricordare le organizzazioni agricole. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 15,04) ( Segue DURNWALDER). Ci vuole un'agenda dedicata all'agricoltura di montagna che, come detto prima, gioca anche un ruolo dal punto di vista della coesione sociale e della tutela ambientale. E ci vogliono infine politiche che aggrediscano la burocrazia che, soprattutto per le piccole imprese, è un vero e proprio ostacolo per la crescita. In quest'ottica è sicuramente positiva l'approvazione alla Camera dell'emendamento per escludere le Province autonome dal nuovo disciplinare sulla febbre catarrale dei bovini, in virtù del fatto che nei nostri territori non si sono registrati casi del genere, e che tutto questo avrebbe assunto soltanto il profilo dell'aggravio burocratico. Con la stessa logica ci colpisce il mancato accoglimento dell'emendamento sull'esclusione delle piccole aziende lattiero-casearie dalla comunicazione periodica delle proprie produzioni. Per queste imprese si tratta di un costo importante, anche dal punto di vista economico, e quindi era una proposta di semplice buon senso che poteva essere accolta. Ad ogni modo, è indicativo che, nell' iter di conversione, il decreto-legge sia cresciuto inglobando norme e misure più generali: è la dimostrazione di quanto sia necessario intensificare il lavoro su questo settore, mettendolo al centro del lavoro del Governo e del Parlamento. È con questo auspicio che ribadisco il voto favorevole del Gruppo per le Autonomie al provvedimento. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, con molta chiarezza, in sede di dichiarazione di voto vorrei dire che ovviamente c'è dispiacere per il fatto che nella seconda lettura (ancora una volta, ma ormai qui siamo abituati che si faccia un solo passaggio), non vi sia stata alcuna possibilità di intervenire per modificare questo decreto-legge che, come dice, il titolo stesso, in realtà era dedicato esclusivamente alle emergenze e ad alcune disposizioni, appunto, di sostegno, soprattutto per le aziende colpite da eventi atmosferici. Francamente, anche relativamente alle disposizioni urgenti, di cui al titolo del provvedimento, «in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi», l'intervento previsto è a nostro avviso veramente molto parziale. Tutto questo dispiace perché, tra l'altro, questo credo sia il primo decreto-legge in materia agricola che viene in discussione qui in Parlamento. E io me ne dispiaccio perché credo che sarebbe assolutamente necessario, in un momento come questo, non solo procedere ad una generica riflessione - sono convinta che occorrerebbe, e il Governo forse dovrebbe riflettere su questo, una conferenza agricola sul futuro della nostra agricoltura - ma anche capire - perché non si è capito con questo provvedimento - quali siano le linee di azione per quanto riguarda l'agricoltura e il suo rilancio. Una questione è chiara: mentre stiamo parlando, abbiamo altri settori in crisi e abbiamo altre emergenze dal punto di vista atmosferico e credo sia ormai indispensabile affrontare tale questione in modo sistematico. Con i cambiamenti climatici, il Governo dovrebbe assumere immediatamente - spero anche con il contributo delle opposizioni - su di sé, una volta per tutte, tale questione, organizzando e strutturando un vero e proprio piano di adattamento dell'agricoltura ai cambiamenti climatici. Altrimenti, avremo in continuazione questi interventi tampone, che vengono fatti per tentare di risarcire i danni. Mentre stiamo parlando c'è di nuovo una crisi in Emilia-Romagna; probabilmente abbiamo avuto problemi anche in questa Regione, ma continueremo ad avere eventi estremi che impattano pesantemente sulla nostra agricoltura. Tra l'altro, la nostra agricoltura - tutti noi ci riempiamo la bocca - è un settore assolutamente cruciale per il nostro Paese, non soltanto con riferimento al comparto agroalimentare dal punto di vista economico, ma anche sul piano ambientale e paesaggistico. Quindi, ci saremmo aspettati, almeno in questo caso, un tentativo soprattutto per affrontare le crisi derivanti dalle emergenze atmosferiche, quindi di carattere eccezionale. Speravamo che su questo tema si presentasse una proposta e si avviasse una riflessione, ma ciò non è accaduto. Quanto ai settori in crisi, si affrontano casi urgentissimi come quello del latte ovino. Tuttavia, con specifico riferimento a tutta la vicenda dell'emergenza anche in Sardegna, nonostante venga istituito un fondo per i contratti di filiera e prevista una dotazione specifica, le misure - torno a ripetere - non sono sufficienti; è inutile che ci giriamo intorno. Infatti, sapete benissimo anche voi che i primi a manifestare l'insoddisfazione sono stati i pastori sardi, che hanno chiaramente comunicato che intendono riprendere la protesta. Arriviamo ora alla questione della xylella. Non ripeto cose già dette, ma questa vicenda si trascina e vi era stato anche il tentativo di introdurre pene più severe. C'è però un aspetto per noi assolutamente intollerabile (poi le discussioni sulla rilevanza scientifica di alcuni fatti probabilmente continueranno, anche per molto tempo, però certamente ci sono molti problemi):