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La missione consiste nello schieramento di batterie antimissile a difesa dei confini sud-orientali dell’Alleanza. Il comando della missione è detenuto dall’ Air Command di Ramstein (in Germania) e gli assetti assegnati possono essere impiegati esclusivamente per attività di difesa missilistica, e non per l’imposizione di una no-fly zone . L’Italia partecipa all’operazione con un contingente di personale militare pari a 130 unità e una batteria SAMP/T dell’Esercito. Il comma 9 autorizza la spesa per contribuire al potenziamento del dispositivo della NATO per la sorveglianza dello spazio aereo dei Paesi membri dell’Europa orientale e dell’area sud-orientale dell’Alleanza. A seguito della crisi in Ucraina e nell’area mediorientale, la NATO ha incrementato l’attività di sorveglianza dello spazio aereo dei Paesi membri dell’Europa orientale e dell’area sud-orientale dell’Alleanza mediante l’impiego dei velivoli radar AWACS di proprietà comune dell’Alleanza. Per il rifornimento in volo di tali velivoli è necessario il contributo degli Stati membri in quanto l’Alleanza non dispone di aerocisterne di proprietà comune. L’Italia contribuisce con un velivolo KC-767 dell’Aeronautica militare. Il comma 10 autorizza la spesa per contribuire al potenziamento del dispositivo della NATO per la sorveglianza navale dell’area sud dell’Alleanza. Le misure adottate dalla NATO in proposito sono intese a colmare i « critical shortfalls » in seno alle Standing Naval Forces (SNFs), che costituiscono lo strumento navale a più alta prontezza operativa a disposizione dell’Alleanza. Le SNFs sono costituite da quattro gruppi aeronavali permanentemente attivati, suddivisi per aree di responsabilità della NATO (gruppi 1 - area nord ; gruppi 2 - area sud). L’Italia partecipa ai due gruppi navali di intervento, rispettivamernte, contro la minaccia convenzionale e contro quella derivante dall’eventuale utilizzo di mine subacquee nell’area sud di responsabilità della NATO, con il Mediterraneo quale principale area di presenza ( Standing Naval Maritime Group 2 - SNMG2 - e Standing Naval Maritime Counter Measures Group 2 - SNMCMG2). L’autorizzazione di spesa è riferita al contributo nazionale di n. 1 unità cacciamine (MHC) nel SNMCMG 2. Il comma 11 autorizza: – la proroga, fino al 31 dicembre 2016, dell’impiego di 1.500 unità di personale delle Forze armate per le esigenze di sicurezza connesse con lo svolgimento del Giubileo straordinario della Misericordia e di quelle di alcune specifiche aree del territorio nazionale, di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto- legge 25 novembre 2015, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016, n. 9, attualmente previsto fino al 30 giugno 2016; – l’incremento del contingente di personale delle Forze armate impiegato nei servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, di cui all’articolo 1, comma 472, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, di ulteriori 750 unità dal 9 maggio al 31 dicembre 2016. La menzionata disposizione, al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi di cui all’articolo 24, commi 74 e 75, del decreto- legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 (cosiddetta operazione «Strade sicure»), nonché di quelli previsti dall’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6 (finalizzati al contrasto dei reati di criminalità organizzata e ambientale nella cosiddetta «terra dei fuochi»), ha autorizzato la proroga fino al 31 dicembre 2016 del contingente di 4.800 unità di personale delle Forze armate impegnato nell’espletamento dei servizi di vigilanza a siti ed obiettivi sensibili. Si tratta quindi di 750 unità aggiuntive che, a partire dal 9 maggio, possono essere integrate nella proroga del predetto piano d’impiego per il 2016, volto a soddisfare le straordinarie esigenze di prevenzione e contrasto alla criminalità ed al terrorismo. A tali unità si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7- bis del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, riguardanti il trattamento economico e le modalità di impiego. L’ articolo 5 prevede disposizioni in materia di personale impiegato nelle missioni. In particolare, il comma 1 rinvia alle disposizioni di cui all’articolo 3, commi da 1, alinea, a 5, 8 e 9, della legge n. 108 del 2009, le quali prevedono: – articolo 3, comma 1, alinea: trattamento economico accessorio da erogare al personale che partecipa alle missioni, consistente nell’attribuzione dell’indennità di missione di cui al regio decreto 3 giugno 1926, n. 941; – articolo 3, comma 2: disapplicazione della riduzione del 20 per cento stabilita dall’articolo 28, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, all’indennità di cui al comma 1 del medesimo articolo 3; – articolo 3, comma 3: per il personale impiegato nella missione relativa allo sviluppo dei programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell’area balcanica, corresponsione del trattamento economico di cui alla legge 8 luglio 1961, n. 642 (ora articoli 1808 e 2164 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010), calcolando l’indennità speciale nella misura del 50 per cento dell’assegno di lungo servizio all’estero. Anche in relazione a tale trattamento economico è previsto che non venga applicata la riduzione del 20 per cento stabilita dall’articolo 28, comma 1, del citato decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223; – articolo 3, comma 4: corresponsione ai militari inquadrati nei contingenti impiegati nelle missioni internazionali dell’indennità di impiego operativo in misura uniforme, pari, per il personale militare in servizio permanente e per i volontari in ferma breve trattenuti in servizio e per i volontari in rafferma biennale, al 185 per cento dell’indennità operativa di base di cui all’articolo 2, primo comma, della legge 23 marzo 1983, n. 78, e, per i volontari in ferma prefissata, a euro 70.