[pronunce]

2.3.- Il Tribunale di Verona ha sollevato analoga questione con ordinanza del 15 settembre 2001 (r.o. n. 63 del 2002), nel corso di un giudizio promosso da Idelma, Anna Maria, Giovanna, Tiziana e Beniamino Boscaini nonché da Marcellina Buzzi, con atto di citazione notificato il 25 novembre 1999, volto ad ottenere la condanna del Comune di Sona alle restituzioni e/o al risarcimento dei danni conseguenti all'occupazione e al mancato perfezionamento della procedura espropriativa di un terreno di loro proprietà. 2.4.- Il Tribunale di Vicenza, sezione distaccata di Schio, ha proposto analogo incidente di costituzionalità con ordinanza del 23 novembre 2001 (r.o. n. 79 del 2002) nel corso di un'azione di spoglio intentata, con ricorso depositato il 18 giugno 1999, da Oreste Savegnago nei confronti della Provincia di Vicenza, al fine di ottenere la reintegrazione nel possesso di porzioni di terreno di sua proprietà indebitamente occupate e assoggettate a procedura espropriativa dall'ente convenuto, in quanto non comprese nello stato di consistenza e nel relativo decreto di occupazione. 2.4.1.- In punto di rilevanza, osserva il giudice a quo che la domanda possessoria, originata da un comportamento materiale, esplicato in assoluta carenza di potere e lesivo dei diritti soggettivi del ricorrente, deve considerarsi disciplinata dall'art. 34 del decreto legislativo n. 80 del 1998, atteso che la nuova giurisdizione esclusiva riguarda «gli atti, i provvedimenti e i comportamenti in materia urbanistica ed edilizia», e che nella materia urbanistica rientrano tutti gli aspetti dell'uso del territorio, come ripetutamente affermato dal Supremo Collegio. 2.5.- L'ordinanza di rimessione del Tribunale di Bologna del 6 dicembre 2001 (r.o. n. 97 del 2002) è intervenuta nel corso di un procedimento di reclamo ex art. 669-terdecies cod. proc. civ.. La domanda cautelare, proposta con ricorso depositato il 28 febbraio 2000, era volta ad ottenere, a tutela del diritto alla salute dei cittadini, la condanna in via d'urgenza dell'amministrazione comunale all'adozione di misure di disciplina del traffico sul territorio comunale, rispettose delle prescrizioni contenute nel d.m. 21 aprile 1999, n. 163 e nella legge 26 ottobre 1995, n. 447. 2.5.1.- In punto di rilevanza, osserva il rimettente che l'applicabilità dell'art. 34 alla controversia sottoposta al suo esame deriva dall'ampiezza della nozione di materia urbanistica, nella quale, secondo i consolidati orientamenti del Supremo Collegio, sono ricompresi tutti gli usi del territorio, nessuno escluso, e quindi «da un lato, la disciplina normativa e/o pianificatoria proveniente dalla P.A.; dall'altro, aspetti di utilizzazione concreta del territorio da parte della P.A.». 2.5.2.- In questo giudizio è intervenuta la Federconsumatori di Bologna - associazione provinciale autonoma e democratica di consumatori e utenti - che ha sostenuto l'inammissibilità della sollevata questione. Dedotto che il petitum dell'azione cautelare proposta è il c.d. bene della vita, mentre la causa petendi è il mancato rispetto, da parte dell'amministrazione comunale, dei limiti previsti dalla legislazione nazionale e comunitaria in materia di inquinamento atmosferico, sostiene l'interveniente che competente a conoscerne è il giudice ordinario, in quanto giudice “naturale” in materia di tutela del diritto alla salute e all'ambiente salubre e integro, laddove nessuna attinenza ha l'incoato giudizio con la materia del traffico e conseguentemente con l'uso del territorio. Afferma poi che in ogni caso, essendo stato depositato il ricorso il 28 febbraio 2000, e quindi in epoca anteriore all'entrata in vigore della legge n. 205 del 2000, dovrebbe farsi applicazione, ove fosse vero l'assunto del rimettente, degli artt. 33 e 34 del decreto legislativo n. 80 del 1998. Tali norme sono tuttavia venute meno, la prima, perché dichiarata costituzionalmente illegittima per eccesso di delega, e, la seconda, per il principio dell'invalidità consequenziale. 2.6.- Il Tribunale di Cassino, sezione distaccata di Sora, ha sollevato la questione di costituzionalità con ordinanza del 15 febbraio 2002 (r.o. n. 151 del 2002), pronunciata nel corso di una causa civile iniziata, il 1° febbraio 2000, da Lamesi Giovanni contro l'amministrazione provinciale di Frosinone, al fine di ottenere la dichiarazione di illegittimità dell'occupazione nonché il risarcimento dei danni conseguenti all'irreversibile trasformazione di un fondo di proprietà dell'attore, destinato dall'ente convenuto alla realizzazione di un ponte e di una variante alla strada provinciale. 2.7.- Il Tribunale di Modena, sezione distaccata di Sassuolo, in sede di decisione di due distinti processi civili di primo grado, aventi ad oggetto la richiesta di risarcimento dei danni conseguiti al perfezionamento di altrettante fattispecie di accessione invertita di terreni, ha formulato il dubbio di legittimità costituzionale degli artt. 34 e 35 del decreto legislativo n. 80 del 1998 con due ordinanze, depositate entrambe il 14 febbraio 2002 (r.o. n. 175 e n. 176 del 2002). In punto di fatto, il giudice rimettente riferisce che vari privati, con separati atti di citazione in data 21 febbraio 2000, avevano convenuto in giudizio il Comune di Sassuolo e le società UNI.CA.PRO s.c.r.l. , A.B.I.T. COOP s.c.r.l. , C.M.E. s.r.l., Cooperativa Edilizia Case Popolari s.c.r.l. , Società di Costruzioni s.c.r.l. nonché l'I.A.C.P. - Istituto Autonomo Case Popolari - della Provincia di Modena, al fine di sentirli condannare al risarcimento del danno derivato dall'accessione invertita maturata a seguito della illegittima occupazione ed irreversibile trasformazione di un terreno nell'ambito di un piano per l'edilizia residenziale pubblica (comparto PEEP), in relazione al quale il Comune di Sassuolo aveva ceduto il diritto di superficie ai convenuti. Questi, costituitisi in giudizio, avevano tra le altre cose eccepito preliminarmente il difetto di giurisdizione del giudice adito, in ordine al quale il Tribunale ha sollevato le questioni innanzi alla Corte costituzionale. 2.7.1.- Si è costituito, fuori termine in entrambi i giudizi, il Comune di Sassuolo il quale ha concluso affinché sia dichiarata l'irrilevanza e, in subordine, l'infondatezza del dubbio di costituzionalità prospettato dal Tribunale di Modena. A tale fine, ha sostenuto che la rilevanza della questione de qua sarebbe venuta meno per effetto della entrata in vigore della legge n. 205 del 2000 che ha riprodotto, sostituendoli