[resaula]

Ovviamente in quel momento era molto più facile prestare ascolto a chi diceva che bisognava abolire del tutto il reddito cittadinanza, che - lo ricordo - negli ultimi due anni e mezzo ha invece dato modo agli italiani più in difficoltà di mettere insieme il pranzo con la cena, come hanno riconosciuto tutte le organizzazioni che si occupano di marginalità e fragilità (Save the Children, la Comunità di Sant'Egidio, la Caritas e altre organizzazioni, ma anche importanti economisti). Lo hanno riconosciuti tutti, tranne alcuni settori che sono alla mia sinistra, che continuano a fare questa loro campagna insensata insieme ai renziani. (Applausi) . La crisi economica scatenata dalla pandemia in questo 2022 si è purtroppo ulteriormente aggravata e si è sommata alle conseguenze nefaste dello scoppio della guerra, come accennavo prima. Negli ultimi sei mesi abbiamo chiesto di abbandonare la politica del fiato corto dei microaiuti; abbiamo chiesto di contrastare con decisione la speculazione che ha fatto schizzare alle stelle i prezzi sia dei beni di prima necessità, che di quelli che servono per produrre. Ci siamo battuti per un taglio netto del cuneo fiscale, che doveva essere il primo step per contrastare la perdita di potere d'acquisto da parte di milioni di famiglie. I dibattiti si sono sprecati, con opinioni a destra e a manca, ma di concreto si è fatto nulla o poco. Abbiamo tuonato di fronte al Paese - e ne siamo orgogliosi - sull' impasse in cui versa la nostra proposta di legge sul salario minimo e sono contento che a fianco a me si trovi la presidente Matrisciano. (Applausi) . È l'unica proposta concretamente strutturata per mettere fine alla malattia cronica dei salari da fame di questo nostro malato mercato del lavoro. Quella legge è ferma da mesi proprio qui in Senato, purtroppo dal 2019, per il mancato arrivo dei pareri da parte del Governo. Un Governo che, di fronte alla reale volontà di dare al Paese il salario minimo, non è mai riuscito a uscire da questo cono di fumosità; non si sa che cosa voglia fare: tante chiacchiere, proclami, ma nulla di concreto. E nel frattempo ci sono tanti cittadini e tante cittadine a cui vengono proposti salari da fame, anzi da schiavitù, di 300 euro al mese, con paghe orarie di uno o due euro all'ora. (Applausi) . Abbiamo chiesto di innalzare il livello di tassazione a tutti quei colossi che stanno facendo valanghe di denaro con questo quadro economico, anche grazie alle crisi innescate, perché nelle crisi mica tutti ci perdono, ci sono anche quelli che guadagnano tantissimo! Anche in questo caso timidezza da parte del Governo , e le tasse sui cosiddetti extraprofitti hanno raggiunto un livello che giudichiamo assolutamente insufficiente. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 17,55) ( Segue PELLEGRINI Marco). Mi pare utile entrare di nuovo - lo accenno soltanto - nel dibattito sul superbonus 110 per cento, un meccanismo che, come ormai siamo tutti certi, non piace a questo Esecutivo, in particolare al presidente Draghi e al ministro Franco; anzi, non hanno mai fatto mistero della loro avversione a questo provvedimento e proprio la settimana scorsa lo stesso Presidente del Consiglio ha ribadito il suo pensiero in maniera sprezzante su questa misura, non ricordando che uno studio di qualche giorno fa di Nomisma, ripreso, per esempio da «Il Sole 24 ore» e da altri giornali, che non sono dell'area del MoVimento 5 Stelle (perché non ne esiste nemmeno uno!) (Applausi) ha certificato che, a fronte di 38 miliardi di investimenti, il sistema Paese ha avuto un beneficio per 125 miliardi. Questa è stata la nostra politica per le aziende. (Applausi) . Questa è stata, al di là delle chiacchiere che abbiamo sentito in quattro anni e mezzo. (Commenti) . PRESIDENTE. Arrivi alla conclusione, senatore. PELLEGRINI Marco (M5S) . Voglio concludere dicendo che noi amiamo questo Paese, amiamo l'Italia, ed è proprio per questo che neanche oggi ci sottraiamo alle nostre responsabilità. Non abbandoniamo i cittadini e le imprese che si trovano in un momento drammatico, però davvero, non chiamiamolo scostamento né variazione di bilancio perché, parafrasando il principe di Salina, che forse qualcuno conosce - ma non ne sono sicuro - con questo provvedimento tutto varia affinché nulla vari. (Applausi). (Commenti). PRESIDENTE . Procediamo dunque alla votazione della proposta di risoluzione sulla relazione al Parlamento predisposta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243. Ricordo che per tale deliberazione è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea, pertanto la votazione avrà luogo mediante procedimento elettronico con scrutinio simultaneo. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 1, presentata dai senatori Manca, Rivolta, Dell'Olio, Damiani, Errani, Conzatti, Presutto, Steger e Calandrini. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno QUARTO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, in questo intervento sintetizzo un appello del comitato italiano dell'Associazione internazionale degli idrogeologi sull'attuale grave problema della siccità. La più consistente risorsa idrica del territorio italiano è costituita dalle acque sotterranee, che garantiscono l'84 per cento del fabbisogno idropotabile e una parte significativa delle esigenze agricole e industriali. L'Italia, in virtù delle sue caratteristiche idrogeologiche, possiede un'abbondanza tale di tali acque sotterranee da rappresentare una risorsa economica inestimabile, anche per la sua ottima qualità rispetto alle acque superficiali. Le acque sotterranee risultano immediatamente disponibili in molti contesti e offrono soluzioni durature nel tempo e poco dipendenti dalle crisi idriche, a patto che siano valutate attentamente le potenzialità degli acquiferi e monitorati costantemente gli effetti dei prelievi. È quindi logico che l'ottimizzazione dei fabbisogni e consumi idrici nazionali debba prioritariamente passare da un'attenta valutazione e un consapevole utilizzo delle acque sotterranee, oltre che da una corretta politica di risparmio idrico. Infatti, gli alternativi invasi artificiali oltre che essere alimentati da fiumi, in crisi per siccità, sono più vulnerabili all'inquinamento. Inoltre, in fase di emergenza si evitano sia massicce intercettazioni di acque defluenti nei fiumi, che possono alterare gli ecosistemi fluviali, sia cementificazioni che consumano suolo. Invitiamo quindi tutti i soggetti coinvolti a riconsiderare il ruolo centrale delle acque sotterranee e della professionalità degli idrogeologi nella programmazione di interventi a breve e lungo termine, in modo da garantire rapidamente la formulazione di risposte efficaci ed economicamente vantaggiose alle crisi idriche e alle consolidate tendenze climatiche.