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Un passo avanti è stato fatto ed è evidente che, per continuare a dare risposte ai bisogni pesanti che questa fase post pandemica porrà, serve una politica autorevole e ci aspettiamo che questo nuovo assetto consentirà di dare risposte efficaci e tempestive soprattutto alle imprese e alle famiglie, che sono i soggetti che stanno pagando più duramente in questa fase complicata di pandemia. Dobbiamo dare risposte, quindi, per combattere il disagio e per accompagnare la nuova stagione di riapertura del Paese, che gran parte dello stesso si aspetta per tornare alla vita reale e ridare slancio all'economia. Con l'auspicio di fornire al Paese risposte concrete in termini di efficacia della pubblica amministrazione, al fine di far fronte ai bisogni che la società ci pone per combattere il virus e dare un segnale chiaro di ripartenza delle attività e della vita, intendiamo esprimere un voto favorevole a questo provvedimento. Siamo convinti che si tratti di un'ulteriore spinta affinché le politiche del Governo e il rapporto con il Parlamento consentano di ridare slancio al Paese e una prospettiva nuova dopo questa fase complicata di gestione degli effetti della pandemia. (Applausi) . URSO (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, come Fratelli d'Italia ci dispiace dover esprimere un voto contrario su questo provvedimento che riguarda un aspetto istituzionale della vita del Governo e del Parlamento, ovvero il riordino dei Ministeri. Ci dispiace doverlo fare perché, nel farlo, dobbiamo evidenziare che alla base di questo riordino non vi è nulla di quello che avrebbe dovuto determinarlo. Anzi, in qualche misura, il provvedimento rende l'Esecutivo meno (e non più) efficace nelle sue azioni, e rende più difficile il compito del Parlamento nel confrontarsi con il Governo nell'esercizio dei suoi poteri. Lo facciamo e lo diciamo ben sapendo che oggi - mi rivolgo soprattutto alla sinistra che ha ereditato dalla Democrazia Cristiana la presunzione di essere il partito delle istituzioni, che una volta era rappresentato, appunto, dalla Democrazia Cristiana, alla sinistra, erede in parte di quella tradizione, che ha avuto la presunzione di interpretare il senso dello Stato e delle istituzioni a prescindere e che invece non fa più questo da tempo e non lo fa certo con questo provvedimento - è proprio la destra italiana a dover assumere su di sé la responsabilità di garantire la legalità democratica, di garantire il buon funzionamento del Parlamento, dei suoi organi esecutivi e dei suoi comitati di garanzia. È proprio la destra italiana che deve farsi carico, nell'assenza di un partito della maggioranza che lo faccia pienamente, di bilanciare l'efficacia dell'Esecutivo con i compiti del Parlamento. Purtroppo dobbiamo evidenziarlo anche nel provvedimento al nostro esame. Non è certo la prima volta che il Governo cambia con un decreto-legge l'architettura del Governo; anzi, dalla riforma Bassanini risalente alla fine del 2000, cioè a partire dalla legislatura iniziata nel 2001, ogni Governo ha apportato qualche modifica all'assetto dei Ministeri, facendolo però ad inizio legislatura. Ciò è avvenuto con il Governo Berlusconi del 2001, che ha applicato, per la prima volta in modo compiuto, la riforma Bassanini con l'accorpamento dei Ministeri e lo ha fatto anche se quella riforma era stata elaborata dalla sinistra. Chi ha senso dello Stato, infatti, non cambia lo Stato con il cambiare del Governo. (Applausi) . Il Governo Berlusconi applica la riforma Bassanini. Io fui delegato al commercio con l'estero, che fu accorpato, per effetto di quella riforma, al Ministero dello sviluppo economico, allora Ministero delle attività produttive. Cambiare ad inizio legislatura con qualche modifica, consente di realizzare l'effetto di quelle stesse modifiche. Cari colleghi parlamentari, chi è stato al Governo - e tra di voi tanti lo sono stati, anche nel corso di questa legislatura - sa che quando si accorpa o si scorpora un Ministero, quando si cambiano le funzioni di un dipartimento, per realizzare il provvedimento ci vogliono poi anni. Ci vogliono anni per trasferire il personale, le competenze e per poterle esercitare. Ci vogliono anni. Per tale ragione prima si operava ad inizio legislatura. Così accadde nel 2001, così accade con il Governo Prodi nel 2008. La sinistra, che aveva realizzato la riforma Bassanini accorpando i Ministeri, tornata al Governo con Prodi, scorpora i Ministeri; il commercio internazionale torna ad essere un Ministero e così anche altri. In tal modo perde, senza accorgersene, l'anima istituzionale, sacrificandola agli interessi politici. Comunque lo fa all'inizio della legislatura e la collega Bonino diventa Ministro per il commercio internazionale, a sua volta scorporato e, allo stesso tempo, Ministro per le politiche europee, due deleghe in una; legittimo, ma siamo all'inizio della legislatura. Così accade anche quando Berlusconi torna al governo nel 2008. All'inizio della legislatura riaccorpa i Ministeri, seguendo l'architettura dello Stato di Bassanini, che la sinistra ha ideato e non realizzato. Vi rendete conto di quello che state facendo? Come vi siete trasformati nell'anima, perdendo quella funzione di legalità democratica e istituzionale? Comunque viene fatto ad inizio legislatura. Noi ci assumiamo la responsabilità di seguire la riforma dei Ministeri indicata dalla riforma Bassanini, e accorpiamo i Ministeri che voi avete scorporato. Personalmente torno a fare il Vice Ministro. Veniamo però alle legislature successive. A un certo punto, nella XVII legislatura, comincia ad esserci la frenesia e, prima con il Governo Letta e poi con il Governo Renzi, avvengono due modifiche; poca cosa però, due modifiche di poco conto perché ancora comunque permane un senso della cultura dello Stato: in Letta, certamente, e dopo in Renzi. Veniamo a questa legislatura. Quante riforme avete fatto dell'architettura del Governo? Lo dico perché alcuni Ministri sono rimasti nel primo e nel secondo Governo Conte e poi nel Governo Draghi; alcuni sono stati Ministri nel primo Governo Conte e non nel secondo, ma ora tornano a esserlo con il Governo Draghi. Tre Governi con una maggioranza in evoluzione che ha lo stesso assetto, in cui il partito guida è il MoVimento 5 Stelle, cambiano per tre volte in tre anni l'architettura dell'Esecutivo, ma non basta però un anno per applicare le disposizioni che riformate: è un gioco dell'oca! Vi siete appropriati delle istituzioni e le asservite agli interessi politici, talvolta agli interessi personali (Applausi)! Non vi rendete conto di quello che state facendo al senso dello Stato che dovete trasmettere cittadini. L'esempio è eclatante con il Ministero del turismo: nel primo Governo di questa legislatura viene accorpato al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, perché bisognava bilanciare il Ministro dello sviluppo economico, affidato ai 5 Stelle, con un altro Ministero produttivo affidato alla Lega; col secondo Governo, dopo un anno, viene scorporato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e accorpato al Ministero per i beni e le attività culturali, perché come si fa a dire di no a Franceschini che ha bisogno di tornare lì? Così viene accorpato di nuovo a quel Dicastero.