[resaula]

le cause di tale riduzione sarebbero dovute, come ricorda lo stesso direttore, al personale andato in quiescenza e non ancora sostituito, a quello in malattia o infortunato e al personale sospeso in quanto non vaccinato; i direttori dei centri di Barcola e Gambini sarebbero pertanto costretti, a meno di rimpinguare gli organici, a ridurre drasticamente l'orario di apertura dei centri da 24 a 12 ore, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione particolarmente delicata in cui si trovano i centri di salute mentale di Trieste, città che ha sempre brillato per capacità mediche e manageriali nel campo della salute mentale e se, in realtà, non sia in corso un progressivo ridimensionamento della salute mentale triestina; se così fosse, come intenda intervenire non solo per ripristinare il servizio nella sua completa funzionalità, e salvaguardare una delle eccellenze sanitarie del Friuli-Venezia Giulia e dell'intero Paese. Atto n. 4-06168 BERGESIO CASOLATI FERRERO MONTANI PIANASSO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: è del 12 ottobre 2021 la notizia della prossima chiusura di Alpitel, storica azienda specializzata in tecnologia delle telecomunicazioni situata a Nucetto (Cuneo), fondata nel 1950 e acquisita nel 2019 dal colosso PSC, leader in Italia nell'impiantistica tecnologica per grandi infrastrutture, controllato da PSC Partecipazioni S.p. A., holding della famiglia Pesce, partecipato al 10 per cento da Fincantieri; Alpitel rappresenta un'importante realtà per la valle Tanaro, che offre lavoro a circa 100 persone, senza contare tutto l'indotto, che in seguito ad un'effettiva chiusura sarebbero costrette a trasferirsi nella sede di Beinasco (Torino); la chiusura costituirebbe un fatto estremamente negativo per i lavoratori interessati e le loro famiglie, ma più in generale un grave danno per il tessuto economico e sociale della valle, tanto più in un frangente così delicato come quello attuale; un anno fa si era scongiurata la chiusura, attraverso un accordo che prevedeva il contratto di solidarietà per i dipendenti, mentre questa volta sarebbe risultato vano l'incontro tra la proprietà ed i sindacati; l'azienda ha confermato la sua irrevocabile decisione di chiudere lo stabilimento di Nucetto entro marzo 2022 e ha affermato che non tutti i 100 dipendenti verranno ricollocati in altre sedi bensì alcuni di loro dovrebbero essere posti in "mobilità" mentre i restanti saranno ricollocati, a seconda delle mansioni, nelle sedi di Savona, Cherasco (Cuneo) e Beinasco; l'assessore per il lavoro ha già provveduto a contattare le organizzazioni sindacali e a proporre alle parti di attivare un nuovo tavolo dedicato in sede regionale per valutare la situazione e verificare ogni possibile intervento da porre in essere sia a tutela dell'occupazione, sia del tessuto economico locale; il gruppo PSC si era impegnato a garantire i livelli occupazionali Alpitel su tutto il territorio nazionale e in particolare in provincia di Cuneo, e con la chiusura della sede a Nucetto verrebbe meno agli impegni societari presi al momento dell'acquisizione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda procedere a un'immediata convocazione dei vertici aziendali al fine di chiarire le intenzioni del gruppo PSC rispetto alla chiusura dello stabilimento Alpitel di Nucetto che, oltre a rappresentare una violazione degli impegni presi dalla società, costituirebbe un danno economico e sociale enorme per tutta la valle Tanaro. Atto n. 4-06169 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: la promozione, da parte della Giunta regionale della Campania, dell'ospedale di Pozzuoli a DEA di secondo livello, mentre l'ospedale "Umberto I" di Nocera Inferiore resta a guardare da anni, ha determinato amarezza e scoramento; da sempre il personale dell'Umberto I ha manifestato le difficoltà operative di una struttura che, invece di essere rilanciata per specialistiche, professionalità e capacità operative già possedute, viene mortificata; dal punto di vista formale l'Umberto I, a cui fanno riferimento anche gli ospedali di Pagani e Scafati, non può essere un Dipartimento di emergenza e urgenza di maggiore complessità, in quanto serve un bacino di utenza di 400.000 abitanti che è al di sotto della soglia dei 600.000, ma che nella pratica serve una platea ben più vasta, perché affluiscono anche pazienti del Vesuviano; quanto ai posti letto, l'ospedale di Nocera, con Pagani e Scafati, ne ha 500, rispetto agli attuali 400 del "Santa Maria delle Grazie" di Pozzuoli; ci sono anche altre incongruenze: l'Umberto I, infatti, è tra i quattro ospedali della Campania (gli altri sono il "Cardarelli" e il Policlinico di Napoli, oltre al "Ruggi" di Salerno) che costituiscono la rete degli hub per la "stroke unit", tanto che anche quest'anno, grazie al lavoro dei reparti di Neurologia e Neuro Radiologia, è stato riconosciuto dall'organizzazione internazionale ESO Angels come "centro platino" per il trattamento dell' ictus , si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto in premessa e se ritenga che sia leso dalla decisione della Regione Campania il diritto alla salute dei cittadini dell'area più densamente popolata della provincia di Salerno. Atto n. 4-06170 LANNUTTI ANGRISANI ABATE GIANNUZZI DI MICCO LA MURA GRANATO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della transizione ecologica Premesso che: il 20 ottobre 2021 il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo rinvio dell'imposta sui contenitori e imballaggi costituiti anche parzialmente da plastica con singolo impiego (monouso), i "MACSI", nel Documento programmatico di bilancio per il 2022. È stato deciso che l'imposta entrerà in vigore dal 2023; l'imposta sui "MACSI" è stata istituita dalla legge di bilancio per il 2020 (legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, commi 634-658). La legge di bilancio per il 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178) aveva fissato l'entrata in vigore della plastic tax al 1° luglio 2021 e introdotto alcune significative modifiche alle modalità di applicazione. Il decreto "sostegni bis" (decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73) aveva prorogato nuovamente l'entrata in vigore al 1° gennaio 2022. Il 20 ottobre scorso, l'ennesimo rinvio; considerato che: i MACSI sono i prodotti con funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari, tutti monouso, ad esempio bottiglie, le buste e le vaschette per alimenti in polietilene, i contenitori in tetrapak , contenitori per detersivi, ma anche imballaggi in polistirolo espanso, i rotoli in plastica pluriball , le pellicole e film in plastica estensibili. Sono inclusi i "semilavorati", ad esempio preforme (precisazione contenuta nelle modifiche apportate alla legge di bilancio per il 2020). I soggetti obbligati al pagamento della tassa sono: