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Quindi, ne facciamo diciotto di passi avanti. Mi stupisce che anche da parte di illustri colleghi con una grande esperienza parlamentare e sicuramente una grande cultura politica si sia voluto semplicemente distinguere tra atto privato o privatistico e atto politico che, di per sé, coincide con un preminente interesse nazionale. Questo non è possibile, perché l'atto politico (che sia di Governo, collettivo o individuale) giustificabile di per sé non è ammesso. Quello è l'arbitrio del potere politico. Non abbiamo ancora conferito i pieni poteri al senatore Salvini, questo è il punto. (Applausi dal Gruppo PD) . E non gliel'hanno conferito neanche i suoi elettori, caro senatore Salvini, che oggi è stato presente in Aula per una parte della seduta, parlando di tutto e molto poco del caso in questione. Lo comprendo: non essendo spesso in Aula ha dovuto approfittare di questo momento per discutere dei vari temi di cui noi non riesce a parlare. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Lanzi) . Entriamo nei fatti per giudicare questo punto, riguardante l'aver impedito lo sbarco che doveva essere completato secondo le leggi internazionali a cui siamo ancora tutti vincolati, la Costituzione e il cosiddetto decreto sicurezza bis , che esclude le navi militari da alcuni tipi di limitazioni e accentra nel Ministro dell'interno ogni competenza. Non ho mai ritenuto rilevante se ci fosse o meno una condivisione collegiale del Governo. Sta di fatto che, con il decreto sicurezza bis , il ministro Salvini si è attribuito ogni competenza e sta di fatto che ben diverso è parlare di redistribuzione dei migranti (e qui si continua a far finta di non capire) con i mezzi per eventualmente perseguire un qualcosa che non era neanche negli obiettivi. Infatti, è pacifico che, una volta sbarcati, sarebbero stati fatti tutti gli accertamenti necessari che non potevano essere fatti sulla nave, si sarebbe redistribuito dove doveva essere fatto e eventualmente proceduto a quei rimpatri assistiti che Salvini si è ben guardato dal fare da Ministro dell'interno. (Applausi dal Gruppo PD) . Qui possiamo dire che noi vantiamo numeri ben diversi. Non c'è una coincidenza tra l'interesse sovranazionale e l'essere Ministro, non c'entra la politica di Governo e non c'entrano eventuali dichiarazioni di condivisione sulla redistribuzione. Qui stiamo parlando del fatto se, come dicevo, un atto del Governo di per sé stesso coincida con l'interesse nazionale. C'è un'idea di Stato assoluto. Mi pareva che l'avessimo superata, anche prima della Costituzione repubblicana. Oggi abbiamo appreso, infatti, anche dell'istituto di una implicita condivisione del fatto che, se non dico, sono parimenti responsabile. Ma io penso che siamo assolutamente fuori tema. Torniamo ai fatti, perché con essi ci confrontiamo. Stiamo parlando di una corvetta militare, che è già territorio italiano. Quindi, cerchiamo di sgombrare il campo dalla fake news sui confini italiani. Siamo già sul territorio italiano. E chi avrebbe violato i confini italiani? Si tratta di 131 persone, alcune delle quali minori - e mi permetto qui di correggere il collega Casini - che sono stati fatti sbarcare per ordine della procura dei minori, non spontaneamente. Così come è stata fatta sbarcare, il 31 mattina, e non il 31 pomeriggio, una persona sospetta di tubercolosi. Stiamo parlando di persone che stavano esposte a 35 gradi minimo. Il comandante della nave ha steso un telo per ripararle dal sole. Stiamo parlando di persone che usufruivano di un unico bagno a bordo di una nave. Stiamo parlando di una imbarcazione che, ogni giorno, vedeva il proprio comandante chiedere l'indicazione, caparbiamente, di un posto sicuro di soccorso. Stiamo parlando di una indagine medica, con un medico a bordo, che denunciava il rischio di contagio, anche per i membri dell'equipaggio, di casi di scabbia, di ferite che era difficile garantire nella cura. Già, forse dimenticavo che l'importante è che non ci sia il pericolo di vita in assoluto. Un po' di sofferenza graduata, tenue, si può tollerare. Mi ero dimenticata che abbiamo un diritto inviolabile attenuato nella nostra Costituzione. Infatti, erano stati fatti screening e analisi varie per ispezioni mediche. Concludendo, di cosa stiamo discutendo? Stiamo discutendo della libertà dei cittadini. Stiamo discutendo del fatto che non è stato consegnato un potere assoluto. Stiamo discutendo, sì, dei figli di questo Paese, che sono i figli della nostra Costituzione, sono i figli di quelle libertà conquistate, sono quei figli che ritengono che la libertà dei cittadini sia inviolabile, che la libertà dei singoli sia sempre garantita, che la loro integrità sia sempre difesa da tutti. E noi ci rivolgiamo a quei cittadini. Lei, senatore Salvini, si rivolge direttamente al popolo. Noi ci rivolgiamo al popolo dei cittadini, anche ai suoi elettori, che non le hanno conferito questo potere. Ci rivolgiamo a tutti quei cittadini che sono fiduciosi che le loro libertà personali, inviolabili, saranno sempre difese e rispettate e non violate da chi ha il potere politico. Per questo voteremo no all'ordine del giorno G1. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Matrisciano) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, partiamo dal presupposto che il Regolamento lo conosciamo bene. È chiaro che oggi non è richiesta la presenza dei membri del Governo, ma il significato politico del fatto che le sedie siano tutte vuote c'è. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e della senatrice Giammanco) . Siamo qua a far politica. Quindi, lo sappiamo. Tra l'altro, ai sensi dell'articolo 64, comma 4, della Costituzione, i membri del Governo hanno il diritto a partecipare alle sedute anche se non è assolutamente richiesto. Ma la cosa più drammatica che è successa su questa vicenda è il fatto che il Parlamento, a partire dalla Giunta, non è andato a esprimersi davvero su quello per cui è chiamato a esprimersi. Il riferimento è all'articolo 9, comma 3, della legge costituzionale n. 1 del 1989, ossia non entrare nel merito del reato, bensì valutare se il ministro Salvini abbia o meno chiaramente agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o per il perseguimento di un preminente interesse politico nell'esercizio della funzione del Governo. Questo doveva essere - come è stato bene ricordato - il dovere di intervento e di valutazione del Parlamento. In realtà, tutto si è trasformato nella solita tifoseria, che sembra quasi calcistica, all'italiana: quindi tifosi contro Salvini. Addirittura il direttore del quotidiano «Il Riformista», Piero Sansonetti, scriveva già un bel po' di tempo fa che purtroppo, secondo lui, si sarebbe arrivati alla conta dei senatori filo-Salvini e anti-Salvini e tutto questo sarebbe stato un obbrobrio. È questo il risultato vero di questa pagina del Parlamento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) .