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Se dell'organo fanno parte più giudici onorari, cessano per primi, a parità di incarico, nell'ordine i giudici onorari di cui alle lettere f) , a) , e) e d) del comma 1 e quindi gli altri giudici onorari a partire dal più anziano di età. Ai fini del presente comma, per i giudici onorari che rientrino in più di una delle categorie indicate al comma 1 prevale la categoria per la quale è prevista la cessazione in via prioritaria. 4 Anche dopo l'entrata in vigore del presente codice, il Consiglio della giustizia tributaria può nominare giudici onorari per gli incarichi di cui all'articolo 111, comma 2, lettere da a) ad e) , esclusivamente in sostituzione di altri giudici supplenti od onorari cessati e soltanto in assenza di giudici nominati in seguito al concorso di cui all'articolo 7 o di giudici togati di cui all'articolo 110, comma 1, entrambi con i requisiti di anzianità previsti agli articoli 3 e 4, o di giudici supplenti nominati in base all'articolo 110, comma 4. Ai giudici così nominati si applica l'articolo 111, comma 3, lettera a) . 5 Il trattamento economico dei giudici onorari è determinato con il decreto del presidente del Consiglio di cui all'articolo 110, comma 2, su proposta del Consiglio della giustizia tributaria, ed è commisurato al numero di ricorsi decisi. Ai giudici onorari svolgenti funzione di giudici monocratici o facenti parte della sezione mediazione può essere riconosciuto un compenso aggiuntivo. 6 I compensi di cui al comma 5 sono cumulabili con i trattamenti pensionistici e di quiescenza comunque denominati. 113 (Corte suprema di cassazione) 1 Sono destinati alla trattazione esclusiva dei ricorsi in materia tributaria almeno dieci consiglieri scelti tra: a i professori ordinari di diritto tributario; b gli avvocati tributaristi che hanno almeno quindici anni di effettivo esercizio, sono iscritti nell'albo speciale per le giurisdizioni superiori di cui all'articolo 33 del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, e hanno maturato una significativa esperienza in materia tributaria; c i consiglieri di Cassazione che abbiano maturato una significativa esperienza prestando la propria attività come componenti delle commissioni tributarie. 2 La nomina è conferita con il decreto di cui all'articolo 1, comma 2, legge 8 settembre 1998, n. 303. 114 (Controversie pendenti di fronte alle commissioni tributarie provinciali e regionali) 1 Le controversie dinanzi alle commissioni tributarie provinciali e regionali di cui al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, pendenti alla data d'insediamento dei tribunali tributari e delle corti d'appello tributarie sono ad essi rispettivamente attribuite, tenuto conto, quanto alla competenza territoriale, delle rispettive sedi. 2 Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, le parti presentano una nuova istanza di fissazione di udienza relativamente ai ricorsi pendenti da almeno dieci anni per ogni grado di giudizio. In difetto, il ricorso o l'appello sono dichiarati estinti con decreto del presidente del tribunale tributario o della corte d'appello, da notificare alle parti. Dalla data della notificazione decorrono o riprendono a decorrere i termini di decadenza e di prescrizione. 3 L'estinzione non opera se alla data di cui al comma 1 è stata depositata la sentenza di primo o di secondo grado. 115 (Uffici di segreteria) 1 Fino all'emanazione del decreto di cui all'articolo 28, comma 4, del presente codice sono confermati numero, distribuzione territoriale, organici e attribuzioni degli uffici di segreteria delle commissioni tributarie provinciali e regionali di cui al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545. 2 Entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice le corti d'appello tributarie e i tribunali tributari stabiliscono quali uffici di segreteria delle commissioni tributarie provinciali e regionali sono trasformati nelle sezioni staccate di cui all'articolo 28, comma 1. Gli uffici di segreteria non trasformati sono soppressi entro il semestre successivo. 3 Il personale degli uffici di segreteria soppressi, comunque in servizio alla data di entrata in vigore del presente codice, hanno facoltà di rinunciare, entro e non oltre trenta giorni dalla data di cui al comma 2 primo periodo, a prestare servizio presso i restanti uffici di segreteria. Il personale che si è avvalso della facoltà di cui al primo periodo del presente comma continua a prestare servizio presso gli uffici delle segreterie dei tribunali tributari e delle corti d'appello tributarie fino a quando i posti non sono coperti con personale di corrispondente qualifica. 116 (Trasferimento della Direzione della giustizia tributaria) 1 Dalla data di entrata in vigore del presente codice sono trasferiti alla Presidenza del Consiglio dei ministri i compiti relativi all'attività giurisdizionale delle commissioni tributarie svolti dalla Direzione della giustizia tributaria del Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze, nonché i relativi uffici e le corrispondenti risorse umane e finanziarie. 2 Con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell'economia e delle finanze sono apportate le necessarie modifiche agli ordinamenti delle rispettive strutture generali della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell'economia e delle finanze. 117 (Regolamento unico di attuazione) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice sono adeguati alle disposizioni in esso contenute e raccolti in un unico regolamento di attuazione: a il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 1996, n. 619; b il regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 18 novembre 1996, n. 631; c il regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 19 luglio 2002, n. 184; d il regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163; e il regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 6 febbraio 2017, n. 22. 2 Ulteriori disposizioni di attuazione sono emanate esclusivamente mediante modificazione o integrazione del regolamento unico di attuazione di cui al comma 1. 118 (Regolamento unico di organizzazione) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice il Consiglio della giustizia tributaria emana un unico regolamento di organizzazione contenente le disposizioni di cui agli articoli 19, comma 2, 20, comma 1, 27, comma 3, e 31. 2 Ulteriori disposizioni di organizzazione sono emanate esclusivamente mediante modificazione o integrazione del regolamento unico di organizzazione di cui al comma 1. 119 (Abrogazioni e soppressioni) 1 Dalla data di entrata in vigore del presente codice sono abrogati o soppressi: a la legge 22 maggio 1989, n. 198; b il decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545; c il decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546;