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- Affido minori DDL 45 Disposizioni in materia di tutela dei minori nell'ambito della famiglia e nei procedimenti di separazione personale dei coniugi DDL 118 Norme in materia di mediazione familiare nonchè modifica all'articolo 337-octies del codice civile, concernente l'ascolto dei minori nei casi di separazione dei coniugi DDL 735 Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità DDL 768 Modifiche al codice civile e al codice di procedura civile in materia di affidamento condiviso dei figli e di mediazione familiare DDL 837 Norme a tutela della famiglia in caso di separazione e divorzio (Seguito della discussione congiunta e rimessione all'Assemblea) Prosegue la discussione congiunta sospesa nella seduta del 28 novembre 2018. Il PRESIDENTE comunica che è stata avanzata da parte dei senatori Pillon, Pepe, Pellegrini, Crucioli e Alessandra Riccardi, una richiesta di rimessione all'Assemblea del disegno di legge in titolo. Poiché la richiesta in oggetto risulta essere appoggiata da un numero di componenti della Commissione superiore ad un quinto, dispone che l'esame prosegua in sede referente ai sensi del comma 3, articolo 36, del Regolamento del Senato. La Commissione prende atto. IN SEDE REFERENTE 45 e conn. - Affido minori DDL 45 Disposizioni in materia di tutela dei minori nell'ambito della famiglia e nei procedimenti di separazione personale dei coniugi DDL 118 Norme in materia di mediazione familiare nonchè modifica all'articolo 337-octies del codice civile, concernente l'ascolto dei minori nei casi di separazione dei coniugi DDL 735 Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità DDL 768 Modifiche al codice civile e al codice di procedura civile in materia di affidamento condiviso dei figli e di mediazione familiare DDL 837 Norme a tutela della famiglia in caso di separazione e divorzio (Esame congiunto e rinvio) La Commissione conviene all'unanimità di acquisire in sede referente l'attività finora svolta in sede redigente. Il senatore CUCCA ( PD ) manifesta perplessità in merito alla richiesta testé avanzata di rimessione all'Assemblea, che è finalizzata, a suo dire, esclusivamente a mortificare i tempi della discussione, dal momento che tale scelta imporrà un contingentamento dei tempi per via della prossima calendarizzazione in Assemblea. Il PRESIDENTE ricorda che le richieste di passaggio dalla sede redigente quella referente sono state già presentate più volte nel corso di questa legislatura sempre da parte dei rappresentanti dell'opposizione. Fa presente che non vi è il rischio paventato dal senatore Cucca di una calendarizzazione dei lavori da parte della Conferenza dei Capigruppo talmente stringente da non consentire un adeguato dibattito e conclusione dell'esame in Commissione. La senatrice VALENTE ( PD ) concorda con il senatore Cucca ritenendo che questa operazione finisca con il perseguire l'intento di dettare i tempi della discussione. Rimarca la forte critica che emerge da più parti verso i provvedimenti. Il senatore CRUCIOLI ( M5S ) ricordando di essere tra i firmatari di questa richiesta ritiene che la medesima debba essere interpretata con uno spirito opposto rispetto a quello paventato, in quanto l'intento è semmai quello di ampliare il dibattito sul testo, non di comprimerlo, in un'ottica costruttiva. Sottolinea come il Partito Democratico, pur tanto sensibile al tema in questione, non abbia depositato un proprio testo nonostante ne avesse presentato uno nella precedente legislatura e ne abbia presentato un altro in questa legislatura, poi ritirato. Ricorda come la priorità del proprio Gruppo sia agire a tutela dell'interesse dei bambini. Il senatore PEPE ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea l'atteggiamento contraddittorio del Partito Democratico che prima chiede il ritiro dei disegni di legge in questione, per poi dolersi della mancanza dei tempi di discussione. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) insiste affinché si verifichino in concreto le modalità in base alle quali si dovrà svolgere il dibattito sui disegni di legge. La senatrice CIRINNA' ( PD ) intervenendo in replica al senatore Pepe ricorda come il Partito Democratico continui ad insistere sempre sul ritiro dei testi in questione. Il PRESIDENTE avverte che la seduta è sospesa per consentire lo svolgimento dell'Ufficio di Presidenza per la programmazione dei lavori. La seduta, sospesa alle ore 14,50, riprende alle ore 15,10. Il PRESIDENTE avverte che la discussione generale inizierà nella presente seduta e che proseguirà nelle successive sedute. Informa che sono iscritti a parlare i componenti del Gruppo del Partito Democratico e che gli altri Gruppi segnaleranno a loro volta le proprie iscrizioni. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) dopo aver illustrato le premessa del disegno di legge che si propone di realizzare il principio dei tempi paritetici, ritiene tuttavia di esprimere alcune criticità facendo leva sul fatto che tale modello non sarebbe rispettato nemmeno in Paesi come il Belgio o l'Olanda caratterizzati in buona sostanza da un modello di Stato sociale più evoluto e più organizzato rispetto al nostro, mentre tornando all'esperienza italiana, ricorda come nella sua attività di magistrato ha avuto modo di notare come solo raramente i padri chiedano di avere dei tempi di affidamento più ampi rispetto a quelli canonici del fine settimana alternato. Questo scarso ricorso alla prassi dei tempi paritetici si spiega a suo avviso con il fatto che il nostro modello sociale è ancora improntato ad una prevalenza economica dell'uomo, come attestano i tassi di disoccupazione femminile piuttosto marcati nel nostro Paese. Fa notare le perplessità in merito alla proposta di introdurre la mediazione obbligatoria per una serie di ragioni: intanto perché, a suo dire, la mediazione familiare è ben diversa dalla mediazione classica e non può essere considerata uno strumento di risoluzione alternativa delle controversie, vista la presenza di situazioni affettive e a carattere marcatamente indisponibile. Sempre in merito alla mediazione obbligatoria ritiene che contrasti con l'articolo 48 della Convenzione di Istanbul che vieta ai Paesi sottoscrittori il ricorso a forme di mediazione in situazioni in cui possano esservi state violenze domestiche. Evidenzia le criticità in merito al problema economico dal momento che solo il primo incontro di mediazione sarebbe gratuito mentre i costi degli incontri successivi resterebbero a carico dei coniugi. Pone inoltre un problema di sostenibilità economica in merito alla previsione che riconosce la gratuità del primo incontro di mediazione, chiedendosi quali possano essere gli impatti di tali costi sull'erario. Condivide invece e saluta con favore l'introduzione della figura del coordinatore familiare. Non condivide invece al contrario l'idea che l'ordinanza del giudice istruttore possa essere modificabile perché a suo dire ciò comporterebbe un allungamento dei tempi processuali con il rischio che vengano presentati ricorsi dilatorio o pretestuosi. Contesta la diversificazione che ne deriverebbe in merito al diverso trattamento processuale per i figli legittimi rispetto ai figli naturali. Critica il rischio che possano scaturire prassi quali quella dell'affidamento alternato (prassi che, ricorda, fu in passato sperimenta da alcuni tribunali ma poi subito abbandonata per via delle conseguenze negative che lasciava sullo sviluppo dei minori).