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questo è il combinato di una questione di mercato (il prezzo del barile), di un po' di carenza di diesel e del costo in crescendo (veramente un po' esagerato, a questo punto) del gas e dell'energia che serve ai processi industriali. Mi fermo qua. Vi ringrazio per l'attenzione e spero che quanto vi ho detto sia chiaro. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro della transizione ecologica. È iscritto a parlare il senatore Renzi. Ne ha facoltà. RENZI (IV-PSI) . Signora Presidente, Italia Viva ha chiesto questo appuntamento, del quale ringraziamo lei, ringraziamo la Conferenza dei Presidenti di Gruppo e naturalmente ringraziamo il signor Ministro, perché pensiamo che su questo tema stiamo rischiando moltissimo. Nella vita quotidiana delle famiglie questa vicenda sta pesando come uno tsunami , sia per esigenze strettamente economiche che per una questione di fiducia. Dopo due anni di Covid, arriva una botta ulteriore; e sappiamo quanto sia importante la fiducia nell'economia. Dunque, abbiamo chiesto questo appuntamento e ci dichiariamo soddisfatti, signor Ministro, delle sue considerazioni. Aggiungiamo le nostre, molto brevemente; il tempo non permette altro che dei singoli tweet . Prima, però, premettiamo che stiamo parlando di una guerra e, quando si parla di una guerra, la prima immagine, il primo pensiero, il primo momento di riflessione vanno a quelle famiglie che stanno perdendo i propri cari, a quelle immagini delle donne incinte che perdono i bambini, a quelle immagini di famiglie che vengono costrette a lasciare l'Ucraina (Applausi) , ribadendo che c'è un aggressore, la Russia di Putin, e c'è un aggredito, l'Ucraina. Su questo non ci possono essere dubbi. C'è un elemento in più, tuttavia; io penso che siamo in presenza di uno stravolgimento. Quelli che dicono che ciò che sta facendo Putin è umorale a mio giudizio sbagliano. Quello che sta facendo Putin è immorale, ma non è umorale; è figlio di una visione strategica che sta spostando a Est la mappa del mondo. Su questo ha ragione il signor Ministro a dire che ancora non ci sono i gasdotti; ma negli accordi del 2021 e del 2022 è evidente che c'è un patto Russia-Cina che si apre al Sud-Est e, più in generale, ai Paesi asiatici e africani. Questo deve farci riflettere e deve farci domandare cosa vogliamo fare da grandi, come Unione europea. Ieri Zelensky ha detto giustamente che l'Ucraina non entrerà nella NATO. Una volta che abbiamo detto questo, che è un punto importante per arrivare a una tregua, la domanda è: la NATO oggi quale missione strategica ha? Quella di combattere i terroristi islamici e i cyber attack o di essere un ricordo del passato? È un grande tema, di cui non possiamo discutere qui oggi. Quello che è certo è che il mondo si sta spostando a Est e che la Cina è sempre più centrale. Da questo dobbiamo partire. Per arrivare a dire cosa? Per arrivare a delle conseguenze nella nostra vita. Oggi, con quanto accaduto, grazie anche all'azione del Ministro, è evidente che è finito il tempo del no a prescindere sugli impianti. Per un quindicennio c'è stata una ubriacatura da no a prescindere. Io ho fatto il Presidente della Provincia e avevo i comitati del no ai termovalorizzatori. Ho fatto il sindaco e avevo il no per qualsiasi intervento sull'energia. Ho fatto il Presidente del Consiglio e avevo il no sul TAP. Ora non voglio stare a rivendicare quello che abbiamo fatto noi. Il punto fondamentale è che in questo pianeta o si pone il tema dell'energia come chiave, non soltanto per una questione economica, ma per una questione di giustizia, oppure ci portano tutti via e saremo sempre più insignificanti nello scacchiere internazionale che cercavo rapidamente di delineare. Per questo è assurdo che ci siano delle Regioni che hanno bloccato non solo le trivelle, ma le rinnovabili. E ciò è accaduto in questi mesi e bisogna avere il coraggio di dire che ha fatto male al nostro portafoglio e alla nostra credibilità. (Applausi) . Dopodiché, signor Ministro, lei ha detto che porterà in Europa la proposta italiana perché ci sia un tetto ai costi ed è fondamentale, anche perché, se giustamente si dice che c'è una truffa - lei ha fatto bene a dirlo - è chiaro che i truffati sono i cittadini, ma bisogna anche dire con forza che i truffatori devono essere messi in condizione di non truffare più. Il punto fondamentale è che serve un tetto, perché la casa degli italiani ha bisogno di un tetto al costo della benzina e al costo delle bollette, che stanno facendo impazzire le nostre famiglie. Per concludere, saltando tutta una serie di considerazioni che avrei voluto farle, signor Ministro, va bene andare nella direzione di mettere un tetto finale alle spese degli italiani, però si abbia anche il coraggio di inserire questa dinamica in una cornice più ampia. Sta cambiando il mondo e il mondo rende necessario un nuovo protagonismo dell'Italia. Non si può fare un ragionamento di lungo periodo senza pensare che nel frattempo le famiglie, le imprese, le RSA, il mondo delle scuole e della quotidianità stanno soffrendo una crisi che non era prevista e non ha paragoni immaginabili negli ultimi trent'anni. Buon lavoro, signor Ministro, siamo con lei. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà. LANNUTTI (Misto-IdV) . Signora Presidente, ringrazio il Ministro per l'informativa che ci ha dato, anche perché vi sono una serie di aumenti, alcuni dei quali sono figli della guerra, mentre altri si sono verificati prima ancora che iniziasse il conflitto. Leggo un comunicato dell'ARERA, l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, del 30 dicembre 2021: luce + 55 per cento, gas +41 per cento e non c'era ancora il conflitto. Per una famiglia tipo la variazione della bolletta, sempre secondo quel comunicato, sarà del 68 per cento per l'energia e del 64 per cento per il gas. Aggiungo che siamo di fronte ad una speculazione vera e propria. Lei, signor Ministro, ha affermato che c'è un aumento speculativo, ma quando ci sono gli aumenti speculativi si interviene. So che c'è un'inchiesta della procura della Repubblica e si attiva la Guardia di finanza. Nel 2008, all'epoca della crisi di Lehman Brothers, il costo di un barile Brent era di 147,50 dollari; in questi giorni ha toccato il picco di 139 dollari. Tuttavia, mentre il costo del gasolio ha superato quello delle benzine, arrivando a oltre 2,3 euro al litro, nel 2008 il costo della benzina era attorno a 1,37-1,40 euro al litro: altro che speculazione, quindi. Per evitare la fiera dell'ipocrisia il Ministro ha affermato che bisogna fare le accise mobili. Io ho presentato decine di volte emendamenti al riguardo, abbiamo fatto conferenze stampa in sala Nassirya per le accise mobili e per fissare un tetto, ma purtroppo tutti quegli emendamenti sono stati bocciati, anche perché nel gravame delle benzine ci sono diciotto una tantum : la crisi di Suez, eccetera.