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d definire i ruoli, le competenze e la natura giuridica delle Federazioni sportive nazionali (FSN), delle Discipline sportive associate (DSA) e degli Enti di promozione sportiva (EPS); e definire le qualifiche professionali necessarie per l'insegnamento delle discipline sportive e delle attività motorie, tra laureati in scienze motorie, diplomati ISEF e istruttori dotati di brevetto rilasciato dalle FSN, DSA o EPS; f individuare le condizioni sanitarie per la pratica sportiva, attraverso il riordino e la razionalizzazione della disciplina relativa alla certificazione medica e quella legata all'adozione e all'utilizzo dei defibrillatori automatici; g definire procedure certe, nell'ambito del codice degli appalti di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, per l'assegnazione alle società sportive di semiprofessionisti e dilettanti della gestione di impianti sportivi pubblici; h identificare i luoghi dove si possa praticare sport, stabilendo facilitazioni urbanistiche per convertire immobili con altre destinazioni d'uso in impianti sportivi; i promuovere l'utilizzo degli spazi per l'attività fisica di base, quale strumento per il miglioramento della qualità della vita, per il contrasto della devianza giovanile, per il recupero delle fasce a più alto rischio di esclusione sociale e per l'inclusione sociale degli anziani; l promuovere l'attività motoria in favore dei soggetti rappresentativi delle categorie più deboli della popolazione, quali anziani e disabili; m provvedere alla riforma dell'Istituto per il credito sportivo, potenziando il Fondo di garanzia a favore delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche, al fine di renderlo realmente fruibile per consentire la ristrutturazione o la realizzazione di impianti sportivi pubblici a gestione diretta; n introdurre un meccanismo, attraverso l'Istituto per il credito sportivo, che faciliti e garantisca l'erogazione di finanziamenti alle società sportive che intendano ristrutturare o dotare di nuove infrastrutture gli impianti sportivi pubblici; o prevedere agevolazioni per i comuni interessati da calamità naturali, attraverso l'inserimento dell'impianto sportivo locale nell'ambito del servizio pubblico territoriale. 4 (Istituzione dei Centri di servizio per lo sport) 1 Nell'esercizio della delega di cui al l'articolo 1, il Governo, ai fini dell'erogazione di servizi di informazione e comunicazione dedicati alla promozione e alla diffusione dello sport, si attiene al seguente principio e criterio direttivo: istituire i Centri di servizio per lo sport (CSS), attraverso il coinvolgimento delle sedi provinciali del CONI, con funzione di facilitazione della pratica dello sport, per fornire indicazioni precise, a coloro che vogliono praticare uno sport, su come ci si affilia ad una FSN o ad un EPS, sull'ubicazione degli impianti sportivi relativi ad una specifica disciplina, sulle modalità di richiesta ai comuni di autorizzazioni per lo svolgimento di manifestazioni all'aperto e sull'attività formativa in ambito sportivo. 5 (Soggetti praticanti attività sportive) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo, ai fini della qualificazione dei soggetti che praticano le attività sportive, si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a suddivisione delle attività sportive in tre categorie: professionismo, semiprofessionismo e dilettantismo; b adozione della definizione di professionismo sportivo ai sensi della legge 23 marzo 1981, n. 91; c qualificazione del semiprofessionismo sportivo quale esercizio in via stabile e principale di un'attività sportiva o motoria di interesse generale, svolta attraverso associazioni sportive dilettantistiche, costituite in forma di società a responsabilità limitata o cooperativa, a tal fine costituite e regolarmente iscritte al registro nazionale delle associazioni e società sportive dilettantistiche del CONI, che possano prevedere anche finalità lucrative in misura non superiore a quelle previste dall'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112; d qualificazione del dilettantismo sportivo quale esercizio di pratica sportiva svolta attraverso associazioni e polisportive senza scopo di lucro, con effettiva base associativa, con la previsione di una procedura facilitata per il riconoscimento della personalità giuridica e limitazioni di responsabilità dei dirigenti, con contestuale previsione per gli stessi dell'obbligo di copertura assicurativa per la responsabilità civile; la pubblicità delle attività associative non deve costituire indice della natura commerciale delle associazioni, a condizione che vi sia specificato che le attività sono svolte nei confronti dei soci o tesserati dell'organismo nazionale di appartenenza. 6 (Finanziamenti per lo sport) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo, ai fini del finanziamento delle attività sportive si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a previsione di un sistema di finanziamento per lo sport basato su un meccanismo di erogazione annuale delle risorse provenienti dal bilancio dello Stato, gestito dalla società Sport e salute Spa nelle modalità ivi definite e comunque in misura tale da garantire la sostenibilità dell'intero sistema; b destinazione da parte della Società sport e salute Spa dei fondi pubblici sia al CONI che alle FSN, agli EPS e alle DSA, in misura tale da garantirne gli scopi istituzionali costitutivi, nonché destinazione di una quota parte di risorse allo sviluppo dell'attività motoria e dello sport sociale; c destinazione di una quota parte delle risorse provenienti dalla commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi relativi ai campionati di calcio, in misura non inferiore al 10 per cento, per il potenziamento della pratica dello sport in ambito scolastico. 7 (Fiscalità a sostegno dello sport dilettantistico) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1 il Governo, ai fini dell'introduzione di incentivi statali e agevolazioni finanziarie e tributarie per le società semiprofessionistiche e per le società e le associazioni sportive dilettantistiche, in vista del rafforzamento della funzione sociale svolta dalle stesse e per favorire l'adeguata manutenzione del patrimonio impiantistico sportivo, si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a introduzione dell'esenzione IVA, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 10, numero 20), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per i corsi di avviamento alla pratica sportiva e le attività motorie, posti in essere da associazioni sportive dilettantistiche o da società semiprofessionistiche iscritte al registro nazionale delle associazioni e società sportive dilettantistiche del CONI e soggette ad imposte sui redditi, anche se poste in essere a fronte di corrispettivi specifici, nei confronti di associati o tesserati, per l'associazione o società sportiva che li organizza; b modifica della disciplina di cui al comma 1 dell'articolo 9 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1999, n. 544, laddove limita l'applicazione della determinazione forfettaria del reddito, di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398, ai proventi conseguiti nell'esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali;