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L'ultimo articolo di cui sono relatore, il 4, prevede che, per gli interventi infrastrutturali ritenuti prioritari, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, e sentito il Ministro dell'economia e delle finanze, disponga la nomina di uno o più commissari straordinari. I commissari straordinari, ai quali spetta ogni determinazione necessaria per l'avvio o la prosecuzione dei lavori, provvedono all'eventuale rielaborazione e approvazione dei progetti non ancora appaltati, operando in raccordo con i provveditorati interregionali alle opere pubbliche. I commissari straordinari possono essere abilitati ad assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante e operano in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione e dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. Essi operano in raccordo anche con Investitalia, la struttura di missione per il supporto alle attività del Presidente del Consiglio dei ministri relative al coordinamento delle politiche del Governo e dell'indirizzo politico e amministrativo dei Ministri in materia di investimenti pubblici e privati, la cui istituzione è prevista dalla legge di bilancio per il 2019. Il comma 6 prevede la nomina di un commissario straordinario incaricato di sovraintendere alla programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione degli interventi sulla rete viaria della Regione Siciliana. Il comma 7 dichiara conclusi i programmi infrastrutturali «6000 campanili» e «Nuovi progetti di intervento». Le economie risultanti sono assegnate a un nuovo programma di interventi infrastrutturali per i piccoli Comuni fino a 3.500 abitanti. I commi da 8 a 12 disciplinano la realizzazione e il completamento delle opere nelle aree delle Regioni Campania e Basilicata colpite dagli eventi sismici del novembre 1980 e del febbraio 1981, a seguito della cessazione della gestione commissariale. In particolare, alla Regione Campania è affidato il completamento della strada a scorrimento veloce Lioni-Grottaminarda. L'attuazione degli interventi di completamento sarà vagliato da un apposito comitato di vigilanza, istituito con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico. Le Commissioni riunite hanno esteso ai contributi, da attribuire ai Comuni per l'anno 2020 per interventi riferiti a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio previsti dalla legge di bilancio per il 2018, le procedure di attribuzione previste per gli analoghi contributi stanziati dalla legge di bilancio per il 2019. Con riferimento ai contributi ai Comuni previsti dalla legge di stabilità per il 2018, le Commissioni riunite hanno poi previsto che, nel caso di mancato rispetto dei termini e delle condizioni ivi previste, il Ministero dell'interno non proceda al recupero del contributo nei casi in cui il mancato rispetto dei termini sia stato determinato dall'instaurazione di un contenzioso in ordine alla procedura posta in essere dal Comune. Per i contributi assegnati per l'anno 2018, il recupero non si applica agli enti beneficiari del medesimo contributo che hanno posto in essere, entro i termini previsti, le attività preliminari all'affidamento dei lavori rilevabili attraverso il sistema di monitoraggio, a condizione che l'affidamento avvenga entro il 31 dicembre 2019. Signor Presidente, vista la vastità dell'argomento e la ristrettezza dei tempi, mi riservo di depositare agli atti una relazione più dettagliata. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . La Presidenza la autorizza in tal senso. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Faggi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, prima di iniziare il mio intervento mi associo anch'io alle parole di ringraziamento pronunciate dal collega Santillo, e innanzitutto le rivolgo a lui con cui ho avuto modo di lavorare in maniera proficua, a tutti gli Uffici, sia del Senato che ministeriali. Rivolgo poi un particolare ringraziamento al vice ministro Rixi per il supporto tecnico e politico profuso in questi giorni e anche al ministro Toninelli, nonché ai sottosegretari Crimi e Santangelo. Nel corso della XVIII legislatura è stata posta in essere una serie di provvedimenti legislativi di intervento in favore dei territori del Paese interessati dagli eventi sismici degli ultimi anni. Si tratta dei decreti-legge nn. 55, 91 e 109 del 2018 e del decreto-legge n. 32 del 2019, nonché della legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018). Il 50 per cento circa di queste risorse (ovvero 700 milioni di euro) è stato assegnato nell'anno 2019, mentre per l'esercizio 2020 sono stati concessi circa 238 milioni di euro, pari a circa il 18 per cento del totale delle risorse stanziate. Per l'esercizio 2018 sono state approntate nuove risorse per circa 185 milioni di euro, pari al 14 per cento del totale di risorse previste nel periodo 2018-2023. Infine, nel triennio 2001-2023 sono stati stanziati circa 220 milioni di euro complessivi, con un'assegnazione di risorse man mano decrescente all'avvicinarsi dell'anno terminale del periodo considerato. Nel complesso, le nuove risorse stanziate ammontano a circa 1,35 miliardi per il periodo 2018-2023. In ultimo occorre segnalare che, con la legge di bilancio 2019, sono stati stanziati fondi per circa 360 milioni in favore non di specifici eventi sismici, ma più in generale per emergenze e calamità nazionali. Venendo invece agli articoli del decreto-legge n. 32 del 2019 da convertire, si parla anche di ricostruzione a seguito di eventi sismici e di rigenerazione urbana. L'articolo 5 del decreto-legge reca norme in materia di rigenerazione urbana; in particolare, esso prevede che le Regioni e le Province autonome debbano adottare deroghe al decreto ministeriale n. 1444 del 1968 sugli standard urbanistici, nonché disposizioni sugli spazi da destinare agli insediamenti residenziali, a quelli produttivi, a quelli riservati alle attività collettive, al verde e ai parcheggi, nell'ambito della definizione o revisione di strumenti urbanistici comunque funzionali a un aspetto complessivo e unitario, o di specifiche aree territoriali. Ciò al fine di orientare i Comuni nella definizione dei limiti di densità edilizia, altezza e distanza dei fabbricati negli ambiti urbani consolidati. L'articolo prevede inoltre che, in ogni caso di demolizione e ricostruzione, quest'ultima è comunque consentita nel rispetto delle distanze legittimamente preesistenti, purché sia effettuata assicurando la coincidenza dell'area di sedime e del volume dell'edificio ricostruito con quello demolito nei limiti dell'altezza massima di quest'ultimo.