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10 (Esito dell'istanza) 1 L'istanza per il riconoscimento dello status di apolide è rigettata qualora ricorrano i presupposti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, della Convenzione del 1954. 2 L'istanza per il riconoscimento dello status di apolide è accolta ove ricorrano i presupposti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, della Convenzione del 1954. 11 (Contenuto dello status ) 1 Le disposizioni della presente legge non pregiudicano i diritti derivanti dall'applicazione della Convenzione del 1954. 2 A seguito dell'accoglimento dell'istanza, è rilasciato un permesso di soggiorno per apolidia con validità quinquennale e rinnovabile fino all'acquisto di una cittadinanza o alla revoca dello status di apolide ai sensi dell'articolo 12. In caso di revoca, il permesso di soggiorno per apolidia può essere convertito in permesso di soggiorno ad altro titolo, sussistendone i presupposti. 3 Al titolare dello status di apolide si applicano i diritti e le modalità di esercizio degli stessi previsti per i titolari dello status di rifugiato ai sensi degli articoli 24, 25, 26 e 27 del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251. 4 Il titolare dello status di apolide può richiedere il ricongiungimento familiare per le medesime categorie di familiari e con la stessa procedura previste per i titolari dello status di rifugiato dall’articolo 29- bis del testo unico delle disposizioni per la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. 5 In analogia con quanto previsto per i titolari dello status di rifugiato, unitamente alla decisione è consegnato all'interessato un opuscolo contenente informazioni sui diritti e sugli obblighi connessi allo status riconosciuto, redatto in una lingua che si presume a lui comprensibile o comunque in lingua inglese, francese, spagnola o araba, con modalità da stabilire con il regolamento di cui all'articolo 15. 12 (Revoca dello status ) 1 Il riconoscimento dello status di apolide è revocato dal Ministero dell'interno qualora sia successivamente accertata la sussistenza di taluna delle seguenti circostanze: a l'interessato può essere considerato cittadino di uno Stato; b l'accoglimento dell'istanza è stato determinato, in modo esclusivo, dalla valutazione di circostanze presentate in modo non veritiero o dall'omessa indicazione di altre, ovvero dalla presentazione di documentazione falsa o reticente, in assenza della quale si possa ragionevolmente evincere che l'interessato sia cittadino di uno Stato; c nei confronti dell'interessato ricorre taluno dei presupposti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, della Convenzione del 1954. 13 (Impugnazione) 1 Avverso le decisioni di rigetto dell'istanza o di revoca del riconoscimento dello status di apolide è ammesso ricorso innanzi all'autorità giudiziaria ordinaria secondo quanto previsto dall'articolo 19 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150. 14 (Formazione e diffusione delle informazioni) 1 Il personale dell'amministrazione pubblica e gli operatori del settore ricevono una formazione di base per l'attuazione della disciplina recata dalla presente legge secondo gli ordinamenti degli uffici e dei servizi in cui espletano la propria attività. 2 Presso i centri di identificazione ed espulsione e i centri di accoglienza sono previsti servizi al fine di fornire informazioni e assistenza agli stranieri che intendano presentare istanza di riconoscimento dello status di apolide. 3 Le modalità di attuazione del presente articolo sono stabilite con il regolamento di cui all'articolo 15. 15 (Regolamento d'attuazione) 1 Con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b) , della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dell’interno, sono stabilite le modalità di attuazione della stessa, in particolare riguardo ai meccanismi di raccordo tra la procedura per il riconoscimento della protezione internazionale e la procedura per il riconoscimento dello status di apolide, previa consultazione dell'UNHCR, delle associazioni interessate nonché previa acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari, che devono pronunciarsi entro quarantacinque giorni dalla richiesta.