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"Al momento risulta consentita solo la coltivazione delle varietà ammesse, l'uso industriale della biomassa, nonché la produzione per scopo ornamentale, mentre per la destinazione alimentare possono essere commercializzati esclusivamente i semi in quanto privi del principio psicotropo (Thc). Resta il divieto di utilizzo di foglie e fiori di canapa per scopo alimentare" per cui si è in attesa di un decreto del Ministero della salute"; si tenga presente che la legge non prevede la possibilità della combustione; il Ministero delle politiche agricole ha, infatti, chiarito che la legge non prevede la possibilità della combustione, in quanto ha solo finalità agricole; l'Agenza italiana del farmaco, precisa che la cannabis light può essere considerata un medicamento, quindi un farmaco, sotto controllo medico che non può e non deve essere venduto privatamente, infatti, per l'aspetto sanitario, a tutela della salute del cittadino esistono i presidi preposti e l'ausilio medico, farmacie comprese; la legge n. 242 del 2016, giova ribadirlo, non prevede la vendita, tuttavia, con ben due circolari ministeriali, è stata permessa l'apertura dei punti vendita, focalizzando l'attenzione alle infiorescenze della canapa che come coltivazioni destinate al florovivaismo, possono essere vendute, purché tali prodotti derivino da una delle varietà ammesse, di cui al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ed a condizione che non superi il livello di THC stabilito dalla normativa e sempre che il prodotto non contenga sostanze dichiarate dannose per la salute dalle istituzioni competenti; da un comunicato ANSA del 25 luglio 2018 si apprende che il Ministero delle politiche agricole propone un Tavolo di filiera con la presenza degli altri Ministeri coinvolti, delle organizzazioni dei produttori agricoli e con il mondo della ricerca, per affrontare il tema, confermando che la legge regola solo la parte agricola e non quella commerciale; a giudizio dell'interrogante occorrerebbe che da parte del Governo vi fosse una espressione di chiarezza su questo argomento, sussistendo forti e motivati sospetti afferenti alla illiceità delle attività commerciali, che liberamente vendono al dettaglio prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, e la susseguente illegalità relativa alla finalità di consumo privato per combustione di tali prodotti, si chiede di conoscere: se i negozi abilitati alla vendita della cosiddetta cannabis light svolgano la loro attività commerciale entro definiti perimetri di legalità, ovvero siano stati aperti esclusivamente attraverso una interpretazione, che l'interrogante ritiene opinabile, della legge n. 242 del 2016; se i Ministri in indirizzo intendano intervenire su questa vicenda con un atto normativo, nell'ambito delle loro competenze, che faccia definitivamente chiarezza sul fenomeno della vendita di prodotti a base di canapa; laddove non ritengano conforme a diritto imperativo e cogente la vendita per il consumo umano di prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, come intendano intervenire per interromperne la pratica. Atto n. 4-00487 LANNUTTI DESSI' CASTALDI AIROLA DI NICOLA PESCO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: nei giorni scorsi sono arrivati al Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) i dossier di Cortina d'Ampezzo, Milano e Torino per l'organizzazione delle olimpiadi invernali del 2026, dopo la bocciatura delle olimpiadi a Roma da parte del sindaco e della Giunta capitolina; in particolare relativamente alla candidatura di Roma ai giochi del 2024, è stata aperta dalla Procura della Corte dei conti un'indagine sul bilancio del comitato che la sosteneva. Si tratterebbe dell'affidamento a Coni Servizi della gestione del progetto a sostengo della candidatura della capitale alla 33a edizione delle olimpiadi e di un primo stanziamento da 2.681.000 euro a favore di "attività propedeutiche alla candidatura". In pratica "fondi da coprire con le risorse concesse a Roma 2024 dalla legge di stabilità 2016. Due milioni per il 2016 e 8 per il 2017", come si legge su un articolo online de "la Repubblica" del 31 maggio 2017; considerato che: un articolo online del 3 agosto 2018 di "regioni" riporta: «"Benvenuta la candidatura italiana a tre città per le Olimpiadi invernali del 2026". Il Cio benedice con una nota l'operazione varata dal Coni e dal suo presidente Giovanni Malagò in linea con le indicazioni della Presidenza del Consiglio dei ministri. "Il Cio - aggiunge il comitato olimpico internazionale - continuerà a lavorare con il Coni e le tre città nello sviluppo di un progetto in linea con le riforme dell'agenda olimpica 2020 e le nuove norme che hanno modificato il processo di candidatura al 2026". "L'unione delle tre sedi - si legge, nella nota del Cio - dimostra la forza del nuovo processo di candidatura. L'Italia è entrata nella fase di dialogo senza impegno entro la scadenza del 31 marzo 2018 e ha condotto studi di fattibilità, prima di confermare il proprio progetto. Il Cio continuerà a collaborare con il Coni e le tre città per fornire competenze, contribuendo allo sviluppo di piani in linea con le riforme dell'agenda olimpica 2020 e della nuova normativa, che hanno modellato il processo di candidatura 2026 per garantire che i progetti soddisfino le esigenze a lungo termine di città, regioni e Paesi ospitanti"»; lo sport è fondato su valori importanti quali lealtà, spirito di squadra e rispetto dell'avversario, valori che sottintendono un'etica e una morale che consentono di acquisire una maturità nella pratica sportiva e nella vita, al punto che il Coni per evitare comportamenti scorretti, si è dotato di un codice di comportamento sportivo per elencare i doveri fondamentali, inderogabili e obbligatori, di lealtà, correttezza e probità previsti e sanzionati dagli statuti e dai regolamenti del Coni, delle federazioni sportive nazionali, ivi compresi quelli degli organismi rappresentativi delle società, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva e delle associazioni benemerite. I tesserati alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate, agli enti di promozione sportiva e alle associazioni benemerite, in qualità di atleti, tecnici, dirigenti, ufficiali di gara, e gli altri soggetti dell'ordinamento sportivo, in eventuali altre qualifiche, comprese quelle di socio cui è riferibile direttamente o indirettamente il controllo delle società sportive, sono tenuti all'osservanza del codice, la cui violazione costituisce grave inadempimento meritevole di adeguate sanzioni. L'ignoranza del codice non può essere invocata a nessun effetto. Il garante del codice di comportamento sportivo, istituito presso il Coni, adotta istruzioni, vigila sulla corretta attuazione del codice e segnala ai competenti organi degli enti di appartenenza i casi di sospetta violazione, ai fini del conseguente giudizio disciplinare, fermi restando i poteri di controllo del Coni; considerato inoltre che, da quanto si apprende da notizie di stampa: