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Relativamente all'iscrizione negli elenchi del personale in possesso di un'alta specializzazione, il comma 9 prevede lo svolgimento di procedure idoneative ai sensi dell'articolo 10 del decreto-legge n. 44 del 2021 con previsione della sola prova scritta, le quali danno diritto all'inserimento nei predetti elenchi in ordine di graduatoria. Il comma 10 definisce la nozione di « alta specializzazione », riconducendola al possesso cumulativo della laurea magistrale o specialistica e di uno dei seguenti titoli: dottorato di ricerca; documentata esperienza professionale continuativa di durata almeno biennale, maturata presso enti e organismi internazionali ovvero presso organismi dell'Unione europea. Il comma 11 disciplina le modalità di svolgimento delle procedure di reclutamento relative al personale con contratto a tempo determinato che possono essere organizzate dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri ai sensi del comma 3- quinquies dell'articolo 4 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, anche avvalendosi dell'associazione Formez PA e del portale del reclutamento di cui all'articolo 3, comma 7, della legge 19 giugno 2019, n. 56. Per incentivare il buon andamento delle procedure competitive di reclutamento, nei bandi è indicato anche il cronoprogramma relativo alle diverse fasi di svolgimento delle procedure stesse. Il comma 12 stabilisce che le commissioni esaminatrici delle procedure di cui al presente articolo sono composte nel rispetto del principio della parità di genere, fermo restando l'articolo 57 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Il comma 13, relativamente al personale di cui alla lettera b) del comma 5, prevede che le unità vengano equiparate al profilo dell'Area III, posizione economica F3, del contratto collettivo nazionale di lavoro Funzioni centrali, o secondo le tabelle di equivalenza utilizzate per altre aree o altri comparti contrattuali. Il comma 14 dispone che le amministrazioni possono assumere personale a tempo determinato anche mediante utilizzo di graduatorie concorsuali vigenti anche di concorsi a tempo determinato, in deroga ai piani triennali dei fabbisogni e alle disposizioni in materia di mobilità di cui agli articoli 34, comma 6, e 34- bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Il comma 15 prevede che ciascuna amministrazione impegnata nell'attuazione degli interventi previsti nel PNRR può coprire le posizioni dirigenziali vacanti anche in deroga ai limiti percentuali previsti dall'articolo 19, commi 5- bis e 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, fino a raddoppiarli. In alternativa, le stesse amministrazioni possono conferire in deroga ai limiti percentuali previsti dall'articolo 19, commi 5- bis e 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli incarichi dirigenziali di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77. Inoltre i medesimi rimangono in vigore fino alla naturale scadenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2026. Al comma 17 si prevede che, per la realizzazione degli investimenti di cui hanno la titolarità diretta dell'attuazione, le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano, con la procedura di cui al comma 1, anche alle pubbliche amministrazioni titolari di progetti finanziati esclusivamente a carico del Piano nazionale per gli investimenti complementari, limitatamente agli incarichi di collaborazione necessari all'assistenza tecnica. Fermo restando quanto previsto al comma 1, le restanti disposizioni costituiscono norme di principio per le regioni e gli enti locali. L'articolo 2, reca, al comma 1, misure urgenti per esperienze di formazione e lavoro professionalizzante per giovani nella pubblica amministrazione. A tal fine viene stabilito che con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell'istruzione, il Ministro dell'università e della ricerca e il Ministro per le politiche giovanili, previa intesa con la Conferenza Stato-regioni di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 281 del 1997 è consentita l'attivazione di specifici progetti di formazione e lavoro nelle pubbliche amministrazioni mediante contratti di apprendistato. A tal fine viene istituito un apposito fondo presso lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, gestito dal Dipartimento della funzione pubblica. Il comma 2 dispone in merito alla spesa. Con riguardo all'articolo 3, il comma 1 sostituisce il comma 1- bis dell'articolo 52 del decreto legislativo n. 165 del 2001. La norma prevede che il personale sia inquadrato in almeno tre distinte aree funzionali e rimette alla contrattazione collettiva l'individuazione di un'ulteriore area per l'inquadramento del personale di elevata qualificazione. Si stabiliscono, inoltre, le modalità per le progressioni all'interno della stessa area e fra le aree. Con riferimento alle progressioni fra le aree, la novella al comma 1- bis dell'articolo 52 del decreto legislativo n. 165 del 2001 prevede l'espletamento di una procedura comparativa basata sulla valutazione positiva conseguita dal dipendente negli ultimi tre anni di servizio, sull'assenza di provvedimenti disciplinari, sul possesso di titoli professionali e di studio ulteriori rispetto a quelli previsti per l'accesso all'area, nonché sul numero e sulla tipologia degli incarichi rivestiti. L'attuazione della presente disposizione avviene nei limiti delle risorse destinate ad assunzioni di personale a tempo indeterminato disponibili a legislazione vigente. Il comma 2 prevede che il limite di spesa relativo al trattamento economico accessorio può essere superato compatibilmente con il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e secondo criteri e modalità da definire nell'ambito dei contratti collettivi nazionali nonché nei limiti delle risorse finanziarie destinate a tale finalità. Il comma 3 ha come finalità la valorizzazione delle competenze acquisite dal personale alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni ai fini dell'accesso alla qualifica dirigenziale, individuando dei princìpi di carattere generale validi anche per regioni ed enti locali secondo i rispettivi ambiti di competenza legislativa (si veda il comma 6). Per questo motivo, la disposizione interviene a modificare l'articolo 28 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, inserendo, dopo il comma 1, i commi 1- bis e 1- ter . La disposizione cerca di prevenire un approccio eccessivamente nozionistico alle procedure comparative, che attualmente privilegiano l'accertamento delle conoscenze. Per questo, la disposizione punta a stimolare la valutazione delle capacità e delle attitudini dei candidati attraverso due interventi: da un lato, si prescrive che i bandi individuino « aree di competenza »; dall'altro lato, si abilitano le amministrazioni a svolgere l'esame prevedendo anche prove finalizzate alla osservazione e valutazione comparativa, definite secondo metodologie e standard riconosciuti.