[pronunce]

La disposizione dell'art. 2, comma 2, del d.l. n. 367 del 1990 deve essere coordinata con quella dettata dal successivo art. 11 dello stesso decreto-legge che stabilisce, a carico dello Stato, l'erogazione di lire 650 miliardi per l'anno 1990 e di lire 250 miliardi per l'anno 1991. Il necessario rispetto dell'art. 81, quarto comma, Cost. impone di ritenere che l'unica interpretazione dell'art. 2, comma 2, del d.l. n. 367 del 1990 accettabile in quanto conforme a Costituzione sia stata, sin dall'inizio, quella secondo la quale la norma riconosceva, a favore delle aziende agricole, il diritto soggettivo ad un contributo il cui oggetto, però, non coincideva necessariamente con l'intero ammontare indicato nella medesima norma (due milioni di lire per ogni ettaro), bensì con la somma matematicamente determinabile sulla base degli stanziamenti disponibili. D'altronde, nello stesso senso, si è pronunciata la giurisprudenza di legittimità. Tenendo conto di un simile significato occorre, dunque, valutare la legittimità costituzionale dell'art. 8-septies del d.l. n. 136 del 2004. La censura del rimettente diretta ad evidenziare un'illegittimità di tale articolo non è fondata. Non v'è alcuna irrazionale retroattività della norma perché essa afferma una delle interpretazioni plausibili dell'art. 2, comma 2, del d. l. 367 del 1990. Il legislatore del 1990 ha voluto che le aziende agricole danneggiate avessero diritto ad un contributo determinato matematicamente sulla base dei fondi effettivamente stanziati. All'art. 8-septies del d. l. n. 136 del 2004 deve essere quindi riconosciuta la semplice funzione di aver definitivamente imposto per legge la corretta interpretazione della norma del 1990. Le argomentazioni svolte per il loro carattere assorbente esonerano dall'esame di tutte le ulteriori censure.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 8-septies del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136 (Disposizioni urgenti per garantire la funzionalità di taluni settori della pubblica amministrazione), convertito, con modificazioni, dalla legge 27 luglio 2004, n. 186, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 101, 102 e 104 della Costituzione, dal Tribunale di Brindisi, sezione distaccata di Mesagne, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 marzo 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Luigi MAZZELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 31 marzo 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA