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Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ), accogliendo l'invito della relatrice, ritira l'emendamento 3.0.117. Posto ai voti, il subemendamento 3.500/1 è respinto. È invece approvato l'emendamento dei relatori 3.500. Si passa alla votazione del subemendamento 3.0.500/1. Il senatore TARICCO ( PD ) chiede ai relatori e al rappresentante del Governo di riconsiderare il parere sui subemendamenti. Preannuncia, inoltre, il proprio voto contrario sull'emendamento 3.0.500, con il quale si invalida la procedura ad evidenza pubblica, autorizzata da una norma introdotta nel 2015, per l'assegnazione di commesse che riguardano il funzionamento dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA). Tra l'altro, vi è il rischio di determinare contenziosi, oltre a produrre effetti negativi sulla gestione informatica di AGEA. Posti separatamente ai voti i subemendamenti 3.0.500/1, 3.0.500/2 e 3.0.500/3 sono respinti. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.0.500. Il senatore RUSPANDINI ( FdI ) dichiara il proprio voto contrario, in quanto la proposta rischia di produrre conseguenze negative in termini occupazionali. Il senatore VITALI ( FI-BP ) esprime perplessità sulla norma che annulla una procedura ad evidenza pubblica in corso per l'affidamento dei servizi di sviluppo e gestione del sistema informativo agricolo nazionale per Agea. Peraltro, poiché solo per i lotti non ancora assegnati sarà avviata una nuova procedura, si introduce una disparità che darà luogo a contenziosi nei confronti della pubblica amministrazione. Il senatore COLLINA ( PD ) segnala che, secondo l'emendamento in esame, la nuova procedura a evidenza pubblica potrà essere affidata alla Consip, che tuttavia si avvale di convenzioni per la fornitura di servizi. Pertanto, nel riassegnare con convenzione diretta questi servizi, vi è il rischio che si aggiudichino l'appalto aziende che precedentemente non erano riuscite a ottenere l'appalto bandito con evidenza pubblica. Posto ai voti, l'emendamento 3.0.500 è approvato. Si passa all'esame dei subemendamenti riferiti all'emendamento 3.0.600 dei relatori. Il senatore CIAMPOLILLO ( M5S ) esprime considerazioni molto critiche in merito alla proposta dell'emendamento 3.0.600, con cui si prevede l'abbattimento di centinaia di ulivi sani in Puglia. Sottolinea che la diffusione della xylella non ha assolutamente carattere epidemico e dovrebbe essere contrastata con metodi scientifici e il ricorso a fertilizzanti e pesticidi naturali, per garantire la salute del terreno e delle piante. Anche l'Università della Basilicata ha confermato l'inutilità dell'eradicazione, posto che il batterio è presente anche su altre piante e sugli oleandri. Dopo aver sottolineato la necessità di un'assunzione di responsabilità da parte della politica, invita ad approvare il subemendamento 3.0.600/1, a sua firma. Il senatore VITALI ( FI-BP ) sottolinea, in primo luogo, che la diffusione di questo organismo nocivo è dovuta all'inerzia dei presidenti della Regione che in passato non hanno reagito tempestivamente all'allerta diffusa dalla Commissione europea. Ritiene, inoltre, che le misure proposte con l'emendamento dei relatori siano insufficienti a risolvere il problema della xylella fastidiosa: a suo avviso, oltre a prevedere l'obbligo di abbattimento delle piante, occorrerebbe stanziare fondi più consistenti e nominare un commissario straordinario che gestisca l'emergenza come ha fatto negli anni scorsi il generale Silletti. In ogni caso, annuncia un voto favorevole sull'emendamento, auspicando ulteriori interventi da parte del Governo. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) sottolinea che i subemendamenti 3.0.600/7, 3.0.600/8, 3.0.600/9 e 3.0.600/10 sono volti a modificare l'emendamento dei relatori, con cui si prevedono misure insufficienti a consentire l'eradicazione della xylella e addirittura si introducono sanzioni penali per gli agricoltori che non adempiranno all'obbligo di abbattere le piante. Sebbene le conoscenze scientifiche in materia non siano ancora adeguate, si è accertato che il batterio colpisce principalmente le piante indebolite dall'uso di diserbanti e pesticidi chimici. Pertanto, sarebbe opportuno promuovere le buone pratiche agronomiche per la difesa integrata delle piante e del terreno, piuttosto che prevedere deroghe alle norme paesaggistiche e fitosanitarie. La senatrice GALLONE ( FI-BP ) condivide le considerazioni dei senatori Vitali e De Petris. L'emendamento dei relatori, infatti, appare insufficiente a contrastare la diffusione della xylella fastidiosa. A suo avviso, oltre all'attività repressiva e all'abbattimento delle piante, si dovrebbe sostenere con investimenti la ricerca scientifica e obbligare gli agricoltori ad applicare i protocolli fitosanitari per preservare la salute della pianta. In caso contrario, è molto probabile che sarà colpita dalla malattia anche la pianta nata al posto di quella abbattuta. Il vice ministro GALLI rileva che, sulle forme di contrasto della xylella, vi sono posizioni contrastanti anche autorevoli. Ritiene doveroso, da parte del Governo, intervenire urgentemente per proteggere un patrimonio non solo economico, ma anche paesaggistico e culturale della Puglia. Successivamente, si potranno adottare interventi più specifici, da sottoporre alla valutazione delle Commissioni competenti. Posti ai voti con il parere contrario dei relatori e del rappresentante del Governo, gli identici subemendamenti 3.0.600/1, 3.0.600/2 e 3.0.600/3 sono respinti. Posti separatamente in votazione, i subemendamenti 3.0.600/4 e 3.0.600/5 sono respinti. Si passa alla votazione del subemendamento 3.0.600/6. Il senatore TARICCO ( PD ) sottolinea che il subemendamento a sua prima firma è volto a introdurre una modifica puntuale, al fine di precisare che i soggetti che possono adottare misure in deroga alle disposizioni vigenti sono il Servizio fitosanitario nazionale e quelli competenti per territorio. Il senatore VITALI ( FI-BP ) annuncia il voto favorevole sul subemendamento in esame, ritenendo la modifica ragionevole. Posto ai voti con il parere contrario dei relatori e del rappresentante del Governo, il subemendamento 3.0.600/6 è respinto. È quindi posto in votazione il subemendamento 3.0.600/7, che risulta respinto. Posti ai voti congiuntamente, gli identici subemendamenti 3.0.600/8 e 3.0.600/9 sono respinti. Posti separatamente ai voti i subemendamenti 3.0.600/10, 3.0.600/11, 3.0.600/12 e 3.0.600/13 sono respinti. È quindi posto ai voti l'emendamento 3.0.600, che risulta approvato. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.0.700 dei relatori.