[ddlpres]

Titolo I DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI STATUTI DEI PARTITI E ALL'ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA DEGLI STATUTI E DEI FlNANZIAMENTI DEI PARTITI POLITICI Art. 1. (Statuto) 1. È fatto obbligo ai partiti politici, nei quali i cittadini si associano per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, di dotarsi di uno statuto, approvato dal congresso o dall'assemblea generale, che deve: a) indicare gli obiettivi del partito politico e il numero, la composizione e le attribuzioni degli organi deliberativi, esecutivi e di controllo, nonché il soggetto fornito della legale rappresentanza; b) individuare gli organi competenti a decidere sull'ammissione e sull'esclusione dei singoli membri, sia in prima istanza sia in sede di impugnazione delle decisioni; c) definire idonee forme di garanzia per la convocazione e il funzionamento degli organi centrali e periferici, nonché le forme di verbalizzazione delle loro riunioni. 2. Lo statuto e l'attività del partito politico osservano i princìpi fondamentali di libertà, di democrazia, di rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nonché dello Stato di diritto. 3. Gli statuti dei partiti politici si conformano, comunque, alle disposizioni di cui alla presente legge. Art. 2. (Iscrizione) 1. Costituisce requisito obbligatorio per l'ammissione e la permanenza in un partito l'iscrizione nelle liste elettorali per la Camera dei deputati. 2. La domanda di iscrizione è inoltrata all'articolazione territoriale del partito ove il richiedente ha la residenza o il domicilio, con atto sottoscritto e autenticato da un notaio, ovvero da un cancelliere del tribunale o dal segretario comunale competenti per territorio. Alla domanda è allegata apposita autocertificazione dalla quale risulti la non iscrizione ad altro partito. Si applicano le disposizioni del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Le dimissioni dal partito sono rassegnate con lettera sottoscritta con le stesse modalità della domanda di iscrizione. 3. A decorrere dal 31 gennaio successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, gli elenchi degli iscritti sono depositati ogni anno, a cura del responsabile dell'articolazione territoriale di partito competente, presso la cancelleria del tribunale competente per territorio. Gli elenchi depositati sono aggiornati semestralmente a cura dello stesso responsabile territoriale. 4. L'accesso agli elenchi è consentito nei limiti e con le procedure di cui agli articoli 22, 23, 24 e 25 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. Art. 3. (Elezioni interne) 1. Lo statuto definisce le procedure di voto per le elezioni alle cariche interne di partito. Le votazioni che importino valutazioni su persone avvengono comunque a scrutinio segreto. 2. Lo statuto garantisce la rappresentanza delle minoranze in tutti gli organi deliberativi e di controllo, mediante apposite disposizioni che prevedano il divieto di votare per più di due terzi dei rappresentanti da eleggere. 3. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche per l'istituzione delle commissioni elettorali e di qualsiasi altro organo straordinario o transitorio. Art. 4. (Altre garanzie per le minoranze) 1. Lo statuto fissa il termine dalla scadenza del mandato degli organi elettivi interni del partito, decorso il quale l'assemblea o il congresso, competenti a procedere al rinnovo degli organi scaduti, possono essere convocati, rispettivamente, da una percentuale di iscritti o di organizzazioni di base determinata dallo statuto stesso. 2. Decorso il termine massimo previsto dallo statuto per la durata di eventuali gestioni commissariali, e in ogni caso decorso un anno dalla loro nomina, ogni potere dei commissari viene meno e gli organi precedentemente disciolti sono reintegrati con pienezza dei loro poteri, fermo restando il diritto di convocazione di cui al comma 1. Art. 5. (Pubblicità di atti congressuali) 1. Le deliberazioni del congresso o dell'assemblea generale concernenti l'elezione degli uffici del congresso o dell'assemblea, le conclusioni in ordine alla verifica dei poteri, le modificazioni dello statuto, le eventuali delegazioni di poteri propri del congresso ad altri organi, l'approvazione del rendiconto e della relazione che lo accompagna, nonché l'elezione degli organi centrali del partito previsti dallo statuto devono risultare da apposito verbale redatto da un notaio o da un cancelliere di tribunale. 2. Entro tre giorni dal termine delle operazioni congressuali o assembleari di cui al comma 1, il verbale è trasmesso alla Commissione di garanzia degli statuti e dei finanziamenti dei partiti politici, di cui all'articolo 12. Tutti gli iscritti al partito possono prenderne visione. Art. 6. (Pubblicità delle riunioni) 1. Le riunioni di tutti gli organi del partito sono annunciate con modalità stabilite dallo statuto, in modo da garantire a tutti gli aventi diritto la possibilità di parteciparvi. Lo statuto prevede altresì le modalità per garantire l'eventuale pubblicità delle riunioni di ciascun organo di partito. 2. Ove lo statuto non lo preveda obbligatoriamente, un decimo dei membri del congresso o dell'assemblea competenti per l'elezione degli organi di partito, o per la nomina dei delegati, può richiedere l'intervento di un notaio, o provvedervi a propria cura e spese in caso di rifiuto o di inerzia. La medesima disposizione si applica per le riunioni delle commissioni elettorali cui sia demandata dallo statuto la competenza per lo svolgimento delle elezioni primarie, di cui al titolo II. Art. 7. (Accesso agli atti e alle liste degli iscritti) 1. Tutti gli iscritti al partito, ove ne facciano richiesta, hanno diritto di prendere visione dei verbali delle riunioni degli organi collegiali e degli elenchi degli iscritti, nonché di estrarne copia, secondo le modalità previste dallo statuto. Art. 8. (Collegi dei probiviri) 1. Presso ogni organizzazione centrale e periferica del partito è istituito un collegio dei probiviri eletto, ai sensi dell'articolo 3, dal congresso o dall'assemblea competenti secondo le disposizioni statutarie. 2. I collegi di cui al comma 1, su denuncia o ricorso motivato di un iscritto o di un organo del partito investito di poteri deliberativi o esecutivi, hanno competenza esclusiva in materia disciplinare e di interpretazione e applicazione dello statuto. Non può far parte dei collegi l'iscritto al partito che rivesta qualsiasi carica interna. 3. Le pronunce dei collegi dei probiviri sono emesse previo contraddittorio. 4. Avverso le pronunce dei collegi dei probiviri locali è sempre ammesso ricorso al collegio dei probiviri centrale. Decorsi inutilmente sei mesi dalla presentazione della denuncia o del ricorso al collegio locale, è dato ricorso direttamente al collegio centrale che si pronunzia, in tal caso, in prima ed unica istanza. 5. Tutte le decisioni del collegio dei probiviri centrale sono depositate presso la Commissione di garanzia di cui all'articolo 12. Art. 9. (Segretario amministrativo) 1.