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finora hanno firmato i nuovi contratti più di 1.300 ricercatori, ma ben altri 1.000 mancherebbero ancora all'appello; va aggiunto che all'interno della platea dei ricercatori c'è una categoria di lavoratori precari, circa 80, assunti per chiamata diretta, che al momento risultano essere fuori dalle procedure. A tale categoria di lavoratori, il CNR aveva dato rassicurazioni in merito alla soluzione del percorso da seguire per la stabilizzazione; i lavoratori precari del CNR sono tornati a manifestare chiedendo di essere stabilizzati quanto prima. Da alcune dichiarazioni emerse sulla stampa si tratta di persone il cui futuro lavorativo risulta essere in balia di proroghe e rinnovi contrattuali la cui durata, in diversi casi, è di 15 giorni; il nostro Paese fa i conti con un dato pesantissimo, diffuso nelle ultime settimane dall'Istat: "il 18,8 per cento dei dottori di ricerca è fuggito all'estero", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti; quali iniziative urgenti, per quanto di competenza, intenda adottare al fine di garantire che il CNR avvii il processo di stabilizzazione dei lavoratori nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, e che tutte le risorse finora stanziate siano utilizzate dall'ente per tali finalità. Atto n. 3-00695 GARAVINI ALFIERI GIACOBBE Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: i Comitati per gli italiani all'Estero, COMITES, rappresentano la voce, insieme ai rappresentanti eletti all'estero, al Consiglio Generale degli italiani all'Estero e alle associazioni, delle comunità italiane nel mondo; essi, pertanto, costituiscono lo strumento territorialmente più prossimo e più utile per rilevare problemi e indicare tematiche rilevanti per gli italiani nel mondo; i COMITES organizzano e promuovono iniziative di carattere culturale, sociale e assistenziale nei confronti dei nostri connazionali all'estero, giovani e anziani, fornendo quindi quel supporto che spesso le istituzioni non riescono a dare, per motivi anche solo puramente legati alla distanza geografica; la legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019), non ha confermato gli stanziamenti precedentemente previsti, dimezzando, pertanto, il budget a disposizione dei COMITES; i componenti di tali organismi assicurano il corretto funzionamento dei Comitati adoperandosi in forma del tutto volontaria, senza ricevere alcuna forma di compenso; a causa delle ampie dimensioni delle singole circoscrizioni consolari, molti componenti dei COMITES sono costretti a lunghi viaggi, al fine di partecipare alle periodiche riunioni; l'esiguità dei fondi ha comportato recentemente l'impossibilità di procedere ai dovuti rimborsi di viaggio ai componenti; in mancanza di fondi i COMITES si trovano impossibilitati a svolgere qualsiasi attività e a promuovere azioni informative o incontri con i connazionali; quanto evidenziato accade mentre il numero degli italiani all'estero aumenta costantemente: negli ultimi 5 anni gli iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero sono cresciuti del 20 per cento, un quinto in più; solo nel 2018, infatti, si stima che siano emigrati 170.000 connazionali; la maggior parte delle somme aggiuntive previste nell'anno precedente è stata destinata a progetti speciali mirati all'accoglienza, all'informazione, all'orientamento, nonché al sostegno e all'inserimento dei nuovi migranti in partenza dall'Italia, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di reintegrare le risorse a disposizione dei COMITES. Atto n. 3-00696 MALAN FANTETTI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: a causa dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea gli uffici consolari italiani in quel Paese, già normalmente oberati di molto lavoro, sono oggi oggetto di un numero particolarmente grande di richieste; purtroppo, i numerosi italiani che vivono oltre Manica, già in difficoltà per i riflessi nei loro confronti della particolare situazione politica, non trovano risposte adeguate presso gli uffici consolari; dei tre uffici consolari onorari, che si aggiungono alle sedi di Londra e Edimburgo, uno, quello di Greenok, è aperto per quattro ore alla settimana e un altro, quello di Glasgow, solo per due; alcuni numeri di telefono indicati nella rete consolare risultano inesistenti o non disponibili, si lamenta che i messaggi di posta elettronica non vengono letti; giungono anche segnalazioni di cittadini che, in mancanza di risposte presso gli uffici consolari, si rivolgono all'ambasciata, ma con esito analogo; l'iscrizione telematica all'AIRE richiede diversi mesi; il consolato generale invia alcune risposte agli interessati ammettendo di essere a conoscenza delle difficoltà dell'utenza e prospettando tentativi di migliorare il servizio, facendo però presente che, nonostante il numero degli italiani nel Regno Unito sia in continua crescita e giunto a circa 700.000, gli organici siano rimasti gli stessi; viene altresì riferito che l'ufficio passaporti di Londra riceve oltre 110 persone al giorno ed emette 2.500 passaporti al mese; la prenotazione on line dell'appuntamento per ottenere il passaporto, anche se fatta negli orari serali consigliati dal consolato, non trova disponibilità prima del 2021, tempo ovviamente incompatibile con le necessità degli utenti; il sito del consolato ricorda la possibilità di ricorrere alla procedura di urgenza, per la quale non è necessaria la prenotazione, ma informa altresì che, alla luce dei tempi di attesa e in ragione del numero di utenti regolarmente prenotati, al fine di assicurare un trattamento equo nei confronti di questi ultimi, vi è un limite all'accesso delle procedure di urgenza la cui chiusura potrà essere valutata in base al numero di utenti in possesso di regolare appuntamento; si informano i connazionali che si avvalgono delle procedure di urgenza che è sempre possibile che il servizio passaporti d'urgenza venga sospeso e rimandato al giorno successivo, l'urgenza, scrive il consolato, deve essere giustificata da gravi motivi familiari o di salute, comprovati da certificato medico di una struttura pubblica, redatto in lingua italiana (se redatto in altra lingua occorre provvedere alla traduzione ufficiale in lingua italiana o inglese) nonché dalla presentazione della prenotazione del volo, o altro titolo di viaggio, oppure da: improrogabili necessità di lavoro comprovate da richiesta motivata e dettagliata su carta intestata del datore di lavoro, nonché dalla presentazione della prenotazione del volo, o altro titolo di viaggio; la richiesta del datore di lavoro deve essere firmata da chi ricopre incarichi dirigenziali e deve riportare l'indicazione del nominativo di chi firma, il ruolo ricoperto ed il numero di telefono; in ogni caso i benefici della procedura d'urgenza per motivi di lavoro non potranno in alcun modo essere estesi anche ai familiari del titolare;