[resaula]

Avremmo potuto fare una discussione trasversale alle forze politiche, ma, ahimè, non è questo il caso. (Applausi dei senatori Errani e Grasso) . PARENTE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, anch'io, come il senatore Laforgia, ritengo che l'articolo sia assolutamente sproporzionato, ma la dice lunga sull'impianto del provvedimento. C'è un intento punitivo a valle, non si responsabilizzano le persone che sono in condizioni di bisogno, responsabilità contro punizione. Senatrice Catalfo, stanotte mi sono presa la briga di andare a ripassare il suo primo disegno di legge sul reddito di cittadinanza, di cui sono stata relatrice nella passata legislatura. Non c'era traccia alcuna di questo tipo di punizione e di queste sanzioni; a mio avviso, giustamente. Sono lontani i tempi in cui discutevamo e ci confrontavamo, le allora maggioranza e opposizione, per esempio, sul libretto formativo elettronico, ora sostituito dalle manette. Da una parte, si punisce, dall'altra si elargisce; sapete quanti messaggi di donne e di madri abbiamo avuto in questi giorni? Credo che noi, come io personalmente farò, dovremmo prenderci la responsabilità di raccogliere tutti questi dati e tutte queste esperienze. Ci sono alcune madri, magari di ragazzi con disabilità, abbandonate dai mariti, che mi dicono che il marito magari prenderà il beneficio economico sei o sette mesi e poi rinuncerà, non risponderà alla proposta di lavoro e quindi i sei, sette mesi saranno pagati dallo Stato. Un'altra battuta sulle donne; c'è un emendamento, come ricordato dalle mie colleghe di maggioranza, che esclude le donne dagli obblighi nei primi tre mesi di vita del bambino. Si cita la Germania; la legge tedesca parla di scelta tra i componenti e quando il figlio ha quattro anni la donna, come spesso accade, non ha avuto neanche la possibilità di essere inserita in un percorso lavorativo. L'intento punitivo è contro la responsabilità. Stamattina si discuteva della residenza. Di contro, il requisito per accedere al reddito di cittadinanza è di dieci anni. Quindi si decide a priori chi viene lasciato indietro. Ieri qualcuno parlava di sinistra; cosa c'è di sinistra in un provvedimento di questo genere? Io, fieramente, da esponente della sinistra, sono contraria al provvedimento. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti del senatore Airola) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.3, presentato dai senatori Grasso e Laforgia. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 7.7, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «Codice penale». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.6. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 7.4, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole « le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.5. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.8, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.9, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 7.14 (testo 2) è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.11, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 7.10 e 7.12. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.13, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, desidero intervenire a proposito della preclusione dell'emendamento 7.12, a seguito dell'approvazione dell'emendamento 7.11, che lei ha appena dichiarato. Mi permetto di dissentire, perché l'emendamento 7.11 riguarda soltanto determinati specifici reati e in particolare il terrorismo e l'associazione a delinquere, oltre che un'ipotesi di truffa aggravata, mentre l'emendamento 7.12, a firma mia e dei senatori Bertacco e Ciriani, prevede invece che il beneficio non venga erogato per tutti i delitti non colposi per i quali sia prevista una pena non inferiore a due anni di reclusione. Quindi non può esserci preclusione, perché l'emendamento a mia prima firma prevede una fattispecie enormemente più vasta di quella approvata con l'emendamento della Commissione. Signor Presidente, mi permetterei dunque di chiederle di rivedere la sua decisione sulla preclusione dell'emendamento 7.12. PRESIDENTE . L'emendamento in questione è stato precluso perché lei avrebbe dovuto presentare un subemendamento all'emendamento 7.11 e non un emendamento, così come è stato fatto. Si tratta quindi di una questione di tecnica legislativa. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.15, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.16. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, l'emendamento in esame chiede di trasformare la decadenza prevista dal comma 5 in revoca retroattiva. Riteniamo infatti che tutti coloro che vengono trovati nelle condizioni elencate nel comma 5 debbano essere obbligati a restituire quanto hanno percepito, perché altrimenti, fino a quel momento, ciò che è stato erogato rimane nella loro disponibilità. Ci sembra una soluzione minima per poter far sì che ci sia un vero effetto deterrente nei confronti di tutti i comportamenti devianti elencati al comma 5. Colgo l'occasione per ribadire che mi dispiace non aver subemendato l'emendamento 7.12, che sarebbe stato difficile subemendare, visto che è stato presentato prima dell'emendamento della Commissione. In ogni caso, tengo a sottolineare che l'emendamento 7.11, che abbiamo approvato poco fa, riguarda soltanto gravissimi reati, come terrorismo, associazione a delinquere o di stampo mafioso e quant'altro. Oggi, con la norma che sta uscendo da quest'Aula, ci mettiamo nelle condizioni di pagare il reddito di cittadinanza al 99 per cento dei detenuti anche per reati gravissimi. Non so se ci rendiamo conto di quanto stiamo approvando, anzi, che abbiamo appena approvato.