[normattiva_dump]

| |- Considerazione approfondita dei risultati della valutazione | |e gestione del rischio degli ambienti su cui insiste la captazione | |effettuata conformemente all'articolo 7; | +===================================================================+ _______ 1 A titolo non esaustivo: Protecting surface water for health. Identifying, assessing and managing drinking-water quality risks in surface-water catchments - WHO 2016; Protecting groundwater for health. Managing the quality of drinking-water sources - WHO 2006; Water safety in distribution systems - WHO 2014; Water safety in buildings - WHO 2011. ===================================================================== |- Analisi dei rischi per approvvigionamenti idrici consistenti | |in acque da destinare a consumo umano di diversa origine, per | |le quali non siano disponibili valutazioni specifiche ai sensi | |del precedente punto, come, tra l'altro, nel caso di prelievo di | |acque marine sottoposte a dissalazione; | |- Verifiche ispettive e eventuali investigazioni specifiche per | |ogni fase della filiera idro-potabile analizzata quali la | |determinazione analitica di elementi chimici non oggetto di | |ordinario controllo; | |- Valutazione su base statistica di serie storiche di dati | |relativamente a parametri specifici oggetto di ordinario controllo | |e di potenziale interesse su base sito-specifica. | +===================================================================+ STEP 3.2: Valutazione del rischio Le attività che caratterizzano la seconda parte del terzo step per lo sviluppo del PSA, fase centrale dello sviluppo, sono finalizzate a valutare i rischi correlati agli eventi pericolosi e pericoli individuati nella fase precedente (step 3.1). La valutazione del rischio consentirà al team di PSA di distinguere tra rischi significativi e meno significativi costruendo una scala di priorità, funzionale alle fasi successive di sviluppo del PSA. Il "rischio" è la misura quantitativa di un determinato pericolo e deriva dalla combinazione tra la probabilità di accadimento del pericolo e la gravità degli effetti avversi da esso causati sulla salute del consumatore. L'approccio più comunemente adottato nella valutazione dei rischi è un approccio semi-quantitativo, che fornisce come prodotto finale un punteggio univocamente associato all'entità del rischio considerato; in alternativa, può essere adoperato un approccio qualitativo, in cui il rischio è stimato qualitativamente sulla base del possibile impatto sulla salute delle conseguenze dell'evento pericoloso in esame. Metodi di valutazione più avanzati prevedono approcci di stima quantitativa sia per rischi chimici che microbiologici. Nell'applicazione dell'approccio semi-quantitativo, la "Probabilità di accadimento di un evento pericoloso" è quantificata con un numero intero e discreto scelto nell'intervallo compreso tra 1 e 5, in base alla frequenza di accadimento dell'evento riscontrata in passato. In assenza di dati o nel caso di eventi pericolosi rari, sarà necessario stimare la probabilità di accadimento sulla base della plausibilità dell'evento stesso, tenendo in considerazione tutti gli elementi che ne giustificano una possibile manifestazione. La "Gravità di un pericolo" è stabilita considerando diversi aspetti oltre al potenziale impatto dello stesso sulla salute umana. Tra questi: - gli effetti organolettici (estetici), ossia la variazione dei parametri che condizionano l'accettabilità dell'acqua da parte del consumatore (colore, odore, sapore, limpidezza); - l'adeguatezza della fornitura idrica in termini di portata; - la continuità del servizio come assenza di interruzioni. La gravità del/i pericolo/i associato/i a ciascun evento pericoloso è quantificata con un numero intero e discreto scelto nell'intervallo compreso tra 1 e 5 in base al significato attribuibile agli effetti del pericolo. I valori individuati, moltiplicati fra loro, forniscono il valore numerico associato al rischio. Tale valore sarà compreso in una scala da 1 a 25 adottando una matrice 5x5 come quella riportata nelle Linee guida nazionali per l'implementazione dei Piani di Sicurezza dell'Acqua. ===================================================================== |Le azioni ed elementi definiti nello step 3.2, funzionali allo | |sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti minimi per | |l'approvazione di esso sono: | |- Applicazione ed evidenza di criteri condivisi con il team per | |la valutazione dei rischi; | |- Sviluppo e aggiornamento di una matrice dei rischi che riassuma, | |per i diversi nodi, sub-nodi e internodi, gli eventi pericolosi | |e pericoli identificati, la descrizione dei rischi correlati | |(qualitativa o quantitativa, sulla base dell'approccio di | |valutazione adottato) e le misure di controllo presenti o | |da implementare per la mitigazione di essi. | |- L'inclusione nell'analisi dei rischi di fenomeni correlati a | |cambiamenti climatici e a eventi di attacchi deliberati a | |infrastrutture, sistemi informatici, sulla disponibilità e | |qualità dell'acqua e sull'accesso all'acqua. | +===================================================================+ Per l'implementazione degli step 3.1 e 3.2 può essere adottato l'approccio per le valutazioni di rischio microbiologico e chimico quantitativo - quantitative microbial risk assessment (QMRA), quantitative chemical risk assessment (QCRA) - secondo procedure internazionali standardizzate. Indipendentemente dall'approccio adottato, la valutazione del rischio sarà condotta secondo le modalità descritte nelle Linee guida nazionali per l'implementazione dei Piani di Sicurezza dell'Acqua, in modo da non trascurare alcun elemento e aspetto della filiera idro-potabile, assicurando l'identificazione dei miglioramenti necessari a garantire la sicurezza dell'acqua nel tempo2 . _______ 2 Nelle linee guida nazionali per l'implementazione dei PSA è descritto estesamente un approccio in due fasi, che prevede: 1) Una prima valutazione nelle condizioni di peggior scenario, cioè in assenza (ipotetica) di misure di controllo esistenti; 2) La valutazione del rischio residuo alla luce delle misure di controllo esistenti. È altresì possibile adottare un approccio a singola fase: la valutazione del rischio viene effettuata dopo aver esaminato e validato le misure di controllo esistenti, al fine di determinare dove sono necessari aggiornamenti di queste ultime e/o misure di controllo aggiuntive. Il rischio che rimane dopo aver tenuto conto dell'efficacia delle misure di controllo esistenti viene definito "rischio residuale" o "rischio residuo". I due approcci sono entrambi validi: il team di PSA dovrebbe decidere quale metodologia è più adatta al contesto analizzato, alle esigenze e all'esperienza di applicazione in materia di PSA. STEP 4: Valutazione delle misure di controllo esistenti e della loro efficacia e rivalutazione dei rischi Le attività previste dal quarto step per lo sviluppo del PSA consistono nella valutazione dell'efficacia delle misure di controllo, associate a tutte le azioni o attività utilizzate correntemente nel sistema di fornitura idropotabile per prevenire, eliminare o ridurre a livello accettabile un rischio correlato al consumo dell'acqua o comunque, un'alterazione indesiderata della qualità dell'acqua stessa e nella valutazione del rischio residuo. La valutazione delle misure di controllo dovrà essere condotta sia nell'ambito del processo di valutazione del rischio a singola fase che nell'ambito del processo a due fasi.