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Modifiche al codice di procedura civile, alle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile e alla legge 27 gennaio 2012, n. 3, in materia di espropriazione immobiliare. Onorevoli Senatori. -- Negli ultimi anni, a causa della crisi economica che ha determinato rilevanti difficoltà creditizie, abbiamo assistito ad un notevole incremento delle procedure esecutive immobiliari. Diverse associazioni e comitati, come, ad esempio, il Movimento dei forconi in Sicilia, sono stati fondati sul territorio nazionale per dar voce e sostegno a tutti quei debitori che, a causa della crisi, non hanno potuto più adempiere agli impegni economici assunti e, conseguentemente, hanno subito o stanno subendo la vendita forzata di immobili di loro proprietà, tra i quali, spesse volte, vi è la casa di residenza familiare. Con sempre maggiore frequenza si apprendono notizie drammatiche di debitori che subiscono la vendita forzosa degli immobili di loro proprietà e della casa adibita a residenza familiare a prezzi notevolmente inferiori rispetto al reale valore di mercato, svuotando di significato lo stesso strumento giuridico, dal momento che, in questo modo, non si riesce a garantire né i diritti dei debitori né quelli dei creditori. Sovente tali svendite hanno prodotto epiloghi tragici, come, ad esempio, il «caso Guarascio» a Vittoria (Ragusa), concluso con il suicidio del debitore, in un atto estremo di difesa della propria casa familiare, e il ferimento di due agenti di polizia. Al di là di tale questione, una tra molteplici, bisogna segnalare che l'attuale sistema di esecuzione forzata immobiliare non è in grado di garantire né i debitori dal subire la svendita dei propri immobili, con la conseguenza di non riuscire comunque a liberarsi dalla stretta debitoria, né i creditori, che di solito recuperano solo una minima parte del proprio credito. Altresì necessita di esser evidenziato un altro punto critico dell'attuale sistema, relativo agli eccessivi ribassi del prezzo applicati di norma ai beni immobili oggetto di procedure esecutive. Anche in conseguenza della crisi economica, che ha reso indubbiamente più complesso il collocamento sul mercato di tali beni, è in corso uno snaturamento del sistema attuale, nel quale stanno crescendo a dismisura le attività speculative. In effetti, spiace verificare come gli speculatori siano stati gli unici soggetti ad aver ottenuto un vantaggio dall'aumento delle procedure esecutive immobiliari conseguenti alla crisi economica e creditizia, nonché dall'eccessivo ribasso dei prezzi dei beni messi all'asta. Spesse volte, infatti, i beni immobili soggetti a procedura di vendita giudiziaria sono stati venduti a prezzi pari anche al 20 per cento del loro valore reale. In un tale contesto la magistratura civile possiede uno strumento per evitare tali effetti degenerativi delle esecuzioni immobiliari. Il giudice incaricato dell'esecuzione, infatti, può sospendere la vendita qualora ritenga che il prezzo offerto sia notevolmente inferiore a quello giusto (in base all'articolo 586 del codice di procedura civile). Tuttavia tale possibilità non si è rivelata sufficiente ad arginare fenomeni speculativi che sono in costante crescita negli ultimi anni e, quindi, vi è urgenza di intervenire in materia al fine di scongiurare l'alterazione del sistema e dare risposte alle legittime istanze dei debitori, che subiscono la svendita dei propri immobili, nonché di associazioni e comitati che li sostengono. Allo stesso tempo, però, necessita di altrettanta attenzione la tutela dei creditori, le cui pretese non possono rischiare di rimanere insoddisfatte. Il presente disegno di legge, dunque, si pone l'obiettivo di conciliare entrambe tali esigenze. Bisogna constatare come l'attuale Governo abbia già apportato alcuni importanti correttivi al codice di procedura civile in merito alla procedura di esecuzione immobiliare. Con le modifiche apportate con il decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132, recante misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria, sono state modificate, tra le altre, le modalità di determinazione del valore del bene immobile, novellando l'articolo 568 del codice di procedura civile. Occorre, però, operare un nuovo e più incisivo intervento in materia, al fine di garantire un iter che bilanci e soddisfi al meglio interessi e diritti delle parti coinvolte. Il presente disegno di legge mira a tenere esaurientemente conto dei diritti dei debitori esecutati e dei loro creditori, attraverso l'assicurazione di un esito positivo dell'eventuale vendita forzata, in modo da assicurare ai creditori la possibilità di recuperare il proprio credito totalmente, almeno per la maggior parte, ed evitare contestualmente, per i debitori, di subire la svendita dei propri beni immobili, soprattutto qualora si tratti della casa di residenza della propria famiglia. Una riforma che semplicemente escluda la casa di residenza della famiglia dall'elenco dei beni pignorabili, anche con correttivi piuttosto «robusti», probabilmente non sarebbe in grado di assicurare un adeguato bilanciamento tra gli interessi dei debitori e quelli dei creditori, rischiando di favorire un eccessivo squilibrio nel rapporto tra interessi e diritti coinvolti. Paradossalmente, si potrebbe rischiare l'ipotetico, ma non impossibile, caso di un debitore proprietario esclusivamente della casa di residenza familiare, nei cui riguardi neppure l'istituto bancario che abbia concesso il mutuo per l'acquisto possa procedere in alcun modo al recupero delle somme prestate. In ogni caso è bene ricordare come i creditori non siano sempre grandi società bancarie o enti pubblici esattoriali ma spesso, invece, privati cittadini che svolgono un'attività imprenditoriale, artigianale o commerciale e che non hanno altro mezzo, se non l'esecuzione immobiliare, per ottenere il recupero di somme a loro dovute in base ad un rapporto commerciale o imprenditoriale pregresso. Tuttavia, senza dubbio, va assolutamente salvaguardata, in tale contesto, la figura del debitore che, senza colpa, non abbia potuto più adempiere ai propri debiti a causa di una forte contrazione del reddito, conseguente alla drammatica crisi sociale ed economica che ha coinvolto l'Italia, e il Mezzogiorno in particolare, durante gli ultimi anni. Il presente disegno di legge intende riformare il codice di procedura civile attualmente in vigore, nella parte relativa alle procedure esecutive immobiliari, individuando quattro obiettivi principali: tutelare i debitori dal pericolo di subire vendite forzose dei beni immobili di loro proprietà, soprattutto della prima casa, a prezzi notevolmente inferiori al reale valore di mercato; fare in modo che l'azione esecutiva immobiliare intrapresa dai creditori possa concludersi con la soddisfazione quanto più effettiva e puntuale dei diritti di credito; assicurare un adeguato bilanciamento tra diritti e interessi delle parti coinvolte; evitare che il sistema delle vendite giudiziarie venga snaturato e alterato, riducendo quanto più possibile il rischio di azioni speculative a scapito di debitori e creditori.