[massime]

Sanità pubblica - Spesa sanitaria regionale - Assoggettamento a vincoli di finalizzazione - Ricorso della Regione autonoma Sardegna - Denunciata applicabilità dei predetti vincoli pur in assenza di finanziamenti statali al sistema sanitario sardo e conseguente violazione dell'autonomia finanziaria regionale e del principio di leale collaborazione - Erroneità del presupposto interpretativo - Non fondatezza delle questioni.. Sono dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 393, 397, 400, 401, 408 e 409, della legge n. 232 del 2016, impugnati dalla Regione Sardegna - in riferimento agli artt. 7 e 8 dello statuto reg. Sardegna, 5, 117 e 119 Cost., anche in relazione all'art. 1, comma 836, della legge n. 296 del 2006 - nella parte in cui imporrebbero vincoli di finalizzazione alla spesa sanitaria regionale applicabili anche alla ricorrente. Le disposizioni impugnate, predeterminando la destinazione di quote del fabbisogno nazionale standard, concernono il concorso dello Stato al rimborso della spesa sanitaria regionale, sicché - contrariamente all'erroneo presupposto interpretativo della ricorrente - non riguardano né si applicano alla Regione Sardegna, che provvede autonomamente al finanziamento del proprio sistema sanitario e alla quale lo Stato nulla deve quindi rimborsare. Resta fermo l'obbligo per la Sardegna, al pari di tutte le altre Regioni, di rispettare, indipendentemente dalle norme impugnate, i livelli essenziali di assistenza (LEA) applicabili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.