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Il decreto-legge in discussione, per quanto riguarda il contrasto alla criminalità organizzata, va esattamente nella direzione di dare una risposta importante su un aspetto che più volte mi è stato correttamente e giustamente sottolineato anche dal collega Mirabelli: la criminalità organizzata e le mafie si contrastano anche ma non soltanto attraverso lo strumento di polizia. Gli arresti e le misure cautelari e il carcere nei confronti dei mafiosi sono necessari, ma la criminalità organizzata si contrasta in maniera seria attraverso la sottrazione dei beni ai mafiosi, aggredendo il loro patrimonio acquisito in maniera illecita e mafiosa. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . È con la sottrazione di questa montagna di beni mobili e societari che si aggredisce la criminalità organizzata. Nel decreto-legge in esame cerchiamo di rafforzare uno degli strumenti creati per contrastare la criminalità organizzata, cioè l'Agenzia nazionale, attraverso un potenziamento serio e importante di uomini, dotandola di nuovi funzionari, qualificati e professionali, che possano lavorare al fine per il quale l'Agenzia è stata creata, con la possibilità di avere dislocazioni territoriali e quindi consentendole di avere sedi distaccate da Nord a Sud proprio per aggredire sui territori, quindi vicino ai cittadini, i beni dei mafiosi. Sono state inoltre disposte la velocizzazione delle procedure di sequestro, di confisca e di riammissione alla società, alla comunità e alla civiltà dei beni sottratti, nonché una riduzione della burocrazia che spesso e volentieri ha determinato rallentamenti, in modo particolare per quanto riguarda la possibilità di riutilizzare aziende che vivevano attraverso un sistema mafioso e che, una volta sottratte alla criminalità organizzata, hanno rischiato di andare in decozione; ebbene, abbiamo voluto recuperarle per creare indotto e occupazione e quindi situazioni di energia positiva sul territorio. Si è operato inoltre per la velocizzazione dei processi, la semplificazione delle procedure e l'abbattimento di tutti gli ostacoli burocratici che rendevano questo processo eccessivamente lento e farraginoso e che ostacolavano la finalità per cui il bene, una volta sottratto, doveva essere rimesso nella disponibilità della società. È stato in particolare previsto lo strumento della vendita, che abbiamo ritenuto opportuno condividendolo con gli operatori del diritto e attuando tutte le garanzie e le prescrizioni possibili e immaginabili. L'Agenzia ha ancora "in pancia" circa 16.000-17.000 beni immobili e società che non si è riusciti a mettere a disposizione della collettività e dei fini istituzionali e sociali per i quali l'Agenzia nasce: abbiamo quindi ritenuto di venderli proprio con il fine di rimettere il bene in un circolo virtuoso e non vizioso, ovviamente con tutte le prescrizioni volte ad evitare che il bene possa tornare nelle mani del mafioso o del suo prestanome e a prevedere un'azione immediata ed efficace qualora ciò dovesse comunque accadere. Tra l'altro questo ci consentirà, accogliendo un emendamento del collega Mirabelli che ho condiviso, di destinare una parte dei soldi della vendita a beneficio dell'ente locale. In questi anni abbiamo chiesto agli enti locali di farsi carico dei beni sequestrati e sottratti, della loro ristrutturazione e sistemazione, proprio per metterli a disposizione della comunità. Spesso e volentieri i sindaci, le amministrazioni locali e i territori non hanno le disponibilità economiche per adottare questo tipo di iniziative. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Pertanto, con l'emendamento del senatore Mirabelli collocheremo una parte di tali risorse in un fondo presso il Ministero dell'interno e ad esse verranno così messe a disposizione degli enti locali, proprio per preservare la finalità, che non viene toccata e rimane tale, di messa a disposizione del bene per fini sociali e istituzionali dell'ente locale, ma anche di tante associazioni, ONLUS e organizzazioni virtuose che si battono sul territorio per contrastare la criminalità organizzata. Pertanto, credo che le disposizioni in tema di criminalità organizzata e di Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (che peraltro recepiscono le istanze provenienti dall'Agenzia stessa) vadano in una direzione assolutamente virtuosa. Mi auguro che su questo punto il Parlamento non si divida ma possa invece dare una risposta univoca e forte sul piano del contrasto alla criminalità organizzata. Infatti, aspetto nevralgico per il Ministero dell'interno, il Presidente del Consiglio dei Ministri e tutto il Governo è che il contrasto alla criminalità organizzata lo si fa senza se e senza ma, porta a porta, proprio perché la mafia, non solo con questo Governo, ma anche con questo Governo, non deve avere alcuna possibilità di continuare a perpetrare i propri traffici. (Applausi dai Gruppi e L-SP-PSd'Az e M5S). Dico questo a dignità del Governo, ma - soprattutto - a dignità e nel rispetto del Parlamento. Un'altra parte altrettanto importante e significativa del provvedimento riguarda l'immigrazione. Lo dico in maniera molto chiara, riprendendo gli interventi fatti da alcuni colleghi, soprattutto dell'opposizione e, in modo particolare, del Partito Democratico. Quello in esame non è un decreto manifesto, di propaganda. Infatti, non potrebbe esserlo un decreto-legge di quaranta articoli, che interviene sul contrasto alla criminalità organizzata, su una seria gestione dei flussi migratori e su una gestione seria, veloce e rapida delle domande di asilo nel nostro Paese. Mai in passato è stata adottata una riforma organica, strutturale e di sistema, mentre noi abbiamo l'ambizione di promuoverla con il decreto-legge in esame. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Dico questo portando a conoscenza del Parlamento un dato secondo me assolutamente significativo. Mi riferisco al dato riguardante gli sbarchi, che ovviamente è la precondizione di tutto quello che abbiamo voluto inserire nel provvedimento. Dal 1° giugno 2018 a oggi sono sbarcati sul nostro territorio 8.737 migranti; nello stesso periodo dell'anno scorso (cioè dal 1° giugno al 6 novembre 2017) sono invece sbarcati sul territorio italiano 53.743 migranti. La riduzione negli ultimi cinque mesi (da quando c'è una maggioranza composta da Lega e MoVimento 5 Stelle) è quindi pari all'83 per cento. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Si tratta di un dato importante e significativo, frutto di un lavoro di difesa di confini e frontiere e di collaborazione e cooperazione. Voi ricorderete bene che nel mese di luglio scorso il Parlamento ha convertito un decreto‑legge che intensifica i rapporti con l'autorità libica, mettendo a disposizione circa 12 motovedette, affinché i libici siano finalmente dotati di un'area SAR e di un centro di coordinamento nazionale per poter difendere e controllare le frontiere, fare salvataggio e soccorso in mare e poi portare in territorio libico i migranti. Il primo dato significativo - lo ribadisco - è quindi che oggi registriamo una riduzione dell'83 per cento nel numero degli sbarchi. Ho detto che, in tema di immigrazione, la riforma è organica.