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Prima di tutto, signor Presidente, gli agricoltori italiani, sempre. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Croatti. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghe senatrici e colleghi senatori, ricorderemo questi anni come i più duri della nostra storia recente. Questo terribile virus ha provocato nel mondo quasi tre milioni di morti, dei quali 107.000 sono nostri concittadini. Elevato è anche il tasso economico per le famiglie e le imprese, a causa delle pesanti conseguenze che ha portato con sé sull'occupazione, sul tessuto produttivo e sulla coesione economica e sociale. Sono state necessarie ingenti risorse per sostenere reddito e occupazione e rafforzare la sanità pubblica. Nel corso del 2020, sono state introdotte forme di sostegno che ammontano a 110 miliardi, corrispondenti al 6,6 per cento del PIL nazionale. Dinanzi a un evento di tale portata, però, questi numeri straordinari non bastano per arginare la crisi e favorire la ripresa. Abbiamo avuto bisogno di cooperazione sul piano di politiche economiche da parte dell'Unione europea. Siamo contenti di questa svolta, perché ha rappresentato un vero e proprio cambio di passo dell'Unione europea nel suo ruolo promotrice di politiche di coesione e di economia sociale. In questa prospettiva, il precedente Governo ha lavorato e ottenuto grandi risultati per far fronte alle ripercussioni economiche e sociali della pandemia da Covid-19, tanto che sappiamo che l'Italia sarà il primo beneficiario in termini di risorse per il piano straordinario Next generation EU e questo lo dobbiamo al grande lavoro che ha fatto il presidente Conte in Europa. (Applausi) . Le ingenti risorse stanziate a questo fine sono un'occasione e, insieme, una responsabilità enorme. Non possiamo assolutamente sprecare l'opportunità di cambiare radicalmente questo Paese, che, a livello europeo, è stato il primo ad essere colpito, e anche più duramente. Siamo stati costretti a sacrifici personali, sociali ed economici per tutelare la salute pubblica ed evitare danni ancora peggiori. Le pesanti ripercussioni scaturite dalla pandemia hanno particolarmente colpito il settore del turismo e le attività ad esso collegate, azzerandone completamente i fatturati. Il Piano europeo per la ripresa e la resilienza mette in gioco una somma complessiva che ammonta a 225 miliardi; in sinergia con l'utilizzo di altre risorse europee, possono arrivare a oltre a 310 miliardi. Esaminando la proposta del PNRR in Commissione, circa gli aspetti prettamente competenti al turismo, emergono alcune debolezze che, nell'esame parlamentare, richiedono di essere compiutamente dettagliate e migliorate. Il nostro Paese è, senza alcun dubbio, una delle mete turistiche europee e mondiali più attraenti per le sue condizioni climatiche, naturalistiche, socio-culturali, archeologiche, termali ed enogastronomiche. A fronte di queste potenzialità uniche, però, presenta in generale un'organizzazione turistica e soprattutto ricettiva non all'altezza di un tale patrimonio, quindi non in grado di produrre la ricchezza possibile. Se in tempi di prepandemia il fatturato del nostro turismo si aggirava intorno al 13 per cento del PIL nazionale, nel caso di un salto di qualità del settore potremmo addirittura raddoppiarne le percentuali. Gli interventi all'interno della componente 3 della missione 1 sono dedicati al tema del turismo e della cultura e prevedono l'utilizzo di complessivi 8 miliardi di euro. Aumentare nella totalità la quota degli investimenti destinati al rilancio delle imprese del turismo, potenziandone la concorrenzialità a livello internazionale, è prioritario. Di conseguenza, queste risorse devono essere utilizzate per colmare il gap digitale che, come in tutti i settori del nostro Paese, è ancora molto ampio, soprattutto in quelli del turismo e della cultura. Nell'ottica green e sostenibile delle nuove politiche varate a livello nazionale ed europeo, anche all'interno del patrimonio turistico ricettivo italiano, andrebbero estesi gli incentivi relativi alla ristrutturazione, alla messa in sicurezza e alla riqualificazione energetica delle strutture del settore turistico. Ciò che si richiede è l'estensione della misura del superbonus del 110 per cento anche agli edifici che ospitano, per un miglioramento delle strutture turistico-ricettive e delle attività dei servizi turistici in chiave sostenibile. (Applausi) . Vi è un altro settore che richiede maggiore attenzione, quello del turismo termale, che è di fondamentale importanza: oltre a tenere conto delle potenzialità che può esprimere, prettamente turistiche, bisogna considerare anche ciò che rappresenta dal punto di vista sanitario. Il nostro Paese potrebbe vivere di turismo e di cultura. Un progetto minuzioso ed efficace di rilancio in questi settori rappresenterà un volano per l'intera economia italiana nell'era post-Covid-19. Per uscire da questa crisi e rendere l'Italia protagonista nella scena europea e mondiale, per il futuro delle nuove generazioni, occorre un progetto che sia innanzitutto coraggioso, chiaro e condiviso e che permetta al nostro Paese di ripartire e recuperare il terreno perduto durante il periodo della pandemia; occorre voltare pagina rispetto passato per avere un Paese moderno, all'avanguardia, verde, efficiente, sicuro ed ecosostenibile. Buon lavoro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, credo che l'Aula semivuota sia la conferma dell'inutilità di questa seduta del Senato, che si trova a discutere di un Piano nazionale di ripresa e resilienza che sicuramente non sarà quello che verrà presentato il prossimo 30 aprile a Bruxelles alle autorità europee. Già questo penso debba far riflettere i concittadini, gli italiani, di ogni linea politica e di ogni schieramento. Siamo qui a discutere di un PNRR che da mesi ci viene presentato come qualcosa di meraviglioso, un piano Marshall dei nostri tempi, del terzo millennio; un Piano nazionale di oltre 200 miliardi di euro (206, per la precisione). Vorrei ricordare però ai colleghi che hanno il piacere di ascoltarmi e ai cittadini che ci vorranno seguire che questo Parlamento ha già disposti in quest'ultimo anno circa 180 miliardi di euro di scostamento di bilancio. Di fatto, quindi, questo Paese ha già speso l'importo del PNRR, indebitandosi. E quali sono i risultati? Sono stati una totale assenza di risposte concrete sul tema dei trasporti, che tutti sappiamo quanto pesi sulla veicolazione del virus; un'assenza di risposte sulla scuola, con i nostri figli, i nostri ragazzi ancora a casa in didattica a distanza; una campagna vaccinale che il Governo Conte non ha saputo non dico portare a termine, ma nemmeno iniziare. Guardiamo ai vicini inglesi, al di fuori dell'Europa, che hanno davvero immunizzato la propria popolazione, mentre noi siamo fermi, insieme agli altri Paesi europei, purtroppo ai soli nostri anziani (peraltro non a tutti). Non abbiamo dato risposte in termini di ristori prima e di sostegni ora, come diremo nei prossimi giorni. L'unica risposta che con i 180 miliardi abbiamo dato è stata in termini di lockdown , oggi e un anno fa; non è cambiato nulla.