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considerato che: non c'è dubbio che la coltivazione delle nocciole sia un argomento particolarmente controverso e che in alcuni casi può nascondere anche lo sfruttamento dei lavoratori (bambini compresi) impiegati nei campi di nocciole per produrre la "Nutella" (e non solo), il problema dei pesticidi, però, non deve essere assolutamente sottovalutato, considerando che purtroppo si è già molto esposti a queste sostanze e non solo tramite le nocciole. I fitofarmaci o pesticidi causano dei danni ambientali non indifferenti e quelli utilizzati sulle nocciole (sono concessi 3 trattamenti) sono responsabili di una serie di problemi nel territorio della Tuscia, in primis l'inquinamento dell'aria e della terra; le coltivazioni intensive, inoltre, hanno determinato anche il prosciugamento dei ruscelli locali; la popolazione che abita in prossimità dei noccioleti, nel corso degli anni, ha risentito di problemi alla salute, causati appunto dall'eccessivo uso dei pesticidi. Infatti, questi contaminanti chimici finiscono inevitabilmente nella catena alimentare, compromettendo la salute dei cittadini e indebolendo il loro sistema immunitario. Nel servizio, infatti, viene ripresa anche una coppia che gira con la maschera antigas e denuncia di avere fatto diversi esposti alle forze dell'ordine proprio per segnalare l'uso eccessivo di questi antiparassitari; tenuto conto che: l'agricoltura intensiva (sistema di intensificazione e meccanizzazione agricola che mira a massimizzare i rendimenti dei terreni disponibili attraverso vari mezzi come l'uso pesante di pesticidi e fertilizzanti chimici) non giova certamente alla salute dell'uomo né a quella dell'ambiente. L'interrogante, che molto si sta spendendo nell'affrontare questo tema applicato a varie colture, ritiene molto grave l'intensificazione e meccanizzazione in agricoltura, che riguarda non solo le nocciole ma anche all'allevamento di animali tenuti al chiuso in quelle che sono diventate le "fattorie industriali"; le pratiche agricole intensive producono cibo più economico in rapporto alle dimensioni del terreno, il che contribuisce a nutrire una popolazione umana in costante espansione. Oggi però l'agricoltura intensiva è diventata la più grande minaccia per l'ambiente quando si parla di riscaldamento globale, portando anche alla comparsa di nuovi parassiti e alla ricomparsa di parassiti precedentemente considerati "sotto controllo", senza dimenticare che è responsabile di gran parte della deforestazione mondiale; l'agricoltura intensiva uccide insetti e piante utili, degrada e impoverisce il suolo stesso da cui dipende, crea deflusso inquinante e intasa i sistemi idrici, aumenta la suscettibilità alle inondazioni, provoca l'erosione genetica delle colture e delle specie di bestiame in tutto il mondo, diminuisce la biodiversità, distrugge gli habitat naturali e le pratiche agricole. Inoltre, il bestiame e lo sgombero dei terreni per l'agricoltura intensiva contribuiscono in modo significativo all'accumulo di gas serra nell'atmosfera; non si vogliono danneggiare, però, i coltivatori di nocciole della Tuscia viterbese, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, non ritengano di doversi attivare per esaminare in modo attento ciò che sta accadendo per la coltivazione di nocciole; se non ritengano che le colture biologiche, anziché quelle a base di pesticidi e fertilizzanti chimici, vadano incentivate e sostenute maggiormente; quali urgenti iniziative intendano assumere in merito a questo importante argomento al fine di salvaguardare la salute e l'ambiente, considerato che l'agricoltura intensiva uccide insetti e piante utili, impoverisce il suolo, crea deflusso inquinante e intasa i sistemi idrici, aumenta la suscettibilità alle inondazioni, provoca l'erosione genetica delle colture e delle specie di bestiame in tutto il mondo, diminuisce la biodiversità, distrugge gli habitat naturali, oltre a contribuire in modo significativo all'accumulo di gas serra nell'atmosfera. Atto n. 4-06282 FATTORI CORRADO LANNUTTI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: in data 21 novembre 2020 è stata convocata la conferenza dei servizi per verificare le condizioni della richiesta fatta dall'azienda agricola proprietaria per l'abbattimento di 134 ulivi nel comune di Gallese (Viterbo) in località Le Cese; la conferenza, nonostante il parere negativo del Comune di Gallese, ha dato nulla osta al quale è seguita determinazione della Regione Lazio; in particolare, come si legge nella determinazione, la motivazione di richiesta di abbattimento era giustificata dalla necessità di "miglioramento del piano aziendale" con l'"introduzione di altra coltura arborea"; considerato che: si teme che con la locuzione "altra cultura arborea" si intenda la sostituzione degli alberi di ulivo con un noccioleto; tale interpretazione è suffragata dal fatto che, nella conformazione delle colture dell'azienda agricola richiedente, i 134 ulivi rappresentano l'ultimo tratto di biodiversità rispetto al resto della produzione, costituito proprio dal nocciolo; se così fosse sarebbe de facto stata incentivata la monocoltura del nocciolo con danno ambientale legato soprattutto alla perdita di biodiversità; diverse associazioni del territorio hanno mostrato perplessità e fatto proteste per la vicenda, tra cui il Biodistretto e il WWF locale; visto che gli orientamenti della Commissione europea sono quelli di portare la superficie agricola utile per la produzione biologica al 25 per cento entro il 2030, ma anche di conservare almeno il 10 per cento di biodiversità, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali iniziative intenda porre in essere affinché vengano rispettate le indicazioni della UE in tema di biologico e mantenimento della biodiversità, anche in riferimento alla fattispecie descritta; quali iniziative intenda porre in essere anche rispetto alle politiche regionali affinché venga mitigata l'incentivazione alla coltivazione intensiva e monocolturale, oggi in palese contrasto con i principi della transizione ecologica e della sostenibilità ambientale; quali iniziative intenda porre in essere nel caso di specie, tenendo in considerazione anche il valore storico culturale e paesaggistico che l'ulivo rappresenta per la Tuscia; quali misure intenda adottare insieme alle Regioni, affinché le determinazioni usate come modello amministrativo di richiesta delle istanze di abbattimento, espianto, spostamento e sostituzione degli alberi di ulivo (per la Regione Lazio è la n. G05081 del 23 aprile 2019) abbiano un indirizzo univoco volto alla salvaguardia della biodiversità, del clima, del paesaggio e dell'ambiente, rimanendo nel rispetto delle competenze previste all'articolo 117 della Costituzione. Atto n. 4-06283 LANNUTTI ANGRISANI GIANNUZZI ORTIS ABATE Ai Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: Poste italiane è per il 35 per cento di proprietà di Cassa depositi e prestiti e per il 29,26 per cento di proprietà del Ministero dell'economia e delle finanze. Quindi, il 64,26 per cento è in mano dello Stato;