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Vi chiedo - e mi auguro - che in questa lunga discussione e nella fase di analisi, elaborazione e votazione degli emendamenti, questo aspetto venga preso in considerazione. Fare le riforme da soli, soprattutto quelle costituzionali, è pericoloso non solo per le forze che vi si cimentano, ma per la democrazia del nostro Paese e per l'immagine che darete di esso. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Casini. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, ho ascoltato attentamente, sia le osservazioni del senatore Malan, sia quelle della senatrice Malpezzi. A dire il vero, anch'io avrei voluto sentire il nostro carissimo collega, presidente Calderoli, perché mi sembrava in un certo senso doveroso che si iniziasse così. Voglio fare alcune brevissime spero chiare considerazioni. Penso che questo dibattito sia destinato a passare velocemente, quasi come un atto burocratico. Si parla della riduzione dei parlamentari: come si fa a non essere d'accordo su questo? L'opinione pubblica vuole la riduzione dei parlamentari; se andiamo avanti così, tra un po' vorrà la soppressione dei parlamentari. (Applausi dai Gruppi Aut e PD) . Questa cosa sta diventando un orpello. Vi confesso che nelle ore passate mi sono interrogato e mi sono detto: ma in fondo chi me lo fa fare di intervenire? Tanto sarà una cosa che andrà avanti così, de plano . Poi ho riflettuto più profondamente e, anche in ragione del ruolo di parlamentare che ricopro da lunga data, mi è sembrato doveroso assumermi la responsabilità di dire no a questo provvedimento, perché è una finzione. È l'ennesima pietra demagogica che noi costruiamo per prendere in giro la gente. (Applausi dal Gruppo PD) . Sia chiaro che il tema non è la riduzione dei parlamentari. Se noi andiamo a guardare negli annali del Parlamento, già nella bicamerale D'Alema, che parlava di una complessiva riforma, vi era l'ipotesi di una riduzione dei parlamentari. Quando il presidente Renzi nella scorsa legislatura ha presentato la riforma che alcuni di noi sostennero in campagna elettorale e anche nel voto elettorale - io fui tra quelli - era previsto di fatto un alleggerimento del numero dei parlamentari nell'ambito di una revisione costituzionale generale. Oggi quindi da parte mia non c'è un no alla riduzione del numero dei parlamentari; c'è un no a questo provvedimento perché è una presa in giro, perché tramite questo provvedimento noi mettiamo un'ulteriore pietra alla delegittimazione con la quale stiamo scientificamente costruendo la demolizione della democrazia rappresentativa. (Applausi dal Gruppo PD) . Il problema, dunque, è sollecitare l'emotività dell'opinione pubblica identificando nel Parlamento il capro espiatorio del malfunzionamento del Paese. Abbiamo un Governo che ha paralizzato l'adozione di provvedimenti importantissimi. Pensiamo, ad esempio, alle infrastrutture: nell'incertezza non si muove niente perché il Governo non riesce a decidere. Nello stesso tempo, però, che cosa si fa? Si cerca con l'ennesimo diversivo di identificare nel numero dei parlamentari il padre di tutti i problemi, mentre com'è chiaro a tutti noi il tema che abbiamo di fronte oggi è la paralisi decisionale del Governo, è la paralisi decisionale del Parlamento indotta dal Governo. Tutto è, dunque, salvo che il numero dei parlamentari. Ma la scorciatoia è quella più semplice che si può identificare. Diceva qualcuno ben più importante di noi che la democrazia serve per dire alla maggioranza della gente le cose che non piace ascoltare. Ebbene, con questo sussulto finto decisionistico malriposto realizziamo l'obiettivo di dare un altro colpo di piccone al Parlamento e alla sua credibilità. Il messaggio subliminale è chiarissimo: se la democrazia funziona male, la colpa è dei parlamentari, è nostra. Noi siamo troppi, siamo troppo pagati, siamo inefficienti, magari siamo corrotti per cui, anche da questo punto di vista, è bene che la magistratura abbia voce in capitolo totale e non venga sindacata in quest'Aula perché noi siamo qualcosa di inutile, per cui prima siamo eliminati e meglio è. Il problema non siamo noi individualmente. Personalmente, dopo trentasei anni di Parlamento, sono l'ultimo in quest'Aula ad avere qualcosa da difendere, perché ho costruito e difeso la mia vita - e ne sono orgoglioso - sull'appartenenza al Parlamento. (Applausi dal Gruppo PD) . Mi hanno fatto gli esami del sangue ogni tre o quattro anni. Ho alle spalle undici legislature, cioè undici conferme del corpo elettorale. Non ho vinto un concorso universitario e sono rimasto in cattedra trentasei anni. Ogni cosa che ho fatto, l'ho fatta tenendo sempre presente la centralità del corpo elettorale che ci esprime, perché questa è la ragione per cui il Parlamento è il fulcro della democrazia. Colleghi, non devo dirvi altre cose, perché per me è tutto chiaro. Siamo di fronte a un ulteriore provvedimento di facciata che identifica - in noi parlamentari - il bersaglio semplice da abbattere. Fare un bel referendum su Internet è forse meglio della democrazia, anche perché così i costi diminuiscono. In questo provvedimento c'è qualcosa che viene da lontano, anche dagli errori fatti dalla classe dirigente nel non spiegare che la democrazia ha dei costi. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . La storia è piena di dittatori che non volevano costi per i Parlamenti, li hanno aboliti e - loro sì - burocratizzati, facendo di tutto perché perdessero ruolo nella società. Ebbene, non conosco una forma di democrazia diversa da quella che trova nella centralità del Parlamento il fulcro della propria legittimazione. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . Voterò pertanto contro questo provvedimento burletta, perché non voglio contribuire a un ulteriore fumogeno che si getta al corpo elettorale e ai cittadini. La democrazia non significa assecondare gli istinti, magari provocandoli, o cercando in qualche modo di amplificarli. Il compito di una classe dirigente è guidare un Paese, mentre qui mi sembra si stia facendo l'opposto. Si utilizzano i malumori, anche legittimi, del corpo elettorale e si identifica nel bersaglio semplice - il Parlamento - il padre di tutti i problemi. Questo è il primo provvedimento, ma non sarà l'ultimo, perché c'è una strategia dietro tutto questo. Pertanto dico no a questo provvedimento, anche se - parliamoci chiaro - non è così importante. Solo chi conosce i meccanismi costituzionali sa quanto può valere la mia testimonianza di votare no. Si tratta di una cosa simbolica che vale negli atti parlamentari. Voglio però che negli atti parlamentari vi sia la testimonianza di un parlamentare di lungo corso che dice che stiamo prendendo una deriva molto pericolosa per la democrazia del nostro Paese. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . Il numero dei parlamentari non c'entra nulla, è una scusa e una finzione. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE .