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se è pur vero che, nelle ultime decisioni assunte a livello governativo, si è cercato di uniformare, almeno a livello regionale, una politica della didattica comune, rimane altrettanto vero che sussistono anomalie e incongruenze, talvolta dovute anche a scelte dei singoli dirigenti scolastici; il ricorso alla didattica a distanza, attraverso collegamenti telematici, è molto diffuso per disposizioni aventi forza di legge. Sembra dunque logica la chiusura degli edifici scolastici e la conseguente dotazione, per coloro i quali non dispongano di adeguati strumenti informatici, di collegamenti adeguati alla DAD; tuttavia, attraverso la lettura di inchieste giornalistiche, all'interrogante risulta che sia prassi, per gli insegnanti, continuare a lavorare "come in presenza", nonostante l'assenza di studenti, con l'assurdo obbligo di cambiare aula secondo l'orario. Oltre tale incredibile situazione, che determina perdite di tempo e ritardi di connessione, pervengono segnalazioni che siano spesso disattese le norme anti COVID, come la necessità di sanificare le postazioni; altresì risulta anomalo l'obbligo di lezioni "sincrone e asincrone", motivato dalla necessità di alleggerire, per gli studenti, la permanenza in connessione per troppo tempo continuativamente. Nella realtà, all'interrogante risulta che le lezioni cosiddette asincrone siano delle "non lezioni" in quanto prive di controllo, nemmeno degli assenti; permane il problema della presenza di studenti con bisogni educativi speciali e che usufruiscono dei benefici della legge n. 104 del 1992 e delle residuali lezioni in presenza ancora consentite. L'assenza di un efficace e verificabile protocollo di prevenzione espone tutti al contagio, senza considerare che l'acquisto dei banchi individuali a rotelle, che sono di dimensioni più piccole del banco tradizionale, anche per la loro natura, rischiano di avvicinare, anziché distanziare, gli studenti fra di loro, si chiede di sapere: se corrisponda al vero che esiste e quanto sia diffusa la pratica per la quale i docenti debbano cambiare aula ad ogni suono di campanella, spostandosi da un ambiente vuoto ad un altro parimenti vuoto, perdendo almeno 10 minuti ogni volta, tra collegamento e trasferimento; se corrisponda al vero e quanto sia diffusa la negligenza per la quale, ad ogni cambio d'aula, non viene sanificata la postazione del docente; se il Ministro in indirizzo ritenga di demandare ai singoli dirigenti l'organizzazione della presenza dei docenti; se intenda rimodulare i cicli di lezione, programmando pause di riposo ottico e di attenzione per gli studenti e così limitare il più possibile le lezioni "asincrone", in merito alla cui efficacia didattica è lecito nutrire dubbi; quali provvedimenti intenda promuovere per eliminare le anomalie, attraverso una valida opera di intervento che sappia mantenere i livelli qualitativi di didattica senza vituperare la classe docente e, contemporaneamente, salvaguardare gli standard di sicurezza materiale e immateriale necessari per contenere, nell'ambiente scolastico, la diffusione del contagio da coronavirus. Atto n. 4-04407 BARBARO Al Ministro dell'interno Premesso che: il fenomeno degli sbarchi sull'isola di Pantelleria non accenna a diminuire. È ormai prassi frequente, per i migranti, dirigersi nella piazzetta di Scauri per essere condotti dai Carabinieri presso il centro di prima accoglienza, ormai al collasso; la struttura, l'ex caserma "V. Barone", potrebbe contenere fino a 25-30 ospiti. Tuttavia, spesso vi risulta ricoverato un centinaio di persone straniere, alcune anche in condizioni di isolamento perché positive al coronavirus; i migranti, nella maggior parte dei casi tunisini, vengono poi trasferiti a piccoli gruppi a Trapani, per essere successivamente condotti altrove o, in qualche caso, rimpatriati; molto spesso, tuttavia, essi fuggono verso altre destinazioni italiane o europee, specialmente Francia o Germania, dove molti hanno già parenti; dal mese di giugno sembrerebbero sbarcati a Pantelleria circa 1.500 migranti; è dunque evidente l'affanno delle forze dell'ordine, il cui organico stanziato sull'isola è del tutto insufficiente, anche considerando che, oltre a far fronte all'ondata di sbarchi, esse devono garantire il servizio nel porto e presso l'aeroporto, nonché tutte le altre prerogative di sicurezza pubblica, si chiede di sapere: quanti siano i migranti sbarcati a Pantelleria nell'ultimo anno, quanti di loro abbiano fatto perdere le loro tracce in seguito all'identificazione e quanti, pur rimpatriati, siano ritornati nuovamente in Italia attraverso l'isola di Pantelleria; come il Ministro in indirizzo intenda fronteggiare questa emergenza, che ormai è insopportabile per gli abitanti dell'isola e costringe a ritmi insostenibili il personale delle forze dell'ordine stanziato sul territorio. Atto n. 4-04408 BARBARO Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che: con deliberazione del Consiglio comunale di Montalbano Jonico (Matera) n. 67 del 26 ottobre 2016 è stato approvato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell'art. 243- bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, trasmesso poi sia alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti della Basilicata che al Dipartimento affari interni e territoriali, Direzione centrale per la finanza locale, del Ministero dell'interno; con nota del 29 marzo 2017, prot. n. 36211 la Direzione centrale per la finanza locale chiedeva chiarimenti i quali sono stati forniti ed approvati dal Consiglio comunale il successivo 27 aprile con propria deliberazione n. 24; la Regione Basilicata, con legge regionale 28 aprile 2017, n. 6, art. 10, ha erogato al Comune di Montalbano Jonico un contributo di 2.500.000 euro allo scopo di "sostenerne il riequilibrio finanziario deliberato con apposito piano dall'organismo consiliare" dell'ente; alcuni consiglieri comunali hanno segnalato alla Corte dei conti e alla Regione che tali fondi non sono stati utilizzati solo per le spese previste nel piano di riequilibrio pluriennale approvato, ma anche per spese correnti o di investimento successive alle annualità incluse nel piano; il ricorso a tale contributo per sostenere e coprire spese correnti relative alle annualità successive al piano di riequilibrio (2019 e 2020) possano implicare un deficit strutturale non risanato del bilancio reale del Comune di Montalbano Jonico, nonostante l'adozione del piano di riequilibrio finanziario, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di verificare la regolarità di tale utilizzo del contributo della Regione Basilicata di cui alla legge regionale n. 6 del 2017, nonché per accertare se tale utilizzo, non previsto dalla stessa legge regionale, non occulti un deficit strutturale del bilancio del Comune di Montalbano Jonico, non rilevato nell'istruttoria che ha portato all'approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale approvato con le deliberazioni del Consiglio comunale n. 67/2016 e n. 24/2017 e, di conseguenza, non risanato.