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La quantità massima delle infiorescenze di cannabis medica che può circolare in un anno sul suolo italiano (cioè la somma di quella importata dall'estero e di quella prodotta in Italia) è decisa l'anno precedente dal Ministero della salute, su indicazione dell'Ufficio centrale stupefacenti (UCS). Sebbene il mercato permetta di averne a disposizione molta di più, si assiste a una cronica carenza di cannabis terapeutica. Le quantità disponibili annualmente sono inferiori anche alle sole richieste delle prescrizioni mediche. Nel tentativo di arginare il problema, nel novembre 2017 il Ministero della salute, insieme a quello della difesa, hanno avviato un bando per l'importazione di ulteriore cannabis medica, che ad oggi si è comunque dimostrato insufficiente. Vi è un pregiudizio culturale, dovuto in massima parte a disinformazione, che si concretizza con attività che danneggiano ulteriormente chi, in maniera professionale, si adopera per fornire ai pazienti queste tipologie di medicinali: le principali farmacie italiane che preparano cannabis terapeutica ai pazienti sono da anni soggette a controlli eccezionali da parte di AUSL, NAS e AIFA. La facoltà del Ministero della salute di effettuare rigorosi controlli non può essere messa in discussione, anche se in passato tutto ciò si è tradotto in rallentamenti nelle forniture e in pendolarismo dei pazienti alla ricerca della farmacia con il prodotto disponibile, ma anche nella rinuncia di nuove farmacie alla preparazione delle terapie a base di cannabis . Anche l'Organizzazione mondiale della sanità ha rilasciato uno statement in cui raccomanda la riclassificazione della cannabis come farmaco, indicando di escludere dalle droghe i prodotti che contengono THC in misura inferiore allo 0,2 per cento, ritenendoli non stupefacenti. Concludo con l'auspicio che anche l'Italia, proprio per rispondere alle esigenze di quei pazienti con patologie molto dolorose, sblocchi definitivamente il problema dell'approvvigionamento della cannabis terapeutica, lasciandola esclusivamente alla prescrizione del medico e alla preparazione del farmacista. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo di esprimere il parere sulle mozioni presentate. BARTOLAZZI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, stimati senatori, le mozioni poste oggi in discussione hanno sollecitato un dibattito su un tema particolarmente complesso. È doveroso premettere che esse non consentono l'assunzione di impegni definitivi da parte del Governo, in assenza dei necessari approfondimenti sia di natura giuridica che scientifica, i quali non a caso, per quanto siano stati avviati già sul finire della scorsa legislatura, non sono tuttora pervenuti a una univoca conclusione. Bisogna dire effettivamente che esiste una certa difformità giuridica, facilmente verificabile dalle sentenze attualmente disponibili, così come esiste anche una carenza di dati scientifici. Ho sentito dagli illustri senatori diversi spunti positivi in proposito, anche altamente condivisibili. Mi si consenta, però, di fare una piccola precisazione, soprattutto rispetto a quanto esposto dal senatore Gasparri. Al di là di alcune affermazioni, che possono essere in parte condivisibili, mi è sembrato di percepire una sorta di messaggio un po' distorto che riguarda, per esempio, il giudizio del precedente Consiglio superiore di sanità che, a detta dello stesso, forse sarebbe stato dismesso appunto per il parere sulla canapa. Questa è una cosa che mi lascia un po' perplesso, perché equivale a dire che il gruppo di scienziati arruolati oggi nel Consiglio superiore di sanità sono verosimilmente tutti proni all'uso della cannabis. Tranquillizzo quindi il senatore Gasparri che mi occuperò personalmente di far fare l'analisi del capello a tutti i componenti del Consiglio superiore di sanità, qualora fosse necessario. In ogni caso, in ragione dell'alta considerazione che il Governo assegna agli impegni assunti in questa sede, dico subito che la complessità della disciplina introdotta con la legge n. 242 del 2016 - sulla cui applicazione faccio notare che non è stata raggiunta nemmeno unanime condivisione a livello giurisprudenziale - e la presenza, inoltre, di numerosi e rilevanti profili che coinvolgono una pluralità di amministrazioni, sono tutte circostanze che non consentono di esprimere un avviso definitivo, che rischierebbe solo di semplificare e banalizzare la molteplicità di aspetti, che, ripeto, sono sia di natura giuridica che scientifica. È stato giustamente ricordato che il problema della cannabis coinvolge direttamente diversi Ministeri, visto che può essere allestita la vendita di prodotti alimentari e dolciumi, com'è stato correttamente detto, o di prodotti che possono essere utilizzati come fumo, per cui rientrerebbero nella legislazione riguardante il tabacco. Non ultima, la problematica della cannabis ad uso terapeutico, che non è stata menzionata in queste mozioni, ma che sicuramente è un altro aspetto importante da trattare, per cui il tema è estremamente complesso. Dalle attività condotte dal Ministero della salute emerge dunque, innanzitutto, che i possibili rischi per la salute risiedono in un abuso nell'elusione della disciplina vigente e, pertanto, in un profilo patologico delle condotte concretamente messe in pratica, per quanto esse invochino un'asserita aderenza alla legislazione vigente. Faccio presente, peraltro, che nell'esercizio delle proprie competenze il Ministero dell'interno ha provveduto in più occasioni - da ultimo con circolare del 15 gennaio 2019 - a dare indicazioni operative alle Forze dell'ordine e alle Forze di polizia che, pur tenendo conto del complesso quadro della materia, hanno fornito un indirizzo nelle attività di controllo e contrasto alle condotte non conformi alla legge. Tutto ciò premesso, nel ribadire che la valutazione del Governo non può che essere negativa sul complesso delle mozioni presentate, a riprova della serietà dell'attività che si intende svolgere nella materia oggetto di discussione, si ritiene di poter accogliere taluni impegni, come di seguito specificati. PRESIDENTE. C'è quindi una proposta di riformulazione, signor Sottosegretario? BARTOLAZZI , sottosegretario di Stato per la salute . Per la mozione n. 31, a prima firma del senatore Mallegni, il Governo esprime parere contrario agli impegni 1) e 5). Sull'impegno 2) il parere è favorevole, a condizione che venga così riformulato: «a valutare l'opportunità, in esito ai necessari approfondimenti, sia di natura giuridica che scientifica, peraltro già in atto, di prevedere una nuova regolamentazione delle modalità di coltivazione e commercializzazione della canapa». Sull'impegno 3) il parere è favorevole a condizione che venga così riformulato: «a valutare l'opportunità di destinare le risorse economiche di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge n. 242 del 2016 anche per altre finalità, tra cui la ricerca». Sull'impegno 4) il parere è favorevole. Per quanto riguarda la mozione n. 89, a prima firma della senatrice Boldrini, sull'impegno 1) esprimo parere favorevole a condizione che sia riformulato, come l'impegno 2) della mozione a prima firma Mallegni, come segue: