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Per tale motivo noi sicuramente daremo il nostro voto favorevole, come Partito Democratico, alla ratifica dell'Accordo transattivo ma insieme chiediamo che questo Governo agisca in fretta nell'individuare il deposito nazionale per lo smaltimento delle scorie nucleari. (Applausi dal Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, si tratta ovviamente di una questione estremamente delicata. Vorrei ricordare che l'Italia partecipa a questo programma tecnico di disattivazione degli impianti nucleari obsoleti e naturalmente anche alla gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare derivanti dalle passate attività di ricerca. In sostanza, l'intesa transattiva del presente Accordo prevede lo smantellamento del reattore presente nel centro di Ispra e dei relativi rifiuti, del tutto simili a quelli relativi ai siti nucleari italiani già dismessi. Noi vogliamo tuttavia evidenziare - questa è la sede opportuna - alcune criticità di questo provvedimento, che sono relative soprattutto alla copertura degli oneri finanziari del presente Accordo, il quale è finanziato con l'aumento della componente tariffaria A2. Il Governo ha affermato che non dovrebbe riguardare le utenze delle abitazioni; se anche fosse vero, purtroppo farà aumentare i costi. Avremo quindi bollette salate per tutti i soggetti che non possiedono un'utenza domestica. Si tratta di circa 50 milioni di euro di oneri da coprire; quindi molti soggetti che per vari motivi non hanno utenze domestiche si vedranno aumentare la bolletta. Lo pagheranno gli artigiani, i commercianti, i liberi professionisti, ma anche molte abitazioni che per motivi vari (ad esempio quelle che utilizzano utenze a 400 volt) hanno contratti differenti da quello per uso abitativo. Noi quindi chiediamo al Governo con forza di impegnarsi a trovare, nell'ambito del bilancio dello Stato, un altro tipo di copertura finanziaria degli oneri di questa ratifica. Si tratta di oneri che peraltro risalgono a un contenzioso che si trascina ormai da trent'anni e che comunque ci mettono al riparo da oneri maggiori che deriverebbero dalla mancata ratifica dell'Accordo e da un ulteriore contenzioso. Ma sono oneri che dobbiamo evitare di far pagare ad alcune categorie produttive, che peraltro sono incolpevoli delle scelte di politica energetica fatte dai vari Governi italiani e a livello europeo. Quindi meglio sarebbe metterli a carico della fiscalità generale. Ad ogni buon conto, al di là del dell'invito e di questo modestissimo suggerimento, che però mi pare estremamente importante, conveniamo sui contenuti della ratifica e quindi, a nome del Gruppo Forza Italia, annuncio il voto favorevole sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, il disegno di legge che ci apprestiamo a votare ratifica, come già detto, l'Accordo transattivo fra l'Italia e la Comunità europea dell'energia atomica (Euratom) ed è volto a regolare le responsabilità e le modalità di gestione dei rifiuti radioattivi del Centro comune di ricerca (CCR) di Ispra, in provincia di Varese. Tale sito, come noto, costituiva uno dei quattro centri di ricerca istituiti con un Accordo fra il Governo italiano e Euratom per promuovere negli Stati membri lo sviluppo dell'energia nucleare a fini pacifici, prevedendo la temporanea concessione dell'area alla Comunità europea. Alla luce dei mutati indirizzi strategici in ambito nucleare del nostro Paese, nonché della inevitabile riduzione delle attività del Centro, cui si aggiunse, infine, l'inserimento di Ispra nel piano di smantellamento dei centri di ricerca nucleare avviato dalla Commissione europea nel 1999, si pose il problema di individuare le responsabilità e le incombenze necessarie all'effettiva disattivazione del sito. La Commissione europea, come noto, chiese la partecipazione italiana a tali attività, anche in considerazione del fatto che nel periodo fra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta, il centro di ricerca in questione era stato utilizzato da soggetti italiani, quali ENEA, Enel e CISE, per progetti concepiti nell'ambito del programma nucleare italiano. Purtroppo, gli accordi dell'epoca non contemplavano in alcun modo l'evenienza di una cessazione delle attività, pertanto non risultava possibile effettuare una determinazione analitica degli oneri di competenza italiana. È proprio con l'Accordo transattivo che si è inteso porre fine al contenzioso sorto nel merito tra il nostro Paese e l'Euratom, individuando compiutamente le modalità tecniche, gli oneri e le tempistiche di svolgimento del programma di smantellamento del sito, da ultimare entro il 2028 con - così è testualmente scritto - «il conferimento dei rifiuti nucleari presenti nel sito del CCR di Ispra al Deposito nazionale italiano». L'Accordo, firmato nel lontano 2009 dall'allora ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, forse con troppa fretta, ha finito per accollare allo Stato italiano la gestione finale delle scorie nucleari del sito, non soppesando i ritardi già accumulati e le incapacità già dimostrate dal nostro Paese sul fronte del decommissioning testé citato, cioè del processo di smantellamento e messa in sicurezza degli impianti e delle scorie frutto dell'esperienza fatta dal nostro Paese nell'impiego del nucleare. Siamo ancora sprovvisti, infatti, del famoso deposito nazionale che avrebbe dovuto e dovrebbe accogliere questi rifiuti, cui si aggiungono ora quelli del Centro di Ispra. Si tratta di ritardi dovuti, naturalmente, all'azione e all'inazione dei Governi che ci hanno preceduto. Una politica più avveduta e lungimirante avrebbe quantomeno dovuto, in sede di firma dell'Accordo che ci apprestiamo a ratificare, tenere conto di queste nostre difficoltà e tentare di fare accollare all'Euratom la gestione finale dei rifiuti del Centro di Ispra e relativi costi. È con queste riserve che ci facciamo carico, tuttavia, della soluzione della controversia, per il rispetto che abbiamo sempre avuto e vogliamo continuare ad avere per gli accordi internazionali e gli impegni sottoscritti dal nostro Paese. Per questo - e solo per questo - esprimo il parere favorevole del MoVimento 5 Stelle alla ratifica dell'Accordo transattivo tra Repubblica italiana e l'Euratom per la gestione dei rifiuti radioattivi del Centro di Ispra. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1104 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di dialogo politico e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Cuba, dall'altra, fatto a Bruxelles il 12 dicembre 2016 Deputato GRANDE ed altri. - (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1104, già approvato dalla Camera dei deputati.