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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª) 13 MORONESE La seduta inizia alle ore 9,40. IN SEDE REDIGENTE Misure per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle isole minori e delle isole lagunari e lacustri DDL 149 Disposizioni per favorire la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile delle isole minori DDL 497 Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori DDL 757 Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori marine e lacustri DDL 776 Misure per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle isole minori e delle isole lagunari e lacustri (Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge nn. 149, 497 e 757. Congiunzione con la discussione del disegno di legge n. 776 e rinvio) Il relatore MANTERO ( M5S ), ad integrazione delle relazioni svolte in data 7 agosto 2018, sui disegni di legge n. 149 e 497, e in data 12 settembre, sul disegno di legge n. 757, illustra il contenuto del disegno di legge n. 776, rubricato come "Misure per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle isole minori e delle isole lagunari e lacustri". Il disegno di legge è composto da 19 articoli e due Allegati, A e B. Questi ultimi indicano le isole interessate: nell'Allegato A, 38 (alcune delle quali comprendenti più di un comune al proprio interno), mentre l'Allegato B include le isole lagunari delle zone di Venezia, di Grado e dello Stagnone, i gruppi di isole lacustri del lago di Garda e le Borromee del lago Maggiore, nonché isole dei laghi d'Orta e Trasimeno. L'articolo 1 espone oggetto e finalità del disegno di legge. Il suo comma 1 afferma che le misure proposte mirano alla crescita e alla valorizzazione delle isole minori, nonché delle isole lagunari e lacustri abitate. Il comma 1, inoltre, si richiama agli articoli 174 e seguenti del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che, riconoscendo gli svantaggi naturali delle regioni insulari, prevedono la loro particolare tutela, ivi compresa la possibilità di provvedimenti e normative in deroga. Il comma 2 si riferisce all'articolo 119 della Costituzione italiana e alla legge 5 maggio 2009, n. 42, in base alla quale Stato, regioni e comuni adottano gli interventi necessari per la valorizzazione, lo sviluppo socio-economico, la tutela e la messa in sicurezza dei territori delle isole minori e delle isole lacustri e lagunari abitate. Il comma 3 si riallaccia al comma 2, stabilendo che gli interventi suddetti saranno predisposti e attuati dai rispettivi comuni, in sinergia e d'intesa con le regioni interessate e sentiti gli altri enti territoriali costituiti nell'ambito locale, secondo le competenze di essi, con il concorso e il coinvolgimento dei cittadini residenti, in applicazione del principio di sussidiarietà. Il comma 4 dispone che ci si attenga ai princìpi della semplificazione amministrativa, anche in deroga alle normative vigenti, e del rafforzamento della capacità istituzionale, amministrativa e fiscale. Con il comma 5 i comuni, gli enti parco e le comunità isolane e di arcipelago sono riconosciuti quali poli di sviluppo sostenibile. L'articolo 2 fissa una serie di obiettivi, a partire dal contrasto alla tendenza allo spopolamento, migliorando la qualità della vita sotto i profili della tutela della salute, dei servizi sociali, del diritto allo studio e alla formazione professionale, delle dotazioni infrastrutturali, della creazione di nuova occupazione e di sviluppo sostenibile. A seguire, l'articolo indica come obiettivi da perseguire: servizi di telecomunicazioni su banda larga, telemedicina, telelavoro, la teleformazione, offerta formativa scolastica, mobilità sostenibile, miglioramento ed implementazione dei trasporti e dei rifornimenti, garanzia della continuità territoriale, agevolazioni per il turismo, potestà di regolamentazione dei mezzi di locomozione adeguata alle infrastrutture stradali, incremento della produzione di fonti energetiche rinnovabili e riduzione dei costi energetici, riduzione della produzione di rifiuti e progressi nella loro gestione, smaltimento e riciclo, rifornimenti idrici e realizzazione di appositi impianti, valorizzazione di beni culturali e infrastrutturali di proprietà statale e regionale (anche trasferendone la proprietà agli enti locali, su richiesta di questi), recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio, promozione dell'offerta turistica, incentivazione delle attività tipiche di ciascuna isola, promozione del «marchio delle isole minori d'Italia» già istituito dall'Associazione nazionale comuni isole minori (ANCIM), creazione di zone franche, nuova destinazione di strutture carcerarie dismesse o inutilizzate, rideterminazione delle servitù militari, salvaguardia di flora e fauna. Per mezzo dell'articolo 3, comma 1, si istituisce un Comitato istituzionale per le isole minori - composto dai presidenti delle regioni indicate e dal presidente dell'ANCIM - presso il Ministero per gli affari regionali e le autonomie, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. I successivi commi ne delineano le funzioni: istruire i provvedimenti concernenti le isole minori, approvare il Documento unico di programmazione isole minori (DUPIM) e i relativi criteri di riparto per l'erogazione delle risorse ai comuni interessati, monitorare gli effetti degli interventi adottati nel DUPIM stesso, eventualmente effettuando riprogrammazioni e integrazioni o revocando i finanziamenti. Lo svolgimento di attività istruttoria sui provvedimenti concernenti le isole minori riceverà supporto da parte del Comitato scientifico dell'ANCIM. L'articolo 4 prevede che lo sviluppo delle isole minori avvenga attraverso forme di concertazione. Il comma 1 dell'articolo prescrive che il presidente dell'ANCIM partecipi alle riunioni della Conferenza Stato-città ed autonomie locali e della Conferenza unificata (di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281), quando siano all'esame della Conferenza argomenti di interesse delle isole minori. Con il comma 2, si assicura il raccordo istituzionale tra lo Stato e le regioni nel cui territorio sono presenti isole mediante la previsione di un'apposita sessione della Conferenza unificata, cui parteciperanno il presidente dell'ANCIM e rappresentanti delle predette regioni, per la sottoscrizione di un contratto di sviluppo locale. I commi 3, 4, 5, 6 e 7 dell'articolo parlano del precedentemente citato DUPIM, che è lo strumento di programmazione degli interventi da realizzare nel territorio delle isole minori e ha una durata settennale. La procedura della sua elaborazione prevede diverse fasi;