[pronunce]

Infine, il comma 4, per l'attuazione del piano di cui al comma 3, prevede l'emanazione di uno o più regolamenti da adottarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Unificata, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, al fine di provvedere ad una revisione dell'attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi ad una serie di criteri tra i quali, quello indicato alla lett. e), dispone: «la revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi». 4.- L'eccezione con la quale l'Avvocatura rileva ius superveniens, che giustifica la restituzione degli atti al giudice remittente, non è fondata. Ad avviso dell'interveniente le novità legislative sono costituite, in primo luogo, dall'art. 9, comma 17, del decreto-legge n. 70 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011, che prevede l'adozione di «un piano triennale per l'assunzione a tempo indeterminato, di personale docente, educativo ed ATA, per gli anni 2011-2013, sulla base dei posti vacanti e disponibili in ciascun anno, delle relative cessazioni del predetto personale e degli effetti del processo di riforma previsto dall'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; il piano può prevedere la retrodatazione giuridica dall'anno scolastico 2010-2011 di quota parte delle assunzioni di personale docente e ATA, sulla base dei posti vacanti e disponibili relativi al medesimo anno scolastico 2010-2011, fermo restando il rispetto degli obiettivi programmati dei saldi di finanza pubblica». In attuazione di tali disposizioni, il d.m. 3 agosto 2011, ha previsto il piano triennale che dispone l'assunzione per l'anno scolastico 2011/2012 di 36.000 unità di personale ATA. Inoltre, l'art. 19, commi da 4 a 7, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, in legge 15 luglio 2011, n. 111, ha disposto, a decorrere dall'anno scolastico 2011-2012, che «la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la seguente soppressione delle istituzioni scolastico autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado», e che tali istituti comprensivi, «per acquisire l'autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche». Al comma 5 dello stesso art. 19, si esclude la possibilità di assegnazione di dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato alle istituzioni scolastiche con un numero di alunni inferiore a 500 unità, e il comma 7, in particolare, prevede: «A decorrere dall'anno scolastico 2012/2013 le dotazioni organiche del personale docente, educativo ed ATA della scuola non devono superare la consistenza delle relative dotazioni organiche dello stesso personale determinata nell'anno scolastico 2011-2012 in applicazione dell'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2088, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, assicurando in ogni caso, in ragione di anno, la quota delle economie lorde di spesa che devono derivare per il bilancio dello Stato, a decorrere dall'anno 2012, ai sensi del combinato disposto di cui ai commi 6 e 9 dell'articolo 64 citato». 4.1.- Passando all'esame delle norme ora richiamate, si rileva che nelle more del presente giudizio, questa Corte, con la sentenza n. 147 del 2012, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 19, comma 4, del decreto-legge n. 98 del 2011 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, che disponeva l'aggregazione delle scuole dell'infanzia e delle scuole primarie e secondarie in istituti comprensivi, unitamente alla fissazione della soglia rigida di 1000 alunni, desumendo dall'immediata incidenza di tali disposizioni sul dimensionamento delle istituzioni scolastiche la loro natura di intervento di dettaglio, lesivo della competenza legislativa regionale. Tali disposizioni sono state quindi espunte dall'ordinamento e, non risultando neppure la loro temporanea attuazione, non possono costituire ius superveniens in relazione alle norme impugnate nel presente giudizio. 4.2.- In secondo luogo, deve rilevarsi che le altre disposizioni qualificate ius superveniens dall'Avvocatura non modificano le norme censurate nel presente giudizio, dal momento che esse non incidono né sull'art. 64, comma 2, impugnato, che per il triennio 2009-2011 dispone una riduzione pari al 17 per cento della consistenza organica del personale ATA determinata per l'anno scolastico 2007-2008, né sul comma 4, lettera e), che disciplina lo strumento regolamentare mediante il quale procedere alla revisione dei criteri e dei parametri per la determinazione dell'organico dello stesso personale. L'art. 9, comma 17, del decreto-legge n. 70 del 2011, regola infatti le modalità per l'adozione e per la verifica dell'attuazione di un piano per il triennio 2011-2013, finalizzato all'assunzione di personale docente e ATA, facendo espressamente salvi «gli effetti del processo di riforma previsto dall'art. 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133». Come riconosciuto anche dall'Avvocatura, in attuazione di queste disposizioni, è stato adottato il piano triennale che prevede l'assunzione, per l'anno scolastico 2011/2012, di 36.000 unità di personale ATA, cui seguono, tenendo conto dei pensionamenti e dell'attuazione a regime del processo di riforma previsto dall'art. 64, ulteriori assunzioni per gli anni scolastici 2012/2013 e 2013/2014. Il piano riguarda nuove assunzioni da effettuare in un periodo temporale nettamente distinto da quello nel quale è stato attuato il processo di riforma e di riduzione del personale di cui all'art. 64, commi 2 e 4, lettera e), censurato, che, come si è visto, si riferisce al precedente triennio 2009-2011;