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Quindi domanda all'interlocutore se fosse al corrente che l'ultimo costoso intervento manutentivo sul ponte risalisse al 1992 quando ASPI era pubblica e che da allora fossero stati spesi meno di 400.000 euro; considerato che: scrive Carlo di Foggia su "il Fatto Quotidiano" del 19 settembre 2022: "La vicenda della nuova Autostrade per l'Italia a guida pubblica che si comporta come i Benetton è passata in sordina, ma è talmente grottesca che tutti fingono di non vedere. L'operazione Aspi è uno scandalo che fa impallidire quelli di Tangentopoli. Come noto, la concessionaria è passata sotto il controllo della Cassa depositi e prestiti insieme a due fondi esteri, Macquarie e Blackstone. È la strana forma di "punizione finanziaria" decisa per i 43 morti del crollo del ponte Morandi di Genova. Chi pensa che gli oligarchi siano una figura riservata alla Russia di Putin dovrebbe ricredersi. Le pressioni della lobby che da sempre protegge la famiglia di Ponzano Veneto hanno spaccato il governo Conte e, a luglio 2020, costretto il premier a rinunciare alla revoca e siglare la resa, poi perfezionata dal governo Draghi: l'Altantia dei Benetton ha venduto l'88% di Aspi a una holding - di cui Cdp ha la maggioranza e i due soci esteri il 24,5% a testa - per 8,2 miliardi. Cifra che ha riportato i valori di Atlantia a livelli pre-Morandi e garantito lauta plusvalenza ai Benetton, che hanno usato i soldi per scalare la holding e toglierla dalla Borsa. Tanta generosità, se è usuale per lo Stato italiano verso i suoi capitalisti, lo è meno per i fondi esteri. E infatti per portare l'operazione in porto, alla nuova Aspi il ministero dei Trasporti ha cucito un Piano economico finanziario che permetterà di alzare le tariffe perfino più che ai tempi dei Benetton spremendo gli automobilisti. Le mosse successive mostrano però che c'è anche di peggio. Parliamo di una società a guida pubblica che deve rimediare ad anni di manutenzioni ridotte per permettere ai Benetton di usarla come un bancomat (con i tragici risultati noti) e la prima cosa che fa è comportarsi come i Benetton. Sorge il dubbio che comandino i fondi. Nessuno fiata, perché Aspi è una vergogna collettiva: nessuno ha interesse a parlarne"; in un ricorso al TAR del Lazio presentato nel maggio scorso da associazioni di imprenditori e dei consumatori ADUSBEF contro il CIPESS, l'avvocato professor Daniele Granara quantifica gli esborsi per l'acquisto da parte del Consorzio con capofila CDP delle quote di Atlantia S.p. A.: prezzo di acquisto delle quote 9,1 miliardi di euro; accollo del debito in ASPI 8,8 miliardi; accollo dei danni provocati dalla caduta del Ponte Morandi, valutati nell'atto transattivo in 3,4 miliardi, ossia 21,3 miliardi di euro che sarà rimborsato e remunerato attraverso la gestione dell'infrastruttura fino al 31 dicembre 2038. Rimborsi e remunerazione che avverranno, secondo la delibera CIPESS 22 dicembre 2021 n. 75, con aumento delle tariffe a carico di utenti, produttori e consumatori, si chiede di sapere: se i burocrati dei Ministeri dell'economia e delle infrastrutture che hanno perfezionato il complesso meccanismo di acquisto, evitando con cura gara europea e diritto comunitario per favorire i Benetton, non abbiano travalicato il codice penale; se il Ministro dell'economia, non abbia cucito un piano economico finanziario ad hoc per i Benetton, addossando agli utenti costi e remunerazioni con aumenti tariffari; se i patti parasociali siglati tra CDP e Macquarie-Blackstone, tenuti segreti, non abbiano aggravato le responsabilità dei Ministeri in una pillola avvelenata fatta ingoiare a CDP a danno del pubblico interesse, come si evince anche dall'assemblea dei nuovi soci di ASPI, che ha deliberato di distribuirsi l'intero utile 2021, ben 680 milioni di euro, in precedenza accantonato dalla gestione Atlantia; se l'operazione Atlantia dei Benetton, che ha venduto l'88 per cento di ASPI a una holding , di cui CDP ha la maggioranza e i due soci esteri il 24,5 per cento a testa per 8,2 miliardi, non rappresenti la lauta plusvalenza ai Fondi Esteri ed ai Benetton, che hanno usato i soldi per scalare la holding e toglierla dalla Borsa, con possibili danni all'Erario per 21,3 miliardi di euro; quali misure urgenti il Governo intenda adottare, anche per fare piena luce sulla deposizione di Gianni Mion alla Procura di Genova, a conferma di una strage annunciata. Atto n. 4-07446 LANNUTTI ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dell'economia e delle finanze Premesso che: si legge su sito ANAS: "Siamo un'impresa industriale efficiente, innovativa, trasparente e aperta sul fronte internazionale, fondata su circa 6mila 800 risorse, di cui gran parte cantonieri, ingegneri e architetti. Da quasi un secolo costruiamo le strade che connettono ogni località del Paese, comprese quelle più impervie, le gestiamo e le manteniamo efficienti nel corso del tempo. Siamo protagonisti nel mondo della progettazione, della costruzione e della manutenzione stradale e tra i leader riconosciuti a livello internazionale. Progettiamo costantemente nuove soluzioni ad alta specializzazione ingegneristica che consentono di risolvere i problemi di connessione su un territorio geologicamente complesso come quello italiano. Le 2.034 gallerie (fornici) di Anas rappresentano la metà delle gallerie presenti sull'intero panorama europeo. Non solo. Grazie alle 21 sale operative compartimentali, alla sala situazioni nazionale e a una flotta di oltre mille veicoli dotati di localizzatori satellitari e di telecamere, siamo in grado di monitorare costantemente l'intera infrastruttura stradale del Paese. La nostra rete viaria comprende oggi 31.988,392 km di strade statali e di autostrade in gestione diretta, compresi svincoli e complanari. Per garantire maggiore continuità territoriale è stato effettuato il recupero di circa 6.500 km di strade regionali e provinciali. Un'impresa che vanta un patrimonio di circa 32mila km di strade e autostrade. Da gennaio 2018 facente parte del Gruppo F.S., il cui Ad è Luigi Ferraris"; in un articolo del 15 luglio 2022 su un noto quotidiano, intitolato "Autostrade, corruzione sugli appalti da 100 milioni: dieci indagati tra i quali quattro manager Anas. La guardia di Finanza ha acquisito documentazioni varie in diverse sedi da Roma a Torino: il sospetto è che diverse gare per la manutenzione siano state truccate", il giornalista Andrea Ossino scrive: "Da Roma a Prato, da Terni a Torino. E poi Siena, Lucca, Padova, Torino, Grosseto e Mantova. Un sistema già visto ha convinto i militari della guardia di finanza a perquisire le abitazioni di 10 persone che avrebbero fatto parte di un meccanismo attraverso il quale appalti per le infrastrutture sarebbero stati assegnati al migliore offerente.