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Ciò, peraltro, vanificando l'impegno anche di natura economica a valere sulle risorse statali, sinora profuso verso l'obiettivo della stabilizzazione. ARTICOLO 7 – ISEE Con la conversione del decreto-legge « crescita » è stato previsto che, a decorrere dal 1° gennaio 2020, i redditi e i patrimoni rilevanti nell'ISEE vengano aggiornati prendendo a riferimento il secondo anno solare precedente (quindi nel 2020 il riferimento è al 2018). Inoltre, è stato genericamente disposta la possibilità di aggiornare i dati prendendo a riferimento i redditi e i patrimoni dell'anno precedente, qualora vi sia convenienza per il nucleo familiare. Appare necessario correggere tale disposizione anticipandone l'entrata in vigore: le norme vigenti, infatti, già avevano previsto una modifica dei riferimenti temporali dell'ISEE a decorrere dal 1° settembre e, in assenza del presente intervento normativo urgente, i riferimenti cambierebbero due volte nel giro di pochi mesi (settembre e gennaio); inoltre, poiché il decreto crescita ha modificato anche le scadenze della presentazione della dichiarazione dei redditi, posticipandole nell'anno già in corso al 30 novembre, la conseguenza sarebbe che per questi cittadini il reddito 2018 verrebbe dichiarato in sede ISEE prima di essere dichiarato ai fini fiscali. Inoltre, appare opportuno delimitare, per mezzo di un apposito decreto, le modalità con cui i cittadini potranno aggiornare la propria situazione reddituale e fiscale a quella dell'anno precedente. Altrimenti si aprirebbe lo spazio a dichiarazioni non verificabili negli archivi dell'anagrafe tributaria (ad esempio, se un dato nucleo familiare decidesse di aggiornare nel gennaio 2020 i redditi e patrimoni nell'ISEE al 2019, non sarebbe in alcun modo possibile controllare preventivamente quanto dichiarato). Si ricorda che l'ISEE coinvolge circa cinque milioni di nuclei familiari, per oltre un quarto della popolazione italiana, e decine di migliaia di enti erogatori. ARTICOLO 8 – FONDO DISABILI L'articolo 13 della legge 12 marzo 1999, n. 68, istituisce presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, destinato a concedere ai datori di lavoro, al ricorrere delle condizioni di cui, ai commi 1 e 1- bis del medesimo articolo, un incentivo per le assunzioni delle persone con disabilità. Il presente articolo aggiunge un comma all'articolo 13 al fine di consentire che il predetto Fondo possa essere alimentato anche da versamenti volontari da parte di soggetti privati, in un ottica di solidarietà sociale. Ciò nasce dall'esigenza avvertita dalla società civile di contribuire in modo concreto e tangibile all'inserimento nel mondo del lavoro delle persone con disabilità, effettuando libere donazioni al predetto Fondo, destinato a erogare incentivi a quei datori di lavoro che assumono persone con disabilità anche gravi, che con maggiori difficoltà possono trovare una propria dimensione lavorativa. Pertanto la disposizione costituisce, per un verso un potenziale strumento nuovo di sostegno incentivante all'occupazione di persone con disabilità e, per altro verso, una strumento di crescita sociale, in termini di cultura della solidarietà, coerentemente con il principio di sussidiarietà. Si prevede, inoltre, che con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro delegato per la famiglia e la disabilità ove nominato, vengano stabilite le modalità per il versamento delle donazioni all'entrata del bilancio dello Stato per essere successivamente riassegnate al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili. CAPO II – CRISI AZIENDALI ARTICOLO 9 – SARDEGNA E SICILIA Con il presente articolo si assegnano ulteriori risorse alla regione Sardegna ai fini della prosecuzione, entro l'anno 2019, dei trattamenti in deroga di cui all'articolo 44, comma 11- bis , del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, nonché di cui all'articolo 53- ter del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96. In questo modo, la platea dei lavoratori, già occupati nelle aree di crisi industriali complessa riconosciute ai sensi dell'articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, potrà proseguire nell'utilizzo di trattamenti in deroga (CIGS e mobilità) nel 2019, sempre a condizione che siano contestualmente applicate le misure di politica attiva, come già previsto dalla norma in vigore. Inoltre si aumentano, per l'anno 2019, le disponibilità finanziarie assegnate alla Regione siciliana, ai sensi dell'articolo 1, comma 282, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, in quanto, nelle aree di crisi industriale complessa presenti nel territorio siciliano sono emerse ulteriori esigenze di tutela di particolari situazioni di crisi occupazionale, richiedenti il ricorso agli ammortizzatori sociali. ARTICOLO 10 – ISERNIA L'articolo in argomento mira ad estendere le disposizioni contenute nell'articolo 53- ter del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, in materia di mobilità in deroga, per le aree di crisi industriale complessa della provincia di Isernia ai lavoratori che « alla data del 31 dicembre 2016 risultano beneficiari di un trattamento di mobilità ordinaria o in deroga », quindi ai 40 lavoratori dell’ ex stabilimento di Isernia, che hanno terminato il trattamento di mobilità in deroga nel periodo antecedente il 22 novembre 2017, salvo che alcuni di questi lavoratori abbiano ottenuto l'accoglimento della propria istanza di reddito di cittadinanza, non cumulabile con detta mobilità. ARTICOLO 11 – ESONERO CONTRIBUTO ADDIZIONALE L'articolo propone un'agevolazione finalizzata a salvaguardare l'occupazione nelle grandi imprese con più unità produttive sul territorio nazionale, di cui almeno una sita in un'area di crisi industriale complessa. L'agevolazione consiste nell'esonero dal versamento della contribuzione addizionale prevista dall'articolo 5 del decreto legislativo n. 148 del 2015, in caso di ricorso all'intervento dell'Integrazione salariale straordinaria, in presenza delle seguenti condizioni: a ) le imprese appartengono al settore della fabbricazione di elettrodomestici; b ) hanno unità produttive nel territorio nazionale – di cui almeno una in un'area di crisi industriale complessa – e occupano più di 4000 lavoratori; c ) abbiano stipulato un contratto di solidarietà di cui all'articolo 21 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, finalizzato al mantenimento dell'occupazione tramite la riduzione concordata dell'orario di lavoro avviata nel corrente anno 2019 per almeno quindici mesi.