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Con l'atto di costituzione dell'area protetta transfrontaliera sono stabilite le procedure di partecipazione dell'Ente gestore dell'area protetta nazionale o regionale interessata all'area protetta transfrontaliera medesima, nonché le eventuali forme di partecipazione degli enti pubblici statali e territoriali interessati e di soggetti istituzionali, tra i quali il Sistema statistico nazionale e il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente. 9 . Le aree marine protette contigue ai parchi nazionali e regionali terrestri sono ricomprese integralmente nei parchi medesimi, previa istruttoria tecnica svolta dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) secondo le modalità di cui al comma 19. In tale caso, i parchi sono classificati come parchi nazionali o regionali con estensione a mare o marini dove si applicano, per la parte marina, le disposizioni di legge relative alle aree protette marine e le strategie nazionali per la tutela e la conservazione del mare. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 10 . I siti della rete Natura 2000 ricadenti, integralmente o parzialmente, all'interno di un parco nazionale o regionale, in una riserva naturale statale o regionale o in un'area marina protetta, sono ricompresi nei parchi, nelle riserve o nelle aree marine protette nel cui territorio essi ricadono, sono amministrati dall'Ente gestore di questi ultimi e sono sottoposti alle misure di salvaguardia e di conservazione e ai piani di gestione previsti dalla direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992. 11 . La classificazione delle aree naturali protette di rilievo internazionale e nazionale, qualora rientrino nel territorio delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, ha luogo d'intesa con le regioni e le province medesime secondo le procedure previste dalle norme di attuazione dei rispettivi statuti d'autonomia e, per la regione Valle d'Aosta, secondo le procedure di cui all'articolo 3 della legge 5 agosto 1981, n. 453. 12. La classificazione e l'istituzione dei parchi nazionali, delle aree marine protette o dei parchi marini e delle riserve naturali statali, terrestri, fluviali e lacuali o marine, sono effettuate previa intesa con le regioni interessate. 13 . L'intesa di cui al comma 12 deve contenere la perimetrazione e le misure di salvaguardia provvisorie, e l'individuazione degli impegni finanziari a carico del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e delle regioni per le spese di primo impianto e di funzionamento dell'Ente gestore dell'area protetta, nonché l'eventuale messa a disposizione del personale e dei beni immobili da parte degli enti locali, delle regioni e del Ministero. L'intesa deve, altresì, contenere le finalità e gli obiettivi prioritari da perseguire nel corso del primo quinquennio di attività dell'Ente gestore. L'intesa è oggetto di revisione allo scadere della sua validità. La Conferenza Stato-Città e autonomie locali, su proposta del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, può operare ulteriori classificazioni per le finalità della presente legge, anche allo scopo di rendere efficace la protezione prevista dalle convenzioni internazionali e in considerazione delle indicazioni dell'Unione internazionale per la conservazione della natura. 14 . La classificazione e l'istituzione dei parchi e delle riserve naturali di interesse regionale e locale sono effettuate dalle regioni. 15. Ciascuna area naturale protetta ha diritto all'uso esclusivo della propria denominazione. 16. I limiti geografici delle aree marine protette entro i quali è vietata la navigazione senza la prescritta autorizzazione sono definiti secondo le indicazioni dell'Istituto idrografico della Marina militare e individuati sul territorio con mezzi e strumenti di segnalazione conformi alla normativa emanata dall'Associazione internazionale di segnalamento marittimo-Associazione internazionale delle autorità per i fari (AISM-IALA). 17. L'istituzione di un parco assorbe le altre tipologie di aree naturali protette nazionali, regionali o locali, comprese nel territorio del parco medesimo e iscritte all'Elenco ufficiale delle aree naturali protette (EUAP), ad eccezione di quelle di cui al comma 7. 18. Qualora in adiacenza o in prossimità di un parco naturale o da esso interclusa si trovi una riserva naturale statale, l'Ente parco interessato promuove presso gli organi statali competenti le iniziative idonee affinché la gestione della riserva medesima sia affidata direttamente o congiuntamente all'Ente parco, con particolare riguardo alle misure di tutela necessarie per assicurare uniformità di gestione ad ambiti naturali omogenei e interconnessi, garantendo la tutela e la valorizzazione dei siti nonché le migliori economie di gestione ai soggetti interessati. 19. Sono attribuite all'ISPRA le funzioni di supporto tecnico-scientifico, nonché di monitoraggio e controllo ambientali e di ricerca, in materia di aree naturali protette, di biodiversità e di protezione dell'ambiente marino e costiero. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica sono individuati i compiti specifici attribuiti all'ISPRA, che ne assicura l'adempimento nell'ambito delle proprie attività istituzionali. A tal fine, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al periodo precedente, l'ISPRA procede al conseguente adeguamento statutario della propria struttura organizzativa. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione del presente comma con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 20. Alle aree protette di cui presente articolo si applicano le disposizioni di cui all'articolo 15, commi 1, 1- bis , 1- ter e 1- quater, della presente legge nonché, limitatamente alle aree marine protette, all'articolo 46 del codice di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 327 ». Art. 4. (Modifica all'articolo 3 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. L'articolo 3 della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: « Art. 3 – (Consulta tecnica per le aree naturali protette e funzioni della Conferenza permanente tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano) – 1 . È istituita la Consulta tecnica per le aree naturali protette, di seguito denominata “Consulta tecnica”, costituita da nove esperti qualificati per le attività e per gli studi realizzati in materia di conservazione della natura, nominati, per la durata di cinque anni, dal Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di cui tre scelti in una rosa di nomi presentata dalle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi della legge 8 luglio 1986, n. 349, tre scelti ciascuno sulla base di una rosa di nomi presentati rispettivamente dal Consiglio del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente, dalla Società botanica italiana e dall'Unione zoologica italiana, uno designato dal Consiglio nazionale delle ricerche e due scelti in una rosa di nomi proposta dai presidenti dei parchi nazionali e regionali. Per l'attuazione del presente comma è autorizzata una spesa annua fino a euro 300.000 a decorrere dall'anno 2024.