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Ne è stata prova la necessità di mettere sotto scorta la nostra senatrice Liliana Segre, una donna che rischia nuovamente l'incolumità per portare a noi la sua testimonianza. (Applausi) . Da questo importante luogo è importante ribadire la condanna verso le atrocità che ha subito il popolo ebraico, rinnovare un appello e ripudiare quei discorsi carichi di odio che troppo affollano le discussioni politiche e sociali. Il ricordo non è una scelta, né una questione politica; è una consapevolezza, che deve appartenere a ogni uomo e donna capaci di rispecchiarsi nei valori democratici. L'auspicio è che questi momenti siano vissuti anche in maniera interiore come riflessione e crescita personale per tutti. Siamo dalla parte della memoria collettiva: è importante tenerlo sempre presente. Signor Presidente, concludo con una frase di Sant'Agostino: «Anche immerso nelle tenebre e nel silenzio, io posso, se voglio, estrarre nella mia memoria i colori, distinguere il bianco dal nero e da qualsiasi altro colore voglio». Questo può essere la memoria: un faro nelle notti buie e tempestose. (Applausi) . CORRADO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, la crisi di Governo - della quale personalmente mi rammarico - mi impedisce di sperare rivolgendo un'interpellanza urgente al ministro Franceschini, di poter ottenere una risposta tempestiva e puntuale, com'è stato sempre sua abitudine dall'autunno 2019 ad oggi. Mi rivolgo ugualmente a lui, perché il caso che vado a illustrare è grave. Mi riferisco al DPCM n. 169 del 2 dicembre 2019, che ha istituito finalmente la molto attesa Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo. Tale iniziativa ha suscitato grandi aspettative, che sono state esaltate anche dai media . Nei giorni scorsi, chiunque di noi ha visto sulla stampa e in televisione servizi che plaudono a questo lieto evento. C'è però qualcosa che non va e mi riferisco al fatto che, con la nomina della dottoressa Barbara Davidde a soprintendente, attraverso una delle solite procedure non aventi carattere concorsuale introdotte dal Ministro, questa Soprintendenza cosiddetta del mare è diventata operativa, ma c'è da chiedersi su quali acque abbia competenza. Non sono certamente quelle interne (di fiumi e laghi), ma non sono neanche quelle territoriali (dei fondali, che si estendono per oltre 100.000 chilometri quadrati, del nostro mare). Il DPCM al quale accennavo, che identifica come sede principale Taranto e come centri operativi Napoli e Venezia, non ci dice però quali siano fisicamente queste sedi, né ci dice nulla del personale e dei mezzi operativi, e infatti, a oggi, la Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo consiste nel solo Soprintendente. Quel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri precisa però, in modo molto categorico, che i beni culturali sommersi di competenza dell'ufficio sono quelli compresi fra le 12 e le 24 miglia marine, quindi in acque internazionali. Ciò significa intanto che le competenze maggiori sono in realtà del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, e non del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, e poi che la nuova soprintendente e il nuovo ufficio, con autonomia speciale, non possono occuparsi né delle acque interne, né dei fondali del nostro mare territoriale, che restano invece di competenza delle soprintendenze tradizionali. Mi chiedo allora come mai, in un Ministero che ha perso quasi 10.000 unità rispetto alla pianta organica originale, si continuino a moltiplicare gli uffici e ad aumentare il numero dei direttori, a volte anche con autonomia speciale e relativo costo, se poi non li si mette nelle condizioni di lavorare. Signor Presidente, aggiungo infine ancora un dettaglio. Questa Soprintendenza è stata genialmente definita «Mare e monti», come l'antipasto, perché la soprintendente di Taranto, oltre che sulle acque, ha competenza anche su Taranto città, sul territorio e, probabilmente, ha anche l'incarico ad interim su Brindisi e Lecce. Voglio chiedere quindi al Ministro di spiegarci, finché è in tempo, cosa sta succedendo in Puglia e nelle acque territoriali italiane. (Applausi) . MAGORNO (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAGORNO (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, la Calabria, ancora una volta, viene dimenticata. Il recovery plan , che avrebbe dovuto rappresentare un'importante svolta per questa Regione, di fatto la ignora, allontanandola sempre di più dal resto del Paese. Molti sindaci calabresi in questi giorni hanno fatto sentire la propria voce di protesta dalle loro trincee, evidenziando il rischio reale che anche in quest'occasione, unica e irripetibile, vengano mortificati i diritti e le aspettative dei cittadini calabresi. L'altro ieri il comitato direttivo dell'ANCI Calabria ha ribadito all'unanimità le problematiche, le omissioni, le incongruenze e le disattenzioni del recovery plan verso la Calabria e i calabresi. Con il loro documento i sindaci vogliono sensibilizzare deputati e senatori di ogni schieramento a prendere una posizione netta e determinata a favore della Calabria, per modificare un testo che, seppur migliorato rispetto alla prima stesura, non scalfisce minimamente i ritardi storici che umiliano questa nostra martoriata terra di Calabria. Come senatore e, ancor prima, come sindaco calabrese, sarò in prima linea a lottare affinché le rivendicazioni dei primi cittadini vengano accolte per intero. In questo momento storico non sono possibili mediazioni di nessun tipo, non sono ammissibili indugi, non sono sopportabili diserzioni, non sono accettabili tentennamenti, non sono tollerabili furbizie e non sono concepibili interessi personali o politici. La Calabria dev'essere rappresentata, tutelata e difesa oltre ogni limite. È inutile scandalizzarsi di fronte alle affermazioni di Corrado Augias su una Calabria condannata all'emarginazione, se poi alle parole non seguono azioni concrete e mirate a colmare gli atavici deficit di questa nostra Regione. Nelle scorse settimane ho votato contro il decreto Calabria e, da senatore della maggioranza che fu, ho quindi votato contro la fiducia al Governo. Sempre per il bene della Calabria, voterò anche contro il recovery plan , qualsiasi Governo verrà alla luce nei prossimi giorni (se verrà alla luce), e lo farò per dare un futuro e nuove prospettive di crescita alla mia terra. La Calabria non è terra perduta, signor Presidente; è una terra abbandonata, isolata, dimenticata e utilizzata, che con grande dignità e forza chiede di avere le stesse opportunità avute dagli altri territori. È vero che è piena di contraddizioni e criticità, ma da tempo ha iniziato un cammino per superarle, prima di tutto con la lotta alla 'ndrangheta e al malaffare. La Calabria è una terra di uomini e donne che hanno capacità, competenze, intelligenza e tenacia per operare fattivamente per il riscatto della propria comunità. Bisogna però mettere a loro disposizione le risorse e gli strumenti necessari.