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Dobbiamo accelerare ogni dibattito e ogni discorso, anche in seno all'Europa, rispetto al fatto che tante cose, su cui oggi c'è una riflessione, non vanno più. Penso, ad esempio, come già è stato detto, al Patto di stabilità e di crescita, su cui in sede europea si è comunque sviluppato un ampio dibattito con riferimento al suo effetto di abbattere la crescita, andando quindi nel senso opposto a quanto desiderato. Ci sono poi i discorsi relativi agli eurobond, mai così necessari come in questo momento, e alla condivisione del debito, anch'essa per rilanciare la crescita. Ho apprezzato molto le parole del rappresentante del Governo e spero vivamente che il meccanismo europeo di stabilità (MES) non sia in cima all'agenda del prossimo Consiglio europeo - ci sono state parole rassicuranti, in questo senso - perché sarebbe assolutamente fuori contesto e fuori dal sentire comune e direi di tutti quanti noi: sarebbe un'assurdità. È importante anche rivedere il discorso degli aiuti di Stato, troppo facilmente interpretati come una "clava", soprattutto nei confronti dell'Italia. Ricordo, tra l'altro, l'apertura negli obiettivi programmatici della stessa presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel luglio del 2019: c'è una famosa lettera, inviata a tutti i partiti, sulla necessità di una maggiore flessibilità. Bene, adesso queste parole devono diventare fatti, non perché ci troviamo dinanzi ad una situazione così drammatica ed emergenziale, ma perché immediatamente si deve costituire un'impalcatura diversa e, come dicevo, un modello economico-contabile, che non consenta più la distinzione - su questo il senatore Bagnai ha ragione - tra Europa e Unione europea. Se siamo d'accordo sul fatto che bisogna concorrere in ambito europeo, rispetto a temi come il lavoro, la crescita e l'occupazione, non si potranno più adottare questi due distinti metri di giudizio e queste due diverse idee, ma si dovrà trovare un'unica soluzione. Questa è la fotografia attuale. Mi spiace che non sia stato citato anche il tentativo di arrivare ad una sottoscrizione comune della proposta di risoluzione, ma avremo un voto comune unitario e questo è molto importante. Vorrei però mandare un messaggio da qui, cari colleghi, nel momento in cui, tra l'altro, l'immagine di quest'Aula è anche esemplificativa. In questo momento dobbiamo dedicarci unitamente a licenziare le misure che sentiamo fondamentali per il Paese e per le sue aspettative, senza rinunciare alle proprie idee e ovviamente ai propri apporti nel dibattito politico. Le contrapposizioni politiche, anche forti, e i litigi sono però assolutamente fuori contesto, non vengono neanche capiti ed è giusto così: il popolo italiano ha detto chiaramente che per i prossimi mesi vuole solo misure che vadano nella direzione degli aiuti e della soluzione di un problema che in questo momento è più grande di tanti altri dibattiti che purtroppo si sono formati a latere . Annuncio pertanto il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e Misto-LeU) . PRESIDENTE . La seduta è sospesa fino alle ore 17, per rispettare gli orari e l'ordine delle votazioni, che sono già stati comunicati. (La seduta, sospesa alle ore 16,53, è ripresa alle ore 17,02) . Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Procediamo alla votazione della proposta di risoluzione n. 1 (testo 2), presentata dai senatori Perilli, Marcucci, De Petris, Faraone e Steger, accettata dal Governo. La votazione avrà luogo mediante votazione nominale con appello in ordine alfabetico, secondo l'ordine e gli orari già comunicati, iniziando dai senatori membri del Governo. Ciascun senatore voterà dal proprio posto nell'emiciclo. I senatori favorevoli risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Invito il senatore Segretario a procedere all'appello. GINETTI , segretario, fa l'appello. (Nel corso delle operazioni di voto assume la Presidenza il presidente ALBERTI CASELLATI - ore 18,39-). Rispondono sì i senatori: Abate, Accoto, Agostinelli, Airola, Alfieri, Anastasi, Angrisani, Arrigoni, Astorre, Auddino, Augussori Bagnai, Barbaro, Battistoni, Bellanova, Berardi, Bergesio, Bernini, Binetti, Biti, Boldrini, Bonifazi, Bonino, Borgonzoni, Bottici, Botto, Bressa, Briziarelli, Bruzzone, Buccarella Calandrini, Calderoli, Caligiuri, Campagna, Campari, Candiani, Candura, Cangini, Cantù, Carbone, Cario, Casini, Castaldi, Castellone, Castiello, Centinaio, Cesaro, Cioffi, Cirinnà, Collina, Coltorti, Conzatti, Corbetta, Corrado, Corti, Crimi, Croatti, Crucioli D'Alfonso, D'Angelo, D'Arienzo, Dal Mas, Damiani, De Bertoldi, De Bonis, De Falco, De Lucia, De Petris, De Poli, De Siano, De Vecchis, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Marzio, Di Micco, Di Nicola, Di Piazza, Donno, Drago, Durnwalder Endrizzi, Errani, Evangelista Fantetti, Faraone, Fattori, Fazzolari, Fazzone, Fede, Fedeli, Fenu, Ferrara, Ferrari, Ferrazzi, Floridia, Fregolent Gallicchio, Garavini, Garruti, Gasparri, Gaudiano, Giannuzzi, Giarrusso, Ginetti, Giro, Girotto, Granato, Grasso, Grimani, Guidolin Iannone La Pietra, La Russa, Laforgia, Lannutti, Lanzi, Leone, Licheri, Lomuti, Lonardo, Lorefice, Lucidi, Lunesu, Lupo Magorno, Maiorino, Malan, Mallegni, Manca, Mangialavori, Mantero, Mantovani, Marcucci, Margiotta, Marilotti, Marin, Marinello, Matrisciano, Mininno, Minuto, Mirabelli, Misiani, Modena, Moles, Mollame, Montani, Montevecchi, Moronese, Morra Nannicini, Naturale, Nencini, Nisini, Nugnes Ortis, Ostellari Pacifico, Pagano, Papatheu, Parrini, Patuanelli, Pavanelli, Pazzaglini, Pellegrini Emanuele, Pellegrini Marco, Perilli, Pesco, Petrocelli, Pianasso, Piarulli, Pichetto Fratin, Pirro, Pittella, Pittoni, Presutto, Pucciarelli, Puglia Quagliariello, Quarto Rauti, Renzi, Riccardi, Ricciardi, Richetti, Ripamonti, Rojc, Romano, Romeo, Rossi, Rufa, Ruotolo, Ruspandini, Russo Saccone, Salvini, Santangelo, Santillo, Saponara, Schifani, Siclari, Sileri, Stefani, Steger Taricco, Taverna, Testor, Tiraboschi, Toninelli, Tosato, Trentacoste Urso Vaccaro, Valente, Vallardi, Vattuone, Verducci, Vescovi, Vono Zanda, Zuliani. PRESIDENTE.