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Art. 1 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Vista la nota n. 13500/13603 del 27 dicembre 1965 con la quale il medico provinciale di Messina richiedeva la revoca "in blocco" di tutte le dichiarazioni di zone ad endemia malarica allora vigenti per i comuni di quella provincia; Visto il parere espresso in merito dal consiglio provinciale di sanità di Messina, nella seduta del 16 dicembre 1965, il quale consiglio, pur esprimendo parere favorevole per la revoca in blocco di tutte le dichiarazioni vigenti, demandava al medico provinciale di ristabilire, in seguito, con aggiornati criteri di delimitazione, le zone che particolari ragioni avessero consigliato di essere ancora soggette alla dichiarazione di zone ad endemia malarica; Vista la nota n. 400.5/20183.22.48/2 del 29 marzo 1966 con la quale il Ministero della sanità invitava il medico provinciale di Messina a voler tempestivamente decidere sulle zone ancora da mantenere con dichiarazione di malaricità e sulle quali si sarebbe dovuto ancora pronunziare il consiglio provinciale di sanità; Vista la successiva nota n. 6576/4727 del 24 novembre 1967 con la quale il medico provinciale di Messina trasmette il parere espresso nella seduta dell'11 novembre 1967, dal consiglio provinciale di sanità sulle proposte di ridelimitazione delle zone che l'ufficio provinciale di sanità ritiene opportuno mantenere ancora dichiarate ad endemia malarica; Visti i regi decreti contenenti le dichiarazioni di zone ad endemia malarica ancora vigenti per i comuni della provincia di Messina e precisamente: regio decreto 18 giugno 1903, n. 276 per i comuni di: Castroreale, Falcone, Furnari, Oliveri; regio decreto 25 luglio 1904, n. 465 per i comuni di: Francavilla di Sicilia, Gaggi, Mojo Alcantara, Patti, Roccella Valdemone; regio decreto 26 marzo 1905, n. 151 per i comuni di: Alcara Li Fusi, Brolo, Capri Leone, Caronia, Mirto, Motta d'Affermo, Naso (e discendente: Capo d'Orlando), Pettineo, Piraino, S. Fratello, San Marco d'Alunzio, Santa Domenica Vittoria, Sant'Agata Militello, Tusa; regio decreto 22 giugno 1905, n. 445 per i comuni di: Capizzi, Castel di Lucio, Militello, Rosmarino, Mistretta, Reitano, Santo Stefano di Camastra; regio decreto 31 gennaio 1904, n. 39, per la piccola parte di territorio che il comune di Castiglione di Sicilia, della provincia di Catania, ha ceduto al comune di Malvagna della provincia di Messina; Visti l'art. 313 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 e l'art. 4 del regolamento per l'applicazione delle norme volte a diminuire le cause della malaria, approvato con regio decreto 28 gennaio 1935, n. 93; Vista la legge 13 marzo 1958, n. 296; Sulla proposta del Ministro per la sanità; Decreta: I. - Le dichiarazioni di zone ad endemia malarica per tutti i comuni della provincia di Messina, ancora vigenti, contenute nei regi decreti 18 giugno 1903, n. 276; 25 luglio 1904, n. 465; 26 marzo 1905, n. 151; 22 giugno 1905, n. 445 e la dichiarazione per la parte di territorio che il comune di Castiglione di Sicilia, della provincia di Catania, ha ceduto a quello di Malvagna della provincia di Messina, contenuta nel regio decreto 31 gennaio 1904, n. 39, sono revocate. II. - Le zone da considerare ancora ad endemia malarica per la provincia di Messina sono: 1) per il comune di Alcara Li Fusi: La zona malarica è compresa tra la sponda destra del vallone Rantù e del torrente Fere fino alla confluenza con la fiumara Rosmarino, indi con una linea virtuale retta raggiunge, nella contrada Baratta la mulattiera che passa per Madonna delle Grazie e da qui lungo detta mulattiera fino a raggiungere nella contrada Rocca che porta al confine con il comune di Longi, da questo confine arriva a contrada Pizzo Corvo, a quota 975, indi con una linea virtuale retta si congiunge al punto di partenza; 2) per il comune di Brolo: La zona compresa fra il mare, la sponda sinistra del torrente S. Angelo di Brolo, il confine est col territorio del comune di Piraino, fino a quota 505, da qui fino alla contrada Iannello e da questa da una retta teorica che porta a quota 251, ove incontra il confine territoriale del comune di Ficarra lungo il quale procede fino al limite col comune di Naso raggiungendo il mare; 3) per il comune di Capo d'Orlando: Vi sono due zone: 1ª zona: È compresa tra il mare, la sponda sinistra del torrente S. Carrà, il confine con il comune di Naso e la sponda destra del vallone Mangano fino al mare; 2ª zona: È compresa tra Capo d'Orlando, la strada statale n. 113 fino al ponte sul vallone Forno, la sponda sinistra di questo fino all'incrocio limite territoriale di Naso lungo il quale prosegue fino a mare passando per la fiumara Zappulla; 4) per il comune di Caprileone: Dal mare, lungo la sponda sinistra della fiumara Zappulla raggiunge l'incrocio con i comuni di Naso e Mirto per proseguire lungo quest'ultimo confine fino a quota 100. Per questa quota raggiunge il vallone Barbuzza e prosegue lungo la sponda destra di questo vallone fino al confine del comune di S. Marco d'Alunzio che segue fino al mare; 5) per il comune di Caronia: Tutta la zona costiera compresa tra la sponda sinistra del torrente Furiano, il mare, il limite territoriale di S. Stefano Camastra fino a quota 100 e la curva di livello a detta quota fino alla contrada Case Pappone; 6) per il comune di Falcone: Tutta la zona compresa tra il mare, la sponda sinistra della saia Arancia, che segna il confine con il comune di Furnari e fino al limite con il comune di Tripi, indi prosegue, per la frazione Casino e da questa lungo la mulattiera per S. Anna e la sponda destra del torrente Elicona fino al mare; 7) per il comune di Francavilla Sicilia: Parte del territorio delimitato dal limite territoriale del comune di Castiglione, dalla strada provinciale Mojo Alcantara-bivio strada statale n. 185 e da questo fino alla sponda destra del fiume S. Paolo fino alla confluenza della sponda sinistra dal fiume Alcantara; 8) per il comune di Fumari: Tutta la zona compresa fra il mare, la linea di confine con il comune di Terme Vigliatore, il ciglio di monte del rilevato ferroviario fino al passaggio a livello di Fumari e da questo lungo il percorso della strada statale n. 113 fino alla contrada S. Filippo lungo la strada per Villa Arancia fino alla contrada Grotte e da questa lungo la mulattiera fino alla sponda destra della saia Arancia che segue il limite del comune di Falcone; 9) per il comune di Gaggi: