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L'eccessivo consumo di alimenti di origine animale, gli allevamenti intensivi e un rapporto deteriorato per la fauna selvatica hanno conseguenze rilevanti sugli ecosistemi e sulla nostra salute: lo diceva con competenza la relatrice Caterina Biti. In Italia il numero di cinghiali è cresciuto a dismisura, se pensiamo che sono arrivati nelle nostre città, da Roma a Genova. La crescita del numero dei cinghiali rende l'incontro con gli animali allevati sempre più probabile, tanto è vero che dal 2021 il Ministero della salute è già intervenuto con due documenti finalizzati al controllo della peste suina. Tempestivamente è poi arrivato il Governo ad emanare il decreto-legge n. 9 del 2022, che, come molte colleghe e colleghi hanno detto, si fonda su due questioni principali: le Regioni devono redigere dei piani per bloccare i contagi ed è istituito un commissario straordinario, che ha il compito di verificare la regolarità dell'abbattimento e della distruzione degli animali infetti, mentre cacciatori, agricoltori e tutti coloro che dovessero imbattersi in cinghiali feriti o deceduti sono tenuti a segnalare i casi al servizio veterinario dell'ASL. Abbiamo fatto un buon lavoro in Commissione e, in sede di conversione di questo testo, l'abbiamo rafforzato soprattutto nella parte riguardante le risorse per la recinzione, per impedire ai cinghiali di uscire dalle zone infette, e prevedendo la possibilità di deroga e semplificazione delle norme. Queste richieste erano giunte dalle tante audizioni, soprattutto delle Regioni, che abbiamo svolto in Commissione. Abbiamo altresì dato maggiori strumenti di azione al commissario straordinario. In sostanza, abbiamo fatto un buon lavoro. Anch'io ringrazio, in primis , i relatori Caterina Biti e Giorgio Bergesio e i sottosegretari Bini e Sileri, per quell'opera di mediazione che in tanti, colleghe e colleghi, hanno evocato. All'inizio infatti le nostre posizioni sembravano scontrarsi, ma abbiamo trovato una mediazione importante. Il mio Gruppo voterà a favore di questo provvedimento, con una rassicurazione anche agli operatori economici: non molleremo, non abbasseremo la guardia e se ci sarà bisogno di altri interventi il Parlamento è pronto a interloquire con il Governo affinché questo possa accadere. Infine, come dal Covid, dobbiamo ricavare un insegnamento importante anche da questa terribile sciagura da cui deriva un monito per noi: il nostro stile di vita spesso causa alterazioni degli ecosistemi, che finiscono purtroppo per ritorcersi contro di noi. Umani, animali e ambiente sono tre attori le cui vicende sono strettamente legate tra di loro e noi, uomini e donne che viviamo questo tempo, abbiamo il dovere di trovare un equilibrio sostenibile. Per chi crede, abbiamo il dovere di custodire il creato, ma tutti noi abbiamo il dovere di custodire il pianeta così come l'abbiamo trovato. Trovare un equilibrio è la nostra missione di uomini e donne che viviamo questo nostro tempo. (Applausi) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, in realtà annuncio il voto di astensione di Fratelli d'Italia. È un riconoscimento non tanto al merito, quanto al metodo, al lavoro svolto dai relatori, dal collega La Pietra e al lavoro fatto in Commissione. Questa dovrebbe essere la regola, dovrebbe essere quello che facciamo sempre: arriva il provvedimento dal Governo, come sempre fa acqua da tutte le parti (perché questo è un Governo di persone troppo diverse, che non si mettono d'accordo neanche se prendere il caffè o il decaffeinato, quindi arrivano provvedimenti "a sacco d'ossa", come si direbbe in gergo giornalistico) e il Parlamento, con la sua attività emendativa, fa il suo lavoro, ossia migliora il testo e ne esce un provvedimento migliore. Questa sarebbe la regola, alla quale però, come purtroppo sappiamo, si è derogato in modo assolutamente lineare, con votazioni ripetute, nelle quali è stata posta la questione di fiducia. Anzi, segnalo che sono rarissimi gli atti su cui si riesce a lavorare. Rispetto a questo e anche in parte ai contenuti emersi, la decisione del Gruppo Fratelli d'Italia è di astenersi su questo provvedimento. È evidente che, rispetto a ciò, non possiamo però non evidenziare le enormi lacune di questo provvedimento, prima fra tutte il dato delle risorse. In politica, la pesatura dell'importanza di un provvedimento avviene valutando le risorse che ad esso sono destinate. A questo riguardo, le risorse che l'attività emendativa è riuscita a incrementare, aggiunte alle risorse previste dal Governo, sono veramente minime e lasciano facilmente intendere il grado di attenzione del Governo rispetto al problema che, come è stato osservato da tutti, è enorme e pesa sul prodotto interno nazionale, che da alcune parti è stato valutato, tra diretto e indiretto (cioè prodotto allargato), vicino ai tre punti di PIL. Questa è una cosa assolutamente grave perché, qualora dovesse accadere il salto di qualità di questo virus e passare al suino domestico - ricordo ed è già stato detto che è un virus pericolosissimo in quanto sopravvive nelle carcasse e non ha un vaccino - per noi sarebbe veramente una gravissima débâcle. Il secondo limite del provvedimento che esce da questo ramo del Parlamento è il fattore tempo. Sappiamo tutti che il fattore tempo è esiziale rispetto ai provvedimenti di contrasto immediato alla diffusione, non dico di eradicazione (che sarà più difficile ed è di là da venire). Rispetto all'individuazione della presenza del virus nella prima carcassa sono passati mesi e questo è gravissimo. L'ha detto il collega La Pietra: il problema non concerne i tempi di lavorazione - lo dico al relatore - del provvedimento in Parlamento; quelli sono stati adatti, utili e - ripeto - stiamo apprezzando il metodo e il lavoro fatto. Il problema sono i tempi in cui abbiamo reagito, i tempi di reazione del Governo, del sistema Paese rispetto a un problema che era ampiamente atteso. La peste suina è endemica in Sardegna, anche se di ceppo diverso, ma soprattutto era annunciata, tanto che - lo ricordava il collega La Pietra - già quasi un anno fa era stato proposto un affare assegnato in Commissione che, qualora avesse trovato spazio e attenzione, avrebbe probabilmente dato al sistema Paese la possibilità di adattarsi e prepararsi all'emergenza che stava arrivando e che oggi è arrivata. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 15,10) ( Segue ZAFFINI). La terza considerazione, che ci vede perplessi e anche sufficientemente sconcertati, riguarda il metodo dello scaricabarile sulle Regioni. Non è possibile, com'è successo con il Covid e in altri tanti precedenti, che ogni volta che questo Governo multicolore, arcobaleno (così siete contenti), arlecchino, non riesce a trovare una sintesi anche su materie assolutamente importanti e gravi, c'è sempre la via di fuga di dire che ci penseranno le Regioni, nel senso che faranno quello che vogliono e credono. È uno scaricabarile a tutti gli effetti ed è grave perché, al di là delle mille considerazioni di merito che potremmo fare, il risultato immediato che si potrà ottenere e che si otterrà certamente è una diversità di regolamenti e di piani disorientativa rispetto all'emergenza e alle condizioni, ad esempio, del prelievo venatorio.