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Art. 2 Nessuna deroga è consentita agli enti locali in sede di applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 1 giugno 1979, n. 191, per quanto riguarda la normativa concernente lo stato giuridico e il trattamento economico del personale dipendente contenuta nel decreto medesimo, nonché in quelli che saranno successivamente emanati per l'approvazione di futuri accordi nazionali, ai sensi dell'art. 6 del ((decreto-legge 29 dicembre)) 1977, n. 946, convertito, con modificazioni, nella legge 27 febbraio 1978, n. 43. Sono del pari vietate, in violazione o in aggiunta a quanto previsto dai decreti del Presidente della Repubblica di approvazione di accordi nazionali, concessioni economiche comunque denominate o motivate. I piani di riorganizzazione adottati a norma dell'art. 4 del decreto-legge 10 novembre 1978, n. 702, come convertito nella legge 8 gennaio 1979, n. 3, e i provvedimenti deliberativi riguardanti il trattamento del personale che abbiano previsto, prima dell'entrata in vigore del presente decreto, profili professionali, od operato inquadramenti, o disciplinato indennità in modo difforme da quanto stabilito dal decreto del Presidente della Repubblica 1 giugno 1979, n. 191, sono validi ed efficaci, ((. . . )) fino all'entrata in vigore dell'accordo nazionale relativo al triennio dal 1 marzo 1979 al 28 febbraio 1982 approvato ai sensi dell'art. 6 del decreto-legge 29 dicembre 1977, n. 946, convertito, con modificazioni, nella legge 27 febbraio 1978, n. 43. I comuni e le province, in sede di applicazione del nuovo accordo nazionale, provvedono ad adeguare i provvedimenti di cui al comma precedente in conformità all'accordo stesso ((ed alle indennità in esso previste, operando i relativi conguagli a carico o a favore del personale interessato.)) I comitati regionali di controllo quando ritengono che i provvedimenti adottati dagli, enti locali non siano conformi a quanto disposto dagli accordi triennali approvati a norma di legge invitano gli enti medesimi a riesaminare le loro deliberazioni, ove il rilievo riguardi il merito, o provvedono ad annullarle se il rilievo riguarda la legittimità. Le comunità montane, allo scopo di far fronte agli oneri conseguenti all'applicazione degli accordi sindacali resi esecutivi dal decreto del Presidente della Repubblica 1 giugno 1979, n. 191, e da successivi analoghi provvedimenti sono autorizzate a superare il limite di spesa per il personale stabilito dall'art. 2 della legge 11 marzo 1975, n. 72.