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Il centrosinistra è diviso, i mal di pancia nel Partito Democratico ormai sono noti, così come sono noti i mal di pancia all'interno del MoVimento 5 Stelle. Avete proposto, secondo il vostro punto di vista, una rivoluzione in termini di diritti civili e vi siete messi finanche nelle mani di Ciampolillo. Volete fare una rivoluzione nel Paese, ma avete respinto una questione sospensiva grazie al ritardatario Ciampolillo: diciamo che i presupposti per una rivoluzione non ci sono, né nel contenuto, né tantomeno nel metodo. (Applausi) . Mi è poi rimasta impressa in mente e mi ha stupito tanto l'acredine con cui il presidente Grasso ha svolto il suo intervento, nella scorsa seduta. Dal Presidente ci si aspetta maturità; ci si aspetta che venga indicato il viatico verso una soluzione unitaria, di buon senso, matura. Invece no, c'era tanta acredine. È vero, allora, quanto si dice: predicate amore, ma diffondete odio. Questo non va assolutamente bene. Fermatevi, scendete con i piedi per terra e cerchiamo di offrire a centinaia di migliaia di persone una legge utile, aderente alle loro aspirazioni, ai loro bisogni. Se qualcuno mi dovesse chiedere se siamo favorevoli a una legge contro le discriminazioni nei confronti di omosessuali, transessuali, lesbiche o persone di qualsiasi orientamento sessuale, risponderei di sì. Se qualcuno invece ci dovesse chiedere se siamo favorevoli a una legge contro la libertà di pensiero, che porti la teoria gender nelle scuole, che invada la vita dei bambini, che addirittura parli di identità di genere, direi di no. Quel sì e quel no sono perfettamente compatibili, perché una legge che limita la libertà di manifestazione del pensiero e che invade la vita dei bambini non ha nulla a che vedere con la tutela contro le discriminazioni di qualsiasi tipo. (Applausi) . Qual è la soluzione? Togliamo i bambini da questa dialettica, non permettiamo che venga estesa la legge Mancino e che quindi ci siano ulteriori restrizioni nei confronti della libertà di manifestazione del pensiero; sgomberiamo il campo dalle ideologie e dalle bandierine - oserei dire dai marchi politici che a tutti i costi cercate di imprimere - e mettiamo al centro i diritti. Il diritto di amare chiunque; è stato detto: siamo tutti quanti ultra favorevoli; il diritto di opinione, il diritto di crescere serenamente. I bambini non devono essere asfissiati da questa vostra volontà; devono poter giocare e sognare e, nel momento in cui diventeranno adulti, decideranno della loro vita. Allo stesso tempo, c'è il diritto dei genitori - che diventa anche un dovere - di educare i loro figli secondo l'indirizzo familiare, e questo non lo diciamo noi; lo dice la Costituzione, che all'articolo 30 recita: «È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli». Lo dice l'articolo 2 del protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo: «Lo Stato, nell'esercizio delle funzioni che assume nel campo dell'educazione e dell'insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di provvedere a tale educazione e a tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche». Non potete scippare ai genitori questo diritto che diventa anche un dovere. Eliminate i capricci, parliamo di diritti. Togliete i capricci perché il fatto di poter avere un'identità, una percezione a piacimento, è un capriccio, non riguarda un diritto. E ritorno a quanto aveva proposto il presidente Ostellari: c'era e c'è ancora la possibilità - auspichiamo fino all'ultimo che si concretizzi - di mettere in campo una legge di civiltà, una legge di buon senso. Abbiamo affrontato l'articolo 1 (via l'identità di genere), l'articolo 7 (via la teoria gender dalle scuole) e parliamo dell'articolo 4, ma questo è un costume un po' grillino: individuare una fattispecie penale vaga, indeterminata. Ricorderete qualcuno alla Camera dei deputati che aveva sostenuto la teoria della vaghezza della norma penale, mentre deve essere l'esatto contrario, perché la norma penale deve essere chiara, puntuale e precisa, per un semplice e banale motivo: perché quando ci si sveglia la mattina si deve sapere ciò che è lecito e ciò che non lo è, e l'articolo 4 di questo testo non lo permette. (Applausi) . Si può lavorare con l'inasprimento delle pene per le fattispecie già previste; è stato proposto un ampliamento dello spettro di fattispecie che possono integrare violazioni, violenze, discriminazioni da avversare e si può lavorare su questo versante. Mi avvio a concludere. Voi che state lì a sinistra avete una grande responsabilità: rischiate di affossare una legge e quindi di penalizzare tutte quelle persone che, soprattutto da voi, si aspettavano una risposta di buon senso, concreta, di civiltà, efficace. Il più grande responsabile è il segretario del Partito Democratico, che innanzitutto non sta avendo rispetto di questo Parlamento; non sta avendo considerazione delle varie sensibilità che con tante argomentazioni sono emerse. Ma soprattutto, non ha rispetto di questa istituzione, visto che si appresta a farne parte, salvo che decida di prendere la via della Tour Eiffel, dove magari potrà tornare a fare ciò che ha fatto prima e che lo ha fatto di gran lunga peggiorare. Vengo ad un'ultima considerazione. La scorsa settimana - lo dico con rispetto, ma con fermezza - ho visto diverse mascherine arcobaleno tra questi banchi, adesso non ne vedo più nemmeno una e non so se significhi qualcosa. Addirittura vedo i banchi vuoti, per cui evidentemente il vostro interesse verso questo disegno di legge va sempre più scemando. Voglio dire, però, che potete indossare 10, 100, 1.000 mascherine, ma se non contribuite a portare a casa una legge buona per queste persone, non avrete reso un buon servizio né al Paese, né a queste persone. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Verducci. Ne ha facoltà. *VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, ho sentito dire in quest'Aula che questo disegno di legge non serve, ho sentito dire che abbiamo altri problemi. Ebbene, Presidente, qualcuno provi a dirlo a chi è bullizzato, a chi è discriminato per i propri sentimenti, per la propria natura; qualcuno provi a dirlo a chi è costretto a subire la paura dell'aggressione, del pestaggio ed è impedito a uscire, a vivere liberamente la propria vita, a mostrarsi per come è. Essere discriminati per la mancanza di lavoro è grave allo stesso identico modo che essere discriminati perché si è donne o per il proprio orientamento sessuale o perché si è disabili, perché diritti sociali e diritti civili stanno insieme, perché la nostra vita, la possibilità di realizzarci è più cose insieme, tutte indispensabili: poter studiare, poter lavorare, poter amare.