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Dobbiamo decidere sul MES. È solo una decisione logica, non è una provocazione politica. Siamo in una fase di emergenza. La sanità ha bisogno di essere potenziata e ristrutturata. I 37 miliardi del MES sono indispensabili e sono finiti. Sono una somma finita e che finisce. Quindi, è indispensabile partire con le infrastrutture e non tener fermi i dossier di investimento. Visto che lo hanno citato gli altri colleghi, cito uno dei principali investimenti, che è l'autostrada del Brennero, la principale infrastruttura di collegamento tra Italia ed Europa. Questo decreto-legge poteva trovare delle soluzioni, ma non ha voluto trovarle. Era piuttosto semplice trovarle, perché, come ha detto il collega Steger, questa è già una in house , dotata di capacità di investimento importante e indispensabile in questa fase, e basta solo lasciarla proseguire nella virtuosa efficacia della sua azione. Invece, si è voluto insistere su una proposta ad personam , in deroga al codice civile, che, giustamente, la Presidenza del Senato ha dichiarato improponibile. Chiudo con un pensiero di De Gasperi, che ci unisce in una fase di ricostruzione: «Bisogna dire, francamente, che gli organi dello Stato si sentono insufficienti se non si sentono integrati dalla collaborazione delle categorie interessate, da un dinamismo di adesioni e concorsi, che suppone un alto grado di solidarietà sociale. Non c'è nessuna formula magica, nessun Governo, nessuna organizzazione l'ha mai trovata, o meglio la formula c'è, ma è assai complessa: è la solidarietà, è il senso morale, è la coscienza civica al di sopra degli odi di fazione, dell'egoismo di classe, delle manovre politiche, di tutte queste cose piccole e deteriori in confronto alla salvezza del popolo italiano». A questa prospettiva Italia Viva vota sì. (Applausi) . CALANDRINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, voglio rinnovare, così come ho fatto ieri nel corso dell'illustrazione della relazione di minoranza che mi è stata concessa, il ringraziamento a tutta la Commissione per questo lavoro fatto e per averci quantomeno, per la prima volta, consentito di arrivare a valutare approfonditamente le proposte che sono arrivate sul tavolo della Commissione, che per la prima volta hanno visto le relazioni tecniche da parte del Ministero dell'economia e delle finanze. Oltre a questo ringraziamento, volevo anche denunciare, Presidente, un comportamento secondo me e secondo il mio Gruppo scorretto da parte di questo Governo e di questa maggioranza, che pensava - voglio usare termini equilibrati - di condizionare le minoranze, concedendo loro 25 milioni di euro su un decreto di 25 miliardi di euro sotto forma di proposte da inserire attraverso emendamenti a questo decreto che oggi è in discussione. Su queste elargizioni, il Gruppo Fratelli d'Italia aveva l'opportunità di avanzare richieste per cinque milioni di euro, ma anche se fossero stati cinque miliardi di euro, li avremmo chiaramente rispediti al mittente, perché non ci siamo mai prestati a questi giochi da manuale Cencelli sulla pelle degli italiani. Fratelli d'Italia, invece, in questi mesi ha avanzato migliaia di proposte e ha chiesto al Governo di valutarle entrando nel merito delle stesse. Questa era la collaborazione che chiedevamo e non possiamo e non accetteremo mai che ci vengano concessi cinque milioni di euro come fosse un prezzo da pagare per poter dire che collaborazione e dialogo ci siano stati all'interno della Commissione prima e di questa Assemblea dopo. Noi non siamo in vendita, il nostro onore e la nostra dignità non hanno un prezzo che si possa pagare. Quindi, Presidente, siamo ancora una volta qui a recitare una commedia. Il Governo, come abbiamo sempre detto e denunciato, non ci ascolta, decide da solo e non sente il Paese e questo è un grave fatto che non ha precedenti nel nostro Paese. Continuate a chiamarci a ratificare scelte già prese, senza un minimo di collaborazione, senza un minimo di confronto. Voi pensate di rappresentare il Paese reale, ma noi pensiamo che invece la situazione vi stia sfuggendo di mano. Noi siamo stati aperti al dialogo, nei lavori della Commissione cui abbiamo partecipato in queste settimane abbiamo dimostrato coerenza e affidabilità, ritirando anche alcuni emendamenti che avevamo presentato come Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia e qui voglio ringraziare anche il mio Capogruppo, senatore Ciriani, per tutto il supporto che ha dato nel lavoro svolto in Commissione. Tenevamo a vedere prorogata una misura in grado di rilanciare un settore del Paese in grossa sofferenza, che è il settore dell'edilizia, con tutto l'enorme indotto che esso può rappresentare e a cui voi avete dato, attraverso questa misura approvata con il decreto rilancio, un solo anno di tempo per dispiegare la sua efficacia, sapendo che poco più di un anno non basterà nemmeno per poter ottenere i titoli autorizzativi che tutti coloro i quali avranno bisogno di questa misura dovranno richiedere ai propri enti locali. Quindi abbiamo accettato, come sfida, di trasformare questo emendamento in un ordine del giorno, che il Governo ha approvato. Mi hanno insegnato che gli ordini del giorno non si negano a nessuno, ma su questo saremo molto attenti e lanciamo una sfida aspettandovi, come vi siete impegnati, sulla legge di bilancio per vedere se ci saranno le condizioni per rendere strutturale tale norma, che - voglio ribadirlo - prevede una delle pochissime misure, in un contesto di 100 miliardi che avete sperperato, che può dare una speranza di sviluppo vero al nostro Paese. Su questo vi sfideremo - ripeto - nella manovra di bilancio per capire se manterrete gli impegni che vi siete presi attraverso l'approvazione di questo ordine al giorno presentato dal Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia. Purtroppo, il cosiddetto decreto-legge agosto segue la stessa logica e la stessa scia dei precedenti decreti: tanto assistenzialismo e zero misure in grado di mettere le basi per uno sviluppo concreto, serio e reale del nostro Paese. Come ho detto prima, avete sperperato 100 miliardi di euro, che - badate bene - non sono miliardi dati a fondo perduto, bensì un debito che lascerete in eredità alle future generazioni. Dovevate creare l'avvenire dei nostri figli e dei nostri nipoti, invece glielo avete già distrutto nell'arco di nove mesi. Il provvedimento in discussione è un altro decreto delle occasioni mancate perché, come ho sempre detto, manca una spinta per la ripartenza. Purtroppo, dobbiamo constatare di nuovo che non è stato fatto nulla nemmeno in questo provvedimento, nel quale speravamo che, essendo l'ultimo di alcuni decreti emergenziali, ci fosse una visione politica per lo sviluppo del Paese. Voi continuate ad operare e a vivere tamponando esclusivamente l'emergenza, che in parte può essere certamente un fatto legittimo, ma fuori da quest'Aula c'è un Paese che chiede di essere messo nella condizione di camminare con le proprie gambe. A questo Paese voi consegnate l'ennesimo provvedimento infarcito di burocrazia e nemmeno l'ultimo decreto semplificazione ha dato la possibilità di risolvere queste problematiche. La vostra regola è sempre stata quella di dire: rinviamo al prossimo decreto.