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Tuttavia non c'è stato alcun effettivo collegamento, almeno in termini di codifica delle interconnessioni, tra questo provvedimento e gli aspetti reali, strutturali del mondo dello sport. Non basta, infatti, inserire nei comitati organizzatori rappresentanti del CONI e delle federazioni che si occupano degli avvenimenti; è importante cercare di stabilire una forma di connessione con coloro che, dalla mattina alla sera, erogano, in supplenza, data la carenza di servizi erogati da parte dello Stato, tutto ciò che avviene in campo sportivo. È bene ricordare - e mi rivolgo al Ministro, che ha fatto più volte riferimento, nel corso dei suoi interventi, soprattutto su Facebook, all'importanza dello sport di base - che se c'è una ossatura, una colonna vertebrale dello sport di base, questa è riconducibile essenzialmente al volontariato sportivo, alla grande rete di associazioni sportive dilettantistiche che rappresentano il vero e proprio patrimonio dello sport di questo Paese. Badate bene che questa è una considerazione che raramente balza agli occhi dei non addetti ai lavori, perché tutto ciò che avviene all'interno dei Paesi più evoluti sotto il profilo sportivo passa attraverso la scuola, le università, l'aiuto degli enti locali; questo in Italia non accade, perché gli enti ai quali ho fatto riferimento prima sono clamorosamente assenti per quanto riguarda le politiche sportive. Noi abbiamo cercato semplicemente di mettere ordine rispetto a questa necessità, abbiamo cercato di sanare questo vulnus . Devo darle atto, signor Ministro, di aver un po' capovolto il modo di approcciare il mondo dello sport. Da settant'anni a questa parte, quasi quotidianamente, abbiamo visto che i vari politici che avevano a che fare con le dinamiche del mondo dello sport partivano sempre delle stesse logiche: lo sport maggiormente visibile, quasi sempre il calcio, e i campioni (che, ripeto, sono importantissimi per poter riempire i nostri palazzetti e gli impianti dello sport). Quasi mai, invece, si è parlato delle dinamiche alla base dell'operato di chi, dalla mattina alla sera, si dà da fare affinché quell'attività produttiva, che arriva poi a esprimere, attraverso una selezione di base, grandi campioni, possa ricevere maggiori attenzioni, al di là dei balletti istituzionali. Signor Ministro, lei ieri nel corso di un'intervista ha fatto riferimento alla necessità di cercare di dare risposte a 360 gradi al mondo dello sport e soprattutto ha pronunciato una frase che mi ha particolarmente colpito, dicendo che in quest'Aula, ma forse anche alla Camera, ci sono ben pochi politici che vorrebbero essere al suo posto. Glielo confermo: non vorrei essere al suo posto, perché la stanno tirando per la giacca da tutte le parti. Ma credo che questa sua disponibilità, al di là delle dirette su Facebook, che sono seguitissime e che spesso e volentieri seguo anch'io, e questa sua diversa concezione culturale del mondo dello sport si dovessero esprimere all'interno della sede comune e più appropriata che è il Parlamento, affinché anche il Parlamento potesse prendere atto della possibilità di invertire una tendenza che è storicamente quella che ha condannato lo sport italiano a vivere solo e soltanto in funzione di dinamiche competitive. Pertanto, quale maggiore occasione, signor Ministro, delle Olimpiadi? Il massimo evento sportivo per cercare di ridare dignità al movimento di base dello sport italiano, soprattutto in un momento di particolare sofferenza. Questo è l'aspetto sul quale vorremmo sottolineare tutto ciò che non ci ha convinto, ivi compreso il «no» che è stato dato ai nostri emendamenti che avrebbero sanato questo vulnus . Avremmo inserito, secondo sue direttive e secondo modalità da individuarsi a cura del Ministero, un rappresentante all'interno del Consiglio olimpico, avremmo codificato con assoluta certezza la possibilità di destinare parte dei fondi che dovessero provenire da un utile del Comitato organizzatore alle attività sportive di base, che sono - badate bene - attività sportive che oggi stanno soffrendo particolarmente e che non è detto arrivino a quella scadenza nella stessa misura in cui oggi sono strutturati all'interno dello sport italiano. Lei, signor Ministro, ha dato la disponibilità a comprendere la sofferenza di questo mondo, ma soprattutto le sue difficoltà nell'uscire fuori dagli schemi ordinari. C'è però un dato sul quale sono costretto a riflettere: lei è Ministro senza portafoglio e al suo ufficio fanno riferimento un discreto numero di persone, ci mancherebbe altro, ma è un ufficio che non ha la dignità di Ministero, perché afferisce direttamente alle competenze della Presidenza del Consiglio. Anche da questo punto di vista sarebbe importante che lei si desse da fare per cercare di dare maggior corpo e maggior struttura a un Ministero che ha tutte le carte in regola per poter aspirare a indirizzare la vita del Paese in questa importante materia. In conclusione vorrei ribadire, ovviamente mescolando un'alternanza di stati d'animo, che modifichiamo il voto favorevole della Lega per quello che riguarda il provvedimento in sé, che ci vede assolutamente convinti della necessità di dare comunque sbocchi operativi a questo importante successo che ha raggiunto il nostro Paese. Lo facciamo con un po' di tristezza, perché stiamo pensando non solo a tutti gli italiani che stanno soffrendo, ma in particolare a questa materia che avrebbe potuto essere occasione di distinguo e di apprezzamento, o comunque di un messaggio di speranza. Guardiamo con tristezza a questa parte del mondo dello sport che sta vivendo con grande sofferenza i disagi causati dell'emergenza. Infine, l'alternanza di stati d'animo non può che ricomprendere la speranza, perché le Olimpiadi sono una speranza; lo sono per il Paese, lo sono per tutti quanti gli sportivi e speriamo che possano veramente diventare il traino per la rinascita. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . MOLES (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MOLES (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, penso che gli interventi che mi hanno preceduto, come quello del collega Barbaro, hanno già evidenziato come eventi, quali le Olimpiadi Milano Cortina e la finale ATP a Torino, siano un'occasione che per fortuna tutte le persone di buon senso vedono con spirito positivo e costruttivo. Il decreto-legge che oggi verrà convertito in legge prevede una serie di norme che andranno a disciplinare un evento che gli organizzatori, già al momento della candidatura, hanno ritenuto essere di fondamentale importanza per il prestigio dello sport italiano e per il rilancio infrastrutturale del Nord e dell'intero Paese. Indubbiamente, però, discutere di questo provvedimento oggi dà comunque una strana sensazione. Il 2026, che sembra così lontano, in realtà è molto più vicino di quello che possa apparire e diventerà sicuramente un momento importantissimo, un banco di prova per tutta l'Italia. E forse è un gioco del destino, poi, che le Regioni e i territori che hanno e avranno un ruolo fondamentale in questo importantissimo evento siano proprio tra i più colpiti dalla pandemia. Proprio perché si tratta di un evento enormemente prestigioso non ci si può che rammaricare del fatto che la città di Torino sarebbe potuta essere un terzo partner di eccellenza nell'organizzazione dei giochi olimpici invernali del 2026.