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la Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza ha già avviato riflessioni e audizioni importanti su questo fenomeno, ed anche la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ha affrontato questi temi; queste commissioni possono svolgere un ruolo fondamentale per la concreta attuazione dei diritti di bambini e adolescenti, promuovendo attività nonché opportune sinergie, al fine di proporre al legislatore misure idonee per la tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, affinché non si assista a parole vuote e retoriche e a troppa indifferenza, mentre la strage all'interno delle famiglie nei confronti dei minori di età continua senza sosta, impegna il Governo: 1) ad assumere iniziative immediate, legislative e preventive, affinché i principi sanciti nella Convenzione del Consiglio d'Europa fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007 non vengano disattesi, per contrastare il crescente fenomeno della violenza nei confronti dei minori, dell'abuso sessuale e dell'adescamento tramite la rete internet e della pedopornografia; 2) a dedicare particolare attenzione all'attuazione dell'articolo 5 della suddetta Convenzione in tema di reclutamento, formazione e sensibilizzazione delle persone che lavorano a contatto con i minori; 3) ad istituire linee guida nazionali, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, per la realizzazione di servizi di cura e di intervento per le persone di minore età che siano vittime di violenze riconducibili alle tipologie descritte di violenza sessuale, di abusi fisici e psicologici, sfruttamento e maltrattamento, sino alla morte; 4) ad utilizzare gli strumenti economici che l'Unione europea mette a disposizione per aiutare psicologicamente le persone che riconoscono di avere un interesse sessuale nei confronti di bambini, al fine di evitare che commettano abusi; 5) a predisporre un sistema di raccolta dati e monitoraggio del fenomeno, in connessione con servizi sociali dei Comuni ed altre realtà associative che già operano in tale settore; 6) ad attivare campagne informative per sensibilizzare l'opinione pubblica e incentivare l'emersione di un fenomeno non denunciato che, nel nostro Paese, rimane ancora in gran parte sommerso, soprattutto per far fronte ad ogni forma di violenza domestica; 7) ad attivare percorsi specifici per la formazione alla genitorialità, iniziando il più precocemente possibile e, dove già siano attivi, dagli stessi corsi di preparazione al parto e alla genitorialità fin dai primi mesi di vita dei figli; 8) ad istituire un tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto della violenza sui minori con la finalità di analizzare le reali dimensioni e cause del fenomeno, di accertare il livello di attenzione e la capacità di intervento delle autorità e dei soggetti competenti a svolgere attività di prevenzione e assistenza nonché di promuovere la ricerca nel settore delle metodologie di intervento. Interrogazioni Atto n. 3-00957 CUCCA D'ALFONSO PARRINI PITTELLA SBROLLINI MAGORNO LAUS ROSSOMANDO MALPEZZI ASTORRE BOLDRINI MESSINA Assuntela PATRIARCA FEDELI VALENTE MANCA ALFIERI MARINO SUDANO IORI VERDUCCI STEFANO PARENTE ROJC FERRAZZI TARICCO GIACOBBE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: con l'articolo 35 della legge regionale 27 aprile 2016, n. 8, recante "Legge forestale della Sardegna", è stata istituita l'Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del territorio e dell'ambiente della Sardegna (FoReSTAS); la nuova legge regionale ha soppresso L'Ente foreste della Sardegna, di cui alla legge regionale n. 24 del 1999, con il conseguente subentro dell'Agenzia nella titolarità dei rapporti giuridici attivi e passivi, che ha determinato il passaggio per impiegati, quadri e funzionari da una previdenza agricola gestita dalla fondazione Enpaia ad una gestione previdenziale pubblica Inps (ex CPDEL e INADEL); il rapporto degli impiegati, quadri e dirigenti di Forestas con l'ente previdenziale Enpaia si è interrotto nel 2016, ma, nonostante questo e nonostante tutto quanto descritto, la fondazione privata Enpaia, sottoposta al controllo pubblico, continua a parere degli interroganti illegittimamente a trattenere le somme relative al conto individuale ed al TFR dei lavoratori; considerato che: l'Agenzia FoReSTAS dal 1° maggio 2016 ha provveduto all'inquadramento del personale impiegatizio e dirigenziale dell'Agenzia nella gestione previdenziale pubblica Inps; l'Inps ha confermato, fin dal 2016, l'obbligo per Forestas di versare la contribuzione allo stesso istituto ed il giudice del Tribunale di Roma, con sentenza del maggio 2019, ha rigettato la richiesta di Enpaia di una doppia contribuzione, a cui sarebbe dovuta soggiacere l'Agenzia; l'Enpaia sta comunicando per le vie brevi ai lavoratori la chiusura della convenzione con la Banca Popolare di Sondrio che garantiva agli stessi, tramite carta di debito, una linea di credito agevolato; l'Enpaia, inoltre, sta costringendo i lavoratori a delle estenuanti cause che appaiono "al limite della temerarietà", come affermato dallo stesso giudice del tribunale di Roma; tenuto conto che: la Regione Sardegna, con due leggi regionali, la n. 43 del 2018 e la n. 6 del 2019, ha deciso l'applicazione del CCRL (contratto collettivo regionale di lavoro) della Regione ai lavoratori di Forestas, facendo venir meno anche l'ultimo collegamento con il settore agricolo per gli impiegati, quadri e dirigenti di Forestas; con diverse note i lavoratori hanno richiesto al Ministro del lavoro e alla Direzione generale del Ministero un'azione per risolvere la questione, senza mai aver avuto riscontro, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo, per quanto di sua competenza, intenda porre in essere per risolvere il contenzioso in atto tra i 400 lavoratori di Forestas e l'ente previdenziale Enpaia. Atto n. 3-00958 TOFFANIN CAUSIN Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: nella zona della laguna del Lusenzo in località Sottomarina nel comune di Chioggia, sono presenti 132 unità abitative in area demaniale attualmente di proprietà dello Stato, un'area che già a partire dai primi anni del '900 è stata interessata da occupazioni di privati, che hanno costruito fabbricati ad uso residenziale e commerciale; a causa della difficile situazione economica dell'immediato dopoguerra del primo conflitto mondiale, il magistrato delle acque di Venezia propose ai cittadini di effettuare a proprie spese la bonifica e la costruzione dell'argine con l'intesa di ricevere, in cambio dei lavori eseguiti, l'appezzamento di terreno sottratto al mare (imbonito);