[massime]

ORD. 380/05. PROCEDIMENTO CIVILE - NORMATIVA REGOLATRICE DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE UNIFORME - APPLICAZIONE INTEGRALE AI PROCEDIMENTI DI DENUNCIA DI NUOVA OPERA E DI DANNO TEMUTO - OMESSA PREVISIONE, ANALOGAMENTE A QUANTO DISPOSTO PER I PROCEDIMENTI POSSESSORI, DELLA APPLICABILITÀ DI QUELLA NORMATIVA IN QUANTO COMPATIBILE - LAMENTATA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA SOTTO IL PROFILO DELL’EGUALE TRATTAMENTO DI SITUAZIONI DIVERSE - DISCREZIONALITÀ DEL LEGISLATORE NELLA CONFIGURAZIONE DEI RAPPORTI TRA GIUDIZIO CAUTELARE E GIUDIZIO DI MERITO - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, dell’art. 669-quaterdecies del codice di procedura civile, nella parte in cui prevede l’applicazione integrale della disciplina regolatrice del procedimento cautelare uniforme anche ai procedimenti di denuncia di nuova opera (e di danno temuto). L’asserita assimilabilità dei procedimenti enunciatori a quello possessorio, infatti, non comporta alcun vincolo per il legislatore a regolarne in modo identico il rapporto con il giudizio di merito e, in particolare, a limitarne la libertà di variamente articolare il rapporto di strumentalità dei provvedimenti interinali rispetto al giudizio di merito.