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Abbiamo un modello di leggi mastodontiche che la semplificazione non sa proprio cosa sia. Dobbiamo andare avanti. È perciò necessario fare queste riflessioni per il nostro futuro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021 non può non tenere conto che la situazione economica e sanitaria è nettamente migliorata negli ultimi mesi. Tutto ciò è innegabile ed è avvenuto con il concorso di diversi fattori che hanno influito più che positivamente sul percorso di ripresa globale del nostro Paese. Le misure di sostegno economico alle attività in crisi e il progredire della campagna vaccinale con il coinvolgimento della fascia di età adolescenziale e dei giovani hanno permesso di far fronte alla quarta ondata e alla diffusione della variante Delta, molto più contagiosa. L'obiettivo di vaccinare l'80 per cento della popolazione sopra i dodici anni sta per essere raggiunto. Nel programma del prossimo triennio 2022-2024 è previsto il rinnovo di svariate misure di rilievo economico e sociale, come - ad esempio - quelle relative al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e gli incentivi per l'efficientamento energetico degli edifici, misura quest'ultima voluta fortemente dal Movimento 5 Stelle. (Applausi) . Più in particolare grande valenza avranno le misure relative al nostro sistema sanitario, al suo funzionamento, al miglioramento dei servizi erogati sia in termini qualitativi che quantitativi, ai criteri direttivi per il riordino degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico; nonché quelle relative a una più attenta programmazione e a una più capillare rete organizzativa sul territorio con il conseguente potenziamento della medicina territoriale, vero spartiacque per ottenere un innalzamento dei servizi erogati e una riduzione dei carichi di lavoro delle strutture ospedaliere. Si tratta di un progetto ambizioso, alla cui realizzazione devono concorrere un'adeguata disponibilità di risorse economiche - messe queste ultime a disposizione dai fondi europei ricevuti con il PNRR e ottenuti dall'Europa grazie al Governo Conte II - e il corretto coordinamento tra la cabina di regia centrale e le singole strutture regionali. Solo una più attiva e fattiva collaborazione tra Governo, Ministeri e Regioni, che tante volte è venuta meno durante la fase acuta della pandemia o si è scarsamente realizzata per veti incrociati o anche per scelte politiche periferiche diverse, consentirà di iniziare un percorso nuovo e di raggiungere obiettivi e risultati non altrimenti realizzabili. Non dobbiamo mai dimenticare le oltre 130.000 vittime della pandemia da Covid-19 in Italia, 4,5 milioni nel mondo, con oltre 225 milioni di contagi. La scelta dell'estensione dell'obbligo del permesso sanitario a tutte le categorie di lavoratori pubblici e privati, a partire dal prossimo 15 ottobre, va secondo me nella giusta direzione di stimolare e incrementare la pratica vaccinale - da un lato - anche delle fasce più reticenti e - dall'altro - soprattutto la necessità di una sempre più attenta e costante sorveglianza epidemiologica al fine di ridurre i contagi e la diffusione di eventuali varianti del virus per sconfiggere finalmente la pandemia. Saremo protetti quando tutti saranno protetti. A tal fine, anche l'avvio delle terze dosi di richiamo ai soggetti più fragili prima dell'inizio dell'inverno e una più estesa e diffusa campagna vaccinale per l'influenza stagionale consentiranno di abbattere i rischi di nuove ondate epidemiche, con sovraccarico delle strutture sanitarie ospedaliere. Tutto ciò ha un costo economico, ma l'iniziale incremento di spesa sanitaria per il 2020, a seguito delle misure introdotte per dare immediate risposte all'emergenza da Covid-19, nel 2021 sarà seguito da una prevista lieve discesa della stessa spesa sanitaria, pari al 7,3 per cento del PIL, fino a ritornare, per il 2024, al 6,1 per cento. Tutto ciò è legato sostanzialmente all'aumento generale del PIL. Nel prossimo biennio si prevedrà un calo del 2,3 per cento della spesa sanitaria, per i minori oneri legati all'emergenza pandemica. Concludendo, signor Presidente, al di là delle cifre e dei numeri, pure importanti, ciò che interessa ai cittadini e quindi al Movimento 5 Stelle è constatare e toccare con mano ogni giorno che le risorse siano investite e impegnate nel modo migliore, in termini sia di servizi, sia di attenzione alle criticità, alle fragilità e alle disabilità. Tutto ciò occorre farlo ora o nel prossimo futuro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Collina. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, la discussione sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza credo rappresenti, in questo contesto, un decisivo momento di confronto politico. Se non cogliamo questo aspetto, rischiamo di procedere con alcuni fraintendimenti, che potrebbero amplificarsi e diventare disgreganti nell'interpretazione del percorso che il nostro Paese ha intrapreso, attraverso il Governo Draghi. Vedete colleghi, quello che abbiamo iniziato è un percorso che ha degli obiettivi chiari, sui quali non mi soffermo, perché credo che ne abbiamo discusso molto. Essi sono scritti nel contratto che abbiamo fatto con l'Unione europea, che si chiama Piano nazionale di ripresa e resilienza. In base a quel contratto stiamo ricevendo le risorse del Next generation EU, ma questi obiettivi, per quanto chiari, non si raggiungono indifferentemente attraverso scelte alternative molto distanti tra di loro. Non c'è un'ampia gamma di alternative intercambiabili che ci consente di avere le stesse possibilità di raggiungere quegli obiettivi. Anzi, tra le condizioni che ci consentono di raggiungere quegli obiettivi vi sono dei punti di passaggio obbligati, che portano con sé delle conseguenze sulle scelte che dobbiamo sviluppare. Mi spiego nel concreto, partendo da un dato: l'Italia, a differenza di altri Paesi, ha deciso di prendere dall'Europa tutte le risorse che era possibile prendere, sia quelle sussidiarie, e quindi i sussidi che non sono da restituire, sia quelle prestate, che rappresentano debito da restituire. Non tutti i Paesi si sono comportati come noi e questo è il motivo per il quale nella classifica delle risorse finanziarie siamo primi. Ad esempio, Germania, Francia, Spagna e Portogallo hanno scelto di prendere solo i sussidi; la Polonia anche un terzo dei prestiti, e l'Italia i sussidi più il 100 per cento dei prestiti. A luglio il debito era di 2.725,9 miliardi di euro, con un aumento di 29,7 miliardi di euro rispetto a maggio. La Spagna ha deciso di prendere solamente i sussidi, dicendo che intanto spenderà queste risorse e poi vedrà in quali condizioni si troverà, ed eventualmente attingerà anche alla parte a debito. Visto che abbiamo scelto di attingere a tutte le risorse e che la parte consistente delle risorse è a debito, allora c'è una parola che rappresenta un passaggio obbligato: crescita.