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- In relazione al comma 2, lettera a), del decreto qui pubblicato si trascrive il testo dell'art. 2 della legge n. 1228/1954 (Ordinamento delle Anagrafi della popolazione residente): "Art. 2. - È fatto obbligo ad ognuno di chiedere per sé e per le persone sulle quali esercita la patria potestà o la tutela, la iscrizione nell'anagrafe del Comune di dimora abituale e di dichiarare alla stessa i fatti determinanti mutazioni di posizioni anagrafiche a norma del regolamento, fermo restando, agli effetti dell'art. 44 del Codice civile, l'obbligo di denuncia del trasferimento anche all'anagrafe del Comune di precedente residenza. L'assenza temporanea dal Comune di dimora abituale non produce effetti sul riconoscimento della residenza. Ai fini dell'obbligo dei cui al primo comma, la persona che non ha fissa dimora si considera residente nel Comune ove ha il domicilio, e in mancanza di questo, nel Comune di nascita. Per i nati all'estero, si considera Comune di residenza quello di nascita del padre o, in mancanza, quello della madre. Per tutti gli altri soggetti, all'obbligo della residenza, ai quali non possono applicarsi i criteri sopra indicati è istituito apposito registro presso il Ministero dell'interno. Il personale diplomatico e consolare straniero, nonché il personale straniero da esso dipendente, non sono soggetti all'obbligo dell'iscrizione anagrafica". - In relazione al comma 2, lettera b), del decreto qui pubblicato si trascrive il testo dell'art. 1 del D.P.R. 14 febbraio 1964, n. 237 (Leva e reclutamento obbligatorio all'Esercito, nella Marina e nell'Aeronautica), emanato in esecuzione della delega di cui all'articolo 4, legge n. 1862/1962: "Art. 1 (Soggezione alla leva). - Sono soggetti alla leva: a) i cittadini maschi dello Stato anche se abbiano acquistato la cittadinanza dopo il concorso alla leva della propria classe di nascita e prima del 31 dicembre dell'anno in cui compiono il quarantacinquesimo anno di età; b) coloro che, sebbene abbiano perduto la cittadinanza italiana, sono rimasti obbligati al servizio militare a tenore delle leggi vigenti in materia di cittadinanza (Abrogato dall'art. 22 della legge n. 91/1992); c) gli apolidi che abbiano stabilito la residenza nella Repubblica anche dopo la chiamata alla leva della propria classe di nascita e prima del 31 dicembre dell'anno in cui compiono il quarantacinquesimo anno di età. I giovani di cui alle precedenti lettere a), b) e c) sono soggetti alla leva di terra, salvo che si trovino nelle condizioni di cui al successivo art. 2, nel qual caso sono soggetti alla leva di mare". - In relazione al comma 2, lettera b), del decreto qui pubblicato si trascrive il testo degli articoli 1 e 5 della legge n. 772/1972 (Norme per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza): " Art. 1. - Gli obbligati alla leva che dichiarino di essere contrari in ogni circostanza all'uso personale delle armi per imprescindibili motivi di coscienza, possono essere ammessi a soddisfare l'obbligo del servizio militare nei modi previsti dalla presente legge. I motivi di coscienza addotti debbono essere attinenti ad una concezione generale della vita basata su profondi convincimenti religiosi o filosofici o morali professati dal soggetto. Non sono comunque ammessi ad avvalersi della presente legge coloro che al momento della domanda risulteranno titolari di licenze o autorizzazioni relative alle armi in- dicate, rispettivamente negli articoli 28 o 30 del testo unico della legge di pubblica sicurezza o siano stati condannati per detenzione o porto abusivo di armi". "Art. 5. - I giovani ammessi ai benefici della presente legge devono prestare servizio militare non armato, o servizio sostitutivo civile, per un tempo superiore di otto mesi alla durata del servizio di leva cui sarebbero tenuti (3/a). Il Governo della Repubblica è autorizzato ad emanare le norme regolamentari relative all'attuazione della presente legge. Qualora l'interessato opti per il servizio sostitutivo civile il Ministro per la difesa, nell'attesa dell'istituzione del servizio civile nazionale, distacca gli ammessi presso enti, organizzazioni o corpi di assistenza, di istruzione, di protezione civile e di tutela e incremento del patrimonio forestale, previa stipulazione ove occorra, di speciali convenzioni con gli enti, organizzazioni o corpi presso i quali avviene il distacco".