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per quanto risulta agli interroganti non sarebbero state adottate le cautele di legge e puntualmente rispettate le indicazioni in ordine alla circolazione all'interno della caserma e all'utilizzo dei DPI, consentendo o tollerando l'uso promiscuo degli spazi pubblici in comune con il personale di rientro da Milano, con grave rischio di contagio per l'intera popolazione del reggimento; considerato che: molti appartenenti alle Forze armate hanno svolto servizi con alto rischio di esposizione al contagio, ad oggi neanche accertato, e comunque in attesa di puntuali specifici protocolli sanitari; è opportuno scongiurare fatti come quelli accaduti in passato in danno degli appartenenti alle Forze armate e le lunghe e dolorose vicende giudiziarie che ne sono seguite, come quelle legate all'esposizione ad agenti chimici, radioattivi e cancerogeni, si chiede di sapere se e quale programmazione il Ministro in indirizzo abbia adottato o intenda adottare per tutelare la salute e l'integrità psicofisica del personale militare, anche in missione, sino alla conclusione dell'emergenza in atto e, più in particolare, quali iniziative siano in corso in ordine ai controlli sanitari, ai fini di contenere il rischio di contagi tra gli operatori della Difesa, compreso il personale delle unità navali. Atto n. 4-03118 FEDELI VALENTE CIRINNA' BOLDRINI MAIORINO CONZATTI BONINO DE PETRIS UNTERBERGER ROSSOMANDO STEFANO ROJC D'ARIENZO ASTORRE PITTELLA Al Ministro della salute Premesso che: in questi giorni di emergenza sanitaria da COVID-19, è emerso, in molte province italiane, soprattutto nelle regioni del nord Italia più colpite dall'epidemia, un grave problema rispetto al diritto di effettuare l'interruzione volontaria di gravidanza in sicurezza e rispettando i tempi previsti dalla legge n. 194 del 1978; in questo momento molti reparti ospedalieri sono stati dedicati alla cura dei pazienti COVID-19, gli accessi in ospedale sono ridotti all'indispensabile e limitati alle sole urgenze, per ridurre le possibilità di contagio, si rischia che le donne non possano esercitare con tranquillità il loro diritto ad interrompere volontariamente la gravidanza; le interruzioni volontarie di gravidanza non possono essere rimandate, occorre immediatamente un piano esecutivo che metta a disposizione delle donne in ogni regione le strutture sanitarie che garantiscano: l'effettuazione degli interventi secondo le diverse necessità contemplate dal nostro ordinamento, potenziando l'uso della procedura farmacologica presso le strutture dove già in uso; la certificazione IVG presso i consultori garantendo la prenotazione presso il centro IVG ospedaliero in modo da evitare eccessivi e pericolosi spostamenti alle donne nella fase di emergenza sanitaria; l'inserimento tra i prelievi pre IVG chirurgica del tampone per il COVID-19 in modo che le donne positive abbiano percorsi dedicati nell'interesse sia delle donne stesse che degli operatori; il potenziamento dei centri IVG con personale dedicato; la sicurezza dei luoghi di accoglienza delle donne rispetto al contagio; in ciascun percorso terapeutico le donne devono essere accolte in regime di sicurezza e là dove sia tecnicamente possibile dovrebbe essere garantita la riduzione massima dei tempi di permanenza in ricovero, favorendo il day hospital , aumentando i tempi delle cure domiciliari attraverso il monitoraggio garantito dalla struttura che ha effettuato la presa in carico, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire il prosieguo delle attività di interruzione di gravidanza, monitorando tutto il territorio nazionale e incentivando la dove sia possibile, con il parere positivo dei tecnici, l'accesso a percorsi domiciliari monitorati; se intenda divulgare con urgenza un elenco delle strutture cui fare riferimento, in questo periodo, per l'interruzione di gravidanza, garantendo a tal fine lo spostamento delle donne. Atto n. 4-03119 ROJC Al Ministro dell'interno Premesso che: l'assessore regionale all'Ambiente e all'Energia del Friuli-Venezia Giulia, Fabio Scoccimarro, nella sede istituzionale, per polemica contro le istituzioni comunitarie, ha tolto la bandiera dell'Unione europea dall'ufficio di rappresentanza in Trieste; lo stesso Scoccimarro ha filmato l'atto e lo ha postato sui propri profili social , aggiungendo che "questa bandiera non mi rappresenta e la metto via finché non cambierà radicalmente questa Europa"; considerato che: l'uso corretto dell'esposizione della bandiera italiana e di quella dell'Unione europea è stabilita da una apposita legge dello Stato, la n. 22 del 1998 e dal decreto del Presidente della Repubblica n. 121 del 2000 che al Capo IV, punto 10.1, espressamente prevede che "ogni ente designa i responsabili alla verifica della esposizione corretta delle bandiere all'esterno e all'interno"; le bandiere rappresentano i popoli, le Costituzioni democratiche che sorreggono gli Stati di diritto, non i governanti o i commissari o i presidenti che ci sono e che passano, e, in particolare, la bandiera dell'Unione europea rappresenta il patto di pace sottoscritto da 500 milioni di cittadini europei, dopo secoli di guerre e che la stessa Unione europea ha garantito e garantisce da oltre 70 anni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga di assumere iniziative intese a far sì che le disposizioni di legge citate vengano rispettate, e ad impedire che singoli rappresentanti delle Istituzioni distorcano, offendano o deturpino i simboli dell'Unione europea. Atto n. 4-03120 PELLEGRINI Emanuele ROMEO Al Ministro dell'interno Premesso che: in attuazione al decreto del capo della Polizia n. 555/RS/01/58/4426 del 19 febbraio 2019, e per far fronte alla mancanza di personale dell'istituenda sezione Polizia stradale di Monza, veniva soppresso il distaccamento di Seregno, con trasferimento d'ufficio del personale presso la nuova sede monzese; nel decreto del capo della Polizia veniva prevista, per la sezione Polizia stradale di Monza e Brianza, una dotazione in pianta organica di 44 unità, sebbene il personale trasferito da Seregno a Monza, sia di sole 24 unità; ad oggi l'integrazione della pianta organica non è stata oggetto di alcun provvedimento; si apprende che, per le assegnazioni dei 1.851 nuovi agenti provenienti dal 208° corso, non sia stata prevista alcuna designazione per la sezione di Monza; avendo proceduto alla chiusura del distaccamento di Seregno, ove le mansioni operative "su strada" erano prevalenti, ad oggi le predette attività sono state fortemente limitate in favore di mansioni proprie di una sezione, perlopiù di tipo amministrativo ed organizzativo; la vigilanza stradale sulle principali arterie brianzole, ed in particolare sulla strada statale 36, tra Milano e Lecco, fino a pochi mesi fa, era assicurata, 24 ore su 24, dal dismesso distaccamento Polizia stradale di Seregno; pertanto ad oggi viene minata sia l'operatività dei pattugliamenti su strada, di particolare importanza in situazione di emergenza COVID-19, sia la funzionalità degli uffici della costituita sezione di Polizia stradale;