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Infatti dai dati raccolti da ANAS attraverso l'Osservatorio del traffico (considerando il traffico medio giornaliero annuale rilevato da ognuna delle 850 postazioni monitorate), i comitati hanno potuto verificare che ad essere congestionata è la tangenziale di Bari, la cui postazione al km 800 (Modugno) risulta 13-esima con 76.060 di TGMA (traffico giornaliero medio annuo) e quella al km 808 (via Caldarola) che risulta 17-esima con 65.260 di TGMA, mentre non lo è affatto il tratto Mola-Torre a Mare, come si può desumere dalla postazione di Monopoli che risulta 53-esima con un volume di traffico ridottosi a meno della metà con 31.912 di TGMA; tuttavia, al fine di dare una soluzione strutturale ai volumi di traffico attuali e incrementali futuri (pur se occorrerebbe puntare sul potenziamento del collegamento ferroviario pendolare tra Mola e il capoluogo), i comitati cittadini ritengono opportuno un allargamento in sede del tratto Torre a Mare - Mola e viceversa, con la costruzione della terza corsia nei due sensi di marcia. Peraltro detto allargamento, anziché un nuovo tracciato, comporterebbe un forte beneficio economico per la riduzione dei costi di appalto, oltre al risparmio di consumo di suolo; considerato infine che, a parere degli interroganti su un'opera di interesse strategico, devono essere tenute in considerazione le osservazioni di associazioni e cittadini, in quanto l'intervento, aldilà dell'opzione che verrà scelta, comporterà comunque un significativo cambiamento dei luoghi, un dispendio di materia ed energia con le emissioni associate di CO2 da calcolare come impronta del carbonio, e ripercussioni possibili sullo stile di vita e sulle attività di tipo turistico esistenti, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo ritengano di valutare quanto sollevato dai comitati cittadini e, in ogni caso, se intendano adottare le opportune iniziative di competenza, affinché gli interventi in questione siano effettuati considerando il minor impatto ambientale e sociale, compresa la tutela della biodiversità e del paesaggio, al fine di tutelare e salvaguardare la morfologia dei territori coinvolti. Atto n. 4-06514 MANTERO Al Ministro dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la divisione anticrimine della questura di Cosenza ha richiesto, il 13 dicembre 2021, al Tribunale ordinario di Catanzaro, sezione misure di prevenzione, il provvedimento della sorveglianza speciale nei confronti di due giovani studenti universitari, attivisti e sindacalisti di USB Cosenza (J. C. e S. G.) appartenenti ai movimenti civici di Cosenza, entrambi incensurati; gli attivisti sono da anni impegnati all'interno di comitati cittadini e collettivi a difesa del diritto alla salute, del diritto all'abitare, alla parità di genere ed in difesa dei beni comuni e dei soggetti più fragili ed emarginati, oltre ad essere impegnati come sindacalisti dell'associazione nazionale USB, che conta migliaia di iscritti in tutto il Paese; tale circostanza ha provocato un moto di indignazione nell'opinione pubblica e nella società civile calabrese, nonché nelle istituzioni territoriali ed accademiche, concretizzatosi in due pubbliche manifestazioni di solidarietà svoltesi una presso la sede della provincia di Cosenza, cui hanno partecipato cittadini, docenti universitari ed esponenti politici e, l'altra, presso l'Università della Calabria, cui hanno partecipato studenti e militanti; anche la deputata calabrese Orrico ha presentato il 29 dicembre 2021 un quesito (4-11026) al Ministro in indirizzo per avere chiarimenti sui medesimi fatti; considerato che: la misura della sorveglianza speciale è solitamente riservata a soggetti legati al crimine organizzato, predisposti al compimento di nuovi e pericolosi reati e non per silenziare o reprimere il legittimo dissenso sociale di attivisti impegnati per il riconoscimento dei diritti degli ultimi; in particolare, il codice antimafia (decreto legislativo n. 159 del 2011, dall'art. 1 all'art. 15) individua anzitutto chi sono i soggetti destinatari di tali misure, riconoscendoli in coloro che sono indiziati di appartenere alle associazioni, di cui all'articolo 416 -bis del codice penale, negli indiziati di uno dei reati previsti dall'articolo 51, comma 3 -quater del codice di procedura penale e in coloro che, operanti in gruppi o isolatamente, pongano in essere atti preparatori, obiettivamente rilevanti, ovvero esecutivi diretti a sovvertire l'ordinamento dello Stato, nonché alla commissione dei reati con finalità di terrorismo anche internazionale, ovvero a prendere parte ad un conflitto in territorio estero a sostegno di un'organizzazione che persegue le finalità terroristiche di cui all'articolo 270 -sexies del codice penale, in coloro che compiano atti preparatori, obiettivamente rilevanti, ovvero esecutivi diretti alla ricostituzione del partito fascista, in generale, a soggetti ritenuti particolarmente pericolosi anche solo in via indiziaria; nel caso specifico, l'applicazione dell'istituto si è basato, fra gli altri, sul requisito della «pericolosità sociale» dei soggetti colpiti dal provvedimento che, considerato il trasparente impegno profuso dagli attivisti per la comunità, non appare conciliabile con i profili personali degli stessi; il provvedimento comporta gravissime restrizioni della libertà personale pregiudizievoli ed afflittive per il futuro di studio e di lavoro dei due attivisti, nonché della possibilità di poter concretizzare il loro impegno politico e sindacale costituzionalmente garantito; considerato inoltre che: la medesima richiesta di sorveglianza speciale era già stata avanzata soltanto alcuni mesi fa e disposta nei riguardi di un altro sindacalista, F. A., attivista e delegato per la vertenza dei tirocinanti calabresi; nelle prime settimane di gennaio 2022, così come si apprende su alcune testate nazionali, sono state notificate una serie di multe ai partecipanti del "No Draghi day", manifestazione regolarmente autorizzata il 4 dicembre 2021, in piazza Kennedy, a Cosenza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti accaduti e come intenda intervenire, nell'ambito delle sue competenze, per far luce sulla vicenda; quali iniziative urgenti intenda mettere in atto, per quanto di competenza, per tutelare il diritto di manifestazione del pensiero e per tutelare i cittadini attraverso precise indicazioni da dare alle forze dell'ordine di Cosenza, affinché facciano rispettare l'ordine pubblico senza eccedere nei loro poteri con atti persecutori verso l'attivismo sociale (così come sostenuto dalle confederazioni USB, COBAS e FGC) e senza comprimere i diritti della personalità costituzionalmente garantiti; quali iniziative urgenti intenda mettere in atto, per quanto di competenza, al fine di verificare l'operato della dirigenza della sezione DIGOS della Questura di Cosenza, in riferimento alle attività descritte;