[resaula]

sulla base di tale eccezione, in un congresso di giuristi presso l'università "Tor Vergata" di Roma, riunitisi il 18 maggio 2018 per discutere della "tutela dei beni di interesse numismatico", diversi interventi hanno voluto rimarcare l'esclusione dalla categoria dei beni culturali dei beni numismatici privi di caratteristiche di "rarità o pregio" rinvenuti nel sottosuolo, allo scopo di svincolarli dal principio della proprietà statale ope legis , con particolare riguardo ai "beni seriali, decontestualizzati". Altrettanto è accaduto al convegno intitolato "Stati generali della numismatica", svoltosi il 17 febbraio 2022 presso la Biblioteca del Senato, benché la novella apportata dal decreto legislativo n. 62 del 2008 non possa incidere, nella sua interpretazione autentica, rispetto ai beni potenzialmente oggetto di rinvenimento "nel sottosuolo o sui fondali marini" (art. 91), da circa un secolo appartenenti allo Stato in forza di legge; a giudizio degli interroganti, tali dissertazioni giuridiche ignorano volutamente lo sviluppo delle scienze archeologiche negli ultimi cento anni e l'importanza di ogni minuto reperto, seriale o non seriale, per la ricostruzione del quadro della cultura materiale, delle produzioni e dei commerci, dell'economia e della società di un certo luogo in una data epoca, a esclusivo beneficio del privato collezionismo. Tra l'altro, svilendo il valore culturale del reperto archeologico "povero", includendo tra questi le monete prive di caratteristiche di "rarità o pregio", ed escludendone l'interesse nel momento in cui sia stato "decontestualizzato", ovvero strappato al luogo di secolare giacitura in un deposito di natura archeologica, si incentiva l'attività di ricerca e scavo clandestino, in particolare quella, foriera di enormi danni al patrimonio archeologico, effettuata per mezzo di metal detector , estremamente diffusa nel nostro Paese e recentemente inclusa tra i reati contro il patrimonio culturale (legge n. 22 del 2022) compresi nel codice penale (art. 707 -bis ), almeno per quanto riguarda le aree di riconosciuto interesse archeologico; con le recenti modifiche al codice penale introdotte dalla legge n. 22 del 2022, inoltre, se con l'art. 518- undecies si sono incrementate le misure a protezione del patrimonio culturale e, in particolare, si è agito per contrastare il fenomeno dell'uscita senza controllo di beni culturali dai confini nazionali, non si è però prevista alcuna sanzione penale nel caso questo avvenga per cose di valore inferiore ai 13.500 euro, per le quali è sufficiente la presentazione agli uffici competenti per la vidimazione di un'autodichiarazione di valore economico, fatta eccezione per le cose di cui all'allegato A, lettera b, numero 1 (reperti archeologici; smembramento di monumenti, incunaboli e manoscritti; archivi), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non convenga sull'opportunità che il Ministero della cultura s'impegni a divulgare, con ogni mezzo ritenuto idoneo e opportuno, che, secondo la normativa di settore "le cose da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini appartengono allo Stato" a prescindere da qualunque valutazione, nel caso di beni mobili, delle loro caratteristiche di rarità o pregio e senza che sia necessario, una volta riconosciuta la loro natura archeologica, avviare un procedimento di verifica ai sensi dell'art. 12 del codice; se intenda valutare la possibilità di introdurre, per quanto riguarda i beni numismatici di epoca antica e medievale, a prescindere dalle loro caratteristiche di rarità o pregio, un obbligo da parte dei commercianti di settore di fornire agli acquirenti documentazione sulla loro autenticità e sulla legittima provenienza ai sensi dell'art. 64 del codice, e, da parte dei collezionisti, di conservare tale documentazione a riprova della fonte di acquisizione del bene, abbassando l'attuale soglia di valore prevista dal decreto ministeriale n. 95 del 2009 per gli oggetti di antiquariato non contemplati dalle categorie da 1 a 14 aventi più di 50 anni.