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dopo il ritiro dal mercato mondiale delle protesi al seno ruvide Allergan per l'aumento del rischio di alcuni tumori rari, il Ministero della salute ha ribadito alcune raccomandazioni a partire dall'importanza "per tutte le pazienti con qualsiasi tipo di protesi mammarie (sia a superficie liscia, che micro/macrotesturizzata o ricoperta in poliuretano) e fabbricata da qualsiasi ditta produttrice, di effettuare i regolari controlli clinici di follow-up indicati dal proprio chirurgo e indicati con cadenza modulabile in base alla valutazione clinica del singolo soggetto"; preme ribadire che l'Italia è stata il primo Paese ad introdurre nella normativa nazionale, nel lontano 2012, attraverso l'approvazione della legge n. 86, un registro nazionale e dei registri regionali degli impianti protesici mammari, che sembrerebbe essere stato attivato solo lo scorso 25 marzo , si chiede di sapere: quali siano i tempi previsti per la piena operatività del registro, così come stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 marzo 2017; quali iniziative abbia intrapreso il Ministro in indirizzo per informare le donne a cui sia stata impiantata al seno una protesi testurizzata della multinazionale Allergan circa i controlli medici da fare; quali iniziative abbia intrapreso per diffondere le raccomandazioni del Consiglio superiore della sanità in merito agli impianti di protesi testurizzate e protesi lisce; quali siano le motivazioni che hanno spinto il Consiglio superiore di sanità lo scorso 7 maggio a ravvisare la necessità per l'Italia di dotarsi di un registro nazionale, se lo stesso registro dovrebbe essere operativo dal marzo 2019; quale sia lo stato dell'arte dell'istituzione dei registri nazionali sui dispositivi medici impiantabili, alla luce degli obblighi sulla loro tracciabilità raccomandata dal regolamento (UE) n. 2017/745, che è già in vigore e che dovrà essere completamente applicato entro il 26 maggio 2020; quali siano gli obiettivi raggiunti tra quelli elencati nel documento sulla nuova governance dei dispositivi medici presentato a marzo e quali azioni concrete siano state messe in campo a tal fine. Atto n. 3-01101 D'ARIENZO SEGRE VERDUCCI STEFANO BOLDRINI BELLANOVA GARAVINI MAGORNO COMINCINI CUCCA NANNICINI VALENTE SBROLLINI TARICCO CIRINNA' MARGIOTTA BITI FERRAZZI PATRIARCA ALFIERI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie generale n. 165 del 16 luglio 2019 il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 28 giugno 2019 con l'elenco dei beni immobili di proprietà dello Stato, non utilizzati per finalità istituzionali, proposti dall'Agenzia del demanio nel piano di cessioni di immobili pubblici, di cui all'art. 1, comma 422, della legge di bilancio per il 2019 (di cui alla legge n. 145 del 2018); tra gli immobili pubblici che l'Agenzia del demanio ha inserito nel piano straordinario di dismissioni nel biennio 2019-2021, è previsto anche il casolare campo di concentramento di Montorio identificato con la sigla n. 416 DAT "La Colombara" (scheda VRB0724), edificato nelle campagne di Montorio, frazione di Verona. "La Colombara" è stato un campo di concentramento provinciale, istituito nel territorio della Repubblica di Salò con l'ordinanza di polizia del 30 novembre 1943, n. 5, firmata dal ministro Buffarini Guidi ed inviata a tutti i capi delle province della RSI; come è emerso da una puntuale ricerca storica realizzata dagli autori del libro "26 Aprile. Una lunga scia di sangue tra Montorio, Ferrazze e San Martino Buon Albergo", a cura di Roberto Rubele, Cristian Albrigi e Gabriele Alloro, l'immobile DAT "La Colombara" (DAT, difesa antiaerea territoriale), nel 1944, nel pieno della seconda guerra mondiale, fu utilizzato come campo di raccolta e concentramento di cittadini ebrei rastrellati nella città di Roma, prima del trasporto a Fossoli e poi del lungo viaggio verso Auschwitz; della presenza del campo di concentramento sono prova anche i documenti dell'archivio di Stato di Verona, ovvero lettere e foto dei detenuti, una videointervista ad un sopravvissuto alla "Shoah" recluso nell'edificio e interviste a testimoni oculari, che ricordano la presenza di uomini, donne e bambini, rinchiusi nel casolare; altri dettagli storici del campo di concentramento veronese sono reperibili sul sito internet dell'Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti); la ricerca storica e l'interesse dimostrato da più enti e realtà del territorio, in primis l'Associazione di promozione sociale montorioveronese, che ha formulato domanda all'Agenzia del demanio di gestire l'edifico e tenerlo in ordine per farne un luogo della memoria della Shoah visitabile da tutti, è un intento più che lodevole che verrebbe disconosciuto dal Governo, se il bene DAT "La Colombara", campo di concentramento di Montorio, fosse venduto; dalla stampa si apprende che anche il Comune di Verona sta cercando una soluzione per ottenere l'immobile a titolo gratuito, con la finalità di salvare un pezzo di storia e farne luogo di memoria della Shoah; questo edificio è importante per il suo significato storico, visto che è stato un centro di detenzione per la deportazione degli ebrei e per questo ha senso e forte valore storico che "La Colombara" resti al territorio con funzione sociale e di memoria della Shoah; si ritiene, quindi, sbagliata la decisione di alienare l'edificio, perché offende la memoria dei deportati e la storia del nostro Paese e perché in questo particolare momento storico la destinazione pubblica del bene assumerebbe un'importante valenza culturale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di eventuali rilievi effettuati da parte della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per verificare i possibili vincoli esistenti o applicabili al DAT "La Colombara", al fine della salvaguardia del sito e, in caso contrario, se non ritenga necessario che siano effettuati; se ritenga che sia possibile esprimere il diritto di prelazione sui beni demaniali da parte degli enti pubblici; se ritenga di avviare ogni altra azione al fine di consentire comunque l'acquisizione al patrimonio comunale a titolo gratuito del sito. Atto n. 3-01102 GARAVINI D'ALFONSO GRIMANI GIACOBBE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: l'Agenzia delle entrate nella sua risposta all'interpello n. 270 del 18 luglio 2019 riporta che un giovane connazionale con doppia cittadinanza italiana e inglese ha presentato il 18 gennaio 2018 la richiesta di iscrizione all'AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all'estero) al consolato generale d'Italia a Londra perché dal 22 gennaio 2018 per motivi di lavoro si è trasferito in Gran Bretagna;