[resaula]

Al tempo stesso, il miglioramento della tracciabilità dei prodotti biologici contribuirà a prevenire le frodi e aumentare la fiducia dei consumatori. Sul fronte della produzione, è necessario incentivare gli agricoltori al passaggio dal convenzionale al biologico, attraverso azioni di sostegno. Attualmente, infatti, solo l'1,8 per cento (pari a 7,5 miliardi di euro) della politica agricola comune è utilizzato per l'agricoltura biologica, mentre per la sostenibilità del settore i distretti bio potrebbero unire il tema dell'agricoltura a quello del turismo e della valorizzazione territoriale. L'Italia su questi fronti può giocare un ruolo da protagonista. Su questo percorso dobbiamo quindi continuare a lavorare per andare in questa direzione. Infine, voglio citare le parole dell'ex premier Giuseppe Conte, che nel giorno del voto di fiducia al suo secondo Governo, oltre a considerare centrale e decisivo il comparto agricolo, si è espresso con favore nei confronti dell'approccio biologico in un passaggio del suo discorso, affermando: «È necessario sviluppare la filiera agricola biologica, le migliori pratiche agronomiche, accrescere la qualità del territorio, sostenere le aziende, investire nella ricerca sulle coltivazioni, con particolare attenzione all'uso efficiente della risorsa idrica». (Applausi) . Colleghi, oggi è un giorno che, inevitabilmente, potrà restare nella storia del nostro Paese quale punto di svolta verso un futuro nettamente diverso e distinto dalle abitudini nocive del passato, secondo quella svolta verde, amica dell'ambiente, che ci chiedono da tempo i giovani del movimento Fridays for future, che garantisca a tutti noi di vivere in un pianeta più sano ed equilibrato, scevro da pratiche intensive e inquinanti. Con questo provvedimento legislativo l'Italia potrà rivestire un ruolo da protagonista in Europa, rafforzando la leadership di produttore nel settore agroalimentare e, in particolare, in quello biologico. Questo disegno di legge rappresenta un nuovo modo di approcciarsi alle prossime sfide globali, in cui pensiero e azione sono conformi al paradigma ecologico. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. TARICCO, relatore . Signor Presidente, ringrazio tutti i colleghi che nei loro interventi hanno reso evidente l'importanza di questo settore per molti territori e per l'economia agricola del Paese. Venendo alla questione che avevo tralasciato prima e che credo abbia necessità di un maggiore approfondimento, proprio alla luce delle dichiarazioni della senatrice Cattaneo, prego tutti i colleghi, se hanno voglia, di prendere visione del disciplinare generale di Agribiodinamica in vigore sul prodotto biodinamico, nel quale sono contemplate decine di prassi produttive su quanto dev'essere maturato il letame, sul tipo di pratiche di sovescio che dovrebbero essere seguite e altre questioni, che costituiscono pratiche agronomiche di grande buon senso. Credo che la realtà debba essere rappresentata non macchiettisticamente, com'è stato fatto, ma per quello che è. Nel merito, poi, voglio chiarire due cose. La prima riguarda ciò che abbiamo scritto nel testo, proprio alla luce di alcune procedure e pratiche. Guardate, sono un agricoltore: mio nonno ha sempre imbottigliato il vino seguendo le fasi lunari e ha sempre piantato secondo determinati principi. Non entriamo nel merito se sia giusto o no seguire le lune; ragioniamo sui fatti, che sono scritti nel testo. Nel testo noi abbiamo scritto: «Ai fini della presente legge, i metodi di produzione basati su preparati e specifici disciplinari applicati nel rispetto delle disposizioni dei regolamenti dell'Unione europea e delle norme nazionali in materia di agricoltura biologica sono equiparati al metodo di agricoltura biologica». Quindi tutti coloro che rispettano l'agricoltura biologica sono equiparati. Abbiamo scritto anche: «Sono a tal fine equiparati il metodo dell'agricoltura biodinamica ed i metodi che, avendone fatta richiesta secondo le procedure fissate dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali con apposito decreto, prevedano il rispetto delle disposizioni di cui al primo periodo». Questo perché l'agricoltura biologica ha già fatto questa scelta e nei suoi disciplinari è già previsto il pieno rispetto delle disposizioni in materia di agricoltura biologica. Sappiamo che l'agricoltura simbiotica, la permacultura ed altri sistemi stanno andando in questa direzione; quando avranno maturato tale convinzione e faranno richiesta al Ministero, riceveranno lo stesso identico trattamento previsto per l'agricoltura biologica. Di questo stiamo parlando, non di altre questioni. Per quel che ci riguarda, a noi interessa che gli alimenti che vengono prodotti per i nostri consumatori rientrino nel pieno rispetto delle regole previste per la salute e la salubrità dei prodotti e nel rispetto di tutti i regolamenti previsti. Dopodiché, se qualcuno vuole farlo con le lune che ritiene o convinto che ci siamo preparati che aiutano, purché non siano tossici, a noi non crea nessun problema. Perché dobbiamo azzoppare un sistema che vale centinaia di milioni di euro, esporta il 95 per cento del prodotto e garantisce agli agricoltori un reddito di 13.000 euro ad ettaro? Credo sia nell'interesse nostro, come legislatori, attenerci ai fatti e i fatti sono questi. Da questo punto di vista, quindi, mi sento di dire che non è com'è stata raccontata. Faccio un'ultima considerazione. Anche qui e sui giornali è stato fatto sovente riferimento a un'associazione tedesca che si chiama Demeter, la quale quindici anni fa era l'unica a occuparsi di agricoltura biodinamica, ma non è più questa la realtà. Oggi abbiamo in Italia quattro organismi certificatori: uno è Demeter, ma ci sono anche l'associazione italiana Agribiodinamica; Vini Biodinamici, che si occupa solo di enologia, ma è sempre un'associazione italiana di certificazione; e Verdèa - Agricoltura Biodinamica, un altro organismo di certificazione. Non siamo più dentro lo schema nel quale eravamo trent'anni fa, ma ve n'è uno nuovo, nel quale stanno credendo e investendo moltissime aziende agricole. Non costringiamo nessuno a fare nulla, ma riteniamo che, se qualcuno opta per questa soluzione, debba avere il rispetto e la dignità che questo tipo di agricoltura merita, per la credibilità internazionale che ha ricevuto oggi. Credo che, quando parliamo di orientamento europeo verso un'agricoltura più sostenibile, non dobbiamo fingere che su questi temi l'agricoltura e l'Unione europea abbiano preso un abbaglio. La scelta che l'Unione europea ha fatto è di grande buon senso, molto rispettosa della qualità dei nostri suoli e della nostra agricoltura, e credo che abbia fatto bene a intraprendere questo tipo di strada. È legittimo che qualcuno la pensi in modo radicalmente diverso; non voglio né convertire né convincere nessuno. Credo però che abbia piena dignità in questa stagione e in questo Paese l'approvazione di una legge sull'agricoltura biologica, perché - lo ripeto - si tratta di un fenomeno crescente e migliaia di aziende legano a questa tipologia di agricoltura le loro prospettive di futuro.