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Quindi ritenevo doveroso che l'Assemblea del Senato la ricordasse (se ci saranno altre iniziative, ben vengano) e non soltanto perché la signora Fanfani - che molti di noi hanno avuto l'onore e il privilegio di conoscere e di accompagnare in iniziative sociali, umanitarie e culturali - è stata la consorte di uno degli esponenti politici più importanti del dopoguerra italiano, Amintore Fanfani: più volte presidente del Senato, ministro e persona che la signora Maria Pia ha accompagnato fino agli ultimi anni della sua vita con grande dedizione. Ricordo che, nella precedente legislatura, da vicepresidente del Senato ho avuto modo di tenere alla sala Zuccari di Palazzo Giustiniani una cerimonia per la pubblicazione di un ulteriore volume sui testi di Fanfani, cui parteciparono Ettore Bernabei e altre persone che hanno condiviso con Fanfani in vari modi una lunga esperienza politica e culturale. Anche in quell'occasione la signora Fanfani fu presente in Senato. È una donna che si è distinta, non soltanto perché è stata la moglie di un protagonista della vita italiana, ma per la sua attività con la Croce Rossa, per la sua attenzione alla vita culturale e artistica e per l'attenzione al mondo politico, anche qui in Senato, dove tante volte ha avuto modo di partecipare a vari eventi (ho ricordato l'ultimo di qualche anno fa, ma in passato sicuramente ancora di più). Credevo fosse giusto quindi che il Senato dedicasse un attimo di ricordo a una protagonista della vita politica, sociale e culturale italiana che tutti ricordiamo con rimpianto, esprimendo da parte di tutta l'Assemblea le condoglianze a tutta la famiglia. (Applausi) . PRESIDENTE . L'Assemblea si unisce al cordoglio della famiglia e al ricordo della signora Maria Pia Fanfani. ROJC (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROJC (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, «una persona può fare del male senza essere malvagia? » si chiedeva Hannah Arendt riflettendo sulla banalità del male. Nel 2019 una donna che ha testimoniato il male assoluto e gli orrori del Novecento, alla quale un totalitarismo ha voluto togliere la dignità dell'identità, imponendole di divenire il numero 75190, che porta tatuato sulla pelle, senatrice della Repubblica, la signora Liliana Segre, da ora in poi vivrà sotto scorta. Che Paese sta diventando l'Italia se si vuole dimenticare la storia, se si vuole imporre la politica dell'odio? Se la parola fascismo non fa più venire i brividi? Se essere antifascisti e quindi democratici non costituisce più un valore fondante della nostra società? Ci ammoniva Norberto Bobbio che abbiamo smarrito l'intransigenza, il rigore, il coraggio rivoluzionario, la visione globale dei fenomeni e il ripudio di qualsiasi forma di fascismo. Quando si perseguitano i perseguitati, solo perché testimoni; quando ci si dimentica di quelle ossa umiliate, di quelle vittime divenute cenere; quando non ci si accorge che i roghi dei libri, come quello della libreria antifascista «La pecora elettrica», data alle fiamme una seconda volta; quando non ci si accorge dunque come questi fatti riportino alla memoria altri roghi, altre incursioni squadriste, allora non ci si accorge che a essere in pericolo è il pensiero democratico: siamo noi e la nostra libertà. È nostro dovere non dimenticare mai i valori essenziali della nostra Costituzione, oggi indegnamente calpestati e trattati come arnesi inservibili - dirà ancora Bobbio - mentre, al contrario, costituiscono i capisaldi del nostro vivere civile. È dovere dello Stato essere forte e protettivo, pur garantendo a ciascuno di noi di esprimere la propria personalità, ma rispettando e accettando la legge come norma essenziale della convivenza. Ciò che succede nel nostro Paese sembra portare in modo sempre più grave verso un clima che non ha nulla a che vedere con la democrazia. Onorevoli colleghi, in conclusione, è questo il compito al quale siamo chiamati? Lo abbiamo dimenticato? Vogliamo cedere a una teoria dell'odio, della paura, del male assoluto, del più forte che vuole annientare il più debole? Odio gli indifferenti - scriveva Gramsci - chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. È una questione di libertà, di futuro, di democrazia. Non possiamo più rimanere silenti, alziamo la voce, non solo in quest'Aula, ma ovunque nel Paese. (Applausi dai Gruppi PD e IV-PSI) . RUFA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo anche io a nome della Lega per esprimere dispiacere e profonda rabbia nei confronti di persone violente, di ignoranti violenti e miserabili che costringono la senatrice Segre a vivere sotto scorta. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP) . Questa è una sconfitta del rispetto, ma soprattutto della memoria, quindi esprimiamo tristezza e profonda solidarietà nei confronti di una donna che, vivaddio, oggi è una luce nel buio dell'odio. Auguro quindi buon lavoro ai due carabinieri che scorteranno la nostra cara senatrice Liliana Segre e ringrazio di cuore tutti gli uomini e le donne che in divisa oggi e domani scortano gli uomini della nostra Patria. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP) . VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo solo per ricordare in quest'Aula e anche alla Camera è stata approvata l'istituzione della Commissione di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità Il Forteto. Sono passati ormai quattro mesi da tale istituzione, la Commissione è stata convocata e sconvocata per ben due volte e oggi hanno arrestato il responsabile, perché la sentenza è passata in giudicato. Pertanto chiedo veramente a lei, signor Presidente, che si impegni per convocare questa Commissione, perché è assurdo dire ai giornali che faremo giustizia con la Commissione d'inchiesta per vedere cosa è successo all'epoca, ma, una volta approvata la norma istitutiva, non avere ancora il coraggio di convocarla. Le chiedo veramente, signor Presidente, di definire una data per dare il via ai lavori. Non riesco a capire: nella scorsa legislatura il MoVimento 5 Stelle ha cercato di portare a termine l'istituzione della Commissione d'inchiesta ma non c'è riuscito perché era in minoranza; adesso però sono maggioranza insieme al PD e a Italia Viva, quindi auspico che si decidano a convocare la Commissione di inchiesta (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Senatore Vescovi, ovviamente la Presidenza si fa carico di quanto da lei esposto, ma l'argomento è all'attenzione della Conferenza dei Capigruppo già da diverse sedute. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) .