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Conversione in legge del decreto-legge 2 maggio 2022, n. 38, recante misure urgenti in materia di accise e IVA sui carburanti. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge è volto alla conversione del decreto-legge 2 maggio 2022, n. 38, recante misure urgenti in materia di accise e IVA sui carburanti. Art. 1. – (Disposizioni in materia di accisa e di IVA sui carburanti) L'articolo 1 del presente decreto-legge, al comma 1, prevede, per il periodo 3 maggio 2022 – 8 luglio 2022, l'applicazione di aliquote ridotte sia in materia di accisa che di imposta sul valore aggiunto; ciò a vantaggio dei consumatori finali in relazione al perdurare degli effetti economici derivanti dal notevole innalzamento dei prezzi dei prodotti energetici. In particolare, la lettera a) del comma in discorso stabilisce la riduzione dell'accisa gravante sulla benzina, sul gasolio, sui gas di petrolio liquefatti (GPL) e sul gas naturale impiegati come carburanti. Al fine di rendere significativa la riduzione degli oneri fiscali su tale ultimo prodotto – atteso che la (sola) riduzione dell'accisa sarebbe stata di scarso rilievo per i consumatori finali – il comma in illustrazione prevede altresì, alla lettera b) , in linea con la normativa dell'Unione europea in materia, l'applicazione di un'aliquota IVA del 5 per cento alle forniture del medesimo gas naturale impiegato in autotrazione. In particolare, la recente direttiva 2022/542/UE del Consiglio, del 5 aprile 2022, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 6 aprile 2022, recante modifica delle direttive 2006/112/CE e (UE) 2020/285, per quanto riguarda le aliquote dell'imposta sul valore aggiunto continua a prevedere il gas naturale tra i beni che possono essere assoggettati a un'aliquota ridotta non inferiore al 5 per cento. La nuova direttiva innova la precedente normativa in quanto non richiede, ai fini della applicazione dell'aliquota ridotta al gas naturale, la preventiva consultazione del Comitato IVA ma nel contempo, in linea con gli obiettivi del green deal europeo, pone un limite temporale all'agevolazione, fissato al 1° gennaio 2030 [punto 22) dell'allegato III alla direttiva 2006/112/CE]. Parallelamente, con il comma 2 si provvede a sospendere l'applicazione dell'aliquota di accisa sul cosiddetto « gasolio commerciale » di cui al numero 4- bis della Tabella A del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 (TUA), sia per il periodo di vigenza (22 aprile – 2 maggio 2022) dell'aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante come ridotta dall'articolo 1, comma 1, del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro della transizione ecologica 6 aprile 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 16 aprile 2022, sia per il periodo (3 maggio 2022 – 8 luglio 2022) di cui al comma 1. Ciò in quanto l'aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante, come rideterminata dal predetto decreto interministeriale e confermata dal comma 1, lettera a) , numero 2), dell'articolo in illustrazione, risulterebbe maggiormente favorevole rispetto a quella che è applicata, ai sensi del predetto numero 4- bis della Tabella A allegata al TUA, al « gasolio commerciale » utilizzato dai soggetti previsti dall'articolo 24- ter del medesimo TUA (specifici settori dell'autotrasporto merci e passeggeri). Occorre anche precisare che l'articolo 7 della direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, nel consentire agli Stati membri di differenziare l'aliquota di accisa sul gasolio per autotrazione in relazione all'uso « commerciale » e « non commerciale » di tale carburante, impone ai medesimi di rispettare, oltre all'aliquota minima prevista dalla medesima direttiva per il gasolio, anche un ulteriore vincolo: occorre infatti che l'aliquota stabilita nello Stato membro per il gasolio impiegato nell'uso « commerciale » sia comunque superiore al valore che l'aliquota di accisa sul gasolio aveva, nel medesimo Stato, alla data del 1° gennaio 2003 (nel caso dell'Italia 403 euro per mille litri al netto dell'arrotondamento). In sostanza, nel caso in cui venga operata una differenziazione dell'aliquota di accisa sul gasolio impiegato come carburante, al gasolio utilizzato dai soggetti operanti nel trasporto merci e passeggeri di cui al citato articolo 24- ter del TUA non può essere applicata un'aliquota di accisa inferiore a 403 euro per mille litri. In tal senso, provvedendo il comma 1 dell'articolo in commento a rideterminare l'aliquota di accisa sul gasolio in una misura inferiore alla predetta soglia di 403 euro per mille litri, e in considerazione del fatto che di tale aliquota inferiore al valore di 403 euro per mille litri potranno beneficiare, ovviamente, anche i predetti soggetti professionali di cui all'articolo 24- ter del TUA, con il comma 2 in illustrazione è stata disposta la contemporanea disapplicazione dell'agevolazione di cui al citato articolo 24- ter del TUA. Attraverso la previsione contenuta nel comma 3 viene fissato al 15 luglio 2022 il termine entro il quale gli esercenti i depositi commerciali di prodotti energetici assoggettati ad accisa e gli esercenti gli impianti di distribuzione stradale di carburanti dovranno trasmettere all'Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM) i dati relativi ai quantitativi dei prodotti energetici interessati dalla riduzione dell'aliquota di accisa giacenti nei serbatoi dei rispettivi depositi ed impianti. In particolare, tali dati dovranno far riferimento alle giacenze esistenti alla data dell'8 luglio 2022. Inoltre, in considerazione di quanto disposto dall'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), del citato decreto 6 aprile 2022 e dal comma 1, lettera a) , numeri 1 e 2, dell'articolo in commento si prevede il venir meno dell'obbligo di comunicazione dei dati relativi ai quantitativi di benzina e di gasolio usati come carburante giacenti nei serbatoi al trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, con salvezza degli eventuali comportamenti omissivi posti in essere. Nel caso in cui la comunicazione prevista al comma 3 non venga trasmessa o contenga dati incompleti o non veritieri, troverà applicazione, come indicato nel comma 4, la sanzione amministrativa di cui all'articolo 50, comma 1, del TUA.