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Interventi di modifica al codice della strada per il rafforzamento della effettività delle prescrizioni. Protezione degli utenti vulnerabili. Controllo diffuso. Semplificazione e contenimento della spesa. Onorevoli Senatori . – La pianificazione degli interventi per la sicurezza stradale si è rivelata, nel contesto europeo e internazionale, di grande efficacia nella riduzione della mortalità e di lesioni gravi degli utenti della strada. Anche con riferimento all'Italia, alla pianificazione nazionale della sicurezza stradale, avviata da norme inserite nella legge 17 maggio 1999, n. 144, in recepimento del Piano della sicurezza stradale 1997-2001 della Commissione delle Comunità europee, possono ricondursi effetti molto positivi al riguardo. L'Italia ha mancato di poco l'obiettivo del decennio 2000-2010 fissato dalle norme comunitarie: era prevista la riduzione del 50 per cento dei casi di morte, laddove la riduzione in Italia si è attestata intorno al 42 per cento. Il quarto Programma di azione europea sulla sicurezza stradale 2010-2020 quantifica un nuovo obiettivo indicando una riduzione ulteriore del 50 per cento in 10 anni. È un obiettivo ambizioso, una sfida per tutti i Paesi che anche l'Italia ha raccolto in passato e vuole sviluppare in modo ancora più virtuoso per il futuro ma che, purtroppo, è ancora lontano da raggiungere. Con la presente iniziativa il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro intende sollecitare interventi normativi tesi al rafforzamento dell'effettività delle prescrizioni anche attraverso un adeguamento delle sanzioni alle condotte casualmente più connesse agli esiti lesivi o mortali degli incidenti stradali, alla considerazione della maggiore vulnerabilità di determinate categorie di utenti e, al riguardo, una maggiore responsabilizzazione delle autorità locali competenti ed infine alla semplificazione ed al contenimento della spesa. Con la prevista modifica dell'articolo 222, recante sanzioni amministrative accessorie all'accertamento di reati, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, si inasprisce la sanzione accessoria della sospensione della patente, quando dal fatto derivi una lesione personale colposa grave o gravissima e nei casi di omicidio colposo. Dall'esame delle cause degli incidenti stradali e dalla comparazione tra la loro incidenza sul fenomeno infortunistico ed il regime sanzionatorio loro riservato nel vigente codice della strada, si rileva che alcuni comportamenti effettivamente molto pericolosi non sono oggetto di sanzioni proporzionate e, perciò, dissuasive. Un incremento generalizzato della sanzione accessoria della sospensione della patente in caso di incidente da cui derivi una lesione personale grave o gravissima o un omicidio colposo può costituire, ad avviso del CNEL, un ulteriore deterrente rispetto a quei comportamenti che costituiscono le principali cause di incidenti stradali, nell'auspicio che misure accessorie più severe contribuiscano a sensibilizzare gli utenti della strada. Tale modifica non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'individuazione di efficaci strategie di contrasto degli incidenti necessita altresì di un intervento specifico su quelle che appaiono essere le violazioni maggiormente determinanti nella produzione di incidenti stradali. La proposta modifica volta all'inasprimento delle sanzioni in caso di violazione delle norme sulla precedenza, di cui all'articolo 145 del codice di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, e di distanza di sicurezza tra i veicoli, di cui all'articolo 149 del medesimo codice, è finalizzata a sensibilizzare gli utenti della strada in merito al rispetto di tali obblighi, la cui violazione costituisce causa principale di numerosi incidenti stradali. L'esame dei dati infortunistici rende infatti manifesta l'estrema pericolosità delle violazioni in materia di precedenza e di distanza di sicurezza; il trattamento sanzionatorio attualmente riservato a queste violazioni dal codice della strada non appare adeguato alla loro gravità e, quindi, dissuasivo. Da dati ISTAT, su elaborazione della Polizia stradale, relativi all'incidenza percentuale dei comportamenti scorretti (Quaderno CNEL sulla sicurezza stradale, a cura di Roberto Sgalla, con la collaborazione di Giandomenico Protospataro e Alessandro Abruzzini) si rileva che la violazione delle regole sulla precedenza incide sul 25,3 per cento degli incidenti stradali e quelle sulla sicurezza per il 19,1 per cento. Occorre pertanto, ad avviso del CNEL, adeguare le relative sanzioni in funzione deterrente. Tale modifica non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La proposta di modifica dell'articolo 182 del codice di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992 è volta a migliorare la sicurezza passiva dei ciclisti, tema di grande attualità. La viabilità e lo stato delle strade italiane sono infatti fattori di rischio oggettivo per i ciclisti. L'introduzione del casco obbligatorio omologato è ritenuta di estrema utilità, vista la provata efficacia di tale strumento nella prevenzione di traumi cranici. Tale obbligo, oltre a contribuire a diminuire il numero delle vittime da incidenti stradali e i relativi costi sociali, può costituire un fattore di « utilizzazione sicura » di un mezzo di veicolazione che ciascuno Stato, doverosamente sensibile alle tematiche ambientali, dovrebbe incentivare. Parallelamente l'uso di giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità, sia fuori che nei centri abitati, costituisce strumento di protezione quando le condizioni di visibilità non appaiono idonee a garantire un elevato livello di protezione dei ciclisti. Anche tale proposta non ha riflessi in termini di nuove o maggiori spese a carico della finanza pubblica. La proposta modifica dell'articolo 190 del codice di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992 è sempre nell'ottica di garantire la sicurezza della circolazione in strada di quegli utenti particolarmente vulnerabili, quali sono i pedoni. Tale disposizione è finalizzata ad introdurre una sorta di controllo diffuso in particolare degli attraversamenti pedonali, con la facoltà prevista, in capo a tutti gli utenti della strada, di segnalare il pericolo connesso allo stato di manutenzione dei medesimi attraversamenti pedonali, dei marciapiedi, dei sottopassaggi e dei soprapassaggi, nonché degli impianti ad essi relativi. Le segnalazioni sono indirizzate al comune territorialmente competente che ne dispone, previa verifica, la pubblicazione sul proprio sito internet istituzionale unitamente ai provvedimenti idonei a ripristinare lo stato di efficienza e sicurezza delle strade, che dovranno essere adottati entro sessanta giorni dalla data della segnalazione. Si tratta di una disposizione di particolare importanza, che introduce sia adempimenti in tema di trasparenza che veri e propri obblighi di facere , per il ripristino di una situazione di sicurezza, con potere sostitutivo del prefetto competente che può disporre relativamente all'esecuzione in danno dei lavori necessari. Si tratta di interventi che devono trovare copertura nei limiti dei fondi ordinariamente destinati alla manutenzione delle strade e, pertanto, tale proposta non ha riflessi in termini di nuove o maggiori spese a carico della finanza pubblica.