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b) strada statale 658 Melfi-Potenza, messa in sicurezza del tracciato stradale in tratti saltuari e allacciamento stabilimento industriale; c) adeguamento collegamenti strada statale 96 Matera-Bari; d) adeguamento delle sedi esistenti e tratti di nuova realizzazione Salerno-Potenza-Bari, quarta tratta: da zona industriale Vaglio a svincolo della strada provinciale Oppido sulla strada statale 96; la quota di ulteriore fabbisogno da reperire ammonta a 297,50 milioni di euro, e si riferisce alla quarta parte dell'opera, si chiede di sapere: se i 571 milioni di euro dei finanziamenti disponibili risultino concretamente stanziati; se, e in che quota, i 297 milioni di euro di fabbisogno saranno destinati alla realizzazione del traforo presso la zona industriale di Vaglio; quando saranno disponibili i 297 milioni di euro di fabbisogno da reperire, al fine di dar via ai lavori sulla quarta tratta. Atto n. 4-04037 AUGUSSORI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'emergenza epidemiologica da COVID-19 che ha colpito il nostro Paese ha creato gravi ripercussioni soprattutto nell'area del basso lodigiano, la primissima zona interessata dalla diffusione dei contagi; tale area è stata tra le prime ad essere oggetto di provvedimenti restrittivi delle libertà personali e di limitazioni alle attività economiche, cosa che ha indotto il Governo ad introdurre misure finalizzate ad attenuare l'impatto dell'inevitabile crisi economica che ne sarebbe conseguita; l'articolo 16 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, recante "Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", ha pertanto riconosciuto un'indennità di 500 euro, per un massimo di tre mesi, in favore dei collaboratori coordinati e continuativi, titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale e dei lavoratori autonomi o professionisti che, alla data del 23 febbraio 2020, svolgevano la loro attività lavorativa nei comuni individuati nell'allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020 (la "zona rossa", composta dai comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e Vo'); il Ministero del lavoro e delle politiche sociali stimava che la platea dei beneficiari fosse composta da circa 3.500 persone, le quali tuttavia non hanno ancora percepito nulla, nonostante siano trascorsi ormai diversi mesi dall'adozione del provvedimento; inizialmente, non era ben chiara la ripartizione di competenze tra l'INPS (l'istituto erogatore del trattamento) e la Regione (l'ente presso cui gli interessati dovevano presentare la domanda per ottenere l'indennità), sebbene successivamente sia stato chiarito che fosse competenza dell'INPS effettuare il pagamento ed emettere la circolare attuativa per chiarire tempi e modi della richiesta e per definire la platea effettiva dei beneficiari; al momento, a quanto consta all'interrogante, le indennità non sono ancora state liquidate, in quanto mancherebbe una circolare dell'istituto previdenziale che definisca le modalità di presentazione delle richieste e di erogazione del contributo, si chiede di sapere: quali siano i motivi del ritardo nell'emanazione della circolare; quali siano i tempi effettivi di erogazione delle indennità ai lavoratori dell'ex zona rossa aventi diritto. Atto n. 4-04038 STEFANI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: i fenomeni meteorologici estremi che hanno interessato il nostro Paese a fine agosto 2020 sono stati molto severi in particolare per il Veneto provocando colate di fango, abbattimento di centinaia di alberi, scoperchiamento di strutture, danni ad abitazioni e negozi, compromissione di serre e di impianti di protezione delle colture con conseguente compromissione dei raccolti, dei vigneti e delle produzioni agricole in generale; la loro intensità è risultata eccezionalmente forte in Veneto, in particolare a Verona oltre che ad altre città e territori, tanto che presidente della Regione Veneto Zaia ha dichiarato il 24 agosto lo stato di crisi per 45 comuni; solo pochi giorni dopo, il 29 agosto, il Veneto è stato nuovamente interessato da una nuova ondata di maltempo che si è abbattuta con particolare furia e violenza nei comuni di Trissino e Arzignano (Vicenza), ed ha coinvolto anche tratti di superstrada pedemontana veneta. Sono stati segnalati grandinate diffuse, esondazioni e cadute di alberi, con ingenti danni a case e capannoni, distruzione di opere pubbliche e blocco di attività di imprese, tanto che il presidente Zaia ha attivato l'unità di crisi; è ormai evidente che negli ultimi decenni, certe zone dell'Italia sono sempre più frequentemente interessate da eventi atmosferici disastrosi caratterizzati da frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense, sbalzi termici significativi che compromettono la stabilità e la sicurezza dei territori, minando l'incolumità dei cittadini italiani; solo il Veneto ad inizio agosto aveva già dichiarato 3 stati di crisi per avversità atmosferiche eccezionali verificatesi il 21 e il 23 luglio nelle province di Belluno e Vicenza, il 29 luglio nel comune di Auronzo di Cadore, e il 30 luglio nel comune di Canale d'Agordo, si chiede di sapere: quali iniziative si intenda assumere per predisporre i primi aiuti alla luce dei danni provocati a enti pubblici, privati e imprese; se e come si intenda intervenire in maniera concreta e fattiva in una visione a lungo termine per consentire alle Regioni di intervenire nei casi di emergenza e di mettere, poi, in sicurezza i territori. Atto n. 4-04039 SEGRE Al Presidente del Consiglio dei ministri Atto n. 4-04040 BOTTO CROATTI PRESUTTO ANGRISANI LANNUTTI LANZI TRENTACOSTE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo di stampa, pubblicato lo scorso 1°settembre dal quotidiano "la Repubblica", edizione di Genova, i 15 consiglieri di amministrazione dell'ente ospedaliero Galliera (fra i quali ci sarebbe anche l'ex arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco) avrebbero procurato un danno erariale, a seguito dell'acquisto del bar "Bruna", giudicato "fuori mercato" pari a 350.000 euro, per la realizzazione del nuovo ospedale; l'articolo rileva al riguardo, che la Procura regionale della Corte dei Conti genovese avrebbe evidenziato, a seguito delle indagini condotte dalla Guardia di finanza durate tre anni, che il medesimo bar, storica struttura del 1903, prospiciente a Villa Croce, proprio davanti a quello che dovrebbe diventare l'ingresso del nuovo Galliera, sarebbe stato comprato al costo di 185.000 euro, con lo scopo di demolirlo, a cui sono stati aggiunti altrettanti soldi, in favore del proprietario, elargiti come buonauscita, ovvero come risarcimento per la cessazione dell'attività (tutto ciò prima ancora di arrivare alla fase definitiva della vicenda: