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Sempre con riferimento all'esigenza di salvaguardare la funzionalità del porto di Genova e di ottimizzare i flussi veicolari e logistici, precisa che l'articolo 6- bis autorizza assunzioni di personale presso l'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Con l'articolo 7, al fine di superare l'emergenza e favorire la ripresa delle attività economiche, viene istituita la "Zona Logistica Speciale  Porto e Retroporto di Genova", con la previsione dell'applicazione di procedure semplificate per le imprese che avviino un programma di attività imprenditoriali o di investimenti nei territori in essa ricompresi. Al fine poi di sostenere il trasferimento di una quota di trasporto merci da gomma ad altre modalità, sono previsti contributi per le imprese e i soggetti che abbiano commissionato dal 15 agosto 2018 servizi di trasporto combinato o trasbordato con treni completi in arrivo e partenza dal nodo logistico e portuale di Genova. Per favorire l'organizzazione di servizi ferroviari di navettamento con i retroporti, alternativi al trasporto su strada, è poi introdotto un ulteriore contributo, non cumulabile con altri contributi di sostegno all'intermodalità, a favore delle imprese utenti di servizio ferroviario e degli operatori del trasporto combinato, a compensazione dei maggiori oneri connessi alla nuova organizzazione del trasporto. Per compensare, infine, i maggiori oneri delle attività di manovra derivanti dall'incremento del numero dei treni completi con origine e destinazione nel bacino di Genova Sampierdarena, si riconosce al concessionario del servizio di trasporto ferroviario, per la durata di tredici mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, un contributo nel limite massimo di 200 euro per ogni tradotta giornaliera movimentata oltre le 10 unità. Con l'articolo 8 si istituisce, nell'ambito del territorio della Città metropolitana di Genova, una zona franca urbana, con la concessione di una serie di agevolazioni fiscali, alternative a quelle già previste agli articoli 3 e 4 del decreto-legge, per le imprese ivi stabilite che abbiano subìto a causa del crollo una riduzione del fatturato almeno pari al 25 per cento nel periodo dal 14 agosto 2018 al 30 settembre 2018, rispetto al valore mediano del corrispondente periodo dell'ultimo triennio 2015-2017. L'articolo 9, prosegue, innalza, per gli anni 2018 e 2019, la quota di riparto del Fondo per il finanziamento degli interventi di adeguamento dei porti riconosciuta ai porti ricadenti nell'ambito della Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale dall'1 per cento previsto dalla legislazione vigente al 3 per cento dell'imposta sul valore aggiunto dovuta sull'importazione delle merci introdotte nel territorio nazionale per il tramite di ciascun porto, nel limite di 30 milioni di euro annui. Lo stesso articolo destina all'Autorità portuale di Genova un ulteriore contributo aggiuntivo di 4,2 milioni di euro per il 2018. L'articolo 9- bis contiene disposizioni per la semplificazione delle procedure di intervento dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale. In particolare, si prevede che il Commissario straordinario adotti un programma straordinario di investimenti urgenti per la ripresa e lo sviluppo del porto e delle relative infrastrutture di accessibilità e per il collegamento intermodale dell'aeroporto Cristoforo Colombo con la città di Genova, da realizzare a cura dell'Autorità di sistema portuale con l'applicazione delle deroghe già definite dall'articolo 1 del decreto-legge in esame. L'articolo 9- ter , al fine di salvaguardare la continuità delle operazioni portuali presso il porto di Genova, proroga di cinque anni l'autorizzazione attualmente in corso per l'esercizio dell'attività di fornitura di lavoro temporaneo per l'esecuzione delle operazioni e servizi portuali. Si prevede inoltre la possibilità che l'Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale corrisponda, per il triennio 2018-2020, al soggetto fornitore di lavoro un contributo per eventuali minori giornate di lavoro rispetto all'anno 2017, riconducibili alle mutate condizioni economiche del Porto di Genova conseguenti all'evento del 14 agosto 2018, nel limite massimo di 2 milioni di euro. L'articolo 10 contiene norme sulla competenza per le controversie relative agli atti adottati dal Commissario straordinario, prevedendo per tali giudizi il patrocinio dell'Avvocatura dello Stato. L'articolo 11 prevede la surrogazione legale dello Stato nei diritti dei beneficiari delle provvidenze disposte dal Capo I del decreto-legge in esame - e dunque connesse al crollo del viadotto Polcevera - nei confronti dei soggetti responsabili dell'evento. La surrogazione, che opera nei limiti delle risorse erogate dallo Stato, non pregiudica gli ulteriori diritti dei predetti beneficiari nei confronti degli stessi responsabili dell'evento. Passa ad illustrare il Capo II, che contiene disposizioni per la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti. Al fine di assicurare elevati standard di sicurezza delle infrastrutture statali e autostradali, l'articolo 12 prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2019, l'istituzione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA), che succede a titolo universale all'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, ereditandone le competenze normative, attuative e di controllo nonché le risorse umane, strumentali e finanziarie. L'articolo indica poi dettagliatamente le funzioni dell'Agenzia in relazione alla sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali e specifica che ad essa sono inoltre trasferite le funzioni ispettive e i poteri di controllo per la sicurezza delle gallerie situate sulle strade sia appartenenti alla rete stradale transeuropea che su quelle a questa non appartenenti, nonché le funzioni ispettive e di vigilanza sui sistemi di trasporto rapido di massa, finora esercitate dagli Uffici speciali trasporti a impianti fissi (USTIF) del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. E' prevista l'applicazione di sanzioni per i casi di inosservanza da parte dei gestori delle prescrizioni adottate dall'Autorità. Oltre a garantire all'Agenzia l'accesso all'Archivio informatico nazionale delle opere pubbliche e al sistema dinamico di monitoraggio, istituiti dagli articoli 13 e 14 del decreto, viene disciplinato dettagliatamente l'assetto dell'Agenzia, con riferimento ai suoi organi e all'inquadramento del personale, prevedendo anche norme transitorie che ne assicurino l'operatività immediata. La sede dell'Agenzia è fissata a Roma, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con possibilità di articolazioni territoriali, di cui una, con competenze riferite in particolare ai settori delle infrastrutture stradali e autostradali, sarà a Genova (si tratta di una modifica introdotta dall'Aula della Camera). Si prevede infine che, a decorrere dal 1° giugno 2019, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti riferisca annualmente alle competenti Commissioni parlamentari sull'attuazione, da parte dei concessionari, degli interventi di verifica e di messa in sicurezza delle infrastrutture viarie oggetto di atti convenzionali.