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Il fondo americano avrebbe proposto di fare un primo versamento di 350 milioni di euro per acquistare dal Ministero dell'economia il 51 per cento della compagnia. "Questo sulla base di una valutazione di circa 700 milioni per tutto il capitale". Ma come fa notare il giornalista Giulio Da Silva, "le perdite di ITA si sono già mangiate una parte del capitale versato dal MEF (la dote finora è di 720 milioni), al punto che il CdA di ITA a fine luglio ha chiesto di versare una nuova tranche, 400 milioni, dell'aumento di capitale già autorizzato dalla UE nel 2021. Ma il secondo aumento puntava a vendere prima la proprietà". Qui sarebbe l'inghippo. "Certares si è cautelata facendo presente che il prezzo offerto potrebbe essere rettificato al ribasso se il patrimonio di ITA si discostasse da quello valutato 700 milioni". L'offerta di Certares prevede poi il versamento di ulteriori 600 milioni, per arrivare ai 950 complessivi messi sul tavolo. Soldi che però non finirebbero al MEF, ma per aumentare il capitale di ITA. "Anzi, il piano prevede che il MEF completi la ricapitalizzazione di ITA con ulteriori 650 milioni: 400 milioni sono la seoconda tranche da versare entro quest'anno, 250 quelli per i primi mesi del 2023. Se l'operazione dovesse chiudersi in questi termini, è evidente che il MEF incasserebbe solo 350 milioni. Ma si troverebbe a sborsare nel complesso 1,35 miliardi, tra i soldi messi e quelli ancora da versare", si chiede di conoscere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle notizie riportate e dell'ennesima beffa che verrebbe perpetrata a danno delle casse dello Stato e quindi dei cittadini; se in una fase di gravissima di crisi economica ed energetica per milioni di famiglie "alla canna del gas", con un debito pubblico arrivato a 2.770,463 miliardi di euro a luglio 2022, con un aumento di ben 167 miliardi di euro da febbraio 2021, ci si possa permettere di regalare un miliardo di euro in quest'operazione a perdere; quali siano le iniziative che intendano adottare affinché si possa assicurare il perseguimento dell'interesse nazionale in una vicenda che da 30 anni attende la sua conclusione e che per tali motivi, ad avviso degli interroganti, non può essere definita da un Esecutivo dimissionario. Atto n. 4-07449 DE BERTOLDI Al Ministro dell'interno Premesso che: le minacce di morte ricevute a Mestre il 15 settembre 2022, dalla presidente del partito di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, attraverso frasi scritte con la vernice rossa sui cartelloni elettorali e sui manifesti, suggellate dalla firma brigatista della stella cerchiata a 5 punte, cui seguono quelle recapitate l'8 settembre alla redazione del quotidiano "l'Adige" e alla sede del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia del Trentino, con due buste contenenti minacce di morte nei confronti dei candidati alle prossime elezioni politiche, fra i quali anche l'interrogante, evidenziano un clima di odio e intolleranza, con episodi che non devono essere sottovalutati, a parere dell'interrogante, come confermato peraltro anche dal prefetto di Trento; a giudizio dell'interrogante, le recenti dichiarazioni rivolte a Fratelli d'Italia da parte del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, secondo le quali "sputeranno sangue, da qui non passeranno qualunque cosa dovesse succedere a prescindere da come andranno le elezioni" aggiungendo inoltre che "la Puglia è come Stalingrado", costituiscono delle affermazioni gravi e inaccettabili, peraltro da parte di un rappresentante della magistratura, per quanto in aspettativa, che alimentano inevitabilmente il clima d'insofferenza e avversione da parte del partito di sinistra cui egli appartiene, che rischia pertanto di causare episodi di violenza e aggressione nei riguardi degli avversari politici; l'atteggiamento e soprattutto le affermazioni di Emiliano, che in sostanza, a parere dell'interrogante, ha invitato alla sovversione le istituzioni repubblicane, qualunque sia l'esito delle elezioni politiche, identificano il presidente della Regione Puglia quale responsabile morale delle minacce di morte ricevute da Giorgia Meloni da parte delle Brigate Rosse, le cui rievocazioni di violenza, nella speranza che ovviamente non si verifichino nella realtà, chiamano in causa le sue espressioni irresponsabili e indegne da parte di una forza politica democratica, peraltro oggetto anche di rilevanza penale, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se sia in possesso di informazioni in grado di confermare l'autenticità che le minacce di morte ricevute dalla presidente di Fratelli d'Italia e da altri esponenti del medesimo partito, e che siano effettivamente provenienti dalle cosiddette nuove Brigate Rosse, in grado di compiere realmente atti criminali; in caso affermativo, se non ritenga opportuno informare in tempi immediati le Prefetture interessate e gli stessi esponenti politici di Fratelli d'Italia, che hanno subito le minacce di morte e intimidazioni; quali iniziative urgenti e indispensabili, nell'ambito delle sue competenze, intenda di conseguenza intraprendere, al fine di garantire sia adeguati livelli di tutela e sicurezza nei confronti degli stessi esponenti politici coinvolti sia il proseguimento con la massima tranquillità e correttezza della campagna elettorale a livello nazionale, fino alla sua conclusione, evitando pertanto che le dichiarazioni di Emiliano, a giudizio dell'interrogante di evidente istigazione alla violenza, possano determinare gravi episodi di violenza e intolleranza, non soltanto in Puglia, ma in tutto il Paese. Atto n. 4-07450 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: le forti piogge a carattere torrenziale che, in questi giorni, si sono abbattute sulle Marche hanno prodotto una grave alluvione con conseguente esondazione del fiume Misa, provocando un grave dissesto idrogeologico, soprattutto nelle province dell'Anconetano e del Pesarese; sono centinaia gli sfollati, si piangono morti, mentre ancora fervono le ricerche dei dispersi; è stata necessaria la chiusura di scuole, uffici, strutture pubbliche e strade; ingenti sono i danni all'agricoltura, all'ambiente, a edifici e abitazioni private; tenuto conto che: i danni provocati dall'alluvione sono ingenti e i comuni non possono fare autonomamente fronte alle conseguenze economiche che ne derivano; appare evidente l'urgenza di organizzare un sistema di infrastrutture per dotare il territorio delle opere pubbliche necessarie per evitare il ripetersi di tali danneggiamenti, si chiede di sapere: se il Governo intenda attivare gli interventi previsti dal Fondo di solidarietà nazionale per i danni in agricoltura a beneficio delle aziende agricole dei territori colpiti dall'alluvione nelle Marche;