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Infatti ogni volta che noi, come legislatori, ci muoviamo, non solo diamo messaggi fuori ma, nel caso dei Comuni, delle aree metropolitane e degli enti locali, stiamo intervenendo su procedure già avviate, su impegni già assunti. Anche in questo caso è necessaria un minimo di certezza, non la confusione. Vi avevamo anche offerto una via d'uscita, proponendo un ordine del giorno che avrebbe potuto dare elementi non soltanto per accontentare e per evitare che ci potessero essere contrapposizioni in Assemblea ma per dare degli elementi di chiarezza ai Comuni, inserendo in tale ordine del giorno l'oggetto dell'accordo, così come era stato presentato dal presidente del consiglio Conte e dall'ANCI. Neanche questo si è voluto fare ed è evidente, dagli interventi che ci sono stati da parte di alcuni esponenti della maggioranza, che continuano ad esserci interpretazioni diverse: da una parte si tenta addirittura l'operazione di mettere in contrapposizione le risorse apposte sul bando delle periferie con i piccoli Comuni, stiamo cioè parlando di questioni assolutamente diverse, avendo però, poi, tutti quanti collettivamente, già nella scorsa legislatura, assunto il tema delle periferie come un tema centrale. Infatti, nella scorsa legislatura alla Camera è stata svolta proprio una indagine conoscitiva sulle periferie da parte di una Commissione d'inchiesta ad hoc . Sappiamo infatti che vi sono degli elementi sociali ed economici molto seri e preoccupanti sui quali è necessario intervenire per rimuoverli e mettere in atto progetti che impediscano e contrastino la povertà e l'emergenza, anche quella che si concretizza in quelle aree, perché è interesse di tutti, perché aiuta nella convivenza sociale, aiuta contro la disgregazione. Infine, l'ultima perla: per quanto riguarda i diplomati magistrali e la riapertura delle gare - lo ripeterò fino a che avrò voce - continuerò la battaglia che, in questa sede, era stata portata avanti anche con una parte dell'opposizione, senatori del MoVimento 5 Stelle, perché lo ritenevamo un elemento assolutamente discriminante. Con la sentenza del Consiglio di Stato la questione si era poi ancor più complicata. Si approva l'emendamento in Senato, ma cosa succede? Evidentemente il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca non era d'accordo con voi e alla Camera dei deputati viene soppresso l'emendamento, creando ancora una volta una situazione di disagio, perché come lei sa, signor Presidente, sono a rischio tra i 42.000 e i 50.000 posti di lavoro e siamo davanti, per la prima volta, ad un licenziamento di massa che non si era mai visto. Noi lo abbiamo fatto e tutti ci siamo riempiti la bocca della continuità didattica, invece quello che sta accadendo - e si sarebbe potuto risolvere con quell'emendamento - è proprio la rottura della continuità didattica. Si dice infatti a quegli insegnanti, che per anni e anni hanno determinato e garantito la continuità didattica, che evidentemente non sono utili e che oggi non ci sarà nessuna prospettiva per loro. Per tutti questi motivi, signor Presidente e colleghi, i senatori del Gruppo Liberi e uguali voteranno contro il provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . RAUTI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, il decreto milleproroghe, che abbiamo approvato in prima lettura nella seduta del 6 agosto scorso, torna oggi in Aula dopo l'esame e le modifiche introdotte alla Camera dei deputati, dove a nostro avviso in modo illegittimo è stato chiesto dal Governo il voto di fiducia. Prima di entrare nel dettaglio di qualche questione, voglio esprimere innanzitutto una sensazione politica e, se posso, anche sentimentale. La maggioranza ha prodotto un provvedimento milleproroghe a scadenza, al 31 dicembre, ed oggi che siamo in Aula per la sua definitiva approvazione ci dobbiamo interrogare sinceramente sul destino e sul futuro di tutto quanto è rimasto sospeso e irrisolto. Penso ad esempio - ed è la prima questione che intendo porre - al tema del terremoto e della ricostruzione. Quello che non è stato risolto scivolerà nella legge di bilancio dell'ottobre prossimo, oppure dobbiamo immaginare addirittura un altro milleproroghe per tutto quanto è rimasto irrisolto e sospeso? Più che un insieme di proroghe, la sensazione che si ha è quella di un gigantesco rinvio, ma su questo tornerò in seguito. Voglio ribadire che c'è mezza Italia, quella colpita dal terremoto, che aspetta non di veder passare lo Stato nelle zone colpite dal terremoto, ma che vorrebbe sentirne la mano e vederne l'aiuto concreto. Tutto questo non c'è e non trova spazio lì dove poteva e doveva esserci. Sottolineo allora che si tratta di un rinvio e non di proroghe, probabilmente dovuto alle contraddizioni all'interno della maggioranza e questa è la sensazione che emerge. Allo stesso modo emerge la sensazione che lo spazio è poco, se non nullo, per mediare nelle Aule parlamentari, così come nelle Commissioni, perché è come se tutto si esaurisse e venisse inghiottito nelle dinamiche, anzi direi nelle frizioni, interne al Governo. La seconda questione che intendo evidenziare è quella che anche stamani, direi giustamente, ha provocato un dibattito acceso. Mi riferisco alle clamorose giravolte sul tema dei vaccini. Su tale questione delicata e sensibile - ricordo ad agosto in Aula un accorato intervento di una collega del MoVimento 5 Stelle in difformità dal suo Gruppo - ci sono stati purtroppo due se non tre ripensamenti. Tutto questo accadeva mentre il Paese attendeva risposte e mentre in Italia, come nel resto d'Europa d'altronde, tornano malattie debellate da tempo e aumentano per esempio i casi di morbillo. Avete creato su questo tema sensibile uno stato di confusione e di allarme, e lo avete creato mentre cominciava un nuovo anno scolastico. A questa confusione, colleghi, hanno risposto i presidi, hanno risposto i genitori, le mamme, e non solo quelle che hanno bambini immunodepressi che non possono portare a scuola. E mentre il Paese rispondeva a questo stato di confusione e di allarme, la sensazione è che l'Assemblea, la maggioranza e il Governo fossero lontani, distanti, insensibili, quando non addirittura e peggio - voglio dirlo - presi da una sorta di furore ideologico. La sensazione, infatti, è che si sia ideologizzata una partita importante chiudendo volutamente gli occhi di fronte ai dati e alle posizioni espresse dalla comunità scientifica nazionale e internazionale, che ha fornito tutti i dati per inquadrare correttamente la situazione, sottolineando la necessità di una politica vaccinale senza incertezze. Si è scomodata anche l'Organizzazione mondiale della sanità, che ha richiamato tutti alla realtà e all'evidenza dei numeri. Altra questione, grande confusione e grande caos il milleproroghe ha prodotto sui fondi destinati alle periferie e, seppur apprezzando lo sforzo di chi oggi sostiene qui che i fondi alle periferie non saranno tolti fino al 2020, la realtà racconta un'altra storia: quella di tutte quelle città che restano fuori dai finanziamenti perché non avevano i progetti pronti.