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Quindi, per salvare voi stessi state distruggendo il Paese e credo che il tempo della pacatezza e della collaborazione fasulla sia terminato. Adesso si dibatte in Parlamento: venite in Parlamento e ascoltateci. Il mondo meraviglioso delle task force ci sta già dando abbastanza soddisfazioni e ce le ha date durante il lockdown . È qua che si discute; gli Stati generali dell'economia o dell'Italia sono stati fatti in Commissione bilancio alla Camera, dove sono state ascoltate tutte le categorie produttive. Non riesce questo Governo a fare una proposta che non passi attraverso un insulto al Parlamento e questo è diventato inaccettabile! (Applausi) . Questo dovevo rappresentarvi e questo vi rappresento. Naturalmente voteremo contro la fiducia al Governo. (Applausi) . FENU (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, oggi ci apprestiamo a votare un provvedimento molto importante, già approvato con modifiche dalla Camera dei deputati, dalla cui discussione parlamentare è scaturito un testo ulteriormente migliorato rispetto al decreto-legge emanato lo scorso 8 aprile dal Governo, un testo che è sintesi anche del coinvolgimento delle opposizioni. Il decreto liquidità, anche nella sua nuova formulazione, risponde alla forte richiesta di sostegno che arriva dal tessuto economico del Paese, che nel suo senso più ampio, famiglia e imprese, attende tempestività negli interventi e rispetto per i sacrifici ad essi imposti. Nell'attuazione delle misure previste dal decreto liquidità e dal decreto cura Italia probabilmente sono stati commessi errori determinati da incrostazioni burocratiche e dall'incalzare dell'emergenza sanitaria, economica e sociale, ma gli interventi dello Stato e del Governo nell'emergenza sono stati tempestivi. Il lavoro del Parlamento sugli atti del Governo è stato sempre di miglioramento e sempre dettato dalla necessità di rendere più fluide e accessibili le misure di sostegno e di includere nei benefici previsti tutti quei soggetti che erano rimasti esclusi dalle prime riformulazioni. Questo è stato lo spirito che ha guidato il lavoro delle Camere e che ha trovato spesso convergenti le richieste emendative dei diversi Gruppi parlamentari di opposizione e di maggioranza. Esiste un problema di monocameralismo di fatto sui singoli provvedimenti, lamentato alternativamente dalla Camera e dal Senato, che comunque non ha mai fatto perdere l'apporto anche dell'altro ramo del Parlamento, soprattutto nei lavori istruttori, preliminari all' iter emendativo. Credo che questa distorsione possa e debba essere superata con l'attenuarsi dell'emergenza, ma le polemiche sul punto, che abbiamo ascoltato anche oggi in Aula, appaiono strumentali e sicuramente meno utili di molte condivisibili proposte emendative suggerite dagli stessi colleghi dell'opposizione. Il presidente Bagnai ha parlato poco fa di stucchevole retorica della collaborazione, ma anche in Commissione finanze ieri, sfogliando gli emendamenti di cui era stata proposta la trasformazione in ordini del giorno anche con il sottosegretario Guerra, abbiamo visto che alcuni non erano accoglibili semplicemente perché superati dalle modifiche già apportate alla Camera. (Applausi). Questa è l'attestazione che in realtà le istanze che pervenivano ai colleghi dell'opposizione sono pervenute anche a noi e sono state accolte dal Governo alla Camera. Questo monocameralismo va superato. C'è però una situazione d'emergenza e auspico che con il suo attenuarsi possa essere superato anche questo handicap temporaneo. I tre decreti-legge economici sin qui approvati (cura Italia, liquidità e rilancio) devono essere considerati parte di un unico disegno organico, da leggere in perfetta linea di continuità. Ciascuno dei decreti contiene disposizioni che vanno a completare il precedente. Con il primo provvedimento, il decreto-legge cura Italia, e i suoi 25 miliardi di euro, è stato offerto un primo aiuto alle famiglie, ai lavoratori dipendenti, agli autonomi, a chi paga l'affitto, a chi deve sostenere la rata del mutuo, alle imprese colpite dalle chiusure tramite la moratoria sui prestiti e sulle linee di credito. Con il decreto-legge liquidità, il sostegno è stato elevato a un livello di protezione superiore, orientato alle imprese e ai settori economici più rilevanti. Si è messa in atto un'imponente operazione di sostegno creditizio, fiscale, amministrativo e di tutela degli asset economici strategici, attraverso il potenziamento della golden power ,estesa ad altri comparti produttivi, tra cui quello dei dispositivi medicali, medico-chirurgici e di protezione individuale. Con il lavoro parlamentare si è cercato di perfezionare l'erogazione di liquidità, che ora può rappresentare una spinta alla ripresa per molti, una volta superati gli ostacoli e agevolate le condizioni. Le proteste di chi non ha potuto accedere agli aiuti o di chi ancora le attende dopo averne fatto richiesta sono comprensibili e comprese. È di pochi giorni fa (del 27 maggio) il comunicato congiunto di Banca d'Italia, ABI, MEF, Mise, Mediocredito Centrale e SACE, che diffonde i dati riguardanti lo stato dell'attuazione delle misure governative dei decreti-legge cura Italia e liquidità. Dai dati emerge che al 15 maggio sono pervenute quasi 2,4 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per poco meno di 250 miliardi di euro. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 13,23) ( Segue FENU). Sempre dallo stesso documento, emerge la stima secondo cui circa l'84 per cento delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sarà accolto dalle banche. Nel documento ci sono altri dati che riguardano l'accesso da parte delle PMI alla garanzia dello Stato, che non sto a elencarvi, anche se sono importi ed entità rilevanti. Siamo consapevoli del fatto che non tutti hanno avuto accesso alle misure e che queste non sempre sono sufficienti a compensare la grave perdita economica e di fatturato di questi mesi. I dati che vi ho letto dicono però che le misure messe in campo in realtà stanno funzionando: fuori c'è un Paese intero e unito, che vuole lavorare e fare le vacanze e ha voglia di vivere. In questi giorni abbiamo assistito, sicuramente perplessi, a polemiche e nuovi campanilismi, dolorosi dopo i giorni del lutto e della paura che tutti abbiamo vissuto. La tutela della salute non deve portarci al sospetto e alla paura del prossimo. Il 2 giugno si è celebrata la Festa della Repubblica, nata dal sacrificio di tanti che non avevano la provenienza regionale scritta sulla loro carta d'identità. Da sardo ho sentito attonito incomprensioni aspre tra esponenti della mia terra e politici lombardi. Da sardo voglio dire che Milano e la Lombardia hanno sempre rappresentato per me un esempio, una spinta propositiva, un impulso alle altre Regioni e città d'Italia a poter fare meglio, a crescere e a offrire una possibilità di miglioramento. Milano non è una città estranea; è sempre stato un pezzo importante della nostra vita nazionale e personale. Milano è di tutti. Più che di polemiche finto campanilistiche, dovremmo occuparci di dotare il nostro Paese di sistemi di controllo sanitario che prevengano e proteggano gli italiani tutti da possibili nuovi focolai. Il collega Ferro diceva poco fa che vanno fatti investimenti nella sanità.