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Bisogna però anche tener conto che le Commissioni di merito talvolta possono decidere di prendere delle decisioni di cui in qualche modo la Commissione bilancio dovrebbe necessariamente tener conto perché la contenutistica, indipendentemente dall'aspetto di bilancio che è fondamentale, è essenziale per una risposta che il cittadino e il sistema vogliono portare avanti. Il provvedimento al nostro esame tocca tre argomenti. La Compagnia italiana di navigazione (CIN); sapete che c'è anche la questione del concordato in bianco, c'è tutto un problema in merito. Oggi ci prendiamo la responsabilità di procrastinare e di rimettere quattrini al suo interno; procrastinare significa infatti aumentare il periodo di lavoro e quindi le risorse da parte dello Stato, che - sia chiaro - sono esigue rispetto alla situazione tragica in cui versa la Compagnia. Più volte ho tentato, anche personalmente, come parlamentare della Repubblica, di spiegare la necessità che questa azienda se vuol andare avanti, deve guardarsi intorno, cercando di allargare anche la base societaria e ragionando per un'implementazione della liquidità, che è assente. Mi rivolgo al presidente Coltorti e al vice ministro Bellanova; è una questione che dovremo affrontare insieme seriamente per cercare di capire che futuro dare a migliaia di persone. Ieri il collega Floris ha dato uno spaccato esatto ed estremamente preoccupante della situazione e del collegamento con le isole. Ritengo poi il Documento unico di circolazione un elemento essenziale. Abbiamo cercato di affrontare attraverso emendamenti anche il tema della velocizzazione del rilascio di patenti e fogli rosa. La situazione, Vice Ministro, è preoccupante ci sono addirittura modalità diverse in 100 Province italiane nell'affrontare la questione di chi fa prima l'esame rispetto al numero dei fogli rosa, che le piccole e le grandi agenzie che si occupano di tali questioni portano all'attenzione della motorizzazione della Provincia. Ce ne sono alcune che avvantaggiano il grande numero ed altre che avvantaggiano il piccolo; a mio avviso bisogna dare una linea e sono convinto che potremmo anche trovare una soluzione. Il tema più politico del decreto-legge è Venezia, uno degli argomenti più delicati da affrontare. Devo dire che sono anche un po' soddisfatto della dichiarazione che ha fatto il presidente Coltorti: il Mose protegge Venezia. Mi è piaciuto tanto e lo ripeto: il Mose protegge Venezia. (Applausi) . Mi è piaciuto perché in questa legislatura sostituisco una grande persona che sul Mose ci ha sempre messo la faccia e si è speso: era il suo predecessore alla guida della Commissione infrastrutture e trasporti, il senatore Altero Matteoli (Applausi) , che è stato additato non so quante volte per una scelta di questo tipo. Se oggi Venezia è salva - ho sentito ieri una descrizione del tutto singolare sull'attività del Mose - è perché il Mose funziona e perché quel Governo decise di fare quel tipo di scelta. Anche l'antropizzazione di Venezia è stato l'elemento che ha costruito quella città: se oggi c'è Venezia, è perché qualcuno l'ha realizzata; se oggi c'è Venezia, è perché qualcuno ha scavato i canali e perché qualcuno l'ha resa una città importante dal punto di vista commerciale. Voglio ricordare che essere Repubblica marinara all'epoca non voleva dire: aspettiamo che arrivino i turisti da Pisa o da Genova. All'epoca non c'era l'hotel Danieli piuttosto che il Monaco & Grand Canal, oppure altre importanti strutture ricettive che aspettavano i turisti o ristoranti come il Do Forni per andare a pranzo o a cena. Non ho questo ricordo della storia della fondazione della città di Venezia. Credo che questo ricordo non lo abbiano nemmeno i 13.000 addetti del Porto di Marghera. Se vogliamo levare le navi commerciali, le navi passeggeri, il porto, le raffinerie e qualsiasi cosa, facciamo tutto da qualche parte (non si sa esattamente dove), e diamo magari a 13.000 persone il reddito di cittadinanza: abbiamo risolto il problema. (Applausi) . Così siamo a posto e abbiamo fatto anche l'ulteriore operazione: ammazziamo il secondo, terzo o quarto - a seconda delle tipologie di prodotto lì utilizzate - porto italiano; uccidiamo la storia d'Italia con la Venezia commerciale; massacriamo la prospettiva industriale del Nord-Est italiano; chiudiamo tutto e tutti a casa perché saremo tutti pubblici dipendenti, lavoreremo tutti nella scuola, lavoreremo tutti nei palazzi del potere. C'è una cosa che forse sfugge: ci sarebbero anche le imprese in Italia. (Applausi) . Sono imprese che lavorano, che fanno produzione, che trasportano, che danno una prospettiva. Noi siamo consapevoli che le navi non debbano passare dal canale della Giudecca, ovviamente, perché prima o poi qualcuna entrerà in Piazza San Marco senza neanche bussare: questo mi pare del tutto evidente. Ma è altrettanto evidente che se non passano di lì, bisognerà trovare loro una strada per farle passare da un'altra parte. (Applausi) . Non è che per risolvere possiamo chiudere, mettere una barriera e dire: vietato l'ingresso. (Applausi) . Mi sembra una follia. Su questo noi saremo vigili; ho sentito che il collega Ruspandini sarà vigile anche lui, e mi fa piacere, perché porta sempre un grande contributo alla Commissione. Noi saremo vigili e fattivi come parte di questo Governo perché vorremo intanto che quella Commissione, quel gruppo di lavoro, non si trastulli per quattro o cinque anni. Anzi, qui bisogna parlare di settimane: dobbiamo fare in modo che il Governo assegni, attraverso il Ministro, il Vice ministro e tutta l'organizzazione politica che questa maggioranza sostiene, degli obiettivi quotidiani o settimanali (Applausi) , perché vogliamo delle risposte subito. Questa mattina abbiamo ritirato l'emendamento 3.0.4, che è nell'emanando decreto-legge. E ringrazio la sottosegretaria Bellanova, con la quale si lavora sempre benissimo - ne do testimonianza - anche quando stavo all'opposizione e lei era Ministro dell'agricoltura. Siamo consapevoli della scelta che ci accingiamo a fare. Sosteniamo il provvedimento in esame (abbiamo votato gli emendamenti e lo approveremo), però dobbiamo stare sul pezzo, perché siamo soltanto all'inizio dell'enorme lavoro da fare. (Applausi) . CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ringrazio anzitutto il sottosegretario Bellanova e mi unisco a questo coro di gratitudine per l'ottimo lavoro che abbiamo fatto. Ringrazio i commissari, i compagni d'avventura, le colleghe e i colleghi. Poteva essere un'occasione perché si trattava, teoricamente, del decreto trasporti, che poteva essere ambizioso, ma che tale è stato solo nel titolo perché ha affrontato per prima cosa i trasporti e, poi, la questione di Venezia. Purtroppo il perimetro del provvedimento era troppo stretto e lo si è visto sin dall'inizio. In Commissione, con un lavoro secondo me ben fatto, si è cercato di intervenire con la presentazione di emendamenti da parte delle varie forze politiche per fornire più materiale, rimpinguare il provvedimento e dare un po' di polpa, ma non fine a se stessa.