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Perché fino ad oggi, col sistema giacobino e superficiale che ha caratterizzato le azioni del Governo Conte I e del Governo Conte II l'Italia sta regredendo in maniera preoccupante. Perché se il Paese con la propria capacità di resilienza con la forza e con l'ingegno tutto italiano fino ad oggi è riuscito ad andare avanti nonostante voi, adesso rischia di cominciare a perdere un po' di fiato e questo noi non lo possiamo permettere! È luogo comune dire che l'Italia sia un Paese senza materie prime, ma noi non smettiamo di ricordare e di gridare che la materia prima dell'Italia è l'Italia. Con il suo paesaggio, coi suoi borghi, con i suoi monumenti, con le sue opere culturali, con i suoi prodotti enogastronomici, con la ristorazione, con la sua musica, con l'ingegno dei suoi artigiani, degli imprenditori, degli artisti, con la sua manifattura e la sua produzione, con il suo sistema scolastico migliore del mondo e con i suoi insegnanti, con i suoi cervelli in ogni ambito, con il suo sistema sanitario e del welfare che non lascia indietro nessuno, con i suoi sindaci e con le nostre Forze dell'ordine a garantire la sicurezza e con le forze armate portatrici di pace. Con il suo brand , quella dicitura made in Italy , che è diventato il terzo marchio più famo al mondo! Un marchio che rappresenta una vera e propria infrastruttura immateriale. E questo Governo cosa fa? Riordina i ministeri "sposticchiando" deleghe importantissime all'interno di dicasteri già abbastanza oberati per essere efficienti nel seguire nel migliore dei modi altri comparti. In particolare mi riferisco al Turismo e al Commercio Estero. Il turismo, il made in Italy e il commercio estero meriterebbero un dicastero dedicato con tanto di portafoglio. Perché sarebbe un portafoglio non di spesa ma di investimento. Di investimento! Per questo ci batteremo e questa sarebbe la prima delle nostre azioni se fossimo al Governo. E non sono parole le mie perché spero lo ricorderanno tutti, dal 2009 al 2011 lo aveva costituito già il governo Berlusconi. Ricordo così, en passant , i dati del turismo: 42 miliardi spesi dai 61 milioni di turisti stranieri in Italia. E alle attività turistiche sono riconducibili più del 5 per cento del PIL e più del 6 per cento del totale degli occupati (che, se poi si reintroducesse il sistema dei voucher come Forza Italia chiede, con gli adeguati controlli, daremmo nuova linfa al settore sicuramente). Commercio estero: l' export in Italia vale 460 miliardi, l' import ne vale 424, con un saldo attivo di 39 miliardi. L'Italia è al nono posto per l' export mondiale e mentre oggi se ne occupano il MISE, l'ICE (istituto per il commercio estero) e la SACE e noi vorremmo ridarne invece le competenze al ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale? Ci ricordiamo vero chi è passato dalla guida del Mise agli Esteri vero? Ce lo ricordiamo tutti vero? Quel ministro Di Maio che dopo aver fatto disastri all'economia e al lavoro italiano (pensiamo al reddito di cittadinanza, pensiamo all'Ilva e ai tavoli aperti mentre le aziende chiudono) ora vuole riappropriarsi di una serie di competenze su un settore che va lasciato in pace. Va lasciato in pace! Dia da mangiare alla scimmia e non tocchi niente! (la conoscete la storiella?). Si vuole spostare la gestione del commercio internazionale, la promozione del made in Italy , la firma sui principali accordi di natura commerciale come quello per la via della Seta in Italia dal MISE agli Esteri! Mentre l'aumento dei dazi americani si concretizza con una tariffa del 25 per cento per il pecorino romano, per il parmigiano reggiano, per il grana padano, per il provolone e per il prosciutto e chissà cos'altro ancora! Secondo le stime di Coldiretti e delle associazioni del settore ne sarebbe colpito mezzo miliardo di export alimentare. Chi esporta non può trovarsi di fronte a una situazione di incertezza in cui non si capisce chi dei due ministeri fa cosa! O accettare che le competenze prima gestite in una modalità unitaria e olistica dal MISE siano frammentate nel Ministero degli affari esteri con il know how disperso. È una follia! Aiuto! Paura! Nooooo! Pensavamo di esserci liberati del ministro Di Maio mandandolo all'estero e invece ancora incombe su di noi. Questo Governo senza coraggio e senza visione va fermato! Va bloccato! Infrastrutture: tutto ancora bloccato tranne la Napoli-Bari, il terzo valico di Genova e il Ponte San Michele tra Calusco e Paderno. Per il resto non si parla più di niente. Da Toninelli a De Micheli il risultato non cambia (se non che Toninelli era più folkloristico). Entro il 15 dicembre Conte deve ripresentare (come se fosse un'altra persona: ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere) con apposito decreto le opere da riavviare. Ci sono 77 commissari da nominare e il via libera della Corte dei Conti. E, secondo il monitoraggio di Ance abbiamo 574 opere bloccate per 39 miliardi di euro! E vi ricordate del TAV? Ve lo ricordate? L'Italia come una boa nel Mediterraneo con le merci che si muovono col teletrasporto? E va bene. Creiamo ancora una struttura. L'ennesima, la "Centrale per la progettazione delle opere pubbliche" un nuovo organo che rischia di aggiungersi all'elenco degli apparati inutili. Tra poco ci saranno più appartati che opere realizzate! E intanto è di oggi la notizia del grido di aiuto dei piccoli comuni italiani e piccolissimi. Forze dell'ordine. Va beh. Che ve lo dico a fare. Sempre il settore meno considerato, che subisce tagli e mai incrementi. E se mi permettete colgo l'occasione per inviare il pensiero e la vicinanza del Senato ai tre agenti dei Vigili del fuoco caduti nell'adempimento del loro dovere per noi con l'auspicio che assistenza ai loro familiari e il ricordo d'onore per loro sia sempre altissimo. L'articolo 5 ridefinisce l'organizzazione del Ministero dell'ambiente e ne cambia la dicitura. Da Ministero dell'ambiente a Ministero dell'ambiente e della transizione ecologica. E intanto stiamo lavorando al (decreto clima). Un altro decreto urgente che di urgente ha solo la necessità di non lasciare il tempo necessario a questo Parlamento per poter approfondire, ascoltare, costruire con tutti gli attori il piano ambientale che porterebbe l'Italia nel futuro mentre cosi l'unica azione di cui rimarrà traccia sarà una dissennata tassa sulla plastica che fosse almeno una tassa di scopo. Invece questo Governo fa l'ambientalista per fare cassa con i soldi degli Italiani. Mentre invece sarebbe necessario un lavoro sistematico, serio, scientifico, approfondito, nei tempi e nei modi necessari. Sostenendo e accompagnando le imprese, i Comuni e i cittadini nella transizione, non vessando e imponendo distruggendo il futuro. E l'articolo 6 riduce il numero di direttori generali del Ministero dell'istruzione, università e ricerca. E si commenta da solo. Ed infine all'articolo 7 vengono inserite disposizioni per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Un altro decreto. Urgenza e necessità. Sapete qual è la vera urgenza e la vera necessità per cui servirebbe un decreto immediato, il decreto "Mandiamoli a casa"?