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Il furto d'identità può portare a reati molto gravi ma nei ragazzi manca completamente la consapevolezza degli atti compiuti, anche in virtù della facilità di accesso e di utilizzo della rete, che vanno di pari passo con le forti potenzialità. Inoltre, l'estrema velocità dei nuovi social media consente di rendere reale tutto ciò che avviene in forma virtuale. In particolare, egli ha richiamato l'attenzione su quanto sia diffusa l'abitudine di mettere in rete immagini intime, in tempo reale, senza la percezione dei rischi e dei pericoli legati al fenomeno della pedopornografia on-line . Una delle condotte più frequenti del cyberbullismo, infatti, è quella di far circolare immagini intime delle persone come forma di dispetto o per ritorsione. Ultimamente tale comportamento ha assunto dimensioni più gravi e spesso le immagini sono immesse in rete come atto vero e proprio di bullismo. Eliminare quelle immagini è impresa assai ardua perché la loro diffusione non si può fermare né controllare. La Polizia postale dispone di una serie di strumenti tecnici per contrastare il fenomeno, così come le società multinazionali che gestiscono i maggiori social network , che hanno messo allo studio meccanismi di intervento immediati, come ad esempio l'inserimento di un bottone rosso da usare per bloccare la diffusione di immagini o post . Ma lo strumento principale per contrastare il fenomeno è la formazione, il contatto diretto con i ragazzi, l'attività educativa e di confronto nelle scuole. La Polizia postale è impegnata da anni in questa attività e quando vi sono stati incontri e attività nelle scuole si è registrato un aumento considerevole di denunce e segnalazioni. » (Resoconto seduta 12 dicembre 2013 Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani -- XVII Legislatura, Senato della Repubblica). Alla luce di quanto sopra evidenziato, il presente disegno di legge reca disposizioni finalizzate a prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo e volte a limitare un'informazione che potrebbe intaccare l'integrità e la formazione dei giovani, nonché incentivare la conoscenza e l'utilizzo della rete internet attraverso l'introduzione di corsi per studenti e docenti e di sgravi fiscali per coloro che diffondono siti culturali.. 1 (Finalità) 1 La presente legge si pone l'obiettivo di contrastare, con azioni a carattere preventivo e repressivo, il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, all'interno della struttura scolastica ed all'esterno della stessa, ivi comprese le sue pertinenze. 2 Le strutture scolastiche e le famiglie dei soggetti interessati svolgono un ruolo determinante nel contrasto al fenomeno di cui alla presente legge. 2 (Bullismo) 1 Ai sensi della presente legge, sono da considerarsi atti di bullismo: a comportamenti reiterati che si traducono in insulti, offese e prese in giro; b voci diffamatorie e false accuse; c piccoli furti; d estorsione; e minacce; f violenza privata; g aggressioni; h giochi violenti; i ripetuta emarginazione rispetto al gioco; l lesioni personali volontarie; m percosse volontarie e premeditate; n danneggiamento di cosa altrui; o danneggiamento dell'istituto scolastico e di tutto ciò ad esso pertinente. 2 Sono, altresì, da considerarsi atti di bullismo la registrazione con cellulari, videocamere o, in generale, con strumenti che consentano la ripresa delle azioni, nonché la pubblicazione, nei siti internet , degli atti stessi, di seguito denominata «cyberbullismo». 3 I responsabili degli atti di cui ai commi 1 e 2 sono soggetti alle sanzioni di cui agli articoli 6 e 7 nonché, se penalmente responsabili, a quanto stabilito dal codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. 3 (Programmi) 1 Per l'attuazione delle finalità di cui all'articolo 1, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca finanzia programmi volti al rispetto della persona e alla tutela dell'integrità psico-fisica dei bambini e degli adolescenti, in particolare nell'ambiente scolastico. 2 Sono ammessi al finanziamento di cui al comma 1 i programmi concernenti: a campagne di sensibilizzazione e di informazione sul bullismo e cyberbullismo e sui disturbi neuropsicologici in età infantile rivolte agli studenti e alle loro famiglie; b corsi di formazione del personale scolastico volti a garantire l'acquisizione di idonee tecniche psico-pedagogiche e di pratiche educative per attuare un'azione preventiva del bullismo e cyberbullismo all'interno delle scuole; c programmi di sostegno ai minori vittime del bullismo e cyberbullismo e programmi di prevenzione del disagio rivolti agli adolescenti. 4 (Rete di scuole per il contrasto al bullismo) 1 Le istituzioni scolastiche costituiscono, in collaborazione con l'azienda sanitaria locale territorialmente competente, una rete di scuole con i seguenti compiti: a organizzare corsi prioritari di tecniche idonee psico-pedagogiche e di pratiche educative, al fine di prevenire il bullismo all'interno degli istituti scolastici; b promuovere campagne di sensibilizzazione e di informazione su bullismo e cyberbullismo e sulla devianza giovanile rivolte agli studenti e alle loro famiglie; c approntare programmi di sostegno ai minori vittime di episodi di bullismo e cyberbullismo. 5 (Obblighi del dirigente scolastico) 1 Il dirigente scolastico che venga a conoscenza del compimento di atti di cui all'articolo 2 ha i seguenti obblighi: a sporgere denuncia all'autorità di polizia giudiziaria; b richiedere l'intervento del Servizio sanitario nazionale, qualora dal compimento degli atti di cui all'articolo 2 siano derivati danni gravi alla persona o alla struttura scolastica; c convocare una riunione, allo scopo di esaminare la gravità dell'atto, alla quale sono chiamati a partecipare almeno un genitore, o chi ne fa le veci, dell'alunno autore dell'atto, nonché personale specializzato nella valutazione dei danni di natura psicologica eventualmente riportati dalla vittima. 6 (Sanzioni a carico dei minori di anni 11) 1 I minori di anni 11 che si rendano protagonisti di uno o più atti di bullismo di cui all'articolo 2, prestano servizio sociale nella scuola, oltre l'orario scolastico, per almeno due ore giornaliere, per un periodo minimo di sette giorni, fino ad un massimo di quindici giorni, a seconda della gravità del fatto commesso. 2 I minori di cui al comma 1 non possono, altresì, partecipare a nessuna attività svolta al di fuori delle lezioni, nel periodo in cui prestano servizio sociale. 7 (Sanzioni a carico dei minori di età compresa tra 11 e 14 anni) 1 I minori di età compresa tra 11 e 14 anni che si rendano protagonisti di uno o più atti di bullismo di cui all'articolo 2, sono sospesi dalle lezioni per un periodo minimo di dieci giorni fino ad un massimo di venti giorni. Se il fatto commesso risulta di particolare gravità, sono espulsi dalla scuola.