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il cittadino, oggetto del presunto accanimento discriminatorio, era infatti presente in aula e, a gran voce, ha iniziato a protestare contro il sindaco e l'amministrazione, tanto che la situazione ha richiesto l'intervento degli agenti di Polizia municipale, già impegnati all'esterno dell'aula per cercare di sedare gli animi, che hanno accompagnato il cittadino all'esterno dell'aula consiliare; in un clima già carico di tensione, è accaduto l'impensabile: un altro cittadino presente in aula ha iniziato ad urlare dicendo di non riuscire più ad andare avanti, di avere un mutuo da pagare, di essere stato licenziato ingiustamente, nonostante una causa vinta; egli si è alzato tra il pubblico e ha estratto una bottiglietta con liquido infiammabile, e si è cosparso il corpo impugnando un accendino; solo grazie al pronto intervento delle forze dell'ordine, presenti al triste momento, si è riusciti a fermare l'uomo e ad evitare il peggio, scongiurando quella che poteva essere una tragedia; il cittadino, impiegato presso il complesso denominato "parco vanvitelliano", in proprietà al Centro ittico campano, società partecipata del Comune di Bacoli a capitale interamente pubblico, come addetto al controllo degli ingressi con mansioni di assistente alle visite per foto di matrimoni e preposto anche alla riscossione del prezzo pagato dagli sposi, nell'ottobre 2019 vedeva recapitarsi una lettera di licenziamento per giusta causa per presunti ammanchi di denaro; lo stesso cittadino, deducendo la natura discriminatoria del licenziamento, nonché la manifesta infondatezza dell'addebito disciplinare, adito il Tribunale di Napoli, nell'ottobre 2020, aveva ottenuto una sentenza con cui il giudice del lavoro dichiarava illegittimo il licenziamento e disponeva in alternativa la riassunzione entro 3 giorni o la corresponsione di un indennizzo; il sindaco, per effetto della sentenza, con una propria nota, aveva dato indicazioni all'allora commissario liquidatore del centro ittico campano di procedere con il pagamento dell'indennizzo e non dare seguito invece alla riassunzione; per il carattere di urgenza e la delicatezza della questione, le minoranze più volte si sono fatte portavoce del problema, presentando interrogazioni rivolte alla maggioranza, senza ottenere purtroppo alcun risultato, poiché l'amministrazione ad oggi, con gli stessi metodi descritti, non ha ancora concesso la discussione dell'argomento in Consiglio comunale; è già estremamente grave il contenuto della questione e profondamente triste quanto accaduto durante la seduta del 22 ottobre, ossia il tentativo da parte di un uomo disperato di compiere un ultimo gesto verso sé stesso, così come evidenziato anche dal comunicato redatto dai Carabinieri presenti sul luogo, ciò che ha lasciato tutti sgomenti sono state le dichiarazioni del primo cittadino, affidate di lì a poco ad un social network , riguardanti un presunto attentato ai suoi danni, inventandosi affermazioni, minacce e parole mai proferite dal cittadino in questione; a detta delle opposizioni il tentativo del sindaco Della Ragione di strumentalizzare a proprio favore una circostanza dagli aspetti tanto tragici e delicati, oltre ad apparire profondamente deplorevole sotto l'aspetto morale, appare anche inutilmente allarmistico, lasciando intendere all'opinione pubblica che a Bacoli si faccia uso di metodi violenti e camorristici verso le istituzioni, in offesa anche di chi, con coraggio, ogni giorno si batte realmente contro il racket e la camorra, nonché creando pericolose tensioni sociali, per fatti che nulla hanno a che fare con la realtà, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei gravi fatti esposti e se intenda accertare come si siano svolti gli eventi ed in particolare se si sia trattato di un gesto autolesionistico dettato dalla disperazione del lavoratore licenziato, o di una minaccia operata contro l'amministrazione come sostenuto dal sindaco. Atto n. 4-06176 MALAN Al Ministro della salute Premesso che: uno studio pubblicato sul "Journal of Medical Virology", rivista tra le più prestigiose al mondo nel settore, condotto dai professori Sergio Pandolfi e Giovanni Ricevuti dell'università di Pavia, autori di numerose pubblicazioni mediche, conferma che il paracetamolo aumenterebbe il rischio di evoluzione negativa del COVID-19; in particolare, riferisce lo studio, intitolato "Paracetamolo nel trattamento domiciliare dei primi sintomi della Covid-19: un possibile nemico piuttosto che un amico per i pazienti anziani? ", l'uso del paracetamolo per trattare a casa i sintomi lievi di COVID-19, soprattutto negli anziani con comorbilità, avrebbe notevolmente aumentato il rischio di ricovero per dispnea da polmonite interstiziale, aumentando il deprecato affollamento delle terapie intensive; lo studio stesso cita anche altre ricerche che sono arrivate ad analoghe conclusioni, tra cui una del maggio 2020 a firma del professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri", e Fredy Suter, già primario di malattie infettive all'ospedale "Papa Giovanni XXIII" di Bergamo; tale ricerca ha evidenziato che l'uso dei "FANS" avrebbe portato a una riduzione del 90 per cento dei giorni di ospedalizzazione rispetto all'uso del paracetamolo; in Italia si è riscontrato il più alto tasso di letalità (rapporto tra decessi e contagi) della malattia COVID-19 di tutta l'Europa occidentale; l'Italia è anche la nazione con la più alta letalità delle 12 con più contagi, con un tasso del 2,83 per cento contro l'1,84 per cento degli altri undici; con un tasso dell'1,84 per cento in Italia ci sarebbero stati 59.000 morti in meno, si chiede di sapere: per quale motivo sia stato ignorato lo studio di Remuzzi e Suter, per quanto riguarda la pericolosità del paracetamolo nel trattamento dei sintomi da COVID-19; quali urgenti misure il Ministro in indirizzo intenda intraprendere a seguito dell'ulteriore studio di Pandolfi e Ricevuti; quali ritenga siano le cause della alta letalità della malattia da COVID-19 in Italia. Atto n. 4-06177 SANTANGELO PRESUTTO NATURALE TRENTACOSTE FERRARA MARINELLO DONNO CASTALDI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità per il 2016) ha istituito, a decorrere dal 1° gennaio 2016, un credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. L'incentivo è stato ulteriormente prorogato dapprima al 31 dicembre 2020 con la legge di bilancio per il 2020 (articolo 1, comma 319, legge n. 160 del 2019) e successivamente al 31 dicembre 2022, con la legge di bilancio per il 2021 (articolo 1, comma 171, legge n. 178 del 2020);