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Naturalmente all'interno di questo - come già ho detto prima - serve una sostenibilità sociale e quindi i 100 miliardi che la Commissione europea ha definito e metterà negli anni 2021-2027 per mitigare e accompagnare la transizione sociale sono una sfida da cogliere fino in fondo. Presidente, naturalmente parlavo di Accordo di Parigi: noi dobbiamo, con la responsabilità del nostro Governo e nel rafforzamento dell'Unione europea in questa direzione, portare la discussione anche a livello planetario. È certamente allarmante, Presidente, che un importante Paese come gli Stati Uniti d'America si sia sfilato dell'Accordo sul clima. D'altro canto, abbiamo alfieri del negazionismo climatico anche nella nostra Nazione e nel nostro Parlamento. Sappiamo bene come il senatore Salvini e tutta la Lega abbiano votato addirittura contro l'Accordo sul clima di Parigi. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ed è esattamente questa politica miope e folle per le generazioni presenti e soprattutto future che dobbiamo contrastare. Dunque, Presidente, buon lavoro e porti buoni risultati per noi e per le future generazioni. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bagnai. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente del Consiglio, raccolgo dal suo discorso l'auspicio che i cittadini possano essere informati e lo interpreto come un successo politico della Lega. L'aver sollevato questo dibattito le fa infatti pronunciare tale auspicio, che evidentemente è pro futuro , dal momento che della trasparenza e della leale volontà di condivisione dei contenuti di uno dei punti qualificanti del prossimo Consiglio europeo, e cioè della riforma dell'accordo MES, non vi sono state grandi tracce. Lo dico per fatti concludenti: basta pensare al fatto che, da quando Paolo Savona ha lasciato il Ministero per gli affari europei, lei ha ritenuto di accentrare le deleghe relative a quel Ministero, anziché volerle condividere con un Ministro, segnatamente con un Ministro della Lega, cosa che ha poi fatto quando la trattativa è andata più o meno in porto, come pareva che lei auspicasse, o forse no, non si capisce. Non si è infatti realmente capito, fra l'altro, se questa trattativa sia andata in porto e questo è un problema di metodo, che ho già evidenziato nella precedente seduta. C'è però anche un altro aspetto da evidenziare. Lei ha giustamente stigmatizzato il fatto che si rischia di ingenerare delle paure irrazionali, ma per questo c'è un rimedio molto semplice, che è la piena e puntuale osservanza delle regole del coinvolgimento parlamentare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Oggi è l'11 dicembre: è passata una settimana dall'Eurogruppo e ancora non sappiamo se il signor Ministro dell'economia e delle finanze onorerà la Commissione finanze e tesoro dell'invito che gli è stato recapitato, per descriverci cosa è successo a quell'Eurogruppo. Siamo certi che lo farà, anche se rimane per me una questione irrisolta: come mai un Trattato, che - secondo le sue parole - è innocuo, non apporta modifiche sostanziali e per l'Italia è addirittura inutile, è stato recato all'attenzione dei parlamentari con modalità analoghe a quelle con cui il TTIP ( Transatlantic trade and investment partnership) è stato presentato agli europarlamentari, ovvero stanza chiusa, divieto di prendere appunti e divieto di comunicare con l'esterno? Evidentemente tanto innocuo non era, se lo si doveva tenere sotto simili vincoli di segretezza. Non parlerei però - come hanno fatto i colleghi della Camera bassa - di tradimento, e non userei questi toni accesi. Non siamo di fronte a un melodramma, a un «Tristano e Isotta». Mi sembra più una commedia all'italiana, di quelle ambientate in provincia, del genere «Lui, lei, l'altro»: «Cara, non è come pensi tu. Dammela la fiducia e io sposerò il tuo progetto di contrastare i poteri europei». (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È andata avanti così per parecchio tempo, ma non è il tempo di recriminare. Vale la pena, però, di ricordare quando si è interrotta questa commedia, ovvero quando abbiamo avuto la plastica conferma del fatto che il Gruppo dei nostri ex alleati non ci avrebbe più sostenuto, come aveva fatto, nella nostra azione per cercare di contrastare e fornire proposte alternative rispetto a quello che dall'Europa arrivava come un pacchetto preconfezionato. Ravviso qualche lieve problema di metodo in tutto quello che è successo, che vorrei sottoporre all'attenzione del mio Presidente e degli onorevoli colleghi. Riassumendo direi che Dio è morto, l'Unione europea è moribonda e la maggioranza non sta troppo bene, ma questo lo vediamo in Commissione bilancio (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sostengo che l'Unione europea è moribonda, perché non si può vendere questo Accordo, con questi contenuti, concluso in questo modo, come un grande successo del progetto politico europeo, perché non lo è. Napoleone chiedeva di dargli generali non bravi ma fortunati. Signor Presidente del Consiglio, lei purtroppo ha la sfortuna che, proprio in questo momento, sul blog della London School of Economics and Political Science, Paul De Grauwe, che sta alla mia scienza come Irnerio, che ci guarda da lassù, sta alla sua, ci spiega per quali motivi questo accordo non funziona. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il primo motivo è politico. È del tutto evidente che il tentativo di comunitarizzare, ovvero introdurre il metodo comunitario nel meccanico del fondo salva Stati, è fallito e questa non è una premièrie . Pensiamo al fiscal compact , che all'articolo 16 prevede l'obbligo di recepimento nei trattati dopo un periodo di prova di cinque anni. Il recepimento non c'è stato. Questo significa che si ritiene che i parametri del fiscal compact sono stati fallimentari o che nessuno in Europa ci vuole mettere la faccia o ha la volontà politica di recepirli nei trattati. Bene: questi trattati fallimentari sono esattamente quelli che il MES, nella versione riformata, recepisce. Il MES, a sua volta, è un ulteriore fallimento. Nel 2015 parte con l'idea di fare un fondo monetario europeo, di inserire anche questo nei trattati e sottoporlo a un circuito politico che preveda l'intervento del Parlamento europeo o - quanto meno - che non comprima il ruolo della Commissione. Sotto questo aspetto, il progetto è fallito. Il ruolo della Commissione è stato compresso. Non si può banalizzare questa storia, perché è un passo, magari piccolo, ma in una direzione totalmente sbagliata rispetto a quella che ci viene proposta come salvifica per il progetto europeo. Vogliamo parlare del fatto che la riforma si proponeva di snellire il meccanismo di sostegno finanziario ai Paesi in crisi? Sì, lo fa, ma a condizioni nelle quali oggi forse rientra solo la Germania. Tutti gli altri Paesi che stanno fuori hanno sostegno esattamente alle stesse condizioni di prima, cioè sottostare a un memorandum . Quindi, di fatto, abbiamo un'istituzionalizzazione della Troika, che a parole nessuno voleva, e neanche lei, signor Presidente del Consiglio. Però, alla fine, ci troviamo con questa minestra. Perché? Mah!