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Seppur fatti salvi i diritti acquisiti, questo tipo di incentivo fisso è ormai superato. Gli effetti di tali regimi di incentivazione continuano a pesare sulla bolletta per circa 6 miliardi/anno. Gli impianti fotovoltaici stanno quindi beneficiando di un incentivo fisso, cui si aggiungono i proventi della vendita dell'energia, che sul mercato spot è remunerata – sulla base dell'andamento del mercato stesso – a prezzi molto più elevati rispetto a quelli vigenti o comunque prevedibili nei momenti in cui sono state adottate le decisioni di investimento. In figura 1 è riportato un esempio dei possibili proventi ottenuti nel 2021 da un impianto fotovoltaico che ha avuto accesso al cosiddetto « secondo Conto energia » (incentivo fisso a 330 euro/MWh) e ha venduto l'energia prodotta sul mercato spot . La forte variabilità del prezzo del mercato spot , a causa del costo del gas, ha reso, in questa congiuntura, evidentemente instabile questo tipo di incentivo determinando un extra margine per i produttori. Figura 1: esempio di proventi di impianto fotovoltaico con 2° Conto energia nel corso del 2021 Figura 2: esempio di proventi di impianto fotovoltaico con Conto energia nel corso del 2021 con applicazione del meccanismo a 2 vie In analoga situazione si trovano gli impianti a fonti rinnovabili non incentivati ormai ammortizzati, che quindi stanno godendo di un aumento dei ricavi dalla vendita legati ai maggiori costi della CO 2 e del gas naturale. Costi, tali ultimi, che, tuttavia, non stanno sopportando. La norma propone, quindi, di stabilizzare il trattamento di tutti questi impianti, vincolando gli operatori a restituire gli extra-profitti guardando alla vendita dell'energia rispetto a un prezzo « equo » ante-crisi, con un meccanismo « a due vie ». L'intervento è limitato nel tempo considerando la logica emergenziale attuale e la straordinarietà della misura. Il funzionamento del meccanismo a due vie è mostrato in figura 2. L'intervento si applica ad impianti a fonti rinnovabili non incentivati entrati in esercizio prima del 2010 e, per quanto riguarda gli incentivati, ad impianti entrati in esercizio comunque prima del 2014. Si tratta, quindi, di impianti che hanno generalmente ammortizzato gli investimenti del capitale e che, date le tipologie di fonti interessate, non presentano costi variabili di acquisto del combustibile (essendo alimentati da sole, vento, acqua e calore geotermico). 2. Descrizione dell'articolato La norma prevede l'applicazione, a decorrere dalla data del 1° febbraio 2022 e fino alla data del 31 dicembre 2022, sull'energia elettrica immessa in rete da: a) impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW che beneficiano di premi fissi derivanti dal meccanismo del Conto Energia, non dipendenti dai prezzi di mercato; b) impianti di potenza superiore a 20 kW alimentati da fonte solare, idroelettrica, geotermoelettrica ed eolica che non accedono a meccanismi di incentivazione, entrati in esercizio in data antecedente al 1° gennaio 2010. A tal fine, il Gestore dei servizi energetici — GSE S.p. A. (GSE) calcola la differenza tra i valori di cui alle seguenti lettere a) e b) : a) un prezzo di riferimento pari a quello indicato individuato dalla Tabella 1 in riferimento a ciascuna zona di mercato; b) un prezzo di mercato pari a: i) per gli impianti di cui al comma 1, lettera a) , nonché per gli impianti di cui al comma 1, lettera b) , da fonte solare, eolica, geotermica ed idrica ad acqua fluente, il prezzo zonale orario di mercato dell'energia elettrica, ovvero, per i contratti di fornitura stipulati prima della data di entrata in vigore del presente decreto che non rispettano le condizioni di cui al comma 5, il prezzo indicato nei contratti medesimi; ii) per gli impianti di cui al comma 1, lettera b) , diversi da quelli di cui al punto i), la media aritmetica mensile dei prezzi zonali orari di mercato dell'energia elettrica, ovvero, per i contratti di fornitura stipulati prima della data di entrata in vigore del presente decreto che non rispettano le condizioni di cui al comma 5, il prezzo indicato nei contratti medesimi. Qualora la suddetta differenza sia positiva, il GSE eroga il relativo importo al produttore. Nel caso in cui la predetta differenza risulti negativa, il GSE conguaglia o provvede a richiedere al produttore l'importo corrispondente. Per gli impianti che accedono al ritiro dedicato dell'energia di cui all'articolo 13, commi 3 e 4, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, si stabilisce che le partite economiche sono calcolate dal GSE in modo tale che ai produttori spetti una remunerazione economica totale annua non inferiore a quella derivante dai prezzi minimi garantiti. Viene affidata all'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) la disciplina delle modalità con le quali è data attuazione alle presenti disposizioni, nonché le modalità con le quali i relativi proventi sono versati in un apposito fondo istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali e portati a riduzione del fabbisogno a copertura degli oneri generali afferenti al sistema elettrico di cui all'articolo 3, comma 11, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. A riguardo, è previsto che i produttori interessati, previa richiesta da parte del GSE, trasmettono al medesimo, entro trenta giorni dalla suddetta richiesta, una dichiarazione, redatta ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti le informazioni necessarie per le finalità di cui all'articolo in esame, come individuate dall'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente con propri provvedimenti attuativi. Si stabilisce che le disposizioni in esame non si applicano all'energia oggetto di contratti di fornitura conclusi prima della data di entrata in vigore del decreto-legge, a condizione che non siano collegati all'andamento dei prezzi dei mercati spot dell'energia e che, comunque, non siano stipulati a un prezzo medio superiore del 10 per cento rispetto al valore di cui alla lettera a) , limitatamente al periodo di durata dei predetti contratti. Art. 6. – (Clausola di invarianza finanziaria) La norma reca la clausola di invarianza finanziaria del decreto. Art. 7. – (Entrata in vigore) La norma stabilisce l'entrata in vigore del decreto.. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 13, recante misure urgenti per il contrasto alle frodi e per la sicurezza nei luoghi di lavoro in materia edilizia, nonché sull'elettricità prodotta da impianti da fonti rinnovabili. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . 1 (Misure di contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche) 1 L'articolo 28, comma 1, del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, è abrogato.