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(Applausi) . PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, signor Sottosegretario, l'occasione mi è assolutamente gradita per ringraziare di cuore del lavoro che è stato fatto. La giustizia civile è un po' la cenerentola nel nostro Paese, perché per tanto tempo ci siamo preoccupati di giustizia penale. Avevamo certamente anche una storia che ce lo ha imposto: pensiamo all'emergenza terrorismo o alle organizzazioni criminali. Tuttavia, la giustizia civile non deve essere considerata di serie B, perché viene incontro a quelle ineliminabili esigenze di giustizia che albergano nel cuore di ogni uomo, di ogni famiglia, e che toccano corde profondissime dei nostri concittadini. Quindi, non possiamo davvero pensare che questo sia un argomento secondario; anzi, è un argomento di primaria importanza per venire incontro alle esigenze delle nostre imprese, che debbono essere competitive sul piano internazionale e devono poter contare su una giustizia celere e - per quanto possibile in questo mondo - giusta. È una riforma che presenta alcuni aspetti assolutamente positivi. Ritengo - per esempio - che l'ufficio del processo sia una straordinaria possibilità per accelerare i tempi della giustizia, per garantire qualità al lavoro dei giudici e anche per dare risposte ai cittadini moderne e al passo con i tempi. Il fatto di aver mutuato dal sistema anglosassone la figura del law clerk è certamente un punto di forza di questa riforma. Ministro, avremmo voluto - lei lo sa, glielo abbiamo detto espressamente nelle nostre riunioni - termini perentori anche per i giudici, ma ci fidiamo di lei e dell'emendamento che ha voluto accogliere sotto forma di ordine del giorno affinché gli avanzamenti di carriera dei giudici siano legati al rispetto dei termini processuali, cosicché giudici preparati, attenti e anche rispettosi dei termini possano vedere la loro carriera avanzare e il giusto riconoscimento del loro merito. Bene anche le assunzioni di giudici, perché non possiamo pensare di fare riforme a costo zero. La vera riforma della giustizia è assumere più giudici, e questo lei lo sta facendo, Ministro: gliene diamo atto e la ringraziamo di aver intrapreso questa coraggiosa strada. Abbiamo una consistente parte della riforma dedicata al diritto di famiglia, e siamo assolutamente contenti che lei abbia deciso di mantenere in questa riforma tutta la parte relativa, appunto, al processo di famiglia, che invece rischiava di essere stralciata. Siamo molto contenti perché quella del diritto di famiglia è una riforma che va a toccare corde ancor più profonde nel cuore dei nostri cittadini, delle nostre famiglie, dei papà, delle mamme, ma soprattutto è una giustizia che coinvolge i diritti delle persone che più ci stanno a cuore, e cioè dei bambini, dei minorenni. A loro dobbiamo la massima attenzione e la massima cura perché possano crescere in modo equilibrato, sereno, e perché lo Stato possa loro garantire - nei limiti del possibile - il privilegio di crescere con mamma e papà. Proprio per questa ragione crediamo che la riforma relativa al diritto di famiglia sia iniziata con il piede giusto, e questo attraverso la scelta di recuperare il tribunale per la famiglia, che la commissione Luiso aveva segnalato come priorità, ma che rischiava di perdersi nelle pieghe della riforma per questioni economiche. Quindi, cogliamo l'occasione per sottolineare il coraggio di questo Ministro, ma anche di questa maggioranza, di volere garantire che ci sia un tribunale specializzato per la famiglia. Non è più tollerabile che ci siano situazioni nelle quali lo stesso giudice sia chiamato a decidere in materia di famiglia e dopo dieci minuti magari sia convocato nella sezione specializzata di diritto agrario e dopo dieci minuti ancora faccia parte della composizione del tribunale per le società. Non può essere così. Il diritto di famiglia ha una sua peculiarità, ha una sua specializzazione necessaria e - come ho già detto - va a toccare diritti per la maggior parte indisponibili e che devono essere tutelati con la maggior cautela e la maggior cura possibili. Siamo ben contenti che in questa riforma siano stati inseriti aspetti molto chiari, che vanno a porre rimedio ad alcuni vuoti normativi la cui gravità purtroppo abbiamo potuto constatare in relazione alle vicende che sono accadute a Bibbiano. Non era più possibile mantenere un sistema con dei vuoti per i quali il collocamento in casa famiglia di minori avveniva, in alcuni casi, addirittura senza il controllo giudiziario. E siamo ben contenti che siano necessari provvedimenti giudiziali per qualunque tipo di decisione che riguardi i minori e che comunque il collocamento in casa famiglia sia solo residuale e solo quando non siano state individuate alternative diverse. Questo è fondamentale, come lo è tutta la parte che abbiamo ritenuto di voler perorare e che poi è diventata parte integrante di questa riforma in ordine alla necessaria partecipazione dei genitori in contraddittorio tra loro ogni qualvolta ci sia la presenza del curatore o la necessità di nominare il curatore del minore. Purtroppo abbiamo avuto casi all'estero tristemente noti, in cui giurisdizioni diverse dalle nostre hanno nominato il curatore del minore - sto pensando ad esempio al caso di Alfie Evans o a quello di Charlie Gard - al solo scopo di prendere decisioni contrarie al concreto interesse del minore così come era stato segnalato dai suoi genitori. Questo in Italia non accadrà proprio grazie alla riforma. C'è ancora tutta una parte molto importante che riguarda invece le modifiche sul processo di separazione e divorzio. È molto positiva l'unificazione dei riti, perché è indispensabile che ci sia un rito unitario in quanto stiamo parlando di diritti dei minori e i minori devono essere trattati tutti allo stesso modo. Ci sono - a mio avviso - dei punti di forza di questa riforma che tengono presente un equilibrio non solo processuale, ma anche ideologico o ideale, se vogliamo usare una parola più bella e più pulita. Questo equilibrio ideale parte dal presupposto che ci siano situazioni di violenza che devono essere messe in sicurezza e davanti alle quali non possiamo transigere e nessuno può pensare di transigere. Questa riforma tiene anche conto - come è giusto che sia - che allo stesso modo si intervenga quando ci sono situazioni di strumentalizzazione del figlio minore o addirittura situazioni nelle quali uno dei genitori si arroga il diritto di vietare, di impedire, di frapporre ostacoli a che il minore incontri, con libertà e con serenità, l'altro genitore. Dobbiamo far passare un messaggio molto chiaro da quest'Aula: è gravissima la violenza di genere e qualunque forma di violenza di genere deve essere punita nel più severo dei modi, ma è gravissimo anche strumentalizzare il minore, strumentalizzare la violenza di genere, usare false denunce per demolire l'avversario, ovvero l'altro genitore. Questa è una condotta che non può essere tollerata e questa riforma pone - a mio avviso - dei seri ostacoli al fatto che simili condotte vengano perpetrate nel nostro Paese. È molto positivo - ad esempio - l'emendamento che prevede una multa giornaliera per il genitore che si sottragga volontariamente alle decisioni del giudice in materia di affidamento del minore: le decisioni del giudice si rispettano, specialmente quando sono nell'interesse del minore.