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Norme generali in materia di social network e per il contrasto della diffusione su internet di contenuti illeciti e delle fake news. Onorevoli Senatori. -- Il peso sempre più rilevante dei social network nella vita dei cittadini impone al Parlamento di dotare al più presto l'ordinamento italiano di un'attenta disciplina di contrasto alla commissione di delitti attraverso le piattaforme sociali su internet . L'importanza sempre maggiore dei social network per la formazione dell'opinione pubblica nelle società democratiche ha inoltre, negli ultimi anni, generato il fenomeno delle cosiddette « fake news » notizie false che suscitano allarme sociale, spesso immesse nel circuito dei social network per condizionare l'opinione pubblica di un Paese. Le finalità delle fake news sono le più varie: da strumento di lotta politica interna a mezzo privilegiato per orchestrare campagne d'odio e di intimidazione contro singole personalità o contro interi gruppi sociali; da indebito strumento degli Stati per inquinare la vita politica di altri Paesi a mezzo per screditare le qualità e la sicurezza di un prodotto commerciale da parte di soggetti economici concorrenti. L'impatto di questo fenomeno è stato molto forte negli ultimi anni proprio nel corso delle campagne elettorali dei principali Stati democratici del mondo occidentale. La possibilità di diffondere in maniera virale notizie false, che si accreditano anche solo grazie alla loro condivisione tra gli utenti delle reti sociali, ha fatto della creazione di fake news e della loro diffusione attraverso i social network uno strumento per influire indebitamente sulle elezioni democratiche. Le fake news rappresentano nell'esperienza più recente non solo un mezzo illecito di propaganda politica da utilizzare per alterare la formazione dell'opinione pubblica in occasione di consultazioni elettorali, ma un vero e proprio strumento in mano a Stati esteri e ad interessi stranieri per influenzare in modo determinante un risultato elettorale. Senza contare l'uso dei social network da parte delle organizzazioni terroristiche che se ne sono servite per la loro propaganda, per ampliare le proprie capacità di reclutamento, oltre che le capacità logistiche dei propri aderenti. Il presente disegno di legge mira a responsabilizzare i fornitori di servizi di social network sui contenuti veicolati attraverso le proprie piattaforme, tutelare gli utenti da notizie costruite intenzionalmente per trarli in inganno e contrastare la commissione di reati attraverso la rete. I fornitori di social network che hanno più di un milione di utenti registrati dovranno così dotarsi di procedure interne di eliminazione dei contenuti illeciti e di gestione dei reclami provenienti dagli utenti. L'obiettivo del provvedimento è quello di limitare fortemente la pubblicazione e la circolazione di contenuti che configurino delitti contro la persona e alcune altre gravi fattispecie di reato che potremmo definire complessivamente come delitti contro la Repubblica. Questi ultimi vanno dall'istigazione a delinquere alla propaganda all'odio razziale, dai reati con finalità di terrorismo ai reati di frode e falsificazione di documenti e comunicazioni informatiche. L'obiettivo è quello di indurre i fornitori di servizi di social network a costruire sistemi, procedure ed organismi di autoregolamentazione e controllo dei contenuti veicolati dalle proprie piattaforme, capaci di contrastare la pubblicazione di contenuti illeciti e di diminuire sensibilmente l'entità e la diffusione dei danni provocati da tali crimini. Questo disegno di legge riprende l'impostazione fatta propria dalla legge tedesca, approvata nel giugno scorso dal Bundestag e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Federale n. 61 del 7 settembre 2017 (BGBl. I S. 3352), la cui elaborazione è avvenuta proprio in vista delle elezioni politiche nazionali tenutesi in Germania nell'ottobre scorso. Il disegno di legge prevede di imporre alcuni obblighi a carico del fornitore di servizi delle reti sociali, stabilendo specifiche sanzioni in caso di mancata osservanza. I principali obblighi riguardano: 1) la predisposizione di una procedura efficace e trasparente, accessibile a tutti gli utenti, per la gestione dei reclami relativi a contenuti illeciti che configurano alcuni gravi delitti contro la persona e contro la Repubblica; 2) la rimozione o il blocco di tali contenuti entro un tempo definito; 3) la pubblicazione ogni sei mesi di un dettagliato rapporto concernente la gestione dei reclami ricevuti per contenuti apparsi sulle proprie piattaforme. Il rapporto pubblicato sulla home page del social network deve essere facilmente individuabile, direttamente accessibile e permanentemente disponibile. L'articolo 1 definisce l'ambito di applicazione delle nuove disposizioni. Esse si applicano ai servizi di social network operanti a scopo di lucro su piattaforme internet , progettate per consentire la condivisione di contenuti tra utenti o per rendere pubblici tali contenuti, che abbiano più di un milione di utenti registrati sul territorio nazionale. Il comma 1 specifica che, ai sensi della legge, non sono da considerarsi quali reti sociali né le piattaforme offerenti contenuti giornalistici o editoriali la cui responsabilità è riconducibile al fornitore di servizi, né quelle progettate per consentire la comunicazione individuale o la diffusione di contenuti specifici. Ai fini della configurazione degli specifici obblighi a carico dei fornitori di servizi di social network , contenuti nel disegno di legge, i commi 3 e 4 dell'articolo 1 individuano due diverse categorie di contenuti illeciti. I primi sono quelli che configurano alcuni gravi delitti contro la persona e sono quelli elencati nel comma 3: diffamazione (articolo 595 del codice penale); pornografia minorile (articolo 600- ter del codice penale); detenzione di materiale pornografico (articolo 600- quater del codice penale); pornografia virtuale (articolo 600- quater .1 del codice penale) ; iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (articolo 600- quinquies del codice penale) ; minaccia (articolo 612 del codice penale) ; atti persecutori o stalking (articolo 612- bis del codice penale) ; trattamento illecito di dati personali (articolo 167 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196). Il secondo gruppo di delitti sono quelli che si possono definire come reati contro la Repubblica perché attentano alla sicurezza pubblica, alla convivenza civile e alla limpidezza della vita democratica. Questi delitti sono elencati nel comma 4 dell'articolo 1: soppressione, falsificazione o sottrazione di atti o documenti concernenti la sicurezza dello Stato (articolo 255 del codice penale); associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico (articolo 270- bis del codice penale) ; assistenza agli associati alle associazioni con finalità di terrorismo (articolo 270- ter del codice penale); arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale (articolo 270- quater del codice penale); organizzazione di trasferimenti per finalità di terrorismo (articolo 270- quater .1 del codice penale) ; addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale (articolo 270- quinquies del codice penale) ; finanziamento di condotte con finalità di terrorismo (articolo 270- quinquies .1 del codice penale); condotte con finalità di terrorismo (articolo 270- sexies del codice penale)