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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 8ª e 11ª RIUNITE 11ª(Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) 3 COLTORTI La seduta inizia alle ore 14,05. IN SEDE REFERENTE 2329 - d-l 103/2021 salvaguardia di Venezia e tutela del lavoro DDL 2329 Conversione in legge del decreto-legge 20 luglio 2021, n. 103, recante misure urgenti per la tutela delle vie d'acqua di interesse culturale e per la salvaguardia di Venezia, nonché disposizioni urgenti per la tutela del lavoro (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Il PRESIDENTE comunica che sono stati presentati un ordine del giorno e 88 emendamenti, pubblicati in allegato, e che sono pervenuti i pareri della Commissione 10ª e della Commissione parlamentare per le questioni regionali. Ai sensi dell'articolo 97 del regolamento del Senato, dichiara improponibili gli emendamenti 1.24, 1.0.1, 2.0.1, 2.0.2, 2.0.3, 2.0.4, 2.0.5, 3.0.1, 3.0.2, 3.0.3, 3.0.4, 3.0.6 (già 2.0.6), 4.0.5, 4.0.6, 4.0.9, 4.0.10, 4.0.11, 4.0.12, 4.0.13, 4.0.14 e 4.0.15. Il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ) chiede ai Presidenti di riconsiderare la proponibilità dell'emendamento 4.0.5, volto a dare soluzione a un problema avvertito in maniera trasversale. Pur consapevole della necessità di limitare il più possibile l'ampliamento delle disposizioni recate dai decreti-legge, ritiene che ciò non dovrebbe portare ad escludere dal dibattito un tema importante e condiviso quale quello sotteso all'emendamento in questione. I senatori LAUS ( PD ) e FLORIS ( FIBP-UDC ), nella loro qualità di rappresentanti, rispettivamente, del Gruppo del PD e di quello di Forza Italia in Commissione 11ª, si associano alla richiesta del senatore Romeo. Il PRESIDENTE garantisce che la richiesta del senatore Romeo verrà presa in debita considerazione. Si passa dunque all'illustrazione degli emendamenti e dell'ordine del giorno presentati. L'ordine del giorno G/2329/1/8 e 11 si intende illustrato. La senatrice DI GIROLAMO ( M5S ) chiede di aggiungere la propria firma all'emendamento 1.8. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'emendamento 1.7, che interviene sulle caratteristiche delle navi il cui transito è vietato nel bacino di San Marco, nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca, aumentando solo la stazza lorda da 25.000 GT a 40.000 GT, adottando così una soluzione intermedia rispetto a proposte emendative presentate da altri Gruppi, senza modificare l'altezza e la lunghezza. Si sofferma poi sull'emendamento 1.10, che aumenta le risorse destinate all'erogazione di contributi in favore del gestore del terminal di approdo interessato dal divieto di transito. Illustra infine l'emendamento 1.22, ai sensi del quale l'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale dovrà procedere alla revisione del piano economico finanziario della concessione rilasciata al gestore del terminal di approdo, prevedendo la proroga della durata della concessione, la riduzione, con eventuale azzeramento, del canone concessorio, nonché un eventuale valore di subentro garantito dallo Stato. La senatrice PIZZOL ( L-SP-PSd'Az ) illustra gli emendamenti 1.20 e 1.21, volti a consentire la fruizione degli ammortizzatori sociali a una platea più ampia di lavoratori, prevedendo allo scopo l'incremento delle risorse messe a disposizione. I restanti emendamenti riferiti all'articolo 1 si intendono illustrati. Ha la parola sull'emendamento 2.5 il senatore DE CARLO ( FdI ), il quale si sofferma sulla vocazione di città portuale connaturata alla storia e alla struttura economica di Venezia, che a suo parere viene contraddetta dall'ipotesi di realizzazione di una piattaforma per l'attracco esterna alla Laguna veneta. Osserva che tra l'altro sussiste la possibilità di garantire il transito di navi di grandi dimensioni in condizioni di sicurezza nei canali idonei. Specifica quindi che la proposta emendativa è finalizzata a consentire lo studio e la realizzazione di soluzioni compatibili con la tenuta delle attività economiche e atte a contrastare la diminuzione della popolazione residente. La senatrice DI GIROLAMO ( M5S ) sottoscrive e illustra l'emendamento 2.8, volto a far sì che tutti gli interventi avvengano nel rispetto della morfologia lagunare. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'emendamento 2.14, che prevede la possibilità che gli attracchi temporanei siano realizzati, oltre che nell'area di Marghera, anche in altre aree limitrofe idonee, e l'emendamento 2.18 il quale, analogamente a quanto previsto dalle proposte di altri Gruppi, chiarisce che la manutenzione dei canali deve essere sottoposta a valutazione di impatto ambientale solo nei casi previsti dalle normative nazionale ed europea vigenti. La senatrice DI GIROLAMO ( M5S ) sottoscrive ed illustra l'emendamento 2.15, che introduce un richiamo alle convenzioni internazionali sulla stazzatura delle navi, nonché l'emendamento 2.30, che introduce il richiamo a una serie di disposizioni già emanate nel rispetto delle quali devono essere realizzati gli interventi previsti dall'articolo in esame. Il relatore per l'11ª Commissione, FLORIS ( FIBP-UDC ), con riferimento all'emendamento 2.16, che prevede la soppressione del riferimento alla valutazione di impatto ambientale in merito alla manutenzione dei canali esistenti, rileva come la previsione della valutazione di impatto ambientale in questi casi sia incongrua alla luce della vigente legislazione europea in materia. I restanti emendamenti riferiti all'articolo 2 si intendono illustrati. Il senatore PAROLI ( FIBP-UDC ) invita i Presidenti a rivalutare l'ammissibilità degli emendamenti identici 3.0.3, 3.0.4 e 3.0.6 (già 2.0.6) che affrontano il delicato tema dell'addizionale NASpI. A suo avviso, non è possibile far ripartire il turismo e la navigazione, senza rimediare al problema in questione e non vi può essere una sede più idonea per farlo di un provvedimento esaminato congiuntamente dalle Commissioni competenti in materia di lavoro e trasporti. La presidente dell'11ª Commissione, MATRISCIANO ( M5S ), rammenta che il vaglio di ammissibilità degli emendamenti viene compiuto alla luce di una serie di criteri che sono stati recentemente ricordati dal Presidente della Repubblica in occasione della promulgazione della legge di conversione del decreto-legge "sostegni bis ", stigmatizzando ancora una volta l'eccessivo ampliamento del contenuto normativo dei decreti-legge durante l' iter di conversione.