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a identificazione di un nucleo fondamentale di diritti applicabile a tutti i rapporti di lavoro a prescindere dalla natura pubblica o privata del datore di lavoro e dalla qualificazione del contratto come autonomo, subordinato, associativo o atipico ai sensi dell'articolo 1322, secondo comma, del codice civile. Il nucleo di detti diritti deve essere conforme ai princìpi contenuti nella Costituzione, nonché alla dichiarazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro sui principi e diritti fondamentali nel lavoro approvata dalla Conferenza internazionale del lavoro il 18 giugno 1998 e alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; b libera definizione delle restanti tutele, in coerenza con le disposizioni del diritto dell'Unione europea e in relazione al tipo di prestazione e all'anzianità di servizio, in sede di contrattazione collettiva, con privilegio per quella di prossimità, ai sensi dell'articolo 8 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, ovvero di contrattazione individuale, ove assistita da un consulente del lavoro o da un rappresentante di organizzazione sindacale comparativamente più rappresentativa sul piano nazionale e quando certificata da una commissione di certificazione dei contratti di lavoro; c razionalizzazione e semplificazione del quadro legale previgente anche mediante abrogazione delle disposizioni non compatibili, o che comunque non prevedono la tutela dei diritti fondamentali di cui alla lettera a) , stabilendo altresì, laddove opportuno, un nuovo regime di sanzioni civili e penali, valorizzando in particolare le sanzioni di tipo premiale e incentivante; d orientamento ai servizi ispettivi del lavoro affinché nella programmazione dei controlli ordinari, in assenza di specifiche denunce, si tenga conto della presenza di forme di controllo alternative quali quelle garantite da organismi bilaterali e le certificazioni operate dalle commissioni di certificazione dei contratti di lavoro, preferendo la vigilanza sulle situazioni totalmente esenti da controllo sociale o verifiche preventive. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro della giustizia, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e previo parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, che si esprime entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi; decorso tale termine, gli schemi dei decreti possono essere comunque adottati. Successivamente, gli schemi sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari, che si esprimono entro quaranta giorni dall'assegnazione; decorso tale termine, i decreti legislativi possono essere comunque emanati. III MISURE ED INTERVENTI URGENTI 3 (Contratto a termine) 1 Al fine di aumentare l'occupazione, all'articolo 1, comma 1- bis , lettera a) , del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, e successive modificazioni, le parole: «nell'ipotesi del primo rapporto a tempo determinato, di durata non superiore a dodici mesi» sono sostituite dalle seguenti: «nell'ipotesi del primo rapporto a tempo determinato, di durata non superiore a trentasei mesi». 4 (Contratto di apprendistato) 1 Al fine di incentivare l'occupazione giovanile attraverso l'integrazione fra conoscenza teorica e saperi pratici, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge si applicano le disposizioni del testo unico dell'apprendistato, di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, come modificato dal presente articolo. Cessano di avere efficacia, a decorrere dalla medesima data, tutte le disposizioni incompatibili con quanto previsto dal precedente periodo. 2 Al testo unico di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, sono apportate le seguenti modificazioni: a dell'articolo 1, il comma 2 è sostituto dal seguente: « 2 . Il contratto di apprendistato è definito secondo le seguenti tipologie: a) apprendistato di primo livello o contratto per l'istruzione e formazione; b) apprendistato di secondo livello o contratto di mestiere; c) apprendistato di terzo livello o contratto di alta formazione e ricerca». b l'articolo 3 è sostituito dal seguente: «Art. 3. - (Apprendistato di primo livello o contratto per l'istruzione e formazione) -- 1 . Possono essere assunti con contratto di apprendistato per l'istruzione e formazione, in tutti i settori di attività, anche per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione, i soggetti che abbiano compiuto quattordici anni e fino al compimento del venticinquesimo anno di età. La durata del contratto à determinata in considerazione del diploma o della qualifica da conseguire. 2 . La regolamentazione dei profili formativi dell'apprendistato per l'istruzione e formazione per il conseguimento del diploma professionale quinquennale, del diploma di formazione tecnica e del diploma di maturità liceale è rimessa al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e alle province autonome di Trento e di Bolzano per i profili di loro competenza. 3 . La regolamentazione dei profili formativi dell'apprendistato per l'istruzione e formazione per il conseguimento della qualifica e del diploma professionale è rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, previo accordo in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e sentite le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nel rispetto dei seguenti criteri e principi direttivi: a) definizione della qualifica o diploma professionale ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226; b) previsione di un monte ore di formazione, esterna, anche a distanza, o interna all'azienda, congruo al conseguimento della qualifica o del diploma professionale in funzione di quanto stabilito al comma 1 e secondo standard minimi formativi definiti ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226; c) rinvio ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative per la determinazione, anche all'interno degli enti bilaterali, delle modalità di erogazione della formazione aziendale nel rispetto degli standard generali fissati dalle regioni. 4 . In considerazione della natura prevalentemente formativa del contratto per l'istruzione e formazione, la retribuzione dell'apprendista è pari al 35 per cento della retribuzione delle maestranze qualificate di pari livello di inquadramento contrattuale ove non dispongano diversamente eventuali contratti di prossimità. 5 . Le disposizioni in materia di apprendistato a cicli stagionali trovano applicazione anche con riferimento all'apprendistato di primo livello o contratto per l'istruzione e formazione»; c all'articolo 4: 1 al comma 1, al primo e al secondo periodo, le parole: «di apprendistato professionalizzante o» sono soppresse; 2 al comma 3, le parole: «di tipo professionalizzante e» sono soppresse; 3 dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: « 3 -bis. L'azienda può erogare internamente anche la formazione finalizzata alla acquisizione di competenze di base e trasversali. Tale formazione sostituisce quella pubblica»;