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Vorrei infatti ricordare in questa sede che, tra l'altro, quell'opera aveva visto, come il senatore Ferrazzi ricorda perfettamente, anche l'opposizione del Comune di Venezia (non dell'amministrazione attuale ma ai tempi del sindaco Cacciari), perché veniva ritenuta da moltissimi esperti già vecchia dal punto di vista tecnologico e soprattutto anche pericolosa per l'equilibrio della laguna. Su quell'opera poi è accaduto tutto quello che sappiamo, però vorrei ricordare a tutti quanto è accaduto: il progetto Mose fu affidato senza gara e senza valutazione d'impatto ambientale; fu avviato nel 2003 con un costo stimato allora di 5 miliardi di euro, cui poi si è aggiunto tutto il sovraccarico di malaffare, che è stato sancito dalla magistratura. Ci sono stati addirittura 150 stralci esecutivi, ma soprattutto a nostro avviso non rispondeva alla necessità della messa in sicurezza di Venezia e della laguna. Tra l'altro oggi Venezia è ancora più fragile. Pochi minuti fa abbiamo votato il decreto-legge clima e non possiamo dimenticare lo scenario in cui oggi si colloca la vicenda di Venezia, quello dei cambiamenti climatici che si potranno verificare: i dati che ci vengono riferiti ci mettono davvero paura perché alcune previsioni addirittura ipotizzano che nel 2050 Venezia sarà completamente sommersa. Capite quindi che oggi serve uno sforzo in più, una capacità progettuale maggiore rispetto a quella che abbiamo utilizzato nel passato per intervenire e mettere in sicurezza Venezia. Serve allora mettere in campo un piano speciale di adattamento ai cambiamenti climatici proprio per la laguna di Venezia affinché si consideri la situazione di fatto e gli effetti dei cambiamenti climatici almeno nel prossimo decennio. Ciò significa mettere in campo risorse e idee progettuali nuove. Vi è poi un'altra questione. La situazione si è aggravata perché a Venezia sono state fatte nella laguna anche delle operazioni e degli interventi che hanno manomesso il suo equilibrio. La manomissione è avvenuta perché sono state fatte operazioni per far passare le grandi navi e interventi che hanno ancor di più messo a repentaglio il delicato equilibrio di quello che è un ecosistema molto fragile e delicato. La laguna di Venezia è un organismo vivo e quindi tutte le manomissioni fatte e alcuni interventi non adeguati l'hanno messa ancora di più a repentaglio. Ai tempi dei dogi, il magistrato delle acque di Venezia considerava un reato gravissimo mettere a repentaglio o fare interventi a danno della sua laguna e chiunque lo commetteva veniva perseguito con pene molto severe. Allora l'importanza dell'equilibrio era ben chiaro. Purtroppo negli ultimi decenni tutto quello che era stato preservato e realizzato nel corso di centinaia di anni passati lo abbiamo messo a repentaglio. Penso ad alcune scelte compiute e, ad esempio, a Porto Marghera, un'altra vicenda ancor più vecchia. Oggi serve essere coscienti di tutto questo. Oggi, dopo tutto quello che è accaduto con il Mose è evidente - e lo diciamo con dispiacere - che a questo punto si dovrà completare l'opera, che però non sarà sufficiente. Serviranno altre iniziative; bisognerà completare la messa a regime del contrasto alle acque alte, la messa in sicurezza e la protezione dell'isola di San Marco, ripristinare la capacità dissipativa delle bocche e altri interventi che ci dicono con chiarezza che completare il Mose non sarà sufficiente, ma anzi potrebbe persino aggravare la situazione. Oggi bisogna mettere in campo una serie di altri interventi che possano davvero garantire l'equilibrio e la salvezza per Venezia. Concludo non solo annunciando il nostro voto favorevole, ma dicendo con chiarezza che la vicenda della legge speciale per Venezia ha necessità oggi di essere ulteriormente messa a fuoco ed implementata e che oggi tutto questo e tutti gli interventi, compresa la decisione di chiudere una volta per sempre con il passaggio delle grandi navi nella laguna di Venezia, concludendo definitivamente la vicenda, bisogna affrontarli con un'ottica diversa, che tenga ancor più conto dell'emergenza data dai cambiamenti climatici. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Prima di darle la parola, vorrei fare tantissimi auguri di buon compleanno alla senatrice Rosellina Sbrana. (Applausi). Oggi evidentemente è un giorno molto fortunato. Tanti auguri a nome di tutti e mio personale. Ha facoltà di intervenire, senatrice Sbrollini. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, è importante oggi, al di là delle appartenenze politiche, assumere un'azione forte, comune e progettuale come Senato. Il rapporto di Legambiente parla in maniera molto chiara: dal 2010 a inizio novembre 2019 ci sono stati danni rilevanti in 350 Comuni dovuti al maltempo; settantatré giorni di stop a metropolitane e treni; settantadue giorni di blackout elettrici. Il clima, come sappiamo, è cambiato. Ne abbiamo parlato abbondantemente in questi giorni, approvando - poco fa - il decreto-legge proprio sul clima. Purtroppo, però, sappiamo che le inondazioni dei giorni scorsi a Venezia, Chioggia e a tutto il litorale delle spiagge venete hanno creato danni e devastazioni enormi. Spiagge devastate, addirittura cancellate, periodi di siccità prolungati; piogge monsoniche che non riescono ad essere assorbite dalla terra né irreggimentate dai corsi d'acqua. Emergenza che ogni anno, pur cambiando destinazione, continua a devastare il Nord-Est: l'anno scorso milioni di piante abbattute dalla cosiddetta tempesta perfetta; quest'anno il litorale devastato dallo scirocco, sovrapposto alla bora, che sostengono l'acqua alta. Non serve più solo una riflessione, quindi: serve azione. Venezia e le lagune, Chioggia, Grado, sono zone molto speciali, uniche ed estremamente fragili. Proprio per la loro unicità avrebbero bisogno, però, di un'attenzione particolare. Ora, a fatti successi, è importante dare un concreto contributo a una profonda revisione dei progetti per il futuro di queste realtà. Realtà lagunari tanto care ai veneti, naturalmente, ma conosciute e stimate in tutto il mondo: adorate dal mondo russo come dalla Cina e dal Giappone; da settecento anni ambasciatrici a vario titolo di commercio, di relazioni internazionali, di cultura e di arte. Da Marco Polo in poi, il collegamento tra Est e Ovest passa attraverso Venezia e le sue lagune. Il cento per cento della città è stato allagato e le isole minori sono state investite dalla marea e dalla mareggiata. E qui, allora, va prima di tutto la nostra solidarietà, la nostra vicinanza a tutti i cittadini veneti e veneziani, che immediatamente hanno trovato la forza di reagire e di non lamentarsi, come invece accade normalmente in queste situazioni. Dobbiamo, poi, un grazie infinito ai Vigili del fuoco, alla Protezione civile, alle Forze dell'ordine, a tutti quei cittadini e volontari che si sono immediatamente prodigati per far fronte all'emergenza, con coraggio spassionato, per mettere in sicurezza il territorio. Alcune azioni di tipo difensivo e meccanico-idraulico non possono, però, essere più tralasciate; anzi, devono trovare immediate realizzazioni.