[ddlpres]

I beni conferiti in un fondo di sostegno non sono ricompresi ai fini della disciplina di cui agli articoli 536 e seguenti del codice civile nella massa ereditaria dell'istituente sino al 25 per cento del controvalore della massa ereditaria medesima. Le eventuali eccedenze sono imputate alla massa ereditaria e sono assimilate a tutti gli effetti a donazioni a favore del beneficiario. In ogni caso sono esentati dal conferimento in collazione ereditaria il controvalore del 10 per cento dei beni residui, destinato in base alle prescrizioni di cui all'articolo 3, comma 6. 2. Non è ammessa l'azione revocatoria fallimentare, ai sensi dell'articolo 67 del regio-decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, dell'atto di conferimento dei beni nel fondo di sostegno, né l'azione di inefficacia prevista dall'articolo 64 del medesimo regio decreto, limitatamente ai beni il cui controvalore complessivo non eccede la somma di euro cinquecentomila. L'istituente, al momento dell'istituzione del fondo di sostegno, dichiara i valori di mercato dei beni componenti il fondo e tale dichiarazione fa fede sino a prova contraria. Per individuare i beni il cui controvalore si colloca al di sotto di tale importo, si fa riferimento all'ordine di elencazione riportato nell'atto istitutivo del fondo. L'azione in ogni caso non puo essere promossa per gli atti compiuti entro l'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento. 3. Non è soggetto all'azione revocatoria ordinaria, ai sensi dell'articolo 66 del regio-decreto 16 marzo 1942, n. 267, l’atto di conferimento dei beni nel fondo di sostegno, limitatamente ai beni il cui controvalore complessivo non eccede la somma di cinquecentomila euro. L'istituente, al momento dell'istituzione del fondo di sostegno, dichiara i valori di mercato dei beni componenti il fondo e tale dichiarazione fa fede sino a prova contraria. Per individuare i beni il cui controvalore si colloca al di sotto di tale importo, si fa riferimento all'ordine di elencazione riportato nell'atto istitutivo del fondo di sostegno. Il creditore può domandare l'inefficacia dell'atto nei modi previsti dagli articoli 2901 e seguenti del codice civile solo per i beni che non si collocano al di sotto di tale importo, ferme restando le condizioni di cui all'articolo 2901 del codice civile. L'azione di revocatoria è soggetta al termine di decadenza di cinque anni decorrenti dalla stipula dell'atto. 4. Gli aventi causa dell'istituente non possono promuovere azioni esecutive individuali o concorsuali sui beni facenti parte del fondo di sostegno, fatto salvo quanto disposto dai commi 2 e 3. 5. Chiunque può chiedere in sede contrattuale che la controparte persona fisica, nei contratti di valore superiore a cinquantamila euro dichiari l'esistenza o meno di congiunti per i quali ricorrono le condizioni per l'istituzione di un fondo di sostegno. La controparte è libera di indicare o meno tale circostanza, ma se si rifiuta di rendere tale dichiarazione o la rende falsamente, qualora assuma la qualifica di istituente, decade dai benefici in termini di revocatoria spettanti ai sensi dell'articolo 6 della presente legge. Art. 7. (Regime fiscale) 1. La costituzione del fondo di sostegno è soggetta ad imposta di registro in misura fissa a carico del fondo stesso ed è esente da imposta di bollo. La tariffa notarile si applica in misura ridotta al 50 per cento. Il notaio che redige l'atto per la costituzione del fondo di sostegno è tenuto a chiedere il rilascio del numero di codice fiscale e ad ottenere l'iscrizione del fondo di sostegno all'albo a tal fine istituito presso l'Agenzia per le ONLUS. 2. Ai fini del trattamento tributario nei confronti degli istituenti, i conferimenti di beni immobili e mobili, materiali e immateriali: a) non danno luogo a plusvalenze tassabili in capo agli istituenti; b) sono soggetti ad imposta di registro, a imposta ipotecaria e a imposta catastale in misura fissa. È altresì applicata nella misura fissa di duecentocinquanta euro l'eventuale imposta di trascrizione che risultasse dovuta; c) comportano l'applicazione delle tariffe notarili in misura ridotta del cinquanta per cento. 3. Gli importi pari al valore normale dei predetti beni, sono ammessi in deduzione ai fini dell'imposta personale sui redditi (IRPEF) dal reddito di ciascun istituente che ha conferito i beni, entro il limite massimo di duecentocinquanta euro complessivi, da ripartire in quote costanti per un decennio. 4. I conferimenti effettuati al fondo di sostegno da enti pubblici o privati, anche sotto forma di contributo, non costituiscono reddito e non sono soggetti a ritenuta d'acconto. Detti contributi possono essere dedotti dal reddito del soggetto erogante fino al 50 per cento del loro ammontare fino ad un massimo di duecentocinquantamila euro complessivi, da ripartire in quote uguali per un periodo di un decennio. 5. I beni conferiti producono redditi solo in capo al fondo di sostegno secondo le disposizioni seguenti. Tali redditi non si cumulano con quelli propri del soggetto beneficiario. 6. I beni immobili conferiti producono redditi fondiari determinati in misura effettiva o, in mancanza, sulla base dei valori catastali automatici; sono assoggettati ad imposta sostitutiva con aliquota del 12,50 per cento; sono esenti ai fini dell'imposta municipale propria (ICI). 7. I beni mobili registrati sono esenti dalla tassa di possesso. 8. Le plusvalenze e i frutti dei titoli obbligazionari sono soggetti a ritenuta a titolo di imposta con aliquota del 12,5 per cento. Le plusvalenze e i frutti dei titoli azionari sono soggetti nella misura del 40 per cento a imposta sostitutiva con aliquota del 12,50 per cento. I frutti dei conti correnti bancari e dei certificati di deposito sono soggetti a ritenuta a titolo di acconto con l'aliquota applicabile agli enti non lucrativi ai sensi delIa disciplina vigente. 9. Gli utili dei fondi comuni di investimento, al momento della loro percezione, producono un credito di imposta con l'aliquota del 15 per cento e sono soggetti ad imposta sostitutiva del 12,50 per cento. 10. I frutti e le plusvalenze degli investimenti in valuta sono soggetti ad imposta sostitutiva con aliquota del 12,50 per cento. 11. Gli atti di disposizione sui propri beni posti in essere dal fondo di sostegno sono esenti dall'imposta di bollo; le imposte di registro, ipotecarie e catastali eventualmente dovute si applicano in misura fissa; detti atti comportano l'applicazione delle tariffe notarili in misura ridotta del 50 per cento. 12. Le plusvalenze derivanti da eventuali cessioni di beni immobili o mobili, esclusi i titoli azionari, obbligazionari e similari, sono escluse da imposte presenti e future. Tutti gli atti posti in essere per la gestione del fondo di sostegno sono esenti da imposta di bollo. 13. Le spese documentate sostenute dal gestore a favore del beneficiario, laddove ne ricorrano le condizioni, sono deducibili ovvero, detraibili dal reddito personale del beneficiario medesimo. Art. 8. (Obblighi informativi) 1.