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Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04843 MALLEGNI GASPARRI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 56 del decreto-legge n. 18 del 2020, cosiddetto cura Italia, e successive modifiche, ha disposto misure di sostegno finanziario in favore delle microimprese e delle piccole e medie imprese, in considerazione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, riconosciuta quale evento eccezionale e di grave turbamento dell'economia ai sensi dell'articolo 107 del Trattato sul funzionamento della UE, prevedendo limiti alla revoca degli affidamenti bancari, la sospensione dei pagamenti di mutui e leasing e il potenziamento del fondo di garanzia; in particolare, al comma 2, ha previsto che, al fine di sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall'epidemia, le micro, le piccole e le medie imprese possono avvalersi dietro comunicazione (in relazione alle esposizioni debitorie nei confronti di banche, di intermediari finanziari autorizzati previsti dall'articolo 106 del testo unico della finanza, di cui al decreto legislativo n. 58 del 1998, e successive modifiche, e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia) delle seguenti misure di sostegno finanziario: a) per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se successivi, a quella di pubblicazione del decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 gennaio 2021; b) per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 gennaio 2021 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 31 gennaio 2021 alle medesime condizioni; c) per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 gennaio 2021 è sospeso sino al 30 gennaio 2021 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l'assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale; il 2 aprile 2020, per fronteggiare la diffusione della pandemia, l'Autorità bancaria europea (EBA) ha emanato delle linee guida che prevedevano per le banche di non classificare come " forborne " tutte quelle esposizioni per le quali le banche avessero concesso, entro il 30 giugno 2020, modifiche al piano di rimborso in virtù di misure legislative e non legislative; il 25 maggio 2020, l'Associazione bancaria italiana (ABI) ha emanato il secondo addendum all'accordo per il credito 2019 che, tra l'altro, prevedeva la possibilità per le banche di offrire modalità e soluzioni operative migliorative rispetto a quelle previste dal precedente addendum e, in particolare, di estendere la durata della sospensione dei pagamenti dei mutui fino a 24 mesi per le imprese appartenenti a specifici settori o filiere con maggiori difficoltà di ripresa dai danni conseguenti all'emergenza sanitaria da COVID-19; il 18 giugno 2020, l'EBA ha prorogato di ulteriori 3 mesi il termine per la concessione delle moratorie da parte delle banche senza provvedere alla classificazione come forborne ; il 21 settembre 2020, l'EBA ha confermato la fine del regime di tolleranza e invitato le banche a ritornare alle consuete prassi (classificazione forborne delle misure sospensione accordate a controparti in stato di difficoltà finanziaria); il 2 dicembre 2020, l'EBA ha pubblicato i nuovi orientamenti da applicare alle moratorie legislative e non legislative: 1) ha riattivato le linee guida sulle moratorie introducendo nuovo termine entro il quale applicarle (31 marzo 2021), in sostituzione della precedente data (30 settembre 2020); 2) ha assunto che maggiore è la durata della sospensione tanto maggiore è il rischio che il debitore si trovi a fronteggiare uno stato di difficoltà; 3) ha introdotto un vincolo sulla durata complessiva della dilazione di pagamento (massimo 9 mesi); il 17 dicembre 2020 l'ABI ha emanato il nuovo addendum all'accordo per il credito 2019 con il quale proroga al 31 marzo 2021 (adeguandosi alle linee guida EBA del 2 dicembre 2020) il termine per la presentazione delle domande di accesso alla sospensione del pagamento della rate dei finanziamenti e sancisce che la durata massima di sospensione delle rate non potrà in ogni caso superare il periodo di 9 mesi (adeguandosi alle linee guida EBA), disponendo, inoltre, che la durata massima della sospensione del pagamento delle rate (9 mesi) è diminuita degli eventuali periodi di sospensione del pagamento delle rate già accordati sullo stesso finanziamento in conseguenza dell'emergenza sanitaria da COVID-19, in attuazione dell'articolo 56 del decreto-legge n. 18 del 2020 e successive modifiche, ovvero dell'accordo per il credito 2019, come modificato dai predetti addenda ; i commi da 248 a 254 dell'art. 1 della legge n. 178 del 2020 (legge di bilancio per il 2021) dispongono la proroga dal 31 gennaio al 30 giugno 2021 delle misure di cui al suddetto articolo 56, tra cui la sospensione dei termini di pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 giugno 2021, specificando che la proroga della moratoria opera automaticamente senza alcuna formalità, salva l'ipotesi di rinuncia espressa da parte dell'impresa beneficiaria, da far pervenire al soggetto finanziatore entro il termine del 31 gennaio 2021 o, per talune imprese del comparto turistico, entro il 31 marzo 2021, si chiede di sapere quale urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché si possa riportare a 24 mesi la durata massima della sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti, alla luce della proroga delle misure di sostegno alle micro, piccole e medie imprese di cui ai citati commi da 248 a 254 dell'art. 1 della legge n. 178 del 2020. Atto n. 4-04844 MARIN IWOBI SAPONARA PIROVANO AUGUSSORI CANDURA TESTOR RICCARDI ZULIANI TOSATO RIVOLTA BERGESIO FERRERO ALESSANDRINI PISANI Pietro PIANASSO VALLARDI DORIA ARRIGONI PUCCIARELLI PITTONI CORTI Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo una recente ordinanza del Tribunale ordinario di Roma, sezione diritti della persona e immigrazione, resa il 18 gennaio 2021, la procedura delle riammissioni informali sul confine italo-sloveno, secondo la prassi adottata dal Ministero dell'interno in attuazione dell'accordo bilaterale con la Slovenia, sarebbe illegittima; l'ordinanza è stata emessa all'esito di un procedimento cautelare d'urgenza presentato a ottobre 2020 da un immigrato pakistano contro il Ministero.