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Per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 192 del 1997 alla previsione del deposito si è aggiunta l'ovvia possibilità di ottenere copia degli atti depositati. Il decreto legislativo n. 216 aveva integrato  aggiungendovi i due periodi dei quali il decreto legge in conversione dispone l'abrogazione - il comma 3 dell'articolo 293 del codice di procedura penale con la previsione secondo cui il difensore ha diritto di esaminare ed estrarre copia dei verbali delle comunicazioni e conversazioni intercettate, nonché di ottenere la trasposizione delle registrazioni su un supporto idoneo. La lettera l ) introduce modifiche di coordinamento (conseguenti alle modifiche e alle abrogazioni previste dal decreto-legge in conversione) all'articolo 295, in materia di verbale di vane ricerche, ripristinando anche in questo caso la formulazione antecedente al decreto legislativo n. 216. La lettera m ) aggiunge un ulteriore comma all'articolo 415- bis , relativo all'avviso all'indagato della conclusione delle indagini preliminari. Il nuovo comma 2- bis prevede che nel caso in cui non si sia proceduto ai sensi dei commi 4, 5 e 6 dell'articolo 268 del codice di procedura penale, l'avviso contiene anche l'avvertimento che l'indagato e il suo difensore hanno facoltà di esaminare per via telematica gli atti relativi ad intercettazioni ed ascoltare le registrazioni ovvero di prendere cognizione dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche e che hanno facoltà di estrarre copia delle registrazioni o dei flussi indicati come rilevanti dal pubblico ministero. La nuova disposizione riconosce inoltre al difensore la facoltà, entro il termine di venti giorni, di depositare l'elenco delle ulteriori registrazioni ritenute rilevanti e di cui chiede copia. Su tale istanza provvede con decreto motivato il Pubblico Ministero. Nel caso di reiezione dell'istanza o di contestazioni sulle indicazioni relative alle registrazioni ritenute rilevanti il difensore può avanzare al giudice istanza affinché si proceda nelle forme di cui al comma 6 dell'articolo 268 del codice di procedura penale. La lettera n ) sopprime  ripristinando anche in questo caso il testo antecedente al decreto legislativo n. 216  il comma 4- bis dell'articolo 422 del codice di procedura penale in tema di attività di integrazione probatoria del giudice. L'articolo 422 del codice di procedura penale prevede che quando il giudice ritiene di non essere in grado di decidere sulla base del materiale di cui dispone dopo le conclusioni indicate dall'articolo 421 del codice di procedura penale ivi inclusa la documentazione di indagini autonomamente condotte dalle parti e quindi allo stato degli atti ovvero quando il giudice deve valutare la non necessità di ordinare il completamento delle indagini (articolo 421- bis ), il giudice può disporre, anche d'ufficio l'assunzione di prove delle quali appare evidente la decisività ai fini della sentenza di non luogo a procedere. I poteri istruttori del Giudice per l'udienza preliminare (Gup) si estendono anche ai mezzi di ricerca della prova, come prevede espressamente il comma 4- bis introdotto dal decreto legislativo n. 216 il quale richiama le conversazioni o comunicazioni intercettate e non acquisite al fascicolo che il Gup utilizza per decidere circa il vaglio sull'esercizio dell'azione penale da parte del Pubblico Ministero. Il comma 4- bis del quale il decreto legge in conversione prevede la soppressione  stabilisce che devono applicarsi, in questi casi, purché compatibili, gli articoli 268- ter e 268- quater . Si tratta di una previsione ritenuta a garanzia dell'imputato, anche nella prospettiva dell'opzione esercitabile in funzione della definizione del procedimento nelle forme del giudizio abbreviato. La lettera o ) aggiunge un ulteriore comma all'articolo 454 del codice di procedura penale. Il nuovo comma 2- bis prevede che nel caso in cui non si sia proceduto ai sensi dei commi 4, 5 e 6 dell'articolo 268 del codice di procedura penale, con la richiesta di giudizio immediato il Pubblico Ministero deve depositare anche l'elenco delle intercettazioni di comunicazioni e conversazioni o dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche rilevanti ai fini probatori. La nuova disposizione riconosce inoltre al difensore la facoltà di depositare, entro quindici giorni dalla notifica all'imputato e alla persona offesa della richiesta di giudizio immediato del Pubblico Ministero (articolo 456, comma 4 del codice di procedura penale), l'elenco delle ulteriori registrazioni ritenute rilevanti e di cui chiede copia. Sull'istanza provvede il Pubblico Ministero con decreto motivato. In caso di rigetto dell'istanza, o di contestazioni sulle indicazioni relative alle registrazioni ritenute rilevanti, il difensore può avanzare al giudice istanza affinché si proceda nelle forme dell'articolo 268, comma 6. La lettera p ) interviene sull'articolo 472 del codice di procedura penale in materia di dibattimento a porte chiuse, ripristinando la formulazione del comma 1 antecedente al decreto legislativo n. 216 del 2017: questo, a tutela della riservatezza, aveva previsto che il giudice dispone che si proceda a porte chiuse alle operazioni previste dall'articolo 268- ter in riferimento alla procedura volta ad acquisire ulteriori risultati dell'attività di captazione prodotta dal Pubblico Ministero, quando le parti rinnovano richieste non accolte o richiedono acquisizioni anche ulteriori e quando le ragioni della rilevanza a fini di prova emergono nel corso dell'istruzione dibattimentale. Proprio quest'ultima previsione è abrogata dal decreto legislativo in conversione. La lettera q ) abroga gli articoli 268- bis (Deposito di verbali e registrazioni), 268- ter (Acquisizione al fascicolo delle indagini), 268- quater (Termini e modalità della decisione del giudice) e 493- bis (Trascrizione delle intercettazioni) del codice di procedura penale. Il comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge in conversione apporta modifiche alle disposizioni di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale. Si tratta di un intervento funzionale ad una complessiva risistemazione della norma, dalla quale vengono espunti riferimenti anacronistici, quale il riferimento ai nastri contenenti le registrazioni (termine sostituito con quello di "supporti"). Di particolare rilievo è la disciplina prevista da tale disposizione con riguardo alle intercettazioni mediante trojan . La lettera b ) del comma 2 interviene invece sull'articolo 89- bis delle predette disposizioni, relativo all'archivio delle intercettazioni, rivedendone la disciplina secondo modalità che incentivano la digitalizzazione degli archivi, tutelino la segretezza dei dati e la regolamentazione delle modalità di accesso. La lettera c ) apporta una modifica di coordinamento al comma 1- bis dell'articolo 92 disposizioni attuative del codice di procedura penale. Il comma 3 dell'articolo 2 demanda ad un decreto del Ministro della giustizia la definizione dei requisiti tecnici dei programmi informatici funzionali alle intercettazioni mediante trojan , programmi informatici che, ai sensi del comma 4, devono avere caratteristiche tali da garantire affidabilità, sicurezza ed efficacia.