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Il senso del referendum è dare modo ai cittadini di esprimersi indipendentemente dai partiti, che non sono brutti e cattivi, o dai movimenti - li si chiami come si vuole - che hanno fatto già il loro lavoro, hanno i loro rappresentanti in Parlamento che hanno votato delle leggi e, in questo caso, hanno votato la riforma costituzionale. Vogliamo dare modo ai cittadini di esprimersi in modo indipendente ed evitare che la campagna sia per le elezioni regionali con annesso qualcuno che dirà come votare al referendum . Quasi tutti, nello stesso modo, diranno di votare pensando di raccattare qualche voto in più, andando a raccontare che l'Italia è il Paese che ha più parlamentari in tutto il mondo. Al contrario, se facciamo un confronto con l'unico Paese dell'Unione europea che ha realmente un numero di parlamentari inferiore all'Italia rispetto alla popolazione, che è la Germania, rileviamo che ha molti più rappresentanti politici eletti e pagati dell'Italia. È vero che in Germania ci sono solo 707 deputati e non vi è un vero Senato, ma, poiché è uno Stato federale e c'è un Parlamento per ciascuno dei 16 sedici land che lo costituiscono, ha un totale di 1.900 rappresentanti equivalenti ai nostri consiglieri regionali, che, invece, sono circa 850. Dunque, i legislatori tedeschi sono circa il doppio dei legislatori italiani. Ma non basta perché, al di sotto di quel livello e al di sopra del livello comunale, noi abbiamo le Province che, pur se sono state scardinate e devastate dalla riforma Delrio, ancora esistono, non hanno risorse i cui consiglieri non sono eletti dal popolo e non sono pagati. Sarebbero state 107, ma poi ci sono state varie e strane riforme. In Germania ci sono i distretti, che sono ben 294, per un totale di 18.000 rappresentanti, equivalenti ai nostri consiglieri provinciali: tutti pagati. I Comuni in Germania, rispetto alla popolazione, solo in proporzione: in Italia sono meno di 8000, mentre in Germania sono più di 10.000. E tutti i sindaci sono pagati assai di più dei sindaci italiani e forse sono meno soggetti a interventi da parte della magistratura nei loro confronti; magistratura che, quando interviene giustamente, è la benvenuta e svolge molto bene il suo lavoro; quando, invece, se la prende con un sindaco perché c'è stata una frana in una frazione del suo Comune e, dunque, capita qualche disgrazia, è colpa del sindaco stesso, e allora i problemi sono maggiori. Vogliamo fare in modo di dare un'informazione di questo genere agli italiani, anziché raccontare loro che la rovina di tutto è davvero una rappresentanza democratica? Magari, prendiamo esempio dalla Cina, che ha pochi parlamentari rispetto a una popolazione di un miliardo e mezzo di persone? O magari dal Venezuela o dall'Iran, dove il Parlamento è sottoposto all'autorità del leader religioso? (Applausi). Sono questi gli esempi che volete portare in Italia? Diamo modo agli italiani di esprimersi e di capire. Poi decideranno, perché il popolo è sovrano. (Applausi). PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale presentata, con diverse motivazioni, dal senatore Pagano e altri senatori (QP1), dal senatore La Pietra e altri senatori (QP2), riferita al disegno di legge n. 1845. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . (Il senatore Iannone consegna alla Presidenza una dichiarazione di intenzione di voto a favore dell'approvazione della questione pregiudiziale che non è stata registrata). Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1845 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, recante disposizioni urgenti in materia di consultazioni elettorali per l'anno 2020 (Approvato dalla Camera dei deputati) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1845, già approvato dalla Camera dei deputati. Ha facoltà di intervenire il presidente della 1 a Commissione permanente, senatore Borghesi, per riferire sui lavori della Commissione. BORGHESI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, essendoci stato assegnato il provvedimento nella giornata di martedì, la Commissione non è riuscita a terminarne l'esame. Abbiamo svolto un breve ciclo di audizioni, la discussione generale e abbiamo trattato gli ordini del giorno. Non siamo però in grado, come Commissione, di terminare i lavori. PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, in relazione a quanto riferito dal senatore Borghesi, il disegno di legge n. 1845, non essendosi concluso l'esame in Commissione, sarà discusso nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati senza relazione, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, la discussione sulla questione pregiudiziale penso abbia fatto comprendere a chi ha voluto seguirla che il decreto-legge di cui stiamo parlando oggi è veramente frutto di un Governo che è nato ad agosto - come è accaduto nell'agosto scorso tra l'altro con una trattativa che non finiva mai - perché solo un tale Governo poteva partorire una ipotesi come quella che oggi stiamo per discutere. Una serie di questioni non funziona con riferimento a questo decreto-legge. Non ripeto quello che è già stato detto in sede di discussione sulla questione pregiudiziale dai senatori Pagano e Malan, ma siamo dinanzi ad alcune anomalie che devono rimanere agli atti. La prima questione sostanziale è che viene deciso, di fatto, il giorno in cui si va a votare - sarà il 20 settembre - attraverso un decreto-legge, e già questa è un'anomalia abbastanza inconsueta in una materia che di solito è oggetto quantomeno di uno scambio fra tutte le forze politiche. Non solo si tratta di un decreto-legge, ma è addirittura non condiviso con le opposizioni. I nostri colleghi alla Camera, quando l'hanno discusso, ve lo hanno detto in tutti i modi e non poteva, ovviamente, essere condiviso perché è la forma più chiara e plastica di una mancanza di autorevolezza da parte del Governo nel suo dialogo con le opposizioni. Non riuscire a trovare un punto di caduta neanche in una materia come questa, e cioè una data per lo svolgimento di consultazioni elettorali, direi che è il massimo. Addirittura, poi, arrivare ad abbinare delle elezioni comunali, regionali e quant'altro, che sono di natura politica, con il referendum confermativo, che è di natura costituzionale, è il massimo e non dico dell'abominio, ma davvero non so a chi possa essere venuto ciò in mente e dal punto di vista non solo giuridico, ma anche dell'opportunità. I referendum costituzionali, da che mondo è mondo, sono stati sempre molto capiti e ben partecipati dagli italiani, e tutti i Governi ci hanno "rimesso le penne" prendendoli sotto gamba. È così: gli italiani non amano che si tocchi la Costituzione senza aver espresso la propria opinione. Il fatto che questo è un referendum che magari può avere un risultato scontato non significa che non debba essere trattato con rispetto e non confuso con le elezioni.