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L'ambiente, in sintesi, viene tutelato non già preservando lo status quo , bensì attraverso attività di bonifica dei siti inquinati, ripristino dei territori deturpati e rigenerazione ambientale, paesaggistica e urbana. In conclusione, oggi tutelare l'ambiente è basilare perché ci sia un futuro. Non si può più derogare per nessun motivo, né semplificare un qualsiasi intervento sacrificando l'ambiente. È certamente la via più semplice, ma anche la più diretta scorciatoia per precipitare nell'abisso. È invece necessario migliorare l'ambiente da un punto di vista fisico, biologico e soprattutto etico. Ecosostenibilità, giustizia, condivisione, pace, libertà e solidarietà devono oramai guidare ogni nostra azione: con la modifica costituzionale che oggi cominciamo ad approvare sarà più facile e garantito. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, cari colleghi del Governo, autorevoli colleghi senatori, quando si arriva in Aula e si discute di un disegno di legge costituzionale, tutti quanti dovremmo essere particolarmente attenti e sensibili al ruolo di legislatori, rispetto al quale un momento come questo, cioè quello della modifica della nostra Costituzione, appare il più alto. È l'esperienza più significativa per chi viene eletto in Parlamento e sente di dover intervenire addirittura sulla Carta costituzionale, che è stata redatta alla fine della Seconda guerra mondiale e ci ha consentito di diventare un Paese democratico, proiettato lo sviluppo e una nuova vita. Ebbene, personalmente, da appassionato della nostra Costituzione e anche in virtù del mio partito, Forza Italia, che ne ha avuto sempre un profondo rispetto, ho sempre avuto a mia volta un atteggiamento particolarmente rispettoso verso di essa: proprio per questo, sono assolutamente convinto che non si possa intervenire in modo episodico - o, addirittura, a rate - per modificare una Carta costituzionale che è stata pensata, studiata, elaborata, redatta e approvata dai nostri Padri costituenti nel suo insieme. Per questo, in 1 a Commissione - i colleghi di Forza Italia, che mi accompagnano in questa meravigliosa esperienza, possono testimoniarlo - mi sono sempre fieramente opposto in più occasioni a intervenire sulla nostra Costituzione a rate, come se si potesse fare: non è possibile invece intervenire su di essa, se non con un progetto armonico. C'è però un'eccezione alla mia visione armonica della nostra Costituzione e alla necessità di intervenire in modo adeguato e complessivo sui suoi vari titoli e su ciò che i nostri Padri costituenti avevano pensato per noi e per il futuro del Paese, non certo per quel momento storico particolare. In questo caso, evidentemente, quella proiezione ne coglie invece l'essenza più assoluta, e cioè che bisogna intervenire sulla nostra Costituzione non per modificarla a tentoni, ma per integrarla con un principio e un valore che, forse, tanti anni fa non si pensava potessero essere così importanti per la vita quotidiana dei cittadini italiani. Oggi il Paese è profondamente mutato da un'industrializzazione sfrenata, dallo sviluppo economico, da un aumento degli abitanti, quindi da un'antropizzazione sempre più feroce, da una concentrazione dei cittadini nelle grandi città e da una sensibilità verso l'ambiente e la protezione della natura che a quei tempi non si avevano. Per chi è appassionato di Corte costituzionale, ricordo semplicemente che la Consulta è intervenuta in più di un'occasione per stabilire che, laddove si discute di temi che hanno a che vedere con la tutela della salute e del paesaggio, la nostra Costituzione poteva intendere già in quel momento di dover tutelare l'ambiente, automaticamente, in diretta proiezione concetto giuridico che è stato sviluppato più recentemente nel mondo intero e che è divenuto oggi una necessità assoluta. A me ha fatto enormemente piacere ascoltare il primo intervento del presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, il quale, tra le varie riforme che riteneva giusto proporre per questo Governo nell'attuale fase storica del nostro Paese, in un momento così drammatico per la vita di tutti i cittadini, ha sostenuto che non era più possibile rinviare l'inserimento nella nostra Carta costituzionale del principio di tutela dell'ambiente. Questo è un aspetto che ho sposato e a cui ho applaudito, come tutti abbiamo fatto. La nostra Corte costituzionale l'aveva già inteso. Il mondo intero si sta proiettando verso la tutela dell'ambiente, verso l'indicazione di strumenti giuridici e normativi che chiariscano sempre di più che tutelare l'ambiente significa preservare l'ecosistema in cui viviamo per le generazioni future, per coloro che verranno dopo di noi. Noi siamo soltanto dei provvisori possessori di un mondo che verrà lasciato a chi verrà dopo di noi e abbiamo l'assoluto dovere, non il diritto, di preservarlo. Capite bene, dunque, che tutto ciò che ha a che fare con la tutela dell'ambiente e che è opportunamente inserito nei tre articoli di questo disegno di legge costituzionale diventa un passaggio epocale per la nostra Repubblica, per il nostro Paese e soprattutto ci proietta tra quei Paesi che già prima del nostro hanno opportunamente inserito il principio di tutela dell'ambiente nelle proprie Carte costituzionali. Ognuno di noi deve essere consapevole che il mondo è profondamente mutato in questi anni e anche il fatto stesso che la Commissione europea abbia imposto, come condizione per accedere agli aiuti che arriveranno anche in Italia, in quello che viene definito il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il principio che queste risorse non solo dovranno essere spese e bene, ma dovranno essere spese, soprattutto quelle che tendono a proporre degli investimenti sul territorio, in una logica orientata alla tutela dell'ambiente in cui viviamo. La cosiddetta transizione ecologica non è una conquista di questo Governo, ma ormai è un dato di fatto della società moderna. La Commissione europea ha imposto semplicemente al nostro Paese di prevedere nella propria agenda di proiezione economica che qualunque tipo di ammodernamento debba passare attraverso la protezione della natura, il diritto alla salute e all'ambiente salubre, la riduzione degli inquinamenti, non solo per tutelare la salute, ma anche per garantire un ambiente più sano in cui proiettare la vita delle generazioni che verranno. Personalmente, sono sempre stato un appassionato di questo tema, come sa la collega Gallone, che ha fatto parte del comitato ristretto, che ringrazio per l'attività che ha svolto. È giusto ricordare a tutti i senatori, anche a coloro i quali non prendono parte ai lavori della 1 a Commissione, affari costituzionali, che c'è stato un comitato ristretto che ha lavorato duramente, nel quale c'è stato un confronto anche aspro su alcune questioni, ad esempio sul principio di tutela degli animali, per il quale opportunamente è stata individuata una forma di delega al Parlamento per disciplinarne l'applicazione. Rivolgo un ringraziamento al vice presidente Calderoli, perché è stato certamente uno dei nostri padri legislatori. Mi consenta, egregio senatore Calderoli, di dire che merita un applauso, perché si è impegnato molto in tal senso e su questi temi ha dato una proiezione fondamentale al valore che questo Parlamento deve avere. (Applausi) . Concludo il mio intervento dicendo semplicemente che c'è modo e modo di intervenire sulla Costituzione.