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(v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'articolo 4. PATRIARCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, intervengo brevemente per motivare l'astensione del mio Gruppo sugli articoli 3 e 4. Ho parlato di principio di realtà e adesso aggiungo anche il principio di verità. Noi ci asteniamo perché gli articoli 3 e 4 vivono di provvedimenti approvati nella precedente legislatura. L'attuale Governo non fa altro che accelerare procedimenti già previsti in provvedimenti approvati dall'Esecutivo precedente. Quindi, nulla a che vedere con la manovra di bilancio, cui fa riferimento il ministro Bongiorno. Vedremo la legge di bilancio e quello che accadrà e sentiremo cosa ci dirà sui temi del pubblico impiego. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.7, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.12, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.0.14 (testo 2). BERTACCO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERTACCO (FdI) . Signor Presidente, mi permetto di segnalare che - secondo me - c'è un errore nel testo dell'emendamento 4.0.14, perché si fa riferimento all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Se ricordo bene, si dovrebbe invece trattare dell'articolo 3, comma 3. PRESIDENTE . Senatore Bertacco, il testo dell'emendamento 4.0.14 è stato riformulato a seguito del parere espresso dalla Commissione bilancio. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.14 (testo 2), presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.15, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.17, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 5, sul quale è stato presentato un emendamento che si intende illustrato e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. DE VECCHIS, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario. FANTINATI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'articolo 5. TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, preannuncio che il nostro voto sull'articolo 5 sarà contrario. Come hanno già detto i miei colleghi, nel provvedimento c'è molto poco di concreto e sul tema oggetto dell'articolo 5 c'è praticamente poco più di nulla. È vero che si affronta il tema dei dipendenti pubblici e delle amministrazioni pubbliche che hanno avuto in carico dei buoni pasti, ma si lascia totalmente fuori tutto il tema delle tante piccole aziende che hanno acquistato buoni pasto per darli ai loro lavoratori, dei tanti esercizi di distribuzione, a volte molto piccoli, che li hanno presi in carico, fornendo in cambio merce e prodotti, e che si trovano con in mano quel giocattolo che non serve assolutamente a nulla. Credo che su questo la concretezza avrebbe richiesto uno sguardo più ampio, che andasse incontro a tutti i problemi che c'erano. Noi avevamo presentato l'emendamento 5.2, che è stato dichiarato inammissibile, e crediamo veramente che tutti gli esercizi commerciali e le micro, piccole e medie imprese che oggi hanno in carico buoni pasto non pagati debbano avere una risposta. In questo caso, assolutamente si fa finta di sorvolare il problema e credo che questa non sia concretezza. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). TOFFANIN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FI-BP) . Signor Presidente, insisto nel sottolineare veramente l'importanza e l'attenzione che si doveva dare all'attività dei pubblici esercizi, che sono aziende private, micro e medie imprese che svolgono un servizio per la collettività. Purtroppo non è stato dato ascolto alle tante realtà che sono state messe in difficoltà da una società emettitrice di buoni pasto selezionata - lo ricordo bene - da Consip. C'è, quindi, una responsabilità anche dello Stato: è una responsabilità di Consip non avere controllato e vigilato perché la situazione di criticità di questa società emettitrice era nota da tempo. Quindi, c'è una grande responsabilità. Attenzione: mettiamo in difficoltà non solo le aziende a cui non è stato pagato il servizio che hanno effettuato, ma l'intero settore dei buoni pasto, un comparto che - lo ricordo - vale 3 miliardi. Quando uno dei player di questo settore viene meno - questa è la situazione e il grido di allarme che sta venendo dai pubblici esercizi - ci rimetterà l'intero comparto, e quindi società emettitrici, aziende pubbliche o private che forniscono il servizio ai propri dipendenti, tutti i lavoratori che si avvalgono dei buoni pasti. Andiamo a creare un danno davvero notevole a questo comparto. Ricordo che con il decreto dignità abbiamo già registrato difficoltà rilevanti: rammento in tal senso il dato di Assolavoro di questi giorni, che ha rilevato una perdita di 53.000 posti di lavoro per colpa del citato provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non mettiamo ulteriormente in difficoltà il mondo del lavoro, perché non possiamo permetterci di creare posti di lavoro pubblici e di perdere molti posti di lavoro privati. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non possiamo e non ce lo possiamo permettere. (Applausi dal Gruppo FI-BP e dei senatori Boldrini e Steger) . Avete detto che il provvedimento in esame riguarda la pubblica amministrazione. Credo, però, che in ogni caso un provvedimento così eterogeneo da qualche punto di vista avrebbe sicuramente potuto accogliere le istanze di aziende private messe in difficoltà anche per colpa della pubblica amministrazione. Noi non ci diamo per vinti e di sicuro le istanze che avevamo avanzato per dare risposta a tante aziende le ripresenteremo anche nel disegno di legge sulla bilancio, in cui chiederemo veramente risposte urgenti ed efficaci.