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Dopo la pandemia lo smart working rientrerà sempre di più tra i servizi di welfare aziendale, non solo al fine di conciliare in maniera flessibile tutti i momenti della giornata, ma anche per garantire ai lavoratori una maggiore autonomia temporale nell'espletamento dei propri compiti e delle proprie mansioni. Si parla sempre più di smart welfare per definire le nuove esigenze dei lavoratori, con le quali dovremo continuare a confrontarci per offrire soluzioni e adeguato supporto. Proprio domani in quest'Aula si tratterà un altro importante provvedimento a sostegno delle famiglie e delle imprese, che mette molte pezze agli errori fatti nel passato. Oggi, consapevoli di aver lavorato bene per il Paese, Italia Viva esprime convintamente il voto favorevole al decreto-legge in discussione. Le sfide che ci attendono sono comunque tante e molto difficili, ma prima di qualsiasi altra cosa dobbiamo pensare alla ripartenza e dobbiamo ripensare alla crescita, al debito buono del Piano nazionale di ripresa e alle riforme che l'Europa si aspetta da noi e che servono soprattutto all'Italia e a noi italiani. (Applausi) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, ci accingiamo anche noi a fare il nostro intervento di protesta, posto che, come è noto, anche gli interventi di protesta hanno un ruolo specifico nell'equilibrio dei poteri tra maggioranza e opposizione. Poi, se vogliamo anche derubricarli a fastidio, a ronzio, a disturbo, evidentemente abbiamo una cultura delle istituzioni un po' criptica, un po' d'antan , che ricorda altri periodi, magari forse un po' più bui, del secolo scorso. Chiusa questa parentesi, signor Presidente, mi lasci ringraziare invece il collega De Vecchis, che questa mattina ha riportato nella sede opportuna un dramma accaduto due giorni dopo il 1° maggio: il dramma - che evidentemente i colleghi ricordano - è quello della povera Luana D'Orazio, l'ennesima morte sul lavoro. Non è una morte bianca, com'è volgarmente chiamata, ma una morte drammatica e tragica sul lavoro. È stata una notizia che ha rischiato di essere cancellata per via di questa celebrazione del 1° maggio che ha catturato l'attenzione sugli influencer , sul loro cappellino e sulla necessità di catturare i social , trasformando quella che avrebbe dovuto essere una giornata per celebrare il lavoro e per celebrare un dramma (quello del lavoro che non c'è) in una giornata di confronto sulle amenità dei social e su chi va dietro a certe amenità. Grazie al collega De Vecchis noi oggi abbiamo tentato di riportare l'argomento almeno all'attenzione delle Assemblee parlamentari. Lo stesso ringraziamento, signor Presidente, non posso farlo alla conduzione d'Aula che l'ha preceduta, perché chiedere il minuto di silenzio dopo che il collega De Vecchis aveva attenzionato questo tema è stato un passaggio a dir poco trasandato e distratto. Chiudo così l'ulteriore parentesi quadra e mi accingo a trattare il tema all'ordine del giorno, che è quello di un provvedimento su cui oggi siamo chiamati a discutere ma facendo una discussione che, come dire, se fosse un amore sarebbe platonico: questo provvedimento infatti ha già spirato i suoi effetti; per ammissione di tanti degli intervenuti è una sorta di atto dovuto, che ha visto l'Assemblea del Senato impegnata a ratificare, senza neanche la minima possibilità di migliorarlo, un provvedimento già spirato. In Commissione stamattina, per esempio, questa cosa è emersa plasticamente, anche nella indisponibilità - lo dico ai colleghi che hanno sollecitato questo atteggiamento da parte di Fratelli d'Italia - a trasformare i nostri emendamenti in auspici, cioè in ordini del giorno. Ci è stata chiesta questa ulteriore disponibilità su vicende di assoluto buonsenso, su cose che abbiamo illustrato bene in Commissione e che fanno parte del dibattito quotidiano che impegna i nostri concittadini. Per esempio, ne dico una che vado spiegando e dicendo da più di un anno in quest'Aula: fare un numero sufficiente di tamponi e di test per individuare l'infezione da Covid-19 nei famosi asintomatici. Come ho spiegato stamattina in Commissione ai colleghi, esistono ormai anche le canzonette che trattano della necessità di scovare gli asintomatici, ma non esistono i provvedimenti di un Governo e di un Ministro che sembra evidentemente aver paura di trovare i positivi al Covid, ancorché asintomatici o presintomatici, capaci comunque di infettare. Altri emendamenti riguardavano la possibilità delle Regioni di circoscrivere le zone rosse a seconda dell'andamento epidemiologico della curva dei contagi; altri ancora riguardavano la necessità di riaprire le palestre e le piscine o il coprifuoco. Colleghi, si tratta di misure di assoluto buon senso e non di mera protesta, i quali, se avessero trovato spazio almeno nella disponibilità del Governo ad esprimere parere favorevole alla loro trasformazione in ordini del giorno, non avrebbero determinato un disagio così grande, forte, enorme, tale da mettere a repentaglio questa maggioranza ipertrofica, che ha mille problemi, ma l'unico problema che non ha è quello di mettere insieme quattro numeri per superare il passaggio in Aula. In realtà, quello che vi blocca - come ha detto il collega La Russa nel suo intervento dai banchi dell'emiciclo - è che non riuscite ad avere la forza intellettuale di ammettere che ci può essere qualcosa di concreto e di onesto proposto dall'opposizione. Ebbene, non mi sfugge che questo è un gioco delle parti, che ci può stare in condizioni normali, cioè di normale andamento dello scambio democratico dentro l'Aula del Senato; ma non ci può stare in condizioni speciali come questa. La specialità di queste condizioni è data da un lato da un'emergenza che ci trasciniamo da oltre quindici mesi e che ci richiama tutti a un maggior senso del dovere e dall'altro dal fatto che avete una maggioranza così ampia e ipertrofica che evidentemente, invece di aumentare la funzionalità dell'organo (come avviene per ogni ipertrofia), la limita, la condiziona e ne impedisce il regolare funzionamento. Rispetto a tutto ciò, colleghi, l'attività e il lavoro di Fratelli d'Italia si moltiplicheranno per far capire quello che sta accadendo in questo momento assolutamente particolare della politica del nostro Paese. In questo tentativo di spiegare l'inspiegabile e in questo tentativo di riportare alla normalità una condizione del tutto schizofrenica, c'è anche la vicenda che attiene alla da tutti declamata e da nessuno voluta Commissione di inchiesta sull'andamento e la gestione dell'emergenza Covid e sull'intero Servizio sanitario nazionale; istituito con legge quarantatré anni fa. Bene, questa Commissione sarebbe un banalissimo atto dovuto, un ottemperare a un minimo di presenza su un tema drammatico quale quello dell'emergenza Covid-19. Faccio notare, colleghi, che in tutte le legislature è stata istituita una Commissione di inchiesta sul funzionamento del Servizio sanitario nazionale, senza considerare la vicenda Covid-19. Oggi, a oltre quindici mesi dalla proclamazione dello stato d'emergenza, figuriamoci se non sarebbe opportuno che il Parlamento si occupasse di questo banalissimo problema.