[sommcomm]

a definire e sviluppare una strategia italiana di lungo periodo per il Corno d'Africa, nell'ambito delle iniziative del Partenariato con l'Africa, orientata principalmente alla cooperazione nei settori della sicurezza, dello sviluppo e della costruzione dello Stato, nella consapevolezza come quell'area geografica rappresenti un prioritario interesse strategico per il nostro Paese e per l'Unione europea, e, di fronte al rischio correlato alla perdita di monopolio dei rapporti privilegiati con gli Stati africani di quel quadrante, puntando a calibrare gli investimenti di tipo economico, politico e culturale tenendo conto anche dei nuovi attori regionali ed internazionali operanti nell'area, ma anche del legato storico tuttora esistente; a proseguire i suoi sforzi per concorre alla stabilizzazione regionale nell'area del Corno d'Africa anche attraverso la sua partecipazione alle missioni bilaterali ed internazionali a Gibuti e in Somalia; a continuare ad appoggiare le iniziative multilaterali delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e dell'Unione Africana volte alla stabilizzazione delle aree di crisi ed alla promozione della democrazia e della crescita sostenibile nel Corno d'Africa, facendosi altresì interprete proattivo in quelle situazioni di instabilità latente che possano essere foriere di nuova instabilità e di ulteriori rischi sistemici per i Paesi della Regione e, indirettamente, per l'Europa stessa; a coadiuvare fattivamente il Consiglio dell'Unione europea nei suoi sforzi per la definizione di una nuova strategia dell'Unione europea per il Corno d'Africa, in linea con l'approccio globale dell'Unione nei confronti dell'Africa, al fine di imprimere nuovo slancio a questa relazione e sostenere gli interessi politici, economici e di sicurezza europei, rafforzando il partenariato con i paesi del Corno d'Africa e migliorando l'efficacia e la visibilità dell'Unione europea in un contesto sempre più competitivo; a sostenere ogni iniziativa utile a porre fine alle ostilità in atto in Etiopia, scongiurando il rischio che il conflitto aggravi la crisi umanitaria già in atto e produca una destabilizzazione ulteriore dell'intera regione del Corno d'Africa; a destinare quote crescenti di risorse, anche in sede multilaterale, alle iniziative di cooperazione allo sviluppo e di assistenza umanitaria destinate ai Paesi del Corno d'Africa, tenendo conto delle condizioni esistenti sul terreno; a prodigarsi perché, nell'ambito della comunità internazionale e mediante l'Unione europea, sia offerto un contributo fattivo ai Paesi partner del Corno d'Africa per fronteggiare i rischi imposti dalla diffusione del COVID-19, rafforzandone i sistemi sanitari e contribuendo a migliorare la preparazione e le rispettive capacità di risposta e a continuare a contribuire ai meccanismi multilaterali esistenti - ACT-Accelerator e COVAX Facility - volti a promuovere l'equa distribuzione di vaccini e degli strumenti diagnostici e terapeutici contro il COVID-19 e ad altre iniziative volte ad incrementare la capacità di assorbimento in particolare nei Paesi africani; a consolidare ulteriormente le forme di cooperazione rafforzata con l'Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD) sui temi delle migrazioni, della sicurezza alimentare e del contrasto ai fenomeni criminali, della prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti, contribuendo a conferire alla struttura ulteriore rilevanza strategica nel supporto ai processi di pacificazione e stabilizzazione dell'area; a sostenere iniziative quali quelle poste in essere nell'ambito del partenariato tra Unione Europea e Unione Africana, segnatamente relative alla strategia europea per il Corno d'Africa per un contributo ancora più effettivo ai temi della pace e della sicurezza dell'Africa e della regione africana orientale in particolare; a rinnovare l'impegno per la promozione e la valorizzazione dell'insegnamento della lingua italiana nelle scuole e nelle realtà accademiche dei Paesi del Corno d'Africa, consapevoli dell'importanza della comprensione linguistica come volano per il miglioramento dei rapporti bilaterali e per il consolidamento ulteriore degli scambi economici, politici e culturali con quell'area geografica, puntando altresì, ove le condizioni lo consentano, alla riapertura dell'Istituto italiano statale omnicomprensivo di Asmara, alla valorizzazione delle esperienze formative sperimentate presso l'omologo istituto di Addis Abeba e presso l'Università nazionale somala; a ripetere e valorizzare l'esperienza della Rete di Università italiane per il Corno d'Africa quale network qualificante per la promozione della ricerca e della formazione nell'area, valutando altresì la possibilità di aumentare le risorse destinate al finanziamento di borse di studio per i giovani più meritevoli di quei Paesi; a valorizzare il ruolo ed il contributo delle comunità dei cittadini eritrei, etiopi e somali residenti in Italia; a perseguire un'azione volta al rilancio del ruolo e della presenza italiana nell'area, non solo in ragione dei legami storici pregressi, ma anche stante la credibilità politica e diplomatica che l'Italia, con la sua azione improntata all'equilibrio, riconosciuta ed apprezzata dagli stessi Paesi dell'area e dagli altri partner internazionali, ha saputo conquistarsi nel corso degli anni; a valorizzare ulteriormente l'esperienza delle Conferenze Ministeriali Italia  Africa quale strumento coadiuvante del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e del nostro Paese per approfondire e rafforzare ulteriormente il partenariato con i Paesi africani, ed in particolare con quelli del Corno d'Africa. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 949 ( DOC. XXIV, n. 62) La 3 a Commissione, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, e a conclusione dell'esame dell'Affare assegnato sul Documento CCLXI, n. 1, "Prima relazione sulle iniziative finanziate con le risorse del fondo destinato a interventi di sostegno alle popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi, riferite all'anno 2019" (Atto. n. 949); premesso che: l'Affare assegnato ha consentito un'ampia ricognizione sulle iniziative finanziate per l'anno 2019 con le risorse del fondo destinato ad interventi di sostegno alle popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi; l'attività istruttoria, attraverso le audizioni e i documenti acquisiti in tale sede, ha permesso di approfondire lo scenario di riferimento, i progetti avviati, quelli di prossimo avvio e le problematiche in atto, nonché di conoscere il quadro complessivo delle persecuzioni e delle prevaricazioni nei confronti delle minoranze cristiane presenti nelle aree di intervento;