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Troviamo invece, sempre nelle voci di competenza del Ministero dell'economia e delle finanze, un aumento del 10 per cento della voce di bilancio dedicata a immigrazione, accoglienza, e garanzia dei diritti e tutta destinata ai rapporti con le confessioni religiose. Stando alle cifre che ho così elencato non possiamo non pensare a un Paese e ad un Governo che non aiuta le sue imprese, che non aiuta le famiglie e non investe sul futuro dei propri figli. Un assestamento che è tutt'altro che un investimento sul futuro. Il Governo si nasconde però dietro i numeri complessivi e allora può ritenersi soddisfatto così. Con questo assestamento, infatti, l'Esecutivo può ritenersi tranquillo perché la procedura di infrazione è scongiurata, e quindi per un po' l'Europa non ci metterà pressione, tuttavia non ci è chiaro cosa succederà in futuro. A settembre, fra un mese e mezzo, andrà predisposta la legge di bilancio 2020. E io, come ha già fatto il senatore Errani, pongo degli interrogativi e chiedo al Governo: come intende scongiurare l'aumento dell'IVA? Ci sono, e dove, le risorse per farlo? Come possiamo ridurre la tassazione, la vera spada di Damocle per famiglie e imprese? Ha intenzione di introdurre la flat tax come chiediamo a gran voce noi di Fratelli d'Italia? Ha intenzione di introdurre finalmente misure concrete a sostegno delle famiglie e della natalità? Ma soprattutto, cosa intende fare con l'Europa che sorveglia i nostri conti da così vicino? Questo Governo ha intenzione di farsi coraggio e adottare delle misure che siano veramente di rilancio per la nostra economia e il nostro sistema sociale e che vedano per prima cosa una riduzione della pressione fiscale, o ha intenzione di ripetere il teatrino dello scorso anno, Presidente, quando prima ha mostrato i muscoli all'Europa e poi ha piegato la testa e spostato uno zero virgola sul rapporto deficit -PIL per adeguarsi? Purtroppo siamo in presenza di un Esecutivo frutto di un compromesso tra due forze politiche che normalmente non starebbero insieme e si farebbero una dura e reciproca opposizione. Un Esecutivo di questo tipo non può che vivere alla giornata. Vivendo alla giornata non si possono fare progetti. E questa assenza di progettualità si riflette in un'assenza di visione e di programmazione futura. Ancora una volta pesano sui conti pubblici, e di riflesso anche su questo assestamento, le scelte contraddittorie di un Governo che resta un ibrido tra un'anima sensata e che pensa allo sviluppo, che è quella della Lega, e un'anima figlia di veti e di rancore sociale. Il rancore sociale è incompatibile con lo sviluppo del Paese. La coerenza e lo sviluppo non possono stare in questa unione di anime contrapposte ma solo in una unione di centrodestra che veda come perno principale la Lega insieme a Fratelli d'Italia. Questi conti che stiamo per mettere ai voti mettono a nudo l'impossibilità di coesistere di due visioni del mondo. Chiediamo agli amici della Lega di dare a questo Paese un Governo coerente con quello che la maggioranza degli italiani chiede, un Governo capace di difendere gli interessi nazionali, di difendere le frontiere, di dare possibilità ai giovani e non carità a chi non fa nulla. Per noi lo Stato sociale è aumentare le possibilità, non premiare la pigrizia. Questo Paese ha grandi opere pubbliche da fare, ha grandi appuntamenti da rispettare, non è più tempo di veti. Governiamo insieme alla Lega le più importanti Regioni italiane, mettendo in atto politiche capaci di speranze e di sviluppo. Non comprendiamo questa ostinazione della Lega all'impossibile coesistenza con il Movimento 5 Stelle. Non è un mistero che questo Governo non faccia altro che litigare ed è diviso su tutto. Un giorno sì e l'altro pure i giornali ci parlano di crisi di Governo, di Governo al capolinea, di elezioni anticipate. Questa instabilità è il vero punto debole del nostro sistema Paese. Con coscienza e con responsabilità votiamo contro questo provvedimento perché i numeri prodotti da questo Governo nulla aggiungono alle non risposte ai problemi degli italiani. (Applausi dal Gruppo FdI) . MISIANI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, in un Paese normale la discussione del rendiconto e dell'assestamento avrebbe un peso molto rilevante nell'agenda parlamentare. In Italia no: ci si accapiglia molto sulla legge di bilancio e sulle scelte di prospettiva e si discute pochissimo su ciò che è stato, sui risultati ottenuti dal ciclo di bilancio e dall'assestamento del bilancio in corso. In realtà, è una discussione utile per fare il punto sull'andamento della finanza pubblica, sui risultati della politica economica e di bilancio del nostro Paese. Il contesto in cui si svolge questa discussione è indubbiamente difficile, lo abbiamo ricordato più volte: tensioni commerciali e geopolitiche che impattano sull'andamento dell'economia globale e della zona euro; rallentamento della crescita in tante economie avanzate, compresa la nostra; limiti e fragilità di un modello di sviluppo iperfinanziarizzato che, nonostante la grande crisi e a dieci anni dalla stessa, galleggia su una marea di debito pubblico e privato. Dovremmo discutere innanzitutto di questo e di come fronteggiare, con le scelte di bilancio, gli effetti della rivoluzione tecnologica che interesserà milioni di lavoratori in questo Paese, ragionando su quanto stanziamo sulla formazione e sulla riqualificazione dei lavoratori. Dovremmo discutere anche di quali strumenti e di quali politiche mettere in campo per ridurre le disuguaglianze e l'insicurezza sociale che stanno minando la tenuta delle nostre democrazie. Dovremmo discutere di come costruire con la politica di bilancio un nuovo contratto sociale nel Paese, rimettendo in discussione la distribuzione del carico fiscale, l'assetto del welfare . Dovremmo discutere di come ridurre la precarietà del lavoro e come fare della scuola e dell'istruzione una vera piattaforma di pari opportunità per i nostri giovani. Parlando di rendiconto e di assestamento, dovremmo discutere di come affrontare con le scelte di bilancio la crisi ambientale, che non è un tema delle prossime generazioni, ma è un problema della nostra generazione, che sta producendo effetti drammatici oggi e che noi sottovalutiamo costantemente nel dibattito pubblico. (Applausi dal Gruppo PD) . Nel nostro Paese, invece, parliamo di altro; parlate di altro, perché non volete discutere dei problemi economici e sociali enormi che abbiamo di fronte. Voi - mi riferisco alla maggioranza e al Governo - avete festeggiato con lo champagne la mancata procedura di infrazione e il calo dello spread : sono indubbiamente buone notizie, anche se fa un po' sorridere che lo spread , che non era un problema per voi quando era a 250 e a 300, adesso che è sceso improvvisamente diventa un tema rilevante della politica economica, ma tant'è.