[resaula]

(Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ripeto, deve valere sia per MI che per MD e nessuna parte politica sedendosi a quel tavolo secondo me avrebbe ceduto alla tentazione di dare l'attenuante a colui che abusa, se della propria parte politica; questo no, questo non si deve fare. Sono convinta che ciò che è mancato è questo tavolo, come sono convinta che sotto questo profilo è un'occasione persa. Qual era il punto di partenza di un tavolo? Lo so, tutti i magistrati hanno un cuore, che può battere a destra o a sinistra. Ma il punto di partenza è che se si entra al CSM o in un'aula di giustizia si prende il cuore, si mette in uno zainetto e si lascia fuori. Su questo ci dobbiamo mettere d'accordo tutti, altrimenti possiamo scontrarci sui commi e sulle norme, ma se stiamo rinunciando - come stiamo facendo - all'imparzialità del giudice è veramente un fallimento. Pertanto, anche se noi votiamo questa riforma, è una riforma anacronistica; siamo fermi al pre-Palamara. Vede, noi della Lega - ma credo che su questo posso dire "noi del centrodestra" - non ci crediamo più al fatto che improvvisamente la magistratura si autoriformerà. Non ci crediamo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC ) . Noi crediamo fortemente nel fatto che una riforma efficace sia dovere del legislatore. Noi crediamo che il percorso per questa riforma costituzionale avrebbe potuto avviarlo lei, signora Ministro, ma a questo punto, visto che non è stato avviato da lei, il nostro percorso ci sarà, sarà tortuoso e difficile e ci vorrà tenacia e determinazione. Noi faremo una riforma che cambierà finalmente qualcosa nell'interesse di tutti, una riforma coraggiosa. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC. Molte congratulazioni ) . MAIORINO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAIORINO (M5S) . Signora Presidente, signora Ministra, Sottosegretario, colleghe e colleghi, il percorso che ci ha portato all'approvazione definitiva, auspicabilmente, del disegno di legge di riforma dell'ordinamento giudiziario e del CSM, non è stato né semplice, né privo di ostacoli. Questo è stato evidente fino all'ultimo, fino all'approdo qui in Aula, quando la Lega, dimenticando di essere forza di maggioranza, ha mantenuto e votato i suoi oltre 200 emendamenti contro il parere del Governo e chiesto persino un voto segreto, esponendo la riforma al rischio di essere affossata e non vedere mai la luce, con un relatore, il Presidente della Commissione giustizia Ostellari, che tradendo il mandato che la Commissione gli aveva affidato, si è rimesso all'Assemblea. Cosa dire di Italia Viva, che ha appena annunciato che non voterà la riforma? Immagino che Renzi ora, coerentemente, ritirerà i suoi Ministri dalla maggioranza. (Applausi dal Gruppo M5S) . Renzi e coerenza nella stessa frase... Voglio dire chiaramente che questa riforma che votiamo oggi è la riforma possibile con questa strana maggioranza, ma non è certo la migliore. Noi abbiamo un'altra idea di giustizia. Il nostro compito, però, è stato impedire lo svuotamento dell'impianto della riforma Bonafede, che ha fatto da testo base a questa riforma. Il nostro disegno di legge rispondeva in pieno all'esigenza di rinnovamento e contrasto alle degenerazioni di quel correntismo che tante volte è stato citato in quest'Assemblea e a salvaguardia dei principi di unità della giurisdizione, indipendenza e imparzialità della magistratura. Di certo, però, questo testo è di gran lunga migliore di quello che sarebbe uscito dai referendum . L'esito della consultazione referendaria - come era ampiamente prevedibile - ha certificato l'uso strumentale che è stato fatto di questi sacri strumenti di partecipazione democratica. È stata un'operazione ideologica che ha mortificato un fondamentale e prezioso istituto di democrazia. Spero che i proponenti abbiano ora imparato, dalla sonora disfatta incassata, che i problemi della giustizia non si risolvono sottoponendo ai cittadini quesiti contorti e su materie che non appassionano. Appassiona invece, per esempio, il tema del fine vita, ma anche qui la Lega continua a tener bloccato un provvedimento di civiltà nelle Commissioni pertinenti. (Applausi) . Tornando al disegno di legge all'esame in quest'Aula, è doveroso sottolineare come diverse norme in esso contenute siano state proposte dal MoVimento 5 Stelle. Penso, ad esempio, alla facilitazione dell'accesso alla carriera in magistratura da parte dei neolaureati: gli aspiranti magistrati non dovranno più sobbarcarsi ingenti esborsi economici con l'ottenimento di ulteriori titoli universitari. Ma penso soprattutto a un elemento centrale della riforma Bonafede, mantenuto e proseguito in questa riforma: lo stop definitivo alle porte girevoli tra magistratura e politica. Il tema, come sapete, è molto rilevante. Il disegno di legge ottempera la richiesta fatta all'Italia dal Greco, l'organo anticorruzione del Consiglio d'Europa. Certo, in questo testo ci sono anche cose che non condividiamo, come il tema del passaggio delle funzioni. Il testo prevede la riduzione a un solo passaggio nell'arco dei primi nove anni di carriera, dalla funzione giudicante a requirente e viceversa. Il MoVimento 5 Stelle concepisce invece il passaggio di funzioni come un momento di arricchimento professionale per il magistrato e riteniamo che limitare rigidamente il passaggio possa isolare i pm e allontanarli dalla cultura della giurisdizione, pilastro del ruolo giudicante. Impediremo che tale modifica possa essere prodromica alla separazione definitiva delle carriere, come è stato già annunciato proprio in quest'Aula. Concludo, Presidente, dicendo che su questi temi il MoVimento 5 Stelle aveva presentato degli emendamenti sia in Commissione che in Assemblea. (Brusio) . Correttamente chiederei un po' di silenzio, Presidente, se è possibile. È possibile chiedere un po' di silenzio? PRESIDENTE. Per cortesia, c'è troppo brusio, non riesco a sentire neppure io. Prego, senatrice Maiorino. MAIORINO (M5S) . Non è molto migliorato. PRESIDENTE. Senatrice, la pregherei di continuare. MAIORINO (M5S) . Su questi temi il MoVimento 5 Stelle aveva presentato degli emendamenti sia in Commissione che in Assemblea. Correttamente li abbiamo ritirati; correttamente e coerentemente con la parola data, perché questa riforma è stata frutto di lunghi e serrati incontri, nei quali si sono dovute bilanciare visioni anche molto distanti tra loro. Correttamente abbiamo pertanto ritirato le nostre proposte. Ma voglio dire una cosa: non c'è altra ragione al mondo per cui io e tutti i miei colleghi del MoVimento 5 Stelle, di tutti i livelli, siamo entrati in politica, se non per cambiare questo Paese, per dar voce a chi voce non ha mai avuto, a chi Santi in paradiso non ne ha, per fare gli interessi veri del Paese e cambiare la politica sorda, cieca ed egoista.