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Per questi migranti, a differenza di quelli che giungono via mare, non vi è infatti un criterio di attribuzione tra le Regioni e credo che questo debba essere oggetto di attente valutazioni prima e in vista del vertice di Bruxelles. Una seconda considerazione riguarda il fatto che la questione migratoria ha un particolare impatto sulla Provincia autonoma di Bolzano, con specifico riferimento alla frontiera del Brennero. Come è noto, l'Austria, di fronte al flusso migratorio, ha minacciato la chiusura del Brennero. Tale chiusura rappresenterebbe un grave passo indietro e inciderebbe negativamente non solo sulle buone relazioni tra l'Italia e l'Austria, ma anche sulla libera circolazione dei cittadini, sul turismo, sugli scambi commerciali e quindi sull'intera economia. Su questi punti ci aspettiamo un confronto costruttivo a livello europeo che porti a una soluzione comune e condivisa. L'augurio è quindi che possano giungere finalmente buone notizie. Andare oltre l'accordo di Dublino è fondamentale, come lo è anche il fatto che ogni Paese faccia la sua parte. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD e del senatore De Bertoldi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bonino. Ne ha facoltà. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, vorrei anzitutto ringraziare il Presidente del Consiglio per la correttezza istituzionale che ha mostrato nel voler seguire l'intero dibattito, correttezza istituzionale che non è una materia primaria e in grande spolvero in questo periodo nel nostro Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP) . Non sono una catastrofista di carattere e neanche una pessimista; sono testarda e un po' cocciuta. Eppure ho seguito la preparazione di questo vertice, come di quello di domenica scorsa, con enorme preoccupazione. Non solo per il linguaggio: mai ho assistito a un livello di insulti di questo tono tra Capi di Stato o Ministri dell'Unione europea. E se così vi trattate, come pensate che si deve trattare la gente al bar? Ma non sta a voi dare l'esempio di un po' di misura, nell'usare le parole giuste, parole che calmino e che facciano ragionare, che non stimolino atmosfere da stadio? (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Nugnes) . Qui non siamo a «Tutto il calcio minuto per minuto». L'ho seguita con grande preoccupazione, perché vedo avvicinarsi un vertice che sarà un passo in avanti - temo - nello sgretolamento dell'Unione europea intergovernativa, che è sempre quella che non funziona. Mentre funzionano le politiche comunitarie - su cui uno può dissentire nel merito e volerne altre - le politiche intergovernative, quelle previste dai trattati e quelle che vi siete autoattribuite, sono un disastro, vertice dopo vertice. Eppure nessuno - lei dice - vuole cedere ulteriore sovranità. Ma vi pare davvero che, se noi insistiamo «in prima i maltesi», «prima gli ungheresi», «prima i francesi» - ovviamente - e «prima gli italiani», andremo mai da qualche parte? Forse, se provassimo a guardarci in faccia e a dirci «prima le persone», nella legalità e nel rispetto delle convenzioni, nel rispetto dei diritti e dei doveri, forse potremmo tutti avere più decenza e autostima. (Applausi dal Gruppo PD e delle senatrici Conzatti e Nugnes) . Veda, collega, chi non ha mai voluto una politica comune sull'immigrazione sono sempre stati gli Stati membri, salvo implorarla quando tocca a qualcuno di loro. Chi non ha mai voluto la protezione europea delle frontiere esterne sono sempre stati gli Stati membri, salvo poi invocarla quando conviene e di volta in volta. Penso, signor Presidente, che nessuno più di noi, più di me (e da tempi non sospetti), sappia quanto le regole europee in materia di immigrazione siano, da un lato, insufficienti e, dall'altro, superate dai cambiamenti strutturali cui assistiamo da tempo. Ricorderò sempre il vertice di Tampere del 1999, quando l'Italia (il presidente Napolitano, insieme ad altri) chiese una politica europea dell'immigrazione. Il commissario Vitorino la propose e fu cacciato a furor di Stati membri. Quindi credo che mettere riparo e trovare canali legali di ingresso sia il tema da affrontare, insieme con la profonda riforma della Convenzione di Dublino, che - come lei sa - richiede l'unanimità. Si può pensare a una cooperazione rafforzata, che però non sarà certamente facile. Penso che si stia arrivando veramente allo sgretolamento dell'Europa intergovernativa, che si porterà dietro anche il fallimento dell'Europa comunitaria. Mi auguro di sbagliare e spero che non sia così. Posso anche dire che nel documento complesso che ho presentato, e che i suoi uffici, signor Presidente del Consiglio, certamente guarderanno, ci sono anche altri temi. Mi focalizzo su questo e mi spiace per l'assenza del Ministro dell'interno, che è in perenne campagna elettorale. (Commenti dal Gruppo L-SP). Lei saprà, e vedrà giovedì e venerdì, che con gli slogan non si va da nessuna parte. Quella che stiamo affrontando era, semmai, una crisi umanitaria, che invece è diventata, per ragioni di consenso, una crisi politica, usando delle persone quasi come ricatto, come scudi umani. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi mi direte: «ne abbiamo già trovati due». Non siamo allo stadio, non è il due più uno. Io capisco e lei si troverà a dover negoziare, e spero lo faccia, perché così si fa all'interno dell'Unione europea (Brusio) . Un po' di calma e ho chiuso. Impeti e furori di linguaggio, di che parla di pacchia, di crociere, di centri di prim'ordine in Libia, avendone visitato uno che non è ancora neanche in funzione. (Applausi dal Gruppo PD) . Oppure chi mi parla di retorica delle torture: guardate qualche fotografia e pensate se foste voi o se fosse qualcuno della vostra famiglia! Infine, calmi un attimo: lei è il Presidente del Consiglio, ci sono Ministri un po' straripanti, diciamo così, quelli che magari non hanno tempo di andare a convincere Orban e i suoi amici, ma hanno tempo ogni giorno di essere anche Ministro delle politiche agricole, Ministro dell'economia e delle finanze, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Ministro della salute, Ministro degli affari esteri (e spero non Ministro degli affari europei). (Applausi dal Gruppo PD) . Lei è il Presidente del Consiglio, l'articolo 92 della Costituzione è chiaro: la divisione delle competenze è uno dei pilastri fondamentali e portanti del nostro ordinamento. Viva Europa, e lo dico. Lei sa che l'alternativa non c'è; l'alternativa è: 28 Paesi allo sbando, ognuno per conto suo, quando dall'altra parte avete la Cina, Trump e Putin. Volete davvero 28 Paeselli alla deriva? Non è così; solo insieme, e facendo i compromessi necessari, saremo in grado di affrontare queste sfide. E non è il caso di chi urla più forte; è il caso di chi è più credibile. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà.