[pronunce]

b) la disposizione censurata risponde a evidenti finalità di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica per il rispetto del patto di stabilità ed è, perciò, riconducibile alla competenza legislativa statale in materia di coordinamento della finanza pubblica. 3. – Con memoria depositata nell'imminenza dell'udienza, il Presidente del Consiglio dei ministri ribadisce quanto già affermato nell'atto di costituzione ed eccepisce la manifesta inammissibilità del ricorso per «insussistenza ab origine della materia del contendere», sul rilievo che l'art. 1, comma 1-bis, del citato d.l. n. 223 del 2006 contiene una clausola di salvaguardia nei confronti delle Regioni a statuto speciale, perché «ha espressamente subordinato l'applicabilità della disciplina recata dal […] decreto […] alla conformità della suddetta disciplina agli statuti speciali di siffatte regioni e alle relative norme di attuazione». 4. – La discussione del giudizio di legittimità costituzionale è stata rinviata a nuovo ruolo e poi nuovamente fissata per l'udienza del 24 giugno 2008. 5. – Con memoria depositata in prossimità dell'udienza, la ricorrente, senza rinunciare al ricorso, ha precisato che «il ricorso aveva una finalità tuzioristica», perché «la norma censurata […] effettivamente sembra non doversi ritenere vincolante per la Regione Valle d'Aosta, nella quale il calcolo delle diarie in questione è sottoposto ad un regime contrattualizzato e non risponde ai parametri tabellari fissati a livello statale».1. – La Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, nell'impugnare numerose disposizioni del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 4 agosto 2006, n. 248, dubita, in particolare, della legittimità costituzionale dell'art. 28, comma 1. Ad avviso della ricorrente, il denunciato art. 28, comma 1 – il quale prevede, nel primo periodo, che «Le diarie per le missioni all'estero di cui alla tabella B allegata al decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica in data 27 agosto 1998, e successive modificazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 202 del 31 agosto 1998, sono ridotte del 20 per cento a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto» e, nel secondo periodo, che «La riduzione si applica al personale appartenente alle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni» –, víola: a) gli artt. 117, terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione – «che garantiscono, ai sensi dell'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001, anche la sfera di autonomia finanziaria della Regione Valle d'Aosta» –, perché fissa vincoli puntuali a singole voci di spesa dei bilanci della Regione e degli enti locali e, cosí facendo, lede la loro autonomia finanziaria di spesa; b) l'art. 2, lettera a), dello statuto speciale – il quale riserva alla potestà legislativa regionale la disciplina in materia di «ordinamento degli uffici e degli enti dipendenti dalla Regione e stato giuridico ed economico del personale» –, perché la determinazione normativa di una diaria o di un'indennità di trasferta per missioni all'estero rientra nell'àmbito materiale riguardante il trattamento economico del dipendente regionale; c) il combinato disposto degli artt. 3, lettera f), dello statuto speciale, 117, terzo comma, e 119, secondo comma, Cost., che, sempre «in forza della clausola di cui all'art. 10 legge cost. n. 3 del 2001», qualifica – nell'àmbito dei princípi individuati con legge dello Stato, in materia di finanze regionali e comunali – la competenza normativa della Regione ad introdurre norme legislative di integrazione ed attuazione «non piú come meramente suppletiva rispetto a quella statale, ma garantita nell'àmbito dei principi di coordinamento stabiliti dallo Stato, il quale deve, dunque, limitarsi alla fissazione di tali principi», non potendo vincolare la spesa per il personale delle amministrazioni comunali. 2. – La trattazione delle indicate questioni di legittimità costituzionale viene qui separata da quella delle questioni relative ad altre disposizioni dello stesso decreto-legge, promosse con il medesimo ricorso e per le quali è opportuno procedere a un esame distinto. 3. – L'Avvocatura generale dello Stato eccepisce che le questioni sono inammissibili per difetto di interesse a ricorrere, osservando che «deve […] dubitarsi che la norma in questione si applichi al personale della Regione». L'eccezione è fondata, come riconosce la stessa ricorrente affermando, nella memoria depositata in prossimità dell'udienza, che «il ricorso aveva una finalità tuzioristica» in quanto «la norma censurata […] effettivamente sembra non doversi ritenere vincolante per la Regione». Il censurato comma 1 dell'art. 28 del decreto-legge n. 223 del 2006 prevede, nel primo periodo, che «Le diarie per le missioni all'estero di cui alla tabella B allegata al decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica in data 27 agosto 1998, e successive modificazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 202 del 31 agosto 1998, sono ridotte del 20 per cento a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto». Detta tabella è allegata al citato decreto ministeriale – intitolato «Adeguamento delle diarie di missione all'estero del personale statale, civile e militare, delle università e della scuola» – e riguarda, in particolare, le diarie nette per missioni all'estero riferite esclusivamente ai «gruppi di personale dello Stato e delle Università», senza menzionare in alcun modo il personale delle Regioni e degli enti locali. Di conseguenza, il secondo periodo dello stesso comma 1 – per il quale «La riduzione si applica al personale appartenente alle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni» – deve essere interpretato restrittivamente, in conformità a quanto disposto dal primo periodo del medesimo comma, che, mediante il richiamo alla indicata tabella B allegata al citato decreto ministeriale, circoscrive l'àmbito soggettivo di applicazione della norma denunciata alle categorie di personale menzionate in detta tabella. Tale norma, pertanto, non si riferisce al personale della Regione e dei Comuni della Valle d'Aosta; e ciò ancorché essa contenga, nel secondo periodo del comma 1, il richiamo a una disposizione – l'art. 1, comma 2, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001 – che, al solo fine di definire in via generale le amministrazioni pubbliche, comprende tra di esse anche le Regioni e i Comuni.