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ALLEGATO 5: LIMITI DI EMISSIONE DEGLI SCARICHI IDRICI 1. SCARICHI IN CORPI D'ACQUA SUPERFICIALI 1.1 ACQUE REFLUE URBANE Gli scarichi provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue urbane di cui all'articolo 31, comma 2 devono conformarsi, secondo le cadenze temporali indicate al medesimo articolo, ai valori limiti definiti dalle Regioni in funzione degli obiettivi di qualità e, nelle more della suddetta disciplina, alle leggi regionali vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto. Gli scarichi provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue urbane di cui all'articolo 31, comma 3: - se esistenti devono conformarsi secondo le cadenze temporali indicate al medesimo articolo alle norme di emissione riportate nella tabella 1; - se nuovi devono essere conformi alle medesime disposizioni dalla loro entrata in esercizio. Gli scarichi provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue urbane di cui all'articolo 32, devono essere conformi alle norme di emissione riportate nelle tabelle 1 e 2. Per i parametri azoto totale e fosforo totale le concentrazioni o le percentuali di riduzione del carico inquinante indicate devono essere raggiunti per uno od entrambi i parametri a seconda della situazione locale. Devono inoltre essere rispettati nel caso di fognature che convogliano anche scarichi di acque reflue industriali i valori limite di tabella 3 ovvero quelli stabiliti dalle Regioni ai sensi dell'articolo 28 comma 2. Parte di provvedimento in formato grafico Tabella 2. Limiti di emissione per gli impianti di acque reflue urbane reimpiantati in aree sensibili. +=======================+===========================================+ |Parametri (media annua)| Potenzialità impianto in A.E. | +=======================+===========================================+ | | 10.000-100.000 | >100.000 | +-----------------------+----------------------+--------------------+ | |Concentra-| % di |Concentra-| % di | | |zione | riduzione|zione |riduzione| +-----------------------+----------+-----------+----------+---------+ |Fosforo totale |<o=2 | 80| <o=1 | 80 | |(P mg/L) (1) | | | | | +-----------------------+----------+-----------+----------+---------+ |Azoto totale |<o=15 | 70-80| <o=10 | 70-80 | |(N mg/L) (2)(3) | | | | | +-----------------------+----------+-----------+----------+---------+ (1) Il metodo di riferimento per la misurazione è la spettroforometria di assorbimento molecolare. (2) Per azoto totale si intende la somma dell'azoto Kjeldahl (X organica+NH3) + azoto nitrico + azoto nitroso. Il metodo di riferimento per la misurazione è la spettrofonometria di assorbimento molecolare. (3) in alternativa al riferimento alla concentrazione media annuale, purché si ottengo un analogo livello di protezione ambientale, si può fare riferimento alla concentrazione media giornaliera che non può superare i 20 mg/L per ogni campione in cui la temperatura dell'effluente sia pari o superiore a 12o gradi centigradi. Il limite della concentrazione media giornaliera può essere applicato ad un tempo operativo limitato che tenga conto delle condizioni climatiche locali. Il punto di prelievo per i controlli, ai sensi dell'articolo 28, comma 3, deve essere sempre il medesimo e deve essere posto immediatamente a monte del punto di immissione nel corpo recettore. Nel caso di controllo della percentuale di riduzione dell'inquinante, deve essere previsto un punto di prelievo anche all'entrata dell'impianto di trattamento. Di tali esigenze si dovrà tener conto anche nella progettazione e modifica degli impianti, in modo da agevolare l'esecuzione delle attività di controllo. Per il controllo della conformità dei limiti indicati nelle tabelle 1 e 2 e di altri limiti definiti in sede locale vanno considerati i campioni medi ponderati nell'arco di 24 ore. Per i parametri di tabella 1 il numero di campioni, ammessi su base annua, la cui media giornaliera può superare i limiti tabellari, è definito in rapporto al numero di misure come da schema seguente. campioni prelevati durante l'anno numero massimo consentito di campioni non conformi campioni prelevati durante l'anno numero massimo consentito di campioni non conformi 4 - 7 1 172 - 187 14 8 - 16 2 188 - 203 15 17 - 28 3 204 - 219 16 29 - 40 4 220 - 235 17 41 - 53 5 236 - 251 18 54 - 67 6 252 - 268 19 68 - 81 7 269 - 284 20 82 - 95 8 285 - 300 21 96 - 110 9 301 - 317 22 111 - 125 10 318 - 334 23 126 - 140 11 335 - 350 24 141 - 155 12 351 - 365 25 156 - 171 13 In particolare si precisa che, per i parametri sotto indicati, i campioni che risultano non conformi, affinchè lo scarico sia considerato in regola, non possono comunque superare le concentrazioni riportate in tabella 1 oltre la percentuale sotto indicata: BOD5: 100% COD: 100% Solidi Sospesi 150% Il numero minimo annuo di campioni per i parametri di cui alle tabelle 1 e 2 è fissato in base alla dimensione dell'impianto di trattamento e va effettuato dall'autorità competente ovvero dal gestore qualora garantisca un sistema di rilevamento e di trasmissione dati all'autorità di controllo, ritenuto idoneo da quest'ultimo, con prelievi ad intervalli regolari nel corso dell'anno, in base allo schema seguente. potenzialità impianto numero campioni da 2000 a 9999 A.E: 12 campioni il primo anno e 4 negli anni successivi, purché lo scarico sia conforme; se uno dei 4 campioni non è conforme, nell'anno successivo devono essere prelevati 12 campioni da 10000 a 49999 A.E.: 12 campioni oltre 50000 A.E: 24 campioni I gestori degli impianti devono inoltre assicurare un sufficiente numero di autocontrolli (almeno uguale a quello del precedente schema) sugli scarichi dell'impianto di trattamento e sulle acque in entrata. L'autorità competente per il controllo deve altresì verificare, con la frequenza minima di seguito indicata, il rispetto dei limiti indicati nella tabella 3. I parametri di tabella 3 che devono essere controllati sono solo quelli che le attività presenti sul territorio possono scaricare in fognatura. potenzialità impianto numero controlli da 2000 a 9999 1 volta l'anno da 10000 a 49999 A.E.: 3 volte l'anno oltre 49999 A.E.: 6 volte l'anno Valori estremi per la qualità delle acque in questione non sono presi in considerazione se essi sono il risultato di situazioni eccezionali come quelle dovute a piogge abbondanti. I risultati delle analisi di autocontrollo effettuate dai gestori degli impianti devono essere messi a disposizione degli enti preposti al controllo. I risultati dei controlli effettuati dall'autorità competente e di quelli effettuati a cura dei gestori devono essere archiviati su idoneo supporto informatico secondo le indicazioni riportate nel decreto attuativo di cui all'articolo 3, comma 7. 1.2