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I Qualora un paese in via di sviluppo esprima una riserva al fine di mantenere valori minimi ufficialmente stabiliti ai termini del paragrafo 2 dell'allegato III e dimostra di agire per fondati motivi, il Comitato considera favorevolmente la richiesta di riserva. Qualora una riserva venga accolta, le modalità e le condizioni di cui al paragrafo 2 dell'allegato III tengono pienamente conto delle esigenze commerciali, finanziarie e di sviluppo del paese in via di sviluppo in questione. II 1. Numerosi paesi in via di sviluppo temono che possano insorgere problemi nella valutazione delle importazioni da parte di agenti esclusivi, distributori esclusivi e concessionari esclusivi. Ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 1 i paesi in via di sviluppo Membri hanno un termine massimo di cinque anni per applicare l'Accordo. In questo contesto, i paesi in via di sviluppo Membri che si avvalgono di tale disposizione potrebbero utilizzare questo periodo per svolgere adeguati studi e prendere le altre misure necessarie per agevolarne l'applicazione. 2. In considerazione di quanto sopra, il Comitato raccomanda che il Consiglio di cooperazione doganale assista i paesi in via di sviluppo Membri, conformemente alle disposizioni dell'allegato II, a impostare e svolgere studi nei settori individuati quali fonti di potenziali problemi, ivi compresi quelli relativi alle importazioni da parte di agenti esclusivi, distributori esclusivi e concessionari esclusivi. DECISIONE SULLE DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI PER QUANTO RIGUARDA L'ACCORDO GENERALE SUGLI SCAMBI DI SERVIZI I Ministri decidono di raccomandare che il Consiglio per gli scambi di servizi adotti, nella sua prima riunione, la decisione sugli organismi sussidiari qui di seguito riportata. Il Consiglio per gli scambi di servizi, operando ai sensi dell'articolo XXIV al fine di agevolare il funzionamento e di promuovere il conseguimento degli obiettivi dell'Accordo generale sugli scambi di servizi, decide quanto segue: 1. Ciascun organismo sussidiario dal Consiglio presenta ogni anno, o se necessario più spesso, una relazione al Consiglio. Ciascuno dei suddetti organismi stabilisce il proprio regolamento interno e può costituire propri organismi sussidiari a seconda delle necessità. 2. Ciascun comitato settoriale svolge i compiti che gli vengono attribuiti dal Consiglio e offre ai Membri la possibilità di procedere a consultazioni su qualsiasi questione relativa agli scambi di servizi nel settore interessato e al funzionamento dell'allegato settoriale di sua competenza. Tali compiti comprendono: a) l'esercizio di una continua attività di esame e di sorveglianza sull'applicazione dell'Accordo in relazione al settore interessato; b) la formulazione di proposte e raccomandazioni da presentare al Consiglio in relazione a qualsiasi questione relativa agli scambi nel settore interessato; c) se esiste un allegato relativo al settore, la valutazione delle proposte di modifica di tale allegato settoriale, e la presentazione delle adeguate raccomandazioni al Consiglio; d) la creazione di un ambito per le discussioni tecniche, lo svolgimento di studi sulle misure dei Membri e l'esame di qualsiasi altra questione tecnica che incida sugli scambi di servizi nel settore interessato; e) la fornitura di assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo Membri e dei paesi in via di sviluppo che negoziano l'adesione all'Accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio in relazione all'applicazione di obblighi o ad altre questioni che incidano sugli scambi di servizi nel settore interessato; e f) la cooperazione con qualsiasi altro organismo sussidiario istituito ai sensi dell'Accordo generale sugli scambi di servizi o con qualsiasi altra organizzazione internazionale attiva in uno dei settori interessati. 3. Si costituisce un Comitato per gli scambi di servizi finanziari che svolge i compiti figuranti al paragrafo 2. DECISIONE RELATIVA AD ALCUNE PROCEDURE DI RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE PER QUANTO RIGUARDA L'ACCORDO GENERALE SUGLI SCAMBI DI SERVIZI I Ministri decidono di raccomandare che il Consiglio per gli scambi di servizi adotti, nella sua prima riunione, la decisione qui di seguito riportata. Il Consiglio per gli scambi di servizi, tenendo conto della specifica natura degli obblighi e degli impegni specifici dell'Accordo, e degli scambi di servizi, in relazione alla risoluzione delle controversie ai sensi degli articoli XXII e XXIII, decide quanto segue: 1. Si istituisce un registro delle persone che possono far parte dei panel al fine di agevolare la selezione dei componenti di tali panel. 2. A tal fine, i Membri possono suggerire i nomi di persone che possiedano le qualifiche di cui al paragrafo 3 da inserire nel registro e forniscono un curriculum vitae delle loro qualifiche che comprenda, se del caso, indicazioni sulla loro competenza in determinati settori. 3. I panel sono composti da persone qualificate, appartenenti o meno a pubbliche amministrazioni, che possiedono un'esperienza in questioni attinenti all'Accordo generale sugli scambi di servizi e/o agli scambi di servizi, ivi compresi gli aspetti normativi connessi. I componenti dei panel operano a titolo personale e non come rappresentanti di pubbliche amministrazioni o organizzazioni. 4. I panel istituiti per dirimere controversie relative a questioni dispongono delle competenze necessarie pertinenti agli specifici settori dei servizi interessati alla controversia. 5. Il Segretariato tiene il registro e elabora procedure per la sua amministrazione in consultazione con il Presidente del Consiglio. DECISIONE SUGLI SCAMBI DI SERVIZI E L'AMBIENTE I Ministri decidono di raccomandare che il Consiglio per gli scambi di servizi adotti, nella sua prima riunione, la decisione qui di seguito riportata. Il Consiglio per gli scambi di servizi, riconoscendo che le misure necessarie per proteggere l'ambiente possono contrastare con le disposizioni dell'Accordo; prendendo atto che, dato che l'obiettivo tipico delle misure necessarie per proteggere l'ambiente è la tutela della vita e della salute umana, animale o vegetale, non è chiara la necessità di ulteriori disposizioni rispetto a quelle contenute all'articolo XIV, lettera b), decide quanto segue: 1. Al fine di stabilire se sono necessarie eventuali modifiche all'articolo XIV dell'Accordo per tener conto di tali misure, il Consiglio chiede al Comitato per gli scambi e l'ambiente di condurre uno studio e di compilare una relazione, con eventuali raccomandazioni, in merito ai rapporti tra gli scambi di servizi e l'ambiente, ivi comprese le questioni dello sviluppo sostenibile. Il Comitato esamina inoltre la pertinenza degli accordi intergovernativi dal punto di vista dell'ambiente e dei loro rapporti con l'Accordo. 2. Il Comitato presenta in una relazione i risultati dei propri lavori alla prima riunione biennale della Conferenza dei Ministri successiva all'entrata in vigore dell'Accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio. DECISIONE SUI NEGOZIATI RELATIVI ALLA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE FISICHE I Ministri, prendendo atto degli impegni derivanti dai negoziati dell'Uruguay Round in relazione alla circolazione delle persone fisiche ai fini della prestazione di servizi;