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Si applica, in quanto compatibile, l'articolo 250, quarto comma, del codice civile ». Art. 6. (Delega al Governo per l'adeguamento delle disposizioni vigenti) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per l'adeguamento alla presente legge delle disposizioni contenute nel codice civile, nella legge 4 maggio 1983, n. 184, nonché nel regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) aggiungere, ove necessario, il riferimento all'eventuale identità di sesso dei coniugi nelle disposizioni che si riferiscono al marito e alla moglie; b) aggiungere, ove necessario, il riferimento all'eventuale identità di sesso dei genitori nelle disposizioni che si riferiscono al padre o alla madre ovvero a entrambi congiuntamente; c) assicurare in ogni caso ai nati in coppia di genitori dello stesso sesso lo stato giuridico e i medesimi diritti e doveri riconosciuti ai figli; d) prevedere che il Ministro dell'interno adotti, con proprio decreto, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al presente comma, le formule e i modelli necessari a consentire la formazione degli atti dello stato civile in applicazione della presente legge e dei decreti legislativi adottati in attuazione del presente articolo e che, in caso di mancata o tardiva adozione del predetto decreto, gli ufficiali dello stato civile possano comunque procedere alla formazione di tali atti; e) prevedere che, per tutto quanto non espressamente previsto, le disposizioni in materia di matrimonio e filiazione, ovunque contenute nell'ordinamento, si applichino indipendentemente dal sesso dei coniugi o dei genitori. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'interno. 3. Ciascuno schema di decreto legislativo di cui al comma 1 è trasmesso alle Camere perché su di esso siano espressi, entro sessanta giorni dalla trasmissione, i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Decorso tale termine il decreto può essere comunque adottato, anche in mancanza dei pareri. Qualora il termine per l'espressione dei pareri parlamentari scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto dal comma 1 o successivamente, quest'ultimo termine è prorogato di tre mesi. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia sono espressi entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque adottati. 4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascun decreto legislativo adottato ai sensi del comma 1, il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive del decreto medesimo nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al comma 1 e con la procedura prevista dai commi 2 e 3. Art. 7. (Disposizioni transitorie e finali) 1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nelle more dell'adozione dei decreti legislativi di cui all'articolo 6, il Ministro dell'interno adotta, con proprio decreto, le formule e i modelli necessari a consentire l'applicazione della presente legge. 2. Nelle more dell'adozione del decreto di cui al comma 1, o in caso di sua mancata o tardiva adozione, l'ufficiale dello stato civile è comunque autorizzato a formare gli atti di nascita e le annotazioni ovvero a ricevere le dichiarazioni conseguenti all'applicazione dell'articolo 3, se del caso manualmente. 3. Nelle more dell'adozione dei decreti legislativi di cui all'articolo 6, le disposizioni relative al matrimonio e alla filiazione, ovunque contenute nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi si applicano indipendentemente dal sesso dei coniugi o dei genitori. 4. Le disposizioni di cui agli articoli 3 e 4 si applicano anche ai figli nati prima della data di entrata in vigore della presente legge, anche qualora nei loro confronti sia intervenuta sentenza di adozione in casi particolari ai sensi dell'articolo 44, comma 1, lettera d), della legge 4 maggio 1983, n. 184. In tal caso, l'ufficiale di stato civile annota a margine dell'atto di nascita la dichiarazione di riconoscimento o il provvedimento giudiziale conseguenti all'applicazione dell'articolo 3 della presente legge, ovvero la sentenza di riconoscimento dell'atto o del provvedimento straniero di cui all'articolo 67- bis della legge 31 maggio 1995, n. 218, come introdotto dall'articolo 4, comma 1, lettera c) , della presente legge. 5. Dalla data di entrata in vigore della presente legge non possono più costituirsi unioni civili fra persone dello stesso sesso. 6. Le parti di una unione civile fra persone dello stesso sesso già costituita ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, ovvero trascritta ai sensi dell'articolo 32- bis della legge 31 maggio 1995, n. 218, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge, possono contrarre matrimonio mediante celebrazione o, se lo richiedano, mera dichiarazione congiunta avanti all'ufficiale di stato civile. La stessa può anche essere trasmessa con sottoscrizioni autenticate da un pubblico ufficiale. Ricevuta la dichiarazione di cui al primo e al secondo periodo, l'ufficiale di stato civile procede senza indugio alle corrispondenti trascrizioni e annotazioni. 7. In mancanza della celebrazione o della dichiarazione congiunta di cui al comma 6, all'unione civile continua ad applicarsi la legge 20 maggio 2016, n. 76, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge. Art. 8. (Abrogazioni) 1. All'articolo 3, numero 2) , della legge 1° dicembre 1970, n. 898, la lettera g) è abrogata. 2. All'articolo 31, comma 6, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150, il secondo e il terzo periodo sono soppressi. 3. All'articolo 1 della legge 20 maggio 2016, n. 76: a) al comma 20, il secondo e il terzo periodo sono soppressi; b) il comma 27 è abrogato. 4. L'articolo 32- bis della legge 31 maggio 1995, n. 218, è abrogato. Art. 9. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.