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ha dimostrato mens sana in corpore sano e che prendersi cura del proprio corpo, condurre una vita sana per avere una mente lucida, attenta a sfruttare al 100 per cento le doti cognitive, può portare a risultati eccezionali. Questo è successo a lei. Si chiama Dalia Kaddari. Nasce a Cagliari il 23 marzo 2001 da madre sarda e padre marocchino che da trent'anni vive in Sardegna e fa il commerciante. L'integrazione in Italia è possibile. Rispetto delle regole, assimilazione delle leggi italiane, diritto all'istruzione e al lavoro, esempio di perfetta integrazione: Dalia si fa notare; è bellissima, è stata miss Quartu, città dove risiede, ed è velocissima, campionessa italiana dei 200 metri. Inizia in tenera età con il basket e poi i suoi istruttori capiscono il suo talento per l'atletica. La sprinter italiana sarda delle Fiamme oro, gruppo sportivo della Polizia di Stato, conquista ancora juniores la prima maglia tricolore, che consolida la sua seconda posizione nella lista italiana della categoria. È stata seconda sugli 80 agli studenteschi del 2015 e così di seguito. La sua è stata una collezione di trofei: l'ultimo, in ordine cronologico, è la medaglia d'argento conquistata in Polonia agli Europei a squadre. L'atleta delle Fiamme oro ha fatto registrare il primato personale sui 200 metri al Golden Gala, che vale anche il record europeo under 23, il terzo crono di sempre per un'italiana sui 200 metri piani femminili, e ha conquistato la medaglia d'oro. Quando il premier Draghi ha posato per la foto ufficiale con la Coppa europea vinta dagli Azzurri, ha voluto Dalia al suo fianco. Dalia, una ragazza acqua e sapone, sempre sorridente, un esempio di costanza e determinazione, alle sfilate ha preferito lo sport, la competizione, il sacrificio; la campionessa dei 200 metri, vero orgoglio di Sardegna, la terza italiana più veloce di sempre. Che sia Dalia, Presidente, un esempio: ha appreso il sacrificio, il rispetto per la famiglia e per il prossimo, l'amore per lo sport, conduce una vita sana per sfruttare al meglio la capacità e dare il massimo a scuola e all'università. Tenacia e caparbietà la proietteranno a Tokyo con la super nutrita pattuglia azzurra. (Applausi) . VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, il 20 luglio del 2001, esattamente vent'anni fa, Carlo Giuliani è stato ucciso a Genova in piazza Alimonda, in uno dei giorni più bui per la nostra Repubblica. Quella piazza dove morì venne ribattezzata dai suoi compagni "Piazza Carlo Giuliani, ragazzo", perché Carlo era un ragazzo di ventitré anni e condivideva i sogni, le speranze, la rabbia di tanti della sua e della nostra generazione; un ragazzo di ventitré anni colpito da un altro ragazzo di venti anni, vittime entrambi; due ragazzi che si fronteggiavano quando in una democrazia non sarebbe mai dovuto succedere. Non dovrebbero esistere, in una democrazia, barricate e mai avrebbero dovuto fronteggiarsi come nemici manifestanti e Forze dell'ordine; due ragazzi per entrambi i quali proviamo dolore, nonostante il destino diverso e le diverse responsabilità. In quei giorni, vent'anni fa, a Genova c'era il G8, il meeting dei grandi del pianeta, e a Genova si diedero appuntamento migliaia di ragazze e di ragazzi da ogni continente per chiedere un mondo più giusto. Quei ragazzi non avevano niente a che spartire con le tute nere dei black bloc che saccheggiarono e devastarono la città senza che nessuno li fermasse. Quei ragazzi volevano far sentire la propria voce ai potenti del mondo, ma vennero zittiti da una repressione cieca. Fu un abuso di potere, un esercizio di violenza contro un'intera generazione. Molti che erano lì non si ripresero mai da quello che subirono, da quello che avvenne in quelle vie, in quelle piazze, nell'orrore della notte della scuola Diaz e della caserma Bolzaneto. Quei ragazzi vennero torturati da chi avrebbe dovuto tutelarli, come accertato dalla magistratura. Fu tortura, come disse anni dopo il capo della Polizia Franco Gabrielli. Fu la notte in cui il nostro Stato di diritto venne stracciato da chi avrebbe dovuto difenderlo, da chi aveva giurato sulla nostra Costituzione. Penso che dobbiamo ricordarlo, penso che la politica debba farlo, in particolare chi, come noi, crede nella funzione civile e democratica delle nostre forze di sicurezza. Mai più servitori dello Stato infedeli, mai più violenze e arbitri, mai più fatti come quelli di Genova o - è cronaca di questi giorni - fatti come quelli di Santa Maria Capua Vetere o come quelli che sono avvenuti e che hanno portato alle morti di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi: sono ferite aperte e abbiamo il dovere di dirlo, perché non può esserci giustizia senza verità. (Applausi) . NATURALE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signor Presidente, tutta Europa in questi giorni è stata attraversata da un'insidiosa perturbazione atmosferica, l'ennesima; in Germania una vera catastrofe: 165 vittime e disastri tutto attorno. Ormai la frequenza di questi fenomeni atmosferici ha raggiunto livelli da guerra permanente. L'allarme fu lanciato già nel Summit della Terra di Rio de Janeiro, nel giugno del 1992, in cui si capì che le conseguenze di un sistema produttivo e di stili di vita inconciliabili con l'equilibrio naturale avrebbero causato fenomeni disastrosi come quelli di questi giorni. Il mio intervento oggi vuole essere la voce dei tanti imprenditori e abitanti dei territori colpiti dalle svariate calamità naturali che tutti noi, in momenti diversi, abbiamo ascoltato e vissuto. Vivo è il grido di aiuto che ieri si è levato dalla provincia di Foggia, da Rignano Garganico, da San Marco in Lamis, da San Giovanni Rotondo, il mio territorio, che ha vissuto ore di grande paura e ha rischiato anche di contare vite umane; pericolo per fortuna scampato, grazie ai coraggiosi soccorsi. Ora si è alla conta dei danni. Tante sono le aziende agricole pesantemente danneggiate e i raccolti distrutti; danni ingenti anche al manto stradale. Urgenti sono gli interventi di ripristino ora necessari. Ieri tutti erano in campo, nel tentativo di salvare il salvabile: Protezione civile, Vigili del fuoco e comuni cittadini; tutti sono intervenuti al fianco dei sindaci, sempre in linea nell'affrontare ogni emergenza; tante ore, senza sosta; uomini spinti da spirito di servizio e passione, che tutte le volte ne fanno degli eroi. A loro va il mio ringraziamento incondizionato. Ieri sono accorsa anch'io, appena appreso della gravità della situazione. Per me è stato importante condividere quei momenti, importanti la solidarietà e la condivisione del carico dei problemi per trovare insieme le soluzioni possibili. Nel cuore e nella mente ho quelle immagini, quei volti che ora condivido con voi, perché tutti dobbiamo far sì che la ripresa sia rapida e reale.