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Signor Presidente, il disegno di legge al nostro esame ci vede ovviamente favorevoli in quanto delimita ulteriormente la possibilità di finanziare i produttori di mine antipersona. Alla base del disegno di legge ci sono due importanti convenzioni internazionali di cui l'Italia deve tenere conto: la Convenzione di Ottawa e la Convenzione di Oslo. Entrambe si pongono un obiettivo assolutamente condivisibile: quello di puntare al disarmo, indicandolo come obiettivo strumentale per il mantenimento della pace. E assieme al mantenimento della pace è necessario puntare a una maggiore sicurezza internazionale e, soprattutto, alla tutela dei diritti internazionali. La stessa Carta delle Nazioni Unite pone il disarmo come elemento fondamentale per il raggiungimento della sicurezza internazionale e della pace. Ed è attraverso una sempre migliore disciplina dei modi di produrre le armi e di finanziare la produzione che si può, passo dopo passo, ma con decisione, arrivare all'obiettivo della tutela dei diritti di tutti gli individui. Parlo dei diritti di coloro che spesso non ne hanno, per cui l'indirizzo, in determinate aree del mondo, verso un utilizzo più limitato e consapevole delle armi rappresenta già di per se stesso un diritto. Qui parliamo di mine antiuomo e di un disegno di legge che il Parlamento aveva già approvato a larga maggioranza nella passata legislatura. Parliamo di ordigni che non guardano in faccia nessuno, proprio perché mentre esplodono colpiscono a caso, senza nemmeno bisogno di mirare a qualcuno o di sapere di chi sia la faccia che sta per saltare in aria, sia essa quella di un militare, di un civile, di una donna o di un bambino. Su quel disegno di legge, però, ora, il Senato ha accolto le note del presidente Mattarella che lo aveva rinviato alle Camere. Quindi oggi il testo al nostro esame tiene conto della necessità di adottare le misure di ogni genere, incluse le sanzioni penali, al fine di prevenire o reprimere le attività di produzione e vendita di mine antiuomo e di munizioni cosiddette cluster . Ma non solo. Ora si vieta infatti anche di svolgere ogni tipo di ricerca tecnologica finalizzata alla produzione di munizioni e submunizioni cluster , di qualsiasi tipo. Quindi, il regime di sanzioni adottato dal presente disegno di legge si adegua alla Convenzione di Oslo ed in questo modo riesce a contrastare in maniera più decisa ogni tipo di finanziamento delle imprese che producono mine antiuomo e munizioni a grappolo. Insomma, noi che viviamo nel civilissimo Occidente, noi che da almeno settanta anni abbiamo costruito un continente in cui regna la pace, dobbiamo adoperarci attraverso norme di civiltà, per esportare almeno quella: la nostra civiltà. E lo facciamo riducendo il rischio che vengano prodotte e quindi esportate questo tipo di armi particolarmente odiose, che spesso colpiscono vittime inermi. Pur rendendoci conto che, purtroppo, siamo entrati in un secolo che non ha fatto tesoro dei conflitti e dei milioni di morti del secolo scorso, assistiamo ancora ad una folle corsa agli armamenti da parte di molti Paesi, a molti conflitti in molte parti del mondo, anche geograficamente vicini a noi. E, per concludere, se il disarmo completo oggi ancora non è possibile, consci che quello sarebbe davvero un mondo ideale, queste norme oggi al nostro esame, di assoluto buonsenso, ci vedono certamente favorevoli. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in replica. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, nell'annunciare il voto favorevole dei senatori del Gruppo LeU vorrei aggiungere alcune parole: questo è un atto dovuto per riportare a compimento e all'approvazione definitiva un disegno di legge assolutamente necessario, che era stato approvato nella scorsa legislatura, qui in Senato in sede deliberante e poi alla Camera dei deputati, che è stato poi oggetto - come tutti sappiamo - di alcuni rilievi del Presidente della Repubblica. Si tratta di rilievi assolutamente fondamentali, che finalmente le votazioni appena concluse hanno ratificato, soprattutto se si tiene conto del fatto che il disegno di legge reca misure per contrastare il finanziamento - questo è l'aspetto fondamentale - delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo, in ottemperanza non solo alla Convenzione di Ottawa, ma anche a quella di Oslo, che prevede esplicitamente all'articolo 7 (di qui anche il richiamo del Presidente della Repubblica) la reclusione da tre a dodici anni e la multa da 258.228 a 516.456 euro per i soggetti che forniscono assistenza finanziaria a favore di chi impiega, sviluppa, produce, acquisisce in qualsiasi modo o trasferisce munizioni a grappolo. Le medesime pene, poi, dovrebbero essere applicate nei casi di utilizzo e vendita, così come previsto dalla Convenzione di Ottawa. Giustamente il Presidente della Repubblica, rispetto al testo che era stato approvato che non contemplava le previsioni penali, ha richiamato l'attenzione sugli obblighi che derivano al nostro Paese dagli accordi internazionali ratificati dall'Italia che richiedono esplicitamente l'imposizione di sanzioni penali. Tali sanzioni sono assolutamente fondamentali, tanto più che ci stiamo occupando della parte ancor più odiosa che riguarda l'enorme profitto che viene ricavato - ahimè - dalla produzione e dal commercio delle armi in questione, vietato da tutte le suddette convenzioni, nei conflitti, forse anche quelli più sporchi, anche quelli sui quali spesso non si concentra l'attenzione da parte dell'opinione pubblica. Soprattutto, il disegno di legge oggi al nostro esame, con l'introduzione delle previsioni penali, può dare assolutamente forza all'articolo 1 che vieta il finanziamento di società, in qualsiasi forma giuridica costituite, aventi sede in Italia o all'estero, che siano collegate in qualsiasi modo, anche attraverso società controllate, alle attività di costruzione, impiego, stoccaggio e distribuzione. Così come può dare forza, finalmente, l'articolo 2 che reca i fini e le possibilità di applicazione di tali norme. Credo che sia un momento importante proprio perché, attraverso le modifiche che abbiamo introdotto e sulle quali ha richiamato l'attenzione il Presidente della Repubblica, noi diamo effettivamente forza al contrasto del finanziamento delle imprese di mine antipersona e speriamo di avere in mano uno strumento per contrastare il profitto fatto sulla vita di tantissime persone, soprattutto di tanti bambini. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . RAUTI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, con questo intervento annuncio il voto favorevole di Fratelli d'Italia sul disegno di legge al nostro esame. Vorrei però entrare nel merito: