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c) il numero dei prelievi distinti di feci da effettuare per costituire un campione composto deve essere: Numero di volatili custoditi in un edificio Numero di campioni di feci da prelevare nell'edificio o gruppo di edifici dell'azienda 1 - 24 Numero pari al numero di volatili fino ad un massimo di 20 25 - 29 20 30 - 39 25 40 - 49 30 50 - 59 35 60 - 89 40 90 - 199 50 200 - 499 55 B. Gruppi di volatili adulti da riproduzione. 1. Tutti i gruppi di volatili da riproduzione devono essere campionati almeno ogni due settimane durante il periodo di deposizione. 2. Tutti i gruppi di volatili da riproduzione le cui uova sono consegnate da un'incubatrice avente una capacità inferiore alle 1000 uova devono essere sottoposti a una campionatura presso l'azienda e i prelievi devono essere costituiti da campioni separati di feci fresche, ciascuno del peso di almeno un grammo, prelevati conformemente al punto A, 2, lettera b). 3. I gruppi di volatili da riproduzione le cui uova sono consegnate ad un incubatrice avente una capacità di 1000 uova o più devono essere sottoposti a una campionatura nell'incubatrice. I prelievi devono essere costituiti da: a) un campione composito de meconio da prelevare su 250 pulcini, usciti da uova consegnate all'incubatrice, da ogni gruppo di riproduzione, o; b) dei prelievi di carcasse di 50 pulcini morti nel guscio delle uova o messi in incubatrice e provenienti da uova consegnate da ogni gruppo di riproduzione. 4. Questi campioni possono anche essere prelevati da gruppi di riproduzione comprendenti meno di 250 volatili le cui uova sono consegnate da un'incubatrice di capacità totale pari a 1000 uova o più. 5. Ogni otto settimane le campionature previste al presente punto b, devono essere sostituite da campionature ufficiali effettuate conformalmente al punto 4. C. Esame dei campioni prelevati per la ricerca della salmonella. I campioni prelevati in ogni edificio possono essere raggruppati ai fini dell'analisi. Le analisi e i test sono effettuati in base a metodi riconosciuti secondo la procedura dell'art. 16 della presente direttiva, previo parere del comitato veterinario scientifico e, nell'attesa del riconoscimento, secondo metodi nazionali comprovati che offrano le garanzie previste dalla decisione 39/610/CEE. III. Notifica dei risultati. Se in seguito ad un controllo effetttuato conformemente al punto due, in un gruppo da riproduzione viene individuata la presenza di salmonella enteritidis o di salmonella typhimurium il responsabile del laboratorio che effettua l'esame, la persona incaricata dell'esame o il proprietario del gruppo notifica i risultati all'autorità competente. IV. Indagine sui gruppi dichiarati positivi dopo il controllo. Se la presenza di salmonella enteritidis o di salmonella typhimurium è notificata conformemente al punto III, il gruppo è sottoposto a campionature ufficiali per confermare i primi risultati. In ogni edificio in cui sono presenti i volatili del gruppo deve essere prelevato a caso un campione di volatili selezionato conformemente alla tabella che figura al punto II, A, 2, lettera c). Ai fini del controllo, i volatili devono essere suddivisi in partite di cinque e da ogni volatile devono essere prelevati campioni di fegato, delle ovaie e degli intestini; questi campioni devono essere esaminati per l'individuazione della salmonella con l'analisi e test effettuati in base a metodi comprovati e riconosciuti conformemente alla procedura comunitaria o, nell'attesa di tale riconoscimento, secondo metodi nazionali comprovati. V. Misure da adottare nei confronti dei gruppi in cui è confermata l'infezione. Le misure devono rispondere alle seguenti norme minime: 1) se, a seguito di un esame effettuato conformemente alle disposizioni del punto IV, in un edificio è confermata la presenza di salmonella enteritidis o di salmonella typhimurium, devono essere adottati i seguenti provvedimenti: a) da tale edificio non deve uscire alcun volatile, salvo autorizzazione dell'autorità competente per la macellazione e distribuzione sotto controllo o per la macellazione in un macello designato dall'autorità competente conformemente alla lettera c); b) le uova non covate provenienti da tale edificio devono essere distrutte in loco o trasferite, previa appropiata marcatura e sotto controllo, ad uno stabilimento autorizzato per il trattamento di ovoprodotti per essere sottoposte a trattamento termico a norma del decreto legislativo 4 febbraio 1993, n. 65, e successive modifiche; c) tutti i volatili dell'edificio da riproduzione devono essere macellati a norma dell'allegato I, capitolo VI, punto 31, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 10 dicembre 1997, n. 495, informando decisione di macellazione il veterinario ufficiale del macello, in conformità dell'allegato I, capitolo VI, punto 25, lettera a), o essere macellati e distrutti in modo da ridurre al massimo il rischio di propagazione della salmonella. 2. Successivamente allo spopolamento dei locali occupati da gruppi infettati con salmonella enteritidis o con salmonella typhimerium si deve procedere ad una pulizia e disifenzione efficaci, compresa la corretta eliminazione del letame o dei rifiuti conformemente alle procedure stabilite dall'autorità veterinaria locale; la ripopolazione deve avvenire con pulcini che soddisfano i requisiti del punto II, A 1. 3. Se le uova da cova provenienti da gruppi in cui è stata confermata la presenza di salmonella enteritidis o di salmonella typhimurium sono ancora presenti in un'incubatrice, esse devono essere distrutte o trattate come materiali ad alto rischio conformemente al decreto legislativo 14 dicembre 1992, n. 508. V-bis: È possibile derogare all'obbligo di distruzione di cui al punto V, 1, lettera b) e all'obbligo di macellazione previsto al punto V, 1, lettera c), nella misura in cui, finchè non sia dimostrato che l'infezione dovuta alla salmonella enteritidis o alla salmonella typhimurium sia scomparsa, è garantito che: i) non possa aver luogo l'immissione sul mercato di uova non incubate provenienti da un branco di cui al punto V, 1, lettera b), eccetto che per il trattamento ai sensi del decreto legislativo 4 febbraio 1993, n. 65, e successive modifiche; ii) non possa aver luogo da quel branco alcun movimento di pollame vivo - ivi compresi i pulcini di un giorno che ne sono nati - eccetto che per la macellazione immediata prevista dal punto V, 1, lettera c). Il servizio veterinario della azienda unità sanitaria locale territorialmente competente, ove non sia diversamente disposto nel decreto di cui all'art. 11, comma 1, autorizza, informando la regione o provincia autonoma e il Ministero della sanità, deroga alla distrazione previo accertamento del rispetto delle condizioni di cui alle lettere i) e ii). VI. Secondo la procedura comunitaria e previo parere del comitato veterinario scientifico da formulare anteriormente al 1o ottobre 1993: