[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell’art. 13, commi 1, 1-bis, 1-ter, 1-quater, 1-quinquies, 1-sexies, 2, 3, 4, 5, 6, 6-bis, 7, 8, 8-bis, 8-ter del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese), convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, e degli artt. 1, comma 2, 10, 11, 14, comma 2, 18, 24, 28 e 30, comma 3, della legge della Regione Lombardia 6 agosto 2007, n. 19 (Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia), promossi dalle Regioni Veneto e Lombardia e dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorsi rispettivamente notificati il 29 maggio, il 1° giugno e il 6 ottobre 2007, depositati in cancelleria il 6 e 9 giugno e l’11 ottobre 2007 ed iscritti ai nn. 27, 29 e 43 del registro ricorsi del 2007, e nel giudizio per conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito del decreto del Ministero della pubblica istruzione, dipartimento per l’istruzione, n. 41 del 25 maggio 2007 (Applicazione dell’art. 1, comma 605, lettera f, della legge n. 296 del 27 dicembre 2006 – Istruzione professionale) e della nota del Dipartimento per l’istruzione dello stesso Ministero del 29 maggio 2007, prot. n. 802/DIP (Trasmissione d.m. n. 41 del 25 maggio 2007 relativo all’applicazione dell’art. 1, comma 605, lettera f), della legge n. 296 del 27 dicembre 2006 – Istruzione professionale), promosso dalla Regione Lombardia con ricorso notificato il 24 luglio 2007, depositato in cancelleria il 31 luglio 2007 ed iscritto al n. 7 del registro conflitto tra enti del 2007. Visti gli atti di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri e della Regione Lombardia, nonché gli atti di intervento del Gruppo consiliare Rifondazione Comunista-Sinistra Europea del Consiglio Regionale della Lombardia e quello, fuori termine, del Partito dei Comunisti italiani; udito nell’udienza pubblica del 3 novembre 2009 e nella camera di consiglio del 4 novembre 2009 il Giudice relatore Sabino Cassese; uditi l’avvocato Beniamino Caravita di Toritto per la Regione Lombardia e l’avvocato dello Stato Giuseppe Fiengo per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto che la Regione Veneto, con ricorso depositato il 6 giugno 2007 (r. ric. n. 27 del 2007) , ha sollevato, con riferimento agli artt. 117 e 118 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 13, commi 1, 1-bis, 1-ter, 1-quater, 1-quinquies, 1-sexies, 2, 3, 8-bis e 8-ter della legge 2 aprile 2007, n. 40 [recte: del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese), convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40]; che la Regione Lombardia, con ricorso depositato il 9 giugno 2007 (r. ric. n. 29 del 2007) , ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 13, commi 1, 1-bis, 1-ter, 1-quater, 1-quinquies, 1-sexies, 2, 3, 4, 5, 6, 6-bis, 7, 8, 8-bis e 8-ter del decreto-legge n. 7 del 2007, con riferimento agli artt. 117, 118, 119, 70, 76 e 77 della Costituzione, nonché ai principi di leale collaborazione (art. 120 della Costituzione), di buon andamento (art. 97 della Costituzione) e di ragionevolezza (art. 3 della Costituzione); che il Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso depositato l’11 ottobre 2007 (reg. ric. n. 43 del 2007) , ha impugnato gli artt. 1, comma 2, 10, 11, 14, comma 2, 18, 24, 28 e 30, comma 3, della legge della Regione Lombardia 6 agosto 2007, n. 19 (Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia), per contrasto con gli artt. 33, 117 e 118 Cost.; che la Regione Lombardia, con ricorso depositato il 31 luglio 2007 (reg. confl. n. 7 del 2007) , ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri per l’annullamento del decreto del Ministero della pubblica istruzione - dipartimento per l’istruzione, n. 41 del 25 maggio 2007 (Applicazione dell’art. 1, comma 605, lettera f), della legge n. 296 del 27 dicembre 2006 - Istruzione professionale) e della nota del Ministero della pubblica istruzione - dipartimento per l’istruzione, prot. n. 802/DIP, del 29 maggio 2007 (Trasmissione d.m. n. 41 del 25 maggio 2007 relativo all’applicazione dell’art. 1, comma 605, lettera f) , della legge n. 296 del 27 dicembre 2006 - Istruzione professionale), per violazione, da parte dello Stato, del riparto di competenze in materia di istruzione e formazione professionale, previsto dagli artt. 117 e 118 Cost., nonché dei principi di buon andamento dell’amministrazione (art. 97 Cost.) e di leale collaborazione (art. 120 Cost.); che, con il ricorso n. 27 del 2007, la Regione Veneto ha lamentato, in primo luogo, che il legislatore statale non abbia rispettato il principio di leale cooperazione, come invece aveva fatto con l’art. 1, commi 10 e 14, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 (Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell’articolo 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53), e non abbia previsto idonee forme di coinvolgimento della Conferenza unificata e della Conferenza Stato-Regioni, pur operando, nel definire i livelli essenziali delle prestazioni relative al secondo ciclo del sistema educativo, su materie di competenza legislativa regionale («istruzione», ricadente nella potestà legislativa concorrente, ed «istruzione e formazione professionale», riconducibile alla potestà legislativa residuale);