[ddlpres]

– la possibilità di accesso del personale civile, in ragione dell'impiego, ai percorsi formativi militari in un'ottica di valorizzazione delle professionalità possedute e di ottimizzazione e integrazione organizzativa delle attività di formazione [lettera h) ]; – l'apertura delle scuole della Difesa a beneficio della collettività, con la previsione di percorsi di formazione aperti a tutto il personale, anche a tempo determinato, nonché a studenti universitari e tecnici specialistici interessati ad acquisire professionalità militari specifiche e competenze spendibili in altri contesti lavorativi, anche per il reinserimento nel mondo del lavoro. A tal fine la disposizione prevede l'adozione di misure intese al riconoscimento dei titoli conseguiti e alla valorizzazione delle esperienze lavorative maturate, nonché la possibilità di sviluppare opportunità di formazione-lavoro anche attraverso il coinvolgimento di strutture aziendali esterne [lettera i) ]. L'articolo 11 prevede il procedimento per l'esercizio delle deleghe legislative conferite con le disposizioni degli articoli 8, 9 e 10 del presente disegno di legge. In particolare, è previsto che: – i decreti legislativi di cui agli articoli 8, 9 e 10 siano adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro della difesa, di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e dell'economia e delle finanze, nonché con i Ministri interessati, sentiti il Consiglio centrale di rappresentanza militare e le organizzazioni sindacali e previo parere della Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, per i profili di interesse, e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. Il parere delle Commissioni parlamentari deve essere espresso entro il termine di sessanta giorni, decorso il quale i decreti potranno essere in ogni caso adottati; qualora tale termine scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto dagli articoli 8, 9 e 10 per l'adozione dei decreti legislativi, ovvero successivamente, quest'ultimo termine è prorogato di novanta giorni; se non intende conformarsi ai pareri parlamentari, il Governo trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione; le Commissioni possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione, decorso il quale i decreti possono comunque essere adottati. (comma 1); – entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi, il Governo possa adottare disposizioni integrative e correttive, con le medesime modalità e nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi di cui al presente disegno di legge. La ratio della previsione di una delega correttiva e integrativa risiede nella duplice esigenza, da un lato, di sperimentare i nuovi assetti ed operare successivamente gli assestamenti che si dovessero rendere necessari o opportuni, dall'altro, di attuare gradualmente una riforma complessa come quella di aggiornamento dello strumento militare nazionale (comma 2); – i decreti legislativi di cui ai commi 1 e 2 possano modificare le disposizioni di diretta applicazione recate dal capo I del presente disegno di legge e che tutti gli interventi normativi siano effettuati introducendo le necessarie modificazioni al codice dell'ordinamento militare, secondo quanto previsto dall'articolo 2267, comma 2, del medesimo codice (comma 3); – gli eventuali nuovi o maggiori oneri, se non compensati all'interno degli stessi decreti legislativi, devono trovare copertura in un previo provvedimento legislativo che appresti le necessarie risorse finanziarie (comma 4); – le risorse che si renderanno eventualmente disponibili in relazione alle minori spese che potranno derivare dall'adozione dei decreti legislativi saranno destinate prevalentemente al finanziamento di misure intese ad agevolare il reinserimento nel mondo del lavoro del personale militare di cui all'articolo 9, comma 1, lettera c) , del presente disegno di legge (comma 5); * * * A titolo puramente indicativo si riporta, di seguito, l'elenco delle disposizioni del codice dell'ordinamento militare modificate dai singoli articoli del disegno di legge. TESTO DELLE DISPOSIZIONI DEL CODICE DELL'ORDINAMENTO MILITARE NOVELLATE Art. 1. – (Ministro della difesa) Art. 10. Attribuzioni del Ministro della difesa 1. Il Ministro della difesa, preposto all'amministrazione militare e civile della difesa e massimo organo gerarchico e disciplinare: a) attua le deliberazioni in materia di difesa e sicurezza adottate dal Governo, sottoposte all'esame del Consiglio supremo di difesa e approvate dal Parlamento; b) emana, nell'ambito delle attribuzioni del Ministero della difesa, le direttive in materia di politica militare, di politiche industriali, di sviluppo e impiego dello strumento militare, di politiche per il personale, di attività informativa e di sicurezza, nonché di attività tecnico-amministrativa concernenti il settore della Difesa; c) partecipa direttamente o tramite un suo delegato a tutti gli organismi internazionali ed europei competenti in materia di difesa e sicurezza militare o le cui deliberazioni comportino effetti sulla difesa nazionale; d) approva la pianificazione generale e operativa interforze con i conseguenti programmi tecnico-finanziari, nonché la strategia di sviluppo tecnologico e industriale, pubblico e privato, di interesse della Difesa nell'ambito delle relative attribuzioni; d-bis) propone, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico, il disegno di legge di spesa pluriennale, di cui all'articolo 30 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per il finanziamento sessennale dei programmi di interesse della Difesa; d-ter) sviluppa, in materia di esportazione e di rapporti intergovernativi tesi alla cooperazione militare, politiche di partenariato e di trasferimento di tecnologie, privilegiando gli accordi «Governo a Governo». 2. Il Ministro della difesa, inoltre, propone al Presidente del Consiglio dei ministri, la relazione annuale da presentare al Parlamento, in ordine allo stato della disciplina militare e allo stato dell'organizzazione delle Forze armate, in relazione agli obiettivi di ristrutturazione, riferendo, in particolare: a) sul livello di operatività delle singole Forze armate; b) sul grado di integrazione del personale militare volontario femminile; c) sull'attività per il sostegno alla ricollocazione professionale dei volontari congedati, svolta dall'esistente struttura ministeriale; d) sul conseguimento degli obiettivi di reclutamento dei volontari necessari ad assicurare l'operatività delle Forze armate; e) sullo stato dei reclutamenti nelle carriere iniziali delle Forze di polizia a ordinamento civile e militare e del Corpo militare della Croce rossa. 3. Il Ministro della difesa, altresì, può sopprimere o riorganizzare, con proprio decreto, emanato su proposta del Capo di stato maggiore della difesa, enti e organismi nell'ambito del processo di ristrutturazione delle Forze armate, fermo restando il disposto dell'articolo 177. Art. 14. - Uffici di diretta collaborazione del Ministro . 1.