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1 (Disposizioni in materia di trasformazione delle banche di credito cooperativo) 1 Al capo V del titolo II del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 29 i commi da 2- bis a 2- quater sono abrogati; b all'articolo 31, comma 1, le parole: « nonché le diverse determinazioni di cui all'articolo 29, comma 2- ter , » sono soppresse; c all'articolo 36: 1 al comma 1, dopo le parole: « costituita in forma di società per azioni » sono aggiunte le seguenti: « o di banca popolare »; 2 al comma 1- bis , primo periodo, dopo le parole: « può deliberare la propria trasformazione in società per azioni » sono aggiunte le seguenti: « o in banca popolare »; d all'articolo 37- bis , dopo il comma 1- bis è inserito il seguente: « 1-ter . Le banche di credito cooperativo diverse da quelle di cui al comma 1- bis hanno la facoltà di adottare, in alternativa alla costituzione del gruppo bancario cooperativo, sistemi di tutela istituzionale, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 113, paragrafo 7, del regolamento (UE) n. 575/2013. Tali sistemi prevedono un soggetto gestore costituito in forma di società per azioni autorizzata all'esercizio dell'attività bancaria, il cui capitale è detenuto per almeno il 60 per cento dalle banche di credito cooperativo aderenti al sistema di tutela istituzionale ». 2 All'articolo 150- bis del testo unico di cui al citato decreto legislativo n. 385 del 1993, il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5. Nei casi di fusione e trasformazione previsti dall'articolo 36 nonché di cessione di rapporti giuridici in blocco e scissione da cui risulti una banca costituita in forma di società per azioni, restano fermi gli effetti di devoluzione del patrimonio stabiliti dall'articolo 17 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Tali effetti non si producono nei casi di fusione e trasformazione nonché di cessione di rapporti giuridici in blocco e scissione da cui risultino società in forma di banca popolare. In tal caso, il valore effettivo delle riserve indivisibili della banca di credito cooperativo può essere conservato in regime di indivisibilità e in condizioni di neutralità fiscale nel patrimonio della banca popolare ». 2 (Sistemi di tutela istituzionale) 1 All'articolo 2- bis del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, convertito, con modificazioni, con legge 8 aprile 2016, n. 49, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Tale obbligo è altresì assolto dalle banche di credito cooperativo aventi sede legale nelle province autonome di Trento e di Bolzano, di cui all'articolo 37- bis , comma 1- bis , del citato decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, che, in alternativa alla costituzione del gruppo bancario cooperativo, hanno esercitato la facoltà di adottare sistemi di tutela istituzionale, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 113, paragrafo 7, del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, fino alla data di adesione a un sistema di tutela istituzionale di cui al medesimo articolo 113, paragrafo 7, del regolamento (UE) n. 575/2013, dall'adesione delle stesse al Fondo temporaneo di cui al presente comma »; b il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3. L'adesione al Fondo avviene entro trenta giorni dalla data di approvazione del relativo statuto. L'adesione di una banca di credito cooperativo al gruppo bancario cooperativo, ovvero, per una banca di credito cooperativo avente sede legale nelle province autonome di Trento e di Bolzano, al sistema di tutela istituzionale, non comporta il venir meno dell'adesione della stessa al Fondo temporaneo. Al più tardi alla data dell'adesione dell'ultima banca di credito cooperativo al gruppo bancario cooperativo o al sistema di tutela istituzionale, gli organi del Fondo, previa consultazione con le capogruppo dei gruppi bancari cooperativi e con l'ente gestore del sistema di tutela istituzionale di cui all'articolo 37- bis , comma 1- bis , del citato decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, convocano l'assemblea per deliberare sulle modalità di scioglimento dello stesso ».