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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI (8ª) 202 COLTORTI La seduta inizia alle ore 14,15. IN SEDE REFERENTE 1679 Riordino disposizioni legislative in materia di costruzioni DDL 1679 Delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di costruzioni (Esame e rinvio) Il PRESIDENTE , in sostituzione del relatore Cioffi, illustra il provvedimento in titolo, che delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, uno o più decreti legislativi per il riordino, il coordinamento e l'integrazione delle disposizioni legislative in materia di costruzioni. La relazione illustrativa ricorda i principali provvedimenti assunti, a partire dagli anni '70, per disciplinare i vari aspetti dell'attività edilizia e sottolinea come la sovrapposizione di norme e l'evoluzione intervenuta nel settore nel corso degli anni rendano ormai necessaria l'introduzione di una disciplina organica che, aggiornando le regole sull'intero settore delle costruzioni e non solo dell'edilizia, consenta il superamento delle criticità che si presentano quotidianamente nella pratica applicativa, faccia chiarezza sulle procedure e adegui i contenuti normativi al mutato contesto socio-economico e territoriale. In particolare, il nuovo quadro giuridico dovrebbe essere impostato su tre pilastri, ai quali possono essere ricondotti i princìpi e i criteri direttivi ai quali il Governo si deve attenere nell'esercizio della delega. Il primo pilastro è quello della disciplina delle attività edilizie, volto a ridefinire le procedure tecnico-amministrative e i provvedimenti sanzionatori tesi a regolare le trasformazioni del territorio e del patrimonio edilizio esistente. Il secondo pilastro dovrebbe riguardare la sicurezza delle costruzioni, con l'obiettivo di riordinare la disciplina tecnica sia delle nuove costruzioni che di quelle esistenti. Il terzo pilastro dovrebbe essere quello della sostenibilità ambientale delle costruzioni, la cui applicazione dovrebbe essere estesa oltre gli aspetti presi in considerazione dalla normativa attualmente vigente ed essere riferita a tutte le tipologie di costruzioni. Nel dettaglio, il disegno di legge si compone di un solo articolo. Il comma 1 contiene la delega, mentre il comma 2 elenca i princìpi e i criteri direttivi cui attenersi per il suo esercizio. In particolare, con i decreti legislativi si dovrà procedere all'aggiornamento e alla revisione delle categorie di intervento edilizio, introducendo una chiara distinzione tra interventi sul patrimonio edilizio esistente e interventi di trasformazione del suolo inedificato, anche in funzione dell'incentivazione dei processi di rigenerazione urbana, tenuto conto dell'obiettivo di consumo del suolo a saldo zero. Si dovrà inoltre prevedere una razionalizzazione dei processi amministrativi, in un'ottica di semplificazione e di progressiva digitalizzazione dei procedimenti, nonché dei titoli abilitativi, definendo anche nuovi criteri per la determinazione dell'onerosità degli interventi edilizi e verificando l'efficacia della ripartizione delle destinazioni d'uso in macro-categorie funzionali. Occorrerà rivedere la disciplina dell'accertamento di conformità, anche attraverso l'individuazione univoca delle diverse fattispecie, sia con rifermento alle costruzioni nuove che a quelle esistenti, nonché procedere alla definizione di nuovi assetti organizzativi per la demolizione degli abusi edilizi. Si prevede inoltre di dare attuazione alle raccomandazioni della Conferenza unificata in materia di anagrafica delle costruzioni, di formazione degli operatori e di criteri per l'aggiornamento delle nuove tecniche per le costruzioni e di procedere a ridefinire e aggiornare il regime sanzionatorio in relazione alle violazioni delle norme vigenti in materia edilizia. Per quanto riguarda la sicurezza delle costruzioni, si dovrà pervenire ad una definizione organica della normativa di riferimento, ponendo attenzione al rapporto tra rischio e sicurezza e declinando il concetto di sicurezza in un quadro di sostenibilità generale e di appropriate analisi costi-benefici. Sarà poi necessario rivedere le finalità della disciplina sulla certificazione di agibilità degli edifici, che deve essere concepita non come procedimento amministrativo esclusivamente correlato all'esecuzione di interventi edilizi, ma come certificazione resa da professionista abilitato, soggetta a periodica verifica o aggiornamento, e che consideri la destinazione d'uso degli stessi edifici ed il potenziale rischio atteso per l'interferenza con persone o cose. Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla revisione del processo di autorizzazione sismica, in un'ottica di semplificazione ed efficienza che consenta di coniugare la necessità dei controlli con l'efficacia degli interventi, anche con riferimento alle attività relative al collaudo statico. Occorrerà inoltre definire norme e procedure più snelle in materia di agibilità post-evento, anche prevedendo specifici interventi in tema di strutture temporanee di grande impatto sulla sicurezza delle persone. Sarà necessario introdurre una disciplina specifica per le opere legate al dissesto idrogeologico e al rischio incendio nelle costruzioni, individuando un sistema di controlli e di autorizzazioni per le opere di interesse statale. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale delle costruzioni, il Governo dovrà definire criteri indicativi della sostenibilità ambientale applicabili a tutte le categorie di costruzioni e non esclusivamente agli edifici, come attualmente previsto dalla normativa vigente, nonché individuare ulteriori parametri di valutazione, quali la qualità acustica, la gestione dei materiali derivanti dall'attività di demolizione, l'utilizzo di materiali riciclati, l'efficientamento energetico e l'obiettivo del consumo di suolo a saldo zero. La diffusione della sostenibilità ambientale delle costruzioni potrebbe inoltre essere incentivata con la previsione di un apposito sistema premiante. Oltre all'introduzione di una disciplina transitoria che consenta di prevenire i possibili effetti distorsivi della riforma sui procedimenti in corso e sugli strumenti urbanistici vigenti, al comma 3 si prevede che con i decreti legislativi si proceda al coordinamento delle disposizioni legislative vigenti in modo da garantire la coerenza, la semplificazione e l'aggiornamento del quadro normativo complessivo, nel rispetto dei princìpi dettati nella legislazione e nella giurisprudenza dell'Unione europea. Sempre nella medesima ottica, sarà necessario introdurre l'indicazione esplicita delle norme abrogate. I commi da 4 a 6 definiscono le procedure e la tempistica per la predisposizione e l'adozione dei decreti legislativi, prevedendo tra l'altro che, con atto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti vengano individuate forme di consultazione degli ordini professionali, dei consigli nazionali della rete delle professioni tecniche e delle associazioni di rappresentanza di costruttori e di altri operatori. Il comma 7 contiene la clausola di invarianza finanziaria. Il comma 8 stabilisce che entro due anni dall'entrata in vigore dei decreti legislativi possano essere adottate disposizioni integrative e correttive, sulla base di una relazione presentata alle Camere che indichi le disposizioni dei decreti legislativi su cui si intende intervenire e le motivazioni dell'intervento normativo proposto. Si apre la discussione generale.