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Anche in Italia abbiamo un esempio positivo in tal senso, perché quando fu introdotta la cedolare secca molti dicevano che era una misura che non avremmo potuto per metterci, ma il gettito per l'erario aumentò, perché a quel punto divenne non più economicamente conveniente evadere e, di conseguenza, il gettito ne risentì positivamente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tuttavia avemmo anche esempi sempre negativi in Italia, per dimostrare che invece il contrario ha effetti deleteri. Infatti, se pensassimo a quel periodo definito da molti storici come miracolo italiano, quel periodo degli anni Sessanta quando l'Italia cresceva più di chiunque altro, troveremmo che una delle peculiarità del nostro Paese era un livello impositivo più basso di quello di molti altri Stati; non era quindi un caso che la nostra crescita fosse superiore a quella della maggior parte degli altri Stati; allo stesso modo, non è stato un caso che negli anni Settanta, quando il nostro livello impositivo si è adeguato a quello degli altri Paesi europei, anche la nostra produttività si è allineata; ugualmente, non è stato un caso che quando il nostro livello impositivo è diventato più alto di quello degli altri Paesi, la nostra produttività e la nostra competitività sono crollate e ci siamo ritrovati ad essere non solo fanalino di coda in Europa, con livelli di crescita o decrescita sempre peggiori rispetto a tutti gli altri, ma anche un pessimo esempio a livello mondiale. Per questo, in un momento di difficoltà come quello attuale, in presenza di una economia debole come la nostra, un provvedimento che risolve uno di questi due problemi, cioè quello della possibilità di far partire i lavori, quindi di semplificare la burocrazia, è fondamentale. Il provvedimento in esame reca misure per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali e, in attesa di poter abbassare le tasse (altro punto programmatico del nostro partito), è sicuramente la migliore soluzione che potremmo proporre al nostro Paese in un momento di difficoltà che - non nascondiamocelo - potrebbe diventare anche peggiore, perché normalmente i cicli economici non sono lunghi come quello attuale, che oramai da dieci anni presenta segni positivi, senza considerare che la guerra dei dazi in atto e le altre criticità internazionali potrebbero pregiudicare ulteriormente uno scenario che già positivo non è. Pertanto, far partire i lavori, far partire quello che potrebbe diventare, anzi che sicuramente diventerà il più grande cantiere d'Europa è una risposta rapida, efficace e una delle poche che possiamo permetterci, vista la situazione dei nostri conti pubblici. Ho accennato a quello che sarà il più grande cantiere d'Europa, così entro anche nel dettaglio di alcune misure che abbiamo previsto nel decreto-legge in conversione, e cioè quelle a favore delle popolazioni terremotate. Sappiamo bene che, purtroppo, un'impostazione eccessivamente farraginosa e burocratica della ricostruzione ha impedito fino ad ora la partenza dei cantieri. Con il provvedimento in esame si intende poter di nuovo agevolare quelle popolazioni, quei territori (dico di nuovo perché molto è già stato fatto con la conversione dei decreti-legge n. 55 del 2018 e n. 17 del 2019) e potrà rappresentare una risposta non solo a quelle persone che hanno solo una richiesta tra le proprie priorità, cioè rientrare nelle proprie case, ma anche una risposta positiva in termini di occupazione e di PIL. Infatti, facendo di nuovo riferimento agli insegnamenti della storia, è dimostrato che far partire la realizzazione di opere (poco importa se pubbliche o private) non fa altro che risollevare l'economia in difficoltà. Ce l'ha insegnato il piano Marshall, che, dopo la Seconda guerra mondiale e con una situazione compromessa dal conflitto, non ha fatto degenerare le conseguenze dello stesso, ma ha anzi permesso una ripresa dell'economia. Leggo testualmente la dichiarazione di Marshall quando ha presentato il piano, adottato appunto per evitare quello che definiva «Un gravissimo deterioramento delle condizioni politiche, economiche e sociali», proprio perché - come dicevo prima - tutte le misure che favoriscono l'occupazione, tutte le misure che favoriscono il lavoro e tutte le misure che favoriscono l'economia non possono che, inevitabilmente, favorire tutta la popolazione anche sul piano sociale e sanitario. Quindi le misure che ci apprestiamo ad approvare ora avranno conseguenze positive su tutti gli aspetti della nostra vita. Dicevo prima che molte delle misure che ci apprestiamo ad adottare riguardano il terremoto. Vedo che mi sono un po' dilungato e che purtroppo, per ragioni di tempo, devo accingermi a concludere, quindi farò solo dei riferimenti. Il primo è relativo all'articolo 23, comma 1, lettera a) , che prevede la possibilità per i Comuni di concordare con gli uffici speciali per la ricostruzione il trasferimento delle istruttorie agli uffici tecnici comunali delle case che hanno avuto esito E con livello operativo L4. Per chi non è un tecnico, mi riferisco alle strutture più danneggiate, la cui scheda Aedes ha avuto esito E, che devono essere demolite e ricostruite (livello operativo L4). Questa misura non solo agevolerà molto la ricostruzione dei paesi distrutti, perché evidentemente si rivolge a quelli, ma consentirà finalmente di ridurre l' iter approvativo dei progetti, che in questo momento, nonostante il numero esiguo delle pratiche presentate, è già assurdamente lungo. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Pazzaglini. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Bene, signor Presidente. Più volte in quest'Aula si è criticato il fatto che già oggi ci vogliono troppi mesi per l'approvazione dei progetti. Consentire ai Comuni di gestire le istruttorie su queste pratiche non potrà che agevolare il tutto. Ci sono molte altre previsioni, sia a favore delle popolazioni terremotate che a favore di chi è in una situazione di debolezza e difficoltà (come ad esempio le telecamere negli asili nido e nelle case di cura); sono certo che i miei colleghi saranno più esaustivi con riferimento a questi provvedimenti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grasso. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, quella degli appalti pubblici è una materia complessa e delicata, perché in essa da sempre si annida il serio rischio della corruzione e della concussione e perché è il tramite attraverso cui i comitati d'affari e la criminalità si legano alla politica. Lo sblocco, l'accelerazione e la semplificazione delle procedure in questo settore, spacciate come un taglio alla burocrazia, sono state più volte all'origine di provvedimenti che, invece di favorire aziende e lavoratori, hanno solo aumentato il lavoro di magistrati e Forze dell'ordine. Le modifiche che stiamo discutendo costituiscono il ritorno a un vecchio armamentario, che speravo essere stato superato con l'introduzione del nuovo codice degli appalti.