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a) il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13, ad eccezione degli articoli 3, comma 6- bis , e 4; b) l'articolo 35 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9. 2. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. 3. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono alle attività previste dal medesimo decreto mediante l'utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Articolo 6. ( Entrata in vigore ) 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO NON PRESI IN CONSIDERAZIONE A SEGUITO DELLA POSIZIONE DELLA QUESTIONE DI FIDUCIA SULL'ARTICOLO UNICO DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Ciampolillo nella discussione della questione di fiducia posta sull'approvazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 1181 Questo Governo non merita la fiducia. Ha subappaltato la gestione dell'emergenza a tecnici - o presunti tali - che non sono mai stati scelti dai cittadini per affrontare le sfide della nostra Nazione. Su tutti, tale scienziato dottor Burioni, novello attore televisivo, il quale, tra un cachet ed un altro, lautamente offerti dalla televisione pubblica, ha letteralmente terrorizzato il popolo italiano, prefigurando scenari drammatici e costringendo il nostro caro Conte a rinchiudere in casa tutti noi poveri cittadini. Singolare poi che sia Burioni che Conte abbiano inizialmente escluso categoricamente che il virus fosse un problema. Eppure Conte di certo aveva la possibilità di cogliere il pericolo in arrivo e di prevenire quantomeno l'assoluta carenza di mascherine e gel disinfettante. Nulla di tutto questo. Quando poi sono comparsi i primi contagi, si è passati all'esatto opposto, con misure improvvisate ed incoerenti che, di fatto, hanno messo in ginocchio l'economia italiana e, soprattutto, i già miseri bilanci di gran parte dei cittadini. È facile dire «restate a casa» quando si vive nell'agio di lussuose residenze come quelle dei vari personaggi che hanno invaso le televisioni con i loro patetici inviti alla reclusione domestica. Il dato, tuttavia, più grave di questa vicenda è l'assoluta incapacità del Governo di gestire il flusso enorme di danaro di cui oggi dispone. Il risultato è il caos totale. Gli imprenditori che aspettano ancora i famigerati 25.000 euro. La cassa integrazione che ritarda. Il casato Agnelli che incassa decine di miliardi, pur pagando le tasse in Olanda. Le banche che hanno trasformato i loro crediti chirografari in crediti garantiti dallo Stato. Prima o poi la verità verrà a galla ed emergerà come questa sia stata l'ennesima occasione persa per l'Italia. Per capire l'assurdità della situazione è sufficiente pensare a quello che è successo in Senato giovedì scorso, nel corso dell'audizione in Senato del dottor Giuseppe De Donno dell'ospedale Carlo Poma di Mantova relativa ai risultati positivi che sta ottenendo la terapia del plasma iperimmune nella lotta contro il Covid-19. Ebbene di fronte ai successi di questa terapia l'istituto superiore della sanità e dall'AIFA hanno pensato bene di affidare la guida dello studio nazionale su detta terapia all'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa e non già agli Ospedali di Mantova e Pavia. Queste le parole del dottor De Donno: «Perché Pisa? Non lo so, sono sconcertato da questa decisione. Qui è la politica che vuole ammutolire la scienza»; emerge inequivocabilmente il tentativo in atto da parte dell'Istituto superiore della sanità e dell'AIFA di boicottare i risultati straordinari che la terapia del plasma iperimmune sta ottenendo, attraverso la pratica di una terapia in uso da decenni contro l'epatite B e la rabbia, fondata sulla generosità dei donatori di plasma e non già sulla bramosia di profitto delle aziende farmaceutiche che le nostre istituzioni sanitarie dimostrano invece di voler proteggere. Il Ministro della salute, con il suo atteggiamento accondiscendente, ha dimostrato la sua sudditanza alle industrie farmaceutiche e non già ai legittimi interessi dei cittadini italiani. Ma vi è di più! Ad oggi non si comprende bene quante siano le vittime effettive del Covid-19. Quanti in realtà siano i decessi legati ad altre cause. Lo stesso vale per i contagi. Non si capisce bene chi abbia vietato le autopsie. Burioni? Il comitato tecnico scientifico? Solo grazie alle autopsie è stato possibile capire i rischi della terapia e delle intubazioni e si è così potuto veramente salvare le vite umane. Ancora più clamorosa appare oggi il dubbio sull'attendibilità stessa dei tamponi. Anzi direi esattamente il contrario. Ossia la certezza della relativa inattendibilità! Giovedì scorso, difatti, nel corso della audizione al Senato, il professor Ippolito dello Spallanzani di Roma ha testualmente ammesso che i tamponi hanno limiti enormi e che in sostanza non sono affatto attendibili. Ma allora come ,è possibile pensare di far dipendere dai risultati dei tamponi le scelte su misure restrittive delle libertà personali o della libertà economiche? Tutto questo è assurdo e denota l'assoluta incapacità di questo Governo, che ha messo nelle mani di qualche asserito scienziato, promesso attore televisivo, la libertà e il destino dei cittadini. Oggi con questo decreto, con questi provvedimenti a pioggia, assistenziali e senza alcuna visione del futuro, distruggiamo le casse pubbliche per avvantaggiare i soliti noti. Stiamo ipotecando il futuro dei nostri ragazzi. Ai cittadini normali, come al solito, arriverà forse, solo un po' di elemosina. Non ci sono parole. Siamo insomma di fronte ad una vera e propria banda di incapaci! Una desolazione! Il mio voto sarà ovviamente no alla fiducia! Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Barboni, Berardi, Bertacco, Berutti, Bongiorno, Bossi Umberto, Castaldi, Cattaneo, Crimi, De Poli, Di Piazza, Malpezzi, Mangialavori, Margiotta, Marti, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Parente, Ronzulli, Schifani, Sciascia, Segre, Sileri, Stabile e Turco. Commissioni permanenti, variazioni nella composizione Il Presidente del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle ha comunicato la seguente variazione nella composizione delle Commissioni permanenti, con decorrenza dal 25 maggio 2020: 5 a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Pirro, in qualità di sostituto del senatore Di Piazza, membro del Governo; cessa di farne parte la senatrice Bottici, in qualità di sostituto del senatore Di Piazza, membro del Governo.