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è una vera e propria emergenza democratica quella che conosciamo, perché non c'è la possibilità reale e concreta di dare contributi positivi su provvedimenti come questi che riguardano la vita di migliaia di persone che hanno investito, scommesso e svolgono nell'ambito della nostra società ruoli importantissimi come formatori dei cittadini del futuro. Questo provvedimento per noi, che da sempre siamo per la stabilizzazione dei precari, è pensato male e scritto peggio. È stato annunciato come un salva-precari ma a noi sembra che sia più un "ammazza- precari", un provvedimento che discrimina e per questo abbiamo presentato una pregiudiziale di costituzionalità illustrata dal nostro capogruppo Luca Ciriani, perché riteniamo emblematica la questione che riguarda gli insegnanti che hanno prestato servizio nelle scuole paritarie e che vengono clamorosamente esclusi dalla possibilità di partecipare al concorso. La nostra attività emendativa era finalizzata proprio a migliorare il provvedimento e a dare delle risposte ad ampi settori che si troveranno sostanzialmente fuori dal mondo della scuola, a dare contributi che potessero risolvere e "mettere delle toppe". Faccio riferimento esplicito alla questione incredibile dei diplomati magistrali che non trovano nessuna soluzione e continuano a restare in questo girone dantesco del precariato; faccio riferimento alla vicenda dei dirigenti scolastici che sono stati costretti a ricorrere alla magistratura per far valere i propri diritti; faccio riferimento agli insegnanti di religione cattolica che continuano ad essere trattati come figli di un dio minore: aspettano da anni la possibilità di essere stabilizzati e ancora una volta non viene loro data una risposta che possa assicurare una soddisfacente possibilità di svolgere in maniera più serena e dignitosa il loro lavoro; faccio riferimento alla vicenda dei DSGA facenti funzione, persone che per tanti anni hanno retto le sorti della scuola italiana, che si sono guadagnati sul campo una dignità ed una professionalità e che verranno sostanzialmente "cestinati", prima usati e poi abbandonati. C'era l'opportunità di riconoscere una dignità ai nostri ricercatori universitari, ma anche su questo abbiamo trovato un'assoluta sordità da parte del Governo e della maggioranza. È evidente che c'è una mancanza di risorse finanziarie ma a questo proposito voglio dire che sarebbe bastato semplicemente utilizzare le risorse ora dedicate al reddito di cittadinanza per investire nella scuola e nell'istruzione italiana e per riconoscere ai nostri insegnanti stipendi che siano più dignitosi e più adeguati alla nobile funzione che svolgono rispetto alla società italiana. Il rapporto OCSE di settembre dice chiaramente che la scuola italiana è in grandissima difficoltà e che i nostri insegnanti sono i meno pagati d'Europa. Se allora, come tanta retorica dice, si vuole veramente investire sulla scuola e sul futuro della nostra Nazione, si poteva fare semplicemente questo, non bandire un concorso che creerà la nuova guerra dei poveri e che non dà una risposta piena alle esigenze e alle problematiche del precariato italiano. Parliamo di 24.000 posti al cospetto di oltre 170.000 vacanze, quindi parliamo di una misura veramente molto ridotta. Evidentemente, il Governo è preso più da questioni di carattere ideologico. Vorrei dire al Ministro, che non vedo in Aula, che, se invece di preoccuparsi di staccare i crocifissi e di dedicarsi ai mappamondi, pensasse alle esigenze concrete della scuola italiana avremmo qualche risposta positiva in più (Applausi dal Gruppo FdI) . Non sappiamo se corrispondano al vero le indiscrezioni di stampa che la vogliono presto dimissionario, ma siamo sicuri che nelle prossime ore saranno molte migliaia di persone a chiedere le sue dimissioni. (Applausi dal Gruppo FdI). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Do il benvenuto e saluto a nome dell'Assemblea gli studenti del Liceo classico «Orazio» di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1633 IORI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IORI (PD) . Signor Presidente, colleghi senatori e senatrici, membri del Governo, proprio nei giorni in cui il decreto-legge in esame veniva approvato, usciva anche il documento dell'OCSE-PISA che certifica dati davvero allarmanti. Ad esempio, rispetto agli adolescenti degli altri Paesi OCSE, i nostri ragazzi non sono in grado di distinguere le opinioni dai fatti e, soprattutto, che non sono in grado di cogliere il soggetto principale in un testo di media lunghezza. Credo che renderemo un buon servizio al nostro Paese se riconoscessimo tutti questa emergenza, ovvero se non cercassimo di minimizzarla o sottovalutarla. In questo senso, oltre ai problemi del reclutamento, che sono certamente basilari, la cui soluzione è prioritaria ed è l'oggetto principale del decreto-legge in esame, credo che dovremmo cercare insieme anche delle risposte agli ostacoli didattici, culturali e sociali che impediscono ai ragazzi del nostro Paese di avere le stesse opportunità dei loro coetanei di altri Paesi. È infatti del tutto evidente che le rilevazioni nazionali e internazionali raccontano di un sistema scolastico italiano che non sblocca l'ascensore sociale, in cui le scuole tendono ad essere frequentate da studenti con il medesimo background socio-economico e culturale. Questo crea, come conseguenza, segregazione e immobilismo. Il decreto-legge in esame mira dunque principalmente - ci tengo a sottolinearlo - a porre rimedio alla carenza di personale di ruolo e a ridurre il ricorso a contratti di lavoro a termine, al fine di migliorare la qualità dei percorsi formativi nelle istituzioni scolastiche. Devo anche ricordare che questo provvedimento va contestualizzato rispetto al punto di partenza e anche al momento istituzionale e politico. Parliamo infatti di un provvedimento approvato dal precedente Governo, salvo intese, che è stato significativamente modificato, creando un migliore equilibrio tra tutti i soggetti interessati (insegnanti, famiglie e allievi). Un decreto quindi dall' iter travagliato ma che riprende in modo consistente e ben chiaro l'obiettivo qualificante e condiviso: contrastare il precariato per garantire la continuità didattica per 8 milioni di alunni e la stabilità di una comunità scolastica di oltre 9 milioni di persone che impegnano nella scuola la propria competenza professionale, educativa e relazionale sul versante dei saperi e delle relazioni educative. Vorrei richiamare in tal senso, in questo mio breve intervento, le enormi difficoltà con cui è cominciato questo anno scolastico che certo non sono nuove nella storia del nostro sistema scolastico del nostro Paese ma che nel 2019 hanno assunto un carattere ancora più preoccupante: a settembre il precariato ha superato ogni record negativo e, come se non bastasse, il numero degli insegnanti andati in pensione è aumentato di 22.000 unità in seguito ai pensionamenti straordinari di quota 100, oltre ai 20.000 pensionamenti ordinari. Credo che un Governo serio debba guardare prima di tutto ai ragazzi che sono il futuro del nostro Paese.