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la mancata manutenzione ordinaria del sistema di raccolta delle acque meteoriche, non evitando potenzialmente il ruscellamento derivante dalle precipitazioni atmosferiche, potrebbe aver fatto aumentare di molto la produzione di percolato e il relativo accumulo; non a caso, già il protocollo n. 38448 del 30 settembre 2014 del Dipartimento provinciale di Cosenza, Servizio tematico acque dimostra che i campioni di acqua sotterranea prelevati al piezometrico PZ1 presso il sito, prelevato il 24 giugno 2014, contengono una concentrazione di idrocarburi superiore al limite massimo consentito, pari al triplo della soglia di tossicità di cui alla tabella 3 dell'allegato 3 del decreto legislativo 16 marzo 2009, n. 30, ovvero 350 microgrammi al litro rispetto al valore rilevato di 1.197 microgrammi al litro; la sospetta instabilità del fondo dell'impianto, alimentata dalla mancata documentazione delle azioni di sorveglianza e di adeguati sistemi antincendio e di illuminazione, non esclude il danneggiamento delle geo-membrane di fondo, con la conseguente inevitabile contaminazione del suolo sottostante e il venir meno delle condizioni di aderenza di cui all'allegato 1, punto 2.5, del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36; nell'ultimo sopralluogo documentato, di cui al verbale del 22 luglio 2015 redatto dai tecnici dell'ArpaCal, sono stati consegnati dai funzionari dell'ufficio tecnico dell'amministrazione comunale le relazioni annuali relative agli anni 2010-2013, indirizzate al commissario delegato per l'emergenza ambientale e al Dipartimento delle politiche dell'ambiente della Regione, all'interno delle quali è stato contestato il mancato rispetto della frequenza mensile del monitoraggio del sito e delle emissioni diffuse; nelle analisi di laboratorio allegate alla documentazione 2016 e 2017 fornita dal Comune (ad oggi non trasmesse all'ArpaCal ma solo alla Regione Calabria e non in regime di contraddittorio come quelle presenti nella relazione relativa al 2015), i valori degli idrocarburi rientrano nei termini consentiti (2016) ovvero non vengono proprio controllati (2017), mentre sin dal 2011 il certificato n. 692/2011 del laboratorio scelto dal Comune di Castrolibero definisce pericoloso già il solo percolato, in quanto supera i valori massimi di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, rispettivamente, a 206,300 su un massimo di 200,000 e 1.308,210 su un massimo di 1.000,000; le inadempienze emergenti dalle attività di controllo sono continue e ripetute negli anni. Più volte è stato rimarcato dalle autorità regionali che la volumetria autorizzata con la deliberazione della Giunta di AIA 10877/09 non può superare i 95.000 metri cubi in quanto la variante presentata, essendo il primo stralcio di 95.000 metri cubi di un progetto di 800.000, deve essere soggetta a nuova valutazione ambientale contestualmente alla presentazione del progetto complessivo; l'estensione di tale complessivo progetto potrebbe lambire il complesso scolastico più grande di Castrolibero, con evidenti conseguenze negative per gli studenti e le recenti inurbazioni; nulla si può evincere dalle spese di gestione dopo la revisione al piano economico-finanziario trasmesso con protocollo n. 10525 del 1° settembre 2011 dal Comune di Castrolibero al commissario delegato per l'emergenza ambientale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziative di competenza intenda assumere al fine accertare la realtà dei fatti, con riguardo alle analisi chimico-fisiche e allo stato dei luoghi, della copertura e della geo membrana; se intenda, qualora le irregolarità dovessero essere accertate, avviare un tavolo tecnico con la Regione Calabria e gli enti coinvolti al fine di ripristinare una gestione del sito aderente alla normativa di settore. Atto n. 3-00682 STEFANO TARICCO BITI MAGORNO SBROLLINI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il consiglio oleicolo internazionale è l'unica organizzazione internazionale al mondo dedicata all'olio d'oliva e olive da tavola, contribuisce in modo decisivo allo sviluppo responsabile e sostenibile dell'olivo, e fornisce un forum mondiale in cui le politiche vengono discusse ed adottate per affrontare le sfide che attendono il settore; la Tunisia è alla guida dell'organismo da ormai 4 anni mentre alla Spagna, che da 17 anni ininterrotti, a Bruxelles, ricopre la carica di capo unità o vice capo unità dell'olio d'oliva e delle materie grasse, è attribuito il direttore esecutivo aggiunto; nei giorni scorsi, il Governo spagnolo ha proposto a Bruxelles di riconfermare il duo tunisino-iberico Ghedira-Lillo alla guida del consiglio oleicolo per i prossimi 4 anni; tale decisione andrebbe a consolidare quella che appare sempre con maggiore evidenza come una diarchia nel settore con la Spagna leader indiscussa sul fronte europeo e la Tunisia che sta ritagliandosi un ruolo di primo attore nel mondo arabo, grazie anche al coinvolgimento dell'Egitto che ha assunto la presidenza del Coi per tutto il 2019, e che si sublima nel tentativo di eliminare il panel test per l'olio di oliva extravergine; l'intervento del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale italiano, che ha ricordato l'esistenza di un patto politico europeo che prevede l'assegnazione all'Italia della guida del Consiglio, scaduto il mandato di Ghedira, ha di fatto sospeso questa determinazione; considerato che: come riportato in un puntuale articolo pubblicato sul giornale "Italia oggi", su impulso della Tunisia, la Lega araba sta pensando di arrivare alla l eadership del settore olivicolo-oleario, giungendo in pochi anni a una produzione di 1,2-1,4 milioni di tonnellate, riuscendo così a condizionare i mercati e la quotazione mondiale dell'olio d'oliva; la produzione media cumulata di Tunisia, Marocco, Algeria, Turchia, Siria, Giordania, Libano ed Egitto arriva a poco più di 800-900.000 tonnellate, ovvero un terzo di quella mondiale; l'Italia sta attraversando un momento di rilevante difficoltà, stretta dall'emergenza Xylella e dai danni provocati dalle gelate del 2018, che di fatto hanno portato a registrare nell'anno un dimezzamento della produzione attesa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati; se siano state assunte determinazioni riguardo alla posizione che l'Italia intende assumere nell'indicazione del nuovo vertice dell'organismo Coi; quali iniziative intenda avviare al fine di sostenere e puntellare la posizione italiana di leadership culturale nel mondo olivicolo-oleario. Atto n. 3-00683 MARILOTTI GRANATO FLORIDIA CORRADO DE LUCIA MONTEVECCHI VANIN ANGRISANI CASTELLONE Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: