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La Commissione per la salvaguardia di Venezia di cui all'articolo 5 della legge 16 aprile 1973, n. 171, e all'articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 360, che opera come conferenza permanente di servizio e rimane istituita fino all'approvazione del piani di assetto territoriale (PAT), esprime parere vincolante su tutti gli interventi di trasformazione e di modifica del territorio per la realizzazione di opere pubbliche e private da eseguire nella conterminazione lagunare, nei centri storici di Venezia, Cavallino-Treporti, Chioggia e Sottomarina e nelle isole di Pellestrina, Lido e Sant'Erasmo, ad esclusione di quelli non soggetti a vincoli ambientali, paesaggistici o culturali. 2. Sono esclusi dalla competenza della Commissione gli interventi edilizi di cui all'articolo 31, primo comma, lettere a) e c) , della legge 5 agosto 1978, n. 457, che non comportino modifiche esterne dell'immobile, e le opere interne alle costruzioni che non comportino modifiche della sagoma e dei prospetti e non rechino pregiudizio alla statica dell'immobile, nonché le opere di arredo urbano e le concessioni di plateatico. 3. La Commissione può delegare ai comuni di cui al comma 1 l'espressione del parere sulle opere di limitato rilievo ambientale, edilizio o paesaggistico. 4. Il parere della Commissione sostituisce ogni altro parere, visto, autorizzazione, nulla osta, intesa o assenso, comunque denominati, che siano obbligatori ai sensi delle vigenti disposizioni normative statali e regionali, ivi compresi il parere delle commissioni edilizie dei comuni di volta in volta interessati e il parere autorizzatorio relativo ai beni paesaggistici. 5. La Commissione esprime il proprio parere vincolante sugli strumenti di pianificazione e sulla strumentazione urbanistica. 6. Solo per le finalità di cui al comma 1, le richieste di concessione edilizia sono trasmesse dal sindaco alla Commissione per la salvaguardia di Venezia corredate dalle istruttorie degli uffici comunali, entro un mese dal ricevimento. 7. La Commissione per la salvaguardia di Venezia esprime il proprio parere sugli interventi di cui al comma 1 entro il termine di un mese dal ricevimento della documentazione per le pratiche edilizie ed entro il termine di due mesi per tutti gli interventi di trasformazione e modifica del territorio di cui all'articolo 31, primo comma, lettere d) ed e) , della legge 5 agosto 1978, n. 457. Tali termini possono essere prorogati, per chiarimenti e integrazioni, una sola volta e per un periodo non superiore, rispettivamente, a quindici e a trenta giorni. Qualora il parere della Commissione per la salvaguardia di Venezia non sia espresso entro tale termine, si intende reso in senso favorevole. Qualora il parere sia espresso con il voto contrario del presidente del Magistrato alle acque, per motivi attinenti all'equilibrio idraulico lagunare, del Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e laguna, per motivi attinenti alla salvaguardia dell'ambiente paesistico, storico, archeologico ed artistico, o del comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Venezia, per motivi attinenti alla sicurezza delle costruzioni e degli impianti, le determinazioni della Commissione sono sospese e il Presidente della giunta regionale, entro venti giorni dal voto della Commissione, rimette gli atti al parere del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministro dell'interno, i quali sono tenuti ad assumere le relative determinazioni, con provvedimento motivato, entro tre mesi dal ricevimento degli atti, previa acquisizione dei pareri del Consiglio superiore dei lavori pubblici e del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici. 8. Per il funzionamento degli uffici della Commissione per la salvaguardia di Venezia, la regione Veneto si avvale di proprio personale. 9. La Commissione per la salvaguardia di Venezia esprime parere sui progetti delle opere dello Stato nell'ambito territoriale di propria competenza. Il parere sostituisce ogni altro provvedimento comunque denominato, ivi compreso quello di conformità urbanistica. Resta ferma la disciplina in materia di valutazione di impatto ambientale statale, regionale e provinciale. 10. Ai fini della semplificazione delle procedure di autorizzazione paesaggistica, il confine della conterminazione lagunare coincide con l'intero territorio dei nove comuni della gronda lagunare. L'autorizzazione paesaggistica ai sensi dell'articolo 146 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, è rilasciata dalla Commissione di cui al presente articolo su parere vincolante della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e laguna. Art. 15. (Norme finanziarie) 1. All'attuazione degli obiettivi, dei programmi e degli interventi previsti dalla presente legge, sono destinati: a) le risorse stanziate e da stanziare per il finanziamento delle opere comprese nel programma di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, per quanto attiene al completamento delle opere di regolazione delle maree; b) gli stanziamenti annuali a tal fine stabiliti dalla legge di bilancio; c) le accise, di cui all'allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte nella produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, applicate sul gas naturale per combustione per usi civili generato dal terminale Adriatic LNG; d) le maggiori entrate per accisa conseguenti all'aumento di euro 0,005 per mille litri dell'aliquota di accisa sulla benzina e sulla benzina senza piombo di cui all'allegato I del citato testo unico, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni; e) le risorse derivanti dall'addizionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, e successive modificazioni, che i comuni di Venezia, di Chioggia e di Cavallino-Treporti possono istituire ovvero deliberare; f) un contributo pari all'1 per cento degli introiti ad ogni titolo connessi con l'utilizzo della struttura portuale d'altura di cui all'articolo 2, comma 5, lettera a) ; g) le altre risorse di cui al presente articolo. 2. Le risorse di cui al comma 1, lettera c) , sono destinate: a) per il 55 per cento al finanziamento delle attività di cui all'articolo 2, comma 6, della presente legge nonché dei progetti di bonifica approvati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ai sensi dell'articolo 252, comma 4, del decreto legislativo n. 152 del 2006, e degli accordi di programma di cui all'articolo 9 della presente legge; b) per il 30 per cento alla realizzazione delle opere infrastrutturali di competenza della regione Veneto; c) per il 10 per cento per la realizzazione degli interventi di competenza del comune di Venezia di cui agli articoli 7 e 8; d) per il 5 per cento per la realizzazione degli interventi di competenza della provincia di Venezia di cui all'articolo 7. 3.