[pronunce]

che, tuttavia, il giudice a quo – in luogo di sottoporre a scrutinio le disposizioni che contemplano le scansioni procedimentali censurate – si limita ad impugnare l'art. 14, comma 5-ter, «con riferimento agli artt. 13, comma 13, e 17», del d.lgs. n. 286 del 1998: ossia la sola norma - di natura sostanziale - che prevede la fattispecie criminosa dello straniero che, senza giustificato motivo, si trattiene nel territorio dello Stato in violazione dell'ordine impartito dal questore, stabilendo la relativa sanzione; unitamente a disposizioni – quelle di «riferimento», di cui ai citati artt. 13, comma 13, e 17 – regolative di aspetti non direttamente coinvolti dalle censure (rispettivamente, il divieto di rientro dello straniero espulso nel territorio dello Stato, salva speciale autorizzazione del Ministro dell'interno; e la facoltà di rientro del medesimo per l'esercizio del diritto di difesa); che il Tribunale rimettente denuncia, pertanto, norme inconferenti rispetto alle proprie doglianze, non essendo la prospettata lesione dei parametri costituzionali ricollegabile ad esse; che l'erronea individuazione delle norme da censurare rende le questioni sollevate manifestamente inammissibili (cfr., ex plurimis, ordinanze n. 153 del 2005 e n. 217 del 2003). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, della norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 5-ter, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), aggiunto dalla legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo), in relazione agli artt. 13, comma 13, e 17 del medesimo decreto legislativo, sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3, 10, 24, 27 e 111 della Costituzione, dal Tribunale di Napoli con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 28 settembre 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 4 ottobre 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA