[resaula]

Allo stesso modo non vedo niente di male nell'aggiungere dopo il terzo comma dell'articolo 52 del codice penale il seguente: «Nei casi di cui al secondo e al terzo comma, agisce sempre in uno stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l'intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone». Non credo possa esserci sinceramente più buon senso di così, lasciando anche al giudice la valutazione dell'ampiezza e della forza di minaccia di uso di armi o di altri mezzi. Per queste ragioni annuncio il voto favorevole del mio Gruppo sull'articolo 1. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 2, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, con l'emendamento 2.2, che mi accingo ad illustrare, coerentemente con quanto già detto chiedo la soppressione dell'articolo 2 che riguarda l'eccesso colposo per legittima difesa. Non dobbiamo dimenticare, tra l'altro, che nel nostro ordinamento è prevista anche la legittima difesa putativa, cioè l'errore nella legittima difesa che fa riconoscere al giudice assolutamente incolpevole chi ha agito per errore, credendo che ci fossero le condizioni per la legittima difesa, che invece erano insussistenti. Esiste quindi, oltre all'eccesso colposo, la possibilità di valutazione dell'errore sotto un profilo psicologico. L'emendamento 2.2, che chiedo all'Assemblea di approvare, prevede la soppressione dell'articolo 2, che noi non condividiamo assolutamente, soprattutto perché introduce degli elementi che non si comprendono bene. In effetti, l'articolo richiama le condizioni di cui al secondo, terzo e quarto comma dell'articolo 52, che già prevedono le situazioni di legittima difesa. Si aggiungono quindi altre condizioni? Dal punto di vista del coordinamento sia logico che sistematico, questo non si comprende. A parte ciò, si introducono ulteriori tipizzazioni che riguardano l'aver approfittato di circostanze di tempo, di luogo e di persona. Cosa sono? Ad esempio la notte, circostanze particolari come l'età o la minorata difesa di qualcuno che è disabile. Tutte queste circostanze pongono in una situazione di legittima difesa, da non valutare complessivamente e completamente da parte del giudice così come il grave turbamento psichico derivante dalla situazione di pericolo in atto. Sul grave turbamento mi sono espresso in maniera assolutamente contraria per l'assoluta indeterminatezza della fattispecie del turbamento, che sarà difficile graduare rispetto alle persone. Chi è più turbato e chi lo è meno? Chi è facilmente impressionabile o particolarmente timoroso? Sono dei criteri molto vaghi e proprio per questo il nostro codice ha stabilito che l'imputabilità non può essere né diminuita, né esclusa da stati emotivi e passionali. Comunque, nel caso in cui si dovesse ancora una volta non sopprimere questo riferimento, ho proposto, in via sussidiaria e certamente non principale, la possibilità che il turbamento, che è qualcosa di generico, fosse sostituito, attraverso un altro emendamento all'articolo 2, dal terrore e dal panico che sono concetti già espressi nel codice tedesco e che sono qualcosa di più del turbamento. Non solo, ho anche collegato terrore, panico e paura all'imprevedibilità della situazione che si viene a creare. Qualcosa che crea questo terrore e panico che però refluisce non sulle condizioni oggettive ma sulle condizioni psicologiche, determinando un errore, quell'errore che è previsto dall'articolo 59, quarto comma, del nostro codice penale, quindi qualcosa che è già previsto e che può essere valutato - terrore e panico - perché dato dalla imprevedibilità che genera un errore in una situazione di pericolo. Solo a queste condizioni è possibile valutare questi stati psicologici. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei che il relatore mi ascoltasse perché sa meglio di me che questo articolo ha una sua rilevanza. Infatti lei, correttamente, ha introdotto nel secondo comma dell'articolo 55 una ipotesi di difesa legittima che sia correttamente esplicata, e quindi lecita. Rispetto a tale comma, per essere più precisi noi abbiamo proposto due emendamenti, il primo dei quali è il 2.201 sul quale, Presidente, credo sia stati commesso un errore di stampa. Infatti, dopo le parole: «all'articolo 61, primo comma, numero 5)» c'è un «ovvero» e mancano le parole: «abbia agito». L'altro emendamento è il 2.9. Si legge nell'articolo 2 che, nei casi di cui ai commi secondo, terzo e quarto dell'articolo 52, la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità, ha agito nelle condizioni di cui all'articolo 61, primo comma, numero 5. Leggete. Le condizioni di cui all'articolo 61, primo comma, numero 5), attengono alla posizione di colui che entra abusivamente nella casa, perché ha approfittato di circostanze di luogo e di tempo tali da escludere la privata difesa; per esempio ha approfittato dell'età della vittima, e quindi diciamo che la vittima ha agito per la sua condizione dell'età. Ho aggiunto inoltre: «ovvero abbia agito per terrore, grave turbamento o panico». Questa è, signor Presidente, una ormai chiara, precisa individuazione della legittima difesa nel sistema tedesco. In tale sistema ormai sono anni che la giurisprudenza applica questi principi. Il nostro sistema di diritto molto copia e ha copiato: così come ha esportato dall'epoca romana una serie di norme e di diritti, allo stesso modo, quando ogni tanto anche i tedeschi fanno qualcosa di buono, l'adottiamo anche noi. E in questo caso sarebbe da adottare. Mi meraviglia, signor relatore, che non esprimiate parere favorevole; mi auguro di sì. Nel mio emendamento 2.9 si dice: «Lo stato di terrore, grave turbamento o panico sussiste sempre nella reazione difensiva tenuta nei confronti di chi sia colto nell'atto di commettere il delitto preveduto dall'articolo 628, terzo comma, n. 1 e 3- bis ». Il numero 1 recita: «se la violenza o minaccia è commessa con armi [585 2], o da persona travisata, o da più persone riunite». È il concetto a espresso nell'articolo 1. E allora per quale ragione non lo inseriamo qui dove si esplicita ulteriormente la legittimità? Quanto al 3- bis ), esso recita: «se il fatto è commesso nei luoghi di cui all'articolo 624- bis o in luoghi tali da ostacolare la pubblica o privata difesa». È evidente che, siccome qui stiamo aggiungendo un comma nell'eccesso colposo che, seguendo l'indicazione che ci è venuta da tutta la dottrina ascoltata, individua le posizioni e le condizioni della legittima difesa. Ora, escludere questo aspetto credo che sia un errore. Ritenete che la nostra proposta sia da correggere, da integrare?