[pronunce]

Tali consigli possono infatti essere dotati di servizi propri, di personale proprio, nonché di un proprio bilancio consiliare. Come la Corte ha già affermato nella sentenza n. 143 del 1968, "le somme impegnate in bilancio per le spese di funzionamento del Consiglio regionale, appena pervenutegli, possono essere spese dal suo Presidente senza altro controllo che quello, successivo, del medesimo Consiglio". In questa direzione si inserisce la legge n. 853 del 1973, la quale, proprio a salvaguardia dell'autonomia contabile e funzionale degli organi in questione, ha istituito una rubrica negli stati di previsione di spesa delle regioni recante il titolo "servizi degli organi statutari", intestata alla Presidenza del Consiglio regionale, nella quale vengono iscritti i fondi per le spese del Consiglio regionale medesimo, escludendo che gli atti amministrativi e di gestione dei fondi siano soggetti ai controlli ex art. 125 della Costituzione (cfr. sentenza n. 289 del 1997). L'autonomia contabile e funzionale dei consigli regionali e l'insindacabilità delle opinioni espresse e dei voti dati nell'espletamento delle funzioni (anche di amministrazione attiva, quando assegnate in via immediata e diretta dalle leggi dello Stato: (cfr. sentenza n. 392 del 1999) dei consiglieri regionali e provinciali sarebbero violate, si ribadisce nelle memorie, dalla pretesa di ottenere il deposito dei conti consuntivi del Consiglio regionale e del Consiglio provinciale. 4. - Il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato documentazione nel giudizio promosso dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige iscritto al n. 49 del registro conflitti del 1999 (in particolare, copia della sentenza n. 461 del 1999 delle sezioni unite della Corte di cassazione). Nel giudizio promosso dalla Provincia autonoma di Trento iscritto al n. 50 del registro conflitti del 1999 il Presidente del Consiglio ha depositato una memoria integrativa. Si osserva che il Consiglio provinciale di Trento è anche e prevalentemente un organo di amministrazione, posto che, oltre alle funzioni legislative, svolge in linea di principio anche le funzioni amministrative attribuite ai consigli provinciali, sicché non sarebbe esatto raffigurarlo come una sorta di "mini-Parlamento". Richiamando la sentenza di questa Corte n. 66 del 1964, secondo cui le controversie relative ai rapporti di lavoro con i dipendenti dei consigli regionali non sono sottratte alle normali giurisdizioni statali, la difesa erariale sostiene che l'esercizio da parte di un organo di funzioni legislative di per sé non comporterebbe l'estensione delle norme e dei principi posti dall'ordinamento per i massimi organi costituzionali dello Stato e non legittimerebbe una "zona franca" sottratta al giudizio di conto. Inoltre, nel condividere e nel far proprie le argomentazioni alla base della citata sentenza n. 461 del 1999 delle sezioni unite della Corte di cassazione, l'Avvocatura dubita dell'esistenza di un reale interesse della provincia ricorrente ad impedire lo svolgimento di un'attività, quale quella della Corte dei conti nel giudizio di conto, che si svolge nell'interesse dell'ente, dell'organo e della collettività rappresentata e dalla quale possono venire indicazioni utili per il corretto esercizio delle pubbliche funzioni. Alla memoria la difesa erariale allega una nota della procura regionale presso la sezione giurisdizionale per il Trentino-Alto Adige della Corte dei conti, sede di Trento (n. 5571 del 16 maggio 2001), dalla quale si desumerebbe che il tesoriere non ha ancora ottemperato ai decreti qui impugnati.1. - Con due ricorsi di contenuto analogo, la Regione Trentino-Alto Adige e la Provincia autonoma di Trento hanno sollevato conflitto di attribuzioni nei confronti dello Stato in relazione ai decreti con i quali la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per il Trentino-Alto Adige, su richiesta del procuratore regionale della stessa Corte, ha prescritto all'istituto di credito che svolge le funzioni di agente contabile sia del Consiglio regionale, sia del Consiglio provinciale di Trento, un termine per la presentazione dei conti relativi alle proprie gestioni per gli anni 1996, 1997 e 1998. Secondo le ricorrenti - le quali muovono dalla premessa per cui il giudizio di conto non sarebbe circoscritto ai conti del tesoriere e al profilo esecutivo della gestione, ma si estenderebbe alla gestione dei fondi in vista della verifica sui risultati e sull'efficacia dell'azione amministrativa - non spetterebbe alla Corte dei conti il potere di avviare d'ufficio e di espletare il giudizio di conto con riferimento ai conti relativi alla gestione dei fondi posti a disposizione degli organi consiliari per la organizzazione e per lo svolgimento delle attività dei consigli. Questi ultimi godrebbero della garanzia di una specifica autonomia costituzionale, che risulterebbe lesa se fosse ammesso il controllo successivo sulla gestione dei bilanci consiliari mediante il riscontro del conto dei rispettivi agenti contabili. L'esenzione di dette gestioni dal giudizio di conto discenderebbe sia dall'autonomia funzionale e contabile dei consigli, riconosciuta per garantire l'assenza di indebite interferenze di altri organi statali o regionali nelle funzioni legislative e politiche dei consigli, sia specificamente dal riconoscimento costituzionale, ad opera dell'art. 122, quarto comma, della Costituzione e dell'art. 28, secondo comma, dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, dell'insindacabilità delle opinioni e dei voti espressi dai consiglieri regionali e provinciali nell'esercizio delle loro funzioni. 2. - I due giudizi, data l'identità dell'oggetto, devono essere riuniti per essere decisi con unica pronunzia. 3. - I ricorsi sono infondati. Nemmeno le ricorrenti contestano l'estensione del giudizio di conto e della relativa disciplina alle gestioni della regione e delle province autonome. Se, del resto, in assenza di una specifica legislazione si poteva dubitare di una siffatta estensione fondata esclusivamente sull'art. 103 della Costituzione (ancorché tali dubbi siano stati risolti da una risalente giurisprudenza di questa Corte: sentenze n. 110 del 1970, n. 211 del 1972, n. 102 del 1977 e n. 129 del 1981), oggi il problema è superato dall'esistenza di specifiche norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, che esplicitamente fanno menzione dell'esercizio, da parte delle sezioni della Corte dei conti istituite nella regione, non solo del controllo sulla gestione del bilancio e del patrimonio della regione e della provincia (art. 2, comma 1, del d.P.R. 15 luglio 1988, n. 305, come sostituito dall'art. 2 del d.lgs. 14 giugno 1999, n. 212), ma anche dell'attività giurisdizionale, in applicazione delle leggi sull'ordinamento e sulle procedure della Corte dei conti medesima (art. 10-bis del d.P.R. n. 305 del 1988, aggiunto dall'art. 5 del d.lgs. n. 212 del 1999). 4.