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Scenari catastrofici come questi devono indurci a riflettere e a compiere scelte adeguate. Un Paese fortemente antropizzato come il nostro ha conosciuto lunghe e generalizzate fasi di abusivismo edilizio, con atti illeciti compiuti anche da enti pubblici che hanno permesso la copertura di corsi d'acqua, la costruzione di edifici in aree soggette a rischio idrogeologico o con vincoli paesaggistici e archeologici. Il condono approvato in Sicilia andrebbe in quella direzione, esponendo la popolazione a gravi rischi e il territorio ai danni causati da un'edilizia incontrollata, preludio all'ennesimo disastro ambientale annunciato. Tutto ciò deve aver fine e la Sicilia non può sottrarsi a questo imperativo. Il Paese che stiamo cercando di disegnare al termine dell'emergenza sanitaria e in linea con le direttive europee deve porsi l'obiettivo della transizione ecologica ed energetica, prevedendo azioni di tutela integrata dell'ambiente e dell'ecosistema. Mi auguro che il grido d'allarme già lanciato da molti contribuisca a bloccare la sanatoria siciliana anche in sede di Consiglio dei ministri, ponendo fine alla stagione dei condoni edilizi. Ce lo impone il tempo in cui viviamo e il futuro che intendiamo costruire per i nostri figli. (Applausi) . LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, in questi giorni la Sardegna sta vivendo un dramma dalle enormi proporzioni. Dal 23 luglio scorso, i roghi hanno devastato la zona di Oristano e dell'Ogliastra. Per noi sardi, la piana di Oristano e i monti dell'Ogliastra hanno rappresentato l'agricoltura, l'allevamento, il sostegno economico ed alimentare per tutta l'isola. Oltre 20.000 ettari di territorio, boschi, oliveti e campi coltivati sono ridotti in cenere; aziende agricole sono state distrutte e sono rimaste senza acqua e senza corrente elettrica. Molti animali sono rimasti uccisi. Capannoni e fienili con le scorte di foraggio e altre strutture e mezzi sono stati bruciati. Molte case sono state danneggiate. Le attività delle dieci squadre impegnate sono rese particolarmente difficoltose dal forte vento di scirocco, che ha alimentato i roghi, e che più volte ha cambiato direzione minacciando le comunità del Marghine e della Planargia, nonché la strada statale 131 Carlo Felice. Sono stati impegnati otto Canadair, più altri quattro arrivati dalle vicine Francia e Grecia, e tredici elicotteri, in uno sforzo incessante per spegnere il fuoco e salvare il territorio. Le fiamme sono partite dalla zona di Bonarcado e Santu Lussurgiu, ossia nella stessa zona dove ventisette anni fa un incendio scoppiò nel Montiferru. È andato perso un enorme lavoro di rimboschimento e bonifica, attivato dopo tale incendio. Anche in Ogliastra i danni sono rilevanti, nonostante l'intervento quasi immediato della Protezione civile. Sono vicina al vice sindaco di Arzana, impegnato anche con la Protezione civile, giorno e notte, per mettere in salvo tutto ciò che è stato possibile e per tutelare il suo territorio. Ma lui stesso asserisce che l'unico elicottero disponibile, che stava nella vicina Lanusei, nel momento dell'incendio era impegnato ad Oristano in aiuto a quei territori. In Ogliastra non è sufficiente un presidio, ma sarebbe utile un Canadair da tenere in aeroporto di Tortolì in misura preventiva, in modo che per necessità gli interventi possano essere tempestivi. È necessario che la macchina regionale potenzi uomini e mezzi, aerei e terrestri, e disponga una formazione continua del personale, uomini e donne, giovani prestanti utili per svolgere un lavoro duro, ma delicato nello stesso tempo. L'ambiente deve essere difeso da mezzi di avanzata tecnologia, da personale formato assunto a tempo indeterminato e sempre presente per custodire il nostro splendido territorio. Esprimo la mia solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite e il sostegno affinché le Regioni e il Governo si impegnino al più presto per chi ha perso tutto. È recente la notizia che il ministro dell'economia e delle finanze Daniele Franco, in stretto contatto con la Protezione civile, si sia impegnato a predisporre tutti gli interventi necessari alle aree colpite con eventuali norme e relative coperture finanziarie. Sono in corso interlocuzioni con la Regione Sardegna per valutare l'adozione di misure emergenziali di ripristino. (Applausi) . LAUS (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, questo è il mio ultimo appello alla candidatura di Torino per le Universiadi 2025 dopodiché non mi resta che rassegnare le dimissioni da senatore della Repubblica. Non ho altra scelta. Soltanto un paio di mesi fa, a maggio 2021, Torino e, dunque, l'Italia, ricevevano un attestato di fiducia dallo sport mondiale. Nell'aula magna dell'Università degli studi del capoluogo piemontese la Federazione internazionale sport universitari (FISU), il massimo organo internazionale, confermava la notizia che Torino, a distanza di diciotto anni dall'ultima volta, avrebbe ospitato le Universiadi 2025. Un risultato portato a casa anche dopo l'approvazione da parte del Senato di una serie di mozioni da parte di tutte le forze politiche che tenevano conto delle richieste di tutti i Gruppi e dopo le parole di supporto della sottosegretaria Valentina Vezzali che, partecipando alla cerimonia di assegnazione dei giochi, sottolineava l'importanza dell'evento per il nostro Paese, per lo sport italiano e per il rilancio a livello internazionale della città di Torino. Mi chiedo allora cosa sia potuto accadere per passare da quello che sembrava ormai essere un traguardo certo ad un'ipotesi in bilico che, se non confermata nel giro di pochi giorni, rischia di diventare non solo un'opportunità perduta, ma anche una pessima figura nei confronti della FISU e del resto del mondo. Non si può andare oltre il 31 luglio per validare la scelta del capoluogo piemontese e il finanziamento necessario per realizzare le prossime Universiadi. Esiste altresì un tempo entro il quale occorre salvaguardare il nostro Paese dall'essere percepito come inaffidabile, indeciso e poco credibile. Quel tempo è adesso. Si tratterebbe di un'etichetta che vanificherebbe tutti gli sforzi, la professionalità e le competenze messe in campo in questi mesi, spegnendo al contempo l'entusiasmo di quanti fino ad oggi ci hanno creduto. Mi appello dunque alla serietà e alla concretezza del presidente del Consiglio Draghi affinché non vengano tradite le aspettative di tanti e si faccia il possibile per salvare l'Italia da una reputazione internazionale che non rispecchia di certo la nostra storia, la nostra indole e la nostra visione del futuro. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.