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Alla luce dei numerosi interventi che verranno realizzati nel periodo d'interesse (ultradecennali), ha l'ulteriore fine di semplificare l' iter procedurale da seguire nel caso in cui si renda necessario apportare eventuali modifiche all'originale elenco degli interventi; rimodulare la tipologia di interventi antisismici realizzabili, non limitandola – come oggi previsto – alle sole opere di « adeguamento » infrastrutturale richieste dalla speciale disciplina di settore, ma estendendo tale tipologia al più ampio spettro del « miglioramento » degli immobili; consentire l'acquisto, tramite l'Agenzia del demanio, anche di immobili privati che, pur non essendo già sede di reparti/comandi dell'Arma dei carabinieri, presentino caratteristiche (quali la conformità ai parametri progettuali tipici delle caserme della dell'Arma dei carabinieri, l'idoneità all'adozione di misure di sicurezza passiva, la disponibilità di adeguati spazi da adibire ad autorimessa, ecc.) tali da poter essere agevolmente adattati alle esigenze dei reparti/comandi a cui potrebbero essere destinati. L'ampliamento delle possibilità di acquisto di immobili privati da utilizzare come caserme accresce la possibilità di impiegare celermente e in maniera efficiente le risorse stanziate a tal fine. Analogamente, il comma 5, lettera b) , apporta mirate modifiche all'articolo 1, comma 476, della suddetta legge n. 234 del 2021 che ha istituito un fondo di investimento pluriennale per il finanziamento di interventi di potenziamento e ammodernamento del patrimonio immobiliare della Guardia di finanza su tutto il territorio nazionale. Ciò, al fine di prevenire incertezze in sede interpretativa e di assicurare maggiore flessibilità ed efficacia agli interventi infrastrutturali da realizzare. In particolare, la disposizione è volta a: sostituire i richiami al « programma » (di interventi) presenti nel testo vigente con il più generico riferimento a « elenchi di interventi », allo scopo di distinguere l'oggetto della norma in esame dai programmi biennali degli acquisti di beni e servizi e dai programmi triennali dei lavori pubblici di cui al codice dei contratti pubblici; rimodulare la tipologia di interventi antisismici realizzabili, non limitandola – come oggi previsto – alle sole opere di « adeguamento » infrastrutturale richieste dalla speciale disciplina di settore, ma estendendo tale tipologia al più ampio spettro del « miglioramento » degli immobili; consentire l'acquisto, tramite l'Agenzia del demanio, anche di immobili privati che, pur non essendo già sede di reparti/comandi del Corpo, presentino caratteristiche (quali la conformità ai parametri progettuali tipici delle caserme della Guardia di finanza, l'idoneità all'adozione di misure di sicurezza passiva, la disponibilità di adeguati spazi da adibire ad autorimessa, ecc.) tali da poter essere agevolmente adattati alle esigenze dei reparti/comandi a cui potrebbero essere destinati. L'ampliamento delle possibilità di acquisto di immobili privati da utilizzare come caserme, accresce la possibilità di impiegare celermente e in maniera efficiente le risorse stanziate a tal fine. Articolo 4 – (Misure urgenti in materia di trasporto marittimo di passeggeri, di adeguamenti infrastrutturali portuali e per la laguna di Venezia) Il decreto-legge 20 luglio 2021, n. 103, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 settembre 2021, n. 125, ha introdotto misure urgenti per la tutela delle vie d'acqua di interesse culturale e per la salvaguardia di Venezia. In particolare, l'articolo 2 del citato decreto-legge n. 103 del 2021 individua un commissario straordinario, nella persona del presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, per la realizzazione di approdi temporanei e interventi complementari in ragione del divieto di transito delle grandi navi nelle zone sensibili della laguna stabilito dall'articolo 1 del medesimo decreto-legge n. 103 del 2021, definendo il regime giuridico cui è assoggettato, i poteri ad esso attribuiti, nonché le modalità di computo dei compensi degli eventuali subcommissari, rimettendo a un decreto ministeriale la fissazione dei termini e delle attività connesse alla realizzazione degli interventi. Il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, in qualità di Commissario straordinario, ha il compito di procedere alla progettazione, all'affidamento e all'esecuzione degli interventi di seguito elencati: a) realizzazione di punti di attracco temporanei in numero non superiore a cinque nell'area di Marghera, di cui due disponibili già per la stagione crocieristica 2022, destinati anche alle navi adibite al trasporto passeggeri di stazza lorda pari o superiore a 25.000 GT; b) manutenzione dei canali esistenti; c) interventi accessori per il miglioramento dell'accessibilità nautica e della sicurezza della navigazione. Il comma 1 della disposizione in esame, al fine di garantire lo svolgimento dell'attività crocieristica 2022 nella laguna di Venezia, autorizza il Commissario straordinario di cui al citato articolo 2, del decreto-legge n. 103 del 2021, alla realizzazione, secondo le modalità previste dai commi 1 e 3 del medesimo articolo 2, di un ulteriore punto di attracco temporaneo nell'area di Chioggia, destinato anche alle navi adibite al trasporto passeggeri di stazza lorda pari o superiore a 25.000 GT, nel limite di spesa di euro 1 milione per l'anno 2022. Il Commissario straordinario provvede a indicare, nella relazione periodica da inviare al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, prevista dal comma 2- bis del citato articolo 2, lo stato di realizzazione dell'intervento e le iniziative adottate e da intraprendere, anche in funzione delle eventuali criticità rilevate nel corso del processo di realizzazione. Al riguardo, si rappresenta che in attuazione del citato articolo 2, comma 1, del suddetto decreto-legge n. 103 del 2021, al fine di potenziare le disponibilità di ormeggi già a partire dal 2022, è stata verificata, oltre alle banchine Liguria e Lombardia su cui sono stati avviati i lavori commissariali di adeguamento, la sussistenza di ulteriori soluzioni. Nell'ambito di tali attività è emersa l'esigenza di individuare punti di ormeggio temporanei presso il porto di Chioggia, che rientra nel sistema portuale dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale. Il porto di Chioggia, infatti, per la sua configurazione e posizione geografica, potrebbe costituire un ottimo hub per consentire al gestore del terminal , interessato dal divieto di transito delle « grandi navi » disposto dall'articolo 1 del citato decreto-legge n. 103 del 2021 di svolgere le attività necessarie a rendere più efficace l'azione di riequilibrio della concessione che è stata affidata alla stessa dall'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, favorendo lo sviluppo di ulteriori traffici con conseguente aumento del livello occupazionale e della capacità recettiva del porto veneziano e clodiense unitariamente considerato quale « sistema ».