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s manomettere o alterare i dispositivi microchip di identificazione elettronica; t vendere o collocare sul territorio gabbie a trappola non autorizzate dal comune o dal servizio veterinario ufficiale e comunque da soggetti non autorizzati; u impedire ai detentori di tenere animali domestici nella propria abitazione, se non per motivi di tutela degli animali stessi, ed impedire l'accesso degli animali all'ascensore condominiale. 2 È vietato addestrare animali da parte di chiunque non sia in possesso dei necessari requisiti professionali, ovvero non sia autorizzato e abilitato. È inoltre vietato addestrare animali d'affezione ricorrendo a violenze, percosse o costrizione fisica o psichica, in ambienti inadatti che impediscano all'animale di manifestare i comportamenti tipici della specie, ovvero con l'utilizzo di fruste e bastoni anche se imbottiti o comunque di dispositivi di torsione del collo dell'animale, ad eccezione dei dispositivi di accalappiamento. VII MISURE SPECIALI DI TUTELA DAGLI AVVELENAMENTI 30 (Divieti e adempimenti) 1 Ai fini della tutela della salute pubblica, della salvaguardia e dell'incolumità delle persone, degli animali e dell'ambiente, è vietato a chiunque utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare e abbandonare esche o bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocive, compresi vetri, plastiche, metalli o materiale esplosivo; sono vietati, inoltre, la detenzione, l'utilizzo e l'abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni al soggetto che lo ingerisce. 2 Il responsabile dell'animale deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati deve darne segnalazione alle autorità competenti. 3 Le operazioni di derattizzazione e disinfestazione debbono essere effettuate utilizzando contenitori che consentano l'accesso solo agli animali bersaglio o comunque con modalità tali da non nuocere in alcun modo a persone e altre specie animali. Le ditte incaricate devono pubblicizzare tali operazioni tramite avvisi esposti nelle zone interessate con almeno cinque giorni lavorativi d'anticipo. L’avviso deve contenere l'indicazione della presenza del veleno, gli elementi identificativi del responsabile del trattamento, la durata del trattamento, le sostanze utilizzate e l'antidoto. Al termine delle operazioni il responsabile della ditta incaricata deve provvedere alla bonifica del sito mediante il ritiro delle esche non utilizzate e delle spoglie dei ratti o altri animali infestanti. 31 (Compiti del medico veterinario) 1 Il medico veterinario che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emette diagnosi di sospetto avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica, deve darne immediata comunicazione al sindaco e al servizio veterinario ufficiale. 2 Il medico veterinario deve inviare all'Istituto zooprofilattico sperimentale competente per territorio eventuali campioni, e in caso di decesso dell'animale anche la carcassa, al fine dell'identificazione del veleno o della sostanza che ha provocato l'avvelenamento o la lesione, accompagnati da referto anamnestico utile ad indirizzare la ricerca analitica. L'invio di carcasse di animali deceduti per avvelenamento e campioni biologici da essi prelevati, nonché di esche o bocconi sospetti di avvelenamento, avviene per il tramite delle aziende sanitarie locali competenti per territorio o delle imprese convenzionate. 3 Il medico veterinario, a seguito di episodi ripetuti ascrivibili alle stesse circostanze di avvelenamento già confermati dall'Istituto zooprofilattico sperimentale, può emettere diagnosi autonoma senza l'ausilio di ulteriori analisi di laboratorio. 32 (Istituti zooprofilattici sperimentali) 1 Gli Istituti zooprofilattici sperimentali sottopongono a necroscopia l'animale ed effettuano gli opportuni accertamenti e le analisi di laboratorio sui campioni pervenuti o prelevati in sede necroscopica. 2 Gli Istituti di cui al comma 1 devono eseguire la necroscopia entro quarantotto ore e le analisi entro trenta giorni dall'arrivo del campione e comunicarne gli esiti al medico veterinario che ha segnalato l'evento, al servizio veterinario ufficiale, al sindaco e, in caso di accertato avvelenamento, all'Autorità giudiziaria. 33 (Compiti del sindaco) 1 Il sindaco, a seguito della comunicazione di cui all'articolo 31, comma 1, deve dare immediate disposizioni per l'apertura di un’indagine, da effettuare in collaborazione con le altre autorità competenti. 2 Il sindaco, in caso di accertata violazione dei divieti di cui all’articolo 30, comma 1, provvede ad attivare tutte le iniziative necessarie alla bonifica dell'area interessata. 3 Il sindaco, entro quarantotto ore dall'accertamento della violazione dei divieti di cui all'articolo 30, comma 1, deve provvedere, in particolare, ad attivare la bonifica del terreno e del luogo interessato dall'avvelenamento, nonché a segnalarlo con apposita cartellonistica e ad intensificare i controlli da parte delle autorità preposte. 34 (Attività della prefettura) 1 Per garantire una uniforme applicazione delle attività previste dal presente capo è attivato, presso ciascuna prefettura, un Tavolo di coordinamento per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno. 2 Il Tavolo di cui al comma 1, coordinato dal prefetto o da un suo rappresentante, è composto dai sindaci delle aree interessate, da un rappresentante rispettivamente della provincia, dei servizi veterinari ufficiali, del Corpo forestale dello Stato, dell'Istituto zooprofilattico sperimentale competente per territorio, delle guardie zoofile e delle Forze di polizia locali, da un veterinario libero-professionista individuato dall'Ordine dei medici veterinari della provincia e da un rappresentante delle associazioni riconosciute maggiormente rappresentative. 35 (Obblighi per i produttori) 1 I produttori di presìdi medico-chirurgici, di fitosanitari e di sostanze pericolose appartenenti alle categorie dei topicidi, ratticidi, lumachicidi ad uso domestico, civile ed agricolo devono aggiungere al prodotto una sostanza amaricante che lo renda sgradevole ai bambini e agli animali non bersaglio. Nel caso di rodenticidi per uso civile deve essere previsto un contenitore con accesso solo all'animale bersaglio. 2 Nell'etichetta dei prodotti di cui al comma 1 debbono essere indicate le modalità d'uso e di smaltimento del prodotto stesso, di eventuali residui e degli animali infestanti morti rinvenuti nell'ambiente e deve inoltre essere riportato in maniera chiara e leggibile che si tratta di un prodotto tossico altamente pericoloso per le persone e per gli animali. 3 I produttori e i distributori dei prodotti di cui al comma 1 devono garantirne la tracciabilità sino all'acquirente finale. VIII PRESTAZIONI VETERINARIE E DETRAZIONI FISCALI 36 (Prestazioni medico-veterinarie gratuite) 1 Hanno diritto a prestazioni medico-veterinarie gratuite, erogate dalle aziende sanitarie locali, i seguenti soggetti: a i cani e i gatti presso i canili e gattili sanitari; b i gatti appartenenti alle colonie feline; c i cani randagi e i gatti di colonie feline ricoverati in rifugi a gestione pubblica o convenzionata;