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Se coglieremo questa opportunità, avremo un nuovo volto dell'Europa, caratterizzato dalla riforma del Patto di stabilità, dal consolidamento di Next generation EU, da una riforma orientata verso la sostenibilità economica, da una nuova crescita economica, dalla transizione energetica, digitale e sociale. Il Patto di stabilità dovrà favorire gli investimenti, non bloccarli, come è successo prima della pandemia. Ci sentiamo figli di questo nuovo europeismo: il Partito Democratico ha lì le sue radici. Lo dico agli amici senatori della Lega e anche ai colleghi di Fratelli d'Italia: non ci può essere ambiguità, non c'è spazio per un processo ambiguo nelle relazioni tra noi e l'Europa. Il protagonismo dell'Italia nei confronti dell'Unione europea è indispensabile per consolidare questo progetto. Non c'è spazio per abbracciare Orbán strutturalmente e politicamente, per una foto o un messaggio ambiguo. Non c'è spazio nemmeno per correggere i limiti che ci possono essere stati nella comunicazione, nell'esercizio delle funzioni e anche nella promozione delle campagne vaccinali. Nessuno nega che ci sono stati limiti, ma per noi - lo dico chiaramente - non si correggono questi limiti rinunciando alla scienza, rifiutando o contrastando le indicazioni della comunità scientifica. (Applausi) . Anzi, si crea un danno micidiale: se diamo messaggi ambigui, rischiamo una possibile e probabile nuova ondata pandemica tra i non vaccinati. È insopportabile che dal Parlamento escano messaggi ambigui sulle campagne vaccinali. Un insegnante, al pari di un medico, rappresenta un pezzo fondamentale dell' articolazione dello Stato; è il responsabile di una comunità educativa. Non è accettabile pensare di riaprire le scuole con messaggi ambigui da parte della comunità educativa nei confronti della campagna vaccinale. Il vaccino, per quello che è stato il lavoro della Scienza, è indispensabile per proteggere non solo l'individuo singolo, ma soprattutto la comunità dentro la quale abita. Le mie libertà iniziano quando anche chi abita vicino a me è libero di potersi muovere, costruire e progettare il proprio futuro. Non ci vogliono ambiguità. Lavoriamo dunque velocemente alla definizione dei decreti attuativi; raccomando velocità anche nella loro definizione. Lavoriamo per perfezionare il messaggio della campagna vaccinale, perché questo è indispensabile per consolidare l'uscita da questa crisi. Facciamolo insieme, senza ambiguità e abbracciamo finalmente quel processo del nuovo europeismo che renderà l'economia e la società italiane più giuste, più eque e più solidali. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, onorevoli senatori, rappresentanti del Governo, la componente Liberi e Uguali-Ecosolidali del Gruppo Misto voterà a favore della fiducia. Il provvedimento in esame è frutto anche del lavoro fatto dal Senato, come alcuni colleghi hanno già evidenziato. Con gli ordini del giorno abbiamo indicato un percorso che ha dato delle risposte importanti con riferimento all'agricoltura, al lavoro stagionale, ai costi fissi e al turismo, tutti temi che avevamo posto con grande impegno. Si tratta di segnali utili. Vedo che continua una polemica francamente un po' inutile riguardante le grandi novità del Governo Draghi rispetto al Governo Conte. Voglio ricordare a tutti i colleghi che la scelta di superare i codici Ateco e procedere verso il riconoscimento dei danni effettivamente subiti dall'impresa era stata già definita e impostata con il Governo precedente. Oggi si stanno facendo dei passi in avanti e ne siamo soddisfatti. Il provvedimento contiene scelte importanti e positive, ma anche aspetti che non condividiamo e che consideriamo un errore aver introdotto nel decreto-legge. Penso, ad esempio, alla norma sulla riduzione dell'IVA al 10 per cento per i richiami vivi. Si tratta di una scelta veramente incomprensibile dal punto di vista ambientale e della gestione della caccia. (Commenti). Collega, avremo modo di discuterne. (Commenti). Sì, stiamo parlando di richiami vivi. Ringrazio il Governo per aver accolto il nostro ordine del giorno che pone la necessità di rivedere questa norma. Sono state fatte scelte importanti in tema di lavoro (penso agli stagionali), ma rimangono questioni non risolte. Colleghi e colleghe, credo che occorra una discussione tra noi che vada oltre il coro "bene o male" e avendo il coraggio di vedere i problemi. In caso contrario, non capisco a cosa serve quest'Assemblea. In tema di licenziamenti è stato fatto un passo in avanti, ma è del tutto evidente che non funziona. Ciò che abbiamo visto con la e-mail mandata dall'impresa in Toscana per comunicare il licenziamento ai dipendenti, o perfino con la proposta - impropria e insostenibile - di Confindustria di un green pass come via innovativa al licenziamento è veramente qualcosa che non va. Sia chiaro che su tutta la questione del lavoro dobbiamo fare un salto di qualità e che diventa ancora più urgente la questione della riforma universalistica degli ammortizzatori, che, insieme all'altro paletto strategico della formazione, sia in grado di costruire finalmente le politiche attive. Da questo punto di vista, la classica polemica sul reddito di cittadinanza francamente non sta in piedi. Il reddito di cittadinanza è stato infatti fondamentale in questi ultimi mesi. (Applausi) . Allo stesso modo, è stata fondamentale la capacità, anche con il reddito di emergenza, di rispondere ai buchi esistenti. Questo non significa che sul reddito di cittadinanza non vi sia la necessità di fare degli interventi correttivi. Ma il reddito di cittadinanza è una scelta che hanno fatto praticamente tutti i Paesi europei; io vorrei che ne prendessimo atto e che riuscissimo a fare un salto di qualità nella discussione. Anche la storia secondo cui non si trovano lavoratori stagionali perché c'è il reddito di cittadinanza è una sciocchezza ed è una strumentalizzazione (se posso dire come la vedo). C'è una grande questione salariale nel nostro Paese; senza affrontare questa, non andiamo da nessuna parte. (Applausi) . Vorrei dire una cosa per me molto importante: abbiamo unificato i due tetti relativi ai farmaci innovativi e ai farmaci antitumorali. È un intervento spot che non risolve il problema. C'è un ordine del giorno che il Governo ha approvato, presentato da noi, che sollecita a impostare una nuova politica del farmaco, una nuova governance . È giusto rivedere i tetti, ma ciò va fatto all'interno di una strategia di sistema; diversamente, il sistema sanitario non reggerà. Colleghe e colleghi, i nuovi farmaci innovativi hanno dei costi che si moltiplicano non per il 100 o il 200 per cento, ma per il 1000 o il 2000 per cento; o costruiamo una nuova strategia o non andiamo da nessuna parte. C'è già un documento sulla governance , è dentro al Patto per la salute: applichiamolo subito e rivediamo il prontuario farmaceutico, dove paghiamo dei farmaci il 150 o il 200 per cento in più di quello che si dovrebbero pagare. Bisogna fare delle scelte, e arrivo così all'ultimo punto che volevo sollevare. La discussione è stata complessa.