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In particolare, una volta ricevuta la richiesta di iscrizione, corredata dalla denuncia dei fatti di reato richiamati, la prefettura avvia una propria istruttoria che si basa sulla verifica dell'eventuale sussistenza nei confronti dell'impresa denunciante che richiede l'iscrizione, delle cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all'articolo 67 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (cosiddetto « codice antimafia »), ossia degli elementi che la prefettura deve accertare ai fini del rilascio di una comunicazione antimafia (interdittiva o liberatoria), conseguente alla consultazione della banca dati nazionale unica della documentazione antimafia di cui all'articolo 96 del codice antimafia. Il vigente codice antimafia, all'articolo 83, comma 2, lettera e) , prevede che la documentazione antimafia sia richiesta per i contratti di importo superiore a 150.000 euro. Il presente disegno di legge introduce la verifica dei requisiti per il rilascio della comunicazione antimafia liberatoria, ai soli fini dell'iscrizione nell'Elenco delle imprese denuncianti, anche per i contratti di importo inferiore a 150.000 euro, introducendo un controllo antimafia nell'ambito del mercato dei contratti « sotto soglia », per i quali il rilascio della documentazione antimafia non è richiesta. Nel caso in cui l'esito dell'istruttoria prefettizia non evidenzi elementi ostativi all'iscrizione, il prefetto è tenuto ad acquisire le valutazioni della direzione distrettuale antimafia (DDA) che sta conducendo le indagini, circa la fondatezza della denuncia. Tale previsione consente di anticipare la tutela dell'impresa denunciante anche prima dell'esercizio dell'azione penale, velocizzando i tempi per l'accesso al sistema di premialità, in modo da scongiurare il pericolo di fallimento e di fuoriuscita dal mercato. Se sussistono gli elementi per il rilascio di una comunicazione antimafia liberatoria e se le valutazioni espresse dalla DDA confermano la fondatezza dei fatti di reato denunciati dalla vittima, il prefetto assume le decisioni relative all'iscrizione dell'impresa nell'Elenco. Dall'iscrizione nell'Elenco ne consegue una serie di effetti che concorrono a definire un sistema di premialità a beneficio delle imprese denuncianti, elencati nel comma 4 dell'articolo 36- bis , alle lettere a) , b) e c) . La lettera a) dispone che l'iscrizione sia valutata nei procedimenti di affidamento diretto di cui all'articolo 36, comma 2, lettere a) e b) , dalle stazioni appaltanti che ricorrono al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (criterio previsto in alternativa a quello del minor prezzo anche nei contratti sotto soglia). Sotto questo profilo, l'iscrizione si inserisce in un procedimento di valutazione delle offerte, secondo il criterio dell'economicità, che tiene conto di esigenze di tutela di interessi generali, già presente nell'ordinamento, rilevando come criterio di premialità da applicare nella valutazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa, in ragione del maggior grado di affidabilità dell'impresa denunciante. A tal fine, si giustifica l'inserimento nell'articolo 36, comma 1, del richiamo al nuovo articolo 36- bis (articolo 1, comma 1, lettera a), della presente proposta), espressione di un principio a cui le stazioni appaltanti devono attenersi nell'affidamento e nell'esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, al fine di valorizzare l'iscrizione dell'impresa nell'Elenco, con l'attribuzione di una specifica premialità in fase di valutazione dell'offerta. La lettera b) del comma 4 del nuovo articolo 36- bis valorizza il patrimonio informativo raccolto nell'ambito dell'istruttoria per l'iscrizione nell'Elenco, integrando gli elementi conoscitivi che i Comitati di solidarietà per le vittime dell'estorsione e dell'usura e per le vittime dei reati di tipo mafioso devono acquisire dalle prefetture e valutare per deliberare in ordine alle richieste di accesso al Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell'usura e dei reati intenzionali violenti nonché agli orfani per crimini domestici. Il comma 6- sexies dell'articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10 del 2010, ha unificato in un solo fondo istituito presso il Ministero dell'interno il « Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura » previsto dalla legge 23 febbraio 1999, n. 44, e il « Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso » istituito dall'articolo 1, comma 1, della legge 22 dicembre 1999, n. 512. Le norme attuative per l'accesso al fondo sono ad oggi contenute nel regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 febbraio 2014, n. 60, e la presente proposta si inserisce all'interno delle procedure vigenti per consentire alle autorità competenti di non disperdere gli elementi acquisiti dalle prefetture, evitando duplicazioni e velocizzando i tempi del procedimento per realizzare un efficace livello anticipato di tutela e sostegno delle imprese. La lettera c) del comma 4 del nuovo articolo 36- bis prevede che l'iscrizione all'Elenco rilevi altresì ai fini della valutazione del « Rating di legalità », ovverosia come requisito di valutazione ulteriore ai fini dell'incremento del punteggio base (articolo 3 della deliberazione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato-AGCM (articolo 3 della deliberazione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato n. 27165 del 15 maggio 2018), fermo restando il rispetto dei requisiti per l'attribuzione del rating (indicati dall'articolo 2 della stessa deliberazione). È vero che l'articolo 3 della citata deliberazione già prevede una disposizione analoga secondo cui l'impresa che dimostri di aver denunciato fatti di reato (tra i quali possono ritenersi ricomprese le fattispecie richiamate nella presente proposta), e per i quali sia stata esercitata l'azione penale, può conseguire un segno « + » per l'incremento del punteggio base. La previsione contenuta nella lettera c) , tuttavia, non si sovrappone con quanto già previsto dall'articolo 3, comma 4, della citata deliberazione dell'AGCM, ma deve essere letta nel senso di determinare l'acquisizione di un ulteriore incremento di punteggio a seguito dell'iscrizione nell'Elenco delle imprese denuncianti, che interviene peraltro in un momento antecedente rispetto all'esercizio dell'azione penale (essendo sufficienti le valutazioni della DDA). In pratica, l'effetto concreto della disposizione risulta essere l'inserimento di un'ulteriore ipotesi rispetto a quelle previste dagli articoli 3, comma 2, e 4 e pertanto la medesima denuncia risulta positivamente valutata due volte: la prima, ai sensi del comma 4 dell'articolo 3 della citata deliberazione, per il solo fatto di aver denunciato fatti di reato per i quali sia stata esercitata l'azione penale;