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"Ai fini della sicurezza aeroportuale e della sicurezza del volo, è consentito a ciascun passeggero di recare in cabina un solo bagaglio a mano, identificato con nome e cognome, a condizione che la somma delle dimensioni (base, altezza, profondità) non superi complessivamente i 115 cm. In aggiunta al suddetto bagaglio, al passeggero è permesso di portare in cabina i sottoelencati articoli: una borsetta o borsa portadocumenti; un apparecchio fotografico o binocolo; un ombrello o bastone da passeggio; un soprabito o coperta; un paio di stampelle o altro mezzo per deambulare; una culla portatile e cibo per neonati; articoli da lettura per il viaggio; articoli acquistati ai "duty free shops" all'interno dell'aeroporto. Su tutti i bagagli da stivare, deve essere apposta, a cura del passeggero, un'etichetta col proprio nome e cognome. Si fa obbligo alle società di gestione e di assistenza aeroportuale e alle compagnie aeree che effettuano operazioni di accettazione, di respingere i bagagli da stivare, presentati dal passeggero, senza etichetta nominativa. È fatto divieto al passeggero di comprendere nel proprio bagaglio (a mano e/o da stivare) i seguenti articoli: esplosivi, armi, munizioni; gas compressi; liquidi e solidi infiammabili; veleni ed altre sostanze infettive; sostanze corrosive ; materiali radioattivi ; sostanze ossidanti ; sostanze magnetizzate ; congegni di allarme. Si fa obbligo ai destinatari delle presenti disposizioni di rispetarle e farle rispettare secondo quanto stabilito nella procedura allegata al presente decreto. Il decreto entrerà in vigore il 1› febbraio 1987". - L'art. 37 della convenzione internazionale relativa all'aviazione civile internazionale stipulata a Chicago, 7 dicembre 1944, approvata e resa esecutiva con D.L. 6 marzo 1948, n. 616, così recita: "Ogni Stato contraente s'impegna a collaborare nell'assicurare il più alto grado possibile di uniformità nei regolamenti, nei modelli, nelle procedure e nell'organizzazione relativi agli aeromobili, al personale, alle rotte aeree ed ai servizi ausiliari, in tutti i casi in cui tale uniformità faciliti e migliori la navigazione aerea. A tal fine l'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale adotterà, e se necessario, modificherà di volta in volta, gli standards internazionali ed i sistemi pratici e le procedure raccomandate, relativi: a) ai sistemi di comunicazioni e all'assistenza alla navigazione aerea, ivi comprese le segnalazioni a terra; b) alle caratteristiche degli aeroporti e delle piste di atterraggio; c) alle regole dell'aria ed ai sistemi pratici di controllo sul traffico aereo; d) alle licenze del personale di governo e dei meccanici; e) alla navigabilità degli aeromobili; f) alla registrazione ed identificazione degli aeromobili; g) alla raccolta ed allo scambio di informazioni meteorologiche; h) ai libri di bordo; i) alle mappe e carte aeronautiche; j) alle procedure di dogana e d'immigrazione; k) agli aeromobili in pericolo ed all'inchiesta sugli incidenti, ed inoltre a quelle altre materie, connesse con la sicurezza, la regolarità e l'efficienza della navigazione aerea, che si dimostrino di volta in volta opportune". - La norma 4.3.1 contenuta nell'allegato n. 17 "Sicurezza" alla convenzione di Chicago del 7 dicembre 1944 sull'aviazione civile così dispone: "4.3.1. Each Contract- ing State shall establish measures to ensure that operators when providing service from that State do not transport the baggage of passengers who are not on board the aircraft un- less the baggage separated from passengers is subjected to other security control measures". Traduzione non ufficiale: "4.3.1. Ogni Stato contraente predisporrà misure atte ad assicurare che i vettori che provvedono al servizio di trasporto dello Stato medesimo non trasportino il bagaglio di passeggeri che non sono a bordo dell'aeromobile a meno che il bagaglio che vola separato dai passeggeri sia sottoposto ad apposite misure di controllo di sicurezza". - Il comma 3 dell'art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto ministeriale possano essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la denominazione di "regolamento", siano adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. Nota all'art. 1: - Il testo della norma 4.3.1 dell'allegato 17 "Sicurezza" alla convenzione di Chicago del 7 dicembre 1944 è riportato in nota alle premesse.