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C'è una richiesta da parte dei Capigruppo di sospendere la seduta e di riprendere il seguito della discussione del disegno di legge alle ore 16. Alle ore 15 ci sarà il question time . Se non ci sono osservazioni, così resta stabilito. Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà alle ore 15. (La seduta, sospesa alle ore 13,27, è ripresa alle ore 15) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro della difesa. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. Il senatore Steger ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00214 sulla normativa relativa al regime fiscale agevolato per le associazioni sportive dilettantistiche, per tre minuti. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Ministro, attualmente le associazioni sportive dilettantistiche ricorrono, nella quasi totalità dei casi, al regime agevolato di cui alla legge n. 398 del 1991. Il decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, richiamato anche dalla legge sopracitata, prevede che i soggetti rientranti nel regime agevolato siano esonerati dall'obbligo di fatturazione, ad eccezione però, tra le altre, delle operazioni di sponsorizzazione. Diversamente, il nuovo codice del terzo settore (decreto legislativo n. 117 del 2017) prevede che gli organismi di volontariato, tra i quali rientrerebbero le associazioni sportive dilettantistiche, non siano soggetti passivi IVA, qualora l'ammontare dei ricavi commerciali conseguiti non abbia superato in totale i 130.000 euro. Il via libera da parte della Commissione Ue potrebbe costituire elemento di supporto per un'eventuale estensione dell'agevolazione alle associazioni sportive dilettantistiche che si trovassero in una condizione equivalente a quella degli enti autorizzati a godere dell'esclusione da IVA, quindi associazioni sportive con ricavi commerciali inferiori ai 130.000 euro. Si chiede di sapere se il Ministro non ritenga ipotizzabile una modifica normativa volta a prevedere che le prestazioni di sponsorizzazione rese dalle associazioni sportive dilettantistiche - le quali abbiano esercitato l'opzione per l'applicazione delle disposizioni in materia di imposte dirette ed IVA e il cui volume di ricavi conseguiti nell'anno precedente non sia superiore al limite di cui all'articolo 86 sopracitato - non siano considerate effettuate nell'ambito dell'attività di impresa, purché direttamente correlate allo svolgimento di attività sportive. PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, professor Tria, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TRIA, ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, i senatori interroganti prospettano l'opportunità di introdurre una modifica alla normativa vigente finalizzata a prevedere esclusioni ai fini IVA dall'ambito dell'attività d'impresa delle prestazioni di sponsorizzazione correlate e finalizzate allo svolgimento delle attività sportive rese dalle associazioni sportive dilettantistiche che abbiano optato per l'applicazione del regime di cui alla legge n. 398 del 16 dicembre 1991, il cui volume di ricavi conseguiti nell'anno precedente non sia superiore al limite di 130.000 euro. Richiamo, al riguardo, il regime forfettario, di cui all'articolo 86 del codice del terzo settore, approvato con decreto legislativo n. 117 del 3 luglio 2017. Questo ultimo, relativo alle diverse categorie delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale, prevede che alle medesime si applichi un regime forfettario speciale, qualora non percepiscano ricavi superiori a 130.000 euro annui. Tale regime non esclude la soggettività IVA, ma prevede semplificazioni significative in ordine agli adempimenti contabili. I soggetti che optano per detto regime, in particolare, sono tenuti all'emissione, enumerazione e conservazione delle fatture e delle bollette doganali, nonché all'assolvimento dell'imposta sulle operazioni attive, mentre non pagano e non detraggono l'IVA sugli acquisti. I senatori interroganti, richiamando detto distinto regime, chiedono di introdurre una presunzione di non commercialità delle sponsorizzazioni effettuate dalle associazioni dilettantistiche sportive. A tal proposito si fa presente che, ai sensi della presunzione recata dall'articolo 4, quinto comma, lettera i) , del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 e in conformità alla direttiva 2006/112, ai fini IVA sono considerate in ogni caso commerciali le attività aventi ad oggetto la pubblicità commerciale, nell'ambito della quale sono ricomprese anche le prestazioni di sponsorizzazione. L'ipotesi avanzata dagli interroganti di introdurre in via normativa una presunzione di non commercialità per le attività di sponsorizzazione rese dalle associazioni sportive dilettantistiche, ancorché limitata a soggetti di modeste dimensioni, si porrebbe in netto contrasto con la direttiva europea 2006/112 in materia di imposta sul valore aggiunto, che non offre spazi per accordare una simile deroga al meccanismo di funzionamento dell'imposta. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Steger, per due minuti. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Ministro, prendo atto di quanto purtroppo ha detto. In vista di una revisione della direttiva europea che sta per essere discussa a Bruxelles, volevo sapere se, dal punto di vista sostanziale, dal momento che parliamo sempre di un'attività assimilabile a quelle del terzo settore, il Governo ritenga di condividere questa posizione. So che per ora la direttiva non è ancora in vigore, ma so anche che a livello europeo si sta discutendo la modifica in quel senso. Era quello il senso della mia interrogazione. PRESIDENTE . La senatrice Bonino ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00209 sulle prospettate misure di "pace fiscale", per tre minuti. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Ministro, la domanda che le ho posto e che lei ha sotto gli occhi è molto semplice: le chiedo se può aggiornare il Senato sulle proposte di "pace fiscale", eufemismo fuorviante - a me pare - per condono, ma così io l'ho inteso. In particolare, le chiedo se può darci una stima del gettito previsto, poiché possono essere vari gli ambiti di intervento e vari gettiti possono venire, così come abbiamo tutti letto negli ultimi giorni. È in un certo senso un disturbante. So perfettamente, da tempi storici, quali sono le tensioni quando si arriva alla sessione di bilancio, specie nei Governi di coalizione. Trovo improprio che qualcuno pretenda da un Ministro serio di trovare le risorse, neanche lei potesse stampare moneta: vuole dire farlo in deficit , perché non vedo altre possibilità.