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g il cambiamento delle generalità ai sensi del decreto legislativo 29 marzo 1993, n. 119, autorizzato, con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della giustizia, garantendone la riservatezza anche in atti della pubblica amministrazione; h ogni altro accorgimento che dovesse rivelarsi necessario. 6 (Misure di assistenza economica) 1 Al fine di assicurare ai protetti una condizione economica corrispondente a quella preesistente, sono applicate speciali misure di assistenza che prevedono: a la corresponsione delle somme necessarie a coprire qualunque spesa che il protetto non avrebbe dovuto sostenere in assenza dell'adozione delle speciali misure di protezione; b la corresponsione di un assegno periodico per il caso di impossibilità di svolgere attività lavorativa o di percepire i precedenti proventi a causa dell'adozione delle misure di tutela o per effetto delle dichiarazioni rese. La misura dell'assegno e delle integrazioni per le persone a carico prive di capacità lavorativa è definita tenendo conto delle entrate e del godimento di beni pregressi, determinati attraverso il reddito e il patrimonio risultanti all'Agenzia delle entrate per l'ultimo triennio ed escluse le perdite cagionate dai fatti di reato oggetto delle dichiarazioni. L'assegno deve essere rideterminato o revocato qualora il protetto riacquisisca capacità economica, anche parziale, in base all'entità di quanto autonomamente percepito; deve essere annualmente modificato in misura pari alle variazioni dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rilevate daIl'ISTAT; può essere integrato, con provvedimento motivato, quando ricorrono particolari circostanze influenti sulle esigenze di mantenimento in stretta connessione con quelle di tutela; c la sistemazione alloggiativa qualora il protetto sia trasferito in una località diversa da quella di dimora, ovvero, a causa delle speciali misure di protezione o delle dichiarazioni rese, non possa usufruire della propria abitazione. L'alloggio deve essere idoneo a garantire la sicurezza e la dignità dei protetti e deve corrispondere alla medesima tipologia e fattura di quello precedentemente posseduto. Il testimone di giustizia, su sua richiesta, può risiedere, anche unitamente al nucleo familiare, presso strutture comunitarie accreditate secondo i criteri stabiliti dal decreto di cui all’articolo 23, ove svolgere attività lavorativa o di volontariato; d le spese per esigenze sanitarie quando non sia possibile avvalersi delle strutture pubbliche ordinarie; e l'assistenza legale per i procedimenti in cui il protetto rende dichiarazioni, esercita i diritti e le facoltà riconosciutigli dalla legge in qualità di persona offesa o si costituisce parte civile, nonché in relazione ai procedimenti per la tutela di posizioni soggettive lese a motivo della sottoposizione alle speciali misure di protezione; f un compenso forfettario e transattivo, determinato secondo i criteri stabiliti dal decreto di cui all'articolo 23, a titolo di ristoro per l'eventuale danno biologico subito a causa dell'applicazione delle speciali misure di protezione, salvo che gli interessati intendano procedere per il riconoscimento dell’eventuale maggiore danno patito; g la corresponsione di una somma a titolo di mancato guadagno derivante dalla cessazione dell'attività lavorativa propria e dei familiari nella località di provenienza, sempre che non abbiano ricevuto un risarcimento al medesimo titolo, ai sensi della legge 23 febbraio 1999, n. 44. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 13 della legge 23 febbraio 1999, n. 44, e il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno è surrogato, quanto alle somme corrisposte al testimone di giustizia a titolo di mancato guadagno, nei diritti verso i danni. Le somme recuperate sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate allo stato di previsione del Ministero dell'interno in deroga all'articolo 2, commi 615, 616 e 617, della legge 24 dicembre 2007, n. 244; h l'acquisizione al patrimonio dello Stato, dietro corresponsione dell'equivalente in denaro a prezzo di mercato, dei beni immobili di proprietà del protetto, se le speciali misure di tutela prevedono il suo definitivo trasferimento in altra località e se la vendita nel libero mercato non si sia rivelata possibile. 7 (Misure di reinserimento sociale e lavorativo) 1 Al fine di assicurare ai protetti l'immediato reinserimento sociale e lavorativo, sono applicate speciali misure che prevedono: a la conservazione del posto di lavoro o il trasferimento presso altre amministrazioni o sedi, qualora i protetti, per ragioni di sicurezza, non possono continuare a svolgere la loro originaria attività lavorativa, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’interno 13 maggio 2005, n. 138; b l'individuazione e lo svolgimento, entro il termine massimo di sei mesi dal trasferimento nella località protetta, di attività, anche lavorative non retribuite, volte allo sviluppo della persona umana e alla sua partecipazione sociale, secondo le inclinazioni di ciascuno; c le spese e le misure necessarie per supportare le imprese dei protetti che abbiano subito o che possano concretamente subire nocumento a causa delle loro dichiarazioni o dell'applicazione delle speciali misure di tutela. Col decreto di cui all'articolo 23 sono stabilite modalità di sostegno delle imprese, quali emolumenti da destinare al riavvio delle attività, periodi di tassazione ridotta o sospesa, convenzioni e protocolli, per forniture di beni e servizi, del Ministero dell'interno con enti pubblici e privati, nonché con l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; d l'accesso a mutui agevolati volti al reinserimento nella vita economica e sociale sulla base di convenzioni stipulate tra il Ministero dell'interno e gli istituti di credito; e il reperimento di un posto di lavoro, ancorché temporaneo, corrispondente a quello precedentemente svolto, se i protetti hanno perso l'occupazione lavorativa o non possono più svolgerla a causa delle loro dichiarazioni o dell'applicazione delle speciali misure di protezione, fatte salve le esigenze di sicurezza connesse all'applicazione della misura del trasferimento in luogo protetto; f la capitalizzazione del costo dell'assegno periodico indicato nell'articolo 6, lettera b) , in alternativa allo stesso, qualora i protetti non abbiano riacquistato l'autonomia lavorativa o il godimento di un reddito proprio, corrispondenti a quelli pregressi. La capitalizzazione è quantificata ai sensi dell'articolo 10, comma 15, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’interno 23 aprile 2004, n. 161, e può essere aumentata fino a un terzo se è assolutamente necessario al fine di realizzare l'autonomia reddituale del protetto. La capitalizzazione può essere corrisposta sulla base di un concreto progetto di reinserimento lavorativo, previa valutazione sulla sua fattibilità in relazione alle condizioni contingenti di mercato, alle capacità del singolo e alla situazione di pericolo, e con un’erogazione graduale commisurata alla progressiva realizzazione del progetto.