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A titolo esemplificativo un contribuente con un reddito complessivo dell'anno precedente pari a 25.000 euro, nel cui nucleo sia presente un coniuge con un reddito pari a 11.000 euro ed un figlio che non possiede redditi, che quindi è a carico fiscalmente, ha un reddito di riferimento pari a: Un'altra esemplificazione potrebbe farsi rispetto a un contribuente con un reddito pari a 50.000 euro avente un coniuge e quattro figli a carico, tutti senza redditi. In tal caso il reddito di riferimento sarà pari a: In queste ipotesi, essendo il reddito di riferimento inferiore ad euro 15.000, al ricorrere degli altri requisiti richiesti dalla norma, il contribuente potrà fruire dell'agevolazione prevista per le persone fisiche di cui al comma 9, lettera b) , dell'articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34. Con la lettera c) del comma 1 dell'articolo in commento si integra il comma 8- ter dell'articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020, prevedendo che per gli interventi di cui al comma 10- bis dello stesso articolo 119, vale a dire per quelli realizzati dagli enti del terzo settore di cui al comma 9, lettera d-bis) , dello stesso articolo, che svolgono attività di prestazione di servizi socio-sanitari e assistenziali negli immobili adibiti a strutture sanitarie come specificati nel citato comma 10- bis , la detrazione spetta nella misura del 110 per cento fino al 31 dicembre 2025, senza subire le riduzioni previste dal primo periodo del comma 8- bis dell'articolo 119. Il comma 2 intende introdurre un regime transitorio per gli interventi per i quali, alla data del 25 novembre 2022, risulti effettuata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), e, in caso di interventi su edifici condominiali, all'ulteriore condizione che la delibera assembleare che abbia approvato l'esecuzione dei lavori risulti adottata in data antecedente al 25 novembre 2022, ovvero, per quelli comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, alla medesima data risultino avviate le relative formalità amministrative per l'acquisizione del titolo abilitativo. Per tali casi continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti contenute nell'articolo 119, comma 8- bis , primo periodo; pertanto, al ricorrere della condizione richiesta, agli interventi effettuati dai condomini, dagli unici proprietari (comma 9, lettera a) ) e dagli enti del terzo settore (comma 9, lettera d-bis) ), la percentuale di detrazione del 110 per cento continua ad applicarsi anche nel 2023. Il comma 3 stanzia risorse per la corresponsione di un contributo in favore dei soggetti che si trovano nelle condizioni reddituali di cui ai commi 8- bis e 8- bis .1 del citato articolo 119, per gli interventi di cui al comma 8- bis , primo e terzo periodo. Tale contributo è erogato dall'Agenzia delle entrate, secondo criteri e modalità determinati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Il comma 4, limitatamente ai crediti d'imposta derivanti dagli interventi ammessi al superbonus e relativi alle comunicazioni di cessione o di sconto in fattura inviate all'Agenzia delle entrate entro il 31 ottobre 2022, prevede una deroga a quanto stabilito dal terzo periodo del comma 3 dell'articolo 121 del citato decreto-legge n. 34 del 2020 (cosiddetto « decreto Rilancio »), in virtù del quale le quote di credito d'imposta devono essere utilizzate entro l'anno. Il comma 4 della presente disposizione consente, nelle ipotesi sopra descritte, di ripartire l'utilizzo del credito residuo in 10 rate annuali di pari importo, previa comunicazione all'Agenzia delle entrate da parte del fornitore o del cessionario da effettuare in via telematica, anche avvalendosi dei soggetti previsti dal comma 3 dell'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322. In ogni caso la quota di credito d'imposta non utilizzata nell'anno non può essere usufruita negli anni successivi né può essere richiesta a rimborso. Rispetto a tali operazioni, viene, infine, previsto uno specifico monitoraggio dell'andamento delle compensazioni, con la possibilità per il Ministero dell'economia e delle finanze di adottare i provvedimenti necessari a garantire l'equilibrio dei conti pubblici, ai sensi dell'articolo 17, commi 12- bis , 12- ter e 12- quater , della legge n. 196 del 2009. Viene, inoltre, prevista l'emanazione di un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate in cui sono definite le modalità attuative della disposizione di cui al comma in commento. Articolo 10. (Norme in materia di procedure di affidamento di lavori) La norma di cui al comma 1 integra l'articolo 1, comma 1, lettera a) , del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, precisando l'ambito di applicazione dell'obbligo dei comuni non capoluogo di provincia di ricorrere alle forme di aggregazione e modalità indicate da tale disposizione normativa, così come modificata dall'articolo 52, comma 1, lettera a) , numero 1.2, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, ai fini dell'acquisizione di servizi, forniture e lavori nell'ambito delle procedure afferenti agli interventi previsti dal PNRR e dal Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR (PNC). Il testo consolidato dell'articolo 1, comma 1, lettera a) , del decreto-legge n. 32 del 2019 conserva la natura di norma speciale e trova applicazione nelle more dell'adozione della nuova disciplina in tema di riduzione, rafforzamento e qualificazione delle stazioni appaltanti. L'integrazione risolve il dubbio interpretativo, sollevato da numerosi enti locali e oggetto di particolare attenzione nella predisposizione delle FAQ destinate alla pubblicazione sullo sportello online « Capacity Italy », circa l'identificazione delle soglie in rapporto alle quali risulta applicabile l'obbligo disciplinato dall'articolo 1, comma 1, lettera a) , del decreto-legge n. 32 del 2019. La disposizione, infatti, rinviava alle modalità di aggregazione della domanda riportate nell'articolo 37, comma 4, del codice dei contratti pubblici ma non esplicitava gli importi da considerare ai fini dell'osservanza dell'obbligo da parte dei comuni non capoluogo di provincia. Grazie alla modifica, l'obbligo si intenderà applicabile per le procedure di affidamento dei lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e dei servizi e delle forniture, ivi compresi i servizi di ingegneria e architettura e l'attività di progettazione, di importo pari o superiore a 139.000 euro.