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Se i carichi applicativi vengono vincolati a funzionalità, configurazioni e API di tecnologie proprietarie, in mancanza di standard aperti, il " vendor lock-in " diventa inevitabile, anche in presenza di un approccio multicloud ; mentre l'Europa ha intrapreso da circa 3 anni una molteplicità di iniziative allo scopo di promuovere una propria autonomia tecnologica nel digitale, in generale e specificatamente nel cloud (come il progetto Gaia X), nel progetto PSN non si farebbe alcun accenno a queste iniziative. In generale sembra che non ci sia l'ambizione di coordinarsi con gli altri partner europei per il buon esito del PSN; come attualmente configurato, esso non riesce a colmare il ritardo in competenze e autonomia tecnologica nel digitale dell'Italia. Come riportato nell'articolo di stampa e a parere degli interroganti, si rischia di perdere un'occasione irripetibile per sostenere la ricerca, la formazione, l'occupazione qualificata e soluzioni innovative a livello tecnologico e di politica industriale per il nostro Paese, si chiede di sapere: quale sia la posizione del Governo in relazione alla strategia digitale europea e al suo obiettivo di realizzare una sovranità digitale europea, non solo a livello di controllo sui dati, ma di sviluppo di tecnologie; quale sia il rapporto tra il PSN e tale strategia europea e quale contributo, in termini di risorse economiche, si intenda dare al suo sviluppo e successo, al fine di consentire una maggiore autonomia nel campo digitale e nell'ambito delle tecnologie di cloud computing ; se si reputi sufficientemente trasparenti i metodi e i criteri che hanno determinato le decisioni politiche sul PSN e se consideri, senza un opportuno coordinamento con gli altri partner europei, l'attuale progetto del PSN eccessivamente dipendente dai big tech americani; se la durata della concessione di un'infrastruttura così strategica e di portata generale ad un soggetto monocratico, stabilita in 13 anni, non rischi di essere una scelta sbagliata a fronte del forte dinamismo tecnologico di queste tecnologie e della necessità di sollecitare un maggiore impulso da parte di diversi e molteplici attori di mercato a livello nazionale ed europeo; se si ritenga che sia un requisito effettivamente indispensabile per partecipare alla gara la collaborazione degli hyperscaler e se non ritenga che l'uso dei loro servizi non comporti rischi per l'indipendenza tecnologica del nostro Paese; in che modo, allo scopo di garantire la sovranità delle applicazioni e dei dati, si intenda assicurare che le tecnologie usate dagli hyperscaler , nativamente ipercentralizzate, siano effettivamente utilizzabili nella nuova configurazione decentralizzata, come prevista nel PSN; se si ritenga opportuno destinare le somme già stanziate per le sole licenze per virtualizzatori, in previsione di una lievitazione ulteriore delle royalty che andranno agli hyperscaler americani e in presenza di alternative valide ( open source ) che potrebbero consentire la realizzazione di investimenti in ricerca, sviluppo e formazione; se non si ritenga opportuno richiedere l'adesione a standard aperti e l'obbligo di sistemi non proprietari per la gestione dei carichi applicativi, ai sensi della normativa nazionale di riferimento e in coerenza con le linee strategiche europee che indicano open source e open standard come soluzioni da privilegiare nei sistemi digitali delle pubbliche amministrazioni europee; come si coordinerà il PSN con i diversi cloud tematici, locali, regionali e nazionali (GARR, CSI, CINECA, eccetera), che rischiano di perdere investimenti, posti di lavoro ed eccellenze. Atto n. 3-03230 GRIMANI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: Assicurazioni Generali S.p. A. detiene 70 miliardi di debito pubblico italiano; come noto il consiglio di amministrazione uscente della compagnia ha deliberato di presentare una propria lista di candidati, in vista del rinnovo degli organi sociali, cui sarà chiamata l'assemblea dei soci del prossimo 29 aprile 2022; risulta anche da commenti pubblicati dalla stampa che la lista dei candidati al consiglio sia stata istruita anche sentendo il socio di maggioranza relativa Mediobanca, tanto è vero che il suo amministratore delegato, dottor Alberto Nagel, avrebbe dichiarato di conoscere in anticipo che un rappresentante del socio sarebbe stato eletto e, in effetti, il dottor Rebecchini, dirigente di Mediobanca, risulterebbe al terzo posto nella citata lista del consiglio; risulta, altresì, all'interrogante che in vista dell'appuntamento assembleare, sin dall'autunno scorso, il socio Mediobanca avrebbe preso a prestito oltre il 4 per cento del capitale per rafforzare i propri voti a sostegno della lista del consiglio, quando ancora quest'ultima era ben lungi dall'essere stata presentata. Peraltro, tale operazione di prestito sarebbe avvenuta in violazione delle regole al di fuori di qualsiasi controllo della CONSOB; risulta, ancora, che proprio in funzione del prossimo appuntamento assembleare, la compagnia, senza rendere nota tale circostanza al mercato, avrebbe incrementato o comunque rafforzato le relazioni in essere con alcuni fondi azionisti, affidando loro mandati del valore di decine di milioni di curo. Tra tali fondi, peraltro, vi sarebbero Amundi e Blackrock; ancora non è chiaro come la compagnia si sia mossa nel passato e intenda muoversi rispetto agli asset detenuti nella Federazione russa e alle attività che essa gestisce e svolge in quel mercato; rispetto a tutto quanto descritto, risulterebbe una totale inazione da parte della CONSOB, si chiede di sapere se siano stati rispettati gli obblighi informativi a carico della CONSOB nei confronti del Governo, previsti dall'articolo 1 del decreto-legge n. 95 del 1974 e comunque quali iniziative s'intenda assumere a tutela del mercato. Atto n. 3-03231 LA MURA MORONESE NUGNES LEZZI MORRA LANNUTTI DI MICCO GIANNUZZI ANGRISANI ABATE Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione Premesso che: l'art. 1 della legge 5 aprile 1985, n. 124, ha consentito assunzioni di personale operaio con contratto a tempo indeterminato e a tempo determinato a supporto del Corpo forestale dello Stato per la conservazione e la protezione dei beni indicati negli articoli 68 e 83 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616; la norma, stabilendo che "Le assunzioni e il trattamento economico sono regolati dalle norme sulla disciplina del contratto collettivo nazionale di lavoro e da quelle sul collocamento", ha riconosciuto natura privatistica al rapporto di lavoro del personale operaio; in seguito, l'art. 5 della legge 6 febbraio 2004, n. 36, ha previsto la possibilità di assumere il personale operaio a supporto delle attività istituzionali del Corpo forestale dello Stato, e non solo di quelle di conservazione e protezione dei beni indicati negli articoli 68 e 83, chiarendo così che gli operai contribuiscono alle attività istituzionali. Tuttavia, la norma non ha operato alcuna modifica in ordine alla natura giuridica del rapporto di lavoro, che ha continuato ad essere sottoposto al contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria;