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2) al 18 luglio 2024 la consegna al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e alle regioni o province autonome competenti dei piani di azione per gli assi stradali e ferroviari principali, compresi gli aeroporti principali, predisposti da parte delle società e gli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture principali di interesse nazionale o di interesse di più regioni; 3) al 18 giugno 2023 i piani di azione previsti al comma 3, lettera b) , nonché le sintesi di cui all'allegato 6 dei servizi pubblici di trasporto e delle relative infrastrutture ricadenti negli agglomerati. Inoltre, alla lettera b) si posticipa di un anno la scadenza riportata all'interno dell'articolo 7 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, prevedendo la data del 18 gennaio 2025 per la consegna alla Commissione europea dei dati relativi ai piani d'azione di cui all'allegato 6, nonché i criteri adottati per individuare le misure previste nei piani stessi. Il comma 7 introduce una nuova disposizione prevedendo una proroga del termine previsto dall'articolo 44, comma 7- bis, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34. In particolare, giova rilevare che sulla base dell'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, è stato nominato Commissario straordinario di Governo per la realizzazione del rigassificatore di Piombino il presidente della regione Toscana, il quale ha firmato l'Autorizzazione unica per la realizzazione dell'opera, ai sensi del citato articolo 5. L'Autorizzazione unica, al punto 4, prende atto della deliberazione della Giunta regionale n. 1210 del 24 ottobre 2022, con quale la regione Toscana ha espresso la propria intesa alla realizzazione del progetto, formulando talune condizioni e raccomandazione. In tale ottica, quindi, la norma in parola prevede che, allo scopo di contemperare le esigenze di tutela del territorio con gli obiettivi di sicurezza energetica del Paese, per gli interventi di cui alla delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) 10 novembre 2014, il termine stabilito all'articolo 44, comma 7- bis , terzo periodo del decreto-legge n. 34 del 2019 sia prorogato al 30 giugno 2024. Lo scopo perseguito dalla disposizione, quindi, è quello di prorogare il termine attualmente previsto per l'assunzione dell'obbligazione giuridicamente vincolante evitando, quindi, il definanziamento da parte del CIPESS per il mancato rispetto degli obiettivi o per mancata alimentazione dei sistemi di monitoraggio. Il comma 8 proroga dal 30 aprile 2023 al 30 giugno 2023 il termine per l'applicazione del disposto dell'articolo 3 del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2022, n. 142, che sospende l'efficacia delle clausole contrattuali che consentono alle imprese fornitrici di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo. La proroga appare coerente con la finalità di garantire una protezione rafforzata dei clienti finali di energia elettrica e gas naturale (parte debole del rapporto contrattuale rispetto alla controparte professionista), a fronte del perdurare della situazione di instabilità dei mercati energetici (che, secondo le valutazioni più accreditate, basate su una stima dei prezzi forward , è destinata a prolungarsi per i primi sei mesi dell'anno 2023). Al tempo stesso, al fine di contemperare le esigenze di tutela dei consumatori, con il rispetto del principio della libertà di iniziativa economica, la disposizione in commento apporta modificazioni al predetto articolo 3 del decreto-legge n. 115 del 2022, al fine di chiarire che sono escluse dall'ambito di applicazione dell'articolo medesimo le clausole contrattuali che consentono all'impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di aggiornare le condizioni economiche contrattuali alla scadenza delle stesse, nel rispetto dei termini di preavviso contrattualmente previsti e fermo restando il diritto di recesso della controparte. Tale chiarimento si rende necessario al fine di tener conto del riverbero della crisi internazionale dei prezzi delle commodity energetiche anche sulle imprese fornitrici, le quali hanno subito, nel 2022, un aumento dei prezzi dell'energia elettrica di oltre sei volte rispetto alla media degli anni ultimi e un aumento dei prezzi del gas naturale di quasi 7 volte rispetto alla media degli ultimi anni. In assenza di un simile intervento chiarificatore del legislatore, le imprese fornitrici finirebbero per essere costrette ex lege a vendere energia, per i prossimi mesi, a un prezzo (spesse volte definito in un periodo ante crisi) significativamente inferiore a quello di acquisto. Del resto, ciò che il legislatore, con l'articolo 3 in menzione, ha inteso compiere, non è un vero e proprio intervento di « congelamento » dei prezzi al cliente finale, in guisa che i prezzi stessi restino svincolati dall'andamento dei mercati, quanto piuttosto (e anzitutto) un intervento di tutela contrattuale, volto a garantire una protezione rafforzata della parte più debole del rapporto (resa maggiormente vulnerabile dalla situazione di instabilità in atto) dinnanzi a modifiche unilaterali dell'impresa fornitrice. Articolo 12 (Proroga di termini in materie di competenza del Ministero delle imprese e del made in Italy ) La norma prevista dal comma 1 è finalizzata a consentire l'ordinata prosecuzione e il completamento delle attività dell'Amministrazione straordinaria dell'Alitalia – Società aerea italiana S.p.a. e dell'Alitalia Cityliner S.p.a. , e il suo regolare funzionamento, anche a seguito della revoca dell'esercizio d'impresa, portando il relativo vincolo temporale (attualmente previsto per il 31 dicembre 2022) al 31 dicembre 2023. Il termine del 31 dicembre 2022, infatti, non appare congruo e coerente con i tempi di completamento delle attività di liquidazione e con gli ambiti operativi che residuano in capo alla procedura anche a seguito della cessione dei compendi aziendali, quali ad esempio: – la prestazione di servizi transitori ai contratti di cessione dei rami handling e manutenzione (in particolare i servizi IT) richiesta fino a quando i cessionari avranno completato le procedure necessarie per la conduzione delle attività aziendali in via autonoma e indipendente; – l'esercizio delle sedi secondarie di Alitalia all'estero ( branch ) fino alla loro chiusura nel rispetto di tempi e modalità compatibili con l'esigenza di prosecuzione dei servizi manutentivi transitori e di completamento delle operazioni di rimborso, nelle giurisdizioni straniere in cui è richiesta la presenza locale del vettore per la gestione dei cosiddetti « passengers' claims »; – la gestione delle funzioni centralizzate già a servizio delle attività facenti capo unitario ad Alitalia e Cityliner, ivi compreso il centro di assistenza medica condotto da Alitalia nell'area aeroportuale di Fiumicino;