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ulteriori criticità che l'OCSE rileva nelle condizioni attuali del mercato finanziario italiano sono riscontrate nell'elevato costo di ammissione alla quotazione (livello di IPO, l'offerta pubblica iniziale, underpricing degli underwriter e commissioni applicate dalla borsa italiana particolarmente elevate rispetto ad altre piazze) nonché nella prestazione di servizi di underwriting principalmente da parte di banche d'investimento straniere (soprattutto nelle IPO di maggiori dimensioni), a cui si aggiungono, inoltre, la scarsa presenza di emittenti italiani nei principali indici di borsa europei e internazionali e la ridotta propensione ad investire nelle imprese italiane, sia da parte di investitori istituzionali (gestioni collettive, fondi pensione) che dei fondi specializzati ( private equity , venture capital ), anche per via della storica presenza di distorsioni fiscali ( debt-equity bias ) ed alla cancellazione nel 2019 dell'ACE, aiuto alla cresciuta economica; tali osservazioni, a giudizio dell'interrogante, confermano un quadro complessivamente deludente, i cui fattori di incertezza di natura economica, aggravati anche dall'emergenza epidemiologica COVID-19, contribuiscono a consolidare la sfiducia degli investitori stranieri nel nostro Paese, oltre a quella, soprattutto, delle famiglie e delle imprese italiane; ad avviso dell'interrogante, le misure introdotte sin dall'avvio della presente Legislatura (da parte del Governo precedente, così come dall'attuale Esecutivo) nell'ambito della politica economica e fiscale, oltre che industriale (quest'ultima caratterizzata da un'assoluta assenza di prospettive), hanno fortemente penalizzato il mercato finanziario italiano e dei capitali, anche a causa di ulteriori cause ostative quali: la tempistica estremamente lunga nei procedimenti di quotazione (nelle IPO) e nelle offerte di titoli (OPS, offerte pubbliche di sottoscrizione) e di obbligazioni bancarie, nonché una mancanza di adeguate iniziative della Consob, i cui timidi interventi si sono limitati a suggerire modifiche della disciplina del prospetto e degli abusi di mercato e non, come si sarebbe auspicato, una revisione organica della materia in termini di specialità, semplificazione e proporzionalità (come richiesto dalle PMI); al riguardo, evidenzia ancora l'interrogante, nessuna concreta iniziativa è stata intrapresa da parte della Consob con la borsa italiana, tesa a ridurre i costi della quotazione, ed evitare la duplicazione documentale e di analisi (documenti mandati ed analizzati sia da Consob che da borsa italiana, cosiddetta doppia autorizzazione); sempre a giudizio dell'interrogante, in merito alla mancanza di titoli di società italiane negli indici internazionali, la Consob non ha provveduto ad alcuna iniziativa individuale e, ciononostante, la Commissione europea ha incaricato un consorzio guidato dal CEPS al fine dell'eleborazione di uno studio di fattibilità sulla creazione di una famiglia di indici di mercato azionario del mercato comune europeo, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se condivida le numerose e articolate osservazioni critiche elaborate dall'OCSE nei confronti del mercato finanziario italiano, caratterizzato da una borsa valori estremamente modesta, unitamente ai rilievi espressi nei confronti della Consob, il cui ruolo necessita a giudizio dell'interrogante di essere rivisto in maniera integrale e potenziato; in caso affermativo, quali iniziative urgenti di competenza intenda intraprendere, al fine di rivedere il quadro complessivo del funzionamento del mercato finanziario italiano, anche introducendo un sistema di regole più semplici, al fine di consentire una crescita solida e duratura, interrompendo l'attuale condizione di estrema vulnerabilità, che penalizza l'intero sistema Paese. Atto n. 4-03799 DE BONIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: nel tardo pomeriggio del 22 giugno 2020 un'orsa di 14 anni "JJ4" ha aggredito e ferito un uomo di 59 anni e suo figlio di 28 nella zona del monte Peller in val di Non, in Trentino; l'orsa è la seconda più anziana di quelle che attualmente vivono in Trentino. Non è ancora stato possibile accertare se l'animale era accompagnato o meno dai cuccioli. In base agli accertamenti genetici effettuati sui campioni di saliva e organici, è risultata essere una delle figlie di Jurka, l'orsa giudicata "problematica", catturata nel giugno 2007 nella zona del lago di Tovel. Jurka era stata catturata dopo essersi avvicinata troppo a luoghi a lei preclusi come baite, pollai, impianti sciistici e, solo dopo una lunga battaglia degli animalisti, era stata trasferita in Germania, nell'Alternativer Wolf-und-Baerenpark Schwarzwald, una piccola oasi naturalistica nella Foresta nera. I suoi cuccioli furono abbattuti; nei confronti di JJ4 il presidente della Provincia autonoma di Trento Fugatti ha emesso un'ordinanza che ne prevede la cattura e l'abbattimento. Egli ha precisato che verrà attuata la stessa procedura impiegata per l'abbattimento di Kj2, nel 2017. L'orsa Kj2 era stata uccisa dagli agenti del Corpo forestale di Trento dopo una caccia durata 20 giorni, decisa dopo che aveva attaccato un uomo di 69 anni, che passeggiava con il suo cane nei pressi del lago di Terlago, che sin da subito si era detto contrario all'abbattimento dell'animale; il WWF Italia ha inviato una diffida formale al presidente della Provincia, chiedendo la revoca dell'ordinanza di abbattimento dell'orsa. L'associazione ambientalista ha sottolineato come "le cause dell'accaduto non siano ancora del tutto chiare e le informazioni attualmente in possesso delle autorità non possano ritenersi sufficienti a motivare (dopo il suo riconoscimento e identificazione) l'abbattimento dell'orso, la misura di gestione più estrema prevista dal Pacobace (Piano d'Azione interregionale per la conservazione dell'Orso bruno sulle Alpicentro-orientali)"; nella diffida il WWF ha ribadito che "per intraprendere eventuali azioni di gestione, è necessario ricostruire la realtà dei fatti e valutare attentamente le ipotesi previste dallo stesso Pacobace", che distingue il caso di attacco di un orso che difende i piccoli o fonti alimentari dal caso di un attacco senza una preventiva provocazione da parte dell'uomo, oltre a prevedere criteri di proporzionalità tra il comportamento dell'orso e le azioni di gestione messe in campo; perfino chi è stato aggredito ha mostrato saggezza ed equilibrio ed ha lanciato un appello contrario all'ordinanza del presidente della Provincia autonoma di Trento che, come detto, prevede l'abbattimento dell'animale; considerato che: la condanna a morte di un animale che vive nel proprio habitat è inaccettabile e dovrebbe far riflettere sul processo di trasformazione che si è messo in atto, ovvero quello di addomesticare la natura per rendere i boschi a misura di uomo. L'uomo, se pure involontariamente, ha certamente contribuito agli incendi dei boschi e alla cementificazione di molti spazi naturali, sottraendo sempre di più spazio al mondo animale; la stessa cosa è accaduta per i lupi;