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Dichiarazione di monumento nazionale del Teatro Regio di Parma. Onorevoli Senatori. – Il Teatro Regio di Parma, in origine Nuovo Teatro Ducale, nasce per volontà della duchessa Maria Luigia d'Asburgo-Lorena, moglie di Napoleone, inviata a reggere il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, dal 1816 al 1847, dopo il Congresso di Vienna. Amante della musica e del canto, prendendo atto che il vecchio Teatro Ducale fondato nel 1689 era inadeguato alle esigenze della città, sollecitò la costruzione di un nuovo edificio più moderno. Il Teatro è una delle tante opere costruite durante i trent'anni del ducato di Maria Luigia, sovrana culturalmente illuminata, che entrò immediatamente nel cuore dei suoi abitanti, attuando un ricco programma di interventi finalizzati a trasformare l'abitato in un centro di cultura e civiltà. Da quel momento la storia di Parma non fu più la stessa, diede alla città un'impronta indelebile all'altezza delle grandi capitali europee del tempo, il cui fascino rimane immutato ancora oggi. La costruzione iniziò nel 1821, su progetto dell'architetto di corte Nicola Bettoli, e il Teatro fu inaugurato il 16 maggio 1829 con Zaira, opera di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani. Il Teatro è in stile neoclassico, la facciata è caratterizzata da un colonnato di ordine ionico e da un'ampia finestra termale che si apre nella parte alta. Superato l'atrio, si accede alla Sala del Foyer, scandita da due file di quattro colonne. Una scalinata porta alla Sala del Ridotto, dov'era il trono di Maria Luigia, la quale poteva accedervi direttamente dalle stanze del Palazzo Ducale. Attraversato il portale d'onore si entra nel cuore dell'edificio: la sala, con la platea, quattro ordini di palco e il loggione, è sovrastata dal soffitto dipinto da Giovan Battista Borghesi. Il sipario dipinto, uno dei pochi esempi giunti fino a noi, è anch'esso opera del Borghesi. L'aspetto della sala oggi è molto diverso dall'originale: Girolamo Magnani (decoratore che Verdi volle spesso al suo fianco in qualità di scenografo), su incarico di Carlo III di Borbone, rinnova la veste dell'ormai Teatro Regio secondo lo stile neorinascimentale. La camera acustica dipinta da Giuseppe Carmignani, uno fra i rari esempi sopravvissuti all'uso e al tempo, riprende le decorazioni dei palchi e si compone di pannelli di canapa montanti su cornici lignee, componibili telescopicamente per servire le più diverse formazioni orchestrali. In origine il Teatro era destinato ad accogliere i più vari generi di spettacolo, dall'opera alla danza, dalla poesia alle forme di « arte varia » più diverse (funambolismo e prove ginniche, numeri con animali ammaestrati, dimostrazioni scientifiche, illusionismo, esposizione di « curiosità »). Di notevole pregio è l'orologio che scandisce dal 1829 il tempo di opere e concerti che si sono susseguiti sul palcoscenico del Teatro Regio. Nel 2018, dopo un anno di restauri, lo storico orologio del Teatro realizzato da Antonio Barozzi è tornato a funzionare. Sin dalla sua inaugurazione il Teatro Regio di Parma è testimone e protagonista dei cruciali cambiamenti che investono il melodramma durante l'Ottocento e il secolo successivo, dalla fine dell'epoca legata al nome di Rossini alla supremazia del repertorio verdiano, dall'apertura alle esperienze francesi e tedesche all'opera italiana con Mascagni, Leoncavallo e Puccini. L'iniziativa di dichiarare con legge il Teatro Regio di Parma monumento nazionale nasce dalla considerazione dell'importanza del patrimonio custodito in esso, non solo sotto l'aspetto artistico, ma anche in termini di vissuto sociale, nel delicato momento che si sta attraversando; si intende affermare in tal modo l'importanza del teatro e delle arti che in esso si svolgono, valore messo particolarmente in luce dalla privazione della fruizione imposta a tutti dalla pandemia. Questa dichiarazione si lega perfettamente con la dichiarazione di monumento nazionale, fatta ai primi del secolo scorso, con la legge 3 febbraio 1901, n. 26, della Casa natale di Giuseppe Verdi a Busseto (PR); entrambi questi luoghi infatti tanto hanno significato nella vita del maestro, legandosi tra loro in un intreccio indissolubile. Si auspica una pronta approvazione del testo, in quanto per l'anno 2021 Parma è ancora capitale della cultura e poter vedere il suo Teatro diventare monumento nazionale nel corso di questo importante evento sarebbe davvero significativo.. 1 1 Il Teatro Regio di Parma è dichiarato monumento nazionale.