[resaula]

La legge che il Senato si avvia votare, e che proibisce investimenti finanziari in aziende internazionali ancora coinvolte nella fabbricazione di ordigni ormai banditi dal nostro Paese, rappresenta un ulteriore importante tassello negli sforzi compiuti per dare all'Italia un posizionamento coerente con la propria vocazione alla cooperazione internazionale. Si tratta di un provvedimento giusto, per il quale dobbiamo anche ringraziare quanti, volontari e associazioni, con grande passione civile si prodigano nei luoghi più tormentati della guerra per riaprire le porte a un futuro dignitoso e di speranza. Dopo un lungo iter durato nove anni, dopo il rinvio alle Camere da parte del Presidente della Repubblica per correggere le norme nel pieno rispetto del dettato costituzionale e degli accordi internazionali sottoscritti dal nostro Paese, ci troviamo oggi di fronte a una buona legge, che, dando senso e forma a una volontà politica per una volta condivisa, dà concretezza ad alcuni dei principali valori sui quali si fonda la nostra convivenza civile, sanciti direttamente dalla nostra Costituzione: la pace e il rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo, a partire dal valore della vita. È una legge positiva, che vede il PD in prima linea con i suoi parlamentari, che già nelle legislature precedenti si sono resi protagonisti di questo testo, che coniuga economia, finanza sostenibile, rispetto dell'uomo e dell'ambiente; un'eccellente legge, che ci vede coerenti rispetto ai valori che essa professa. Il PD infatti non ha atteggiamenti diversi sul tema delle armi e conseguentemente siamo pienamente favorevoli a questa legge, così come siamo stati pienamente contrari al testo della legge sulla legittima difesa, che ha tra l'altro previsto la possibilità di detenere più facilmente un'arma in casa, da utilizzare contro eventuali malviventi. Lo dico in maniera chiara e senza voler polemizzare: la coerenza non è un valore che ha forza solo quando si parla di corruzione o presunta corruzione; non è un valore che ha peso soltanto quando si parla di sicurezza o presunta sicurezza. La coerenza è un valore che deve permeare l'azione politica di ogni parlamentare e di ogni forza politica. Auspicando che quanto prima la Camera dei deputati possa chiudere l' iter di questo importante disegno di legge e così giungere alla definizione di una normativa coerente con i principi costituzionali, per contrastare con efficacia il sostegno alle imprese produttrici di mine antipersona e munizioni a grappolo, annuncio con soddisfazione e convinzione il voto favorevole del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . MONTANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MONTANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà a favore di questo provvedimento, che, del resto, è giunto al nostro esame con un ampio e trasversale consenso, come è logico che sia, visti i nobili ideali e i proponimenti che lo ispirano. Ricordiamo che l'atto in oggetto è stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica, con un messaggio motivato in data 27 ottobre 2017, per una nuova deliberazione, ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione. In particolare, il Quirinale aveva richiamato l'attenzione delle Camere sulle disposizioni contenute nell'articolo 6, rubricato Sanzioni, che al comma 2 privava di rilevanza penale le operazioni di finanziamento alle imprese produttrici di mine antipersona e di bombe a grappolo, se effettuate da soggetti che rivestivano posizioni apicali all'interno degli enti intermediari abilitati ; materia, questa, già disciplinata da norme penali tra cui la legge n. 374 del 1997 e la legge n. 95 del 2011, adottate in attuazione di obblighi internazionali, derivanti da alcune convenzioni internazionali che l'Italia ha ratificato e che richiedono espressamente l'imposizione di sanzioni penali per prevenire e reprimere qualsiasi attività vietata dalle stesse. Per tale ragione, al fine di evitare la violazione dell'articolo 117 della Costituzione, in base al quale lo Stato e le Regioni esercitano la potestà legislativa nel rispetto non soltanto della Costituzione, ma altresì dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, la Commissione ha apportato una serie di modifiche, volte a rimuovere i profili di incostituzionalità rilevati dal Colle. Per fare una riflessione su quello che potrebbe accadere, al di là dei nobili intenti e dei principi che ispirano questo provvedimento, la Lega vorrebbe portare alla vostra attenzione le conseguenze pratiche di una risoluzione del genere. Le mine antiuomo e le munizioni e submunizioni a grappolo rispondono comunque a delle funzioni militari che nei teatri di guerra permangono e, quindi, le conseguenze potrebbero essere diverse da quelle sperate. Sicuramente si avrà una riduzione della produzione di questi ordigni, ma la persistenza della finalità a cui erano indirizzati tali ordigni potrebbe avere l'effetto indiretto di sottrarre quote di mercato a una filiera che comunque in Italia è sottoposta a rigidi sistemi di controllo, che opera in una giurisdizione in cui i controlli hanno una certa efficacia e in cui la produzione è vincolata a una stretta regolamentazione. Probabilmente spostare questa filiera in Paesi con una giurisdizione più debole, con controlli meno efficaci ed efficienti, con una tecnologia più arretrata, rischia di rendere poco efficace il nostro nobile intento. Tutto ciò, quindi, potrebbe rendere ancora più pericolosi e più disumani siffatti ordigni. Una soluzione migliore, magari meno idealistica o meno nobile nei principi, ma con degli effetti concreti e più efficaci, sarebbe stata quella di conservare la filiera produttiva in Paesi come il nostro, magari obbligando a produrre ordigni disattivabili a distanza, con auto disattivazione automatica nel tempo, che li renda meno pericolosi e meno devastanti dal punto di vista di ciò che possono provocare negli esseri umani. Lo stesso dicasi per le bombe cluster , che ovviamente vanno condannate, anzi vanno messe al bando, per quanto riguarda il loro utilizzo contro gli esseri umani. La Commissione ha voluto in parte prendere in considerazione tali aspetti, specificando che comunque i divieti previsti dall'articolo 1 non si applicano alle attività dirette o indirette collegate con lo sminamento e la distruzione degli ordigni rimossi dai teatri di guerra. Detto questo, sottolineiamo comunque la nostra convinta adesione e annunciamo il nostro voto favorevole all'iniziativa, temendo, però, che molto di quello che si spera di ottenere con questo tipo di provvedimento rimanga un'illusione e che gli effetti pratici siano diversi da quelli sperati. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . BERARDI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERARDI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, l'Italia è stata fra i principali produttori di mine antiuomo e ha approvvigionato quindi il mercato mondiale in misura consistente.