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L'articolo 3 prevede modifiche ai requisiti per l'esercizio dell'attività di medico chirurgo di medicina generale nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, richiedendo il conseguimento del diploma di specializzazione in medicina generale, di comunità e cure primarie, al termine di un corso caratterizzato da una gestione universitaria, di concerto con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, la cui durata prevista è di quattro anni. Si innova, pertanto, radicalmente l'attuale percorso formativo regionale in medicina generale, mutandone sia la definizione, più consona all'evoluzione prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, che la natura giuridica: una specializzazione universitaria regolata nelle modalità attuative come le altre. L'articolo 4 dispone nuove modalità di determinazione del fabbisogno stimato e ponderato dei corsi universitari di formazione di laurea specialistica, tenendo conto non solo delle potenzialità occupazionali del Servizio sanitario nazionale, ma anche di tutte le necessità delle altre amministrazioni ed enti pubblici e privati ove sia prevista la presenza di medici specialisti, avvalendosi per questo fine non solo delle indicazioni provenienti dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), ma anche dei rappresentanti sindacali del mondo del lavoro medico al fine di definire meglio la programmazione del fabbisogno di medici specialisti tenendo conto, certamente, della presenza delle istituzioni universitarie sanitarie preposte, della loro offerta formativa e dell'implementazione della loro potenzialità formativa nonché della presenza di sedi didattiche accreditate delle aziende sanitarie e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale. Il comma 2 prevede che l'accesso ai corsi di specializzazione avvenga tramite concorso pubblico, caratterizzato da una prova selettiva nazionale per titoli ed esami. L'articolo 5 riguarda l'ammissione alla formazione specialistica medica e prevede che il decreto del Ministro dell'università e della ricerca che determina le modalità per l'ammissione alle scuole di specializzazione, i contenuti e le modalità delle prove e i criteri per la valutazione dei titoli e per la composizione della commissione sia adottato di concerto con il Ministro della salute, sentite le regioni, previo confronto con la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri e con l'Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica. L'articolo 5 prevede poi che con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, da adottare di concerto con il Ministro della salute, siano individuati i casi e le modalità di trasferimento dei medici in formazione specialistica, su loro richiesta, prevedendo l'obbligatorietà della concessione del trasferimento nei casi di malattia cronica del medico, dei figli, dei genitori, del coniuge, della parte dell'unione civile o del convivente di fatto, nonché per motivate situazioni familiari. L'articolo 6 prevede una definizione più dettagliata della regolamentazione del trattamento economico, previdenziale e normativo dei medici in formazione specialistica, inclusa la specializzazione in medicina generale e delle cure primarie. Laddove le disposizioni attualmente vigenti prevedono esclusivamente la definizione di uno schema-tipo di contratto con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il presente articolo prevede un'apposita sezione contrattuale all'interno del contratto collettivo nazionale di lavoro della dirigenza medica e sanitaria del personale del Servizio sanitario nazionale, con la possibilità di progressivo adeguamento economico all'accrescere delle competenze. Questa è una delle innovazioni del presente disegno di legge che non solo adegua ed integra la formazione specialistica medica ai modelli degli altri Stati dell'Unione europea ma, soprattutto, facendo propria una richiesta da decenni avanzata giustamente dalle rappresentanze sindacali e dagli esponenti più avanzati della categoria, tenendo conto che si tratta di medici già abilitati alla professione, abbandona ogni ipocrisia giuridica, inserendo i medici in specializzazione direttamente nella organizzazione del lavoro nel Servizio sanitario nazionale attraverso una specifica modalità di contratto di formazione, attribuendo loro progressivamente maggiori competenze professionali secondo la positiva verifica formativa; ovviamente quanto sopra riguarda parimenti la formazione specialistica in medicina generale. L'articolo 7 prevede il finanziamento e la programmazione del progressivo aumento dei posti messi a disposizione nei corsi di specializzazione universitaria del servizio sanitario regionale da parte di Ministero dell'università e della ricerca e regioni, al fine di evitare la formazione del cosiddetto cosiddetto « imbuto formativo » – faticosamente superato grazie alle misure adottate negli ultimi due anni – che penalizza numerosi laureati in medicina e chirurgia, avvalendosi anche di contributi economici di quelle istituzioni sanitarie private che si avvalgono di medici specialisti. L'articolo 8 estende le disposizioni previste dall'articolo 6 anche alla formazione specialistica post laurea delle professioni sanitarie di farmacista, biologo, chimico fisico e psicologo, nonché alle professioni mediche di odontoiatra e veterinario, essendo eguale requisito culturale e professionale richiesto per l'accesso come dipendente o convenzionato nel Servizio sanitario nazionale al pari dei colleghi medici. L'articolo 9 prevede espressamente che i membri dell'Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica di cui all'articolo 43 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, siano eletti con cadenza triennale. L'articolo 10 rafforza il ruolo dei rappresentanti degli specializzandi nell'ambito del Consiglio nazionale degli studenti universitari, elevando a due il numero di membri. Al fine di verificare lo stato di attuazione della presente legge, l'articolo 11 istituisce un apposito tavolo di lavoro per la formazione universitaria costituito da rappresentanti del Ministero della salute, del Ministero dell'università e della ricerca, delle regioni e province autonome, della professione medica, delle professioni sanitarie e della formazione specialistica post laurea.. 1 (Modifica all'articolo 18 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, in materia di formazione dei medici chirurghi, e istituzione del Dipartimento integrato università e servizio sanitario regionale) 1 All'articolo 18, comma 1, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, dopo la lettera d) è aggiunta la seguente: « d-bis) adeguate competenze nelle scienze biopsicomediche e comprensione delle scienze umane e sociali, nonché conoscenze finalizzate alla promozione della salute e del benessere psico-fisico ».