[pronunce]

, il Tribunale ordinario di Catania, sezione prima civile, ha sollevato - in riferimento agli artt. 1, 3, secondo comma, 4, 30, 31, 35 e 36 della Costituzione - questioni di legittimità costituzionale dell'art. 120, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come sostituito dall'art. 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica) e come modificato dell'art. 19, comma 2, lettere a) e b), della legge 29 luglio 2010, n. 120 (Disposizioni in materia di sicurezza stradale) e dall'art. 8, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59 (Attuazione delle direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE concernenti la patente di guida), nella parte in cui dispone che il prefetto «provvede» - invece che «può provvedere» - alla revoca della patente di guida nei confronti di coloro che sono o sono stati sottoposti a misure di prevenzione; che ad avviso del giudice a quo, la disposizione censurata si porrebbe in contrasto con l'art. 3, secondo comma, Cost., poiché sarebbe attribuito al prefetto un potere automatico e dal contenuto vincolato, che non consente all'autorità amministrativa margini di esercizio della discrezionalità, in relazione alle peculiarità delle singole fattispecie al suo esame; con gli artt. 1, 4, 35 e 36 Cost., poiché l'automatico diniego della patente di guida determinerebbe la lesione del diritto al lavoro dei destinatari delle misure di prevenzione; e, infine, con gli artt. 30 e 31 Cost., poiché sarebbe impedito l'assolvimento dell'obbligo di mantenere la prole, compromettendo il diritto della stessa a essere mantenuta; che le questioni sono manifestamente inammissibili per sopravvenuta carenza di oggetto, in quanto, con la sentenza n. 99 del 2020, pubblicata successivamente all'ordinanza di rimessione in esame, la disposizione di cui al comma 2, in parte qua, dell'art. 120 cod. strada è già stata dichiarata costituzionalmente illegittima in senso conforme al petitum del rimettente. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 1, delle Norme integrative per i giudizi dinanzi alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 120, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come sostituito dall'art. 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica) e come modificato dell'art. 19, comma 2, lettere a) e b), della legge 29 luglio 2010, n. 120 (Disposizioni in materia di sicurezza stradale) e dall'art. 8, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59 (Attuazione delle direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE concernenti la patente di guida), sollevate, in riferimento agli artt. 1, 3, secondo comma, 4, 30, 31, 35 e 36 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Catania, sezione prima civile, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 ottobre 2021. F.to: Giancarlo CORAGGIO, Presidente Giuliano AMATO, Redattore Roberto MILANA, Direttore della Cancelleria Depositata in Cancelleria il 28 ottobre 2021. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA