[massime]

Trasporto - Trasporto marittimo - Responsabilità del vettore nel trasporto nazionale - Limitazioni in materia di rilevanza della colpa grave, di misura del risarcimento e per sola unità di carico - Lamentata differenziazione di disciplina rispetto a quanto previsto per il trasporto internazionale - Mancato adeguamento della misura del risarcimento da oltre 50 anni - Lamentata irragionevolezza - Non comparabilità delle situazioni messe a raffronto - Non fondatezza della questione.. In materia di limitazione della responsabilità del vettore marittimo, non sussiste disparità di trattamento fra le due situazioni - differenti anche quanto alla fonte della disciplina - del trasporto nazionale e del trasporto internazionale, in quanto: a) nel trasporto internazionale come quello interno, il limite di responsabilità non è eliso dalla colpa grave, bensì soltanto "da un atto o da una omissione del vettore che ha avuto luogo sia con l'intenzione di provocare un danno sia temerariamente e con la consapevolezza che un danno probabilmente ne sarebbe risultato"; b) l'ammontare dei danni risarcibili, nel trasporto interno, è rimesso alla volontà dell'utente, il quale ha la facoltà di sostituire il limite risarcitorio legale previsto per la unità di carico, dichiarando, con effetto vincolante per il vettore, il valore della merce trasportata; c) il mancato aggiornamento dell'entità del limite legale di responsabilità non è censurabile per essere "l'entità del risarcimento in funzione del costo dell'operazione di trasporto", benché sia auspicabile un intervento del legislatore. - Sulla legittimità del limite di responsabilità del vettore marittimo, v. citata sentenza n. 401/1987; analogamente citata sentenza n. 64/1993 a proposito del trasporto terrestre. - Sul punto dell'aggiornamento dell'entità del limite di responsabilità, v. citata sentenza n. 401/1987.