[ddlpres]

(Modifiche all'articolo 12 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. All'articolo 12 della legge n. 394 del 1991 sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, dopo la lettera e) sono aggiunte le seguenti: « e-bis) ricognizione dei valori naturali e culturali presenti nel territorio del parco e dei servizi ecosistemici da esso fornito nonché valutazione del loro stato di conservazione; e-ter) identificazione e valutazione delle pressioni e delle minacce per i valori naturali e culturali e per i servizi ecosistemici, nonché analisi delle cause, dei fattori e delle tendenze, con particolare riferimento ai cambiamenti globali e alle attività antropiche presenti nel territorio; e-quater) indirizzi e criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna e sull'ambiente naturale in genere, obbiettivi di conservazione dei valori naturali e culturali nonché modalità di valorizzazione dei servizi ecosistemici del parco; e-quinquies) strategie di sviluppo socio-economico funzionali alla primaria finalità di conservazione delle risorse naturali, di assetto del territorio, di preservazione dal consumo di suolo e di rinaturalizzazione degli spazi, di valorizzazione del patrimonio naturalistico e di sostegno al sistema economico, culturale e paesaggistico locale, quali, a titolo esemplificativo, il sistema agro-silvo-pastorale, del turismo sostenibile, della mobilità leggera e alternativa, degli sport compatibili con i valori espressi dal territorio. Nel perseguimento delle finalità di cui al precedente periodo, anche in coerenza con la Strategia nazionale di cui all'articolo 72 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, l'Ente parco definisce sulla base di convenzioni da stipulare con le regioni, le province, le città metropolitane e i comuni, in forma singola o associata, programmi e progetti di valorizzazione, a tal fine utilizzando le risorse che questi, nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio, mettono a disposizione a valere sulle risorse rese disponibili dalla programmazione nazionale e dell'Unione europea e nel rispetto delle normative e dei princìpi vigenti in materia »; b) il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Il piano suddivide il territorio in base al diverso grado di protezione, riguarda tutte le attività esistenti e serve a formulare, sulla base di un'analisi dello stato di conservazione di specie e habitat presenti, le pressioni e le minacce a cui gli stessi sono esposti e, unitamente alle misure necessarie, definisce gli obiettivi da conseguire. 2- bis . Nel corso della redazione del piano devono essere coinvolti, in maniera consultiva, tutti i portatori di interessi, i proprietari dei terreni e le comunità locali, affinché sia garantita una loro adeguata partecipazione. Il piano può prevedere contratti di collaborazione e convenzioni con le aziende agricole singole o associate presenti nel territorio del parco ai sensi degli articoli 14 e 15 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228. Una quota parte di tali attività deve consistere in interventi diretti a favorire l'occupazione giovanile, nonché l'accessibilità e la fruizione, in particolare per i soggetti diversamente abili. 2- ter . Il piano deve garantire la sua integrazione con gli altri piani territoriali. Il piano si articola in misure di conservazione, in misure regolamentari e in misure contrattuali, secondo quanto previsto dall'articolo 6 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992. 2- quater . Il piano può prevedere una o più zone di riserva integrale nelle quali l'ambiente naturale è conservato nella sua integrità e aree di promozione economico-sociale. Il piano individua e perimetra le aree urbanizzate, quelle urbanizzabili e il patrimonio edilizio rurale. Le misure regolamentari relative al piano devono comunque impedire l'incremento complessivo del consumo di suolo nell'area del parco e nella sua area contigua. 2- quinquies . Il piano reca altresì l'indicazione di aree contigue ed esterne rispetto al territorio del parco naturale, aventi finalità di zona di transizione. Rispetto alle aree contigue sono previste dal regolamento del parco misure di disciplina della caccia, della pesca, delle attività estrattive e per la tutela dell'ambiente, ove necessarie per assicurare la conservazione dei valori dell'area protetta. In ragione della peculiare valenza e destinazione funzionale dell'area contigua, in essa l'attività venatoria è regolamentata dall'Ente parco, sentita la regione e acquisito il parere dell'ISPRA, e può essere esercitata solo dai soggetti residenti nel parco o nelle aree contigue. Per esigenze connesse alla conservazione del patrimonio faunistico, l'Ente parco, sentita la regione e acquisito il parere dell'ISPRA, può disporre divieti e prescrizioni riguardanti la caccia di particolari specie di animali e divieti e prescrizioni riguardanti le modalità e i tempi della caccia. Tali divieti e prescrizioni sono recepiti dai calendari venatori regionali e provinciali e la loro violazione è punita con le sanzioni previste dalla legislazione venatoria. Il piano, in attuazione della direttiva 2009/128/ CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, prevede, per le aree contigue, le indicazioni per il rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente in tema di uso sostenibile dei prodotti fitosanitari nelle aree naturali protette »; c) il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3. Il piano è predisposto dall'Ente parco entro diciotto mesi dalla costituzione dei suoi organi, in base ai criteri ed alle finalità della presente legge. L'Ente parco dà avvio alla valutazione ambientale strategica del piano secondo le disposizioni di cui agli articoli 11 e seguenti del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Nell'ambito del relativo procedimento è acquisito il parere vincolante, per i profili di competenza, del Ministero della cultura. A tal fine, ove non sia vigente il piano paesaggistico approvato ai sensi dell'articolo 143 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, o adeguato ai sensi dell'articolo 156 del medesimo codice, la proposta di piano deve comprendere almeno i contenuti di cui al comma 1 del citato articolo 143. L'Ente parco, dopo aver provveduto alle revisioni del piano ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, procede alla sua trasmissione alla regione per la sua adozione »; d) il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4 . Il piano adottato è depositato per sessanta giorni presso le sedi dei comuni, compresi quelli dell'area contigua, e delle regioni interessate. Chiunque può prenderne visione ed estrarne copia. Entro tale termine chiunque può presentare osservazioni scritte, sulle quali l'Ente parco esprime il proprio parere entro trenta giorni.