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Infine, con il citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 177 del 2005, come modificato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44, è stato istituito il Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione TV e minori, ridenominato (ai sensi dell’articolo 6 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 72) «Comitato media e minori». Sul versante europeo si segnalano nuove iniziative riguardo la tutela dei minori nelle trasmissioni televisive, il 21 aprile 2009 la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva (COM(2009)185) che provvede alla codificazione della normativa comunitaria vigente relativa al coordinamento di disposizioni legislative, regolamentari e amministrative concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi, cioè della direttiva 89/552/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 ottobre 1989, abrogata dalla direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010. L’articolo 27 della citata direttiva 2010/13/UE è specificamente dedicato alla tutela dei minori. In particolare, prevede che gli Stati membri adottino misure atte a garantire che le trasmissioni delle emittenti televisive soggette alla loro giurisdizione non contengano alcun programma che possa nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori, in particolare programmi che contengano scene pornografiche o di violenza gratuita. Tali provvedimenti si applicano anche agli altri programmi che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori, a meno che la scelta dell'ora di trasmissione o qualsiasi altro accorgimento tecnico possano far escludere che essi di norma assistano a tali programmi. Inoltre, qualora tali programmi siano trasmessi in chiaro, gli Stati membri assicurano che siano preceduti da un'avvertenza acustica ovvero siano identificati mediante la presenza di un simbolo visivo durante tutto il corso della trasmissione. In base alla direttiva, inoltre, gli Stati membri sono tenuti ad assicurare che le comunicazioni commerciali audiovisive non arrechino pregiudizio fisico o morale ai minori, e pertanto non li esortino ad acquistare o locare un prodotto o un servizio sfruttando la loro inesperienza o credulità, né li incoraggino a persuadere i loro genitori o altri ad acquistare i beni o i servizi pubblicizzati, né mostrino senza motivo minori che si trovano in situazioni pericolose. Le comunicazioni commerciali audiovisive per le bevande alcoliche non devono rivolgersi specificatamente ai minori né incoraggiare il consumo smodato di tali bevande. Alla luce di queste considerazioni, si ritiene di fondamentale importanza ribadire in questa sede la necessità di un sistema di limitazioni normative per la pubblicità commerciale che, mirate agli obiettivi di tutela dei minori, incidano sui contenuti della libertà d'impresa, ampliando anche le competenze del Comitato media e minori. Proprio per tali ragioni riteniamo di dover sancire con il presente disegno di legge, all'articolo 1, che è compito del sistema radiotelevisivo favorire il processo di formazione, crescita e socializzazione dei minori, promuovendo le opportunità positive offerte dai mezzi di comunicazione e tutelando la salute e l'equilibrio psicofisico dei minori nella fruizione del messaggio pubblicitario. All'articolo 2 si stabilisce il divieto per le emittenti televisive pubbliche e private di trasmettere all’inizio, durante o alla fine di programmi destinati ai minori di anni dieci, messaggi pubblicitari o televendite di qualsiasi tipo, mentre durante i programmi televisivi rivolti ad un pubblico di ragazzi di età compresa tra i dieci e i quattordici anni la trasmissione di pubblicità non deve superare i due minuti ogni trenta minuti di trasmissione. Al fine di tutelare la dignità dei bambini, si prevede il divieto per le emittenti televisive pubbliche e private di ricorrere a minori quali protagonisti di messaggi pubblicitari, spot o televendite. Inoltre, per evitare di indurre nei bambini abitudini e comportamenti che possono essere nocivi per la loro salute e per la loro corretta formazione, si prevede il divieto di trasmettere messaggi pubblicitari riguardanti prodotti potenzialmente dannosi per i minori. Allo stesso tempo, si tenta di favorire, attraverso la concessione di agevolazioni mirate, la produzione di campagne pubblicitarie orientate al consumo di prodotti mirati allo sviluppo morale, psichico e fisico dei minori. L'articolo 3 prevede che il Comitato media e minori certifichi la conformità del prodotto televisivo ai criteri stabiliti mediante il conferimento di un apposito «bollino rosazzurro»; i programmi privi di tale requisito di conformità non possono essere trasmessi. Al fine di promuovere l'educazione alla fruizione dei programmi radiotelevisivi, l'articolo 4 prevede, a decorrere dall'anno scolastico 2013-2014, la promozione, da parte del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di progetti di sensibilizzazione degli alunni, finalizzati all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze necessarie a una responsabile e consapevole fruizione, nonché alla comprensione dei programmi televisivi. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell'infanzia. L'articolo 5 reca la copertura finanziaria. In ragione della particolare rilevanza degli obiettivi perseguiti dal presente disegno di legge, se ne auspica la sollecita approvazione, al fine di garantire ai minori un'effettiva tutela nella fruizione del messaggio pubblicitario.. Art. 1. (Finalità) 1. Il sistema radiotelevisivo, pubblico e privato, ha il compito di favorire il processo di formazione, crescita e socializzazione dei minori. 2. Ai fini di cui al comma 1, la presente legge promuove le opportunità positive offerte dai mezzi di comunicazione e tutela la salute e l'equilibrio psicofisico dei minori nella fruizione del messaggio pubblicitario. Art. 2. (Divieto di trasmissione) 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 37 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e successive modificazioni, è fatto divieto alle emittenti radiotelevisive pubbliche e private di trasmettere all’inizio, durante o alla fine di programmi o serie di programmi destinati ai minori di anni dieci messaggi pubblicitari, telepromozioni o televendite di qualsiasi tipo. Durante i programmi televisivi rivolti a un pubblico di minori di età compresa tra i dieci e i quattordici anni la trasmissione di pubblicità non deve superare i due minuti ogni trenta minuti di trasmissione. 2. È fatto divieto alle emittenti radiotelevisive pubbliche e private, nazionali e locali, ricorrere a minori di anni quattordici quali protagonisti di messaggi pubblicitari, spot o televendite. 3. È fatto divieto alle emittenti radiotelevisive pubbliche e private di trasmettere messaggi pubblicitari riguardanti prodotti che possano nuocere alla salute e all'equilibrio psicofisico dei minori. 4. Sono concessi contributi per la produzione di campagne pubblicitarie orientate al consumo di prodotti mirati allo sviluppo morale, psichico e fisico dei minori.