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Essendo una sostanza potenzialmente pericolosa per l'ambiente, è necessario trattarla e smaltirla con determinati procedimenti chimico-fisici, in modo che diventi innocua per l'ecosistema e le persone; pertanto, la situazione denunciata, se corrispondesse al vero, sarebbe gravissima; la concessione della Biwind per la gestione dell'impianto scade il 31 marzo 2021, dunque fra due anni, mentre nel frattempo, nonostante la gravità della denuncia, sarebbe in corso una procedura di rilascio di nuova AIA per l'ampliamento dell'impianto; l'aggiornamento dell'autorizzazione, in base a quanto riporterebbe la Regione, consisterebbe in un aumento della volumetria, pari a 483.000 metri cubi; sulla vicenda sarebbe intervenuto anche il Comune di Deliceto presentando un esposto alla Procura e ai Carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico); alcuni consiglieri comunali hanno inoltrato al sindaco di Deliceto una richiesta di convocazione di un Consiglio comunale straordinario monotematico, appunto riguardante la discarica. In particolare, si chiede quali siano le azioni, anche pregresse, messe in campo dall'amministrazione comunale in considerazione delle allarmanti notizie di stampa circa lo sversamento illegale di percolato nei luoghi adiacenti alla discarica; l'approvazione di un atto di indirizzo che vincoli il Comune a costituirsi parte civile in un eventuale procedimento penale e la revoca del parere favorevole all'ampliamento della discarica. Oggi, analoga missiva al sindaco è stata inviata dal capogruppo del gruppo consiliare "Deliceto nel Cuore"; del caso pare che si sia interessata l'Arpa, che dovrà svolgere gli opportuni accertamenti con particolare riferimento a indagini analitiche su suolo, sottosuolo e acque nel canale limitrofo, mentre l'Ager, l'agenzia che ha il compito di gestire i contratti di tutti gli impianti della Regione, in una nota si dice pronta a formulare contestazioni per le violazioni al contratto che prescrive il rispetto di determinate procedure al soggetto gestore; considerato che, a quanto risulta all'interrogante: in un'interrogazione depositata alla Regione Puglia si evince che la discarica attualmente risulta non in esercizio, in quanto le volumetrie sono esaurite. Con delibera di Giunta del 17 novembre 2017 è stato stabilito di considerare gli interventi in ampliamento e risagomatura della discarica per circa 500.000 metri cubi ed è stato disposto di dare mandato alla sezione autorizzazioni ambientali della Regione al fine di verificare la sussistenza di tutti i requisiti tecnici ed ambientali per il rilascio dei titoli autorizzativi per questi interventi. Risulta, quindi, attualmente in corso il procedimento di modifica sostanziale dell'AIA per la realizzazione nuovo lotto di discarica da 492.000 metri cubi. Da quanto si evince dall'aggiornamento del nuovo piano di gestione dei rifiuti urbani, i tempi di realizzazione del nuovo bacino sono stimati in 6 mesi dal rilascio del provvedimento di modifica sostanziale di AIA. Dai verbali dei controlli svolti nel 2017 nei pozzetti ispettivi della discarica, come riporta l'interrogazione, si evince come la società non abbia potuto eseguire i prelievi e quindi campionare le acque superficiali di drenaggio e le acque sotterranee dei pozzi come da programma, a causa di mancanza di acqua; un paradosso se si pensa che nella zona in quell'anno ci sono state abbondanti nevicate; si conferma, quindi, l' iter di una procedura di ampliamento dell'impianto piuttosto che l'esercizio di controlli stringenti su quanto si sta paventando; tenuto conto che: la riforma del Titolo V della Parte II, all'articolo 117, comma secondo, lett. s) , della Costituzione ha attribuito alla legislazione esclusiva dello Stato "la tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali"; il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, all'articolo 3- quinquies , rubricato "Principi di sussidiarietà e di leale collaborazione" prevede, al comma 3, che "Lo Stato interviene in questioni involgenti interessi ambientali ove gli obiettivi dell'azione prevista, in considerazione delle dimensioni di essa e dell'entità' dei relativi effetti, non possano essere sufficientemente realizzati dai livelli territoriali inferiori di governo o non siano stati comunque effettivamente realizzati"; la Corte costituzionale ha chiarito, nella sentenza n. 378 del 2007, che "la disciplina ambientale, che scaturisce dall'esercizio di una competenza esclusiva dello Stato, investendo l'ambiente nel suo complesso, viene a funzionare come un limite alla disciplina che le Regioni e le Province autonome dettano in altre materie di loro competenza, per cui queste ultime non possono in alcun modo derogare o peggiorare il livello di tutela ambientale stabilito dallo Stato". Nella sentenza n. 58 del 2015, la Corte afferma che "la materia di competenza esclusiva interferisce con alti interessi e competenze, di modo che deve intendersi riservato allo Stato il potere di fissare livelli di tutela uniforme sull'intero territorio nazionale, ferma restando la competenza delle Regioni alla cura di interessi funzionalmente collegati con quelli propriamente ambientali", si chiede di sapere se e quali iniziative il Ministro in indirizzo voglia assumere perché vengano al più presto effettuati i dovuti controlli sulla discarica di Deliceto circa il presunto sversamento di percolato nel canale adiacente all'impianto, ai fini del supremo interesse della tutela della salute pubblica, del patrimonio culturale e storico, ambientale e paesaggistico, culturale e sociale, dell'immagine della comunità e delle attività economico-produttive locali. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 4ª Commissione permanente (Difesa): 3-00738 del senatore Cangini, sulla candidatura di un maggiore dei Carabinieri a sindaco di Camerino (Macerata).