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La maggiorazione del voto, invece, non ha effetto ai fini dell'esercizio dei diritti attribuiti alle cosiddette minoranze qualificate in forza del possesso di determinate aliquote del capitale (ad esempio, per la convocazione dell'assemblea su richiesta dei soci ex articolo 2367 del codice civile, per denuncia al collegio sindacale ovvero al Tribunale ex articoli 2408 e 2409 del codice civile; per l'integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea ex articolo 126- bis del TUF) (comma 8 dell'articolo 127- quinquies) . Ai fini del coordinamento, sono apportate modifiche alle norme del TUF in materia di partecipazioni rilevanti e di OPA obbligatoria (in particolare sono modificati gli articoli 104- bis , 105, 106 e 109, in materia di OPA, e l'articolo 120 in materia di partecipazioni rilevanti). Con riferimento alle partecipazioni rilevanti, si è chiarito che, come richiesto dalla cosiddetta «direttiva Transparency » (direttiva 2004/109/CE), la maggiorazione del voto fa sorgere gli obblighi di comunicazione. Coerentemente con il grado di dettaglio della disciplina primaria, si è rimessa alla Consob l'individuazione di norme regolamentari di attuazione. Con riferimento alla disciplina dell'OPA obbligatoria -- in linea con la direttiva 2004/25/CE in materia di offerte pubbliche di acquisto e come previsto in Francia per le loyalty shares -- si è attribuita rilevanza al superamento della soglia per maggiorazione dei diritti di voto anche in assenza di acquisti, salvo che sussistano ipotesi di esenzione per superamenti di soglia temporanei. Con specifico riguardo alla modifica dell'articolo 104- bis del TUF, è stata coordinata la regola della neutralizzazione prevista da tale norma con l'introduzione delle azioni a voto maggiorato: le società, in forza dell'autonomia statutaria (cosiddetto opt-in statutario), potranno decidere se prevedere il venir meno del voto maggiorato nelle assemblee convocate per deliberare tecniche di difesa in pendenza di offerte pubbliche di acquisto ovvero in alcune specifiche assemblee successive all'acquisizione di almeno il 75 per cento del capitale da parte dell'offerente. Nel comma 2 dello stesso articolo 20 del decreto-legge, è prevista la modifica dell'articolo 4, comma 6, del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38 (recante disposizioni in materia di applicazione dei principi contabili internazionali per la redazione dei bilanci annuali o consolidati), per semplificare l'utilizzo degli IAS/IFRS (International Financial Reporting Standards) da parte delle «società chiuse». In particolare, la previsione della facoltà per le «società chiuse» di utilizzare gli IAS/IFRS favorisce il percorso di conoscibilità e visibilità internazionale delle società che intendano, o anche solo non escludano, accedere al mercato dei capitali di rischio, e il loro graduale adeguamento allo status di emittente quotato. La mancata emanazione del decreto ministeriale citato dalla disposizione in esame non ha consentito, ad oggi, il ricorso a tale facoltà; viene, pertanto, eliminato il rinvio al decreto ministeriale. Nel medesimo comma 2, tramite ulteriori novelle al decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, sono definiti il ruolo e le funzioni svolte dall'Organismo Italiano di Contabilità («OIC»). A causa dell'importanza sempre maggiore rivestita dalle regole contabili e della difficoltà nell'influire sul processo di formazione delle stesse, i principali Paesi europei hanno proceduto ad un formale riconoscimento dei propri organismi contabili, in modo che essi operino all'interno dei consessi internazionali quali portatori di interessi pubblici. Il riconoscimento dell'OIC quale soggetto legittimato a rappresentare istituzionalmente le istanze italiane nel processo di formazione dei princìpi contabili e nella definizione delle regole di governance degli organismi a ciò preposti, è stato implicitamente già conferito allo stesso nel momento in cui la legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), ne ha previsto il finanziamento mediante contributi obbligatori da parte delle imprese. Un riconoscimento esplicito di tale ruolo per via legislativa potrebbe conferire allo standard setter nazionale una posizione di maggiore influenza nei tavoli negoziali ove le suddette questioni sono trattate, con particolare riferimento alla proattiva collaborazione con l' International Accounting Standards Board (IASB), l'organismo preposto all'emanazione dei princìpi contabili internazionali (IFRS), nonché alla partecipazione ai lavori dell' European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG), l'ente chiamato a fornire consulenza ed assistenza alla Commissione europea nel processo di omologazione degli IFRS da parte dell'Unione europea. Le motivazioni di fondo della presente proposta normativa rispondono quindi all'esigenza di poter influenzare il procedimento di formazione dei princìpi contabili internazionali (IFRS) e alla necessità di assicurare un coordinamento tra i diversi soggetti pubblici ad esse interessate. Poiché nel decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, per motivi sistematici, è introdotto un nuovo articolo 9- ter che disciplina le modalità di finanziamento dell'Organismo Italiano di Contabilità, replicando quanto già disposto nei commi 86, 87 e 88 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), quest'ultimi sono abrogati. Nel comma 3 è prevista una modifica dell'articolo 2437- ter , terzo comma, del codice civile che disciplina i criteri di determinazione del valore delle azioni delle società quotate in caso di recesso. L'esclusivo criterio della media aritmetica dei prezzi di chiusura di mercato nei sei mesi che precedono la pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea, non sempre risulta idoneo al fine di una corretta e reale determinazione del valore delle azioni quotate, necessaria per garantire un equo trattamento ai soci titolari del diritto di recesso. L'introduzione di una maggiore flessibilità del criterio di liquidazione delle azioni quotate in mercati regolamentati, consentendo agli statuti di prevedere, in caso di recesso, un criterio diverso dalla media aritmetica dei prezzi di chiusura di mercato nei sei mesi anteriori, purché in concreto più vantaggioso per il socio recedente, certamente può favorire un maggiore sviluppo degli investimenti a beneficio delle quotate. In particolare, può favorire l'ingresso di investitori nelle Special Purpose Acquisition Companies (SPACs), veicoli societari che avviano la propria quotazione per reperire risorse dal mercato da investire in PMI prima ancora di aver concretamente individuato il preciso settore di attività su cui le risorse raccolte saranno investite e che, una volta acquisite le società target , sono solite procedere alla fusione per incorporazione. I soci investitori avranno così la possibilità o di rimanere soci della società risultante della fusione o di recedere ad un prezzo equo.