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Con riferimento alla ripartizione delle somme di cui al comma 2 dell'articolo 1, si invita il Governo a esplicitare nel Piano complementare le linee di intervento, indicando in tale contesto, in termini percentuali, la precisa allocazione regionale delle risorse stanziate e, in particolare, la quota che si intende destinare al Mezzogiorno. Inoltre, con riferimento al rifinanziamento del Fondo sviluppo e coesione (FSC), previsto all'articolo 2, si invita il Governo a salvaguardare, nel periodo di programmazione 2021-2027, gli attuali criteri di riparto previsti per tale Fondo, che prevedono "l'80 per cento delle risorse destinate alle regioni del Sud. " Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulle infrazioni relative ai beni culturali, fatta a Nicosia il 19 maggio 2017 DDL 2065 Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulle infrazioni relative ai beni culturali, fatta a Nicosia il 19 maggio 2017 (Parere alla 3 a Commissione. Esame. Parere non ostativo) La relatrice GINETTI ( IV-PSI ) introduce il disegno di legge in titolo che reca disposizioni per la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa (CoE) sulle infrazioni relative ai beni culturali, fatta a Nicosia nel maggio 2017. Lo scopo della Convenzione è quello di prevenire e combattere la distruzione, il danneggiamento e la tratta di beni culturali, prevedendo l'istituzione negli ordinamenti degli Stati firmatari di specifici reati connessi con tali pratiche. Inoltre, la Convenzione intende rafforzare l'attività di prevenzione e la reazione del sistema di giustizia penale ai reati relativi ai beni culturali e promuovere la cooperazione nazionale e internazionale nella lotta contro tali reati. La Convenzione in esame sostituisce la precedente Convenzione di Delphi del 1985 sullo stesso tema, mai entrata in vigore per il mancato raggiungimento del numero di ratifiche necessarie. In seguito alla Conferenza dei Ministri responsabili per i beni culturali del CoE (Namur, 2015), dove sono stati condannati la distruzione deliberata e il traffico illecito del patrimonio culturale, varie organizzazioni internazionali, tra cui l' Institut international pour l'unification du droit privé (UNIDROIT), l'UNESCO, l'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNOD), l'Unione europea, il Comitato europeo del CoE sulle questioni criminali e il suo gruppo specializzato sui reati riguardanti la proprietà culturale (PC-IBC), hanno collaborato per portare avanti i lavori di preparazione della Convenzione. La Convenzione in esame si compone di 32 articoli suddivisi in 8 capitoli. Nel capitolo I (articoli 1-2) sono individuati gli obiettivi, l'ambito di applicazione e le definizioni dei termini utilizzati. Nel capitolo II (articoli 3-16) sono elencati i comportamenti ritenuti reati e perseguibili con sanzioni penali o non penali. Nel capitolo III (articoli 17-19) vengono specificate le disposizioni riguardanti l'avvio del procedimento di perseguimento dei reati, le indagini e la cooperazione internazionale in materia penale. Il capitolo IV (articoli 20-21) stabilisce le misure di prevenzione a livello nazionale ed internazionale e altre misure amministrative. Il capitolo V (articoli 22-24) dispone l'istituzione di un Comitato delle Parti specificandone le funzioni. Nel capitolo VI (articolo 25) si specifica che la Convenzione non pregiudica i diritti e gli obblighi derivanti dalle disposizioni di altri strumenti internazionali. Il capitolo VII (articolo 26) espone la procedura da seguire per avviare proposte di modifica della Convenzione. Il capitolo VIII (articoli 27-32) raggruppa le clausole finali riguardanti firma e entrata in vigore, adesione, applicazione territoriale, riserve, denuncia, e notifiche della Convenzione. Il disegno di legge in esame si compone di 4 articoli: gli articoli 1 e 2 contengono rispettivamente l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione della Convenzione; l'articolo 3 pone una clausola di invarianza finanziaria; e l'articolo 4 prevede l'entrata in vigore della legge di autorizzazione alla ratifica il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, infine, non presenta profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea. Ciò premesso, la Relatrice ritiene, pertanto, che non sussistono concreti profili di incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea e presenta uno schema di parere non ostativo. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE comunica che alla riunione della LXV COSAC (Conferenza degli organismi specializzati negli affari comunitari dei Parlamenti dell'Unione europea), organizzata dal Parlamento portoghese, che avrà luogo, in videoconferenza, dal 31 maggio al 1° giugno prossimi, prenderà parte personalmente, unitamente ai senatori Sabrina Ricciardi e Simone Bossi. La Commissione prende atto. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per domani, giovedì 20 maggio, alle ore 13, non avrà più luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 14,35. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2065 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo, recante disposizioni per la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa (CoE) sulle infrazioni relative ai beni culturali, fatta a Nicosia nel maggio 2017, il cui scopo è quello di prevenire e combattere la distruzione, il danneggiamento e la tratta di beni culturali, prevedendo l'istituzione negli ordinamenti degli Stati firmatari di specifici reati connessi con tali pratiche, nonché di rafforzare l'attività di prevenzione e la reazione del sistema di giustizia penale ai reati relativi ai beni culturali e promuovere la cooperazione nazionale e internazionale nella lotta contro tali reati; valutato che non sussistono profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europeo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Allegato