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Un meccanismo di compensazione, ad esempio, potrebbe essere quello di investimenti tramite la BEI, la BCE o il bilancio europeo per opere infrastrutturali negli Stati dell'Unione che con l'euro ci rimettono. Si potrebbe anche chiedere che l'intera Unione europea esca dalla follia del global compact per l'immigrazione, il programma ONU che vorrebbe una immigrazione illimitata in Europa, su cui Fratelli d'Italia si è battuta e su cui vorremmo che l'intera Unione europea prendesse posizione. Nei trattati dell'Unione europea si potrebbero inserire, inoltre, le nostre radici classiche e cristiane come fondamento dell'identità europea. Non c'è nulla di tutto questo, ma ci sono solamente delle piccole osservazioni, che avrebbe potuto fare pure il Governo precedente. Capisco dunque l'imbarazzo della Lega, quando dice che almeno è un piccolo passo avanti rispetto al passato. Forse è così, ma sicuramente ci troviamo in una situazione molto anomala, nella quale il principale partito di maggioranza, il MoVimento 5 Stelle, ha votato a favore della nomina del Presidente della Commissione europea, insieme al PD, al Partito popolare e alle forze europeiste, mentre la Lega ha votato contro, insieme alle forze euroscettiche, tra le quali Fratelli d'Italia. Ovviamente non è normale che un Governo si presenti ad un appuntamento fondamentale, come quello della nomina del Presidente della Commissione europea, non avendo una posizione. Il Governo italiano è a favore di questa Commissione o è contro, visto che un partito ha votato a favore e un partito ha votato contro? Così non andiamo molto lontano. Abbiamo però fatto grandi passi avanti rispetto ai Governi di sinistra e questo, con onestà intellettuale, va riconosciuto, anche perché non era difficile fare meglio in Europa di un Governo che era al servizio delle potenze straniere. Può sembrare un'affermazione forte, ma mi sarei aspettato ci fosse un grande scandalo oggi in Aula, che invece non c'è stato. Allora raccontiamo noi di Fratelli d'Italia questa vergogna, che è apparsa ieri sui giornali, e cioè che il nostro sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - dico «nostro» perché italiano - durante i Governi Renzi e Gentiloni Silveri, Sandro Gozi, dopo aver ricoperto questo incarico, in base al quale avrebbe dovuto difendere gli interessi italiani in Europa e presso la Commissione europea, prima è stato candidato nelle liste di En Marche, con Macron, al Parlamento europeo - che ricordo essere delle liste bloccate, per cui non serve la preferenza, ma solamente il plauso del capobastone - e, come abbiamo appreso ieri, è stato addirittura nominato nel Governo francese con il medesimo incarico che ricopriva nel Governo italiano e cioè quello di responsabile delle politiche europee per la Francia. La domanda dovrebbe dunque sorgere spontanea a tutti: come mai chi andava a sbattere i pugni sui tavoli per difendere gli interessi italiani, contro gli interessi francesi, il giorno dopo viene premiato dal Governo francese? In Italia, nella legge anticorruzione, ciò corrisponde ad una fattispecie ben precisa ed è il divieto di pantouflage , ovvero il divieto delle porte girevoli, che vieta a chi ricopre funzioni pubbliche di essere il giorno dopo al soldo di chi trattava con il Governo italiano. Invece abbiamo il nostro rappresentante nei tavoli europei, che adesso abbiamo scoperto essere al soldo dei francesi e questo è uno schifo, che dovrebbe indignare non sono i patrioti di Fratelli d'Italia, ma chiunque abbia a cuore la Nazione. (Applausi dal Gruppo FdI) . Allora, a questo punto forse si riescono pure a capire altre circostanze e si riesce a capire la vergogna di una lettera del Presidente del Gruppo PD al Senato, che scrive all'ambasciatore francese per scusarsi del proprio Governo, con toni che sembrano quelli della lettera di Benigni e Troisi a Savonarola nel film "Non ci resta che piangere". (Proteste dei senatori Ginetti e Mirabelli). PRESIDENTE. Ha ancora venti secondi. Ho concesso io altri trenta secondi. FAZZOLARI (FdI) . «Mi consenta ancora di rinnovarLe i nostri sentimenti di profondo rispetto e di rappresentarli al presidente Macron e ai vertici del Governo francese». (Proteste dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Senatore Fazzolari, può rimanere nei termini del provvedimento? FAZZOLARI (FdI) . Quanto tempo ho ancora? PRESIDENTE. Ha già terminato il tempo e le ho concesso altri trenta secondi per concludere. FAZZOLARI (FdI) . Concludo, signor Presidente. Allora si capisce meglio una lettera di questo genere e l'accordo di Caen, firmato il 21 marzo 2015 e non ancora ratificato dal Parlamento, con cui il Governo guidato dal PD regala parte delle nostre acque territoriali ai francesi. Si capisce l'appoggio del PD ai bombardamenti francesi in Libia nel 2011... (Commenti dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Senatore, gentilmente, la invito a rimanere nell'ambito dell'oggetto del provvedimento, oppure le devo togliere la parola, anche perché ha terminato il tempo a sua disposizione. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, concludo dicendo che l'Italia ha bisogno di altro per rialzare la testa e, quindi, voteremo contro la relazione programmatica in esame, che non riesce a operare in tal senso. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . PITTELLA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, il Partito Democratico si asterrà dal voto. Desidero ringraziare la collega Ginetti, che ha seguito con competenza e passione l'importante dossier in esame e offerto le argomentazioni che ci spingono al nostro voto di astensione. Questa è anche l'occasione per fare una verifica di un anno di impegno europeo (non posso dire di impegno europeista). Dispiace che non sia presente in Aula il nuovo Ministro, a cui avrei fatto volentieri gli auguri. E di auguri ne ha bisogno, dopo un anno disastroso nei rapporti tra il vostro Governo e l'Unione europea. Il ministro Savona ci ha spesso allietato con costruzioni immaginifiche, dichiarazioni circonvolute e un profluvio di raffigurazioni fantasiose e fantastiche, accompagnate da una pratica nerboruta o ammiccante, totalmente incapace di costruire un'intesa e un'alleanza e di capire cosa ottenere per l'Italia e l'Europa. Voglio ricordare alcuni punti di questo anno di sconfitte. Parto dal primo. Parte l'esperienza del Governo Conte, con una presenza a Bruxelles. Il primo Consiglio europeo sull'immigrazione vede sul tavolo la proposta di riforma del regolamento di Dublino; il Governo italiano è d'accordo a far cadere quella proposta, che avrebbe risolto un problema fondamentale rispetto al grande tema delle migrazioni. Queste cose non vanno dimenticate. Salvini ha poi speso quest'anno a dire che i porti vanno chiusi e che non vanno aumentati gli irregolari nel nostro Paese, perché - ovviamente - si riduce la possibilità per gli immigrati regolari. Ma, poi, gli irregolari non è riuscito a rimandarli indietro e a rimpatriarli.