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Rispetto all'attuale ripartizione di cariche e compiti, il disegno di legge prevede che tutte le funzioni apicali abbiano durata quadriennale per la permanenza presso la medesima sede giudiziaria, con un unico possibile rinnovo per eguale periodo, soggetto alla positiva valutazione da parte del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Gli articoli 4 e 5 disciplinano le modalità di accesso alla carriera di magistrato tributario e all'incarico di magistrato tributario onorario. I magistrati tributari accedono mediante concorso pubblico per esami, per il quale vengono determinate le materie oggetto delle prove scritte e orali e la formazione delle commissioni di esame. Il titolo di studio minimo richiesto e le materie d'esame individuate rappresentano gli elementi scelti per accertare l'idoneità professionale, qualificazione ormai imprescindibile per il personale di magistratura, in considerazione degli effetti della giustizia tributaria sull'intera economia nazionale. Sotto questo riguardo, acquistano rilievo la previsione della frequenza di un corso di formazione iniziale di sei mesi, da svolgere presso la Scuola superiore di formazione tributaria, istituita presso il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, e la disposizione secondo cui la mancata ingiustificata partecipazione ai corsi obbligatori annuali di aggiornamento costituisca elemento di giudizio non positivo nelle valutazioni periodiche di professionalità. Tale previsione, unitamente all'introduzione delle valutazioni quadriennali di professionalità (alla stregua di quanto previsto per la magistratura ordinaria), rappresenta la chiave per assicurare la disponibilità di un corpo di magistrati tributari e magistrati tributari onorari dotati di adeguata preparazione professionale, sempre aggiornati e il cui operato è soggetto alla costante valutazione dell'organo di autogoverno. Vengono altresì stabiliti titoli di precedenza per la nomina che, a parità di punteggio, tengono conto delle esperienze maturate quale componente giudicante delle cessate commissioni tributarie o come magistrato tributario onorario. La novità introdotta dalla norma per l'accesso alla carriera di magistrato tributario, oltre agli esami, consiste nel limite di età di cinquant'anni per i candidati, con cui viene mutato il criterio ispiratore delle modalità di reclutamento dei giudici delle attuali commissioni tributarie, nelle cui valutazioni per titoli è stato finora avvantaggiato il candidato con maggiore età, precludendo, di fatto, l'accesso di giovani ancorché forniti di eccellenti qualità. L'articolo 4 stabilisce, inoltre, che per accedere alle funzioni superiori di magistrato di corte di appello tributaria occorre aver superato le valutazioni di professionalità connesse ad almeno otto anni di carriera quale magistrato tributario, salva l'eccezione prevista nel caso di un bando di concorso interno per magistrati di corte di appello tributaria che dovesse svolgersi prima di otto anni dall'insediamento dei tribunali tributari secondo le disposizioni del presente disegno di legge. Le corti di appello tributarie provvederanno anche ad assicurare la raccolta delle sentenze di maggior rilievo, comprese quelle dei tribunali tributari del rispettivo distretto, mediante compilazione di massimari. Sono previste penalità per il mancato rispetto dell'obbligo di aggiornamento di tali massimari, così da assicurare la continuità e la completezza che questo importante strumento di giurisprudenza non ha avuto sino ad oggi. L'articolo 5 individua i titoli di studio richiesti per la partecipazione al concorso per magistrato tributario onorario, rinviando alla tabella G, allegata al disegno di legge, il dettaglio dei punteggi attribuiti ai titoli di servizio, accademici, di studio o di specializzazione, con particolare riguardo alle materie e alle esperienze attinenti al settore tributario, le cui valutazioni consentono di dichiarare vincitore il candidato più meritevole e già in possesso di un'esperienza professionale e di conoscenze idonee a svolgere il compito giudicante nella materia tributaria. Tuttavia, allo scopo di assicurare la più completa professionalità che la valutazione per titoli non potrebbe da sola garantire, la norma prevede che il magistrato tributario onorario vincitore del concorso, prima di essere immesso nelle funzioni e inserito nel proprio ruolo, frequenti un corso di formazione, con esame finale, della durata di dodici mesi presso la Scuola superiore di formazione tributaria, istituita presso il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, durante il quale è previsto un semestre di tirocinio presso una sede di tribunale tributario. L'immissione nelle funzioni nella sede di assegnazione potrà avvenire solo a seguito dell'esito positivo dell'esame finale e della valutazione positiva del presidente del tribunale tributario sede del tirocinio; in caso di mancato superamento del corso, la nomina sarà revocata e si procederà allo scorrimento della graduatoria del concorso. Analogamente al magistrato tributario, anche il magistrato tributario onorario è soggetto alla formazione annuale di aggiornamento, la mancata partecipazione alla quale costituisce elemento negativo di valutazione professionale. Il limite di età per partecipare al concorso per la nomina a magistrato tributario onorario è stabilito in sessant'anni, in considerazione della maggiore esperienza pregressa richiesta nella valutazione per soli titoli. A completamento di quanto già stabilito negli articoli 4 e 5, l'articolo 7 determina i requisiti generali che debbono possedere gli aspiranti magistrati. Soltanto per il riassorbimento dei giudici delle cessate commissioni tributarie, in sede di prima attuazione della legge di riforma, è prevista la deroga ai limiti massimi di età per l'accesso alle anzidette carriere, lasciando soltanto il limite massimo che il successivo articolo 11 fissa in settanta anni di età, equiparandolo al limite di cessazione dal servizio previsto per le altre magistrature. Mentre i precedenti articoli stabiliscono i requisiti occorrenti per la nomina a magistrato tributario, l'articolo 8 individua le funzioni o attività professionali che costituiscono cause di incompatibilità con la funzione di componente della giurisdizione tributaria. Rispetto alle analoghe incompatibilità già previste per i giudici delle commissioni tributarie, la nuova norma stabilisce cause di incompatibilità ovviamente differenziate per i magistrati tributari e per i magistrati tributari onorari, in considerazione della diversa tipologia di rapporto di servizio. I magistrati tributari, quali dipendenti pubblici, non possono assumere altri impieghi o uffici pubblici o privati, ad eccezione delle cariche pubbliche elettive e degli incarichi autorizzati dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Non possono nemmeno esercitare industrie o commerci né qualsiasi libera professione. La posizione dei magistrati tributari onorari, non vincolati da un rapporto di lavoro dipendente, comporta invece una disciplina di incompatibilità limitata allo svolgimento delle attività o funzioni elencate al comma 3 dell'articolo 8, consentendo, di fatto, lo svolgimento contemporaneo di quelle non dichiarate incompatibili.