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Di converso, ricorda che il bail in è stato introdotto nel novembre 2015 nell'ordinamento italiano in forza del recepimento della direttiva sulla risoluzione bancaria (BRRD) dopo una dialettica tra Governo in carica e Banca d'Italia. Riguardo invece alla specifica questione dei crediti deteriorati, convenendo pienamente con le ragioni della preoccupazione del senatore Lannutti, rileva, d'altra parte, che la valutazione del valore dei crediti deteriorati presenti nei bilanci delle banche in crisi e segnatamente delle banche sottoposte alla risoluzione a fine 2015 era stato oggetto di valutazioni differenziate tra i regolatori e gli operatori di mercato. Ammette che in quella fase furono commessi degli errori e che le percentuali di vendita in massa dei crediti deteriorati furono particolarmente basse. Tuttavia, rispetto a una condizione estremamente difficile, le banche italiane di maggiore dimensione hanno operato un'importante ricapitalizzazione e poi la cessione dei crediti. Rimane, infine, sul tappeto la forte preoccupazione per gli effetti negativi che potrà avere per il sistema bancario italiano l'entrata in vigore delle disposizioni relative alla gestione dei crediti deteriorati e alla loro cessione automatica ( calendar provisioning ): invoca su tale punto un intervento corale di livello istituzionale a tutela del sistema bancario italiano. Interviene quindi la senatrice BOTTICI ( M5S ), la quale ricorda che l'adozione dell'istituto del bail in , e cioè il pieno coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti e depositanti nei fallimenti bancari, trae origine dalla banking communication che la Commissione adottò nel 2013 per arrestare l'aiuto pubblico verso i fallimenti bancari. Pur convenendo che l'adozione di tale istituto non ne ha comportato l'applicazione, rimane nella consapevolezza comune di ogni forza politica che l'entrata in vigore della direttiva BRRD in termini retroattivi e senza gradualità ha comportato una drammatica penalizzazione dei risparmiatori italiani, che hanno visto azzerati i loro risparmi in applicazione di norme inique e inefficaci. Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) richiama le drammatiche conseguenze dell'applicazione del bail in nel 2015 sugli azionisti subordinati, oggetto di un vero esproprio. Critica quindi l'atteggiamento subalterno tenuto dal Governo italiano dell'epoca e ricorda la posizione dei Paesi del Nord Europa, la cui posizione era contraria al salvataggio delle banche con i soldi dei contribuenti. Infine, critica il Governo per la scelta di continuare a non ascoltare i suggerimenti delle opposizioni che fanno tesoro delle esperienze negative del passato. Il seguito della discussione è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 16.