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Sto pensando anche e soprattutto alla Conferenza Stato-Regioni dove sono stati raggiunti accordi importanti per una programmazione a stretto contatto anche con il privato. Tutto quello che andremo a mettere in pratica con i fondi messi a disposizione dal PNRR, a seguito di accordi ben precisi, passerà attraverso accordi anche con il privato. Credo che in questo momento avere a disposizione una norma aggiuntiva - ricordo che esistevano già norme al riguardo - che interviene ulteriormente per combattere la corruzione sia importante, anzi determinante. Il Partito Democratico, come dicevo, ha ben collaborato alla Camera; lo ho fatto sin dall'incardinamento del testo in Commissione sanità. Poi, purtroppo, ribadisco che per due anni abbiamo avuto altro a cui pensare con l'emergenza e i relativi decreti-legge, ma adesso è giusto portare a compimento norme che sono necessarie in questo specifico momento. È per questo, Presidente, che dichiaro il voto favorevole del Partito Democratico. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il nostro è un voto favorevole a questo provvedimento: un testo importante che, comunque, costituisce un primo passo in relazione alla trasparenza di un rapporto tra mercato e sanità che è molto complesso e non è risolvibile solo ed esclusivamente con questo tipo di intervento legislativo. Condivido quanto detto da diversi colleghi e colleghe; voglio solo fare alcuni esempi. Se il contratto sui vaccini dell'Europa con le grandi case farmaceutiche non è pubblicabile né conoscibile abbiamo un problema. Se, ancora, la normativa sui dispositivi medici - non mi riferisco ai dispositivi di protezione individuale, ma ad altri dispositivi medici, per esempio in relazione al trapianto d'anca e via dicendo - non ha criteri di valutazione qualitativi, perché in questo Paese non abbiamo ancora uno standard di criteri qualitativi sui dispositivi medici (per me questo è un vulnus serissimo perché stiamo parlando di dispositivi medici che vanno dalla valvola cardiaca alla protesi d'anca e a tutto il resto) è un problema. È un problema che si risolve con un intervento normativo urgente e questo richiede una determinazione politica, perché tutti ben comprendiamo che la spinta delle lobby va esattamente nella direzione opposta. È un problema che non si risolve semplicemente con la trasparenza, pubblicando le attività, perché si presenterà in forme sempre più strategiche ed economicamente rilevanti rispetto a tutti i farmaci innovativi che definiranno la possibilità di vivere o meno degli anni in più, di risolvere o meno malattie considerate fino ad oggi incurabili e che saranno curabili, ma con costi assolutamente inavvicinabili, se non si cambia il rapporto tra big pharma e i sistemi pubblici, sul piano europeo, come minimo. Se non ci vogliamo semplicemente salvare la coscienza, questa legge è uno stimolo per affrontare finalmente questa discussione alla luce del sole, perché è giusto quello che diceva il senatore Zaffini: una cosa sono le pulizie delle ASL e degli ospedali, perché in quel caso più è larga l'offerta, più ci si può mettere in competizione sul mercato; un'altra cosa sono quelle prestazioni che non sono a mercato, di fatto, ma che impropriamente seguono logiche distorte di mercato, perché se abbiamo a disposizione il farmaco per curare l'epatite B o l'epatite C e lo abbiamo pagato esattamente 36 volte più di quello che lo hanno pagato altri Stati, questo è un problema che non è risolvibile allargando l'offerta. Questa legge è assolutamente positiva, ma dovremmo aver imparato qualcosa dall'emergenza Covid - almeno lo auspico, perché mi sembra che rispetto al dibattito della fase iniziale dell'emergenza Covid già molta acqua sia passata sotto i ponti - e la cosa mi preoccupa. Dobbiamo quindi ridefinire la funzione pubblica della sanità, ribadire che non è possibile mettere la sanità a mercato; dobbiamo essere coerenti e fare finalmente un processo di riforma reale della sanità, che è assolutamente indispensabile. Questo processo di riforma non può essere, a mio parere, più rinviato. La sfida - badate bene - non è semplicemente il Covid e non è solo vincere la battaglia delle liste d'attesa, benché sia un tema più che significativo oggi, dopo il Covid e con il rinvio di tutte le prestazioni sanitarie programmate. Il tema è quello di costruire un nuovo impianto, altrimenti le risorse pubbliche non saranno mai sufficienti. È un mercato che va assolutamente regolato a monte, se vogliamo guardare avanti e avere la sanità pubblica come faro fondamentale del diritto di cittadinanza in questo Paese. Vedo che da questo punto di vista siamo ancora troppo fragili e deboli; per riuscire a dire che le aziende farmaceutiche devono pagare il payback , che ora vale in questo Paese 2,4 miliardi, bisogna proprio insistere - fatemelo dire così - e questo è un problema. Lo dico al Governo, alla maggioranza, all'opposizione, a tutti noi. Vogliamo fare un salto di qualità in sanità? C'è bisogno di una riforma ed è arrivato forse il momento di discuterne seriamente in quest'Aula. (Applausi) . BINETTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, stiamo toccando un tema cruciale, che tutti noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle in questi due anni e mezzo, che ci hanno spalancato finestre di estrema generosità nel mettere la propria vita al servizio degli altri - l'abbiamo visto domenica scorsa, nella giornata dei camici bianchi -, ma che ci hanno anche rivelato orizzonti di una corruzione così miserabile, fatta sulla pelle della gente, che ci ha profondamente scandalizzato tutti. Credo che finché conserviamo la capacità di scandalizzarci, che poi è la capacità di indignarci davanti a quella strumentalizzazione della vita umana ridotta a bene di mercato, forse ancora abbiamo una speranza grande e forte davanti a noi. Il disegno di legge in esame ha un grande merito: è uno dei pochi disegni di legge di iniziativa parlamentare che realmente abbia viaggiato sul doppio binario. Potrebbe passare alla storia, perché è stato di iniziativa parlamentare dei colleghi della Camera, è approdato al Senato, dove abbiamo avuto il coraggio di modificarlo, ed oggi lo approveremo nella versione modificata, perché abbiamo avuto la profonda convinzione che rimandandolo alla Camera sarebbe stato approvato in tempi brevi. Questo vuol dire uno stile di lavoro parlamentare maturo, ma disgraziatamente in questa legislatura è un'operazione quasi eccezionale, e va dato atto alle Commissioni sanità delle rispettive Camere di aver lavorato con un profondo rispetto per la dignità del proprio ruolo di parlamentari. Detto questo, vorrei evidenziare che, in fondo, il binario su cui si costruisce questo disegno di legge è molto semplice da dire e difficilissimo poi da tradurre in pratica, come proverò a dimostrare. Il primo punto di questo binario è il diritto del cittadino - non dico nemmeno il diritto del paziente, attenzione - a sapere. Il secondo punto è l'obbligo dell'azienda di informare correttamente di tutte quelle destinazioni di beni che in qualche modo non sono oggetto di una transazione lineare, regolare, trasparente. Perché questo è importante?