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La Giunta è stata inoltre esortata a fornire, nell'interesse dell'intera collettività, alcuni importanti dati sullo svolgimento del suddetto servizio; dati indispensabili per valutare le inadempienze della ditta incaricata al servizio di raccolta e smaltimento e le responsabilità di un'amministrazione, perlomeno incerte di fronte allo scempio a cui assistono quotidianamente i cittadini catanesi. Inutile dire che dalla Giunta non sono arrivate risposte convincenti, né i dati e le informazioni richieste sullo svolgimento del servizio. All'iniziativa dei consiglieri comunali ha fatto seguito quella di alcuni deputati regionali, i quali hanno recentemente rivolto il proprio appello al Presidente della Regione, invitato, attraverso formale interpellanza, a intervenire urgentemente sulla questione, attivando i poteri sostitutivi riconosciuti dalla legge, anche attraverso il commissariamento e la nomina di un commissario ad acta per la gestione della situazione di crisi ormai manifesta. Per quanto il tema della gestione dei rifiuti non sia prerogativa diretta del Parlamento e degli organi di Governo, la situazione del Comune citato e di altre comunità del Paese appare ormai fuori controllo e il rischio che le situazioni di attuale mala gestio possa tramutarsi in un'emergenza sanitaria e di ordine pubblico è concreto. (Applausi dal Gruppo M5S) . DONNO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà, per due minuti. DONNO (M5S) . Signor Presidente, la vicenda riguarda 1.874 uomini della Polizia di Stato che il 24 settembre 2013 hanno deciso di partecipare al concorso indetto con decreto del Ministero dell'interno per l'accesso al corso di formazione per la nomina alla qualifica di vice ispettore della Polizia di Stato. Il bando di concorso e i riferimenti normativi in esso contenuti sono chiarissimi e indicano che i posti messi a concorso sono relativi a vacanze organiche maturate dal 2001 al 2004. Di conseguenza, coloro che avessero superato il nono corso di formazione avrebbero avuto il diritto di essere nominati vice ispettori della Polizia di Stato a tutti gli effetti, dal giorno 1° gennaio dell'anno successivo a quello per le cui vacanze o carenze di organico è stato indetto il concorso, e quindi dal 1° gennaio 2005. Purtroppo il concorso dura circa quattro anni. Coloro che hanno fatto domanda vengono ammessi dal 12 settembre 2017 a frequentare il nono corso e al termine ottengono la nomina alla qualifica di vice ispettore, con decorrenza a tutti gli effetti dal 12 marzo 2018. Vado a stringere l'intervento per ridurne la durata. Vorrei però segnalare che questo è un pasticcio combinato dalle amministrazioni, gestite anche dalle istruzioni dei vecchi Governi, alle quali purtroppo soggiacciono tutte le situazioni che si sono verificate negli anni successivi. Oggi questo Governo si trova a dover sistemare le vacanze dei precedenti Governi, ma tutto ciò va sempre a discapito dei cittadini, in questo caso di 1.874 persone che fanno parte della Polizia di Stato. (Applausi dal Gruppo M5S) . EVANGELISTA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà, anche lei per due minuti. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, innanzitutto mi unisco al ricordo delle vittime degli eventi alluvionali di questi giorni ed esprimo alle loro famiglie tutta la mia solidarietà. Desidero ricordare all'Assemblea anche quello che sta accadendo negli ultimi giorni in Sardegna: il sindaco del Comune di Oliena ha restituito la fascia tricolore alla Regione - non solo alla Regione, ma anche alla provincia di Nuoro - per sollecitare il presidente Solinas affinché finalmente, dopo ben sei anni, venga riaperta l'infrastruttura sul fiume Cedrino, ossia il ponte di Oloè. Il ponte di Oloè è sprofondato nel 2013 durante il ciclone Cleopatra; un ponte che finora non si è riusciti ancora a riaprire, più volte ristrutturato dall'ANAS e ora posto ancora una volta sotto sequestro a causa di un crollo. È un ponte fondamentale, perché consente alle persone dei comuni di Oliena e di Dorgali di recarsi al lavoro in tempi ragionevoli. Per questo motivo esprimo la nostra solidarietà a quelle popolazioni e auspico un immediato intervento degli enti locali. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Sospendo la seduta fino alle ore 15. (La seduta, sospesa alle ore 13,26, è ripresa alle ore 15,01) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dell'interno, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro per la pubblica amministrazione. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. Il senatore De Falco ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00999 sull'applicazione delle nuove norme in materia di ordine e sicurezza pubblica alle imbarcazioni battenti bandiera italiana, per tre minuti. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, desidero salutare innanzi tutto il signor Ministro dell'interno, il signor Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e tutti i colleghi. La vicenda in questione è quella del 5 luglio, quando la nave Alex, dell'associazione Mediterranea saving humans, con 54 naufraghi a bordo (di cui undici donne, delle quali tre incinte, e quattro bambini) - e qui già mi voglio soffermare, per sottolineare che non si tratta di migranti, ma di naufraghi - giunge al limite delle acque territoriali italiane; lì viene fermata per un provvedimento, come diceva il Presidente, adottato in forza dell'articolo 1 del decreto-legge n. 14 giugno 2019, n. 53, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica, su iniziativa del Ministro dell'interno e controfirmato anche dai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della difesa. Il provvedimento era rivolto - lo ribadisco - all'imbarcazione battente bandiera italiana denominata Alex, con naufraghi a bordo, quindi nel corso di un'operazione di soccorso in mare. A quell'imbarcazione sono stati vietati l'ingresso, la navigazione e la sosta nelle acque territoriali italiane, ritenendo che ricorressero i presupposti contemplati all'articolo 19, comma 2, lettera g) , limitatamente alle violazioni delle leggi d'immigrazione vigenti in Italia, della Convenzione di Montego Bay sul diritto del mare del 1982. Si parla quindi dell'applicazione in Italia di una convenzione internazionale, relativa cioè al transito in acque territoriali di navi straniere. A parere mio e della collega De Petris, che con me ha firmato questa interrogazione, appare quindi sorprendente la decisione di applicare il decreto-legge sicurezza- bis a una nave che batte bandiera italiana. Tale decisione non individua nemmeno quale sia lo Stato che dovrebbe esercitare la giurisdizione su quella nave, se non il Paese della bandiera.