[resaula]

considerato che anche i risultati clinici ottenuti dai medici di altre associazioni, come il comitato "Terapie domiciliari" promosso dall'avvocato Erich Grimaldi registrava un tasso di guarigione prossimo al 100 per cento sul totale dei malati (sintomatici), tra cui un terzo circa appartenenti a categorie a rischio (anziani e pluripatologici); considerato che la somministrazione di tali farmaci per la cura del COVID-19 sotto appropriato controllo medico non ha mai causato effetti collaterali gravi, essendo questi farmaci di uso comune, già noti e diffusi in tutto il mondo per la cura domiciliare di comuni patologie; in sintesi, si rileva come con l'intervento farmacologico precoce combinato circa il 75 per cento dei decessi finora registrati per COVID-19 si sarebbe potuto evitare e si sarebbe potuto evitare l'80 per cento delle ospedalizzazioni, si chiede di sapere: per quali ragioni il Ministro in indirizzo non abbia preso in considerazione, in primo luogo nella seconda ondata pandemica (da ottobre 2020), le evidenze cliniche inviate all'attenzione del dicastero da parte di numerosi medici a partire dall'inizio della pandemia che, sulla base di un utilizzo combinato di farmaci del prontuario appositamente selezionati in relazione al singolo caso sottoposto al proprio esame, stavano dimostrando come la precocità della cura, sin dai primissimi stadi dell'infezione, fosse un elemento indispensabile ed imprescindibile ai fini della guarigione completa del paziente (ed in netta controtendenza rispetto alle indicazioni di vigile attesa per 72 ore e somministrazione del solo paracetamolo previsti dalle circolari ministeriali di novembre 2020 e aprile 2021); per quali ragioni non abbia ritenuto né urgente né opportuno procedere alla pronta verifica di queste evidenze cliniche, promuovendo ricerche in tale direzione, le quali avrebbero potuto permettere una cura più rapida dell'infezione da Sars-CoV-2 e, conseguentemente, un decorso migliore; perché non abbia ritenuto conveniente convocare, appena informato, i medici che stavano curando precocemente l'infezione con i farmaci del prontuario, di fatto disattendendo le indicazioni di cui ai protocolli ministeriali vigenti, onde appurare l'efficacia di un simile approccio terapeutico, basato su cure farmacologiche low cost e sul pronto intervento attivo; perché abbia disatteso l'impegno a rendere i medici esperti di cure domiciliari del COVID-19, e impegnati sul campo, partecipi di un tavolo tecnico finalizzato alla revisione dei protocolli ministeriali come indicato nella mozione approvata dal Senato l'8 aprile 2021 (1-0160, testo 2) che impegnava il Governo in tal senso, posto che tra i firmatari del protocollo emanato in data successiva alla mozione non c'è neanche uno dei suddetti medici. Atto n. 3-02870 ANGRISANI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: il decreto ministeriale 10 settembre 2010, n. 249, reca il regolamento per la definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell'articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244; in particolare, l'articolo 13 si occupa dei percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità; i criteri e le modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno sono disciplinati, in via generale, dal decreto ministeriale 30 settembre 201, che stabilisce norme specifiche in materia di attivazione dei corsi, bando per la procedura di accesso, destinatari, durata e superamento dei corsi, valutazione ed esami finale; nello specifico si prevede che i corsi, a numero programmato (la programmazione è definita annualmente dal Ministro dell'università e della ricerca sulla base della programmazione regionale degli organici del personale docente della scuola e del fabbisogno specifico di personale specializzato per il sostegno didattico degli alunni con disabilità) siano definiti dai regolamenti didattici di ateneo, in conformità ai criteri stabiliti dal decreto, e che l'attivazione dei medesimi da parte delle università sia subordinata a specifica autorizzazione del dicastero; stabilisce, inoltre, che la prova di accesso sia predisposta da ciascuna università, articolandosi in: test preliminare (prova preselettiva); una o più prove scritte ovvero pratiche; prova orale; per l'accesso alla prova scritta, si prevede che si debba conseguire una votazione non inferiore a 21 trentesimi e che possano accedere un numero di candidati "pari al doppio dei posti disponibili per gli accessi"; valutato che: con decreto ministeriale del 6 luglio 2021, n. 755, il Ministero ha reso note le date per lo svolgimento della prova preselettiva del corso TFA specializzazione sostegno VI ciclo e pubblicato la tabella allegata con la distribuzione di 22.000 posti disponibile per l'offerta formativa per le singole università, con l'indicazione dei posti disponibili, negli atenei, per i vari cicli (scuola dell'infanzia, scuola primaria, scuola secondaria primo grado e scuola secondaria di secondo grado); in seguito all'emanazione del decreto ministeriale le singole università hanno pubblicato i bandi, sulla base dell'offerta formativa prevista, con l'indicazione delle modalità per la presentazione della domanda, il pagamento delle tasse per sostenere la prova preselettiva, le modalità di iscrizione e il costo totale del corso di specializzazione; lo svolgimento delle prove preselettive, dunque, ha avuto luogo in tutta Italia dal 20 settembre al 30 settembre 2021; tuttavia vi sono stati alcuni ricorsi alla giustizia amministrativa per l'ammissione di candidati non ammessi, sulla base delle graduatorie pubblicate, allo svolgimento della prova successiva (prova scritta); recentemente, difatti, sia il TAR di Salerno, sia il TAR di Potenza, in accoglimento di tali istanze, hanno ammesso in via cautelare taluni ricorsi di candidati esclusi sulla base dell'argomentazione, promossa dalla parte ricorrente, che fossero presenti "ondivaghe soglie di sbarramento"; difatti, ad esempio, mentre nell'università di Napoli "Suor Orsola Benincasa" (per la scuola secondaria di secondo grado) l'ultimo candidato ammesso a sostenere la prova scritta ha conseguito un punteggio pari a 22,5 (al posto n. 1346, per 570 posti disponibili), nell'università di Teramo (al posto n. 105, per 40 posti disponibili) tale punteggio è stato di 25,5, nell'università di Potenza pari a 24 (al posto n. 221, per 105 posti) e nell'università di Bari (al posto n. 390, per 400 posti disponibili) pari a 21: