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dal censimento generale della popolazione del 1951 ad oggi, gli abitanti si sono dimezzati, mentre hanno via via chiuso tante delle pur numerose attività artigiane, imprenditoriali ed industriali presenti già dai primi anni del Novecento, come quelle di laterizi e ceramiche, che esportavano materiali e prodotti di qualità, quelle del comparto tessile, dell'industria dolciaria e di trasformazione alimentare; sembra che, 40 anni dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980, il piano per lo sviluppo dell'area industriale di Calitri sia, inesorabilmente, destinato ad un progressivo declino, si chiede di conoscere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda e se intenda prendere provvedimenti, al fine di scongiurare i licenziamenti e gli esuberi paventati; quali iniziative di sua competenza intenda adottare, qualora dovesse verificarsi l'effettiva chiusura delle attività della lavarone Produzione, per supportare il processo di ricollocamento nel mercato del lavoro dei dipendenti licenziati. Atto n. 4-01800 GUIDOLIN VANIN ENDRIZZI DONNO LEONE CASTALDI LANNUTTI RICCARDI TRENTACOSTE CAMPAGNA MATRISCIANO ROMANO NOCERINO PRESUTTO Al Ministro della giustizia Premesso che: i decreti legislativi n. 155 e 156 del 7 settembre 2012 per la riduzione degli uffici giudiziari di primo grado e per la ridefinizione dell'assetto territoriale degli uffici stessi hanno sancito la soppressione di numerosi tribunali, tra cui anche quello di Bassano del Grappa, la cui competenza territoriale è stata assorbita dal Tribunale di Vicenza, provocando un aumento dei già lunghi tempi processuali di quest'ultimo; una sentenza di causa civile ordinaria presso il Tribunale di Bassano del Grappa si otteneva mediamente in 2,5 anni, con rinvii di udienze di circa 3-4 mesi, mentre per quello provinciale di riferimento, ovvero Vicenza, lo stesso tipo di sentenza richiedeva 6 anni con rinvii di circa 11-12 mesi (comune.bassano.vi.it, 18.07.2012); ogni anno il Tribunale di Bassano del Grappa generava un gettito erariale che superava i 3 milioni di euro, con uno sbilanciamento positivo (al netto della spesa sostenuta dallo Stato) pari a 2.524.782 euro, collocandosi così tra i tribunali più virtuosi d'Italia (come si vede sul sito del Comune in una notizia del 18 luglio 2012); il danno derivante dalla soppressione del Tribunale di Bassano del Grappa è stato estremamente pesante, oltre a quello economico provocato a tutte le attività commerciali e artigianali che gravitano attorno al centro storico di Bassano del Grappa a cui è stato sottratto un importante indotto economico, vi è quello provocato ai cittadini, alle imprese e ai professionisti che sono ora costretti a rivolgersi a un tribunale ove le lungaggini processuali sono all'ordine del giorno, non venendo così garantita la necessaria esigenza di celerità ed efficienza nella definizione dei rapporti economici e sociali. Senza trascurare il disagio per cittadini e aziende nel raggiungere una città vicina in termini chilometrici ma lontana a causa della difficile viabilità e della scarsa presenza di mezzi pubblici; considerato che: poco prima della legge di riforma della geografia giudiziaria che ha soppresso il tribunale, esso era stato oggetto di un investimento di circa 12 milioni di euro, che ha riguardato la costruzione di una nuova cittadella della giustizia, ad oggi completamente inutilizzata, nonché la ristrutturazione di edifici preesistenti; il Ministero della giustizia, consapevole delle numerose criticità emerse a seguito della riforma della geografia giudiziaria, sta cercando di "compensare" i territori che hanno perso i tribunali e le sedi distaccate con gli "sportelli di prossimità"; nel mese di giugno 2015, il Tribunale di Vicenza apriva uno sportello di prossimità a Bassano del Grappa, presso l'azienda Ulss 3, volto a supportare, in particolare, le persone non più in grado di gestirsi in autonomia e che necessitano quindi di tutela o di amministrazione di sostegno (come si vede sullo stesso sito, in una notizia del 29 giugno 2015). Altresì, nell'ottobre 2016 veniva inaugurato lo sportello del cittadino e delle imprese, presso la sede dell'ex Tribunale di Bassano del Grappa, che si occupa di volontaria giurisdizione, famiglia, atti procura e servizi alle imprese; ciononostante, ad oggi, il Tribunale di Vicenza presenta gravi criticità quali la cronica carenza di organico che riguarda non solo la magistratura ma anche il personale amministrativo, come dichiaravano il procuratore capo di Venezia, Bruno Cherchi, e la presidente della Corte d'appello, Ines Maria Luisa Marini, a palazzo Balbi nel giugno 2018: "Il Veneto versa in una situazione di abbandono da parte dello Stato. (...) siamo ad un passo dal blocco totale, siamo vicini alla paralisi", e continuavano asserendo come anche il Tribunale di Vicenza rientrasse tra le situazioni più gravi (come riportato sul "Corriere del Veneto" il 20 giugno 2018); si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se ritenga opportuno, anche alla luce della circostanza che nonostante l'apertura di alcuni sportelli rivolti ai cittadini, imprese e professionisti, presso il comune di Bassano del Grappa, la situazione in cui versa il Tribunale di Vicenza è comunque estremamente grave, assumere ogni iniziativa di competenza rivolta anche a valutare la riapertura del Tribunale di Bassano del Grappa o l'eventuale costituzione di un Tribunale della pedemontana (che comprenderebbe comuni delle provincie di Vicenza, Padova e Treviso), tenuto conto dell'alta produttività della zona, nonché dell'importanza di una giustizia efficace e celere nella definizione dei rapporti economici e sociali. Atto n. 4-01801 BATTISTONI Ai Ministri dello sviluppo economico e delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il regolamento (UE) 1169/2011, che disciplina la modalità per una corretta informazione da riportare in etichetta per gli alimenti, anche preimballati, all'articolo 9 annovera nell'elenco delle indicazioni obbligatorie la quantità netta dell'alimento; tale regolamento non reca in modo esplicito il divieto di indicare sul prodotto ittico, in maniera volontaria, una doppia pesatura, ovvero anche quella al lordo della glassa; l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari, con nota prot. n. 0000211 del 28 marzo 2019, ha specificato che un'eventuale doppia informazione sul peso potrebbe indurre in errore il consumatore sulla reale quantità acquistata consumabile; è prassi consolidata da parte dei produttori indicare in etichetta la quantità al netto ed al lordo ed è prassi del consumatore trovare nell'etichettatura il peso sia lordo che netto; la citata nota del 28 marzo 2019 prevede la possibilità di riportare a titolo informativo la doppia pesatura soltanto nel rapporto commerciale "B2B" tra aziende private, mentre lo vieta per la vendita al dettaglio; i prodotti ittici sono acquistati dalle aziende italiane al lordo e poi dovrebbero essere vendute al netto, si chiede di sapere: