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per la stragrande maggioranza i sindaci sono persone perbene, come lo è la stragrande maggioranza dei funzionari. Il Governo e il Parlamento facciano la loro parte e diano gli strumenti giusti a quest'Italia perché possa procedere in maniera corretta e veloce. ( Applausi ). Rispetto a questo decreto-legge, parto da due certezze: una bella e positiva e un'altra deprimente. La bella e positiva è che la Lega, per l'ennesima volta, ha fatto il suo dovere e ha dimostrato di voler bene all'Italia e agli italiani. Ringrazio tutti i colleghi che hanno lavorato in Commissione e si sono sforzati per un lavoro costruttivo, tant'è che ben 37 emendamenti - se non vado errato - sono passati. Ciò vuol dire che erano in maniera lapalissiana corretti e sicuramente meritevoli di attenzione. Ha migliorato il testo in esame e ha dimostrato che non sono negli slogan , ma anche e soprattutto nei fatti «Prima gli italiani» è un codice etico che dobbiamo rispettare in ogni consesso. Questa è l'aspetto bello, la certezza positiva che registriamo. L'aspetto deprimente è che il decreto semplificazioni non vale nulla, è deludente. Tanti esponenti di maggioranza - non qui, ma nelle stanze segrete - hanno detto che la montagna ha partorito un topolino. È sicuramente un provvedimento non coraggioso, che non tiene conto della situazione dalla quale stiamo uscendo. Tutti coloro che dispongono di dati oggettivi, tecnici e scientifici - quindi, ne sanno più di me - sostengono che fra poco avremo il momento più difficile: in autunno, una maggiore sofferenza busserà alle porte degli italiani dignitosi e orgogliosi che hanno sempre lavorato e dato lavoro. È un provvedimento pavido, che non semplifica né accelera nulla. Questa è la verità rispetto alla quale ci stiamo confrontando. Vogliamo parlare di burocrazia? Magari è vero che, da alcuni punti di vista, ritocca qualcosina in meglio, ma sul versante ambientale appesantisce ancora di più i procedimenti. Vogliamo parlare di trasparenza? Cari amici del MoVimento 5 Stelle, avete dimenticato l'importanza del territorio; avete cancellato la voce del territorio, abolendo fino al 2023 l'ascolto della gente rispetto a opere infrastrutturali importanti. (Applausi). Non si parla di tasse e di nulla che possa incidere immediatamente rispetto al benessere e al futuro degli italiani. C'è una coincidenza, ma non so se è veramente tale: nello stesso Consiglio dei ministri nel quale viene varato questo decreto-legge, il Governo vara anche il piano nazionale di riforma (PNR), all'interno del quale c'è una serie di elenchi delle importanti opere anche infrastrutturali che il precedente Governo ha considerato. Un'opera a me cara, che il sottosegretario Margiotta conosce benissimo, è ritenuta prioritaria addirittura dal 2001. Dovrebbe essere quella che è stata definita nel giugno 2020 l'Italia veloce, ma con questi decreti-legge che diventeranno leggi sicuramente non avremo un'Italia veloce. Le opere non si elencano più, ma si fanno, soprattutto laddove ce n'è carenza. Vi voglio portare un esempio concreto rispetto alle infrastrutture. La famosa Salerno-Potenza-Bari, una trasversale importante che aiuta tre Regioni (Campania, Basilicata e Puglia), durante il primo Governo Conte, grazie ai sottosegretari della Lega Rixi e Siri, ha fatto dei passi avanti importanti. Ha tolto i dubbi rispetto a qualsiasi tipo di tracciato, e ne cito uno soltanto: ha consentito di mandare avanti lo studio di fattibilità. Adesso cosa facciamo? Dobbiamo riportare ovunque, a cominciare dall'Europa, l'orgoglio di questa Italia, che vuole le risorse e deve fare opere infrastrutturali. ( Applausi ). Fare opere infrastrutturali - lo ribadisco - soprattutto dove non ce ne sono - e dalle mie parti purtroppo non ce ne sono - significa dare speranza a quei territori, attrarre investitori e avere la possibilità di creare posti di lavoro. Tutto questo dev'essere fatto in un contesto nel quale il mostro della pubblica amministrazione italiana, ovvero la burocrazia, venga finalmente e per davvero abbattuto. (Applausi) . C'è una parte della politica italiana, quella seduta nei banchi a sinistra, che continua a galleggiare, nonostante il tormentone brutto che abbiamo vissuto nei periodi del lockdown e che forse non è ancora finito, al punto da non essere ancora in grado di dirci che fine farà la scuola italiana. (Applausi) . C'è un'altra parte della politica che viene dal territorio e ci ritorna, respira comunemente con tutti gli italiani e richiede coraggio e visione. Questa è la strada rispetto alla quale non bisogna desistere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Anastasi. Ne ha facoltà. ANASTASI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto semplificazioni che ci apprestiamo a votare aggiunge un tassello importante al lavoro che il Governo sta facendo per sostenere l'economia italiana, messa a dura prova dagli effetti negativi della pandemia da Covid-19. In questo decreto-legge sono raccolte le tante istanze che le parti sociali e le imprese hanno presentato al presidente Conte, ai Ministri e agli Stati generali dell'economia dello scorso giugno; Stati generali che qualche forza politica in quest'Aula ha volutamente disertato, salvo rivendicare oggi la possibilità di presentare proposte. Con questo decreto-legge finalmente avremo procedimenti amministrativi rapidi, semplici e digitalizzati e cantieri definitivamente sbloccati, grazie a procedure più snelle anche nell'affidamento degli appalti, garantendo sempre presidi di legalità contro la criminalità organizzata. In quest'ottica, infatti, si inserisce l'articolo 10 del decreto che dà nuovo slancio al settore dell'edilizia, in questi anni fortemente provato dalla congiuntura economica sfavorevole. Con una serie di modifiche al Testo unico dell'edilizia per lo snellimento delle procedure amministrative, assicura il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo di processi di rigenerazione urbana. Le misure dell'articolo 10 produrranno effetti sull'occupazione anche nei settori collegati, come quelli della ceramica, del legno, dell'impiantistica, dei serramenti e molti altri, senza aumentare il consumo del suolo e agevolando gli interventi di ristrutturazione, manutenzione straordinaria, demolizione e ricostruzione. Tutti questi interventi saranno particolarmente incisivi, perché pensati accanto alla maxi-agevolazione fiscale del superbonus al 110 per cento: una misura rivoluzionaria per l'edilizia delle ristrutturazioni che - permettetemi di dirlo - soltanto con il MoVimento 5 Stelle al Governo si sarebbe potuta realizzare. Nell'ambito dei provvedimenti messi in campo da questa maggioranza per assicurare uno sviluppo sostenibile e per la messa in sicurezza del Paese vorrei sottolineare, signor Presidente, le importanti misure sulla semplificazione in materia ambientale contenute nel decreto-legge.