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Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario (2224). PARERI DELLA 1 a COMMISSIONE PERMANENTE (AFFARI COSTITUZIONALI, AFFARI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E DELL'INTERNO, ORDINAMENTO GENERALE DELLO STATO E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE) sul disegno di legge n. 2224 (Estensore: Palermo ) 3 maggio 2016 La Commissione, esaminato il disegno di legge, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, con le seguenti osservazioni: all’articolo 8, comma 4, si segnala che la disposizione, nel prevedere che la partecipazione al procedimento di accertamento tecnico preventivo sia obbligatoria per tutte le parti e che, in caso di mancata partecipazione, il giudice condanni le parti che non abbiano partecipato al pagamento delle spese di consulenza e di lite, nonché al pagamento di una pena pecuniaria, a prescindere dall’esito del giudizio, presenta profili di irragionevolezza, anche tenendo conto che nell’ordinamento non sembrano rinvenirsi analoghe fattispecie di partecipazione obbligatoria; all’articolo 9, comma 5, in riferimento al procedimento riguardante l’azione di rivalsa nei confronti dell’esercente la professione sanitaria che operi in struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica, appare irragionevole l’esclusione della giurisdizione della Corte dei conti, dal momento che la fattispecie può essere configurabile, per molteplici aspetti, come un giudizio di contabilità pubblica. Sempre con riguardo al comma 5, ove si definisce una disciplina specifica dell’azione di rivalsa nei confronti dell’esercente una professione sanitaria nei casi di colpa grave, appare opportuno precisare la misura massima della rivalsa anche per i lavoratori non subordinati e per quelli il cui rapporto di lavoro abbia durata inferiore a un anno. su emendamenti (Estensore: Collina ) 25 maggio 2016 La Commissione, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri: sull’emendamento 1.0.1 parere non ostativo, a condizione che la norma ivi prevista, volta a prevedere l’obbligo, a carico delle strutture sanitarie pubbliche, di istituire unità di monitoraggio in materia sanitaria, sia formulata come facoltà, nel rispetto dell’autonomia riconosciuta in materia alle regioni; sull’emendamento 1.0.2 parere non ostativo, a condizione che siano soppressi il comma 2 e il comma 3, in quanto con norma statale si interviene direttamente sull’organizzazione delle strutture sanitarie, in tal modo incidendo sull’autonomia riconosciuta in materia alle regioni; sull’emendamento 2.2 parere contrario, in quanto la disposizione ivi prevista, oltre a imporre obblighi alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano in materia riconducibile anche alla competenza legislativa regionale, presenta carattere di eccessivo dettaglio; sugli emendamenti 2.4 e 2.5 parere contrario, in quanto la proposta è volta a configurare come obbligo una facoltà che rientra nell’ambito dell’autonomia riconosciuta alle regioni; sull’emendamento 7.30 parere non ostativo, osservando che la portata normativa della disposizione ivi prevista appare incerta e, ove lo scopo della prescrizione fosse di attribuire carattere non disponibile alle disposizioni contenute nell’articolo 7 del disegno di legge, potrebbe risultare ultronea; sull’emendamento 8.12 parere non ostativo, segnalando che la disposizione, nel prevedere che, in caso di mancata partecipazione senza giustificato motivo, il giudice condanni le parti che non abbiano partecipato al pagamento di una pena pecuniaria, a prescindere dall’esito del giudizio, presenta profili di irragionevolezza; sull’emendamento 9.21 parere favorevole, in quanto la proposta, in coerenza con il parere espresso sul testo, è volta a ripristinare la giurisdizione della Corte dei conti nei giudizi di rivalsa; inoltre, appare ragionevole, al terzo periodo del comma 5, che il giudicato di condanna conseguente all’azione di rivalsa non abbia come effetto l’esclusione dai pubblici concorsi, ma costituisca elemento di valutazione in sede concorsuale; sugli emendamenti 10.22, 10.24, 10.25 e 10.26 parere non ostativo, a condizione che la prescrizione ivi prevista, volta a disporre la stipulazione di una polizza di assicurazione obbligatoria a carico delle aziende sanitarie, sia configurata come facoltà, nel rispetto dell’autonomia riconosciuta in materia alle regioni; sull’emendamento 14.5 parere non ostativo, a condizione che sia previsto un coinvolgimento della Conferenza Stato-regioni in sede di adozione del decreto ministeriale ivi richiamato, dal momento che esso ha ad oggetto una materia riconducibile anche alla competenza legislativa regionale; sui restanti emendamenti parere non ostativo. su ulteriori emendamenti (Estensore: Palermo ) 20 settembre 2016 La Commissione, esaminati gli ulteriori emendamenti riferiti al disegno di legge, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri: sul subemendamento 4.100/2 parere non ostativo, segnalando che la norma, nel prevedere il diritto al rilascio delle copie della documentazione clinica in favore di medici e sanitari che hanno avuto in carico il paziente, può presentare profili critici in riferimento alla tutela della riservatezza, peraltro trattandosi di dati sensibili; sui restanti emendamenti parere non ostativo.. DISEGNO DI LEGGE DISEGNO DI LEGGE Approvato dalla Camera dei deputati Testo proposto dalla Commissione Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie Art. 1. Art. 1. (Sicurezza delle cure in sanità) (Sicurezza delle cure in sanità) 1. La sicurezza delle cure è parte costitutiva del diritto alla salute ed è perseguita nell'interesse dell'individuo e della collettività. 1. Identico . 2. La sicurezza delle cure si realizza anche mediante l'insieme di tutte le attività finalizzate alla prevenzione e alla gestione del rischio connesso all'erogazione di prestazioni sanitarie e l'utilizzo appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche e organizzative. 2. Identico . 3. Alle attività di prevenzione del rischio messe in atto dalle aziende sanitarie pubbliche è tenuto a concorrere tutto il personale, compresi i liberi professionisti che vi operano in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale. 3. Alle attività di prevenzione del rischio messe in atto dalle strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, è tenuto a concorrere tutto il personale, compresi i liberi professionisti che vi operano in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale. Art. 2. Art. 2. (Attribuzione della funzione di garante per il diritto alla salute al Difensore civico regionale o provinciale e istituzione dei Centri regionali per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente) (Attribuzione della funzione di garante per il diritto alla salute al Difensore civico regionale o provinciale e istituzione dei Centri regionali per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente) 1.