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nessun magistrato potrà più farle; addirittura, si arriverà all'interferenza massima nell'autonomia della magistratura, che è quella del potere politico nell'organizzazione delle procure, che dev'essere ovviamente portata a conoscenza. Non è soltanto un'operazione verticistica del procuratore, e noi sappiamo con Palamara che cosa vuol dire controllare pochi magistrati invece di avere un potere diffuso, orizzontale o autonomo. Avere pochi magistrati da controllare, i procuratori, è molto più facile da gestire per un sistema alla Palamara. Bene, addirittura anche questo sistema verticistico passerà dal Ministero della giustizia, quindi dalla politica, che indicherà quali siano gli obiettivi da percorrere. Per tutto questo diciamo no a questa riforma. (Applausi) . PRESIDENTE . Colleghi, prima di dare la parola al Senatore Urraro - che mi perdonerà - faccio la seguente comunicazione all'Assemblea. Com'è noto, da domani viene meno l'obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie aeree in occasione delle sedute dell'Assemblea, delle Commissioni e degli altri organi collegiali, nonché nel corso dei convegni e delle iniziative aperte al pubblico. Naturalmente, ciò non fa venir meno la possibilità per ciascun senatore, ove lo ritenga, di utilizzare dispositivi di protezione delle vie respiratorie, che continueranno a essere resi disponibili - questo è importante - con le ordinarie modalità. È iscritto a parlare il senatore Urraro. Ne ha facoltà. URRARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, l'intervento odierno di cui si discute è assai rilevante per l'ordinamento giudiziario vigente, sia con riferimento alla materia strettamente ordinamentale, e dunque alle modalità di elezione e funzionamento del CSM, sia quanto al sistema organizzativo della stessa magistratura. Le innovazioni oggetto della discussione presentano profonde implicazioni tra la proposta sulla tenuta di fondamentali principi e diritti costituzionalmente garantiti; la precisione del modello di organizzazione nella definizione di ruoli, compiti e attribuzioni, infatti, dev'essere rispettosa delle prerogative costituzionali assegnate agli attori essenziali del servizio giustizia: la magistratura, ma anche l'avvocatura. Riforma dell'ordinamento giudiziario, nuove norme in materia ordinamentale, organizzativa, disciplinare, ricollocamento in ruolo dei magistrati e costituzione e funzionamento del CSM: la riforma mira ai criteri di assegnazione degli incarichi direttivi e semidirettivi, alla revisione del numero degli incarichi semidirettivi, alla revisione dei criteri di accesso alle funzioni di legittimità, del procedimento di approvazione delle tabelle organizzative degli uffici giudicanti e soprattutto al riordino della disciplina del collocamento in posizione di fuori ruolo dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili; in particolare, ai principi e ai criteri direttivi per la revisione, secondo principi di trasparenza e valorizzazione del merito, dei criteri di assegnazione degli incarichi direttivi e semidirettivi. Il testo su cui abbiamo ampiamente discusso anche nella lunga interlocuzione in Commissione - e ringrazio tutti i colleghi per l'impegno - detta principi per lo svolgimento di procedure comparative per l'attribuzione degli incarichi, dalla pubblicità delle stesse al divieto per ciascun magistrato di presentare contemporaneamente più di due domande, all'ordine di definizione dei procedimenti e alle stesse audizioni dei candidati. Interviene sulla valutazione delle attitudini e del merito degli stessi candidati. Il legislatore delegato, in ogni caso, dovrà tener conto delle specifiche competenze richieste per l'incarico al quale il candidato aspira, considerando le esperienze fatte in posizione di fuori ruolo solo se idonee a favorire l'acquisizione di competenze coerenti con le funzioni direttive e semidirettive. Di non poco conto sono i principi e i criteri direttivi per la riforma del procedimento di approvazione delle tabelle organizzative degli uffici giudiziari, disciplinando anche la documentazione che il presidente della Corte d'appello dovrà allegare ai progetti inviati al Consiglio superiore della magistratura e semplificando anche le fasi successive di approvazione. Il provvedimento individua principi e criteri direttivi per la revisione dei criteri di accesso alle funzioni di consigliere di Cassazione e di sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione. Un punto chiaro su cui ci siamo soffermati, anche con interventi migliorativi in ordine alla valutazione di professionalità dei magistrati, è quello che contiene, all'articolo 3, determinati principi e criteri direttivi di merito molto chiari sul funzionamento dei consigli giudiziari, nei quali è esteso il ruolo dei componenti laici ed è soprattutto consentito agli avvocati di esprimere un voto unitario sul magistrato in verifica. Lo stesso articolo attiene anche ai criteri di valutazione della professionalità, tra i quali sono inseriti il rispetto dei programmi annuali di gestione dei procedimenti e l'esito degli affari nelle successive fasi del giudizio; alla semplificazione della procedura di valutazione in caso di esito positivo della stessa; al rapporto tra procedimento disciplinare e valutazione di professionalità, stabilendo che i fatti accertati in via definitiva in sede disciplinare debbano comunque essere oggetto di valutazione ai fini della progressione della carriera; all'istituzione del fascicolo per la valutazione del magistrato, da tenere in considerazione oltre che in sede di verifica della professionalità anche in sede di attribuzione degli incarichi direttivi e semidirettivi; agli effetti sulla progressione economica e sull'attribuzione delle funzioni di reiterati giudizi non positivi. È chiaro il riferimento anche a un intervento sulla disciplina dell'accesso stesso in magistratura, dettando principi nuovi e criteri direttivi che sono volti ad abbandonare l'attuale modello del concorso di secondo grado, così da ridurre i tempi che intercorrono tra la laurea dell'aspirante magistrato e la sua immissione in ruolo. Si lavorerà pertanto per consentire lo svolgimento del tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari anche ai laureandi in giurisprudenza per prevedere che la Scuola superiore della magistratura organizzi corsi di preparazione al concorso destinati a coloro che abbiano svolto il tirocinio formativo, oltre a coloro che abbiano prestato la propria attività nell'ambito dell'ufficio del processo, in attuazione del grosso investimento previsto dal PNRR. L'articolo 5 detta principi molto chiari in ordine alla disciplina dei fuori ruolo, tra magistrati ordinari, amministrativi e contabili. Bisognerà individuare - su questo punto ci siamo particolarmente spesi - tra i vari incarichi extragiudiziari quelli che determinano obbligatoriamente il collocamento fuori ruolo e quelli che possono essere svolti ponendosi in aspettativa, dettando una regolamentazione specifica per gli incarichi da svolgere anche a livello internazionale, garantendo un complessivo ridimensionamento dell'istituto del collocamento fuori dal ruolo organico, riducendo il numero dei magistrati - e siamo intervenuti specificamente sul punto - che possono accedervi e contenendo tanto la durata del periodo, quanto la tipologia degli incarichi che essi potranno assumere.