[ddlpres]

A tal fine, vengono ridisegnate competenze e composizione dell'Osservatorio nazionale per la formazione sanitaria specialistica nonché degli omologhi osservatori regionali; questi ultimi, in particolare, verranno dotati di una reale terzietà rispetto agli erogatori della formazione. Inoltre, al fine di effettuare rilevazioni sulla qualità della formazione, nonché visite in loco strutturate, gli osservatori regionali si avvarranno dell'affiancamento dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), ovvero di commissari designati dal Ministero dell'università e della ricerca e dal Ministero della salute, rendendo tali interventi sostenibili nel tempo e capillari sul territorio nazionale. In tale direzione, si intende istituire presso il Ministero della salute un Albo nazionale degli esperti in accreditamento delle scuole di specializzazione riservate ai medici e dei corsi regionali di formazione specifica di medicina generale. L'articolo 45- quater si propone di ridefinire le competenze e le procedure relative alla definizione del fabbisogno di medici chirurghi, di medici di medicina generale e di medici specialisti da formare. Tale fabbisogno verrà predisposto dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, sentiti i portatori di interesse, su un orizzonte temporale almeno quinquennale, nell'ottica della pianificazione delle competenze mediche necessarie a dare una risposta al bisogno di salute espresso dalla popolazione su base regionale e nazionale. La principale innovazione che si intende introdurre è rappresentata dal fatto che le regioni e le province autonome si avvarranno del supporto tecnico dell'AGENAS che, a tal fine, svilupperà standard e indicatori, nonché modelli previsionali sugli scenari relativi alla salute, tenendo conto: a) del quadro epidemiologico e del bisogno di salute espresso dalla popolazione; b) delle esigenze di pianificazione e riorganizzazione dell'offerta socio-sanitaria; c) della dotazione di forza lavoro socio-sanitaria e del turn over del personale del Servizio sanitario nazionale; d) del fenomeno della fisiologica devoluzione delle competenze dal medico agli altri professionisti sanitaria ( task-shifting ) e della programmazione dei fabbisogni delle professioni sanitarie. L'AGENAS, pertanto, sarà chiamata a sviluppare una piattaforma informativa comune per l'integrazione su base nazionale e regionale delle informazioni sulla demografia occupazionale, sulle competenze acquisite e certificate (misurate in ECTS) dal conseguimento della laurea abilitante alla formazione continua espletata nel corso dell'esercizio della professione, potendosi avvalere della collaborazione dell'Osservatorio nazionale e degli omologhi osservatori regionali di cui agli articoli 43 e 45- ter , nonché della disponibilità di tutti i flussi informativi in tema di forza lavoro e condizione occupazionale e di formazione medica pre e post lauream gestiti dal Ministero della salute, dal Ministero dell'università e della ricerca, dalla Ragioneria generale dello Stato, dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, dalle università, nonché dagli ordini professionali e dagli enti previdenziali. Inoltre, l'AGENAS. è incaricato di elaborare e pubblicare report annuali, contenenti analisi sugli scenari contingenti e previsionali della forza lavoro in sanità. Infine, al comma 3, fermo restando il rispetto del fabbisogno come ridefinito dal comma 1, si disciplina la determinazione dei posti da assegnare alle università per l'accesso ai corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia e alle scuole di specializzazione, nonché alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano per l'accesso ai corsi di formazione specifica di medicina generale, tenendo in debito conto la capacità ricettiva e il volume assistenziale delle strutture sanitarie inserite nelle reti formative integrate, nonché delle valutazioni effettuate in sede di procedura di accreditamento dagli osservatori di cui agli articoli 43 e 45- ter , ivi includendo i risultati sulla rilevazione dell'opinione dei discenti sulla qualità della formazione e, in particolare, sull'attività di tutorato. In questo contesto, con l'articolo 2 del disegno di legge si disciplina l'accesso in sovrannumero ai corsi di formazione specialistica e specifica di medicina generale nei limiti del fabbisogno di professionalità documentato sulla base delle procedure innovative di cui all'articolo 45- quater del decreto legislativo n. 368 del 1999. A tal fine, all'articolo 3 del disegno di legge si rende necessario abrogare l'articolo 3 della legge 29 dicembre 2000, n. 401. In ultimo, attraverso una modifica puntuale del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, si vuole consentire ai medici specialisti in medicina di comunità e cure primarie di poter accedere ai ruoli di dipendenza del Servizio sanitario nazionale nel contesto dell'assistenza primaria e, segnatamente, delle case di comunità e degli ospedali di comunità. Tali ruoli sono da considerarsi integrativi rispetto all'attività assistenziale convenzionata garantita dai medici di medicina generale.. Art. 1. (Modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368) 1. Al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 18: 1) al comma 1: 1.1) alla lettera a), le parole da: « conoscenze delle scienze » fino a: « comprensione » sono sostituite dalle seguenti: « conoscenze delle scienze biomediche sulle quali si fonda l'arte medica, delle scienze umane e sociali, nonché la comprensione »; 1.2) la lettera c) è sostituita dalla seguente: « c) adeguate conoscenze dei problemi e delle metodologie atte a sviluppare una concezione coerente della natura delle malattie mentali e fisiche, della promozione della salute e del benessere psico-fisico, della prevenzione, della diagnosi e terapia, della riproduzione umana, nonché dell'organizzazione sanitaria »; 1.3) la lettera d) è sostituita dalla seguente: « d) adeguata esperienza clinica e assistenziale, acquisita sotto la supervisione delle università e sotto opportuno controllo del personale del Servizio sanitario nazionale, organizzate in reti formative integrate, individuate dalle università, d'intesa con le regioni e con le province autonome di Trento e di Bolzano di riferimento, in conformità a standard , requisiti e livelli di performance stabiliti con decreto adottato dal Ministro dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute »; 1.4) dopo la lettera d) è aggiunta, in fine, la seguente: « d-bis) adeguate competenze professionali, ovvero il raggiungimento di obiettivi formativi teorici, pratici e attitudinali, che consentano di soddisfare adeguatamente i bisogni di salute della popolazione »; 2) al comma 2, le parole da: « teoriche » fino a: « università » sono sostituite dalle seguenti: « teorico, impartite in una università, e pratiche, attestate da un medico tutore, espletate nelle reti formative di cui all'articolo 20, comma 1, lettera d) , sotto il coordinamento dell'università di riferimento. » ; 3) il comma 2- bis è abrogato; b) dopo l'articolo 18 è inserito il seguente: « Art. 18- bis. – 1 . Il percorso formativo della professione medica valorizza le conoscenze e le competenze, nonché garantisce un'omogenea qualità dell'offerta formativa sul territorio nazionale.