[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 4, lettera f), 7, comma 9-septies, e 40, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, (Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive), convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, promosso dalla Regione Campania con ricorso spedito per la notificazione il 12 gennaio 2015, depositato in cancelleria il 21 gennaio 2015 ed iscritto al n. 13 del registro ricorsi 2015. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio dell'8 marzo 2017 il Giudice relatore Silvana Sciarra. Ritenuto che, con ricorso spedito per la notifica il 12 gennaio 2015, depositato il successivo 21 gennaio e iscritto al registro ricorsi n. 13 del 2015, la Regione Campania ha promosso questione di legittimità costituzionale in via principale, fra l'altro, degli artt. 3, comma 4, lettera f), 7, comma 9-septies, e 40, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 (Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 novembre 2014, n. 164, per violazione degli artt. 3, secondo comma, 5, 119, quinto comma, 120, secondo comma, e 117, primo comma, della Costituzione quest'ultimo in relazione agli artt. 11 e 15 del regolamento (CE) 11 luglio 2006, n. 1083/2006 (Regolamento del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento CE n. 1260/1999), al regolamento (CE) 17 dicembre 2013, n. 1303/2013/UE (Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento CE n. 1083/2006 del Consiglio) e anche in relazione all'art. 4, comma 3, del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76 (Primi interventi urgenti per la promozione dell'occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiunto IVA e altre misure finanziarie urgenti), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 9 agosto 2013, n. 99; che la ricorrente impugna gli artt. 3, comma 4, lettera f), 7, comma 9-septies, e 40, comma 2, nella parte in cui hanno individuato la copertura di alcuni fondi ministeriali (il Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Fondo per le emergenze nazionali, nonché il Fondo sociale per occupazione e formazione) mediante la corrispondente riduzione della quota nazionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) - programmazione 2014-2020 - di cui all'art. 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, recante «(Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilità 2014)»; che, ad avviso della ricorrente, i predetti articoli sarebbero lesivi, in primo luogo, dell'art. 119, quinto comma, Cost., in quanto la riduzione della quota nazionale per il Fondo per lo sviluppo e la coesione, in assenza di ogni indice da cui possa desumersi che le risorse indicate siano esclusivamente indirizzate a favore dei medesimi territori sottoutilizzati e con la medesima chiave percentuale di riparto (80 per cento per le aree del Mezzogiorno e 20 per cento per le aree del Centro-Nord), si risolverebbe in una diminuzione del complesso delle risorse destinate a sostenere interventi per lo sviluppo delle predette aree sottoutilizzate, con un conseguente effetto sperequativo implicito e in violazione del principio di tipicità delle ipotesi e dei procedimenti attinenti alla perequazione regionale, prescritto dalla legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione), e dal decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88 (Disposizioni in materia di risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione di squilibri economici e sociali, a norma dell'articolo 16 della legge 5 maggio 2009, n. 42); che la Regione ritiene che le medesime disposizioni contrastino anche con l'art. 120 Cost. e con il principio di leale collaborazione, in quanto, nella parte in cui stabiliscono la riduzione del Fondo per la sviluppo e la coesione unilateralmente, in difformità rispetto a quanto prescritto dal d.lgs. n. 88 del 2011, vanificherebbero la bilateralità della procedura prevista da norme interposte, attraverso la statuizione della forza decisiva della volontà di una sola parte; che anche l'art. 3, secondo comma, Cost. sarebbe violato dalle citate disposizioni, che configurerebbero una irragionevole sottrazione di risorse dall'ambito delle azioni positive volte a rimuovere gli squilibri economici e sociali in determinati territori svantaggiati; che, con specifico riguardo all'art. 40, comma 2, del citato d.l. n. 133 del 2014, che dispone il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, mediante la riduzione della dotazione degli incentivi straordinari per la promozione dell'occupazione in particolare per le Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia (art. 1, comma 12, lettera a del d.l. n. 76 del 2013), la Regione Campania deduce anche la violazione dell'art. 117, primo comma, Cost., in relazione agli artt. 11 e 15 del regolamento CE n. 1083 del 2006, al regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio n. 1303 del 2013 e all'art. 4, comma 3, del d.l. n. 76 del 2013, che ha recepito il principio del partenariato nel nostro ordinamento;