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La lettera a) prevede che, nel caso in cui l'accantonamento al fondo peggiori il risultato di amministrazione disponibile, determinando un disavanzo, il fondo anticipazioni di liquidità è applicato all'entrata del bilancio dell'esercizio 2016 per un importo pari a quello del maggiore disavanzo determinato dall'accantonamento al fondo e nuovamente stanziato in spesa per lo stesso importo al netto del rimborso dell'anticipazione effettuato nell'esercizio precedente. Negli esercizi successivi, il fondo iscritto in spesa del bilancio precedente è stanziato in entrata del bilancio di previsione, e reiscritto in spesa, al netto dei rimborsi delle anticipazioni effettuati nell'esercizio precedente. La lettera b) prevede che la quota del fondo anticipazione di liquidità di importo superiore all'ammontare del fondo di cui alla lettera a) è utilizzata secondo le modalità previste dall'articolo 2, comma 6, del citato decreto-legge n. 78 del 2015, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 2015, che consente al fondo anticipazioni di liquidità di confluire nel fondo crediti di dubbia esigibilità previsto e disciplinato dal decreto legislativo n. 118 del 2011. Il comma 10 riguarda espressamente la regione Piemonte, i cui risultati di amministrazione 2013 e 2014 sono rideterminati sulla base delle indicazioni della Corte dei conti - Sezione regionale di controllo per il Piemonte, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 181 del 2015. La norma prevede che il maggiore disavanzo determinatosi a seguito dell'applicazione della predetta sentenza è annualmente ripianato, a decorrere dal 2016, per un importo pari al contributo versato alla gestione commissariale nel corso dell'esercizio precedente (ovvero, a seguito della chiusura della gestione commissariale, versato allo Stato). Il fondo vincolato per le anticipazioni di liquidità è utilizzato nel bilancio di previsione 2016, applicandolo interamente in entrata e ristanziandolo in spesa per lo stesso importo al netto del contributo versato alla gestione commissariale del Piemonte nell'esercizio precedente. Negli esercizi successivi, il fondo iscritto in spesa del bilancio precedente è stanziato in entrata del bilancio di previsione, e reiscritto in spesa al netto del contributo versato nell'esercizio precedente alla gestione commissariale. La regione Piemonte è tenuta ad accantonare nel risultato di amministrazione 2015 un ulteriore fondo di importo pari alle passività trasferite alla propria gestione commissariale, diverse da quelle finanziarie. Il conseguente disavanzo è annualmente ripianato dopo avere coperto il disavanzo determinato dall'applicazione della sentenza, con le medesime modalità previste per il ripiano del predetto disavanzo. Articolo 2 . Si rappresenta preliminarmente che il decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222 (articolo 5), ha introdotto un nuovo meccanismo di governo della spesa farmaceutica che lega la vigenza di un tetto nazionale per l'erogazione dell'assistenza farmaceutica territoriale a carico del Servizio sanitario nazionale, con un procedimento di ripiano a carico delle aziende farmaceutiche, che deve essere avviato in caso di sfondamento del tetto stesso. Tale meccanismo prevede l'attribuzione, ad ogni azienda farmaceutica, ad inizio anno, di un budget che individua il livello massimo della spesa a carico del Servizio sanitario nazionale, per i medicinali di cui l'azienda stessa è titolare. Successivamente, attraverso il monitoraggio della spesa farmaceutica territoriale a livello nazionale, si procede alla verifica del rispetto del tetto e, in caso di sfondamento, l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) provvede ad emanare il provvedimento di ripiano attraverso pay-back . A decorrere dall'anno 2013, il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, oltre ad aver rideterminato il tetto della spesa farmaceutica territoriale all'11,35 per cento del finanziamento a cui concorre ordinariamente lo Stato, inclusi gli obiettivi di piano e le risorse vincolate e al netto delle somme erogate per il finanziamento delle attività non rendicontate delle aziende sanitarie, ha esteso il meccanismo del pay-back anche alla spesa farmaceutica ospedaliera, prevedendone un ripiano a carico dell'industria farmaceutica nella misura del 50 per cento dell'eventuale sfondamento a livello nazionale. Di conseguenza sono state disciplinate due distinte tipologie di pay-back in relazione ai due canali distributivi del farmaco: territoriale ed ospedaliero. In sintesi, la normativa vigente attribuisce all'AIFA, in caso di mancato rispetto di uno solo o di entrambi i tetti di spesa, il compito di avviare il procedimento di ripiano e di predisporre il provvedimento finale che attua la restituzione da parte delle aziende farmaceutiche alle regioni (pay-back) degli importi dovuti in applicazione della citata normativa. La realizzazione di tale procedimento è imprescindibilmente legata ai dati comunicati dalle regioni e dalle aziende farmaceutiche al Ministero della salute. Qui di seguito si riportano i tetti di spesa vigenti: 1) tetto della spesa farmaceutica ospedaliera, fissato dall'articolo 15, comma 4, del decreto-legge n. 95 del 2012 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, pari al 3,5 per cento del Fondo sanitario nazionale; 2) tetto della spesa farmaceutica territoriale, fissato dall'articolo 5, comma 1, del decreto-legge n. 159 del 2007, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 222 del 2007, e successivamente modificato ai sensi dell'articolo 15, comma 3, del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, pari all'11,35 per cento del Fondo sanitario nazionale. Il meccanismo normativo correlato allo sfondamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale prevede altresì un obbligo di ripiano da parte della filiera distributiva a favore delle regioni e delle province autonome. Il pay-back dipende dai dati di dettaglio del monitoraggio della spesa farmaceutica a livello nazionale ed in ogni regione. In particolare, il monitoraggio della spesa farmaceutica ospedaliera si realizza sulla base dei dati trasmessi dalle aziende farmaceutiche al Ministero della salute, nell'ambito del flusso della tracciabilità del farmaco (disciplinato ai sensi del decreto ministeriale 15 luglio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 2 del 4 gennaio 2005), al netto della spesa risultante dai dati trasmessi dalle regioni al Ministero della salute, relativi alla spesa per medicinali erogati in distribuzione diretta e per conto, ai sensi del decreto ministeriale 31 luglio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 229 del 7 ottobre 2009.