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La volontà dei soggetti di cui al comma 1 di accedere alle tecniche di PMA attraverso la sostituzione mitocondriale è espressa per iscritto congiuntamente al medico responsabile del Centro, secondo modalità definite con decreto dei Ministri della giustizia e della salute, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Tra la manifestazione della volontà e l'applicazione della tecnica deve intercorrere un termine non inferiore a sette giorni. La volontà può essere revocata da ciascuno dei soggetti indicati dal presente comma fino al momento della fecondazione dell'ovulo. 3. Il medico responsabile del Centro può decidere di non procedere alla PMA esclusivamente per motivi di ordine medico-sanitario. In tale caso, deve fornire ai soggetti coinvolti la motivazione scritta di tale decisione. Art. 5. (Relazione al Parlamento) 1. Il Ministro della salute, sentiti l'Istituto superiore di sanità, il Consiglio superiore di sanità e il Comitato etico nazionale per le sperimentazioni degli enti pubblici di ricerca e altri enti pubblici a carattere nazionale, predispone una relazione sull'attività del Centro di cui all'articolo 3 della presente legge. 2. Il Ministro della salute presenta alle Camere, entro il 30 settembre di ogni anno, la relazione di cui al comma 1. Art. 6. (Disposizioni finanziarie) 1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sanitario nazionale di cui all'articolo 12, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.