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In occasione della Conferenza dei Capigruppo, terminata prima dell'inizio dei lavori di quest'Aula, abbiamo avanzato una proposta di calendario diverso da quello poi assunto dalla Conferenza. Intervengo, dunque, per ribadire le nostre posizioni e per integrare il calendario con le proposte che avevamo già avanzato. In particolare, intervengo per ribadire la nostra posizione per una proposta istituzionale e per una richiesta politica. Quella istituzionale è la seguente: come appena ricordato dalla presidente De Petris, nel corso della Conferenza dei Capigruppo noi abbiamo chiesto che si desse seguito ad un impegno già assunto nella seduta pubblica del 29 novembre, nella quale il ministro Moavero Milanesi disse, testualmente, che «il Presidente del Consiglio ha comunicato che il Governo (…) ritiene opportuno che ci sia un dettagliato e articolato dibattito in Parlamento sulla vicenda» del Global compact for migration. Ovviamente, ci siamo accorti tutti che proprio la prossima settimana, nelle giornate del 10 e dell'11 dicembre, a Marrakech si terrà una importante Conferenza sul tema, quindi chiediamo coerenza e rispetto per queste istituzioni e chiediamo che il Governo, per tramite del suo Presidente del Consiglio o per un suo delegato, riferisca in Parlamento in tempo utile affinché il Parlamento, in particolare l'Aula del Senato, possa discutere approfonditamente questo tema e possa, in maniera chiara, determinare la posizione del nostro Paese. Lo dico anche alla luce di ambigue affermazioni che vengono riportate dai media in questi giorni, affermazioni del Governo. La motivazione del mio intervento, ovvero la proposta politica riguarda il fatto che abbiamo chiesto in sede di Conferenza dei Capigruppo, tramite il presidente Marcucci - e lo chiediamo ancora oggi - che il ministro Di Maio venga in Aula per informare il Parlamento sulla triste vicenda che da giorni è ripresa, ahimè, da tutti i media nazionali, che riguarda la sua famiglia, la sua azienda e i gravi fatti - come ammesso anche dal padre, Antonio Di Maio - relativi ad irregolarità nell'assunzione di lavoratori in nero e all'omessa denuncia di infortuni sul lavoro, solo per citare alcuni dei casi. (Applausi della senatrice Lonardo) . Molte di tali questioni rimangono oscure e ancora da chiarire e io ho voluto essere essenziale ma non certo per alleggerire la gravità di questa vicenda. Mai, io credo e noi riteniamo, che il Parlamento si possa e debba sostituire alle prerogative dell'autorità giudiziaria, ma nemmeno può abdicare al suo ruolo di responsabilità politica e di vigilanza sull'attività del Governo. Non esiste una ragione per cui quest'Aula non chieda al ministro e vice presidente Di Maio di venire in Senato a chiarire la sua posizione personale relativamente alle vicende di cui sopra. Ovviamente, confidiamo di avere celermente una risposta su questo punto e che il Ministro possa venire in Aula già nei prossimi giorni. Rispetto invece alla proposta di integrazione del calendario e di modifica, riteniamo allo stesso modo che i prossimi due giorni siamo quelli utili affinché sia inserita un'informativa da parte del Ministro competente o in generale del Governo sul Global compact for migration. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, il Gruppo di Forza Italia ha presentato una mozione sul Global compact for migration, esprimendo la propria perplessità e quindi invitando il Governo a non ratificare questa intesa, perché noi abbiamo preso sul serio la valutazione del Governo di parlamentarizzare, com'è assolutamente corretto, la discussione su tale argomento. Francamente riteniamo che i tempi ci siano, sia nel corso delle sedute di questa settimana, anche oggi stesso, dato che la seduta sta per terminare e sono le 16,45. Si potrebbe discutere subito un tema del genere, anche perché si tratta di un tema maturo e conosciuto, dato che il documento circola da tempo. Si poteva fare anche nei prossimi giorni della settimana o, come qualcuno ha detto, partendo da un punto di vista nel merito diverso dal nostro (ma il merito lo si discuterebbe se si potesse farlo) anche lunedì. La nostra richiesta è rilevante proprio perché il vice presidente del Consiglio, senatore Salvini, alla Camera - perché non ho ascoltato in Aula al Senato questa dichiarazione, forse ero assente ma l'ho vista in televisione e mi è sembrato fosse alla Camera dei deputati - ha detto che il Governo non deve firmare quell'atto e non deve partecipare alla Conferenza internazionale promossa dall'ONU che, come è stato già detto, si terrà il 10 e l'11 dicembre. Il presidente del Consiglio... Conte - non ricordavo il nome ma questo non è grave - ha espresso pubblicamente più volte, anche in sede ONU - e anche questa è un'immagine televisiva che mi è abbastanza nitida - quando è intervenuto nelle sessioni periodiche cui partecipano i rappresentanti dei Governi, una valutazione largamente positiva e l'altro giorno è rimasto spiazzato da una dichiarazione che evidentemente non prevedeva e che io - lo dico per la seconda volta - condivido nel merito. Al riguardo il nostro Gruppo questa mattina, come ha annunciato il senatore Malan quale vice presidente vicario nella Conferenza dei Capigruppo, ha presentato una mozione su cui non mi dilungo, perché non è questa la sede, in cui si evidenzia come la condizione specifica dell'Italia, quale Paese proteso nel Mediterraneo, con i problemi migratori che conosciamo e non devo qui richiamare, abbia interesse a valutare in anticipo cosa fare. L'agnosticismo, cioè dire «Non vado», come dice Conte, «perché non mi ci mandano», sostanzialmente, o «perché non so che dire», non è una posizione seria. È noto che io non la penso come la senatrice De Petris, che pure chiede, con motivazioni diverse dalle mie, la discussione di questo tema, ma il Parlamento e la democrazia servono a questo: le decisioni si prendono nelle Aule parlamentari, non al telegiornale! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Prima notizia: "non si firma"; quarta notizia: "si firma"; materiale di repertorio: "sono andato all'ONU" (poi, le registrazioni televisive rimangono). Non va bene. Si è detto che la discussione si parlamentarizza? Facciamolo. Si dice che non c'è nel contratto, ma si parla dell'ONU e di Marrakech, non è che il contratto che avete fatto il principio universale e il pianeta vi si uniforma, per cui non fanno la Conferenza di Marrakech perché non è in esso prevista. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mi rivolgo ai colleghi della Lega, che hanno detto cose giuste sul punto: noi abbiamo presentato una mozione per ribadire la nostra posizione al riguardo e la illustreremo quando sarà consentito, ma una discussione a babbo morto o a Marrakech celebrato ha poco senso e non è decoroso avere un Presidente del Consiglio che si rimangia quello che ha detto e non va. Abbia il coraggio di affrontare l'Assemblea e dire quello che pensa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi non vogliamo firmare quella convenzione, ma vogliamo che il Parlamento sovrano si pronunci prima e non dopo. Insistiamo quindi per l'inserimento - quando vuole lei, presidente Calderoli, stasera, domani, quando volete, in una sessione speciale o lunedì - dell'argomento.