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ma per molto tempo i sopravvissuti hanno avuto difficoltà a parlare, perché vi è stata per anni una rimozione di ciò che era accaduto, di quell'orrore. Il nostro dovere oggi non solo è quello di non abbassare la guardia, ma è anche quello di impegnarci nei viaggi della memoria e nella conoscenza. Come giustamente ha affermato il Sottosegretario, solo chi sa, chi ha veramente conoscenza dell'orrore vissuto, può scegliere di essere un uomo libero o una donna libera e di opporsi a tutti i tentativi subdoli, magari sottovalutati, di spinta all'odio. Nella storia di questa civile Europa, come ricordava prima la collega, sono tornati gli orrori. Certamente la Shoah ha la sua unicità, perché in quel caso era stato organizzato lo sterminio, la soluzione finale. Ma la cosa più importante, torno a ripetere, è la conoscenza. Noi dobbiamo fare in modo che vi sia davvero una forte iniziativa all'interno delle scuole, non solo con i viaggi della memoria, ma anche con la formazione dagli insegnanti. Il negazionismo a livello storico era un fatto assolutamente residuale e secondario; oggi anche quello è cambiato. Anche nel mondo della ricerca storiografica, quindi, bisogna fare un lavoro molto importante ed è tra gli impegni delle mozioni. La memoria non può infatti essere custodita e trasmessa soltanto dai sopravvissuti, che purtroppo con gli anni sono sempre meno, ma siamo noi che dobbiamo impegnarci affinché all'interno della società siano i nostri ragazzi, i giovani, gli elementi che portano avanti questa memoria. Quindi noi trasmettiamo la memoria, ma in loro, come in tutta la società, devono crescere gli anticorpi. Questa è la cosa più importante: a un virus maledetto, come quello del razzismo e dell'antisemitismo, si deve rispondere con un vaccino che faccia crescere gli anticorpi all'interno della società. Questo è l'impegno più importante che dobbiamo portare avanti. Ha detto bene nel suo intervento - che condivido parola per parola - il collega Rampi; l'atto che facciamo con le mozioni è importante, ma non ci possiamo soltanto lavare la coscienza. Ognuno di noi ha una responsabilità: siamo parlamentari, siamo senatori, qualsiasi cosa diciamo e facciamo ha un peso. E, quindi, ancor di più noi dobbiamo essere portatori, nella nostra coscienza e nel modo in cui svolgiamo il nostro lavoro politico, non solo di questa memoria ma anche degli anticorpi contro ogni forma di razzismo e di antisemitismo. Credo che questa sia la cosa più importante. Vorrei concludere con una frase del discorso che la nostra collega Liliana Segre ha tenuto a Bruxelles, che è un messaggio per i giovani, un messaggio di amore per la vita e un augurio. Liliana Segre in questa sua fatica, in questo suo dolore, ma anche in questo suo dovere di testimonianza del ricordo ha auspicato «che la farfalla gialla voli sempre sopra i fili spinati». È il messaggio della vita, il messaggio che dobbiamo cercare di trasmettere ai nostri ragazzi. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU, M5S e PD) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, la ringrazio e chiaramente ringrazio tutti i colleghi. Intervengo con grande senso di responsabilità a nome del Gruppo Fratelli d'Italia sulle mozioni che stiamo discutendo. Oggi è il 5 febbraio, una data che si pone - non so se casualmente - a cavallo tra due giornate altrettanto importanti per la nostra memoria storica: il Giorno della Memoria del 27 gennaio e il Giorno del Ricordo del 10 febbraio. Sono due date che ricordano momenti tragici della nostra storia europea; due date che ricordano delle atrocità che vanno certamente al di là della politica e della storia. Momenti che devono ricordare a ciascuno di noi, da sinistra a destra, come l'uomo in troppe occasioni non ha saputo essere all'altezza di quella umanità che dovrebbe invece caratterizzarci. E, quindi, se così è, non posso che accogliere con piacere l'invito che ci è stato rivolto in alcuni interventi che mi hanno preceduto a voler votare trasversalmente e unitariamente sulle mozioni che sono state presentate. Credo, cari colleghi, che Fratelli d'Italia abbia dimostrato e dimostri la propria coerenza: infatti noi non abbiamo voluto presentare un'ulteriore mozione sul tema specifico, proprio perché riteniamo, nei fatti, che si debba arrivare a votare una mozione unitaria. Vorremmo invece - e in tal senso rivolgiamo un invito e un auspicio all'Assemblea e alla Presidenza - che ben presto potesse essere posta in discussione una mozione più ampia sull'antisemitismo, come quella che Fratelli d'Italia ha depositato fin dallo scorso anno che vuole far sì che di tale fenomeno storico si ragioni e discuta in una dimensione più ampia, valutando i pericoli che purtroppo oggi - e non ieri - riguardano questa situazione. Mi riferisco in particolare all'antiebraismo, che purtroppo pervade oggi non solamente le frange più estreme e reazionarie della destra e della sinistra ma anche - ahimè - quel mondo islamico che oggi viene vissuto come un grave pericolo per l'esistenza stessa di un popolo e anche di un Paese quale Israele. Auspichiamo quindi che ben presto si possa ampliare il ragionamento sul tema. Nel merito, come detto, siamo assolutamente favorevoli. Presidente, riteniamo che riflettere sul giorno della memoria voglia dire riflettere su come tutelare oggi le libertà individuali e l'essere umano, al di là di ogni caratterizzazione di razza, di religione e di ideologia politica. Ben vengano quindi tutte le iniziative che vogliono portare maggiore cultura e conoscenza. Quando si parla di cultura e di conoscenza, si deve parlare di trasversale cultura e conoscenza e ovviamente nessuno deve avere paura di aprire i propri armadi e di fare i conti con il proprio passato. Io lo dico onestamente e fieramente da destra e sono certo che altrettanto si saprà fare anche dall'altra parte politica. Certamente le atrocità non possono avere un colore e vanno condannate a prescindere, da qualunque parte storica, politica o temporale possono essere provenute. Bisogna quindi tutelare il ricordo e rendere consapevoli soprattutto i nostri giovani delle atrocità del passato su popoli che - ahimè - hanno dovuto scontare la cattiveria umana. Mi riferisco ovviamente in primis al popolo ebraico e a quanto successo agli armeni, ai curdi, agli ucraini e ai tanti oppositori politici che nelle varie realtà del nostro mondo, ieri ed oggi, vengono purtroppo discriminati, vessati e uccisi per le proprie idee. Non è un ricordo del passato, ma è una perpetrazione nel presente delle atrocità umane che dobbiamo condannare proprio ricordandoci che la storia è davvero magistra vitae (maestra di vita) o, almeno, lo dovrebbe essere. Non possiamo che fare riferimento, come sintesi politica, alla risoluzione dell'Unione europea che ha condannato ovviamente tutti i totalitarismi e che facendo così vuole condannare, senza barriere e steccati, le atrocità del passato e le situazioni del presente in cui purtroppo si continua a denigrare l'essere umano in quanto uomo e persona. Per quanto riguarda i viaggi della conoscenza, certamente è un bene che si possa apprendere non solamente dai libri di testo.