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– (Abrogazione e modifica di disposizioni di legge che prevedono l'adozione di provvedimenti attuativi) L'articolo 4 prevede, al comma 1, l'abrogazione delle seguenti disposizioni, elencate nell'Allegato 1: n. 1 (abrogazione dei commi 5, 6 e 7 dell'articolo 1 del decreto legislativo 15 dicembre 2014, n. 188) Le disposizioni normative che si abrogano disciplinano la rintracciabilità dei prodotti da tabacco e la legittimazione della loro circolazione nei confronti dei consumatori conformemente a quanto previsto dalla direttiva 2014/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 aprile 2014, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati e che abroga la direttiva 2001/37/CE. Nelle more del recepimento nell'ordinamento italiano della direttiva, l'articolo 1 del decreto legislativo n. 188 del 2014 prevedeva che, con apposito regolamento del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, fossero adottate le suddette disposizioni. Tale regolamento non è mai stato adottato. Tuttavia, successivamente al 2014 e alle disposizioni sopra richiamate, è intervenuto il decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6, che ha espressamente recepito la direttiva europea 2014/40/UE e ha previsto l'applicazione, a decorrere dal 20 maggio 2019, delle relative disposizioni sulla medesima materia. In particolare, il capo II del decreto legislativo n. 6 del 2016 è relativo alla etichettatura e al confezionamento dei prodotti del tabacco. Ciò rende chiaramente superata l'esigenza della adozione del provvedimento attuativo previsto dai commi 5, 6 e 7 dell'articolo 1 del decreto legislativo 15 dicembre 2014, n. 188. Pertanto, vengono abrogati il citato comma 5 dell'articolo 1 del decreto legislativo n. 188 del 2014 e, di conseguenza, i correlati commi 6 e 7. n. 2 (abrogazione dell'articolo 4 del decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 93) L'articolo 4 del decreto legislativo n. 93 del 2016 dispone che: « Con regolamento da adottare, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, anche sulla base degli esiti di approfondimenti da effettuare senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica dagli uffici dell'amministrazione economico-finanziaria in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e sentiti i Ministeri interessati, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuati gli interventi da realizzare e le modalità da seguire per la razionalizzazione delle procedure contabili e per il miglioramento della rappresentazione delle risultanze gestionali di entrata nel rendiconto generale dello Stato, anche con riguardo alla determinazione ed alle variazioni dei residui attivi, nell'ottica del potenziamento del bilancio di cassa e dell'avvicinamento del concetto di accertamento a quello di riscossione ». La norma in esame abroga il citato articolo 4 in quanto le disposizioni in esso contenute risultano superate dall'articolo 6 del decreto legislativo 16 marzo 2018, n. 29, recante Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 93, con l'introduzione del nuovo concetto di accertamento per le entrate dello Stato. Le attività indicate dal citato articolo 4 sono infatti state avviate nell'ambito della sperimentazione del nuovo accertamento e il regolamento previsto dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 93 del 2016 è stato sostituito dalla previsione del decreto del Presidente della Repubblica di revisione del regolamento di contabilità di cui all'articolo 6, comma 5, del decreto legislativo n. 29 del 2018. n. 3 (abrogazione del comma 1 dell'articolo 51 del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120) La disposizione in esame: – prevede l'individuazione, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, adottati entro il 31 dicembre 2020, di interventi finalizzati al potenziamento o all'adeguamento della sicurezza delle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie e idriche esistenti che ricadono nelle categorie progettuali di cui agli allegati II e II- bis alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (per i quali, quindi, è prevista la verifica di assoggettabilità a VIA ovvero la valutazione di impatto ambientale di competenza statale); – disciplina, in relazione a tali interventi, una procedura specifica, che prevede la partecipazione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, finalizzata a stabilire, in ragione della presunta assenza di potenziali impatti ambientali significativi e negativi, se essi debbano essere sottoposti a verifica di assoggettabilità a VIA, a valutazione di impatto ambientale, ovvero non rientrino nelle categorie di cui ai commi 6 o 7 del medesimo articolo 6 del decreto legislativo n. 152 del 2006, per le quali è necessaria rispettivamente la verifica di assoggettabilità a VIA e la VIA. Al riguardo si precisa che il comma 9 dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 152 del 2006, richiamato dall'articolo 51 del decreto-legge n. 76 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 120 del 2020, prevede il cosiddetto « pre-screening » ovvero una procedura preliminare finalizzata a individuare la procedura necessaria ai fini della valutazione dell'impatto ambientale per le modifiche dei progetti. Tale disposizione, prevede, in particolare, che « Per le modifiche, le estensioni o gli adeguamenti tecnici finalizzati a migliorare il rendimento e le prestazioni ambientali dei progetti elencati negli allegati II, II- bis , III e IV alla parte seconda del presente decreto, fatta eccezione per le modifiche o estensioni di cui al comma 7, lettera d) , il proponente, in ragione della presunta assenza di potenziali impatti ambientali significativi e negativi, ha la facoltà di richiedere all'autorità competente, trasmettendo adeguati elementi informativi tramite apposite liste di controllo, una valutazione preliminare al fine di individuare l'eventuale procedura da avviare. L'autorità competente, entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta di valutazione preliminare, comunica al proponente l'esito delle proprie valutazioni, indicando se le modifiche, le estensioni o gli adeguamenti tecnici devono essere assoggettati a verifica di assoggettabilità a VIA, a VIA, ovvero non rientrano nelle categorie di cui ai commi 6 o 7. L'esito della valutazione preliminare e la documentazione trasmessa dal proponente sono tempestivamente pubblicati dall'autorità competente sul proprio sito internet istituzionale. ».