[normattiva_dump]

(il termine è sospeso nei casi in cui il segreto istruttorio su indagini in corso non permetta di acquisire elementi sufficienti per la redazione del rapporto informativo del prefetto, o qualora il procedimento penale non sia ancora concluso, ai sensi dell'articolo 12 del D.P.R. 28 luglio 1999, n. 510) Il procedimento si articola in distinte e complesse fasi. L'istanza è presentata alla prefettura che svolge l'istruttoria relativamente alla natura dell'evento, in cui rientra anche l'accertamento giudiziario sui fatti criminosi, la verifica dei requisiti soggettivi in capo alla vittima ed ai familiari superstiti, compresa la loro estraneità ai fatti delittuosi e ad ambienti delinquenziali. Per i familiari, è prevista anche la verifica aggiuntiva nei confronti dei loro parenti entro il quarto grado, ai sensi dell'articolo 2- quinquies del D.L. 2 ottobre 2008, n. 151. Al termine dell'istruttoria, corredata dal giudizio sanitario della commissione medica ospedaliera, il Prefetto trasmette il proprio parere sulla sussistenza delle condizioni di legge e tutta la documentazione acquisita. Per l'adozione del provvedimento si prevedono 30 giorni con decorrenza dal ricevimento del parere del Prefetto. In questa fase finale, quando vi siano obiettive ragioni di incertezza sulla sussistenza di requisiti diversi da quello sanitario, può essere acquisito il parere della Commissione consultiva prevista dall'art. 11 del D.P.R. n. 510/99. Acquisto e concessione della cittadinanza italiana Legge 5 febbraio 1992, n. 91; D.P.R. 18 aprile 1994, n. 362; Direttiva del Ministro 7 marzo 2012 (G.U. n. 96 del 24 aprile 2012) 730 gg. La legge di cui il presente regolamento costituisce attuazione esclude espressamente i provvedimenti in materia di acquisto della cittadinanza italiana e di immigrazione da quelli per i quali è previsto un termine non superiore a 180 giorni. Si ritiene, pertanto, necessario confermare il termine attualmente vigente, considerata la complessità del procedimento, che richiede accertamenti sia con autorità straniere che nazionali. Riconoscimento dello status di apolide Art. 17 D.P.R. 12 ottobre 1993, n. 572 180 gg. Il termine si giustifica per la peculiare natura del procedimento, e per la conseguente complessità dell'istruttoria. Se da un lato, infatti, il riconoscimento dello status di apolide segue le stesse procedure richieste per la concessione della cittadinanza, dall'altro, il procedimento risulta aggravato da una serie di circostanze di fatto discendenti dalla difficoltà di accertare in via costitutiva lo status di apolide. Occorre infatti verificare tutti i singoli passaggi in base ai quali l'interessato ha perso la cittadinanza e non ne ha acquistata un'altra. Ciò richiede una lunga serie di verifiche e di accertamenti, che spesso devono essere estesi a vaste aree geografiche. Vigilanza su enti pubblici disciplinati da leggi speciali e su enti privati. D.P.R. 27 febbraio 1990; Legge 21 novembre 1950, n. 897; art. 6 D.L. 20 giugno 2012, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 131 180 gg. Il termine si giustifica in ragione della complessità dell'attività svolta, che si fonda su specifiche normative che regolano l'istituzione e l'attività degli enti, e che può avere contenuto ed estensione diversi a seconda dell'ente sottoposto a vigilanza. Le verifiche possono avere ad oggetto l'approvazione di atti di natura contabile, di atti di disposizione del patrimonio immobiliare dell'ente, e la verifica del perseguimento dei fini istituzionali. La vigilanza viene svolta nei confronti di enti di natura pubblica e di enti di natura privata in base al D.P.R. 27 febbraio 1990 con il quale furono trasferite al Ministero dell'interno le funzioni di vigilanza già esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nei confronti di alcuni enti (tra cui l'Unione Italiana Ciechi Onlus, l'Associazione nazionale vittime civili di guerra, l'Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti, l'Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti). Applicazione della Convenzione di New York del 20 giugno 1956 in materia di crediti alimentari: proposizione di azioni ingiuntive per il recupero crediti tramite Avvocatura dello Stato Convenzione internazionale per il recupero degli alimenti all'estero, New York, 20 giugno 1956, ratificata con Legge 23 marzo 1958, n. 338 180 gg. Si tratta di un procedimento particolarmente complesso e diretto alla soddisfazione del credito alimentare, in cui il Ministero dell'interno agisce nei confronti degli Stati esteri aderenti alla Convenzione di New York in qualità di "Istituzione intermediaria", quando il creditore è all'estero e il debitore in Italia, e in qualità di "Autorità Speditrice", quando il creditore è in Italia e il debitore all'estero; per questo procedimento, pertanto, è necessario disporre del termine massimo consentito. La procedura prevede lo svolgimento dell'istruttoria presso la prefettura, il Ministero dell'interno e le competenti autorità degli Stati esteri. Nella procedura rientra, oltre alla convocazione del debitore ed alla formulazione dell'invito ad adempiere, una fase di trattative tra le parti interessate per la definizione delle modalità di adempimento dell'obbligazione alimentare, che si svolge con la partecipazione necessaria dell'autorità estera competente e richiede tempi di definizione lunghi. In caso di rifiuto del debitore all'invito ad adempiere, si apre una nuova fase istruttoria diretta ad accertare la consistenza del patrimonio del debitore e l'esistenza di beni aggredibili, per promuovere il recupero dei crediti tramite procedura di esecuzione forzata. Prefetture - Uffici territoriali del Governo Tipo di provvedimento Fonte normativa Termine Motivazione Interventi di prima accoglienza, soccorso, assistenza e trasporto in favore dei profughi e loro familiari a carico, rimpatriati in conseguenza di eventi eccezionali Legge 26 dicembre 1981, n. 763; Legge 15 ottobre 1991, n. 344 180 gg. Il termine si giustifica in ragione della complessità dell'istruttoria, considerato che l'acquisizione di parte della documentazione richiesta, quale l'attestato di rimpatrio, è rilasciata dall'autorità diplomatica dello Stato di provenienza, che spesso richiede tempi lunghi, in relazione agli accertamenti necessari nel Paese di provenienza. Riconoscimento della qualifica di deportato o di internato civile D. LGS. LGT. 14 febbraio 1946, n. 27 180 gg. Il procedimento comprende una serie di verifiche sulla sussistenza delle condizioni previste dalla legge. L'indagine si fonda su prove documentali, su attestati rilasciati da associazioni internazionali di soccorso e anche su prove testimoniali, non sempre facilmente reperibili. Le difficoltà nell'acquisizione e nella valutazione dei mezzi probatori richiede di poter disporre del termine massimo consentito.