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Uno studio coordinato da Francesco Zambon, firmato dal capo della divisione europea dell'OMS Hans Kluge e approvato dal capo scienziato dell'OMS Soumya Swaminathan, oltre che firmato da quasi tutti i dirigenti dell'OMS, tra cui l'assistente dell'ex direttore generale Ranieri Guerra; nel rapporto si accusava l'Italia di avere un piano pandemico vecchio e inadeguato, risalente addirittura al 2006, accusando tra gli altri Ranieri Guerra; il rapporto puntava l'indice sulla mancata capacità dell'Italia a contrastare la diffusione del virus. C'era scritto che medici e infermieri si contagiavano perché mancavano i dispositivi di protezione e che i test per scovare i positivi erano scarsi. Il dossier esprimeva un giudizio negativo anche sui tempi di reazione delle autorità sanitarie: "Ci è voluto del tempo prima che una guida formale fosse disponibile". Si accusava sia il Governo che le Regioni. I ricercatori sottolineavano che l'Italia aveva un protocollo che non aiutava ad individuare i malati di COVID-19. In sintesi, non si trovava il virus perché lo si cercava male; secondo Zambon il rapporto dell'OMS Europa è stato approvato e subito dopo ritirato. Conferma della censura da parte dell'OMS arrivata a "Report" anche da altre fonti. Inoltre, ha dichiarato alla stessa trasmissione un ricercatore dell'OMS che ha richiesto l'anonimato: "Ranieri Guerra ha minacciato pesantemente l'autore del rapporto. 'O ritiri la pubblicazione o ti faccio cacciare dall'Oms'"; secondo "Report", il rapporto lo hanno letto anche all'Istituto superiore di sanità; anche il Ministro in indirizzo e D'Amario conoscerebbero la vicenda; considerato infine che: il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) ha il compito di coordinare le autorità sanitarie nazionali con quelle regionali. Ogni Regione ha un suo rappresentante che avrebbe dovuto quantificare i fabbisogni, capire quali ospedali destinare alle pandemie, quali reparti, formare gli infermieri, fare scorte di mascherine e comunicare i dati allo Stato centrale; prima Guerra era a capo del CCM e ora lo è D'Amario; secondo "Report" dal 2006 al 2020 il CCM non ha fatto il suo dovere di controllo e nemmeno di sollecitazione alle Regioni inadempienti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questi eventi; se voglia rendere pubblico il rapporto dell'OMS Europa; se abbia intenzione di prendere provvedimenti di competenza nei confronti del suo direttore generale D'Amario; se voglia aprire un'indagine interna sul perché e per decisione di chi non sarebbe stato redatto nessun piano pandemico dal 2006 a oggi; se voglia aprire un'indagine interna sul perché e per impulso di chi il CCM non abbia esercitato i controlli dovuti dal 2006 a oggi. Atto n. 4-04424 DORIA BRIZIARELLI LUNESU PIANASSO CAMPARI ZULIANI BERGESIO RUFA RICCARDI BAGNAI SAPONARA PUCCIARELLI ALESSANDRINI PISANI Pietro LUCIDI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico Premesso che: il sito di interesse nazionale (SIN) di Porto Torres (Sassari), istituito con legge 31 luglio 2002, n. 179, e la cui perimetrazione è stata ridefinita con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 21 luglio 2016, n. 211, insiste su un territorio prospiciente l'area marina protetta del parco nazionale dell'Asinara e si estende in una superficie di oltre 4.500 ettari di cui 1.800 ettari contengono un'area industriale, inclusi i 1.200 ettari in capo all'ENI e sue controllate; ad ottobre 2009 è stato siglato un accordo di programma tra Ministero dell'ambiente, Regione Sardegna, Provincia di Sassari, Comuni di Porto Torres e di Sassari per definire gli interventi di messa in sicurezza e bonifica nel SIN, che individua, quale soggetto responsabile del coordinamento e della vigilanza, il direttore generale del servizio qualità della vita del Ministero; il 26 maggio 2011 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa per la "chimica verde a Porto Torres" tra Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministeri dell'ambiente, dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e delle politiche agricole alimentari e forestali, Regione Sardegna, Provincia di Sassari, Comuni di Porto Torres e di Alghero, sindacati e le società ENI, Novamont, Polimeri Europa, Syndial e Enipower, con l'impegno a realizzare, entro il 2016, un progetto di riconversione industriale con impianti per la chimica verde e produzione di bioplastiche e biocombustibili e la costruzione, da parte di Enipower, di una centrale a biomasse nonché interventi di bonifica delle acque di falda e dei suoli contaminati; considerato che: le principali criticità ambientali del SIN sono riconducibili soprattutto alle attività industriali del polo chimico, sia quelle dismesse che quelle in attività, e che la popolazione è fortemente preoccupata della correlazione tra l'incidenza di malattie tumorali e i disastri ambientali dell'industria chimica "pesante"; con sentenza del TAR Sardegna del 27 maggio 2020, sono state indicate responsabili dei disastri ambientali di un'ampia parte dell'area industriale di Porto Torres alcune società controllate da ENI; ENI Rewind ha dichiarato che le risorse impiegate per le attività di risanamento ambientale in alcuni comparti nel SIN di Porto Torres, fino al dicembre 2019, ammontano a 368 milioni di euro e che per il completamento degli interventi si prevede una spesa di ulteriori 218 milioni, mentre altri 230 milioni di euro saranno investiti per la gestione degli impianti nei prossimi 15 anni, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione descritta e come intendano procedere al fine di verificare le cause e soprattutto le responsabilità oggettive dei ritardi nella realizzazione di quanto previsto sia nell'accordo di programma che nel protocollo d'intesa per la "chimica verde", richiamando tutte le parti firmatarie al rispetto degli impegni assunti; se e come intendano intervenire per verificare se gli interventi da realizzare siano ancora attuali ed attualizzabili o per valutare l'opportunità di destinare le somme in opere ed impianti con maggiore tasso di innovazione e ritorno sociale o comunque di procedere con una rimodulazione a favore di progetti cantierabili nell'immediato; se intendano intervenire per snellire la burocrazia e gli iter autorizzativi per favorire gli interventi di bonifica ed eventualmente, se opportuno anche alla luce della mappatura puntuale effettuata dalle amministrazioni competenti sullo stato di inquinamento del luogo, valutare una revisione della perimetrazione del SIN; se intendano intervenire, anche rimodulando il protocollo di intesa, al fine di impegnare ENI nella bonifica delle aree di propria competenza e nella realizzazione della riconversione industriale del sito di Porto Torres, anche riprogrammando i progetti della chimica verde. Atto n. 4-04425 CRUCIOLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: