[resaula]

Con il provvedimento in esame il turismo torna a essere percepito come un vero e proprio bene culturale da parte dello Stato italiano. Il trasferimento delle funzioni esercitate in tale ambito dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali al Ministero per i beni e le attività culturali, infatti, non rappresenta un mero passaggio di personale o di risorse strumentali tra i due Dicasteri, ma la volontà politica di legare e quindi investire su due fattori - cultura e turismo - nevralgici per lo sviluppo del nostro Paese. Riportare il turismo tra le competenze del Ministero che si occupa di cultura, in altri termini, appare un passaggio politico lineare considerata non solo l'elevata mole di beni o luoghi culturali sui quali il paesaggio italiano può contare, ma testimonia altresì la volontà di questo Governo e di questa maggioranza di investire molto su questo settore. L'investimento sulla cultura, del resto, non solo è doveroso ma fa crescere il Paese, aiuta l' export ed è così collegato alle strategie della politica promozionale con l'estero, materia quest'ultima favorita anche dall'operato delle camere di commercio italiane all'estero, sulle quali continua a vigilare il Ministero dello sviluppo economico, in seguito all'approvazione dell'emendamento 2.1000 approvato ieri in Commissione. Nate e sviluppatesi come punto di raccolta delle comunità d'affari italiane, le camere di commercio italiane all'estero si sono poi consolidate nel tempo fino a rappresentare un volano davvero importante per l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Infine, aver messo tutte le politiche del commercio estero sotto il Ministero degli affari esteri consentirà al nostro Paese di porre in essere un'azione più efficace ed efficiente soprattutto nella tutela del made in Italy nel mondo. Parliamo delle eccellenze dei nostri imprenditori in campi come l'enogastronomia, la meccanica, la farmaceutica. Come ha riferito recentemente il Ministro degli affari esteri, i nostri ambasciatori ogni giorno, con la propria rete delle ambasciate e dei consolati, promuovono a livello internazionale queste peculiarità del nostro Paese. L' export italiano è aumentato anche in questi mesi in cui in Europa la situazione non è delle migliori, con l'economia della Germania che non sta andando bene. Ma non basta: per fronteggiare le difficoltà esistenti bisogna guardare fuori dall'Europa: all'Est del mondo, al Medio Oriente, ma anche ai Paesi africani con economie fiorenti o che si stanno sviluppando. Le misure previste in questo provvedimento consentono tali sviluppi. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il lavoro è stato indubbiamente intenso e la relatrice ha cercato di sintetizzare il quadro dell'attività della Commissione, che è stata veramente attiva e propositiva. È chiaro che si tratta di un'impostazione. Lo dico ai colleghi che ho ascoltato con piacere anche questa mattina rispetto alle critiche, che chiaramente nascono da un determinato punto di vista, quello che quasi un anno fa aveva portato loro stessi a fare una scelta di impostazione diversa. Parliamo di scelte di visione: qui viene presentata una visione diversa cui penso si possa dare dignità politica. In passato era stata presentata una visione e un'impostazione diverse, se vogliamo di cambiamento opposto a quello che c'era in precedenza: ricordiamo infatti che alcuni dei cambiamenti qui attuati erano già previsti da anni e solo nei quattordici mesi del Governo precedente avevano visto una fase diversa. Ripeto, si tratta di un'impostazione; l'avevamo detto più volte anche nel dibattito odierno. È stata messa in evidenza ciò che forse manca maggiormente e questo non riguarda maggioranza e opposizione nelle loro distinzioni, ma dovrebbe complessivamente comprendere tutti: la capacità di fare sinergia. I Ministeri non possono essere considerati monadi e lo sanno tutti coloro che hanno governato; all'interno di quest'Aula tutte le forze hanno avuto esperienza di Governo, a prescindere dalla situazione in cui si trovano ora. È chiaro che più si aiutano i Ministeri a fare sinergia e più il sistema-Paese ha forza. Quindi, la visione di riunire il turismo alle competenze del Ministero per i beni e le attività culturali, togliendolo al Ministero delle politiche agricole e riportandolo a quella che, dal punto di vista di questo Governo, è la sua legittima casa, ha questo senso. La visione di inserire il commercio estero nella competenza del Ministero degli affari esteri, con tutta la sua peculiarità per quanto riguarda la diplomazia che è importante e che è legata a questo tipo di sviluppo, fa parte di questo quadro finalizzato ad una maggiore possibilità di fare squadra e di fare sinergia. Apprezzo dunque gli interventi, anche appassionati, che i colleghi hanno fatto per difendere e sostenere questa impostazione e quindi, rispettando tale impostazione, tengo a ribadire che il frutto complessivo del lavoro svolto dalla Commissione, alla presenza del Governo che chiaramente ha ascoltato con piacere e interesse, dà però vita ad una visione rispetto al sistema Paese che, all'interno del decreto-legge al nostro esame, è stata ulteriormente arricchita dai contributi dati. Dunque ci sono delle motivazioni. Non è semplicemente una scelta casuale o nata dal gusto di un Ministro piuttosto che di un altro. È una scelta di visione e di quadro complessivo. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI ) . PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, la Presidenza, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, in conformità ai criteri già adottati dalla Presidenza della 1 a Commissione permanente durante l'esame in sede referente, dichiara improponibili gli emendamenti 1.0.1, 3.2, 3.0.1, 3.0.2, 4.13, 6.0.1, 7.1, 7.2, 7.3, 7.4, 7.5, 7.0.1, 7.0.20 [già 7.0.2 (testo 2) A], 7.0.5, 7.0.6, 7.0.7 e 7.0.200, in quanto estranei al contenuto del decreto-legge in esame. In relazione ai subemendamenti presentati, la Presidenza dichiara inammissibili i subemendamenti 1.0.700/2, 2.1000/100, 3.0.1000/100, 4.2000 (testo corretto)/100 e 4.2000 (testo corretto)/101 in quanto non incidono sul testo dell'emendamento al quale si riferiscono. Conformemente a quanto già stabilito in Commissione, sono altresì inammissibili, in quanto privi di portata modificativa, i subemendamenti 1.0.10000/29, 1.0.10000/30, 1.0.10000/31, 1.0.10000/32, 1.0.10000/33, 4.2000 (testo corretto)/5, 4.2000 (testo corretto)/6 e 4.2000 (testo corretto)/7. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per illustrare in particolare l'emendamento 1.1 con il quale chiediamo immediatamente la soppressione dell'articolo 1 in toto per le ragioni che abbiamo già esposto nel corso della discussione generale.