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Le Olimpiadi devono essere una grande occasione per ragionare sul fatto che la ripartenza che dobbiamo affrontare non può avere le stesse caratteristiche del passato. Noi non possiamo ripartire come prima; non possiamo pensare che, dopo il cambiamento dei dati climatici e ambientali avvenuto nelle ultime settimane, quando siamo stati costretti a fermarci, si debba ripartire con dati negativi, come già avvenuto nelle prime ore. In questo modo, infatti, torniamo a un modello sbagliato come quello di prima. Lo svolgimento delle Olimpiadi 2026 nelle nostre straordinarie montagne e in quelle Regioni (mi riferisco alla Lombardia e al Veneto, a Milano e a Cortina) che sono uno straordinario patrimonio ambientale, ma anche il cuore del problema della crisi climatica e delle avversità climatiche prodotte dall'uomo in Italia (è infatti in queste Regioni che sono concentrati alcuni dei problemi ambientali maggiori) è una grande sfida. Come sapremo gestire quelle risorse e organizzare queste Olimpiadi - quindi il modello della governance contenuto nel provvedimento in esame - dimostrerà la nostra capacità. Vorrei soffermarmi su questo e concludere. Noi, come Partito Democratico, siamo stati convinti dal primo giorno che quest'obiettivo si poteva conseguire. Sapevamo (ricordo la discussione di quei giorni) che Milano aveva, in questo momento della storia e della sua percezione nel mondo, una grande forza da mettere in campo, che avrebbe potuto aiutare tutta l'Italia a conseguire l'obiettivo delle Olimpiadi - e credo che così sia stato - e si è trovata con fatica la possibilità di non essere concorrenti tra modelli diversi (in uno spirito che appunto definirei olimpico, dove certo si compete, ma l'altro non è un avversario o un nemico, ma qualcuno con cui si tenta di arrivare a un traguardo migliore e a superare dei record storici). Questo deve essere l'obiettivo. Si è trovata la possibilità di lavorare insieme e si è conseguito l'obiettivo; ci sono le risorse per realizzare le grandi opere necessarie a quel territorio. Noi dobbiamo lavorare così. Questo è l'appello rivolto a tutte le forze politiche in queste ore, nelle difficoltà anche pratiche di conseguire i risultati e di mantenere questo spirito: è giusto dirsi che cosa non funziona e ragionare insieme su come migliorare i provvedimenti, ma l'obiettivo comune è quello di ottenere i risultati, come sarà per le Olimpiadi 2026, per queste opere e per la capacità del nostro Paese di uscire migliorato da questa situazione drammatica e guardare avanti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saviane. Ne ha facoltà. SAVIANE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e onorevoli colleghi, membri del Governo, il 2026 sembra ancora un po' lontano, ma è dietro l'angolo. In questo momento storico, caratterizzato da difficoltà sociali, economiche, sanitarie e, se mi permettete, anche da limiti alla libertà individuale a volte assurdi ed eccessivi, le Olimpiadi e le Paralimpiadi 2026 possono rappresentare un faro a cui guardare in un contesto più ampio di rinascita e di speranza per il nostro Paese. Vorrei innanzitutto ringraziare tutti coloro che si sono spesi per ottenere questa candidatura, in primis l'allora sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport Giancarlo Giorgetti, i governatori Luca Zaia e Attilio Fontana, i sindaci di Cortina Gianpietro Ghedina e di Milano Giuseppe Sala, il presidente del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) Giovanni Malagò. Paradossalmente, però, ringrazio anche chi ha cercato di mettere i bastoni tra le ruote, chi ha agito con forte spirito di negatività e ostilità, perché ha fornito a chi ci credeva una forza incredibile che si è concretizzata con il raggiungimento del risultato (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Ho ancora davanti agli occhi l'immagine del giorno in cui, dopo aver atteso con molta apprensione la decisione riguardante l'affidamento, tutti (atleti, amministratori sportivi ed istituzionali) si sono abbracciati ed hanno esultato insieme, mandando il messaggio di un potente gioco di squadra ed unità nel raggiungere gli obiettivi. La caratteristica principale di queste Olimpiadi sarà proprio il coinvolgimento di più territori e realtà che vanno da Milano a Cortina, passando per la Valtellina, la Provincia di Trento e quella di Bolzano, con degna conclusione all'Arena di Verona. Per la mia Provincia, quella di Belluno, i Giochi olimpici rappresentano un'occasione quasi unica di promozione e di riflessione sul come procedere nel rispetto dell'ambiente e del territorio; rispetto - ed è bene sottolinearlo - che i bellunesi hanno sempre e costantemente dimostrato. È un dato oggettivo, comunque, che vi siano delle criticità da affrontare e risolvere: penso a una rete di comunicazione stradale insufficiente e debole che in una visione generale penalizza tutti. Mi riferisco, ad esempio, all'autostrada A27, nata illo tempore come l'autostrada Venezia-Monaco di Baviera e ribattezzata Venezia-monco dai belumat perché si interrompe, finisce prima di Longarone. Questa interruzione ha punito proprio il territorio dell'alto Bellunese, ricco di piccole e medie imprese soprattutto dell'occhialeria, che si sono viste costrette a spostarsi a valle per poter sopravvivere, portandosi dietro tutte le conseguenze del caso, in primis lo spopolamento della montagna. In questo contesto l'evento del 2026 sembra e deve essere un volano per tutti, soprattutto per noi montanari a volte restii, per cultura e carattere, a cambiamenti e mutamenti. L'abbinata Milano Cortina, poi, è perfetta, è un trait d'union tra la città dove brulicano gli affari e la modernità e Cortina e le altre località montane in cui si svolgono i giochi, località ricche di cultura, identità e tradizioni. Il connubio si trasforma perciò di una potenziale macchina del fare che coinvolge tutti, ma che ha bisogno delle caratteristiche della linearità, efficacia e semplicità. L'Italia vincente è quella della ricostruzione del ponte Morandi e dell'Expo di Milano; casi in cui le pastoie burocratiche sono state messe da parte e hanno lasciato posto a una concretezza che può solo fare il bene dei cittadini. In tal senso mi auguro che le cose possano prendere questa piega anche per le Olimpiadi. È lecito pensare alla nomina di uno o più commissari, come è previsto nel decreto-legge, per bypassare tutte le pastoie burocratiche che impedirebbero la realizzazione di qualsiasi infrastruttura. Cerco di spiegarmi meglio con un esempio concreto: nel 2021 ci saranno - se Dio vuole - i mondiali di scialpinismo a Cortina. Anche in questa occasione determinate opere (piste da sci, cabinovie, piscine, parcheggi, eccetera) sono state realizzate grazie alla gestione di un commissario per una buona riuscita della manifestazione.