[massime]

SENT. 323/06 E. PROTEZIONE CIVILE - REGIONE EMILIA-ROMAGNA - DISCIPLINA E RIORDINO DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI PROTEZIONE CIVILE - LIMITAZIONE DELLA SALVAGUARDIA DELL'INCOLUMITÀ AI SOLI «CITTADINI» - RICORSO DEL GOVERNO - DENUNCIATA VIOLAZIONE DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA MATERIA E DI QUELLI PREVISTI DALLA COSTITUZIONE, DALL'ORDINAMENTO COMUNITARIO E DAGLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI - IMPIEGO DELL'ESPRESSIONE «CITTADINI» IN SENSO ATECNICO, COME RIFERITA A TUTTE LE PERSONE FISICHE - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 3, della legge della Regione Emilia-Romagna 7 febbraio 2005, n. 1, contestato, in relazione all’art. 117, primo e terzo comma, Cost., nella parte in cui, riordinando le funzioni in materia di protezione civile, limita ai «cittadini» la salvaguardia dell'incolumità, escludendo dal novero dei soggetti tutelati chi cittadino non sia. Infatti, l'espressione «cittadini» non è evidentemente usata dalla norma in senso tecnico, riferito all'appartenenza delle persone allo Stato, con esclusione degli stranieri o degli apolidi, e può dunque agevolmente essere intesa, in senso costituzionalmente orientato, come riferita in generale a tutte le persone fisiche.