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Con le università più antiche del mondo, migliaia di docenti e ricercatori pubblici già pagati dallo Stato, che insegnano alle generazioni future come stilare un piano, con un Governo che si fregia di aver messo nei Ministeri chiave tecnici esperti ed il Governo dei migliori, sfugge il ricorso ad una società privata straniera con accesso a informazioni strategiche, e sfugge la connection tra i club Diplomatia e Canova, frequentati da soci illustri, alti esponenti dello Stato e aziende pubbliche e private come CDP, Open Fiber, Tim, Banca Intesa, Poste, Fincantieri, Atlantia, Allianz e le banche di affari Rothschild e JPMorgan con Federico Ghizzoni e Stefano Balsamo. La ringrazio, signor Presidente, e spero che d'ora in poi tali interrogazioni, falcidiate dalla mannaia della circolare bavaglio, non siano più censurate. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Lannutti, le comunico con piacere che proprio oggi è stata autorizzata la pubblicazione delle sopraddette interrogazioni. (Applausi) . Mi rallegro anche che queste forme aggregative abbiano portato, dopo la nascita di nuovi Gruppi e componenti, anche alla nascita della componente degli interventi di fine seduta. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 24 marzo 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica mercoledì 24 marzo, alle ore 9, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 15,29) . Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2077 e sui relativi emendamenti La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il disegno di legge in titolo e i relativi emendamenti, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, alla luce delle rassicurazioni fornite dal Governo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. In merito agli emendamenti, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.1, 1.4, 1.9, 1.11, 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6, 2.7, 2.14, 2.15, 2.16, 2.17, 2.18, 2.19, 2.0.1 e 20.2. II parere è di semplice contrarietà sulle proposte 1.2 e 1.10. Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti. Intervento della senatrice Cirinnà nella discussione generale del disegno di legge n. 2077 Il decreto in conversione nasce a seguito dei rilievi mossi dal CIO al nostro Paese e tenta di dare un nuovo assetto al CONI nel rispetto della sua autonomia, quale articolazione territoriale del Comitato olimpico internazionale nel nostro Paese. Il punto 5 dei Principi fondamentali dell'olimpismo della Carta olimpica stabilisce, infatti, che i Comitati Olimpici e le organizzazioni sportive aderenti al Movimento olimpico hanno il diritto e l'obbligo di autonomia, comprese la libera determinazione e il controllo delle regole dello sport olimpico, la definizione della struttura e della governance delle loro organizzazioni. Con la trasformazione di Coni Servizi SpA in Sport e salute SpA - voluta dal Governo gialloverde - l'autonomia funzionale ed organizzativa del CONI ha subito un grave pregiudizio, sia sotto il profilo formale che sotto il profilo sostanziale. Sotto il profilo formale, il CONI si è infatti trovato a dover operare per il tramite di una società governativa, mentre la Carta del CIO prevede che i Comitati Olimpici non possano mai operare per il tramite del Governo. Sotto il profilo sostanziale, Sport e Salute SpA - grazie ai poteri molto ampi che le sono stati attribuiti dalla riforma - ha esercitato nei fatti una funzione di indirizzo e condizionamento nei confronti dello stesso CONI, arrivando a decidere e definire addirittura i limiti ed il perimetro dell'attività istituzionale del CONI. Ad esempio, è stato stabilito che le strutture territoriali dell'ente CONI, l'attività di valorizzazione del marchio CONI, l'ufficio statistico, l'ufficio legislativo, non rientrassero più nell'ambito dell'attività istituzionale dell'ente. Questa invasione di campo ha avuto conseguenze sulla posizione del personale: dipendenti e dirigenti che da sempre lavoravano per il CONI, con professionalità e competenze specifiche, si sono ritrovati, all'improvviso e senza essere mai stati interpellati, a non poter più prestare servizio per il CONI. A tutto questo inizia a porre rimedio il decreto in discussione. Anzitutto, esso ripristina una autonoma dotazione organica per il CONI, nella misura di 165 unità di personale. Tale numero riprende, nella sostanza, lo status quo , come determinato dagli assetti degli ultimi anni e in particolare dal contratto di servizio stipulato dal CONI e da Sport e Salute SpA nel 2019: ciò si deduce, in particolare, dal fatto che l'articolo l, comma 2, del decreto fa riferimento espresso al personale dipendente di Sport e salute SpA che già si trova in regime di avvalimento presso il CONI. Uno status quo che però - non possiamo tacerlo - si fonda sull'erosione di alcune importanti funzioni del CONI. Sono infatti state progressivamente assorbite da Sport e salute SpA funzioni come la gestione dei rapporti con il territorio, il marketing, la medicina dello sport, la scuola dello sport, il servizio statistico o altri uffici di servizio (amministrazione, legale, risorse umane). Anche questo profilo del contratto di servizio tra il CONI e Sport e salute è stato criticato dal CIO. Anche ad esso, pertanto, è necessario porre rimedio. E il decreto lo fa soltanto in parte. Non è solo un problema di adeguatezza quantitativa della dotazione organica: è in gioco la necessità di mettere il CONI nelle condizioni di esercitare tutte le competenze che ad esso sono affidate dalla legislazione vigente, in un regime di piena autonomia come imposto dalla Carta del CIO. Questo decreto muove un passo importante nella direzione giusta, ma, appunto, solo un primo passo. Ristabilire l'autonomia ed il pieno funzionamento del CONI è fondamentale per promuovere le politiche sportive nel nostro Paese, valorizzandole in modo maggiore rispetto a quanto sia stato fatto finora. Ed è molto importante che lo si faccia adesso. Non solo perché sono in preparazione importantissimi eventi, ma anche perché il settore sportivo sta soffrendo molto le conseguenze dell'emergenza sanitaria: penso ai tanti impianti chiusi, alle moltissime associazioni sportive che non riapriranno.