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Fu questa la ragione per la quale nel 2017 abbiamo modificato insieme quella norma, introducendo non solo le modalità con cui le appartenenze all'associazione mafiosa svolgono la loro attività, ma anche l'altra utilità oltre al denaro. Non devo giustificare il passato, però: ho avuto l'onore di far parte del Governo Berlusconi, l'unico in questo Paese che, per la verità, ha fatto le uniche norme antimafia che non sono state modificate. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Esse infatti non hanno mai avuto una modifica. Caro senatore Giarrusso, la stabilizzazione dell'articolo 41- bis , fatta con il decreto-legge sicurezza, è dovuta al Senato, con tutte le norme conseguenti in relazione ai benefici per le donne vittime di violenza sessuale e alla sottrazione di altri benefici agli imputati di mafia. Il presidente Grasso fa finta di dimenticare che tenemmo conto anche di alcune indicazioni del procuratore nazionale antimafia (applausi dal Gruppo FI-BP) , che in quel momento disse correttamente che vi era stata un'effettiva legislazione antimafia da parte di quel Governo. Senatore Grasso, mi vuol dire quali sono state le norme in seguito? Ha ragione il senatore Mirabelli nel dire che sono state fatte norme di contorno, ma le altre non sono più state toccate. State discutendo di qualcosa che è tutto quello che riguarda la legislazione antimafia, che sapete dove nasce. Il senatore Giarrusso, che è siciliano, sa benissimo quale era il mio rapporto con quella terra, quando c'era Giovanni Falcone (le cui logiche nel 1992 sono state applicate). Quando erano state realizzate, nel 1992? No, con i Governi Berlusconi: questa è la realtà, che non può essere mistificata. Perché non possiamo votare questa norma, allora? Essa è un equivoco, signor Ministro. Ho fatto il magistrato per quarant'anni e la mia domanda è, a lei che ha fatto l'avvocato: che vuol dire «appartenenti»? Il presidente Grasso ha tentato di giustificare questa formulazione, dicendo che a determinare l'appartenenza potrebbe essere addirittura solo una misura di prevenzione; lei però, che ha fatto l'avvocato e fa il Ministro della giustizia, mi dà un'interpretazione? «Appartenenti» si è perché l'ha detto una sentenza? Perché si hanno un diploma, un certificato o una tessera di appartenenza? Oppure perché vi è stato qualcuno che ha dichiarato che Tizio è appartenente? La seconda parte in cui si parla dell'utilizzazione del metodo, di cui al terzo comma dell'articolo 416- bis , era il mio emendamento. Senatore Giarrusso, lei si è opposto in prima lettura e l'ha ricordato il collega Balboni. Oggi, che è stato introdotto, l'avete annacquato unendolo all'appartenenza. Nella lotta alla mafia non si possono alzare le pene oltre certi limiti perché, nel momento in cui la pena diventa non coerente con il sistema penale, determina il riso della mafia. Si tratta, infatti, di norme che saranno tagliate da successive riforme o dalla Corte costituzionale. Vi rendete conto dell'assurdità? Chi fa la lotta alla mafia? Chi fa delle norme che hanno una loro validità stabile o chi, invece, modifica il sistema penale ogni due anni? Se un appartenente all'associazione mafiosa o, addirittura, un capo cui aspetta l'aggravante ha una pena inferiore si creano due livelli. Voi ritenete che l'appartenente a un'associazione che commette delitti - intendo omicidi, oltre che reati finanziari - deve avere una pena più alta? Perciò il sistema penale è slabbrato oggi. Non facciamo altro che seguire la logica di gridare chi ha fatto la pena più alta. Senatore Pepe, rivendico di aver fatto quelle norme con la Lega perché loro hanno fatto quelle norme con noi quando Maroni era Ministro. Invece, oggi che cosa avete? Che cosa dite? Con queste norme c'è forse più equilibrio nel sistema penale rispetto a ciò che avete sostenuto per anni? Non c'è equilibrio nel momento in cui mi si viene a dire che bisogna alzare le pene. Quando mai nella legislazione penale alzare le pene ha portato a una maggiore lotta a un fenomeno criminale? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . L'accertamento delle responsabilità e l'irrogazione della pena nel più breve tempo possibile costituiscono degli strumenti nella lotta alla criminalità, che voi non volete fare. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Fare la lotta alla criminalità significa non perder tempo e individuare gli attuali modelli che non determinano quella celerità dell'accertamento penale. Invece di perdere tempo con l'aumento delle pene per avere una norma da sventolare in campagna elettorale, rendiamoci conto delle necessità che avremmo per avere un sistema penale coerente con i principi della Costituzione. Abbiamo bisogno di un sistema processuale penale che consenta di dire che verso chi ha commesso un reato ed è responsabile se ne accerta la responsabilità in poco tempo e va in galera. Questa è la responsabilità penale. La responsabilità del politico, invece, è diversa e devo dire grazie al presidente Berlusconi perché nel 1994 introdusse nella politica italiana il principio dell'etica della responsabilità, cosa che nessuno di voi ha. L'etica della responsabilità significa avere il coraggio di promettere in campagna elettorale e alla fine del mandato riconoscere e specificare le ragioni per cui alcune cose sono fatte e altre no. Questa è l'etica della responsabilità, avere cioè la responsabilità davanti all'opinione pubblica di riconoscere le proprie deficienze. Per quanto riguarda la lotta alla mafia, non solo non possiamo riconoscere deficienze, ma abbiamo la gioia di poter dire che grazie alla nostra legislazione, che non è stata modificata da nessuno, si continua a combattere la mafia con le norme più giuste di questo mondo. (Applausi dal Gruppo FI-BP . Congratulazioni) . GIARRUSSO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIARRUSSO (M5S) . Signor Presidente, Governo, colleghi, ancora una volta in questa Aula abbiamo assistito a un dibattito per molti aspetti surreale, un dibattito condito non di semplice propaganda, ma di pure menzogne. La prima è quella che nelle audizioni autorevoli magistrati abbiano condannato la norma, l'abbiano definita addirittura più restrittiva nella punizione delle condotte. Falso, destituito di ogni fondamento. Si è poi arrivati addirittura al ridicolo quando qualcuno in questa Aula ha avuto il coraggio di indicare, senza forse rendersene conto, che magari per chi viene eletto con i voti dei mafiosi, bisogna stabilire se quei voti sono determinanti o no; come se fosse una questione di modica quantità dei voti mafiosi. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti del senatore Mirabelli). Perché uno prende i voti dei mafiosi e se la quantità è modica, non va bene, perché il mafioso gli va a dire che, avendone forniti pochi, non lo appoggia nelle richieste. Abbiamo dovuto sentire stasera cose dell'altro mondo. Abbiamo dovuto ascoltare menzogne, come quella che noi abbiamo semplicemente aumentato la pena; no, noi abbiamo ricollegato la pena, come era nel 1992, al primo comma del 416- bis , perché ciò aveva un senso fondamentale.