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Il dialogo competitivo, il partenariato per l'innovazione e le procedure competitive con negoziazione, per la stipula di contratti pubblici complessi e di lunga durata, dovranno essere fortemente incentivati, così come dovranno essere estese le forme di partenariato pubblico-privato, con particolare riguardo alla finanza di progetto, e i metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto. La proroga dei contratti di concessione sarà vietata, fatti salvi i princìpi europei in materia di affidamento in house , e verrà razionalizzata la disciplina sul controllo degli investimenti dei concessionari e sullo stato delle opere realizzate, prevedendo sanzioni proporzionate all'entità dell'inadempimento, ivi compresa la decadenza in caso di inadempimento grave. Dovranno infine essere razionalizzate la disciplina concernente le modalità di affidamento dei contratti da parte dei concessionari e quella concernente i meccanismi sanzionatori e premiali finalizzati ad incentivare la tempestiva esecuzione dei contratti pubblici da parte dell'aggiudicatario. Per quanto riguarda la procedura di adozione dei decreti legislativi, sui relativi schemi deve essere acquisito il parere del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata e delle competenti Commissioni parlamentari. I pareri sono resi entro 30 giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, i decreti possono essere adottati anche senza i predetti pareri. Nel caso in cui il Governo si avvalga della facoltà di demandare la stessa predisposizione degli schemi al Consiglio di Stato, quest'ultimo potrà avvalersi, al fine della stesura dell'articolato normativo, di magistrati TAR, di esperti esterni e rappresentanti del libero foro e dell'Avvocatura generale dello Stato, i quali presteranno la propria attività a titolo gratuito e senza diritto al rimborso delle spese. Sugli schemi redatti dal Consiglio di Stato non è acquisito il parere dello stesso. Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi, ad essi potranno essere apportate le correzioni e integrazioni che l'applicazione pratica renda necessarie od opportune, con lo stesso procedimento e in base ai medesimi princìpi e criteri direttivi previsti per l'emanazione degli originari decreti. In conclusione, ricorda che, nella scorsa legislatura, il tema è stato ampiamente trattato dall'8ª Commissione, che allora modificò profondamente il disegno di legge di iniziativa governativa recante la delega ad adottare quello che sarebbe stato il vigente Codice dei contratti pubblici. In considerazione dell'importanza delle questioni oggetto del provvedimento propone di svolgere un ciclo di audizioni. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) conferma che nella scorsa legislatura fu fatta la scelta di modificare profondamente il disegno di legge di iniziativa governativa, inserendovi numerosi "paletti". Quella rimane una possibilità, che certamente dà risalto al ruolo del Parlamento, ma, a suo avviso, bisogna valutare anche l'alternativa di adottare un approccio più morbido, soprattutto in considerazione del fatto che il tempo disponibile, da ora fino alla fine della legislatura, per l'approvazione della delega e la sua attuazione non è più così lungo. La relatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) osserva che il momento storico attuale è completamente diverso da quello in cui maturò la precedente legge delega, anche in considerazione della necessità di cogliere appieno tutte le opportunità fornite dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma che, al contempo, la sede in cui il Parlamento può dare indicazioni vincolanti al Governo è questa, perché i margini di intervento in sede di espressione del parere sullo schema di decreto legislativo attuativo della delega saranno necessariamente più ridotti. Il PRESIDENTE si dice certo che tutti siano consapevoli dell'importanza del provvedimento e dell'impatto che tutte le modifiche alla normativa in materia di appalti determinano sugli operatori e propone di fissare a martedì 14 settembre il termine entro il quale i Gruppi potranno far pervenire i nominativi di eventuali soggetti da audire. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è rinviato. SCONVOCAZIONE DELLE SEDUTE DI DOMANI E DOPODOMANI Il PRESIDENTE comunica che le sedute già convocate domani, mercoledì 8 settembre 2021, alle ore 13,30, e giovedì 9 settembre 2021, alle ore 8,30, non avranno più luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16,25.