[resaula]

se sulla fatturazione elettronica vi siete accodati ai Governo Gentiloni Silveri e al Governo Renzi, come sul tema dello Stato quale grande fratello fiscale, quella normativa che permette allo Stato di invadere, di conoscere le nostre risultanze finanziarie senza nemmeno ottenere l'assenso della procura della Repubblica, se su temi come il credito, appunto, vi siete accodati alla riforma Renzi-Padoan, se, cioè, su elementi pilastro, fondamentali, della precedente legislatura, in cui governava il Partito Democratico, voi della maggioranza grillo-leghista vi siete accodati, allora, vuol dire che presto farete un accordo e questo Parlamento avrà una maggioranza ben più ampia di quella che ha oggi. Questo è quello che tenevo a dire. Auspicherei un ravvedimento, me lo auguro in questa sede, quando voteremo gli emendamenti. Comunque, abbiamo ancora una prova d'appello, quindi mi rivolgo davvero di cuore agli amici e alleati della Lega: abbiamo una prova d'appello per il centrodestra, per il nostro popolo, nella legge di bilancio. Ricordiamocene; ricordiamoci dei nostri programmi elettorali, del nostro popolo, dei lavoratori autonomi, delle piccole imprese e votiamo coerentemente. (Applausi dal Gruppo FdI) . MARTELLI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, vorrei chiedere di aggiungere la firma all'emendamento 20.0.18, a prima firma della senatrice De Petris, e al 20.0.200 (testo 2), a prima firma del senatore Pesco, sempre che i proponenti siano d'accordo. PRESIDENTE . Comunico che anche i senatori Quagliariello e Puglia hanno sottoscritto l'emendamento a prima firma del senatore Pesco. I restanti emendamenti e ordine del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno in esame. FENU, relatore . Signor Presidente, sull'emendamento 20.1 recepisco la condizione posta dalla Commissione bilancio e sulla riformulazione esprimo parere favorevole. Esprimo altresì parere favorevole sugli emendamenti 20.7 (testo 2), 20.10 (testo 2), 20.0.3 (testo 2 corretto), 20.0.5 (testo 2), 20.0.32 e 20.0.200. Invito al ritiro degli emendamenti 20.0.34 e 20.0.20 per una loro trasformazione ordini del giorno, su cui il mio parere sarebbe favorevole ad un accoglimento come raccomandazione. Sull'ordine del giorno G20.1 il parere è favorevole all'accoglimento come raccomandazione. Preciso che sull'emendamento 20.1, su cui ho già espresso parere favorevole rispetto alla condizione posta dalla Commissione bilancio, è stata espunta la lettera c) . Sui restanti emendanti il parere del relatore è contrario. PRESIDENTE . Quindi sull'emendamento 20.1 (testo 2) il parere è favorevole alla condizione formulata dalla Commissione bilancio, l'eliminazione dal testo della lettera c) . BITONCI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, ho una richiesta da sottoporle. I tempi previsti dal calendario dei lavori avrebbero consentito ai senatori del Partito Democratico di partecipare alla direzione nazionale prevista oggi alle ore 13,30. Siccome c'è stata un'evoluzione dei lavori, le sottopongo la nostra esigenza che dalle ore 13,30 alle ore 15,30 si possa sospendere la seduta. PRESIDENTE . Inoltrerò la sua richiesta al Presidente, senatore Marcucci. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo solo per chiarire un difetto di comunicazione con la Presidenza: avevo chiesto di intervenire in fase di illustrazione, ma non importa, ma non di sottoscrivere emendamenti. Quindi interverrò, poi, in dichiarazione di voto sull'articolo, ma non sottoscrivo altri emendamenti. PRESIDENTE. Ci scusiamo per l'equivoco, senatore Quagliariello. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, in merito alla richiesta del collega del PD, per esigenze del nostro Gruppo chiediamo se la sospensione dei lavori d'Assemblea può essere protratta fino alle ore 16. PRESIDENTE . Quindi lei chiede di sospendere fino alle ore 16, perché anche Fratelli d'Italia ha un'importante manifestazione. Trasferirò anche questa richiesta al Presidente. Colleghi, sospendiamo l'esame del provvedimento per passare al successivo punto all'ordine del giorno. Sospendo la seduta per qualche minuto. (La seduta, sospesa alle ore 11,03, è ripresa alle ore 11,05) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Comunicazioni del Governo sulle decisioni in materia di bilancio e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Governo sulle decisioni in materia di bilancio». Ha facoltà di parlare il ministro dell'economia e delle finanze, professor Tria. TRIA, ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, senatrici e senatori, svolgo a nome del Governo una comunicazione sul disegno di legge di bilancio attualmente in discussione alla Camera. È mia intenzione anche riferire sull'intenso dialogo in atto con la Commissione europea sul quadro programmatico di bilancio che di tale legge è la base e sul quale la Commissione ha espresso una posizione critica. Un dialogo improntato a individuare una possibile soluzione condivisa nel pieno rispetto delle priorità di politica economica delineate dal Governo. Vorrei ricordare che il disegno di legge di bilancio in discussione declina la strategia del Governo di rilancio della crescita e dell'occupazione e di contrasto alla povertà attraverso una manovra fiscale moderatamente espansiva. Questa strategia muove dalla constatazione del basso tasso di crescita di cui ha sofferto l'Italia nell'ultimo decennio e, in particolare, come abbiamo più volte ricordato, dalla constatazione che esso è rimasto costantemente al di sotto di quello medio europeo di circa un punto percentuale. Ciò ha determinato il fatto che, dopo la crisi del 2008, oggi siamo ancora lontani dal livello del PIL di dieci anni fa, dal livello di disoccupazione di dieci anni fa e che, di conseguenza, è aumentata in modo insopportabile l'area della povertà e del disagio sociale, mentre, al contempo, non si è né raggiunto l'obiettivo di riduzione del debito pubblico che pesa sull'Italia, né il pareggio di bilancio, cioè l'obiettivo di medio termine indicato dalle regole fiscali europee. In altri termini, non abbiamo ancora avuto una stabilizzazione né economica, né sociale, né della finanza pubblica.