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Qualora non sia possibile coprire tutti i posti di insegnamento secondo quanto disposto dal comma 6, gli eventuali posti vacanti sono ricoperti con incarichi a tempo determinato o con assegnazioni provvisorie. 8. Le finalità di tutela della lingua e della cultura ladine previste dal presente articolo sono assicurate dalla regione Veneto e dalla provincia di Belluno, anche nell'ambito dei corsi di formazione professionale di durata pluriennale, tenendo conto delle caratteristiche formative e didattiche dei corsi medesimi. Art. 12. (Organi per l'amministrazione scolastica) 1. Per la trattazione degli affari riguardanti l'istruzione in lingua ladina, presso l'ufficio scolastico regionale del Veneto è istituito un ufficio speciale diretto da un dirigente regionale nominato dal Ministro dell'istruzione e del merito tra il personale dirigenziale dei ruoli dell'amministrazione scolastica centrale e periferica e tra i dirigenti scolastici delle scuole con lingua di insegnamento ladina. L'ufficio speciale provvede a gestire i ruoli del personale delle scuole e degli istituti con lingua di insegnamento ladina. 2. Al personale dell'ufficio speciale di cui al comma 1 è richiesta la piena conoscenza della lingua ladina. 3. Al fine di soddisfare le esigenze di autonomia dell'istruzione in lingua ladina è istituita la commissione scolastica regionale per l'istruzione in lingua ladina, di seguito denominata « commissione », presieduta dal dirigente regionale di cui al comma 1. La composizione della commissione, le modalità di nomina e il suo funzionamento sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'istruzione e del merito, sentito il Comitato, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4. Il Ministro dell'istruzione e del merito, sentito il Comitato, fissa con proprio decreto, per le attività curricolari di cui al comma 1, gli obiettivi generali e specifici del processo di apprendimento e i criteri relativi alla qualità del servizio, definendo i requisiti per la nomina degli insegnanti. 5. Nei comuni di cui all'articolo 4, comma 1, è prevista l'istituzione, sentito il Comitato e con le modalità di cui al comma 3 dell'articolo 11, di scuole statali bilingui o sezioni bilingui di esse, con insegnamento nelle lingue italiana e ladina. Le misure da adottare per il funzionamento di tali scuole sono predisposte sentita la commissione. 6. Le iniziative previste dall'articolo 11, comma 3, della presente legge, sono realizzate dalle istituzioni scolastiche autonome, avvalendosi delle risorse umane a disposizione, della dotazione finanziaria attribuita ai sensi dell'articolo 21, comma 5, della legge 15 marzo 1997, n. 59, nonché delle risorse aggiuntive reperibili con convenzioni, intendendosi le priorità di cui alla presente legge tra quelle stabilite dal medesimo articolo 21, comma 5. Art. 13. (Concessionari di pubblici servizi) 1. Gli enti e le società comunque denominati e strutturati, che hanno la sede o proprie strutture o dipendenze nei territori di cui all'articolo 4, comma 1, e che svolgono servizi pubblici che alla data del 1° gennaio 1993 erano esercitati da amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, assicurano la precedenza assoluta per l'assegnazione di sede o per i trasferimenti presso le strutture o le dipendenze ubicate nei medesimi territori a coloro che, in possesso dei previsti requisiti anche professionali, ne hanno fatto specifica richiesta e che hanno dimostrato la conoscenza della lingua ladina nei modi prescritti dall'articolo 8, commi 2 e 3. 2. Gli enti e le società di cui al comma 1, in occasione delle assunzioni di personale, individuano il fabbisogno di personale delle strutture e delle dipendenze ubicate nei territori di cui all'articolo 4, comma 1, non soddisfatte con le procedure di mobilità di cui al medesimo comma 1. Per la copertura delle carenze così individuate i medesimi enti e società assicurano precedenza assoluta per le assunzioni, eccettuate quelle di durata non superiore a trenta giorni, non rinnovabili nell'anno, effettuate per soddisfare esigenze di carattere eccezionale debitamente motivate, a coloro che, in possesso dei previsti requisiti anche professionali, risultino iscritti presso l'ufficio di collocamento avente competenza sui predetti territori e ivi abbiano fatto constatare preventivamente, a propria cura, la conoscenza della lingua ladina accertata nei modi prescritti dall'articolo 8, commi 2 e 3. Art. 14. (Promozione della cultura ladina a mezzo di trasmissioni televisive) 1. All'articolo 19, lettera c) , della legge 14 aprile 1975, n. 103, dopo le parole: « per la provincia di Bolzano » sono inserite le seguenti: « e per i comuni ladini della provincia di Belluno ». 2. Il Ministero dello sviluppo economico, la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, anche mediante apposite convenzioni con i comuni di Cortina d'Ampezzo/Anpezo, Livinallongo del Col di Lana/Fodom e Colle Santa Lucia/Col, e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, fatte salve le funzioni di indirizzo della competente Commissione parlamentare, assicurano tutte le necessarie misure e condizioni per la tutela della popolazione ladina. 3. Per le trasmissioni e i programmi in lingua ladina sono di norma utilizzate le strutture e le attività realizzate nell'ambito delle convenzioni di cui alla legge 14 aprile 1975, n. 103. Art. 15. (Istituzioni e attività della minoranza ladina) 1. I comuni di Cortina d'Ampezzo/Anpezo, Livinallongo del Col di Lana/ Fodom e Colle Santa Lucia/Col provvedono al sostegno delle attività e delle iniziative culturali, artistiche, sportive, ricreative, scientifiche, educative, informative ed editoriali promosse e svolte da istituzioni e associazioni della minoranza ladina. A tale fine, i predetti comuni consultano le istituzioni anche di natura associativa della minoranza linguistica ladina. Per le finalità di cui al presente comma, da perseguire anche mediante iniziative che assicurano priorità al funzionamento della stampa in lingua ladina, lo Stato assegna ogni anno propri contributi, che confluiscono in un apposito fondo nel bilancio dei comuni di Cortina d'Ampezzo/Anpezo, Livinallongo del Col di Lana/Fodom e Colle Santa Lucia/Col. 2. L'ammontare del fondo di cui al comma 1 è determinato annualmente con la legge di bilancio, a decorrere dall'anno 2023. Art. 16. (Tutela del patrimonio storico e artistico) 1. In attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, la regione Veneto, la provincia di Belluno e i comuni di cui all'articolo 4, comma 1, adottano misure di tutela anche nel rispetto delle caratteristiche peculiari delle località abitate dalla minoranza linguistica ladina, sia con riferimento ai monumenti storici e artistici, sia con riferimento alle usanze tradizionali e ad altre forme di espressione della cultura della popolazione ladina, ivi compresi progetti di carattere interculturale. 2.