[massime]

Finanza regionale - Riserva allo Stato, per un quinquennio, delle maggiori entrate, derivanti dall'attività di contrasto all'evasione, da destinarsi al raggiungimento di obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, separatamente contabilizzate nel bilancio dello Stato - Ricorso della Regione Sardegna - Asserita lesione dell'autonomia finanziaria regionale - Insussistenza - Operatività della clausola di salvaguardia che consente l'applicabilità del decreto impugnato agli enti ad autonomia differenziata solo se conforme ai loro statuti ed alle correlative norme di attuazione - Non fondatezza della questione.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 36, del decreto-legge n. 138 del 2011 il quale destina al Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale le maggiori entrate derivanti da tale attività, «al netto di quelle necessarie al mantenimento del pareggio di bilancio ed alla riduzione del debito». In mancanza di riserve statutarie in favore dello Stato, la normativa impugnata non è conforme allo statuto speciale, in quanto le complessive maggiori entrate derivanti dall'attività di contrasto dell'evasione fiscale costituiscono «entrate tributarie» che l'evocato art. 8 dello statuto speciale attribuisce alla Regione Sardegna (se riscosse o percette nel suo territorio), secondo le quote fisse indicate nello stesso articolo con riguardo ai diversi tributi oggetto di tale attività; ne consegue l'inapplicabilità alla Regione autonoma Sardegna della normativa denunciata.