[resaula]

"I moduli di assegni bancari e postali sono rilasciati dalle banche e da Poste Italiane S.p. A. muniti della clausola di non trasferibilità. Il cliente può richiedere, per iscritto, il rilascio di moduli di assegni bancari e postali in forma libera". La dicitura "non trasferibile" può essere infatti anche trascritta manualmente; a quanto risulta banche e Poste non hanno provveduto a ritirare i blocchetti degli assegni bancari e postali, omettendo di informare la clientela sui rischi che potevano correre con la nuova normativa sull'antiriciclaggio, staccando assegni per importi superiori ai 1.000 euro. I soggetti interessati, dagli istituti di credito ai notai, sono obbligati esclusivamente alla comunicazione alle autorità competenti dell'amministrazione finanziaria dell'avvenuta emissione o incasso dell'assegno non conforme alla normativa vigente, si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda attivare, compresa una sanatoria per quei cittadini che hanno emesso assegni bancari e postali in buona fede, per evitare che debbano pagare per l'omessa informazione degli istituti di credito bancari e postali. Atto n. 4-00123 BONFRISCO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 30 aprile 2018, parlando a Ramallah durante una riunione del Consiglio nazionale palestinese, il presidente dell'ANP, Abu Mazen, ha espresso posizioni quanto meno controverse, di chiari contenuti antisemiti; un video diffuso in rete e numerosi reportage della stampa internazionale attestano, in particolare, come Abu Mazen abbia esplicitamente attribuito al comportamento tenuto dagli ebrei la causa dell'Olocausto, aggiungendo nel suo discorso i peggiori stereotipi creati dalla propaganda razzista durante i secoli; non contento, il leader dell'ANP ha, altresì, proposto ai suoi interlocutori una propria personale rivisitazione della storia contemporanea, secondo la quale Hitler non avrebbe perseguito l'obiettivo di sterminare il popolo ebraico; è invece noto come ben 6 milioni di ebrei innocenti furono uccisi senza pietà nelle camere a gas, unicamente per la loro appartenenza etnica e religiosa; le sconcertanti dichiarazioni del leader palestinese sono giunte proprio mentre Israele si accinge a celebrare i 70 anni dalla propria fondazione; ricorre, altresì, il settantesimo anniversario della nascita delle relazioni diplomatiche tra il nostro Paese e lo Stato d'Israele, circostanza che ha contribuito a suggerire di far partire proprio da Israele il giro d'Italia, mentre Gerusalemme insigniva Gino Bartali della cittadinanza onoraria, per quanto fatto dal ciclista italiano per salvare la vita degli ebrei durante il regime fascista; nonostante il leader palestinese si sia successivamente scusato, peraltro con una formula dalla quale non risulta essere intervenuta alcuna smentita dei concetti precedentemente espressi, Israele ha ufficialmente definito Abu Mazen "un patetico negazionista"; appare necessario stigmatizzare nel modo più fermo possibile le parole di Abu Mazen, riconsiderandone anche il ruolo nel processo di pace in Medio Oriente e sottoponendo a delle condizioni politiche la prosecuzione degli aiuti garantiti anche dal nostro Paese all'ANP, anche sotto forma di partecipazione attiva alla formazione del personale delle forze di sicurezza palestinesi, si chiede di sapere: per quali ragioni il Governo italiano abbia esitato a condannare vigorosamente le vergognose parole antisemite attribuite ad Abu Mazen; quali misure conti di assumere per indurre la leadership palestinese ad adottare permanentemente una narrativa ed atteggiamenti più equilibrati e responsabili a proposito dell'Olocausto e delle cause che lo determinarono; se non ritenga di dover interrompere alcuni programmi di cooperazione in atto a profitto dell'ANP, in particolare sospendendo la partecipazione del nostro Paese all'addestramento delle forze di sicurezza palestinesi e l'erogazione di fondi concessi a qualsiasi titolo a coloro che amministrano la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, fintanto che non si avranno prove tangibili che la predicazione dell'odio sia terminata; se non intenda infine anche chiedere alle competenti autorità della Commissione europea di condizionare la concessione dei 42,5 milioni di euro promessi ai palestinesi lo scorso gennaio alla fine immediata di ogni incitamento alla violenza. Atto n. 4-00124 ARRIGONI FAGGI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: nella giornata di lunedì 30 aprile 2018 si è consumato nei pressi della stazione ferroviaria di Olgiate Molgora (Lecco) quello che è soltanto uno degli ultimi episodi di violenza compiuto da bande di giovani extracomunitari, spesso minorenni, che da almeno 6 mesi agiscono sui treni e nelle stazioni della tratta ferroviaria Lecco-Milano; questo grave episodio che ha visto suo malgrado coinvolto il giovane titolare di un negozio di alimentari nei pressi della stazione, selvaggiamente aggredito per aver rifiutato dopo l'orario di chiusura l'ingresso nel suo esercizio commerciale ad una decina di minorenni maghrebini, non risulta essere che il culmine di un crescendo di violenza e insicurezza che all'inizio del mese di aprile ha registrato anche il brutale pestaggio una ragazza di 18 anni su un treno serale della tratta Lecco-Milano; casi simili vengono riportati ormai regolarmente dalle cronache locali: a fine gennaio erano stati denunciati dei ragazzini che minacciavano sui treni i pendolari con armi ad aria compressa; il 25 gennaio un ragazzo tunisino era stato aggredito con calci e pugni e derubato da due marocchini nella stazione di Lecco; pochi giorni più tardi, il 29 gennaio, sono stati un libanese e un marocchino a rapinare un altro passeggero su un treno all'altezza della stazione di Airuno; sempre il 29 gennaio in orario serale, a Lecco, un pensionato veniva affrontato da un giovane parzialmente travisato che tentava di rapinarlo per poi desistere alla reazione della vittima; il 31 gennaio un giovane italiano veniva aggredito da due persone e privato di denaro contante lungo la tratta Calolziocorte-Lecco Maggianico; l'8 febbraio una donna è stata invece scippata della borsa nel sottopasso della stazione di Calolziocorte da due cittadini albanesi. Per arrivare alla cronaca più recente, poco più di un mese fa, nella stazione di Lecco è andata in scena una rissa tra gruppi di stranieri di diverse etnie, mentre il 21 marzo venti ragazzini tra i 15 e i 17 anni hanno assediato il bar della stazione di Calolziocorte trafugando la merce in vendita e nulla hanno potuto i proprietari; le indagini condotte dai Carabinieri delle compagnie di Merate e Lecco hanno consentito, ad inizio febbraio, di identificare gli autori di alcuni di questi fatti e di denunciarli alla competente autorità giudiziaria. Due marocchini di 19 e 20 anni, residenti in provincia di Lecco, sarebbero ritenuti infatti responsabili dell'episodio del 25 gennaio; a un 19enne libanese residente in città e a un minore, originario del Marocco, residente a Sondrio,