[pronunce]

Con la legge provinciale l9 ottobre 2004, n. 7 (Disposizioni per la valorizzazione del servizio civile volontario in Provincia Autonoma di Bolzano), prima, e con la legge provinciale n. 19 del 2012, oggetto dell'impugnativa in questione, poi, la Provincia autonoma di Bolzano si sarebbe avvalsa delle competenze indicate dalle citate sentenze, istituendo e disciplinando un servizio civile provinciale, distinto da quello nazionale sia nelle finalità che nella disciplina, avente, pertanto, natura sostanzialmente diversa dal servizio civile nazionale, non essendo riconducibile al dovere di difesa. Infatti, tra i principi fondanti e gli obiettivi della legge provinciale n. 19 del 2012 non vi è riferimento alla difesa della Patria, bensì al rafforzamento del principio di solidarietà nei diversi settori di competenza della Provincia autonoma di Bolzano. La Provincia autonoma di Bolzano, riformando la già esistente normativa provinciale (ritenuta conforme alla Costituzione dalla sentenza di questa Corte n. 431 del 2005), attraverso la legge qui impugnata avrebbe apportato unicamente modifiche alla parte riguardante il servizio civile provinciale e non avrebbe inciso in alcun modo sulla normativa nazionale. Ciò emergerebbe chiaramente anche dall'art. 9, comma 2, il quale prevede una netta linea di distinzione tra il servizio civile volontario nazionale e quello provinciale, statuendo espressamente che: «Inoltre, la Provincia esercita nell'ambito del servizio civile nazionale di cui alla legge 6 marzo 2001, n. 64, le competenze ad essa delegate». Il dettato di cui all'impugnato art. 3, comma l, lettera a), differenzierebbe nettamente il servizio civile provinciale volontario dal servizio civile nazionale. L'esattezza dell'opposta interpretazione dell'Avvocatura dello Stato sarebbe esclusa sia dall'art. l della legge provinciale n. 19 del 2012, laddove viene affermato testualmente che «La Provincia autonoma di Bolzano contribuisce, ai sensi dell'articolo 2 della Costituzione, alla valorizzazione dei servizi volontari nonché alla promozione delle forme peculiari dell'impegno civile della popolazione provinciale, avvalendosi per il raggiungimento di questo fine, delle risorse della società civile e del volontariato nonché dei propri servizi in campo sociale, sanitario, culturale, ambientale, educativo e del tempo libero»; sia dal già menzionato art. 9, comma 2, ove viene fatta salva la competenza esclusiva dello Stato rispetto alla disciplina del servizio civile nazionale. Nel menzionare all'art. 3, comma l, lettera a), all'art. 6, comma 9, e, infine, all'art. 9, comma 2, il servizio civile nazionale (con un mero accenno e senza avvalersi del servizio civile nazionale né disponendo direttamente circa l'impiego di tale servizio civile nazionale per compiti di competenza della Provincia stessa), il legislatore provinciale avrebbe solo preso atto e sottolineato la netta distinzione tra le due forme di servizio (uno di competenza statale e uno di competenza della Provincia autonoma). 2.3.- Anche la questione dell'illegittimità costituzionale dell'art. 6, comma 9, della legge provinciale n. 19 del 2012 per asserito contrasto con gli artt. 52, primo comma, e 117, secondo comma, lettera d), Cost. sarebbe non fondata. Si afferma, infatti, che tale disposizione della legge provinciale è in perfetta sintonia con quanto stabilito dalla normativa nazionale in materia di servizio civile nazionale. Difatti, la norma in esame costituisce unicamente il riconoscimento del ruolo della normativa nazionale e chiarisce che i volontari del servizio civile nazionale ricevono l'assegno di cui alla legge 6 marzo 2001, n. 64. Dopo aver ricordato il contenuto del cosiddetto "Accordo di Milano" siglato il 30 novembre 2009, tra la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, le Province autonome di Trento e di Bolzano, da un lato, e il Governo, dall'altro, col quale si è dato vita, ai sensi dell'articolo 2, commi da l06 a 126, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2010), ad un nuovo sistema di relazioni finanziarie con lo Stato, anche in attuazione del processo di riforma in senso autonomistico previsto dalla legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione), in base al quale alla Provincia autonoma di Bolzano non vengono più destinati finanziamenti per la gestione e la promozione del servizio civile nazionale, la parte resistente sottolinea che la norma di cui all'art. 6, comma 9, specifica semplicemente, per motivi di maggiore chiarezza e trasparenza, il diverso trattamento spettante ai volontari ed alle volontarie del servizio civile nazionale, cui sarebbe spettato il sistema retributivo previsto dalla normativa statale. Nell'atto di costituzione si precisa, infine, che, attualmente, sono proprio le Regioni e Province autonome e, quindi, anche la Provincia autonoma di Bolzano, a cofinanziare il servizio civile volontario nazionale, mettendo a disposizione del relativo Ufficio parte dei fondi necessari per il suo finanziamento. Specificamente, per quanto riguarda la Provincia autonoma di Bolzano, tale realtà riguarda circa la metà dei volontari del servizio civile nazionale operanti sul suo territorio. 2.4.- Sarebbe infondata, a giudizio della Provincia, anche la censura con cui si afferma la presunta illegittimità costituzionale dell'art. 6, comma 6, della legge provinciale n. 19 del 2012, per asserito contrasto con gli articoli 52, primo comma, e 117, secondo comma, lettera d), e terzo comma, Cost. Con la norma di cui all'art. 6, comma 6, si intenderebbe unicamente garantire che non è la Provincia autonoma di Bolzano a doversi assumere gli oneri per la copertura assicurativa dei volontari impegnati nel servizio civile provinciale. Ne conseguirebbe che con tale disposizione non viene affatto riconosciuta ai volontari del servizio civile nazionale una forma assicurativa ulteriore rispetto a quella prevista dall'art. 9, comma 3, del d.lgs. n. 77 del 2002 , né si determina una duplicazione di spesa pubblica, in violazione dei principi fondamentali di coordinamento della spesa pubblica, di cui all'art. 117, terzo comma, Cost. 2.5.- Sarebbe infondata anche la censura relativa all'art. 6, comma 5, della medesima legge provinciale n. 19 del 2012, per asserito contrasto con gli artt. 2, 3 e 117, secondo comma, lettere d) ed l), Cost. La resistente sostiene che questa doglianza - oltre ad essere inammissibile per quanto già precisato circa l'assenza nella delibera del Consiglio dei ministri di alcuni dei parametri di cui si lamenta la violazione e per la complessiva oscurità - sarebbe del tutto infondata, perché la legge provinciale impugnata, che disciplina il servizio civile provinciale, non ha nessuna attinenza con la legge n. 266 del l991, recante la disciplina del volontariato e, nello specifico, le organizzazioni di volontariato.