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Sotto molti aspetti, durante le fasi più cruente della separazione -- ed anche in seguito, allorquando sorgono nuovi problemi legati, per esempio, all'attività lavorativa o a nuove organizzazioni familiari (cosiddette famiglie allargate) -- il minore, e cioè colui che più di tutti necessita di supporto e assistenza, è senza tutela effettiva, in balìa di esigenze che appartengono al mondo degli adulti e spesso sono in contrasto con le sue. In quei momenti così dolorosi, la voce dei bambini rimane totalmente inascoltata, e ciò è una diretta conseguenza di un ordinamento che, ancora oggi, non favorisce una vera e propria presa di responsabilità da parte dei genitori. Per tali motivi, il legislatore non potrà che valutare positivamente gli strumenti di garanzia (passaggio obbligatorio presso un centro di mediazione familiare come condizione di procedibilità, obbligatorietà di presentazione del cosiddetto piano familiare, tutela legale autonoma del minore, obbligo di audizione del minore che abbia compiuto dodici anni), contenuti nel presente disegno di legge, previsti per assicurare una autonoma tutela ad un soggetto che, per definizione, è giuridicamente incapace. Passando all'esame approfondito dell'articolato, l'articolo 1 stabilisce il diritto del minore, in caso di separazione dei genitori, non solo a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi, che assumono pari responsabilità ed impegni nell'educazione, cura, istruzione e assistenza morale dei minori, salvo i casi di impossibilità materiale, ma anche a conservare rapporti significativi con gli ascendenti e i parenti di ciascun ramo genitoriale. Per questi ultimi viene anche riconosciuta la possibilità di intervenire volontariamente nel giudizio di separazione, al fine di richiedere al giudice di disciplinare, in separato procedimento, il loro rapporto con i minori. L'autonoma tutela in giudizio del minore, durante le delicate fasi della separazione, viene garantita da un curatore speciale ad acta , scelto tra quelli iscritti nell'elenco degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato disponibile in ogni tribunale, che deve ascoltare i legali rappresentanti di entrambi i genitori ed essere obbligatoriamente affiancato, nell'esercizio del suo ruolo, da uno specialista dell'età evolutiva adeguato alla fascia d'età del minore. Si stabilisce, inoltre, salvo quanto stabilito all'articolo 337- quater del codice civile, che i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori in base agli accordi raggiunti da questi ultimi mediante lo strumento del piano familiare. In mancanza di tali accordi, il giudice stabilisce la tempistica e le modalità attraverso le quali ciascun genitore deve equamente contribuire alla cura, all'istruzione e all'educazione dei figli. La distanza tra le abitazioni dei genitori e il tenore dei loro rapporti, ai fini del rispetto del diritto dei minori, non devono precludere l'affido condiviso. Sempre all'articolo 1 si subordina qualsiasi cambiamento di residenza dei figli al preventivo accordo tra i genitori e si riconosce al giudice la prerogativa di disporre nuove modalità di frequentazione del minore con entrambi i genitori, alla luce delle mutate esigenze organizzative della famiglia, e alle lettere d) ed e) dell'articolo 1 si introduce e si rafforza il meccanismo del mantenimento diretto, in proporzione ai rispettivi redditi e per capitoli di spesa e si introduce, per il genitore che dovesse percepire un assegno perequativo, l'obbligo di rendicontazione periodica delle spese. L'articolo 2 disciplina l'esclusione dall'affidamento condiviso e fornisce importanti precisazioni sulle conseguenze in capo alla responsabilità genitoriale, derivanti da comprovati episodi di avvenuta o tentata violenza o pregiudizio psico-fisico a danno dei minori, fino alla previsione delle misure estreme quali l'affidamento dei minori ad altro parente prossimo, ad altra famiglia o, in ultima istanza, ad una comunità familiare. Si riconosce al giudice anche la possibilità di disporre immediatamente strumenti di ripristino della genitorialità qualora il genitore sia, in qualunque grado di giudizio, dichiarato innocente. L'articolo 3 mette freno all'assegnazione indiscriminata della casa familiare ad un unico genitore ed introduce un'importante novità legislativa che già alcuni tribunali (tribunale di Milano, 2011) hanno adottato con successo negli anni scorsi, e cioè l'assegnazione della casa familiare ai figli, e l'alternanza dei genitori secondo una turnazione disposta dal giudice, qualora l'uscita di uno dei genitori dalla casa familiare comporti l'oggettiva impossibilità per quest'ultimo di reperire autonoma abitazione alternativa adeguata a sé e all'accoglienza del minore. Il medesimo articolo disciplina i rapporti economici derivanti dall'assegnazione della casa e i casi di inversione dell'assegnazione a seguito di nuovo matrimonio o convivenza more uxorio del genitore assegnatario esclusivo. All'articolo 4, è prevista la corresponsione dell'eventuale assegno perequativo in capo ai figli diventati maggiorenni. L'articolo 5 introduce l'obbligo di audizione del minore che abbia compiuto dodici anni di età, da svolgersi in locali idonei e con l'ausilio di mezzi audiovisivi. Gli articoli 6 e 7 definiscono con precisione il domicilio del minore e l'esercizio della responsabilità genitoriale per i genitori non conviventi. Gli articoli 8, 9 e 10 introducono e disciplinano l'istituto della mediazione familiare come strumento di conciliazione da impiegare nella fase di separazione ai sensi dell'articolo 706 del codice di procedura civile. Alla richiesta di mediazione la coppia genitoriale deve allegare il piano familiare all'interno del quale indicare i tempi di frequentazione dei minori e i capitoli di spesa relativi ad entrambi i genitori. Il tentativo di mediazione dovrà essere espletato entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta e in caso di mancato raggiungimento dell'accordo tra le parti il presidente e il giudice istruttore tengono conto, ai fini delle decisioni in sede di separazione giudiziale, del comportamento tenuto dai coniugi in fase di mediazione. L'articolo 11 prevede la possibilità, finora esclusa, di poter reclamare sui provvedimenti disposti dal giudice istruttore. L'articolo 12 modifica l’articolo 709- ter del codice civile stabilendo sanzioni a carico del genitore collocatario che avrà compiuto determinate inadempienze e violazioni, nonché provvedimenti di ricollocamento del minore e di risarcimento danni al minore e al genitore ingiustamente destinatario di denunce presentate dall'altro coniuge, rivelatesi infondate o archiviate.. 1 ( Modifiche all’articolo 337- ter del codice civile ) 1 All'articolo 337- ter del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a il primo comma è sostituito dal seguente: