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Singolarità ancora più grave ed allarmante se si tiene conto delle gravi perdite gestionali di MPS, della necessità (per la seconda volta in tre anni) di abbattere il capitale per perdite superiori ad un terzo del capitale e del ricorso per la quarta volta in pochi anni ad una nuova ricapitalizzazione di Stato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati; se il Ministero dell'economia, in quanto socio di controllo di MPS, ed i suoi consulenti legali e finanziari, siano stati iscritti nel registro delle persone che hanno accesso alle informazioni privilegiate, e se tale circostanza sia da ritenersi legittima; se siano stati sottoscritti accordi di confidenzialità tra il Ministero dell'economia (anche per il tramite di consulenti legali e finanziari) e MPS, e se pertanto il consiglio d'amministrazione dell'istituto senese sia stato de facto svuotato del potere gestorio. Atto n. 4-04692 LANNUTTI LEONE ROMANO ANGRISANI LANZI VANIN MAIORINO Al Ministro della giustizia Premesso che: il Gruppo Operativo Mobile (GOM) è un reparto mobile (specializzato) del corpo di Polizia penitenziaria che risponde direttamente al capo del Dipartimento Amministrazione penitenziaria, presso il Ministero della giustizia, il quale può disporne direttamente l'impiego per fronteggiare situazioni di emergenza e particolare pericolo; il GOM venne creato nel 1997 con provvedimento del direttore generale pro tempore del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria e istituito formalmente due anni dopo con decreto ministeriale del 19 febbraio 1999, firmato dal Ministro della giustizia. Il GOM nasce per provvedere al servizio di custodia dei detenuti sottoposti al regime differenziato, previsto dall'art. 41 -bis , comma 2, dell'Ordinamento Penitenziario (O.P.); l'organico si compone attualmente di circa 600 unità, comprensive di ufficiali del disciolto Corpo degli agenti di custodia, personale del corpo di Polizia penitenziaria dei vari ruoli e personale amministrativo; oltre a svolgere compiti relativi alla custodia dei detenuti sottoposti a regime di detenzione speciale previsto dall'art. 41 -bis dell'O.P. e dei detenuti collaboratori della giustizia, curandone altresì il servizio di traduzione e piantonamento, il GOM ha il compito di gestire anche i detenuti ristretti per reati di terrorismo, anche internazionale, nonostante siano sottoposti a regimi diversi da quello previsto all'articolo 41 -bis . Il capo del Dipartimento dispone inoltre l'impiego del personale del GOM per ogni altro caso, determinato dall'esigenza di fronteggiare gravi situazioni gestionali in ambito penitenziario; il personale del Corpo impiegato nei reparti operativi periferici non è stanziale nella sede dove presta servizio, ma ruota con cadenza quadrimestrale nei reparti operativi dislocati all'interno dei diversi Istituti penitenziari dislocati sul territorio, per motivi di sicurezza legati all'indice di pericolosità dei detenuti; questo reparto d' élite svolge un ruolo particolarmente delicato e fondamentale, dovendo occuparsi dei detenuti più pericolosi nel nostro Paese; inoltre, a quanto risulta all'interrogante: la formazione e l'addestramento dei nuovi appartenenti a questo reparto speciale, nonché i corsi di aggiornamento per coloro che già ne fanno parte da tempo, complice forse anche l'attuale emergenza epidemiologica dovuta al COVID-19, non vengono effettuati con adeguata frequenza, rischiando, tra l'altro, di disperdere le importanti esperienze acquisite sul campo, visti i prossimi pensionamenti che priveranno l'organico della Polizia penitenziaria dei suoi membri più esperti; inoltre, a differenza dell'arma dei Carabinieri, che al momento dell'arruolamento svolge un controllo sull'aspirante vincitore del concorso e sui suoi familiari, tale procedura non è prevista per coloro che aspirano al reclutamento per il GOM, pertanto non verrebbe fatto alcun controllo su eventuali rapporti di parentela o di frequentazione tra i futuri membri del GOM e i soggetti sottoposti al regime di 41 -bis , ovvero soggetti a loro collegati da vincoli di parentela o di appartenenza alla stessa consorteria criminale o loro familiari, o con soggetti comunque sottoposti al controllo di questo reparto speciale, si chiede di sapere: quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di garantire una formazione iniziale e di aggiornamento adeguata e puntuale agli appartenenti e alle nuove reclute dei reparti del Gruppo Operativo Mobile del corpo di Polizia penitenziaria; quali iniziative di propria competenza intenda intraprendere al fine di garantire che coloro che accedono ai reparti del GOM siano controllati anche con riguardo a eventuali parentele o frequentazioni loro e dei loro familiari con soggetti sottoposti al loro controllo. Atto n. 4-04693 DE BONIS Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: Bonifiche Ferraresi S.p. A. è un'azienda agricola italiana attiva nella coltivazione e commercializzazione di prodotti agricoli. La società agricola, si legge sul sito on line , conta ad oggi un patrimonio di circa 7.750 ettari, affermandosi come il primo proprietario terriero in Italia. L'azienda entrò a far parte, a tutti gli effetti, delle principali aziende agricole italiane nel 1872, quando fu abilitata con regio decreto ad operare nel Regno d'Italia, con il nome di Società per la Bonifica dei Terreni Ferraresi. Successivamente, nel 1942, la Banca d'Italia diventò il maggiore azionista di Bonifiche Ferraresi e nel 1947 la società agricola approdò alla quotazione di Borsa; considerato che: nel mese di dicembre 2020 sono emerse informazioni circa le operazioni e i collegamenti societari che riguardano la Coldiretti, i consorzi agrari, Bonifiche ferraresi e società afferenti. In particolare, si pongono una serie di interrogativi, ai quali si spera che i Ministri in indirizzo vogliano dare delle risposte; già il 12 febbraio 2020 un articolo de "il Fatto quotidiano" dal titolo "Bonifiche ferraresi: nuova Federconsorzi con i soldi di Cdp", riportava che "nei sottoscala del potere accadono cose spaventose che la politica finge di non vedere. Il caso delle Bonifiche Ferraresi è tipico: una girandola di milioni di euro pubblici, un titolo che strappa in Borsa come in una bisca, fondi previdenziali che ci scommettono i soldi delle pensioni degli agricoltori...e nessuno che fiata, fatta la doverosa eccezione per il deputato ex M5S Saverio De Bonis che ha rivolto un'interrogazione al Ministro dell'agricoltura, Teresa Bellanova. Il punto è cruciale: di nuove Iri è lastricata la via dell'inferno italiano. E mentre si discutono vizi e virtù dell'intervento statale c'è chi, in nome delle "filiere", si sistema gli affari...";