[massime]

Trasporto - Autotrasporto - Azione diretta del vettore operante su incarico di altro vettore nei confronti di coloro che hanno ordinato il trasporto - Denunciata violazione della legge delega - Insufficiente descrizione delle fattispecie oggetto del giudizio a quo - Impossibilità di effettuare il controllo sulla rilevanza - Manifesta inammissibilità della questione.. È dichiarata manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Grosseto in riferimento all'art. 77, secondo comma, Cost. - dell'art. 1-bis, comma 2, lett. e), del d.l. n. 103 del 2010, convertito in legge n. 127 del 2010, nella parte in cui inserisce l'art. 7-ter nel d.lgs. n. 286 del 2005. La disposizione denunciata, aggiunta in sede di conversione, attribuisce un'azione diretta al vettore - che abbia svolto un servizio di trasporto su incarico di altro vettore, a sua volta obbligato ad eseguire la prestazione in forza di contratto stipulato con precedente vettore o direttamente con il mittente, inteso come mandante effettivo della consegna - nei confronti di tutti coloro che hanno ordinato il trasporto, ma richiede che il primo sia in possesso dei requisiti di cui all'art. 2, comma 1, lett. b ), del medesimo d.lgs. n. 286 del 2005. Il rimettente non ha indicato le ragioni per cui la norma censurata debba applicarsi nei giudizi a quibus , né ha spiegato adeguatamente perché la decisione sulla questione di legittimità costituzionale sollevata risulti pregiudiziale ai fini della definizione dei processi principali. L'insufficiente descrizione delle fattispecie concrete oggetto dei giudizi a quibus - che le scarne informazioni fornite dalla parte costituita in giudizio sono insufficienti a colmare, e non possono comunque valere a sanare il difetto delle ordinanze di rimessione, le quali esibiscono un vizio che non è emendabile né attraverso la lettura degli atti di causa né in forza delle deduzioni delle parti - impedisce il necessario controllo in punto di rilevanza. ( Precedenti citati: sentenza n. 251 del 2017, n. 276 del 2016; ordinanze n. 12 del 2017, n. 196 del 2016, n. 209 del 2015, n. 148 del 2015 e n. 122 del 2015 ). Il carattere pregiudiziale della questione deve emergere con immediatezza ed evidenza dalla descrizione della fattispecie svolta dal rimettente, sicché la sua omessa o insufficiente descrizione, risolvendosi in un difetto di motivazione sulla rilevanza, preclude il necessario controllo rimesso, sul punto, alla Corte costituzionale e rende la questione manifestamente inammissibile. ( Precedenti citati: sentenze n. 218 del 2017, e n. 42 del 2017; ordinanze n. 210, n. 187, n. 129 del 2017 e n. 79 del 2017 ). La motivazione dell'ordinanza di rimessione deve contenere tutte le indicazioni indispensabili per una corretta ricostruzione della fattispecie oggetto del giudizio a quo, richiesta non solo in relazione alle condizioni di ammissibilità della questione di legittimità costituzionale, ma anche al fine di valutare la non manifesta infondatezza di quest'ultima. ( Precedenti citati: sentenze n. 56 del 2015 e n. 128 del 2014; ordinanza n. 120 del 2015 ).