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migliaia e migliaia di posti di lavoro, l'1,4 per cento del PIL, altre decine di migliaia di posti di lavoro dell'indotto e dell'intero comparto che è vicino a questa produzione. Non è assolutamente un problema che può essere rinviato. Noi continueremo a sollecitare il Governo, come abbiamo fatto, perché è un problema gravissimo che tocca il nostro Paese, sia a livello strategico, sia a livello dei problemi delle persone che perdono il lavoro e di un'intera area che perde una ricchezza e una grandissima risorsa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2000 (testo corretto), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.100, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.13 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G4.100, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno riferiti all'articolo 5 del decreto-legge. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, l'emendamento 5.1000 della Commissione è ritirato. Su tutti gli altri emendamenti esprimo parere contrario. Per quanto riguarda l'ordine del giorno G5.200, esprimo parere favorevole a un suo accoglimento previa riformulazione, nel senso di cancellare la terza premessa e di sopprimere, nell'impegno finale, le parole «e al rischio sismico». Per quanto riguardo l'ordine del giorno G5.1 esprimo parere favorevole al suo accoglimento. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Senatore Pazzaglini, accoglie la riformulazione dell'ordine del giorno G5.200? PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.1, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.2, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori, fino alle parole «risanamento ambientale». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.3. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.4, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.5, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.6, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Senatrice Mantovani, mi conferma che l'emendamento 5.1000 è stato ritirato? MANTOVANI, relatrice . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Risultano pertanto decaduti tutti i relativi subemendamenti da 5.1000/1 a 5.1000/11. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G5.200 (testo 2) e G5.1 non verranno posti ai voti. Invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 6. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 6.1. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 6.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.1, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . I restanti emendamenti riferiti agli articoli 6 e 7 del decreto-legge sono improponibili. Invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli ordini del giorno G7.0.3 e G7.0.4. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole su entrambi gli ordini del giorno. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il Governo accoglie gli ordini del giorno G7.0.3 e G7.0.4. PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G7.0.3 e G7.0.4 non verranno posti ai voti. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, ringrazio la relatrice perché il lavoro che è stato portato avanti sul decreto-legge è stato molto accorto e accurato. Preannunciando sin da subito che sul provvedimento in esame il nostro Gruppo, insieme ad altri senatori del Gruppo Misto, voterà a favore, mi auguro che il prossimo Governo - che, si spera, sarà nella prossima legislatura - non cambi ancora una volta l'assetto delle competenze dei Ministeri, perché credo che questa non sia proprio un'ottima abitudine. Dobbiamo dircelo per onestà. La questione centrale di questo decreto-legge ed è il motivo sostanziale alla base del nostro voto favorevole - è quella di riportare il turismo all'interno di quello che è sempre stato un po' il suo alveo naturale, vale a dire il Ministero dei beni e delle attività culturali. La ragione la conosciamo perfettamente e lo dico anche ai colleghi della Lega, in particolare al collega Centinaio, che fino a qualche settimana fa è stato Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con delega al turismo. Sappiamo tutti quanto in questi anni abbiamo investito per valorizzare il turismo rurale ed enogastronomico, le città del vino, i nostro paesaggio rurale, i nostri prodotti tipici: sappiamo perfettamente quanto tutto questo rappresenti un marchio distintivo per il nostro Paese. Allo stesso modo, però, sappiamo anche che la scelta di ricondurre il turismo all'interno del Ministero delle politiche agricole era legata, più che a questo ragionamento, al fatto che vi erano degli interessi anche molti forti e meritevoli da parte dell'allora Ministro proprio rispetto al turismo. Quello che penso veramente è che il nostro Paese prima o poi dovrà fare la scelta di istituire un vero e proprio Ministero del turismo: lo dico qui francamente.