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Per ciascuna unità di voto si indicano, inoltre, le variazioni che si registrano nella consistenza dei residui, in linea con le risultanze definitive esposte nel rendiconto dell'esercizio 2018. L'articolo 2 dispone la riduzione degli importi dei fondi previsti dagli articoli 26, 27, 28 e 29 della legge di contabilità e finanza pubblica rispetto a quanto stabilito dall'articolo 3, comma 5, della legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018). In particolare si tratta del Fondo di riserva per le spese obbligatorie, il cui importo viene ridotto di 130 milioni di euro; dei Fondi speciali per la reiscrizione in bilancio di residui passivi perenti delle spese correnti e in conto capitale, ridotti di 50 milioni di euro; del Fondo di riserva per le spese impreviste, ridotto di 150 milioni; del Fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa, ridotto di 500 milioni. I citati fondi sono inseriti nel programma «Fondi di riserva e speciali», nell'ambito della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. Quanto ai risultati finanziari, le variazioni che si propone di apportare con il disegno di legge in esame determinano un miglioramento del saldo netto da finanziare (corrispondente alla differenza tra entrate finali e spese finali) pari a 1.919 milioni di euro in termini di competenza e 3.393 milioni in termini di cassa. Conseguentemente, il saldo netto da finanziare si attesta su un valore di -58,9 miliardi rispetto ad una previsione iniziale di -59,4 miliardi. Tale miglioramento è dovuto essenzialmente all'effetto positivo, per 1,92 miliardi di euro, delle variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento in esame, in buona parte compensato per -1,48 miliardi dalle variazioni per atto amministrativo. Anche gli altri saldi evidenziano un andamento positivo: il risparmio pubblico (dato dalla differenza tra entrate correnti e spese correnti al lordo degli interessi) registra un miglioramento di 364 milioni rispetto alla previsione iniziale. I dati relativi al ricorso al mercato (pari alla differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, queste ultime date dalla somma delle spese finali e del rimborso prestiti) evidenziano un impatto positivo pari a circa 5,3 miliardi. Le variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento risultano coerenti con i livelli programmatici di saldo netto programmatico fissati con la legge di bilancio e, nel complesso, riflettono in larga parte l'adeguamento degli stanziamenti di bilancio alle stime formulate con il Documento di economia e finanza 2019. Per altra parte, le maggiori spese trovano corrispondente compensazione in un aumento delle entrate o nella riduzione di altre voci di spesa. Il miglioramento del saldo netto da finanziare in termini di competenza è dovuto essenzialmente ad un decremento delle spese finali per 668 milioni di euro (che passano da 637.991 a 637.323 milioni di euro), parzialmente compensato da una riduzione delle entrate finali di 232 milioni di euro (che scendono da 578.638 a 578.406 milioni di euro). Il miglioramento del dato assestato del saldo netto deriva dall'effetto congiunto delle variazioni per atto amministrativo adottate nel periodo compreso tra il 1° gennaio e 31 maggio dell'anno in corso che, in realtà, determinano un peggioramento del saldo netto da finanziare di quasi 1,5 miliardi in termini di competenza e delle variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento in esame, che invece determinano un miglioramento del saldo netto pari a 1,9 miliardi in termini di competenza rispetto al saldo risultante dalla legge di bilancio. In particolare, la riduzione complessiva delle spese finali rispetto alle previsioni di bilancio, di 668 milioni, è dovuta principalmente alla proposta di assestamento (-2,9 miliardi), parzialmente compensata dalle variazioni per atto amministrativo (+2,3 miliardi). Sulla proposta di assestamento la riduzione della spesa per interessi incide per quasi 1 miliardo, la riduzione di spese correnti per 1,4 miliardi e quella delle spese in conto capitale per oltre mezzo miliardo. La diminuzione delle entrate di complessivi 232 milioni di euro è dovuta alle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento, per 1 miliardo, compensata dall'aumento di 790 milioni dovuto alle variazioni per atto amministrativo. Si sottolinea che le variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento sono volte ad ottenere un miglioramento netto del valore dell'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni di circa 5,6 miliardi, secondo quanto stimato nella Relazione tecnica che accompagna il disegno di legge in esame, in linea con quanto convenuto dal Governo italiano nell'ambito della negoziazione avviata con la Commissione europea in merito al rispetto della regola del debito pubblico del Patto di stabilità e crescita per l'anno 2018. In particolare, le proposte di variazioni delle entrate del provvedimento di assestamento (sebbene negative in termini di saldo netto da finanziare per -1.022 milioni) determinano un miglioramento dell'indebitamento netto di complessivi 4.965 milioni di euro, derivante interamente dall'aumento delle entrate risultante dal monitoraggio degli introiti. Le proposte di riduzione delle spese (-2.941 milioni in termini di saldo netto da finanziare) determinano un miglioramento dell'indebitamento netto di 626 milioni di euro. Si sottolinea che le riduzioni degli stanziamenti di spesa proposte con il disegno di legge di assestamento afferenti agli accantonamenti indisponibili costituiti dalla legge di bilancio 2019 (comma 1117, legge n. 145/2018), per circa 2 miliardi di euro, non hanno effetti sull'indebitamento netto in quanto già scontati nelle previsioni tendenziali del DEF 2019. In relazione alla correzione complessiva dei saldi di finanza pubblica, la Relazione tecnica precisa inoltre che ulteriori 0,5 miliardi di euro di riduzione dell'indebitamento netto derivano dai maggiori introiti delle cosiddette "Aste CO2" e dalle maggiori entrate per flussi con la UE. Si tratta di misure i cui effetti finanziari non incidono tuttavia sul disegno di legge di assestamento in esame, in quanto agiscono al di fuori dal perimetro del bilancio dello Stato. In termini di cassa, il disegno di legge di assestamento per il 2019 determina complessivamente un miglioramento del saldo netto da finanziare di 1.929 milioni di euro, derivante da una riduzione delle entrate finali per 232 milioni e da una variazione in diminuzione delle spese finali per 2.160 milioni. Migliorano anche gli altri saldi: il saldo primario di 158 milioni di euro, il risparmio pubblico di 2.055 milioni e il ricorso al mercato di 6.586 milioni. Per quanto concerne i residui, nella definizione del bilancio di previsione l'entità dei residui passivi viene stimata in modo presuntivo sulla base di un calcolo che fa riferimento alla massa spendibile e alle autorizzazioni di cassa risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso a quel momento.