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territori bellissimi e difficili che vivono da molto tempo una crisi economica, strutturale e sociale che, dapprima del sisma, mettono a rischio di abbandono e desertificazione, in particolare a danno delle generazioni più giovani. Non c'è allora niente di più urgente di questo decreto-legge, perché niente è più urgente delle attese e dei bisogni di chi combatte per rialzarsi. La posta in gioco è il nostro destino, la sorte di una parte vitale del Paese. Noi del Partito Democratico lo sappiamo. Siamo coloro che, più di ogni altro, hanno fatto con il massimo dell'impegno, della determinazione e della consapevolezza, che a tanti manca in quest'Assemblea. Eravamo al Governo e non ci siamo mai sottratti, in alcun frangente, con Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Vasco Errani, Paola De Micheli e tantissimi altri. Abbiamo agito sempre con spirito unitario, cercando la coesione di tutte le forze politiche e il coinvolgimento delle autonomie locali e dei soggetti sociali, mettendo in campo un modello avanzato che raccoglie le migliori prassi dei terremoti recenti, con l'obiettivo strategico e inderogabile di ricostruire tutto il tessuto urbanistico e comunitario preesistente, con una copertura totale delle spese. Colleghi, le risorse da noi stanziate e che voi - maggioranza e nuovo Governo - avrete il compito di gestire e di non dilapidare sono le più ingenti nella storia: oltre 13 miliardi di euro, di cui quasi 10 per la ricostruzione privata e pubblica. (Applausi dal Gruppo PD) . È stato un lavoro duro, in continua evoluzione, certamente fatto anche di errori, criticità, rigidità e di un'iniziale eccessiva centralizzazione. Ma, di fronte ai problemi, noi abbiamo saputo rimettere in discussione le norme e modificato le cose che non funzionavano, in particolare quando l' escalation del sisma ne ha radicalmente cambiato la natura, allargando esponenzialmente il cratere, fatto soprattutto di piccoli Comuni montani e collinari, con moltissime situazioni di dissesto idrogeologico. Il primo nostro impegno è stato proteggere le persone, metterle al riparo e fare scudo dalle difficoltà economiche. Questo è il perno fondamentale di tutto il nostro lavoro degli ultimi due anni, di cui andiamo orgogliosi. Possiamo dire a testa alta che nessuno è stato lasciato solo, con l'integrazione al reddito dei lavoratori dipendenti; il sostegno alle imprese, ai lavoratori autonomi, agli artigiani e alle partite IVA; la sospensione del pagamento di mutui e bollette; i versamenti contributivi e tributari; l'introduzione della busta paga pesante; la cassa in deroga per i lavoratori delle imprese del cratere; il contributo di autonoma sistemazione, che è stato una misura reale di welfare a garanzia dei singoli e soprattutto delle famiglie e della loro coesione. Nessuno - ripeto, nessuno - può negare che mai prima d'ora c'era stato un sostegno di questo livello per le necessità economiche della popolazione e la ripresa delle attività produttive. Si tratta di misure legate tra loro, che compongono un progetto, una visione, un'idea di società e un'idea di sviluppo. Se oggi il cratere è vivo - e lo è - è merito di questi strumenti. Signor Presidente, ho sentito in quest'Assemblea interventi irridere quanto fatto in questi anni e fare battute liquidatorie. Signor Presidente, li trovo interventi vergognosi. (Applausi dal Gruppo PD) . Chi dice che c'è stata una gestione pessima del terremoto mente sapendo di mentire. (Applausi dal Gruppo PD) . Non ha idea di quel che è accaduto, di cosa significano 600.000 persone colpite e oltre 50.000 sfollati. Eppure, in tutti questi mesi - e ancora adesso - gli sciacalli non si sono fermati, strumentalizzando le difficoltà e seminando sfiducia, zizzania, polemiche e veleni, alimentati ad arte sui social network da chi nel cratere probabilmente non ha mai messo piede. Noi siamo orgogliosi di quanto fatto e moltiplicheremo il nostro impegno dall'opposizione, vigilando con il massimo della determinazione affinché non venga vanificato il lavoro indispensabile, fatto tra mille difficoltà, in questi anni. Vigileremo che questo Governo non ci faccia andare indietro, non volti le spalle ai territori e alle popolazioni colpite. Siamo preoccupati, Presidente; preoccupati perché nel cosiddetto contratto - altro non è che un patto di potere tra Salvini e Di Maio - su 18.000 parole non ce n'è neanche una su terremoto e ricostruzione. Su 18.000 neanche una parola! (Applausi dal Gruppo PD) . Questo è gravissimo. Dite al presidente Conte - che oggi non è qui - che non basta farsi vedere qualche ora, in fretta e furia, nelle zone terremotate, se non si ha un'idea di ciò che bisogna fare. Siamo preoccupati, perché alla gran parte delle nostre proposte, per continuare a sostenere redditi, lavoratori, cittadini, imprese, sindaci, soprattutto quelli dei piccoli Comuni, voi avete detto no. Voi dite di non avere soldi per i terremotati, per chi ha bisogno, e volete stanziare 50 miliardi di euro per la flat tax , la tassa vergogna, che toglie ai poveri per dare ai ricchi. (Applausi dal Gruppo PD) . Bel cambiamento, complimenti! Avete detto no a dilazionare i pagamenti sospesi fino a 120 rate; no alla riduzione al 40 per cento dell'importo da restituire; no all'estensione della proroga dell' una tantum di 5.000 euro per i professionisti e per le partite IVA; no alla proroga della zona franca urbana per le imprese; tutte misure inserite da noi e che voi adesso state togliendo. Avete detto no alla destinazione del 4 per cento del fondo complessivo per la ricostruzione allo sviluppo economico e sociale dei Comuni del sisma; no all'incremento delle risorse per il servizio civile, per i giovani del cratere; no a tutto quello che riguarda le risorse umane, il personale, anche la polizia locale. Interromperete rapporti di lavoro indispensabili per le esigenze delle aree del sisma. Non sono no al PD: sono no a istanze reali, sentite, chieste a gran voce dalle forze sociali, economiche, professionali. Avete detto no, eppure in campagna elettorale queste cose le avevate promesse. Avete preso i voti e siete scappati. (Applausi dal Gruppo PD) . Invece noi ci siamo. C'è un sì, signor Presidente, di cui siamo particolarmente orgogliosi, per il quale noi del PD ci siamo battuti per primi e su cui poi - e ne siamo lieti - tutti sono confluiti: un sì che dà certezza a oltre 500 lavoratori della Whirlpool di Comunanza e alle loro famiglie; un'azienda strategica per il futuro manifatturiero di quei territori, che fa da traino a un indotto numerosissimo. Un emendamento porta questa vertenza in Parlamento ed è una prima vittoria. Adesso toccherà al Governo reclamare un rilancio industriale del sito produttivo, che oggi è pesantemente a rischio. C'è il rischio di 131 esuberi, una vertenza che non ha carattere locale, Presidente, ma che è emblematica di come noi intendiamo la sfida della ricostruzione. Non basterà, infatti, ricostruire solamente i muri;