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Fra una settimana o dieci giorni nei supermercati non ci saranno proprio le persone a comprare le cose, perché le famiglie, a tutti i livelli, dal più ricco al più povero, subiranno questo problema. Bisogna allora assumersi la responsabilità, sicuramente fare azioni di restrizione sanitaria, ma non da Stato di polizia sanitaria, come avete fatto, perché è un errore grave, gravissimo. Dietro di voi sono venuti anche amministratori locali, amministratori regionali, che hanno abboccato a questa voglia di restringere, perché qualcuno non si vuole prendere la responsabilità di restare indietro e di non chiudere. No, non dobbiamo chiudere, dobbiamo restare aperti, perché l'Italia è chiusa, quindi non ce lo possiamo assolutamente permettere. Vi prego, vi scongiuro, torniamo a ragionare con un'assunzione di responsabilità e restiamo aperti al mondo, perché oggi non ci possiamo più muovere da nessuna parte e quelle che erano la prima località venduta nel mondo, l'Italia, e la seconda, la mia Regione, la Toscana, oggi non le vuole comprare più nessuno, con conseguenze sugli investimenti, sugli sviluppi, sui fondi finanziari. Forse non avete capito cosa sta succedendo, ma se - lo dico con rispetto a chi non li ha - aveste 30, 40, 50, 60 o 70 persone sulle spalle a cui dare la busta paga alla fine del mese, probabilmente vi porreste il problema in maniera diversa. Quello che vi chiedo è di riflettere, perché altrimenti il problema non si fermerà tra una settimana o fra dieci giorni. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, desidero innanzitutto porgere un pensiero di cordoglio e di vicinanza a tutti i familiari delle vittime che stanno vivendo il dolore della perdita di un proprio caro. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Una vicinanza a tutte le persone ricoverate, con un messaggio di speranza, perché dal coronavirus si guarisce e lo si vede dai dati che abbiamo ogni giorno. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Una vicinanza a tutte le Regioni più colpite nel loro tessuto sociale, familiare, sanitario, economico, messe in ginocchio. Un pensiero di enorme gratitudine a tutti i medici, gli operatori sanitari, le aziende sanitarie delle Regioni, i Vigili del fuoco, le Forze dell'ordine, che stanno lavorando a ritmi inverosimili, con turni massacranti da settimane. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Permettetemi anche di rivolgere un grazie di cuore al vice ministro Sileri, che fin dall'inizio ha dimostrato equilibrio, competenza e professionalità, cose che mancano in questo Governo, sempre presente, anche ieri in Commissione, anche ieri sera, sempre pronto ad ascoltare. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e M5S) . Purtroppo con grande rammarico la stessa cosa non la posso dire del Presidente del Consiglio Conte. Qualcuno ha detto che avrebbe dovuto essere accusato di procurato allarme, quando ha fatto la conferenza stampa col pullover stile Bertolaso - ma certamente il confronto è impietoso - e ha annunciato lo stato di emergenza del nostro Paese come se dovesse annunciare l'entrata dell'Italia nella terza guerra mondiale. Non si è reso conto, come purtroppo troppo spesso è capitato a molti esponenti di altri Governi anche precedenti, ma magari le parole incaute di un Ministro provocavano la perdita di miliardi in borsa nell'arco di quattro ore ai risparmiatori italiani, mentre in questo caso le parole hanno avuto un peso con ricadute immediate a livello economico nazionale e internazionale, oltre allo stato di terrore creato nei cittadini. Da quando sono state pronunciate queste parole, oltre alle zone a rischio, si sono svuotate le città, i treni, tutto quello che riguarda la quotidianità delle persone. Esistono certamente delle priorità in ogni Paese che non devono essere sottovalutate e fin dall'inizio tutti, maggioranza e opposizione, dicemmo che la massima priorità era la salute pubblica, ma oggi all'emergenza sanitaria si è affiancata un'altra emergenza, ancora più grave del virus, per il Paese già in difficoltà, che è quella economica. Il meccanismo psicologico della paura, che si è instaurato in pochissimi giorni, ha ricadute molto più pericolose del coronavirus. L'Italia per prima si è adeguata alle direttive dell'Organizzazione mondiale della sanità, adottando misure adeguate alle linee guida scientifiche, cosa che nessun altro Paese europeo ha fatto. Certo, chiudere i voli diretti è stata una decisione importante - se leggiamo le dichiarazioni del 10 di febbraio del professor Ricciardi, vediamo che affermava che era inutile bloccare i voli diretti senza controllare chi arrivava o partiva da altri scali - ma ricordo che la Francia ha ancora quattro voli diretti Parigi-Pechino al giorno e si è permessa di bloccare un pullman alla frontiera di Ventimiglia perché l'autista starnutiva. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . E non parliamo di altre piccole amenità della Francia, comprese quelle di ieri. L'Italia è l'unico Paese che ha fatto, dopo la Cina, i test a tappeto. Ne sono stati fatti 21.000 e sono risultate 2.260 persone positive, quasi il 60 per cento asintomatico, isolato a casa in quarantena, un 30 per cento ricoverato e un 10 per cento in terapia intensiva. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,16) ( Segue RIZZOTTI). Il nostro sistema sta reagendo molto bene grazie all'organizzazione delle strutture e agli sforzi degli operatori sanitari. Ripeto: abbiamo fatto i test gratuitamente, a tappeto, mentre gli altri Paesi europei non hanno volutamente controllato dall'inizio perché, vedendo l'esempio di quello che stava succedendo in Italia, la loro priorità è stata economica, e ci hanno addossato la colpa: vergognoso! Pensiamo soltanto che in Francia hanno fatto meno di 1.000 test e negli ultimi giorni hanno scoperto 200 casi positivi: 1.000 test, 200 casi; noi, 21.000 test, 2.000 casi. Fate un po' il confronto su chi sta appestando l'Europa e il mondo. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Tra operatori sanitari ci si parla: da dieci giorni si sa che in Germania sono accertati almeno 600 casi, ma stanno zitti; nel Regno Unito si sono ammalati tre settimane fa, e adesso si sa, da persone autorevoli - ad esempio, fonti mediche come anche AstraZeneca - che solo a Londra ci sono più di 500 positivi malati - lo sottolineo, malati - e giustamente mia figlia che studia lì mi ha chiesto: «Mamma, secondo te bloccano la metropolitana?». Un Paese che, dopo aver avuto 40 morti asfissiati in un container , immigrati clandestini, ha dato la notizia un giorno e da otto mesi ormai nessuno ne sa più niente. Pensiamo se fosse successo in Italia! Tutti questi Paesi europei in compenso non solo non li hanno (per ora, perché non li hanno cercati) ma stanno boicottando il nostro Paese da tutti i punti di vista, compresa la richiesta - cosa ridicola! - del «virus free» per i prodotti agroalimentari.