[resaula]

Come giustamente afferma la nostra mozione, infatti, noi dobbiamo fare i conti con questa transizione, assumerci la responsabilità di calibrare gli investimenti per governare questo cambiamento, che è trasversale all'insieme dei settori dell'economia reale e dei servizi, cioè di quello che noi tanto declamiamo complessivamente e qualitativamente come il nostro made in Italy. La richiesta ci viene anche da lì. Terzo elemento: noi abbiamo una responsabilità in più. Io non so come vi rapportiate quando siete qui dentro e quando siete fuori e parlate con le vostre figlie, i vostri figli e i vostri nipoti, con le ragazze e i ragazzi che sono scesi in piazza. Loro ci hanno detto una cosa importante, oltre al merito: ci hanno detto che loro sono troppo giovani e non sono seduti nelle sedi politiche e istituzionali per decidere in prima persona oggi quello che bisogna fare. (Applausi dal Gruppo PD) . Badate bene che è un impegno intergenerazionale fondamentale. Sono ragazze e ragazzi di tutto il mondo, sono ragazze e ragazzi italiani che hanno avuto una capacità straordinaria di collegamento, di visione e di impegno. Mi dispiace molto - glielo dico francamente, Sottosegretario - il fatto che il Governo abbia dato l'indicazione di votare contro la mozione e le mozioni che parlano di assumere la dichiarazione di stato di emergenza climatico-ambientale come stanno già facendo altri Paesi. Questo dispiace molto ed è un errore, dal nostro punto di vista, strategico e politico, perché se dichiariamo questa emergenza significa che noi assumiamo un vero impegno a riconvertire, a cambiare e a governare questa transizione. Se non assumiamo questo impegno, il resto è chiacchiera, equivale esattamente a scrivere il nulla, il vuoto. (Applausi dal Gruppo PD) . Significa che scriviamo ancora meno di quanto abbiamo votato e sottoscritto nelle sedi deputate dalla nostra rappresentanza. Io lo considero davvero un elemento di gravità politica enorme. Vi chiedo di ripensarci. Ve lo dico così: una buona parte di noi, a partire da me, questa mattina si è presentata in Aula per discutere questa e le altre mozioni assolutamente convinta che avremmo potuto operare per scrivere finalmente oggi, nella Giornata mondiale del clima, una pagina di buona politica di questo Governo, di questo Parlamento e di questo Senato. (Applausi dal Gruppo PD) . Eravamo convinti che avremmo scelto di votare insieme una mozione che, determinando questa emergenza, avrebbe determinato anche le indicazioni, le priorità, il sostegno economico all'inizio della riorganizzazione e delle riconversioni ecologiche. Chiudo su questo. Una parte della nostra economia reale se lo aspettava. Penso che questo sia un altro degli elementi non utili - e chiudo - alla sana competitività di questo Paese: l'unica condizione per dare lavoro, occupazione e futuro credibile all'Italia. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la mia generazione è cresciuta guardando in televisione Piero Angela che spiegava l'esistenza di un rischio tremendo, quello del buco dell'ozono, richiamato dal collega Martelli. Correva l'anno 1988 quando i clorofluorocarburi (CFC) furono vietati. Qual è la situazione oggi? Si calcola che con un recupero del 3 per cento annuo il buco dell'ozono possa chiudersi nel 2060, al netto della riduzione di questa progressione determinata da un aumento delle emissioni da parte della Cina. Di certo non abbiamo ottenuto questo risultato vietando le bombolette spray. Non vorrei essere irrispettoso nei confronti di quest'Assemblea, ma faccio questo esempio emblematico per dire che incartarsi in uno scontro fra negazionismo e catastrofismo, ciò che sta avvenendo anche qui oggi, è peggio che non fare niente. La responsabilità che ci appartiene come Parlamento, di fronte alle ondate emotive che ciclicamente si susseguono su vari temi nell'arco dei decenni è proprio quella di guardare alla situazione e trovare però soluzioni sostenibili. Quando si parla di sviluppo sostenibile, in sintesi si tratta di cercare di contemperare le esigenze dell'attuale generazione con quelle delle future. Sarebbe dunque facile cedere oggi a questo andazzo, citando magari il collega Rubbia che, dall'alto di un'esperienza accademica riconosciuta a livello mondiale, dissente su tantissime cose che sono state sostenute. Si potrebbe polemicamente dire che sono arrivate la pioggia, il freddo e che il maggio che abbiamo affrontato, nonostante la presenza e i richiami di Greta anche in questo ramo del Parlamento, è stato sicuramente diverso da quello degli ultimi anni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Ma si confonde il meteo con il clima: ma di che cosa stiamo parlando? BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Si potrebbe fare questo gioco, ma come Gruppo Lega non vogliamo prestarci e faccio solo un ultimo richiamo. Non si può ad esempio, com'è avvenuto, assecondare una spinta emotiva che ha portato il Paese a rinunciare all'energia nucleare e, nel contempo, chiudere gli occhi sull'acquisto dalla Francia di energia prodotta da centrali nucleari: si deve fare di più. Per questo nella mozione che abbiamo presentato, più che concentrarci sulle premesse, abbiamo voluto lavorare convintamente, fianco a fianco, con il MoVimento 5 Stelle sulla parte dispositiva, perché a tutti noi servono fatti concreti e non semplicemente dichiarazioni di intento. Pertanto, nei nove punti sui quali si impegna il Governo - e mi avvierò poi a concludere - abbiamo sì voluto offrire delle dichiarazioni di principio, ma abbiamo voluto farlo in maniera tale che il nostro Paese non si avvii a un suicidio tecnologico-energetico a danno dell'attuale popolazione. Si può e si deve decarbonizzare l'economia, ma va comunque fatto garantendo la sicurezza del sistema energetico del Paese. Si può e si deve lavorare verso la mobilità sostenibile e si può e si deve andare verso la sostenibilità complessiva, ma va fatto - come indicato, ad esempio, al punto 6.a) - promuovendo politiche di sviluppo infrastrutturale e interventi finalizzati alla promozione di iniziative virtuose di mobilità urbana ed extraurbana sostenibile. Lo si deve fare perché altrimenti - permettetemi una forzatura - potremmo tranquillamente avviarci all'estinzione del genere umano, se non al ritorno all'età della pietra, e certamente impatteremmo di meno. Diceva la collega Fedeli che sicuramente le azioni e l'attività umana condizionano il pianeta; ci mancherebbe altro! Ma allora dobbiamo trovare il modo di poter garantire lo stile di vita puntando sull'innovazione tecnologica e sulla ricerca e non guardando a una decrescita felice. Con il dispositivo della mozione che abbiamo presentato abbiamo voluto guardare in questa direzione. Concludo dicendo che questo dispositivo cade nella Giornata mondiale dell'ambiente ma soprattutto dopo un anno di attività del Governo che, nei piccoli e nei grandi provvedimenti, ha cercato di andare in questa direzione e basterebbe fare degli esempi che ci competono. È vero che il clima non si ferma ai confini, ma noi a livello nazionale dobbiamo guardare a questi.