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Siamo a fianco del Governo e per questo ringrazio i Ministri che si sono occupati di questo lavoro e, in particolare, il sottosegretario alla cultura, la senatrice Lucia Borgonzoni, che si è spesa in prima persona per la stesura di questo provvedimento. Come Lega siamo molto attenti alle problematiche di chi opera in questo comparto e nel corso della pandemia abbiamo più volte sollecitato interventi e ristori per lenire l'inevitabile recessione economica dei lavoratori dello spettacolo dal vivo. Siamo consapevoli che questo testo non soddisfa completamente le aspettative di questi lavoratori, ma siamo altrettanto convinti che la strada intrapresa sia quella giusta e che il Governo e le Commissioni lavoreranno affinché la situazione in futuro possa migliorare sensibilmente. Non devono più esserci lavoratori di serie A e di serie B, perché chi opera nel settore dello spettacolo in molti casi si sente abbandonato a se stesso e questo non possiamo più permetterlo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Matrisciano. Ne ha facoltà. MATRISCIANO (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, innanzitutto tengo a ringraziare tutti i colleghi e le colleghe delle Commissioni lavoro e cultura, che hanno collaborato alla definizione di questo importante provvedimento. In particolare, ringrazio il collega Riccardo Nencini per l'equilibrio e la collaborazione nella gestione del provvedimento, nonché i due relatori, Nunzia Catalfo e Roberto Rampi, per l'impeccabile lavoro. Ringrazio anche la collega Alessandra Carbonaro, che è stata già citata, che alla Camera ha portato avanti un grandissimo lavoro attraverso un'indagine conoscitiva i cui contenuti vengono recepiti nel provvedimento oggi in esame. Non da ultimo, ringrazio le associazioni che ci sono state vicine, con le quali ci siamo confrontati, e i lavoratori stessi, con i quali c'è stato un confronto davvero costruttivo, che ci hanno aiutato a migliorare questo provvedimento. Sono realmente onorata di essere qui oggi e di poter intervenire in Aula su questo provvedimento, che è frutto di una battaglia tanto combattuta dal MoVimento 5 Stelle, che restituisce finalmente dignità ai lavoratori dello spettacolo e dimostra, con i fatti, quanto valore diamo alla cultura. (Applausi) . Se c'è, infatti, un settore che ha sofferto più di altri le conseguenze della pandemia è stato quello della cultura e dello spettacolo. I numeri parlano da soli: si è passati dai 330.000 lavoratori dello spettacolo del 2019 ai 260.000 dell'anno successivo, con un decremento pari ad almeno il 21 per cento. Nello stesso periodo si stima siano stati bruciati quasi 8 miliardi di euro, con un volume di affari che ha segnato un rosso del meno 73 per cento: una catastrofe. A farne le spese sono stati migliaia di lavoratori, le cui vite sono state stravolte dalla crisi e le cui professionalità sono andate perdute, in assenza di strumenti giuridici idonei a tutelarli nel periodo delle chiusure forzate. La giornata di oggi segna una tappa fondamentale sulla strada della definizione di una nuova cornice normativa a tutela degli operatori dello spettacolo, ai quali potrà finalmente essere riconosciuto e garantito il giusto sostegno. Con l'approvazione del disegno di legge delega sullo spettacolo, le migliaia di professionisti della lirica, della musica, del teatro, del cinema, della danza e di tutte le arti performative potranno contare su nuove garanzie grazie alla riforma del settore. Le novità introdotte dal disegno di legge prevedono, quindi, la delega al Governo per il riordino e la revisione degli ammortizzatori e delle indennità e per l'introduzione di una indennità di discontinuità quale indennità strutturale e permanente. Lo abbiamo già detto, ma va ribadito, proprio per la sua portata rivoluzionaria. Quella per i contratti di lavoro, nonché per l'equo compenso per i lavoratori autonomi e, ancora, per il riconoscimento della professione di agente dello spettacolo dal vivo, ma anche per il rafforzamento e l'ampliamento delle funzioni dell'osservatorio dello spettacolo e l'istituzione di un tavolo permanente del settore spettacolo. Mi soffermo in particolare sulla indennità di discontinuità. L'indennità di discontinuità, introdotta attraverso l'approvazione di un emendamento che, di fatto, ha inserito un sostegno economico per i periodi di inattività, riconosce (e questo è fondamentale) i tempi di preparazione, di formazione e studio quali parti integranti dei tempi di lavoro effettivo, perché connaturati e indispensabili per chi svolge un lavoro nelle arti performative. Posso dire, piena di orgoglio, che si tratta del primo concreto sostegno dedicato ai lavoratori dello spettacolo. Con il collega Nencini abbiamo chiesto con urgenza la convocazione di un incontro con il Governo per affrontare il nodo legato alle risorse da stanziare per finanziare l'indennità di discontinuità, che riteniamo una misura necessaria e non rinviabile perché sono i lavoratori dello spettacolo che ce lo chiedono a gran voce. Il fondamento di questo nuovo ammortizzatore sociale riguarda la natura stessa dell'attività di chi opera nel mondo della cultura e dei grandi eventi. Si tratta di una prestazione spesso intermittente e frammentata, che alterna periodi di lavoro a periodi di fermo. La creazione di questo nuovo strumento andrebbe a colmare un vulnus che la pandemia ha fatto emergere in modo lampante. Bisogna creare tutele omogenee e dire basta ad un sistema che viaggia a due velocità e si fonda sulla dicotomia di garantiti e non garantiti. (Applausi) . La chiave di volta è puntare sull'universalismo delle tutele e dei diritti. Ecco perché è così importante che queste risorse vengano individuate. È una battaglia politica che porteremo avanti anche sul piano istituzionale. Ovviamente nella prossima legge di bilancio sarà opportuno trovare le adeguate coperture, oltre a quelle già inserite nel Fondo emergenza spettacolo. Al di là di tutto, quello di oggi è senza dubbio un importante passo avanti per il completamento del nuovo welfare dello spettacolo, che necessitava di una vera e propria rivoluzione sul piano delle tutele e dei diritti riconosciuti ad una categoria che fino ad oggi è stata ingiustamente penalizzata. Oggi il MoVimento 5 Stelle è qui e resterà a fianco dei lavoratori della cultura e dello spettacolo, per sancire un nuovo inizio basato su maggiori tutele e più sostegni. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Catalfo. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, farò una replica molto celere. Credo che questa sia una giornata molto importante. Gli interventi dei senatori hanno certificato il grande lavoro di squadra compiuto nelle Commissioni. Ringrazio il ministro Franceschini per aver seguito tutto l' iter e per la sua presenza odierna qui in Aula. L'auspicio è che si proceda velocemente con i decreti legislativi e la disciplina di questo insieme di norme e di tutele, con la regolamentazione che riguarda anche i compensi, il welfare e l'indennità di discontinuità che certifica il fatto che lavorare nel settore dello spettacolo, per tutte le diverse tipologie di lavoratori (dagli artisti ai tecnici), è un vero e proprio lavoro;