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Signor Presidente, colleghe e colleghi, Governo, con questo aggiustamento, che non capisco perché non vogliate chiamare manovra, dal momento che è una manovra, abbiamo evitato la procedura di infrazione. Dico subito che è un fatto positivo, come abbiamo già avuto occasione di sottolineare, dal momento che la procedura avrebbe prodotto danni gravissimi al nostro Paese. Voglio fare una piccola riflessione: in fondo, dopo l'esperienza che avete costretto il nostro Paese a fare nella legge di bilancio per il 2019, un inutile braccio di ferro con la Commissione europea per poi fare ciò che - la Commissione - aveva detto, sarebbe stato opportuno evitare gli annunci, le minacce; ma vedo che, purtroppo, non si va in questo senso. In ogni caso, correzione, aggiustamento dei conti, manovra: alla fine, per dire una cosa diversa da quanto ha affermato ieri il Capogruppo della Lega - ma come ha detto giustamente, i dati sono dati - avete fatto quello che vi ha chiesto la Commissione europea: né più, né meno. Da questo punto di vista, fatemi dire che sembra che le elezioni non servano. La confusione che c'è in relazione alla nomina del Presidente della Commissione europea, lo scontro tra MoVimento 5 Stelle e Lega, le parole del Presidente del Consiglio oggi nella sua lettera a «la Repubblica» ci dicono come questo nostro Paese sia, purtroppo, in difficoltà nelle relazioni europee. Vorrei invitare il Governo e la maggioranza con spirito del tutto costruttivo: non c'è solo la nomina del Commissario europeo italiano; l'importante è sostenere la necessità che l'Italia abbia un ruolo adeguato all'interno della Commissione. Ci sono tutte le direzioni generali della Commissione da nominare, laddove il nostro Paese - con l'attuale livello di credibilità pari a zero - rischia il paradosso: volete contestare l'asse franco-tedesco? Temo, e lo vedremo nella nuova elaborazione delle direzioni generali, che ci troveremo di fronte a uno spiazzamento dell'Italia in relazione all'Europa. Come sappiamo, la funzione delle tecnocrazie in Europa è fondamentale per ottenere risultati importanti; per non parlare dell'interessante piano presentato dal Ministro degli affari esteri sull'immigrazione. Come pensate di portarlo avanti? Anzi, rivolgo una proposta alla maggioranza: discutiamo in Aula il piano presentato dal ministro Moavero, perché contiene elementi interessanti e positivi che finalmente propongono anche alla maggioranza di allontanarsi dalla demagogia assurda, e in alcuni suoi comportamenti perfino disumana, come abbiamo visto in questi mesi sull'immigrazione. Detto questo, rimangono i problemi fondamentali. In fondo, in questo aggiustamento si tratta di 1,5 miliardi tra reddito di cittadinanza e quota 100. Dite adesso che siete stati prudenti; va bene, vedremo la prudenza nei prossimi giorni. Siete stati prudenti, ma delle due l'una. Mi riferisco ai numeri che avete dato quando avete parlato di quota 100 e reddito di cittadinanza, due misure su cui la nostra posizione è stata di attenzione, pur sottolineando i limiti: quota 100 non era la messa in discussione della legge Fornero; il reddito di cittadinanza, con la sovrapposizione con il lavoro, non è il modo migliore per affrontare la povertà. Se guardate i dati forniti dal Presidente dell'INPS nelle audizioni, vedrete che alcune Regioni del Mezzogiorno, dove la povertà è un dato rilevantissimo, presentano dati molto critici e ridotti. Al di là di come vogliate valutare tale dato e al di là della propaganda, il dato di quota 100 e il dato del reddito di cittadinanza dimostrano che quelle norme hanno una criticità che sarebbe interessante provare ad affrontare per dare una risposta più adeguata al Paese. Invece, preferite la propaganda. Vorrei, però, chiarire, anche rispetto all'intervento di chiusura della relatrice, che i dati del rapporto PIL- deficit e del rientro non sono dati da una manovra espansiva. Questa che stiamo vivendo non è una fase espansiva. Vi consiglio prudenza. Seguite ciò che dice il ministro Tria, che vi ha dimostrato che forse è più prudente, quando spiega che lo 0,1-0,2 per cento, comunque, è ancora tutto da garantire (e stiamo parlando di una sostanziale stagnazione). Anzi, la congiuntura dei prossimi mesi, a livello internazionale, ha un segno negativo e, quindi, non è affatto scontata una fase espansiva. È inutile che vi agganciate ai dati di questa o quella trimestrale. Il dato di merito è che questo Paese è sostanzialmente in stagnazione. È un dato oggettivo. Ma perché non ne parliamo? Forse, potremmo fare qualche passo in avanti. Voglio essere chiaro su alcuni punti. Per esempio, sul dato del lavoro, chiedo al Governo che, oltre ai dati dell'occupazione, vorrei avere il dato delle ore lavorate. (Applausi delle senatrici Bellanova e Parente). È un problema serio. L'ultimo dato che io conosco ci parla di 1,250 milioni di ore lavorate in meno. Questo è il nostro Paese. Questo è il dato: non sono catastrofista. Tutti i dati positivi che rileva, io li valorizzo, ma non sono d'accordo a fare il gioco delle tre carte sui dati relativi all'economia. Fate attenzione perché, in fondo, dei segnali li avete già. Mi rivolgo, prima di tutto, al MoVimento 5 Stelle. Voi dite: il popolo ci capisce. Veramente sta capendo più Salvini e la sua demagogia sull'immigrazione, che non risolve la clandestinità, ma fa demagogia. Non mi sembra che siate proprio capiti dal popolo in questo momento. Forse, porvi qualche interrogativo potrebbe essere utile. Due semplici osservazioni, in conclusione. 158 tavoli di crisi. Nessuna politica industriale: zero. Emergenza scuola. Come aprirà l'anno scolastico? Aprirà in una situazione di drammatica criticità in relazione agli insegnanti. Emergenza sanità. Siamo arrivati ai medici dell'esercito. L'altra cosa che mi colpisce è che in quest'Aula nessuno parla mai del Mezzogiorno. A proposito di dati, li avete letti quelli sul Mezzogiorno? Nessuno parla dei dati del Mezzogiorno. In questo dibattito nessuno ha ancora usato la parola «Mezzogiorno», i cui dati sono drammatici: cresce la distanza tra Nord e Sud in modo significativo e voi andate avanti con l'autonomia differenziata. Vi consiglio la lettura dei documenti del DAGL (Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi), della Corte dei conti e dell'UPB, perché in tutti e tre i dati vi dicono che se andate avanti in questo modo sull'autonomia differenziata farete saltare il sistema Paese. Dovete ricominciare a discutere seriamente della questione, ragionando di legge quadro, perequazione, legge n. 42 del 2009 e diritti per tutto il Paese. Così si può fare un dibattito serio. La facciamo una discussione in Aula sul tema, visto che sento tanti colleghi, non solo della nostra parte, che pongono interrogativi e problemi? La questione avrà una ricaduta fondamentale sui conti dello Stato. La facciamo una discussione in Aula? Discutiamo e vediamo se siamo in grado di dare un contributo.