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PENALE (pendenze totali) Dibattimento Collegio Rossano 151 Castrovillari 32 Dibattimento Monocratico Rossano 5.562 Castrovillari 1.245 Noti Gip/Gup Rossano 1.615 Castrovillari 329 CIVILE (pendenze totali) Concordati Preventivi Rossano 8 Castrovillari 2 Fallimenti dichiarati Rossano 229 Castrovillari 178 Esecuzioni Civili Rossano 687 Castrovillari 279 Civile Ordinario Rossano 6.673 Castrovillari 4.225 CAUSE AGRARIE Rossano 15 Castrovillari 14 PROCEDIMENTI SOMMARI Rossano 15 Castrovillari 25 LAVORO E PREVIDENZA Rossano 9.798 Castrovillari 3.801 ESPROPRIAZIONI IMMOBILIARI Rossano 799 Castrovillari 1.241 In definitiva, in questo momento, si registra – insieme ai tantissimi disagi derivanti dall'accorpamento dei due presidi giudiziari – un ritardo nelle procedure dell'ufficio notifiche, che di fatto ha comportato maggiori spese e minore efficienza. Oltre all'aver determinato un importante dispendio di risorse economiche e una dispersione del lavoro delle Forze dell'ordine impiegate sul territorio per spostamenti in attività di routine burocratica, che sottraggono tempo al controllo e al presidio del territorio. I numeri parlano chiaro e partono da una premessa importante che è tracciata nelle linee guida alla riforma Severino (legge 6 novembre 2012, n. 190), e che risulta del tutto fuori luogo e decontestualizzata rispetto agli effetti, poi, prodotti dalla riforma della geografia giudiziaria. Fu il Ministro guardasigilli del Governo Monti, nel tracciare il contenuto del nuovo decreto legislativo, infatti, a giustificare la soppressione del tribunale di Rossano e il suo accorpamento a quello di Castrovillari, con le seguenti argomentazioni: 1) criminalità omogenea nei circondari di Castrovillari e Rossano; 2) contiguità territoriale dei due circondari giudiziari; 3) facilità di collegamento tra i territori. Tutti questi criteri risultano in maniera, chiara, oggettiva e documentabile, ancora oggi privi di fondamento. Senza alcun nesso logico tra il dettato normativo e quella che poi è la realtà dei fatti. Ecco perché la decisione di sopprimere il tribunale di Rossano e accorparlo a quello di Castrovillari meritava e merita ancor di più oggi una necessaria ed opportuna rivisitazione, alla luce di una serie di motivazioni che, comunque, trovano fondamento nei criteri oggettivi e omogenei espressamente previsti nella legge delega. In questa sede è opportuno fare una doverosa premessa relativa alla mutata condizione socio-economico-politica del territorio della Calabria del Nord-Est. Infatti la conformazione geopolitica del territorio oggi è ulteriormente cambiata. La legge della regione Calabria n. 2 del 2018 ha sancito la nascita di una nuova città calabrese: Corigliano-Rossano, la prima per estensione territoriale e la terza per numero di abitanti nella nostra regione, nata dalla fusione dei due principali centri della Calabria del Nord-Est (Corigliano Calabro e Rossano) con una popolazione residente di 78.000 abitanti ed un bacino territoriale di oltre 200.000 utenti. Tale nuovo assetto istituzionale non può non influire sulle dinamiche dei servizi. E questo è confermato anche dalla legge 7 aprile 2014, n. 56, la cosiddetta « riforma Delrio » sugli enti locali. « Con tale intervento legislativo lo Stato, mosso dall'esigenza di una razionalizzazione delle spese, ha messo in atto un processo di ridefinizione dei territori: dagli ambiti provinciali, all'esperienza delle comunità montane fino, appunto, alla cosiddetta “geografia giudiziaria”, nei confronti dei quali il processo di fusione dei comuni (come previsto dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267) indica un percorso autenticamente “democratico”, proveniente dai livelli territoriali coinvolti e non discendente dall'alto, secondo parametri predefiniti » (1) . Se ne deduce facilmente che, a fronte di una nuova « geografia » territoriale e nell'ottica di razionalizzare appunto le risorse pubbliche per l'erogazione dei servizi, gli uffici centrali periferici, come possono essere in questo caso i tribunali ordinari, debbano trovare sede nei principali centri di aggregamento sociale, politico ed economico. Il caso specifico, dunque, non giustifica affatto – a maggior ragione oggi – l'assenza di un presidio di giustizia locale, ma non giustifica nemmeno l'accorpamento di due già grandi territori giudiziari come Castrovillari e quello dell'ex tribunale di Rossano. L'urgenza, infatti, è quella di ripristinare un tribunale chiuso. Inoltre, la scelta di sopprimere il tribunale di Rossano viola i criteri espressamente previsti alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 1 della legge 14 settembre 2011, n. 148, ove era previsto che la ridefinizione, anche mediante attribuzione di porzioni di territori a circondari limitrofi, dell'assetto territoriale degli uffici giudiziari dovesse avvenire secondo criteri oggettivi e omogenei, che tenessero conto dell'estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e dell'indice delle sopravvenienze, della specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale e del tasso di impatto della criminalità organizzata. In buona sostanza, la riforma della geografia giudiziaria era borderline già all'epoca della sua approvazione e oggi, con la nascita del nuovo comune di Corigliano-Rossano, è in totale infrazione rispetto alle normative vigenti. In Calabria la soppressione del tribunale di Rossano (oggi Corigliano-Rossano) ha determinato un deficit importante nei servizi della giustizia, in un territorio in cui gravita una popolazione di oltre 200.000 abitanti, su un'estensione territoriale di oltre 2.500 km 2 , composta da un'orografia complessa che ingloba due massicci montuosi (la catena del Pollino e la Sila greca) e la Piana di Sibari. Tutti i territori inglobati all'interno dell'ex giurisdizione del tribunale di Rossano erano e continuano a rimanere fortemente penalizzati da una rete ferroviaria inesistente e da una rete viaria tra le più pericolose d'Europa, rappresentata quest'ultima dal tronco stradale della strada statale 106, l'unica via di comunicazione terrestre che rende possibile i collegamenti con il resto della regione e del Paese. Da considerare, inoltre, la viabilità dei paesi dell'entroterra, che si snoda su strade montane, spesso ristrette ad un'unica corsia. A tutto questo, inoltre, si aggiunga la carenza di mobilità pubblico/privata, che rende pressoché impossibili i collegamenti tra il territorio dell'ex tribunale di Rossano e quello accorpante di Castrovillari (l'area di quest'ultimo – è necessario evidenziare – non è servita nemmeno da rete ferroviaria). Il territorio della Calabria del Nord-Est, che si estende dall'alto Marchesato fino alla pianura metapontina, inglobando il fronte sud-orientale del Pollino (spingendosi addirittura fino alle sponde del Tirreno) e tutta la Sila greca, ad oggi ha un unico approdo giudiziario: