[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 8, comma 4, 11, comma 1, 21, comma 3, limitatamente all'inciso «da registrarsi alla Corte dei conti», 85, 91, 106, 107, 109, 114, 116, 117, 121 e 127, commi 27, 28, 34 e 77, della delibera legislativa approvata dall'Assemblea regionale siciliana il 17 dicembre 2004 (disegno di legge n. 924), recante “Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2005”, promosso con ricorso del Commissario dello Stato per la Regione Siciliana, notificato il 24 dicembre 2004, depositato in cancelleria il 31 successivo ed iscritto al n. 116 del registro ricorsi 2004. Udito nella camera di consiglio dell'8 giugno 2005 il Giudice relatore Paolo Maddalena. Ritenuto che il Commissario dello Stato per la Regione Siciliana, con ricorso notificato il 24 dicembre 2004 e depositato il successivo 31 dicembre, ha promosso questione di legittimità costituzionale degli articoli 8, comma 4, 11, comma 1, 21, comma 3, limitatamente all'inciso «da registrarsi alla Corte dei conti», 85, 91, 106, 107, 109, 114, 116, 117, 121 e 127, commi 27, 28, 34 e 77, della delibera legislativa approvata dall'Assemblea regionale siciliana il 17 dicembre 2004 (disegno di legge n. 924), recante “Disposizioni programmatiche e finanziarie per l' anno 2005”; che un primo gruppo di censure ha ad oggetto articoli della delibera legislativa che, ad avviso del ricorrente, contengono disposizioni comportanti nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale senza indicare le risorse con cui farvi fronte, in violazione dell'art. 81, quarto comma, della Costituzione; che sarebbero affetti da questo vizio le seguenti disposizioni della delibera legislativa: - l'art. 85, il quale comporta l'assunzione a carico del bilancio della Regione delle garanzie concesse dai soci di cooperative agricole, con facoltà di rivalsa della Regione nei confronti delle cooperative stesse, per le quali sia stato dichiarato lo stato di insolvenza o il fallimento o sia stata avviata la liquidazione coatta amministrativa e che abbiano assunto prestiti per il pagamento di rate di mutui o di esposizioni debitorie per prestiti agrari e di esercizio; - l'art. 91, che autorizza l'assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i trasporti a stipulare una convenzione con l'Università degli studi di Palermo per il finanziamento di tre borse di studio per il corso di dottorato di ricerca in scienze delle attività motorie, senza indicare l'ammontare dell'onere e le risorse con cui dare copertura alla nuova spesa; - l'art. 106, il quale, riformulando il testo degli articoli 107 e 108 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, estende la platea dei destinatari delle particolari provvidenze (consistenti nella concessione di una elargizione speciale di 150 milioni di lire, nell'erogazione di borse di studio annue agli orfani e nell'assunzione dei più stretti congiunti nei ruoli dell'amministrazione regionale nonché nell'accesso al fondo per la costituzione di parte civile), previste dalla legge regionale 13 settembre 1999, n. 20 in favore delle vittime della criminalità organizzata; - l'art. 109, che proroga, senza soluzione di continuità sino al 31 dicembre 2007, i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dai consorzi di bonifica, ai sensi dell'art. 3 della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76. Detta norma, ad avviso del Commissario dello Stato, violerebbe altresì gli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione, in quanto trasformerebbe i rapporti di lavoro da tempo determinato in tempo indeterminato, ai sensi delle disposizioni di cui al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, in assenza di procedure pubbliche selettive per la definitiva immissione nell'organico degli enti in questione; - l'art. 116, che prevede l'utilizzazione da parte del competente dipartimento dell'assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, per un triennio, di personale assunto con rapporto di lavoro a tempo determinato ai sensi della legge 3 agosto 1998, n. 267. Questa norma indicherebbe la copertura finanziaria per il solo esercizio 2005 a fronte di un impegno di spesa triennale; - l'art. 121, che estende i benefici previsti dall'art. 13 della legge regionale 15 maggio 2002, n. 4, consistenti nell'erogazione di un finanziamento straordinario, ai soci della cooperativa «Le Gazzelle» lotto 214 di Messina; che il Commissario dello Stato censura inoltre gli articoli 107 e 127, comma 77, della delibera legislativa, per violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione; che l'art. 107 riconosce come ente di interesse regionale l'Istituto di Studi Politici «S. Pio» senza indicare dello stesso né la sede né l'attività svolta in Sicilia, elementi questi indispensabili per la qualificazione come ente di interesse regionale ed in assenza dei quali l'intervento legislativo sarebbe affetto da manifesta irragionevolezza; che violerebbe i medesimi parametri costituzionali l'art. 127, comma 77, che contiene una modifica al testo dell'art. 36 della legge regionale 15 novembre 2004, n. 15: questo, come riformulato, autorizzerebbe anche per il 2005 l'assunzione dei soggetti impegnati in attività socialmente utili negli enti locali, con il solo limite del rispetto del patto di stabilità regionale; che l'art. 8 della delibera legislativa, il quale istituisce la tassa fitosanitaria nei termini e secondo le prescrizioni della direttiva 2000/29/CE, modificata dalla direttiva 2002/1989/CE del Consiglio, è impugnato con riguardo al comma 4, per contrasto con l'art. 12 dello statuto speciale, giacché prevede che le modalità di gestione della tassa siano stabilite con decreto dell'assessorato della sanità, di concerto con quello del bilancio e delle finanze, anziché con regolamento da emanarsi da parte del Presidente della Regione; che altre censure del Commissario dello Stato investono l'art. 117 e l'art. 127, commi 27 e 28, della delibera legislativa, disposizioni entrambe attinenti al personale chiamato a far parte degli uffici di diretta collaborazione del Presidente e degli assessori regionali; che l'art. 117 eccederebbe dalla competenza legislativa della Regione, là dove dispone che, indipendentemente dalle amministrazioni di provenienza e quindi anche diverse da quella regionale, il periodo di durata del servizio prestato presso gli uffici posti alla diretta dipendenza del Presidente e degli assessori regionali è da considerarsi come aspettativa senza assegni fino al termine dell'incarico;