[pronunce]

infatti, i commi 5, 6, 7 e 8 attribuiscono all'Autorità di bacino «compiti puntuali e specifici di programmazione, gestione e controllo idonei a sovrapporsi alle scelte regionali». Fra questi, i compiti più significativi sarebbero quelli previsti al comma 5, lettera c), e al comma 7, lettera b). Particolarmente lesiva sarebbe la norma contenuta nell'art. 63, comma 3, in quanto la soppressione delle Autorità di bacino esistenti e la mancata emanazione delle norme relative alla fase transitoria determinerebbe la lesione delle competenze regionali in materia di difesa del suolo, con conseguente contrasto con gli artt. 117 e 118 della Costituzione. Infine, l'art. 63 violerebbe l'art. 76 Cost. sia a causa del suo carattere fortemente innovativo a fronte di una delega che riguardava il «riordino, coordinamento ed integrazione», sia perché sovverte le attribuzioni regionali previste dal d.lgs. n. 112 del 1998, mentre l'art. 1, comma 8, della legge n. 308 del 2004 imponeva il loro rispetto. 11.6. – La ricorrente afferma, poi, che l'art. 64 contrasta con gli artt. 11, 76, 117 e 118 della Costituzione. In particolare, la norma violerebbe l'art. 76 Cost. per le stesse ragioni esposte a proposito dell'analoga censura formulata contro l'art. 63. L'art. 64 violerebbe, poi, l'art. 11 Cost., perché l'individuazione degli otto nuovi distretti idrografici in esso contenuta prescinde dalla dimensione del bacino, ponendosi in contrasto con i princìpi espressi dalla direttiva n. 2000/60/CE, che definisce i distretti idrografici come bacini omogenei specie in relazione alle finalità della direttiva stessa, e quindi agli obiettivi di qualità e di bilancio idrico da garantire. Ad avviso della Regione Toscana, la nuova delimitazione dei bacini distrettuali lederebbe anche le attribuzioni regionali di cui all'art. 117 Cost. e, quand'anche si volesse giustificare l'intervento statale in nome di presunte esigenze di carattere unitario, residuerebbe l'illegittimità della previsione per il mancato coinvolgimento regionale nella nuova delimitazione, con conseguente violazione dell'art. 118 Cost. 11.7. – Infine, la ricorrente impugna l'art. 65 per violazione degli artt. 76, 117 e 118 Cost. e del principio di leale collaborazione. In particolare, la Regione Toscana ritiene che i contenuti del piano di bacino indicati nel comma 3, lettere d), punto 4, e), h), p), e r), e le prescrizioni di cui ai commi 4 e 5 del medesimo art. 65 siano lesivi delle competenze legislative regionali in materia di difesa del suolo e quindi di governo del territorio, di cui all'art. 117 Cost. Ciò perché le norme impugnate provocherebbero un accentramento in capo allo Stato delle funzioni di pianificazione, programmazione e gestione di funzioni di competenza regionale. La ricorrente censura inoltre la procedura prevista per l'approvazione del piano di bacino, evidenziando come le Regioni non siano adeguatamente coinvolte, a causa della presenza minoritaria dei loro rappresentanti in seno alla Conferenza istituzionale e della previsione di un mero parere della Conferenza Stato-Regioni ai fini dell'approvazione dei piani di bacino, ex art. 57, comma 1, lettera a), punto 2. Ciò determinerebbe la violazione degli artt. 117 e 118 Cost. e del principio di leale collaborazione. Oggetto di specifica censura è il comma 6 dell'art. 65, secondo cui «Fermo il disposto del comma 4, le Regioni, entro novanta giorni dalla data di pubblicazione del Piano di bacino sui rispettivi Bollettini Ufficiali regionali, emanano ove necessario le disposizioni concernenti l'attuazione del piano stesso nel settore urbanistico. Decorso tale termine, gli enti territorialmente interessati dal Piano di bacino sono comunque tenuti a rispettarne le prescrizioni nel settore urbanistico. Qualora gli enti predetti non provvedano ad adottare i necessari adempimenti relativi ai propri strumenti urbanistici entro sei mesi dalla data di comunicazione delle predette disposizioni, e comunque entro nove mesi dalla pubblicazione dell'approvazione del Piano di bacino, all'adeguamento provvedono d'ufficio le Regioni». Secondo la difesa regionale, tale norma risulta lesiva delle attribuzioni regionali, perché impone un termine incongruo ed eccessivamente breve per dettare le norme necessarie per l'attuazione urbanistica del piano di bacino, con conseguente lesione del principio di leale collaborazione e delle competenze urbanistiche regionali garantite dall'art. 117 Cost. È impugnato anche il comma 7 dell'art. 65, il quale prevede l'adozione da parte delle Autorità di bacino di misure di salvaguardia ed, in caso di una loro mancata attuazione, l'intervento sostitutivo del Ministro dell'ambiente. La Regione Toscana ritiene tale previsione lesiva degli artt. 117 e 118 Cost. e del principio di leale collaborazione, sia perché le misure di salvaguardia incidono sull'assetto del territorio e quindi sulla potestà legislativa regionale in materia, sia perché è previsto il ricorso al potere sostitutivo anche nel caso in cui la Regione abbia manifestato il suo motivato dissenso, chiedendo soluzioni alternative. Quanto appena detto si porrebbe in contrasto con l'orientamento della Corte costituzionale, secondo cui sarebbe necessaria la previsione di un'intesa tra lo Stato e le Regioni ogni volta che l'intervento statale abbia un impatto sulle funzioni regionali. Quand'anche il potere sostitutivo fosse ricondotto al principio di sussidiarietà, la Regione ritiene necessaria la previsione di un idoneo meccanismo di collaborazione. Infine, l'art. 65, come i precedenti artt. 63 e 64, violerebbe l'art. 76 Cost. sia a causa del suo carattere fortemente innovativo a fronte di una delega che riguardava il «riordino, coordinamento ed integrazione», sia perché sovverte le attribuzioni regionali previste dal d.lgs. n. 112 del 1998, mentre l'art. 1, comma 8, della legge n. 308 del 2004, imponeva il rispetto di queste. 12. – Nel giudizio si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, eccependo l'inammissibilità e comunque l'infondatezza delle censure. 12.1. – In particolare, quanto alla questione di legittimità costituzionale relativa all'art. 57, commi 4 e 6, la difesa erariale sottolinea la necessità di un coordinamento e di un indirizzo unitario al livello di politiche settoriali statali, da cui discenderebbe la legittimità di affidare al Comitato dei ministri le proposte di indirizzo e coordinamento, sentita la Conferenza Stato-Regioni. 12.2. – In merito alle censure rivolte all'art. 58, comma 3, lettere a) e d), il resistente osserva che non esiste un diritto delle Regioni all'intesa «forte», in materia di tutela dell'ambiente e salvaguardia del territorio. Nondimeno, le norme in esame non derogano la disciplina vigente in tema di localizzazione delle opere. 12.3.