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Ecco, in queste condizioni (e non serve certo che a ricordarcelo siano autorevoli organismi internazionali), il richiamo e l'auspicio che rivolgo a tutti noi e ai colleghi della maggioranza, in particolare, è di provare a recuperare un diverso atteggiamento, capace di parlare al Paese con un linguaggio inclusivo e non conflittuale. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Ricordo ai colleghi che quando il microfono lampeggia resta ancora un minuto a disposizione per parlare. Poiché ogni intervento è di dieci minuti e sono previsti numerosi interventi, vi pregherei di rispettare i tempi, così da non lasciare che io vi debba togliere la parola. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP) . Signor Presidente, saluto naturalmente i rappresentanti del Governo e i colleghi senatori. Con l'approssimarsi dell'inizio dell'obbligatorietà, si è verificato un forte interesse economico da parte di alcuni soggetti, che hanno visto nell'obbligo della fatturazione elettronica tra privati un business enorme. Per le attività di rifornimento di carburante, sono le banche, le società di intermediazione bancaria che si faranno carico dell'emissione della fattura, al costo di euro 0,50 a carico del gestore, generando una protesta generalizzata delle associazioni dei gestori di carburante, in quanto il ricavo a litro di carburante erogato non consentirebbe la copertura del costo di emissione della fattura. Con il provvedimento del 30 aprile 2018, l'Agenzia delle entrate si è impegnata a mettere a disposizione degli operatori, entro il 1° luglio 2018, una serie di servizi per rendere agevole, efficiente e poco onerosa la fase di predisposizione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche. Al momento però tali servizi non sono ancora disponibili e sarà necessaria una fase transitoria, prima che tutti gli operatori possano usufruirne compiutamente, motivo per cui - come ha detto bene prima il relatore - il nostro decreto-legge del 28 giugno 2018 posticipa al 1° gennaio 2019 i termini di avvio dell'obbligatorietà della fatturazione elettronica per la filiera dei carburanti per motori. Questo decreto-legge di proroga, che porta la nostra firma, è fortemente indicativo di cosa vogliamo fare, noi della Lega, per il nostro Paese e del perché siamo stati chiamati oggi qui a rappresentarlo. Siamo qui per invertire la rotta e interrompere quella tendenza ambigua che si è fatta sin troppa strada negli ultimi tempi: lucrare sul lavoro onesto altrui, fingendo di favorirlo. È tipico di certa sinistra, che sembra fare una legge in favore degli imprenditori, mentre strizza l'occhio ad entità esterne che sono pronte a trarne guadagno a discapito della categoria dei lavoratori. Questo non va bene. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Siamo stanchi di vedere bistrattata una categoria a cui dobbiamo il merito di far crescere il nostro Paese, quella dei piccoli e medi imprenditori, una categoria che chiede a gran voce di essere ascoltata e che abbiamo il compito e il dovere di tutelare. È solo per loro che lavoriamo con stimolo e ambizione, perché vogliamo si smetta di frenare la loro vocazione al progresso. A tal proposito - anche se so che è complicato - è auspicabile anche un intervento nel settore agricolo e artigianale e per i piccoli produttori, perché vi sono ancora delle criticità causate dall'obbligo della fatturazione elettronica. Noi, in qualità di rappresentanti di questo Governo, vogliamo investire nello sviluppo di questo Paese, trovando sempre i modi e i mezzi per far sì che chiunque voglia creare produttività possa farlo in un clima di serenità e di semplificazione, non di complicazione. Siamo orgogliosi - lo dico in quest'Aula oggi - delle scelte che sta facendo il nostro ministro dell'interno e nostro leader Matteo Salvini. La difesa dei confini è la nostra vera identità; non possiamo continuare ad essere considerati la pattumiera d'Europa e a lasciare che tutti scarichino sull'Italia i problemi, mentre traggono benefici enormi sotto altre forme per i rispettivi Paesi. Questo non è giusto e non lo vogliamo più. (Applausi dal Gruppo L-SP) . Su queste azioni del Governo c'è la più ampia convergenza e anche l'assenso, ormai non più velato, della maggioranza dei cittadini italiani. E vorrei sottolineare in quest'Aula e ribadire, a sostegno sempre di quanto detto dal nostro leader Matteo Salvini, che la legge Fornero va abrogata. (Applausi dal Gruppo L-SP) . È un patto che abbiamo stretto coi i nostri elettori, una promessa fatta che va mantenuta, e se il presidente dell'INPS non è d'accordo con il voto del 4 marzo ne tragga le conclusioni subito e non aspetti più. (Applausi dal Gruppo L-SP e del senatore Giarrusso) . Noi non possiamo perdere tempo. Dobbiamo essere consapevoli che è stata avviata una nuova fase di governo per questo Paese, una fase di cambiamento che va oltre le poltrone e gli incarichi ottenuti dai precedenti Governi. È una fase nuova e lo ripetiamo in quest'Aula: ben venga anche qui l'abolizione dei vitalizi. Noi della Lega vogliamo anche qui l'abolizione dei vitalizi. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Presidente, i cittadini hanno bisogno di risposte urgenti. Questo è un Paese che non può più accettare l'inerzia della politica. Non vogliamo più assistere a certe dinamiche distruttive nei confronti di un'Italia che vuole e può farcela grazie al fatto che ha le risorse e gli uomini giusti per poter rinascere. Noi come Lega non permetteremo più che i nostri lavoratori vengano sfruttati all'osso, perché siamo stati chiamati a difendere i loro diritti e a far sì che possano creare valore con dignità senza che ci sia sempre qualcuno nell'ombra pronto a risucchiarne l'energia. Oggi credo sia doveroso - lo dico a questa Assemblea - citare un grande statista: Giovanni Giolitti. È un nostro conterraneo - prima ha parlato il senatore Perosino, che come me viene dalla provincia di Cuneo - del quale ricorre, proprio oggi, il novantesimo anniversario della morte, avvenuta il 17 luglio 1928. Proprio in questi minuti, nel cimitero di Cavour, in provincia di Torino, si sta svolgendo una commemorazione con un minuto di silenzio. Nel quindicennio dell'età giolittiana l'Italia conobbe infatti uno sviluppo economico senza precedenti, esteso non solo al settore industriale, ma anche a quello agricolo, all'istruzione, alla difesa dell'economia nazionale. Si tratta di una figura politica alla quale possiamo anche fare riferimento oggi; lo cito, però, non solo per commemorarlo, ma anche per una frase che diceva sempre: «Il Governo commette un errore politico quando rende nemiche dello Stato quelle classi le quali costituiscono in realtà la maggioranza del Paese». (Applausi dal Gruppo L-SP). Tra queste classi ci sono quelle che oggi vogliamo aiutare con il provvedimento in oggetto, ovvero le piccole e medie imprese. Ecco perché vogliamo tener fede in ogni istante al contratto di Governo, stipulato dopo il 4 marzo e approvato dai cittadini: