[resaula]

Dopo aver equiparato i riti in caso di separazione dei genitori sposati e non per l'affidamento e il mantenimento dei figli, oggi finalmente si potrà definitivamente dire addio al dualismo tra tribunale dei minori e tribunale ordinario. Siamo di fronte ad una riforma che cambierà un assetto. Di un tribunale unico per le famiglie si parla da anni e oggi, grazie a un emendamento a firma delle relatrici, senatrici Modena, Rossomando e Unterberger, approvato all'unanimità in Commissione, finalmente viene istituito, con giudizi specializzati e con specifiche competenze, per garantire la dovuta attenzione riservata a procedimenti così delicati. Non entro nel merito tecnico, ma mi limito a esprimere la mia soddisfazione Oggi si chiude un percorso che ha dato un senso compiuto alla mia passata legislatura quando, con il senatore Caliendo e il presidente Alberti Casellati, allora Sottosegretario alla giustizia, che furono determinanti nel sostegno all' iter del procedimento di equiparazione, demmo un grande aiuto alla tutela dei diritti dei minori, scrivendo una pagina legislativa altissima. Per i minori tanto è contenuto in questa legge delega, ma ne parlerà poi il Presidente della Commissione per l'infanzia e l'adolescenza, senatrice Ronzulli. Oggi, oltre al senatore Giacomo Caliendo, che ha proseguito il lavoro iniziato, ringrazio di cuore la senatrice Fiammetta Modena, perché dal suo primo giorno di legislatura mi promise che avrebbe portato a compimento il lavoro iniziato e lo ha fatto con tutta la competenza e la sensibilità che la caratterizzano: promessa mantenuta, Fiammetta, quindi ti ringrazio veramente di cuore. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cucca. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, gentile sottosegretaria, colleghe e colleghi, partirei proprio dall'ultima parte dell'intervento della senatrice Gallone. Anch'io sento il dovere di ringraziare il Governo, in particolare la sottosegretaria Macina, con la quale talvolta ci siamo trovati anche a pensarla diversamente su taluni aspetti. Voglio ringraziare le relatrici, che hanno fatto - credetemi - un lavoro davvero certosino; è stato difficilissimo portare a termine questo provvedimento. Ringrazio anche tutti i colleghi della Commissione giustizia, in cui vi è stato un confronto talvolta acceso, talvolta aspro, ma dove sicuramente è emerso che a tutti stava a cuore portare a termine questo provvedimento. Ciò, infatti, significa dare seguito a quanto avevamo affermato all'inizio della nostra esperienza con questo Governo, cioè dare finalmente corpo a una riforma di sostanza. Sono alla mia seconda legislatura e di questa riforma si sentiva l'esigenza molto, molto tempo prima che arrivassi in Senato. Faccio l'avvocato e da sempre, da quando ho iniziato la professione, nonostante le riforme che ci sono state nel corso degli ultimi decenni, abbiamo sempre detto che il processo civile doveva essere riformato, rivisitato ed efficientato. Eppure, fino ad oggi, non eravamo riusciti a fare niente. Credo che questo sia il segnale più chiaro ed evidente del fatto che con il Governo Draghi vi è davvero il cambio di passo che da tanto tempo auspicavamo. Oggi ci apprestiamo ad approvare la riforma del processo civile, ma alla Camera è già stata approvata quella del processo penale, su cui da oggi si comincerà a lavorare anche in Senato e che contiamo di portare a termine in tempi brevissimi. Ciò vuol dire che c'è una svolta che davvero possiamo definire epocale. Signor Presidente, le chiedo preventivamente l'autorizzazione a lasciare agli atti il resto del mio intervento, perché sicuramente il tempo non basterà. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. CUCCA (IV-PSI) . Davvero sono orgoglioso di partecipare all'approvazione di questo provvedimento, che comunque traccia un segno nella storia del nostro Paese. Non voglio enfatizzare nulla, me ne guardo bene, perché ho la consapevolezza che il provvedimento non è perfetto: lo sappiamo benissimo e soprattutto gli operatori tecnici del diritto sanno perfettamente che non lo è, ma è perfettibile. Certamente, però, abbiamo aperto una strada nuova, finalmente, all'efficientamento del sistema del processo civile. Finalmente diamo una risposta anche all'estero: abbiamo parlato tante volte degli investitori che non credevano più nel nostro Paese e nella nostra economia, perché qualsiasi controversia era di difficilissima soluzione e si trascinava per anni. Non credo assolutamente che questo provvedimento sia la panacea di tutti i mali, tuttavia, come dicevo, abbiamo un dato certo, un chiaro segnale: il processo civile d'ora in avanti, da quando questa riforma entrerà a regime (e non sarà cosa facile), conoscerà davvero un cambio di mentalità e di passo. Gli stessi avvocati dovranno adattarsi al nuovo sistema, pertanto ci vorrà anche una certa predisposizione, perché non si può cambiare dall'oggi al domani. Abbiamo la consapevolezza però che stiamo rendendo davvero un servizio estremamente importante al Paese. L'architettura portante della riforma ruota intorno agli impegni che aveva assunto il Governo fin dal suo insediamento e a quelli assunti con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 11,27) ( Segue CUCCA). Essa mira a razionalizzare alcuni snodi cruciali della giustizia civile. Quanto alle principali novità, richiamo anzitutto la valorizzazione delle forme della giustizia alternativa. Negli anni passati, il senatore Caliendo - che ne è buon testimone - è stato tra coloro che più di altri sostenevano la necessità di dare corso alla giustizia alternativa e nel provvedimento in esame tanto si fa in questo senso. Penso poi alla semplificazione dei giudizi in materia di lavoro e all'istituzione di un rito unitario in luogo della frammentazione dei procedimenti di famiglia, preservando le specificità della giustizia minorile. Lo spirito di questa riforma risiede dunque nell'idea di un processo che sia agile e all'insegna della collaborazione tra le parti, i difensori e il giudice. Questo è un fatto assolutamente rivoluzionario, perché abbiamo spesso auspicato la necessità della collaborazione tra le parti, ma chi svolge la professione conosce perfettamente la difficoltà che si incontra nella quotidianità. Ebbene, a questo dovremo abituarci, a questo tendiamo e questo vogliamo che accada quando la riforma entrerà finalmente a regime. La crescente domanda di giustizia dei cittadini, oltre alle raccomandazioni rivolte al nostro Paese dall'Europa, come detto in precedenza, evidenzia quindi la necessità primaria di ottenere una riduzione dei tempi della giustizia. L'obiettivo da perseguire è quindi riportare il processo italiano a un modello di efficienza e competitività che consentirebbe anche il ritorno della fiducia dei cittadini nei confronti della giustizia e, al contempo, un rinnovo e un'implementazione degli investimenti, anche stranieri. L'idea dell'efficienza non può rappresentare un mero obiettivo programmatico, ma si deve coniugare con la stessa componente valoriale del processo, quindi con gli ideali intrinseci della giustizia. Gli operatori del settore sanno cosa intendo, quanto ci crediamo noi che tutti i giorni abbiamo a che fare con i giudici e quanti problemi i giudici hanno con l'avvocatura.