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sebbene, infatti, le deleghe abbiano valenza in relazione ad una singola adunanza assembleare, l'effetto della sollecitazione può, in realtà, essere duraturo nel tempo e, dunque, risultare equivalente a quello dei patti parasociali, che sono già espressamente ricompresi dalla norma come fattispecie rilevante ai fini del computo della partecipazione. Si pensi, ad esempio, al caso di un'assemblea nella quale l'investitore estero riesca a nominare gli amministratori in forza delle deleghe raccolte: sebbene la raccolta delle deleghe sia efficace soltanto per quella assemblea, gli effetti sostanziali della delibera assembleare assunta grazie a tale sollecitazione si spiegano per tutta la durata in carica dell'organo gestorio; – si chiarisce, al comma 4, che la sanzione prevista è applicabile non solo al caso di omessa notifica, ma anche al caso di inosservanza dell'eventuale provvedimento di esercizio dei poteri di cui al comma 1, lettera b) , anche nella forma di imposizione di specifiche prescrizioni o condizioni; – al comma 5, si è fissata la soglia minima per l'insorgenza dell'obbligo di notifica in capo alle società quotate nella misura del 3 per cento, espungendo il rinvio all'articolo 120, comma 2, del TUF. Ciò: in ragione del fatto che, in forza dell'articolo 1 del decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 25, anche la soglia prevista dal TUF per la comunicazione di partecipazioni rilevanti è stata elevata dal 2 per cento al 3 per cento (rendendo quindi pleonastico il rinvio); al fine di risolvere difetti di coordinamento con l'attuale formulazione dell'articolo 120 del TUF che, con riferimento alle piccole e medie imprese (PMI), pone quale soglia minima per l'obbligo di comunicazione quella del 5 per cento; al fine di rimuovere alla radice qualsiasi possibile spazio di equivoco sulla natura fissa o mobile del rinvio; – sempre con riferimento alle società quotate, tra le soglie il cui superamento comporta l'obbligo di notifica si è inserita anche la soglia del 50 per cento del capitale (attualmente limitate al 3 per cento, 5 per cento, 10 per cento, 15 per cento, 20 per cento e 25 per cento); ciò, in ragione del fatto che il superamento della predetta soglia consente l'acquisizione del controllo di diritto e, pertanto, viene ad integrarsi una fattispecie che è certamente opportuno sottoporre al controllo ai sensi della normativa sui poteri speciali; – attualmente, l'articolo 1, comma 5, non prevede, per le società non quotate, delle soglie di rilevanza ai fini dell'obbligo di notifica, con la conseguenza che anche trasferimenti minimali di partecipazioni di tali società sono soggetti a tale obbligo. Al fine di razionalizzare questo profilo della disciplina, si è provveduto ad inserire delle soglie di rilevanza per l'obbligo di notifica anche per le società non quotate, in analogia a quelle introdotte per le società quotate. In taluni paragrafi, è stato inserito il riferimento alle « quote », per esplicitare che il concetto di « partecipazione » si riferisce sia a partecipazioni rappresentate da « azioni » che quelle rappresentate da « quote ». 2) Con riferimento all'articolo 2 del decreto-legge n. 21 del 2012 si segnalano i seguenti interventi: – al comma 5, è stato inserito un regime sanzionatorio per i casi in cui il soggetto extra-UE abbia omesso di effettuare la notifica prescritta dal medesimo comma. Ciò al fine di colmare una lacuna presente nel vigente testo, che prevede la possibilità di sanzionare l'omessa notifica solo nei casi di cui al comma 2 (adozione di atti o delibere di società che detengono attivi strategici), non anche rispetto alla fattispecie di acquisto, da parte di soggetti extra-UE, di partecipazioni in società che detengono gli asset strategici di cui al citato comma 2; – si è introdotto un nuovo comma 5- bis , nel quale – per coerenza interna al decreto-legge n. 21 del 2012 e poiché medesime sono le esigenze di tutela – è stata inserita, anche agli effetti dell'articolo 2, la nuova definizione di soggetto esterno all'Unione europea, già introdotta nell'articolo 1- bis con il decreto-legge n. 22 del 2019. A tale riguardo, la novella offre una definizione più puntuale del soggetto de quo , al fine di agevolare l'applicazione della disciplina dei poteri speciali, superando possibili incertezze interpretative. Inoltre, viene fornita una definizione sostanzialistica, recependo nei contenuti il Considerando n. 10 del regolamento (UE) 2019/452, ai sensi del quale « Gli Stati membri che dispongono di un meccanismo di controllo, dovrebbero provvedere, nel rispetto del diritto dell'Unione, alle misure necessarie ad evitare l'elusione dei loro meccanismi di controllo e delle relative decisioni. Tali misure dovrebbero riguardare gli investimenti realizzati nell'Unione tramite costruzioni artificiose che non riflettono la realtà economica ed eludono i meccanismi di controllo e le relative decisioni, ove l'investitore sia in ultima istanza di proprietà di una persona fisica o un'impresa di un paese terzo o da essa controllato, senza pregiudicare la libertà di stabilimento e la libera circolazione dei capitali sancite dal TFUE ». Conseguentemente a tale modifica, è stata soppressa la precedente definizione contenuta nel comma 5 dell'articolo 2 del decreto-legge n. 21 del 2012 e si è modificato il richiamo a tale definizione contenuto nel comma 1 dell'articolo 3 del decreto-legge n. 21 del 2012; – al comma 6, coerentemente con quanto visto sopra per l'articolo 1, si estende il termine per l'esercizio dei poteri speciali da 15 a 45 giorni; – si è poi inserita la facoltà di sospendere il termine per l'esercizio dei poteri speciali per non più di una volta, nel caso in cui si renda necessario richiedere al soggetto notificante o a soggetti terzi, ulteriori informazioni o richieste istruttorie, fino a un massimo di 30 giorni; – sempre al comma 6, è stato inserito un periodo che introduce nuovi criteri di valutazione – mutuati dall'articolo 4, comma 2, del regolamento (UE) 2019/452 – circa l'incidenza dell'operazione rilevante sulla sicurezza o sull'ordine pubblico. 3) Ulteriori interventi di semplificazione che riguardano sia l'articolo 1, sia l'articolo 2 del decreto-legge n. 21/2012, sono: – la semplificazione delle modalità di trasmissione del provvedimento di esercizio dei poteri speciali alle Camere, prevedendone la trasmissione « per estratto » e non prevedendo la contestualità; – l'introduzione di una generale ipotesi di interruzione dei termini in caso di notifica incompleta, con la conseguenza che i termini del procedimento decorreranno dal ricevimento delle informazioni complete. 4) Si introduce, infine, un nuovo articolo 2- bis al decreto-legge n. 21 del 2012.