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il decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13 (cosiddetto decreto Minniti), convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n. 46, recante "Disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale", ha modificato, al fine di raggiungere gli scopi prefissati, il decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, di attuazione della direttiva 2013/33/UE recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale nonché della direttiva 2013/32/UE, si chiede di sapere: per quali ragioni non si dia attuazione agli articoli 36, 37, 38 e 39 della direttiva 2013/32/UE per "consentire l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale", obiettivo del "decreto Minniti", considerata l'ottimizzazione delle tempistiche nell'analisi delle domande d'asilo derivata dall'applicazione del concetto di Paese terzo sicuro; quali motivazioni abbia la mancata armonizzazione delle normative nazionali in materia di procedure di analisi delle domande d'asilo con il resto degli Stati membri, considerato che, secondo la Commissione, già 12 Paesi membri hanno attuato il concetto di Paese terzo sicuro (Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Slovacchia, Regno Unito). Atto n. 4-00137 FERRERO CASOLATI BERGESIO MONTANI PIANASSO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'articolo 45, comma 2, del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo n. 177 del 2005, individua le attività che il servizio pubblico generale radiotelevisivo deve comunque garantire, fra cui la diffusione di tutte le trasmissioni televisive e radiofoniche di pubblico servizio della società concessionaria con copertura integrale del territorio nazionale (lett. a) ); con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 aprile 2017 è stata rinnovata la concessione in esclusiva alla Rai SpA dell'esercizio del servizio pubblico radiotelefonico, televisivo e multimediale, ed è stato approvato lo schema di convenzione stipulata tra il Ministero dello sviluppo economico e la società concessionaria, in data 27 luglio 2017, recante le condizioni e le modalità di esercizio; fra gli obblighi imposti al concessionario è specificato nel contratto di servizio 2018-2022 che la Rai debba "garantire la fornitura del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale", "assicurando la ricevibilità gratuita del segnale al 100 per cento della popolazione via etere o, quando non sia possibile, via cavo e via satellite". Se per l'accesso alla programmazione fosse necessaria "una scheda di decrittazione" la concessionaria "è tenuta a fornirla all'utente senza costi aggiuntivi" (art. 23, comma 1, lettera j)); nonostante gli obblighi previsti dal testo unico della radiotelevisione e ribaditi nel contratto di servizio fra Rai e Ministero, molti cittadini piemontesi lamentano da anni numerosi problemi riferiti alla ricezione del segnale della maggioranza dei canali Rai, con ingiustificati lunghi periodi di "completo oscuramento" di diversi canali, aggravati in seguito al passaggio dalla televisione di tipo analogico al metodo digitale terrestre che non ha garantito, come avrebbe dovuto, condizioni di accesso alle reti almeno pari, se non superiori, alla situazione garantita con il sistema analogico; a prescindere dalle cause che generano il disservizio, sembra paradossale che i cittadini piemontesi, a cui viene negato l'accesso ad un servizio pubblico garantito per legge, vengono regolarmente chiamati a pagare, congiuntamente alla bolletta elettrica, il canone Rai che, nel caso di esercizi turistici e di ristorazione, raggiunge anche cifre molto alte; la norma che addebita automaticamente il canone anche a chi non ha un apparecchio televisivo per il solo fatto di essere intestatario di un'utenza elettrica appare illegittima e incostituzionale oltre ad essere ingiusta nei confronti di quanti, già esonerati in passato dal pagamento del canone, si trovano a dover adempiere anno dopo anno a una serie di pratiche burocratiche per chiedere che venga riconosciuto il loro diritto di non pagare, si chiede di sapere: quali misure il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto per salvaguardare il diritto di accesso alle reti del servizio pubblico radiotelevisivo a tutti i cittadini del territorio nazionale, così come garantito dall'articolo 45 del decreto legislativo n. 177 del 2005 e ribadito nella convenzione fra la concessionaria e il Ministero, mettendo fine all'ingiustizia che subiscono da anni gli utenti dei comuni piemontesi che sono chiamati a pagare regolarmente il canone senza essere messi nelle condizioni di accedere al servizio; quali siano gli interventi previsti, e le relative tempistiche, per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di ricezione del segnale televisivo Rai collocati nel territorio piemontese; se non ritenga doveroso, a causa dei disagi subiti dai cittadini dei comuni piemontesi, valutare la possibilità di sospendere il pagamento del canone Rai fintanto che non sia garantito il servizio di trasmissione. Atto n. 4-00138 D'ARIENZO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: Verona è nodo ferroviario strategico nella rete nazionale; la stazione ferroviaria di Verona Porta nuova serve inoltre migliaia di turisti, che utilizzano il treno per recarsi nella quarta città italiana per numero di visitatori; nonostante ciò, a quanto risulta all'interrogante, la stazione è oggetto di profondo disinteresse da parte della società proprietaria, Rete ferroviaria italiana; sono infatti numerosi, come anche riportato dalla stampa locale, i disservizi e le problematiche che i viaggiatori devono affrontare in stazione; si tratta, in particolare, dell'insufficienza o della totale mancanza di servizi basilari, a partire da una sala d'aspetto degna, un ufficio informazioni, toilette pulite, ascensori capienti e scale mobili funzionanti; la stampa riporta infatti di ascensori troppo piccoli per trasportare viaggiatori e bagagli voluminosi, in alcuni casi inutilizzabili perché in sostituzione, ma senza conoscerne i tempi, e ciò con la stagione estiva in arrivo; la mancanza di una sala d'aspetto in grado di accogliere il numero elevato di viaggiatori in stazione, e di un ufficio informazioni, nonché l'assenza di avvisi e segnaletica multilingue necessari ad un luogo che deve accogliere un alto numero di turisti stranieri; ancora, le pensiline sui binari vetuste, non in grado di riparare dagli eventi atmosferici; le toilette pubbliche, a pagamento, e spesso sporche e non curate; considerato altresì che: nonostante la buona volontà dei lavoratori impiegati in stazione e l'impegno, pur importante, da loro profuso, alcuni limiti e disservizi non possono essere superati se non con interventi strutturali; anche nell'area antistante alla stazione la situazione non sembra migliore, a cominciare dall'insufficiente numero dei parcheggi gratuiti a disposizione degli accompagnatori e dalla pericolosa mancanza di regolazione dei flussi di pedoni e mezzi viaggianti;