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Adesso bisogna compiere ogni sforzo affinché a nessuno sia più permesso di agire al di fuori della legalità. Prima di concludere il mio intervento, mi sia permesso un sincero e profondo ringraziamento alle donne e agli uomini delle Forze dell'ordine (Applausi) : padri, madri, fratelli e sorelle di famiglia, che con serietà e professionalità difendono la nostra sicurezza in questi giorni così difficili. Questi sono i coraggiosi cittadini a cui cittadini italiani guardano con fiducia. La nostra democrazia forte non si farà impressionare da una bomba carta o da un cassonetto incendiato. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Casini. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, vorrei essere abbastanza diretto in questo breve intervento, anzitutto per dire che, contrariamente ad alcuni colleghi, sono pienamente soddisfatto di quello che il Ministro ha detto. Noi non l'abbiamo chiamata per fare lezioni di sociologia né per spiegare quello che sappiamo benissimo - perché sarebbe insultante prima di tutto verso di noi, se avessimo bisogno che qualcuno ce lo spieghi - e, cioè, che c'è uno stato di disagio profondo e di protesta forte nel Paese. Aggiungo, da persona che vota questo Governo, che tale protesta è pienamente legittimata perché, purtroppo, in una pandemia di questo tipo, chi perde il lavoro o chi deve chiudere le sue attività commerciali è ovvio che sia profondamente frustrato. Non avevamo bisogno del Ministro dell'interno per capire questo. Abbiamo quei minimi contatti sociali, nonostante il distanziamento sociale, che ci portano a dire che lo avevamo immaginato anche da soli. Il Ministro dell'interno è stato chiamato per parlare di quello che è successo in questi giorni, che nulla ha a che fare - come ha detto poc'anzi la collega - con la giusta, legittima (e da tutelare) protesta che c'è nel Paese. Anzi, è proprio la garanzia di questa protesta civile che dobbiamo alzare le barriere contro quel misto e quell'impasto di violenza, di delinquenza, di camorra, di centri sociali, di estremisti di destra che si stanno muovendo in questo momento e che si stanno muovendo nelle città che sono state bersaglio degli scontri. Il Ministro si è attenuto a questi fatti ed è giusto che lo abbia fatto, perché io ritengo assolutamente sbagliato che noi mischiamo questo stato di disagio, che esiste e che può avere anche giustificazioni di qualsiasi tipo, con quello che invece non è giustificabile. Colleghi, vorrei rivolgermi agli amici dell'opposizione perché, al di là delle diverse opinioni, condividiamo il destino comune di questo Paese. Vorrei ricordare a loro che durante l'epoca del terrorismo, nonostante ci fossero circoli intellettuali che teorizzavano né con lo Stato né con le Brigate Rosse, ci fu qualcuno, ed era allora all'opposizione dei Governi guidati dalla Democrazia Cristiana, che non ebbe incertezze e si schierò per lo Stato democratico contro i violenti. (Applausi) . Se le istituzioni hanno retto e se anche chi allora era all'opposizione ha maturato negli anni una legittimazione istituzionale, è stato perché in queste circostanze ha saputo scegliere la parte in cui collocarsi. Amici, anch'io ho molte cose da dire, le dico ogni volta che viene il Presidente del Consiglio: mi piacerebbe una maggiore assertività del Presidente del Consiglio nel coinvolgere l'opposizione; non mi piace che l'opposizione sia consultata cinque minuti prima con una telefonata, perché questa è una consultazione retorica. Mi piacerebbe che ci fosse la convinzione che dobbiamo andare avanti assieme; il senatore Mirabelli ha detto delle cose che condivido dalla A alla Z e anche il collega Dal Mas credo abbia manifestato una sensibilità che esiste; ne do atto al presidente Berlusconi. Tuttavia, colleghi, ad esempio ieri è capitato che l'ex ministro Salvini si sia alzato in questa sede e - lo dico guardando il presidente Romeo - abbia biasimato il Presidente del Consiglio perché in quel momento parlava alla televisione mentre erano in corso i lavori parlamentari; su questo non dico se ha ragione o torto, probabilmente ha anche delle motivazioni, però poi ha chiesto all'opposizione di abbandonare l'Aula e se ne è andato via. Guardate che non funziona così! (Applausi) . Se c'è qualcosa da biasimare nei confronti della maggioranza e si sta dentro al Parlamento e lo si rileva in Parlamento, forse si ha maggiore legittimità e non minore per dire che il Presidente del Consiglio sbaglia, altrimenti si finisce per dare l'idea che si vuole solamente cercare un pretesto per fare l'ennesima polemica con la maggioranza. Colleghi, vorrei terminare il mio intervento dicendo che c'è bisogno di andare avanti assieme non con una confusione di ruolo, ma con la capacità, ognuno nel suo ruolo, di essere responsabili, di capire che il momento ci chiede un'assunzione di responsabilità. E il ministro dell'interno Lamorgese deve andare via questa sera sapendo che lei, la Polizia, i Carabinieri le Forze dell'ordine hanno la solidarietà di tutto il Parlamento, che non ci sono dei distinguo. (Applausi) . Non mi piace che si dica: il Ministro ha ragione, però. No, colleghi, il «però» non esiste. Il Ministro ha detto le cose come stanno e ha detto che lo Stato non si farà intimidire dai violenti e dai delinquenti e su questo deve poter contare su tutti noi, su chi sta nella maggioranza e chi sta all'opposizione. Per me il senso di questa comunicazione è esattamente questo e la mia solidarietà è senza condizioni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garavini. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Ministro, vetrine infrante, lanci di bottiglie incendiarie contro la Polizia, cassonetti dei rifiuti messi a fuoco, negozi derubati: sono le scene di guerriglia urbana che hanno caratterizzato le ultime 48 ore praticamente su tutto il territorio nazionale, ieri sera anche a Roma. Le proteste contro il decreto Covid, prima pacifiche, sono poi diventate un'altra cosa. Si sono trasformate in violenza attraverso l'infiltrazione di gruppi di estrema destra, di movimenti antagonisti di ultras , di esponenti del crimine organizzato, che provano a cavalcare la tensione di queste ore e diventare interlocutori della protesta aizzandola. A Piazza del Popolo, ieri sera, non c'erano solo i leader di Forza Nuova Roberto Fiore e Giuliano Castellino, a fagocitare le cariche e a tirare transenne contro la Polizia e i Carabinieri, ma c'erano numerosi loro militanti, professionisti della violenza, che si insinuano nelle proteste e le alimentano per strumentalizzare e provocare disordini a Roma come nelle altre città, dove si è manifestata una pericolosa commistione, quindi, tra estremisti delle destre neofasciste e appunto altre varie frange, in alcuni territori anche esponenti della criminalità organizzata, tutti soggetti con una forte propensione alla violenza che aizzano e danno sfogo alla rabbia che sta montando nel Paese;