[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguentenei giudizi promossi con ricorsi della Provincia autonoma di Trento notificati il 28 dicembre 1998 ed il 24 settembre 1999, depositati in Cancelleria il 7 gennaio ed il 29 settembre 1999, per conflitti di attribuzione sorti a seguito: a) degli artt. 1; 2; 3, comma 1; 4, comma 1; 5, commi 2, 3, 4; 6; 8; 10; 11; 12 del decreto del Ministro dell'ambiente 20 ottobre 1998 recante "Requisiti tecnici per la costruzione, l'installazione e l'esercizio di serbatoi interrati"; b) degli artt. 1; 2; 3, comma 1; 4, comma 1; 5, commi 2, 3, 4; 6; 8; 9; 10; 11; 12 e allegati a) e b) del decreto del Ministro dell'ambiente 24 maggio 1999, n. 246 (Regolamento recante norme concernenti i requisiti tecnici per la costruzione, l'installazione e l'esercizio di serbatoi interrati), ed iscritti ai numeri 1 e 32 del registro conflitti 1999. Visti gli atti di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nell'udienza pubblica del 23 gennaio 2001 il giudice relatore Fernanda Contri; Uditi l'avvocato Giandomenico Falcon per la Provincia autonoma di Trento e l'avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso regolarmente notificato e depositato, la Provincia autonoma di Trento ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato, in relazione al decreto del Ministro dell'ambiente 20 ottobre 1998 (Requisiti tecnici per la costruzione, l'installazione e l'esercizio di serbatoi interrati), lamentando la violazione - in particolare, ad opera degli artt. 1; 2; 3, comma 1; 4, comma 1; 5, commi 2, 3, 4; 6; 8; 10; 11; 12 dell'impugnato decreto - dell'art. 8, numeri 5) e 6), dello statuto per il Trentino-Alto Adige, che assegna alla ricorrente potestà legislativa primaria in materia di urbanistica e piani regolatori, e di tutela del paesaggio; dell'art. 9, numeri 9) e 10), dello statuto per il Trentino-Alto Adige, che attribuisce alla provincia potestà legislativa concorrente in materia di utilizzazione delle acque pubbliche, nonché di igiene e sanità; dell'art. 16 dello statuto per il Trentino-Alto Adige, che conferisce alle province autonome corrispondenti funzioni amministrative nelle menzionate materie; dell'art. 3 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento); dei principi costituzionali relativi all'esercizio della funzione di indirizzo e coordinamento; dell'art. 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa); del principio di leale cooperazione tra Stato, regioni e province autonome. La Provincia di Trento chiede a questa Corte di dichiarare che non spetta allo Stato di emanare, nei confronti della Provincia autonoma di Trento, il decreto del Ministro dell'ambiente 20 ottobre 1998, recante "Requisiti tecnici per la costruzione, l'installazione e l'esercizio di serbatoi interrati", ed in particolare le disposizioni di cui agli artt. 1; 2; 3, comma 1; 4, comma 1; 5, commi 2, 3, 4; 6; 8; 10; 11; 12. La ricorrente chiede altresì che venga annullato lo stesso decreto, "con particolare riferimento alle specifiche disposizioni impugnate", per violazione delle invocate disposizioni statutarie e costituzionali. Nel ricorso, si illustra il contenuto delle disposizioni ministeriali censurate, le quali hanno la finalità, come risulta espressamente dall'art. 1 del decreto all'origine del presente conflitto, di salvaguardia e prevenzione dell'inquinamento del suolo e delle acque superficiali e sotterranee che potrebbe essere causato dal rilascio delle sostanze o preparati contenuti nei serbatoi interrati di cui si tratta, destinati allo stoccaggio di sostanze per uso commerciale o industriale. In particolare, la ricorrente denuncia la lesione della propria sfera di attribuzioni legislative e amministrative ad opera dell'art. 4, che abilita il Ministro dell'ambiente a svolgere funzioni di indirizzo, promozione e coordinamento delle attività connesse con l'applicazione del decreto impugnato (comma 1, lettera a) e ad elaborare e proporre "le linee guida relative all'applicazione delle tecnologie di contenimento e rilevamento dei rilasci dei serbatoi interrati" (lettera b). A questo riguardo, nel ricorso si osserva che "tali "linee guida ... hanno, al di là delle apparenze, un netto carattere normativo, come risulta dal rinvio che ad esse fa l'art. 12". Le disposizioni successive, che la ricorrente ritiene lesive, stabiliscono competenze di organi statali, regionali e comunali in ordine al rilascio di autorizzazioni e concessioni (art. 5, commi 1-3), disciplinando i relativi procedimenti (art. 5, comma 4); stabiliscono procedure amministrative per l'installazione di nuovi serbatoi (art. 6) e per la dismissione di serbatoi esistenti (art. 9); dettano regole sulla conduzione, la registrazione e il controllo dei serbatoi interrati (art. 8) e stabiliscono i tempi limite di esercizio degli stessi, nonché le modalità di adeguamento alla nuova disciplina (artt. 10 e 11). La ricorrente si duole innanzi tutto dell'incidenza del decreto ministeriale impugnato in una materia nella quale essa aveva già legittimamente esercitato la propria potestà legislativa, con l'adozione del "Testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell'ambiente dagli inquinamenti", che all'art. 26 disciplina i serbatoi o contenitori di materiali inquinanti (disciplina integrata dalla deliberazione della Giunta provinciale del 25 maggio 1990, n. 6043, "Determinazione soglie-limite per l'applicazione della disciplina relativa ai serbatoi e contenitori di materiale inquinante") e con l'approvazione della legge provinciale 22 dicembre 1983, n. 46 (Disciplina del settore commerciale), che all'art. 51 detta norme in materia di distributori di carburanti. Nel ricorso si denuncia poi la mancanza di una "base legislativa" a fondamento del decreto ministeriale 20 ottobre 1998.