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c) comunicazione pubblica ai fini della promozione di una cultura del dialogo e della legalità; d) ogni altra attività ritenuta funzionale alla realizzazione delle politiche integrate per la sicurezza. 3. Le regioni, nell'ambito delle proprie competenze e nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà ed adeguatezza, possono stipulare accordi con il Ministero dell'interno nei campi di intervento di cui ai commi 1 e 2. Art. 7. (Raccordo istituzionale per l'attuazione delle politiche integrate per la sicurezza) 1. I soggetti che hanno stipulato gli accordi di cui ai commi 1 e 3 dell'articolo 6 procedono, con cadenza almeno semestrale, anche in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, nel rispetto dell'articolo 20 della legge 1° aprile 1981, n. 121, alla verifica dello stato di attuazione degli accordi stessi. 2. In relazione ai risultati riscontrati in seguito alla verifica di cui al comma 1 del presente articolo, i soggetti che hanno stipulato gli accordi di cui all'articolo 6 adottano le iniziative necessarie al fine di conseguire il raggiungimento degli obiettivi prefissati negli accordi stessi. 3. Alla verifica di cui al comma 1 possono concorrere, previa intesa tra i sottoscrittori degli accordi, anche altri soggetti interessati ai singoli interventi in discussione. 4. La Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, svolge un'azione complessiva di monitoraggio degli accordi attraverso un comitato tecnico paritetico composto da tre rappresentanti designati dal Ministero dell'interno e da tre rappresentati designati rispettivamente uno dalle regioni, uno dalle province e uno dai comuni designati dalla Conferenza unificata. Art. 8. (Attività di informazione a livello territoriale) 1. Ai fini dell'attuazione delle politiche integrate per la sicurezza, i comuni, le province, le città metropolitane, le regioni e lo Stato, anche al di fuori degli accordi di cui all'articolo 6, si scambiano reciproche informazioni sui principali aspetti delle attività di propria competenza, ed in particolare sulle caratteristiche degli illeciti e dei fenomeni che generano degrado e insicurezza. Art. 9. (Conferenza regionale) 1. In ogni regione si svolge, con cadenza almeno annuale, una Conferenza regionale in materia di sicurezza integrata. 2. La Conferenza regionale, presieduta dal Ministro dell'interno quale autorità nazionale di pubblica sicurezza, o da un suo delegato, è convocata dallo stesso Ministro, previa intesa con il Presidente della regione in merito alla definizione dell'ordine del giorno. Il Ministro dell'interno e il Presidente della regione individuano i soggetti che partecipano alla Conferenza regionale. Capo III NORME PER IL COORDINAMENTO TRA LE FORZE DI POLIZIA DELLO STATO E LA POLIZIA LOCALE Art. 10. (Funzioni di polizia locale) 1. Al fine di tutelare la sicurezza urbana e la qualità della vita locale, le funzioni di polizia locale comprendono l'insieme delle attività di prevenzione e contrasto delle situazioni e dei comportamenti che violano le leggi statali e regionali, ovvero i regolamenti locali. 2. Il personale che svolge servizio di polizia locale, nell'ambito del territorio di appartenenza, ovvero di quello degli enti associati o convenzionati, esercita le seguenti funzioni: a) polizia amministrativa locale; b) polizia edilizia diretta al controllo del rispetto delle norme in materia urbanistico edilizia al fine di garantire la tutela della qualità urbana e rurale; c) polizia commerciale e tutela del consumatore; d) polizia ambientale e ittico -- venatoria; e) polizia stradale ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettere d- bis) ed e) , del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285; f) polizia giudiziaria, secondo quanto previsto dalla normativa vigente; g) ausiliarie di pubblica sicurezza; h) polizia tributaria; i) vigilanza sull'osservanza dei regolamenti, delle ordinanze e dei provvedimenti amministrativi; l) vigilanza sull'integrità e sulla conservazione del patrimonio pubblico; m) polizia amministrativa per la vigilanza e il controllo relativamente ai tributi locali di competenza; n) gestione di servizi d'ordine, di vigilanza, d'onore e quanto necessario all'espletamento delle attività istituzionali del comune, della provincia o della città metropolitana; o) cooperazione nel soccorso in caso di pubbliche calamità e privati infortuni; p) supporto alle attività di controllo spettanti agli organi preposti alla vigilanza in materia di lavoro e sicurezza sui luoghi di lavoro; q) segnalazione alle autorità competenti di disfunzioni e carenze dei servizi pubblici; r) informazione, accertamento, monitoraggio e rilevazione dei dati connessi alle funzioni istituzionali o comunque richiesti da autorità competenti; s) predisposizione di servizi, nonché di collaborazione alle operazioni di protezione civile di competenza dei comuni, delle province e delle città metropolitane. 3. Le funzioni di polizia locale spettano ai comuni, alle province e alle città metropolitane in conformità all'articolo 118, primo comma, della Costituzione. Lo Stato e le regioni, secondo le rispettive competenze, provvedono con legge a conferire le funzioni necessarie all'attuazione dell'articolo 118, secondo comma, della Costituzione. Sono comunque fatte salve, fino all'adozione di una diversa disciplina, le disposizioni di legge vigenti relative all'attribuzione di specifiche funzioni di polizia amministrativa locale. 4. Le funzioni di polizia amministrativa locale consistenti in attività di accertamento di illeciti amministrativi e nell'irrogazione delle relative sanzioni competono ai comuni, alle province e alle città metropolitane. Art. 11. (Qualifiche del personale di polizia locale) 1. Le qualifiche di polizia locale si articolano in agenti, sottufficiali addetti al controllo (ispettori), ufficiali addetti al coordinamento e controllo (commissari), ufficiali responsabili di area (commissari superiori) e comandanti dei Corpi di polizia locale. 2. Le qualifiche di cui al comma 1 sono conferite dal sindaco o dal presidente della provincia o della città metropolitana all'atto dell'assunzione in ruolo o dei successivi avanzamenti di carriera. 3. Le qualifiche di cui al comma 1 sono comprensive della qualità di: a) agente di polizia giudiziaria, riferita agli agenti di polizia locale ai sensi dell'articolo 57, comma 2, lettera b) , del codice di procedura penale, o di ufficiale di polizia giudiziaria riferita ai comandanti, ai responsabili di area, agli addetti al coordinamento e controllo e agli addetti al controllo ai sensi dell'articolo 57, comma 1, lettera b- bis) , del medesimo codice, come modificato dall'articolo 27, comma 2, della presente legge; b) agente di pubblica sicurezza, secondo la procedura di cui al comma 4 del presente articolo; c) agente di polizia tributaria. 4. Il prefetto conferisce al personale della polizia locale, su indicazione del sindaco, del presidente della provincia o del presidente della città metropolitana, la qualità di agente di pubblica sicurezza entro sessanta giorni dalla relativa comunicazione dopo aver accertato che il destinatario del provvedimento: a) goda dei diritti civili e politici; b) non sia stato condannato a pena detentiva per delitto non colposo;