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Nelle aree ad alta densità di popolazione o metropolitane i vincoli quantitativi riferiti ai bacini di utenza determinanti ai fini della programmazione regionale del numero delle unità di terapia intensiva neonatale possono essere derogati allo scopo di privilegiare il diritto alla scelta dei genitori e la competitività delle aziende sanitarie locali che insistono nel medesimo territorio. Art. 3. 1. Requisito organizzativo e funzionale essenziale di ogni punto nascita è assicurare l'assistenza in sala parto garantendo la rianimazione primaria neonatale. Responsabile dell'assistenza neonatale nell'isola annessa alla sala parto di cui al comma 4, è un medico neonatologo o pediatra. Nelle strutture in cui è prevista la guardia attiva ventiquattro ore su ventiquattro del medico neonatologo o del medico pediatra con competenze neonatologiche, quest'ultimo garantisce l'assistenza al neonato in sala parto. 2. Al fine di adeguare le competenze in rianimazione neonatale nei punti nascita in cui non è prevista la figura del medico neonatologo o del medico pediatra con competenze neonatologiche, è fatto obbligo alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano di istituire corsi di formazione e di aggiornamento professionali in rianimazione primaria e in assistenza neonatale destinati al personale che prende in cura il neonato. 3. La gestione dei corsi di cui al comma 2 è affidata, di preferenza, ai centri di terapia intensiva neonatale nel cui territorio ricadono i punti nascita, al fine di consentire un'adeguata collaborazione e integrazione tra il centro di riferimento e la rete ospedaliera periferica. 4. Nell'ambito della sala parto, o in un locale direttamente comunicante con essa, è predisposta una zona per le prime cure e per l'eventuale intervento rianimatorio sul neonato, denominata «isola neonatale», provvista di spazio e di attrezzature adeguati alle esigenze rianimatorie. Art. 4. 1. Tutti i nati apparentemente sani, in attesa che si completino i processi fisiologici di adattamento postnatale, nelle ore successive alla nascita, sono sottoposti ai comuni controlli dei parametri vitali durante l'osservazione transizionale. Tale osservazione, compatibilmente con le capacità organizzative e strutturali del reparto ospedaliero, è attuata in culla presso il letto della madre. Art. 5. 1. Per ogni nato vivo è compilata una cartella clinica personale, anche ai fini della redazione della scheda di dimissione ospedaliera, contenente, oltre ai dati previsti dalle disposizioni vigenti in materia, i rilievi sulla gravidanza, sul parto e sull'adattamento neonatale utili per la valutazione dell'efficienza dei servizi perinatali e dell'efficacia delle cure prestate all'atto della nascita. 2. Il Ministro della salute, sentito il parere di un'apposita commissione di esperti, con proprio decreto da emanare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, predispone le linee di guida generali per la formulazione da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano della cartella clinica di cui al comma 1. Art. 6. 1. Al fine di consentire un costante processo di umanizzazione della nascita, l'assistenza ospedaliera garantisce la possibilità di accessi e di permanenza in sala travaglio e in sala parto di un familiare o di altra persona gradita dalla partoriente, qualora la medesima ne faccia esplicita richiesta. 2. Al fine di facilitare l'instaurarsi di un corretto rapporto relazionale con i genitori e di assicurare la continuità del rapporto psico-affettivo, i presìdi ospedalieri pubblici e privati prevedono modelli organizzativi che consentono la vicinanza del neonato alla madre e la presenza del padre. 3. È, altresì, favorita, compatibilmente con le condizioni fisiche della puerpera e del neonato e su espresso consenso della stessa, la dimissione precoce, protetta e appropriata della madre e del figlio dall'ospedale ed è garantita la possibilità di controlli ambulatoriali ripetuti nonché, se necessaria, l'assistenza domiciliare integrata alla madre e al neonato nei giorni successivi al rientro nel domicilio, realizzata mediante équipe itineranti di ostetriche, di infermieri specializzati nell'assistenza al neonato e di assistenti sociali. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano attivano apposite iniziative e percorsi mirati a favorire la presa in carico più precoce possibile del neonato da parte del medico pediatra di base del Servizio sanitario nazionale. 4. Le équipe di cui al comma 3 sono collegate, per le rispettive competenze, a un medico ginecologo-ostetrico e a un medico neonatologo o pediatra con formazione specifica, per eventuali prestazioni di competenza specialistica, in attesa che il neonato possa accedere al medico pediatra di base. L'azienda sanitaria locale competente per territorio promuove appositi corsi di formazione professionale di tipo teorico-pratico, finalizzati alla selezione di figure professionali idonee all'individuazione delle patologie ostetriche e neonatali a esordio tardivo. 5. Tutti gli operatori addetti all'assistenza durante la gravidanza, il parto e il puerperio, nonché nel periodo immediatamente postnatale, appartenenti a strutture territoriali od ospedaliere, anche se autonome, sono tra loro funzionalmente collegati nell'ambito del dipartimento materno-infintile. Art. 7. 1. Considerato il ruolo preminente dell'allattamento materno nel contribuire al soddisfacimento del desiderio naturale della nutrice, al miglioramento del rapporto tra madre e bambino e alla salute psico-fisica del neonato, esso è incoraggiato con ogni mezzo, favorendo la vicinanza della madre al neonato nell'ambito delle strutture ospedaliere. 2. Al fine di cui al comma 1, le aziende sanitarie locali, anche in corso di ristrutturazione dei reparti, individuano spazi e soluzioni logistiche atti a ospitare accanto alle puerpere le culle dei neonati. Le camere di puerperio sono dotate di adeguati servizi igienici. Esse sono, altresì, adiacenti al nido al fine di favorite un facile accesso al neonato, accudito da personale competente. Sulle madri non possono gravare compiti assistenziali e le medesime usufruiscono di sostegno nell'accudimento del proprio figlio. Nelle situazioni in cui è possibile garantire subito dopo la nascita la possibilità di scelta da parte dei genitori del medico pediatra di base e la sua immediata presa in carico del bambino, è favorito l'accesso del medesimo in ospedale. 3. Durante la degenza sono promossi incontri formativi ed educazionali con gli operatori sanitari sui temi dell'allattamento, della cura del neonato e dell'igiene del puerperio. Art. 8. 1. Qualora il neonato necessiti di cure speciali che determinano il temporaneo distacco dalla madre deve essere assicurata, per quanto possibile, la permanenza della stessa in spazi contigui e adeguati, anche in caso di degenza in terapia intensiva neonatale. 2. Per tutto il periodo di ospedalizzazione del figlio ai sensi del comma 1 la madre, o un altro familiare in sua vece, usufruisce dei servizi ospedalieri, per quanto concerne il pernottamento e il vitto. Art. 9. 1.