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1 In attuazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione, la casa è considerata diritto di ogni cittadino e l'edilizia sociale strumento di riduzione delle disuguaglianze sociali. 2 Per edilizia sociale si intende la residenza convenzionata in locazione con canoni calmierati stabiliti da Stato e regioni e l'edilizia residenziale pubblica sovvenzionata. 3 Ogni insediamento residenziale deve prevedere una quota minima di edilizia sociale ai sensi del comma 4. 4 Nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti l'edilizia sociale deve essere assicurata in tutti i processi di trasformazione urbana relativa ad aree con prevalente destinazione residenziale in misura non inferiore al 20 per cento del volume edificabile complessivo previsto nella singola area e non inferiore al 10 per cento della superficie coperta. Le regioni possono aumentare tale percentuale, nonché estendere tale previsione a comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, in considerazione di rilevate esigenze di carattere abitativo espresse da nuclei familiari o singoli cittadini che presentino elementi di disagio economico e sociale. 5 Le quote minime di cui al presente articolo sono da considerarsi aggiuntive rispetto agli standard edilizi di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968 6 All'edilizia sociale vengono applicati gli sgravi fiscali e la riduzione di oneri concessori non inferiori a quelli previsti per altre categorie di interventi edilizi. 11 (Paesaggio urbano, periurbano, naturale e rurale) 1 In attuazione dell'articolo 9 e al fine di tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione, il valore del paesaggio è assunto quale principio ispiratore della pianificazione urbana e territoriale. 2 I piani urbanistici generali e i relativi piani attuativi devono individuare coni visuali lungo i quali è garantita la visibilità di tratti di paesaggio significativo, di masse arboree, di scenografie urbane, di parti di territorio rurale ai margini dell'edificato. 3 La tutela dei crinali e del paesaggio agrario costituisce elemento fondamentale della pianificazione territoriale. 4 I manufatti rurali tipici presenti nelle aree agricole, ivi compresi quelli che hanno perduto l'originaria funzione, ancorché ubicati in aree diverse dall'area rurale, sono salvaguardati e la loro demolizione o il crollo accidentale non può comportare la ricostruzione del volume perduto se non nelle condizioni originarie per sedime, tipologia ed uso dei materiali. Il risanamento, recupero, consolidamento di singoli edifici o borghi rurali ha la priorità nella distribuzione dei finanziamenti statali e regionali destinati all'edilizia. 5 Le autorità di governo del territorio sono tenute a dare piena attuazione, nell'ambito delle loro competenze, alla Convenzione europea del paesaggio (CEP) ed agli strumenti attuativi, con particolare riferimento ai piani paesaggistici di cui all'articolo 135 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e ad ogni altro piano atto ad incidere o a influenzare i processi di trasformazione del territorio, quali i piani urbanistici e territoriali, i piani e programmi di sviluppo rurale, i piani di bacino, i piani dei trasporti, i piani e programmi per il risparmio energetico, nonché alla salvaguardia, gestione e pianificazione del paesaggio e del patrimonio culturale. 6 La pianificazione e la gestione del paesaggio richiedono, a tutti i livelli di governo, la valutazione integrata delle risorse naturali e culturali che determinano e caratterizzano la qualità del territorio, la sua agibilità, leggibilità e vivibilità, assicurando, d’intesa col Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il rispetto e la conservazione attiva dei beni paesaggistici di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004 nonché, congiuntamente, la protezione e la valorizzazione dei paesaggi. 12 (Governo regionale del territorio) 1 Le regioni provvedono a uniformare la propria normativa sul governo del territorio ai princìpi di cui alla presente legge entro un anno dalla data di entrata in vigore della medesima, individuando gli strumenti e le finalità della pianificazione da improntare al contenimento del consumo di suolo, al risparmio energetico, alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla riconversione ecologica delle città, alla tutela degli ecosistemi, alla formazione di corridoi ecologici, alla salvaguardia del territorio naturale e agricolo e, in particolare, delle aree protette, alla valorizzazione e conservazione dei centri storici, delle architetture di pregio, dei parchi e dei giardini storici. 2 Le regioni non possono prevedere misure in deroga alle norme tecniche di attuazione e ai regolamenti edilizi approvati dai comuni qualora peggiorative delle regole urbanistiche di igiene urbana, di qualità degli insediamenti e di tutela dei centri storici. 3 Le regioni provvedono a definire le percentuali di sottosuolo utilizzabile nelle aree soggette a trasformazioni urbane e le condizioni alle quali ne è vietato l'uso, in base alla presenza di reperti archeologici, di falde freatiche e altri elementi presenti nel contesto in cui si colloca l'intervento. 4 Le regioni valorizzano, anche attraverso idonee modalità di cofinanziamento, le operazioni di rinaturalizzazione dei corsi d'acqua realizzate dai comuni nei centri edificati. È fatto divieto di prevedere, se non per motivate esigenze, interramenti di corsi d'acqua, fossi e scoline, nonché l'edificabilità di aree soggette ad esondazione e allagamenti. 13 (Inalienabilità dei beni pubblici) 1 Gli alloggi destinati ad edilizia residenziale pubblica e le aree acquisite attraverso cessione da parte dei privati anche attraverso lo strumento della perequazione urbanistica non possono essere alienati. 2 Non sono alienabili i beni appartenenti allo Stato e ad enti pubblici e territoriali che presentino valori paesaggistici, ambientali, storici, artistici, culturali, nonché i beni demaniali marittimi, lacuali e fluviali. 14 (Osservatorio comunale sul patrimonio immobiliare) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni istituiscono un Osservatorio sul patrimonio immobiliare pubblico e privato inutilizzato e sul consumo di suolo. I dati raccolti ed elaborati da ciascun Osservatorio sono resi accessibili e pubblici, anche nei siti internet istituzionali di ciascun comune. 2 Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto, d'intesa con la Conferenza unificata, emana i criteri e le modalità di misurazione oggettivi, validi in tutto il territorio nazionale, in modo da assicurare l'omogeneità e la confrontabilità dei dati reperiti, a cui si devono attenere i comuni. 3 I risultati del censimento prodotto dall'Osservatorio costituiscono la base per individuare le soluzioni alternative al consumo di suolo generato dalla necessità di nuove edificazioni derivanti da incrementi demografici o da altri parametri stabiliti dalle regioni. 15 (Concorsi di idee)