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Nel diritto fondamentale europeo è garantito che "ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un giudice indipendente e imparziale, precostituito; ogni persona ha la facoltà di farsi consigliare, difendere e rappresentare"; considerato che: nell'ultima relazione della Commissione europea CEPE il sistema della giustizia italiana risulta essere molto lento rispetto ad altri Stati membri in termini di tempi processuali. Una priorità del semestre europeo è il miglioramento di efficienza, qualità e indipendenza dei sistemi giudiziari nazionali; per rispondere alle criticità del sistema giudiziario la grande occasione in Italia viene oggi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che intende garantire "un pari accesso alla giustizia per tutti" e renderla più veloce ed equa. Il Piano fornisce soluzioni con una serie di riforme sia del ramo civile che di quello penale e del diritto amministrativo, mirate all'eliminazione dei blocchi che rallentano la definizione dei procedimenti, con l'istituzione di un Ufficio del Processo (introdotto in via sperimentale dal decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90) per aiutare il giudice, con una digitalizzazione completa dell'attività, e l'assunzione di personale tecnico che dovrebbe contribuire a smaltire i casi arretrati; un enorme divario esiste tra i tribunali del nord e quelli del sud, con i secondi che potrebbero avere tempi di definizione più lunghi perché, a parità di carico di lavoro, dispongono di minori risorse (umane e finanziarie) rispetto ad altri uffici del nord. I procedimenti civili pendenti a fine anno in primo grado, come certifica l'ISTAT nell'annuario 2021, sono quasi 3,4 milioni nel 2019 tra giudice di pace, tribunali e corte di appello. I procedimenti penali pendenti a fine anno sono più di due milioni nel 2020 tra procure, GIP e tribunali, nel primo grado di giudizio; con il PNRR si prevede la riduzione dell'arretrato giudiziario dei tribunali amministrativi regionali con la riduzione del 25 per cento del numero di cause pendenti, il dato di partenza è il 2019 (109.029), dinanzi ai tribunali amministrativi regionali (tribunali amministrativi di primo grado). Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica invece il numero di cause pendenti dei tribunali amministrativi regionali nel 2019 è 149.958 ricorsi; considerato che: il personale (magistrati e figure amministrative) rappresenta il principale fattore produttivo nel settore giudiziario. Nel Conto annuale del personale del Ministero della giustizia i magistrati in servizio al 31 dicembre 2020 risultano circa 9.600 unità, di cui 1.860 sono addetti alle corti di appello e alle procure generali e 199 magistrati sono collocati fuori ruolo per incarichi amministrativi. Con la legge n. 197 del 2016, la pianta organica e il numero dei posti passa a 10.751 unità, mancano quindi all'appello 1.051 magistrati. La capacità del sistema giudiziario di svolgere i procedimenti con un numero di magistrati ridotto è un limite imprescindibile per qualsiasi riforma del procedimento della giustizia civile e penale; secondo i dati diffusi dal Ministero dell'economia attraverso il portale "Open BDAP", il Ministero della giustizia ha registrato una capacità di spesa dell'88 per cento, lasciando in bilancio una fetta consistente di risorse finanziarie che potevano invece essere meglio utilizzate per investimenti per più di un miliardo di euro. L'incapacità di spesa del Ministero della giustizia rappresenta una criticità e un forte limite non trascurabile nell'attuazione del PNRR e delle ingenti risorse messe in campo che si rischia non verranno in parte utilizzate; ritenuto, ad avviso degli interroganti, che nel piano non viene affrontato il tema di porre rimedio alla carenza del numero di magistrati per i tribunali e corti, e in tal modo non si possono ridurre i tempi dei processi, perché sono loro che devo determinare la sentenza. Con il PNRR "al fine di ridurre l'arretrato e i tempi di esaurimento dei procedimenti ci si affida allo strumento organizzativo, il cosiddetto 'Ufficio del processo'", che consiste nell'istituire (o rafforzare se già esistenti) risorse a supporto dei giudici, ma con personale reclutato a tempo determinato", si chiede di sapere: se sia stata prevista l'attività per definire i livelli essenziali delle prestazioni giudiziarie (LEPG), sui quali costruire un modello ideale di ufficio giudiziario al servizio di un determinato bacino di utenza per superare la disomogeneità dell'attuale dislocazione territoriale dei distretti giudiziari, tenendo conto dei processi di ammodernamento anche telematico dei servizi giudiziari; se verranno resi pubblici i dati sulle spese della giustizia, e i relativi costi di mantenimento per struttura territoriale (anche a livello di singolo ufficio) attualmente non pubblici; se sia stata analizzata la complessità del contenzioso e individuate le "best practices" in alcuni uffici giudiziari più virtuosi che sono stati in grado di utilizzare al meglio le risorse umane disponibili, ottenendo risultati (in termini di tempi di definizione prognostici) comparativamente migliori rispetto agli altri; se si intenda investire con il nuovo personale assunto in quegli uffici che, potenzialmente, soffrono di una carenza di risorse umane rispetto al carico di lavoro esistente, generato da una notevole mole di arretrato che l'ufficio o l'elevata rotazione del personale non permette di smaltire; come si intenda risolvere il problema dei numerosi procedimenti civili e penali pendenti a fine anno, visto che l'elevata presenza di magistrati di prima nomina che comprensibilmente possono essere meno rapidi di colleghi più esperti e pochi giudici nel definire i procedimenti non può rappresentare la soluzione alla lentezza delle sentenze; se si intenda utilizzare un metodo della pesatura dei procedimenti giudiziari a livello nazionale, diventata una pratica comune a livello internazionale, fondamentale per analizzare i procedimenti civili penali e di criminalità; se nella banca dati dell'amministrazione pubblica "Open BDAP" del Ministero dell'economia o sul sito del Ministero della giustizia si intenda investire per impostare un cruscotto interattivo di diversi indici (costo per caso e durata nel civile e nel penale, capacità di digitalizzazione) con diagrammi analitici per tutti i tribunali; se e in che modo si intenda porre rimedio all'incapacità di spesa del Ministero della giustizia; se si intenda verificare l'attendibilità dei dati utilizzati per il monitoraggio della riduzione del 25 per cento del numero di cause pendenti dei tribunali amministrativi regionali. Atto n. 4-06382 LANNUTTI ANGRISANI VANIN ROMAGNOLI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il 18 dicembre 2021, mentre si stava ultimando l'allestimento di una gru per la ristrutturazione della facciata di un condominio in via Genova a Torino, si è verificato un incidente costato la vita a 3 operai: Roberto Peretto, di Cassano d'Adda (Milano), 52 anni, Marco Pozzetti, 54 anni, di Carugate (Milano), Filippo Falotico, 20 anni, di Coazze (Torino).