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qualora entro tale distanza non siano presenti strutture per la ristorazione organizzata gestite direttamente o indirettamente dagli enti per il diritto allo studio universitario, il servizio deve essere assicurato in via transitoria mediante convenzione con esercizi commerciali garantendo che i pasti erogati agli studenti presentino le caratteristiche di cui al comma 2. 4 Gli enti per il diritto allo studio universitario devono altresì assicurare il servizio di ristorazione anche in orario serale a livelli tariffari invariati. 10 (Contributi per la mobilità internazionale) 1 L'integrazione della borsa di studio per la partecipazione a programmi di mobilità internazionale, prevista dall'articolo 10 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 172 del 26 luglio 2001, dev'essere proporzionata al costo della vita nel Paese ospitante, fermo restando il limite minimo di 500 euro mensili previsto dal citato articolo. 2 L'integrazione della borsa di studio è altresì garantita agli studenti beneficiari di borsa dei servizi, di cui all'articolo 6, per i quali l'importo minimo ammonta a 300 euro, ferma restando la suddetta proporzionalità al costo della vita nel Paese ospitante. 3 L'erogazione del contributo per la mobilità internazionale deve avvenire in concomitanza con il periodo di permanenza all'estero. 11 (Requisiti di eleggibilità per l'accesso ai benefici del diritto allo studio universitario) 1 Criterio fondamentale di eleggibilità per l'accesso ai LEP sono le condizioni economiche dello studente iscritto o che intende iscriversi a corsi di istruzione superiore su tutto il territorio nazionale, individuate sulla base dell'ISEE di cui all'articolo 12, tenuto conto della situazione economica del territorio in cui ha sede l'università o l'istituzione di alta formazione artistica, musicale e coreutica o di ricerca. 2 I requisiti di merito per l'accesso ai LEP, non derogabili in eccesso sui limiti massimi previsti dall'articolo 6, commi 4, 5 e 7, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 172 del 26 luglio 2001, sono definiti senza tenere conto della media, ponderata o aritmetica, dei voti conseguiti e tenendo conto della percentuale di crediti formativi universitari conseguibili rispetto al piano di studi del singolo corso di laurea e del singolo ateneo, in difetto qualora il numero sia decimale. 3 Per il conseguimento dei requisiti di merito di cui all'articolo 6, commi 4 e 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 172 del 26 luglio 2001, lo studente può utilizzare in aggiunta ai crediti effettivamente conseguiti, un bonus di quindici crediti, di cui: a cinque al massimo utilizzabili per il conseguimento dei benefici per il secondo anno accademico: b dieci al massimo utilizzabili per il conseguimento dei benefici per il terzo anno accademico; 4 La quota del bonus di cui al comma 3 non utilizzata in un anno accademico può sempre essere utilizzata negli anni accademici successivi. 5 Allo studente che per motivi di studio, debba prolungare il suo soggiorno nella sede dell'università, vengono garantite sia la possibilità di rimanere nell'alloggio a titolo gratuito per il primo anno fuoricorso, sia la gratuità del numero di pasti giornalieri di cui all'articolo 5, comma 2, lettera c) . 12 (Soglie reddituali per l'accesso ai benefici del diritto allo studio universitario) 1 Per permettere l'eleggibilità con riferimento all'articolo 5, comma 1, l'ISEE del nucleo familiare, sommato con l'indicatore della situazione economica all'estero, non può essere superiore alla soglia di 23.000 euro, derogabile in eccesso dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dalle università, per gli interventi di rispettiva competenza. 2 Per permettere l'eleggibilità con riferimento all'articolo 6, l'ISEE del nucleo familiare, sommato con l'indicatore della situazione economica all'estero, non può essere superiore alla soglia di 28.000 euro, derogabile in eccesso dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dalle università, per gli interventi di rispettiva competenza. 3 I valori dell'ISEE di cui ai commi 1 e 2, sono aggiornati annualmente con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca emanato entro il 28 febbraio, con riferimento alla variazione dell'indice generale dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati nell'anno precedente a quello in cui il decreto è emanato. 13 (Esenzione dalla contribuzione studentesca) 1 Gli studenti con ISEE inferiore alla soglia di 28.000 euro, non modificabile dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dalle università, sono esentati dal pagamento della tassa regionale per il diritto allo studio e dalla contribuzione studentesca prevista dall'ateneo a cui sono iscritti. 2 Gli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca e gli iscritti alle scuole di specializzazione universitarie, con o senza la borsa di studio di cui alla legge 30 novembre 1989, n. 389, sono esentati dal pagamento della tassa regionale per il diritto allo studio e dalla contribuzione per l'accesso e per la frequenza dei corsi medesimi. 3 Il valore dell'ISEE di cui al comma 1, è aggiornato annualmente con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca emanato entro il 28 febbraio, con riferimento alla variazione dell'indice generale dell'ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati nell'anno precedente a quello in cui il decreto è emanato. 14 (Reddito di formazione) 1 Al fine di attuare gli obiettivi di rimozione delle disuguaglianze e di promozione del pieno sviluppo della persona umana, come previsto dall'articolo 3, secondo comma della Costituzione, lo Stato, anche al fine di garantire l'autonomia sociale degli studenti, avvia un regime sperimentale attraverso il quale riconosce, ad integrazione dei servizi e dei benefici di cui alla presente legge, un reddito di formazione consistente in un'erogazione monetaria trimestrale. 2 Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabiliti i criteri e le modalità del reddito di formazione di cui al comma 1. 15 (Finanziamento del diritto allo studio universitario) 1 Al sistema di finanziamento del diritto allo studio universitario di cui alla presente legge lo Stato provvede con risorse del proprio bilancio destinate a: a uno stanziamento statale annuale di risorse alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano che concedono borse di studio, pari all'importo necessario a erogare le borse di studio, le borse dei servizi e le integrazioni per mobilità internazionale, di cui agli articoli 5, 6 e 10, a tutti gli studenti idonei che risultano iscritti presso un ateneo avente sede nel territorio regionale o della provincia autonoma;