[massime]

Processo penale - Astensione collettiva dei difensori dalle udienze - Adesione del difensore dell'imputato e degli altri difensori reperibili o designati dall'autorità giudiziaria quali sostituti del difensore - Esclusione della possibilita' di prosecuzione del giudizio nonche' di scelta del difensore tra coloro che abbiano titolo all'iscrizione (anziché tra i soli iscritti agli albi degli avvocati) - Lamentata irragionevolezza e asserito contrasto con i principi, anche internazionali, in materia di ragionevole durata del processo, con pregiudizio dell'esercizio della giurisdizione e dell'azione penale - Sopravvenuto mutamento del quadro normativo - Necessario riesame della rilevanza della questione - Restituzione degli atti al giudice rimettente.. Restituzione degli atti al giudice 'a quo', con riferimento alla questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 97, comma 4, 105, comma 5, e 484 del codice di procedura penale e degli articoli 1 e 26 del regio decreto- legge 27 novembre 1933, n. 1578, nella parte in cui non consentono la prosecuzione del dibattimento in assenza del difensore dell'imputato, qualora tutti i difensori immediatamente reperibili e designati dall'autorità giudiziaria rifiutino, senza legittimo impedimento, di assumere e svolgere le funzioni di sostituto del difensore che non partecipi al dibattimento in violazione del provvedimento che ritiene non sussistenti i requisiti di cui all'art. 486, comma 5, cod. proc. pen.. Successivamente alle ordinanze di rimessione è stata infatti pubblicata la legge 11 aprile 2000, n. 83, la quale ha introdotto nella legge 12 giugno 1990, n. 146, disposizioni volte a consentire l'applicabilità della disciplina ivi contenuta anche ai professionisti. M.R.