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Parlamento sovrano (roba strana, ma la Costituzione ce la ricordiamo) ed Esecutivo, che fa quello che gli dice il Parlamento. Qua invece facciamo tutto quello che dicono gli altri: facciamo le leggi che ci chiede il Consiglio di Stato e ci inginocchiamo di fronte al Governo, che ci dice di camminare e andare veloci. Se non bastasse, abbiamo anche convocato un Consiglio dei Ministri in cui in otto minuti bisognava bere o affogare (parlando di balneari, ci sta proprio bene): otto minuti, mettiamo la fiducia e tutti a casa; se questi non si muovono, andiamo dritto. Tutto questo avviene su un disegno di legge: scrivi tu un disegno di legge (mentre dovrebbe essere il Parlamento), lo mandi alle Camere; nel frattempo, ci fai anche un emendamento, poi scrivi la lettera alla Presidente del Senato e infine poni anche la questione di fiducia. Ma dove si è mai vista una cosa del genere? Come si fa a strozzare la discussione in questo modo? E poi cos'è successo? Siccome non andava bene parlare solo con le forze politiche, hanno cercato anche di introdursi all'interno dei rapporti con le forze sociali, ma non le hanno prese insieme, come ha detto il collega Gasparri, nella logica della prima Repubblica, in cui si parlava con le parti sociali e poi si scrivevano le norme nell'interesse dei lavoratori e delle imprese. No, se n'è presa una alla volta, per cercare di demolire il fronte; e qualcuno ha pure abboccato e ci ha messo anche in difficoltà, a noi che stavamo lì a difendere gli interessi delle imprese e dei lavoratori, e questo è grave. Nonostante tutto, però, abbiamo combattuto la nostra battaglia, siamo andati avanti e abbiamo voluto che il turismo italiano non parlasse una lingua straniera: non abbiamo voluto fare quello che diceva prima il collega Lannutti, cioè far spendere 21 miliardi allo Stato per fare un favore a qualcuno, per far ingrassare le tasche, ma di quello non se ne parla mai. Abbiamo detto che il concessionario uscente doveva mettersi d'accordo con il subentrante, non andare a mettere le mani nelle tasche degli italiani, com'è successo con l'ASPI (e mi fermo qui, perché credo che sia stato ben spiegato già all'inizio di questa seduta). Il turismo italiano non deve parlare lo straniero; deve parlare con lo straniero, ma non lo straniero. Il turismo italiano deve rimanere un aspetto culturale fondamentale del nostro Paese. Oggi ascoltavo su Radio 24 un professore che diceva che non dobbiamo puntare tutto sul turismo e che, dove c'è turismo, bisogna guardare anche ad altro. Allora mi è venuto in mente che a Capri potremmo aprire uno scatolificio; oppure a Firenze potremmo aprire una centrale nucleare, proprio in piazza della Signoria (secondo me lo spazio ci sarebbe). Ma siamo fuori di testa? L'Italia deve puntare su quel sistema, perché rappresenta centinaia di migliaia di persone, di imprese e di prodotto interno lordo. Le persone da tutto il mondo vengono nel nostro Paese (prima destinazione venduta nel mondo) perché siamo diversi a Capri, a Forte dei Marmi, a Pietrasanta, a Portofino, a Riccione, eccetera. Sono le diversità del Paese che fanno la vacanza: come si fa a non capire? Qualcun altro, sostenendo la necessità di andare nella direzione della distruzione totale e di mandare tutto a gara, così si fa prima, dice che la concorrenza diminuisce i prezzi (l'ho sentito dire stamani). Ma dove vivete? Oggi ci sono già 30.000 imprese concessionarie di stabilimenti balneari, che si fanno concorrenza tra loro! Pensate alla Versilia, dove io vivo: ci sono 436 stabilimenti balneari, ognuno con una peculiarità diversa, dai 5 ai 400 euro. Ognuno può scegliere. Un domani, quando sarà stata fatta la gara, saranno aumentati i canoni e sarà cresciuto tutto, cresceranno anche i prezzi, ve lo dico io. Ci sarà una cosa alla rovescia, in questo caso. E allora qual è la soluzione? È stata soltanto invidia sociale, voglia di distruggere. Noi ci siamo messi una mano sulla coscienza, abbiamo lavorato nell'interesse generale delle imprese e abbiamo portato a casa tre cose: tempo, indennizzi e valori. Abbiamo portato a casa il tempo, perché fino al 2025 le cose restano così e nel 2023 speriamo di vincere le elezioni e di cambiare tutto un'altra volta. Abbiamo portato a casa gli indennizzi, cosa storica nella storia d'Italia, perché vuol dire cancellare l'articolo 49 del codice della navigazione. Siamo contenti e felici di quello che abbiamo fatto. Tutto quello che ha preceduto questo momento è stato però una tragedia. Stamani sentivo il MoVimento 5 Stelle dire di togliere tutto, i cancelli sul mare, e questi altri parlare di tasse e di distruzione delle imprese. Noi non lo permetteremo e non l'abbiamo permesso! (Applausi) .Forza Italia oggi ha portato a casa un risultato e nel 2023, vincendo le elezioni, tornerà nuovamente a sostenere direttamente, a viso aperto, le imprese balneari del turismo e quelle italiane in generale. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sono veramente orgogliosa di poter contribuire a rappresentarvi quelle che possono essere le novità più significative, per quanto riguarda la sanità del futuro, contenute nel capo V, dedicato alla salute. Abbiamo già avuto modo di sottolineare, in moltissime occasioni, che servono controlli più stringenti, affinché il servizio sanitario nazionale universalistico possa reggere ai bisogni dei prossimi decenni, assicurando risposte di salute e di tutela delle fragilità, con appropriatezza, qualità e sicurezza. Sono cambiate moltissime delle impostazioni di cura e moltissime sono le opportunità offerte dalla medicina predittiva, dall'intelligenza artificiale e dalla medicina personalizzata, con diagnosi e trattamenti mirati e precoci: cure che hanno dimostrato la validità sperata, al punto che possiamo affermare si sia fatto un bel giro di boa anche sul versante delle cure oncologiche, con i farmaci innovativi e le terapie avanzate. Nuove opportunità che saranno rese possibili in condizioni di equi-accessibilità, grazie all'abbattimento degli sprechi, andando a incidere sui meccanismi di programmazione e di regolazione dell'offerta, secondo principi di trasparenza, tracciabilità a ecosistema dati sanitari, valorizzazione delle capacità e dell'effettiva eccellenza. (Applausi). Vero è che le cure saranno sempre più costose e quindi sarà sempre più necessario un sistema di valutazione, monitoraggio e controllo degli impieghi e degli esiti delle prestazioni erogate, cosa che, grazie all'implementanda anagrafe degli assistiti, finalmente a livello nazionale, renderà possibile l'attuazione del fascicolo sanitario elettronico, dopo oltre dieci anni di esitazioni e incertezze. (Applausi) .