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Il provvedimento è disposto con decreto ministeriale. Per gli appartenenti al ruolo appuntati e carabinieri la perdita del grado è disposta con determinazione ministeriale per i militari in servizio e con determinazione del Comandante generale per i militari in congedo. 2. Per i militari dichiarati interdetti, inabilitati o sottoposti all'amministrazione di sostegno la perdita del grado decorre dalla data di pubblicazione della sentenza, ai sensi dell'articolo 421 del codice civile. 3. Se la perdita del grado consegue a condanna penale, la stessa decorre dal passaggio in giudicato della sentenza. 4. Nei casi di assunzione di servizio di cui all' articolo 864, la perdita del grado decorre dalla data di assunzione del servizio stesso. 5. La perdita del grado decorre dalla data di cessazione dal servizio, ovvero, ai soli fini giuridici, dalla data di applicazione della sospensione precauzionale, se sotto tale data, risulta pendente un procedimento penale o disciplinare che si conclude successivamente con la perdita del grado, salvo che il militare sia stato riammesso in servizio: a) per il decorso della durata massima della sospensione precauzionale, ai sensi dell' articolo 919, comma 1; b) a seguito di revoca della sospensione precauzionale disposta dall'amministrazione, ai sensi dell' articolo 918, comma 2. 6. Per tutti gli altri casi la perdita del grado decorre dalla data del decreto. ». Le disposizioni recate dagli articoli da 868 a 873 compresi nella Sezione IV (Reintegrazione nel grado), Capo I (Il grado), Titolo V (Stato giuridico e impiego), Libro IV (Personale militare) del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono già applicabili, in quanto compatibili, al Corpo della Guardia di finanza. - Si riporta il testo degli articoli da 892 a 898 compresi nella Sezione I (Disposizioni generali), Capo III (Rapporto di impiego), Titolo V (Stato giuridico e impiego), Libro IV (Personale militare) del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, resi ora applicabili, in quanto compatibili, al Corpo della Guardia di finanza: «Art. 892 (Accesso al servizio permanente). - 1. Si accede al servizio permanente a seguito di: a) superamento di apposito concorso e successiva nomina diretta; b) superamento di apposito corso di formazione iniziale e successiva nomina nel grado; c) ammissione, al termine di un prestabilito periodo di ferma volontaria. Art. 893 (Dell'impiego). - 1. Il militare in servizio permanente è fornito di rapporto di impiego che consiste nell'esercizio della professione di militare. 2. Il rapporto di impiego può essere interrotto, sospeso o cessare solo in base alle disposizioni del presente codice. Art. 894 (Incompatibilità professionali). - 1. La professione di militare è incompatibile con l'esercizio di ogni altra professione, salvo i casi previsti da disposizioni speciali. 2. È altresì incompatibile l'esercizio di un mestiere, di un'industria o di un commercio, la carica di amministratore, consigliere, sindaco o altra consimile, retribuita o non, in società costituite a fine di lucro. Art. 895 (Attività extraprofessionali sempre consentite). In vigore dal 9 febbraio 2013. - 1. Sono sempre consentite le attività, che diano o meno luogo a compensi, connesse con: a) la collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili; b) l'utilizzazione economica da parte dell'autore o inventore di opere dell'ingegno e di invenzioni industriali; c) la partecipazione a convegni e seminari; d) le prestazioni nell'ambito delle società e associazioni sportive dilettantistiche, ai sensi dell'articolo 90, comma 23, della legge 27 dicembre 2002, n. 289; e) incarichi per i quali è corrisposto solo il rimborso delle spese documentate; f) la formazione diretta ai dipendenti della pubblica amministrazione. 2. Le predette attività devono comunque essere svolte al di fuori dell'orario di servizio e non condizionare l'adempimento dei doveri connessi con lo stato di militare. Art. 896 (Attività extraprofessionali da svolgere previa autorizzazione o conferimento). - 1. I militari non possono svolgere incarichi retribuiti che non sono stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza. 2. Gli incarichi autorizzati possono essere svolti solamente al di fuori degli orari di servizio e non devono essere incompatibili con l'adempimento dei doveri connessi con lo stato di militare. 3. Disposizioni interne indicano quali sono gli incarichi retribuiti che possono essere autorizzati o conferiti e con quali modalità, secondo criteri oggettivi e predeterminati che tengono conto delle specifiche professionalità, tali da escludere casi di incompatibilità, sia di diritto sia di fatto, nell'interesse del buon andamento della pubblica amministrazione. 4. È fatta salva l'applicazione, in quanto compatibile, dell' articolo 53, commi da 8 a 16-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Art. 897 (Docenza universitaria). - 1. È consentito il cumulo dell'ufficio di professore di ruolo con quello di ufficiale superiore o generale delle Forze armate, nei casi e nei limiti previsti dalle norme in vigore. Art. 898 (Decadenza dal rapporto di impiego per incompatibilità professionale). In vigore dal 9 febbraio 2013. - 1. Il militare che non osserva le norme sulle incompatibilità professionali è diffidato su determinazione ministeriale a cessare immediatamente dalla situazione di incompatibilità. 2. Decorsi quindici giorni dalla diffida, senza che l'incompatibilità cessi, il militare decade dall'impiego. 3. La circostanza che il militare ha obbedito alla diffida non preclude l'eventuale azione disciplinare. 4. Il militare che decade dall'impiego, ai sensi del comma 2, e che conti almeno venti anni di servizio effettivo è collocato nella riserva. Se il servizio è inferiore a detto limite: a) l'ufficiale è collocato nel complemento o nella riserva di complemento, a seconda dell'età; b) il sottufficiale è collocato nel complemento; c) il graduato è collocato sempre nella riserva. 5. Gli ufficiali delle Forze armate, nei casi di decadenza dall'impiego, ai sensi del comma 2, sono trattenuti in servizio fino all'assolvimento delle ferme ordinarie e speciali o dei particolari vincoli di permanenza in servizio disposti dal presente codice. ». - Si riporta il testo degli articoli 923, 931, 932, 946, 957 e 960 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66: «Art. 923 (Cause che determinano la cessazione del rapporto di impiego). - 1. Il rapporto di impiego del militare cessa per una delle seguenti cause: a) età; b) infermità; c) non idoneità alle funzioni del grado; d) scarso rendimento; e) domanda; f) d'autorità; g) applicazione delle norme sulla formazione; h) transito nell'impiego civile; i) perdita del grado; l) per decadenza, ai sensi dell'articolo 898; m) a seguito della perdita dello stato di militare, ai sensi dell'articolo 622;