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facevo una semplice una considerazione. PRESIDENTE. È una considerazione che non trova concreto riscontro in quello che sta dicendo. È una sua personale considerazione che però non ha fondamento. ANASTASI (M5S) . Questa è una sua considerazione, Presidente. Dicevo che la questione politica riguarda la programmazione della nostra politica energetica, che solo negli ultimissimi anni ha cominciato a concentrarsi sul nostro orizzonte temporale futuro, ovvero verso le energie rinnovabili, verso una sostenibilità energetica migliore. Ovviamente questo è avvenuto con gli ultimi due Governi, Conte 1 e Conte 2; prima si è fatto veramente ben poco. Le politiche energetiche non si improvvisano; essendo politiche di lungo respiro, esse devono cambiare l'approccio imprenditoriale di un Paese e l'approccio ai consumi. Ebbene, lo abbiamo fatto, per esempio, con leggi totalmente rivoluzionarie. Penso, ad esempio, al superbonus che va proprio in questa direzione, semplicemente prevedendo che possiamo ridurre gli usi finali di energia, tra l'altro portandoci dietro benefici ambientali e occupazionali, scardinando così quel modo di pensare becero di alcune forze politiche che dicono no alla transizione ecologica perché ha un costo insostenibile. Non è così. Se lo Stato fa quanto gli compete, e cioè, sposta la fiscalità da usi impropri a usi propri e rivoluzionari, si creano milioni di posti di lavoro. Solo il superbonus ha creato 135.000 unità di lavoro in più. Signori, sono dati reali; sono persone occupate, imprese che stanno lavorando e che porteranno nel lungo periodo l'effetto di ridurre l'uso dei fossili, e se riduciamo l'uso dei fossili, ridurremo anche la bolletta energetica perché le bollette energetiche riflettono semplicemente la più vecchia legge dell'economia, la legge della domanda e dell'offerta: riduci la domanda di energia, abbassi il costo dell'energia. Ecco che con una legge che abbiamo indirizzato al settore civile, che è responsabile dell'uso del 40 per cento dell'energia, ci ritroviamo con maggiore resistenza e resilienza del nostro sistema energetico, con più posti di lavoro e con bollette più basse; quindi, riduciamo le bollette attraverso questa legge. Peraltro, la legge è stata recentemente modificata dalla "arrivanda" - passatemi il termine - manovra di bilancio, che speriamo arrivi presto. Non sembra in realtà che sia rinnovata nel migliore dei modi; vedremo se il Governo di migliori saprà interpretare bene le varie sollecitazioni che provengono da tutto il mondo imprenditoriale: Confindustria, imprese, banche, tutto il mondo che, grazie a questa legge, si è messo in moto. Stiamo parlando di politica energetica. Dovremmo ridurre l'uso di gas, che è il responsabile dei rincari. Dico solo che nell'ultimo anno il gas è aumentato del 400 per cento: un prezzo che si forma all'estero, su cui non abbiamo alcun potere, non possiamo incidere minimamente. Dico questo anche con buona pace di chi in Italia - mi rivolgo ad alcune forze politiche - dice che dobbiamo trivellare di più per avere gas italiano. Ma di cosa stiamo parlando? Abbiamo idea di cosa stiamo parlando? In Italia consumiamo cinquantatré miliardi di metri cubi di gas e ne estraiamo tre: cinquantatré contro tre, ragion per cui con quello che estraiamo non abbiamo alcuna possibilità di influire sul prezzo. Peraltro, l'estrazione spesso viene fatta da compagnie straniere che poi rivendono il gas sui mercati internazionali; quindi, potremmo anche raddoppiare la produzione e non arrivare sostanzialmente ad alcun risultato. Non serve a niente trivellare maggiormente i nostri mari e soprattutto la nostra terraferma. Si parla della Val di Noto - centro di eccellenza - come possibile sito per un pozzo petrolifero. Per far capire un po' quello di cui stiamo parlando. Tutto questo ci spinge verso un uso più responsabile e migliore dell'energia. Dobbiamo ridurre l'uso del gas. Se vogliamo abbassare il costo delle bollette agli italiani, dobbiamo diminuire gli usi del gas e non aumentarne la produzione. Questa è la logica dell'idraulico: se hai una perdita, vai a riparare il danno e non ad aumentare la portata perché altrimenti il problema si aggrava. Bisogna ridurre l'uso del gas finale e del petrolio anche con buona pace di chi in televisione l'altro giorno ha detto che diminuiremo il costo delle bollette agli italiani - udite, udite - usando i soldi del reddito di cittadinanza. Questa è veramente bellissima. Mi sono messo a ridere per non piangere: si utilizzano i soldi di chi è in povertà assoluta per darli a chi è in povertà energetica. La solita guerra tra poveri e, poi, in Commissione e in Assemblea si spinge per dare una mano ai petrolieri. Complimenti. C'è da vergognarsi. Coloro che hanno pronunciato queste parole dovrebbero vergognarsi. Chiediamo strutturalmente di continuare la strada tracciata dagli accordi europei, dal Protocollo di Kyoto, dagli Accordi di Parigi, con gli obiettivi del 2030 e la neutralità climatica entro il 2050, di attivare i pochi risultati ottenuti nella recente Cop26, piantando un milione di alberi. Signori miei, la cattura e il sequestro della CO2, da qualcuno citati, rappresenta una tecnologia che in Italia vogliamo implementare, ma che in America è stato dimostrato essere inutile, antieconomica e contro l'ambiente. E adesso noi vogliamo implementarla in Italia? No, noi dobbiamo attuare l'unica misura possibile per catturare e sequestrare la CO2 e cioè piantare più alberi. Dobbiamo piantare miliardi di alberi, come è stato stabilito nella Cop26. Dobbiamo poi sostanzialmente aumentare la flessibilità del sistema, implementando le comunità energetiche che in Italia non esistevano e che abbiamo portato noi, che ci aiuteranno a pagare meno bollette e ad utilizzare meglio le energie rinnovabili. Le comunità energetiche aiuteranno l'intero Paese. È una misura che ha realizzato orgogliosamente il MoVimento 5 Stelle, l'unica vera forza ecologista presente nel Parlamento. (Applausi) . Lo rivendico perché il mio Gruppo lo ha dimostrato con i fatti e non solo a parole. Signor Presidente, in conclusione vorrei rilevare che noi ripresenteremo comunque durante l'esame del disegno di legge di bilancio tutti gli emendamenti che per mancanza di copertura sono stati bocciati e vado anche qui a favore dei venditori di energia elettrica e gas che pagano in più oneri concessori ai Comuni, riversando poi i sovraccosti sui loro clienti. Ripresenteremo tutte le misure bocciate per andare a favore delle famiglie e delle imprese italiane. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Carlo. Ne ha facoltà. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, al di là dei toni trionfalistici che abbiamo appena ascoltato e delle dichiarazioni ed enunciazioni del Governo secondo cui le bollette oggi sono aumentate, domani si abbasseranno nuovamente e nel 2023 saranno ai livelli dei primi mesi del 2021, ci duole segnalare e fotografare, giusto per avere contezza di quello che accade veramente, una situazione abbastanza difficile.