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stucchevole perché va avanti ormai da troppi mesi, come se le scelte del Governo fossero state dettate da una volontà politica che esulasse da quello che in realtà è accaduto, ovvero da una pandemia che ha prodotto e continua a produrre - come abbiamo visto - contagi e morti nel mondo. Abbiamo assistito nelle ultime settimane a una recrudescenza del virus, con dati - proprio ieri li pubblicava l'Organizzazione mondiale della sanità - che mettono in evidenza che si sono raggiunti i due milioni di contagi e ci sono Nazioni europee che mostrano un aumento sensibile dei contagi. Penso alla Francia e alla Spagna, per rimanere ai Paesi europei più vicini. Non credo ci sia stato un eccesso dal punto di vista del Governo: credo si sia preso atto di una situazione complicata. Noi di Italia Viva siamo stati anche i più critici in alcuni momenti rispetto alla proroga dello stato di emergenza. Ricordo che in Senato parlammo del fatto che bisognava comunque fare talune valutazioni prima di arrivare a una proroga eccessivamente lunga. Ma, alla luce di quanto sta accadendo, mi sembra sia stato giusto aver pensato a un provvedimento di questa natura, che tra l'altro ha un contenuto meramente tecnico. Si tratta sostanzialmente di fornire gli strumenti al Governo per poter emanare decreti del Presidente del Consiglio dei ministri o ordinanze del Ministero della salute per mettere in campo i possibili provvedimenti elencati nel decreto-legge n. 19 del 2020, ovvero quello che ha costituito la cornice giuridica entro la quale collocare i DPCM e le ordinanze del Ministero della salute. In quel decreto-legge sono indicati tutti i possibili campi di intervento, che sono quelli che hanno caratterizzato gli ultimi mesi di vita, le chiusure, l'interruzione dell'attività delle scuole e tutto il resto. Il provvedimento oggi al nostro esame coordina, come previsto con un articolo, i due decreti-legge chiave di questa fase - il citato decreto-legge n. 19, che è sostanzialmente quello delle chiusure, e il decreto-legge n. 33, che ha sancito la seconda fase, quindi la riapertura del Paese - e li coordina soprattutto dal punto di vista dell'equilibrio dei poteri tra Stato e Regioni, uno dei problemi di questi mesi. Esso statuisce che è possibile per le Regioni emanare, come previsto dal decreto-legge n. 19, provvedimenti non soltanto più restrittivi, ma anche di maggiore apertura. Penso al caso delle discoteche, anche se questo può aprire un altro fronte di polemica e considerazioni politiche, ma così è stato. Si ridà equilibrio al rapporto tra Stato e Regioni. Inoltre, il decreto-legge non ha niente di scandaloso. Sembra, infatti, che stiamo parlando di un provvedimento dalle mire sovversive. In realtà, il testo proroga termini relativi a norme - quelle inserite nell'Allegato 1 - che consentiranno a questo Paese di avere più tempo rispetto ad alcuni settori importanti di governo dell'emergenza sanitaria. In quell'allegato sono infatti contenute proroghe relative alla possibilità di assumere personale specializzando nel campo della medicina o personale sanitario o socio sanitario con incarichi a tempo determinato; norme per l'aumento delle terapie intensive; la proroga dei termini per gli acquisti da parte delle aziende sanitarie dei dispositivi di prevenzione individuale; la proroga al commissario per le operazioni di acquisto. Sono in sostanza contenute importanti proroghe. Penso poi anche allo smart working per chi è in condizioni di disabilità, un elemento introdotto nell'esame della Camera, così come all'estensione a novanta giorni dei piani terapeutici, che rappresentano un importante supporto per le famiglie, per chi è in difficoltà e magari doveva recarsi al distretto sanitario per rinnovare i piani terapeutici, che ora saranno prorogati, appunto, di novanta giorni. Nel provvedimento in esame, in sostanza, ci sono aspetti tecnici che devono consentire al nostro Paese di continuare ad affrontare la fase di difficoltà in cui ci troviamo. Non c'è nulla di sovversivo; non c'è la volontà da parte del Governo di assumere poteri che non dovrebbe avere, e credo che questo sia sotto gli occhi di tutti. Anche negli ultimi giorni il dibattito politico culminato nelle elezioni ha in qualche modo evidenziato questo aspetto: gli italiani non pensano che il Governo tenta di limitare i loro diritti democratici e l'opposizione invece vede tutto giusto e come dovrebbe essere visto. Mi pare che il quadro politico abbia espresso anche questo. Crediamo che questo sia un provvedimento che vada licenziato anche con una certa celerità, perché - se ricordiamo bene - la proroga dello stato di emergenza è stata comunicata a questo ramo del Parlamento il 28 luglio; i tempi sono trascorsi e il provvedimento deve vedere la sua conversione per chiudere anche questa ulteriore fase. È importante guardare avanti e siamo anche noi convinti che questo è un Paese in difficoltà dal punto di vista economico. È stato messo in campo un ventaglio di provvedimenti anche dal punto di vista dell'impegno economico-finanziario non irrilevante. Al riguardo ci stiamo confrontando anche in questi giorni con il decreto agosto che è all'esame della Commissione bilancio. Il provvedimento ha una matrice tecnica e deve consentire al Governo di avere gli strumenti per mettere celermente in campo quello che serve per fronteggiare la situazione. Mette evidenza il fatto che il Paese ha comunque affrontato l'emergenza coronavirus, al netto di tutte le polemiche che si vogliono sollevare e continueranno ad essere sollevate in modo migliore rispetto a molti altri Paesi europei. Mi sembra che i dati di questi giorni evidenzino come la nostra ripartenza non sia stata caratterizzata dal "tana libera tutti". Ci sono stati comportamenti che hanno probabilmente determinato lo sviluppo di alcuni focolai nel Paese, ma si rileva una responsabilità molto forte e importante dei cittadini, ancora presente nella quotidianità. C'è un'attenzione da parte del Governo che consente di mantenere il livello dei contagi a un numero sostenibile, tenuto conto anche dell'alto livello dei tamponi che vengano effettuati in tutto il territorio, quasi centomila al giorno. Cerchiamo di trovare anche un minimo di comunanza e di spirito comune su un tema come questo, perché ormai il gioco di chi deve fare l'opposizione per ogni cosa che fa il Governo su un tema come quello in questione sta diventando stucchevole. Ognuno ha il proprio ruolo e rispetto il fatto che ci sia una dialettica democratica in Parlamento - ci mancherebbe altro - ma è anche vero che il livello di complessità del problema Covid dal punto di vista mondiale è tale per cui dovremmo cercare di sottrarre il dibattito dalla polemica politica continua e vedere oggettivamente le cose di cui parliamo e che trattiamo quotidianamente in queste Aule. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, colleghi senatori, Ministri e Sottosegretari presenti, la prima cosa che mi viene da dire rispetto a tutto quello che si sta discutendo è che con la salute non si scherza. Al di là di opposizione e maggioranza, il diritto alla salute è sancito dalla nostra Costituzione ed è la prima cosa a cui dobbiamo tendere.