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il presidente della Regione Siciliana ha incontrato i vertici dell'azienda e dichiarato apprezzamento per il ruolo svolto dai rappresentanti dei lavoratori, condividendone le richieste e sollecitando la convocazione del tavolo presso il Ministero dello sviluppo economico; il sindaco di Termini Imerese ha fatto appello al Presidente della Repubblica, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della revoca del contratto di sviluppo e per quale motivo non siano intervenuti per evitare che la situazione degenerasse; se risulti che le risorse erogate non sono state utilizzate per gli investimenti necessari alla riconversione produttiva ma solo per la manutenzione degli immobili a beneficio della proprietà; se il Ministro dello sviluppo economico abbia intenzione di convocare il tavolo ministeriale per dare risposte concrete, a fronte delle garanzie che erano state date sulla realizzabilità del progetto di riconversione dello stabilimento ex Fiat e sui livelli di occupazione che erano stati programmati; se risulti che la Blutec non ha mantenuto gli impegni sulla occupazione dei lavoratori ex Fiat nei tempi programmati e quali azioni siano state intraprese per richiamare l'azienda affinché rispettasse quanto sottoscritto; se si intenda prorogare la cassa integrazione e con quali reali prospettive; quali siano i reali rapporti tra la Blutec, la Metec e la Fiat e quali siano le considerazioni del Governo in merito a quanto accaduto anche alle aziende dell'indotto, le quali hanno in gran parte chiuso le proprie attività e licenziato i loro lavoratori. Atto n. 4-00087 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che: l'articolo 21 della Costituzione sancisce che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure"; la legge n. 69 del 1963 prevede l'ordinamento della professione di giornalista; come riportato da un articolo a firma di Alberto Spampinato, pubblicato da "notiziario.ossigeno" il 3 maggio 2017, "ventotto giornalisti italiani sono stati uccisi fra il 1960 e il 1993, nove dalle mafie, altri due da movimenti terroristi, altri diciassette mentre raccoglievano informazioni di pubblico interesse fuori dal territorio nazionale. Questi giornalisti sono stati uccisi da chi voleva impedire a tutti i costi che facessero liberamente il loro lavoro, che cercassero la verità su fatti di indubbio interesse pubblico per farla conoscere a tutti"; i giornalisti che vedono lesa la propria libertà professionale subendo minacce, intimidazioni, ritorsioni, gravissimi abusi sono decine; considerato che ad Arzano (Napoli), Comune già sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2008 e 2015, in data 24 marzo 2018 il giornalista del quotidiano "Roma" Giuseppe Bianco è stato raggiunto e minacciato sotto la propria abitazione da un uomo armato di pistola che gli ha intimato di "non parlare e stare zitto", e solo un caso fortuito ha consentito al giornalista di sottrarsi ad un possibile ferimento. Il giornalista già nel 2014 era stato oggetto di minacce anonime con l'invio di proiettili presso la propria abitazione unitamente al collega Domenico Rubio anch'egli raggiunto da minacce e intimidazioni nelle ultime settimane. Situazione tanto complessa da essere denunciata anche durante la conferenza stampa del 25 aprile 2018 presso il Pan, palazzo delle Arti, di Napoli, nella sala intitolata al giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla camorra, dove le massime cariche degli organismi di categoria, con il segretario generale e il presidente della FNSI, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, il presidente nazionale dell'ordine dei giornalisti, Carlo Verna, il segretario del sindacato unitario dei giornalisti della Campania, Claudio Silvestri, il presidente dell'ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, hanno evidenziato la necessità di tutelare i giornalisti minacciati i questi mesi e in particolare le minacce subite da Giuseppe Bianco e Domenico Rubio privi allo stato di alcuna tutela nonostante le gravi e reiterate minacce, si chiede di sapere: quali misure la Prefettura di Napoli (già precedentemente informata degli accadimenti, dei rischi e della situazione insistente nel medesimo comune) e le forze dell'ordine titolari delle indagini abbiano attivato nel merito a tutela del cronista; anche alla luce degli atti di sindacato ispettivo della XVII Legislatura 4-07756 del 5 luglio 2017, 4-08284 del 19 ottobre 2017, 3-04170 del 20 dicembre 2017 e 4-18938 del 22 dicembre 2017, indirizzati al Ministro dell'interno in cui si è evidenziata una possibile continuità e contiguità mafiosa di alcuni apparati politici e imprenditoriali con il mondo della criminalità organizzata e in particolare con i clan egemoni dei Moccia e degli Amato-Pagano, quali procedure il Ministro in indirizzo intenda attivare al fine di salvaguardare l'incolumità fisica e familiare del cronista che in questi mesi, attraverso articoli di stampa, ha determinato una serie di attività investigative; quali azioni intenda intraprendere a protezione e a tutela della libertà di informazione e degli stessi giornalisti. Atto n. 4-00088 DE POLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il decreto attuativo per definire i criteri di accesso ai ristori finanziari, le modalità di erogazione e l'entità dei rimborsi del "Fondo delle vittime di reati finanziari", previsto dalla legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205 del 2017), sarebbe prossimo alla sua emanazione, previa approvazione da parte del Consiglio di Stato; il Fondo prevede una dotazione di 100 milioni di euro in 4 anni (dal 2018 al 2021) e sarà finanziato attraverso il Fondo interbancario di garanzia e il Fondo dei conti dormienti; l'indennizzo è pensato per "sanare" il misselling , cioè la vendita fraudolenta di titoli rischiosi a investitori privi del profilo e delle informazioni adeguate, e vi potranno accedere i risparmiatori, senza distinzione tra obbligazionisti e azionisti, delle ex banche popolari venete (Veneto banca e Popolare di Vicenza) e delle 4 banche poste in liquidazione (Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti SpA, Banca Etruria, Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara SpA e Banca Marche); considerato che: l'attribuzione del danno è riconosciuta soltanto da una sentenza del giudice o attraverso il ricorso alla camera arbitrale dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac); i risparmiatori dovranno produrre documentazioni adeguate da cui emerge il misselling , e, pertanto, coloro che hanno acquistato da più di 10 anni i titoli o che non ha avuto dalla banca alcuna documentazione, non potranno ottenere il lodo favorevole da parte dell'Anac e si vedranno esclusi dall'accesso al Fondo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno ed urgente intervenire per un riesame dei criteri di accesso ai ristori e le modalità d'erogazione del Fondo delle vittime dei reati finanziari per garantire a tutte le incolpevoli vittime, senza discriminazione alcuna, il risarcimento dovuto.