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Credo sia abbastanza naturale pensare che forse l'ultimo Governo ci poteva anche pensare prima (nominando il presidente e i quattro rappresentanti del consiglio collegiale di ARERA), visto che la data di scadenza dell'Autorità era fissata già da sette anni e si sapeva che avrebbero dovuto essere nominati. Credo, quindi, che dalle elezioni del 4 marzo 2018, di cui tutti eravamo a conoscenza, forse il Governo Gentiloni Silveri avrebbe potuto per tempo pensare alla sostituzione e alla nomina di questi componenti e oggi, forse, non sarebbe servito nemmeno essere qui in Aula. Spetterà chiaramente al prossimo Governo la nomina di queste persone. Credo che alla fine, senza nessuna polemica, sia una cosa anche molto positiva, viste le importanti funzioni di questa Autorità di vigilanza. ARERA, come abbiamo già detto, si occupa di molte funzioni, controlla acqua, luce, gas, reti e altro, praticamente è una società che controlla sistematicamente tutti i servizi di cui noi cittadini usufruiamo ogni giorno nelle nostre case. Per quanto riguarda la gestione dell'energia elettrica, noi del Gruppo della Lega riteniamo debba essere a livello nazionale, anche perché in parte l'energia elettrica, purtroppo, siamo costretti a importarla dall'estero, quindi una gestione a livello nazionale ci sembra più che giustificata. Lo stesso dicasi per il gas: ne produciamo pochissimo e ne abbiamo pochissimo nel nostro sottosuolo per questo siamo costretti ad importarlo quasi totalmente dall'estero; quindi, anche su questo tema crediamo che una regia a livello nazionale sia assolutamente condivisibile. È invece estremamente importante e delicato il ragionamento sull'acqua, perché si tratta di un risorsa che ha chiaramente e indiscutibilmente una natura di bene pubblico, anche perché su tale natura abbiamo fatto un referendum nel 2011, in cui la quasi totalità delle persone si è espressa in modo favorevole rispetto al fatto che l'acqua rimanga un bene pubblico. Infatti, nonostante il quesito referendario non abbia assolutamente inciso direttamente né sull'indizione delle gare, né sulla qualificazione di rilevanza economica del servizio idrico, il risultato referendario, avendo stabilito chiaramente l'assenza delle possibilità della remunerazione del capitale investito, fa venire meno - purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, ma noi alla fine riteniamo anche per fortuna - l'interesse degli imprenditori privati, che non hanno assolutamente la possibilità di fare degli utili sulla gestione del servizio dell'acqua. La gestione dell'acqua, per ovvie ragioni, è qualcosa che esisteva ben prima dell'entrata in funzione di ARERA, gran parte del territorio nazionale si gestiva tranquillamente questo servizio senza alcun problema particolare. Ovviamente ciò dipende anche molto dalla posizione geografica: al Nord c'è una diffusione più capillare degli acquedotti, al Sud sappiamo bene che ci sono criticità maggiori. Ogni amministrazione pubblica locale ha sempre cercato, per ovvie ragioni, di gestire al meglio la propria acqua, assolutamente indispensabile per le famiglie e per i cittadini. Il Gruppo della Lega ritiene che l'eccessiva centralizzazione del servizio e della gestione, probabilmente con ulteriori oneri di struttura assolutamente non giustificati, sia esattamente quello che non deve essere fatto: non è l'economia di scala la priorità da perseguire ad ogni costo, ma le vere priorità sono l'efficienza del servizio e in primis , assolutamente, la qualità dell'acqua. Noi in Veneto purtroppo qualche problema lo abbiamo avuto recentemente con la gestione dei FAS e sappiamo molto bene cosa significa quando si ipotizza anche lontanamente che vi sia un inquinamento all'interno delle reti di acqua pubblica. Chiaramente, la qualità dell'acqua passa attraverso forti investimenti sulle reti e sulle fonti idriche di approvvigionamento. La posizione della Lega è stata da sempre diretta a confermare che l'acqua è un bene pubblico, che le reti sono un patrimonio pubblico appartenente ai Comuni, che le gestioni efficienti e virtuose vanno garantite e tutelate, in primis gli affidamenti in house , se possibile. Abbiamo sempre preferito la gestione pubblica dell'acqua, piuttosto che il monopolio dei privati o dei partner europei. Stessa cosa per i rifiuti, dove ARERA potrebbe essere utile per convincere molti territori - lo dico in maniera positiva - del Centro e del Sud Italia, dove spesso ci sono ancora oggi amministrazioni locali reticenti in materia di raccolta differenziata e gestione corretta dei rifiuti. Dobbiamo ricordare e sottolineare che in Italia vi sono territori, in gran parte concentrati nella parte settentrionale del Paese, dove la questione è stata affrontata da tempo e in maniera assolutamente adeguata, tanto che, non da adesso ma già da parecchi anni, gli obiettivi che anche a livello europeo sono stati fissati per il nostro Paese sono già stati raggiunti e abbondantemente superati. Abbiamo esempi positivi. Ricordo l'esempio della Provincia di Treviso, che è stato citato anche nel recente accordo di programma tra Lega Nord e Movimento 5 Stelle. ARERA potrebbe fare un buon lavoro per la situazione dei rifiuti nel nostro Paese. Un Paese, il nostro, dove ci sono territori che in maniera virtuosa raggiungono livelli straordinari di efficienza. Lo dico solo a titolo di esempio. Ci sono territori che raggiungono anche l'85 per cento di raccolta differenziata. Abbiamo luoghi dove le tariffe per una famiglia media di quattro persone non superano i 200 euro all'anno. Altresì, vi sono territori dove le stesse persone, con le stesse dimensioni del nucleo familiare e della casa, pagano tariffe pari a più del doppio. Per quattro persone si arriva a pagare 400-500 euro all'anno. Quindi, capite che gli esempi virtuosi vanno spostati, copiati e duplicati per poter raggiungere un'efficienza generale. Non è possibile che ci siano servizi tanto disomogenei in tutto il Paese. Dobbiamo estendere le politiche e gli impianti che realmente funzionano. Abbiamo in Veneto (cito esempi anche in Friuli e Lombardia) situazioni impiantistiche di eccellenza, che trasformano tutto il rifiuto in risorsa. Ci sono aziende che trasformano la frazione organica dei rifiuti completamente in energia, passando ad esempio attraverso il biometano, che viene usato per far funzionare gli automezzi. Pensiamo - non è fantascienza - che dal biometano si riesce a estrarre (in termini tecnici si dice strippare) la CO 2 che viene usata anche nel settore alimentare. Ci sono aziende che trasformano i rifiuti in acqua calda con il teleriscaldamento, aziende che trasformano i rifiuti in elettricità per le case e per gli impianti stessi, aziende che trasformano i rifiuti in compost o terriccio per l'agricoltura o il florovivaismo. Questi sono esempi che dobbiamo prendere in considerazione in un'ARERA a cui dobbiamo dare nuovi compiti per far funzionare meglio questo Paese. Il Gruppo della Lega Nord voterà sicuramente a favore di questo provvedimento, perché assolutamente lo dobbiamo fare. Chiaramente, però, con l'intento che quanto prima, soprattutto attraverso le nuove nomine, si metta mano in maniera più efficiente alla funzione di questa azienda. (Applausi dal Gruppo L-SP. Congratulazioni) . PAROLI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.