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I centri, nuclei e complessi edilizi storici, identificati negli insediamenti storici ai sensi del nuovo catasto edilizio urbano di cui al regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, costituiscono la più ampia testimonianza, materiale e immateriale, avente valore di civiltà, del patrimonio culturale della Nazione e la loro tutela è finalizzata a preservare la memoria della comunità nazionale nelle plurali identità di cui si compone e ad assicurarne la conservazione e la pubblica fruizione anche al fine di valorizzarne e promuoverne l'uso residenziale, sia pubblico che privato, nonché per i servizi e l'artigianato. 2. Ai fini della presente legge per « infrastrutture verdi multifunzionali » si intende una serie di interventi volti a fornire servizi ecosistemici essenziali quali il sostegno alla biodiversità mediante nuovi habitat e corridoi ecologici, il tamponamento microclimatico, il consolidamento idrogeologico, la concorrenza allo stoccaggio di carbonio e il conseguente contributo alla neutralità carbonica, la laminazione delle acque meteoriche, il finissaggio delle acque reflue da impianti di depurazione e, più in generale, il filtro di flussi inquinanti chimici e biotici nell'ambiente, l'impollinazione, nonché il corretto inserimento ambientale di infrastrutture tradizionali e di nuove reti e vie di comunicazione verdi. Art. 2. (Dichiarazione e disciplina) 1. Ai sensi degli articoli 9 e 117, secondo comma, lettera s) , della Costituzione, alla data di entrata in vigore della presente legge, i centri, i nuclei e i complessi edilizi storici di cui all'articolo 1 sono dichiarati beni culturali d'insieme e sono soggetti alle misure di protezione e di conservazione di cui al capo III della parte seconda del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, di seguito denominato « codice ». 2. I centri, i nuclei e i complessi edilizi storici di cui all'articolo 1 sono sottoposti a disciplina conservativa del patrimonio edilizio pubblico e privato, con divieto di demolizione e ricostruzione e di trasformazione dei caratteri tipologici e morfologici degli organismi edilizi e dei luoghi aperti, di modificazione della trama viaria storica e dei relativi elementi costitutivi, con divieto altresì di nuova edificazione anche degli spazi rimasti liberi. Per i beni di cui all'articolo 1 sono, inoltre, esclusi gli usi non compatibili o tali da recare pregiudizio alla loro conservazione, ai sensi degli articoli 20 e 170 del codice. Art. 3. (Competenze delle regioni e dei comuni) 1. Le regioni, nell'ambito delle loro competenze legislative e amministrative in materia di governo del territorio, disciplinano i centri, i nuclei e i complessi edilizi storici di cui all'articolo 1 nel rispetto dei seguenti princìpi fondamentali: a) definizione nello strumento urbanistico comunale del perimetro dell'insediamento storico come identificato ai sensi dell'articolo 1, comma 1; b) individuazione nello strumento urbanistico comunale degli edifici e di altri immobili, posti in ogni altra parte del territorio, oltre a quelli assoggettati alla disciplina del codice, che presentano interesse storico per le caratteristiche architettoniche o tipologiche, proprie o in relazione al contesto dell'insediamento, e conseguente assoggettamento alla disciplina conservativa di cui all'articolo 2; c) individuazione nello strumento urbanistico comunale, d'intesa con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio competente per territorio, di eventuali deroghe alla disciplina conservativa di cui all'articolo 2, comma 2, per esigenze di pubblico interesse su singoli elementi dell'insediamento storico con esclusione dei beni culturali già dichiarati ai sensi degli articoli 10 e 11 del codice; d) promozione, nello strumento urbanistico comunale, delle destinazioni d'uso residenziali, artigianali e di commercio di vicinato; e) individuazione nello strumento urbanistico comunale, d'intesa con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio competente per territorio, delle componenti dell'insediamento storico e dei suoi singoli elementi costitutivi, che sono stati oggetto di trasformazioni successive all'entrata in vigore del nuovo catasto edilizio urbano di cui al regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, per i quali, in luogo della disciplina conservativa di cui all'articolo 2, si pone l'esigenza del ripristino di condizioni di compatibilità e coerenza con il contesto urbano, anche in ragione delle destinazioni d'uso, in modo da definire una disciplina specifica; f) individuazione dei criteri per confermare le trasformazioni effettuate o per prevedere il ripristino dei caratteri tipologici originari dei centri, dei nuclei e dei complessi edilizi storici di cui all'articolo 1; g) formazione di programmi di intervento per l'utilizzazione di risorse finanziarie disponibili, e di eventuali stanziamenti integrativi, per il recupero del patrimonio edilizio esistente finalizzato alla realizzazione di edilizia residenziale pubblica; h) promozione nello strumento urbanistico comunale, di soluzioni resilienti alle forti pressioni sul patrimonio ambientale e storico-artistico della città, anche con riferimento ai cambiamenti climatici. 2. Lo strumento urbanistico comunale che interessa le aree dei centri storici è finalizzato a: a) tutelare i centri storici nelle peculiarità identitarie e dalle distorsioni causate dalla pressione turistica o dall'abbandono; b) salvaguardare e incrementare le funzioni e i servizi ecosistemici del suolo; c) favorire l'innalzamento del livello della qualità della vita sostenendo l'integrazione sociale e culturale; d) tutelare i centri storici dal degrado causato dai processi di desertificazione delle attività produttive e commerciali; e) tutelare e valorizzare la qualità, la ricchezza, l'articolazione e la specifica fisionomia del sistema culturale comunale fondato sulla stretta connessione tra patrimonio artistico, storico, archeologico e beni paesaggistici, naturali e architettonici, in maniera tale da garantire nel tempo una fruizione consapevole e una esperienza culturale integrata; f) preservare la natura e promuovere la realizzazione di infrastrutture verdi multifunzionali. Art. 4. (Semplificazioni amministrative) 1. L'accertamento da parte del Ministero della cultura della compatibilità dello strumento urbanistico comunale con le disposizioni della presente legge vale come nulla osta ai fini della realizzazione degli interventi. Restano comunque sottoposti al parere del medesimo Ministero gli interventi oggetto delle eventuali deroghe di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c) . 2. Sono fatte salve le misure di protezione e le procedure relative ai beni culturali di cui agli articoli 10 e 11 del codice, già oggetto di dichiarazione. Art. 5. (Programma straordinario dello Stato per il ripristino della residenza negli insediamenti storici) 1.