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Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Carbone ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00003 della senatrice Lonardo e del senatore De Siano. Interrogazioni Atto n. 3-00245 AGOSTINELLI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: secondo il Rapporto 2018 "Cambia la Terra", promosso da FederBio, con il sostegno di Legambiente, Wwf, Lipu e ISDE, la quasi totalità delle sovvenzioni europee e nazionali va all'agricoltura convenzionale, che utilizza pesticidi, diserbanti e fertilizzanti sintetici; per i dati elaborati dall'Ufficio studi della Camera dei deputati, su un totale di fondi europei e italiani di circa 62,5 miliardi, al biologico ne vanno solo 1,8 pari al 2,9 per cento delle risorse; studi e ricerche internazionali dimostrano che l'uso dei pesticidi comporta costi socio-sanitari, per la contaminazione delle acque, per il degrado del suolo e per la perdita della biodiversità naturale. La ricerca Pimentel 2005 valuta questi costi per gli USA in circa 10 miliardi di dollari l'anno; secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), nel mondo si registrano oltre 26 milioni di casi di avvelenamento da pesticidi all'anno e 258.000 decessi. Uno studio europeo del 2015 ha poi valutato che l'esposizione prenatale a organofosfati (composti base di molti pesticidi ed erbicidi) fa perdere ogni anno 13 milioni di punti di quoziente intellettivo e provoca 59.300 casi di ritardo mentale, con un costo annuo valutabile tra i 146 e i 194 miliardi di euro; l'agricoltura chimica richiede poi maggiori quantità di energia e particolarmente di idrocarburi: secondo i dati pubblicati dal Rodale Institute nel 2011, i sistemi di agricoltura biologica utilizzano il 45 per cento in meno di energia rispetto a quelli convenzionali e producono il 40 per cento in meno di gas serra rispetto all'agricoltura basata su metodi convenzionali; secondo il quinto rapporto dell'Intergovernmental panel on climate change, "le anomalie climatiche potranno provocare una riduzione della produttività agricola su scala globale compresa tra il 9 e il 21%, da qui al 2050". Viceversa, è ormai un fatto appurato che l'agricoltura biologica è un importante strumento per la lotta ai cambiamenti climatici, dato il ruolo fondamentale che riveste nel sequestrare anidride carbonica dall'ambiente e nel restituire la fertilità ai suoli combattendo attivamente fenomeni come la desertificazione, l'erosione dei suoli e l'effetto serra ("greenreport", del 10 settembre 2018); uno studio USA del 2014 ("Environmental and Economic Costs of the Application of Pesticides") ha valutato in 284 milioni di dollari l'anno il solo danno diretto dell'uso dei pesticidi per la scomparsa delle api e degli altri insetti impollinatori. Lo sterminio di altri insetti e dei parassiti predatori naturali degli insetti e degli organismi dannosi costa invece, complessivamente, 520 milioni di dollari l'anno, considerando anche la spesa del ricorso a trattamenti fitosanitari; a parere dell'interrogante appare quindi evidente che il sistema contributivo comunitario e italiano, privilegiando l'agricoltura industriale che fa uso di pesticidi, stia applicando all'inverso la regola "chi inquina paga"; gli agricoltori biologici sono penalizzati da altri costi, come quelli per la certificazione iniziale e per il mantenimento. Va poi considerata la maggior incidenza del costo del lavoro nei campi bio, dato che per raggiungere l'obiettivo di ridare fertilità alla terra occorre più lavoro rispetto a dove si usa la chimica, con un maggior costo stimato nel 30 per cento, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, visto che l'attuale sistema premia l'agricoltura che sostiene scelte ad alto impatto ambientale e sanitario, non ritenga di prendere provvedimenti, e quali, per cambiare la destinazione di una significativa quota di risorse pubbliche al fine di sostenere un modello agricolo più sicuro, più sano e più equo. Atto n. 3-00246 DE PETRIS Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la situazione nell'area interessata dalla cosiddetta Vertenza Frusinate continua a colpire centinaia di lavoratori e le loro famiglie. Periodicamente, infatti, la politica territoriale e nazionale si ritrovano a discutere circa la necessità di rifinanziare gli ammortizzatori della mobilità in deroga in tale area di crisi complessa: ancora una volta, dunque, bisogna chiedere le coperture necessarie alla proroga della mobilità in deroga e lo sblocco dell' iter relativo al pagamento delle precedenti annualità, al fine di garantire una maggiore tranquillità ai lavoratori coinvolti dalla drammatica crisi; è evidente, tuttavia, come ciò non sia sufficiente a risolvere le criticità emerse negli anni. Sono necessarie, invece, anche altre misure: la conclusione delle procedure per la sottoscrizione dell'accordo di programma e la pubblicazione dei bandi per la reindustrializzazione dell'area; l'avvio di un processo di politiche attive efficace e rispondente alle reali esigenze del territorio; l'avvio di un processo di semplificazione amministrativa che faciliti il percorso di reindustralizzazione e di sostegno al reddito. Tutti aspetti largamente emersi negli incontri degli ultimi mesi, che necessitano di trovare il giusto ascolto e soluzioni concrete; negli ultimi giorni, poi , erano previsti incontri al Ministero dello sviluppo economico in merito ad un'altra vertenza altamente significativa, riguardante le Unicoop Tirreno, che vede centinaia di lavoratori rischiare il proprio posto a causa di uno piano industriale scellerato, che prevede la cessione degli 8 punti vendita del sud del Lazio (Pomezia, Fiuggi, Velletri, Aprilia, Genzano, Colleferro e Frosinone); il Ministro in indirizzo, che ha voluto con decisione connettere in modo così significativo i temi dello sviluppo economico e del lavoro, deve ora impegnarsi concretamente, al fine di rintracciare soluzioni per garantire il futuro occupazionale di migliaia di persone e di tutti i territori coinvolti. Non è possibile che, come sempre, siano i lavoratori a pagare le scelte sbagliate degli ultimi anni fatte da chi aveva responsabilità gestionali e politiche, si chiede di conoscere quali siano le soluzioni approntate dal Ministro in indirizzo al fine di giungere a una conclusione positiva delle vertenze dell'area della provincia di Frosinone e delle Unicoop Tirreno. Atto n. 3-00247 MALAN BERNINI DAMIANI FANTETTI FERRO PICHETTO FRATIN SACCONE CARBONE DE POLI FLORIS TOFFANIN Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: come riporta, tra le altre fonti, un articolo de "Il Sole-24 ore" del 29 settembre 2018, il Ministro in indirizzo ha affermato che l'innalzamento del deficit al 2,4 per cento del Pil libererà 10 miliardi di euro per il reddito di cittadinanza, cosa che restituirà un futuro a 6 milioni e mezzo di persone;