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Resta fermo che questi interventi non saranno assistititi dai contributi disciplinati dagli articoli precedenti, se la relativa istanza non sarà presentata entro il termine perentorio di sessanta giorni dall'adozione delle disposizioni del commissario in materia (comma 4) e che le imprese affidatarie dei lavori devono comunque essere in regola con le disposizioni antimafia e sotto il profilo contributivo e della qualificazione, mentre quanto all'Anagrafe antimafia istituita dal presente decreto, si ammette, visti i tempi ristretti, che le imprese abbiano semplicemente presentato richiesta di iscrizione alla stessa, una volta operativa, e che attestino con apposita autocertificazione di essere in possesso dei requisiti antimafia (comma 5). L'articolo 9 disciplina la possibile concessione di contributi forfettari per i beni mobili danneggiati dal sisma, fissando il limite del contributo erogabile e rinviando ad apposite disposizioni attuative del Commissario quanto a criteri, procedure e modalità di concessione. In questo caso, trattandosi, appunto, di beni mobili, il contributo viene limitato ai soli residenti (solo per la prima casa). Inoltre, tra i criteri cui il Commissario deve ispirarsi nella regolamentazione della materia, si impone anche il limite massimo per singola famiglia anagrafica. Con l'articolo 10, invece, è esclusa dalla possibilità di accesso ai contributi la categoria dei «ruderi» e degli «edifici collabenti», ossia fatiscenti o inagibili, comunque che alla data dell'evento sismico non avevano i requisiti per essere adibiti a uso abitativo o produttivo (il contrario dovrà essere attestato con apposita perizia dal richiedente in sede di presentazione dell'istanza di contributo e del progetto); in questi casi può essere concesso un contributo per coprire le sole spese di demolizione e rimozione delle macerie (comma 3). L'articolo 11 offre la disciplina puntuale degli interventi di ricostruzione sui centri storici e sui centri e nuclei urbani e rurali distrutti o danneggiati, prevedendo la predisposizione, all'esito della loro perimetrazione effettuata come disposto all'articolo 5, di appositi strumenti urbanistici attuativi da parte degli uffici speciali per la ricostruzione, in cui sono individuati gli edifici pubblici e privati e le opere di urbanizzazione su cui intervenire (commi 1 e 2). Il coinvolgimento dei comuni interessati, oltre che dalla necessaria consultazione delle popolazioni nella fase formativa dei detti strumenti, è assicurato dalla previsione dell'iniziativa del comune, il quale con proprio atto può individuare i centri e nuclei su cui intervenire fornendo le necessarie indicazioni (comma 8), e dal fatto che i predetti strumenti attuativi sono comunque adottati e approvati dai comuni secondo le procedure ordinarie, salva un'abbreviazione dei termini per la fase di consultazione e con l'intervento della Conferenza permanente di cui all'articolo 16, che esprime parere obbligatorio e vincolante per quanto di propria competenza (commi 4, 5 e 6). Per gli interventi da eseguire nell'ambito dei centri e nuclei così delimitati, è prevista, anche ai fini della percezione dei relativi contributi, la costituzione di un consorzio obbligatorio da parte dei proprietari interessati (comma 9) con il potere sostitutivo del comune nei confronti dei proprietari non aderenti al consorzio (comma 10). Importante è anche la previsione del comma 7, secondo cui, qualora i predetti strumenti urbanistici attuativi contengano idonee previsioni e prescrizioni di dettaglio (con riguardo, in particolare, alla conservazione degli aspetti e dei caratteri peculiari degli immobili e delle aree interessati e alle specifiche normative d'uso preordinate alla conservazione degli elementi costitutivi e delle morfologie dei beni, delle tipologie architettoniche, delle tecniche e dei materiali costruttivi originariamente utilizzati), la realizzazione dei singoli interventi può avvenire con modalità semplificata, e cioè con semplice segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) che attesti la conformità degli interventi medesimi alle previsioni del piano attuativo. Onde garantire la massima semplificazione procedurale possibile, nel rispetto delle norme sulla sicurezza degli edifici, la disposizione si conclude con un richiamo di coordinamento al regolamento adottato ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, il cui iter è in corso di perfezionamento. L'articolo 12 del presente decreto disciplina analiticamente, salvo rinviare ad apposite disposizioni commissariali per la regolamentazione di dettaglio, la procedura per l'accesso ai contributi per la ricostruzione privata. In estrema sintesi, gli interessati devono presentare la relativa istanza all'ufficio speciale per la ricostruzione coevamente alla domanda intesa a ottenere il titolo abilitativo edilizio necessario, allegando la documentazione tecnica attestante i danni subiti, il nesso causale rispetto agli eventi sismici, gli interventi di ricostruzione o riparazione con miglioramento sismico necessari e quant'altro richiesto dal presente decreto (comma 1). L'istruttoria sulla assentibilità dell'intervento e sulla spettanza e congruità del contributo richiesto è condotta dallo stesso ufficio speciale (comma 3), anche se all'esito il rilascio del titolo edilizio resta di competenza del comune (comma 2). A conclusione dell' iter istruttorio, sulla base di apposita proposta dell'ufficio speciale, il vice commissario territorialmente competente emana il provvedimento di concessione del contributo (comma 4). La struttura commissariale centrale si riserva, anche sulla base della preannunciata disciplina di dettaglio, la successiva effettuazione di verifiche a campione con cadenza periodica, al fine di verificare eventuali abusi o inadempienze e adottare le conseguenti misure decadenziali e restitutorie (comma 5). Anche in questo caso, la regolamentazione di dettaglio è rimessa ad appositi provvedimenti commissariali (comma 6). L'articolo 13 coordina la disciplina del presente decreto con quella relativa ai contributi a suo tempo introdotti per la ricostruzione nella regione Abruzzo dopo il sisma del 2009: a condizione che si dimostri l'esistenza di danni ulteriori causati dal sisma del 24 agosto 2016 su edifici già danneggiati dall'evento del 2009, e che gli interventi a suo tempo finanziati e avviati non siano stati ancora conclusi, è precisato che l'erogazione dell'eventuale contributo aggiuntivo avverrà secondo le disposizioni contenute nel presente decreto. In tal modo, come enunciato nelle considerazioni iniziali, viene garantita omogeneità di trattamento e di ratio a tutti gli interventi di analoga natura oggetto del presente decreto. Con l'articolo 14 si passa alla disciplina delle ricostruzioni pubbliche, connotata da una più rilevante presenza del Commissario, cui è attribuito innanzitutto il compito di dettare disposizioni in ordine alle modalità di finanziamento degli interventi da eseguire sulle varie tipologie di immobili e opere pubbliche o di uso pubblico (comma 1), nonché di predisporre appositi piani di interventi sulle opere pubbliche, sui beni culturali, sulle infrastrutture e le attività produttive, sulla difesa del suolo in relazione al dissesto idrogeologico, per le infrastrutture ambientali e per la rimozione delle macerie e dei rifiuti causati dal sisma (comma 2).