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Ella, nel soffermarsi sugli aspetti della gestione privata dell'acqua, reputò necessario approfondire quanto accadeva in provincia di Enna, suggerendo agli organi di controllo, in particolare l'ATI presieduto dal sindaco di Enna, di prestare particolare attenzione alla composizione societaria di Acquaenna e alla qualità del servizio idrico. È chiaro che una prima verifica del recupero degli investimenti programmati per il periodo 2014-2017 e non ancora realizzati potrà aversi solo all'indomani della relazione che il consorzio di ambito dovrà presentare ad ARERA entro il 31 dicembre 2019. Proprio per questo, vigilerò che Acquaenna effettui entro tale data quanto richiesto, così da rimediare allo scostamento tra gli interventi programmati e la corrispondente spesa fatta gravare sugli utenti. Solo attraverso la realizzazione di queste opere sarà possibile contenere le dispersioni idriche e le continue interruzioni del servizio e giungere a una riduzione della tariffa, che risulta oggi estremamente e ingiustificatamente onerosa per i cittadini dell'Ennese. È infatti inammissibile che, nel momento stesso in cui il Governo sta lavorando alla proposta di legge relativa alla gestione pubblica del ciclo integrato delle acque, al fine di non cedere alle pressioni dei privati e ottemperando alla volontà espressa con il referendum del 2011 da 27 milioni di italiani e nel momento in cui il Parlamento europeo sta lavorando alla proposta di direttiva sulla qualità dell'acqua destinata al consumo umano, in Sicilia si continui a vivere una situazione ai limiti della sostenibilità, che mette a rischio l'incolumità stessa dei cittadini, violando il fondamentale diritto di accesso all'acqua, che non può essere assoggettato a considerazioni economiche, sociali o di altra natura. PRESIDENTE . Segue l'interrogazione 3-00492 sul progetto di riconversione di parte della centrale Enel Ettore Majorana di Termini Imerese, in provincia di Palermo. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione. DELL'ORCO, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti . Con riferimento alle questioni poste, occorre preliminarmente ribadire che l'ENEL ha avviato una procedura di vendita dell'area della centrale termoelettrica, relativa a delle strutture non più funzionali alla produzione di energia elettrica, per una successiva riqualificazione della stessa. Sulla base delle informazioni acquisite, il potenziale soggetto acquirente dei serbatoi e del terminale marino è stato individuato attraverso una procedura competitiva affidata ad una società di consulenza esterna. Il procedimento, iniziato nel 2015, ha coinvolto circa 70 aziende operanti nel settore produttivo di riferimento. Tale procedura, per l'identificazione di un progetto di riqualificazione, è stata condivisa da ENEL con l'amministrazione comunale. Il vincitore, Cancascì Petroli Srl, ha presentato un progetto industriale per trasformazione, stoccaggio e commercializzazione di biocarburanti, prevedendo il recupero funzionale dei serbatoi e del pontile, con relative opere di ristrutturazione. La Cancascì Petroli (che sarà successivamente incorporata nella Levantoil Srl) è una società che opera prevalentemente nel settore del commercio di prodotti petroliferi e affini, in particolare di carburanti, GPL, lubrificanti, gas in bombole e simili. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto di blending per l'additivazione del biodiesel nel gasolio. L'impianto sarà inizialmente utilizzato per miscelare una quantità di biodiesel variabile dal 5 per cento al 7,5 per cento, e sarà predisposto per miscelazioni in percentuali maggiori. Inoltre, secondo quanto riferito dal Ministero dello sviluppo economico, la possibilità di riutilizzare un brown field per la realizzazione del progetto eviterebbe la costruzione in green field , con conseguente consumo di nuovo suolo, rispecchiando quindi i principi di economia circolare. Lo stesso Ministero ha, peraltro, evidenziato che il progetto, per le sue caratteristiche industriali, risulta omogeneo rispetto al contesto circostante, trovando collocazione tra una centrale termoelettrica ed uno stabilimento di produzione metalmeccanico. Alla luce delle considerazioni che precedono, ENEL aveva quindi richiesto al Comune di Termini Imerese un parere preventivo sul frazionamento dell'area ritenuto necessario per la successiva riqualificazione. Nel luglio del 2017, il Comune di Termini Imerese si è espresso negativamente. La società ha impugnato il predetto parere-provvedimento negativo innanzi il TAR Sicilia di Palermo chiedendone l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia dello stesso. In data 26 marzo 2018, il TAR ha rigettato l'istanza cautelare di sospensione del richiamato provvedimento proposta da ENEL, motivando il diniego sulla scorta della mancata formale presentazione al Comune del progetto dell'investitore. Pertanto la società, in data 25 giugno 2018, ha trasmesso al Comune di Termini Imerese una nuova istanza di verifica preventiva della compatibilità del frazionamento dell'area del deposito costiero con lo strumento urbanistico, allegando il progetto preliminare di trasformazione redatto dalla società Levantoil. In data 30 luglio 2018, il Comune ha comunicato ad Enel un secondo parere negativo in ordine alla richiesta di frazionamento dell'area industriale, sostenendo che il progetto di trasformazione proposto dalla società si configura prevalentemente come un progetto di natura commerciale, come tale incompatibile con lo strumento urbanistico e la destinazione industriale delle aree in questione. In data 24 ottobre 2018, Enel ha impugnato con ricorso per motivi aggiunti innanzi al TAR il secondo parere-provvedimento negativo emanato dal Comune di Termini Imerese, chiedendone l'annullamento, previa sospensione. Il 7 dicembre 2018 si è tenuta l'udienza camerale per la trattazione della domanda cautelare di sospensione del provvedimento. Al riguardo, il TAR non si è pronunciato, scegliendo di rinviare la discussione alla trattazione nel merito, fissata per il 5 febbraio. Arrivo alla conclusione. Di conseguenza, tutti gli aspetti amministrativi, anche di natura urbanistica e ambientale, potranno avere adeguata valutazione nell'ambito del procedimento amministrativo di competenza della Regione Siciliana, che sarà attivato quando il progetto di riconversione della limitata area del sito sarà formalmente presentato. A tal proposito, la Regione ha comunicato che ad oggi non risulta pervenuta alcuna richiesta da parte del Comune inerente all'eventuale cambio di destinazione urbanistica dell'area in cui ricade la centrale Ettore Majorana e che nessun progetto risulta agli atti degli uffici regionali. RUSSO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSSO (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, non posso dirmi soddisfatta di questa risposta, che si limita a un excursus che, ahimè, conosciamo. Avrei gradito dal ministro Costa una visione e anche un parere sulla bontà del progetto. Termini Imerese, purtroppo, non è solo crisi FIAT, oggi crisi Blutec; è anche un golfo incantevole come pochi: le terme, l'antica Himera, sintetizzati nel suo nome.