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L'osservatorio purtroppo non ha potuto ancora dispiegare le sua potenzialità, perché come sapete la Presidenza della Commissione per i diritti umani in questo momento è vacante, in quanto alla Presidente è stato affidato un incarico di Governo. (Applausi) . Auspichiamo, quindi, che la Presidenza si ricostituisca il prima possibile per continuare questo lavoro prezioso della Commissione per i diritti umani, che si inserisce nel solco di una mobilitazione nazionale ed internazionale di cui la mia Bologna si è fatta capofila, con la sua Università, con i suoi docenti, insieme a tutte le organizzazioni internazionali, tra cui mi sento di ricordare particolarmente Amnesty International (Applausi) , che ha avviato dei contest e tante iniziative, anche una maratona musicale, per richiamare l'attenzione sul caso di Zaki e per far capire che anche la nostra cultura è presente a fianco di Patrick Zaki. L'impegno costante della Commissione per i diritti umani si inserisce anche in un solco internazionale, perché il 18 dicembre 2020 il Parlamento europeo ha approvato una proposta di risoluzione comune sulle violazioni dei diritti umani in Egitto e successivamente anche il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, il 12 marzo 2021, ha espresso in una nota la profonda preoccupazione per la traiettoria assunta dai diritti umani in Egitto. È quindi in questo solco che oggi finalmente - lo dico, colleghi, con emozione e con commozione, perché a un certo punto sembrava quasi non potesse più accadere - siamo qui a discutere e ad approvare delle mozioni importanti, non solo quella che chiede al Governo di impegnarsi per farsi promotore, presso la Presidenza della Repubblica, dell'emanazione di un decreto di concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, ma per spingerci oltre. Infatti, se la concessione della cittadinanza italiana ha un valore altamente simbolico, comunque dobbiamo continuare a perseguire l'obiettivo della liberazione di Patrick Zaki. (Applausi) . Patrick ha voglia di tornare nella sua Bologna, nelle piazze di Bologna, insieme agli studenti, a parlare del futuro, a scambiare opinioni sui cambiamenti, a dare vita a quell'incubatore di intelligenze vivaci di cui sono promotori i nostri studenti quando si incontrano nei contesti internazionali. Il caso di Patrick Zaki porta alla luce una situazione anche più ampia di academic freedom , di libertà all'interno delle università, di libertà di ricerca, di libertà nelle accademie, che oggi sono messe in discussione e sono in gravissimo pericolo. Ciò significa mettere in pericolo le istituzioni che diffondono la nostra conoscenza. Oltre al riconoscimento della cittadinanza italiana, che chiaramente aumenterebbe la pressione diplomatica - voglio qui ringraziare la nostra ambasciata al Cairo, che già sta fornendo la massima assistenza al caso e vorrei sottolineare che dopo lo stop all'ingresso degli osservatori stranieri alle udienze, la diplomazia italiana sta lavorando per ripristinare il monitoraggio processuale internazionale, al quale l'Egitto non può sottrarsi - il MoVimento 5 Stelle ha voluto presentare una sua mozione in cui impegnare il Governo a compiere ulteriori passi concreti al fine di arrivare a una risoluzione pacifica della questione e alla liberazione di Patrick. Questi sono: «intraprendere tempestivamente ogni ulteriore iniziativa presso le autorità egiziane per sollecitare l'immediata liberazione di Patrick Zaki», ma - è questo il punto giuridico fondamentale - valutando la possibilità dell'utilizzo degli strumenti previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 10 dicembre 1984 contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti. (Applausi) . Infatti, come è stato anche rilevato, a margine, sul caso di Patrick Zaki nel corso di audizioni in Commissione Regeni, è individuata come unica via giuridica concreta per intraprendere un percorso... (Il microfono si disattiva automaticamente). Gli ultimi trenta secondi, Presidente. PRESIDENTE. Erano sei minuti e poi sono tornati cinque. MONTEVECCHI (M5S) . In questa mozione mi preme sottolineare un altro tema molto importante, cioè che l'Italia si faccia promotore attivo, all'interno di un consesso internazionale come il G7, del tema del rispetto dei diritti umani e della tutela dei difensori dei diritti umani, poiché le libertà individuali e i diritti dell'uomo non sono diritti negoziabili e sono a fondamento di tutte le nostre relazioni e del nostro vivere comune. (Applausi) . Noi dobbiamo superare l'ipocrisia e portare con coraggio questi temi nei consessi internazionali, per richiamare l'attenzione di tutti e ragionare insieme su come recuperare questo valore altissimo e concreto, non astratto. Dunque, ho firmato convintamente la mozione a prima firma del senatore Verducci. Noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo presentato la mozione n. 338 che si vuole spingere oltre e aggiungere passi importanti, ma è stato fatto un lavoro per confluire in un unico ordine del giorno. Al riguardo ringrazio il senatore Verducci e tutte le forze politiche che hanno contribuito a questo sforzo. Per questa ragione ritiro la mozione n. 338, perché i punti fondamentali sono confluiti nell'ordine del giorno unitario. (Applausi) . PRESIDENTE . Comunico che, in relazione alla avvenuta presentazione dell'ordine del giorno G1, come testé anticipato dalla senatrice Montevecchi, sono state ritirate le mozioni n. 329 e n. 338. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, colleghi, senatore Verducci, non voglio aggiungere nulla a quanto il relatore ha detto in modo encomiabile e condivido anche, da senatore di Bologna e laureato, come la collega, all'università di Bologna, le parole che ha detto la senatrice Montevecchi. Noi oggi siamo chiamati ad un atto che è molto particolare; non si tratta solo di esprimere solidarietà alla persona, a Zaki, ad uno studente che a Bologna si è segnalato solo per elementi di positività, di entusiasmo e di impegno. No. Noi oggi siamo chiamati ad un esercizio diverso, colleghi, e la presenza qui in Aula della vice ministro Sereni ci richiama a questo nostro dovere. Noi oggi discutiamo sulla possibilità che la politica estera si misuri con alcune questioni fondamentali che per noi sono beni indisponibili, tra cui, ad esempio, il rispetto dei diritti individuali delle persone. (Applausi) . Noi, come l'Egitto, siamo firmatari di una Convenzione ONU del 1984 contro le torture, le punizioni inumane e degradanti. Noi, cioè, come l'Egitto, come Stato, abbiamo firmato un impegno che dovrebbe vincolare i nostri sistemi Paesi. E vediamo che questo ragazzo, da quindici mesi, senza una condanna e una imputazione specifica, si trova nelle carceri di un Paese, dove, peraltro, esistono preoccupanti analogie con casi di altre persone - penso al giornalista di «Al Jazeera» -che, da diversi anni, senza imputazioni o condanne stanno nelle carceri egiziane. Io vorrei dirvi che noi siamo amici del popolo egiziano. Al termine di questo dibattito non devono scaturire equivoci su questo punto. Il popolo italiano è unito al popolo egiziano e noi abbiamo la chiara consapevolezza dell'importanza che l'Egitto ha nel Mediterraneo. Noi vogliamo collaborare con l'Egitto.