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Il testo, dopo aver enunciato gli scopi dell'Intesa (articolo 1), istituisce un Comitato congiunto preposto a definire la natura degli equipaggiamenti e della tecnologia di difesa oggetto di eventuali trasferimenti (articolo 2) e dispone l'obbligo per le Parti di utilizzo delle dotazioni scambiate nel rigoroso rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite, vietandone altresì il trasferimento a terzi senza previo consenso della Parte che ha originato il trasferimento (articolo 3). I successivi articoli disciplinano, quindi, il trattamento di informazioni e documenti classificati (articolo 4), precisano che le misure dell'Accordo e di quelle da esso derivanti saranno attuate nel rispetto degli ordinamenti nazionali e degli stanziamenti di bilancio di ciascuna Parte (articolo 5), definiscono le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 6), ed enunciano le disposizioni relative all'entrata in vigore, all'eventuale modifica ed alla denuncia del testo (articolo 7). Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all'autorizzazione alla ratifica (articolo 1), all'ordine di esecuzione (articolo 2), alle disposizioni finanziarie (articolo 3), alla clausola di invarianza di finanziaria (articolo 4) ed all'entrata in vigore (articolo 5). Con riferimento agli oneri economici, il disegno di legge li quantifica in 4.529 euro ad anni alterni a decorrere dal 2018, imputabili alle sole spese di missione dei rappresentanti della Difesa per la loro partecipazione alle riunioni del Comitato congiunto in Giappone. A tale riguardo, il relatore richiama l'attenzione dei Commissari su uno specifico profilo critico attinente all'attribuzione di discrezionalità al Comitato circa la natura dei trasferimenti, suscettibile di esautorare sostanzialmente il controllo parlamentare sul processo decisionale relativo agli eventuali scambi. Proprio in ragione dei suddetti aspetti critici riscontrati, propone che venga svolto un supplemento di indagine, mediante eventuali audizioni di soggetti coinvolti nell'implementazione dell'Accordo. Il PRESIDENTE ringrazia il relatore per l'esposizione svolta e dichiara aperta la discussione generale. Il senatore LUCIDI ( M5S ) ricorda preliminarmente che, in materia di import-export degli armamenti, vige tuttora la legge n. 185 del 1990, la quale, peraltro, prevede che l'Esecutivo inoltri annualmente alle Camere un'apposita relazione che, tuttavia, di rado è oggetto di approfondita disamina parlamentare. In proposito, a suo avviso, sarebbe opportuno procedere ad una verifica sull'effettivo funzionamento di un provvedimento ormai risalente negli anni, magari attraverso l'avvio, da parte della Commissione, di una indagine conoscitiva o di un affare assegnato. A riguardo, interviene il PRESIDENTE per manifestare il proprio consenso a tale ultima iniziativa, che sottoporrà al vaglio di un prossimo Ufficio di Presidenza. Secondo il senatore ALFIERI ( PD ) l'Accordo in argomento costituisce uno strumento di cooperazione bilaterale lungamente atteso dalle due parti in causa. Come noto, il Giappone rappresenta un partner strategico per l'Italia e, conseguentemente, sarebbe opportuno procedere in modo spedito alla ratifica di tale Trattato, anche considerando le ricadute economiche per l'industria nazionale della difesa. Il senatore AIMI ( FI-BP ) rammenta che il rapporto di partenariato che ci lega al Giappone risulta estremamente importante, anche alla luce delle eccellenti relazioni commerciali in corso a livello bilaterale. Ne consegue che occorre procedere in modo veloce all'approvazione del provvedimento in argomento, rispetto al quale, peraltro, sono state già esperite sufficienti analisi e verifiche. Anche il senatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) reputa utile pervenire all'adozione del suddetto Trattato, partendo dal presupposto che, al riguardo, esiste un convincimento condiviso. Replica, quindi, il relatore, senatore AIROLA ( M5S ), al quale preme precisare che, nella presente sede, non sono assolutamente in discussione gli ottimi rapporti, sia politici che economici, da tempo esistenti tra l'Italia e il Giappone. Nel ribadire ulteriormente che non esiste alcuna intenzione di affievolire l'attuale partnership , permane, tuttavia, l'esigenza di palesare alcune criticità presenti nell'Accordo in questione, con particolare riferimento ai poteri discrezionali che vengono attribuiti al mentovato Comitato tecnico. Detto diversamente, secondo il relatore, si tratta anche di valorizzare, in senso proprio, la funzione tipica del controllo parlamentare, che esige, in un qualsivoglia sistema democratico, di realizzare pienamente l'attività di vaglio critico dei provvedimenti. Prende, quindi, la parola il sottosegretario MERLO, il quale ricorda che le autorità nipponiche hanno più volte palesato espressamente l'auspicio di addivenire ad un celere esito positivo dell' iter di ratifica di tale Accordo. Da parte italiana, recentemente, il Ministro della difesa Trenta ha reiterato l'impegno a favore dello scambio di tecnologia militare tra i due Paesi, cogliendo l'opportunità di usufruire delle risorse finanziarie che saranno rese disponibili dall'attuazione di questa convenzione. Il PRESIDENTE , quindi, rinvia il seguito dell'esame. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE avverte che la seduta già convocata per le ore 9 di domani, giovedì 20 settembre, non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,30.