[resaula]

B.3.4.1 dell'Allegato, l'illegittimità di operazioni che causino il mescolamento delle acque appartenenti a due bacini idrografici diversi, in quanto dette operazioni renderebbero impossibile, falsandola, la caratterizzazione qualitativa dei corpi idrici. L'ipotizzato progetto violerebbe le menzionate disposizioni, giacché i nuovi depuratori sarebbero finalizzati a trattare acque reflue provenienti dal bacino idrico fiume Sarca-Lago di Garda-fiume Mincio riversandole poi, al termine del processo di depurazione, nel ben distinto bacino Lago d'Idro-fiume Chiese; in data 23 luglio 2021, il Prefetto di Brescia, Attilio Visconti, in qualità di Commissario straordinario per la progettazione, l'affidamento e l'esecuzione delle nuove opere per il collettamento e la depurazione della sponda bresciana del lago di Garda, nominato ai sensi dell'art. 17- octies comma 7 del decreto-legge 9 giugno 2021 n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021 n. 113, ha individuato, quali sedi ove ubicare due nuovi impianti di depurazione dei reflui fognari provenienti dai comuni situati lungo la sponda bresciana del lago di Garda, rispettivamente i comuni di Gavardo e di Montichiari, i quali tuttavia non si trovano nella suddetta, sponda bensì sono collocati in un bacino del tutto diverso. In particolare, il progetto di costruzione del depuratore a Gavardo prevede di intervenire pesantemente cementificando un'area verde agricola e boscata estesa per oltre sette ettari, soggetta a tutela paesaggistica e idraulica; valutato che lo studio "Analisi dei siti alternativi per l'ubicazione dell'impianto di depurazione a servizio della sponda bresciana del lago di Garda, ai fini della presentazione della VIA", dal quale scaturiscono successivi studi, sarebbe inficiato da inesattezze, omissioni e parzialità nelle valutazioni condotte, secondo quanto emergerebbe da una comunicazione (divenuta in modo fortuito di pubblico dominio) inviata in data 11 luglio 2021 dal professor ingegner Giorgio Bertanza (estensore dello studio medesimo) al capo di Gabinetto del Prefetto di Brescia, dottor Stefano Simeone, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuna e, a questo punto, imprescindibile la revisione delle analisi finalizzate ad individuare quale sia la soluzione effettivamente migliore per l'ottimizzazione del sistema di depurazione a servizio delle comunità del lago di Garda, contemplando fra gli elementi di valutazione, in misura prioritaria, l'impatto ambientale, il minore o nullo consumo di suolo, il principio di prossimità del sistema ai luoghi serviti; se, per conseguire la menzionata revisione, non sia necessario commissionare un nuovo studio, assegnandone la redazione ad esperti di specchiata professionalità e di indubbia indipendenza, da individuare attraverso un bando di livello europeo. Atto n. 3-02962 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: il 16 novembre 2021, il giornalista Federico Giannini ha pubblicato su "Finestre sull'Arte" un articolo il cui titolo, "Com'è possibile che un capolavoro di Bassano che era in Italia sia stato comprato dal Getty? ", è esso stesso un grido di dolore per il non perfetto funzionamento dei controlli sulle opere d'arte in uscita dal nostro Paese; il Jean Paul Getty museum di Los Angeles (USA), infatti, ha reso noto lo scorso 18 ottobre di avere acquistato "Il miracolo delle quaglie": un dipinto ad olio su tela (150 per 235 centimetri) eseguito da Jacopo Da Ponte, detto Jacopo Bassano (1515-1592), su commissione del nobiluomo veneziano Domenico Priuli, nel 1554. Teste la scheda del museo californiano, il dipinto è rimasto in Italia dal 1948 al 2006, proprietà del noto antiquario e collezionista fiorentino Vittorio Frascione, scomparso appunto nel 2006, i cui eredi lo avrebbero ceduto al museo statunitense attraverso la società "OMP Fine Art LLC" di New York ("Getty acquires 16th century painting Jacopo Bassano" sul sito del museo); il certificato di libera esportazione con cui il dipinto è uscito dall'Italia risalirebbe a 4 anni fa, il che rende impossibile accampare la scusante di una svista dell'ufficio esportazione coinvolto o del sistema informativo uffici esportazione (SUE) per procedere all'annullamento dell'atto in autotutela, perché i termini consentiti per un "ripensamento" sono già decorsi. Eppure, come ammesso dagli stessi neoproprietari (giustamente entusiasti, a cominciare dal senior curator del dipartimento di pittura del Getty museum, Davide Gasparotto), si tratta di un capolavoro, come tale destinato ad essere esposto al primo piano delle gallerie del padiglione nord del museo, insieme agli altri dipinti cinquecenteschi del Nord Italia (compresi un ritratto e un disegno dapontiani), dopo la mostra allestita nel Getty center dai primi di novembre 2021; considerato che: com'è naturale, negli Stati Uniti la notizia dell'acquisto di un capolavoro dell'arte italiana del XVI secolo ha avuto un certo risalto, mentre è "sfuggita" ai media italiani fintanto che Giannini non l'ha appresa dall'amministratore del gruppo "Facebook" "Le Connoisseur", Lorenzo Barbato, e l'ha rilanciata a sua volta, chiedendo espressamente al silente Ministero della cultura di dare spiegazioni; il fatto che, come riferisce Barbato, il dipinto fosse sul mercato fin dal 1996 e, proposto in quell'anno alla Soprintendenza di Firenze, gli furono preferite altre opere eccezionali, non può infatti in alcun modo giustificare la decisione dell'ufficio esportazione che l'ha esaminato prima della partenza per gli USA e del SUE di non proibirne l'uscita dal Paese in nome dell'interesse pubblico, sia che l'opera, peraltro ben nota agli studiosi dopo la pubblicazione da parte di Roberto Longhi nel 1948, fosse già notificata, sia che l'assoggettamento a tutela dovesse avvenire nell'occasione della richiesta di esportazione e preludere all'acquisto da parte dello Stato per assicurarla alle raccolte pubbliche; non sembra essere casuale che allo scalpore suscitato sui social network dall'articolo di Giannini non abbia fatto risconto, di nuovo, un'adeguata attenzione da parte dei media , persino quelli specializzati nel settore artistico, con la quasi sola eccezione del citato Lorenzo Barbato e di pochi altri ("Un capolavoro di Jacopo Bassano finisce all'estero: quando non viene garantita la tutela dei beni culturali" su "About art on line"; "La diaspora dei capolavori che per legge sarebbero dovuti rimanere in Italia" su "emergenzacultura"), compresa la stampa bassanese;