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La legge di bilancio 30 dicembre 2021, n. 234, in particolare, ha stanziato per l'agricoltura complessivi 691,5 milioni di euro per favorire prestiti e finanziamenti agevolati per l'imprenditoria femminile e giovanile e contratti di sviluppo per il sostegno all'innovazione dell'organizzazione e dei processi per la tutela ambientale, ha rifinanziato con ben 670 milioni di euro il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (Fondo PMI) e ha previsto finanziamenti per il miglioramento dell'offerta formativa degli istituti tecnici statali. L'approccio strategico alla digitalizzazione in agricoltura e nelle aree rurali proposto dal disegno di legge si auspica venga realizzato in linea con le principali strategie sulla digitalizzazione nazionali (Strategia italiana per la banda ultralarga, Italia digitale 2026, Repubblica digitale, Strategia nazionale per le competenze digitali) ed europee (« Plasmare il futuro digitale dell'Europa », Strategia europea dei dati, Libro bianco sull'intelligenza artificiale, Digital Skills and Jobs Coalition ), assicurando l'attivazione e il pieno coordinamento tra tutti gli altri strumenti previsti per la diffusione della digitalizzazione nel settore agricolo e nelle aree rurali (Programma Europa digitale, Partnership « Agriculture of data » di Horizon Europe , Piano strategico nazionale della Politica agricola comune (PAC), Piano banda ultralarga, Piano nazionale di ripresa e resilienza, Piano strategico « Space Economy », Sistema informativo agricolo nazionale, Rete d'informazione sulla sostenibilità agricola, Piano strategico per l'innovazione e la ricerca nel settore agricolo alimentare e forestale). L'attività di coordinamento tra i vari strumenti programmatici sarà svolto dall'Agenzia per l'innovazione e per il trasferimento tecnologico nel settore agricolo, agroalimentare e forestale, che assicurerà, su tutto il territorio nazionale, un uso integrato ed efficiente delle risorse, evitando sprechi e potenziali sovrapposizioni. La strategia della digitalizzazione potrà essere aggiornata per tenere conto dei cambiamenti futuri, delle opportunità e degli strumenti che si renderanno disponibili a favore della digitalizzazione. In particolare, il Piano nazionale Transizione 4.0 ha aperto al settore primario il mondo dell'innovazione tecnologica e digitale, passando per i contratti di filiera e la valorizzazione del comparto ittico e forestale, perché con le nuove condizioni di accesso al credito d'imposta per beni strumentali si stima si avrà un ampliamento del 40 per cento della platea dei potenziali beneficiari dei finanziamenti, che diverrebbero fruibili anche da imprese senza « utili » e in regime forfettario, quali ad esempio le imprese agricole. Il Piano nazionale Transizione 4.0, inoltre, potenzia l'incentivo alle aziende per l'acquisto di software , attesa una maggiore attenzione delle politiche di sviluppo all'innovazione e agli investimenti green , consci del fatto che le nuove misure del piano garantiranno una maggiore competitività, tendendo a premiare maggiormente chi più investe in innovazione sostenibile, ricerca, sviluppo e formazione. Le imprese che aderiscono al Piano nazionale Transizione 4.0, infatti, possono accedere a un'ulteriore agevolazione: il credito d'imposta generato dai costi sostenuti per la formazione aziendale in gestione di big data , robotica e simili dalle imprese che investono in piani di formazione volti alla trasformazione tecnologica e digitale. Oltre alle politiche messe in campo dal Ministero dello sviluppo economico ci sono le politiche del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF), che lo scorso 31 dicembre ha consegnato alla Commissione europea, per la sua valutazione e approvazione, il Piano strategico nazionale (PSN) della futura programmazione PAC per gli anni 2023-2027. Gli strumenti che mette in campo il PSN, come i nuovi pagamenti diretti e le politiche di sviluppo rurale, si andranno a combinare con gli interventi messi a punto con i fondi del PNRR, dando un'ulteriore spinta verso il traguardo di un sistema agricolo sempre più sostenibile e inclusivo. Nelle intenzioni del Ministero, il Piano strategico PAC contribuirà a raggiungere, entro il 2027, una maggiore sicurezza e qualità degli alimenti, un maggiore livello di competitività delle aziende agricole, agroalimentari e forestali, una più efficiente valorizzazione delle risorse naturali, un riequilibrio del valore lungo le filiere agroalimentari, una minore emissione di gas serra, la salvaguardia della biodiversità, nonché nuova occupazione per i giovani e per le aree marginali. Obiettivi del PSN sono il potenziamento della competitività del sistema in ottica sostenibile, il rafforzamento della resilienza e della vitalità dei territori rurali, la promozione del lavoro agricolo e forestale di qualità e la sicurezza sui posti di lavoro, il sostegno alla capacità di attivare scambi di conoscenza, ricerca e innovazione e l'ottimizzazione del sistema di governance . Per arrivare al traguardo di un sistema agricolo, alimentare e forestale sostenibile e inclusivo, il Piano, per quel che qui rileva, prevede: circa 10 miliardi di euro per interventi che sosterranno le aziende nell'adozione di pratiche agro-ecologiche per la sostenibilità climatico-ambientale; 2 miliardi e 500 milioni di euro all'agricoltura biologica, considerata la tecnica di produzione privilegiata per concorrere al raggiungimento di tutti gli obiettivi ambientali previsti dalle diverse strategie europee; 3 miliardi di euro per i nuovi strumenti di gestione del rischio, in modo da garantire una più ampia partecipazione degli agricoltori agli strumenti messi a disposizione per far fronte alle crescenti avversità climatiche di carattere catastrofale; il rafforzamento della competitività delle filiere, con l'obiettivo di migliorare il posizionamento degli agricoltori lungo la catena del valore, attraverso una maggiore integrazione dei diversi attori, dalla gestione dell'offerta, all'ammodernamento delle strutture produttive; 1 miliardo e 250 milioni di euro per il potenziamento delle politiche in favore dei giovani; una nuova attenzione al sistema della conoscenza (AKIS) a servizio della competitività e della sostenibilità al fine di supportare le imprese agricole e forestali nell'adozione di tecniche produttive più sostenibili e innovative e l'introduzione di nuove tecnologie per superare la frammentazione del sistema della conoscenza, proporre strumenti più efficaci e favorire maggiore integrazione tra consulenza, formazione, informazione e gruppi operativi per l'innovazione. In conclusione, non bisogna dimenticare che il settore primario è sempre stato, lo è tuttora e resterà per sempre, un settore trainante per l'economia del nostro Paese, specie se si consideri che molti prodotti agricoli vengono esportati anche all'estero, con un notevole ritorno non solo in termini economici, ma anche d'immagine. È allora prioritario far sì che il settore primario, in particolare quello agricolo, agroalimentare e forestale torni ad essere oggetto di attenzioni da parte del legislatore, con l'auspicio che questi sappia interpretare al meglio le istanze sociali e le esigenze indifferibili legate alla tutela dell'ambiente. Lo sviluppo del comparto agricolo è una necessità per il nostro sistema Paese.