[resaula]

i grandi operatori del settore, che da soli generano il 70 per cento dell'intero fatturato del comparto fieristico, hanno subito danni superiori a 50 milioni di euro, e da ciò si deduce che le attuali disposizioni non sono adeguate per garantire la copertura dei danni subiti; nel frattempo altri Paesi europei hanno richiesto e ottenuto dalla Commissione europea la deroga sul " de minimis " per il settore fieristico in materia di aiuti di Stato, potendo così contare sul ristoro completo di tutte le perdite subite; è evidente che quanto illustrato espone il settore fieristico italiano ad un regime di concorrenza sleale con i rispettivi competitor stranieri, oltre che alla concreta possibilità di acquisizione da parte di questi ultimi dei principali operatori del mercato italiano con conseguenze sfavorevoli per il made in Italy e la nostra economia, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano avanzare, per il settore fieristico italiano, la richiesta di deroga ai limiti previsti dalle disposizioni in materia di aiuti di Stato, ai sensi degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05229 AIMI Al Ministro dell'interno Premesso che: nella notte di venerdì 2 aprile 2021, intorno alla mezzanotte, una pattuglia della Polizia locale di Modena è intervenuta all'interno di piazza Guido Rossa a seguito della segnalazione di un assembramento di una quindicina di persone. Qui gli agenti hanno trovato diversi giovani, originari dell'est Europa, che stavano banchettando. All'arrivo della Polizia locale, gli stessi si disperdevano ma due di loro, invece, sotto l'effetto dell'alcool, hanno iniziato a lanciare pietre. I sassi hanno colpito uno dei due veicoli della municipale, danneggiandolo; le ricerche dei responsabili sono scattate immediatamente, anche ad opera della Polizia di Stato. Poco dopo gli agenti sono dovuti intervenire in zona Madonnina, poiché erano state danneggiate due auto. La Polizia ha potuto così appurare che quanto accaduto era ricollegabile ai fatti di poco prima in piazza Guido Rossa. Grazie alla videosorveglianza i giovani sono stati identificati e la loro posizione è al vaglio degli inquirenti; si tratta di fatti gravissimi che, ancora una volta, puntano i riflettori sulla città di Modena che da tempo è preda della criminalità nonostante gli innumerevoli sforzi delle forze dell'ordine. In numerose occasioni, attraverso atti di sindacato ispettivo, l'interrogante ha evidenziato la critica situazione in cui versa questa città sul fronte della sicurezza e dell'ordine pubblico, chiedendo altresì una valutazione per elevare la questura di Modena in fascia A, al fine di assicurare un potenziamento degli organici degli agenti di Polizia; a tale richiesta (4-01261) il Ministero rispondeva che la Questura di Modena non rientrava tra quelle considerate di particolare rilevanza, indicate dalle rispettive tabelle A e B di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 dicembre 2019, n. 171, si chiede di sapere: se si intenda procedere a nuova valutazione al fine di inserire la Questura di Modena in fascia A; quali ulteriori iniziative siano state adottate per risolvere le gravi criticità che interessano la città di Modena sul fronte della sicurezza. Atto n. 4-05230 BERUTTI Al Ministro della giustizia Premesso che: con il decreto ministeriale 30 maggio 2002 concernente "Adeguamento dei compensi spettanti ai periti, consulenti tecnici, interpreti e traduttori per le operazioni eseguite su disposizione dell'autorità giudiziaria in materia civile e penale" venne adeguata, con riferimento al mese di agosto dell'anno 1999, la misura degli onorari fissi, variabili o a vacazione spettanti a periti, consulenti tecnici, interpreti e traduttori, per le operazioni disposte dall'autorità giudiziaria; attualmente, tali onorari sono distinti in onorari a vacazione, costituita da 2 ore lavorative, ex art. 1 del decreto ministeriale 30 maggio 2002, pari a 14,68 euro, e onorari fissi e variabili, ex artt. da 2 a 28 della tabella allegata allo stesso decreto, variamente definiti in ordine al tipo di incarico svolto; con sentenza della Corte costituzionale n. 89 del 2020, la stessa, pur non potendo ritenere fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Torino in riferimento all'art. 4 della legge n. 319 del 1980 e degli artt. 50 e 54 del decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, così si esprimeva: "La pronuncia di non fondatezza non esime questa Corte dal rilevare, per l'ennesima volta, la deplorevole e reiterata inadempienza dell'amministrazione nell'applicazione dell'art. 54 del D.P.R. n. 115 del 2002. D'altra parte, la ben nota disponibilità (sopra accennata) di altri mezzi giurisdizionali, diversi dal giudizio sulle leggi, pone gli interessati nella condizione di ottenere rimedio alla violazione dei propri diritti e interessi, come del resto esige e consente la Costituzione", ed ancora affermava: "Resta cioè evidente che l'odierna esiguità dei compensi per gli ausiliari - in disparte ogni considerazione sulla inadeguatezza degli stessi valori di partenza, cioè degli onorari previsti per ciascuna vacazione, peraltro non direttamente censurati dal rimettente - non dipende dal meccanismo normativo di adeguamento previsto dalla legge, ma dalla sua mancata applicazione ad opera dell'amministrazione, che quei valori di partenza ha lasciato immutati dal 2002"; l'art. 54 del decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002 recita: "La misura degli onorari fissi, variabili e a tempo è adeguata ogni tre anni in relazione alla variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, verificatasi nel triennio precedente, con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze"; la norma appare quindi non più adeguata almeno sotto tre principali profili: dei compensi, delle attività di cui disciplina i compensi e del meccanismo di adeguamento; i criteri di liquidazione degli onorari della norma risultano anche palesemente lesivi del principio di "equo compenso" definito dalla legge n. 247 del 2012 riferibile a tutte le categorie professionali interessate dal decreto ministeriale 30 maggio 2002, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intervenire per quanto di competenza con un aggiornamento della disciplina e se ritenga di attivarsi con i diversi interlocutori istituzionali affinché le numerose categorie professionali che, con il loro impegno, concorrono allo svolgersi dei processi e quindi al buon funzionamento della giustizia, vedano riconosciuta la propria professionalità e vengano poste nella condizione di assumere incarichi nella prospettiva di un adeguato riconoscimento economico che, pur tenendo conto del carattere di pubblica utilità del servizio, consideri le responsabilità che ne derivano nonché le competenze professionali e l'esperienza necessari per svolgerli.