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Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali. Onorevoli Senatori. -- L'esito del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e la successiva sentenza della Corte costituzionale sulla parziale illegittimità della legge elettorale per la Camera dei deputati approvata nel 2015, il cosiddetto Italicum , rendono necessario rivedere le norme in materia di elezione delle Camera. Nel corso del 2017, gli appelli delle più alte cariche dello Stato in questa direzione sono stati numerosi. È compito del Parlamento, prima di giungere alla naturale scadenza del quinquennio nel 2018, dare una nuova legge elettorale al Paese. Una legge elettorale coerente per Camera e Senato e volta a colmare le lacune lasciate dagli interventi della Consulta sulle normative oggi in vigore. Non è possibile immaginare un Paese chiamato a votare, in un sistema bicamerale paritario, con sistemi diversi come quelli oggi vigenti. Per la Camera si prevede ad ora un sistema proporzionale senza coalizioni con eventuale premio di maggioranza per la prima lista, al Senato invece voteremmo con un sistema basato sulle coalizioni senza alcun premio. Inoltre, sempre per il Senato, è prevista l'espressione di un unico voto di preferenza in circoscrizioni enormi, corrispondenti alle regioni, per la Camera invece le preferenze sarebbero due, da esprimere in 100 collegi plurinominali ed il primo eletto di ogni lista sarebbe il capolista, non soggetto alle preferenze. Da queste considerazioni nasce il presente disegno di legge, che si propone di coniugare correttamente le esigenze di rappresentatività del voto popolare e di chiarezza nell'espressione del voto e nelle scelte dell'elettore, esigenze dichiarate ambedue fondamentali in diversi passaggi delle sentenze n. 1 del 2014 e n. 35 del 2017. La legge qui proposta, inoltre, corrisponde agli alti auspici del Presidente Mattarella che, più volte, ha richiamato la necessità che, prima del voto, si arrivi all'approvazione di una legge elettorale «chiara, efficace ed omogenea tra i due rami del Parlamento». Il disegno di legge volto a riformare la legislazione elettorale per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica si fonda sui seguenti criteri: a) elezione di 231 componenti della Camera dei deputati e di 102 componenti del Senato della Repubblica tramite collegi uninominali a turno unico e dei restanti tramite sistema proporzionale; b) selezione degli eletti della quota proporzionale tramite liste bloccate di minimo 2 e massimo 5 candidati per la Camera e di minimo 2 e massimo 4 candidati per il Senato, da presentarsi in collegi plurinominali; c) possibilità di stringere alleanze pre-elettorali; d) soglia di sbarramento per l'accesso alla ripartizione proporzionale dei seggi fissata al 3% sia per le liste coalizzate sia per quelle non collegate; e) votazione, per ogni Camera, su un'unica scheda -- configurata sul modello di quella attualmente in uso per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni con oltre quindicimila abitanti -- con l'indicazione dei nomi dei candidati nel collegio uninominale e nel collegio plurinominale. Troppo frettolosamente abbandonati dopo le elezioni del 1994, del 1996 e del 2001, tornano i collegi uninominali per la selezione di una parte degli eletti, cioè di un terzo. La restante quota invece sarà selezionata tramite liste di candidati bloccate ma corte come richiesto dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 1 del 2014, andando ad abrogare il sistema delle preferenze, utilizzato in ambito europeo praticamente solo in Grecia. Si ripristina, anche per la Camera dei deputati, il sistema delle coalizioni pre-elettorali; sistema ormai rodato essendo in campo dal 1994 e presente in Italia nelle elezioni di ogni livello amministrativo: dai comuni, alle province (finché sono state ad elezione diretta), alle regioni. Tale disegno di legge, in conclusione, si prefigge l'obbiettivo di trovare un giusto equilibrio tra le esigenze di governabilità e rappresentanza, coniugando quindi la ricerca di una stabile maggioranza di governo con l'esigenza di dare rilievo in Parlamento alle diverse sensibilità presenti in una società complessa e variegata come quella italiana.. 1 (Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati) 1 L'articolo 1 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, di seguito denominato «decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957», è sostituito dal seguente: «Art. 1. -- 1. La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale, con voto diretto ed eguale, libero e segreto, espresso in un unico turno elettorale. 2. Il territorio nazionale è diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella tabella A allegata al presente testo unico. Salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e fermo restando quanto disposto dall'articolo 2, nelle circoscrizioni del territorio nazionale sono costituiti 231 collegi uninominali ripartiti in ciascuna circoscrizione sulla base della popolazione; le circoscrizioni Trentino-Alto Adige/Südtirol e Molise sono ripartite, rispettivamente, in sei e in due collegi uninominali indicati nella tabella A.1 allegata al presente testo unico. In ciascun collegio uninominale è proclamato eletto il candidato che, ai sensi dell'articolo 77, ha ottenuto il maggior numero di voti. 3. Per la assegnazione degli altri seggi ciascuna circoscrizione è ripartita in uno o più collegi plurinominali costituiti, di norma, dalla aggregazione del territorio di collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, di norma, un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei. 4. Salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e fermo restando quanto disposto dal comma 2 del presente articolo e dall'articolo 2, gli altri seggi sono assegnati nei collegi plurinominali e sono attribuiti, con metodo proporzionale, ai sensi degli articoli 83 e 83- bis , alle liste e alle coalizioni di liste». 2 Il comma 1- bis dell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è abrogato. 3 All'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Con il medesimo decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 1, sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto nazionale di statistica, è determinato il numero complessivo di seggi da attribuire in ciascuna circoscrizione nei collegi plurinominali, inclusi i seggi spettanti ai collegi uninominali»; b il comma 3 è abrogato. 4 Il comma 2 dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente: « 2.