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(Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . NISINI (L-SP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NISINI (L-SP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, i Gruppi Partito Democratico e Forza Italia hanno presentato due questioni pregiudiziali di costituzionalità nei confronti del disegno di legge di conversione in esame, che, nonostante le argomentazioni utilizzate, non hanno alcun fondamento. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Vorrei anzitutto ricordare che mai come in questo caso sussistono i presupposti straordinari di necessità ed urgenza, che l'articolo 77 della Costituzione - che sicuramente i colleghi sia del PD che di Forza Italia conosceranno bene - pone come requisito indispensabile affinché il Governo possa esercitare una funzione materialmente legislativa, emanando un decreto avente forza di legge. Certo è che i Governi della Repubblica che ci hanno preceduto hanno fatto un uso forse eccessivo della decretazione d'urgenza ed è anche noto che la Corte costituzionale sia intervenuta più volte per porre un argine a questa prassi scorretta, che altera l'equilibrio dei poteri fissato dalla Costituzione. Ricordo che i decreti-legge sono consentiti solo in presenza di casi straordinari di necessità ed urgenza e qui i presupposti sono del tutto evidenti: stiamo infatti esaminando il riordino delle attribuzioni del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, nonché le competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e quelle in materia di famiglia e disabilità, il tutto per adeguare l'ordinamento alla composizione del Governo in carica. In particolare, con la nomina del Governo Conte, le funzioni in materia di turismo sono state attribuite al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali e, conseguentemente, scorporate dal Ministero dei beni e delle attività culturali. Oltre alla ridenominazione dei due Dicasteri, ciò comporta la necessità di trasferire tutte le strutture amministrative dal vecchio al nuovo Ministero. Ciò non può realizzarsi se non con un atto di livello legislativo e, dal momento che l'adeguamento dei testi normativi al trasferimento di competenze richieste dagli atti presidenziali di nomina deve essere tempestivo, per non dire immediato, ne consegue che ricorrono in tutto e per tutto i presupposti straordinari di necessità ed urgenza per l'emanazione di un decreto-legge, le cui disposizioni entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, in pratica immediatamente. Del resto, quando in passato la nomina del Governo ha prodotto un mutamento nell'articolazione dei Dicasteri, l'Esecutivo ha prontamente adeguato l'ordinamento, attraverso l'immediata emanazione di un decreto-legge di riordino. Ciò è accaduto ad esempio - e qui mi rivolgo ai colleghi di Forza Italia - con il decreto-legge n. 217 del 12 giugno 2001, emanato dal secondo Governo Berlusconi, a seguito della nomina dei Ministri delle comunicazioni e della salute e, successivamente - qui mi rivolgo ai colleghi del PD - con il decreto-legge n. 181 del 18 maggio 2006, con cui il Governo Prodi istituiva quattro nuovi Ministeri, portando il numero complessivo degli stessi a 18. Sbaglio o ve ne siete tutti dimenticati? (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Vorrei ricordare che l'accusa rivolta al Governo in carica è di aver approvato ben cinque decreti-legge in poche settimane, ma forse ai colleghi sfugge - ribadisco: sfugge - che la Costituzione non pone vincoli al numero di atti che si possono emanare. Se non si possono fare decreti-legge omnibus , è evidente che bisogna emanare decreti-legge ad hoc , uno per ogni intervento che si rivela necessario e improcrastinabile. Posto quindi che i presunti profili di incostituzionalità del decreto-legge in esame non sussistono in alcun modo, va poi evidenziato che neppure i restanti argomenti richiamati nelle questioni pregiudiziali hanno fondamento. I colleghi del PD e di Forza Italia contestano in particolare la scelta di scorporare il turismo dal Ministero dei beni e delle attività culturali, sulla base della considerazione per cui il futuro del nostro Paese non può che derivare dalla cultura, cosa di cui nessuno dubita, noi in primis . Ciò non toglie che affidare al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali la delega del turismo consenta di valorizzare al meglio le eccellenze del made in Italy , con l'obiettivo di incrementare la competitività delle nostre aziende e quindi creare sviluppo e incrementare la ricchezza: più lavoro e più crescita, senza per questo penalizzare il mondo della cultura. Una scelta indubbiamente vincente, che non è quindi legata alla personalità che ricopre il ruolo di Ministro, ma che risulta strategica nell'economia delle politiche su cui il Governo punta. Altro che impatto negativo sulle casse dello Stato! L'effetto è esattamente il contrario. Certo, è evidente che il made in Italy sia cosa poco nota alla senatrice Malpezzi e a tutti i colleghi del PD, perché per sette lunghi anni hanno scelto di valorizzare prodotti esteri - e vi faccio un esempio: riso cambogiano, olio tunisino - a scapito delle nostre eccellenze! (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Perché noi al riso cambogiano preferiamo il riso della Lomellina e rispetto all'olio tunisino preferiamo l'olio toscano. (Commenti dei senatori Faraone e Nannicini. Scambio di apostrofi tra i senatori Giarrusso e Faraone). PRESIDENTE. Senatore Giarrusso, per cortesia. NISINI (L-SP) . Lei preferisce il tunisino? Noi il toscano, abbia pazienza. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . E comunque tutte le associazioni di categoria, sia del turismo che dell'agricoltura, considerano questa scelta vincente. Voi ancora non ci siete arrivati, ma ci è arrivato il popolo italiano, che ha deciso di far governare noi e di lasciare voi a casa. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Parimenti inconsistenti sono le censure relative al riordino delle competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al quale sono trasferite le funzioni di coordinamento delle azioni in materia di contrasto al dissesto idrogeologico, di difesa e messa in sicurezza del suolo e di sviluppo delle infrastrutture idriche, funzioni ancora gestite da una struttura di missione istituita presso la Presidenza del Consiglio, che tuttavia difettava di quelle competenze che invece sono proprie del Ministero dell'ambiente, che possiede quindi gli strumenti per esercitarle al meglio. È questa, pertanto, un'ottimizzazione dettata non da esigenze contingenti, ma da attenta valutazione di come le funzioni sono state esercitate finora. Infine qualcuno è riuscito addirittura a definire pericolose le disposizioni di revisione e ampliamento delle funzioni della Presidenza del Consiglio in materia di politiche per la famiglia, adozioni, infanzia, adolescenza e disabilità. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) .