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Poiché espressamente previste la ineleggibilità e la decadenza del candidato è superata ogni questione attinente alla congruità o meno della durata dell’interdizione dai pubblici uffici, ex articoli 28 e 29 del codice penale, sollevata come anomalia presente nel testo della legge n. 175 del 2010. Le sanzioni si applicano anche nel caso di patteggiamento della pena, ex articolo 444 del codice di procedura penale, o di concessione del beneficio della sospensione condizionale, ex articolo 163 del codice penale. In conclusione, il presente disegno di legge elimina il grave paradosso normativo ravvisabile nella legislazione vigente. Se ne auspica, pertanto, un celere e positivo esame.. 1 1 Al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni: a all’articolo 67, il comma 7 è sostituito dal seguente: « 7 . Alle persone indiziate di appartenere ad associazioni di tipo mafioso, comunque localmente denominate, che perseguono finalità o agiscono con metodi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso, sottoposte alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, è fatto divieto di svolgere propaganda elettorale in favore o in pregiudizio di candidati o liste, con qualsiasi mezzo, direttamente o indirettamente. Si intende per propaganda elettorale qualsiasi attività diretta alla raccolta del consenso, svolta in occasione di competizioni elettorali e caratterizzata da molteplicità di atti, coinvolgimento di più persone, impiego di mezzi economici e predisposizione di una struttura organizzativa, sia pur minima, a tale scopo destinata.»; b all’articolo 76, il comma 8 è sostitito dal seguente: « 8 . Salvo che il fatto costituisca più grave reato la persona sottoposta, in forza di provvedimento definitivo, alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza che propone o accetta di svolgere attività di propaganda elettorale in violazione del divieto previsto dall’articolo 67, comma 7, e il candidato che la richiede o in qualsiasi modo la sollecita sono puniti con la reclusione da uno a sei anni.»; c all’articolo 76, il comma 9 è sostituito dal seguente: « 9. Con la sentenza di condanna per il delitto di cui all’articolo 76, comma 8, il giudice dichiara il candidato ineleggibile per un tempo non inferiore a cinque anni e non superiore a dieci anni. Qualora il candidato sia stato eletto, il giudice ne dichiara la decadenza. Qualora il candidato sia membro del Parlamento, la Camera di appartenenza adotta le conseguenti determinazioni secondo le norme del proprio regolamento. Le sanzioni della ineleggibilità e della decadenza si applicano anche in caso di patteggiamento di pena ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale o di concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena ai sensi dell’articolo 163 del codice penale. Il giudice ordina, in ogni caso, la pubblicazione della sentenza di condanna o di applicazione della pena a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, ai sensi dell’articolo 36, secondo, terzo e quarto comma del codice penale. Detta sentenza passata in giudicato è altresì trasmessa all’ufficio elettorale del comune di residenza del candidato per le conseguenti annotazioni».