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la possibilità per le Regioni e le Province autonome di anticipare l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione anche per il 2022; la proroga per la stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione; l'anno in più per lo svolgimento dei concorsi pubblici in Ministeri, agenzie fiscali, forze di polizia e vigili del fuoco. Numerosi sono poi gli interventi a tutela dei settori produttivi, tra i quali quelli a favore dell'agricoltura, con nuovi termini per la revisione periodica delle macchine agricole e la proroga degli incentivi riguardanti gli impianti di produzione energetica alimentati a biogas e naturalmente la proroga dei termini relativi alla ritenuta alla fonte sui redditi da lavoro dipendente, alle addizionali e all'IVA per le imprese d'allevamento colpite dalla recente diffusione della peste suina. Penso poi alle misure per l'autotrasporto, col bonus di 2.500 euro per i giovani tra i diciotto e i trentacinque anni che vogliano conseguire la patente per guidare il camion e favorire così un ricambio generazionale, anche per ragioni di sicurezza. Una menzione particolare merita il bonus per lo psicologo, perché ci ricorda che la crisi non ha avuto soltanto costi di natura economica o sanitaria; c'è una questione che attiene alle giovani generazioni che richiede grande attenzione e il bonus ha anche questo significato. Insomma, nella fase che stiamo attraversando, questo provvedimento ha assunto un ruolo ben più ampio di quello che generalmente occupa. Come dicevo, è diventato uno dei punti di risposta al percorso di fuoriuscita dalla crisi e, pertanto, annuncio il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie (SVP-PATT, UV). (Applausi) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, non è facile prendere la parola in un momento così drammaticamente difficile per il mondo intero. Noi stiamo parlando di un ridicolo decreto - e spiegherò perché faccio una tale affermazione - mentre c'è il rischio che questa notte sia scoppiata una guerra potenzialmente mondiale e purtroppo in un contesto nel quale il nostro Paese e l'Europa si sono dimostrati e si stanno dimostrando assolutamente assenti. Ebbene, in mezzo a tutto questo, discutiamo di un decreto sul quale sarà posta l'ennesima fiducia e che arriva all'esame dell'Assemblea del Senato nell'indifferenza di un Parlamento ormai abituato. Solo pochi giorni fa i miei colleghi - ricordo che solo il Gruppo Fratelli d'Italia di fatto si è impegnato nella discussione generale di questo provvedimento - hanno detto che saremmo arrivati alla apposizione della questione di fiducia, e così è stato, mentre il Presidente della Repubblica aveva chiesto alle Camere, e ovviamente al Governo, un rinnovato ruolo di responsabilità. La conclusione è che tutti coloro che si sono riempiti di gioia e si sono spellati le mani per le parole usate in occasione dell'elezione del nostro Presidente della Repubblica non hanno lasciato passare che poche ore per andare di nuovo verso il voto di fiducia. Dunque voti di fiducia, discussioni generali che vengono disertate, dichiarazioni di voto di cui - come è successo un mesetto fa - vengono consegnati testi scritti, senza che siano nemmeno lette e annunciate in Parlamento. Il ruolo della nostra democrazia tende, quindi, ad essere assimilabile sempre più a una forma di Governo parlamentare, a una forma di Parlamento soggiogato, con un Governo che viene qui semplicemente per avere una formale autorizzazione a procedere, che non è quella prevista per i magistrati, ma quella che a noi in questo caso viene richiesto di dare. Nel merito, signor Presidente, vorrei dire che solamente il Gruppo Fratelli d'Italia può rivendicare di essere riuscito a fare qualcosa di buono alla Camera dei deputati; lo sottolineo: alla Camera, perché qui in Senato non abbiamo potuto analizzare il provvedimento nemmeno nelle Commissioni. Ricordo che la Commissione finanze, di cui sono membro, non ha neanche espresso il proprio parere, anche come forma di protesta unanime perché non ci sono più nemmeno il tempo e il modo di lavorare. Esprimo certamente, e in ogni caso, la mia solidarietà personale al ministro D'Incà, perché credo che nessun Ministro per i rapporti con il Parlamento abbia dovuto fare certe figure per così tante volte. Personalmente a lui tributo la mia solidarietà, ma politicamente è davvero profonda l'amarezza per quello che sta succedendo. Noi di Fratelli d'Italia siamo fieri di rivendicare di aver ottenuto la proroga per l'abbassamento del tetto del contante, che quindi per quest'anno non passa a 1.000 euro, ma rimane a 2.000 euro; sarebbe stato davvero demenziale, in un momento in cui il nostro turismo e il nostro commercio stanno soffrendo, dover richiedere tutto questo agli stranieri che già non vengono in Italia perché gli chiediamo il green pass e vanno invece - giustamente - in Paesi più intelligenti del nostro, che tra l'altro, nonostante tutto, hanno magari meno problemi di noi e nei quali il green pass non è richiesto. Non solo questo, quindi: con tale misura facciamo anche in modo che quegli stranieri vadano a fare acquisti all'estero, magari nella confinante Austria, dove possono utilizzare il contante senza dover ricorrere ad altri mezzi di pagamento. Il risultato è quindi rivendicato con orgoglio da Fratelli d'Italia, mentre il Governo credo abbia ben poco da rivendicare. Il collega Steger, che mi ha preceduto, ha parlato del bonus psicologo. Nel merito sono d'accordo - ci mancherebbe - a fronte di un Governo che ha fatto della DAD una filosofia di vita e che, imperterrito, ha proseguito con green pass assurdi, che non servono a nulla, così come dimostrato da loro stessi. Condivido questo bonus , ma non mi è stato consentito presentare l'emendamento che avrei voluto a causa dell'apposizione della fiducia: avrei voluto proporre che il costo fosse a carico del ministro Speranza, visto che il bonus psicologo è da addebitare all'incongruenza politica di chi ha voluto gestire la pandemia in questo modo vergognoso. Non sono il cittadino e la fiscalità generale a doversi assumere il costo del bonus psicologo, ma deve essere il Ministro che, imperterrito, con l'avallo del Governo, è rimasto al suo posto, continuando con una politica sanitaria che in tutta Europa non ha eguali per chiusure e restrizioni, con danni alle persone - altrimenti non ci sarebbe bisogno del bonus psicologo - e all'economia, come abbiamo visto. Ma non basta. Cosa avete fatto, signori del Governo, sul tema dell'energia? Come ho detto, siamo alle porte di una guerra che rischia di essere mondiale. Il problema energetico è gravissimo. Nel nostro Paese non c'è una politica energetica da anni: l'energia nucleare non si può nominare - anche se intanto la compriamo dai Paesi che la producono - e non bisogna nemmeno estrarre gas perché sembra questo distrugga l'ambiente. Quindi, niente gas. Dopo, però, le aziende non riescono più a essere competitive sui mercati e le famiglie probabilmente non riusciranno più a scaldarsi. Vorrei capire dal MoVimento 5 Stelle se è il caso di chiudere anche il gasdotto TAP. Vogliamo bloccare anche il gas che viene dall'Africa?