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Vogliamo ricordare l'esperienza della Lombardia, dove si è registrato un boom degli iscritti pari a più 140 in quattro anni. Quindi, è più che mai necessario avere una situazione di omogeneità, proprio perché ci sono delle situazioni di differenza fra il Centro e il Sud. Noi parliamo oggi di una realtà che comprende ben 120 istituti, 766 corsi attivi, quasi 20.000 studenti e più di 3.000 soggetti partner coinvolti, tra i quali più di 1.000 imprese e più di 100 associazioni di imprese. Come dicevo, questo disegno di legge si pone in linea con gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, perché prevede il potenziamento di un modello organizzativo e didattico, il consolidamento degli ITS nel sistema ordinamentale dell'istruzione terziaria professionalizzante e, quindi, la loro presenza attiva nel tessuto imprenditoriale dei singoli territori, nonché l'integrazione con il sistema universitario. Ci sono risorse importanti per rafforzare la proposta formativa, pari a circa un miliardo e mezzo di euro. Abbiamo voluto privilegiare in modo particolare quella che è stata giustamente definita la genialità delle mani, e cioè la dimensione tecnologica, se volete, applicata alle filiere produttive e dei servizi, che è diventata sicuramente uno degli aspetti da considerare con la massima attenzione sotto il profilo culturale e formativo. Riteniamo soprattutto che essa colmi un gap del sistema formativo italiano di carattere nazionale, che abbiamo sempre sottolineato. Accanto all'università e alle istituzioni dell'Afam, era ed è necessaria un'offerta organica di percorsi formativi per il diploma terziario, di durata biennale e triennale. Riteniamo importantissimo che si chiamino oggi accademie per l'istruzione tecnologica superiore, perché è giusto che abbiano, anche da un punto di vista prettamente nominalistico, la dignità importantissima che hanno all'interno del XXI secolo; e poi perché sono ovviamente collegate alle scuole delle imprese. Sono importanti sicuramente il collegamento e l'equilibrio individuati con l'università, tutta la parte che attiene alla modifica della governance delle fondazioni, la stabilità dei finanziamenti, la valorizzazione della componente docente che proviene dalle imprese e i percorsi di orientamento per gli studenti, nonché naturalmente tutti i requisiti previsti per l'accreditamento e la creazione di un comitato nazionale con la partecipazione del Ministero, composto in modo particolarmente allargato. La missione e l'identità che hanno gli istituti tecnici superiori fanno sì che diventino una parte integrante che rafforza la partecipazione delle imprese, soprattutto piccole e medie, nei centri di ricerca pubblici e privati e delle fondazioni, con riferimento ai piani di innovazione tecnologica gestiti dalle amministrazioni centrali. È rilevante anche la parte che attiene alle dotazioni logistiche, strumentali e personali, il tutto nell'ambito di un quadro di leale collaborazione per il sistema di accreditamento e lo sviluppo nei campus tra lo Stato e le Regioni, perché è un sistema che non può prescindere da una collaborazione con le stesse Regioni. Hanno detto anche autorevoli colleghi prima di me che siamo di fronte a una normativa che costituisce una svolta, a cui giustamente il Parlamento ha dedicato tempo, attenzione e soprattutto la volontà di lavorarci al meglio. Il rafforzamento dei raccordi tra gli ITS Academy, il sistema universitario e l'Afam, le nuove aree tecnologiche, la suddivisione dei percorsi degli ITS in due livelli, la ridefinizione dei soggetti fondatori, la ridefinizione della governance , il rafforzamento della sinergia con le imprese, il sistema di accreditamento, il monitoraggio, la valutazione e l'istituzione di un fondo ad hoc , la logica della programmazione triennale, la promozione di elargizioni liberali con l'introduzione di un credito di imposta e il potenziamento del diritto allo studio sono sicuramente un pilastro fondamentale per rendere il nostro Paese al passo con tempi che corrono molto più di quanto immaginiamo, ma soprattutto al passo con un'Europa che non ci deve insegnare veramente niente da questo punto di vista. (Applausi) . SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Ministro e membri del Governo, qualche giorno fa ho avuto l'onore di partecipare nella mia città, Parma, al conferimento dei nuovi titoli di maestri del lavoro a cura della Federazione nazionale maestri del lavoro. La cosa che più mi ha colpito durante l'evento, oltre alla varietà delle professionalità premiate, è stata l'illustrazione dei progetti che la Federazione stessa ha messo a punto e sta portando avanti, dalla scuola primaria alla maturità, con l'obiettivo di favorire l'inserimento delle giovani leve nel mondo del lavoro, aiutandole nella loro formazione e nelle scelte professionali. Si tratta di progetti modulati e differenziati a seconda dell'ordine e grado di scuola, a conclusione dei quali viene chiesto agli studenti di esprimersi sull'esperienza e sulle loro aspettative. Proprio in uno di questi commenti è stato scritto che bisognerebbe riconoscere i sogni dei bambini e trasformarli in interessi e passioni, così che la costanza, la voglia e le abilità abbiano modo di nascere nella persona e di alimentarsi nel tempo, fino a diventare professione. È una frase che mi ha fatto molto riflettere sulla responsabilità che abbiamo in quanto legislatori nello stimolare e accompagnare i giovani verso scelte di formazione culturale e professionale che rispecchino realmente le loro capacità e le loro aspirazioni; una responsabilità che va di pari passo con un'organizzazione e un funzionamento adeguati degli istituti di istruzione e formazione a tutti i livelli e in tutti gli indirizzi, dalla scuola primaria a quella secondaria, dall'indirizzo umanistico a quello matematico, scientifico e professionale. Tale responsabilità è ancora più accentuata dal fatto che la scuola e tutto il sistema di istruzione è in un momento di grande trasformazione dal punto di vista didattico e anche di adeguamento alle necessità del settore lavorativo. In questo contesto giocano un ruolo importante gli ITS, la cui ridefinizione della missione e dell'organizzazione è stata chiesta in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza ed è stata affidata un disegno di legge di iniziativa parlamentare in seconda lettura qui al Senato e oggi in discussione in quest'Aula. Per illustrare il motivo per cui gli ITS giocano un ruolo importante nel contesto del sistema di istruzione vale la pena ricordare che, quando parliamo di ITS, facciamo riferimento a percorsi post diploma superiore, che offrono una formazione tecnica altamente qualificata per entrare subito nel mondo del lavoro. I corsi ITS, infatti, sono realizzati in collaborazione con imprese, università, centri di ricerca ed enti locali per sviluppare nuove competenze in aree tecnologiche considerate strategiche per lo sviluppo economico e per la competitività del Paese.