[pronunce]

che, ad avviso della rimettente, il rilievo varrebbe particolarmente per il settore dell'agricoltura, e segnatamente per i compiti di disciplina generale, di elaborazione e di coordinamento delle linee di politica agricola, agroalimentare e forestale, trattandosi di funzioni — attribuite dal regolamento oggetto di controllo al Ministero delle politiche agricole e forestali — che nelle censure svolte con il precedente atto di rimessione si indicavano essere riservate all'esercizio in via legislativa, tramite leggi-cornice, ovvero attraverso atti di indirizzo e coordinamento adottati dal Governo nella sua collegialità, ma che oggi dovrebbero dirsi limitate a quest'ultima modalità, non essendo più consentita neppure l'emanazione di leggi-quadro in una materia che è affidata alla potestà legislativa esclusiva delle Regioni; che, parimenti, ne risulterebbero rafforzate anche le censure relative all'art. 2 del decreto legislativo n. 173 del 1998 [indicate alla lettera (h)], che concerne l'attribuzione al Ministero delle politiche agricole e forestali della competenza relativa ai procedimenti inerenti la meccanizzazione agricola, oggi ricadente nell'ambito di potestà legislativa esclusiva regionale; che conclusivamente la Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato ritiene che le questioni di legittimità costituzionale sollevate con il precedente provvedimento siano tuttora rilevanti, ai fini della determinazione ch'essa è chiamata a prendere, e siano non manifestamente infondate; che nel giudizio così promosso è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo una declaratoria di inammissibilità o, in subordine, di infondatezza. Considerato che la Corte dei conti, Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato, nel corso dell'esame, ai fini della relativa registrazione, del d.P.R. 28 marzo 2000 n. 450 (Regolamento di organizzazione del Ministero delle politiche agricole e forestali), ha sollevato questioni di legittimità costituzionale: (a) dell'art. 55, comma 6, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59), per violazione dell'art. 76 della Costituzione, «in correlazione alla violazione degli artt. 11 e seguenti della legge n. 59 del 1997» [legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa)] «che non prevedono il rinvio dell'efficacia»; (b) degli artt. 33 e 34 del decreto legislativo n. 300 del 1999, nonché degli artt. 1, 2, commi 1 e 2, 3, comma 2, 4 e 5 del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143 (Conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione dell'Amministrazione centrale), per violazione degli artt. 70, 76, 95, 117 e 118 della Costituzione e delle norme in materia di agricoltura contenute negli statuti delle regioni a statuto speciale, «in relazione alla mancata attuazione e alla violazione degli artt. 1, 3, 4, 8, 11, comma 1, lettere a) e b), 12 e 14 della legge n. 59 del 1997»; (c) «in particolare» dell'art. 33, comma 3, lettera b), del decreto legislativo n. 300 del 1999, per violazione dell'art. 76 della Costituzione «in relazione alla violazione degli artt. 11 e seguenti della legge n. 59 del 1997 (che non consentono la attribuzione di nuove funzioni ai Ministeri)»; (d) «in subordine», dell'art. 78 del decreto legislativo n. 300 del 1999, nonché degli artt. 1, 2, commi 1 e 2, 3, comma 2, 4 e 5 del decreto legislativo n. 143 del 1997, per violazione degli artt. 70, 76, 95, 117 e 118 della Costituzione e delle norme in materia di agricoltura contenute negli statuti delle regioni a statuto speciale, «in relazione alla mancata attuazione e alla violazione degli artt. 1, 3, 4, 8, 11, comma 1, lettere a) e b), 12 e 14 della legge n. 59 del 1997»; (e) degli artt. 33, 34 e 55, comma 6, del decreto legislativo n. 300 del 1999, per violazione dell'art. 76 della Costituzione in relazione alla violazione dell'art. 11, comma 3, della legge n. 59 del 1997; (f) «in subordine», dell'art. 78 del decreto legislativo n. 300 del 1999, per violazione dell'art. 76 della Costituzione in relazione alla violazione dell'art. 11, comma 3, della legge n. 59 del 1997; (g) dei seguenti decreti legislativi: (g.1) decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165 [Soppressione dell'AIMA e istituzione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59], (g.2) decreto legislativo 15 giugno 2000, n. 188 [Disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, recante soppressione dell'AIMA e istituzione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59], (g.3) decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419 (Riordinamento del sistema degli enti pubblici nazionali, a norma degli articoli 11 e 14 della legge 15 marzo 1997, n. 59), limitatamente all'art. 6, commi 2, 5 e 7, (g.4) decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 449 [Riordino dell'Unione nazionale per l'incremento delle razze equine (UNIRE), a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59], (g.5) decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 454 (Riorganizzazione del settore della ricerca in agricoltura, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59), per violazione - quanto a tutti gli atti normativi in questione - dell'art. 76 della Costituzione in relazione alla violazione dell'art. 11, comma 3, della legge n. 59 del 1997;