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Disposizioni in materia di elicicoltura. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge nasce dalla necessità di disciplinare un campo fino ad ora lasciato alla libera iniziativa, quanto mai lodevole, di chi ha saputo coniugare passione per un'area poco conosciuta della zootecnia ed eccellenza nell'allevamento delle lumache, dando al mercato un prodotto di buona qualità in un ambito legislativo assolutamente carente per molti aspetti. L'intento del disegno di legge è quello di fornire agli operatori del settore uno strumento il più completo possibile che permetta di regolamentare e migliorare le condizioni di produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti dell'elicicoltura nell'ambito dell'intera filiera alimentare, con riguardo anche alle condizioni di benessere animale. Questa proposta ha quindi l'ambizione di formulare regole più certe per l'organizzazione della produzione ed il controllo complessivo della qualità della filiera relativa alle lumache d'allevamento in grado di garantire i consumatori consentendo in egual misura una crescita dei consumi di queste carni alternative ad alto valore biologico. A tal fine, l'articolo 1 del disegno di legge definisce il quadro normativo nazionale del comparto elicicolo, finalizzato a disciplinare in particolare: la raccolta e l'allevamento; gli utilizzi, la macellazione e il confezionamento; il trasporto, la distribuzione e la commercializzazione; le specie allevabili e commercializzabili; l'anagrafe nazionale e la tracciabilità; la sicurezza, le sanzioni e i controlli; l'informazione e l'educazione alimentare. L'articolo 2, ai fini della corretta applicazione della legge, reca le definizioni di elicicoltura e di chiocciole mentre l'articolo 3 disciplina le modalità della raccolta delle chiocciole che è consentita, esclusivamente nelle ore diurne, per scopi alimentari e terapeutici, per il solo uso e il consumo diretti e per quantitativi non superiori a 24 capi giornalieri per persona, nella sola stagione autunnale, vietando la raccolta di quelle con diametro conchigliare inferiore ai 3 centimetri. Le disposizioni sulla raccolta non si applicano nei confronti di coloro che svolgono attività di allevamento elicicolo regolarmente autorizzati. L'articolo 4, infatti, stabilisce che l'attività di allevamento elicicolo è in tutte le sue articolazioni attività agricola di allevamento a tutti gli effetti di legge ed è tenuta ai medesimi obblighi e fruisce del medesimo trattamento fiscale e previdenziale. Gli impianti di allevamento elicicolo devono, in ogni caso, in relazione alle aree della raccolta, dell'allevamento all'aperto e della riproduzione delle chiocciole, rispettare alcune prescrizioni: il divieto di alterare o danneggiare l'assetto idrogeologico, faunistico e floreale, nonché l'afflusso idrico e la composizione chimica dei corsi d'acqua; il divieto di effettuare ogni forma di discarica o movimentazione del terreno, con la sola eccezione degli interventi necessari per assicurare la sicurezza urbana o l'incolumità pubblica; l'obbligo di bonificare i terreni sottoposti a trattamenti chimici prima del riposizionamento delle chiocciole. L'articolo 5 disciplina le modalità di utilizzo delle chiocciole provenienti dall'allevamento. In particolare, l'allevamento e il commercio delle chiocciole per scopi alimentari, cosmetici, farmaceutici, industriali e terapeutici è consentito esclusivamente qualora provenienti da impianti all'aperto o, se di importazione, qualora corredate da certificazione sanitaria che ne attesti la salubrità ovvero da documentazione idonea a definire la tracciabilità del prodotto nel rispetto della vigente normativa dell'Unione europea. L'articolo 6 disciplina le modalità di commercializzazione della « bava di lumaca ». In particolare, si prevede che è possibile mettere in commercio esclusivamente la bava di lumaca estratta da chiocciole prevenienti da allevamenti, prodotta attraverso un procedimento corredato da una certificazione dei servizi veterinari dell'Azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente, che attesti l'assenza di morte per gli animali sottoposti al procedimento e l'assenza di sofferenza degli animali causata da attività di stimolazione di natura meccanica o di esposizione diretta a percentuali superiori al 6 per cento di acido citrico o di cloruro di sodio. L'articolo 7 reca disposizioni sulla macellazione, il trasporto e la distribuzione delle chiocciole provenienti da allevamento. In particolare, gli operatori del settore alimentare che preparano chiocciole utilizzate per il consumo umano devono conformarsi ai seguenti requisiti: le chiocciole devono essere macellate in uno stabilimento costruito, sistemato ed attrezzato a tal fine; lo stabilimento in cui sono preparate le chiocciole deve avere un locale riservato al deposito e alla macellazione e tale locale deve essere fisicamente separato da quello adibito alla preparazione; le chiocciole che muoiono al di fuori della macellazione nello stabilimento non devono essere preparate per il consumo umano; le chiocciole devono essere oggetto di un esame organolettico effettuato per campionamento. Se tale esame indica che possono rappresentare un pericolo, non devono essere utilizzate per il consumo umano. L'articolo 8 definisce le specie di chiocciole provenienti da impianti di allevamento elicicolo che possono essere commercializzate. Le chiocciole in commercio provenienti da allevamento all'aperto devono essere accompagnate da idonea autocertificazione rilasciata dall'allevatore, dalla quale risultino l'indicazione della quantità, della tipologia di animale, dell'allevamento all'aperto di provenienza, della salubrità ambientale del luogo ove sono raccolte, allevate e riprodotte e del nutrimento unicamente vegetale o di derivazione esclusivamente vegetale ad esse somministrato. Le chiocciole provenienti da importazione devono essere confezionate e corredate, per ogni singolo lotto uniforme, da certificazione sanitaria che ne attesti la salubrità, ovvero da documentazione idonea a definire la tracciabilità del prodotto nel rispetto della vigente normativa dell'Unione europea. L'articolo 9 individua, salvo che il fatto costituisca reato, le sanzioni amministrative pecuniarie per gli illeciti e le violazioni delle norme contenute nell'articolato del disegno di legge. L'articolo 10, infine, prevede che, con decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, siano definite le tipologie di prodotto del settore elicicolo per le quali è obbligatoria l'indicazione del luogo di provenienza. Inoltre, si stabilisce che con apposito provvedimento del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali siano definiti i contenuti minimi dei disciplinari produttivi necessari per autorizzare l'utilizzo del marchio « Made in Italy ». 1 (Finalità) 1 La presente legge è finalizzata a disciplinare l'attività di elicicoltura nei seguenti ambiti: a raccolta e allevamento; b utilizzo, macellazione e confezionamento; c trasporto, distribuzione e commercializzazione; d specie allevabili e commercializzabili; e anagrafe nazionale e tracciabilità; f sicurezza, sanzioni e controlli; g informazione ed educazione alimentare.