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Anche questo è un provvedimento importante, perché va incontro all'esigenza di semplificazione espressa a gran voce dalle imprese agricole. Molti altri emendamenti hanno avuto riscontro positivo. Oltre alle luci che accenderà questo provvedimento sugli italiani, rimangono ancora delle ombre, signor Presidente, che dovranno essere assolutamente chiarite nel prossimo provvedimento. Sono ombre che in parte oscurano oggi i volti di centinaia di migliaia di lavoratori agricoli, che con i nostri emendamenti avremmo potuto tutelare, illuminando naturalmente i loro volti da subito. In occasione del 1° maggio dai media è stato dato troppo peso alle polemiche e troppo poco, invece, ai lavoratori, soprattutto quelli che ora sono disoccupati, quelli che sono in cassa integrazione e quelli che hanno un reddito vicino alla soglia di povertà. (Applausi) . Noi abbiamo proposto un emendamento importante: l'indennità per i lavoratori stagionali agricoli, che mirava ad eliminare una disparità di trattamento a carico degli stessi lavoratori stagionali, sia dell'agricoltura, sia della pesca. Questi sono stati infatti esclusi dall'erogazione dell'indennità, prevista all'articolo 10 del decreto-legge per tutte le altre categorie, a cui è stata quindi riconfermata, come ai lavoratori stagionali appartenenti a settori diversi dal turismo e ai lavoratori occasionali. Volevamo con un emendamento sanare questa disparità. Non ci siamo riusciti, ma speriamo di farlo a breve. Vi è poi il sostegno ai lavoratori del comparto della trasformazione, manipolazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e zootecnici: la nostra proposta era finalizzata a colmare un vuoto importante, perché alla fine, con l'utilizzo della nuova assicurazione per l'impiego, non si è potuto fare. Lo stesso discorso vale per l'imprenditoria femminile agricola. L'abbiamo detto più volte: è necessario riuscire a dare alle oltre 200.000 imprese agricole presenti nel nostro Paese un sostegno e una soddisfazione economica, con un sistema di investimenti che possa essere supportato dal Governo tramite Ismea. Signor Presidente, da quest'Aula oggi deve partire un messaggio chiaro al Governo e a tutto il Paese, un messaggio di ritorno alla vita. Dobbiamo riaprire, eliminare il coprifuoco e dare a centinaia di migliaia di imprese la possibilità di lavorare, di faticare, ma anche di arrivare la sera ad essere soddisfatti ed orgogliosi della propria attività. Il piano vaccinale sembra funzionare; proseguiamo su questa strada. Prima gli italiani sempre. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, quella di sabato scorso è stata una festa dei lavoratori diversa per il secondo anno consecutivo. Mai avremmo immaginato in passato di dover pensare al mondo del lavoro e dell'impresa come stiamo facendo in questi mesi, anzi da oltre un anno. Il decreto sostegni al nostro esame va inteso non solo come un necessario supporto a tutte le aziende, imprese o liberi professionisti, ma come l'ennesima, valida spinta per la sopravvivenza dell'intero tessuto produttivo e lavorativo italiano. Come ho già sottolineato nei miei precedenti interventi in quest'Aula, il provvedimento odierno è la naturale prosecuzione del buon lavoro iniziato con il Governo Conte II. Inizialmente ci fu un decreto liquidità per dare sostegno a tutte le imprese italiane; poco prima ci fu il cosiddetto decreto cura Italia e subito dopo il decreto rilancio per supportare tutti i lavoratori italiani bloccati dalla crisi pandemica con ristori a fondo perduto. Dopo l'estate dello scorso anno arrivò il decreto agosto, seguito da quattro decreti ristori, poi confluiti in un unico testo. Non lasciammo soli i nostri cittadini e non li lasceremo soli mai, a maggior ragione adesso. Le istanze che ci arrivano quotidianamente sono due: riaperture e sostegno. Le prime stanno arrivando, seppure con la necessaria prudenza, perché nessuno ha interesse a rendere più complicata l'esistenza di chi è in difficoltà e certe strumentalizzazioni per intestarsi cose già stabilite da tutti mi indignano. Sugli aiuti si continua a lavorare giorno dopo giorno per garantire a tutti un adeguato sostegno. Come vedete, questo decreto-legge - cui seguirà anche un secondo testo di supporto economico - è una norma necessaria per la stessa sopravvivenza del nostro tessuto economico. La storia è l'unico metro di paragone a cui possiamo riferirci per valutare le azioni che stiamo compiendo. Stiamo attraversando la più grave crisi economica dal dopoguerra. Allora furono gli aiuti statunitensi con il Piano Marshall a permettere la ripartenza roboante della nostra economia; la differenza rispetto ad allora è che gli anticorpi per contrastare una crisi economica ce li siamo costruiti in casa. La costituzione di un'Unione europea forte e unita ha permesso di strutturare meccanismi che ci permetteranno di uscire da questa crisi con le nostre sole forze. Se uniamo gli sforzi economici fatti negli scorsi mesi con diversi scostamenti di bilancio ai fondi ingenti che arriveranno dall'Europa con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ecco che possiamo guardare con maggiore fiducia agli anni a venire. Anzi, voglio essere ancora più netto: dobbiamo guardare con fiducia ai prossimi mesi. Ci sono interi settori produttivi che chiedono certezze. Colleghi, spesso mi sono speso per portare in Parlamento le istanze del settore fieristico, e anche oggi desidero farlo lanciando, però, un monito: sappiate che se perderemo tempo, rimanendo nell'indecisione, perderemo quote di mercato a favore di piazze estere che si stanno già riorganizzando. Già abbiamo perso tempo per un'assurda crisi di Governo che grida ancora vendetta; non aggiungiamo danno a danno. Sono felice che in autunno ripartiranno grandi appuntamenti fieristici internazionali che da sempre si svolgono in Italia. A settembre riapriranno i battenti il salone del mobile di Milano e il Cersaie a Bologna: un appuntamento, quello del settore della ceramica, che conosco molto da vicino e che da sempre è stato nodale per l'internazionalizzazione delle nostre imprese. Il settore ceramico vive un momento molto delicato, con i costi produttivi che salgono anno dopo anno per l'incremento del costo delle materie prime e dei pallet, che rischiano di minare la ripresa. Non ha aiutato il blocco totale per oltre un anno delle fiere nostrane e internazionali. Per settori come la ceramica e l' export vale l'80 per cento del fatturato. Solo dando certezze sul futuro potremo difendere questa nostra leadership a livello globale. Personalmente ho presentato diversi emendamenti a questo testo per sostenere il settore; sono soddisfatto che ne sia passato almeno uno, presentato anche dal collega Collina, insieme ai colleghi Croatti, Castaldi, Trentacoste, Briziarelli, Modena, Angrisani, Marinello, Parrini, Augussori, Lonardo, e supportato anche dal collega Cassese della Camera, per sostenere una nicchia, piccola ma importante: quella della ceramica artistica. L'emendamento incrementa di 2 milioni di euro il fondo previsto dal decreto-legge rilancio per sostenere il comparto della ceramica artistica tradizionale rendendo disponibili 4 milioni di euro che potranno essere utilizzati dal settore nel 2021.