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Art. 25 (Conti delle Rappresentanze diplomatiche e consolari estere e delle organizzazioni ed enti internazionali; conti intestati a soggetti appartenenti allo Stato della Città del Vaticano) 1. Le Rappresentanze diplomatiche e consolari estere ed i rispettivi titolari o dipendenti stranieri, nonché le sedi in Italia di organizzazioni ed enti che esplicano attività, anche fuori del territorio della Repubblica, in conformità delle leggi e delle convenzioni interstatali istitutive riconosciute dallo Stato italiano, ed i soggetti che rivestano, nel territorio della Repubblica, la qualifica di rappresentanti o dipendenti di tali organizzazioni ed enti, che in base agli accordi internazionali sottoscritti dall'Italia godano di facilitazioni valutarie e di cambio, possono accreditare le somme, di cui sono destinatari in ragione dell'attività istituzionalmente svolta, in conti denominati "Rappresentanza estera" ed espressi in valuta o in lire. I conti in lire sono utilizzabili alla stregua di conti interni. In ogni caso, le disponibilità di detti conti (in lire e in valuta) sono liberamente trasferibili all'estero. 2. I soggetti non residenti appartenenti allo Stato della Città del Vaticano possono intrattenere presso banche abilitate conti esteri in valuta ed in lire di conto estero nei quali sono accreditabili esclusivamente le disponibilità per le quali detti soggetti assumono la qualifica di non residenti ai sensi dell'articolo 1 del Decreto del presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148. 3. Resta ferma per i soggetti di cui ai precedenti commi la possibilità di intrattenere nel territorio della Repubblica anche conti e depositi in lire non convertibili. Nota all'art. 25: Per il testo dell'art. 1 del testo unico delle norme di legge in materia valutaria, approvato con D.P.R. n. 148/1988, si veda la nota all'art. 1.