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Un dispositivo di sganciamento rapido deve permettere di sganciare il peso senza deviarne la posizione rispetto alle catene o alle funi metalliche di sostegno. 2.2. Sostegni del pendolo I perni del pendolo devono essere rigidamente fissati in modo che il loro spostamento in qualsiasi direzione non superi l'1% dell'altezza di caduta. 2.3. Ancoraggio 2.3.1. Il trattore deve essere ancorato al suolo per mezzo di dispositivi di attacco e di tensione a rotaie situate sul terreno e vincolate ad un basamento rigido di calcestruzzo. Le rotaie devono essere a distanza adeguata per permettere di ancorare il trattore conformemente alle figure 5, 6 e 7 del capo IV. Per ogni prova le ruote del trattore ed i cavalletti per gli assi devono essere collocati sul basamento rigido. 2.3.2. Oltre ai dispositivi di tensione e di attacco alle rotaie, l'ancoraggio comporta funi metalliche le cui dimensioni sono conformi alle prescrizioni indicate. Le funi metalliche sono del tipo rotondo a nucleo di fibra, 6 x 19, conformi all'ISO 2408. Il diametro nominale è di 13 mm. 2.3.3. Il perno centrale di un trattore articolato deve essere sostenuto e fissato in maniera da resistere agli urti anteriori, posteriori e laterali e alle prove di schiacciamento ; esso deve essere puntellato di fianco per gli urti laterali. Non occorre che le ruote anteriori e posteriori siano allineate se ciò può facilitare l'inserimento di adeguati puntelli. 2.4. Puntello delle ruote e trave 2.4.1. Come puntello delle ruote nell'urto laterale è usata una trave, conformemente alla figura 7 del capo IV. 2.4.2. Un travetto di legno tenero con sezione quadrata di circa 150 mm di lato deve essere fissato al terreno per bloccare gli pneumatici della parte opposta a quella che subisce l'urto, conformemente alle figure 5, 6 e 7 del capo IV. 2.5. Puntelli e funi di ancoraggio per trattori articolati 2.5.1. I trattori articolati devono essere forniti di puntelli e funi di ancoraggio supplementari. Scopo di questi ultimi è assicurare che la parte del trattore sulla quale è fissato il dispositivo di protezione sia vincolata in maniera equivalente a quella di un trattore non articolato. 2.5.2. Per le prove di urto e di schiacciamento sono forniti altri particolari nel capo III. 2.6. Dispositivo di schiacciamento Un dispositivo, illustrato nella figura 8 del capo IV, deve esercitare una forza verso il basso sul dispositivo di protezione in caso di capovolgimento attraverso una trave rigida, larga circa 250 mm, collegata al meccanismo di applicazione del carico da giunti universali. Appositi supporti degli assi devono impedire che gli pneumatici del trattore sostengano la forza di schiacciamento. 2.7. Apparecchiature di misura 2.7.1. Per le prove previste dai capi III A e III B deve essere utilizzato un dispositivo con un collare mobile di attrito strettamente fissato a una barra orizzontale per misurare la differenza fra la deformazione massima istantanea e la deformazione residua durante una prova d'urto laterale. 2.7.2. Per le prove previste dal capo III A, si deve poter determinare, dopo le prove il laboratorio, se una parte del dispositivo di protezione e entrata nella zona libera di cui al punto 2 del capo III A. 2.7.3. Per le prove previste dal capo III B si devono prevedere installazioni, che possono includere un meccanismo fotografico, atte a determinare, dopo le prove di laboratorio, se durante queste prove una parte qualunque del dispositivo di protezione è penetrata o è entrata in contatto con la zona libera di cui al punto 2 del capo III B. 2.8. Tolleranze Per le misure eseguite durante le prove valgono le seguenti tolleranze 2.8.1. per le dimensioni lineari misurate nella prova (eccetto il punto 2.8.2); dimensioni del dispositivo di protezione e del trattore, zona libera e deformazione degli pneumatici fissati al suolo per le prove d'urto: ± 3 mm; 2.8.2. altezza del peso pendolare per le prove d'urto: ± 6 mm; 2.8.3. massa pesata del trattore: ± 20 kg; 2.8.4. carico applicato nelle prove di schiacciamento ±2%; 2.8.5. angolo delle catene o delle funi di sospensione del peso nel punto d'urto: ± 2 gradi. 3. PROVE 3.1. Disposizioni generali 3.1.1. Svolgimento delle prove 3.1.1.1. L'elenco e lo svolgimento delle prove sono i seguenti. I numeri sono quelli dei punti dei capi III A e III B in cui sono descritte le prove: 1. urto posteriore: 1.1, 2. prova di schiacciamento posteriore: 1.4, 3. urto frontale: 1.2, 4. urto laterale: 1.3, 5. prova di schiacciamento anteriore: 1.5. 3.1.1.2. Se uno o più dei dispositivi di ancoraggio si sposta o si spezza durante la prova, questa va ripetuta. 3.1.1.3. Durante la prova non possono essere apportate riparazioni o registrazioni al trattore o al dispositivo di protezione in caso di capovolgimento. 3.1.1.4. Durante la prova il cambio del trattore deve essere in folle ed i freni sbloccati. 3.1.2. Interasse delle ruote L'interasse delle ruote posteriori va scelto in modo che durante le prove il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento non venga sostenuto, per quanto possibile, dagli pneumatici. 3.1.3. Smontaggio degli elementi che non possono determinare rischi Tutti gli elementi del trattore e del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento che, in quanto unità completa, costituiscono una protezione per il conducente, compreso il dispositivo di protezione contro le intemperie, sono forniti con il trattore che deve essere sottoposto alla prova. E ammesso smontare i vetri frontali, laterali e posteriori in vetro di sicurezza o in materiale analogo, nonché tutti i pannelli amovibili, attrezzature e accessori che non abbiano la funzione di rinforzare la struttura e che non possano determinare rischi in caso di capovolgimento. 3.1.4. Direzione dell'urto Il lato del trattore che riceve l'urto laterale è quello che può subire la massima deformazione. L'urto posteriore ha luogo sull'angolo più lontano dall'urto laterale e l'urto frontale sull'angolo più vicino all'urto laterale. 3.1.5. Pressione e deformazione degli pneumatici Gli pneumatici non devono contenere acqua. Le pressioni di gonfiaggio e le deformazioni degli pneumatici, una volta bloccati per le varie prove, devono corrispondere a quelle della seguente tabella: Parte di provvedimento in formato grafico 4. INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI 4.1. Si considera che un dispositivo di protezione in caso di capovolgimento presentato all'omologazione CEE ha soddisfatto le prescrizioni relative alla resistenza, se sono rispettate le seguenti condizioni 4.1.1. dev'essere esente da rotture o incrinature di cui al punto 3.1 dei capi III A e III B; 4.1.2. per le prove del capo III A: nessuna parte della zona libera deve fuoriuscire dalla zona protetta dal dispositivo di protezione in caso di capovolgimento. Per le prove del capo III B: