[pronunce]

Per le ragioni indicate, pertanto, essa violerebbe gli artt. 11 e 117, primo e quinto comma, Cost. e sarebbe, altresì, in contrasto con l'art. 76 Cost., in relazione all'art. 1, comma 8, della legge n. 308 del 2004 e con le attribuzioni regionali in materia di urbanistica. 13. - In prossimità dell'udienza pubblica del 5 maggio 2009, la Regione Valle d'Aosta ha depositato una memoria, nella quale ribadisce e sviluppa gli argomenti del ricorso e, per quanto attiene al presente giudizio, sostiene che l'avvenuta abrogazione e sostituzione delle disposizioni impugnate in tema di VAS, seppure satisfattiva, non faccia venire meno la materia del contendere, posto che, ai sensi dell'art 4, comma 1, del d.lgs. n. 4 del 2008, ai progetti per i quali, «alla data di entrata in vigore del “presente decreto”, la VIA è in corso, con l'avvenuta presentazione del progetto e dello studio di impatto ambientale, si applicano le norme vigenti al momento dell'avvio del relativo procedimento». 13.1. - Nel corso dell'udienza pubblica del 5 maggio 2009, peraltro, la difesa regionale ha affermato che la Regione Valle d'Aosta non ha più interesse alla impugnazione degli articoli 6 e 7, comma 3, del d.lgs. n. 152 del 2006, posto che il predetto art. 6 è stato abrogato e sostituito da parte degli artt. 14 e 9 del d.P.R. 14 maggio 2007, n. 90 (Regolamento per il riordino degli organismi operanti presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, a norma dell'articolo 29 del d.l. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248), ancor prima dell'entrata in vigore, in data 31 luglio 2007, della disciplina VAS contestata e posto che il predetto art. 7, comma 3, era stato censurato solo in via derivata dalla dedotta illegittimità dell'art. 6. 14. - Con ricorso notificato il 13 giugno 2006, depositato il successivo 16 giugno ed iscritto al n. 72 del registro ricorsi dell'anno 2006, la Regione Umbria ha impugnato gli artt. 25, comma 1, 35, comma 1, 42, comma 3, 55, comma 2, 58, comma 3, 63, commi 3 e 4, 64, 65, comma 3, lettera e), 95, comma 5, 96, comma 1, 101, comma 7, 148, 149, 153, comma 1, 154, 155, 160, 166, comma 4, 181, commi da 7 a 11, 183, comma 1, 186, 189, comma 3, 195, comma 1, 202, comma 6, 214, commi 3 e 5, del d.lgs. n. 152 del 2006. 14.1. - La presente decisione ha ad oggetto unicamente l'impugnazione delle predette disposizioni in riferimento all'art. 76 Cost. ed al principio di leale collaborazione, essendo oggetto di separati giudizi le ulteriori questioni di legittimità costituzionale proposte dalla ricorrente Regione Umbria avverso le medesime disposizioni, in riferimento a differenti parametri. 14.2. - Secondo la difesa regionale l'iter procedimentale (sopra ricordato sub 2) che ha portato all'emanazione del decreto legislativo – con particolare riguardo alle suddette disposizioni – non avrebbe rispettato i contenuti minimi della garanzia di partecipazione della Conferenza unificata, imposti dal principio di leale collaborazione e dalla stessa legge delega (art. 1, comma 4, della legge n. 308 del 2004) e da tali violazioni procedurali sarebbe derivata una lesione delle attribuzioni costituzionali delle Regioni e degli enti locali. 15. - In prossimità dell'udienza pubblica del 5 maggio 2009 la Regione Umbria ha depositato una memoria, nella quale, però, non svolge argomenti relativi alle censure oggetto del presente giudizio. 16. - Con ricorso notificato il 13 giugno 2006, depositato il successivo 16 giugno ed iscritto al n. 73 del registro ricorsi dell'anno 2006 la Regione Emilia-Romagna ha impugnato, tra gli altri, gli artt. 5, comma 1, lettere e), g) ed m), e 12, comma 2, del d.lgs. n. 152 del 2006. 16.1. - L'art. 5, comma 1, lettera e), definito il concetto di progetto di un'opera e di un intervento, dispone che la VIA viene eseguita sui progetti preliminari, senza prevedere la sottoposizione alle medesime procedure dei successivi progetti definitivi che contengano modifiche progettuali o nell'utilizzo delle risorse naturali o nell'immissione di inquinanti. La Regione Emilia-Romagna sostiene che la disposizione si porrebbe in contrasto con la direttiva 85/337/CEE (Direttiva del Consiglio concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati), come modificata dalla direttiva, 97/11/CE (Direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati) e, specificamente, con l'art. 2, comma 1, e col punto 13 dell'allegato II, che, invece prevedono tale obbligo e rileva che la Commissione europea, con il parere motivato 2002/5170 del 18 ottobre 2005, ha aperto una procedura di infrazione avverso l'Italia, in riferimento ad una analoga previsione contenuta nell'art. 20, comma 5, del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190 (Attuazione della legge 21 dicembre 2001, n. 443, per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale). 16.2. - L'art. 5, comma 1, lettera g), definisce la modifica sostanziale di un'opera o intervento, stabilendo che, per le opere o interventi per i quali nell'allegato III alla parte seconda del decreto sono fissate soglie dimensionali, costituisce modifica anche l'intervento di ampliamento, potenziamento o estensione qualora detto intervento,in sé considerato, sia pari o superiore al trenta per cento di tali soglie. La Regione Emilia-Romagna ritiene tale disposizione di non chiara lettura e sostiene che, qualora essa debba essere intesa nel senso che per aversi modifica sostanziale sia necessario che le soglie siano superate di oltre il trenta per cento, allora, la disposizione sarebbe in contrasto «con il punto 8 della direttiva 2003/35/CE, che ha previsto l'integrazione dell'allegato I della direttiva 85/337/CEE come modificata dalla direttiva 97/11/CE con il seguente punto “22. Ogni modifica o estensione dei progetti elencati nel presente allegato, ove la modifica o l'estensione di per sé sono conformi agli eventuali valori limite stabiliti dal presente allegato”». 16.3.