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C'è anche il tema della disparità tra settori. Ci sono comparti, ad esempio la pubblica sicurezza, le cui norme interne sulla sicurezza sono ferme a vent'anni fa. Serve dar vita al gestore unico delle informazioni sulla sicurezza sul lavoro, fondamentale per prevenire l'infortunio e non intervenire quando ormai è troppo tardi. Un altro aspetto da sottolineare, Presidente, riguarda il ricatto occupazionale: se ci sono degli ambienti di lavoro che non sono sicuri, questi, in una normale condizione occupazionale, potrebbero essere rigettati dal lavoratore, ma nel nostro Paese c'è una situazione in cui si accetta qualsiasi lavoro e in qualsiasi ambiente pur di riuscire a lavorare. (Applausi dal Gruppo M5S) . Negli ultimi vent'anni, il modello occupazionale italiano è stato il precariato, che rappresenta una delle cause a monte anche di questo tema. È fondamentale scardinare la logica del massimo ribasso che governa l'affidamento dei lavori sia pubblici sia privati (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) , soprattutto perché spesso questi lavori rientrano nel sistema del subappalto, situazione, questa, nella quale azienda e lavoratore non hanno tempo e modo di seguire un'adeguata formazione. Per non parlare dell'avvalimento, che è un altro di quegli strumenti che fa parte delle normative che vogliamo cambiare. Se vogliamo intervenire, permettendo a chi lavora di scegliersi un lavoro dignitoso, dobbiamo porre in essere uno strumento che esiste in tutti i Paesi europei, la flexicurity , la quale consente a chi viene espulso dal mondo del lavoro, o a chi cerca una nuova occupazione perché vede sul proprio luogo di lavoro, condizioni assolutamente non in linea con la legge di formarsi attraverso un centro per l'impiego realmente funzionante e poter essere reinserito da quel centro per l'impiego in un ambiente di lavoro che almeno rispetti più le comuni normative. Dobbiamo lavorare alla cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro, cominciando, come dicevo all'inizio, dagli edifici pubblici, dai luoghi di lavoro pubblico e dalle nostre partecipate di Stato, perché su questo lo Stato deve dare l'esempio e vedrete come tanti cittadini crederanno molto di più nelle leggi emanate in questi anni sulla sicurezza sul lavoro. L'azione di questo Governo sarà volta non solo a favorire la creazione di nuovi e stabili posti di lavoro al posto del precariato ma anche tutti coloro che lavorano in condizioni di totale insicurezza e che, oltre al lavoro, rischiano di perdere addirittura la propria vita grazie. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP e del senatore De Bertoldi). PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. È iscritto a parlare il senatore Durnwalder. Ne ha facoltà. DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Ministro, l'impegno contro le morti sul lavoro non ha colore politico. È grave che, in un Paese avanzato come l'Italia, se ne registrino così tante. Siamo contenti che sia un'informativa su questo tema a inaugurare la sua presenza come Ministro in quest'Aula. Qualcuno parla di bollettino di guerra, le morti bianche vanno a braccetto con la crisi economica e con il fatto che molte aziende hanno ridotto le spese in sicurezza dei luoghi di lavoro. Per questo si devono premiare con incentivi e sgravi fiscali quelle aziende che costruiscono le condizioni ottimali per l'incolumità dei lavoratori, che non sono solo quelle previste dalle norme ma costituiscono un impegno sostanziale, un atto di cura nei confronti dei lavoratori. Lo stesso devono fare i cittadini attraverso i loro comportamenti d'acquisto. Così come c'è una sempre maggiore attenzione verso quelle imprese che producono secondo principi etici di sostenibilità ambientale, i consumatori devono porre la stessa attenzione sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza. Insomma, ministro Di Maio, credo ci siano tanti margini di miglioramento dal punto di vista normativo e della sensibilità pubblica per contrastare il fenomeno. L'importante è che gli interventi siano sostanziali, puntino alla risoluzione del problema e non diventino solo una nuova incombenza burocratica. Nella scorsa legislatura, il Gruppo per le Autonomie ha più volte segnalato i problemi delle piccole e piccolissime imprese di montagna, soprattutto quelle agricole. Per queste imprese di ridotta dimensione e a conduzione perlopiù familiare, l'introduzione di nuove norme non ha portato a un miglioramento delle condizioni di sicurezza per la relativa semplicità del processo lavorativo e per il basso rischio dei macchinari adoperati. La burocrazia per aziende così piccole è un freno alla produzione e un disincentivo a continuare l'attività e questo in montagna è un problema anche per la tenuta del tessuto sociale e per la funzione di presidio del territorio per il contrasto al dissesto idrogeologico. È solo un esempio ed altri se ne potrebbero fare. Pertanto, signor Ministro, va bene operare per combattere questa piaga delle morti sul lavoro, ma facciamo in modo che le misure aggrediscano davvero il problema da cui origina il rischio. Si operi quindi con decisione, ma con grande attenzione, valutando attentamente tutti gli aspetti. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e M5S, e del senatore De Bertoldi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Laforgia. Ne ha facoltà. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, Signor Ministro, è impossibile, oltre che poco dignitoso, racchiudere in cinque minuti una discussione e una riflessione su un tema drammaticamente complesso come quello della sicurezza sul lavoro. La fotografia è quella che lei ha già fatto, signor Ministro: più di 300 morti dall'inizio di quest'anno e un incremento di più del 9 per cento rispetto agli stessi mesi dell'anno scorso. È una fredda contabilità, dietro alla quale poi si nascondono storie di lavoratori gravemente feriti proprio nel luogo in cui avrebbero dovuto sentirsi più protetti, cioè il proprio posto di lavoro, oppure storie di vite drammaticamente spezzate. Le proposte sono quelle che ho ascoltato anche in quest'Aula: lavorare sulla cultura della prevenzione, coinvolgendo sindacati e imprese; utilizzare i processi di automazione e innovazione tecnologica, proprio per svolgere i lavori più pericolosi; aumentare significativamente il numero degli ispettori sul lavoro. Va bene infatti il meccanismo premiale, ma se qualcuno non rispetta le regole è giusto che sia sanzionato e punito. Penso che si debba fare questo. Naturalmente anche le misure di defiscalizzazione degli investimenti per le spese che riguardano la sicurezza vanno bene e il Governo, se si avvierà velocemente nella direzione di misure di questo genere, troverà il nostro consenso. Dobbiamo però essere consapevoli di un punto: non si può affrontare il tema della salute e della sicurezza sul posto di lavoro e sul lavoro senza capire bene qual è il modello di organizzazione del lavoro - e, vorrei dire, dei sistemi di produzione - che si sta imponendo nel tempo che viviamo. L'ha detto in qualche modo anche lei, signor Ministro: