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Norme in materia di caregiver familiare. Onorevoli Senatori. – Con l'approvazione di un emendamento a prima firma della senatrice Laura Bignami, poi sottoscritto da oltre 155 senatori, inserito come comma 255 nell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), l'Italia ha riconosciuto, dopo un percorso durato oltre venti anni, la figura del caregiver familiare, allineandosi ad altri Paesi europei ed extraeuropei. Questa importante vittoria del diritto offre oggi al legislatore una nuova pagina in bianco, nel libro delle leggi della Repubblica italiana, tutta da scrivere. La figura del caregiver familiare è individuata dal citato comma 255 nella persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell'altra parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18. Sempre con l'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, al comma 254, è prevista l'istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale del caregiver familiare. Una copertura che, sebbene sia esigua e debba essere integrata e resa strutturale, permette di avviare alcune prime misure di sostegno effettivo per i caregiver familiari che siano riconosciuti tali secondo le norme contenute nel presente disegno di legge. La fine anticipata della XVII legislatura, con la sola eccezione dei due commi inseriti nella legge di bilancio, non ha di fatto consentito la puntuale definizione di norme atte a collocare la figura del caregiver familiare nell'ambito di un quadro giuridico di riferimento, capace di garantire la sua tutela non solo sotto il profilo del riconoscimento dell'attività svolta, ma anche sotto il profilo della formazione del complesso di quei diritti soggettivi da esso derivanti. È quindi compito dell'attuale legislatore prendere atto del lavoro compiuto nella XVII legislatura dalla 11ª Commissione del Senato in sede di esame dei disegni di legge nn. 2048, 2128 e 2266 e formulare, con il presente disegno di legge, una prima serie di norme ritenute imprescindibili per rendere pieno ed effettivo il riconoscimento del caregiver familiare già previsto dall'articolo 1, comma 255, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, delegando altresì il Governo ad adottare, in tempi rapidi, ulteriori disposizioni per il necessario coordinamento con le norme vigenti, al fine di una piena integrazione della figura del caregiver familiare nell'ordinamento giuridico della Repubblica italiana. Il presente disegno di legge si compone di 13 articoli. All'articolo 1 si definiscono le finalità del disegno di legge, con particolare riferimento al diritto di ciascuna persona a vivere nel proprio ambiente, alla partecipazione ed inclusione sociale e al diritto delle persone che la sostengono, curano e assistono alla libertà di affermare la propria personalità e a un degno ed adeguato livello di qualità di vita. All'articolo 2, al comma 1, si richiamano le definizioni di caregiver familiare e di assistito, recate dal citato comma 255 della legge 27 dicembre 2017, n. 205. Al comma 2 si precisa che, ai soli fini del riconoscimento delle misure previste dalla legge in favore dei caregiver familiari, lo stato di non autosufficienza dell'assistito è valutato in base alla classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF), adottata dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per classificare il funzionamento di una persona in un determinato momento e in un determinato ambiente attraverso la raccolta di informazioni su tutte le componenti: funzioni corporee, strutture corporee, attività e partecipazione, fattori ambientali e fattori personali. All'articolo 3 si dettano le norme in materia di scelta del caregiver familiare da parte dell'assistito. La scelta effettuata secondo la procedura di cui ai commi 1 e 2 può essere modificata o revocata ai sensi del comma 3. Con il comma 4 si preclude a tutti gli altri familiari lavoratori, fatta eccezione per i genitori, la facoltà di godere delle agevolazioni di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, cioè dei tre giorni di permesso mensili, in relazione allo stesso assistito. Con il comma 5 si prevede che il caregiver familiare si rapporti e si integri con gli operatori del sistema dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari-professionali che forniscono attività di assistenza e di cura, secondo quanto riportato dal piano assistenziale individuale (PAI), ove previsto. All'articolo 4, il comma 1 disciplina le procedure per la certificazione della qualifica di caregiver familiare, che viene rilasciata dall'INPS, secondo le modalità da questo stabilite, previa acquisizione della documentazione attestante i requisiti che devono essere posseduti all'atto della domanda. Il comma 2 disciplina le ipotesi di cessazione della qualifica di caregiver familiare; il comma 3 reca la clausola di invarianza finanziaria riferita all'INPS relativamente all'attuazione delle previsioni dell'articolo 4. All'articolo 5 si dettano norme per l'adeguamento dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e dei livelli essenziali di assistenza (LEA) in favore dei caregiver familiari. Il comma 1 demanda a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato secondo la procedura di determinazione dei LEP, la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni nel campo sociale che devono essere garantite ai caregiver familiari su tutto il territorio nazionale. Lo stesso comma 1 dispone circa il riparto annuale, tra le regioni, delle risorse allocate nel Fondo di cui all'articolo 1, comma 254, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, pari a 20 milioni di euro annui nel triennio 2018-2020, ai fini degli interventi di cui al successivo comma 2, che elenca appunto una serie di misure da ricomprendere nei LEP e da attribuire ai caregiver familiari, secondo le graduatorie formate sulla base di princìpi di equità e ragionevolezza, che tengano conto della situazione generale socio-economica del nucleo familiare dell'assistito oltre che della valutazione della gravità della patologia e del grado di non autosufficienza.