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LONARDO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (Misto) . Signor Presidente, ho presentato nel tempo più di 80 interrogazioni ed ho ricevuto risposte soltanto all'otto per cento di esse, quindi soltanto a dieci. Si sono susseguiti più Governi, con maggioranze diverse, ma l'atteggiamento è rimasto sempre uguale: scarsissima attenzione alle voci che provengono dal territorio e che, attraverso i parlamentari, vogliono giungere fino all'Esecutivo. I cittadini aspettano risposte ed attenzione, invece devo riscontrare che ricevono soltanto indifferenza: ne sono la testimonianza. Tra le tante interrogazioni cui invano aspetto risposte, quella per cui oggi rivolgo un accorato appello al Ministro affinché mi dia riscontro è la 4-05324 , in riferimento alle cartelle dell'Agenzia delle entrate-Riscossione e alla rateizzazione per il periodo 2020/2021. L'Agenzia delle entrate sta applicando sanzioni ed interessi che, sommati, giungono a soglie di assoluto allarme, ben oltre il 100 per cento dell'imposta, a seguito della decadenza del beneficio del pagamento rateale. Tanti sono i contribuenti, persone fisiche e giuridiche, che non sono riusciti ad ottemperare ai pagamenti rateali verso il fisco a causa della pandemia, che ha determinato pesanti cali di liquidità per gli scarsi consumi e l'attivazione della cassa integrazione Covid. L'Agenzia delle entrate non può richiedere l'intero pagamento del debito, aggravato da interessi e sanzioni, nel termine di sessanta giorni solo a seguito di un ritardato pagamento, a volte anche soltanto di una sola rata, e la conseguenziale decadenza dal beneficio del termine, data la straordinarietà della crisi economica in cui vive il Paese. Interessi e sanzioni così alti praticati dall'Agenzia delle entrate indeboliscono fortemente la battaglia che lo Stato conduce nella lotta all'usura, ritenendola un fenomeno da contrastare con forza. Per questo, proprio in questo momento di grave recessione economica, è necessario porre rimedio. Ho chiesto al Ministro di sapere le ragioni per cui il Governo non vigila attentamente sull'applicazione del tasso di interesse e sulle sanzioni applicate dall'Agenzia delle entrate che, secondo calcoli effettuati, supera il 100 per cento di ricarico sull'imposta dovuta; se e quali iniziative di competenza il Ministro intenda inserire nei prossimi provvedimenti, al fine di determinare più eque condizioni di pagamento per coloro che sono decaduti dal beneficio della rateizzazione, della definizione agevolata o della rottamazione. Ho chiesto, inoltre, se non ritenga di assumere una decisione urgente per porre rimedio alla succitata condizione di squilibrio adottata dall'Agenzia delle entrate nei confronti dei contribuenti italiani. Queste sono le domande che ho posto al Ministro e mi auguro che possano arrivare presto le risposte, non per me, ma per i cittadini. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, quelle che sto per leggere sono le parole di uno dei più importanti uomini che hanno reso e ancora oggi rendono la pesca sportiva italiana famosa nel mondo, che più volte è stato premiato in ambito sportivo, è scrittore di libri e documentarista e quindi anche figura di riferimento per questo importante settore. Si chiama Roberto Ripamonti e mi scrive in merito a una problematica seria, quella delle reimmissioni: «Caro Simone, come ben sai la pesca sportiva in Italia muove un dinamico ed importante tessuto sociale, culturale, sportivo e produttivo; è un importante vettore per portare i più giovani verso l'aria aperta, è svago per i più anziani, è sana e funzionale attività per i disabili. I praticanti sono più di due milioni, l'indotto supera i tre miliardi di euro e sono oltre 15.000 i lavoratori in tutto il settore. La pesca sportiva è anche uno strumento turistico e conseguentemente vettore economico di rilevante importanza per tutti i territori bagnati dai fiumi, dai laghi, dai torrenti e spesso è l'unica vera attrattiva turistica a fronte di un indotto. In Nazioni limitrofe (Austria, Croazia, Bosnia e Slovenia) questa attività è strutturata e attira decine di migliaia di appassionati in tutta Europa per beneficiare delle acque gestite con criteri imprenditoriali ma rispettosi dell'ambiente naturale. I nostri corsi d'acqua sono oggetto di minacce che vanno dagli scarichi industriali al prelievo idrico al bracconaggio, per non parlare della mortale presenza di specie ittiofaghe quali il cormorano, vero distruttore di stock ittici dei torrenti. I ripopolamenti, quindi, sono l'unico vero strumento di ripristino degli equilibri. I ripopolamenti. L'adozione di criteri scientifici esattamente restrittivi ha bloccato l'immissione per scopi di ripopolamento nella quasi totalità del territorio nazionale, alterando un equilibrio gestionale raggiunto da oltre un secolo. Il decreto attuativo del 2 aprile 2020, con riferimento all'articolo 3 criteri per l'immissione in natura di specie o popolazioni non autoctone sta ottenendo risultati devastanti per l'intero settore per il blocco di immissioni della trota fario, della trota iridea e del coregone. Il perdurare delle minacce sopra descritte, a fronte di mancati ripopolamenti, ha svuotato i corsi d'acqua italiani, allontanando migliaia di appassionati con danni devastanti per le attività economiche collegate. È inoltre entrato in crisi un settore, quello della piscicoltura, che vede sottrarsi una importante fonte di fatturato senza la possibilità di predisporre adeguamenti al mutato quadro normativo. Migliaia di posti di lavoro sono quindi a rischio per una scelta superficiale, inopportuna ancor più in presenza di una pandemia. È necessario pertanto ripristinare le immissioni in ottemperanza delle esistenti carte ittiche, ignorate da questo decreto, ridisegnando un sistema normativo adeguato alla realtà mediante un documento che consenta con effetto immediato l'immissione di esemplari adulti e sterili delle specie alieutiche di interesse; tutto ciò al fine di ripristinare una situazione consolidata in oltre cento anni di immissioni e permettere a tutto l'indotto economico attualmente bloccato di ripartire. Con stima, Roberto». Presidente, è chiaro che qui si sta ammazzando un settore intero. Non è bastata la pandemia ad uccidere gli uomini e le attività. Da dove e per quale motivo arriva questa stupida volontà di distruggere un settore fatto di attività sane? Queste sono scelte ingiustificate. È troppo facile riempirsi la bocca al giorno d'oggi di belle parole come «ambientalismo», «ecologia», «salvaguardia dei corsi d'acqua». La realtà è che questa è solo stupida e miope ideologia estremista che non giova a nessuno, né all'ambiente, né all'attività, né all'uomo. (Applausi) . MAUTONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) .