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A nome del Governo intervengo per dire che la lotta alla violenza sulla donne è la partita di tutti. Questo è il claim , per nulla retorico, dello spot realizzato dalla RAI per il Dipartimento delle pari opportunità in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre. Spero sia davvero la partita di tutti, a prescindere dagli schieramenti politici. Vorrei rassicurare sulla questione fondi: il Governo non ha diminuito i fondi destinati alle iniziative per contrastare la violenza sulle donne. A parte un taglio MEF ordinario e ricorrente del 2,7 per cento, quest'anno saranno messi a disposizione 33 milioni di euro che saranno tutti finalizzati ad azioni concrete per prevenire e proteggere le donne e punire veramente i colpevoli. Finché resterà in carica questo Governo, fondi dello Stato saranno investiti nei centri antiviolenza e nelle case rifugio, come da riparto stabilito assieme alle Regioni, e anche in iniziative concrete e di sicuro impatto per le vite di migliaia di donne vittime di violenza nel nostro Paese. Due fondi in particolare sono allo studio: in primo luogo un fondo ad hoc , equo e duraturo, in favore delle vittime affinché ricevano, immediatamente dopo la violenza subita, un effettivo sostegno economico. In secondo luogo è prevista l'istituzione di strutture di accoglienza per il pronto intervento, attive ventiquattr'ore ore su ventiquattro, con un primo sostegno legale, in tutte le Regioni, dove ospitare le donne vittime di violenza nella fase intermedia, che va dalla denuncia alla presa in carico da parte dei centri antiviolenza. Il 26 settembre scorso il sottosegretario Spadafora ha istituito e convocato la prima riunione della nuova cabina di regia politico-programmatica prevista dal piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020 al fine di dare concreta attuazione al piano stesso. Il piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne, adottato dal Governo precedente, riprende i contenuti della Convenzione di Istanbul, ma necessita di concretezza e operatività per evitare la frammentarietà e la sovrapposizione degli interventi. Solo la stesura di un piano operativo in cui sono declinati gli obiettivi in azioni e interventi specifici con l'indicazione di tempi, modalità e risorse, è in grado di dare concretezza alla strategia. Proprio in questa direzione la risposta del Governo tutto, e in particolare dei diversi ministeri competenti oltre alle Regioni e agli enti locali, è stata positiva e si è concretizzata. Il 21 novembre scorso c'è stata, appunto, la seconda riunione della cabina di regia politico-programmatica con l'adozione di un primo piano operativo. La collaborazione con le principali associazioni e con le parti sociali si è concretizzata grazie alla loro partecipazione al comitato tecnico istituito il 25 ottobre 2018 che costituisce il braccio operativo del piano strategico nazionale contro la violenza degli uomini sulle donne che si è riunito il 29 ottobre e poi nuovamente anche lo scorso 19 novembre. Inoltre, è stato più volte ricordato che proprio ieri il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge, il cosiddetto "Codice rosso", che ha come obiettivo quello di garantire una corsia preferenziale, ovvero una maggiore tutela alle vittime di maltrattamento e violenza sessuale, atti persecutori e lesioni commessi in contesti familiari o nell'ambito di relazioni di convivenza, assicurando la tempestività dell'adozione degli interventi cautelari o di prevenzione. Credo di aver delineato un impegno convinto e concreto che il Governo porterà avanti con estrema determinazione. Mi auguro che questo avvenga con il contributo di tutti. Se non ora, quando? Se non noi, chi? (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Passiamo dunque alla votazione delle mozioni. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, desidero innanzitutto ringraziare il Governo, che ha espresso parere favorevole su tutte le mozioni. Il Gruppo per le Autonomie voterà a favore di tutte le mozioni, con la sola eccezione di quella a prima firma Pucciarelli. Non si può classificare la violenza di genere come un fatto che riguarda il terzo mondo o «alcune culture presenti anche nel nostro Paese», come è scritto nella mozione. Inoltre, se si vuole qualificare la maternità surrogata come forma di violenza contro le donne, si deve parlare molto prima dello sfruttamento della prostituzione, che invece non viene menzionato; anzi, i proponenti fanno parte di quel partito che invece si è detto più volte favorevole alla riapertura delle case chiuse (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) e che, tramite il senatore Pillon, propone una riforma dell'affido condiviso. E non sfugge neanche la tipica frase antifemminista secondo cui bisogna uscire da dinamiche di contrapposizione tra i sessi, come se la violenza fosse figlia di un conflitto tra uomo e donna e non una forma di prevaricazione di un sesso sull'altro. Infine, in quella mozione non si dà alcuna rilevanza al tema della parità di genere come requisito per prevenire l'insorgere della violenza. Si sa che la maggior parte dei femminicidi avviene nella fase della separazione. Pertanto, ci vuole un diritto di famiglia che rafforzi la posizione della donna e che non la indebolisca, come invece purtroppo accade con la proposta Pillon. Per quel che riguarda le altre mozioni, ho sentito tante prese di posizione appassionate e competenti, anche da parte di colleghi maschi, che ringrazio personalmente. Così come sono state espresse tante buone idee, che spero davvero trovino centralità nell'azione del Governo e del Parlamento. Le migliaia di donne che hanno manifestato sabato scorso a Roma, insieme alle tante manifestazioni che si sono svolte in tutte le città italiane, ci dicono che su questo tema sta maturando una importante consapevolezza, a cominciare proprio dalle donne. Anche in Parlamento ci sono state tutta una serie di iniziative di sensibilizzazione che vanno nella giusta direzione. Adesso non bisogna mollare la presa, ma far sì che questa maggiore consapevolezza si trasformi in atti concreti, in misure per promuovere la parità di genere e per debellare quest'orrenda piaga sociale. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, senatrici e senatori, le mozioni che stiamo per votare affrontano un tema drammatico, che non può certo essere al centro della nostra attenzione solo in occasione di celebrazioni e ricorrenze. Io ho sempre sostenuto che quella contro il femminicidio e la violenza di genere non possa e non debba essere una battaglia solo delle donne, ma un impegno di tutti coloro - uomini e donne - che credono nell'uguaglianza, nella tutela dei diritti della persona, nella democrazia. Ogni condotta che mira ad annientare la donna nella sua identità e libertà, non solo fisicamente ma anche nella sua dimensione psicologica, sociale e lavorativa, è una violenza di genere.