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Di qui la necessità che l'organizzazione e la diffusione della pratica sportiva rappresentino, per qualsiasi collettività e per qualsiasi Paese, la dimostrazione lampante del grado di maturità e di sensibilità sociale, civile e culturale raggiunto. Non a caso i modelli in cui le strutture organizzative sportive e amatoriali risultano più capillari e inclusive sono rappresentati dai Paesi economicamente e socialmente più avanzati, in cui gli indicatori del livello di qualità della vita hanno raggiunto un riscontro estremamente positivo. Ora, se il diritto alla salute è riconosciuto come un diritto primario e assoluto, lo Stato deve obbligatoriamente tutelare questo diritto inalienabile, in modo pieno e concreto. Salute e sport sono da sempre correlati, come d'altronde è stato da sempre riconosciuto dalla scienza. Di conseguenza, la tutela della salute, come sancito dall'articolo 32 della nostra Costituzione, passa anche attraverso interventi mirati socio-educativi, come quelli di una vigorosa e pianificata promozione dello sport. La stessa Unione europea è impegnata a contribuire alla promozione dello sport, riconoscendo la sua funzione sociale ed educativa. Ben venga allora l'approvazione di questo provvedimento che sancisce il diritto allo sport e all'attività motoria come un diritto della persona umana, rimuovendo le discriminazioni e le diseguaglianze. Profondamente convinto, Presidente, dell'importanza dell'attività sportiva sulla salute psicofisica e della sua rilevanza sociale, ho presentato un disegno di legge al fine di facilitare l'accesso alle attività sportive dei minori, con particolare riguardo alle fasce sociali meno abbienti, ma che purtroppo giace ancora in 6 a Commissione, in sede redigente. Questi provvedimenti possono rappresentare il segnale evidente di un cambiamento di rotta ed il riconoscimento che lo Stato permette realmente l'accesso alla pratica sportiva a tutti. L'articolo 1 del provvedimento che oggi andiamo ad approvare cita testualmente: «la Repubblica tutela la salute anche mediante la promozione delle attività volte ad impegnare e sviluppare le capacità psicomotorie della persona e agevola l'accesso alla pratica sportiva». Ebbene, Presidente, come si può non essere d'accordo su questo principio fondamentale? Il MoVimento 5 Stelle, da sempre attento a tutte le problematiche sociali, economiche e sanitarie dei cittadini e ai loro bisogni nella vita quotidiana, non può che appoggiare un provvedimento che vada nella giusta direzione della tutela dei diritti dei cittadini, nel rispetto della loro integrità psicofisica e a garanzia delle loro prerogative inalienabili. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Calandrini. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, siamo orgogliosi e lieti di intervenire oggi su un tema per il quale finalmente si mette in discussione un disegno di legge di iniziativa parlamentare. Infatti, come lei sa, signor Sottosegretario, purtroppo in questi anni non è stato possibile farlo, visto che siamo stati intasati dalla decretazione d'urgenza che non ha consentito di svolgere il lavoro che il Parlamento è chiamato a fare: mettere al centro l'iniziativa dei propri parlamentari. Questo per noi è un momento felice, un momento in cui un disegno di legge, tra l'altro firmato da un nostro collega, il senatore Iannone di Fratelli d'Italia, introduce una modifica in Costituzione, volta a riconoscere l'importanza dello sport, colmando una grave lacuna presente, evidentemente, prima di questo momento. Fratelli d'Italia, attraverso questa modifica, chiedeva che all'articolo 32 della Costituzione si aggiungesse un comma che tutelasse le attività sportive e garantisse l'accesso alla pratica sportiva. La stesura originale recitava: «la Repubblica tutela la salute anche mediante la promozione delle attività volte ad impegnare e sviluppare le capacità psicomotorie delle persone e agevola l'accesso alla pratica sportiva». Con questa lettura sport e salute sono resi complementari tra loro, e quindi lo sport viene riconosciuto ed annoverato tra i diritti fondamentali costituzionali come l'istruzione, la salute e la tutela dell'ambiente, portatore di valori quali la competizione leale e la solidarietà. L'Italia chiaramente si adegua a quanto recita il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea secondo il quale l'Unione contribuisce alla promozione dei profili europei dello sport, tenendo anche conto delle sue specificità, delle sue strutture fondate sul volontariato e della sua funzione sociale ed educativa. L'Italia, con l'approvazione di questa modifica in Costituzione farebbe anche un ulteriore passo in avanti rispetto ad altri Paesi europei, visto che il riconoscimento del valore dello sport in Costituzione, ad oggi esiste solo in pochi Stati europei quali la Bulgaria, la Croazia, la Grecia, la Lituania, la Polonia, il Portogallo, la Romania, la Spagna e l'Ungheria. Il testo sottoposto all'Assemblea è la sintesi di una serie di differenti ma convergenti disegni di legge costituzionali presentati da vari Gruppi parlamentari diversi e propone, attraverso il suo unico articolo, di aggiungere un comma all'articolo 33 della Costituzione. La disposizione prevede che la Repubblica riconosca il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme. Il contenuto di questo valore è poi declinato in tre direzioni che non sono in rapporto gerarchico tra loro, ma equiordinato e complementare. La collocazione all'articolo 33 ha reso preferibile indicare per primo il valore educativo per la crescita e la formazione della persona. A questo si affianca il valore sociale: lo sport infatti rappresenta spesso un antidoto al degrado e all'esclusione sociale; è alla base di innumerevoli realtà del terzo settore e, in generale, è un potente fattore di aggregazione a tutti i livelli, anche dell'intera comunità nazionale. In ultimo vi è il valore per la salute, declinato dal testo nei termini più specifici di promozione del benessere psicofisico per indicare un'accezione positiva del concetto di salute non solo come assenza di patologie, ma come miglioramento delle condizioni fisiche e mentali di ogni singolo individuo. Ci auguriamo, signor Sottosegretario, che l'approvazione di tale modifica avvenga presto; a tal fine sarà importante la collaborazione di tutti. A nostro avviso, prima della fine di questa legislatura, si potrebbe arrivare ad avere questa norma in Costituzione. Ciò dipenderà dalla volontà del Parlamento, ma anche del Governo. I Governi che si sono succeduti negli anni sembrano aver riconosciuto il valore dello sport solo quando l'Italia ha vinto il Campionato europeo di calcio, quando Berrettini è arrivato in finale a Wimbledon o quando le Ferrari sono tornate a far sognare i propri tifosi. Lo sport, prima di essere passione, deve essere benessere; lo sport arriva dove Stato e istituzioni spesso non riescono ad arrivare, contribuendo a diffondere i valori su cui si fonda la nostra identità nazionale. Per Fratelli d'Italia non si tratta di apporre una bandierina perché per noi lo sport è esattamente il contrario. Non è un caso che Giorgia Meloni in questi anni di pandemia abbia chiesto più volte di far riprendere, ovviamente in sicurezza, lo sport inteso non come accesso allo stadio, ma come attività sportiva. Lo sport infatti è vita e non ha alcun senso avere strutture, palestre e piscine chiuse e vedere i mezzi pubblici pieni di gente.