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Il 10 maggio 2013 il treno su cui viaggiava il Ministro per i beni e le attività culturali pro tempore , Massimo Bray, diretto a Pompei, fu costretto a fermarsi per atti vandalici, episodi che si susseguirono anche nei giorni successivi, tanto da spingere l'Eav (Ente autonomo Volturno) a far viaggiare sui treni, per qualche tempo, guardie giurate armate, si chiede di saper: se il Ministro in indirizzo intenda farsi carico dell'emergenza sicurezza che riguarda la Circumvesuviana di Napoli, che da troppo tempo è teatro di violenze e degrado; se, d'intesa con il Ministro della difesa, ritenga di destinare l'Esercito al pattugliamento delle stazioni della Circumvesuviana, attesa l'incapacità di Eav di garantire un servizio sicuro. Atto n. 4-01394 ARRIGONI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico Premesso che: la ditta Cemerad ha svolto dal 1989 al 2000 attività di stoccaggio provvisorio di rifiuti radioattivi in un capannone sito a Statte (Taranto); nel 2000, con provvedimento della Procura della Repubblica, il sito fu sottoposto a sequestro. Dopo essere stato sotto la custodia del Comune di Statte, il capannone è ora affidato al commissario straordinario per gli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto dottoressa Vera Corbelli; nel capannone Cemerad sono stoccati, da oltre 15 anni, circa 16.500 fusti contenenti rifiuti radioattivi di diversa tipologia; circa 13.020 contengono rifiuti a più bassa attività, probabilmente decaduti (il decadimento deve essere certificato), e circa 3.480 contengono rifiuti e sorgenti radioattive a più alta attività, sicuramente non decaduti, che devono essere trattati con diverse metodologie nell'ottica del conferimento al costruendo deposito nazionale; con decreto-legge n. 1 del 2015, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 20 del 2015, sono stati stanziati 10 milioni di euro per la messa in sicurezza e gestione dei rifiuti radioattivi del sito; i lavori di rimozione, trasporto e smaltimento dei rifiuti radioattivi stoccati all'interno del capannone sono stati affidati alla società (di Stato) Sogin SpA grazie a un accordo di collaborazione stipulato sulla base della norma prevista nel decreto-legge n. 243 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 18 del 2017, recante interventi urgenti per la coesione sociale e territoriale, con particolare riferimento a situazioni critiche in alcune aree del Mezzogiorno; Sogin, tramite la controllata società Nucleco SpA, ha indetto una gara per la gestione (inclusa la caratterizzazione) dei rifiuti radioattivi a più bassa attività, presumibilmente decaduti per un quantitativo di circa 13.020 fusti. I rimanenti 3.480 circa fusti a più alta attività sono gestiti da Sogin tramite Nucleco; il 13 novembre 2018 sul sito web del commissario straordinario è apparsa una nota dal titolo "Dal maggio 2017 a oggi rimossi oltre 1200 fusti di rifiuti dall'ex Cemerad", datata Taranto, 12 novembre. La nota dichiara che la destinazione dei rifiuti radioattivi provenienti dalla bonifica è l'impianto di Bouhunice, in Slovacchia, gestito dalla società slovacca Javys. La nota citata dichiara, inoltre: "Le attività di allontanamento dei fusti si erano interrotte in attesa dei requisiti di equivalenza al fine di assicurare caratteristiche radiologiche tra i rifiuti primari da inviare in Slovacchia, dove vengono trattati, e le ceneri di ritorno in Italia"; l'obiettivo dell'invio all'impianto slovacco è quello del trattamento termico dei rifiuti, finalizzato alla "riduzione dei volumi". Infatti volumi ridotti di rifiuti radioattivi permettono una loro migliore gestione e una minore occupazione degli spazi disponibili per lo stoccaggio temporaneo in attesa della realizzazione del deposito nazionale; considerato che: quella della società Javys sembra non essere l'unico impianto di trattamento termico di rifiuti radioattivi esistente al di fuori dei confini nazionali; all'interrogante non risulta che sia stata indetta ufficialmente una gara per l'assegnazione dell'importante commessa di trattamento, nonostante l' iter , come previsto dal codice degli appalti, ne preveda l'evidenza pubblica, si chiede di sapere se ai Ministri in indirizzo risulti quali siano stati i criteri utilizzati per effettuare tale delicata assegnazione. Atto n. 4-01395 DE POLI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: i bandi pubblicati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, inerenti al programma operativo nazionale PON per la programmazione 2014-2020 dei fondi europei destinati a progetti per la scuola, hanno di fatto escluso dalla partecipazione le scuole parificate; con decisione 8 febbraio 2018 è stato modificato l'accordo di partenariato per la politica di coesione tra la Commissione europea e l'Italia che stabilisce che il FSE (Fondo sociale europeo) e il FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) interverranno nel sistema nazionale di istruzione; in risposta all'interrogazione parlamentare alla Commissione europea P-0003114/2018 che chiedeva se il ricorso ai fondi UE destinati a tutto il sistema di istruzione nazionale italiano, compreso quello delle scuole paritarie, prefigurasse una violazione della normativa sugli aiuti di Stato, Margrethe Vestager, a nome della Commissione, rispondeva che tali risorse non costituiscono risorse statali se sono concesse direttamente dall'Unione, dalla Banca europea per gli investimenti o dal Fondo europeo per gli investimenti, senza che le autorità nazionali possano esercitare alcun potere discrezionale e quindi, si evince che l'istruzione pubblica organizzata nell'ambito del sistema scolastico nazionale finanziato e controllato dallo Stato può essere considerata un'attività non economica; con atto di sindacato ispettivo dell'interrogante 4-00498 del settembre 2018 il Ministro in indirizzo veniva informato di tale situazione; considerato che l'art.1, comma 1, della legge 10 marzo 2000, n. 62, stabilisce che sono istituzioni scolastiche tutte quelle che costituiscono il sistema nazionale di istruzione, ivi comprese le scuole paritarie, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga di procedere nel più breve tempo con l'emanazione di nuovi bandi a cui potranno partecipare le scuole paritarie finora escluse, consentendo anche a loro di finanziare progetti che contrastino la dispersione scolastica e, tra l'altro, la riqualificazione degli edifici scolastici, al fine di non incorrere in comportamenti discriminatori nei confronti degli studenti delle scuole paritarie, considerate a pieno titolo facenti parte dell'intero sistema scolastico nazionale, avendo come scopo una vera parità e libertà di scelta in campo educativo per le famiglie. Atto n. 4-01396 BARBARO Al Ministro della salute Premesso che: