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Certo, mi disturba leggere su un giornale che, secondo il segretario generale di Hydrogen Europe «l'Italia ha il potenziale per diventare l' hub europeo dell'idrogeno nei prossimi decenni perché è dotata della rete di gas più estesa del continente». Ciò significa che ci avviamo ad utilizzare l'energia derivata dall'idrogeno, ma che la Sardegna sarà tagliata fuori anche da questo passaggio perché, in maniera assolutamente incomprensibile, non si consente di realizzare la rete per la distribuzione del metano. È meglio far girare per le strade quelle "bombe" cioè le autobotti contenenti metano che circolano in Sardegna (immaginiamo che incidente potrebbe provocare l'esplosione di un'autobotte carica di gas), piuttosto che realizzare una rete che è diventata assolutamente indispensabile. In questo senso mi domando se anche questo Governo si ricordi che la Sardegna fa parte dell'Italia, come tutte le altre Regioni. Debbo dire che resto basito, in quanto oggi si assomma anche il fatto che non vi è alcuna attenzione e si stanno riducendo da tre a due i voli da Olbia. L'ultimo volo parte alle 11 del mattino. Il Governo non ha detto una parola. Io aspetto di vedere delle azioni concrete a tutela della mia isola e che, in qualche maniera, ci si muova perché così non si può andare avanti. Devo dire che in questa circostanza avevo pensato addirittura di non votare la fiducia, ma non lo faccio per rispetto dei colleghi e delle indicazioni del Gruppo, alle quali mi atterrò, e anche per rispetto verso me stesso, perché condivido l'azione che questo Governo sta portando avanti ma non ne condivido il metodo. Stiamo andando avanti con le fiducie, in maniera anche comprensibile, però manca il confronto. Io non ho alcuna possibilità, se non questa, di urlare le ragioni della mia isola, come mio dovere fare quale rappresentante del territorio. Questa cosa non può però andare avanti all'infinito. Chiedo agli stimati rappresentanti del Governo che sono oggi presenti (e davvero quando dico «stimati» ne sono profondamente convinto) di volgere lo sguardo a quest'isola, perché non si può andare avanti in questa maniera. Noi viviamo una condizione di difficoltà estrema: la disoccupazione è alle stelle e non possiamo fare nulla se non cercare di metterci al pari con le altre Regioni, però consentitecelo. Aspetto dei segnali seri nei prossimi provvedimenti, perché è già la terza volta che non si prende in considerazione questo tema che è importantissimo e rilevante per l'economia della Sardegna. Aspetto segnali seri dal Governo e un impegno preciso, perché altrimenti dovrò prendere delle decisioni molto a malincuore. Siccome rappresento il territorio che mi ha eletto, sarò costretto ad assumere decisioni che non vorrei prendere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, oggi, 5 ottobre, giorno in cui si voterà l'ennesima fiducia in occasione della conversione in legge del decreto agosto (e già questo la dice lunga), vorrei parlare, occhi negli occhi, con il vero interlocutore cui ognuno di noi in quest'Assemblea e dai banchi del Governo dovrebbe rivolgersi: i giovani. Il mio intervento oggi è per voi, giovani. Vorrei che foste qui, ora, per sentire la vostra voce e mettendomi nei vostri panni come "diversamente giovane" che non smette di sognare e credere in un mondo migliore che passa, per esempio, da una scuola migliore. A proposito, oggi è la Giornata mondiale degli insegnanti che, invece di essere al vertice della piramide sociale sono ancora a mendicare concorsi per essere stabilizzati, con dirigenti scolastici ai quali dovremmo fare un monumento per come riescono a supplire alle carenze ministeriali. Ricordo che sono stati stanziati 2 miliardi di euro per i banchi e solo qualche decina di milioni per l'edilizia scolastica. Giovani, rivendicate la libertà di scelta educativa che, prima di tutto, è un vostro diritto. Cari giovani, vi sento e vi ascolto, perché ogni scelta, ogni decisione e ogni linea di indirizzo presa oggi, in questo momento storico così particolare, condizionerà la vostra vita. È arrivato il momento che veniate coinvolti in maniera diretta, perché delle citazioni e delle pacche sulle spalle penso che non ve ne facciate niente. Le risposte a Fridays for future non possono essere solo i pericolosissimi monopattini elettrici senza regole, mentre le bollette aumentano in maniera insostenibile. Non vi è alcun piano concreto e strutturale per combattere il dissesto idrogeologico che distrugge territori e prende vite. Vediamo tutti cosa sta succedendo oggi in Lombardia, Piemonte e Liguria. Cosa vogliamo fare dell'Italia? Un cumulo di macerie? Diamo pure la colpa ai sindaci, non contenti; e per fortuna è passato un nostro emendamento sul reclutamento dei segretari comunali. Giovani, rivendicate il diritto di non dover abbandonare i vostri territori perché magari abitate in montagna o in un piccolo Comune del Salento o della Sicilia; chiedete insieme a noi, a gran voce, le zone a economia speciale per avere sgravi fiscali e semplificazioni per rimanere a casa vostra. Per fortuna, è stata accolta la nostra proposta per promuovere l'imprenditorialità giovanile under 30, che consente di guardare al futuro e che deriva da un disegno di legge ancor più composito, a prima firma della senatrice Anna Maria Bernini ma sottoscritto da tutto il Gruppo Forza Italia. Infatti, non di solo Covid si ammala l'uomo. «Libertà è partecipazione» cantava Gaber, e senza partecipazione saremo costretti a subire le scelte, perché le scelte di oggi determineranno per il nostro Paese, cari giovani, lo stare al di qua o al di là del confine tra essere liberi e protagonisti o essere sudditi. È una linea sottile e il tempo e l'emergenza non giocano a favore. Apriamo una parentesi sull'emergenza. L'emergenza vale quando fa comodo; non vale, per esempio, quando si parla del nemico numero uno in questo momento di crisi economica: le tasse. L'emergenza non è più tale quando si parla di riscossione e di scadenze fiscali, che rimangono bloccate con un'Agenzia delle entrate che è forse l'unico ufficio pubblico che funziona e che lavora per l'ordinario. Lo sanno bene i commercialisti e i professionisti che si vedono ridurre o azzerare le poche entrate dalle scadenze fiscali. Questo è un uso politico del Covid. Per fortuna siamo intervenuti a dare una mano a qualche categoria, agli ambulanti, ai termali, mentre altri settori muoiono. Vogliamo parlare della cedolare secca per gli affitti commerciali? Ma dove sta il problema nell'introdurla? Almeno si estenda il credito di imposta. L'ho già detto: questo Governo offre un bicchiere di acqua al posto di riparare l'acquedotto. Cari giovani, è il tempo... (Il microfono si disattiva automaticamente). Signor Presidente, mi lasci ancora un minuto e mezzo per terminare l'intervento. È il tempo dell'audacia e dell'impegno. Domani non ci saranno medici a sufficienza; domani non ci sarà lavoro per tutti. E invece noi cosa facciamo?