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più in particolare, i fatti evidenziati, come immediatamente ha fatto rilevare la sindaca di Empoli Brenda Barnini, hanno generato una reazione di sconcerto, di sdegno e di profonda inquietudine nella comunità di Empoli, una città nella quale il duplice omicidio compiuto da Mario Tuti nel 1975 rappresenta una ferita non rimarginabile e non dimenticabile, nonché una città così saldamente e storicamente legata ai valori democratici e antifascisti da essere stata insignita, proprio per il grande contributo offerto alla lotta antifascista, della Medaglia d'Oro al merito civile, e tradizionalmente riconosciuta dagli storici della materia quale "capitale morale dell'antifascismo toscano"; considerato altresì che: appare doveroso fare piena chiarezza su natura, modalità e finalità dei ricordati "campi estivi", in quanto appaiono suscettibili di rappresentare altrettante iniziative di propaganda e di indottrinamento di valori incompatibili con i principi di democrazia, libertà e antifascismo, che sono stati posti a fondamento della Costituzione della nostra Repubblica; i fatti riportati non consentono nessuna minimizzazione o sottovalutazione visto che i precetti antidemocratici, razzisti e liberticidi tipici dell'ideologia fascista costituiscono una minaccia rispetto alla quale non si può e non si deve mai abbassare la guardia, si chiede di sapere quali siano le valutazioni dei Ministri in indirizzo sui fatti riportati in premessa e quali eventuali iniziative di competenza intendano adottare riguardo all'organizzazione di campi nazionali da parte di un'organizzazione giovanile di estrema destra di stampo apertamente neofascista, con la partecipazione di un ex terrorista neofascista, che, pur trovandosi adesso in regime di semilibertà, è stato condannato a più ergastoli per fatti di sangue commessi negli anni Settanta e Ottanta. Atto n. 3-02793 MANTOVANI CROATTI PESCO LANZI TONINELLI LUPO VANIN MATRISCIANO DI GIROLAMO PIRRO MONTEVECCHI FERRARA DONNO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: da notizie a mezzo stampa, si apprende che il Governo avrebbe riconosciuto un contributo economico per la realizzazione dell'autostrada regionale Cispadana ("Gazzetta di Modena" del 29 luglio 2021); il progetto di realizzazione della nuova autostrada interessa la regione Emilia-Romagna. Il tracciato di quest'opera dovrebbe percorrere in modo trasversale, con direzione ovest-est, il quadrante nord-orientale della pianura emiliana, attraversando le province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia; da anni, associazioni e comitati locali denunciano l'elevato costo del progetto, la non rispondenza con le esigenze di mobilità del territorio, il disagio per i residenti in prossimità del tracciato e il danno ambientale che potrebbe provocare, in una zona già colpita da eventi sismici; considerato che: l'articolo di stampa fa riferimento alla risposta data ad una interrogazione, presentata presso il Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna, dall'assessore regionale alle infrastrutture, Andrea Corsini, il quale ha riferito che il Governo avrebbe confermato che sono disponibili 200 milioni di euro per la realizzazione della Cispadana per il tratto Reggiolo (Reggio Emilia)-Ferrara; al contempo, per quanto riguarda il rinnovo della concessione autostradale, scaduta nel 2014 e prorogata più volte fino al 31 luglio 2021, per la A22 del Brennero (gestita dalla società Autostrada del Brennero S.p. A., che attualmente partecipa per il 51 per cento alla società ARC Autostrada Regionale Cispadana S.p. A., la quale si dovrebbe occupare della realizzazione della Cispadana), sempre secondo l'articolo che cita le dichiarazioni di Corsini, sarebbe stato proposto un parternariato pubblico-privato con lo strumento della finanza di progetto. Tale parternariato vedrebbe la società di gestione Autostrada del Brennero S.p. A. farsi promotrice di una "concessione di corridoio", che potrebbe essere la risoluzione del nodo del rinnovo della concessione; a quanto risulta agli interroganti, la cosiddetta "concessione di corridoio" non si può assegnare senza gara a un'azienda che non è completamente pubblica come Autostrada del Brennero S.p. A., si chiede di sapere: se risulti vera la disponibilità di contributo pari a 200 milioni di euro per la realizzazione della Cispadana e da quale fondo finanziario siano erogate tali risorse; se sia stata effettuata una proposta di parternariato pubblico-privato per rinnovare la concessione per la A22 del Brennero già scaduta e, nel caso, quali siano i termini di questa proposta e come essa si concilii con la disciplina europea; se il Governo non ritenga di dover valutare l'opportunità di realizzare questo nuovo asse viario autostradale, con conseguente nuovo consumo di territorio e dispendio di risorse pubbliche, mentre sarebbe auspicabile una strada a scorrimento veloce, che non imponga il pagamento di un pedaggio e agevoli la viabilità ordinaria. Atto n. 3-02795 CROATTI GIROTTO Ai Ministri della transizione ecologica e dell'economia e delle finanze Premesso che: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) interviene, in adesione al programma "Next generation EU", sugli obiettivi climatici e ambientali e sulle politiche sanitarie, sociali, tecnologiche e del lavoro nella prospettiva della "transizione ecologica" proposta dal Governo e specificata come "rivoluzione verde". Il PNRR intende continuare il processo di integrazione del sistema energetico nazionale in quello dell'Unione europea, che ha come obiettivo la riduzione del 55 per cento al 2030 delle emissioni dei gas serra (GHG) quale approvato dal Consiglio d'Europa; la "transizione ecologica" del PNRR richiede una nuova struttura delle imprese e del lavoro per incrementare fortemente l'occupazione nelle attività green , in particolare nel settore delle energie rinnovabili sostituendo gli impianti a combustibili fossili; le acquisizioni epidemiologiche emerse durante la pandemia da COVID-19 correlano, sulla base di centinaia di studi scientifici, la mortalità all'esposizione a particolato sottile (PM 2.5) e richiedono una speciale prevenzione sanitaria, anche al di fuori della situazione epidemica, per limitare al massimo il PM 2.5, che è il diretto prodotto delle combustioni, e specialmente dei combustibili fossili impiegati nei trasporti, nell'industria e per il riscaldamento domestico; ENI ha mostrato e mostra una pervicace resistenza a voler restare legata alle attività connesse alle fonti energetiche fossili, che inoltre procurano sicuri danni alla salute e all'ambiente, infatti continua a ignorare il monito dell'International Energy Agency (IEA) dei Paesi OCSE, la quale afferma che nel cammino verso la "neutralità climatica" al 2050 "non c'è più spazio per nuovi investimenti su petrolio e metano" (IEA Report, 18 maggio 2021); con istanza prot. n. 17286,