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Non esiste, pertanto, un'unica soluzione in grado di contemperare esigenze apparentemente così contrastanti, bensì è necessario prendere in considerazione tante misure parallele e convergenti per alleviare disagi e corrispondere al meglio alle aspettative del personale. Voglio ricordare, a mero titolo di esempio, un progetto sul quale lo Stato maggiore della difesa sta già lavorando, che consiste nel creare, all'interno delle Forze armate, dei nuclei territoriali costituiti da personale non più giovanissimo che, pur continuando ad addestrarsi, possa operare nel contempo anche a vantaggio di altre amministrazioni per attività di concorso a tutela del territorio e supporto alla Protezione civile. Questi nuclei costituirebbero, in tal modo, uno strumento che possa riavvicinare le persone verso casa e ridurre l'invecchiamento. In definitiva, le misure necessarie per dare risposta alla problematica comportano la necessità di esplorare soluzioni che investono diversi ambiti del Dicastero. Stiamo valutando tutte le possibili soluzioni da poter adottare nel medio-lungo termine, con la ferma determinazione di operare per tutelare, valorizzandola al massimo grado, la dimensione familiare del personale della Difesa. È un atto sentito, prima che dovuto, da parte mia e dell'istituzione che rappresento. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Mininno, per due minuti. MININNO (M5S) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro per la risposta articolata ed esaustiva. Esprimo grande apprezzamento per l'attenzione inedita che sta dimostrando sul tema del ricongiungimento familiare. Aggiungo che era anche ora che l'Esecutivo si facesse carico della problematica, che ricordo è fortemente sentita dal personale militare, forse anche più dell'aspetto economico stipendiale. Sono cosciente che lo spostamento verso il Sud d'Italia del baricentro delle strutture del personale militare non può avvenire da un giorno all'altro, ma al contrario ci sarà bisogno di tempo. Anche a nome dei cofirmatari dell'interrogazione, mi posso dichiarare soddisfatto per l'impegno da lei preso a lavorare in questa direzione. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Sospendo la seduta fino alle ore 16, come preannunciato dalla Presidenza. (La seduta, sospesa alle ore 15,50, è ripresa alle ore 16) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 717-B PRESIDENTE . Passiamo alla votazione finale. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, la discussione sulla conversione del decreto-legge cosiddetto milleproroghe ci ha già visto intervenire, come senatori di LeU, nei vari passaggi e in dichiarazione di voto sugli emendamenti, in particolare sulle questioni che noi abbiamo ritenuto assolutamente centrali di questo provvedimento. Abbiamo, quindi, già avuto modo di intervenire nel merito, su alcune questioni specifiche. Tuttavia, è evidente a tutti che la versione estiva del solito decreto-legge milleproroghe, dopo il primo passaggio al Senato e poi alla Camera, ha progressivamente assunto - è inutile che si faccia finta di niente - una serie di significati politici molto precisi. Esso ha dato anche segni e indirizzi di ciò che vogliono essere e probabilmente saranno questa maggioranza e il cosiddetto Governo del cambiamento. Noi abbiamo avuto, con l'inaugurazione della versione estiva del provvedimento milleproroghe, la dimostrazione che, evidentemente, per una serie di motivi e di problemi all'interno della maggioranza, siete entrati nell'ambito di determinate questioni non con proposte complessive, non con una capacità - che pure in campagna elettorale avevate dichiarato di avere - di rivoltare tutto, di modificare molto (il Governo del cambiamento), ma con piccoli assaggi, proroghe, interventi parziali, che alla fine hanno dato un'impronta a questo decreto-legge milleproroghe, non solo negativa, ma anche all'insegna di una grande confusione. Soprattutto, signor Presidente, su alcune questioni, che pure vi avevano visti impegnati in campagna elettorale, avete evidentemente cambiato idea. Aggiungo che è sorprendente il fatto che questo sia il secondo provvedimento che portate all'attenzione del Parlamento. Il primo è stato il decreto-legge dignità, anche in quel caso annunciato con grande squillar di tromba come modo per superare e stracciare il jobs act ; alla fine, andando nel merito, evidentemente il jobs act ce lo teniamo ancora. È stato leggermente scalfito e l'annuncio non ha avuto le conseguenze che pure avevate lasciato pensare. Ora scegliete il provvedimento milleproroghe per fare degli annunci e degli "assaggi" di cosa volete fare. Infatti, questo decreto-legge continua a essere, come è tipico dei milleproroghe, non certamente omogeneo essendo diversificato per materia, ma a nostro avviso voi avete aggiunto tanti elementi di incertezza e di confusione. Parlo, ad esempio, della questione dei vaccini, su cui anche il mio collega Errani è con garbo intervenuto. Ovviamente la maggioranza ha tutto il diritto - come peraltro era anche stato annunciato - di intervenire in modo complessivo con un disegno di legge, e oggi, appunto, avete detto di averlo presentato. Forse, però, avreste dovuto, a nostro avviso, evitare di approvare un primo emendamento nel passaggio al Senato per poi far rilasciare dichiarazioni al Ministro che rassicuravano e dicevano altro, dando successivamente, davanti ai dirigenti scolastici che erano preoccupati, da altre assicurazioni, e presentando infine un'altra modifica alla Camera per prorogare la possibilità dell'autocertificazione. Ovviamente tutto ciò era legittimo, ma dovevate assumervi fino in fondo la responsabilità di far capire qual era il segno su cui lavorare per intervenire e riformare quel decreto. Invece, in questo milleproroghe, avete soltanto seminato confusione e, alla fine, disinformazione. Credo che sarà capitato anche a lei, Presidente. Io incontro persone che mi chiedono se alla fine queste vaccinazioni si debbano fare o no. Questo è un problema molto serio perché, torno a ripetere, stiamo parlando di questioni molto sensibili, su cui i genitori sono ipersensibili (lo sappiamo perfettamente) e giocare e non avere certezza in questo campo credo sia davvero veramente molto pericoloso. In secondo luogo, per quanto riguarda la questione del bando delle periferie, potevate venire, dato che sono nate interpretazioni ed equivoci, e spiegare che, appunto, avevate intenzione di modificare completamente l'accordo e di cancellarlo. Invece la norma passa e viene votata, perché vi è un certo tipo di interpretazione, ma poi c'è la rivolta dell'ANCI ed intervengono alcuni membri del Governo che dicono alcune cose e il vice ministro Garavaglia che ne dice altre. Noi chiediamo anche sul bando delle periferie - abbiamo tentato di farlo anche negli interventi nel corso della discussione in Commissione, certamente non con atteggiamenti ostruzionistici, come lei sa, ma sempre nel merito - di riportare un po' alla razionalità, fornendo rassicurazioni e elementi di chiarezza.