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R 41 (1) Rischio di gravi lesioni oculari - se, in caso di applicazione nell'occhio di un animale, si producono gravi lesioni che persistono per almeno 24 ore dopo l'istillazione del prodotto in esame. Le lesioni oculari sono gravi se le medie dei conteggi danno uno dei seguenti valori: opacità della cornea uguale o maggiore di 3; lesione dell'iride maggiore di 1,5. Lo stesso vale nel caso in cui la prova sia stata eseguita su tre animali, se le lesioni, in almeno due animali, presentano uno dei seguenti valori: opacità della cornea uguale o maggiore di 3, lesione dell'iride uguale a 2. R 43 Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle - se le esperienze pratiche dimostrano che le sostanze e i preparati provocano una reazione di sensibilizzazione in un numero considerevole di persone in seguito a contatto con la pelle o sulla base di una reazione positiva negli esperimenti sugli animali. Nel caso del metodo di prova della sensibilizzazione della pelle descritto nell'allegato V del decreto ministeriale 3 dicembre 1985 o nel caso di altri metodi di prova ausiliari, si considera positiva una risposta almeno pari al 30% degli animali. Per altri metodi di prova si considera positiva una risposta almeno pari al 15% degli animali. R 37 Irritante per le vie respiratorie - sostanze e preparati che causano gravi irritazioni del sistema respiratorio, di norma verificate attraverso osservazioni pratiche. 2.4.11. Altre proprietà Ulteriori frasi di indicazione dei rischi saranno assegnate alle sostanze e preparati classificati in base ai principi di cui ai punti da 2.4.1. a 2.4.10. conformemente ai seguenti criteri (che si basano sulle esperienze raccolte durante l'elaborazione dell'allegato I del decreto ministeriale 3 dicembre 1985. R 1 Esplosivo allo stato secco Per le sostanze e i preparati immessi sul mercato in soluzione o in forma umida; ad esempio nitrocellulosa con oltre il 12,6% di azoto. R 4 Forma composti metallici esplosivi molto sensibili Per sostanze e preparati che possono dare luogo alla formazione di sensibili derivati metallici esplosivi ad esempio acido picrico, acido stifnico. R 5 Pericolo di esplosione per riscaldamento Per sostanze e preparati instabili al calore non classificati come esplosivi, ad esempio acido perclorico Q 50%. ______________________ (1) L'uso delle frasi R 34 e R 35 non è compatibile con l'uso della R 41. R 6 Esplosivo a contatto o senza contatto con l'aria Per sostanze e preparati instabili, ad esempio acetilene. R 7 Può provocare un incendio Per sostanze e preparati reattivi, ad esempio fluoro, idrosolfito di sodio. R 14 Reagisce violentemente con l'acqua Per sostanze e preparati che reagiscono violentemente con l'acqua, ad esempio cloruro di acetile, metalli alcalini e tetracloruro di titanio. R 16 Pericolo di esplosione se mescolato con sostanze comburenti Per sostanze e preparati che reagiscono in modo esplosivo in presenza di comburenti, ad esempio fosforo rosso. R 18 Durante l'uso può formare con aria miscele esplosive infiammabili Per preparati che non sono classificati come infiammabili in quanto tali, ma che contengono componenti volatili infiammabili nell'aria. R 19 Può formare perossidi esplosivi Per sostanze e preparati che durante il magazzinaggio possono dar luogo alla formazione di perossidi esplosivi, ad esempio etere dietilico, 1,4-diossano. R 29 A contatto con l'acqua libera gas tossici Per sostanze e preparati che a contatto con l'acqua o con l'aria umida sprigionano gas tossici o altamente tossici in quantitativi potenzialmente pericolosi, ad esempio fosfuro di alluminio, pentasolfuro di fosforo. R 30 Può divenire facilmente infiammabile durante l'uso Per preparati non classificati come infiammabili in quanto tali ma che possono divenire infiammabili in seguito alla perdita di componenti volatili non infiammabili. R 31 A contatto con acidi libera gas tossici Per sostanze e preparati che reagiscono con acidi sprigionando gas tossici in quantità pericolosa, ad esempio ipoclorito di sodio, polisolfuri di bario. Per le sostanze in libera vendita sarebbe più opportuno utilizzare la frase S 50 (non mescolare con... (da specificare da parte del fabbricante)). R 32 A contatto con acidi libera gas altamente tossici Per sostanze e preparati che reagiscono con acidi sprigionando gas altamente tossici in quantità pericolosa, ad esempio sali dell'acido cianidrico, azoturo di sodio. Per le sostanze in libera vendita sarebbe più opportuno utilizzare la frase S 50 (non mescolare con... (da specificare da parte del fabbricante)). R 33 Pericolo di effetti cumulati Per sostanze e preparati il cui accumulo nell'organismo umano può apparire preoccupante, non però di gravità tale da indurre a utilizzare la frase R 48. In precedenza era assegnata a sostanze dell'allegato I e ai preparati che si riteneva potessero danneggiare la salute in caso di esposizione prolungata o fissarsi ed accumularsi nell'organismo umano. Progressivamente si provvederà a sostituire questa frase, se apparirà opportuno, con la R 48. R 44 Rischio di esplosione per riscaldamento in ambiente confinato Per le sostanze e preparati che non sono classificati come esplosivi in base al punto 2.4.1 ma che presentano nondimeno proprietà esplosive se riscaldati in un contenitore chiuso. Ad esempio, alcune sostanze che esploderebbero se riscaldate in un fusto di acciaio ma che non presentano tali reazioni se riscaldate in contenitori meno robusti. 3. CRITERI SUPPLEMENTARI RIGUARDANTI ALCUNI EFFETTI PARTICOLARI DI SOSTANZE SULLA SALUTE Pro memoria: ulteriori criteri applicabili ai preparati saranno pubblicati in seguito. 3.1. Procedura per la classificazione delle sostanze che possono presentare gli effetti menzionati nel presente capitolo. 3.1.1. Se un fabbricante o il suo rappresentante dispongono di informazioni secondo le quali una sostanza dovrebbe essere classificata ed etichettata in conformità dei criteri di cui ai punti 3.2, 3.3 o 3.4, la sostanza sarà etichettata utilizzando la frase R 40 e contrassegnata almeno con simbolo Xn a meno che dall'applicazione dei criteri di cui ai punti da 2.4.6 a 2.4.10 non sia risultata necessaria una classificazione più rigorosa. 3.1.2. Inoltre, il fabbricante o il suo rappresentante dovranno presentare il più rapidamente possibile al Ministero della sanità un documento che contenga tutte le informazioni sull'argomento. Questo documento deve contenere una bibliografia, con tutti i necessari riferimenti e può includere eventuali dati non pubblicati. 3.1.3. L'etichettatura provvisoria apposta dal fabbricante o dal suo rappresentante rimarrà valida sino all'entrata in vigore di una decisione di inclusione o non inclusione della sostanza in questione nell'allegato I. del decreto ministeriale 3 dicembre 1985.