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Il successivo comma 2 dispone che, con apposito decreto predisposto dal Ministro della salute, da adottare entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, e previa intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, siano individuati i progetti finalizzati a sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone affette da cefalea nelle forme di cui al precedente comma 1, nonché i criteri e le modalità con cui le Regioni possono provvedere all'attuazione dei menzionati i progetti. Evidenzio che tale comma è stato modificato durante i lavori in XII Commissione alla Camera dei deputati, a seguito delle criticità sugli aspetti di carattere finanziario evidenziati dalla Commissione bilancio con riferimento al testo precedente, che rinviava la predisposizione della disciplina a un decreto del Ministero della salute, che, a sua volta, avrebbe dovuto adeguare il testo del Ministero della sanità del 20 dicembre 1961 recante l'elenco delle forme morbose da qualificare come malattie sociali. Il nuovo comma 2, oltre a superare tali problematiche, appare ancora più coerente con la competenza legislativa regionale concorrente in materia di tutela della salute, in quanto prevede che il predetto decreto, da adottare previa intesa come precedentemente detto, individui criteri e modalità per l'attuazione dei progetti innovativi per il trattamento delle cefalee. Il rispetto dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, è stato rilevato anche dalla Commissione affari costituzionali e dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali, nei pareri rispettivamente espressi. Si tratta quindi di un testo snello e idoneo a dare finalmente una prima risposta ai tantissimi pazienti che sono in attesa. Dalla sperimentazione, infatti, possono derivare novità positive per i pazienti, ma anche, nel medio-lungo termine, un risparmio di spesa nell'ambito delle modalità di gestione della presa in carico dei soggetti affetti dalla patologia in oggetto. Vi è quindi l'auspicio che i decreti del Ministro della salute vengano adottati in tempi brevi e che la legislazione in materia possa essere successivamente implementata anche attraverso lo stanziamento di risorse da destinare specificatamente a progetti di sperimentazione. Da ultimo, ribadisco la reale esigenza di venire incontro alle aspettative di coloro che soffrono quotidianamente a causa di una patologia che, pur coinvolgendo ampie fasce di popolazione ed avendo tutte le caratteristiche di una malattia cronica invalidante, troppo spesso, purtroppo, è considerata invisibile. (Applausi) . PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, colgo l'occasione per segnalare che, nell'esame del disegno di legge oggi all'attenzione dell'Assemblea, i lavori della XII Commissione della Camera dei deputati e della 12ª Commissione del Senato, nonché di tutte le Commissioni che in sede consultiva hanno dato il loro contributo, sono stati svolti con la massima correttezza nei rapporti tra i Gruppi parlamentari, al fine di garantire la necessaria dialettica parlamentare e il dovuto confronto istituzionale tra Parlamento e Governo. Quindi, oggi, tutto ciò ci consente di procedere all'esame conclusivo, molto atteso, del disegno di legge in esame. Ringrazio pertanto, a nome del Governo, i Presidenti delle due Commissioni di merito, i relatori - che sia alla Camera dei deputati che al Senato si sono adoperati con il massimo livello di professionalità e competenza - e tutti i componenti delle Commissioni di merito. Un apprezzamento particolare va anche al lavoro degli Uffici delle Commissioni. La cefalea primaria cronica - la senatrice Fregolent ha già ampiamente elencato i meriti del disegno di legge in esame - è una malattia sociale, nelle forme dell'emicrania cronica ad alta frequenza, della cefalea cronica quotidiana (con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici) della cefalea a grappolo cronica, dell'emicrania parossistica cronica, della cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione, nonché dell'emicrania continua. Va innanzitutto evidenziato come la cefalea cronica primaria costituisca davvero una patologia invalidante. La senatrice Fregolent ha elencato alcune delle problematiche, ma le percentuali probabilmente sono molto più alte. Si tratta di patologie che vengono misconosciute dal paziente stesso, spesso mal diagnosticate dai medici e senza una giusta diagnosi anche la cura risulta difficile. Si tratta di un gruppo di patologie molto invalidanti. Solo per darvi qualche cifra, in Italia circa il 12 per cento della popolazione ne è affetta e tale percentuale per l'emicrania raggiunge il 25 per cento nelle donne in età fertile, il che significa che circa 7 milioni di persone, prevalentemente donne, ne soffrono. Questo ha ovviamente anche delle implicazioni economiche importanti. Si stima che l'assenza dal lavoro si avvicini a 12 milioni di giornate perse ogni anno - un numero veramente importante - con una perdita economica che nella nostra Nazione sfiora i 3 miliardi di euro. Occorre quindi pensare all'emicrania e al gruppo di patologie di cui stiamo parlando oggi come un impegno davvero significativo per il nostro Paese. In Europa la succitata cifra sfiora addirittura i 20 miliardi di euro all'anno. Quindi è opportuno notare come dalla patologia in esame derivino aspetti sicuramente invalidanti e conseguenze che si riflettono sulla vita personale e relazionale nonché sulla capacità lavorativa di coloro che ne sono affetti. Vi è un notevole calo della produttività, più del 20 per cento dei pazienti riferisce di aver subito una riduzione del rendimento scolastico o lavorativo superiore al 50 per cento. È quindi per questo motivo che è sorta l'esigenza di qualificare questo disturbo come una malattia sociale e farla oggetto di una specifica normativa. In particolare il disegno di legge oggi in esame, per il quale auspico l'unanimità, si rivolge ai soggetti affetti da cefalea primaria cronica accertata da almeno un anno, attraverso una visita specialistica compiuta in un centro accreditato per la diagnosi e la cura di tale patologia che ne attesti davvero l'effetto invalidante. Infine, per quanto concerne l'impatto finanziario, corre l'obbligo di evidenziare l'assenza di nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica derivanti dalla previsione normativa in esame. L'aspetto innovativo del presente disegno di legge riguarda l'individuazione di appositi progetti di ricerca finalizzati a sperimentare la presa in carico dei soggetti affetti dalle citate patologie. In particolare, con decreto del Ministro della salute, da adottare previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, verranno individuati i predetti progetti. Saranno inoltre definiti i criteri e le modalità con cui le Regioni dovranno attuare gli stessi. Il tutto, come già evidenziato, senza maggiori o nuovi oneri per la finanza pubblica. In conclusione e in estrema sintesi, la finalità del provvedimento normativo oggi in approvazione è volto alla creazione di un percorso diagnostico-terapeutico uniforme su tutto il territorio nazionale. (Applausi) . PRESIDENTE .