[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 5 della legge della Regione Lombardia 27 dicembre 2006, n. 30, recante «Disposizioni legislative per l'attuazione del documento di programmazione economico-finanziaria regionale, ai sensi dell'articolo 9-ter della legge regionale 31 marzo 1978, n. 34 (Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilità della Regione) - collegato 2007», promosso dal Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, nel procedimento vertente tra E. spa e altro e il Comune di Monticelli Brusati e altri, con ordinanza del 9 agosto 2022, iscritta al n. 123 del registro ordinanze 2022 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 43, prima serie speciale, dell'anno 2022. Visti gli atti di costituzione di E. spa e di G. R., nonché l'atto di intervento della Regione Lombardia; udito nell'udienza pubblica del 4 aprile 2023 il Giudice relatore Maria Rosaria San Giorgio; uditi gli avvocati Andrea Martelli per E. spa e G. R. e Alessandra Zimmitti per la Regione Lombardia; deliberato nella camera di consiglio del 5 aprile 2023.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 9 agosto 2022, iscritta al n. 123 del registro ordinanze 2022, il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 5 della legge della Regione Lombardia 27 dicembre 2006, n. 30, recante «Disposizioni legislative per l'attuazione del documento di programmazione economico-finanziaria regionale, ai sensi dell'articolo 9-ter della legge regionale 31 marzo 1978, n. 34 (Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilità della Regione) - collegato 2007», nella parte in cui «attribuisce alle amministrazioni comunali le funzioni amministrative in materia di bonifica dei siti inquinati, che il legislatore statale ha, con l'articolo 242 del d.lgs. 152/06, attribuito esclusivamente alle Regioni». La disposizione censurata si porrebbe in contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione in relazione al citato art. 242 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale). 1.1.- Il giudice a quo riferisce che nel giudizio principale i ricorrenti, E. spa e G. R., quest'ultimo in proprio e nella qualità di legale rappresentante della società, hanno impugnato la determinazione del responsabile dell'Area dei servizi tecnici e gestione del territorio (Area Tecnica) 23 settembre 2021, n. 301 - nonché tutti gli atti ad essa propedeutici - con cui il Comune di Monticelli Brusati (BS), a conclusione della conferenza di servizi decisoria, all'interno di un complesso procedimento, avviato ai sensi del Titolo V della Parte quarta del codice dell'ambiente, aveva imposto all'impresa, proprietaria, la rimozione dei rifiuti interrati e la bonifica del sito contaminato in cui aveva svolto, dal 1966 al 1999, attività di fusione della ghisa per la produzione di componenti per radiatori. 1.2.- Il rimettente espone che i ricorrenti del giudizio principale hanno chiesto di sollevare questione di legittimità costituzionale dell'art. 5 della legge reg. Lombardia n. 30 del 2006 per la violazione della predetta norma costituzionale, che assegna allo Stato la competenza legislativa esclusiva in materia di tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali, competenza esercitata anche con l'attribuzione alle regioni, ad opera dell'art. 242 cod. ambiente, delle funzioni amministrative inerenti agli interventi di bonifica e messa in sicurezza e le misure di riparazione e di ripristino ambientale dei siti inquinati. 1.3.- Nell'ordinanza di rimessione si riferisce ancora che i ricorrenti hanno impugnato la predetta determinazione anche per ulteriori profili, ma che il dubbio di illegittimità costituzionale della norma sulla base della quale la stessa è stata adottata risulta prioritario e assorbente rispetto alle altre censure dedotte. 2.- Il Collegio ritiene la questione rilevante e non manifestamente infondata. 2.1.- Sotto il primo profilo, osserva che l'accoglimento della stessa comporterebbe la espunzione della norma attributiva del potere esercitato dal Comune, e, quindi, la fondatezza del ricorso. La rilevanza della questione nel giudizio principale diviene ancora più evidente - osserva ancora il giudice a quo - ove si consideri che dal tenore letterale della determinazione gravata emerge in modo inequivoco che il Comune non si era limitato ad adottare un mero ordine di rimozione dei rifiuti abbandonati, atto di competenza del sindaco, ai sensi dell'art. 192 del d.lgs. n. 152 del 2006 , ma aveva imposto ai ricorrenti una vera e propria bonifica dell'area inquinata, comprensiva dell'obbligo di predisporre, ai sensi dell'art. 242, comma 4, dello stesso codice dell'ambiente, una successiva analisi del rischio. 2.2.- Quanto alla non manifesta infondatezza, il TAR rimettente ritiene che il legislatore regionale, nell'attribuire ai comuni le funzioni amministrative di cui si tratta, abbia introdotto un modello di distribuzione delle competenze decisionali che vìola la riserva della competenza legislativa esclusiva statale nella materia «tutela dell'ambiente e dell'ecosistema e dei beni culturali» ex art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., in quanto contrastante con gli artt. 198 e 242 cod. ambiente che, nel disciplinare le procedure operative ed amministrative in materia di siti contaminati, attribuiscono alle regioni il compito di approvare tutti gli atti della procedura, previa convocazione di un'apposita conferenza di servizi. Una lettura combinata di detto parametro con l'art. 118 Cost., che attribuisce ai comuni le funzioni amministrative - a meno che, al fine di assicurarne l'esercizio unitario, esse non vengano conferite a province, città metropolitane, regioni e Stato nella valorizzazione dei principi di sussidiarietà verticale, differenziazione e adeguatezza - indicherebbe, per il rimettente, l'intenzione del legislatore costituzionale di introdurre un elemento di elasticità nell'attribuzione di tali funzioni, correlato alle esigenze unitarie di esercizio «sovraterritoriale» delle stesse. Si richiama, a sostegno del lamentato contrasto con il parametro costituzionale evocato, la sentenza di questa Corte n. 189 del 2021, e si citano ancora le sentenze n. 314 del 2009 e n. 62 del 2008. 3.- Nel giudizio è intervenuta la Regione Lombardia, che ha dedotto l'inammissibilità, per irrilevanza nel giudizio a quo, della questione di legittimità costituzionale dell'art. 5 della legge reg. Lombardia n. 30 del 2006. 3.1.- Espone l'interveniente che una eventuale pronuncia di illegittimità costituzionale avrebbe quale unica conseguenza la parziale illegittimità del provvedimento impugnato, nella parte in cui il Comune ha ordinato alla società ricorrente la bonifica del sito inquinato.