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Le pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, per le quali, in base alle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore del predetto decreto legislativo, non erano consentite la nomina a dirigente generale o qualifica equiparata, ovvero l'attribuzione dei relativi incarichi, non possono istituire posti in dotazione organica per tali qualifiche, né, in altro modo, procedere alla nomina od all'attribuzione di incarichi per l'esercizio delle rela- tive funzioni. È fatta salva, per le regioni, le province autonome e per gli enti locali, al di fuori delle vigenti piante organiche, la possibilità di conferire incarichi di funzioni dirigenziali di livello generale ovvero apicali nell'ambito delle risorse di cui al comma 9. 11. Le disposizioni di cui ai commi 9 e 10 non si applicano al Ministero delle finanze". - Il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, reca: "Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421". - Si riporta il testo dell'art. 6, comma 1, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29: "Art. 6 (Individuazione di uffici e piante organiche). - 1. Nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, e nelle università l'individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale e delle relative funzioni è disposta mediante regolamento governativo, su proposta del Ministro competente, d'intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica e con il Ministro del tesoro. L'individuazione degli uffici corrispondenti ad altro livello dirigenziale e delle relative funzioni è disposta con regolamento adottato dal Ministro competente, d'intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con il Ministro del tesoro, su proposta del dirigente generale competente". - Si riporta il testo della lettera b), comma 1, dell'art. 31 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29: "Art. 31 (Individuazione degli uffici dirigenziali e determinazione delle piante organiche in sede di prima applicazione del presente decreto). - 1. In sede di prima applicazione del presente decreto, le amministrazioni pubbliche procedono: a) (Omissis); b) alla formulazione di una proposta di ridefinizione dei propri uffici e delle piante organiche in relazione ai criteri di cui all'art. 5, ai carichi di lavoro, nonché alla esigenza di integrazione per obiettivi delle risorse umane e materiali, evitando le eventuali duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni ed al fine di conseguire una riduzione per accorpamento degli uffici dirigenziali, e, in conseguenza, delle dotazioni organiche del personale dirigenziale, in misura non inferiore al dieci per cento, riservando un contingente di dirigenti per l'esercizio delle funzioni di cui all'art. 17, comma 1, lettera b)". - Il decreto del Ministro delle finanze 5 giugno 1995, n. 241, riporta il "Regolamento recante norme per l'istituzione del servizio per il controllo interno". - Si riporta il testo del comma 2 dell'art. 20 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29: "2. Nelle amministrazioni pubbliche, ove già non esistano, sono istituiti servizi di controllo interno, o nuclei di valutazione, con il compito di verificare, mediante valutazioni comparative dei costi e dei rendimenti, la realizzazione degli obiettivi, la corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche, l'imparzialità ed il buon andamento dell'azione amministrativa. I servizi o nuclei determinano almeno annualmente, anche su indicazione degli organi di vertice, i parametri di riferimento del controllo". - Il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 699, reca il "Regolamento di individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale del Ministero delle finanze e delle relative funzioni". - L'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante la "Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri", prevede che con decreto ministeriale possano essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la denominazione di "regolamento", siano adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte di conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. Note all'art. 1: - Si trascrive il testo dell' art. 1, commi 3 e 4, del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, n. 287, recante il "Regolamento degli uffici e del personale del Ministero delle finanze": "Art. 1 (Uffici centrali e periferici). - 1. (Omissis). 2. (Omissis). 3. Sono uffici alle dirette dipendenze del Ministro: a) l'ufficio del segretario generale; b) l'ufficio del coordinamento legislativo; c) l'ufficio per i servizi dell'informazione e stampa; d) il Servizio centrale degli ispettori tributari; e) la Scuola centrale tributaria. 4. Sono uffici centrali, oltre a quelli indicati nel comma 3: a) gli uffici direttamente dipendenti dal segretario generale; b) il dipartimento delle entrate; c) il dipartimento delle dogane delle imposte indirette; d) il dipartimento del territorio; e) la direzione centrale degli affari generali e del personale; f) le direzioni centrali del dipartimento delle entrate; g) la direzione generale del dipartimento delle dogane e delle imposte indirette e le relative direzioni centrali; h) le direzioni centrali del dipartimento del territorio; i) le direzioni centrali della direzione generale degli affari generali e del personale. - Si trascrive il testo degli articoli 5 e 6 del decreto del Presidente della Repubblica 9 giugno 1992, n. 336, recante il "Regolamento concernente l'organizzazione della Scuola centrale tributaria, in attuazione degli articoli 5 e 12 della legge 29 ottobre 1991, n. 358": "Art. 5 (Il direttore amministrativo). - 1. Il direttore amministrativo della Scuola centrale tributaria, scelto tra i dipendenti del Ministero delle finanze con qualifica di dirigente superiore, è nominato, su proposta del rettore, con decreto del Ministro delle finanze. 2.