[resaula]

Non è certo la migliore la logica del bastone e della carota, ma qualche effetto l'aveva ottenuto. Comportatevi in modo attento e scrupoloso e non ci saranno limitazioni... si diceva. L'articolo 6 invece in sostanza recita: non importa se ti sei comportato bene o male, verrai limitato in ogni caso. E se oggi c'è un minor scrupolo a rispettare i dettami lo si deve anche a questa scellerata e diseducativa decisione. Durante l'esame del decreto in Consiglio dei ministri, i tre ministri della Lega, Giorgetti, Garavaglia e Stefani hanno espresso riserva proprio a seguito della presenza di questo articolo e ciò è il motivo per cui in fase di conversione parlamentare il nostro Gruppo ha presentato e non ritirato l'emendamento che ne prevede la sospensione. Acclarata la nostra netta contrarietà a questo elemento confermiamo che non viene meno il nostro sostegno al quadro d'insieme. Non è una sfumatura a mutare la posizione favorevole della Lega a norme che, seppur dolorose e sgradite, riteniamo necessarie per affrontare la pandemia; checché se ne dica nella narrativa spicciola delle cronache utili solo a riempire le pagine dei giornali la posizione della Lega è quella che è sempre stata espressa nei voti ufficiali. Espressa con forte responsabilità come è dovuto ad una grande partito nazionale che però ha anche la capacità di riconoscere libertà di pensiero a tutti i suoi esponenti e quindi non deve scandalizzare che vi siano anche singole voci che esprimono considerazioni personali, altrettanto legittime ma circoscritte a restare opinioni personali. Anche in questo si misura lo spessore democratico di una forza popolare come la Lega. Laddove invece il nostro Gruppo si è espresso criticamente su alcuni provvedimenti l'ha fatto, e l'abbiamo ribadito più volte, per evitare la promulgazione di norme inutili e vessatorie che non hanno nessun effetto sul quadro sanitario, ma che potrebbero produrre solo esasperazione e tensione sociale. È un tema che non va sottovalutato e ne sono un chiaro esempio le minacce provenienti dall'ala estrema della galassia No Vax espresse con l'invio di proiettili al presidente del Trentino Maurizio Fugatti e con gli insulti social al sottosegretario al Lavoro Tiziana Nisini ai quali ovviamente, sperando di raccogliere il sostegno di tutta l'Aula, va tutta la nostra solidarietà. Come in altre occasioni abbiamo contribuito a migliorare il provvedimento in Commissione ottenendo ad esempio un impegno preciso del Governo a contrastare con decisione l'afflusso di clandestini non vaccinati sulle nostre coste. Con un nostro emendamento si è inoltre posto fine al mercato nero delle finte esenzioni per i furbetti del green pass prevedendo che ciò possa essere dichiarato solo dal medico di base curante o dal medico vaccinatore e non dal più disponibile camice bianco sulla piazza. Concludo Presidente, ribadendo e confermando la testimonianza di lucida e critica diversità della Lega rispetto ad un appiattimento silente e condiscendente a prescindere, con la formalizzazione, responsabilmente e in un'ottica più ampia e a lungo termine per il bene del Paese, del nostro voto favorevole alla conversione in legge del decreto in esame. Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Toninelli sul disegno di legge n. 2463 Presidente, colleghi con non poche perplessità che andrò ad indicare, voteremo sì alla conversione di questo decreto-legge perché si tratta comunque di uno degli strumenti con cui stiamo affrontando la battaglia contro la pandemia. Ma non possiamo esimerci dal ricordare che buona parte delle misure in esso contenute sono superate da quelle inserite nei provvedimenti successivi. Una sorta di intreccio legislativo che non giova a nessuno, di certo non a coloro che le devono attuare e neppure ai cittadini che le devono rispettare. In passato si è molto discusso dei provvedimenti d'urgenza adottati dal Governo Conte II, in particolare dei DPCM: forse oggi in tanti stanno rivedendo la propria posizione, constatando quanto difficile sia governare in tempo di emergenza sanitaria, sociale ed economica. E forse stanno anche rivalutando nel complesso il lavoro svolto da quel Governo. È giusto puntare sulla vaccinazione: i dati ci dicono che i vaccini assicurano un alto livello di protezione rispetto al pericolo di malattia grave o addirittura di morte. Purtroppo lo stesso non possiamo dirlo per la diffusione del contagio, con vaccinati che si contagiano e trasmettono il virus, ma se con 200.000 positivi al giorno gli ospedali sono meno in difficoltà rispetto a un anno fa, è soprattutto grazie al vaccino. Limitarsi alla campagna vaccinale sarebbe però un errore da non commettere, bisogna utilizzare tutte le armi a nostra disposizione. Secondo alcuni pareri autorevoli espressi da esperti del settore, determinate falle nel Servizio Sanitario Nazionale sarebbero alla base di un maggior numero di decessi in Italia. Anche le terapie innovative approvate devono dispiegare tutti i loro effetti, al pari dei vaccini. L'Aifa ha autorizzato due farmaci antivirali, queste cure devono arrivare a tutti i cittadini ed è compito del Governo fare in modo che questo accada. Bisogna continuare a puntare sul potenziamento dei servizi territoriali. Ci sono serie criticità nella trasmissione diseguale dei dati tra Regioni per il computo dei casi e delle cause dei decessi. Sono anni che insistiamo sull'importanza di informatizzare il sistema sanitario. L'ennesima prova è nel mancato aggiornamento dei g reen pass che dovrebbero essere revocati o sospesi in caso di positività o quarantena che comporta il rischio di positivi liberi di uscire di casa senza controllo o peggio con un controllo di un GP che risulta valido. Ma andiamo oltre le misure strettamente legate al Covid. È evidente quanto sia urgente un forte e incisivo intervento di sostegno economico a diverse categorie. Qui non posso non ricordare come il Governo Conte II abbia coraggiosamente varato scostamenti di bilancio che hanno messo a disposizione ingenti risorse per l'economia e le famiglie italiane. Quell'approccio espansivo improntato all'equità sociale, nell'arco degli ultimi mesi si è affievolito. Non è tempo di rigore finanziario, non è tempo di contabilità prudente: dire che nel nostro Paese tutte le attività economiche sono aperte e quindi è finito il tempo dei sostegni da parte dello Stato, è un errore che non bisogna commettere. Se prima della campagna vaccinale le chiusure erano inevitabili ed esplicite, adesso siamo di fronte a chiusure non formalizzate ma certamente sostanziali e visibili a tutte. L'impennata dei contagi, i timori comprensibilmente diffusi tra i cittadini, le diverse restrizioni legate al possesso del green pass e del green pass rafforzato creano una situazione di semi paralisi per diversi settori economici. Lo abbiamo visto anche durante le recenti festività natalizie. E allora laddove ci sono imprese, lavoratori e cittadini in sofferenza, è dovere dello Stato intervenire perché nessuno deve essere lasciato indietro. Serve subito uno scostamento di bilancio che consenta un forte stanziamento di risorse che permetta il galleggiamento di attività che altrimenti rischiano di soccombere, senza potersi giocare la chance della ripresa. Su questo stiamo lavorando e continueremo a lavorare.