[pronunce]

Tuttavia, secondo l'Avvocatura generale dello Stato, l'accordo sarebbe antecedente alla legge n. 183 del 2011, la quale, all'art. 23, comma 4, ha riprogrammato l'utilizzo delle risorse, escludendo ogni vincolo di territorialità e prevedendo che il Fondo di rotazione «destina le risorse finanziarie a proprio carico, provenienti da un'eventuale riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi dei Fondi strutturali 2007/2013, alla realizzazione di interventi di sviluppo socio-economico concordati tra le Autorità italiane e la Commissione europea nell'ambito del processo di revisione dei predetti programmi». Pertanto, sarebbe del tutto infondata la tesi della Regione secondo la quale lo Stato, per realizzare un investimento come quello relativo agli sgravi fiscali sulle nuove assunzioni, non potrebbe disporre di fondi precedentemente destinati all'attuazione di piani di sviluppo regionale che, a distanza di anni, risultino inutilizzati. Ciò sarebbe ancor più marcato - ad avviso dell'Avvocatura generale dello Stato - ove si consideri la particolare congiuntura economico-finanziaria che rende più complesso per lo Stato il reperimento delle risorse da destinare a iniziative e investimenti per la crescita e per il sostegno all'occupazione. 8.7.- Secondo la difesa statale, infine, neppure la censura relativa all'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 123, per violazione del principio di leale collaborazione, sarebbe fondata. Da una parte, infatti, la Regione non avrebbe specificato quale sia l'esatta composizione del "Gruppo di azione coesione", chiamato a riprogrammare gli interventi rientranti nell'ambito del Piano di azione coesione. Dall'altra, il principio di leale collaborazione non verrebbe in rilievo nel momento in cui si pongono interventi diretti a rideterminare il complessivo ammontare di fondi di pertinenza statale, senza intervenire su prerogative regionali. 9.- Con memoria depositata in prossimità dell'udienza, il Presidente del Consiglio dei ministri ha illustrato le modifiche normative sopravvenute ai sensi dell'art. 7, comma 9-sexies, del d.l. n. 78 del 2015. 9.1.- Ad avviso dell'Avvocatura generale dello Stato, la novella legislativa farebbe cadere l'argomento della Regione relativo all'illegittimità costituzionale della norma, in ragione del fatto che, nell'arco di tempo intercorrente tra l'originario termine del 30 settembre 2014 e la data di entrata in vigore della norma (l° gennaio 2015), essa avrebbe potuto assumere impegni giuridicamente vincolanti a carico delle risorse del Piano di azione coesione, determinando un aggravio al proprio bilancio.1.- La Regione Campania (reg. ric. n. 32 del 2015) , la Regione Puglia (reg. ric. n. 37 del 2015) e la Regione siciliana (reg. ric. n. 41 del 2015) hanno promosso questioni di legittimità costituzionale di numerose disposizioni della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato &#8210; legge di stabilità 2015). L'esame di questa Corte è qui limitato alle questioni relative ai commi 122, 123 e 124 dell'art. 1 di detta legge, restando riservata a separate pronunce la decisione sulle altre questioni promosse dalle ricorrenti. In particolare, l'art. 1 è impugnato, con riguardo al comma 122, dalla Regione Campania, dalla Regione Puglia e dalla Regione siciliana; con riguardo ai commi 123 e 124, dalla sola Regione siciliana. L'art. 1, comma 122, provvede alla copertura finanziaria degli incentivi per le assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato, di cui ai precedenti commi 118 e 121, attraverso la riprogrammazione delle risorse del Fondo di rotazione per le politiche comunitarie, originariamente destinate agli interventi del Piano di azione coesione, che risultino non ancora impegnate alla data del 30 settembre 2014. Il successivo comma 123 prevede che il Gruppo di azione coesione individui le specifiche linee di intervento oggetto di tale riprogrammazione; il comma 124, infine, destina le risorse di cui al comma 122 al bilancio dello Stato. 2.- In considerazione della parziale identità delle norme denunciate e delle censure proposte, i tre giudizi, come sopra delimitati, devono essere riuniti per essere trattati congiuntamente e decisi con un'unica pronuncia. 3.- La Regione Campania lamenta che l'impugnato art. 1, comma 122, violerebbe l'art. 119, quinto comma, Cost., a causa della riduzione del complesso delle risorse esclusivamente destinate a sostenere interventi per lo sviluppo delle aree sottoutilizzate. In particolare, secondo la Regione, tale disposizione non consentirebbe che le risorse destinate al finanziamento degli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato siano indirizzate a favore dei medesimi territori sottoutilizzati, e con la medesima percentuale di riparto prevista per il Fondo per lo sviluppo e la coesione (80 per cento per le aree del Mezzogiorno e 20 per cento per le aree del Centro-Nord). 4.- La questione non è fondata. Questa Corte, in riferimento ad analoga censura mossa dalla medesima ricorrente, ha già chiarito che «Quel criterio percentuale [...] non ha alcun valore costituzionale, neppure indiretto. Ne deriva che leggi ordinarie successive ben possono modificare le disposizioni che disciplinano la destinazione del Fondo, anche ripartendone diversamente le risorse, ovvero non applicando alcuna percentuale di riparto, come peraltro lo stesso decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88 (Disposizioni in materia di risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione di squilibri economici e sociali, a norma dell'articolo 16 della legge 5 maggio 2009, n. 42) lascia intendere, allorché stabilisce che "La programmazione degli interventi finanziati a carico del Fondo di cui al presente articolo è realizzata tenendo conto della programmazione degli interventi di carattere ordinario" (art. 4, comma 3, ultimo periodo)» (sentenza n. 196 del 2015). Alla medesima conclusione non può che pervenirsi con riguardo alla destinazione delle risorse del Fondo di rotazione, trattandosi «di risorse statali, non ancora utilizzate, che, sulla base di una rinnovata valutazione delle esigenze di finanza pubblica, ricevono nel bilancio dello Stato una nuova destinazione ritenuta più consona in rapporto al mutato quadro di politica economica» (sentenza n. 207 del 2011). 5.- Con riguardo alla questione proposta dalla Regione Puglia nei confronti dell'art. 1, comma 122, della legge n. 190 del 2014, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere. La disposizione, nella formulazione originaria, prevedeva la riprogrammazione delle risorse del Fondo di rotazione che risultavano non impegnate alla data del 30 settembre 2014. L'art. 7, comma 9-sexies, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78 (Disposizioni in materia di enti territoriali. Disposizioni per garantire la continuità dei dispositivi di sicurezza e di controllo del territorio.