[pronunce]

il quarto, infine, dettando prescrizioni in merito alle «modalità della cremazione e [al]le relative garanzie esecutive» - sarebbero lesivi della competenza esclusiva statale nelle materie «ordinamento civile» (art. 117, lettera l, Cost.) e «determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale» (art. 117, lettera m, Cost.); che il censurato art. 18 sarebbe viziato da «illegittimità costituzionale derivata», introducendo previsioni sanzionatorie amministrative connesse alla violazione dei precetti normativi, dianzi indicati, posti dalla Regione in difetto di competenza legislativa; il suo comma 6, inoltre, prevedendo anche la pena detentiva della reclusione, violerebbe gli artt. 25, secondo comma, e 117, secondo comma, lettera l), Cost.; che il ricorrente impugna, infine, l'art. 29, il quale, prevedendo l'irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria nei confronti di coloro che disperdono le ceneri con modalità diverse da quelle consentite dalle disposizioni di cui al precedente art. 28, si «sovrappo[rrebbe]» al disposto dell'art. 411, quarto comma, del codice penale, conseguentemente invadendo la competenza legislativa statale nella materia «ordinamento penale» e violando, pertanto, l'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost.; che la Regione Calabria non si è costituita; che, nel corso del giudizio, la legge reg. Calabria n. 22 del 2018 è stata integralmente abrogata dall'art. 1, comma 1, della legge della Regione Calabria 30 aprile 2019, n. 7, recante «Abrogazione della legge regionale 26 giugno 2018, n. 22 (Disposizioni in materia funeraria e di polizia mortuaria)»; che, sul presupposto dell'intervenuta abrogazione e in conformità alla delibera assunta dal Consiglio dei ministri nella seduta del 19 giugno 2019, il Presidente del Consiglio dei ministri, con atto depositato il 26 giugno 2019, ha dichiarato di rinunciare al ricorso. Considerato che vi è stata rinuncia da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, previa conforme deliberazione del Consiglio dei ministri; che, ai sensi dell'art. 23 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, la rinuncia al ricorso, in mancanza della costituzione della resistente, comporta l'estinzione del processo (ex plurimis, ordinanze n. 156, n. 152, n. 61 e n. 4 del 2019). Visto l' art. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e gli artt. 9, comma 2, e 23 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara estinto il processo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 luglio 2019. F.to: Giorgio LATTANZI, Presidente Luca ANTONINI, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 19 luglio 2019. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA