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Signor Presidente, mi associo innanzitutto ai ringraziamenti che ha formulato la relatrice Valente, in particolare al sottosegretario Bini per l'aiuto che ha dato in questi giorni. Credo che il provvedimento al nostro esame abbia un'importanza fondamentale, specie nella seconda parte del suo titolo: l'efficienza della giustizia. Si tratta di misure un po' dure da realizzare; in particolare, viene introdotto un numero consistente di assunzioni da realizzare (16.500), divise in due scaglioni, come aiuto a tempo determinato ai giudici, quanto alla capacità di smaltire i lavori. Abbiamo avuto già esperienza di questo procedimento, effettuandone una prova negli uffici giudiziari di Firenze, che ha ricevuto una valutazione positiva. Durante il lavoro in Commissione, abbiamo introdotto alcune correzioni, che devono determinare una maggiore capacità di intervento. In particolare, si è tolto l'obbligo del rapporto da remoto effettuato tra i nuovi, laureati in legge o in economia, che devono collaborare con il giudice. Dipenderà molto dai coordinatori dei vari uffici del processo, nelle varie zone d'Italia, attivare un rapporto diretto tra giudice e collaboratori. Basta leggere il primo profilo di quello che saranno chiamati a svolgere: oltre ad alcune attività più semplici, come la verifica della correttezza del fascicolo processuale, hanno anche la possibilità di collaborare con il giudice nel predisporre bozze di provvedimenti e di effettuare lavori di ricerca utili al giudice per svolgere la sua funzione. È un modello conosciuto dalla fine degli anni '70, per esempio, nel Tribunale delle dogane di New York, dove addirittura 16 giudici allora - e credo che siano rimasti tali - sono riusciti a coprire l'intero panorama giudiziario riguardante l' import e l' export di tutti gli Stati Uniti d'America, chiudendo tutti i processi, grazie a una forte collaborazione che prevedeva per ogni giudice quattro avvocati e 22 persone di staff . Noi dobbiamo svolgere quest'attività. Come relatori, abbiamo introdotto alcune integrazioni in certi passaggi, anche in relazione al funzionamento della Scuola superiore della magistratura. Nello stesso tempo, avevamo introdotto un emendamento mirato a un miglior funzionamento del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Tuttavia, nel prevedere l'entrata in vigore delle norme a settembre 2022, correttamente abbiamo tenuto conto di alcune osservazioni in ordine al tempo necessario, ragion per cui abbiamo ritenuto di ritirare l'emendamento, per ripresentare quella proposta sul Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa quando si discuterà del Consiglio superiore della magistratura. Abbiamo introdotto una proroga della normativa per la magistratura onoraria, che, come sapete, con la riforma Orlando doveva scadere nei prossimi giorni; si è quindi prevista una proroga, in modo che il Parlamento possa intervenire tenendo conto di quanto ha detto la Corte costituzionale negli ultimi tempi in merito alla magistratura onoraria. Colleghi, consentitemi alcune riflessioni. Forse anche grazie all'intelligenza del Governo, non dico che abbiamo cambiato il metodo, ma siamo riusciti a discutere un po' meglio di quanto il Parlamento abbia fatto negli ultimi tempi. Ho sempre detto di essere contrario alle riunioni di maggioranza: l'ho detto quando ero Sottosegretario e lo dico oggi da relatore, perché l'ho sempre detto, quando ero all'opposizione, come in maggioranza. La vera attività in Parlamento è quando forze politiche diverse si incontrano per realizzare un prodotto che abbia una sua effettività. Faccio un esempio: la scelta di una pubblica amministrazione di non attuare la mobilità va fatta solo ed esclusivamente se è realmente necessaria, non per mettere una bandierina. Ciascun deputato o senatore dovrebbe quindi avvertire sempre una responsabilità: non conta alcunché vedersi approvato un determinato emendamento, perché dopo dieci giorni gli elettori lo avranno dimenticato; ciò che conta è la capacità di svolgere la propria funzione parlamentare per la realizzazione di un prodotto legislativo coerente con le finalità dello Stato e con la realizzazione degli interessi dei cittadini. (Applausi) . Rispetto a questa situazione, dobbiamo assumere una responsabilità, che per gran parte siamo riusciti a prenderci, ma forse dobbiamo fare uno sforzo ulteriore, ovvero garantire che ciascuna piccola fetta di intervento miri sempre all'interesse generale. Faccio un altro esempio. La norma prevedeva la dicitura «da remoto»: l'abbiamo corretta, perché non è possibile. Il rapporto tra giudice e uffici del processo dev'essere da remoto solo nell'ipotesi in cui ve ne sia la necessità. È questa la logica, con la quale pure abbiamo introdotto alcune modifiche apportate dai parlamentari, che abbiamo accolto come relatori e come Governo. Questa logica di collaborazione tra Governo e Parlamento può muoversi soltanto su una linea, e lo dico anche al Ministro della giustizia, perché abbiamo votato un emendamento anche contro l'indicazione del Governo che riguardava gli uffici giudiziari dell'Abruzzo in relazione alla questione del terremoto. Abbiamo fatto qualcosa contro l'Esecutivo? Vogliamo contestarlo? No. In quella fattispecie, abbiamo fatto una valutazione: ciascuno - anche il Governo - dovrebbe tener conto che l'esperienza e la conoscenza del reale da parte di coloro che hanno competenza in determinate materie andrebbero prese in considerazione dallo stesso Esecutivo, al fine di creare quel sinallagma tra Governo e Parlamento che possa realizzare sempre un rapporto positivo. Signor Presidente, concludo il mio intervento con l'auspicio che le correzioni introdotte con lo spirito a cui ho fatto cenno possano eventualmente essere integrate anche in questa sede oppure essere condivise, ma nella realtà. Infatti, la norma, una volta licenziata dal Parlamento, assume una sua realtà completamente diversa, che è rimessa all'interprete, ma anche alla capacità dei dipendenti, di coloro che svolgono la propria attività nella pubblica amministrazione e dell'amministrazione della giustizia di attuare in concreto i singoli provvedimenti. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, esprimo innanzitutto un ringraziamento doveroso ai due relatori, la collega Valente, che è stata davvero valente di nome e di fatto, e il collega Caliendo, che è sempre attento e particolarmente prodigo nella sua incredibile e straordinaria capacità di lavoro e nella sua lucidità di pensiero, che gli voglio riconoscere in questa sede e che, almeno per me, rappresentano una guida anche per il mio futuro politico. Mi sento in dovere di ringraziare anche il sottosegretario Bini, che non avevo avuto il piacere di conoscere così bene; ma in questi giorni, tra le call e le riunioni in presenza, ho potuto apprezzare il suo modo di lavorare, la sua disponibilità verso gli altri e la sua incredibile pazienza, fino al punto che l'altra sera ha detto di non sentirsi bene, perché si era molto stressata, ma il giorno dopo l'ho vista di nuovo al lavoro. Quindi complimenti e congratulazioni - se li merita - al Sottosegretario per l'attività che svolge.