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Atto n. 4-00089 MARSILIO Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: da tempo il territorio del comune di Tocco da Casauria (Pescara) è interessato da un fenomeno naturale di fuoriuscita di idrocarburi che si riversano nelle acque del torrente Arolle e finiscono nel fiume Pescara; la Stazione ornitologica abruzzese (Soa), come risulta da recenti notizie di stampa, ha denunciato alle autorità competenti la preoccupante condizione di insicurezza, degrado e abbandono in cui versa l'intera zona, presentando anche un reportage fotografico realizzato durante un sopralluogo; l'associazione ha altresì ricordato che notizie relative alla raccolta degli idrocarburi da parte della popolazione del luogo e all'impatto delle fuoriuscite sull'ambiente circostante risalgono addirittura al Medioevo; considerato che: per anni la vicenda ha suscitato l'interesse degli addetti ai lavori solo per quanto concerne la possibilità di attivare operazioni di sfruttamento industriale degli idrocarburi; tali tentativi sono comunque rimasti infruttuosi e le strutture realizzate (vasche di raccolta e pozzi i cui resti sono ancora visibili) sono abbandonate; soprattutto in occasione di fenomeni di piena aumenta il rischio ambientale di contaminazione delle acque e la condizione di disagio per gli abitanti delle zone, anche per i cattivi odori derivanti dal ristagno delle acque determinato da alcuni sbarramenti artificiali; sarebbe quanto mai urgente a giudizio dell'interrogante predisporre adeguate misure di monitoraggio delle acque per valutare l'effettiva presenza di idrocarburi, di studio approfondito del territorio e degli effetti prodotti negli anni dal fenomeno di dispersione degli idrocarburi, nonché di mitigazione del rischio e di messa in sicurezza, anche eventualmente attraverso la riattivazione di vasche di decantazione e il posizionamento di filtri, si chiede di sapere: se e quali iniziative di propria competenza i Ministri in indirizzo abbiano adottato o intendano adottare al fine di fronteggiare le criticità connesse alla vicenda e tutelare la salute degli abitanti della zona; quali ulteriori informazioni ritengano di poter fornire al fine di fare chiarezza sulla vicenda e, in particolare, se non ritengano in qualche modo sussistenti eventuali responsabilità derivanti dai molteplici interventi antropici realizzati nell'area (scavi, pozzi, serbatoi, vasche), che potrebbero aver modificato sia le condizioni di rilascio, sia quelle ambientali delle aree immediatamente circostanti i manufatti. Atto n. 4-00090 DE POLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante, il project financing che impegnava la Veneto Strade a realizzare il completamento della strada regionale 10 Padana inferiore, opera infrastrutturale importante per la viabilità dell'area tra Este e Monselice e che, una volta conclusa, collegherebbe la strada Monselice mare con la Transpolesana, innestandosi con le due autostrade A13 Padova-Bologna e A31 Piovene Rocchette-Rovigo, ha subito un nuovo arresto, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, già interessato con altro analogo atto di sindacato ispettivo, 4-08437, pubblicato il 27 novembre 2017, non intenda verificare lo stato del project financing ed intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, affinché vengano definitivamente affrontate e superate le criticità che hanno determinato l'attuale stallo e consentire il completamento di un'opera strategicamente necessaria per lo sviluppo della bassa padovana. Atto n. 4-00091 CAUSIN Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la navigazione da diporto italiana è stata regolamentata per la prima volta con il decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante "Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172"; il codice è stato oggetto di una profonda revisione e integrazione con il decreto legislativo 3 novembre 2017, n. 229, emanato sulla base della legge delega 7 ottobre 2015, n. 167, entrato in vigore il 13 febbraio 2018; l'articolo 39 del codice della nautica da diporto reca disposizioni in materia di patenti nautiche; la vecchia formulazione del citato articolo 39, al comma 1, disponeva: "La patente nautica per unità da diporto di lunghezza non superiore a ventiquattro metri è obbligatoria nei seguenti casi, in relazione alla navigazione effettivamente svolta: (...) b) per la navigazione nelle acque interne e per la navigazione nelle acque marittime entro sei miglia dalla costa, quando a bordo dell'unità sia installato un motore avente una cilindrata superiore a 750 cc se a carburazione a due tempi, o a 1.000 cc se a carburazione a quattro tempi fuori bordo o se a iniezione diretta, o a 1.300 cc se a carburazione a quattro tempi entro bordo, o a 2.000 cc se a ciclo diesel, comunque con potenza superiore a 30 chilowatt o a 40,8 cv"; il testo vigente dello stesso articolo 39, al comma 1, lettera b) , dispone che: "per la navigazione nelle acque interne e per la navigazione nelle acque marittime entro sei miglia dalla costa, quando a bordo dell'unità è installato un motore di cilindrata superiore a 750 cc se a carburazione o iniezione a due tempi, o a 1.000 cc se a carburazione o a iniezione a quattro tempi fuori bordo, o a 1.300 cc se a carburazione o a iniezione a quattro tempi entro bordo, o a 2.000 cc se a ciclo diesel non sovralimentato, o a 1.300 cc se a ciclo diesel sovralimentato, comunque con potenza superiore a 30 kW o a 40,8 CV (2)"; nel mercato italiano vengono offerte diverse possibilità di acquisto di un motore fuoribordo al limite di patente (con potenza non superiore a 30 chilowatt o a 40,8 cavalli vapore), con variazioni che riguardano il ciclo termico, il numero di cilindri, la cilindrata, il peso e il prezzo; inoltre, la categoria dei motori fuoribordo dei 40 cavalli è la più venduta e quindi la più richiesta da parte dei diportisti; il codice della nautica da diporto, nel testo previgente equiparava i motori fuoribordo a iniezione a due tempi diretta ai quattro tempi fuoribordo, stabilendo come limite massimo di cilindrata i 1.000 centimetri cubici e 40,8 cavalli vapore; il nuovo codice della nautica da diporto, in vigore dal 13 febbraio 2018, ribadisce il principio che la patente nautica è obbligatoria qualora il propulsore sviluppi una potenza superiore ai 40,8 cavalli e non reca più l'equiparazione dei motori fuoribordo due tempi a iniezione diretta ai quattro tempi fuoribordo;