[resaula]

Intervengo soprattutto per ricordare come la Valle d'Aosta, che rappresento, è stata sede del IV Reggimento alpini del battaglione Aosta e questo reparto fu, nella Prima guerra mondiale, l'unico battaglione alpino decorato con la medaglia d'oro al valor militare, decorazione che fu data alla bandiera di guerra del IV Reggimento alpini semplicemente perché fu uno dei battaglioni più decimati. Quindi, essere decorati con la medaglia d'oro voleva dire aver subito tantissime perdite, la morte di tantissimi ragazzi. Anche in Val d'Aosta, che è la mia Regione, se si vanno a vedere le lapidi in tutti i Comuni si trova un numero incredibile di giovani che hanno perso la vita in quel conflitto mondiale. Anche noi, quindi, ci ritroviamo in questo momento a ricordare questo episodio, soprattutto come monito eterno ai giovani a ripudiare tutte le guerre e per ricordare che dall'altra parte se oggi abbiamo la pace è perché tanti anni fa i nostri nonni e i nostri bisnonni si sono sacrificati fino alla morte. (Applausi) . PRESIDENTE . (Il Presidente si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea). Credo che al termine degli interventi che hanno voluto ricordare il centenario dell'arrivo del Milite Ignoto a Roma, sia giusto, come ha fatto la Camera dei deputati, dedicare al Milite Ignoto, ma anche a tutti i caduti della Prima guerra mondiale, anzi ai caduti di tutte le guerre, senza distinzione di divisa, di colore, di Nazione, un minuto di silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2437 PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sulla questione di fiducia. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, prendiamo atto che il Governo ha posto per l'ennesima volta la fiducia su un provvedimento. Prendiamo atto, ma non siamo d'accordo sul fatto che si continui su questa strada, soprattutto con il ricorso a tale strumento, anche quando, nei vari provvedimenti, gli emendamenti sono davvero pochi (in questo caso trenta), e potrebbero essere votati in poco tempo. È vero che c'era la richiesta di un voto segreto, ma il Parlamento è questo, signori: ci sono i voti, ci sono i voti segreti, ci sono i Regolamenti, questa è la democrazia. (Applausi) . Continuare sulla strada di mettere sempre la fiducia su tutti i provvedimenti equivale a dare la sensazione di volere sostanzialmente evitare il Parlamento, che è composto dai rappresentanti del popolo, come se diventasse una sorta di fastidio andare in Parlamento ad affrontare le varie tematiche. Questa non la reputiamo essere una cosa giusta e corretta. In certi casi, di fronte a numerosi emendamenti e a un certo tipo di ostruzionismo, può essere anche giustificato; ma il ricorso a uno strumento del genere su tutti i provvedimenti non lo riteniamo utile. Noi ci facciamo una domanda: dove ci porterà questo continuo voler esautorare il Parlamento? Guardate che l'insofferenza non è solo della Lega, che magari non è capace di nascondere certe cose, perché, forse per estrema trasparenza, noi non abbiamo assolutamente paura di dire quello che pensiamo. L'insofferenza è in tutti i Gruppi politici. Ripeto, in tutti i Gruppi politici. (Applausi) . Allora noi facciamo una considerazione: in previsione dell'elezione del Presidente della Repubblica, continuare ad alimentare questa insofferenza non ci sembra una buona strategia e non ci sembra una buona mossa. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, mi collego al ragionamento svolto dal capogruppo della Lega Romeo, che apprezzo e condivido; naturalmente avrei piacere che ne traeste anche le conseguenze da questo assurdo ricorso al voto di fiducia. Signor Presidente, io sono uno di coloro che orgogliosamente e fieramente ha contribuito ad affossare il disegno di legge Zan la scorsa settimana e per questo sono stato anche pesantemente minacciato, tanto da dover presentare denuncia alla Polizia postale. Bene, oggi cosa succede? Nel momento in cui noi fieramente abbiamo bloccato quel disegno di legge, nel momento in cui noi abbiamo fieramente impedito che si arrivasse a un diritto penale dello stato d'animo interiore, come detto chiaramente dal nostro capogruppo in Commissione giustizia Balboni, dopo che abbiamo bloccato quel disegno di legge, ci ritroviamo - badate bene, i cittadini lo devono sapere - di fronte a quegli stessi temi, contenuti in un decreto-legge che si chiama infrastrutture e trasporti. Quindi il Governo Draghi si rende complice di andare contro la volontà del Parlamento, espressa in modo chiaro la scorsa settimana, facendo entrare dalla finestra quello che è stato fatto uscire o al quale era stato impedito di entrare dalla porta. Signor Presidente, noi ci chiediamo come sia possibile che tra le modifiche apportate dalla Camera il comma 4- bis introdotto all'articolo 1 preveda il divieto della pubblicità con messaggi sessisti, con stereotipi di genere o con messaggi discriminatori in riferimento all'orientamento sessuale. In sostanza, una mamma che accudisce il bambino potrebbe essere ritenuta uno stereotipo di genere e potrebbe esserne impedita la rappresentazione. Ma, signori, prima di tutto andiamo contro la volontà del Parlamento già espressa e, secondariamente, questo è un decreto-legge che riguarda i trasporti. La Presidenza del Senato più volte ha dichiarato inammissibili degli emendamenti su tematiche molto precise, mentre alla Camera è stato approvato un emendamento, che pertanto entrerà a far parte di un testo di legge, che prevede espressamente temi che nulla hanno a che fare con i trasporti e le infrastrutture. Magari il comma 4- bis - lo dico a chi ha presentato quell'emendamento alla Camera - poteva prevedere una norma che non facesse arricchire qualche famiglia italiana sulla vicenda delle autostrade. Altro che riprodurre il disegno di legge Zan in un decreto trasporti! (Applausi) . Allora, signor Presidente, chiediamo al Governo Draghi di non essere complice di queste cose; chiediamo ai partiti del centrodestra, a coloro che hanno osteggiato e impedito una legge vergognosa - e lo ribadisco - qual era il disegno di legge Zan, che non difendeva alcun diritto civile, ma creava discriminazione in chi la pensava diversamente, di avere il coraggio di dire basta a questo ricorso indiscriminato al voto di fiducia. Basta prendere in giro il Parlamento! Erano 30 emendamenti e nemmeno quelli avete voluto affrontare in Parlamento! Presidente Draghi, questa rimane comunque una Repubblica parlamentare. Non so se qualcuno ha in mente di farla diventare Presidente della Repubblica mantenendo anche il ruolo di Presidente del Consiglio, io però per ora la invito a ricordarsi che il Parlamento ha delle prerogative a cui non intendiamo abdicare, e che Fratelli d'Italia rimarrà ferma nel difendere il Parlamento, le sue prerogative e la libertà degli italiani contro ogni autoritarismo che non accettiamo e non accetteremo mai. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Falco.