[resaula]

non tutte le aziende sono capaci di trasmettere competenze e formazione, specialmente quelle aziende che già di formazione ne fanno poca o nulla per i propri dipendenti. Devo anche rimarcare quei casi in cui si utilizza questo istituto per sostituire manodopera salariata con studenti a costo zero o quasi zero. Noi crediamo che la scuola e l'istruzione in generale abbiano un compito ben più alto della mera preparazione al lavoro, ma debbano essere motore di inclusione sociale, di consapevolezza culturale, di sviluppo di coscienze di individui, di promozione di rapporti virtuosi tra l'individuo e la comunità, perché è grazie alla scuola che possiamo comprendere i diritti, ma anche i doveri di ciascun cittadino e il suo ruolo nella società. L'istituto dell'alternanza deve e può essere migliorato. A questo già abbiamo dato un nostro contributo nei mesi scorsi, ma dobbiamo proseguire su questa strada, perché abbiamo bisogno di più scuola e non certo di meno scuola, abbiamo bisogno di maggiori occasioni di approfondimento, e non di sfruttamento di giovani studenti. Il Paese ha diverse necessità e noi mettiamo al centro dei nostri sforzi il miglioramento della scuola, dell'istruzione, della ricerca come uniche possibilità di sviluppo sociale ed economico. (Applausi) . In ogni caso, queste fasi di formazione e di preparazione al lavoro devono avvenire in piena sicurezza e purtroppo il caso di Lorenzo evidenzia una situazione che sicuramente non è ottimale per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro, che è poco attenzionata nel nostro Paese, atteso che oggi registriamo una media di quasi quattro morti al giorno nelle aziende, nelle fabbriche, nei cantieri. L'altro aspetto su cui dobbiamo riflettere è connesso alle manifestazioni dei giovani che protestavano per la morte assurda di Lorenzo e per affermare che è assolutamente inaccettabile che uno studente sia messo in pericolo di vita mentre fa formazione. Questo ci dice che i nostri giovani nati nel nuovo millennio costituiscono una generazione cosciente del proprio ruolo e che vuole partecipare al dibattito pubblico, pretendendo giustamente i propri spazi. A questo proposito, devo rimarcare che le scene di forte tensione e violenza in piazza cui abbiamo assistito sono inaccettabili e hanno fornito una brutta immagine del nostro Paese, perché deve essere sempre tutelato il diritto di espressione e manifestazione, specie per i nostri connazionali più giovani che si affacciano con fiducia al confronto sociale e politico. Signora Ministra, lei ha fatto una ricostruzione di quanto accaduto. (Richiami del Presidente). Mi avvio a concludere in pochi secondi. Noi crediamo che sia necessario accertare la catena delle responsabilità, perché è davvero inaccettabile vedere quelle scene di nostri giovani - ragazze e ragazzi - con la testa spaccata dalle manganellate. Noi confidiamo nel suo lavoro, ma riteniamo davvero necessari... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signora Ministra, la ringraziamo per l'informativa odierna che consente a noi e soprattutto alle ragazze, ai ragazzi e alle loro famiglie di capire cosa è realmente accaduto. Sappiamo che - come è stato ricordato - i nostri ragazzi e le nostre ragazze sono scesi in piazza dopo due anni di pandemia, DAD, lockdown , assenza di socialità e distanza emotiva, affettiva ed educativa. Sappiamo bene che questa è una generazione che potremmo definire dei tanti Telemaco, a cui per due anni è stato impedito anche solo di guardare l'orizzonte, figuriamoci di solcare il mare alla ricerca del padre. Questi ragazzi hanno bisogno di trovare una speranza e non rabbia. Questi ragazzi - come è stato ben ricordato prima - sono scossi dalla perdita di un ragazzo come loro, Lorenzo Parelli - con la morte più bianca e innocente, se è possibile quantificare l'intollerabilità di perdere la vita in quel modo - e hanno bisogno di ritrovare la voce per manifestare il vuoto di fiducia e futuro che sentono, con un disagio accresciuto dai durissimi anni passati. Forse essi andavano un po' più accompagnati e controllati per la sicurezza loro e di tutti i cittadini. Abbiamo però compreso, signora Ministra - come lei ha ben spiegato - l'esigenza di contenimento che è propria di chi gestisce l'ordine pubblico, e di questo ringraziamo le Forze dell'ordine che compiono il loro dovere, senza risparmiarsi, a tutela di tutti noi. Contemporaneamente, però, questi ragazzi vanno ascoltati perché nelle manifestazioni è accaduto comunque un evento positivo: una rinnovata presa di coscienza, una ritrovata vitalità, una ritrovata voglia di partecipazione della generazione che più di tutte ha pagato il prezzo del Covid. Si tratta di un prezzo altissimo che i più giovani hanno pagato con la chiusura della scuola che noi di Italia Viva, per primi, abbiamo chiesto di riaprire durante la prima ondata. La scuola è il primo presidio di normalità e per tutto il tempo abbiamo lavorato e ottenuto di tenerla viva e in presenza. La scuola è il cuore della società e senza di essa non c'è niente e il mondo si ferma. È arrivato - lo stiamo dicendo tutti - il momento di tornare alla normalità. Il Governo sta predisponendo le misure che gradualmente ci permetteranno di ridurre le restrizioni. Però normalità significa anche recuperare la ritualità della partecipazione sociale e politica alla costruzione di una coscienza comune; e certo non possiamo fare a meno proprio di queste voci, delle voci dei più giovani. È stato detto, dai colleghi che mi hanno preceduto, che la manifestazione nelle intenzioni dei ragazzi, doveva essere come una carezza secondo le bellissime parole della mamma di Lorenzo, nel cui nome e ricordo gli studenti erano scesi in piazza, certamente con una piattaforma variegata, non sempre condivisibile, come nel caso dello scritto alla maturità, ma comunque espressione di quella ritrovata normalità che tanto desideriamo e per la quale ci adoperiamo. È finita, purtroppo, con alcuni volti tumefatti di ragazzi minorenni che forse non avremmo voluto vedere e che sicuramente hanno fatto male. Ma sono certa che, se ci sono state delle responsabilità personali, queste saranno accertate. Lei ha parlato di possibili infiltrati in piazza e della necessità di non consentire un corteo in movimento; eppure è chiaro che qualcosa è andato oltre. Ministra, è giusto fare chiarezza subito e farla fino in fondo. Lo dobbiamo anche ricordando chi non c'è più, come Lorenzo. Grazie, signora Presidente; grazie, signora Ministra. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garnero Santanché. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, innanzitutto lasciatemi dire che naturalmente Fratelli d'Italia si stringe intorno alla famiglia di Lorenzo, perché tutti siamo genitori e ne capiamo il dolore, il dramma. Perdere un figlio nell'orario di scuola, perdere un figlio nel programma scolastico scuola-lavoro impone a ognuno di noi un esame di coscienza. Questi genitori hanno un dolore e per loro non ci sarà mai fine pena, perché la pena continuerà ad accompagnare, giorno dopo giorno, la vita di questa famiglia. Ministro Lamorgese, è evidente che lei ha difficoltà a gestire l'ordine pubblico.