[pronunce]

che nessuna lesione dell'art. 53 Cost., determinata dall'asserita sovrapposizione di tributo erariale e tributo locale, si verificherebbe, infine, con riguardo al periodo di coesistenza dell'I.C.I. e dell'I.N.V.I.M., considerati sia il carattere non "confiscatorio" del prelievo complessivo sia la diversità di presupposti tra i due tributi sia, infine, la circostanza che l'incremento di valore tassabile ai fini I.N.V.I.M., nel regime prorogato, è solamente quello verificatosi sino al 31 dicembre 1992. Considerato che la questione sollevata dal rimettente riguarda la legittimità costituzionale del regime di protratta applicabilità dell'I.N.V.I.M., limitatamente all'incremento di valore maturato sino al 31 dicembre 1992, nel caso in cui il presupposto di applicazione dell'imposta si verifichi dal 1 gennaio 1993 sino al 1 gennaio 2003 (termine successivamente anticipato al 1 gennaio 2002 dall'art. 8, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448); che il giudice rimettente afferma in modo del tutto apodittico e immotivato la rilevanza della questione nel giudizio a quo; che siffatto difetto di motivazione non può certo ritenersi superato dalle indicazioni fornite dalle parti private nella memoria di costituzione, essendo di esclusiva competenza del rimettente la valutazione in ordine alla rilevanza della questione; che, d'altra parte, non è possibile desumere la rilevanza della questione dalla descrizione della fattispecie dedotta in giudizio che il rimettente effettua solo genericamente e senza neppure indicare a quale imposta si riferiscano gli avvisi di liquidazione impugnati dai ricorrenti; che la questione va pertanto dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi innanzi alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643 (Istituzione dell'imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili), 4, comma 1, lettera a), n. 17), della legge 23 ottobre 1992, n. 421 (Delega al Governo per la razionalizzazione e la revisione delle discipline in materia di sanità, di pubblico impiego, di previdenza e di finanza territoriale), 17 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), e 11, comma 3, del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79 (Misure urgenti per il riequilibrio della finanza pubblica), convertito in legge 28 maggio 1997, n. 140, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Milano con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 27 febbraio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Marini Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 15 marzo 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola