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Il senatore SACCONE ( FI-BP ), nel rivendicare un approccio privo di pregiudizi al provvedimento in esame, confessa che si aspettava più coraggio da parte del Governo del cambiamento, mentre la manovra sembra più che altro rispecchiare l'incontro di istanze contraddittorie e la mancanza di una visione unitaria. A tale proposito, individua nei dati del primo trimestre del 2019 il primo, vero, banco di prova della politica economica, dal Governo, che si troverà, allora, di fronte alle proprie responsabilità. Vede comunque con favore le retromarcia in corso rispetto al conflitto ingaggiato con le Istituzioni europee, che sta sconfessando una narrazione del tutto sconnessa rispetto alla realtà, e di cui l'opinione pubblica sta acquisendo ormai piena consapevolezza. Sul concreto effetto delle misure previste nella manovra, esprime la convinzione che la pressione fiscale non solo non diminuirà, ma sarà destinata ad aumentare, soprattutto a causa dello sblocco delle aliquote degli enti locali. Con riferimento al reddito di cittadinanza, prevede enormi problemi organizzativi e di gestione, che determineranno la rapida disillusione delle speranze alimentate. Crede, nel complesso, che la crescita non corrisponderà alle previsioni del Governo, anche in conseguenza della confusione e della conflittualità che caratterizza la conduzione della politica economica da parte dell'Esecutivo, e si dichiara certo, infine, che i dati faranno emergere presto la verità, purtroppo a spese del Paese. Il senatore MANCA ( PD ) considera la manovra finanziaria all'esame della Commissione il primo atto politico rilevante di un Governo fondato sul sostegno di due forze politiche che non appaiono, in realtà, in grado di integrarsi. Prende atto che si è deciso di abbandonare un sentiero, percorso dai Governi della precedente legislatura, che aveva cercato di coniugare la tenuta dei conti pubblici con il sostegno alla crescita; osserva, tuttavia, che all'abbandono di tale indirizzo non ha fatto seguito l'adozione di una chiara alternativa o visione del futuro. Ritiene che il Governo stia cercando di nascondere tale confusione e mancanza di prospettiva con la ripetizione di una narrazione sul passato: tale espediente, tuttavia, non appare costruttivo e utile a fronteggiare seriamente i problemi del Paese, che ha subito una modificazione non solo ciclica ma anche strutturale della propria economia per effetto della grande crisi del 2008. In merito alle misure specificamente previste nella manovra, rileva come il rilancio degli investimenti ivi prospettato non sia coerente con il blocco delle opere infrastrutturali avvenuto negli ultimi mesi, che ha avuto peraltro l'effetto di disincentivare l'apporto dei capitali privati, con conseguenze negative per l'occupazione. A titolo esemplificativo, segnala come la prevista istituzione di una centrale unica per la progettazione rappresenti più un costo che un fattore di sviluppo, mentre per il rilancio degli investimenti sarebbe necessario individuare gli ambiti territoriali ottimali per le stazioni appaltanti, invece di indulgere ad un nuovo velleitario centralismo. Sul reddito di cittadinanza, dopo aver rilevato che il sovradimensionamento delle risorse, riconosciuto nella discussione anche da alcuni esponenti della maggioranza, non rappresenta comunque una risposta adeguata ed efficiente alle esigenze, fa presente che le esperienze maturate hanno dimostrato come il contrasto alla povertà richieda un lavoro lungo e paziente, con una presa in carico delle persone più deboli da parte dei servizi territoriali, che consenta di coniugare le funzioni degli enti locali con la rete diffusa dell'associazionismo. Rimarca, infine, come l'incoerenza e la confusione delle misure e delle dichiarazioni degli esponenti del Governo, generando instabilità e fiducia, stia vanificando i concreti segni di ripresa che si erano manifestati già da tempo nel ciclo economico del nostro Paese. Invita inoltre a non sottovalutare, accanto a tali fattori, il contributo negativo che può derivare, per le imprese e più in generale per il sistema Italia, dall'incremento della pressione fiscale, dall'indebolimento del progetto Industria 4.0, dal depotenziamento delle misure di sostegno alla formazione e alla ricerca, che denunciano ancora una volta la mancanza di visione di questa maggioranza. Il senatore PRESUTTO ( M5S ) ricorda che, sulla base del Rendiconto di bilancio esaminato dalla Commissione nei mesi scorsi, si evincono debolezze strutturali del nostro sistema Paese, quali l'elevato debito pubblico, l'ingente ammontare delle passività finanziarie e il mancato incasso delle entrate da ruolo imputabile ad un sistema tributario datato. Pertanto, dalle risultanze di gestione degli ultimi anni, emerge una situazione finanziaria deficitaria che testimonia più di ogni altro dato il fallimento delle politiche economiche fin qui adottate. Tale considerazione si inquadra in un contesto nel quale i vincoli di bilancio europei, pur compatibili per paesi con un basso debito pubblico, risultano esiziali per un paese ad alto debito come il nostro, in cui un aggiustamento finanziario di pochi decimali finisce per penalizzare fortemente lo stato sociale. È quindi doveroso avviare nuove politiche economiche e di bilancio, attraverso una difficile trattativa con l'Unione europea, che sconta la sfiducia delle istituzioni di Bruxelles nei confronti delle modalità con cui il nostro Paese è stato governato negli ultimi venti anni. Nonostante ciò, la maggioranza e il Governo hanno il compito di individuare, pur tra molte difficoltà, gli spazi percorribili per porre rimedio all'eredità dei precedenti governi. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) ricorda in via preliminare che negli ultimi anni si è assistito a un ingente recupero di risorse derivanti dal contrasto all'evasione fiscale. Il disegno di legge di bilancio all'esame della Commissione si caratterizza, a seguito delle recenti modifiche della normativa contabile, per un tendenziale allineamento tra i dati di competenza e quelli di cassa, il che aiuta a rendere più comprensibile i numeri del bilancio e a formulare un giudizio che può essere parametrato sulle prospettive per il futuro piuttosto che sulla sostenibilità finanziaria o sulla base della realtà dei fatti. Adottando quest'ultimo parametro quale metro di valutazione, risulta quantomeno discutibile l'istituzione di una centrale per la progettazione delle opere pubbliche concepita quale soggetto isolato che rischia di offrire regalie amministrative. Analogamente, appare curiosa l'istituzione di una struttura come Investitalia mancando, peraltro, una riflessione su quello che dovrebbe essere il ruolo delle strutture di missione quali strumenti di concentrazione di competenze e di superamento della dispersione amministrativa. Nell'auspicare un effettivo confronto dialettico tra le diverse posizioni, ritiene necessario non sottovalutare l'importanza di una politica degli investimenti molto attesa dalle realtà regionali come, a titolo esemplificativo, gli interventi per il contrasto al dissesto idrogeologico. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) osserva come il proprio Gruppo si sarebbe aspettato da parte del Governo del cambiamento una manovra di cambiamento effettivo, ferma restando la valutazione delle singole misure in essa incluse.