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Al riguardo giova evidenziare che, attualmente, il 70 per cento della nostra produzione agricola è trasformata, in Italia, dall'industria alimentare italiana e che, pertanto, è necessario che l'importanza dell'origine delle materie prime, ai fini della qualificazione dei prodotti alimentari italiani, sia adeguatamente riconosciuta, nonché riconoscibile per il consumatore; 2) il contrasto alla contraffazione dei prodotti italiani sui mercati dei Paesi terzi ove, nel corso degli anni, si è assistito ad una dilagante diffusione del fenomeno della cosiddetta «agro-pirateria», per il quale si stima un fatturato superiore a 52 miliardi di euro che, giova evidenziarlo, è di gran lunga superiore al valore aggiunto della nostra agricoltura (poco più di 28 miliardi di euro, a fronte di una produzione di circa 49 miliardi di euro); 3) l'attuazione di misure per incentivare l'assunzione di comportamenti alimentari funzionali al mantenimento di un buono stato di salute. Tali misure appaiono di particolare attualità in quanto coerenti con la recente decisione dell'UNESCO di riconoscere quale patrimonio dell'umanità la dieta mediterranea, nella quale, come noto, sono inclusi molti dei prodotti freschi e trasformati tipici della tradizione alimentare italiana. In particolare, con riferimento ai punti citati, il presente disegno di legge è strutturato in sei articoli recanti le seguenti disposizioni: articolo 1 -- introduce, in coerenza con la normativa europea vigente, l'obbligatorietà dell'indicazione di origine per tutti i prodotti alimentari, per i quali il consumatore può essere indotto in errore. A tale fine si chiarisce che il rischio è da ritenersi effettivo per tutti i prodotti che il nostro ordinamento (articolo 8 del citato decreto legislativo n. 173 del 1998) riconosce come tradizionali e che, pertanto, il consumatore percepisce come italiani, rischiando, in caso di mancata indicazione dell'origine, di essere indotto in errore riguardo all'effettiva qualità dei prodotti stessi. È altresì previsto che le medesime definizioni per qualificare l'origine in merito alle indicazioni da riportare sull'etichetta dei prodotti agroalimentari valgano anche per l'importazione e per l'esportazione a fini di commercializzazione dei prodotti di cui all'articolo 4, comma 49, della legge 24 dicembre 2003, n. 350; articolo 2 -- introduce disposizioni espressamente finalizzate a sostenere i consorzi di tutela dei prodotti agro-alimentari di qualità maggiormente esposti al fenomeno della contraffazione, prevedendo il rimborso delle spese sostenute per la registrazione dei marchi e per le azioni legali necessarie a tutelare i nostri prodotti sui mercati dei Paesi terzi; articolo 3 -- prevede che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, d'intesa con le regioni e con l'ausilio del CREA -- alimenti e nutrizione, individui i prodotti alimentari ritenuti funzionali ai fini di una corretta e sana alimentazione e, quindi, al mantenimento di un buono stato di salute e istituisca un elenco in cui gli stessi prodotti sono suddivisi per regione di origine; articolo 4 -- introduce misure di agevolazione fiscale, fondate sulla possibilità di detrarre le spese sostenute per l'acquisto di prodotti alimentari freschi che, sulla base dell'elenco di cui all'articolo 3, sono ritenuti di comprovata utilità per la salute umana. Tale misura si fonda sul principio che già adesso sono detraibili le spese per l'acquisto di prodotti funzionali e che, pertanto, non sussiste motivo per non estendere tale possibilità a quei prodotti alimentari freschi che, egualmente, sono in grado di incidere positivamente sulla fisiologia dell'organismo umano e, quindi, di concorrere al mantenimento di buone condizioni di salute. In coerenza con tale principio, si propone di finanziare la misura proposta innalzando l'attuale soglia (articolo 15, comma 1, lettera c) , del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986) oltre la quale è ammessa la detraibilità delle spese sanitarie; articolo 5 -- prevede che ai prodotti inseriti nell'elenco di cui all'articolo 3 sia riconosciuto un titolo preferenziale ai fini degli appalti di fornitura dei servizi di ristorazione pubblica; articolo 6 -- stabilisce l'entrata in vigore.. 1 (Etichettatura dei prodotti alimentari) 1 Al fine di assicurare ai consumatori le informazioni necessarie per non essere indotti in errore riguardo alle effettive caratteristiche dei prodotti espressione della tradizione alimentare italiana è obbligatorio indicare sull'etichetta il luogo di origine dei prodotti medesimi. 2 Ai sensi della presente legge, per origine dei prodotti alimentari si intende il luogo geografico ove si svolgono le attività di coltivazione e di allevamento dalle quali sono ottenuti le sostanze e i prodotti trasformati, parzialmente trasformati o non trasformati di cui sono costituiti i prodotti alimentari medesimi. La definizione di cui al presente comma vale anche ai fini dell'applicazione dell'articolo 4, comma 49, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni. 3 In sede di prima attuazione della presente legge, per prodotti espressione della tradizione alimentare italiana, per i quali, nel rispetto di quanto disposto dalla direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, l'indicazione del luogo di origine è indispensabile al fine di non indurre i consumatori in errore rispetto alle caratteristiche dei prodotti stessi, si intendono quelli individuati come tradizionali ai sensi dell'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173. 4 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con decreto emanato d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, individua eventuali altri prodotti cui estendere l'obbligatorietà dell'indicazione di origine in etichetta e indica eventuali criteri aggiuntivi a quelli di cui al comma 2, ai fini dell'individuazione dei prodotti per i quali tale indicazione è obbligatoria. 2 (Contrasto dell'agro-pirateria sui mercati dei Paesi terzi) 1 Al fine di tutelare la qualità dei prodotti agro-alimentari da atti di pirateria e di violazione dei diritti di proprietà intellettuale, attinenti a indicazioni geografiche o ad altri marchi di origine o di provenienza, ai consorzi di tutela è riconosciuto, nei limiti delle risorse finanziarie di cui al comma 3, il rimborso delle spese dagli stessi sostenute per la registrazione dei marchi di origine dei prodotti agro-alimentari presso le competenti strutture dei Paesi terzi e per le azioni legali di tutela processuale da pratiche commerciali sleali sui mercati di Paesi terzi, ove è rilevante la necessità di tutelare i prodotti agro-alimentari nazionali da fenomeni di pirateria. 2 Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali provvede, con proprio decreto, a definire le modalità di attuazione del comma l e a individuare le aree geografiche maggiormente a rischio rispetto ai fenomeni di pirateria, nelle quali orientare le relative azioni.