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è la prima volta che sono relatrice in Assemblea, ho potuto ascoltare con attenzione la discussione generale e ne ho ricavato su questo procedimento l'impressione purtroppo, non per responsabilità dei relatori, di una confusione e sovrapposizione degli interventi. Oggi, infatti, sono all'esame dell'Assemblea due provvedimenti molto diversi: uno, come sappiamo, è un disegno di legge di delegazione al Governo, l'altro rientra nell'attività di controllo e di indirizzo e rappresenta uno sguardo del Senato su un tempo lungo, all'attività del Governo in relazione alla partecipazione dell'Italia all'Unione europea. Vorrei solo lasciare agli atti una nota assolutamente personale: forse varrebbe la pena prendere in considerazione di modificare l' iter congiunto dei due provvedimenti. Infatti, non solo la discussione si sovrappone, ma credo che sia proprio complicato, per chi ci guarda da fuori, capire le differenze e quello che stiamo facendo. Ho molto apprezzato al riguardo l'intervento della senatrice Fiammetta Modena, che parlava dell' incipit alla relazione programmatica del nostro uscente ministro Savona, che - condivido - sarebbe stato molto interessante analizzare in sede separata. Proseguo con una brevissima replica, nella quale - per l'appunto - mi sono preoccupata di rimettere in ordine l' iter relativo alle relazioni consuntiva e programmatica di quest'anno. Ricordo che le precedenti relazioni consuntiva 2017 e programmatica 2018 (cioè gli atti omologhi di quelli in esame oggi, ma riferiti all'anno passato) furono trasmesse dal Governo rispettivamente nel marzo e nel gennaio del 2018, quando il Governo attuale non si era ancora insediato. Pertanto, a quegli atti che, per esplicita ammissione del Governo precedente, risultavano in qualche modo a sovranità limitata, si poté far seguire, sia da parte della 14 a Commissione che delle altre Commissioni permanenti in sede consultiva, un processo fondamentalmente formale, ma scarsamente politico, nella sua declinazione di indirizzo del Governo, dovendosi questa maggioranza attenere evidentemente a linee già tracciate da altri. Il primo atto squisitamente politico in tal senso può, quindi, essere ravvisato per noi nel dispositivo della risoluzione del 5 dicembre ultimo scorso, che chiuse quel processo declinando per la prima volta gli impegni di lungo corso che questa maggioranza riteneva per essa prioritari. Pertanto, al fine di tracciare una linea di resoconto e sintesi ad oggi, riteniamo utile ricordare sinteticamente, in maniera non esaustiva, alcuni impegni colà indicati, tra cui, in materia di rapporti tra Governo e Parlamento, la nostra richiesta di garantire una più analitica attenzione e trasparenza sugli atti di indirizzo delle Camere e sul seguito dato dal Governo; richiesta che ci fa oggi piacere registrare che questo Governo abbia voluto recepire fin dagli aspetti formali, nonché sostanziali. Come riportato infatti nella relazione introduttiva allegata agli atti, l'appendice IV della relazione consuntiva, dedicata al seguito dato agli atti di indirizzo di Camera e Senato, è stato in questa ultima edizione modificato per far posto a tabelle analitiche sugli atti di indirizzo parlamentare approvati dai due rami del Parlamento, seguiti da una relazione che dà puntuale conto dell'operato del Governo. In materia di deficit democratico dell'Unione europea e relativamente alla nostra richiesta di contribuire al processo di democratizzazione della stessa, è con particolare apprezzamento che diamo conto del recepimento dell'importanza da noi data a tale istanza e dello sforzo di cercare spazi per essa nelle interlocuzioni del Governo nelle sedi europee; sforzi di cui riceviamo aggiornamento in occasione perlopiù di audizioni dei membri del Governo. A titolo indicativo di tale dinamica, ricordiamo l'ultima audizione del ministro Moavero Milanesi dello scorso 9 luglio innanzi alle Commissioni congiunte 14 a e XIV di Senato e Camera, nella quale il Ministro, a riprova di un dibattito aperto in materia, ebbe modo di dar conto di ipotesi colloquiali, per conferire forme di iniziativa legislativa al Parlamento europeo, che potevano essere perseguite in tempi più rapidi rispetto all'elaborato iter della modifica dei trattati, tramite ad esempio accordi interistituzionali interni ai diversi organi dell'Unione. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 17,25) ( Segue GIANNUZZI, relatrice sui documenti LXXXVI, n. 2, e LXXXVII, n. 2 ). Beninteso, non essendo nella disponibilità dei singoli - tantomeno di chi parla -scegliere soluzioni, valgano quelle ipotesi per lo spirito con il quale furono fatte, a titolo d'esempio dell'onestà intellettuale di uno sforzo e a testimonianza della volontà dell'Esecutivo di dare risposta a richiesta pressante di questa maggioranza. In materia di politiche migratorie, ricordiamo la nostra richiesta di porre in essere tutte le necessarie azioni in sede europea per riattivare le trattative per una riforma del sistema europeo comune di asilo, attraverso il superamento dell'attuale Regolamento di Dublino e del principio di primo ingresso. Abbiamo oggi contezza che tale tema è sicuramente tra le priorità della nuova agenda europea; questo indubbiamente grazie all'ottimo lavoro negoziale svolto dal nostro Governo. Come è noto, infatti, un pacchetto di riforme in materia è in discussione al momento presso le istituzioni europee, e l'Italia sta al riguardo svolgendo la sua parte con determinazione. Testimonianza ne sia anche, a livello parlamentare, il parere contrario espresso dalla 14 a Commissione del Senato, con la risoluzione del 12 dicembre 2018, sulla proposta di istituzione dell'Agenzia per l'asilo, al posto dell'attuale Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO), per la parte in cui tale proposta non appariva rispondente agli stessi principi del trattato europeo sulle cui basi era stata predisposta e presentata, rappresentando a nostro avviso una possibile ingerenza nella sovranità territoriale dei singoli Stati membri interessati. Tale risoluzione oggi dovrà essere tenuta in debito conto nel lavoro di codecisione tra Parlamento e Consiglio. Sul tema del rafforzamento della nostra presenza nelle istituzioni europee, ci piace ricordare, oltre alle interlocuzioni e dichiarazioni del presidente Conte, le più recenti dichiarazioni del ministro Moavero Milanesi, che, a domanda precisa nell'audizione già citata, ebbe a dire testualmente che «non è una novità che aspiriamo a un portafoglio importante all'interno della Commissione». Avendo avuto buona prova che questo Governo sappia porre sui tavoli negoziali il nostro giusto peso, confidiamo che ogni sforzo sarà compiuto a tal riguardo, e più in generale, per far valere in ogni consesso le nostre legittime aspirazioni. Sul tema della Brexit, era stato richiesto al Governo - lo ricordiamo - di garantire gli interessi italiani e dei nostri concittadini, in particolare residenti nel Regno Unito.