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Ciò, secondo me, si ricollega a quanto dicevamo prima e, cioè, al fatto che il Parlamento nel corso della scorsa legislatura - e, a maggior ragione, adesso - è completamente depauperato del potere che ci è stato assegnato. È vero anche nel caso Alitalia perché è stato gestito in una maniera che abbiamo contestato. Non siamo mai stati informati su quanto accadeva. È vero per questa vertenza, ma anche per molte altre che sono passate anche per il suo tavolo, Vice Ministro. Questo noi lo abbiamo sempre detto. Noi abbiamo contestato in passato questo metodo di affrontare le questioni e lo contesteremo anche in fase emendativa chiedendo più informazioni. C'è poi il tema dei commissari, di come vengono nominati e gestiti. Non vale solo per Alitalia, ma anche per tutte le crisi d'impresa che passano per quel Ministero e che avete gestito voi. Questo è un tema che probabilmente nella prossima legislatura dovremo affrontare e rivedere completamente. Dovremo ripensare completamente a come il Governo italiano e l'Italia gestiscono le crisi d'impresa. Sicuramente non come lo avete fatto voi finora. Io mi fermo qua perché il mio interesse era semplicemente lasciare nero su bianco parte della mia attività nella scorsa legislatura, appena conclusa. Chiudo dicendo alcune cose. Qualcuno ha detto poco fa che non ci sono dei vincitori, ma sicuramente sappiamo chi ha perso le elezioni. Almeno un dato certo queste elezioni ce l'hanno dato. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il presidente Grasso ha fatto delle accuse al Movimento 5 Stelle. Probabilmente ha la memoria corta, perché tutte le porcate che ha condannato è stato lui a calendarizzarle. (Applausi dal Gruppo M5S) . Magari ci poteva pensare un pochino prima. Il Partito Democratico nel grande rispetto istituzionale chiede le dimissioni del commissario Oettinger e questo aumenta il grado di schizofrenia politica di questi momenti. Poiché tra poco si svolgeranno le dichiarazioni di voto, non so come voterà il mio Gruppo in ordine a questo provvedimento. Sicuramente non me lo dirà il commissario Oettinger, ma il mio collega e amico, senatore Cioffi, che è un cittadino eletto democraticamente dai cittadini italiani perché il mio voto conta! (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cirinnà. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, lei è abituata a vedermi in basso, ma ora sono quassù. Parlerò per dieci minuti di Alitalia, a differenza di quanto ha fatto il mio predecessore che, non sapendo cosa dire su una grandissima azienda italiana, l'ha "buttata in caciara". LUCIDI (M5S) . Ma piantala! Allora dimmelo tu di cosa parla. CIRINNA' (PD) . Conosciamo il collega dal precedente mandato. Noi sappiamo esattamente come voteremo su questo provvedimento, non aspettiamo che ce lo dica qualcun altro. (Commenti e proteste del senatore Lucidi). Noi voteremo a favore, perché voteremo esattamente per il bene dell'Alitalia, dei lavoratori e del nostro Paese. Il decreto-legge presentato dal Governo autorizza il prolungamento della procedura di vendita al fine di massimizzare i risultati della liquidazione, garantire i creditori sociali, conservare il patrimonio produttivo dell'impresa e salvaguardare i livelli occupazionali (che è ciò che veramente ci interessa in questo momento). Grazie al decreto-legge in esame abbiamo avuto la possibilità di un rinvio al 31 ottobre 2018 del termine entro cui dovrà essere ultimata la procedura di cessione. Siamo davanti a un finanziamento già in corso di 600 milioni di euro, che è stato concesso per far fronte alle indilazionabili esigenze gestionali della società Alitalia, mentre quello aggiuntivo è volto a garantire l'adempimento delle obbligazioni di trasporto ed evitare l'interruzione del servizio pubblico aereo. È questo il motivo per cui il decreto-legge in esame ci interessa e per cui lo voteremo. Sulla sorte di Alitalia è stato fatto molto lavoro, in particolare dagli enti locali (di cui ho seguito moltissimo il lavoro), in primis dalla Regione Lazio, dal Comune di Fiumicino e dal Comune di Roma. Vi dovrebbe interessare, cari colleghi, perché anche il Comune di Roma si è occupato della questione Alitalia. Questi enti locali se ne sono occupati per non restare con le mani in mano a guardare cosa succede, ma per cercare di dare un contributo con soluzioni e proposte. Una cosa è certa: si tratta della più grave crisi occupazionale che colpisce il territorio della Regione Lazio e tutta l'area romana, con epicentro nel Comune di Fiumicino. Proprio per questo sono state presentate dai nostri enti locali proposte di rilancio della compagnia, chiamando in causa le grandi aziende a partecipazione dello Stato che si occupano di trasporto, di energia e di manutenzione. Oltre al piano precedentemente presentato, si può comunque fare un'analisi approfondita e dare ulteriori contributi. Non è il caso di analizzare solo lo stato di crisi di Alitalia, ma occorre provare a segnalare anche possibili linee di sviluppo per la compagnia che con la proroga offerta dal decreto-legge in discussione diventano possibili. Partiamo dall'analisi delle principali cause dei tre default successivi che, uno dopo l'altro, in meno di dieci anni hanno colpito l'Alitalia. Per farlo, ci si può soltanto rifare al bilancio 2015, perché è l'ultimo bilancio pubblico depositato. Da quel bilancio di esercizio 2015 si evincono le principali criticità che affliggono Alitalia da tempo immemore e che mai hanno trovato soluzioni serie, reali e concrete; è inoltre opportuno precisare che il teorema secondo cui Alitalia è una palla al piede per lo Stato italiano che incide da decenni sulle tasche dei contribuenti ha un elevato tasso di qualunquismo misto a populismo. Alitalia è una grande impresa italiana e, come tale, merita ogni sforzo per il suo salvataggio. Sia chiaro a tutti che Alitalia non è una qualunque impresa privata; Alitalia è stata ed è ancora il biglietto da visita del nostro Paese nel mondo e, come ha ben detto il collega Caliendo, ha comunque un valore importante per molti consumatori di ogni continente che ancora oggi scelgono Alitalia malgrado gli eventi accaduti dal 2008 ad oggi. Sono oltre 20 milioni i passeggeri trasportati - sempre secondo i dati 2015 - con una flotta sottodimensionata e disomogenea, ma sono la prova tangibile che ancora c'è fiducia in questa azienda. Appare inoltre inconcepibile che un Paese a vocazione turistica come il nostro possa rimanere senza la propria compagnia di bandiera, considerando l'incidenza della voce turismo sulla nostra bilancia commerciale. Esaminiamo adesso, dall'analisi dei bilanci 2015, i reali costi principali che Alitalia sostiene. Si tratta di una spesa purtroppo spropositata. Pensate che la prima voce è di 700 milioni per il carburante, poi vi sono 600 milioni per i costi non legati alla gestione; 600 milioni per il leasing degli aeromobili, comprensivi delle locazioni secondo la formula aircraft, complete crew, maintenance and insurance (ACMI) e dei block space ; 500 milioni per il personale; 400 milioni per costi legati alla manutenzione della flotta; 300 milioni per i costi relativi alle operazioni di scalo, handling e diritti aeroportuali;