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Disposizioni ordinamentali concernenti il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico del Club alpino italiano. Onorevoli Senatori. -- Il disegno di legge in oggetto ha lo scopo di adeguare la normativa statale concernente il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) del Club alpino italiano (CAI). Il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, fondato nel 1954, è composto da oltre 7.000 tecnici, tutti soci CAI, che operano prevalentemente lungo l'arco alpino e la dorsale appenninica, con un ricambio annuale di 400-500 unità. Il Corpo opera nell'ambito del «Sistema sanitario 118» e fa parte della Protezione civile. La struttura territoriale si compone di ventuno Servizi regionali, articolati in 31 delegazioni alpine con 242 stazioni e in 16 delegazioni speleologiche con 27 stazioni di soccorso. L'attività addestrativa si svolge seguendo programmi consolidati messi a punto dalle scuole nazionali alle quali è demandata la formazione dei vari operatori tecnici. Nel 2013 sono stati compiuti 8.023 interventi, soccorrendo 7.670 persone ed impegnando 23.648 volontari. Si è fatto ricorso all'impiego complessivo di 3.337 elicotteri, nella maggioranza dei casi si è trattato di mezzi del Sistema sanitario nazionale (118), presso le cui basi di elisoccorso dell'arco alpino è sempre presente un tecnico del soccorso alpino (nel periodo invernale anche un’unità cinofila da ricerca in valanga). L'utilizzo dell'elicottero è aumentato considerevolmente negli anni, contribuendo a salvare numerosi infortunati grazie alla tempestività dell'intervento. Circa il 92 per cento delle persone soccorse non era soci del CAI. Si ricorda che la legge n. 91 del 1963, nel definire il riordino del CAI, ne ha indicato i compiti, tra cui l'organizzazione di idonee iniziative tecniche per la vigilanza e la prevenzione degli infortuni nell'esercizio delle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, per il soccorso degli infortunati o dei pericolanti e per il recupero dei caduti (lettera g) dell’articolo 2). Solo nel 2001, poco prima della chiusura della XIII legislatura, il Parlamento approvò la legge 21 marzo 2001, n. 74, recante «Disposizioni per favorire l'attività svolta dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico». Si è trattato di una legge organica sull'attività del Corpo, che ne ha disciplinato il ruolo nei confronti degli altri enti della pubblica amministrazione (Servizio sanitario nazionale in primis ) ed ha «normalizzato», cioè disciplinato a livello di norma primaria le proprie scuole nazionali e le figure professionali specialistiche. In sostanza le scuole nazionali e le figure professionali del CNSAS non sono definite (e quindi modificabili) nell'ambito dello statuto del Corpo o di un regolamento operativo, ma sono riconosciute e disciplinate da una fonte legislativa primaria. In particolare, ai sensi dell'articolo 1 della legge n. 74 del 2001, al comma 1, la Repubblica riconosce il valore di solidarietà sociale e la funzione di servizio di pubblica utilità del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico CNSAS del Club alpino italiano CAI. Il successivo comma 2 precisa che il CNSAS provvede in particolare, nell'ambito delle competenze attribuite al CAI dalla legge n. 91 del 1963, al soccorso degli infortunati e dei pericolanti e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell'ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale. Restano ferme le competenze e le attività svolte da altre amministrazioni o organizzazioni operanti allo stesso fine; nel caso di intervento di squadre appartenenti a diverse organizzazioni, la funzione di coordinamento è assunta dal responsabile del CNSAS. Tale principio è stato ribadito dall'articolo 80, comma 39, della legge n. 289 del 2002 (legge finanziaria per il 2003), precisando che il soccorso in montagna, in grotta, in ambienti ostili e impervi, è, di norma, attribuito al CNSAS del CAI ed al Bergrettungs -- Dienst (BRD) dell' Alpenverein Südtirol (AVS) e che ad essi spetta il coordinamento dei soccorsi in caso di presenza di altri enti o organizzazioni, con esclusione delle grandi emergenze o calamità. La legge n. 74 del 2001 all'articolo 2, nel definire i rapporti con il Servizio sanitario nazionale, specifica che: per lo svolgimento delle attività previste dall'articolo 1, comma 2, il CNSAS opera in stretto coordinamento con il Servizio sanitario nazionale (comma 1); le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano individuano nelle strutture operative regionali e provinciali del CNSAS i soggetti di riferimento esclusivo per l'attuazione del soccorso sanitario nel territorio montano ed in ambiente ipogeo (comma 2); le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito dell'organizzazione dei servizi di urgenza ed emergenza sanitaria, possono stipulare apposite convenzioni con le strutture operative regionali e provinciali del CNSAS, atte a disciplinare i servizi di soccorso e di elisoccorso. Inoltre, la legge n. 74, ha affermato: la competenza autonoma del CNSAS per la certificazione e verifica delle figure professionali tramite le proprie scuole (articolo 4, comma 1); il riconoscimcnto delle scuole (articolo 5) e delle singole figure professionali (articolo 6); la regolamentazione convenzionale dei criteri di formazione, aggiornamento e verifica del personale del Servizio sanitario nazionale per il campo di competenza del CNSAS (articolo 4, comma 3); la capacità di proposta all'E.N.A.C. per la disciplina delle certificazioni delle figure professionali destinate all'elisoccorso in montagna (articolo 4, comma 5). Infine il decreto-legge n. 195 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 26 del 2010, ha inserito all'articolo 4 un comma 5- bis , con il quale si dispone che le società esercenti o concessionario di impianti funicolari aerei in servizio pubblico stipulano apposite convenzioni con il CNSAS per l'evacuazione e per la messa in sicurezza dei passeggeri. L'attività del CNSAS ha pertanto subito negli anni una profonda trasformazione, connotandone l'attività in modo sempre più puntuale sul versante del pubblico servizio e su quello della pubblica utilità. Alla luce del suesposto quadro normativo appare chiaro che nel corso degli anni è stato creato un rilevante carattere di «specialità» in riferimento alle attività del CNSAS e dei suoi membri, condizione che appare «unica» nel settore del volontariato, come peraltro disciplinato dalla legge n. 266 del 1991. Conseguentemente si è reso necessario nel corso degli anni considerare non più in modo esclusivamente volontario l'attività di alcune figure altamente specialistiche quali quella dei tecnici elisoccorritori, nonché quelle che rivestono compiti di formazione e addestramento dei membri (istruttori nazionali e regionali).