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La relazione illustrativa ricorda altresì che, secondo la premessa della direttiva 2012/39/UE, il termine incidenza indica "la frequenza di insorgenza di nuovi casi di una malattia o condizione", mentre la prevalenza indica "la quota di una popolazione che è affetta da una determinata malattia in un dato momento". La successiva lettera b) novella alcuni profili della disciplina relativa ai criteri di selezione ed agli esami di laboratorio richiesti per i donatori di cellule riproduttive (resta fermo che, per le donazioni del partner , le prescrizioni in esame non concernono i casi di impiego diretto, costituiti dalle procedure in base alle quali le cellule donate vengono utilizzate senza essere conservate). Anche per le donazioni di cellule riproduttive, le novelle fanno riferimento, per l'obbligo di esame degli anticorpi HTLV-I, al termine "alta prevalenza", in sostituzione del riferimento all'alta incidenza (i casi in cui sussista l'obbligo sono identici a quelli summenzionati per le donazioni di altri tessuti e cellule). Per le donazioni da soggetti diversi dal partner , ulteriori prescrizioni sono poste dai punti 2.1, 2.2, 2.4, 2.5, 2.6, 2.7 della sezione B, sezione introdotta dalla novella nell'allegato III del citato decreto legislativo n. 16, e successive modificazioni. Tali prescrizioni sono inserite in relazione alla suddetta liceità sopravvenuta della procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo e - come osserva la relazione illustrativa dello schema - sono conformi alle corrispondenti norme della direttiva 2006/17/CE. In particolare, il punto 2.1 prevede che la selezione dei donatori avvenga sulla base dell'età, dell'anamnesi sanitaria e medica, compiuta anche sulla base di un questionario e di un colloquio individuale con il medico responsabile della selezione o con personale sanitario, appositamente formato anche in materia di protezione dei dati personali, operante sotto la responsabilità del suddetto medico responsabile. Tale valutazione deve comprendere i fattori di rischio sanitario (ivi compresi quelli inerenti alle conseguenze psicologiche per il donatore) indicati al punto 2.1. Il trattamento dei dati personali è svolto secondo i princìpi stabiliti o richiamati nel medesimo punto 2.1. Il successivo punto 2.2 indica i test per i quali sia necessario, ai fini della donazione in oggetto, il risultato negativo. Il punto 2.4 prevede che, in determinate circostanze, sulla base delle valutazioni del medico, possano risultare necessari ulteriori esami, in base agli antecedenti del donatore e alle caratteristiche dei tessuti o delle cellule donati. Il punto 2.5 concerne il caso dei donatori autologhi. Il punto 2.6 disciplina la visita di genetica ed i test da effettuare sul donatore ai fini dello screening di geni autosomici recessivi, risultati prevalenti nel contesto etnico del donatore in base a evidenze scientifiche internazionali, nonché ai fini di una valutazione del rischio di trasmissione di patologie ereditarie che risultino presenti nella famiglia del donatore. Si prevede, inoltre, un obbligo di comunicazione a carico del donatore, per i casi in cui, successivamente alla donazione, il medesimo venga a conoscenza di essere afflitto o portatore di malattie trasmissibili mediante fecondazione eterologa (sempre che sia ragionevole ipotizzare la presenza della malattia nel periodo precedente la donazione). Il punto 2.7 dispone che alla coppia ricorrente alle tecniche di procreazione assistita di tipo eterologo siano fornite informazioni dettagliate ed illustrati con chiarezza i rischi associati ad essa, nonché le misure adottate per attenuarli. In particolare, la coppia deve essere informata in merito agli esami clinici cui è stato sottoposto il donatore, dei relativi test effettuati e del fatto che tali esami non possono garantire, in modo incontrovertibile, l'assenza di patologie per il nascituro. Nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di trattamento dei dati personali, deve essere salvaguardata la riservatezza del donatore, in specie mediante l'adozione di un sistema di identificazione indiretta del medesimo. La successiva lettera c) - oltre a porre una novella di coordinamento con quelle precedenti - ridefinisce i termini temporali per il prelievo dei campioni di sangue, con riferimento ai donatori di cellule riproduttive, distinguendo tra donazioni da parte del partner (ferma restando l'esclusione dei casi di impiego diretto) e le altre donazioni, e reca, per queste ultime, prescrizioni specifiche sulle modalità di analisi dei medesimi campioni. Le novelle corrispondono alle prescrizioni in merito della citata direttiva 2006/17/CE, come modificata dalla direttiva 2012/39/UE. L'articolo 2 dello schema reca le clausole di invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica. La Commissione conviene, quindi, di svolgere un ciclo di audizioni informative. Il PRESIDENTE si riserva di comunicare il termine per la presentazione delle proposte di audizione. Il seguito dell'esame è, dunque, rinviato. La seduta termina alle ore 16,35. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 86 La Commissione, esaminato, per i profili di competenza, lo schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante: "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107"; considerato che lo schema di decreto opera una revisione della disciplina concernente l'inclusione scolastica degli studenti con disabilità; formula, per quanto di propria competenza, osservazioni favorevoli, con i seguenti rilievi: 1) considerato che la disciplina sostituisce con il profilo di funzionamento sia la diagnosi funzionale sia il profilo dinamico-funzionale, si rileva l'opportunità di bilanciare la componente pedagogico-educativa all'interno delle unità di valutazione multidisciplinare, inserendovi anche gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione, i quali, per la loro competenza specifica e professionale, possono apportare un contributo determinante alla costruzione di un profilo di funzionamento effettivamente inclusivo; 2) compatibilmente con la disciplina di delega, si segnala l'esigenza di esplicitare che, tra gli studenti portatori di disabilità, sono compresi anche gli studenti con una malattia rara debitamente certificata, ancorché non comportante problemi di carattere psicomotorio: tale esplicitazione è funzionale ad assicurare agli studenti affetti da malattia rara, e alle famiglie di questi, la massima attenzione nella realizzazione del progetto formativo, con una adeguata flessibilità nei metodi e nelle richieste di tipo didattico;