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ANNESSO C PARITÀ 1. Il Fondo notificherà ai paesi membri che, ai fini del presente Accordo, in conformità con l'articolo IV, sezioni 1, 3, 4 e 5 e con il presente Allegato, la parità delle loro monete potrà essere fissata in diritti speciali di prelievo o in altre denominatore comune, come stabilito dal Fondo. Tale denominatore comune non sarà né l'oro né una valuta. 2. Ciascun paese membro che intende fissare una parità per la propria moneta, proporrà tale parità al Fondo entro un ragionevole periodo di tempo dalla comunicazione di cui al precedente paragrafo 1. 3. Ciascun paese membro che non intende fissare una parità per la propria moneta ai sensi del precedente paragrafo 1, si consulterà con il Fondo e garantirà che le misure valutarie che esso adotta sono conformi agli scopi del Fondo e tali da consentire al paese stesso di adempiere ai propri impegni ai sensi dell'articolo IV, sezione 1. 4. Il Fondo potrà dichiararsi d'accordo, o sollevare obiezioni, in merito alla parità proposta, entro un ragionevole periodo dal ricevimento della proposta stessa. Nessuna parità monetaria avrà effetto, ai fini del presente Accordo, se il Fondo vi si oppone, ed ogni paese membro dovrà osservare quanto disposto al precedente paragrafo 3. Il Fondo non solleverà obiezioni a motivo delle misure interne sociali o politiche del paese membro che propone la parità. 5. Ogni paese membro che abbia fissato una parità per la propria moneta s'impegna ad adottare opportune misure in armonia con il presente Accordo al fine di garantire che i cambi massimi e minimi per le operazioni a pronti effettuate nei suoi territori tra la sua rimoneta e la valuta di altri paesi membri che mantengono le parità non si discostino dalla parità oltre 4,5 punti percentuali, o ogni altro margine, o margini, che il Fondo potrà adottare a maggioranza dell'85 per cento dei voti complessivi 6. Nessun paese membro proporrà la modifica della parità della propria moneta se non per correggere, o prevenire, squilibri fondamentali. La modifica della parità può venire effettuata solo su proposta del paese membro e solo dopo consultazione con il Fondo. 7. Quando una modifica viene proposta, il Fondo si dichiarerà d'accordo o solleverà obiezioni entro un ragionevole periodo dal ricevimento della proposta. Il Fondo si dichiarerà d'accordo se ritiene che la modifica è necessaria per correggere, o per impedire che si produca, uno squilibrio fondamentale. Il Fondo non si opporrà ad una proposta di modifica a motivo delle misure interne o sociali o politiche del paese membro che le propone. Nessuna proposta di modifica della parità di una moneta avrà effetto, ai fini del presente Accordo, se il Fondo vi si oppone. Qualora un paese membro modifichi la parità della sua moneta nonostante l'opposizione del Fondo, esso sarà soggetto alle sanzioni di cui all'articolo XXVI, sezione 2. Il Fondo scoraggerà il mantenimento di parità monetarie non realistiche da parte di qualsiasi paese membro. 8. La parità della moneta di un paese membro, fissata in conformità con il presente Accordo, cesserà di esistere ai fini dell'Accordo stesso se il paese membro informa il Fondo della sua intenzione di porre termine a tale parità. Il Fondo può opporsi alla cessazione di una parità con una decisione presa a maggioranza dell'85 per cento dei voti complessivi. Se un paese membro pone termine alla parità della sua moneta nonostante l'opposizione del Fondo, il paese membro sarà soggetto alle sanzioni previste dall'articolo XXVI, sezione 2. Ogni parità monetaria fissata in conformità con il presente Accordo cesserà di esistere ai fini dell'Accordo stesso qualora il paese membro vi ponga termine nonostante l'opposizione del Fondo, o qualora il Fondo accerti che il paese membro non si mantiene, per un volume considerevole di operazioni valutarie, entro i margini di cui al precedente paragrafo 5; tuttavia, il Fondo non potrà procedere a tale accertamento senza aver consultato il paese membro ed avergli dato sessanta giorni di preavviso circa l'intenzione del Fondo di considerare l'eventualità di tale accertamento. 9. Se, ai sensi del precedente paragrafo 8, la parità di una valuta è venuta a cessare, il paese membro si consulterà con il Fondo e garantirà che le sue misure valutarie sono conformi agli scopi del Fondo e tali da consentirgli di adempiere agli impegni assunti ai sensi dell'articolo IV, sezione I. 10. Quando la parità della moneta di un paese membro è venuta a cessare, ai sensi del precedente paragrafo 8, tale paese potrà proporre, in qualsiasi momento, una nuova parità per la propria moneta. 11. Nonostante il disposto del precedente paragrafo 6, il Fondo può, a maggioranza del 70 per cento dei voti complessivi, effettuare modifiche proporzionali uniformi nelle parità di tutte le monete se tali modifiche non intaccano il valore del diritto speciale di prelievo. Tuttavia, la parità della moneta di un paese membro non potrà essere modificata ai sensi di questa disposizione qualora, entro sette giorni dalla decisione del Fondo, il paese membro informi il Fondo di essere contrario alla modifica della parità della sua moneta secondo tale decisione.