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tale situazione crea gravi disagi ai cittadini e alle imprese di Laino Borgo, che non possono usufruire di un servizio fondamentale per lo svolgimento di un'attività di lavoro o per comunicazioni urgenti con familiari e conoscenti, andando ad incidere sullo sviluppo della qualità della vita dei soggetti coinvolti; la mancanza dei servizi lede, inoltre, il diritto allo studio di minori residenti a Laino Borgo, impossibilitati ad accedere alla rete internet per le loro attività scolastiche; considerato che i gravi disservizi sono in palese violazione dei diritti fondamentali, tra cui la libertà di comunicazione, nonché la libertà di conoscenza e di stabilimento, in quanto l'assenza della banda larga impedisce ai giovani di collegarsi con il mondo e, ai meno giovani, di avviare un'attività di impresa, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti riportati; quali iniziative intenda adottare al fine di garantire la copertura di rete telefonica mobile, nonché della copertura internet ADSL e fibra, nel territorio del comune di Laino Borgo. Atto n. 3-00289 CASTALDI DI GIROLAMO BAGNAI LUPO RICCIARDI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il decreto-legge n. 109 del 2018, recante "Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze" è stato approvato dal Consiglio dei ministri nel corso della riunione del 13 settembre 2018; il provvedimento prevede una serie di misure volte a fronteggiare le situazioni emergenziali, conseguenti al crollo del viadotto Polcevera dell'autostrada A10, avvenuto il 14 agosto 2018; il comma 2 dell'art. 16 del decreto-legge prevede una rimodulazione temporale dell'autorizzazione di spesa disposta a favore della società concessionaria Strada dei Parchi SpA dall'art. 16- bis , comma 1, del decreto-legge n. 91 del 2017, convertito, con modificazioni , dalla legge n. 123 del 2017, al fine di consentire l'immediata esecuzione degli interventi di ripristino e messa in sicurezza sulla tratta autostradale A24 e A25, che si sono resi necessari in conseguenza degli eventi sismici del 2009, del 2016 e del 2017; in virtù della rimodulazione temporale operata, il contributo a favore della società concessionaria Strada dei Parchi SpA viene circoscritto al solo biennio 2018-2019, con un incremento complessivo di 192 milioni di euro dell'importo del contributo spettante per tale periodo, risultando viceversa ridotte in modo corrispondente per un pari importo, e quindi azzerate, le risorse di competenza per gli esercizi successivi; considerato che: in conseguenza della rimodulazione temporale dell'autorizzazione di spesa in oggetto e della sua concentrazione al solo biennio 2018-2019, la lettera d) del comma 2 dell'articolo 16 dispone la copertura finanziaria degli oneri mediante la corrispondente riduzione per gli anni 2018 e 2019 e l'incremento di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2025 del Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione 2014-2020, a valere sulle cui risorse erano state in precedenza individuate le coperture per gli anni in oggetto; la citata lettera d) del comma 2 prevede, inoltre, che il CIPE provveda alla conseguente rimodulazione a valere sulle assegnazioni per interventi già programmati nell'ambito dei Patti di sviluppo sottoscritti con le Regioni Abruzzo e Lazio, di cui alle delibere CIPE n. 26 del 2016 e n. 56 del 2016; osservato che, secondo notizie di stampa provenienti soprattutto dalla Regione Abruzzo, la situazione determinatasi rischierebbe di rallentare in maniera significativa la progettazione e la realizzazione degli interventi già inclusi nei patti di sviluppo sottoscritti da Abruzzo e Lazio, si chiede di sapere: quali siano le indicazioni del Ministro in indirizzo in merito alla rimodulazione di spesa indicata in premessa; quali siano i tempi e le modalità di reintegro delle risorse in favore della Regione Abruzzo. Atto n. 3-00290 VALLARDI BERGESIO RIPAMONTI SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che : il settore ortofrutticolo, in particolare delle regioni del Nord-Est, è colpito da un'emergenza dovuta dall'invasione, che si può definire biblica, della Halyomorpha halys , nome scientifico della cimice asiatica marmorata; questo insetto, proveniente da Cina, Giappone, Taiwan e Corea, è particolarmente infestante e, non avendo antagonisti naturali efficaci, prolifera tranquillamente, creando seri danni all'agricoltura; come altri parassiti "alieni" comparsi in Italia negli ultimi anni, la cimice asiatica si diffonde attraverso le attività umane ovvero trasporti, importazione di prodotti vegetali e turismo; è un insetto polifago e quindi può passare da una coltura all'altra. Inoltre, ha un'elevata capacità di adattamento all'ambiente e si espande da un territorio all'altro. Infatti, in Italia dapprima si è insediato in Emilia-Romagna e ad oggi si è esteso fino in Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Piemonte; a causa di questa invasione sono a rischio soprattutto le coltivazioni di pere e kiwi che rappresentano per il nostro Paese colture di punta nel mercato frutticolo a livello europeo e mondiale; gli strumenti finora usati per frenarne l'espansione consistono nell'uso dei fitosanitari, che però hanno un effetto limitato, e per avere un controllo sufficiente è necessario intervenire costantemente con ovvie conseguenze, oppure nell'utilizzo di coperture anti insetto ovvero di reti antigrandine messe sopra i filari od i frutteti, che risultano essere più efficaci ma difficili da utilizzare e dai costi elevati; i cambiamenti climatici, che portano ad un innalzamento delle temperature, soprattutto nel periodo invernale, comportano un proliferare della cimice asiatica. Questo insetto ha anche un impatto sulla popolazione, in quanto in inverno, quando la temperatura scende al di sotto dei 10 gradi, tende a rifugiarsi nelle abitazioni per svernare, causando forti disagi agli abitanti che si vedono invase le loro case. Questi insetti possono procurare anche seri danni agli impianti di ventilazione di case ed edifici commerciali; al momento l'unica misura che sembra essere idonea a contrastare la diffusione della cimice asiatica è l'attività di monitoraggio nelle singole aziende agricole e sulle diverse colture; risulta agli interroganti che il Centro di ricerca difesa e certificazione (CREA-DC), identificato come istituto di supporto per l'approfondimento degli aspetti scientifici, abbia avviato delle sperimentazioni in campo e laboratorio, per individuare le sostanze più idonee per contrastare la diffusione della cimice asiatica; per il contrasto utilizzare un antagonista naturale sembra essere la soluzione migliore per un controllo biologico.