[ddlpres]

coloro che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive o che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva di primo grado per danno erariale per reati commessi nell'esercizio delle funzioni di cui alla carica elettiva, allorquando le predette condizioni siano relative a uno dei seguenti reati: a) delitti consumati o tentati di cui all'articolo 51, commi 3- bis e 3- quater , del codice di procedura penale; b) delitti consumati o tentati, così specificati: concussione (articolo 317 del codice penale); corruzione per l'esercizio della funzione (articolo 318 del codice penale); corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (articolo 319 del codice penale); corruzione in atti giudiziari (articolo 319- ter del codice penale); induzione indebita a dare o promettere utilità (articolo 319- quater del codice penale); corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (articolo 320 del codice penale); istigazione alla corruzione (articolo 322 del codice penale); delitti di cui all'articolo 322- bis del codice penale per le ipotesi di reato di cui sopra ivi richiamate; c) agevolazione ai detenuti e internati sottoposti a particolari restrizioni delle regole di trattamento e degli istituti previsti dall'ordinamento penitenziario (articolo 391- bis del codice penale); d) scambio elettorale politico-mafioso (articolo 416- ter del codice penale); e) estorsione (articolo 629 del codice penale), usura (articolo 644 del codice penale); f) riciclaggio (articolo 648- bis del codice penale) e impiego di danaro, beni o utilità di provenienza illecita (articolo 648- ter del codice penale); g) trasferimento fraudolento di valori (articolo 12- quinquies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356); h) omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali da parte delle persone sottoposte a una misura di prevenzione disposta ai sensi del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché da parte dei condannati con sentenza definitiva per il delitto previsto dall'articolo 416- bis del codice penale (associazioni di tipo mafioso anche straniere); i) attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152); l) nonché dei delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'articolo 416- bis del codice penale ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni mafiose, di cui all'articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, devono depositare, nei trenta giorni precedenti alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, il termine previsto dal decreto di indizione dei comizi elettorali, un codice di autoregolamentazione contenente i limiti alle candidature nelle proprie liste che gli stessi si impegnano a rispettare. 2 . I partiti, le formazioni politiche, i movimenti, le liste civiche e le loro coalizioni di cui al comma 1, che intendono presentare liste alle consultazioni elettorali, devono procedere al loro deposito entro il trentesimo giorno antecedente la loro presentazione presso l'organismo stabilito per ciascuna elezione, dandone contestuale conoscenza alle prefetture - uffici territoriali del Governo competenti. Entro cinque giorni dalla richiesta tali prefetture - uffici territoriali del Governo e tutti gli altri organi dello Stato cui la commissione elettorale abbia richiesto informazioni devono rispondere. La commissione individua eventuali candidati non presentabili sulla base di quanto disposto dal comma 1 entro i dieci giorni precedenti il termine previsto per la presentazione delle liste, dandone immediata notizia ai presentatori e agli uffici deputati a ricevere e valutare le stesse per ciascuna consultazione elettorale. I candidati che siano dichiarati non in possesso dei requisiti di cui al comma 1 non possono essere inclusi in una lista elettorale. Qualora essi siano ciò malgrado inclusi, gli organismi deputati alla verifica di validità delle liste per ciascuna consultazione elettorale dichiarano l'esclusione della lista stessa. 3 . Per quanto non previsto dalla presente legge si applicano le disposizioni delle leggi elettorali vigenti in quanto non incompatibili».