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Signor Presidente, quando penso a Roma, la prima parola che mi viene in mente è amor, ovvero amore per questa città, culla del diritto, centro della cristianità, con 6.000 chilometri di strade, dove si stratificano tremila anni di storia, e sede di tre tipi di ambasciate (presso la Capitale, le organizzazioni internazionali e la Santa sede). Roma, che all'interno dei suoi confini vanta un museo a cielo aperto. Roma, che si estende su un territorio che potrebbe contenere otto delle principali città italiane e ben nove capitali europee: Amsterdam, Atene, Berna, Copenaghen, Dublino, Lisbona, Parigi, Vienna e Bruxelles. Il centocinquantesimo anniversario della sua proclamazione come capitale d'Italia deve essere l'occasione per impegnarci tutti insieme, senza steccati ideologici e logiche di appartenenza partitica, affinché Roma torni ad occupare uno spazio importante nel contesto sia nazionale che internazionale. Roma deve riappropriarsi del suo fondamentale ruolo di traino economico e soprattutto culturale, che la storia le riconosce da sempre. Roma capitale della cultura europea: non deve soltanto essere uno slogan , ma un impegno che oggi tutti noi dobbiamo prendere in quest'Aula votando la mozione. Roma, orma: restituire la giusta dignità che merita alla capitale d'Italia significa seguire - da orma - quella traccia che segna il giusto cammino, per far sì che questa città torni a essere grande nel mondo, ma allo stesso tempo capace di farsi piccola e prendersi cura di tutti i suoi cittadini, nessuno escluso. Una città che deve ambire a una maggiore autonomia di funzioni sia per governare il suo enorme patrimonio storico sia per la gestione efficiente di una macchina amministrativa così complessa. Roma, infatti, è una delle poche capitali che a livello mondiale non gode di una particolare autonomia. L'altra direttrice deve essere infatti un intervento che possa seguire al decentramento municipale. Data l'ampiezza del suo territorio - come accennavo prima nel mio intervento - e l'elevata densità demografica, la città di Roma, stante il suo particolare status , non può essere governata in modo esclusivamente verticistico e centralizzato. L'esperienza amministrativa dimostra che, soprattutto in enti territoriali molto estesi, il decentramento puntuale e non generalizzato può essere la chiave per migliorare la qualità dei servizi al cittadino in termini di maggiore efficienza. E noi a questo teniamo, al bene dei cittadini. Ecco perché sarà necessario procedere a conferire ai municipi specifiche funzioni amministrative per il cui esercizio risulti più efficiente la devoluzione a un ente di prossimità e riconoscere una maggiore autonomia finanziaria di spesa finalizzata all'erogazione dei servizi ai cittadini residenti. L'obiettivo in questo caso è incentivare l'azione amministrativa decentrata nei municipi (che in altri enti sarebbero città) attraverso il conferimento di nuove funzioni e il riconoscimento di maggiore autonomia finanziaria, quest'ultima anche quale meccanismo premiale della gestione virtuosa ed efficiente. Roma, amor, orma: la strada che ci porterà a una rinascita di questa città, la Città eterna, non può che essere incarnata nell'amore proprio per la città: Roma, amor, orma. Viva Roma! (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Ha facoltà di parlare la rappresentante del Governo, alla quale chiedo di esprimere il parere sulla mozione presentata. DADONE, ministro per le politiche giovanili . Signor Presidente, ringrazio i colleghi senatori per aver posto la questione in oggetto con la mozione. Ricordo brevemente, in primis a me stessa, che sono state effettuate alcune celebrazioni per i centocinquant'anni di Roma capitale d'Italia: ricordo che nella legge di bilancio 2019 sono stati stanziati 500.000 euro, cui ha fatto seguito un bando del Mibact proprio per selezionare progetti da finanziare sulle associazioni territoriali. Il Ministro per le politiche giovanili e lo sport che mi ha preceduto ha costituito un tavolo tecnico di coordinamento al quale sono stati invitati i rappresentanti del Mibact, del Ministero dell'istruzione e di Roma Capitale. Il tavolo era coordinato dalla struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale e si è riunito tre volte. Il Ministero dell'istruzione ha promosso un concorso per gli studenti di ogni ordine e grado, «Tutte le strade portano a Roma», anche questo nell'ottica di ricordare ma altresì di includere i giovani, e Roma Capitale ha avviato le celebrazioni lo scorso 3 febbraio 2020 con un evento di apertura al Teatro dell'opera: c'è stata, in sede di Musei Capitolini, una lectio magistralis tenuta dal saggista e storico Paolo Mieli, alla quale ha partecipato una delegazione di giovani studenti. Da quando ho assunto le deleghe, ho avviato la ricostituzione della struttura di missione, alla quale, però, ho voluto anche dare una nuova forma. Quindi, accanto alle celebrazioni nazionali, vi è anche il coinvolgimento dei giovani, proprio in un'ottica partecipativa: ricordo e coinvolgimento dei ragazzi. È mia intenzione anche confermare il comitato che è stato nominato lo scorso dicembre, valutando la possibilità di allargarne la composizione. Ciò detto, per quanto riguarda la mozione in esame esprimo parere favorevole sulle premesse e sugli impegni, con una proposta di riformulazione degli impegni 4) e 5). La riformulazione è finalizzata, al punto 4), a inserire nel testo, dopo le parole «le università pubbliche e private», le seguenti «, i giovani e le associazioni giovanili» e a sostituire il punto 5) con il seguente: «a valutare, nel caso di insufficienti disponibilità del bilancio dello Stato, la possibilità, sulla base delle necessarie verifiche tecniche, di destinare in via del tutto eccezionale una quota parte degli incassi delle biglietterie dei principali siti archeologici e monumentali e dei musei della capitale alla celebrazione del 150° anniversario e alla realizzazione dei progetti individuati». (Applausi) . PRESIDENTE . I firmatari della mozione dichiarano di accettare la proposta di riformulazione testé avanzata dal rappresentante del Governo. PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, già nel marzo 1861 Cavour, in un discorso alla Camera del Regno d'Italia, affermava: «Tutta la storia di Roma, dal tempo dei Cesari al giorno d'oggi, è la storia di una città la cui importanza si estende infinitamente al di là del suo territorio, di una città, cioè, destinata ad essere la capitale di un grande Stato». Partendo da questa frase pensiamo al danno culturale per l'umanità che questa pandemia sta creando da un anno alla nostra capitale, privando anche i turisti di tutto il mondo della possibilità di godere della bellezza e della storia di Roma. Una volta mi colpì la frase di un ragazzo - e ringrazio la ministra Dadone per aver citato la partecipazione dei giovani e per aver proposto la riformulazione di quel punto della mozione - di un altro continente che era a Roma per uno scambio interculturale; egli disse che i ragazzi italiani, i ragazzi romani, fanno meno fatica a studiare sui libri, perché a Roma si vive continuamente in un libro di storia aperto.