[pronunce]

, si riferisce ad uno specifico atto (ispezione, esperimento giudiziale, perizia), che esaurisce la sua funzione all'interno di un determinato procedimento civile, penale o amministrativo, mentre la potenzialità decettiva delle false dichiarazioni o attestazioni sulle condizioni o qualità personali dell'imputato o del condannato, che altro non sono, come già rilevato, che una forma di falso ideologico, si presta a svolgere i suoi effetti anche in altri contesti amministrativi o giudiziari, del tutto svincolati dall'esigenza di evitare il grave nocumento nella libertà o nell'onore. Si deve pertanto concludere che l'esclusione del reato di cui all'art. 374-bis cod. pen. dal novero di quelli per cui opera la causa di non punibilità prevista dall'art. 384 cod. pen. è frutto di una scelta discrezionale esercitata in modo non manifestamente irragionevole, e che i profili di incostituzionalità della disciplina censurata sono privi di fondamento.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 384, primo comma, del codice penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Velletri, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 giugno 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Guido NEPPI MODONA, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 giugno 2004. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA