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La scelta di inserire il paletto del numero massimo dei dipendenti dell'impresa permette, di fatto, di restringere il campo dei protagonisti della richiesta del beneficio della dilazione. A tal proposito, giova segnalare che l'autorizzazione alla dilazione terrà in debita considerazione l'ammontare del fatturato dichiarato nell'anno precedente che non dovrà superare l'importo di 200 mila euro e che verrà considerato in proporzione al numero di dipendenti presenti nell'azienda. Nel volere evidenziare il fine ultimo della presente modifica, che è quello non di mortificare la lotta al mercato nero o al lavoro sommerso, ma andare incontro al titolare irregolare, il cui ravvedimento operoso potrebbe essere facilitato tramite una dilazione di pagamento, si specifica che il pagamento integrale o parziale della sanzione inflitta deve intendersi condizione senza la quale non è possibile revocare il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale. Ad un legislatore più attento, certamente, non risulteranno estranei gli effetti che potrebbero derivare dalla perdurante sospensione di una attività imprenditoriale, quale potrebbe essere quella svolta da una casa di cura, quella di un'agenzia di somministrazione di beni e servizi o l'attività imprenditoriale svolta da chi effettua il trasporto di pazienti presso aziende ospedaliere. Nello specifico, alcuni limiti si rivelano consequenziali alla sospensione: -- limiti agli eventuali contenziosi che potrebbero sorgere in capo al titolare dell'attività per iniziativa di altri lavoratori in regola che verrebbero penalizzati dalla sospensione della medesima; -- limiti alle possibilità di svolgere, in capo agli altri lavoratori della catena imprenditoriale, lavori in nero per conto del titolare, la cui attività è sospesa; -- limiti alle possibilità di ricorrere a forme usuraie del credito; -- limiti alle possibilità di ricorrere a gesti estremi per la difficoltà di versare la somma aggiuntiva; -- maggiori e più sicuri introiti per lo Stato che con la chiusura perderebbe la totale riscossione di imposte dirette ed indirette (esempio IRPEF e IVA). In conclusione, questo disegno di legge prendendo spunto dal danno che la sospensione di un'attività imprenditoriale potrebbe generare non solo al titolare della medesima, ma anche allo Stato e ai soggetti coinvolti in quella realtà imprenditoriale, ha voluto dare un taglio meno rigido e più umano, nel presupposto comune che, stante, il perdurare della crisi finanziaria che sta colpendo tutto il mondo dei lavoratori, lo Stato non può esimersi dall'essere disponibile a ricevere, anche parzialmente e in tempi più lunghi, ciò che alternativamente perderebbe del tutto. Il fatto di volere andare incontro ai contribuenti non significa sminuire le garanzie reali dello Stato, ma dare un leggero respiro a chi -- difficilmente e senza una dilazione del pagamento -- potrebbe rinvenire le somme per sanare la propria irregolarità, considerato che con la sospensione dell'attività imprenditoriale, spesso, viene meno la sua primaria fonte di sostentamento. Si confida, pertanto, in un celere e rapido esame del presente disegno di legge.. 1 (Modifica all'articolo 14 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81) 1 All'articolo 14 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti: « 4 -bis. Ai fini della revoca del provvedimento di sospensione per lavoro irregolare di cui al comma 4, le imprese entro le cinque unità di personale, ivi inclusi il titolare, i soci, i collaboratori familiari e i lavoratori irregolari, e il cui fatturato dichiarato nell'anno precedente non sia superiore a 200.000 euro nel caso di cinque unità di personale, 165.000 euro nel caso di quattro unità di personale, 130.000 euro nel caso di tre unità di personale, 95.000 euro nel caso di due unità di personale, a condizione che abbiano provveduto al versamento di un importo pari ad un quarto della sanzione di cui all'articolo 3, comma 3, primo periodo, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73, e ad un quarto della somma aggiuntiva di cui al comma 4, lettera c), del presente articolo, possono presentare istanza di dilazione della parte residua, nel numero massimo di quattro rate mensili, entro il termine di cui al comma 4- ter. 4 -ter. L'istanza di dilazione è presentata dal rappresentante legale dell'impresa alla Direzione territoriale del lavoro entro il termine di cinque giorni dall'adozione del provvedimento di sospensione per lavoro irregolare di cui al comma 1, a condizione che sia stato effettuato il versamento di cui al comma 4- bis. 4 -quater. All'atto della presentazione dell'istanza di dilazione si interrompono gli effetti del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale adottato ai sensi del comma 1. 4 -quinquies. La Direzione territoriale del lavoro, entro quindici giorni dalla presentazione dell'istanza, è tenuta ad autorizzare la dilazione in presenza dei requisiti prescritti. 4 -sexies. La dilazione di cui ai commi da 4- bis a 4- quinquies non può essere concessa per più di una volta. 4 -septies. L'inosservanza, anche parziale, del piano di rateazione o l'eventuale mancato o ritardato pagamento anche di una sola rata o di una parte di essa comporta l'immediata revoca della dilazione, nonché l'immediata sospensione dell'attività. 4 -octies. All'avvenuto pagamento dell'ultima rata nei termini fissati dalla Direzione territoriale del lavoro i sensi del comma 4- quinquies, il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale adottato ai sensi del comma 1 si intende revocato». 2 (Modifica all'articolo 3 del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73) 1 All'articolo 3 del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73, dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti: « 3 -bis. Ai fini del pagamento della sanzione di cui al comma 3, primo periodo, le imprese entro le cinque unità di personale, ivi inclusi il titolare, i soci, i collaboratori familiari e i lavoratori irregolari, e il cui fatturato dichiarato nell'anno precedente non sia superiore a 200.000 euro nel caso di cinque unità di personale, 165.000 euro nel caso di quattro unità di personale, 130.000 euro nel caso di tre unità di personale, 95.000 euro nel caso di due unità di personale, a condizione che abbiano provveduto al versamento di un importo pari ad un quarto della suddetta sanzione, possono presentare istanza di dilazione della parte residua, nel numero massimo di quattro rate mensili, entro il termine di cui al comma 3- ter. 3 -ter. L'istanza di dilazione è presentata dal rappresentante legale dell'impresa alla Direzione territoriale del lavoro entro il termine di cinque giorni dall'irrogazione della sanzione per lavoro irregolare, a condizione che sia stato effettuato il versamento di cui al comma 3- bis. 3 -quater.