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Occorre offrire alle famiglie gli strumenti di conoscenza del fenomeno, perché possano riconoscerlo e intervenire in modo corretto, assicurare il necessario sostegno nell’attività di denuncia e disporre dell’aiuto di interlocutori competenti a operare sia in favore della vittima sia verso l’autore dei comportamenti offensivi. Spetta poi alla scuola fornire ai ragazzi le competenze necessarie a un corretto utilizzo della rete, attraverso la creazione di linee guida e di buone pratiche all'interno di un sistema strutturato. Gli insegnanti, da un lato, sono le sentinelle, in grado di cogliere il disagio delle vittime e le situazioni in cui sono coinvolte, dall'altro rappresentano un punto di riferimento indispensabile cui rivolgersi per chiedere aiuto, pur nella evidente difficoltà di rompere il silenzio e superare la vergogna. La Polizia postale è impegnata da anni in questa attività di formazione. In proposito, rileva che nelle scuole dove vi sono stati incontri e attività, si è registrato un aumento considerevole di denunce e segnalazioni. Nel 2007 l’allora Ministero della pubblica istruzione è intervenuto creando un numero verde e degli osservatori a livello di uffici scolastici regionali. Inoltre, è stato creato un sito, all'interno di una campagna nazionale contro il bullismo. Si tratta tuttavia di interventi sperimentali che, nonostante l'esistenza di progetti e interventi concreti a più livelli, si sono rivelati insufficienti ad affrontare la gravità del fenomeno. A questo riguardo, in sede di conversione in legge del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, il Governo ha accolto l’ordine del giorno proposto da componenti della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, condividendo quindi la necessità di dare avvio a un percorso strutturale di formazione del personale scolastico e ausiliario, a partire dalla scuola secondaria di primo grado per proseguire negli anni successivi. L’adozione di un piano di educazione alla rete, annunciato dal Ministro dell'istruzione, dell’università e della ricerca, Giannini, potrà rafforzare la continuità formativa (con il superamento della segmentazione tra scuola secondaria di primo e di secondo grado) e il coordinamento delle istituzioni scolastiche con i servizi educativi e sanitari territoriali, la Polizia postale, attraverso la costruzione di reti verticali e orizzontali. La disponibilità del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca a prevedere attività formative anche per reti di scuole consentirà di avere docenti referenti nelle istituzioni scolastiche. Il piano di offerta formativa di ogni scuola autonoma dovrà prevedere il progetto di educazione alla rete con percorsi articolati in momenti di informazione e formazione, oltre che sportelli di ascolto per alunni e genitori. A livello nazionale, le diverse competenze istituzionali e le iniziative adottate rimandano ad una esigenza di coordinamento interministeriale. L’obiettivo è definire un piano d’azione al quale concorrano, insieme alle istituzioni, le associazioni e le organizzazioni a carattere nazionale e internazionale che si stanno confrontando con il problema, con il coinvolgimento dei principali operatori del web . Durante l'esame in sede referente la Commissione ha concordato di adottare, quale testo base, il disegno di legge n. 1261, al quale sono stati presentati emendamenti da parte di senatori di diversi Gruppi parlamentari, di maggioranza e di opposizione, molti dei quali sono stati accolti. Il testo all'esame dell'Assemblea delinea una strategia di azione integrata, volta a proteggere le vittime, creando procedure e istituti nuovi e specifici per elevare il livello di tutela dei bambini e dei ragazzi colpiti da questa forma di violenza. In tal senso, in particolare l'articolo 1 introduce una definizione ampia e articolata di "cyberbullismo", comprendente anche espressamente la diffusione di contenuti on line , il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori, ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso o la loro messa in ridicolo. Nell'articolo 1, durante l'esame in Commissione, è stato anche aggiunto un comma che definisce il "gestore del sito internet ", individuandolo nel prestatore di servizi della società di informazione che, sulla rete internet , cura la gestione di un sito in cui si possono riscontrare condotte riconducibili a cyberbullismo. L'articolo 2 istituisce una specifica procedura semplificata, dinanzi al Garante per la protezione dei dati personali, che consente a ciascun minore ultraquattordicenne, o ai genitori della vittima minorenne di ottenere una tutela rafforzata da parte dell'Autorità, attraverso l'adozione di provvedimenti inibitori e prescrittivi, che garantiscano la dignità del minore rispetto a qualsiasi forma di violazione della sua persona compiuta in rete. All'articolo 3, si istituisce un tavolo tecnico - con l'obiettivo di predisporre un piano d'azione integrato - per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, con il coinvolgimento del Ministero dell'interno, del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero della giustizia, del Ministero dello sviluppo economico, del Ministero della salute, dell'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI), del Garante per la protezione dei dati personali, del Garante per l'infanzia e l'adolescenza, del Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione media e minori e di organizzazioni non governative, nonché di una rappresentanza delle associazioni studentesche e dei genitori. Inoltre, si prevede l'istituzione di un Comitato di monitoraggio, al quale è assegnato il compito di identificare procedure e formati standard per le segnalazioni di cui all'articolo 2, comma 1, nonché di adottare un marchio di qualità in favore dei fornitori di servizi di comunicazione elettronica e comunque dei produttori di dispositivi elettronici aderenti ai progetti elaborati dai tavoli tecnici. Con l'articolo 4, si prevede l'adozione, da parte del Ministero dell'istruzione, dell’università e della ricerca, di linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole. Le linee di orientamento di cui al comma 1 includono: la formazione del personale scolastico, prevedendo la partecipazione per ogni autonomia scolastica di un proprio referente; la promozione di un ruolo attivo degli studenti nella prevenzione e nel contrasto al fenomeno; la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti; un efficace sistema di governance . Si afferma espressamente che dall’adozione delle linee di orientamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. È inoltre prevista la promozione della pubblicazione di bandi per il finanziamento di progetti di particolare interesse, nonché la promozione sul territorio di azioni integrate di contrasto al cyberbullismo e di educazione alla legalità. Tali misure hanno lo scopo di favorire nei ragazzi comportamenti di salvaguardia e di contrasto, agevolando e valorizzando il coinvolgimento di soggetti privati nelle attività di formazione e sensibilizzazione.