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L'obiettivo è raggiungere, tanto più in un contesto come quello attuale, un punto di equilibrio, che, con il concorso di tutti gli interlocutori istituzionali, coinvolga e garantisca le esigenze del mercato del lavoro e le condizioni di sicurezza dei lavoratori. Con i ministri Bellanova, Provenzano e Catalfo abbiamo lavorato per mettere a punto un'ipotesi di intervento normativo che, sulla base delle precedenti esperienze, consenta la possibilità di concludere un contratto di lavoro subordinato per chi è impiegato o lo è stato in modo irregolare nella filiera agricola, della cura alla persona e del lavoro domestico. L'emersione del lavoro nero riporterebbe a una condizione di legalità una realtà che riguarda quei lavoratori che di fatto sono impiegati nei campi, come braccianti, e nelle nostre case, come colf e badanti. Appare evidente, dunque, come l'intenzione del Governo e del Ministero dell'interno sia quella di garantire, ancor più nel contesto emergenziale che stiamo vivendo, la dignità delle persone, la sicurezza sanitaria, la tutela della legalità e le esigenze del mercato del lavoro. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Nugnes, per due minuti. NUGNES (Misto-LeU) . Signor Ministro, questa azione - come le dicevo - non la riteniamo ancora sufficiente. È un primo passo in avanti, ma non sufficiente. Il Governo ha davanti a sé due strade: adottare un serio provvedimento di emersione del lavoro nero, ma anche di regolarizzazione con un permesso di soggiorno di emergenza di tutti gli altri - altrimenti non sappiamo che fine fanno e dove staranno - oppure scrivere un'ennesima pagina di teatro inutile. Bisogna superare l'emergenza pandemica, trovando una soluzione sanitaria per questi invisibili, che sono dei punti gravi di crisi per l'eventuale ulteriore propagazione della pandemia. Ma soprattutto in tutta Italia ci sono delle sacche di disagio economico che possono esplodere in qualsiasi momento. Quindi, in questo momento il Governo si sta assumendo una responsabilità enorme a non considerare tutti gli altri, tutti quelli che non hanno già un rapporto di lavoro. Se non ci sarà una risposta per questi, probabilmente avremo dei disordini sociali difficilmente gestibili. (Applausi). PRESIDENTE . Il senatore La Pietra ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01566 sulle modalità per garantire l'assunzione dei lavoratori stagionali in agricoltura, per tre minuti. LA PIETRA (FdI) . Signor Ministro, come lei sa, la pandemia del coronavirus ha limitato fortemente la circolazione delle persone all'interno degli Stati e ciò ha determinato una forte preoccupazione da parte del mondo agricolo, che stima una mancanza di manodopera intorno a 200.000 braccianti. Molti sono stati gli appelli lanciati dagli imprenditori e noi di Fratelli d'Italia abbiamo dato loro voce presentando delle proposte concrete. Gliene cito alcune: abbiamo chiesto l'introduzione dei voucher per facilitare i rapporti di lavoro; abbiamo chiesto l'utilizzo dei percettori di reddito di cittadinanza. Parliamo di quegli 800.000 percettori di reddito di cittadinanza idonei a ricevere un'offerta di lavoro. Quale migliore occasione se non questa per dare finalmente voce a quello che i colleghi del MoVimento 5 Stelle dicevano e, cioè, che il reddito di cittadinanza serviva per fare occupazione? Mi sembra che al momento questo provvedimento non abbia prodotto neanche un posto di lavoro e, anzi, paradossalmente state licenziando anche quei 3.000 navigator che avevate assunto. Abbiamo trasformato tutte queste proposte in emendamenti e il Governo puntualmente le ha bocciate. Signor Ministro, l'abbiamo sollecitata a incontrare i Governi di quei Paesi da cui provenivano e provengono i nostri braccianti stagionali agricoli che danno un grosso contributo alla nostra agricoltura. Lei, a fronte di tutto, ha partecipato a programmi televisivi e ha dichiarato che l'unica soluzione per risolvere questi problemi è la sanatoria di 600.000 irregolari, minacciando addirittura le sue dimissioni. La sua soluzione, per noi inaccettabile, è doppiamente sbagliata: lo è sul piano pratico perché l'agricoltura non ha bisogno di 600.000 irregolari che vengono messi in condizione di regolarità e manodopera generalizzata, e lo è anche sul piano della comunicazione perché lei in questa maniera lancia un messaggio molto preciso e, cioè, premia chi è arrivato in Italia in maniera irregolare, chi si trova in Italia senza rispettare le leggi e le regole e, invece, penalizza quei lavoratori che per anni sono venuti nel nostro Paese a dare un supporto professionalmente alla nostra agricoltura e hanno sempre rispettato le regole e le leggi. Non si nasconda dietro la lotta al lavoro nero perché tale fenomeno - come lei sa - si combatte in un'altra maniera dando più risorse alle Forze dell'ordine. Smettiamo poi di enfatizzare il lavoro nero in agricoltura: ci sono delle sacche di illegalità, ma vanno combattute per quelle che sono. La stragrande maggioranza degli imprenditori agricoli è, invece, composta da persone oneste che con fatica rispettano le regole. Signor Ministro, detto tutto questo, le chiediamo per quale motivo il Governo sia contrario alla reintroduzione dei voucher in agricoltura, considerati dagli imprenditori agricoli un mezzo adatto a facilitare e semplificare il rapporto di lavoro; perché non sono stati ancora attuati i provvedimenti per l'impiego dei percettori di reddito di cittadinanza e se sono stati presi contatti con i Governi delle Nazioni da cui provengono i lavoratori stagionali e con quali esiti. PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, senatrice Bellanova, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BELLANOVA, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, in queste ore prosegue l'impegno di tutto il Governo per dare risposte utili alla crisi generata dalla pandemia. Siamo davanti a uno scenario che non ha pari nella storia della Repubblica e dobbiamo essere all'altezza di questo compito. Per me vale per gli aiuti alle imprese, così come per la tutela delle persone. Ecco perché mi batto per misure di sostegno alle aziende e alle famiglie in difficoltà; ecco perché lavoro e lavoriamo per riconoscere dignità a chi oggi sembra per molti invisibile. In merito ai quesiti posti, ho chiesto l'inserimento nell'agenda degli interventi urgenti del Governo di disposizioni che consentano ai percettori di reddito di cittadinanza, e non solo, anche dei sussidi e delle indennità di disoccupazione, nonché di stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti nel limite di 2.000 euro annui. Per quanto riguarda l'ultimo quesito, sono stata tra le prime rappresentanti di Governo dell'agricoltura in Europa a chiedere i corridoi verdi per le merci e le persone. Sono impegnata in prima persona per verificare tutte le possibilità. Voglio ricordare che la pandemia coinvolge, però, tutti i Paesi e in alcuni di essi, come la Romania, vige il coprifuoco in molte aree.