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2 (Divieto di macellazione, commercializzazione, consumo delle carni e di sfruttamento delle pelli) 1 La macellazione dei conigli, domestici o selvatici, la loro importazione, esportazione o commercializzazione a finalità di macellazione, nonché la vendita e il consumo delle loro carni sono vietati in tutto il territorio nazionale. 2 Al comma 1 dell'articolo 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189, le parole: «e gatti (Felis silvestris) » sono sostituite dalle seguenti: «, gatti (Felis silvestris) e conigli ( Oryctolagus cuniculus )». 3 (Sanzioni) 1 Chiunque alleva, esporta, importa, sfrutta economicamente o detiene, trasporta, cede o riceve a qualunque titolo conigli al fine della macellazione, li commercializza o ne commercializza le carni, è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con la multa da 1.000 a 5.000 euro per ciascun animale. 2 All'articolo 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189, come modificato dall’articolo 2 della presente legge, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il comma 2- bis è inserito il seguente: « 2 -ter. Chiunque produce, commercializza, esporta o introduce nel territorio nazionale a qualunque titolo prodotti derivati dalla pelle o dalla pelliccia di coniglio è punito con l'arresto da tre mesi a un anno o con l'ammenda da 5.000 a 100.000 euro»; b al comma 3, le parole: «di cui ai commi 1 e 2- bis » sono sostituite dalle seguenti: «di cui ai commi 1, 2- bis e 2- ter »; c al comma 3- bis , le parole: «per i reati previsti dai commi 1 e 2- bis » sono sostituite dalle seguenti: «per i reati previsti dai commi 1, 2- bis e 2- ter ». 4 (Istituzione dell'anagrafe dei conigli domestici) 1 Dopo il comma 1 dell'articolo 3 della legge 14 agosto 1991, n. 281, è inserito il seguente: « 1 -bis. Le regioni disciplinano con propri provvedimenti l'istituzione dell'anagrafe dei conigli domestici presso le aziende sanitarie locali, nonché le modalità per l'iscrizione a tale anagrafe e per il rilascio al proprietario della sigla di riconoscimento del coniglio, da realizzare mediante applicazione di un microchip ». 2 I provvedimenti di cui al comma 1– bis , dell’articolo 3 della legge 14 agosto 1991, n. 281, inserito dal comma 1 del presente articolo, sono emanati entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 5 (Sanzioni in materia di anagrafe dei conigli domestici) 1 All'articolo 5 della legge 14 agosto 1991, n. 281, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il comma 2 è inserito il seguente: « 2 -bis. Chiunque omette di iscrivere il proprio coniglio all'anagrafe di cui al comma 1- bis dell'articolo 3 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma pari a euro 150»; b dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3 -bis. Chiunque, avendo iscritto il proprio coniglio all'anagrafe di cui al comma 1- bis dell'articolo 3, omette di sottoporlo all'applicazione del microchip di riconoscimento, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma pari a euro 150». 6 (Misure per la riconversione degli allevamenti di conigli) 1 Entro il 31 dicembre 2020 chiunque detiene a qualunque titolo uno o più conigli per finalità di macellazione, importazione, esportazione, commercializzazione nonché vendita e consumo anche personale delle loro carni è tenuto a procedere alla dismissione dell’allevamento e, comunque, all’alienazione degli esemplari detenuti, purché ciò non comporti la soppressione degli stessi. 2 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è vietato avviare nuove attività di allevamento di conigli con le finalità di cui al comma 1. 3 I conigli presenti negli allevamenti oggetto di dismissione ai sensi del comma 1 possono essere riscattati da singoli cittadini o ceduti ad associazioni o enti individuati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, nell’ambito di progetti approvati dal Ministero medesimo. 4 Nell’esercizio delle attività connesse all’attuazione della presente legge, i proprietari, i detentori e i custodi dei conigli di cui alla presente legge restano soggetti agli obblighi di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 146. 5 I piccoli allevatori che, in ottemperanza, di quanto previsto dalla presente legge, chiudono i propri allevamenti entro la data di cui al comma 1 possono richiedere alla regione nella quale l’allevamento è ubicato le seguenti agevolazioni a fondo perduto per l’apertura di una o più delle seguenti attività alternative: a sostegno all’avvio di un’impresa agricola biologica o biodinamica; b precedenza nelle graduatorie per la gestione a titolo gratuito di terreni agricoli non coltivati o abbandonati, ivi compresi casali e pertinenze agricole; c creazione di ristoranti biologici, imprese commerciali di vendita di prodotti biologici e biodinamici; d gestione di attività nel campo della preservazione delle risorse idriche, della biodiversità, dei paesaggi, del suolo e dell’aria, della prevenzione dei rischi naturali e della lotta contro l’erosione. 6 Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare stabilisce con proprio decreto, adottato in concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, le modalità di erogazione dei contributi a fondo perduto di cui al comma 5, fino a un massimo di 300.000 euro per ogni allevatore che abbia dismesso il proprio allevamento, in favore di progetti di riconversione basati sulle attività alternative di cui al medesimo comma 5. 7 (Norma di copertura) 1 Agli oneri derivanti dall’articolo 6, quantificati in 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento al Ministero dell’economia e delle finanze e quello relativo al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. 2 Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.