[pronunce]

che, secondo la difesa statale, la norma non viola l’art. 97 Cost., in quanto i programmi di ricerca ben possono essere proseguiti dalla struttura scientifica con altri docenti in ruolo; che si sono costituite le parti ricorrenti nei giudizi a quibus, professori Guido Sertorio, Roberto Pomè, Marino Bin, Giorgio Pellicelli, Sergio Zoppi, formulando rilievi di analogo tenore e chiedendo che sia dichiarata l’illegittimità costituzionale della norma censurata; che, in prossimità della camera di consiglio, le parti private costituite hanno depositato memorie con le quali, dopo aver riassunto il contenuto dei ricorsi presentati al TAR del Piemonte, hanno ripreso e sviluppato (sulla scia delle ordinanze di rimessione) gli argomenti già addotti in sede di costituzione, chiedendo, in via subordinata, che sia disposta la trattazione della questione in pubblica udienza. Considerato che, con le dieci ordinanze di analogo tenore indicate in epigrafe, il Tribunale amministrativo regionale del Piemonte dubita, in riferimento agli articoli 3 e 97 della Costituzione, della legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 434, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008), norma che ha progressivamente ridotto il periodo di fuori ruolo dei professori universitari, fino ad abolirlo; che i dieci giudizi, avendo ad oggetto la stessa questione di legittimità costituzionale, vanno riuniti per essere definiti con unica sentenza; che la questione deve essere dichiarata manifestamente inammissibile; che, infatti, come si evince dalle ordinanze di rimessione e dagli scritti difensivi delle parti private costituite, i ricorsi introduttivi dei giudizi, promossi davanti al TAR per l’annullamento dei provvedimenti rettorali che avevano riconosciuto ai docenti soltanto un anno di servizio fuori ruolo, erano articolati su due motivi, il primo diretto a denunziare la violazione dell’art. 2, comma 434, della legge n. 244 del 2007, in quanto in base a tale norma gli anni di servizio fuori ruolo dovevano essere due, il secondo volto a far valere l’illegittimità dei detti provvedimenti derivata dalla illegittimità costituzionale dello stesso art. 2, comma 434, della legge n. 244 del 2007, in riferimento agli artt. 3, 4, 36, 97 Cost. ed al principio di ragionevolezza; che, come emerge sempre dalle ordinanze di rimessione e dai menzionati scritti difensivi, il TAR, con separate sentenze parziali, in accoglimento della prima censura ha annullato i provvedimenti impugnati affermando che ai ricorrenti, in base alla citata norma, andava riconosciuto un periodo di fuori ruolo pari a due anni, e poi, pronunziandosi sul secondo motivo, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale della medesima norma, per asserito contrasto con gli artt. 3 e 97 Cost.; che, tuttavia, il TAR, statuendo nei sensi ora indicati, ha fatto applicazione della norma così esaurendo la potestas decidendi sulla relativa questione, della quale gli resta precluso il riesame (ex plurimis, Corte di cassazione, sentenze n. 18898 del 2009, n. 18510 del 2004, n. 2332 del 2001 e n. 4821 del 1999); che, pertanto, il giudice a quo, anche in ipotesi di accoglimento della questione di legittimità costituzionale, non potrebbe adottare una (nuova) pronuncia di annullamento dei provvedimenti impugnati, al fine di portare a tre anni la durata del fuori ruolo, perché ciò comporterebbe una modifica delle sentenze parziali, invece vincolanti per il giudice che le ha emesse; che, per conseguenza, la detta questione di legittimità costituzionale non è rilevante nei giudizi a quibus per difetto di pregiudizialità, in quanto il giudice amministrativo ha pronunziato nel corso dello stesso giudizio sentenza parziale, con la quale, in applicazione della norma denunciata, ha accolto il primo motivo del ricorso, così esaurendo la propria cognizione (ordinanze n.215 del 2003 e n. 264 del 1998, sentenze n. 315 del 1992 e n. 242 del 1990). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 434, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008), sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 97 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale del Piemonte con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 27 gennaio 2010. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Alessandro CRISCUOLO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 5 febbraio 2010. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA