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al riguardo l'interrogante evidenzia come anche in tale ambito, l'azione dei Governi Conte I e II sia stata assolutamente insufficiente e contradditoria, rispetto alle dichiarazioni, a più riprese, sostenute dai principali leader che hanno sostenuto nella fase precedente e quella attuale entrambi i Governi, considerato peraltro, come gli stessi Esecutivi si fossero presentati all'opinione pubblica come: "il Governo del cambiamento", anche in relazione all'innovazione a supporto dell'azione legislativa del Parlamento; a giudizio dell'interrogante, la necessità di accelerare il processo di emanazione dei decreti attuativi, risulta urgente ed indispensabile, in relazione all'importanza che tali norme rivestono per il tessuto socioeconomico del Paese, si chiede di sapere: quali siano i motivi del grave ritardo nell'emanazione dei decreti attuativi, da parte del Governo, come riportato dal quotidiano economico, citato in premessa; se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga che tale rallentamento contribuisca ad aumentare il gap di crescita e di sviluppo economico e produttivo del Paese, già fortemente in crisi, a causa di politiche economiche e fiscali adottate sin dall'inizio della Legislatura, dal precedente Governo e da quello attuale, negative e penalizzanti per il sistema-Paese; quali iniziative urgenti e necessarie il Governo intenda attuare, al fine di accelerare l'emanazione dei decreti attuativi, che rappresentano uno strumento normativo imprescindibile per rendere efficace il quadro regolatorio e pienezza di efficacia alle norme. Atto n. 4-03125 MONTEVECCHI VANIN GRANATO ANGRISANI DE LUCIA Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: è dovere costituzionale di ogni Istituzione tutelare la salute come fondamentale diritto dell'individuo; l'articolo 31 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea riconosce, ad ogni lavoratore, il diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose; la Presidenza del Consiglio dei ministri adottava, a partire dal giorno 8 marzo 2020, nuove misure di contenimento dell'emergenza epidemiologica COVID-19 sull'intero territorio nazionale prevedendo, tra le altre, quella della sospensione del servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all'art. 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; l'articolo 120 della Costituzione prevede che il Governo possa sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedano la tutela dell'unità giuridica o economica, e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali, pur nel rispetto delle procedure ex lege atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione; considerato che : la trasmissione "Report" di Rai 3, nella puntata del 6 aprile 2020, ha dedicato dei servizi all'emergenza sanitaria da COVID-19, trattando, tra l'altro, il caso del decesso del direttore del Parco archeologico di Siracusa, Calogero Rizzuto; pare emergere che al direttore del Parco fosse stata inizialmente negata la possibilità di effettuare il tampone da parte dell'azienda sanitaria di Siracusa, e che questo sia stato effettuato solo con l'aggravarsi del suo quadro sanitario e dopo l'interessamento di alcuni esponenti politici; al direttore non sarebbero state, dunque, prontamente applicate le opportune misure di sicurezza volte al contenimento della diffusione del virus ; dal servizio si apprende anche della successiva morte della collaboratrice del direttore, del ricovero di dieci dipendenti del Parco archeologico di Siracusa e della stessa Soprintendenza, risultati positivi al tampone; nonché del contagio di altri venti dipendenti e del lavoro continuo dei custodi del Museo archeologico regionale "Paolo Orsi"; valutato che la vicenda si inserisce in un contesto di emergenza sanitaria già annunciata, a cui sono seguite una serie di indicazioni dell'Autorità sanitaria da adottare anche sui luoghi di lavoro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se abbia approfondito la vicenda; se non ritenga opportuno approfondire le motivazioni che hanno portato alla decisione di far continuare a lavorare i custodi del Museo archeologico regionale "Paolo Orsi", e se questo sia avvenuto nel rispetto delle misure di sicurezza e dei relativi protocolli applicativi; se stia valutando l'adozione, anche di concerto con gli altri Ministeri competenti, di misure ad hoc per il personale impiegato nei luoghi della cultura e del turismo, nel rispetto delle competenze di legislazione di cui all'articolo 117 della Costituzione, commi secondo e terzo, in vista di una futura graduale, seppur ancora non delineata, riapertura di suddetti luoghi e delle attività coinvolte nel settore. Atto n. 4-03126 FATTORI NUGNES DE FALCO DI MARZIO Al Ministro della salute Premesso che: l'articolo 2, comma 1, dell'ordinanza n. 630/2020 della Protezione Civile dispone che il capo del Dipartimento della Protezione civile, per il superamento dell'emergenza sanitaria da Coronavirus si avvale di un comitato tecnico scientifico, istituito con proprio provvedimento, composto dal segretario generale del Ministero della salute, dal direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, dal direttore dell'Ufficio di coordinamento degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera del Ministero della salute, dal direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive "Lazzaro Spallanzani", dal Presidente dell'Istituto superiore di sanità, da un rappresentante della Commissione salute designato dal Presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome e dal coordinatore dell'Ufficio promozione e integrazione del Servizio nazionale della protezione civile del Dipartimento della protezione civile, con funzioni di coordinatore del comitato; il comitato tecnico scientifico si occupa di coadiuvare, dal punto di vista scientifico, la Protezione Civile in merito alle eventuali azioni di profilassi e tutela dalla propagazione del contagio, attraverso la raccolta e l'elaborazione dei dati relativi al virus e alla sua modalità di diffusione; nell'informativa del Presidente del Consiglio dei ministri al Senato del 26 marzo 2020 lo stesso presidente Conte, nel ringraziare il comitato tecnico scientifico, dichiara che le decisioni vengono prese anche sulla base delle relazioni provenienti dal comitato; nella stessa informativa il Presidente del Consiglio dei ministri fa la cronistoria dei provvedimenti presi nella situazione di emergenza e in particolare fa riferimento al tempestivo isolamento dei Comuni di Codogno e di Vo' Euganeo all'insorgenza della prima curva esponenziale di contagi, passati in un solo giorno da uno a quindici unità soggetti, colpiti da Coronavirus il 21 febbraio 2020;