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la principale fonte di questo gas è il terreno, ma altre fonti possono essere anche materiali da costruzione, specie se di origine vulcanica (tufo o i graniti) e l'acqua. Da queste fonti il gas fuoriesce e si disperde nell'ambiente, accumulandosi in locali chiusi, dove diventa pericoloso. Il radon quindi si può trovare nelle abitazioni, nelle scuole e nei luoghi di lavoro; a lanciare l'allarme sono i geologi che, ad una conferenza stampa del luglio 2018 dal titolo "Radon rischio geologico dalla terra un pericolo invisibile per la salute: quanti lo conoscono? " , hanno voluto porre l'attenzione su un tema poco trattato dai media ma che dovrebbe essere più divulgato, dal momento che l'esposizione della popolazione a questo gas presente nell'aria può essere davvero pericolosa; l'Istituto superiore di sanità ha infatti stimato che in Italia l'esposizione al radon è responsabile di circa 3.200 casi di tumore polmonare all'anno; il consiglio nazionale dei geologi già dal 2016, con l'istituzione di un apposito tavolo sul problema radon, ha voluto focalizzare l'attenzione sui rischi, ma soprattutto sulla natura del problema, spiegando che l'origine tipicamente geologica del radon è data dalle concentrazioni naturali di uranio e radio contenute nelle rocce e nei terreni; considerato che: da un articolo de "La Gazzetta del Mezzogiorno" di lunedì 15 aprile 2019, si apprende che, per la Basilicata, in attesa delle "raccomandazioni" e della road map che varerà la Regione, viene rivalutata con attenzione un'indagine dell'Arpab avviata nell'autunno 2013 e conclusa nel mese di luglio 2018 relativa ad analisi eseguite in tutti i comuni lucani; la normativa che vige al momento in Italia è quella del decreto legislativo 26 maggio 2000, n. 24, in cui i valori raccomandati sono di 500 becquerel al metro quadro, in contrasto con la direttiva europea in vigore già dal 2014 (ma non ancora recepita nel nostro Paese) la quale prevede che la soglia di esposizione al radon non dovrebbe superare i 300 becquerel al metro quadro. Ancora più restrittiva l'Organizzazione mondiale della sanità che stabilisce un valore non superiore a 100 becquerel al metro quadro; lo studio dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente mostra come nel 70 per cento dei comuni lucani le concentrazioni di radon sono sempre inferiori ai 200 becquerel al metro quadro, nonostante in alcuni casi siano state esaminate molte scuole, come per esempio a Potenza dove le misurazioni di radon hanno riguardato 15 edifici scolastici. Segue un gruppo di comuni che corrisponde al 14 per cento dove si superano i 200 becquerel al metro quadro; tra questi comuni figura Matera dove i valori più alti sono stati rilevati nella zona dei Sassi. Nel restante 16 per cento dei comuni sono stati rilevati valori superiori a 300 becquerel al metro quadro, e in circa la metà di questi comuni si superano anche i 400 becquerel al metro quadro; le zone con percentuali maggiori di presenza del radon sono il lagonegrese, una parte della val d'Agri e del Vulture melfese e alcune aree dell'entroterra materano. Sono dieci, in particolare, i comuni in cui esiste un rischio elevato con valori superiori a 400 becquerel al metro quadro. Si tratta di Maratea, Lagonegro, Marsicovetere, Sant'Angelo le Fratte, San Fele, Rotondella, Stigliano, Campomaggiore, Rionero e Forenza; in una parte di questi comuni sono state trovate strutture scolastiche in cui la media annuale di concentrazione del radon ha superato il valore soglia di 500 becquerel al metro quadro, motivo per cui è stato notificato l'obbligo di eseguire i necessari interventi di risanamento nell'arco dei tre anni successivi all'esito delle analisi, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti, in particolare se allo stato attuale siano disponibili i dati delle rilevazioni del gas radon nelle varie zone della Basilicata, comprendendo sorgenti ed immobili (edilizia pubblica, privata e scuole); se intendano promuovere un apposito studio mediante esperti del settore; se siano state effettuate indagini sull'incidenza di patologie tumorali ai polmoni, sia tra i fumatori, sia tra i non fumatori; in caso contrario, se non intendano avviare un circostanziato studio epidemiologico per valutare l'insorgenza del rischio rispetto al dato nazionale; quali altre iniziative intendano assumere a tutela della salute dei cittadini, in special modo nelle zone dove la presenza del gas radon abbia valori più elevati. Atto n. 4-01577 DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che, da quanto si apprende da fonti giornalistiche, la Giunta di Calolziocorte (Lecco), cittadina che oggi ospita una trentina di rifugiati, ha approvato un regolamento che prevede delle zone rosse per i migranti, vietando di accogliere migranti vicino alle scuole. Nello specifico si stabilisce che tra centri di accoglienza, scuole e stazione dovrà esserci una distanza minima di 150 metri, misurata calcolando il percorso pedonale più breve; considerato che tale regolamento, qualora dove essere approvato definitivamente, sarebbe altamente discriminante e istigherebbe all'odio razziale, dato che, a parere dell'interrogante, è ingiustificabile che si diriga consapevolmente la frustrazione dei cittadini, alimentando comportamenti violenti contro rifugiati e richiedenti asilo che nulla hanno a che vedere con situazioni di disagio sociale; ritenuto che, in data 17 luglio 2015, l'alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha dichiarato che "Alimentare consapevolmente la retorica xenofoba e razzista nei confronti dei rifugiati, attribuendogli falsi privilegi ed indicandoli come causa di disagio per i cittadini italiani è pericoloso, poiché fomenta tensioni sociali di difficile gestione. L'Agenzia Onu per i rifugiati condanna con fermezza la strumentalizzazione dell'insofferenza dei cittadini portata avanti da elementi estremisti della società, che favorisce un clima di tensione e comportamenti aggressivi verso rifugiati e operatori impegnati nelle attività di accoglienza", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda verificare i fatti esposti e avviare le opportune procedure perché il regolamento sia sospeso, al fine di evitare una condotta discriminatoria da parte del Comune di Calolziocorte. Atto n. 4-01578 MININNO ANGRISANI CASTIELLO DI MICCO DONNO GALLICCHIO GAUDIANO MORRA ORTIS ROMANO TURCO Ai Ministri della difesa, dell'interno, dell'economia e delle finanze e della giustizia Premesso che: ai sensi dell'articolo 878 del Codice dell'ordinamento militare (C.o.m.), di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, i volontari in ferma prefissata delle Forze armate sono militari in servizio temporaneo e, come tali, non sono legati a rapporto di impiego, ma solo a rapporto di servizio per la durata della loro ferma; ai sensi del comma 1 dell'articolo 954 del C.o.m. , i volontari in ferma prefissata di un anno possono essere ammessi, a domanda, a due successivi periodi di rafferma, ciascuno della durata di un anno;