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Di tali Raccomandazioni gli Stati membri devono poi tenere conto nell'elaborazione delle rispettive manovre di bilancio per l'anno successivo. In aggiunta al pacchetto Next Generation EU da 750 miliardi per gli anni 2021-2026, deciso nel luglio 2020, comprensivo del citato Recovery and Resilience Facility (RRF), l'Unione europea ha messo in campo una serie di specifiche azioni e misure per far fronte alla situazione di crisi dovuta alla pandemia da Covid-19, tra cui: - il programma PEPP ( Pandemic emergency purchase programme ) della Banca centrale europea, per l'acquisto di titoli pubblici e privati ( quantitative easing ) previsto fino al perdurare della crisi da Covid-19 e comunque almeno fino al marzo 2022, con reinvestimento dei titoli in scadenza fino a tutto il 2023; - il Temporary framework , Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del Covid-19, esteso fino al 31 dicembre 2021; la sospensione dell'applicazione dei vincoli del Patto di stabilita e crescita, attraverso l'attivazione della clausola di salvaguardia generale, che consente agli Stati membri di adottare manovre di bilancio in deroga ai vincoli previsti dal Patto stesso. La disattivazione della clausola di salvaguardia generale del Patto di stabilità e crescita, probabilmente a partire dal 2023, sarà ufficialmente decisa sulla base delle previsioni di primavera e annunciata nel pacchetto di primavera del Semestre europeo. Sulla base della predetta sospensione del Patto di stabilità e crescita, e previa consultazione con la Commissione europea, il Governo ha presentato alle Camere, unitamente al DEF, anche una Relazione sullo scostamento del deficit, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012, sull'attuazione del principio del pareggio di bilancio. Nella relazione si illustra un ulteriore scostamento, pari a 40 miliardi di euro per il 2021, rispetto al percorso di avvicinamento all'Obiettivo di medio termine (OMT), scostamento che deve essere autorizzato dalle Camere con un voto, in Assemblea, a maggioranza assoluta dei propri componenti. In particolare, il Governo ritiene necessario che, al forte stimolo al rilancio dell'economia che sarà fornito nel medio termine dal PNRR, si accompagnino interventi immediati di sostegno e rilancio che anticipino l'avvio della ripresa. L'esperienza del terzo trimestre del 2020 dimostra, infatti, che il rimbalzo del PIL può essere molto forte non appena i contagi calano in misura significativa e la vita sociale, economica e culturale si riavvicina alla normalità. Tuttavia, la seconda e la terza ondata dell'epidemia e le relative fasi di contenimento sono durate più a lungo di quanto previsto, con il rischio che, una volta esaurito l'iniziale rimbalzo, l'andamento dell'economia perda slancio e fatichi a recuperare i livelli di prodotto precedenti la crisi. Per limitare al massimo questo rischio, è necessario fornire alle imprese ulteriori sostegni in termini di accesso alla liquidità e capitalizzazione, mentre sul fronte dell'occupazione, sarà necessario assicurare il buon andamento del mercato del lavoro e sostenere il ricollocamento dei lavoratori. Tali misure saranno stabilite con un nuovo provvedimento previsto per la fine di aprile, in funzione del quale il Governo chiede, con la predetta Relazione, l'autorizzazione all'ulteriore indebitamento pari a 40 miliardi di euro per il 2021. L'auspicio del Governo è che, grazie ad andamenti epidemici ed economici sempre più positivi nei prossimi mesi, questo sia l'ultimo intervento di tale portata. Resta comunque l'impegno a sostenere l'economia per tutto il periodo che sarà necessario se ne ricorreranno le condizioni. Per quanto riguarda i principali dati di riferimento, il nuovo quadro programmatico delineato nel DEF in esame, che incorpora il predetto ulteriore scostamento di bilancio pari a 40 miliardi di euro, prevede un incremento del PIL reale pari al 4,5 per cento nell'anno in corso, al 4,8 per cento nel 2022, al 2,6 per cento nel 2023 e all'1,8 per cento nel 2024. Il rapporto tra indebitamento netto (deficit) e PIL è previsto all'11,8 per cento per il 2021, al 5,9 per cento per il 2022, al 4,3 per cento per il 2023 ed al 3,4 per cento per il 2024. Riguardo invece all'indebitamento netto strutturale delle pubbliche amministrazioni (nel quale sono escluse dal computo le misure una tantum e le variazioni imputabili alla congiuntura economica), che è il valore di riferimento per la valutazione sull'avvicinamento all'Obiettivo di medio termine (OMT), il nuovo quadro prevede un livello pari al 9,3 per cento per il 2021, al 5,4 per cento per il 2022, al 4,4 per cento per il 2023 e al 3,8 per cento per il 2024. Per quanto riguarda il rapporto fra debito pubblico e PIL, la prevista ripresa della crescita economica e il riassorbimento del deficit primario, unitamente ai bassi rendimenti attesi, condurranno a una sua discesa solo a partire dal 2022. Infatti, per il 2021 non si prevede più l'inversione di tendenza che era prefigurata nella NADEF 2020, ma un ulteriore aumento di 4 punti percentuali, per raggiungere il 159,8 per cento. Un graduale processo di riduzione comincerà quindi solo dall'anno prossimo, con un sentiero di avvicinamento all'OMT che sarà calibrato in modo tale da riportare il rapporto debito/PIL verso il livello pre-crisi (134,6 per cento) per la fine del decennio. Il Relatore, quindi, constatata l'assenza di profili di incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, propone di esprimere un parere favorevole. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. IN SEDE REFERENTE AS 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 DDL 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 (Esame e rinvio) Il presidente STEFANO ( PD ), relatore, introduce l'esame del disegno di legge europea 2019-2020, presentato dal Governo il 21 settembre 2020 in base alle disposizioni della legge n. 234 del 2012 e approvato dalla Camera dei deputati in prima lettura il 1° aprile 2021. Il disegno di legge consta ora di 38 articoli, suddivisi in VIII capi, che modificano o integrano disposizioni vigenti dell'ordinamento nazionale per adeguarne i contenuti al diritto europeo. Esso contiene disposizioni aventi natura eterogenea che intervengono nei seguenti settori: libera circolazione di persone, beni e servizi e merci (capo I, articoli 1-10) ; spazio di libertà, sicurezza e giustizia (capo II, articoli 11-17)