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A questa inesattezza si associa anche un severo errore di programmazione, che nei fatti si può leggere come una vera e propria resa incondizionata, come lo sventolio di una bandiera bianca. Il comma 4 dell'articolo 1 abroga, infatti, quelle norme della legge di bilancio 2019 finalizzate a destinare gli eventuali risparmi del reddito di cittadinanza e di quota 100, rispettivamente, a misure in favore delle famiglie e per l'assunzione di giovani. Con questa abrogazione il Governo archivia i sogni di gloria e ammette tutto il limite di una politica economica che non sta in piedi e non può stare in piedi solo grazie ai desiderata propaganda. Insieme a quella bandiera bianca da voi sventolata, consegniamo, infatti, anche quei due miliardi di euro congelati per migliorare i tendenziali di finanza pubblica. Quel che si vede emergere da questo vostro anno di gestione economica del Paese è una profonda difficoltà nell'affrontare i problemi reali, i problemi strategici, ai quali rispondete con una continua gragnola di annunci, che lasciano, come ben vediamo anche oggi, il tempo che trovano. Credo che non sia questo il modo di governare, tantomeno la base su cui innestare un circuito di crescita che - lo ricordo prima a me stesso - si basa sulla fiducia. La fiducia presuppone serietà e credibilità, che guarda caso sono proprio le prime vittime della vostra propaganda. Una propaganda che vede sempre più i Ministri di questo Governo impegnati a svolgere ruoli non propri alla loro delega e che creano confusione e disagio nel Paese. Credo che questo decreto-legge vi richiami alla dura realtà dei numeri. Spero che da oggi il vostro approccio al governo del Paese e al bilancio dello Stato cambi profondamente, perché stiamo giocando sulla pelle degli italiani. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Misiani. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, il provvedimento che stiamo discutendo è parte di una manovra correttiva molto consistente che ha permesso al nostro Paese, come ricordavano i colleghi, di evitare l'avvio formale di una procedura per disavanzo eccessivo. È una buona notizia per l'Italia. Lo abbiamo detto e lo abbiamo sottolineato. L'avvio della procedura sarebbe stato un disastro, ci avrebbe messo sotto tutela per anni e ci avrebbe legato le mani, chiudendo a qualunque spazio di autonoma gestione della politica economica del nostro Paese. È un bene, signor Presidente, che abbia prevalso il partito della responsabilità nella gestione dei rapporti con l'Europa rispetto al partito degli avventurieri e degli sfasciacarrozze. È un film che per molti versi avevamo già visto a dicembre, da parte di una maggioranza che per settimane aveva urlato dicendo «tireremo dritto», «non arretreremo di un millimetro», mentre poi si era accodata rispetto al negoziato con la Commissione europea. È accaduto anche questa volta e ci ha permesso per il rotto della cuffia di evitare la procedura per disavanzo eccessivo. Certo, è servita una manovra correttiva molto consistente. È un termine che voi non utilizzate, ma di manovra correttiva si tratta. È una manovra con tagli, perché i 2 miliardi di euro congelati dalla legge di bilancio 2019 sono stati definitivamente acquisiti a miglioramento dei saldi. È una manovra che ha preso atto dell'aumento delle entrate, in buona parte legato ai positivi risultati della fatturazione elettronica; la stessa fatturazione elettronica fatta dai Governi precedenti, che voi volevate smontare e che non siete riusciti ad abolire (ed oggi vi gloriate di risultati che non vi appartengono). È una manovra che ha preso atto del mezzo flop di quota 100, che ha un numero di domande inferiore del 30 per cento rispetto alle previsioni iniziali. È una manovra che ha preso atto dei risparmi sul reddito di cittadinanza. È una manovra che ha portato il Governo a raschiare il fondo del barile chiedendo alla Cassa depositi e prestiti di staccare un extradividendo per centinaia e centinaia di milioni di euro. Le buone notizie, signor Presidente, però finiscono qui perché in realtà i numeri della congiuntura economica ci dicono che i nodi di una politica economica fallimentare sono tutti aperti. La Banca d'Italia pochi giorni fa ha reso noto il nuovo bollettino economico, che contiene le stime per il 2019 e le previsioni per il 2020. Il 2019 si chiuderà, secondo la Banca d'Italia, con una crescita dello 0,1 per cento, e numeri simili saranno dati, come ci ha preannunciato il presidente Pisauro, dall'Ufficio parlamentare di bilancio nella nota congiunturale di venerdì. L'economia italiana è completamente ferma e il mercato del lavoro è debole, nonostante la propaganda e i fuochi d'artificio con cui voi avete salutato gli ultimi dati Istat. Tali dati ci dicevano di un aumento di 92.000 unità dell'occupazione del nostro Paese a maggio 2019 rispetto all'anno precedente, ma vorrei ricordare a quest'Assemblea che un anno prima il ritmo di creazione di posti di lavoro in questo Paese era di 350.000 unità a maggio 2018 rispetto a maggio 2017 (Applausi dal Gruppo PD): da 350.000 a 92.000 con una costante diminuzione del dinamismo del mercato del lavoro mese dopo mese. Infatti, i numeri ci dicono che in questo Paese oggi ci sono 158 crisi industriali sul tavolo del Ministro dello sviluppo economico; che Ilva e Alitalia sono le punte di un iceberg fatto di centinaia di crisi che hanno portato il ricorso alla cassa integrazione straordinaria a crescere del 35 per cento a maggio 2019 rispetto all'anno precedente. Certo, l'Italia soffre di ritardi che si trascinano da molto tempo. Lo abbiamo detto, sono tanti anni che questo Paese fa fatica a fare i conti con la globalizzazione, con la rivoluzione tecnologica, con i cambiamenti demografici. Il punto però è che la politica economica di questo Governo ha aggravato i nodi strutturali che pesavano su questo Paese, invece di affrontare con la determinazione necessaria i problemi che l'Italia aveva e ha di fronte. La manovra contenuta nel decreto-legge in discussione per molti versi è la certificazione del fallimento della vostra politica economica. Infatti, l'economia, che doveva crescere dell'1,5 per cento, è ferma e il 1019, che doveva essere un anno bellissimo, è un anno di stagnazione. La vostra manovra di bilancio, la manovra del deficit per le spese correnti, la manovra del blocco degli investimenti, la manovra dello stop alla lotta all'evasione, dello stop alla revisione della spesa e del blocco delle riforme strutturali ha portato l'Italia in stagnazione e ha allargato il divario che separa l'Italia dal resto d'Europa. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo è il punto con cui noi oggi dobbiamo fare i conti. BELLANOVA (PD) . Governo, ascolti! MISIANI (PD) . Signor Presidente, il 2020 è una grande incognita per il nostro Paese. Le audizioni di ieri ce lo hanno detto chiaro e tondo: servono almeno 28 miliardi per costruire la prossima manovra di bilancio;