[pronunce]

che il remittente, infatti, non soltanto non descrive compiutamente la fattispecie, omettendo di precisare quale sia la situazione del ricorrente nel giudizio a quo, ma neppure identifica con esattezza le disposizioni oggetto della questione, limitandosi a chiedere la dichiarazione di illegittimità dell'art. 22 della legge n. 903 del 1965 «come interpretato dalle sezioni unite della Corte di cassazione in termini di applicazione del limite previsto dall'art. 6 del d.l. n. 463 del 1983 nelle ipotesi di ricalcolo successivo al 30 settembre 1983»; che il remittente, inoltre, formula richieste contradditorie, in quanto, da un lato, auspica una pronuncia manipolativa della disposizione censurata con riferimento ad un orientamento giurisprudenziale e, dall'altro, sollecita l'intervento di questa Corte perché fornisca una interpretazione conforme a Costituzione destinata, secondo il suo assunto, a prevalere su quella del giudice ordinario.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 della legge 21 luglio 1965, n. 903 (Avviamento alla riforma e miglioramento dei trattamenti di pensione della previdenza sociale), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 31 della Costituzione, dal Tribunale di Forlì con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 febbraio 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 2 marzo 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA