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Quindi, la ringrazio del suo intervento, ma la mia decisione è già stata assunta. (Commenti) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 15,59) Discussione dalla sede redigente del disegno di legge: Doc 2333 Ridefinizione della missione e dell'organizzazione del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Gelmini e Aprea; Invidia; Bucalo e Frassinetti; Toccafondi; Colmellere ed altri; Soverini ed altri) (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Istituzione del Sistema terziario di istruzione tecnologica superiore PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 2333, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Gelmini e Aprea; Invidia; Bucalo e Frassinetti; Toccafondi; Colmellere ed altri; Soverini ed altri. Il relatore, senatore Nencini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. NENCINI, relatore . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, la riforma degli istituti tecnici superiori dimostra varie cose. La prima è che il Parlamento sa lavorare e sa farlo decisamente bene. Abbiamo chiuso la riforma... (Brusio). PRESIDENTE. Senatore Paragone, senatore De Poli, se voleste andare a chiacchierare fuori dall'Aula, sarebbe un bene per tutti. Prego, senatore Nencini. NENCINI, relatore . La ringrazio, Presidente. Abbiamo chiuso la riforma con molti mesi di anticipo e lo abbiamo fatto in maniera corale. Questa è la ragione per la quale ringrazio - e lo faccio con moltissimo piacere - la Commissione che mi onoro di presiedere. Lo abbiamo fatto in sinergia con il Governo, in modo particolare con il ministro Bianchi, che assiste da par suo alla seduta, e lo abbiamo fatto per tagliare i tempi... (Brusio) PRESIDENTE. Colleghi, o uscite dall'Aula... Senatore De Poli, per cortesia, mi aiuti nel suo ruolo di Questore a mantenere l'ordine in Aula. Andate a discutere fuori. NENCINI, relatore . Signor Presidente, questa riforma è ritenuta una delle più importanti di questa legislatura. PRESIDENTE. Ma è tecnica superiore, evidentemente non ci siamo ancora. NENCINI, relatore . In ogni caso, se c'è chi preferisce parlare di mascherine invece che di ITS, sarò felice di ascoltare. Come dicevo, al fine di evitare tre passaggi - Camera, Senato e ancora Camera - la riforma che provo rapidamente a illustrare è stata costruita, di comune accordo anche con la VII Commissione della Camera, in modo tale da consentire all'altro ramo del Parlamento, quando vi ritornerà - immagino nell'arco di non molte settimane - di approvarla con la rapidità richiesta. Quando abbiamo lavorato la materia che la Camera aveva già disciplinato con una norma assolutamente dignitosa, abbiamo provato ad arricchirla con tutta una serie di suggerimenti provenienti dal mondo associativo - non soltanto da Confindustria, ma anche dal mondo sindacale, dalle Regioni e quant'altro - tenendo conto di alcune indicazioni tra cui, innanzitutto, quella legata al capitale umano che si forma attraverso gli ITS. In Italia oggi contiamo poco meno di 20.000 iscritti: non cito i numeri di Francia e Germania, che sono decisamente spropositati rispetto a quelli che possiamo vantare nel nostro Paese. Questa riforma potrebbe tuttavia consentire a una percentuale molto alta di ragazzi e ragazze, che, provenendo dagli istituti professionali, scelgono di iscriversi all'università, di avere un attracco definitivo su materie che possano valorizzarli. Dico questo perché il 28 per cento di ragazzi e ragazze con questa provenienza scolastica abbandona l'università dopo il primo anno di studi. C'è un'evidenza. Probabilmente dare un approdo di natura decisamente diversa rispetto alla scelta che è stata fatta potrebbe offrire disponibilità di lavoro indispensabili per l'impresa italiana. In concreto, abbiamo rispettato i punti cardine della riforma così com'è stata varata dalla Camera. Abbiamo rafforzato una cabina di regia centrale, ma senza devitalizzare - tutt'altro - il ruolo delle Regioni. Abbiamo confermato la relazione, ma in disparità, tra ITS e università, mantenendo quindi un asse di collegamento, ma due orientamenti di studio decisamente diversi. Abbiamo rafforzato tutti i riferimenti alle singole competenze, prevedendo di aggiungere con una riforma biennale al decreto del 2008 - che stabiliva in cinque le materie fisse attorno alle quali gli ITS avrebbero costruito la loro presenza in Italia - materie che oggi potrebbero apparire conosciute, ma che magari tra due, quattro o sei anni, potrebbero diventare una sorta di norma per il mercato del lavoro italiano. Sono stati sfoltiti i decreti attuativi che la Camera aveva previsto. L'altro criterio, l'ultimo, è stato quello di evitare la proliferazione di ITS, oggi che il PNRR prevede circa un miliardo e mezzo di fondi da destinare alla valorizzazione di questo mondo. Dentro questa cornice abbiamo costruito una normativa che prevede anche una serie di normative di vantaggio. Viviamo in un mondo in cui la pandemia - e non soltanto la pandemia - ha reso più deboli le famiglie più fragili; è la ragione per la quale, dentro le norme che la Commissione in sede redigente ha approvato, con un voto pressoché unanime, abbiamo previsto un welfare per gli studenti meritevoli ma che si trovano nella condizione del bisogno, a cominciare dalle borse di studio, dagli studentati, dall'obbligo di tirocini e di stage all'estero, naturalmente retribuiti all'interno della normativa esistente. Sono state introdotte norme per la parità di genere, perché l'altro punto riguarda una disparità assoluta di presenze negli ITS esistenti: una grande, esagerata maggioranza di ragazzi e una presenza scarna di ragazze che fuoriescono dalle scuole medie superiori. Abbiamo aumentato fino al 35 per cento la possibilità di tenere tirocini e abbiamo reso ancora più stretto il rapporto fra pubblico e privato, evitando, però, che i privati avessero in toto la possibilità di eleggere i loro presidenti; abbiamo inserito l'espressione «di norma», che significa che possono esserci anche soluzioni alternative. Abbiamo poi inserito erogazioni liberali, sotto forma di credito di imposta, del 30 per cento per le imprese che investono in ITS; tale percentuale viene raddoppiata e sale al 60 per cento per le imprese che operano in parti d'Italia che hanno un livello di disoccupazione particolarmente elevato. Infine, è stato previsto un fondo premiale che riguarda non solo il numero dei diplomati, ma anche la capacità di quei diplomati di trovare lavoro nelle materie per le quali hanno studiato nella biennalità o nella triennalità e da lì possono accedere al mercato del lavoro. Questi i punti cardine rispetto alle norme che abbiamo mantenuto e che erano già state approvate con voto, anche in quel caso largamente maggioritario, dalla Camera dei deputati.