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il decreto 12 maggio 2016 emanato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha stabilito le modalità di attuazione dell'art. 1, comma 277, della legge n. 208 del 2015, nonché le modalità di certificazione da parte degli enti competenti (INPS e INAIL); con circolare INPS n. 68 del 6 aprile 2017 vengono fornite le istruzioni per l'applicazione delle disposizioni stabilite dalla suddetta legge di stabilità e dal decreto ministeriale 12 maggio 2016; il decreto ministeriale, all'articolo 2, comma 2, prevede in capo al datore di lavoro l'obbligo di produrre apposita documentazione, e, anche a causa della mancata adozione dei dispositivi di protezione individuale e dell'impossibilità delle aziende di produrre tale documentazione, si è determinata un'interruzione dell' iter autorizzativo; il comma 246 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), ha modificato il suddetto comma 277 dell'art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208; in data 15 febbraio 2018 l'INPS ha emesso il messaggio n. 696, con il quale sono state fornite nuove indicazioni per la presentazione delle istanze, incluso il modello della dichiarazione a cura del datore di lavoro (AP130) e viene fissato il termine per la suddetta presentazione entro il 2 marzo 2018; a febbraio 2018 sono state presentate all'INPS di Pistoia le nuove domande da parte dei lavoratori AnsaldoBreda e Hitachi Rail (le precedenti domande presentate all'INPS a febbraio 2016 sono state chiuse d'ufficio da INPS, come da portale INPS). Per i lavoratori che sono stati presenti per l'intera bonifica del tetto, la richiesta del periodo massimo temporale di esposizione è pari a 39 mesi, essendo stato dichiarato dall'azienda il periodo compreso fra il 6 ottobre 1987 e 31 dicembre 1990 come periodo di svolgimento dei lavori di sostituzione del tetto; con la circolare INPS n. 46 del 14 marzo 2018 sono state fornite le istruzioni per l'applicazione delle disposizioni stabilite dalla suddetta legge n. 205 del 2017, nonché le modalità di certificazione da parte degli enti competenti (INPS e INAIL). Ai fini del rilascio della certificazione tecnica da parte dell'INAIL, le strutture territoriali INPS hanno richiesto al datore di lavoro la seguente documentazione: a) "documentazione attestante il periodo di bonifica" (piano di lavoro, fatture, ogni altra documentazione che attesti l'effettiva realizzazione della bonifica con le relative date di inizio e termine dei lavori); b) "documentazione attestante la durata dell'opera del lavoratore interessato presso il sito produttivo durante il periodo di rimozione del tetto e la continuità del rapporto di lavoro", già in essere al momento delle suddette operazioni di bonifica, per i 10 anni successivi (libri paga, libri matricola, ogni altra documentazione che attesti l'effettiva presenza del lavoratore sul posto di lavoro); nonostante le aziende abbiano già terminato la completa raccolta di tutta la documentazione aggiuntiva richiesta con la circolare n. 46 del 2018 fin dai primi di luglio 2018, su richiesta della sede INPS di Pistoia, è stata effettuata la consegna in data 17 luglio 2018; l'INPS ha iniziato ad esaminare la documentazione a partire da inizio ottobre 2018; a metà ottobre 2018 risulta consegnato da INPS a INAIL circa il 50 per cento delle domande dei lavoratori; con la circolare INAIL n. 52 del 21 dicembre 2018 sono state fornite le istruzioni applicative delle disposizioni, oggetto della precedente circolare INPS n. 46 del 2018, per quanto attiene all'istruttoria e alla verifica per il rilascio della certificazione tecnica da parte dell'INAIL; a inizio marzo 2019 l'INAIL ha rilasciato all'INPS le certificazioni tecniche per i lavoratori interessati; a metà marzo 2019, i lavoratori interessati trovano nella propria area personale sul portale INPS, all'interno dell'estratto conto previdenziale, la seguente frase (frase riferita a quei lavoratori presenti per l'intera bonifica del tetto): "Il periodo di lavoro dal 06/10/1987 al 31/12/2000 è rivalutato per il coefficiente dell'1,5"; considerato infine che da allora i lavoratori cui è stato riconosciuto il diritto al beneficio previdenziale sono ancora in attesa di vederne perfezionata l'effettiva realizzazione, si chiede di sapere quali atti e quali iniziative il Governo abbia adottato o intrapreso, o intenda adottare o intraprendere, affinché gli uffici deputati dell'INPS perfezionino le procedure di riconoscimento del beneficio previdenziale che la legge attribuisce ai menzionati lavoratori. Atto n. 4-01657 ORTIS GALLICCHIO ROMANO PIRRO RICCARDI CASTALDI ANGRISANI LANNUTTI GIANNUZZI PRESUTTO L'ABBATE DONNO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: nulla ancora è stato fatto per risolvere l'ormai secolare questione della frana di Petacciato (Campobasso), una delle più grandi e pericolose d'Europa. Questione di rilevanza nazionale, poiché relata a tutte le infrastrutture di comunicazione della fascia adriatica coinvolte dallo smottamento (autostrada A14, strada statale 16, ferrovia "Adriatica"); la prima registrazione ufficiale della frana risale al 1906; da allora, è andata manifestandosi ben 16 volte. Si ricorda qui in particolare lo smottamento del 1996, giacché portò il Governo d'allora a istituire una commissione tecnico-scientifica, incaricata di studiare, in collaborazione con società Autostrade, Ferrovie dello Stato e Regione Molise, il fenomeno, e proporre un "progetto d'intervento di risanamento della frana" (ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 2438 del 15 maggio 1996); le complesse, e di alto livello, operazioni di studio e monitoraggio della commissione durarono un lustro, concludendosi nel giugno 2002; i risultati furono quindi trasmessi, assieme a un progetto di interventi urgenti per la stabilizzazione del versante in frana, al Comune di Petacciato e alla Regione. Purtroppo, tale imponente lavoro, costato complessivamente 2.700 milioni di lire, non ebbe alcun seguito: nuove emergenze funestarono il territorio (terremoto del 2002, alluvione del 2003), distogliendo l'attenzione delle autorità preposte ai lavori di consolidamento che avrebbero dovuto finalmente aver luogo; solo a seguito del grave smottamento del 2009 la Regione si ricordò di Petacciato; purtroppo, non degli studi della commissione. Decise quindi di intervenire per così dire alla cieca, mostrando di ignorare completamente le caratteristiche e la natura del fenomeno: vennero così spesi ben 2 milioni di euro per la realizzazione di inutili gradoni di terreno a valle del centro storico. Sei anni dopo, l'evento franoso del 2015, l'ultimo della recente serie storica, portò infatti alla loro distruzione;