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Uno degli appunti che occorre muovere alla cabina di regia e a chi prende decisioni politiche certamente difficili, perché devono essere rapidamente commisurate all'andamento della curva epidemica, è la necessità di una maggiore condivisione ed adesione convinta di tutte le forze politiche, di un maggiore e più costante confronto con le Regioni e di una migliore linearità, chiarezza e comprensibilità dei provvedimenti adottati. I cittadini devono convincersi che le misure decise e approvate, pur comportando difficoltà, privazioni e problematiche per le loro attività e per la vita stessa delle loro famiglie, rappresentano la strada giusta da percorrere. Altro messaggio - mi permetta signor Presidente - che i cittadini vogliono ricevere è un invito alla coesione e al senso di appartenenza. Occorre offrire loro segnali forti e precisi senza andamenti ondivaghi che possano infondere fiducia e sicurezza. Anche le osservazioni e le critiche devono essere costruttive, non distruttive o fuorvianti per chi già vive conflitti e drammi interiori e nel confronto sociale. La pandemia si vince uniti, remando nella stessa direzione e raggiungendo un alto grado di maturità di tutta la nostra collettività. Il MoVimento 5 Stelle è presente e pronto a dare il proprio contributo di esperienza e di competenza; non è arroccato su posizioni oscurantistiche e non vuole fare dietrologia. Le sue osservazioni non sono propagandistiche e finalizzate ad aumentare semplicisticamente i consensi. Sono chiare e ferme, allineate con le direttive scientifiche e sempre pronte al confronto costruttivo. Unici interessi condivisi sono il bene di tutti, la salute dei cittadini e una ripresa progressiva e graduale economica e sociale del nostro Paese. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Parente sul disegno di legge n. 2463 Presidente, il decreto n. 172 del novembre 2021 che ci accingiamo a convertire in legge - senza fiducia e di questo come parlamentari siamo felici- è il primo di una di nuova serie di interventi legislativi del Governo. Purtroppo il virus ci ha abituati a ragionare per fasi dell'epidemia. E questo è un momento in cui siamo costretti, da una parte, a prendere ulteriori decisioni di restrizioni - pensiamo solo alla proroga dello stato di emergenza - e, dall'altra parte, anche a cambiare approccio alla nostra vita con il virus. Molti esperti ci dicono che andiamo verso l'endemizzazione della malattia da COVID 19. É molto probabile, anche se non ci siamo ancora per la coincidenza temporale di infezioni per la nuova variante COVID e la Delta tendenzialmente più letale e per i troppi ancora aggravamenti delle persone non vaccinate. Ci vogliono equilibrio, buon senso, responsabilità, fiducia. Il Governo Draghi ha scelto inequivocabilmente la strada della vaccinazione come arma di lotta al virus, anche imponendo giustamente obblighi vaccinali per alcune categorie e ora anche agli over cinquantenni. Scelta da noi condivisa, riteniamo che bisogna andare ancora avanti in questa direzione e chiediamo che il Parlamento con il Governo ne discuta più approfonditamente per arrivare ad un obbligo per tutti. Il super green pass è lo strumento più prezioso sulla strada della sicurezza della salute e anche per l'allentamento delle misure per i vaccinati. Pensiamo all'abolizione della quarantena per i vaccinati con terza dose per contatto stretto con un positivo; misure fondamentali e da allargare per consentirci, da vaccinati, una più pacifica convivenza con il virus. Si esce da questa pandemia tutti insieme rafforzando il senso della coesione delle nostre comunità. Come legislatori, sia Parlamento che Governo, dobbiamo avere questa stella polare occupandoci di non dividere la cittadinanza ma di unirla. A tale proposito sono molto soddisfatta per l'accoglimento da parte del Governo di tre ordini del giorno presentati dal mio Gruppo; uno è sulle visite ai parenti dei ricoverati non Covid che il Governo si è impegnato a consentire anche nei reparti. È una spina nel fianco per tutti noi pensare che, dopo due anni di pandemia, non riusciamo a trovare soluzioni organizzative in sicurezza perché i pazienti ricoverati negli ospedali possano avere affianco i propri cari. La vicinanza degli affetti è parte della cura. L'altro ordine del giorno riguarda l'opportunità di allargare l'obbligo vaccinale per le lavoratrici e i lavoratori almeno di quei settori a contatto con il pubblico dove è richiesto il super green pass ai cittadini. Mi sembrerebbe una misura di equità e di giustizia. È da tempo che i sindacati e le organizzazioni datoriali chiedono l'obbligo per tutti per non dividere il mondo del lavoro. E infine è stato accolto un nostro ordine del giorno che chiede al Governo di impegnarsi per risolvere una questione contraddittoria che rischia di ledere il diritto allo studio quando si è introdotto obbligo del super green pass nei mezzi pubblici. Fermo restando la politica di vaccinazione per i giovani, bisogna sanare questa situazione che potrebbe aumentare le diseguaglianze tra chi può recarsi a scuola con mezzi propri e chi non ha la possibilità di farlo. Le scuole devono rimanere aperte e consentirne l'accesso a tutti gli studenti e nello stesso tempo occorre incentivare al meglio le vaccinazioni delle ragazze e dei ragazzi. In Commissione si è sviluppata una discussione fondamentale sulla necessità del prevedere per via legislativa gli indennizzi per eventuali gravi menomazioni derivanti da vaccini. É un risultato che dobbiamo raggiungere urgentemente perché sacrosanto. Infine bisogna andare verso un approccio diverso ai tamponi. Fondamentale sarà nei prossimi mesi accompagnare e informare, attraverso una corretta comunicazione istituzionale, la popolazione rassicurandola su quando è opportuno eseguire un tampone, quale tipo e in quali giornate eseguirlo per avere maggiori certezze di attendibilità. Altrimenti rischiamo di smarrire il valore vero del tampone e vedere cittadine e cittadini accorrere ad eseguire i test indiscriminatamente sottoponendosi a file davanti ai centri preposti perché si sentono soli e impauriti; senza contare il costo economico per le famiglie. In questa fase di crescita dell'epidemia è il tracciamento delle Asl che è completamente saltato e quindi è necessario potenziare il sistema pubblico di sorveglianza epidemiologica come da tempo chiediamo. Ci sono cittadini che aspettano giorni per avere l'esito di tamponi molecolari necessario per l'attestazione della negatività dal Covid, anche se molte Regioni - a mio avviso sbagliando - hanno previsto che è sufficiente il tampone antigenico per attestare la fine della malattia. Dunque raccomandiamo l'uso del tampone corretto e razionale. Il nostro impegno deve essere l'incentivo al vaccino e non al tampone. In questo tema si inserisce la discussione sulla proposta di emendamenti per allargare alle parafarmacie la possibilità di effettuare tamponi antigenici, che è stata respinta in Commissione. Ci siamo dichiarati contrari ad una tale proposta perché va fuori dal perimetro consentito dalle norme che regolano le parafarmacie che sono definite dal decreto Bersani come esercizi commerciali e, in quanto tali, non sono nella rete del Sistema sanitario nazionale.