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1 (Abrogazione delle disposizioni del codice civile in materia di interdizione e inabilitazione) 1 Gli articoli 414, 415, 416, 417, 418, 419, 421, 422, 423, 424, 425, 426, 427, 429, 430, 431 e 432 del codice civile sono abrogati. 2 Al capo II del titolo XII del libro primo del codice civile, la rubrica è sostituita dalla seguente: « Della incapacità naturale ». 2 (Ulteriori abrogazioni) 1 Le seguenti disposizioni sono abrogate: a gli articoli 45, terzo comma, 85, 166, 183, terzo comma, 273, terzo comma, 406, secondo comma, 413, quarto comma, 428, secondo comma, 591, secondo comma, numero 2), 776, 777, secondo comma, e 779 del codice civile; b gli articoli 40 e 42 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318; c il primo comma dell'articolo 720- bis del codice di procedura civile; d il comma 3 e il primo periodo del comma 4 dell'articolo 3 della legge 22 dicembre 2017, n. 219. 2 All'articolo 591, secondo comma, numero 3), del codice civile, le parole: « , sebbene non interdetti, » sono soppresse. 3 (Modifiche al codice civile e al codice di procedura civile) 1 Al codice civile sono apportate le seguenti modifiche: a l'articolo 471 è sostituito dal seguente: « Art. 471. – (Eredità devolute a minori e a beneficiari di amministrazione di sostegno) – Non si possono accettare le eredità devolute ai minori e ai beneficiari di amministrazione di sostegno, se non col beneficio d'inventario, osservate le disposizioni degli articoli 321 e 374 »; b l'articolo 489 è sostituito dal seguente: « Art. 489. – (Incapaci) – I minori e le persone beneficiarie dell'amministrazione di sostegno non s'intendono decaduti dal beneficio d'inventario, se non al compimento di un anno dalla maggiore età o dalla cessazione dell'amministrazione di sostegno, qualora entro tale termine non si siano conformati alle norme della presente sezione »; c all'articolo 2941: 1 il numero 3) è sostituito dal seguente: « 3) tra il tutore e il minore soggetto alla tutela nonché tra l'amministratore di sostegno e il beneficiario finché non sia stato reso e approvato il conto finale, salvo quanto è disposto dall'articolo 387 per le azioni relative alla tutela »; 2 il numero 4) è sostituito dal seguente: « 4) tra il curatore e il minore emancipato »; d all'articolo 2942, il numero 1) è sostituito dal seguente: « 1) contro i minori non emancipati e rispetto al beneficiario dell'amministrazione di sostegno riguardo agli atti riservati alla rappresentanza esclusiva dell'amministratore e per il tempo in cui si protrae la rappresentanza esclusiva ». 2 Tutte le disposizioni del codice civile relative agli istituti dell'interdizione e dell'inabilitazione, dove l'interpretazione sistematica delle disposizioni lo consenta, si intendono riferite all'istituto dell'amministrazione di sostegno. 3 Al titolo II del libro quarto del codice di procedura civile, il capo II è sostituito dal seguente: « Capo II DELL'AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO Art. 712. – (Forma della domanda) – La domanda per l'istituzione dell'amministrazione di sostegno si propone con ricorso diretto al giudice tutelare del luogo dove la persona a favore della quale è proposta ha residenza o domicilio. Nel ricorso debbono essere contenute le indicazioni previste dall'articolo 407, primo comma, del codice civile. Art. 713. – (Provvedimenti del giudice tutelare) – Il giudice tutelare ordina la comunicazione del ricorso al pubblico ministero e fissa l'udienza di comparizione davanti a sé del ricorrente, dell'interessato e delle altre persone indicate nel ricorso, nonché dei soggetti indicati nell'articolo 407, terzo comma, del codice civile, le cui informazioni ritenga utili ai fini della decisione. Il ricorso e il decreto sono notificati, a cura del ricorrente, entro il termine fissato nel decreto stesso, alle persone indicate nel comma precedente; il decreto è comunicato al pubblico ministero. Art. 714. – (Istruzione preliminare) – All'udienza, il giudice tutelare, con l'intervento del pubblico ministero, procede all'ascolto dell'interessato secondo quanto dispone l'articolo 407, secondo comma, del codice civile, sente il parere delle altre persone citate, interrogandole sulle circostanze che ritiene rilevanti ai fini della decisione, e può disporre anche d'ufficio l'assunzione di ulteriori informazioni ai sensi dell'articolo 407, terzo comma, del codice civile. Art. 715. – (Impedimento a comparire dell'interessato) – Se per legittimo impedimento l'interessato non può presentarsi davanti al giudice tutelare, questi, con l'intervento del pubblico ministero, si reca per sentirlo nel luogo dove si trova, ai sensi dell'articolo 407, secondo comma, del codice civile. Art. 716. – (Capacità processuale dell'interessato) – La persona a cui il procedimento si riferisce può stare in giudizio e compiere da sola tutti gli atti del procedimento, comprese le impugnazioni, anche quando è stato nominato l'amministratore di sostegno provvisorio previsto dall'articolo 405 del codice civile, salvo quanto previsto nel comma successivo. In ogni fase del procedimento il giudice tutelare, qualora, con riferimento esclusivo all'interesse del beneficiario, ritenga di stabilire divieti, limitazioni o decadenze incidenti su diritti fondamentali della persona, invita il beneficiario e l'amministratore di sostegno, anche provvisorio, a nominare un difensore. A tal fine, il giudice tutelare fissa un termine per la nomina del difensore, rinviando a un'udienza successiva l'assunzione dei provvedimenti in relazione ai quali è disposta la difesa tecnica. La mancata nomina del difensore, da parte del beneficiario o dell'amministratore di sostegno anche provvisorio, nel termine assegnato, legittima il giudice tutelare a stabilire i divieti, le limitazioni o le decadenze in relazione ai quali egli aveva disposto la nomina del difensore. Art. 717. – (Nomina dell'amministratore di sostegno provvisorio) – L'amministratore di sostegno provvisorio di cui all'articolo 716 è nominato, anche d'ufficio, con decreto del giudice tutelare. Art. 718. – (Legittimazione all'impugnazione) – Il decreto che provvede sul ricorso per l'amministrazione di sostegno può essere impugnato da tutti coloro che avrebbero avuto diritto di proporre la domanda, anche se non parteciparono al giudizio, e dall'amministratore di sostegno nominato con lo stesso provvedimento. Art. 719. – (Termine per l'impugnazione) – Il termine per l'impugnazione decorre per tutte le persone indicate nell'articolo 718 dalla notificazione del provvedimento fatta nelle forme ordinarie a tutti coloro che parteciparono al giudizio. Se è stato nominato un amministratore di sostegno provvisorio, l'atto di impugnazione deve essere notificato anche a lui.