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Servono risorse in modo continuativo per rafforzare le fondamenta, pulire i canali e approvare il nuovo Protocollo fanghi. È per questa ragione che è necessario che il Parlamento e il Governo stanzino risorse e farò poi un riferimento ancora più chiaro. Questi temi devono essere oggetto del comitatone del 26 novembre che il Presidente del Consiglio ha sapientemente e immediatamente convocato. D'altronde il Governo ha subito dato una risposta con la presenza dei ministri e con alcune scelte che elencherò. La stessa presidente del Senato Alberti Casellati si è recata nella città di Venezia, ovviamente a nome di tutto il Senato della Repubblica. Partendo quindi da questi dati positivi sono fiducioso che possa continuare ad esserci la stessa tensione emotiva. E per fare cosa? Richiamandomi all'intervento dell'ultimo collega che mi ha preceduto, sulla zona economica speciale (ZES) auspichiamo un lavoro comune a partire dalla legge di bilancio per raggiungere l'obiettivo. Si è deciso lo stato di calamità, l'immediata disponibilità economica che conosciamo, si è presa una decisione sul supercommissario di Venezia e sulle risorse che abbiamo chiesto come Gruppo Partito Democratico nella prossima legge di bilancio. Concludo dicendo che le visite dei rappresentanti del Governo e del Presidente del Senato, il fatto che di Venezia si parli qui e alla Camera e che si voteranno delle mozioni, mi fanno ben sperare che questo patrimonio universale sarà difeso come tutto il mondo ci chiede. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni). PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, pochi giorni fa Venezia è stata colpita da un'eccezionale acqua alta che ha provocato ingenti danni e lasciato noi veneziani, l'Italia e il mondo intero in forte trepidazione per la sua sorte. Una città incantevole, ricca di secoli di storia e di inestimabili valori, ma anche tanto delicata e che un evento del genere può rovinare per sempre, come i mosaici della Basilica di San Marco o gli antichi libri finiti sott'acqua. La marea ha allagato chiese, ristoranti, botteghe artigiane, case, negozi, scuole e musei, non ha risparmiato niente e nessuno; ha ricoperto Murano e le sue vetrerie, Burano e tutte le isole del litorale veneto; non si sono salvate neppure Chioggia e Pellestrina dove ha provocato anche vittime. Mi sentivo impotente di fronte alle notizie che arrivavano, alla mia città invasa dall'acqua, ai miei amici e conoscenti che inutilmente avevano posizionato le paratie sulle porte delle case e dei negozi. Il nostro sindaco in lacrime nel vedere la città ridotta così è sicuramente una delle immagini che meglio rappresenta lo stato d'animo di tutti i veneziani. Il nostro amato presidente Luca Zaia era addolorato come quando si vede una persona di famiglia che sta male. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e della senatrice Minuto) . È sempre stato in prima linea per coordinare la macchina della Protezione civile, assieme all'assessore Bottacin e a tutti gli altri assessori e consiglieri regionali. Con riferimento al Mose e a quei cinque miliardi di ferro che sono rimasti fermi sott'acqua, giustamente il presidente Zaia ha detto che le cose non si lasciano mai a metà e che deve essere ultimato in fretta per evitare il ripetersi di altri disastri. Il nostro segretario Salvini e i rappresentanti del Governo hanno fatto visita alla nostra città ed hanno toccato con mano lo scempio che Venezia ha subìto. Alcuni vaporetti, mollati gli ormeggi, sono stati scaraventati sulle fondamenta da un vento di bora e scirocco che ha raggiunto i cento chilometri orari e sembravano surreali installazioni della Biennale, come alcune barche finite nelle calli. I veneziani, però, non si sono pianti addosso. Si sono rimboccati subito le maniche e hanno iniziato a pulire, a spazzare ed asciugare. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP) . Sono state smaltite centinaia di sacchi della spazzatura, elettrodomestici, arredi di negozi, di case ed alberghi. Le calli si sono riempite di mobili, tavoli e sedie, con tanta gente impegnata a recuperare il possibile e nel dolore non è mancata tanta solidarietà e calore umano. Un brulichio di persone al lavoro: chi puliva, chi asciugava e spazzava, i ragazzi a casa da scuola, la Protezione civile, i Vigili del fuoco e tutte le Forze dell'ordine hanno aiutato e lavorato sodo. A tutti loro vanno i nostri più sinceri ringraziamenti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP) . Venezia è una città meravigliosa, patrimonio dell'umanità e orgoglio italiano e di noi veneziani per i secoli di storia della nostra Repubblica Serenissima. Noi tutti siamo fieri del nostro Leone alato, impresso su vecchie fortificazioni ed edifici, sia in Patria che all'estero, sull'altra riva dell'Adriatico e fino a Creta. Sono trascorsi cinquantatré anni dal 4 novembre del 1966, quando l'acqua granda aveva raggiunto 194 centimetri sul medio mare. Una decina di giorni fa è arrivata a 187 cm ed è stato un altro disastro. Ingentissimi i danni della marea salata che potranno essere quantificati solo col tempo. In questi cinquantatré anni si è studiata, progettata e realizzata solo parzialmente una soluzione - il Mose - senza terminarla. La nostra estrema indecisione nell'affrontare i problemi e risolverli fino in fondo ha causato i disastri di oggi. Non ci possiamo più permettere di chiederci se è la soluzione migliore oppure no. È di fondamentale importanza ultimare l'opera, collaudarla quanto prima e poterla utilizzare per salvare la nostra città, unica al mondo e che merita di essere tutelata e salvaguardata quale patrimonio non solo veneto, ma dell'Italia e del mondo intero. Vediamo che altre Nazioni sono molto più veloci nel costruire le grandi opere, mentre in Italia vi è una lentezza esasperante e i lavori collassano sotto un'ingessatura di regole e burocrazia. Tutti ci ricordiamo della corruzione cresciuta attorno a quest'opera, ma, se non impariamo ad agire velocemente e a colpire il malaffare con pene certe e severe, saremo sempre in ritardo e arriveremo tardi, come in questo caso. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Gli italiani hanno bisogno di governanti che risolvano nel breve periodo i problemi ed è auspicabile dimostrare loro che si è in grado di farlo in modo onesto e con la massima trasparenza. Per fare ciò devono essere subito finanziate le opere e i lavori necessari al completamento e alla messa in funzione del Mose, in modo che i cittadini possano apprezzare cosa si è realizzato con le somme a disposizione.