[ddlpres]

https://www.salute.gov.it/portale/sanitaAnimale/dettaglioContenutiSanitaAnimale.jsp?lingua=italiano&id=208&tab=4 https://www.salute.gov.it/portale/sanitaAnimale/dettaglioContenutiSanitaAnimale.jsp?lingua=italiano&id=208&tab=3 Il provvedimento all'esame è costituito da sei articoli qui di seguito sinteticamente illustrati. L'articolo 1 attribuisce alle regioni, al fine di contenere la diffusione della peste suina africana (PSA) sul territorio nazionale, il compito di predisporre, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, il Piano regionale di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l'eradicazione nella specie cinghiale ( Sus scrofa ) e nei suini da allevamento della PSA, previo parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e del Centro di referenza nazionale per la peste suina (comma 4), elaborato, in conformità al Piano nazionale di sorveglianza ed eradicazione della PSA e, limitatamente agli aspetti della gestione della PSA, in conformità ai documenti adottati in materia di gestione del cinghiale e peste suina dai Ministeri della salute, delle politiche agricole alimentari e forestali e della transizione ecologica. Al riguardo si fa presente che sin mese di aprile 2021 è stato inviato alle regioni il documento tecnico « Gestione del cinghiale e peste suina africana. Elementi essenziali per la redazione di un piano di gestione » redatto d'intesa tra il Ministero della salute, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della transizione ecologica. Il comma 2 precisa che il citato Piano regionale è adottato in conformità alle disposizioni del Piano nazionale di sorveglianza ed eradicazione delle peste suina, presentato alla Commissione europea in data 30 giugno 2021 (prot. n. 1625040721058-17025) dal Ministero della salute ai sensi dell'articolo 12 del regolamento (UE) n. 652/2014 del Parlamento europeo e del COnsiglio, del 15 maggio 2014 , del « Manuale delle emergenze da Peste Suina Africana in popolazioni di suini selvatici » del 21 aprile 2021. A tal riguardo occorre rilevare che il citato regolamento, ai sensi dell'articolo 23 del regolamento (UE) 2021/690 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 aprile 2021, è stato abrogato; tuttavia, il successivo articolo 24, al paragrafo 1, fa salvi i piani già adottati, stabilendo che: « 1. Il presente regolamento non pregiudica il proseguimento o la modifica di azioni avviate ai sensi dei regolamenti (UE) n. 99/2013, (UE) n. 1287/2013, (UE) n. 254/2014, (UE) n. 258/2014, (UE) n. 652/2014 e (UE) 2017/826, che continuano pertanto ad applicarsi a tali azioni fino alla loro chiusura. » Una volta attuati i piani già avviati troverà applicazione il regolamento (UE) n. 690 del 2021 che dispone all'articolo 16, paragrafo 4: « I programmi di lavoro intesi ad attuare l'obiettivo specifico di cui all'articolo 3, paragrafo 2, lettera e) , mediante azioni che figurano nell'articolo 8, paragrafo 8, e nell'allegato I, sono adottati dalla Commissione mediante atti di esecuzione entro il 30 aprile dell'anno precedente la loro esecuzione, a condizione che il progetto di bilancio sia adottato. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 21, paragrafo 6. ». L'articolo 3, paragrafo 2, lettera e ), del regolamento (UE) n. 690 del 2021 individua tra gli obiettivi del programma quello di contribuire a un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza delle persone, degli animali, delle piante, degli alimenti e dei mangimi, tra l'altro attraverso la prevenzione, l'individuazione e l'eradicazione delle malattie animali e degli organismi nocivi per le piante, anche mediante misure di emergenza adottate in caso di situazioni di crisi su vasta scala ed eventi imprevedibili che incidono sulla salute animale o delle piante sostenendo il miglioramento del benessere degli animali. In merito alla durata si evidenzia che il Piano nazionale ha inizio nel mese di gennaio e si conclude nel mese di dicembre di ogni anno. Alla luce del periodo di transizione tra il regolamento (UE) n. 652 del 2014 ed il regolamento (UE) n. 690 del 2021 la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di presentare contestualmente il piano del 2021 ed il piano del 2022. L'Italia ha quindi presentato nel 2021 il piano di sorveglianza e prevenzione per la PSA del 2021 e 2022 con una sezione dedicata alla eradicazione in Sardegna. La Commissione europea ha comunicato il nulla osta all'approvazione dei piani durante lo Standing Committee on Plants, Animals, Food and Feed (SCOPAFF) dello scorso mese di dicembre 2021. In ragione dell'insorgenza della PSA, verificatasi nel mese di gennaio 2022 nelle regioni Piemonte e Liguria, l'Italia dovrà integrare il Piano 2022 con una sezione dedicata all'eradicazione nelle suddette regioni in cui si è manifestata l'infezione. Il comma 3 dell'articolo 1 , come già sopra evidenziato, stabilisce che, ai fini della gestione, i Piani regionali sono adottati in conformità ai documenti adottati in materia di gestione del cinghiale e peste suina dai Ministeri della salute, delle politiche agricole alimentari e forestali e della transizione ecologica. A tal riguardo, è già stato inviato alle regioni e province autonome il documento recante « Gestione del cinghiale e peste suina africana Elementi essenziali per la redazione di un piano di gestione » con la nota prot. nr. 0009987-21/04/2021-DGSAF-MDS-P. Il comma 4, che, come innanzi evidenziato, prevede le modalità di adozione dei Piani regionali, dispone che gli stessi, in ragione dell'esigenza di adottare con urgenza sistemi di controllo della specie cinghiale finalizzati a ridurre i rischi sanitari ed il relativo impatto economico, non sono sottoposti a valutazione ambientale strategica e a valutazione di incidenza ambientale, fermo restando il rispetto della normativa dell'Unione europea . Il comma 5 prevede che le regioni e province autonome attuano i Piani avvalendosi delle guardie provinciali, dei coadiutori e dei soggetti abilitati alla caccia con metodi selettivi e che i prelievi all'interno delle aree protette sono attuati dal personale d'istituto e da coadiuvanti formati e abilitati, mentre la vigilanza sullo svolgimento delle operazioni di prelievo è esercitata dal Comando delle Unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri, nonché dall'azienda sanitaria locale (ASL) competente per territorio. Il comma 6 prevede che gli animali abbattuti nell'ambito delle azioni previste dal decreto e destinati al consumo alimentare sono sottoposti alle attività di ispezione e controllo igienico sanitario da parte del Servizio veterinario della ASL competente per territorio, mentre tutti i dati raccolti nell'ambito delle attività ispettive confluiscono nel sistema informativo veterinario (VETINFO) del Ministero della salute.