[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito degli artt. 1, 3, 4, 5, 6, 7, 9 e 10 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 13 dicembre 2001, n. 470 (Regolamento concernente criteri e modalità per la concessione e l'erogazione dei finanziamenti di cui all'articolo 81 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in materia di interventi in favore dei soggetti con handicap grave privi dell'assistenza dei familiari), promosso con ricorso della Provincia autonoma di Trento, notificato il 15 marzo 2002, depositato in cancelleria il 20 successivo ed iscritto al n. 9 del registro conflitti 2002. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica dell'8 marzo 2005 il Giudice relatore Franco Gallo; uditi l'avvocato Giandomenico Falcon per la Provincia autonoma di Trento e l'avvocato dello Stato Massimo Mari per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Con ricorso notificato il 15 marzo 2002 e depositato il 20 marzo 2002, la Provincia autonoma di Trento ha proposto conflitto di attribuzione – in relazione agli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 7, 9 e 10 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 13 dicembre 2001, n. 470 (Regolamento concernente criteri e modalità per la concessione e l'erogazione dei finanziamenti di cui all'articolo 81 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in materia di interventi in favore dei soggetti con handicap grave privi dell'assistenza dei familiari) – per l'accertamento della non spettanza allo Stato del potere di disciplinare con regolamento ministeriale i criteri e le modalità per la concessione e l'erogazione da parte della Provincia autonoma di Trento dei finanziamenti previsti dall'articolo 81 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)”, nonché del potere di disciplinare le modalità di verifica dell'attuazione delle attività svolte e le ipotesi di revoca di tali finanziamenti. Ha conseguentemente richiesto l'annullamento delle indicate disposizioni regolamentari, deducendo la violazione: a) dell'art. 8, numero 25, e dell'art. 9, numero 10, dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige; b) dell'art. 5, commi 2 e 3, della legge 30 novembre 1989, n. 386 (Norme per il coordinamento della finanza della regione Trentino-Alto Adige e delle province autonome di Trento e di Bolzano con la riforma tributaria); c) dell'art. 2, comma l, del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento); d) dell'art. 12, commi 1 e 2, del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 268 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di finanza regionale e provinciale); e) dell'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), in quanto estende alla Provincia autonoma le maggiori autonomie stabilite per le Regioni a statuto ordinario dal nuovo testo dell'art. 117, sesto comma, della Costituzione. La Provincia autonoma di Trento premette di essere dotata, ai sensi dello statuto speciale, sia di competenza legislativa in materia di assistenza e beneficenza pubblica (art. 8, numero 25) e di igiene e sanità (art. 9, numero 10), con le correlative potestà amministrative (art. 16); sia di autonomia finanziaria (titolo VI). In particolare, la ricorrente osserva che i commi 2 e 3 dell'articolo 5 della legge n. 386 del 1989 dispongono che i finanziamenti recati da disposizioni di legge statale, in cui sia previsto il riparto o l'utilizzo a favore delle Regioni, «sono assegnati alle Province autonome ed affluiscono al bilancio delle stesse per essere utilizzati, secondo normative provinciali, nell'ambito del corrispondente settore» e che «per l'assegnazione e per l'erogazione dei finanziamenti […] si prescinde da qualunque adempimento previsto dalle stesse leggi ad eccezione di quelli relativi all'individuazione dei parametri o delle quote di riparto». L'applicabilità di tale disciplina in ordine alle procedure ed alla destinazione dei fondi, «con riferimento alle leggi statali di intervento previste, anche se le stesse non sono espressamente richiamate», sarebbe confermata dal richiamo espresso operato dall'art. l2, commi 1 e 2, del d.lgs. n. 268 del 1992. La ricorrente rileva che il regolamento contenente le norme impugnate è stato emanato in attuazione dell'articolo 81 della legge n. 388 del 2000, secondo cui, per l'anno 2001, il Fondo nazionale per le politiche sociali è integrato da una determinata somma – non contestata dalla stessa ricorrente – destinata al finanziamento di un «programma di interventi svolti da associazioni di volontariato e da altri organismi senza scopo di lucro con comprovata esperienza nel settore dell'assistenza ai soggetti con handicap grave […], per la cura e l'assistenza di detti soggetti successiva alla perdita dei familiari che ad essi provvedevano». Sempre secondo la ricorrente, il citato articolo 81 prevede, al comma 2, che con decreto del Ministro per la solidarietà sociale siano emanate «le disposizioni per l'attuazione del presente articolo, con la definizione dei criteri e delle modalità per la concessione dei finanziamenti e per la relativa erogazione, nonché le modalità di verifica dell'attuazione delle attività svolte e le ipotesi di revoca dei finanziamenti concessi». L'articolo 158 della stessa legge n. 388 del 2000 conterrebbe, però, una esplicita norma di salvaguardia delle prerogative costituzionali della Provincia, disponendo che le disposizioni in essa contenute si applicano alle Province autonome compatibilmente con le norme dello statuto.