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il primo, il Governo di centrodestra, lo fece in dodici ore, questo partorisce una risposta dopo ben quarantacinque giorni di lotte intestine. Abbiamo avuto una reazione celere solo sui social network , ma di fatto molto deludente per come si è articolata e composta. Tuttavia non è deludente soltanto per questo, ma perché purtroppo risponde a una triste liturgia che è tipica della cattiva politica, lasciatemelo dire, cioè quella a cui stiamo stati abituati in questi anni dai Governi del PD. Ricordate il decreto-legge sull'IMU? Si doveva parlare di abolizione dell'IMU, poi quel provvedimento conteneva norme sulla cessione di Banca d'Italia ai privati, una cosa gravissima. Oggi quella polpetta avvelenata è costituita dal condono a Ischia e dalla preoccupante modifica della normativa sui fanghi. Con l'innalzamento dei limiti consentiti della prescrizione di idrocarburi si rischia infatti di trasformare i nostri campi in discariche a cielo aperto. Siamo quindi molto preoccupati per il made in Italy , per la salute, e temiamo anche di danneggiare l'immagine del nostro Paese derivante dalle eccellenze dei nostri prodotti. Abbiamo apprezzato l'impostazione di voler costituire un'agenzia nazionale per governare le grandi criticità del nostro Paese, sempre più spesso sotto attacco da parte di agenti atmosferici e mutazioni climatiche che ci impongono una riflessione seria che non ci faccia subire passivamente le criticità, rispondendo di volta in volta come se fosse la prima. Il dissesto idrogeologico e i problemi strutturali che abbiamo con tutte le costruzioni in cemento armato impongono una grande operazione di messa in sicurezza del nostro Paese. Ciò è fondamentale, insieme a una campagna adeguata di formazione all'educazione ambientale. Non bastano le circolari del ministro Toninelli alle amministrazioni comunali per un monitoraggio delle nostre strutture spesso fatiscenti. Quindi siamo certamente disponibili a collaborare, ma lasciateci essere molto preoccupati per come verranno affrontati questi grandi temi, che sono i problemi della nostra contemporaneità, di oggi. Inoltre, dopo il crollo del ponte Morandi, una delle bandiere della ricostruzione italiana, uno dei simboli del boom economico, noi, come credo tanti in quest'Aula, avremo difficoltà a spiegare che fine ha fatto la revoca delle concessioni alla società Autostrade per l'Italia SpA. Abbiamo difficoltà, dopo il furto autorizzato contro gli italiani, a spiegare perché non si parla di questo dopo tanti proclami. Avete tolto la concessione a chi incassa miliardi, ma non è capace di fare manutenzione e ha fatto morire vittime innocenti? L'avete tolta o no? Non si è capito. L'abbiamo visto? Non l'avete tolta. Voteremo, dunque, a favore del provvedimento per amore di Patria, ma siamo molto arrabbiati e delusi per come lo avete composto (Applausi dal Gruppo FdI) . RENZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RENZI (PD) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, voteremo contro il decreto-legge in esame per scelta della maggioranza. Quando in un Paese ci sono eventi drammatici come quello del ponte di Genova, le alternative che un Governo ha sono due. La prima è quella di chiedere all'opposizione un patto e di fare con essa un accordo. La seconda è invece quella di fare dell'opposizione l'alibi delle proprie incapacità. Voi, colleghi della maggioranza, nelle ore immediatamente successive alla tragedia del ponte Morandi avete invaso le televisioni, a cominciare dal collegamento audio del ministro Toninelli dalla località di vacanza al TG1 delle ore 13,30, e avete attribuito la responsabilità agli avversari politici, indicando due fatti precisi. Il primo è la concessione autostradale; il secondo è rappresentato dai soldi di Autostrade per l'Italia ai partiti. Lo ha spiegato molto bene il vice presidente Di Maio: il Governo precedente di notte si è riunito e in Parlamento ha dato la concessione a Autostrade per l'Italia. Come spesso accade, il ministro Di Maio ha sbagliato qualcosa. Non era di notte, ma era di giorno e - soprattutto - non era "il" Governo precedente, bensì "un" Governo precedente: il Governo che nel 2008 volle attribuire la concessione ad Autostrade per l'Italia. All'onorevole Di Maio sarebbe bastato girarsi alla sua sinistra, al tavolo del Consiglio dei ministri, e chiedere all'altro vice presidente e collega Matteo Salvini il perché di quella scelta. Già, lo dico perché rimanga agli atti del Senato: la concessione autostradale è stata votata non dal PD, che ha fatto ostruzionismo contro quell'atto, ma dalla destra e da un giovane deputato, allora membro della Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni, che si chiama Matteo Salvini. (Applausi dal Gruppo PD) . Di Maio chieda spiegazioni a lui, se lo faccia spiegare se è in grado di capirlo! Il secondo punto riguarda i soldi di Autostrade per l'Italia. Quella mattina ho chiesto a Misiani e Bonifazi (che peraltro sono due senatori) se il Partito Democratico avesse ricevuto dei denari da Autostrade nel corso della sua esperienza, quindi anche con le segreterie precedenti. Entrambi mi hanno spiegato: guarda, Matteo, è incomprensibile il motivo per cui Di Maio ci sta attaccando, perché non abbiamo preso una lira. Allora ho chiesto: Ma, allora, forse la Leopolda, le associazioni, qualcuno di noi avrà preso dei fondi da Autostrade? Mi è stato risposto, il giorno dopo, dalla stampa libera e indipendente, che va ringraziata, che i soldi di Autostrade per l'Italia erano andati alla Lega Nord per l'indipendenza della Padania e non al PD. (Applausi dal Gruppo PD) . La strategia di buttare fango addosso agli avversari non funziona e non avrebbe dovuto essere fatta di fronte a 43 morti. Avete scelto la strada della demagogia. Dopo tredici minuti dalla messa funebre, durante il lutto nazionale, l'indecoroso portavoce del Presidente del Consiglio dei ministri, Rocco Casalino, inviava un testo a tutti i giornalisti, invitando a valorizzare i fischi rivolti ai senatori del PD. (Applausi dal Gruppo PD) . Il giorno del lutto nazionale il super pagato portavoce del premier cercava di dividere la comunità nazionale. Avete creato le condizioni per votare contro, con le vostre frasi demagogiche e assurde. Resterà agli atti del Senato il fatto che il senatore Toninelli, Ministro, fortunatamente pro tempore, della Repubblica, di fronte all'offerta di un grande genovese, quale Renzo Piano, di un progetto di ponte in acciaio per Genova, lo ha giudicato negativo. (Applausi dal Gruppo PD) . Se non fosse una tragedia, oggi qui tutti ci metteremmo a ridere. Colleghi, risentitelo: Danilo Toninelli ha detto no a un progetto di Renzo Piano. Danilo Toninelli! (Applausi dal Gruppo PD) . Il Vice Presidente del Consiglio dei ministri ha detto: non voglio che sia Autostrade a ricostruire il ponte, bensì un'azienda pubblica. Ha individuato Fincantieri.