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Le imprese che avviano un'attività nelle aree depresse di cui all'articolo 1 nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2024 nei settori di cui all'articolo 3 possono fruire, nei limiti delle risorse disponibili, delle seguenti agevolazioni: a) applicazione dell'imposta sul reddito delle società con aliquota del 15 per cento per i primi cinque periodi d'imposta; b) esenzione dall'imposta regionale sulle attività produttive per i primi cinque periodi d'imposta; c) esenzione dall'imposta municipale unica e dalla tassa sui rifiuti per i primi cinque anni per gli immobili posseduti dall'impresa e destinati all'esercizio dell'attività; d) riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente a carico del datore di lavoro nella misura del 50 per cento per i primi cinque anni. 2. Le imprese di cui al comma 1 sono ammesse a fruire dei benefìci ivi indicati a condizione che ricorrano tutte le seguenti condizioni: a) assunzione di almeno venti lavoratori, garantendo il rispetto delle prescrizioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro e delle norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori previste dalle vigenti disposizioni. Nella quota dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato deve essere prevista una quota di lavoratori svantaggiati, con particolare riferimento ai lavoratori di età non inferiore a cinquanta anni, disoccupati da oltre dodici mesi, e ai soggetti beneficiari di reddito di cittadinanza. I lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale sono computati nella base occupazionale in misura proporzionale alle ore di lavoro prestate rispetto a quelle previste dal contratto collettivo nazionale. Non sono computati come dipendenti coloro che fanno parte dell'organo di amministrazione dell'impresa o che sono congiunti da parentela o affinità con l'amministratore, il presidente o i soci dell'impresa; b) reclutamento di almeno il 50 per cento del personale nell'ambito della provincia o della città metropolitana in cui ha sede l'unità produttiva, assumendo almeno il 30 per cento del personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato. c) mantenimento dell'attività nell'area depressa per almeno dieci anni, pena la revoca retroattiva dei benefìci concessi e goduti; d) nomina di almeno un amministratore dell'impresa residente nella provincia o nella città metropolitana nel cui territorio ha sede l'unità produttiva; e) investimenti in immobilizzazioni materiali un importo minimo di 100.000 euro entro due anni dall'inizio dell'operatività; f) percentuale di partecipazione di società estera per un massimo del 51 per cento del capitale. 3. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono individuati i casi di esclusione, le procedure di concessione e di utilizzo dell'agevolazione, la documentazione richiesta, l'effettuazione dei controlli, nonché la definizione di criteri di priorità per la gestione delle pratiche amministrative effettuate dalle imprese destinatarie delle agevolazioni di cui al presente articolo. Art. 3. (Attività imprenditoriali agevolate) 1. Sono ammesse ai benefìci fiscali di cui all'articolo 2 le attività imprenditoriali di seguito indicate: a) tecnologie innovative, elettronica, informatica, robotica e automazione; b) ricerca per innovazione e sviluppo, transizione ecologica, salvaguardia e gestione dell'ambiente; c) servizi per le imprese e le persone; d) produzione e commercio all'ingrosso nel settore farmaceutico; e) formazione, sicurezza, editoria e trasporti; f) industrie alimentari; g) attività dei servizi di alloggio e di ristorazione. 2. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy sono individuate eventuali ulteriori attività imprenditoriali ammesse ai benefìci di cui all'articolo 3 e sono stabiliti limiti o condizioni riguardanti le attività medesime, al fine di garantirne la complementarità e la diversificazione delle nuove iniziative imprenditoriali rispetto alle imprese locali esistenti. Le agevolazioni non si applicano in ogni caso alle imprese operanti nei settori: a) petrolchimico e petrolifero, siderurgico, carbonifero, o che abbiano emissioni inquinanti significative; b) del trattamento di rifiuti pericolosi o provenienti da aree esterne alla perimetrazione dei siti di interesse nazionale o regionale per le bonifiche e per quelle imprese che utilizzano metodiche di incenerimento di qualsiasi tipologia, come definite dalla direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 novembre 2010. Art. 4. (Verifica periodica) 1. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy sono individuati i criteri e le modalità per la verifica dell'efficacia degli interventi adottati in attuazione della presente legge, con particolare riferimento ai seguenti indicatori predefiniti: a) numero delle imprese insediate; b) occupazione creata; c) volume d'affari; d) entità a consuntivo dei benefìci fruiti. Art. 5. (Distretti industriali e poli di alta formazione) 1. A seguito delle verifiche effettuate ai sensi dell'articolo 4, con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , previa acquisizione dell'intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono individuati i criteri e le modalità per la creazione di distretti industriali nelle aree depresse di cui all'articolo 1, anche associati a poli di alta formazione terziaria, nonché per il finanziamento di progetti innovativi nelle medesime aree. Art. 6. (Copertura finanziaria) 1. Per le finalità di cui alla presente legge è autorizzata la spesa di 194,5 milioni di euro per l'anno 2023, di 167,7 milioni di euro per l'anno 2024, di 141,7 milioni di euro per l'anno 2025, di 50 milioni di euro per l'anno 2026 e di 60 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028. 2. Agli oneri di cui al presente articolo si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.