[resaula]

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.13 (testo 2), presentato dalla senatrice Granato e da altri senatori. (Segue la votazione) . (Il senatore Pesco fa cenno di voler intervenire) . Annullo la votazione. PESCO (M5S) . Signor Presidente, il parere della Commissione bilancio è non ostativo su tutti i restanti emendamenti, fatta eccezione per le proposte 4.42, 4.0.1, altri e anche sull'emendamento 4.13 (testo 2). Forse c'è un refuso e chiedo gentilmente ai funzionari di verificare. PRESIDENTE . Noi non abbiamo un parere contrario; risulta un parere non ostativo sul testo 2. Il parere è non ostativo su vari emendamenti, tra cui l'emendamento 4.13 (testo 2). Vi è la sua firma, nella seconda pagina. PESCO (M5S) . Sì, scusate. MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, visto che il relatore ha dato parere favorevole, oltre che sull'emendamento 4.13 (testo 2), anche sugli emendamenti 4.15 (testo 2) e 4.17, vorrei suggerire al relatore di proporre ai proponenti dell'emendamento di togliere le parole: «e delle Province autonome», recependo così entrambi i suoi pareri. L'emendamento 4.13 (testo 2) resta così, tranne per quanto riguarda la soppressione delle parole: «e delle Province autonome», come richiesto dagli emendamenti 4.15 (testo 2) e 4.17. PRESIDENTE . Sono d'accordo. I relatori e il rappresentante del Governo esprimono parere favorevole sull'emendamento 4.13 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.13 (testo 3), presentato dalla senatrice Granato e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamento 4.12, 4.18, 4.19 e 4.20 e assorbiti gli emendamenti 4.800, 4.16, 4.15 (testo 2) e 4.17 L'emendamento 4.14 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.21 (testo 2), presentato dal senatore Castaldi. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.22, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.23, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Sull'emendamento 4.530 c'è un invito al ritiro. PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, il parere è stato rivisto perché è puramente ordinamentale e, quindi, è di nulla osta. PRESIDENTE. Invito pertanto il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento 4.530. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, chiedo di aggiungere la firma, insieme al senatore Arrigoni. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.530, presentato dalla senatrice Moronese e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.24 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.25, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.26, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.27. MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, avevo preannunciato che sarei intervenuto sull'emendamento 4.27. Trovo di una gravità assoluta il comma 3 dell'articolo 4, che afferma anzitutto che i commissari straordinari possono essere abilitati ad assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante. Ciò, a mio avviso, è già sbagliato, perché i commissari straordinari dovrebbero essere coloro i quali fanno andare spedite le opere, ma non necessariamente facendo anche loro gli appalti. Inoltre, nel comma è scritto che possono appaltare le opere in deroga alle leggi vigenti: questo francamente mi pare una forzatura estrema. Intendiamoci, è quello che è accaduto per Genova, ma quella era un'emergenza assoluta e alla fine abbiamo tutti condiviso che non si potessero aspettare i tempi normali di una procedura di gara. Non si può pensare che questo istituto divenga utilizzabile in maniera indiscriminata, perché, lo ripeto, il provvedimento non precisa quali siano le opere su cui applicare l'istituto. Se si dice che il commissario può di fatto assegnare il lavoro a chi vuole, perché questo significa operare in deroga alle leggi sui contratti pubblici, facciamo un'enormità altro che criminogena, un'enormità della quale temo dovremo pentirci tutti come sistema Paese, cadendo peraltro anche in una contraddizione palese. Se infatti le modifiche che state apportando al codice con il provvedimento sblocca cantieri al nostro esame sono positive, funzionano e snelliscono le procedure, perché mai è necessario che il commissario possa operare in deroga alle stesse leggi che adesso voi dite che sono buone, efficaci ed efficienti? Fate una legge e poi, contemporaneamente, dite che il commissario però può andare avanti senza utilizzarla e senza applicarla, in deroga, di fatto scegliendo intuitu personae, l'impresa che deve fare i lavori. Questo, in teoria, su 100, 1.000, 2.000 o 3.000 opere, perché non ci sono né un tetto, né un criterio stringente, e senza che ci sia alcuna precisazione di come si debba operare. Francamente, quando ne ho parlato la prima volta in Commissione, ero convinto che di fronte a queste argomentazioni fossero tutti d'accordo; è infatti così evidente che si tratta di una stortura devastante - utilizzo ancora una volta questo termine - e mi aspettavo saggezza da parte del Governo e dei relatori. Non riesco a comprendere come si possa andare avanti su una questione che può avere effetti disastrosi sul nostro sistema, sulla trasparenza, sull'onestà e, alla fine, sulla stessa qualità delle opere che si vanno a realizzare.