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non si conosce ancora il bilancio effettivo dei danni provocati, che vanno però a sommarsi agli oltre 15 milioni di euro di danni provocati dal maltempo dall'inizio del 2018, secondo le stime fornite dalla Coldiretti Lombardia; gli ultimi eventi atmosferici confermano i rischi connessi ai cambiamenti climatici e stagionali e le conseguenti ricadute sull'agricoltura, anche in termini di perdita significativa dei raccolti; considerato che: in questo quadro è evidente che le conseguenze finanziarie per i bilanci degli enti locali saranno pesanti, dovendo essi affrontare una serie di spese non programmate; il verificarsi di condizioni meteorologiche avverse tende, da alcuni anni, a essere talmente frequente da esigere maggiori spazi di azione per le Regioni e gli enti locali, i quali dovrebbero essere posti nelle condizioni di liberare le necessarie risorse dai limiti del patto di stabilità affinché possano essere utilizzate per mettere in sicurezza i terreni agricoli; inoltre è fondamentale semplificare le procedure che coinvolgono le Regioni e i Comuni nella gestione degli interventi di ripristino del territorio; in un momento di crisi perdurante, fenomeni di questo tipo finiscono con l'aggravare ulteriormente le condizioni del comparto agricolo e di tutta la filiera agroalimentare e pertanto è assolutamente indispensabile un impegno concreto delle istituzioni per garantire ai produttori agricoli e zootecnici il massimo sostegno nell'affrontare le situazioni di criticità ed emergenza; il 17 luglio 2018 in Consiglio regionale della Lombardia è stata presentata sulla vicenda una mozione urgente a prima firma delle consigliere di Fratelli d'Italia e Lega, Barbara Mazzali e Alessandra Cappellari, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di attivarsi tempestivamente per valutare la sussistenza dei presupposti per la dichiarazione dello stato di calamità naturale per i comuni colpiti; se e quali iniziative di competenza intenda adottare in favore degli operatori del comparto agricolo e zootecnico duramente colpiti dall'intenso e straordinario fenomeno meteorologico. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00365 MINUTO Al Ministro della difesa Premesso che: da articoli di stampa del 18 giugno 2018, pubblicati ad esempio su "La Nuova Sardegna" e "Cronache Tarantine", è emerso che dal mese di settembre, 700 allievi verranno trasferiti dalle scuole sottufficiali di Taranto alle scuole militari di La Maddalena divisi in 4 incorporamenti annui da 160-180 giovani, tra Marina militare e Capitaneria di porto, appartenenti alle categorie di nocchieri, nocchieri di porto e tecnici di macchine; risulterebbe esserci la sottoscrizione di un accordo, presumibilmente tra Ministero della difesa ed ente locale; non si hanno, invece, notizie di accordi con la Regione Puglia e tanto meno con la Provincia e il Comune di Taranto; il trasferimento recherebbe un danno all'immagine e avrebbe una forte ricaduta negativa sull'economia locale della città di Taranto (operatori culturali, commercianti, albergatori, tassisti, ristoratori, eccetera), le cui competenze in campo militare sono da sempre note, e creerebbe notevoli disagi alle famiglie dei 700 allievi, prevalentemente meridionali, sia per le difficoltà a raggiungere la Sardegna in occasione dei giuramenti, sia sotto il profilo economico; risale a circa 4 anni fa la decisione di trasferire i corsi dei volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) dall'allora "Maricentro" Taranto a "Mariscuola", al fine di razionalizzare le risorse economiche ed umane; la città di Taranto è dotata di modernissime strutture militari, sempre efficienti, con campus universitario sviluppato su di un'area di 32 ettari, con 41 edifici, 8 chilometri quadrati di aree verdi, 24 chilometri quadrati tra viali, piazzali e altre aree disponibili, oltre a 5,7 chilometri quadrati occupati dagli edifici per la didattica, con 66 aule, 34 laboratori attrezzati e un'aula magna da 534 posti; inoltre, il comprensorio ex Maricentro potrebbe ospitare ampiamente i 700 allievi distribuiti in 4 corsi, qualora le scuole sottufficiali di Taranto non fossero abbastanza capienti a causa di un aumento dovuto a qualche eventuale decina di militari stranieri; giova evidenziare che, fino a circa 15 anni fa, quando fu abolita la leva obbligatoria, ogni mese venivano arruolati oltre 1.200 militari presso il Maricentro; una maggiore presenza di militari sull'isola de La Maddalena comporta la dislocazione di qualche decina di militari in servizio permanente e delle rispettive famiglie e tale possibilità sta creando forte preoccupazione per il personale della Marina; a parere dell'interrogante, sarebbe auspicabile che il Ministero assumesse iniziative finalizzate anche alla ristrutturazione e all'utilizzo di caserme come l'ex Maricentro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo confermi la decisione del trasferimento di 700 allievi dalle scuole sottufficiali di Taranto a La Maddalena; per quali motivi manchi un accordo con Regione Puglia e enti locali; se sia in previsione l'ampliamento delle tabelle organiche del personale in servizio permanente, non dirigente, nei prossimi 12 mesi sull'isola de La Maddalena, e di quali categorie e grado; se intenda riconsiderare tale trasferimento, deciso dal Governo allora in carica, tenuto conto del danno economico che potrebbe portare sulla città pugliese e sulla popolazione: cittadini che per oltre 130 anni hanno ospitato la forza armata nel pieno centro della città, e che oggi con l'eventuale trasferimento dei 700 VFP1 si vedrebbero fortemente danneggiati. Atto n. 4-00366 IANNONE ZAFFINI Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Premesso che: in data 6 luglio 2018, il giornale on line "Digital day" ha riportato la notizia che a margine della prossima festa del Cinema, prevista a Roma dal 19 al 28 ottobre, dovrebbe svolgersi una nuova iniziativa denominata "VideoCittà", una sorta di "fuorisalone" che dovrebbe organizzare in tutta la città una serie di eventi relativi al mondo dell'audiovisivo; stando al giornale «L'iniziativa è riconducibile chiaramente a Francesco Rutelli che ne risulta il promotore in prima persona; ma Rutelli, non si può dimenticarlo, è anche e soprattutto presidente di Anica, l'Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali aderente a Confindustria. È evidente come, nella posizione di presidente di Anica, sia ben più facile riuscire a far nascere e crescere un'iniziativa che, però, nella sostanza resta confinata nell'alveo del patrimonio personale di Francesco Rutelli»; il marchio VideoCittà è di proprietà di "Esperienza Italiana - Italian Experience srl", società interamente posseduta da Francesco Rutelli, che ne è anche amministratore unico, ma tale società non è quella che organizza operativamente l'evento, affidato, invece, a un'ulteriore società, denominata "Videocittà srl", controllata al 20 per cento da Anica Servizi e all'80 per cento dalla stessa Esperienza Italiana;