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Disposizioni in materia di diritto alla mobilità, riforma delle procedure di assegnazione del servizio di trasporto pubblico locale e assetto del gruppo delle Ferrovie dello Stato. Onorevoli Senatori. -- Il trasporto pubblico locale (TPL) è da molto tempo una grande e insoluta questione nazionale. È questione sociale che riguarda la vita di vari milioni di cittadini, questione economica che influenza la condizione di milioni di famiglie nonché le prestazioni di un numero enorme di imprese e di servizi della pubblica amministrazione. Il problema consiste essenzialmente nel fatto che l'attuale sistema del TPL offre servizi che, per quantità e qualità, sono sottodimensionati rispetto ai bisogni sociali, economici e culturali di un grande e moderno paese. Non vanno sottaciute nemmeno le inefficienze e le disparità territoriali che non riguardano solo Nord e Sud ma anche territori di una stessa regione, in tutto il paese; sono disparità che a ben vedere si riflettono sulla reale esigibilità del diritto di uguaglianza tra le persone. Le considerazioni appena svolte assumono un significato più manifesto alla luce delle seguenti evidenze numeriche. Nel 2010 dire TPL significa: 116.500 addetti, due miliardi di chilometri di servizio effettuato, 5.4 miliardi di passeggeri trasportati e 10 miliardi di fatturato. Si tratta di una magnitudine che impressiona e che offre la dimensione di quanto l'intervento riformatore sia urgente, per un verso, e possa modificare la vita di cittadini, imprese e servizi pubblici dall'altro. Il presente disegno di legge si prefigge in primo luogo di promuovere e rendere uguale su tutto il territorio nazionale, il diritto della persona alla mobilità statuendo che l'esigibilità del diritto è essenziale per la crescita civile, economica e culturale dell'individuo e della Nazione. Dentro tale contesto il disegno di legge si propone anche di promuovere la nascita di una moderna industria del TPL. Per le finalità appena indicate lo Stato istituisce il Fondo della mobilità integrata (FMI) che viene ripartito fra le regioni per assicurare a tutte le persone i livelli essenziali di mobilità (LEM) ricorrendo alla buona prassi di costi standard differenziati in relazione alle caratteristiche orografiche e di densità demografica dei territori. Le regioni impiegano le risorse del FMI assicurando il diritto alla mobilità anche alle persone diversamente abili. Lo Stato aumenta del 10 per cento l'assegnazione di ciascuna regione, e si assume l'obbligo di garantirgliela per un intero decennio prorogabile di ulteriori tre anni, se questa assegna il servizio di TPL in concessione ricorrendo a procedure concorsuali e di evidenza pubblica che riguardino gestioni totalmente integrate di gomma, ferro e acqua, svolte da un soggetto unico avente la natura di società per azioni. Il regime delle concessioni così disciplinato produce fra gli altri i seguenti effetti: a) consente a parità di impiego di risorse pubbliche di aumentare la quantità e la qualità dei servizi prodotti ed offerti. Detta in altri termini si tratta di una consistente e qualificata azione di spending review . La totale integrazione modale di una concessione assegnata per dieci anni consente una riduzione media annua dei costi di produzione del servizio stimabile intorno al 10 per cento; b) pone le condizioni e promuove la nascita di una industria nazionale del TPL andando oltre la presente condizione di inefficienza, frammentazione e nanismo; c) tutela i lavoratori del TPL accompagnandoli nella fase evolutiva del sistema. Il processo di modernizzazione del TPL è accompagnato da una più accentuata funzione dell'Autorità di regolazione del trasporto che interviene nella identificazione dei costi standard , delle quantità di servizio effettivamente prodotte ed erogate all'atto dell'avvio della presente riforma, nella valutazione della congruità della dotazione di infrastrutture, personale e beni strumentali della Società rete ferroviaria italiana (RFI). RFI viene qui scissa dal gruppo Ferrovie dello Stato. Scopo della separazione è fare in modo che la rete nazionale dell'infrastruttura ferroviaria sia sino in fondo neutrale rispetto ai suoi utilizzatori, ciò allo scopo di permettere che le gare per l'assegnazione delle concessioni di TPL non siano influenzate dal conflitto di interessi che invece ci sarebbe tra la società del Gruppo FS che produce servizio e quella del medesimo Gruppo che è proprietaria della rete e la gestisce. Permanendo tale conflitto le gare non sarebbero attendibili e le finalità della disciplina riformatrice e modernizzatrice qui proposta non potrebbero essere perseguite.. I DISPOSIZIONI GENERALI 1 (Finalità) 1 La Repubblica promuove le condizioni che rendono effettivo, ed uguale su tutto il territorio nazionale, il diritto della persona alla mobilità con lo scopo di consentire le migliori opportunità di crescita civile, economica e culturale dell'individuo e della Nazione. 2 La Repubblica, con le disposizioni della presente legge, promuove altresì lo sviluppo di una competitiva industria della produzione dei servizi di trasporto pubblico locale (TPL). 3 Stato, regioni, città metropolitane e comuni collaborano per le finalità di cui ai commi 1 e 2. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intende per: a ATOMO : ambito territoriale ottimale della mobilità entro il quale sono massimizzati efficacia, efficienza ed economicità della produzione e della fruizione dei servizi di trasporto pubblico locale delle persone; b Autorità : l'Autorità di regolazione del trasporto istituita ai sensi dell’articolo 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e successive modificazioni; c Contratto di servizio : atto convenzionale con il quale la regione disciplina quantità, qualità e modalità di produzione ed erogazione al pubblico dei servizi di TPL da parte del concessionario in cambio del corrispettivo; d Corrispettivo: il compenso dovuto annualmente dalla regione al concessionario del servizio di TPL per la produzione e l’erogazione al pubblico del servizio; e Costo standard: l'importo, per chilometro o miglio marino di servizio TPL prodotto ed erogato al pubblico, con il quale lo Stato ripartisce il Fondo della mobilità integrata, di cui all’articolo 3, tra le regioni in base alla quantità di servizio effettivamente prodotta ed erogata in ciascuna regione nel corso di un anno. L'importo del costo standard per chilometro o miglio marino di servizio, a parità di condizioni orografiche e densità demografica, è unico per tutto il territorio nazionale; f Integrazione tariffaria (IT): modalità gestionale della emissione ed utilizzazione di un unico titolo di viaggio che consente all'utente del TPL di raggiungere una destinazione utilizzando più vettori anche di più mezzi di trasporto; g Livelli essenziali della mobilità : la quantità e la qualità minima dei servizi di TPL da assicurare uniformemente su tutto il territorio nazionale, garantiti dallo Stato con la ripartizione del FMI fra le regioni; h Livello minimo quantitativo e qualitativo dei servizi (LMS): che il soggetto assegnatario di una concessione ai sensi dell’articolo 5 è tenuto a produrre e ad erogare. Il LMS non può essere inferiore al LEM; i RFI : la società Rete ferroviaria italiana SpA del gruppo Ferrovie dello Stato; j TFR : trattamento di fine rapporto del lavoratore dipendente;