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Tutti hanno applaudito il discorso del presidente Mattarella quando ha richiamato al rispetto delle prerogative del Parlamento e, tra coloro che applaudivano, ci sono gli stessi parlamentari che oggi rinunciano alla discussione generale e che nelle scorse settimane hanno applaudito parimenti ai rappresentanti dei Gruppi che invitavano a consegnare l'intervento in dichiarazione di voto. Se non siamo innanzitutto noi a essere coerenti con il ruolo che il popolo ci ha affidato, eleggendoci quali loro rappresentanti, da chi vogliamo che venga fatta rispettare la nostra alta funzione di rappresentanza della Nazione? Bisogna invocare il rispetto per il Parlamento, certamente, ma il rispetto nessuno ce lo può dare se non siamo capaci innanzitutto noi. Si continua con il metodo della decretazione d'urgenza, in molti casi creativa. Stiamo ad assistere, senza che le Commissioni possano svolgere fino in fondo il loro ruolo. Si continua in un monocameralismo di fatto, che mortifica, a targhe alterne, un ramo o l'altro del Parlamento. E non si capisce per quale motivo non si dà la facoltà ai parlamentari nell'esercizio delle proprie funzioni di svolgere questo ruolo fino in fondo. Noi capiamo bene che siamo al cospetto di un Governo che è un gigante dai piedi d'argilla. Lo certifica il fatto che sul milleproroghe, in Commissione alla Camera, il Governo è stato battuto quattro volte. Lo certifica il fatto che la scorsa settimana, qui in Aula, il Governo è stato battuto tre volte con un livello di confusione continua. Noi di Fratelli d'Italia, con il nostro leader Giorgia Meloni, avevamo detto che non è possibile dar vita a esperienze di Governo in cui si mettono insieme le mele con le pere. Quando si arriva a dover scegliere e decidere secondo degli orientamenti ideali e delle convinzioni concrete, questo è il risultato: un conflitto continuo, che la nostra Nazione paga attraverso la mortificazione del ruolo del Parlamento. Non è possibile, poi, vedere il Presidente del Consiglio che si irrita e richiama tutti dalla libera uscita. Se il metodo Draghi dell'ultimo anno di Governo dovesse essere quello della minaccia permanente delle dimissioni nel cassetto, allora - carissimi colleghi - il consiglio è che, se c'è tanta fretta di andare a casa il giovedì, sarebbe stato molto meglio tornare al voto. Gli italiani vi avrebbero accontentato in maniera molto lieta. (Applausi) . Ad ogni buon conto, giusto per rivendicare qualche risultato che la dice lunga sul nostro modo di intendere la funzione di opposizione, anche in questo provvedimento Fratelli d'Italia ha portato molte proposte. Alcune delle proposte della maggioranza, peraltro, sono proposte che ci avete bocciato su altri provvedimenti, a dimostrazione che siete anche capaci di sottrarre con poca destrezza quello che è il lavoro compiuto dagli altri. Ci piace sottolineare il risultato che abbiamo ottenuto con l'approvazione di un emendamento che ha innalzato il tetto dell'utilizzo del contante da 1.000 a 2.000 euro. Si tratta dell'unica misura che darà un po' di ossigeno e la possibilità di rilanciare un po' i consumi; quei consumi che avete distrutto attraverso la scelta scellerata dell'utilizzo del green pass , una misura che è servita assolutamente a nulla, soltanto a limitare le libertà individuali. Non ha avuto alcun effetto concreto dal punto di vista sanitario, ma è stata devastante dal punto di vista economico. In conclusione - siamo già alla conclusione della discussione, nonostante siamo all'inizio dei lavori della mattinata - ognuno vive nel proprio mondo, ma ci sembra che il mondo non viva in ognuno di noi. Quindi, se avete l'occasione, in questo ultimo anno, dimostrate, con un guizzo di dignità e di orgoglio, che il Parlamento non è il passacarte del Governo. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. (Commenti) . D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2536... (Commenti) . PRESIDENTE. L'ululato non appartiene alle forme di comunicazione del Senato della Repubblica. Si può esprimere il dissenso in maniera più civile. Prego, signor Ministro. D'INCA' , ministro per i rapporti con il Parlamento . ...di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 228, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. Poiché la Conferenza dei Capigruppo ha così stabilito, possiamo procedere direttamente al voto dell'articolo unico. Passiamo dunque alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2536, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghe e colleghi, è difficile oggi intervenire in Aula su un provvedimento così importante, dopo quello che è accaduto questa notte, con le parole importanti e unitarie che sono state dette questa mattina in Senato sulla guerra in Ucraina. Ci troviamo davvero a discutere e ad approvare in quest'Aula un provvedimento che ormai è diventato parte integrante della stessa nostra attività parlamentare. Mi preme soffermarmi qualche momento su una questione preliminare, che però attiene al nostro ordinamento nel suo complesso Già dal nome che viene tradizionalmente attribuito al provvedimento che siamo chiamati a esaminare oggi ("decreto milleproroghe") emerge la vastità e l'ampiezza degli argomenti che vengono toccati. Il decreto milleproroghe è uno strumento che nasce dalla necessità di porre parziale rimedio a quell'instabilità e a quell'incertezza che sono intrinseche nel nostro ordinamento. Mi pare evidente che un simile strumento, che dovrebbe servire come extrema ratio e in via eccezionale, sia da anni utilizzato in maniera sistematica, lasciando peraltro inalterati quei problemi che attanagliano da troppo tempo il nostro sistema sotto il profilo istituzionale e soprattutto legislativo.