[pronunce]

A tacer del fatto che, dal 1 aprile 2000, la gestione pensionistica del personale delle Ferrovie dello Stato è stata affidata all'I.N.P.S., presso il quale ente è istituito un apposito Fondo, con contestuale soppressione di quello istituito con legge n. 418 del 1908 (art. 43 della legge n. 488 del 1999), l'argomento addotto dal giudice a quo pretermettendo, ancora una volta, la dovuta considerazione della ratio della norma censurata, non tiene adeguatamente conto del fatto che come rilevato, del resto, dalla stessa giurisprudenza ordinaria non può essere certo la diversità dell'onere contributivo per le imprese e finanziario per gli istituti previdenziali, risultante dal menzionato comma 10 dell'art. 13, a costituire, di per sé, un elemento interpretativo per escludere la spettanza del beneficio stesso anche in favore di lavoratori iscritti a gestioni previdenziali diverse dall'I.N.P.S.. 8. - Alla luce delle motivazioni che precedono, la disposizione denunciata si presta, dunque, ad essere interpretata in modo diverso da quello prospettato dal rimettente, consentendo in particolare di ricomprendere nel previsto beneficio previdenziale anche i lavoratori delle Ferrovie dello Stato, beninteso, in presenza dei richiesti presupposti, attinenti, segnatamente, all'esposizione ultradecennale all'amianto, alla soggezione all'assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall'esposizione all'amianto e al rischio morbigeno, secondo quanto innanzi già evidenziato. Donde l'insussistenza del prospettato vulnus all'art. 3 della Costituzione.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257 (Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto), come modificato dall'art. 1, comma 1, del decreto-legge 5 giugno 1993, n. 169 (Disposizioni urgenti per i lavoratori del settore dell'amianto), convertito, con modificazioni, nella legge 4 agosto 1993, n. 271, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale di Treviso, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 aprile 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Vari Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 22 aprile 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola