[resaula]

le modifiche introdotte dall'articolo 1, comma 792, della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio per il 2019) relative al nuovo concorso a cattedra e all'abbandono della formazione iniziale universitaria, unite al venire meno delle risorse per il risarcimento relativo all'abuso dei contratti a termine di cui all'articolo 1, comma 132 della legge n. 107 del 2015, recante "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti" e del limite ai contratti a termine di cui all'articolo 4- bis del decreto-legge n. 87 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2018, recante "Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese", richiedono una semplificazione urgente delle procedure di reclutamento del personale docente in possesso di abilitazione con l'utilizzo appieno del doppio canale di reclutamento, attraverso l'inserimento di suddetto personale nelle graduatorie ad esaurimento; la frammentazione delle graduatorie in: graduatorie ad esaurimento, graduatorie di merito, graduatorie d'istituto (I, II, III fascia), graduatorie docenti infanzia, graduatorie personale ATA d'istituto (I, II, III fascia), graduatorie ATA provinciali permanenti ed elenchi provinciali ad esaurimento, rischia con tutta evidenza di generare confusione e conflitti tra gli stessi insegnanti; i diplomati del conservatorio (Afam) che hanno conseguito il titolo conclusivo degli studi secondo l'ordinamento previgente alla legge n. 508 del 1999, sono stati collocati nelle graduatorie di istituto di terza fascia, anziché in quelle di seconda. I giudici di merito hanno considerato discriminatorio e illegittimo l'operato del Ministero dell'istruzione e hanno pertanto riconosciuto valore abilitante al diploma di conservatorio di vecchio ordinamento; diplomati, abilitati all'insegnamento, un tempo considerati a tutti gli effetti maestre e maestri, dall'anno prossimo, se non supereranno il "concorsone" oppure non avranno la possibilità di partecipare al concorso riservato, appositamente indetto per loro dal Ministero dell'istruzione, dovranno rinunciare alla loro carriera e ad anni di precariato; il sistema delle graduatorie così come frammentato all'interno del mondo scolastico ha comportato soprattutto negli ultimi anni una mole di "precariato", che potrebbe essere superata soltanto con la semplificazione del sistema di esaurimento delle graduatorie attraverso un programma di assunzioni, attraverso una fase transitoria aperta a tutti i docenti in possesso del requisito di abilitazione; si ritiene, inoltre, urgente prevedere l'adozione di un grande piano nazionale di investimenti attraverso l'adeguamento infrastrutturale per la sicurezza degli edifici scolastici; il principio di uguaglianza di fronte alla legge è il fondamento di tutte le democrazie costituzionali e quindi tutti coloro che possiedono lo stesso titolo di studio devono avere le medesime opportunità lavorative e la medesima valutazione giuridica, impegna il Governo: 1) a valutare la possibilità di prevedere, anche attraverso un intervento normativo, una semplificazione del sistema di esaurimento delle graduatorie; 2) a prevedere nella prossima legge di bilancio un piano nazionale di investimenti da almeno 2 miliardi di euro all'anno per dieci anni, che preveda l'adeguamento infrastrutturale per la sicurezza degli edifici e l'aggiornamento formativo. Atto n. 1-00097 GALLONE BERUTTI TIRABOSCHI PAPATHEU MESSINA Alfredo MOLES MALLEGNI VITALI PICHETTO FRATIN DAMIANI BATTISTONI TOFFANIN FLORIS RIZZOTTI BINETTI SICLARI STABILE - Il Senato, premesso che: l'accordo di Parigi, approvato il 12 dicembre 2015 nella XXI sessione della conferenza delle parti della convenzione sul clima (COP21), è stato un importante passo avanti di un percorso ancora molto lungo e accidentato per contrastare il surriscaldamento globale; nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (convenzione sul clima, UNFCCC), l'accordo ha compreso elementi per una riduzione progressiva delle emissioni globali di gas serra e si è basato, per la prima volta, su principi comuni validi per tutti i Paesi senza distinzione tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo; uno degli obiettivi principali è stato quello di orientare i flussi finanziari privati e statali verso uno sviluppo a basse emissioni di gas serra e a migliorare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici; successivamente a quest'importante tappa, si sono svolti in ordine: la conferenza di Marrakech nel 2016 (COP22), la conferenza di Bonn nel 2017 (COP23) e per ultima, nel dicembre 2018, la conferenza di Katowice (COP24), nella quale sono state stabilite delle regole per mettere in pratica entro il 2020 quanto deciso durante la COP21, la conferenza sul clima di Parigi del 2015; in particolare, sono stati decisi i criteri con cui misurare le emissioni di anidride carbonica e valutare le misure per contrastare il cambiamento climatico delle singole nazioni. Alla conferenza hanno partecipato i rappresentanti di 196 Paesi, compresi gli Stati Uniti, nonostante il presidente Donald Trump abbia ritirato gli Stati Uniti d'America dall'accordo di Parigi; il principale contrasto emerso durante la conferenza ha riguardato l'ultimo rapporto dell'Intergovernmental panel on climate change (IPCC) delle Nazioni Unite, che si occupa di analizzare scientificamente l'andamento del clima e di produrre modelli sulla sua evoluzione. Nel rapporto, l'IPCC ha confermato che un aumento medio della temperatura globale di almeno 1,5 gradi centigradi sui livelli preindustriali è ormai inevitabile (avverrà nei prossimi 12 anni) e che per tenersi entro i 3 gradi centigradi di aumento complessivo sarà necessario tagliare le emissioni di anidride carbonica del 45 per cento entro il 2020. In mancanza di azioni radicali, la temperatura media aumenterà oltre i 2 gradi centigradi portando a eventi climatici più estremi e cambiando il clima di intere aree geografiche, con conseguenze per milioni di persone; nonostante il rapporto dell'IPCC fosse stato commissionato dalla COP21, diversi delegati alla conferenza, tra cui Russia e Stati Uniti, si sono opposti all'adozione delle sue conclusioni da parte della COP24; sebbene due tra i maggiori Paesi al mondo (Usa e Russia) abbiano espresso notevoli perplessità sulle scelte da assumere in relazione al futuro del pianeta, sono state adottate delle decisioni tecniche sul modo in cui i diversi Paesi, a seconda del proprio livello di sviluppo, dovranno ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica, su come i Paesi più ricchi dovranno aiutare quelli più poveri a rispettare i propri obiettivi e sui sistemi con cui monitorare il rispetto degli impegni assunti da parte di diversi Paesi. I Paesi in via di sviluppo hanno ottenuto, inoltre, una maggiore flessibilità nella messa in pratica delle regole in modo da poterle rispettare più facilmente;