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Pertanto, ha ragione il senatore Romeo, che ha richiamato poco fa l'emendamento del senatore Pillon riguardante i reati di pedopornografia. Se voi allargate, allora dovete dare una specificazione. Collega Mirabelli, non c'è possibilità di giustificare l'esclusione dei reati gravi di pedopornografia dicendo che ci sono solo i reati contro la pubblica amministrazione. No, quest'ultimi reati non sono uguali ai reati di mafia e di terrorismo: sono cose completamente diverse. Peccato non avere la capacità e la cognizione tecnica per capire qual è la differenza; c'è una differenza di fondo. Noi abbiamo vissuto l'epoca triste dei morti per le strade nel periodo del terrorismo. C'era una logica. Abbiamo vissuto la violenza della mafia che si è incancrenita anche all'interno del potere. Per tali fattispecie occorre una lotta seria. Ma nei reati contro la pubblica amministrazione non c'è questa stessa esigenza, e non per una mia valutazione. Che cos'è il trojan , per chi non lo sa? È un programma che funziona anche quando si invia una e-mail nel vostro telefonino; funziona comunque, anche di notte; anche se lo spegnete, funziona lo stesso, e non solo per ricevere, ma anche per fotografare. Diventa una continua attività, senza alcuna garanzia. Vi rendete conto? Questo lavoro viene svolto da agenzie private, che poi dovranno trasferire i dati. Oggi non c'è la possibilità - come ho detto prima - di trasferimento immediato. Di fronte a una tale situazione, ci sarebbe dovuto essere un minimo di attenzione. Prendo atto che anche il Presidente aveva presentato un emendamento per concedere dieci giorni in più ai difensori delle parti per fare uno studio e avere la percezione del materiale istruttorio. Ebbene, hanno voluto inserire solo la possibilità di fare una proroga. Ma sapete chi deve concedere la proroga? La deve concedere il pubblico ministero che ha disposto le indagini: il che è abbastanza assurdo. È molto meglio individuare un termine fisso un po' più ampio, tale da garantire la possibilità al difensore di poter assumere i dati delle intercettazioni. Badate: noi non dobbiamo mai concepire le norme processuali come impedimento all'accertamento della verità. Dobbiamo costruire norme processuali che siano di garanzia affinché il processo assolva la sua funzione, che non è arrivare alla condanna, ma accertare le responsabilità individuali sulla base di effettivi accertamenti, senza alcuna limitazione sotto il profilo di quelli possibili, ma secondo le garanzie previste dalla nostra Costituzione. Non è invece possibile introdurre un sistema che ormai è slabbrato e non ha alcuna possibilità di funzionare. Allora mi domando: ma siamo proprio convinti che il nostro Paese, da grande Nazione di civiltà giuridica e difensore delle libertà individuali, debba essere ridotto a un simulacro di Stato di polizia? (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale presentata, con diverse motivazioni, dalla senatrice Bernini e da altri senatori (QP1) e dal senatore Pillon e da altri senatori (QP2). (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, in realtà le criticità di questo provvedimento... (Brusio). Magari qualcuno ha voglia di ascoltare. PRESIDENTE. Ha ragione, senatore. La giornata è stata lunga e lo sarà ancora. Pertanto, prego i senatori di consentire al collega di intervenire osservando un moderato silenzio. Chi deve uscire lo faccia per cortesia in silenzio. Prego, senatore Pellegrini. Il tempo che ha perso a causa dell'interruzione verrà considerato. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Non abuserò del tempo, anzi penso che avanzerò qualche minuto anche perché le criticità del provvedimento sono state in parte già elencate durante la discussione delle questioni pregiudiziali. Mi limiterò a fare un'analisi dell'andamento dei lavori in Commissione. Come sappiamo, siamo arrivati a questo punto dopo più di due settimane nel corso delle quali si è tentato di lavorare per cercare di trovare una posizione utile non tanto alla maggioranza o alla minoranza, quanto per il rispetto dei diritti dei cittadini. Forse ci dimentichiamo cosa siamo chiamati a fare all'interno di quest'Aula: siamo qui a fare delle leggi a beneficio dei cittadini. (Brusìo) . Probabilmente non interessa a tutti. PRESIDENTE. Invito a fare silenzio sul lato sinistro dell'Emiciclo, ovvero tra i banchi del Partito Democratico, di Italia Viva-PSI e del MoVimento 5 Stelle. Questo vale per tutti. Prego, senatore Pellegrini. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Questo vale per tutti vale molto per me. Forse noi ci dimentichiamo troppo spesso che le leggi che dobbiamo varare in Assemblea sono per i cittadini che ci hanno votato, da una parte o dall'altra. In queste due settimane e mezzo di discussione ho invece visto semplicemente un lavoro di: «ci mettiamo d'accordo per votare questa parte di questo emendamento, piuttosto che quest'altra, perché così almeno mettiamo d'accordo più o meno tutte le varie forze politiche, molto variegate e diverse tra loro». (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Evidentemente manca il concetto principale del parlamentarismo. Io ricordo i discorsi che in Parlamento facevano i grandi padri politici - erano qui dove adesso sono io, e sono quindi onorato di partecipare a questa Assemblea - che da piccolo ascoltavo dalla televisione: allora si parlava di diritti, di merito; oggi invece parliamo semplicemente di «io ti do questo se tu mi dai quest'altro». E allora il diritto: di cosa stiamo parlando? In Commissione giustizia ripetiamo spesso che dobbiamo parlare di questioni di merito. In due anni che sono qui, questa settimana abbiamo toccato un punto veramente bassissimo, perché non abbiamo affrontato il concetto principale. Il primo punto importante riguarda la decretazione d'urgenza. Abbiamo discusso sulla questione pregiudiziale ed è stata lasciata andare en passant . Un provvedimento di tale portata, adottato con un decreto-legge, caratterizza l'azione di Governo, che vuole andare avanti a colpi di maggioranza. Tra poco voteremo sulla questione di fiducia; voi voterete la fiducia a questo Governo sul provvedimento in esame e ve ne assumerete la responsabilità. È una responsabilità che chi era in Commissione e ha partecipato alle audizioni forse dovrebbe sentire sulle proprie spalle. Abbiamo ascoltato non qualche associazione, non qualche privato cittadino, ma i procuratori della Repubblica presso i tribunali. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ci hanno detto: fermatevi, prendetevi il tempo che serve. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Siamo qui a fare non delle caramelle, ma delle leggi. Se anche la magistratura ci dice che dobbiamo prenderci del tempo e discutere nel merito, forse dovremmo porci una domanda, la cui risposta sta nel procedere con calma, senza perdere tempo, ma analizzando le questioni seriamente. Abbiamo ascoltato non solo i procuratori - e ripeto: