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l'APEI, l'associazione dei pedagogisti e degli educatori italiani, ha evidenziato l'importanza di garantire un approccio pedagogico nel contesto dell'educazione individuale per tutto il segmento di età da 0 a 6 anni, sostenendo la necessità di inserire nei ruoli professionali, al fianco di bambine e bambini e delle loro famiglie, i professionisti dell'educazione titolati a svolgere le funzioni educative specifiche; in questo modo, dunque, sarebbe assicurato un pieno riconoscimento del contributo delle professioni pedagogiche attraverso la scelta del loro utilizzo per tutto il segmento 0-6, in quanto i laureati in ambito pedagogico sono i professionisti più in grado di saper rispondere con consapevolezza, competenza ed efficacia alle esigenze educative dei bambini e delle bambine più piccoli; considerato che: per tali ragioni, è assolutamente necessario procedere sia con l'inserimento della figura dell'educatore dei servizi educativi per l'infanzia non solo nei nidi, ma anche nelle scuole dell'infanzia, in quanto l'educatore professionale socio-pedagogico è un professionista che lavora con tutte le età della vita da 0 a 6 anni (se laureato in scienze dell'educazione e della formazione), sia, al contempo, con l'affidamento del coordinamento pedagogico dei servizi educativi e della scuola dell'infanzia alla figura del pedagogista, il quale rappresenta il più grande esperto di educazione infantile, essendo profondo conoscitore dei processi di sviluppo dei bambini nei contesti educativi e formativi e degli ambienti e delle risorse strumentali necessarie all'agire educativo con la prima infanzia; la figura del pedagogista, inoltre, appare anche quella più consona all'affidamento delle funzioni di promozione e valorizzazione delle competenze genitoriali e dei rapporti con il territorio, ai fini dell'effettiva realizzazione di una comunità educante; dunque, se già era necessario l'inserimento a regime di tali figure all'interno del sistema di educazione e formazione di bambine e bambini dalla nascita fino ai sei anni, in modo da permettere effettivamente lo sviluppo dei processi creativi, relazionali e di apprendimento in un adeguato contesto ludico-cognitivo, ciò riveste una rinnovata importanza anche a seguito dell'emergenza epidemiologica e del rischio delle nefaste conseguenze sullo sviluppo della personalità umana; valutato che: è necessario, dunque, arrivare nel minor tempo possibile alla creazione di un orizzonte educativo nel segmento 0-6, che sia alla base di un vero sistema integrato; durante questo percorso, senza l'inserimento e l'impiego a pieno regime di educatori socio-pedagogici e pedagogisti, figure i cui percorsi di studi si pongono l'uno in linea di continuità con l'altro, ed anche in affinità ai percorsi formativi degli insegnanti della scuola dell'infanzia, raggiungere l'obiettivo prefigurato risulterebbe ben più arduo e difficoltoso, anche nell'ottica della migliore spesa delle risorse stanziate a tal fine (che ammontano a 309 milioni di euro all'anno per il quinquennio 2021-2025), si chiede di sapere: quale sia l'opinione del Ministro in indirizzo in relazione a quanto esposto; se non ritenga opportuno attivarsi, con atti di propria competenza, ove possibile anche di natura giuridica, al fine di garantire l'inserimento a regime della figura dell'educatore socio-pedagogico e del pedagogista all'interno del sistema di educazione e formazione di bambine e bambini dalla nascita fino ai sei anni, in modo da rendere più effettivo lo sviluppo dei processi creativi, relazionali e di apprendimento in un adeguato contesto ludico-cognitivo. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02734 STEFANO FEDELI TARICCO PITTELLA D'ALFONSO ROJC VERDUCCI FERRAZZI FERRARI BOLDRINI IORI MARILOTTI LAUS VALENTE Al Ministro dell'interno Premesso che: nelle ultime settimane si registra una preoccupante recrudescenza di fenomeni criminali nel Salento. Al gravissimo omicidio consumato per rapina ad un bancomat nella provincia di Lecce, si sommano decine di casi di eventi predatori nonché la denuncia di uno stupro a Gallipoli; alla luce di questi gravi episodi si sono tenuti diversi incontri tra alcuni sindacati degli appartenenti alla Polizia e non presso il commissariato di pubblica sicurezza di Gallipoli all'esito dei quali si è tenuto un incontro anche alla presenza del primo cittadino della città di Gallipoli, il quale ha affermato di aver già chiesto presso il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica provinciale di Lecce una particolare attenzione per il territorio; considerato che: le forze di polizia della provincia di Lecce, normalmente impegnate per la prevenzione e repressione dei reati in genere, nel periodo estivo, devono far fronte, come nel caso di comuni come Gallipoli o Otranto o Porto Cesareo, ad un aumento della popolazione pari a dieci volte gli usuali residenti; la difficoltà oggettiva nel controllo del territorio è dovuta sia alla contrazione degli organici, che riflettono una pianta ferma a 30 anni fa, sia al senso percepito di scarsa sicurezza da parte di tutte le classi sociali; non è possibile chiedere agli operatori della sicurezza turni di lavoro massacranti, ulteriormente aggravati dalla difficoltà che il territorio presenta sotto i profili della sua estensione geografica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e se non ritenga necessario attivare tutte le iniziative volte a sostenere l'impegno generoso delle forze di polizia che operano nella provincia di Lecce nei periodi di alta concentrazione turistica. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05840 MERLO CARIO Al Ministro della salute Premesso che: la certificazione verde COVID-19, detta green pass , è il certificato rilasciato dal Ministero della salute, sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni e Province autonome, relativi alla vaccinazione, oltre che alla negatività al test o alla guarigione dal virus ; per accelerare la percentuale di vaccinazioni, negli ultimi giorni il Governo sta discutendo le nuove regole relative al green pass e le misure che saranno contenute in un nuovo decreto di misure anti COVID; tra le varie considerazioni, il Governo sta valutando di rendere obbligatorio, in determinate circostanze, quali ad esempio per accedere ad eventi, locali, treni, aerei e navi, il certificato; considerato che: ci sono oltre 6 milioni di cittadini italiani ufficialmente residenti fuori dall'Italia, e quindi iscritti all'anagrafe per gli italiani residenti all'estero (AIRE); ad esempio, i dati che indicano la distribuzione tra continenti degli iscritti all'AIRE evidenziano che ci sono oltre 2 milioni di cittadini italiani residenti in America meridionale. In diversi Stati, tra cui l'Argentina e il Brasile (Paesi col maggior numero di iscritti) e il Cile, i cittadini sono stati vaccinati, tra altri, anche col vaccino russo Sputnik V e il vaccino cinese Sinopharm;