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Complessivamente, quindi , il totale delle risorse assegnate sul PNRR alla responsabilità del Ministero dell'interno ammonta, allo stato, a circa 12,5 miliardi di euro di cui circa 12 miliardi di euro afferenti a risorse da assegnare agli enti locali. Dette risorse sono relative a circa 60.000 opere e 8.000 comuni con i quali sarà necessario rapportarsi per la gestione dei finanziamenti volti alla realizzazione delle rispettive opere. Pertanto, sarà indispensabile una costante interlocuzione con i suddetti enti e, in particolare, occorrerà predisporre tutti gli atti di convenzione, monitorare lo stato di attuazione e verificare, in via documentale, che le lavorazioni, forniture e servizi, intraprese dagli enti, rispettino le specifiche normative comunitarie, con particolare riguardo alle previsioni in materia di tutela ambientale. Peraltro, nel caso in cui l'ente non rispetti i target e gli obiettivi, occorrerà procedere con la revoca del contributo in tempo utile per consentire all'ente subentrante di realizzare l'opera nei tempi previsti. Inoltre, occorrerà verificare costantemente che gli enti – soggetti attuatori alimentino tempestivamente il sistema di monitoraggio per la rilevazione puntuale dei dati di avanzamento dei lavori relativi agli interventi finanziati, con particolare riferimento agli elementi anagrafici e identificativi dell'operazione, della localizzazione, dei soggetti correlati all'operazione, delle informazioni inerenti alle procedure di affidamento dei lavori, dei costi previsionali e delle relative voci di spesa, degli avanzamenti fisici, procedurali e finanziari, nonché degli obiettivi intermedi e dei target collegati e di ogni altro elemento necessario richiesto dalla regolamentazione attuativa del PNRR. Gli stessi enti dovranno poi conservare, tutti gli atti e la relativa documentazione giustificativa su supporti informatici adeguati e dovranno renderli disponibili per le attività di controllo e di audit, che dovranno essere svolte dal Ministero dell'interno – Dipartimento per gli affari interni e territoriali – Direzione centrale per la finanza locale. Le complesse attività sintetizzate rendono necessaria una specifica assegnazione di personale aggiuntivo al fine di garantire la piena operatività funzionale alla realizzazione dei progetti di interesse inseriti nel PNRR e, conseguentemente, il raggiungimento degli obiettivi nella tempistica richiesta. Nel dettaglio, la proposta normativa prevede, al comma 1, l'autorizzazione, per il Ministero dell'interno, ad assumere, a tempo determinato, per la durata del PNRR (2022-2026), 20 unità di personale, da inquadrare nell'Area III, posizione economica F1, nei profili professionali economico, informatico, giuridico e statistico. Il comma 2 reca la quantificazione e la copertura finanziaria degli oneri. Art. 17. – (Misure di potenziamento dell'esecuzione penale esterna e rideterminazione della dotazione organica dell'Amministrazione per la giustizia minorile e di comunità, nonché autorizzazione all'assunzione) L'intervento normativo risponde a un impegno assunto dal Governo con l'ordine del giorno 9/3424/217, votato dalla Camera dei deputati in sede di approvazione del disegno di legge di Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024 (atto Camera n. 3424) e mira a consentire il conseguimento degli obiettivi di recupero di efficienza e di contrazione dei tempi del processo penale, fissati con Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il sistema dell'esecuzione penale esterna attualmente si articola, sul territorio nazionale, in 72 uffici, a cui si aggiungono alcune sezioni distaccate (11). Secondo i dati provenienti dal Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, alla data del 15 dicembre 2021 risultavano in corso di esecuzione 68.830 misure e sanzioni di comunità di diverse tipologie (misure alternative alla detenzione, messa alla prova, sanzioni di comunità e misure di sicurezza non detentive); in fase istruttoria 45.290 incarichi per indagini svolte a supporto della magistratura e degli istituti penitenziari e complessivamente in corso di esecuzione 114.120 procedimenti. Tali dati rivelano che il numero dei soggetti in esecuzione di misure e sanzioni di comunità ha oggi largamente superato il numero dei soggetti detenuti all'interno negli istituti penitenziari (al 30 novembre 2021 erano, infatti, ristrette 54.593 persone, secondo fonte DAP). I funzionari che curano l'esecuzione dei provvedimenti giudiziari hanno mediamente un carico di 104,2 fascicoli pro capite ; inoltre, gli uffici hanno anche l'incombenza di curare le iniziative progettuali e i rapporti con la rete territoriale. Secondo i dati più recenti, aggiornati alla data del 22 dicembre 2021, i funzionari di servizio sociale che operano presso gli uffici di esecuzione penale esterna e addetti alla gestione dei procedimenti penali sono complessivamente 1.112, a fronte dei 1.211 previsti dalle piante organiche di cui al decreto del Ministro della giustizia 19 novembre 2020, con un grado di scopertura medio che si aggira intorno al 5 per cento, a cui si aggiunge una grave carenza di personale amministrativo e di supporto. Risulta del tutto evidente che, allo stato attuale, il contingente di personale assegnato all'esecuzione penale esterna non è adeguato a garantire la normale funzionalità degli uffici. La situazione è destinata ad aggravarsi in misura significativa, considerato che la legge 27 settembre 2021, n. 134, « Delega al Governo per l'efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari » richiede un importante coinvolgimento degli Uffici per l'esecuzione penale esterna in settori cruciali per il conseguimento degli obiettivi del PNRR nel settore della giustizia penale, volti alla contrazione dei tempi dei procedimenti penali e alla riduzione della pressione sul sistema giudiziario: così, in particolare, per consentire l'accesso e l'effettiva fruibilità delle nuove sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi nel giudizio di cognizione e, per il loro tramite, la concreta appetibilità di procedimenti speciali che deflazionino il dibattimento e i gradi successivi del giudizio; per valorizzare forme alternative di definizione del procedimenti fondate sulla diversion processuale, strumenti già sperimentati con successo e destinati a un ulteriore, significativo potenziamento, a seguito dell'ampliamento dell'ambito applicativo della sospensione del procedimento con messa alla prova; per l'effettivo conseguimento degli ambiziosi obiettivi di giustizia riparativa. Non solo: per i soggetti condannati per i reati previsti dal cosiddetto « Codice rosso » il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 3 dicembre 2021 ha individuato nuovi e specifici compiti per gli uffici di esecuzione penale esterna nei casi di applicazione della sospensione condizionale della pena, in particolare individuare gli enti o le associazioni e gli specifici percorsi di recupero cui dovrà sottoporsi il condannato, verificare l'effettiva partecipazione dello stesso al percorso di recupero e comunicarne l'esito all'autorità giudiziaria competente;