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Con la progressiva uscita dalla pandemia, per effetto della copertura vaccinale, abbiamo assistito a una forte ripresa economica nel 2021, alimentata in Europa anche dalle fiduciose aspettative sugli effetti del Next generation EU. Questa crescita ha creato un collo di bottiglia sul mercato internazionale ben prima della guerra russa in Ucraina: quest'ultima ha solo aggravato le condizioni critiche già registrate, anche (ma non solo) perché in Ucraina transita il gasdotto di Gazprom, che trasferisce il gas dalla Russia all'Europa. Infine (ma non da ultimo), non bisogna dimenticare che il gas, come ogni commodity , è scambiabile sui mercati finanziari attraverso strumenti come futures e derivati, il che genera quotidianamente un prezzo finanziario disancorato dallo scambio materiale di energia. Il gas si quota come le azioni di una società, che salgono e scendono secondo logiche diverse da quelle industriali, e può raggiungere, come appunto si è verificato, picchi molto rilevanti, disancorati dalle quantità prodotte e scambiate. Il Governo è dunque intervenuto con determinazione nel tentativo di ridurre i pesanti effetti critici degli aumenti del costo del gas, mentre ancora poco in Europa si è potuto fare per fronteggiare la speculazione finanziaria cui ho accennato. Su questo sarà importante che sia l'Europa stessa a poter prendere decisioni, che possano limitare la fluttuazione così forte che il prezzo del gas ha avuto. Il testo del decreto-legge emanato dal Governo, poi modificato dalla Camera dei deputati nell' iter di conversione in legge e che oggi discutiamo contiene misure importanti, alcune delle quali hanno già visto dei seguiti nel decreto-legge taglia prezzi, ora in discussione nelle Commissioni 6 a e 10 a del Senato. Il decreto-legge dispone l'azzeramento di oneri di sistema elettrici e del gas per il secondo semestre del 2022 e conferma il taglio dell'IVA sul gas. C'è la novità della rendicontazione da parte di ARERA sulle risorse stanziate per il taglio degli oneri generali delle bollette; la rendicontazione dovrà riguardare in particolare le disponibilità in conto residui trasferite alla cassa per i servizi energetici ed ambientali e distinguendo tra comparto elettrico e settore del gas. La rendicontazione dovrà essere trasmessa da ARERA al Ministero della transizione ecologica, al Ministero dell'economia e delle finanze e alle Commissioni parlamentari entro il 16 maggio. La norma prevede inoltre una rendicontazione a decorrere dal 1° giugno 2022 ed entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore di ulteriori misure di contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi e un'altra con cadenza annuale. Il Ministero della transizione ecologica dovrà poi predisporre la strategia nazionale contro la povertà energetica; la strategia dovrà prevedere la fissazione di obiettivi indicativi periodici al fine di elaborare a livello nazionale misure strutturali e di lungo periodo ed integrare tutte le azioni in corso a quelle programmate nelle diverse politiche pubbliche per contrastare in modo omogeneo ed efficace il fenomeno. Il decreto riconosce alle imprese energivore che hanno subito un significativo incremento del relativo costo un contributo straordinario sotto forma di credito d'imposta pari al 20 per cento delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre del 2022. Il bonus è riconosciuto anche in relazione alla spesa per l'energia elettrica prodotta e autoconsumata dalle imprese energivore nel secondo trimestre del 2022. È una prima importante misura, ci sono dei seguiti nel cosiddetto decreto taglia prezzi che citavo prima e la discussione che faremo qui in Senato su quel provvedimento potrà apportare ulteriori riconoscimenti. Una misura analoga riguarda anche le imprese a forte consumo di gas naturale, cui va un contributo straordinario sotto forma di credito di imposta pari al 15 per cento della spesa sostenuta per l'acquisto del gas consumato nel primo trimestre solare dell'anno 2022 per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici. È stato poi dato via libera ad una ridefinizione importante del mercato elettrico, con la possibilità per il Gestore dei servizi energetici (GSE) di ritirare e acquistare energia da fonti rinnovabili mediante la stipula di contratti di lungo termine di durata pari almeno a tre anni. L'energia acquistata dal GSE sarebbe poi ceduta ad un prezzo fissato da un decreto ministeriale del Ministero della transizione ecologica in via prioritaria a grandi aziende, piccole e medie imprese e a clienti delle isole maggiori. Sempre sul fronte delle energie da fonti rinnovabili, il decreto prevede misure per lo sviluppo di tali fonti e per il contenimento dei prezzi energetici. Si interviene sulla disciplina relativa ai criteri in base ai quali un cliente finale diviene autoconsumatore di energia rinnovabile. In particolare viene introdotta un'ulteriore ipotesi relativa alla produzione e all'accumulo di energia elettrica rinnovabile per il proprio consumo da realizzare con impianti da fonti di energia rinnovabile ubicati presso edifici o in siti diversi da quelli presso i quali l'autoconsumatore opera, escludendo l'allacciamento di utenze diverse da quella dell'unità di produzione e dell'unità di consumo. Si eleva poi da tre a quattro il numero di cessioni effettuabili con riferimento ai crediti di imposta. In particolare viene prevista la facoltà di un'ultima cessione da parte delle sole banche a favore dei soggetti con i quali abbiano concluso un contratto di conto corrente. Le norme si applicano alle comunicazioni della prima cessione del credito e dello sconto in fattura inviate all'Agenzia delle entrate a partire dal 1° maggio 2022. Il decreto interviene su molti altri fronti, ho citato solo i passaggi più importanti. Le difficoltà pesantissime a cui il decreto pone un primo rimedio - non dobbiamo nascondercelo - sono frutto di tensioni internazionali sulle quali il nostro Paese ha preso posizioni chiare e rispetto alle quali credo che tutte le forze politiche non dovrebbero più avere alcun tipo di tentennamento ed essere determinate nel sostenere e riconoscere questa azione in maniera chiara. Tali tensioni internazionali stanno comportando l'impoverimento di famiglie e imprese non soltanto nel nostro Paese. Non possiamo permetterci che le tensioni geopolitiche internazionali e gli effetti economici provochino la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche. Lunedì festeggeremo il 77° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, un fatto storico che sta alla base della nostra stessa convivenza civile repubblicana, ma anche un'esperienza che rievoca fatiche e drammi. La storia ci insegna che non possiamo arretrare sulla difesa dei principi e sul mantenimento del sostegno a chi ha più bisogno. Il Governo e la maggioranza proseguano il loro impegno per sostenere il Paese in questo momento complicato: nessuno si deve sentire solo in questa difficile fase. È il nostro impegno e lo porteremo avanti con determinazione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Abate. Ne ha facoltà. ABATE (Misto) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, siamo qui oggi per discutere del disegno di legge n. 2588 con il quale si intende cercare di fare fronte ai rincari derivanti dall'aumento dei costi del gasolio e delle materie prime.