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Le risorse effettive destinate per il 2019 alle sole iniziative di cooperazione allo sviluppo, fra progetti di sviluppo e interventi umanitari e di emergenza, ammontano a 111,5 milioni di euro, di cui 64,4 destinati a progetti in Africa, 22,6 a iniziative in Medio Oriente e 24,5 riservati a programmi in Asia. La scheda 46 descrive gli interventi di sostegno ai processi di pace, stabilizzazione e rafforzamento della sicurezza destinati ad alcuni Paesi dell'Africa, del Medio Oriente, oltre che ad Afghanistan, America latina e regione caraibica. Lo stanziamento previsto per l'intero 2019 è di 8 milioni di euro. Particolare attenzione viene dedicata al difficile percorso di riconciliazione nazionale in Libia, reso attualmente ancora più ostico dalla ripresa delle ostilità sul terreno, al consolidamento della stabilità del Libano, al processo politico in Siria sotto l'egida delle Nazioni Unite e alla tutela e valorizzazione dei patrimoni archeologici siriano e iracheno. In relazione agli impegni per la partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per la pace e la sicurezza di cui alla scheda 47, l'importo complessivo richiesto per il 2019 è pari a 18 milioni di euro. La scheda 48, inerente al contributo disposto dal nostro Paese a sostegno delle forze di sicurezza e difesa afgane (incluse le Forze di polizia), è pari, per l'intero 2019, a 120 milioni di euro. Per ultimo, con riferimento agli interventi operativi di emergenza e sicurezza in area di crisi (scheda 49), lo stanziamento per il 2019 è pari a 35 milioni di euro, in aumento rispetto allo stanziamento complessivo del 2018, che era stato pari a 31 milioni. La maggior parte di tali fondi sono destinati, stante la perdurante gravità del contesto di sicurezza a livello globale, al potenziamento delle misure di sicurezza e tutela delle rappresentanze diplomatiche, degli uffici consolari e gli istituti italiani di cultura e delle istituzioni scolastiche all'estero. PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, per integrare la relazione scritta, la senatrice Tesei. Ne ha facoltà. TESEI, relatrice . Signor Presidente, le Commissioni affari esteri e difesa hanno esaminato, ai sensi della legge n. 145 del 2016, le deliberazioni del Consiglio dei ministri che autorizzano la partecipazione italiana per il 2019 alle missioni militari e agli interventi di cooperazione allo sviluppo. Si tratta di due diversi atti: il primo, che è l'oggetto della nostra discussione di oggi, dispone la proroga delle missioni già in corso; il secondo dispone, invece, l'avvio di una nuova missione in Tunisia. Anche se non forma oggetto di esame in questa sede, tengo a sottolineare questo nuovo impegno assunto dall'Italia verso un Paese che è cruciale per la stabilizzazione del Mediterraneo centrale e che ha bisogno di tutto il sostegno della comunità internazionale nel complesso processo di consolidamento democratico che sta attraversando. Sottolineo che entrambe le risoluzioni - quella relativa alla nuova missione in Tunisia e quella relativa alla proroga delle missioni in corso - sono state approvate all'unanimità nelle Commissioni affari esteri e difesa. Accenno brevemente alle linee di fondo del nostro impegno militare, come delineate dalla relazione analitica presentata dal Governo. Il dato più significativo è che la presenza italiana nelle missioni internazionali viene ricalibrata, concentrando le risorse nella Regione euromediterranea e nel Medio Oriente allargato, a partire dalle aree più prossime al nostro Paese. Cito alcune aree particolarmente significative. Il quadrante più delicato è evidentemente quello libico, teatro di priorità strategica per gli interessi nazionali in materia di sicurezza. Qui, a fronte dell'ulteriore deterioramento del quadro generale, l'obiettivo della nostra presenza è essenzialmente il sostegno alle popolazioni locali, ad esempio con l'ospedale di Misurata, e la stabilizzazione del Paese. Abbiamo una missione di assistenza e supporto che vede un impegno di 130 mezzi terrestri e di un massimo di 400 unità di personale, oltre che la missione di addestramento della Guardia costiera e della Marina libiche. Altro importante impegno è in Libano, sia nella missione bilaterale che nell'ambito della missione Unifil - in cui impieghiamo un contingente di notevoli dimensioni, composto da 1.076 unità di personale, 278 mezzi terrestri e 6 unità aeree - della quale abbiamo da poco riacquisito il comando. L'area mediorientale vede inoltre rilevanti impegni italiani in Iraq - con un impegno massimo di 1.100 unità di personale, affiancate da 305 mezzi terrestri e 12 unità aeree - e in Afghanistan. In questo ultimo teatro è stata programmata una progressiva riduzione del contributo fornito alla missione entro il mese di luglio, comunque subordinato alla conclusione del processo elettorale per la scelta del nuovo Presidente. L'Italia continua comunque ad essere uno dei quattro Paesi cardine della missione, insieme a Stati Uniti, Germania e Turchia, e il quarto contributore per personale impiegato, con un contingente non inferiore alle 700 unità e con 145 mezzi terrestri e 8 unità aeree. Altro teatro particolarmente sensibile, soprattutto in chiave di contrasto al traffico di esseri umani, è quello del Niger. Qui, dopo alcune incertezze, è finalmente partita la missione bilaterale volta a rafforzare il controllo delle autorità locali sul territorio, che impegna un contingente composto da un numero massimo di 290 unità di personale e 160 mezzi terrestri. Di rilievo anche gli sforzi nel Corno d'Africa. Per la stabilizzazione della Somalia abbiamo una missione di formazione del personale locale, con un impegno composto da un numero massimo di 123 unità di personale e 20 mezzi terrestri. Nei mari adiacenti, per il contrasto al fenomeno della pirateria, l'Italia partecipa alla missione europea Atalanta, con 2 mezzi navali, 2 aerei e un numero massimo di 407 unità di personale. Per tutte le missioni già in atto, la proroga è fino al 31 dicembre e, per ogni missione, la relazione analitica riporta, come previsto dalla legge, due schede: la prima con il resoconto di quanto si è fatto nel 2018; la seconda con le risorse e gli assetti per l'anno in corso. Ciascuna scheda-missione riporta, nel dettaglio: l'area geografica di intervento e la sede del comando; il mandato internazionale e gli obiettivi; la base giuridica di riferimento; la composizione degli assetti; il numero massimo delle unità di personale; la durata programmata; il fabbisogno finanziario. Rinviando, per un elenco dettagliato delle singole missioni, al testo della risoluzione che è al nostro esame, segnalo che il quadro complessivo comprende 6 missioni in Europa, 11 in Asia e 17 in Africa. La proroga investe anche la missione Mare Sicuro, dispositivo aeronavale nazionale nel Mediterraneo, e anche 5 missioni di sostegno alle iniziative NATO, per il controllo dei confini dell'Alleanza. Ci sono poi le esigenze comuni a più teatri operativi delle Forze armate e le esigenze di mantenimento del dispositivo info-operativo dell'Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) a protezione del personale impiegato.