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Signor Presidente, intanto vorrei restituire a quest'Assemblea la realtà dei fatti rispetto alla scena cui siamo stati costretti ad assistere poco fa, cioè la Lega che espone cartelli per un decreto-legge che ha scritto. Come ho detto nel mio intervento precedente, a proposito dei cartelli, e ribadisco: vi invidio, perché potete utilizzare questo strumento di protesta (l'ho fatto anch'io, figuriamoci se lo contesto). Vi suggerisco però almeno di aspettare un provvedimento che non avete scritto anche voi per protestare. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . VOCI DAL GRUPPO L-SP-PSD'AZ. Leggilo! È cambiato! FARAONE (IV-PSI) . Oppure, se proprio dovete esporre qualcosa mettetevi un cappello con le orecchie d'asino, visto che il provvedimento che state contestando... PRESIDENTE.Senatore Faraone, era partito bene! FARAONE (IV-PSI) . Io credo che da questo punto di vista ci voglia un po' di buon senso e l'atteggiamento di chi ritiene i colleghi d'Aula persone assolutamente intelligenti. Noi infatti, voteremo a favore del decreto-legge al nostro esame sapendo che ha delle enormi criticità. Proprio perché si trova a cavallo tra un Governo precedente e quello attuale, è un provvedimento che contiene alcuni elementi che votiamo più per la fiducia che abbiamo espresso nei confronti del Governo che per il merito. Infatti, se noi dovessimo guardare a questo decreto-legge come allo strumento che risolve la crisi economica delle aziende di questo Paese sicuramente non ci siamo. Continua ad essere un decreto di resistenza, continua ad essere un decreto di galleggiamento, cioè continuiamo ad affrontare le crisi con l'atteggiamento di chi tali crisi le gestisce galleggiando. Noi abbiamo, invece, bisogno di fare un salto di qualità da questo punto di vista. Mi rivolgo anche al ministro Patuanelli che oggi è assente ma che ieri è intervenuto dando, secondo me, una risposta positiva su Ilva su cui tornerò successivamente, ma avendo un atteggiamento un po' troppo fatalista su quello che riguarda la gestione delle crisi che normalmente e quotidianamente dovrebbero essere portate avanti dal suo Ministero. Mi faceva notare la collega Ginetti come è stato utilizzato il termine risoluzione delle crisi aziendali nel decreto al nostro esame. Il termine risoluzione non vuol dire soluzione. Risoluzione vuol dire affrontare il tema comunque vada. A noi non va bene che si affronti il tema comunque vada. A noi serve che ci sia un Governo che affronti le crisi aziendali e le risolva. Da questo punto di vista credo che dovremmo cambiare radicalmente atteggiamento proprio perché il numero di crisi aziendali aperte è elevatissimo. L'elenco delle casse integrazioni e di tutti gli strumenti che vengono messi a disposizione dei lavoratori quando c'è una crisi aziendale è veramente lunghissimo e sembra più che altro un cimitero aziendale. Dunque dobbiamo riuscire a costruire politiche per rilanciare l'economia del Paese e far crescere il PIL. Se cresce il PIL, crescono anche le prospettive per le aziende che sono in crisi oggi e per quelle che vogliono investire (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Anche ai nostri alleati, che stanno votando insieme a noi il provvedimento in esame, ma con un punto di vista radicalmente diverso rispetto al nostro, diciamo che non possiamo accettare che esista nel Paese questa sorta di derby, fra le tutele che si devono garantire ai lavoratori e lo sviluppo delle imprese, quasi fossero due vasi comunicanti: se salgono le tutele, cala la possibilità di dare incentivi e sostegno alle imprese e viceversa. Crediamo invece che il meccanismo debba essere completamente contrario, cioè che dobbiamo rafforzare le imprese, per dare più tutele ai lavoratori (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Signor Presidente, con questo spirito abbiamo affrontato il tema dei raider . Ricordo il testo che era stato originariamente presentato, che trasformava i lavoratori autonomi in lavoratori subordinati, cosa che non volevano nemmeno i lavoratori stessi. Quell'impostazione è sbagliata. Aver invece conservato e preservato il carattere del lavoratore autonomo e aver dato la possibilità agli imprenditori di considerare ancora oggi conveniente l'investimento in questo Paese è un equilibrio corretto e giusto, che si è riuscito a realizzare grazie al nostro intervento. Invito i tanti che hanno criticato il jobs act in questi anni a pulirsi la bocca, rispetto a quello che hanno detto su quello strumento (Applausi dal Gruppo IV-PSI) perché è grazie al jobs act che si sono realizzate le tutele, che oggi sono previste per i rider . Al tempo stesso abbiamo criticato due misure. Collega Centinaio e colleghi della Lega, non potete fare i marziani: vi chiamerò E.T. d'ora in avanti. Se oggi abbiamo una manovra di bilancio da fare, con il PIL azzerato, è perché avete raddoppiato le clausole di salvaguardia dell'IVA e avete destinato quelle risorse a due misure di assistenza (Applausi dal Gruppo IV-PSI) : il reddito di cittadinanza, che avete votato voi e non abbiamo votato noi (Commenti del senatore Romeo) , e quota 100. Si tratta di due misure su cui avete deciso di investire le risorse a disposizione. Immaginate se oggi, le stesse risorse, pari a 12-13 miliardi di euro, le avessimo potuto investire sulla riduzione del cuneo fiscale e sul taglio delle tasse. (Applausi dal Gruppo IV-PSI. Commenti del senatore Bossi Simone) . Quello sì che avrebbe creato lavoro e sviluppo. Invece ci troviamo a fare una manovra di bilancio così, perché avete costruito le condizioni per non poter fare nessun investimento. Tornando al tema del jobs act , ricordo che quell'impianto era fondato sulla flessibilità delle aziende e non sulla precarietà (sono due cose diverse), sulla tutela per chi perde il lavoro, attraverso la Nuova assicurazione sociale per l'impiego (NASPI), per tutte le categorie e non soltanto per quelle che venivano protette prima che fosse istituita la NASPI, e sull'economia, stanziando più risorse sul Reddito di inclusione (REI). Se avessimo mantenuto queste tre gambe e fossimo andati avanti in quella direzione, oggi avremmo un sistema più sicuro per i lavoratori e uno sviluppo più certo per le imprese. Invece, con questo atteggiamento di furia, di chi deve distruggere tutto quello che è stato, ci siamo trovati nella condizione di aver interrotto un percorso virtuoso. Nonostante questo, il jobs act , tanto criticato, continua a funzionare, ha funzionato anche per i rider ed è grazie a quello strumento che siamo riusciti a dare più tutele a quei lavoratori. Naturalmente su questo siamo riusciti a trovare un compromesso, anche se avremmo voluto fare di più per questa categoria di lavoratori. Comunque abbiamo garantito, grazie al provvedimento in esame, la possibilità di mettersi in malattia o in maternità. Sono tutte garanzie che non erano previste e che oggi grazie a questo provvedimento siamo riusciti ad introdurre. Sull'Ilva cosa volete che vi dica, cari colleghi del MoVimento 5 Stelle?