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Il disegno di legge è volto a migliorare l'approccio al tema, che si concentra non più sulla disabilità, ma sulle persone con disabilità. Il focus si sposta quindi direttamente sulla persona, sull'individuo e sulla sua unicità. È un momento storico per oltre tre milioni di persone e le loro famiglie. Finalmente la legge sancisce il principio cardine e sacrosanto, cui da oggi non si potrà più derogare, dell'autodeterminazione della persona, con i suoi bisogni, attitudini e peculiarità. La mission del provvedimento, per il quale ringrazio il Governo e, in particolare, il ministro Erika Stefani, che dal giorno del suo insediamento ha dimostrato come si debba agire per migliorare la quotidianità delle persone con disabilità, è quella di introdurre misure che partano dai bisogni delle donne e degli uomini nella pienezza dei loro desideri e con le loro passioni, ambizioni e progetti di vita futura, arrivando a un progetto di vita personalizzato ed indipendente, a un sostegno specifico per ognuno e a un percorso ad hoc , basati su approcci multidisciplinari che rispettino e tengano conto dell'unicità di ogni vita. Dobbiamo tenere presente che dietro a ognuno di questi tre milioni e oltre di individui ci sono una storia e un bisogno diversi, che lo Stato ha il dovere di soddisfare, e un futuro che dev'essere preservato e garantito, seguendo le linee dettate dalla persona coinvolta e dalla sua famiglia. Questo disegno di legge restituisce dignità e pone un mattone fondamentale nel muro portante del percorso che si sta facendo, grazie all'impegno concreto del ministro Stefani, verso un'inclusione vera della persona con disabilità dal punto di vista lavorativo e sociale. La misura garantisce alla persona il riconoscimento della propria condizione anche attraverso una valutazione della stessa congruente, trasparente e agevole, che consenta l'esercizio di tutti i diritti civili e sociali, compresi il diritto alla vita indipendente e, quindi, all'inclusione sociale e lavorativa. Inoltre, il disegno di legge promuove l'autonomia della persona con disabilità e le condizioni di pari opportunità con gli altri, nel rispetto dei principi di autodeterminazione e di non discriminazione. Sono convinta che anche quest'Assemblea dimostrerà lo stesso senso di responsabilità dei nostri colleghi della Camera dei deputati. Stiamo scrivendo la storia su questo tema e abbiamo l'opportunità di far fare al nostro Paese un balzo in avanti di civiltà, con un decisivo stato di qualità. Per concretizzare questo aspetto, per passare dalla potenza all'atto, occorreva intervenire con un provvedimento che semplificasse e sburocratizzasse, rendendo più rapido e snello anche il sistema di riconoscimento della condizione di disabilità e allineandolo ai principi della Convenzione ONU. Sono queste le richieste delle persone con disabilità, delle loro famiglie, delle associazioni che si occupano di loro e delle amministrazioni, che finalmente hanno un punto di riferimento istituzionale e un canale aperto di dialogo e confronto costante. Dopo anni in cui si è parlato di inclusione in maniera spot , come uno slogan da sbandierare all'occorrenza, dopo anni in cui milioni di persone si sono sentite abbandonate, tutelate soltanto da normative farraginose e da troppi tecnicismi, finalmente si è cominciato a parlare in maniera seria di progetti e di soluzioni. Quello al nostro esame è dunque un provvedimento di civiltà, che tra le altre novità introduce la figura del Garante nazionale delle disabilità: una figura necessaria, che agevolerà il percorso di inclusione sociale. Si tratta di un tema che non ha colore politico e di un provvedimento che va al di là degli schieramenti e delle ideologie e che sta evidenziando una grande cooperazione tra i partiti, per arrivare il prima possibile al traguardo finale. In quest'Aula, infatti, grazie al nostro voto contribuiremo in maniera fattiva a migliorare la vita di moltissimi nostri concittadini e potremo dire di aver lasciato il nostro Paese un po' meglio - e un po' più equo - di come l'abbiamo trovato. Vi confesso che ho deciso di entrare in politica proprio per questo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il disegno di legge di delega in materia di disabilità, già votato all'umanità dalla Camera dei deputati, rappresenta l'attuazione di una delle riforme previste nella missione 5 del PNRR, Inclusione e coesione, componente 2, Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore. In Italia, nel 2019, le persone con disabilità erano più di 3 milioni e rappresentavano il 5,2 per cento della popolazione: una vera e propria emergenza sociale e una problematica complessa, con tantissime sfaccettature, che il provvedimento in esame affronta cercando di mettere dei punti fermi e di dare risposte concrete e chiare alle tantissime persone colpite da disabilità. Si tratta di persone la cui vita è stata segnata da una patologia che ne compromette, più o meno precocemente e per sempre, l'esistenza e il modo di vivere la quotidianità. Il fulcro di questo provvedimento è rappresentato da un progetto di vita personalizzato e partecipato, che consenta alle persone con disabilità di ridiventare protagoniste della propria vita e di ritrovare un vero e attivo percorso di inclusione sociale, comprendente progetti di vita indipendente, cercando di rimuovere le barriere e di semplificare l'accesso ai servizi. Come più volte ribadito dal presidente Conte, il MoVimento 5 Stelle ha fatto della problematica della disabilità e dell'attenzione alle persone fragili uno dei temi cardine delle sue politiche sociali. Il disegno di legge che oggi ci accingiamo ad approvare crea le condizioni normative adeguate a garantire alla persona con disabilità la piena cittadinanza, intesa come completa applicazione dei suoi diritti civili e sociali, e la sua inclusione lavorativa nella collettività, rispettando i principi della non discriminazione. Essa sancisce, ove mai ce ne fosse ancora bisogno, quello che lo spirito umanitario e la solidarietà sociale hanno sempre difeso e rispettato come valore fondante e inglobante del nostro essere collettività coesa, rispettosa dei diritti altrui e attenta soprattutto alle persone in difficoltà. Il messaggio è chiaro: non lasciare indietro nessuno. Questo non dev'essere semplicemente uno slogan propagandistico, ma un comportamento responsabile, che impegna e segna il nostro vivere comune, affinché sia rispettoso dei diritti delle persone con disabilità e attento alla loro piena inclusione sociale. Questa è l'Italia che vogliamo: più diritti e meno discriminazioni. (Applausi) . Punti fermi della legge sono gli obiettivi che essa vuole raggiungere per le persone con disabilità: un progetto di vita individuale personalizzato e partecipato che comporti una nuova prospettiva di vita in cui l'affettività, la socialità, il rispetto, il soddisfacimento dei loro bisogni sanitari, relazionali e ambientali, la valorizzazione delle loro potenzialità, il supporto e l'aiuto ai loro nuclei familiari rappresentino non più l'eccezione, ma la regola. Mettere al centro le persone con disabilità e non più ai margini della vita sociale è il cardine di questo progetto. Si tratta di un cambiamento, di uno stravolgimento radicale.