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si invita la Commissione di merito a sollecitare il Governo affinché valuti: a) in relazione all'articolo 1, comma 3, la necessità di allineare i termini entro i quali i soggetti interessati effettuano gli interventi di ristrutturazione edilizia per il risparmio energetico e antisismici per fruire della detrazione del 110 per cento delle spese ammissibili, alla data del 31 dicembre 2023; b) in relazione all'articolo 3, la necessità di definire indirizzi certi in merito alla cedibilità dei crediti d'imposta maturati a fronte degli investimenti effettuati ai sensi del programma Transizione 4.0, tenuto conto anche dei benefici che possono prodursi da tale circolazione dei crediti in termini di maggiore liquidità a disposizione delle imprese; c) al fine di sostenere lo sviluppo delle imprese che puntano sulla competitività e sulla crescita, la necessità di dare un ulteriore impulso a nuovi investimenti, indispensabili per favorire la ripresa, rifinanziando, con urgenza, la misura della "Nuova Sabatini", tenuto conto che gli effetti di tale strumento rischiano di esaurire la propria efficacia già nel mese di giugno per carenza di adeguate risorse a copertura del fabbisogno. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2207 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2207 La 10ª Commissione, esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge in titolo, premesso che, la crisi sanitaria generata dalla pandemia globale da Covid-19, ha provocato una caduta dell'economia globale a livelli mai registrati dal secondo dopoguerra. Secondo le ultime stime del FMI, il Pil globale ha subito, a causa della pandemia, una contrazione del 3,3 per cento nel 2020, con effetti più gravi sull'economia dell'eurozona dove si è registrata una contrazione complessiva del 6,6 per cento. Le previsioni per il 2021 del FMI prefigurano una buona ripresa dell'economia globale del 6,0 per cento, con l'eurozona stimata con un ritmo di crescita più lento e pari al 4,4 per cento. Tutte le principali economie dell'UE hanno registrato nel 2020 una forte contrazione del PIL (Germania -4,9 per cento; Francia -8,1 per cento; Italia -8,9 per cento; Spagna -10,8 per cento) , con un parziale recupero stimato nel 2021 dal FMI (Germania +3,6 per cento; Francia +5,8 per cento; Italia + 4,2 per cento; Spagna +6,4 per cento) , tuttavia non sufficiente a riportare il livello della produzione al periodo antecedente all'avvio della pandemia; le istituzioni dell'Unione europea, per fronteggiare i pesanti effetti economici e sociali causati dall'epidemia da COVID-19, hanno da subito assunto importanti decisioni. Nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, sono state previste, fra le altre misure: a) la sospensione del Patto di stabilità e crescita, attraverso l'applicazione della " general escape clause" ; b) la flessibilità accordata al regime degli aiuti di Stato; c ) l'avvio, da parte della Banca centrale europea, del programma Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) da 750 miliardi di euro (a giugno 2020, la BCE ha deciso un incremento del programma per ulteriori 600 miliardi di euro, per un totale di 1.350 miliardi di euro); d) il ricorso alla flessibilità nell'uso delle risorse della coesione; e ) il piano della Banca europea per gli investimenti (BEI) per attivare fino a più di 40 miliardi di euro di finanziamenti destinati alle piccole e medie imprese. Durante il Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 è stato concordato il Quadro finanziario pluriennale da 1.074,3 miliardi di euro a cui è stato affiancato il programma Next Generation EU (NGEU) con una dotazione di risorse aggiuntive pari a 750 miliardi di euro da destinare interamente alle azioni di contrasto alle conseguenze economiche della crisi sanitaria da COVID-19 e in particolare al sostegno di investimenti e riforme degli Stati membri che siano di impulso ad una rapida e duratura ripresa delle loro economie nazionali; considerato che, per l'accesso alle risorse del programma NGEU, l'Unione europea ha richiesto agli Stati membri di predisporre appositi Piani nazionali di ripresa e resilienza da far pervenire alla Commissione europea entro il 30 aprile 2021. Il Governo italiano, nel rispetto delle procedure e della tempistica prevista dalla Commissione europea, ha trasmesso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nel quale si prefigurano gli interventi per sostenere la ripresa economica nei prossimi anni e per affrontare i nodi strutturali che da tempo inibiscono un pieno e armonioso sviluppo economico e sociale del paese, la modernizzazione e la riduzione delle diseguaglianze e dei divari di genere, generazionali e territoriali acuitesi negli ultimi anni. Il PNRR mira ad utilizzare tutte le risorse che l'Unione europea ha messo a disposizione del nostro Paese e si basa, in linea con le raccomandazioni europee e gli obiettivi comunitari, su un forte aumento degli investimenti, su un significativo incremento della spesa per ricerca, istruzione, innovazione e digitalizzazione e su riforme mirate a incrementare la crescita potenziale, la competitività, l'equità e la sostenibilità sociale e ambientale; sono, inoltre, previste: la riforma della pubblica amministrazione, volta a favorire la semplificazione e l'efficacia dell'attività amministrativa, la digitalizzazione dei servizi, gli investimenti in capitale umano e il ricambio generazionale; la riforma della giustizia, volta a garantire la riduzione dei tempi dei processi, e smaltire gli arretrati giudiziari; sei riforme abilitanti trasversali; riforme settoriali finalizzate alla piena realizzazione degli investimenti, nonché la riforma del fisco che, pur non ricompresa nel PNRR, è parte integrante della strategia di riforme del Governo; il Piano si compone di sei missioni e sedici componenti per interventi complessivi pari a 191,5 miliardi di euro a valere sul Dispositivo di ripresa e resilienza (RRF); le suddette risorse sono state integrate dal Governo con lo stanziamento di ulteriori 30,6 miliardi per il finanziamento di un Piano nazionale complementare da affiancare al dispositivo europeo, nonché di ulteriori 26 miliardi da destinare, entro il 2032, alla realizzazione di opere specifiche, che includono, fra le altre, quelle relative al potenziamento delle linee ferroviarie ad alta velocità; il provvedimento in esame, all'articolo 1, dispone dunque l'approvazione del Piano nazionale per gli investimenti, finalizzato ad integrare con risorse nazionali per complessivi 30.622,46 milioni di euro (FNC), per gli anni dal 2021 al 2026, gli interventi del PNRR; il PNRR, pertanto, si compone di sei missioni e sedici componenti per interventi complessivi pari a 191,5 miliardi di euro a valere sul Dispositivo di ripresa e resilienza (RRF) a cui si aggiungono i 30,6 miliardi di euro a valere sul Fondo nazionale complementare (FNC). Le sei missioni sono così suddivise: