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(Forma) 1. La convenzione deve essere redatta, a pena di nullità, in forma scritta. Art. 4. (Contenuto della convenzione) 1. La convenzione deve precisare: a) il termine concordato dalle parti per l'espletamento della procedura; b) l'oggetto del conflitto o della controversia; c) le documentazioni e le informazioni necessarie per risolvere il conflitto o la controversia e i modi del loro scambio, nonché l’eventuale previsione che le parti possano ricorrere, per gli aspetti tecnici della questione, all'ausilio di esperti e consulenti; d) il mandato di dirimere il conflitto o la controversia; e) l'impegno delle parti, dei loro avvocati incaricati e di chiunque vi partecipi, a comportarsi con lealtà durante la procedura e a tenere riservate le informazioni non conosciute o non conoscibili che si sono scambiate durante la procedura, salvo concordare la possibilità di produrre in giudizio la relazione riguardante gli aspetti tecnici della questione, redatta con l'ausilio di esperti e di consulenti designati ai sensi della lettera c); f) i nominativi dell'avvocato negoziatore scelto da ciascuna parte ai sensi dell'articolo 1 e degli eventuali consulenti o esperti. Art. 5. (Capacità a stipulare la convenzione) 1. La convenzione può essere conclusa da qualsiasi persona che abbia la capacità di agire e di disporre dei diritti che ne formano oggetto, purché assistita da avvocato negoziatore, fatto salvo quanto previsto all'articolo 14. Art. 6. (Oggetto della convenzione. Limiti) 1. La convenzione non può essere stipulata al fine di risolvere conflitti e controversie sorti in relazione a diritti indisponibili, a status della persona, fatto salvo quanto previsto all'articolo 14, a questioni aventi ad oggetto controversie relative alla risoluzione del rapporto del lavoro dipendente ovvero ricorsi giurisdizionali avverso la certificazione dei contratti di lavoro o riguardanti la materia previdenziale. Art. 7. (Improcedibilità dei procedimenti oggetto di convenzione) 1. Quando è in corso una procedura partecipativa assistita da un avvocato è improcedibile qualsiasi ricorso, anche sommario o monitorio, al giudice per decidere sulla stessa controversia. Art. 8. (Provvedimenti di urgenza e cautelari nei procedimenti oggetto di convenzione) 1. La convenzione non preclude l'adozione di provvedimenti cautelari e di urgenza, nei procedimenti oggetto della convenzione medesima. Art. 9. (Omologazione dell'accordo e trascrizione) 1. Le parti, che a seguito della convenzione raggiungono un accordo per risolvere in tutto o in parte la loro controversia, possono prevedere, per il tramite dei propri difensori nominati nella medesima convenzione, di sottoporre con ricorso congiunto l'accordo per l'omologazione al presidente del tribunale territorialmente competente in base alle norme del codice di procedura civile. 2. L'accordo deve essere redatto in modo completo, dando esatto conto della materia del contendere, nei suoi elementi specifici, con la conseguente dichiarazione esplicita dei diritti su cui si intende transigere, rinunciare e conciliare. Le dichiarazioni generiche non hanno valore. 3. Il decreto di omologazione del presidente del tribunale costituisce titolo esecutivo e titolo per la trascrizione, l'annotazione, l'iscrizione o la cancellazione di qualsiasi formalità immobiliare. 4. Il presidente del tribunale può, con provvedimento motivato, rifiutare l'omologazione solo per le ipotesi in cui l'accordo sia contrario all'ordine pubblico o a norme imperative o riguardi diritti indisponibili, salvo quanto previsto dall'articolo 14. Della mancata omologazione sono avvertiti i consigli dell'ordine degli avvocati cui appartengono i legali designati, affinché valutino se la mancata omologazione costituisca fatto deontologicamente rilevante. 5. Il presidente del tribunale, se ritiene che gli accordi non siano completi o contengano dichiarazioni generiche ai sensi del comma 2, convoca le parti e i loro difensori invitandole a completare l'accordo o a chiarire i punti che potrebbero dare adito a controversia. 6. In caso di mancata presentazione dell'accordo per l'omologazione, l'accordo ha effetti solo negoziali tra le parti e non costituisce titolo esecutivo o titolo per la trascrizione, l'annotazione, l'iscrizione o per la cancellazione di qualsiasi formalità immobiliare. Art. 10. (Certificazione delle firme) 1. La certificazione dell'autenticità delle firme e l'attestazione che il contenuto dell'accordo corrisponde alla volontà delle parti avvengono ad opera e sotto la responsabilità degli avvocati che hanno partecipato alla procedura regolata dalla convenzione. Art. 11. (Annullamento, nullità e risoluzione dell'accordo) 1. L'accordo non può essere annullato per errore di diritto relativo alle questioni che sono state oggetto di controversia tra le parti. L'accordo può essere annullato ai sensi degli articoli 1971, 1973, 1974 e 1975 del codice civile. 2. L'accordo può essere dichiarato nullo ai sensi dell'articolo 1966, secondo comma, e dell'articolo 1972 del codice civile. 3. Costituisce illecito deontologico per l'avvocato impugnare un accordo alla cui stesura abbia partecipato. 4. L'accordo sottoscritto può essere oggetto di risoluzione per inadempimento, anche se il rapporto preesistente è stato estinto per novazione. Art. 12. (Effetti del mancato accordo) 1. Quando le parti non riescono a raggiungere un accordo, dopo aver esperito la procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato, se propongono la loro controversia dinanzi al giudice sono dispensate dall'obbligo di conciliazione o di mediazione, se previsto dalla legge. 2. La dichiarazione di mancato accordo è certificata dagli avvocati designati e, se le parti l'hanno previsto nella convenzione, può contenere le proposte conclusive di accordo rispettivamente formulate dai difensori delle parti, senza alcuna motivazione delle stesse. Art. 13. (Invito ad aderire alla procedura partecipativa di negoziazione assista da un avvocato. Effetti e trascrizione) 1. Quando, prima della proposizione di una domanda giudiziale, una parte, per il tramite del suo avvocato, ha invitato personalmente, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o atto equipollente, l'altra parte a ricorrere alla procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato e tale invito non è seguito da risposta o è seguito da rifiuto entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della proposta, la parte che l'ha proposto è dispensata dall'obbligo di conciliazione, se previsto dalla legge. 2. L'invito ad avviare una procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato entro trenta giorni dal ricevimento dello stesso deve indicare: a) il termine proposto per l'espletamento della procedura; b) l'oggetto del conflitto o della controversia; c) l'impegno a comportarsi con lealtà durante la procedura e a tenere riservate le informazioni non conosciute o non conoscibili che saranno scambiate durante la procedura, salvo concordare la possibilità di produrre in giudizio la relazione riguardante gli aspetti tecnici della questione, redatta con l'ausilio di esperti e di consulenti designati ai sensi dell'articolo 4 ;