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al riguardo, la Corte costituzionale si è più volte pronunciata (si veda la sentenza n. 197 del 2003 sulla legittimità costituzionale della legge di riforma del turismo n. 135 del 2001 e la sentenza n. 90 del 2006 sul conflitto di attribuzione Stato-Regioni sui porti). In particolare, la Consulta, nella sentenza n. 214 del 2006, riafferma che il turismo è materia di competenza legislativa residuale regionale. Siffatta competenza regionale "comunque non esclude la possibilità per la legge statale di attribuire funzioni amministrative al livello centrale e di regolarne l'esercizio" in base ai principi di sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione (articolo 118 della Costituzione); il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 ottobre 2008 identifica gli standard minimi e definisce le tipologie dei servizi forniti dalle imprese turistiche all'interno di un processo di armonizzazione sul territorio nazionale, di valorizzazione e sviluppo del sistema turistico. Sul punto, occorre considerare come l'emanazione del decreto, "Italy stars and rating", fu dettata dall'esigenza di armonizzare la classificazione delle strutture alberghiere così come la determinazione del numero di stelle da assegnare alle medesime. La ratio sottesa era, infatti, l'introduzione di standard minimi nazionali dei servizi e delle dotazioni per la classificazione. Il procedimento basato sul riconoscimento del possesso di alcuni requisiti minimi obbligatori, inerenti a differenti aree di valutazione, sembrava essere il metodo più efficace, in quanto garanzia di qualità effettiva del servizio erogato dalla struttura, ponendo una soglia minima da rispettare. In tal modo, si cercava di arginare la disomogeneità regionale creatasi sul punto. Inoltre, in pochi isolati casi, i sistemi di classificazione regionali prendono in considerazione gli standard qualitativi internazionali. Casi che costituiscono un'eccezione nel panorama italiano e che dovrebbero, invece, costituire la regola generale. Tuttavia, ad oggi, la situazione non risulta essere molto differente rispetto al passato e rischia, anzi, di rimanere quasi del tutto invariata ancora per lungo tempo. Il decreto citato non ha ancora prodotto effetti sensibili sui sistemi in vigore nelle varie regioni italiane; una classificazione ricettiva rigorosa ed omogenea è, quindi, di vitale importanza, costituendo, inoltre, un fattore altamente strategico per agevolare la presenza delle piccole strutture nei canali commerciali; lo stesso codice del turismo di cui al decreto legislativo n. 79 del 2011 riconosce agli enti locali la determinazione dei criteri e requisiti per la classificazione delle strutture ricettive alberghiere e paralberghiere; il principio di sussidiarietà, infatti, pur nel silenzio dell'articolo 117 della Costituzione, viene utilizzato come criterio di distribuzione non solo delle funzioni amministrative, ma anche di quelle legislative. A partire dalla sentenza n. 303 del 2003, la Corte costituzionale ha riconosciuto il principio di sussidiarietà legislativa quale principio implicito applicabile in presenza di un inestricabile intreccio di competenze tra Stato e Regioni e nella sussistenza di esigenze unitarie. Laddove lo Stato decidesse di allocare a livello centrale, presso le proprie istituzioni, funzioni amministrative che dovrebbero spettare alle Regioni, tale conferimento, in nome del principio di legalità, non potrebbe che comportarne anche la potestà legislativa, costituendo uno strumento di "flessibilizzazione" del riparto delle competenze legislative ex articolo 117 della Costituzione; considerato inoltre che: il "Recovery plan", tra le missioni ivi enucleate, annovera anche la "rivoluzione verde e transizione ecologica", per le quali vengono stanziati 68,6 miliardi di euro, con il fine di migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico assicurando una transizione equa e inclusiva. Le azioni principali prevedono, com'è noto, investimenti e riforme per l'economia circolare e la gestione dei rifiuti, promozione di fondi di energia rinnovabili, incentivi fiscali per incrementare l'efficienza energetica degli edifici ed investimenti per ridurre i rischi del dissesto idrogeologico; la rivoluzione e transizione ecologica può essere caratterizzata e valorizzata anche da azioni dirette al settore turistico. Basti pensare, a titolo meramente esemplificativo, all'incremento della raccolta differenziata, all'eliminazione della plastica monouso e delle confezioni monodose, alla raccolta delle acque piovane, alla produzione autonoma di energia e a tanti altri fattori di valutazione " green ". Ed ancora, gli obiettivi di una simile strategia possono essere raggiunti con l'applicazione di semplici buone pratiche quali la verifica e l'analisi delle modalità di gestione dei rifiuti e rilevazione dei consumi, il coinvolgimento e la formazione del personale in tal senso, il riciclo e il riutilizzo degli oggetti, l'informazione, la sensibilizzazione e il coinvolgimento della clientela. Un tale modo di procedere renderebbe il settore ricettivo un modello di sostenibilità, una nuova forma di ospitalità che si apre alla responsabilità sociale e ambientale, così come si realizzerebbe una gestione aziendale realmente efficace ed efficiente e verrebbe intercettata quella clientela, in crescita esponenziale, che si basa sulla green reputation della struttura alberghiera in occasione del proprio soggiorno; tra i criteri statuiti dalle Regioni e dagli enti locali volti all'attribuzione delle "stelle" per le strutture alberghiere (e quelle all'aria aperta) non si ricomprendono quelli volti ad attuare il principio del "rifiuto zero" che si inquadra nella politica di sostenibilità ambientale perseguita dal "Recovery plan", sintetizzabile in tre obiettivi: eliminare l'incenerimento dei rifiuti per strutturare un sistema di raccolta che aumenti la quantità di materiale differenziabile e ottimizzi la qualità del materiale da riciclare, diminuendo contestualmente la quantità di rifiuti prodotti; incentivare il riuso del materiale riciclato, la riparazione di oggetti e operare scelte di vita che diminuiscano la percentuale di scarti; sostenere la progettazione e la produzione di prodotti totalmente riciclabili, riutilizzabili e riparabili o il ricorso a strategie di riutilizzo dei materiali, impegna il Governo, nell'ambito delle proprie competenze e tenuto conto del quadro di misure già adottate, ad intraprendere, nel più breve tempo possibile, tutte le iniziative legislative idonee a ricomprendere tra gli standard minimi necessari per l'attribuzione delle "stelle", tutti quegli elementi e fattori qualitativi volti ad attuare la transizione ecologica e la gestione dei rifiuti prodotti dalle strutture alberghiere, in applicazione del principio della sussidiarietà legislativa. Atto n. 1-00419 COLLINA MISIANI MALPEZZI MARGIOTTA BOLDRINI ALFIERI ASTORRE BITI CIRINNA' CERNO COMINCINI D'ALFONSO D'ARIENZO FEDELI FERRARI FERRAZZI GIACOBBE IORI LAUS MANCA MARCUCCI MARILOTTI MIRABELLI NANNICINI PARRINI PINOTTI PITTELLA RAMPI ROJC ROSSOMANDO STEFANO TARICCO VALENTE VATTUONE VERDUCCI ZANDA - Il Senato, premesso che: