[ddlpres]

Da tale sentenza e da altri analoghi pronunciamenti si evince la necessità di una complessiva rivisitazione del ruolo e delle competenze di ARERA, in funzione di una più precisa distinzione fra i compiti di regolazione tecnica delle attività e quelli di programmazione e selezione delle priorità da riservarsi agli enti e organi della pubblica amministrazione elettiva, nonché di una chiarificazione dei criteri che devono ispirare le funzioni di tutela della concorrenza, che nella attività di ARERA non sembra adeguatamente tutelata, tanto che il richiamo a tale finalità ritualmente presente nelle determinazioni di ARERA finisce per assumere il ruolo di « copertura » e « legittimazione » di decisioni che viceversa comprimono indebitamente la libertà di iniziativa economica attraverso una regolamentazione soffocante e iniqua unicamente tesa ad erodere se non a cancellare i margini del profitto legittimamente perseguito dagli imprenditori del settore. Appare quindi corretto assumere che la regolamentazione introdotta da ARERA, che pretende di determinare autoritativamente in ogni loro aspetto i contenuti dei contratti e gli importi spettanti alle imprese, finisce per cancellare completamente (senza adozione di importanti e urgenti correttivi, che distinguano aspetti che è giusto e ragionevole sottoporre a regolamentazione pubblica da aspetti che invece devono essere rimessi alla autonomia negoziale e scaturire da un libero confronto concorrenziale) ogni profilo di libertà imprenditoriale e tutela della concorrenza. È prevedibile, inoltre, che nel processo di eterointegrazione dei contratti in essere, data l'enorme quantità di contratti di servizio da adeguare e la complessità della materia, gli enti locali si troveranno in forte difficoltà nel definire con l'appaltatore i contenuti del contratto integrativo da sottoscrivere e nell'impossibilità di rispettare la scadenza imposta, con la probabilità (abbastanza concreta) di dover gestire un contenzioso diffuso su tutto il territorio nazionale. In conclusione, gli interventi posti in essere da ARERA nella regolazione del ciclo della raccolta rifiuti presentano rilevanti criticità che appaiono lesive anzitutto della tutela degli utenti che, nel tempo, vedranno le tariffe incrementarsi sulla base dei costi inefficienti prodotti da poche aziende in regime di monopolio, nonché nei confronti degli enti locali che si troveranno a gestire una fase di contenzioso per la tutela dei contratti di appalto dagli esiti assai incerti e nei confronti del mondo dell'imprenditoria privata che in poco tempo vedrà annientarsi il valore costruito in decenni di attività nel proprio mercato di riferimento. Alla luce delle considerazioni e dei rilevi critici esposti, suffragati dall'esperienza che ha evidenziato le numerose difficoltà e criticità, sia per le imprese che per gli enti pubblici affidanti, si ritiene necessario un intervento del legislatore che ponga rimedio agli effetti negativi dell'eccesso di regolazione prodotto da ARERA anche in esorbitanza rispetto ai poteri già eccessivi (per le anzidette ragioni afferenti alla differenza tra i settori dell'acqua e dell'energia da un lato e quello dei rifiuti dall'altro) conferitile dalla legge n. 205 del 2017. In particolare, appare necessario eliminare ogni competenza di ARERA in ordine alla disciplina delle modalità di costituzione e regolamentazione del rapporto tra l'ente pubblico che affida il servizio in appalto o concessione e l'impresa appaltatrice o concessionaria, ivi compresi i profili tariffari, facendo invece salvo il ruolo da ARERA svolto per la fissazione di standard qualitativi del servizio o di obblighi di trasparenza, o ancora di garanzie per i cittadini, o di vigilanza sulla corretta e tempestiva approvazione degli atti di pianificazione dei servizi. Invero, mentre gli interventi relativi alle procedure di affidamento e alla determinazione in via autoritativa del corrispettivo si traducono in oneri impropri per le imprese e in una indebita compressione dell'autonomia negoziale di entrambe le parti del rapporto (impresa affidataria ed ente pubblico stazione appaltante) e in definitiva in una restrizione del libero confronto concorrenziale, le regole tese a disciplinare le modalità di erogazione del servizio possono contribuire a delineare, con interventi opportuni e non ingiustificatamente punitivi, modelli più avanzati di svolgimento del servizio idonei a incentivare il perseguimento di più elevati livelli di efficienza e di tutela per gli utenti. È in definitiva necessario rimodulare la normativa che attribuisce ad ARERA competenze regolatorie in materia di rifiuti, espungendo tutte quelle disposizioni che, sovrapponendosi alle regole che trovano la loro sede appropriata nel codice dei contratti pubblici o nel testo unico sui servizi pubblici, interferiscono in maniera impropria nel rapporto tra stazione appaltante e imprese affidatarie del servizio. Il presente disegno di legge si compone di tre articoli. L'articolo 1 reca i princìpi. L'articolo 2 ridefinisce i compiti dell'ARERA in materia di gestione del ciclo dei rifiuti. L'articolo 3 reca una disciplina transitoria.. Art. 1. (Princìpi) 1. Al fine di assicurare il perseguimento di livelli qualitativi essenziali minimi di servizio nel rispetto dei criteri di efficienza, economicità e concorrenzialità nonché dei poteri di programmazione e gestione delle regioni, degli enti locali e delle loro forme associative, sono attribuite all'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) funzioni regolatorie in materia di gestione del ciclo dei rifiuti volte ad assicurare un'adeguata definizione dei livelli minimi di qualità dei servizi, la trasparenza delle modalità di esecuzione dei servizi e degli obblighi dei gestori, la tutela dei diritti degli utenti, il monitoraggio sui risultati del sistema di regolazione e l'elaborazione di proposte di modifica e aggiornamento normativo. Art. 2. (Competenze dell'ARERA) 1. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, il comma 527 è sostituito dal seguente: « 527. Al fine di migliorare il sistema di regolazione del ciclo dei rifiuti, anche differenziati, urbani e assimilati, per garantire accessibilità, fruibilità e diffusione omogenee sull'intero territorio nazionale nonché adeguati livelli di qualità in condizioni di efficienza ed economicità della gestione, armonizzando gli obiettivi economico-finanziari con quelli generali di carattere sociale, ambientale e di impiego appropriato delle risorse, nonché di garantire l'adeguamento infrastrutturale agli obiettivi imposti dalla normativa europea, sono attribuite all'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente le seguenti funzioni di regolazione e controllo: a) definizione dei livelli di qualità dei servizi, sentiti le regioni, i gestori e le associazioni dei consumatori, nonché vigilanza sulle modalità di erogazione dei servizi; b) diffusione della conoscenza e della trasparenza delle condizioni di svolgimento dei servizi a beneficio dell'utenza; c) tutela dei diritti degli utenti, anche tramite la valutazione di reclami, istanze e segnalazioni presentati dagli utenti e dai consumatori, singoli o associati; d) verifica della corretta redazione dei piani di ambito esprimendo osservazioni e rilievi; e) formulazione di proposte relativamente alle attività comprese nel sistema integrato di gestione dei rifiuti in relazione alle condizioni di concorrenza dei mercati;