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il termalismo è uno strumento imprescindibile per la sanità pubblica, in ragione del trattamento a basso costo di numerose patologie cronico-corrosive ampiamente diffuse tra la popolazione e per l'apporto che già da tempo fornisce nel campo della riabilitazione, motoria e respiratoria, ma negli ultimi anni sta acquisendo sempre più rilievo nel sistema turistico nazionale in ragione della crescente domanda di "benessere termale" sempre più diffusa a livello sia nazionale sia internazionale; l'Italia occupa la terza posizione nella graduatoria europea delle destinazioni dell' health tourism , collocandosi dopo Germania e Francia. Tuttavia, se si considerano i soli stabilimenti termali, ovvero le sole strutture che erogano prestazioni di cura o benessere attraverso acque dalle riconosciute proprietà terapeutiche, l'Italia si posiziona al secondo posto in graduatoria, portandosi a ridosso della Germania; il sistema termale italiano, anche in ragione di questa evoluzione della domanda, è costituito da un'articolata rete di imprese che offrono alla clientela prestazioni e servizi sempre più all'avanguardia, anche grazie agli investimenti regionali e a quelli attivati mediante l'istituzione della fondazione per la ricerca scientifica termale, alimentata con il contributo della quasi totalità delle imprese del settore; considerato che: al pari di altri comparti del turismo, anche il settore termale è stato pesantemente colpito a seguito dell'emergenza sanitaria da COVID-19, al punto che un gran numero di aziende del comparto è oggi a rischio di sopravvivenza; le attività dei centri termali, a partire da marzo 2020 fino ad oggi, sono state sostanzialmente sospese, a seguito delle misure di contenimento degli spostamenti, con una conseguente riduzione della domanda di prestazioni e servizi superiore al 70 per cento, aggravata dal venir meno della quasi totalità della clientela straniera; la caduta della domanda ha determinato un pesante un calo del fatturato sia per le cure che per i soggiorni termali, che di fatto ha portato al sostanziale blocco degli investimenti per l'ammodernamento e l'ampliamento delle strutture termali, nonché per la realizzazione di nuove strutture ricettive o per la ristrutturazione di quelle esistenti; le conseguenze di tale situazione si sono riflesse sull'intero sistema economico che gravita intorno al turismo termale, con ricadute negative in termini di redditività e di riduzione di ore di lavoro per gli occupati, peraltro già penalizzati in quanto in larga parte lavoratori stagionali; rilevato che: per sostenere il rilancio del settore termale del nostro Paese occorre intervenire con soluzioni mirate e specifiche che garantiscano agli imprenditori e agli investitori certezze normative e risorse certe, anche al fine di permettere un'ordinata attività economica fondata sulla programmazione di investimenti nel medio e lungo termine e la definizione di strategie di ampio respiro; alla luce della situazione attuale, per il settore termale emerge in tutta evidenza l'urgenza di interventi in tema di liquidità, in ragione dei mancati introiti nel corso dell'ultimo anno e in tema di costi fissi legati ad imposte e tributi locali, alle tariffe elettriche e ai canoni di concessione, senza i quali la continuità operativa delle aziende del settore è a forte rischio; oltre agli effetti della crisi economica in atto, l'evolversi del mercato di riferimento, con la nuova offerta termale proveniente da altri Paesi europei ed extraeuropei, capaci di realizzare politiche commerciali e di marketing fortemente aggressive, rende necessario consentire al termalismo nazionale di ripartire e tornare a competere nello scenario internazionale a un livello paritario, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare con urgenza al fine di sostenere il rilancio economico e sociale del settore termale del nostro Paese e per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali, ivi compresi quelli dell'indotto; se intenda provvedere, nell'immediato, alla riduzione dei costi fissi a carico delle aziende termali, con particolare riguardo all'adozione di misure finalizzate: a) all'esenzione dalla seconda rata IMU 2021; b) alla riduzione, fino all'azzeramento, della TARI per l'anno in corso; c) alla riduzione delle tariffe elettriche; d) alla riduzione dei canoni di concessione mineraria dovuti nel 2021 per l'utilizzo delle acque termali; se intenda attivarsi per prorogare, per tutto il 2021, l'applicazione degli incentivi relativi al tax credit per la riqualificazione delle strutture ricettive termali e al credito d'imposta sulle locazioni e se intenda predisporre ulteriori strumenti agevolativi volti a favorire la ripresa degli investimenti a medio-lungo termine nel settore termale; quali iniziative intenda adottare per promuovere il nostro sistema del termalismo a livello nazionale ed internazionale e la valorizzazione dei territori termali, e se a tal fine intenda promuovere la creazione di una piattaforma dedicata al "sistema del turismo della salute e del benessere", con l'obiettivo di favorire flussi stabili di turisti e curandi verso gli stabilimenti termali del nostro Paese e lo sviluppo di un sistema di health tourism che assecondi una domanda specifica in forte espansione; se intenda adoperarsi affinché sia rafforzata l'erogazione delle cure termali a carico del servizio sanitario nazionale negli stabilimenti delle aziende termali accreditate e sia garantito che i cicli di riabilitazione possano essere erogati anche agli assistiti che presentano postumi riconducibili all'infezione da SARS-COV-2. Atto n. 3-02506 CROATTI GIROTTO Al Ministro del turismo Premesso che: il nostro Paese ha affrontato con grande forza e coraggio l'emergenza coronavirus, che ha avuto pesanti ripercussioni non solo per quanto attiene alla sfera della salute pubblica ma anche per l'intera economia; uno dei settori che maggiormente ha risentito degli effetti negativi dell'emergenza epidemiologica è proprio quello del turismo, messo letteralmente in ginocchio dall'impatto dell'epidemia e dalle restrizioni agli spostamenti che hanno generato un sostanziale azzeramento delle attività turistiche; oggi finalmente è arrivato il tempo di ripartire. Con la stagione estiva alle porte è arrivato il momento di mettere in atto le misure più efficaci per la ripartenza del turismo italiano nel più breve tempo possibile. Fortunatamente lo si può fare con un ministero completamente dedicato al settore, che tanto vale per l'intera economia italiana; diverse sono le sfide da affrontare; in questi giorni si assiste al grande successo che la campagna di vaccinazione sta avendo sulle isole minori: intere popolazioni completamente vaccinate che rendono le isole luoghi sicuri, COVID free , pronte per ricevere turisti, italiani e stranieri, e partire con la stagione turistica. Il prossimo passo potrebbe essere quello di consentire la vaccinazione di massa anche negli altri luoghi del turismo italiano con vaccinazioni prioritarie per gli operatori del turismo quali bagnini, camerieri e tutto il personale al servizio del settore; questa misura avrà sicuramente anche un forte impatto mediatico ed anzi potrà essere utilizzata come punto di forza per attrarre turisti, soprattutto stranieri, verso le nostre località turistiche. Gli interroganti credono che una massiccia campagna di comunicazione per attirare turisti dall'estero sia un altro tassello fondamentale per la ripartenza del settore; lo scorso anno si è potuto appurare ancor di più quanto il turismo straniero sia il vero punto di forza del comparto. La mancanza dei turisti stranieri ha generato un calo di circa 30 miliardi di euro.