[pronunce]

che anche le soglie di punibilità riferite alle imposte evase sono state modificate: quella dell'omessa dichiarazione, dagli originari 77.468,53 euro - scesi medio tempore a 30.000 euro per effetto del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, in legge 14 settembre 2011, n. 148 - è stata portata a 50.000 euro; quella della dichiarazione infedele è stata innalzata in modo ben più marcato, passando dagli originari 103.291,38 euro - scesi a 50.000 euro per effetto della citata novella del 2011 - a 150.000 euro: dunque, ad una cifra superiore a quella che il rimettente ha assunto come parametro ai fini dell'operazione di allineamento richiesta a questa Corte; che, da ultimo, mentre la pena della dichiarazione infedele è rimasta invariata (reclusione da uno a tre anni), quella dell'omessa dichiarazione è stata aumentata sia nel minimo sia nel massimo (reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni): il trattamento sanzionatorio delle due fattispecie non è, dunque, più omogeneo - come alla data dell'ordinanza di rimessione - essendo l'omessa dichiarazione punita in modo più severo; che va, quindi, disposta la restituzione degli atti al giudice a quo, per un nuovo esame della rilevanza e della non manifesta infondatezza della questione sollevata, alla luce del mutato quadro normativo. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 1, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE ordina la restituzione degli atti al Tribunale ordinario di Catania. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 maggio 2017. F.to: Paolo GROSSI, Presidente Franco MODUGNO, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 21 giugno 2017. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA