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Art. 6 Abrogazioni 1. Sono abrogati gli articoli 39, commi 3o, 4o e 5o, 45, comma 1o, 46, 47, 48 e 49 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124; l'articolo 26 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 12 dicembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 17 del 22 gennaio 2001. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 14 maggio 2001 CIAMPI Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri Bassanini, Ministro per la funzione pubblica Salvi, Ministro del lavoro e della previdenza sociale Visto, il Guardasigilli: Fassino Registrato alla Corte dei conti il 28 giugno 2001 Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 289 Note all'art. 6: - Per il il riferimento agli articoli 39, commi terzo e quarto, 45, comma primo, 46, 47, 48 e 49 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, abrogati dal presente regolamento, si vedano le note alle premesse. - Il decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale 12 dicembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 gennaio 2001, n. 17, s.o., reca: "Nuove tariffe dei premi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali delle gestioni: industria, artigianato, terziario, altre attività, e relative modalità di applicazione". - Si trascrive il testo dell'art. 26 del decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale 12 dicembre 2000, abrogato dal presente regolamento: "Art. 26 (Contenzioso amministrativo). - 1. Avverso i provvedimenti dell'Inail riguardanti l'applicazione delle tariffe dei premi compresi i provvedimenti adottati direttamente dall'Inail stesso ai sensi dell'art. 2, comma 3, il datore di lavoro può ricorrere direttamente - per il tramite della direzione regionale territorialmente competente - al consiglio di amministrazione dell'Inail nel termine e secondo le modalità previsti dagli articoli 45 e seguenti del testo unico, oppure presentare alla competente sede territoriale dell'Inail opposizione da spedire mediante raccomandata con avviso di ricevimento, entro trenta giorni dal ricevimento dei provvedimenti stessi. 2. Decorsi centoventi giorni dalla data di ricevimento della opposizione senza che sia intervenuta una pronuncia della sede dell'Inail, l'opposizione stessa si intende respinta. 3. Se l'opposizione viene in tutto o in parte respinta dalla sede dell'Inail oppure nel caso di mancata pronuncia nel termine di cui al secondo comma del presente articolo, il datore di lavoro può proporre ricorso al predetto consiglio di amministrazione - per il tramite della direzione regionale territorialmente competente - nel termine e con le modalità previsti dagli articoli 45 e seguenti del testo unico. Il provvedimento della sede dell'Inail di rigetto totale o parziale dell'opposizione deve essere motivato. 4. Nella opposizione alla sede dell'Inail o nel ricorso al consiglio di amministrazione medesimo, il datore di lavoro deve specificare per quali elementi contenuti nel provvedimento impugnato vengono formulate eccezioni e i motivi delle eccezioni stesse. 5. La decisione del consiglio di amministrazione è definitiva".