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per quanto riguarda la distanza dai capoluoghi dei 27 tribunali subprovinciali si va dai 110 chilometri di Locri (Reggio Calabria) ai 14 di Aversa (Caserta); la chiusura della sede distaccata del tribunale di Empoli (Firenze) è avvenuta a seguito della riforma della geografia giudiziaria introdotta del 2012 con la quale il Governo dispose la soppressione di 31 tribunali ordinari, di tutte le 220 sezioni distaccate e di centinaia di uffici del giudice di pace, tra cui Empoli e Castelfiorentino; presso l'ufficio del giudice di pace di Empoli è stato recentemente attivato anche l'ufficio di prossimità per soddisfare le esigenze dei cittadini in materia di volontaria giurisdizione; i numeri demografici giustificano il ritorno di un tribunale ordinario a Empoli e della relativa Procura della Repubblica. Avendo competenza sugli 11 comuni dell'empolese Valdelsa e i 4 del Valdarno inferiore, quello empolese si posizionerebbe al 93° posto su 137 uffici, risultando addirittura più grande di molti tribunali italiani istituti in città capoluogo di regione e di provincia; inoltre, il ritorno di un tribunale a Empoli consentirebbe anche di alleggerire il carico di lavoro gravante sul tribunale di Firenze, migliorandone l'efficienza, con un indubbio vantaggio per tutti i cittadini e le imprese del territorio e dell'intera città metropolitana di Firenze; in provincia di Firenze da tempo è emersa la necessità di riportare un tribunale subprovinciale ad Empoli con una Procura della Repubblica unica tra la Valdelsa e la Valdera; calcolando il numero dei residenti (242.000 circa) e la superficie del circondario (932 chilometri quadrati), il tribunale di Empoli sarebbe il 93°, su 137, per numero di abitanti, e 116° per area di competenza; all'ufficio del giudice di pace di Empoli, ripristinato il 1° aprile 2017, sono stati avviati 4016 procedimenti civili e 314 procedimenti penali; l'ufficio del giudice di pace di Empoli, tra le prime 100 sedi per numero di abitanti, è l'unico, insieme a Marano (Napoli), Treviglio (Bergamo) e Legnano (Milano), ad essere a carico del Comune e non dello Stato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario adottare iniziative normative per rivedere l'attuale geografia giudiziaria, prevedendo l'istituzione e l'apertura del tribunale ordinario e della Procura della Repubblica presso il tribunale di Empoli, nonché il consolidamento, con il passaggio a spese dello Stato, dell'ufficio del giudice di pace di Empoli. Atto n. 4-02657 RAMPI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: Adidas, che impiega circa 600 lavoratori in Italia, ha annunciato 41 nuovi licenziamenti; nonostante l'andamento molto positivo delle vendite nel nostro Paese, un aumento del fatturato del 15 per cento, un utile di circa 10 milioni di euro e l'aumento del 45 per cento del dividendo agli azionisti, Adidas ha deciso e comunicato lo spostamento delle attività di alcune funzioni importanti in altri Paesi dell'Unione europea, di fatto prevedendo una delocalizzazione delle attività che coinvolgono impiegati amministrativi della sede di Monza ed esternalizzazione di altre attività che coinvolgono anche Roma e Padova, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano incontrare al più presto le organizzazioni sindacali e le rappresentanze dei lavoratori che si stanno mobilitando a tutela dei livelli occupazionali; quali provvedimenti intendano assumere per provvedere a questa situazione a tutela del lavoro nel nostro Paese e per concordare un piano industriale sostenibile per le condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori che, pur contribuendo fortemente ai risultati positivi dell'azienda, vengono ingiustamente espulsi dal mercato del lavoro. Atto n. 4-02658 RAMPI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la vicenda della Mercatone Uno, ben conosciuta al Ministero dello sviluppo economico, non trova ancora una soluzione; non sono ancora state concretizzate le dichiarazioni di impegno comunicate e verbalizzate dai commissari e dal Ministero, nell'incontro con le organizzazioni sindacali, i rappresentanti dei lavoratori e le Regioni, a prorogare con la massima urgenza la cassa integrazione guadagni straordinaria fino al 23 maggio 2019; i 1.699 lavoratrici e lavoratori rischiano concretamente di non avere continuità del reddito, poiché l'attuale cassa integrazione straordinaria scade tra pochi giorni, il 31 dicembre 2019; restano da definire le misure urgenti ed indifferibili per garantire forme di integrazione salariale rispetto alla differenza tra l'importo della cassa integrazione straordinaria a tempo pieno e l'importo mensile che percepiscono le lavoratrici dimezzato a circa 400 euro mensili, a fronte delle rinunce imposte in occasione della cessione a Shernon Holding, che non ha mantenuto gli impegni, non ha corrisposto nessuna delle rate di pagamento all'amministrazione straordinaria ed è fallita beffando lavoratori e lo Stato, indagata per bancarotta fraudolenta; per diversi siti ancora senza possibili compratori è rilevante un tempo supplementare per individuare soggetti interessati, promuovendo bandi regionali di concerto con le istituzioni locali, si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda assumere per provvedere alla situazione a tutela del lavoro e della condizione economica di queste donne e di questi uomini. Atto n. 4-02659 SACCONE Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: con il decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, è stato approvato, tra l'altro, un regime speciale per la risoluzione delle problematiche di trasporto venutesi a creare nella città di Genova a seguito del crollo del viadotto Polcevera dell'autostrada A10 ed è stata all'uopo prevista la nomina di un commissario straordinario che, con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3008 del 5 ottobre 2018, è stato individuato nella persona del sindaco della città; a norma dell'art. 1, comma 5, del decreto-legge, "il Commissario straordinario opera in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea";