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a parere degli interroganti, appare molto discutibile il ricorso presentato dalla Sasol SpA che ha impugnato dinanzi al Tribunale amministrativo regionale il piano di qualità dell'aria della Regione Siciliana, sulla base di motivi capziosi che si muovono sul piano degli interessi economici piuttosto che sull'interesse alla salute e alla sostenibilità ambientale; tra le argomentazioni del ricorso, ad esempio, si cita il tentativo di addebitare il superamento dei valori soglia delle emissioni di alcuni inquinanti al traffico veicolare ovvero ad altre sorgenti emissive riconducibili a vari impianti non ben specificati; in un territorio altamente inquinato come quello del petrolchimico di Siracusa si ravvisa la necessità di implementare i sistemi di monitoraggio e non osteggiarli; il costante monitoraggio delle immissioni aeree inquinanti e la comunicazione delle risultanze è competenza dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa); si rileva la necessità di aggiornamento della normativa vigente che non prende valori di riferimento per contaminanti di interesse igienico-sanitario come l'idrogeno solforato e gli idrocarburi non metanici, e che non risulta adeguata relativamente alla definizione del periodo di mediazione per il benzene; in un seppur necessario bilanciamento tra interessi contrapposti, l'interesse economico e occupazionale non può prevalere sulla tutela della salute e dell'ambiente, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza degli allarmanti dati relativi alle immissioni inquinanti prodotte dagli impianti industriali della Sasol di Augusta e di Versalis di Priolo; sulla base di quali dati siano state concesse le autorizzazioni integrate ambientali agli impianti; quali iniziative intenda adottare al fine di colmare le lacune normative in relazione a quegli inquinanti che non trovano ancora riferimento nella disciplina vigente; quali iniziative intenda adottare al fine di garantire l'effettivo e costante rispetto dei valori soglia di emissioni aeree inquinanti prodotte dagli impianti industriali citati; quali iniziative intenda assumere al fine di predisporre l'implementazione delle strutture di controllo e dei sistemi di monitoraggio delle immissioni inquinanti aeree. Atto n. 4-01480 LEONE BOTTICI ANGRISANI LANNUTTI TRENTACOSTE ROMANO ORTIS DRAGO FENU ABATE MARINELLO CAMPAGNA GAUDIANO RICCIARDI EVANGELISTA DI NICOLA BOTTO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno Premesso che: la riscossione coattiva dei tributi rappresenta l'ultimo stadio del processo di riscossione e consiste nell'avviare, sulla base di un titolo esecutivo, le procedure cautelari ed esecutive necessarie per il recupero forzato del credito; ai sensi dell'art. 7, comma 2, lettera gg - quater ), del decreto-legge n. 70 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011, a decorrere dal 30 giugno 2016, i comuni effettuano la riscossione coattiva delle proprie entrate, anche tributarie; l'attuale quadro normativo permette agli enti locali, nell'ambito della riscossione coattiva dei tributi, di scegliere tra due strumenti alternativi: l'iscrizione a ruolo delle somme non pagate, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, da attivarsi tramite il sistema degli agenti di riscossione, nell'ambito del quale, in seguito alla conversione del decreto-legge n. 193 del 2016, dalla legge n. 225 del 2016, è stata prevista la soppressione della società "Equitalia Servizi di Riscossione SpA" a decorrere dal 1° luglio 2016 e le funzioni del servizio nazionale di riscossione sono affidate ad un ente pubblico economico denominato "Agenzia delle Entrate- Riscossione"; l'ingiunzione fiscale di cui all'art. 2 del Regio decreto n. 639 del 1910, utilizzabile nel caso in cui l'ente locale decida di optare per la gestione diretta della riscossione coattiva, in conformità al principio della potestà regolamentare ad esso riconosciuta dall'art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997, ovvero, mediante l'affidamento ai soggetti, di cui all'articolo 53, comma 1, della medesima disposizione; l'art. 4, comma 2- sexies , del decreto-legge n. 209 del 2002, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 265 del 2002, stabilisce che "I comuni e i concessionari iscritti all'albo di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, di seguito denominati "concessionari", procedono alla riscossione coattiva delle somme risultanti dall'ingiunzione prevista dal testo unico di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, secondo le disposizioni contenute nel titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, in quanto compatibili". Il successivo comma 2- septies statuisce che "Ai fini di cui al comma 2- sexies il sindaco o il concessionario procede alla nomina di uno o più funzionari responsabili per la riscossione, che esercitano le funzioni demandate agli ufficiali della riscossione e ai quali sono altresì demandate le funzioni già attribuite al segretario comunale dall'articolo 11 del citato testo unico di cui al regio decreto n. 639 del 1910. I funzionari responsabili sono nominati fra le persone la cui idoneità allo svolgimento delle funzioni è stata conseguita con le modalità previste dall'articolo 42 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112"; ai sensi dell'articolo 42, comma 1, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 "Gli ufficiali della riscossione sono nominati dal concessionario fra le persone la cui idoneità allo svolgimento delle funzioni è stata conseguita con le modalità previste dalla legge 11 gennaio 1951, n. 56, e dalle altre norme vigenti; con il regolamento di cui all'art. 31 della legge 8 maggio 1998, n. 146, nel rispetto dei criteri ivi indicati, sono individuati gli organi competenti al procedimento e stabilite le regole di svolgimento degli esami di abilitazione. " Il successivo comma 1- bis precisa che "All'indizione degli esami per conseguire l'abilitazione all'esercizio delle funzioni di ufficiale della riscossione si procede senza cadenze temporali predeterminate, sulla base di una valutazione delle effettive esigenze del sistema di riscossione coattiva dei crediti pubblici"; considerato che: appare evidente come nell'ambito della riscossione coattiva, esista la necessità di una figura chiave per l'espletamento delle procedure cautelari ed esecutive, e che tale ruolo potrebbe essere assolto dall'ufficiale giudiziario, quale pubblico ufficiale, dipendente pubblico in forza presso il tribunale, che svolge le funzioni proprie del suo ufficio ai sensi del Regio decreto n. 639 del 1910, compresa la notifica di tutti gli atti amministrativi e giudiziari, nonché appunto, l'esecuzione dei titoli esecutivi;