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L'articolo 11 disciplina il Documento triennale di programmazione e di indirizzo, proposto dal MAECI e dal MEF limitatamente all'esercizio delle competenze di cui all'articolo 4 approvato prima dal Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo e poi dal Consiglio dei ministri. Con tale Documento il Governo definisce nella sua collegialità le linee generali d'indirizzo strategico triennale della cooperazione allo sviluppo. In base allo stesso articolo al MAECI spetta anche l'onere di redigere, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, con cadenza annuale, una relazione sulle attività di cooperazione svolte nell'anno precedente, che dia conto anche della partecipazione dell'Italia a banche, fondi di sviluppo ed organismi multilaterali, quantificandone i relativi oneri. L'articolo 12 tratta dei poteri di indirizzo e controllo del Parlamento, espletati tramite le Commissioni parlamentari competenti, in merito al documento di programmazione triennale, agli schemi di regolamento previsti dal disegno di legge. L'articolo 13 prevede un allegato allo stato di previsione della spesa del MAECI, che indicherà tutti gli stanziamenti assegnati dal bilancio dello Stato al finanziamento di politiche di APS. È inoltre previsto che una relazione curata dal MAECI e contenente dati ed elementi sull'utilizzo di tali stanziamenti oltre ai risultati conseguiti rispetto agli obiettivi prefissati, sia allegata al rendiconto generale dello Stato. L'articolo 14 fissa la composizione, i compiti e le regole essenziali di funzionamento del Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (CICS), cui viene attribuito il compito di assicurare la programmazione ed il coordinamento di tutte le attività di cooperazione, nonché la coerenza delle politiche nazionali con la stessa cooperazione allo sviluppo, oltre alla funzione di rappresentare, nell'ambito del procedimento di formazione della legge di stabilità, le esigenze di risorse finanziarie necessarie per l'attuazione delle politiche di cooperazione allo sviluppo. È inoltre posto in capo al MAECI l'obbligo di fornire supporto tecnico, operativo e logistico al CICS. È infine previsto che all'attuazione delle disposizioni dell'articolo in analisi le amministrazioni interessate debbano fare fronte tramite le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. L'articolo 15 prevede l'istituzione, con apposito decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di una Conferenza nazionale per la cooperazione allo sviluppo, strumento permanente di partecipazione, consultazione e proposta, composta dai principali soggetti pubblici e privati, profit e non profit , con compiti essenzialmente consultivi. Il capo IV si sofferma sulla nuova architettura istituzionale chiamata a gestire la cooperazione allo sviluppo prevedendo tre organismi fondamentali: l'Agenzia, la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo (DGCS) del MAECI ed il Comitato congiunto per la cooperazione allo sviluppo. L'articolo 16, comma 1, definisce la natura della futura Agenzia attribuendole personalità giuridica di diritto pubblico e sottoponendola al potere di indirizzo e sorveglianza del MAECI. Al comma 2 viene delineato il meccanismo generale di operatività dell'Agenzia, prevedendosi l'approvazione delle iniziative di importo superiore a due milioni di euro da parte del nuovo Comitato congiunto di cui al successivo articolo 20. Il successivo comma 3 descrive le attività fondamentali dell'Agenzia, specificando le differenti fasi delle iniziative di cooperazione, individuando modalità e soggetti attraverso cui essa opera e quelli con cui coopera. Nel comma 4 si dispone che altre Amministrazioni pubbliche possano fare ricorso all'Agenzia, per gli interventi di cooperazione di loro iniziativa, al fine di beneficiare da questa dell'erogazione di servizi assistenza e supporto tecnico, regolandone i rapporti con apposite convenzioni. È in questa sede anche contemplato che l'Agenzia possa acquisire incarichi ed eseguire programmi e progetti dell'Unione europea, di banche, fondi ed organismi internazionali, oltre a promuovere forme di partenariato con soggetti privati per specifiche iniziative e realizzare quelle finanziate totalmente da privati. Si prevede, inoltre, che la stessa Agenzia interagisca con strutture ad essa analoghe all'estero. Il comma 5 disciplina la procedura di nomina del direttore dell'Agenzia, del quale vengono poi specificati i compiti negli articoli seguenti, tra i quali è compresa l'adozione di un regolamento interno di contabilità per l'Agenzia la cui procedura di approvazione è disciplinata al comma seguente. Il comma 7, invece, disciplina la sede dell'Agenzia, stabilendo quella principale a Roma e prevedendo la possibilità in capo al direttore, previa autorizzazione del Comitato congiunto, di istituirne o sopprimerne altre all'estero. Il comma 8 disciplina l'invio all'estero di personale dell'Agenzia. Il potere di deciderne l'invio è posto in capo al direttore previa autorizzazione del Comitato congiunto e nei limiti delle risorse finanziarie assegnate. Il medesimo comma disciplina, inoltre, le modalità di accreditamento del personale inviato all'estero, oltre alle modalità di raccordo con la rete delle rappresentanze diplomatiche e consolari. A tal riguardo è previsto l'inquadramento operativo del personale in parola nell'ambito delle direttive del Capo missione, sul quale è posto anche un compito di vigilanza e coordinamento. Il comma si conclude con la previsione di un raccordo dell'Agenzia, in loco , anche con le organizzazioni della società civile. Segue una serie di commi (da 9 a 12) che dispongono in capo all'Agenzia l'onere di realizzare e gestire una banca dati della cooperazione e di adottare un codice etico in conformità con quello del MAECI. Si richiama inoltro il controllo successivo degli atti da parte della Corte dei conti. Il comma 13 prevede, infine, la redazione dei regolamenti per l'adozione dello Statuto sull'Agenzia, col quale disciplinare altre importanti materie relative al corretto funzionamento della stessa, oggetto di puntuale elenco nel testo di legge. Il successivo articolo 17 attribuisce autonomia di bilancio all'Agenzia ed elenca le risorse finanziarie ad essa attribuibili, definendo quelle riservate ad attività di APS come impignorabili. L'articolo 18 tratta dell'organico dell'Agenzia, precisando nel dettaglio le procedure di copertura in relazione alle singole categorie di personale inquadrabili nella nuova struttura. È inoltre definita la disciplina dei rapporti di lavoro per gli impiegati locali all'estero, ben chiarendo che, in caso di chiusura anticipata dell'ufficio dell'Agenzia all'estero presso il quale sono stati assunti, non sarà possibile ricollocare il suddetto personale in altro ufficio sito nello stesso o in altro Paese. L'articolo 19 ridetermina ruolo ed attribuzioni della DGCS del MAECI, rinviando all'emanazione di un successivo regolamento il riordino delle norme relative al MAECI in funzione dell'istituzione dell'Agenzia e la conseguente soppressione di non meno di sei strutture di livello dirigenziale non generale in seno al Ministero.