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Il senatore ALFIERI ( PD ) propone al relatore di integrare la proposta di relazione in preparazione con una osservazione, di cui dà conto ai Commissari, concernente gli autoveicoli targati dei residenti di Campione d'Italia. Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ), in primo luogo, rende esplicita l'esigenza, di carattere generale, che l'esame di provvedimenti, come quello in titolo, da parte della Commissione, venga preceduto, in via propedeutica, da un'adeguata documentazione, tale da consentire, con la dovuta trasparenza, una disamina ponderata e approfondita dei provvedimenti stessi. In secondo luogo, passando a valutare nel merito il disegno di legge di delegazione europea 2019, dissente con l'impostazione del relatore che, di fatto, va a conferire alla 3 a Commissione un vaglio residuale del medesimo disegno di legge, laddove, a suo avviso, sarebbe invece opportuno che, per le sue competenze estese e di natura generale attinenti la politica estera nazionale ed europea, la Commissione medesima si impegnasse in una idonea azione di verifica a 360 gradi delle questioni che le vengono sottoposte. Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), nel segnalare che l'A.S. 1721 rappresenta un provvedimento di grande rilevanza per l'Italia, auspica, visto che esso abbraccia una serie eterogenea di materie e di settori, che la Commissione esteri, prima di procedere all'adozione della sua relazione, attenda anche gli approfondimenti che stanno svolgendo all'uopo le altre Commissioni permanenti. Il presidente PETROCELLI , nel replicare ai colleghi testé intervenuti, li rassicura facendo presente che, avuto riguardo all'esame del predetto Atto Senato, verrà applicata la consueta procedura seguita nelle Commissioni in sede consultiva, non essendo possibile seguire procedimenti inappropriati o non considerati dalla prassi e dal Regolamento del Senato. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. IN SEDE REFERENTE A.S. 1702 Ratifica ed esecuzione del Protocollo sui registri delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, fatto a Kiev il 21 maggio 2003 DDL 1702 Ratifica ed esecuzione del Protocollo sui registri delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, fatto a Kiev il 21 maggio 2003 (Esame e rinvio) Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica del Protocollo sui registri delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, la cui stesura risale al maggio del 2003. Il Protocollo, adottato dalla riunione straordinaria del 2003 sulla Convenzione di Aarhus relativa all'accesso all'informazione in materia ambientale, ratificato finora da 37 Paesi e dall'Unione europea e in vigore dall'ottobre 2009, rappresenta il primo strumento internazionale, legalmente vincolante, che obbliga le Parti a istituire inventari o registri nazionali sulle emissioni e dei trasferimenti in aria e acqua di specifiche sostanze inquinanti provenienti dai principali settori produttivi e dagli stabilimenti industriali. Il suo scopo principale è quello di agevolare la partecipazione del pubblico ai processi decisionali in campo ambientale e di contribuire a prevenire e ridurre l'inquinamento dell'ambiente. Il testo  adottato nel quadro dell'UNECE, la Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite  ricomprende ed amplia gli strumenti normativi già esistenti a livello di Unione europea e nazionale, ovvero l'inventario europeo denominato EPER ( European Pollutant Emission Register ), finalizzato a raccogliere le informazioni sulle emissioni in aria e acqua di specifiche sostanze inquinanti, e la «dichiarazione INES» (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti), che, in ambito nazionale, ha assicurato, per il tramite dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), tale raccolta informativa. Il relatore evidenzia come il contenuto del Protocollo risulti in concreto già attuato in Italia e nel territorio dell'Unione europea mediante il Regolamento europeo n. 166 del 2006, che, relativo all'istituzione di un registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, ha disposto l'aggiornamento del precedente registro EPER (ora sostituito dallo E-PRTR , European Pollutant. Release and Transfer Register ) e l'ampliamento del campo di indagine da 50 a 91 sostanze inquinanti, da 12 mila ad oltre 24 mila stabilimenti industriali, da 56 a 65 settori di attività. In Italia, inoltre, nel dare attuazione alle disposizioni europee, sono state individuate le autorità competenti per la valutazione delle dichiarazioni PRTR  il Ministero dell'ambiente e l'ISPRA  e sono state stabilite tempistica e modalità di presentazione della dichiarazione da parte degli interessati, ovvero i gestori dei complessi industriali. Composto da trenta articoli e da quattro allegati, il Protocollo in esame, dopo aver precisato il proprio scopo (articolo 1) e offerto un quadro delle definizioni utilizzate (articolo 2), individua gli elementi fondamentali di un sistema di registri di emissioni e trasferimenti di sostanze inquinanti (articolo 4) e i contenuti del registro (articolo 6). Fissa quindi gli obblighi di comunicazione che ciascun Paese parte è tenuto a far rispettare ai gestori o ai proprietari degli impianti (articolo 7), nonché il periodo di notificazione, gli elementi necessari per la raccolta e registrazione dei dati, la valutazione qualitativa delle informazioni comunicate e la garanzia di accesso del pubblico alle informazioni (articoli 8-11). Gli ulteriori articoli disciplinano la partecipazione del pubblico alla realizzazione dei registri nazionali delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (articolo 13), l'accesso alla giustizia per quanti si ritengano lesi nel proprio diritto ad essere informati (articolo 14), la cooperazione internazionale e le riunioni fra le Parti (articolo 16) e gli strumenti di modifica del Protocollo (articolo 20). Organi interni del Protocollo sono la Riunione delle Parti, ovvero l'organo decisionale preposto all'implementazione del documento internazionale (articolo 17), e il segretariato, ovvero l'organo esecutivo della Commissione economica per l'Europa (articolo 21). Infine, il Protocollo detta norme per la risoluzione delle controversie (articolo 23), esclude che possano essere ammesse delle riserve alle disposizioni del testo (articolo 28) e stabilisce le modalità per la sua denuncia (articolo 29). Gli Allegati al Protocollo individuano, rispettivamente, le attività (Allegato I), le sostanze inquinanti (Allegato II), le operazioni di smaltimento e recupero (Allegato III) e la procedura di arbitrato in caso di controversie (Allegato IV). Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. L'articolo 3, nel porre una clausola di invarianza finanziaria, stabilisce che le amministrazioni pubbliche interessate provvedano all'attuazione del provvedimento in esame con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. La ratifica del Protocollo - conclude il relatore - non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e con gli altri obblighi internazionali assunti dal nostro Paese.