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se il Governo sia a conoscenza dei fatti descritti; se intenda attivarsi per promuovere le iniziative, anche di carattere normativo, necessarie a prevedere e prevenire situazioni come quelle descritte in premessa; se, alla luce del gravissimo scandalo, non ritenga doveroso attivarsi per i doverosi risarcimenti a favore dei risparmiatori raggirati; quali misure urgenti intenda attivare per prevenire truffe, raggiri, usi, abusi ed ordinari soprusi a danno delle famiglie e dei risparmiatori, colpiti da prassi truffaldine, con la complicità di chi dovrebbe vigilare e tutelare. Atto n. 4-06410 LANNUTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia Premesso che: il 25 febbraio 2021 l'avvocato deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto è stato nominato sottosegretario per la giustizia. Prima della nomina, l'avvocato onorevole Sisto ha assistito l'ingegnere Annalisa Formosi (presidente dell'ordine degli Ingegneri di Brindisi poi sospesa dall'ordine) nel processo a Potenza sulla cosiddetta cricca del giudice civile di Brindisi, Gianmarco Galiano; Galiano e Formosi, insieme ad altre 19 persone sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, abuso d'ufficio, riciclaggio, autoriciciclaggio, falso in atto pubblico. Per il procuratore di Potenza, Francesco Curcio e la sostituta Sarah Masecchia, il giudice Galiano, ritenuto a capo di un'associazione composta da 13 persone, si sarebbe appropriato anche di parte dei risarcimenti, per un importo totale pari a 450.000 euro, ottenuti dai familiari di una ragazza morta nel 2007 a seguito di un incidente stradale e di un bambino nato con traumi permanenti per colpa medica. Galiano avrebbe inoltre abusato delle sue funzioni giudiziarie, "facendone in alcuni casi moneta di scambio o strumento di indebita pressione - da quanto sostenuto dall'accusa - coinvolgendo in parte nelle sue attività illecite imprenditori e liberi professionisti che ricevevano nomine e incarichi presso il Tribunale di Brindisi, quale giudice civile o fallimentare". Il giudice Galiano e Annalisa Formosi sono stati arrestati il 28 gennaio 2021 insieme ad altre quattro persone e poi rimessi in libertà. Il prossimo 12 gennaio 2022 si svolgerà l'udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Potenza Salvatore Pignata; considerato che: nel processo davanti al Tribunale penale di Potenza sono coinvolti diversi magistrati, ma contrariamente a quanto accaduto in casi analoghi, anche nel corso dell'anno corrente 2021, il Ministero della giustizia non si è costituito parte civile; fino alla nomina a sottosegretario, l'onorevole avvocato Francesco Paolo Sisto è stato legale di Annalisa Formosi . Poi ha rimesso l'incarico in quanto come Sottosegretario di Stato si è verificata la condizione di cui all'art. 20 della legge professionale forense n. 247 del 31 dicembre 2012, che comporta la sospensione temporanea dell'esercizio dalla professione di avvocato sino alla cessazione dell'incarico conferitogli dal Governo, si chiede di sapere: per quale ragione in un processo penale che vede imputati alcuni alti funzionari dello Stato per gravi reati contro la pubblica amministrazione il Ministero di competenza non si sia costituito parte civile; se si ritenga in relazione al caso di specie violata la legge sulle incompatibilità (legge n. 215 del 2004) con - a quanto consta all'interrogante - l'espediente della sostituzione del precedente difensore con un avvocato del medesimo studio, che sembrerebbe essere il figlio del Sottosegretario. Atto n. 4-06411 LEZZI DESSI' Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: in data 17 dicembre 2021 veniva pubblicato un articolo dal quotidiano "il Fatto Quotidiano" on line a firma del giornalista Thomas Mecknison, dal titolo "Dogane, Minenna sposta la comunicazione sotto la sua direzione. E ingaggia una società privata per rispondere ai giornalisti"; l'articolo riferiva che il direttore Marcello Minenna avrebbe ingaggiato contrattualmente con un "contratto personale", a tutela della propria immagine e a spese proprie, una società privata, denominata Comin&Partners, specializzata nella comunicazione di crisi e nella lobby nei settori regolati dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli; nel medesimo pezzo si riferisce anche che la Comin avrebbe interloquito con i mezzi di informazione su argomenti di competenza dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, la cui trattazione dovrebbe essere di esclusiva pertinenza degli Uffici di comunicazione interni di ADM, composti da dipendenti pubblici e personale all'uopo formato e selezionato, cosi come previsto dalla legge n. 150 del 2000; considerato che: se detta circostanza corrispondesse al vero, ci si troverebbe di fronte ad una grave violazione del segreto di ufficio, in quanto sarebbe stata messa a parte di informazioni riservate relative ad una indagine interna su un tema particolarmente delicato, una società esterna ingaggiata privatamente dal direttore Minenna a tutela della propria immagine; l'articolo riporta inoltre che la Comin assiste o ha assistito società che operano nei settori regolati e sotto il controllo di ADM, come British American Tobacco, Philip Morris, Lottomatica, SNAM rete gas; considerato che sul sito internet della Comin, viene espressamente pubblicizzata l'attività di lobby svolta con un apposito capitolo intitolato "Regulatory and public affairs"; ritenuto che dai fatti esposti si rilevano, a parere degli interroganti, numerose criticità e gravi violazioni della legge, delle buone prassi e delle procedure amministrative ed in particolare di quanto previsto dall'art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica n. 62 del 2013, che prevede l'incompatibilità del pubblico dipendente per "rapporti di credito o debito significativi"; atteso che ai sensi dell'ordinamento di ADM è il direttore generale Marcello Minenna ad adottare gli atti di concessione o autorizzatori in favore degli operatori economici in materia di energie, alcooli, oli minerali, giochi e tabacchi; ritenuto che avendo lo stesso attualmente un rapporto contrattuale con la Comin&Partners per la tutela della propria immagine, di cui non si conoscono i dettagli, ma che prevede il pagamento di un corrispettivo, lo stesso risulterebbe attualmente debitore della predetta società ai sensi di legge, società che risulterebbe in possesso di informazioni riservate di ADM; visto che la situazione di incompatibilità per conflitto di interessi, ai sensi della richiamata normativa, generatasi a seguito della stipula del predetto contratto, determina una situazione di conflitto di interessi permanente, e non sanabile, determinando, a giudizio degli interroganti, una incapacità permanente del Minenna a ricoprire il ruolo dallo stesso attualmente ricoperto, senza esporre al rischio di compromissione i rilevantissimi interessi pubblici dell'Ente dallo stesso diretto, anche in considerazione dei vantaggi informativi di cui i clienti della Comin potrebbero beneficiare nei settori regolati da ADM;