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Se gli 85 milioni di euro che abbiamo stanziato non bastano, come credo, lei deve chiedere già da ora più risorse, già dal prossimo provvedimento. Un'idea che noi metteremo in campo con un emendamento è poi quella di trasformare il bonus 18 app , che è stata una iniziativa del Governo Renzi. Visto che, purtroppo, i nostri ragazzi non potranno andare al museo, al cinema, a teatro, diamo loro almeno la possibilità di spendere risorse per acquistare un PC, un tablet o una webcam . Perché, poi, non realizziamo, già da ora, un'unica piattaforma informatica dedicata esclusivamente al nostro sistema di istruzione? Infine, ogni docente deve essere dotato di un PC per svolgere la propria mission , anche da remoto, e deve essere formato per questo. Credo che questa emergenza potrà durare a lungo - e anche smettere di essere emergenza - e noi non possiamo essere organizzati con un filo volante provvisorio. Non possiamo inoltre procedere in ordine sparso, non possiamo lasciare le scuole da sole. In questi giorni si fanno tavoli con decine di fornitori, alcuni dei quali hanno cercato di cogliere l'occasione per inserire qualche "cavallo di troia", con soluzioni inizialmente gratuite che poi, una volta diventate indispensabili, genereranno canoni e spese. Sono stati messi insieme, senza una precisa strategia, fornitori di contenuti con provider che forniscono connessioni; multinazionali di software con fornitori di hardware . Così non va bene. Bisogna semplificare la scuola e alleggerirla di burocrazia. Serve un'azione decisa dal Ministero che orienti le scuole. Usiamo il poco tempo che avremo per i nostri studenti e non per gli adempimenti burocratici. Signor Ministro, c'è poi lo strumento democratico per eccellenza, la TV. Usiamola; sfruttiamo la TV pubblica, la RAI. Organizziamo, come stanno facendo in Spagna, videolezioni per tutti gli studenti dai sei ai sedici anni, coprendo tutta la fascia dell'obbligo: cinque ore al giorno per cinque giorni a settimana. Questo si può fare da subito. Sono molti i temi di cui dobbiamo discutere, Ministro. È per questo che abbiamo insistito per la sua presenza in Aula e, probabilmente, sarà anche necessario che torni. Dobbiamo capire come fare gli esami di maturità e terza media; se aprire le scuole a giugno a luglio; la valutazione. Tutta la popolazione scolastica chiede chiarezza. Io apprezzo gli sforzi che lei sta compiendo, ma dobbiamo fare molto di più. Sulla mobilità dei docenti non possiamo proseguire come se nulla stesse accadendo. Fermiamo la macchina e concordiamo nuove modalità. Spostiamo, intanto, i termini di maggio. Anche sulle supplenze bisogna che si metta in campo un percorso di chiarezza. Attenzione, poi, anche alle scuole paritarie. Non le citiamo, le dimentichiamo, ed invece è importante occuparci anche di loro e anche delle rette che le famiglie devono pagare per servizi che non sono più svolti e che, però, non possiamo caricare sulle spalle delle scuole paritarie. Pertanto, anche su questo, credo che il suo Ministero debba proporre un provvedimento ad hoc . Lo faremo noi, con un emendamento al prossimo decreto, ma credo che il Ministero debba darci una mano. Dobbiamo essere pronti per i due scenari. Anche se credo che lo scenario della riapertura della scuola sia quello molto più improbabile, è però uno scenario anche più semplice da organizzare. Con la riapertura a maggio, sarebbe consigliabile prolungare fino alla fine di giugno la conclusione delle lezioni, ma eliminando tutto il tempo che normalmente viene destinato alla burocrazia e modificando gli esami di fine ciclo. Se io penso che le scuole, normalmente, in quei mesi svolgono un'attività volta all'adozione dei libri di testo (che comporta riunioni di consigli per l'anno successivo, riunioni di consigli di classe, collegi dei docenti, andirivieni di rappresentanti) e che nel 2009 fu deciso di mantenere gli stessi libri di testo per cinque anni, io credo che non sia sconvolgente se noi, per il prossimo anno, lasciassimo gli stessi libri di testo, anche facendo risparmiare le famiglie. Mi risulta, invece, che uffici del Ministero, spinti dagli editori, cercano la strada per far fare alle scuole le adozioni dei testi, addirittura facendo sfogliare i libri in rete. Io credo che anche questo percorso vada stoppato. Gli esami di terza media potrebbero essere alleggeriti e, quindi, durare solo l'ultima settimana di giugno o la prima di luglio, ammettendo tutti agli esami, senza fare scrutini finali, e facendo le valutazioni solo a conclusione degli esami, che quest'anno potrebbero essere soltanto orali. Gli esami di maturità, anche in questo caso, saltando i consigli di classe per decidere le ammissioni, potrebbero avvenire solo con la prova orale o solo con commissioni interne, anche qui azzerando ogni tipo di burocrazia. Questo, se lo scenario è quello più improbabile. Se, invece, lo scenario, che io credo più probabile, fosse quello che le scuole non riapriranno, il Ministero deve già attrezzarsi per prevedere esami a distanza. Molte università stanno laureando gli studenti online , per cui non vedo perché non potrebbe farlo la scuola; pensiamoci per tempo, evitando di arrivare a quei giorni in una condizione di difficoltà organizzativa. Serve una strategia, occorre modificare le norme e non usare il digitale per fare esattamente quello che prima si faceva di presenza, altrimenti vorrebbe dire fare un uso distorto del digitale. Concludo anch'io ringraziando gli insegnanti - mi fa piacere, signor Ministro, che lei l'abbia fatto con enfasi più volte - che sostengono i ragazzi scandendo le loro giornate e dando un'idea di normalità in tempi che normali non sono, ma sono assolutamente eccezionali. Ringrazio i dirigenti scolastici, i genitori ed anche gli studenti, che non vanno a scuola ma hanno imparato altro. La lezione più importante che potessero imparare è che la vita all'improvviso può cambiare e che tutte le certezze possono venir meno in un secondo. Il Covid-19 inoltre li ha immunizzati contro l'incompetenza e gli apprendisti stregoni. Esattamente come la mia generazione fu segnata dal coraggio di Falcone e Borsellino e molti scelsero di fare l'avvocato o il magistrato, tanti sogneranno di diventare medici, infermieri, farmacisti e scienziati. Come abbiamo già detto, siamo contrari al "6 politico", da un lato perché abbiamo formato i nostri ragazzi sull'importanza e il valore del merito, dall'altro lato perché ci fidiamo degli insegnanti che, nell'esprimere la loro valutazione per i ragazzi, sapranno comprendere la difficoltà del momento e la maturità conquistata in questi momenti di smarrimento. Infine, un ultimo pensiero va a tutti ragazzi all'estero, che stanno facendo l'esperienza del programma Erasmus. Le difficoltà di rimpatrio e il disagio psicologico e fisico dovuto all'isolamento stanno trasformando il sogno di molti in un incubo. Le chiedo di non dimenticarsi di loro; vanno sostenuti. È importante d'altro canto lanciare un messaggio per il futuro: