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Ne consegue ad esempio l'irrilevanza fiscale delle crypto-to-crypto trades che non cristallizzano la manifestazione di ricchezza, riscontrabile soltanto nel momento in cui il contribuente ritorna alle valute tradizionali realizzando in quel momento la plusvalenza imponibile, nonché l'irrilevanza fiscale delle operazioni che consentono di acquisire gratuitamente, a qualunque titolo, valute virtuali (come ad esempio staking, yield farming , ecc.), per le quali similarmente la manifestazione di ricchezza si verifica nel momento in cui il contribuente ritorna alle valute tradizionali (peraltro, in base al metodo Last In, First Out - LIFO che caratterizza la determinazione delle plusvalenze, le valute virtuali così acquisite saranno considerate le prime ad essere cedute). Viene poi sancito, in continuità con l'impostazione del TUIR in materia di valute estere, che l'imponibilità è subordinata alla condizione che il contribuente possieda complessivamente valute virtuali per un controvalore superiore a 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi continui e disciplinata, con criteri analoghi a quelli già adottati nel TUIR in riferimento ai metalli preziosi, la determinazione della plusvalenza imponibile anche nel caso in cui al contribuente manchi la documentazione del costo di acquisto o un valore di acquisto soggetto a tassazione. Si prevedono inoltre modifiche in materia di monitoraggio fiscale, chiarendo che, similmente a quanto già previsto per i conti correnti e depositi all'estero, il mancato obbligo di monitoraggio sia consentito nel caso in cui il valore massimo complessivo raggiunto dalle valute virtuali possedute dal contribuente nel periodo d'imposta non sia superiore a 15.000 euro. Si statuisce poi, ai fini dell'imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero (IVAFE), la non imponibilità delle valute virtuali, già riconosciuta nella prassi dell'Amministrazione finanziaria. In considerazione della non imponibilità ai fini dell'IVAFE, nonché delle forti oscillazioni di valore che possono riguardare le valute virtuali nel corso di un singolo periodo d'imposta, si chiarisce altresì che gli obblighi di monitoraggio fiscale sono adempiuti avendo riguardo al costo o al valore di acquisto soggetto a tassazione. Si introduce una norma di rideterminazione dei valori di acquisto delle valute virtuali su base opzionale, sul modello già conosciuto della rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni non quotate. In base a tale norma, il contribuente può, sulla base di un'apposita perizia giurata, versare un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi basata su aliquote progressive e ottenere così il riconoscimento fiscale, quale valore di acquisto, del valore al 1° gennaio 2022. Si precisa inoltre che i professionisti che effettuano le perizie, iscritti all'albo dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, nonché nel registro dei revisori legali, sono soggetti alle disposizioni previste dal codice civile e penale in materia di responsabilità della consulenza effettuata, con riferimento agli obblighi informativi previsti e della correttezza nello svolgimento delle medesime perizie giurate, a seguito del conferimento del mandato d'incarico ricevuto. Quale effetto premiale della rideterminazione dei valori e considerata l'incertezza finora esistente, il comma 11 prevede un'apposita esimente da sanzioni per l'omesso monitoraggio fiscale nei periodi d'imposta precedenti a quello in cui è posta in essere la rideterminazione dei valori, a condizione che nella dichiarazione dei redditi relativa al 2021 presentata nel 2022 il contribuente provveda ad indicare le valute virtuali interessate nel quadro RW per il monitoraggio fiscale e adotti a tal fine, a partire da tale dichiarazione dei redditi, il nuovo valore rideterminato quale controvalore di riferimento. In definitiva, il presente disegno di legge è finalizzato a contribuire alla regolamentazione delle valute virtuali, la cui definizione in un quadro normativo certo e determinato può ridurre fortemente i tentativi di attività criminose, riciclaggio di denaro e frodi fiscali. Il riconoscimento e l'impiego di tale nuova tecnologia digitale nel settore finanziario potrà fornire un fondamentale impulso allo sviluppo del sistema delle imprese, in particolare di quelle di piccola e media dimensione, nell'ambito della complessa compliance regolamentare degli strumenti finanziari della nuova economia, sul fronte della capitalizzazione e della crescita della filiera, in grado di generare nuove sinergie importanti per il sistema Paese.. 1 (Definizione in materia di valute virtuali) 1 Ai fini delle disposizioni di cui alla presente legge, si definisce « unità matematica » l'unità minima matematica crittografica, statica o dinamica, suscettibile di rappresentare diritti, con circolazione autonoma. La valuta virtuale di cui all'articolo 1, comma 2, lettera qq) , del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, come modificata dal comma 2 del presente articolo, è una forma di unità matematica. 2 Al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 1, comma 2: 1 la lettera ff) è sostituita dalla seguente: « ff) prestatori di servizi relativi alla conversione di valuta virtuale in valute aventi corso legale e viceversa: ogni persona fisica o giuridica che fornisce a terzi, a titolo professionale, anche online , servizi funzionali alla conservazione di valuta virtuale e alla loro conversione da ovvero in valute aventi corso legale »; 2 la lettera qq) è sostituita dalla seguente: « qq) valuta virtuale: una rappresentazione di valore digitale che non è emessa o garantita da una banca centrale o da un ente pubblico, non è necessariamente legata a una valuta legalmente istituita, non possiede lo status giuridico di valuta o moneta, ma è accettata da persone fisiche e giuridiche come mezzo di scambio e può essere trasferita, memorizzata e scambiata elettronicamente »; b all'articolo 3, comma 5, la lettera i) è sostituita dalla seguente: « i) i prestatori di servizi la cui attività consiste nella fornitura di servizi di cambio tra valute virtuali e valute aventi corso forzoso e viceversa »; c all'articolo 23, comma 2, lettera b) , sono aggiunti, in fine, i seguenti numeri: « 5- bis ) servizi relativi all'utilizzo di valuta virtuale, nel caso in cui l'operazione di cambio tra valute virtuali e valute aventi corso forzoso non superi il valore di 150 euro; 5- ter ) servizi di portafoglio digitale, nel caso in cui la detenzione, la memorizzazione o il trasferimento di valute virtuali non superi il valore di 150 euro ». 3 All'articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , comprese le unità matematiche ». 2 (Misure fiscali in materia di valute virtuali) 1 Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 44, comma 1, lettera h) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , e i rapporti attraverso cui possono essere gratuitamente acquisite, a qualunque titolo, valute virtuali »; b all'articolo 67: 1 al comma 1: 1.1)