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Riordino del sistema preospedaliero e ospedaliero di emergenza-urgenza sanitaria. Onorevoli Senatori . – La gestione della pandemia da COVID-19 ha contribuito a evidenziare le carenze del sistema di emergenza-urgenza del Paese, anche se alcuni sistemi regionali hanno reagito meglio di altri, per esempio utilizzando le non poche risorse umane e strumentali che, a inizio pandemia, sono state messe a disposizione dal Governo, mentre altre non hanno saputo coglierne e quindi valorizzarne l'importante apporto. Partendo da questo assunto si è ritenuto ritenuto di porvi rimedio proponendo una revisione sostanziale dell'intero sistema, coniugando prevenzione e riordino del Sistema di emergenza-urgenza preospedaliera e ospedaliera. Una particolare attenzione è stata data alla valutazione e al controllo degli impieghi e degli esiti, in una parola alla tracciabilità, indispensabile per la sostenibilità in chiave universalistica del Sistema sanitario a partire dall'emergenza-urgenza e dalla continuità assistenziale di prossimità della persona e della famiglia. Il suo riordino quale architrave dell'evoluzione ordinamentale, insieme all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), non può infatti prescindere da una revisione funzionale e organizzativa che dia certezza ed evidenza, entro una cornice ben delineata, di un corretto e appropriato impiego delle risorse disponibili, agendo in maniera preventiva e superando distorsioni e deviazioni di qualsiasi genere, con un effettivo rafforzamento delle catene di approvvigionamento, nonché investendo nel capitale umano debitamente formato, dovendosi, al tempo stesso, superare la presenza di sprechi con meccanismi regolatori atti a coniugare la riqualificazione della spesa sanitaria e il miglioramento della salute dei cittadini. Da qui la centralità dei controlli negli impieghi e negli esiti essendo non più rimandabili la loro reingenerizzazione secondo principi di terzietà e trasparenza, tanto nella gestione corrente quanto negli investimenti di ammodernamento e messa a norma e in sicurezza secondo livelli essenziali di emergenza-urgenza e continuità assistenziale integrata con la medicina territoriale, l'ammodernamento digitale in ambito ospedaliero e l'innovazione delle strutture, sia in termini di processi sia di infrastruttura tecnologica e strumenti informatici, al fine di promuovere la transizione verso una Sanità sostenibile e in sicurezza, nonché la riduzione dell'impatto di tali processi sull'ambiente. Partendo quindi dalle realtà regionali e nazionali, non solo europee, che hanno dimostrato di saper affrontare meglio di altri anche la situazione pandemica, si definiscono tempi, modi e parametri innovativi per la tutela della salute dei cittadini, assicurando sostenibilità economica e universalità del sistema, nella prospettiva di una progressiva adozione del Numero unico delle emergenze (NUE) 112, in linea con i dettami europei. Solo con valutazioni derivanti da comparazioni in grado di preservare quanto di buono sin qui è stato realizzato, inserendolo in un riordino complessivo del sistema e coniugando prevenzione e medicina predittiva nell'aggiornamento del sistema di emergenza-urgenza da integrare con la medicina di cure primarie, riteniamo sia possibile assicurare risposte omogenee sul territorio in termini di efficacia, efficienza, tempestività, equità e qualità del servizio offerto. La finalità dell'evoluzione del Servizio sanitario nazionale deve essere infatti quella di far sì che produzione e ricerca in ambito sanitario e assistenziale si concretizzino con il massimo del beneficio per la domanda e con il minimo della spesa: vale a dire, dare di più spendendo meno e meglio senza l'applicazione di tagli lineari. Ne deriva che occorre sviluppare le condizioni atte a garantire un rapporto virtuoso fra ricerca, produzione, erogazione e controllo dei costi. Da qui riteniamo che sia giunto il momento di investire in un sistema di valutazione e di controlli che sia in grado di monitorare il servizio in tempo pressoché reale evitando il solito conflitto controllore-controllato e mettendo da parte ogni autoreferenzialità sulla base di indicatori oggettivi e misurabili, con premialità e penalità, che incentivino effettivamente i comportamenti virtuosi e disincentivino quelli dannosi, siano essi di natura strettamente personale o professionale. Tale sistema di valutazione deve riguardare tutto ciò che gli erogatori e gli operatori – siano essi pubblici o privati – fanno, al fine di limitare al massimo le inefficienze, le negligenze e le imperizie facilmente intercettabili in via preventiva incardinando la funzione presso un' authority indipendente. Si prospetta quindi l'introduzione di un sistema di rating sul modello dell'agenzia Standard Ethics da affidare, a regime, all'Autorità garante della concorrenza e del mercato che si avvarrà delle tecniche di sperimentazione in Machine Learning sulla base del modello definito dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), alla quale spetta invece l'incarico di sviluppare, in via sperimentale, un sistema unico integrato Stato-regioni di rating per il periodo 2021-2026. Il rating è una procedura dei cui benefici potranno godere innanzitutto gli utenti, perché obbliga tutti i produttori a una maggiore attenzione alla qualità e all'efficienza delle procedure stesse, con ciò sviluppando anche indirettamente le migliori condizioni per la sostenibilità in chiave universalistica del nostro Servizio sanitario nazionale, perché tutti avranno interesse a una competizione virtuosa. L'impiego di tecniche di Machine Learning , che prevede metodi avanzati di elaborazione e analisi dei dati, ha l'obiettivo di valutare tra l'altro il livello di correlazione tra gli indicatori, il metodo di attribuzione dei rating sul singolo indicatore e del rating complessivo di struttura, nonché l'eventuale necessità di integrare ulteriori indicatori, in modo tale da validare un modello utile al raggiungimento delle dimensioni previste nel nuovo sistema finalizzato a mettere in relazione i Livelli essenziali di assistenza (LEA) erogati con una valutazione multidimensionale della qualità dell'assistenza (sicurezza, efficacia, efficienza, appropriatezza clinica e organizzativa, ecc.) secondo parametri oggettivi e misurabili, tenuto conto della specificità e della complessità di definizione del fabbisogno e del costo standard di riferimento, nonché delle componenti imprescindibili di equità sociale e partecipazione (qualità percepita e umanizzazione cure) e della necessità di personalizzazione del servizio basata sull'utenza tipica. Si prevede inoltre un aggiornamento sistemico dei LEA di emergenza-urgenza pre-ospedaliera congiuntamente a quelli del servizio di emergenza ospedaliero, di territorializzazione delle cure, di ospedalizzazione domiciliare e di domiciliarizzazione tecnologicamente assistita integrata con la medicina di base, chiamando a concorrere tutti gli erogatori di servizi pubblici e privati, accreditati e a contratto. Il sistema proposto pertanto non si fonda solo su competenze sanitarie e tecnologie tipicamente ospedaliere, ma soprattutto sull'appropriatezza degli accertamenti diagnostici, di cura e di stabilizzazione dei parametri vitali di livello avanzato, in sinergia con la medicina territoriale, quale servizio di continuità assistenziale evoluto e integrato, agendo per rafforzare l'effettiva messa a regime del fascicolo sanitario elettronico comprensivo del piano individuale terapeutico farmacologico eventualmente anche socio-sanitario.