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Il credito d'imposta è riconosciuto a condizione che il versamento sia eseguito tramite banche o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ed è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo a partire dalla dichiarazione dei redditi relativa al periodo nel corso del quale è effettuata l'elargizione, ovvero in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del citato decreto legislativo n. 241 del 1997. Ferma restando la ripartizione in tre quote annuali di pari importo per i soggetti titolari di reddito d'impresa, il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del citato decreto legislativo n. 241 del 1997. L'eventuale ammontare del credito d'imposta non utilizzato può essere fruito nei periodi d'imposta successivi. Il credito d'imposta di cui al presente comma non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive, e non è cumulabile con altra agevolazione fiscale prevista a fronte delle medesime erogazioni. 9. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono definite le modalità di fruizione del credito d'imposta di cui al comma 8 e delle altre agevolazioni previste dal presente articolo. 10. Entro il termine di approvazione del rendiconto del comune socio fondatore, l'assemblea dei soci approva, su proposta del consiglio di amministrazione, la relazione annuale sulla gestione, predisposta ai sensi del comma 12. 11. Entro trenta giorni dall'approvazione del rendiconto di cui al comma 10, la relazione sulla gestione deve essere approvata dal consiglio comunale del comune socio fondatore. 12. La relazione annuale sulla gestione deve indicare: a) quali iniziative sono state poste in essere al fine di promuovere iniziative di innovazione sociale; b) gli effetti sull'offerta di servizi pubblici delle iniziative di cui alla lettera a) , in termini di incremento dell'offerta medesima nonché del soddisfacimento dei bisogni sociali; c) i risparmi di spesa derivanti dall'innovazione sociale introdotta nell'ambito dei servizi pubblici locali; d) l'entità dei finanziamenti erogati alle imprese start-up innovative a vocazione sociale; e) l'impatto sociale prodotto dalle iniziative di cui alle lettere a) , b) e d) . Titolo V STRATEGIA NAZIONALE PER L'INNOVAZIONE SOCIALE Art. 14. (Strategia nazionale per l'innovazione sociale e legge annuale sull'innovazione sociale) 1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, istituisce, senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica, un organismo indipendente con il fine di promuovere il dibattito e le iniziative concrete nell'ambito dell'innovazione sociale, favorendo la collaborazione tra attori pubblici, le imprese start-up innovative a vocazione sociale e gli organismi del terzo settore, nonché attraverso forme di consultazione pubblica e il coinvolgimento dei cittadini nell'individuazione di soluzioni innovative in campo sociale. 2. L'organismo indipendente di cui al comma 1 predispone annualmente una raccolta delle buone pratiche attuate nel settore dell'innovazione sociale implementate a livello comunale, provinciale e regionale, al fine di favorirne lo scambio tra i soggetti interessati. 3. Entro il 31 marzo di ogni anno, l'organismo indipendente di cui al comma 1 presenta al Presidente del Consiglio dei ministri e alle competenti Commissioni parlamentari una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente e le linee guida per la definizione di una Strategia nazionale per l'innovazione sociale, con la quale sono individuate le politiche da attuare per favorire la diffusione e l'impatto strutturale dell'innovazione sociale, nonché per promuovere la diffusione delle imprese start-up innovative a vocazione sociale. 4. Entro sessanta giorni dalla data di trasmissione al Presidente del Consiglio dei ministri della relazione e delle linee guida di cui al comma 3 il Governo, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, presenta alle Camere il disegno di legge annuale sull'innovazione sociale. 5. Il disegno di legge di cui al comma 4 contiene le principali misure che si intendono adottare per attuare la Strategia nazionale per l'innovazione sociale, con particolare riferimento alle misure in grado di migliorare l'efficienza dell'offerta dei servizi pubblici di carattere sociale e i potenziali risparmi in termini di spesa pubblica. 6. Il Governo allega al disegno di cui al comma 4 una relazione che evidenzi: a) lo stato di attuazione degli interventi previsti dalla normativa vigente, indicando gli effetti che ne sono derivati per i cittadini in termini di miglioramento dell'offerta di servizi pubblici di natura sociale; b) gli effetti valutati in termini di impatto sulla finanza pubblica delle innovazioni introdotte in attuazione della Strategia nazionale per l'innovazione sociale; c) gli effetti della normativa vigente in termini di sviluppo delle imprese start-up innovative a vocazione sociale. Titolo VI NORME FINANZIARIE Art. 15. (Copertura finanziaria) 1. Agli oneri di cui alla presente legge, pari a 400 milioni di euro a decorrere dall'anno 2025, si provvede a valere sulle maggiori entrate e sui maggiori risparmi di spesa di cui ai commi 2, 3 e 4. 2. Le dotazioni di competenza e di cassa relative alle missioni e ai programmi di spesa degli stati di previsione dei Ministeri, con esclusione delle spese destinate ai nuclei familiari e al sociale, alle pensioni, all'occupazione, all'istruzione e alla previdenza, sono ridotte in misura lineare per un ammontare di 250 milioni di euro a decorrere dall'anno 2025. Su proposta dei Ministri competenti, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da adottare entro il 30 aprile 2025, le predette riduzioni di spesa possono essere rimodulate in termini di competenza e di cassa nell'ambito dei pertinenti stati di previsione della spesa, fermo restando il conseguimento dei risparmi di spesa realizzati in termini di indebitamento netto della pubblica amministrazione e a invarianza di effetti sui saldi di finanza pubblica. 3. Entro il 28 febbraio 2025, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, sentito il Ministero dell'economia e delle finanze e il Ministero delle imprese e del made in Italy , individua i sussidi di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, oggetto di rimodulazione e di eliminazione al fine di conseguire risparmi di spesa e maggiori entrate per un ammontare pari a 150 milioni di euro a decorrere dall'anno 2025. Con apposito provvedimento legislativo, su proposta del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica e del Ministro dell'economia e delle finanze, sono adottate, entro il 30 aprile 2025, le misure atte a garantire i risparmi di spesa e le maggiori entrate di cui al primo periodo.