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La Relatrice prosegue osservando che, data la minaccia terroristica ancora costante, in una dichiarazione comune del 13 novembre 2020, i ministri degli Affari interni dell'UE hanno invitato la Commissione a rivedere il mandato di Europol affinché possa sostenere ulteriormente gli Stati membri nella prevenzione e nel perseguimento dei reati di terrorismo. Le modifiche al regolamento prevedono quindi disposizioni che permetteranno all'Agenzia di ricevere dati personali direttamente da soggetti privati, analizzarli e domandare agli Stati membri di chiedere ad altre parti private di condividere informazioni complementari. Europol fungerà pertanto da canale tecnico per gli scambi fra gli Stati membri e le parti private (e potrebbe inoltre agire come punto di contatto qualora non sia chiaro quale Stato membro abbia la competenza giurisdizionale), l'iniziativa legislativa darà inoltre la possibilità agli Stati membri o alla Procura europea (EPPO) di poter usufruire del sostegno di Europol nelle indagini penali (grazie all'analisi di serie di dati ampie e complesse, affrontando la sfida dei "big data" per le autorità di contrasto e rispettando nel contempo il quadro giuridico applicabile), e la proposta rafforza altresì il ruolo di Europol in materia di ricerca e innovazione (consentendo all'Agenzia di fornire un sostegno efficace agli Stati membri nello sviluppo e nell'uso delle nuove tecnologie). Inoltre, al fine di rafforzare il ruolo dell'Agenzia nel sostenere l'azione degli Stati membri e la loro cooperazione nella prevenzione e nella lotta contro le forme di criminalità che ledono un interesse comune oggetto di una politica dell'Unione, la proposta prevede che essa possa chiedere anche a un singolo Stato membro di avviare, svolgere o coordinare un'indagine penale su tale reato, anche se questo non ha carattere transfrontaliero. Per quanto riguarda la valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, rileva anzitutto che la base giuridica della proposta è individuata nell'articolo 88 del TFUE, che prevede la procedura legislativa ordinaria per determinare le competenze di Europol, volte a sostenere e potenziare l'azione delle autorità di polizia e degli altri servizi incaricati dell'applicazione della legge degli Stati membri e la loro reciproca cooperazione nella prevenzione e lotta contro la criminalità grave che interessa due o più Stati membri, il terrorismo e le forme di criminalità che ledono un interesse comune oggetto di una politica dell'Unione. Nel dettaglio, la proposta risulta essere conforme al principio di sussidiarietà in quanto il terrorismo e le forme di criminalità che ledono un interesse comune oggetto di una politica dell'Unione sono, per loro natura, di carattere transnazionale. Per questo motivo è necessaria un'azione a livello di Unione, volta a sostenere e potenziare l'azione dei servizi degli Stati membri e la loro reciproca cooperazione nella prevenzione e lotta contro tali minacce. In particolare, l'azione di Europol risulta necessaria per l'integrazione dei dati sui servizi transfrontalieri di comunicazione, bancari o di trasporto, provenienti da più Stati membri. La proposta appare altresì conforme al principio di proporzionalità, in quanto l'obiettivo del rafforzamento della cooperazione nell'attività di contrasto a livello dell'UE, attraverso Europol, non cancella le diverse politiche nazionali in materia di sicurezza interna e non sostituisce il lavoro delle autorità di contrasto nazionali. Il sostegno a livello dell'UE non va quindi a toccare le differenze negli ordinamenti giuridici e nelle tradizioni giuridiche degli Stati membri come riconosciute dai Trattati europei. Vi sono infatti delle differenze nel modo in cui i singoli Stati membri, le loro regioni e le loro comunità locali, combattono specifiche forme di criminalità, motivo per cui le autorità di contrasto nazionali possono scegliere in quali casi chiedere il sostegno di Europol a livello dell'UE e a quali iniziative congiunte partecipare. La Relatrice osserva quindi che sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritiene l'iniziativa conforme all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Tuttavia, la rappresentanza italiana nel pertinente gruppo di lavoro del Consiglio ha avanzato delle proposte di modifica al testo della Commissione, atteso che alcune disposizioni andrebbero a incidere sulle competenze giuridicamente attribuite alle Forze di polizia nazionali e potrebbero limitarne, in alcuni settori, l'autonoma iniziativa. Inoltre, a fronte della prevista facoltà dell'Agenzia di richiedere e acquisire dati dalle parti private, è stata evidenziata l'esigenza, rispetto all'attuale quadro giuridico nazionale e unionale, di stabilire che tra i dati acquisibili da Europol non siano ricompresi quelli per il cui scambio è attualmente prevista una specifica cooperazione tramite le Financial Intelligence Unit, con particolare riguardo allo scambio di segnalazioni di operazioni sospette. Ciò, infatti, produrrebbe effetti su due ordinamenti normativi, distintamente regolamentati, e sulle connesse attribuzioni ripartite, per legge, tra le Forze di polizia nazionali. Osserva infine che la proposta è oggetto di analisi da parte di 15 Camere dei Parlamenti nazioni degli Stati membri dell'UE, in cui, allo stato, non sono state sollevate criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. COM(2020) 823 Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell'Unione, che abroga la direttiva (UE) 2016/1148 Doc n. COM(2020) 823 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell'Unione, che abroga la direttiva (UE) 2016/1148 (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 3 marzo. Il presidente STEFANO ( PD ), intervenendo in sostituzione del relatore senatore Fantetti, ricorda che la proposta di direttiva in esame, cosiddetta NIS 2, rientra nell'ambito della strategia dell'UE per la cibersicurezza (JOIN(2020) 18), volta a rafforzare la resilienza collettiva dell'Europa contro le minacce informatiche e a garantire che tutti i cittadini e tutte le imprese possano beneficiare appieno di servizi e strumenti digitali affidabili, a cui poter accedere con la sicurezza di essere protetti dalle minacce informatiche. La proposta di direttiva prevede di abrogare la direttiva (UE) 2016/1148 sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informatici nell'Unione (direttiva NIS), recuperandone i contenuti con l'intento di modernizzare il quadro giuridico esistente alla luce della crescente digitalizzazione del mercato interno e della rapida evoluzione delle minacce alla cibersicurezza, fenomeni che si sono ulteriormente amplificati dall'inizio della crisi Covid-19.