[ddlpres]

1 (Prestiti d'onore per lavoratori in stato di disoccupazione immatricolati ai corsi di laurea in scienze, tecnologie, ingegneria e matematica) 1 Al fine di favorire la riqualificazione e la formazione dei lavoratori e di incrementare il numero di laureati in scienze, tecnologie, ingegneria e matematica, in conformità con i principi di cui all'articolo 3, secondo comma, e all'articolo 34, terzo comma, della Costituzione, e fermo quanto disposto dall'articolo 3, commi 5, 6 e 7, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, ai lavoratori in stato di disoccupazione, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, di età non superiore ai cinquant'anni, che abbiano terminato un corso di studio di istruzione secondaria di secondo grado e che siano immatricolati ai citati corsi di laurea, possono essere concessi prestiti d'onore come sostegno agli studi. 2 (Concessione e revoca del prestito d'onore) 1 Per accedere ai prestiti d'onore di cui all'articolo 1, i soggetti indicati al medesimo articolo devono conseguire entro il primo anno dall'immatricolazione almeno cinquanta crediti formativi universitari. 2 I prestiti d'onore di cui all'articolo 1 sono erogati in rate mensili, il cui importo non può comunque essere inferiore a 1.500 euro per rata, e rinnovati annualmente fino al termine del corso di studi prescelto. 3 La restituzione dei prestiti d'onore di cui all'articolo 1 avviene senza interessi da parte del beneficiario e deve essere completata entro dieci anni dal conseguimento della laurea. 4 Il prestito d'onore è revocato quando il soggetto beneficiario si trovi in una delle seguenti condizioni: a vada fuori corso per più di un anno rispetto alla durata fissata del corso di studi da lui prescelto; b non consegua negli anni successivi al primo anno di iscrizione il numero di crediti di cui al comma 1; c presenti dichiarazione di rinuncia agli studi; d presenti domanda di cambio di corso di laurea verso una disciplina diversa da quelle indicate all'articolo 1. 5 Nei casi previsti dal comma 4, il beneficiario è tenuto alla restituzione in un'unica soluzione degli importi già erogati, che confluiscono nel fondo di cui all'articolo 3. 6 Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e le università disciplinano le modalità per la concessione del prestito d'onore di cui all'articolo 1 sulla base di criteri definiti con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, fermo restando quanto disposto dai commi da 1 a 5 del presente articolo, nonché nei limiti delle disponibilità finanziarie di cui all'articolo 3. 3 (Fondo d'intervento integrativo per la concessione dei prestiti d'onore) 1 Per la concessione dei prestiti d'onore i soggetti di cui all'articolo 2, comma 6, utilizzano in via prioritaria risorse proprie e quelle derivanti dal gettito della tassa regionale per il diritto allo studio, nonché quelle del fondo di cui al comma 2 del presente articolo. 2 A integrazione delle disponibilità finanziarie destinate alla concessione dei prestiti d'onore in favore dei soggetti di cui all'articolo 1 è istituto, nello stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca, il « Fondo di intervento integrativo per la concessione dei prestiti d'onore per gli studenti iscritti ai corsi di laurea in scienze, tecnologie, ingegneria e matematica », con una dotazione iniziale pari a 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022. 3 Il fondo di cui al comma 2 del presente articolo è ripartito per i medesimi anni tra i soggetti di cui all'articolo 2, comma 6, che abbiano attivato le procedure per la concessione dei prestiti. 4 Il fondo di cui al comma 2 può essere incrementato anche con i contributi di soggetti privati nonché mediante la restituzione dei prestiti d'onore concessi ai sensi dell'articolo 2. 4 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2021-2023, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2021, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.