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Ricordo, infatti, che lei il 6 aprile garantì 400 miliardi subito alle imprese italiane e i dati, ad oggi, dicono che sono stati lavorati - non dati - 13 miliardi. Fra 13 e 400 c'è una bella differenza. Le abbiamo proposto una soluzione, e gliela riproponiamo: il modello svizzero. La piccola Svizzera, ad oggi, ha già erogato sui conti correnti delle imprese 40 miliardi di franchi, rispondendo a 124.000 domande compilando un foglio. Sono sicuro che a casa c'è qualcuno che è andato in banca cinque volte, compilando cinque moduli diversi e ad oggi non ha visto un euro. (Applausi) . Lei non può chiedere che le banche facciano qualcosa. Lei ha il potere. Se si affida al buon cuore delle banche allora abbiamo sbagliato pianeta. Per quanto riguarda la burocrazia, non io ma «Il Sole 24 Ore», che non è un quotidiano sovranista o leghista, nella prima pagina di ieri titola: «Dl rilancio, servono 98 decreti attuativi». Ci sono 400 pagine, 441 articoli nei decreti, 98 decreti attuativi. La nostra soluzione è il modello Genova. È stato costruito il ponte in un mese, senza infiltrazioni e senza morti. Il problema, però, è che questo Governo è ostaggio della CGIL. (Applausi) . Non possiamo essere un Paese ostaggio della CGIL, che non vuole i voucher in agricoltura, non vuole i voucher nel turismo, non vuole fermare il codice degli appalti. (Applausi) . Abbiamo fatto i lavori a casa e quindi, signor Presidente del Consiglio, alla fine del mio intervento le consegnerò il disegno di legge del Gruppo della Lega in Senato sulla sospensione del codice degli appalti fino a dicembre 2026. (Applausi) . Questo aspettano le imprese, non chiacchiere, non sorrisini, ma lavoro, lavoro e lavoro. Proposta e soluzione. (Applausi) . Abbiamo sentito che qualcuno si dovrebbe vergognare perché difende l'interesse nazionale. No. Per noi l'Italia e gli italiani vengono prima di tutti. Ci avete raccontato da quei banchi... (Commenti) . PRESIDENTE. Non è stato interrotto nessuno. SALVINI Matteo (L-SP-PSd'Az) . Qua c'è gente che ride, mentre a casa c'è gente che non ha il pane da mangiare. Lei, prima di ridere, porti rispetto a chi è a casa e non ha una lira. E, se ha voglia di ridere, esca da quest'Aula. Se ha tanto da ridere, vada al bar a ridere; si faccia un caffè e vada a ridere fuori di qua, per rispetto di chi è a casa e sta soffrendo. Cosa c'è da ridere? La pagano per ridere? Ma è roba da matti! (Proteste. Applausi) . PRESIDENTE . Non può essere che in questa Aula ci sia un rispetto che non valga per tutti. Io ho ripreso tutti, quando sono stati interrotti. Abbiate rispetto: è questo il principio della democrazia. Siamo in un libero Parlamento, dove tutti parlano e tutti hanno parlato. Io ho ripreso tutte le interruzioni. (Proteste. Commenti). Stia seduta e si metta la mascherina; la smetta. Prego, senatore Salvini. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . La ringrazio, signor Presidente. Non chiedo ai senatori del PD e del MoVimento 5 Stelle rispetto per me; chiedo rispetto per i 30.000 morti e per gli italiani che soffrono a casa e che non hanno visto un euro dei soldi promessi. E, se avete da ridere, uscite a ridere. Signora, esca a ridere; vada a villa Borghese e rida quanto vuole, ma non qua dentro, per rispetto dell'Italia e degli italiani. È una roba incredibile! (Applausi. Proteste) . PRESIDENTE . Si metta la mascherina e stia zitto. Non mi piace mai - l'ho detto anche ieri - che si protesti a senso unico. Quando parla ciascuno di voi e vi interrompono, io riprendo tutti. Abbiate rispetto reciproco; siamo nel Parlamento e Parlamento significa possibilità per ciascuno di esprimere le proprie opinioni. E ci mancherebbe altro. (Commenti) . Prego, senatore Salvini. Guardi me, si rivolga a me. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Non mi stupisce che chi questa mattina ha ironizzato sui morti della mia Lombardia continui a ridere in quest'Aula. Non mi stupisce, da certa gente non mi aspetto altro; ma andiamo avanti. (Applausi) . A queste ironie rispondo non con parole mie, ma con le parole del professor De Donno, primario di pneumologia all'ospedale pubblico Carlo Poma di Mantova, che ha detto: stiamo facendo e abbiamo fatto tutto il possibile, lasciateci lavorare in pace, smettetela con le polemiche. Quindi, se non avete voglia di ascoltare me, ascoltate il professor De Donno, che per primo in Italia ha adottato la cura con il plasma per i malati di coronavirus. E semmai qualcuno risponda, a Roma e in Regione Lazio, sul perché i cittadini di Roma e del Lazio non possono godere della stessa cura del plasma e della banca del plasma; magari ci sono interessi economici diversi rispetto alla cura con il plasma, che è gratuita e democratica. (Applausi) . Magari a qualcuno non piace l'idea della gratuità. Però andiamo avanti. Dove prendere i soldi? Gli italiani, a differenza di qualche ridanciano in quest'Aula, hanno dato una prova eccezionale in questi quattro giorni. Non il MES. Qualcuno ci ha raccontato a reti unificate e al TG1, per un mese, che il MES era un regalo e che dire di no al MES era una roba da folli, perché si trattava di un prestito senza condizioni e senza interessi; solo dei matti avrebbero detto di no al MES, che non ha condizioni e non ha interessi. Ma abbiamo scoperto - ohibò! - in questi giorni che la Grecia dice no al MES, la Francia dice no al MES, la Spagna dice no al MES, il Portogallo dice no al MES; evidentemente all'estero tutti, tranne il Partito Democratico, hanno capito che il MES è una fregatura. (Applausi) . La risposta sono i buoni del tesoro italiani acquistati dai risparmiatori italiani, come è accaduto in questi quattro giorni: più di 20 miliardi di euro di buoni del tesoro a condizioni vantaggiose sottoscritti da risparmiatori italiani e da istituzioni italiane. Non indebitiamo i nostri figli con Berlino o con Pechino; teniamo in Italia il futuro del nostro Paese. La scuola: la grande assente. In questo momento, mentre noi siamo qui, in Francia, un Paese che - ahimè - ha lo stesso nostro numero di morti - sono in classe 1,4 milioni di bambini. Ripeto, nella vicina Francia. Siamo gli unici in Europa che non hanno ancora saputo dire ai genitori se e quando i loro bimbi torneranno a scuola (Applausi) , all'asilo, alle elementari, alle medie e al liceo. Ma che fase 2 è con le scuole chiuse? Ma se mamma e papà lavorano come si fa a parlare di ripartenza? E stiamo parlando della Francia. Avvisate il ministro Azzolina che in Francia, in Svizzera, in Germania, in Belgio, in Grecia, ovunque in Europa, asili, elementari, medie e licei stanno riaprendo.