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Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, da adottare, di concerto con il Ministro del turismo e il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito il marchio di qualità termale riservato ai titolari di concessione mineraria per le attività termali, ai quali è assegnato, con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, su proposta della regione, secondo le modalità stabilite dalle regioni, in base ai princìpi indicati ai commi 2 e 3. 2. Il marchio di qualità termale può essere assegnato solo se il titolare della concessione mineraria per le attività termali presenta alla regione di appartenenza la domanda di assegnazione del medesimo marchio unitamente a una documentazione attestante: a) l'adozione di apposito bilancio ambientale e la relativa relazione tecnica; b) la sottoscrizione, certificata dalla competente camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, di accordi volontari tra gli esercizi alberghieri del territorio termale per autodisciplinare l'uso più corretto dell'energia e dei materiali di consumo in funzione della tutela dell'ambiente. 3. L'assegnazione del marchio di qualità termale è sottoposta a verifica da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano ogni tre anni. Capo IV FORMAZIONE E LAVORO Art. 17. (Ricerca scientifica) 1. Ai fini dello studio e del contrasto di specifiche patologie, nel rispetto della normativa nazionale e dell'Unione europea, il Ministro dell'università e della ricerca, il Ministro della salute e le regioni possono adottare atti di indirizzo per la realizzazione di progetti e di programmi di ricerca a cura della Fondazione per la ricerca scientifica termale (FoRST). Tali progetti e programmi, la cui gestione è affidata alla predetta Fondazione, sono realizzati da soggetti pubblici e privati anche in collaborazione tra loro e sono prioritariamente volti alla realizzazione di attività a carattere scientifico, nonché di rilevazione statistico-epidemiologica, di educazione sanitaria e di divulgazione, anche con obiettivi di interesse sanitario generale, compresi la prevenzione e il controllo dei rischi epidemiologici e la formazione professionale degli operatori. 2. Al fine della realizzazione dei progetti e dei programmi di cui al comma 1, il Ministero dell'università e della ricerca, il Ministero della salute e le regioni si avvalgono delle università, degli enti e degli istituti di ricerca specializzati per lo svolgimento delle attività relative alla definizione dei modelli metodologici e alla supervisione tecnico-scientifica sull'attuazione degli stessi progetti e programmi. Art. 18. ( Master universitario di secondo livello in medicina termale e formazione specifica in medicina generale) 1. Al fine di valorizzare e incentivare la ricerca scientifica termale, a decorrere dall'anno 2024 è autorizzata la spesa annua di 100.000 euro da ripartire tra le università che attivano un master di secondo livello ai sensi di quanto disposto al comma 2. 2. Con decreto del Ministro dell'università e della ricerca da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono definite le modalità e i criteri di ripartizione delle risorse di cui al comma 1 tra le università che, sulla base di apposite convenzioni stipulate con la FoRST, attivano corsi di master di secondo livello in medicina clinica termale da svolgere anche presso gli stabilimenti termali. 3. Il titolo rilasciato al termine del master di cui al comma 2 è equipollente a quello rilasciato dalle scuole di specializzazione in idrologia medica o in medicina termale ai fini dell'esercizio dell'attività presso gli stabilimenti termali. 4. All'articolo 26, comma 1, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « La formazione prevede, in ogni caso, lo studio della medicina clinica termale ». Art. 19. (Disposizioni sui rapporti di lavoro e di collaborazione dei medici termalisti) 1. Ai fini della valutazione nei concorsi pubblici i periodi di servizio prestati dai medici con rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione professionale presso le aziende termali private accreditate sono equiparati a quelli prestati presso le strutture e gli enti del Servizio sanitario nazionale. Ai fini dell'inserimento nelle graduatorie regionali per la medicina generale, l'attività resa presso le aziende termali è equiparata all'attività di continuità assistenziale. 2. Salvo quanto previsto al comma 3, è consentita l'attività di carattere clinico-sanitario presso aziende termali accreditate del medico titolare di un rapporto di lavoro o di convenzione con il Servizio sanitario nazionale, purché nell'ambito di tale Servizio non svolga funzioni di vigilanza o controllo sulle aziende termali e la stessa attività sia prestata dal medico senza vincolo di subordinazione. 3. Con le modalità di cui al comma 2, è consentita l'attività clinico-sanitaria presso le aziende termali accreditate dei medici iscritti alle specializzazioni afferenti le patologie che possono trovare beneficio dalle cure termali, di cui al decreto del Ministro della sanità 12 agosto 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.193 del 18 agosto 1992. 4. Per quanto riguarda i medici di medicina generale, l'accordo di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, definisce i criteri sulla base dei quali il rapporto di lavoro o di convenzione degli stessi medici con il Servizio sanitario nazionale non è incompatibile con l'attività prestata presso aziende termali senza vincolo di subordinazione. Art. 20. (Profili professionali) 1. Il profilo professionale di operatore termale che opera esclusivamente negli stabilimenti termali è individuato con decreto del Ministro della salute, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2. Il titolo di operatore termale si consegue mediante la frequenza di un corso di formazione professionale della durata di un anno, cui possono accedere i soggetti in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado, istituito dalle regioni, secondo i criteri stabiliti dal decreto di cui al comma 1, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto. 3. Per la realizzazione del corso di cui al comma 2, le regioni possono stipulare apposite convenzioni con gli stabilimenti termali. 4. I soggetti in possesso di una laurea triennale in fisioterapia, scienze infermieristiche, ostetricia o in scienze motorie conseguono il titolo di operatore termale a seguito della frequenza di un corso regionale di perfezionamento, consistente in un periodo di formazione teorica della durata di trenta ore e in uno stage aziendale della durata di tre mesi da svolgere presso gli stabilimenti termali, istituito entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1. 5. Il personale che abbia svolto attività di lavoro dipendente presso gli stabilimenti termale delle aziende termali per almeno dodici mesi, anche non consecutivi, prima della data di entrata in vigore della presente legge, acquisisce il titolo di operatore termale attraverso la frequenza di un corso di riqualificazione professionale della durata di tre mesi definito dal decreto di cui al comma 1. 6.