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Le lettere h) ed l) modificano gli articoli dei decreti legislativi che regolano l'esercizio delle assicurazioni vita e danni che stabiliscono gli ammontari minimi del capitale sociale e del fondo di garanzia delle società di mutua assicurazione. Anche in questo caso, per le ragioni già viste, si è scelto di fissare un importo in euro presumibilmente inferiore a quello che si otterrà applicando all'importo in lire attualmente vigente il tasso fisso di conversione, visto che l'ammontare minimo è condizione per esercitare una facoltà. Quarto comma. Il quarto comma adegua alla mutata situazione che verrà a crearsi a partire dal 1 gennaio 1999 la facoltà che le imprese oggi hanno di pubblicare il proprio bilancio d'impresa anche in ECU, sancita dal comma 2 dell'articolo 2435 del codice civile. Poichè l'ECU verrà ad ogni effetto sostituto dall'euro a partire dalla suddetta data, si stabilisce che la facoltà di pubblicazione va riferita all'euro e non più all'ecu. Naturalmente, ciò vale per le imprese che nel triennio transitorio continueranno ad adottare la lira quale moneta di conto, le sole per le quali è sensato consentire che possano pubblicare il proprio bilancio anche in euro. D'altra parte, poiché a partire dal 1 gennaio 2002 sarà obbligatorio per tutte le imprese pubblicare i bilanci in euro, si stabilisce l'abrogazione della norma a decorrere da tale data. Quinto comma. Provvede ad introdurre la necessaria flessibilità operativa affinchè la Banca d'Italia nell'ambito delle decisioni che saranno adottate dal consiglio dell'unione europea ex art. 109J del Trattato, per la fissazione dei tassi irrevocabili di conversione in euro delle valute dei paesi designati a partecipare sin dall'inizio alla terza fase dell'Unione TITOLO III - RIDENOMINAZIONE IN EURO DEGLI STRUMENTI DI DEBITO Il Titolo III del decreto legislativo è stato suddiviso in quattro sezioni, allo scopo di raggruppare in comparti omogenei la disciplina tipica dei diversi strumenti finanziari (prime tre sezioni) e di dettare in coda al provvedimento le disposizioni finali e di carattere generale (Sezione IV). Sezione I (Titoli di Stato) Nella Sezione I, composta da quattro articoli (dall'articolo 5 all'articolo 8) si disciplina la ridenominazione in euro dei Titoli di Stato. Con l'articolo 5 si dispone la ridenominazione in euro di tutti i titoli di Stato denominati in lire e negoziabili sui mercati regolamentati. In tal modo sl ridenomina la quasi totalità dei titoli di Stato, escludendo solamente i titoli nominativi che, proprio a causa della loro nominatività non sono fungibili e pertanto non possono essere negoziati sui mercati regolamentati, a differenza di tutti i titoli al portatore. Con l'articolo 6 si autorizza il tesoro a ridenominare anche i propri prestiti emessi sui mercati esteri e denominati nella valuta di uno Stato partecipante, a condizione che lo Stato medesimo abbia provveduto a ridenominare il proprio debito pubblico, espresso nella propria moneta e disciplinato secondo il proprio diritto nazionale, in accordo con quanto prescritto dal Regolamento Comunitario che sarà emanato subito dopo l'individuazione dei paesi facenti parte dell'UEM fin dal 1 gennaio 1999 (ma il cui testo è già stato formalmente approvato dal Consiglio Europeo). L'articolo 7, suddiviso in sei commi, definisce le modalità e gli aspetti tecnici di maggior rilievo della ridenominazione. In particolare: - il comma 1 stabilisce che la ridenominazione avverrà convertendo in euro il valore del taglio minimo di ciascun prestito e moltiplicando il risultato per il numero di volte in cui detto taglio minimo è compreso nell'ammontare complessivo del prestito medesimo. Si richiamano altresì le regole di arrotondamento prescritte dal Regolamento (CE) n. 1103 del 17 giugno 1997, che per l'appunto fissa queste regole; - il comma 2 precisa la definizione di taglio minimo per i titoli emessi sul mercato interno e collocati tramite le normali procedure d'asta; si specifica, in particolare, che per taglio minimo si intende l'importo che un sottoscrittore può chiedere di acquistare in asta agli operatori abilitati; in tal modo si evita che possa esserci un'ambiguità di interpretazione per quel che concerne i BTP. Infatti, i possessori di titoli nominativi (che, come già specificato) non sono oggetto di ridenominazione) possono, in occasione della scadenza, chiederne al Tesoro il rinnovo con titoli emessi con le normali procedure di collocamento, con il privilegio di ricevere anche tagli molto più piccoli del taglio minimo sottoscrivibile (anche 100.000 lire, a fronte del normale taglio minimo di cinque milioni); - il comma 3 precisa che per i Titoli emessi per rimborsare i crediti d'imposta si fa riferimento al taglio minimo indicato nel decreto di emissione; - il comma 4 specifica che il taglio minimo indicato dal prospetto di emissione è quello da prendere a riferimento per i titoli emessi dalle Ferrovie dello Stato e riconosciuti come debito dello Stato dalla legge n. 662 del 1996; - il comma 5 rimanda ad un apposito decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica la disciplina della ridenominazione in euro degli strumenti finanziari che saranno oggetto di operazioni di stripping, la cui negoziazione sui mercati regolamentati è programmata per il primo semestre del 1998. Tali operazioni consistono nel frazionamento e nella negoziazione separata delle cedole e del cosiddetto "mantello", rappresentativo del capitale nominale del prestito; - il comma 6 specifica che, per effetto della ridenominazione, i titoli verranno suddivisi in tagli unitari di valore nominale pari ad un centesimo di euro, che costituiranno a tutti gli effetti dei titoli perfetti, negoziabili e corredati della relativa cedola, il cui importo potrà naturalmente essere corrisposto solo quando la quantità posseduta consentirà di far emergere un valore significativo, cioè pari ad almeno un centesimo di euro. Il micro-titolo da un centesimo si configura, infatti, in maniera del tutto simile al caso di un conto corrente la cui giacenza sia di importo così modesto da non far emergere alcun interesse effettivamente pagabile: solo quando l'ammontare del deposito avrà raggiunto un determinato livello, il tasso applicato potrà tradursi nella effettiva corresponsione di un interesse. D'altra parte, la scomposizione in tagli unitari da un centesimo consentirà al risparmiatore di poter ricomporre, attraverso l'acquisto o la vendita di un certo numero di microtitoli, quantitativi "tondi", da 1000 euro o multipli di tale valore, corrispondenti a quello che sarà il taglio minimo di negoziazione nei mercati regolamentati a partire dal 1 gennaio 1999. L'articolo 8 definisce i dettagli tecnici connessi agli adempimenti riguardanti i pagamenti e le transazioni sui titoli di Stato ridenominati. In particolare: - il comma 1 stabilisce che, per tutte le operazioni di pagamento relative ai titoli di Stato (in termini tecnici, il c.d. "servizio finanziario"), si fa riferimento al nuovo valore in euro dei titoli ridenominati;