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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 27 LICHERI, Simone BOSSI La seduta inizia alle ore 13,15. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Comunicazioni del Presidente sul disegno di legge n. 822 (Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018) Il presidente LICHERI ( M5S ) comunica che, il 26 settembre 2018, è stato presentato il testo del disegno di legge "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018" (atto Senato n. 822). La legge europea è, insieme con la legge di delegazione europea, uno dei due strumenti normativi predisposti dalla legge n. 234 del 2012 al fine di adeguare periodicamente l'ordinamento nazionale a quello dell'Unione europea. L'articolo 29, comma 5, della legge vincola il Governo alla presentazione alle Camere, su base annuale, di un disegno di legge dal titolo "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea", completato dall'indicazione "Legge europea" seguita dall'anno di riferimento. Non è stabilito un termine preciso per la presentazione. Al contrario, l'articolo 29, comma 4, prevede che il disegno di legge di delegazione europea sia presentato entro il 28 febbraio di ogni anno. L'articolo 30, comma 3, della legge n. 234 del 2012 dettaglia il contenuto tipico della legge europea: a) disposizioni modificative o abrogative di disposizioni statali vigenti in contrasto con gli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea; b) disposizioni modificative abrogative di disposizioni statali vigenti oggetto di procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti della Repubblica italiana o di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea; c) disposizioni necessarie per dare attuazione a, o per assicurare l'applicazione di, atti dell'Unione europea; d) disposizioni occorrenti per dare esecuzione ai trattati internazionali conclusi nel quadro delle relazioni esterne dell'Unione europea; e) disposizioni emanate nell'esercizio del potere sostitutivo esercitabile ex articolo 117, comma 5, della Costituzione per l'attuazione ed esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione europea al livello regionale e delle province autonome di Trento e Bolzano in caso di inadempienza degli enti competenti. Vengono, dunque, inserite nel disegno di legge europea, in linea generale, norme volte a prevenire l'apertura, o a consentire la chiusura, di procedure di infrazione, nonché, in base ad una interpretazione estensiva del disposto legislativo, anche norme volte a permettere l'archiviazione dei casi di pre-contenzioso EU Pilot. Le procedure di infrazione riguardano i casi in cui viene messa in discussione la compatibilità con il diritto dell'Unione europea degli atti e dei comportamenti degli Stati membri. Si ricollegano al precetto generale di cui all'art. 17 del Trattato UE, a mente del quale la Commissione europea «vigila sull'applicazione del diritto dell'Unione europea, sotto il controllo della Corte di giustizia». L'ambito operativo di tale "vigilanza", al fine di assicurare l'applicazione effettiva del diritto dell'Unione, è costituito appunto dalle c.d. "procedure di infrazione", che - in entrambe le fasi ex artt. 258 e 260 del Trattato FUE - si scompongono in una fase precontenziosa, in cui c'è un dialogo tra Commissione e Stato membro (lettera di messa in mora e parere motivato), e in una fase contenziosa, in cui la Commissione deferisce lo Stato membro innanzi alla Corte di giustizia, che può anche condannare l'Italia al pagamento di sanzioni pecuniarie. L'Italia è stata condannata al pagamento di sanzioni pecuniarie in cinque casi (aiuti di Stato per contratti di formazione e lavoro nel 2011, discariche abusive nel 2014, rifiuti in Campania nel 2015, aiuti di Stato per le imprese dei territori di Venezia e Chioggia nel 2015, raccolta e trattamento delle acque reflue urbane nel 2018). Le procedure EU-Pilot si riferiscono alla procedimentalizzazione dei casi in cui la Commissione europea effettua un dialogo "informale" con gli Stati membri per ottenere chiarimenti in merito alla conformità della loro legislazione all'ordinamento europeo. Nel caso in cui i dubbi di legittimità dovessero essere fugati dalle risposte degli Stati membri, il caso EU-Pilot sarà archiviato. Nel caso in cui, invece, la legittimità delle misure dovesse essere ritenuta incerta, si procederà all'instaurazione formale di una procedura di infrazione secondo quanto disposto dall'art. 258 del Trattato FUE. L'esame parlamentare del disegno di legge europea (come della legge di delegazione europea) è disciplinato dall'articolo 144- bis del Regolamento. Il particolare "rito", ivi previsto, prevede la competenza in sede referente della Commissione Politiche dell'Unione europea con l'obbligatorio parere di tutte le altre Commissioni. È rilevante il particolare regime di ammissibilità degli emendamenti, previsto dai commi 4 e 5: è possibile emendare la legge europea (come anche la legge di delegazione europea) solo con riferimento al suo contenuto proprio «come definito dalla legislazione vigente» e come, quindi, definito dall'articolo 30, comma 3, della legge n. 234, prima ricordato. Il criterio fondamentale che emerge dalle predette disposizioni è quello dell'esistenza di un obbligo europeo, che renda necessario l'adeguamento dell'ordinamento interno. Potranno essere considerati ammissibili quegli emendamenti che, ad esempio, rispondano all'esigenza di dare attuazione ad una direttiva o ad altro atto vincolante dell'Unione europea; quelli che risolvano procedure di infrazione in cui viene contestata una norma nazionale di attuazione (con delega legislativa per la legge di delegazione europea); quelli che ottemperino a sentenze della Corte di giustizia (con delega legislativa per la legge di delegazione europea). Non potranno, invece, essere considerati ammissibili emendamenti volti a modificare la pregressa normativa nazionale di attuazione di risalenti direttive già recepite, in assenza di una specifica procedura di infrazione o di una sentenza della Corte di giustizia. Si ricorda anche che, nella seduta del 2 ottobre, la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2018 (Doc. LXXXVI, n. 1, già doc. LXXXVII- bis ), n. 6/XVII leg.), e la relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2017 (Doc. LXXXVII, n. 1, già doc. LXXXVII, n. 6/XVII leg.) sono state deferite, ai sensi dell'articolo 144- bis del Regolamento, per l'esame generale in sede referente alla 14ª Commissione permanente e, per l'esame delle parti di rispettiva competenza, a tutte le altre Commissioni permanenti.