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lo steccato ideologico su questo tema, anziché essere distrutto, si è levato altissimo facendo prevalere, sempre all'interno della stessa maggioranza, l'ala statalista giacobina che ha schiacciato sotto i piedi i concetti di libertà espressi in Costituzione e mettendo in condizione un domani, se tutto continuerà così, anche la scuola statale di collassare. Così come è stata schiacciata sotto i piedi ogni iniziativa privata, che viene mortificata quotidianamente in nome di un assistenzialismo e di un uso dei soldi - finalmente, tra l'altro, arriveranno abbondanti dall'Europa, come per primo aveva pronosticato e chiesto il nostro presidente Silvio Berlusconi - che renderanno l'Italia un Paese di mendicanti. State annichilendo i giovani - l'ho già detto più volte - a partire da quel reddito di cittadinanza che è veramente disdicevole per un Paese in cui l'ingegno è la materia prima. La scuola si ridurrà a peggiorare sempre di più, tra l'altro, senza un sistema scolastico pubblico integrato, che vede la scuola statale e quella paritaria lavorare insieme perché, senza una sana e virtuosa competizione, non può esserci stimolo al miglioramento. L'ho già detto ieri illustrando la questione pregiudiziale che avevamo presentato come ultimo baluardo per fermare questo provvedimento, che non definisco, perché non è mio costume usare parole non consone. La scuola - ho detto anche ieri - è il Paese nel Paese, è il biglietto da visita di una Nazione e della mentalità di chi la guida. Tutto chiaro quindi: oggi, con l'ennesima e intollerabile questione di fiducia che avete posto, tra l'altro in prima lettura, senza neppure dare la possibilità ad almeno un ramo del Parlamento di intervenire, uccidete definitivamente ogni possibilità di far crescere il Paese tutto, e questo lo avremmo dovuto fare veramente anche in onore di chi sul campo è rimasto dopo questa emergenza. E lo fate, peraltro, continuando a dileggiarci perché, a sentire le parole del sottosegretario De Cristofaro, che ha tirato in lungo il suo intervento - spero per spendere parole sincere e non solo per allungare il brodo e consentire al Governo e alla maggioranza di trovare l'ultimo accordo sul maxiemendamento - da oggi - come diceva - bisognerà lavorare insieme, maggioranza e opposizione; bisognerà ascoltare gli insegnanti, gli studenti e le famiglie. Posso sorridere, Governo? Posso sorridere, Ministro? Consentitemi di dirvi che questo si chiama prendere in giro non noi senatori, che comunque rappresentiamo i cittadini, ma il Paese intero - prendere in giro - e questo è delittuoso - i luoghi sacri dell'educazione, dell'istruzione, della formazione, del sapere, della socialità; quei luoghi oggi ancora tristemente chiusi, che stanno aspettando che menti ancor più chiuse, avendo accettato di porre la questione di fiducia e di procedere con un voto di fiducia, finalmente concedano loro di riaprire. Riaprire però in che modo? Riaprire lasciando tutto il carico del lavoro ancora sulle spalle dei dirigenti scolastici, degli insegnanti, degli studenti e delle famiglie, senza aver risolto neanche uno dei problemi che affliggono il mondo della scuola da troppo tempo. La didattica a distanza e la scuola ibrida non sono scuola. Oggi siamo tristi, non arrabbiati, non incolleriti, ma solo molto tristi perché, quando vi vedremo applaudire, sarà come quando in tempi lontani si applaudiva bruciando i libri. Sapete qual è il primo modello educativo, quello dal quale i bambini dal primo vagito cominciano a imparare? È l'esempio e il vostro di oggi, chiudendovi e trincerandovi dietro una fiducia che ha visto l'abiura di principi anche all'interno della maggioranza, l'abiura del Partito Democratico che ha votato contro se stesso, è l'esempio peggiore. La fiducia, ancora una volta, la riceverete soltanto qui dentro. Ve la darete da soli perché fuori, invece, da chi avete tradito non la prenderete mai. State uccidendo la speranza, il vaccino più efficace. State uccidendo la fiducia. State uccidendo la libertà. Quello che succederà da oggi in poi sarà tutta vostra responsabilità, perché con noi non avete voluto condividere nulla. Quindi sarà tutta vostra piena responsabilità. Diceva Italo Calvino: «Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano, o i costi sono eccessivi. Un Paese che demolisce l'istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere». (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Floridia. Ne ha facoltà. FLORIDIA (M5S) . Signor Ministro, a nome del MoVimento 5 Stelle le esprimo non soltanto la nostra solidarietà, ma chiaramente e ovviamente la nostra fiducia per un semplice fatto. Io lavoro nella scuola da quasi vent'anni: ne ho viste, ne ho sentite e ne ho patite, tanto da avere consapevolezza che moltissime delle cose che sono state dette ieri e oggi in quest'Aula sono davvero imprecise, ridicole in alcuni casi. È obbligo per me fare chiarezza su un punto importante e mi dispiace che il senatore Salvini, come sempre, sia uscito dall'Aula dopo aver parlato. Intanto per le opposizioni questo provvedimento doveva mettere una pezza e sistemare, riorganizzare e riordinare un sistema scolastico incancrenito da vent'anni. Quindi, in un provvedimento lei avrebbe dovuto risolvere il problema del precariato; dare certezze alla pandemia, che certezze non ne ha; risistemare l'edilizia scolastica: questo in un provvedimento. Eppure, molte cose sono state fatte. Per me è importante dire una cosa: la Lega era al Governo insieme alla Gelmini quando la Gelmini tagliò 7 miliardi nella scuola. (Applausi). Ma non è soltanto questo. Io parlo per esperienza perché - credetemi - insegnare latino in una classe di 33 ragazzi in un liceo di Schio, in provincia di Vicenza, è stato molto complicato. Avevamo in classe fino a 33 ragazzi e la Gelmini ha approvato una legge in contrasto con la legge sulla sicurezza. È assurdo! (Applausi). Anche noi - come dice Salvini - vorremmo, come in Europa, classi da 15 ragazzi; classi nelle quali ho insegnato, a Lipari, dove i ragazzi erano 13. Ed è bellissimo insegnare con 13 allievi: la qualità della didattica è fantastica. Dateci, però, il tempo. Il ministro Azzolina è riuscito a dare alla scuola più di un miliardo, e non è un gioco, mentre la Gelmini ne tolse sette di miliardi. Certo, in Europa le scuole aprono, ma lo sa Salvini che il sistema scolastico è diverso? Da noi la scuola, tra fine maggio e i primi giorni di giugno, chiude. In altri Paesi d'Europa, ciò non accade. Chiude - per esempio - solo qualche giorno, ad agosto o a ottobre. Bisogna anche conoscere i sistemi scolastici. Signor Ministro, apriamo le scuole adesso, a giugno, adesso che l'anno scolastico è finito. (Applausi). Ma poi, con quale criterio, a settembre, possiamo dare certezze per una pandemia che certezze non ne ha?