[resaula]

In questo senso va messo in campo un disegno programmatico organico dell'infrastrutturazione del Paese, che risponda anche ad una logica di utilizzo delle risorse distinguendo quelle che rientrano nel "prestito" da quelle che rientrano nei sussidi a "fondo perduto" e, al tempo stesso, non interferisca con un altro programma, quello relativo al Fondo di coesione e sviluppo 2021-2027 in corso di definizione; molte sono le opere infrastrutturali che, oltre a rispondere ad un "piano strategico" già condiviso dall'Unione europea, hanno tutte le condizioni per garantire l'avanzamento reale dei lavori, oltre ad essere coerenti con il cronoprogramma definito già dalle linee guida indicate dalla UE; con queste caratteristiche, nel Centro-Nord Italia si trovano le opere ubicate sui seguenti corridoi comunitari, e che potrebbero beneficiare delle risorse in prestito previste dal "recovery plan": corridoio baltico-adriatico: a) adeguamento del valico di Tarvisio e della tratta ferroviaria Pontebbana Udine-Tarvisio; b) adeguamento del porto di Ravenna; corridoio Algeciras-Lione-Torino-Milano-Venezia-Trieste-Kiev: a) tratta in territorio italiano dell'asse ferroviario ad alta velocità e alta capacità Torino-Lione; b) asse ferroviario ad alta velocità e alta capacità Verona-Vicenza-Padova; c) asse autostradale Pedemontana lombarda e Pedemontana veneta; d) metropolitane di Torino e Milano; e) nodi logistici interportuali di Verona e Padova; f) nodo portuale di Trieste; corridoio Genova-Rotterdam: a) asse ferroviario ad alta velocità e alta capacità Genova-Milano (terzo calico dei Giovi); b) gronda autostradale di Genova; c) impianto portuale di Genova (antimurale); d) adeguamento dei nodi intermodali di Domo 2 e di Novara Boschetto; corridoio Helsinki-La Valletta: a) completamento del tunnel ferroviario del Brennero; b) asse ferroviario Fortezza-Verona; c) nodo ferroviario di Firenze; d) reti metropolitane e ferroviarie di Roma (linea metropolitana C e chiusura dell'anello ferroviario); e) asse autostradale Fiumicino-Tor de' Cenci-Latina; raccordo Cisterna-Valmontone; il citato quadro di interventi ha un costo globale di circa 40 miliardi di euro e tutte le relative opere hanno già subito una verifica, sia nella stesura delle prime reti TEN-T del 2005, sia nella stesura delle reti TEN-T del 2013. La verifica in realtà era finalizzata anche all'identificazione di un misurabile ROI ( return on investment ) e, quindi, l'intera operazione, se affrontata e gestita in modo organico, può rappresentare non un'operazione a "fondo perduto", ma un importante "investimento" e come tale dare origine ad un apposito fondo comune di investimento o a tre fondi supportati dalla quota di prestito del "recovery plan", pari a 127,4 miliardi di euro; per quanto riguarda le opere infrastrutturali riguardanti il Mezzogiorno, che potrebbero utilizzare le previste risorse a fondo perduto del "recovery fund", si evidenziano le seguenti infrastrutture collegate al corridoio Helsinki-La Valletta, nonché gli interventi nella regione Sardegna: a) completamento del sistema metropolitano di Napoli; b) completamento del nodo interportuale di Nola-Marcianise; c) completamento dell'asse ferroviario ad alta velocità e alta capacità Napoli-Bari; d) riqualificazione del nodo ferroviario di Bari; e) realizzazione dell'asse ferroviario ad alta velocità e alta capacità Battipaglia-Reggio Calabria; f) realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia ed il continente; g) completamento dell'asse viario 106 Jonica; h) realizzazione dell'asse ferroviario ad alta velocità e alta capacità Palermo-Messina-Catania; i) realizzazione dell'asse autostradale Ragusa-Catania; l) realizzazione delle reti metropolitane di Catania e Palermo; m) realizzazione dell'asse autostradale Cagliari-Porto Torres (strada "Carlo Felice"); per i suddetti interventi nel Mezzogiorno, il cui costo globale è di 38,7 miliardi di euro, andrebbe valutato di utilizzare integralmente la quota parte degli 81,4 miliardi a fondo perduto del "recovery fund" destinati all'Italia, prevedendo eventualmente lo scorporo delle risorse per il ponte sullo stretto di Messina in quanto, utilizzando quota parte del fondo delle reti TEN-T e possedendo un buon ROI, potrebbe rientrare nella quota dei prestiti; è evidente che tutte le infrastrutture citate sono integrabili con ulteriori altri interventi essenziali per l'assetto infrastrutturale del Paese; non sono ad esempio contemplati nelle reti TEN-T interventi come l'asse autostradale tirrenico o come l'asse autostradale Orte-Mestre; la scelta di finanziare parte delle infrastrutture con solo una quota delle risorse a fondo perduto messe a disposizione dal "recovery fund", utilizzando parallelamente anche parte delle risorse in prestito nell'ambito del medesimo fondo europeo, ottimizzerebbe al massimo l'uso delle disponibilità finanziarie messe a disposizione dall'Europa, consentendo di utilizzare la parte restante delle risorse per altre importanti finalità come: l'edilizia scolastica; la messa in sicurezza del territorio; la reinvenzione dell'offerta di trasporto nelle medie e piccole realtà urbane; la diffusa ed organica digitalizzazione dell'intero Paese; il riassetto funzionale del sistema agroalimentare; il riassetto dell'offerta turistica e la salvaguardia dei beni culturali, impegna il Governo: 1) ad individuare le opere infrastrutturali prioritarie fondamentali per la crescita del nostro Paese, quali quelle individuate in premessa, anche in quanto opere rapidamente cantierabili, al fine di beneficiare di quota delle risorse previste dal "recovery plan"; 2) a prevedere il finanziamento delle suddette infrastrutture con parte delle risorse a fondo perduto messe a disposizione dal "recovery fund", e parte delle risorse in prestito nell'ambito del medesimo fondo europeo, al fine di utilizzare la parte restante delle risorse per altre importanti finalità come: l'edilizia scolastica; la messa in sicurezza del territorio; la reinvenzione dell'offerta di trasporto nelle medie e piccole realtà urbane; la diffusa ed organica digitalizzazione dell'intero Paese; il riassetto funzionale del sistema agroalimentare; il riassetto dell'offerta turistica e la salvaguardia dei beni culturali. Interrogazioni Atto n. 3-02061 MIRABELLI NANNICINI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la società Alitalia ha comunicato nei mesi scorsi l'intenzione di gestire in proprio tutti i servizi relativi alla partenza e all'arrivo dei passeggeri, ivi compresi quelli di check in , imbarco e rampa, nell'ambito dell'aeroporto di Milano Linate, lasciando alla società Airport Handling SpA la gestione, in tale scalo aeroportuale, del solo servizio di carico e scarico dei bagagli;