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A seguito di questo episodio, decine di giovani stranieri, molti dei quali lavoratori delle campagne calabresi, hanno deciso di scioperare e di scendere in piazza a manifestare sotto gli uffici del Comune, chiedendo giustizia per il loro compagno; l'11 giugno scorso a Caserta si è consumato un altro atto di violenza ai danni di due migranti originari del Mali, che sono stati colpiti da una pistola ad aria compressa da un'auto in corsa che gli passava affianco; il 20 giugno, a Napoli, un giovane malese di nome Konate Bouyagui, è stato ferito all'addome mentre tornava a casa dal ristorante in cui lavorava, sempre dopo essere stato affiancato da un'auto in corsa; altri due episodi si sono svolti a Forlì, agli inizi di luglio, dove un ivoriano di 33 anni prima ed una donna nigeriana tre giorni dopo, sono stati colpiti sempre da colpi di armi ad aria compressa. Il primo era stato avvicinato da un'auto in corsa mentre era sulla sua bicicletta ed è stato ferito all'addome, con una prognosi di dieci giorni. La donna, invece, è stata avvicinata da due persone su un motorino ed è stata colpita ad un piede mentre camminava sul marciapiede; la sera dell'11 luglio 2018, ancora, a Latina Scalo, due giovani migranti di nazionalità nigeriana sono rimasti lievemente feriti dopo essere stati colpiti da alcuni spari esplosi da una pistola ad aria compressa, mentre aspettavano l'autobus. Attraverso l'analisi delle telecamere di videosorveglianza dei negozi vicini, e grazie alle dichiarazioni di una testimone, i Carabinieri hanno individuato tre ragazzi di ventitré anni della zona, che sono stati accusati di lesioni con finalità di discriminazione razziale; il 17 luglio 2018, una bambina rom di un anno, mentre era in braccio alla mamma, è stata raggiunta da un proiettile sparato da un fucile ad aria compressa nei pressi del campo nomadi di via di Salone a Roma. A seguito, di questo episodio è intervenuto anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, le cui parole sono state molto significative: "L'Italia non può somigliare a un far west dove un tale compra un fucile e spara dal balcone ferendo una bambina di un anno, rovinandone la salute e il futuro. Questa è barbarie e deve suscitare indignazione"; neanche 10 giorni dopo, giovedì 26 luglio 2018, a Cassola, in provincia di Vicenza, un operaio originario dell'isola di Capoverde viene ferito da alcuni colpi di pistola ad aria compressa mentre era a lavoro su un'impalcatura; un altro episodio, l'ennesimo, risale al 27 luglio, a San Cipriano d'Aversa, dove un immigrato ha raccontato di essere stato colpito al volto dai colpi sparati da una pistola ad aria compressa dopo essere stato avvicinato da due ragazzi in moto, che poi hanno fatto fuoco; a distanza di un giorno, il 28 luglio, a Partinico, in provincia di Palermo, un giovane di 19 anni di origine senegalese, Dieng Khalifa, ospite di una comunità da due anni è stato aggredito e ferito all'esterno del bar dove lavorava. Il ragazzo sarebbe stato insultato e poi preso a pugni e calci, mentre il gruppo di persone che conduceva il pestaggio gli urlava: «Vattene via sporco negro»; il 29 luglio a Moncalieri viene aggredita Daisy Osakue, campionessa italiana di lancio del disco di origine nigeriana, ferita mentre tornava a casa, colpita in pieno volto da un uovo lanciato da un'auto in corsa; tra i fatti più recenti si ricordano quelli avvenuti a Ferragosto, in contemporanea alla vicenda di Aprilia, in provincia di Catanzaro, dove un migrante è stato ferito a colpi di spranga e ricoperto di insulti razzisti mentre si trovava in un ristorante e quelli in Sicilia dove a Partinico sei minorenni di nazionalità africana sono stati pestati e minacciati; valutato che: la sequenza di violenze contro gli immigrati, gli stranieri o contro cittadini italiani che presentano tratti somatici tali da poter essere identificati in una di queste categorie, dovrebbero destare grande preoccupazione nel Governo per la comune matrice razzista alla base di questi gesti di violenza e per il grave pericolo che tale fenomeno può arrecare alla vita delle persone, nonché all'ordine e all'incolumità pubblica; sebbene la stampa non abbia mancato di evidenziare la gravità del fenomeno e la minaccia che esso arreca alla convivenza civile e alla pubblica sicurezza, il Ministro dell'interno, direttamente responsabile sulla materia, non solo ha negato l'esistenza di razzismo in Italia sminuendo la gravità degli episodi, ma addirittura non ha mai preso alcuna posizione di esplicita condanna delle violenze degli ultimi mesi; tenuto conto che a parere degli interroganti: per arrestare il diffondersi delle violenze a sfondo razziale è essenziale, oltre alla repressione penale e l'assicurazione alla giustizia dei colpevoli di tali violenze, la stigmatizzazione sociale del razzismo che si può conseguire solo con la ferma e decisa condanna delle istituzioni dello Stato e in particolare del Governo, che dovrebbe promuovere in ogni sua iniziativa pubblica i valori dell'integrazione dei migranti, che vivono e lavorano nel nostro Paese e la lotta a tutte le forme di discriminazione raziale; è necessario comprendere e lavorare prima di tutto sulle cause primarie e profonde di questo fenomeno, di questo susseguirsi preoccupante di episodi di violenza razzisti, per apprestare un intervento immediato che, ad Aprilia come nel resto del Paese, coinvolga tutti gli attori politici ed istituzionali nello sforzo di modificare linguaggio politico-sociale, specie quando di affrontano i problemi dell'immigrazione straniera in Italia e della convivenza civile nelle nostre aree urbane, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga opportuno, di fronte al ripetersi sempre più frequente degli episodi di violenza con motivazione razziale che si vanno diffondendo in tutto il territorio nazionale, prendere una ferma posizione di condanna del fenomeno ed elaborare una specifica strategia per contrastare il dilagare della violenza e di altre forme di discriminazione razzista nelle nostre città; se non ritenga necessario, di fronte a quello che agli interroganti appare come il manifestato disinteresse del Ministro dell'interno per il problema, avvalersi delle prerogative e delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio per assumere direttamente un'iniziativa politica al fine di promuovere una campagna di comunicazione istituzionale su tutti i più importanti organi di informazione del Paese, volta a stigmatizzare socialmente il razzismo e la xenofobia e a condannare ogni forma discriminazione basata sul colore della pelle e sull'appartenenza a minoranze linguistiche e religiose. Atto n. 3-00196 FERRAZZI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il gasdotto TAP ( trans adriatic pipeline ) è la parte europea del "Corridoio Meridionale del Gas", complessa catena di progetti nel settore dell'energia, che convoglierà verso l'Europa il gas naturale estratto nel grande giacimento di Shah Deniz in Azerbaijan; la realizzazione del gasdotto è prevista dall'Accordo intergovernativo stipulato tra i governi italiano, greco e albanese del 13 febbraio 2013 ratificato dal Parlamento italiano con legge 19 dicembre 2013 n. 153;