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E allora? Al soggetto che inquina il sistema elettorale è imputabile o no l'utilizzazione delle modalità di cui al terzo comma dell'articolo 416- bis ? Voi dite di no. Qual è la ragione? Non l'ho capita. Il mio emendamento prevede che, se si agisce secondo le modalità di cui al terzo comma dell'articolo 416- bis , si commette il reato; poi aggiunge che, se si fa quello che dice il senatore Giarrusso, si commette lo stesso reato. E allora mi volete dire perché volete escludere quell'ipotesi? Forse non avete cognizione della realtà. Oltretutto questo risolve il problema degli intermediari, che invece, eliminati con quella frase, vengono inseriti definitivamente nel sistema della norma. Da ultimo, l'articolo 416- bis , terzo comma, stabilisce che inquina il sistema democratico colui che si propone di ostacolare o impedire il libero esercizio del diritto di voto. E voi volete paragonare questa, che è un'attività addirittura sovversiva, a quella di colui che, sbagliando, accetta, ma proprio per questo va punito con la stessa pena di quello che addirittura è sovversivo? A me sembrano regole minime. Uno studente universitario al primo anno di giurisprudenza saprebbe immediatamente dire che forse si potrebbe modificare in un altro modo, ma troverebbe certamente la strada per dare risposte chiare e precise, perché noi siamo qui per questo. Se dobbiamo produrre norme che creeranno ulteriori problemi interpretativi, credo non sia il caso di discuterne. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 10,03) CUCCA (PD) . Signor Presidente, intervengo molto rapidamente per l'illustrazione degli emendamenti e per fare qualche puntualizzazione, condividendo gli interventi che si sono succeduti dai senatori Grasso, Buccarella e Caliendo. Anche i nostri emendamenti sono diretti a fare chiarezza e a evitare problemi interpretativi a chi dovrà applicare il provvedimento in esame. Oggettivamente, con il testo che è stato proposto all'Assemblea, i problemi interpretativi esistono, per i motivi che sono stati già illustrati e che non intendo ripetere, richiamandomi esclusivamente a quelli, che poi costituiscono il contenuto dei nostri emendamenti. Mi pare tuttavia opportuno sottolineare un particolare relativo al terzo comma dell'articolo 416- bis del codice penale, che prevede l'aggravante. È già stato detto, ma vorrei chiarire un equivoco: la pena di ventidue anni può anche essere congrua, ma è assolutamente irragionevole rispetto a chi, invece, avrebbe procurato il voto. In buona sostanza, detto in italiano più corrente, assegnare una pena di ventidue anni a chi riceve il voto e una pena inferiore al mafioso che quel voto promette e si adopera per farlo arrivare, magari anche restando coperto e nell'ombra, mi pare sia assolutamente irragionevole. Per questo motivo abbiamo presentato un emendamento soppressivo. Eventualmente - correttamente mi pare si possa prevedere l'aggravante - si può fare riferimento all'emendamento 1.11 a prima firma del senatore Grasso, che prevede un'aggravante con un aumento di pena non determinato nella metà, ma il semplice aumento, che può andare da un giorno fino a un terzo della pena irrogata. Peraltro, continuo a manifestare una perplessità. Si dice che l'aggravante si applica soltanto se chi ha accettato la promessa di voti viene eletto. Ragioniamo su quel terzo comma: se qualcuno non dovesse venire eletto nell'immediatezza, ma subentrasse magari dopo un anno - o potrebbe subentrare e, quindi, l'elezione ci sarebbe stata di fatto - e fosse stato già sottoposto a giudizio o giudicato con una sentenza passata in giudicato, avrebbe una pena inferiore rispetto a quanto prevede la norma stessa. È vero che, con quella condanna, non potrebbe entrare in Parlamento o in qualsiasi assemblea elettiva, ma oggettivamente mi pare sia un'aggravante che pone dei problemi applicativi rilevanti. È per questo, quindi, che abbiamo proposto gli emendamenti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. OSTELLARI, relatore . Signor Presidente, esprimo naturalmente parere favorevole sull'emendamento 1.104, del relatore. Sui restanti emendamenti esprimo parere contrario. FERRARESI, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.1. GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, con grande dispiacere devo prendere atto che, per un'impuntatura della maggioranza, tutti gli aspetti positivi che potevano costituire un'occasione per migliorare la norma frutto di una riforma legislativa del 2014 purtroppo sono vanificati da alcune parole dell'articolo 1 del testo della Commissione, ossia che la promessa di procurare voti debba necessariamente provenire da parte di soggetti la cui appartenenza alle associazioni di cui all'articolo 416- bis sia a nota al candidato. Non dimentico che nel 1991, da consulente della Commissione parlamentare antimafia, sono intervenuto per un'indagine in Calabria, dove le primarie si facevano a colpi di pistola uccidendo gli aspiranti candidati per poter imporre quelli appoggiati dalla 'ndrangheta. Questo è per capire cosa può succedere in certe Regioni nel momento delle consultazioni elettorali. Per fortuna, non siamo a quei tempi e di passi avanti se ne sono fatti, ma il pericolo dell'inquinamento delle consultazioni elettorali permane sempre. Penso all'ipotesi di un esponente mafioso, protagonista delle cronache giudiziarie, un personaggio al vertice della famiglia mafiosa locale, più volte tratto in arresto, che magari si sottrae al processo rendendosi latitante prima che la sentenza diventi irrevocabile, al quale il candidato, tramite intermediari - è prevista anche l'ipotesi di intermediari - si rivolge sin dall'avvio della campagna elettorale per ottenere voti. In questo caso, saremmo o no in presenza di un'ipotesi di scambio, come previsto dall'articolo 416 -ter ? Se, secondo l'interpretazione rigorista, bisogna avere - la nostra Costituzione lo prevede - una condanna definitiva per essere riconosciuto responsabile del reato di cui al 416 -bis , ovvero di associazione mafiosa, non c'è dubbio che questo requisito va a completare l'interpretazione della norma, per cui arriveremmo a questo assurdo. Ancora una volta faccio un ultimo appello al rappresentante del Governo e al relatore - peraltro oggi assente e sostituito degnamente dal presidente della Commissione giustizia - in relazione all'emendamento 1.1. Se è necessario, sono pronto a ritiralo nell'ipotesi in cui il relatore o il Governo possano farlo proprio e magari riuscire a risolvere quello che per me rimane comunque un vero problema. La riforma prevede tutta una serie di concetti che migliorano il testo, tranne nel punto in questione.