[resaula]

Passiamo all'emendamento 1.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, lo ritiriamo. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 1.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.2, presentato dal senatore Rufa e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Si è così concluso l'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Ho ricevuto indicazione che per le vie brevi si sarebbe concordato di procedere con le dichiarazioni di voto e il voto finale sul disegno di legge alla conclusione della Conferenza dei Capigruppo, convocata per le ore 15. Non facendosi osservazioni, sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 11,44, è ripresa alle ore 16,46) . Presidenza del vice presidente TAVERNA VONO (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VONO (IV-PSI) . Signor Presidente, oggi più che a fare una dichiarazione di voto siamo chiamati ad esprimere il nostro senso di responsabilità e il nostro impegno nei confronti di tutto il Paese, di Alitalia e dei lavoratori dell'azienda e lo facciamo con non poche perplessità, anche perché stiamo aderendo ad un'ipotesi di salvataggio utilizzando risorse pubbliche, ben 400 milioni di euro, risorse che non ci possiamo permettere di sprecare proprio per il rispetto dovuto agli italiani. Per questo motivo, trascorso il periodo previsto dal decreto-legge per espletare le procedure necessarie alla riorganizzazione, non saremo disposti ad accettare ulteriori proroghe e deroghe in assenza di un preciso e credibile piano strategico industriale che sia di effettivo rilancio dell'azienda sotto il profilo gestionale e finanziario. Purtroppo la crisi di Alitalia perdura da troppi anni e i nove miliardi di euro investiti nel corso del tempo trascorso non sono serviti a ripristinare condizioni di competitività dell'azienda sul mercato internazionale. Non si può più pensare di gestire le crisi aziendali utilizzando risorse pubbliche e, nello specifico, non si può pensare che Alitalia possa competere in una condizione di solitudine senza creare necessarie alleanze economiche e commerciali con altri soggetti. Non si può prescindere da un piano industriale strategico che coinvolga non solo realtà dello stesso settore, ma che parta da nuove idee di rilancio dell'attività organizzativa e aziendale. Purtroppo, in sede di audizione del commissario, l'avvocato Leogrande, non abbiamo avuto grandi esplicitazioni riguardo al piano industriale, ancora da costruire, né sugli obiettivi e sul modo in cui si intende procedere, né si è capito se si voglia effettivamente rilanciare l'azienda o continuare, parcellizzandola, a farla sopravvivere, nella totale inutilità e irrilevanza dell'operazione. In tutto questo però una cosa è chiara: Italia Viva non è disposta ad accompagnare Alitalia nel seguito di un percorso fallimentare, così come non è disposta a tacere di fronte a tatticismi puerili, che impoveriscono le potenzialità di rilancio e di profitto dell'azienda. Dobbiamo rivalutare invece le possibilità di accordi con compagnie aeree di altri Paesi, con società attive nel settore delle infrastrutture e dei trasporti, mettendo da parte altre questioni, spesso solo ideologiche o di puntiglio che, anziché essere valutate separatamente, si inseriscono in modo pregiudizievole nella vicenda Alitalia, condizionando negativamente non solo le scelte relazionali, ma diminuendo le potenzialità di attuazione del piano strategico dei trasporti. Colleghi, in questo decreto-legge viene indicato un programma di procedura di amministrazione straordinaria per la cessione dei complessi aziendali sulla base di un piano di iniziative che assicurino la continuità produttiva dello stabilimento industriale di interesse strategico nazionale, ma non ci convincono affatto le ipotesi latenti di nazionalizzazione, alquanto anacronistiche e non in grado di assicurare un futuro ad Alitalia né tantomeno sviluppi economici nel settore del trasporto aereo del nostro Paese. In questo clima di incertezza pare quasi che l'azione dello Stato, che dovrebbe intervenire in casi estremi in sostituzione o meglio in assenza di politiche economiche di competitività e concorrenza sui mercati, debba essere sempre e comunque consentita, senza però creare percorsi in discontinuità dal passato e continuando con un dispendio inutile di energie e risorse. Per noi di Italia Viva non è così. La nostra idea di rilancio del Paese, la nostra idea di sviluppo della competitività sui mercati internazionali, la nostra idea di sostegno alle aziende, e in questo caso di sostegno ad Alitalia, prescinde dalla pura e semplice assistenza, anzi non la contempla neppure l'assistenza, perché la nostra è un'idea di spinta propulsiva al rilancio e alla presenza attiva sul fronte economico e industriale. La nostra idea è intervenire in modo strategico creando alleanze e partnership determinanti, lavorando, come già annunciato dal ministro De Micheli, ad un concreto piano nazionale dei trasporti, creando le condizioni per sbloccare le risorse, (e sappiamo che sugli scali aeroportuali esistono ben quattro miliardi di euro), individuando i criteri per investire le risorse disponibili a fronte di un obiettivo di crescita e di implementazione delle potenzialità dell'immenso capitale del nostro Paese, decidendo in modo da semplificare le procedure e velocizzare le scelte. Pertanto, fermi nelle nostre convinzioni di possibilità serie di uno sviluppo concreto del nostro Paese e di orgoglio nei confronti delle eccellenze come la compagnia Alitalia e credendo che il decreto possa aiutarla a mantenere la continuità dei servizi, ma sempre lavorando nell'ottica di un rilancio credibile del settore, determinante per ottenere risultati vantaggiosi, che parta da idee coraggiose e scevre da pregiudizi e convinzioni ideologiche fini a se stesse, esprimo, a nome di Italia Viva, il voto favorevole al provvedimento. (Applausi dai Gruppi IV-PSI e PD). DE FALCO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola per una dichiarazione di voto a nome del Gruppo Misto in ordine al decreto-legge al nostro esame sul quale preannuncio il nostro voto favorevole. Tale decreto ratifica lo stanziamento di 400 milioni di euro per Alitalia allo scopo di evitare la paralisi della compagnia per mancanza di liquidità. Questa elargizione a fondo perduto - diciamo di cosa si tratta - non può essere considerata risposta unica e sufficiente. Il nostro voto è quindi collegato alla speranza che questo ulteriore prestito (chiamiamolo così) costituisca almeno lo strumento necessario ma prodromico al vero rilancio di Alitalia nell'interesse dell'intero Paese.