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Fra gli indirizzi viene inoltre indicato il rilancio complessivo dell'industria nazionale della Difesa, mediante l'ammodernamento dello Strumento militare, anche nei settori dell'aerospazio e della sicurezza. A questo fine si prevede l'utilizzo delle risorse del "Fondo relativo all'attuazione dei programmi di investimento pluriennale per le esigenze di Difesa nazionale", di cui alla Legge di Bilancio 2021, nonché il rafforzamento della collaborazione tra la Difesa, l'industria nazionale e le Università. L'intento sotteso al processo di ammodernamento in atto è di garantire qualità della spesa, certezza delle risorse, capacità di realizzare i programmi e un trend di crescita graduale degli investimenti. Proprio con riferimento al tema dell'industria nazionale della difesa, segnala che il Ministro Guerini ha di recente emanato una specifica Direttiva per la politica industriale della difesa, che ha come obiettivo primario garantire l'efficacia dello Strumento militare al fine di soddisfare le esigenze operative delle Forze Armate, dando impulso, al tempo stesso, al consolidamento del vantaggio tecnologico e della competitività dell'industria nazionale. La Direttiva intende promuovere una mirata politica industriale della Difesa che, attraverso l'azione sinergica tra tutte le componenti del Paese, punti ad innovare l'interazione tra la Difesa e l'industria, costruendo un "Sistema Difesa" adeguato agli obiettivi di crescita tecnologica e di competitività dell'industria nazionale, nonché alla dimensione internazionale e alle crescenti implicazioni geostrategiche ed economiche della tecnologia nel settore. Come ha sottolineato lo stesso Ministro nell'introduzione alla Direttiva, la dimensione industriale è un infatti aspetto determinante anche nel processo di integrazione della Difesa Europea e assume rilevanza geopolitica, fungendo, anche negli accordi "governo-governo", da fattore catalizzante della cooperazione con altri Paesi e del rafforzamento del ruolo internazionale dell'Italia. Il documento programmatico pluriennale è composto da un'introduzione (che, come già anticipato, è a firma del ministro della Difesa), da tre parti e da sette allegati (che riguardano, tra l'altro, le schede delle missioni internazionali che vedono la partecipazione italiana, i dati sul personale, ecc.). La prima parte del documento delinea il quadro strategico e politico e militare in cui le Forze armate si trovano ad operare. Il testo evidenzia innanzitutto i mutamenti in atto nello scenario di riferimento, e in particolare nell'area del cosiddetto "Mediterraneo allargato". La presenza di milizie straniere in Libia, la fragilità istituzionale in Libano, la tensione nella regione del Golfo, il progressivo riarmo di molti Stati, i contenziosi marittimi, le contese per l'accesso alle rotte commerciali e per il controllo delle risorse energetiche, rappresentano alcune delle criticità - a cui da ultimo si è aggiunga la crisi pandemica - che incombono sull'area mediterranea. Il contesto generale è dominato oltretutto dal progressivo affermarsi di spinte nazionalistiche e da una certa inefficacia delle risposte fornite dagli strumenti del multilateralismo. Tra le sfide più impegnative viene annoverata la minaccia cibernetica, che ha ormai assunto un grande rilievo geopolitico e geostrategico, stanti le potenzialità destabilizzanti e di condizionamento delle opinioni pubbliche. Il cyberspazio rappresenta un significativo fattore abilitante per soggetti di varia natura, intenzionati a compiere azioni asimmetriche, ibride o criminali, nonché un ideale campo d'azione e di proselitismo per l'estremismo violento. A tale scopo, viene rimarcato come l'Italia abbia sviluppato, all'interno del Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica, un'adeguata architettura nazionale di sicurezza cibernetica, arricchita recentemente da specifici provvedimenti relativi all'Agenzia per la Cyber-sicurezza Nazionale e al Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica. Un ampio paragrafo viene dedicato alla cooperazione per la sicurezza internazionale e, in particolare, al contributo offerto dal nostro Paese, che si sostanzia nell'impiego di oltre 16.000 militari delle Forze armate, in 43 operazioni sparse nel mondo. L'Italia continua a risultare tra i principali contributori alle missioni NATO/UE, nonché il primo contributore, tra i Paesi occidentali, alle missioni delle Nazioni Unite e il settimo finanziatore su scala mondiale. Con riferimento alla NATO, viene ribadito che la Difesa italiana continuerà ad assicurare il proprio supporto alle iniziative dell'Alleanza, coerentemente con il ruolo, gli interessi e l'ambizione del nostro Paese, mentre, nel contesto dell'Unione Europea, essa continuerà a promuovere attivamente una crescente integrazione di risorse e capacità tra Paesi membri, al fine di dotare l'Unione stessa di reali e concreti strumenti per esercitare un ruolo più ambizioso e rilevante nel campo della Difesa e Sicurezza. Con riguardo all'evoluzione degli impegni operativi, si sottolinea il rilievo dell'Alleanza Atlantica, elemento centrale della politica di difesa e sicurezza nazionale. Sempre con riferimento agli impegni operativi, il documento annovera anche le attività della Difesa nazionale sul versante interno: l'Operazione "Strade Sicure", che risponde a esigenze di prevenzione e contrasto della criminalità e del terrorismo, ed è stata incrementata in seguito all'epidemia COVID-19, arrivando ad impiegare sino a 7.803 unità; l'Operazione "Mare Sicuro", avviata nel 2015 a seguito dell'evolversi della crisi libica e che svolge compiti di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo centrale e nello Stretto di Sicilia; la Vigilanza Pesca (Vi. Pe.), esercitata dalla Marina militare per assicurare il libero esercizio dell'attività di pesca dai pescherecci nazionali, in acque internazionali; la difesa dello spazio aereo nazionale, assicurata dall'Aeronautica militare ed inserita nel sistema integrato di difesa aerea e missilistica dello spazio aereo della NATO. Un ampio paragrafo illustrativo è inoltre dedicato agli aspetti operativi e finanziari delle attività della Difesa e delle Forze Armate, a supporto del Servizio Sanitario Nazionale e delle Autorità civili (Prefetture, Forze dell'ordine, Dipartimento della Protezione Civile), nell'ambito delle risposte all'emergenza da COVID-19. La seconda parte del documento si sofferma sullo sviluppo dello Strumento militare, analizzando i principali compiti istituzionali assegnati alle Forze armate, le esigenze operative delle singole componenti, e le connesse future linee di sviluppo capacitivo. In questa sezione viene, inoltre, dato conto dei principali programmi d'investimento della Difesa. Con riferimento agli indirizzi strategici, il principale obiettivo della Difesa è quello di dotarsi di uno Strumento militare integrato, bilanciato in termini quantitativi, qualitativi e capacitivi, sostenibile e in grado di tutelare gli interessi vitali e strategici del Paese e di rispettare gli impegni internazionali. Le Forze Armate italiane saranno impiegate nell'ambito di quattro missioni loro assegnate: