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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 90 BORGHESI La seduta inizia alle ore 10,05. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che è stata chiesta, da parte del Gruppo del Partito democratico, la pubblicità dei lavori della odierna seduta antimeridiana, e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso all'attivazione dell'impianto audiovisivo, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento. Non essendovi obiezioni, tale forma di pubblicità è quindi adottata per il prosieguo dei lavori. IN SEDE REFERENTE 1089 (Disposizioni in materia di iniziativa legislativa popolare e di referendum DDL 1089 Disposizioni in materia di iniziativa legislativa popolare e di referendum (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 2 luglio. Il senatore PARRINI (PD), intervenendo sull'ordine dei lavori, comunica che per le ore 12 è prevista una riunione del Gruppo del Partito democratico. Chiede pertanto se sia possibile rinviare alla seduta pomeridiana ulteriori interventi in sede di illustrazione degli emendamenti, nel caso che non fosse possibile concluderli nel corso della seduta antimeridiana. Il senatore PAGANO (FI-BP) aderisce alla richiesta del senatore Parrini. Anche la senatrice DE PETRIS (Misto-LeU) e il relatore GRASSI (M5S) convengono. Il PRESIDENTE assicura che la seduta antimeridiana si concluderà in tempo per consentire ai senatori del Partito democratico di partecipare alla riunione del loro Gruppo. Qualora fosse necessario, la fase della illustrazione degli emendamenti potrà proseguire nella seconda seduta pomeridiana, già convocata per le ore 17. Il relatore AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) chiede di anticipare eventualmente l'orario della seduta. Il PRESIDENTE , nel convenire con il relatore Augussori, propone di anticipare il seguito dell'esame del disegno di legge alla prima seduta pomeridiana, ove necessario, al termine delle audizioni previste per l'indagine conoscitiva sul fenomeno della prostituzione, che avranno inizio alle ore 14,30. La Commissione conviene. Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti e dell'ordine del giorno. La senatrice DE PETRIS (Misto-LeU) sottolinea, preliminarmente, che molti degli emendamenti a sua firma recepiscono i rilievi formulati dagli esperti di diritto costituzionale nel corso delle audizioni informali. Con riferimento all'articolo 1, illustra, innanzitutto, l'emendamento 1.12, volto a precisare che l'iniziativa legislativa rinforzata può riguardare solo disegni di legge ordinaria, escludendo quindi le norme di rango costituzionale. L'emendamento 1.44 prevede che il testo approvato dalle Camere sia sottoposto a consultazione referendaria solo nel caso in cui le modifiche apportate al testo del progetto d'iniziativa popolare attengano ai principi ispiratori della proposta e ai contenuti normativi essenziali dei singoli precetti. Infatti, l'espressione "modifiche non meramente formali" appare eccessivamente vaga. Si sofferma, quindi, sull'emendamento 1.46, il cui obiettivo è evitare un riconoscimento a livello costituzionale del comitato promotore. Al fine di precisare le materie sottratte all'iniziativa popolare, ritiene che si possa elencarle in modo dettagliato, come proposto dagli emendamenti 1.86, 1.97, 1.98, 1.99 1.100, oppure rinviare al secondo comma dell'articolo 75 della Costituzione, come prevede l'emendamento 1.91. Tra queste materie, l'emendamento 1.107 inserisce invece un'eccezione, quanto al referendum propositivo, per il trattato internazionale siglato e non ancora ratificato. Ritiene opportuno, inoltre, fissare un limite al numero delle proposte di legge con procedura rafforzata che possono essere presentate, come prevedono gli emendamenti 1.444, 1.448 e 1.454. Riguardo l'articolo 3, si sofferma innanzitutto sugli emendamenti 3.15 e 3.17, che mirano ad abbassare, rispettivamente, a 150.000 e 100.000 le sottoscrizioni necessarie per la richiesta del referendum confermativo, prima del giudizio di ammissibilità della Corte costituzionale. A suo avviso, infatti, la cifra di 200.000 prevista nel testo è eccessiva, anche in considerazione del fatto che la procedura per la raccolta delle firme è particolarmente onerosa. Con l'emendamento 3.24 si sottraggono i disegni di legge approvati dalle Camere al vaglio preventivo della Corte costituzionale, per evitare disparità con gli altri disegni di legge d'iniziativa parlamentare. L'emendamento 3.23, invece, prevede che la verifica della conformità del testo approvato dalle Camere a quello presentato dal comitato promotore sia demandata all'Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione. Infine, illustra l'ordine del giorno G/1089/1/1, con il quale si impegna il Governo a prevedere che il controllo della copertura finanziaria del testo di iniziativa popolare sia effettuato con il supporto di un organo tecnico indipendente, quale l'Ufficio parlamentare di bilancio. Il senatore STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) aggiunge la propria firma all'emendamento 3.25, con il quale si prevede che le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano possano intervenire nel giudizio preventivo di legittimità costituzionale. Il senatore FARAONE (PD) sottolinea che l'obiettivo principale delle proposte emendative a firma propria e di altri senatori del Gruppo PD è quello di disciplinare e limitare il ricorso al referendum confermativo, proprio al fine di esaltarne l'importanza. A suo avviso, l'ampliamento eccessivo del ricorso allo strumento del referendum non è di per sé garanzia di una maggiore partecipazione dei cittadini, tanto è vero che la percentuale di astensionismo aumenta proprio in occasione delle consultazioni referendarie, rispetto alle elezioni politiche e amministrative. Al contrario, l'affluenza alle urne è stata significativa, in passato, quando oggetto dei quesiti referendari furono temi particolarmente rilevanti per la vita dei cittadini. Il senatore PAGANO (FI-BP), riservandosi di illustrare nel dettaglio le proposte emendative in sede di dichiarazione di voto, ribadisce i rilievi molto critici di Forza Italia sul disegno di legge costituzionale in esame, che - a suo avviso - svilisce il ruolo delle Camere, ponendo a rischio lo stesso sistema parlamentare. Ritiene, infatti, che la riforma non stimoli l'attività legislativa del Parlamento, ma finisca invece per impedirla e sovrastarla.