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L'esistenza di un tale nesso può risultare da diversi elementi, in particolare dall'intercorporazione parziale della denominazione protetta, dall'affinità fonetica e visiva tra le due denominazioni e dalla somiglianza che ne deriva e, anche in assenza di tali elementi, dalla vicinanza concettuale tra DOP e la denominazione di cui trattasi o, ancora, da una somiglianza tra i prodotti protetti da tale medesima DOP e i prodotti o servizi contrassegnati da tale medesima denominazione». Ebbene, non spetta a me dirlo, ma appare indubbiamente come il termine Prošek, per la sua affinità fonetica e visiva, evochi nella mente del consumatore medio europeo proprio il prosecco italiano. Peraltro, non esiste un paese che si chiami Prošek, mentre esiste una località nel Comune di Trieste che si chiama Prosecco. Pertanto, ritengo che non ci siano le condizioni giuridiche affinché esso possa essere registrato. Se ciò avvenisse, infatti, verrebbe palesemente smentito un autorevole principio giuridico affermato dalla Corte di giustizia europea e recentemente ribadito. Ho già sottolineato quanto sia grande, forte e importante la produzione di Prosecco per il nostro sistema agroalimentare e vitivinicolo. A questo settore ribadisco l'impegno mio e di tutto il Governo a mettere in campo tutte le nostre forze ed energie per bloccare questa errata ed assurda decisione che mortifica la storia e l'identità dei nostri territori e penalizza i produttori e consumatori. Auspico vivamente - ma ne sono più che convinto, vista anche la richiesta di informativa - di avere il supporto di tutti voi, oltreché dell'intero Governo, per quella che necessariamente non può che essere una battaglia di tutto il nostro sistema Paese a favore di una delle sue più importanti e distintive eccellenze. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. È iscritto a parlare il senatore Taricco. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro per il suo dichiarato impegno e il Sottosegretario per il lavoro che già è stato fatto in queste settimane su questo tema. Credo che oggi in questa sede emergerà un sostegno forte e unanime da parte di tutto il Parlamento, che interpreta - penso in modo adeguato - il sentimento del Paese. Ritengo non vi siano dubbi sul fatto che questa battaglia (così la chiamo) sia fondamentale per un territorio con oltre 25.000 ettari di produzione vitivinicola, più di 10.000 aziende agricole e 1.500 tra case vinicole e spumantiere, che interpretano un sistema economico straordinario che è la prospettiva e il futuro del territorio, ma anche uno degli ambasciatori e vessilli della qualità del made in Italy nel mondo. Da questo punto di vista credo che tutti insieme porteremo avanti questo tipo di impegno e questo tipo di battaglia. Mi permetto però di sottolineare che qui non è in gioco soltanto il futuro del prosecco e del suo territorio, ma è in gioco un modello di tutela alimentare, che è quello delle denominazioni di origine che l'Unione europea si è data e di cui, come diceva giustamente il Ministro, l'Italia è il Paese protagonista assoluto con oltre 800 specialità garantite e certificate che dichiarano al mondo il proprio modello produttivo, la propria storia, le proprie tradizioni, che definiscono gli ambiti territoriali nei quali queste produzioni vengono realizzate. È in gioco un modello che è un patrimonio culturale, che è la salvaguardia di territori e di comunità. Credo che sia evidente a tutti che in questa stagione questo modello è sotto attacco, come la vicenda dell'aceto balsamico delle scorse settimane testimonia. Ritengo inoltre che a testimoniarlo vi siano una molteplicità di iniziative che tendono a mettere in discussione questo modello, che dal nostro punto di vista è fondamentale perché garantisce trasparenza ed autenticità nei confronti dei consumatori, tutela di tradizioni culturali che sono fondamentali per determinati territori. A tale riguardo la battaglia e il nostro impegno a difesa di tale modello culturale e la richiesta all'Unione europea di essere fortemente impegnata lei stessa in prima linea su di esso siano assolutamente fondamentali. L'altra questione centrale della vicenda, oltre alla difesa del nostro modello Prosecco, è la difesa del consumatore, come rilevato bene dal Ministro. C'è l'evocazione di un nome, peraltro su un vitigno e su un vino che è fermo e non c'entra nulla con l'idea del Prosecco, che se approvato, rischierebbe di ingenerare nel consumatore un'assoluta confusione su quello che è il prodotto di cui trattasi. Da questo punto di vista la riflessione che ci portava il Ministro sul concetto di evocazione credo sia straordinariamente importante proprio perché è un «baluardo» di difesa del diritto del consumatore per sapere cosa sta comprando. Ecco, visto che i minuti passano veloci, mi permetto di riassumere sostanzialmente il nostro impegno in questo senso. Noi siamo impegnati oggi, come ha detto il Ministro spiegandoci la strategia, in una battaglia che in questo momento è innanzitutto giuridica. Noi abbiamo tutti gli elementi per dire e per muoverci a difesa di un prodotto avendo, dal nostro punto di vista, tutti gli elementi giuridici per poterlo fare. È però una battaglia anche politica; noi dobbiamo stringere sempre di più alleanza con tutti quelli che credono nel nostro modello produttivo incentrato sulle denominazioni di origine, perché questa è una battaglia che giochiamo oggi, ma che giocheremo in futuro se vogliamo tutelare il nostro modello alimentare. È altresì una battaglia culturale sul modello di agricoltura, sulla difesa dell'autenticità e la non massificazione dei prodotti. Il tema delle denominazioni di origine dei consorzi tutela è e sarà il cuore di tale battaglia. Se questa battaglia rimane solo... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE. Senatore Taricco, ha davvero un secondo. TARICCO (PD) . Se questa battaglia rimane solo italiana, rischiamo di perderla; se diventa una battaglia che vede nell'Italia l'alfiere dell'Europa e di tutti coloro che nel mondo credono in questo modello, possiamo vincerla e per i consumatori questa sarà una scommessa fondamentale. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferro. Ne ha facoltà. FERRO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, signor Sottosegretario, vorrei dire in premessa che al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali siete una bella squadra, di cui fa parte anche il senatore Battistoni. State lavorando molto bene (Applausi) e credo che dobbiamo dare atto del lavoro che state facendo a tutela delle eccellenze italiane. Lei, signor Ministro, ha ricordato opportunamente i numeri: quest'anno si raggiungeranno nell'agroalimentare i 50 miliardi di esportazioni, che sono una fetta significativa e importante. Io sono un convinto europeista, da sempre, però questo tipo di Europa non mi piace. Abbiamo già dato col Tokaji. Siamo assediati a livello mondiale (penso al Parmesan) , quindi dobbiamo difendere queste nostre eccellenze.