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Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito il parere dell'Istituto superiore di sanità e della Commissione unica del farmaco (CUF), la cui composizione è modificata ai sensi del comma 9, stabilisce, predisponendo un'apposita tabella, quali piante officinali e loro derivati possono essere utilizzati come fitoterapici tradizionali cinesi. 4. Le piante officinali e i loro derivati, i minerali e i metalli utilizzati nella fitoterapia tradizionale cinese, importati da Paesi non membri dell'Unione europea, devono essere muniti di documentazione da parte degli enti governativi del Paese d'origine che attesti l'assenza, all'atto della spedizione, delle sostanze inquinanti e tossiche di cui al comma 5 e devono essere sottoposte a controlli a campione all'arrivo sul territorio italiano; nelle more dell'adozione di un'apposita normativa europea in materia, tali controlli devono essere eseguiti anche sulle sostanze provenienti dagli altri Paesi membri dell'Unione europea, dalla Repubblica di San Marino e dalla Città del Vaticano. I controlli sono effettuati presso laboratori dotati di certificazione conforme, estranei alle aziende produttrici e importatrici; sono eseguiti a spese dell'importatore e non devono comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 5. I controlli di cui al comma 4 sono volti a dimostrare l'assenza totale di sostanze tossiche, quali pesticidi, fungicidi, metalli pesanti, di radioattività e di micotossine, quali afiatossina e relative sottocategorie. 6. La tabella di cui al comma 3 è aggiornata almeno una volta l'anno con decreto del Ministro del lavoro delle politiche sociali, sentito il parere dell'Istituto superiore di sanità e della CUF. 7. Ai fini di cui alla presente legge si definiscono preparati di origine vegetale le piante officinali o le parti di piante medicinali triturate o polverizzate, gli estratti, le tinture, gli olii essenziali o i grassi, i succhi ottenuti da piante medicinali e, in generale, tutti i prodotti ottenibili dalle piante officinali con metodi che richiedono l'applicazione di processi di frazionamento, di purificazione e di concentrazione. I singoli princìpi attivi e i costituenti di origine sintetica, chimicamente definiti, isolati da piante officinali, non sono considerati preparati vegetali; possono essere parte dei preparati vegetali solventi, diluenti e conservanti a condizione che tali sostanze siano chiaramente indicate. Sono altresì definiti preparati di origine vegetale i preparati di origine minerale costituiti da polveri frammentate e standardizzate, già compresi nella Farmacopea ufficiale italiana. I prodotti autorizzati, all'atto della loro immissione in commercio, devono recare etichette che indichino l’esatta composizione, con la doppia nomenclatura identificativa, quella botanica internazionale e, se di provenienza da Paesi orientali, quella cinese nel sistema di trascrizione ufficiale dal cinese standard denominato « Pinyin », l'esatta quantità in milligrammi o in grammi di ognuno dei componenti e eccipienti, specificando se la pianta o la parte di pianta è polverizzata, è un estratto fluido, secco, molle ovvero una tintura madre, con la relativa titolazione, il lotto di produzione, le date di produzione e di scadenza. All'interno di ogni confezione è altresì presente la scheda illustrativa della formulazione, con le indicazioni secondo la farmacopea cinese o il repertorio fitoterapico nazionale o tedesco, con l'indicazione delle eventuali controindicazioni, degli effetti collaterali possibili e dell'eventuale antidoto e, infine, della posologia. 8. Per le preparazioni galeniche magistrali si applica la normativa vigente in materia. 9. Nel Consiglio superiore di sanità è prevista la partecipazione di un rappresentante esperto in ciascuna delle discipline di cui all'articolo 1, comma 1. Art. 4. (Registri degli operatori) 1. Presso gli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri sono istituiti i registri dei medici di medicina tradizionale e dei medici agopuntori secondo la metodica « ryodoraku ». Dall'istituzione di tali registri presso i competenti ordini professionali e dal funzionamento delle commissioni competenti per la valutazione dei curricula professionali degli aspiranti all'iscrizione non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 2. I registri di cui al comma 1 sono tre: uno riservato ai medici agopuntori secondo la metodica « ryodoraku »; uno riservato ai medici di medicina tradizionale cinese; e uno riservato ai soggetti, non in possesso del diploma di laurea in medicina e chirurgia, che, a seguito della frequentazione dei corsi di cui all'articolo 1, comma 5, sono autorizzati a praticare le tecniche, con esclusione dell'infissione degli aghi. 3. Al registro dei medici agopuntori secondo la metodica « ryodoraku » e a quello dei medici di medicina tradizionale, di cui al comma 2, possono iscriversi esclusivamene i medici chirurghi abilitati all'esercizio della professione medica, in possesso del diploma in agopuntura e fitoterapia; al registro dei medici di medicina tradizionale cinese, tra cui rientrano gli operatori di massoterapia, coppettazione e moxibustione, di cui al medesimo comma 2, possono iscriversi i soggetti in possesso del diploma di assistente sanitario rilasciato dalle università o da scuole private riconosciute dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca con le modalità definite ai sensi dell'articolo 5, comma 1. 4. Agli iscritti ai registri di cui al presente articolo si applica l'articolo 622 del codice penale. Art. 5. (Formazione nelle terapie e medicine non convenzionali e istituzione della Commissione per la formazione) 1. Le università, statali e non statali, le scuole e gli istituti privati di formazione riconosciuti dallo Stato, che intendono singolarmente o in associazione, istituire e attivare corsi di studio nelle terapie e nelle medicine non convenzionali e che possono attestare, attraverso un'idonea documentazione, la continuità operativa, il curriculum del corpo docente, l'attività svolta e la conformità della stessa ai princìpi di cui al comma 6 del presente articolo, possono ottenere il riconoscimento secondo criteri e modalità stabiliti con regolamento del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. La mancanza o il venire meno dei requisiti prescritti determinano, rispettivamente, il diniego o la revoca del riconoscimento. 2. È istituita presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la Commissione per la formazione in agopuntura secondo la medotica « ryodoraku » e in medicina tradizionale cinese di seguito denominata «Commissione». 3. La Commissione è composta da sette membri, nominati, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di cui: a) un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;