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6) equilibrio tra le posizioni processuali dell'imputato e della parte offesa in ordine ai reati di omicidio e lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti sia dolosi che colposi, subordinando i benefìci connessi alla sospensione condizionale della pena al risarcimento del danno e quelli connessi all'irrogazione della pena a richiesta anche all'accettazione del confronto personale con le parti offese e al riconoscimento della colpa; 7) per le stesse fattispecie dell'omicidio e delle lesioni personali totalmente e permanentemente invalidanti, garanzia della punibilità attraverso l'aumento dei termini della prescrizione penale; 8) per le stesse fattispecie di reato, e ancora in considerazione della necessità di assicurare una riparazione effettiva perché tempestiva alle vittime di tali gravissime offese, garanzia di rapidità dei processi penali e civili da raggiungere, sul modello della previsione dell'articolo 132- bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, preferendole nella trattazione a tutte le altre con la sola eccezione dei delitti contro la personalità dello Stato e di quelli di associazione mafiosa, strage, riduzione in schiavitù, prostituzione minorile, tratta, commercio o alienazione di schiavi, violenza sessuale, atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo; 9) determinazione tabellare di tutto il danno biologico con sviluppo aritmetico sino a 100 dei valori legalmente previsti per le micropermanenze onde commisurare l'entità del risarcimento a quella dell'offesa evitando che i danni maggiori siano pagati meno dei più lievi; 10) istituzione della nuova figura di danno non patrimoniale da morte, comprendente il danno morale e biologico sia della vittima deceduta, anche se improvvisamente, che degli eredi, e sua liquidazione in cifra pari al doppio del danno biologico del 100 per cento che sarebbe spettato alla vittima se non deceduta, in considerazione del valore primario della vita, della necessità di identificarlo in termini certi perché prestabiliti mediante l'aggancio al dato obiettivo del valore biologico, dell'esigenza di rispettare il principio, indubitabile per tutti i superstiti, che la perdita di una persona cara è sempre ugualmente grave quali che fossero la sua personalità e la sua posizione sociale, con distribuzione tra i familiari della cifra unica così determinata mediante un sistema di riserve e di percentuali ordinate secondo la vicinanza parentale o affettiva alla persona deceduta. Il presente disegno di legge riguarda dunque espressamente i punti seguenti: identità di disciplina processuale per tutti i più gravi reati contro la vita e l'incolumità individuale, dunque per l'omicidio e per le lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti, sia dolosi che colposi e ovunque commessi (articolo 1); istituzione della fattispecie delle lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti, e sua punibilità nei termini previsti per l'omicidio (articoli 2 e 4) ; eliminazione dell'aggravante per i reati colposi di omicidio e di lesioni personali sulla strada e sul lavoro, aumento delle pene base per gli stessi reati sino ai limiti attualmente previsti per l'aggravante dalla legge 21 febbraio 2006, n. 102 (articolo 4); aumento dei termini di sospensione di abilitazioni, autorizzazioni, permessi, licenze e patenti relativi alle attività nell'ambito delle quali sono stati consumati i reati dolosi di omicidio e di lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti, ed estensione della sospensione anche ai reati colposi a prescindere dalla pena applicata (articolo 5); per i reati sia dolosi che colposi di omicidio e di lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti, corsia processuale concretamente preferenziale (articolo 6), procedibilità delle richieste di patteggiamento solo a condizioni rispettose degli interessi esistenziali ed economici delle vittime (articolo 7), subordinazione della sospensione condizionale della pena al risarcimento del danno e alla prestazione di attività sociale non retribuita (articolo 8), raddoppio dei termini di prescrizione (articolo 9); determinazione tabellare del danno biologico sviluppando fino a 100 il calcolo dei valori legalmente previsto per le micropermanenze e liquidazione del danno non patrimoniale da morte in cifra unica pari al doppio del danno biologico del 100 per cento che sarebbe spettato alla vittima se non deceduta, con attribuzione predeterminata ai superstiti a seconda della loro vicinanza parentale o affettiva (articolo 10); agevolazioni per i crediti da risarcimento del danno in ordine ai reati dolosi e colposi di omicidio e di lesioni personali totalmente e permanentemente inabilitanti (articolo 11); istituzione di un Fondo di garanzia, alimentato da contributi statali, per il risarcimento del danno alle vittime degli stessi reati, ferma restando per le vittime della strada la particolare tutela già vigente, quando il responsabile risulti ignoto o incerto o insolvibile o inadempiente (articolo 12). Un disegno di legge di quest'ampiezza presenta certamente punti in contrasto stridente con princìpi fondanti del nostro sistema normativo sia a livello sostanziale che processuale oltre che, probabilmente, eccessi o anche errori di prospettiva e di approccio. Va sottolineato, però, che la situazione degli offesi dai delitti contro la vita e l'incolumità personale sfiora davvero il limite della persecuzione contro una minoranza incolpevole e costituisce, riguardando ogni anno nuove decine di migliaia di cittadini, uno tra i più gravi momenti di sofferenza sociale nel nostro Paese. Nelle intenzioni il presente disegno di legge è anzitutto inteso ad avviare la discussione su temi tanto difficili e urgenti quanto costantemente ignorati, dando finalmente voce a quel 50 per cento di utenti del sistema giustizia che è costituito dalle vittime di reati.. 1 (Ambito di applicazione) 1 Le disposizioni della presente legge si applicano, salvo diversa espressa previsione, a chiunque commette atti costituenti i reati di omicidio doloso o colposo e di lesioni personali dolose o colpose esitate in patologia totalmente e permanentemente inabilitante. 2 (Introduzione della fattispecie di lesioni personali dolose totalmente e permanentemente inabilitanti) 1 All'articolo 583 del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente comma: «La lesione personale è totalmente e permanentemente inabilitante, e si applica la reclusione non inferiore ad anni diciotto, quando cagiona la perdita totale e permanente della capacità di movimento autonomo della persona offesa». 3 (Unificazione e aumento della pena edittale per il reato di omicidio colposo) 1 All'articolo 589 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a il primo comma è sostituito dal seguente: «Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da due a cinque anni»; b l'ultimo comma è abrogato. 4 (Unificazione e aumento delle pene edittali per i reati di lesioni colpose e di lesioni personali colpose totalmente e permanentemente inabilitanti) 1 All'articolo 590 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a il secondo comma è sostituito dal seguente: «Se la lesione è grave, la pena è della reclusione da due a sei mesi o della multa da euro 250 a euro 620;