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Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente ( Doc . CXL, n. 4). Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Barbaro ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-02566 dei senatori Ciriani e Iannone. I senatori Rauti, Balboni, De Bertoldi, De Carlo, Garnero Santanché, Iannone e Petrenga hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-06429 del senatore La Pietra. I senatori Balboni, De Bertoldi, La Pietra, La Russa, Petrenga e Urso hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-06431 del senatore Fazzolari ed altri. Mozioni Atto n. 1-00446 DE BONIS MORRA DE FALCO ABATE GRANATO CORRADO LONARDO GIANNUZZI ANGRISANI BUCCARELLA BOTTO GIARRUSSO LANNUTTI TRENTACOSTE MARILOTTI LA MURA MORONESE MARTELLI NUGNES FATTORI LEZZI MININNO ORTIS - Il Senato, premesso che: il decreto-legge n. 109 del 2018, "al fine di superare situazioni di criticità nella gestione dei fanghi da depurazione", all'articolo 41 (Disposizioni urgenti sulla gestione dei fanghi di depurazione) fissa a 1.000 milligrammi per chilo di sostanza tal quale il limite per gli idrocarburi pesanti C10-C40; tale limite, dunque, aumenta da 50 a 1.000 milligrammi per chilo. E si passa da un calcolo su "sostanza secca" ad uno su "tal quale". Il calcolo su sostanza "tal quale" e non su "sostanza secca" consente una maggior intossicazione del suolo; nel corso dell'esame del decreto-legge, un emendamento della maggioranza ha dunque ampliato i limiti indicati dalla Cassazione per diossine, furani, PCB, toluene, selenio, berillio, cromo e arsenico (tutte sostanze tipicamente di origine industriale); è una modifica sostanziale che cambia decisamente le carte in tavola rispetto a quanto stabilito dal tribunale amministrativo lombardo che, sulla base delle sentenze della Cassazione, aveva stabilito i limiti di concentrazione di sostanze nei terreni previsti dal decreto legislativo n. 152 del 2006 a 20 volte meno di quanto previsto nel "decreto Genova"; da oltre 3 anni si autorizza ad accumulare sui terreni destinati all'agricoltura diossine, PCB e microinquinanti tossici trasformando nel tempo quei terreni in aree da sottoporre a bonifica e contaminando le matrici ambientali e la catena alimentare; si tratta, in particolare, di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), policlorodibenzodiossine e policlorodibenzofurani (PCDD/PCDF), policlorobifenili (PCB), toluene, selenio e berillio, arsenico, cromo totale, cromo VI, per i quali i limiti sono i seguenti: sommatoria degli IPA elencati nella tabella 1 dell'allegato 5 alla parte IV del decreto legislativo n. 152: inferiore o uguale a 6 milligrammi per chilo di sostanza secca (mg./kg. s.s.), PCDD/PCDF più PCB DL inferiore o uguale a 25 (nanogrammi WHO-TEQ al chilo di sostanza secca), PCB inferiore o uguale a 0,8 mg./kg. s.s., toluene inferiore o uguale a 100 mg./kg. s.s., selenio inferiore o uguale a 10 mg./kg. s.s. e berillio inferiore o uguale a 2 mg./kg. s.s., arsenico inferiore a 20 mg./kg. s.s., cromo totale inferiore a 200 mg./kg. s.s. , cromo VI inferiore a 2 mg./kg. s.s.. A tale fine, la norma richiede inoltre il controllo analitico almeno una volta all'anno per i parametri PCDD/PCDF più PCB DL; l'articolo 41, al fine di definire l'ambito di applicazione della norma, rinvia alla definizione di fanghi contenuta nell'art. 2, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo n. 99 del 1992 (recante "Attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura"), ma si pone in palese contrasto con le norme europee che fissano limiti ben precisi; la finalità dell'articolo 41, dichiarata esplicitamente nella relazione del provvedimento, è quella di superare situazioni di criticità nella gestione dei fanghi di depurazione, nelle more di una revisione organica della normativa di settore. Si intuisce, dunque, che la disposizione debba avere efficacia per un certo limite di tempo; le situazioni di criticità a cui si fa riferimento sono quelle venutesi a creare dopo la sentenza del TAR Lombardia n. 1782 del 20 luglio 2018, che ha ripreso quanto precedentemente affermato dalla Corte di cassazione (con la sentenza n. 27958 del 6 giugno 2017), ribadendo in estrema sintesi che, in mancanza di valori limite per gli idrocarburi nella disciplina dettata dal decreto legislativo n. 99 del 1992, viene in soccorso la disciplina più generale prevista dal Codice dell'ambiente (decreto legislativo n. 152 del 2006) e, conseguentemente, i fanghi ad uso agricolo devono rispettare i limiti previsti dalla tabella 1 citata, ove viene fissato un valore massimo di 50 milligrammi per chilo per gli idrocarburi pesanti (C superiore a 12) e di 10 milligrammi per chilo per quelli leggeri (C inferiore o uguale a 12), determinati nella sostanza secca; la sentenza del TAR Lombardia, al punto 22 specifica che: "possono essere utilizzati a fini agricoli i fanghi che sono idonei a produrre un effetto concimante e/o ammendante e correttivo del terreno e che non contengono sostanze tossiche e nocive. Tali fanghi inoltre debbono essere prodotti dalla depurazione delle acque reflue provenienti esclusivamente da insediamenti civili, ovvero, se provenienti da insediamenti produttivi, devono possedere caratteristiche sostanzialmente non diverse da quelli di cui sopra"; la successiva sentenza (Cassazione, sezione III penale 29 gennaio 2019, n. 4238) prende in considerazione le contestate modifiche normative apportate in proposito con l'art. 41 del "decreto Genova"; articolo che, come è noto, deve la sua origine proprio ad una sentenza della Cassazione del 2017. La III sezione penale della Cassazione giudica il ricorso solo in parte fondato per una serie di ragioni, escludendo di fatto quindi, che, a prescindere dall'art. 41 e dai suoi limiti, possano essere utilizzati in agricoltura fanghi tipicamente industriali non assimilabili ai civili. Ed è appena il caso di ricordare, in proposito, che, ai sensi dell'art. 2, comma 1, n. 3 (che rinvia all'art. 3, comma 1), del decreto legislativo n. 99 del 1992, questa assimilabilità richiede che essi "a) sono stati sottoposti a trattamento; b) sono idonei a produrre un effetto concimante e/o ammendante e correttivo del terreno;