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Con il d. m. 17 ottobre 2017, n. 166, allegato A, sono state anche aggiunte le previsioni che, alla luce della letteratura scientifica oggi disponibile e nella considerazione che permane un'area di incertezza nell'attribuzione della malformazione alla sindrome talidomidica, questa debba essere risolta attraverso una accurata diagnosi differenziale fondata su criteri clinici e molecolari, e che - per i soli soggetti nati al di fuori del periodo dal 1958 al 1966 - si debba richiedere la documentazione sanitaria relativa alla patologia materna che ha richiesto la somministrazione della talidomide, da cui si evinca la prescrizione e l'assunzione del farmaco in gravidanza nel periodo tra il 20° e il 36° giorno dal concepimento. Pertanto, nulla è cambiato nell'individuazione dei criteri medico-legali per l'accertamento del nesso tra assunzione della talidomide e menomazione, non solo per coloro che sono nati dal 1958 al 1966, ma anche per coloro che sono nati in anni diversi. L'unica integrazione effettuata, anche per i nati dal 1958 al 1966, è la facoltà di richiedere, da parte delle Commissioni Mediche Ospedaliere, indagini genetiche molecolari; in tal modo è stato disciplinato quanto già richiesto dalle Commissioni stesse per risolvere i casi dubbi. Allo scopo di assicurare la completezza della risposta, il Sottosegretario fa infine presente che il Ministero della salute, in quanto istituzione deputata al riconoscimento del diritto all'indennizzo, può in ogni caso, motivatamente, alla luce della documentazione prodotta e dei criteri indicati nell'Allegato al Regolamento n.166/2017, richiedere la revisione del verbale alle Commissioni Mediche Ospedaliere, qualora ravvisi incoerenze tra la documentazione, i criteri e il giudizio espresso, anche in relazione alla necessità di rendere omogenei i giudizi di tutte le Commissioni operanti. La senatrice RIZZOTTI ( FI-BP ), nel replicare, si dichiara parzialmente soddisfatta dalla risposta, evidenziando il ritardo con cui il legislatore italiano ha previsto il ristoro ai danneggiati da talidomide; i tempi lunghi e i criteri discutibili con cui la burocrazia preposta vaglia le istanze dei danneggiati; il carattere discriminatorio degli attuali parametri per la quantificazione dell'indennizzo, i quali penalizzano i soggetti che hanno perduto le braccia rispetto a quelli che hanno sofferto pregiudizi di minore entità; la necessità di non richiedere ai danneggiati la presentazione di documenti difficilmente reperibili, come la prescrizione originaria del farmaco da parte del medico specialista. Il PRESIDENTE dichiara concluse le procedure informative all'ordine del giorno. La seduta termina alle ore 9,15. Allegato