[pronunce]

che il giudice rimettente si duole che la norma impugnata equipari sotto il profilo del trattamento sanzionatorio la guida con certificato di abilitazione professionale scaduto e la guida senza detto certificato perché mai conseguito, essendo entrambi gli illeciti assoggettati, oltre che alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 148 a euro 594, alla sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per giorni sessanta; che il giudice a quo ritiene che la predetta disposizione contrasti con l'art. 3 della Costituzione, nella parte in cui non prevede una diversa disciplina per l'ipotesi di guida con certificato di abilitazione professionale soltanto scaduto di validità; che, a sostegno del dubbio di legittimità costituzionale, il rimettente ricorda che il codice della strada (art. 126, comma 7) prevede come illecito amministrativo (assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di danaro e alla sanzione amministrativa accessoria del ritiro della patente) la guida di veicoli con patente di guida scaduta di validità, laddove il fermo amministrativo è previsto come sanzione accessoria per la contravvenzione di guida senza avere conseguito la patente di guida (comma 18 dell'art. 116, in relazione al comma 13 dello stesso articolo); che la questione sollevata è manifestamente inammissibile, posto che il rimettente si è limitato a denunciare una presunta situazione di contrasto tra la disciplina censurata e l'art. 3 della Costituzione per l'eccessiva rigidità dell'assetto sanzionatorio dell'illecito amministrativo di guida con certificato di abilitazione professionale scaduto, senza precisare quale intervento di questa Corte, tra i molti astrattamente concepibili in un ambito contrassegnato da ampia discrezionalità del legislatore, potrebbe assicurare la compatibilità di tale disciplina con il parametro costituzionale evocato (tra le molte, ordinanze nn. 177, 58 e 54 del 2008). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 116, commi 15 e 17, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Giudice di pace di Ciriè con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 15 dicembre 2008. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 19 dicembre 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA