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Penso che la metafora calzi a pennello in riferimento alla situazione contingente che si sta delineando nello scenario politico italiano. Assegnate voi i ruoli, io non farò i nomi. Abbiamo l'arrogante con la sua cricca, più avvezzo a gonfiarsi il petto a parole che per fatti concreti. Abbiamo l'alunno bravino, ma che si impegna poco; il professore crede in lui, ma deve rincorrerlo sempre. Abbiamo purtroppo anche quello capace, ma molto insolente, che crede di sapere più dello stesso professore, cosa che lo porta poi sulla strada sbagliata e a compiere scelte figlie dell'errato dimensionamento delle proprie capacità. Tutti questi ragazzi - metaforicamente parlando ovviamente - nelle ultime settimane stanno mettendo in scena una gazzarra politica futile per il Paese e sinceramente anche incomprensibile. Sembra ogni giorno un'urlante assemblea d'istituto, per continuare con metafore sempre prese dall'ambito scolastico. Solo che qui non sono in gioco solo le dinamiche interne della scuola: qui è in gioco l'intero futuro del nostro Paese. (Applausi) . E non mi venissero a dire che è il gioco delle parti, perché questo non è il momento. Non ci sto! (Applausi) . Abbiamo oltre 65.000 morti, famiglie distrutte, imprese in difficoltà. Ora basta, dico basta: occorre responsabilità. (Applausi) . Torniamo però alla realtà e ai problemi evidenti e tangibili che questa emergenza ha portato con sé. Il testo di cui stiamo discutendo oggi supporta economicamente decine di settori economici, lavorativi e produttivi che altrimenti non avrebbero trovato la forza di resistere e che sarebbero finiti in un baratro. Ovviamente noi abbiamo fatto e stiamo facendo di tutto, ma chi da quei banchi - e mi rivolgo a chi è seduto verso la mia sinistra - ogni giorno urla contro il buon lavoro di questo Governo spinge sempre di più le nostre aziende e i nostri cittadini proprio verso quel baratro. Ci sono stati appelli a una trasversalità parlamentare nei lavori di questi mesi; appelli a un senso dello Stato che chi occupa questi scranni in Parlamento dovrebbe avere; richieste tutte cadute nel vuoto, tutte diventate parole al vento. Il testo che voteremo è il frutto di un intenso lavoro sinergico tra il Governo, le imprese, i lavoratori e le parti sociali. Abbiamo rafforzato la rete di protezione predisposta con i precedenti provvedimenti a favore delle categorie più vulnerabili e penalizzate dalle necessarie restrizioni; un sostegno questa volta mirato ai settori economici più colpiti, mediante un contributo a fondo perduto diretto incrementato fino al 400 per cento rispetto al passato. (Applausi) . Non abbiamo lasciato indietro nessuno, disponendo misure specifiche a favore delle aziende operanti nelle filiere agricole e della pesca, senza dimenticare però, in una prospettiva di lungo corso, di sostenere l' export e l'internalizzazione delle nostre imprese mediante l'erogazione di crediti agevolati. Il fulcro del provvedimento, in particolare del cosiddetto ristori- quater , consta poi di una serie di proroghe fiscali finalizzate a dare ossigeno al nostro tessuto economico-produttivo; tra le altre, la proroga dei termini di versamento dell'Ires, dell'Irpef e dell'IRAP. Abbiamo inoltre cancellato la rata IMU e introdotto un fondo perequativo volto a concedere un esonero totale o parziale dei versamenti contributivi e fiscali attivo a favore di quelle attività che hanno subito una significativa perdita di fatturato. Tra le tante proroghe disposte, meritano un cenno quelle della cassa integrazione e il differimento del termine del blocco dei licenziamenti che, unitamente al reddito di emergenza, si inseriscono nell'ambito delle misure disposte a sostegno delle famiglie e delle fasce più fragili. Ricordate? Nessuno verrà lasciato indietro. Non era solo uno slogan (Applausi) , ma stiamo cercando costantemente di tradurlo in fatti concreti. Per tornare alla scuola, abbiamo messo in campo ulteriori risorse per l'innovazione digitale e la didattica a distanza, al fine di consentire a tutti gli studenti di proseguire il proprio percorso formativo, garantendo al contempo ai genitori strumenti per conciliare il lavoro alle rinnovate esigenze familiari mediante strumenti quali lo smart working e il congedo. Attenzione: questi interventi per sostenere le famiglie italiane sono solo il preambolo ad interventi via via più incisivi. Ricordo che l'assegno unico partirà proprio il prossimo anno. Infine, voglio soffermarmi anche sullo sforzo straordinario delle nostre Forze dell'ordine, chiamate a garantire l'incolumità pubblica in questa delicata fase di contenimento del contagio. Abbiamo messo in campo ulteriori risorse volte a retribuire il loro encomiabile lavoro. Ho esordito in questo discorso plaudendo al lavoro lungo e molto duro portato a termine. Chi è mancato in questo interlocuzione è solo che ha scelto scientemente di non farne parte. (Applausi) . Signori miei, voi passerete alla storia non per le vostre lotte politiche, ma come i leader del «potevo, ma non ho voluto». (Applausi) . Concludo ringraziando tutti gli uffici che ci hanno supportato e ci supportano durante i lavori, i colleghi delle Commissioni bilancio e finanze, i relatori, i sottosegretari Castaldi e Guerra per la costanza, la pazienza e la dedizione mostrate durante l'esame del provvedimento, il cui testo arriva oggi in Aula arricchito e migliorato rispetto a quello di partenza. Ciò che abbiamo fatto non solo negli ultimi mesi, ma in tutto questo ultimo anno, il modo in cui stiamo affrontando la più grande crisi economica del dopoguerra, sarà il più prezioso dei tesori che potremo lasciare alle nuove generazioni, nella speranza che - ne sono sicura - i prossimi due anni della XVIII legislatura saranno la base per costruire un Paese più inclusivo, tecnologicamente avanzato e votato all'equità sociale e di genere. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Presutto. PRESUTTO, relatore . Signor Presidente, con il collega Marino abbiamo ascoltato negli ultimi due giorni tanti interventi interessanti, ma devo dire in alcuni casi fuori luogo, e fuori luogo perché dobbiamo ricordarci che ci stiamo muovendo in un contesto di pandemia mondiale; una pandemia che ha generato un'emergenza sanitaria e una economica rispetto alla quale non vi è una soluzione, non c'è una bacchetta magica con la quale intervenire e risolvere i problemi che stanno mettendo a dura prova l'Italia, e non solo. Il provvedimento che abbiamo presentato da ieri in quest'Aula è particolare, speciale, nuovo, innovativo: quattro decreti inseriti all'interno di un unico disegno di legge. Ma non è stata un'idea, una genialata del Governo: è stata la necessità di rispondere a una seconda ondata di contagio che ha determinato due DPCM con misure restrittive necessarie per tutelare la salute degli italiani. Da queste misure restrittive sono generate delle conseguenze di natura economica, e non solo: anche organizzative di alcuni apparati dello Stato come la giustizia e la scuola. Si tratta di argomenti che stiamo affrontando dal mese di marzo con una logica consequenziale che non è irrazionale.