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Il presente intervento intende introdurre per la prima volta un pacchetto di misure organiche di defiscalizzazione delle spese di sviluppo, produzione, digitalizzazione e di promozione di registrazioni fonografiche o videoclip musicali per le opere prime o seconde di nuovi talenti. La proposta parte dalla consapevolezza che il patrimonio musicale italiano, composto da artisti, case discografiche, festival, produttori, distributori, organizzatori e istituzioni, va considerato anche come un vero e proprio sistema produttivo, come accade da molti anni in altri Paesi europei, dato che la musica è anche un vero e proprio comparto economico e lavorativo. È quindi necessario ed urgente rendere «simili o compatibili» ad altri Paesi europei ed extraeuropei le normative che sostengano il sistema musicale italiano per consentire all'intera filiera produttiva di utilizzare strumenti legislativi appropriati che consentano di competere ad armi pari con i sistemi musicali degli altri Paesi e quindi di operare al meglio nel mercato nazionale ed estero. Per rispondere alla crisi del mercato musicale è urgente e necessario sviluppare un intervento fiscale al fine di sostenere il mercato dei contenuti musicali, l'offerta di opere dell'ingegno, promuovendo norme finalizzate alla produzione di nuovi contenuti musicali e interventi che incentivino gli investimenti in attività per la ricerca e lo sviluppo di artisti emergenti. La ratio che ispira la presente proposta è, da un lato, quella di accompagnare e sostenere la trasformazione dell'industria musicale verso i nuovi scenari aperti al mercato dalla rivoluzione tecnologica e, dall'altro, quella di promuovere fortemente il prodotto musicale italiano e dei giovani. Le norme sono congegnate ispirandosi al regime nazionale del tax credit cinematografico, che in questi primi quattro anni di attuazione ha dato prova positiva di sè, ed in parte alla specifica normativa francese, il tutto nel rispetto delle soglie di aiuto di minore importanza (de minimis) stabilite dalla Commissione europea, al di sotto delle quali non è necessaria richiesta di autorizzazione comunitaria della normativa. L'obiettivo, in sintesi, è quello di difendere il made in Italy musicale, un patrimonio artistico, fatto di tradizioni, esperienze e professionalità, che va tutelato, rilanciato e incentivato. Con il comma 1, è anzitutto delimitata la platea dei beneficiari dell'agevolazione alle imprese produttrici di fonogrammi e di videogrammi musicali esistenti almeno dal 1º gennaio 2012. Ad esse è riconosciuto un credito imposta nella misura del 30 per cento dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione, digitalizzazione e promozione di registrazioni fonografiche o videografiche musicali, secondo modalità attuative previste in un apposito decreto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, fino all'importo massimo di 200.000 euro per ciascun periodo d'imposta. Comma 2 -- Si stabilisce che il beneficio è riconosciuto esclusivamente per opere prime o seconde di nuovi talenti definiti come artisti, gruppi di artisti, compositori o artisti-interpreti. Comma 3 -- La norma esplicita l'obbligo di territorializzazione della spesa sul territorio italiano connesso all'ottenimento dell'agevolazione fiscale, in coerenza con quanto previsto in merito dalla normativa comunitaria. Comma 4 -- La norma stabilisce che l'agevolazione fiscale può essere ottenuta nei limiti delle soglie di aiuto di importanza minore, così come stabiliti dall'apposito regolamento europeo. Ciò, tra l'altro, comporta che la norma di agevolazione fiscale in argomento, per entrare effettivamente in vigore e trovare applicazione, non debba essere sottoposta alle procedure preventive di autorizzazione da parte della Commissione europea (ci si riferisce ai profili relativi alla compatibilità con le attuali regole in materia di aiuti di Stato). Inoltre le imprese, per accedere al credito d'imposta, devono essere «indipendenti», cioè non risultare controllate da editori audiovisivi, e questo per una finalizzazione dell'incentivo correttamente indirizzata al mondo imprenditoriale musicale che realmente necessita di un supporto per «lanciare» nuovi talenti per una produzione culturale di qualità con minore appeal commerciale. Il comma 5 detta norme sull'utilizzazione a fini fiscali dell'agevolazione, in particolare stabilendo che il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), ed è utilizzabile ai fini dei versamenti delle imposte sui redditi e dell'IRAP dovute per il periodo imposta in cui le spese sono state sostenute. Il comma 6 stabilisce forma e contenuti della disciplina di attuazione. In particolare, il decreto ministeriale applicativo dovrà contenere: tipologie di spese eleggibili, procedure per la loro ammissione al beneficio, soglie massime di spesa eleggibile per singola registrazione fonografica o videografica, criteri di verifica e accertamento dell'effettività delle spese sostenute. Il comma 7 contiene la norma di copertura finanziaria dell'agevolazione. Il comma 8 prevede, per coordinamento, l’abrogazione di precedenti disposizioni in materia che non hanno mai trovato applicazione. Art. 8. (Disposizioni urgenti concernenti il settore cinematografico). -- La proposta mira a rendere stabile dal 2014, e non più legata a proroghe triennali, la disciplina del tax credit cinematografico, la cui scadenza è attualmente fissata al 31 dicembre 2014 dal decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, in corso di conversione. La situazione del comparto cinematografico, tra costante penuria delle risorse del Fondo unico per lo spettacolo (FUS) e l'attuale status delle risorse tax credit (in esaurimento quelle 2013 e non sufficienti quelle di cui all’articolo 11 del decreto-legge n. 69 del 2013, in corso di conversione -- 45 milioni di euro per il solo 2014, a fronte di un utilizzo annuo ormai consolidato intorno ai 70-80 milioni di euro), fanno sì che si renda necessario e urgente un intervento immediato di definitiva stabilizzazione della misura agevolativa. Ciò allo scopo di fornire urgentemente permanenti certezze al settore cinematografico -- la cui attività è fortemente connotata dalla necessità di programmazione a lunga scadenza -- con uno strumento di sostegno e incentivazione che ha dato, in questi primi quattro anni di attuazione, ottimi risultati anche rispetto all'attrazione di investimenti esteri cinematografici sul territorio italiano, tanto da essere considerato ormai vitale per l'intero comparto economico, occupazionale e culturale della filiera cinematografica. Ancorché la norma disponga oneri economico-finanziari solo a decorrere dall'anno 2014, essa soddisfa comunque appieno i requisiti di necessità ed urgenza previsti per il decreto-legge, in quanto è indispensabile che l'Amministrazione che ne è responsabile (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) possa immediatamente agire al fine di approntare tempestivamente tutte le misure gestionali e organizzative necessarie al fine di poter effettivamente conseguire gli obiettivi e le finalità disposti dal comando giuridico, in vista di una piena operatività delle misure dal 2014. L'efficacia della norma di stabilizzazione è, in ogni caso, subordinata all'autorizzazione della Commissione europea, che il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo provvederà a richiedere. Art. 9.