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L'articolo 2 in esame prevede altresì, per i lavoratori autonomi, il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico e i lavoratori dipendenti del settore sanitario, la possibilità di fruire, entro il 30 giugno 2021, e in alternativa al lavoro agile e ai congedi summenzionati con indennità o senza, della corresponsione di un bonus per l'acquisto di servizi di babysitting o di servizi integrativi per l'infanzia per un figlio convivente minore di anni quattordici, per i periodi di sospensione dell'attività didattica o educativa in presenza, di infezione da Covid-19 o da quarantena disposta a seguito di contatto. Il bonus è riconosciuto nella misura massima di 100 euro settimanali. I benefici del congedo con indennità e del bonus suddetto sono riconosciuti dall'INPS nel rispetto di un limite complessivo di 299,3 milioni di euro per il 2021. La possibilità di convertire il congedo parentale eventualmente fruito nel periodo dal 1° gennaio al 13 marzo 2021 nel congedo con indennità summenzionata è disciplinata dal comma 4. Il presente articolo 2 reca altre due disposizioni in materia di lavoro agile. Con una norma generale a regime, relativa alla cosiddetta disconnessione del lavoratore, si sancisce il diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche, nel rispetto degli eventuali accordi sottoscritti dalle parti e fatti salvi gli eventuali periodi di reperibilità concordati. L'esercizio del diritto non può avere ripercussioni sul rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi. Resta ferma per il pubblico impiego la disciplina del lavoro agile stabilita dai contratti collettivi nazionali, l'estensione ai dipendenti pubblici e l'introduzione della fattispecie dei figli con bisogni educativi speciali nella disciplina vigente che, fino al 30 giugno 2021, attribuisce il diritto al lavoro agile per i lavoratori dipendenti privati che abbiano almeno un figlio in condizioni di disabilità grave. Il diritto è subordinato, ferma restando la nuova norma più specifica, di cui al comma 1- bis del presente articolo 2. Si rileva inoltre che il comma 9 del presente articolo 2 prevede una specifica autorizzazione di spesa, pari a 10,2 milioni di euro per il 2021, al fine di garantire la sostituzione del personale delle istituzioni scolastiche che usufruisca dei benefici di cui al presente articolo 2. L'articolo 3 reca le norme di copertura finanziaria degli oneri derivanti dal presente decreto-legge. Ad esse si fa fronte mediante l'utilizzo di una quota del ricorso all'indebitamento autorizzato dalla Camera dei deputati e dal Senato il 20 gennaio 2021 e l'impiego delle maggiori entrate conseguenti al suddetto incremento della spesa per il personale delle istituzioni scolastiche, nonché mediante la riduzione per il 2021 di due accantonamenti del Fondo speciale di parte corrente relativo agli oneri finanziari derivanti dai provvedimenti legislativi di parte corrente, che si prevede possano essere approvati nel triennio di riferimento. Tale riduzione concerne, nella misura di 12,5 milioni di euro, l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e, nella misura di 4 milioni, quello relativo al Ministero della salute. Il complesso degli oneri finanziari derivanti dal presente decreto-legge, costituiti da quelli stabiliti dall'articolo 2 e dall'incremento, in conseguenza del suddetto ricorso all'indebitamento, dell'ammontare degli interessi passivi sui titoli del debito pubblico, è riportato per i singoli anni nella linea del comma 2. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare la senatrice Drago. Ne ha facoltà. DRAGO (FdI) . Signor Presidente, onorevoli membri del Governo e colleghi, il provvedimento che oggi ci troviamo a discutere in Aula riguarda una soluzione per la vita di tutti i giorni, in un contesto in cui soprattutto i giovani e i ragazzi al di sotto dei quattordici o sedici anni si trovino in una situazione di quarantena (oltre ad altre simili). La questione è come conciliare la presenza dei genitori nel periodo di quarantena all'interno delle mura domestiche con le esigenze lavorative. Le soluzioni che vengono proposte sono il congedo parentale o il bonus babysitting : le scandaglieremo per individuarne le criticità, nonostante l'impianto e l'intento siano indiscutibilmente positivi. Il decreto-legge in discussione stabilisce che lo smart working di uno dei due genitori sia incompatibile con la richiesta di congedo dell'altro. Con questo impianto sostanzialmente affermiamo che il telelavoro può essere considerato come un modo per conciliare vita privata e impegni professionali: questo - lo sappiamo benissimo - è un falso, in quanto il telelavoro, lo smart working , è un lavoro a tutti gli effetti. Andiamo nel concreto e immaginiamo un contesto familiare in cui un bambino di otto anni venga posto in quarantena dalla scuola in quanto uno dei compagni è stato dichiarato positivo al Covid; in questo caso, capite bene che ci sarà la necessità di ricorrere alla DAD. Ma come faranno i genitori a gestire la presenza in casa di un bambino della scuola primaria e tutta una serie di dinamiche, come l'inserimento dell'identità digitale nel sistema utilizzato fino ad oggi dal Ministero dell'istruzione e l'alternanza di tempi di riposo e di ripresa? Senza considerare - ma questa è una digressione - che il numero delle ore di DAD proposto per i bambini della primaria non tiene assolutamente conto della fascia di età. Devo dire che con questi provvedimenti Piaget si rivolterebbe nella tomba. Viene dunque asserito che lo smart working sia una soluzione che di fatto diventa quasi secondaria nell'efficacia lavorativa e nella gestione della famiglia. Dobbiamo però tenere conto anche di un particolare: lo smart working , il telelavoro, probabilmente avrà un continuum anche dopo la fine di questo periodo pandemico. Lavorare da casa significa lavorare ed è incompatibile con la cura e l'assistenza ai figli under quattordici in DAD. Per questo chiaro motivo, deve anche essere possibile fruire del bonus babysitter anche in caso di smart working . Altro elemento di criticità è il seguente: con figli dai quattordici ai sedici anni si può ricorrere allo smart working , ma, se nel caso precedente la remunerazione è al 50 per cento, in questo non verranno corrisposti alcuna indennità e alcun riconoscimento della contribuzione figurativa; è fortemente probabile che questi provvedimenti saranno mantenuti anche con la fine del periodo pandemico. Ciò che mi preme rilevare riguarda il fatto che nell'articolo 1, al comma 6, del provvedimento in discussione si fa riferimento a tutta una serie di categorie di lavoratori (impiegati nei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico); guarda caso, però, altre vengono escluse. Penso agli insegnanti che, nonostante lavorino in DAD, debbono addirittura recarsi negli istituti di riferimento; pensiamo a coloro che sono fuori sede e non possono seguire i propri figli né nel caso di ricorso alla didattica a distanza per necessità, né nel caso in cui svolgano la propria attività. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nencini. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) .