[resaula]

quanto accaduto, oltre a testimoniare il mancato rispetto delle normali regole di convivenza e la totale mancanza di sensibilità verso le persone disabili, lascia ancora più perplessi in quanto Trenitalia e la Polizia ferroviaria avrebbero dovuto garantire, a coloro che ne avevano diritto in quanto avevano prenotato e pagato, di prendere posto sul treno; andrebbe accertata ogni eventuale violazione di legge da parte dei viaggiatori che hanno costretto i ragazzi disabili a scendere dal treno, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo ritengano opportuno assumere urgenti iniziative di competenza volte a verificare l'accaduto e ad accertare le responsabilità di coloro che non hanno garantito il servizio, anche al fine di evitare che episodi di tale gravità abbiano a ripetersi. Atto n. 4-06988 LOREFICE ANASTASI CAMPAGNA TRENTACOSTE PISANI Giuseppe ROMANO PAVANELLI Al Ministro della salute Premesso che: la pandemia da COVID-19, il cui stato d'emergenza durato oltre due anni si è appena concluso, ha fatto emergere, in buona parte delle regioni italiane e anche in quelle considerate più "virtuose", tutte le carenze di un sistema sanitario fondamentalmente regionale, in cui lo Stato centrale mantiene più che altro un ruolo di controllo e di definizione di standard minimi di assistenza che devono essere garantiti a tutti i cittadini; tuttavia, negli ultimi due anni si è assistito a un tentativo di rilancio della sanità pubblica, proprio a seguito della pandemia che, oggi, dovrebbe già mostrare molti dei risultati attesi; considerato che: in data 20 gennaio 2022, lo scoppio di un focolaio di COVID-19, che coinvolgeva tre dei cinque addetti del reparto di terapia intensiva dell'ospedale "Vittorio Emanuele" di Gela (Azienda sanitaria provinciale Caltanissetta), portava alla decisione di chiudere il reparto e di trasferire i sette pazienti ivi ricoverati, in gravi ma stabili condizioni, all'ospedale "S. Elia" di Caltanissetta, nonostante i rischi che evidentemente portava questa decisione; secondo quanto risulta agli interroganti i parametri vitali dei pazienti trasferiti crollavano a seguito del trasporto e i medici del S. Elia di Caltanissetta, infatti, riferivano, seppur informalmente, che nelle ore immediatamente successive al trasferimento si sono potuti occupare, esclusivamente, di stabilizzare con urgenza i pazienti dopo le operazioni di trasferimento e dalle dirette conseguenze dello stesso; a seguito del trasferimento a oltre 70 chilometri di distanza, tutti i sette pazienti perdevano la vita nel giro di pochi giorni; considerato altresì che, a parere degli interroganti: la decisione di trasferire pazienti in terapia intensiva espone a enormi rischi che solo in condizioni di assoluta eccezionalità possono essere assunti da parte della dirigenza di un ospedale e dall'Azienda sanitaria di riferimento; dopo due anni di pandemia le aziende sanitarie dovrebbero essere in grado di gestire eventuali focolai tra il personale sanitario in condizioni di sicurezza e senza esporre i pazienti a rischi ingiustificati e ingiustificabili; sarebbe stato più opportuno evitare la chiusura della terapia intensiva, trasferendovi, per il tempo necessario, personale medico occupato presso altri reparti di terapia intensiva COVID dell'Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta; considerato infine che nessuno dei suddetti pazienti ricoverati era al momento del trasferimento intubato, erano in condizioni fragili, ma stazionarie e per alcuni si registrava un miglioramento generale della propria condizione, situazione che faceva sperare in un decorso positivo della malattia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se non ritenga opportuno avviare un'indagine, previo invio di ispettori, rispetto alle decisioni assunte in occasione dello scoppio del focolaio di COVID-19 presso il reparto di terapia intensiva dell'ospedale "Vittorio Emanuele" di Gela, dando così le doverose risposte alle famiglie dei pazienti deceduti. Atto n. 4-06989 IANNONE Al Ministro della cultura Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la Villa marittima romana di Minori (Salerno) è in condizioni di incuria e degrado. I resti del sito risalente al I secolo d.C. si presentano con un'assenza di manutenzione: erba alta, acqua paludosa nelle vasche e i mosaici danneggiati; per il 1° maggio 2022 era stata annunciata una giornata di apertura straordinaria e gratuita del sito, anche se in realtà la Villa è aperta tutti giorni con ingresso gratuito seppure in condizioni non buone, nonostante il 28 maggio 2019 fosse stato annunciato lo stanziamento, da parte del Ministero della cultura, di un finanziamento pari a 4,9 milioni di euro per il restauro del monumento e dell'annesso "Antiquarium"; il 23 aprile 2020 il Comune di Minori aveva ricevuto nota dell'allora Ministero per i beni e le attività culturali, con cui si comunicava la predisposizione del disciplinare d'obbligo relativo al progetto per il restauro dell'antico complesso monumentale; il Comune di Minori sostiene che, pur non essendo proprietario, da tredici anni provvede al diserbo e alla pulitura delle vasche; nulla si conosce sullo stato del progetto finanziato per 4,9 milioni di euro che al tempo dello stanziamento scatenò l'immancabile corsa all'accaparramento del merito, mentre a distanza di anni si riscontra che è rimasto solo un annuncio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa riguardanti lo stato di Villa romana di Minori; quali atti siano stati compiuti per finalizzare lo stanziamento di 4,9 milioni di euro e a chi siano da imputare i palesi ritardi; se il Ministro ritenga che sia un autentico crimine culturale disporre di un simile patrimonio tenuto in uno stato di abbandono con grave nocumento per Minori e la Costa d'Amalfi tutta; come sia possibile che a pochissima distanza tra di loro, nel Comune di Ravello, Villa Rufolo segni straordinari record di presenze turistiche, mentre la Villa romana di Minori versi in tale stato, venendo di fatto sottratta all'offerta culturale del territorio per un flusso turistico di qualità internazionale. Atto n. 4-06990 IANNONE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: i cittadini, i professionisti, le Istituzioni, gli operatori economici, accedono ai servizi dell'Agenzia delle entrate per il tramite del portale "Sister", gestito con il supporto tecnico della SOGEI, che l'ha realizzato e ne cura il funzionamento; è questo l'unico portale di accesso tramite il quale si possono effettuare visure ipotecarie e catastali, inviare atti di aggiornamento catastale, denunce, modelli ai fini fiscali, registrare contratti e tutte le altre operazioni connesse; ricorrentemente si riscontrano difficoltà di accesso, interruzioni più o meno momentanee dei servizi, scarto di modelli o atti, irraggiungibilità del sito; e basta eseguire una veloce navigazione su qualsiasi browser , digitando "disservizi sister" per visionare un elenco lunghissimo;