[resaula]

La discussione sulla fiducia è già una forzatura, e lei lo sa perfettamente, signor Sottosegretario, perché non ce n'era la necessità, e le fiducie non si possono più continuare a mettere solo per esigenze politiche interne. Questo decreto-legge è già operativo e sta provocando danni al Paese: si dà l'illusione ai cittadini che chissà che cosa accadrà e che finalmente si governerà l'immigrazione, ma la delusione sarà enorme. Quando i cittadini si accorgeranno che li state prendendo in giro, sappiate che non vi perdoneranno e questo momento arriverà molto presto. Chiedo però a lei, signor Presidente, di far rispettare quest'Assemblea, le procedure, quello che ci siamo detti e che è stato stabilito in sede di Conferenza dei Capigruppo. (Applausi dai Gruppi Misto e PD). MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, fin dallo svolgimento dei lavori in Commissione abbiamo avuto un atteggiamento completamente collaborativo. Abbiamo presentato un numero limitato, ma significativo, di emendamenti, che purtroppo non sono stati neppure presi in considerazione (tranne piccolissime eccezioni, pari forse allo 0,2 del totale). Lo stesso atteggiamento abbiamo avuto in Assemblea e devo dire che nessuno ha fatto ostruzionismo, né in Commissione né in Aula. Ieri alle 16,30 - 18 ore fa - eravamo tutti pronti a passare all'esame degli emendamenti. Con una dichiarazione ufficiale abbiamo anche dato pubblicamente la nostra disponibilità a votare il provvedimento, naturalmente senza fiducia e con la possibilità di esaminare i nostri emendamenti. Purtroppo non dipende evidentemente da noi il fatto che il Governo stia valutando se porre la questione di fiducia, anche se, dopo 18 ore, ci sarebbe stato tutto il tempo di decidere, al di là del fatto che già dalla settimana scorsa si sapeva benissimo che avremmo avuto questa discussione: non è che è nata ieri alle 16,30 la possibilità di porre la fiducia sul provvedimento. In Commissione sono stati approvati degli emendamenti. Se il Governo vuole porre la fiducia, faccia come si è quasi sempre fatto: prenda cioè gli emendamenti approvati in Commissione e li trasformi in un solo maxiemendamento - non credo che dobbiamo insegnarglielo, o forse sì, non lo so - e ponga la fiducia, senza far aspettare il Parlamento e il Paese magari appunto per ragioni di "decollo" o per conflitti interni che poi si vogliono far pagare al Paese. Qui infatti si ha la forte impressione che non ci sia soltanto una trattativa sugli emendamenti relativi al decreto sicurezza, anche ma sulla prescrizione, magari su qualche nomina, sulla "manina" di Palazzo Chigi che vuol dire la sua per poi dare la colpa di qualcosa di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ci vuole dunque un po' di serietà. Siamo un'istituzione; siamo noi che dobbiamo fare le leggi e non dobbiamo aspettare "manine" o vocine da Palazzo Chigi o da altrove. Andiamo avanti per la dignità di queste istituzioni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, si consuma oggi una pantomima che dura da parecchi giorni. In Commissione abbiamo assistito ad un rinvio di volta in volta e di ora in ora perché non c'erano le coperture, perché non c'era questo o non c'era quello. Siamo stati chiamati a venire qui di lunedì perché quello in esame era un provvedimento che doveva essere votato urgentemente, perché il Paese lo sta aspettando con ansia. Ieri il Presidente ha detto che sarebbe stato opportuno rinviare a questa mattina per gli approfondimenti. Questa mattina abbiamo assistito ad una relazione molto densa e molto approfondita del Presidente relatore, che ci ha fatto capire perché aveva bisogno della notte per fare il discorso che ha tenuto questa mattina. Io le darei un consiglio, sottosegretario Molteni: visto che non siete in condizioni di decidere perché i due Vice Presidenti del Consiglio sono in giro per il mondo, ritirate il provvedimento e ricominciate daccapo, quando sarete presenti e avrete le idee chiare. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, anche noi ci allineiamo al giudizio sulla situazione di incertezza che sta andando avanti da molto tempo. Sappiamo purtroppo come sono andati i lavori in Commissione: molti dei nostri emendamenti sono stati dichiarati inammissibili. Abbiamo incontrato un atteggiamento di particolare chiusura da parte del Governo e ancora in questo momento non è ben chiaro dove voglia andare l'Esecutivo. Quindi, per quanto ci riguarda, vogliamo chiarezza da parte del Governo su questa posizione. Volete mettere la fiducia? Mettete la fiducia. Volete i voti di Fratelli d'Italia? Andiamo a esaminare tutti gli emendamenti uno per uno e, alla fine del provvedimento, ci saranno i voti di Fratelli d'Italia. Decidete però quello che volete fare. Grazie. (Applausi dal Gruppo FdI) . ZANDA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZANDA (PD) . Signor Presidente, ho chiesto la parola per annunciare, naturalmente, il voto contrario dei senatori del Partito Democratico quando verrà messa in votazione la richiesta di sospensione dei lavori, ma mi permetta di aggiungere qualcosa e anche di rivolgermi alla sua persona. Lei sa certamente, anche perché abbiamo passato diverse legislature insieme, qual è il rispetto che io porto nei suoi confronti e che voglio confermare qui adesso, pubblicamente, in Senato. In questo momento, però, Presidente, sono in ballo dei valori che vanno notevolmente oltre la questione di una semplice sospensione di seduta, sia pur grave. Lei sa bene quanto, in Conferenza dei Capigruppo, ci sia voluta anche la sua autorevolezza per anticipare i lavori dell'Assemblea alla giornata di lunedì, perché è vero, come ha detto la senatrice questore, che il Senato è aperto dal lunedì al venerdì, ma è anche vero che il lunedì, a mia memoria, il Senato non ha mai tenuto negli ultimi anni delle sedute, tra l'altro di questa rilevanza. Quella che voglio sottoporle, però, è una questione che considero molto più grave. Domenica, un importante settimanale italiano è uscito recando in copertina il titolo «Parlamento zombie » e poi, nella sua apertura interna, si parlava di Parlamento dei fantasmi. Le dico sinceramente che mi sarei aspettato che, da parte del Presidente del Senato e del Presidente della Camera, ci fosse una reazione, una qualche difesa della dignità del Parlamento, la richiesta di una rettifica perché venisse attestata pubblicamente l'esistenza funzionale del Parlamento.