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Pur nella piena consapevolezza della necessità di un'iniziativa di riordino complessivo della frammentata normativa sulla non autosufficienza, nelle more dell'approvazione di una legge quadro su questa materia, con il presente disegno di legge si mira a rispondere a un bisogno urgente e immediato delle persone che si trovano in maggiore difficoltà, superando l'ottica della mera erogazione monetaria per affermare un modello di sostegno integrato e adeguato a consentire l'avvio di percorsi di crescente autonomia delle persone con disabilità grave che si trovano in condizione di non autosufficienza. In particolare, il presente disegno di legge muove dalla necessità di considerare i destinatari della misura di sostegno quali protagonisti dei percorsi individuati; di adottare strumenti oggettivi di valutazione, capaci di cogliere la multidimensionalità dei bisogni; di prevedere criteri oggettivi di progressione legati ai livelli di gravità e alle necessità individuali; di introdurre un nesso di coerenza tra la modalità di utilizzo della misure di sostegno e la valutazione del bisogno concreto; di prevenire disparità di trattamento a parità di condizioni; di evitare possibili fenomeni di diversificazione territoriale nelle pratiche di valutazione. Al fine di soddisfare le predette necessità, il presente disegno di legge prevede di integrare la disciplina relativa alle indennità di accompagnamento erogate ai sensi, rispettivamente, della legge 11 febbraio 1980, n. 18 e della legge 28 marzo 1968, n. 406, e all'indennità di comunicazione di cui all'articolo 4 della legge 21 novembre 1988, n. 508, istituendo un assegno personale di cura, volto a favorire progetti individuali per l'inclusione sociale, l'autonomia personale e le necessità di sostegno intensivo delle persone con disabilità grave. Il presente disegno di legge prevede che l'assegno personale di cura sia di importo progressivo, fino a un valore massimo pari al doppio dell'importo previsto per l'indennità di accompagnamento di cui alla legge 11 febbraio 1980, n. 18, e che le condizioni per il riconoscimento e la progressione della prestazione siano stabiliti con decreto ministeriale, secondo criteri idonei a commisurare il grado di gravità, le condizioni e necessità specifiche e l'intensità del sostegno individuale necessario. Quanto all'erogazione della prestazione, in base alla presente proposta, essa dovrà essere subordinata alla sottoscrizione di un progetto individuale elaborato dai servizi sociali territorialmente competenti, con il coinvolgimento diretto dell'interessato, per assicurare che questi sia protagonista delle scelte che lo riguardano, e al rispetto di procedure di rendicontazione volte ad assicurare la verifica di coerenza tra l'impiego della prestazione e la finalità indicata nel progetto individuale.. 1 1 Alla legge 11 febbraio 1980, n. 18, dopo l'articolo 3 sono inseriti i seguenti: « Art. 3- bis . – (Istituzione dell'assegno personale di cura) – 1 . Coloro ai quali è stata concessa un'indennità di accompagnamento ai sensi dell'articolo 1 della presente legge o dell'articolo 1 della legge 28 marzo 1968, n. 406, o l'indennità di comunicazione di cui all'articolo 4 della legge 21 novembre 1988, n. 508, possono chiedere di essere sottoposti, presso le commissioni competenti, ad ulteriore accertamento, che può avvenire anche sugli atti, ai fini del riconoscimento delle condizioni per l'erogazione di un ulteriore assegno personale di cura di importo variabile e progressivo, secondo quanto disposto dal decreto ministeriale di cui al comma 3 del presente articolo e al comma 2 dell'articolo 3- ter , volto a favorire progetti individuali per l'inclusione sociale, l'autonomia personale e le necessità di sostegno intensivo. 2 . Coloro i quali richiedono la concessione di una delle indennità indicate al comma 1 possono, contestualmente alla presentazione della relativa domanda, richiedere altresì che le visite di accertamento ai fini del riconoscimento dell'invalidità civile o della condizione di cecità civile o di sordità, in caso di esito favorevole alla concessone delle rispettive indennità di accompagnamento o di comunicazione, accertino altresì i requisiti dell'assegno personale di cura di cui al comma 1, nonché la relativa progressione . 3 . Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro per la famiglia e la disabilità, sono stabiliti i requisiti per il riconoscimento del diritto all'assegno personale di cura e per l'individuazione della relativa progressione, secondo i principi stabiliti all'articolo 3- ter , comma 2. Tali requisiti devono commisurare il grado di disabilità sulla base di un sistema uniforme di valutazione attraverso una scala articolata per livelli di gravità, condizioni e necessità specifiche, e devono tenere conto dell'intensità e della durata del sostegno individuale necessario, considerata la condizione di non autosufficienza, in conformità a quanto stabilito nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 3 dicembre 2006 e ratificata dall'Italia ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18. Art. 3- ter . – (Importo ed erogazione dell'assegno personale di cura) – 1 . Per il computo dell'assegno personale di cura è assunto a riferimento l'importo indicizzato dell'indennità di accompagnamento riconosciuto agli invalidi civili ai sensi della presente legge. 2 . L'importo dell'assegno personale di cura può essere riconosciuto fino ad un valore massimo pari al doppio dell'importo previsto dall'indennità di accompagnamento secondo la seguente progressione: a) per il sostegno all'autonomia e all'inclusione di persone con disabilità grave, definita secondo i criteri stabiliti dal decreto di cui all'articolo 3- bis , comma 3, è riconosciuto un importo pari a una volta l'indennità di accompagnamento; b) per il sostegno a progetti di vita indipendente di persone con disabilità grave, definita secondo i criteri stabiliti dal decreto di cui all'articolo 3- bis , comma 3, è riconosciuto un importo pari al doppio dell'indennità di accompagnamento; c) per il sostegno a persone con disabilità grave che necessitano di assistenza vitale, ai sensi dell'articolo 3 e degli allegati 1 e 2 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 26 settembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 30 novembre 2016, è riconosciuto un importo pari al doppio dell'indennità di accompagnamento; d) per il sostegno a percorsi di deistituzionalizzazione di persone con disabilità grave, come definita e secondo i criteri stabiliti dal decreto ministeriale di cui all'articolo 3- bis , comma 3, è riconosciuto un importo pari al doppio dell'indennità di accompagnamento. 3 .