[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale degli artt. 117, 119, 120, comma 2, 121, 122, 123, 124, commi 4, 5 e 7, e 132 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), promossi dalle Regioni Calabria, Piemonte, Emilia-Romagna, Liguria e Puglia, con ricorsi notificati l'8, il 13 ed il 12-27 giugno 2006, depositati in cancelleria il 10, il 15, il 16 ed il 20 giugno 2006, ed iscritti ai nn. 68, 70, 73, 74 e 76 del registro ricorsi 2006. Visti gli atti di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri, nonché gli atti di intervento dell'Associazione italiana per il World Wide Fund for Nature (WWF Italia) - Onlus, nonché della Biomasse Italia s.p.a. ed altre; udito nell'udienza pubblica del 5 maggio 2009 il Giudice relatore Luigi Mazzella; uditi gli avvocati Maria Grazia Bottari Gentile per la Regione Calabria, Luigi Manzi per la Regione Piemonte, Giandomenico Falcon, Franco Mastragostino e Luigi Manzi per la Regione Emilia-Romagna, Giandomenico Falcon per la Regione Liguria, Fabrizio Lofoco per la Regione Puglia, Alessandro Giadrossi per l'Associazione italiana per il World Wide Fund for Nature (WWF Italia) - Onlus e l'avvocato dello Stato Giuseppe Fiengo per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Con ricorso (reg. ric. n. 68 del 2006) , ritualmente notificato e depositato, la Regione Calabria ha proposto in via principale, tra l'altro, questioni di legittimità costituzionale degli artt. 119, 120, comma 2, 121, comma 4, lettera h), 122, 123 e 132 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), lamentando la violazione degli artt. 117, terzo comma, 118 e 120 della Costituzione. 1.1. – La ricorrente premette che la disciplina dettata dalla sezione II della parte III del d.lgs. n. 152 del 2006 (alla quale appartengono le norme sopra indicate) deve essere ricondotta, in generale, alla materia «governo del territorio», prevalente rispetto agli altri titoli di competenza legislativa pure rinvenibili nella normativa in oggetto («tutela dell'ambiente» e «tutela della salute»); in via subordinata, la Regione sostiene che deve affermarsi la sussistenza di una concorrenza di materie coinvolgente le tre predette materie. 1.2. – Con riferimento alle singole disposizioni, la ricorrente afferma che l'art. 119 del d.lgs. n. 152 del 2006, nell'attribuire il compito di attuare le politiche dei prezzi dell'acqua a non meglio definite «Autorità competenti», viola l'art. 118 Cost., sia perché la genericità dell'espressione «Autorità competenti» è tale da ingenerare incertezza in ordine all'effettiva titolarità dei poteri in questione, sia perché, se quella espressione non fosse interpretabile come equivalente a «Regioni e Province autonome», la norma comporterebbe la sottrazione a Regioni e Province autonome di attività amministrative di loro competenza. Ad avviso della Regione Calabria, l'illegittimità dell'art. 119 del d.lgs. n. 152 del 2006 ha riflessi sul successivo art. 121, comma 4, lettera h), dello stesso decreto legislativo, il quale, nello stabilire che il Piano di tutela delle acque deve contenere, tra l'altro, «le misure previste al fine di dare attuazione alle disposizioni di cui all'articolo 119 concernenti il recupero dei costi dei servizi idrici», si limita a fare esplicito rinvio all'art. 119, ma non specifica quali sono, in concreto, i soggetti chiamati a dare attuazione alle disposizioni concernenti il recupero dei costi dei servizi idrici. 1.3. – La ricorrente sostiene, poi, che l'art. 120, comma 2, del d.lgs. n. 152 del 2006 , prevedendo che le Regioni adottano i programmi per la conoscenza e la verifica dello stato qualitativo e quantitativo delle acque superficiali e sotterranee all'interno di ciascun bacino idrografico «in conformità alle indicazioni di cui all'allegato 1 alla parte terza del presente decreto», viola l'art. 118 Cost., perché il predetto allegato 1 è talmente dettagliato da rendere l'attività della Regione espressione, non già di autonomia amministrativa, bensì di funzione operativa ed ausiliaria rispetto alle richieste dello Stato. 1.4. – Secondo la ricorrente, l'art. 122 del d.lgs. n. 152 del 2006, regolamentando le attività che le Regioni debbono intraprendere al fine di promuovere la partecipazione attiva di tutti i soggetti interessati all'attuazione della parte terza del d.lgs. n. 152 del 2006 e, in particolare, all'elaborazione, al riesame e all'aggiornamento dei Piani di tutela, viola sia l'art. 117, terzo comma, Cost., perché introduce norme non di principio in una materia oggetto di competenza legislativa concorrente (quale quella del «governo del territorio») , sia l'art. 118 Cost., perché limita eccessivamente la discrezionalità amministrativa regionale. 1.5. – Un'altra disposizione che, ad avviso della ricorrente, viola l'art. 117, terzo comma, Cost., perché introduce una norma non di principio nella materia «governo del territorio», è l'art. 123 del d.lgs. n. 152 del 2006, che non si limita a porre il principio in base al quale «contestualmente alla pubblicazione dei Piani di tutela le Regioni trasmettono copia di detti piani e di tutti gli aggiornamenti successivi al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio al fine del successivo inoltro alla Commissione europea», ma specifica in dettaglio modalità, tempi ed oggetti delle informazioni che le Regioni debbono trasmettere al predetto Ministero. 1.6. – Infine, la Regione Calabria impugna l'art. 132 del d.lgs. n. 152 del 2006, nella parte in cui conferisce i poteri sostitutivi statali in caso di mancata esecuzione, da parte delle Regioni, dei controlli previsti dalla parte terza del d.lgs. n. 152 del 2006, ad un Ministro (precisamente, quello dell'ambiente e della tutela del territorio) invece che all'organo di vertice del Governo nazionale, come richiesto dall'art. 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), ponendosi così in contrasto con l'art. 120 della Costituzione. 2. – Con ricorso (reg. ric. n. 70 del 2006) , ritualmente notificato e depositato, la Regione Piemonte ha proposto in via principale, tra l'altro, questioni di legittimità costituzionale degli artt. 117 e 121 del d.lgs.