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Legge quadro per la protezione e la gestione sostenibile del suolo. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge quadro per la protezione e la gestione sostenibile del suolo è frutto dell'elaborazione approfondita ed unitaria effettuata da parte dei ricercatori delle Società scientifiche agrarie (AISSA), con il fattivo sostegno dell'Unione nazionale delle accademie per le scienze applicate allo sviluppo dell’agricoltura, alla sicurezza alimentare ed alla tutela ambientale (UNASA) e del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA): abbiamo ritenuto opportuno non apportare modifiche al testo dagli stessi avanzato, prescindendo dalla piena o parziale condivisione nel merito. Un contributo autorevole e quanto mai opportuno in un tempo in cui la protezione e la gestione sostenibile e sistematica del suolo rappresentano una necessità non più rinviabile stante le tante situazioni di degrado che emergono da vari ambiti territoriali della nazione. Una straordinaria opportunità per aprire un confronto serrato e concludente per giungere all'approvazione di una incisiva normativa idonea a diffondere la cultura della tutela del bene territorio e della sua qualità, biodiversità, attrattività, produttività, multifunzionalità. Dalla consapevolezza che il suolo italiano è sottoposto a pressioni ambientali crescenti che determinano allarmanti e chiari segni del suo degrado dovuti ad erosione, diminuzione della materia organica, compattazione, salinizzazione, frane ed alluvioni, perdita di biodiversità, contaminazione, consumo di suolo da cattiva urbanizzazione, aumenta esponenzialmente l'urgenza di disciplinare l’intera materia con una legge quadro che metta in relazione necessaria lo stato e le regioni, come si evince anche dalle molteplici recenti iniziative legislative in materia. Il disegno di legge si compone di venti articoli. Il titolo I chiarisce definizioni, finalità e proposte di istituzione di centri per la protezione e la gestione sostenibile dei suoli. Gli articoli 7, 8 e 9, definiscono gli aspetti fondamentali delle competenze e delle conoscenze da acquisire anche attraverso le banche dati esistenti, nel percorso formativo ed informativo. Il titolo II definisce poi le misure per la protezione e la gestione sostenibile dei suoli. Gli articoli da 11 a 19 si concentrano sull'individuazione e sulla gestione sostenibile delle aree di degrado del suolo. L'articolo 20 disciplina la copertura finanziaria.. I PRINCÌPI GENERALI E COMPETENZE 1 (Ambito di applicazione) 1 La presente legge istituisce un quadro normativo per la protezione e la gestione sostenibile del suolo e la conservazione delle sue capacità di svolgere una delle seguenti funzioni o servizi economici, ambientali, sociali e culturali: a produzione di alimenti e altre biomasse, in particolare nei settori dell'agricoltura e della selvicoltura; b stoccaggio, filtrazione e trasformazione di nutrienti, sostanze e acqua; c riserva di biodiversità, ad esempio habitat , specie e geni; d stoccaggio di carbonio; e fonte di materie prime; f ambiente fisico e culturale per le persone e le attività umane; g sede del paesaggio ed archivio del patrimonio ambientale, archeologico e scientifico-culturale. 2 A tal fine vengono istituite misure per la conoscenza e per la prevenzione dei processi di degrado del suolo dovuti a cause naturali o a diverse attività umane che ne pregiudichino la capacità di svolgere tali funzioni e servizi. 3 La presente legge si applica al suolo, come definito dall’articolo 2, e non si applica alle acque sotterranee. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge ed in armonia con la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, del 22 settembre 2006, COM (2006) 231 definitivo, recante la Strategia tematica per la protezione del suolo dell'Unione europea, si intende per: a «suolo»: lo strato superficiale della crosta terrestre, formato da particelle minerali, materia organica, acqua, aria e organismi viventi. Esso, grazie alla propria fertilità fisica, chimica e biologica, produce insostituibili funzioni e servizi ecosistemici nella produzione di alimenti e di altre biomasse, nell'immagazzinare e trasformare minerali, materia organica, acqua, energia e sostanze chimiche, nel filtrare le acque e gli inquinanti. Il suolo rappresenta la piattaforma dell'attività umana, oltre a costituire l' habitat di gran parte degli organismi della biosfera; esso è fonte di materie prime ed è testimone degli ambienti del passato; esso inoltre è componente essenziale della Zona critica della Terra, cioè dello strato che si estende dal limite più esterno della vegetazione fino alla zona in cui circolano le acque sotterranee. Il suolo è una risorsa soggetta a processi di formazione estremamente lenti e pertanto è da considerarsi una risorsa non rinnovabile; b «degrado del suolo»: la perdita della capacità del suolo di svolgere le sue funzioni ed i suoi servizi ecosistemici; c «erosione»: fenomeno naturale di rimozione di particelle di suolo ad opera di acqua, gravità e vento che, in seguito ad alcune pratiche antropiche, può considerevolmente incrementarsi, fino a produrre effetti molto gravi di degradazione. Per le finalità di questa legge si include in questa definizione la decorticazione del suolo per fini commerciali; d «compattazione»: fenomeno causato da eccessive pressioni meccaniche, conseguenti all'utilizzo di macchinari pesanti o al sovrapascolamento. In seguito alla compattazione, il suolo perde la naturale densità, struttura e porosità, diminuendo la sua permeabilità e fertilità; e «contaminazione»: immissione nel suolo di sostanze potenzialmente tossiche che possono pregiudicarne le principali funzioni; f «desertificazione»: degrado delle terre aride, semi-aride e sub-umide secche attribuibile a varie cause tra cui le variazioni climatiche e le attività umane. Tale definizione è adottata dalla Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta contro la desertificazione nei paesi gravemente colpiti dalla siccità e/o dalla desertificazione, fatta a Parigi il 14 ottobre 1994 e ratificata dalla legge 4 giugno 1997, n. 170. Ai fini della presente legge la desertificazione include il progressivo inaridimento del suolo; g «diminuzione di sostanza organica»: fenomeno naturale o antropico di diminuzione del contenuto di sostanza organica del suolo. In seguito a questo fenomeno il suolo perde fertilità chimica, fisica e biologica e rilascia CO 2 in atmosfera; h «frane ed alluvioni»: ai fini della presente legge ci si riferisce esclusivamente alle frane ed alluvioni che riguardano direttamente o indirettamente il suolo agricolo e forestale; i «impermeabilizzazione»: azione antropica che determina la copertura permanente del suolo, tramite la costruzione di piattaforme, infrastrutture, opere ed edifici; l'impermeabilizzazione impedisce al suolo di svolgere le proprie funzioni ecosistemiche. Ai fini della presente legge l'impermeabilizzazione include l'attività di rimozione dello strato superficiale dei suoli per fini costruttivi; j «perdita di biodiversità»: