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La Consulta tecnica esprime pareri per i profili tecnico-scientifici in materia di aree naturali protette, di sua iniziativa o su richiesta degli Enti parco, dei gestori delle aree naturali protette o del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica ». Art. 4. (Piano nazionale triennale di sistema per le aree naturali protette) 1. Alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, dopo l'articolo 3 è inserito il seguente: « Art. 3- bis . – (Piano nazionale triennale di sistema per le aree naturali protette) – 1 . Il Piano nazionale triennale di sistema per le aree naturali protette, di seguito denominato “Piano di sistema”, sulla base delle disponibilità finanziarie: a) individua le aree facenti parte del Sistema nazionale delle aree naturali protette; b) definisce linee strategiche, finalità, programmi operativi e progetti coerenti con la Strategia nazionale per la biodiversità 2030, con le politiche europee di ripristino della natura, di mitigazione e di adattamento al cambiamento climatico per le aree naturali protette e con la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati in sede internazionale e contenuti nell'Agenda globale 2030 per lo sviluppo sostenibile, nonché misure di attuazione, per quanto di competenza, della Strategia nazionale delle Green community , di cui all'articolo 72 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, della Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, della Strategia nazionale per l'economia circolare e delle Strategie forestali nazionale ed europea; c) indica le risorse finanziarie, a legislazione vigente, i criteri e le modalità per la realizzazione dei programmi e dei progetti di cui alla lettera b) , provenienti anche dall'Unione europea e da altre istituzioni nazionali, regionali e internazionali, riservando almeno il 50 per cento delle risorse complessive alle aree protette regionali e alle aree marine protette; d) individua i criteri, le strategie e i programmi, con particolare riferimento al settore dell'informazione e dell'educazione allo sviluppo sostenibile integrale, a cui si uniformano lo Stato, le regioni e gli organismi di gestione delle aree protette nell'attuazione del Piano di sistema, per quanto di rispettiva competenza. 2 . Proposte relative al Piano di sistema possono essere presentate da ciascun componente della Consulta tecnica, dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, dalle regioni e dagli enti locali nel cui territorio ricade l'area protetta. 3 . Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica è approvato il Piano di sistema, sentite la Consulta tecnica e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, che possono presentare proposte e osservazioni. Il Piano è aggiornato annualmente. 4 . Le regioni cofinanziano con proprie risorse il Piano di sistema, secondo modalità e criteri stabiliti da accordi e da intese con il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica. 5 . Nell'ambito dei progetti presentati nell'ambito del fondo per l'innovazione dell'Unione europea, istituito dall'articolo 10 -bis , paragrafo 8, della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, una quota dei proventi delle aste di competenza del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica per gli anni 2024, 2025 e 2026, nel limite di 10 milioni di euro annui, è destinata prioritariamente al finanziamento delle attività previste dal Piano di sistema 2024-2026. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 6 . Gli enti gestori delle aree naturali protette, per quanto di competenza, provvedono ad attuare il Piano di sistema ». Art. 5. (Modifiche all'articolo 5 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. All'articolo 5 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . Il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica vigila sull'attuazione del programma. In caso di ritardi nell'attuazione del programma tali da pregiudicarne gravemente le finalità, il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, sentita la Consulta tecnica, indica gli adempimenti e le misure necessarie e fissa un termine per la loro adozione, decorso il quale rimette la questione al Consiglio dei ministri che provvede in via sostitutiva, anche attraverso la nomina di commissari ad acta ». b) al comma 2, le parole: « secondo le modalità indicate dal Comitato » sono soppresse. Art. 6. (Modifiche all'articolo 6 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. All'articolo 6 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . In caso di necessità e urgenza il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica e le regioni, secondo le rispettive competenze, possono individuare aree da proteggere ai sensi della presente legge e adottare su di esse misure di salvaguardia. Per quanto concerne le aree marine protette detti poteri sono esercitati dal Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica di concerto con il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, sentita l'ISPRA. Nei casi previsti dal presente comma la proposta d'istituzione dell'area protetta e le relative misure di salvaguardia devono essere esaminate dalla Consulta tecnica. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 5 della legge 8 luglio 1986, n. 349, in materia di individuazione di zone di importanza naturalistica nazionale e internazionale, nonché dall'articolo 7 della legge 3 marzo 1987, n. 59. »; b) al comma 4, dopo le parole: « di cui all'art. 11 » sono aggiunte le seguenti: « , fatto salvo per le porzioni di territorio delle aree protette rientranti nella rete Natura 2000 non incluse nei parchi e nelle riserve naturali, nazionali e regionali ». Art. 7. (Modifica dell'articolo 7 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. L'articolo 7 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 è sostituito dal seguente: « Art. 7. – (Misure di incentivazione)–1 . Le regioni destinano prioritariamente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e nel quadro della programmazione dei fondi per lo sviluppo a esse attribuiti dall'Unione europea, una quota delle risorse dei piani operativi regionali (POR) ai territori compresi in un parco nazionale o in un parco naturale regionale, previa intesa con i rispettivi enti di gestione, per la realizzazione degli interventi di cui al comma 2. 2 .