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(Requisiti delle strutture destinate all'accoglienza dei minori) 1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i requisiti che le comunità devono possedere per essere idonee all'accoglienza dei minori, sulla base dei seguenti criteri: a) ubicazione in luoghi abitati facilmente raggiungibili con l'uso di mezzi pubblici, e comunque tali da permettere la partecipazione dei minori accolti alla vita sociale del territorio; b) organizzazione degli spazi tali da permettere idonea funzionalità d'uso, fruibilità e riservatezza, con particolare riferimento al mantenimento e allo sviluppo dei livelli di autonomia individuale; c) dimensioni, in particolare per ciò che concerne gli spazi comuni, adeguate alla numerosità prevista nell'atto di autorizzazione al funzionamento, considerando 10 minori, omogenei per età e tipo di necessità, il massimo consentito per le comunità, fatti salvi i casi in cui siano ospitati fratelli o si tratti di ingressi temporanei ed urgenti in pronta accoglienza. Art. 4. (Requisiti del personale adibito alle comunità) 1. Le comunità definiscono il proprio servizio di accoglienza e cura utilizzando le seguenti professionalità: a) direttore di comunità: può coincidere con il rappresentante legale dell'ente gestore e talora con il coordinatore del servizio, nel qual caso è richiesto il rispetto dei requisiti previsti anche per questo ruolo; gestisce la comunità con responsabilità diretta per quanto riguarda gli aspetti gestionali ed amministrativi, e può operare in più strutture se facenti parte della stessa organizzazione. Al direttore di comunità risponde il coordinatore dell' équipe per i servizi e le attività previsti a favore dei minori accolti ed il responsabile amministrativo, qualora previsto; b) coordinatore del servizio: ai sensi di quanto previsto dall'articolo 6, comma 1, lettera b) , del regolamento di cui al decreto del Ministro per la solidarietà sociale 21 maggio 2001, n. 308, in ogni comunità di tipo familiare è prevista la presenza di un coordinatore di servizio che deve aver svolto il ruolo di educatore per almeno 3 anni. Il coordinatore è in possesso del diploma di laurea, nella classe delle lauree in scienze dell'educazione e della formazione, nella classe di scienza del servizio sociale e nella classe scienze e tecniche psicologiche. Sono altresì validi il corso di laurea in pedagogia, psicologia e sociologia. Il personale facente funzioni di coordinatore che, alla data di entrata in vigore della presente legge, non sia in possesso dei titoli di studio richiesti può continuare a svolgere le funzioni solo nella struttura in cui opera e deve comunque provvedere entro il 31 dicembre 2018 all'acquisizione del titolo; c) educatore professionale: svolge la funzione educativa, ovvero, attività di educazione, cura e riabilitazione del minore. È in possesso del diploma di laurea nella classe di scienze dell'educazione e della formazione. Sono altresì validi i corsi di laurea in pedagogia, psicologia e sociologia, i corsi di classe 2 per professioni sanitarie nell'area della riabilitazione con specifico indirizzo e il titolo riconosciuto dal decreto del Ministero della sanità 8 ottobre 1998, n. 520. Possono altresì svolgere la funzione di educatore gli operatori in possesso di diploma di scuola superiore di secondo grado che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano almeno cinque anni di esperienza nello svolgimento della professione. L'esperienza trova riscontro nell'autocertificazione rilasciata dal legale rappresentante dell'ente gestore, o dal coordinatore del servizio qualora si tratti di esperienza maturata in comunità, contenente l'indicazione del periodo di lavoro, il luogo di svolgimento e la mansione esercitata; d) assistente sociale: si occupa dei rapporti con le istituzioni del territorio di riferimento, cura i rapporti con la famiglia degli ospiti delle comunità e gli eventuali percorsi di autonomia e inserimento socio-lavorativo. Per svolgere le funzioni di assistente sociale è necessaria la laurea in scienze del servizio sociale; e) psicologo di comunità: opera in relazione continua con l' équipe e sotto coordinamento comune e, a seconda dei casi, agisce in termini di ascolto o terapeutici. È il tramite della comunità con i servizi sanitari quando siano già attive, o comunque da attivare, cure esterne di carattere psicoterapeutico o neuropsichiatrico e psichiatrico; f) animatore: lavora a diretto contatto con gli ospiti nell'ambito della realizzazione di attività ricreative, artistiche e motorie, si occupa degli aspetti organizzativi, collabora alla programmazione delle attività e all'allestimento degli spazi, e reperisce il materiale necessario allo svolgimento delle iniziative. È in possesso di qualifica specifica o di diploma di scuola media superiore e comprovata esperienza di almeno 5 anni nel settore; g) figure di supporto: hanno una funzione di supporto e accudimento. Il ruolo è ricoperto da operatori socio-sanitari con qualifica di operatori socio-sanitari (OSS), o titolo equipollente, che svolgono attività di compresenza notturna; h) ausiliari: svolgono attività legate ai servizi generali; i) figure professionali sanitarie: si tratta di figure qualificate, operative all'interno della comunità in relazione alle caratteristiche ed ai bisogni dell'utenza ospitata, in possesso di titolo di studio legalmente riconosciuto; l) responsabile amministrativo: è la figura che cura gli aspetti burocratici e gestionali della comunità. Si occupa inoltre degli aspetti amministrativi inerenti la condizione economica e finanziaria della comunità stessa. Risponde al direttore di comunità e talora può coincidere con tale ruolo, lavora a stretto contatto con il coordinatore del servizio; m) consulente legale: fornisce consulenza in merito agli aspetti giudiziari riguardanti inserimenti concordati con l'Autorità giudiziaria, a beneficio di una migliore definizione degli obiettivi di vita raggiungibili e del percorso da attuare e fornisce la propria assistenza presso i tribunali e le altre istituzioni interessate; n) supervisore: è una figura esterna all' équipe educativa, psicologo o psicoterapeuta, che dà supporto e consulenza in merito alle dinamiche relazionali legate alla gestione della vita comunitaria della struttura. 2. L' équipe della comunità è costituita dalle professionalità di cui al comma 1. In particolare, gli operatori con titolo di educatore professionale devono essere pari ad almeno la metà del personale impiegato. 3. Nelle comunità è assicurata la presenza di: a) un coordinatore del servizio per un minimo di 18 ore settimanali. Se il coordinatore, in una comunità, coincide con un membro dell' équipe , è tenuto a riservare una quota di tempo superiore al 50 per cento alle attività di coordinamento; b) operatori qualificati in équipe , in orario diurno e nei momenti di presenza dei minori, in rapporto numerico di 1 a 4. Quando i minori non sono presenti in struttura, deve essere garantita la presenza in servizio di un operatore o la reperibilità telefonica; c) operatori qualificati in équipe , in orario notturno, in rapporto numerico di 1 a 8.