[resaula]

Nel tentativo di estirpare il male dal mondo, Hegel nella «Fenomenologia dello spirito» fa coincidere l'inizio della storia della civiltà umana con un contrasto dialettico tra le autocoscienze, la molla, la start up - diremmo oggi - è il desiderio. Non si tratta di un desiderio materiale come il cibo o la ricchezza, bensì morale: il desiderio dell'individuo di essere riconosciuto dagli altri come persona. Io credo che questa lezione sia ancora oggi attuale, tutti gli esseri umani hanno questo bisogno, non solo necessità materiali e di vita, ma di affermare la propria personalità e a nessuno deve essere permesso di negare questa sacrosanta aspirazione. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per fare ciò dobbiamo costruire percorsi culturali ed educativi indirizzati ad una pedagogia sociale, che renda l'individuo consapevole delle conseguenze delle sue azioni verso l'altro, sia esso una nazione, un'etnia, una religione, una categoria di persone o singoli individui. Si pensi solo alla diffusione tra i giovani di certi linguaggi e comportamenti ascrivibili nella formula del cyberbullismo, ma anche ad altre forme violente di isolamento ed esclusione di bambini o ragazzi da parte di coetanei che in casi estremi ha condotto giovani al suicidio. Tali atteggiamenti non sempre hanno rilevanza penale, ma possono costituire un pericolo, una minaccia per la convivenza civile. Ma non c'è solo la Rete. L'autorità Agcom ha condannato il preoccupante acuirsi, nelle trasmissioni televisive, del ricorso ad espressioni di discriminazione nei confronti di categorie o gruppi di persone in ragione del loro particolare status economico-sociale, della loro appartenenza etnica, del loro orientamento sessuale o del loro credo religioso. Già nel 2014 è stata aperta la campagna nazionale «No hate speech», con la messa in onda, anche sulle reti della Rai, di spot televisivi e radiofonici che si inseriscono all'interno dell'omonimo progetto internazionale, promosso dal Consiglio d'Europa come forma di tutela dei diritti umani di fronte a fenomeni di odio e di intolleranza. Anche un gruppo di editori ha promosso recentemente la campagna «Anche le parole possono uccidere», per indicare il pericolo del linguaggio violento e offensivo. Nonostante questi sforzi, il fenomeno è purtroppo ancora in crescita. È una sfida del nostro sistema educativo. Bisogna avere il coraggio di investire risorse affinché i nostri bambini e i nostri ragazzi imparino a disciplinare i propri naturali impulsi in un ambiente accogliente, in grado di offrire stimoli, che li inducano a vivere i valori della convivenza, vista non come appiattimento o rinuncia ai propri valori di riferimento, ma come arricchimento nell'incontro con l'altro e con la diversità. Credo che il Parlamento debba occuparsi di questi temi. Per questo, a nome del Gruppo MoVimento 5 Stelle, dichiaro il convinto voto a favore della mozione di maggioranza per l'istituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e Misto-LeU. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Prima di passare alla votazione, avverto che, in linea con una prassi consolidata, le mozioni saranno poste ai voti secondo l'ordine di presentazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 136, presentata dalla senatrice Segre e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . (Vivi, prolungati applausi). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 176, presentata dal senatore Salvini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 177 (testo 2), presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 181, presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 182, presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Per la pubblicazione di atti parlamentari PARRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, chiedo la parola sull'ordine dei lavori. Prenderò poco tempo, quello necessario a denunciare ai colleghi e a lei personalmente - al quale se possibile chiederò anche un intervento diretto - due fatti che ritengo gravi sul piano della correttezza parlamentare e politica. Il primo fatto è il seguente. Ieri, durante il dibattito sul calendario dei lavori d'Aula, il collega Romeo ha replicato a un'obiezione giusta, a mio avviso, del senatore Faraone, sostenendo (cito il Resoconto stenografico): «A noi non risulta siano mai pervenute richieste al Senato, da parte del Gruppo Partito Democratico o di altri Gruppi, affinché Salvini venisse a riferire in Aula» (su Moscopoli). Chi mi conosce sa che io detesto le polemiche e non voglio farne nemmeno in questa occasione, però nell'udire queste parole mi sono sentito profondamente offeso e vorrei ricordare che il sottoscritto ha chiesto all'allora ministro Salvini di venire a riferire in Aula sui fatti che sono noti giornalisticamente con il nome di «Moscopoli», attraverso cinque interrogazioni parlamentari (Applausi dai Gruppi PD, M5S e IV-PSI) , due delle quali sono state presentate il 17 luglio, due il 24 luglio e una il 13 agosto. Le interrogazioni sarebbero state sette se due non fossero state inopinatamente bloccate dalla Presidenza del Senato, che ha ritenuto di giudicarle inammissibili e ha impedito la loro pubblicazione. In aggiunta alle interrogazioni due richieste dirette all'allora ministro Salvini di riferire in Aula sulla vicenda Moscopoli sono state avanzate dal collega Alan Ferrari in interventi fatti in Assemblea l'11 e il 16 luglio. Siccome questa vicenda ha avuto gravi risvolti di politica estera, di sicurezza nazionale e politici, credo che non sia accettabile che nell'Aula del Senato si violi la verità dei fatti in maniera così palese e smaccata, come ieri è stato fatto da parte del collega Romeo. Aggiungo però un'osservazione su una questione, a mio avviso, ancora più grave riguardante questo tema: il 16 luglio, a mia prima firma, è stato depositato un disegno di legge per proporre l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta su Moscopoli. Del merito di questa proposta si può pensare quel che si vuole, ma quando la settimana scorsa ho scoperto che, a tre mesi dal deposito del disegno di legge a mia prima firma, lo stesso ancora non era stato pubblicato, mi sono trovato di fronte ad un fatto che credo sia senza precedenti nella nostra storia parlamentare. Ripeto: da oltre tre mesi un disegno di legge depositato su un argomento così scottante è bloccato presso la Presidenza del Senato e non pubblicato.