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se il Comune non lo pubblica e non lo approva, ovviamente c'è un problema ed è giusto che le Regioni possano intervenire. Il comma 4, ultimo dell'articolo 3, demanda al Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri e ai corpi forestali delle Regioni a Statuto speciale gli adempimenti di cui all'articolo 10, comma 2, della legge quadro. Gli esiti del monitoraggio sono comunicati alle Regioni ai fini della tempestiva attività dei suddetti poteri sostitutivi. Lascio la parola al collega Quarto per illustrare i restanti articoli. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Quarto. QUARTO, relatore . Signor Presidente, il provvedimento oggi in discussione e in approvazione, pur essendo monotematico, è piuttosto complesso. Esso riguarda un problema che ha afflitto l'intera Nazione questa estate, e in particolare le Regioni meridionali, con oltre 150.000 ettari di bosco incendiati. Anch'io mi unisco al correlatore nei ringraziamenti per l'ottima intesa che siamo riusciti a mettere in campo. Ringrazio l'intera Commissione e gli uffici che ci hanno supportato molto bene. L'articolo 4 reca misure finalizzate al rafforzamento delle attività di previsione e prevenzione degli incendi boschivi, mediante misure di potenziamento dei piani regionali, nonché stanziando fondi specifici nell'ambito della strategia nazionale per le aree interne, per il finanziamento di interventi volti a prevenire gli incendi boschivi in quelle aree in cui il rischio di incendio è elevato e nei Comuni localizzati nelle isole minori. Sappiamo essere questo un problema estremamente critico per l'abbandono che avviene nelle aree interne. Al comma 4 la Commissione ha disposto che, nei piani operativi nazionali attuativi dei fondi strutturali 2021-2027, finalizzati alla sicurezza e all'incolumità dei territori, si tenga conto anche della tutela degli animali. Questo è un altro punto estremamente importante. L'articolo 5 reca misure per il rafforzamento della lotta attiva e dei dispositivi sanzionatori e modifiche alla legge quadro 21 novembre 2000, n. 353. In particolare, nel comma 1 la Commissione ha introdotto la nuova definizione di incendio di interfaccia urbano-rurale, con cui si intende quella tipologia di incendi boschivi che interessa zone, aree o fasce nelle quali sussiste un'interconnessione tra strutture antropiche e aree naturali, laddove il sistema urbano e quello rurale si incontrano e interagiscono. Questo è un altro aspetto estremamente critico, perché molte volte gli incendi partono proprio dalle periferie urbane. Si stabilisce poi che il Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi individui, tra l'altro, le aree trattate con la tecnica del fuoco prescritto. Si precisa che, come approvato in Commissione, gli interventi colturali devono tener conto delle specificità delle aree protette e di habitat di interesse conservazionistico. Si tratta di un altro punto estremamente importante per la tutela dell'ambiente e delle aree protette. Inoltre, nella lotta attiva contro gli incendi boschivi si introduce l'uso delle attrezzature manuali e la tecnica del controfuoco. Quindi, oltre al fuoco prescritto abbiamo il controfuoco. Sono poi rafforzati dei divieti e introdotti altri, come la raccolta dei prodotti del sottobosco, per tre anni vietata. Si prevede la facoltà per i Comuni di avvalersi, senza nuovi oneri per la finanza pubblica, del supporto tecnico messo a disposizione dalle strutture della Regione o di altri soggetti aventi le necessarie capacità tecniche. Si tratta di un altro problema estremamente importante, in quanto sappiamo che tante volte i Comuni rallentano la disponibilità della perimetrazione dei soprassuoli percorsi dal fuoco, con gravi problemi che si ripercuotono per divieti in realtà attivati dopo alcuni anni rispetto al fuoco che ha interessato l'area. La Commissione ha ritenuto opportuno adeguare in euro le sanzioni e aumentarne alcune. C'è poi una novità piuttosto interessante. L'articolo 6 interviene sul delitto di incendio boschivo previsto dall'articolo 423- bis del codice penale, introducendo una circostanza aggravante, quando i fatti sono commessi da coloro che svolgono compiti di prevenzione incendi, e due circostanze attenuanti per coloro che, in qualche maniera, collaborano. Inoltre, sempre con riferimento all'articolo 423- bis , si specifica la discriminante secondo cui l'uso legittimo delle tecniche di controfuoco e di fuoco prescritto che possono determinare un incendio evitano che colui che lo ha cagionato possa essere punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Tante volte ciò impediva l'uso delle tecniche che possono fermare il fuoco. La disposizione prevede inoltre, in caso di condanna, l'applicabilità delle pene accessorie del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, dell'estinzione dell'eventuale rapporto di lavoro pubblico e dell'interdizione all'assunzione degli incarichi legati alla prevenzione incendi, oltre alla confisca obbligatoria, anche per equivalente, dei profitti del reato. L'articolo 7 reca misure ulteriori urgenti in materia di Protezione civile. I commi 1 e 2 recano la ridefinizione delle modalità di svolgimento delle attività istituzionali dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia - per intenderci, in materia di monitoraggi sismici e vulcanici - prevedendo accordi pluriennali attuati mediante convenzioni di durata almeno biennale. Al comma 3 la Commissione ha precisato la proroga dal 31 dicembre 2021 al 31 ottobre 2023 del termine di durata dei contratti a tempo determinato e delle altre forme di lavoro flessibile, così come previsto dai contratti. Infine, in materia di interventi antropici per la ricostruzione delle superfici boscate, le Regioni possono individuare nell'ambito dello stesso bacino superfici nude, ovvero terreni saldi da sottoporre a rimboschimento compensativo delle superfici bruciate: si tratta di un altro provvedimento estremamente importante. A tal fine, le Regioni possono avvalersi del contributo scientifico di università e ricerca. L'articolo 8 reca disposizioni finanziarie: per la precisione, destina 150 milioni dalla Missione 2, componente 4, del PNRR alle misure di lotta contro gli incendi boschivi, e in particolare per la realizzazione di un sistema avanzato integrato di monitoraggio del territorio. Anche questo è un problema estremamente importante e la scorsa estate abbiamo visto quanto sia utile fare un monitoraggio in tempo reale - ci sono tanti mezzi, ad esempio l'infrarosso - del fuoco incombente. In relazione al comma 1, nel limite di 150 milioni di euro per la realizzazione della misura di lotta agli incendi boschivi di cui al presente decreto, il Ministero della transizione ecologica valuta, di comune accordo con le altre amministrazioni interessate, di destinare ulteriori fondi del PNRR in favore delle azioni di contrasto alle emergenze incendi, compresi gli interventi di ripristino territoriale, assumendo - secondo quanto approvato dalla Commissione - quale ambito di priorità dell'intervento le aree protette nazionali e regionali e i siti Natura 2000 - parliamo sempre di una maggiore tutela ambientale - nonché le aree classificate a rischio idrogeologico nella pianificazione di bacino vigente.