[pronunce]

che tutti i rimettenti, ad eccezione della Corte d'appello di Trieste (r.o. n. 659 e 660 del 2007), evocano a parametro anche l'art. 3 Cost., sotto il profilo del difetto di ragionevolezza; che, per le Corti d'appello di Napoli (r.o. n. 267, n. 268, n. 269, n. 272 e n. 273 del 2007), di Ancona (r.o. n. 49, 50, 53 e 216 del 2007), di Bologna (r.o. n. 35 e n. 42 del 2007), di Catania (r.o. n. 266 del 2007) e per la Corte d'assise d'appello di Salerno (r.o. n. 68 del 2007), la scelta legislativa di sopprimere il potere di appello del pubblico ministero avverso le sentenze di proscioglimento si paleserebbe altresì intrinsecamente contraddittoria rispetto al mantenimento del potere di appello del pubblico ministero contro le sentenze di condanna; che le Corti d'appello di Napoli (r.o. n. 272 e n. 273 del 2007), di Perugia (r.o. n. 618 del 2007), di Catania (r.o. n. 266 del 2007) e di L'Aquila (r.o. n. 173 del 2007) denunciano l'irragionevolezza della disciplina anche in relazione al potere, mantenuto invece in capo alla parte civile, di proporre appello avverso le sentenze di proscioglimento; che la Corte d'appello di Catania (r.o. n. 266 del 2007) evidenzia un ulteriore profilo di violazione dell'art. 3 Cost., rilevando come la disciplina censurata «realizzi ingiustificate disparità di trattamento tra imputati e/o persone offese, laddove contempla un'ipotesi residuale di appello contro la sentenza di proscioglimento da parte del pubblico ministero […] per il caso in cui, successivamente al giudizio di primo grado, siano sopravvenute o scoperte nuove prove e queste appaiano decisive», trattandosi di evento «del tutto accidentale e imponderabile»; che le Corti d'appello di Ancona (r.o. n. 49, 50, 53 e 216 del 2007) e di Catania (r.o. n. 266 del 2007) prospettano altresì la violazione dell'art. 24 Cost., per la lesione del diritto di difesa garantito da tale norma costituzionale anche alle parti offese; che, nella medesima prospettiva, la Corte d'appello di Genova (r.o. n. 10 del 2007) lamenta la congiunta lesione degli artt. 3 e 24 Cost., in quanto «le norme impugnate non consentono con previsione irragionevolmente discriminatoria la uguale difesa in sede penale dei diritti della persona offesa dal reato»; che le Corti d'appello di Genova (r.o. n. 10 del 2007), di Bologna (r.o. n. 35 e n. 42 del 2007), di Catania (r.o. n. 266 del 2007) e di Perugia (r.o. n. 618 del 2007) ritengono, inoltre, violato il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, poiché la mancata previsione dell'appello avverso le sentenze di proscioglimento inciderebbe sui poteri della pubblica accusa, rendendoli inidonei all'assolvimento dei compiti previsti dall'art. 112 Cost.; che le Corti d'appello di Napoli (r.o. n. 267, n. 268, n. 269, n. 272 e n. 273 del 2007), di Trieste (r.o. n. 659 e 660 del 2007), di L'Aquila (r.o. n. 173 del 2007), di Bologna (r.o. n. 35 e n. 42 del 2007), di Perugia (r.o. n. 618 del 2007) e di Genova (r.o. n. 10 del 2007, sia pure senza alcuna motivazione) denunciano altresì il contrasto della disciplina censurata con l'art. 111, secondo comma, secondo periodo, Cost. sotto il profilo della ragionevole durata del processo: ciò sul rilievo che la soppressione dell'appello del pubblico ministero avverso le sentenze di proscioglimento, il contestuale ampliamento dei motivi di ricorso per cassazione e il rinvio al giudice di primo grado in caso di annullamento da parte della Corte di cassazione determinerebbero un aumento dei gradi di giudizio ed una conseguente dilatazione dei tempi processuali, con rischio di prescrizione dei reati; che la violazione di tale parametro è prospettata anche in relazione alla disciplina transitoria; che le Corti d'appello di Bologna (r.o. n. 35 e n. 42 del 2007) e di Perugia (r.o. n. 618 del 2007) sollevano questione di costituzionalità anche in riferimento all'art. 97 Cost.; mentre la sola Corte d'assise d'appello di Salerno (r.o. 68 del 2007) dubita della legittimità costituzionale della disciplina censurata in riferimento altresì all'art. 25 Cost., per violazione del principio di legalità sostanziale, che garantisce che, alla commissione di un reato, segua «l'inflizione di una pena»; che la Corte d'appello di Genova (r.o. 10 del 2007) – premesso che la novella del 2006, modificando l'art. 593 cod. proc. pen. , ha determinato uno «sconfinamento nel merito» dei poteri demandati alla Corte di cassazione, il quale tuttavia lascia fuori dal controllo della Suprema Corte taluni gravi «errori di giudizio» – ritiene che «l'aver negato al pubblico ministero il diritto di critica argomentata della decisione finale, quando la decisione possa essere ex post considerata oggettivamente errata e ingiusta, viol[i] i principi codificati negli artt. 3, 24, primo comma, 111, primo, secondo, sesto e settimo comma, della Costituzione»; che, infine, la Corte d'appello di Bologna (r.o. n. 35 e n. 42 del 2007) evidenzia un ulteriore profilo di censura, specificamente riferito alla disciplina transitoria contenuta nei commi 1, 2 e 3 dell'art. 10 della legge n. 46 del 2006, lamentando come la previsione della declaratoria di inammissibilità degli appelli proposti prima dell'entrata in vigore della legge privi «di uno specifico mezzo di gravame la parte che vi aveva riposto congruo affidamento» e sottragga «ad uno solo dei contendenti, mentre è in corso il contraddittorio processuale, un'arma sin lì giudicata pienamente conforme con il principio del giusto processo, e sin lì garantita ad entrambe le parti», con conseguente violazione dell'art. 3 Cost. Considerato che il dubbio di costituzionalità sottoposto a questa Corte ha per oggetto la preclusione – conseguente alla sostituzione dell'art. 593 del codice di procedura penale ad opera dell'art. 1 della legge 20 febbraio 2006, n. 46 (Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento) – dell'appello delle sentenze dibattimentali di proscioglimento da parte del pubblico ministero e l'immediata applicabilità di tale regime, in forza dell'art. 10 della legge, ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della medesima;