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Appare poi doveroso riformare l'istituto della parentela (con la conseguente abolizione dell'istituto della legittimazione), facendo cadere ogni aggancio all'opinione che ancora si ostina, anche a livello giurisprudenziale, a non ritenere esistente il legame di parentela tra il figlio riconosciuto nato al di fuori del matrimonio e i parenti del genitore. Sotto questo aspetto il distacco tra il comune sentire e la norma giuridica non potrebbe essere più evidente. Anacronistico e del tutto ingiustificato risulta il meccanismo tuttora vigente che consiste nella facoltà (cosiddetto «diritto di commutazione») accordata dalla legge ai figli legittimi di corrispondere in denaro o in beni immobili ereditari la parte di eredità spettante ai figli naturali, escludendoli così dalla comunione ereditaria. Sono altresì adeguate al nuovo impianto normativo le disposizioni concernenti il concorso di coniuge e figli, la successione dei figli, nonché la successione dei genitori al figlio. È sembrato opportuno, infine, ribadire con forza il dovere di tutti i figli, senza distinzione alcuna, di rispettare i genitori e di contribuire, in relazione alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convivono con essa.. 1 1 Le disposizioni vigenti in materia di filiazione si applicano a tutti i figli senza distinzioni tra legittimi e naturali, nel rispetto dei princìpi sanciti dall'articolo 30 della Costituzione. 2 1 L'articolo 74 del codice civile è sostituito dal seguente: «Art. 74. - (Parentela) . -- La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione sia avvenuta all'interno del matrimonio, sia nel caso in cui sia avvenuta al di fuori di esso». 3 1 La sezione II del capo II del titolo VII del libro primo del codice civile è abrogata. 4 1 L'articolo 315 del codice civile è sostituito dal seguente: «Art. 315. - (Doveri dei figli verso i genitori) -- Tutti i figli devono rispettare i genitori e devono contribuire, in relazione alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convivono con essa». 5 1 L'articolo 537 del codice civile è sostituito dal seguente: «Art. 537. - (Riserva a favore dei figli) . -- Salvo quanto disposto dall'articolo 542, se il genitore lascia un figlio solo, a questo è riservata la metà del patrimonio. Se i figli sono più, è loro riservata la quota dei due terzi, da dividere in parti uguali tra tutti i figli». 6 1 L'articolo 542 del codice civile è sostituito dal seguente: «Art. 542. - (Concorso di coniuge e figli) . -- Se chi muore lascia, oltre al coniuge, un solo figlio, a quest'ultimo è riservato un terzo del patrimonio e un altro terzo spetta al coniuge. Quando i figli sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli è effettuata in parti uguali». 7 1 L'articolo 565 del codice civile è sostituito dal seguente: «Art. 565. - (Categorie dei successibili) . -- Nella successione legittima l'eredità si devolve al coniuge, ai parenti e allo Stato, nell'ordine e secondo le regole stabilite nel presente titolo». 8 1 L'articolo 566 del codice civile è sostituito dal seguente: «Art. 566. - (Successione dei figli) . -- Al padre e alla madre succedono i figli in parti uguali». 9 1 L'articolo 578 del codice civile è sostituito dal seguente: «Art. 578. - (Successione dei genitori al figlio) . -- Se il figlio riconosciuto da uno solo dei genitori muore senza lasciare prole né coniuge, la sua eredità è devoluta a quello dei genitori che lo ha riconosciuto o del quale è stato dichiarato figlio. Se è stato riconosciuto o dichiarato figlio di entrambi i genitori, l'eredità spetta per metà a ciascuno di essi». 10 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi di modifica delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, osservando i princìpi e criteri direttivi stabiliti ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 1.