[pronunce]

che l'interpretazione stretta dell'ipotesi dell'“interruzione” è suggerita anche dalla tendenziale generalità della regola dell'indennizzabilità dell'infortunio in occasione di lavoro, onde la prevista deroga ad essa non può che essere intesa restrittivamente; che infatti questa Corte (sentenza n. 171 del 2002) ha in particolare affermato che «presupposto esclusivo per la configurabilità dell'obbligo assicurativo è l'esposizione al rischio», evidenziando «la tendenziale estensione della garanzia a tutti i soggetti che, per ragioni di lavoro intese in senso ampio, siano esposti ad un rischio obiettivamente riferibile alle lavorazioni protette»; che quindi il giudice rimettente – affermando invece un'assoluta equiparazione tra breve sosta e interruzione – muove da un erroneo presupposto interpretativo; che pertanto la questione è manifestamente infondata.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, terzo comma, del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), aggiunto dall'art. 12 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 (Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), sollevata, in riferimento agli articoli 3, primo comma, 38, secondo comma, e 76 della Costituzione, dal Tribunale di Trento con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 gennaio 2005. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Franco BILE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'11 gennaio 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA