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Giunge al nostro esame la richiesta di procedere del gip di Verona nei confronti della senatrice Anna Cinzia Bonfrisco. L'impianto accusatorio concerne i reati di associazione per delinquere, nonché di corruzione per atti d'ufficio. Secondo l'accusa, la senatrice Bonfrisco avrebbe indebitamente accettato, per sé stessa e per terzi, nell'esercizio delle proprie funzioni di senatrice, del denaro o altre utilità da parte del signor Zoccatelli Gaetano, all'epoca direttore del CEV (Consorzio pubblico energia Veneto), nonché legale rappresentante di due società private, la Global Power SpA e la E-Global Service SpA. Sempre secondo l'impianto accusatorio, la senatrice Bonfrisco avrebbe offerto un continuo appoggio politico, presentando, in particolare, degli emendamenti per l'inserimento del CEV fra le 35 grandi stazioni appaltanti nazionali, ove poi le due società private presiedute da Zoccatelli, la Global Power SpA e la E-Global Service SpA, sarebbero state, in via automatica, aggiudicatrici delle gare bandite dal CEV. Le prestazioni che la senatrice Bonfrisco avrebbe conseguito per tale attività emendativa sarebbero state il pagamento di un soggiorno in Costa Smeralda per tre persone; l'assunzione, dietro richiesta della senatrice, di una persona presso la E-Global Service SpA, ossia una delle società di Zoccatelli; nonché il pagamento di 4.000 euro, sempre richiesto dalla senatrice Bonfrisco, per la campagna elettorale alle elezioni regionali del Veneto di una persona che, comunque, sarebbe vicina alla senatrice. La questione era già stata affrontata nella scorsa legislatura, quando l'Assemblea aveva espresso un'autorizzazione parziale all'acquisizione delle intercettazioni telefoniche. L'Assemblea aveva anche sollevato un conflitto di attribuzione presso la Corte costituzionale, con un giudizio che è tuttora pendente davanti alla Corte; ciononostante il gip insiste nella richiesta a procedere. La questione è stata esaminata dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, che ha rilevato che, pur essendo precluso alla stessa l'esame di merito dell'accusa, che ovviamente è riservato all'autorità giudiziaria, la Corte costituzionale impone comunque un giudizio sulla plausibilità della stessa, in base, in particolare, alla sentenza n. 188 del 2010. Sul punto, dalle intercettazioni telefoniche che sono state autorizzate dall'Assemblea nella scorsa legislatura, risulta che, per quel che riguarda l'azione più grave contestata nell'impianto accusatorio, la senatrice Bonfrisco abbia offerto, anzi abbia insistito per il pagamento del soggiorno in Costa Smeralda e che era proprio Zoccatelli a non volere, a rifiutare detto pagamento. Considerato che sembra impossibile una corruzione contra voluntatem , l'impianto accusatorio, sotto questo punto di vista, essendo comunque unitario, ad avviso della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari non scavalca il limite della plausibilità. Vi è poi un secondo argomento: la prestazione che sarebbe stata offerta dalla senatrice Bonfrisco sarebbe l'attività emendativa. Già di principio, l'emendamento non è un atto individuale, ma è comunque soggetto sempre a una deliberazione collegiale, sul cui esito è difficile dare certezze. La Giunta ha inoltre valutato, in modo più incisivo e più rilevante, che, tra gli emendamenti presentati dalla senatrice Bonfrisco proprio nel periodo in cui ricade la contestazione da parte del gip di Verona, due (precisamente gli emendamenti 2.68 (testo 2) e 5.0.8) sono stati ritirati nel corso della discussione in Assemblea. Un ulteriore emendamento presentato in Commissione è stato dichiarato inammissibile, in quanto il suo contenuto è già consentito dalla normativa vigente. L'emendamento che poi ha effettivamente regolato tutta la materia è stato invece presentato dal MoVimento 5 Stelle e in questo ambito la senatrice Bonfrisco non ha presentato emendamenti relativi al contenuto della proposta avanzata dal MoVimento 5 Stelle. Quindi, in sostanza, abbiamo due emendamenti, che comunque sono stati ritirati dalla senatrice, un emendamento dichiarato inammissibile - ma è stato argomentato che, comunque, il contenuto di tale emendamento era già autorizzato dalla legislazione vigente - mentre il vero e proprio l'emendamento è stato presentato dal MoVimento 5 Stelle. Per tutte queste ragioni la Giunta, visto che l'accusa non supera il giudizio di plausibilità o non implausibilità, si è espressa nel senso che comunque sussistono le prerogative per la concessione dell'immunità parlamentare, ai sensi dell'articolo 68 della Costituzione. PRESIDENTE . Poiché non vi sono iscritti a parlare in discussione, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di deliberare che le dichiarazioni rese dalla senatrice Anna Cinzia Bonfrisco costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . ( v. Allegato B ). (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore De Bertoldi. Congratulazioni) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire a fine seduta per ricordare che il 3 gennaio scorso un ragazzo di ventotto anni è deceduto in autostrada, nel tratto tra Lodi e Casalpusterlengo, mentre la sua fidanzata di ventisette anni è in gravissime condizioni. Altre dieci persone sono state ferite, tra cui cinque minori. Si tratta però non di un normale incidente autostradale, ma dell'ennesimo caso di incidente creato dalla presenza di animali, in questo caso selvatici, ovvero ungulati, della specie cinghiale, in autostrada. Ferma restando la responsabilità di chi deve avere cura della recinzione e della protezione della rete autostradale, il fenomeno degli incidenti causati da animali selvatici sulle strade del nostro Paese sta assumendo dimensioni veramente rilevanti. Solo in Lombardia, ultimamente si sono verificati 400 incidenti stradali, di cui due mortali e migliaia di altri incidenti sono avvenuti in altre Regioni. Le Regioni hanno il compito di gestire e verificare la presenza degli animali selvatici sul proprio territorio, ma non riescono a farlo liberamente o come si dovrebbe. La Regione Lombardia - ad esempio - che è stata direttamente coinvolta da questo ultimo grave incidente, non ha la possibilità di provvedere al controllo della fauna selvatica, in quanto impedita da pareri che gli vengono forniti dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), che sostanzialmente vietano la possibilità di fare gli interventi come dovrebbero essere fatti. Nella fattispecie, viene vietato il controllo tramite la braccata perché ritenuta troppo invasiva, tralasciando - da parte di ISPRA - il fatto che, forse, se si tratta di atteggiamenti invasivi, occorre riferirsi ad animali che provocano morti e incidenti nelle nostre strade. Siamo a conoscenza di cittadini oggi seduti su una sedia a rotelle a causa di un incidente.