[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito dell'avviso di vendita dell'Agenzia del demanio - Direzione regionale della Liguria 29 luglio 2019, n. prot. 7068, promosso dal Tribunale ordinario della Spezia, in funzione di giudice dell'esecuzione civile, con ordinanza depositata in cancelleria il 21 novembre 2019 ed iscritta al n. 7 del registro conflitti tra poteri dello Stato 2019, fase di ammissibilità. Udito nella camera di consiglio del 23 marzo 2020 il Giudice relatore Stefano Petitti; deliberato nella camera di consiglio del 24 marzo 2020. Ritenuto che, con ordinanza pervenuta in cancelleria in data 21 novembre 2019, il Tribunale ordinario della Spezia, in funzione di giudice dell'esecuzione civile, ha promosso conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti dell'Agenzia del demanio - Direzione regionale della Liguria, in relazione all'avviso da quest'ultima pubblicato per la vendita di alcuni immobili di proprietà dell'esecutata Estate Mare srl, beni già pignorati e poi attinti da confisca; che, per quanto espone il Tribunale ricorrente, gli immobili posti in vendita dall'Agenzia del demanio sono stati pignorati su istanza di Unieco società cooperativa, creditrice di Estate Mare srl, con trascrizione in data 4 agosto 2015, anteriore al sequestro disposto a carico di quest'ultima dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Bolzano, con decreto in data 1° febbraio 2016, ai sensi dell'art. 53 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300); che, ad avviso del ricorrente, l'anteriorità della trascrizione determinerebbe la prevalenza degli effetti del pignoramento su quelli della confisca dei beni sequestrati, disposta dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bolzano, ai sensi dell'art. 19 del d.lgs. n. 231 del 2001, in sede di applicazione della sanzione su richiesta della Estate Mare srl, e trascritta in data 15 dicembre 2016 sugli immobili già sottoposti a sequestro; che il ricorrente denuncia, pertanto, che «la vendita secondo modalità e forme estranee alla procedura esecutiva da parte dell'Agenzia del demanio dei beni confiscati (coincidenti con quelli già pignorati ed oggetto della procedura esecutiva) costituisce lesione delle prerogative costituzionali del potere giudiziario come esercitate dal giudice dell'esecuzione presso il Tribunale della Spezia»; che non avrebbe rilevanza il provvedimento emesso dal Tribunale di Bolzano, in funzione di giudice dell'esecuzione penale, il quale, definendo l'incidente sull'opponibilità della confisca promosso da Fedaia Spv srl, creditrice intervenuta nella procedura esecutiva, ha affermato la competenza dell'Agenzia del demanio per la vendita dei beni confiscati e il soddisfacimento del creditore di buona fede; che, secondo il ricorrente, l'esecuzione per espropriazione immobiliare dovrebbe procedere e lo Stato dovrebbe far valere il diritto di proprietà, ad esso derivante dalla sopravvenuta confisca, innanzi al giudice dell'esecuzione civile, nelle forme ordinarie dell'opposizione di terzo; che porre a carico dei creditori intervenuti nella procedura esecutiva l'onere di sollevare incidente di esecuzione penale per ottenere l'accertamento dell'inopponibilità della sopravvenuta confisca equivarrebbe ad assegnare allo Stato un «privilegio processuale», contrario agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione; che il ricorrente chiede dichiararsi, quindi, che la vendita degli immobili e la distribuzione del ricavato tra i creditori «[s]petta al potere giudiziario, e per esso al giudice dell'esecuzione presso il Tribunale della Spezia, e non al potere esecutivo, e per esso all'Agenzia del demanio», con annullamento dell'avviso di vendita pubblicato da quest'ultima e degli atti ad esso conseguenti. Considerato che il Tribunale ordinario della Spezia, in funzione di giudice dell'esecuzione civile, ha promosso con ordinanza conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti dell'Agenzia del demanio - Direzione regionale della Liguria, in relazione all'avviso da quest'ultima pubblicato per la vendita di alcuni immobili di proprietà dell'esecutata Estate Mare srl, beni già pignorati e poi attinti da confisca; che, in questa fase del giudizio, la Corte è chiamata a deliberare sulla sussistenza dei requisiti, soggettivi e oggettivi, stabiliti dall'art. 37, primo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), ossia a decidere se il conflitto insorga tra organi competenti a dichiarare definitivamente la volontà del potere cui appartengono e per la delimitazione della sfera di attribuzioni determinata per i vari poteri da norme costituzionali; che non osta all'ammissibilità del conflitto la forma di ordinanza dell'atto di promovimento, in quanto il nomen juris non è decisivo, se l'atto possiede, come in questo caso, i requisiti sostanziali di un valido ricorso, con l'indicazione delle ragioni del conflitto e la richiesta di un regolamento delle attribuzioni costituzionali (ex plurimis, sentenze n. 452 e n. 315 del 2006, n. 193 del 2005, n. 298 del 2004 e n. 10 del 2000; ordinanze n. 155 del 2017, n. 139 e n. 91 del 2016, n. 138 e n. 137 del 2015, n. 271 e n. 161 del 2014); che, quanto ai requisiti soggettivi, mentre non è dubitabile la legittimazione attiva del Tribunale della Spezia ad essere parte di un conflitto tra poteri dello Stato, quale organo giurisdizionale, in posizione di indipendenza costituzionalmente garantita, competente a dichiarare in via definitiva, nell'esercizio delle funzioni ad esso attribuite, la volontà del potere cui appartiene, deve invece escludersi che l'Agenzia del demanio - Direzione regionale della Liguria possa essere qualificata, nel caso in esame, come potere dello Stato, agli effetti dell'art. 37 della legge n. 87 del 1953; che, ai sensi dell'art. 65, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59) come modificato dall'art. 1, comma 1, lettera i), numero 1), del decreto legislativo 3 luglio 2003, n. 173 (Riorganizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze e delle agenzie fiscali, a norma dell'articolo 1 della legge 6 luglio 2002, n. 137), all'Agenzia del demanio, insieme all'amministrazione dei beni immobili dello Stato, «è altresì attribuita la gestione dei beni confiscati»;