[ddlpres]

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarre per sé o per altri profitto ovvero di arrecare danno all'interessato, effettua, in assenza del consenso dello stesso, una comunicazione plurima o una diffusione, con qualsiasi mezzo, di dati personali idonei a rivelarne la vita sessuale è punito con la reclusione da due a cinque anni e si procede d'ufficio. 2 . Se il fatto di cui al comma 1 è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, dall'altra parte dell'unione civile, anche se l'unione civile è cessata, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, la pena è aumentata da un terzo alla metà. 3. Se in conseguenza del fatto di cui ai commi 1 e 2 deriva il suicidio della persona offesa, anche quale conseguenza non voluta dal colpevole, si applica la pena della reclusione da cinque a dodici anni. 4 . La condanna per il delitto di cui al comma 1 comporta: a) l'interdizione temporanea dai pubblici uffici; l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque in seguito alla condanna alla reclusione da tre a cinque anni, ferma restando, comunque, l'applicazione dell'articolo 29, primo comma, del codice penale quanto all'interdizione perpetua; b) la sospensione dall'esercizio di una professione o di un'arte. 5. Il Pubblico ministero, quando ha notizia del delitto di cui al comma 1, ne informa senza ritardo il Garante ». 2 All'articolo 444, comma 1- bis , del codice di procedura penale, dopo le parole: « 609- octies del codice penale, » sono inserite le seguenti: « i procedimenti per i delitti di cui all'articolo 167.1 del codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ». . 2 (Modifiche alla legge 29 maggio 2017, n. 71) 1 Alla legge 29 maggio 2017, n. 71, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 2, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità del minore che abbia subìto taluno degli atti di cui all'articolo 1, comma 2, della presente legge, ovvero chiunque abbia subito taluno dei delitti di cui all'articolo 167.1 del codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un'istanza per l'oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet , nonché di immagini o video privati idonei a rivelare la vita sessuale della vittima anche maggiorenne e previa conservazione dei dati originali »; b all'articolo 4, comma 1, dopo le parole: « contrasto del cyberbullismo » sono inserite le seguenti: « ovvero della comunicazione plurima e della diffusione, con qualsiasi mezzo, di dati personali idonei a rivelare la vita sessuale della vittima, anche maggiorenne, ». 3 ( Modifica all'articolo 69 del codice penale ) 1 All'articolo 69 del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente comma: « Per i delitti contro la persona, ovvero per i delitti di cui all'articolo 167.1 del codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, le circostanze attenuanti concorrenti con le circostanze aggravanti di cui all'articolo 61, primo comma, numeri 1) e 4), non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste, anche se costituiscono circostanze aggravanti speciali, e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall'aumento conseguente alle predette aggravanti ».