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La campagna informativa fa ricorso sia a mezzi di comunicazione tradizionali, come giornali, radio e TV, sia a mezzi telematici più innovativi, come i social media, attraverso la pubblicazione di materiali multimediali video e audio. Per venire incontro anche alle seconde e terze generazioni di emigrati, che hanno meno familiarità con la nostra lingua, i video sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo, portoghese e tedesco. La campagna è condotta in collaborazione con il CGIE, che riceve tutti i materiali informativi e contribuisce alla loro diffusione presso le nostre collettività. Ricorda, più in generale, che il CGIE è costantemente aggiornato su tutto l'operato dell'Amministrazione relativamente alle materia di interesse, partecipando alle riunioni dell'apposita Cabina di Regia (l'ultima si è svolta a settembre). Informa, quindi, che come previsto dal decreto legge 67 del 2012 e come già nel 2015, l'esercizio del diritto di voto avverrà per corrispondenza, con il sistema della cosiddetta "opzione inversa". Le Sedi della rete diplomatico-consolare hanno già iniziato ad acquisire le richieste di iscrizione nei propri elenchi elettorali presentate a mano, per posta elettronica ordinaria o certificata e per posta ordinaria. L'ampio ventaglio di modalità è volto proprio ad allargare al massimo la registrazione al voto. Da quest'anno, inoltre, la domanda può essere inoltrata anche tramite il portale per i servizi consolari Fast It, già noto alla comunità degli Italiani all'estero. Si tratta di una procedura online guidata in ogni passo, che semplifica di molto le procedure per l'inoltro dell'opzione di voto sia per il cittadino che per i consolati. Al momento, le operazioni elettorali proseguono regolarmente. Si sono già conclusi i lavori dei Comitati Elettorali Circoscrizionali e sono state decretate le liste ammissibili. Ci si trova nel pieno della campagna elettorale, sulla quale le Sedi osserveranno la massima imparzialità ma continueranno ad assistere e coadiuvare i Comitati e i presentatori di lista. Pur nell'attuale contesto sanitario, la Farnesina è impegnata al massimo per garantire che ogni cittadino avente diritto possa votare, come peraltro già avvenuto con successo in occasione del referendum costituzionale del settembre 2020, nonostante una situazione pandemica ben peggiore dell'attuale (non essendo all'epoca ancora avviata la campagna vaccinale). Le modalità previste per le elezioni, in particolare il voto per corrispondenza, salvaguardano peraltro al massimo il rischio di contagi dovuti ad assembramenti. Ricorda anche che il Ministero sta lavorando ad una sperimentazione sul voto elettronico in occasione delle elezioni Comites. La sperimentazione coinvolgerà nove Sedi diplomatico-consolari pilota (Berlino, Monaco di Baviera, Marsiglia, Londra, L'Aja, Houston, San Paolo, Tel Aviv e Johannesburg), con l'obiettivo di studiare la percorribilità del voto digitale, in termini di tutela dei principi costituzionali di personalità, eguaglianza, libertà e segretezza. Ad essa si partecipa su base volontaria e non inciderà sul risultato elettorale, rimanendo per ora il voto cartaceo l'unico con valore legale e valido ai fini dello scrutinio. Sulla base degli esiti, il MAECI valuterà il possibile utilizzo del voto elettronico per le successive elezioni dei Comites. Il rappresentante del GOVERNO coglie, quindi, l'occasione per ringraziare gli attuali Comitati, il cui mandato volge al termine, per la funzione svolta nella valorizzazione delle nostre Comunità e, da ultimo, con la pandemia, nell'assistenza ai connazionali, in particolare di nuova emigrazione. Dal 2015 ad oggi i Comites hanno realizzato tante valide iniziative: più di 250 progetti per un valore complessivo superiore a 2,5 milioni di euro. Precisa, al riguardo, che quella dei Comites è un'azione complementare a quella dell'Amministrazione, con riferimento all'assistenza e più in generale ai servizi per i connazionali all'estero. Quanto all'assistenza ai connazionali in difficoltà, soprattutto in risposta all'emergenza sanitaria globale da Covid-19, tiene, innanzi tutto, a ricordare lo sforzo senza precedenti della Farnesina: nella fase iniziale della pandemia, l'Unità di Crisi, in stretta collaborazione con tutta la rete diplomatico-consolare, ha organizzato ben 1187 operazioni di rientro e riportato a casa circa 112.000 connazionali da 121 paesi. Peraltro, gli stanziamenti previsti dai Decreti "Cura Italia" e "Rilancio" - anche grazie all'iniziativa e al sostegno del Parlamento - hanno consentito di erogare oltre 6,5 milioni di euro complessivi all'intera rete, vincolati all'assistenza finanziaria dei connazionali indigenti o in stato di necessità. Tali fondi hanno reso possibile, alla data dello scorso 30 settembre, più di 12.000 interventi per un totale di oltre 6 milioni di euro, nella forma di sussidi, prestiti e altre forme rilevanti di aiuto economico. I perduranti effetti della crisi socio-sanitaria provocata dalla pandemia hanno spinto, inoltre, a sviluppare nuove tipologie di assistenza. Tra queste: aiuti economici per titolari di piccole/micro imprese; bonus sussidio per i rimpatri definitivi in Italia; convenzioni o contratti con Enti e Istituti pubblici o privati per fornire ai connazionali adeguata assistenza sanitaria (visite mediche, tamponi, esami sierologici, farmaci) e sussidi sotto forma di buoni pasto o pacchi alimentari; sostegno all'apprendimento, mediante l'acquisto di strumentazione informatica al fine di garantire l'accesso all'istruzione per i figli in età scolare di famiglie italiane bisognose; programmi di riqualificazione professionale per i connazionali che hanno perso il lavoro a causa della crisi da Coronavirus. Quasi il 50 per cento dei fondi sono andati alle Sedi dell'America centro-meridionale - dove l'impatto sul tessuto economico-sociale locale è stato particolarmente grave e duraturo - e un quarto circa alle Sedi africane. Superata la prima fase della pandemia, la Farnesina ha mantenuto un serrato dialogo con il Ministero della salute, per ottenere l'estensione delle vaccinazioni anti-Sars-CoV2 alla più ampia platea possibile dei connazionali all'estero: anche grazie al sostegno del Parlamento - che ha mantenuto sul tema una costante attenzione - è stata dunque la possibilità di vaccinarsi in Italia sia per i lavoratori italiani all'estero aventi diritto all'assistenza sanitaria nazionale sulla base del decreto del Presidente della Repubblica 618 del 1980, sia per gli iscritti AIRE che vivono temporaneamente nel territorio nazionale. Il raccordo con il Ministero della salute - che mantiene necessariamente la competenza primaria su questi temi - è stato e continua ad essere continuo anche relativamente alla questione del riconoscimento in Italia delle vaccinazioni effettuate all'estero dai nostri connazionali. Da ultimo, va sottolineato che tutti i vaccini riconosciuti dall'EMA e ad essi equivalenti (come ad esempio l'indiano Covidshield, equivalente di Astrazeneca) sono stati riconosciuti validi dalle autorità italiane, per consentire alla più ampia platea possibile di cittadini italiani in rientro dall'estero di ottenere il green pass per i fini previsti dalla normativa italiana vigente.