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Si devono utilizzare le Aule parlamentari per generare un forte spirito civico e un patriottismo deciso, repubblicano e convinto, altrimenti affrontare un'emergenza socio-economica qual quella che si prevede sarà decisamente molto più complicato. La strada non è più, pertanto, quella dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, ma è quella che hanno scelto il primo ministro francese Philippe - è andato in Aula a discutere con il Parlamento le norme relative al Governo del postemergenza - e il richiamo del presidente del Parlamento Schäuble alla Merkel, che è stata obbligata ad andare in Aula a riferire al Bundestag esattamente ciò di cui stiamo oggi discutendo. In secondo luogo, ci devono essere meno task force e più utilizzo delle Commissioni parlamentari, le quali devono avvalersi del lavoro delle task force e non possono essere tenute ai margini su provvedimenti che riguardano temi che vanno dalla mobilità dei cittadini all'emergenza sanitaria, e via dicendo. Devono esprimere una loro opinione che sia funzionale all'attività del Governo e del Parlamento. In ultimo, occorre dare più spazio ai sindaci e meno ai governatori di Regione. Se, infatti, non ricreiamo una rete civile attraverso i municipi, affrontare i prossimi frangenti, che non si presentano assolutamente facili, sarà decisamente più complicato. Signor Presidente, come lei sa in quanto giurista, nelle fasi di passaggio la geografia dei poteri viene sempre ridisegnata. La mia opinione è che il ridisegno migliore sarebbe un ritorno al passato e, quindi, a una migliore definizione dell'equilibrio dei poteri su cui si fonda la nostra Costituzione. FAZZOLARI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, voglio far notare che il fatto che il Governo abbia posto il voto di fiducia non sia molto opportuno. Adesso stiamo convertendo un decreto-legge con il quale il Governo ha compiuto delle palesi forzature per effetto di una serie di decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di contenimento delle libertà fondamentali e, quindi, sarebbe giunto il momento di rimettere il Parlamento al centro della dinamica istituzionale. Il Governo, però, ponendo la fiducia compie di nuovo un atto di forza nei confronti del Parlamento, e ciò è quantomeno inopportuno. Non si sa se si comporta così per inadeguatezza o proprio perché ha la volontà di umiliare sistematicamente il Parlamento. Tutto ciò che è successo in questo periodo non è normale; è inutile continuare a raccontarsi che va tutto bene. Non va bene tutto, e non lo dico io. Che la nostra Costituzione sia stata più volte calpestata lo dicono importanti giuristi e costituzionalisti. Il presidente della Corte costituzionale Cartabia ha ricordato che nella Costituzione italiana non esiste la possibilità di dare poteri speciali al Governo durante fasi di emergenza. È una possibilità che altre Costituzioni prevedono, come accade in Ungheria, ma la Carta costituzionale italiana non lo prevede. Non possiamo consentire, pertanto, che il Governo vada avanti a colpi di decreti e di decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Con tutto il rispetto per l'avvocato del popolo Conte e l'esimio giurista Alfonso Bonafede, il professor Cassese e il presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre hanno avanzato delle critiche e, a occhio, non da costituzionalista tendo a fidarmi più delle parole di Cassese e di Baldassare che di quelle di Conte e Bonafede. Sarebbe il caso, quindi, di stare un po' più attenti a quello che è accaduto. Come siamo arrivati a questa situazione? Il 31 gennaio il Governo emana lo stato di emergenza e ci dice che è tutto sotto controllo. Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni e molte persone chiedono al Governo se fosse proprio sicuro perché, mentre sostenevano che tutto era a posto e sotto controllo, ci arrivavano dalla Cina immagini di intere città sorvegliate dall'esercito, di gente bardata, di strade sanificate con i camion. Visto che quel Paese non è particolarmente famoso né per la sua igiene, né per la tutela della vita umana, di fronte a quelle scene, come era possibile che andasse tutto bene? Ci hanno risposto che seminavamo paura. Era l'epoca degli aperitivi a Milano, di «abbraccia un cinese» e si invitava a non diffondere la paura e si sosteneva che l'unico virus era il razzismo. Arriviamo così a fine febbraio, scoppiano i primi focolai e il Governo ci racconta che non è vero che era pronto, tanto è vero che ha dovuto emanare una serie di decreti emergenziali, e si parte con quello del 23 febbraio. Il Governo ci aveva detto che era pronto e non lo era, ma nessuno ha polemizzato al riguardo. Scoppia un'emergenza ed è normale che il Governo si precipiti a emanare atti emergenziali, e gli è stato consentito di farlo. Da quel momento in poi, però, tutto quello che viene dopo diventa totalmente indifendibile: se in una situazione di totale emergenza ci sta che il Governo intervenga con forzature e decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, non è però consentito farlo a tre mesi di distanza dalla dichiarazione di emergenza. Faccio presente che neanche durante i periodi di guerra viene congelato lo Stato di diritto: durante il periodo di guerra si applica una legge particolare e le autorità ad esse si attengono, la rispetta. Il Governo dal 23 febbraio ad oggi ha emanato 236 atti tra decreti, decreti del Presidente del Consiglio dei ministri e ordinanze, dei quali nessuno capisce nulla. E quei 236 atti sono stati lo strumento per il Governo per agire in totale discrezionalità, togliendo ogni diritto ai cittadini. E tale discrezionalità è stata usata per multare i commercianti che protestavano, ma anche per consentire le parate del 25 aprile; per fare, in violazione di ogni legge e del codice degli appalti, l'assegnazione dell' app Immuni. Se il Governo decide che il codice degli appalti non è sospeso, perché non lo rispetta? È stata istituita la task force contro le fake news . Le stesse autorità, però, ci hanno anche a suo tempo detto che la mascherina era inutile - vero, Ministro? - che gli asintomatici non trasmettevano il virus e ci hanno raccontato una serie di menzogne. Quello stesso Governo ha inviato circolari ai medici degli ospedali dicendo loro di non eseguire le autopsie. Grazie al cielo, medici coraggiosi a Milano e a Bergamo non hanno seguito quelle indicazioni, hanno fatto le autopsie e, grazie al loro coraggio, abbiamo scoperto che la causa di morte principale erano la trombosi, per cui si è potuto intervenire da un punto di vista clinico ed è stata abbassato il tasso di mortalità. Lo stesso discorso vale adesso per il plasma iperimmune. Vogliamo allora sapere se la task force contro le fake news vuole censurare tutto questo. Penso che i virologi debbano fare i virologi all'interno dei laboratori per sconfiggere il virus e lasciare ai medici svolgere il loro compito e combattere la malattia. PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Fazzolari. Ho già invitato tutti a lasciare libero il banco del Governo, perché sono in corso le dichiarazioni di voto. Siccome i colleghi, in modo assolutamente bipartisan , non hanno però accolto il mio invito, sono costretta a intervenire nuovamente. FAZZOLARI (FdI) .