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a) la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, che costituisce fonte sub costituzionale, parametro di costituzionalità della legge ordinaria e diritto europeo (articolo 6 del trattato sull'Unione europea); b) le Guidelines on children friendly justice (17 novembre 2010) del Consiglio d'Europa che hanno lo scopo e l'intento di indicare i princìpi in materia di giustizia che riguardi le persone minori di età; in particolare «hanno a che fare con il posto e il ruolo, così come il punto di vista, i diritti e i bisogni delle persone minori di età in procedimenti giudiziari e in quelli alternativi» ( Guidelines, I); c) An EU Agenda for the Rights of the Child (15 febbraio 2011) della Commissione europea. La Commissione pone la promozione delle linee guida e il loro recepimento in futuri strumenti giuridici degli Stati membri come concreto obiettivo dell'Unione europea. Afferma infatti che promozione e tutela dei diritti della persona minore di età è uno degli obiettivi dell'Unione europea, rafforzato dal trattato di Lisbona. Ne deriva che la prospettiva dei diritti delle persone minori di età deve fare parte integrante di tutte le misure dell'Unione che le riguardino . Sulla base delle indicazioni europee, dei princìpi fondamentali del nostro sistema giuridico caratterizzato oramai dal multilivello delle fonti, sono stati individuati i criteri dell'attuale disegno di legge perché l'Italia non rimanga estranea al percorso europeo di modernizzazione del sistema di tutela dei diritti intorno ai diritti fondamentali delle persone, in particolare di età minore. 4) Le caratteristiche necessarie del giudice unico. È necessario quindi un «giudice unico» che risponda alle caratteristiche già individuate a livello europeo, che costituisce indicazione oramai ineludibile: il giudice deve essere specializzato, nel senso specificato dalle linee guida del Consiglio d'Europa: a) la specializzazione deve essere effettiva con un necessario approccio multidisciplinare; ne consegue la necessaria esclusività delle competenze in materia di famiglia e minorile; b) la specializzazione implica formazione necessaria, permanente e continua dei magistrati e di tutti gli operatori del settore(servizi, avvocati, tutori, curatori) ai fini dell'acquisizione degli strumenti atti all'individuazione nei diversi procedimenti del miglior interesse del minore. 5) I riflessi della specializzazione sulla composizione del collegio giudicante. I giudici esperti (magistrati onorari): funzioni e preparazione. La specializzazione del giudice è necessaria e si riflette nella particolare formazione, anche multidisciplinare di coloro che ne fanno parte e nell'esclusività delle competenze in materia di tutela della persona, in specie minore di età, e delle relazioni familiari. Non costituisce invece elemento necessario la composizione mista, con magistrati togati e giudici onorari esperti dell'organo giudicante in ogni procedimento. L'integrazione di componenti privati esperti in saperi diversi costituisce una ricchezza dell'esperienza dei tribunali per i minorenni da preservare per la miglior attuazione dell'interesse del minore, emendando però i difetti del sistema. Necessario quindi: a) prevedere che i giudici-esperti abbiano un'adeguata preparazione giuridica; b) individuarne le competenze; c) limitare l'integrazione del collegio alle materie nelle quali, in relazione al bene giuridico protetto, sia necessaria in ragione della tutela rafforzata che i diritti delle persone di età minore debbono ricevervi. Si è quindi distinta: 1) integrazione necessaria del collegio con esperti: l'integrazione del collegio con soggetti portatori di «saperi altri», denominati nella presene legge «giudici esperti», è ritenuta necessaria in alcuni procedimenti, nei quali l'individuazione nel caso concreto del miglior interesse del minorenne presuppone la conoscenza e l'approfondimento di saperi altri rispetto a quelli giuridici (pedagogia, psicologia, neuropsichiatria infantile. Tali procedimenti sono stati individuati nella Tabella A) cui rinvia l'articolo 13 e sono, ad esempio quelli di adottabilità, di adozione o relativi alla cosiddetta «area del pregiudizio» e cioè i procedimenti de potestate che riguardano la tutela del figlio minorenne dall'esercizio disfunzionale della responsabilità genitoriale da parte di chi ne è titolare. Sono stati individuati inoltre nella Tabella B), anche procedimenti per i quali non vi sia di per sé necessità dell'integrazione del collegio con i giudici esperti, salvo che non riguardino anche figli minorenni (ad esempio intervento del giudice nello stabilire l'indirizzo della vita familiare: articolo 145 del codice civile). Vi sono inoltre i procedimenti penali che riguardano i minori autori di reato. 3) il collegio giudicante sarà invece composto solo da giudici togati nei procedimenti previsti nella Tabela C) e cioè in tutti quei procedimenti nei quali non vi sia necessità di integrazione del collegio con saperi diversi perché non riguardano la tutela dal pregiudizio del figlio minorenne, salvo che ciò non si verifichi per i procedimenti tra questi individuati nella tabella B) Nonché in ogni altro procedimento nel quale l'integrazione del collegio non sia stata espressamente prevista per legge. È tuttavia in ogni caso opportuno limitare la funzione dei giudici-esperti: una delle critiche del mondo forense e dell'utenza ai tribunali per i minorenni è il fatto che gli attuali magistrati onorari siano delegati alla trattazione e all'istruttoria di procedimenti. Si è ritenuto invece che possano coadiuvare il giudice togato nell'espletamento di singole e specifiche attività o funzioni istruttorie corrispondenti alle loro competenze e essere delegati all'audizione del minorenne. Si è ritenuto inoltre che la loro preparazione debba essere valutata anche su elementi di diritto (sia processuale sia sostanziale) perché non si può assolvere una funzione giurisdizionale nell'assenza di tali competenze. Ne consegue che tale competenza giuridica diviene elemento necessario di preparazione/valutazione/formazione permanente. 6) La necessaria prossimità del giudice unico specializzato. Il giudice unico specializzato deve avere caratteristiche di prossimità, per il necessario contatto con i servizi territoriali e con gli organismi di welfare per il sostegno e il rafforzamento delle competenze personali e genitoriali; è necessario individuarne i criteri compatibili con l'utenza e la sostenibilità della relativa spesa ed a tale fine è stata prevista una delega al Governo perché individui le sedi del giudice unico secondo i criteri di equa distribuzione del carico di lavoro e di adeguata funzionalità degli uffici giudiziari, tenuto conto dell'estensione del territorio, del numero degli abitanti nonché del carico di lavoro stimato in ogni circondario o in ogni gruppo di circondari. 7) La necessaria concentrazione nel giudice unico specializzato anche delle competenze nel penale minorile. Il giudice unico specializzato per la persona e le relazioni familiari deve mantenere le competenze nel penale minorile, dato che le problematiche della devianza minorile riguardano in modo significativo e sono strettamente connesse con le competenze di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale sulle persone minori di età che abbiano commesso reati: tali competenze vanno quanto meno sostenute e rafforzate, quando c'è un figlio minorenne che devia.