[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 8, comma 1, della legge 11 agosto 1991, n. 266 (Legge-quadro sul volontariato) promosso dalla Commissione tributaria provinciale di Siena nel procedimento vertente tra la Confraternita di Misericordia di Abbadia di San Salvatore e l'Ufficio del registro di Montepulciano con ordinanza del 5 giugno 2000, iscritta al n. 229 del registro ordinanze 2011 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 46, prima serie speciale, dell'anno 2011. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 21 marzo 2012 il Giudice relatore Sabino Cassese.. Ritenuto che la Commissione tributaria provinciale di Siena, sezione II, con ordinanza del 5 giugno 2000 (reg. ord. n. 229 del 2011) , ha sollevato, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 1, della legge 11 agosto 1991, n. 266 (Legge-quadro sul volontariato), «nella parte in cui non prevede l'esenzione da ogni tipo d'imposta ad ogni trasferimento di beni - compresi quelli "inter vivos" - operato da parte delle Associazioni di volontariato»; che, secondo quanto riferito dal giudice rimettente, la ricorrente nel giudizio principale, organizzazione di volontariato, ha impugnato l'avviso di liquidazione emesso dall'Ufficio del registro di Montepulciano per il recupero in via suppletiva delle imposte ipotecaria e catastale sull'atto n. 1066/IV, registrato in data 18 settembre 1997; che successivamente, in sede di registrazione, l'atto d'acquisto veniva ritenuto esente dalle imposte di registro e di bollo ai sensi dell'art. 8, comma 1, della legge n. 266 del 1991, essendo la ricorrente iscritta nel Registro del volontariato della Regione Toscana, e questa esenzione era applicata, estensivamente, anche alle imposte ipotecaria e catastale; e che, infine, l'Ufficio impositore, ritenendo non applicabile tale esenzione, notificava alle parti un avviso di liquidazione - impugnato nel giudizio principale - per il recupero in via suppletiva di dette imposte su prezzo dichiarato; che - riporta il giudice rimettente - la ricorrente sostiene che «pur non essendo l'esenzione delle imposte ipotecaria e catastale espressamente prevista dalla legge, tuttavia essa va desunta dal combinato disposto del 1° e 2° comma dell'art. 8 della legge n. 266/1991 (...), da cui traspare evidente che l'intenzione del legislatore è quella di agevolare gli atti di trasferimento connessi allo svolgimento delle attività delle associazioni di volontariato, siano essi "inter vivos" sia "mortis causa"»; che, in via subordinata, la ricorrente ha sollevato questione di costituzionalità dell'art. 8, comma 1, della legge n. 266 del 1991 «per disparità di trattamento tra associazioni che ricevono beni a titolo gratuito e associazioni che acquistano beni a titolo oneroso con identica finalità solidaristica, laddove le prime sarebbero esenti da ogni imposta, le seconde, invece, oltre ad essere gravate dell'impegno economico sostenuto per l'acquisto, dovrebbero scontare le normali imposte ipotecarie e catastali»; che il giudice rimettente riferisce che l'Ufficio resistente ritiene invece che l'art. 8, comma 2, della legge n. 266 del 1991 non sia applicabile al di fuori dei casi espressamente previsti dalla legge, in quanto «la "ratio" della differente disciplina agevolativa degli atti di liberalità rispetto a quelli a titolo oneroso risiede nella totale assenza di un interesse lucrativo nei primi, che arricchiscono unicamente l'organizzazione di volontariato, mentre negli atti onerosi il privato percepisce un corrispettivo che può essere anche molto ingente e merita di andare soggetto a tassazione, e pertanto limitare l'agevolazione ai tributi di registro e di bollo - che come le imposte ipotecarie sarebbero dovuti in solido da entrambe le parti - contempererebbe la duplice esigenza di agevolare in qualche misura la finalità del volontariato senza agevolare troppo l'interesse lucrativo della controparte contrattuale»; che la Commissione tributaria provinciale di Siena ritiene che la norma di agevolazione tributaria di cui all'art. 8, comma 2, della legge n. 266 del 1991 costituisca un'eccezione alle norme impositive di carattere generale e non sia applicabile oltre i casi in essa tassativamente considerati; che, tuttavia, ad avviso del giudice rimettente non sembra soddisfacente la ratio giustificativa dei commi 1 e 2 dell'art. 8 della legge n. 266 del 1991 così come individuata dall'Ufficio resistente nel giudizio principale, «ove si consideri che la pretesa finalità di colpire tributariamente "l'interesse lucrativo della controparte", viene di fatto frustrata dal momento che le imposte ipotecarie e catastali - così come quelle di registro e di bollo - fanno carico in via principale all'acquirente (e cioè, nella fattispecie alla Associazione di volontariato) e solo in via subordinata - per il principio della solidarietà - alla controparte contrattuale»; che la Commissione tributaria provinciale di Siena ritiene quindi rilevante e non manifestamente infondata la questione di costituzionalità dell'art. 8, comma 1, della legge n. 266 del 1991, per contrasto con l'art. 3 Cost., nella parte in cui non prevede l'esenzione da ogni tipo d'imposta - così come il successivo comma 2 per gli atti di liberalità - per ogni trasferimento di beni connesso allo svolgimento delle attività delle associazioni di volontariato; che, con atto depositato nella cancelleria di questa Corte il 22 novembre 2011 si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, sostenendo la non fondatezza della questione; che la difesa dello Stato, dopo aver premesso che la disposizione censurata rientrerebbe, in quanto norma agevolativa, nella sfera della discrezionalità del legislatore, insindacabile da parte del giudice, sottolinea la ragionevolezza della previsione di un diverso trattamento tributario degli atti di liberalità rispetto agli atti a titolo oneroso nei quali sia parte un'associazione di volontariato; che, inoltre, la difesa dello Stato osserva che il diverso trattamento tributario riguarderebbe «due fattispecie assolutamente differenti» - da un lato atti donativi e mortis causa, dall'altro atti inter vivos a titolo oneroso - venendo quindi meno «l'identità delle situazioni messe a confronto»;