[normattiva_dump]

C.3.4 Quando una sequenza di tentativi ripetuti e' richiesta sotto il controllo diretto dell'utente mentre e' in svolgimento una sequenza di tentativi ripeturi verso lo stesso numero di elenco RPTN, l'apparato deve comportarsi conformemente ad uno dei seguenti casi: (a) Non fare nulla in risposta alla richiesta; oppure (b) Fare un unico tentativo al numero di elenco RPTN in aggiunta al resto dei tentativi della sequenza di ripetizione esistente; oppure (c) Cancellare la sequenza di ripetizione di tentativi esistente ed iniziare una nuova sequenza di tentativi ripetuti. C.3.5 Lo schema di chiamata D deve essere proposto solo se l'apparato e' capace di riconoscere il tono di apparecchiatura occupata. L'apparato non deve essere capace di funzionare in accordo allo schema di chiamata D a meno che esso non stia ricevendo e riconoscendo il tono di apparecchiatura occupata. Se lo schema di chiamata D e' iniziato alla ricezione e riconoscimento del tono di apparecchiatura occupata attraverso uno degli schemi di chiamata A, B, C: (a) Non deve essere usata la durata minima di 5 secondi specificata per lo schema di chiamata D nella Tavola C.1; e (b) l'apparato deve ritornare alla restante parte dello schema di chiamata originario alla ricezione e riconoscimento dei toni RPTN diversi dal tono di apparecchiatura occupata. NOTA al C.3. Si raccomanda che, se sono senza successo tutti i tentativi di chiamata ripetuta degli schemi di chiamata A o B, o una gran parte dei tentativi di chiamata ripetuta degli schemi di chiamata C o D, allora l'apparato non dovrebbe iniziare una successiva sequenza di schemi di chiamata A o B o continuare indefinitamente gli schemi di chiamata C o D, ma invece dovrebbe avvertire l'utente in modo che possa essere fatto un controllo del numero dell'elenco RPTN. Ove possibile, l'apparato dovrebbe registrare i dati relativi a tentativi di chiamata infruttuosi in modo da assistere l'utente nella ricerca delle cause. ===================================================================== | | | Tavola C.1 Ripetizione tentativi: numero dei tentativi | | e intervallo di tempo tra i tentativi | | | |===================================================================| | Tentativo di | Minima durata tra i tentativi di chiamata | | chiamata | per schema di chiamata | | | | | | A | B | C | D | | | | | | | | Tentativo | | | | | | iniziale | | | | | | | 5 s | 5 s | 5 s | 5 s | | tent. rip 1 | | | | | | | 1 min | 2 min | 10 min | 3 min | | tent. rip 2 | | | | | | | 1 min | 2 min | 10 min | 3 min | | tent. rip 3 | | | | | | | 1 min | 2 min | 10 min | 3 min | | tent. rip 4 | | | | | | | | | | | | | fine seg. | 2 min | 10 min | 3 min | | | (nota 1) | | | | | | | | | | | tent. rip 5 | | | | | | | | 2 min | 10 min | 3 min | | tent. rip 6 | | | | | | | | | | | | | | fine seq. | | | | | | (nota 1) | 10 min | 3 min | | | | | | | | tent. rip 7 | | | | | | | | | 10 min | 3 min | | ....... | | | .... | ... | | | | | 10 min | 3 min | | | | | | | | tent. rip n | | | | | | (nota 2) | | | | | | | | | | | | | | NOTA 1. Il massimo numero di chiamate per lo schema A e' 5 | | | | e per lo schema B e' 7. | | | | NOTA 2. Nessun limite e' specificato per il valore di 'n'. | | | | NOTA 3. Le durate date nella Tavola C.1 sono misurate | | | | dallo sgancio alla ricattura | | | | | APPENDICE D Nota 1: Il costruttore deve garantire il rispetto dei limiti di cui alle sezioni A.3.1.4.4 e A.3.2.5.4. Tuttavia se in fase di omologazione per motivi di incertezza della misura fosse critico valutare il limite considerato di -80 dBm, e' ammesso l'utilizzo di uno strumento capace di misurare correttamente i segnali aventi livello almeno pari -70 dBm. Nota 2: Il costruttore deve garantire il rispetto dei limiti di cui alle sezioni A.4.2.2 e A.4.4.2. Tuttavia se in fase di omologazione per motivi di incertezza della misura fosse critico rispettare i limiti considerati e' ammesso effettuare le misure con tolleranza +/- 3 dB anziche' +/- 2 dB. MISURE AL SIMULATORE PROTOCOLLO DI COMUNICAZIONE 1. Chiamata originata dal mobile - Controllo variazione di potenza RF - Comando di hand-off - Rilascio - Controllo della station class mark 2. Chiamata originata dal simulatore - Verifica dell'avviso di chiamata entrante o di ingresso in conversazione - Comando di hand-off - Rilascio MISURE IN CAMPO - Prove pratiche di collegamento radiotelefonico con chiamata originata dalla MS e chiamata originata dalla BS - Misura di ricezione del riordine - Risposta di messaggio di accesso diretto VISTO IL MINISTRO DELLE POSTE E DELLE TELECOMUNICAZIONI PARTE II - METODI DI MISURA SEZIONE PRIMA - TERMINOLOGIA 1.1 GENERALITA' E DEFINIZIONI Per quanto concerne queste specifiche, e' stato fatto uso della seguente terminologia: BSS : Simulatore di Stazione Base (vedi il Simulatore di Sistema, Appendice D di questa Parte 2) MS : Stazione Mobile sotto test Nota : a) ( ) Quanto contenuto nelle parentesi quadre si riferisce a sezioni della Parte 1 della presente regola. b) Sigle e abbreviazioni che non sono definite in questa sezione appaiono nella Parte 1 oppure sono definite nel corso della loro prima comparsa nel testo. 1.1.1 TRASMETTITORE 1.1.1.1 POTENZA DELLA PORTANTE La potenza che in specifiche condizioni di esercizio e' disponibile ai terminali d'uscita a radio frequenza del trasmettitore, quando a questo ultimo e' connesso un carico specifico. 1.1.1.2 POTENZA EFFETTIVA IRRADIATA (ERP) La potenza effettiva irradiata (ERP) e' la potenza disponibile all'antenna, moltiplicata per il guadagno, riferito al dipolo a mezz'onda, dell'antenna stessa, in una specifica direzione. Nota: Questa definizione e' conforme con quanto stabilito dalle regolamento dell'UIT (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni). 1.1.1.3 MASSIMA DEVIAZIONE DI FREQUENZA (O FASE) AMMISSIBILE E' il valore di picco che la deviazione di frequenza (o di fase) non deve superare. 1.1.2. RICEVITORE 1.1.2.1 POTENZA AUDIO D'USCITA La potenza dichiarata dal costruttore, che, in determinate condizioni d'esercizio, deve essere disponibile ai terminali d'uscita del ricevitore quando questi ultimi sono connessi ad un carico specifico. 1.1.2.2 CARICO A FREQUENZA AUDIO Per un apparato dotato di trasduttore integrato d'uscita ad audio frequenza, il carico e' il trasduttore stesso.