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Si dichiara orgogliosa di tale intervento pensionistico, che cerca di far fronte ad alcuni degli effetti della legge Fornero e pone al centro la famiglia, con i nonni che potrebbero sostituire in alcune incombenze familiari le mamme, favorendo così il rientro di queste ultime nel mercato del lavoro. Sottolinea poi che il decreto, pur favorendo il pensionamento soprattutto dei dipendenti pubblici, permetterà contestualmente un ringiovanimento della macchina burocratica dello Stato, rendendola magari più efficiente. Conclude segnalando la disponibilità a valutare gli emendamenti presentati con la finalità di migliorare il testo in esame. Il sottosegretario COMINARDI ringrazia gli intervenuti in discussione generale per gli spunti di riflessione offerti. Concorda con la valutazione della Presidente - relatrice sull'opportunità di inserire nello stesso provvedimento misure di contrasto alla povertà e politiche attive del lavoro, in quanto fortemente connesse tra loro. Pur comprendendo le critiche rivolte dal senatore Laus con riferimento all'articolo 8 del decreto, che pone delle rigidità alla concessione degli incentivi per l'impresa, ossia contratti a tempo pieno e indeterminato, chiarisce che il Governo ha una visione politica diversa e ritiene giustificate quelle condizioni. Assicura inoltre che, sempre con riferimento all'articolo 8, è all'attenzione del Governo il tema della mancanza di una indicazione temporale circa la sanzione per il datore di lavoro che licenzi un beneficiario di reddito di cittadinanza. Allo stesso modo, è in corso una riflessione che riguarda i senza fissa dimora, che potrebbero, secondo quanto emerso dalle audizioni, essere esclusi dal reddito di cittadinanza. Al riguardo precisa che, secondo i dati in possesso del Ministero, non sarebbero 50.000 i possibili esclusi, ma molti meno, in quanto almeno i due terzi, per lo più connazionali, sarebbero iscritti all'anagrafe di qualche Comune italiano. Garantisce comunque che il Governo è alla ricerca di una soluzione per le persone coinvolte. Quanto alle critiche circa l'iniquità della scala di equivalenza, che sembrerebbe favorire i single rispetto alle famiglie numerose, si associa a quanto dichiarato dalla Presidente - relatrice; conferma comunque la sensibilità del Governo sul tema. Con riferimento alla figura dei navigator , precisa che ANPAL Spa è una società a controllo pubblico, ma di diritto privato; quindi la selezione si svolgerà secondo la disciplina che regola l'attività di tali società, certamente nel rispetto della trasparenza e dei criteri di pubblicità. Ai nuovi assunti verrà corrisposto uno stipendio dignitoso, con l'impegno a una stabilizzazione. Riconosce che la misura di "Quota 100" non rappresenta l'abolizione della legge Fornero, ma rivendica l'ulteriore passo avanti rispetto a quanto disposto dai Governi precedenti. Ribadisce comunque che le misure contenute nel decreto-legge non peseranno sui giovani, che invece potranno usufruire, come componenti di nuclei familiari, del reddito di cittadinanza e saranno coinvolti nel ricambio generazionale cui porterà "Quota 100". A chi critica la decisione di varare delle misure in deficit ricorda l'esperienza del Portogallo, il Paese dell'Unione europea con un rapporto deficit /PIL più vicino a quello dell'Italia e che, grazie ad una politica di investimenti in formazione e infrastrutture, ha abbattuto la disoccupazione e rilanciato l'economia. Ricorda quindi che il rapporto deficit PIL dell'Italia è comunque il più basso almeno dal 2011. Sul fatto che il provvedimento preveda diversi decreti attuativi rileva come si tratti di una prassi e comunque riguardi norme di dettaglio. Circa le accuse di varare il provvedimento a fini elettorali, fa notare che il Movimento 5 Stelle sosteneva l'adozione di un reddito di cittadinanza ben prima di entrare in Parlamento nel 2013 e si dichiara convinto che, nonostante gli ultimi sondaggi, dai quali emergerebbe una contrarietà della maggioranza degli italiani nei confronti di una simile misura (il che escluderebbe la convenienza politica della scelta), si debba procedere senza indugio a favore dei meno fortunati. Sul tema dei rapporti con i Comuni e le Regioni, il cui ruolo futuro sarà fondamentale, ricorda i vari incontri tecnici e politici svolti nei mesi scorsi e anche negli ultimi giorni e garantisce che i contatti si intensificheranno. Contesta poi l'osservazione secondo cui le sanzioni previste a carico delle imprese risulterebbero sproporzionate; viene piuttosto richiesta agli imprenditori, a fronte di interventi significativi in loro favore, un'assunzione di responsabilità nei confronti dello Stato. Riguardo all'impatto di "Quota 100" sul sistema sanitario nazionale, elenca una serie di interventi già posti in atto dal Ministro della sanità per fronteggiare la questione. A chi critica la circostanza che con "Quota 100" la pensione anticipata non possa essere cumulata con altri redditi, replica ricordando che si tratta non di un obbligo, ma di un'opzione offerta al lavoratore e che lo strumento dovrà anche servire a garantire un ricambio generazionale. Dopo aver ringraziato il senatore Nannicini, che nel suo intervento ha dichiarato di apprezzare, pur non condividendolo, lo sforzo fatto con il reddito di cittadinanza per affrontare il tema del contrasto alla povertà, riconosce che con il decreto-legge non viene abolita la cosiddetta "legge Fornero"; evidenzia tuttavia che il provvedimento costituisce un primo importante passo per il suo superamento e ricorda i molteplici interventi - quali l'Ape sociale, l'Opzione donna ed il blocco degli incrementi dell'età pensionabile per effetto dell'aumento delle aspettative di vita - presenti nel testo. Sottolinea poi che costituisce un obiettivo del Governo quello di arrivare alla cosiddetta "Quota 41" per tener conto delle legittime esigenze dei lavoratori precoci. In merito all'osservazione secondo cui "Quota 100" beneficerebbe prevalentemente gli uomini residenti nel Nord d'Italia, evidenzia anzitutto che, in base ai dati INPS, il 40,8 per cento delle domande dovrebbero provenire dalle regioni del Sud ed il 32,6 per cento da quelle del Nord: sotto questo aspetto, pertanto, lo strumento non appare squilibrato. E' vero invece che esso risulta rivolto principalmente agli uomini, che costituiscono peraltro anche la maggioranza degli occupati; al tempo stesso segnala che nel decreto-legge è anche prevista la cosiddetta "Opzione donna", rivolta esclusivamente alle lavoratrici, che di fatto consente un riequilibrio degli interventi. Fa presente che si sta attuando un potenziamento della rete dei servizi sociali, grazie anche allo stanziamento di 615 milioni di euro previsti nell'ultima legge di bilancio. Riguardo all'esigenza di un canale di comunicazione diretta tra i centri per l'impiego e i comuni, osserva che si sta lavorando per il coordinamento delle piattaforme già esistenti, al fine di garantirne l'interoperabilità. Le sanzioni particolarmente severe previste nei confronti di coloro che richiedono indebitamente l'erogazione del reddito di cittadinanza non devono essere lette come una misura punitiva nei confronti dei più poveri, bensì come un necessario deterrente diretto ad evitare possibili abusi.