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Oggi quindi siamo qui per approvare un testo mirato solo ed esclusivamente allo scostamento di bilancio senza alcuna prospettiva reale dal lato pratico. Serve più politica seria, più centralità del Parlamento, meno burocrazia, meno manager e più gente con i piedi per terra. Il nostro Paese ha bisogno di risposte concrete subito, o sarà un disastro. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rivolta. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il Covid-19 è nato in Cina e là è stato isolato il 27 dicembre dello scorso anno, ma l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato l'emergenza sanitaria solo lo scorso 30 gennaio; sul punto potremmo aprire una discussione infinita. Da allora tantissimi contagiati, tanti morti, tra questi medici, infermieri, farmacisti, tantissimi anziani, ma anche persone più giovani. Tanta sofferenza e tanto dolore per intere comunità. Tengo ad esprimere ora il mio ringraziamento per il Vice Ministro; lo ringrazio non solo per la presenza, ma per l'atteggiamento sempre molto rispettoso in questi giorni. Probabilmente il fatto di venire da una terra tanto colpita, cambia anche molto l'atteggiamento. Davanti a questo evento, così violento quanto sconosciuto negli effetti e nelle forme di contagio, abbiamo avuto rispetto per l'enorme peso delle decisioni che il Governo avrebbe dovuto prendere. Ci sono stati però davvero tanti errori; alcuni fatti solo per ripicca politica. Si chiede collaborazione alle minoranze e poi se ne ignorano i contributi. Torniamo però alla cronaca delle prime richieste di chiusura da parte dei presidenti delle Regioni Lombardia e Veneto. Il Governo ha ritenuto non fosse necessaria e addirittura, per esponenti del PD, il problema era il razzismo della Lega. A pandemia ancora in corso, l'urgenza è commissariare la Lombardia e togliere la sanità alle Regioni. Questa, a mio avviso, è una vergogna: l'urgenza è salvare la vita delle persone, fare in modo che il contagio si fermi e che il lavoro e la vita normale possano riprendere. Potrei raccontare e sottolineare tutte le incertezze che hanno tardato l'applicazione di misure efficaci, errori ne sono stati fatti e verrà un tempo per analizzarli. Lasciatemi sottolineare però quanto sia fuori luogo l'affermazione del Premier, che ha detto che rifarebbe ogni cosa, segno che egli ritiene di essere infallibile. In effetti abbiamo una riprova di questo dall'attenta regia che lo riprende in modalità reality con inquadrature studiate, come uomo solo al comando, dinamico, assorto, decisionista. Torni per favore nella drammatica realtà, dove la tempistica delle misure è fondamentale per chi sta male, per chi ha perso il lavoro, per chi sta perdendo le proprie attività. Se risorse importanti - forse non sufficienti, ce lo siamo detti anche questa mattina - sono state messe a disposizione, occorre fare in modo che la burocrazia sia minima. Molte persone non hanno più risorse e le tempistiche sono strette perché, nonostante le misure prese, ancora devono effettuare numerosi pagamenti, ma non hanno i mezzi. Un altro suggerimento che voglio arrivi al Presidente del Consiglio è che si confronti con il Parlamento, dove ci sono gli eletti del popolo, anziché circondarsi da numerose task force , e ricordargli che con i suoi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri esautora e mortifica il Parlamento. Anche il nostro presidente del Senato Alberti Casellati ha sottolineato e lamentato questa nuova abnorme pratica. Veniamo alle misure. Le cifre importanti sono state destinate a combattere innanzitutto le conseguenze dell'emergenza sanitaria ma, come in ogni crisi davvero importante, ci può essere l'occasione di pensare alla costruzione di un nuovo Paese, moderno, con una digitalizzazione compiuta che funzioni su tutto il territorio nazionale. Ieri - lo ricordo a coloro che non sono membri della 5 a Commissione - non siamo riusciti ad audire le Regioni, alcuni sindaci, perché il collegamento alla Camera non funzionava: una situazione che nel 2020 è veramente inaccettabile. Si pensi alle università, a creare quelle professionalità che faranno sì che si possa costruire l'architettura di un Paese nuovo, efficiente e moderno, dotato di nuove tecnologie e con una pubblica amministrazione più snella, più veloce, più pronta. La gente certamente è in emergenza, è disperata e ferita, ma vuole ripartire, vuole avere una prospettiva, vuole ricostruire; è pronta e lo vediamo anche da tante persone che in questo momento di chiusura totale hanno detto: noi ci siamo per la Protezione civile. Ed hanno fatto di tutto: sono andati ad accompagnare altre persone, addirittura a mettere le pastiglie antizanzare nei tombini, piuttosto che a distribuire mascherine, a pulire monumenti e cimiteri. Si tratta di persone che si sono messe in gioco perché credono che il Paese debba andare avanti tutto insieme. Tutte queste persone vogliono lavorare; la nostra gente vuole lavorare e ricominciare a ricostruire il Paese. Diamo la possibilità a queste famiglie, a queste persone, a queste aziende e a questi imprenditori di farlo. Ma non dimentichiamo allo stesso tempo - come invece è stato fatto - alcune fasce di persone ancora escluse dalle misure adottate. Non possiamo dimenticarle perché anche se poche sono comunque meritevoli della stessa attenzione che hanno ricevuto altri. Spero che ci sia la massima serietà ed invito il Premier e tutta la maggioranza a prendere in considerazione in maniera seria le persone perbene, con una collaborazione fattiva con tutte le minoranze, che sono portatrici giustamente anche di critiche, ma soprattutto di tante idee, di senso pratico e di tanto amore per questo Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fenu. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, il DEF che oggi siamo chiamati ad approvare risponde alla necessità di varare misure straordinarie dirette a garantire a famiglie e imprese la liquidità e il sostegno necessari per far fronte alle gravi conseguenze economiche e sociali derivanti dalla crisi epidemiologica da Covid-19. Il periodo di grave emergenza che stiamo attraversando peserà sui consumi e sugli investimenti. Secondo le previsioni, infatti, i consumi dovrebbero registrare quest'anno un calo del 7,2 per cento e gli investimenti fissi lordi un calo del 12,3 per cento. Inoltre, quest'anno i redditi dei lavoratori dipendenti diminuiranno in media del 5,7 per cento, anche per il ricorso massiccio alla cassa integrazione, per poi tornare a crescere nel 2021 con un aumento del 4,6 per cento. La crisi colpirà inevitabilmente alcune tipologie di lavoro, in particolare quelle stagionali e quelle dipendenti con contratti a termine, con la conseguenza di un aumento del tasso di disoccupazione fino all'11,6 per cento nel 2020 e fino all'11 per cento nel 2021. La situazione in cui ci troviamo richiede uno sforzo importante nell'immediato su ogni aspetto e in ogni settore, sanitario sociale ed economico.