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Vivevo in Germania, conosco il lavoro dei nostri eletti all'estero e ho la fortuna, come Presidente del Gruppo Partito Democratico, di avere tra i nostri banchi un eletto all'estero, in una circoscrizione lontanissima come l'Australia, che è il senatore Francesco Giacobbe. Conosco i sacrifici che sopporta in continuazione, per tenere quel contatto importante tra i suoi elettori e il lavoro che svolge in questa sede, per i suoi elettori e per tutti noi. Dico questo perché quello che sta avvenendo oggi riguarda senz'altro quest'Assemblea ma, se noi avessimo la capacità di guardare oltre, ci accorgeremmo cosa sta succedendo al di là degli oceani. Signor Presidente, questa non è semplicemente la battaglia di Fabio Porta o del Gruppo dei senatori del Partito Democratico: questa è una battaglia che tantissimi cittadini nostri connazionali residenti all'estero stanno portando avanti da diverso tempo. Sta raccogliendo tantissime firme una petizione rivolta al Senato italiano per chiedere ai senatori di valutare con attenzione, perché in tanti non si riconoscono in quel voto espresso dagli eletti all'estero. Infatti, quelli che sono stati definiti, anche in quest'Aula e nella relazione, dei brogli vanno a inficiare la speranza che i nostri connazionali all'estero hanno di poter avere coloro che davvero riconoscono come loro rappresentanti. Le parole che oggi sto provando a pronunciare in questa sede sono le stesse che pronunciano loro quando ci chiedono di avere un atteggiamento corretto, visto che neanche loro possono permettersi che ci siano delle ombre ed opacità sul voto all'estero. Ciò, infatti, rischierebbe di inficiare davvero quel valore, quella storia e tutte quelle cose importanti che il senatore La Pietra ha prima richiamato nel suo intervento, nonché l'attaccamento al voto, portando a un'ulteriore forma di astensionismo. Oggi il Senato, con un atto di coraggio, è chiamato a fare la cosa giusta, che qui è stata già rappresentata dai colleghi e che verrà ulteriormente dettagliata in maniera impeccabile dalla collega Anna Rossomando, la nostra senatrice membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Proprio perché quegli aspetti sono palesi e sotto gli occhi di tutti, compresi i nostri connazionali, abbiamo bisogno di dare un segnale di legalità, trasparenza e giustizia. È di fondamentale importanza per chi crede nelle istituzioni dare questo segnale e consentire a Fabio Porta di entrare presto a occupare quello che è il suo posto. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallicchio. Ne ha facoltà. GALLICCHIO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la vicenda che stiamo trattando riguarda il senatore Cario, eletto nella circoscrizione estero anche per via di brogli elettorali accertati da perizia grafica giurata. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari si è espressa valutando due criticità. Quanto alla prima, è stata rilevata la tardività del ricorso, come prevede d'altronde il dettato normativo sul piano formale. Tuttavia, dopo un'ulteriore riflessione dovuta alla complessità e particolarità del caso sul piano sostanziale, ci siamo chiesti quale sia effettivamente l'elemento che determina il dies a quo del ricorso e, quindi, il termine di impugnazione. Nel caso di Porta non è certo il giorno della proclamazione di Cario, bensì l'effettiva conoscenza di un'indagine sui brogli. È ovvio che il ricorrente ha potuto fare la contestazione solo dopo aver avuto contezza delle indagini della magistratura. Di conseguenza, possiamo considerare superata la tardività del ricorso. Quanto alla seconda criticità, in Giunta è stata dirimente la mancata prova di resistenza per l'esiguo numero di sezioni elettorali controllate, per cui non è stato possibile conteggiare schede contraffatte in numero sufficiente da poter invertire matematicamente l'esito del voto. Ma parliamo di un caso - come già detto - molto complesso, con migliaia di schede contestate e questo ha necessitato, per me e per i componenti della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del MoVimento 5 Stelle, un ulteriore approfondimento. Non era immaginabile infatti per evidenti ragioni poter fare accertamenti grafologici accurati su ogni singola scheda elettorale delle oltre 15.000 contestate. Proseguendo velocemente, vediamo solo i numeri, alcuni dei quali li abbiamo già ascoltati. Ci risulta che nella sezione 948 sono state individuate dieci sole mani a cui ricondurre ben 108 schede, che rappresentano l'86 per cento delle schede campionate in questa sezione. In un'altra sezione, la 1.007, sono state individuate addirittura appena cinque mani per il 100 per cento di tutte le schede campionate. Inoltre, due delle mani rilevate concordano con due delle mani individuate nella sezione 948, di cui parlavo prima. Ancora, attenzione: nella terza perizia è stato accertato che, nella sezione 991, su un campione di 50 schede, tutte le schede risultavano con certezza contraffatte perché compilate dalla stessa mano. Per talune schede - come anche rilevato già in quest'Aula - sono state rilevate le tracce verosimilmente attribuibili al ricalco originato dalla sovrapposizione di una o più schede nel segnare il nominativo del candidato Cario, e così via: le mani sono sempre le stesse. Ora, in questa Aula, senza nulla togliere al valore personale e al lavoro sin qui svolto dal senatore Cario, rivolgo a tutti la seguente domanda: possiamo accettare noi l'ombra dei brogli elettorali sull'elezione di questo Senato? Io credo di no. Tutelare il diritto di voto è un nostro dovere. Questa Assemblea politica, espressione della democrazia, ha il dovere di affermare per milioni di italiani che vivono all'estero il diritto di esprimere il proprio voto libero e personale, come sancisce la nostra bellissima Costituzione. (Applausi) . Permettetemi ora una riflessione breve sul tema generale che stiamo trattando. La presente vicenda ci rende consapevoli che le modalità di voto all'estero devono essere completamente modificate. C'è infatti un grande vulnus nel voto all'estero giacché, di prassi, non c'è trasparenza durante lo spostamento delle schede. Le schede vengono spedite, il loro spostamento non è trasparente fino al loro rientro al consolato e - attenzione - non si ha certezza - come afferma anche la presidente dell'Ufficio elettorale ascoltata in audizione nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari - di chi materialmente le abbia spedite o abbia espresso il voto. Ecco per noi del MoVimento 5 Stelle, che da sempre ci schieriamo dalla parte della legalità, che impersoniamo il desiderio di giustizia e la tutela della democrazia, questa opacità non è accettabile. Per tale motivo ci siamo battuti per ottenere il voto elettronico a distanza per gli italiani all'estero al fine di aprire la strada a un voto libero, salvo dai brogli, a partire dalle prossime elezioni politiche. Sì, ci siamo riusciti: un'altra battaglia di legalità combattuta e vinta in solitaria dal MoVimento 5 Stelle. (Applausi) .