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il direttore generale, intervistato sul punto, parla di una situazione di sofferenza oggettiva, di cui l'ospedale soffre dall'inizio dell'emergenza epidemica, e prosegue tuttora, anche perché concausa la grave carenza di personale medico, soprattutto dell'emergenza-urgenza, la riconversione di molti reparti COVID, sommata alla mancata presa in carico sul territorio che alimenta inappropriatamente flussi diretti verso i pronto soccorso della rete ospedaliera; da tempo i parlamentari del Gruppo Lega Salvini Premier hanno avuto modo di evidenziare come la gestione della pandemia abbia mostrato le carenze del sistema di emergenza-urgenza del Paese, proponendo soluzioni contemplate da ultimo nel disegno di legge AS 2153, oltre in numerosi atti ed interventi di iniziativa e impulso (tra cui, la risoluzione sull'Affare 456, sui profili sanitari della cosiddetta fase due: strategie ante e post COVID-19 e gli interventi in 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità) del Senato sull'affare assegnato 569, sul potenziamento e riqualificazione della medicina territoriale nell'epoca post COVID), stante la necessità di un riordino complessivo, coniugando prevenzione e medicina predittiva nell'aggiornamento del sistema di emergenza-urgenza da integrare con la medicina di cure primarie, al fine di assicurare risposte omogenee sul territorio in termini di efficacia, efficienza, tempestività, equità e qualità del servizio offerto; è urgente un cambio di passo in termini di integrazione e rafforzamento organizzativo funzionale, sia delle attività di emergenza-urgenza extra ospedaliera che ospedaliera per la presa in carico dei bisogni sia nell'ordinarietà che nelle emergenze come quella da COVID-19, nonché superare gli accessi inappropriati ai pronto soccorso, rafforzando la rete territoriale di presa in carico, mettendo in campo soluzioni appropriate che non possono prescindere da correttivi normativi e meccanismi stringenti di monitoraggio, valutazione e controllo, come ripetutamente indicato e suggerito; ad aggravare tale situazione vi è anche il disagio lavorativo dei professionisti dell'emergenza urgenza, e i problemi connessi al loro trattamento economico, si chiede di sapere alla luce delle osservazioni esposte in premessa, quali interventi il Ministro in indirizzo intenda adottare in tempi rapidi, anche attraverso l'utilizzo della normativa d'urgenza, per evitare il reiterarsi di gravi episodi come quello descritto in premessa, assolutamente non degni di un Paese civile, individuando idonee soluzioni sulla base delle indicazioni prospettate dal dibattito parlamentare sul tema dell'emergenza-urgenza. Atto n. 4-06982 BAGNAI PITTONI Ai Ministri dell'istruzione e della salute Premesso che: lo stato di emergenza dichiarato con deliberazione del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 e da ultimo prorogato con l'articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 221 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 11 del 2022, fino al 31 marzo 2022, non è stato ulteriormente rinnovato, con conseguente cessazione dello stesso alla data del 31 marzo 2022 e introduzione nell'ordinamento di nuove disposizioni ai fini del superamento delle misure di contrasto alla diffusione della pandemia; in ottemperanza alle disposizioni previste dal decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, recante "Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell'epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza", per il personale docente ed educativo della scuola, "la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni" (ai sensi del comma 2 dell'articolo 4- ter .2 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, come modificato dal decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24) fino al 15 giugno 2022; la predetta norma ha abrogato tacitamente la precedente disposizione che prevedeva la sospensione dall'attività lavorativa del docente inadempiente e della relativa retribuzione; in particolare, dal 1°aprile 2022 e fino al termine delle lezioni dell'anno scolastico 2021/2022, il personale docente inadempiente sarà destinato ad attività di supporto all'istituzione scolastica, la cui discrezionalità operativa è in capo ai singoli dirigenti scolastici; nel frattempo le linee operative del Ministero della salute hanno sostanzialmente equiparato gli effetti dell'evento "vaccinazione" agli effetti dell'evento "guarigione da COVID-19", come è dimostrato dal fatto che entrambi gli eventi sono condizione sufficiente per ottenere il cosiddetto green pass rafforzato, come risulta ad esempio dal sito del Governo; ciononostante, risulta agli interroganti che alcuni dirigenti scolastici, col sostegno degli uffici scolastici regionali, stiano propugnando un'interpretazione restrittiva del citato disposto del decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, in virtù della quale al personale docente in possesso di una certificazione verde da guarigione (e quindi di un green pass rafforzato), ma privo di vaccinazione, viene preclusa l'attività di docenza frontale; a parere degli interroganti, vista anche l'assenza di un'espressa previsione normativa, l'esclusione dall'insegnamento che riguarda specificamente i lavoratori non vaccinati, ma guariti dal COVID-19, e quindi dotati di green pass rafforzato, è illegittima nella sua applicazione, poiché il soggetto non è giuridicamente inadempiente all'obbligo vaccinale; inoltre, l'infezione da virus SARS-CoV-2 determina un differimento dell'applicazione del suddetto obbligo, secondo i termini temporali indicati dalla circolare del Ministero della salute del 3 marzo 2021, prot. n. 8284, e dalla circolare del Ministero della salute del 21 luglio 2021, prot. n. 32884, parzialmente modificativa della prima circolare; sulla base di queste circolari, ai fini della determinazione della decorrenza dell'obbligo in oggetto, si fa in genere riferimento, in via interpretativa, al termine di sei mesi dalla guarigione; pertanto, il presente quadro normativo genera una disparità di trattamento fra soggetti vaccinati e soggetti guariti dall'infezione, equiparati solo per l'ottenimento di una certificazione amministrativa, ma impossibilitati a svolgere la medesima mansione lavorativa, sulla base di tempistiche dettate dal Ministero della salute nelle circolari richiamate; è chiaro, pertanto, che l'attuale assetto normativo non solo non ha prodotto gli effetti sperati, ma ha dato luogo a diverse storture del sistema post -emergenziale: