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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 31 BORGHESI La seduta inizia alle ore 14,35. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE riferisce l'esito della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari appena conclusa. Comunica che non si è realizzato un consenso comune sulla proposta, formulata dal senatore Grassi, di inserire immediatamente all'ordine del giorno i disegni di legge costituzionale n. 805 , n. 214 e n. 515 , in materia di riduzione del numero dei parlamentari, e di iniziarne l'esame nella seduta che sarà convocata martedì prossimo, 16 ottobre. Conseguentemente, la proposta dovrà essere posta in votazione. Il senatore VITALI ( FI-BP ) sottolinea la piena disponibilità del proprio Gruppo a discutere su tale argomento, considerato che in passato sono già state presentate proposte in tal senso. Tuttavia, sarebbe stato preferibile rinviare l'avvio della discussione, come richiesto dalle opposizioni, anche per consentire un miglior coordinamento con la omologa Commissione della Camera dei deputati sulla organizzazione dei lavori in materia di riforme costituzionali. Annuncia, in ogni caso, un voto favorevole, anche per evitare il rischio che un orientamento differente sia interpretato in modo strumentale e inteso come contrarietà sul merito. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) dichiara il proprio voto favorevole, pur evidenziando che sarebbe stata preferibile una differente organizzazione dei lavori, considerato che - nei prossimi giorni - la Commissione sarà già impegnata nell'esame del decreto in materia di sicurezza pubblica. Il senatore PARRINI ( PD ) esprime il proprio rammarico per l'indisponibilità della maggioranza ad accogliere la proposta di rinviare di due settimane l'avvio dell'esame dei disegni di legge costituzionale, al fine di favorire una più efficace organizzazione dei lavori. Considerato che sul tema della riduzione dei parlamentari vi è un orientamento condiviso anche da parte delle opposizioni, sarebbe stato preferibile un atteggiamento più conciliante da parte della maggioranza, che probabilmente intende utilizzare l'argomento solo a fini propagandistici. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) esprime il proprio rammarico per la decisione unilaterale della maggioranza di avviare immediatamente l'esame dei disegni di legge costituzionale in materia di riduzione del numero dei parlamentari, senza tenere conto della necessità di modificare parallelamente la legge elettorale. Rileva, infatti, che, in assenza di correzioni in senso proporzionale del meccanismo attualmente vigente, si potrebbero determinare effetti distorsivi della rappresentanza democratica. In ogni caso, dichiara il proprio voto favorevole, condividendo la proposta nel merito. Il senatore GRASSI ( M5S ), dopo aver ringraziato i colleghi per la disponibilità ad avviare l'esame dei disegni di legge costituzionale in materia di riduzione del numero dei parlamentari, auspica che sia possibile collaborare in modo costruttivo al fine di individuare soluzioni condivise alle questioni di carattere tecnico connesse all'argomento in esame. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, posta in votazione, è accolta la proposta di iscrivere all'ordine del giorno della Commissione i disegni di legge costituzionale n. 805 , n. 214 e n. 515 e di iniziarne l'esame congiunto nella seduta che sarà convocata martedì prossimo, 16 ottobre. IN SEDE REFERENTE (846) D-l 115/2018 - giustizia sportiva DDL 846 Conversione in legge del decreto-legge 5 ottobre 2018, n. 115, recante disposizioni urgenti in materia di giustizia amministrativa, di difesa erariale e per il regolare svolgimento delle competizioni sportive (Esame e rinvio) La relatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) riferisce sul decreto-legge n. 115 del 2018, recante disposizioni urgenti in materia di giustizia amministrativa, di difesa erariale e per il regolare svolgimento delle competizioni sportive. Il provvedimento, composto di due articoli, apporta alcune modifiche al codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo n. 104 del 2010, introducendo strumenti finalizzati a migliorare l'efficienza e la funzionalità della giustizia amministrativa, nonché della difesa del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) davanti alla giurisdizione amministrativa. Il decreto riserva alla competenza del Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio le controversie che hanno a oggetto provvedimenti di ammissione ed esclusione da competizioni professionistiche delle società o associazioni sportive professionistiche, escludendo quindi la competenza degli organi di giustizia sportiva, con l'eccezione di determinati casi in grado di garantire statuizioni definitive entro 30 giorni. In particolare all'articolo 1, comma 1, mediante alcune novelle agli articoli 133 e 135 del suddetto codice, si prevede che tali controversie siano soggette al rito abbreviato di cui all'articolo 119 del codice del processo amministrativo e siano attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nonché alla competenza funzionale inderogabile del TAR del Lazio. Nell'ambito della giurisdizione amministrativa è poi previsto un rito accelerato per consentire la rapida definizione delle controversie e l'avvio dei campionati professionistici, ai quali è limitato l'intervento. Si introduce, infatti, un particolare regime processuale, avente ad oggetto i decreti cautelari eventualmente adottati in corso di causa e si prevede un autonomo regime impugnatorio. Questo, limitato ai decreti di accoglimento, prevede il ricorso al Consiglio di Stato, che può decidere l'impugnazione nell'arco di tempo intercorrente fra l'adozione del decreto e la sua conferma in sede collegiale da parte del tribunale. Il comma 2 conferisce al CONI la possibilità di avvalersi del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato, ai sensi dell'articolo 43 del testo unico di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611. Il comma 3 è volto a coordinare le disposizioni introdotte dal comma 1 con la disciplina di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 220 del 2003, individuando, sempre per le sole controversie inerenti le ammissioni ed esclusioni ai campionati, un nuovo schema di riparto fra giustizia sportiva e giustizia statale. È altresì fatta salva la possibilità che lo statuto e i regolamenti del CONI, e conseguentemente delle Federazioni sportive di cui gli articoli 15 e 16 del decreto legislativo n. 242 del 1999, prevedano organi di giustizia dell'ordinamento sportivo che decidono tali questioni anche nel merito ed in unico grado e le cui statuizioni siano rese in via definitiva entro il termine perentorio di trenta giorni dalla pubblicazione dell'atto impugnato, decorso il quale i soggetti interessati, nei successivi trenta giorni, possono proporre ricorso dinanzi al tribunale amministrativo regionale. Il comma 4 dispone che il CONI e le Federazioni sportive debbano conseguentemente adeguare i propri statuti ai nuovi principi. Precisa, infine, che le nuove disposizioni si applicheranno da subito anche ai procedimenti e alle controversie già in corso.