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Ferma restando la disposizione di cui al comma 1 dell'articolo 29 secondo il quale l'azione di prevenzione può essere esercitata indipendentemente dall'azione penale, la nuova disposizione introduce il principio per il quale il giudice della prevenzione sospende il processo di prevenzione in attesa della definizione di quello penale. Se il procedimento penale si conclude con una sentenza di assoluzione o di proscioglimento ovvero con un decreto di archiviazione, la sentenza o il decreto hanno autorità di cosa giudicata per quel che riguarda l'accertamento dei fatti materiali. La lettera m) infine modifica il regime della responsabilità civile degli amministratori dei beni confiscati. Attualmente limitata ai casi dolo o colpa grave, limitatamente al periodo gestorio, la responsabilità degli amministratori viene plasmata sul modello della responsabilità aquiliana, sulla base della quale essi rispondono di tutti i danni ingiusti, quindi non connessi alla fisiologica dannosità per il preposto del provvedimento ablatorio, cagionati con colpa o dolo. L'articolo 2 contiene disposizioni relative all'applicabilità delle disposizioni contenute nella legge.. 1 (Modificazioni al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159) 1 Al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 1, comma 1, la lettera a) è abrogata; b all'articolo 4: 1 al comma 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) agli indiziati del reato di cui all'articolo 416- bis del codice penale »; 2 dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: « 1 - bis. Ai fini dell'applicazione del comma 1 gli indizi dei reati di cui al medesimo comma devono essere gravi, precisi e concordanti »; c all'articolo 10, comma 3, le parole: « per violazione di legge » sono sostituite dalle seguenti: « per i motivi di cui all'articolo 606 del codice di procedura penale »; d dopo l'articolo 19 è inserito il seguente: « Art. 19- bis. – (Controllo giudiziario) – 1 . Il tribunale, anche d'ufficio, con decreto motivato, ordina il controllo giudiziario dei beni o delle aziende dei quali risulta poter disporre, direttamente o indirettamente, la persona nei cui confronti è stata presentata la proposta, quando il valore dei suddetti beni o aziende risulta sproporzionato al reddito dichiarato o all'attività economica svolta ovvero quando, sulla base di sufficienti indizi, il tribunale medesimo abbia motivo di ritenere che gli stessi siano il frutto di attività delittuose o ne costituiscano il reimpiego. 2 . Il controllo giudiziario è adottato dal tribunale per un periodo non superiore a diciotto mesi. Con il provvedimento che lo dispone, il tribunale può: a) imporre, nei confronti di chi ha la proprietà, l'uso o l'amministrazione dei beni e delle aziende di cui al comma 1, l'obbligo di comunicare al questore e al nucleo di polizia tributaria del luogo di dimora abituale, ovvero del luogo in cui si trovano i beni se si tratta di residenti all'estero, ovvero della sede legale se si tratta di un'impresa, gli atti di disposizione, di acquisto o di pagamento effettuati, gli atti di pagamento ricevuti, gli incarichi professionali, di amministrazione o di gestione fiduciaria ricevuti e gli altri atti o contratti indicati dal tribunale, di valore non inferiore a euro 7.000 o del valore superiore stabilito dal tribunale in relazione al reddito della persona o al patrimonio e al volume d'affari dell'impresa. Tale obbligo deve essere assolto entro dieci giorni dal compimento dell'atto e comunque entro il 31 gennaio di ogni anno per gli atti posti in essere nell'anno precedente; b) nominare un giudice delegato e un amministratore giudiziario, il quale riferisce periodicamente, almeno bimestralmente, gli esiti dell'attività di controllo al giudice delegato e al pubblico ministero. 3 . Con il provvedimento di nomina di cui alla lettera b) del comma 2, il tribunale stabilisce i compiti dell'amministratore giudiziario finalizzati alle attività di controllo e può imporre, al titolare dell'attività economica sottoposta al controllo giudiziario, l'obbligo: a) di non cambiare la sede, la denominazione e la ragione sociale, l'oggetto sociale e la composizione degli organi di amministrazione, di direzione e di vigilanza, nonché di non compiere fusioni o altre trasformazioni dei beni o delle aziende di cui al comma 1, senza l'autorizzazione da parte del giudice delegato; b) di adempiere ai doveri informativi di cui alla lettera a) del comma 2 nei confronti dell'amministratore giudiziario; c) di informare preventivamente l'amministratore giudiziario circa eventuali forme di finanziamento dell'azienda da parte dei soci o di terzi; d) di adottare ed attuare efficaci misure organizzative, anche ai sensi degli articoli 6, 7 e 24- ter del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231; e) di assumere qualsiasi altra iniziativa finalizzata a prevenire specificamente il rischio di tentativi di infiltrazione o condizionamento mafiosi. 4 . Per verificare il corretto adempimento degli obblighi di cui al comma 3, il tribunale può autorizzare gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria ad accedere presso gli uffici dell'impresa nonché presso uffici pubblici, studi professionali, società, banche e intermediari mobiliari al fine di acquisire informazioni e copia della documentazione ritenuta utile. 5 . Il titolare dell'attività economica sottoposta al controllo giudiziario può proporre istanza di revoca. In tal caso il tribunale fissa l'udienza entro dieci giorni dal deposito dell'istanza e provvede nelle forme di cui all'articolo 127 del codice di procedura penale. All'udienza partecipano il giudice delegato, il pubblico ministero e, ove nominato, l'amministratore giudiziario. 6 . Le imprese destinatarie di informazione antimafia interdittiva di cui all'articolo 84, comma 3, che abbiano proposto l'impugnazione del relativo provvedimento del prefetto, possono richiedere al tribunale competente per le misure di prevenzione l'applicazione delle misure di controllo giudiziario di cui alla lettera b) del comma 2 del presente articolo. Il tribunale, sentiti il procuratore distrettuale competente e gli altri soggetti interessati, nelle forme di cui all'articolo 127 del codice di procedura penale, accoglie la richiesta, ove ne ricorrano i presupposti; successivamente, anche sulla base della relazione dell'amministratore giudiziario, può revocare il controllo giudiziario e, ove ne ricorrano i presupposti, disporre altre misure di prevenzione patrimoniali. 7 . Il provvedimento che dispone le misure di controllo giudiziario ai sensi del comma 6 del presente articolo sospende gli effetti di cui all'articolo 94. 8 .