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l'associazione, posta sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica, è definita "di interesse pubblico" ed è ausiliaria dei pubblici poteri nel settore umanitario. Ai sensi della cosiddetta "Riforma del Terzo settore", di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, l'Associazione della Croce Rossa Italiana e tutti i relativi comitati territoriali, sono organizzazioni di volontariato; l'Associazione italiana della Croce Rossa, prima della riforma attuata con il decreto legislativo n. 178 del 2012, aveva qualificazione e natura di ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e, in quanto tale, era soggetta alla disciplina normativa e giuridica degli enti pubblici; il decreto legislativo n. 178 del 2012 è, altresì, intervenuto sul corpo militare della Croce rossa italiana (ora Corpo militare volontario) che, assieme al corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa, costituiscono un corpo ausiliario delle Forze armate, istituito per l'assolvimento dei compiti umanitari stabiliti dalle convenzioni e dalle risoluzioni internazionali; considerato che: l'articolo 1 della legge 10 giugno 1940 n. 653 dispone il diritto alla conservazione del posto di lavoro e alla corresponsione di un'indennità per i lavoratori dipendenti di imprese private con la qualifica di impiegati o di operai, che, per qualunque esigenza nelle Forze armate, vengono richiamati alle armi; ai sensi l'art. 5, comma 4, del decreto legislativo n. 178 del 2012, il servizio prestato nel Corpo militare volontario o nel Corpo delle Infermiere volontarie è gratuito, fatta salva, in quanto compatibile, l'applicazione delle disposizioni, di cui all'articolo 1758 del decreto legislativo n. 15 marzo 2010, n. 66; la circolare INPS n. 13 del 5 febbraio 2021 ha statuito che per i lavoratori dipendenti richiamati alle armi dall'Associazione della Croce Rossa italiana non è prevista l'indennità di cui alla legge n. 653 del 1940, in quanto l'assenza della qualifica come ente di diritto pubblico impedisce la sua assimilabilità alle Forze armate; prima della suddetta, i predetti lavoratori risultavano essere destinatari delle indennità di legge previste per il richiamo alle armi, pur non rientrando nella categoria delle Forze armate in base a quanto precisato dalla sentenza della Corte costituzionale n.79/2019, come evidenziato dal riferimento alla Croce rossa, negli esempi previsti sul sito dell'INPS, tra i requisiti per l'ottenimento del beneficio previsto ex lege ; la non spettanza delle indennità ex lege previste e riconosciute prima della citata circolare potrebbe determinare un vulnus all'efficienza e all'efficacia dell'attività del corpo volontario ausiliario delle Forze armate; sarebbe opportuno equiparare, a livello legislativo, sotto il profilo indennitario, i volontari della CRI agli appartenenti alle Forze armate in congedo, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione riguardante la CRI, e quali iniziative, di conseguenza, intendano intraprendere al fine di garantire l'efficienza e l'efficacia dell'attività volontaria svolta dall'Associazione della Croce Rossa Italiana. Atto n. 4-05189 AIMI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: il 3 ottobre 2020 crollava improvvisamente il ponte Lenzino, infrastruttura strategica il Val Trebbia, nel piacentino. In pochi minuti, poco prima delle 15.30, la struttura collassò nel fiume e solo per una fortuita coincidenza non vi furono feriti e vittime; attualmente è in corso la realizzazione di una struttura provvisoria che dovrebbe essere ultimata a fine maggio 2021; per quanto riguarda la nuova infrastruttura, invece, fin da subito l'Unione montana ha approvato un ordine del giorno nel quale i sindaci chiedono che sia realizzata l'infrastruttura non sul tracciato del ponte crollato, in quanto soggetto a frane, ma su un tracciato diverso. Tale progetto avrebbe anche un costo minore di circa 10 milioni di euro, a fronte dei 13 milioni ipotizzati inizialmente per un ponte realizzato sul tracciato attuale; il 22 marzo 2021 si è tenuto, nella sede della Prefettura di Piacenza, un incontro in videoconferenza dove i rappresentanti di ANAS hanno chiarito le fasi dell'avanzamento dei lavori di realizzazione del ponte provvisorio e hanno presentato il progetto definitivo. ANAS ha confermato l'investimento di 4.350.000 euro per il ponte provvisorio e di 21 milioni di euro per il ponte definitivo, prevedendone l'ultimazione per marzo 2023; il nuovo ponte, stando a quanto riferito da ANAS, avrà una lunghezza di 80 metri e sarà costruito sul tracciato esistente: ciò in accordo con il parere della Soprintendenza; di recente si è costituito il comitato "Nuovo Ponte Lenzino", che chiede chiarezza sui maggiori costi previsti e sulla scelta di mantenere la nuova infrastruttura sul vecchio tracciato. In poche ore vi sono state numerose adesioni; il ponte Lenzino non è la sola infrastruttura che le comunità piacentine attendono. Altre priorità del territorio sono infatti la realizzazione della pista ciclabile che colleghi la Valdarda alla pista denominata "Vento", che passerà lungo il Po a Cremona, una diga a scopo irriguo in Val Nure e l'allargamento della provinciale 487 di Cortemaggiore da concertarsi con tutti gli enti preposti, si chiede di sapere: di quali informazioni si disponga in relazione al progetto di realizzazione del nuovo ponte Lenzino; per quale motivo ANAS abbia scelto di realizzare il nuovo ponte sul tracciato già esistente e se vi siano state interlocuzioni con la Soprintendenza al fine di proporre un progetto che prevedesse la realizzazione della infrastruttura su un nuovo tracciato; a cosa sia dovuto l'aumento dei costi per la realizzazione del nuovo ponte (21 milioni di euro) rispetto a quelli preventivati; se siano previsti investimenti per la realizzazione della pista ciclabile in Valdarda; a che punto sia l'interlocuzione con gli enti preposti per la realizzazione della diga a scopo irriguo in Val Nure; se vi siano state interlocuzioni con gli enti preposti per l'allargamento della provinciale 487 di Cortemaggiore e se siano previsti investimenti da parte del Ministero competente da concertarsi insieme alla Provincia. Atto n. 4-05190 LEONE SANTANGELO FERRARA TRENTACOSTE VANIN VACCARO PRESUTTO DI GIROLAMO PAVANELLI GALLICCHIO PUGLIA Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: l'ANBI (Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) è l'Associazione nazionale che tutela gli interessi dei Consorzi di bonifica, irrigazione e miglioramento fondiario operanti in Italia, e che mira alla sicurezza ambientale, territoriale nonché alimentare del Paese; l'Osservatorio ANBI ha reso noto, in data 4 marzo 2021, che le risorse idriche in Sicilia ammontano a circa 375 milioni di metri cubi, prefigurando dunque un'estate agricola molto difficile;