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Afferma peraltro che la riqualificazione del "porto di Gela in tema di porto commerciale" non può prescindere da valutazioni generali relative all'efficienza e alla programmazione del sistema portuale nazionale, come del resto il potenziamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie, che deve tener conto dello schema generale di interventi previsto dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Giudica poi accoglibile l'impegno previsto alla lettera g), mentre l'impegno di cui alla lettera h) andrebbe a suo avviso opportunamente specificato. Qualora la semplificazione proposta faccia riferimento all'istanza di riconoscimento dell'area di crisi, ritiene che l'impegno non possa essere accolto. Reputa poi opportuno che le istanze siano meglio dettagliate e qualificate e prevedano sia una precisa individuazione delle cause delle crisi sia una chiara definizione dei potenziali percorsi di riqualificazione dei territori in crisi. Appare invece condivisibile la proposta di "ridurre i tempi di elaborazione e approvazione del PRRI", fermo restando che in alcune aree di crisi i tempi sono condizionati dalla necessità di coordinamento tra le esigenze e le posizioni delle diverse amministrazioni coinvolte. Avviandosi alla conclusione, si esprime in senso favorevole alla richiesta di "snellire il processo di coinvolgimento al fine di prevedere l'acquisizione, nel corso dell'istruttoria per il riconoscimento dell'area di crisi industriale complessa, del parere delle Amministrazioni centrali competenti in riferimento ai fabbisogni di sviluppo espressi nell'istanza regionale, per evitare il coinvolgimento di Amministrazioni non interessate". Precisa infine che gli impegni previsti alle lettere i), l) e m) non presentano profili di competenza del Dicastero dello sviluppo economico, essendo di competenza del Ministero della transizione ecologica, per la lettera i), e del Ministero per il Sud e la coesione territoriale, quanto alle lettere l) e m). Il relatore ANASTASI ( M5S ), alla luce delle affermazioni del Viceministro, chiede di rinviare la votazione al fine di modificare conseguentemente lo schema di risoluzione. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) ringrazia il relatore per l'approfondito lavoro compiuto, riconoscendo la difficoltà di realizzare una sintesi su un tema assai complesso. Esprime poi vivo ringraziamento al Viceministro, che ha rimarcato le caratteristiche peculiari dell'area di crisi complessa consentendo così di circoscrivere gli impegni. In proposito, rammenta di aver avanzato a sua volta alcuni suggerimenti al relatore volti a delimitare l'ambito dell'affare, pur comprendendo le esigenze variegate provenienti dal territorio. Nel concordare con la richiesta di rinvio della votazione, nell'ottica di accogliere i rilievi formulati dal Dicastero, chiede la disponibilità al Viceministro ad individuare un successivo momento di confronto con le forze politiche, anche informale, per proseguire nell'analisi delle ulteriori aree di crisi, a partire da quella relativa a Terni e Narni. Quanto all'area di crisi industriale di Gela, fa presente che le audizioni, seppure molto ampie, non sempre sono state a suo giudizio attinenti al tema. Rammenta poi che sono state già introdotte modifiche alla legge n. 181 del 1989, anche se potrebbe essere valutato un ulteriore snellimento degli strumenti legislativi. Conclusivamente, dà atto a Invitalia per il supporto finora garantito e si augura che i lavori possano procedere in stretta collaborazione con l'Esecutivo. Il senatore LOREFICE ( M5S ) ringrazia la Commissione per aver dato nuovo impulso alla soluzione dei problemi del territorio di Gela. Puntualizza tuttavia che le innovazioni apportate alla legge n. 181 del 1989 non hanno finora esplicato i loro effetti nell'area di crisi industriale in esame. Sollecita dunque un miglioramento della governance che fa capo al Ministero dello sviluppo economico, anche nella prospettiva di ridurre le tempistiche, evitando mere difese d'ufficio. Afferma infatti che le forze politiche intendono collaborare con il Governo per realizzare una sinergia proficua a vantaggio dei territori, al netto di quelle farraginosità che si sono riscontrate a livello locale. In conclusione, invita il Dicastero dello sviluppo economico a coordinarsi con le altre Amministrazioni interessate che sono parimenti coinvolte nella firma dell'Accordo di programma. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI Il presidente GIROTTO ricorda che nella riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, convocata alle ore 13,30 di oggi, avrà inizio il ciclo di audizioni convenuto sul disegno di legge n. 2117, in materia di tutela e sviluppo dell'artigianato artistico e che la documentazione depositata nel corso dell'istruttoria sarà resa disponibile sulla pagina web della Commissione. Parimenti ricorda che nella stessa riunione avrà anche inizio il ciclo di audizioni sull'affare assegnato n. 823, sulla promozione e la tutela del Made in Italy e che la documentazione depositata nel corso dell'istruttoria sarà resa disponibile sulla pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 9,30. Allegato NUOVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 161, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALL'AREA DI GELA NUOVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 161, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALL'AREA DI GELA La 10ª Commissione permanente, in esito all'istruttoria condotta sull'affare assegnato n. 161 sulle principali aree di crisi industriale complessa in Italia, con particolare riferimento all'area di crisi industriale di Gela, premesso che: la disciplina in materia di riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale complessa è stata riordinata dall'articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. Il citato articolo prevede, tra l'altro, che il Ministero dello sviluppo economico, al fine di sostenere la competitività del sistema produttivo nazionale, l'attrazione di nuovi investimenti e la salvaguardia dei livelli occupazionali nei casi di situazioni di crisi industriale complessa con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, adotti Progetti di riconversione e riqualificazione industriale (PRRI) e che per la definizione e attuazione degli stessi si avvalga della Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p. A. (Invitalia); con decreto del Ministro dello sviluppo economico 20 maggio 2015 è stato riconosciuto quale "area di crisi industriale complessa", ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, il territorio del Comune di Gela e le aree di localizzazione delle aziende dell'indotto;