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Tali comportamenti riguardano anche moltissimi minorenni che si riversano in strada e risalta l'inspiegabile facilità con cui riescono a reperire l'alcol di cui abusano, constatato che dovrebbe esserne vietata loro la vendita, si chiede di sapere in che misura e con quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intervenire per intensificare la sicurezza del territorio ed evitare il ripetersi di episodi simili. Atto n. 4-05683 RAMPI Al Ministro della giustizia Premesso che: dal 1968 al 1985 nella provincia di Firenze si sono verificati otto duplici omicidi di giovani coppie appartate in auto, duplici omicidi che, senza ombra di possibile dubbio, come attestato da 10 perizie nel corso degli oltre 50 anni di indagine, sono stati effettuati con la stessa arma da fuoco e con munizioni del medesimo tipo, oltre ad essere caratterizzati da notevoli similitudini nelle modalità di esecuzione; nonostante ciò, per ben tre dei duplici omicidi della serie Pettini-Gentilcore (settembre 1974) De Nuccio-Foggi (giugno 1981), Cambi-Baldi (ottobre 1981), ancora ad oggi, non esiste alcuna sentenza passata in giudicato, a differenza degli altri duplici omicidi; esistono ancora indagini aperte relative a tutti gli otto duplici omicidi presso la procura di Firenze inerenti ad aspetti non ritenuti chiariti dalle sentenze passate in giudicato (come anche richiesto espressamente nelle motivazioni di alcune di esse, pure recenti). Ad esempio, recentemente, con sentenza di non luogo a procedere a carico di due indagati per gli otto eventi delittuosi n. 3851/18 R.G.GIP, il giudice per le indagini preliminari di Firenze ha sottolineato come l'archiviazione non sia in alcun modo preclusiva di approfondimenti investigativi ove emergano ulteriori elementi relativamente ai duplici omicidi; l'avvocato Antonio Mazzeo ha ottenuto la rappresentanza di Rosanna De Nuccio, sorella di Carmela De Nuccio, uccisa con il fidanzato Giovanni Foggi in uno dei duplici omicidi del giugno 1981, a Scandicci, uno dei tre non interessato da sentenze passate in giudicato; il Codice di procedura penale ha previsto agli articoli 327 -bis , 391 -novies e seguenti, il diritto dell'avvocato difensore, compreso il difensore della persona offesa dal reato, di svolgere attività investigativa preventiva con riferimento a delitti su cui non si è formato un giudicato; a tale scopo, il 1° dicembre 2020 l'avvocato Mazzeo proponeva istanza al presidente della corte di assise di Firenze per l'autorizzazione alla disamina e al rilascio di copia di atti facenti parte del procedimento n. 1/1994 R.G. Corte di assise di Firenze (cosiddetto «processo Pacciani»), in particolare di atti relativi ai duplici omicidi di Scandicci (1981) e di Vicchio (1984); l'istanza veniva accolta il 15 dicembre 2020, anche dal pubblico ministero Luca Turco a cui sono oggi assegnate le indagini sul caso; iniziata l'indagine di archivio, il successivo 25 gennaio 2021 il difensore proponeva al pubblico ministero una seconda, più specifica istanza di rilascio di copia di atti del processo Pacciani, con indicazione di fatti, persone, documenti; il pubblico ministero però, con decreto del 4 febbraio 2021, la respingeva con una motivazione per la quale la richiesta sarebbe stata inerente ad «altri fatti reato» e non a quello in esame, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover valutare la sussistenza dei presupposti per l'avvio di iniziative ispettive, ai fini dell'eventuale esercizio di ogni potere di competenza. Atto n. 4-05684 CIRIANI RAUTI Al Ministro della salute Premesso che: pervengono agli interroganti le segnalazioni di profili di criticità e forti e non trascurabili preoccupazioni inerenti alla carenza o incongruenza delle schede informative di alcuni farmaci contraccettivi; si tratta di una questione che, come emerge anche dagli atti parlamentari, risulta persistente da tempo, essendo stata già sollevata in sede parlamentare, precisamente alla Camera dei deputati, nel corso della Legislatura XVII mediante più atti di sindacato ispettivo (A.C. 5/05321 e A.C. 2/00800), e sottoposta all'attenzione del Ministro della salute con richiesta di un tempestivo chiarimento in ordine all'efficacia dei farmaci in argomento e alla effettiva e trasparente descrizione degli effetti degli stessi e del loro meccanismo di azione, con particolare riguardo all'effetto anti-annidatorio, specie ai fini del consenso informato delle donne cui essi sono somministrati; nel caso del farmaco "EllaOne", in particolare, come riportato tra l'altro da fonti stampa, secondo ampia letteratura scientifica, nonché per il parere del Consiglio Superiore della Sanità del 10 marzo 2015, desta una preoccupazione assolutamente condivisibile la possibilità che esso possa impedire all'ovulo già fecondato di impiantarsi nell'endometrio: una possibilità antinidatoria e abortiva della quale nel foglio illustrativo non darebbe riscontro; la questione è tornata attuale anche in considerazione del fatto che, lo scorso 8 ottobre, con determina n. 998, l'AIFA ha abolito anche per le minorenni l'obbligo di ricetta per la contraccezione d'emergenza fino a cinque giorni dopo il rapporto; avverso tale provvedimento lo scorso dicembre, furono ben otto associazioni no profit a proporre ricorso davanti al TAR Lazio, al fine di tutelare le ragazze più giovani; sebbene con sentenza n. 6657 del 4 giugno 2021 il TAR Lazio abbia respinto tale ricorso, gli interroganti desiderano evidenziare come tale rigetto riguardi la legittimazione dei proponenti a sollevarlo, non invece gli aspetti di merito delle questioni evidenziate, sulle quali persiste comunque un dovere etico e morale di fornire i chiarimenti necessari alla formazione di un consenso informato; gli interroganti desiderano evidenziare, prioritariamente a qualsiasi valutazione sulle decisioni intraprese e adottate dalle competenti autorità sanitarie, come la delicatissima questione della somministrazione di tali farmaci investa in modo preponderante diritti umani fondamentali e conseguentemente, persista in capo alle autorità pubbliche e sanitarie della nostra Nazione il dovere di diradare ogni dubbio e assicurare la più ampia tutela dei diritti costituzionalmente garantiti che vengono qui in considerazione, primi tra tutti il diritto alla tutela della vita e della salute dei cittadini e ad una corretta e completa informazione resa dalle case farmaceutiche in ordine agli effetti dei farmaci, tale da consentire alle donne di assumere decisioni fondamentali in modo informato, libero e consapevole, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario avviare ogni opportuno approfondimento volto a verificare che i fogli illustrativi dei farmaci contraccettivi indicati nelle premesse, peraltro recentemente autorizzati anche per le donne minorenni senza necessità di prescrizione medica, siano corredati da tutte le necessarie informazioni in ordine al loro meccanismo di azione, chiarendo in modo definitivo, esplicito e inequivocabile se essi determinino o meno un effetto anti-annidatorio e dunque abortivo.