[pronunce]

Secondo il ricorso statale - anche in considerazione della circostanza secondo la quale l'art. 6 della legge regionale n. 30 del 2002, che disciplina la adozione del P.E.R., non pone un termine entro il quale quest'ultimo deve entrare in vigore - tale disposizione avrebbe determinato una lesione dell'art. 41 della Costituzione, "in quanto svuota sostanzialmente di contenuto la libertà di iniziativa economica", nonché la violazione dell'art. 2, comma 1, lettera m), del d.lgs. n. 110 del 2002, ai sensi del quale compete allo Stato la definizione e gli obiettivi concernenti la politica energetica nazionale "in materia di fonti rinnovabili e di risparmio energetico". In questa sede, tuttavia, non è priva di rilievo - come del resto ha notato anche la difesa della Regione nella memoria depositata in prossimità dell'udienza - la intervenuta modifica della disposizione impugnata, ad opera dell'art. 12, comma 3, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 30 aprile 2003, n. 12 (Disposizioni collegate alla legge finanziaria 2003). In base all'art. 14, comma 5, della legge regionale impugnata, nel testo attualmente in vigore, "nelle more di approvazione del P.E.R., la costruzione di nuovi impianti a biomasse può essere autorizzata a condizione che l'impianto sia ubicato a una distanza non inferiore a 2 chilometri da terreni agricoli adibiti a colture pregiate, come individuate dall'art. 1 della legge regionale 30 dicembre 1967, n. 29 (Provvedimenti per lo sviluppo delle colture pregiate) e dall'articolo 41 della legge regionale 17 luglio 1992, n. 20 (Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 29 marzo 1988, n. 16, in materia di apicoltura e alla legge regionale 20 novembre 1982, n. 80, concernente il Fondo di rotazione regionale. Norme di interpretazione, modificazione ed integrazione di altre leggi regionali nel settore dell'agricoltura. Interventi di razionalizzazione, ammodernamento e sviluppo di alcuni comparti produttivi del settore primario)". La nuova norma regionale, dunque, non esclude più la possibilità di porre in essere procedure autorizzatorie per impianti a biomassa nelle more dell'approvazione del P.E.R., limitandosi a dettare alcune norme che rispondono all'esigenza di tutelare rilevanti interessi concorrenti. Conseguentemente, deve ritenersi che la sopravvenienza normativa abbia inciso radicalmente sui termini della sollevata questione, sì da rispondere alle doglianze proposte dal ricorrente, facendo venir meno la necessità di una pronunzia della Corte (si vedano, al riguardo, le ordinanze n. 347 del 2001 e n. 443 del 2002). Per tali ragioni, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere in relazione alla questione concernente la presunta illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 5, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 30 del 2002.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 9 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 19 novembre 2002, n. 30 (Disposizioni in materia di energia), sollevata in riferimento all'art. 3, commi 1 e 2, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica), nonché all'art. 117, primo comma, della Costituzione, con il ricorso indicato in epigrafe; dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 9 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 19 novembre 2002, n. 30 (Disposizioni in materia di energia), sollevata in riferimento all'art. 2 del decreto legislativo 23 aprile 2002, n. 110 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia concernenti il trasferimento di funzioni in materia di energia, miniere, risorse geotermiche e incentivi alle imprese), con il ricorso indicato in epigrafe; dichiara cessata la materia del contendere in relazione alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 5, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 19 novembre 2002, n. 30 (Disposizioni in materia di energia), sollevata in riferimento all'art. 2, lettera m), del decreto legislativo 23 aprile 2002, n. 110 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia concernenti il trasferimento di funzioni in materia di energia, miniere, risorse geotermiche e incentivi alle imprese), nonché in riferimento all'art. 41 della Costituzione, con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 dicembre 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Ugo DE SIERVO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 13 gennaio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA