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Concludo il mio brevissimo intervento dicendo che vorrei incontrare in quest'Aula tanti uomini come Francesco. Ci ha insegnato tanto e ci può essere ancora oggi d'esempio e d'aiuto. (Applausi) . BINETTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, la mia esperienza, appena arrivata alla Camera, è stata quella di avere vicino, come compagno di banco, Francesco Bosi. È stata un'esperienza in cui la complessità degli argomenti che via via si affrontavano richiedeva la capacità di operare, dal mio punto di vista, una profonda mediazione tra quella che era la concretezza del tema del disegno di legge che di volta in volta si approfondiva e quello che per me resta un valore ineliminabile del far politica, che era la dimensione profondamente spirituale e profondamente cattolica in tutto quello che si faceva e si diceva; come tenere insieme temi diversi, cercando una sintesi sempre alta, che rendesse omaggio davvero al primato della politica, ma senza che la politica dimenticasse le sue radici. In questo senso, Francesco Bosi è stato un collega molto discreto, molto efficace, molto profondo; una persona a cui non sfuggivano mai le implicazioni anche più sottili di certe decisioni, capace di trovare quel punto di mediazione che nell'apertura verso gli altri - penso effettivamente alla legge sul servizio civile; penso alla presa in carico di tutti i problemi legati alle Forze armate; penso comunque all'esperienza che come sindaco aveva fatto proprio dei problemi del territorio, quindi della massima prossimità ai problemi della gente - trova sempre una sintesi fortemente equilibrata. Quello che colpiva in lui era una capacità di mediazione alta, che io attribuisco in parte proprio alle sue radici democristiane, e nello stesso tempo un punto forte di trascendenza che lo aiutava a vedere i problemi senza mai lasciarsi irretire dalla piccola difficoltà, dall'ostracismo, dalla conflittualità che a volte rappresentano una trappola per tutti noi quando dobbiamo prendere delle decisioni. Era un uomo grande nella sua semplicità, perché era davvero un collega semplice nel formulare i suoi giudizi, nell'esprimere le sue valutazioni, nel dare i suoi suggerimenti; molto rispettoso della libertà e delle scelte di tutti, ma anche molto coerente con il rispetto che pretendeva per la libertà delle sue scelte. Era effettivamente un uomo politico di cui vorremmo trovare oggi - nella complessità dei problemi che dobbiamo affrontare giorno per giorno - una sintesi alta, laddove la visione della politica non fa mai velo a una visione più profonda di quelli che sono i problemi umani, di quelli che sono i diritti umani; una visione capace di cogliere e declinare l'espressione «diritti umani» nella pienezza del proprio significato, sapendone davvero valorizzare tutta la ricchezza possibile per dare alla vita di tutti noi una dimensione veramente capace di riconciliarci con una visione politica che non è mai mero interesse personale, che non è mai nemmeno interesse del proprio territorio; una visione piuttosto data dall'esperienza probabilmente fatta al Ministero della difesa, in un contesto internazionale complesso come quello in cui egli ha vissuto, che davvero ha dato a Bosi una prospettiva molto ampia, molto profonda ed efficace. Lo ricordo con grande affetto e con questo ricordo anche la sua famiglia. (Applausi) . TOTARO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOTARO (FdI) . Signora Presidente, onorevoli senatori, intanto desidero ringraziarla, Presidente, per le belle parole con cui ha ricordato il senatore Bosi prima come uomo politico; aggiungo le mie riflessioni a quelle fatte anche dal presidente Casini. Francesco Bosi è stato una grande personalità della politica a livello nazionale e - lei l'ha ricordato prima, Presidente - un uomo molto legato al territorio dove ha svolto l'opera di sindaco, all'isola d'Elba, e anche a Firenze dove ha svolto la funzione di consigliere comunale e anche regionale, città che amava molto e alla quale era molto legato. Le sue battaglie sono state tantissime: è inutile stare a ricordarle a lungo perché resteranno per sempre importanti nel mondo del cattolicesimo, per i valori che si sentiva di rappresentare. Vorrei ricordarlo anche dal punto di vista personale perché per noi, per il sottoscritto, per molti altri che hanno fatto parte della destra politica, da sempre, sin da ragazzini, Francesco Bosi è stato sempre - anche vedendo le sue immagini - un uomo sorridente, un gentiluomo, una persona per bene. Anche quando era forte il seme della discriminazione nei confronti della destra politica in Toscana, a Firenze, che non era certamente un territorio facile per noi, Francesco Bosi non ha mai fatto sentire questi sentimenti nei nostri confronti; anzi, ci è sempre stato vicino con la sua presenza e dimostrava già da allora di essere una persona perbene. Negli anni c'è stata poi una collaborazione all'interno del centrodestra, tra l'area della destra e il centro che rappresentava quello schieramento politico. Lo ricordo quindi anche dal punto di vista personale e porto il mio cordoglio alla sua famiglia, in particolare al figlio Lorenzo e a tutti i suoi familiari, perché è una grande perdita per il nostro Paese e specialmente per la Toscana e per Firenze. (Applausi) . FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, anche la Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione esprime oggi in quest'Aula cordoglio per la morte del senatore Francesco Bosi alla sua famiglia, ai suoi amici e collaboratori, al suo partito di appartenenza. Tra i fondatori dell'UDC, lascia la sua eredità politica di uomo profondamente cattolico, con saldi principi di cristianità e di autentica fede. Ha dedicato il suo tratto umano e gentile alla sua intensa attività politica, che l'ha visto ricoprire ruoli di deputato e senatore, ma anche ruoli legati al suo territorio, la Toscana: come consigliere regionale e poi, a Firenze, come consigliere comunale e assessore. Ha ricoperto, poi, anche la carica di sindaco a Rio Marina, nella splendida isola d'Elba, che ora sarà probabilmente il luogo scelto per il suo riposo eterno. Scompare così una figura umana di piena generosità verso il prossimo, collaborativa e capace di essere, prima che politico, uomo che fa politica. Questa caratteristica, per quanto possa apparire sottile, ancora oggi fa una grande differenza, ed è per questa caratteristica, che è prestigiosa e rara, che lo vogliamo tutti ricordare. (Applausi) . Sui lavori dei Senato MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire sui lavori del Senato perché tra poco ci occuperemo della richiesta - come è già stato anticipato in vari modi sia in questa istituzione, sia fuori - della calendarizzazione del disegno di legge contro l'omofobia e la transfobia noto come di disegno di legge Zan.