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La riformulazione proponeva di non fare tutto ciò che riguarda il dopo e la ricostruzione e di limitarci a garantire la cassa integrazione, nonostante fosse garantita da un emendamento precedente della Lega. In questo modo almeno avremmo salvaguardato quei 990.000 euro che sarebbero serviti per cominciare di fatto a bandire la gara. Ebbene non è stato fatto neanche questo. Alcuni Consigli regionali del Partito Democratico hanno manifestato grande gioia e grande sollievo per questo emendamento che non ha visto la luce. Come diceva qualcuno, vale il detto: non dire gatto finché ce l'hai nel sacco e, quindi, ci siamo trovati a essere preoccupati. Questa infrastruttura oggi è, infatti, tecnologicamente all'avanguardia perché è sostenibile dal punto di vista ambientale, perché in qualche modo toglie il camion dalla strada e li fa passare per via aerea con le merci. Devo ringraziare il relatore, senatore Astorre, tutti i membri della Commissione trasporti della Lega a cui si sono accodati tutti, il presidente Coltorti, il senatore Margiotta e tanti altri. Il nostro ordine giorno impegna il Governo finalmente, nelle more dei fondi del Ministero o, semmai, al più tardi nella legge di bilancio, a dare questi soldi affinché la ricostruzione delle funivie possa essere messa in atto. Ringrazio tutti; evviva la funivia di Savona. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, Sottosegretario, il decreto-legge al nostro esame è importante e ricco di provvedimenti utili che rappresentano un acceleratore degli investimenti del PNRR. Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Giovannini, alla viceministra Castelli e a lei, Sottosegretario, vanno i complimenti per un buon lavoro. In questo tempo voglio concentrarmi su due emendamenti per ringraziare anche le relatrici e, in particolare, la collega che alla Camera ha fatto un grande lavoro per le infrastrutture e per il rilancio in chiave PNRR dell'Italia. Il primo emendamento riguarda moltissimo la Commissione sul femminicidio e forse ha poco a che fare con le infrastrutture: mi riferisco al divieto di messaggi offensivi e di messaggi sessisti nei cartelli autostradali. È un messaggio importante, che fa parte della strategia di prevenzione della violenza sulle donne prevista dalla Convenzione di Istanbul. L'oggettivizzazione delle donne impressa sui manifesti non fa altro che alimentare quel modo errato di pensare che è alla base della violenza. Il secondo lavoro straordinario che è stato fatto dalle relatrici - in questo sono totalmente in discordia con chi mi ha preceduto, in particolare con il senatore Toninelli - riguarda l'autostrada del Brennero. Questa autostrada ha una storia straordinaria: è un asse di collegamento strategico con l'Europa; più del 40 per cento del traffico Italia-Europa passa da lì; è un'opera strategica nel corridoio TNT; è un'opera su cui il PNRR investe affinché venga trasformata in un corridoio green digitale, che sperimenta l'idrogeno per l'alimentazione dei mezzi pesanti. Non solo. Ha una storia unica perché è una in house del territorio. È nata nel 1959, quando ANAS non voleva un'autostrada lì, ma i territori, la Regione Trentino-Alto Adige, il Trentino, l'Alto Adige, i Comuni di Trento e Bolzano l'hanno fortemente voluta, l'hanno costruita, l'hanno finanziata con risorse proprie. È nato così questo gioiello unico in Italia, gestito benissimo anche dal punto di vista infrastrutturale, con le più moderne attrezzature e sperimentazioni che ci sono nel campo delle infrastrutture. Questa in house così atipica aveva bisogno di un vestito giuridico speciale per poter vedere la sua continuazione e il rinnovo della concessione. Ci sono voluti anni, dal 2014 ad oggi, per trovare il vestito giuridico giusto. Abbiamo visto l'articolo 13- bis , con la totalizzazione pubblica, assurda per una società nata dai territori come in house atipica. Abbiamo visto la norma quasi antistorica della precedente ministra De Micheli, che voleva l'espropriazione dei soci privati, e, dopo quattro proroghe, abbiamo visto l'intuizione giusta: un partenariato pubblico-privato che è un'operazione win-win , è una gara competitiva che permette a questa straordinaria società di investire su tutto il territorio attraversato, mettendo in moto un volano economico che è proprio quello che vuole il PNRR. Noi a Roma come delegazione parlamentare e io per prima abbiamo fatto una grande battaglia per l'A22. A Roma abbiamo fatto un buon lavoro; ora il testimone passa ai territori, alla società, ai governatori del Trentino-Alto Adige, che spero non siano più divisi tra strategie che guardano al Veneto e strategie che guardano all'Alto Adige, ma pensino davvero a fare un ottimo lavoro per rendere ancora grande questo collegamento, perché il collegamento è cultura e dialogo e soprattutto è PNRR europeo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, abbiamo qui un ennesimo decreto-legge, corposissimo (ci sono 200 pagine). Ma perlomeno, in omaggio a quanto dice la Costituzione e a quanto dicono le sentenze della Corte costituzionale e i messaggi del Presidente della Repubblica, dovrebbe essere omogeneo, perché il titolo è molto chiaro: "Disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale". Poi ci sono alcune norme sulla funzionalità del Ministero competente, ma - si potrebbe pensare - insomma ci siamo, per una volta siamo dentro la Costituzione. E invece no, perché addirittura all'articolo 1, quello che dovrebbe essere dedicato specificamente a disposizioni urgenti per la sicurezza della circolazione di veicoli di specifiche categorie di utenti, alla Camera, con un emendamento delle Presidenti delle Commissioni ambiente e trasporti, entrambe deputate del Partito Democratico, senza illustrazione dell'emendamento, senza discussione, senza analisi alcuna e senza i pareri delle Commissioni che sarebbero più competenti su questi argomenti, si introducono le stesse cose che c'erano nel disegno di legge Zan, bocciato dal Senato con un voto democratico la settimana scorsa. Si tratta, con il pretesto che sono cose che poi magari passano per la strada, di vietare qualunque tipo di cartellone o forma di pubblicità, che ovviamente include anche qualsiasi tipo di annuncio pubblico che può essere fatto da un partito politico, da un'associazione, da un gruppo religioso. «È vietata sulle strade e sui veicoli» - per cui attenzione a quello che si scrive sulle automobili - «qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o stereotipi di genere offensivi (...)». Chi decide che cos'è sessista, parola di cui per la verità si fa un uso così ampio che può essere qualunque cosa? E che cosa sono gli stereotipi di genere? Che roba è? Chi giudica? Che cosa sono gli stereotipi di genere? La donna che cucina rientra fra gli stereotipi di genere? Suppongo di sì, per cui dovrà per forza esserci sempre un uomo che cucina e un uomo che fa le pulizie? Benissimo, non c'è nulla di male, ma che sia imposto per legge e che sia addirittura revocato il permesso di pubblicità a chi fa affiggere questi manifesti è francamente una cosa grottesca.