[massime]

COMPETENZA E GIURISDIZIONE - CONTROVERSIE IN MATERIA DI IMPOSTE E TASSE - COMPETENZA ESCLUSIVA DEL TRIBUNALE - COMPETENZA PER VALORE DEL GIUDICE DI PACE, NELLE CAUSE DI VALORE NON SUPERIORE A CINQUE MILIONI, NON ATTRIBUITE ALLA COMPETENZA DI ALTRO GIUDICE - PROSPETTATO CONTRASTO CON I PRINCIPÎ DEL GIUSTO PROCESSO E DELLA SUA RAGIONEVOLE DURATA, CON IRRAGIONEVOLE DISPARITÀ DI TRATTAMENTO TRA CITTADINI - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 9, secondo comma, e 7, primo comma, del codice di procedura civile, con la quale il giudice 'a quo' censura , in riferimento agli artt. 3, 24, 111 e 113 della Costituzione, la scelta di affidare le controversie in materia di imposte e tasse esclusivamente alla competenza del tribunale, anziché ripartirle in ragione del valore tra giudice di pace e tribunale. La scelta di privilegiare il criterio della competenza per materia, anziché quello basato sul valore, è stata operata non irragionevolmente dal legislatore, nell’ambito dell’ampia discrezionalità spettategli in materia di ripartizione di competenza e si fonda sulla valutazione della particolare natura rivestita dalle controversie in esame, con riguardo alla pretesa impositiva dello Stato e all’interesse pubblico coinvolto. Non risulta peraltro configurabile né il pregiudizio al diritto di difesa, restando esso integro e garantito in tutte le sue esplicazioni né la disparità di trattamento, in relazione alla maggiore durata del processo dinanzi al tribunale, essendo detta circostanza una ipotetica conseguenza di mero fatto, e, come tale, irrilevante nel giudizio costituzionale.