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Tale livello, stabilito per ottimizzare la gestione di sedimenti dragati da collocare in ambienti conterminati impermeabilizzati, può essere definito come "la concentrazione del contaminante in corrispondenza del quale sono attesi effetti ecotossicologici gravi (medi, alti o molto alti) con una probabilità del 95%" e per i quali occorre adottare particolari misure di salvaguardia ambientale. Nel caso sia possibile calcolare il LEG, la procedura è descritta in Appendice 2F e il relativo tool applicativo è disponibile sul sito istituzionale ISPRA. I materiali da dragare di classe E che presentano valori di contaminazione chimica inferiori al LEG possono essere gestiti secondo quanto previsto per i materiali di classe D. I materiali da dragare che presentano valori di contaminazione chimica superiore al LEG rimangono di classe E, e devono essere gestiti con particolari cautele ambientali, in tutte le fasi di gestione, dal dragaggio alla destinazione finale. Sedimenti posti all'interno di Siti di Interesse Nazionale da gestire all'esterno dei SIN Qualora, all'interno di un Sito di bonifica di Interesse Nazionale, si intenda gestire i sedimenti da dragare al di fuori del corpo idrico da cui provengono (ovvero al di fuori del SIN), deve essere attuata una caratterizzazione che soddisfi quanto previsto dall'Allegato A al D.M. 7 novembre 2008 e dal presente Allegato Tecnico. Entrambe le procedure di caratterizzazione vengono soddisfatte operando secondo quanto di seguito riportato. Riguardo alla caratterizzazione ecotossicologica devono essere eseguite le analisi secondo quanto previsto al Capitolo 2 del presente Allegato Tecnico sui campioni dei livelli delle carote prelevate ai sensi dell'Allegato A al D.M. 7 novembre 2008, come di seguito specificato: • 0-50 cm; • 50-100 cm; • 100-200 cm (aliquota derivante dall'accorpamento e successiva omogenizzazione dei livelli 100-150 cm e 150-200 cm); • 200-400 cm (aliquota derivante dall'accorpamento e successiva omogeneizzazione dei livelli 200-300 cm e 300-400 cm) e analogamente per gli eventuali successivi livelli da 2 m o frazioni superiori al metro. Riguardo alla caratterizzazione chimica è fatto salvo quanto previsto dal D.M. 7 novembre 2008, ritenendo valide le risultanze analitiche ottenute. In particolare, per le aliquote derivanti dagli accorpamenti sopra indicati è ammesso l'utilizzo dei valori medi delle concentrazioni riferite ai due campioni analizzati separatamente. Per i parametri chimici di cui al presente Allegato Tecnico non previsti dall'Allegato A al D.M. 7 novembre 2008 si dovrà procedere all'analisi dei campioni sopra indicati. 2.9. Ulteriori semplificazioni inerenti la gestione Nell'ottica di isolare eventuali "hot spot" ed ottimizzare la gestione compatibile, una volta completata la caratterizzazione e alla luce delle risultanze analitiche, sono possibili successive e ulteriori caratterizzazioni delle aree unitarie con risoluzioni minime fino a 300 m³ di materiale da dragare. Con la finalità di ottimizzare la gestione di lotti di materiale il più possibile omogenei da sottoporre alla medesima opzione di gestione, ad esclusione delle attività di ripascimento della spiaggia emersa e ad esclusione dei casi in cui sia stata operata una riduzione dei campioni nella fase di caratterizzazione (mediante formazione di campioni compositi), una volta ottenuta la classificazione dei singoli volumi unitari associati a ciascun campione (non composito), è possibile gestire con la medesima opzione lotti contigui accorpati appartenenti al medesimo livello batimetrico, purché la differenza sia di una sola classe di qualità e il volume di materiale di classe peggiore non costituisca più del 20% del volume complessivo. APPENDICE 2A: INFORMAZIONI DA RIPORTARE NEI RAPPORTI DI PROVA RELATIVI ALLE INDAGINI ECOTOSSICOLOGICHE Campione Data campionamento Matrice Concentrazione/i testata/e: Organismo test Metodo utilizzato End point misurato Sostanza tossica di riferimento (controllo positivo) EC50 e limiti fiduciali (controllo positivo) Range di riferimento e/o carta di controllo Acqua usata per il test come controllo/diluente Parametri di controllo (es. salinità, pH, Temperatura) Nr. repliche Tempo di esposizione EC20 con limiti fiduciali EC50 con limiti fiduciali Effetto percentuale medio alla conc. max Dev. St. delle repliche alla conc. max Per il saggio in fase solida con Vibrio fischeri Tossicità misurata (TU50) ± Lim fiduc. ( 95%) R² Sediment Toxicity Index (STI) Dati da utilizzare per l'applicazione dei criteri di integrazione ponderata ¹Misura dell'endpoint Media Deviazione standard Nr. repliche Controllo negativo Media delle letture delle repliche alla massima concen- trazione testata Deviazione standard tra le repliche alla massima concen- trazione testata Nr. Repliche alla massima concen- trazione Campione (trattato) Media delle letture delle repliche alla massima concen- trazione testata Deviazione standard tra le repliche alla massima concen- trazione testata Nr. Repliche alla massima concen- trazione Solo per saggio in fase solida mediante Vibrio fischeri Media Deviazione standard Nr. repliche Controllo negativo Soglia Tossicità Naturale stimata (TU50) CV delle letture di controllo I0 [(dev. Std. I0 / media I0 controllo] * 100) espresse in TU proporzionali rispetto alla Soglia di Tossicità Naturale Numero repliche controllo Campione (trattato) Tossicità misurata riferita al peso secco (TU50) ¼ dei limiti fiduciali della tossicità misurata riferita al peso secco 2 --------------------- ¹ Test algale: densità cellulare o tasso di crescita; test di fecondazione/ sviluppo lavale: % fecondati/sviluppati; test di mortalità/immobilizzazione: numero sopravvissuti; test con Vibrio fischeri su fase liquida: % bioluminescenza. APPENDICE 2B: CRITERI DI INTEGRAZIONE PONDERATA PER LA VALUTAZIONE DELLE RISULTANZE ECOTOSSICOLOGICHE I criteri di integrazione ponderata considerano aspetti importanti e caratteristiche specifiche dei saggi biologici inclusi nella batteria utilizzata, tra cui la significatività statistica della differenza di effetto tra campione e controllo (contemplando la variabilità tra le repliche, sia nel controllo, sia nel campione); la severità dell'effetto (inteso come gravità del danno biologico misurato dallo specifico end-point); la tipologia di esposizione (acuta o a breve termine, cronica o a lungo termine); la rappresentatività ambientale della matrice testata. Per ciascuno dei saggi previsti nelle diverse tipologie di batterie utilizzabili è indicata una "soglia" di effetto che rappresenta la variazione minima ritenuta biologicamente significativa per ciascuna condizione sperimentale (Tabella A1); vengono anche riportati i "pesi" attribuiti a ciascun saggio in funzione della rilevanza biologica dell'end-point misurato, della durata dell'esposizione, della matrice testata (Tabella A2). Tabella A1 - Valori di soglia attribuiti ai saggi biologici previsti nelle batterie. Parte di provvedimento in formato grafico Tabella A.2 - Pesi attribuiti in funzione della rilevanza dell'endpoint biologico, la matrice, il tempo di esposizione ed utilizzati per il calcolo del coefficiente W2 . Vengono riportati anche i valori per la biostimolazione algale.