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si ripristina l'assegno di invalidità per quegli invalidi civili parziali che esercitano piccoli lavoretti dai quali derivi un reddito minimo, non soggetto ad imposizione. Si tratta di disabili ai quali era stato revocato l'assegno a causa di un'interpretazione restrittiva della Cassazione, recepita poi dall'INPS, che di fatto aveva messo tante donne e uomini disabili davanti ad una scelta impropria: dover rinunciare a piccole attività lavorative per poter continuare a ricevere l'assegno di invalidità, una vera ingiustizia. Lavorare significa infatti conseguire dignità ed autonomia. Viceversa, togliere l'assegno agli invalidi civili parziali avrebbe voluto dire calpestare la dignità delle persone con disabilità, esattamente l'opposto dell'inclusione. Ecco perché abbiamo operato affinché questo decreto portasse risultati concreti nella vita delle persone. Salutiamo con favore, anche se sappiamo che non è sufficiente, il rinvio di nove giorni del pagamento delle cartelle esattoriali in scadenza il 30 novembre. Contiamo sul fatto che si possa ulteriormente differire la proroga nel passaggio in manovra o che si possa prevedere una rateizzazione delle somme non versate, così da venire incontro a cittadini e imprese, ancora costretti a fare i conti con la grave crisi di liquidità conseguente agli effetti del covid. Siamo inoltre soddisfatti di aver potuto semplificare la vita a numerosi imprenditori già fortemente penalizzati dalla pandemia; quelli del settore turistico alberghiero. Grazie all'approvazione di un nostro emendamento, infatti, l'eventuale ritardo nel versamento della tassa di soggiorno da parte di albergatori che abbiano provveduto anche prima del 19 maggio del 2020 al versamento della stessa sarà soggetto a mera sanzione amministrativa e non verrà considerato reato. La situazione emergenziale legata al covid ha sicuramente messo sottosopra l'amministrazione di diverse strutture ricettive ed eventuali ritardi negli adempimenti burocratici, avvenuti durante questo pesante periodo, non devono, a nostro parere, penalizzare eccessivamente le imprese. Come Italia Viva riteniamo strategico metterle nelle condizioni di lavorare con maggiore serenità e riuscire così a ripartire e a trainare la crescita. Nell'ottica del contrasto all'emergenza sanitaria, è molto positivo che il decreto confermi l'applicazione dei trattamenti di malattia per il periodo trascorso in quarantena precauzionale per i lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico. ln particolare, viene riconosciuto il congedo straordinario per lavoratori, genitori di figli conviventi, minori di quattordici anni o con disabilità grave. Il congedo serve a coprire la durata di un'eventuale sospensione della didattica in presenza o di un'eventuale infezione da Covid o quarantena del figlio. Con questo decreto prestiamo particolare attenzione anche al mondo dello spettacolo. È meritoria la previsione di un credito d'imposta del 90 per cento per le imprese che effettuano attività teatrali e spettacoli dal vivo che abbiano subito nel 2020 una riduzione del fatturato di almeno il 20 per cento rispetto all'anno precedente. In chiusura, voglio sottolineare però un ulteriore passaggio di grande rilevanza di questo provvedimento. Il 2021, purtroppo, non sarà ricordato solamente per le vite perse a causa del Covid. L'anno che sta per chiudersi è drammaticamente segnato anche da un'altra emergenza: quella delle morti sul lavoro; più di mille vite dall'inizio dell'anno sono state spezzate, il più delle volte a causa di discipline di sicurezza non rispettate o di controlli non eseguiti. Si tratta di persone che erano uscite di casa per andare semplicemente al lavoro e che non sono più tornate. Ecco che è giusto e necessario aver previsto in questo decreto misure severe e tempestive per prevenire gli incidenti sul lavoro, come la sospensione dell'attività produttiva che scatta in presenza di violazioni alle norme sulla sicurezza, con una serie di casistiche specifiche che consentiranno lo stop immediato, non più solo in caso di recidiva, come accade attualmente. Lo stop immediato ai lavori viene previsto anche per quelle aziende che hanno presente sul luogo di lavoro un 10 per cento del proprio personale in nero (con un dimezzamento degli attuali valori). La nuova disciplina prevede inoltre l'impossibilità, per tutto il periodo di sospensione dei lavori per l'impresa destinataria del provvedimento cautelare, di contrattare la ripresa dell'attività con la pubblica amministrazione. Si procederà anche a potenziare i controlli, grazie ad assunzioni ad hoc all'ispettorato nazionale del lavoro ed al reclutamento di 2.000 dipendenti nelle ASL, che entreranno in servizio già entro la fine di quest'anno, e ulteriori 1.000, l'anno prossimo. È previsto un importante investimento in tecnologie per l'ispettorato nazionale del lavoro, così da dotare il nuovo personale ispettivo della strumentazione informatica necessaria per svolgere l'attività di vigilanza secondo i sistemi più innovativi. È previsto anche l'aumento del personale dell'Arma dei carabinieri dedicato al controllo del rispetto delle norme in materia di diritto del lavoro. Insomma, vi è tutta una serie di misure con le quali vogliamo intervenire con maggiore efficacia sulle imprese che non rispettano le misure di prevenzione o che impiegano lavoratori in nero. Tale stretta sui controlli è doverosa, soprattutto alla luce del numero di vittime sul lavoro riscontrato quest'anno. Questo decreto fiscale, insomma, vuol essere il tassello di un'architettura complessiva, orientata allo sviluppo e all'inclusione, per una società che cresca veloce, senza lasciare indietro nessuno, attenta alla dignità del lavoro ed al rispetto supremo della vita. Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore D'Alfonso nella discussione della questione di fiducia posta sull'emendamento 1.9000 (testo corretto), interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge n. 2426 Il decreto-legge n. 146 che l'Assemblea esamina oggi dopo il lavoro delle Commissioni riunite è un contenitore di farmaci per i settori feriti della fiscalità e del lavoro. L'urgenza di misure che prorogano termini di versamenti o rendono più stringenti le disposizioni di controllo sul rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro è indiscutibile. Per il Partito Democratico la lealtà verso il fisco e la tutela della sicurezza sul lavoro sono infrastrutture giuridiche che, come le tante infrastrutture materiali oggetto del PNRR, hanno necessità di una larga, continua e sapiente manutenzione. In entrambi i settori non si tratta di introdurre riforme palingenetiche di portata radicale, ma di rimettere "sulle gambe" ciò che si regge oggi "sulla testa". Per il settore tributario, gli emendamenti accolti dalle Commissioni hanno ampliato i termini di versamento e le fattispecie di notifiche e avvisi che danno luogo a versamenti, con particolare rilievo anche ai versamenti Irap. Seguendo la linea tracciata dal Governo con gli articoli 5 e 6, le Commissioni hanno dotato l'Agenzia delle entrate di uno strumento per contrastare comportamenti formalmente leciti, ma chiaramente ostruzionistici ascrivibili ai professionisti del ricorso e non ad una reale esigenza di tutela del contribuente.