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Signora Presidente, onorevole rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, voglio iniziare il mio intervento plaudendo all'attività di questo Governo e di questa maggioranza, non foss'altro per il fatto che siamo passati dall'era dei DPCM, provvedimenti amministrativi che in sostanza tagliavano fuori il Parlamento da qualunque intervento e giudizio di sindacabilità, a quello dei decreti-legge, che, pur essendo di iniziativa governativa, sono sottoposti al vaglio del Parlamento e in più di un'occasione vengono modificati - dal nostro punto di vista, in meglio - a seguito dell'intervento dei due rami del Parlamento. Credo che questo sia un grande passo avanti nella direzione della democrazia parlamentare, visto che questo è quello che siamo. La strada della vaccinazione - per quanto possibile, di massa - si è rivelata efficace: anche se la pandemia non è completamente debellata, credo di poter dire - e i dati ci confortano in questo - che il peggio è alle nostre spalle. Quanti in questi due anni hanno criticato, anche ferocemente - l'ultimo intervento che mi ha preceduto si inserisce in questo solco - il Governo italiano, e quindi la maggioranza che lo ha sostenuto e che lo sostiene, per il fatto che in altri Paesi venivano adottate misure meno restrittive, più morbide e più elastiche, per affrontare la pandemia, oggi devono fare una seria autocritica, a mio avviso. (Applausi) . Se ci guardiamo intorno in Europa, l'Italia è praticamente quasi un'isola felice rispetto alla Germania, alla Francia, all'Austria e ai Paesi dell'Est. Questo vuol dire che i nostri sacrifici non sono stati vani. Se oggi l'Italia è presa ad esempio dal mondo occidentale, evidentemente questo è merito delle attività che si sono predisposte e anche dell'incentivazione alla campagna vaccinale. Certo, fino a quando non sarà completamente debellata la pandemia, dovremo imparare a convivere con il virus, senza sottovalutarlo, ma senza paura, rispettando le minime regole di distanziamento, utilizzo della mascherina e igienizzazione delle mani, ma soprattutto continuando la campagna di vaccinazione, iniziata un anno fa. È stato ormai scientificamente provato che la vaccinazione, pur non escludendo la possibilità di contagio, sicuramente ne elimina gli effetti più gravi. Qualche giorno fa, leggevo su un giornale che l'indice dei contagiati è tornato ai livelli dei mesi scorsi: a maggio abbiamo superato le 10.000 unità, ma, a differenza di allora, quando c'erano stati 270 decessi, oggi ne abbiamo avuti poco più di 60 o 70. Questo sta a dimostrare che la vaccinazione è efficace: non è esaustiva, ma è efficace. Altri istituti scientifici hanno potuto accertare che, grazie alla campagna di vaccinazione, abbiamo salvato la vita a circa 12.000 connazionali: credo che questo sia un risultato assolutamente importante, che non può essere sottaciuto. (Applausi) . Proprio per questo mi sia consentito, con tutto il garbo, ma con tutta la decisione necessaria, di invitare coloro che ancora non si sono vaccinati a farlo e a fidarsi della scienza e delle scelte di questo Governo, che non è un Governo di irresponsabili, e di questa maggioranza, che non è una maggioranza di irresponsabili. E proprio perché rivolgo questo invito a coloro che ancora non hanno fatto il vaccino, a maggior ragione invito coloro che hanno fatto le due dosi a fare tempestivamente la terza, perché questa è la strada che dobbiamo seguire fino a quando non avremo debellato completamente la pandemia. Se oggi, grazie a Dio, non parliamo di lockdown , fenomeno che invece sta interessando altri Paesi vicini e che è stato una fase che ci ha profondamente feriti, lo dobbiamo alle scelte coraggiose di questo Esecutivo e della maggioranza che lo sostiene, e anche - dobbiamo dirlo - al senso di responsabilità degli italiani. Ripeto che oggi l'Italia è un esempio da imitare e di questo dobbiamo essere tutti orgogliosi, Parlamento, Governo e italiani, poiché è un risultato di tutti, quindi ne dobbiamo andare assolutamente orgogliosi e fieri. Il decreto-legge che ci apprestiamo a convertire non è soltanto la logica conseguenza dei sacrifici che abbiamo fatto, ma è l'adesione del Governo alle istanze di quanti, Forza Italia in primis , chiedevano un ritorno alla normalità, sebbene con tutte le cautele del caso. Teatri, cinema, concerti e musei tornano ad essere attività normali per gli italiani: gustare una partita in presenza o una manifestazione teatrale e vedere un film tornano ad essere attività quotidiane; i nostri giovani, che ne sono stati privati - e forse sono coloro che maggiormente hanno subito le conseguenze delle misure restrittive, dolorose ma necessarie - tornano a poter vivere la loro giovinezza anche frequentando le discoteche. A questo punto, signora Presidente, voglio essere chiaro e lo faccio a nome del Gruppo. Abbiamo un aumento dei contagi e già si parla di ulteriori iniziative e restrizioni che si possono rendere necessarie. Siamo d'accordo che questa dev'essere la strada da perseguire, ma su una cosa vogliamo essere chiari: eventuali responsabilità e restrizioni non potranno mai riguardare coloro che si sono vaccinati, su questo vogliamo essere assolutamente chiari! (Applausi) . Abbiamo lasciato libertà e libero arbitro, ma chi ha deciso per motivazioni sue (rispettabilissime, anche se non condivisibili) di non vaccinarsi non può caricare l'onere e le responsabilità di questa scelta su quanti invece responsabilmente hanno deciso di farlo. (Applausi) . Questo dev'essere invece un motivo per il quale chi ancora non ha raggiunto il convincimento di vaccinarsi si decida prima o poi a farlo. Desidero concludere il mio intervento, signora Presidente, citando una dichiarazione della mia presidente Bernini, quando è stato varato dal Governo il decreto-legge in esame. La presidente Bernini ha commentato in questa maniera: grande soddisfazione per il decreto-legge del Governo sulle riaperture, che ha il marchio di Forza Italia, perché calibra la necessaria prudenza anti-Covid con le sacrosante istanze delle categorie più penalizzate. Non è questa la dichiarazione di voto che, da par suo, farà il collega Pagano, ma credo che si capisca quale sarà l'atteggiamento di Forza Italia di fronte alla conversione del decreto-legge in esame. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grassi. Ne ha facoltà. GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo convertendo l'ennesimo decreto-legge e siamo reduci dall'ennesima votazione di fiducia: indubbiamente l'attività del Parlamento è ormai ridotta ad un ruolo frammentario e inevitabilmente diventa difficile affrontare in modo organico la trattazione di questi provvedimenti. Proprio in ragione di tale difficoltà, in sede di discussione generale, desidero soffermarmi su un solo emendamento, quello a mia firma, che - ve lo dico subito - non è stato approvato e ha ricevuto parere contrario dal Governo. Ognuno di noi porta in quest'Aula le proprie esperienze. Sono ben consapevole - questa è la mia prima legislatura - di essere tornato studente, perché la politica è un altro mestiere rispetto a ciò che possiamo fare prima di questo lavoro, però non sono immemore delle mie radici e delle mie esperienze. Ho destinato la mia vita alla formazione dei giovani, che continuano ad essere la mia principale preoccupazione.