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Lo studio della fondazione dell'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) Ricerche Cittalia (Massimo Allulli, «Le Politiche urbane in Italia tra adattamento e trasformazione», 2010) descrive un quadro di grande inadeguatezza del nostro Paese in materia. Nel 1987 fu costituito un Ministero per i problemi delle aree urbane, inizialmente affidato al Ministro Carlo Tognoli, che si trasformò, tra il 1993 e il 2001, in un Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio dei ministri che fu successivamente soppresso. Al momento attuale, considerando i soli attori interni al Governo ed escludendo dunque attori istituzionali di livello non nazionale, attori della società civile, attori economici e altri portatori di interessi, per quanto riguarda i principali programmi che riguardano le città, gli attori principali individuati dallo studio di Cittalia sono: a) la Direzione generale per lo sviluppo del territorio, la programmazione ed i progetti internazionali (Dicoter) del Dipartimento per le infrastrutture, gli affari generali ed il personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Tra le sue competenze si trovano i piani e i programmi di sviluppo del territorio e del sistema delle città e la gestione dei programmi d'iniziativa dell'Unione europea; b) il Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali della Presidenza del Consiglio dei ministri. Esso ha competenze in politiche di rilevanza urbana in quanto «partecipa alla fase istruttoria dei provvedimenti governativi che presentano implicazioni economiche e finanziarie per le economie territoriali». In particolare il Dipartimento ha competenze nello sviluppo dei contratti d'area (legge 23 dicembre 1996, n. 662) e dei programmi di sviluppo (decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236); c) il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), di cui sono componenti il Presidente del Consiglio dei ministri, dodici Ministri e il Presidente della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, di seguito «Conferenza Stato-regioni». Il CIPE ha un ruolo rilevante soprattutto nelle politiche urbane che derivano dalle scelte generali di natura infrastrutturale in quanto competente nell'attuazione del Programma delle infrastrutture strategiche, così come previsto dalla legge 21 dicembre 2001, n. 443, cosiddetta legge obiettivo. Il CIPE ha inoltre un ruolo centrale nella disciplina e nell'allocazione di risorse in materia di programmazione negoziata; d) il Ministero dell'interno, il quale è un attore importante nelle politiche urbane non solo in quanto depositario delle competenze relative all'ordinamento e alla finanza locali, ma anche perché si è fatto promotore di una politica di sicurezza per le città che è andata acquisendo una grande importanza, anche attraverso la firma dei patti per la sicurezza insieme ai governi locali; e) il Ministero dello sviluppo economico, che partecipa per il 40 per cento alla società di gestione Expo Milano 2015 S.p. A. Il suo Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica ha competenze relative all'allocazione dei finanziamenti provenienti dal FESR e dal Fondo sociale europeo (FSE); f) il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che ha diverse competenze anche in relazione alle politiche abitative; g) la Conferenza Stato-città ed autonomie locali la quale, pur essendo più uno strumento di governo delle politiche urbane che un attore diretto, deve essere comunque presa in considerazione per la sua rilevanza come «organo collegiale con funzioni consultive e decisionali, sede istituzionale permanente di confronto e raccordo tra lo Stato e gli enti locali». La Conferenza esercita indubbiamente un'influenza sulle politiche urbane nazionali e la sua stessa istituzione può essere considerata come parte di una politica nazionale per le città, orientata a istituzionalizzare strumenti di governance multilivello. La Conferenza «è sede di esame in materia di ordinamento, finanza, personale e servizi pubblici degli enti locali e di ogni altra questione che venga sottoposta, anche su richiesta dei Presidenti dell'ANCI, dell'UPI o deIl'UNCEM, al parere della Conferenza dal Presidente del Consiglio o dal Presidente delegato». La competenza organizzativa relativa alla Conferenza è affidata al Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport e al Dipartimento per gli affari regionali. La Conferenza unificata unisce in seduta unica la Conferenza Stato-regioni e la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. In ragione della loro importanza per le città sono inoltre da considerare: a) il Ministero dell'economia e delle finanze per le sue competenze in materia finanziaria e in particolare sulle regole del patto di stabilità interno, fondamentali soprattutto per gli investimenti; b) il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per il ruolo rilevante che assumono le città nell'economia della conoscenza; c) il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, in quanto le città sono fondamentali al fine del raggiungimento degli obiettivi europei del pacchetto clima-energia 20-20-20. Va considerato, inoltre, che due dei Dipartimenti citati nello studio Cittalia (il Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali della Presidenza del Consiglio dei ministri e il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del Ministero dello sviluppo economico) sono stati affidati nel Governo Monti alla responsabilità del Ministro per la coesione territoriale, il quale è anche segretario del CIPE. La modifica del titolo V della parte seconda della Costituzione del 2001 ha affidato alle regioni la potestà legislativa in molte materie di rilievo per le città. Va ricordato che sono materie di legislazione concorrente tra Stato e regioni: l'istruzione; la ricerca scientifica e tecnologica e il sostegno all'innovazione per i settori produttivi; la tutela della salute; la protezione civile; il governo del territorio; i porti e gli aeroporti civili; le grandi reti di trasporto e di navigazione; l'ordinamento della comunicazione; la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell'energia; la valorizzazione dei beni culturali e ambientali e la promozione e l'organizzazione di attività culturali. Sono materie di legislazione esclusiva l'artigianato, il commercio, l'industria, il turismo, l'assistenza, i trasporti e la viabilità. Il disegno di legge è formato da un solo articolo con il quale si istituisce il Comitato interministeriale per le politiche urbane (CIPU), senza dar luogo a nuovi Ministeri o Dipartimenti, ma coordinando tra loro tutte le amministrazioni interessate. Si è assunto a riferimento, pur con le modifiche che si sono ritenute opportune, il Comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE) istituito dall'articolo 2 della legge 24 dicembre 2012, n. 234. Il comma 1 prevede che il CIPU sia istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e sia convocato e presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Ministro con delega specifica per le politiche urbane.