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Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita. PARERE DELLA 1 a COMMISSIONE PERMANENTE (AFFARI COSTITUZIONALI, AFFARI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E DELL'INTERNO, ORDINAMENTO GENERALE DELLO STATO E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE) (Estensore: Palermo ) su testo ed emendamenti 8 gennaio 2014 La Commissione, esaminato il disegno di legge, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, a condizione che, all'articolo 10, il principio e criterio direttivo di cui al comma 1, lettera c) , che prefigura un potere di coordinamento e di riordino in materia di entrate degli enti locali, sia riformulato al fine di assicurare in ogni caso il rispetto dell'autonomia finanziaria costituzionalmente riconosciuta agli enti locali. In riferimento all'articolo 15, si rileva che l'esercizio della delega appare subordinato al verificarsi di un evento futuro e incerto, consistente nell'approvazione di una direttiva dell'Unione europea nella quale sarebbero contenuti i princìpi e criteri direttivi ai quali i decreti delegati dovranno conformarsi, anche considerando la disposizione che regola la decorrenza degli effetti delle disposizioni delegate. Si osserva, infine, che i princìpi e i criteri direttivi riferiti ad alcune delle deleghe previste sono rinvenibili all'interno delle disposizioni relative all'oggetto, con il conseguente rischio di improprie sovrapposizioni, tali da ingenerare dubbi interpretativi nella fase di esercizio della delega, anche considerando che, in altre deleghe, i princìpi e criteri sono correttamente esplicitati ed elencati come tali. Esaminati, altresì, gli emendamenti ad esso riferiti, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri: – sull'emendamento 1.16 parere contrario, in quanto la disposizione di delega ivi prevista è priva di termini, nonché dei princìpi e criteri direttivi; – sull'emendamento 2.13 parere contrario, dal momento che l'oggetto di delega introdotto con la proposta è suscettibile di incidere sull'autonomia, anche sanzionatoria, delle amministrazioni comunali; – sull'emendamento 5.6 parere non ostativo, invitando a riformulare la disposizione in modo da uniformarla agli altri criteri contenuti nell'articolo; – sull'emendamento 11.1 parere non ostativo, segnalando l'incongruità della disposizione, in quanto, nell'introdurre un altro criterio direttivo, riferisce a quest'ultimo ulteriori princìpi e criteri direttivi; – sull'emendamento 13.2 parere non ostativo, a condizione che sia soppresso il secondo periodo, dal momento che impropriamente esso introduce una specifica delega all'interno di un singolo criterio direttivo riferito alla delega principale, di cui al comma 1 dell'articolo 13; – sugli emendamenti 15.1, 15.2, 15.3 e 15.4 parere non ostativo, riferendo agli stessi le medesime osservazioni formulate all'articolo 15 del disegno di legge; – sull'emendamento 15.6 parere contrario, poiché la disposizione ivi prevista condiziona l'esercizio della delega ad un evento futuro e indeterminato, che potrebbe realizzarsi anche oltre il termine generale di delega di cui all'articolo 1; – sui restanti emendamenti parere non ostativo.. DISEGNO DI LEGGE DISEGNO DI LEGGE Approvato dalla Camera dei deputati Testo proposto dalla Commissione Art. 1. Art. 1. (Delega al Governo per la revisione del sistema fiscale e procedura) (Delega al Governo per la revisione del sistema fiscale e procedura) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, decreti legislativi recanti la revisione del sistema fiscale. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dei princìpi costituzionali, in particolare di quelli di cui agli articoli 3 e 53 della Costituzione, nonché del diritto dell'Unione europea, e di quelli dello statuto dei diritti del contribuente di cui alla legge 27 luglio 2000, n. 212, con particolare riferimento al rispetto del vincolo di irretroattività delle norme tributarie di sfavore, in coerenza con quanto stabilito dalla legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di federalismo fiscale, secondo gli specifici princìpi e criteri direttivi indicati negli articoli da 2 a 16 della presente legge, nonché secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi generali: 1. Identico . a) tendenziale uniformità della disciplina riguardante le obbligazioni tributarie, con particolare riferimento ai profili della solidarietà, della sostituzione e della responsabilità; b) coordinamento e semplificazione delle discipline concernenti gli obblighi contabili e dichiarativi dei contribuenti, al fine di agevolare la comunicazione con l'amministrazione finanziaria in un quadro di reciproca e leale collaborazione, anche attraverso la previsione di forme di contraddittorio propedeutiche all'adozione degli atti di accertamento dei tributi; c) coerenza e tendenziale uniformità dei poteri in materia tributaria e delle forme e modalità del loro esercizio, anche attraverso la definizione di una disciplina unitaria della struttura, efficacia ed invalidità degli atti dell'amministrazione finanziaria e dei contribuenti, escludendo comunque la possibilità di sanatoria per la carenza di motivazione e di integrazione o di modifica della stessa nel corso del giudizio; d) tendenziale generalizzazione del meccanismo della compensazione tra crediti d'imposta spettanti al contribuente e debiti tributari a suo carico. 2. I decreti legislativi tengono altresì conto dell'esigenza di assicurare la responsabilizzazione dei diversi livelli di governo, integrando o modificando la disciplina dei tributi in modo che sia definito e chiaramente individuabile, per ciascun tributo, il livello di governo che beneficia delle relative entrate, con una relazione fra tributo e livello di governo determinata, ove possibile, in funzione dell'attinenza del presupposto d'imposta e, comunque, garantendo l'esigenza di salvaguardare i princìpi di coesione e di solidarietà nazionale. 2. Identico . 3. Almeno uno degli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 dovrà essere deliberato in via preliminare dal Consiglio dei ministri entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3. Identico . 4. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo riferisce ogni quattro mesi alle Commissioni parlamentari competenti per materia in ordine all'attuazione della delega. In sede di prima applicazione il Governo riferisce alle Commissioni entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Entro lo stesso termine, il Governo, effettuando un apposito monitoraggio in ordine allo stato di attuazione dell'incorporazione dell'Agenzia del territorio nell'Agenzia delle entrate e dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato nell'Agenzia delle dogane, disposta dall'articolo 23- quater del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, riferisce alle Commissioni parlamentari competenti per materia anche in relazione ad eventuali modifiche normative. 4.