[ddlpres]

La situazione sopra delineata ha fatto emergere la necessità di stabilire connessioni funzionali tra la sanità territoriale (riconfigurata in senso interforze) e lo Stato maggiore della difesa, mediante l'individuazione di un referente unico con la capacità di emanare direttive/disposizioni per conto dell'autorità militare di vertice e di verificarne l'attuazione. Pertanto, il 1° gennaio 2007, su disposizione del Capo di stato maggiore della difesa, è stato istituito l'Ufficio generale della sanità militare (UGESAN), posto alle dipendenze del Capo di stato maggiore della difesa ed organizzato per funzioni, con compiti di indirizzo e di coordinamento delle attività sanitarie in materia di organizzazione degli organismi di diagnosi, ricovero e cura e di medicina legale, formazione del personale, programmazione finanziaria, attività sanitaria internazionale, coordinamento delle azioni sanitarie di valenza interforze e internazionale. Successivamente, a seguito della soppressione, ai sensi del decreto ministeriale 22 giugno 2011, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale , n. 222 del 23 settembre 2011, della Direzione generale della sanità militare (DIFESAN), in data 29 novembre 2012, su disposizione del Capo di stato maggiore della difesa, è stato costituito l'Ispettorato generale della sanità militare (IGESAN), posto alle dirette dipendenze prima del Capo di stato maggiore della difesa e poi del Sottocapo di stato maggiore della difesa. Resta ferma la titolarità del Capo di stato maggiore della difesa in merito alla definizione della competenza territoriale delle Commissioni mediche interforze di prima e seconda istanza e della composizione della Commissione medica interforze di seconda istanza, di cui agli articoli 192 e 194 del codice dell'ordinamento militare. L'articolo 7 prevede interventi di revisione delle commissioni per l'avanzamento degli ufficiali con grado dirigenziale. In particolare, al comma 1, le lettere a), b), c), d), e), f) e h) prevedono disposizioni intese a razionalizzare, in senso riduttivo e nell'ottica del perseguimento di una maggiore integrazione interforze dello strumento militare, l'assetto strutturale delle commissioni che esprimono i giudizi per l'avanzamento a scelta degli ufficiali delle Forze armate con grado dirigenziale, rimodulandone la competenza. L'obiettivo – in conformità con le linee tracciate in materia dal Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa (§ 70, 180 e 181) – è quello di una più compiuta valutazione dei requisiti posseduti dai dirigenti militari in relazione alle funzioni di alto comando o di alta direzione da esercitare nel nuovo grado, con una pregnante valorizzazione degli incarichi espletati in ambito interforze e internazionale. La capacità di operare con successo in ambito interforze o all'interno di sistemi integrati internazionali ha assunto infatti, negli anni recenti, preminente importanza, soprattutto in riferimento alla partecipazione alle missioni internazionali, ove la conduzione di operazioni in un'ottica interforze è divenuta la norma. Nei contesti multinazionali e a elevato contenuto di rischio è richiesto proprio di saper operare come un corpo unico verso un obiettivo comune, ossia con piena unità di intenti, in modo integrato e sinergico, utilizzando le risorse disponibili in tutti i possibili campi di azione. Per lo svolgimento dei compiti assegnati alla Difesa risulta, pertanto, fondamentale che i dirigenti militari acquisiscano una congrua esperienza in organismi di staff o di comando interforze e che le qualità professionali dimostrate nello svolgimento dei relativi incarichi siano adeguatamente valorizzate nell'ambito della valutazione dei requisiti per l'avanzamento ai vari gradi di generale. Le misure di intervento previste dalle disposizioni in esame possono così riassumersi [lettere b) e d) ]: – riduzione del numero delle commissioni di vertice – attualmente quattro, una per ciascuna Forza armata – mediante unificazione in una commissione unica interforze, caratterizzata dalla compresenza dei vertici dell'area interforze e dei vertici della Forza armata di appartenenza del valutando; – ampliamento della competenza della commissione unica interforze con estensione ai generali di brigata e gradi corrispondenti – attualmente la competenza delle commissioni di vertice è limitata alla valutazione dei generali di divisione e gradi corrispondenti; – conseguente modificazione della competenza delle commissioni superiori di avanzamento (attualmente riferita alla valutazione degli ufficiali aventi grado da tenente colonnello a generale di brigata e gradi corrispondenti) con limitazione ai gradi di tenente colonnello e colonnello e gradi corrispondenti. Rispetto alle attuali commissioni di vertice composte da ufficiali della Forza armata a cui appartiene il valutando e presiedute dal Capo di stato maggiore della difesa, la composizione della nuova commissione unica interforze presenta il rafforzamento della componente di vertice interforze bilanciato dalla prevalenza numerica della componente di vertice di Forza armata. In particolare: a) per l'Esercito, la Marina e l'Aeronautica: con riferimento alla componente interforze: – resta ferma la partecipazione del Capo di stato maggiore della difesa con funzione di presidente; – è istituzionalizzata la partecipazione del Direttore nazionale degli armamenti e responsabile per la logistica, se militare, indipendentemente dall'appartenenza alla Forza armata del valutando (attualmente il Segretario generale della difesa/DNA partecipa alla commissione di vertice della Forza armata di appartenenza, ovvero è obbligatoriamente consultato dalle commissioni di vertice delle altre Forze armate allorché la valutazione riguardi ufficiali in servizio presso uffici od organi da lui dipendenti); – è istituzionalizzata la partecipazione del Sottocapo di stato maggiore della difesa, indipendentemente dall'appartenenza alla Forza armata del valutando (attualmente il Sottocapo di stato maggiore della difesa partecipa alla commissione di vertice e alla commissione superiore d'avanzamento della Forza armata di appartenenza, ovvero è obbligatoriamente consultato dalle commissioni superiori delle altre Forze armate allorché la valutazione riguardi ufficiali in servizio presso uffici od organi da lui dipendenti); – costituisce elemento di novità la partecipazione del Vice comandante per le operazioni e del Comandante della formazione interforze in riferimento ai settori operativo e formativo interforze; con riferimento alla componente di Forza armata: – resta ferma la partecipazione del Capo di stato maggiore della Forza armata di appartenenza del valutando, con funzione di vice presidente; – viene confermata la rappresentanza dei settori operativo, logistico e formativo della Forza armata a cui appartiene il valutando, individuata nei Comandanti di vertice della relativa organizzazione (attualmente la rappresentanza dei citati settori è in vario modo declinata dalle disposizioni che prevedono la composizione delle commissioni di vertice e superiore di avanzamento di ciascuna Forza armata);