[resaula]

Signor Presidente, colleghe senatrici, colleghi senatori, membri del Governo; signor Ministro, condividiamo pienamente la sua analisi e la sua ricostruzione dei fatti. L'Europa ci ha fatto un richiamo, facendo il primo passo per un'eventuale procedura di infrazione per debito eccessivo. Sicuramente le istituzioni europee preposte a questi interventi si intendono di numeri, ma mi pare di capire che abbiano anche una cultura classica perché la lettera con cui, sostanzialmente, si contesta la manovra economica mi ha ricordato la famosa favola di Fedro del lupo e dell'agnello, che bevono allo stesso ruscello, ma il lupo, che è a monte, accusa l'agnello, che è a una certa distanza ed è a valle, di intorbidire l'acqua. E, infatti, l'Unione europea fonda la sua contestazione non sulla violazione del rapporto deficit- PIL del 3 per cento, visto che la manovra di questo Governo lo prevede al 2,4, ma contesta che il debito scenderà poco nel 2019, visto che il debito è sceso pochissimo negli anni 2016 e 2017 (di un misero 0,2 per cento per ciascun anno), negli anni dei Governi Renzi e Gentiloni. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il documento dice testualmente: «Sulla base dei dati notificati e delle previsioni dell'autunno 2018 della Commissione, l'Italia non ha rispettato il parametro di riduzione del debito nel 2016 ( gap del 5,2 per cento del PIL) o nel 2017 ( gap del 6,6 per cento del PIL)». Durante cioè i Governi precedenti. La lettera prosegue poi dicendo che «complessivamente, la mancanza di conformità dell'Italia con il parametro di riduzione del debito nel 2017 fornisce la prova dell'esistenza prima facie di un disavanzo eccessivo ai sensi del patto di stabilità e crescita, considerando tutti i fattori come di seguito esposti. Inoltre, in base ai piani governativi e alle previsioni dell'autunno 2018 della Commissione, l'Italia non dovrebbe rispettare il parametro di riduzione del debito nel 2018 o nel 2019». Come sappiamo, i Trattati prevedono che i debiti dei Paesi dell'Unione europea debbano tendere al 60 per cento, ma tanti Paesi sono lontani da questa soglia e si prevede che per il 2019 il debito medio per i Paesi dell'Unione europea sia dell'85 per cento. L'Italia, in particolare, è sempre stata lontanissima dalla soglia del 60 per cento, avendo avuto debiti negli ultimi anni dal 100 al 130 per cento. L'Europa oggi ci dice che la manovra espansiva messa in campo dal Governo desta perplessità e che, sostanzialmente, occorre seguire i suoi consigli. Tuttavia, è proprio seguendo i suoi consigli di austerità che il debito è esploso, passando dal 116,5 per cento del 2011, primo anno in cui le politiche di austerity imposte dall'Europa sono state effettivamente messe in campo, al 123,4 per cento del 2012, al 129 per cento del 2013, al 131,8 per cento del 2014 (Governo Renzi) al 131,6 per cento del 2015 (sempre Governo Renzi) al 131,4 per cento del 2016 (sempre Governo Renzi) e, infine al 131,2 per cento del 2017 (Governo Gentiloni Silveri). Come si è detto, proprio sul debito eccessivo degli anni 2016 e 2017 si basa la contestazione odierna dell'Unione europea e l'eventuale apertura della procedura di infrazione. L'Europa, quindi, che da più di vent'anni è stata benevola sul debito pubblico dell'Italia, ben sopra il 60 per cento, improvvisamente si accorge che qualcosa non va e ci contesta che il debito sia sceso poco negli anni 2016 e 2017, cioè proprio negli anni in cui hanno governato quei Governi che tanto l'Europa apprezzava. Ora, invece, ci viene a dire che l'attuale Governo - cioè l'agnello della favola - intorbidisce l'acqua. (Applausi dal Gruppo M5S) . Se non vi piace la favola di Fedro, mi verrebbe da dire che le colpe dei padri ora devono ricadere sui figli, secondo l'Unione europea. La verità è tutta al contrario rispetto a quanto ci dice l'Europa: è stata proprio l'austerità insensata che è stata imposta dai tecnocrati dell'Unione europea a far esplodere il debito pubblico. Sono i numeri che lo certificano, non sono opinioni politiche. PRESIDENTE. La invito a concludere. PELLEGRINI Marco (M5S) . Ho quasi terminato, Presidente. Il debito pubblico è aumentato di circa il 30 per cento in dieci anni proprio applicando le politiche dell'Unione europea. Noi amiamo il nostro Paese, difenderemo i suoi interessi con tutte le nostre forze e faremo valere gli interessi dei cittadini italiani davanti a qualsiasi organismo europeo. Faremo prevalere il buon senso e le buone pratiche di governo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Governo. Comunico all'Assemblea che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dai senatori Patuanelli e Romeo, n. 2, dal senatore Marcucci e da altri senatori, n. 3, dalla senatrice De Petris e da altri senatori, n. 4, dalla senatrice Bernini e da altri senatori, e n. 5, dal senatore Ciriani e da altri senatori. I testi sono in distribuzione. Ha facoltà di intervenire il ministro Tria, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. TRIA, ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sulla proposta di risoluzione n. 1 e parere contrario sulle restanti proposte di risoluzione. Non ritengo di dover replicare agli interessanti commenti che sono venuti dalle parti politiche. (Commenti della senatrice Biti) . Potrei replicare ad alcune osservazioni di tipo accademico che mi sono venute e che mi hanno fatto sorridere, ma ritengo di non farlo, perché non credo che sia di interesse del Senato. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Passiamo alle votazioni. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghe, colleghi, Ministro, che dire? Lei ha fatto un intervento parlando di necessità di equilibrio, dicendo che il Parlamento e il Governo, con responsabilità, devono tenere conto degli equilibri complessivi. Ha detto che bisogna mantenere un equilibrio tra la spesa e gli investimenti, che bisogna dialogare e avere un rapporto costruttivo con l'Europa. Ora, la mia domanda è: un'autocritica? Cosa è successo rispetto a quando avete detto che sareste andati dritto? Nulla di nuovo! Che il ciclo non fosse positivo era chiaro; che tutti gli osservatori internazionali e nazionali sostenessero che la vostra previsione di crescita non fosse credibile era chiaro; che cos'è successo? L'altra domanda, cui non avrò risposta, è questa: