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Disposizioni per la concessione di una promozione, a titolo onorifico, agli ufficiali provenienti dai corsi allievi ufficiali di complemento. Onorevoli Senatori. – Con la sospensione della leva obbligatoria la categoria degli ufficiali di complemento provenienti dai corsi per allievi ufficiali di complemento (AUC) non è stata più incrementata. Finisce quindi un'epoca, quella in cui i giovani culturalmente e fisicamente più preparati del Paese, vincendo le selezioni per i corsi AUC, sono andati a confluire nei ranghi dei quadri direttivi delle nostre Forze armate. Ricorderò, come esempi notevoli, che cinque fra gli ultimi Presidenti della Repubblica hanno avuto l'onore di appartenere alla categoria degli ufficiali di complemento: Ciampi, Scalfaro, Cossiga, Pertini e Saragat. Purtroppo, però, questa categoria di ufficiali è stata da sempre vista dall'istituzione militare in una luce un po’ «crepuscolare». Le Forze armate stanno nominando, da qualche tempo, altri ufficiali di complemento, in pochissime unità ogni anno, quelli della cosiddetta «riserva selezionata», promossi direttamente ufficiali senza un corso preventivo, in virtù delle loro specializzazioni acquisite nella vita civile, dal grado di sottotenente a quello di maggiore. È frequente che gli ufficiali di complemento della riserva selezionata siano nominati direttamente al grado di maggiore; gli ufficiali a ferma prefissata, se diplomati, sono avanzati al grado di tenente al compimento del secondo anno di permanenza nel grado; se laureati, sono nominati direttamente al grado di tenente e, maturando un anno di servizio in tale grado già con il normale periodo di ferma contratta, acquisiscono nella maggioranza dei casi titolo per l'avanzamento al grado di capitano. Mentre gli ufficiali di complemento provenienti dai corsi AUC, anche se laureati, restano sottotenenti o tenenti e non maturano, in tutta la loro vita, avanzamenti di grado e non ottengono alcun beneficio o riconoscimento di alcun genere. Si ricorderà, a proposito di benefici, che gli ufficiali in congedo (come pure tutto il restante personale militare) del Corpo militare della Croce rossa italiana, ausiliario delle Forze armate, per la sola iscrizione nei ruoli (anche, magari, senza alcun richiamo in servizio) per un periodo di quindici o venticinque anni, ottengono rispettivamente la Croce di anzianità di II o di I classe. Gli ufficiali in servizio permanente delle Forze armate acquisiscono inoltre, alla cessazione dal servizio attivo, una promozione onorifica, al grado superiore (vedi il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94 – Disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate – che ha disposto, nel codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010 n. 66, l'inserimento dell'articolo 1084 -bis «Promozione a titolo onorifico per il personale militare che cessa dal servizio»). L'ufficiale di complemento, pur richiamabile in caso di necessità, per dovere costituzionale di difesa della Patria, non ha mai risposto con un disinteresse per la sua condizione di militare in congedo. Gran parte del personale in congedo, oltre a restare incardinato nel sistema della mobilitazione, ha sempre continuato ad avere dei legami con l'ambiente militare, partecipando all'attività e alla vita delle associazioni combattentistiche e d'arma, soggette alla tutela ed al controllo del Ministero della difesa, continuando di fatto a stare nell'ambiente militare e conducendo la propria esistenza nell'ambiente della propria professione o del proprio impiego civile. Ad esempio, l'Unione nazionale ufficiali in congedo d'Italia (UNUCI), con le centinaia di iniziative annuali, distribuite in tutta Italia, cura l'addestramento della forza in congedo, provvedendo – seppur parzialmente – alle necessità di aggiornamento, nonché alla stretta correlazione con gli obblighi in tal senso assunti dal nostro Paese nell'ambito della NATO. A livello internazionale tale personale ha ben figurato anche nelle competizioni della Confederazione interalleata degli ufficiali della riserva (CIOR) e della Confederazione interalleata degli ufficiali della riserva medica (CIORM), organismi istituiti a livello NATO e rappresentativi degli ufficiali della riserva dell'Alleanza Atlantica. Tutta l'attività svolta con le associazioni combattentistiche e d'arma è stata effettuata quasi senza oneri per lo Stato, se si eccettua il contributo statale assegnato, che negli ultimi tempi è stato notevolmente ridotto. Anzi, da alcuni anni a questa parte, tutti gli apporti di uomini o mezzi dell'istituzione militare rivolti ad attività addestrative dell'UNUCI sono a titolo oneroso. La ragione di questo disegno di legge è di dare un riconoscimento a titolo onorifico, senza alcun onere per lo Stato, a coloro i quali hanno dimostrato il loro attaccamento all'istituzione militare e alla Patria, dapprima con il servizio prestato fra i quadri direttivi delle Forze armate o degli altri Corpi armati dello Stato, dopo aver superato delle non facili selezioni, e poi con l'iscrizione per almeno trenta anni ad almeno una associazione inserita nell'albo previsto dall'articolo 937 del testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90. L'associazione deve essere iscritta al predetto albo alla data della decorrenza della promozione a titolo onorifico, oppure può essere appartenuta a tale albo precedentemente alla decorrenza della promozione. Non concedere questo riconoscimento significherebbe non spendere un po’ di gratitudine da parte dello Stato verso queste persone, definibili delle autentiche «sciabole di popolo». L'effetto positivo che questo provvedimento può avere è quello di incentivare le iscrizioni alle associazioni combattentistiche e d'arma, vera cinghia di trasmissione fra il mondo civile e quello militare. A questa considerazione si aggiunge anche quella che le disposizioni di cui si chiede l'approvazione possono anche rappresentare un beneficio sostitutivo per la perdita da parte delle associazioni combattentistiche e d'arma, avvenuta ormai da molti anni, dell'aliquota di proposte assegnata per l'ordine al merito della Repubblica italiana. La promozione è soltanto a titolo onorifico. A ciò si aggiunge che, per i procedimenti amministrativi relativi all'avanzamento, gli uffici matricola dei vari organismi militari, con la riduzione di lavoro derivante dalla fine degli AUC e della leva, non sembra possano avere grosse difficoltà per l'istruzione di queste pratiche, del resto di modesto iter amministrativo. A tale proposito, è previsto che l'istruttoria del procedimento amministrativo sia svolta, molto semplicemente, dall'ufficio matricolare che ha in carico la posizione militare dell'interessato. In ogni caso, al fine di evitare qualsiasi onere, anche indiretto, a carico dello Stato, è previsto che i costi medi amministrativi di tali pratiche vengano corrisposti in maniera anticipata dagli stessi interessati.