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per quale ragione l'Italia, di fronte a una risoluzione che accusa unilateralmente l'unico Stato democratico del Medio Oriente e ne fa l'oggetto di un attacco totalmente squilibrato rispetto all'inazione nei confronti di Paesi dove la violazione dei diritti umani è conclamata, ne attacca la sovranità e che ignora totalmente il terrorismo di cui è oggetto, si sia limitata all'astensione, voto che ha dato il via libera a coloro l'hanno proposta; se il Ministro in indirizzo non ritenga che tale voto incoraggi gli estremisti islamici che negano totalmente la legittimità dello Stato d'Israele, ivi inclusa Hamas, che proprio pochi giorni prima ha condotto un'offensiva terroristica di vasta scala contro Israele. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02602 RUOTOLO DE PETRIS ERRANI Ai Ministri dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: secondo notizie riportate da diversi quotidiani e da fonti sindacali, nella notte del 10 giugno 2021, 40 lavoratori della Fedex TNT di Piacenza, arrivati a Tavazzano (Lodi) per manifestare contro la chiusura dell'azienda e per chiedere di essere ricollocati in servizio, sono stati ferocemente assaliti davanti alla ditta Zampieri, anche con bastoni e taser , da uomini che il sindacato SI COBAS ritiene fossero guardie private; in seguito allo scontro, 10 lavoratori sono stati soccorsi dai sanitari del 118, e per uno di loro è stato ritenuto necessario il ricovero al policlinico di Pavia per un trauma facciale molto grave. Il sindacato nazionale ha pubblicato su "Facebook" la foto di uomo riverso a terra sull'asfalto, con il sangue che gli esce dal naso, denunciando che "Il presidio dei lavoratori Fedex è stato aggredito a colpi di bastoni, frammenti di bancali, sassi e bottiglie da una cinquantina di bodyguard assoldati dai padroni che si sono mimetizzati tra i lavoratori col sostegno di qualche crumiro", si chiede di sapere: se, in attesa di chiarire la dinamica degli scontri, nel pieno rispetto del lavoro degli organi inquirenti, corrisponda al vero che le forze dell'ordine presenti non siano intervenute subito davanti al pestaggio e per quale motivo; se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario intervenire immediatamente per accertare la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità affinché questa vile aggressione a danno di lavoratori che lottano per i propri diritti non resti impunita. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05630 CAMPAGNA ROMANO VANIN TRENTACOSTE NOCERINO MONTEVECCHI D'ANGELO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'interno Premesso che: nei giorni scorsi organi di stampa hanno riportato notizie e immagini delle pessime condizioni igienico-sanitarie in cui versa l'area della tendopoli ministeriale di San Ferdinando nella piana di Gioia Tauro, a pochi chilometri da Reggio Calabria; anche le associazioni che operano nel territorio denunciano la presenza di vere e proprie discariche a cielo aperto, con cumuli di spazzatura ammassata, addirittura dal mese di gennaio 2021, a causa dell'interruzione del servizio della raccolta dei rifiuti; la tendopoli si trova nella zona industriale di San Ferdinando, isolata dai capannoni, dove la rete elettrica e quella fognaria sono assolutamente inadeguate a soddisfare il fabbisogno di 700 persone, tante se ne trovano oggi nel sito: infatti i pochi moduli igienici non riescono a "scaricare tutto", facendo sprofondare la tendopoli tra spazzatura e liquami; dalla nascita della tendopoli nel 2010 seguita alla rivolta di Rosarno, si assiste ad un assurdo "circolo vizioso" che si ripete ininterrottamente: prima si forma una baraccopoli, poi arriva lo sgombero, allora si crea una tendopoli che nel giro di poco tempo ritorna baraccopoli e così via ancora e ancora. Nel frattempo c'è sempre qualche vittima, come il diciottenne gambiano Suruwa Jaithe, morto nel 2018 in un incendio provocato da un braciere lasciato acceso per scaldarsi; con tali premesse il COVID-19 non poteva che trovare le condizioni ideali per l'esplosione di focolai, e infatti nel novembre 2020, in piena raccolta degli agrumi, la Regione Calabria ha emesso ordinanza con la quale la tendopoli veniva considerata tutta zona rossa a causa dell'impossibilità di mantenere le distanze negli alloggi e a causa della presenza di soli 9 moduli igienici in tutto il campo; considerato che: le condizioni strutturali precarie degli accampamenti e le insostenibili condizioni igienico-sanitarie causano gravissimi disagi agli ospiti, e potrebbero far esplodere di nuovo focolai di coronavirus o altre malattie; tale situazione sembra non venire debitamente considerata per la sua gravità dalle amministrazioni locali; considerato, altresì, che: il piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato approvato presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel 2020 prevede interventi tesi alla pianificazione dei flussi di manodopera e al miglioramento dell'efficacia e della gamma dei servizi per l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro agricolo e per l'attuazione di soluzioni alloggiative dignitose per i lavoratori del settore agricolo, in alternativa a insediamenti spontanei e altri alloggi degradanti; le previsioni delle dimensioni dei flussi di lavoratori stagionali sono ben note: tanto i periodi di inizio e chiusura delle stagioni dei raccolti quanto l'estensione della piana di Gioia Tauro consentono di sapere esattamente quanti lavoratori arrivano tra ottobre e novembre e quanti se ne andranno tra marzo e aprile, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione e se intendano adottare iniziative, per quanto di competenza, per promuovere controlli e azioni finalizzate all'attuazione del piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato nonché al miglioramento della salubrità e sicurezza complessiva dell'area, evitando l'ennesimo sgombero che porterebbe queste persone a disperdersi nelle campagne, nei casolari abbandonati o in altre pericolose strutture di fortuna, ossia a tornare invisibili. Atto n. 4-05631 CROATTI ROMANO COLTORTI PELLEGRINI Marco TRENTACOSTE MARINELLO VANIN PAVANELLI LANNUTTI LANZI NOCERINO DONNO Al Ministro dell'interno Premesso che: per il secondo anno consecutivo il posto di Polizia estivo di Cesenatico, terzo comune per popolazione residente nella provincia di Forlì-Cesena, resterà chiuso; l'assenza di un presidio di sicurezza fisso sul territorio è stata evidente la scorsa estate, durante la quale è stato difficile contenere l'elevata presenza di turisti registrata sul territorio; nel corso dei mesi estivi, la popolazione della città passa da circa 27.000 abitanti a quasi 100.000 e si raggiungono, complessivamente, circa 3,5 milioni di presenze nell'arco dell'intera stagione;