[sommcomm]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione IGIENE E SANITA' (12ª) 135 COLLINA La seduta inizia alle ore 15,15. IN SEDE REFERENTE dl 30/20 (studi epidemiologici e statistiche sul sars-cov-2) DDL 1800 Conversione in legge del decreto-legge 10 maggio 2020, n. 30, recante misure urgenti in materia di studi epidemiologici e statistiche sul SARS-COV-2 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 13 maggio. Il PRESIDENTE ricorda che nella mattinata odierna si è concluso il ciclo di audizioni informative sul provvedimento in titolo. Dichiara pertanto aperta la discussione generale. La senatrice FREGOLENT ( L-SP-PSd'Az ) osserva che sarebbe stato preferibile valorizzare, nell'effettuazione dell'indagine epidemiologica, i Dipartimenti di prevenzione, che in questo ambito posseggono competenze ed esperienze ampiamente rodate. Ritiene che sia difficilmente comprensibile il motivo che ha indotto il Governo ad affidare i compiti in materia alla Croce Rossa Italiana. Rileva che occorrerebbe un chiarimento sul numero dei congelatori previsti, che appare sproporzionato in eccesso rispetto al numero dei test programmati. Si domanda infine cosa abbia spinto il Governo a immaginare la creazione di una nuova, ulteriore banca dati, quando sarebbe stato preferibile valorizzare i data base già esistenti, rendendoli interoperabili. La senatrice BINETTI ( FIBP-UDC ) rileva che anche il provvedimento in esame si iscrive nel novero di interventi con i quali si dà mostra di voler accelerare i processi decisionali, per determinare una sensazione di efficienza cui, nella realtà, corrisponde un basso livello di efficacia. Quanto al ruolo attribuito alla Croce Rossa Italiana, si associa ai rilievi formulati dalla senatrice Fregolent, sottolineando che la scelta compiuta dal Governo appare poco coerente con la finalità di valorizzare e potenziare la medicina territoriale. Si domanda se la scelta risponda ad un'esigenza di sistema o sia legata all'esigenza contingente di ridare smalto e prestigio ad un ente dall'immagine un po' appannata. Conclude rilevando che urgono interventi di reale cambiamento e miglioramento del Servizio sanitario nazionale, nell'ambito di una complessiva semplificazione burocratica, e che il provvedimento in esame sembra muoversi in tutt'altra direzione. La senatrice CANTU' ( L-SP-PSd'Az ) osserva che il fine del provvedimento è lodevole ma il mezzo prescelto potrebbe essere inadeguato oltre che tardivo, mancando un piano nazionale antipandemia e di sorveglianza epidemiologica entro cui avrebbe dovuto essere tempestivamente inserito, definito ed implementato in accompagnamento al lockdown uno studio di tale natura. Soggiunge che di questa tardiva indagine non si sa quando saranno disponibili i risultati, e che le Regioni peraltro hanno adottato protocolli propri utilizzando test differenti senza standard di riferimento nazionale sui tamponi (a fronte di una media nazionale di 61 per 100.000 abitanti al giorno, si va dai 17 della Puglia ai 166 della Valle D'Aosta), che nella migliore delle ipotesi depotenziano, se non inficiano ex ante , la App Immuni, che per definizione è uno strumento "tampone-dipendente". Rileva che si continua a perpetuare un utilizzo distorto della decretazione sostitutiva senza soluzione strutturale ed organica delle carenze, omissioni e criticità che si continuano a perpetrare sia sul versante dei flussi che della prevenzione, tanto nella programmazione previsionale che nell'azione. Sottolinea che il Sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica avrebbe dovuto guidare il processo, basato e alimentato da dati ed informazioni di carattere statistico, epidemiologico e predittivo di assoluta consistenza scientifica indispensabili per la messa in campo di una strategia integrata per "testare", "tracciare" e "trattare" con tempestività e appropriatezza. Nota che non è stata data nemmeno contezza di aver messo in campo un sistema per poter monitorare efficacemente l'evoluzione del contagio, che consenta di valutare con oggettività le azioni intraprese per correggere o limitarne gli effetti. Evidenzia lacune ed omissioni, amplificate nel quadro incerto di orientamenti variabili senza adeguato monitoraggio e controllo della gestione sanitaria nella cosiddetta fase 2, perpetrate nel decreto-legge n. 33 del 16 maggio, nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 maggio e nel Titolo I del decreto-legge n. 34 del 19 maggio in violazione di principi e diritti fondamentali, in specie del ruolo centrale dal Parlamento, disattendendosi l'assetto ordinamentale e competenziale nel caso di pandemia di cui all'articolo 117 lett. q) Cost. in materia di tutela, controllo e sorveglianza epidemiologica nazionale in combinato disposto con l'articolo 120 Cost. a fronte della più grave emergenza sanitaria della storia repubblicana. Rileva che si continua ad assistere a decretazione che tratta tutto lo scibile per addossare ad altri le responsabilità di decisioni già prese con i relativi ritardi, come lamentato da taluni governatori che sostengono la maggioranza, anziché intervenire su questioni di primaria necessità e importanza presupposte anche a qualsivoglia indagine siero epidemiologica per arrivare a dare risposte concrete e immediate in emergenza. Al riguardo, segnala il problema della mancanza di reagenti, senza i quali non c'è attivazione dei tamponi indispensabili per gli interventi di contenimento dell'epidemia e per la diagnosi e la cura precoce: ciò, stante l'impossibilità di mappare tutti i casi sospetti, a cascata ha generato la tardiva presa in carico dei pazienti sul territori, con i risultati di cui oggi si dibatte. Stigmatizza la mancanza di una governance nazionale dei flussi informativi di monitoraggio e di sorveglianza delle curve epidemiche, a cominciare dalla garanzia di puntuale rilevazione dei 21 indicatori previsti dal decreto del Ministero della Salute del 30 aprile scorso. Il primo report disponibile ne è a suo avviso controprova, posto che 16 (tra indicatori di processo e di risultato) dei 21 indicatori prescritti risultato totalmente disattesi e, quindi, non utilizzabili per l'applicazione degli algoritmi e la definizione del livello di rischio. Si domanda come si possa pretendere, con la circolare del 22 maggio n. 0017644, che piccole realtà, prevalentemente dedicate ad attività commerciali, siano trattate quanto ad adempimenti burocratici alla stregua di grandi organizzazioni aziendali, come fossero tutti dei mega centri commerciali. Si perpetua così, a giudizio dell'oratrice, lo scarico di responsabilità, nel contrasto dell'epidemia, fino ad arrivare al singolo cittadino, sormontato di obblighi e procedure che ben difficilmente potrà assolvere ancorché di fatto sia noto che i risultati più efficaci di contenimento del contagio siano stati proprio i comportamenti responsabili dei singoli a seguito di poche semplici regole comportamentali di distanziamento sociale, igiene e uso delle mascherine. Ferme restando le considerazioni svolte, si riserva a nome del proprio Gruppo ogni definitiva, diversa determinazione in esito a verifica della disponibilità della maggioranza ad accogliere alcune proposte sistematiche della sua parte politica, anche recependo contributi correttivi e migliorativi in sede emendativa. Non essendovi altre richieste di intervento, il PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale.