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Allo stesso modo, mi piacerebbe che in chi oggi non condivide la scelta che si fa ci fosse analogo riconoscimento della buona fede con cui si prendono certe decisioni e ci fosse la voglia di considerare le questioni nella loro grande rilevanza fattuale. Faccio un esempio: nessuno nega che vi siano delle connessioni, anche molto forti, delle politiche di valorizzazione del turismo con settori come l'agricoltura e l'enogastronomia, ma ce ne sono anche con settori come quello dell'artigianato artistico e tradizionale; ci sono connessioni anche tra il turismo e la manifattura. Il turismo è per sua natura un comparto che ha relazioni molteplici. Ma si può negare che il settore con cui il turismo ha più attinenza, più rapporti, con cui è più intrecciato sia il settore della cultura? Si può negare che, nonostante siano tanti i motivi per i quali si viene in Italia, la principale ragione che induce il mondo a visitare il nostro Paese sia il suo patrimonio artistico e culturale? (Applausi dal Gruppo PD) . A me pare che ciò non si possa negare, quindi trovo naturale che si faccia la scelta che oggi - mi auguro - il Parlamento approverà. Al senatore Augussori, che ha parlato nel suo intervento di una scelta di prepotenza del PD, vorrei dire che non è una scelta di prepotenza del PD, ma è una scelta strategica del Partito Democratico e di tutta questa maggioranza. Vorrei aggiungere che non è, come lui sostiene, un ritorno al passato, ma semplicemente un ritorno alla logica. Le politiche turistiche tornano dove dovrebbero stare, tornano nel posto dal quale erano state strappate e dove è naturale che si trovino. A me non sembra che questo provvedimento abbia i difetti che ad esso sono stati attribuiti da molti interventi che ci sono stati oggi. Non mi sembra che abbia il difetto di trascurare l'esigenza di valorizzare le politiche enogastronomiche e il settore dell'agricoltura, perché penso che lo si possa fare anche se il turismo rientra in un altro Ministero. Il problema è con quanta intelligenza lo si fa, con quale approccio sistemico e con quante risorse si riesce a fare perché le risorse si possono prevedere. (Applausi dal Gruppo PD) . Non è un problema di collocazione delle competenze, non mi sembra che il provvedimento al nostro esame abbia il difetto di penalizzare l' expertise , le conoscenze e le competenze dei funzionari che vengono trasferiti perché avviene, appunto, un trasferimento di personale, non una sottrazione di competenze. Non mi sembra, inoltre, che l'altra grande scelta che si fa con questo provvedimento, cioè l'accorpamento delle politiche di valorizzazione dell' export e di internazionalizzazione al Ministero delle politiche estere abbia il difetto di penalizzare e di creare rischi e pericoli per le nostre piccole imprese. Sento quindi di dover replicare ad una osservazione molto dura che è stata fatta nei nostri confronti. Ci è stato chiesto con quale faccia compiamo queste scelte, che diciamo di voler ridurre la spesa per i Ministeri ma in realtà aumentiamo il personale di alcuni settori del Ministero. Sento di dover replicare a questa accusa in una maniera molto semplice e senza spirito polemico: compiamo queste scelte con la faccia della credibilità, con la stessa faccia che ci ha permesso, in poco tempo, di veder scendere di 6 miliardi la spesa annua per interessi passivi sul debito pubblico di questo Paese, semplicemente rimuovendo la tassa che deriva dalle dichiarazioni irresponsabili che giocano con la prospettiva di uscita dall'euro e di creazione del disordine finanziario in Italia. Con quella faccia, la faccia della credibilità , noi compiamo anche scelte che in alcuni settori della politica culturale permettono di riempire alcuni vuoti di organico che oggi riteniamo fattori penalizzanti per l'efficacia delle politiche in questo campo. Infatti avere più personale per la tutela e la sorveglianza dei nostri beni culturali è importante; avere più personale per la valorizzazione del patrimonio archivistico e documentale delle nostre biblioteche è importante. E penso sia di grande rilevanza anche il bisogno di incrementare le possibilità di fruizione del nostro patrimonio artistico e museale. Noi tutti sappiamo che se ci muoveremo in quella direzione, davvero la capacità attrattiva del nostro Paese potrà crescere come tutti noi ci auguriamo che avvenga. Concludo il mio intervento dicendo che trovo in questo provvedimento un altro segnale molto incoraggiante, relativo alle scelte che si fanno per quanto riguarda le Forze di polizia e le Forze armate. Con un emendamento del Governo, che è stato approvato in Commissione, noi riusciamo a fare ordine nell'attuazione della delega del 2018 per la revisione dei ruoli; confermiamo alcuni stanziamenti, ne aumentiamo altri, diamo un segnale chiaro di sostegno a richieste che riteniamo molto importanti. È un segnale che si associa ad un altro, molto più consistente, presente nel disegno di legge di bilancio, in cui vi sarà uno stanziamento corposo, sia per le esigenze legate al nuovo contratto delle Forze dell'ordine, di polizia e armate, sia per quanto riguarda la questione del riordino delle carriere. Di ciò siamo orgogliosi, perché pensiamo che si debba mostrare sempre coerenza nelle scelte che si fanno. Non sempre si riesce a soddisfare qualsiasi bisogno con un solo provvedimento, ma è necessario dare l'idea di un cammino che inizia, prosegue e mira a obiettivi importanti. A mio avviso, il Governo e la maggioranza con questo provvedimento sono riusciti a dare il senso di questo cammino, che è in corso, e per questo il Gruppo Partito Democratico, con grande convinzione, lo sosterrà nel voto finale. (Applausi dal Gruppo PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i vincitori del concorso «Cultura della legalità e dell'uso responsabile del denaro», che è stato bandito dal Consiglio regionale del Piemonte per le scuole superiori. Grazie per la vostra visita. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1493 CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ammettiamo che siamo un po' preoccupati, perché queste scelte non hanno una logica per il bene del Paese, a nostro giudizio, bensì per il bene delle vostre poltrone. Iniziamo, Presidente, con il capriccio del ministro Di Maio. Questo trasferimento non serve alle imprese italiane, non serve all' export ; serve semplicemente ad accontentare un Ministro che forse non aveva nulla da fare. Ci siamo quindi posti alcune domande. Secondo noi questo trasferimento rischia di inficiare le lodevoli linee di indirizzo approvate l'8 marzo 2019. Come assicurare dalla Farnesina l'integrazione con i sistemi di filiera? Come creare la next generation step Italia? Come espandere l'offerta dei servizi al Sud e condurre la lotta all' italian sounding ? Come può la Farnesina coordinarsi con il Digital TAG e la blockchain ? Come potenziare le fiere in giro per il mondo? Come farete ripartire l' export ? Con l'ottima idea di creazione di 1.500 ambasciatori del made in Italy , formati tramite i centri di formazione?