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La PAC, inoltre, allinea i sui approcci agli obiettivi perseguiti dal Green Deal europeo riguardanti la promozione di un sistema alimentare sostenibile, la protezione della biodiversità attraverso l'abbattimento dell'uso di pesticidi, fertilizzanti e antibiotici, perseguendo allo stesso tempo la neutralità climatica entro il 2050. Il provvedimento in esame si compone di 12 articoli e definisce nell'articolo 1 l'oggetto e le finalità delle disposizioni previste, le quali consistono nel sostenere l'agricoltura contadina promuovendo l'agroecologia, contrastando lo spopolamento delle zone rurali interne e montane anche mediante l'individuazione, il recupero e lo sfruttamento dei territori agricoli abbandonati e valorizzando il ruolo dell'agricoltore "contadino", nonché quello di "custode", in quanto soggetti attivi nella protezione e tutela dell'ambiente. L'articolo 2 fornisce le definizioni di aziende agricole contadine e di agricoltori contadini, specificandone i requisiti soggettivi e oggettivi che devono possedere per essere qualificati tali. L'articolo 3 prevede l'istituzione, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, del Registro dell'agricoltura contadina entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge. L'articolo stabilisce che possono essere iscritti a tale Registro le aziende agricole contadine e gli agricoltori contadini che rispettano i requisiti descritti nel precedente articolo 2. L'articolo 4 stabilisce che le regioni, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, individuino modalità e procedure semplificate in materia di produzione, trasformazione e vendita dei prodotti dell'agricoltura contadina, nel rispetto dei principi che saranno stabiliti con decreto ministeriale. In particolare, le regioni dovranno stabilire i limiti qualitativi e quantitativi di produzione entro i quali avvalersi della possibilità di deroga alle prescrizioni in materia di igiene dei prodotti alimentari e di igiene per gli alimenti di origine animale, prevista dagli articoli 13 del regolamento (CE) n. 852/2004 e 10 del regolamento (CE) n. 853/2004, secondo le procedure ivi delineate. L'articolo 5 prevede, nell'ambito delle risorse disponibili per il Piano Strategico Nazionale applicativo della Politica agricola comune, una misura nazionale specifica a favore dell'agricoltura contadina da far valere nei programmi di sviluppo rurale. L'articolo stabilisce l'attribuzione di un punteggio premiale alle aziende agricole contadine ubicate in terreni montuosi e svantaggiati, il cui ammontare e piano di riparto sono determinati mediante intesa in sede di Conferenza permanente Stato-regioni. L'articolo 6 reca le disposizioni inerenti la tutela della terra, il recupero e la valorizzazione dei terreni e dei beni agricoli abbandonati e la manutenzione idrogeologica. In particolare, viene data alle regioni, ai sensi della legge n. 440 del 1978, sull'utilizzazione delle terre incolte, la possibilità di censire i terreni coltivati a qualsiasi titolo dalle aziende agricole contadine e di assegnare i terreni incolti o abbandonati da almeno cinque annate agrarie tenendo conto di alcuni principi come, ad esempio, quello di accordare preferenza alle aziende agricole contadine il cui titolare abbia meno di 40 anni o a quelle a conduzione femminile. L'articolo 7 dispone le misure da attuare per la gestione dei terreni i cui proprietari non siano individuabili o reperibili. La disposizione prevede, tra l'altro, che tali terreni siano censiti e inseriti in un apposito registro tenuto dal comune e ne sia attuata una gestione conservativa in presenza di determinati presupposti. L'articolo 8 stabilisce la possibilità per i comuni, singolarmente o associati, di incentivare la creazione di unità gestionali, volte ad agevolare i soggetti che praticano l'agricoltura, attraverso l'accorpamento di terreni gestibili in modo omogeneo. Tali unità sono costituite in forma di associazioni di proprietari e hanno come finalità il rafforzamento del potenziale produttivo, la conservazione della biodiversità, la tutela ambientale e paesaggistica, la prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico, e la razionalizzazione dei fondi agricoli e forestali. L'articolo 9 prevede l'istituzione della Giornata nazionale dedicata alla cultura e alle tradizioni dell'agricoltura contadina, individuata nella giornata dell'11 novembre, specificando che tale Giornata non costituisce giorno festivo. L'articolo 10 istituisce e disciplina la Rete italiana della civiltà e delle tradizioni contadine, mediante decreto ministeriale da adottare entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge. L'articolo 11 reca la clausola di salvaguardia per le regioni a statuto speciale, mentre l'articolo 12 stabilisce le disposizioni finanziarie, prevedendo che dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Lo stesso articolo stabilisce l'entrata in vigore della legge il 1° gennaio 2022. La relatrice ritiene che il provvedimento non presenti criticità in ordine alla sua compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea e presenta uno schema di parere non ostativo. In assenza di richieste di intervento, il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. La seduta termina alle ore 15. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2332 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, di conversione del decreto-legge n. 77 del 31 maggio 2021, che stabilisce disposizioni in materia di governance del PNRR e misure di semplificazione delle procedure amministrative necessarie all'attuazione del Piano stesso; considerato l'articolo 1 del disegno di legge di conversione, che stabilisce procedure di monitoraggio parlamentare sull'attuazione dei progetti previsti dal PNRR. Al riguardo, si ritiene opportuna l'estensione del monitoraggio e della valutazione anche alle riforme previste dal Piano, nonché all'attuazione del Piano nazionale complementare al Pnrr, citato solo al comma 2; considerato il decreto-legge in conversione e, in particolare, il titolo I della parte I, che disciplina il "sistema di coordinamento, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del PNRR", strutturato sulle competenze della Cabina di regia, del Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, della Segreteria tecnica e della Struttura di missione istituite presso la Presidenza del Consiglio, del Servizio centrale presso la Ragioneria generale quale punto di contatto europeo, dell'Ufficio audit presso la Ragioneria generale, e dei soggetti attuatori individuati nelle amministrazioni statali, regionali e locali; apprezzata la disposizione di cui all'articolo 2, comma 6-bis, che stabilisce che almeno il 40 per cento delle risorse allocabili territorialmente, anche attraverso bandi, indipendentemente dalla fonte finanziaria di provenienza, sia destinato alle regioni del Mezzogiorno, salve le specifiche allocazioni territoriali già previste nel PNRR;