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Detta catena di misura presenta generalmente i componenti di seguito elencati: c.1) un trasduttore di forza che consente di misurare con precisione forze comprese nell'intervallo da 1,2 kN a 20 kN e resiste, senza andare fuori uso, ad una forza di 50 kN; c.2) un amplificatore lineare dei segnali emessi dal trasduttore; c.3) un filtro che consente il passaggio di frequenze comprese tra zero e 100 Hz; c.4) un registratore che consente di registrare la forza F(t) sia in tempo reale sia in tempo differito, attraverso stoccaggio del segnale su banda magnetica. La prova dinamica viene condotta come segue. La massa rigida M1 vincolata all'organo di trattenuta collegato tramite il trasduttore T1 all'ancoraggio A e mantenuta sospesa mediante il dispositivo di trattenuta e sgancio D1, viene abbandonata in caduta verticale libera di altezza per quanto possibile prossima al valore Hc = 2 lo dopo aver attivato la strumentazione che consente la registrazione della forza F(t) trasmessa dall'organo di trattenuta al trasduttore T1. Dal grafico della funzione F(t) fornito dal registratore si rileva il valore massimo (di picco) F max raggiunto dalla forza F(t) nella fase d'arresto della caduta della massa M. Con la massa M ferma nella posizione di equilibrio inferiore, si misura l'allungamento (delta l) subito dall'organo di trattenuta (di lunghezza iniziale lo). Effettuate le rilevazioni di F max e di (delta l), si sottopone l'organo di trattenuta utilizzato nella prova dinamica ad un'ulteriore prova di trazione statica, per accertarne la resistenza residua, condotta con le stesse modalità di prova indicate al punto 2.3.1, ma limitando lo sforzo di trazione finale, mantenuto applicato per due minuti, al valore di 5 kN. L'esito della prova è giudicato positivo se risulta: F max minore o uguale a 6 kN (delta l) minore o uguale a 0,75 lo ed inoltre se, nel corso della prova di resistenza residua, l'organo di trattenuta non cede sotto il carico di 5 kN mantenuto applicato per due minuti. La prova deve essere effettuata su due campioni nuovi, completi. Sul certificato di prova devono essere riportati i risultati (F max; (delta l); tenuta residua al carico di 5 kN) delle due prove. Al certificato va allegata copia del grafico della funzione F(t) fornito dal registratore. 2.4. L'organo di trattenuta è giudicato idoneo all'impiego se tutti gli accertamenti ed i risultati di tutte le prove di qualificazione sono risultati positivi. 3. GUIDA RIGIDA CON ORGANO D'ANCORAGGIO SCORREVOLE. È il dispositivo che, vincolato ai montanti del ponteggio, fornisce all'organo di trattenuta dell'attrezzatura protettiva l'ancoraggio mobile con cui viene assicurata agli addetti al montaggio ed allo smontaggio dei ponteggi metallici la mobilità necessaria allo svolgimento del lavoro. Comprende sostanzialmente i seguenti elementi: la guida rigida ad asse rettilineo; gli organi d'attacco con i quali la guida viene vincolata ai montanti del ponteggio; l'organo scorrevole lungo la guida provvisto di attacco anulare per l'aggancio dell'organo di trattenuta; gli arresti fissi che, applicati alla guida, consentono di limitare la corsa dell'organo scorrevole entro limiti prefissati. Possono essere utilizzati come arresti fissi anche gli organi d'attacco della guida se rispondenti. 3.1. Requisiti e prescrizioni. 3.1.1. Requisiti e prescrizioni concernenti i materiali. I costituenti metallici devono essere realizzati impiegando materiali qualificati e tecnologie costruttive che garantiscono ai prodotti finiti un'adeguata resistenza alle sollecitazioni d'urto. Devono inoltre risultare resistenti o protetti contro la corrosione. I costituenti per i quali il procedimento costruttivo prevede unioni saldate devono essere realizzati con materiali idonei alla realizzazione di strutture saldate. I procedimenti di saldatura devono essere qualificati. L'impiego di elettrodi omologati secondo UNI 5132 esime da ogni prova di qualifica del procedimento. 3.1.2. Requisiti costruttivi. Gli organi d'attacco delle guide ai montanti e gli arresti fissi devono essere posizionati o posizionabili sulle guide con passo uguale all'interasse di stilata del ponteggio (m 1,80). Il sistema di fissaggio degli organi d'attacco e degli arresti fissi deve risultare affidabile, a prova di vibrazioni e di urti. Gli attacchi assiali dei tronchi di guida devono, oltrechè stabilire la continuità della guida, essere concepiti in modo da non creare lungo questa punti di minor resistenza. Le guide, l'organo scorrevole, gli arresti fissi, gli organi d'attacco devono superare le prove di cui al punto 3.2. La corsa utile dell'organo scorrevole compresa tra due arresti fissi consecutivi (campo) deve essere adeguata alla procedura di montaggio e smontaggio del ponteggio. In fase operativa è consentito il trasferimento dell'ancoraggio da un campo al campo contiguo purché l'operazione avvenga in regime di sicurezza (ad es. utilizzando un gancio ausiliario predisposto all'estremità dell'organo di trattenuta). 3.2. Prove di qualificazione e criteri di valutazione dei risultati. 3.2.1. Prove di resistenza statica del sistema comprendente la guida e l'organo d'ancoraggio scorrevole. La prova viene predisposta fissando, con gli organi d'attacco, la guida, provvista dell'organo d'ancoraggio scorrevole, a due spezzoni paralleli di tubo per ponteggio 48,25 x 3,25, disposti con interasse di 1,80 m e saldamente vincolati ad una struttura ausiliaria, rigida, fissa. Quindi l'attacco dell'organo d'ancoraggio scorrevole, posizionato in corrispondenza della mezzeria del tratto di guida compreso tra gli attacchi che lo vincolano ai tubi, viene assoggettato statisticamente ad uno sforzo di trazione (F) lentamente e progressivamente crescente, esercitato perpendicolarmente all'asse della guida nella direzione secondo la quale si determina nella guida stessa lo stato di sollecitazione più sfavorevole alla sua resistenza, tra quelli razionalmente ipotizzabili nell'uso pratico dell'attrezzatura. Raggiunto il carico F = 20 kN, questo carico viene mantenuto applicato per due minuti. A discrezione del collaudatore, è ammesso ripetere la prova su un nuovo campione, variando la direzione dello sforzo di trazione applicato. In ogni caso, per ogni condizione sperimentale realizzata, vanno effettuate due prove utilizzando ogni volta un campione nuovo. Se la lunghezza dei tronchi di guida è tale da consentire la loro connessione assiale anche nel campo compreso tra due stilate adiacenti, almeno una delle due prove va effettuata realizzando il tratto di guida da assoggettare a prova con due spezzoni di guida collegati, in mezzeria, mediante l'attacco assiale in dotazione all'attrezzatura. Il risultato della prova è giudicato positivo se, nel corso dell'intervallo di tempo a carico costante, il sistema resiste, senza rotture.