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Il comma 1 afferma la volontà di garantire la continuità territoriale con la terraferma e, allo scopo, incarica le regioni territorialmente competenti a monitorare i relativi servizi e a vigilare in caso di sospensioni o interruzioni, eventualmente adottando sanzioni. Al fine di potenziare i servizi di trasporto da e per le isole minori, il comma 2 prevede che, per l'acquisto di elicotteri, le risorse del fondo per l'acquisto di veicoli destinati al trasporto pubblico locale esistente presso il Ministero dei trasporti, creato dal comma 1031 dell'articolo 1 della legge di stabilità per il 2007, siano erogate direttamente ai comuni isolani. Si tratta di un fondo destinato a contributi nella misura massima del 75 cento. Gli elicotteri saranno perciò utilizzati per il servizio di trasporto, con particolare riferimento ai casi di urgenza o di emergenza. Il relativo servizio sarà affidato in gestione mediante bando di gara, con preferenza per le cooperative di giovani (comma 3). Il comma 4 concerne l'adeguamento delle infrastrutture portuali e aeroportuali. I relativi progetti adottati a seguito di ricognizioni saranno considerati prioritari ai fini dell'inserimento nel DUPIM e del conferimento delle risorse dei fondi strutturali dell'UE. Il comma 5 impegna le regioni in questione a prendere provvedimenti per l'allineamento dei prezzi a quelli praticati nella regione stessa in ordine a: carburante avio negli aeroporti, carburante per autotrazione, tariffe per il trasporto di gas via nave. Con l'articolo 11, vengono istituiti presidi permanenti di protezione civile presso i comuni indicati nell'allegato A, dando così attuazione al protocollo d'intesa tra il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e l'ANCIM, firmato il 5 ottobre 2012. A ciascun presidio sarà preposto il sindaco del comune. Per gestire i suddetti presidi, e in particolare in funzione delle emergenze, il sindaco potrà creare un comitato consultivo cui parteciperebbero rappresentanti delle istituzioni, della cittadinanza attiva e del volontariato locale. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della nuova normativa i comuni predisporranno gli strumenti di pianificazione di protezione civile -qualora non lo avessero già fatto- e costituiranno un fondo per le emergenze, che sarà reintegrato per mezzo di successivi stanziamenti statali. L'articolo 12 punta alla riduzione del contenzioso giurisdizionale. Pertanto, si incentiva il ricorso alle modalità alternative delle controversie e, nei comuni di cui all'allegato A ove ha sede il giudice di pace, viene istituita la "casa della giustizia". Presso le case della giustizia si insedierà un mediatore-conciliatore, scelto tra i magistrati in quiescenza dichiaratisi disponibili. Al mediatore-conciliatore non sono dovuti rimborsi, compensi o altri emolumenti. Egli, in accordo con le parti, assegnerà il procedimento ad un mediatore che sia in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 4, comma 3 del decreto del Ministro della giustizia datato 18 ottobre 2010, n. 180 (tra cui il titolo di studio, la specifica formazione, l'assenza di cause ostative di vario genere eccetera, il tutto dettagliatamente indicato nel predetto decreto ministeriale). I procedimenti di mediazione si svolgeranno presso la "casa della giustizia". Le spese di viaggio e di soggiorno eventualmente sostenute dal mediatore sono comprese nelle spese processuali. Si dispone altresì che, per il resto, al procedimento di mediazione di cui al presente articolo si applichino le disposizioni di cui al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, in quanto compatibili. L'articolo 13, che viene segnalato come "particolarmente significativo" nella relazione che accompagna il disegno di legge in esame, è rubricato 'Accordi collaborazione e convenzioni con gli istituti di credito'. Le disposizioni in tal senso contenute nell'articolo tendono a creare e rafforzare legami tra le banche, i territori insulari e gli enti locali (nella relazione illustrativa, si cita come esempio positivo l'esperienza del Banco di Sardegna). Il comma 1 dell'articolo interessa le sinergie culturali, in quanto esso consente alla regione territorialmente competente e ai comuni compresi nell'Allegato A di definire accordi con università, istituti o enti di ricerca (senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica). La questione del credito viene affrontata dal comma 2 dell'articolo. Tale comma 2, infatti, permette ai comuni di stipulare convenzioni con istituti di credito al fine di incrementare le risorse finanziarie per lo sviluppo e l'occupazione e di introdurre modalità sinergiche di programmazione degli investimenti. Nelle convenzioni, saranno finanziabili anche le iniziative private che risultino coerenti con uno specifico progetto inserito nel DUPIM. Le valutazioni sulle iniziative private di cui sopra avverranno d'intesa tra il comune e l'istituto di credito. L'articolo 14 disciplina la gestione dei rifiuti. I comuni elencati nell'Allegato A favoriranno la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti in modo compatibile con le esigenze di tutela ambientale, paesaggistica e sanitaria, mediante reimpiego e riciclaggio, altre forme di recupero tali da ottenere materia secondaria, misure volte all'impiego dei materiali recuperati e funzionali al commercio di essi, incentivazione del compostaggio domestico. I comuni che realizzeranno progetti in tal senso avranno diritto a beneficiare del contributo annuale pari al 50 per cento dei costi di trasporto marittimo effettivamente sostenuti. L'articolo 15 concerne il demanio regionale e le riserve naturali. Il comma 1 dell'articolo prevede che le regioni territorialmente competenti trasferiscano ai comuni delle isole di cui all'allegato A la gestione dei beni del demanio regionale, anche marittimo, insistenti sui rispettivi territori. Il trasferimento varrà anche per la competenza a rilasciare titoli concessori e autorizzativi. Il comma 2 si occupa delle entrate derivanti dalla gestione del demanio trasferita ai comuni. Esse saranno riservate nella misura del 50 per cento per interventi di bonifica e di manutenzione ordinaria. I comuni ai quali è affidata la gestione delle riserve naturali e dei parchi di competenza regionale provvederanno al compito direttamente oppure mediante soggetti giuridici creati all'uopo. In ogni caso, le risorse necessarie saranno a carico del bilancio regionale e trasferite dalla regione ai gestori. L'articolo 16 incentiva la produzione di energia da fonti rinnovabili. A tal fine, il suo comma 1 impone alle regioni, sentiti i comuni e di concerto con la Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali competente per territorio, di predisporre un piano, con l'obiettivo arrivare a coprire il 100 per cento del fabbisogno con energia prodotta da fonti rinnovabili. Il comma 2 prescrive che, ai fini dell'autorizzazione paesaggistica e dell'installazione di impianti, il piano consideri di primario interesse la tutela del paesaggio, la salubrità dell'ambiente, la salute dei cittadini. L'articolo 17 è dedicato esclusivamente alle isole lagunari e lacustri.