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Questo disegno di legge tutela sia il nucleo familiare sia il singolo componente, in quanto tutti i componenti del nucleo familiare, se maggiorenni, hanno diritto a ricevere l'erogazione diretta della quota loro spettante, secondo semplici algoritmi matematici indicati nella tabella di cui all'allegato 2 al disegno di legge. In pratica, se il nucleo familiare ha un reddito inferiore ai valori indicati nell'allegato 1, con l'accesso a questa misura, ciascun componente maggiorenne avrà diritto a ricevere un certo importo come reddito di cittadinanza, in relazione al reddito familiare complessivo e al proprio reddito individuale. Per le persone che hanno percepito nei dodici mesi precedenti alla presentazione della richiesta, un reddito maggiore al quadruplo del reddito di cittadinanza annuo di riferimento, il comma 4 dell’articolo 3 prevede che l'erogazione economica del reddito di cittadinanza sia posticipata a differenza delle persone che si trovano in situazioni reddituali più critiche. Il calcolo dell'attesa, quantificata in numero di mesi, è calcolato tramite una formula matematica presente in allegato. Il disegno di legge prevede la possibilità di fruizione del beneficio anche per i lavoratori autonomi: pertanto al comma 5 dell’articolo 3 sono indicati i requisiti di accesso per l'anzidetta categoria di lavoratori per la quale, in ragione di motivazioni contabili, è necessario che la misura del reddito di cittadinanza venga elaborata con modalità diverse rispetto a quelle previste per il resto della platea dei beneficiari. Il comma 10 sancisce che il reddito di cittadinanza e impignorabile e non costituisce reddito imponibile. L'articolo 4 definisce chi ha diritto al reddito di cittadinanza. Esso è ispirato a princìpi di universalità ancorché legati alla sostenibilità economica e finanziaria. Pertanto, la misura viene allargata a tutti i residenti cittadini europei e agli stranieri provenienti da Paesi che hanno stipulato accordi di reciprocità sulla sicurezza sociale. Uno dei fini del presente disegno di legge è quello di migliorare sia la domanda sia l'offerta di lavoro. Per questo motivo, per i più giovani, ossia per i maggiorenni fino a venticinque anni di età, è stabilito che il possesso di una qualifica professionale o di un diploma di scuola media di secondo grado o in alternativa la fequenza di un corrispondente corso di studi o formazione sia requisito necessario e fondamentale per accedere al reddito di cittadinanza. L'articolo 4 contiene altresì uno strumento utile a limitare eventuali abusi del reddito di cittadinanza. Nello specifico viene sancito che la persona che si stacca dal nucleo familiare per motivi di studio, riceverà il reddito di cittadinanza solo se la famiglia di provenienza è in possesso dei requisiti reddituali per l'accesso ai benefici del disegno di legge. L'articolo 5 indica gli enti preposti e le competenze loro assegnate per l'attuazione delle procedure necessarie per il raggiungimento delle finalità del disegno di legge compresa l'implementazione del «libretto formativo elettronico del cittadino» che raccoglie tutte le informazioni utili sulla formazione del lavoratore. La struttura che ha il ruolo di regia è il centro per l'impiego territorialmente competente. Già da questa scelta emerge con evidenza che il legislatore intende dare alla proposta un peculiare orientamento verso il lavoro. Non si vogliono elargire risorse finalizzate al sostentamento in sé, ma s'intende liberare l'individuo dall'ansia della disoccupazione e della precarietà. Il primo passo per compiere ciò è fare in modo che l'individuo intraprenda percorsi di avvicinamento al lavoro. I centri per l'impiego devono essere le strutture dotate delle migliori competenze per garantire che questo percorso venga svolto nel migliore dei modi, come peraltro previsto dalla raccomandazione del Consiglio europeo dell'8 luglio 2014 con il quale si sottolinea la necessità per l'Italia di progredire rapidamente con i piani di miglioramento dei servizi di collocamento rafforzando i servizi pubblici per l'impiego. L'accettazione della domanda, la verifica di alcuni requisiti e l'accompagnamento al lavoro sono alcune tra le funzioni cardine che i centri per l'impiego svolgeranno. I comuni, per loro competenza, aiuteranno gli anziani e le persone particolarmente disagiate a presentare la domanda per il reddito di cittadinanza attraverso i servizi sociali che completeranno le funzioni svolte dai centri per l'impiego al fine di ridurre quanto più possibile il rischio di emarginazione. I comuni avranno anche il compito di verificare la reale composizione dei nuclei familiari. Le regioni avranno funzioni meno dirette ma al pari importanti, quali la cooperazione con i comuni e i centri per l'impiego, per agevolare l'attuazione di politiche attive per il lavoro e sostenere la nascita di progetti finalizzati alla creazione di imprese e di nuove realtà imprenditoriali. L'Agenzia delle entrate e l'Istituto nazionale della previdenza sociale avranno funzioni di controllo e verranno interrogati dai centri per l'impiego per valutare la veridicità delle dichiarazioni dei richiedenti per ciò che concerne i redditi. Le scuole, le università e i centri di formazione saranno chiamati a certificare per via telematica sia l'assolvimento degli obblighi scolastici sia le competenze certificate degli studenti. Le regioni, attraverso l'osservatorio regionale sul mercato del lavoro e sulle politiche sociali, valuteranno la distribuzione del reddito e la struttura della spesa sociale e forniranno le statistiche sulla possibile platea dei beneficiari. Le agenzie formative accreditate forniranno ai centri per l'impiego ogni informazione relativa alla programmazione dei corsi e dei percorsi formativi, alla frequenza da parte degli iscritti e forniranno i dati relativi alla certificazione delle competenze dei soggetti tramite la struttura informativa centralizzata. Viene altresì istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, l'Osservatorio nazionale del mercato del lavoro e delle politiche sociali, che avrà il compito di analizzare l'evoluzione del mercato dell'occupazione e delle politiche sociali, con particolare riferimento ai settori d'attività interessati al completamento della domanda di lavoro, offrendo un sistema di informazione sulle politiche sociali e occupazionali con l'obiettivo di rendere funzionale il dispositivo previsto dal presente disegno di legge nonché gli altri strumenti offerti dall'ordinamento a tutela delle esigenze di carattere sociale e occupazionale. L'articolo 6 descrive la struttura informativa centralizzata, prevedendo la condivisione di un unico e comune archivio informatico realizzato mediante l'unione di specifiche banche dati utilizzate dagli enti e dalle istituzioni di cui all'articolo 5. La gestione dei procedimenti riferiti al reddito di cittadinanza sarà in questo modo facilitata e utilizzerà quanto già esiste grazie alla interconnessione delle banche dati, compresa la banca dati prevista dal decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99.