[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale degli articoli da 62 a 72 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia), convertito, con modificazioni, nella legge 9 agosto 2013, n. 98, promossi dalla Corte di cassazione con due ordinanze del 9 dicembre 2019, iscritte, rispettivamente, ai numeri 84 e 96 del registro ordinanze 2020 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica numeri 28 e 34, prima serie speciale, dell'anno 2020. Visti gli atti di costituzione di Daniele Vetrano, di Ernesta D'Alessio e Giuliana D'Alessio, in proprio e nella qualità di eredi di Paolina Orlandi, e della UnipolSai Assicurazioni spa, nonché gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri e, quelli fuori termine, di Ambruosi Paola e altri; udito nell'udienza pubblica del 13 gennaio 2021 il Giudice relatore Giovanni Amoroso; uditi gli avvocati Carlo Testa per Daniele Vetrano, e per Ernesta D'Alessio e Giuliana D'Alessio, in proprio e nella qualità di eredi di Paolina Orlandi, Giovanni Gori per la UnipolSai Assicurazioni spa e l'avvocato dello Stato Francesco Sclafani per il Presidente del Consiglio dei ministri, quest'ultimo in collegamento da remoto, ai sensi del punto 1) del decreto del Presidente della Corte del 30 ottobre 2020; deliberato nella camera di consiglio del 25 gennaio 2021.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 9 dicembre 2019 (r.o. n. 84 del 2020), la Corte di cassazione ha sollevato questioni di legittimità costituzionale degli artt. 62, comma 1; 65, commi 1 e 4; 66; 67, commi 1 e 2; 68, comma 1, e 72, comma 1, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia), convertito, con modificazioni, nella legge 9 agosto 2013, n. 98, nella parte in cui conferiscono al giudice ausiliario di appello lo status di componente dei collegi delle sezioni della corte d'appello, in riferimento all'art. 106, secondo comma, della Costituzione ed agli artt. l02, primo comma, e 106, primo comma, Cost. La Corte rimettente riferisce che era impugnata dinanzi a sé una sentenza della corte d'appello in materia di responsabilità civile per la verificazione di un sinistro stradale e, tra i motivi di ricorso, ne veniva dedotta la nullità ai sensi dell'art. 158 del codice di procedura civile, avendo partecipato al collegio un giudice ausiliario d'appello, sul presupposto dell'illegittimità costituzionale degli articoli da 62 a 72 della legge n. 98 del 2013, di conversione, appunto , del decreto-legge istitutivo di tale figura di giudice onorario, per contrasto con gli artt. 3; 25, primo comma, e 106, secondo comma, Cost. La Corte di cassazione, in punto di rilevanza, evidenzia che l'accoglimento delle questioni inciderebbe sulla decisione, poiché comporterebbe l'annullamento della sentenza impugnata per vizio di costituzione del giudice. Quanto alla non manifesta infondatezza, il giudice a quo osserva che le norme censurate, nell'istituire e disciplinare la nuova figura del giudice ausiliario di appello, potrebbero contrastare con l'art. 106, secondo comma, Cost., laddove stabilisce che i giudici onorari possono essere nominati per tutte le funzioni attribuite a «giudici singoli» e ciò in quanto, a dispetto della stessa giurisprudenza costituzionale che ha ritenuto legittima la partecipazione di giudici onorari ai collegi solo in via temporanea o a fronte di circostanze di carattere eccezionale, il giudice ausiliario d'appello istituito dal d.l. n. 69 del 2013, come convertito, è incardinato naturaliter presso un organo collegiale, all'interno del quale esercita direttamente le relative funzioni giurisdizionali, essendo tenuto a definire, anche in qualità di relatore, almeno novanta procedimenti per anno, senza peraltro incontrare, almeno sul piano normativo, alcun limite, di materia e di valore, nell'assegnazione dei procedimenti civili, con l'eccezione dei soli procedimenti trattati dalla corte d'appello in unico grado. L'ordinanza di rimessione sottolinea che il dubbio di legittimità costituzionale potrebbe essere vieppiù corroborato tenendo conto di altre previsioni della Costituzione, come gli artt. 106, primo comma, e 102, primo comma, dalle quali potrebbe evincersi un'ineludibile scelta per l'affidamento in via generale dell'esercizio della giurisdizione ai magistrati professionali. Ne deriverebbe che il secondo comma dell'art. 106 Cost. non potrebbe essere interpretato nel senso di legittimare l'assegnazione ai giudici onorari di tutte le funzioni che un giudice di carriera può esercitare in quanto tale, comprese quelle di componente di un organo collegiale, senza trasmodare i limiti entro i quali la Costituzione ha consentito, in via eccezionale, che giudici onorari possano partecipare all'esercizio della funzione giurisdizionale. 1.1.&#8210; Con atto depositato il 22 luglio 2020 si è costituito nel giudizio di legittimità costituzionale Daniele Vetrano, sottolineando l'evidente contrasto delle norme istitutive del giudice onorario d'appello - figura «ibrida», non costituzionalmente prevista, tra il magistrato onorario di cui al secondo comma dell'art. 106 Cost. ed i consiglieri della Corte di cassazione nominati per meriti insigni ai sensi del terzo comma dello stesso articolo - con i limiti contemplati dal Costituente per l'esercizio delle funzioni giurisdizionali da parte dei giudici onorari, dovendosi intendere, anche alla luce dei lavori preparatori, che la locuzione «giudici singoli» vada riferita alle figure di giudici monocratici all'epoca esistenti. 1.2.&#8210; Con atto depositato il 28 luglio 2020 si è costituita nel giudizio di legittimità costituzionale la società UnipolSai Assicurazioni spa, la quale ha evidenziato la non fondatezza delle questioni sollevate in quanto l'istituzione, per un periodo temporaneo, dei giudici ausiliari d'appello sarebbe giustificata dall'esigenza di fronteggiare l'eccezionale arretrato pendente dinanzi alla corti d'appello, e quindi coerente con i limiti entro i quali, secondo la stessa giurisprudenza costituzionale, è ammessa la partecipazione dei giudici onorari ai collegi ai sensi dell'art. 106, secondo comma, Cost. Le questioni dovrebbero, inoltre, ritenersi non fondate, anche in ragione della necessità di bilanciamento con altri valori di rilevanza costituzionale, quali il buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.) e la ragionevole durata del processo (art. 111 Cost.). 1.3.&#8210;