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Costarella"; considerato che: quanto posto in essere dal sen. Nicola Morra, anche avvalendosi del suo ruolo di Presidente della Commissione antimafia, per come si evince dalle sue stesse parole "andato per effettuare un controllo" non appare giustificato da alcuna norma, in quanto nessun parlamentare è legittimato all'esecuzione di controlli e ispezioni personali in alcun luogo; l'accadimento assume, inoltre, portata ancora più grave in considerazione dell'identificazione operata dagli agenti di scorta in danno del dottor Mario Marino e del dottor Vincenzo Gaudio che, secondo quanto riferito dal senatore nel filmato di cui si è detto, "risultavano privi di mascherine di dpi"; invero, i poteri di inchiesta e ispettivi riferibili al senatore Nicola Morra, sia nella sua veste di componente del Parlamento, sia nella sua qualità di Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta, non può spingersi sino alla diretta ingerenza, senza alcuna autorizzazione in tal senso, nelle strutture ospedaliere o uffici dell'ASP adibite o meno alla somministrazione dei vaccini, tenuto conto delle regole in vigore disciplinanti, tra l'altro, l'accesso in qualsiasi ufficio pubblico, dettate dall'emergenza sanitaria, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intervenire per chiarire i gravissimi fatti accaduti all'Asp di Cosenza Serra Spiga e acquisire ulteriori elementi per quanto di Sua competenza. Atto n. 3-02377 FATTORI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il palazzo dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ente istituito nel 1929, fu costruito tra il 1913 e il 1928 ed è considerato una delle massime espressioni dell'architettura liberty nella città di Roma; dal 1999 il palazzo non ospita più la Zecca dello Stato; nel 2002, attraverso un protocollo d'intesa siglato tra il Ministro pro tempore del Tesoro, Tremonti e il sindaco di Roma, Veltroni, in attuazione della legge n. 401 del 2001, in un'ottica di valorizzazione del sito oramai in disuso, si decise di cambiare la destinazione d'uso del palazzo, attraverso un accordo di programma, poi attuato nel 2006, con l'autorizzazione all'utilizzo di 56.000 metri quadri di superficie urbanistica suddivisa tra componente ricettiva (32,3 mila metri quadri), residenziale (27,7 mila metri quadri) e direzionale privato (2,2 mila metri quadri); il processo di spostamento della sede dell'Istituto Poligrafico di Stato si è concluso nel 2010 e da allora il palazzo è rimasto in uno stato di disuso; la società Residenziale Immobiliare 2004 S.p. A., controllata per il 75 per cento da Cassa Depositi e Prestiti e al 25 per cento da Finprema, è il soggetto impegnato nella valorizzazione del palazzo di proprietà dello Stato; nel 2015 sono iniziati, dopo un accordo preliminare con la cinese Rosewood Hotels & Resorts International, i lavori di svuotamento e scavo per la realizzazione di parcheggi per la costruzione di una struttura ricettiva di lusso; nel 2019 la trattativa ha visto il ritiro della società cinese e la manifestazione di interesse da parte di ENEL, che prevede di collocare nel palazzo 2.000 dipendenti; la trattativa sembra essersi conclusa e sono iniziati i lavori, il cui termine è previsto per il 2022; considerato che: la zona in cui è sito lo stabile, piazza Verdi a Roma, è caratterizzata dall'assenza di infrastrutture e collegamenti efficienti, nonché da una situazione di parcheggi per i residenti al limite del collasso; oltre alla struttura, anche il sottosuolo è caratterizzato da importanti presenze archeologiche, che rendono disagevole la realizzazione di strutture di parcheggio; il comitato cittadino denominato "Comitato di Piazza Verdi" ha più volte sollevato a mezzo stampa il potenziale aumento di disagi legato all'arrivo dell'ingente numero di persone in quella zona; lo stesso comitato cittadino ha evidenziato alcune anomalie paesaggistiche, legate agli attuali lavori di sopraelevazione dell'edificio con due piani in vetro, che diventerebbero uno spazio aggiuntivo per il centro direzionale di Enel, ma che modificherebbero in maniera sostanziale l'aspetto estetico e originale del palazzo, deturpandone l'importanza storica, artistica e culturale; nel cartello di inizio lavori l'aggiunta dei due piani in vetro viene annoverato come "consolidamento strutturale", quando si tratta in realtà di una struttura che si andrebbe a sommare a quella esistente; altri esempi di modifica analoga hanno effettivamente reso, per esempio, l'ex palazzo Casse di Risparmio Postali di piazza Dante, ora sede unitaria dell' intelligence del Paese, fortemente diverso rispetto all'originario aspetto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tale situazione e quali azioni intenda porre in essere, anche di concerto con il Ministero della cultura, per la salvaguardia del valore storico e culturale dell'ex palazzo del Poligrafico e Zecca dello Stato, senza che se ne stravolga l'aspetto originario; quali azioni intenda porre in essere per mitigare le carenze infrastrutturali della zona, considerato che la destinazione dell'immobile è stata decisa da Cassa Depositi e Prestiti, istituto controllato dal Ministero in indirizzo. Atto n. 3-02378 LOMUTI LANZI CROATTI PAVANELLI ROMAGNOLI ANASTASI EVANGELISTA PELLEGRINI Marco PIRRO SANTILLO GUIDOLIN RUSSO PESCO TONINELLI GALLICCHIO NATURALE MARINELLO VACCARO LOREFICE AUDDINO D'ANGELO NOCERINO TRENTACOSTE Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: in questi giorni sta destando preoccupazione il futuro della produzione dello stabilimento automobilistico Stellantis di Melfi (Potenza) e di conseguenza di quello lavorativo di migliaia di operai ex FCA e di quelli appartenenti al suo indotto; lo stato di tensione deriva dall'incertezza delle prospettive produttive dello stabilimento, a causa dell'abbassamento della produzione, che ha comportato una proroga della cassa integrazione fino al 2 maggio 2021, con rientro in fabbrica previsto per il giorno 3; quindi, una proroga di 3 settimane, che, sommate alle precedenti, fanno complessivamente 17 settimane di ammortizzatori sociali per tutti gli operai della struttura; uno scenario di cassa integrazione permanente, allarmante e paradossale, se si pensa che fino a qualche mese fa si intendeva concretizzare l'idea di un terzo turno, impegnandovi ulteriori mille unità lavorative; le ricadute di una crisi aziendale interesserebbero anche il settore dell'indotto, a partire dalla fornitura delle componenti automobilistiche; nello stabilimento di Melfi, attualmente, lavorano più di 7.000 persone, e si producono, su due linee, le Jeep (modelli Compass e Renegade) e la 500 X; il timore è che si tratti di un preludio ad un ridimensionamento strategico dello stabilimento Stellantis di Melfi, nonostante le rassicurazioni aziendali avvenute nelle diverse riunioni sindacali di questi giorni, che non hanno fugato i timori dei lavoratori; considerato che: il già programmato terzo turno, che avrebbe interessato la produzione dell'ibrido, non è mai partito;