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Non è implausibile il rispetto dei tempi mantenendo la sede referente, come luogo più appropriato per il varo di una disciplina a regime sulla magistratura onoraria: ovviamente la presenza proficua del rappresentante del Governo potrà utilmente contribuire al successo del tentativo, che dovrebbe essere esperito entro un arco di tempo limitato. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) indica in dieci giorni la tempistica più idonea per il tentativo prefigurato dal Presidente e, stante il venir meno dell'appartenenza alla Commissione di una relatrice, comunica alla Presidenza la disponibilità della senatrice Piarulli per sostituirla. Il PRESIDENTE prende atto della disponibilità testé espressa e ricorda che, per l'altra relatrice (la senatrice Valente), risulta depositata una sostituzione per l'intero corso dei provvedimenti in titolo: pertanto, in assenza di comunicazioni diverse da parte del Gruppo di appartenenza, i relatori saranno Valente, Urraro e Piarulli. Il senatore MIRABELLI ( PD ) conferma che la senatrice Valente resta interessata a seguire i provvedimenti in titolo. Dopo che la sottosegretaria MACINA ha riconfermato la piena disponibilità del Governo a collaborare con i relatori, la Commissione conviene a maggioranza (con il voto contrario del senatore BALBONI ( FdI ) e l'astensione del senatore CRUCIOLI ( Misto )) di dare mandato ai relatori a redigere una nuova proposta che possa essere sottoposta alla Commissione, entro dieci giorni, per l'assunzione a testo base. Resta inteso che - nella nuova fase aperta, nella sede referente, dalla norma approvata in sessione di bilancio - i Gruppi valuteranno quali degli emendamenti già proposti mantengano attualità, riferendoli all'eventuale nuovo testo base. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/884 che modifica la decisione quadro 2009/315/GAI per quanto riguarda lo scambio di informazioni sui cittadini di paesi terzi e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS), e che sostituisce la decisione 2009/316/GAI Doc n. 360 Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/884 che modifica la decisione quadro 2009/315/GAI per quanto riguarda lo scambio di informazioni sui cittadini di paesi terzi e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS), e che sostituisce la decisione 2009/316/GAI (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento ai sensi dell'articolo 1, della legge 22 aprile 2021, n. 53. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 22 marzo. La sottosegretaria MACINA evidenzia che la normativa ECRIS-TCN e il criterio di delega per la riforma del processo penale afferiscono ad ambiti profondamente eterogenei: la prima riguarda lo scambio, tra gli Stati membri, delle informazioni e dei dati sulle condanne (definitive, ovviamente) contenuti nei rispettivi casellari giudiziali, la gestione dei cui dati - oggetto di trasmissione - avviene nel rigoroso rispetto di ogni cautela prevista dalle norme sulla privacy ; il criterio di delega di cui all'art. 1, comma 25, della legge 4 ottobre 2021, n. 237, garantisce al cittadino - nei cui confronti sia stato emesso un provvedimento di archiviazione o una sentenza di non luogo a procedere - il diritto alla "deindicizzazione" delle eventuali informazioni, concernenti il suo pregresso coinvolgimento nel procedimento penale in qualità di indagato o, rispettivamente, di imputato. Il relatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) si dichiara soddisfatto della precisazione richiesta e propone l'espressione di un parere favorevole. Previa verifica del prescritto numero legale, la proposta di parere favorevole del relatore, posta ai voti, risulta approvata, con le dichiarate astensioni dei senatori BALBONI ( FdI ), GIARRUSSO ( Misto-IpI-PVU ) e CRUCIOLI ( Misto ). SUI DISEGNI DI LEGGE NN. 758, 1948, 2139, 2322 E 2369 IN MATERIA DI GEOGRAFIA GIUDIZIARIA Il PRESIDENTE avverte che sulla geografia giudiziaria sono stati proposti cinque disegni di legge che, fino ad oggi, sono stati esaminati separatamente ed il cui termine per emendamenti è decorso. Mentre per due di essi non sono stati proposti emendamenti, se ne registrano: n. 7 per il disegno di legge 1948; n. 5 per il disegno di legge n. 2139; n. 100 per il disegno di legge n. 2322. La 5 a Commissione non si è ancora pronunciata su nessuno di essi. Invita poi i Gruppi a valutare la possibilità di una congiunzione di tutti i disegni di legge sulla geografia giudiziaria, ai fini di istituire un Comitato ristretto; esso avrebbe il compito di redigere un testo unificato, volto a decidere: se ed in quali realtà territoriali innovare l'attuale geografia giudiziaria; la procedura in base alla quale gli enti locali possano farsi carico delle relative spese o di parte di esse. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) è contraria all'unificazione dell' iter , stante la peculiare natura del disegno di legge n. 2139, della cui relazione è onerata. Si tratta infatti di un testo che delega alla revisione dei criteri adottati all'epoca del Governo Monti, in un nuovo contesto che richiede una maggiore prossimità nell'erogazione del servizio giustizia: ciò sia in ragione delle esigenze logistiche, sia per fronteggiare la criticità della situazione in cui versano alcuni territori privi di un presidio di legalità. Il senatore GIARRUSSO ( Misto-IpI-PVU ) rievoca il trauma sperimentato nella scorsa legislatura, quando fallì il tentativo di revisione della geografia giudiziaria per adeguarla al dato demografico. I Gruppi erano unanimi nel combattere il furore ideologico con cui la spending review aveva cancellato il 47 per cento delle sedi giudiziarie; eppure, la proposta non ebbe seguito, probabilmente perché il metodo prescelto - quello della delega - è destinato a tradire le buone intenzioni del Parlamento. Ispiratori della revisione degli uffici giudiziari - all'epoca del governo Monti - furono gli interessi corporativi di alcuni magistrati che, in realtà, penalizzarono le sedi periferiche di modo da poter vedersi assegnate, come sedi di lavoro, città di medie o grandi dimensioni ben collegate e con tutti i servizi essenziali. Auspica pertanto che questa nuova riforma della geografia giudiziaria venga realizzata con l'opportuna vigilanza delle forze politiche: se invece verrà delegata agli uffici ministeriali, sarà destinata - come la precedente - al fallimento. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) rievoca anche lui il tentativo della scorsa legislatura, ispirato al criterio dosimetrico offerto dagli studi francesi, secondo cui una forchetta tra 60 e 80 magistrati è la soglia ideale di efficienza per un ufficio giudiziario.