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Il terzo aspetto - e concludo - riguarda la politica migratoria. Dal Consiglio europeo deve uscire una posizione chiara degli Stati membri sulla gestione dei flussi migratori, che stanno aumentando notevolmente negli ultimi giorni. L'Europa non può - come troppo spesso è avvenuto in passato - scaricare la responsabilità e i problemi sui Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, quindi l'Italia. La presenza di diversi migranti positivi al Covid-19 è un'aggravante per il rischio di una terribile diffusione del contagio. L'aumento degli sbarchi è legato prima di tutto all'inesistenza di una gestione strategica di questa criticità con i Paesi africani. Sono convinto, signor Presidente del Consiglio, che occorra una politica europea volta a favorire l'immigrazione regolare, che è una ricchezza per ogni Paese ospitante, e a combattere definitivamente l'immigrazione clandestina, anticamera di insicurezza e illegalità e per il rispetto della dignità umana. L'Italia, data anche la sua posizione geografica, può giocare un ruolo fondamentale su questo punto. Signor Presidente del Consiglio, questo è ciò che mi aspetto dall'Italia che lei rappresenterà nel Consiglio europeo; mi aspetto altresì che dagli altri Stati membri ci sia comprensione verso i Paesi come il nostro, che all'Europa hanno sempre dato più di quanto ricevono. Concludo chiedendo a lei, signor Presidente del Consiglio, di assumersi davanti al Parlamento e quindi davanti al popolo italiano la responsabilità per le decisioni che saranno prese nel prossimo Consiglio europeo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, signor Presidente del Consiglio, l'arrivo del Covid-19 nel nostro Paese ha causato la perdita di tante vite umane in un breve lasso di tempo. Abbiamo ancora tutti negli occhi le immagini sconvolgenti di camion militari che portavano via le vittime e nelle orecchie i racconti dei parenti che non avevano nemmeno potuto assistere e confortare i propri cari negli ultimi giorni e nelle ultime della loro vita. L'unica maniera per arginare questa terribile pandemia è stata quella di prendere misure drastiche e dolorose di chiusura temporanea di attività lavorative e di distanziamento sociale, che hanno fermato il contagio, evitato centinaia di migliaia di morti, ma che hanno avuto conseguenze importanti dal punto di vista economico. A questa grande crisi è corrisposta una grande, decisa e veloce reazione del Governo e della maggioranza che lo sostiene, approvando e convertendo in legge in poco tempo in Parlamento provvedimenti come i decreti-legge cura Italia, liquidità e rilancio, che hanno impegnato fondi per 75 miliardi di euro a sostegno del comparto sanitario, delle imprese e dei cittadini, con misure assolutamente straordinarie e mai adottate prima. L'azione di questo Governo e di questa maggioranza si è fatta sentire in maniera decisa e innovativa anche nell'Unione, convincendo gli altri Paesi europei che fosse indispensabile intervenire immediatamente per evitare che una crisi sanitaria simmetrica, cioè che aveva riguardato tutti i Paesi europei, potesse avere conseguenze economiche e sociali asimmetriche molto più pesanti in alcuni Paesi e più leggere in altri, tali da compromettere gli sforzi di convergenza dell'Unione europea e di provocare distorsioni probabilmente irreversibili sul mercato unico e sulla vita stessa dei cittadini e sull'Unione. La proposta di cambiare radicalmente e in maniera rivoluzionaria il modo di approcciare una crisi di origine esogena come quella che ci ha colpito e di tale devastante portata è partita proprio dall'Italia, da questo Governo, cui subito si sono affiancati otto Paesi europei. Nel giro di poche settimane, quello che fino a marzo sembrava impossibile, quello che i cosiddetti Paesi frugali non volevano nemmeno sentirsi raccontare, è diventato possibile e a portata di mano: la creazione di uno strumento di debito comune europeo di dimensioni sufficienti e a lunga scadenza che potesse dare agli Stati membri le risorse necessarie a superare la crisi sanitaria ed economica e porre le basi per un rilancio europeo e per una soluzione (speriamo definitiva) alle diseguaglianze esistenti nell'Unione europea. Tutto questo è nato grazie al suo coraggio, signor Presidente del Consiglio e a quello del suo Governo e della maggioranza che lo sostiene, di cui il MoVimento 5 Stelle costituisce la forza politica più numerosa. Noi del MoVimento 5 Stelle ci eravamo prefissi proprio questi obiettivi nel corso degli ultimi dieci anni, quando tutti dicevano che fossero obiettivi utopici; abbiamo dimostrato che così non era e che si potevano raggiungere. L'azione diplomatica di questo Governo ha portato all'arcinota proposta della Commissione europea di un piano per la ripresa che si fonda sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027, che ha un importo proposto di 1.100 miliardi di euro, e sul next generation EU, che prevede un fondo di 750 miliardi di euro, di cui 500 distribuiti a fondo perduto e 250 in forma di prestiti. In questo quadro all'Italia andrebbero oltre 170 miliardi, di cui poco meno della metà a fondo perduto. Siamo arrivati fino a questo punto e ora dobbiamo fare l'ultimo passo che è quello necessario: occorre che queste proposte della Commissione europea diventino realtà. Bisogna vincere le ultime resistenze dei Paesi europei, quei Paesi europei che non hanno alcun interesse a far sì che l'Italia torni ad essere un grande Paese con un'economia vivace, un'economia che tira e produce ricchezza e benessere per i propri cittadini. In questo momento servirebbe coesione e che tutte le forze politiche facessero quadrato attorno alle proposte italiane. Invece abbiamo in questo Parlamento i cosiddetti sovranisti, Salvini e Meloni, amici per esempio dei sovranisti olandesi - che per un caso si chiamano Partito per la libertà - e di quel politico sovranista olandese Wilders che pochi giorni fa esponeva un cartello su cui c'era scritto: «Non un centesimo all'Italia». Sono amici di questa gente qui! (Applausi. Commenti) . Sono vostri amici, non certo miei. PRESIDENTE. Scusi, senatore Marco Pellegrini, «questa gente qui» sono senatori della Repubblica. La pregherei di moderare il linguaggio. (Applausi) . PELLEGRINI Marco (M5S) . Ho raccontato un fatto. È sulle prime pagine di tutti i giornali, poi se non si vuole sentire non c'è problema. I cosiddetti sovranisti italiani sono amici dei nemici degli italiani: questo è quello che penso e quello che pensa la forza politica cui appartengo. Signor Presidente del Consiglio, lei e il suo Governo avete sin qui operato bene e siete stati sempre sostenuti in maniera convinta dal MoVimento 5 Stelle. Tutto ciò non è stato facile e non era affatto scontato; per convincersene basta guardare ad un precedente recente anch'esso originato da un fattore esogeno, cioè la crisi dei mutui sub-prime dagli Stati Uniti. Nel 2008 si abbatté sull'Italia una crisi fortissima da cui ancora oggi non siamo riusciti a risollevarci dopo più di undici anni.