[massime]

Sopravvenienze nel giudizio incidentale - Ius superveniens abrogativo e parzialmente riproduttivo della norma censurata - Diversità dei rispettivi ambiti di applicazione - Ininfluenza nel giudizio amministrativo a quo, anche in base al principio tempus regit actum - Esclusione della restituzione degli atti al rimettente.. Non sussistono i presupposti per restituire al rimettente TAR Piemonte gli atti relativi alle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 39, comma 1, della legge reg. Piemonte n. 26 del 2015 e 1, comma 1, della legge reg. Piemonte n. 27 del 2016 (i quali, rispettivamente, aggiungono la lett. f-ter e la lett. f-quater all'art. 40, comma 4, della legge reg. Piemonte n. 5 del 2012). Lo ius superveniens recato dalla sopravvenuta legge reg. Piemonte n. 5 del 2018 - che ha abrogato il citato art. 40 e riprodotto il divieto di prelievo venatorio per tutte le specie, tranne una, da esso elencate - palesemente non viene in rilievo nel giudizio a quo, essendo in quest'ultimo richiesto l'annullamento di due atti di Giunta regionale che hanno regolato l'attività venatoria per la stagione 2016-2017, nel corso della quale erano in vigore le norme censurate, onde di esse il rimettente deve fare applicazione, anche in virtù del principio tempus regit actum . Per consolidato orientamento della giurisprudenza costituzionale [in tema di rilevanza delle questioni sollevate nei giudizi impugnatori], la legittimità di un atto amministrativo deve essere esaminata, in virtù del principio tempus regit actum, con riguardo alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento della sua adozione ( Precedente citato: ordinanza n. 76 del 2018 ).