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Nei Paesi nordici si costruiscono ponti lunghi 10 chilometri nell'arco di due anni e noi siamo qui a discutere, perché è cambiato il Governo e pertanto, ogni volta che cambia il Governo, come nei Paesi peggiori del Sud America, si rimettono in discussione le scelte fatte e approvate con Trattati internazionali. Questo è il dramma che sta vivendo l'Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mi dispiace che non sia presente in Aula il Capogruppo del Movimento 5 Stelle, che stimo tantissimo per la sua onestà intellettuale, che oggi si è manifestata quando ha dichiarato, in questo consesso formale, che vi è una netta spaccatura tra il MoVimento 5 Stelle e la Lega. Il problema, caro collega Patuanelli, è che questa spaccatura non la pagate solo voi in termini di consenso: questo vostro immobilismo lo pagheranno 60 milioni di italiani e noi vogliamo denunciarlo oggi. Questo immobilismo blocca l'Italia. A me dispiace citare il presidente della commissione tecnica, il professor Ponti, ma come si fa a dare credibilità a un professore che ieri ci ha comunicato che nell'analisi costi-benefici non vengono incluse le penali che si devono pagare nel caso in cui non si realizzasse l'opera? Siamo di fronte a un'analisi farlocca (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sto parlando di ben 4 miliardi di euro che il professor Ponti non ha inserito nell'analisi. Cari colleghi, voi pensate che con questi stratagemmi e con queste scorciatoie potrete risalire la china? Io penso che dobbiate avere il coraggio di proporre un'operazione verità al Paese, ma purtroppo questo è tutto insito nel vostro DNA. Con tutto il rispetto, voi oggi dovreste rileggere un libro bellissimo di Kafka che si intitola «La metamorfosi». Voi oggi state vivendo questo dramma: siete alienati dalla vostra assenza di identità, non sapete più chi siete. Siete al Governo o all'opposizione? Avete aperto alla società civile candidando nei collegi maggioritari tanti esponenti provenienti dalle professioni e oggi pagate questo scotto perché non avete maturato una cultura di Governo. Negli anni Sessanta la Democrazia Cristiana dovette lottare con un grande partito, il Partito Comunista Italiano, per la costruzione dell'autostrada del sole. Gli argomenti adottati in quegli anni sono gli stessi addotti dagli amici 5 Stelle: è un'opera pubblica inutile, che determina sperpero di denaro e poi la corruzione, questa maledetta piaga. Non è che si frena la corruzione controllandola, ma si elimina l'opera pubblica perché si ha paura. In quegli anni quelli erano gli argomenti, ma poi il Partito Comunista Italiano ha fatto un percorso, è maturato un convincimento nel governare il Paese, si è assunto quella responsabilità, ha avuto la metamorfosi, ma certo non è durata tre anni. Questo è ciò che paghiamo oggi, cari colleghi: un Movimento in profonda metamorfosi, che purtroppo fa pagare a noi italiani gli interessi derivanti dal suo immobilismo. Io sono di Roma e da giovane romano e giovane amministratore ho vissuto questo dramma nella mia città. Negli anni Novanta si dibatteva se costruire un polo attrattivo culturale, che era il Parco della musica, al quartiere Flaminio; ebbene, anche in quel caso c'era chi (ed erano tanti) osteggiava quell'opera pubblica, chi incendiava cassonetti e macchine perché era sperpero di denaro pubblico. Chi oggi avrebbe il coraggio di dire che nella Capitale d'Italia quell'opera sia stata un grande spreco di fondi pubblici? È questo approccio culturale, è questo approccio di Governo che a voi manca e che io auspico voi possiate maturare in questi anni. Il prezzo però lo stiamo pagando noi. Signor Presidente, lo dico con molta franchezza, il collega Pichetto Fratin ha spiegato benissimo come è maturato questo progetto. In quegli anni noi abbiamo fatto battaglie con il governo Berlusconi e anche con quelli che si sono succeduti per ottenere quell'opera. I tedeschi la volevano; non volevano che passasse in Italia. Purtroppo dobbiamo dare ragione agli amici tedeschi, perché ci avevano visto lungo, molto lungo. Noi possiamo ripetere tante volte "prima gli italiani, prima gli interessi nazionali" ma poi quando dobbiamo realizzarli, questi interessi nazionali non decollano. Il ministro Toninelli non ha neanche la dignità di venire in Aula per raccontarci la sua posizione: come al solito scappano quando sono messi all'angolo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il ministro Toninelli doveva venire qui e difendere sue tesi. Lo dico con estrema franchezza, senza alcuna polemica: il ministro Toninelli sarebbe più credibile se in questi dieci mesi che ormai sono trascorsi dalla nascita del Governo avesse fatto partire una delle 36 grandi opere (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non ne ha azzeccata una. Non ha fatto partire una sola opera. L'unica cosa che ricorderemo del ministro Toninelli (le gaffe le evito) è il pugno alzato al cielo in quest'Aula. Non ho altre immagini, non ho provvedimenti. Troppa fuffa e sulla fuffa non si costruiscono le opere pubbliche, non si crea occupazione. Signor Presidente, non vorrei aggiungere molto altro, ma semplicemente dire agli amici 5 Stelle di farci capire qual è la loro strategia nell'ambito del consesso internazionale. Io sono un umile senatore, ma penso che anche i 60 milioni di italiani non vi stiano comprendendo. Stanotte abbiamo letto le agenzie: chiederete alla Francia un supporto e un sostegno nella elaborazione dei progetti. Non so quale sia lo stratagemma, ma vi dico, con estrema sincerità e schiettezza, che qualunque stratagemma voi oggi andiate a individuare questo non vi porterà a crescere nel consenso del Paese. Toglietevelo dalla testa. Non siete più credibili come forza di Governo. Dovete, necessariamente, fare un'analisi retrospettiva e introspettiva per capire chi siete. Quando la farete, forse tornerete ad essere credibili. Voglio capire meglio. Oggi voi chiedete alla Francia di aiutarvi e di aiutarci. Prima, però, andate in Francia, a Parigi. Parte la carovana del leader politico Di Maio insieme a Di Battista, che oggi è sparito. Prendete l'aeroplano, andate a Parigi, legittimate i gilet gialli, poi tornate e dopo ventiquattro ore subito smentite quell'operazione e oggi chiedete alla Francia di aiutarci. Ma con quale faccia? Con quale faccia? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Io rimango basito. Per quanto si possa avere una posizione di contrasto alle vostre linee politiche, penso che proprio il Paese quando la gente leggerà che state chiedendo aiuto alla Francia, si metterà a ridere. Cosa volete che faccia? Signor Presidente, oggi voteremo l'ennesima mozione in cui si cercherà di esaltare il temporeggiare. Altro che Quinto Fabio Massimo: voi ormai siete maestri. L'avvertenza che vi diamo, però, è non soltanto in termini di consenso. L'avvertenza che vi diamo è che, purtroppo, tutti i dati reali sono negativi. L'OSCE ieri ci ha confermato che siamo in piena recessione economica.