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come stabilito dall'articolo 1, per il perseguimento delle finalità di conservazione e difesa dagli incendi, gli enti competenti svolgono in modo coordinato attività di previsione, di prevenzione e di lotta attiva contro gli incendi boschivi con mezzi da terra e aerei, nel rispetto delle competenze previste dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonché attività di formazione, informazione ed educazione ambientale, si chiede di sapere: in attesa che la magistratura accerti eventuali responsabilità di quanto è accaduto, quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo abbiano adottato o intendano adottare per quanto concerne l'attività di prevenzione e se siano state svolte puntuali verifiche dello stato di attuazione della legge n. 353 del 2000, in tema di lotta e prevenzione degli incendi; se e quali controlli saranno attivati per verificare i danni all'ambiente; se il Ministro della salute intenda predisporre accertamenti sanitari per stabilire se e quali rischi concreti l'incendio abbia provocato alla popolazione della zona a seguito del danno ambientale occorso. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00626 BINETTI BERNINI GALLONE GALLIANI LONARDO RIZZOTTI AIMI ZAFFINI DE POLI SACCONE SICLARI BATTISTONI Al Ministro della salute Premesso che: le malattie rare (MR) sono state identificate dall'Unione europea come uno dei settori della sanità pubblica per i quali è fondamentale la collaborazione tra gli Stati membri e fin dal 1999, con la decisione n. 1295, sono state oggetto di raccomandazioni comunitarie, che hanno portato ad adottare una serie di programmi con obiettivi ampiamente condivisi. Il contesto in cui si collocano attualmente le malattie rare travalica i confini nazionali e abbraccia tutta l'Europa in una lunga sinergia di progetti come Europlan, Eurordis, Orphanet e gli ERN, reti europee dei centri di eccellenza. L'Italia è stata presente fin dall'inizio in tutti gli organismi che si sono occupati di ricerca scientifica nel campo delle MR a vari livelli: genetico, metabolico, farmacologico e assistenziale; dalla diagnosi precoce all'organizzazione della rete e dei servizi collegati, compresa l'integrazione tra le associazioni di malati. La competenza specifica e la disponibilità alla collaborazione hanno fatto sì che il nostro Paese meriti la stima e la considerazione di tutti i partner europei; per la prima volta nel 2012, il Senato della Repubblica ha approvato trasversalmente un ordine del giorno per la cura delle malattie rare e la Camera dei deputati ha approvato una mozione unitaria che impegnava il Governo ad assumere misure concrete per la ricerca e la cura delle malattie rare. In entrambe le occasioni, il Ministro pro tempore della salute ha manifestato il desiderio di "dar vita ad un momento di coordinamento inserito nel Gabinetto del Ministero"; l'assistenza ai malati rari richiede una serie molto complessa e articolata di interventi, che vanno a ricadere sull'organizzazione, la programmazione e il finanziamento dell'intero sistema sanitario. Le difficoltà che i malati rari incontrano, per vedere soddisfatti i loro bisogni, sono in parte legate alla complessità delle azioni e degli interventi richiesti e alla molteplicità dei soggetti coinvolti, in parte dovute alla obiettiva diversità della situazione e qualità in cui si trovano i sistemi sanitari regionali, in parte, infine, ad elementi strutturali, alcuni dei quali potrebbero già ora essere oggetto di azioni; molto è stato fatto in questi anni, ma molto resta ancora da fare, a cominciare dal nuovo Piano nazionale delle malattie rare. Nel 2016 è scaduto il primo Piano nazionale per le MR (2013-2016) e da allora non è stato ancora pubblicato il nuovo piano, che pure tanto concorrerebbe ad uniformare verso l'alto gli interventi a favore dei malati con patologie rare; molte malattie sono state inserite nell'elenco dei LEA (livelli essenziali di assistenza), ma tra gli aspetti che più gravemente impattano nel diritto alla cura e all'assistenza dei malati rari, bisogna considerare l'assenza nell'attuale elenco di molte prestazioni indispensabili per la presa in carico dei malati. Per ovviare a questa difficoltà, alcune Regioni hanno provveduto a integrare i LEA con proprie risorse. Ma questo non è possibile per le Regioni che sono in piano di rientro. In attesa di una soluzione complessiva, fin da ora sarebbe possibile realizzare queste azioni inserendo nei provvedimenti dell'AIFA (legge n. 648 del 1996) un elenco di malattie rare; è' urgente modificare l'attuale normativa per importare dall'estero farmaci essenziali per il trattamento di malati rari; farmaci che sono in commercio in altri Paesi, con una un'indicazione diversa dalla malattia rara per cui dovrebbero essere importati, si chiede di sapere quando verrà pubblicato il nuovo Piano nazionale per le malattie rare e quando si riuscirà a completare la lista delle prestazioni, non incluse nei LEA, ma essenziali per i malati con malattie rare, compreso l'acquisto di farmaci disponibili solo all'estero. Atto n. 4-00627 AGOSTINELLI Ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e della salute Premesso che: le "galline ovaiole" sono galline della specie "Gallus gallus", mature per la deposizione di uova, allevate ai fini della produzione di uova non destinate alla cova; nell'Unione europea si producono 7,5 milioni di tonnellate di uova. L'Italia è uno dei principali produttori di uova, con circa 650.000 tonnellate all'anno; in Italia le galline allevate ogni anno negli allevamenti intensivi sono circa 42 milioni, con una percentuale in gabbia che va oltre il 65 per cento del totale. L'allevamento in gabbia è un sistema che infligge terribili sofferenze; i controlli sul benessere animale e sulla sicurezza alimentare sono disciplinati dalla normativa comunitaria e spettano al Ministero della salute, che li può delegare ai Nuclei antisofisticazione e sanità (Nas) o ai Carabinieri forestali; la direttiva 1999/74/CE stabilisce le norme minime per la protezione delle galline ovaiole, distinguendo tra sistemi alternativi (capo I), gabbie non modificate (capo II) e gabbie modificate (capo III) e dettando prescrizioni riguardanti la superficie minima della gabbia per gallina, l'altezza, i posatoi, le mangiatoie, gli abbeveratoi, i nidi, le lettere per razzolare, i dispositivi per il taglio delle unghie, la larghezza dei corridoi; dette norme, che dovrebbero garantire il benessere e la salute delle galline, spesso non vengono rispettate e, sovente, questi animali vengono allevati in condizioni estreme, come risulta da una videodenuncia di Animal Equality, organizzazione internazionale per la protezione animale, realizzata in collaborazione con la redazione cronaca del Tg2 a fine aprile 2018. Il video mostra galline in un allevamento intensivo del mantovano ammassate in gabbie "lager" prive di pavimentazione, in numeri superiori a quelli consentiti, tra sporcizia, parassiti, cadaveri di altre galline in putrefazione e topi morti;