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Modifiche alla legge 27 dicembre 2001, n.459, in materia di esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero mediante procedimento elettronico. Onorevoli Senatori. -- Il voto degli italiani all'estero venne introdotto nella Costituzione con una modifica agli articoli 48, 56 e 57 nel 2000, quando al Governo c'era una maggioranza di centrosinistra. Il sistema venne disciplinato poi nel 2001, con legge ordinaria, da una maggioranza di centrodestra. Alle elezioni politiche gli italiani all'estero eleggono votando per corrispondenza, 12 deputati e 6 senatori che vengono scelti con metodo proporzionale all'interno di quattro grandi circoscrizioni: Europa (5 deputati e 2 senatori), America del Nord (2 deputati e un senatore), America del Sud (4 deputati e 2 senatori), Asia, Africa, Oceania e Antartide (un deputato e un senatore). Possono votare tutti gli italiani, compresi i discendenti di emigrati che hanno mantenuto la cittadinanza italiana, circa quattro milioni di persone. Si ha diritto al voto solo se si è iscritti all'AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all'estero) e, quindi, residenti all'estero per un periodo di tempo non inferiore a dodici mesi. Allo stato attuale se non si vuole utilizzare per le elezioni politiche o i referendum abrogativi o confermativi, disciplinati rispettivamente dagli articoli 75 e 138 della Costituzione, il voto per corrispondenza, l'unica alternativa possibile è il rientro in Italia per esercitare il proprio diritto, con tutte le conseguenze che ciò comporta. Per le elezioni comunali e regionali, i residenti all'estero devono obbligatoriamente recarsi in Italia, a spese proprie. Nel corso degli anni, questa legge, chiamata anche «legge Tremaglia», ha suscitato diverse opinioni molto spesso contrastanti fra loro, anche perché, secondo alcuni, le separate norme sulla cittadinanza italiana « ius sanguinis» sembrano molto generose verso i discendenti di emigrati italiani. Nel 2013 dopo le elezioni politiche sono state documentate irregolarità di vario genere, tra cui il conteggio di schede elettorali false (ad esempio fotocopie a colori), voti inviati da persone che in realtà erano già morte. Questo sistema di votazioni per gli italiani all'estero appare veramente inadeguato, addirittura contrario a quei princìpi costituzionali che sanciscono che il voto sia personale, segreto e libero, invece esso è soggetto, purtroppo, a possibili furti, compravendite e addirittura sostituzioni del votante. Ritengo, quindi, necessario ed urgente che anche nel nostro Paese sia inserita a fianco dell'opzione del voto per corrispondenza e al voto presso la propria circoscrizione del territorio nazionale, anche quella per il voto con procedimento elettronico da effettuarsi presso le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane nel mondo. L'introduzione del voto mediante procedimento elettronico (già in uso in Estonia e Lettonia) consentirà agli italiani residenti all'estero di esercitare il proprio diritto al voto recandosi nelle ambasciate o nei consolati italiani presenti nello Stato dove risiedono. Tale voto sarà espresso attraverso un computer che trasmetterà in simultanea la votazione all'ufficio indicato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Reputo urgenti le modifiche da apportare alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, ed è per questo che auspico una celere approvazione di questo disegno di legge.. 1 (Finalità) 1 La presente legge introduce il voto mediante procedimento elettronico per i cittadini italiani residenti all'estero ed iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), per le elezioni politiche e per i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione. 2 (Modifiche alla legge n. 459 del 2001) 1 L'articolo 1 della legge 27 dicembre 2001, n. 459, è sostituito dal seguente: «Art. 1. -- 1 . I cittadini italiani residenti all'estero, iscritti nelle liste elettorali di cui all'articolo 5, comma 1, votano nella circoscrizione Estero, di cui all'articolo 48 della Costituzione, per l'elezione delle Camere e per i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione, nei limiti e nelle forme previsti dalla presente legge, previa opzione da esercitare per ogni votazione e valida limitatamente ad essa, tra le forme indicate al comma 2. 2 . Gli elettori di cui al comma 1 possono votare: a) per corrispondenza; b) attraverso procedimento elettronico presso le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane; c) in Italia presso la circoscrizione del territorio nazionale relativa alla sezione elettorale in cui sono iscritti». 2. Dopo l'articolo 4– bis della legge n. 459 del 2001 è inserito il seguente: «Art. 4- ter. – 1. In occasione di ogni consultazione elettorale, gli elettori residenti all'estero possono esercitare il proprio diritto di voto mediante procedimento elettronico recandosi presso le rappresentanze diplomatiche e consolari operanti nella circoscrizione consolare di residenza, previa opzione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera b) , dandone comunicazione scritta entro trenta giorni dalla data delle votazioni. 2. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale comunica al Ministero dell'interno, almeno quindici giorni prima della data stabilita per le votazioni, i nominativi di tutti gli elettori che si sono avvalsi dell'opzione del voto mediante il procedimento elettronico». 3. L'articolo 12 della legge n. 459 del 2001 è sostituito dal seguente: «Art. 12. -- 1 . Il Ministero dell'interno trasmette al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale le liste dei candidati ed i modelli delle schede elettorali non più tardi del ventesimo giorno antecedente la data delle votazioni. 2 . Sulla base delle istruzioni fornite dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, le rappresentanze diplomatiche e consolari preposte a tale fine dallo stesso Ministero provvedono alla stampa del materiale elettorale da inserire nel plico di cui al comma 3 e per i casi di cui al comma 5 nonché alla predisposizione dei seggi presso le medesime per l'esercizio del voto elettronico. 3 . Non oltre quindici giorni prima della data stabilita per le votazioni in Italia, gli uffici consolari inviano, con il sistema di posta raccomandata, o con altro mezzo avente la stessa garanzia, agli elettori ammessi al voto per corrispondenza o al voto mediante procedimento elettronico ai sensi della presente legge, il plico contenente il certificato elettorale, la scheda elettorale e la relativa busta affrancata recante l'indirizzo dell'ufficio consolare di competenza; il plico contiene, altresì, il foglio con le modalità per l'espressione di voto e le liste dei candidati nella ripartizione di appartenenza di cui all'articolo 6. Nel caso in cui gli elettori scelgano di votare mediante procedimento elettronico devono recarsi presso le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane di afferenza il giorno delle votazioni in Italia, muniti della documentazione inviategli per posta, pena l'invalidità del voto. 4 .