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L'unica cosa che terrei a dire è che, ancora una volta, ci troviamo a svillaneggiare il sistema parlamentare, perché anche questo provvedimento è arrivato in Commissione stasera, l'abbiamo esitato e ne stiamo discutendo adesso in Aula, forse in maniera un po' affrettata. Il tema è delicato sicuramente, anche perché si tratta di mettere rimedio a qualche svista che c'è stata in tempi vicinissimi, però è di estrema importanza, perché di fatto si occupa dell'armonizzazione e dei controlli ufficiali nell'intera filiera agroalimentare. Forse sarebbe necessario che ci soffermassimo a fare una riflessione sul fatto che i provvedimenti dovremmo assimilarli, conoscerli e approfondirli di più, confrontandoci ed eventualmente apportando anche le modifiche necessarie rispetto a quello che è già accaduto nell'altra Camera. Questo è un auspicio, ma comprendo la difficoltà che stiamo vivendo al momento presente, con il problema del Covid, e capisco che ci troviamo in una situazione di emergenza; tuttavia, visto che stiamo riprendendo i ritmi normali e ci stiamo avviando verso un periodo di normalità (lo spero), auspico che anche questi provvedimenti possano seguire l' iter ordinario. Pertanto, consegno il testo del mio intervento e annuncio il voto favorevole di Italia Viva sul disegno di legge in esame. (Applausi) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, com'è emerso nel corso della discussione, stiamo ragionando di un decreto legislativo, il n. 27 del 2021, che all'articolo 18 ha sostanzialmente abrogato una serie di disposizioni con effetto dalla sua entrata in vigore, cioè dal 26 marzo. Questo decreto legislativo (quindi un atto del Governo) ha inciso sull'elenco di una serie impressionante di norme che sanzionavano, come illeciti penali o amministrativi, la violazione di regole dettate per garantire la salubrità e la genuinità di sostanze alimentari e di bevande. In sostanza, tale decreto legislativo ha cancellato la tutela penale in Italia in materia di sicurezza alimentare e, ciò che è più grave, lo ha fatto con un eccesso di delega, perché, come ha segnalato la Corte di cassazione, ufficio del massimario, nella sua relazione del 17 marzo, è andato oltre quella che gli era stata data dalla legge corrispondente. Rispetto a quella delega, infatti, il decreto legislativo poteva intervenire soltanto per adeguare e raccordare le disposizioni nazionali vigenti a quelle del Regolamento dell'Unione europea n. 625 del 2017, al quale si doveva conformare. In sostanza, si tratta di uno scivolone clamoroso del precedente Governo, di cui facevano parte tutti i partiti che oggi fanno parte anche di questa maggioranza, oltre alla Lega e a Forza Italia. Nessuno, però, si è presentato in quest'Aula per spiegare la ragione di tale gravissima forzatura. Colleghi, è difficile credere che si sia trattato soltanto di uno svarione o di una svista. Si è trattato di qualcosa di molto più grave. Cancellare tout court tutte le norme penali che tutelano la salubrità dei nostri alimenti in Italia non può essere soltanto il risultato di una svista. (Applausi) . È sicuramente il risultato di un disegno, che viene da lontano, dall'Europa, e che parte dal nutri-score, per arrivare al vino annacquato, al miele e al pomodoro cinesi, al grano canadese al glifosato, per mortificare il patrimonio agroalimentare italiano, che è un'eccellenza e che ci invidia e ci copia tutto il mondo. (Applausi) . A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende. Caro rappresentante del Governo, sarebbe stata necessaria una parola chiara su quanto avvenuto e, invece, abbiamo assistito soltanto a un assordante silenzio. Per fortuna, interviene questo decreto-legge, che ripristina tutte le fattispecie sanzionate penalmente agli articoli 5, 6, 12, 12- bis e 18 della legge n. 283 del 1962, insieme alle sanzioni e agli illeciti amministrativi a tutela dei consumatori. Tuttavia, poiché non abbiamo avuto spiegazioni chiare sul motivo per cui oggi ci troviamo qui a eliminare questo incredibile errore del Governo precedente e poiché nessuno ha ritenuto di dare spiegazioni su tale grave fatto, il Gruppo Fratelli d'Italia dichiara il voto di astensione sul disegno di legge di conversione. (Applausi) . TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor rappresentante del Governo, la conversione del decreto-legge n. 42, che siamo chiamati a portare a termine oggi, fa chiarezza e, in qualche misura, dà anche risposte alle questioni poste dal collega sugli obiettivi per i quali, in termini di qualità delle produzioni alimentari del nostro Paese, abbiamo lavorato in questi anni. La qualità dei prodotti, la sicurezza, la salubrità, la volontà di dare al cittadino-consumatore tutti gli elementi per giudicare e scegliere con cognizione di causa e la trasparenza sull'origine, sui contenuti e sui processi produttivi sono da sempre al centro dell'azione che il nostro Paese e il nostro mondo agroalimentare hanno posto in campo per ciò che riguarda il cibo, le bevande e tutte le produzioni destinate all'uomo e agli animali. Dico ciò perché nei mesi scorsi, quando entrò in vigore il decreto legislativo n. 27 del 2021, ci fu una levata di scudi da parte di tutto il mondo che si occupa di qualità agroalimentare. Si gridò, com'è stato fatto qui, a intenzioni equivoche e al gioco sporco, a una norma che di fatto sconfessava la politica sulla quale abbiamo lavorato in questi anni e di cui ho parlato prima. Cos'è successo? Il decreto legislativo n. 27, che recepiva il Regolamento UE n. 625 del 2017 in Italia e che mirava a semplificare le norme, a creare unitarietà da una molteplicità di fonti normative, a porre i presupposti per una vera deterrenza, distinguendo tra reati penali e reati sanzionati amministrativamente, nonché a rafforzare il principio di proporzionalità e di chiarezza, nel testo che il Governo aveva inviato alle Camere e alle Commissioni competenti per il parere, all'articolo 13 prevedeva alcune (pochissime) abrogazioni e nel parere espresso dalle Commissioni competenti di Camera e Senato non si sono fatti rilievi in tal senso. È successo che sullo stesso provvedimento, in sede di Conferenza Stato-Regioni, si è richiesta l'integrazione di tutta una serie di ulteriori abrogazioni come condizione per l'intesa. Probabilmente sottovalutando la portata di quelle stesse abrogazioni, quel testo è stato fatto proprio dal Governo in sede di emanazione del decreto legislativo definitivo. È chiaro che il vuoto che si è creato costituiva un problema gigantesco, perché le norme abrogate vietavano o sanzionavano la vendita o la somministrazione di alimenti o bevande privati di elementi nutritivi o mescolati con alimenti di qualità inferiore. Venendo meno quel divieto, era possibile farlo.