[pronunce]

3.4.- Il Presidente del Consiglio dei ministri contesta, poi, la sua rilevanza, dal momento che il TAR avrebbe potuto sollevare la questione di legittimità costituzionale, solo qualora avesse escluso la sussistenza di tutti i vizi di legittimità denunciati. Sotto altro profilo, il giudice rimettente avrebbe immotivatamente trascurato la tesi, secondo cui la nota impugnata con motivi aggiunti non ha valore provvedimentale, risolvendosi in un mero richiamo ai concessionari al rispetto della disciplina vigente. 3.5.- Nel merito, la questione, secondo l'Avvocatura generale dello Stato, è manifestamente infondata. Il decreto direttoriale del 12 ottobre 2011 aveva disposto la tassazione del 6 per cento sulla parte di vincite eccedente euro 500 a decorrere dal 1° gennaio 2012. La norma impugnata, modificando l'art. 5, comma 3, del menzionato decreto, ha differito tale data al 1° settembre 2012. Considerato che i concessionari sono responsabili degli adeguamenti tecnici da apportare ai sistemi per consentire l'applicazione del prelievo, la norma in esame, che ha prorogato di ben nove mesi l'entrata in vigore di quest'ultimo, sarebbe tutt'altro che irragionevole, avendo concesso un congruo periodo di dilazione a fronte dei problemi tecnici rilevati anche dal giudice amministrativo, e risponderebbe alla urgente finalità di assicurare maggiori entrate all'erario.1.- Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio con ordinanza del 26 luglio 2012, iscritta al n. 251 del registro ordinanze 2012, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 10, comma 9, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 26 aprile 2012, n. 44, «[...] nella parte in cui fissa (attraverso la modifica dell'art. 5, comma 3, del decreto del direttore generale dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato 12 ottobre 2011) al 1° settembre 2012 la data di avvio dell'applicazione della ritenuta del 6% sulla parte di vincita eccedente &#8364; 500». Il rimettente riferisce di essere stato adito dalla società HBG Connex spa, concessionaria per l'attivazione e la conduzione operativa della rete per la gestione telematica del gioco lecito, per l'annullamento dei provvedimenti con cui l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (d'ora innanzi «AAMS») ha disposto la variazione della misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all'art. 110, comma 6, lettera b), del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), d'ora innanzi «TULPS», e previsto che l'applicazione dell'addizionale del 6 per cento sulla parte di vincita eccedente euro 500, a decorrere dal 20 gennaio 2012, sia trattenuta all'atto del pagamento della vincita medesima e corrisposta dal concessionario unitamente al primo versamento utile. Riferisce altresì il TAR Lazio che la ricorrente lamenta, in primo luogo, l'irragionevolezza e l'incongruità del termine fissato, e, in secondo luogo, la violazione dell'art. 23 Cost., in relazione all'art. 12, comma 1, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39 (Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 24 giugno 2009, n. 77, e al decreto direttoriale n. 30200 del 6 agosto 2009, poiché la disposta variazione della misura del prelievo erariale unico sarebbe priva del necessario fondamento legislativo. Nel corso del giudizio a quo, sospesi in via cautelare i provvedimenti impugnati, è intervenuta la norma sospettata d'incostituzionalità, la quale, ascrivibile secondo il rimettente alla categoria delle leggi-provvedimento, avrebbe legificato il decreto del direttore generale dell'AAMS del 12 ottobre 2011, con cui, in particolare, è stata disposta l'applicazione dell'addizionale in questione, e fissato al 1° settembre 2012 la sua decorrenza iniziale. In forza di tale norma l'Amministrazione, con nota dell'8 maggio 2012, ha fatto presente ai concessionari che l'importo dell'addizionale «a decorrere dal 1° settembre 2012 è trattenuto all'atto del pagamento della vincita eroganda e versato dal concessionario unitamente al primo versamento utile», e che «non sarà consentito il funzionamento dei sistemi di gioco che, al primo settembre 2012, risulteranno non conformi alle disposizioni vigenti». Sospesa anche questa nota impugnata con motivi aggiunti, il Tribunale rimettente ha quindi sollevato questione di legittimità costituzionale della norma sopravvenuta. 2.- In via preliminare, deve essere rigettata l'eccezione d'inammissibilità genericamente sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri per avere il giudice a quo omesso di verificare la possibilità di interpretare la norma censurata in maniera conforme a Costituzione, non avendo la difesa dello Stato indicato quale sarebbe l'interpretazione omessa dal rimettente, e ciò soprattutto a fronte di un dato normativo non perspicuo, come si vedrà in prosieguo. 3.- L'Avvocatura generale dello Stato eccepisce poi l'inammissibilità della questione sul rilievo che con l'ordinanza n. 2704 del 25 luglio 2012, coeva a quella di rimessione della questione di legittimità costituzionale, il TAR rimettente, nell'accogliere l'istanza cautelare presentata con motivi aggiunti, ha sospeso l'efficacia della nota impugnata e fissato l'udienza di trattazione del merito, consumando il potere cautelare. Anche tale eccezione non può essere accolta. Essa si basa sulla tradizionale giurisprudenza di questa Corte, secondo cui, perché non si verifichi l'esaurimento del potere cautelare del rimettente, con conseguente inammissibilità della questione di costituzionalità per irrilevanza nel giudizio a quo (ordinanze n. 150 del 2012 e n. 307 del 2011), è necessario che il provvedimento cautelare sia «interinale» (ordinanza n. 128 del 2010), ovvero «ad tempus» (ordinanza n. 211 del 2011), o ancora «provvisorio e temporaneo fino alla ripresa del giudizio cautelare dopo l'incidente di legittimità costituzionale» (ordinanza n. 236 del 2010).