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senza che alcuno tentasse di fermarlo, ha parcheggiato il veicolo lungo un viale e ha raggiunto a piedi la fontana di Venere e Adone, situata a considerevole distanza dal varco che si presume che abbia utilizzato; indisturbato, è entrato nella vasca della fontana, ha passeggiato tra le sculture che la adornano e ha fatto il bagno, come dimostra un video (opera, evidentemente, di un complice) postato poi sui social network e riproposto dai media sul web ; testimone l'autore del gesto, sarebbe trascorsa una trentina di minuti prima che si materializzasse un addetto alla vigilanza per chiedere ragione di un contegno inappropriato che l'uomo ha giustificato definendolo un gioco teso ad attirare l'attenzione generale sull'inefficienza del sistema di sorveglianza; il clamore suscitato dall'accaduto ha indotto l'architetto Tiziana Maffei, direttrice della reggia di Caserta (istituto del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo dotato di autonomia speciale), a denunciare l'uomo ai Carabinieri, verificare l'accaduto attraverso il sistema di sorveglianza della reggia, avviare un'inchiesta interna per accertare l'eventuale coinvolgimento del personale e reiterare pubblicamente una richiesta di denaro, pari a 7 milioni di euro, per il piano di messa in sicurezza dell'intero complesso, rivolta al Ministero dell'interno; considerato che: la reggia di Caserta, dal 1997, è uno dei poco più di 50 beni culturali italiani iscritti nella lista del patrimonio UNESCO ed è visitata annualmente da circa un milione di persone, la cui incolumità costituisce un'assoluta priorità; ugualmente prioritario è che lo Stato garantisca la sicurezza delle tante opere d'arte presenti all'interno e all'esterno del palazzo reale vanvitelliano, avendo cura che i comportamenti dei visitatori ma anche le attività di promozione consentite dall'amministrazione non siano lesivi della dignità del complesso e dei singoli manufatti artistici ad esso spettanti; i controlli di sicurezza e i sistemi di sorveglianza del palazzo e del parco reale hanno mostrato più volte lacune anche gravi imputate invariabilmente alla carenza di personale addetto alla vigilanza; tale problematica, che è strutturale, non sgrava i dirigenti dei singoli luoghi della cultura statali dalle loro responsabilità, né li autorizza, come pure continua ad accadere, a bollare come fughe di notizie (e a minacciare azioni disciplinari) la propalazione all'esterno delle loro inadempienze, sia nel caso che emergano casualmente, sia che vengano fatte emergere dal personale per senso di responsabilità nei confronti dell'amministrazione, si chiede di sapere: quali azioni intenda assumere il Ministro in indirizzo per accertare tutte le responsabilità in ordine all'episodio occorso il 30 ottobre 2019 e quali provvedimenti finalizzati a ripristinare e garantire la piena sicurezza dei visitatori della reggia di Caserta in ogni spazio accessibile al pubblico; se sia al corrente di quante unità compongano l'organico degli addetti alla sorveglianza del palazzo e del parco, quanti di costoro siano impegnati per ogni turno, feriale e festivo, e dove siano dislocati anche in rapporto ai varchi esistenti, nonché quali e quanti tra questi siano presidiati anche dal sistema antinitrusione e come quest'ultimo sia gestito; se non ritenga necessaria e urgente la presa in carico, da parte dei vertici amministrativi del Ministero, della qualità del servizio offerto all'utenza, nei grandi attrattori come nei siti culturali statali più piccoli o defilati, anche sul piano della garanzia dell'incolumità personale e della sicurezza dei beni culturali. Atto n. 3-01243 CORRADO ABATE ANGRISANI GAUDIANO GRANATO LA MURA LANNUTTI MARILOTTI PAVANELLI PIRRO ROMANO COLTORTI CIOFFI DE LUCIA CASTELLONE CASTIELLO MANTOVANI GALLICCHIO LICHERI DRAGO MAIORINO PISANI Giuseppe DELL'OLIO SANTILLO PERILLI QUARTO RUSSO LEZZI RICCARDI LEONE ANASTASI MORRA MONTEVECCHI AIROLA PACIFICO AGOSTINELLI CAMPAGNA NOCERINO AUDDINO VANIN PARAGONE FLORIDIA GIARRUSSO ROMAGNOLI PELLEGRINI Marco FEDE Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: risulta agli interroganti che il "Jean Paul Getty Museum" di Malibù, in California, espone, tra le altre antichità magno-greche, l'eccezionale gruppo scultoreo fittile raffigurante un citaredo seduto (forse Orfeo), e due sirene stanti, datato al IV sec. a.C. e di presunta fattura tarantina; circa la provenienza, il sito web del museo californiano asserisce che il capolavoro fu acquistato nel 1976 dalla Zurigo Bank Leu, AG, senza fornire informazioni sul pregresso; un articolo della "Gazzetta del Mezzogiorno" del 30 novembre 2006, ripreso dal web magazine "patrimoniosos", attesta che all'inizio degli anni 2000 erano 46 (o meglio, da 52 si erano ridotti a 46) i reperti di straordinaria fattura e supposta origine italiana dei quali il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo pretendeva la restituzione dal museo di Malibù, compreso, sembrerebbe, l'Orfeo e le sirene; della lista non si hanno più notizie da quando, nel 2006, il Getty museum acconsentì a rilasciare 26 delle 46 opere richieste dall'Italia e trattenerne 20 (come riportato da "la Repubblica" del 23 novembre 2006), per poi decidere, nel 2007, di cederne altre, rientrate negli anni successivi, ma non quella in esame (come riportato dal "Corriere della Sera" il 25 settembre 2007); benché un documento interno reso noto dal "Los Angeles Times" attribuisca all'Italia il 70 per cento delle antichità archeologiche detenute, il Getty museum si è opposto al rilascio di alcuni capolavori invocando l'assenza di prove certe della loro provenienza dal territorio nazionale oppure asserendo di non essere stato a conoscenza della loro origine illecita al momento dell'acquisto, giustificazione "accettabile" da un privato ma che un'istituzione con fini dichiarati di ricerca, conservazione ed esposizione non può, invece, addurre in buona fede; per quanto riguarda il gruppo scultoreo di Orfeo e le sirene, la provenienza dal traffico internazionale di reperti archeologici e in specie dal mercato clandestino italiano sembra accertata; si riferiscono infatti all'Orfeo alcune fotografie in bianco e nero che documentano oggetti non ancora restaurati e da immettere, poi, sul mercato antiquario illegale mostrate dal giornalista Duilio Giammaria nella puntata della trasmissione RAI "Petrolio - Ladri di Bellezza" andata in onda l'8 dicembre 2018 (disponibile sulla piattaforma "Raiplay") come segnalato il 1° novembre 2019 dal giornalista Enzo Garofalo nell'aggiunta all'articolo del 9 novembre 2015 sul web magazine "Fame di Sud";