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Una prima prova, sia pure orale, ma che è, né più né meno, quello cui facevo riferimento anche prima: prospettare un quesito e che il candidato abbia la capacità e la possibilità di esprimersi e di dare conto della sua preparazione. Molti sono contrari a consentire di tenere il codice, commentato o meno, anche alle prove scritte. Non c'è problema: bisogna saperlo usare. Quando mai un qualsiasi magistrato e un qualsiasi avvocato che sappiano fare il proprio mestiere incominciano a ragionare e a valutare le istanze sulla base dei ricordi? Anche dopo quarant'anni di esperienza professionale, io continuo, ogni volta, a consultare prima il codice, a leggere la norma e poi a valutarne la possibilità di applicazione. È questa la logica. Per cui, abbia o non abbia il codice, commentato oppure no, quella che conta è una selezione, una verifica, della sua capacità di tradurre in termini giuridici quelle che sono le istanze dei cittadini, racchiuse nel quesito che sarà proposto al candidato. È questa la logica. La seconda fase sarà quasi una fase dell'orale precedente. Anche qui si è discusso a lungo, in Commissione, sull'opportunità di stabilire un tempo massimo e un tempo minimo dell'esame. Anch'io sarei stato più favorevole - e l'ho rappresentato al Sottosegretario - ad individuare solo un tempo minimo di durata, perché il tempo massimo è difficile da individuare. Tuttavia, una volta individuato il tempo dell'esame, a me interessa altro. Io ho avuto - grazie a Dio - anche un'esperienza universitaria; a volte l'esame si risolve nelle prime due domande. Se, una volta posta la domanda, è talmente evidente che il candidato non sa nulla perché risponde malissimo, non c'è necessità di proseguire per mezz'ora o tre quarti d'ora. Bisogna avere la capacità di essere degli interrogatori: chi fa l'interrogazione deve avere una preparazione per comprendere il candidato, così come avviene in tutte le università. Per questa ragione, con i limiti e con le correzioni che sono state apportate, signor Sottosegretario, noi voteremo a favore di questo disegno di legge. Ci auguriamo, però, che, appena finita la pandemia, torneremo al sistema precedente, con la prova scritta e gli orali. (Applausi) . OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, l'epidemia di coronavirus ha sorpreso e messo in ginocchio il mondo intero. Nessuno l'ha scelta o desiderata, semplicemente c'è e con essa tutti noi siamo chiamati a fare i conti. A causa di questa pandemia ogni settore della società umana è costretto a ridimensionare le proprie aspettative, a modificare gli stili di vita e i progetti, a patire danni di tipo economico, talvolta, lo sappiamo bene, insopportabili. Fra questi c'è anche il settore della giustizia, che, fra mille difficoltà, ha cercato di dare risposte nei tribunali e negli uffici preposti alle immutate esigenze delle nostre comunità. Ricordiamo chi si è trovato a dirigere gli uffici: i magistrati, il personale e gli avvocati, spesso - troppo spesso - lasciati soli, con protocolli diversi nei diversi territori, che hanno creato solo confusione. Il provvedimento su cui oggi dobbiamo esprimere il nostro parere viene alla luce nello stesso contesto emergenziale e si pone di fronte a quest'Assemblea con prepotente urgenza. Avrebbe potuto essere licenziato prima, magari dal precedente Esecutivo? Lascio a voi questa risposta e soprattutto evito di cedere alla tentazione della polemica. Ma certo, se oggi siamo qui, è perché il nuovo Governo ha scelto di affrontare con responsabilità e pragmatismo le difficoltà di questa stagione. A proposito, voglio anche ringraziare i componenti della Commissione che presiedo, che nella trattazione di questo decreto-legge hanno dimostrato la medesima responsabilità e una grande capacità di sintesi e di collaborazione e hanno consentito di concludere rapidamente e bene l' iter previsto. Ciò dimostra che il lavoro parlamentare non rappresenta una perdita di tempo e che, anche nelle urgenze, lo strumento del decreto-legge si rivela efficace e, nello specifico, migliore di qualsiasi decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Un ringraziamento va anche ai rappresentanti degli ordini professionali che abbiamo audito in Commissione e di cui, quando possibile, abbiamo raccolto i contributi. Da loro, come sempre, ci aspettiamo una vigile collaborazione. Signor Presidente, anche io sono avvocato e ricordo, come molti colleghi, la trepidazione con cui ho affrontato, ormai qualche anno fa, l'esame di abilitazione alla professione forense. Un esame non facile, capace di garantire la preparazione dei candidati, perché, quando saranno chiamati ad esercitare la loro funzione, dovranno farlo con l'equilibrio e la professionalità che il loro prezioso ruolo richiede. Anche questo nuovo esame, che i tanti candidati attendono da dicembre scorso, dovrà garantire la medesima preparazione, con regole e modalità eccezionali - certo - ma senza facilitazioni, senza aiuti, senza sconti, perché non possono e non devono esistere avvocati di serie B e avvocati di serie A. Ripercorrendo il testo del decreto-legge che ci accingiamo a votare e anche la gran parte degli interventi di chi mi ha preceduto, posso affermare che sì, quella che stiamo dando oggi è la risposta migliore possibile di fronte alle esigenze presenti; contemperare quindi la salvaguardia della salute e dell'ordinato svolgimento delle prove con l'esigenza di garantire i livelli di preparazione e di merito. Merito: ripetiamo ancora questa parola perché il Paese mai come oggi ne ha bisogno. Colleghi, avremmo potuto rassegnarci a un'ulteriore proroga, scegliere di non decidere, di non esprimerci, di rinunciare alla nostra funzione, ma avremmo fatto il male della giustizia e avremmo mancato di lealtà nei confronti delle donne e degli uomini che attendono risposte e che sono, anche loro, vittime di questa pandemia. Per tale ragione dico di guardare al futuro e consentire attraverso il nostro voto ai tanti praticanti in attesa di risposte di misurare la loro preparazione e di mettersi a disposizione della giustizia. Il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione esprimerà quindi un voto favorevole sul provvedimento in esame. Permettetemi di concludere il mio intervento con un messaggio rivolto ai 26.000 candidati. Affrontate il vostro esame senza timori. La pandemia ha cambiato il mondo, non cambierà però i valori della civiltà umana: credibilità e merito nella professione forense, come in tutti gli ambiti della vita, vinceranno sempre e faranno la differenza. (Applausi) . EVANGELISTA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, colleghi, il decreto-legge n. 31 che ci apprestiamo a convertire in legge è un decreto di emergenza.