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ciò comporta che l'Autorità di regolazione per reti energia e ambiente (ARERA) e l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, per la programmazione delle attività finalizzate al superamento della maggior tutela, dovranno essere sempre più attive e vigilanti in virtù della tutela primaria degli interessi dei consumatori per garantire loro "lo sviluppo della competenza del consumatore e della sua fiducia nella possibilità di appropriarsi delle opportunità e dei benefici del mercato", come è previsto nel piano nazionale integrato per l'energia e il clima, inviato a Bruxelles l'8 gennaio 2019 dal Ministero dello sviluppo economico; preso atto che: molti cittadini ed imprese constatano che è in atto, da parte di ENEL e di altri distributori, un'attività volta alla sostituzione dei contatori di energia elettrica già oggetto, nel recente periodo, di precedente sostituzione; da parte di ENEL si motiva tale attività con la necessità, in ipotesi a favore dell'utenza diffusa, di disporre di una misura elettronicamente rilevata di ultima generazione al fine di permettere una più rapida e completa trasmissione dei dati per il controllo sistematico del consumo elettrico; quest'attività è senza dubbio meritevole e rispondente alle necessità di razionalizzazione dei costi di gestione propri del pubblico concessionario ma muove i cittadini a chiedere, legittimamente, su chi debbano ricadere i costi dell'iniziativa di proporzioni così rilevanti; è implicito il timore che il consumatore si trovi a subire oneri, che si teme che siano posti tra le voci incomprensibili della bolletta, in mancanza di un assenso chiaramente espresso a fronte di una sostanziale invarianza delle controprestazioni ricevute; si deve peraltro osservare che già i misuratori elettronici di prima generazione erano atti agli scopi così come oggi confermati dal concessionario al consumatore, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda procedere nell'ambito delle proprie funzioni e con il supporto delle authority di competenza al fine di rassicurare e garantire i consumatori nei propri diritti inerenti alla massima informazione circa la formazione dei costi delle forniture energetiche; se intenda attivarsi per dirimere il timore che il consumatore si trovi a subire ulteriori oneri; se le informazioni elaborate dal nuovo misuratore non debbano essere rese disponibili in formato digitale al consumatore, visto che ciò potrebbe rendere possibile una migliore gestione diffusa dei consumi elettrici a vantaggio dell'economia del singolo con effetti a valere sull'economia nazionale, e se intenda intraprendere iniziative affinché i concessionari elettrici diano il via al rilascio dei dati di misura così come istantaneamente rilevati. Atto n. 3-02177 BERGESIO CENTINAIO VALLARDI SBRANA DE VECCHIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il protrarsi dello stato di emergenza pandemica da COVID-19 sta mettendo a dura prova il made in Italy agroalimentare, con particolare riguardo all' export , già fortemente indebolito dallo scontro commerciale tra Stati Uniti e Europa, a seguito della disputa nel settore aeronautico tra l'americana Boeing e l'europea Airbus; dalla recente decisione europea di imporre dazi aggiuntivi per un valore 4 miliardi di dollari verso determinati prodotti americani, potrebbero aprirsi scenari poco rassicuranti per alcuni settori agroalimentari italiani, in particolare per quelli a maggior vocazione all' export , come il vitivinicolo; il vino nel 2019 è stato il prodotto agroalimentare italiano più esportato nel mondo con un aumento del 3,1 per cento. Il fatturato realizzato all'estero è stimato in 6,4 miliardi di euro nel 2019, a conferma dell'importanza dell' export per la tenuta economica ed occupazionale del made in Italy ; soltanto gli Stati Uniti lo scorso anno hanno importato vino dall'Unione europea per un controvalore di circa 4,7 miliardi di dollari, di cui 2 miliardi destinati all'importazione di vino italiano; il protrarsi del conflitto commerciale fra Stati Uniti e Europa potrebbe portare a scenari drammatici per il nostro Paese, colpendo un mercato di sbocco, quello vitivinicolo, già duramente colpito dalle pesanti misure restrittive messe in atto per affrontare l'emergenza epidemiologica, sia in Italia che all'estero; il settore agroalimentare italiano non può continuare ad essere il bersaglio nelle dispute di natura commerciale e politica a livello internazionale, ma neanche all'interno dell'Unione europea, specie in un momento così delicato come quello attuale, dove la crisi scaturita dall'emergenza sta minacciando la competitività di intere filiere produttive, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo voglia ribadire in tutte le sedi opportune la strategicità del comparto agroalimentare made in Italy , mettendo in atto un'azione diplomatica volta a promuovere una distensione dei rapporti tra gli Stati Uniti e l'Europa con lo scopo di superare il contenzioso commerciale in atto; se non ritenga prioritario, a seguito del protrarsi dell'emergenza epidemiologica e preso atto della carenza di risorse fino ad oggi destinate al settore, adottare iniziative di sostegno del comparto agroalimentare made in Italy , affinché la crisi economica, ormai penetrata in tutti i comparti produttivi del Paese, non ne infici l'eccellenza, riconosciuta in tutto il mondo. Atto n. 3-02178 LA MURA GAUDIANO NATURALE ANGRISANI MONTEVECCHI LANNUTTI MAUTONE DONNO VANIN ROMANO GIANNUZZI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: ALES, Arte lavoro e servizi S.p. A. è la società in house del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, che ne detiene il 100 per cento del pacchetto azionario, impegnata in attività di supporto alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, nonché agli uffici tecnico-amministrativi del socio unico; la società ha recentemente dichiarato che non provvederà al rinnovo dei contratti a tempo determinato in scadenza di centinaia di lavoratori addetti alla sorveglianza, alla manutenzione e ai restauri, in ragione della necessità di limitare la spesa destinata al personale, secondo le indicazioni ricevute dal Ministero, come risulta dal verbale dell'incontro tenutosi in data 1° dicembre 2020 tra la medesima società e le organizzazioni sindacali; i tagli del personale interesseranno soprattutto gli Uffizi, la reggia di Caserta, il Colosseo e il parco archeologico di Pompei. In relazione a quest'ultimo sono state previste 68 unità di personale per la sorveglianza; tuttavia, attualmente, vi sono solo 34 unità e molti contratti in scadenza non saranno rinnovati; considerato che: il mancato rinnovo dei contratti aggraverà ulteriormente la situazione in cui versano i lavoratori del settore del turismo, già fortemente danneggiati dall'emergenza epidemiologica in atto;