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L'Europa dovrebbe essere un progetto multilaterale ma, in realtà, si articola sempre intorno a questo asse franco-tedesco e attorno a quella che Martin Feldstein, un eminente economista americano, alla fine degli anni Novanta aveva in qualche modo stigmatizzato come la contraddizione fra l'aspirazione francese all'uguaglianza e il desiderio tedesco all'egemonia. Ecco, queste dinamiche continuiamo a vederle in opera e, ad avviso di chi parla, ma con tutta umiltà, voglio segnalare che mi sembrano un po' disfunzionali rispetto ad un ordinato sviluppo del progetto europeo. Esse sono altresì alla base di alcune tensioni che emergono. Io apprezzo molto che, finalmente, il commissario Moscovici abbia riconosciuto, ieri, che le provocazioni squalificano chi le fa. Credo si rivolgesse a se stesso, a quando, il 13 dicembre dello scorso anno, definì la situazione politica europea come caratterizzata dall'avvento di tanti piccoli Mussolini. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Reagì il vice premier Salvini e fece bene, perché questo spettro del fascismo, evocato in tutte le possibili salse, non contribuiva certo a rasserenare il clima. Quindi, si può discutere dei toni con i quali i problemi vengono sollevati e si può discutere sulla tempistica con i quali vengono sollevati, ma non mi sembra che questo Governo sia in condizioni di poter accettare lezioni di stile da una Commissione europea che ha già dato prova di essere un pochino incontinente nelle sue critiche. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Voglio anche ricordare un altro punto. Nel 1967 io avevo cinque anni. Questa informazione non interessa, se non perché mi permette di dire che, però, in quell'anno Omar Bongo divenne il presidente del Gabon e lo restò fino al 2009: per quarantadue anni, dieci anni in più del pontificato di Pio IX, che è uno dei più lunghi della storia. Omar Bongo venne democraticamente eletto presidente del Gabon per quarantadue anni! Il Gabon è parte della Comunità economica e monetaria dell'Africa centrale, la CEMAC, che è una delle due istituzioni in cui si articola la zona del cosiddetto Franco CFA. Quando parliamo dei temi sollevati dal vice premier Di Maio, parliamo di una realtà che qui in Italia si ignora e che ovviamente non è il caso di affrontare in tono polemico o aggressivo, ma che è strettamente legata alle sorti dell'Eurozona. Il motivo è semplice: esattamente come il franco CFA (franco delle colonie francesi d'Africa) era legato al franco francese, oggi il franco CFA (che è diventato il franco della Comunità finanziaria africana, ma cambiando il nome, come Shakespeare ci ha insegnato, una rosa ha lo stesso profumo) è legato all'euro. Di fatto, quindi, vediamo agganciato a noi e alla nostra economia monetaria un pezzo enorme di Africa sub sahariana e al riguardo occorrerebbe articolare alcune riflessioni. Anche su questo punto sarebbe interessante sentire le riflessioni del ministro Moavero e ci associamo senz'altro alla richiesta di chi ha espresso il desiderio di sentirlo, purché però questo non interferisca con l'ordine dei lavori di un procedimento complesso e delicato, che ha avuto un iter sufficientemente articolato e sul quale sarebbe giusto che adesso l'Assemblea si esprimesse. Questa è la posizione del mio Gruppo: vi ringrazio per il tempo che mi avete concesso. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Vorrei salutare a nome dell'Assemblea i partecipanti al Master in Parlamento e politiche pubbliche dell'università LUISS di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione sul calendario dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . Passiamo alla votazione delle proposte di modifica del calendario. FERRARI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Domando di parlare, signor Presidente! PRESIDENTE. Facciamo svolgere la dichiarazione di voto al senatore Ferrari. AIROLA (M5S) . No, signor Presidente, vorrei parlare sull'ordine dei lavori prima del collega, posso? PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori con riferimento a cosa? AIROLA (M5S) . Desidero intervenire con riferimento alla dichiarazione di voto sul calendario. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, da quando si fanno dichiarazioni di voto sul calendario? Si fanno proposte di variazione al calendario, che poi si votano: questo è quello che abbiamo sempre fatto; non si fanno dichiarazioni di voto sul calendario, ma proposte. PRESIDENTE . Senatore Airola, la proposta è stata formulata nel momento in cui è stata fatta una dichiarazione sul calendario: c'è quindi il diritto, da parte dei senatori che lo richiedano, di svolgere la dichiarazione di voto sulla proposta che è già stata prospettata. Ha quindi facoltà di parlare il senatore Ferrari, per svolgere la dichiarazione di voto sul calendario. FERRARI (PD) . Signor Presidente, vorrei tendere la mano al senatore Bagnai, perché lo abbiamo visto estremamente coinvolto nella discussione, che è esattamente quella che vorremmo fare noi alla presenza del ministro Moavero. (Applausi dal Gruppo PD). Nonostante i punti di vista siano diversi, ci hanno davvero rassicurato l'interesse, la passione e soprattutto l'apertura della Lega rispetto all'urgenza di questo dibattito. A tale proposito, oltre che per dichiarare il nostro favore all'inserimento di questo punto nel calendario dei lavori, intervengo anche per precisare che chiediamo che ciò avvenga al termine dei lavori sul decreto-legge di semplificazione (che ragionevolmente avrà luogo nella tarda serata di giovedì o nella giornata di venerdì, nella quale peraltro è prevista seduta, ove non conclusi i lavori). In tal modo, nel pieno rispetto del miglior svolgimento dei lavori possibile, si potrà completare l'esame di detto decreto. Preciso quindi che la nostra richiesta è di inserire in calendario questo dibattito - che sta raccogliendo l'interesse di più parti, compresa la Lega - al termine dei lavori sul decreto-legge di semplificazione. (Applausi dal Gruppo PD). PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, a seguito di un breve confronto con il presidente Romeo, parlo a nome dell'intera maggioranza: siamo a disposizione per sentire l'informativa del ministro Moavero, ma non in questa settimana, bensì nella successiva. PRESIDENTE . C'è una richiesta di informativa del ministro Moavero: alcuni l'hanno posta in maniera generica, nel senso che non hanno indicato quando dovrebbe avvenire. Propongo quindi di mettere ai voti, per alzata di mano, la richiesta di informativa del ministro Moavero che dovrebbe tenersi questa settimana. Qualora il voto dell'Assemblea fosse favorevole, porrò in votazione il quando.