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le recenti dichiarazioni rilasciate dal Ministro in indirizzo nel corso dell'assemblea di Confcooperative-Federsolidarietà lo scorso 22 giugno e riportate dalla stampa non sembrano però andare nella direzione auspicabile, anzi, l'indirizzo espresso dal Ministro pare agli interroganti volto ad incentivare l'arrivo di un numero sempre più elevato di immigrati, non a contrastare gli sbarchi sempre più numerosi, ma valorizzando a tal fine il ruolo delle ONG "per adeguate politiche dei flussi migratori e per l'accoglienza", alimentando così il business dell'immigrazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario e urgente intervenire sul versante sia nazionale che europeo per una tempestiva rideterminazione delle politiche di gestione dei flussi migratori, specie alla luce delle previste ripercussioni in termini di nuove ondate connesse al perdurante conflitto russo-ucraino e al rischio di un'imminente crisi alimentare globale generata dall'interruzione dell'esportazione dei grani dal mar Nero. Atto n. 3-03440 FARAONE Al Ministro della giustizia Premesso che: giovedì 7 luglio 2022 si terrà la prima udienza del dibattimento per il crollo del "ponte Morandi", il viadotto autostradale collassato il 14 agosto 2018, causando la morte di 43 persone; a processo, con le accuse di omicidio colposo plurimo, falso, disastro, attentato alla sicurezza dei trasporti, ci sono 59 imputati. Sono inoltre state ammesse oltre 100 parti civili mentre le parti offese sono 357 tra parenti delle vittime e persone rimaste ferite nel crollo; secondo recenti notizie di stampa, i legali delle parti avrebbero chiesto alla cancelleria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova di avere accesso all'intero compendio probatorio dell'inchiesta al fine di estrarre copia degli atti e dei documenti necessari per l'esercizio del diritto di difesa dei propri assistiti; gli atti di indagine raccolti dalla Procura per ricostruire le cause del crollo sono composti da migliaia di documenti, file audio e video, che occupano circa 64 terabyte di memoria, ovvero 34 miliardi di file indicizzati. Per avere un termine di paragone, un buon CD può contenere 10 giga, ovvero un millesimo di terabyte; tutto il materiale è depositato in un'intera stanza della caserma "Testero" di Genova utilizzata come sala informatica: si tratta di materiale cartaceo scannerizzato, e-mail , progetti, programmi di elaborazione, ovvero tutto quanto è stato posto sotto sequestro dalla Guardia di finanza in quattro anni di indagini, dopo il crollo del 14 agosto 2018; per ottenere copia dell'intero "compendio probatorio", alcuni legali si sono sentiti quantificare dalla segreteria della Procura un costo potenziale di circa 750.000 euro. Una cifra che, in casi come quello del "processo Morandi", potrebbe finire di fatto con il compromettere gravemente il diritto di difesa delle parti (sia dei 59 imputati di omicidio colposo plurimo, falso, disastro, attentato alla sicurezza dei trasporti, sia delle parti civili che delle parti offese), costrette a pagare, data l'imponenza del fascicolo, somme spropositate e paragonabili in ordine di grandezza a quelle che potrebbero essere in ipotesi oggetto di una condanna al risarcimento; per leggere l'enorme mole di atti, inoltre, sarebbe necessario essere in possesso di particolari programmi di lettura. Perfino i pubblici ministeri del caso, Massimo Terrile e Walter Cotugno, hanno ammesso, in sede di udienza preliminare, di non avere contezza di tutti i dati contenuti nel database , si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente dei fatti esposti, se intenda dare immediati chiarimenti e quali iniziative di competenza intenda porre in essere al fine di garantire l'effettivo e concreto diritto di difesa degli imputati, delle parti civili e delle parti offese coinvolte nel processo per il crollo del ponte Morandi. Atto n. 3-03441 BERNINI Anna Maria TOFFANIN Roberta AIMI FERRO GALLONE Maria Alessandra GALLIANI GIAMMANCO Gabriella MALLEGNI MANGIALAVORI RIZZOTTI Maria RONZULLI Licia ALDERISI Francesca BARACHINI BARBONI BERARDI BINETTI Paola BOCCARDI CALIENDO CALIGIURI Fulvia Michela CANGINI CESARO CRAXI Stefania Gabriella Anastasia DAL MAS DAMIANI DE BONIS DE POLI DE SIANO FAZZONE FLORIS GASPARRI GHEDINI GIRO MESSINA Alfredo MODENA Fiammetta PAGANO PAPATHEU Urania Giulia Rosina PAROLI PEROSINO SACCONE SCHIFANI SCIASCIA SERAFINI SICLARI STABILE Laura TIRABOSCHI Maria Virginia VITALI VONO Gelsomina Al Ministro dell'interno Premesso che: come noto nella giornata di giovedì 2 giugno 2022, circa 2.000 tra ragazzi e ragazze, prevalentemente di origine maghrebina di seconda generazione o immigrati in Italia, si sono riversati in massa a Peschiera del Garda, in provincia di Verona, per partecipare all'evento "L'Africa a Peschiera del Garda", street rave organizzato attraverso il passaparola via social network ; il lungolago del comune veneto è stato invaso da una marea umana che ha provocato momenti di tensione e di disordine sociale (risse, atti vandalici, molestie) fino al necessario intervento delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa; la situazione è tornata quasi alla normalità intorno alle ore 17, quando la maggior parte dei ragazzi si è recata alla stazione per prendere il treno, a bordo di uno dei quali però si sono verificati ulteriori atti di pesante molestia fisica e verbale da parte di ragazzi nordafricani nei confronti di alcune ragazze minorenni che stavano rientrando a Milano; sul fatto, il Gruppo di Forza Italia al Senato ha già presentato il 14 giugno l'interrogazione 4-05267 a prima firma del senatore Aimi; il Ministro in indirizzo, inoltre, ha risposto sui fatti di Peschiera il 14 giugno alla Camera dei deputati, ma si ritiene che sulla questione sia necessario tenere alta l'attenzione affinché i provvedimenti conseguenti non rimangano limitati a questo episodio, ma diventino strutturali, in modo che il sistema di prevenzione diventi regolarmente operativo; alla luce del fatto che il "cruscotto" del Ministero dell'interno registra a oggi 26.922 sbarchi di immigrati, in deciso incremento rispetto al giugno dello scorso anno in cui ne registrava 19.893, contro i 6.715 del 2020; al 15 giugno 2022 gli immigrati "in accoglienza" risultavano 88.918. Nel 2021 sono state esaminate 52.987 richieste di asilo e ne sono state negate 29.790 (56 per cento), mentre sono stati concessi 8.107 permessi ai rifugiati (15 per cento), 8.761 (17 per cento) per protezione sussidiaria, 6,329 (12 per cento) per protezione speciale. I 29.790 immigrati cui è stato negato il permesso sono andati ad alimentare le fila della clandestinità unendosi a quelli degli anni precedenti (32.297 dinieghi nel 2020, 76.798 nel 2019, 64.147 nel 2018, 46.992 nel 2017), cioè circa 250.000 persone in 5 anni in clandestinità, e risulta che molti dei circa 500.000 senza tetto in Italia siano proprio di origine straniera, si chiede di sapere: