[pronunce]

Evidenzia la difesa provinciale che, nelle more del presente giudizio, sono stati adottati il decreto legislativo 31 luglio 2023, n. 113 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige/Südtirol recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 305, in materia di controlli della Corte dei conti) e l'art. 11, comma 16, della legge della Provincia autonoma di Trento 8 agosto 2023, n. 9 (Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2023-2025), il quale ha inserito all'art. 60-bis della legge prov. Trento n. 7 del 1997 il comma 1-bis, secondo cui: «1-bis. Questo articolo è abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore della norma di attuazione di cui al comma 1». Dunque, la normativa impugnata avrebbe perso la sua attualità ed efficacia e il ricorso sarebbe inammissibile per carenza di interesse.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, con ricorso iscritto al n. 77 del registro ricorsi 2022, ha promosso questioni di legittimità costituzionale dell'art. 9 della legge prov. Trento n. 10 del 2022, in riferimento agli artt. 81, 97, 100 e 117, secondo comma, lettere e), f) ed l), 119 e 120 Cost., nonché agli artt. 4, 8 e 105 del d.P.R. n. 670 del 1972, in relazione all'art. 47 del d.lgs. n. 165 del 2001. La disposizione impugnata prevede: «1. Dopo l'articolo 60 della legge sul personale della Provincia 1997 è inserito il seguente: "Art. 60-bis Disposizioni relative alla certificazione della contrattazione collettiva provinciale". 1. La Provincia promuove l'approvazione di una specifica norma di attuazione statutaria al fine di introdurre in ambito provinciale una disciplina relativa alla verifica da parte della Corte dei conti dell'attendibilità della quantificazione dei costi della contrattazione collettiva provinciale e della relativa compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio prevista per lo Stato dall'articolo 47 del decreto legislativo n. 165 del 2001. Fino all'entrata in vigore della norma di attuazione tale verifica è assicurata esclusivamente dalla Provincia nell'esercizio delle funzioni di coordinamento della finanza pubblica alla stessa attribuite dall'articolo 79 dello Statuto di autonomia, attraverso il collegio dei revisori dei conti della Provincia, previsto dall'articolo 6, comma 3-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 305 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige per l'istituzione delle sezioni di controllo della Corte dei conti di Trento e di Bolzano e per il personale ad esse addetto), e istituito dall'articolo 78-bis 4 della legge provinciale di contabilità 1979; il collegio dei revisori dei conti effettua la verifica sulla base di una relazione tecnica circa la quantificazione degli oneri predisposta da APRAN. "». 1.1.- Sostiene il ricorrente che l'art. 9 della legge prov. Trento n. 10 del 2022 violerebbe innanzitutto gli artt. 100 e 117, secondo comma, lettere e), f) ed l), Cost. e l'art. 105 del d.P.R. n. 670 del 1972, in relazione all'art. 47 del d.lgs. n. 165 del 2001. La disposizione impugnata, attribuendo a un organismo interno la competenza a controllare la compatibilità economico-finanziaria dei contratti collettivi provinciali, si porrebbe in contrasto con l'art. 47 del d.lgs. n. 165 del 2001, indicato quale norma interposta. Detto contrasto determinerebbe la violazione della competenza legislativa esclusiva dello Stato nelle materie «armonizzazione dei bilanci pubblici», «organi dello Stato» e «giurisdizione e norme processuali», di cui all'art. 117, secondo comma, lettere e), f) ed l), Cost., con riguardo alle attribuzioni della Corte dei conti e in particolare alla funzione di certificazione dell'attendibilità dei costi dei contratti collettivi e di verifica della compatibilità degli stessi con gli strumenti di programmazione e di bilancio. 1.2.- L'art. 9 della legge prov. Trento n. 10 del 2022 sarebbe costituzionalmente illegittimo anche in riferimento agli artt. 81, 97, 100, 117, secondo comma, lettera l), 119 e 120 Cost. Asserisce il ricorrente che l'intestazione al collegio dei revisori dei conti della Provincia autonoma di Trento di prerogative della Corte dei conti determinerebbe la violazione degli artt. 81 e 97 Cost., in particolare con riguardo al principio dell'equilibrio di bilancio delle amministrazioni pubbliche, anche «in coerenza con l'ordinamento dell'Unione Europea»; dell'art. 100 Cost. che assegna alla Corte dei conti il «controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria», nonché degli artt. 117, secondo comma, lettere e) ed l), 119 e 120 Cost. 1.3.- Sotto ulteriore concorrente profilo la disposizione impugnata sarebbe costituzionalmente illegittima per violazione dei principi di tutela dell'equilibrio e della sana gestione del bilancio di cui agli artt. 81, 97 e 117 Cost. e degli artt. 4 e 8 dello statuto speciale, in relazione all'art. 47 del d.lgs. n. 165 del 2001. L'impugnato art. 9, nell'attribuire esclusivamente a un organismo interno la competenza a controllare la compatibilità economico-finanziaria dei contratti collettivi, precludendo alla magistratura contabile l'esercizio delle proprie prerogative, si porrebbe in contrasto con la riserva in materia di controllo riconosciuta da norme costituzionali e leggi statali interposte alla Corte dei conti. Sostiene il ricorrente che l'art. 47 del d.lgs. n. 165 del 2001 sarebbe direttamente efficace anche nei confronti dell'ordinamento provinciale senza necessità di norme di attuazione, in quanto riconducibile ai principi fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica, che l'ordinamento provinciale sarebbe tenuto a rispettare ai sensi degli artt. 4 e 8 dello statuto speciale. 2.- Si è costituita in giudizio la Provincia autonoma di Trento eccependo l'inammissibilità del ricorso per plurimi motivi, lo scrutinio dei quali è preliminare rispetto all'esame del merito. In via pregiudiziale occorre esaminare il primo e più radicale motivo di inammissibilità del ricorso, concernente l'assenza di una motivata deliberazione del Consiglio dei ministri. La prima delibera del Consiglio dei ministri del 28 settembre 2022 non indica né l'articolo della legge provinciale oggetto di impugnativa, né i parametri costituzionali violati, né i motivi del ricorso. Neppure la successiva delibera integrativa del 5 ottobre 2022, indica i parametri costituzionali, né argomentazioni idonee a giustificare l'impugnazione dell'art. 9 della legge prov. Trento n. 10 del 2022.