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Si abbia il coraggio di dire apertamente che la scelta di accorpare è dovuta unicamente a ragioni di bassa politica, perché una forza politica ben precisa della maggioranza suppone di trarre vantaggio catalizzando su di sé un maggior numero di voti a discapito ovviamente delle altre forze politiche dell'area di Governo. Altra cosa scandalosa è che si decide di rinviare al 2021 le votazioni dei municipi di Roma, che sono stati sciolti perché il presidente dei 5 Stelle è stato sfiduciato dalla sua maggioranza, con però il paradosso di essere stato poi indicato egli stesso come commissario dal sindaco Raggi. Di fronte al rischio che quei Municipi passino al centrodestra, preferite che restino governati da una persona sola, peraltro sfiduciata dai rappresentanti dei cittadini. Se poi la necessità di votare a fine estate è quella di evitare una ricaduta del Covid prevista nell'autunno, allora, come è avvenuto in questo 2020, sarebbero a rischio anche le eventuali elezioni della prossima primavera. Volete quindi lasciare questi commissari per due anni senza ridare la parola agli elettori? L'attaccamento alla poltrona all'ennesima potenza! (Applausi) . L'ultima tematica che resta irrisolta - e mi avvio concludere - è quella legata al buon funzionamento delle scuole. Il Ministro dell'istruzione ipotizza come data di apertura delle scuole il 14 settembre. Le scuole dovrebbero essere subito chiuse per le elezioni del 20, con necessaria sanificazione preventiva; dopodiché ci sarà un'altra sanificazione, qualche giorno di attività scolastica e poi un'altra chiusura per il ballottaggio, con relativa doppia sanificazione, prima e dopo. Quindi nel primo mese di scuola gli studenti potrebbero frequentare per non più di cinque o sei giorni: totalmente inaccettabile. Così come è difficilmente attuabile lo svolgimento delle operazioni di voto in edifici diversi dalle scuole, come ha ipotizzato qualcuno anche poco fa. Vi rivolgiamo un caloroso invito a parlarvi, almeno tra voi Ministri di questo Governo giallorosso, quantomeno per evitare al ministro Azzolina l'ennesima figuraccia. (Applausi) . Concludo, signor Presidente, ricordando soltanto che, per tutti questi motivi, il Gruppo Lega-Salvini Premier voterà "no" alla richiesta di fiducia di questo Governo. (Applausi) . GARRUTI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARRUTI (M5S) . Gentile Presidente, colleghi, con questo decreto-legge ristabiliamo la modalità di svolgimento democratico delle consultazioni elettorali, che si sarebbero dovute tenere in primavera, e lo facciamo nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria. Avremmo dovuto sostenere tutti convintamente un provvedimento che è stato migliorato nel passaggio alla Camera, grazie al dialogo e al contributo delle opposizioni. Ma anche su questo decreto-legge, che riguarda il momento più importante della vita democratica di un Paese, ho riscontrato l'enorme abilità dei colleghi nella ricerca pretestuosa dell'elemento di polemica che non giova a nessuno, in primis al Paese. Veniamo da un periodo dolorosissimo, imprevedibile e inimmaginabile nella sua portata. Ora che siamo entrati in una fase in cui si cerca faticosamente una ripartenza in tutti i settori, anche le istituzioni e la democrazia devono dare un segnale. Anche io personalmente - lo confesso - non sono contento di dover affrontare in poche ore in Senato un provvedimento bloccato. A volte è capitato lo stesso ai colleghi della Camera, ma certamente mi consola che ci sia stata la piena centralità del Parlamento nel passaggio alla Camera, durante il quale l'approfondimento effettuato su alcune questioni chiave ha permesso uno scambio costruttivo tra maggioranza e minoranza, che auspicherei di vedere sempre nei due rami del Parlamento; salvo poi dovermi subito ricredere con l'ostruzionismo alla Camera da parte del Gruppo Fratelli d'Italia, ora assente, e con le pretestuose questioni pregiudiziali presentate qui in Senato. Leggendo le questioni pregiudiziali noto come abbiamo derogato alla normativa vigente, che prevede lo svolgimento delle elezioni nella sola giornata di domenica: sembra quasi un sacrilegio. Peccato che ciò sia stato previsto unicamente per garantire le condizioni igienico-sanitarie migliori per l'espletamento del voto e per evitare il più possibile assembramenti in un contesto in cui è imprevedibile stabilire l'andamento dell'emergenza epidemiologica. Nella finestra temporale delineata dal decreto-legge si è polemizzato sulla scelta della prima domenica utile, frutto sia del parere del comitato tecnico-scientifico, che ha raccomandato l'espletamento delle elezioni nel mese di settembre, sia della necessità di non andare troppo oltre con gli ipotetici ballottaggi al secondo turno. Anche in questo caso si è parlato di attentato alla democrazia, come se lo spostamento di una settimana potesse modificare le sorti e lo sviluppo democratico di libere e democratiche elezioni. Leggo, sempre dalle pregiudiziali, che vi sarebbe il rischio concreto di una grave e inaccettabile compromissione della campagna elettorale, data anche la ristrettezza dei tempi prefigurati e un intollerabile inquinamento del dibattito elettorale, con una conseguente difficoltà per il cittadino elettore che si troverebbe, di fatto, in condizioni non ottimali per decidere in modo consapevole e informato, dovendo scegliere tra elementi diversi ed eterogenei operanti su diversi piani (politici, costituzionali, istituzionali e locali). Con questa affermazione, leggo fra le vostre righe che il cittadino non è in grado di capire la differenza fra elezioni regionali e votazione sul referendum confermativo della modifica costituzionale. Voi pensate davvero che il cittadino non sappia distinguere il voto e modularlo in base al proprio oggetto? Tra l'altro, se l' election day dovesse favorire una maggiore partecipazione, allora ben venga. Non ci sarebbe alcuna manipolazione del referendum , visto che non è previsto alcun quorum strutturale. Paradossalmente - per chi ha la pazienza ancora di ascoltare - volevo far presente che, in base a questo ragionamento, anche la Repubblica è nata in un election day (il 2 giugno del 1946), quando gli italiani hanno votato per il referendum sulla scelta fra Repubblica e monarchia e, nel contempo, per la composizione dell'Assemblea costituente. Vi sarebbe stata, secondo voi, una distorsione della volontà del corpo elettorale perché sono state accorpate le votazioni? Bene, in ogni caso, siamo consapevoli del particolare contesto in cui si svolgeranno le prossime tornate elettorali. Sempre nell'ottica di garantire un procedimento equo, abbiamo ribadito nel decreto il rafforzamento della par condicio per garantire, soprattutto a chi non si trova al governo in quella determinata Regione e in quel determinato Comune, parità di accesso agli strumenti della campagna elettorale nei trenta giorni canonici. Per questi motivi annuncio il voto favorevole del mio Gruppo. (Applausi) . PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE .