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Sono questi i messaggi che ho trasmesso sempre ieri al ministro degli affari esteri tunisino, Othman Jerandi, nel colloquio telefonico che abbiamo avuto. Al collega di Tunisi ho anche rinnovato l'appello alla moderazione, affinché venga presa ogni iniziativa per evitare scontri e violenze. Il Ministro degli affari esteri mi ha assicurato che la Costituzione verrà rispettata, ha aggiunto che il Presidente sta svolgendo consultazioni per nominare a breve un nuovo Primo ministro e che sarà poi tempestivamente affrontata la questione della ripresa del Parlamento (sono sue parole). Gli sviluppi degli ultimi giorni intervengono in un momento molto complicato per la Tunisia, già attanagliata da una gravissima crisi economica, a cui si è aggiunta l'emergenza pandemica. Le difficoltà incontrate dal Governo tunisino all'avvio dei negoziati con il Fondo monetario internazionale, per un nuovo programma di aiuti finanziari, si sono infatti intrecciate con l'aggravarsi del quadro epidemiologico. In conclusione, signor Presidente, l'Italia rimane determinata a garantire il proprio sostegno alla Tunisia, nel complesso del dialogo con il Fondo monetario internazionale, passaggio fondamentale per permettere l'attuazione di riforme economiche necessarie. Intendiamo mantenere lo stesso impegno nella collaborazione sul fronte del contrasto all'epidemia. Dopo i cinque container di materiale sanitario e le donazioni per l'acquisto di generatori di ossigeno per gli ospedali tunisini, nei prossimi giorni l'Italia donerà alla Tunisia una scorta di vaccini. Non faremo mancare il nostro sostegno a un popolo da sempre amico e continueremo a lavorare con l'Unione europea per favorire la stabilità e la democrazia in Tunisia, Paese che sentiamo non solo vicino, ma partecipe di un destino comune. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Alfieri, per due minuti. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, registro positivamente le informazioni rispetto alle azioni messe in campo a livello europeo e anche bilaterale, sia dal punto di vista del sostegno e del supporto sanitario, sia nell'azione mirata a verificare il rispetto delle condizioni garantite dalla Costituzione, perché possa riprendere l'attività parlamentare e garantire il percorso democratico che è avvenuto dopo la rivoluzione dei gelsomini, che ha portato a un'esperienza senza eguali nel Nord Africa. Colgo l'occasione per rimarcare la preoccupazione invece rispetto ad altri teatri, dove magari l'esigenza di Realpolitik e di garantire la stabilità è andata verso forme di Governo che non danno garanzie del rispetto dei più elementari diritti umani. Quindi la nostra preoccupazione è che si concilino la stabilità e la sicurezza di un Paese, per noi fondamentale per la vicinanza e i rapporti che abbiamo, con la possibilità di accompagnare le migliori esperienze democratiche, affinché non si interrompano e non contribuiscano a creare instabilità, in un'area per noi strategica, come quella del Mediterraneo. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Aimi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02758 sulla crisi in atto a Cuba, per tre minuti. AIMI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio per la sua presenza. Interveniamo sui fatti di Cuba, essendo a tutti noto, in quest'Aula, ciò che è accaduto nelle ultime settimane. Sono fatti gravissimi, con una popolazione ridotta allo stremo: non ci sono i generi di prima necessità, sono alla fame e non basta nemmeno più la libreta , la tessera che si utilizza, dopo lunghissime file, per avere un po' di riso, di pollo o di carne per mantenere la propria famiglia. Non c'è più nemmeno l'energia elettrica, siamo arrivati addirittura al coprifuoco e non ci sono i medicinali. Credetemi: tutto questo è conseguenza di un regime che dura ormai da sessantadue anni, in un'isola meravigliosa, un paradiso terrestre ricchissimo, con un mare pescoso, che potrebbe garantire aiuto anche ad altri o comunque a tutta l'isola. Eppure, proprio quel regime comunista è arrivato ad affamare il proprio popolo, che è sceso in piazza, come sapete tutti, qualche giorno fa, a rischio anche della propria vita. Ci sono stati morti e feriti e alcune persone sono state addirittura prelevate e deportate nei campi di concentramento, che pure esistono a Cuba, e anche nei campi di lavoro. Ci sono famiglie distrutte e desaparecido . È una situazione difficile: sono state usate violenze e perquisizioni arbitrarie. C'è un popolo in ginocchio e, là dove c'è un popolo in ginocchio, Forza Italia, ma penso di poter dire tutto il centrodestra e mi auguro tutta l'Assemblea, vogliono essere presenti, per dare solidarietà e soprattutto risposte importanti. Ecco perché ci siamo permessi di rivolgerle alcune domande importanti, anzitutto per sapere qual è la sua posizione, signor Ministro, che è ovviamente quella del Governo, e se si intenda manifestare pubblicamente solidarietà al popolo cubano e, con egual forza e in egual misura, rispondere nei confronti del Governo cubano che sta affamando quel popolo. Soprattutto, le chiediamo di convocare l'ambasciatore cubano a Roma, perché vorremmo sapere se c'è la disponibilità - e chiediamo che si faccia tutto quanto è possibile - alla liberazione dei detenuti politici e affinché possa essere attuato un piano di interventi a Cuba, accompagnato da alcune garanzie, come la libertà di manifestare. Liberazione dei detenuti politici, libertà di manifestazione e ritorno della democrazia in quelle terre: questo è quello che le chiediamo e ci aspettiamo una risposta adeguata a un Governo che dev'essere all'altezza anche in situazioni come queste, in cui la libertà viene compromessa. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, onorevoli senatori, ringrazio il senatore interrogante. Le manifestazioni svoltesi sia Cuba l'11 luglio scorso hanno visto un'ampia partecipazione della popolazione. Si è trattato di una delle dimostrazioni più significative dal 1994 a oggi. Da decenni il Governo mantiene un approccio restrittivo e repressivo riguardo ai diritti civili e politici e alle libertà fondamentali dei propri cittadini. A scatenare la protesta sono state soprattutto la grave crisi economica ed energetica, la carenza di generi alimentari di prima necessità e l'impennata dei contagi da Covid, che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario cubano, nonostante l'intensificarsi della campagna vaccinale. Le manifestazioni hanno fatto registrare una vittima, decine di feriti e numerosi arresti di persone ritenute dalle autorità cubane agitatori per conto di attori esterni. L'Avana accusa infatti gli Stati Uniti, che mantengono un duro embargo nei confronti del Paese, di fomentare le proteste per violare la sovranità dell'isola e rovesciare il regime. Il Direttore generale per la mondializzazione e le questioni globali del Ministero degli affari esteri ha incontrato l'ambasciatore cubano a Roma il 13 luglio.