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Modifiche alla legge 11 gennaio 1996, n. 23, in materia di sicurezza e di agevolazioni fiscali per l’edilizia scolastica. Onorevoli Senatori. -- Nel nostro Paese l'edilizia scolastica costituisce e rappresenta una priorità, tale da richiedere interventi certi e celeri, non più procrastinabili, anche alla luce dei frequenti incidenti -- fra cui alcuni di estrema gravità -- verificatisi negli ultimi anni. La situazione è critica, inoltre, se si considera in particolare la persistente, diffusa presenza di barriere architettoniche. In molti edifici scolastici manca l'ascensore e, quando è presente, non risulta comunque adatto al trasporto di studenti con problemi di mobilità; scarseggiano bagni adeguati e sono numerose le aule che non hanno le dimensioni idonee per accogliere alunni con disabilità. La scuola deve essere accogliente, al fine di incentivare e sviluppare l'interesse e la partecipazione degli studenti. Sono molte e diverse le ragioni per cui la sicurezza negli istituti scolastici viene da più parti invocata: oltre la metà degli edifici scolastici italiani è stata edificata prima del 1974, anno in cui vennero varate le disposizioni antisismiche; oltre 24.000 scuole si trovano in zone ad alto rischio sismico; circa 6.200 sorgono in aree a forte rischio idrogeologico. E proprio la sicurezza assume rilevanza non solo per garantire l'incolumità a studenti, insegnanti e personale tecnico e ausiliario, ma anche per offrire un'adeguata qualità dell'apprendimento e della didattica. Gli istituti scolastici vivono, insomma, in uno stato di emergenza mai sopito: il lavoro realizzato fino a oggi rivela un intervento appena abbozzato che, di là dalle buone intenzioni, denuncia le proprie carenze nello scorgere e passare in rassegna le reali esigenze del patrimonio immobiliare scolastico italiano. Non si può affrontare, infatti, uno fra i più importanti problemi del nostro Paese con interventi surrogato, che nel tempo hanno svelato e continuerebbero a svelare la loro grave inadeguatezza. I dati sull'edilizia scolastica italiana sono impietosi; il quadro generale, salvo esempi virtuosi, è allarmante: su 41.000 edifici monitorati, 24.000 possiedono impianti idraulici, termici, elettrici non funzionanti, 9.000 hanno intonaci fatiscenti e più di 3.600 necessitano di interventi sulle strutture portanti. Circa il 40 per cento degli edifici scolastici è privo del certificato di agibilità, mentre il 60 per cento non possiede quello di prevenzione contro gli incendi. Sono decine i casi di tragedie sfiorate a causa di crolli di diversa entità nelle scuole, da ultimo quello verificatosi a Ostuni nell'aprile del 2015. Un numero considerevole di edifici scolastici italiani, vista anche la vetustà, è caratterizzato da una situazione di estrema incertezza in ordine alla sicurezza e alla vivibilità. Le condizioni odierne, che possono essere definite a tutti gli effetti emergenziali, assumono connotati negativi anche per quanto riguarda la qualità del servizio offerto alle nuove generazioni. Il presente provvedimento nasce dall'assunto che investire nella scuola e nella sua efficienza -- nel solco di una programmazione di lungo respiro -- significhi investire nel Paese. Si desidera pertanto concentrare l'attenzione sull'edilizia scolastica attraverso una legge che contribuisca a generare un quadro normativo idoneo ad affrontare le necessità impellenti, prendendo l'abbrivio dalla storica, e per molti aspetti meritoria, legge 11 gennaio 1996, n. 23 (cosiddetta legge Masini). A partire dal Fondo unico per l'edilizia scolastica, istituito con la legge 17 dicembre 2012, n. 221, cui si attinge per finanziare gli interventi già approvati e al quale sono destinate le risorse iscritte nel bilancio dello Stato destinate al capitolo dell'edilizia scolastica, si sono resi necessari interventi che ottimizzino la sua funzione sia attraverso una migliore gestione del fondo stesso, sia, soprattutto, attraverso un coordinamento più funzionale dei programmi di investimento per la qualificazione dell'edilizia scolastica. Il presente disegno di legge intende promuovere, pertanto, un intervento migliorativo, di carattere generale, sul patrimonio immobiliare scolastico italiano, in primis attraverso la messa in sicurezza degli edifici esistenti e il relativo adeguamento alle norme vigenti in materia di agibilità, sicurezza, igiene, riqualificazione energetica e abbattimento delle barriere architettoniche. Le iniziative adottate fino a oggi e le numerose azioni di carattere normativo nelle trascorse legislature non sono state in grado di affrontare realmente il problema. Soprattutto non si è stati capaci di investire e intervenire adeguatamente in un settore fondamentale per la crescita del Paese come quello dell'edilizia scolastica. In un contesto simile assumono particolare rilevanza la costruzione di nuove scuole -- in sostituzione di quelle, ormai, obsolete -- secondo concezioni architettoniche innovative e all'avanguardia, il completamento degli edifici esistenti e l'acquisto di immobili da adibire a uso scolastico, al fine di eliminare le locazioni onerose, anche perché la cura dell'edilizia scolastica non solo partecipa delle dinamiche proprie dell'insegnamento e della formazione degli studenti, ma deve essere considerata, a tutti gli effetti, un indicatore di civiltà. Sembra opportuno, in definitiva, provare a tracciare alcune linee guida che permettano di guardare al futuro sia per superare gli ostacoli, che storicamente hanno rallentato lo svolgimento degli interventi necessari, sia, al tempo stesso, per analizzare, comprendere nonché porre rimedio alle carenze delle politiche che si sono susseguite nel tempo.. 1 (Modifiche alla legge 11 gennaio 1996, n. 23, recante norme per l'edilizia scolastica) 1 Alla legge 11 gennaio 1996, n. 23, sono apportate le seguenti modificazioni: a all’articolo 3, comma 1, le parole da: «articolo 14» fino a: «142» sono sostituite dalle seguenti: «articolo 19, comma 1, lettera i) , del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267»; b l'articolo 4 è sostituito dal seguente: «Art. 4. - (Programmazione, procedure di attuazione e finanziamento degli interventi) -- 1 . Per gli interventi previsti dalla presente legge, nonché al fine di consentire lo svolgimento del servizio scolastico in ambienti adeguati e sicuri, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con proprio decreto, d'intesa con la Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, definisce le priorità strategiche, le modalità e i termini per la predisposizione e per l'approvazione di appositi piani triennali, a decorrere dal 2016, articolati in singole annualità, di interventi di edilizia scolastica, nonché i relativi finanziamenti. 2 .