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Con riguardo ai requisiti di accesso, si prevede che il sostegno e l'aiuto economico siano "corrisposti ai beneficiari minorenni" ad una duplice condizione: che la famiglia sia riconosciuta affidataria, ai sensi della normativa vigente in materia di affidamento; che l'orfano sia ancor minorenne alla data del 1° gennaio 2020 . Il beneficio decorre della data del provvedimento giudiziario di affidamento del minore (articolo 20). L'articolo 21 reca norme relative alle modalità di accesso ai benefici. L'articolo 22 definisce l'ammontare del beneficio, mentre l'articolo 23 dispone la cessazione dei benefici al raggiungimento della maggiore età dell'orfano affidato. Il Capo VI reca le disposizioni finali. In tale Capo si dispone circa: il limite di età - che non può essere superiore a trent'anni - degli orfani beneficiari delle misure a valere sul Fondo di solidarietà (articolo 24); la durata dei benefici - che è annuale - per cui l'istanza di accesso deve essere presentata ogni anno (articolo 25); la cumulabilità tra loro dei benefici (articolo 26); la gestione ed il monitoraggio della spesa, i quali sono effettuati dall'Ufficio del Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà, anche per il tramite del Concessionario indicato nel provvedimento di attribuzione del beneficio (articolo 27); la cessazione dei benefici; l'esclusione dell'obbligo di restituzione dell'aiuto economico percepito allorquando una sentenza penale definitiva accerti la non ricorrenza di un crimine domestico o di violenza di genere (articolo 28); il trattamento dei dati personali (articolo 29); la clausola di invarianza finanziaria, in ordine all'attuazione della disciplina recata dallo schema (articolo 30); l'entrata in vigore, decorsi quindici giorni dalla data della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (articolo 31). Si apre la discussione. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) esprime alcune perplessità in merito al fatto che per un grave errore nella formulazione della legge del 2017, citata dalla relatrice, la disciplina legislativa di riferimento consideri solo l'ipotesi dell'uccisione della donna ai fini della concessione delle provvidenze economiche. Pertanto, nel caso in cui ad essere vittima di omicidio nelle circostanze indicate dalla legge sia un uomo, gli orfani resterebbero privi della tutela giuridica prevista. Chiede pertanto se, piuttosto che continuare ad avallare questo errore in cui è incorso il legislatore, non sia il caso in questa sede di rimediare: ciò potrebbe avvenire mediante una condizione che suggerisca al Governo una formulazione del regolamento di attuazione, tale da comprendere il più ampio concetto di genitore e non limitare l'ambito applicativo all'ipotesi di uccisione del genitore di sesso femminile. Interviene la senatrice VALENTE ( PD ) che invece ritiene si debba mantenere l'originaria formulazione prevista dall'Atto del Governo in esame; seguendo l'opinione espressa dal senatore Pillon, si rischierebbe di mandare un messaggio pericoloso: va invece positivamente ribadito che le vittime della violenza di genere sono quasi esclusivamente donne. Dopo interventi di consenso della senatrice EVANGELISTA ( M5S ) e di dissenso del senatore CUCCA ( IV-PSI ), l'intervento della senatrice Valente provoca una replica del senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), che mantiene le sue posizioni: a suo dire è in gioco non solo la tutela degli orfani, veri beneficiari di tale provvedimento, ma anche il principio di uguaglianza e non discriminazione imposto dall'articolo 3 della Costituzione. Il senatore BALBONI ( FdI ) condivide la proposta del senatore Pillon e denuncia anch'egli una disparità di trattamento: le norme, anche se secondarie ed aventi funzione meramente regolamentare, debbono comunque essere generali ed astratte; preannuncia pertanto il proprio voto sfavorevole, qualora non vengano accolte le osservazioni del senatore Pillon. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) ribadisce come il provvedimento in esame miri a tutelare gli orfani: pertanto, se una formulazione può portare ad una maggiore protezione nei loro confronti, non può essere certo ostacolata. Si esprime favorevolmente ad un utilizzo in tal senso delle osservazioni che la Commissione deve esprimere. La senatrice EVANGELISTA ( M5S ) interviene ribadendo che condivide l'opinione espressa dalla senatrice Valente, considerato che il provvedimento in titolo è dedicato alla tutela dalla violenza di genere: ciò garantisce che esso ricomprende anche le vittime di sesso maschile, senza la necessità di ulteriori precisazioni. La relatrice PIARULLI ( M5S ) chiede una breve sospensione. La seduta, sospesa alle ore 17,30, riprende alle ore 17,40. La relatrice PIARULLI ( M5S ) in sede di replica, propone che le osservazioni rilevino l'opportunità di un'interpretazione costituzionalmente orientata, secondo il testo pubblicato in allegato al resoconto. Accertata la presenza del numero legale, la Commissione conviene a maggioranza sulla proposta della relatrice. Documento di economia e finanza 2020 e relativo annesso Doc Doc. LVII, n. 3 Documento di economia e finanza 2020 e relativo annesso (Parere alla 5 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Il relatore CRUCIOLI ( M5S ) illustra il documento di economia e finanza 2020, in cui si rileva come l'epidemia causata dal COVID-19 ha cambiato in modo repentino e drammatico la vita degli italiani e le prospettive economiche del Paese. In relazione a tale drammatica situazione il Documento reca un nuovo quadro economico e di finanza pubblica, in considerazione degli effetti determinati dall'emergenza epidemiologica da COVID-19 e dalle esigenze ad essa conseguenti. Il nuovo quadro (comprensivo degli effetti delle "nuove politiche" contemplate dal Documento) prevede: una riduzione del PIL (in termini reali e non nominali) per il 2020, pari all'8,0 per cento, ed un incremento del valore nel 2021, pari al 4,7 per cento (la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza per il 2019 ed il Documento programmatico di bilancio per il 2020 prevedevano un incremento pari allo 0,6 per cento per il 2020 ed all'1,0 per cento per il 2021); un tasso di disoccupazione pari all'11,6 per cento per il 2020 ed all'11,0 per cento per il 2021 (i precedenti documenti summenzionati prevedevano un valore pari al 10,0 per cento per il 2020 ed al 9,5 per cento per il 2021); un tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni (in rapporto al PIL) pari al 10,4 per cento per il 2020 ed al 5,7 per cento per il 2021. Tali valori comprendono per il 2021 anche gli effetti della soppressione delle cosiddette clausole di salvaguardia, per complessivi 23,1 miliardi, allo scopo di ridurre il carico fiscale per le famiglie e le imprese, consistenti in aumenti dell'IVA e di accise: si tratta di clausole previste a legislazione vigente a decorrere dal 2021 e di cui il Documento in esame prevede la soppressione (a decorrere dal medesimo anno).