[pronunce]

- Il conflitto di attribuzione, proposto dalla Regione Campania nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, ha per oggetto: a) la nota del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica - dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, prot. 59064, datata 1° agosto 2000, che dispone la cessazione del finanziamento statale relativo al trattamento economico del personale già assunto a contratto per le esigenze connesse ai terremoti in Campania ed in Basilicata, del novembre del 1980 e del febbraio del 1981, e immesso in un ruolo speciale ad esaurimento degli enti presso cui aveva prestato servizio, ai sensi dell'art. 12 della legge statale 28 ottobre 1986, n. 730 (Disposizioni in materia di calamità naturali), attribuendo, a decorrere dal 6 maggio 1997, a carico del bilancio della Regione il trattamento economico del suddetto personale; b) tutti i comportamenti - “anche omissivi” - dello stesso Ministero nella vicenda in esame (e, occorrendo, le precedenti note del 22 settembre 1997, del 17 febbraio 1998 e del 9 marzo 1999), nonché il parere del Consiglio di Stato, III sezione, in data 9 maggio 2000, prot. 838/2000, al quale la nota del 1° agosto 2000 si è conformata. Secondo la Regione, i provvedimenti ministeriali impugnati avrebbero erroneamente interpretato l'art. 3, comma 6, della legge della Regione Campania 21 aprile 1997, n. 12 (Rideterminazione dell'organico del ruolo della Giunta Regionale. Norme di adeguamento al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 articoli 30 e 31), in quanto la norma non avrebbe affatto inserito nei ruoli regionali ordinari il personale in questione, e quindi non si sarebbe verificato il presupposto per la cessazione del relativo finanziamento statale previsto dal comma 5 del citato art. 12 della legge n. 730 del 1986. Su questa premessa, la ricorrente denuncia, in sintesi, la violazione delle proprie competenze costituzionalmente garantite, soprattutto in riferimento alla sua autonomia finanziaria, di bilancio, ed in materia di organizzazione degli uffici, nonché la lesione del principio di leale collaborazione. E conclude chiedendo a questa Corte di «a) accertare e dichiarare che non spetta allo Stato e, per esso, al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica -dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, con una, per di più, errata interpretazione della legge regionale, incidere, prevedendo la cessazione del finanziamento statale, sul modo di esecuzione della legge regionale e disporre in contrasto con la stessa, violando così le competenze costituzionalmente garantite alla Regione Campania, soprattutto in riferimento all'autonomia finanziaria e di bilancio e all'autonomia in materia di organizzazione degli uffici; b) per effetto, annullare gli atti impugnati». 2. - Preliminarmente, l'Avvocatura generale dello Stato eccepisce l'inammissibilità del conflitto, in ragione della dedotta tardività del ricorso derivante da acquiescenza della ricorrente alle precedenti note (in data 22 settembre 1997, 17 febbraio 1998 e 9 marzo 1999), mediante le quali la stessa Ragioneria generale dello Stato avrebbe reso, in materia, interpretazione analoga a quella portata dalla nota del 1° agosto 2000, denunciata come lesiva delle attribuzioni regionali. L'eccezione non è fondata, in quanto - a prescindere dall'analisi del contenuto e della specifica valenza delle suddette note - la giurisprudenza di questa Corte ha costantemente escluso l'applicabilità dell'istituto dell'acquiescenza ai giudizi per conflitto di attribuzione tra enti, trattandosi di istituto incompatibile con l'indisponibilità delle competenze di cui si controverte nei medesimi giudizi (sentenze n. 389 del 1995, n. 58 del 1993 e n. 278 del 1991). 3. - È, invece, fondata l'altra eccezione di inammissibilità proposta dall'Avvocatura, secondo cui, nella specie, non sarebbe ravvisabile alcun conflitto di attribuzioni, bensì soltanto una normale controversia di natura “patrimoniale”. 3.1. - L'art. 12 della legge n. 730 del 1986 ha disposto che il personale convenzionato da enti, amministrazioni e commissari straordinari di Governo, in relazione alle esigenze connesse ai terremoti del novembre 1980 e febbraio 1981 in Campania e Basilicata, in servizio al 31 marzo 1986, ovvero che abbia prestato servizio per almeno un anno, è immesso, a domanda, in ruoli speciali ad esaurimento, da istituirsi presso gli enti o le amministrazioni ove tale servizio era prestato (comma 1); lo stesso articolo ha posto il relativo onere a carico dello Stato (in particolare del fondo per la protezione civile), determinandone la misura per gli anni 1986-1988 e individuando i criteri di determinazione per gli anni successivi (comma 5). Disciplinate (con ordinanza del Ministero per il coordinamento della protezione civile del 24 novembre 1986) le modalità e i criteri per lo svolgimento dei concorsi di idoneità necessari all'immissione nei ruoli speciali ad esaurimento, e all'eventuale successivo passaggio da questi a quelli ordinari, e disposto (con ordinanza in data 4 luglio 1987 dello stesso Ministero) il consolidamento delle somme iscritte per l'anno 1988 nello stato di previsione del competente Ministero del tesoro, la Regione Campania, in conformità alla normativa nazionale, ha istituito - con la legge regionale 6 febbraio 1990, n. 4 (Istituzione del ruolo speciale ad esaurimento del personale di cui all'articolo 12 della legge 28 ottobre 1986, n. 730 e successive modificazioni ed integrazioni) - il ruolo speciale ad esaurimento del personale in questione presso la Giunta regionale (art. 1), disponendo che agli oneri finanziari si sarebbe provveduto sulla base dei trasferimenti statali previsti dalla normativa vigente (art. 4). A loro volta, anche le leggi regionali 24 febbraio 1990, n. 8 (Integrazioni del ruolo speciale ad esaurimento del personale di cui all'articolo 12 della legge 28 ottobre 1986, n. 730 e successive modificazioni ed integrazioni), e 15 gennaio 1991, n. 1 (Ulteriore integrazione della legge regionale 6 febbraio 1990, istitutiva del ruolo speciale ad esaurimento del personale di cui all'articolo 12 della legge 28 ottobre 1986, n. 730 e successive modificazioni ed integrazioni) - nell'inquadrare nel ruolo ad esaurimento, rispettivamente, il personale convenzionato e quello comandato e/o distaccato sino alla data di cessazione dei poteri commissariali da parte del Presidente della Giunta regionale (art. 1) - hanno mantenuto fermi i relativi oneri finanziari in capo allo Stato (art. 3).