[pronunce]

2.3.- Ha, inoltre, spiegato intervento l'Associazione nazionale forense (ANF), argomentandone l'ammissibilità sul rilievo che le disposizioni censurate «concernono direttamente e immediatamente» la posizione soggettiva di essa associazione «quale ente maggiormente rappresentativo» (per previsioni statutarie e per istituzionale riconoscimento come tale) degli interessi degli avvocati. In dichiarata funzione di tutela dei quali ha concluso perché le riferite questioni siano dichiarate inammissibili o comunque infondate. 2.4.- È, infine, intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, per il tramite dell'Avvocatura generale dello Stato, la quale ha contestato la fondatezza delle questioni sollevate. Secondo l'Avvocatura, il limite dei due mandati consecutivi, previsto dal legislatore del 2017 per i componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi, sarebbe più che ragionevole e legittimo (perché ampiamente circoscritto, non precludendo successive ricandidature, una volta trascorso un numero di anni uguale a quello del precedente mandato, e non tenendo conto, ai fini del divieto, dei mandati inferiori ai due anni). E la ratio di tale disciplina sarebbe «facilmente individuabile nell'esigenza, discrezionalmente valutata dal legislatore, di promuovere il pluralismo nella rappresentanza professionale, a vantaggio, tra l'altro, del ricambio generazionale e della funzionalità e del buon andamento del sistema della rappresentanza professionale». Inoltre, il successivo intervento legislativo di interpretazione autentica sarebbe «pienamente conforme ai principi elaborati dalla giurisprudenza costituzionale in materia di sindacato di legittimità costituzionale delle leggi di interpretazione». 3.- Nel giudizio incidentale introdotto dall'ordinanza n. 66 del r. o. 2019, si sono costituiti, e hanno successivamente depositato memoria integrativa, i tre reclamanti nel procedimento a quo, il cui difensore ha chiesto dichiararsi la non fondatezza delle questioni sollevate e presentato istanza per una anticipata loro trattazione in vista dell'imminente espletamento delle nuove elezioni forensi. Secondo i reclamanti, l'art. 51 Cost. sarebbe riferibile esclusivamente al diritto di essere eletti a cariche politiche e non alle cariche amministrative con rilevanza interna, come quelle afferenti ai consigli degli ordini forensi. Il nostro ordinamento conoscerebbe, del resto, diverse altre forme di limitazione del diritto di elettorato passivo, del tutto estranee alla tematica dell'inaffidabilità dei candidati. L'esigenza di ricambio delle cariche pubbliche sarebbe un valore di rango costituzionale, tanto da costituire un'ipotesi di ineleggibilità (temporanea) per i consiglieri del Consiglio superiore della magistratura (CSM). La previsione denunciata limiterebbe, comunque, solo provvisoriamente il diritto di accesso alle cariche pubbliche di taluni soggetti (che quelle cariche hanno già ricoperto a lungo), per consentire che il medesimo diritto di accesso abbia portata effettiva (e non solo formale) in capo a tutti gli altri potenziali candidati. 3.1.- Si sono, altresì, costituiti, con unico atto, e hanno presentato successiva memoria, il Consiglio dell'ordine degli avvocati di Savona nonché vari candidati eletti (al terzo mandato) nella competizione del gennaio 2019 di quel circondario, tutti già parti nel procedimento a quo, i quali hanno concluso per l'accoglimento delle questioni sollevate dal CNF. Secondo i resistenti, ciò che in realtà vorrebbe promuovere la norma censurata è l'accelerazione nell'avvicendamento (nel linguaggio politico diffusamente indicata come "rottamazione"), che sarebbe un valore politico in un determinato momento storico, ma non avrebbe rilievo costituzionale. Soprattutto, il valore del ricambio non sarebbe comparabile con il valore, di pari dignità, dell'esperienza e della competenza acquisita nei precedenti mandati, che sarebbe così sacrificato. 3.2.- L'ANF e il Presidente del Consiglio dei Ministri sono intervenuti con atti di contenuto identico a quello dei rispettivi interventi nel giudizio di cui al r. o. n. 65 del 2019.1.- Il Consiglio nazionale forense (CNF), quale giudice speciale (da ultimo, sentenza n. 189 del 2001) - con le due ordinanze emesse nei procedimenti di reclamo elettorale di cui si è detto in narrativa e che, per l'identità del petitum, possono preliminarmente riunirsi per essere congiuntamente esaminate e decise - solleva questioni incidentali di legittimità costituzionale: a) dell'art. 3, comma 3, secondo periodo, della legge 12 luglio 2017, n. 113 (Disposizioni sulla elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi), nella parte in cui prevede che i consiglieri dei consigli circondariali forensi non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi, per sospetto contrasto con gli artt. 3, 48 e 51 della Costituzione, sotto il profilo della irragionevole limitazione del diritto di elettorato attivo e passivo che ne conseguirebbe; b) del medesimo art. 3, comma 3, secondo periodo, per contrasto con gli artt. 2, 3, 18 e 118 Cost., per l'illegittima e irragionevole compressione - dell'ambito di autonomia riservato agli ordini circondariali forensi quali enti pubblici non economici a carattere associativo - che tale divieto, a sua volta, comporterebbe; c) dell'art. 11-quinquies del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione), nel testo introdotto dalla legge di conversione 11 febbraio 2019, n. 12, nella parte in cui prevede, con norma di interpretazione autentica, che il divieto di elezione per più di due mandati consecutivi operi anche per i mandati iniziati anteriormente all'entrata in vigore della legge che ha stabilito tale divieto, per violazione degli artt. 2, 3, 18, 48, 51 e 118 Cost., che conseguirebbe al superamento dei limiti di ragionevolezza delle norme retroattive di interpretazione autentica. E ciò sul rilievo che il conferimento, così operato, di effetti pro futuro a fatti accaduti in passato e a rapporti giuridici esauriti comporti appunto una compressione del diritto di elettorato passivo e attivo degli avvocati, e delle funzioni giudiziarie costituzionalmente riservate al Consiglio nazionale forense, quale giudice speciale investito del contenzioso in materia di elezioni dei consigli circondariali. 2.- Preliminarmente va confermata l'ordinanza - resa in udienza e che qui si allega - con la quale sono stati dichiarati inammissibili gli interventi di avvocati "terzi" nel giudizio introdotto dall'ordinanza n. 65 del r. o. 2019 e dell'Associazione nazionale forense in entrambi i giudizi. 3.- Nel merito, nessuna delle sollevate questioni è fondata.