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Signor Presidente, colleghi, il provvedimento all'esame dell'Assemblea rappresenta un importante atto di responsabilità che tutti i componenti della Commissione ed oggi tutti i senatori presenti hanno deciso di assumere per continuare a cercare quella verità che per troppo tempo, per decenni, è stata nascosta. In questi mesi, nonostante l'attività della Commissione abbia subito rallentamenti, abbiamo avuto modo di appurare che gli appelli lanciati negli anni non erano stati vani. Le parole del giudice Bouchard ne sono un esempio lampante. Ricordo che il giudice Bouchard dopo decenni di impunità ha presieduto il collegio che ha condannato Fiesoli, peraltro già inquisito nel 1978 per pedofilia, per i suoi abusi e maltrattamenti su minori perpetrati al Forteto; siamo però ancora qui ad aspettare che sconti la sua pena, troppo esigua per quello che ha fatto. Secondo le parole del giudice: «C'era una legge regionale toscana del 1980 che stabiliva tutta una serie di caratteristiche per aprire una comunità. Il problema è che qualunque fosse l'accezione che si volesse dare all'esperienza del Forteto nell'accoglienza del minore, mancavano totalmente i requisiti . Nessun tipo di autorizzazione, di procedura e di verifica è mai stata fatta sulle caratteristiche di quella struttura». Se le pratiche fossero state fatte, quella cooperativa non sarebbe durata neanche un giorno. (Applausi) . Queste le parole del giudice. Non c'era però interesse ad approfondire cosa accadeva perché i minori avevano sia condizioni difficili per una collocazione diversa sia perché il Forteto non chiedeva rette e per le Istituzioni rappresentava una soluzione davvero conveniente. Non chiedeva rette, ma aveva finanziamenti per milioni di euro all'anno. Ricordo ancora quando, nella XVI legislatura, Rodolfo Fiesoli venne in Senato a presentare il suo libro, presentato da una forza politica. Un vero e proprio j'accuse nei confronti del sistema che ha causato blackout e ha provocato danni a decine e decine di vittime minori, e non solo. Il caso di cui ci stiamo occupando ha bisogno di tempo e spazio per il dibattito, affinché lo Stato possa recuperare il rispetto che negli anni ha perso nel silenzio e nell'omertà. Sull'uscio di questa comunità si sono fermate, senza entrare, le istituzioni, i controlli dei servizi sociali, la magistratura, i giornalisti, accontentandosi della versione che dall'interno veniva fornita. (Applausi) . Una sorta di zona franca da cui lo Stato ha deciso di distogliere lo sguardo, di far finta che questa comunità, queste persone e quanto avveniva in quel luogo non esistessero. Di ottanta bambini, quattordici si sono suicidati. È nostro dovere approfondire, prima per coscienza individuale, poi per tutti coloro che rappresentiamo, gli italiani. Per queste ragioni, mi auguro che la Commissione possa recuperare il tempo perduto a causa dell'emergenza sanitaria, preparandosi anche a una vera riforma normativa che riguardi le case famiglia. In tutta Italia ci sono casi, forse non della gravità del Forteto, che chiedono vendetta e, soprattutto, controlli. Forza Italia vuole chiarezza per le famiglie e i bambini che soffrono tremendamente perché lontani dalla loro quotidianità. Questo per non parlare del giro di soldi denunciato, che passa tra alcuni assistenti sociali, giudici minorili e case famiglia, com'è emerso nella Commissione infanzia nella scorsa legislatura. Per queste ragioni, esprimo il voto favorevole a nome di Forza Italia. (Applausi) . VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà . VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, noi parleremo sempre del Forteto in quest'Aula. Collega, capisco che il Partito Democratico abbia paura di parlare del Forteto in quest'Aula (Applausi) ; è logico che voi abbiate paura di parlare di questo argomento, perché è successo nella vostra terra. Trent'anni - ripeto, trent'anni - di continui affidi (Applausi) di bambini a una comunità, con delle sentenze passate in giudicato che condannavano dei soggetti per violenza (Applausi) ; per trent'anni si è continuato a dare dei figli al Forteto. (Commenti) . Parliamo di una mamma che è stata in carcere quattro anni, le hanno tolto i figli e poi si è scoperto che era tutto falso. A lei va il mio pensiero, cara collega. Ricordiamo allora il fatto: una comunità agricola fondata nel 1977, che poi dal 1978 ha la prima denuncia per atti di libidine su un bambino. Nel 1985 vi è stata una sentenza, passata in giudicato, in cui il fondatore viene condannato per maltrattamenti. Nel 2000 la Corte europea dei diritti dell'uomo condanna l'Italia perché ha dato ancora dei bambini a quella comunità agricola; ripeto, comunità agricola. (Applausi) . Finalmente nel 2015 vi siete arresi, perché è stata finalmente chiusa. Leggo alcune delle motivazioni della sentenza, perché è giusto ricordarle in quest'Aula; bisognerebbe fare un film su questa vicenda. Leggo dalla sentenza del tribunale: «nel condizionare le scelte di voto» - quello facevano - «in occasione di elezioni politiche ed amministrative»; il sistema Forteto «evidenziando le bizzarre, inverosimili, dannose teorie educative», tali gender (Applausi) , esaltando il non affetto tra genitori e figli. Questo è successo. La scarcerazione dei due condannati veniva festeggiata con politici e sindacati. Forse voi avete paura dei nomi di questi! (Applausi) . Vengo alle conclusioni perché la sentenza è pubblica e poi ne vedremo veramente delle belle. Ieri, come ha detto una mia collega, il presidente della sezione penale del tribunale di Torino ha ricordato una cosa che vorrei leggere: so per certo che, se questa sentenza del tribunale fosse successa, anziché a Firenze a Torino, l'intera classe si sarebbe posta delle domande su come sia potuto accadere questo. Concludo ricordando che la Commissione ha accumulato 70.000 pagine. Abbiamo fatto tantissime audizioni. Vorrei ringraziare di cuore il comandante della Guardia di finanza Leonardo Bernardi, che è stato veramente collaborativo e al quale vorrei che rivolgessimo un applauso, così come al Comando della Guardia di finanza che l'ha assegnato. Rivolgo un pensiero anche alla mamma a cui - come ho detto prima - sono stati tolti i figli e alla quale per fortuna adesso, dopo quattro anni di carcere, gliel'hanno restituiti, revocando integralmente la sentenza. Mi sono fatto una domanda e voi del PD me ne avete dato l'occasione oggi col vostro intervento; la risposta è che forse solo lì poteva succedere questo. (Applausi) . BOTTICI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOTTICI (M5S) . Signor Presidente, in quest'Aula nella scorsa legislatura penso di aver sfinito tutti: è dal 2013 che parlo della questione del «Forteto». (Applausi) . Nel 2020 siamo riusciti a istituire la Commissione di inchiesta, poi per l'emergenza legata alla pandemia abbiamo dovuto rallentare la nostra attività.