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quali urgenti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria intendano pianificare al fine di conservare e ripristinare l'ecosistema, a tutela delle biodiversità locali e al fine di assicurare la continuità delle attività economiche e culturali connesse alla qualità di conservazione del bacino imbrifero del lago Trasimeno, a salvaguardia dell'occupazione e dell'imprenditorialità regionale; se non ritengano opportuno adottare misure di finanziamento specifiche nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per l'utilizzo dei fondi europei di "Next Generation EU", in coerenza con le Linee guida nazionali ed europee e con la "Strategia dell'Unione Europea sulla biodiversità per il 2030. Riportare la natura nella nostra vita", al fine di attivare una reale e concreta tutela delle zone umide e il recupero dell'integrità ecologica dei laghi, nonché in virtù della valenza naturalistica e di contrasto ai cambiamenti climatici assunta dal lago Trasimeno. Atto n. 3-02048 CORRADO DE LUCIA ANGRISANI LANNUTTI MORRA Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: risulta all'interrogante che il Metropolitan Museum of Art (MET), a New York, esponga il dipinto di Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) raffigurante la "Negazione di Pietro": un olio su tela (cm 94 per 125,5) verosimilmente realizzato a Napoli poco prima della morte dell'artista; l'opera, poco documentata a confronto di altre perché ignota alle fonti, tant'è che restano oscure la committenza e l'identità dei primi proprietari, fu ceduta a Guido Reni nel 1613 dall'incisore urbinate Luca Ciamberlano a ristoro parziale di un debito di 350 scudi, quindi appartenne al cardinale Paolo Savelli e ai suoi eredi fino a metà del XVII secolo; il dipinto, rimasto in Italia per i successivi trecento anni, nel 1964 era a Napoli, acquistato nel dopoguerra da Vincenzo Imparato Caracciolo per la propria collezione e poi nella disponibilità della figlia Elena, dove fu riconosciuto dal restauratore Pico Cellini sulla scia delle ipotesi di Roberto Longhi; dopo il restauro (1959-1964), appunto, sul finire del decennio la tela fu venduta a nobili svizzeri e uscì dal Paese per approdare, in fine, alla collezione di Herman Shickman, la cui moglie Lila Acheson Wallace la cedette al MET nel 1997, tant'è che risulta inventariata con il n. 1997.167; considerato che: lo storico dell'arte Maurizio Marini, autore di una fortunata monografia sul Caravaggio, fin dal 1973 ricostruì in dettaglio e svelò le criticità del percorso accennato: dall'Italia, il dipinto sarebbe passato prima in una collezione di Losanna, uscendo dal Paese senza permesso di esportazione, poi, con la mediazione del restauratore Ian Dik, sarebbe giunto all'antiquario newyorchese Julius Waitzner; lo Shickman, aggiungono altre fonti, l'acquistò nel 1981 per esporlo poi a Londra nel 1982, a Washington nel 1983 e New York nel 1985, fino alla presunta vendita camuffata da donazione da parte di Lila Shickman alla direzione del Metropolitan, che ben difficilmente poteva ignorare le vicissitudini descritte; l'ipocrisia aveva infatti già toccato l'apice con il catalogo della mostra Napoli-New York del 1985: nella scheda del quadro firmata dalla storica dell'arte Mina Gregori si legge che l'opera "Dopo il 1964 è uscita illegalmente dall'Italia" (p. 350), concetto che nella traduzione inglese è ben più edulcorato: "It left Italy after 1964"; altrettanta ambiguità circonda la donazione al Metropolitan, evidentemente fittizia, e il Museo sembra ormai così certo di averla "fatta franca" che nel comunicato stampa di cordoglio per la morte di Lila (2018) ammette che la generosità dei coniugi Shickman permise "to acquire" la "Negazione di Pietro" di Caravaggio, mentre in quello per la morte di Herman (2007) aveva evitato riferimenti diretti. Solo la storica responsabile del dipartimento pittori europei, Keith Christiansen, al MET dal 1977 e protagonista del passaggio di mano, aveva richiamato, in un messaggio personale alla vedova associato a quello ufficiale, le interlocuzioni avute e la ferma volontà del defunto che l'opera "trovasse casa" al MET, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziative abbia inteso intraprendere finora e quali assumerà in futuro per reclamare la restituzione all'Italia del suddetto dipinto di Caravaggio, che è pacifico sia uscito dal Paese senza che ne fosse stata autorizzata l'esportazione e senza che la direzione del Metropolitan, che lo detiene dal 1997, possa accampare la scusante dell'acquisto in buona fede, poiché lo acquisì ben conscio della sua storia recente, ricorrendo ad una donazione fittizia allo scopo di attenuare, apparentemente, le proprie responsabilità, a ben 14 anni dalla ratifica da parte degli Stati Uniti della Convenzione UNESCO di Parigi del 1970. Atto n. 3-02049 BERGESIO CENTINAIO VALLARDI SBRANA DE VECCHIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: le nuove misure di contenimento dell'emergenza da COVID-19 adottate dal Governo con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, serie generale n. 265 del 25 ottobre 2020, hanno determinato per il canale Horeca una dura battuta di arresto, ancora peggiore della precedente; il settore, infatti, dopo essere riuscito a fatica a superare gli effetti del primo lockdown , per effetto del quale ha subito una grave perdita di liquidità, ed aver effettuato gli investimenti richiesti per poter ripartire in sicurezza, si trova adesso ad affrontare una situazione che va al di sopra delle proprie forze; secondo Coldiretti, i limiti di orario imposti dal citato decreto, determineranno la perdita del 63 per cento dei clienti, ovvero sei persone su dieci, condannando molte attività della ristorazione alla chiusura; l'impatto sulla filiera agroalimentare è assolutamente drammatico. La perdita è stimata in oltre un miliardo di euro di fatturato che si ripercuoterà su tutte le categorie: dalla carne al pesce, dal vino all'olio e ai formaggi e dalla frutta alla verdura; per la ristorazione si ravvisa un crollo di fatturato senza precedenti. Un settore che muove un giro di affari di circa 85 miliardi di euro l'anno, nei 330.000 bar , ristoranti, pub , gelaterie e pasticcerie, dal quale dipende anche la sopravvivenza di circa 70.000 industrie alimentari e 740.000 aziende agricole fornitrici. La chiusura anticipata dei servizi di ristorazione mette a rischio circa 3,8 milioni di posti di lavoro; la sostenibilità economica di parte delle attività della ristorazione dipende in maggior misura proprio dal lavoro serale, mancando il quale molte attività sono destinate alla chiusura. La stessa pausa pranzo che prima garantiva un buon volume di affari alla ristorazione, anche grazie alla clientela abituale, adesso appare un'abitudine scomparsa, anche per effetto del ricorso al lavoro da remoto;