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alla luce di queste note problematiche e considerato che la stazione di Fossano è il centro nevralgico per i collegamenti ferroviari della Granda, è ormai da diversi anni stata pianificata la creazione di un posto operativo della Polizia ferroviaria e la nascita di una stazione dei Carabinieri forestali per controllare il territorio del fossanese, e di collocare entrambi i presidi all'interno dell'edificio; da alcuni giorni gli organi di stampa paventano un possibile "congelamento" di queste operazioni e un'interruzione dell'intero piano organizzativo, compresi i lavori ai locali interni alla stazione destinati ad accogliere poliziotti e carabinieri, insieme ad alcune associazioni fossanesi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di agire immediatamente al fine di rassicurare la cittadinanza ribadendo la volontà governativa di dotare la stazione ferroviaria di Fossano di un presidio stabile da parte delle forze dell'ordine, anche fornendo informazioni precise in merito alle tempistiche previste per l'arrivo della Polizia ferroviaria e dei Carabinieri forestali; come intenda garantire la sicurezza degli operatori di Trenitalia, che troppo spesso subiscono vessazioni e aggressioni da parte di coloro che salgono sui treni regionali agendo senza alcun rispetto nei confronti degli altri viaggiatori e del personale predisposto ai controlli ed alle verifiche. Atto n. 4-05330 SIRI Al Ministro della salute Premesso che: l'entrata in vigore del decreto-legge n. 44 del 2021 suscita, indubbiamente, l'attenzione sul tema dell'obbligo vaccinale, in particolare, in relazione ai contenuti dell'art. 4, dove si prevede una vaccinazione obbligatoria per il personale sanitario; si tratta di una disposizione che porta all'instaurazione di un percorso, all'esito del quale, in caso di mancata accettazione della somministrazione del vaccino, si giunge a conseguenze molto drastiche: il demansionamento (con possibile riduzione del compenso), ma anche la sospensione del rapporto di lavoro per i dipendenti (con sospensione di ogni forma di reddito) e la sospensione dalla possibilità di esercitare la professione per i liberi professionisti; il personale sanitario deve essere vaccinato per evitare che, nelle proprie attività di contatto con i pazienti, rischi di essere veicolo di contagio del virus. A fronte di ciò, ci si aspetterebbe, quindi, una chiara evidenza scientifica della circostanza che i soggetti vaccinati non siano capaci di trasmettere la malattia (almeno per un certo lasso di tempo). Eppure, nessuna evidenza sembra confermare tale assunto. Al contrario, medici e specialisti e studi scientifici affermano che il vaccino non abbia effetto "sterilizzante", ovvero che sia in grado di impedire lo sviluppo dei sintomi della malattia nel soggetto ma non la trasmissione del virus a terzi; su questa base scientifica non consolidata viene, quindi, imposta la somministrazione di un farmaco dichiaratamente ancora in fase di studi e, dunque, privo di autorizzazione dell'ente regolatorio, che può essere data solo a conclusione di tutte le fasi previste dalla normativa; molti punti della citata disposizione normativa appaiono poi in contrasto con la ratio iuris a supporto dell'obbligo di vaccinazione. Se da una parte, infatti, si impone un obbligo per quello che a tutti gli effetti è un trattamento sanitario obbligatorio, dall'altra si richiede contemporaneamente la sottoscrizione del "consenso informato" proprio da parte di quei soggetti obbligati. L'atto del consenso, quale consapevole adesione al trattamento proposto dal sanitario, è considerato espressione dei diritti inviolabili della persona alla salute e ad autodeterminarsi (art. 32 e art. 2 della Costituzione), diritti che trovano un punto di convergenza nel più ampio e fondamentale diritto alla libertà personale (art. 13 della Costituzione); da tale contesto normativo emerge, dunque, l'esistenza di un diritto costituzionalmente garantito dell'individuo a non subire trattamenti sanitari ai quali non abbia preventivamente e consapevolmente acconsentito; in verità, si fa fatica ad immaginare una categoria più attrezzata dei medici a valutare se il trattamento sanitario che viene proposto sia adeguato. Invece, esso viene "estorto" proprio a coloro che dovrebbero avere le competenze per farsi un'idea tecnicamente e scientificamente corretta della questione; non si comprende, dunque, quale sia la base giuridica (e prima ancora logica) che possa giustificare contemporaneamente l'imposizione di un vero e proprio trattamento sanitario obbligatorio e la sottoscrizione di un consenso informato. I destinatari della norma potrebbero, infatti, decidere di non sottoscrivere alcun consenso informato dovendo sottostare ad un obbligo che non può manlevare da responsabilità oggettiva e sostanziale in alcun modo chi lo impone, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di fare chiarezza sul punto ed assicurare la veridicità e la certezza delle informazioni contenute nelle evidenze scientifiche, ovvero se possa confermare o meno che tutti i vaccini in utilizzo per la somministrazione in particolare al personale sanitario abbiano o meno capacità sterilizzante tale da assicurare che nessun contagio possa verificarsi tra i soggetti vaccinati e i pazienti; come intenda risolvere l'evidente contraddizione tra obbligo vaccinale e richiesta di sottoscrizione del consenso informato, al fine ultimo di garantire il rispetto di quei diritti e di quelle libertà costituzionalmente tutelate. Atto n. 4-05331 PARAGONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno Premesso che: il 24 marzo CONSIP S.p. A. ha bandito la gara a procedura aperta per la conclusione di un accordo quadro multifornitore per l'allestimento di campi container per l'assistenza della popolazione in caso di eventi emergenziali, per il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri (ID 2280), disponibile sul sito della Concessionaria servizi informativi pubblici, per un importo totale di 266.716.544 euro e pubblicato il 31 marzo in Gazzetta Ufficiale ; il bando è suddiviso in tre lotti: 1) noleggio di container per l'allestimento di campi container con destinazioni d'uso diverse e dei servizi o forniture accessorie, 2) fornitura con posa in opera di arredi, biancheria e accessori, per l'allestimento di campi container con destinazioni d'uso diverse, 3) noleggio di lavatrici e asciugatrici industriali per l'allestimento di campi container a uso abitativo, in eventi emergenziali; nel capitolato tecnico del lotto 1 "si precisa che i servizi e le forniture dei tre lotti nel loro complesso concorrono a garantire soluzioni che consentano in via temporanea un'adeguata sistemazione alloggiativa delle popolazioni, in un contesto comprensivo di strutture a supporto per facilitare l'aggregazione sociale e i servizi essenziali"; i lotti A, B, C, D, (Nord, Centro, Sud, isole) prevedono campi per 8.000 persone ciascuno; le caratteristiche di rischio sismico e idrogeologico del territorio italiano non sono uniformi né per distribuzione né per pericolosità;