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Per i soggetti che non provvedono entro i termini stabiliti al pagamento dei contributi ovvero vi provvedono in misura inferiore a quella dovuta, si applicano, a titolo di sanzione, le somme aggiuntive previste per la gestione previdenziale degli esercenti attività commerciali. 31-33. (Omissis)". - Il decreto legislativo n. 579 del 1995, richiamato all'art. 48, del testo unico delle imposte sui redditi, reca: "Attuazione della delega conferita dall'art. 2, comma 18, della legge 8 agosto 1995 n. 335, in materia di trattamento fiscale e contributivo della parte di reddito eccedente l'importo del massimale contributivo stabilito dal medesimo art. 2" ed è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 gennaio 1996, n. 19. - La legge n. 108 del 1996, richiamato all'art. 48, del testo unico delle imposte sui redditi, reca: "Disposizioni in materia di usura" ed è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 9 marzo 1996, n. 58, supplemento ordinario. - Il decreto-legge n. 419 del 1991, convertito con modificazioni dalla legge n. 172 del 1992, richiamato all'art. 48, del testo unico delle imposte sui redditi, reca: "Istituzione del Fondo di sostegno per le vittime di richieste estorsive". Il decreto-legge e la legge di conversione sono pubblicati, rispettivamente, nella Gazzetta Ufficiale 2 gennaio 1992, n. 1 e nella Gazzetta Ufficiale 28 febbraio 1992, n. 49. - Il testo dell'art. 47, del testo unico delle imposte sui redditi, richiamato all'art. 48, del medesimo testo unico è riportato in nota all'art. 2. - Si riporta il testo dell'art. 65, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, richiamato all'art. 48, del medesimo testo unico: "Art. 65 (Oneri di utilità sociale). - 1. Le spese rela- tive ad opere o servizi utilizzabili dalla generalità dei dipendenti o categorie di dipendenti volontariamente sostenute per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, sono deducibili per un ammontare complessivo non superiore al 5 per mille dell'ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi. (Omissis)". - Si riporta il testo dell'art. 12, del testo unico delle imposte sui redditi, richiamato all'art. 48, del medesimo testo unico: Art. 12 (Detrazioni per carichi di famiglia). - 1. Dall'imposta lorda si detraggono per carichi di famiglia: a) lire 1.057.552, se il reddito imponibile non supera lire 30.000.000; lire 961.552, se il reddito imponibile è superiore a lire 30.000.000 ma non a lire 60.000.000; lire 889.552, se il reddito imponibile è superiore a lire 60.000.000 ma non a lire 100.000.000; lire 817.552, se il reddito imponibile è superiore a lire 100.000.000 per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; b) le seguenti somme per i figli, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, minori di età o permanentemente inabili al lavoro, e per quelli di età non superiore a ventisei anni dediti agli studi o a tirocinio gratuito: lire 94.437 per un figlio; lire 188.874 per due figli; lire 283.311 per tre figli; lire 377.748 per quattro figli; lire 472.185 per cinque figli; lire 566.622 per sei figli; lire 661.059 per sette figli; lire 755.496 per otto figli; lire 94.437 per ogni altro figlio; c) lire 130.592 per ciascuna delle persone indicate nell'art. 433 del codice civile, tranne quelle indicate alla lettera b), che conviva con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell'autorità giudiziaria. 2. La detrazione per i figli prevista alla lettera b) del comma 1, spetta in misura doppia: a) se il contribuente è coniugato con l'altro genitore e ha diritto alla detrazione prevista alla lettera a) del comma 1; b) se l'altro genitore manca e il contribuente è coniugato e non è legalmente ed effettivamente separato; c) per i figli rimasti esclusivamente a carico del contribuente nei casi di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio con l'altro genitore e di separazione legale ed effettiva da questi; d) per i figli naturali non riconosciuti dall'altro genitore; e) per i figli naturali riconosciuti anche dall'altro genitore ma esclusivamente a carico del contribuente; f) per i figli adottivi e per gli affidati o affiliati del solo contribuente. 3. Se l'altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o è legalmente ed effettivamente separato ovvero nei casi di cui alla lettera e) del comma 2, come pure se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o è legalmente ed effettivamente separato, la detrazione prevista alla lettera a) del comma 1 si applica per il primo figlio e la somma detraibile in relazione al numero dei figli, comprendendo tra questi anche il primo, è raddoppiata e successivamente ridotta di lire 188.874. 4. Le detrazioni per carichi di famiglia spettano a condizione che le persone alle quali si riferiscono possiedano un reddito complessivo non superiore a lire 5.500.000, al lordo degli oneri deducibili. 5. Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste. 6. (Abrogato)".ÿ - Si riporta il testo degli articoli 2349 e 2441 del codice civile, richiamati all'art. 48 del testo unico delle imposte sui redditi: "Art. 2349 (Azioni a favore dei prestatori ali lavoro). - In caso di assegnazione straordinaria di utili ai prestatori di lavoro dipendenti dalla società, possono essere emesse, per un ammontare corrispondente agli utili stessi, speciali categorie di azioni da assegnare individualmente ai prestatori di lavoro, con norme particolari riguardo alla forma, al modo di trasferimento ed ai diritti spettanti agli azionisti. Il capitale sociale deve essere aumentato in misura corrispondente". "Art. 2441 (Diritto di opzione). - Le azioni nuova emissione e le obbligazioni convertibili in azioni devono essere offerte in opzione ai soci in proporzione al numero delle azioni possedute. Se vi sono obbligazioni convertibili diritto di opzione spetta anche ai possessori di queste, in concorso con i soci, sulla base del rapporto di cambio. L'offerta di opzione deve essere pubblicata nel Bollettino ufficiale delle società per azioni e a responsabilità limitata. Per l'esercizio del diritto di opzione deve essere concesso un termine non inferiore a trenta giorni dalla pubblicazione dell'offerta.