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La guerra sui dazi, la fine delle misure di sostegno della Banca centrale europea, le tensioni internazionali rischiano di rallentare una crescita internazionale nella quale l'Italia non ha brillato per via di una serie di limiti e di ritardi strutturali che risalgono a ben prima della crisi economica. Le raccomandazioni che l'Unione ha inviato a maggio al nostro Paese vanno prese in considerazione, dalla lentezza del nostro ordinamento giudiziario ad un quadro di norme che, in taluni ambiti, è un freno alla competitività e allo sviluppo. Noi dobbiamo rimuovere questi ostacoli per mettere il tessuto imprenditoriale nella possibilità di investire, di assumere, di puntare sull'innovazione di processo e di prodotto. Gli impegni che probabilmente usciranno dal vertice di Bruxelles sulla digitalizzazione, il contrasto all'evasione fiscale, la sicurezza informativa e il commercio ci indicano la strada anche per le riforme verso cui deve andare il Paese. Attendiamo per questo i decreti, più volte annunciati dal Governo. Sono passate già alcune settimane. È giunto il momento di entrare nel merito. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, onorevole Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, nella comunicazione odierna ci aspettavamo da lei, Presidente, un chiarimento o quantomeno un cenno sull'assenza dell'Italia che non ha firmato, il 25 giugno, la lettera di intenti per partecipare al progetto intergovernativo di difesa europea. L'Italia quindi è assente all'European intervention iniziative, una forza di intervento rapido promossa dalla Francia ed alla quale appartengono già nove Paesi. Ne cito solo quattro: Germania, Francia, Belgio e Olanda, ai quali aggiungo, quasi incredibilmente, la presenza del Regno Unito, nonostante le scelte antieuropee contenute nella Brexit. Insomma sono presenti tutte le grandi forze militari e l'Italia è assente - lo ripeto - mentre forse sta nascendo una lega di Stati che ambisce a sviluppare una forma di coordinamento rapido e di reattività militare. L'European 12, infatti, si prefigge lo scopo di pianificare congiuntamente gli scenari di crisi internazionale che potrebbero minacciare la sicurezza europea. La difesa europea è una necessità ed è la geopolitica che attribuisce all'Europa una funzione cruciale di baricentro mentre si modificano gli interessi strategici mondiali e le destabilizzazioni a diverse latitudini del mondo e mentre si discute su come fronteggiare le ondate migratorie provenienti dai Paesi africani. L'European 12 ambisce ad un progetto di difesa europea e lo fa nella consapevolezza collettiva di un'antica ambizione strategica rimasta insoddisfatta, ovvero una forza comune europea e una integrazione strutturale delle Forze armate dell'Unione. Attualmente si tratta - è vero - di uno strumento in fase embrionale l'adesione al quale viene descritta in termini flessibili e non vincolanti - cito testualmente - e se questo costituisce un elemento di debolezza, rappresenta invece un elemento di forza il numero ristretto dei suoi partecipanti: 12 i Paesi previsti, un numero quindi ridotto rispetto ai 25 della PESCO che lei ha citato, un organismo di cui l'ampiezza ma anche gli interessi geopolitici diversi dei Paesi membri rendono difficile il coordinamento. È per questo che la Francia ha proposto l'European 12 e pur avendo Fratelli d'Italia fortemente criticato gli atteggiamenti, le dichiarazioni e le prese di posizione del presidente Macron sulla questione Aquarius e non solo, più in generale sulla responsabilità europea della questione migratoria, nonostante la nostra posizione, noi giudichiamo grave che l'Italia sia assente, autoescludendosi dalla discussione sul futuro militare dell'Europa e lasciando vuota quella sedia dove discuteranno e si siederanno altri partner europei e della NATO. Noi non sappiamo se questo strumento sarà efficace o no ma non lo sa neanche il Governo che ha deciso di non esserci e che non ha ritenuto di dover informare né l'Aula, né il Paese su una scelta così strategica e ci chiediamo anche come si concili tale assenza con i nodi fondamentali che l'Italia va a discutere a Bruxelles. Evidentemente mi riferisco a difesa e sicurezza, quella che si vuole rafforzare. E come si farà a parlare di blocco navale, questione che Fratelli d'Italia considera fondamentale e urgente per impedire l'arrivo di navi cariche di immigrazione clandestina? E come potrà ancora l'Italia partecipare e decidere se non si siede ai tavoli? Chiediamo a lei, signor Presidente del Consiglio, se il Governo italiano considera necessario un esercito europeo e se la difesa e la sicurezza europee sono una priorità della nostra politica estera, come lei ha detto. Perché, signor Presidente del Consiglio, talvolta occorre battere i pugni sul tavolo per essere ascoltati. E per essere ascoltati bisogna essere presenti, seduti ai tavoli in cui si discute, così da non prendere lezioni da nessuno (come si è tentato di fare nei giorni scorsi), ma - magari - provare a darle. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marino. Ne ha facoltà. MARINO (PD) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio dei ministri, senatrici e senatori, oggi un importante commentatore finanziario, parlando del prossimo Consiglio europeo e dell'annesso Euro Summit, affermava, senza esagerare, che si potrebbe dire che si tratterà di un summit di portata costituente. Infatti, mai, fino a oggi, il Consiglio europeo aveva avuto all'ordine del giorno due dossier di questa importanza: la regolamentazione delle migrazioni e la riforma dell'unione economica e monetaria, nella duplice veste di unione bancaria e misure per l'eurozona. Entrambe necessitano di una notevole attenzione, soprattutto per l'importanza che noi dobbiamo riporre in fase ascendente, essendo la parte in cui noi partecipiamo, alla formazione del diritto europeo. Dirò di più: su entrambi i punti deve prevalere la consapevolezza, da parte di tutti, che solidarietà e responsabilità... (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, il brusio ha superato il limite di guardia e non riusciamo a sentire il collega che parla. Mi scusi, senatore Marino. Prego, prosegua. MARINO (PD) . Grazie, signor Presidente. Stavo dicendo che solidarietà e responsabilità sono concetti che si rinforzano a vicenda e spiegherò perché. Nel breve tempo che mi è concesso tratterò i temi al centro dell'Euro Summit, che deve tracciare le linee guida per lo sviluppo dell'unione economica e monetaria e che si tradurrà in un piano di riforma della zona euro e si concentrerà fondamentalmente su due temi. Analizziamo i due temi. Il primo riguarda il ruolo futuro del meccanismo europeo di stabilità. Abbiamo visto che la Commissione ha espresso un giudizio positivo sulla proposta franco-tedesca. Bisogna dire che, per la prima volta in dieci anni, vi è stato uno sforzo congiunto per rafforzare l'integrazione europea. Questo è positivo anche per noi.