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Il gas deve essere utilizzato per le industrie hard to abate , finché non avremo abbastanza idrogeno per cambiare anche quel settore, ma sulla mobilità e sulla logistica si deve spostare una struttura intera, bisogna spingere moltissimo sul trasporto pubblico locale e sulla rotaia, che sono un sistema estremamente più efficiente e i risparmi che potremmo conseguire in tal senso sono enormi. Le chiedo anche uno sforzo per completare la riforma del mercato del dispacciamento, perché questo è un argomento un po' più da tecnici e da esperti, ma in questo momento è terreno di caccia delle fossili, su cui fanno molti ricavi perché in pratica è un monopolio fossile, mancano le regole tecniche. So che l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) si sta impegnando molto su questo, ma dobbiamo assolutamente velocizzare. Le chiedo, Ministro, un impegno per spingere sull'elettrificazione dei consumi sia lato superbonus, sia lato logistica, perché in questo momento il risparmio che potremmo conseguire è enorme: si tratterebbe di miliardi di metri cubi di gas che non avremmo più bisogno di importare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nencini. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) . Signor Ministro, onorevoli colleghi, oggi non parliamo soltanto, come ha fatto il ministro Cingolani, di misure strategiche per fronteggiare una straordinaria emergenza energetica. Discutiamo anche - questa è la richiesta avanzata dal Gruppo di cui faccio parte - di misure da assumere nell'immediato e di un nome e un cognome da dare alla colossale truffa alla quale l'Italia e in larga parte l'Europa hanno assistito. Tre anni fa, signor Ministro, presentai un'interrogazione che riguardava il costo dell'energia elettrica: nessuna risposta. Due anni fa ripresentai quell'interrogazione, sempre sullo stesso oggetto: nessuna risposta. Un mese fa - se ne convinca: non ho informazioni particolari che mi provengano da mondi, servizi segreti o altro - ho depositato un'interrogazione dove già si parlava di extraprofitti nel mondo del gas; non era scoppiata alcuna guerra, Putin non aveva ancora invaso l'Ucraina, però la traccia era evidente. Ho apprezzato il suo coraggio quando ha parlato con la chiarezza che l'ha contraddistinta, che è cosa uggiosa - non la sua chiarezza, ma l'evidenza dei fatti - perché, quando si è nel cuore di una ripresa economica complicata dall'emergenza pandemica, di fronte a una guerra esplosa nel cuore dell'Europa, assistere a speculazioni da parte di pescecani di questa natura, speculatori finanziari di questa natura, è cosa indicibile. Ora dobbiamo, però, avere il coraggio di fare un passo in più. Lei stamattina ha parlato giustamente di misure da assumere oggi e di una previsione strategica delle misure da assumere per liberare l'Italia da una dipendenza energetica: perfetto. Poiché, tuttavia, l'Unione europea, gli Stati Uniti, la NATO hanno imposto sanzioni agli oligarchi russi - con tanto di nome, cognome e indirizzo - non vorrei insistere, ma hanno un nome, un cognome e un indirizzo anche i grandi speculatori finanziari. E poiché hanno un nome, un cognome e un indirizzo, quindi, una residenza, è possibile colpirli; è possibile colpire gli extraprofitti con normative comunitarie, naturalmente, soprattutto, ma è possibile e doveroso colpire anche gli extraprofittatori, che sono i pescecani di cui parlava Scalarini cent'anni fa. Vado al punto e concludo. Sappiamo benissimo, anche se la cosa è sconosciuta al 98 per cento degli italiani, i quali ritengono che l'aumento del prezzo del gas e dell'energia siano figli della guerra, che solo in piccolissima parte è così; anzi, non è così. Non lo è. Il prezzo finale del gas - lo sappiamo - non dipende né dalla domanda né dall'offerta; l'aumento nasce perché sui contratti di acquisto e di vendita gravano scommesse fatte dagli operatori finanziari. Ci sono fondi - domando, anche italiani? - ci sono banche - domando, anche italiane? - che scommettono sull'andamento di quel prezzo e, nella misura in cui scommettono che il prezzo risalga (causa anche conflitti geopolitici), il prezzo naturalmente risale, con diversi effetti. Ne ricordo due in aggiunta ai suoi. Il primo: siccome il prezzo di tutte le tipologie di energia è parametrato sul gas, come è noto, quando il prezzo del gas sale, cresce anche il prezzo delle rinnovabili e dell'energia. C'è dell'altro: cresce naturalmente il prezzo di altri prodotti. C'è dell'altro ancora: siccome l'inflazione per due terzi dipende dall'energia, tenendo sotto controllo il prezzo del gas, l'inflazione prevista oggi intorno al 5 per cento - dicono gli economisti - potrebbe calare attorno al 2. Non aggiungo altro. Non parlo delle misure; condivido le sue. Il senatore Renzi ha ricordato quali dovrebbero essere quelle a corredo di questa iniziativa, però - ho concluso, Presidente - non si fermi, Ministro; accerti perché a quelle interrogazioni i Governi precedenti a questo non hanno mai dato risposta. Capisco che si tocca un terreno molto scivoloso, forse anche con effetti nazionali, e non solo riferiti a hub planetari, marziani o addirittura di Plutone. No, io parlo di Italia. Quelle risposte le dobbiamo alle famiglie italiane e a chi si impegna nella crescita economica di questo straordinario Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garnerò Santanchè. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signora Presidente, onorevole Ministro, ho ascoltato con attenzione ciò che lei è venuto a raccontarci in Aula e le dico che ho avuto l'impressione che la sua fosse una relazione, una lezione quasi da Università, spiegandoci i metri cubi, spiegandoci vari problemi, da dove importiamo il gas e altro. Signor Ministro, credo invece che in quest'Aula, quella del Senato della Repubblica, lei oggi avrebbe dovuto portare delle soluzioni. Avrebbe dovuto far capire agli italiani cosa sarà della loro vita, delle loro imprese, delle loro famiglie nelle prossime settimane. Invece, di tutto questo non ha detto assolutamente niente. Secondo noi ci sono due elementi che sono fondamentali: la guerra che Putin ha scatenato all'Ucraina ha cambiato e sta cambiando il mondo. Quindi, nella sua relazione oggi avrebbe dovuto almeno fare un accenno al PNRR, che oggi è obsoleto e non ha più nessun senso di esistere com'è stato scritto e pensato. (Applausi) . Se non erro, circa il 40 per cento delle risorse sono sulla transizione ecologica. Lei pensa che in questo momento, dove stanno bombardando, dove stanno uccidendo, il tema sia la transizione ecologica o la sopravvivenza delle nostre industrie e delle nostre famiglie? Già quando è venuto in audizione in Commissione industria lei aveva giudicato la mia domanda provocatoria. Non è provocatoria, signor Ministro, ma semplicemente di buon senso. Nella vita, infatti, non tutto è un paracarro inamovibile. Se ci sono delle situazioni, che certamente nessuno di noi aveva messo in conto e che stiamo vivendo, le cose si cambiano. Siete il Governo dei migliori.