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vi è una continuità, purtroppo - mi spiace, ma è così - tra il Governo del Partito Democratico e l'attuale Governo per quanto riguarda la situazione di persone che in questo momento vivono uno stato di disagio e di sofferenza, che deve essere per noi una priorità assoluta e rispetto al quale non viene assolutamente data una risposta. Anche oggi alcuni esponenti del Governo - del MoVimento 5 Stelle e della Lega - hanno detto, almeno a parole, di voler attendere e di voler cercare le risorse economiche per dare delle risposte. Queste risorse economiche però evidentemente non arrivano, perché si dà priorità ad altri provvedimenti e non invece alle popolazioni locali. Voglio ricordare che proprio in queste ore sono qui presenti decine dei sindaci dei Comuni terremotati dell'Abruzzo, del Lazio, dell'Umbria e delle Marche per testimoniare il loro disagio, la loro scontentezza e il loro malcontento rispetto alle risposte che questo Governo sta dando loro ed è giusto da parte nostra sottolinearlo in questa sede. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Altro aspetto che riteniamo assolutamente fondamentale - che è stato oggetto di un emendamento, sia della Lega che del MoVimento 5 Stelle e che crea un disagio assoluto - riguarda la risposta chiara ed evidente data dall'attuale Governo a un'emergenza nazionale e a un'emergenza in materia di salute, su cui la collega Rizzotti, abilmente e con grandi capacità e competenza, si è già espressa nel corso della discussione sugli emendamenti. Mi riferisco alla proroga dell'obbligatorietà della certificazione vaccinale per l'iscrizione alla scuola dei più piccoli. Ebbene, è giusto ricordare come attualmente un'offerta vaccinale basata sulla sola raccomandazione comporterebbe, come già ampiamente provato prima dell'obbligo, il progressivo calo delle coperture vaccinali, mettendo a rischio la salute dei bambini e di tutta la popolazione, specialmente dei soggetti più fragili e vulnerabili, ovvero di coloro che per particolari condizioni di salute non possono essere vaccinati e che, invece, sarebbero protetti dall'immunità di gregge. Basti pensare all'epidemia di morbillo - voglio fornire qualche dato - che dallo scorso anno coinvolge i Paesi dell'Unione europea: quasi 15.000 casi nel 2017, con 10.000 casi solo tra Italia e Romania e, purtroppo, 30 decessi che potevano essere evitati; altri due morti si sono registrati nel 2018 in Sicilia e anche in questo caso potevano essere evitati. Si tratta, pertanto, di una scelta irresponsabile che calpesta pesantemente evidenze scientifiche consolidate, finalizzata alla mera ricerca del consenso. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Pertanto, non saremo mai d'accordo con chi gioca con la salute degli italiani e pretende di attaccare i centri vaccinali e chi vi lavora anche tra enormi difficoltà. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il Gruppo Forza Italia voterà contro questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . GRASSI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il MoVimento 5 Stelle voterà a favore del provvedimento in esame. È mia intenzione indicare lo spirito che ha animato la maggioranza nella redazione di questo atto di normazione. Avrete notato che è un decreto milleproroghe particolarmente ridotto. Questa è una scelta politica che dà già conto di quello che noi intendiamo per Governo del cambiamento: che sia necessario con un atto di normazione primaria prorogare dei termini è conseguenza dell'uso della legislazione primaria con una funzione amministrativa. Non è un caso che il primo decreto milleproroghe risalga ai primi anni Duemila, cioè a quegli anni in cui è iniziata progressivamente l'alterazione delle funzioni del Governo e del Parlamento, talvolta con un Governo che si sostituiva al Parlamento e, in altri casi, con un Parlamento che si sostituiva al Governo. Siamo dunque di fronte a un provvedimento che in una legislazione ordinata non avrebbe motivo di esistere: l'apposizione di termini è tipica attività amministrativa. Abbiamo dunque, in ragione del ritorno a questi antichi principi, deciso di utilizzare con parsimonia questo strumento, con la speranza che nel prosieguo sia possibile ridare alla normazione primaria, cioè alla normazione del Parlamento, i caratteri di generalità ed astrattezza tipici della legislazione, lasciando all'amministrazione il compito di indicare i termini. Permettetemi adesso di soffermarmi solo su alcuni di questi provvedimenti e di queste disposizioni, per non tediarvi, utilizzando le disposizioni più significative che diano conto, appunto, dello spirito che ci ha animato. Abbiamo introdotto una disposizione che consente di nuovo ai Comuni di investire sui propri territori, per permettere, nell'arco di quattro anni, di riorganizzare le proprie attività per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città metropolitane. Ricordo poi il provvedimento che ha avuto il compito di coordinare meglio l'innovazione introdotta nel 2017 in ordine ai piani di riordino dei conti dei Comuni. Noi sappiamo che i piani di riordino prevedono dei controlli intermedi. Nel 2017 questi piani di riordino sono stati emendati e si è consentito ai Comuni di approvare dei piani più lunghi. È apparso perciò a noi razionale stabilire che i controlli intermedi, alla luce di questi nuovi piani, non valessero per la valutazione di predissesto. Ancora, faccio riferimento alla proroga del termine per la certificazione dell'avvenuta realizzazione degli interventi in ordine ai programmi straordinari di manutenzione della rete viaria delle Province e delle Città metropolitane, sempre a riprova della grande attenzione per le realtà locali. Degno di nota è l'emendamento, apparentemente di stretta valenza amministrativa, ma in realtà carico di un'occulta valenza politica, che sposta al 31 ottobre il termine ultimo per consentire alle commissioni delle valutazioni scientifiche nazionali di portare a termine i loro lavori. È stato necessario intervenire perché la legge di riferimento pone dei termini automatici, senza che si possa avere riguardo alla quantità di domande che sono di volta in volta presentate. Ecco un tipico caso in cui la legge non dovrebbe svolgere le attività tipiche dell'amministrazione. È stato necessario un intervento di normazione primaria per consentire ad alcune commissioni, gravate da un carico di lavoro inaspettato, di completare le valutazioni con la dovuta attenzione e ponderazione di giudizi. Ricordo poi un'altra disposizione, certamente discussa, in tema di adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici ed asili nido. Si tratta di un emendamento che ha richiesto da parte nostra estrema attenzione. La verità è che i fondi che sono stati stanziati non sono stati assegnati in tempi ragionevoli agli istituti scolastici ed alcuni istituti, loro malgrado, si sono trovati in difficoltà nello svolgimento degli interventi necessari per l'adeguamento alle norme in questione. Ci siamo trovati, perciò, di fronte ad una drammatica alternativa: non intervenire e determinare la chiusura di questi istituti con successivo aggravio dei disagi o introdurre una deroga scegliendo, dunque, il male minore.