[resaula]

Non per responsabilità delle singole persone o perché gli esponenti politici sbagliano più degli altri, ma perché la realtà è stata veloce e imprevedibile. Certo, girano in rete i filmati in cui il Presidente del Consiglio diceva, il 27 gennaio, che siamo arrivati prima degli altri; ma l'immaginazione nostra, il 27 gennaio, non era in condizione di capire quello che sarebbe arrivato subito dopo. Vogliamo avere un atto di lealtà verso l'Italia? Non l'opposizione verso la maggioranza o la maggioranza verso l'opposizione, ma verso l'Italia. Dobbiamo prendere atto che la crisi è stata più grande di noi e della nostra capacità di previsione. Oggi però dobbiamo andare avanti assieme; studiamo la formula. Io credo che ci voglia disponibilità, come ha detto anche il Presidente del Consiglio. Nei miei lunghi anni di esperienza sono stato in maggioranza e all'opposizione; a volte la maggioranza chiede disponibilità solo a parole, perché per essere realmente disponibili bisogna condividere delle ricette. Bene, allora cerchiamo di studiare la formula, anche utilizzando la Conferenza dei Capigruppo. Potremmo istituire una Commissione speciale che abbia una durata di due o tre mesi, nell'ambito della quale ci sia la possibilità di discutere nel Parlamento e non fuori dal Parlamento, altrimenti accettiamo noi stessi una delegittimazione della politica che inevitabilmente ci sarà, perché il nostro è un Paese in cui è facile che il consenso si trasformi in biasimo. Dobbiamo pensare oggi a quello che accadrà domani, quando migliaia di persone perderanno il posto di lavoro. E allora cerchiamo di costruire degli strumenti nel Parlamento. Penso - ad esempio - che una Commissione speciale con una durata di tre mesi, che può essere rinnovata, possa essere la sede in cui maggioranza e opposizione possano lavorare assieme. Istituirei poi, con esperti di ogni provenienza, una task force per la ripresa, perché il punto è che oggi non siamo in grado di sapere i danni che ci saranno. Si parla di cassa integrazione per chi chiude, perché tante attività devono chiudere. Ma non è che le attività che restano aperte non subiscano in gran parte, salvo alcuni settori specifici... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE. Concluda, per cortesia. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Ho terminato. Io credo che noi dobbiamo istituire una task force che possa studiare subito una rivoluzione di provvedimenti per il futuro. Il problema che noi oggi abbiamo, come classe politica, non è solo combattere la guerra, ma è cominciare a capire come combatteremo la seconda parte della guerra. Credo che tutti assieme, in nome dell'Italia, abbiamo una grandissima responsabilità. (Applausi dal Gruppo M5S e dei senatori Conzatti e De Bertoldi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Renzi. Ne ha facoltà. RENZI (IV-PSI) . Signor Presidente del Senato, signor Presidente del Consiglio dei ministri, onorevoli colleghi, non sono mai stato tanto fiero di essere italiano come quando le nostre istituzioni, tutte insieme, hanno mostrato una differenza di stile, di contenuti e di risposta rispetto a un altro Paese europeo, anche se non più appartenente all'Unione europea, in ordine alla vicenda Covid-19. È accaduto, infatti, che un suo collega Primo ministro, il Primo ministro del Regno Unito, abbia affrontato l'emergenza coronavirus dicendo che dobbiamo abituarci a perdere i nostri cari. Quel Primo ministro, che ha studiato le civiltà antiche e la Grecia e Roma, dovrebbe ricordare che la grandezza di Roma e dell'Italia è stata data da quel personaggio, Enea, che si carica suo padre Anchise e arriva nella nuova terra promessa, dove fonda Roma, portandosi la bellezza dell'esperienza sulle spalle. Noi italiani abbiamo dimostrato che non ci rassegniamo a lasciare i nostri cari. Noi italiani abbiamo detto che facciamo dei sacrifici, tutti insieme, per salvare la vita dei nostri nonni. Di questo, tutti dobbiamo essere orgogliosi e fieri e dobbiamo ringraziare il Governo e le altre istituzioni per avere agito in tale direzione. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, M5S e Misto) . Ora, però, dobbiamo uscirne. Dobbiamo lavorare per salvare la vita dei nostri nonni. Dobbiamo evitare di morire di Covid-19 e dobbiamo evitare di morire di fame. C'è un'emergenza economica fortissima di fronte a noi. Io credo che il Presidente del Consiglio abbia fatto bene a venire in Parlamento e il Presidente del Senato abbia fatto bene a creare le condizioni. Io sono stato tra coloro i quali hanno criticato un eccesso di comunicazione istituzionale. Oggi voglio dare atto al Presidente del Consiglio di essere qui in Aula e di essersi aperto a una discussione vera e reale. Proprio per essere altrettanto franchi e chiari, tutta la discussione sul passato, che è stata fatta in modo puntuale dal Presidente del Consiglio, con una rivendicazione delle scelte, non può essere oggetto del dibattito di oggi, perché non può essere questo il momento. Il Presidente del Consiglio ha fatto bene a comunicare ciò che è stato fatto. Penso che ciascuno di noi possa apprezzare la sua citazione manzoniana: «del senno di poi ne son piene le fosse». Ce n'è un'altra, presidente Conte, nel capitolo 32 de «I promessi sposi», sempre a proposito della peste. È quella in cui Manzoni dice che il buon senso c'era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune. Mi domando se, in alcuni passaggi della nostra esperienza, abbiamo avuto un po' paura del senso comune per dire cose di buon senso: dai voli diretti ai tamponi ai medici; alla Consob, perché l'apertura e la chiusura delle borse riguarda la Consob e non il Governo. Noi, infatti, abbiamo chiuso le aziende, ma ci è stato detto che non potevamo chiudere per due mesi le borse e non potevamo bloccare le vendite allo scoperto. Poi, però, si è visto che si poteva fare. Me lo domando sulle questioni legate ai nostri detenuti. Se tu, Stato, privi della libertà un uomo in ragione della legge, hai il dovere di farti carico della sua vita. (Applausi del senatore Margiotta). E se ci sono 13 detenuti, qualcuno deve pagare il conto di quello che è successo. Mi riferisco al direttore dell'amministrazione penitenziaria. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, PD e Misto) . Di tutti questi temi discuteremo a tempo debito. Io propongo l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta. Si sono fatte le Commissioni parlamentari d'inchiesta su tutto: di fronte a 8.000 morti credo sia un dovere civile parlarne, dopo le vacanze estive, dopo la ripresa. Oltre al ringraziamento gigantesco ai medici e agli infermieri, mi associo totalmente alle parole del collega senatore Casini, che ha detto in modo ineccepibile ciò che andava detto e sono dalla sua parte. Vorrei che, tutti insieme, affrontassimo il durante perché c'è anche un dopo, e questo dopo potrebbe essere affascinante. Oggi Alessandro Baricco scrive parole bellissime su «la Repubblica» sull'audacia del dopo. Ci sarà un dopo sull'innovazione, sulla tecnologia, sullo smart working . Ci sarà un dopo sulla sostenibilità ambientale.