[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 3, della legge 16 dicembre 1993, n. 520 (Soppressione dei consorzi idraulici di terza categoria), e degli artt. 59-bis, comma 1 – nel testo anteriore alla sostituzione dell'intero articolo apportata dall'art. 2 della legge della Regione Toscana 8 maggio 2006, n. 16, recante «Modifiche alla legge regionale 5 maggio 1994, n. 34 (Norme in materia di bonifica) e alla legge regionale 18 maggio 1998, n. 25 (Norme per la gestione e la bonifica dei siti inquinati)» –, e 59-ter della legge della Regione Toscana 5 maggio 1994, n. 34 (Norme in materia di bonifica), promosso con ordinanza del 7 febbraio 2005 dalla Commissione tributaria regionale della Toscana, nel giudizio tributario vertente tra Ivio Avenante ed il Consorzio di Bonifica Versilia-Massaciuccoli, iscritta al n. 446 del registro ordinanze 2005 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 38, prima serie speciale, dell'anno 2005. Visti gli atti di costituzione del Consorzio di Bonifica Versilia-Massaciuccoli, nonché gli atti di intervento della Regione Toscana e del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 20 giugno 2006 il Giudice relatore Franco Gallo; uditi gli avvocati Vittorio Chierroni e Carlo Baldassarri per il Consorzio di Bonifica Versilia-Massaciuccoli, nonché l'avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli, per il Presidente del Consiglio dei ministri, e l'avvocato Fabio Lorenzoni, per la Regione Toscana. Ritenuto che, nel corso di un giudizio di appello promosso dal proprietario di alcuni immobili ubicati nel comprensorio del Consorzio di Bonifica Versilia-Massaciuccoli ed avente ad oggetto la sentenza di primo grado con la quale era stato respinto il ricorso proposto da detto consorziato nei confronti del Consorzio avverso la cartella di pagamento dei contributi consortili per l'anno 2000, la Commissione tributaria regionale della Toscana, con ordinanza pronunciata e depositata il 7 febbraio 2005, ha sollevato, in riferimento all'art. 118, secondo comma [recte: terzo comma], della Costituzione (nel testo anteriore a quello introdotto dall'art. 4 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante «Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione»), questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 3, della legge 16 dicembre 1993, n. 520 (Soppressione dei consorzi idraulici di terza categoria), nonché degli artt. 59-bis [rectius: art. 59-bis, comma 1] e 59-ter della legge della Regione Toscana 5 maggio 1994, n. 34 (Norme in materia di bonifica); che il giudice rimettente, premessa la propria giurisdizione ai sensi dell'art. 12 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2002), rileva che la citata legge statale n. 520 del 1993, nel sopprimere i consorzi idraulici di terza categoria, ha attribuito le loro funzioni alle Regioni, stabilendo, però, con il denunciato art. 1, comma 3, che queste ultime possano avvalersi, per l'esercizio di tali funzioni, dei soggetti di cui all'art. 11, comma 1, della legge 18 maggio 1989, n. 183 (Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo), e cioè anche dei consorzi di bonifica; che lo stesso rimettente sottolinea che – in applicazione del suddetto art. 1, comma 3, della legge n. 520 del 1993 – le denunciate norme regionali hanno attribuito agli enti territorialmente competenti l'esercizio delle funzioni idrauliche già proprie dei disciolti consorzi idraulici di terza categoria (art. 59-bis, comma 1, della legge della Regione Toscana n. 34 del 1994) e delegato ai consorzi di bonifica il correlativo potere di imporre contributi (art. 59-ter della stessa legge); che, ad avviso del giudice a quo, tale complesso di norme statali e regionali contrasterebbe con l'art. 118, terzo comma, Cost. (nel testo vigente al momento della promulgazione di tali leggi), perché questo, disponendo che la Regione «esercita normalmente le sue funzioni amministrative delegandole alle Province, ai Comuni o ad altri enti locali o valendosi dei loro uffici», vieterebbe la delega delle funzioni amministrative delle Regioni ai consorzi di bonifica, i quali, in quanto meri enti pubblici economici, non rientrano neppure nella categoria degli «altri enti locali» prevista dal citato articolo della Costituzione, secondo quanto precisato dalla Corte costituzionale, con la sentenza n. 346 del 1994; che il rimettente afferma la rilevanza delle sollevate questioni, perché il loro accoglimento renderebbe privo di fondamento il potere impositivo del Consorzio appellato, con conseguente accoglimento del ricorso proposto in primo grado dal consorziato; che nel giudizio di legittimità costituzionale si è tempestivamente costituito il Consorzio di Bonifica Versilia-Massaciuccoli, chiedendo «il rigetto della questione di legittimità costituzionale sollevata, in quanto inammissibile», e riservandosi ulteriori deduzioni; che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, concludendo, in via principale, per la declaratoria di inammissibilità delle questioni per carenza di motivazione con riferimento al nuovo testo dell'art. 118 Cost. e, in via subordinata, per la rimessione degli atti al giudice a quo per una nuova valutazione della rilevanza e non manifesta infondatezza delle questioni medesime; che è intervenuta in giudizio anche la Regione Toscana, chiedendo che le questioni sollevate siano dichiarate inammissibili od infondate nel merito, riservandosi anch'essa ulteriori deduzioni e produzioni; che, nell'imminenza dell'udienza pubblica, la difesa erariale ha depositato una memoria illustrativa, con la quale insiste nelle già precisate conclusioni; che, sempre nell'imminenza della pubblica udienza, il Consorzio e la Regione Toscana hanno depositato memorie illustrative, entrambi deducendo, «in tesi», l'inammissibilità di tutte le questioni; «in ipotesi» l'irrilevanza della questione concernente l'art. 59-ter della legge della Regione Toscana n. 34 del 1994, «e/o» la necessità della restituzione degli atti al giudice a quo per il riesame della rilevanza e della fondatezza della questione concernente l'art. 59-bis, comma 1, della medesima legge della Regione Toscana n. 34 del 1994; «in ogni caso», l'infondatezza di tutte le questioni.