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b) la disciplina del SIDA, comprendente le modalità di accesso e di inserimento dei dati da parte delle Amministrazioni coinvolte, nonché la possibilità di un accesso limitato al SIDA da parte dei concessionari, per informazioni e dati predeterminati in relazione alle specifiche concessioni, anche al fine dell'inserimento di dati da parte dei concessionari medesimi, in osservanza dei loro obblighi informativi e dichiarativi; c) l'adozione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui all’articolo 24, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di un censimento delle aree demaniali interessate, nonché di un piano di utilizzazione delle stesse, avente la funzione di definire ed assicurare una complessiva, coerente e remunerativa gestione dei beni demaniali coinvolti, nel rispetto della normativa vigente in materia di ambiente, di urbanistica, e di concorrenza. Il piano di utilizzazione fornisce alle regioni ed ai comuni le linee-guida per la predisposizione di piani particolareggiati rientranti nei rispettivi àmbiti territoriali; d) le aree sottoposte a tutela paesaggistica o a ulteriori vincoli previsti dalla normativa vigente; e) le tipologie di concessioni rilasciabili; f) i criteri per la determinazione dell'importo del canone annuo per l'occupazione e lo sfruttamento dell'area demaniale; g) la classificazione dei beni demaniali e delle relative pertinenze, anche in relazione alla loro capacità produttiva; h) i criteri per il calcolo della redditività delle varie attività consentite in relazione alle varie aree, rapportate ai valori di mercato; i) la determinazione della percentuale delle riduzioni del canone concessorio in relazione ad eventi dannosi straordinari di gravità tale da comportare, quale diretta e immediata conseguenza, una limitazione dell'utilizzazione e della produttività dei beni in oggetto; l) le clausole che possono essere inserite nel bando di gara a livello regionale; m) le durate delle concessioni rispetto alle tipologie di beni ceduti in concessione e agli interventi richiesti; n) i criteri di rilascio delle concessioni, ad integrazione di quanto previsto dalla presente legge; o) i casi di revoca, cessazione o decadenza della concessione assentita ulteriori rispetto a quelli previsti all'articolo 20; p) i criteri per la determinazione dell'equo indennizzo al concessionario nel caso di revoca della concessione per cause non dipendenti da abusi o inadempimenti dello stesso; q) le modalità per la cessione della concessione ai sensi dell'articolo 17; r) i servizi liberamente e gratuitamente fruibili da ogni utente ad integrazione dei diritti previsti e garantiti dalla legge in materia di libero godimento dei beni demaniali; s) gli obblighi gravanti sul concessionario a tutela dell'ambiente; t) la ridefinizione delle fattispecie di illecito amministrativo per utilizzazione illegittima dei beni dati in concessione, utilizzo o occupazione senza titolo dei beni demaniali, costruzione di opere inamovibili realizzate in difetto di titolo abilitativo, nonché la contestuale determinazione dell'ammontare delle sanzioni in relazione alla gravità dell'abuso; u) l'abrogazione espressa delle disposizioni incompatibili con la nuova disciplina in materia di concessioni demaniali a carattere agricolo; v) ogni altra disposizione necessaria all’attuazione della presente legge. 2. Il decreto legislativo di cui all’articolo 24 prevede altresì che il piano di utilizzazione delle aree demaniali di cui al comma 1, lettera c), l'importo del canone annuo di cui alla lettera f) e il calcolo della redditività di cui alla lettera h) del medesimo comma siano aggiornati ogni cinque anni. L'aggiornamento del canone annuo e del calcolo della redditività sono effettuati ai sensi dell'articolo 11, comma 2. 3. Al decreto di cui all'articolo 24 è allegato il modello fac-simile di bando di gara per le concessioni, contenente, oltre agli elementi previsti all’articolo 9, il contenuto minimo inderogabile del bando medesimo. Tale contenuto può essere integrato da disposizioni regionali. Capo IV DISPOSIZIONI RELATIVE A PROCEDIMENTI DI COMPETENZA REGIONALE E COMUNALE Art. 28. (Limiti alla competenza legislativa regionale) 1. Ai sensi dell’articolo 117, comma sesto, della Costituzione, è delegato alle regioni l’adozione della disciplina regolamentare della materia di cui alla presente legge. Art. 29. (Clausola di cedevolezza) 1. Ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione e fatto salvo quanto previsto dell’articolo 24 della legge 24 dicembre 2012, n. 236, nella misura in cui incidono su materie di competenza concorrente, le disposizioni del decreto di cui all'articolo 24 si applicano fino alla data di entrata in vigore della normativa adottata da ciascuna regione nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea nonché dei principi fondamentali desumibili dalla presente legge e dai suoi decreti attuativi. Art. 30. (Adempimenti regionali) 1. Ciascuna regione, in coerenza con il piano di utilizzazione di cui all'articolo 27, comma 1, lettera c), entro sei mesi dalla data di adozione del suddetto piano, predispone un piano particolareggiato di utilizzazione delle aree demaniali agricole di propria spettanza. 2. Ciascuna regione, in osservanza del principio di sussidiarietà, stabilisce il riparto delle funzioni amministrative di coordinamento, controllo e gestione delle concessioni con gli enti locali. Art. 31. (Adempimenti comunali) 1. Ciascun comune, nel rispetto della legislazione nazionale e regionale, e in coerenza con i piani di cui agli articoli 27, comma 1, lettera c) e 30, comma 1, predispone un piano particolareggiato delle aree demaniali insistenti sul proprio territorio, nel termine di 3 mesi dalla data di adozione del piano di cui all'articolo 30, comma 1. 2. Nel rispetto del principio di sussidiarietà la gestione delle concessioni, il controllo degli adempimenti dei concessionari e la riscossione dei canoni concessori spetta, in via primaria, a ciascun comune per il proprio ambito territoriale. 3. Ciascun comune effettua gli studi di settore di cui all'articolo 11, comma 2, e provvede al loro aggiornamento ogni cinque anni. Capo V DISPOSIZIONI FINALI Art. 32. (Disposizioni finanziarie) 1. I proventi derivanti dalla riscossione dei canoni per le concessioni spettano ai titolari dei beni demaniali. 2. Dall'attuazione del decreto legislativo di cui all'articolo 24 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 3. Le Amministrazioni interessate dalle disposizioni di cui alla presente legge e di cui al decreto legislativo previsto all'articolo 24 provvedono ai compiti derivanti dalla suddetta normativa con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente.