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In Myanmar si prevede inoltre di realizzare interventi di capacity-building per il rafforzamento delle capacità istituzionali al fine di avviare la programmazione di politiche di sviluppo socio-economico nei settori dello sviluppo rurale e dei servizi di base cui vanno aggiunti l'erogazione di un contributo alla Banca Mondiale in sostegno del programma di sviluppo rurale, all'UNIDO per programma di sviluppo dell'imprenditoria locale e la partecipazione al Trust Fund 3 MDG -- sanità UNOPS. L'articolo 9 disciplina le attività di sostegno ai processi di ricostruzione e la partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione. Per quanto concerne la partecipazione dell'Italia alle iniziative delle organizzazioni internazionali, si prevede la partecipazione ai fondi fiduciari della NATO e dell'ONU nonché alle iniziative dell'Unione europea nel campo della gestione civile delle crisi internazionali in ambito PESC-PSDC, nonché ai progetti di cooperazione dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e il contributo alla Iniziativa Adriatica Ionica (IAI). È previsto inoltre il finanziamento degli interventi operativi di emergenza e di sicurezza per la tutela dei cittadini e degli interessi italiani e delle strutture della rete diplomatica nei territori ad elevato rischio. Sono inoltre dettate disposizioni relative al trattamento economico da corrispondere al personale del Ministero degli affari esteri inviato in missione nelle sedi situate in aree ad elevato rischio sicurezza. Il comma 8 dell’articolo 9 prevede -- al fine di corrispondere all'impegno assunto in ambito NATO -- la partecipazione finanziaria italiana alla ristrutturazione del Quartier generale della NATO in Bruxelles; la copertura degli oneri finanziari derivanti dall'attuazione del comma 8 è operata mediante le risorse già accantonate nella Tabella B, alla voce Ministero degli affari esteri, allegata alla legge di stabilità 2014. Il comma 9 recepisce nell'ordinamento interno la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite n. 2118 e le conseguenti decisioni dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC) relative alla distruzione dell'arsenale chimico siriano. Coerentemente con le finalità della Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione fatta a Parigi il 13 gennaio 1993, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 18 novembre 1995, n. 496, viene conseguentemente autorizzata, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, la partecipazione italiana a tali attività, nello stretto rispetto del quadro internazionale di riferimento e conformemente agli impegni assunti dalla comunità internazionale, illustrati il 12 dicembre 2013 dal Ministro degli affari esteri nel corso della seduta congiunta delle Commissioni affari esteri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Viene quindi ribadito che, anche in eventuale deroga alle disposizioni della citata legge n. 496 del 1995, l'ordinamento italiano consente tutte le condotte necessarie all'attuazione del predetto quadro internazionale di riferimento, in quanto strettamente funzionali alle finalità di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. L'articolo 10 prevede, ai commi 1 e 2, disposizioni intese a disciplinare il regime degli interventi, richiamando la disciplina già prevista all'articolo 6, commi 11, 12 e 13 del decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º febbraio 2013, n. 12, nonché all'articolo 5 e all'articolo 7 del decreto-legge 10 ottobre 2013, n. 114, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 dicembre 2013, n. 135. Detta disciplina, in relazione al regime degli interventi, prevede alcune disposizioni derogatorie, già presenti nei precedenti provvedimenti di proroga, considerate indispensabili -- anche alla luce delle difficoltà e delle criticità riscontrate nella realizzazione delle attività e degli interventi programmati nell'ambito dei precedenti decreti -- in tema di: a) conferimento di incarichi di consulenza a enti e organismi specializzati, nonché a personale estraneo alla pubblica amministrazione in possesso di specifiche professionalità, indispensabile per la realizzazione degli interventi nei paesi indicati nel presente provvedimento, destinatari dell'attività di cooperazione e di sostegno ai processi di stabilizzazione; b) invio di personale estraneo alla P.A. in qualità di osservatore di pace per conto dell'OSCE e per la partecipazione alla gestione civile delle crisi per conto dell'Unione Europea; c) contratti per acquisti e lavori; d) limite di spesa imposto dalla normativa vigente per la manutenzione e l'uso dei veicoli (si tratta per la maggior parte di autoblindo da destinare alla sicurezza del personale che opera nei paesi in situazione di conflitto o ad alta conflittualità). Il comma 3 è inteso ad integrare l'articolo 3, comma 159, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, al fine di prevedere che le risorse del fondo, istituito per provvedere al rafforzamento delle misure di sicurezza attiva e passiva delle rappresentanze diplomatiche, degli uffici consolari, degli istituti italiani di cultura e delle istituzioni scolastiche all'estero, possano essere utilizzate anche per l'adozione di misure di sicurezza informatica. Il Capo III prevede disposizioni finali. In particolare, l'articolo 11 prevede la clausola di copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'attuazione del presente decreto. L'articolo 12 stabilisce il termine di entrata in vigore del presente provvedimento, individuato nel giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. In ordine al provvedimento è stata disposta l'esenzione dall'analisi di impatto della regolamentazione (AIR) in ragione della straordinaria necessità e urgenza dell'intervento legislativo, determinata dalla scadenza, al 31 dicembre 2013, del termine previsto dal precedente provvedimento di proroga delle missioni internazionali e dalla conseguente necessità di fornire in tempi brevi adeguata copertura giuridica e finanziaria all'azione dei contingenti militari e del personale appartenente alle Forze di polizia e ai Ministeri degli affari esteri e della giustizia, impiegati nelle diverse aree geografiche. L'opzione regolatoria, in relazione alla quale non sussiste possibilità di opzione alternativa, trova giustificazione sia in considerazione dei risvolti finanziari, in quanto le spese connesse agli interventi e alle missioni disciplinati dal provvedimento risultano eccedenti rispetto agli ordinari stanziamenti di bilancio, sia con riguardo alla necessità di adattare la normativa vigente alle esigenze connesse con le missioni, in quanto non è prevista una disciplina uniforme stabile da applicare in tali circostanze. L'intervento normativo non determina effetti sulle attività dei cittadini e delle imprese. Poiché le attività oggetto di disciplina sono già svolte dalle amministrazioni interessate, le modalità attuative correlate all'intervento non comportano la necessità di creare nuove strutture organizzative o di modificare quelle esistenti.. Art. 1. 1.