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Mi permetta di dirle che oggi lei è ancora più isolato, con questa plastica rappresentazione dei Ministri che le siedono accanto. Avete suscitato speranze e sogni e oggi, come nei protagonisti del capolavoro di García Márquez, sprofondate nella solitudine. Vogliamo rimanere ottimisti, perché siamo convinti che prevarrà in Europa il sentimento della solidarietà tra i suoi membri: sia chiaro, però, non perché siamo troppo grandi per fallire, ma solo perché deve tornare lo spirito dei padri fondatori. Presidente Conte, non abbiamo alcun pregiudizio nell'affrontare nuovi strumenti finanziari, ma evitiamo di avventurarci su campi minati che i mercati, per come li state concependo, possono interpretare come un escamotage per Italexit . Se si vogliono accelerare i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione, anzitutto si faciliti la loro certificazione. Siamo anche aperti allo sfruttamento delle nuove tecnologie digitali, magari pensando a una criptovaluta fiscale che venga gestita con il sistema della blockchain (dibattito dal quale non ci sottraiamo). Presidente Conte, ho esordito citando un autore anglosassone e, per concludere, ne cito uno italiano che i nostri ragazzi e studenti, a cui va tutto il nostro incoraggiamento, stanno affrontando con la maturità. Sto parlando di Leonardo Sciascia, che, come lei ben saprà, ha diviso le persone che ha incontrato nella sua vita in cinque categorie. Il nostro auspicio è che lei appartenga alla categoria degli uomini, quelli che dinanzi a un fallimento hanno il coraggio e la dignità di prenderne atto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Urso. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente del Consiglio, noi siamo preoccupati e, nel contempo, determinati. Siamo preoccupati perché lei si presenta in quest'Aula, purtroppo, con seduti accanto rappresentanti dell'Esecutivo - mi riferisco a quelli che c'erano prima e a coloro che sono rimasti - espressione di una sola delle due forze di Governo. Peraltro, guarda caso, si tratta dei Ministri che, almeno nei giornali, sono considerati quelli più in bilico. Siamo preoccupati perché lei domani rappresenta non solo il suo Governo, ma la nostra Italia e così vorremmo che ci comportassimo tutti, soprattutto in questo momento. Lei rappresenta non solo il suo Governo, che purtroppo è diviso nelle prospettive, ma anche la nostra Italia, tanto più in questo momento in cui il Consiglio europeo dovrà affrontare argomenti strategici di prospettiva, come quelli che lei ha citato e qual è certamente l'Agenda strategica. Le cose che ha detto sull'Agenda strategica sono in larga parte da noi condivise. L'Agenda strategica impegna il nostro Paese per i prossimi anni, forse anche per i prossimi decenni, perché è l'agenda di indirizzo dell'Europa che vorremmo. Il Consiglio europeo affronterà domani il quadro finanziario pluriennale che, come tale, impegna questa legislatura, qualunque sia la sua durata, e anche la prossima del nostro Parlamento e quindi, certamente, più Governi e il nostro Paese. Anche quello che lei, presidente Conte, ha detto sul quadro pluriennale è in buona parte da noi condiviso, per esempio per quanto riguarda la politica agricola comune, l'armonizzazione fiscale, l'intervento per evitare una concorrenza fiscale e - tanto più - l'intervento nel campo della socialità, delle imprese e della loro tutela dalla concorrenza sleale globale. Lei, inoltre, come terzo argomento importante ha citato due aspetti che, invece, sono non strategici, ma decisivi per la sopravvivenza del nostro Paese. Non sono strategici perché riguardano, per esempio, l'argomento delle nomine. Anche su questo siamo parzialmente d'accordo, perché riteniamo, anche sulla base dell'esperienza purtroppo fallimentare del precedente Governo, che sia assolutamente necessario puntare su un portafoglio economico di rilievo, possibilmente di materia esclusiva per la Commissione europea. Lo siamo parzialmente perché vorremmo aggiungere che per l'Italia - direi soprattutto per l'Italia - è altrettanto importante la governance della Banca centrale europea. Nei precedenti anni noi abbiamo potuto godere della presenza del governatore Draghi, abbiamo potuto godere o avremmo dovuto godere della Presidenza del Parlamento europeo, avremmo dovuto godere del rilievo del commissario europeo Mogherini. Solo una di queste tre posizioni è andata a tutela del nostro Paese, cioè il governatore della Banca centrale europea, di cui oggi abbiamo bisogno; non possiamo certamente reclamarlo, ma credo che nel pacchetto delle nomine sia altrettanto importante il portafoglio del Commissario europeo e su questo le chiediamo attenzione. Infine, lei ha parlato della procedura di infrazione. Ne ha parlato alla fine, quasi fuori sacco, dicendoci delle cose che non ci convincono affatto e glielo dobbiamo dire, dicendoci che stasera, quindi dopo il dibattito parlamentare, vi riunirete per rispondere ai rilievi molto puntuali della Commissione, peraltro avallati anche dagli altri Stati dell'Unione europea. Risponde senza rispondere. È qui il punto dolente: lei va in Europa senza rispondere al Paese e al Parlamento su quali saranno i provvedimenti economici che abbiamo davanti per far riprendere la crescita innanzitutto e non soltanto - certamente anche - per evitare che continui ad aumentare il debito pubblico. Non ci ha detto nulla in proposito del Documento economico e finanziario, perché è stato asettico. Il dibattito si è svolto in campagna elettorale, non ci avete detto nulla in questa sede parlamentare e quando dite qualcosa fuori da quest'Aula, lei e i suoi Ministri dite cose diverse tra di voi, compreso oggi il ministro Tria, che ha affermato cose diverse rispetto a quelle che dicono altri componenti del Governo. Su questo punto c'è bisogno di chiarezza, di determinazione, di un'altra politica economica - e di questo le chiediamo conto - che punti davvero sulla crescita e sullo sviluppo, che davvero punti sulla riduzione delle tasse possibili e conclamate come la flat tax incrementale che noi abbiamo proposto, che punti sostanzialmente a schiodare l'Italia dalla stagnazione e a evitare la recessione che purtroppo noi temiamo nei prossimi mesi. Come vede, il nostro intervento è costruttivo e responsabile e ci saremmo aspettati che anche lei, nel suo intervento, si rivolgesse a tutto il Parlamento e non solo alle forze della maggioranza, che tra l'altro esprimono posizioni contraddittorie, proprio perché lei domani rappresenterà non questo Governo, che non so quanti giorni abbia, ma l'Italia, a cui noi teniamo molto. Siamo disponibili a dare il nostro contributo in Europa anche - e mi riferisco all'intervento del senatore Pittella - in riferimento al Gruppo, perché se i due Gruppi della maggioranza non hanno una vera casa in Europa, il Gruppo Fratelli d'Italia fa parte del Gruppo storico della destra di governo in Europa e in Occidente, cioè del Gruppo dei conservatori e dei riformisti, che non a caso si è riunito lo scorso weekend a Napoli, per sottolineare l'importanza dell'adesione del nostro Gruppo alla compagine - lo ripeto - dei conservatori e riformisti europei, che è la famiglia storica della destra occidentale. Ci auguriamo che si possa lavorare insieme.