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In quest'ultimo la pena non può avere altra funzione se non quella di rieducare il reo, favorendone la risocializzazione nel rispetto della sua dignità e dei suoi diritti, risultando illegittima e contraria ad essenziali princìpi di civiltà giuridica ogni misura ulteriore che ne comprima i diritti fondamentali e le situazioni giuridiche soggettive correlate alla specificità del suo status , al di là delle condizioni e dei limiti tassativamente previsti dalla Costituzione, dalle convenzioni internazionali ratificate dall'Italia, dalla legge dello Stato e dai regolamenti. Il Garante dei diritti vigilerebbe poi sul rispetto, da parte dell’amministrazione, delle decisioni emesse dalla magistratura di sorveglianza, colmando quel deficit di effettività riscontrato nella sentenza n. 135 del 2013 con cui la Consulta ha risolto un conflitto di attribuzioni sorto proprio a seguito della mancata esecuzione -- disposta da un provvedimento ministeriale -- di una pronuncia di sorveglianza. La validità e l'efficacia di un sistema di garanzia dei diritti dei soggetti privati della libertà personale, incentrato sulla figura del Garante dei diritti, sono del resto dimostrate dall'esperienza straniera, ove in quasi tutti gli ordinamenti europei e nordamericani operano, ormai da tempo, simili organi. Si pensi, ad esempio, al Minnesota Ombudsman for Corrections , che vigila non solo sulla legittimità dell'esecuzione delle pene detentive e delle misure cautelari di custodia, ma anche sull'attuazione delle misure alternative alla detenzione. Nel continente europeo, possono peraltro citarsi gli esempi dell'Austria, del Portogallo, della Spagna, dell'Ungheria, della Danimarca, della Finlandia, della Norvegia. Pur nelle loro peculiari diversità, queste figure di ombudsman, mediateur, Board of Visitors, Vollzugskommissionen , sono accomunate dalla caratteristica di terzietà ed indipendenza dell'organo, esterno rispetto all'amministrazione penitenziaria e complementare rispetto alla magistratura di sorveglianza, nonché titolare di penetranti funzioni ispettive, di poteri di raccomandazione e moral suasion , tali da garantire un'azione imparziale ed efficace diretta alla salvaguardia dei diritti dei soggetti privati della libertà personale. Queste caratteristiche essenziali connotano anche il Garante dei diritti di cui si propone l'istituzione, nella prospettiva di una effettiva garanzia dei diritti delle persone soggette a misure restrittive della libertà personale, per un'attuazione effettiva della finalità rieducativa della pena ed una più stringente conformità dell'ordinamento italiano alle prescrizioni di fonte internazionale, ma soprattutto ai princìpi propri dello Stato di diritto.. Art. 1. (Garante dei diritti delle persone private della libertà personale) 1. È istituito il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, unico su base nazionale, di seguito denominato «Garante dei diritti». 2. Il Garante dei diritti è un'autorità autonoma e indipendente nelle sue prerogative, come definite dalla presente legge. Art. 2. (Composizione) 1. Il Garante dei diritti è un organo collegiale costituito da quattro membri eletti, a maggioranza assoluta dei componenti e con voto limitato, in numero di due dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica. 2. I soggetti risultati eletti nominano al proprio interno il presidente dell'organo, il cui voto prevale in caso di parità. Art. 3. (Organizzazione territoriale) 1. Il Garante dei diritti coopera con i garanti dei diritti delle persone private della libertà personale, ovvero con gli organi dotati di analoghe attribuzioni, ove istituiti in ambito regionale, provinciale o comunale, nello svolgimento delle rispettive funzioni e prende in esame le segnalazioni da questi effettuate, anche avvalendosi dei loro uffici e del relativo personale sulla base di apposite convenzioni con l'ente interessato. In nessun caso il Garante dei diritti può delegare l'esercizio delle sue funzioni. 2. Le convenzioni di cui al comma 1 disciplinano i poteri, le funzioni e gli oneri economici derivanti dall'esercizio delle mansioni attribuite agli uffici e al personale degli organi istituiti in ambito regionale, provinciale o comunale sulla base delle medesime convenzioni. Art. 4. (Funzioni e poteri) 1. Il Garante dei diritti, nell'esercizio della funzione di garanzia dei diritti delle persone detenute o comunque sottoposte a misure restrittive della libertà personale: a) concorre alla vigilanza diretta a garantire che il trattenimento degli stranieri nei centri di identificazione ed espulsione e l'esecuzione delle misure restrittive della libertà personale nei confronti di detenuti e internati, nonché dei soggetti sottoposti a custodia cautelare in carcere o nelle camere di sicurezza, avvenga in conformità alle norme e ai princìpi sanciti dalla Costituzione, dalle convenzioni internazionali sui diritti umani ratificate dall'Italia e dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti; b) ai fini della decisione di cui all'articolo 69, comma 6, della legge 26 luglio 1975, n. 354, come modificato dall'articolo 16, comma 1, lettera b) , della presente legge, fornisce al magistrato di sorveglianza il proprio parere in ordine alle istanze e ai reclami che gli sono rivolti dai detenuti e dagli internati, ai sensi dell'articolo 35 della legge 26 luglio 1975, n. 354, come modificato dall'articolo 16, comma 1, lettera a) , della presente legge; c) verifica che le strutture edilizie pubbliche adibite all'esecuzione di misure restrittive della libertà delle persone o comunque al trattenimento degli stranieri siano idonee a garantirne la dignità e i diritti fondamentali, nel rispetto delle condizioni e dei princìpi stabiliti dalla Costituzione, dalle convenzioni internazionali sui diritti umani ratificate dall'Italia e dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti; d) esamina le procedure adottate nei confronti dei trattenuti e le condizioni di trattenimento dei medesimi, all'interno delle camere di sicurezza eventualmente esistenti presso le caserme dell'Arma dei carabinieri, le caserme del Corpo della guardia di finanza ed i commissariati di pubblica sicurezza; e) verifica le procedure adottate nei confronti dei trattenuti e le condizioni di trattenimento dei medesimi, all'interno dei centri di identificazione ed espulsione previsti dall'articolo 14 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, vigilando altresì sul rispetto degli adempimenti stabiliti dagli articoli 20, 21, 22 e 23 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, e successive modificazioni; f) verifica le procedure adottate ai fini dell'applicazione e dell'esecuzione di trattamenti sanitari obbligatori; g) assume ogni iniziativa volta ad assicurare che alle persone di cui all'articolo 5 siano erogate le prestazioni inerenti al diritto alla salute, all'istruzione e alla formazione professionale e ogni altra prestazione finalizzata al recupero, alla reintegrazione sociale e all'inserimento nel mondo del lavoro;