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Ne deriva che il legislatore comunitario ha inteso ricorrere a rilevanti criteri sia patrimoniali, sia non patrimoniali, per stimare l'impatto dell'impedimento sull'interesse alla completa esecuzione del pacchetto turistico. Per tali ragioni, è necessario sopprimere il riferimento alla misura valoriale, per non costringere l'interprete entro i confini di una valutazione solo patrimoniale delle sopravvenute difformità. Il comma 6, per indicare la soglia oltre la quale trova applicazione la disciplina da esso prevista, fa riferimento al difetto di conformità che "incide in misura significativa sull'esecuzione del pacchetto". Tale formula appare sostanzialmente equivalente alla formula dall'articolo 1455 del codice civile. Si rende necessario adoperare, anche in questo caso, la locuzione "domestica", sia perché essa è poi utilizzata dall'articolo 46, sia perché in tal modo si evita che l'interprete possa sospettare che, nell'ambito del codice del turismo, la risoluzione per inesatto adempimento non consenta di valutare anche interessi non patrimoniali. È noto, infatti, che all'esito di un lungo percorso ermeneutico si sta giungendo a dare rilevanza alla divisata categoria di interessi pur in materia contrattuale, in ragione di una interpretazione coordinata degli articoli 1174, 1218 e 1455 del codice civile. Al fine di evitare che la norma in oggetto possa essere sottratta a tale percorso evolutivo, occorre uniformare la terminologia; - con riguardo all'articolo 1, comma 1, capoverso «Art. 46», è necessario sostituire le parole: "secondo la responsabilità derivante dalla violazione dei rispettivi obblighi assunti il contratto di vendita di pacchetto turistico" con le seguenti: "secondo la responsabilità derivante dalla violazione dei rispettivi obblighi assunti con i rispettivi contratti". Al riguardo, si rileva che il riferimento, sia per il venditore, sia per l'organizzatore, al solo contratto di vendita del pacchetto turistico può facilmente indurre l'interprete a ritenere che i due professionisti siano entrambi solidalmente responsabili per i difetti di conformità afferenti all'esecuzione del contratto di organizzazione, ma limitatamente alla sola quota corrispondente al danno da vacanza rovinata. Va però anche sottolineato che il testo si riferisce ai "rispettivi obblighi"; ne deriva che probabilmente il riferimento al solo contratto dell'organizzatore costituisce un mero errore materiale, dovendosi ipotizzare che si volesse far riferimento ai diversi contratti di cui sono parte i professionisti menzionati, in accordo con le attuali qualificazioni formulate dalla letteratura giuridica. È noto che la dottrina e la giurisprudenza hanno ormai da tempo ben individuato le diverse funzioni dei contratti stipulati da un lato col venditore, dall'altro coll'organizzatore. Si distingue, infatti, tra contratto di organizzazione di viaggio e contratto di intermediazione di viaggio. Il primo può ricondursi all'appalto di servizi ed obbliga ad eseguire molteplici prestazioni funzionali al viaggio o al turismo. Il secondo, invece, si assimila ad un mandato con rappresentanza, giusta il quale l'intermediario è obbligato a procurare un contratto di organizzazione di viaggio e turismo, spendendo il nome del viaggiatore presso un organizzatore. In proposito, si rileva che l'articolo 50 dà poi conto della diversa qualificazione del contratto stipulato dal professionista venditore; - all'articolo 1, comma 1, capoverso «Art. 47», comma 1, occorre sostituire le parole: "il contratto di vendita di pacchetto turistico" con le seguenti: "i rispettivi contratti". In proposito, si segnala che lo schema - nel testo trasmesso alle Camere - non consente di distinguere i due diversi contratti che gravano su venditore ed organizzatore. Si reputa pertanto necessario chiarire che venditore ed organizzatore sono obbligati in forza di diversi contratti, nonché precisare che la garanzia assicurativa in ordine al rientro alla località di partenza è operativa, se il rientro stesso era previsto nel pacchetto turistico e che la tempestività dei rimedi vale per tutti i servizi previsti dalla norma; - all'articolo 1, comma 1, capoverso «Art. 47», comma 2, occorre sostituire le parole: "garantiscono il rimborso del prezzo versato per l'acquisto del pacchetto, senza ritardo su richiesta del viaggiatore, e il rientro immediato del viaggiatore" con le seguenti: "garantiscono, senza ritardo su richiesta del viaggiatore, il rimborso del prezzo versato per l'acquisto del pacchetto, e il rientro immediato del viaggiatore nel caso in cui il pacchetto includa il trasporto del viaggiatore". La modifica appare necessaria per evitare che la norma possa essere interpretata nel senso che la copertura assicurativa si estenda anche al rientro presso il luogo di partenza pur quando tale servizio non è, a monte, parte del contratto di organizzazione dei servizi turistici; - all'articolo 1, comma 1, capoverso «Art. 49», dopo le parole: "servizi turistici collegati" occorre inserire le seguenti: "per il rimborso di tutti i pagamenti che ricevano dai viaggiatori". Al riguardo, si rileva che il testo della direttiva delimita l'obbligo di fornire garanzia per il rimborso dei soli pagamenti che i professionisti ricevano dai viaggiatori. Appare necessario, pertanto, inserire tale ulteriore delimitazione, al fine di evitare che le imprese d'assicurazione possano calcolare i premi sull'intera somma pagata dal viaggiatore e non sulla sola porzione che giunge al fornitore del servizio collegato; - con riguardo all'articolo 1, comma 1, capoverso «Art. 51- quinquies », si rileva che, nel corso delle audizioni, è stata evidenziata l'opportunità di prevedere il diritto di regresso anche avverso terze parti tenute a fornire servizi di assistenza ed alloggio - nel caso in cui il viaggiatore non possa rientrare alla località di partenza - in forza di altre disposizioni. Ciò avviene, ad esempio, per il trasporto sia aereo, sia ferroviario. Allo scopo di evitare che, in sede di interpretazione, si possa argomentare nel senso che la normativa qui in esame, quale diritto sopravveniente, abbia trasferito interamente a carico degli organizzatori gli oneri di assistenza, è necessario far salvo il diritto al rimborso del costo dell'assistenza, nei limiti di quanto già imposto a terze parti in forza di altra normativa. Formula, altresì, le seguenti osservazioni: - con riferimento all'articolo 1, comma 1, capoverso «Art. 33», comma 1, lettera b) , numero 2) è stato segnalato che la direttiva specifica che i singoli fornitori dei servizi da considerare al fine della combinazione di un "pacchetto" sono "fornitori di servizi turistici". La struttura dell'intera disposizione non lascia, in realtà, alcun dubbio sulla qualifica dei fornitori, i quali non possono essere fornitori di altro che sia un servizio turistico. Nondimeno, considerato che l'allineamento al testo del provvedimento europeo non arreca alcuna conseguenza sull'impianto complessivo della norma, si propone di inserire dopo la parola "fornitori" la locuzione "di servizi turistici";