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Il decreto-legge n. 149 del 2013 ha dunque attribuito alla Commissione anche il compito di verificare la presenza nello statuto dei partiti degli elementi indicati dalla legge ai fini dell'iscrizione nel registro nazionale dei partiti politici, necessaria ai fini dell'accesso ai benefici previsti dalla legge (agevolazioni fiscali per le contribuzioni volontarie e cosiddetto «due per mille»). Alla Commissione sono infine riconosciuti poteri sanzionatori in caso di mancato o parziale rispetto degli obblighi di legge (articolo 8 del decreto-legge n. 149 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 13 del 2014). La Commissione si è costituita la prima volta il 3 dicembre 2012 quando il Presidente della Camera e il Presidente del Senato, d'intesa tra loro, ne hanno nominato il presidente e i membri su designazione dei vertici delle magistrature (determinazione 3 dicembre 2012, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 283 del 4 dicembre 2012). In seguito alle dimissioni di tutti i membri, si è provveduto alla nomina dei nuovi membri della Commissione con determina del 29 gennaio 2015 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 23 del 29 gennaio 2015). Successivamente, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2014, sono stati stabiliti i criteri e le modalità per il riparto e la corresponsione delle somme spettanti ai partiti politici beneficiari della destinazione del due per mille dell’IRPEF da parte dei contribuenti. Al contempo, è intervenuta la legge di stabilità 2015 che ha confermato la detraibilità dei versamenti effettuati a favore di partiti e movimenti politici, precisando che la stessa detraibilità sussiste anche nel caso in cui i predetti versamenti siano effettuati tramite donazioni dai candidati e dagli eletti alle cariche pubbliche (legge n. 190 del 2014, articolo 1, comma 141). Il presente disegno di legge intende completare tale quadro normativo dando piena attuazione alle previsioni dell'articolo 49 della Costituzione, anche tenendo conto dei contenuti del regolamento (UE) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee. Tale atto, che ha avviato il suo iter in sede UE con la proposta della Commissione europea del 12 settembre 2012 (COM(2012)499), è stato successivamente discusso e approvato presso altri Parlamenti degli Stati membri compreso quello italiano (documento finale della Commissione affari costituzionali e della Commissione politiche dell'Unione europea della Camera dei deputati approvato il 20 dicembre 2012; risoluzione finale della Commissione politiche dell'Unione europea del Senato della Repubblica approvata il 18 dicembre 2012). Il regolamento (UE) n. 1141/2014, approvato a larga maggioranza il 16 aprile 2014 dal Parlamento europeo riunito in assemblea plenaria, prevede, in particolare, che possano registrarsi come partiti politici europei quelle alleanze politiche (definite come «la cooperazione strutturata tra partiti politici e/o cittadini») che non perseguono fini di lucro, che hanno determinati requisiti di rappresentanza, che hanno sede in uno degli Stati membri, che osservano nel programma e nell'azione i valori su cui l'Unione europea si fonda, che hanno partecipato alle elezioni europee o che hanno espresso pubblicamente l'intenzione di parteciparvi. Per le alleanze politiche che intendano registrarsi come partiti politici europei si prevede la necessità di dotarsi di propri statuti che ne rendano trasparente l'organizzazione interna. Si stabilisce che lo statuto di partito politico europeo debba rispettare le pertinenti norme di legge dello Stato membro in cui il partito ha sede e includa disposizioni che disciplinano almeno: a) il suo nome e logo, che devono essere chiaramente distinguibili da quelli di qualsiasi altro partito politico europeo esistente; b) l'indirizzo della sede; c) un programma politico che ne definisce la finalità e gli obiettivi; d) una dichiarazione attestante che non persegue scopi di lucro; e) se del caso, il nome della fondazione politica ad esso collegata e una descrizione del rapporto formale che intercorre tra le due entità; f) la sua organizzazione e le sue procedure amministrative e finanziarie, specificando in particolare gli organi e le cariche con competenze di rappresentanza amministrativa, finanziaria e legale e le norme per la stesura, l'approvazione e la verifica dei conti annuali; g) la procedura interna in caso di scioglimento volontario come partito politico europeo. Lo statuto di partito politico europeo include disposizioni sull'organizzazione interna del partito. È previsto inoltre che lo Stato membro in cui si trova la sede possa imporre requisiti supplementari allo statuto, a condizione che non siano in contrasto con il citato regolamento dell’Unione europea. Il regolamento attribuisce ad una Autorità indipendente, denominata «Autorità per i partiti politici e le fondazioni politiche europee», che sarà materialmente ubicata presso il Parlamento europeo, la funzione di controllo del rispetto dei requisiti richiesti per l'iscrizione nel registro dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee e per la loro permanenza nonché la funzione di irrogazione delle sanzioni ad essi applicabili. In sede UE è stato dunque ritenuto opportuno istituire un'Autorità per lo svolgimento di tali compiti; la registrazione, inoltre, è necessaria per ottenere lo status giuridico europeo, che a sua volta comporta una serie di diritti e obblighi. Alla registrazione -- una volta pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea la relativa decisione dell'Autorità -- consegue, per i partiti politici europei, l'acquisizione della personalità giuridica europea che potrà sostituire o affiancare quella dello Stato membro in cui il partito ha sede e grazie alla quale i partiti otterranno riconoscimento e capacità giuridica in ciascuno degli Stati membri. Al Parlamento europeo compete inoltre la realizzazione di un apposito sito internet attraverso il quale rendere trasparenti nei confronti dei cittadini tutte le informazioni riguardanti i partiti politici europei: statuti e documenti presentati a corredo della richiesta di iscrizione nel registro; domande di registrazione non approvate con relative motivazioni; relazione annuale dei fondi pubblici erogati a partiti politici; bilanci e rendiconti dei partiti; nomi dei donatori e importo delle corrispondenti donazioni; contributi ricevuti dai partiti nazionali membri; elenco delle persone giuridiche affiliate ai partiti politici europei; numero dei membri; descrizione dell'assistenza tecnica eventualmente prestata ai partiti; decisioni sanzionatorie con relative motivazioni; relazione di valutazione del Parlamento europeo. Nel citato regolamento UE si evidenzia inoltre l'opportunità che le attività dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee siano disciplinate da tale regolamento e, per le materie non disciplinate da quest'ultimo, dalle pertinenti disposizioni del diritto nazionale degli Stati membri. Lo status giuridico di un partito politico europeo o di una fondazione politica europea «dovrebbe essere disciplinato dal presente regolamento e dalle disposizioni applicabili del diritto nazionale dello Stato membro in cui hanno la propria sede (lo "Stato membro in cui si trova la sede").