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Le compagnie assicurative offrono la copertura assicurativa per le prestazioni sanitarie nel caso in cui le stesse siano state rese in favore dei lavoratori assicurati da medici a loro volta convenzionati con provider /fornitori di servizi – società direttamente controllate o cosiddetti TPA ( Third Party Administrator ) – cui le compagnie assicurative affidano l'incarico sia di gestione amministrativa dei sinistri sia di organizzazione e gestione del rapporto di convenzionamento con i medici. Queste imprese « intermediarie » instaurano il rapporto diretto di convenzionamento con il medico, determinano unilateralmente le prestazioni che questi si obbligano a offrire in favore del lavoratore beneficiario della polizza assicurativa garantita dall'accordo di welfare aziendale e il relativo tariffario di dette prestazioni in base al quale verranno pagati i compensi dovuti al professionista per le prestazioni rese. Molte polizze assicurative sanitarie garantite da accordi di welfare aziendale escludono totalmente che il lavoratore beneficiario di detta polizza possa avvalersi delle prestazioni di un medico di sua fiducia « non convenzionato » e ricevere il rimborso del corrispettivo pagato o di parte di questo. Nell'ipotesi in cui il lavoratore decida egualmente di avvalersi del professionista « non convenzionato » non ha diritto ad alcuna prestazione assicurativa e di fatto rinuncia a valersi del beneficio di welfare aziendale. Le polizze assicurative sanitarie garantite da accordi di welfare aziendale che, invece, non precludono totalmente la possibilità per il lavoratore di avvalersi delle prestazioni di un professionista di sua fiducia ancorché « non convenzionato » comunque cercano in numerose ipotesi di disincentivare fortemente questa scelta del lavoratore penalizzandolo nei seguenti modi, anche compresenti e combinati nella stessa polizza: i) sono previsti dei massimali di copertura che non operano o che sono assai più elevati qualora la persona interessata ricorra a un medico « convenzionato »; ii) sono previste delle franchigie che non operano o che sono assai più basse qualora la persona interessata ricorra a un medico « convenzionato »; iii) sono escluse delle tipologie di prestazioni che sono invece assicurate qualora la persona interessata ricorra a un medico « convenzionato » o se ne prevede il rimborso soltanto in misura parziale; iv) per ottenere la copertura assicurativa, sono richieste alla persona interessata certificazioni mediche o autorizzazioni preventive da parte della compagnia assicuratrice o gravosi adempimenti amministrativi, che invece non sono richiesti qualora essa si avvalga di un medico « convenzionato ». Tali previsioni delle polizze assicurative comprimono significativamente, quando non sopprimono del tutto, la libertà di scelta dell'utente-lavoratore, il quale non seleziona direttamente la compagnia assicuratrice, né negozia tipo e condizioni di polizza giacché tutti questi aspetti sono convenuti in sede di contrattazione aziendale tra il datore di lavoro (o associazione datoriale) e le rappresentanze sindacali. La persona beneficiaria può soltanto aderire o no alla polizza assicurativa integrativa offerta dal proprio datore di lavoro quale misura di welfare aziendale; non assoggettarsi alle condizioni dettate da questa polizza significa perdere la possibilità di godere del beneficio di welfare garantito dal contratto collettivo applicato al suo rapporto di lavoro e, conseguentemente, sostenere in proprio l'intero costo delle prestazioni mediche. Si è registrata anche una convergenza delle condotte e pratiche commerciali sia delle compagnie assicurative che controllano la quota maggioritaria del mercato rilevante, sia dei soggetti « intermediari » di cui queste si avvalgono. Per un verso, le prime offrono alle imprese (che intendono fornire ai propri dipendenti una copertura assicurativa sanitaria integrativa quale misura di welfare aziendale) esclusivamente polizze cosiddette di « assistenza diretta » della prestazione sanitaria, le quali cioè non garantiscono all'assicurato il rimborso totale o parziale delle spese che ha sostenuto per prestazioni sanitarie da parte di un professionista di propria fiducia (cosiddetta « assistenza rimborsuale »), bensì la possibilità di godere gratuitamente di dette prestazioni a condizione che l'assicurato scelga un professionista convenzionato con il network organizzato e gestito dai soggetti « intermediari » di cui si avvalgono le compagnie assicurative. Anche dove vengono convenute delle polizze che ammettono « l'assistenza rimborsuale », la fruizione di questo tipo di beneficio da parte della persona assicurata spesso viene fortemente disincentivato attraverso la previsione delle penalizzazioni sopra descritte. Per altro verso, i soggetti « intermediari » stipulano con i medici accordi di convenzionamento o di partnership che obbligano questi ultimi a rendere le prestazioni sanitarie in favore dei lavoratori beneficiari delle polizze assicurative in esame esclusivamente in regime di « assistenza diretta », obbligandosi cioè a ricevere il compenso dovuto esclusivamente e direttamente da questi soggetti intermediari nella misura determinata dal tariffario delle prestazioni odontoiatriche e sanitarie dettato da questi ultimi. I professionisti convenzionati, dunque, assumono l'obbligazione contrattuale non solo di rendere le prestazioni in favore dell'assicurato senza chiedergli di anticipare il pagamento dell'intero compenso per le prestazioni sanitarie, ma anche di astenersi dal richiedergli il pagamento di un compenso integrativo rispetto all'importo dettato dal tariffario per quella prestazione. La violazione di queste obbligazioni da parte del professionista convenzionato è causa di risoluzione del contratto intercorrente con il soggetto intermediario. Pertanto il medico, per aver accesso a un parte molto rilevante (quasi l'80 per cento) del mercato delle prestazioni sanitarie rese in favore di persone che godono di una polizza assicurativa sanitaria quale misura di welfare aziendale, deve necessariamente convenzionarsi con il network di professionisti gestito da un soggetto intermediario o comunque – nei limiti in cui sia ammessa anche l'« assistenza rimborsuale » – accettare di applicare inderogabilmente il tariffario da questo dettato, anche qualora la tariffa ivi indicata risulti incongrua rispetto alla particolare complessità della prestazione richiesta da uno specifico caso. Questi soggetti intermediari hanno, inoltre, significativamente e parallelamente ridotto sia le tariffe riconosciute agli odontoiatri convenzionati sia i massimali entro cui riconoscono il diritto al rimborso all'assicurato che si è avvalso di un professionista convenzionato per le prestazioni rese in favore degli assicurati. I tariffari applicati dai soggetti intermediari prevedono tariffe per le più comuni prestazioni sanitarie non solo molto ridotte rispetto alle tariffe professionali correnti, ma anche fra loro notevolmente allineate.