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Per le finalità di cui all'articolo 1, allo scopo di accrescere la competitività delle micro e piccole imprese artigianali italiane, sul territorio nazionale e all'estero, è istituito, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy , il Comitato per la tutela, la promozione e la valorizzazione dei prodotti artigianali italiani, di seguito « Comitato », composto da un rappresentante del Ministero delle imprese e del made in Italy , che lo presiede, da un rappresentante del Ministero della cultura, da un rappresentante del Ministero dell'università e della ricerca, da un rappresentante dell'Istituto per il commercio estero (ICE), da un rappresentante della società SIMEST, da un rappresentante della SACE Spa - Servizi assicurativi del commercio estero e da tre rappresentanti delle regioni designati dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. 2. Il Comitato, nominato con decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy , può essere integrato da soggetti esperti nel panorama dell'artigianato italiano. 3. Il Comitato svolge le seguenti funzioni: a) predispone e coordina i programmi in attuazione delle finalità di cui all'articolo 1; b) approva il disciplinare di produzione per i prodotti artigianali che rispettano i requisiti per l'indicazione geografica, di cui all'articolo 3, ne cura le eventuali modifiche e verifica la conformità della domanda di registrazione ai suddetti requisiti; c) tutela e diffonde all'estero i prodotti artigianali protetti come indicazione geografica; d) promuove azioni legali nei confronti delle attività di contraffazione e abuso sul mercato di indicazioni geografiche di un prodotto non conforme al disciplinare di produzione; e) promuove accordi con le ambasciate italiane nel mondo per la diffusione, attraverso la realizzazione di spazi appositamente realizzati all'interno delle ambasciate medesime, delle conoscenze per la realizzazione di prodotti basati sull'utilizzo di metodi di produzioni locali radicati nel patrimonio culturale e sociale della regione di origine; f) favorisce l'attività di apprendistato, anche con il coinvolgimento delle aziende di settore interessate, al fine di consolidare la professione e semplificare l'accesso dei giovani al mercato del lavoro, promuovendo la diffusione di conoscenze e competenze legate ai settori artigianali; g) favorisce interventi per la promozione della digitalizzazione delle micro e piccole imprese dell'artigianato permettendo l'integrazione tra le attività svolte in forma tradizionale e le tecnologie digitali. 4. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le procedure relative alla registrazione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali. Art. 3. (Requisiti per l'indicazione geografica) 1. Affinché il nome di un prodotto artigianale sia idoneo ad essere protetto come indicazione geografica, il prodotto deve possedere i seguenti requisiti: a) deve essere originario di un luogo determinato; b) la qualità, la reputazione o ogni altra caratteristica del prodotto deve essere attribuibile all'origine geografica dello stesso; c) le sue fasi di produzione devono avere luogo nella zona dell'indicazione geografica. Art. 4. (Elenco dei prodotti artigianali protetti da indicazione geografica) 1. È istituito presso il Ministero delle imprese e del made in Italy l'elenco nazionale dei prodotti protetti da indicazione geografica. 2. L'elenco è formato dai prodotti artigianali che soddisfano le condizioni stabilite nel disciplinare di produzione, nel rispetto dei requisiti di cui all'articolo 3. La perdita dei requisiti per l'indicazione geografica comporta l'automatica cancellazione del prodotto dall'elenco. 3. Il Ministero delle imprese e del made in Italy cura la pubblicazione annuale dell'elenco, promuovendone la conoscenza a livello nazionale ed estero. Art. 5. (Attività di promozione all'estero dei prodotti artigianali protetti da indicazione geografica) 1. L'attività di promozione all'estero dei prodotti artigianali protetti da indicazione geografica è effettuata dagli uffici dell'ICE, della SIMEST e della SACE e dalle camere di commercio italiane nel mondo, nonché da altri soggetti pubblici o privati eventualmente titolati e mira alla valorizzazione delle eccellenze artigianali nazionali, favorendone l'inserimento e la diffusione nei mercati di riferimento. 2. Gli istituti italiani di cultura all'estero possono promuovere, secondo le indicazioni fornite dal Comitato, la conoscenza della storia, della cultura e delle tradizioni legate ai processi di produzione dei prodotti artigianali protetti da indicazione geografica, anche organizzando manifestazioni che coinvolgano i soggetti titolari della denominazione. Art. 6. (Istituzione del fondo per progetti di gemellaggio fra micro e piccole imprese artigiane) 1. Al fine di promuovere e sostenere le eccellenze artigianali italiane, nonché di valorizzare il patrimonio di conoscenze legato alle metodiche di lavorazione consolidate nel tempo e favorirne la diffusione attraverso la costituzione di gemellaggi fra micro e piccole imprese che operano nei diversi territori con la stessa vocazione artigianale, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy è istituito un Fondo, con una dotazione di 5 milioni di euro per l'anno 2024, destinato al finanziamento di progetti di gemellaggio fra micro e piccole imprese artigiane per lo scambio delle conoscenze legate ai processi produttivi, al fine di sviluppare la capacità innovativa e produttiva delle imprese medesime, nonché di valorizzare e di favorire la diffusione delle eccellenze dell'artigianato italiano. 2. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalità di ripartizione delle risorse del fondo di cui al comma 1. Art. 7. (Copertura finanziaria) 1. All'onere derivante dall'istituzione del fondo di cui all'articolo 6, pari a 5 milioni di euro per l'anno 2024, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.