[pronunce]

che infatti - prosegue la parte ricorrente - la sopra ricordata normativa statale, complessivamente intesa, è volta a prevedere che «ai fini del concorso delle autonomie regionali e locali al rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, gli enti sottoposti al patto di stabilità interna assicurino la riduzione complessiva delle spese di personale», «garantendo il contenimento della dinamica retributiva e occupazionale», e a porre, altresì, il divieto di assunzione di personale per gli enti nei quali l'incidenza delle spese relative al personale sia pari o superiore al cinquanta per cento; che, in particolare, con l'art. 1, comma 557, della 1egge n. 296 del 2006, ritenuto da questa Corte «principio fondamentale in materia di coordinamento della finanza pubblica» (cfr. sentenze n. 212 del 2012 e n. 108 del 2011), il legislatore nazionale ha fissato alcuni principi fondamentali al riguardo, volti sia alla riduzione dell'incidenza percentuale delle spese di personale rispetto al complesso delle spese correnti, sia al contenimento delle dinamiche retributive, nonché alla razionalizzazione e allo snellimento delle strutture burocratico amministrative, anche attraverso accorpamenti di uffici, con l'obiettivo di ridurre l'incidenza percentuale delle posizioni dirigenziali in organico; che, pertanto, con tali norme, il legislatore statale ha inteso fissare principi di coordinamento della finanza pubblica, ai sensi dell'art. 117, terzo comma, Cost., ai quali le Regioni non possono derogare, e che tanto meno possono modificare nell'esercizio della propria potestà legislativa concorrente; che, di conseguenza, il legislatore regionale, con il comma 3 del citato art. 1, introducendo una deroga all'applicazione della sopra ricordata normativa statale, espressione di principi di coordinamento della finanza pubblica, è venuto a travalicare ampiamente l'ambito della propria potestà legislativa concorrente, violando l'art. 117, terzo comma, Cost.; che, conclusivamente, alla luce di quanto sopra esposto, per la difesa pubblica, deve essere dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, commi 1 e 3, della legge della Regione Marche n. 22 del 2012; che la Regione Marche non si è costituita; che, successivamente alla proposizione del ricorso, la norma regionale impugnata è stata abrogata dall'art. 32 della legge della Regione Marche 27 novembre 2012, n. 37 (Assestamento del bilancio 2012); che, a seguito di tale abrogazione, in data 9 aprile 2013, il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato atto di rinuncia al ricorso, con la corrispondente delibera adottata dal Consiglio dei ministri il 27 marzo 2013. Considerato che il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questione di legittimità costituzionale dell'articolo 1, commi 1 e 3, della legge della Regione Marche 29 giugno 2012, n. 22 (Disposizioni per il personale dei consorzi di sviluppo industriale e modifica della legge regionale 15 novembre 2010, n. 16 "Assestamento del bilancio 2010"), in riferimento agli articoli 3, 97, terzo comma, e 117, terzo comma, della Costituzione; che la Regione Marche non si è costituita; che, nelle more del giudizio, la legge della Regione Marche 27 novembre 2012, n. 37 (Assestamento del bilancio 2012), in particolare con l'art. 32, ha abrogato 1a disposizione impugnata; che, a seguito di ciò, il ricorrente ha rinunciato al ricorso; che, in mancanza di costituzione in giudizio della Regione resistente, l'intervenuta rinuncia al ricorso determina, ai sensi dell'art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, l'estinzione del processo (ex plurimis, ordinanze n. 37 del 2013 e n. 302 del 2012).. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara estinto il processo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 maggio 2013. F.to: Franco GALLO, Presidente Paolo Maria NAPOLITANO, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 29 maggio 2013. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI