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La Camera inizia due anni prima la riforma del proprio Regolamento, con il risultato che la Camera non "cava un ragno dal buco" e il Senato approva una modifica del Regolamento che a tutt'oggi noi stiamo tentando di applicare e che per me funziona. Quindi i numeri sono dalla nostra parte, non ci sono santi. Questa è una legge che secondo me va non approvata, di più, va stra-approvata, non foss'altro perché finalmente - perdonatemi la battuta - quando il Parlamento si riunirà in seduta comune anche i senatori potranno sedersi, perché l'Aula potrà contenere assolutamente tutti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Vi prego di lasciarlo concludere. Senatore Calderoli, le ho già dato un po' di tempo in più; la prego di avviarsi alla conclusione. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Concludo, signor Presidente. Però la matematica è matematica: se si usano i posti del Governo, ci saranno anche i posti per i 58 grandi elettori regionali e ci staremo tutti. (Commenti dal Gruppo PD) . Comunque io voto un convinto sì, straconvinto per il sì. Ciascuno poi voterà per quello che vuole: astenetevi pure, ma non nascondetevi dietro al discorso della difesa della democrazia, della democrazia rappresentativa, del bicameralismo e tutto il resto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti della senatrice Malpezzi) . Perché chi vota no o chi si astiene lo fa per difendere la propria cadrega e il proprio stipendio. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . *QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Signor Presidente, la democrazia rappresentativa è in crisi; questo è sotto gli occhi di tutti. E, quando la democrazia rappresentativa è in crisi, è necessario riformarla. È necessario riformarla, ma non abrogarla: la democrazia rappresentativa, con tutti i suoi limiti e con tutti i suoi difetti, è infatti la forma migliore di Governo, soprattutto per le società complesse. È stata data per morta tante volte ed è sempre risorta dalle ceneri. È stata data per morta quando sono nati i partiti extraparlamentari, quelli che avevano un'organizzazione anche al di fuori del Parlamento. È stata data per morta negli anni '30, quando si riteneva che l'autoritarismo e il totalitarismo fossero la norma. È stata data per morta dai cantori dell'assemblearismo nell'immediato Dopoguerra e poi nel '68. È sempre risorta dalle sue ceneri, perché non si è fermata, perché si è messa in discussione e ha accettato di riformarsi. Non nascondiamoci dietro a un dito, allora. La riduzione del numero dei parlamentari in quest'Aula l'abbiamo proposta tutti, e talvolta è stata proposta anche con argomentazioni che probabilmente hanno incoraggiato pulsioni ed esiti non favorevoli a quanti sono per una democrazia liberale e per una democrazia rappresentativa. Nei manifesti dell'ultima campagna referendaria, coloro che hanno fatto propaganda per il sì, hanno incitato a votare per tagliare stipendi e poltrone: dobbiamo dirci queste cose perché, se non facciamo un esame di coscienza tutti, non ne veniamo a capo. La riduzione del numero dei parlamentari può senz'altro servire a una riforma delle nostre Camere, a renderle più snelle, a migliorare il loro lavoro nonché la rappresentanza e la sua qualità, apportandovi le competenze di cui hanno bisogno, perché non siamo onniscienti e non si può decidere tutto attraverso un click sulla rete. Questi sono motivi seri per volere una riduzione del numero dei parlamentari. Diciamocelo con chiarezza: non si tratta di un problema di cadreghe , né soprattutto di costi. E a questo proposito mi rivolgo anche alla maggioranza: sarebbe bastato non prendere nei Ministeri gli aspiranti parlamentari che non sono riusciti a entrare in queste Camere o ridurre alcuni stipendi, per risparmiare anche più di quanto oggi volete dirci che si risparmi con il taglio dei parlamentari. Per queste ragioni non vi daremo alibi e voteremo a favore di questa riforma. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Commenti del senatore Faraone). Cari amici, non dimentichiamo, però, alcuni aspetti: siamo all'interno di un procedimento parlamentare, che ha una certa durata temporale, anche perché deve servire ad avere alcune risposte. La riduzione del numero dei parlamentari deve rispondere a determinati requisiti: in primo luogo, deve dare garanzia di rappresentatività agli italiani che stanno qui o all'estero (Applausi della senatrice Rizzotti) ; in secondo luogo, deve dare garanzia di rappresentatività alle minoranze; in terzo luogo, deve integrarsi in maniera equilibrata con le altre riforme che state proponendo. Un referendum propositivo non è infatti uno scandalo, ma vi chiediamo: con tale istituto mirate a integrare o ad abrogare la democrazia rappresentativa? (Applausi dal Gruppo FI-BP). Questo è l'interrogativo al quale dovrete rispondere nei prossimi mesi, perché se il referendum propositivo si potrà fare anche sulle leggi di spesa, potremmo paradossalmente trovarci di fronte a quesiti del tipo «volete abrogare l'esercito?»; se non avrà limiti e sarà del tutto alternativo al lavoro del Parlamento, allora la vostra riduzione del numero dei parlamentari sarà un modo non per riformare la nostra democrazia e ciò che in quest'Aula facciamo insieme, ma per ridurre quello che considerate un danno, per iniziare ad abrogare gli istituti parlamentari e per farci sembrare ogni giorno più simili a un regime, magari come quello di Maduro rispetto al quale alcuni di voi vorrebbero fossimo equidistanti. Noi non siamo equidistanti, ma stiamo dalla parte della democrazia rappresentativa, contro qualsiasi tentativo di abolirla o di cambiarle completamente i connotati. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Voteremo a favore del provvedimento come un'apertura di credito, perché questa riforma, se ben interpretata, potrà dare più efficienza e riportare prestigio a quel Parlamento che ogni giorno cercate di infangare anche attraverso la vostra propaganda e i vostri manifesti. Nei prossimi mesi vedremo cosa accadrà e sapremo regolarci, ma oggi non vi diamo l'alibi di essere i soli a volere che questo Parlamento sia in grado di autoriformarsi partendo dal mettere in dubbio il numero di quanti siamo qui dentro. Il nostro sì è un'apertura di credito, ma se questa si rivelerà una pagina squallida di antiparlamentarismo e una sorta di boulangismo minore, saremo i primi a dirlo, forte e fino in fondo. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PERILLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, è bene ricordare che con questo disegno di legge noi intendiamo ridurre il numero di parlamentari di circa un terzo, adeguando così l'Italia agli altri Paesi europei e producendo un risparmio di 100 milioni di euro all'anno e 500 milioni di euro a legislatura.