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in ogni caso, in accordo ai princìpi di cui alla legge 9 luglio 1990, n. 185, recante nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali d'armamento, l'eventuale riesportazione verso Paesi terzi del materiale acquisito potrà essere effettuata solo con il preventivo benestare della Parte cedente. Vengono poi stabilite, nel paragrafo 2 della medesima Sezione, le modalità per lo svolgimento delle attività di cooperazione nel settore dell'industria della difesa e della politica degli approvvigionamenti, della ricerca, dello sviluppo degli armamenti e delle apparecchiature militari. Si prevede inoltre che la Parti si prestino reciproca assistenza e collaborazione per promuovere l'esecuzione dell'Accordo e dei contratti da esso discendenti da parte dell'industria nazionale e delle organizzazioni interessate. Da ultimo, il paragrafo 3 impegna le Parti ad adoperarsi per garantire la protezione della proprietà intellettuale di quanto sviluppato in conformità con l'Accordo in esame, nel rispetto delle leggi nazionali e degli accordi internazionali in materia sottoscritti da ciascuna di esse. La Sezione VII regola il trattamento di informazioni, documenti e materiali classificati, specificando che il loro trasferimento a terzi potrà avvenire solo attraverso i canali governativi approvati dalle rispettive Autorità nazionali per la sicurezza, e che essi dovranno essere conservati, trattati e salvaguardati secondo le leggi nazionali, nonché utilizzati esclusivamente per gli scopi contemplati dall'Accordo. Infine, viene stabilito che il trasferimento a terze parti di informazioni o materiali classificati acquisiti nell'ambito del presente Accordo non può aver luogo senza il consenso scritto della Parte originatrice, mentre la disciplina di ulteriori aspetti di sicurezza concernente le informazioni classificate viene demandata ad un ulteriore specifico accordo, da sottoscrivere a cura delle rispettive Autorità nazionali per la sicurezza. La Sezione VIII stabilisce che le controversie. derivanti dall'interpretazione o dall'applicazione del presente Accordo verranno risolte attraverso consultazioni e negoziati bilaterali tramite i canali diplomatici. Infine, le Sezioni IX, X e XI regolano l'entrata in vigore del documento in esame, prevedendone la durata a tempo indeterminato, le modalità di denuncia e di cessazione, nonché quelle relative ad eventuali emendamenti e revisioni del testo. È, da ultimo, stabilito che le lingue ufficiali del testo dell'Accordo sono l'italiano ed il francese, entrambe le versioni facenti ugualmente fede.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo sulla cooperazione militare e di difesa tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica gabonese, fatto a Roma il 19 maggio 2011. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1 della presente legge, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dalla sezione IX dell'Accordo stesso. 3 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dalla sezione II, paragrafo 1, lettera d) , dell'Accordo di cui all'articolo 1 della presente legge, valutato in euro 5.369 annui ad anni alterni, a decorrere dall'anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 2 Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro della difesa provvede al monitoraggio degli oneri di cui al comma 1 del presente articolo e riferisce in merito al Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al medesimo comma 1, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro della difesa, provvede con proprio decreto alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie rimodulabili di parte corrente di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, destinate alle spese di missione nell'ambito del programma «Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari» e, comunque, della missione «Difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 2. 4 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dalle disposizioni dell’Accordo di cui all’articolo 1 della presente legge, ad esclusione di quelle di cui alla sezione II, paragrafo 1, lettera d) , dell’Accordo medesimo, non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2 Agli eventuali oneri relativi alla sezione V dell'Accordo di cui all'articolo 1 della presente legge si fa fronte con apposito provvedimento legislativo. 5 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .