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L'articolo 35 modifica l'articolo 46 della legge n. 184 del 1983, in materia di assenso dei genitori, del coniuge della parte dell'unione civile e del convivente di fatto dell'adottando, prevedendo la soppressione della disposizione che subordina l'adozione all'assenso dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale o del coniuge o della parte dell'unione civile, se convivente, dell'adottando o del convivente di fatto dell'adottando, se l'adozione è nell'interesse dello stesso. L'articolo 36 modifica l'articolo 47 della legge n. 184 del 1983, in materia di effetti dell'adozione, adeguando l'articolo ai cambiamenti introdotti all'articolo 6 in materia di soggetti legittimati all'adozione. L'articolo 37 modifica l'articolo 48 della legge n. 184 del 1983, in materia di responsabilità genitoriale sull'adottato, precisando che l'adottato ha nei confronti di chi lo adotta i diritti di cui all'articolo 315- bis del codice civile. Questa modifica si rende necessaria per adeguare il testo alla riforma della filiazione, che mette al centro la figura del figlio. L'articolo 38 modifica l'articolo 51 della legge n. 184 del 1983, in materia di revoca dell'adozione, adeguando l'articolo ai cambiamenti introdotti all'articolo 6 in materia di soggetti legittimati all'adozione. L'articolo 39 modifica l'articolo 52 della legge n. 184 del 1983, in materia di pronuncia della revoca su domanda dell'adottato o su istanza del pubblico ministero, adeguando l'articolo ai cambiamenti introdotti all'articolo 6 in materia di soggetti legittimati all'adozione. L'articolo 40 modifica l'articolo 53 della legge n. 184 del 1983, in materia di revoca dell'adozione, prevedendo anche per l'adottato la possibilità di promuovere la revoca dell'adozione, tramite il curatore speciale, secondo quanto previsto dalla Convenzione sull'esercizio dei diritti dei minori di Strasburgo. L'articolo 41 abroga l'articolo 55 della legge n. 184 del 1983 a seguito della legge 10 dicembre 2012, n. 219, in materia di riconoscimento dei figli naturali che ha modificato l'articolo 74 del codice civile in materia di definizione di parentela. L'articolo 42 modifica l'articolo 57 della legge n. 184 del 1983, in materia di verifica da parte del tribunale per i minorenni sull'adozione nei casi particolari, prevedendo che il tribunale per i minorenni, ricevuto il ricorso, nomini per il minore adottando un curatore speciale qualora sussista conflitto di interessi con chi lo rappresenta legalmente. L'articolo 43 modifica l'articolo 74 della legge n. 184 del 1983, in materia di riconoscimento da parte di persona coniugata o di una persona parte di un'unione civile di un figlio nato fuori del matrimonio o fuori dell'unione civile non riconosciuto dall'altro genitore, prevedendo che nel caso in cui vi siano fondati motivi per ritenere che ricorrano gli estremi dell'impugnazione del riconoscimento, il tribunale per i minorenni invia gli atti alla procura della Repubblica presso il tribunale ordinario ai fini della nomina di un curatore speciale per promuovere l'azione di impugnazione per difetto di veridicità. Questa modifica si rende necessaria a seguito della modifica dell'articolo 38 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile, in materia di riparto di competenze, da parte del decreto legislativo 28 dicembre 2013, n. 154, recante revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione.. 1 (Modifica dell'articolo 1 della legge n. 184 del 1983, in materia di diritti del minore) 1 L'articolo 1 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: « Art. 1. – 1. Il minore ha diritto di crescere e di essere educato nell'ambito della propria famiglia e di mantenere le relazioni che rispondono al suo interesse. Il minore ha diritto ad essere ascoltato, su ogni questione che lo riguarda, dai genitori, dagli affidatari, dagli educatori, dai servizi sociosanitari, dai giudici davanti ai quali è chiamato a comparire ove adeguatamente assistito ai sensi dell'articolo 315- bis del codice civile. 2. Le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la responsabilità genitoriale non possono essere di ostacolo all'esercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto. Il giudice, prima di dichiarare lo stato di adottabilità di un minore, verifica l'attuazione di detti interventi ed il coinvolgimento dei genitori negli stessi. 3. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie competenze, sostengono, con idonei interventi, nel rispetto della loro autonomia e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, i nuclei familiari a rischio, al fine di prevenire l'abbandono e di consentire al minore di essere educato nell'ambito della propria famiglia. Essi, congiuntamente o disgiuntamente con altri soggetti qualificati e competenti, promuovono iniziative di formazione dell'opinione pubblica sull'affidamento familiare e l'adozione e di sostegno all'attività delle comunità di tipo familiare, organizzano corsi di preparazione e di aggiornamento professionale degli operatori sociali e del settore, nonché incontri di formazione per le famiglie e le persone che intendono offrire la loro disponibilità per l'affidamento familiare o per l'adozione. I medesimi soggetti possono stipulare convenzioni con enti o associazioni senza fini di lucro che operano nel campo della tutela dei minori e delle famiglie per la realizzazione delle attività di cui al presente comma. 4. Quando i genitori non sono in grado di attuare i diritti del figlio minore secondo quanto previsto dall'articolo 315- bis del codice civile, nell'esercizio della responsabilità che loro compete ai sensi dell'articolo 316 del codice civile, si applicano gli istituti di cui alla presente legge. 5. Il diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nell'ambito di una famiglia è assicurato senza distinzione di sesso, di etnia, di età, di lingua, di religione e nel rispetto della identità culturale del minore e comunque in conformità con i princìpi fondamentali dell'ordinamento ». 2 (Modifica dell'articolo 2 della legge n. 184 del 1983, in materia di affidamento del minore) 1 L'articolo 2 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: « Art. 2. – 1. Il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, nonostante gli interventi di sostegno e aiuto disposti ai sensi dell'articolo 1, è affidato ad una famiglia, preferibilmente con figli minori, o ad una persona singola, in grado di assicurargli il mantenimento, l'educazione, l'istruzione, l'assistenza morale e il diritto all'ascolto ai sensi dell'articolo 315- bis del codice civile e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno. 2.