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Lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato per gli studi relativi ai piani di bacino e per gli interventi più urgenti, con priorità per quelli di manutenzione e di completamento finalizzati alla razionalizzazione dell'uso delle risorse idriche superficiali e sotterranee, nonché a fronteggiare situazioni di dissesto idrogeologico, della rete idrografico-superficiale, di subsidenza ed erosione delle coste, di inquinamento delle acque e del suolo. 3. Il termine per la presentazione degli schemi previsionali e programmatici previsti dall'art. 31 della legge 18 maggio 1989, n. 183, riferiti al quadriennio 1989-1992, è fissato al 31 ottobre 1990. L'inosservanza del predetto termine comporta l'esclusione del bacino dal programma di ripartizione dei fondi, da adottarsi ai sensi dell'art. 31, comma 4, della legge 18 maggio 1989, n. 183. 4. Nell'ambito delle disponibilità finanziarie assegnate, le autorità di bancino e le regioni, singolarmente o d'intesa fra di loro, rispettivamente nei bacini di rilievo regionale e interregionale, possono procedere a revisioni ed aggiornamenti annuali degli schemi previsionali e programmatici. 5. Agli interventi urgenti di cui all'art. 2-bis, comma 1, del decreto-legge 13 giugno 1989, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1989, n. 283, si applicano limitatamente agli stanziamenti per l'esercizio 1990, le procedure di cui al comma 5 del citato art. 2-bis". - L'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 27 luglio 1999, recante "Ripartizione dei fondi finalizzati al finanziamento degli interventi in materia di difesa del suolo per il quadriennio 1998-2001" è il seguente: "Art. 1. - A valere sull'importo complessivo di lire 1.890 miliardi, la somma di lire 284 miliardi, di cui lire 134 miliardi per l'anno 2000 e lire 150 miliardi per l'anno 2001, è destinata al finanziamento di interventi inseriti in programmi che rilevino le criticità del bacino idrografico nell'ambito dei settori della difesa delle coste e del dissesto idrogeologico o della rete idrografica, che interessino i centri urbani, elaborati dai comitati tecnici delle autorità di bacino ed approvati dai comitati istituzionali, per i bacini di rilievo nazionale e interregionale, o dal competente organo regionale, per i bacini di rilievo regionale, tenuto conto anche degli ordini del giorno di indirizzo parlamentare, citati nelle premesse. Delle predette risorse, la quota di 30 miliardi, di cui 15 miliardi per ciascuno degli anni 2000 e 2001, è destinata al finanziamento di interventi di sistemazione della rete idrografica dei fiumi Reno, Conca e Marecchia. 2. I programmi di cui al comma 1 sono trasmessi al Ministero dei lavori pubblici entro il termine di novanta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale. Sulla base dei programmi regolarmente pervenuti, il Comitato dei Ministri di cui all'art. 4 della legge 18 maggio 1989, n. 183, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, seleziona gli interventi da finanziare nell'ambito delle risorse di cui al presente articolo in relazione alle finalità ed al livello di approfondimento dei programmi presentati, dai quali si possano concretamente desumere e quantificare i benefici attesi, anche in termini di riduzione del rischio. 3. Il Ministero dei lavori pubblici, con propri decreti, approva gli interventi da finanziare con le risorse di cui al presente articolo e provvede al trasferimento delle risorse. - L'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 27 luglio 1999, è il seguente: "Art. 4. - 1. I programmi da finanziare a valere sulle risorse di cui all'art. 2, debitamente approvati dagli organi competenti, sono trasmessi al Ministero dei lavori pubblici entro il termine di novanta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale. 2. Sulla base dei programmi regolarmente pervenuti, il Ministero dei lavori pubblici provvede al trasferimento delle risorse in conformità al riparto di cui alla tabella B. 3. Decorsi inutilmente ulteriori trenta giorni dal termine di cui al comma 1, a norma dell'art. 9, comma 3, della legge 8 agosto 1990, n. 253, il bacino è escluso dal piano di ripartizione di cui alla tabella B. 4. Le risorse finanziarie risultanti dalle decadenze di cui al comma 3 sono riassegnate ai restanti bacini con decreto del Ministro dei lavori pubblici, utilizzando gli stessi criteri di riparto di cui all'art. 2. Dell'adozione dei provvedimenti di riassegnazione è data comunicazione alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano". - L'art. 21 della legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed integrazioni, recita: "Art. 21 (I programmi di intervento). - 1. I piani di bacino sono, attuati attraverso programmi triennali di intervento, redatti tenendo conto degli indirizzi e delle finalità dei piani medesimi. 2. I programmi triennali debbono destinare una quota non inferiore al 15 per cento degli stanziamenti complessivamente a: a) interventi di manutenzione ordinaria delle opere, degli impianti e dei beni, compresi mezzi, attrezzature e materiali dei cantieri-officina e dei magazzini idraulici; b) svolgimento del servizio di polizia idraulica, di navigazione interna, di piena e di pronto intervento idraulico; c) compilazione ed aggiornamento dei piani di bacino, svolgimento di studi, rilevazioni o altro nelle materie riguardanti la difesa del suolo, redazione dei progetti generali, degli studi di fattibilità, dei progetti di massima ed esecutivi di opere e dgli studi di valutazione dell'impatto ambientale di quelle principali. 3. Le regioni, conseguito il parere favorevole del comitato di bacino di cui all'art. 18, possono provvedere con propri stanziamenti alla realizzazione di opere e di interventi previsti dai piani di bacino di rilievo nazionale, con il controllo del predetto comitato. 4. Le province, i comuni, le comunità montane e gli altri enti pubblici, previa autorizzazione della regione o del comitato istituzionale interessati, possono concorrere con propri stanziamenti alla realizzazione di opere e interventi previsti dai piani di bacino". - L'art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 27 luglio 1999, è il seguente: "Art. 2. - 1. Il residuo importo, sulle somme previste dall'art. 1, comma 1, pari a lire 1.606 miliardi è ripartito tra i bacini di rilievo nazionale, interregionale e regionale, ed i servizi tecnici nazionali, in conformità dell'allegata tabella B costituente parte integrante del presente decreto". - L'art. 4, comma 4-bis, della legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed integrazioni, recita: "4-bis.