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Presidente Draghi, come lei ha sottolineato ieri, dobbiamo insistere per un ingresso tempestivo dell'Ucraina nell'Unione europea, un'Unione che fino ad ora ha mostrato il suo lato migliore, grande compattezza e grande capacità di risposta. La nostra principale forza è il fatto che siamo delle democrazie: tornano alla mente le parole del presidente Mattarella al suo secondo giuramento. I regimi autoritari o autocratici tentano ingannevolmente di apparire, a occhi superficiali, più efficienti di quelli democratici, le cui decisioni, basate sul libero consenso e sul coinvolgimento sociale, sono invece più solide ed efficaci. Spetta allora a noi dimostrare che il nostro sistema è superiore a quello autocratico. E ai pochi - per fortuna - che si lamentano che non è stato sentito Putin in Parlamento e che nutrono ancora simpatie per il suo regime, si può semplicemente consigliare di andarci a vivere, stando però ben attenti a non pronunciare mai la parola "guerra": si rischiano fino a quindici anni di reclusione. (Applausi) . FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, noi sosteniamo "senza se e senza ma" l'azione del Governo; lo dico perché nessuna ambiguità è accettabile e vanno contrastate con decisione le politiche dei professionisti del no, che poi sono sempre gli stessi: i no triv, i no TAP, a proposito di crisi energetica, signor Presidente, quelli che hanno contribuito a consegnarci un Paese per metà dipendente energeticamente da Putin e che ci stanno costando un salasso da un punto di vista economico e sociale. Poi ci sono i no vax, signor Presidente, che ci sono costati tantissimo in termini di vite umane durante la pandemia (Applausi) , con le loro teorie antiscientifiche. Poi i no euro, con i loro piccoli sovranismi nazionali contro un necessario sovranismo europeo; sono gli stessi, signor Presidente, che oggi si ergono a difensori di Putin e definiscono il leader russo uno statista, vero argine all'impero globale e ci stanno costando tantissimo in discredito per la nostra democrazia. Cambiano nome alle chat Telegram, ma queste chat hanno sempre gli stessi componenti. Pensano sia giusto mettere sullo stesso piano le teorie dello sciamano no vax con chi ha studiato e ha inventato i vaccini salvavita, o pensano che vada organizzata una seduta congiunta di Camera e Senato per ascoltare Zelensky e qualche giorno dopo magari Putin, per proporre una folle e macabra par condicio . Sì, perché oltre a contrastare i signor no, signor Presidente, come ha scritto benissimo Recalcati, dobbiamo occuparci anche di contrastare quelli dei "né né", quelli che mettono sullo stesso piano la resistenza ucraina e la difesa dei valori democratici, da un lato, e Putin e l'autocrazia, dall'altro. Noi sosteniamo con forza il suo Governo, presidente Draghi, perché ha scelto chiaramente da che parte stare (Applausi) . E se penso alle pulsioni della passata legislatura e all'inizio di questa in corso, le dico che non era così scontato che l'Italia fosse collocata là dove è sempre stata: con l'Europa e per il Patto atlantico. Oggi, Presidente, chi vuole sventolare la bandiera della pace non può che sventolare la bandiera dell'Ucraina, senza alcuna ipocrisia. (Applausi) . Centodiciassette bambini uccisi, Presidente, come diceva ieri il leader Zelensky, un conto macabro destinato purtroppo a salire; donne e uomini seppelliti in fosse comuni, città rase al suolo; un mese di assedio, profughi che scappano con qualunque mezzo, mamme che, come in Afghanistan, affidano i propri bambini ad estranei, mamme che muoiono in barella prima di mettere al mondo un figlio, mamme che muoiono di stenti dopo trenta ore di viaggio. Tutto questo per un uomo che lucidamente ha preparato questa invasione. Noi siamo con lei, Presidente, e col Governo. Bene e giuste le sanzioni, bene le armi per sostenere la resistenza ucraina, anche se sappiamo che tutto questo da solo non basta - l'ha detto anche lei - e chi vede da parte sua ambiguità da questo punto di è assolutamente strumentale nelle sue affermazioni. Occorre tenere sempre aperti i canali diplomatici e l'Europa deve essere protagonista della pace, senza delegare questo ruolo esclusivamente ad altri Paesi, per non favorire il disegno di Putin, che vuole imporre un nuovo ordine mondiale guardando alla Cina, all'India e all'Africa. La guerra è a poche ore di aereo da noi e non possiamo che essere protagonisti noi per la pace. Presidente, lei e il Governo, per fortuna, potete contare oggi sul sostegno di un vasto arco parlamentare. Anche Fratelli d'Italia sta mostrando grande responsabilità e su questo grande consenso, così come il grande consenso popolare, bisogna investire. Tutti i governi europei stanno ottenendo lo stesso riconoscimento dalle proprie popolazioni, ma questa condizione, Presidente, va mantenuta nel tempo ed è la cosa più difficile e più complessa. Decisivo sarà quello che si farà domani; al di là di quanto durerà il conflitto, speriamo meno possibile, c'è e ci sarà una crisi economica crescente e per contrastarla occorrerà far politica e prendere provvedimenti in Italia e Europa, che non facciano sfarinare questo consenso sotto i colpi dei costi diretti e indiretti della guerra. I "signor no", quelli dei "né né", gli ignavi, come li chiamava Dante, ma anche chi oggi dice di sostenerla in alcuni casi, saranno pronti a prendere le distanze e a lucrare sull'eventuale dissenso crescente. Servirà, lo ha detto bene Presidente, condivisione per una difesa comune europea, per la politica estera comune europea, per una seria politica sui profughi e per scelte economiche, energetiche e alimentari che vedano l'Europa unita. Nel vertice di domani e di dopodomani si costruirà l'Europa vera, non quella delle chiacchiere. I costi della guerra vengono scaricati più su alcune fasce deboli e più su alcuni Paesi europei rispetto ad altri e questa asimmetria rischia di far riesplodere nazionalismi ed euroscetticismo e generare una pericolosa disgregazione. L'Italia è tra i Paesi che rischiano maggiormente di essere danneggiati. L'Italia e gli italiani non lo meritano: non lo meritano le famiglie italiane, i sindaci, le scuole, i nostri militari, le Forze dell'ordine e la Protezione civile, che per generosità e grande cuore meritano invece grande rispetto. Noi, Presidente, siamo convinti che sia finito il tempo dei leader improvvisati e siamo orgogliosi della sua Presidenza e del suo Governo. È finito il tempo dell'incompetenza: due anni di pandemia ed ora la guerra hanno falciato chi pensava di andare avanti spegnendo incendi senza prevenirli. Ora siamo obbligati da questo schiaffo della storia ad una svolta totale, che parla di unità dell'Occidente, di rafforzamento dell'Unione europea, di transizione ecologica, di fine del peggior populismo. Oggi tutto questo, Presidente, è un'opportunità: la vita ci mette alla prova e lo fa sempre per imprimere quei cambiamenti che sono stati rimandati per decenni. (Applausi) . CIRIANI (FdI) .