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Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza lo abbiamo evidenziato e abbiamo chiesto che si punti davvero su una medicina incentrata sul paziente e i suoi bisogni, sulla persona e non sulla malattia. Oggi chiediamo la stessa cosa. I malati Covid-19 devono essere assistiti nel migliore dei modi già nelle loro case, perché solo intervenendo in tempo e nel modo più giusto riusciremo a diminuire e scongiurare il peggioramento della malattia, con il successivo e drammatico ingresso in terapia intensiva. (Applausi) . Solo così riusciremo ad alleggerire i nostri ospedali e pian piano, complici i vaccini, a tornare gradualmente alla socialità, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista sanitario, economico e anche umano. Inoltre, come ha annunciato precedentemente il senatore Romeo, anche noi procederemo a ritirare la nostra mozione per convergere sull'ordine del giorno che abbiamo tutti firmato. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritta a parlare la senatrice Biti. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Sottosegretario, la ringrazio dell'attenzione e ringrazio anche ai colleghi che hanno presentato le mozioni in esame e hanno permesso di fare un lavoro comune, insieme, per arrivare a una soluzione condivisa su un tema che nell'ultimo anno abbiamo affrontato già più e più volte e che ci ha visto interrogarci sul nostro Sistema sanitario nazionale, soprattutto per quanto riguarda i servizi territoriali. Abbiamo visto quanto sia importante la medicina territoriale e abbiamo preso atto dei limiti che ha dimostrato in questo anno, soprattutto in alcuni territori del nostro Paese. È inutile negarlo e ce ne dobbiamo fare carico tutti insieme. È ovvio che in alcuni territori piuttosto che in altri si è vista una grande criticità dei servizi territoriali. Nelle mozioni, anche se sono state ritirate e se si convergerà su un ordine del giorno sottoscritto da tutti i Gruppi qua presenti - come già annunciato dal Gruppo Lega e dal Gruppo MoVimento 5 Stelle - è stato ben sottolineato che nell'ultimo anno ci siamo trovati davanti a una malattia sconosciuta. La medicina non è una scienza esatta, ma è un metodo sperimentale, che ogni giorno si trova a improvvisare, soprattutto quando è davanti a un nemico sconosciuto. In questo anno soprattutto i medici, gli infermieri e i sanitari di ogni livello si sono trovati molte volte a improvvisare, per cercare di curare i pazienti nel miglior modo possibile. I medici di medicina generale in questo sono stati i pionieri, se possiamo e vogliamo dirlo. All'inizio, non conoscendo la malattia e non sapendo neanche di averla davanti, hanno cercato di mettere in campo tutto ciò che era possibile sulla base delle loro conoscenze; in un secondo momento sono intervenuti mandando i pazienti negli ospedali il più velocemente possibile, anche per la paura di non poter curare i malati di Covid-19. Questo ha fatto sì - lo sappiamo tutti, ma la memoria è importante - che gli ospedali si siano trovati sovraccarichi. E purtroppo questo è un fatto che verifichiamo anche in questi giorni - ahinoi - perché la situazione non è cambiata molto. E ha posto anche il tema forte di dover dare dei protocolli e delle indicazioni ai medici di base, per prendersi cura dei pazienti e per assisterli il più rapidamente possibile e nel modo migliore possibile alla comparsa dei primi sintomi, in modo da curare le persone e non intasare gli ospedali. È fondamentale, come chiede la mozione, un aggiornamento costante e continuo delle linee guida, in modo che la somministrazione dei farmaci più efficaci e la presa in carico del paziente possano avvenire nel minor tempo possibile e nel miglior modo possibile. In questo è essenziale la figura del medico di medicina generale, dei pediatri e di tutti gli specialisti che a livello territoriale hanno a che fare con le persone. Guardate, colleghi, questo è fondamentale per due motivi: non soltanto per dare una cura pronta a chi si ammala, ma anche per sostenerlo, perché i medici di medicina generale il più delle volte conoscono la situazione, anche familiare e sociale, in cui il malato vive. Sappiamo ormai essere molto importante e fondamentale prendersi carico dei malati anche dal punto di vista psicologico e sociale, soprattutto per questo tipo di malattia. La mozione è fondamentale per migliorare le funzioni di assistenza e per migliorare quello che è mancato, ossia il tracciamento, perché è stata veramente una croce e un dolore nell'ultimo anno fare segnalazioni ai fini epidemiologici che fossero efficaci ed efficienti. La sorveglianza sanitaria è fondamentale nel nostro sistema per garantire la salute nel miglior modo possibile e anche un'assistenza - come diceva la collega prima di me - adeguata ai più fragili, che sono poi quelli che si ammalano di più. È per questo motivo che abbiamo sottoscritto l'ordine del giorno e crediamo davvero che i territori che meglio hanno affrontato la situazione possano essere di esempio per altri territori che ancora lottano con criticità davvero notevoli. Speriamo che da qui in avanti il nostro sistema sanitario a livello territoriale possa migliorare, non soltanto per questa emergenza, ma anche per tutte le altre situazioni giornaliere che si troveranno ad affrontare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Siclari. Ne ha facoltà. SICLARI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, signor Sottosegretario, sono gravi le ripercussioni che la pandemia ha avuto sul servizio sanitario in poco più di un anno: si sono registrati oltre 3 milioni e mezzo di casi, con oltre 111.000 morti. Ancora oggi risultano ricoverati circa 30.000 pazienti Covid e le terapie intensive in molte Regioni sono sopra la soglia di sicurezza. In Italia, stando ai più recenti studi, è aumentata del 40 per cento la rinuncia alle cure dei pazienti non Covid, con oltre due milioni di screening oncologici in meno e 13.000 diagnosi di malattie mancate. Questo comporta non soltanto un danno diretto a chi non ha potuto curarsi al momento giusto in maniera adeguata, ma anche un danno indiretto al Servizio sanitario nazionale in termini di costi e gestione. In effetti, il nostro Servizio sanitario nazionale dovrà assistere i nostri concittadini, i pazienti non Covid, che non hanno avuto accesso alle cure, con maggiori cure un domani, quando sarà possibile, e quindi anche con maggiori costi. Sappiamo tutti che curare in ritardo una patologia, oltre che creare più sofferenza al malato, comporta l'utilizzo di terapie più complesse e spesso invasive. Gli ospedali sono stati sovraccaricati di lavoro per il Covid-19 e hanno dovuto limitare di molto l'accesso alle cure dei pazienti non Covid, che avevano bisogno di assistenza ospedaliera. In effetti, molti reparti sono stati chiusi per essere riconvertiti in reparti Covid e le terapie intensive, dal numero limitato, sono state utilizzate per i casi Covid più gravi, non permettendo l'utilizzo per il fabbisogno salute del Paese legato ad altre patologie non meno gravi. Le mozioni oggi in discussione perseguono il duplice meritorio obiettivo di fornire cure adeguate ai malati Covid, quando gli stessi si trovano presso la propria abitazione, ed evitare sia l'ospedalizzazione, sia i conseguenti problemi di sovraffollamento delle strutture sanitarie, che - come abbiamo anticipato - vanno in sofferenza quando il carico di malati si intensifica a causa dell'andamento della curva dei contagi.