[pronunce]

che la stessa giurisprudenza di legittimità, continua l'Avvocatura, ha evidenziato che la sospensione condizionata concessa con la legge n. 207 del 2003 è un mezzo di recupero sociale, che essa è infatti preclusa ai soggetti di particolare pericolosità sociale ed è corredata da prescrizioni e controlli sul modello dell'affidamento in prova al servizio sociale ed è espressamente equiparata alle misure alternative e soggetta come queste a revoca; che tali decisioni confermano la ragionevolezza della scelta legislativa di escludere dal beneficio i soggetti cui sia stata revocata una precedente misura alternativa; che anche il Magistrato di sorveglianza di Bari, con ordinanza di contenuto sostanzialmente identico a quelle emesse dal Magistrato di sorveglianza di Foggia, ha sollevato negli stessi termini la medesima questione di legittimità costituzionale; che anche in questo giudizio è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, svolgendo le medesime difese di cui alle precedenti ordinanze. Considerato che tutte le ordinanze in esame sollevano questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 3, lettera d), della legge 1° agosto 2003, n. 207 (Sospensione condizionata dell'esecuzione della pena detentiva nel limite massimo di due anni), nella parte in cui consente l'ammissione al beneficio di coloro i quali abbiano subito la revoca, per fatto colpevole, di una misura alternativa alla detenzione, e che i relativi giudizi vanno quindi riuniti; che questa Corte, con la sentenza n. 278 del 2005, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della disposizione censurata; che occorre quindi restituire gli atti ai giudici rimettenti perché valutino, alla luce della citata sentenza della Corte, la perdurante rilevanza delle questioni sollevate nei giudizi a quibus.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti al Magistrato di sorveglianza di Foggia ed al Magistrato di sorveglianza di Bari. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 28 settembre 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, Presidente Fernanda CONTRI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 30 settembre 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA