[resaula]

i lavoratori autonomi vi accusano di non aver previsto nessun intervento a loro favore e potrei continuare a lungo ma, ahimè, il tempo a mia disposizione non mi consente di andare oltre. Ho cercato - non dico assurdità - in questo disegno di legge di bilancio e nei suoi 119 articoli elementi di positività, ma non ho trovato in nessuna di queste pagine e in nessuno di questi articoli un disegno, una prospettiva che ci possa far ben sperare; anzi, sembra che l'obiettivo principe sia chiudere i battenti felicemente, sorridendo. Non c'è nulla di cui essere felici, nessun motivo per le aziende italiane di continuare a combattere quotidianamente; aziende che tanto si aspettavano ed invece hanno avuto tanto solo in termini di indifferenza e scarso interesse; nessun motivo che dia loro la convinzione che è giusto continuare ad investire in un Paese come l'Italia, che è giusto continuare a creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per i nostri giovani, e toglierli così dal riposo forzato a cui li avete costretti con il reddito di cittadinanza; nulla per evitare l'ulteriore chiusura di aziende e di attività e per evitare altre crisi aziendali, anche perché ci sono già quelle esistenti che non si riescono a fronteggiare, figuriamoci le nuove. Eppure, signori della maggioranza, ci sarebbe tanto da fare, specie per il mio, il nostro Mezzogiorno. Drammatico è quanto emerso dal rapporto 2019 dell'Associazione per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno (Svimez): nel 2018 il prodotto interno lordo al Sud è cresciuto dello 0,6 per cento rispetto all'1 per cento del 2017; male sono andati i consumi, che sono praticamente a zero rispetto al Centro-Nord, dove crescono dello 0,7 per cento e superano i livelli pre-crisi. Dal 2000 sono oltre 2 milioni le persone che hanno abbandonato il Sud e più della metà di questi sono giovani, allargando ancora di più il gap occupazionale rispetto al Centro-Nord. Potrei continuare ancora a lungo con tutti questi dati, eppure uno mi ha colpito in particolare: parlo del crollo degli investimenti pubblici. Svimez stima che nel 2018 la spesa in conto capitale è scesa per il nostro Meridione da 10,4 a 10,3 miliardi di euro; nello stesso periodo al Centro-Nord è salita da 20,22 a 24,3 miliardi. Passando all'agricoltura, un settore a me caro, nel disegno di legge di bilancio sono dedicati a questo comparto solo due articoli (dico due veramente di numero), nei quali c'è poco o nulla e quel poco risulta essere quasi un insulto a chi - mi rivolgo ai miei colleghi imprenditori agricoli - sta oggi lottando contro piaghe come la Xylella fastidiosa, la cimice asiatica, il problema della fauna selvatica (che stiamo trattando in 9 a Commissione, ma per la quale ancora non troviamo soluzioni) e agli imprenditori agricoli italiani che, nonostante la concorrenza sleale, sopportano, costi produttivi più elevati che li rendono meno competitivi sui mercati interni ed internazionali. A tale proposito, con i miei colleghi abbiamo presentato un disegno di legge volto proprio a tutelare il reddito delle nostre produzioni agricole. Come dicevo, mi rivolgo a chi continua, nonostante tutto, a combattere e a vendere le nostre eccellenze agroalimentari che ci invidiano e imitano. Il comparto da anni vive in un perenne stato di assedio, in una perenne situazione di emergenza, e sperava di avere risposte concrete ed immediate, oltre che un piano a medio termine per uscire da questo tunnel che sta distruggendo un patrimonio nazionale. L'invasione di specie animali aliene, gli eventi atmosferici imprevisti e violenti, il fenomeno dell' italian sounding, la fauna selvatica, la difesa del made in Italy, la guerra internazionale sui prezzi, il problema dei dazi all'esportazione dei nostri prodotti che rappresentano i fiori all'occhiello sono solo alcuni dei fattori che stanno gravando sulle spalle dei nostri imprenditori agricoli, per non parlare del conto in sospeso sulla nuova politica agricola comune (PAC), attualmente in discussione. Nessuna risposta è presente in questo documento, se non piccole mancette insufficienti, eppure i dati ci dicono che la dinamica dell'occupazione agricola giovanile è cresciuta nel Mezzogiorno del 12,9 per cento in più della media italiana. Sarebbe stato indispensabile quindi rivedere ad esempio l'accesso ai contributi previsti dal Fondo Resto al Sud, anche e soprattutto per il settore agricolo. Avremmo auspicato che il medesimo Fondo istituito all'articolo 39 della legge di bilancio, Cresce al Sud, prevedesse l'ampliamento della platea di soggetti che potevano accedervi. Ancora una volta, quindi, registriamo solo mortificazioni: e pensare che avete deciso di non dare al comparto agricolo l'attenzione che merita, proprio quello che più di qualsiasi altro avrebbe potuto aiutarvi e aiutarci su quel piano ambientale che tanto avete decantato e portato tra i punti cardine del vostro programma, che poi però nei fatti non trova alcuna applicazione. Chi, più del comparto agricolo, può contro l'abbandono delle aree interne in termini sia di occupazione sia di lotta al dissesto idrogeologico, con una giusta politica agricola che, come già in atto, riduca l'utilizzo delle risorse naturali (acqua in primis ) e sia rispettosa dell'ambiente con le sue produzioni bio? E invece nulla, tutto questo non interessa. Neppure il comparto agricolo ha per voi tutta questa importanza, tanto arriveremo a mangiare pillole al sapore di pasta, pane, latte, formaggio, salumi, carne, olio, frutta, ortaggi, vino, eccetera. Sarebbero stati fondamentali investimenti per nuove infrastrutture, ma nulla: l'ideologia del no a tutto ha vinto ancora una volta, lasciando il nostro Mezzogiorno praticamente isolato, con una vergognosa carenza di servizi di trasporto sul piano ferroviario, stradale e aereo. Proprio le tariffe aeree sono l'esempio della scarsa attenzione verso il Mezzogiorno: spesso lascia sgomenti il caro prezzi a cui sono soggetti i nostri concittadini, che come unico desiderio, soprattutto in questo periodo, hanno quello di raggiungere i propri familiari per le festività natalizie. Senza parlare del sistema sanitario calabrese in particolare, che rappresenta l'ennesima mortificazione per i cittadini che non si vedono garantiti nemmeno i livelli minimi di assistenza sanitaria. Tutto ciò per dire che questa legge di bilancio non ci piace, non ha una visione del Paese del futuro e non genererà crescita, ma solo nuove tasse, deprimendo la spinta imprenditoriale. Eppure, essendo una testarda imprenditrice agricola calabrese, sono per mia natura ottimista e vedo sempre la luce alla fine del tunnel , ragion per cui da questi banchi dell'opposizione ora - ma spero presto da quelli della maggioranza - i miei colleghi ed io continueremo ad accendere la luce su chi per i vostri errori e la vostra miopia non trova spazio in questi tristi e inconsistenti 119 articoli. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) .