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Nel lasso temporale che intercorre fra l'immissione in possesso e fino all'approvazione del programma di prosecuzione o di ripresa dell'attività non operano per le società in sequestro le cause di scioglimento per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, n. 4 e 2545- duodecies del codice civile (comma 1 -quinquies) . È modificato il comma 5 prevedendo che con decreto ministeriale (adottato di concerto dai Ministeri della giustizia, dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze) sono stabilite modalità semplificate di liquidazione o di cessazione dell'impresa. È modificato il comma 6 specificando che nel caso di sequestro di partecipazioni societarie l'amministratore esercita i poteri che spettano al socio nel limiti della quota sequestrata, che provvede, ove necessario, e previa autorizzazione del giudice delegato, a quanto previsto alle lettere a) e b) del vigente comma 6, e ad approvare ogni altra modifica dello statuto utile al perseguimento degli scopi della impresa in sequestro. L'articolo 33 modifica il comma 1 dell'articolo 45 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, specificando che l'acquisto dei beni al patrimonio dello Stato avviene a seguito della irrevocabilità del provvedimento di confisca. L'articolo 34 modifica il comma 1 dell'articolo 46 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, ampliando il novero dei casi in cui la restituzione dei beni confiscati può avvenire per equivalente alle ipotesi in cui i beni medesimi siano stati assegnati per finalità sociali, per fini di giustizia o di ordine pubblico o di protezione civile di cui alle lettere a), b), c) dell'articolo 48, comma 3, del medesimo decreto. Il comma 3 prevede che nei casi di restituzione per equivalente il pagamento della somma corrispondente al valore dei beni sia posto esclusivamente a carico del Fondo Unico Giustizia. L'articolo 36 modifica l'articolo 48 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e in particolare: il comma 3, lettera b) , prevedendo che l'autorizzazione a mantenere al patrimonio dello Stato i beni utilizzati dall'Agenzia per finalità economiche, coerentemente con la nuova disciplina dell'Agenzia, sia di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri e non del Ministro dell'interno; il comma 3, lettera c) , ove si tiene conto della soppressione delle province e si inseriscono tra gli enti che possono ottenere in concessione, a titolo gratuito, dagli enti territoriali un bene confiscato le cooperative a mutualità prevalente senza scopo di lucro. L'articolo 40 introduce di seguito all'articolo 54 decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, un nuovo articolo 54 -bis , rubricato «Pagamento di debiti anteriori al sequestro», che consente all'amministratore giudiziario, previa autorizzazione del giudice delegato, di procedere al pagamento anche parziale o rateale, dei crediti per prestazioni di beni o servizi, sorti anteriormente alla data del sequestro ritenuti strategici per la ripresa e la prosecuzione dell'attività di impresa. Si tratta di una previsione diretta ad evitare che vengano interrotti quei singoli rapporti commerciali essenziali allo svolgimento dell'attività tipica dell'impresa da parte di alcuni creditori strategici in conseguenza del mancato adempimento delle obbligazioni già scadute alla data del sequestro, prevedendo per tale limitata categoria di crediti la possibilità di procedere ad un pagamento immediato, attribuendogli così natura prededucibile, in assenza di verifica, rimettendo poi, così come previsto all'articolo 59, comma 6, lettera b) , del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, come modificato dal successivo articolo 45, la possibilità agli altri ereditari di impugnare il provvedimento autorizzativo del pagamento. Sempre nell'ottica di favorire la prosecuzione dell'attività, è stato altresì previsto al comma 2 del nuovo articolo 54 -bis del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, che in sede di redazione del programma di prosecuzione o ripresa dell'attività di cui all'articolo 41, il tribunale può autorizzare l'amministratore giudiziario a rinegoziare le esposizioni debitorie dell'impresa ed a provvedere ai conseguenti pagamenti, previa verifica sommaria della buona fede. All'articolo 41 sono state apportate alcune modifiche all'articolo 55 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nei rapporti tra procedimento di prevenzione e procedure esecutive individuali, prevedendo che l'eventuale processo esecutivo sul singolo bene sottoposto a sequestro non possa essere iniziato (regola fissata già dal testo vigente) e, ove iniziato rimanga sospeso (il testo vigente in maniera equivoca afferma che non possa essere proseguita ma non precisa le sorti del procedimento in caso di dissequestro del bene). Dalla sospensione la possibilità di riassunzione in caso di dissequestro, facendo salvi gli effetti prodottosi prima della sospensione in favore del creditore. È stato espressamente previsto, al comma 3 dell'articolo 55 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, che deve essere sospeso il giudizio civile già pendente diretto a far accettare l'esistenza di un diritto reale o personale di godimento o di garanzia da parte di un terzo su di un bene sottoposto a sequestro. È stata altresì riconosciuta la legittimazione passiva nel giudizio di prevenzione, come previsto nel riformato articolo 24, comma 4, al titolare di un diritto reale di garanzia sui beni sottoposti a sequestro. L'articolo 42 interviene sulla disciplina dei rapporti pendenti regolamentata all'articolo 56 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, prevedendo che i contratti relativi al bene o all'azienda sequestrata che non siano stati ancora compiutamente eseguiti anche da una sola delle parti siano sospesi, rimettendo le sorti del rapporto alla valutazione dell'amministratore giudiziario in ordine alla convenienza alla prosecuzione o allo scioglimento del contratto. Al fine di garantire la certezza dei rapporti giuridici, l'amministrato è tenuto a sciogliere la riserva sulle sorti del contratto entro il termine previsto per il deposito della prima relazione di cui all'articolo 41 comma 1 -bis e comunque non oltre sei mesi dall'immissione in possesso. Lo scioglimento dal contratto da parte dell'amministratore non da diritto al risarcimento del danno nei confronti della procedura. Il contraente conserva il diritto al risarcimento del danno nei soli confronti del proposto. Agli articoli 43, 44 e 45 si introducono modifiche significative al procedimento di accertamento dei crediti e dei diritti dei terzi, intervenendo sugli articoli 57, 58, 59 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Viene previsto un diverso modello procedurale mutuato dall'esperienza del procedimento di verifica dei crediti delineato dagli articoli 92 e seguenti della legge fallimentare. È stato indicato senza possibilità di equivoco che si procede alla verifica dei crediti dopo che è intervenuta confisca di primo grado, ancorché non definitiva.