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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 200 D'ALFONSO La seduta inizia alle ore 9,10. IN SEDE CONSULTIVA AS 1925 DDL 1925 Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia (Parere alla 5ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Nessun altro chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale. Prende la parola in replica la relatrice LEONE ( M5S ), che respinge le critiche al provvedimento espresse da esponenti delle opposizioni, rivendicando, al contrario, il grande impegno del Governo nel varare tempestivamente, in una cornice di emergenza, importanti misure per fronteggiare la crisi economica. Richiama quindi le principali iniziative adottate, come le proroghe della cassa integrazione e del blocco dei licenziamenti, gli incentivi per le assunzioni, la fiscalità di vantaggio per le imprese del Mezzogiorno, i bonus per i lavoratori dei comparti turistico e dello spettacolo e per le casalinghe e l'incremento del fondo a favore degli enti locali. Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA rinuncia alla replica. La RELATRICE presenta e illustra quindi uno schema di parere favorevole con osservazioni, pubblicato in allegato. Si passa alla votazione. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) contesta la filosofia, improntata esclusivamente all'assistenzialismo, sottesa al complesso dei provvedimenti di urgenza adottati dal Governo per affrontare l'emergenza da Covid-19. Infatti, una volta che verranno meno, tra l'altro, la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti, nonché alcuni bonus distribuiti in maniera generosa - interventi che definisce di carattere analgesico -, oltre ad un ulteriore aumento dell'indebitamento pubblico, mancheranno stimoli strutturali e duraturi alla ripresa del Paese. Pur riconoscendo la necessità, almeno nei primi tempi, di misure a sostegno dei vari comparti economici, dei lavoratori e delle famiglie, ritiene che il rilancio dell'economia non possa ormai più prescindere da investimenti produttivi e dalla libera iniziativa privata. Richiama in proposito le forti critiche espresse da Confindustria e dai consulenti del lavoro in merito al provvedimento in esame. In particolare, segnala che il blocco dei licenziamenti impedisce le ristrutturazioni aziendali e che la proroga delle settimane di cassa integrazione penalizza le imprese più virtuose, visto che l'esonero dei contributi previdenziali verrà riconosciuto alle realtà che non vi faranno ricorso, ma non anche a quello che non l'hanno utilizzata in passato, perché hanno preferito far impiegare ferie e permessi ai propri dipendenti. Chiede quindi una riposta del Governo alle richieste dei dottori commercialisti e invita ad abbandonare l'approccio ideologico che ha caratterizzato gli interventi sul settore dei giochi. Le scelte in materia infatti, oltre ad aver provocato forti perdite, hanno infine favorito, senza certo sconfiggere la ludopatia, la criminalità organizzata. In conclusione, pur apprezzando molte delle osservazioni contenute nello schema di parere della relatrice, che si augura vengano recepite dalla Commissione di merito, esprime il voto contrario del Gruppo di Fratelli d'Italia. Il senatore PEROSINO ( FIBP-UDC ) ritiene che il provvedimento, pur presentando alcuni spunti interessanti, sia stato ispirato da una ideologia non condivisibile e dannosa, la stessa, per esempio, cui si è ispirata la maggioranza per alcune delle proposte di modifica della Costituzione all'esame del Parlamento o già adottate e in attesa di referendum confermativo. A suo parere, la crescita e la ricchezza potranno venire solo dalle aziende, che dovranno essere lasciate libere di agire sul mercato, senza intralci di alcun tipo, e dal varo di un nuovo programma di lavori pubblici. Lo stesso Recovery Fund , su cui il Governo fa molto affidamento, non sarà esente da rischi, in quanto la maggior parte delle risorse che potranno essere assegnate all'Italia provocherà un ulteriore aumento del già consistente debito pubblico. Con riferimento alle premesse dello schema di parere, giudica ancora di natura ideologica e anacronistica il riferimento alla partecipazione diretta o indiretta dello Stato al capitale delle imprese, mentre quanto alla proroga dei termini di versamento delle rate dell'acconto delle imposte sui redditi e dell'IRAP, esprime perplessità, giudicando piuttosto necessaria una riduzione della pressione fiscale. Condivide invece l'iniziativa in materia di Tosap e Cosap per favorire la ripresa delle attività turistiche. Manifesta poi dubbi sulle disposizioni contenute nell'articolo 110, relative alla rivalutazione, per alcuni soggetti economici, dei beni d'impresa e delle partecipazioni, richiamando il parere di alcuni studiosi che proporrebbero di non prevedere ammortamenti per l'anno in corso. Quanto invece alle restanti parti di schema di schema di parere, giudica inutile l'osservazione sull'imprenditoria femminile, esprime preoccupazione per l'eccessivo carico burocratico legato al super bonus del 110 per cento e manifesta stupore per il riferimento alle banche di credito cooperativo, oggetto di una riforma passata che non ha condiviso. Conclusivamente, esprime il voto contrario del Gruppo di Forza Italia. Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) in premessa anticipa sarcasticamente che non entrerà nel dettaglio delle singole disposizioni per evitare di seguire la strada della parcellizzazione degli interventi seguita dal Governo e che non chiederà una operazione verità per evitare polemiche e un allungamento dei tempi del dibattito. Ritiene tuttavia indispensabile evidenziare l'approccio adottato dal Governo nell'affrontare la situazione emergenziale, che ha dimostrato, pur con tutte le attenuanti del caso, una chiara sottovalutazione dell'impatto della crisi. I provvedimenti d'urgenza adottati non hanno infatti mai offerto, nel loro susseguirsi, un cambiamento di passo e una maggiore incisività, ma solo interventi parziali, proroghe e rifinanziamenti di misure già adottate. Una scelta - forse inevitabile a marzo scorso - che però, ripetuta nelle occasioni successive, oltre a non essere risolutiva e ad avere un orizzonte temporale di efficacia definito, ha finito per scaricare sui Governi futuri i mancati gettiti o i maggiori debiti. Precisa che il mondo delle imprese avrebbe invece preferito delle scadenze ragionevoli e certe, nonché una semplificazione burocratica e legislativa realmente efficace, e non il "decreto Semplificazioni". In conclusione, invita quindi il Governo ad apprezzare realmente la gravità della crisi e a varare pochi interventi che vadano incontro alle richieste delle aziende, e preannuncia il voto di astensione del proprio Gruppo.