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Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale". - Il decreto legislativo n. 29/1993 reca: "Realizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421". - Il decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479, detta norme in ordine alla "Attuazione della delega conferita dall'articolo 1, comma 32, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 in materia di riordino e soppressione degli enti pubblici di previdenza ed assistenza". Il comma 2 dell'articolo 6 dello stesso decreto legislativo così recita: "Il personale in servizio presso la soppressa Direzione generale degli Istituti di previdenza del Ministero del tesoro, nonché quello dei ruoli della Ragioneria generale dello Stato in servizio continuativo presso la Ragioneria centrale, istituita con l'articolo 5 della legge 16 agosto 1962, n. 1291, è trasferito all'I.N.P.D.A.P. Esso può optare, entro sessanta giorni dalla data di approvazione del regolamento del personale e della relativa dotazione organica, di rientrare nei ruoli del Ministero del tesoro. I trasferimenti e le opzioni non determinano modifiche alle dotazioni organiche complessive della Ragioneria generale dello Stato. Il personale, fino all'inquadramento di cui al comma 3, conserva il regime di provenienza ed il trattamento giuridico ed economico di provenienza. Successivamente, allo stesso è attribuito un assegno personale, pensionabile e riassorbibile con qualsiasi futuro miglioramento, pari alla differenza tra il predetto trattamento economico e quello spettante in qualità di dipendente dell'Istituto, ove il trattamento economico di provenienza risulti superiore".