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Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, è trasferita al Fondo, per i due anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, una quota annuale pari al 5 per cento delle risorse disponibili del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236. 5 Le somme del Fondo che non sono impegnate nell'esercizio finanziario di competenza possono esserlo in quello successivo. 4 (Disposizioni per un ulteriore finanziamento del Fondo tramite l'istituzione di un'imposta patrimoniale) 1 Le maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui al presente articolo, accertate annualmente dal Ministro dell'economia e delle finanze con proprio decreto, sono riversate al Fondo. 2 A decorrere dal 1° gennaio 2020 è istituita un'imposta patrimoniale determinata e percepita dallo Stato a carico di chi possiede grandi patrimoni mobiliari e immobiliari ai sensi dei commi da 3 a 5. 3 Per base imponibile dell'imposta di cui al comma 2 si intende la ricchezza netta di un contribuente superiore a 3 milioni di euro, costituita dalla somma delle attività finanziarie e delle attività non finanziarie al netto delle passività finanziarie e compresiva del patrimonio non strumentale delle società. 4 Per patrimoni mobiliari si intendono: a le automobili, le imbarcazioni e gli aeromobili di valore; b i titoli mobiliari, esclusi i titoli emessi dallo Stato italiano. 5 L'imposta patrimoniale di cui al comma 2 è dovuta dai soggetti proprietari o titolari di altro diritto reale, persone fisiche o persone giuridiche, e determinata applicando l'aliquota dello 0,8 per cento per i patrimoni superiori a 3 milioni di euro. 6 Dall'applicazione dell'imposta di cui al comma 2 sono esclusi i fondi immobiliari e le società di costruzioni. 7 Dall'ammontare dell'imposta di cui al comma 2 sono detratte le somme versate come imposte a carattere patrimoniale derivanti dalle disposizioni vigenti. 8 Il versamento dell'imposta di cui al comma 2 avviene in un'unica soluzione entro il 30 novembre di ciascun anno. La somma da versare può essere rateizzata in rate trimestrali, previa autorizzazione dell'Agenzia delle entrate. 9 A decorrere dal 1° gennaio 2023, qualora in seguito alla verifica di cui all'articolo 1, comma 3, l'impegno finanziario di cui al presente capo non sia rinnovato o sia confermato solo parzialmente, le maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui al presente articolo non utilizzate per tale impegno sono destinate al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, di cui all'articolo 1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. 10 Il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio decreto, determina le modalità per l'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo. 5 (Modalità di erogazione dei contributi di incentivazione alla riduzione dell'orario di lavoro nel triennio 2020-2022) 1 Il Fondo eroga contributi di incentivazione alla riduzione dell'orario di lavoro ai datori di lavoro che, d'intesa con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, adottano, nel triennio 2020-2022, regimi di orario di lavoro ridotto rispetto a quello applicato prima della data di entrata in vigore della presente legge ai sensi di quanto previsto dall'articolo 3, comma 1. 2 Il contributo di cui al comma 1 è commisurato all'entità della riduzione di orario e all'incremento di occupazione che essa consente ovvero alla salvaguardia dei posti di lavoro nelle situazioni di crisi; per ogni impresa, dati il numero dei dipendenti effettivo dopo l'applicazione della riduzione di orario e la retribuzione oraria effettiva, si calcola il monte retributivo che si sarebbe rilevato per quella occupazione e per quella retribuzione sulla base del vecchio orario contrattuale e se ne calcola la differenza rispetto al monte retributivo rilevato con il nuovo orario contrattuale. Il contributo è erogato in misura decrescente per ciascun anno del triennio 2020-2022 nella misura pari, rispettivamente, al 50 per cento, al 45 per cento e al 40 per cento della differenza così calcolata. 3 La riduzione di orario operata in attuazione della presente legge deve avvenire in modo da non comportare una riduzione dei livelli retributivi mensili goduti dai lavoratori interessati. 4 Al fine di cui al comma 3 le agevolazioni previste dal presente articolo possono essere cumulate con l'assegno di solidarietà di cui all'articolo 31 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148. 5 Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce le modalità attuative del presente articolo e dell'articolo 6. 6 (Rimodulazione delle aliquote contributive per fasce di orario) 1 Al fine di favorire, anche attraverso processi concordati, una generale riduzione dell'orario di lavoro e il conseguente aumento dell'occupazione, è attuata una riduzione delle aliquote contributive, con oneri a carico del Fondo e nei limiti della dotazione del Fondo stesso, in funzione dell'entità della riduzione dell'orario di lavoro determinata attraverso la contrattazione collettiva anche aziendale. 2 Al fine di cui al comma 1, ferma restando la quota contributiva a carico del lavoratore, il contributo posto a carico del datore di lavoro è soggetto ad uno sgravio parziale, con oneri a carico del Fondo, nelle seguenti forme: a nella fascia ad orario ridotto con orario settimanale da diciotto a ventiquattro ore, ovvero con corrispondente orario mensile o annuale, mediante una riduzione contributiva del 15 per cento, elevata al 20 per cento per le imprese con meno di quindici dipendenti; b nella fascia ad orario ridotto con orario settimanale da ventiquattro a trenta ore, ovvero con corrispondente orario mensile o annuale, mediante una riduzione contributiva del 12 per cento, elevata al 17 per cento per le imprese con meno di quindici dipendenti; c nella fascia ad orario ridotto con orario settimanale da trenta a trentaquattro ore, ovvero con corrispondente orario mensile o annuale, mediante una riduzione contributiva del 10 per cento, elevata al 15 per cento per le imprese con meno di quindici dipendenti. 3 Una ulteriore riduzione degli oneri contributivi a carico dei datori di lavoro, nella misura del 5 per cento, con oneri a carico del Fondo, è dovuta a favore delle imprese operanti nei territori delle regioni Campania, Basilicata, Calabria, Puglia e Sardegna e della Regione siciliana. 4 Al fine di massimizzare gli effetti occupazionali del sistema di incentivi di cui al presente articolo, gli incentivi medesimi sono formulati in termini capitari e assegnati in riferimento ai dipendenti coinvolti dalla riduzione di orario di lavoro e si applicano esclusivamente alle aziende che hanno stipulato accordi sindacali di riduzione dell'orario di lavoro e aumentato l'occupazione aziendale in misura corrispondente ad almeno il 50 per cento della riduzione percentuale dell'orario di lavoro, ovvero che abbiano provveduto a preservare posti di lavoro in caso di situazioni di crisi aziendale.