[pronunce]

In ogni caso, l'Avvocatura generale, soffermandosi sulla giurisprudenza costituzionale relativa a fondi statali per interventi in materie di legislazione regionale concorrente, ne ha sollecitato un riesame da parte della Corte al fine di consentire allo Stato la programmazione di una politica economica di sostegno, valida per l'intero territorio nazionale, quantomeno in tutti quei casi nei quali, risultando impossibile concedere dei benefici della stessa entità e nello stesso tempo ad opera di tutte le Regioni, emerge l'esigenza di operare una politica generale sul piano economico e sociale uniforme su tutto il territorio nazionale. In particolare, quanto ai commi 331, 332 e 333, la finalità di incentivare le famiglie ad avere figli, «superando i timori delle giovani coppie ad incrementare il nucleo familiare» – sostanziandosi in una misura diretta a superare difficoltà «in prospettiva» e non a rimuovere problemi «preesistenti» – risulterebbe più vicina alla materia della previdenza sociale piuttosto che a quella, riservata alla potestà legislativa esclusiva della Provincia di Bolzano, della beneficenza ed assistenza pubblica. L'Avvocatura generale osserva inoltre che, comunque, non verrebbe in rilievo il divieto discendente dal d.lgs. n. 266 del 1992, non trattandosi di «attività» svolte in ambito provinciale, atteso che, altrimenti, non potrebbe neppure essere disposto un rimborso di imposta a favore del cittadino della Provincia autonoma.1. – La Provincia autonoma di Bolzano solleva questione di legittimità costituzionale – oltre che di altre norme della medesima legge, questioni che saranno oggetto di separate decisioni – dell'articolo 1, commi 330, 331, 332 e 333, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2006), in quanto l'istituzione – al fine di assicurare la realizzazione di interventi volti al sostegno delle famiglie e della solidarietà per lo sviluppo socio-economico – di un fondo presso lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (comma 330), e la concessione, per ogni figlio nato ovvero adottato nel 2005 (comma 331), ovvero per ogni figlio secondo od ulteriore per ordine di nascita, nato o adottato nel 2006 (comma 332), di un assegno pari a euro 1.000 da riscuotersi, dietro comunicazione del Ministero, presso un ufficio postale da parte dell'esercente la potestà genitoriale – residente, cittadino italiano ovvero comunitario – ed appartenente a nucleo familiare con reddito complessivo, riferito agli anni 2005 o 2006, non superiore ad euro 50.000 (comma 333), violerebbero l'art. 8, n. 25), dello statuto della Regione Trentino-Alto Adige/SüdTirol e l'art. 4, comma 3, del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento). 2. – Le Regioni Piemonte, Campania ed Emilia-Romagna sollevano questioni di legittimità costituzionale – oltre che di altre norme della medesima legge, questioni che saranno oggetto di separate decisioni – dell'articolo 1, comma 330, della legge n. 266 del 2005, in quanto la creazione di un fondo diretto ad interventi gestiti esclusivamente da un organo statale invaderebbe la competenza legislativa esclusiva regionale in materia di «politiche sociali», contestualmente sottraendo risorse agli ordinari finanziamenti destinati alle attività programmate dell'ente regionale mediante la considerevole riduzione dei trasferimenti finanziari da parte dello Stato sul Fondo nazionale delle politiche sociali, così violando l'art. 117, comma quarto, della Costituzione, nonché gli artt. 118, 119 e 120 Cost. e il principio di leale collaborazione (Regione Piemonte) e gli artt. 114, 118 e 119 Cost. (Regione Campania). 3. – Va preliminarmente disposta la riunione delle cause proposte dalla Provincia autonoma di Bolzano e dalle Regioni Piemonte, Campania ed Emilia-Romagna in quanto aventi un oggetto parzialmente comune (comma 330) ed implicanti la soluzione di questioni – ancorché riferite a parametri diversi – sostanzialmente analoghe. 4.– La questione sollevata dalla Provincia autonoma di Bolzano (r.r. n. 33 del 2006) non è fondata. 3.1. – La Provincia, impugnando sia il comma 330 (istitutivo del Fondo de quo) che i successivi commi 331, 332 e 333 (i quali prevedono un assegno in favore dei nuovi nati negli anni 2005 e 2006 e ne disciplinano l'erogazione), prospetta la questione di legittimità costituzionale nel senso che «le finalità previste ai sensi della presente legge» (comma 330) si identificherebbero con l'erogazione – disciplinata dai commi 331 e 332 – degli assegni per la nascita dei figli (dell'anno 2005) e di secondi o ulteriori figli (nell'anno 2006). Ad avviso della ricorrente, da un lato, le norme impugnate rientrerebbero nella materia della «assistenza e beneficenza pubblica», che lo statuto riserva alla sua potestà legislativa esclusiva e, dall'altro lato, la sentenza n. 287 del 2004 (la quale aveva ricondotto analogo intervento alla materia della «previdenza sociale»), non avrebbe alcun valore per la Provincia autonoma di Bolzano in quanto fondata sull'art. 117, comma secondo, lettera o), del nuovo Titolo V Cost., le cui norme, per l'espressa previsione dell'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), si applicano alle province autonome solo «per le parti in cui prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite». Aggiunge la Provincia che, anche ove fosse prevista una qualsiasi forma di collaborazione con gli enti locali, risulterebbe comunque violato l'art. 4, comma 1, delle norme di attuazione dello statuto, le quali escludono, nelle materie di competenza propria delle province autonome, che le amministrazioni statali possano disporre spese o concludere, direttamente o indirettamente, finanziamenti o contributi per attività nell'ambito del territorio regionale o provinciale. 4.2. – In proposito deve osservarsi che, se è vero che questa Corte si è pronunciata, con la sentenza n. 287 del 2004, su un ricorso proposto da una Regione a statuto ordinario, è anche vero che le considerazioni svolte in quella decisione, e dirette alla riconduzione di analoga normativa alla materia della «previdenza sociale», si attagliano anche al caso in esame.