[pronunce]

- Lo ius superveniens non determina la cessazione della materia del contendere, poiché, nella specie, la modifica è solo tecnica e costituisce un perfezionamento alla stregua delle categorie giuridiche concernenti, da un lato, la patologia degli atti processuali, con la previsione della nullità al posto di inefficacia, e, dall'altro gli strumenti contabili, dal momento che la formula “senza obbligo di accantonamento da parte delle tesorerie, e senza sospensione dell'accreditamento di somme nelle citate contabilità speciali”, anche se più esplicita, coincide nella sostanza con il concetto di assenza di “vincoli sulla disponibilità delle somme”. La questione va dunque esaminata nel merito. 4. - La questione è infondata. Secondo la Regione Marche, l'aver stabilito limiti alla assoggettabilità ad esecuzione delle somme, con il solo effetto di renderle pienamente disponibili da parte degli enti locali, è proprio l'elemento che farebbe propendere per il carattere sostanziale della disposizione, che non intacca la vigente disciplina degli istituti processuali relativi all'esecuzione forzata. Stabilendo un regime di impignorabilità e insequestrabilità delle somme di competenza degli enti locali, giacenti nelle contabilità speciali del Ministero dell'interno, il legislatore statale ha voluto garantire la piena disponibilità di dette somme, da parte degli enti locali. Si sono estesi degli istituti, l'impignorabilità e l'insequestrabilità, già conosciuti dal codice di rito (ad. es., art. 545 cod. proc.civ. ) e dalla legislazione contabile, di cui non può disconoscersi la natura processuale e, quindi, la norma rientra nell'esercizio della funzione legislativa esclusiva di cui all'art. 117, comma secondo, lett. l), così come rilevato dalla difesa erariale, la quale anche se ha invocato a sostegno dell'infondatezza del ricorso l'art. 117, comma secondo, lettera e) della Costituzione, in realtà, ha inteso riferirsi alla successiva lettera l). Affermata la natura processuale della norma non può trovare accoglimento l'opposta tesi della Regione secondo cui si tratterebbe di materia di competenza residuale della Regione stessa. In conclusione, va dichiarata non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 27, comma 13, della legge 28 dicembre 2001 n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), come modificato dall'art. 3-quater del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 13 (Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità degli enti locali), convertito con modificazioni in legge 24 aprile 2002, n. 75, sollevata dalla Regione Marche con il ricorso in epigrafe.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riservate a separate pronunce le decisioni sulle ulteriori questioni di legittimità costituzionale della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), sollevate dalla Regione Marche con il ricorso in epigrafe; dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 27, comma 13, della legge 28 dicembre 2001 n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), come modificato dall'art. 3-quater del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 13 (Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità degli enti locali), convertito con modificazioni in legge 24 aprile 2002, n. 75, sollevata dalla Regione Marche, in riferimento all'art. 117, commi terzo e quarto, della Costituzione, con il ricorso in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 gennaio 2004. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 16 gennaio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA