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5) aumento della competenza del giudice di pace: i buoni risultati riscontrati nell'attività fino ad oggi svolta, con definizione dei processi entro l'anno, e lo scarso numero di appelli, suggeriscono di aumentare la competenza del giudice di pace in materia civile, attribuendogli la competenza per valore sulle cause relative a beni mobili fino ad euro 30.000, nonché la competenza esclusiva in materia condominiale, di tutela di consumatori e utenti e di esecuzioni mobiliari. È previsto, inoltre, un aumento della competenza in materia penale. Le nuove competenze si applicano anche alle cause in corso davanti ai tribunali con esclusione di quelle già assunte in decisione; 6) altre disposizioni processuali: viene soppresso il contributo unificato nelle cause di opposizione a sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, in considerazione del loro valore assai contenuto; viene stabilito il principio generale che, in materia di contratti stipulati da consumatori e utenti di servizi, in posizione debole, l'onere della prova ricada sempre sull'imprenditore, al fine di consentire, ad esempio, al cittadino che riceve bollette esorbitanti, di potersi difendere senza essere onerato da prove impossibili; 7) copertura finanziaria: la copertura può essere garantita, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato, attraverso i fondi che si renderanno disponibili sia a seguito della consistente riduzione dei carichi di lavoro dei tribunali, sia a seguito della riduzione complessiva dell'organico che da 4.700 unità alle 2.400 unità (tale riduzione è coerente con la riduzione del numero delle sedi e corrisponde alle esigenze effettive degli uffici sulla base dei carichi presenti e futuri), sia a seguito dei risparmi di spesa derivanti dall'abbattimento dell'arretrato e dei costi derivanti dai risarcimenti della legge n. 89 del 2001, cosiddetta «legge Pinto», sia a seguito dell'informatizzazione del processo (solo per le notifiche si spendono attualmente circa 600 milioni di euro l'anno), sia con una più efficiente e razionale gestione delle entrate di giustizia (numerosi crediti degli uffici, contributi unificati, ammende in materia penale, e così via, cadono in prescrizione per inerzia dei competenti funzionari).. 1 (Nomina dei giudici di pace, concorsi per titoli ed esami) 1 Il comma 3 dell'articolo 5 della legge 21 novembre 1991, n. 374, è sostituito dal seguente: « 3 . La nomina a giudice di pace è subordinata al superamento di un concorso per titoli ed esami. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con apposito provvedimento legislativo, sono stabiliti i termini e le modalità per lo svolgimento del concorso, attenendosi alle procedure concorsuali previste dalla legge per la nomina a magistrato ordinario di carriera, in quanto compatibili». 2 Per i giudici in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, che hanno ottenuto almeno due valutazioni di idoneità da parte del Consiglio superiore della magistratura (CSM), restano fermi i requisiti previsti dalla normativa vigente prima della medesima data di entrata in vigore, ed essi possono essere riconfermati per ulteriori periodi quadriennali fino al compimento del settantacinquesimo anno di età, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 novembre 1991. n. 374, come modificato dall'articolo 2 della presente legge. 2 (Durata quadriennale degli incarichi, controllo dell'attività svolta e rinnovabilità degli incarichi) 1 All'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . L'incarico di giudice di pace dura quattro anni ed è rinnovabile, su domanda dell'interessato e previo giudizio di idoneità, per ulteriori periodi di quattro anni, fino al compimento del settantacinquesimo anno di età.»; b il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Il rinnovo dell'incarico è subordinato al giudizio di idoneità, espresso sulla base della valutazione comparata, limitatamente all'ultimo quadriennio, dei seguenti criteri tassativi: a) i dati statistici relativi all'attività svolta, con riferimento al numero dei processi comunque definiti e alla loro durata media; b) l'esame a campione dei provvedimenti giurisdizionali redatti; c) la frequenza ai corsi di aggiornamento professionale obbligatori; d) l'applicazione di provvedimenti disciplinari più gravi dell'ammonimento. Nel caso in cui emergano profili rilevanti ai sensi dell'articolo 9, la procedura di rinnovo è sospesa di diritto e si procede ai sensi del predetto articolo 9»; c il comma 2- bis è sostituito dal seguente: « 2 -bis. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto del Ministro della giustizia, previa deliberazione del Consiglio superiore della magistratura, su proposta della sezione del consiglio giudiziario relativa ai giudici di pace. In ogni fase del procedimento è garantito il diritto di difesa e di contraddittorio del giudice di pace»; d il comma 2- ter è sostituito dal seguente: « 2 -ter. Se nelle more del procedimento di rinnovo, ovvero in conseguenza della sua sospensione, scade il termine quadriennale, l'incarico del giudice di pace è provvisoriamente prorogato fino alla comunicazione del decreto del Ministro della giustizia di cui al comma 2- bis . In caso di rinnovo, il periodo di proroga legale si computa nel quadriennio». 3 (Delega al Governo in materia di tutela previdenziale del giudice di pace) 1 Il Governo è delegato ad adottare, su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi al fine di assicurare la tutela previdenziale del giudice di pace, attenendosi ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a prevedere che i giudici di pace devono essere iscritti alla Cassa di previdenza forense, di seguito denominata «Cassa», ricorrendone i presupposti di legge, ovvero alla Gestione separata dell'INPS prevista dall'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, di seguito denominata «Gestione»; b stabilire che il reddito dei giudici di pace iscritti alla Cassa è assimilato al reddito professionale da avvocato; c prevedere che i contributi dovuti alla Cassa e alla Gestione sono posti a carico del Ministero della giustizia per due terzi e a carico dei giudici di pace per un terzo; d prevedere che i giudici di pace iscritti alla Cassa o alla Gestione godono di tutti i diritti previdenziali e assistenziali, alle condizioni, nei tempi, nelle modalità e nelle misure stabiliti dalla legge, dai regolamenti e dalle disposizioni interne dei relativi enti previdenziali; e stabilire che i giudici di pace in servizio o cessati dalle funzioni possono chiedere il riscatto a fini pensionistici dei periodi di servizio anteriormente prestati, fino ad un massimo di dodici annualità; il contributo dovuto alla Cassa e alla Gestione è posto a carico del Ministero della giustizia nella misura di due terzi;