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(Applausi dal Gruppo L-SP) . PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore. PAZZAGLINI (L-SP) . Chiudo con un'ultima considerazione. Voglio sgombrare il campo da un equivoco. Le difformità realizzate in quelle zone non sono e non saranno mai speculazioni edilizie. Il valore economico di quegli edifici è tale per cui non si arriva quasi mai a superare la metà del loro costo materiale di realizzazione. Non stiamo parlando di speculazioni, non stiamo parlando di un vantaggio patrimoniale, non stiamo parlando di un vantaggio economico avuto da chi ha realizzato quelle difformità; parliamo di necessità soddisfatte negli anni, in maniera evidentemente irregolare, ma a cui bisogna porre rimedio, altrimenti quelli che sono certificati come i borghi più belli d'Italia, quelle che sono bandiere arancioni del Touring Club, Comuni che rientrano in Parchi nazionali non saranno ricostruiti. È questa, infatti, la realtà; non siamo in presenza di un'anarchia totale o di una degenerazione dell'ambiente causata dall'uomo, ma siamo in luoghi riconosciuti di pregio in tutta Italia e noi abbiamo il dovere, anche morale, di ricostruirli. (Applausi dal Gruppo L-SP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cangini. Ne ha facoltà. CANGINI (FI-BP) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi senatori, dice la saggezza popolare che è nel momento del bisogno che si riconoscono gli amici e credo che questo sia vero, come credo sia vero che è nel momento eccezionale che si riconosce la tempra di cui è fatto uno Stato e la qualità di una classe dirigente, che ricopre, più o meno fortunosamente, le funzioni di Governo. Non c'è nulla di più straordinario e devastante di un terremoto. Sono passati quasi due anni dalla prima scossa che ha spezzato in due l'Italia e sono passati invano: le macerie sono in buona parte ancora riverse al suolo, come erano riverse al suolo un'ora dopo il sisma; le mitiche casette, per altro inadeguate ai climi rigidi dell'Appennino , sono in buona parte ancora da consegnare; i centri storici cittadini sono ancora chiusi; le pratiche sono in buona parte ferme o procedono a rilento. Allora, forse è bene ricordare tutti che sotto quelle macerie sono morti 300 italiani. Sarebbe opportuno, se ci fosse il tempo, qui, oggi, ricordare i nomi, i cognomi e le storie di ciascuno di loro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E le storie di ciascuna delle famiglie, delle decine di migliaia di famiglie di nostri connazionali che in questo preciso momento e da due anni a questa parte vivono nella condizione di sfollati, lontani dalle loro radici, dalle loro case, dai loro affetti, dai loro lavori e, per i più piccoli, lontani dalle scuole. Tutto questo è inammissibile, è una tragedia nazionale, che la Nazione ha compreso perfettamente da subito. C'è stata una meravigliosa gara di solidarietà per portare sostegno e aiuto alle popolazioni colpite. Tutte le popolazioni colpite hanno dato a noi una dimostrazione straordinaria di dignità e di stoicismo: i cittadini del Lazio, quelli dell'Abruzzo, tutti i cittadini e quelli delle Marche in modo particolare (mi si consenta dirlo, perché le Marche sono state la Regione più colpita, la più dimenticata e, ad oggi, la peggio governata da questo punto di vista). La Nazione ha fatto il suo dovere; lo Stato, invece, no. Lo Stato era ed è latitante. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Lo Stato è venuto meno al contratto sociale, quel patto implicito che lega i cittadini alle istituzioni, in ragione del quale i cittadini rinunciano a una parte della propria libertà e, in cambio, ottengono sicurezza e protezione; quella sicurezza e quella protezione che non sono stati, ad oggi, ancora garantiti ai nostri concittadini colpiti dal terremoto. Questo è inaccettabile. Uno Stato degno di questo nome non abbandona i propri cittadini; uno Stato come l'Italia non può assistere passivamente all'inesorabile - inesorabile, ripeto - spopolamento di piccoli Comuni, perché i piccoli Comuni sono la nostra identità e la spina dorsale di questo Paese. Sarebbe inutile ora mettersi a rivangare gli errori del passato, l'ottuso e scellerato smantellamento della Protezione civile, costituita dal Governo Berlusconi, non per scelta razionale, ma per furore ideologico. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Le promesse da marinaio fatte da presidenti del Consiglio inclini al narcisismo (lo dico per inciso: mi dispiace constatare l'assenza del senatore Matteo Renzi oggi in quest'Aula). Pensiamo al futuro, non pensiamo al passato, cerchiamo di ricucire questo strappo tra la Nazione e lo Stato, perché questo strappo delegittima le istituzioni, noi stessi. Lo Stato non è più credibile se non sarà in grado di portare sollievo velocemente alle popolazioni colpite. Forza Italia ha presentato più di 100 emendamenti in Commissione speciale, tutti studiati con i nostri amministratori locali, tutti calibrati sulle esigenze reali dei cittadini. Alcuni sono stati approvati - e questo è un bene - altri sono stati respinti, altri ancora trasformati - e questa sembra un po' una beffa - in ordini del giorno. Il sottosegretario Laura Castelli si è assunta la responsabilità di non accettare alcuni emendamenti fondamentali; ne dico solo uno, ma sarebbero tanti, ovvero quello che prevede di stabilizzare e prorogare i contratti per circa 700 funzionari chiamati a sostenere le amministrazioni dei piccoli Comuni per mandare avanti le pratiche. Colleghi, se quei contratti non vengono ripristinati, è la paralisi; il resto sono chiacchiere, velleità. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Dobbiamo, quindi, assolutamente provvedere, e - parlo ai rappresentanti del Governo - se il cambiamento che vi siete intestati e di cui avete fatto una bandiera non è solo propaganda, se non è solo retorica, ma una reale spinta per segnare una cesura -auspicabile - tra il passato e il presente, in vista di un futuro migliore per i nostri concittadini, ebbene, questo cambiamento deve essere operativo subito. Occorre siglare un patto tra le istituzioni, il Parlamento e il Governo, indipendentemente dalle appartenenze politiche e dai partiti di appartenenza, affinché questo vulnus venga sanato, affinché questa grave ferita nella carne viva della Nazione venga ricucita. Occorre volontà politica, occorrono risorse. Forza Italia la volontà politica ce la mette tutta; le risorse, però, dovete metterle voi del Governo del cambiamento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grimani. Ne ha facoltà. GRIMANI (PD) . Signor Presidente, colleghi, senatori, membri del Governo, permettetemi di ringraziare il presidente della Repubblica Mattarella e il presidente del Consiglio del precedente Governo Gentiloni Silveri che, firmando questo decreto-legge, hanno dimostrato per l'ennesima volta grande attenzione e sensibilità nei confronti delle problematiche del terremoto.