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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AGRICOLTURA E PRODUZIONE AGROALIMENTARE (9ª) 35 VALLARDI La seduta inizia alle ore 16. IN SEDE CONSULTIVA Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2018 DDL 944 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2018 (Relazione alla 14 a Commissione. Esame e rinvio) Il relatore BERGESIO ( L-SP-PSd'Az ) riferisce sul disegno di legge in titolo, recante la delega al Governo per il recepimento delle direttive e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea (Legge di delegazione europea 2018), già approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati. Ricorda preliminarmente che, in base alla legge n. 234 del 2012, la legge di delegazione europea è (insieme alla legge europea) il principale strumentoattraverso il quale l'Italia adegua l'ordinamento interno a quello europeo, provvedendo laddove necessario al recepimento delle norme europee (in particolare delle direttive) nella legislazione nazionale attraverso specifiche deleghe al Governo. Le varie deleghe, oltre alle procedure e ai principi e criteri direttivi di carattere generale previsti dalla legge n. 234 del 2012, devono adeguarsi anche ai principi e criteri direttivi specifici stabiliti di volta in volta dalla legge di delegazione europea. Precisa che la Commissione agricoltura è chiamata ad esprimere il parere alla Commissione politiche dell'Unione europea sulle norme di competenza, tra le quali segnala in particolare le seguenti. L'articolo 10 delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per l'adeguamento dell'ordinamento interno ai seguenti provvedimenti europei: regolamento (UE) n. 2016/2031, relativo alle misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante; regolamento (UE) n. 2017/625 limitatamente alla normativa nazionale sulla sanità delle piante. Ricorda che il regolamento n. 2016/2031, che sostituisce la direttiva 2000/29/CE, stabilisce norme per determinare i rischi fitosanitari presentati da qualsiasi specie, ceppo o biotipo di agenti patogeni, animali o piante parassite, dannosi per le piante o i prodotti vegetali ("organismi nocivi") e misure per ridurre tali rischi a un livello accettabile. Il regolamento si applica a decorrere dal 14 dicembre 2019. Il regolamento n. 2017/625 invece modifica la normativa in maniera di controlli ufficiali, con una disciplina trasversale che interessa tutta la catena agroalimentare, includendo i controlli sugli alimenti, sui mangimi, sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante nonché sui prodotti fitosanitari. Il termine per l'esercizio della delega è di 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di delegazione europea. La delega è rivolta, altresì, a raccogliere in appositi testi unici tutte le norme vigenti in materia di sementi e di materiali di moltiplicazione delle piante da frutto, delle ortive e dei materiali di moltiplicazione della vite, divise per settori omogenei, in coordinamento con i regolamenti nn. 2031 e 625. Fa poi presente che i principi e criteri direttivi specificicui dovranno ispirarsi i decreti legislativi in esameprevedono, tra l'altro: adeguamento delle normative vigenti alle recenti conoscenze tecnico-scientifiche del settore e il riordino complessivo della legislazione in materia per garantire la coerenza giuridiche e risolvere eventuali incongruenze ; revisione dei procedimenti amministrativi; individuazione delle autorità competenti, degli organismi delegati e dei compiti conferiti per l'applicazione dei regolamenti in esame ; riorganizzazione complessiva del sistema di protezione contro gli organismi nocivi delle piante, per quanto riguarda il Piano di emergenza nazionale, i posti di controllo transfrontaliero, il Piano di controllo nazionale pluriennale, i laboratori nazionali di riferimento e le strutture di quarantena e di confinamento, nonché il nuovo sistema elettronico per la raccolta delle informazioni del settore fitosanitario; ridefinizione del sistema sanzionatorio, destinando fino al 50 per cento dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative alle misure di eradicazione, gestione e coordinamento. Segnala poi l'articolo 11, che conferisce al Governo la delega per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del già citato regolamento (UE) 2017/625. Quindi, mentre l'articolo 10 interviene sull'applicazione del regolamento n. 625 solo per la parte relativa ai controlli delle norme sulla salute delle piante, l'articolo 11 dà attuazione al regolamento per quanto riguarda i controlli su tutti i settori rimanenti, ossia l'applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, sulla salute e sul benessere degli animali, nonché sui prodotti fitosanitari. Sottolinea che l'adozione dei decreti legislativi deve aver luogo entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge in esame. Nell'attuazione della delega, il Governo è tenuto a seguire, tra l'altro, i seguenti principi e criteri direttivi specifici: adeguare e raccordare le disposizioni nazionali vigenti alle disposizioni del regolamento n. 625; individuare il Ministero della salute quale autorità competente per i controlli e le altre attività ufficiali previste nei vari settori (inclusi gli alimenti e i mangimi geneticamente modificati), nonché quale organismo unico di coordinamento e organo di collegamento per lo scambio di comunicazioni tra le autorità competenti. Osserva al riguardo che, diversamente dall'articolo 11, l'articolo 10 non individua direttamente l'autorità competente per i controlli di pertinenza, rinviando tale scelta al decreto o ai decreti legislativi di attuazione; adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento n. 625 in materia di controlli sanitari sugli animali e le merci provenienti dagli altri Stati membri dell'Unione e le connesse competenze degli Uffici veterinari; adeguare, alla luce del regolamento n. 625, le tariffe oggi vigenti per i controlli sanitari ufficiali in materia di mangimi e di alimenti e di salute e benessere degli animali, nonché in materia di prodotti fitosanitari, prevedendo un aumento delle stesse; adeguare e riorganizzare i posti di controllo frontalieri, che assorbiranno le attuali competenze e risorse dei posti di ispezione frontaliera (PIF) e degli uffici di sanità marittima e aerea di frontiera (USMAF) del Ministero della salute; ridefinire il sistema sanzionatorio, prevedendo sanzioni amministrative efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità delle violazioni secondo il regolamento n. 625. Infine, si sofferma sull'articolo 23, che stabilisce i principi e criteri direttivi specifici per l'attuazione della direttiva (UE) 2017/159. La direttiva figura al n. 2 dell'elenco delle direttive da attuare, contenuto nell'Allegato A del disegno di legge in esame.