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Spesso, dietro un emendamento territoriale o settoriale c'è il lavoro di tanti uomini e di tante donne, quindi la vita di tante famiglie. Tutti sappiamo che è importante salvare anche una sola vita. Penso all'emendamento sui lavoratori portuali, alla proroga dell'indennità di mancato avviamento per i lavoratori dei porti di Taranto e di Gioia Tauro. Penso soprattutto al via libera alla costituzione dell'agenzia per il lavoro portuale per i lavoratori del porto canale di Cagliari: un grande risultato per cui ringrazio i colleghi sardi che hanno firmato con me l'emendamento o che hanno presentato emendamenti analoghi. Ringrazio la vice ministra Alessandra Todde per il lavoro svolto a monte. Sicuramente le famiglie di questi lavoratori trascorreranno un Natale meno triste e con un po' di speranza in più. Non ci sono solo piccoli emendamenti settoriali, ma anche grandi temi: l'avvio della riforma fiscale, con la riscrittura delle aliquote Irpef e l'abolizione dell'IRAP per le persone fisiche titolari di partita IVA. Quest'ultima è una conquista enorme voluta dal Parlamento, in particolare dalle Commissioni finanze di Camera e Senato, voluta dal MoVimento 5 Stelle. La riscrittura delle aliquote Irpef ha determinato una riduzione dell'Irpef soprattutto per quei contribuenti che vengono definiti ceto medio, ma che ceto medio non sono. I maggiori benefici in termini percentuali sono rivolti assolutamente alle classi di reddito più basse; i maggiori benefici in termini assoluti a chi prende uno stipendio attorno ai 2.000 euro mensili: lavoratori dipendenti, quella categoria che costituisce il 38 per cento dei contribuenti, ma che paga oltre il 50 per cento dell'Irpef complessiva e che non ha mai ricevuto benefici degni di nota in termini di riduzione dell'Irpef. Chi guadagna 2.000 euro al mese è sicuramente più fortunato di chi ne guadagna 1.800, ma non è ricco, soprattutto se ha famiglia, figli e mutuo: in questi casi, ahimè, si avvicina molto alla povertà. L'intervento che è entrato nel disegno di legge di bilancio va visto come una prosecuzione del taglio del cuneo fiscale che abbiamo introdotto nel 2020 e che prevede un bonus , un trattamento integrativo di 1.200 euro annuali, 100 euro mensili in favore dei lavoratori dipendenti con un reddito fino a 28.000 e che dopo i 28.000 decresce fino a 40.000. Quindi, in realtà abbiamo pensato a tutti. Poi, Presidente, c'è il superbonus. Non voglio ripetere quello che hanno già detto i colleghi; questo è il più grande risultato che abbiamo ottenuto: salvare il superbonus per le case singole, eliminare la soglia ISEE di 25.000 euro (Applausi) . Una proposta - quella scritta nel testo iniziale del Governo - che sarebbe stata discriminatoria e inaccettabile perché sarebbe andata a discapito soprattutto di chi vive nei piccoli Comuni dove la casa singola non è una villetta, come ci è stato raccontato in questi ultimi mesi, ma semplicemente una casa, è la casa. Vorrei dire un'altra cosa: il superbonus non è solo una misura straordinaria, non è solo una bandierina; non è solo una vera e propria politica economica, sociale ed ambientale che, nonostante tutti i tentativi di frenarla e di depotenziarla, nonostante le difficoltà iniziali, ci ha già permesso di raggiungere risultati enormi in termini di risparmio energetico, come è stato recentemente certificato dal CRESME. Il superbonus è qualcosa di più. Una delle caratteristiche dell'Italia è sicuramente il fatto che oltre l'80 per cento dei cittadini possiede una casa di proprietà, vive nella sua casa di proprietà. Questo è un elemento che sicuramente ci ha permesso di superare con minore apprensione le gravi crisi che abbiamo attraversato negli ultimi anni; sicuramente ci ha consentito sempre di essere più indipendenti e meno ricattabili rispetto a queste grandi crisi, rispetto agli attori delle stesse. Una misura come il superbonus ci renderebbe meno ricattabili anche rispetto alla crisi che ci attende in termini di approvvigionamento energetico e di costo dell'energia. Tuttavia, ci viene trasmesso, in maniera più o meno velata, il messaggio secondo cui avere le case di proprietà sarebbe un elemento in qualche modo negativo, da correggere e in ogni caso da punire. Ebbene, vorrei dire ai colleghi, al Governo e soprattutto all'Europa che avere una casa di proprietà e tenere alla propria casa non è una colpa o un peccato, ma è un gesto d'amore non solo per noi stessi, ma anche per la nostra famiglia, per le nostre compagne, per i nostri compagni, per i nostri figli; è il più grande gesto d'amore perché esprime tutta la premura e tutto l'interesse che abbiamo per il loro futuro. Quando rendiamo la casa ancora più bella, anche più calda, più protetta, più efficiente, non lo facciamo pensando soltanto all'aspetto economico, pur importante, ma pensando che in quella casa ci vivono e ci vivranno i nostri figli e vogliamo che ci vivano bene. Come dicevo, il superbonus non è soltanto un'agevolazione o una formidabile politica economica sociale e ambientale, ma è il nostro più grande gesto d'amore verso gli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, vorrei iniziare con un ringraziamento a tutti i colleghi della Commissione bilancio, al Presidente, ai relatori e ai tecnici che hanno supportato i colleghi nel complesso lavoro di elaborazione degli emendamenti e della loro votazione. Siamo di fronte ad una legge di bilancio espansiva, che taglia otto miliardi tra Irpef, IRAP e taglio del cuneo fiscale; una manovra che dà e non toglie, senza tagli alla spesa pubblica. Si tratta di una legge di bilancio nella quale il Partito Democratico si riconosce pienamente, ricca di misure che rispecchiano ed interpretano l'impegno di un'importante forza politica riformista e progressista di centrosinistra. Le misure proposte, sono state sostenute nelle fasi di elaborazione, approvazione ed emendazione a livello di Commissione. C'è un rafforzamento delle misure previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, con più investimenti e una particolare attenzione ai temi della transizione energetica. Sulla scuola abbiamo risorse per un dimensionamento scolastico triennale, per la stabilizzazione dei docenti e per il personale ATA, oltre che per le scuole paritarie: misure che ci stanno molto a cuore e sulle quali ci siamo impegnati. Ci sono misure importanti che riguardano i giovani, con norme e risorse per il contrasto al bullismo, per combattere il disagio psicologico, ma soprattutto interventi che riguardano il potenziamento dell'apprendistato, con un freno agli stage non retribuiti e quindi un percorso di stabilizzazione del lavoro e di valorizzazione delle competenze dei giovani. Oltre a questa, legata più direttamente ai giovani, c'è anche la misura sull'APE sociale, con una riduzione a trentadue anni, rispetto ai trentasei, per il pensionamento di chi svolge lavori usuranti, come edili e ceramisti. Grazie a un nostro emendamento, c'è un potenziamento del Fondo per la non autosufficienza, e poi ancora misure che riguardano le donne con finanziamenti per i centri antiviolenza e misure specifiche per gli uomini maltrattanti.