[pronunce]

che per costante giurisprudenza di questa Corte, infatti, lo ius superveniens non può venire in rilievo con riguardo a questioni sollevate nell'ambito di giudizi di impugnazione di atti amministrativi, giacché, per il principio tempus regit actum, la valutazione della legittimità del provvedimento impugnato va condotta con riguardo alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento della sua adozione (ex plurimis, sentenze n. 49 e n. 30 del 2016, n. 151 del 2014 e n. 90 del 2013); che non sussistono, quindi, i presupposti per la restituzione degli atti al giudice a quo ai fini di un nuovo esame della rilevanza e della non manifesta infondatezza della questione, risultando palese l'ininfluenza dello ius novum nel giudizio principale: e ciò anche a prescindere dalle norme di diritto transitorio che limitano espressamente l'operatività delle indicate novelle legislative alle procedure successive alla loro entrata in vigore (art. 216, comma 1, del d.lgs. n. 50 del 2016 e art. 73, comma 2, della legge prov. Trento n. 2 del 2016); che, ciò posto, la questione è manifestamente inammissibile; che il quesito di legittimità costituzionale sottoposto a questa Corte attiene all'istituto del soccorso istruttorio, previsto dalla legislazione in materia di appalti pubblici: formula - quella del soccorso istruttorio - che designa, in via di prima approssimazione, il potere-dovere della stazione appaltante di richiedere ai concorrenti l'integrazione o il completamento degli elementi occorrenti ai fini della utile partecipazione alla gara; che le censure del rimettente si appuntano, in specie, su una discrepanza di ordine temporale riscontrabile tra la (allora nuova) disciplina della materia varata dal legislatore statale con il d.l. n. 90 del 2014 e quella parallelamente licenziata dalla Provincia autonoma di Trento nell'esercizio della sua competenza legislativa primaria in materia di lavori pubblici di interesse provinciale (art. 8, primo comma, n. 17, dello statuto speciale); che, in ambito statale, il d.lgs. n. 163 del 2006 regolava, in origine, il soccorso istruttorio in termini alquanto restrittivi: il soccorso era, infatti, attivabile solo al fine di completare o chiarire il contenuto di documenti o dichiarazioni già presentati dai concorrenti a comprova dei requisiti richiesti (art. 46, comma 1); che, nella Provincia autonoma di Trento, tale previsione trovava puntuale riscontro nel disposto dell'art. 47, comma 4, del decreto del Presidente della Provincia autonoma di Trento 11 maggio 2012, n. 9-84/Leg. (Regolamento di attuazione della legge provinciale 10 settembre 1993, n. 26 concernente «Norme in materia di lavori pubblici di interesse provinciale e per la trasparenza negli appalti» e di altre norme provinciali in materia di lavori pubblici); che il legislatore statale ha peraltro introdotto, con l'art. 39 del d.l. n. 90 del 2014, una disciplina ampliativa dell'istituto, stabilendo che esso permetta di sanare la «mancanza», l'«incompletezza e ogni altra irregolarità essenziale degli elementi e delle dichiarazioni sostitutive», sia pure con l'obbligo di corrispondere una sanzione pecuniaria alla stazione appaltante (nuovo art. 38, comma 2-bis, del d.lgs. n. 163 del 2006); che, per espressa previsione normativa (art. 39, comma 3, del citato decreto-legge), tale nuova e più favorevole disciplina si applica alle procedure indette dopo il 25 giugno 2014 (data di entrata in vigore della novella); che la modifica è stata recepita dalla Provincia autonoma di Trento con la legge prov. Trento n. 9 del 2014, tramite una norma di richiamo alla disciplina statale (nuovo art. 35-ter della legge prov. n. 26 del 1993); che in forza dell'art. 17, comma 2, della citata legge prov. Trento n. 9 del 2014 - norma oggi censurata - la disposizione provinciale estensiva del soccorso istruttorio si applica, tuttavia, alle sole gare indette dopo la sua entrata in vigore, ossia successivamente al 29 ottobre 2014; che il rimettente denuncia, come contrastante con i parametri di competenza evocati, tale norma transitoria, la quale avrebbe indebitamente procrastinato la data di operatività della più benevola disciplina statale sul soccorso istruttorio, rendendola inapplicabile alle procedure indette nel periodo intercorrente tra il 25 giugno 2014 e il 29 ottobre 2014, quale quella di cui si discute nel giudizio principale; che, ad avviso del giudice a quo, le questioni sarebbero rilevanti in tale giudizio, in quanto la rimozione del limite temporale previsto dalla norma provinciale denunciata consentirebbe di accogliere il ricorso di cui il rimettente è investito, altrimenti destinato al rigetto; che, secondo quanto riferito nell'ordinanza di rimessione, il giudizio a quo ha ad oggetto l'impugnazione del provvedimento con il quale la Provincia autonoma di Trento, in veste di stazione appaltante, ha annullato l'aggiudicazione di una commessa relativa a lavori di sistemazione stradale: provvedimento adottato a seguito dell'avvenuto accertamento che il legale rappresentante della società aggiudicataria risultava gravato da una condanna penale non dichiarata al momento della presentazione dell'offerta, in violazione di quanto prescritto, a pena di esclusione, dalla lettera di invito al confronto concorrenziale; che il rimettente afferma, altresì, expressis verbis e in modo ampiamente argomentato, che la contestata dichiarazione della società aggiudicataria relativa ai precedenti penali deve ritenersi falsa, e non già meramente incompleta: l'omessa menzione della condanna riportata dal legale rappresentante assumeva, infatti, in quel contesto, la valenza di mendace attestazione della sua inesistenza; il che escluderebbe la possibilità di sanare l'omissione stessa sulla base della ricordata disposizione del regolamento provinciale in materia di lavori pubblici; che, nel ritenere rilevante la questione nei termini dianzi ricordati, il Tribunale rimettente dà, dunque, per scontato che il "nuovo" soccorso istruttorio del 2014 permetta - diversamente dal "vecchio" - di sanare anche le false dichiarazioni; che, come eccepito dalla Provincia autonoma di Trento, tale presupposto interpretativo - implicito e totalmente indimostrato - collide con il corrente indirizzo giurisprudenziale: indirizzo che appare, allo stato, a tal segno univoco e diffuso da poter essere assunto quale "diritto vivente"; che, secondo quanto ripetutamente affermato tanto dal Consiglio di Stato, quanto da numerosi tribunali amministrativi regionali, infatti, la nuova disciplina del soccorso istruttorio, introdotta dall'art. 39 del d.l. n. 90 del 2014 (e richiamata dall'art. 35-ter della legge prov.