[pronunce]

un'interrogazione del deputato Fragalà (XIII Legislatura, n. 3/01801 del 15 dicembre 1997); un'interrogazione del deputato Gasparri (XIII Legislatura, n. 3/02201 del 14 aprile 1998); un'interrogazione con primo firmatario il deputato Giuliano (XIII Legislatura, n. 3/01712 del 19 novembre 1997); un'interrogazione del deputato Saponara (XIII Legislatura, n. 4/05613 del 27 novembre 1996); un'interrogazione con primo firmatario il senatore Marini (XIII Legislatura, n. 4/03013 del 20 novembre 1996); un'interrogazione del deputato Gasparri (XIII Legislatura, n. 3/01907 del 28 gennaio 1998); l'illustrazione, da parte del deputato Mancuso, dell'interrogazione n. 2-00950 nella seduta dell'11 marzo 1998. Questi atti starebbero a dimostrare che la critica parlamentare nei confronti della Procura di Palermo e specificamente del suo capo, dott. Caselli, accusato di aver abusato dei suoi poteri per finalità puramente politiche, è stata a dir poco diffusa, trovando posto in numerosissimi atti di sindacato ispettivo e nelle discussioni parlamentari. Le dichiarazioni extra moenia del deputato Miccichè, pertanto, non avrebbero fatto altro che divulgare all'esterno il contenuto di atti tipici della funzione parlamentare, oltretutto senza espressioni insultanti. Secondo la difesa della Camera, il deputato può giovarsi, ai fini della non sindacabilità delle sue dichiarazioni, dell'attività parlamentare posta in essere sul medesimo tema da altri membri delle Camere. La “paternità” delle dichiarazioni rese intra ed extra moenia non avrebbe alcuna importanza al fine dell'attivazione della garanzia di cui all'art. 68, primo comma, della Costituzione. Se, infatti, il contenuto sostanziale delle dichiarazioni è il medesimo, l'ammissione del sindacato su quelle “esterne” determinerebbe, comunque, un'interferenza su quelle “interne”, e quindi la violazione degli artt. 67 e 68, primo comma, della Costituzione, quale che fosse l'identità del parlamentare dichiarante. Questa prospettazione si imporrebbe anche in considerazione della funzione dell'insindacabilità, che è quella, oggettiva, di tutelare le istituzioni rappresentative, e non i loro membri. Inoltre dovrebbe considerarsi che gli atti tipici sopra ricordati provengono, in gran parte, da appartenenti al medesimo gruppo parlamentare del quale fa parte il deputato Miccichè, e la consentaneità ideologica tra appartenenti al medesimo gruppo fa sì che non si possa immaginare una separazione netta fra le attività di parlamentari diversi, ma appartenenti al medesimo gruppo. Secondo la difesa della Camera, possono aversi tre tipi di opinioni di parlamentari manifestate extra moenia, che debbono ricevere trattamenti diversi: (a) opinioni del tutto estranee alla sfera della politica; (b) opinioni connesse alla sfera della politica, ma estranee alla politica parlamentare; (c) opinioni connesse alla politica parlamentare. Mentre le prime non possono minimamente pretendere alcuna specifica garanzia costituzionale diversa da quelle comuni, e le seconde, a loro volta, sono assoggettate al regime ordinario, in forza del principio di parità di trattamento valorizzato dalle sentenze n. 10 e n. 11 del 2000 della Corte costituzionale, le terze, invece, dovrebbero godere della copertura assicurata dall'art. 68, primo comma, Cost. Ciò perché il fatto che esse siano state manifestate extra anziché intra moenia sarebbe meramente accidentale, e non potrebbe essere alla base di un trattamento deteriore, che porrebbe a rischio l'autonomia del parlamentare. Nella società dell'informazione – si sostiene – i tempi, i mezzi e le modalità della politica e della stessa attività parlamentare sono profondamente mutati, e l'imposizione di una connessione stretta tra singoli atti parlamentari e singole opinioni manifestate all'esterno determinerebbe un'eccessiva formalizzazione, non più corrispondente ai tempi e alle modalità di esercizio del mandato parlamentare. Una volta che si affermi il principio secondo cui le opinioni dei rappresentanti della Nazione sono tutelate anche se manifestate al di fuori del recinto parlamentare, il discrimine tra ciò che deve e ciò che non può essere tutelato non può che stare nella oggettiva connessione delle opinioni con il complessivo contesto parlamentare, e cioè con i contenuti (di volta in volta modificantisi) della politica parlamentare. 4. ¾ In prossimità dell'udienza, la difesa della Camera dei deputati ha depositato una memoria illustrativa. 4.1. ¾ In via preliminare, viene eccepita l'inammissibilità del ricorso, in quanto il Tribunale di Roma avrebbe misurato la sussistenza o meno del nesso funzionale semplicemente su uno stralcio, oltretutto inesatto, delle dichiarazioni rese in sede giornalistica dal deputato Miccichè. L'isolamento di certe frasi o espressioni nel più ampio contesto delle dichiarazioni del parlamentare avrebbe impedito al ricorrente di valutare appieno il collegamento tra queste dichiarazioni e la funzione parlamentare, che può essere apprezzato solo a condizione di avere una completa rappresentazione delle une e delle altre. Si riprodurrebbe, pertanto, la situazione già esaminata dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 79 del 2005, con cui è stata dichiarata l'inammissibilità del conflitto in un caso – ritenuto analogo – nel quale l'atto introduttivo del conflitto non conteneva una compiuta esposizione dei fatti, non riportando le frasi pronunciate dal parlamentare. In altri termini, il Tribunale ricorrente avrebbe indebitamente isolato alcune frasi (oltretutto inesattamente riportate) dal complessivo contesto delle dichiarazioni extra moenia del deputato Miccichè, e, in tal modo, non riuscirebbe nell'intento di dimostrare la fondatezza delle proprie censure, perché non avrebbe tenuto nel debito conto l'intero dire del menzionato parlamentare, indispensabile oggetto – invece – della valutazione ai fini dell'applicazione dell'art. 68, primo comma, Cost. 4.2. ¾ Nel merito, la Camera dei deputati ribadisce le conclusioni di non fondatezza del ricorso. A sostegno della sussistenza del nesso funzionale, la difesa della Camera richiama l'interrogazione cofirmata dal deputato Miccichè, XIII legislatira, n. 4/08769 del 1° aprile 1997, nella quale si ironizza duramente sulla «grande illusione di mafia sconfitta, suscitata dal frastuono e dalla passerella di molti di coloro che operano o si aggirano nell'ambito dell'antimafia» e si lamenta la «Babele delle rivelazioni dei pentiti».