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Quest'obiettivo è reso possibile da previsioni economiche nettamente migliori del previsto. Un PIL 2021 al 6 per cento rispetto al precedentemente indicato 4,5 è, sì, frutto di un rimbalzo dovuto alla pesante caduta del PIL 2020, ma anche di tutte le misure di protezione e rilancio messe in campo dal Governo Conte II a partire dal marzo 2020. Con i decreti cura Italia, rilancio, agosto e ristori e la legge bilancio 2021, il Governo Conte II ha messo in campo 110 miliardi di euro a beneficio del tessuto sociale ed economico, a cui si aggiungono i 32 miliardi che lo stesso Governo aveva già approvato per finanziare il primo decreto sostegni, poi approvato dall'attuale Governo. In termini pratici, tutto questo (incluse le migliori previsioni di deficit rispetto al PIL, con il passaggio dall'11,8 al 9,4 per cento nel 2021) libera per il prossimo anno uno spazio di manovra espansiva da più di un punto di PIL, per un totale vicino ai 22 miliardi di euro. Si tratta di risorse di fatto lasciate in eredità dal Governo Conte II. Colleghi, la NADEF, letta con onestà intellettuale, contiene passaggi inequivocabili che certificano quanto il Governo Conte II sia stato in grado di far trovare il Paese preparato per la ripresa. E questo è un fatto, con buona pace di chi, negli ultimi difficilissimi diciannove mesi, non ha trovato niente di meglio da fare che chiedere, nell'arco di una manciata di giorni, aperture e poi chiusure di esercizi commerciali; passare da sì green pass a no green pass e far cadere un Governo perché non chiedeva l'attivazione del MES, salvo poi accantonare per sempre lo stesso MES dimostrando, se per caso ce ne fosse stato ancora bisogno, che quell'argomento non corrispondeva a una vera convinzione, ma era solo uno strumento brandito per bieche speculazioni politiche. (Applausi) . Il nostro MES è lei, presidente Draghi: questo diceva un esponente di Italia Viva-P.S.I., non rendendosi nemmeno conto dell'irridente espressione nei confronti dell'attuale Presidente del Consiglio. Il MoVimento 5 Stelle ha cominciato un percorso di cambiamento. Abbiamo sicuramente fatto errori, ma non abbiamo mai smesso di credere alla possibilità di dare una visione al Paese, per l'Italia e per l'Europa. Sostenendo il Governo Conte, siamo riusciti tutti insieme a ottenere dall'Unione europea il Next generation EU, per la prima volta finanziato da un massiccio piano di emissione di debito comune europeo che per noi vale 204 miliardi di euro da qui al 2026. Non dovremmo mai scordare ciò, visto che la stessa Unione europea, ancora ad aprile 2020, aveva proposto come soluzione il combinato disposto delle risorse MES, BEI e Piano Sure. Oggi sappiamo tutti che questo combinato disposto sarebbe stato del tutto insufficiente. Da lì la capacità del Governo Conte II di convincere i partner frugali e più riottosi e il successivo decollo del Next generation EU. Il MoVimento 5 Stelle vuole continuare a fornire soluzioni innovative, come quelle puntualmente confermate nella NADEF. In conclusione, voglio ricordare un'altra proposta che da tempo abbiamo messo sul tavolo. Visto l'enorme successo del super bonus 110 per cento, che poggia sul principio della cedibilità dei relativi crediti d'imposta, da tempo stiamo proponendo l'estensione di questo principio anche ai crediti d'imposta per gli investimenti delle imprese in Transizione 4.0, piano anch'esso apprezzato dalla NADEF e dall'attuale Governo. Lo stesso Governo ha indicato il superbonus 110 per cento e Transizione 4.0 tra i piani di investimento cardine all'interno del PNRR. Se crediamo, come fa la NADEF, che il superbonus stia dando un'incredibile spinta all'economia (al punto da meritare una sacrosanta proroga) e che il Piano di investimenti Transizione 4.0 per le imprese sia fondamentale (al punto da meritare un preciso riferimento all'interno dello stesso documento); se crediamo - come ha fatto l'attuale Governo - che le due misure siano così importanti da meritare un riferimento nel PNRR, allora dobbiamo procedere subito all'estensione in legge di bilancio del meccanismo della cedibilità dei crediti d'imposta Transizione 4.0. Sarebbe una misura in grado di generare ingenti liquidità a beneficio delle imprese, una sorta di superbonus imprese evocato da tutte le principali associazioni imprenditoriali. Non deve essere un dubbio interpretativo di Eurostat o Istat a bloccare una proposta d'investimento che potrebbe mettere l'Italia su quel sentiero di crescita duratura che l'attuale Governo si è dato come obiettivo nella NADEF. Sempre in tema di proposte - per concludere - oggi in audizione il ministro Franco ci ha piacevolmente sorpreso, confermando che il cashback ha prodotto effetti positivi e si è rivelato una misura importante per muovere verso i pagamenti elettronici. Ricordiamo che mesi fa anche il Forum Ambrosetti aveva usato parole lusinghiere, pubblicando un rapporto secondo il quale il cashback genererebbe oltre 9 miliardi e mezzo di euro di benefici fino al 2025, in termini di riduzione di evasione dell'IVA, di maggior gettito e di emersione del sommerso. Eppure, lo stesso ministro Franco a giugno aveva avallato la sospensione della misura. Riteniamo quindi che il Governo e segnatamente il MEF debbano chiarirsi tempestivamente le idee e recuperare con le opportune correzioni il cashback , una misura economica estremamente innovativa ereditata dal Conte II, in grado di sprigionare un elevato potenziale anche per quanto riguarda la digitalizzazione dei rapporti con la pubblica amministrazione. È con questi due ultimi auspici e con la consapevolezza che quanto presenta il NADEF oggi è il frutto di un impegno dei precedenti Governi, che a questo punto non possiamo che ringraziare per l'impegno profuso, che dichiaro il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Sulla proposta di risoluzione n. 2 è stato presentato un emendamento, che invito i presentatori ad illustrare. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, vorrei anzitutto far presente che l'emendamento, firmato da quattordici colleghi oltre me, si prefigge di espungere e di stralciare dalla NADEF l'autonomia differenziata. Ora, di tale materia in quest'Aula oggi abbiamo parlato in quattro o cinque: noi che abbiamo firmato questo emendamento e la Lega. Detta constatazione dovrebbe essere di per sé chiarificatrice. Tutti gli altri hanno parlato di numerelli; tutti gli altri hanno parlato di altri aspetti importantissimi, ma nessuno ha fatto cenno al fatto che l'autonomia differenziata, che tanti qui dentro hanno avversato giustamente - non ci sono le condizioni - viene surrettiziamente infilata all'interno del provvedimento in esame. In conseguenza del collegamento con la manovra di bilancio, sarà difficilissimo per il Parlamento e per ciascuno dei parlamentari emendare questo disegno di legge. Non solo: qualcheduno potrebbe anche ritenere che, essendo collegata a una manovra di bilancio, sia materia sottratta anche al referendum . Questa è la democrazia diretta dei 5 Stelle. In questo modo voi date onore a quello che avete sempre decantato fino a adesso. Complimenti! Bravi! (Applausi) . L'autonomia differenziata, difendete il Sud, "nessuno rimanga indietro":