[resaula]

Ognuno di noi - ogni politico e ogni partito - che in campagna elettorale si presenta ai cittadini con delle proposte, deve poi essere consequenziale, nel senso che alle parole devono poi seguire i fatti. È proprio per questo che desidero fare un appello a tutto il centrodestra - a Forza Italia e alla Lega - per votare a favore degli emendamenti presentati da Fratelli d'Italia, in quanto non facciamo altro che riportare il provvedimento alla proposta originaria della destra e anche della Lega presentata in campagna elettorale. Conto moltissimo su questo. Oggi c'è moltissima attenzione da parte dei cittadini, che - come ho detto all'inizio del mio intervento - vorrebbero uno Stato più presente, che non si palesa soltanto per vessarli durante il giorno (penso alle imprese, agli artigiani, agli imprenditori e ai commercianti) e sparisce di notte, ma che sia in grado di dar loro ciò che è un diritto, ossia la sicurezza. Dal momento che questa, purtroppo, oggi non c'è e visto che mi sembra che la situazione stia notevolmente peggiorando, Fratelli d'Italia ha presentato emendamenti volti a riportare il testo alla proposta originale sulla legittima difesa. In questo modo potremo dire ai cittadini che la difesa è sempre legittima. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ortis. Ne ha facoltà. ORTIS (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, membri del Governo, il provvedimento sulla legittima difesa giunge oggi finalmente nell'Aula di Palazzo Madama, dopo numerose audizioni e un'approfondita discussione tra i colleghi della Commissione giustizia. Le audizioni e le discussioni sono state dovute alla delicatezza del tema, che non poteva che richiedere una ponderata disamina della questione. La sfida era quella di assumere e fare nostri quanti più punti di vista possibili sull'argomento per bilanciarli, infine, in un disegno di legge equilibrato e ragionevole. La scommessa - a mio parere - è stata vinta. Molte criticità delle originarie proposte legislative sono state adeguatamente temperate nella stesura del testo unificato, recependo così le giuste e puntuali osservazioni dei giuristi auditi in Commissione. La riforma non va infatti a intaccare alcun principio cardine di diritto, ma introduce delle necessarie modifiche su un tema che riguarda la sicurezza dei cittadini. La rinnovata normazione sulla legittima difesa è volta a dare maggiori garanzie all'aggredito, soprattutto nei frangenti processuali e giudiziari. Con questa iniziativa legislativa non si sta promuovendo un'idea hobbesiana, incitando a un utilizzo delle armi per finalità offensive. A tal proposito, tengo a precisare che il provvedimento in esame non riguarda - come strumentalmente fatto credere - le armi, così come non si stanno delegando al privato cittadino compiti di sicurezza che non gli competono. Più semplicemente, chi sarà aggredito nella tranquillità del proprio focolare oppure dove lavora, per garantire un futuro a se stesso e alla propria famiglia, vedrà adeguatamente riconosciute alcune tutele che il precedente apparato normativo non gli assicurava. Penso innanzitutto al giustissimo esonero dalle spese e dagli oneri di giustizia; un principio di buon senso in base al quale sarà previsto di sollevare dalle spese processuali chi, dopo essere stato vittima di un atto criminale, si trovi comunque per legge a vestire i panni dell'indagato e alla fine venga assolto. Chi, con tutte le difficoltà del caso, dovute al fatto che siamo in una società che utilizza il diritto e non la violenza per la risoluzione dei contrasti, riesca comunque a neutralizzare un attacco da parte di uno o più malintenzionati, che avrebbero messo in serio pericolo l'incolumità dei propri beni e soprattutto dei propri cari, non dovrà più subire anche un danno esistenziale, dovuto al protrarsi di lungaggini giudiziarie e alla mancanza del patrocinio legale gratuito, esteso con la norma in discussione a tutti i casi in cui la difesa è legittima. Con questa proposta di riforma si vuole rispondere al sentito bisogno di sicurezza diffuso nel Paese. È appena il caso di ricordare come l'Atto Senato 5 fosse un disegno di legge di iniziativa popolare, a supporto del quale ben due milioni di cittadini avevano posto la loro firma. Tale provvedimento - come esplicitato nella relazione illustrativa - voleva costituirsi come un più forte deterrente verso i criminali dediti a furti e rapine nelle case private. È dunque per questo che, parallelamente all'introduzione di dispositivi a tutela dell'aggredito, si è provveduto anche a inasprire l'impianto sanzionatorio per l'aggressore, aumentando le pene pecuniarie e carcerarie. È chiaro - come ci è stato fatto osservare - che il delinquente non ha paura della pena; questo però tranquillizza il cittadino, che ha la tranquillità che chi lo aggredisce avrà una pena superiore. In conclusione, colleghi, con questo intervento legislativo non si vuol far altro che rafforzare il diritto alla tutela della propria casa e della propria persona e si fa ciò proprio rafforzando la presenza dello Stato, ponendolo finalmente a fianco di italiani finora non tutelati a sufficienza, anche per la cronica mancanza di personale nelle Forze dell'ordine, a cui questo Governo sta ponendo rimedio. Intendiamoci: non bisogna distorcere il reale obiettivo di questo testo. Nessuno di noi - come è stato più volte detto in maniera sempre strumentale - vuole favorire il far west , perché qui non è di questo che si tratta. Quello che ci accingiamo a votare è un testo dove si esclude la punibilità di chi agisca per tutelare la propria incolumità o quella della propria famiglia, di chi agisca in stato di paura e si trovi dunque in stato di pericolo percepito, senza poter rendersi conto, se non con il senno di poi, se la propria reazione sia stata proporzionata al rischio realmente corso. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vescovi. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la proposta in esame, che sento dire essere di destra o di sinistra, secondo noi è semplicemente una riforma di buon senso. Partiamo dalla reazione, che è il termine chiave. Io mi sono messo nei panni - perché bisogna farlo - di chi all'improvviso si vede entrare in casa qualcuno, si vede magari aggredito da qualcuno e in quel momento, che sono frangenti di secondo, deve decidere se difendere se stesso e la propria famiglia oppure cosa altro fare. La legge non impone una reazione, ma dice che, nel momento in cui si reagisce, ciò è sempre legittimo. Per otto anni ho fatto l'agente di pubblica sicurezza e mi sono trovato in situazioni in cui ho dovuto reagire. Quando ho reagito, ero preparato ed ero formato; in alcuni momenti ho deciso invece di non reagire. Sono veramente pochi centesimi di secondo quelli in cui si decide se reagire e difendere la propria famiglia o no. E questo accade a persone preparate, che indossano una divisa, le quali in pochi secondi devono prendere decisioni. Figuriamoci cosa può succedere in una famiglia che viene aggredita alle due o alle tre di notte, ma anche di giorno.