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L'articolo 23 estende la presunzione di conformità del prodotto o servizio, ai requisiti di accessibilità stabiliti in altri atti dell'Unione, anche al caso di conformità alle norme armonizzate e requisiti tecnici adottati in base alla procedura prevista all'articolo 15, paragrafi 2 e 3, della direttiva. Al riguardo, l'articolo 23 fa erroneamente riferimento all'articolo 14 dello schema di decreto, anziché all'articolo 15 della direttiva. L'articolo 24 stabilisce le disposizioni sanzionatorie, tenendo conto dell'entità della non conformità, del numero delle unità di prodotti o servizi non conformi nonché del numero degli utenti colpiti. L'articolo 25 reca norme transitorie in cui si stabilisce che il decreto in esame ha effetto a decorrere dal 28 giugno 2025 e che i contratti di servizi conclusi prima di tale data possono essere mantenuti invariati per non più di ulteriori cinque anni. Inoltre, fino al 28 giugno 2030 i fornitori di servizi possano continuare a prestare i loro servizi utilizzando prodotti che utilizzavano prima di tale data, mentre per i terminali self-service la transitorietà è estesa a venti anni dalla loro messa in funzione. L'articolo 26 autorizza l'Agenzia per l'Italia digitale ad assumere con contratto a tempo indeterminato 15 unità di personale non dirigenziale, per lo svolgimento delle funzioni di vigilanza, composizione delle controversie e gestione dei reclami. Per lo svolgimento delle medesime attività, il MISE è autorizzato a bandire procedure concorsuali e ad assumere con contratto a tempo indeterminato 50 unità di personale non dirigenziale. In ultimo, l'articolo 27 contiene le disposizioni di copertura finanziaria. Il relatore presenta, quindi, un conferente schema di osservazioni favorevoli, con alcuni rilievi relativi a quanto osservato con riferimento agli articoli 19 e 23. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. 1650 Disposizioni in materia di imprese sociali di comunità DDL 1650 Disposizioni in materia di imprese sociali di comunità (Parere alla 1 a Commissione su testo ed emendamenti. Esame e rinvio) La senatrice CASOLATI ( L-SP-PSd'Az ), relatrice, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, che prevede la creazione della categoria della "impresa sociale di comunità", attribuendo ad essa il ruolo di promozione dello sviluppo sociale, economico ed umano dei territori in cui opera. L'impresa sociale di comunità rappresenta un nuovo modo di organizzare la produzione in forma continuativa e professionale di beni e servizi di interesse di una determinata comunità, fondato sulla partecipazione diretta degli abitanti di un determinato luogo, i quali si riconoscono in obiettivi comuni di sviluppo e rigenerazione di uno specifico territorio. L'impresa sociale di comunità svolge, quindi, attività d'impresa finalizzate al contrasto di fenomeni di spopolamento, declino economico, degrado sociale o urbanistico, a beneficio dei membri della comunità territoriale in cui opera. Nel dettaglio, si prevedono modifiche al decreto legislativo 3 luglio 2017, n.112, disciplina in materia di impresa sociale, attraverso cui si stabilisce che siano inserite nel novero delle attività di interesse generale anche le attività svolte da una "impresa sociale di comunità", che operi in uno o più comuni individuati nella Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese, o in uno o più comuni rientranti nelle tipologie elencate all'articolo 1, comma 13, della legge di stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147), la cui attività sia finalizzata a contrastare lo spopolamento, il declino economico e il degrado urbanistico e sociale. Il disegno di legge in esame introduce altresì un elenco dei servizi che le imprese di comunità, per essere considerate tali, devono svolgere nell'interesse generale della comunità e del territorio, tra cui: la riqualificazione, il potenziamento e l'adeguamento dei beni di valore storico o artistico; la realizzazione e gestione di reti a banda larga nelle aree che ne sono prive (aree bianche) o nelle aree nelle quali lo sviluppo della rete a banda larga è previsto nei prossimi tre anni (aree grigie); lo svolgimento di attività finalizzate all'autoproduzione e autoconsumo di energia rinnovabile; e lo svolgimento di attività di produzione e consumo di prodotti agricoli, locali e biologici e di realizzazione di filiere locali di raccolta e riciclo. Inoltre, si prevede che l'atto costitutivo dell'impresa sociale di comunità debba indicare la delimitazione dell'ambito territoriale di operatività e prevedere che i soci risiedano e operino nel territorio della comunità di riferimento. Si stabilisce poi che la denominazione o ragione sociale delle imprese che svolgono le attività di interesse generale, di cui al disegno di legge in esame, debba contenere l'indicazione di "impresa sociale di comunità" o "società cooperativa di comunità" e che gli statuti debbano disciplinare: la nomina da parte degli utenti di almeno un componente dell'organo di amministrazione; il diritto degli utenti di far pervenire domande relative ai temi oggetto dell'assemblea generale; e l'individuazione delle materie sulle quali l'organo amministrativo deve richiedere il parere agli utenti. Si prevede altresì che le regioni e le province autonome adottino, entro un anno dall'entrata in vigore del disegno di legge, i provvedimenti necessari ad adeguare la propria legislazione in materia di imprese che svolgono un'attività di interesse generale, riconoscendo loro esenzioni o agevolazioni fiscali. Inoltre, si prevede che le imprese costituite ai sensi delle leggi regionali, che operano in aree differenti da quelle elencate nel disegno di legge, debbano adeguare i propri statuti entro un anno dall'entrata in vigore della legge, per assicurare che l'impresa operi a beneficio del territorio in cui ha la sua sede. In caso di mancato adeguamento si sospende l'erogazione delle agevolazioni. Si prevede poi la modifica dell'articolo 88, comma 1, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, codice del Terzo settore, attraverso cui si stabilisce che le agevolazioni relative al versamento di tributi previste dall'articolo 88, comma 7 e 8 dello stesso decreto legislativo, siano concesse, oltre che ai sensi e nei limiti del regolamento (UE) n. 1407/2013, relativo agli aiuti di Stato cosiddetti " de minimis ", e del regolamento (UE) n. 1408/2013, relativo agli aiuti " de minimis " nel settore agricolo, anche ai sensi e nei limiti del regolamento (UE) n. 360/2012, relativo agli aiuti " de minimis " a imprese che forniscono servizi di interesse economico generale. Il disegno di legge in esame introduce altresì una modifica del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, attraverso cui si prevede l'inserimento delle imprese sociali di comunità che esercitano un'attività di interesse generale, nel novero degli enti che possono esercitare la prelazione all'acquisto dei beni immobili confiscati.