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ampliare la platea dei beneficiari degli incentivi previsti dal conto termico anche alle imprese agricole il cui titolare esercita le attività di cui all'art. 2135 del codice civile sarebbe anche in perfetta sintonia con quella politica green tanto auspicata e sostenuta a livello europeo e condivisa dal Governo, si chiede se il Ministro in indirizzo condivida l'opportunità di tale ampliamento, che significa anche incrementare la percentuale d'impiego di fonti energetiche rinnovabili con ricadute positive sulla sostenibilità ambientale, e, in caso affermativo, se non intenda intervenire direttamente in tal senso apportando le necessarie modifiche al testo del decreto interministeriale 16 febbraio 2016. Atto n. 3-02082 MONTEVECCHI CIOFFI VANIN ANGRISANI LANNUTTI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, reca "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19"; in particolare, l'articolo 90 prevede che "la quota di cui all'articolo 71-octies, comma 3-bis, dei compensi incassati nell'anno 2019, ai sensi dell'articolo 71-septies della legge 22 aprile 1941, n. 633, per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi, è destinata al sostegno degli autori, degli artisti interpreti ed esecutori e dei lavoratori autonomi che svolgono attività di riscossione dei diritti d'autore in base ad un contratto di mandato con rappresentanza con gli organismi di gestione collettiva di cui all'articolo 180 della medesima legge", e che, "con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze sono stabiliti i requisiti per l'accesso al beneficio, anche tenendo conto del reddito dei destinatari, nonché le modalità attuative della disposizione"; l'articolo 6, comma 4, del decreto ministeriale 30 aprile 2020, adottato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, è stabilito che "i contributi di cui al presente decreto sono erogati al lordo delle ritenute di legge, applicate da ciascun organismo di gestione collettiva in relazione alle somme trasferite ai propri iscritti, autori, artisti interpreti ed esecutori o agenti mandatari"; considerato che: la mancata indicazione specifica sulla natura del contributo di cui all'articolo 90 citato ha generato un'interpretazione disomogenea delle disposizioni e, conseguentemente, a seguito un'applicazione disomogenea da parte degli organismi di gestione collettiva, si è generata una discrepanza di trattamento a danno di autori, artisti interpreti ed esecutori e lavoratori autonomi del settore; il Ministero dell'economia, a seguito di richiesta di chiarimenti formulata dal Ministero per i beni culturali, ha specificato che le misure di sostegno del reddito, come quella di cui all'art. 90, sono considerate redditi sostitutivi ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, e, in quanto tale, assoggettabili a imposizione; valutato che, al fine di tutelare i lavoratori del settore, risulta opportuno ed urgente specificare la natura del contributo di cui all'articolo 90, nel senso di stabilire che la misura di sostegno al reddito sia esente da ogni ritenuta e non concorra alla formazione del reddito imponibile ai sensi del testo unico, si chiede di sapere, tenuto conto delle ragioni fondanti della misura di sostegno al reddito e delle previsioni contenute in altre disposizioni dello stesso decreto, quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di ristabilire, con riferimento al regime fiscale da applicare, omogenee modalità di erogazione del contributo. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02066 RICHETTI Al Ministro della giustizia Premesso che: con decreto ministeriale del 14 settembre 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 settembre 2020, il Ministero della giustizia ha indetto lo svolgimento dell'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione forense, fissando per l'espletamento delle prove scritte le date del 15, 16 e 17 dicembre 2020; l'art. 8 dispone che "Con successivo decreto ministeriale, che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale IV serie speciale del 27 novembre 2020, saranno individuate eventuali misure disciplinanti l'accesso e la permanenza alle sedi concorsuali, al fine di garantire il rispetto delle vigenti disposizioni volte a prevenire il contagio da Covid-19"; l'andamento dell'epidemia in Italia è in progressivo peggioramento, con un numero di nuovi casi segnalati che aumentano esponenzialmente di settimana in settimana; le autorità scientifiche e sanitarie confermano la necessità di un'ulteriore drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone, tanto che il Governo sta adottando misure restrittive all'esercizio delle attività economiche, della libertà di circolazione e della vita di relazione dei cittadini, non escludendo la necessità di ricorrere a un lockdown generalizzato; l'espletamento con le modalità ordinarie delle prove scritte nel corso di 3 giorni consecutivi, con la contestuale presenza di migliaia di ragazzi a distanza ravvicinata, comporterebbe inevitabilmente la formazione di assembramenti potenzialmente pericolosi per la crescita dei contagi; a fronte dell'attuale scenario e del preoccupante andamento dell'epidemia, circa 25.000 praticanti avvocati sono oggi in attesa di sapere se l'esame del 15, 16 e 17 dicembre 2020 si svolgerà e con quali modalità o se, invece, il Ministero della giustizia deciderà il rinvio delle prove scritte di abilitazione; considerato che: ai sensi dell'art. 12 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 novembre 2020, detto provvedimento avrà efficacia solo fino al 3 dicembre 2020 e, dunque, ad oggi, non è dato sapere se le prove scritte già indette per le date del 15, 16 e 17 dicembre avranno luogo o saranno rinviate; un eventuale rinvio delle prove scritte comporterebbe necessariamente il posticipo dell'abilitazione dei candidati che hanno portato a compimento il periodo di pratica durante l'anno 2020, con conseguente pregiudizievole ritardo nell'iscrizione all'albo di coloro che supereranno le prove; il richiamato decreto del 4 novembre, inoltre, nulla dispone circa la prosecuzione delle prove orali ancora in corso di svolgimento e relative all'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione forense del 2019; il Governo, ad oggi, non ha chiarito se e con quali modalità intende garantire l'espletamento dell'esame di Stato nel rispetto delle misure sanitarie, si chiede di sapere: se l'espletamento delle prove scritte dell'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione forense indette per il 15, 16 e 17 dicembre 2020 sia confermato o sarà rinviato;