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Qual è il problema che viene posto dall'Unione europea e che non viene assolutamente affrontato con questo provvedimento? Viene accentrato solamente sui produttori e sui terzi che agiscono in loro nome l'onere del trasferimento dei dati all'ISPRA e in Commissione gli stessi produttori e gli stessi consorzi, coloro che poi gestiscono i RAEE, hanno detto che loro non hanno i dati completi da poter trasmettere all'ISPRA, perché è evidente che mancano i dati dei distributori, dei centri di raccolta e degli impianti di raccolta e di trattamento. D'altronde, colleghi e colleghe, la segnalazione è stata fatta anche in modo terzo da un dossier di Camera e Senato dell'8 ottobre scorso. Se volete andare a verificare, a pagina 54 del dossier , i funzionari ci dicono di fare attenzione, perché per rispondere adeguatamente e creare un sistema che funziona davvero nella gestione dei rifiuti RAEE bisogna intervenire. L'emendamento che proponiamo è allora molto semplice: aggiungere, al comma 1, lettera a) , dopo le parole «A tal fine, i produttori e i terzi che agiscono in loro nome» le seguenti: «i distributori, i centri di raccolta, gli impianti di raccolta e trattamento» e via di seguito «trasmettono annualmente e gratuitamente all'ISPRA i dati relativi ai RAEE. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.103, presentato dal senatore Pittella e da altri senatori, identico all'emendamento 16.104, presentato dalla senatrice Testor e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.105, presentato dal senatore Sudano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 16.106, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, limitatamente al numero 2). Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.106, presentato dalla senatrice Messina e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 16. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 17, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare. TARICCO (PD) . Signor Presidente, abbiamo presentato su questo testo due emendamenti, il primo dei quali soppressivo, per segnalare che, in realtà, la soluzione trovata non risolve il problema, perché di fatto dice che sono esclusi dalla considerazione di rifiuto la paglia e le potature, ma a condizione che siano produzioni agricole. Mi chiedo allora: quale differenza sostanziale c'è tra una potatura di una pianta che è in un giardino pubblico o privato e quella di una pianta che è presso un agricoltore? Il materiale è identico. Possiamo cogliere l'osservazione che è stata fatta a proposito di uno sfalcio fatto a bordo della strada invece che in un campo, perché ovviamente quello sul bordo della strada ha un impatto diverso - ha accumulato idrocarburi e altro - ma sulle potature questo tema non esiste. La riformulazione che proponiamo con l'emendamento 17.200 mira a escludere dalla considerazione di rifiuto le paglie, le potature e i materiali agricoli perché sono paglie e potature in generale. Diversamente, il rischio è oggettivamente di considerare rifiuto del materiale che non lo è. Non stiamo parlando di numerini, ma di milioni di tonnellate di materiale di cui sarà obbligatorio lo smaltimento considerandolo rifiuto, mentre potrebbe essere nella disponibilità del possessore, sia esso un privato o un ente pubblico, che potrebbe disporne come meglio crede. Si tratta di un materiale che ha un valore e noi lo trasformiamo in un costo per lo smaltimento. Chiedo al relatore di rivedere e ripensare questa posizione. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. LICHERI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 17, perché su questo tema è stato trovato un punto di sintesi in Commissione. BARRA CARACCIOLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 17.100. MALAN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, anch'io intervengo a favore dell'emendamento soppressivo e ringrazio il senatore Taricco per averlo presentato e spiegato. Io provo a dirlo in un altro modo, ma è la stessa cosa. Con questo provvedimento si applica, senza che ci sia una procedura di infrazione, in modo molto particolare e burocratico una norma per la quale, da quando entrerà in vigore (cioè tra pochi giorni o settimane), tutti gli sfalci e le potature che ammontano a milioni di tonnellate, come ha ricordato il senatore Taricco, derivanti da lavoro privato di un giardino e non di un campo, perché altrimenti sarebbero agricoli (ma solo se il lavoro fosse svolto da un agricoltore o da chi è classificato come tale, mentre se fosse svolto da un operaio o un impiegato, che lo fa nei ritagli di tempo e non è iscritto come agricoltore, il campo sarebbe equiparato a un giardino) nonché da attività effettuata per conto delle pubbliche amministrazioni devono essere trattati come rifiuti speciali, con tutte le limitazioni e i costi - non so se la Commissione bilancio ha valutato questo aspetto - per conferire questa enorme quantità di materiale nelle apposite discariche, con gli enormi problemi di cui dovremmo essere tutti coscienti, anche per i drammi e le tragedie avvenute di questi tempi (e non solo di questi tempi) nello smaltimento dei rifiuti. Votando l'emendamento soppressivo vogliamo evitare che si spendano decine di milioni di euro per una burocratizzazione dell'erba falciata e del ramo tagliato, perché questi sono uguali sia che vengano da un campo coltivato da un contadino, sia che vengano da un giardino o che vengano da un parco comunale, la cui manutenzione è affidata al Comune. Qui carichiamo dei costi sui privati e sulle pubbliche amministrazioni per fare un trattamento falsamente e burocraticamente ecologico. In realtà, è proprio l'opposto: cosa c'è di più naturale che l'erba secca stia dove è oppure venga gestita in altro modo, ma senza il conferimento in discarica insieme ai rifiuti pericolosi o, comunque, ai rifiuti propriamente tali? Cerchiamo di non andare contro ai cittadini in modo feroce, inutile e stupido, come purtroppo questo articolo, senza che ce ne sia probabilmente l'intenzione, sta facendo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE .