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L'articolo 29 (Autorità competenti ai sensi del regolamento (UE) 858/2022) individua la Consob e la Banca d'Italia quali autorità competenti per l'applicazione del regolamento (UE) 858/2022 ai sensi dell'articolo 2, numero 21, del citato regolamento, tenendo conto del vigente assetto di attribuzioni in materia di servizi di investimento, mercati e depositari centrali previste dal decreto legislativo n. 58 del 1998. La Sezione V – (Sanzioni) prevede la disciplina sanzionatoria. In coordinamento e in coerenza con le previsioni e i limiti edittali di cui alla parte V, titolo II del TUF, l'articolo 30 (Sanzioni) prevede sanzioni amministrative per la violazione delle norme del presente decreto e delle relative disposizioni attuative (commi 1 e 3). Il comma 2 prevede una sanzione specifica per l'emissione di strumenti finanziari digitali o la tenuta di un registro per la circolazione digitale in difetto di preventiva iscrizione nell'elenco dei responsabili del registro. Si introducono sanzioni amministrative anche per la violazione delle disposizioni di derivazione europea applicabili alle infrastrutture di mercato DLT, rispetto alle quali non siano già previste sanzioni dalla normativa vigente (comma 4). Il comma 5, con riguardo all'irrogazione delle sanzioni ivi previste prevede l'applicabilità delle disposizioni di cui agli articoli 194- bis , 195, 195- bis del TUF, in conseguenza della non applicabilità delle disposizioni di cui gli articoli 6, fatta eccezione per i commi 3 e 4, 10, 11 e 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. La Sezione VI (Modifiche al Testo Unico della Finanza e disposizioni finali ) introduce le modifiche al TUF, necessarie per l'attuazione del regolamento (UE) 2022/858 e alcune disposizioni finali. In linea con le modifiche della direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, contenute all'articolo 18 del regolamento (UE) 858/2022, l'articolo 31 (Modifiche all'articolo 1 del Testo unico della finanza) integra la definizione di strumento finanziario contenuta all'articolo 1, comma 2, del TUF, aggiungendovi anche il riferimento agli strumenti finanziari emessi mediante tecnologia a registro distribuito. L'articolo 32 (Disposizioni finali), ai commi 1 e 2, disciplina le modalità di iscrizione provvisoria dei responsabili del registro da parte della Consob nelle more dell'adozione della regolamentazione secondaria di cui all'articolo 28, comma 1, relativa all'elenco dei responsabili del registro. Al fine di monitorare l'andamento del nuovo regime, inoltre, il comma 3 prevede che la Consob e la Banca d'Italia trasmettano al Comitato Fintech istituito presso il Ministero dell'economia e della finanze entro tre anni dall'entrata in vigore del presente decreto, una relazione illustrativa del fenomeno di mercato e dei risultati emersi dall'applicazione delle nuove regole. All'interno della relazione le Autorità indicano, ciascuna per i profili di propria competenza, le criticità riscontrate dai soggetti interessati e dalle Autorità (incluse le valutazioni relative alla disciplina del responsabile del registro che svolga la relativa attività esclusivamente con riferimento a strumenti digitali di propria emissione o svolga la relativa attività con riferimento a strumenti digitali emessi da soggetti diversi), attesa la specifica novità del nuovo soggetto, gli eventuali limiti della disciplina e gli interventi normativi che si rendono necessari, anche tenuto conto degli eventuali successivi sviluppi del quadro regolamentare europeo. La Sezione VII (Semplificazione della sperimentazione FinTech) introduce misure di semplificazione della sperimentazione FinTech. L'articolo 33 (Misure in materia di semplificazione della sperimentazione FinTech) modifica l'articolo 36, comma 2- sexies , del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, (recante « Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi », cosiddetto « decreto-legge Crescita »), in tema di sperimentazione relativa alle attività di tecno-finanza (FinTech), per consentire la semplificazione di tale strumento in favore dell'innovazione. Nel dettaglio, la sperimentazione Fintech (cosidetto « sandbox ») è disciplinata dalle disposizioni dell'articolo 36, commi 2- bis e seguenti, del citato decreto-legge, le quali prevedono la definizione, per via regolamentare, delle condizioni e delle modalità di accesso alla sandbox , al fine di testare attività, servizi o prodotti volti al perseguimento dell'innovazione nei settori bancario, finanziario e assicurativo. La disciplina è completata dalle previsioni del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentite Banca d'Italia, Consob e IVASS, del 30 aprile 2021, n. 100 (di seguito denominato « Decreto »), la cui emanazione ha consentito l'avvio della sperimentazione. Secondo l'attuale quadro regolamentare, le richieste di ammissione alla sperimentazione che implichino l'esercizio di un'attività riservata possono essere presentate ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera a) del Decreto. In questo caso, tuttavia, l'istante è tenuto a presentare nell'ambito della domanda di ammissione alla sandbox , anche la richiesta di autorizzazione per lo svolgimento delle attività riservate, allegandone la documentazione necessaria (come previsto dagli articoli 10, comma 1, lettera m) ; 13, comma 1, lettera a) ; e 14, comma 1, lettera a) , del Decreto). Ove, invece, siano presenti casi di esclusione previsti dalla legge, la sperimentazione ricade nelle fattispecie di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b) , del Decreto, per cui non è necessario ottenere un'autorizzazione per lo svolgimento nell'ambito della sandbox . In questi casi, l'istante deve impegnarsi a presentare domanda di autorizzazione in caso di esito positivo della sperimentazione. Non trovando applicazione la disciplina regolamentare applicabile alla prestazione delle attività riservate, i provvedimenti di ammissione alla sperimentazione devono stabilire nel dettaglio le regole che governano lo svolgimento della sperimentazione. In tale contesto, si è constatato che in altri Stati membri (Spagna) è stata definita a livello domestico una particolare fattispecie di esclusione dalla riserva di legge nel caso in cui le attività siano condotte nell'ambito della sandbox e, quindi, per un periodo di tempo limitato e nel rispetto dei limiti stabiliti con il provvedimento di ammissione (si veda la legge 7/2020 del 13 novembre 2020 e la pertinente relazione illustrativa ove si chiarisce che le attività svolte nell'ambito della sandbox non sono considerate in particolare condotte a titolo abituale e professionale e che, pertanto, sono in esenzione dalla riserva di attività). In ambito nazionale, la prima applicazione delle regole che governano la sandbox ha evidenziato alcune rigidità che potrebbero non consentire un pieno utilizzo del nuovo strumento a favore dell'innovazione. In particolare, nell'esperienza della Consob, si sono registrate una pluralità di proposte di sperimentazione che avrebbero implicato l'esercizio di attività finanziaria riservata, in particolare la prestazione di servizi o attività di investimento.