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L'articolo 9 modifica l'articolo 5 del decreto legislativo n. 275 del 2001 che, nell'ambito del riordino del sistema sanzionatorio in materia di commercio di specie animali e vegetali protette, ha dettato nuove disposizioni penali in materia di importazione. Analogamente all'intervento operato con l'articolo 8, e nello spirito complessivo della riforma, si inaspriscono le pene per le contravvenzioni. In particolare, anche nel presente caso, la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda è sostituita dalla pena congiunta detentiva e pecuniaria, con conseguente inapplicabilità dell'istituto dell'oblazione (articolo 162- bis del codice penale); si inaspriscono, altresì, in caso di recidiva, prevedendo il loro aumento del doppio; sempre in caso di recidiva, se reiterata, si prevede la revoca della licenza, quando il reato sia commesso nell'esercizio di un'attività d'impresa. É fatto inoltre divieto di riprodurre in un ambiente controllato o in cattività ibridi di qualsiasi genere e specie. Anche in questo caso, se il reato è commesso nell'esercizio dell'attività di impresa, alla condanna consegue la sospensione della licenza da un minimo di sei mesi a un massimo di due anni; in caso di recidiva reiterata, la licenza è revocata. L'articolo 10 introduce nel nostro ordinamento il divieto di importazione, cessione o utilizzo di alcune tipologie di collari e, salvo che il fatto costituisca reato, connette alla violazione del divieto una sanzione amministrativa. In particolare, i dispositivi vietati sono i seguenti (comma 1): collari elettronici; collari elettrici; collari con le punte; collari a strozzo; collari a semi-strozzo. Sono invece leciti i collari dotati unicamente di sistema di controllo satellitare GPS (comma 2). La violazione del divieto di importazione, vendita, detenzione, utilizzazione o cessione è sanzionata, « salvo che il fatto costituisca reato », con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 25.000 euro. In caso di recidiva, la sanzione è raddoppiata. Quanto alle sanzioni accessorie, se la violazione è commessa nell'esercizio dell'attività di impresa, si applica la sospensione della licenza da sei mesi a due anni; in caso di recidiva reiterata, la licenza è revocata. I possessori di dispositivi vietati alla data di entrata in vigore della riforma dovranno consegnarli – entro un mese – al servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio, che provvederà all'eliminazione (comma 3). L'articolo 11 prevede specifiche sanzioni pecuniarie, in caso i delitti contro gli animali siano compiuti da società (sanzioni pecuniarie fino a cinquecento quote). In caso di condanna o patteggiamento rispetto a tali reati, le sanzioni interdittive previste per gli enti dall'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo n. 231 del 2001 si applicano anche fino a due anni. Infine, l'articolo 12 abroga espressamente il decreto del Ministro dell'interno datato 23 marzo 2007, che individua le modalità di coordinamento delle attività delle Forze di polizia e dei Corpi di polizia municipale e provinciale, allo scopo di prevenire e contrastare gli illeciti penali commessi nei confronti di animali. Tale abrogazione è finalizzata a « favorire il contrasto di tali reati da parte di ciascun corpo di polizia ». Si abroga, altresì l'articolo 842 del codice civile, in forza del quale il proprietario di un fondo non chiuso non può impedire a terzi di entrare nel fondo stesso per cacciare, purché: – la caccia sia esercitata da soggetto munito di licenza; – la caccia sia esercitata nei modi stabiliti dalla legge; – nel fondo non siano presenti coltivazioni che potrebbero danneggiarsi. La stessa disposizione del codice civile afferma invece che per esercitare la pesca occorre il consenso del proprietario del fondo. A seguito dell'abrogazione, dunque, il proprietario del fondo potrà sempre impedire l'accesso a terzi. Si interviene anche quanto all'abrogazione espressa dell'articolo 638 del codice penale (Uccisione o danneggiamento di animali altrui), sussunto comunque tra le fattispecie integrate con il presente disegno di legge, nonché rispetto all'abrogazione dell'articolo 19- ter delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale che attualmente rende inapplicabili le disposizioni del titolo IX- bis del libro secondo del codice penale recante « Dei delitti contro gli animali » – come da rubrica modificata dall'articolo 1 del presente disegno di legge – ai casi previsti dalle leggi speciali in materia di caccia, pesca, allevamento, eccetera. I proponenti auspicano che il presente disegno di legge – in linea con le evidenze scientifiche della psichiatria, della criminologia, della medicina veterinaria e dell'etologia – sia presto calendarizzata in Parlamento e diventi in tempi brevi legge dello Stato.. 1 ( Modifiche al codice penale ) 1 Al titolo IX- bis del libro secondo del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a alla rubrica, le parole: « il sentimento per » sono soppresse; b all'articolo 544- bis , le parole: « da quattro mesi a due anni » sono sostituite dalle seguenti: « da uno a cinque anni e con la multa da 5.000 a 50.000 euro »; c all'articolo 544- ter , primo comma: 1 dopo la parola: « etologiche » sono inserite le seguenti: « , compreso il suo utilizzo come richiamo vivo nell'attività venatoria, o detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, o produttive di sofferenze, o li sottopone ad atti sessuali »; 2 le parole: « da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro » sono sostituite dalle seguenti: « da tre mesi a tre anni e con la multa da 2.500 a 25.000 euro »; d all'articolo 544- quater : 1 il primo comma è sostituito dal seguente: « Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza, promuove, realizza, partecipa o finanzia manifestazioni o spettacoli che comportino sevizie o strazio agli animali, lotterie con in palio animali vivi o esibizioni pornografiche tra animali ed esseri umani è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da 4.000 a 30.000 euro. »; 2 al secondo comma, le parole: « da un terzo alla metà » sono sostituite dalle seguenti: « della metà »; e all'articolo 544- quinquies : 1 al primo comma: 1.1 dopo la parola: « organizza » sono inserite le seguenti: « , realizza, finanzia »; 1.2 le parole: « che possono metterne in pericolo l'integrità fisica » sono soppresse; 1.3 le parole: « da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro » sono sostituite dalle seguenti: « da sei mesi a cinque anni e con la multa da 100.000 a 250.000 euro »; 2 al secondo comma: 2.1 all'alinea, le parole: « da un terzo alla metà » sono sostituite dalle seguenti: « della metà »; 2.2 al numero 1), dopo le parole: