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Un'appartenenza che si configura solo per chi è riconosciuto come tale da una sentenza giudiziale. Inoltre, come dicevo, si rischia di dare un'immagine della politica, come sempre, collusa, prevedendo l'aggravante introdotta dal nuovo articolo 416 -ter per il solo fatto che il candidato che abbia accettato la promessa di voti risulti eletto, pur in assenza di comportamenti che testimonino da parte sua il mantenimento dell'accordo fraudolento eventualmente concluso, e con l'aggravante - che fa implicitamente pensare che anche per un politico innocente l'elezione sia un male - che, in caso di ottenimento di una carica elettiva, la pena è aumentata in modo non proporzionale. Peraltro, in questo caso esisterebbe comunque un insormontabile problema di natura probatoria, essendo necessario accertare che il candidato non sarebbe stato eletto senza l'effetto distorsivo delle pressioni malavitose. Credo non servano altri esempi. Il diritto penale, Presidente, è una disciplina nella quale la determinatezza dei precetti, la proporzionalità e la ragionevolezza delle risposte punitive non possono essere messe in discussione. Il diritto penale è una cosa seria, molto seria. Noi ne siamo consapevoli e con le nostre posizioni continuiamo a testimoniare rispetto per tale serietà: una serietà che non si riverbera direttamente in quella della nostra Costituzione. Questa maggioranza, con i suoi numeri, potrà naturalmente decidere di agire come ritiene; noi, però, siamo certi che non sia questo il modo di agire con responsabilità e per il bene del Paese, e anche questa volta non saremo complici del vostro desiderio di facile consenso dalle infauste conseguenze. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Causin. Ne ha facoltà. CAUSIN (FI-BP) . Signor Presidente, ho chiesto al mio Capogruppo di intervenire su questo tema principalmente perché ci sono due episodi recenti che riguardano il territorio dove risiedo: due inchieste molto importanti che hanno rappresentato una significativa infiltrazione delle organizzazioni mafiose in un territorio che apparentemente ne era immune solo fino a qualche tempo fa. La prima inchiesta riguarda il mondo dell'economia e attiene a questioni legate al riciclaggio di denaro, di cui le organizzazioni malavitose dispongono in grande quantità. L'altra è ancora più anomala perché concerne il litorale veneziano e, nello specifico, proprio il tema del voto di scambio: un fatto nuovo, unico, che sicuramente ha meravigliato l'opinione pubblica nonché gli addetti ai lavori. Ebbene, quando due anni fa feci una denuncia all'allora presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi, in forma riservata - che poi divenne pubblica poiché le nostre istituzioni sono talmente permeabili che non si tutela nemmeno chi fa una denuncia di questo tipo - venni deriso; eppure, l'inchiesta conferma che il litorale veneziano è stato interessato, nel corso dell'anno passato, da pesanti infiltrazioni mafiose, e c'è di mezzo anche il tema del voto di scambio. Dicevo, io, che sono un esponente di centrodestra, di Forza Italia, ho fatto la denuncia al Presidente della Commissione antimafia, la qual cosa non è stata fatta da altre forze politiche. Quindi, questo è un tema che non è di proprietà e non appartiene a nessuno: appartiene al dovere istituzionale e costituzionale di un parlamentare, di un pubblico ufficiale di denunciare, quando si vengono a sapere, determinati fatti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi siamo titolati a intervenire su questo tema perché il centrodestra, come le altre forze politiche che hanno governato il Paese negli ultimi vent'anni, ha svolto un ruolo fondamentale nel contrasto alla mafia. Lo abbiamo fatto quando abbiamo governato attraverso l'impegno del Ministero dell'interno; lo abbiamo fatto anche attraverso provvedimenti normativi che hanno rivoluzionato la lotta alle organizzazioni criminali. Penso soltanto all'introduzione della confisca dei beni alle organizzazioni mafiose che, oltre ad aver fruttato circa 30 miliardi di euro allo Stato, ha di fatto compromesso la capacità operativa delle organizzazioni criminali. Giovanni Falcone diceva che per trovare la criminalità bisognava seguire la pista del denaro. Questo oggi avviene, anche perché il centrodestra ha introdotto norme specifiche in questo senso. Penso ancora all'inasprimento del 41 -bis , del carcere duro, cosa su cui, tra l'altro, siamo stati criticati anche dalle organizzazioni che si occupano di diritti umani. Un articolo di oggi riportava che Raffaele Cutolo dice di essere dispiaciuto perché non può abbracciare la figlia. Ebbene, se una persona ha sulla coscienza decine e decine di morti, anche innocenti, come accade nelle sparatorie e nelle guerre civile di camorra che si verificano a Napoli, credo che il minimo della pena sia finire la vita all'interno di un luogo dove è precluso anche il contatto con i familiari, quindi la vita normale. Penso che questo sia il minimo. Noi non siamo per il fine vita, per la pena di morte, però siamo favorevoli a che le pene siano dure, nonché a tutto il piano nazionale antimafia e alle leggi antimafia. Rispetto a tutto questo, però, c'è un limite. È giusto che ci sia un impianto normativo che punisca duramente le relazioni tra chi fa politica e le organizzazioni mafiose ed è giusto che ci sia un impianto sanzionatorio sul voto di scambio ed è il lavoro che il Parlamento ha fatto in questi anni. Io sono però fortemente perplesso - e su questo preannuncio la posizione critica e contraria di Forza Italia sul provvedimento in esame - rispetto a un modo di fare spot su temi di questo tipo. Dal momento, infatti, che le pene già ci sono e sono importanti, è anomalo, per esempio, decidere di comminare il doppio degli anni di pena a una persona che si macchia del reato gravissimo di voto di scambio, che si configura come un reato più grave rispetto a quello commesso da chi guida un'organizzazione criminale mafiosa. Sono delle leggi spot che fanno riferimento ad una cultura che oggi è pericolosa in Italia, che presuppone che quanti fanno politica - io, voi, gli amministratori locali - siano dei potenziali delinquenti o dei delinquenti ancora non scoperti. Io mi ribello a quest'idea di Paese. Il Parlamento e le istituzioni non sono un covo di delinquenti potenziali o di delinquenti occulti: sono luoghi in cui ci sono delle persone che magari hanno sbagliato e che sbagliano e che per questo vanno perseguite e punite, ma le istituzioni italiane sono ancora garanti della democrazia, perché la maggior parte di coloro che siedono in questi banchi e che governano le istituzioni locali sono persone perbene che fanno politica con spirito di servizio e fanno una netta distinzione tra ciò che è bene e ciò che è male. Per questo motivo noi siamo contrari alle leggi spot , alle leggi eterodirette e credo che, se andremo in questa direzione, arrecheremo un grave danno alle istituzioni democratiche e alla loro tenuta. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Evangelista. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, colleghi senatori, oggi è un giorno storico per la nostra democrazia.