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al contrasto dell'evasione fiscale e del riciclaggio dei proventi di attività illecite e dell'infiltrazione della criminalità organizzata nella gestione di giochi, scommesse e concorsi pronostici, anche mediante il rafforzamento delle norme circa i controlli in materia di concessioni e la ridefinizione delle autorità competenti e delle limitazioni ai fini dell'autorizzazione per l'esercizio del gioco lecito; il rafforzamento delle sanzioni per contrastare il gioco illegale e d'azzardo e il potenziamento di norme volte alla trasparenza dei flussi finanziari in tale settore. L'articolo 2 introduce un'importante previsione volta a finanziare gli interventi di cura del gioco d'azzardo patologico, anche in ragione della necessità di scongiurare la possibilità che vengano sottratte le già scarse risorse per la cura delle altre dipendenze. A tal fine si prevede che i costi per la cura della nuova patologia debbano ricadere non sull'intera collettività, ma su coloro che lucrano e incentivano l'accesso al gioco d'azzardo e su coloro che operano nel mercato del gioco in modo illecito e irregolare. Una percentuale dello 0,1 per cento della remunerazione di ciascuno degli operatori e dei concessionari esercenti nel settore, e le maggiori entrate derivanti dalla riscossione delle sanzioni pecuniarie per l'inosservanza o violazione di alcuni obblighi introdotti ex novo dal presente disegno di legge (tra cui rilevano le disposizioni di cui agli articoli 9 e 10 del disegno di legge, relative al rispetto degli obblighi connessi alla trasparenza e alla tracciabilità dei flussi di denaro anche nel settore dei giuochi), costituiranno le risorse aggiuntive volte a incrementare la dotazione di un apposito «Fondo per la prevenzione e per la cura del gioco d'azzardo patologico». L'articolo 3 è teso a migliorare le disposizioni contenute nel cosiddetto «decreto Balduzzi» a tutela dei minori, con l'obbligo di identificare i minori di età mediante richiesta di esibizione di un documento di identità nelle aree destinate al gioco con vincita di denaro. Per rendere più efficace e non eludibile il divieto di gioco per i minori, inoltre, si prevede l'introduzione nei software degli apparecchi da gioco e dei giochi on-line di alcuni meccanismi automatici per il rilevamento dell'età anagrafica, mediante l'utilizzo della tessera sanitaria regionale o del codice fiscale. L'articolo 4 vieta la pubblicità su giornali, riviste, durante trasmissioni radio-televisive, cinematografiche e via internet per i giochi d'azzardo che inducono alla reiterazione e dipendenza, la cui nozione sarà definita con successivo decreto ministeriale. L'articolo 5 dispone, mediante opportune modifiche della normativa vigente, alcune importanti limitazioni per l'esercizio del gioco lecito in difesa di categorie di popolazione meritevoli di specifica tutela e l'attribuzione di poteri in capo al sindaco del comune competente per territorio per ciò che attiene alle relative autorizzazioni. Stante la competenza esclusiva statale nell'ambito della tutela della concorrenza e della normativa nazionale in tema di liberalizzazione nel settore degli esercizi commerciali su aree private e in materia di raccolta del gioco tramite apparecchi, la recente giurisprudenza ha respinto alcuni tentativi di regolamentazione da parte delle amministrazioni locali -- si vedano in proposito TAR Abruzzo (Sezione I), sentenza n. 99 del 2013 e TAR Piemonte (Sezione II), sentenza n. 990 del 2012, di rimessione di alcune ordinanze dei sindaci volte a intervenire in senso restrittivo su tale materia. Tali sentenze hanno annullato i provvedimenti impugnati in quanto adottati al di fuori di una competenza comunale e ritenuti in contrasto con la normativa statale vigente. Per tali motivi l'articolo 5 intende modificare le disposizioni alla base delle censure delle sentenze del Tar (con particolare riguardo all'articolo 50 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL) e all'articolo 3 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248) per ridefinire le competenze in materia in favore dei sindaci, riconoscendo loro un potere di disciplina sussidiaria per ciò che attiene alle attività di gioco sul territorio di loro competenza (potere con funzione di tutela dei cittadini che la stessa ordinanza di rimessione del TAR del Piemonte riconosce) al fine di arginare i frequenti episodi di devianza sociale e proteggere le fasce sociali più deboli meritevoli di specifiche tutele. In tal senso, il comma 1 dell'articolo 5, modificando l'articolo 7 comma 10 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, stabilisce normativamente criteri più stringenti circa l'apertura e la collocazione delle sale da gioco, dei punti vendita e degli esercizi di attività di gioco e scommesse, ai fini dell'autorizzazione da parte del sindaco, che deve avvenire previo parere del questore. Il comma 2 del medesimo articolo è finalizzato a introdurre una deroga esplicita per l'esercizio del gioco alla completa liberalizzazione degli esercizi commerciali operata dall'articolo 1 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, che dispone, al fine di tutelare la concorrenza e libera circolazione delle merci e dei servizi, che le attività commerciali (così come individuate dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114) siano svolte senza alcuni limiti e prescrizioni. In tali limiti e prescrizioni rilevano anche il rispetto di distanze minime obbligatorie tra attività commerciali appartenenti alla medesima tipologia di esercizi e i luoghi socialmente sensibili, nonché il rispetto degli orari di apertura e di chiusura delle attività connesse ai giochi; per tali ragioni è opportuno introdurre una deroga ai principi generali di totale liberalizzazione per attribuire ai sindaci, sulla specifica materia degli esercizi commerciali connessi alle attività di gioco, un potere di intervento limitativo a tutela dei cittadini. Con il comma 3, infine, si modifica il comma 7 dell'articolo 50 del TUEL, per superare l'attuale previsione che, conferendo al sindaco esclusivamente compiti di coordinamento e riorganizzazione in materia di orari degli esercizi commerciali, preclude allo stesso di intervenire con provvedimenti limitativi, per ciò che attiene alla collocazione e agli orari di apertura e chiusura di esercizi commerciali per attività legate ai giochi. L'articolo 6 rafforza le misure a tutela dei soggetti vulnerabili, garantendo agli operatori dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale, nonché a figure professionali appartenenti ad associazioni senza scopo di lucro, in possesso di comprovate competenze di tipo psicologico- medico-assistenziali, di accedere nelle sale da gioco e scommesse, al fine di individuare le persone affette da patologie del gioco d'azzardo e fornire loro informazioni e un sostegno concreto e di prossimità.