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Auspichiamo, inoltre, che il Governo possa adottare celermente il decreto legislativo riservato all'esercizio dei diritti sindacali da parte del personale militare impegnato in particolari teatri operativi, così da disciplinarne le specifiche limitazioni. Anche in questo caso, infatti, il Governo dovrà consentire l'esercizio dei diritti sindacali del personale militare, pur salvaguardando le preminenti esigenze di funzionalità, sicurezza e prontezza operativa correlate alle specifiche operazioni militari particolarmente sensibili. Rispetto al testo approvato alla Camera, la Commissione difesa in Senato ha inoltre previsto che le amministrazioni competenti concedano almeno su base regionale l'uso gratuito di locali per lo svolgimento delle attività sindacali. Nel testo di legge prevediamo inoltre che i rappresentanti sindacali non possano essere trasferiti in un'altra sede o reparto o vengano sostituiti nell'incarico ricoperto al momento dell'elezione se non previa intesa con l'associazione alla quale appartengono. Il disegno di legge prevede anche l'autorizzazione per le rappresentanze sindacali a visitare le strutture e i reparti militari presso i quali opera il personale rappresentato. Sono previsti gli ambiti di intervento delle associazioni sindacali da cui sono però esclusi gli aspetti dell'impiego e gli altri profili connessi alla funzionalità dello strumento militare. Non è ammesso invece il diritto di sciopero. Dal punto di vista della giurisdizione competente a risolvere le controversie in merito a condotte sindacali, è previsto che sia il giudice amministrativo a dover procedere. È prevista una riduzione dei costi e un contributo unificato per i casi civili. In definitiva, signor Presidente, con questo disegno di legge cerchiamo di creare le premesse affinché le organizzazioni sindacali siano messe nelle condizioni di realizzare al meglio il delicato compito che spetta loro: rappresentare e difendere le istanze del personale militare. Ad oggi, si sono costituite già diverse associazioni professionali tra militari, sono già 54 quelle che hanno ottenuto l'assenso del Ministero della difesa. Parecchie di loro si sono espresse criticamente su alcuni passaggi del testo. Per questo credo che sarebbe utile che il Governo prendesse in considerazione l'ipotesi di ulteriori limature nella fase di applicazione della legge. In ogni caso, pur auspicando che si possano ancora prevedere singoli interventi migliorativi, condividiamo il provvedimento nel merito e nella sua articolazione. Siamo convinti che la forza delle Forze armate sia rappresentata in primis dal suo capitale umano, le donne e gli uomini che la compongono e con questo disegno di legge cerchiamo di tutelare al meglio proprio questo capitale, dotandolo di uno strumento - il sindacato militare - capace di difendere gli interessi e i bisogni dei nostri militari lavoratori in sintonia con il bene supremo del Paese. Per tali motivi, voteremo a favore del provvedimento anche come segno di gratitudine e apprezzamento per il lavoro delle donne e degli uomini delle nostre Forze armate, che svolgono quotidianamente il loro servizio per il bene del Paese. (Applausi) . MAFFONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAFFONI (FdI) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, riprendiamo, a distanza di un anno dall'approvazione della prima lettura, avvenuta alla Camera lo scorso 2020, l'esame di questo disegno di legge importante e molto sentito all'interno delle Forze armate. Ricordo infatti che all'epoca c'era un altro Governo, ma Fratelli d'Italia, ieri come oggi, continua a rappresentare l'unica voce sempre dalla parte delle Forze dell'ordine e delle Forze armate. Ricordo infatti che proprio grazie a un emendamento di Fratelli d'Italia è stato possibile ampliare la platea dei beneficiari del 5x1000 a Forze armate e Forze dell'ordine, in particolare a Esercito, Marina e Aeronautica. Fu un atto di giustizia, un riconoscimento per l'impegno profuso ogni giorno dalle nostre donne e dai nostri uomini in divisa, che troppo spesso vengono ricordati solo quando muoiono per la nostra Patria. In Commissione difesa si è lavorato molto per migliorare questo provvedimento, anche grazie all'approvazione di alcune nostre proposte, come l'emendamento 5.3, presentato dal relatore e da noi sottoscritto, che riprendeva il testo del nostro emendamento 5.4, finalizzato a conferire maggiore coerenza alla norma, in considerazione del fatto che nel diritto sindacale la funzione del sindacato è tradizionalmente e storicamente quella di tutela dell'interesse collettivo dei propri associati. Attribuire all'associazione sindacale militare anche la tutela individuale degli interessi dei propri iscritti avrebbe determinato un'innovazione di carattere estensivo nel diritto positivo, avvantaggiando solo una categoria di lavoratori, quella militare, che al contrario dovrebbe essere proprio destinataria di quei limiti e di quelle condizioni ritenute necessarie per garantire le alte funzioni istituzionali attribuitele, così come riconosciuto dalla sentenza n. 120 del 2018 della Corte costituzionale. Inoltre, attribuire all'associazione sindacale la tutela di interessi individuali avrebbe comportato il rischio di sovrapporre i due piani di azione dell'associazione sindacale stessa, con inevitabili spinte particolaristiche o addirittura individualistiche dell'azione sindacale. L'emendamento 11.3, a prima firma della collega Rauti, è finalizzato a individuare inequivocabilmente la delegazione sindacale trattante, composta dalle associazioni professionali a carattere sindacale tra militari riconosciute e rappresentative ai sensi dell'articolo 13 di questo disegno di legge. Il provvedimento che ci accingiamo a votare è il frutto di una discussione lunga e approfondita. Bisogna ringraziare - lo faccio in quest'Aula - tutti i componenti delle associazioni per la loro pazienza e per la loro collaborazione. Fratelli d'Italia ha avuto modo di incontrarli tutti, con la chiarezza e la coerenza che da sempre ci contraddistinguono, sia durante le audizioni svolte nel corso dell'esame del provvedimento, sia nelle molteplici occasioni (convegni, dibattiti e incontri informali) a cui siamo stati invitati. In Commissione abbiamo portato il nostro contributo di idee e di valori, augurandoci che questa legge potesse essere approvata in maniera condivisa. Dal primo degli ufficiali all'ultimo dei graduati, dovevano essere messi tutti in condizione di confrontarsi, conoscersi e capire come riformare la rappresentanza militare. Questo provvedimento è un primo passo che sicuramente non accontenterà tutti, ma il nostro lavoro non si conclude qui. Continueremo a cercare di migliorare il testo, mantenendo lo stretto rapporto di vicinanza e collaborazione con tutte le Forze dell'ordine e le associazioni, perché il problema della difesa non si risolve oggi, rimanendo irrisolte le continue problematiche che Fratelli d'Italia porta all'attenzione del Governo da anni. Tra questi vi è la mancanza di fondi, la carenza di alloggi decenti, la scarsità e l'irregolarità degli straordinari, la mancanza di fondi per le attrezzature o per pagare le indennità dovute agli incursori o agli artificieri.