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Ciò garantirà, a breve termine, più sviluppo, più occupazione e più ricchezza nei settori coinvolti, un effetto di medio-lungo periodo sulla crescita dell'intera economia locale, nonché benefìci permanenti sulle entrate dell'amministrazione locale. È in questo contesto che si inserisce il presente disegno di legge, ma anche in vista di ulteriori obiettivi programmatici quali, ad esempio, la riorganizzazione dell'edilizia pubblica residenziale, il divieto per le petroliere e le navi portacontenitori oceaniche di accedere in laguna, il risanamento delle aree inquinate, la realizzazione del progetto MOSE, della sub-lagunare e dei nuovi collegamenti per una migliore mobilità e accessibilità della grande Venezia, nonché lo sviluppo dell'imprenditorialità e dell'innovazione. Sul presupposto che la città di Venezia e la sua laguna costituiscono patrimonio storico-artistico e ambientale, sia in ambito nazionale che internazionale, ci si prefigge, quali obiettivi specifici e permanenti, la salvaguardia fisica e ambientale, da perseguire e da rendere sostenibili nel tempo mediante il recupero socio-economico delle comunità interessate (articolo 4). In particolare, all'articolo 2, si prevede che lo Stato, la regione Veneto, l'autorità provinciale e i comuni di Venezia, di Chioggia e di Cavallino-Treporti, in concorso tra loro, garantiscono, tra i vari obiettivi individuati, la riqualificazione e il recupero ambientali, la prevenzione dell'inquinamento atmosferico idrico e, realizzando il mantenimento del regime lagunare, la tutela, il recupero e la conservazione dell'ecosistema lagunare, in accordo con le esigenze di tutela fisica della città; la bonifica dei siti inquinati; l'equilibrio idrogeologico e idraulico; l'individuazione di risorse energetiche alternative prodotte da fonti rinnovabili naturali, ivi compreso lo sfruttamento dell'energia prodotta dalle correnti lagunari e maree. Inoltre, sono previsti il controllo del fenomeno delle acque alte, anche eccezionali, così da evitare l'allagamento dei centri storici e dei centri abitati; il mantenimento dei fondali e dei marginamenti dei canali lagunari; la tutela, il recupero e la conservazione dei beni paesaggistici, storici, archeologici, culturali e artistici, la valorizzazione delle istituzioni culturali, scientifiche e universitarie elevandole a centri di eccellenza a vocazione internazionale; lo sviluppo della portualità e della logistica quale risorsa produttiva; la riqualificazione del tessuto urbano, turistico-ricettivo e industriale con azioni mirate a garantire lo sviluppo socio-economico e produttivo nonché a favorire la residenzialità. Il provvedimento intende garantire anche l'incentivazione e la valorizzazione delle imprese locali attraverso la formazione universitaria, lo sviluppo e il sostegno dell'imprenditoria giovanile, nonché la previsione di strumenti di carattere fiscale e finanziario, anche in deroga alla disciplina ordinaria. L'articolo 2, inoltre, dispone che l'autorità portuale, d'intesa con il Magistrato alle acque, provveda alla progettazione e alla realizzazione di un terminale off-shore (struttura portuale d'altura) finalizzato anche all'estromissione dalla laguna del traffico petrolifero e delle navi porta contenitori oceaniche. In applicazione del principio del federalismo demaniale, è previsto il trasferimento al comune di Venezia dei canali e dei rii, ubicati all'interno del territorio comunale, individuati con successivi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Tutti questi obiettivi costituiscono elemento fondamentale dell'economia veneziana e contribuiscono a conservare il patrimonio culturale di Venezia e della sua laguna (articolo 1, comma 3). L'articolo 3 istituisce e regolamenta il Comitato istituzionale per Venezia e la sua laguna, che è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri ed è costituito dai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico, per i beni e le attività culturali, dell'economia e delle finanze, delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'istruzione, dell'università e della ricerca e per la pubblica amministrazione e la semplificazione; vi partecipano, inoltre, il presidente della regione Veneto, i sindaci di Venezia, Chioggia, Cavallino-Treporti e il sindaco di uno dei comuni della gronda lagunare allo scopo designato. A tale Comitato sono demandati l'indirizzo, il coordinamento e il controllo per l'attuazione degli interventi previsti dal presente disegno di legge. Tra le varie iniziative volte alla rivitalizzazione e allo sviluppo socio-economico e produttivo dei comuni citati (articolo 4), interessante è la realizzazione dei cosiddetti «fondaci» quali luoghi di interrelazioni culturali, di scambio di merci, di produzione culturale e artigianale, con l'utilizzazione di siti produttivi dismessi, di complessi immobiliari o aree demaniali, nonché lo sviluppo del comparto fieristico, anche attraverso l'utilizzo sinergico delle strutture della Stazione marittima, dell'Arsenale, dell'aeroporto Nicelli e del Parco scientifico tecnologico di Venezia, oltre che la manutenzione urbana e la realizzazione della metropolitana sub-lagunare e del Quadrante Tessera. Sempre l'articolo 4 (comma 5) prevede che l'Agenzia del demanio, sentite le amministrazioni statali interessate, indichi in un apposito elenco gli immobili, presenti nel territorio del comune di Venezia, necessari al funzionamento degli uffici dello Stato e degli altri uffici pubblici, anche in previsione di nuovi fabbisogni per il decennio successivo. Tutti gli immobili, appartenenti a qualsiasi titolo allo Stato, non compresi in tale elenco saranno trasferiti a titolo gratuito al comune di Venezia. Il comune sarà poi tenuto a trasferire in concessione o in locazione, ovvero ad alienare, previo esperimento di pubblica gara, i beni immobili acquisiti, salvo che gli stessi non debbano essere adibiti a sede degli uffici comunali per i quali lo stesso comune abbia programmato l'acquisto o la locazione, anche in terraferma, di immobili. Le risorse che saranno recuperate mediante la concessione o locazione dei beni immobili trasferiti al comune dovranno essere impegnate per l'attivazione delle finalità di cui alla legge. Si demanda, infine, a decreti legislativi delegati la previsione di incentivi e agevolazioni in favore delle imprese operanti nelle zone di censimento. Nell'articolo 5 sono indicati gli interventi per la manutenzione urbana e per lo sviluppo dell'innovazione nel comune di Venezia, da realizzare anche attraverso la possibilità riconosciuta al comune stesso di sottoscrivere e di alienare quote di uno o più fondi comuni di investimento, in misura non superiore al 50 per cento del patrimonio, promossi e gestiti da una o più società di gestione, al fine di favorire l'afflusso di capitale di rischio verso le piccole e medie imprese innovative localizzate nella medesima area.