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Tra questi la lettera d ) prescrive che siano esplicitamente inclusi i creditori iscritti e coloro che hanno acquistato diritti sull'immobile in virtù di atti soggetti a trascrizione e trascritti prima della trascrizione dell'atto di divisione o della trascrizione della domanda di divisione giudiziale. In merito alla definizione del giudizio, le lettere e ) ed f ) stabiliscono, rispettivamente, che: in assenza di contestazioni, si debba prevedere che il giudice sciolga la comunione con ordinanza non revocabile, assoggettabile solamente a ricorso ordinario da parte di terzi ovvero soggetta a revocazione straordinaria; il giudice, parimenti, statuisce le spese; la disposizione si applica anche in caso di contumacia di una o più parti; in presenza di contestazioni, si debba prevedere la definizione del giudizio con sentenza che decide anche in ordine alla divisibilità o meno dei beni, alla loro vendita (di tutti o di alcuni), alle spese. Si dovrà inoltre prevedere (lettera g )) che, a seguito della pronuncia dell'ordinanza ovvero del passaggio in giudicato, il giudice deleghi la vendita al medesimo professionista che ha espletato il tentativo di conciliazione, se possibile. Il giudice nomina un esperto, a norma dell'articolo 194 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile. Tale norma prevede la nomina, da parte del giudice istruttore - d'ufficio o su istanza - quando ciò si riveli necessario per la formazione della massa da dividersi e delle quote. Lo stesso articolo 194 stabilisce che il giudice riceva il giuramento dell'esperto di bene e fedelmente adempiere le funzioni affidategli al solo scopo di fare conoscere ai giudici la verità, ai sensi dell'articolo 193 del codice di procedura civile. La disciplina delegata dovrà quindi stabilire che il professionista possa procedere alla vendita dei beni secondo le previsioni del codice di procedura civile in materia di esecuzione forzata, sotto la direzione del giudice (lettera h )). La lettera i ) stabilisce che, al momento della presentazione di istanza di assegnazione da parte dei condividenti, si debba prevedere il versamento di una somma, la cui entità è stabilita dal giudice in una misura non inferiore al trenta per cento e non superiore al cinquanta per cento del totale, a titolo di acconto sul conguaglio. La lettera l ) dispone in ordine alle contestazioni, che dovranno essere decise con ordinanza soggetta a reclamo secondo le procedure stabilite dal Codice di procedura civile, al libro quarto, titolo II, capo VI (rubricato "Disposizioni comuni ai procedimenti in camera di consiglio"). Si dovrà inoltre prevedere (lettera m )) che il professionista predisponga il progetto di divisione, lo comunichi a tutti i litisconsorti necessari (ivi compresi i contumaci) insieme all'indicazione della data, del luogo e dell'ora fissati per la discussione del progetto. Quindi, in merito alla definizione del procedimento: in assenza di contestazioni o in caso di accordo sulla modifica del progetto, il professionista tramette il progetto al giudice, previa estrazione a sorte delle quote in caso di uguaglianza delle medesime, il quale, previa verifica della regolarità delle operazioni e dell'assenza di contestazioni, dichiara il progetto esecutivo con ordinanza non impugnabile (lettera n )); in caso di contestazioni, il professionista tramette il progetto al giudice, al quale è rimessa la decisione con sentenza - previa estrazione a sorte dei lotti in caso di uguaglianza dei medesimi - che definisce il procedimento e decide in merito alle spese (lettera o )). L'articolo 11 reca principi e criteri direttivi per la modifica della disciplina concernente l'arbitrato. Il comma 1, lettera a ), prevede che le innovazioni in materia di arbitrato dovranno rafforzare le garanzie di indipendenza ed imparzialità dell'arbitro. Si dovrà prevedere, in particolare, che l'omessa dichiarazione, al momento dell'accettazione dell'incarico, di circostanze che possano costituire motivi di ricusazione, sia assunta quale causa di decadenza dal ruolo di arbitro. Ai sensi della lettera b ), si dovrà dettare specifica disciplina concernente l'efficacia esecutiva del decreto del presidente della corte d'appello, con contenuto di condanna, dichiarante l'efficacia del lodo straniero. La disposizione mira a dirimere alcuni dubbi interpretativi sorti in materia, concernenti l'immediata esecutività del lodo straniero a seguito dell'ordinanza. L'articolo 12 reca principi e criteri direttivi per la modifica di disposizioni relative ai procedimenti civili al fine di renderli più celeri ed efficienti. Il comma 1, lettera a ), stabilisce che il deposito dei documenti o degli atti delle parti assistite da difensore dovrà avvenire esclusivamente con modalità telematiche o con altri mezzi tecnologici. Il capo dell'ufficio può autorizzare eccezioni a tali modalità solo in caso di malfunzionamenti del dominio giustizia ovvero in situazioni di urgenza, assicurando comunque la tempestiva ed adeguata comunicazione agli interessati della riattivazione delle procedure telematiche. La disposizione dovrà applicarsi ai procedimenti civili davanti al giudice di pace, al tribunale, alle corti di appello e alla Corte di cassazione. La lettera b ) specifica che il deposito telematico degli atti e dei documenti di parte possa avvenire anche con mezzi diversi dalla PEC - posta elettronica certificata nel rispetto delle norme (anche regolamentari) inerenti la sottoscrizione, trasmissione e ricezione di documenti telematici. Qualora si opti per modalità diversa dalla PEC, ai sensi della lettera c ) si dovrà considerare avvenuto il deposito del documento o dell'atto al momento della generazione di un messaggio di conferma dell'avvenuta trasmissione. La lettera d ) stabilisce che, nell'esercizio della delega, si dovrà introdurre il principio di chiarezza e semplicità degli atti del giudice e di parte. A tale riguardo, al fine favorire la consultazione degli atti e dei provvedimenti informatici, le informazioni ivi contenute dovranno essere strutturate in campi precostituiti per l'inserimento nei registri del processo. La lettera e ) stabilisce che non dovranno essere previste sanzioni inerenti le specifiche tecniche dell'atto (nella sua forma o schema informatico) quando la sua trasmissione abbia comunque raggiunto il proprio scopo. Del mancato rispetto delle specifiche tecniche si potrà comunque tener conto nella disciplina delle spese. La lettera f ) riguarda il versamento del contributo unificato. In particolare, si dovrà prevedere che il contributo possa essere pagato: con modalità telematiche, attraverso la piattaforma tecnologica per l'interconnessione e l'interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento abilitati, messa a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, al fine di assicurare l'autenticazione dei soggetti interessati all'operazione in tutta la gestione del processo di pagamento; con strumenti di pagamento elettronico; mediante conto corrente postale intestato alla tesoreria dello Stato; mediante pagamento presso rivendita di generi di monopolio e valori bollati, il quale rilascia, con modalità telematiche, apposito contrassegno; mediante bonifico, con strumento di pagamento non telematico.