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Mi complimento dunque con i colleghi, rinnovo il ringraziamento e spero che il lavoro di questo e dell'altro ramo Parlamento possa ulteriormente aiutare la società italiana e la nostra economia ad uscire dall'affanno di un attacco al cuore della nostra civiltà, per quel che riguarda il funzionamento dell'economia e l'incontro tra domanda e risposta di diritti. Invito pertanto i colleghi a votare a favore del provvedimento in esame. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Pesco. PESCO, relatore . Signor Presidente, intervengo per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla redazione, all'istruttoria, all'approvazione e a tutte le fasi che hanno portato alle modifiche del decreto-legge in esame. È stato un lavoro lungo e complesso, ma che ha portato con decisione e coerenza, direi anche con amicizia tra i Gruppi, a soluzioni efficaci ed efficienti per il nostro Paese: mi riferisco in primis al problema sorto sul tema del superbonus. Possiamo dire che 40.000 imprese italiane hanno una speranza in più che i loro crediti possano essere sbloccati. Forse non sarà la soluzione definitiva, ma sicuramente abbiamo dato un grandissimo contributo e veramente sono molto soddisfatto per il lavoro svolto da tutti i Gruppi, che hanno comunque compreso la necessità di intervenire, di aspettare, di studiare e di capire quale fosse la soluzione migliore, che poi è arrivata. Non mi fermo qui, perché sono state approvate, sempre grazie all'aiuto di tutti, numerose modifiche a sostegno di chi sta peggio. Veramente ringrazio i colleghi, perché, anche se non è la prima volta che ci occupiamo di disabilità, questa volta in modo particolare abbiamo fatto una cosa straordinaria per persone che aspettavano giustizia, in termini di indennità. Tale giustizia era stata già riconosciuta da parte della Corte costituzionale, ma purtroppo non aveva ancora avuto una risposta concreta da parte del Parlamento. Questa risposta è arrivata, per i malati da talidomide, che purtroppo vivono una vita di sofferenza. Devo dire dunque che l'attuale Parlamento, in chiusura, ha compiuto veramente un atto di bontà, di lealtà, di correttezza e di coerenza, dando una risposta concreta a queste persone, che fa onore veramente a tutti. Abbiamo aggiunto anche altre cose: ci sono persone sempre in difficoltà per fare la spesa e pagare le bollette, che purtroppo non riescono ad arrivare a fine mese. Queste persone magari hanno anche debiti, pagano con le pensioni ciò che devono, ma a volte non ce la fanno. È stato quindi necessario alzare la soglia di impignorabilità delle pensioni, che è stata portata, grazie al lavoro svolto dalle Commissioni riunite, da 750 euro a 1.000 euro. Almeno per ora, quindi queste persone potranno avere qualche risorsa in più per fare la spesa. (Applausi) . Si tratta di una misura che penso riempia davvero di orgoglio questo ramo del Parlamento. Abbiamo adottato altre misure per i Comuni, che potranno spendere somme per lavori iniziati nel 2019 che non sono riusciti a concludere e che potranno concludere tranquillamente utilizzando tali risorse. Abbiamo inserito nel testo norme anche per i Vigili del fuoco, che aspettavano la concretizzazione di misure adottate in legge di bilancio per quanto riguarda la loro previdenza. Sono quindi state fatte veramente tantissime cose. Ringrazio nuovamente tutti e, dopo quattro anni e mezzo di lavoro, rivolgo ringraziamenti davvero sinceri ai funzionari e a tutti gli addetti ai lavori che ci hanno dato una mano per facilitare il lavoro in Commissione e in Aula. Grazie veramente a tutti. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, non mi addentrerò negli aspetti tecnici del decreto-legge aiuti- bis anche perché in gran parte è una riproposizione del primo decreto-legge aiuti. Si tratta di misure necessarie, ma se dobbiamo chiederci se le stesse siano sufficienti credo che la risposta sia negativa. Usciamo da una situazione difficile: prima la pandemia, poi ciò che è successo nel mondo con l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, e quindi il cambiamento delle sfere di influenza nel mondo, la necessità di provvedere alla diversificazione del nostro fabbisogno energetico, cosa che sembrava non rientrare nelle prime necessità dei Governi e dell'Italia. Abbiamo scoperto quanto siamo stati vulnerabili sia dal punto di vista sanitario, della tutela della salute, sia dal punto di vista energetico. Ho sentito anche in questi giorni qualcuno che addirittura proponeva di mantenere a 19 gradi la temperatura nelle case; mi chiedo come sia possibile verificarlo e mi domando altresì se colui che può pagare tranquillamente la bolletta tenga la temperatura a 19 gradi. Mi sembrava una sciocchezza apparsa in qualche notizia e credo - spero - non trovi giustificazione nei provvedimenti che stiamo affrontando. Parlando di energia, faccio un piccolo esempio: per la tinteggiatura di un'abitazione abbiamo una riduzione del 60 per cento; per l'installazione di un pannello fotovoltaico del 50 per cento; quindi, avremmo dovuto semmai incidere su misure che efficientino, dal punto di vista energetico, questo passaggio verso la cosiddetta transizione e un'economia green , quindi più pulita, ma credo che oggi la questione sia più politica. Mi sembra che la storia, come sempre, si ripeta. Ritornerai velocemente al 1951, quando si costituì la Comunità economica del carbone e dell'acciaio (la cosiddetta CECA): De Gasperi, Adenauer, Schuman e Monnet condivisero la necessità di controllare e di unificare gli approvvigionamenti e le forniture di ciò che era stato al centro dei conflitti precedenti. Da lì c'è stata una serie di trattati, tra cui il Trattato di Roma, istitutivo della Comunità europea, come ben sappiamo. Condivido la politica del presidente Draghi, che è stata riassunta con una formula presa dalle regole del gioco del tit for tat, del ribattere colpo su colpo. È stata una politica efficace, che ho condiviso. Un Paese, la Russia, ha aggredito inopinatamente uno Stato libero quale l'Ucraina e ha sconvolto il mondo in questo momento. Siamo in una situazione difficile, perché, appena usciti dalla pandemia, siamo entrati in una situazione ulteriore, che vede il mondo diviso tra le democrazie, da un lato, e i sistemi non democratici, dall'altro. L'Italia però è anche un Paese strano, è l'Italia dei no: no TAV, no TAP, no rigassificatori. Verrebbe da dire che l'Italia è un Paese dove, a volte, il popolo è quasi nemico della gente. Basta vedere cosa è successo in Puglia, dove addirittura ci sono state violente agitazioni e referendum che hanno detto no all'ingresso del gasdotto dalla Crimea in Europa passando attraverso la Puglia, opera richiesta e voluta fortemente dall'Europa. Questa è quindi l'Italia del no. Non so quanto tempo ho ancora a diposizione, posso terminare? PRESIDENTE. Le ho lasciato la possibilità di continuare. DAL MAS (FIBP-UDC) . La ringrazio, Presidente, sarò breve.