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l’erogazione di contributi per manifestazioni e spettacoli all’estero; l’attivazione di piani straordinari, di durata pluriennale, per la ristrutturazione, e l’aggiornamento tecnologico di teatri o strutture e spazi stabilmente destinati allo spettacolo con particolare attenzione a quelli ubicati nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti; il sostegno ad azioni di riequilibrio e diffusione territoriale, anche tramite la realizzazione di specifici progetti di promozione e di sensibilizzazione del pubblico, da realizzare in collaborazione con gli enti territoriali, mediante i circuiti di distribuzione che includano anche i piccoli centri urbani; La lettera e) del testo presentato dal Governo è stata soppressa in quanto, con il complesso di modifiche, l'intreccio fra competenze legislative statali e regionali è stato rimodulato con criteri che favoriscano procedure collaborative per definire in modo condiviso, tra i vari livelli di Governo, gli interventi normativi in questo ambito. La lettera f) contiene i principi e i criteri direttivi relativi al settore delle attività musicali di cui alla legge 14 agosto 1967, n. 800. Si prevede la revisione e il riassetto della disciplina la cui impostazione di fondo è data dalla richiamata legge n. 800 del 1967, più volte modificata nel corso degli anni ma tutt’ora vigente, al fine di assicurare: 1) l’interazione tra i diversi organismi operanti nel settore, con particolare riguardo alle fondazioni lirico-sinfoniche, ai teatri di tradizione, alle istituzioni concertistico-orchestrali e ai complessi strumentali; 2) l’estensione delle misure di sostegno alle attività musicali popolari contemporanee, quali componenti fondamentali del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico del Paese, nonché quali elementi di coesione sociale e di aggregazione e strumento centrale per lo sviluppo dell’offerta turistico-culturale; 3) la definizione delle figure che afferiscono all’organizzazione e alla produzione di musica popolare contemporanea e dei relativi criteri e requisiti per svolgere l’esercizio di suddetta attività; 4) la valorizzazione delle musiche della tradizione popolare italiana, anche in chiave contemporanea, con progetti-artistico culturali di valenza regionale e locale. La lettera g) detta ulteriori principi e criteri direttivi in relazione al settore della danza che impegnano il Governo a provvedere alla revisione della normativa in materia di promozione delle attività di danza, d'intesa con le altre amministrazioni competenti, con l’introduzione di disposizioni finalizzate a dare impulso alle opere di ricostruzione del repertorio coreutico classico e contemporaneo, alla produzione artistica e alla sperimentazione. Essa prevede, con l’esercizio della delega si provveda all’introduzione di una normativa relativa all'istituzione, controllo e vigilanza delle scuole di danza, nonché, al fine di regolamentare e garantire le professionalità specifiche nell’insegnamento della danza in questi contesti, individuazione di criteri e requisiti finalizzati all'abilitazione di tale insegnamento tramite la definizione di percorsi formativi e professionalizzanti certificati e validi su tutto il territorio nazionale. La lettera h) non è stata modificata in Commissione e riguarda la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi, specificamente finalizzate alla graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse. E' stata soppressa invece la lettera relativa agli incentivi fiscali che non sono più oggetto di delega ma sono inseriti nell’articolo 5. La lettera i) relativa alla revisione delle norme volte all’avvicinamento dei giovani alle attività di spettacolo introduce, tra l’altro, una riserva delle risorse FUS pari ad almeno il 3 per cento della dotazione del Fondo unico per lo spettacolo destinata alla promozione di programmi di educazione nei settori dello spettacolo nelle scuole di ogni ordine e grado in coerenza con l’articolo l, comma 7, lettere c) e f) , della legge 13 luglio 2015, n. 107 (la recente riforma della scuola). Si tratta di una previsione analoga a quella inserita per il cinema e l’audiovisivo nella legge n. 220 del 2016. Si completa quindi il quadro normativo con l’investimento sull’educazione alle attività di spettacolo a partire dalla scuola e sulla formazione dei docenti per avere nuovi talenti e spettatori in un’ottica unitaria che vede nella cultura un volano per l’economia. La lettera l) tocca la delicata tematica del rapporto di lavoro che, anche in ossequio all'articolo 36 della Costituzione, deve assicurare ai lavoratori di questo settore la dignità nella retribuzione, nelle tutele e in tutti gli istituti che l'ordinamento prevede nel rapporto di lavoro. A tal fine, il criterio direttivo vincola il Governo all’introduzione di norme che, in armonia e coerenza con le disposizioni generali in materia, disciplinino in modo sistematico e unitario, con le opportune differenziazioni correlate allo specifico ambito di attività, il rapporto di lavoro nel settore dello spettacolo, tenuto conto anche del carattere intermittente delle prestazioni lavorative con riferimento alle specificità contrattuali e alle tutele previdenziali e assicurative. La lettera m) permette di attribuire al legislatore delegato la competenza specifica a semplificare gli iter autorizzativi e gli adempimenti burocratici relativi allo svolgimento di attività di pubblico spettacolo, ivi inclusa, di concerto con le altre amministrazioni competenti, l’autorizzazione di pubblica sicurezza. Il testo approvato dalla Commissione, accogliendo istanze emerse nelle audizioni, estende a tutte le attività di spettacolo la portata originaria che prevedeva una semplificazione delle procedure per il rilascio dell’autorizzazione di pubblica sicurezza solo per le attività circensi e di spettacolo viaggiante. La lettera n) riguarda il sostegno alla diffusione dello spettacolo italiano all'estero e ai processi di internazionalizzazione, in particolare in ambito europeo, attraverso iniziative di coproduzione artistica, collaborazione e scambio, favorendo la mobilità e la circolazione delle opere, lo sviluppo di reti di offerta artistico-culturale di qualificato livello internazionale, ferme restando le competenze del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. La lettera o) introduce un criterio finalizzato a favorire nelle azioni di internazionalizzazione le produzioni di giovani artisti e gli spettacoli di musica popolare contemporanea anche attraverso iniziative di coproduzione artistica e collaborazioni intersettoriali. Il comma 5, relativo alla procedura di adozione del decreto o dei decreti legislativi, prevede che gli stessi siano adottati su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentito il Consiglio superiore dello spettacolo, di concerto con i Ministri interessati, previa acquisizione dell'intesa in sede di Conferenza unificata e del parere del Consiglio di Stato. Gli schemi di decreto legislativo dovranno essere successivamente trasmessi alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. Le Commissioni si dovranno pronunciare nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi potranno essere comunque adottati.