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Relativamente ai fabbricati di cui al primo periodo del comma 1, resta ferma altresì la previsione di imposte ipotecarie in misura fissa per le iscrizioni ipotecarie e le annotazioni previste dall'articolo 333 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209. A tale fine, all'articolo 188, comma 3- bis , del medesimo codice di cui al decreto legislativo n. 209 del 2005 sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'alinea: 1) dopo le parole: “articolo 47- quinquies ,” sono inserite le seguenti: “ovvero, ai fini della salvaguardia della stabilità del sistema finanziario nel suo complesso e del contrasto di rischi sistemici, ai sensi di quanto previsto dalle disposizioni dell'ordinamento europeo relative alla vigilanza macroprudenziale del sistema finanziario dell'Unione europea,”; 2) dopo le parole: “nei confronti” è inserita la seguente: “anche”; b) alla lettera b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “o di prevedere limitazioni, restrizioni temporanee o differimenti per determinate tipologie di operazioni o di facoltà esercitabili dai contraenti” »; alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e disposizioni in materia di vigilanza assicurativa ». Dopo l'articolo 7 sono inseriti i seguenti: « Art. 7- bis . – (Esenzione dalla TASI per gli immobili costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita) – 1. Al comma 678 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “A decorrere dal 1° gennaio 2022, sono esenti dalla TASI i fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, finché permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati”. 2. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, pari a 15 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022, si provvede mediante corrispondente utilizzo delle maggiori entrate derivanti dal presente decreto. Art. 7- ter. – (Estensione degli interventi agevolativi al settore edile) – 1. All'articolo 1 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 6 sono inseriti i seguenti: “ 6-bis. Per le PMI operanti nel settore edile di cui ai codici ATECO F41 e F42, l'accesso alla garanzia della sezione speciale di cui al comma 1 è consentito, altresì, qualora le medesime imprese siano titolari di finanziamenti erogati da banche e altri intermediari finanziari di cui al testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1 o settembre 1993, n. 385, assistiti da garanzia ipotecaria di primo grado su beni immobili civili, commerciali e industriali, le cui posizioni creditizie, non coperte da altra garanzia pubblica, siano state classificate come ‘inadempienze probabili’ (UTP) entro la data dell'11 febbraio 2019, secondo le risultanze della centrale dei rischi della Banca d'Italia. 6-ter. Per i titolari dei finanziamenti di cui al comma 6- bis , la garanzia della sezione speciale di cui al comma 1 è concessa nella misura indicata dal decreto di cui al comma 7, comunque non superiore all'80 per cento dell'esposizione alla data dell'11 febbraio 2019 e fino a un importo massimo di euro 2.500.000. Ai fini della concessione della garanzia della sezione speciale, che ha carattere sussidiario, il piano di cui al comma 4 deve essere valutato e approvato dal consiglio di gestione del Fondo, di cui all'articolo 1, comma 48, lettera a) , della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Con il decreto di cui al comma 7 del presente articolo sono stabilite le modalità di attestazione dei crediti nonché fornite le indicazioni sulle modalità di valutazione degli ulteriori requisiti previsti dal comma 6- bis e dal presente comma”; b) al comma 7, primo periodo, dopo le parole: “revoca della stessa” sono aggiunte le seguenti: “, anche con riferimento alle imprese di cui al comma 6- bis ”; c) la rubrica è sostituita dalla seguente: “Sostegno alle piccole e medie imprese creditrici delle pubbliche amministrazioni e a quelle operanti nel settore edile” ». All'articolo 9: al comma 2, lettera m) , numero 3), le parole: « di cui ai precedenti due punti » sono sostituite dalle seguenti: « di cui ai numeri 1) e 2) » ; al comma 4, dopo le parole: « di cui al comma 3 » sono inserite le seguenti: « del presente articolo ». All'articolo 10: al comma 1, capoverso 3.1, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Il fornitore che ha effettuato gli interventi ha a sua volta facoltà di cedere il credito d'imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Rimane in ogni caso esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari »; al comma 2, capoverso 1- octies, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Il fornitore che ha effettuato gli interventi ha a sua volta facoltà di cedere il credito d'imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Rimane in ogni caso esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari »; dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti: « 3- bis. All'articolo 28, comma 2, lettera d) , del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, dopo le parole: “soggetto beneficiario” sono aggiunte le seguenti: “, prevedendo, in particolare, che, qualora gli interventi incentivati siano stati eseguiti su impianti di amministrazioni pubbliche, queste, nel caso di scadenza del contratto di gestione nell'arco dei cinque anni successivi all'ottenimento degli stessi incentivi, assicurino il mantenimento dei requisiti mediante clausole contrattuali da inserire nelle condizioni di assegnazione del nuovo contratto”. 3- ter. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, per gli interventi di cui all'articolo 16- bis , comma 1, lettera h) , del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, i soggetti beneficiari della detrazione possono optare per la cessione del corrispondente credito in favore dei fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi. Il fornitore dell'intervento ha a sua volta facoltà di cedere il credito d'imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Rimane in ogni caso esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari ». Dopo l'articolo 10 è inserito il seguente: « Art. 10- bis . – (Modifiche alla disciplina degli incentivi per la rottamazione e per l'acquisto di veicoli non inquinanti) – 1.