[normattiva_dump]

Art. 48. Robustezza strutturale Prima di assegnare il bordo libero si deve verificare che la robustezza strutturale della nave sia soddisfacente. Le navi che corrispondono alla struttura regolamentare pre scritta dall'ente tecnico per la sua più alta classe, devono essere considerate sufficientemente robuste per il minimo bordo libero regolamentare. Le navi che non corrispondono alla struttura regolamentare prescritta dall'ente tecnico per la sua più alta classe, devono avere l'assegnazione di un bordo libero maggiore, che sarà determinato dallo ente stesso. Come guida nelle indagini da farsi a tale scopo valgono i moduli di resistenza sotto riportati. I moduli di resistenza presuppongono che lo scafo sia costruito di acciaio dolce Martin Siemens (processo acido o basico), con carico di rottura a trazione: R = 41 + 50 kg/mm2 ed allungamento non inferiore al 16% su barrette lunghe 203 mm. Il ponte di resistenza della scafo è il più alto ponte che è incorporato e forma parte integrale della struttura resistente longitudinale entro la mezza lunghezza al mezzo. L'altezza dello scafo al ponte di resistenza (A) (in m) è la distanza verticale, a metà della lunghezza, dalla faccia superiore della chiglia alla retta del baglio del ponte di resistenza. L'immerisone (i) è la distanza verticale misurata a metà della lunghezza dalla faccia superiore della chiglia al centro del disco. Il modulo di resistenza longitudinale J/z ( in cm3 ) della sezione maestra resistente rispetto al suo asse neutro, e la distanza z (in cm) della retta del baglio del ponte di resistenza dell'asse neutro. Il momento di inerzia deve essere calcolato in corrispondenza delle aperture nei ponti, ma senza deduzione per i fori dei chiodi. Al di sotto del ponte di resistenza si deve tener conto di tutti gli elementi longitudinali continui, eccettuate le anguille sistemate unicamente come sostegno dei ponti. Sopra il ponte di resistenza si può tener conto soltanto dell'angolare continuo di trincarino e del prolungamento del corso di cinta. Il modulo regolamentare di resistenza longitudinale della sezione resistente è dato dalla formula J/z = f l i dove: J/z = modulo di resistenza, in cm2 ; i = immersione, in m; l = larghezza, in m; f = coefficiente dato dalla seguente tabella, in funzione della lunghezza. Parte di provvedimento in formato grafico Per lunghezze intermedie il fattore f si determina per interpolazione. La formula si applica per lunghezze non superiori a 182,88 m quando la larghezza l è compresa tra L/10 + 1,52 e L/10 + 6,10 (estremi inclusi) e quando il rapporto L/A è compreso tra 10 e 13,5 (estremi inclusi). Nel calcolo del modulo di resistenza della costola, la costola viene considerata come composta di due angolari uguali, principale e rovescia. Il modulo di resistenza J/z ( in cm3 ) della costola, a metà della lunghezza della nave ed inferiormente al più basso ordine di bagli, è il quoziente tra il momento d'inerzia ( J in cm4 ) della sezione della costola calcolato senza deduzione per i fori dei chiodi, e la distanza della fibra più lontana dall'asse neutro. Il modulo di resistenza regolamentare è dato dalla formula d (i - t) (f1 + f2) J/z = --------------------- 1000 dove: J/z è il modulo di resistenza, in cm3 ; d è l'intervallo delle costole, in metri; i è l'immersione, in metri; t è la distanza verticale in metri, a metà della lunghezza, dalla faccia superiore della chiglia ad un punto che si trova a metà dell'altezza tra il cielo del doppio fondo a murata ed il lembo superiore della squadra di attacco delle costole con la lamiera marginale (v. fig. n. 5). Quando non esiste il doppio fondo, t va misurata fino ad un punto che si trova a metà altezza tra l'orlo superiore dei madieri nel piano di simmetria ed il lembo superiore dei madieri a murata; f1 è un coefficiente che dipende da H; nelle navi con doppio fondo H è la distanza verticale, in metri, tra il punto di mezzo del bracciolo dell'ordine di bagli inferiore ed il punto che si trova a metà della altezza tra il cielo del doppio fondo a murata ed il lembo superiore della squadra di attacco delle costole con la lamiera marginale. Quando non esiste il doppio fondo, H va misurata fino ad un punto che si trova a metà altezza tra l'orlo superiore dei madieri nel piano di simmetria ed il lembo superiore dei madieri a murata. Se la costola, per effetto delle forme dello scafo, è in condizioni di offrire maggiore resistenza, può conseguentemente modificare il fattore f1 . f2 è un coefficiente dipendente da K, che è la distanza verticale, in metri, a murata, dalla faccia superiore dell'ordine di bagli più basso ad un punto elevato 2,29 m sul ponte di bordo libero ovvero, nel caso che vi sia una sovrastruttura, fino al punto elevato 3,81 m sul ponte del bordo libero (v. fig n. 5). I valori dei coefficienti f1 e f2 sono dati dalle seguenti tabelle: Parte di provvedimento in formato grafico per valori intermedi si applica l'interpolazione. Questa formula si applica per altezze corrette (a c ) comprese tra 4,57 m e 18,29 m (estremi inclusi), quando la larghezza l è compresa tra L/10 + 1,52 ed L/10 + 6,10 metri (estremi inclusi), il rapporto L/A è compreso tra 10 e 13,5 (estremi inclusi) e la distanza orizzontale tra il profilo fuori ossatura e il centro della prima fila di puntelli non supera 6,10 m. Nelle navi ad un solo ponte, di forma ordinaria, se H non supera 5,49 m il modulo di resistenza della costola determinato col metodo precedente, deve essere moltiplicato per il fattore f3 dato dalla formula: f3 = 0,50 + 0,05 (H/0,305 - 8) Se la distanza orizzontale tra profilo fuori ossatura e il centro della prima fila di puntelli è maggiore di 6, 10 m, si deve verificare che sia provveduto adeguato aumento di robustezza.