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Si pensi alla disciplina di cui all'articolo 2447- bis del codice civile dedicata ai patrimoni destinati ad uno specifico affare o, ancora, alle forme di separazione degli investimenti posti in essere da alcune entità che svolgono attività finanziarie -- SICAV (società di investimento a capitale variabile) multicomparto, SIM (società di intermediazione mobiliare) e SGR (società di gestione del risparmio) -- disciplinate dall'articolo 22 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo n. 58 del 1998. Intervenendo ulteriormente in tale settore, si corre il rischio di una superfetazione legislativa non proficua e non conforme al dettato di cui all'articolo 2740 del codice civile che ammette deroghe al principio generale dell'unicità del patrimonio solo nei casi previsti dalla legge, che dovrebbero porsi, in quanto tali, come eccezioni alla regola generale. In secundis , si è previsto che il fiduciario non possa mai rivestire la qualità di fiduciante, poiché ciò significherebbe ritenere ammissibile un contratto di fiducia autodichiarato. E, a riguardo, giova segnalare come, in merito all'ammissibilità del trust autodichiarato, la giurisprudenza di merito abbia assunto un orientamento oscillante, probabilmente poiché consapevole del rischio che siffatto istituto venga utilizzato in modo fraudolento. In altri termini, il pericolo è che il fiduciante finisca per segregare alcuni suoi beni dal restante patrimonio senza un effettivo spossessamento, al solo fine di sottrarli all'azione esecutiva dei creditori. La disciplina del contratto fiduciario come delineata si caratterizza per consentire la realizzazione, non solo degli scopi classici del negozio fiduciario (scopo di liberalità in termini di liberalità indiretta, non soggetta a collazione in specifiche ipotesi -- e scopo di garanzia, nel rispetto in tal caso del divieto del patto commissorio), ma anche la finalità della ristrutturazione dei debiti del fiduciante ai sensi della legge n. 3 del 2012.. 1 1 Al titolo III del libro IV del codice civile, dopo il capo IX è inserito il seguente: «Capo IX- bis. DEL CONTRATTO DI FIDUCIA Art. 1741- bis. -- (Nozione) - Il contratto di fiducia è il contratto unico ed unitario con il quale il fiduciante trasferisce beni o diritti a un fiduciario, il quale anche sotto la vigilanza di un guardiano, se nominato, li amministra per conto del fiduciante e nell'interesse del medesimo e dei beneficiari per la realizzazione di un programma fiduciario finalizzato al raggiungimento di uno o più scopi. I beneficiari devono essere indicati contestualmente alla sottoscrizione del contratto o con atto unilaterale successivo. Il fiduciario e il guardiano agiscono in qualità di mandatari. La fiducia può essere costituita anche per testamento. Art. 1741- ter. -- (Forma e oggetto del contratto di fiducia) - Il contratto di fiducia deve essere stipulato per atto pubblico sotto pena di nullità. Qualora i beneficiari siano indicati successivamente, la designazione deve avere la stessa forma del contratto di fiducia. Oggetto del contratto di fiducia, o del testamento che istituisce la fiducia, possono essere beni immobili, mobili iscritti nei pubblici registri, denaro, titoli di credito e partecipazioni sociali in società italiane o straniere. Detti beni devono essere nella piena titolarità, anche pro quota , del fiduciante con espressa esclusione di beni o diritti altrui nonché di beni futuri. Se oggetto del contratto di fiducia sono beni immobili o diritti immobiliari o beni mobili registrati, deve esserne eseguita la trascrizione nei pubblici registri contro il fiduciante ed a favore del fiduciario con espressa indicazione di tale sua qualità, secondo le norme in materia di pubblicità applicabili per ciascun bene. Se oggetto del contratto di fiducia è il denaro, deve esserne depositato l'intero importo presso un istituto di credito italiano e in apposito conto intestato al fiduciario con espressa indicazione di tale sua qualità. Se oggetto del contratto di fiducia sono partecipazioni societarie, le stesse devono essere trasferite al fiduciario secondo le relative regole di circolazione e, ove prescritto dalla legge, deve esserne eseguita l'iscrizione nel registro delle imprese nonché l'annotazione nei libri sociali. Tale annotazione è in ogni caso obbligatoria per il contratto di fiducia avente ad oggetto partecipazioni in società per azioni. In ogni caso, sia dal registro delle imprese che dall'annotazione nei libri sociali deve risultare espressamente la qualità del fiduciario. Il fiduciante può prevedere, nel programma fiduciario, la surrogazione di beni e di diritti oggetto del programma stesso con l'osservanza dei relativi adempimenti pubblicitari. Nel caso di contratto di fiducia avente ad oggetto beni immobili si applica l'articolo 2644. In ogni altro caso il contratto di fiducia non è opponibile ai terzi, né ai creditori, se non siano stati eseguiti i prescritti adempimenti pubblicitari o, in caso di contratto di fiducia avente ad oggetto denaro, non sia stato costituito l'apposito conto con indicazione specifica di fiduciante e fiduciario. In caso di rotatività o sostituzione o surroga del bene oggetto del contratto di fiducia, l'atto con il quale il nuovo bene viene destinato, in luogo di un precedente bene, per perseguire la finalità del contratto di fiducia deve contenere la dichiarazione di surroga ed essere annotato a margine della formalità pubblicitaria prescritta per il contratto di fiducia, fermo restando l’assolvimento dei prescritti oneri pubblicitari per il nuovo bene oggetto della sostituzione. In caso di costituzione unilaterale per testamento, si applica in quanto compatibile il terzo comma dell'articolo 2647. Art. 1741- quater. -- (Contenuto del contratto) - Il contratto di fiducia deve indicare: 1) i beni o i diritti trasferiti, i quali devono essere in ogni caso determinati o determinabili, e l'eventuale surrogabilità degli stessi; 2) la durata del contratto, che non può essere superiore a novanta anni; 3) l'identità del fiduciante; 4) l'identità del fiduciario; 5) l'identità dei beneficiari o i criteri per la loro determinabilità all'interno di una più ampia categoria; 6) gli obblighi del soggetto fiduciario; 7) il programma fiduciario deve indicare i diritti, i doveri, i poteri del fiduciario ed i relativi limiti, i diritti dei beneficiari e i soggetti che hanno la facoltà di far valere le obbligazioni del fiduciario; il programma deve in particolare prevedere altresì se i beneficiari siano destinatari, oltre che dei beni del patrimonio fiduciario, anche dei redditi che eventualmente esso è in grado di produrre, al netto di tutte le spese, fissando in tal caso i criteri per la loro assegnazione; 8) le cause di cessazione dall'incarico e i criteri per la nomina di un nuovo fiduciario; 9) le generalità del guardiano, se nominato e, in tal caso, i diritti, i doveri, ed i poteri dello stesso; 10) le cause di estinzione del vincolo fiduciario. Art. 1741- quinquies. -- (I soggetti) - Il soggetto fiduciante può essere solo una persona fisica. Il soggetto fiduciario può essere sia una persona fisica che una persona giuridica.