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La richiesta dovrà contenere, oltre ai dati presentati in conformità con il paragrafo 1 (h) (iii) le seguenti informazioni: (a) Una motivazione dettagliata della richiesta; (b) Un piano generale di conversione dell'impianto che specifichi: (i) la natura dell'attività che deve essere svolta nell'impianto; (ii) se l'attività pianificata include la produzione, la lavorazione o il consumo di prodotti chimici: la denominazione di ciascuno dei prodotti chimici, il diagramma dei processi dell'impianto e delle quantità che si prevede di produrre, trattare o consumare annualmente; (iii) quali edifici o strutture si prevede di utilizzare e quali modifiche sono proposte, se del caso; (iv) quali edifici o strutture sono state distrutte o si prevede di distruggere ed i piani di distruzione; (v) quali attrezzature saranno utilizzate nell'impianto; (vi) quali attrezzature sono state asportate e distrutte e quali attrezzature si prevede di asportare e distruggere, nonché i piani per la loro distruzione; (vii) il programma previsto di conversione, se del caso; (viii) la natura dell'attività di ogni altro impianto gestiti in loco; e (c) Una spiegazione dettagliata del modo in cui i provvedimenti adottati al capoverso (b) ed ogni altro provvedimento proposto dallo Stato Parte potranno effettivamente prevenire che vi sia nell'impianto una capacità potenziale di produzione di armi chimiche. 66. Qualora si tratti di un impianto di produzione di armi chimiche che, sino al momento dell'entrata in vigore della presente convenzione nei confronti dello Stato Parte, non è mai stato utilizzato a scopi non proibiti dalla presente Convenzione, la domanda è presentata entro 30 giorni dal momento in cui è stata presa la decisione di convertire l'impianto e in ogni caso non oltre quattro anni dopo che la Convenzione è entrata in vigore nei confronti di detto Stato Parte . La domanda contiene: a) una giustificazione dettagliata della richiesta, compreso un esposto dei motivi economici; b) un piano generale di conversione dell'impianto che specifichi: (i) la natura delle attività che devono essere svolte nell'impianto; (ii) se l'attività pianificata include la produzione, la lavorazione o il consumo di prodotti chimici: diagramma delle operazioni dell'impianto e delle quantità che si prevede di produrre, lavorare o consumare annualmente; (iii) quali edifici o strutture si prevede di conservare e, se del caso, quali modifiche sono proposte; (iv) quali edifici o strutture sono stati distrutti o si prevede di distruggere e piani di distruzione; (v) quali equipaggiamenti si propone di utilizzare nell'impianto; (vi) quali equipaggiamenti si propone di asportare e di distruggere e piani di distruzione; (vii) il programma previsto di conversione; (viii) natura dell'attività di ogni altro impianto gestito nel sito; c) una spiegazione dettagliata del modo con cui i provvedimenti adottati al capoverso b) ed ogni altro provvedimento proposto dallo Stato Parte impediscono effettivamente che vi sia nell'impianto una capacità potenziale di produzione di armi chimiche. 67. Lo Stato Parte può proporre nella sua domanda ogni altra misura che ritiene idonea ad instaurare fiducia. Attività autorizzate in attesa di una decisione 68. In attesa delle decisioni della Conferenza, uno Stato Parte può continuare ad utilizzare a scopi non proibiti dalla presente Convenzione un impianto che era stato utilizzato a tali fini anteriormente all'entrata in vigore della Convenzione nei suoi confronti, a patto che lo Stato Parte certifichi nella sua richiesta che nessuna attrezzatura specializzata e nessun edificio specializzato sono utilizzati, e che le attrezzature e gli edifici specializzati sono stati disattivati con i metodi specificati al paragrafo 13. 69. Se l'impianto che è oggetto dalla domanda non era utilizzato per scopi non proibiti dalla presente Convenzione prima dell'entrata in vigore di questa nei confronti dello Stato Parte o se non è stata fornita la certificazione di cui al paragrafo 68, lo Stato Parte cesserà immediatamente ogni attività, secondo le disposizioni del paragrafo 4 dell'articolo V. Lo Stato Parte chiuderà l'impianto in conformità con il paragrafo 13 non oltre 90 giorni dopo l'entrata in vigore della Convenzione nei suoi confronti. condizioni per la conversione 70. Un impianto di produzione di armi chimiche può essere convertito per scopi non proibiti dalla presente Convenzione solo se tutte le attrezzature specializzate dell'impianto sono state distrutte, e sono state eliminate tutte le caratteristiche degli edifici e delle strutture che distinguono questi ultimi dagli edifici e dalle strutture di regola utilizzate per scopi non proibiti dalla presente Convenzione e che non implicano composti chimici della Tabella 1. 71. Un impianto convertito non deve essere utilizzato per: (a) Qualunque attività implicante la produzione, la lavorazione o il consumo di un composto chimico della Tabella 1 o della Tabella 2, oppure (b) La produzione di qualsiasi composto chimico fortemente tossico, compreso qualsiasi composto chimico organo-fosforato fortemente tossico, o qualsiasi altra attività che necessiti attrezzature speciali per la manipolazione di tali composti fortemente tossici o corrosivi, a meno che il Consiglio Esecutivo non decida che tale produzione o attività non rappresentano un rischio ai fini dell'oggetto e dello scopo della Convenzione, in considerazione di criteri di tossicità e di corrosività e, se del caso, di altri fattori tecnici che dovranno essere esaminati ed approvati dalla Conferenza, secondo l'Articolo VIII, paragrafo 21(i). 72. La conversione dell'impianto di produzione di armi chimiche dovrà essere terminata non oltre sei anni dopo l'entrata in vigore della presente Convenzione. Decisione del consiglio Esecutivo e della Conferenza 73. Non piò tardi di 90 giorni dopo aver accusato ricevuta della richiesta del Direttore generale, il Segretariato Tecnico procede ad una ispezione iniziale dell'impianto. Lo scopo di questa ispezione è di verificare l'esattezza delle informazioni fornite nella richiesta, di ottenere informazioni sulle caratteristiche tecniche dell'impianto che lo Stato Parte si propone di convertire e di valutare le condizioni in cui l'utilizzazione può essere autorizzata per scopi non proibiti dalla presente Convenzione. Il Direttore- Generale presenterà senza indugio al Consiglio esecutivo, alla Conferenza ed a tutti gli Stati Parte un rapporto nel quale formulerà raccomandazioni riguardo alle misure necessarie per convertire l'impianto a fini non vietati dalla Convenzione e fornirà assicurazioni che l'impianto convertito sarà utilizzato esclusivamente a tali fini. 74. Se l'impianto è stato utilizzato per scopi non proibiti dalla presente Convenzione prima che essa entri in vigore nei confronti dello Stato Parte e se tale impianto continua ad essere in funzione, senza che siano state prese le misure per le quali una certificazione è richiesta secondo il paragrafo 68, il Direttore generale ne informa immediatamente il Consiglio Esecutivo il quale che può esigere che siano applicati i provvedimenti che ritiene opportuni, tra l'altro, la chiusura dell'impianto e la rimozione delle attrezzature specializzate, e la modifica di edifici o di strutture. Il Consiglio esecutivo stabilirà il termine di attuazione di tali misure e sospenderà l'esame della richiesta in attesa che esse siano state completamente e soddisfacentemente applicate.