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A questo proposito va evidenziato come, successivamente alle modifiche introdotte dal decreto-legge n. 269 del 2003 alla disciplina sui benefìci previdenziali, siano aumentate in modo esponenziale le richieste di riconoscimento dei suddetti benefici. Molte sono le sentenze civili che, accogliendo le richieste, hanno riconosciuto ai lavoratori il diritto, di volta in volta, al godimento dei benefici previdenziali o il riconoscimento del mancato risarcimento. Altrettanto numerose negli ultimi anni sono le sentenze penali sia di merito che di legittimità aventi ad oggetto la tutela dei lavoratori dai rischi connessi all'esposizione all'amianto. In queste sentenze si afferma che il datore di lavoro ha l'obbligo non solo di garantire il rispetto dei cosiddetti valori limite della sostanza emessa nell’aria (prevedendo le misure necessarie a rimuovere le cause del superamento di tali valori), ma anche e comunque di adottare tutte le cautele più idonee ad evitare l'esposizione ricorrendo alla migliore tecnologia disponibile. L'articolo 5 prevede altresì la riapertura dei termini per presentare le domande ai fini del riconoscimento dei benefici previdenziali. Come già detto, dopo la scadenza del 15 giugno 2005 -- termine ultimo previsto dal comma 5 dell'articolo 47 del decreto-legge n. 269 del 2003 -- sono state presentate altre 60.000 domande. Il termine viene qui prorogato ai sei mesi successivi alla data di entrata in vigore della nuova normativa. Inoltre a questo proposito si introduce una importante distinzione tra i lavoratori ex esposti e quelli esposti: per i primi è prevista la riapertura dei termini, mentre per i secondi non è previsto alcun termine, dando così ad essi l'opportunità di presentare la domanda in qualsiasi momento. Se l'eliminazione, mediante bonifica, dell'amianto è il presupposto per tutelare in futuro la salute dei cittadini, la definizione di un programma di tutela sanitaria è indispensabile, oggi, per i lavoratori ex esposti e per i loro familiari. Il numero annuo, sempre crescente, dei decessi causati da amianto in particolare in certe realtà, da Casale Monferrato a Venezia, da Monfalcone a Sesto San Giovanni, da Livorno a Taranto, dalla Maddalena e La Spezia fino a San Filippo del Mela, sottolinea la drammaticità della situazione. Il IV Rapporto, presentato nel corso della II Conferenza governativa svoltasi a Venezia lo scorso novembre 2012, riporta informazioni relative a 15.845 dei casi di mesotelioma maligno rilevati sino a tutto il 2011 dalla rete dei COR del ReNaM con una diagnosi compresa nel periodo 1993–2008. Fonte: IV rapporto Renam. Inoltre, studi preliminari dello stesso rapporto riferiscono che nel 2008 sono stati registrati 1.422 casi di mesotelioma maligno. Fonte: Progetto CCM 2012 «Metodi innovativi per l’identificazione delle aree territoriali e dei settori di attività economica con elevato rischio di esposizione ad amianto in Italia e per la sorveglianza epidemiologica del rischio di Mesotelioma Maligno.» Torino, 14 giugno 2012. Questi dati evidenziano la gravità dei ritardi e la negligenza nella realizzazione, in ogni regione, del registro degli ex esposti all'amianto e dell'anagrafe dei mesoteliomi pleurici, nonché del programma sanitario di monitoraggio, controllo medico e cura degli ex esposti all'amianto. Per ovviare a queste lacune nella realizzazione di adeguate forme di tutela e di cura dei soggetti e dei loro familiari, il disegno di legge prevede, al comma 3 dell'articolo 2, una serie di provvidenze economiche consistenti, per i lavoratori e i cittadini affetti da neoplasie professionali e ambientali, nel diritto ad un assegno mensile pari ad un dodicesimo dell'importo annuo stabilito dalla «Tabella indennizzo danno biologico» di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 12 luglio 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25 luglio 2000. All'articolo 6 è prevista poi l'erogazione gratuita di prestazioni sanitarie per i lavoratori esposti all'amianto. Si tratta di forme di monitoraggio in funzione di sorveglianza sanitaria e di diagnosi precoce e, in caso di manifestazione grave delle malattie, di servizi sanitari di assistenza specifica mirata al sostegno della persona malata ed a rendere più efficace l'intervento terapeutico. Inoltre, con il presente disegno di legge si aggiungono nuove norme in materia di decadenza dall'azione giudiziaria, a favore dei lavoratori. L'articolo 7 contiene modifiche alla più volte citata legge n. 257 del 1992 riguardo la composizione della Commissione per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari connessi all'impiego dell'amianto ed i compiti della stessa. Inoltre, prevede la fissazione di un termine per le bonifiche, in attuazione di quanto indicato dal Piano nazionale amianto. L'articolo 8 prevede l'istituzione della Conferenza nazionale e della Conferenza regionale annuale sull'amianto con la partecipazione di rappresentanti delle associazioni delle vittime dell'amianto, delle organizzazioni sindacali e delle imprese, degli esperti di istituti scientifici di epidemiologia, clinici ed ambientati, provenienti anche da altri Paesi. All'articolo 9 si prevede l'assistenza legale gratuita per i lavoratori e i cittadini esposti ed ex esposti, nonché norme in materia di risarcimento del danno. L'articolo 10 prevede la promozione di campagne informative sulle malattie derivanti dall'esposizione all'amianto. L'articolo 11 prevede l'istituzione della Commissione regionale sull'amianto, mentre l'articolo 12 conferisce una delega al Governo per l'adozione di un testo unico contenente le disposizioni legislative vigenti relative all'esposizione all'amianto. L'articolo 13 prevede il divieto di estrazione e di uso delle cosiddette pietre verdi. L'articolo 14 contiene modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di piani di lavoro da notificare all'autorità di vigilanza prima dell'inizio dei lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto.. 1 (Definizione) 1 Ai fini della presente legge si intendono per: a soggetti esposti all'amianto: 1 i lavoratori addetti ad operazioni di manipolazione dell'amianto, a scopo di individuazione dei siti, di bonifica e di smaltimento o che siano a contatto con esso in modo diretto o indiretto; 2 i cittadini che si trovino in situazioni abitative, familiari o ambientali in cui sia provata l'esposizione a fibre di amianto; b soggetti ex esposti all'amianto: 1 i lavoratori e i cittadini che a qualsiasi titolo abbiano manipolato amianto o siano stati a contatto con esso in modo diretto o indiretto; 2 i cittadini che si siano trovati in situazioni abitative, familiari o ambientali in cui sia provata l'esposizione a fibre di amianto. 2 (Fondo per le vittime dell'amianto)