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Per Fratelli d'Italia il diritto dei minori alla propria integrità psicofisica rappresenta un valore assoluto che merita di essere tutelato. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Evangelista sul disegno di legge n. 2086 Onorevoli colleghi, "Blackout", "Eye Balling", "Jonathan Galindo", "Blu Whale", "Momo". Questi, tra i tanti, i giochi delle sfide on - line che negli ultimi anni hanno sconcertato l'opinione pubblica, ove i protagonisti, ossia le vittime, sono i nostri adolescenti. Si tratta di prove di coraggio che spingono i giovanissimi a superare i loro limiti, sfidando anche la morte. Perché di fatto, in tali challenge , un secondo in più o in meno separa la vita dalla morte. Nella maggior parte dei casi tutto inizia con una semplice richiesta di amicizia su Instagram, Tik Tok o Facebook: "Vuoi giocare con me?". Una volta accettato l'invito inizia la gara, che, di regola, è organizzata in più step con difficoltà di volta in volta sempre maggiori, sino a raggiungere l'autolesionismo, ovvero, nei casi più tragici, la morte. È doveroso, seppur doloroso, ricordare l'ennesimo episodio di cronaca che ha visto protagonista il suicidio di un bambino napoletano di 11 anni, il quale, prima gettarsi dall'undicesimo piano scriveva ai suoi genitori: "Mamma, papà, vi amo ma devo seguire l'uomo col cappuccio". L'uomo incappucciato non era altro che Jonathan Galindo. La diffusione, negli ultimi anni, di provider in grado di connettersi ad Internet, hanno di fatto ingenerato nei ragazzi la percezione che esistano luoghi in cui l'impunità è la regola, aumentando esponenzialmente le possibilità di venire a contatto con simili pratiche. L'accesso generalizzato alla Rete nella forma di immagini, video, blog e chat online , infatti, se effettuato senza le dovute accortezze, può esporre l'adolescente al rischio di imbattersi in contenuti non adatti al proprio stato di sviluppo psicofisico. I dati condivisi dagli auditi in Commissione giustizia sono allarmanti. Un giovane su quattro, con età compresa tra gli 11 e i 14 anni ha affermato di aver visto intenzionalmente in Rete immagini di altri ragazzi che si autoinfliggono ferite ed il 60 per cento ha dichiarato di aver condiviso immagini di comportamenti autolesionistici sui social network . Su circa 8.000 adolescenti, nella fascia di età che va dagli 11 ai 13 anni, i comportamenti autolesionistici sono stimati al 18 per cento; l'età media in cui iniziano tali comportamenti devianti è stimata intorno ai 13 anni. Il dato ancor più sconcertante e preoccupante è che il 96 per cento dei genitori è all'oscuro del problema. L'emergenza pandemica ha ulteriormente peggiorato tale quadro. Al riguardo, si rileva che il 65 per cento dei ragazzi arrivati al Pronto soccorso del Bambino Gesù di Roma, da ottobre ad oggi, ha tentato il suicidio o praticato un autolesionismo marcato. L'autolesionismo - "danneggiamento del proprio corpo attraverso lesioni autoinflitte dirette e intenzionali" - è un'etichetta diagnostica che racchiude comportamenti e vissuti anche diversi tra loro, ma tutti accomunati da una medesima finalità, ossia quella di provocare l'autoannullamento. Le motivazioni che portano un soggetto ad autoinfliggersi sofferenze sono diverse. Innanzitutto, mettere in atto comportamenti autolesivi significa tramutare in sofferenza fisica e, quindi, in una forma più reale e più facilmente gestibile, una sofferenza emozionale che non si sa come altro gestire. Il dolore fisico autoprocuratosi, in questo modo, va a sostituire temporaneamente quello interiore. Ulteriore causa dell'autolesionismo può rinvenirsi nella punizione autoinflitta. Ed invero, è stato riscontrato che tra l'auto-criticismo ed i comportamenti di auto-danneggiamento esiste una relazione causale, laddove l'autolesionismo può costituire una forma di comunicazione del proprio disagio. L'autolesionismo viene inteso anche come spia del suicidio. Del resto, i comportamenti suicidari sono forme estreme di autolesionismo, che si collocano al termine del continuum delle condotte autolesive. Secondo lo psicologo americano, T.E. Joiner, l'interconnessione tra gesti autolesivi e tentativi di suicidio si spiegherebbe sulla base di due elementi indispensabili per cercare di togliersi la vita: il desiderio di uccidersi e la capacità di attuare comportamenti per concretizzare tale desiderio. Solo la progressiva desensibilizzazione al dolore fisico attraverso ripetute pratiche di auto-danneggiamento potrebbe, quindi, favorire la messa in atto del gesto estremo. Il disegno di legge approvato in Commissione giustizia in sede redigente si inserisce nel quadro appena delineato prevedendo una duplice tutela nei confronti dei minori che subiscono l'istigazione alla violenza o all'autolesionismo. Da un lato, è riconosciuta come autonoma fattispecie di reato 1a commissione in danno di un minore delle condotte sopra menzionate, unitamente alla previsione di un'aggravante inserita nel delitto di istigazione al suicidio se commessa mediante strumenti informatici o telematici; dall'altro, al fine di impedire la diffusione di immagini, video o registrazioni audio relative alle condotte di autolesionismo o istigazione al suicidio, commessi con strumenti informatici o telematici, si procedimentalizza il meccanismo di oscuramento, rimozione o blocco in capo ai titolari del trattamento e ai gestori di piattaforme digitali. Il testo originario del disegno di legge introduceva una responsabilità per omissione colposa a carico del responsabile del sistema informatico o telematico che non avesse effettuato il monitoraggio dei contenuti ivi presenti, al fine di scongiurare il verificarsi delle fattispecie di nuova introduzione, così ponendosi in contrasto con la vigente disciplina comunitaria in materia di responsabilità delle piattaforme. Infatti, il regime speciale di esenzione di responsabilità per le piattaforme impone l'assenza di obblighi generali di sorveglianza o di accertamento attivo dei fatti. Ciò prevedendo che una responsabilità possa essere loro ascritta soltanto ove i contenuti illeciti siano generati da esse stesse o elaborati sotto la loro responsabilità editoriale. L'approvazione di un emendamento a mia prima firma tende a supplire a tale lacuna prevedendo un'armonizzazione della suddetta normativa a quanto previsto sia dalla legge sul cyberbullismo, che dal meccanismo previsto per la tutela avverso il revenge porn . Nello specifico, il titolare del trattamento, o il gestore della piattaforma digitale che non proceda, entro le 48 ore dal ricevimento dell'istanza, alla rimozione, oscuramento o al blocco del contenuti, può esserne costretto sulla base di un provvedimento del Garante della Privacy. La tutela dei ragazzi costituisce il principale investimento di ogni comunità civile. Il Movimento 5 Stelle si schiererà sempre al loro fianco. Per questo, Presidente, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Movimento 5 Stelle. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: