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Si tratta tuttavia di una problematica complessa, come dimostra la pluralità di soluzioni tecniche proposte dagli emendamenti. Ritiene che la scelta più ragionevole sia quella contenuta nell'emendamento dei relatori 1.2000, che rinvia alla legge di attuazione del referendum l'individuazione e la disciplina del numero massimo di proposte di legge contestualmente pendenti presso le Camere e per le quali decorre il periodo di 18 mesi. Si potrebbe anche stabilire che, raggiunto quel numero, non si consenta la presentazione di ulteriori proposte popolari fino a quando le Camere non provvedano a licenziarne una. In questo modo, si garantirebbe anche che non arrivino al voto troppi referendum contestualmente. Infine, ritiene opportuno rinviare alla legge attuativa sia la disciplina della procedura per la raccolta delle firme, compresa la documentazione necessaria per il deposito presso la cancelleria della Corte di cassazione dei fogli contenenti le firme e dei certificati elettorali dei sottoscrittori, sia la questione dei termini per l'apposizione delle sottoscrizioni. Si tratta, infatti, di una normativa di dettaglio che riguarda profili essenzialmente tecnici che non possono essere inseriti in Costituzione. Il relatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) si pronuncia sui due ordini del giorno nonché sugli emendamenti riferiti all'articolo 1. Per quanto riguarda l'ordine del giorno G/1089/1/1, invita i proponenti a modificare il dispositivo, nel senso di impegnare il Governo «a far sì che si preveda» - in luogo di «prevedere» - il supporto di «idonei organi tecnici» per la verifica dell'obbligo di copertura dei disegni di legge d'iniziativa popolare, eliminando il riferimento espresso all'Ufficio parlamentare di bilancio. Anche con riferimento all'ordine del giorno G/1089/2/1, invita i proponenti a sostituire, nel dispositivo, le parole «farsi promotore» con le altre «a far sì che si realizzi». Invita quindi i proponenti a ritirare gli emendamenti 1.8 (testo 2), 1.10 e 1.11 (testo 2), in quanto accolti nella sostanza dalla riformulazione dei relatori. Il parere è favorevole, invece, sugli emendamenti identici 1.12 (testo 2) e 1.13 (testo 2), come anche sull'emendamento 1.90 (testo 2). Invita i proponenti a ritirare gli emendamenti 1.111 e 1.248, in quanto sostanzialmente accolti dagli emendamenti dei relatori. Tra l'altro, nel caso dell'emendamento 1.248, che stabilisce l'inammissibilità del referendum se la proposta di legge ha a oggetto l'abrogazione parziale o totale di una legge, ritiene preferibile la formulazione dell'emendamento 1.1000 dei relatori, con la quale si prescrive che la proposta non deve avere contenuto meramente abrogativo. Infine, invita i proponenti a ritirare gli emendamenti 1.405 e 1.406, anch'essi sostanzialmente assorbiti dall'emendamento 1.1000 dei relatori. Si riserva quindi di pronunciarsi sui subemendamenti riferiti agli emendamenti 1.1000 e 1.2000 dei relatori, mentre sui restanti emendamenti riferiti all'articolo 1 il parere è contrario. Il ministro FRACCARO, sugli ordini del giorno e sugli emendamenti all'esame, si rimette alla Commissione. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ), accogliendo l'invito del relatore, riformula in un testo 2 l'ordine del giorno G/1089/1/1, pubblicato in allegato. Ricorda, tuttavia, che l'intento dell'atto di indirizzo era quello di non attribuire alla Corte costituzionale ulteriori compiti, peraltro estranei alle sue competenze istituzionali, investendo un organo tecnico quale l'Ufficio parlamentare di bilancio. In considerazione dei rilievi del Presidente sul subemendamento 1.1000/14, chiede di poterlo riformulare in un testo 2, sopprimendo il riferimento all'Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione. Il PRESIDENTE acconsente alla presentazione del subemendamento 1.1000/14 (testo 2), preannunciando che in questi termini sarà considerato proponibile. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) presenta quindi il subemendamento 1.1000/14 (testo 2), pubblicato in allegato. La senatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ), accogliendo l'invito del relatore, riformula in un testo 2 l'ordine del giorno G/1089/2/1, pubblicato in allegato. Si passa quindi alla votazione degli ordini del giorno e degli emendamenti riferiti all'articolo 1. Previa verifica del prescritto numero di senatori, con distinte votazioni, sono approvati gli ordini del giorno G/1089/1/1 (testo 2) e G/1089/2/1 (testo 2). L'emendamento 1.1 è posto in votazione ed è respinto. Si passa alla votazione dell'emendamento 1.2. Il senatore VITALI ( FI-BP ) sottolinea che l'emendamento è volto a sopprimere l'articolo 1 e quindi l'introduzione del nuovo istituto. Ribadisce, infatti, che la riforma costituzionale in esame, insieme alla riduzione del numero dei parlamentari, altera l'equilibrio del sistema democratico, a danno della democrazia rappresentativa. Si dà così la possibilità a lobby organizzate di incidere sull'agenda del Parlamento, le cui prerogative finirebbero compresse tra l'iniziativa legislativa popolare e quella governativa. Dà comunque atto ai relatori di aver cercato di migliorare il testo. Posto ai voti, l'emendamento 1.2 è respinto. Si passa alla votazione dell'emendamento 1.3. Il senatore PARRINI ( PD ) precisa che l'emendamento riflette il giudizio critico del PD sulla riforma costituzionale, per le ragioni già espresse nel corso del dibattito. Si propongono, in ogni caso, alcuni correttivi, quali l'aumento del numero di firme necessario per la presentazione dei disegni di legge popolare e la fissazione nei Regolamenti parlamentari di tempi, forme e limiti di discussione e deliberazione di tali progetti. Posto ai voti, l'emendamento 1.3 è respinto. Si passa alla votazione dell'emendamento 1.4. Il senatore PARRINI ( PD ) osserva che l'emendamento in esame è volto a precisare il termine di diciotto mesi per la discussione e deliberazione conclusiva sui progetti di legge d'iniziativa popolare. Posto ai voti, l'emendamento 1.4 è respinto. Si passa alla votazione dell'emendamento 1.5. Il senatore VITALI ( FI-BP ) invita a riconsiderare la proposta di modifica in esame, che - insieme all'emendamento 1.7 - intende modificare le modalità di presentazione e approvazione della legge d'iniziativa popolare, nonché di richiesta del referendum , per un opportuno bilanciamento tra gli strumenti della democrazia diretta e quelli della democrazia rappresentativa. Posto ai voti, l'emendamento 1.5 è respinto. In assenza del proponente, il senatore VITALI ( FI-BP ) fa proprio l'emendamento 1.6 che, posto ai voti, è respinto. È altresì respinto l'emendamento 1.7.