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Art. 100 Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184 1. Alla legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 1 la parola: "potestà" è sostituita dalla seguente: "responsabilità"; b) all'articolo 3 le parole: "potestà dei genitori" e la parola: "potestà" sono sostituite dalle seguenti: "responsabilità genitoriale"; c) all'articolo 4 la parola: "potestà", ovunque presente, è sostituita dalle seguenti: "responsabilità genitoriale"; d) all'articolo 5 le parole: "potestà parentale" e la parola: "potestà" sono sostituite dalle seguenti: "responsabilità genitoriale"; e) all'articolo 6, comma 6, le parole: "naturali o" sono sostituite dalla seguente: "anche"; f) all'articolo 8, comma 3, dopo le parole: "dei servizi sociali locali" sono inserite le seguenti: ", anche all'esito della segnalazione di cui all'articolo 79-bis,"; g) all'articolo 9, comma 5, la parola: "potestà" è sostituita dalle seguenti: "responsabilità genitoriale"; h) all'articolo 10, comma 3, la parola: "potestà" è sostituita dalle seguenti: "responsabilità genitoriale"; i) all'articolo 11 la parola: "naturali" e la parola: "naturale", ovunque presenti, sono soppresse; al terzo comma, dopo le parole: "per altri due mesi. " è aggiunto il seguente periodo: "Il genitore autorizzato al riconoscimento prima del compimento del sedicesimo anno ai sensi dell'articolo 250, quinto comma, del codice civile, può chiedere ulteriore sospensione per altri due mesi dopo l'autorizzazione. "; l) all'articolo 15, comma 1, la lettera c), è sostituita dalla seguente: "c) le prescrizioni impartite ai sensi dell'articolo 12 sono rimaste inadempiute per responsabilità dei genitori ovvero è provata l'irrecuperabilità delle capacità genitoriali dei genitori in un tempo ragionevole. "; m) all'articolo 19, comma 1, le parole: "potestà dei genitori" sono sostituite dalle seguenti: "responsabilità genitoriale"; n) all'articolo 25, comma 2, le parole: "legittimi o legittimati" sono soppresse e la parola: "quattordici" è sostituita dalla seguente: "dodici"; o) all'articolo 27, comma 1, la parola: "legittimo" è sostituita dalle seguenti: "nato nel matrimonio"; p) all'articolo 28, comma 4, le parole: "potestà dei genitori" sono sostituite dalle seguenti: "responsabilità genitoriale"; q) all'articolo 32, comma 2, lettera b), la parola: "legittimo" è sostituita dalle seguenti: "nato nel matrimonio" e la parola: "naturali" è sostituita dalla seguente: "biologici"; r) all'articolo 36, comma 2, lettera a), la parola: "naturali" è sostituita dalla seguente: "biologici" e la parola: "legittimo" è sostituita dalle seguenti: "nato nel matrimonio"; s) all'articolo 37, comma 2, la parola: "naturali" è sostituita dalla seguente: "biologici"; t) all'articolo 44, comma 2, la parola: "legittimi" è soppressa; u) all'articolo 46, comma 2, la parola: "potestà" è sostituita dalle seguenti: "responsabilità genitoriale"; v) all'articolo 48, comma 1, la parola: "potestà" è sostituita dalle seguenti: "responsabilità genitoriale"; z) all'articolo 50 la parola: "potestà" è sostituita dalle seguenti: "responsabilità genitoriale"; aa) all'articolo 52, comma 3, la parola: "potestà" è sostituita dalle seguenti: "responsabilità genitoriale"; bb) all'articolo 71, comma 3, la parola: "potestà" è sostituita dalle seguenti: "responsabilità genitoriale"; cc) all'articolo 73, comma 1, le parole: "legittimo per adozione" sono sostituite dalla seguente: "adottivo"; dd) all'articolo 74 la parola: "naturale" è sostituita dalle seguenti: "nato fuori del matrimonio"; ee) dopo l'articolo 79 è inserito il seguente: "Art. 79-bis. 1. Il giudice segnala ai comuni le situazioni di indigenza di nuclei familiari che richiedono interventi di sostegno per consentire al minore di essere educato nell'ambito della propria famiglia. ". Note all'art. 100: Si riporta il testo degli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 8, 9, 10, 11, 15, 19, 25, 27, 28, 32, 36, 37, 44, 46, 48, 50, 52, 71, 73 e 74 della legge 4 maggio 1983, n.184 (Diritto del minore ad una famiglia), come modificati dal presente decreto: "Art.1. 1. Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell'ambito della propria famiglia. 2. Le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la responsabilità genitoriale non possono essere di ostacolo all'esercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto. 3. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie competenze, sostengono, con idonei interventi, nel rispetto della loro autonomia e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, i nuclei familiari a rischio, al fine di prevenire l'abbandono e di consentire al minore di essere educato nell'ambito della propria famiglia. Essi promuovono altresì iniziative di formazione dell'opinione pubblica sull'affidamento e l'adozione e di sostegno all'attività delle comunità di tipo familiare, organizzano corsi di preparazione ed aggiornamento professionale degli operatori sociali nonché incontri di formazione e preparazione per le famiglie e le persone che intendono avere in affidamento o in adozione minori. I medesimi enti possono stipulare convenzioni con enti o associazioni senza fini di lucro che operano nel campo della tutela dei minori e delle famiglie per la realizzazione delle attività di cui al presente comma. 4. Quando la famiglia non è in grado di provvedere alla crescita e all'educazione del minore, si applicano gli istituti di cui alla presente legge. 5. Il diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nell'ambito di una famiglia è assicurato senza distinzione di sesso, di etnia, di età, di lingua, di religione e nel rispetto della identità culturale del minore e comunque non in contrasto con i principi fondamentali dell'ordinamento. " "Art. 3. 1. I legali rappresentanti delle comunità di tipo familiare e degli istituti di assistenza pubblici o privati esercitano i poteri tutelari sul minore affidato, secondo le norme del capo I del titolo X del libro primo del codice civile, fino a quando non si provveda alla nomina di un tutore in tutti i casi nei quali l'esercizio della responsabilità genitoriale o della tutela sia impedito. 2.