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Disciplina delle attività di tatuaggio e piercing. Onorevoli Senatori. -- Sia il tatuaggio, che consiste nella colorazione permanente di parti del corpo, che il piercing , che consiste nella pratica di forare alcune parti superficiali del corpo allo scopo di introdurre oggetti in metallo, hanno origini antiche. Si trovano testimonianze di tatuaggi e piercing presso moltissime culture attraverso i secoli, con i più svariati significati e usi che passano dalla mera decorazione al voler imprimere e comunicare simboli oppure rendere immediatamente palese tutta una serie di informazioni sull'individuo e il suo rapporto con il gruppo di appartenenza. Dalla fine degli anni '60 in poi la cultura del tatuaggio ha conosciuto una progressiva diffusione in Europa, conquistando lentamente ogni strato sociale e ogni fascia d'età. All'inizio degli anni '90 anche l'Italia ha conosciuto l'esplosione della moda del tatuaggio, seguita, poco dopo, da quella del piercing . Ad oggi l'unica normativa nazionale che disciplina la materia è costituita dalle «Linee-guida emanate dal Ministero della sanità per l'esecuzione di procedure di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza» del 1998, non sufficienti, anche alla luce delle esperienze degli ultimi quindici anni, a contenere e disciplinare gli effetti di una richiesta che non accenna a diminuire, ed anzi fa capire che le pratiche suddette sono entrate a far parte, ormai da vent'anni, del costume anche italiano, dopo i paesi anglosassoni e nord-europei in genere. Attualmente nessuna legge statale italiana disciplina il tatuaggio, sebbene la materia sia stata già oggetto della risoluzione ResAP (2008) del Consiglio d'Europa sui requisiti e criteri per la valutazione della sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente, volta alla tutela della salute pubblica, cui dovrebbero uniformarsi le legislazioni dei singoli Stati. La summenzionata risoluzione, a data 20 febbraio 2008, raccomanda l'introduzione di una legislazione specifica sui prodotti destinati al tatuaggio permanente nonché di una disciplina amministrativa sulle norme d'igiene da osservare. Attualmente, a livello di legislazione nazionale, consta che solamente il Belgio, la Francia e la Svizzera abbiano già legiferato sull'esercizio della professione di tatuatore. In Italia alcune regioni, come Toscana e Friuli-Venezia Giulia, hanno disposto in materia nell'ambito della potestà legislativa prevista dall'articolo 117 della Costituzione. Tali leggi, peraltro, ovviamente dispiegano i propri effetti solamente nell'ambito territoriale della regione che ha legiferato. I periodici e pubblicizzati episodi, alcuni con esiti gravissimi, aventi ad oggetto tatuaggi o piercing con complicazioni, più la crescente incidenza, da più parti denunciata, di patologie infettive ematiche (epatiti in primis ) devono indurci a comprendere che non è più il caso di lasciar andare la situazione senza introdurre una normativa più stringente ed adeguata ai tempi, senza cadere in eccessivo proibizionismo (a carico, ad esempio, di questa o di quella zona del corpo in cui proibire piercing o tatuaggio), ma dando comunque regole uniformi su tutto il territorio nazionale, supportate da adeguata e severa parte sanzionatoria, attualmente del tutto inesistente. Il presente disegno di legge, riassumendone l'articolato, reca le seguenti disposizioni. Con l'articolo 1 vengono definite le attività di tatuaggio e piercing . L'articolo 2 stabilisce che le regioni, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, provvedano ad emanare apposite linee guida per organizzare i corsi di formazione obbligatori per abilitare tatuatori e piercer . La durata complessiva di ciascun corso non può essere inferiore a 150 ore di insegnamento e deve comprendere sia una parte teorica che pratica. Con provvedimento regionale successivamente sarà anche istituito un albo per tatuatori e piercer . Con l'articolo 3 si stabilisce che per praticare tatuaggi e piercing è necessaria una segnalazione certificata di inizio attività. L'articolo 4, in materia di obblighi e divieti, stabilisce che i minori di 18 anni hanno bisogno del consenso di uno dei genitori per potersi sottoporre a tatuaggi e piercing e comunque devono aver compiuto 14 anni. Unica eccezione è il piercing al lobo dell'orecchio che è consentito ai minori previo consenso di uno dei genitori. Con l'articolo 5 vengono conferite alle aziende sanitarie locali le attività di vigilanza e di controllo sulle attività di tatuaggio e piercing , che possono essere effettuate anche in cooperazione con l'Istituto superiore di sanità. L'articolo 6 definisce tutte le sanzioni pecuniarie relative ai divieti, ove i fatti non costituiscano reato. Attraverso le entrate derivanti dalle sanzioni vengono finanziate le attività ispettive. L'articolo 7 demanda ad un decreto del Ministro della salute la disciplina di tutte le modalità di utilizzo e immissione in commercio dei prodotti e strumenti per l'attività di tatuaggio e piercing , comunque non senza dettare i principali requisiti sulle sostanze utilizzate, indicati nelle tabelle allegate. Per garantire maggiore sicurezza a chi vuole sottoporsi alla pratica di tatuaggi e piercing l'articolo 8 introduce l'obbligo di dare le necessarie informazioni al consumatore, il quale sarà tenuto a rilasciare una dichiarazione attestante il proprio consenso informato. L'articolo 9 disciplina l'attività per il piercing al lobo dell'orecchio. L'articolo 10 dispone che per le attività di tatuaggi e piercing durante fiere o altre manifestazioni simili è comunque necessario effettuare una segnalazione di inizio di attività, e che le medesime sono sottoposte alla vigilanza e al controllo previsti dall'articolo 5. Con l'articolo 11 viene stabilito che nell'ambito delle attività di promozione della tutela della salute le aziende sanitarie realizzano campagne informative sui rischi correlati alle pratiche non corrette di tatuaggi e piercing . Infine, l'articolo 12 prevede l'aggiornamento delle tabelle allegate contenenti la lista dei coloranti e altre sostanze utilizzate per effettuare tatuaggi e l'articolo 13 dispone circa l'entrata in vigore della legge.. Art. 1. (Oggetto e definizioni) 1. La presente legge disciplina le attività di tatuaggio e piercing e le pratiche a queste correlate. 2. Per tatuaggio si intendono tutte le metodiche volte ad ottenere la colorazione permanente di parti del corpo, sia attraverso l'introduzione o la penetrazione sottocutanea e intradermica di pigmenti mediante aghi o taglienti vari, sia con tecniche di scarificazione, al fine di ottenere figure e disegni indelebili e perenni, o il cosiddetto trucco permanente o semipermanente. 3. Per piercing si intende la perforazione di una qualsiasi parte del corpo umano al fine di inserire anelli o decorazioni in metallo o altri materiali, diversi per forma e fattura. 4. L'attività di piercing al lobo dell'orecchio è disciplinata ai sensi dell'articolo 9. Art. 2. (Requisiti dei corsi di formazione per l'esercizio delle attività di tatuaggio e piercing ) 1.