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Come legislatori, noi abbiamo l'obbligo morale di perseguire questo fine e di raggiungere gli obiettivi che il Paese, l'Europa e il mondo intero si sono dati. È per questo che, come MoVimento 5 Stelle, possiamo riconoscere l'avvio di un percorso che ormai stiamo tracciando e che, colleghi, stiamo tracciando insieme. Di questo non possiamo che essere felici e registrare la differenza nel modo in cui ci guardate. Non ci guardate più con quell'ambiguità che c'era nei i vostri occhi fino a qualche tempo fa, quando il MoVimento 5 Stelle entrò in Parlamento fissando tra le sue stelle una priorità importante, che è proprio quella dell'ambiente che è nel nostro simbolo. C'è dell'altro in questo decreto. In particolare, vi è un tratto davvero innovativo per il nostro Paese, che ci avvicinerà, in termini di sensibilità ambientale e faunistica, ad altri Paesi decisamente più avanzati di noi in questo ambito. Sto parlando dell'obbligo di prevedere, durante la fase di progettazione di nuove opere stradali, autostradali e ferroviarie, infrastrutture complementari chiamate corridoi verdi; delle infrastrutture che saranno utili a consentire il passaggio in sicurezza della fauna selvatica. Mi auguro che, quanto prima, questa visione possa essere ulteriormente ampliata e possa permettere di prevedere la realizzazione di veri e propri ecodotti anche sulle infrastrutture già esistenti. Non è possibile, infatti, che oggi, nel 2021, siamo costretti ancora a leggere notizie che riportano le morti di animali selvatici come cervi o addirittura orsi, quindi specie protette, perché non riusciamo ad arginare la loro introduzione sulle carreggiate delle nostre infrastrutture stradali e autostradali. È un fenomeno lontano anni luce da quello che l'Unione europea si è prefissato come obiettivo strategico, ovvero quello di dimezzare il numero dei feriti gravi entro il 2030 e di azzerarlo entro il 2050. Vorrei vedere, infatti, come un automobilista possa rimanere illeso dopo un urto con un animale di stazza grande, come un cervo o un cinghiale, a velocità sostenuta. Sembra strano ed illogico, ma oggi parliamo ancora di questo. Registriamo, però, un passo avanti anche se, come MoVimento 5 Stelle, vogliamo puntare a molto di più. Così come risulta incredibile ancora oggi che i piani economico-finanziari delle concessioni autostradali siano oggetto di ulteriori proroghe. Signori del Governo, dobbiamo dircelo chiaramente. Dobbiamo essere chiari con i nostri elettori, dobbiamo essere chiari con i cittadini e dobbiamo essere chiari anche con noi stessi: ci sono concessioni che non sono in ritardo di mesi, ma di anni. La rimodulazione dei piani di gestione permetterebbe di applicare quel nuovo sistema tariffario unico del pedaggio, definito nella delibera n. 17 del 2019 dell'ART (Autorità di regolazione dei trasporti), che andrebbe solo a favorire l'utenza in termini di economicità del pedaggio e della certezza degli investimenti in manutenzione. (Applausi) . Io vorrei dire basta a queste proroghe e andiamo avanti con l'applicazione delle norme, che esistono e ridanno un senso e un equilibro ai rapporti tra Stato e privato, a favore dello Stato e del cittadino naturalmente. Poi c'è la questione della Newco interamente controllata dal MEF, soggetta a controllo analogo del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Si prevede che ad essa vengano trasferite tutte le funzioni che ad oggi sono attribuite ad ANAS, con l'esclusivo riguardo delle autostrade statali a pedaggio. Io ritengo che questa è un'ottima soluzione; una soluzione che va nella giusta direzione, ovvero quella del ritorno delle concessioni nelle mani dello Stato. A mio parere, se questa soluzione fosse stata attuata prima, allora ci saremmo evitati di leggere nel decreto delle soluzioni ambigue come quella trovata per la A22 (la cui concessione è scaduta, lo ricordo, nel 2014), che riguarda la finanza di progetto. Io dico una cosa: su questa tematica in particolare, dovremmo acquisire un parere del Governo relativamente ad eventuali profili di incompatibilità di questa norma con quella europea in materia, perché ricordiamo che è notizia di pochi mesi fa di una lettera pervenuta all'Italia da parte della Commissione europea in cui c'era la comunicazione della messa in mora dell'Italia al fine di garantire la corretta attuazione delle norme comunitarie in materia di appalti pubblici e di contratti di concessione. Secondo il diritto dell'Unione europea, infatti, la proroga di una concessione equivale a una nuova concessione e può essere aggiudicata solo mediante una procedura di gara. Sarebbe paradossale ricevere da Bruxelles un deferimento alla Corte di giustizia europea, uno scenario che questo Governo, come qualunque altro Governo, dovrebbe evitare. Tornando al codice della strada, le modifiche apportate sono state davvero molte e siamo sinceramente fieri che i lunghi anni di lavoro, di contrattazioni, di trattative, di tentativi di convergenze con gli altri gruppi politici non si siano persi nel nulla. Fortunatamente, non è stato questo il caso, come non è stato il caso di mandare in fumo investimenti di un intero settore, cioè quello della micromobilità elettrica comunemente definita nell'ambito dei monopattini. Colleghi, quante volte vi abbiamo sentito fare battute, rilasciare interviste attraverso le quali si tentava di demonizzare questi innovativi strumenti? Molti l'hanno definita una stretta sul settore, quella che è contenuta in questo decreto, invece dobbiamo essere nuovamente onesti, ma dobbiamo esserlo tutti e dire che al contrario si tratta di una stretta necessaria che salva l'esistenza e la circolazione dei mezzi di micromobilità nelle nostre città. Si è evitato di lasciare tanti cittadini senza una parte fondamentale della mobilità urbana e ricordiamo apertamente che la vera stretta sarebbe stata quella di imporre l'obbligo del casco a tutti, quando invece è stato imposto solo ai minori ed in virtù della loro sicurezza personale; la vera stretta sarebbe stata quella di imporre l'obbligo dell'assicurazione e della targa o addirittura il divieto di circolazione di questi mezzi nelle ore serali ai minorenni. Su questo e sulla delicata questione per noi fondamentale delle concessioni autostradali, non ci fermeremo e continueremo a lavorare e se necessario anche a dare battaglia. Resta il fatto che in questo provvedimento mettiamo al loro posto tanti tasselli, tutti importantissimi ed è questa la politica che gli italiani oggi ci chiedono in questo frangente. Dichiaro pertanto il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . DE FALCO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, voglio partire da un punto molto semplice, che non interessa forse nessuno, quindi potete continuare a parlare, cioè che avevo dato la fiducia a questo Governo a suo tempo. Ora, però, la fiducia di una sola persona, di un solo parlamentare, quando il Governo ha circa il 90 per cento del sostegno parlamentare, è del tutto irrilevante e allora non parlo in termini politici di sostegno al Governo, ma in termini giuridici.