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Ci aspettavamo qualcosa di più, soprattutto alla luce del fatto che in queste ore 5,6 milioni di pensionati italiani hanno visto decurtate le loro aspettative di pensione; 5,6 milioni di pensionati, che ricevono una pensione lorda di 1.522 euro (1.200 euro netti), hanno visto decurtate le loro aspettative pensionistiche. A fronte di questo, dopo un anno dite che provvederete subito. Alla Camera è stato incardinato un provvedimento di Fratelli d'Italia su questo argomento; è sufficiente che alla Camera voi recepiate il nostro provvedimento e realizziate quello che vi abbiamo chiesto di realizzare un anno fa. Noi crediamo che questo sia necessario e pensiamo che lo si sarebbe potuto fare in questo frangente. Lei non mi dice come mai l'emendamento del MoVimento 5 Stelle è stato inopinatamente ritirato. Chi vi ha chiesto di ritirarlo, dato che l'avevate presentato nel gennaio di quest'anno? Non dite sostanzialmente come lo farete e quando lo farete, dal momento che voi stessi oggi in questa sede ci fate capire che basta una circolare. Boeri diceva nel 2017, un anno e mezzo fa, che basta una circolare. Avete commissariato anche l'INPS, ma il sistema è rimasto uguale al precedente. Non avete cambiato nulla. La sua assenza oggi è emblematica, signor ministro Di Maio; è emblematica dello stato in cui versa questo Governo. Ci dispiace pensare che forse non avrà il tempo di dire quello che ancora oggi, attraverso il ministro Fraccaro, ha ribadito essere una promessa. Forse è emblematica la sua assenza. Forse, per l'ennesima volta, dimostra che cosa è davvero questo Governo: il Governo della restaurazione. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . La senatrice Parente ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01031 sull'attuale situazione dei tavoli di crisi aziendale, per tre minuti. PARENTE (PD) . Signor Presidente, innanzitutto saluto il ministro Fraccaro-Di Maio. Parlando di crisi aziendali, faremo domande precise alle quali auspico di ricevere risposte altrettanto puntuali e precise. Vorrei sapere qual è, signor Ministro, il numero ufficiale dei tavoli di crisi aziendali aperti presso il Ministero del lavoro e dello sviluppo economico; il numero complessivo delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, compresi quelli dell'indotto; qual è lo stato della soluzione delle crisi, anche delle crisi non concluse; quante istanze sono pervenute al Ministero dello sviluppo economico nel corso dell'ultimo anno con richiesta di apertura dei tavoli di crisi. Per questo sono utili i question time. L'8 luglio 2018, esattamente un anno fa, alla Camera dei deputati il ministro sviluppo economico Di Maio, rispondendo all'informativa urgente sullo stato dei tavoli di crisi aperti presso il Ministero dello sviluppo economico, ha dichiarato che al 30 giugno 2018 erano 144 e che vedevano coinvolti 189.000 lavoratori e lavoratrici. Dopo un anno non esiste un elenco aggiornato e ufficiale in merito ai tavoli di crisi attualmente aperti e noi siamo molto preoccupati. Dalle notizie che apprendiamo da fonti sindacali e da organismi di stampa, oggi i tavoli aperti al Ministero dello sviluppo economico sarebbero 158 e coinvolgerebbero 210.000 lavoratori e lavoratrici; risulterebbero invece essere 180, secondo quanto ha dichiarato il ministro Salvini in un recentissimo vertice al Viminale con le associazioni di categoria. Sono di oggi purtroppo i dati dell'INPS sul numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate: circa 27,6 milioni, in aumento nel mese di giugno del 42,6 per cento rispetto allo stesso mese del 2018, con un boom , purtroppo, delle ore di cassa integrazione straordinaria che ha registrato addirittura un incremento pari al 99,8 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Eppure, il ministro Di Maio nel corso di quell'informativa alla Camera di un anno fa aveva dato tante rassicurazioni rispetto alle crisi Bekaert, Comdata, alla Whirlpool di Napoli e poi sappiamo tutti delle vicende dell'Ilva di Taranto. Le gestioni delle crisi sono state abbastanza ambigue e superficiali; siamo anche preoccupati sulla gestione delle politiche attive, con la sospensione del contratto di ricollocazione per i percettori della Nuova assicurazione sociale per l'impiego (NASPI) e i disoccupati. Infine, signor Ministro, è a causa della nostra preoccupazione che le chiediamo trasparenza sui percorsi dei tavoli delle crisi che - come ha ricordato prima - si aprono, ma si chiudono se c'è l'intenzione di farlo. Soprattutto vorremmo sapere con quale mordente il ministro Di Maio monitora frequentemente i tavoli di crisi aperti. Concludendo, a noi risulta che il Ministro è spesso assente dai tavoli di crisi e, di fronte a manager aziendali, investitori e rappresentanti delle maestranze, abbiamo bisogno di responsabilità, presenza e autorevolezza istituzionali, di competenze tecniche, per il bene dei nostri lavoratori, delle nostre comunità e per lo sviluppo produttivo del nostro Paese. Auspico ancora una risposta precisa da parte del Ministro. PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, onorevole Fraccaro, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. FRACCARO, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . Signor Presidente, signori senatori, rispondo al quesito posto dagli interrogati sulla base degli elementi forniti dal ministro Di Maio, impossibilitato a partecipare. Come è noto, nell'ultimo decennio il nostro sistema economico ha progressivamente registrato una perdita di competitività, alla quale questo Governo sta provando a far fronte con provvedimenti importanti, come lo sblocca cantieri e il decreto crescita, da poco convertiti in legge. Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo in questione, in via preliminare, tengo a fornire alcune precisazioni con riferimento alle affermazioni contenute nelle premesse dell'interrogazione. Sulla crisi Bekaert, il cui ultimo tavolo si è tenuto proprio ieri 17 luglio, rappresento che nel corso di questi mesi è stato avviato un percorso propedeutico all'individuazione di investitori interessati a reindustrializzare il sito di Figline Valdarno. Proprio per favorire tale percorso, lo scorso anno è stato reintrodotto lo strumento della cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione dell'attività produttiva, strumento che era stato abolito con il jobs act. Per quanto riguarda la crisi Comdata, a seguito dell'attivazione del tavolo presso i Ministeri del lavoro e dello sviluppo economico, ci si è concentrati anche sulle criticità generali dei call center , dando attuazione a una serie di misure che consentano la salvaguardia dei lavoratori coinvolti, evitando che agli stessi venga applicata la normativa NASPI. Venendo alle specifiche domande poste, si precisa che oggi si sta svolgendo un lavoro di ricognizione su tutti i tavoli permanenti, intendendo per tali quelli attivi già da diversi mesi. Il metodo di conteggio degli stessi adottato nel passato, a seguito di un'approfondita analisi svolta in questi mesi, è risultato infatti lacunoso e contraddittorio.