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penso, ad esempio, a "I duellanti", che ho visto al Teatro Quirino di Roma, dove c'era gente che recitava con le armature, con le spade, per cui c'è necessità anche di una forza fisica enorme. Ebbene, quando ho ascoltato queste persone nel 2019 sono rimasta veramente basita pensando al lavoro incredibile che a mio avviso hanno fatto. Un lavoro che - voglio ricordarlo, e per questo chiedo anche l'attenzione da parte dell'Assemblea - quando eravamo chiusi in casa a causa del Covid sicuramente ci ha potuto dare conforto perché a tenerci compagnia sono stati proprio gli attori, gli artisti, perché eravamo tutti incollati alla televisione. A loro veramente voglio fare un applauso, che farò a nome di tutti, perché veramente hanno meritato, e vi invito ad applaudire agli artisti (Applausi), perché in settantacinque anni non si sono mai fermati; hanno continuato a impegnarsi e a lavorare per noi e ci hanno tenuto compagnia anche nelle difficili giornate chiusi in casa per via del Covid, quando l'unico conforto poteva essere la TV. Ministro, non mi soffermo oltre nell'esame del provvedimento, perché i colleghi l'hanno già ampiamente dibattuto. Mi auguro veramente - e per questo mi appello alla sua attenzione e alla sua sensibilità - che questo Parlamento abbia l'onore di poter dare luce a questo provvedimento veramente epocale visto che abbiamo aspettato settantacinque anni per averlo. Grazie, colleghi, e buon lavoro! (Applausi) . Presidente, le chiedo di poter allegare il testo scritto del mio intervento al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. È iscritta a parlare la senatrice Alessandrini. Ne ha facoltà. ALESSANDRINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, è stato un lavoro importante, un lavoro corale, condiviso; per questo ringrazio i Presidenti, i relatori e tutti i colleghi delle Commissioni 7 a e 11 a delle quali faccio parte. L'approvazione di questo disegno di legge, che delega il Governo in materia di spettacolo, è un primo passo verso il pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori di questo settore, da sempre, purtroppo, considerati - almeno quanto a tutele legislative - figli di un dio minore. È stato nel corso della pandemia che ci si è finalmente resi conto della necessità di fare un focus approfondito su questo comparto, che è stato sicuramente tra i più penalizzati dalla crisi legata al Covid. L'analisi della situazione ha evidenziato una legislazione carente, che garantiva poco o nulla chi opera nel mondo dello spettacolo, con norme lacunose che non tutelavano appieno i lavoratori del settore. La situazione lavorativa del comparto spettacolo andava attenzionata da tempo e meritava di essere affrontata concretamente. Abbiamo avuto l'opportunità di prendere finalmente in mano la situazione affrontando le problematiche di lavoratori del comparto e cercando di risolverle. Con questo disegno di legge si mette un primo mattone e si delega il Governo a prevedere misure atte a realizzare il riordino delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spettacolo, nonché il riordino e la revisione degli ammortizzatori, delle indennità e degli strumenti di sostegno economico temporaneo in favore dei lavoratori del settore, iscritti al fondo pensioni lavoratori dello spettacolo. Vengono previste misure che ridanno dignità a chi è impiegato in questo settore, che qualificano e professionalizzano le varie figure, che regolano e inquadrano in maniera chiara il lavoratore, garantendo tutele anche in caso di malattia e dando garanzie a fini pensionistici. In molti casi, purtroppo, nell'immaginario comune il lavoratore dello spettacolo artistico o della cultura è spesso assimilato a un hobbista, a colui che si diverte nello svolgere questo tipo di attività o che lo fa - passatemi la frase colorita - a tempo perso, perché ha un altro mestiere con un reddito che gli permette di vivere. Il sottotitolo di questa concezione è: ci diverte e si diverte mentre lavora, poco male se non ha le stesse garanzie degli altri lavoratori. Ciò è assolutamente dequalificante, ingiusto e non corrisponde alla realtà. Chi arriva a fornire una prestazione artistica il più delle volte lo fa dopo anni di studio, sacrifici e prove, con un'importante formazione alle spalle. Erroneamente - da profani - ci limitiamo a considerare l'impegno dell'artista soltanto relativamente alle ore in cui è impegnato nello spettacolo o al massimo estendiamo il suo possibile coinvolgimento lavorativo alle ore spese nelle prove. Purtroppo, in moltissimi casi, quando si parla di spettacolo si ignora totalmente lo studio e la formazione che porta l'artista a quella determinata performance . (Applausi) . Per emergere in qualsiasi settore, compreso quello artistico, non è sufficiente avere talento, ma c'è bisogno di dedizione e sacrificio. L'essere predisposti per una determinata attività ci può eventualmente facilitare, ma per passare dall'essere in potenza a diventare atto (scomodando il filosofo Aristotele) ci sono anni di studio, chilometri percorsi, esercizi, libri consumati e tutto ciò che ne consegue. Il paradigma va cambiato radicalmente: lavorare in questo settore non è un passatempo e merita le tutele riconosciute agli altri lavoratori. Il provvedimento che ci accingiamo a votare oggi, dopo un proficuo dibattito in Commissione, in cui siamo riusciti a migliorare aspetti secondo noi carenti, inizia a riordinare il comparto in maniera funzionale al miglioramento della qualità delle prestazioni offerte, rende effettive le tutele per i prestatori d'opera e li regolarizza. Mi sono attivata per far inserire un importante emendamento atto a favorire l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani che studiano materie attinenti al settore. Mi riferisco ai ragazzi con diploma di istruzione secondaria superiore che provengono da scuole professionali con indirizzo nei servizi culturali e dello spettacolo e con corsi inerenti moda, meccanica, elettronica, elettrotecnica, e alla loro possibilità di lavorare nell'indotto del comparto dello spettacolo. Per loro abbiamo chiesto di promuovere l'attivazione di tirocini formativi e di orientamento, anche mediante la stipula di apposite convenzioni con gli operatori del settore della moda e dello spettacolo; un tassello in più per aiutarli concretamente ad entrare in questo mondo. Questo disegno di legge costituisce una tappa fondamentale del percorso che va verso il giusto riconoscimento e il sostegno e verso la definizione delle garanzie nei confronti dei lavoratori del mondo dello spettacolo. Non immaginiamoci soltanto l'attore di successo o il cantante che riempie gli stadi con i suoi concerti; pensiamo piuttosto alle maestranze, a chi lavora nel settore in maniera professionale, a chi si impegna quotidianamente, portando avanti la propria attività come qualsiasi altro lavoratore di un altro settore, a chi deve lavorare quel monte ore per arrivare ad avere uno stipendio dignitoso. Ci sono migliaia di professionisti del teatro, della musica, del cinema, della lirica, della danza e di tutte le arti performative che finalmente, grazie a questa normativa, potranno contare su nuove tutele e garanzie. (Applausi) . Questo è il vero, primo intervento importante e sostanziale per quanto riguarda il settore dello spettacolo.