[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 1 del decreto-legge 8 febbraio 2003, n. 18 (Disposizioni urgenti in materia di giudizio necessario secondo equità), convertito, con modificazioni, nella legge 7 aprile 2003, n. 63, promossi con ordinanze del 29 luglio 2003 dal Giudice di pace di Palestrina, del 10 marzo 2003 dal Giudice di pace di Lecce, del 2 aprile 2003 dal Giudice di pace di San Severino Marche, del 20 marzo e del 20 maggio 2003 dal Giudice di pace di Bari, del 20 giugno 2003 dal Giudice di pace di Putignano, del 18 aprile 2003 dal Giudice di pace di Milazzo e del 16 settembre (n. 2 ordinanze) dal Giudice di pace di Genzano di Roma rispettivamente iscritte ai nn. 793, 374, 555, 589, 659, 842, 1122 del registro ordinanze 2003 ed ai nn. 171 e 172 del registro ordinanze 2004 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 40, 25, 34, 36 e 43, prima serie speciale, dell'anno 2003 e nn. 2 e 12, prima serie speciale, dell'anno 2004. Visti gli atti di costituzione della RAS Riunione adriatica di sicurtà s.p.a., delle Lloyd Adriatico s.p.a. e Winterthur s.p.a., della Fondiaria-SAI s.p.a., dell'Assitalia-Le assicurazioni d'Italia s.p.a., nonché gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 22 giugno 2004 e nella camera di consiglio del 23 giugno 2004 il Giudice relatore Francesco Amirante; uditi gli avvocati Alessandro Pace, Aurelio Gentili, Luisa Torchia e Michele Roma per la RAS Riunione adriatica di sicurtà s.p.a. e l'avvocato dello Stato Giancarlo Mandò per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto che nel corso di un giudizio in cui una società di assicurazione era stata convenuta per il pagamento di una somma, quale maggior esborso per un premio relativo ad una polizza per responsabilità civile autoveicoli – asseritamente conseguente ad un “cartello” tra le imprese del settore, già sanzionato dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato – il Giudice di pace di Palestrina ha sollevato, con ordinanza del 29 luglio 2003 (r.o. n. 793 del 2003), questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 41, 101, 102, 104 Cost., dell'art. 1 del decreto-legge 8 febbraio 2003, n. 18 (Disposizioni urgenti in materia di giudizio necessario secondo equità), che ha modificato l'art. 113, secondo comma, del codice di procedura civile; che secondo il giudice a quo l'impugnato art. 1 sottrae alla valutazione secondo equità tutti i giudizi pendenti innanzi agli uffici del giudice di pace e relativi ai c.d. contratti “di massa” di cui all'art. 1342 cod. civ. ed introduce il grado di appello, in precedenza escluso, con conseguente dilatazione dei tempi della giustizia, aumento dei costi e negazione dell'esercizio del diritto di difesa, anche in riferimento all'art. 82, primo comma, cod. proc. civ. ; che sarebbe altresì violato l'art. 3 Cost. per il trattamento, qualificato come di favore, consistente nella sottrazione alla valutazione e al rito secondo equità, ingiustificatamente riservato ai “contraenti forti”, cioè coloro che redigono ed impongono alla clientela la sottoscrizione di contratti standard secondo l'art. 1342 cod. civ. , rispetto ai contratti predisposti da altri professionisti; che, infine, avendo le compagnie assicuratrici l'obbligo di contrarre in materia di responsabilità civile, esse avrebbero violato le regole del mercato, in cui il rapporto dovrebbe nascere e svilupparsi, attraverso la costituzione di un accordo di cartello mirante ad uniformare verso l'alto i prezzi delle polizze, con conseguente violazione dell'art. 41 Cost.; che nel giudizio dinanzi a questa Corte si è costituita la parte privata RAS – Riunione adriatica di sicurtà s.p.a. – preliminarmente eccependo l'inammissibilità della questione sia per omessa motivazione su ben sei degli otto parametri costituzionali evocati, sia per la prospettazione di questioni di mera politica legislativa, argomentando inoltre diffusamente circa la non fondatezza nel merito; che, nel corso di un giudizio instaurato il 15 gennaio 2003 da un privato nei confronti della Lloyd Adriatico s.p.a. – per ottenerne la condanna al pagamento di una somma di denaro corrispondente all'eccedenza pagata sul premio assicurativo della polizza per la responsabilità civile autoveicoli rispetto a quanto accertato dall'Autorità antitrust con provvedimento in data 28 luglio 2000 – il Giudice di pace di Lecce, con ordinanza del 10 marzo 2003 (r.o. n. 374 del 2003), ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 41, 77, 101, 102 e 104 Cost., questione di legittimità costituzionale della medesima norma in termini analoghi; che il remittente, richiamandosi alla giurisprudenza di legittimità, argomenta nel senso dell'inapplicabilità dell'art. 33, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, ai giudizi risarcitori promossi dai consumatori-utenti, con conseguente determinazione della competenza per i giudizi relativi ai rimborsi sui premi assicurativi delle polizze per la responsabilità civile autoveicoli secondo gli ordinari criteri che li attribuiscono – per valore – alla giurisdizione del giudice di pace; che la norma, oltre a violare l'art. 24 Cost., sarebbe altresì in contrasto con l'art. 25 Cost., perché l'immediata applicazione del d.l. n. 18 del 2003 al contenzioso in corso appare violare il principio del giudice naturale; che, secondo il remittente, l'art. 3 Cost. sarebbe violato, oltre che per il privilegio riservato ai contraenti forti, anche per l'intrinseca irragionevolezza della scelta dello strumento del decreto-legge in assenza dei presupposti della straordinaria necessità e urgenza, ai fini dell'introduzione di una disciplina del tutto illogica e inadatta a realizzare gli obiettivi perseguiti dal legislatore (scelta che comporterebbe anche la violazione dell'art. 77 Cost.); che sarebbe, infine, ipotizzabile la violazione degli artt. 101, 102 e 104 Cost., per l'introduzione di una normativa irrazionalmente diretta ad incidere su concrete fattispecie sub iudice, nonché dell'art. 41 Cost., in quanto, a fronte di una sanzionata violazione, da parte delle Compagnie assicuratrici, delle regole di mercato, la norma impugnata avrebbe introdotto un'imprevista compressione del diritto soggettivo al rispetto delle regole; che si è costituita altresì la Lloyd Adriatico s.p.a. chiedendo, con ampia e articolata memoria, che la questione venga dichiarata manifestamente inammissibile e comunque infondata;