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– (Misure per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza di cui è titolare il Ministero dell'istruzione) La disposizione prevede per ciascuno degli anni scolastici dal 2022-2023 al 2025-2026 l'individuazione di ottantacinque tra docenti e assistenti amministrativi e un numero fino a un massimo di tre di dirigenti scolastici da porre in posizione di comando presso presso l'amministrazione centrale e presso gli Uffici scolastici regionali per garantire il supporto necessario alle istituzioni scolastiche per l'attuazione delle misure del PNRR relative alla digitalizzazione. Tale personale costituirà il Gruppo di supporto alle scuole per il PNRR. Tali docenti saranno individuati dal Ministero dell'istruzione – Unità di missione del PNRR con una procedura selettiva a livello nazionale e con la possibilità di costituire più Commissioni a livello regionale. Sempre per potenziare il supporto alle scuole per l'attuazione degli interventi relativi alla digitalizzazione, il comma 1 prevede che sia il Gruppo di supporto alle scuole per il PNRR sia anche le équipe formative territoriali, già costituite ai sensi dell'articolo 1, comma 725, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, assicurino il supporto alle istituzioni scolastiche con il coordinamento funzionale dell'Unità di missione del PNRR. Il comma 2 prevede, poi, al fine di accelerare gli interventi del PNRR, la possibilità di estendere la previsione già esistente di cui all'articolo 55, comma 1, lettera b) , del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108. La citata norma, attualmente vigente, consente già la possibilità per le istituzioni scolastiche beneficiarie dei fondi PNRR di procedere agli acquisti anche in deroga all'articolo 1, commi 449 e 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 – ricorso alle convenzioni-quadro Consip e al Mercato elettronico della pubblica amministrazione (MePA) – al fine di rispettare le tempistiche e le condizioni previste dal PNRR. Tale previsione si riferisce, però, attualmente alle sole azioni delle scuole relative al contrasto della dispersione scolastica e alla formazione del personale scolastico. Pertanto, il comma 2 in questione estende tale previsione anche a tutti gli altri investimenti del PNRR e delle programmazioni europee che abbiano come beneficiarie le scuole. Il comma 3 prevede la possibilità di semplificare la procedura del concorso di progettazione anche nel caso in cui, per alcune aree, non dovessero pervenire idee e proposte progettuali o nel caso in cui le stesse dovessero essere non idonee. La proposta normativa prevede che resta fermo che il concorso di progettazione e i successivi livelli di progettazione siano affidati nei limiti delle risorse disponibili nei quadri economici di progetto indicati dagli enti locali in sede di candidatura delle aree. Inoltre, la norma prevede che al fine di garantire il raggiungimento dei target del PNRR è opportuno autorizzare un numero più ampio di progetti, relativi all'investimento 1.1 della Missione 2 – Componente 3 del PNRR, anche utilizzando risorse nazionali disponibili a legislazione vigente nel bilancio del Ministero dell'istruzione e, pertanto, senza necessità di comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In questo modo, è possibile garantire il raggiungimento del target europeo anche in presenza di possibile mancata attuazione di alcuni interventi. A tal fine, è necessario poter autorizzare un numero leggermente maggiore di progetti, cosa che comporterà una spesa leggermente superiore sia per le commissioni sia per i premi da corrispondere. Il comma 4 intende precisare che ai fini del raggiungimento degli obiettivi, target e milestone del PNRR, vengano utilizzate per le annualità dal 2022 al 2026 le risorse già destinate ai progetti in essere del PNRR di cui all'articolo 1, comma 62, della legge 13 luglio 2015, n. 107, nonché le risorse di cui all'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, all'articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, all'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, all'articolo 1, commi 14, 59, 63 e 64, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, agli articoli 32, comma 7- bis , e 48, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Tali risorse sono quelle già attualmente utilizzate per i cosiddetti « progetti in essere » autorizzati dopo il mese di febbraio 2020, nell'ambito del PNRR, a valere su risorse nazionali dall'annualità 2022 all'annualità 2026. Le medesime risorse nazionali e le eventuali economie possono essere altresì utilizzate per assicurare il raggiungimento dei target del PNRR, anche attraverso il finanziamento di interventi in overbooking che dovessero rendersi necessari per gli obiettivi PNRR. Il comma 5 indica la copertura finanziaria per i maggiori oneri recati dalla norma. CAPO IX – DISPOSIZIONI FINALI Art. 48 – (Abrogazioni) L'articolo reca l'abrogazione di alcune disposizioni. In particolare: – la lettera a) abroga l'articolo 17, comma 1, del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021, n. 113. Si ritiene che la disposizione in esame, di cui si chiede l'abrogazione, non sia di fatto necessaria, considerato che le attività di monitoraggio delle risorse e delle modalità necessarie ai fini della valutazione delle misure urgenti per la giustizia ordinaria nell'ambito del PNRR, potranno essere espletate dalla apposita Unità di missione istituita, con decreto 18 novembre 2021 del Ministro della Giustizia, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, che è deputata a fornire il costante coordinamento e il monitoraggio puntuale del complesso delle misure di attuazione del PNRR, nonché l'avanzamento dei milestone e target relativi alla Giustizia, compreso, pertanto, il potenziamento dell'Ufficio per il processo espressamente richiamato dalla norma in oggetto; – la lettera b) abroga l'articolo 13- bis , commi 2 e 3, del decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112, introdotti con l'articolo 11 del decreto legislativo 23 novembre 2018, n. 139 recante « Attuazione della direttiva (UE) 2016/2370 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, che modifica la direttiva 2012/34/UE per quanto riguarda l'apertura del mercato dei servizi di trasporto nazionale dei passeggeri per ferrovia e la governance dell'infrastruttura ferroviaria ».