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Iniziative che creano un'economia sana a beneficio di tutti e tutte; considerato, infine, che, a parere degli interroganti tali fatti assumono un particolare rilievo perché mirano a gettare discredito nei confronti dell'unico istituto bancario italiano che dichiara ai propri risparmiatori come investe i loro risparmi, una forma di trasparenza di cui ci sarebbe un grande bisogno e che permette ai cittadini di valutare con maggior consapevolezza a chi affidare il proprio denaro. È un fatto grave, altresì, perché mina la sicurezza e la serenità di chi lavora per Banca Etica e dei suoi risparmiatori, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se consideri tollerabile la situazione così come emerge dai fatti; se e quali iniziative, per quanto di competenza, voglia intraprendere per porre fine a simili condotte irrispettose e calunniose nei confronti della banca e dei propri dipendenti, e degli operatori che lavorano per il bene comune. Atto n. 4-01990 DELL'OLIO GARRUTI PIRRO L'ABBATE QUARTO MATRISCIANO PELLEGRINI Marco DONNO MORONESE ORTOLANI FEDE DI GIROLAMO COLTORTI ACCOTO GIARRUSSO NATURALE AGOSTINELLI ABATE TRENTACOSTE GAUDIANO ANGRISANI LEONE DRAGO MOLLAME DI NICOLA DI PIAZZA LANZI MAIORINO VONO GALLICCHIO PESCO LANNUTTI MININNO ROMANO PRESUTTO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che a quanto risulta agli interroganti: la società per azioni "Cementifera Fibronit" cessava la propria attività nel 1985 e ritenuta sito inquinante con decreto del Ministero dell'ambiente n. 468, veniva inserita tra i siti da bonificare di interesse nazionale (SIN); con delibera di Consiglio comunale n. 55 del 2 maggio 2005 veniva adottata la variante al PRG (approvata con delibera di Giunta regionale n. 16 del 23 gennaio 2007) della destinazione di zona del sito Fibronit: da zona per "attività terziaria" (normata dall'art. 39 delle NTA del P.R.G) a zona a "verde pubblico di tipo "B" verde di quartiere" (normata dall'art. 31 delle NTA del P.R.G.); in data 18 novembre 2007 veniva sottoscritta una convenzione tra il Presidente della Regione Puglia e il Sindaco di Bari, con la quale veniva concesso al Comune di Bari un finanziamento di 10 milioni di euro per attuare interventi di messa in sicurezza permanente del sito ex Fibronit, propedeutici alla riqualificazione dell'area a "parco urbano"; la società MCC Mediocredito Centrale SpA, poi Unicredit SpA, era proprietaria di un immobile (ex Faville) e della relativa area di sedime, ubicata in Bari alla via Caldarola, con destinazione "attrezzature tecnologiche"; in data 17 luglio 2008, la suddetta società protocollava agli uffici della Ripartizione tutela dell'ambiente - Igiene - Sanità una richiesta di permuta dell'immobile di interesse pubblico con aree di proprietà comunale, aventi potenzialità edificatoria paritetica, verificando cubatura, superficie e destinazione d'uso; nello specifico, l'intervento prevedeva la permuta del citato immobile con un'area di proprietà del Comune di Bari, previa variante al PRG di detta area da "verde di quartiere" ad area ad "attività produttive secondarie di tipo B"; in data 31 gennaio 2008, l'Assessorato all'ambiente e sviluppo sostenibile comunicava alla società MCC Mediocredito Centrale SpA le aree di proprietà comunale stabilite dalla Giunta municipale da considerare quale contropartita nella permuta per acquisire l'immobile di via Caldarola (ex Faville). Nello specifico venivano individuate le aree di proprietà comunale al Fg. 50 del Catasto terreni del Comune di Bari, p.lle: 576, 199, 9, 8, 77, 251, 578, 579 e parte delle p.lle 78, 147, 10 (via Marin); in data 26 marzo 2010, la Ripartizione Tutela Ambiente-Sanità Igiene, a fronte di un'analisi economica del rapporto costi-benefici, stabiliva la sostanziale equivalenza di valore economico tra gli immobili oggetto della permuta. Il valore veniva così stimato: euro 1.730.730 per l'area della proprietà privata (area ex Faville Fibronit) ed euro 1.705.760 per l'area della proprietà pubblica (area via Marin); in data 28 giugno 2016 veniva siglato l'"Accordo di Programma per la bonifica e il ripristino ambientale delle aree di proprietà della Finanziaria Fibronit SpA nel Sito di Interesse Nazionale di Bari - Fibronit", attraverso il quale il Comune di Bari risultava essere il soggetto pubblico al quale dovesse essere trasferita la proprietà dell'area ricompresa nel SIN; in data 27 luglio 2016 l'Agenzia del Demanio - Commissione per la verifica di congruità delle valutazioni tecnico, economiche, estimative, redigeva apposito verbale nel quale attestava il parere di congruità della valutazione effettuata dallo stesso ufficio per l'immobile ex Faville, in somma complessiva in euro 560.000; con deliberazione di Giunta comunale n. 688 del 16 ottobre 2017 veniva approvato il "Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari Comune di Bari"- Triennio 2018/2020, nel quale venivano ricompresi i suoli su citati con la nuova valutazione economica; con nota dell'8 novembre 2017, la Ripartizione patrimonio comunicava che, a seguito di operazione di stima, il più probabile valore di mercato dei suoli fosse pari ad euro 553.290; con atto di compravendita del 20 novembre 2017, la Unicredit SpA vendeva alla "MAGI Srl" la piena proprietà dell'immobile sito in Bari alla via Caldarola n. 13/A, per l'importo di euro 525.000; confermato l'interesse dell'amministrazione comunale all'acquisizione del fabbricato ex Faville, il 24 luglio 2018 veniva sottoscritto atto di permuta tra Comune di Bari e MAGI Srl, riguardante le proprietà oggetto del procedimento amministrativo, con valutazione paritaria; in data 28 dicembre 2018 la MAGI Srl ed Eurospin Puglia Srl stipulavano atto di compravendita, tramite il quale la prima società trasferiva alla seconda la piena proprietà dell'area di via Marin, per euro 5.500.000, un importo pari a oltre 10 volte il prezzo di acquisto; considerato che a quanto risulta agli interroganti: è stata stipulata una permuta riguardante suoli valutati alla pari, ma con differente destinazione d'uso (da verde pubblico ad attività produttive secondarie di tipo B); i valori estimativi delle proprietà si sono tramutati in breve tempo da euro 1.700.000 circa, ad euro 560.000; dal registro delle imprese risulta che MAGI Srl aveva iniziato la propria attività il 14 novembre 2017 e che soli 6 giorni dopo acquistava dalla Unicredit SpA la piena proprietà dell'immobile ex Faville, per un importo di euro 525.000; sottoscritto atto di permuta con il Comune di Bari, la MAGI Srl vendeva al gruppo Eurospin Puglia Srl 5 mesi dopo per euro 5.500.000 (area che era precedentemente stata valutata per euro 560.000);