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Per queste ragioni Fratelli d'Italia auspica che vi sia convergenza da parte di tutte le forze politiche su questa nostra mozione poiché lo sport, oltre a diffondere i valori della solidarietà, della lealtà, del rispetto della persona e delle regole, che sono i principi fondanti di ogni società sana, permette di utilizzare questi straordinari strumenti per costruire competenze trasferibili in altri contesti di vita. L'organizzazione di una competizione, la definizione dei ruoli, la determinazione dei tempi, le strategie di gioco sono vere competenze intellettive che si possono trasferire in qualsiasi contesto lavorativo e rappresentano abilità che ognuno dovrebbe essere in grado di mettere in pratica quando deve prendere delle decisioni o preparare un programma di azione. Dichiarazione di voto del senatore Laus sulle mozioni 1-00349, 1-00354, 1-00355, 1-00357, 1-00358 e 1-00360 Nell'ultimo anno, a causa della emergenza pandemica e della crisi economica che l'emergenza ha aggravato, i nostri concittadini hanno fatto più fatica a immaginare un futuro che non fosse ragionevolmente prossimo. La cartina a colori dei decreti anti-Covid ha segnato lo scorrere del tempo più di quanto non abbia fatto il calendario delle stagioni e in un clima di incertezza generale l'ambizione di progetti a medio-lungo termine è stata messa a dura prova. Eppure lo sguardo del Piemonte, di Torino, il suo carattere tenace e la sua lunga tradizione sportiva hanno tenuto ugualmente botta quando si è trattato di incamminarsi, a fine del 2020, lungo la strada per l'aggiudicazione dei Giochi mondiali universitari invernali del 2025. Sport e Università sono per Torino una cifra distintiva da sempre. Non a caso fu un dirigente sabaudo, nel 1959, a credere nelle potenzialità di una manifestazione olimpica per studenti. E a distanza di oltre settant'anni i piemontesi non hanno smesso di crederci. Per l'evento del 2025, Torino ha formulato una proposta strategica che punta sull'indiscusso valore dei suoi due atenei, gli stessi che hanno reso possibili, di qui ai prossimi anni, investimenti infrastrutturali a valenza universitaria sul territorio per un miliardo di euro. Perciò la candidatura costruita in questi mesi vanta le migliori referenze, l'adeguata capacità e la giusta dose di coraggio per risultare vincente. Ed è una candidatura che va oltre il desiderio di portare nel nostro Paese uno dei più importanti eventi sportivi al mondo. Anzi, il più importante se consideriamo il solo ambito accademico. I numeri parlano: undici giorni di gare, più di 3.000 partecipanti attesi da oltre 50 Paesi, 2.000 volontari coinvolti, una diffusione televisiva, in circa 100 Paesi del mondo, capace di raggiungere più di 750 milioni di persone e in termini economici oltre 500 milioni tra ricadute dirette e indirette sul territorio. I numeri parlano e i numeri non mentono, ma il valore di una proposta si misura anche nella qualità delle idee che la sostengono e nello stile della sua declinazione. E qui lo stile è soprattutto innovativo. Torino 2025 infatti si propone di veicolare il primo modello nella storia dell'Universiade dove l'organizzazione abbia una forte componente studentesca, rappresentando per gli studenti stessi un'opportunità di completamento della loro formazione universitaria. Si parla quindi di un'operazione culturale e non semplicemente dell'evento sportivo che conosciamo. Perché attraverso il progetto culturale, gestito in presa diretta dagli Atenei, si vuol promuovere l'intero sistema universitario piemontese a livello internazionale. Vetrina di cultura, dunque e non solamente vetrina di sport: uno spazio di visibilità al quale le due realtà accademiche hanno deciso di destinare anche un proprio budget , pari a un milione e mezzo di euro. Proprio l'elaborazione di un progetto più ampio e più articolato della tradizionale piattaforma agonistica rappresenterà l'elemento caratterizzante di Torino 2025. E nel solco dello stesso stile innovativo è maturata l'intenzione di preparare il terreno a una Parauniversiade, prospettiva che è già parte integrante della proposta di candidatura, Lo stile non cambia anche nella preoccupazione dei promotori verso la sostenibilità dell'evento: una sostenibilità ambientale, che dovrà realizzarsi in collaborazione con i green office degli Atenei, e una sostenibilità economica, che sarà perseguita, prima, attraverso un processo di revisione dei budget e, dopo, attraverso un controllo di gestione diretto al contenimento della spesa in tutti settori non direttamente connessi ai costi dell'organizzazione sportiva. C'è infine il tema dell'eredità attesa dalla manifestazione: promozionale, che sarà patrimonio tanto degli atenei quanto del territorio nel suo complesso, ma anche una eredità infrastrutturale, che si esprimerà in termini di residenzialità universitaria. Pensiamo che per ospitare quanti parteciperanno alle gare nelle discipline del ghiaccio - circa 2.000 persone tra atleti, allenatori e accompagnatori - sarà necessaria la realizzazione di strutture apposite. Alla chiusura della manifestazione, queste potranno essere riconvertite in residenze studentesche permanenti e integrare l'offerta abitativa per i giovani delle Università del territorio piemontese, andando parzialmente a compensare l'attuale carenza dell'Ente per il diritto allo studio regionale che è di oltre 4.000 posti letto. I villaggi sarebbero collocati 4 in zone periferiche della città di Torino e uno nella periferia di Novara. Nell'ottica del principio di massima sostenibilità, tre dei quattro villaggi da realizzare a Torino saranno recuperi e ristrutturazioni di edifici abbandonati esistenti. Vi chiederete perché ho voluto condividere con l'Aula qualche anticipazione del progetto e indugiare sui particolari. L'ho fatto nella speranza di far percepire lo sforzo, l'impegno e il rigore che sin qui hanno caratterizzato l'agire dei promotori. Da subito tutti gli attori in campo piemontese hanno accettato la scommessa dell'Universiade, rischiando in proprio. Ci hanno messo la fatica e insieme la faccia, convinti che il potenziale dell'evento e il suo mix di valori positivi abbiano già vinto la sfida del tempo, nonostante la naturale esigenza di aggiornamento che ritroviamo in concetti attualissimi com'è quello di "sostenibilità". In campo nazionale il Governo deve fare altrettanto e finalizzare lo sforzo, premiare il rigore, dare prospettiva all'impegno. Perciò oggi il voto positivo del Senato in questa direzione servirà a confermare la bontà del percorso intrapreso e insieme servirà a garantire tempi certi perché venga messa a disposizione la copertura economica necessaria alla stipula del contratto. Dichiarazione di voto del senatore Berutti sulle mozioni 1-00349, 1-00354, 1-00355, 1-00357, 1-00358 e 1-00360 Presidente, colleghi, vorrei innanzitutto condividere alcuni numeri. Parlare di Giochi mondiali universitari invernali per Torino significa mettere in campo il coinvolgimento di 60 Paesi partecipanti, 190 in collegamento, 750 milioni di utenti televisivi. Significa, ancor più, mettere a sistema 125 milioni di euro di ricadute dirette e oltre 280 milioni di euro tra ricadute dirette e indirette generate dalla manifestazione.