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Il tema Stato-Regioni si fonda su un problema di cooperazione. È dal 1978, dalla riforma sanitaria, che le Regioni hanno compiti di gestione della sanità. Il problema è costruire un impianto, ridare forza al Ministero della salute, che sia in grado di dare indirizzi, di produrre, nello sforzo fondamentale di questi mesi che ci aspettano con il recovery , quella riforma essenziale. Quindi, territorio, cure primarie e medicina territoriale. Diciamolo pure che in questi anni tante Regioni, molte delle quali governate dalla destra, hanno destrutturato il sistema territoriale. (Applausi) . Adesso dobbiamo ritornare indietro. Non è un problema, non scarichiamo responsabilità, discutiamo... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi) . RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlerò da medico e non da politico di maggioranza, perché forse dovrei dire altre cose. Dirò le stesse cose che dico da più di un anno. Era il 22 aprile 2020 quando, in un mio comunicato in Commissione e anche in quest'Aula, facevo notare il caos e il dramma che il Paese stava vivendo a causa di un motivo ben specifico, ovvero l'assenza di un piano pandemico aggiornato. Oggi, 28 aprile 2021, a più di un anno di distanza, sarebbe troppo semplice per noi di Forza Italia dire: ve l'avevamo detto. Eppure siamo qui a discutere della mozione di sfiducia presentata nei confronti del Ministro della salute, riconfermato nel Governo che il mio Gruppo sostiene per la grande fiducia che ripone nel presidente Draghi e, a maggior ragione, per il PNRR che abbiamo votato convintamente ieri. Le mie 68 interrogazioni (sono tutte qua), presentate da quando è scoppiata la drammatica emergenza, non hanno mai ricevuto una risposta. Secondo il Regolamento del Senato, l'interrogazione a risposta orale viene posta all'ordine del giorno non oltre il quindicesimo giorno dalla presentazione, mentre alle interrogazioni con richiesta di risposta scritta il Ministro risponde entro venti giorni. Queste sono un esempio plausibile del fatto che al Ministero della salute c'era e c'è qualcosa che non va; non so se il Ministro o forse il potentissimo Capo di gabinetto (e a questo punto mi rifaccio alle dichiarazioni del sottosegretario Sileri, che condivido totalmente), o forse per colpa dell'ex segretario generale più volte chiamato in causa. Abbiamo cominciato con le autopsie (interrogazione a mia prima firma del 12 maggio 2020), dopo tre circolari del Ministero che le bloccavano in tutta Italia. Perché? Mai avuto risposta. Eppure è stato grazie alle autopsie che si è scoperto che la polmonite interstiziale era dovuta a una coagulazione intravasale disseminata che, se curata subito, avrebbe forse reso inutile l'acquisto di migliaia di ventilatori anche taroccati come sta dimostrando un'indagine della magistratura; e ancora, 27 maggio 2020, in un'altra mia interrogazione: richiesta di un programma nazionale per il reperimento dei reagenti. No reagenti, no tamponi; 19 giugno 2020: ulteriore richiesta sul piano pandemico. Dovevamo tracciare, testare, isolare e trattare, come è stato fatto in Senato. Il Senato è una piccola azienda dove circolano anche 3.000 persone al giorno: termoscanner all'ingresso, tamponi per quattro giorni alla settimana da un anno, isolamento immediato dei positivi e dei loro contatti, mascherine (all'inizio delle sue dichiarazioni ritenute non indispensabili) e distanziamento. In un anno e mezzo, su 321 senatori 40 positivi con trattamento immediato e nessuna complicanza. Non si poteva imparare e prendere ad esempio? Tracciare, testare, isolare e trattare: questo doveva essere fatto ovunque. Signor Ministro, gradirei la sua attenzione visto che è il protagonista di questa mattinata, grazie. Invece no, riunioni segrete del Comitato tecnico-scientifico e atti secretati. Ricordo l'intervista del direttore generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute Urbani su «La Stampa» il 22 febbraio 2020. C'era un documento, con scenari di tre gradi, fatto passare, alle nostre richieste di informazione, come semplice relazione interna, mentre di questo avevate avvertito, dopo, le Regioni (fatte passare sempre, a torto o a ragione, come capri espiatori). Penso, ad esempio, all'audio con la Regione Lombardia del 4 marzo in cui viene detto: decidete voi se chiudere. E non avete chiuso, con le conseguenze che tutti conosciamo. No, era meglio trasferire Zambon quando aveva fatto notare che l'Italia era completamente impreparata allo tsunami che ci ha travolti, con la app Immuni totalmente inutile e l'indagine sulla sieroprevalenza a 4,5 milioni di euro un enorme flop . È vero, Ministro, lei è stato sfortunato, lei è un politico molto bravo, con sostegni autorevoli, non preparato a quello che è successo dopo la sua nomina nel 2019. Più sfortunati, però, sono stati gli italiani. Regnava il caos: mancavano i reagenti, i dispositivi di protezione individuale, i caschi per i medici. Abbiamo perciò importato materiale non certificato mentre le nostre aziende, che avevano deciso di riconvertire la loro produzione, hanno dovuto esportare in Europa, visto che noi preferivamo materiale d'Oltreoceano. In tutto questo dramma, ha trovato il tempo di scrivere un libro, già, perché a settembre eravamo un esempio da seguire. Il libro sulla sconfitta del virus è edito da Feltrinelli, in Italia è stato ritirato ma è in vendita su Amazon in Spagna e Francia. Cito alcune frasi come: ho chiuso al primo lockdown , per imporre la cultura di sinistra, non si poteva far pensare agli italiani che ci fossero Regioni in cui si viveva meglio; si uscirà tra pochi mesi, sarà l'alba di un nuovo mondo, senza disuguaglianze. Ministro, quando la sera torna a casa dai suoi figli, pensa mai ai figli dei 70 precari dell'Agenas che lei ha lasciato a casa senza stipendio dal 31 dicembre per il suo spoil system , per una sua idea politica, per un capriccio politico? Ripeto, 70 professionisti con più di dieci anni di servizio nell'agenzia che lei sta smantellando lasciati a casa. Sono stati rinnovati i contratti a 3.000 navigator , sono stati giustamente stabilizzati migliaia di dipendenti nell'ultimo anno nella pubblica amministrazione e non riconosce a 70 professionisti ciò che è loro dovuto? Visto che non si sono salvate migliaia di persone per mancanza di organizzazione, salvi almeno 70 famiglie dalla fame. Eppure non è un problema di copertura economica, perché nel bilancio provvisorio di Agenas sono previsti più di 350.000 euro per consulenze esterne, si stanno facendo nuove assunzioni e questo la Corte dei conti l'ha già segnalato. Eppure, il 13 marzo 2021 a una mia domanda ha risposto che il Ministero se ne stava occupando (qui ci sono i giornali, che parlano di epurazioni ed agevolazioni di amici denunciate dai sindacati di Agenas). Sì, qualche inesattezza, qualche bugia l'ha detta;