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Con regolamento del Ministro della salute, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e sentito il parere delle associazioni delle persone transessuali e transgender , da adottare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti, con oneri a carico del Servizio sanitario nazionale, i presìdi medici e i trattamenti farmacologici, nonché ogni ulteriore rimedio terapeutico utile nel percorso di adeguamento dei caratteri sessuali primari o secondari. 2. Il Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, al fine di assicurare la formazione e l’informazione in materia di identità di genere promuove, nei limiti delle risorse disponibili, programmi di sensibilizzazione e di formazione del personale sanitario, in particolare dei medici di base, nonché dei servizi sociali, anche attraverso l’integrazione dei programmi di studio dei corsi di laurea e di specializzazione nelle professioni sociosanitarie e psicologiche con contenuti concernenti la conoscenza della disforia di genere e l’intervento e il sostegno a favore delle persone transessuali e transgender . 3. Le aziende sanitarie locali possono valutare, anche su richiesta delle associazioni delle persone transessuali e transgender , le istituzioni di consultori pubblici, adeguatamente formati sulle tematiche della transessualità e della intersessuaità, per rispondere alle esigenze delle persone transessuali ed intersessuate, anche di minore età, nonché delle loro famiglie. Art. 12. (Modificazione dell’attribuzione di sesso del minore) 1. La modificazione dell’attribuzione di sesso della persona minore d’età è autorizzata dal giudice tutelare del luogo di residenza del minore. Il giudice autorizza, altresì, il trattamento per la modificazione dei caratteri sessuali primari e secondari mediante il ricorso a terapie ormonali e, laddove richiesto, la loro modificazione mediante il ricorso a trattamenti medico-chirurgici. 2. L’istanza al giudice tutelare è presentata dal genitore esercente la patria potestà o da un curatore speciale, allegando idonea documentazione medica, rilasciata da una struttura pubblica o privata, contenente una relazione psicodiagnostica, che attesti la presenza di una disforia di genere. 3. La volontà del minore che ha compiuto i quattordici anni di età è raccolta direttamente dal giudice, mentre quella del minore di quattordici anni di età può essere raccolta da un consulente tecnico d’ufficio. 4. Il provvedimento del giudice che autorizza la modificazione dell’attribuzione di sesso del minore prende luogo del decreto del prefetto di cui all’articolo 5 ed è presentato all’ufficiale di stato civile per le annotazioni di cui all’articolo 6. 5. Il provvedimento del giudice può essere presentato all’ufficiale di stato civile per le annotazioni di cui all’articolo 6, anche prima che il minore, a ciò autorizzato, si sottoponga a trattamenti medico-chirurgici per la modificazione dei caratteri sessuali. Art. 13. (Diritto all’autodeterminazione del sesso) 1. Chi alla nascita presenta condizioni congenite nelle quali lo sviluppo del sesso cromosomico, gonadico o anatomico è atipico non può essere sottoposto a trattamenti medico-chirurgici per l’assegnazione di caratteri sessuali di un solo sesso, tranne che vi siano pericolo di vita o esigenze di salute che escludano la possibilità di rinviare l’intervento. 2. Al momento della dichiarazione di nascita, disciplinata dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, i genitori attribuiscono al figlio il sesso da indicare nell’atto di nascita. 3. Le persone di cui al comma 1 possono domandare l’attribuzione di un sesso e di un nome diversi da quelli indicati nell’atto di nascita, sulla base delle procedure previste dalla presente legge, anche in seguito a intervenute modificazioni dei caratteri sessuali primari o secondari ad opera di terapie ormonali, di trattamenti di carattere estetico o di adeguamento dei caratteri sessuali medesimi mediante trattamenti medico-chirurgici, alle quali si siano autodeterminate. Art. 14. (Modifiche e abrogazioni) 1. All’articolo 85 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Non è punibile chi modifica, altera o camuffa il proprio aspetto esteriore durante il percorso medico, psicologico e legale al fine dell’attribuzione di un sesso diverso da quello indicato nell’atto di nascita». 2. La lettera g) del numero 2) del comma 1 dell’articolo 3 della legge 1º dicembre 1970, n. 898, è sostituita dalla seguente: « g) è ottenuta la modifica dell’attribuzione di sesso nell’atto di nascita.». 3. La legge 14 aprile 1982, n. 164, è abrogata. 4. L’articolo 31 del decreto legislativo 1º settembre 2011, n. 150, è abrogato.