[ddlpres]

1 Per «pesca» o «azione di pesca» o «esercizio di pesca» si intende ogni azione o comportamento direttamente finalizzato alla cattura di specie appartenenti alla fauna ittica, anche se la cattura non si è effettivamente concretizzata, e in particolare il porre in acqua una lenza da pesca, una rete o qualsiasi altro strumento idoneo alla cattura dei pesci. 2 Al pescatore sportivo e ricreativo è assolutamente vietato commercializzare la fauna ittica catturata. 3 Al pescatore sportivo in esercizio di pesca, per l'accesso ai corsi d'acqua e ai corpi idrici, a eccezione dei laghetti di pesca sportiva, è consentito il transito a piedi sui fondi privati senza l'autorizzazione del proprietario o dell'avente titolo, con le seguenti limitazioni: a è vietato il transito nei fondi chiusi da muri, reti metalliche, filo spinato o altra effettiva recinzione; il divieto non si applica in caso di apposizione di cartelli indicanti la proprietà in assenza di un'effettiva recinzione; b è vietato il transito su terreni in attualità di coltivazione; c è vietato il transito a distanza inferiore a 50 metri da case e manufatti abitati, nonché il transito attraverso le immediate pertinenze di essi; d il transito deve limitarsi al percorso effettivamente necessario per raggiungere il corso d'acqua o il corpo idrico e deve essere effettuato senza indugio e nel tempo minimo necessario. 3 (Licenze di pesca) 1 Per l'esercizio della pesca nelle acque interne è obbligatorio il possesso della licenza di pesca, rilasciata dalla regione o dalla provincia autonoma di residenza, con modalità e costi del tributo annuale di concessione da essa predisposti. La licenza di pesca ha validità su tutto il territorio nazionale. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano hanno facoltà di stabilire un'eventuale soprattassa con finalità specifiche. 2 Le licenze per l'abilitazione all'attività di pesca nelle acque interne si distinguono nei seguenti tipi: a tipo «A»: per l'esercizio della pesca professionale, riservata agli iscritti negli elenchi di cui alla legge 13 marzo 1958, n. 250, con gli attrezzi e secondo i tempi e i modi previsti dalla presente legge e dalle leggi e dai regolamenti vigenti; i possessori della licenza di tipo «A» possono comunque esercitare anche la pesca non professionale, alle condizioni previste per la licenza di tipo «B»; b tipo «B»: per l'esercizio della pesca non professionale, con l'uso della canna con o senza mulinello, con gli altri attrezzi e secondo i tempi e i modi previsti dalla presente legge e dalle leggi e dai regolamenti vigenti; c tipo «C»: riservata agli stranieri, per l'esercizio della pesca secondo quanto previsto per la licenza di tipo «B». 3 Non sono tenuti all'obbligo della licenza: a gli addetti agli impianti di piscicoltura e acquacoltura nell'esercizio dell'attività degli stessi impianti, nonché il personale di enti e associazioni autorizzati, a norma delle vigenti disposizioni, alla cattura di materiale ittico, a scopo scientifico o di ripopolamento, mediante l'uso di elettrostorditore; b gli addetti alla sorveglianza durante operazioni di recupero o salvaguardia della fauna delle acque interne, appositamente autorizzate; c i giovani fino al compimento del sedicesimo anno di età, purché accompagnati da altro pescatore maggiorenne in possesso di regolare licenza; d i cittadini italiani dopo il compimento del settantesimo anno di età; e coloro i quali esercitano la pesca nei laghetti di pesca sportiva situati in fondi privati. 4 Le licenze di tipo B e C non possono essere rilasciate o rinnovate, per il periodo di un anno, nei confronti di coloro a cui siano state elevate per tre volte sanzioni amministrative per violazioni di leggi e regolamenti in materia di pesca, anche se le violazioni siano state oblate. Il termine di un anno decorre dalla comunicazione del provvedimento al trasgressore. Nel caso in cui il contravventore risulti essere già in possesso di licenza di pesca, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano dispongono il ritiro della stessa e la sua sospensione per un anno, a decorrere dalla comunicazione del provvedimento di ritiro al trasgressore. 5 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano non possono altresì rilasciare o rinnovare la licenza di pesca, per il periodo di cinque anni, nei confronti di coloro che abbiano riportato condanne per le violazioni in materia di bracconaggio ittico in acque interne, anche se esse siano state oblate. Nel caso in cui il contravventore risulti essere già in possesso di licenza di pesca, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano dispongono il ritiro della stessa e la sua sospensione per cinque anni, a decorrere dalla comunicazione del provvedimento di ritiro al trasgressore. 4 (Competenze) 1 In armonia con i princìpi di cui all'articolo 1, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano emanano norme in materia di gestione delle acque e di pesca nelle acque interne, disciplinando l'esercizio delle attività, al fine di assicurare la conservazione e l'incremento della flora, della fauna ittica e dei relativi ambienti, nonché la valorizzazione dell'acquacoltura, per quanto riguarda, in particolare: a le attribuzioni delle amministrazioni locali e di altri enti; b i limiti di cattura delle specie ittiche, relativi a dimensioni, quantità e qualità; c i periodi di divieto dell'esercizio della pesca, per determinate specie, con indicazione dei tratti di corsi o specchi d'acqua interessati al divieto; d le fasce orarie di pesca, tenendo in considerazione particolari tipologie di pesca, e in particolare il Carpfishing ; e gli attrezzi, le tecniche e le modalità di pesca e le relative norme di comportamento nell'esercizio della pesca; f l'ammontare delle tasse di concessione relative ai diversi tipi di licenza di cui all'articolo 3; g l'affidamento della gestione e concessione delle acque a fini alieutici, ai sensi dell'articolo 10, e di compiti di sorveglianza, ripopolamento e promozione dell'attività di pesca ad associazioni di pescatori, di cui agli articoli 6 e 7; h le sanzioni penali e amministrative da applicare per la contravvenzione delle norme sulla pesca nelle acque interne e per il reato di bracconaggio ittico. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai fini del perseguimento degli obiettivi della presente legge, possono avvalersi della collaborazione degli istituti di ricerca nazionali e regionali, delle associazioni di pescatori sportivi iscritte nei relativi albi di cui agli 6 e 7 e delle associazioni naturalistiche e protezionistiche operanti sul territorio. 3 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alla classificazione delle acque interne, ai sensi dell'articolo 11, tenendo conto delle caratteristiche chimico-fisiche e biogenetiche delle medesime, e redigono, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le carte ittiche o di bacino, avvalendosi delle associazioni di cui agli articoli 6 e 7. 5 (Comitato tecnico nazionale per il turismo alieutico in acque interne e mare: «Tavolo Blu»)