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D'altronde la peculiarità delle procedure previste dall'articolo 132 della Costituzione è sottolineata anche dall'individuazione di una sorta di forza passiva rinforzata in relazione all'articolo 131 della Costituzione (tra gli altri, V. Crisafulli, Lezioni di diritto costituzionale , II, Padova, 1984, pagine 211 e seguenti; G. Zagrebelsky, Manuale di diritto costituzionale , I, Torino, 1990, pagina 115; M. Pedrazza Gorlero, op. cit. , pagine 191 e seguenti; A. Barbera, C. Fusaro, Corso di diritto pubblico , Bologna, 2004, pagina 91; nonché F. Sorrentino, Le fonti del diritto amministrativo , in G. Santaniello (diretto da), Trattato di diritto amministrativo , XXXV, Padova, 2004, pagina 62) che pone quindi problemi del tutto peculiari, che eccedono quelli attinenti all'ordinario procedimento di revisione costituzionale. Ebbene, tali peculiarità sembrano potersi ravvisare anche nel procedimento di distacco-aggregazione di province e comuni da una regione ad un'altra, possibile tramite l'adozione di una legge ordinaria (T.F. Giupponi, « Le popolazioni interessate » e i referendum per le variazioni territoriali, ex articoli 132 e 133 della Costituzione: territorio che vai, interesse che trovi (nota a Corte costituzionale, sentenza n. 334 del 2004 in Le Regioni, 3/2005, pagine 427 e 428). Per le ragioni dianzi esposte, il Comitato per il passaggio del comune di Lamon alla regione Trentino-Alto Adige ha denunciato l'inadempimento del Ministro dell'interno che, ritardando senza giustificato motivo la presentazione al Parlamento del disegno di legge per la modifica dei confini regionali, ha di fatto impedito che si rispettassero i termini previsti dalla procedura legislativa stabilita dall'articolo 132 secondo comma, della Costituzione, e dal titolo III della legge n. 352 del 1970. Lo stesso Comitato ha dichiarato di riservarsi di sollevare, in quanto legittimato per l'esistenza di una quota di potere garantita dalla Costituzione (ordinanza n. 17 del 3 marzo 1978), conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato avanti la Corte costituzionale nei confronti del Governo per «cattivo uso», per ragioni di procedura, del potere ad esso attribuito che ha causato una evidente menomazione per il potere ricorrente (sentenza n. 473 del 24 novembre 1992). A causa di tale comportamento inadempiente del Governo, si è resa necessaria la presentazione del presente disegno di legge, al fine di giungere all'approvazione in tempi ragionevoli di una normativa che sancisca la modifica dei confini delle regioni coinvolte, conformemente a quanto espresso dalla volontà popolare attraverso lo strumento referendario. Attraverso tale strumento di democrazia, previsto dall'articolo 132 della Costituzione, è stato infatti raggiunto un eccezionale risultato poiché con dati di partenza proibitivi, determinati da quasi un terzo degli elettori residenti all'estero in varie parti del mondo, la proposta di passaggio del comune di Lamon dalla regione Veneto alla regione Trentino-Alto Adige ha raccolto un consenso tale da superare ampiamente i severi parametri definiti dalla procedura referendaria ex articolo 132, secondo comma, della Costituzione e dalla legge n. 352 del 1970. Ha infatti votato il 62 per cento dei 4.151 aventi diritto, e di questi ben 1.301 sono residenti all'estero e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (pari a ben il 31,34 per cento); i «sì» sono stati 2.377 (quasi il 93 per cento dei voti), i «no» 155 (il 6 per cento), 10 le schede bianche e 16 le nulle. È inoltre opportuno sottolineare che più di 150 emigranti provenienti dalla Svizzera, dalla Germania, dall'Australia, dal Belgio e dalla Francia hanno deciso di venire a votare o hanno prolungato il loro soggiorno per poter votare, consci che si trattava di un'occasione importante e decisiva per il futuro del comune. Dal 1950, infatti, mai si era avuta una percentuale così alta di affluenza alle urne, segno che tutto l'altopiano del comune di Lamon e le sue frazioni hanno vissuto questo voto come un evento epocale per cambiare i trend negativi che dal dopoguerra caratterizzano la storia lamonese. Era prevedibile che la scelta dei lamonesi avrebbe sollevato, indipendentemente dall'esito della consultazione popolare, il problema del disagio che vivono le zone di montagna. Sono state seguite le forme costituzionalmente previste; il comune di Lamon è una realtà che soddisfa i requisiti previsti dalla legge (contiguità geografica, stessa struttura economica e sociale, vicinanza storico-culturale); è stato superato il difficile doppio quorum del referendum : questo è ciò che davvero conta. Alcuni sono preoccupati di creare un precedente, applicando peraltro la Costituzione e la legge italiana (paradosso grottesco: le istituzioni della Repubblica italiana temono di applicare la Costituzione e la legge italiana); altri non vogliono mettere in difficoltà certe formazioni politiche, leggendo erroneamente l'esito del referendum come un atto di sfiducia contro un determinato schieramento politico, mentre si è trattato di un pronunciamento popolare al di là di qualunque appartenenza politica. I cittadini di Lamon, tramite questo disegno di legge di iniziativa parlamentare, confidano nel buon esito in Parlamento della richiesta «plebiscitaria» di passaggio del comune di Lamon dalla regione Veneto alla regione Trentino-Alto Adige, per non rischiare che la felicità che dal 31 ottobre 2005 si respira per le strade di Lamon si trasformi in sfiducia verso le istituzioni, inadempienti rispetto ai propri doveri costituzionali. Tutti i cittadini italiani ambiscono in generale a quella che, riferita nello specifico al presente disegno di legge, è la speranza dei lamonesi, ovvero che la volontà popolare prevalga sui calcoli di opportunità politica, soprattutto in presenza di una disposizione costituzionale in tale senso. Oltre alle ragioni di carattere costituzionale, che motivano la presentazione di questo disegno di legge, è opportuno completare la presente relazione anche con le motivazioni di carattere geografico, storico-culturale e socio-economico, contenute nel documento di sintesi predisposto dal Comitato di Lamon, che viene integralmente riportato qui di seguito. «Si potrebbe scegliere di credere che la voglia trentina di Lamon sia opportunisticamente fondata solo sui benefici “sonanti” garantiti dall'autonomia della provincia di Trento, decidendo di ignorare la collocazione geografica che inserisce naturalmente il paese in un'area-sistema comprendente il Tesino (TN), il Vanoi (TN) e il Primiero (TN), comprensori trentini da tempo ormai impegnati in progetti comuni di sviluppo e tenacemente interessati ad un coinvolgimento del comune di Lamon, mai concretizzato per l'impossibilità della parte lamonese.