[sommcomm]

il decreto ministeriale 27 luglio 2017, con il quale sono stabiliti i criteri e le modalità per l'erogazione, l'anticipazione e la liquidazione dei contributi allo spettacolo dal vivo a valere sul Fondo unico per lo spettacolo, prefigura l'ipotesi di circo senza animali e richiede espressamente, a pena di inammissibilità, che la domanda di contributo presentata dalle imprese di produzione di circo e di circo contemporaneo sia corredata dalla dichiarazione di non aver riportato condanne definitive per i delitti in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali; la legge 22 novembre 2017, n. 175, "Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia", all'articolo 2, comma 4, lettera h prevede la revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti, specificamente finalizzata al graduale superamento dell'utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse; valutato infine che: i citati criteri di erogazione dei contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo posti a tutela degli animali, di cui all'articolo 30 del decreto ministeriale 27 luglio 2017, costituiscono uno strumento positivo che occorre tuttavia integrare valorizzando maggiormente le ipotesi di dismissione dell'utilizzo degli animali; autorevoli soggetti auditi dalla 7ª Commissione hanno sottolineato le ragioni che sottostanno alla generale crisi del settore circense e a una crescente precarietà, vieppiù aggravata dalle accuse di maltrattamento agli animali mosse da aree sempre più vaste dell'opinione pubblica; riepilogate sinteticamente le posizioni espresse dai soggetti auditi, quali: l'Ente nazionale circhi, il quale dopo aver ribadito il ruolo e l'importanza culturale, artistica e imprenditoriale dello spettacolo circense, e richiamata l'attenzione su una serie di problematiche generali, da tempo inerenti le attività circensi, si è dichiarato a favore di una rigorosa regolamentazione della presenza degli animali nei circhi non condizionata da una ideologizzata eliminazione della loro presenza. Sul tema dell'utilizzo degli animali l'Ente ha informato la Commissione di aver già spontaneamente prodotto un regolamento per l'educazione e l'esibizione degli animali nei circhi finalizzato a dare uno strumento utile per certificare gli standard relativi al benessere degli animali nell'impiego degli stessi; allo stesso tempo ha rammentato che il processo spontaneo di graduale riduzione e razionalizzazione della presenza degli animali nei circhi è già in atto; la LAV Onlus, la quale ha affermato con chiarezza la sua posizione ormai consolidata da anni: vietare l'utilizzo degli animali nei circhi e favorire invece la riconversione degli spettacoli e il sostegno alle attività artistiche umane. A supporto di tale posizione si è più volte richiamato l'orientamento normativo in tal senso di molti Paesi, anche membri UE e la linea politica del precedente Governo che anche con riferimento al disegno di legge "Deleghe al Governo per il riordino della disciplina in materia di spettacolo e per la modifica del codice dei beni culturali e del paesaggio"esprimeva la volontà del superamento dell'utilizzo degli animali nelle attività circensi; volontà confermata, da ultimo, anche dall'attuale Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. Ai fini dunque del superamento dell'utilizzo degli animali nei circhi e nell'ottica di una ridefinizione dei criteri e parametri per l'attribuzione dei fondi del FUS, la LAV Onlus ha chiesto che non sia più finanziato l'utilizzo degli stessi ma anzi si sostenga la riconversione dei numeri e delle attività circensi, con l'auspicio che tale riconversione avvenga al più presto anche in conseguenza della crisi economica, finanziaria, occupazionale e di pubblico del settore circense che rende necessario un rinnovamento orientato verso forme di circo contemporaneo che non prevedano appunto l'utilizzo di animali; la Federazione nazionale ordini veterinari italiani (FNOVI), la quale ha ribadito, come già nell'audizione svolta nel 2017, che è necessario garantire la salute e il benessere degli animali, nonché la salute pubblica, e ha sottolineato di volere adottare in tal senso un approccio scientifico mettendo a disposizione le conoscenze scientifiche acquisite in materia di rapporto uomo - animale tipico delle attività circensi tradizionali che oltre ad essere anacronistiche propongono una visione distorta del suddetto rapporto, senza tenere in considerazione il rispetto delle esigenze etologiche degli animali. La FNOVI ha richiamato inoltre l'attenzione su tutti quei fattori "stressogeni" tipici degli spettacoli circensi che influiscono notevolmente sul benessere animale e si dichiara dunque contraria alla detenzione degli animali per scopi ludici dell'uomo; esaminati i contributi scritti pervenuti da altri soggetti non auditi direttamente in 7 a Commissione, quali: la Federazione europea detentori animali esotici (FEDEA), la quale si è dichiarata a favore del mantenimento dell'utilizzo degli animali nei circhi attraverso una corretta regolamentazione e dando agli operatori del settore la possibilità di gestire i Centri di recupero degli animali dismessi e/o anziani. In linea generale FEDEA ha chiesto una regolamentazione del settore circense attraverso una collaborazione costruttiva con gli imprenditori del settore; Club amici del circo, che si è espresso a favore di unpercorso di crescita e progresso in materia di animali nei circhi basato su criteri scientifici e oggettivi e finalizzato "a regolamentare senza vietare individuando i modi adeguati per lavorare con gli animali in funzione del loro benessere, rifiutando il pregiudizio "addestramento=maltrattamento"; il signor Armando Alò, membro di CADEC e socio FEDEA, ha espresso la sua totale contrarietà alla dismissione degli animali nei circhi per l'impatto negativo che tale dismissione avrebbe sul settore; il Sindacato italiano veterinari liberi professionisti (SIVELP), che ha posto l'attenzione sulla necessità di valutare il benessere degli animali presenti nei circhi sulla base di parametri metabolici e sull'osservazione oggettiva e in tempi giusti. Tale valutazione dev'essere libera da condizionamenti ideologici e convinzioni personali e tenere conto del legame affettivo che viene a crearsi tra uomo e animale nonché delle conseguenze, in termini di benessere fisico e psicologico, generate dalla separazione; SIVELP ha rilevato anche che da più di dieci anni i veterinari ufficiali del Servizio Sanitario nazionale effettuano regolarmente controlli sulle condizioni di detenzione, e quindi di benessere, degli animali nei circhi e ha affermato - senza che sia disponibile al momento documentazione al riguardo - che la maggioranza di tali controlli non evidenzia irregolarità; ritenuto dunque che occorrano interventi espressamente mirati alla promozione di uno spettacolo che, pur nel rispetto della tradizione, sappia contaminare le diverse arti, adeguandosi ai tempi e recepire quei valori che costituiscono ormai uno standard di civiltà, tra cui, in primis , il diritto alla libertà per gli animali, siano essi nati in cattività o prelevati in natura; ricordato che il circo senza animali è già diffuso e gode da tempo di grande prestigio: basti pensare al tanto conosciuto quanto celebrato Cirque du soleil ; impegna il Governo: