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Abbiamo messo a punto una proposta normativa senza oneri per la finanza pubblica, intesa a rabberciare, per quanto possibile, dopo lo stravolgimento dei punteggi ad opera del solito Ministro, le nuove graduatorie provinciali per il conferimento delle supplenze, attualmente aggravate, per i tempi impossibili imposti dal Ministero, da una quantità di errori, materiali e non, che ne compromettono la solidità giuridica. Poiché tali graduatorie serviranno anche per il reclutamento a tempo indeterminato, è opportuno, onde evitare complessi ed estenuanti contenziosi, renderle quanto più aderenti alle situazioni giuridiche soggettive, in ossequio al dettato costituzionale sul necessario buon andamento della pubblica amministrazione. Dopo la sospensione del concorso straordinario per i docenti, che nell'attuale situazione non avrebbe mai dovuto prendere il via, e ora pure gravato da dubbi su possibili irregolarità che ci siamo premurati di segnalare alla Procura della Repubblica, non ci sono i tempi per altre prove concorsuali. Le assunzioni per titoli e servizi diventano, cioè, un percorso obbligato anche per l'anno prossimo, sempre che non si intenda iniziare senza insegnanti pure nell'anno 2021-2022. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Parrini. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, gentili colleghi, la prima cosa di cui, a mio parere, si dovrebbe parlare quando si discute della pandemia che da così tanto tempo occupa le nostre discussioni dovrebbe essere l'enorme sofferenza che sta producendo nel nostro Paese e in tutto il mondo. A oggi abbiamo in Italia 28.000 ricoverati nei reparti Covid, 3.000 persone in terapia intensiva in condizioni di salute molto precarie e 600.000 positivi (560.000 dei quali in isolamento domiciliare). I connazionali morti sono 42.000. Nel mondo i contagiati sono 51 milioni, mentre le persone morte quasi 2 milioni. Questo dramma, per l'arco temporale che sta riguardando e per la diffusione sostanzialmente mondiale che sta avendo, è probabilmente tra i più gravi che il nostro Paese, l'Europa e il mondo stanno vivendo dalla fine dell'ultima guerra mondiale. Dobbiamo averne coscienza, perché un dramma di questo genere esige soprattutto serietà: la esige da tutti e soprattutto da chi rappresenta il popolo nelle istituzioni. E la serietà è fatta anche di rinuncia alle polemiche inutili e agli attacchi gratuiti. Abbiamo 164 contagi ogni 10.000 abitanti; il Regno Unito ne ha 188, la Francia 274, la Spagna 311, il Portogallo 180, l'Austria 188 e la Svizzera 281: sono tutti Paesi che hanno una situazione peggiore della nostra. Gran parte di questi si sono meritatamente costruiti nel corso di decenni la fama di Stati con una grande efficienza amministrativa, con popolazioni molto disciplinate e con una grande capacità di affrontare adeguatamente le emergenze. Eppure, dal punto di vista del parametro chiave dei contagiati ogni 10.000 abitanti e anche da altri punti di vista, si trovano in una situazione peggiore della nostra. I dati che mi fanno più impressione da questo punto di vista sono quelli di Paesi del Nord Europa, come il Belgio, l'Olanda, la Svizzera e l'Austria. E dovremmo avere consapevolezza quando discutiamo di tale argomento, anche per misurare i toni, perché qualche volta sarebbe meglio una dichiarazione sottotono rispetto a una sopra le righe, e sarebbe meglio la riservatezza della loquacità e dell'ampollosità. Poco fa ho letto che in Germania, che dal punto di vista del numero di contagiati ogni 10.000 abitanti sta invece in una situazione migliore di quella dell'Italia (ne ha meno della metà), ci sono 300.000 scolari e 30.000 insegnanti in quarantena. Questa informazione mi ha colpito particolarmente, perché l'ho collocata sullo sfondo di alcune cose che ho sentito nel dibattito di quest'oggi, che mi sono apparse un po' ridicole a fronte di un dato come questo. Si dice che il Governo e la maggioranza non abbiano un piano. Credo che si possa e si debba dire in Parlamento che non si condivide il piano della maggioranza e del Governo, ma non che non ci sia un piano. Noi fin dall'inizio abbiamo adottato un criterio ispirato alla massima prudenza nella gestione dell'emergenza. E abbiamo detto che si sarebbero dovute adottare tutte le restrizioni necessarie. Contemporaneamente abbiamo cercato di stanziare le somme necessarie per alleviare la sofferenza economica delle persone e delle aziende colpite dall'emergenza, e abbiamo fatto questo a più riprese. Il Parlamento sta discutendo nelle Commissioni del decreto ristori; arriverà il decreto ristori bis ; sono state date dal senatore Croatti anche alcune notizie sul fatto che per fortuna - deve essere un motivo non di vanto, ma di soddisfazione comune - i pagamenti sono stati molto celeri, in linea con le promesse che il Governo aveva fatto e con gli impegni che aveva preso all'atto dell'approvazione in Consiglio dei ministri del provvedimento e della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale . Credo che la prudenza sia necessaria. Soprattutto, abbiamo deciso di prendere sempre in grande considerazione quello che ci diceva il comitato tecnico-scientifico. Non so se le cose che leggo nelle ultime ore sulle agenzie relativamente alla Sardegna siano vere o no, ma non mi pare uno stile di governo adeguato quello che ignora ciò che il comitato tecnico-scientifico della propria Regione dice essere estremamente necessario. E non mi pare poi molto saggio decidere di fare esattamente l'opposto. Le notizie che vengono dalla Sardegna sono davvero preoccupanti. Mi auguro che le persone interessate abbiano elementi per dire che non si sono comportate in un certo modo e che le notizie non hanno fondamento. Se avessero fondamento, sarebbero notizie molto gravi di cui il presidente Solinas sarebbe chiamato a rispondere in maniera estremamente seria. Penso che sarebbe giusto abbandonare la polemica, davvero poco sensata dal mio punto di vista, sull'estate sprecata. Non mi pare una polemica che possa portarci molto lontano, soprattutto perché la situazione è ovunque quella che vi ho detto. Nel corso di questa estate abbiamo cercato di fare tutto il possibile per migliorare la nostra capacità di resistere alla pandemia sotto diversi punti di vista. Forse non è sufficiente quello che è stato fatto, ma non è stata un'estate sprecata, di passività, di indifferenza, di disattenzione. Non è disattenzione incrementare gli organici nella sanità di 36.000 unità. Non è disattenzione stanziare centinaia di milioni che hanno permesso di avere cantieri in 12.000 scuole e 40.000 nuove aule alla partenza dell'anno scolastico. Non è disattenzione aver raddoppiato i posti di terapia intensiva nel nostro Paese. Pensate oggi in che situazione saremmo se il raddoppio dei posti in terapia intensiva nei mesi scorsi non fosse avvenuto. Credo che non sia stata un'estate sprecata quella in cui ci si è messi in grado sostanzialmente di decuplicare la capacità di screening : eravamo un Paese in cui si si elaboravano 26.000 tamponi al giorno nel mese di marzo, mentre oggi siamo in grado di effettuarne 230.000. Non dico che non c'è più niente da fare e che va bene così; anzi, tutti siamo pieni di limiti e siamo insufficienti rispetto ai doveri del momento.