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pertanto, vista la crescente richiesta di accesso ai licei economico-sociali, indirizzi di studio perfettamente rispondenti alle finalità formative perseguite ai sensi dell'art. 2 richiamato, in grado di fornire alle nuove generazioni gli strumenti necessari per l'esercizio delle nuove professioni e la comprensione dei fenomeni della società contemporanea, in una prospettiva europea e globale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, per quanto di sua competenza, ritenga opportuno adeguare alle nuove esigenze di formazione della società moderna il sistema dei licei, di cui all'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, sostenendo il riconoscimento dell'autonomia ordinamentale dei licei economico-sociali. Atto n. 4-01252 CROATTI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio per il 2019), all'art. 1, comma 686, ha escluso gli ambulanti dagli ambiti applicativi della cosiddetta direttiva Bolkestein (decreto legislativo n. 59 del 2010, recante "Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno"); in tal modo sono state salvaguardate tutte le concessioni degli ambulanti attualmente titolari di posteggio nei mercati, nelle fiere e nei posteggi isolati di tutta l'Italia; considerato che, per quanto risulta all'interrogante: il Comune di Bologna aveva espletato le procedure dei bandi o selezioni in attuazione dell'Intesa Stato-Regioni del 5 luglio 2012, ai sensi dell'art. 70, comma 5, del decreto legislativo n. 59 del 2010; in particolare, il Comune di Bologna, nonostante le proroghe delle "concessioni in essere" stabilite dalla legge n. 19 del 2017 fino al 31 dicembre 2018, e dalla legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio per il 2018) fino al 31 dicembre 2020, aveva espletato le procedure dei bandi o selezioni in attuazione dei criteri sanciti dalla suddetta Intesa Stato-Regioni, in contrasto persino con il parere dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AS1429 del 12 giugno 2017); a seguito della pubblicazione delle graduatorie definitive dei mercati e delle fiere, con determine dirigenziali del 19 dicembre 2017 e del 23 aprile 2018, risulterebbero esclusi circa 200 operatori titolari di concessioni di posteggio; in questi giorni il Comune di Bologna, incurante della citata legge n. 145 del 2018, sta procedendo al rilascio delle concessioni agli operatori inclusi nelle graduatorie, sulla base norme e intese non più applicabili agli ambulanti; il rilascio delle concessioni ai soli operatori inseriti nelle graduatorie procurerebbe una perdita della concessione, ovvero del posteggio, e dunque del posto di lavoro, ai circa 200 operatori esclusi dall'assegnazione dei bandi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; quali iniziative di competenza intenda intraprendere, anche attivandosi nei confronti del Comune di Bologna affinché sia garantito il rispetto della legge n. 145 del 2018 e dunque sia inibito il rilascio delle concessioni sulla base di norme non più vigenti per gli ambulanti, nonché salvaguardati i diritti dei circa 200 operatori che altrimenti perderebbero ogni diritto ad esercitare nei posteggi di cui sono tuttora titolari nelle fiere e nei mercati della città di Bologna; quali iniziative, inoltre, intenda assumere per sollecitare anche tutti gli altri Comuni dell'Emilia-Romagna, che a loro volta avevano espletato i bandi e leso i diritti di altri circa 100 operatori ambulanti, i quali a seguito di ciò avrebbero perso le loro concessioni e i loro posteggi rispettivamente nei Comuni di Rimini, Riccione, Cervia, Imola, Barricella, Granarolo dell'Emilia-Romagna, Budrio, Castenaso, Malabergo, Minerbio e Morciano. Atto n. 4-01253 CROATTI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: con decreto n. 323 del 28 novembre 2017 del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è stata verificata la compatibilità ambientale del progetto "Bianca & Luisella", promosso dalla ENI SpA, per l'installazione di una piattaforma adibita alla produzione di gas, la perforazione e la messa in produzione di 8 nuovi pozzi e l'installazione di 3 condotte sottomarine per il trasporto del gas dalla piattaforma Bianca-Luisella all'esistente piattaforma Brenda, da realizzare nell'area di coltivazione di idrocarburi A.C12.AG sita nel mare Adriatico centro-settentrionale; la concessione di coltivazione di idrocarburi A.C12.AG, vigente dal 1979 e con scadenza trentennale, è stata prorogata nel 2009 per anni 10 portando la scadenza del titolo al 2019, momento in cui devono essere realizzate le operazioni finali di ripristino ambientale; considerato che, a parere dell'interrogante: il progetto di sviluppo "Bianca & Luisella" prevede lo sfruttamento delle riserve per un ulteriore periodo di 11 anni, e si prorogherebbe ulteriormente la scadenza del titolo, variando gli originari termini della concessione e autorizzando di fatto un nuovo titolo minerario, senza che siano eseguite le procedure necessarie per il rilascio di una nuova concessione; l'area della concessione di coltivazione interessa la fascia di tutela delle 12 miglia marine in violazione dell'art. 6, comma 17, del decreto legislativo n. 152 del 2006. Più in particolare, è necessario interpretare la norma richiamata nella parte in cui dispone che "i titoli abilitativi già rilasciati sono fatti salvi per la durata di vita utile del giacimento", per comprendere se il complesso intervento voluto dalla ENI rientri, o meno, nella disposizione transitoria contenuta nell'articolo. Ebbene, l'interpretazione della disposizione nell'attuale formulazione induce a ritenere (similmente a quanto aveva fatto il Consiglio di Stato in sede consultiva, Sez. II, con il proprio parere n. 282 del 20 gennaio 2012 sull'affare n. 123/2011) che non ricadano nel divieto quelle sole attività che non comportino una modifica sostanziale del titolo abilitativo. Invece, se al titolare di una concessione di coltivazione nell'area di divieto è data la possibilità di modificare il programma dei lavori per aprire un nuovo pozzo, si finisce di fatto per autorizzare una nuova attività e, quindi, per approvare implicitamente un nuovo titolo minerario, pur sotto le mentite spoglie di una modifica del precedente.