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In primo luogo, in tale relazione si evidenzia come il negoziato sulla proposta si trova ancora nella fase di prima lettura in sede di Consiglio e che non è stata ancora definita in modo preciso una posizione governativa ufficiale sul testo, che peraltro potrebbe subire modifiche nel corso dell'esame. In secondo luogo, si sottolinea come gli obblighi posti dalla direttiva in capo ai soggetti critici sono riferiti: alle misure di protezione e resilienza, consistenti nell'effettuare una valutazione del rischio soggettiva, basata su quella eseguita a livello nazionale e su altre fonti di informazione pertinenti (articolo 10); alla predisposizione di un piano per la resilienza, che deve includere misure tecniche ed organizzative in relazione alle quali la direttiva fornisce alcune indicazioni di dettaglio (articolo 11); alla notifica degli incidenti, includendo tutte le informazioni disponibili necessarie per consentire all'autorità competente di comprendere la natura, la causa e le possibili conseguenze dell'incidente, compresa la determinazione di un suo eventuale impatto (articolo 13). La relazione integrativa del Governo si sofferma in particolare sull'articolo 11, riguardante le misure di resilienza dei soggetti critici. Questi dovranno porre in essere misure tecniche ed organizzative adeguate e proporzionate per garantire la propria resilienza tra le quali, in particolare, misure di gestione dei rischi e delle crisi, pratiche di allerta, misure di continuità operativa, gestione della sicurezza del personale, controllo degli accessi, in particolare di quelli ad aree specifiche, agli impianti ed infrastrutture sensibili, e gestione delle informazioni (comma 1). La proposta richiede un impegno anche in relazione alla riduzione del rischio di catastrofi e di adattamento ai cambiamenti climatici (lettera a) del comma 1). Al riguardo si rileva, inoltre, che gli obblighi previsti dalla direttiva prevedono un approccio basato sull'analisi del rischio, ciò che implica che le misure di resilienza siano proporzionali ai potenziali impatti che gli eventi avversi possono avere sull'utenza e, più in generale, sulla popolazione, sulle attività economiche e sociali e sull'ambiente. Con riferimento a tali misure quindi, la quantificazione degli oneri dipende da una serie di fattori, tra i quali la complessità dei soggetti critici e la loro organizzazione e localizzazione territoriale, gli altri adempimenti già imposti dalle leggi di settore, le linee guida che saranno emanate a livello europeo e le indicazioni che proverranno dal contesto nazionale dalle Autorità di settore. In particolare, sarà necessario formulare i giudizi di equivalenza tra le misure richieste dalla direttiva e le normative settoriali già in vigore e stimare l'eventuale effetto aggiuntivo/integrativo sui programmi di sicurezza e resilienza già adottati dalle aziende sulla base degli altri vincoli di compliance esistenti. Nella relazione si afferma inoltre che occorrerà individuare anche quali saranno gli asset di cui i soggetti critici dovranno garantire la protezione fisica, poiché le misure a tal fine previste dalla formulazione attuale della direttiva (lettera b) del comma 1) si atteggeranno con differenti livelli di difficoltà a seconda che si abbia a che fare, ad esempio nel settore dell'energia, con gli impianti di produzione e i siti di stoccaggio oppure con le reti di trasmissione e le pipeline . Allo stesso modo, il tema dell'individuazione di catene di approvvigionamento alternative (lettera d) sarà di concreta attuazione solo in alcuni casi e, comunque, dovrà essere tradotto sul piano nazionale in formule meno astratte, ad esempio tramite la formulazione di linee guida. La relazione del Governo conclude affermando come non sia possibile quindi, allo stato, quantificare puntualmente i costi di investimento e di esercizio che si renderanno necessari in sede di attuazione della direttiva. Da questo punto di vista, pertanto, si prende atto delle precisazioni e integrazioni formulate, che lasciano comunque prevedere, con una ragionevole probabilità, che l'adozione definitiva della proposta comporterà oneri a carico della finanza pubblica e a carico delle aziende private direttamente interessate dalle disposizioni della direttiva. L'impatto finanziario della proposta potrà essere definitivamente valutato solo all'esito del negoziato. La Relatrice aggiunge, quindi, che la proposta è stata esaminata da 19 Parlamenti o Camere nazionali e solo le due Camere della repubblica ceca hanno sollevato perplessità sull'incremento delle entità giuridiche che saranno oggetto di regolamentazione, essendo peraltro variabile la loro significatività ai fini della disciplina di tutela posta dalla normativa proposta. Riguardo alla valutazione sul rispetto del principio di sussidiarietà, si può concludere affermando che l'obiettivo perseguito dalla proposta in esame non è realizzabile in misura sufficiente con l'azione dei soli Stati membri, in quanto un'azione europea è giustificata dalla natura comune dei rischi cui sono esposti i soggetti critici, dal carattere transnazionale dei servizi che forniscono e dalle interdipendenze e connessioni, intersettoriali e transfrontaliere, fra di essi. Rispetto alla situazione attuale, il valore aggiunto dell'iniziativa riguarda l'introduzione di un quadro generale che fissa un maggiore allineamento fra le politiche degli Stati membri (ambito d'applicazione settoriale coerente; criteri per designare i soggetti critici ; prescrizioni comuni in termini di valutazione dei rischi) , la previsione di obblighi di adozione di misure di resilienza adeguate da parte dei soggetti critici, la riduzione delle difformità tra le legislazioni degli Stati membri. La Relatrice ritiene, quindi, che la proposta di direttiva in esame, che ha l'obiettivo di aumentare la resilienza dei soggetti critici rispetto a una serie di rischi, sia conforme ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Previa verifica, da parte del PRESIDENTE , della presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione conviene. IN SEDE CONSULTIVA (2201) d-L 42/2021 - Misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare DDL 2201 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 42, recante misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare (Parere alla 2 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Il relatore CORBETTA ( M5S ), relatore, ricorda che il disegno di legge in esame reca la conversione in legge del decreto-legge n. 42, sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare, già approvato dalla Camera dei deputati e ivi integrato con gli articoli 1- bis e 1- ter .