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Non ci dobbiamo dimenticare, infatti, che nostro compito è ascoltare, ricevere le indicazioni dai territori, leggerle alla luce dei nostri orientamenti politici e tradurre quelle istanze in provvedimenti. A conclusione di questo mio discorso voglio sottolineare che ci troviamo di fronte una cornice costituzionale - non attacco il provvedimento oggi all'esame, ma la cornice costituzionale - assolutamente priva di una trama. Le riforme devono essere realizzate sulla base di una trama, rispettando lo stile e l'impostazione della nostra Carta costituzionale. Rivendico fieramente di aver contrastato la riforma Renzi perché, pur riconoscendole la presenza di un impianto, l'articolo 70 era illeggibile e già solo per quell'articolo non andava accolta. Da un eccesso, una riforma con un'anima, ma con un cuore avvelenato, si è passati ad un altro eccesso: una riforma semplice, di facile lettura, ma senza anima. Noi abbiamo la responsabilità di decidere dove mandare questo Paese e lo dobbiamo decidere adesso perché, malgrado le nostre piccole e brevi vite, noi prendiamo decisioni che influenzeranno la sorte dei nostri figli, dei nostri nipoti e delle generazioni future che faranno parte dell'Italia, questo bellissimo Paese che io amo. (Applausi). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica. La Presidenza dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità all'oggetto del disegno di legge costituzionale in esame, gli emendamenti 1.100 (limitatamente al capoverso «Art. 1», comma 1, lettere da c) a s) ), 1.102 (limitatamente al capoverso «Art. 1», comma 1, lettera c) ), nonché, limitatamente al comma 2, gli emendamenti 1.118, 1.119, 1.120, 1.121, 1.122, 1.123, 1.124, 1.125, 1.126, 1.127, 1.128, 1.129, 1.130, 1.131 e 1.132. Sono altresì dichiarati improponibili, ai sensi della medesima disposizione, gli emendamenti 1.138, 1.139, 1.0.100, 1.0.101 e Tit.101. Onorevoli colleghi, poiché il disegno di legge in esame si compone del solo articolo 1, l'eventuale approvazione di uno degli emendamenti interamente sostitutivi presentati precluderebbe tutti i restanti emendamenti e la votazione finale non avrebbe luogo. Pertanto le dichiarazioni di voto finali saranno anticipate. Rimangono in piedi quindi, oltre agli emendamenti solo parzialmente preclusi, quelli del senatore Malan e del relatore, che invito a illustrare. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, so bene che le inammissibilità sono insindacabili e, pertanto, accetto - non posso che accettare - e neppure commento le pronunce della Presidenza, ma voglio spiegare perché ho presentato gli emendamenti. Io ritengo che una riforma costituzionale non possa essere fatta un pezzettino per volta e in particolare non possa essere fatta in modo disarmonico. Ad esempio ho presentato un emendamento, cui ha accennato il senatore Caliendo, in cui ho menzionato l'altra età importante richiamata nella Costituzione. Ho menzionato infatti anche l'età del Presidente della Repubblica. Non si può procedere un pezzo alla volta: lì sì che c'è il principio di contraddizione. Non possiamo fare esclusioni, poi naturalmente l'Assemblea è sovrana e potrà votare contro i relativi emendamenti. Ecco perché ho presentato degli emendamenti, che toccano l'età per l'appartenenza sia alla Camera dei deputati che al Senato, sia per essere eletti Presidente della Repubblica. È assurdo toccare un'età e non tenere conto delle altre, ma quelle le discutiamo un'altra volta! In questo caso si vanno a chiedere i voti sul referendum , non con riferimento al quesito specifico, ma dicendo che poi faremo altre cose, non sappiamo bene come, non sappiamo quando e se, ma intanto esortiamo a votare questa robaccia che abbiamo fatto adesso, perché poi approveremo chissà quale bellezza. Pensiamo a un ristoratore che si comporta allo stesso modo, nel senso che dice intanto di beccarsi questa robaccia e poi il dessert sarà una roba fantastica. Il dessert allora lo scelgo io, non lo scegliete voi. Ho presentato anche un emendamento per una riforma complessiva della Costituzione, perché il provvedimento in esame è un pezzetto che, però, rende il Senato simile alla Camera dei deputati e dunque si va verso il monocameralismo. In contemporanea abbiamo la riduzione del numero dei parlamentari, se dovesse vincere il sì. A tal proposito, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - ha tempo di fare propaganda referendaria, non rispondendo alle interrogazioni che lo riguardano - ha detto che dobbiamo andare avanti su questa strada e fare la riduzione. E, dunque, è sicurissimo che gli italiani voteranno a favore. Si dovrebbe rispettare il voto degli italiani: prima gli italiani votano e poi si dice come hanno votato, specialmente quando si rivestono cariche istituzionali. In secondo luogo, qui si va a ridurre il potere dei cittadini, allargando la platea di chi vota e riducendo il numero degli eletti. Come ho detto, senza andare a vedere il 1963, in confronto al 2018 alle prossime elezioni si passerà da 6,7 senatori ogni milione di elettori a 3,9. I diciottenni, però, possono anche andare a far finta di votare: certo, possono far finta di votare, per avere però meno potere. Se allora diamo meno potere nelle elezioni dei senatori, aumentiamo il potere ed eleggiamo direttamente il Presidente della Repubblica. Le due cose sono collegate - a mio parere - anche se qualcuno può non essere d'accordo, ma i relativi emendamenti sono stati ritenuti inammissibili, perché la Presidenza ha ritenuto che bisogna restare nell'ambito ristrettissimo della riforma. Dunque, sono contrario a questa riforma e peraltro vorrei anche avere la libertà di votare contro e non a favore, perché c'è un emendamento interamente sostitutivo e di conseguenza ci si troverebbe costretti a votare anche le leggi più infami, purché siano frutto di un emendamento che le renda un pochino meno infami rispetto ad un testo ancora più infame. Vorrei avere questa libertà! (Applausi) . Già è abbastanza ridotta la possibilità di votare per la frequente posizione della questione di fiducia e ora, in pratica, abbiamo anche la fiducia sulla Costituzione. Ritiro dunque l'emendamento 1.100: essendo privato di quell'insieme di misure che ne fanno una riforma costituzionale e presidenziale - per intenderci quella relativa al sistema americano - non ha più senso intervenire su quei due aspetti. Quanto agli altri emendamenti, vedremo dopo che ci sarà il pre-voto finale, ovvero il voto di semifinale, perché quello che verrà trattato come un voto finale, in realtà, se quell'emendamento fosse bocciato, non sarebbe più il voto finale, per cui dovremmo fare un secondo voto finale. È una procedura indiscutibile, ma che non riesco a capire, sicuramente per un mio limite. (Applausi) .