[ddlpres]

L'IVASS può richiedere all'impresa, laddove ne ravvisi l'opportunità nell'esercizio delle funzioni di vigilanza, l'integrazione del piano o aggiornamenti in merito allo stato di avanzamento e di progressione delle attività dirette alla realizzazione. Si chiarisce che, laddove l'impresa non sia in grado di dare completa attuazione al piano nel termine rappresentato dalla fine del periodo transitorio, ne dia tempestiva informazione all'IVASS, al più tardi nei novanta giorni precedenti la scadenza del termine in argomento, presentando un'istanza motivata tesa alla concessione da parte dell'Istituto di una proroga. L'Istituto potrà adottare le misure ritenute opportune per la tutela degli interessi degli assicurati e degli aventi diritto a prestazioni assicurative, anche consultando l'autorità di vigilanza competente dello Stato di origine, ivi inclusa l'eventuale concessione della proroga del termine sopra citato. L'estensione del periodo originariamente concesso per l'esecuzione del piano è tesa a consentire, a fini di tutela del consumatore, la completa attuazione degli impegni assunti dall'impresa e l'assolvimento delle obbligazioni contrattuali scaturenti dal contratto in essere alla data in cui interviene il recesso del Regno Unito dall'Unione europea. In ragione delle caratteristiche di struttura, articolazione e durata pluriennale dei contratti e delle coperture potrà infatti essere ravvisata l'esigenza, ai fini della completa attuazione di tali obbligazioni, di un lasso temporale più esteso rispetto al periodo transitorio ordinariamente contemplato dalla norma (diciotto mesi dalla data di recesso). A partire dalla data dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea è esplicitata la possibilità in capo al contraente di sciogliere il vincolo contrattuale ed è disposta la perdita di efficacia delle clausole di tacito rinnovo. Il contraente può recedere dai contratti con durata superiore all'anno senza incorrere in oneri aggiuntivi rispetto a quelli già statuiti originariamente nel contratto (quali ad esempio, quelli usualmente previsti per i contratti del ramo vita in caso di riscatto anticipato rispetto ad alcune scadenze contrattualmente prestabilite; in questi casi i contratti già prevedono decurtazioni del capitale restituito rispetto quello investito). La previsione è coerente con l'impianto nazionale primario già vigente per il settore assicurativo, che dispone la facoltà in capo al contraente di recedete dal contratto, nelle ipotesi di vincoli negoziali di durata superiore all'anno, in caso di decadenza dall'autorizzazione all'esercizio dell'impresa. La norma chiarisce che nel periodo transitorio, ivi incluse le eventuali ipotesi di proroga del termine contemplate dalla disposizione, la ripartizione di responsabilità di vigilanza resta quella dell'esercizio dell'attività in libertà di stabilimento o prestazione di servizi nel contesto UE. Viene assicurato il riferimento esplicito ai poteri sanzionatori nei confronti di detti soggetti. Le imprese di riassicurazione non sono interessate dalla disciplina transitoria in quanto: 1) non esistono oggi imprese di riassicurazione del Regno Unito operanti in stabilimento (fattispecie per la quale avrebbe potuto avete senso l'individuazione di deroghe alle norme vigenti); 2) l'operatività in libera prestazione di servizi da Stato terzo è già consentita alle imprese di riassicurazione dalle norme vigenti e non richiede un'autorizzazione dell'IVASS al pari dell'attività in libera prestazione di servizi poste in essere da altro Stato membro; si precisa, in proposito, che, con riguardo alle imprese di pura riassicurazione operanti in uno Stato terzo, il passaggio di status da imprese UE a extra -UE consentirà all'IVASS di attivare i poteri di cui all'articolo 37- ter , commi 5 e 6, del CAP, almeno fino a quando il Regno Unito non otterrà la dichiarazione di equivalenza prevista dall'articolo 172 della direttiva 2009/138/CE ( Solvency II) con riguardo alla riassicurazione. È inoltre richiamata, al fine di assicurare l'adeguato scambio informativo per la realizzazione del piano di solvent run-off , la previsione del CAP che prevede l'adeguata collaborazione e interlocuzione con le autorità di Stato terzo. L'articolo 10 riguarda gli intermediari operanti in Italia alla data di recesso del Regno Unito dall'Unione europea. La norma, in coerenza con l'attuale framework nazionale primario per gli operatori di Stato terzo, prevede che tali intermediari cessino l'esercizio dell'attività di distribuzione nel territorio della Repubblica entro la data di recesso. A detta data è specificato che tali intermediari sono cancellati d'ufficio dall'IVASS dall'elenco annesso al Registro unico. La norma chiarisce che nel periodo transitorio la ripartizione di responsabilità di vigilanza resta quella dell'esercizio di libertà di stabilimento o prestazione di servizi nel contesto UE. Viene assicurato il riferimento esplicito ai poteri sanzionatori nei confronti di detti soggetti. Della prosecuzione temporanea di tale operatività l'IVASS dà adeguata evidenza al pubblico. Viene inoltre previsto che al fine di evitare pregiudizio ai contraenti, assicurati e altri aventi diritto a prestazioni assicurative, sono fatte salve le operazioni necessarie all'ordinata chiusura dei rapporti di distribuzione già in essere, nel più breve tempo possibile, e comunque non oltre il termine massimo di sei mesi dalla data di recesso. Nel predetto termine di sei mesi tali soggetti non possono rinnovare, anche tacitamente, i rapporti già esistenti, né avviare nuove attività di distribuzione (tra le quali sono sicuramente ricomprese sia il collocamento di nuovi contratti presso la clientela, sia l'avvio di accordi di distribuzione di nuovi contratti). Il divieto di intraprendere nuove attività di distribuzione esclude pertanto quelle che sono strettamente necessarie per servire legittimamente, per il solo periodo transitorio, i contratti già in essere. Detti intermediari, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, informano, anche mediante comunicazione sul proprio sito web , i contraenti, assicurati e altri aventi diritto a prestazioni assicurative delle iniziative adottate per garantire l'ordinata cessazione dell'attività. L'articolo 11 prevede che le imprese con sede legale nel territorio della Repubblica italiana operanti nel Regno Unito, alla data di recesso del Regno Unito dall'Unione europea possano proseguire l'attività in tale Stato, fermo restando quanto previsto dagli articoli 22 e 59- quinquies del CAP che fanno salvo il potere dell'IVASS di effettuare le verifiche in merito all'adeguatezza della situazione finanziaria e della struttura organizzativa dell'impresa italiana che intenda operare in Stato terzo. L'articolo 12 regola, per i fondi pensione, la detenzione di quote o azioni di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) e fondi di investimento alternativi (FIA) affinché, in conseguenza della perdita di status di Stato membro da parte del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, l'investimento verso tali soggetti sia considerato, sino al termine del periodo transitorio, assimilato a quella in OICVM UE e FIA UE. L'articolo 13 riguarda le disposizioni di natura fiscale, che continuano ad applicarsi fino al termine del periodo transitorio.