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secondo quanto riportato dal quotidiano "Il Corriere della Sera" il 15 luglio, Claudio D'amico risulterebbe detenere una quota del 67 per cento (Gianluca Savoini del 33) della società di consulenza "Orion Lee" che ha sede a Mosca; dal curriculum vitae di Claudio D'amico, consultabile dal sito della Presidenza del Consiglio dei ministri, non vi è traccia della quota societaria posseduta nella "Orion Lee"; considerato inoltre che: nella serata del 13 luglio una nota della "Presidenza del Consiglio" ha precisato che "in merito alla presenza del sig. Gianluca Savoini alla cena che si è tenuta a Roma, a Villa Madama, la sera dello scorso 4 luglio, in onore del Presidente Putin, si precisa che, come già anticipato, il Presidente del Consiglio non conosce personalmente il sig. Savoini"; la stessa nota ha puntualizzato che "dopo aver compiuto tutte le verifiche del caso, si precisa che l'invito del sig. Savoini al Forum è stato sollecitato dal sig. Claudio D'Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del Vice Presidente Salvini, il quale, tramite l'Ufficio di Vice Presidenza, ha giustificato l'invito in virtù del ruolo dell'invitato di Presidente dell'Associazione Lombardia-Russia e ha chiesto ai funzionari del Presidente del Consiglio di inoltrarla agli organizzatori del Forum"; lo scorso 12 luglio, come riportato da diversi organi di informazione, il Ministro dell'interno Matteo Salvini, nel corso della conferenza stampa tenutasi al termine dell'incontro al Viminale con i gestori delle discoteche, aveva dichiarato che Gianluca Savoini non era stato invitato dal Ministero dell'interno, né a Mosca, nell'ottobre 2018, né a Villa Madama nell'incontro bilaterale con Putin; tenuto conto che: la vicenda che riguarda i rapporti tra il partito della Lega, che guida insieme al M5S il Governo, e la Russia, assume una rilevanza ancora maggiore considerato il fatto che il Consiglio europeo ha deciso, con il voto unanime di tutti i membri, di prorogare fino al 31 gennaio 2020 le sanzioni introdotte in risposta all'annessione della Crimea e di Sebastopoli da parte della Russia nel 2014; le misure contro la Russia riguardano i settori finanziario, dell'energia, della difesa e dei beni a duplice uso, si chiede di sapere: se, considerati i fatti esposti in premessa, il Ministro in indirizzo ritenga possibile che Claudio D'amico, che lavora negli uffici da lui diretti, possa aver invitato a sua insaputa il signor Gianluca Savoini alla cena che si è tenuta a Roma, a Villa Madama, la sera dello scorso 4 luglio, in onore del Presidente Putin; se corrisponda al vero che nell'assumere l'incarico di "Consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale" presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Claudio D'amico abbia omesso di indicare di essere socio di maggioranza di una società di consulenza con sede a Mosca, la "Orion Lee"; se, alla luce di quanto è emerso, ritenga politicamente sostenibile la permanenza di Claudio D'Amico nel ruolo di "Consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale" presso la Presidenza del Consiglio e quali provvedimenti intenda eventualmente adottare per rimuovere questa oggettiva e inquietante anomalia; se non ritenga che gli intrecci di relazioni poco chiari tra persone a sé vicine e ambienti russi, che hanno portato all'apertura di un'inchiesta con l'ipotesi di corruzione internazionale sulla presunta trattativa per finanziare il partito della Lega con soldi russi, possano ledere la credibilità dell'Italia all'interno dei sistemi di alleanza internazionale cui appartiene da decenni e che rischiano di trascinare il nostro Paese in un pericoloso isolamento. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01961 TURCO TAVERNA CASTELLONE ROMANO MININNO ORTIS PRESUTTO TRENTACOSTE PIRRO PELLEGRINI Marco CASTALDI DONNO MANTOVANI L'ABBATE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: in data 5 luglio 2019, a Taranto, all'interno dello stabilimento siderurgico, oggi gestito da ArcelorMittal (ex Ilva), si è verificato, ancora una volta, il cosiddetto fenomeno dello slopping , ovvero la fuoriuscita di emissioni non convogliate che producono una fumata rossastra; erano le ore 17.30 circa quando è improvvisamente fuoriuscita una nuvola contenente polvere di ferro. Le fotografie di quanto stava accadendo sono state subito diffuse in rete; il fenomeno si verifica a fronte di anomalie di funzionamento in acciaieria 1 e 2. Su quanto accaduto alcune parti sindacali e sociali hanno chiesto ad ArcelorMittal la procedura adottata nel riempimento della siviera, un grosso contenitore cilindrico che trasporta l'acciaio fuso e contestualmente ha interessato dell'accaduto tutti gli enti ispettivi; sull'episodio sono scattati i controlli interni della fabbrica e i responsabili della sicurezza hanno avviato una serie di verifiche per capire che cosa sia accaduto; considerato che: tali fenomeni si verificano oramai costantemente nel siderurgico di Taranto. Lo slopping venne evidenziato anche nel 2011 dai Carabinieri del nucleo operativo ecologico nell'ambito dell'inchiesta "Ambiente svenduto": per 40 giorni i militari filmarono e documentarono le emissioni delle due acciaierie, riscontrando in questo arco di tempo circa 180 casi di emissioni incontrollate; il fenomeno dello splopping è stato considerato così dannoso per l'ambiente e per la salute dei cittadini tanto da esser inserito come prescrizione nel decreto di riesame AIA, chiedendo di mettere a punto una procedura operativa atta ad eliminarlo; inoltre, tra gli interventi dichiarati conclusi dalla gestione commissariale e che riguardavano l'area a caldo, era previsto il miglioramento del sistema prevenzione slopping con tecnologia RAMS, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di adottare le opportune iniziative al fine di fare piena luce su quanto accaduto il 5 luglio all'interno dello stabilimento di Taranto; se le prescrizioni AIA inerenti al fenomeno dello slopping siano state portate a termine; se non intenda avviare un'indagine ministeriale, affinché episodi così dannosi per i cittadini e per l'ambiente non si ripetano in futuro. Atto n. 4-01962 IWOBI CANDURA PELLEGRINI Emanuele VESCOVI ARRIGONI BRIZIARELLI BRUZZONE PAZZAGLINI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: in data 16 ottobre 2018, a Roma, è stato siglato un memorandum nel campo della cooperazione sulla vulnerabilità al cambiamento climatico tra il direttore generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il segretario esecutivo della "Lake Chad basin commission"; dal 1960 ad oggi la superficie del lago Chad si è ridotta del 90 per cento, con il livello delle acque che si è abbassato di oltre 4 metri;