[resaula]

100 miliardi che nessuno ha mai avuto per realizzare una manovra in questo Paese, 100 miliardi che portano l'indebitamento dello Stato, in poche settimane, dal 134 per cento a quasi, in prospettiva, il 170 per cento del prodotto interno lordo. E tale indebitamento è talmente oneroso da creare allarme in chi ha competenze in materia di bilancio: le imprese, le associazioni produttive, perfino i sindacati di sinistra che vi rimproverano la mancanza di visione e di progetto su come recuperare tale indebitamento. Non c'è scritto da alcuna parte come metterete il Paese e i Governi successivi in condizione di recuperare questo nuovo indebitamento di 100 miliardi in più e di quelli che vi apprestate a elencare con il recovery fund o con altre misure europee. È come se aveste trovato un tesoretto a Roma e poi, improvvisamente, un altro più importante tesoro a Bruxelles. Non è così perché i 25 miliardi o poco più dello Sure, i 37 miliardi del MES - semmai lo attiverete - i finanziamenti della BEI per le imprese e la quasi totalità dei 209 miliardi del recovery fund sono nuovo indebitamento. Certo, è debito dell'Europa e non diretto dello Stato italiano, ma sempre di indebitamento si tratta e occorrerà ripagarlo, perché anche la parte a fondo perduto del recovery fund , che è minore, sarà sempre su un bilancio europeo e, quindi, su nuove tassazioni che l'Europa non ha ancora deciso come realizzare. Ove non fosse realizzata la tassazione sul digitale o sulla transazione finanziaria, sarebbe sempre parte del nostro bilancio per la parte che ci compete. E se ciò dovesse avvenire, sventuratamente, alla fine, dei 209 miliardi il guadagno italiano a fondo perduto sarebbe di 25 miliardi. Il resto - parliamo di centinaia di miliardi: questi 100 miliardi, quelli del MES, dello Sure, della Bei e del recovery fund - raggiunge cifre mostruose, pari quasi a 300 miliardi di nuovo indebitamento per l'Italia in forme diverse. Mi chiedo: tutto ciò serve a fare cosa? Chi ha visto qualche risultato di questi 100 miliardi? La vostra manovra è tutta fatta di mance e di micro provvedimenti. Vi rendete conto che, per rendere il disegno di legge meno pesante e ridurre il numero delle sue pagine, è stato scritto con corpo sei? È il quarto provvedimento e, se mettiamo tutti quelli prodotti uno accanto all'altro, arriviamo a circa tre chili di carte. Ebbene, in questo provvedimento intervengono ben dodici Ministri, ciascuno con le sue piccole cose, ma non emergono una strategia e una visione su come rilanciare il sistema produttivo. Ciò è chiaro a tutti. Vi porto un solo esempio, che è quello più calzante perché usciamo dalla cosiddetta stagione turistica. Mi riferisco al bonus vacanze. Chi ha utilizzato 2,4 miliardi sino a questo momento? A quanto ammonta l'utilizzo del bonus vacanze, che avrebbe dovuto supportare in questi momenti il settore turistico-alberghiero, che è la frontiera della crisi? Di essi è stato utilizzato meno del 10 per cento. È vero che c'è ancora qualche settimana di tempo, ma perché quel denaro non è stato dato direttamente alle imprese? Abbiamo suggerito negli emendamenti presentati di creare una sorta di compensazione fiscale con quanto le imprese hanno già versato come anticipo fiscale nel novembre dello scorso anno per IRAP e Irpef. Almeno diamo direttamente alle imprese che ne hanno bisogno e hanno già pagato il fisco; alle imprese attive che, comunque, contribuiscono al benessere del nostro Paese e alle entrate fiscali. Attraverso compensazioni fiscali evitiamo di lasciarle nelle mani di nessuno e di disperdere i bonus a pioggia che nessuno realizza. Tutti i nodi industriali del Paese sono ancora lì a dover essere risolti, e ne elenco alcuni che costituiscono anche le vostre battaglie: non sappiamo e non sapete nulla - questo è ancora più grave - di come finirà la vertenza su Atlantia, con il titolo che fa balzi in borsa a ogni dichiarazione. Chissà quando indagheranno su quelle dichiarazioni e sulle conseguenze della borsa e sui titoli azionari di Atlantia. Lo dico al movimento della trasparenza. Non sappiamo e non sapete nulla del destino dell'Ilva e del settore siderurgico. Non sapete cosa accadrà perché non lo avete ancora stabilito, ove si ritirasse il colosso indiano. Non sapete o meglio sapete che la bandiera di Whirlpool chiuderà e con essa chiuderanno molte delle centinaia di imprese ai tavoli di crisi del Ministero. Per il progetto della fibra ottica è indispensabile una Rete unica a controllo statale, tanto più per poter davvero realizzare un sistema di smart working e di smart city; ebbene, si parla di un'intesa in cui nemmeno le braccia dello Stato si mettono d'accordo su come fare. Tutto è sospeso, tutto è rinviato, come nel peggior Governo moroteo democristiano; però, rispetto a quel precedente storico, il Paese è in subbuglio e in una crisi mondiale e italiana che non ha precedenti. Non parliamo poi di ciò che accade nei nostri porti, con investimenti molto strani di imprese cinesi (Trieste ai tedeschi, Taranto alla Cina) e mancate decisioni politiche sul 5G, se dobbiamo accettare la sudditanza nei confronti della Cina o legarci in maniera indissolubile al nostro mondo, l'Alleanza europea e atlantica. Vi è poi una sorta di bomba atomica - mi rivolgo ai 5 stelle - lanciata da un amministratore delegato serio come Nagel di Mediobanca. A proposito, ai primi di giugno di fronte agli accordi sul recovery fund feci un tweet in cui chiedevo qual era la lista della spesa concordata con Macron, e poi indicavo con un asterisco Borsa Italiana, con un altro Mediobanca e con un terzo Generali. Non ho capacità divinatorie, ma è quello che sta accadendo: ecco l'elenco della spesa concordato ai primi di giugno col presidente francese. Ebbene, la bomba atomica cui mi riferivo è il fatto che Nagel, l'amministratore delegato di Mediobanca, parla di quello che sta per accadere come l'ondata terrificante di nuovi crediti deteriorati per 400 miliardi di euro se non si cambiano le direttive dell'European banking authority (EBA) e, quindi, della Banca centrale europea. Nell'insipienza di questo Governo - non basta infatti la proroga delle moratorie - conosciamo tutti quanto accadrà se entreranno in vigore - ed entreranno in vigore - le nuove regole sulla collocazione del debito delle imprese e dei cittadini, la gran parte dei quali finiranno tra gli insolventi. Questa montagna, questo macigno, questa bomba atomica rischia di destrutturare il sistema produttivo e sociale italiano. Di questo vorremmo che voi parlaste. E, soprattutto, vorremmo che un Governo serio, dotato di una strategia e di una visione, intervenisse prima che - da una parte - l'enormità del debito pubblico che si sta accumulando e - dall'altra parte - la bomba atomica dei crediti deteriorati, che dovrebbe disossare il tessuto sociale e produttivo del Paese, possano piegare davvero la Nazione italiana. Non lo permetteremo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) .