[pronunce]

che, inoltre, per il ricorrente, le norme regionali - là dove impongono ai privati oneri non necessari e comunque sproporzionati ed eccessivamente gravosi (che comportano anche a carico dei proprietari di più modeste condizioni economiche la necessità di ricorrere a una pluralità di professionisti) - si pongono altresì in contrasto con l'art. 3 Cost., sotto il profilo delle disparità di trattamento e del principio di ragionevolezza, e con l'art. 42, secondo comma, Cost., in quanto impongono limiti alla proprietà privata, che non appaiono necessari ad assicurarne la funzione sociale; che, infine, quanto specificamente al censurato art. 5, comma 2, il ricorrente denuncia l'introduzione di una misura di carattere sostanzialmente sanzionatorio (che consiste nel diniego dell'autorizzazione o nel rifiuto della comunicazione inviata nelle ipotesi di mancata allegazione della scheda informativa ai progetti ivi contemplati, da sottoporre a permesso di costruire, ovvero a SCIA, DIA o CIL) che non è prevista dalla normativa statale di principio in materia di governo del territorio (e segnatamente dagli artt. 12 e 20 del d.P.R. n. 380 del 2001 per il permesso di costruire, e dai successivi artt. 22 e 23 per la DIA e 23-bis per la CIL), con conseguente violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost.; mentre, riguardo alla SCIA, ritenuta riconducibile nell'ambito dei livelli essenziali delle prestazioni di cui all'art. 117, secondo comma, lettera m), Cost., verrebbe lesa la competenza esclusiva dello Stato; che si è costituita la Regione Puglia, concludendo (con ampie argomentazioni) per la declaratoria di inammissibilità ovvero di non fondatezza dell'avverso ricorso; che, con successiva memoria depositata il 13 marzo 2015, la Regione - considerato che nelle more del processo è stata promulgata la legge della Regione Puglia 27 gennaio 2015, n. 6, recante «Abrogazione della legge regionale 20 maggio 2014, n. 27 (Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni - Istituzione del fascicolo del fabbricato)», il cui art. 1, comma 1, ha abrogato l'intera legge regionale n. 27 del 2014 - ha concluso chiedendo la declaratoria di cessazione della materia del contendere. Considerato che il Presidente del Consiglio dei ministri (con atto notificato il 20 marzo 2015 e depositato il successivo 26 marzo) ha rinunciato al ricorso; che la Regione Puglia (con atto pervenuto per posta elettronica il 31 marzo 2015) ha formalmente accettato la rinuncia; che, conformemente alla giurisprudenza costante di questa Corte (sentenze n. 197, n. 141, n. 54 e n. 40 del 2014; ordinanze n. 61 del 2015, n. 281, n. 196 e n. 38 del 2014), nei giudizi di legittimità costituzionale in via principale, la rinuncia alla impugnazione della parte ricorrente, accettata dalla resistente costituita, determina l'estinzione dei processi, ai sensi dell'art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara estinto il processo relativo alle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 2, 3, 4, 5, 6 e 7 della legge della Regione Puglia 20 maggio 2014, n. 27 (Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni - Istituzione del fascicolo del fabbricato), promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 15 aprile 2015. F.to: Alessandro CRISCUOLO, Presidente Paolo GROSSI, Redattore Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 30 aprile 2015. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella Paola MELATTI