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Signor Presidente, in riferimento a ciò che lei ha affermato riguardo alle Commissioni - e sono lieta di prendere la parola nel momento in cui la senatrice Pucciarelli è rientrata in Aula - è dal 6 gennaio che chiedo l'Ufficio di Presidenza della Commissione diritti umani, che finalmente è convocato, dopo un mese dalla mia richiesta, oggi alle ore 13. Se per caso lei o il presidente Alberti Casellati doveste concedere una deroga, chiedo che sia fatto per la Commissione diritti umani, perché da un mese chiedo di convocare l'Ufficio di Presidenza. PRESIDENTE . Le ho anticipato, senatrice Cirinnà, senza bisogno di ascoltare il presidente Alberti Casellati, perché su questo - ne sono certo - converrebbe con me, che, ove i componenti della Commissione decidano, in pendenza della seduta di Assemblea senza interruzioni, di proseguire nei loro lavori, non vi è da parte mia alcuna obiezione. Basta che lo rendano noto e non vi siano obiezioni. Ripresa della discussione dei disegni di legge costituzionale nn. Doc 214 Doc 515 Doc 805 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore De Poli. Ne ha facoltà. DE POLI (FI-BP) . Rinuncio a intervenire. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, devo dire che parlare a un'Aula semivuota non è mai un bel sentore, ma ci proviamo lo stesso. Oggi entriamo nel merito di una legge - la classica legge bandiera di una perenne campagna elettorale che sta continuando - e di una norma sbandierata da tanto tempo, che non può che essere il taglio lineare dei parlamentari, senatori e deputati: un taglio che non entra nel merito - lo abbiamo già sentito in tanti interventi questa mattina e ieri - di una visione e di un progetto riformatore di tutto l'impianto costituzionale, ma si limita, così com'è stato proposto nel testo che abbiamo letto, a una semplice abolizione di parlamentari. Un vero riformismo dovrebbe entrare nel merito del bicameralismo perfetto, così come facemmo noi con la nostra riforma del centrosinistra: un riformismo che per tanti anni è stato ricercato, ma purtroppo non è mai arrivato a compimento. Qui non vi è traccia di una riforma più complessa e complessiva; si parla solo di arrivare a 200 senatori e a 400 deputati. Non vi è traccia nemmeno della diversificazione dei ruoli delle due Camere - come avevamo proposto noi - prevedendo che la Camera dei deputati legiferasse e la Camera dei senatori invece ascoltasse i territori, perché dovevano essere ascoltati in maniera diversa. Qui c'è un mero taglio. Non c'è l'idea di velocizzare, come è stato già detto da un'altra collega. Secondo voi velocizzare significa tagliare i senatori e i deputati? Non è questo è un sistema. C'è bisogno certamente di rivedere l'impianto, ma non solo tagliando. Volete forse dare un segnale al populismo? Questo sì ed è la cosa più importante che avete fatto. È una risposta alla rabbia contro la casta, come sempre avete detto. Purtroppo attorno c'è un disegno ben diverso, un disegno che vede dietro un progressivo allontanamento dalla politica. Il progressivo allontanamento e smantellamento della democrazia rappresentativa è un disegno che si sta ormai perseguendo da parte di questo Governo in particolare, con l'idea che i parlamentari siano diventati un di più, un orpello per chi vuole decidere. Lo abbiamo visto bene con la legge di bilancio, in occasione della quale non c'è stata alcuna possibilità di discutere. È stato presentato un voluminoso maxiemendamento, sul quale non abbiamo neanche potuto inserirci presentando ulteriori emendamenti, perché ci è stato impedito; la stessa possibilità, peraltro, è stata negata anche ai parlamentari di maggioranza che, pur avendo delle prerogative, vi hanno rinunciato, lasciando lavorare l'Esecutivo in maniera indisturbata. Grazie all'intervento che abbiamo fatto come Partito Democratico c'è stato un richiamo importante, cui ha fatto seguito un intervento importantissimo nel decreto semplificazioni da parte del Presidente del Senato: se non avessimo avuto questa iniziativa, nessuno avrebbe potuto dire niente e si sarebbe andati avanti senza alcun tipo di intervento. Nel provvedimento in esame non si cambia il sistema bicamerale o il bicameralismo perfetto - come abbiamo detto - differenziandolo, per dare vita anche alla voce dei territori. No, nulla di tutto questo, e si allontanano ancora di più le autonomie - abbiamo sentito prima l'intervento della collega - che hanno diritto di voce. Si tagliano, invece, le rappresentanze più importanti, così come si tagliano le alte rappresentanze dei nostri cittadini all'estero, con una misura importante che li vede allontanare dal loro Stato, dalla loro Nazione. Una forma più organica quindi non c'è, non esiste. Purtroppo - devo dirlo - anche da questo punto di vista è un disegno che viene da lontano. Ricordo tagli a una democrazia partecipata che vengono addirittura dal 2010 (c'era ancora il Governo con la Lega): in quel momento - lo ricordo bene, perché in quel periodo ero un'amministratrice - si tagliarono addirittura le circoscrizioni, con una democrazia partecipata e vicina ai cittadini. Vedete, quindi, da quanto lontano arriva questo disegno? Mi auguro che la società che sta fuori si svegli, anche se non è interessata in questo momento al discorso importante che stiamo facendo, perché interveniamo sulla Costituzione. Purtroppo quello che importa alla gente fuori è solo dare contro ai parlamentari, dare contro tagliando, perché siamo visti semplicemente come un costo della politica. La società in questo momento è silente, avvelenata dall'odio perpetrato contro tutti: siamo in un periodo in cui tutti sono contro tutti e nessuno si occupa di quello che stiamo facendo, figuriamoci dei parlamentari, che sono sempre stati considerati una casta: del resto, quegli stessi che oggi fanno parte adesso dal Governo hanno sempre considerato i parlamentari una casta, dandogli contro. Ora ci siete voi al Governo. Siete contenti quando vi sentite chiamare fannulloni? Io non sono mai stata contenta di essere chiamata fannullona, anche perché chi conosce bene il lavoro del parlamentare sa che non è affatto un lavoro da fannullone: si comincia la mattina con le Commissioni, si arriva qui in Aula, si cerca di essere sempre presenti e di stare sul territorio. Chi fa questo lavoro con soddisfazione e con senso di servizio nei confronti dei propri cittadini lo sa e non crede sia un lavoro inutile, come invece voi avete sempre pensato che fosse e come state facendo pensare anche alle persone fuori da qui: questo è il problema grosso. Non c'è bisogno, quindi, di chiamarsi o di dichiararsi portavoce dei cittadini: noi lo siamo sempre stati. Questa è la democrazia rappresentativa. Questo vuol dire essere stati eletti e, come voi siete stati eletti dal popolo, lo siamo stati anche noi. Io ho il mio bacino di riferimento, i miei cittadini che aspettano che io presenti un'interrogazione e che a quell'interrogazione venga data una risposta, anche se purtroppo ciò avviene con tempi sempre più lunghi e con ritardi enormi.