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Riordino delle competenze governative in materia di politiche spaziali e aerospaziali e disposizioni concernenti l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia spaziale italiana. Onorevoli Senatori. -- Lo spazio rappresenta un settore fondamentale, con profonde ricadute nello sviluppo delle economie e nella crescita delle nazioni più avanzate e del nostro Paese, non manifestandosi più soltanto come straordinario settore della ricerca, bensì concretizzandosi come irrinunciabile opportunità di sviluppo economico e sociale. Basti pensare, per fare un solo esempio, agli effetti che tale ricerca produce nel mercato delle telecomunicazioni e della navigazione satellitare o delle applicazioni nel campo delle osservazioni della Terra. Lo spazio è un sistema complesso per le conoscenze, i settori industriali, le applicazioni e gli utenti globalmente coinvolti; inoltre si sviluppa, quasi costantemente, attraverso un numero molto elevato di cooperazioni internazionali e partnership internazionali. L'istituzione dell'Agenzia spaziale italiana (ASI) nel 1988 e la contemporanea adozione di piani triennali approvati dal Governo hanno consentito di assicurare all'Italia (già terza nazione al mondo ad avere lanciato nella metà degli anni sessanta piccoli satelliti scientifici dalla base San Marco in Malindi -- Kenya) idonei strumenti di gestione, programmazione e stabilità dei finanziamenti; strumenti considerati oggi indispensabili in questo settore caratterizzato da programmi di grande complessità tecnologica e organizzativa, con costi elevati, e di durata pluriennale, coinvolgenti molteplici accordi di cooperazione internazionale. Tali caratteristiche sono oggi rese più complesse dal quadro economico internazionale sempre più difficoltoso. L’ASI, già riordinata con il decreto legislativo n. 128 del 2003, recentemente (maggio 2011) ha subito un ulteriore riassetto per effetto del decreto legislativo n. 213 del 2009 (che sanciva, tra l'altro, l'autonomia statutaria degli enti di ricerca). Nonostante l'ASI sia stata modernamente concepita, abbia svolto, sia pure tra difficoltà oggettive, attività tipicamente di agenzia, sia stata incaricata della realizzazione dei piani approvati dal Governo e abbia interagito, al meglio, con le similari agenzie spaziali di altri Paesi più avanzati, ad oggi, istituzionalmente e funzionalmente, essa è assimilata a un ente di ricerca, limite che non aiuta a far cogliere pienamente all'Italia le opportunità internazionali e le potenzialità applicative del settore. Attraverso l'ASI, in campo internazionale, l'Italia ha oggi un ruolo di primo piano, a livello europeo, dov’è stabilmente il terzo Paese per contribuzione e presenza nei programmi dell'Agenzia spaziale europea (ESA). Quanto a livello mondiale, si distingue per la stretta e storica collaborazione con la National Aeronautics and Space Administration (NASA) nell'ambito di importanti missioni scientifiche ed interplanetarie e soprattutto per la partecipazione allo sviluppo della stazione spaziale internazionale (un'alta percentuale dei moduli abitati e dei componenti sono stati realizzati dall'industria nazionale) e alle missioni degli astronauti italiani. Aree tecnologiche che rappresentano i punti di forza dello spazio in Italia sono: lo sviluppo di satelliti per telecomunicazioni, di satelliti di osservazione radar , di satelliti scientifici, di moduli pressurizzati abitati e di sistemi di propulsione e di lancio. Mediamente negli anni, circa i tre quarti degli investimenti gestiti dall'ASI, per effetto delle approvazioni dei piani triennali spaziali, hanno riguardato progetti a valenza industriale e applicativa. Determinante è la svolta subita dalle attività spaziali italiane dell'ASI nei primi anni duemila grazie agli accordi sottoscritti con il Ministro della difesa per la realizzazione del sistema duale Cosmo-SkyMed (osservazione radar ad alta risoluzione per la sicurezza civile, militare, interventi nelle aree di crisi, monitoraggio dell'ambiente e del territorio, gestione delle emergenze derivanti da calamità naturali). Quattro satelliti sono attualmente in orbita e operativi. Il sistema Cosmo-SkyMed è il primo esempio mondiale di programma duale di tale rilevanza, sviluppato con l'obbiettivo di concentrare investimenti e benefìci. Nell'ambito dell'Unione europea, il settimo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico dedica un capitolo a sé per il settore spaziale, a riprova della crescente importanza che l'Unione europea attribuisce alla materia e al suo ruolo indipendente nello spazio. In tale direzione si muove anche il progetto Global Monitoring for Environment and Security (GMES), che consentirà di utilizzare un'unica e condivisa infrastruttura spaziale europea di osservazione terrestre, e il noto progetto Galileo, in fase di avanzata realizzazione. In entrambi i programmi l'Italia ha un livello di partecipazione e un ruolo primari. Per la continua evoluzione delle attività, sempre più tese verso le applicazioni dello spazio, la stessa ASI ha assunto nel tempo una configurazione istituzionale sempre più ampia e trasversale, con forti integrazioni con altri settori della pubblica amministrazione, enti pubblici centrali e territoriali. Tale processo si è concretizzato anche grazie all'utilizzo di risorse finanziarie complementari a quelle previste nel bilancio ordinario dell'ente, che grava sul fondo ordinario per il finanziamento nazionale degli enti di ricerca. Significativi sono stati, in questo ultimo decennio, i trasferimenti all'ASI da parte dell'amministrazione della difesa, per la partecipazione al programma duale Cosmo-SkyMed, e quelli provenienti da leggi speciali (come la legge n. 10 del 2001 sulla partecipazione al progetto europeo Galileo e il decreto-legge n. 321 del 1996, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 421 del 1996, per l'avviamento di programmi di osservazione del Mediterraneo). Inoltre, l'industria italiana, sempre attraverso gli investimenti istituzionali, ha continuamente sviluppato una tradizione di alta tecnologia anche nella propulsione spaziale, oggi in particolare, come leader dell'importante progetto europeo del piccolo-medio lanciatore VEGA. L'azione dell'ASI si esplica anche attraverso iniziative di compartecipazione tra pubblico e privato per gli aspetti riguardanti la commercializzazione internazionale dei servizi spaziali (e-GEOS Spa per i servizi di osservazione della terra, Asitel Spa per i servizi di telecomunicazione, Altec Spa per l'ingegneria di supporto alla stazione spaziale ELV Spa per lo sviluppo ed i servizi di lancio di VEGA). Del sistema dell'ASI è parte anche il Centro italiano per la ricerca aerospaziale (CIRA), che può vantare competenze di primo piano nel settore aerospaziale e aeronautico. L'attuale fase della crisi economica internazionale renderà sempre più arduo per l'Italia competere con i grandi protagonisti dell'innovazione tecnologica mondiale. Lo spazio sarà sempre di più uno dei fattori discriminanti maggiormente significativi, che distinguerà i Paesi più avanzati da quelli meno avanzati. Un unico strumento di governance globale e strategie a per lo spazio, attualmente assente in Italia, potrà essere in grado di preservare e di valorizzare più efficacemente gli investimenti e i ritorni in questo settore, in analogia con i Paesi più avanzati nel mondo che già prevedono, pur con modalità differenziate, il diretto coinvolgimento delle più alte competenze governative nella definizione delle strategie spaziali.