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e) il sostegno alle cosiddette «botteghe scuola»; f) il sostegno al progetto di impresa in sede di subentro nella titolarità della stessa, attraverso specifiche forme di affiancamento tecnico e di prestito per i costi di avviamento; g) la partecipazione alla garanzia finanziaria in conto interesse o in conto capitale tramite consorzio fidi. All'azione nazionale di sistema concorrono tutti i livelli istituzionali di governo e, in funzione di sussidiarietà orizzontale, le forze economiche e sociali presenti sul territorio e per questo fine sono promosse apposite intese interistituzionali e sedi di concertazione tra Governo e parti sociali. L'azione nazionale di sistema per la promozione e il coordinamento del trasferimento generazionale dei mestieri artigiani deve pertanto ritenersi parte integrante dei programmi generali per la diffusione della cultura del lavoro artigiano presso le nuove generazioni. Il capo II del provvedimento disciplina gli strumenti di attuazione dell'intervento, definito attraverso un Programma nazionale di intervento per la promozione dei mestieri artigiani e l'incentivazione del trasferimento generazionale di impresa, a cui le regioni partecipano attraverso il concorso alle azioni di sistema e la destinazione a tal fine di adeguate risorse e strumenti. L'articolo 4, ai fini della programmazione e del coordinamento delle azioni di cui al Programma nazionale d'intervento istituisce, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, una cabina di regia nazionale per la promozione dei mestieri artigiani e l'incentivazione del trasferimento generazionale di impresa. La cabina di regia è coordinata dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, che la presiede e convoca, con periodicità almeno semestrale. Ad essa partecipano il Ministro dello sviluppo economico, i rappresentanti delle regioni e delle province, nonché i rappresentanti dell'Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (Unioncamere) e delle organizzazioni sindacali e di impresa del settore artigiano. L'articolo 5 stabilisce le norme che riguardano l'assistenza tecnica, il monitoraggio ed il rendiconto dei risultati. Per l'assistenza tecnica la cabina di regia si avvale della società Italia lavoro Spa. La medesima società fornisce supporto tecnico alle regioni per la pianificazione delle azioni sul territorio. Per le attività di verifica e monitoraggio dello stato di attuazione del Programma nazionale d'intervento, la cabina di regia si avvale altresì del supporto tecnico dell'ISFOL. Il capo III declina le diverse forme di promozione dei mestieri artigiani. Le azioni di informazione ed orientamento (articolo 6) sono rivolte a studenti e persone in cerca di occupazione, prevedono la partecipazione dei servizi per l'impiego, degli istituti scolastici, degli enti di formazione accreditati e la collaborazione delle forze sociali ed economiche. La formazione ed il sistema delle «botteghe scuola» (articolo 7) sono azioni sostenute e organizzate attraverso i sistemi regionali del lavoro, con il coinvolgimento dei servizi per l'impiego, degli istituti scolastici, degli enti di formazione accreditati e la partecipazione delle forze sociali ed economiche e prevedono che l'offerta formativa per i mestieri artigiani, in accordo con le province, sia programmata obbligatoriamente sulla base di una verifica dei fabbisogni formativi delle imprese nei territori di riferimento. Inoltre, gli enti che concorrono all'offerta di formazione destinata ai mestieri artigiani devono essere certificati con una specifica modalità premiale e selettiva, attestante natura, durata e qualità della formazione svolta all'interno e all'esterno delle imprese. Ai fini della certificazione e dell'accreditamento, le attività di formazione devono obbligatoriamente prevedere lo svolgimento di uno stage o dell'alternanza scuola-lavoro presso un'impresa artigiana. Ad ogni percorso formativo deve obbligatoriamente essere collegata una esperienza in azienda. Le regioni sono poi chiamate a promuovere il sistema della cosiddetta «bottega scuola», quale modalità di formazione e di incontro tra i giovani studenti e le botteghe artigiane, definendo con proprio provvedimento l'ambito settoriale dell'intervento della bottega scuola, che può anche essere rivolto solo alle imprese dell'artigianato artistico. Nell'ambito del Programma nazionale di intervento possono poi essere definite modalità di incentivazione e sostegno all'inserimento nelle imprese artigiane dei giovani che abbiano completato il corso di formazione certificato, prevedendo agevolazioni specifiche per l'utilizzo del contratto di apprendistato. L'articolo 8 stabilisce il ruolo dei servizi per il lavoro, per l'avvio e il consolidamento delle imprese artigiane: questi servizi sono chiamati a svolgere interventi di consulenza organizzativa, finanziaria e di mercato, predisposti in ogni provincia sulla base di un piano e di criteri nazionali definiti d'intesa fra Stato, regioni e categorie interessate. Si prevedono quindi osservatori e sportelli unici presso i quali i soggetti interessati possono ottenere tutte le informazioni pertinenti all'esercizio delle imprese artigiane, con particolare riguardo alle procedure per il loro avvio e per il trasferimento generazionale d'impresa, per l'accesso alle opportunità di mercato, a partire dalle commesse e dagli appalti pubblici, nonché relative alle buone pratiche amministrative e commerciali, alle opportunità di credito e alle agevolazioni pubbliche previste dalla legislazione statale e regionale. Il medesimo articolo stabilisce poi che le amministrazioni pubbliche promuovano i bilanci di competenze e la certificazione delle competenze acquisite nell'ambito di attività o percorsi di formazione ai mestieri artigiani, in forma integrata con i programmi specifici già previsti dalle disposizioni vigenti a sostegno delle nuove attività di lavoro autonomo e di impresa. L'articolo 9 regola i rapporti tra Stato, regioni e autonomie locali nello svolgimento delle funzioni del programma nazionale di intervento. Le regioni promuovono la stipula di accordi e di intese in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, al fine di favorire l'omogeneo ed efficace esercizio delle competenze normative in materia di promozione dei mestieri artigiani e di incentivazione al trasferimento generazionale di impresa artigiana, previa individuazione delle migliori pratiche e verifica dei risultati conseguiti dalle regioni e dagli enti locali nei rispetti ambiti d'intervento. Il capo IV regola il trasferimento generazionale dell'impresa artigiana. L'articolo 10 stabilisce che le regioni, nell'ambito delle politiche a sostegno dello sviluppo economico territoriale e in sede di pianificazione dei servizi per l'impiego e degli strumenti informativi per l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, promuovono e sostengono il trasferimento generazionale di impresa artigiana. Le regioni, attraverso i servizi per il lavoro accreditati nelle singole province, gli enti bilaterali e il sistema delle Camere di commercio, provvedono a: a) promuovere, sulla base di specifiche intese con le province, una azione di monitoraggio e verifica delle botteghe artigiane il cui titolare si trovi a meno di tre anni dalla cessazione dell'attività per pensionamento, nonché di quelle per le quali il titolare si dichiari disponibile al trasferimento generazionale di impresa entro un periodo di tre anni;