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Tutti sappiamo di casi in cui l'aggressore di donne poi sottoposte a decine di operazioni chirurgiche è uscito di galera prima ancora che esse uscissero dall'ospedale. Questo non succederà più. Vado a concludere perché il tempo concessomi è scaduto. È per tutta questa serie di motivi, anche se non ho avuto occasione di elencarli tutti, che, come Capogruppo in Commissione d'inchiesta sul femminicidio, sono particolarmente orgogliosa di questo provvedimento. Ed è quindi con piena convinzione e in tutta coscienza che annuncio il voto favorevole del mio Gruppo, il MoVimento 5 Stelle. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 1200, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az, FI-BP e FdI). Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 174, 229, 295, 335, 548 e 662. Discussione del disegno di legge: Doc 1383 Conversione in legge del decreto-legge 2 luglio 2019, n. 61, recante misure urgenti in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1383. La relatrice, senatrice Accoto, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. (Brusio). Invito i colleghi che si stanno allontanando, di farlo rispettando i lavori dell'Assemblea, che stanno proseguendo. ACCOTO, relatrice . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, il decreto-legge in esame fa parte dell'insieme di misure adottate nell'ambito della negoziazione avviata dal Governo italiano con la Commissione europea in merito al rispetto della regola del debito pubblico del Patto di stabilità e crescita per l'anno 2018. Il 5 giugno 2019 la Commissione europea ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, per esaminare la conformità dell'Italia nel 2018 alla regola del debito pubblico. Nell'ambito della negoziazione avviata dalla relazione, il Governo italiano ha proposto, in una lettera trasmessa alla Commissione europea il 2 luglio 2019, di adottare con la legge di assestamento del 2019 una serie di misure che comporteranno una correzione del saldo di bilancio pari a 7,6 miliardi di euro (0,42 per cento del PIL) in termini nominali, corrispondente a 8,2 miliardi di euro (0,45 per cento del PIL) in termini strutturali. Si tratta, in particolare, di maggior gettito rispetto alle previsioni per circa 6,2 miliardi di euro, dovuto a maggiori entrate fiscali per 2,9 miliardi di euro, maggiori contributi per 0,6 miliardi di euro e ad altre entrate relative a maggiori dividendi dalla Banca d'Italia e dalla Cassa depositi e prestiti per 2,7 miliardi di euro. Alla correzione di bilancio contribuiscono, inoltre, i risparmi attesi del 2019 dal minor utilizzo delle risorse iscritte in bilancio per l'attuazione delle disposizioni relative all'introduzione del reddito di cittadinanza e del trattamento di pensione anticipata quota 100. A salvaguardia dell'effettivo realizzo di tali risparmi per un importo almeno pari a 1,5 miliardi di euro nel 2019, con il decreto-legge in esame il Governo ha disposto l'accantonamento di un corrispondente importo delle dotazioni di bilancio in termini di competenza e cassa indicate nell'allegato 1 al decreto medesimo. L'assestamento di bilancio e le disposizioni contenute nel decreto-legge in esame assicurano che le maggiori entrate e le minori spese realizzate finora siano impiegate per la riduzione dell'indebitamento netto e del debito pubblico e che non siano destinate ad altre misure nel corso del 2019. A tal fine, la normativa in materia di reddito di cittadinanza e di quota 100 è stata modificata in modo da impedire il riutilizzo delle eventuali economie relative ai due programmi di spesa. Con la comunicazione al Consiglio dell'Unione europea del 3 luglio 2019, la Commissione europea ha concluso che le misure che il Governo italiano ha proposto di adottare per il miglioramento dei saldi di finanza pubblica sono sufficienti a impedire in questa fase l'avvio di una procedura per mancata osservazione della regola del debito pubblico del 2018. Venendo al merito del provvedimento in esame, esso contiene alcune modifiche alle disposizioni del decreto-legge n. 4 del 2019 finalizzate a salvaguardare i risparmi attesi nel 2019 derivanti dal minor utilizzo delle risorse iscritte nel bilancio dello Stato per l'attuazione delle disposizioni relative all'introduzione del reddito di cittadinanza e al trattamento di pensione anticipata quota 100. A tal fine, l'articolo 1, comma 1, prevede che per l'anno 2019 i risparmi di spesa e le maggiori entrate derivanti dal minor utilizzo delle risorse iscritte nel bilancio dello Stato per l'attuazione di disposizioni relative all'introduzione del reddito di cittadinanza e quota 100 costituiscano economie di bilancio o siano versati all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinati al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Inoltre, per garantire l'effettivo realizzo di risparmio per un importo pari ad almeno 1,5 miliardi di euro nel 2019, l'articolo 1, comma 2, dispone l'accantonamento di un corrispondente importo delle dotazioni di bilancio in termini di competenza e cassa indicate nell'allegato 1 al provvedimento che sono rese indisponibili per la gestione. In particolare, ben 1.320 milioni accantonati, pari all'88 per cento del totale, afferiscono ai fondi di riserva e speciali. Tutti i Ministeri hanno accantonato una quota della missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche (la somma è pari a 109,5 milioni di euro, circa il 7 per cento del totale). Le restanti voci accantonate sono costituite da fondi da assegnare al Ministero dell'economia e delle finanze per 60 milioni (circa il 4 per cento del totale), ai rapporti finanziari con enti territoriali per 10 milioni e rappresentanza all'estero e servizi ai cittadini e alle imprese per 0,4 milioni di euro. Per consentire alle amministrazioni centrali dello Stato la necessaria flessibilità è consentita con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da comunicare alle Camere su richiesta dei Ministri interessati, la possibilità di rimodulare i predetti accantonamenti nell'ambito degli stati di previsione della spesa, garantendo comunque la neutralità degli effetti sui saldi di finanza pubblica.