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Vedrete, colleghi, se, dopo il voto finale su questo provvedimento, il prossimo tweet non sarà quello del Ministro dell'interno (non del Ministro dell'istruzione) perché non dimentichiamo che questa è la battaglia che, come una bandierina, il Ministro dell'interno ha voluto mettersi sulla felpa o sulla giacca (o su quello che sta indossando recentemente, forse il costume da bagno). Sarà il tweet rispetto all'ora di educazione civica, ma - lo diciamo ai genitori - non c'è niente di tutto quello che vi hanno promesso. Dico una cosa però, che forse poco si confà con il tono di voce che ho in questo momento, anche un po' indignata per le continue fake news che dobbiamo sopportare dal ministero della propaganda, insieme a tutte le armi di distrazione di massa. Ho sentito qui fare tanti riferimenti a Padri costituenti e a grandi pensatori; li sottoscriviamo tutti. Consentitemi allora di inserire la riflessione non di un Padre costituente, ma di un maestro, che però di Costituzione si è occupato. Mario Lodi, grandissimo pedagogista, insegnante e scrittore, sosteneva che alla base di ogni discorso sulla Costituzione ci dovesse essere la parola «gentile». Io capisco che il termine «gentilezza» non sia più di moda e capisco che possa sembrare ingenuo, davanti all'aggressività di questo tempo, chiamare in causa la gentilezza come un metodo e come uno strumento. Ma essa è il mezzo che ci può consentire di praticare il dialogo e la capacità di ascolto reciproco, proprio a partire dalla scuola. Lo dico con rammarico: la politica che ci governa da un anno ha inteso questo processo pedagogico collettivo in tutt'altro modo, ha deciso di acuire gli scontri piuttosto che mediare, ha deciso di cavalcare la rabbia invece di sedarla con il pensiero e con le proposte, ha inteso mettere alla gogna chi esprimeva le proprie libere opinioni. Questo atteggiamento davvero mal si sposa con il tentativo che stiamo facendo oggi in quest'Aula. È stato troppo gentile il senatore Errani, quando vi ha concesso un credito aperto rispetto a quello che farete nei prossimi mesi. Noi continuiamo a non credervi, perché continuate a tagliare sulla scuola e a non inserire un euro di investimento. Mi auguro, visto che la parola e lo stile della gentilezza non costano niente, che almeno questa la possiate acquisire come metodo per i giorni futuri. (Applausi dal Gruppo PD) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, abbiamo già motivato il nostro voto a favore come una sostanziale apertura di credito e anche come una sfida gentile al Governo. Mi auguro che ci sia un investimento e che si riconosca agli insegnanti, che sono l'architrave del sistema scolastico del nostro Paese, la possibilità di avere formazione e di vedersi riconoscere il lavoro che fanno, perché non possiamo chiedere loro di fare solo volontariato. Spero che nella legge di bilancio ci saranno le risorse; mi auguro che il Governo, nella persona del Sottosegretario, ci dica che si impegna (senza riaprire il dibattito) a definire delle linee guida capaci di recuperare i contributi importanti di questo dibattito e che, a causa del monocameralismo di fatto, non abbiamo potuto concretizzare. Signor Sottosegretario, facciamola questa discussione, così verranno fuori gli interrogativi, la possibilità di una sintesi e di fare un passo in avanti. Il senatore Romeo ha detto che c'è piena disponibilità; ne prendo atto e ho apprezzato questa parte del suo intervento. Non ho invece apprezzato un'altra parte. Senatore Romeo, se dei parlamentari vanno a visitare dei detenuti non è maleducazione civica. In questo Paese c'è una giurisprudenza e c'è un diritto. (Applausi del senatore Rampi ). La nostra giurisprudenza si basa sulla certezza della pena, sull'esecuzione della pena, sull'umanità e sul recupero. (Applausi dai Gruppi Misto e PD) . Smettetela di fare questi discorsi: sono sbagliati e creano problemi al nostro Paese. Difendiamo il senso civico e giuridico del recupero, anche di chi commette reati gravi. Questa è la cultura del nostro Paese e questo è un punto da cui non possiamo tornare indietro. (Applausi dal Gruppo Misto) . IANNONE (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, Fratelli d'Italia voterà a favore del provvedimento in esame, perché, con la presentazione di una proposta di legge, ha contribuito ad affermare la necessità di rafforzare l'insegnamento delle materie di educazione alla cittadinanza. Purtroppo, i continui fatti di cronaca ci dicono che c'è una forte sofferenza sociale tra i giovanissimi, che costituisce una grave lesione della coscienza di cittadino rispetto allo Stato. Quindi, come sempre, abbiamo avuto un approccio costruttivo al problema, che evidentemente è avvertito da tutte le forze politiche, visto il voto unanime già espresso alla Camera dei deputati, seppur con le naturali e sacrosante differenze di approccio e sensibilità esistenti. Noi ci dichiariamo soddisfatti dell'impostazione e dell'impianto del provvedimento, perché siamo profondamente convinti che rendere i giovani maggiormente consapevoli della nostra identità nazionale e del funzionamento delle nostre istituzioni nazionali e locali significa formare, attraverso la scuola, esperienza di vita unica e irripetibile, i cittadini del futuro, che auspichiamo siano migliori. Inoltre, anche a questo proposito abbiamo sostenuto e cercato di dare un contributo sugli aspetti riguardanti l'educazione ambientale, che è un tema epocale, a nostro avviso, in una visione dell'ambiente che non sia arcadica, ma antropocentrica, perché l'uomo deve salvaguardare l'ambiente, in quanto elemento essenziale per il suo sviluppo. Vi è poi l'educazione alla legalità, che deve essere non quella declamata, dei libri da vendere, ma la legalità del vissuto quotidiano di tutti quei cittadini che fanno il proprio dovere e che rappresentano la testimonianza migliore del nostro Stato e della nostra comunità nazionale. Naturalmente vi è anche l'aspetto che riguarda il rispetto delle persone e dei più deboli (e, dunque, quel vincolo di solidarietà che rappresenta l'elemento che tiene insieme la nostra comunità), ma anche delle cose e degli animali. Inoltre, pensiamo sia molto importante svolgere un'azione sui nostri giovani rispetto all'utilizzo dei social e all'accesso al web , così da combattere fenomeni di bullismo, cyberbullismo e altri stili di vita alienante che fanno perdere la dimensione reale e fisica dell'esistenza, senza accrescere quella spirituale. Siamo soddisfatti che già alla Camera dei deputati sia stato recepito il riferimento alla nostra bandiera e all'inno di Mameli. La conoscenza dei simboli della nostra Patria è un presupposto fondamentale per la formazione dei giovani.