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Rileva inoltre che, in base al comma 3, per gli impianti a carbone o olio combustibile i valori limite di emissione nell'atmosfera sono calcolati applicando i valori previsti dalla normativa unionale, in deroga a più restrittivi limiti relativi alle emissioni nell'atmosfera o alla qualità dei combustibili, eventualmente prescritti  sulla base della legislazione nazionale  in via normativa o amministrativa. Il comma 4 - prosegue la relatrice - specifica che il programma di massimizzazione di cui al comma 2 può includere l'utilizzo degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da bioliquidi sostenibili, prevedendo, esclusivamente durante il periodo emergenziale, anche l'alimentazione tramite combustibile convenzionale, in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, fermo restando quanto disposto dal comma 3. Tale deroga è concessa esclusivamente qualora risulti che l'alimentazione a biocombustibili non sia economicamente sostenibile rispetto all'alimentazione a combustibile tradizionale e non consenta l'esercizio degli impianti, considerando la disponibilità e i prezzi dei biocombustibili e l'attuale livello degli incentivi. Si stabilisce contestualmente che l'erogazione dei predetti incentivi è sospesa per il periodo emergenziale di alimentazione a combustibile tradizionale. Segnala peraltro che il Ministro della transizione ecologica adotta le opportune misure per incentivare l'uso delle fonti rinnovabili e che, sino all'adozione dei provvedimenti e degli atti di indirizzo di cui al comma 1, non è riconosciuto alcuno dei detti corrispettivi a reintegrazione degli eventuali maggiori costi di gestione e di stoccaggio sostenuti dagli impianti di produzione di energia elettrica alimentati con i combustibili di cui al citato articolo 5- bis . Dà conto infine dell'articolo 5- ter , che prevede, al comma 1, condizioni agevolate di accesso al Fondo di cui alla legge n. 394 del 1981 per le domande di finanziamento per sostegno ad operazioni di patrimonializzazione, presentate da imprese che - negli ultimi tre bilanci depositati - hanno realizzato un fatturato medio pari ad almeno il 20 per cento del fatturato aziendale totale con operazioni di esportazione diretta verso l'Ucraina, la Federazione Russa e la Bielorussia. Inoltre, ai sensi del comma 2, per i finanziamenti agevolati concessi a valere sul Fondo citato, in favore delle predette imprese nonché di quelle che hanno filiali operative o partecipate dirette in Ucraina, Federazione Russa o Bielorussia può essere disposta una sospensione - fino a dodici mesi - del pagamento della quota capitale e degli interessi delle rate in scadenza nel corso dell'anno 2022, con conseguente traslazione del piano di ammortamento per un periodo corrispondente. Le misure agevolate di cui ai commi 1 e 2 si applicano fino al 31 dicembre 2022, secondo condizioni e modalità stabilite con una o più delibere del Comitato agevolazioni, amministratore del Fondo, tenuto conto delle risorse disponibili e dell'ammontare complessivo delle domande presentate. L'efficacia dell'articolo è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea ai sensi della disciplina sugli aiuti di Stato (comma 3). Propone infine l'espressione di un parere favorevole con raccomandazioni, pubblicato in allegato. Il seguito dell'esame viene quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 DDL 2469 Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 17 marzo. Il presidente GIROTTO comunica che, alla scadenza del termine, sono stati presentati 262 subemendamenti all'emendamento 2.0.1000 del Governo, pubblicati in allegato. Comunica altresì che: l'emendamento 4.0.1 è stato ricollocato come emendamento aggiuntivo all'articolo 22 e conseguentemente rinominato 22.0.3 (già 4.0.1); l'emendamento 13.0.10 è stato ricollocato come emendamento aggiuntivo all'articolo 17 e conseguentemente rinominato 17.0.10 (già 13.0.10); l'emendamento 17.0.8 è stato ricollocato come emendamento aggiuntivo all'articolo 16 e conseguentemente rinominato 16.0.9 (già 17.0.8). I predetti emendamenti sono ripubblicati, con la nuova numerazione, in allegato. Informa inoltre che: la senatrice Tiraboschi ha riformulato l'emendamento 15.6 in un testo 2; la senatrice Rizzotti ha riformulato l'emendamento 16.0.6 in un testo 2; il senatore Mantero ha riformulato l'emendamento 17.0.9 in un testo 2; la senatrice Pirro ha riformulato l'emendamento 18.21 in un testo 2; il senatore Rampi ha riformulato il subemendamento 2.0.1000/53 in un testo 2. Le predette riformulazioni sono pubblicate in allegato. Si intendono dunque ritirati gli emendamenti originari. Avverte quindi che il senatore Zaffini ha ritirato l'emendamento 15.11, il senatore Giacobbe ha ritirato l'emendamento 23.0.4 e il senatore De Bertoldi ha ritirato l'emendamento 27.0.20. Rende poi noto che: il senatore Croatti ha aggiunto la propria firma agli emendamenti 3.15, 3.22, 18.0.7 e 18.0.21 e ai subemendamenti 2.0.1000/102, 2.0.1000/133 e2.0.1000/184; la senatrice De Girolamo ha aggiunto la propria firma agli emendamenti 2.10, 3.15, 3.22, 8.10, 8.11, 8.14, 11.1 e 11.5; la senatrice Maiorino ha sottoscritto il subemendamento 2.0.1000/128; i senatori Fenu e Turco hanno aggiunto la propria firma al subemendamento 2.0.1000/261. Comunica infine di aver sottoscritto gli emendamenti 23.6 e 24.2. Avverte dunque che si procederà alla fase di illustrazione degli ordini del giorno e degli emendamenti presentati, pubblicati in allegato al resoconto della seduta del 17 marzo. Il senatore DURNWALDER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) dà per illustrati tutti i propri emendamenti. Gli emendamenti all'articolo 1 si danno per illustrati. Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2, nonché di quelli volti ad aggiungere articoli dopo l'articolo 2. Sul complesso degli emendamenti relativi all'articolo 2 interviene il senatore MOLLAME ( L-SP-PSd'Az ), rilevando che occorre necessariamente disporre di una mappatura delle concessioni demaniali, al fine di capire l'entità della risorsa e le aziende coinvolte. Il senatore MALLEGNI ( FIBP-UDC ) illustra l'emendamento 2.6, ribadendo a sua volta la questione della scarsità del bene oggetto di concessione. In proposito, rileva che l'articolo 12 della direttiva 2006/123/CE prevede anzitutto la valutazione della scarsità della risorsa, requisito che, a suo giudizio, dovrebbe essere accertato anche con riferimento all'emendamento 2.0.1000.