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- La legge 30 luglio 1998, n. 281, recante "Disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti", è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14 agosto 1998, n. 189. - Per il testo del decreto legislativo 6 aprile 2005, n. 49, vedi le note alle premesse. - Per il testo del decreto legislativo 9 novembre 1998, n. 427, vedi le note alle premesse. - Per il testo del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 185, vedi le note alle premesse. - Per il testo del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 63, vedi le note alle premesse. - Per il testo del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 67, vedi le note alle premesse. - Per il testo del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 84, vedi le note alle premesse. - Per il testo del decreto legislativo 23 aprile 2001, n. 224, vedi le note alle premesse. - Per il testo del decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 172, vedi le note alle premesse. - Per i testi degli articoli 18 e 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, vedi le note alle premesse. - Il testo dell'art. 125 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante "Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia", (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 settembre 1993, n. 230, S.O., come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 125 (Disposizioni varie a tutela dei consumatori). - 1. Le norme dettate dall'art. 1525 del codice civile si applicano anche a tutti i contratti di credito al consumo a fronte dei quali sia stato concesso un diritto reale di garanzia sul bene acquistato con il denaro ricevuto in prestito. 2. Le facoltà di adempiere in via anticipata o di recedere dal contratto senza penalità spettano unicamente al consumatore senza possibilità di patto contrario. Se il consumatore esercita la facoltà di adempimento anticipato, ha diritto a un'equa riduzione del costo complessivo del credito, secondo le modalità stabilite dal CICR. 3. In caso di cessione dei crediti nascenti da un contratto di credito al consumo, il consumatore può sempre opporre al cessionario tutte le eccezioni che poteva far valere nei confronti del cedente, ivi compresa la compensazione, anche in deroga al disposto dell'art. 1248 del codice civile. 4 - 5. (Abrogati). ".