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Qualcuno si è posto il problema di come farla reggere economicamente rispetto agli allievi? È da questo dato che bisogna partire. Dall'altra parte, come possiamo riequilibrare la questione? Si inserisce la questione della scuola pubblica con gestione di tipo privato, come le paritarie; si inseriscono molti, molti temi. Non è quindi solo una questione numerica e di competenza, ma anche di capacità di un Governo di intervenire sui percorsi. Ahimè, il risultato per noi non è soddisfacente, perché vi è la manifesta constatazione della mancanza di collegamento tra la volontà politica e gli effetti delle decisioni politiche. Questo mio intervento odierno è in continuità, se vogliamo, anche rispetto alle considerazioni svolte nella giornata di ieri sul decreto-legge n. 104 del 2020. La situazione di staticità, da un lato, e confusione, dall'altro, la verifichiamo sul passato e - ahimè - sul presente e sui provvedimenti in esame. (Applausi) . Probabilmente nessuno di noi ha la soluzione, ma noi abbiamo delle proposte. Alla maggioranza noi chiediamo di ascoltare anche le nostre posizioni, le nostre proposte, quando diciamo che alcune cose non funzionano, quando diciamo che il reddito di cittadinanza può essere valso come assistenza ma non è valso come politica attiva del lavoro (Applausi) , quando diciamo che le opere pubbliche (e questo, guardate, in vista del recovery fund ha un significato importante e peraltro è stato detto anche da esponenti della maggioranza) non basta prevederle sulla carta. A scuola insegnavo ai miei ragazzi il diagramma di PERT, che dà la sequenza delle azioni, dei controlli e dei monitoraggi, indicando infine la data in cui si riesce a raggiungere l'obiettivo. Noi dobbiamo arrivare, naturalmente nella politica futura, da oggi in avanti, a far sì che, ad esempio, le imprese edili non siano solo studi di avvocati, tanto per capirci. È questo l'obiettivo: che non debbano solo strutturarsi così, perché devono avere gli operai e non gli avvocati. Ecco qual è il nostro obiettivo. (Applausi) . Sarà un obiettivo banale, ma noi ce lo poniamo, proprio leggendo questi dati, i dati del rendiconto e dell'assestamento. Sul rendiconto ho ancora un'annotazione in merito ai residui. Infatti, l'assestamento in teoria dovrebbe servire a chiudere i conti dell'anno prima e a portare l'avanzo o il disavanzo al bilancio successivo con l'accertamento dei residui. La differenza sta nella lettura dei numeri. I residui attivi passano da 204 miliardi a 216 miliardi: un miglioramento numerico. È un vero miglioramento numerico o è l'incapacità di riscuotere? I residui passivi passano da 140 miliardi a 114 miliardi: vuol dire che lo Stato ha pagato. Ma se andiamo a vedere, in realtà è successo che, non avendo pagato per oltre due anni le partite correnti, queste sono finite nei residui perenti. È una situazione che deve essere affrontata alla radice e lo dobbiamo fare proprio perché, rispetto all'assestamento, che in questo caso comincia a incorporare i 100 miliardi (neanche tutti ancora, ma comunque li incorporerà e 75 li incamera tutti) delle scelte già fatte nel 2020 per la grande disgrazia della pandemia, ci stiamo apprestando a fare valutazioni che, da un lato, devono governare - e bene - l'esistente e l'attività ordinaria e, dall'altro lato, puntare a scelte di sviluppo per il futuro. Su queste scelte di sviluppo chiaramente non sappiamo ancora quali siano le intenzioni della maggioranza, ma sappiamo che non ci ascolta. (Applausi) . Ecco perché non possiamo che confermare in questa sede il nostro voto contrario. (Applausi) . RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo in dichiarazione di voto ricordando, prima di tutto, come - e lo vediamo - il dibattito e la discussione generale sull'argomento del rendiconto e dell'assestamento non abbiano suscitato grande interesse. Veniamo tutti dalla maratona durata più di un mese per il decreto agosto e gli altri provvedimenti e ancora ci aspettano il recovery , la legge di delegazione. C'è stato un avanzare affannoso nei lavori proprio perché tantissimi erano i provvedimenti e la mancanza di capacità di organizzare e rispettare la tempistica non garantisce un buon lavoro. Questo vale come principio e lo voglio sottolineare. Venendo ai provvedimenti, in merito al rendiconto 2019, ci limitiamo a prendere atto dei risultati conseguiti con riferimento ai saldi di finanza pubblica riferiti all'esercizio 2019, che presentano sia una riduzione del 1,6 per cento del PIL, dell'indebitamento netto, ma anche un ulteriore incremento delle spese complessive. Non hanno prodotto alcuna incidenza sul rapporto tra debito pubblico e PIL, che rimane invariato al 134,8 per cento. La pressione fiscale complessiva è al 42,4, ma - come ricordava giustamente il collega Pichetto - comprende anche il discorso della rottamazione. È stata gonfiata, quindi, da un provvedimento che ha avuto successo e, pertanto, c'è stato un incremento in quel senso. La pressione fiscale rimane sempre al centro delle proposte della Lega, anche in considerazione del fatto che la riforma del fisco è tra le principali politiche di supporto al Piano nazionale di ripresa e resilienza, attualmente all'esame del Parlamento. Riteniamo debba essere oggetto di approfondite e condivise analisi tra le forze politiche dell'intero arco parlamentare, raccogliendo l'allarme di tutte le categorie che stimano - ad esempio - una total tax and contribution rate del 64,5 per cento su piccole aziende e professionisti. Si tratta di un livello insostenibile. È inutile dire quanto questa situazione, soprattutto in questo preciso momento storico, sia insostenibile e metta a rischio la tenuta dell'intero sistema economico nazionale, che si regge appunto sulla micro, piccola e media impresa. Con riferimento all'assestamento di bilancio 2020, non si può evidentemente non segnalare come noi, forze di opposizione, ci siamo sempre dimostrate responsabili nell'affrontare l'emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica, offrendo una prospettiva diversa da quelle delle forze di Governo, nel tentativo di arricchire il dibattito sulle misure da adottare, avanzando sempre proposte concrete e fattibili, raccogliendo le istanze del tessuto economico e sociale del Paese, senza la necessità di passerelle mediatiche. Si è poi cercato di agevolare il più possibile - questo dovete riconoscerlo assolutamente - la speditezza dei lavori parlamentari per i procedimenti di conversione dei decreti emergenziali senza meri fini ostruzionistici e con il solo scopo di migliorarne i contenuti, assistendo invece - lo ricordavo ancora ieri durante le dichiarazioni di voto sul decreto agosto - a dei ritardi mostruosi legati alle tensioni interne a una maggioranza sempre più litigiosa e, soprattutto, sorda alle proposte dell'opposizione. ( Applausi ).