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Mi rivolgo esattamente a lei, signor Presidente, in quanto rappresentante pro tempore di quello scranno, per dire che l'altro aspetto è il disinteresse più totale alla trattazione del provvedimento da parte dei colleghi. È ovvio e naturale che, dopo 44 voti di fiducia, il parlamentare smetta di fare appello al senso di responsabilità, alla voglia di lavorare e di applicarsi, allo studio e all'elaborazione dei provvedimenti, al sostegno del dibattito prima in Commissione e poi in Aula. Smette di fare il suo lavoro e questo è in capo a tutti, evidentemente in particolare a chi è deputato a salvaguardare il ruolo e il decoro delle istituzioni. Il secondo tema basterebbe solo citarlo; i miei colleghi Calandrini e De Bertoldi sono stati molto chiari, ma lo sono stati anche quelli degli altri Gruppi, che, come la senatrice Toffanin, sono intervenuti sulla vicenda del superbonus al 110 per cento, che si commenta da sola. Voi fate danni e siete maledettamente dannosi nel quadro dell'attuale situazione sociale, politica ed economica del Paese (come piace chiamarlo a voi, ma io lo chiamo Italia, Nazione). È veramente difficile aggettivare il tipo di atteggiamento di un Governo che, intervenendo su un provvedimento, penalizza un settore che aveva mostrato timidi segnali di ripresa. Su tutti i provvedimenti recanti bonus che andavano colpiti, quello sul 110 per cento era l'ultimo da dover trattare, anzi l'unico da non dover trattare, perché, se ci sono evasione, truffa e inganno, ciò avviene su altri bonus, che invece lasciate inalterati. Voi giocate a rovescino. Mi chiedo se il rappresentante del Governo conosca il gioco del rovescino, una variante del tressette. Voi giocate a rovescino! Adottate provvedimenti che vanno al contrario rispetto al normale buon senso. A fronte di un dibattito già condizionato e pesantemente taglieggiato dal voto di fiducia e dalla sfiducia dei colleghi rispetto a quello che accade in Aula, il rappresentante del Governo non prende neanche nota, perché la sua presenza in questa sede è inutile. Sta qui per dovere di presenza, per un dovere legato al Resoconto stenografico e io parlo per lo stesso dovere. Questo Governo, rispetto a quello che suggerisce il minimo dibattito parlamentare superstite - e sottolineo l'aggettivo - capisce poco, tardi e male. Meglio sarebbe se non capisse proprio niente di quello che gli suggeriamo nei vari provvedimenti con emendamenti, osservazioni e ordini del giorno, secondo la normale attività di una democrazia, con le istituzioni che funzionano. Capisce tardi e male; si rende conto dell'esistenza del problema, ce lo certifica nei provvedimenti e poi adotta una soluzione - o, meglio, pensa di darcene una - che è proprio lontana anni luce dall'essere tale. È peggio. È come quando, ai colloqui scolastici, gli insegnanti dicevano a mia madre: non fa niente, ma è peggio, perché sarebbe anche capace di fare. Il tema è questo. Voi siete peggio dello scolaro che purtroppo non fa niente, ma sarebbe intelligente e anche capace di fare. Faccio un esempio riferendomi alle risorse erogate alle Regioni per il Covid, con un provvedimento che voi definite ultimativo, a titolo definitivo, come a dire: ti do questi quattro spicci e non me ne chiedere più. Voi erogate ulteriori 400 milioni su un titolo per cui solo l'Umbria, la mia Regione (che, con i suoi 900.000 abitanti, ha un peso relativo), deve prendere 110 milioni, ma - attenzione - già decurtati e scontati. Non è che a causa del Covid, in aggiunta al fondo sanitario regionale, ne ha spesi 110; ne ha spesi molti di più (circa 300 milioni aggiuntivi) e ne deve recuperare 110. Voi ne mettete 400 per tutte le Regioni italiane. L'Emilia-Romagna del collega Errani, che mi guarda, deve prenderne 700. Allora mi chiedo, rappresentante del Ministero dell'economia e della finanze, ma chi ce li deve mettere questi soldi? Chi? Chi ce li deve mettere questi soldi? Sono soldi spesi dalle Regioni, non promessi; sono spesi, già rendicontati. Chi più furbo, chi meno furbo, ma voi dovete controllare, siete deputati a questo. Chi più furbo, chi meno furbo, si tratta comunque di denaro rendicontato. Come fate a dire di mettere 400 milioni a titolo definitivo? Come a titolo definitivo? Allora le Regioni vanno in dissesto. Devono andare in dissesto. Voi state annunciando che tutte le Regioni d'Italia andranno in dissesto. Si parla infatti di titolo definitivo e non che, come per tutte le altre cose che ci venite a raccontare, ci rimetterete mano con il prossimo provvedimento, come avete fatto sempre. Non è che si è detto di non preoccuparci, perché si è consapevoli del problema, che sarà discusso al prossimo provvedimento. No, Presidente: stavolta c'è scritto a titolo definitivo. Non c'è più trippa per gatti. Da dove viene quest'arroganza nei rapporti istituzionali? Dov'è la sana e corretta collaborazione tra le Istituzioni e gli enti? Dov'è? E come mai si è così sicuri che si può parlare in questo sciagurato Paese a titolo definitivo? Qui di definitivo non c'è niente. Ci sono solo la vostra incapacità e la vostra inconsistenza, senza alcuna attenuante. Signor Presidente, avrei da parlare un'altra mezz'ora, perché ho preso tanti appunti su un provvedimento che voi della maggioranza ipertrofica giudicate insignificante. Ho fatto solo l'esempio delle Regioni. Riconoscete che si devono indennizzare gli eventi avversi da vaccini per chi si è vaccinato fuori dall'obbligo (che, presupponendo un trattamento sanitario, è quindi già indennizzato di suo, forse). Mettete quindi denaro per indennizzare gli eventi avversi da vaccini. Bene, sapete quanto date per l'evento avverso ai familiari di un deceduto? Anche se i numeri totali sono tutti da vedere ricordo, che in Italia abbiamo registrato oltre 150.000 decessi. Sapete quanto date con il provvedimento al nostro esame, ai familiari di un deceduto, una tantum ? 77.000 euro. Vergogna, vergogna, vergogna. Per quanto riguarda la vicenda delle famiglie dei professionisti, non posso che sottoscrivere quello che ha detto la collega Cantù. Ci stiamo ancora trascinando il fatto di riconoscere un equo indennizzo ai familiari dei sanitari che sono deceduti per colpa dello Stato, che non ha fornito i dispositivi di protezione individuale (DPI), costringendoli a lavorare in condizioni massacranti, diciamo per colpa dell'epidemia, se vogliamo l'attenuante generica. Ancora stiamo a litigare sugli indennizzi dei sanitari deceduti a causa della prima e della seconda ondata del Covid. Se prima ho detto vergogna tre volte, stavolta dovrei dirlo cinque, ma non lo faccio; risparmio tempo. Avete deciso di finanziare le mascherine per gli studenti, senza chiarire che è lo Stato che deve fornirle. Le avete finanziate. Ricordo che è passato un ordine del giorno di Fratelli d'Italia. Tutto quello che infatti c'è scritto nel provvedimento al nostro esame, Presidente, era stato affrontato da emendamenti di Fratelli d'Italia alla legge di bilancio e ai vari provvedimenti precedenti.