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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto il regio decreto-legge 14 giugno 1925, n. 884, convertito nella legge 18 marzo 1926, n. 562, sulla costituzione dell'Azienda di Stato per i servizi telefonici, e successive modificazioni; Visto l'art. 13, terzo comma, della legge 28 aprile 1983, n. 133, che approva lo stato di previsione dell'entrata e quello della spesa dell'Azienda di Stato per i servizi telefonici, per l'anno finanziario 1983; Visto l'art. 2 della legge 10 aprile 1954, n. 189, concernente la disciplina e la finalità del fondo di riserva per le spese impreviste della cennata Azienda; Considerata l'insufficienza degli stanziamenti di taluni capitoli del suddetto stato di previsione della spesa, riguardanti oneri per il personale in quiescenza e per l'acquisto di beni e servizi, per i quali non fu possibile una previsione adeguata all'atto della presentazione del bilancio stesso; Considerato, altresì, il carattere di assoluta necessità di siffatte spese, le quali, non possono essere prorogate senza detrimento del pubblico servizio; Visto che il fondo di riserva dell'Azienda di Stato per i servizi telefonici presenta una disponibilità di L. 800.000.000, depositate in conto corrente presso la tesoreria centrale; Sentito il consiglio di amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni, di concerto con il Ministro del tesoro; Decreta: Art. 1 L'Azienda di Stato per i servizi telefonici è autorizzata a prelevare dal proprio fondo di riserva per le spese impreviste, esistente presso la tesoreria centrale, la somma di L. 800.000.000 per far fronte, per l'anno finanziario 1983, ai maggiori oneri indicati nel successivo art. 2.