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mentre Achille Lauro, come era prevedibile, irrideva al battesimo, facendone una sceneggiata priva del più elementare buon gusto, Fiorello, forse più consapevole o comunque con un possibile desiderio di riequilibrare la provocazione, interpellava "L'Osservatore Romano", il più cattolico di tutti i quotidiani, in quanto edito dalla stessa Santa Sede; solo l'antica e consolidata saggezza della Chiesa ha permesso di raccogliere la provocazione, facendo notare come il cantante, volendo essere trasgressivo, si era rifatto all'immaginario cattolico, dal momento che non esiste niente di più trasgressivo e rivoluzionario del messaggio evangelico; e con una ironia, elegante ed efficace, ha citato la famosa recita in ginocchio del Padre nostro di David Bowie e "L'Osservatore Romano" concludeva il suo breve e niente affatto polemico intervento, ribadendo una vecchia massima: "Non ci sono più i trasgressori di una volta"; impossibile non notare la profonda contraddizione degli organizzatori, e soprattutto della Direzione artistica, per come sta trattando l'articolo 3 della nostra Costituzione: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli (...) che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana"; non c'è dubbio che la superficialità e in alcuni casi la volgarità con cui si mettono in ridicolo principi, tradizioni e valori della Chiesa italiana, contraddice lo spirito dell'articolo 3 della Costituzione ed è assolutamente intollerabile che ciò avvenga, soprattutto nella televisione di Stato, nelle ore di massimo ascolto, in modo del tutto gratuito ed irriverente, senza che i dirigenti RAI abbiano previamente concordato con la direzione artistica i confini entro cui muoversi, non per fare della censura, ma per rispettare la Costituzione, si chiede di sapere, dal momento che episodi come quelli descritti si ripetono regolarmente di anno in anno, sia pure in modi diversi e su aspetti diversi, come intenda il Ministro in indirizzo, nell'ambito delle proprie attribuzioni relative al contratto di servizio con la RAI, intervenire perché l'azienda, chiunque sia il direttore artistico, non consenta mai più l'offesa a valori fondamentali della nostra cultura e tradizione e affinché preveda, a sua volta, norme contrattuali esplicite ed improntate alla dignità del popolo italiano ed in particolare dei credenti. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06553 PARAGONE Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: in data 20 gennaio 2022, il Ministro in indirizzo ha firmato due decreti (n. 38 e n. 40 del 20 gennaio 2022) autorizzando attività industriali della società belga Solvay a Rosignano (Livorno). Come riportato dal quotidiano "Libero" il 1° febbraio e da "il Fatto Quotidiano" il 2 febbraio, le due autorizzazioni concesse dal Ministero della transazione ecologica recano la firma di un ministro che fino al 13 febbraio 2021, data della nomina, era stato un alto dirigente della società Leonardo S.p. A. e, in questo ruolo, aveva concluso il 2 febbraio 2021 un importante accordo strategico nella ricerca di base di cui egli stesso dava comunicazione al mercato; queste nuove autorizzazioni, concesse 5 anni prima della naturale scadenza, hanno di fatto consentito di estendere i permessi dal 2027 (data di scadenza della precedente autorizzazione ambientale integrata concessa nel 2015) al 2034; nella nuova autorizzazione non sarebbero stati riportati i riferimenti presenti nella precedente autorizzazione integrale ambientale sulla mancata applicazione delle best available technique (BAT), emesse dalla Comunità europea, con riguardo alla dispersione dei solidi sospesi in ambiente marino, alla diluizione dei metalli sversati a mare con prelievi di acqua di mare a monte dello stabilimento, sull'assenza di dispersione per effetto dei bassi fondali e di deboli correnti marine, sul mancato rispetto dei limiti di concentrazione su un particolare metallo pesante (borhum) e sulla morfologia della costa (le "spiagge bianche" di Rosignano) con "l'arenile locale costituitosi su discariche industriali"; con un comunicato del 1° febbraio 2022, il Ministero ha negato che potesse ravvisarsi un conflitto d'interesse per il rinnovo anticipato e relativa esenzione delle autorizzazioni concesse a Solvay in quanto: "nel suo precedente ruolo di responsabile della Ricerca e Innovazione di Leonardo, il ministro Cingolani aveva lanciato un programma di ricerca e sviluppo non commerciale tra Leonardo e Solvay sui polimeri per applicazioni aeronautiche e che non prevedeva alcun finanziamento fra le parti"; considerato che: Solvay SA e Leonardo S.p. A. non sono organizzazioni no profit , ma importanti società quotate il cui capitale è detenuto per la maggioranza da soci privati e le cui attività di ricerca e sviluppo sono strettamente finalizzate ad individuare sbocchi commerciali; il Ministro in indirizzo, con il suo ultimo tweet inviato da dirigente di Leonardo S.p. A. 11 giorni prima di diventare Ministro, ha comunicato come l'accordo tra Leonardo e Solvay, annunciato il 2 febbraio 2021, rappresentasse un passo significativo nella ricerca di materiali avanzati che sono parte dei programmi di ricerca e sviluppo di Leonardo; a parere dell'interrogante, l'assenza di finanziamento non avrebbe rilevanza sulla significatività commerciale dell'accordo; sempre nello stesso comunicato del Ministero si è appreso che: "la revisione dell'AIA è stata disposta dal precedente governo nel marzo 2018, ben prima che si costituisse il Ministero della Transizione Ecologica e che il prof. Roberto Cingolani diventasse Ministro", circostanza che, in ogni caso, non rileverebbe sulla responsabilità di chi, in concreto, ha rilasciato l'autorizzazione dell'autorizzazione nell'ambito di un procedimento già avviato; stando a quanto si apprende per come rappresentato negli articoli di "Libero" e de "il Fatto Quotidiano", il ministro Cingolani era stato messo ripetutamente in guardia dalle criticità ambientali dello stabilimento di Solvay a Rosignano nel corso del 2021 dagli esposti indirizzati dal fondo Bluebell capital partners, guidato da Giuseppe Bivona, ma anche in virtù dell'interrogazione parlamentare rivolta al Ministero nel luglio 2021 e della segnalazione al Governo da parte del relatore speciale delle Nazioni Unite sulle implicazioni per i diritti umani della gestione e dello smaltimento ecocompatibile di sostanze e rifiuti pericolosi, Marcos A. Orellana, nel dicembre scorso, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda chiarire per quale motivo abbia rinnovato ed esteso le autorizzazioni a Solvay per lo stabilimento di Rosignano 5 anni prima della loro naturale scadenza; per quale motivo la nuova autorizzazione abbia visto rimossi i riferimenti alle criticità ambientali, presenti nell'autorizzazione integrata ambientale del 2015 decaduta per effetto della nuova. Atto n. 4-06554 DE VECCHIS CASOLATI PITTONI PAZZAGLINI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: