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Sono certo che su tante altre iniziative ci sarà lo stesso spirito volto all'affermazione di un principio che per noi è perenne e immutabile: la bellezza è un frammento di eternità che ci aiuta a vivere. Per questi motivi, ribadisco che il voto del Gruppo Fratelli d'Italia al provvedimento in esame sarà favorevole. (Applausi) . LAFORGIA (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAFORGIA (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, noi voteremo a favore del provvedimento in esame, recante la dichiarazione di monumento nazionale del Teatro Regio di Parma, nella consapevolezza che questo passaggio può sembrare distonico e distante rispetto alla portata della vicenda nella quale siamo immersi (mi riferisco al conflitto, alle questioni internazionali, all'economia e alle questioni riguardanti le condizioni materiali delle persone). Ai più quello in esame può forse sembrare un provvedimento secondario, tuttavia, a ben guardare, così non è, perché dichiarare monumento nazionale un teatro come quello di Parma vuol dire riconoscere non solo la bellezza del bene in sé, ma anche il valore della memoria che esso esprime e che è sempre memoria collettiva non solo di un territorio ma - proprio perché monumento nazionale - di un intero Paese e di una comunità nazionale. A proposito delle vicende drammatiche nelle quali siamo immersi, c'è una scena, tra le tante, che mi ha colpito in queste settimane di conflitto. Mi riferisco alla scena che mostra cittadine e cittadini ucraini che nelle maggiori città di quel Paese, alla vigilia dei bombardamenti, hanno pensato bene di provvedere alla sicurezza non solo di sé e dei propri cari attraverso la costruzione di rifugi e di tutto ciò che poteva servire a metterli al riparo, ma persino materiale dei principali monumenti delle maggiori città ucraine. È una cosa che mi ha colpito molto, perché evidentemente si è trattato di proteggere non il bene materiale, ma il senso e l'idea di una memoria collettiva. Ogni popolo, ogni Nazione, ogni storia ha da difendere i suoi valori attraverso simboli che sono materiali, ma che diventano immateriali nella loro precipitazione nella dimensione della memoria collettiva. Ci troviamo, anche in questo caso, davanti a un fatto di tale portata. Il Teatro viene inaugurato il 16 maggio 1829 con l'opera «Zaira» del maestro Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani; peraltro un'opera che in quell'esordio non riscuote grande successo, come d'altronde è capitato a molte opere che poi sono diventate molto famose e importanti nel corso del tempo. Questa dichiarazione fa il paio in fondo con quella di monumento nazionale fatta i primi del secolo con la legge 3 febbraio 1901, n. 26, della casa natale di Giuseppe Verdi a Busseto. In effetti entrambi sono luoghi simbolo per Giuseppe Verdi e il loro intreccio è indissolubile, a dire, una volta di più, che sia che siamo di fronte a qualcosa che riguarda il valore di un territorio, delle biografie che lo hanno attraversato, ma sicuramente anche a qualcosa che significa molto per un intero Paese. Per tale ragione potrà essere secondario - per quanto ho detto probabilmente il provvedimento non lo è - ma di sicuro è una cosa di cui i cittadini di Parma andranno orgogliosi e di cui forse dovremmo esserlo anche noi che questo passaggio stiamo assecondando. (Applausi) . COLLINA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, anche il Gruppo Partito Democratico oggi ritiene importante procedere all'approvazione della legge che consente di considerare monumento nazionale il Teatro Regio di Parma. I monumenti nazionali, nella maggior parte dei casi, rappresentano una testimonianza del passato che la nostra Nazione ha interesse a mantenere viva. In questo caso però abbiamo un luogo vivo, un luogo che vive nella quotidianità del nostro tempo, che testimonia le radici del nostro Paese dal punto di vista non solo delle pietre, del monumento, di un pezzo di storia, ma anche del tessuto, della produzione culturale e della creatività del nostro territorio. Credo quindi sia un fatto simbolico importante; non solamente un monumento del tempo passato, ma un luogo vivo della città di Parma e - direi - dell'intera Nazione. Nel Teatro Regio di Parma sono passati tanti fatti importanti nell'ambito della cultura italiana. Pensiamo solamente alle celebrazioni verdiane e a quanto il Teatro Regio di Parma abbia significato per la storia della musica italiana. Credo però ci sia anche un altro elemento che bisogna sottolineare nel momento così difficile e complicato che stiamo vivendo. Spesso ci chiediamo come si fa a promuovere la pace. Per promuovere la pace si deve passare necessariamente attraverso la cultura, l'arte e la bellezza e, se vogliamo trovare oggi un motivo in più per approvare questo disegno di legge, per noi in Italia c'è anche tale significato. Nel momento così grave che stiamo vivendo stiamo dicendo al mondo che l'arte e la cultura sono da promuovere, da riconoscere e valorizzare; sono un elemento importante per promuovere la cultura della pace e la convivenza pacifica nelle comunità. Andare a teatro poi, in un momento come quello attuale, dopo due anni di chiusura degli spazi culturali, e ripartire, riconoscendo a un teatro lo status di monumento nazionale, credo sia un ulteriore aspetto da sottolineare. Se tante volte in Parlamento ci occupiamo di cose che possono essere ritenute un po' sganciate dal contesto e dalla vita che nel complesso stiamo vivendo, penso che oggi stiamo facendo invece una cosa molto centrata, che ha tanti significati e tanto valore. Si tratta di riconoscere non solo un monumento nazionale, ma anche un qualcosa intimamente collegato alla vita del nostro Paese: vale a dire la cultura come testimonianza delle nostre radici e come promozione della pace e della vita comunitaria che vogliamo si affermi non solo in Italia, ma nel mondo intero. (Applausi) . AIMI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signora sottosegretario Lucia Borgonzoni, colleghi, anche per il Gruppo Forza Italia è importante poter parlare oggi in Aula di un provvedimento che - come mi pare di capire anche dalle dichiarazioni di voto - rappresenta un momento di unità indirizzato verso la cultura di questo Paese straordinario e meraviglioso che la natura ha posto al centro del Mediterraneo. Siamo tra il Nord e il Sud del mondo; rappresentiamo il 50 per cento delle terre emerse e l'83 per cento della popolazione mondiale e siamo stati capaci nel tempo di realizzare cose sublimi e inimmaginabili: basti pensare che possediamo oltre il 70 per cento delle bellezze artistiche. Riconoscere dunque oggi con questo provvedimento il Teatro Regio di Parma come monumento nazionale ha un'importanza davvero alta, perché Parma non è solamente una città di grande e straordinaria bellezza, ma ha una tradizione culturale e musicale tutta sua, particolarissima. Basti pensare che già aveva un teatro del 1689, il Teatro ducale. Quando poi, dopo la restaurazione, nel 1816 arrivò Maria Luigia, duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla - regnerà fino alla sua morte nel 1847 - portò una ventata di cultura e amore.