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in data 22 gennaio 2019 le commissioni 1ª e 8ª riunite del Senato, in merito alla discussione del provvedimento AS 989, recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione", hanno approvato un emendamento, 3.0.57 (testo 2), che prevedeva l'estensione di 15 anni per le concessioni insistenti sulle acque interne, in coerenza con le disposizioni previste dalla legge di bilancio per il 2018 sulle concessioni demaniali marittime; in occasione dell'esame del provvedimento in Aula, l'emendamento è stato dichiarato inammissibile per estraneità della materia; l'equiparazione tra la situazione delle concessioni marittime e quella delle acque interne rappresenta una necessità al fine di tutelare, con le stesse modalità, il futuro delle diverse realtà produttive che sono coinvolte nelle dinamiche descritte, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda valutare per rispondere a tali esigenze. Atto n. 4-01486 D'ARIENZO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la circolare dell'Agenzia delle entrate n. 11 del 21 maggio 2014, con riferimento all'articolo 26 del testo unico delle imposte sui redditi (di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986), ha ribadito che i redditi fondiari sono imputati al possessore indipendentemente dalla loro effettiva percezione; in base a tale principio anche per il reddito da locazione non è richiesta, ai fini dell'imponibilità del canone, la materiale percezione del provento; di conseguenza, ove il reddito fondiario sia costituito da canoni di locazione, non rileva il canone effettivamente percepito dal locatore, bensì l'ammontare di esso contrattualmente previsto per il periodo di imposta di riferimento; tuttavia per le sole locazioni di immobili ad uso abitativo, l'articolo 8, comma 5, della legge n. 431 del 1998, introducendo due periodi al citato articolo 26 del testo unico, ha stabilito che i relativi canoni, se non percepiti, non concorrono alla formazione del reddito complessivo del locatore dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida dello sfratto per morosità del conduttore; conseguentemente, detti canoni non devono essere riportati nella relativa dichiarazione dei redditi se, entro il termine di presentazione della stessa, si è concluso il procedimento di convalida di sfratto per morosità e, nel caso in cui il giudice confermi la morosità del locatario, viene riconosciuto un credito di imposta di ammontare pari alle imposte versate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti; tuttavia non è prevista una disposizione analoga per le locazioni di immobili diversi da quello abitativo; per detti immobili il relativo canone, ancorché non percepito, va comunque dichiarato nella misura in cui risulta dal contratto di locazione e fino a quando non intervenga una causa di risoluzione del contratto medesimo; le relative imposte assolte sui canoni dichiarati, ma non percepiti, non potranno essere recuperate; la sentenza n. 362 del 2000 della suprema Corte di cassazione, esaminando le modifiche apportate dall'articolo 8 della legge n. 431 all'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986 (in base al quale il canone se non percepito è escluso dalla formazione del reddito, dal momento della conclusione della formazione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore e le imposte assolte sui canoni possono essere recuperate) ha concluso che non possono trovare applicazione ai contratti di locazione ad uso non abitativo; appare evidente che ci si trova di fronte ad una palese disparità di trattamento fiscale, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per armonizzare la normativa, estendendo il contenuto dell'art. 26 del testo unico delle imposte sui redditi anche alle locazioni di natura diversa da quella abitativa. Atto n. 4-01487 MALLEGNI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la navigazione da diporto italiana è stata regolamentata per la prima volta con il decreto legislativo n. 171 del 2005, recante "Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172"; il codice è stato oggetto di una profonda revisione e integrazione con il decreto legislativo n. 229 del 2017, che è stato emanato sulla base della legge delega n. 167 del 2015, ed è entrato in vigore il 13 febbraio 2018; con decreto del Presidente della Repubblica n. 152 del 2018, è stato introdotto il sistema telematico centrale della nautica da diporto, tassello principale della riforma sulla nautica; il sistema telematico centrale della nautica da diporto (SISTE) introduce una radicale semplificazione e razionalizzazione nel settore della nautica, prevedendo l'informatizzazione della tenuta dei registri di iscrizione delle unità da diporto, precedentemente gestiti in formato cartaceo in ciascun circondario marittimo, e la cessione delle relative competenze ad un'unica autorità centrale competente su tutto il territorio nazionale; tale sistema telematico costituisce un risultato importante, ma non esaustivo delle norme contenute nel nuovo codice della nautica; non sono stati ancora emanati i decreti attuativi in materia di: requisiti psicofisici per il conseguimento e il rinnovo delle patenti nautiche; portualità legata alla piccola nautica; "punti d'ormeggio" e adozione della bandiera italiana per le unità da diporto, che risultano altrettanto importanti per gli operatori della nautica; a causa di questo ritardo, gli operatori della filiera della nautica non hanno ancora a disposizione regole e istruzioni chiare per operare correttamente sul mercato, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di velocizzare il meccanismo di emanazione dei decreti attuativi, i cui ritardi si ripercuotono sulla complessa filiera della nautica, sulle imprese che la compongono, sui lavoratori e, non ultimo, sui benefici ambientali e di sicurezza per l'intera collettività. Atto n. 4-01488 DE VECCHIS Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta dall'interrogante: il 21 marzo 2019 si è registrato l'ennesimo caso di violenza sul territorio nazionale; i fatti si sono verificati nei pressi dell'istituto "De Felice", storico palazzo nel centro di Catania, sede dell'istituto tecnico-commerciale fondato nel 1919; nei pressi del palazzo, in particolare, circa 30 estremisti della sinistra extraparlamentare etnea, vicina ai centri sociali del posto, hanno aggredito un giovane militante di "Assalto studentesco", procurandogli una frattura allo zigomo e una prognosi di 30 giorni ; episodi simili riportano, amaramente, a tempi ed epoche che dovrebbero essere ormai definitivamente superate; il mondo delle istituzioni non può assistere all'ennesimo caso di violenza ai danni di un giovane cittadino, si chiede di sapere: