[pronunce]

- di essere titolare, per l'esercizio degli impianti produttivi siti in Priolo Gargallo, di un'AIA rilasciata dal Ministero dell'ambiente il 1° aprile 2021 e attualmente oggetto di riesame parziale, con specifico riferimento alla gestione dei reflui, giusta procedimento amministrativo avviato il 1° dicembre 2022; - di essere, nel procedimento a quo, indagata per l'illecito amministrativo dipendente da reato di cui agli artt. 21 e 25-undecies, comma 1, lettera b), del d.lgs. n. 231 del 2001, in relazione al delitto di disastro ambientale connesso al deterioramento delle matrici aria ed acqua (art. 452-quater cod. pen.). Versalis spa osserva, inoltre, che il d.interm. 12 settembre 2023 avrebbe «pre[so] atto delle iniziative autonomamente adottate dalle Società per il distacco dei propri stabilimenti dagli impianti di depurazione di Priolo Gargallo, riservandosi tuttavia la possibilità di introdurre limiti specifici per le sostanze Fenoli, Idrocarburi totali e Solventi organici aromatici con riferimento sia agli scarichi gestiti da Priolo Servizi sia ai reflui in uscita dagli impianti produttivi delle coinsediate»; e che tale decreto non risulta essere stato impugnato da alcuno, né innanzi alla giurisdizione amministrativa, né con ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica. 5.2.- Anche questa parte eccepisce l'inammissibilità delle questioni. 5.2.1.- Sarebbe anzitutto carente la motivazione sulla rilevanza: il rimettente non avrebbe chiarito se egli si ritenga o meno titolare del potere di autorizzare la prosecuzione dell'attività produttiva nell'ambito della procedura di riconoscimento dell'interesse strategico nazionale e di definizione dei criteri di bilanciamento; né avrebbe valutato in modo adeguato «il rapporto tra gli atti amministrativi contenenti le prescrizioni dirette al bilanciamento dei valori in questione ed il potere del giudice di valutare il rilascio dell'autorizzazione in presenza o meno di un concreto pericolo per la salute e l'incolumità pubblica, ovvero per la salute o la sicurezza dei lavoratori, non evitabile con alcuna prescrizione». 5.2.2.- Il giudice a quo sarebbe altresì incorso in un'aberratio ictus, avendo censurato non tanto il disposto dell'art. 104-bis, comma 1-bis.1, norme att. cod. proc. pen. - solo formalmente oggetto del dubbio di legittimità costituzionale - quanto piuttosto le scelte di bilanciamento compiute dal d.interm. 12 settembre 2023. Uno scrutinio su di esse sarebbe tuttavia precluso, atteso che «le opinioni del giudice, anche se fondate su particolari interpretazioni dei dati tecnici a sua disposizione, non possono sostituirsi alle valutazioni dell'amministrazione sulla tutela dell'ambiente, rispetto alla futura attività di un'azienda, attribuendo in partenza una qualificazione negativa alle condizioni poste per l'esercizio dell'attività stessa, e neppure ancora verificate nella loro concreta efficacia» (è citata la sentenza n. 85 del 2013 di questa Corte); 5.2.3.- Sarebbe infine insufficiente la motivazione in ordine alla non manifesta infondatezza, perché il giudice a quo avrebbe «confuso i contenuti della norma legislativa e quelli dell'atto amministrativo, addebitando alla prima ciò che, in effetti, è proprio del secondo» e non spiegando, di conseguenza, i motivi per cui l'art. 104-bis, comma 1-bis.1, norme att. cod. proc. pen. sarebbe contrario ai parametri costituzionali evocati. 5.3.- Nel merito, Versalis spa ritiene le questioni non fondate. 5.3.1.- L'art. 104-bis, comma 1-bis.1, norme att. cod. proc. pen. esprimerebbe una corretta ripartizione di competenze tra poteri pubblici nell'individuazione del bilanciamento tra gli interessi coinvolti, rimettendo peraltro all'autorità giudiziaria «la decisione ultima in ordine alla correttezza in concreto del bilanciamento di interessi operato nell'esercizio delle funzioni amministrative affidate alle sedi ministeriali competenti». Da un lato, il legislatore non avrebbe conferito agli organi ministeriali alcuna «delega in bianco» ad autorizzare la prosecuzione dell'attività produttiva, ma avrebbe invece «vincolato l'azione ministeriale» ad esigenze di bilanciamento. Dall'altro lato, la disposizione censurata non introdurrebbe alcun obbligo per il giudice «di avallare ipso iure il bilanciamento operato in sede ministeriale e di autorizzare necessariamente la continuazione dell'attività». Dall'ultimo periodo del comma 1-bis.1 e dal comma 1-bis.2 dell'art. 104-bis norme att. cod. proc. pen. si evincerebbe che, pur a fronte dell'adozione di misure di bilanciamento nell'ambito della procedura di riconoscimento dell'interesse strategico nazionale, il giudice può negare l'autorizzazione alla prosecuzione dell'attività, laddove ritenga comunque sussistente un «concreto pericolo per la salute o l'incolumità pubblica ovvero per la salute o la sicurezza dei lavoratori non evitabile con alcuna prescrizione». La sussistenza di tale facoltà risulterebbe comprovata dalla previsione della legittimazione dei ministeri competenti a impugnare il provvedimento di esclusione o di revoca dell'autorizzazione. 5.3.2.- Inoltre, la disciplina censurata sarebbe pienamente conforme ai principi ritraibili dalle sentenze n. 85 del 2013 e n. 58 del 2018 di questa Corte, atteso che il d.interm. 12 settembre 2023 non avrebbe autorizzato la prosecuzione dell'attività da parte di ISAB srl e di IAS s.p.a alle medesime condizioni che avevano determinato il sequestro, ma l'avrebbe sottoposta a vincoli e verifiche più stringenti rispetto a quelli già previsti dalla vigente disciplina generale. Segnatamente: - l'autorizzazione alla prosecuzione dell'attività risulterebbe limitata al periodo di trentasei mesi ritenuti necessari per gli interventi di adeguamento degli «impianti TAS, nonché per la realizzazione degli impianti finalizzati al riutilizzo delle acque reflue» da parte di ISAB srl e Priolo Servizi scpa (art. 2, comma 3, del decreto interministeriale in parola); - ISAB srl sarebbe tenuta a rispettare i valori limite di emissione per i metalli riportati nella Tabella 3, colonna "scarico rete fognaria", dell'Allegato 5 alla Parte III del d.lgs. n. 152 del 2006 e i parametri di cui alla Tabella 5 del medesimo Allegato, con solo alcune limitate deroghe per fenoli, idrocarburi totali e solventi organici aromatici (parametri per i quali sarebbe prevista la fissazione, in sede di AIA, di un limite massico annuo); - sarebbero state introdotte verifiche di rispetto dei valori limite di emissione con il criterio della media mensile dei valori ottenuti da ciascun campione giornaliero, imponendosi altresì l'introduzione di valori massici annuali (art. 2, commi 1 e 2); - sarebbe affidato all'ISPRA, con il supporto dell'ARPA della Regione Siciliana, il costante monitoraggio delle misure e delle attività previste (art. 3);