[ddlpres]

3 Sono parti altresì coloro che nel processo tributario intervengono volontariamente, su istanza di una delle parti originarie o per ordine del giudice, nei casi previsti dalla legge. 18 (Capacità di stare in giudizio) 1 Chi ha emesso l'atto impugnato sta in giudizio nella persona del suo legale rappresentante o di soggetto da esso generalmente o specificamente delegato secondo le disposizioni del proprio ordinamento interno. 2 Le parti diverse da quelle indicate nel comma 1 possono stare in giudizio anche mediante procuratore generale o speciale. 19 (I difensori delle parti) 1 Le parti diverse dalle agenzie fiscali, dai comuni e dagli altri soggetti ai quali sia riconosciuta per legge la facoltà di difendersi autonomamente, anche attraverso l'Avvocatura dello Stato o altri uffici interni previsti dai rispettivi ordinamenti, debbono essere difese in giudizio da un difensore abilitato. 2 Sono abilitati alla difesa davanti ai giudici tributari di primo e di secondo grado, se iscritti nei rispettivi albi, gli avvocati, i dottori commercialisti e i consulenti del lavoro non dipendenti da pubbliche amministrazioni. 3 Sono abilitati alla difesa nei giudizi di primo e di secondo grado aventi ad oggetto controversie catastali, se iscritti nei rispettivi albi professionali, anche gli ingegneri, gli architetti, i geometri, i periti edili, gli agrotecnici e i periti agrari. 4 Possono altresì difendere le parti nei giudizi tributari di primo e di secondo grado gli spedizionieri doganali per le materie concernenti i tributi amministrati dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli. 5 Davanti ai giudici tributari di primo e di secondo grado, oltre a quelli indicati ai commi da 2 a 4, possono svolgere attività difensiva soltanto i soggetti ai quali l'abilitazione alla difesa è riconosciuta dalla legge, nei limiti previsti dalla legge medesima. 6 Davanti al giudice tributario di terzo grado la difesa è riservata ai soli avvocati iscritti nell'apposito albo. La legge determina le condizioni e le modalità per l'accesso di altri soggetti allo svolgimento di attività difensive davanti a questo giudice. 7 I soggetti abilitati alla difesa davanti ai giudici tributari possono stare in giudizio personalmente. 8 Ai difensori di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 l'incarico è conferito dalla parte con atto pubblico o con scrittura privata autenticata. L'incarico può essere conferito anche mediante apposita procura in calce o a margine di un qualsiasi atto del processo, nel qual caso la sottoscrizione autografa è certificata dallo stesso difensore incaricato. All'udienza pubblica l'incarico può essere conferito oralmente, dandosene atto a verbale. 9 L'incarico al difensore può essere sempre revocato dalla parte che l'ha conferito e il difensore può sempre rinunciare ad esso con dichiarazione scritta depositata in segreteria o a verbale. 10 La revoca e la rinuncia non hanno effetto per le altre parti finché non sia avvenuta la sostituzione del difensore, a norma del comma 8. 20 (Doveri delle parti e dei loro difensori) 1 Le parti e i difensori devono comportarsi con lealtà e probità. 2 Se i difensori delle parti non ottemperano al dovere di cui al comma 1, il giudice tributario deve riferirne alle autorità che esercitano il potere disciplinare o di controllo su di essi. 3 Le parti e i difensori non possono usare espressioni sconvenienti ed offensive. 4 Salvo quanto disposto dal comma 2, il giudice tributario, in ogni stato e grado del processo, può disporre con ordinanza che si cancellino eventuali espressioni sconvenienti e offensive usate dalle parti. Inoltre, con la pronuncia che decide la causa, il giudice tributario può assegnare alla persona offesa una somma a titolo di risarcimento del danno anche non patrimoniale quando le espressioni offensive non riguardino l'oggetto della causa. 21 (Spese di giudizio) 1 Il giudice tributario condanna con sentenza le parti soccombenti alle spese di giudizio. 2 Nel pronunciare la condanna di cui al comma 1 il giudice tributario può escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice se ritenute superflue o eccessive. 3 Il giudice tributario, indipendentemente dalla soccombenza, può condannare una parte al rimborso delle spese, anche non ripetibili, causate all'altra parte trasgredendo ai doveri di cui all'articolo 20. 4 Le spese di giudizio comprendono, oltre al contributo unificato, gli onorari e i diritti del difensore, le spese generali e gli esborsi sostenuti, oltre il contributo previdenziale e l'imposta sul valore aggiunto, se dovuti. 5 Nella liquidazione delle spese il giudice tributario si attiene alle tariffe professionali se previste o, in mancanza, alla tariffa più bassa tra quelle esistenti. 6 Per le spese a favore dei soggetti di cui all'articolo 19, che non si avvalgono dell'Avvocatura dello Stato, o di altri difensori abilitati, si applica la tariffa vigente per gli avvocati, con la riduzione del 20 per cento degli onorari, senza diritti, spese generali e altri accessori. La riscossione delle spese liquidate a favore dei soggetti indicati al periodo precedente avviene mediante iscrizione a ruolo a titolo definitivo dopo il passaggio in giudicato della decisione. 7 Le spese di giudizio possono essere compensate in tutto o in parte dal giudice tributario soltanto in caso di soccombenza reciproca o qualora sussistano gravi ed eccezionali ragioni che devono essere motivate in apposito capo di pronuncia autonomamente impugnabile anche in sede di legittimità. 8 Se risulta che la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio con malafede o colpa grave il giudice tributario, su istanza dell'altra parte, la condanna, oltre che alle spese, anche al risarcimento dei danni liquidati, anche d'ufficio, nella sentenza. 9 Se viene accertata l'inesistenza della pretesa per cui è stata eseguita una misura cautelare o di garanzia o sono stati compiuti atti di esecuzione forzata, il giudice tributario, su istanza della parte danneggiata, condanna l'altra parte, che abbia posto in essere le misure e gli atti di cui sopra senza la normale prudenza, liquidandoli anche d'ufficio. 10 Qualora una delle parti abbia formulato una proposta conciliativa, non accettata dall'altra parte, restano a carico di quest'ultima le spese del processo maturate dopo la formulazione della proposta, ove il riconoscimento delle sue pretese risulti inferiore al contenuto della proposta ad essa effettuata. III DELL'ESERCIZIO DELL'AZIONE 22 (Azione di annullamento) 1 L'azione di annullamento contro ogni atto autonomamente impugnabile si propone per qualsiasi motivo nel termine di cui all'articolo 45. 2 È ammessa la proposizione di motivi aggiunti nei limiti di cui all'articolo 53. 23 (Giudizio tributario con pluralità di parti) 1 Se l'atto impugnato è intestato a più soggetti, tutti debbono partecipare al processo che ne costituisce oggetto. 2 I soggetti di cui al comma 1 possono proporre ricorso separatamente o collettivamente. Nel primo caso i ricorsi debbono essere riuniti in un unico processo.