[resaula]

Leggendo con attenzione il provvedimento, ci si potrebbe domandare se oggi lo stato di emergenza sia davvero cessato e se sia cessato per una reale evoluzione favorevole del quadro pandemico o solo per incanto del legislatore, distratto da altre emergenze ben più pressanti. Ma il nostro Ministro della salute e il Presidente del Consiglio sono uomini rispettabili e non produrrebbero mai un documento che attesti la cessazione dello stato di emergenza, se così non fosse. Eppure, leggendo con attenzione il testo, verrebbe da domandarsi se, cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambi, richiamando alla mente la famosa frase di Tancredi nel Gattopardo, dove, se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi. Partendo dal presupposto che sia cessato lo stato di emergenza a far data dal 31 marzo 2022, l'articolo 1 - che leggo testualmente - dispone che possono essere adottati ordinanze di protezione civile, su richiesta motivata delle amministrazioni competenti, con efficacia limitata fino al 31 dicembre 2022, al fine di adeguare all'evoluzione dello stato della pandemia da Covid-19 le misure di contrasto in ambito organizzativo, operativo e logistico, già emanate durante lo stato di emergenza. Con la cessazione dello stato di emergenza, che non può essere prorogato oltre due anni, decade anche la figura del commissario. A questo proposito, mi preme qui ringraziare il generale Figliuolo per la professionalità e dedizione con cui ha saputo svolgere il compito assegnato, da ottimo soldato ed esperto di logistica (Applausi) . Egli ha impresso un nuovo corso alla lotta alla pandemia, facendoci dimenticare le tragicomiche primule e i famigerati banchi a rotelle. Ma torniamo al testo, in alcuni punti assai fumoso. L'articolo 2 prevede, nei commi da 1 a 8, la costituzione di un'unità per il completamento della campagna vaccinale e per l'adozione di altre, non meglio specificate, misure di contrasto alla pandemia. La struttura è operante fino al 31 dicembre 2022, in sostituzione del Commissario straordinario; infatti, al direttore della nuova unità sono attribuiti i medesimi vecchi poteri attribuiti al suddetto Commissario straordinario. Si dispone, inoltre, che dal 1° gennaio 2023 il Ministero della salute subentri nelle funzioni e nei rapporti attivi e passivi, facendo capo alla suddetta unità, la quale a sua volta gode dei medesimi poteri del Commissario straordinario, prevedendo a tali fini una sempre non meglio specificata ridefinizione dell'assetto organizzativo del Dicastero e l'autorizzazione all'assunzione, da parte del medesimo Ministero, a decorrere dal 1° ottobre 2022, di un contingente di personale dedicato. Il Ministro della salute, come anche il Presidente del Consiglio, sono uomini rispettabili e dunque faremmo loro un torto imperdonabile se avanzassimo il dubbio che tale norma sia volta a mitigare il divieto, di fatto, di una proroga dello stato di emergenza non previsto. Anche nel comma 8- bis dell'articolo 2 si è forse esagerato nel prevedere la somministrazione, presso le farmacie, sia di vaccini anti SARS-CoV 2 che di vaccini antinfluenzali nei soggetti maggiorenni, con oneri a carico degli assistiti, ad opera di farmacisti opportunamente formati e addestrati allo scopo dall'Istituto superiore di sanità. Da medico, devo sottolineare come la vaccinazione sia un atto medico e come tale deve essere eseguita sotto il diretto controllo del sanitario, al fine di poter gestire eventuali complicanze possibili all'atto dell'inoculazione, come ad esempio shock anafilattici o crisi vagali. Senza voler sminuire il ruolo del farmacista, tanto valeva estendere la platea dei soggetti abilitati, coinvolgendo in primis gli infermieri, ma anche gli odontoiatri, o - perché no? - i medici veterinari, visto che, soprattutto questi ultimi, hanno già notevole abilità e competenze nel curare tutti i mammiferi, tranne la nostra specie. L'articolo 5 è di grande interesse per tutti e disciplina l'obbligo di indossare le mascherine FFP2 sui mezzi di trasporto. Tale obbligo risulta prorogato al 15 giugno 2022 per i mezzi di trasporto più comuni - così dice la legge - ed è confermato fino al 30 aprile 2022 (quindi già scaduto e decotto) per l'accesso ai mezzi quali funivie, cabinovie e seggiovie. Viene spontaneo domandarsi cosa si debba intendere per "più comuni", riferito ai mezzi pubblici, e sotto quale profilo differiscono tra loro le diverse tipologie di trasporto rispetto al tema oggetto della norma. Non ci risulta infatti che le funivie funzionino solo nel periodo invernale, né che il virus abbia la capacità di discriminare tra chi viaggia in autobus o su una funivia. (Applausi) . Ma il Ministro della salute e il Presidente del Consiglio, che sono uomini rispettabili, non avrebbero mai promulgato un decreto-legge senza basi scientifiche, basi che però stentiamo a ritrovare anche nell'ordinanza del Ministero della salute del 28 aprile 2022. Quindi, qualche domanda nasce spontanea: come mai in tutta Europa non c'è l'obbligo della mascherina? Gli italiani sono forse più realisti del re? La letteratura scientifica è concorde sulla reale efficacia filtrante della mascherina rispetto alle dimensioni infinitesimali del virus SARS-CoV-2? Il comma 1 dell'articolo 5 conferma l'obbligo di indossare i dispositivi tipo FFP2 fino al 30 aprile 2022, quindi già scaduto anch'esso, per gli spettacoli e le manifestazioni sportive che si svolgono all'aperto e fino al 15 giugno 2022 per i medesimi eventi che si svolgono al chiuso. Da gran tempo è documentato come la possibilità di contagio all'aperto sia minimale; pertanto, si stenta a trovare un razionale al loro impiego. Altrettanto irrazionale e non supportato da dati scientifici è l'obbligo di utilizzare le mascherine durante l'orario di lezione parte di studenti e docenti delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, come indicato dai commi 1 e 2 dell'articolo 9. Un plauso va a Matteo Salvini, che proprio lunedì ha lanciato un appello per cambiare questa regola inutilmente oppressiva, che infierisce su bambini e ragazzi già fortemente provati dagli eventi pandemici, che hanno compromesso qualsiasi forma di socializzazione, con le note ripercussioni psicosociali che ciò ha comportato e comporta tuttora. (Applausi) . L'articolo 6, comma 1, estende fino al 31 dicembre 2022 le misure vigenti che regolano le uscite temporanee degli ospiti dalle strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie, consentite soltanto agli ospiti muniti delle certificazioni verdi Covid-19, che possono essere ottenute in seguito alla vaccinazione, alla guarigione certificata o dopo un test antigenico rapido negativo eseguito nelle ultime quarantotto ore o un test molecolare nelle ultime settantadue. Nulla è quindi cambiato dai tempi in cui vigeva lo stato d'emergenza, ma il Ministro della salute e il Presidente del Consiglio sono uomini rispettabili e non avrebbero mai promulgato un decreto-legge di cessazione dello stato di emergenza se questo non si fosse effettivamente concluso. Nonostante ciò, qualche dubbio, alla luce di questi articoli, ancora resta.