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1 Dopo l'articolo 179 del decreto legislativo n. 152 del 2006, come modificato dall'articolo 5 della presente legge, sono inseriti i seguenti: «Art. 179- bis. – (Criteri di conteggio dei rifiuti). – 1 . Entro il 31 dicembre 2018, con uno o più decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono individuate le modalità per il conteggio dei rifiuti urbani e di quelli speciali. 2. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1, non sono autorizzati nuovi impianti di smaltimento o di recupero di energia dai rifiuti. Art. 179- ter. – (Analisi del ciclo di vita applicata all'eco-progettazione e alla gestione dei rifiuti). – 1 . L'analisi del ciclo di vita ha le seguenti finalità: a) supportare l'eco-progettazione e la redazione di programmi di prevenzione dei rifiuti basati sulle migliori pratiche; b) ridurre gli impatti derivanti dalla gestione dei rifiuti; c) evitare il trasferimento degli impatti ambientali da una fase all'altra del ciclo di vita; d) assumere la scelta più idonea nell'ambito dei criteri di priorità di cui all'articolo 179. 2 . Ferme restando le finalità di cui al comma 1, l'analisi del ciclo di vita è effettuata conformemente a metodologie riconosciute a livello internazionale e validate da centri di ricerca al fine di comparare l'efficacia di materiali, prodotti, processi e opzioni tecniche alternative, tenuto conto delle linee guida emanate dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) nell'ambito dell'attività di coordinamento degli stessi centri di ricerca. 3 . Ferme restando le finalità di cui al comma 1, lettera b) , l'analisi del ciclo di vita deve essere effettuata in accordo a specifiche metodologie sviluppate per il settore dei rifiuti conformi alle norme internazionali ISO e validate dai centri di ricerca che ne devono valutare l'effettiva applicabilità nel territorio nazionale. Art. 179- quater. – (Misure e obiettivi di prevenzione dei rifiuti). – 1. Fatto salvo quanto previsto dal comma 3, in ogni comune devono essere raggiunti i seguenti obiettivi di riduzione in peso della produzione dei rifiuti solidi urbani, considerando come dato di partenza l'anno 2012: a) almeno il 10 per cento entro il 31 dicembre 2018; b) almeno il 20 per cento entro il 31 dicembre 2019; c) almeno il 40 per cento entro il 31 dicembre 2025; d) almeno il 55 per cento entro il 31 dicembre 2035; e) almeno il 70 per cento entro il 31 dicembre 2050. 2. Per quanto concerne gli obiettivi di prevenzione della produzione dei rifiuti speciali si fa riferimento a quanto stabilito dal programma di prevenzione di cui all'articolo 180. Dal raggiungimento di tali obiettivi sono esclusi i rifiuti da costruzione e da demolizione di cui all'articolo 181, comma 1, lettera b) . 3. Per i rifiuti alimentari, sia urbani che speciali, è fissato l'obiettivo di riduzione in peso del 30 per cento entro il 31 dicembre 2025. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con uno o più decreti da adottare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, fissa le linee guida per la preparazione del piano di prevenzione dei rifiuti alimentari, massimizzando il riciclaggio di materia, nonché il mantenimento della sostanza organica e della fertilità dei suoli. Decorso inutilmente il termine di cui al presente comma, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano, in ogni caso, nell'ambito dei piani regionali di cui all'articolo 199, idonee misure per l'attuazione del presente comma. 4. Nel caso in cui, dal punto di vista tecnico e ambientale, non sia possibile raggiungere gli obiettivi di cui al comma 1, il comune può chiedere al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare una deroga al rispetto degli obblighi di cui al medesimo comma 1. Verificata la sussistenza dei requisiti di cui al presente comma, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare può autorizzare la predetta deroga, previa stipula, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di un accordo di programma tra il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, la regione e gli enti locali interessati, che preveda: a) le modalità e le misure attraverso le quali il comune richiedente intende conseguire gli obiettivi di cui al comma 1. Le predette modalità non possono consistere in compensazioni comparative in relazione agli obiettivi raggiunti in altri comuni; b) la percentuale di riduzione dei rifiuti urbani che il comune richiedente si obbliga a effettuare. 5. L'accordo di programma di cui al comma 4 può stabilire obblighi, in conformità alle disposizioni vigenti, per il comune richiedente finalizzati al perseguimento delle finalità di cui al presente titolo nonché stabilire modalità di accertamento dell'adempimento degli obblighi assunti nell'ambito dell'accordo di programma e prevedere una disciplina per l'eventuale inadempimento. I piani regionali si conformano a quanto previsto dagli accordi di programma di cui al presente articolo. 6. Le regioni, previa intesa con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, possono indicare obiettivi di riduzione superiori a quelli stabiliti dal presente articolo». 7 (Modifiche all'articolo 180 del decreto legislativo n. 152 del 2006) 1 All'articolo 180 del decreto legislativo n. 152 del 2006 sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1: 1 all'alinea, dopo le parole: «le iniziative di cui all'articolo 179» sono inserite le seguenti: «sono attuate in via prioritaria rispetto alle fasi riguardanti la gestione dei rifiuti di cui al medesimo articolo 179 e»; 2 dopo la lettera d) sono aggiunte le seguenti: «d-bis) l'attuazione dei decreti di recepimento della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, in materia di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento; d-ter) le attività di informazione e di formazione nonché l'istituzione e il sostegno dei centri di ricerca e dei centri di riparazione e di riuso»; b al comma 1- bis : 1 al primo periodo, dopo le parole: «e del mare» sono inserite le seguenti: «, sentito il parere dell'ISPRA,»; 2 al secondo periodo, dopo le parole: «prevenzione dei rifiuti» sono aggiunte le seguenti: «, compresi gli imballaggi e i rifiuti di imballaggio e i rifiuti alimentari»; c il comma 1- ter è sostituito dal seguente: «1 - ter . Il programma di cui al comma 1- bis stabilisce gli obiettivi di prevenzione»; d dopo il comma 1- octies è aggiunto il seguente: « 1-novies . Ogni produttore di beni o di imballaggi deve rispettare, prima dell'immissione in commercio di essi, i seguenti princìpi: a) prevenzione nella produzione di rifiuti e di imballaggi; b) aumento della durevolezza del bene; c) scomponibilità del bene ai fini dei corretti riuso e riciclaggio;