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Si stabilisce, inoltre, che il Garante per la protezione dei dati personali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, adotti i provvedimenti e definisca gli adempimenti e le prescrizioni da applicare in relazione alla tutela e al trattamento dei dati personali, nonché alla installazione dei sistemi di videosorveglianza, ai sensi del regolamento (UE) n. 679 del 2016 e dell'articolo 2- quinquiesdecies del codice per la protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo n. 193 del 2006. L'accesso alle registrazioni dei sistemi è vietato, salva l'acquisizione delle stesse, su iniziativa della polizia giudiziaria e del pubblico ministero, come prova documentale nel procedimento penale. Sul punto, il disegno di legge n. 262 specifica che l'accesso alle registrazioni sia disciplinato dal libro V, titoli IV e V, del codice di procedura penale. Per procedere all'installazione dei sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso è inoltre necessario il raggiungimento del previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali, ovvero, laddove non costituite, dalle rappresentanze sindacali territoriali. In mancanza di accordo, tali sistemi possono essere installati previa autorizzazione della sede territoriale dell'Ispettorato nazionale del lavoro o, in alternativa, della sede centrale dell'Ispettorato nazionale del lavoro. A tale riguardo, sottolinea che la disciplina prevista risulta particolarmente garantista nei confronti dei diritti dei lavoratori. La presenza dei sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso deve essere adeguatamente segnalata a tutti i soggetti che accedono alla zona videosorvegliata. Per quanto riguarda l'installazione dei sistemi di videosorveglianza nei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole dell'infanzia, è demandata al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, previo parere della Conferenza unificata, la definizione delle modalità per il coinvolgimento delle famiglie interessate alla predisposizione della relativa disciplina. Nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali l'utilizzo della videosorveglianza è consentito nel rispetto della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata con legge n. 18 del 2009, e previo consenso degli interessati o di chi legalmente li rappresenta. In caso di violazione delle disposizioni previste dall'articolo in esame e dei provvedimenti adottati dal Garante, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 166 del codice in materia di protezione dei dati personali e dall'articolo 83 del regolamento (UE) n. 679 del 2016. All'articolo 5, si prevede che il Governo trasmetta alle Camere, entro il 31 marzo di ogni anno, una relazione sull'attuazione della legge, nella quale si dia conto anche dei dati rilevati dal Ministero della giustizia e dal Ministero dell'interno, nell'ambito delle rispettive competenze, in ordine all'andamento - nell'anno di riferimento - dei reati commessi in danno dei minori e delle persone ospitate nelle strutture in esame, nonché dei relativi procedimenti giudiziari. Ferma restando la disposizione di invarianza finanziaria di cui al comma 3 dell'articolo 2, l'articolo 6 istituisce nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo con una dotazione di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per la sperimentazione delle misure previste dalla legge, a partire dalla formazione del personale delle strutture di cui all'articolo 1. Al riguardo, occorre verificare che le risorse stanziate siano sufficienti anche per l'installazione dei sistemi di videosorveglianza. Infine, l'articolo 7 specifica che la nuova disciplina si applica alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, compatibilmente con le disposizioni dei rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. Passa, quindi, a illustrare i restanti disegni di legge in titolo, che non contengono deleghe legislative. Il disegno di legge n. 264, anch'esso a sua prima firma, prevede l'installazione di sistemi di telecamere criptate a circuito chiuso per garantire la sicurezza dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché quella di anziani, disabili e minori in situazione di disagio presso le strutture socio-assistenziali. Oltre a stabilire una dettagliata procedura per assicurare il pieno rispetto della privacy , il provvedimento prevede l'istituzione di un fondo sperimentale per finanziare l'acquisto, l'installazione, la gestione e la manutenzione dei sistemi di videosorveglianza nelle strutture statali e comunali, con una dotazione di 3 milioni di euro annui. Il disegno di legge n. 182, a prima firma della senatrice Rizzotti, prevede il ricorso alla videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole d'infanzia, nonché nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento e abuso, secondo modalità tali da garantire la sicurezza del trattamento dei dati personali, nonché nel rispetto dei diritti fondamentali e della dignità degli interessati. È prevista una relazione annuale del Governo alle Camere, entro il 31 marzo, nonché una clausola di invarianza finanziaria. Il disegno di legge n. 200, d'iniziativa del senatore Bertacco e altri, prevede l'installazione, sia negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia pubblici e privati, sia nelle strutture residenziali socio-assistenziali per anziani, disabili e minori disagiati, di sistemi di telecamere a circuito chiuso, nel rispetto della tutela della riservatezza dei soggetti coinvolti, secondo quanto previsto dal codice in materia di protezione dei dati personali e dallo Statuto dei lavoratori. Si stabilisce altresì la sospensione dell'attività quale sanzione per le strutture pubbliche e private che non ottemperino all'obbligo di installazione dei sistemi di videosorveglianza. Infine, il disegno di legge n. 546, a prima firma del senatore Romeo, introduce l'obbligo per le strutture pubbliche e private che accolgono bambini, disabili ed anziani di dotarsi di strumenti di videosorveglianza a circuito chiuso, come deterrente a fronte del ripetersi di casi di maltrattamenti e abusi. Si stabilisce altresì che le modalità di gestione e funzionamento del sistema di telecamere a circuito chiuso siano definite con decreto del Ministro dell'interno, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge. È inoltre prevista l'istituzione di un fondo presso lo stesso Ministero dell'interno, con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2018, per l'installazione di tali apparecchiature, e di un milione di euro a decorrere dal 2019, per le spese di manutenzione. Propone, quindi, che i provvedimenti in titolo siano esaminati congiuntamente. La Commissione conviene. Il senatore GRASSI ( M5S ) chiede un chiarimento riguardo alla possibilità, per il titolare del trattamento dei dati, di accedere alle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza. In secondo luogo, domanda una precisazione circa la necessità di un provvedimento di autorizzazione, da parte dell'autorità giudiziaria, per l'acquisizione delle immagini, in caso di procedimento penale.