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(Commenti dal Gruppo M5S) . Noi non siamo d'accordo, anzi siamo molti frustrati e preoccupati per l'atteggiamento rispetto alle improponibilità. Noi non possiamo accettare il ragionamento che ha espresso poc'anzi il relatore, e cioè che comunque si possano fare delle operazioni microchirurgiche a sé stanti che non intaccano in quadro complessivo della nostra Carta costituzionale, perché la nostra Carta costituzionale è comunque un insieme che sta nelle dinamiche complessive e degli equilibri e lì ritrova la propria forza. Faccio riferimento alla volontà da parte sua di rendere improponibili degli emendamenti e di non darci la possibilità di discutere sull'impatto che ha sulla Carta un provvedimento come quello in esame, che è parte di un disegno ben preciso, perché di questo bisogna tenere conto. Noi sappiamo perfettamente qual è il disegno di questa maggioranza; lo sappiamo per i provvedimenti di modifica costituzionale che sono stati presentati in Senato e per quelli presentati contestualmente alla Camera. Che il disegno sia di ridurne il più possibile la capacità di intervento nel processo normativo del Parlamento (Senato e Camera dei deputati) da parte di questa maggioranza è evidente. (Applausi dal Gruppo PD) . Quindi, quando le chiediamo di intervenire con un emendamento, Presidente, non ci siamo comportati come il senatore Calderoli; non abbiamo deciso di presentare migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia, milioni di emendamenti strumentali, signor Presidente. (Applausi dal Gruppo PD) . Abbiamo deciso di presentare qualche unità di emendamenti. Il Presidente della Commissione ci ha impedito di discuterli, di illustrarli, di confrontarci con la vostra maggioranza in Commissione. Lei sta facendo altrettanto in Aula. Signor Presidente, questo atteggiamento è molto grave e pericoloso. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo atteggiamento va contro la logica di un confronto aperto e costruttivo sulla Carta costituzionale e sulle sue modifiche. Quindi, è estremamente preoccupante. Lei oggi crea un precedente che non possiamo assolutamente accettare. Lei sta minando la possibilità, all'interno del Senato della Repubblica, di discutere (Applausi dal Gruppo PD) , di confrontarsi tra forze politiche sulla modifica della nostra Carta costituzionale. PRESIDENTE. Senatore Marcucci, rispetto il suo pensiero, ma non posso accettare che lei dica che io mino la Costituzione. MARCUCCI (PD) . Ma è così. PRESIDENTE. Non lo posso accettare. MARCUCCI (PD) . Non lo accetta, ma è così. Lei sta minando la possibilità di avere un confronto fattivo e costruttivo su questi passaggi. Lei lo sta facendo, Presidente, e io lo dico quanto voglio in quest'Aula, perché tutto si può togliere ma non la libertà di esprimere la nostra opinione. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo non glielo permettiamo noi. Questa libertà ce l'abbiamo e, se lei ha sbagliato... PRESIDENTE . Io le ho dato la parola, ma adesso gliela tolgo, perché lei non avrebbe neppure il diritto di intervenire - e lo sa benissimo - sulle improponibilità. (Vivaci proteste dal Gruppo PD. Applausi dal Gruppo M5S) . L'ho fatta parlare fino ad ora. Siccome lei ha posto un problema, capisco fare l'opposizione, ma non può essere un'opposizione destituita di fondamento giuridico. (Commenti del senatore Marcucci) . Mi faccia finire, io l'ho fatta parlare. Il testo proposto dalla Commissione titola «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari». Io ho esaminato tutti gli emendamenti che sono stati presentati, uno per uno, come ho l'abitudine di fare, tanto è vero che ho riammesso - lei lo ha taciuto - due emendamenti che erano stati dichiarati inammissibili dalla Commissione proprio perché li ho ritenuti pertinenti. Non ho ritenuto ammissibili - e lei lo sa meglio di me - quelli che riguardano il contenuto delle modifiche del bicameralismo. Lei è entrato nel merito di una riforma che non è questa. Nel disegno di legge in titolo si sta trattando esclusivamente della riduzione del numero dei parlamentari. Gli emendamenti che ho dichiarato inammissibili riguardano tutte le modifiche sostanziali che richiamano un'altra cosa, la modifica che voi avete fatto, addirittura ritenendo - ad esempio - che il Senato dovesse avere una competenza diversa rispetto alla Camera. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Io non so se sia giusto o sbagliato, ma so soltanto che questo non fa parte del merito del provvedimento in esame. PARRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, la ringrazio di avermi dato la parola. Penso di dover dire qualcosa di significativo e lo farò con molto rispetto nei suoi confronti. Signor Presidente, lei ha appena detto che c'è una motivazione giuridica per la dichiarazione di inammissibilità sugli emendamenti. PRESIDENTE . Senatore Parrini, sull'inammissibilità ha già parlato il suo Capogruppo e, quindi, non le do la parola su questo. Mi dispiace, ma - come lei sa - per Regolamento la mia decisione è inappellabile e ho già fatto parlare il suo Capogruppo. Passiamo all'esame degli articoli del testo unificato proposto dalla Commissione. Procediamo all'esame dell'articolo 1, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, nel mio intervento in discussione generale non ho avuto modo di entrare più nel dettaglio delle norme di revisione costituzionale, in merito alla riduzione del numero dei parlamentari, che ci è stata proposta. Il relatore però, con la sua replica, mi ha dato modo di illustrare in modo migliore gli emendamenti che ho presentato. Signor Presidente, i numeri di 400 e 200 parlamentari sono stati proposti dal relatore e dalla maggioranza - questo è accaduto anche nel corso della discussione in Commissione - ma, per quanto mi riguarda - e credo anche a parere di altri colleghi - non ho trovato traccia di un ancoraggio a dati certi. Forse si tratta di un mero calcolo o forse suonava bene la somma di 400 e 200, con cui si arriva a 600, che forse è un numero perfetto. L'ancoraggio a dati certi francamente mi sfugge. Che cosa intendo, dunque, per dati certi? Il prezioso dossier che è stato preparato dagli Uffici ci dà i dati anche degli altri Paesi. Capisco che forse l'ambizione, con i numeri di 400 e 200 parlamentari, era di portare il nostro Paese a un record nel rapporto tra eletti e abitanti. Faccio notare, visto che siamo al Senato - anche se l'articolo 1 riguarda la Camera dei deputati - che con la proposta al nostro esame, vedendo la tabella di confronto tra le varie Camere alte, il numero dei membri del Senato italiano per 100.000 abitanti avrebbe un coefficiente pari a 0,3, che risulterebbe quindi uno dei più bassi, esaminate le diverse situazioni.