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il mondo dello sport dilettantistico, a cui appartengono le società sportive dilettantistiche, le associazioni sportive e le cooperative sociali sportive dilettantistiche, ha subito nell'ultimo anno 9 mesi di chiusura a seguito dei vari decreti emanati dal Governo; i vari "decreti ristori" con i quali si è cercato di compensare le perdite subite dalle società e dalle associazioni sportive dilettantistiche hanno riconosciuto loro il rimborso del 20 per cento della differenza di fatturato sui mesi di riferimento; la legge n. 398 del 1991, per tutte le società e associazioni sportive dilettantistiche, determina le modalità di contabilità delle quote di iscrizione alle attività sportive dilettantistiche; la circolare n. 18/E del 1° agosto 2018 dell'Agenzia delle entrate risponde ad alcune questioni fiscali emerse al tavolo tecnico con il Comitato olimpico nazionale italiano, in tema di associazioni e società sportive dilettantistiche senza fini di lucro, con la quale l'Agenzia ha previsto che: per ogni singola quota di iscrizione ai corsi o di affiliazione, l'ente deve rilasciare un'apposita quietanza, che in copia dovrà essere conservata dall'ente stesso; al fine di consentire ai soggetti verificatori di acquisire le informazioni contabili necessarie per determinare la corretta qualifica fiscale dei versamenti effettuati sui conti correnti bancari o postali, l'associazione o la società sportiva dilettantistica senza fini di lucro dovrà dotarsi di un registro dove annotare analiticamente le entrate e le uscite, indicando i nominativi dei soggetti, la causale e l'importo incassato o pagato; la circolare conclude che bisogna adottare tali modalità di documentazione e registrazione unitamente alla redazione del rendiconto economico finanziario o bilancio di esercizio (che riporta anche le quote di iscrizione ai corsi o di affiliazione); con il decreto-legge rilancio era stata attivata l'opzione dei voucher come forma di rimborso degli utenti dei centri sportivi, al fine di garantire liquidità alle società al momento della riapertura; le società sportive dilettantistiche, le associazioni sportive e le cooperative sociali sportive dilettantistiche hanno comunque dovuto mantenere attivi gli impianti tecnologici dei centri sportivi, in assenza di utenza e di introiti economici, si chiede di sapere: per quale motivo i ristori fino ad oggi erogati non si siano basati sulle differenze economiche delle quote di iscrizione ai corsi (che rappresentano la maggior parte del valore economico incassato dalle società e associazioni sportive dilettantistiche), mediante l'uso dei bilanci depositati alla camera di commercio; se sia stato previsto nel "decreto ristori" in via di emanazione nelle prossime settimane il conteggio dei ristori effettuato calcolando la differenza economica delle quote non incassate mediante il valore dato dalle quote di iscrizione e non dal fatturato per tutti i mesi di chiusura; se sia stata prevista, all'interno del nuovo "decreto ristori", la possibilità da parte dei centri sportivi di procedere all'emissione di un nuovo voucher come modalità di rimborso agli utenti al fine di garantire liquidità al momento della riapertura alle società e associazioni sportive dilettantistiche, in considerazione del fatto che tali realtà risultano le più penalizzate dall'inizio della pandemia, o in alternativa se sia stato previsto un ristoro che preveda il rimborso delle quote non fruite da parte degli utenti, in modo che le stesse possano provvedere a loro volta a rimborsare i propri utenti. Atto n. 4-04850 DE BERTOLDI Al Ministro dell'interno Premesso che: lo scorso 10 gennaio 2021, nel mezzo di un'accesa polemica sul finanziamento pubblico da parte della Provincia autonoma di Bolzano alla federazione degli "Schuetzen" (organizzazione a struttura paramilitare di carattere folcloristico al centro con frequenza di episodi come l'affissione di manifesti in memoria di terroristi secessionisti, video sessisti con spunti indipendentisti eccetera), il consigliere regionale e provinciale di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì, ha ricevuto attraverso il sistema di messaggistica istantanea "Messenger" minacce e gravi insulti personali da un profilo firmato da un certo "Max M." (oggetto di denuncia alla Polizia postale). Volgare e violento il contenuto, espresso in stretto dialetto apparentemente tirolese, anche con errori: "Devi stare attento a cosa dici, (...) walsche (...) Sei solo un fascista". "Walsche" sta in forma dialettale e linguaggio volgare per "italiano"; il gesto, a giudizio dell'interrogante, costituisce un'esplicita minaccia, contenente una pregiudiziale per la sola appartenenza di Urzì al gruppo linguistico italiano; tali minacce, ha dichiarato il consigliere di Fratelli d'Italia, non risultano nuove, in quanto nel passato si sono già verificati episodi sgradevoli, accompagnati da minacce, intimidazioni, danni all'autovettura; il fatto più recente non risulta in ogni modo, a detta di Urzì, collegato direttamente con i precedenti episodi; la vicenda, ad avviso dell'interrogante, desta sconcerto e preoccupazione, poiché tali avvenimenti gravi e pericolosi sono rappresentativi di un degrado del senso di civile di appartenenza ad una comunità composita dal punto di vista linguistico, come quella altoatesina, con aperta pregiudiziale verso quella di lingua italiana, minoritaria nel territorio dell'Alto Adige; l'interrogante evidenzia altresì che l'età del responsabile di tali atti intimidatori sarebbe, stando al profilo di riferimento, purtroppo anche molto giovane, e le gesta dimostrerebbero i gravissimi danni provocati dalle continue campagne di delegittimazione, messe in atto con ostinata scientificità, da parte di ampi settori, non solo delle forze estreme separatiste, ma anche della politica locale, considerata la frequenza con la quale le legittime correnti di pensiero critiche verso il sistema di governo dell'autonomia dell'Alto Adige sono oggetto di ricorrenti ed ossessive accuse pubbliche e mediatiche di "fascismo", "postfascismo", "neofascismo", di ostilità verso l'autonomia, che condizionano gravemente le menti più fragili agitando un clima di tensione da cui scaturiscono anche i fatti descritti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se intenda assumere le opportune iniziative volte a garantire la prosecuzione di tutti gli opportuni accertamenti da parte delle autorità di polizia e della magistratura sull'episodio denunciato per i risvolti connessi alla natura politica della funzione pubblica del consigliere Urzì, e se intenda attuare un intervento di più ampia portata volto a riaffermare (nel pieno diritto alla libertà di pensiero) in Alto Adige la vigilanza sull'abuso attraverso i mezzi social e gli ordinari canali di comunicazione delle espressioni che alimentano e rendono fertile il terreno su cui operano gli estremismi indipendentisti (contrari alla Costituzione) e il massiccio ricorso pubblico a terminologie apertamente provocatorie e offensive verso personalità politiche e partiti politici rappresentativi della minoranza di lingua italiana dell'Alto Adige, in episodi come quelli descritti.