[pronunce]

Si sono quindi succeduti l'art. 6 del decreto-legge 1° luglio 1996, n. 344 (Interventi per le aree depresse e protette, per manifestazioni sportive internazionali, nonché modifiche alla legge 25 febbraio 1992, n. 210) e l'art. 7 del decreto-legge 30 agosto 1996, n. 450 (Interventi per le aree depresse e protette, per manifestazioni sportive internazionali, nonché modifiche alla legge 25 febbraio 1992, n. 210), di contenuto identico ai due precedenti. È intervenuto ancora l'art. 7 del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 548 (Interventi per le aree depresse e protette, per manifestazioni sportive internazionali, nonché modifiche alla legge 25 febbraio 1992, n. 210), di identico contenuto, convertito nella legge 20 dicembre 1996, n. 641 (Conversione in legge con modificazioni, del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 548, recante interventi per le aree depresse e protette, per manifestazioni sportive internazionali, nonché modifiche alla legge 25 febbraio 1992, n. 210), che ha fatto salvi altresì gli effetti degli ultimi due decreti-legge non convertiti (nn. 344 e 450). Il decreto-legge 4 aprile 1997, n. 92 (Modifiche ed integrazioni alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, in materia di indennizzi ai soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni ed emoderivati) ha riprodotto integralmente il contenuto degli ultimi due decreti-legge citati, prevedendone l'applicazione limitatamente all'anno 1997. Anche questo decreto-legge non è stato convertito. Finalmente l'art. 1, comma 6, della legge 25 luglio 1997 n. 238, censurato dal giudice a quo, ha introdotto una norma stabile di uguale contenuto ed ha sanato gli effetti del decreto-legge n. 92 del 1997. 3. – Di tale complessa concatenazione di norme non v'è alcun cenno nell'ordinanza di rimessione. Sarebbe stato invece necessario che il giudice a quo avesse motivato, sia pure per escluderla, in ordine all'applicabilità ad una domanda presentata nel 1996 delle norme di legge vigenti in quell'anno, che risultano peraltro contenere una diversa estensione soggettiva della tutela. A partire dal decreto-legge n. 362 del 1995 fino al decreto-legge n. 89 del 1996, il diritto all'indennizzo spettava a tutti i terzi contagiati dagli emotrasfusi; dopo l'entrata in vigore di tale ultimo atto normativo, la tutela è stata limitata al coniuge ed al figlio contagiato durante la gestazione. Gli effetti di tutti i decreti-legge citati sono stati sanati dalle successive leggi n. 641 del 1996 e n. 4 del 1997. Di conseguenza il giudice rimettente avrebbe dovuto valutare se una domanda, in ipotesi presentata prima dell'entrata in vigore del decreto-legge n. 89 del 1996, ricadesse sotto la previsione più ampia del regime giuridico precedente a tale atto normativo o dovesse essere valutata alla stregua della più restrittiva disciplina susseguente. Dall'ordinanza di rimessione non si evince la data esatta della presentazione della suddetta domanda, che potrebbe essere anteriore o successiva al 26 febbraio 1996. Ove fosse anteriore, sarebbe ulteriormente necessario valutare quale interazione debba riconoscersi tra le disposizioni che dichiarano applicabili i decreti-legge n. 362 del 1995, n. 448 del 1995 e n. 553 del 1995 agli anni 1995 e 1996 e l'identica disposizione, contenuta nel decreto-legge n. 89 del 1996, che dichiara parimenti applicabile il medesimo atto normativo agli anni 1995 e 1996. Ciò anche in considerazione del disposto dell'articolo unico della legge n. 4 del 1997, che fa salvi indiscriminatamente gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sia sotto la più estensiva normativa precedente, che sotto quella più restrittiva susseguente, entrambe recate peraltro da decreti-legge non convertiti. 3.1. – Dalla soluzione del dubbio interpretativo di cui sopra discende la spettanza o meno del diritto all'indennizzo alla presentatrice della domanda. Le ricadute di tale soluzione interpretativa sulla rilevanza della questione sono evidenti. Poiché il giudice rimettente non si fa carico di alcuna argomentazione sui criteri di individuazione della norma applicabile alla fattispecie, pur in presenza delle suesposte rilevanti problematiche di successione di leggi nel tempo, la questione deve essere dichiarata inammissibile per difetto di motivazione sulla rilevanza.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 6, della legge 25 luglio 1997, n. 238 (Modifiche ed integrazioni alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, in materia di indennizzi ai soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni ed emoderivati), sollevata, in riferimento agli artt. 2 e 3 della Costituzione, dal Tribunale di Trento con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 14 dicembre 2005. F.to: Annibale MARINI, Presidente Gaetano SILVESTRI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 dicembre 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA