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Modifiche al libro V del codice civile in materia di attività e rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro, autotutela e contrattazione collettiva. Onorevoli Senatori. -- A più di sessant'anni dall'abrogazione dell'ordinamento corporativo (decreto legislativo luogotenenziale 23 novembre 1944, n. 369) e dall'entrata in vigore della Costituzione, il nostro ordinamento delle relazioni sindacali versa ancora in regime transitorio, non essendo stata data attuazione a quanto previsto negli ultimi tre commi dell'articolo 39 della Costituzione stessa. Dopo la notissima prolusione bolognese di Federico Mancini del 1963 ( Libertà sindacale e contratto collettivo «erga omnes», Rivista trimestrale di diritto processuale civile, 1963, p. 570) è sempre nettamente prevalsa l'opinione secondo cui il difetto sta nella norma costituzionale, e in particolare nella sua rigida impostazione centralistica ancora fortemente legata all'esperienza corporativa; ma nonostante il largo consenso circa la necessità di una modifica di quella norma, a tutt'oggi il suo testo è rimasto quello originario. È nostra convinzione -- confermata ultimamente dalla sentenza della Corte costituzionale del 23 luglio 2013, n. 231, in materia di disciplina delle rappresentanze sindacali aziendali -- che sia tempo, ormai, di porre fine a questa troppo lunga fase di attesa; e che la soluzione migliore passi attraverso una modifica estremamente semplice degli ultimi tre commi dell'articolo 39 della Costituzione, la quale si limiti ad attribuire al legislatore ordinario il compito di regolare le forme di democrazia sindacale nelle quali può pervenirsi alla stipulazione di un contratto collettivo con efficacia erga omnes , al livello nazionale come ai livelli inferiori. La formulazione del nuovo comma secondo dell'articolo 39, sostitutivo degli attuali commi secondo, terzo e quarto, potrebbe essere la seguente: «La legge stabilisce requisiti e modalità della stipulazione dei contratti collettivi con efficacia estesa a tutti gli appartenenti alla categoria definita nei contratti stessi». Stante la natura costituzionale di questo necessario intervento, ci asteniamo dal presentare il relativo disegno di legge nell'auspicio che su di esso possa raggiungersi la più ampia convergenza politica nel corso del procedimento attualmente in corso di riforma costituzionale. Quella qui contenuta è invece la proposta di una nuova disciplina legislativa ordinaria della materia, che si propone di incorporare e aggiornare quanto già disposto dallo «Statuto dei lavoratori» del 1970, debitamente aggiornato in relazione all'evoluzione del sistema delle relazioni industriali nell'ultimo quarto di secolo. In funzione della massima facilità di reperimento e di lettura da parte di tutti i soggetti interessati, proponiamo l'adozione della tecnica normativa consistente nella «novella» degli articoli del codice civile che, essendo stati originariamente formulati in riferimento all'ordinamento corporativo, hanno perso ogni effetto con l'abrogazione di quell'ordinamento. Al tempo stesso, la scelta della massima snellezza e semplicità della nuova normativa mira a ridurre al minimo indispensabile l'interferenza della legge statuale nel sistema delle relazioni industriali, lasciando il massimo spazio di autodeterminazione all'autonomia collettiva. La semplicità della formulazione delle disposizioni che seguono fa sì che esse si illustrino da sole. Aggiungiamo soltanto che la struttura delle rappresentanze sindacali e l'insieme delle loro prerogative (nuovo articolo 2064 del codice civile) ricalcano sostanzialmente quanto previsto dallo Statuto del 1970, con la sola introduzione: -- di un rinvio al contratto collettivo applicabile per la determinazione del numero e dei criteri di distribuzione dei rappresentanti sindacali aziendali; -- della regola, applicabile per default nel caso in cui manchi una disciplina collettiva applicabile della materia, che proporziona la dimensione delle rappresentanze stesse ai consensi conseguiti dalle rispettive liste nella consultazione elettorale periodica. Sulla disciplina speciale dello sciopero nel settore dei trasporti pubblici, che riprende integralmente quanto già proposto nel disegno di legge presentato nella XVI legislatura atto Senato, n. 1409, rinviamo alla relazione introduttiva che accompagnava quest'ultimo. L'articolo 2069 come modificato dal presente disegno di legge riproduce senza modifiche sostanziali, salvi alcuni marginali aggiornamenti tecnici, il procedimento per la repressione della condotta antisindacale del datore di lavoro, di cui all'articolo 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori). Questa l'articolazione della nuova disciplina: Capo II -- Della libertà e attività sindacale nei luoghi di lavoro Articolo 2063 - (Libertà e attività sindacale). L'articolo specifica il principio di cui al primo comma dell'articolo 39 della Costituzione, sintetizzando quanto oggi sancito negli articoli 1 e 14 dello Statuto dei lavoratori. Articolo 2064 - (Rappresentanze sindacali aziendali). L'articolo riprende il modello di rappresentanza sindacale adottato dallo Statuto dei lavoratori, fondato sul rapporto organico tra rappresentanza e associazione sindacale esterna all'azienda, introducendo -- per il caso in cui manchi una disciplina collettiva della materia -- la regola del proporzionamento del numero dei membri dell'organo, nonché dei permessi retribuiti, ai consensi conseguiti nell'ultima consultazione elettorale. Capo III -- Della autotutela collettiva Articolo 2065 - (Diritto di sciopero). L'articolo definisce il diritto di sciopero e il modo in cui esso viene esercitato, secondo l'orientamento dottrinale e giurisprudenziale dominante. Articoli 2066 e 2068 - (Sciopero nei settori dei trasporti pubblici e dell'igiene urbana). Questi tre articoli riproducono fedelmente -- con il solo ampliamento del campo di applicazione al settore dell'igiene urbana -- il contenuto del citato atto Senato n. 1409, alla cui relazione introduttiva rinviamo integralmente per l'illustrazione. Capo IV -- Della tutela giudiziale dei diritti sindacali Articolo 2069 - (Procedimento per la repressione dei comportamenti antisindacali). L'articolo riproduce il contenuto dell'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, con alcuni perfezionamenti suggeriti dall'esperienza quarantennale, coerenti con la giurisprudenza in materia. Capo V -- Della contrattazione collettiva e degli usi aziendali Articolo 2070 - (Contratto collettivo di diritto comune). L'articolo sancisce il principio di autonomia collettiva come potere negoziale di regolare i rapporti di lavoro con efficacia diretta in capo ai soggetti iscritti alle associazioni stipulanti. Articolo 2071 - (Contratto collettivo con efficacia generale). L'articolo sancisce il principio di autonomia collettiva nella sua accezione più intensa, cioè come potere di regolare i rapporti di lavoro con efficacia diretta in capo a tutti gli appartenenti a una determinata categoria, definita dal contratto. Poiché la regola di democrazia sindacale contenuta in questa disposizione, coerente con quella contenuta nel nuovo articolo 2068, diverge da quella contenuta negli ultimi tre commi dell'articolo 39 della Costituzione, con separato disegno di legge costituzionale proporremo la sostituzione di quei tre commi con uno solo formulato nel modo sopra precisato.