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abbiamo un esempio, che è la società STM, posseduta in maniera paritetica dallo Stato italiano e dallo Stato francese, il resto è sul mercato; poi c'è anche la società austro-tedesca Infineon. Sul cloud si parla di Gaia-X, una federazione di imprese. Noi però dobbiamo andare oltre la federazione e arrivare a qualcosa che era l'idea di Airbus, cioè una società che lavora e produce in quei sistemi, al cui interno ci sono società europee. Quando parlo di società europee non mi riferisco a realtà che sono parte di società non europee, la cui parte europea ha sede fiscale e legale in Europa; sto parlando di società realmente europee, che pagano le tasse e producono in Europa. Dobbiamo andare oltre tutti i problemi legati ai paradisi fiscali. Quindi, forse, abbiamo bisogno di una maggiore pianificazione dell'economia. Bisogna trovare l'equilibrio tra la pianificazione e la libertà. Possiamo e dobbiamo fare questo, mettendo i cittadini al centro di questa azione, come sempre. D'altra parte, anche quando la Banca centrale europea ha immesso liquidità nel mercato, ha parzialmente indirizzato l'economia e questa è un'azione che dobbiamo continuare a fare. Dobbiamo far capire che la competizione si fa non dentro l'Unione europea, ma fuori dall'Unione europea. La competizione tra Paesi dell'Unione europea è male, mentre la competizione con i Paesi extra Unione europea è bene. Lo stesso vale per la web tax. Lei ha parlato dell'OCSE, ma l'OCSE... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Comunico che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dalla senatrice Fattori e da altre senatrici, n. 2, dai senatori Paragone e Martelli, n. 3, dal senatore Crucioli e da altri senatori, n. 4, dai senatori Marcucci, Licheri, Romeo, Bernini, De Petris, Faraone, Fantetti e Unterberger, e n. 5, dal senatore Ciriani e da altri senatori. I testi sono in distribuzione. Ha facoltà di intervenire il presidente del Consiglio dei ministri, professor Draghi, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. DRAGHI, presidente del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, vorrei ringraziare tutti per il sostegno che mi avete dato nei vostri interventi, che indubbiamente rende questi passaggi internazionali molto più forti. C'è anche un altro motivo, che mi sovveniva in questo momento: queste discussioni internazionali, se hanno un passaggio parlamentare come questo o come altri, vengono recepite non come delle soluzioni di élite , ma come delle soluzioni ampiamente condivise, con tutta la democrazia, con tutta la società di questo Paese. Vi ringrazio, quindi, anche per questo. (Applausi) . Ringrazio anche il senatore Romani, che non vedo ora, per i suoi consigli sulla comunicazione, di cui farò certamente tesoro in futuro. Inizierò dalla politica estera. La linea di politica estera del Governo italiano è quella di sostenere il Governo di unità nazionale in Libia, con l'obiettivo di arrivare alle elezioni all'inizio di dicembre. È, nel frattempo, necessario che il cessate il fuoco venga rispettato e sembra vi siano sviluppi incoraggianti su questo fronte, nel senso che varie componenti, mercenari e non, cominciano a lasciare il Paese. Io stesso farò una visita in Libia, credo il 6 o il 7 aprile, comunque nella prima settimana di aprile. È abbastanza chiaro che l'Italia difende in Libia, nel Mediterraneo orientale, ma un po' dovunque, i propri interessi nazionali e la cooperazione internazionale nel campo della sicurezza con i suoi partner strategici. Se vi fossero interessi contrapposti, l'Italia non dovrebbe avere alcun dubbio: deve difendere i propri interessi nazionali. (Applausi) . L'Italia non deve nemmeno avere, senatore Casini, timori reverenziali verso nessun partner , qualunque esso sia. D'altronde, mi pare, nel corso della mia vita, di aver sempre dimostrato estrema indipendenza nella difesa dei valori fondamentali dell'Europa e della Nazione. (Applausi) . Sul piano vaccinale, vi ringrazio di tutti i contributi. Non so se ci sono stati errori o no, non mi va di perdere tempo su quello che è stato. Certamente c'è stata una grande illusione di tutti i cittadini europei, questo è fuori discussione. Ora le cose vanno meglio. Il commissario preposto all'uopo, quindi soltanto da circa un mese, Thierry Breton è bravissimo e i risultati si cominciano a vedere. Occorre ora guardare al futuro. Per quanto riguarda il coordinamento europeo, come mi è stato ricordato - l'ho detto in conferenza stampa l'altra volta - va sempre cercato e bisogna lavorare continuamente per rafforzarlo. Se non funziona in questi momenti drammatici, dove il tempo è estremamente prezioso (come è stato detto da molti di voi), occorre anche trovare delle risposte da soli. (Applausi) . Ovviamente noi pretendiamo il rispetto dei contratti da parte delle multinazionali produttrici di vaccini. (Applausi) . D'altronde, avete visto che l'Italia è stata in un certo senso la prima a fondare la propria azione su tre pilastri: pretendere il rigoroso rispetto e sanzionare, anche bloccando le esportazioni (da questo punto di vista, è stata la prima), nonché procedere alla pronta sostituzione dei vaccini mancanti. Effettivamente c'è stata una diminuzione della vaccinazione, ma solo per un giorno in quanto il giorno dopo la mancanza di vaccino è stata quasi del tutto compensata con un altro vaccino avente le stesse caratteristiche. Ripeto che dobbiamo guardare all'esperienza degli altri Paesi per imparare. Questi sono episodi nuovi, c'è tutto da imparare e si sta imparando ogni giorno. È ingiusto biasimare per gli errori passati non pensando alla novità dell'esperienza. Cosa impariamo? Impariamo che una logistica efficiente (occorre che ci sia l'efficienza, perché altrimenti non si comincia neanche) consente di perseguire gli obiettivi molto più velocemente se, anche lì, si attua un certo pragmatismo nella somministrazione dei vaccini e nell'individuazione dei siti vaccinali, ossia - in sostanza - si procede alla sburocratizzazione (parola orrenda, che però rende l'idea) del processo di amministrazione dei vaccini. Lì abbiamo da imparare e credo non vi sia alcun dubbio. Voglio ancora dire che, proprio cercando di guardare al futuro e riprendendo il messaggio di fiducia che deve uscire da questo Consiglio europeo, noi per primi - lo voglio ribadire - dobbiamo ora iniziare a pensare alle riaperture, a cominciare dalla scuola. (Applausi) . Altri temi come il progresso dell'Unione europea - anzi, dell'area dell'euro - verso un'unione più integrata con l'adozione di un bilancio comune (o comunque l'inizio di un tragitto verso l'unione fiscale) e le regole del Patto di stabilità non sono previsti nell'ordine del giorno di questo Consiglio. L'unico cenno è al fatto che le clausole di salvaguardia che sospendono non il Patto di stabilità, ma le sue procedure, dovranno essere riattivate nel 2023.