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Da qui la necessità di fare un piano dettagliato di analisi delle reali necessità e dei risparmi attesi con gli investimenti. PRESIDENTE. Devo invitarla a concludere. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Sì, grazie. Posto che evidentemente stiamo parlando di qualcosa per cui dovrà essere certo che vi sarà capacità di restituzione istituzionale, senza gravare di ulteriore debito le future generazioni. Ci saremmo aspettati - e giungo al termine, Presidente - di trovare nel disegno di legge in conversione le nuove regole per la riqualificazione della spesa, in una logica di investimenti post-Covid-19, che tengano conto delle risorse già disponibili, che ricordo sommano a 25 miliardi di euro, comprensivi delle risorse stanziate e non utilizzate per l'edilizia sanitaria, cui si aggiungono gli oltre 8 miliardi di euro previsti in forza dei reiterati, plurimi provvedimenti emergenziali. È forte la preoccupazione che si voglia dare libero sfogo a una pioggia di miliardi, da distribuire senza controlli, come è sin qui avvenuto per le risorse già stanziate, senza prevedere misure dedicate a un piano straordinario di recupero dei milioni di interventi e di prestazioni posposti durante il lockdown . (Applausi) . PRESIDENTE. Le devo davvero chiedere di concludere. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Ho terminato. Faccio un paio di esempi e concludo. Tutto ciò sistematizzando l'estensione oraria in regime di lavoro ordinario, valorizzando il know how competenziale e professionale dei pensionati e dei pensionandi suscettibili di trattenimento volontario in servizio per un periodo, ad esempio, non superiore a dodici mesi, ma prevedendo meccanismi di incentivazione reale, senza sovradimensionamento di organici che nel ritorno alla normalità non sarebbero più utili. Da qui la nostra posizione contraria. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Siri. Ne ha facoltà. SIRI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la ringrazio. «Gentile professionista, facciamo riferimento alla sua istanza di prestito emergenziale Covid-19 e alla nostra precedente comunicazione in merito. La informiamo che, al momento, non è ancora possibile erogare il finanziamento a lei concesso, in quanto l'ulteriore stanziamento destinato alla copertura degli interessi da parte di Inarcassa è a tutt'oggi all'esame dei Ministeri vigilanti, che dovranno rilasciare il nulla osta a procedere. Non essendo ancora a conoscenza delle tempistiche ministeriali, sarà nostra premura, previa comunicazione, provvedere all'accredito di quanto spettante non appena ricevute le autorizzazioni necessarie. Banca Popolare di Sondrio. Inarcassa». Non voglio certo essere mero interprete della liturgia della lamentela a tutti i costi, della critica a tutti i costi; però noi qui siamo i rappresentanti dei cittadini e siamo la loro voce in quest'Assemblea. Credo quindi che io, come tutti voi, siamo interessati a queste categorie di professionisti e di lavoratori che, nonostante tutto quello che noi discutiamo in questa sede e che il Governo comunica in televisione, poi si trovano di fronte i problemi. Ho visto che c'è qui il sottosegretario Misiani, approfitto della sua presenza e della sua attenzione per sottoporle questo problema, augurandomi che possa velocemente, il prima possibile, risolvere questa situazione. Il decreto rilancio è un provvedimento di mille pagine, dove ci sono alcune cose che possono essere condivisibili. Avremmo anche potuto votarlo se ci fosse stata davvero una dialettica costruttiva tra maggioranza e opposizione, tra Governo e opposizione. Noi abbiamo dato un contributo, ma non è stato così. Sento molto spesso fare annunci e parlare in televisione di bazooka e di interventi, però le dico che Alessandro di Bergamo, piccolo artigiano, con un'azienda artigiana idraulica, ha avuto il Covid, lui, la moglie e i due bambini, per fortuna sono guariti, ma è quattro mesi che è fermo e non lavora, non sta facendo un solo preventivo e i clienti che dovevano pagarlo a loro volta non l'hanno pagato. Aveva un fido in banca e avendo quattro operai ha anticipato lui la cassa integrazione, utilizzando il fido della banca e mi chiede che cosa facciamo. Mi dice: voi che siete lì a Roma cosa fate? C'è qualche possibilità almeno di spostare il pagamento delle imposte, visto che sento dire in televisione che forse questa cosa avverrà? Cosa gli rispondo? Dico che non lo sappiamo, vediamo, speriamo. Noi stiamo chiedendo di poter far slittare il pagamento delle imposte previsto a luglio. Quindi le chiedo anche questo. Se dentro questo decreto ci fosse stato quello che abbiamo richiesto, cioè l'anno bianco fiscale e la possibilità di derogare ai versamenti per le imposte, probabilmente avremmo avuto anche un atteggiamento differente nei confronti del Governo. Esempi come quello di Alessandro ce ne sono tantissimi: il barista che ha dovuto anticipare i quattrini ai suoi dipendenti che si trovano in difficoltà o il ristoratore che ha dovuto dare i soldi al lavapiatti con due figli. Altrimenti come fa questo? Non può campare senza un aiuto, perché non ce la fa. Quello che guadagna lo usa per mantenere la famiglia. Non ha risparmi, non ha nulla; se non glieli dà il datore di lavoro i soldi chi glieli deve dare? A sua volta il ristoratore si è fatto il debito con la banca. Adesso dopo tre o quattro mesi ha riaperto, ma i tavolini non sono più quindici, ma cinque e anche lui sta facendo fatica. Si chiede come farà ad onorare il pagamento delle imposte e come mai lo Stato non gli dà un po' di respiro e un po' di ossigeno. Mi sembrerebbe anche giusto e opportuno che ciò accadesse, però mi pare di capire che in questo decreto rilancio non ci sia nulla di tutto questo. Nel decreto rilancio ci si aspettava anche, ad esempio, per la rottamazione- ter e il saldo e stralcio che le scadenze delle rate, anziché slittare al 10 dicembre, slittassero alla fine del procedimento di rottamazione per riuscire a dare respiro, in modo tale che si recuperassero le rate che non sono state pagate alla fine. Invece così non è stato. Sarebbe stato utile che in coda all'ultima rata dovuta si potessero pagare queste rate. Poi c'è il tema della notifica delle cartelle che è sospesa fino al 31 agosto. A settembre i contribuenti vedranno ricevere a casa l'avviso di pagamento, dopo un'estate difficilissima e tutto quello che è successo e che è sotto gli occhi di tutti; il 16 settembre c'è una concentrazione di versamenti IVA ed INPS per artigiani e commercianti, quelli del primo trimestre, ritenute d'acconto per i dipendenti, addizionali regionali e comunali, eccetera. Purtroppo, come vede, la situazione è veramente complicata. Non voglio qui essere, come dicevo, l'interprete della lamentela e basta, ma cerco di essere costruttivo e interprete sì delle necessità dei cittadini che qui in quest'Aula rappresentiamo. Poi ci si aspettava che il decreto rilancio fosse anche un primo passo verso quello che è un annuncio del taglio della burocrazia e della semplificazione, ma di semplificazioni qui non ce n'è. Al credito d'imposta per la sanificazione sono dedicate 41 pagine; al contributo a fondo perduto 55 pagine;