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S.E., architetto Elisabetta Spitz, ha ritenuto di affidare un ulteriore incarico allo Studio Stefano Boeri Interiors per apportare delle modifiche al progetto e altresì per "abbellirlo", inizialmente per un importo pari a 40 mila euro, poi divenuto incarico a titolo gratuito. Si tratta di una soluzione progettuale costosa (ammonta a più di 2 milioni di euro) ma di fatto non risolutiva che, anche se fosse in grado di fornire una tutela immediata, avrebbe bisogno successivamente di uno smantellamento totale; l'intervento, inoltre, risulta limitato al perimetro della Basilica e interviene strutturalmente sulla pavimentazione storica per piantare i supporti delle lastre nei c.d. "masegni"; in ogni caso, tale soluzione è stata ritenuta inadeguata dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo - ora Ministero della cultura - che ha rilevato, in particolare, problemi di struttura (scarsa tenuta idraulica), di materiali (per la ruggine provocata dalla salsedine) e in termini di varchi di accesso alla Basilica, che sarebbero spostati dal fronte della chiesa ai lati; nel corso delle audizioni, avvenute in sede di Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari nella riunione n. 144 del 13 gennaio 2021, il Primo Procuratore di San Marco, avv. Carlo Alberto Tesserin, segnalava l'urgenza di una soluzione e l'emergenza derivante dall'attuale situazione che comporta danni alla struttura della Basilica in cui si stanno verificando sprofondamenti degli "amboni", la disintegrazione delle tessere dei mosaici pavimentali e parietali, l'erosione dei marmi delle colonne e danni per la risalita della salsedine, che deve essere accuratamente rimossa con lavaggi appositi a ogni acqua alta, fenomeno che si sta verificando con sempre più frequenza e intensità; nel corso delle audizioni in sede di Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari nella riunione del 25 febbraio 2021 il prof. Stefano Boato (docente dell'Università IUAV di Venezia), l'ing. Daniele Rinaldo e arch. Mario Piana (protodella Basilica S. Marco), le associazioni della città quali Italia Nostra e altre, hanno evidenziato che la protezione dell'Insula di San Marco riveste carattere di indefettibile urgenza per cui le opere di messa in sicurezza devono essere eseguite in tempi rapidissimi; al contempo hanno sottolineato che non è possibile dare corso a soluzioni emergenziali e/o provvisorie, ma occorre procedere alla realizzazione del progetto commissionato al Consorzio Venezia Nuova (CVN), presentato l'11 febbraio 2020, già approvato e condiviso dalla comunità scientifica e dai cittadini di Venezia; nel corso del suo intervento in audizione dell'avv. Giuseppe Fiengo, già Commissario CVN, ha rilevato l'inopportunità di eseguire opere provvisorie a fronte di soluzioni progettuali che consentirebbero di mettere in sicurezza gran parte della Piazza già nel prossimo periodo autunnale del 2021; egli inoltre ha indicato che ragioni d'urgenza, di sicurezza nella conduzione dell'appalto nonché la situazione generale di difesa dall'acqua medio-alta a Venezia fanno ritenere opportuno e possibile, alla luce della disciplina europea e nazionale in materia di appalti, forme di affidamento diretto nell'alveo della Convenzione Quadro 4 ottobre 1991, n. 7191, e/o con procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara, ai sensi dell'articolo 63 del Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; impegna il Governo: ad attivarsi affinché siano prese in considerazione, con la massima sollecitudine, tutte le soluzioni progettuali approvate per la salvaguardia della Basilica di San Marco e dell'Insula di San Marco, avviando le procedure amministrative e finanziarie necessarie per dare corso, in tempi brevi, all'avvio dei lavori per la messa in sicurezza dell'intera area a tutela e conservazione di questo straordinario patrimonio artistico, storico e monumentale così strettamente legato e connesso all'ambiente della Laguna.