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Istituzione della Giornata nazionale contro l'omofobia. Onorevoli Senatori. -- Il 17 maggio 1990 l'Organizzazione mondiale della sanità rimuoveva l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali inserite nella sua Classificazione internazionale delle malattie (ICD). Da allora quel giorno ricopre una particolare importanza per chi ha a cuore l'abolizione delle discriminazioni e dei pregiudizi nei confronti delle persone LGBT (lesbiche gay, bisessuali e transessuali). Il 17 maggio 2005 ha avuto luogo in tutta Europa, ad opera delle organizzazioni impegnate nella lotta contro l'omofobia e la transfobia, la prima Giornata internazionale contro l'omofobia. Da allora anche nel nostro Paese ogni anno quella data diventa l'occasione di una sensibilizzazione. La risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 18 gennaio 2006 con un'ampia maggioranza formata da sinistre, liberali e popolari ha definito l'omofobia, come «una paura e un'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (LGBT)», e l'ha dichiarata «assimilabile a razzismo, xenofobia, antisemitismo, sessismo». Lo stesso Parlamento europeo, con la Risoluzione sull'omofobia in Europa del 26 aprile 2007, ha indetto il 17 maggio di ogni anno quale Giornata internazionale contro l'omofobia, dando così una veste istituzionale a quella ricorrenza. Questo riconoscimento istituzionale della Giornata ha consentito una sua maggiore valorizzazione come strumento di diffusione di una cultura dell'inclusione e dell'accettazione consapevole delle differenze anche nel nostro Paese. Da allora il 17 maggio ha avuto un suo riconoscimento di fatto da parte delle istituzioni italiane. Il 17 maggio 2010 il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano ha voluto incontrare le associazioni più rappresentative della comunità LGBT italiana. Nel 2011 la Giornata è stata celebrata a Montecitorio alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini. Nel suo messaggio, il Presidente Napolitano ha denunciato «il persistere di discriminazioni e comportamenti ostili nei confronti delle persone con orientamenti sessuali diversi» e gli «inammissibili episodi di impudente aggressività e intolleranza» che «contrastano con i dettami della nostra Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea». Il Capo dello Stato, nella stessa occasione, ha invitato a non ignorare l'invito del Parlamento europeo a contrastare l'omofobia. In occasione del 17 maggio 2012 il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha inviato a tutti i dirigenti scolastici una lettera in cui si sollecitavano le scuole a realizzare e mettere in rete progetti o iniziative sul tema delle discriminazioni omofobiche. Questi segni di attenzione non hanno impedito che proseguissero nel nostro Paese gli atti di omofobia e transfobia, come dimostra il report annuale pubblicato da Arcigay. Atti di discriminazione e fenomeni di pregiudizio sono presenti in particolare nelle nostre scuole: è proprio ai luoghi in cui si forma la cultura dell'inclusione e della pluralità che l'istituzione della Giornata nazionale contro l’omofobia potrà dare il contributo maggiore.. Art. 1. 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 17 maggio quale «Giornata nazionale contro l'omofobia», al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell'inclusione nonché di contrastare i pregiudizi e le discriminazioni motivati dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere. Art. 2. 1. In occasione della «Giornata nazionale contro l'omofobia» sono organizzati incontri e iniziative, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di sensibilizzare le cittadine e i cittadini al contrasto del pregiudizio, della discriminazione e della violenza verbale e fisica motivati dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere, nonché di mantenere vivi nella cultura e società italiane i princìpi di uguaglianza dei diritti e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione.