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Istituto di credito fondiario della regione marchigiana Ancona (Testo degli articoli 4, 5, 6, 7, 13, 14, 18, 19, 20, 23, 24, 25, 26, 27, 28 e 30 dello statuto) Art. 4. - I fondi di garanzia dell'Istituto ammontano a lire 2.000.000.000 (due miliardi) e sono costituiti da quote di partecipazione nominative indivisibili di lire 200.000 (duecentomila) ciascuna, sottoscritte dalle Casse di risparmio delle Marche, come appresso: Cassa di risparmio Anconitana: n. 901 quote..................................... L. 180.200.000 Cassa di risparmio di Ascoli Piceno: n. 1427 quote.................................... " 285.400.000 Cassa di risparmio di Fabriano e Cupramontana: n. 549 quote..................................... " 109.800.000 Cassa di risparmio di Fano: n. 667 quote..................................... " 133.400.000 Cassa di risparmio di Fermo: n. 857 quote..................................... " 171.400.000 Cassa di risparmio di Jesi: n. 1189 quote.................................... " 237.800.000 Cassa di risparmio di Loreto: n. 287 quote..................................... " 57.400.000 Cassa di risparmio della provincia di Macerata: n. 2252 quote.................................... " 450.400.000 Cassa di risparmio di Pesaro: n. 1871 quote.................................... " 374.200.000 ----------------- L. 2.000.000.000. ----------------- I fondi di garanzia non potranno essere ridotti, per tutta la durata dell'istituto, a somma inferiore a lire 1 miliardo, ancorché l'importo delle cartelle in circolazione si mantenga al di sotto del limite stabilito dalle disposizioni vigenti. Dovrà in ogni caso, essere mantenuto il rapporto di che allo art. 1 della legge 29 luglio 1949, n. 474, e al decreto ministeriale 6 marzo 1965, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 aprile 1965, n. 88. Qualora, per il raggiungimento dei fini istituzionali, la assemblea deliberi di aumentare i fondi di garanzia, ciascuna Cassa di risparmio partecipante è tenuta a concorrere all'aumento globale in misura proporzionale al conferimento iniziale di cui al primo comma del presente articolo. Tuttavia, con votazione unanime, l'assemblea potrà consentire che quote di aumento siano conferite, in tutto od in parte, da partecipanti diversi da quelli cui sarebbero spettate. La cessione delle partecipazioni, totale o parziale, è ammessa esclusivamente fra enti partecipanti e non può avere luogo se non previo consenso da concedersi dall'assemblea con votazione unanime. La responsabilità degli enti partecipanti è limitata ai rispettivi apporti ai fondi di garanzia, costituiti dal conferimento iniziale di cui al presente articolo e dagli eventuali successivi aumenti. Art. 5. - I fondi di riserva sono costituiti con le modalità di cui al successivo art. 30 e sono investiti a norma delle leggi vigenti. Art. 6. - Sono organi dell'istituto: l'assemblea dei partecipanti; il consiglio di amministrazione; il presidente; il collegio sindacale; il comitato consultivo; il direttore generale. Art. 7. - L'assemblea è costituita dai rappresentanti delle Casse di risparmio partecipanti. Ogni partecipante può farsi rappresentare dà un altro partecipante mediante delega conferita anche con semplice lettera. Nessun partecipante può disporre di più di una delega. Le assemblee sono ordinarie e straordinarie. Sono presiedute dal presidente del consiglio di amministrazione o da chi lo sostituisce, ai sensi del presente statuto. Art. 13. - Non possono far parte contemporaneamente del consiglio di amministrazione i parenti e gli affini fino al terzo grado incluso, né i parenti e gli affini fino al terzo grado incluso dei sindaci, del direttore generale e dei dipendenti dell'istituto. Art. 14. - Al presidente, al vice presidente ed agli altri componenti il consiglio, si potrà corrispondere - per l'intervento alle adunanze del consiglio e del comitato, e di eventuali commissioni, nonché per le prestazioni connesse ad esigenze di servizio - oltre al rimborso delle spese, una medaglia di presenza nella misura che sarà stabilita dall'assemblea. Comunque, al presidente, al vice presidente ed agli altri membri del consiglio non può essere corrisposta più di una medaglia di presenza nella stessa giornata. Art. 18. - Il consiglio di amministrazione si riunisce almeno una volta al mese ed è convocato dal presidente, mediante lettera raccomandata, contenente l'elenco degli argomenti da trattare, da spedire, almeno cinque giorni prima del giorno fissato per l'adunanza, a ciascun componente ed ai sindaci. Nei casi di urgenza, la convocazione può essere fatta telegraficamente, con preavviso di almeno due giorni interi. Per la validità delle adunanze è necessaria la presenza di almeno tre componenti. Alle adunanze del consiglio, fatta eccezione delle sedute segrete, partecipa, con voto consultivo, il direttore generale dell'istituto. Art. 19. - Il consiglio di amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione dell'istituto, ad eccezione di quanto, ai sensi del presente statuto, è esplicitamente riservato alla competenza dell'assemblea. Esso delibera fra l'altro: 1) sulle proposte di riforma dello statuto da sottoporre all'assemblea; 2) sulla convocazione delle assemblee e sull'ordine del giorno delle singole adunanze; 3) sui bilanci annuali da sottoporre all'assemblea; 4) sulle condizioni generali e particolari, da praticarsi dall'istituto per le operazioni di credito fondiario e sulla concessione dei mutui; 5) sulle condizioni generali concernenti sia l'acquisto che l'emissione e l'alienazione delle cartelle e sui provvedimenti idonei alla disciplina del mercato; 6) sulla approvazione dei regolamenti interni che disciplinano l'ordinamento dell'istituto; 7) sulla nomina del direttore generale e sui relativi provvedimenti, nonché su tutti i provvedimenti riflettenti il personale dell'istituto; 8) sull'autorizzazione a stare in giudizio, o sulla rinunzia agli atti del giudizio stesso per materie che esulino dalla semplice tutela dei crediti dell'istituto o dall'intervento in procedure esecutive fallimentari promosse da terzi; sulle transazioni e conciliazioni e sulla definizione di qualsiasi controversia; 9) sulla nomina di cinque componenti il comitato consultivo di cui al successivo art. 23; 10) sulla vendita degli immobili di cui l'istituto sia rimasto aggiudicatario ai pubblici incanti o che comunque abbia acquistato a scopo di recupero dei suoi crediti; 11) sulla restrizione di formalità ipotecarie eseguite a garanzia di mutui, ove permanga un credito dell'istituto; 12) sui compiti e le responsabilità da attribuire alle Casse di risparmio partecipanti nell'ordinamento generale dell'istituto; 13) su quant'altro occorre ai fini del regolare funzionamento dell'istituto. Art. 20. - Il consiglio delibera a maggioranza assoluta dei presenti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede l'adunanza. Le votazioni riguardanti persone debbono essere fatte a scrutinio segreto; in caso di parità la proposta s'intende respinta.