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Concludendo, signor Presidente, se l'obiettivo dichiarato di contrastare le discriminazioni e l'istigazione all'odio era condivisibile e lodevole, il disegno di legge Zan, intransigente e rigido, con cui si vuole perseguirlo, risulta evidentemente provocatorio, se non controproducente. (Applausi). PRESIDENTE. E iscritta a parlare la senatrice Faggi. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi appresto a parlare in Aula del disegno di legge in esame partendo da un presupposto diverso, anche se è stato più volte menzionato da parte di altri colleghi: l'etica. Non penso si possano affrontare argomenti così delicati, come quello della sessualità in tutte le sue forme e sfumature, se prima non si ha contezza di cosa significa l'etica. L'etica, che ci è stata insegnata già in tempi molto remoti - la parola ethos arriva infatti dall'antichità - si è persa in questo mondo così moderno e così avanzato. Prima la collega Biti ha detto giustamente che siamo molto avanti, eppure rimaniamo indietro. A mio avviso, però, siamo avanti quanto alla tecnologia, ma "siamo andati" indietro, non "siamo" indietro. L'etica veniva insegnata e comprende tutto: il rispetto per le persone, il rispetto per il proprio corpo, il rispetto per le idee degli altri e per tutte le diverse peculiarità che ciascuno di noi porta in sé e che fanno di ciascuno di noi il proprio essere. Sono diversa dalla collega Rivolta o dal collega Centinaio: siamo tutti diversi, ma non solo per il nostro genere sessuale. Siamo diversi perché siamo composti così diversamente per come pensiamo, per come sentiamo. È come se volessimo cercare di disciplinare il concetto di fede o quello di dolore: come si fa a calcolare quanta fede ho io rispetto a qualcun altro? Questa sera vado a dormire, ho fede; domani mattina mi capita qualcosa di brutto e non ho più fede. Quello di fede è un concetto altamente personale, appartiene alla persona; non per questo non è discriminato. Chi è cristiano è stato perseguitato e lo è tuttora; chi è musulmano ha un'idea totalmente diversa, chi è buddista non riconosce. Abbiamo mille forme. Lo stesso discorso vale per il dolore: come si fa a disciplinare la soglia del dolore? Un medico - ho una figlia medico - ti chiede quanto dolore provi su una scala da 1 a 10; magari gli rispondi 10, ma potresti anche mentire. Sulla scorta di queste mie osservazioni e di questi miei pensieri ho provato, ad esempio, a scrivere un disegno di legge sull'istituzione del progetto «Èthos», che sicuramente sarà discriminato; è normale, anche qui ci sono le discriminazioni, fanno parte della vita. Personalmente non me la prendo, è tutta esperienza: più si viene discriminati, più si cresce. Purtroppo, sono cresciuta così; non ho alcun problema ad ammetterlo. Dicevo, questo disegno di legge che ho presentato reca l'istituzione del progetto «Èthos» per l'educazione al rispetto degli altri e alla non violenza. Si tratta di pochi brevi articoli, niente di eccezionale; non è così sviscerato nell'ambito del perché e del per come, non entra nell'animo umano che, comunque sia, deve essere sempre preservato, tutelato e soprattutto rispettato. Tuttavia, il testo dà la possibilità di impostare un progetto di etica nelle scuole, finalizzato a cercare di far capire l'importanza del rispetto del proprio corpo, dell'approccio con gli altri, del rispetto della non violenza, e magari di aiutare i genitori che hanno più difficoltà in questo percorso. «Èthos», l'etica, non è in contrapposizione al disegno di legge Zan, che invece è molto articolato, ma secondo me parte da un ragionamento opposto: visto che ci sono tante cose che non vanno bene, proviamo a disciplinarle. Questo forse cozza con il mio modo di sentire; ripeto, non si possono disciplinare delle sensazioni. Non sono un medico né uno scienziato; non so cosa significhi sentirsi donna in un corpo di uomo e viceversa. Sono nata donna e morirò donna, va bene così (Applausi) ; mi dispiace per coloro che invece sentono questa cosa per la quale nutro grande rispetto. A me non interessa l'orientamento sessuale: mio padre mi ha insegnato che nella camera da letto e nel portafoglio non si guarda, per cui sinceramente ognuno è libero di fare quel che vuole nella propria camera, ci mancherebbe. La violenza è un altro paio di maniche: si può essere violenti con i bambini, si può essere con gli anziani o con coloro che non hanno la fede; può essere puntato il dito nei confronti di chi non è come te. Quindi, in generale, se dovessimo disciplinare tutto lo scibile delle discriminazioni dovremmo mettere da parte le decine di leggi che la senatrice Ferrero ha detto essere ferme e concentrarci solo su questo. E invece dovremmo lasciare andare la nostra natura. La natura ha fatto ciascuno di noi come vuole; siamo sotto la volta del cielo, abbiamo un inizio e una fine, però, certo, dovremmo concentrarci e rafforzare là dove il sistema è debole, cercando di rafforzare l'etica e la certezza della pena, perché coloro che delinquono e commettono reato discriminando le persone in qualsiasi modo, con qualsivoglia sfumatura, urtando l'altrui sensibilità, vengano puniti e le vittime abbiamo giustizia. Ma non solo con il tormentone sul giornale piuttosto che nelle trasmissioni televisive dove vengono proposti e riproposti nuovamente situazioni e accadimenti che tante volte non sono altro che il pungolo per andare magari a rifare la stessa cosa. No. Semplicemente dobbiamo cercare di rafforzare tutte le parti in cui abbiamo questa sistematica debolezza. E come è emersa tale debolezza? Soprattutto con il Covid, per il fatto di essere stati chiusi in casa, di non aver potuto interagire e interloquire e di essere stati isolati. Quando si sono aperte le gabbie - chiamiamole così - come, purtroppo, succede, si è praticamente lasciato andare tutto e improvvisamente abbiamo avuto episodi di violenza all'estremo. Questo forse è un altro degli elementi su cui dobbiamo soffermarci e su cui puntare la nostra attenzione. Non penso che ci sia una legge che il Partito Democratico ha più interesse a far passare perché il Partito Democratico è più avanti e sente la discriminazione, mentre magari, la Lega è un pochino più dura. Magari invece la Lega è un po' più dura e allora non è capace di capire quali sono le sensibilità. E poi c'è la via di mezzo, dove magari si colloca Forza Italia, che dice di stare a metà e propone di mettersi intorno a un tavolo e parlare. Non penso sia una questione di legge, ma penso sia una questione di buonsenso, che questo tema che abbiamo toccato vada oltre il buonsenso, che avere buonsenso significhi legiferare per il rispetto di tutti e nel rispetto di tutti c'è anche il rispetto per chi la mattina vuole portare la gonna e la sera si vuol mettere i pantaloni e i tacchi, a noi non ce ne deve importare assolutamente niente.