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Al fine di garantire l'esercizio unitario delle attività svolte dalla guardia ecologica volontaria ai sensi dell'articolo 2, sono attribuiti al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica compiti di indirizzo e coordinamento da esercitare di concerto con il Ministero dell'interno, sulla base di accordi o intese con le regioni e gli enti locali, che possono prevedere particolari forme di cooperazione con gli altri enti pubblici territoriali e con gli enti di gestione delle aree naturali protette. 3. Nel rispetto della legislazione vigente in materia di volontariato e fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, le regioni adeguano la propria normativa ai princìpi contenuti nella presente legge entro centottanta giorni dalla data della sua entrata in vigore. Art. 2. (Attività di vigilanza, di segnalazione e di accertamento delle guardie ecologiche volontarie) 1. Le guardie ecologiche volontarie prestano attività di vigilanza, di segnalazione, di accertamento e di controllo in materia ambientale in forma personale e gratuita, salvo, qualora previsto, il rimborso delle spese documentate, secondo le modalità previste dalle leggi regionali. Lo svolgimento di tali attività non dà luogo in alcun caso alla costituzione di un rapporto di lavoro, né è sostitutiva dell'attività di vigilanza e controllo degli organismi istituzionalmente a ciò preposti. 2. L'attività di vigilanza ecologica volontaria si esplica tramite: a) l'informazione e la sensibilizzazione del pubblico sulla normativa vigente in materia di tutela ambientale nonché sui comportamenti atti a realizzarla; b) la vigilanza, la segnalazione, l'accertamento e il controllo, anche tramite campionamento del suolo e delle acque, sullo stato di conservazione e salvaguardia della natura, del paesaggio e dell'ambiente, unitariamente considerato, al fine di prevenire e accertare fatti e comportamenti sanzionati dalla normativa in materia ambientale nei limiti e nelle forme previsti dalla presente legge; c) la collaborazione con le autorità competenti per le operazioni di pronto intervento e di soccorso in caso di emergenza o di calamità naturali svolte nell'ambito delle attività di protezione civile; d) la collaborazione con le autorità competenti per la raccolta di dati e informazioni finalizzati al monitoraggio ambientale; e) la collaborazione con altri enti e organismi, titolari di funzioni di tutela ambientale e con gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria per attività di prevenzione, di controllo, di ricerca e di accertamento di reati contro il patrimonio naturale e ambientale. 3. Le regioni individuano gli ambiti di applicazione del potere di vigilanza, di segnalazione, di accertamento e di controllo delle guardie ecologiche volontarie, che è comunque conferito nelle seguenti materie: a) tutela del paesaggio, dei parchi e delle aree protette, delle aree e degli immobili vincolati, degli habitat e del patrimonio naturale in genere; b) tutela dell'ambiente boschivo, forestale e silvopastorale, compresi i pascoli montani e le aree coltivate; c) osservanza delle ordinanze sindacali e dei regolamenti comunali in materia di tutela dell'ambiente e del verde urbano ed extraurbano; d) salvaguardia del patrimonio culturale; e) gestione dei rifiuti civili e industriali, ivi compresi i fanghi di depurazione; f) osservanza delle normative sull'inquinamento acustico, atmosferico e idrico; g) prevenzione degli incendi; h) normativa sui nitrati e gestione dei fertilizzanti e ammendanti, compresi i fanghi di depurazione e i gessi, di origine agricola e zootecnica; i) impianti di biogas; l) vigilanza ittico-venatoria. Art. 3. (Soggetti organizzatori) 1. Le regioni individuano, con propria normativa, i soggetti organizzatori dell'attività di vigilanza ecologica volontaria, nel rispetto, ove possibile, dei princìpi stabiliti dall'articolo 2 del codice del Terzo settore di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117. 2. I soggetti organizzatori di cui al comma 1 provvedono a: a) redigere programmi per l'organizzazione dell'attività di vigilanza ecologica volontaria nei diversi ambiti territoriali di competenza, indicando le strutture, i mezzi, le risorse disponibili, i tempi, i modi e i livelli minimi di svolgimento dell'attività, nonché le forme di redazione e di trasmissione di dati, atti e documenti; b) promuovere e organizzare la formazione, la selezione e l'aggiornamento delle guardie ecologiche volontarie; c) stipulare apposite convenzioni per lo svolgimento dell'attività e per la definizione delle relative responsabilità; d) garantire la copertura assicurativa connessa allo svolgimento delle attività, nonché per la responsabilità civile verso terzi, compresa l'assistenza legale; e) assicurare la trasmissione alle autorità competenti dei dati raccolti e delle rilevazioni effettuate dalle guardie ecologiche volontarie nello svolgimento dell'attività e comunicare tempestivamente alle autorità medesime i verbali di accertamento di violazioni amministrative e penali, sottoscritti dalle guardie ecologiche volontarie ai sensi dell'articolo 4; f) approvare la programmazione annuale delle attività, nonché il rendiconto annuale dei fondi e dei finanziamenti ottenuti, unitamente ad una relazione sull'attività svolta recante anche l'elenco, aggiornato al 31 dicembre di ogni anno, delle guardie ecologiche volontarie in servizio, da trasmettere alla regione. 3. I soggetti organizzatori devono garantire la massima flessibilità nella programmazione delle attività delle singole guardie ecologiche volontarie, assicurando una presenza capillare e costante delle stesse sul territorio al fine di poter intervenire tempestivamente in caso di illeciti ambientali. 4. Le regioni supervisionano le attività dei soggetti organizzatori e stabiliscono le modalità con le quali verificare la corretta applicazione delle disposizioni della presente legge. Art. 4. (Guardie ecologiche volontarie) 1. Le guardie ecologiche volontarie devono possedere i requisiti previsti per il riconoscimento della qualifica di guardia giurata, ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. 2. Coloro che intendono svolgere l'attività di vigilanza ecologica volontaria sono tenuti a superare l'esame finale teorico-pratico, all'esito di un corso di formazione teorica e di un periodo di addestramento pratico, e ottenere il relativo attestato di idoneità. 3. Le regioni, in conformità ad appositi atti di indirizzo e di coordinamento adottati ai sensi dell'articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59, stabiliscono durata e contenuto dei corsi di formazione per le guardie ecologiche volontarie, da tenere con cadenza annuale, e del periodo di addestramento, nonché le modalità di svolgimento dell'esame finale. 4. La nomina delle guardie ecologiche volontarie è approvata, entro trenta giorni dal conferimento dell'attestato di idoneità di cui al comma 2, con decreto del prefetto territorialmente competente ai sensi dell'articolo 138 del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, che ha validità nell'intero territorio della provincia.