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(Applausi) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi unisco anch'io alle sue parole e alle parole dei colleghi che mi hanno preceduto. Questo è il momento del cordoglio per le vittime, dell'augurio per i feriti. Sappiamo che ci sono in questa vicenda, che non può accadere in un Paese civile, più di una responsabilità ed esse sono state riassunte dal senatore Casini. Non è questo il momento di approfondirle, ma probabilmente è quello di assumere tutti insieme l'impegno affinché legalità e sicurezza debbano davvero, non dico ritornare, ma essere forse per la prima volta, coerentemente, al primo punto dell'impegno di ciascuno di noi, ai diversi livelli; sia quello delle istituzioni, locali e nazionali, che quello delle Forze dell'ordine. Dobbiamo riuscire anche a costruire una cultura diffusa che non metta al centro - come è già stato detto - l'interesse spregiudicato ed economico, senza rispetto per nessuno, ma piuttosto un concetto che sono convinto ci possa unire, di sicurezza e legalità in tutte le forme in cui la comunità si esprime, da quella del divertimento, a quella del vivere, dell'abitare e del lavorare. (Applausi). DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, credo che quanto accaduto lo scorso weekend debba far riflettere tutti noi perché certamente io, come ciascuno di voi, provo commozione. Sono qui quindi ad esprimere ovviamente il cordoglio del Gruppo Fratelli d'Italia che si vuole stringere alle vittime, alle famiglie e a coloro che stanno lottando ancora negli ospedali per la propria vita. A noi, però, non spetta solamente questo ruolo, umano e comprensibile, che sicuramente ci unisce da destra a sinistra, trasversalmente, in quest'Aula. Essendo, legislatori, demandati dal popolo a gestire il Paese, a noi spetta anche riflettere e fare alcune considerazioni. Io vorrei utilizzare pochi istanti per riflettere. Noi dobbiamo guardare la responsabilità da un certo punto di vista; e qui davvero bisogna sperare che le parole, che in situazioni del genere noi tutti esprimiamo, siano poi coerenti con un'azione del Governo, delle Forze dell'ordine e della magistratura perché finalmente i colpevoli vengano individuati e seriamente puniti e perché i controlli non si limitino solamente alle prossime settimane, quando sicuramente i locali pubblici, le discoteche e i teatri saranno ispezionati. Bisogna, invece, fare in modo che i controlli avvengano sempre perché, anche tra un mese, tra sei mesi o tra un anno, dobbiamo garantire che i nostri cittadini vivano in condizioni di sicurezza. Ecco, dunque, il compito delle istituzioni: non dobbiamo solamente ricordarci dei problemi in momenti del genere, ma dobbiamo interrogarci perché nell'ordinarietà siano difesi e tutelati i nostri figli. Quindi, responsabilità e sicurezza sì, ma non solamente nel contingente, bensì, e soprattutto, come prospettiva alla quale tutti dobbiamo guardare. Io, però, a questa riflessione aggiungo anche un altro tema, quello dell'etica, dell'educazione, una educazione che, probabilmente, non è sufficientemente patrimonio di tutti. Dovremmo cercare di interrogarci sul perché si debbano vendere 1400 biglietti quando i posti effettivi sono poco più di ottocento. Dovremmo interrogarci sul perché padri di famiglia come noi siano disposti a mettere a rischio la vita dei giovani, la vita dei cittadini, per guadagnare qualche biglietto in più. Questi sono aspetti non normativi, bensì aspetti di etica, di cultura, di formazione. Dovremmo domandarci perché dei genitori debbano vivere nell'angoscia che i propri figli, di undici, dodici o tredici anni, si accalchino per ascoltare la musica di qualcuno che, magari inneggiando a sesso e droga, presenta loro un quadro di vita certamente non di coerenza e ricco di valori, ma tutt'altro. Ebbene, in tali contesti educativi il ruolo dello Stato, il ruolo del legislatore, il ruolo di coloro che governano questo Paese deve inviare un messaggio. Dobbiamo essere vicini alle famiglie, a coloro che crescono i nostri figli. Fratelli d'Italia, su questi aspetti, dà tutta la propria disponibilità per trovare con voi, con tutti voi, degli strumenti che permettano - da una parte - di regolare la civile convivenza, di regolare le responsabilità e - dall'altra - di creare cultura, nei giovani e per i giovani, e, contemporaneamente, di fornire ai genitori, alle famiglie quei supporti che oggi spesso non trovano. I ragazzi, soprattutto quelli delle ultime generazioni, sono troppo spesso abbandonati a se stessi. Noi, e coloro che hanno qualche anno in più, siamo cresciuti spesso all'interno di famiglie; oggi i ragazzi, già dalle elementari, spesso crescono da soli e, non per cattiveria, ma perché la società spesso non permette alle famiglie di essere loro vicini. E poi si verificano certi avvenimenti, arrivano i falsi idoli con conseguenze talvolta tragiche. Concludo, colleghi, sperando nella vostra comprensione se mi sono dilungato di qualche minuto. Dal momento che siamo ormai alla vigilia delle feste di fine anno, facciamo in modo che, fin da subito, vi siano controlli atti a garantire, appunto, sicurezza e tranquillità. Non dobbiamo dimenticare - come ha rilevato oggi il "Corriere della Sera", che, in due anni, già ventitre volte sono avvenuti fenomeni simili, che hanno visto coinvolgere baby gang e l'utilizzo di spray urticanti e, che hanno rischiato di provocare tragedie come quella vissuta nelle ultime ore. Impegniamoci perché, se non abbiamo potuto far niente per evitare la tragedia di questo weekend , almeno non ne avvengono altre nei prossimi mesi. (Applausi) . VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, mi unisco alle sue parole e a quelle dei colleghi e dico innanzitutto che mai avremmo voluto dover intervenire in quest'Aula in circostanze del genere. Sono giorni di lutto per le Marche e per l'Italia intera. In ospedale in queste ore ci sono ragazze e ragazzi che combattono per salvarsi. Noi siamo con loro e piangiamo con loro le vite spezzate nella notte dell'Immacolata: Emma, Asia, Benedetta, Daniele, Mattia ed Eleonora. Adolescenti, come lo sono i nostri figli; adolescenti pieni di bellezza, di intelligenza, di inquietudine, pieni di voglia di vivere, di correre, di fare esperienze, come lo siamo stati noi da adolescenti. Travolta insieme a loro, signor Presidente, piangiamo anche una mamma, che aveva appena fatto in tempo a salvare la sua bambina di appena undici anni. Un genitore come noi; noi che tante volte abbiamo accompagnato i nostri ragazzi, spesso aspettandoli ore e ore fuori da un locale, pregando che tutto andasse bene, come è accaduto a Eleonora prima di cadere. Questo è un dolore senza rimedio e non potremo riavvolgere il nastro.