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Il sistema "Carta del rischio" utilizza inoltre in interoperabilità i servizi WMS degli enti preposti alla gestione del territorio, i sistemi kml realizzati da sistemi esterni. Infine il sistema ha funzioni di selezione spaziale (punti, linee e poligoni) dei beni direttamente dalla cartografia; · fin dal 2015-2016 sono stati avviati da parte del Ministero della cultura, progetti innovativi come il "Progetto Smart Pompei", con CNR e Leonardo SpA, per l'implementazione di infrastrutture digitali che utilizzano l'intelligenza artificiale, i big data , i sistemi di cloud , i droni, il Wi-Fi e il Li-Fi. Si tratta del primo "Smart Archaeological Park" in Italia e nel mondo, un modello integrato di controllo e gestione della sicurezza delle persone e dei manufatti antichi e moderni per la prevenzione del rischio climatico e di azioni antropiche umane inclusi eventuali atti terroristici; · in seguito, sono stati avviati i seguenti modelli sperimentali per la prevenzione e la manutenzione programmata del patrimonio storico-artistico: nel 2018 il Parco archeologico del Colosseo ha avviato un programma di monitoraggio pluri-sistemico per la manutenzione programmata del sito che oggi include misure per aumentare la resilienza verso i cambiamenti climatici, mentre nel marzo del 2019 il medesimo Ente al I° Convegno internazionale organizzato su "Monitoraggio e manutenzione nelle aree archeologiche, cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico, degrado chimico ambientale", in cui erano presenti i rappresentanti internazionali e nazionali dei maggiori siti archeologici iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità, oltre che i rappresentanti delle istituzioni attive nella sperimentazione di metodologie innovative per la conservazione del patrimonio culturale, ha individuato le best practices più adatte alla gestione delle aree archeologiche. Infine dal 2020 la Task Force Beni Culturali dell'Unione europea, coordinata dal Segretariato generale del Ministero della cultura si è strutturata per consentire l'acquisizione di dati e informazioni provenienti dal sistema satellitare "Cosmo Sky Med-Copernicus" per la preservazione, il monitoraggio e la gestione del patrimonio culturale italiano. L'Unione europea, inoltre, ha concesso anche la possibilità di utilizzare i dati provenienti dai programmi satellitari "Copernicus" e "Galileo" al fine di sviluppare applicazioni funzionali al monitoraggio della crisi pandemica del COVID-19 per il riavvio delle attività di fruizione dei luoghi della cultura; considerato che la Commissione ha svolto un'ampia attività conoscitiva attraverso una serie di audizioni che hanno coinvolto: - il 16 giugno 2021, i rappresentanti di "Fridays for future" e la dottoressa Jolanda Patruno; - il 22 giugno 2021, il Dott. Lorenzo Ottolenghi - Vicedirettore di RAI Cultura e la Dott.ssa Angela Ferruzza  Dirigente del Servizio Ambiente, Territorio e registro delle unità geografiche e territoriali dell'ISTAT; - il 23 giugno 2021, i rappresentati dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e il Presidente ICOMOS Italia, Dott. Maurizio Di Stefano; - il 29 giugno 2021, il dott. Mario Tozzi, i rappresentanti dell'agenzia del Demanio e la Direttrice Ana Luiza Massot Thompson-Flores dell'UNESCO Regional Bureau for Science and Culture in Europe; - il 13 luglio 2021, la dottoressa Anne Grady, esperta in Cultural Heritage, DG EAC  European Commission; - il 21 luglio 2021, i rappresentanti dell' United Nations Framework Convention on Climate Change (Unfccc); - il 28 luglio 2021, il Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani; - l'8 settembre 2021, il Ministro della cultura, Dario Franceschini; - il 12 ottobre 2021 il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini; - il 27 ottobre 2021, i rappresentanti del Dipartimento della protezione civile; - il 1° dicembre 2021, l'Arch. Alessandra Vittorini, Direttrice della Fondazione Scuola per i Beni e le Attività culturali; esaminati i contributi scritti pervenuti dai seguenti soggetti non auditi direttamente in Commissione: - ANCI  Associazione Nazionale Comuni Italiani; - Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima  Consiglio Nazionale delle Ricerche; - Ministero dell'Economia e Finanze - WWF Italia; considerato, in riferimento alla legislazione vigente, che: · il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2021, n. 108 disciplina la governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e le prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure disciplinando; in particolare: o l'articolo 12 disciplina l'esercizio dei poteri sostitutivi da parte dello Stato in caso di inadempienza di un soggetto attuatore di progetti o interventi del PNRR ove sia messo a rischio il conseguimento degli obiettivi intermedi e finali del PNRR; o l'articolo 13 regola la procedura atta a superare un eventuale dissenso, diniego, opposizione o altro atto idoneo a precludere in tutto o in parte, la realizzazione di un progetto o intervento del PNRR, proveniente da un organo statale ovvero da un organo della regione o della provincia autonoma o di un ente locale; o l'articolo 29 istituisce la Soprintendenza speciale per il PNRR, con l'obiettivo di assicurare "la più efficace e tempestiva attuazione degli interventi" recati nel medesimo piano e nel Piano nazionale per gli investimenti complementari; o l'assetto generale prevede una notevole semplificazione delle procedure VIA e VAS accelerando i tempi di rilascio delle autorizzazioni; osservato che: · l'indeclinabilità della funzione pubblica di tutela del paesaggio rispetto ad altri interessi pubblici eventualmente coinvolti è data dall'essere iscritta dall'articolo 9 della Costituzione tra i principi fondamentali ed è stata costantemente affermata dalla giurisprudenza costituzionale. La dimensione culturale del paesaggio è stata affermata a livello europeo nella Convenzione europea del paesaggio (CEP), firmata a Firenze il 26 ottobre del 2000, definendolo come "una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni", ed è proprio il valore culturale che esso incarna ad essere riconosciuto come meritevole di tutela. Tuttavia, l'attuale transizione energetica ha di fatto reso il paesaggio come una sorta di arena conflittuale' ove entrano in conflitto differenti beni-interessi. A titolo esemplificativo, una nota di Italia Nostra del 1° giugno 2021 riporta che: "Gli ingranaggi del Recovery Plan faranno strame della natura, della cultura, della storia e dell'identità, di quello che a pieno titolo, ma ancora per poco, possiamo chiamare il Bel Paese. La capillare diffusione delle rinnovabili, così come prevista, per la nostra Italia, non è sostenibile: non è possibile spargere sul territorio nuovi impianti di estensione dieci volte maggiore di quanto già orrendamente impiantato negli ultimi quindici anni.