[resaula]

Il Governo ha quindi dichiarato di accettare la proposta di risoluzione n. 2. Decorre, pertanto, da questo momento il termine di trenta minuti per presentare eventuali emendamenti su tale proposta. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, fortunatamente i numeri di questa Nota di aggiornamento ci riportano un quadro migliore di quello che si prospettava qualche mese fa. Da una parte, il tessuto produttivo ha dato grande prova di resistenza e di resilienza e ha messo in campo una straordinaria voglia di ripartire; dall'altra, bisogna dire che questo Governo ha creato le condizioni affinché ciò accadesse, non solo grazie alla campagna vaccinale e alla saggezza con cui sono state gestite le riaperture, ma anche all'idea di un Governo che infonde fiducia nei cittadini, perché si concentra sulle questioni reali. Sappiamo però che non mancano le incognite. Innanzitutto, spero davvero che l'estensione del green pass ai luoghi di lavoro sia sufficiente per dare il colpo di coda alla campagna vaccinale, raggiungendo quanto prima l'immunità di gregge, e questo anche per tutelare il turismo invernale (a questo proposito, bisogna riflettere sull'accesso a impianti e alberghi da parte dei clienti che hanno il green pass temporaneo da tampone). Vi è poi il problema internazionale delle materie prime, a cominciare dalle forniture energetiche. Gli interventi previsti dal Governo affrontano la questione, ma è evidente che ci sarà comunque un contraccolpo sulle famiglie e sulle imprese. C'è anche il problema legato alla crescita dell'inflazione, collegato sia alla questione delle materie prime, sia al rimbalzo economico internazionale. È importante quindi che queste problematiche vengano affrontate per proteggere la crescita del PIL. Un'altra questione a cavallo tra presente e programmazione è il tema occupazionale. Siamo in uno strano paradosso: da una parte, segniamo livelli di crescita per la prima volta sopra la media europea; dall'altro, si perdono posti di lavoro; da un altro ancora, c'è una difficoltà a reperire lavoratori qualificati nei servizi, nell'artigianato e in altri settori. Il tasso di occupazione italiano nel 2019 si aggirava intorno al 63 per cento, in Francia al 72 e in Germania all'81, poi la pandemia ha messo a nudo tutti i ritardi e i limiti del nostro mercato del lavoro. Il tasso di occupazione basso è quindi una delle radici del problema della poca crescita negli ultimi vent'anni, mentre l'altra è rappresentata dai limiti del nostro mercato del lavoro. Occorre, quindi, una riforma che nel contesto di un rafforzamento degli ammortizzatori sociali renda più dinamico l'incontro tra domanda e offerta. Al contempo, occorre un massiccio intervento sulle politiche attive, su una formazione davvero connessa con il mondo del lavoro, e su politiche di conciliazione famiglia e lavoro efficaci. Ancora, occorre altresì una nuova politica per il rimpatrio dei giovani che vivono all'estero, partendo dagli ambiti accademici ma abbracciando tutte quelle professionalità di cui oggi avvertiamo carenza. Sulla programmazione questa Nota di aggiornamento pone l'accento sulle politiche fino al 2024, e tuttavia bisogna lavorare fin da adesso anche sul dopo, come creare, cioè, le condizioni per tenere assieme crescita e politiche di bilancio. Il nostro debito pubblico, cresciuto a dismisura durante la pandemia, rischia di non essere interamente sostenibile quando verranno meno tassi di interesse così bassi e l'ombrello della BCE. È vero, come ha ricordato il Ministro, che il 2022 è l'anno del picco del rapporto debito-PIL e che poi comincerà la fase di decantazione, ma il tema è come creare condizioni interne liberate il più possibile dalle variabili internazionali, affinché dopo il 2024 l'Italia non torni a una crescita inferiore alla media UE e torni, invece, a una stagione di bilanci e avanzi primari. Meno debito, in effetti, vuol dire più autonomia per l'Italia a definire le proprie politiche di bilancio e politiche economiche in generale. Qui c'entrano naturalmente le politiche strutturali: dalla riforma della giustizia, dopo la legge delega, a quella del fisco alle semplificazioni a quella del mercato del lavoro, e c'entra naturalmente il modo con cui sapremo spendere le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, individuando progetti che mettano l'accento sul famoso moltiplicatore. C'entra molto anche la capacità di investire sulla ricerca e sullo sviluppo, come ha ricordato ieri il premio Nobel alla fisica Giorgio Parisi. In conclusione, Presidente, penso che siamo sulla strada giusta, che abbiamo un quadro decisamente migliore di quello che si prospettava un anno fa; possiamo, poi, discutere di elementi di contesto - ad esempio, credo che la reintroduzione del cashback non sia una priorità e che sul 110 per cento bisogna sfoltire le norme e dilatare i tempi di rendicontazione e di consegna d'opera per contrattare la lievitazione dei costi di intervento - ma quello che più conta è lavorare sulla prospettiva, sulla rimozione degli elementi che hanno fatto dell'Italia il Paese con la crescita più bassa degli ultimi venticinque anni tra i grandi Paesi occidentali. È con questi auspici che annuncio il voto favorevole del nostro Gruppo. (Applausi) . CONZATTI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanze è il secondo documento importante di programmazione economica che registra decisi miglioramenti della nostra economia, sicuramente dettati dalla ripresa delle attività, resa possibile - lo ribadisco - dalla rimozione delle restrizioni sociali e dalla grande consapevolezza, dimostrata dalla maggioranza degli italiani, rispetto alla vaccinazione e all'utilizzo del green pass . Questi sono veramente i presupposti sulla base dei quali l'economia può riprendere ed essere rispondente alle previsioni che la NADEF riporta a tutti noi. Il sostegno economico non è mancato a partire dal 2020 ed è stato via via crescente e più mirato alla crescita, e la NADEF lo conferma: c'è stato un rimbalzo deciso di 1,2 punti percentuali del PIL, che si attesta nella Nota al 6 per cento. Certo, come ho sentito in quest'Aula, è un rimbalzo che va sicuramente stabilizzato e mantenuto a tassi molto elevati e di sicuro non abbiamo recuperato la totalità della perdita dell'8,9 per cento del PIL dovuta alla pandemia, ma la recupereremo nell'arco di ulteriori pochi mesi. Non sono d'accordo con chi dice che la crescita è basata unicamente sull'indebitamento netto; essa si basa su un sistema complesso e proprio l'uscita da questa crisi lo dimostra. Sul lato dell'offerta lo dimostra la resilienza mostrata dall'economia nei settori dei servizi, dell'industria e delle costruzioni, sicuramente sospinta dalla misura del 110 per cento che, come annunciato, verrà prorogata, anche se non resa strutturale. Lo dimostra altresì anche il supporto dal lato dei consumi;