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IL MINISTRO DEL TESORO Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, come modificato ed integrato dal decreto legislativo 18 novembre 1993, n. 470, e dal decreto legislativo 23 dicembre 1993, n. 546, ed in particolare gli articoli 3, 14, 17 e 20; Vista la legge 26 luglio 1939, n. 1037, recante norme in materia di "Ordinamento della Ragioneria generale dello Stato"; Visto il regio decreto-legge 10 luglio 1924, n. 1100, concernente "Norme sulla costituzione dei gabinetti dei Ministri e delle segreterie particolari dei Sottosegretari di Stato"; Vista la legge 15 novembre 1973, n. 734, concernente "Concessione di un assegno perequativo ai dipendenti civili dello Stato e soppressione di indennità particolari"; Vista la legge 7 agosto 1985, n. 427, concernente "Riordinamento della Ragioneria generale dello Stato"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 settembre 1985, relativo a "Organizzazione della Direzione generale dei servizi periferici del Tesoro e modificazioni all'ordinamento della Direzione generale del tesoro"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 1986, n. 429, concernente "Adeguamento della normativa sui servizi espletati dagli uffici periferici del Tesoro in materia di stipendi, pensioni e altre spese fisse all'evoluzione della tecnologia e alle esigenze di utilizzazione dei sistemi di elaborazione automatica dei dati; semplificazione delle relative procedure; definizione delle specifiche responsabilità amministrative dei dirigenti e del personale delle direzioni provinciali del Tesoro e degli organi del sistema informativo"; Vista la legge 17 dicembre 1986, n. 890, concernente "Integrazioni e modifiche alle leggi 7 agosto 1985, n. 427 e n. 428, sul riordinamento della Ragioneria generale dello Stato e dei servizi periferici del Ministero del tesoro"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 1988, n. 396, concernente "Norme integrative dell'ordinamento della Ragioneria generale dello Stato"; Vista la legge 27 novembre 1991, n. 378, concernente "Modifiche all'ordinamento del Ministero del tesoro"; Visto il decreto ministeriale 13 febbraio 1992, concernente "Nuova ripartizione delle competenze tra i cinque servizi della Direzione generale del tesoro"; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi"; Visto l'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, concernente "Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri"; Attesa la necessità di emanare il regolamento per l'istituzione del servizio di controllo interno; Udito il parere del Consiglio di Stato, reso nell'adunanza generale del 28 settembre 1995; Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, effettuata a norma dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con nota 26 ottobre 1995, n. 7343; ADOTTA il seguente regolamento: Art. 1 Istituzione del servizio di controllo interno 1. È istituito il servizio di controllo interno sull'attività del Ministero del tesoro, in seguito "servizio". 2. Il servizio opera in posizione di autonomia e risponde esclusivamente al Ministro del tesoro. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato Il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Il D.Lgs. n. 29/1993, reca: "Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421". Si trascrive il testo del relativo art. 3, come sostituito dall'art. 2 del D.Lgs. 18 novembre 1993, n. 470: "Art. 3 (Indirizzo politico-amministrativo; funzioni e responsabilità). - 1. Gli organi di Governo definiscono gli obiettivi ed i programmi da attuare e verificano la rispondenza del risultati della gestione amministrativa alle direttive generali impartite. 2. Ai dirigenti spetta la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, compresa l'adozione di tutti gli atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane e strumentali e di controllo. Essi sono responsabili della gestione e dei relativi risultati. 3. Le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica, adeguano i loro ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e gestione dall'altro. Nell'ambito della mobilità della dirigenza, nelle università e negli istituti di istruzione universitaria l'incarico di direttore amministrativo è attribuito ai dirigenti della stessa università o di altra sede universitaria, ovvero di altra amministrazione pubblica, previo nulla osta dell'amministrazione di appartenenza. L'incarico è a tempo determinato e può essere rinnovato. Gli statuti del singoli atenei determinano le modalità per lo svolgimento dei concorsi, per l'accesso alle qualifiche dirigenziali, da attuare anche tra più atenei, sulla base di appositi accordi". - L'art. 14 del medesimo decreto, sostituito dall'art. 8 del D.Lgs. 23 dicembre 1993, n. 546, cosi recita: "Art. 14 (Indirizzo politico-amministrativo). - 1. Il Ministro esercita le funzioni di cui all'art. 3, comma 1. A tal fine, periodicamente e comunque ogni anno entro sessanta giorni dall'approvazione del bilancio, anche sulla base delle proposte del dirigenti generali: a) definisce gli obiettivi ed i programmi da attuare, indica le priorità ed emana le conseguenti direttive generali per l'azione amministrativa e per la gestione; b) assegna, a ciascun ufficio di livello dirigenziale generale, una quota parte del bilancio dell'amministrazione, commisurata alle risorse finanziarie, riferibili ai procedimenti o subprocedimenti attribuiti alla responsabilità dell'ufficio, e agli oneri per il personale e per le risorse strumentali allo stesso assegnati. 2. In relazione anche all'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, i consigli di amministrazione svolgono compiti consultivi. 3. Gli atti di competenza dirigenziale non sono soggetti ad avocazione da parte del Ministro, se non per particolari motivi di necessità ed urgenza specificamente indicati nel provvedimento di avocazione, da comunicare al Presidente del Consiglio dei Ministri". - L'art. 17 del citato D.Lgs.