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Signor Presidente, in merito al quesito sollevato dagli onorevoli interroganti che ringrazio, è opportuno ricordare che il reddito di cittadinanza, ai sensi del decreto-legge n. 4 del 2019, è una misura volta a introdurre in Italia uno strumento universale di contrasto alla povertà, di sostegno all'inclusione sociale e alla formazione e al reinserimento al lavoro. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Errani) . È stato, quindi, concepito, per espressa linea programmatica di politica economica e sociale, come una misura di giustizia sociale e, in parte, ha potenziato anche la sfera di intervento del reddito di inclusione, introdotto, come sapete, nel nostro ordinamento ai sensi del decreto legislativo n. 147 del 2017. Ha una duplice natura, quindi, di sostegno al reddito e di strumento di politica attiva del lavoro. Questa duplice natura pone il reddito di cittadinanza in linea - lo sottolineo - con le migliori pratiche di welfare già sperimentate in numerosi Stati membri dell'Unione europea, nonché con quanto anche auspicato dal Pilastro europeo dei diritti sociali, che - ricordo - è stato sottoscritto nel 2017 dal Parlamento europeo, dalla Commissione e dal Consiglio. Al riguardo, rilevo che circa la metà dei nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza tenuti agli obblighi di attivazione viene indirizzata ai servizi dei Comuni competenti in materia di contrasto alla povertà al fine della definizione di un patto per l'inclusione sociale. Come affermato dagli stessi interroganti, la misura è rivolta, infatti, a una platea vulnerabile, formata per la gran parte da persone da anni disoccupate ovvero prive di specializzazione o di un'adeguata formazione. L'efficacia complessiva di questa politica non può essere valutata soltanto in base alla percentuale di beneficiari che hanno trovato un'occupazione. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Errani) . Va esaminata nel suo complesso, soprattutto con riguardo al profilo, per esempio - e sono sicuro che anche gli onorevoli interroganti sono molto sensibili su questo fronte - della capacità di preservare i diritti essenziali: la dignità della persona e del suo nucleo familiare (Applausi dai Gruppi M5S e Misto) , garantendo ai beneficiari non solo un sostegno economico ma anche un insieme di servizi di accompagnamento o di supporto per l'inclusione sociale e lavorativa, favorendo la capacità autonoma di contribuire alla propria comunità, impedendo la trasmissione intergenerazionale della povertà. Ho sempre detto che con questa misura di fatto attuiamo l'articolo 3, secondo comma, della Costituzione, laddove l'eguaglianza non viene intesa solo in modo formale, ma sostanziale, come cittadinanza attiva. (Applausi dai Gruppi M5S e Misto). Come risulta anche dalle evidenze internazionali riferite all'introduzione di misure analoghe, la valutazione di una misura davvero molto complessa quale è il reddito di cittadinanza, che, proprio in riferimento alla componente di attivazione sociale e lavorativa, richiede il rafforzamento anche di questi specifici servizi, non può essere effettuata - sarebbe veramente irragionevole - a meno di un anno dalla sua entrata in vigore, in quanto richiede un tempo congruo per poterne valutare con completezza l'efficacia. Quindi, ci rendiamo perfettamente conto che la misura, non ancora a distanza di un anno, è stata implementata in tutto il suo potenziale. Resta fermo, in ogni caso, l'impegno determinato del Governo ad attuare nella sua massima potenzialità il reddito di cittadinanza al fine di migliorarne la capacità di contrasto alla povertà e soprattutto di incentivare il reinserimento socio-economico nell'ambito della definizione dell'agenda 2020-2023. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e Misto). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Faraone, per due minuti. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, naturalmente su molte sue affermazioni non siamo d'accordo, ma troveremo il modo per confrontarci perché credo sia questo che devono fare il Governo e la sua maggioranza. Italia Viva è al fianco della "meglio gioventù", dei talenti di questo Paese, e auspichiamo che il Governo stesso abbia l'ambizione di investire su tutti loro e sulle nuove generazioni. Magari la Lega in questo caso non applaudirà neanche ironicamente, come ha fatto poco fa (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az), visto che un'altra misura che contestiamo è quota 100, un intervento che investe su chi già ha una pensione piuttosto che sulle nuove generazioni che rischiano di avere una pensione da fame o di non averla proprio. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Tra l'altro, quota 100 era una misura pensata - da quanto ci era stato raccontato - che seguiva uno schema tale per cui per ognuno che fosse andato in pensione, tre giovani sarebbero stati assunti. I numeri dicono l'esatto contrario: dieci vanno in pensione e quattro sono assunti. (Commenti della senatrice Taverna). Pertanto, signor Presidente del Consiglio, come ha detto bene lei - e lo condivido - abbiamo il dovere di rivedere queste misure, esaminare bene le carte, studiare i numeri e vedere se c'è qualcosa da cambiare. A nostro avviso, c'è da cambiare e da separare gli interventi sull'assistenza e sulla povertà, che necessitano di investimenti forti in questo Paese, da quelli di sostegno al lavoro. (Commenti della senatrice Taverna). Sono due cose distinte e, fin quando continueremo a mischiarle, faremo un torto a chi cerca lavoro e a chi è povero e ha bisogno di assistenza da parte dello Stato. (Applausi dal Gruppo IV-PSI). PRESIDENTE . Il senatore La Russa ha facoltà d'illustrare l'interrogazione 3-01353 sulla candidatura del Ministro dell'economia e delle finanze alle prossime elezioni suppletive per la Camera dei deputati, per tre minuti. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente del Consiglio, prima d'illustrare brevemente l'interrogazione che abbiamo presentato noi di Fratelli d'Italia e di cui è primo firmatario il collega Urso, saluto l'oratore che mi ha preceduto per questa polemica sul reddito di cittadinanza, che vorremmo non solo nei momenti del question time , ma nella vita di Governo. È difficile infatti stare insieme in un Governo e non essere d'accordo sulle cose principali; comunque, tant'è e ne prendiamo atto. L'interrogazione invece, signor Presidente, parte dalla circostanza che il ministro dell'economia e delle finanze Roberto Gualtieri è candidato ormai ufficialmente e designato dall'intero centrosinistra per le elezioni suppletive nel collegio uninominale di Roma 1. Lunedì 3 febbraio, il Ministro, già ufficialmente candidato, ha partecipato per un'ora e trenta minuti ad un importante talk show su una rete nazionale: la stessa fortuna non hanno potuto avere finora Maurizio Leo, Rossella Rendina, Elisabetta Canitano, Marco Rizzo, Mario Adinolfi e Luca Lo Muzio, candidati nello stesso collegio. Lei sa meglio di me, perché è giurista, che la nostra normativa - esattamente il decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1967 - prevede che tutta una serie di figure cessino dalle loro funzioni almeno centottanta giorni prima delle elezioni (sette, se si tratta di elezioni anticipate, dalla data in cui vengono indette).