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sull'assassinio di un paziente in ospedale a Sessa Aurunca (Caserta) da parte di un detenuto con problemi psichiatrici (4-00324) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) DAL MAS: sul riordino delle camere di commercio in Friuli-Venezia Giulia (4-00099) (risp. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico ) GARAVINI: sull'emissione della carta d'identità elettronica anche per i cittadini residenti all'estero (4-00236) (risp. CANDIANI, sottosegretario di Stato per l'interno ) GASPARRI ed altri: sulla censura di un filmato in rete sulla celebrazione delle forze armate (4-00740) (risp. TRENTA, ministro della difesa ) PERGREFFI ed altri: sulla chiusura del distaccamento di Polizia stradale di Treviglio (Bergamo) (4-00066) (risp. MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno ) ROJC: sulle carenze di organico dei Vigili del fuoco del Friuli-Venezia Giulia (4-00425) (risp. CANDIANI, sottosegretario di Stato per l'interno ) TESTOR: sulla gestione da parte delle Province di Trento e Bolzano delle funzioni in materia di tutela, programmazione e gestione delle specie di grandi carnivori (4-00172) (risp. COSTA, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ) Mozioni Atto n. 1-00050 MORONESE CASTELLONE NUGNES CASTALDI FENU MARINELLO ANGRISANI LANZI MOLLAME GUIDOLIN VANIN LOMUTI LA MURA ACCOTO ROMANO PIRRO FLORIDIA RUSSO LANNUTTI DI MICCO L'ABBATE CORRADO CORBETTA Giuseppe PISANI TRENTACOSTE GRANATO D'ANGELO DONNO NOCERINO ANASTASI COLTORTI VACCARO TURCO GALLICCHIO MANTOVANI ORTIS LOREFICE Il Senato, premesso che: la legge n. 257 del 1992, riconosciuta la pericolosità dell'amianto e in attuazione di specifiche direttive comunitarie, ha dettato norme per la cessazione dell'impiego dell'amianto e per il suo smaltimento controllato, stabilendo il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto; i rifiuti di amianto o contenenti amianto sono definiti dall'art. 2, comma 1, lett. c) , come "i materiali di scarto delle attività estrattive di amianto, i detriti e le scorie delle lavorazioni che utilizzano amianto, anche provenienti dalle operazioni di decoibentazione nonché qualsiasi sostanza o qualsiasi oggetto contenente amianto che abbia perso la sua destinazione d'uso e che possa disperdere fibre di amianto nell'ambiente in concentrazioni superiori a quelle ammesse"; in attuazione della legge sono stati emanati numerosi provvedimenti volti, tra l'altro, a definire le modalità di predisposizione dei "piani regionali amianto" (previsti dall'art. 10), di valutazione del rischio amianto, di gestione dei manufatti contenenti amianto nonché le tipologie di interventi per la bonifica; in particolare, si prevede, all'articolo 10, comma 2, lettera l) , che i piani regionali contengano, tra l'altro, il censimento degli edifici nei quali siano presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile, con priorità per gli edifici pubblici, per i locali aperti al pubblico o di utilizzo collettivo e per i blocchi di appartamenti; all'articolo 12, comma 5, che si istituisca presso le unità sanitarie locali un registro nel quale è indicata la localizzazione dell'amianto floccato o in matrice friabile presente negli edifici. I proprietari degli immobili devono comunicare alle unità sanitarie locali i dati relativi alla presenza di tali materiali; il decreto ministeriale 6 settembre 1994 ha definito le metodologie per l'applicazione della legge n. 257 del 1992; la legge n. 426 del 1998 ed il decreto ministeriale n. 468 del 2001, e successive modifiche ed integrazioni, hanno individuato numerosi siti da bonificare di interesse nazionale in cui l'amianto è presente sia come fonte di contaminazione principale che come fonte secondaria; con la legge n. 93 del 2001, e con il relativo decreto ministeriale n. 101 del 2003, è stata posta in capo al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare la realizzazione, di concerto con le Regioni, la mappatura completa della presenza di amianto sul territorio nazionale, il cosiddetto piano nazionale amianto; con il successivo decreto legislativo n. 36 del 2003 sono state emanate, inoltre, nuove norme per lo smaltimento dell'amianto, nell'ambito della nuova disciplina delle discariche di rifiuti, nonché le regole per la mappatura e gli interventi di bonifica urgenti; è stato altresì introdotto l'obbligo di iscrizione all'albo nazionale dei gestori dei rifiuti (ora albo nazionale gestori ambientali) per le imprese di bonifica da amianto, obbligo oggi contemplato dall'art. 212, comma 5, del decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modificazioni e integrazioni; in materia di amianto e precisamente "sulle minacce per la salute sul luogo di lavoro legate all'amianto e le prospettive di eliminazione di tutto l'amianto esistente" è intervenuta più volte l'Unione europea, tra l'altro con la risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2013 (2012/2065 (INI)), esortando gli Stati membri a cooperare per un'attuazione efficace e incontrastata della normativa europea in materia di amianto e ad intensificare le ispezioni ufficiali, invitando gli Stati membri a portare avanti la progressiva eliminazione dell'amianto, nel minor tempo possibile; considerato, inoltre, che ogni anno in Italia sono registrati circa 6.000 decessi per malattie correlate all'amianto; come si evince da "Il libro bianco delle morti di amianto in Italia" dell'Osservatorio nazionale amianto (giugno 2018) ci sono ancora 32 milioni di tonnellate di amianto compatto (di cui 36,5 milioni di metri quadrati di coperture) e 8 milioni di tonnellate di amianto friabile. Ci sono 50.000 siti industriali rilevanti, un milione di siti contaminati, tra i quali edifici pubblici e privati, 40 siti di interesse nazionale tra i quali ce ne sono 10 che sono solo di amianto, e 2.400 scuole. Esposti più di 352.000 alunni e 50.000 del personale docente e non docente; l'Osservatorio stima inoltre la presenza di amianto per ben 300.000 chilometri di tubature della rete idrica inclusi gli allacciamenti, impegna il Governo: 1) ad approvare definitivamente il piano nazionale amianto, con una conseguente mappatura della sua presenza sul territorio nazionale, e ad attivarsi, per quanto di competenza, in accordo con le Regioni, affinché, in tempi congrui e non oltre il 31 dicembre 2019, sia concluso il programma dettagliato di censimento dei materiali contaminati tramite i piani regionali amianto;