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Il contribuente con verbale di constatazione diventa, per voi, evasore fiscale perché accetta di condonare e se questo signore ha nascosto altri redditi che l'amministrazione finanziaria non è stata in grado di accertare con il processo verbale di constatazione, nessun altro potrà andare a vedere i suoi conti per gli anni che condonerà, la farà franca su tutti i redditi che ha evaso, non solo quelli per i quali è stato verbalizzato. Andiamo avanti. Altro che favorire - mi viene in mente un intervento di ieri - la crescita trovando le risorse: voi le regalate, le risorse, a chi ha evaso, peraltro. (Applausi dal Gruppo PD) . Sempre a proposito di evasione di necessità, un'espressione che spesso è risuonata nel dibattito in quest'Aula, mi domando se esiste questa evasione di necessità e se l'avete affrontata. È stato detto che l'evasione di necessità è di colui che presenta la dichiarazione e poi non è in grado di versare i contributi e le imposte che avrebbe dovuto pagare. E questo provvedimento l'affronta? Assolutamente no. Avete usato una narrazione che persuade. Eravamo anche disponibili ad affrontarla, ma nel decreto-legge non c'è assolutamente nessuna misura che si dimostri a favore dell'evasione cosiddetta di necessità. Avete utilizzato questa narrazione retoricamente per premiare coloro che invece sono più furbi e l'hanno fatta franca. Non è un'evasione di necessità quella di chi viene verbalizzato perché nasconde i suoi redditi e non perché non riesce a pagare le imposte. (Applausi dal Gruppo PD) . Tra un condono e l'altro, avete inserito anche una tassa, la tassa di 200 euro per gli errori formali, con un'assurdità: tutti gli economisti sanno che le sanzioni per le irregolarità formali sono singole, quindi per voi una, 10, 1.000 irregolarità formali saranno sanate con 200 euro, nulla di più. È così vero che è una tassa, che la somma di tutte le irregolarità sostanziali sanate con gli altri articoli ammonta a circa 600 milioni di euro, mentre solo con questo articolo le irregolarità formali garantiscono 1,3 miliardi in due anni. Lo sappiamo come funziona in Italia: anche l'onesto, per non avere problemi, sosterrà la spesa di 200 euro (100 l'anno prossimo e 100 nel 2020) per sanare la sua posizione. E che dire dello stralcio dei debiti fino a 1.000 euro? Tanta attenzione verso gli evasori e nessuna considerazione per gli enti locali che perderanno risorse senza alcun ristoro. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo è davvero stucchevole: da una parte i Comuni che perderanno soldi e dall'altra gli evasori che la fanno franca. A corollario dello scempio fiscale del condono, che è diseducativo e depressivo per l'erario, ricordo la chicca della sanatoria per le sigarette elettroniche (anziché seguire una sentenza della Corte costituzionale, sanate tasse per 177 milioni di euro) avete cancellato, appunto, tutte le tasse dovute, nonché la pervicace volontà di destrutturare e depotenziare una infrastruttura strategica del nostro Paese qual è quella fiscale della fatturazione obbligatoria. PRESIDENTE. Senatore, le concedo altri due minuti, come ho fatto anche per gli altri colleghi, per terminare il suo intervento. D'ARIENZO (PD) . La ringrazio molto. In conclusione, noi siamo convinti di una cosa: avete abbandonato la strada della lotta all'evasione e all'elusione, avete calpestato lo statuto del contribuente che tanti risultati positivi ha garantito in questi anni e avete iniettato il virus della malafede e del condono, che premia i furbi e rende alcuni contribuenti più uguali degli altri. Questo è sbagliato in uno Stato di diritto. Il condono è un tratto distintivo di questo Governo. Pensate che su quattro decreti-legge, quelli più importanti che abbiamo affrontato anche in quest'Aula, due si riferiscono a un condono (edilizio per Ischia e fiscale come quello che stiamo affrontando adesso). (Applausi dal Gruppo PD) . Credo sia un record negativo mai visto nella storia della nostra Repubblica che il 50 per cento dei vostri provvedimenti affrontati finora sia riferito a condoni (fiscale e edilizio): una vergogna. Oggi siamo convinti, in ragione di queste considerazioni che ho espresso, che avete reso lo Stato ancora più debole e continuerete, da quello che si capisce e da quello che sentiamo, su questa strada. È per queste ragioni che, soprattutto dal punto di vista culturale, il Gruppo Partito Democratico voterà contro il decreto-legge fiscale. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,45) BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, gentili colleghi, ho accettato con gratitudine l'incarico del Capogruppo di esprimere la dichiarazione di voto del mio Gruppo sul decreto-legge fiscale: un provvedimento che ho accompagnato nel suo percorso in 6 a Commissione al Senato. Ringrazio i colleghi che hanno generalmente espresso un apprezzamento per il modo con cui abbiamo cercato in quella sede di dare alle nostre opposizioni la possibilità di esprimere il loro contributo. Voglio anche esprimere un ringraziamento non di circostanza agli Uffici, che ci hanno aiutato nel compito complesso di affrontare un provvedimento che, per le sue sfaccettature, necessitava di un supporto consistente, anche sotto il profilo tecnico. (Applausi del senatore D'Alfonso). Quando mi sono affacciato al mondo della politica, l'ho fatto portando con me le parole di un amico, Giorgio La Malfa, che mi aveva detto che questa esperienza mi avrebbe arricchito culturalmente. Credo che volesse dirmi che avrei visto tante cose strane. In effetti, questo, in qualche modo, sta succedendo. Una l'ho vista oggi, quando mi sono sentito rimproverare la mancanza di autonomia valutativa dall'erede del partito che ha eretto a sistema il metodo del centralismo democratico. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Questa è stata per me una sorpresa e per discolparmi, in un certo senso, da questa accusa, e anche perché - devo dire - il mestiere di Presidente di Commissione che sto provando ad apprendere è piuttosto impegnativo, per dare prova di autonomia, se non valutativa quantomeno discorsiva, non ho con me un foglio (perché non ho avuto il tempo di scriverlo, essendo tante le questioni da affrontare). Voglio quindi soffermarmi, con spontaneità, sincerità e con lo spirito di confronto che ha caratterizzato un po' tutta la genesi del provvedimento in Commissione, su tre punti che mi sembrano essenziali, sui quali mi piacerebbe veramente che, posatasi la polvere e attenuatisi i toni, che sono necessariamente accesi in Assemblea, si possa riflettere con calma. Un punto è il contesto; un altro è il metodo e un terzo punto sono i contenuti. Il contesto nel quale questo decreto-legge nasce è stato evocato dalla collega Conzatti, relatrice di minoranza, facendo, però, riferimento alle informazioni giornalistiche degli ultimi giorni e delle ultime settimane, che dipingono un'Italia completamente allo sbando;