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per la maggior parte delle persone è poter lavorare, è un intero comparto che va in affanno ed entra in crisi. Pensiamo alle autoscuole, alle agenzie per le pratiche auto, a tutto quello che riguarda il mondo dell' automotive . La richiesta nostra, ma anche dei ragazzi, che rischiano di veder scaduta la documentazione dei fogli rosa, con aggravio delle spese, è di una proroga della validità. Ringraziamo i sottosegretari Bellanova e Morelli per aver ascoltato le nostre richieste e insistenze, visto che le proroghe di fogli rosa e di esami saranno inserite - con ogni probabilità - nel decreto proroghe di imminente emanazione, cosicché potranno essere subito attive. Auspico che possa essere presa in considerazione anche la proroga delle patenti nautiche. Con le proroghe ovviamente non si risolve il problema. La richiesta è di trovare una soluzione strutturale alle problematiche relative ai ritardi e al personale delle motorizzazioni. Decreto per decreto, stiamo mettendo pezze fatte di proroghe, di addetti che diventano esaminatori, di personale in quiescenza (a questo proposito, sollecito il decreto attuativo relativo all'assunzione del personale in quiescenza), di revisioni dei mezzi pesanti esterne, per poter alleggerire i compiti della motorizzazione. Soprattutto non dimentichiamo la problematica dell'autotrasporto che non riesce ad andare all'estero. (Applausi) . Insisto: in questo momento più che mai serve efficienza e un disegno strutturale per la risoluzione dei problemi. Per quel che riguarda il settore degli autotrasporti, ricordo la problematica, che abbiamo cercato anche in questo caso di risolvere, del pagamento del contributo al funzionamento dell'Autorità di regolazione dei trasporti, oggetto di numerosissimi contenziosi, con interpretazioni diverse. Serviva quindi, e si era cercato di inserire in questo dispositivo un'interpretazione che riempisse questo vuoto normativo, sempre all'insegna del buon senso, per far lavorare le persone. Per tornare a correre l'Italia ha bisogno di rafforzarsi e di semplificare le normative; ha necessità che anche una buona innovazione, come il documento unico di circolazione, funzioni. Ci troviamo di fronte a una proroga necessaria per superare il momento dovuto all'emergenza da Covid-19, ma anche a correttivi sulle procedure digitali. Ricordiamo, però, che proprio la norma prevede che siano ascoltati l'ACI e le organizzazioni maggiormente rappresentative delle imprese esercenti l'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto. Ecco, ascoltiamo. Chi, poi, è fruitore di questi strumenti non si chiuda negli uffici. Lo dico con spirito costruttivo, proprio perché siamo in un momento in cui dobbiamo - con ferro, cemento e casseri - buttare le fondamenta del nostro Paese. Passando a ciò che riguarda la disciplina del traffico crocieristico nella laguna di Venezia, non possiamo dimenticare il contesto prezioso in cui si instaura questa normativa. Venezia è un gioiello da salvaguardare, non solo per l'Italia, ma anche per il mondo intero; ma deve essere città e non museo o parco divertimento. Si deve assolutamente trovare un equilibrio tra la sua tutela (e siamo tutti d'accordo) e la sua economia, i suoi lavoratori, le sue imprese, il suo essere città con i suoi abitanti, ascoltando chi la vive e chi la rappresenta. Ci vuole un bilanciamento tra la sostenibilità ambientale e l'economia di un luogo così importante per tutti. Fare politica è prendersi la responsabilità, è ascoltare, confrontarsi e decidere. Siamo sulla buona strada per poter concertare gli strumenti per il bene dei cittadini che rappresentiamo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Santillo. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, sottosegretario Bellanova, innanzitutto ringrazio il presidente Coltorti, relatore del provvedimento, per avermi fatto venire la voglia di intervenire, perché mi chiedevo quanto mai potesse essere importante un provvedimento di soli tre articoli; invece è importantissimo, perché tocca un tema politico fondamentale, quello della transizione ecologica. E lo tocca in due aspetti: sia per quanto attiene alla continuità territoriale e quindi al trasporto marittimo, sia per la salvaguardia della laguna di Venezia. Guardando alla prima parte, quindi alla continuità territoriale, lì la transizione ecologica viene fuori con molta forza anche con quel concetto di solidarietà. La transizione ecologica è solidale, perché si cerca di garantire il servizio pubblico a vaste aree del Paese, in particolare alle isole Sicilia, Sardegna e alle isole minori. Questo è fondamentale per il nostro Paese, che visto dall'alto non è nient'altro che una foglia in mezzo al mare. Quindi, quel trasporto marittimo che noi usiamo per la continuità territoriale in realtà dovrebbe essere il trasporto prioritario per passeggeri e merci nel nostro Paese. Oggi è il momento di passarci la mano sulla coscienza e avere il coraggio di fare scelte che vadano in quella direzione, purché sia in direzione di un trasporto marittimo sostenibile. Occorre quindi pensare ad un'alimentazione delle navi che non sia soltanto da fonti fossili, ma anche da energia green (ieri il presidente Draghi parlava di idrogeno verde), o piuttosto da altre fonti di energia. In questo mi associo anche alla richiesta fatta al Governo affinché cerchi di realizzare veramente un progetto di elettrificazione delle banchine dei vari porti che abbiamo in Italia, perché bisogna fare in modo che le navi, quando attraccano, non consumino combustibile fossile, ma utilizzino corrente proveniente da fonti rinnovabili. Ricordo ancora le parole di ieri del presidente Draghi, quando ci ricordava come oltre 600 milioni siano destinati ai porti, anche del Sud, come Gioia Tauro, Napoli (da cui partono molte navi per la continuità territoriale) e Taranto. Tornando alla laguna di Venezia, gioiello del mondo (come ricordava la senatrice Pergreffi), faccio mie le parole del senatore e collega Margiotta, quando diceva di essere contento che alcuni emendamenti fossero stati ritirati, perché potevano mettere dei paletti alle scelte del bando di progettazione ancora da fare. Su questo sono d'accordo, perché noi possiamo dibattere politicamente quanto vogliamo, però se questo problema c'è ancora bisogna dirsi la verità: gran parte della colpa forse è proprio della politica. Allora dovremmo avere il coraggio di affidare queste scelte progettuali e l'elaborazione delle idee a persone scevre da indirizzi politici e liberi mentalmente di dare un futuro reale a Venezia, che non sia figlio della politica. Infatti, se è vero che l'Italia è una foglia nel mare, è anche vero che è uno dei Paesi più vulnerabili e fragili dal punto di vista idrogeologico al mondo. Allora noi siamo qui spesso a fare interventi ad inizio o fine seduta, a parlare di morti per alluvioni, frane e terremoti (c'è anche l'erosione costiera) e adesso che possiamo dare un segnale vero di salvaguardia del territorio, dobbiamo avere il coraggio di farlo. Secondo me, se un canale nel tempo viene costruito, ma la natura si sforza sempre di riempirlo, significa che forse quel canale va lasciato libero. E chi deve decidere il futuro per la salvaguardia di Venezia deve essere libero dall'indirizzo politico. (Applausi) .