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Le determinazioni di cui alla lettera h) del comma 2, l'articolazione territoriale dei programmi di ricerca, le procedure per il coordinamento finanziario degli interventi regionali, nazionali e dell'Unione europea sono adottati sentita la conferenza unificata". - Il testo dell'art. 12, paragrafi 3 e 4, del citato regolamento CE n. 950/97 è il seguente: "3 (Aiuti nelle aziende ammissibili). - Nelle aziende individuali o associate per le quali ricorrono le condizioni di ammissibilità di cui agli articoli 5 e 9, sono vietati gli aiuti agli investimenti che superino i valori e gli importi di cui all'art. 7, paragrafi 2 e 3, e 11. Questo divieto non si applica agli aiuti destinati: a) alla costruzione di fabbricati aziendali; b) al trasferimento dei fabbricati aziendali effettuato per pubblica utilità; c) alle opere di miglioramento fondiario; d) agli investimenti destinati alla protezione e al miglioramento dell'ambiente. Gli articoli 92, 93 e 94 del trattato, come anche i divieti e le limitazioni settoriali, di cui all'art. 6 del presente regolamento si applicano agli importi che si aggiungono ai valori ed importi indicati all'art. 7, paragrafi 2 e 3 e all'art. 11. 4 (Aiuti nelle aziende non ammissibili). - Gli Stati membri possono concedere aiuti agli investimenti nelle aziende per le quali non ricorrono le condizioni di ammissibilità di cui all'art. 5. Tali aiuti: a) possono raggiungere i valori e gli importi indicati al titolo II quando sono destinati: alla realizzazione di risparmi di energia, al miglioramento fondiario, alla protezione e al miglioramento dell'ambiente, purché agli investimenti non determinino un aumento della capacità produttiva, al miglioramento delle condizioni di igiene negli allevamenti nonché al rispetto delle norme comunitarie in materia di benessere degli animali, o delle norme nazionali quando queste ultime sono più rigorose delle norme comunitarie e semprechè tali investimenti non determinino un aumento della capacità produttiva; b) possono essere concessi fino a concorrenza di un volume di investimenti che figura all'allegato I, come aiuti transitori agli investimenti nelle piccole aziende agricole. Essi non possono essere concessi a condizioni più favorevoli di quelle previste agli articoli 7 e 11; c) in tutti gli altri casi, devono: essere inferiori di almeno un quarto agli aiuti concessi in virtù del titolo II, riguardare gli investimenti che non superano il volume totale indicato all'allegato I, per un periodo di sei anni; d) devono soddisfare le condizioni di cui agli articoli 6 e 7 a meno che essi siano destinati: al settore della produzione dei palmipedi destinati alla produzione di foie gras, agli acquisti di bestiame che possano essere incentivati in virtù dell'art. 7, paragrafo 1, anche se non si tratta del primo acquisto, al settore della produzione lattierocasearia, purché l'investimento non faccia superare il numero di 50 vacche da latte per ULU per azienda e che siano rispettate le altre disposizioni di cui all'art. 6, paragrafo 3. Gli articoli 92, 93 e 94 del trattato non si applicano a tali aiuti ad eccezione dell'art. 92, paragrafo 2, del trattato". - Il testo dell'allegato alla decisione della Commissione 94/173/CE del 22 marzo 1994, è il seguente: "1. Priorità ed esclusioni concernenti tutti i settori. 1.1. È accordata la priorità agli investimenti seguenti, ferme restando le esclusioni di cui ai punti 1.2 e 2: -- investimenti connessi con la tutela dell'ambiente, con la prevenzione degli inquinamenti e con l'eliminazione dei rifiuti; -- investimenti comportanti una quota considerevole di innovazione tecnologica o miranti ad ottenere prodotti nuovi; -- investimenti volti a rendere meno stagionale e aleatoria la fabbricazione dei prodotti trasformati; -- investimenti intesi a contenere i costi dei prodotti preparati allo stato fresco o trasformati, tramite una riduzione dei costi intermedi di raccolta o di preparazione commerciale, di trasformazione, di condizionamento, di magazzinaggio o di commercializzazione; -- investimenti comportanti un miglioramento delle caratteristiche qualitative o delle condizioni sanitarie e, in particolare, investimenti riguardanti la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti definiti dal regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli ed alimentari, nonché investimenti per l'ottenimento di prodotti agricoli atti a beneficiare di un'attestazione di specificità in virtù del regolamento (CEE) n. 2082/92 del Consiglio; -- investimenti riguardanti i prodotti ottenuti con la cosiddetta agricoltura biologica, conformemente al regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all'indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari. 1.2. Sono esclusi gli investimenti seguenti: -- investimenti riguardanti la fabbricazione di prodotti trasformati per i quali non sia possibile fornire una dimostrazione realistica dell'esistenza di sbocchi di mercato potenziali; -- investimenti per impianti di magazzinaggio destinati essenzialmente a prodotti d'intervento; -- investimenti riguardanti i depositi frigoriferi per il magazzinaggio dei prodotti congelati o surgelati, salvo quando siano necessari per il normale funzionamento degli impianti di trasformazione; -- investimenti di sostituzione identici o analoghi ad altri investimenti per i quali in precedenza sia già stato concesso alla stessa impresa un contributo del FEAOG, sezione orientamento; 2. Esclusioni relative a taluni settori specifici. 2.1. Nei settori dei cereali e del riso (ad eccezione delle sementi) , sono esclusi gli investimenti seguenti: -- investimenti riguardanti l'amido, l'industria molitoria, le malterie e le fabbriche di semole e semolini, nonché investimenti riguardanti i relativi prodotti derivati, eccetto i prodotti destinati ad usi non alimentari nuovi (tranne i prodotti di idrogenazione dell'amido); -- investimenti riguardanti gli impianti d'insilamento, eccettuati i sili adibiti al deposito, all'essiccazione e al condizionamento della produzione locale nelle zone produttrici, nelle quali esista un'insufficienza comprovata di tali impianti, purché non venga aumentata la capacità di magazzinaggio; -- investimenti riguardanti l'alimentazione animale, salvo per le unità che producano meno di 20.000 t all'anno nelle regioni dell'obiettivo 1, nelle quali sia comprovata un'insuffienza di impianti di trasformazione. In questo caso, il beneficiario deve impegnarsi a non realizzare investimenti dello stesso tipo di quelli per i quali è stato concesso l'aiuto, nei tre anni successivi alla sua erogazione; inoltre gli investimenti non devono provocare un aumento della capacità di produzione, salvo nel caso che: -- venga abbandonata una capacità equivalente nella stessa impresa o in altre imprese determinate, oppure -- si tratti di investimenti che prevedano una valorizzazione dei sottoprodotti della cerealicoltura, oppure -- la produzione sia destinata all'approvvigionamento locale nei dipartimenti francesi d'oltremare o nelle isole; 2.2.