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Art. 10. I lavori, le forniture ed i servizi di cui all'art. 1 devono, prima che se ne disponga il pagamento, essere sottoposti a collaudo. Per motivi inerenti alla tutela del segreto o per esigenze di riservatezza e nei casi in cui i lavori, le provviste e i servizi, per la loro natura, non possono essere sottoposti a collaudo, la relativa attestazione è sostituita da una dichiarazione di regolare esecuzione o fornitura rilasciata dal consegnatario del CESIS per il materiale che il medesimo prende in carico fino al limite di spesa di lire cinquemilioni nette e per lavori con spesa fino al limite di lire un milione. Quando i limiti di spesa superano gli importi indicati dal precedente comma, o quando trattasi di lavori, forniture e servizi di particolare natura che presuppongono una specifica conoscenza o esperienza, il collaudo deve essere effettuato dallo ufficio tecnico erariale o dall'ufficio del genio civile, oppure da uno o più esperti nominati dal segretario generale del CESIS anche estranei all'amministrazione, purché muniti di regolare "Nulla osta di segretezza". È ammesso il collaudo parziale dei lavori, delle provviste e dei servizi secondo le norme di cui ai precedenti commi; in tale caso i pagamenti in conto sono disposti secondo le misure di cui all'art. 48 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, e successive modificazioni. Al collaudo non può partecipare chi ha avuto ingerenza nella direzione o sorveglianza dei lavori, delle provviste e dei servizi. Per il materiale di facile consumo è sufficiente la dichiarazione di regolare fornitura e dell'avvenuta registrazione negli appositi registri a norma delle vigenti disposizioni.