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Ratifica ed esecuzione del Memorandum d'intesa tra la Repubblica italiana e il Consiglio d'Europa circa l'Ufficio del Consiglio d'Europa a Venezia e il suo status giuridico, fatto a Strasburgo il 14 giugno 2017. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge ripropone parzialmente il testo del disegno di legge di ratifica presentato dal Governo nel corso della XVII legislatura (Atto Senato n. 2978) che, già approvato con modificazioni dalla Camera dei deputati (Atto Camera n. 4609), fu esaminato ed approvato dalla Commissione affari esteri, emigrazione del Senato nelle sedute del 7 e 20 dicembre 2017, senza poter vedere completato il proprio iter di approvazione parlamentare a causa della conclusione della legislatura. Con questo disegno di legge si chiede alle Camere l'autorizzazione alla ratifica del Memorandum d'intesa, fatto a Strasburgo il 14 giugno 2017, tra la Repubblica italiana e il Consiglio d'Europa circa l'Ufficio del Consiglio d'Europa a Venezia e il suo status giuridico. Il Consiglio d'Europa (CdE), istituito nel 1949 e avente sede a Strasburgo, ha lo scopo di promuovere la democrazia, i diritti umani, l'identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa. L'Organizzazione si avvale di uffici periferici per agevolare l'attuazione delle proprie attività e programmi. Uffici periferici del CdE sono attivi sia in Stati membri dell'Organizzazione (Turchia, Azerbaigian, Serbia, Romania, Repubblica di Moldova, Ucraina, Federazione russa, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Repubblica di Macedonia, Georgia, Armenia) sia in Paesi terzi (Kosovo, Marocco e Tunisia). Ulteriori uffici per il coordinamento con altre organizzazioni internazionali (Unione europea, Organizzazione delle Nazioni Unite – ONU, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa – OSCE e Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani – OSCE/ODIHR) sono presenti anche a Bruxelles, Ginevra, Vienna e Varsavia. Il Memorandum qui illustrato è volto ad attribuire all'unità già informalmente operante a Venezia lo status giuridico internazionale di Ufficio del CdE, che sarà dedicato alla gestione di attività di cooperazione euro-mediterranea nel settore della promozione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto promosse dal CdE, anche in sinergia con iniziative dell'Unione europea. L'istituzione di un Ufficio periferico del CdE a Venezia permetterà, infine, al locale capo della struttura di agire per conto del Segretario generale del CdE, consentendo una più agevole gestione amministrativa e contabile dell'Ufficio. La conclusione di un Memorandum d'intesa per l'istituzione di un Ufficio periferico del CdE a Venezia è stata proposta dal Segretariato del CdE nel 2014. Il testo è stato negoziato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e recepisce le osservazioni via via trasmesse dalle amministrazioni interessate. Esso è stato condiviso anche con il comune di Venezia e con la regione Veneto. Il testo del Memorandum si compone di 30 paragrafi. Nelle premesse sono richiamate le disposizioni dell'Accordo generale sui privilegi e le immunità del Consiglio d'Europa (GAPI), fatto a Parigi il 2 settembre 1949 e ratificato dall'Italia ai sensi della legge 27 ottobre 1951, n. 1578, e della risoluzione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa CM/Res (2010)5, adottata il 7 luglio 2010, relativa allo status giuridico degli Uffici periferici del CdE. Il paragrafo 1 istituisce l'Ufficio di Venezia al fine di promuovere i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto nel Mediterraneo del Sud. Il paragrafo 2 definisce gli obiettivi dell'Ufficio. I paragrafi da 3 a 6 specificano le tipologie di personale di cui sarà dotato l'Ufficio (funzionari del CdE, compreso il personale assunto localmente, e funzionari distaccati), definiscono l'obbligo a carico del CdE di notificare al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale il personale in servizio presso l'Ufficio e il Capo dell'Ufficio, nominato dal Segretario generale del CdE, e sanciscono l'applicazione delle disposizioni del GAPI all'Ufficio e ai suoi funzionari. Il paragrafo 7 riconosce all'Ufficio l'esercizio della capacità giuridica del CdE. I paragrafi da 8 a 12 precisano le immunità e i privilegi di cui gode l'Ufficio. In particolare, il paragrafo 8 sancisce l'immunità dalla giurisdizione, salvi i casi in cui il Comitato dei Ministri vi abbia espressamente rinunciato; il paragrafo 8 richiama, inoltre, l'obbligo del CdE di offrire un meccanismo interno di risoluzione delle controversie per i suoi impiegati in caso di controversie di lavoro. Il paragrafo 9 definisce l'inviolabilità degli edifici e della sede dell'Ufficio. Il paragrafo 10 riguarda l'inviolabilità dell'archivio dell'Ufficio e, in generale, di tutti i documenti ivi contenuti. Il paragrafo 11 precisa l'ambito dell'autonomia finanziaria e valutaria di cui gode l'Ufficio. Il paragrafo 12 regola l'esenzione dell'Ufficio, dei suoi averi, redditi e altri beni da ogni imposta diretta, nonché dai dazi doganali e dalle proibizioni e restrizioni all'importazione e all'esportazione per gli articoli ad uso ufficiale e per le pubblicazioni dell'Ufficio. La lettera a) del paragrafo 12 precisa che l'esenzione non si applica a tariffe, tasse o diritti dovuti per pagamenti di servizi di pubblica utilità. Il paragrafo 13 riguarda le comunicazioni e la corrispondenza (anche privata) dei funzionari dell'Ufficio e l'uso da parte dell'Ufficio dei mezzi di comunicazione. Il paragrafo 14 indica le immunità e i privilegi concessi ai funzionari dell'Ufficio, ad eccezione del personale assunto localmente, anche di nazionalità italiana (cui si applica il paragrafo 15) e dei funzionari distaccati (cui si applica il paragrafo 16). Il paragrafo 17 precisa che tali immunità e privilegi sono riconosciuti nell'interesse del CdE e non per il beneficio individuale dei singoli funzionari e che il Segretario generale può agire per revocare tali immunità. Ai sensi del paragrafo 14, al personale dell'Ufficio, con l'eccezione del personale assunto localmente e dei funzionari distaccati, sono riconosciuti: a) l'immunità dalla giurisdizione per le parole pronunciate e scritte e per tutti gli atti da essi compiuti ufficialmente e nel limite delle loro competenze; b) l'esenzione da ogni tassazione sugli stipendi e sugli emolumenti pagati dal CdE; c) la non applicazione, ad essi e ai loro coniugi e congiunti a loro carico, delle disposizioni limitanti l'immigrazione e di quelle sulla registrazione degli stranieri; d) il godimento, quanto alle facilitazioni di cambio, degli stessi privilegi concessi ai funzionari di grado equivalente delle missioni diplomatiche accreditate in Italia;