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come intenda porre riparo al grave discredito di cui è oggetto il Ministero di cui è titolare, in conseguenza delle dichiarazioni intimidatorie di un ex terrorista neofascista e del suo sparuto gruppo di nostalgici del ventennio, che non solo hanno indebitamente condizionato le decisioni di ordine pubblico di un rappresentante delle istituzioni democratiche, ma che lo hanno fatto alludendo ad una supposta protezione politica che organizzazioni neofasciste come Forza nuova godrebbero da parte del Governo e, in particolare, da parte del Ministro dell'interno. Atto n. 3-00741 FERRAZZI ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BITI BOLDRINI CUCCA FEDELI FERRARI GINETTI LAUS MAGORNO MALPEZZI MESSINA Assuntela MISIANI PARRINI PATRIARCA PINOTTI PITTELLA ROJC ROSSOMANDO STEFANO TARICCO VALENTE VATTUONE VERDUCCI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: nella giornata di domenica 24 marzo 2019, nel pieno svolgimento delle votazioni per le elezioni regionali in Basilicata, il Ministro in indirizzo ha rotto il silenzio elettorale con un tweet indirizzato agli elettori lucani per invitarli ad andare a votare per il suo partito, la Lega, di cui è segretario federale; il 10 febbraio 2019, durante lo svolgimento delle elezioni regionali in Abruzzo il Ministro in indirizzo ha invitato su "Twitter", per ben tre volte, i cittadini abruzzesi a sostenere la Lega; la stessa gravissima violazione del silenzio elettorale è stata commessa dal Ministro nel corso delle votazioni per le elezioni regionali in Sardegna del 24 febbraio; considerato che: l'articolo 9 della legge n. 212 del 1956, come modificato dalla legge n. 130 del 1975, dispone che nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri e manifesti di propaganda. Chiunque contravviene a tali norme è punito con la reclusione fino ad un anno e con la multa; l'articolo 9- bis del decreto-legge n. 807 del 1984, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 10 del 1985, estende il divieto stabilendo che nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni è fatto divieto anche alle emittenti radiotelevisive private di diffondere propaganda elettorale; sebbene non sia stata ancora introdotta una norma volta ad estendere in modo esplicito tale divieto ai moderni social network , l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nelle sue linee guida per la parità di accesso alle piattaforme on line durante la campagna elettorale per le elezioni politiche 2018, del febbraio 2018, ha affermato la necessità, per assicurare effettività al divieto di ogni forma di propaganda elettorale nel giorno del voto e in quello precedente, che i soggetti politici si astengano in quei giorni da ogni forma di propaganda anche sulle piattaforme digitali, per evitare di influenzare con pressioni indebite l'elettorato ancora indeciso; tenuto conto che: è compito del Ministero dell'interno, ed in particolare della Direzione centrale dei servizi elettorali, incardinata nel Dipartimento per gli affari interni e territoriali, curare gli adempimenti preparatori ed organizzativi per lo svolgimento di tutte le consultazioni elettorali e referendarie. In particolare, la struttura svolge la funzione di supporto giuridico e tecnico-organizzativo agli uffici elettorali delle Prefetture e dei Comuni sui procedimenti elettorali, sulla tenuta e revisione delle liste elettorali ed in materia di vigilanza sulla propaganda elettorale; il Ministro dell'interno, a parere degli interroganti, ha già violato apertamente la legge dello Stato, per soddisfare un interesse elettorale personale e del partito politico di cui è segretario federale, gettando nel discredito l'istituzione che rappresenta e che dovrebbe, al contrario, operare per garantire la sicurezza, la regolarità e l'effettiva democraticità delle consultazioni elettorali; la reiterazione di tali comportamenti rischia di mettere in dubbio di fronte alle forze di opposizione e a tutti i cittadini italiani l'indispensabile imparzialità del Ministero nell'organizzazione, nella gestione e nella comunicazione dei risultati delle consultazioni elettorali, gettando un'ombra intollerabile sull'effettiva democraticità delle elezioni per rinnovo delle cariche nelle istituzioni rappresentative della Repubblica a livello nazionale, regionale e locale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, tuttora titolare della carica di segretario federale della Lega, non ritenga indispensabile, per salvaguardare la credibilità del Ministero di cui è titolare, astenersi dal reiterare tali gravi comportamenti in violazione del silenzio elettorale, in modo da permettere il corretto svolgimento delle prossime consultazioni europee al riparo da ogni influenza illecita, soprattutto da parte di quei soggetti che ne dovrebbero al contrario garantirne la regolarità; se non ritenga necessario, al fine di mettere riparo al grave discredito che le ripetute violazioni del silenzio elettorale hanno gettato sul Ministero di cui è titolare, farsi promotore di un'iniziativa volta ad inserire nel prossimo provvedimento utile una specifica disciplina che estenda il divieto di propaganda elettorale, di cui all'articolo 9 della legge n. 212 del 1956, anche alle piattaforme digitali oggi più diffuse. Atto n. 3-00742 CIRINNA' PARRINI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno Premesso che: in data 23 marzo 2019 si è svolta, nella città di Prato, una manifestazione statica di aderenti a Forza nuova, volta a commemorare la fondazione dei Fasci di combattimento, avvenuta a Milano il 23 marzo 1919; risulta dagli organi di stampa, da una nota dell'Associazione stampa toscana e dalle testimonianze dei diretti interessati che, a margine di tale manifestazione, è stato richiesto ai giornalisti ivi presenti nell'esercizio del diritto-dovere di cronaca, dalle forze dell'ordine, di identificarsi mediante esibizione del tesserino; tuttavia, della documentazione di identità esibita è stata acquisita e trattenuta traccia fotografica e, a precisa richiesta degli interessati, nessuna informazione è stata fornita in merito alla destinazione di tale documentazione, né alle motivazioni in fatto e in diritto che ne avrebbero giustificato l'acquisizione, limitandosi gli agenti a richiamare "ordini superiori"; considerato che: ai sensi dell'art. 4 del regio decreto n. 773 del 1931 (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), fermo restando che l'autorità di pubblica sicurezza ha facoltà di richiedere a chiunque di identificarsi, ulteriori rilevazioni segnaletiche sono consentite unicamente nel caso di impossibilità o rifiuto di fornire le proprie generalità; l'articolo 21 della Costituzione e le leggi che a esso hanno dato attuazione tutelano la libertà di manifestazione del pensiero, che comprende il diritto-dovere di cronaca e si traduce nella più ampia garanzia per la libertà di svolgimento di funzioni, compiti e ogni altra attività inerente all'esercizio della professione di giornalista, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dell'accaduto;