[pronunce]

che le argomentazioni del rimettente non aggiungono profili idonei a giustificare un riesame della questione e comunque sono assorbiti dalla motivazione di tale ordinanza, mentre quelle della parte privata costituita, laddove ritengono rilevante l'insussistenza effettiva della posizione debitoria condonata con riserva, trascurano di considerare che, nella stessa ordinanza, questa Corte ha sottolineato come il valore di tale insussistenza sia bilanciato dal carattere agevolativo del riconoscimento della legittimità del condono con riserva, a fronte di un orientamento giurisprudenziale consolidato in senso contrario; che, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, la questione, pur non esaminata dalla citata ordinanza n. 234 del 2002, è manifestamente infondata, in quanto, secondo la giurisprudenza di questa Corte (fra le altre, sentenza n. 419 del 2000, ordinanze n. 44 del 1999 e n. 79 del 1997), la sua violazione, sia sotto il profilo del diritto di azione, sia sotto quello del diritto di difesa, non può essere denunciata con riferimento a norme concernenti profili di diritto sostanziale, come la disciplina degli accessori di un credito di restituzione di pagamento indebito. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 81, comma 9, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo), sollevata dal Tribunale di Pesaro, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 marzo 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Franco BILE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 marzo 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA