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ALLEGATO A CAPITOLO I GENERALITÀ Sezione 1 OGGETTO E SCOPO DELLE NORME 1.1.01. Oggetto. Le presenti norme riguardano i lavori sotto tensione effettuati su impianti elettrici alimentati a frequenza industriale con tensione compresa tra 1.000 e 30.000 Volt. Agli effetti delle presenti norme non costituiscono lavori sotto tensione le operazioni eseguite sugli impianti elettrici in tensione nel rispetto delle relative norme di sicurezza quali, ad esempio, risultano: a) la manovra degli apparecchi di sezionamento, di interruzione, di commutazione e di regolazione, nelle condizioni normali di impiego; b) la manovra mediante fioretti degli apparecchi sopraelencati, di rivelatori di tensione, di dispositivi per la messa a terra, nelle condizioni normali di impiego; c) il lavaggio di isolatori effettuato da impianti automatici o telecomandati. 1.1.02. Scopo. Le presenti norme hanno lo scopo di stabilire le condizioni di sicurezza che devono essere osservate per l'esecuzione dei lavori sotto tensione su impianti elettrici alimentati a frequenza industriale con tensione nominale compresa tra 1.000 e 30.000 Volt e le modalità di esecuzione di detti lavori. Sezione 2 DEFINIZIONI 1.2.01. Preposto ai lavori. È la persona che sovraintende ai lavori. Egli, a tale titolo, è anche responsabile delle misure di sicurezza sul luogo di lavoro. 1.2.02. Autorizzazione di lavoro sotto tensione. È il documento con il quale di volta in volta la persona responsabile degli impianti interessati dai lavori autorizza il preposto ai lavori ad eseguire sotto tensione uno specifico lavoro in una determinata località. 1.2.03. Condizioni atmosferiche sfavorevoli. Agli effetti delle presenti norme, si definiscono sfavorevoli le seguenti condizioni atmosferiche: a) precipitazioni atmosferiche: pioviggine, pioggia, nevischio, neve, grandine; b) scarsa visibilità: visibilità ridotta in modo tale per cui il preposto ai lavori non riesca a distinguere nettamente da terra gli operatori ed i conduttori sui quali essi devono intervenire; c) temporale: manifestazioni temporalesche con scariche atmosferiche percepite anche in lontananza; d) vento: caso in cui questo raggiunge, sul luogo di lavoro, una velocità superiore a 35 km/h. 1.2.04. Distanza minima di avvicinamento. È la distanza minima che, senza l'adozione di particolari mezzi di protezione, deve rigorosamente essere rispettata: a) nel caso in cui l'operatore lavori tenendosi a potenziale di terra: fra le parti in tensione e l'operatore stesso, compresi eventuali oggetti non isolanti da lui manovrati od indossati; b) nel caso in cui l'operatore lavori tenendosi a potenziale di linea: fra le parti conduttrici collegate a terra e l'operatore stesso, compreso eventuali oggetti non isolanti da lui manovrati od indossati; c) tra le parti in tensione e le parti conduttrici collegate a terra. 1.2.05. Distanza minima tra le fasi. È la distanza minima che, senza particolari mezzi di protezione, deve essere rigorosamente rispettata: a) fra i conduttori di fase anche durante i lavori di spostamento dei conduttori; b) fra l'operatore a potenziale di fase, compresi eventuali oggetti non isolanti da lui maneggiati o indossati, e le altre fasi. 1.2.06. Metodi di lavoro. Si distinguono tre metodi di lavoro: a) lavoro a distanza: il preposto ai lavori impartisce a ciascun operatore le istruzioni necessarie ad assicurare l'attuazione di tutte le misure atte a garantire distanze sempre superiori a quella minima di avvicinamento, durante tutto l'arco dello svolgimento dei lavori. Ogni operatore esegue il lavoro per mezzo di attrezzi isolanti; b) lavoro a potenziale: l'operatore, sotto la guida del preposto ai lavori, si porta al potenziale delle parti in tensione, prendendo tutte le misure occorrenti per assicurare che vengano sempre mantenute distanze superiori a quella minima di avvicinamento alle parti conduttrici collegate a terra, e nella precisa osservanza di distanze superiori a quella minima tra le fasi per quanto riguarda le altre parti in tensione; c) lavoro a contatto: l'operatore, con l'adozione di particolari mezzi di protezione, interviene a distanza inferiore a quella minima di avvicinamento. CAPITOLO II DISPOSIZIONI GENERALI Sezione 1 GENERALITÀ 2.1.01. Decisione e controllo. Le aziende, il cui personale esegue lavori sotto tensione, devono regolamentare: a) i poteri particolari assegnati nell'ambito della propria organizzazione in merito ai lavori sotto tensione; b) le modalità per il controllo dell'applicazione delle presenti norme. 2.1.02. Formazione del personale. Le persone destinate ad effettuare lavori sotto tensione devono possedere i seguenti requisiti: a) età non inferiore a 18 anni; b) attitudine fisica alla mansione, attestata tramite apposito referto rilasciato a seguito di visita medica specialistica, da effettuare presso un istituto di medicina del lavoro. Detta visita medica dovrà essere integrata da indagini mirate ad accertare, con particolare attenzione, il grado di funzionalità del sistema nervoso centrale e periferico, nonché lo stato psichico; c) idoneità tecnico-attitudinale, conseguita tramite il superamento degli esami finali di uno specifico corso di formazione incentrato sui metodi e le tecniche di lavoro sotto tensione. I programmi del corso di formazione devono comprendere reiterati cicli di esercitazioni pratiche da eseguire sotto tensione. 2.1.03. Abilitazione del personale. Le aziende scelgono il personale al quale conferire l'abilitazione ad effettuare i lavori sotto tensione esclusivamente fra i lavoratori giudicati idonei in base al possesso di tutti i requisiti indicati nell'articolo 2.1.02. I tipi di abilitazione sono i seguenti: a) abilitazione MT 1: permette di eseguire lavori sotto tensione solo nel caso in cui questi si svolgano sotto la costante sorveglianza di un preposto ai lavori abilitato MT 2; b) abilitazione MT 2: permette di eseguire gli stessi lavori consentiti dall'abilitazione MT 1. Il titolare dell'abilitazione MT 2 può essere designato come preposto ai lavori. Il documento di abilitazione deve precisare il tipo di abilitazione. Tutte le abilitazioni hanno la validità di un anno; in seguito possono essere rinnovate, previa la visita medica di cui all'articolo 2.1.02; se l'evoluzione delle tecniche lo esige, dovrà essere effettuato un corso di addestramento supplementare con esami finali volti ad accertare l'idoneità tecnico-attitudinale degli operatori, secondo quanto previsto dal già richiamato articolo 2.1.02. Le abilitazioni devono inoltre essere riesaminate sistematicamente nei seguenti casi: inosservanza delle presenti norme ; prescrizioni mediche attitudinali non favorevoli; cambio di mansioni; trasferimento. Tale riesame può condurre, in ogni momento, ad una modifica o al ritiro dell'abilitazione. 2.1.04. Personale ausiliario.