[resaula]

Penso - ad esempio - a gemellaggi con altri territori dove sono situati archi simili, all'inserimento in itinerari turistici internazionali e al coinvolgimento dei privati per rendere l'Arco di Traiano un grande attrattore. Se si riuscisse a raggiungere questo obiettivo, noi avremmo fatto veramente un passo in avanti a favore del territorio dove il monumento insiste, che è soggetto a dei vincoli. La Soprintendenza - ad esempio - ha più volte invitato il sindaco a ridurre i volumi di traffico nella strada dove il monumento insiste per evitare che lo smog possa danneggiarlo. Ci sono quindi dei limiti, ma noi dobbiamo creare anche dei vantaggi, rendendo produttivo, a vantaggio del territorio, il bene culturale, che deve costituire un richiamo e diventare il cosiddetto grande attrattore. Mi auguro che da domani, dopo l'approvazione del provvedimento in esame, questo percorso inizi. Fratelli d'Italia è disponibile a collaborare e mi auguro di poter riuscire a veder realizzato questo progetto. Per quanto ci riguarda, il provvedimento di oggi deve essere un punto di partenza e non di arrivo. Annuncio pertanto il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi) . MARILOTTI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARILOTTI (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il disegno di legge che oggi discutiamo è molto importante, in primo luogo perché si tratta di uno dei pochi provvedimenti la cui iniziativa origina dalla Camera alta, se è vero che soltanto 52 delle 309 leggi finora approvate in questa legislatura hanno avuto un imprimatur da parte del Senato. In secondo luogo, fa piacere constatare e dare il giusto rilievo al fatto che anche in questa occasione il Parlamento si dimostra sensibile e partecipe alle istanze che provengono dal territorio, senza indulgere a facili localismi. La Porta Aurea, come venne chiamato l'Arco di Traiano, è sì simbolo della città di Benevento, elemento identitario del Sannio, ma rappresenta anche una tra le più importanti testimonianze dell'antichità romana in Italia e nel mondo. Esso celebra la costruzione della via Traianea, una fondamentale arteria di collegamento alternativa alla via Appia, che arriva a Roma, alle province meridionali, a Brundisium e, attraverso questo porto, ci collegava all'Oriente; rappresenta, dunque, una identità non solo locale ma anche nazionale, un valore imprescindibile a livello internazionale. L'Arco di Traiano commemora l'eredità romana e quella longobarda di una civiltà importante sotto il profilo storico e culturale dell'intero Mezzogiorno. Edificato nel 114 dopo Cristo per celebrare la figura dell'imperatore Traiano, optimus princeps o - come diremmo oggi - sovrano illuminato, il monumento mette in rilievo, oltre ai trionfi militari delle ultime grandi conquiste dell'impero romano dal Reno all'Arabia fino alla Dacia, valori importanti come la giustizia, la laboriosità, la solidarietà e l'inclusione. La ricca decorazione scultorea mostra temi diversi su ogni facciata: quella interna, che guarda alla città e ai cittadini, si rivolge alla pace e alla provvidenza; mentre quella esterna, che guarda alle province, si riferisce alla guerra e alle provvidenze dell'imperatore. Dunque, non è solo un arco trionfale, perché nelle sculture sono rinvenibili momenti importanti dell'attività politica di Traiano, tanto nel territorio, quanto a Roma e nelle province tutte: ne sono esempio il sacrificio per l'inaugurazione della via Traiana; la concessione della cittadinanza romana agli auxiliares impegnati nelle province prossime al limes, per non parlare della istituzione degli alimenta, raffigurati nell'opera di quello che è forse il più eloquente pannello che orna il monumento. L'imperatore aveva concesso prestiti ai latifondisti e, con gli interessi ricavati, aveva creato un fondo per sostenere in modo permanente l'infanzia disagiata. Qui il fragore delle armi è messo a tacere e cede il posto a una politica di pace, che tutela e privilegia le fasce sociali più deboli, e lo fa guardando lontano, se solo si pensa a quella grande epigrafe di Veleia, in territorio piacentino, che ci attesta non solo il funzionamento del provvedimento di Traiano, ma anche il beneficio che questo in diversa misura prevedeva per bambini legittimi o meno. Signor Presidente, concludo con un riferimento che ritengo importante. Traiano venne celebrato come un sovrano illuminato, che realizzò riforme importanti, come ho cercato di evidenziare. Tutto ciò ci fa pensare al mondo di oggi, sconvolto da una terribile guerra che si scatena vicinissima ai territori romanizzati, come la Dacia che prese il nome di Romania proprio in onore di Traiano; una guerra che sta mietendo vittime innocenti tra popolazioni bisognose di aiuto, di solidarietà e pace. In questo contesto infelice il riferimento all'Arco di Traiano quale monumento nazionale può diventare un messaggio di speranza e, insieme, un impegno a costruire un'Europa e un mondo di pace e di fratellanza nei valori della dignità umana e della libertà. Nel dichiarare il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico alla legge che decreta monumento nazionale l'Arco di Traiano, sito in Benevento, auspico che questo riconoscimento possa contribuire a restituire oggi all'antica capitale sannita quella centralità che merita, superando magari l'attuale stato di isolamento cui è costretta da un sistema di collegamenti oltremodo penalizzanti. (Applausi) . Signor Presidente, chiedo di allegare il testo integrale dell'intervento affinché resti agli atti. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. LONARDO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, l'iniziativa di valorizzare l'Arco di Traiano di Benevento merita considerazione perché trattasi di un monumento simbolo della città, la cui immagine è profondamente impressa nella mente e nel cuore dei cittadini beneventani e non solo. Ringrazio la senatrice De Lucia, prima firmataria del provvedimento, al quale ho apposto anche la mia firma. Quando si parla di Italia che vorremmo, non possiamo dimenticarci dell'Italia che fisicamente vorremmo, di quei monumenti tangibili e reali che abbiamo e che dovremmo proteggere, e di come vorremmo fossero trattati. I beni culturali fanno parte di una memoria storica che non dobbiamo essere disposti a perdere e costituiscono risorse uniche e non rimpiazzabili che solo un determinato Paese possiede. Se c'è qualcosa di cui gli italiani possono vantarsi, è sicuramente il patrimonio culturale che hanno avuto la fortuna di ereditare in secoli di storia. In Italia infatti si trovano ben 55 siti UNESCO - record mondiale al pari della Cina, il cui territorio è 30 volte più esteso di quello italiano - e 61 luoghi tutelati dal Fondo ambiente italiano (FAI). Sono luoghi che raccolgono secoli di storia, cultura e tradizioni, il cui valore va oltre la loro bellezza.