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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione BILANCIO (5ª) 323 PESCO La seduta inizia alle ore 15,40. IN SEDE REFERENTE A.S. 1912 (Rendiconto 2019) e A.S. 1913 (Assestamento 2020§) DDL 1912 Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2019 DDL 1913 Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2020 (Esame congiunto e rinvio) Il presidente PESCO propone, in via preliminare, che l'esame dei due disegni di legge in titolo proceda congiuntamente fino al termine della discussione generale. La Commissione conviene. La relatrice GALLICCHIO ( M5S ) illustra il disegno di legge n. 1912, recante il rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2019, segnalando, per quanto di competenza, che l'articolo 36 della legge n. 196 del 2009 di contabilità e finanza pubblica disciplina il rendiconto generale dello Stato, che consta del conto del bilancio, ove sono indicate le entrate e le uscite del bilancio dello Stato rispetto alle previsioni approvate dal Parlamento, e del conto del patrimonio, cui è riconosciuto il compiuto di fornire l'evidenzia delle variazioni intervenute nelle attività e passività del patrimonio dello Stato. Nel 2019 i dati definitivi di contabilità nazionale hanno evidenziato un PIL nominale pari a 1.787,664 miliardi di euro, con una crescita dell'1,2 per cento per cento rispetto al 2018. In termini di volume (PIL reale), la crescita è stata dello 0,3 per cento rispetto al 2018. I dati inerenti ai saldi di finanza pubblica attestano di un indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni pari, in valore assoluto, a 29,301 miliardi di euro, pari all'1,6 per cento del PIL. Il dato indica di per sé un miglioramento di circa 9,5 miliardi rispetto al 2018, posto che l'indebitamento è risultato nel medesimo anno pari a 38,844 miliardi di euro (corrispondente al 2,2 per cento del PIL). Il saldo "primario", ossia al netto degli interessi, si mostra di segno "positivo" e pari all'1,7 per cento del PIL (31 miliardi), con una crescita di 0,2 punti percentuali rispetto al 2018 (1,5 per cento), mentre la spesa per interessi si è attestata al 3,4 per cento del PIL (60,3 miliardi), in diminuzione di 0,3 punti percentuali rispetto al 2018 (3,7 per cento). L'equilibrio di parte "corrente" del conto economico della pubblica amministrazione ha registrato ancora un segno positivo e pari a 27,88 miliardi di euro, in sensibile crescita a fronte dei 16,07 miliardi del 2018. Il miglioramento del saldo è riconducibile ad un incremento delle entrate (per circa 23,1 miliardi di euro), che determina effetti più che compensativi rispetto all'incremento delle spese (per circa 11,3 miliardi di euro). Le entrate totali del 2019 delle amministrazioni pubbliche hanno evidenziato un aumento del 2,8 per cento rispetto all'anno precedente, con un'incidenza sul PIL pari al 47,1 per cento, con entrate correnti che hanno registrato una crescita del 2,8 per cento, attestandosi al 46,9 per cento del PIL. Le imposte indirette hanno registrato un aumento (+1,4 per cento), per effetto principalmente della crescita del gettito IVA e dell'imposta sul lotto e sulle lotterie, come anche i contributi sociali effettivi, che hanno segnato un incremento (+3,2 per cento) rispetto al 2018, mentre le altre entrate correnti sono aumentate dell'8,4 per cento. Sul versante delle entrate in conto capitale, queste hanno registrato una sensibile decremento (-3,1 per cento), riconducibile alla contrazione delle imposte in conto capitale, compensata in parte dalla crescita delle altre entrate in conto capitale. La pressione fiscale complessiva è pari al 42,4 per cento, in aumento rispetto all'anno precedente (nel 2018 era stata pari al 41,9 per cento). Sul versante delle spese, quelle finali si sono attestate a 870,7 miliardi di euro, in aumento dell'1,6 per cento rispetto al 2018, anno in cui l'analogo valore era stato di 857,3 miliardi di euro. Nel complesso, le spese complessive rispetto al PIL crescono leggermente, passando dal 48,5 per cento del 2018 al 48,7 per cento del 2019. La variazione è determinata dall'incremento di 1,4 punti di PIL della spesa corrente e di 3,6 punti di PIL della spesa in conto capitale, a fronte di una riduzione del 6,7 per cento della spesa per interessi. Quanto al debito pubblico, a fine 2019 esso si è attestato a 2.409.841 milioni di euro, in aumento di 28,899 miliardi di euro rispetto ai 2.380.942 milioni dell'anno precedente, e il rapporto debito pubblico/PIL rimane invariato al 134,8 per cento. Quanto al disegno di legge recante la legge di approvazione del Rendiconto generale dello Stato, la gestione di competenza ha fatto conseguire nel 2019 un miglioramento di tutti i saldi rispetto alle previsioni definitive, nonché rispetto ai risultati differenziali registrati nell'esercizio precedente. In particolare, il saldo netto da finanziare (dato dalla differenza fra le entrate finali e le spese finali) si attesta in campo positivo di circa 2,3 miliardi di euro (0,1 per cento del PIL), con un miglioramento di quasi 22,3 miliardi di euro rispetto al saldo registrato nel 2018 (che si era attestato a 20 miliardi). Il miglioramento del saldo è di circa 59,7 miliardi di euro (104 per cento) se confrontato con le previsioni definitive del 2019, che indicavano ancora un valore negativo del saldo di 57,4 miliardi. Il risultato dà luogo a un accreditamento netto, in controtendenza rispetto agli anni precedenti, in cui si registrava un indebitamento, dovuto all'aumento delle entrate finali (+14 miliardi di euro) ed alla riduzione delle spese finali (-8,3 miliardi di euro). Il risparmio pubblico (ovvero il saldo delle operazioni "correnti") segna un miglioramento, passando dai 27,4 miliardi di euro del 2018 ad un valore di quasi 50 miliardi di euro, corrispondente al 2,8 per cento del PIL. Il risultato denota un miglioramento di 22,5 miliardi rispetto al 2018, che sale a 58,3 miliardi di euro se confrontato con le previsioni definitive. Tale situazione si è determinata a causa di un sensibile decremento delle spese correnti (-8,5 miliardi di euro), contestuale ad un incremento del complesso delle entrate tributarie ed extra-tributarie (+14 miliardi di euro). Il ricorso al mercato finanziario (differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, incluse quelle relative al rimborso di prestiti) si attesta a 217,6 miliardi di euro (con un'incidenza sul PIL del 12,2 per cento), con un miglioramento di 7,5 miliardi rispetto al 2018. Si conferma quindi il trend in calo registrato già lo scorso anno (225,1 miliardi di euro).