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b) la destinazione di una quota non inferiore al 20 per cento degli edifici a finalità di utilizzo pubblico, a servizi di interesse pubblico o a edilizia residenziale sociale; c) gli interventi per la salvaguardia e la valorizzazione delle sagome e delle volumetrie degli edifici industriali di maggiore pregio storico e architettonico; d) la presenza di insediamenti produttivi, commerciali e turistici. 2. Le risorse del Fondo sono destinate al cofinanziamento dei progetti di cui all'articolo 9 -bis , comma 2, con priorità di assegnazione agli interventi di riqualificazione e di riutilizzo degli edifici e dei terreni a finalità pubbliche e di edilizia residenziale sociale, nonché agli interventi per la realizzazione di infrastrutture strettamente funzionali agli interventi di recupero. Art. 9- quinquies . – (Agevolazioni per il recupero e la messa in sicurezza degli immobili) – 1. Ai soggetti proprietari di immobili non più utilizzati per lo svolgimento di attività produttive e ricompresi nei progetti di cui all'articolo 9- bis , comma 2, che avviano, con spese a proprio carico, interventi di riqualificazione energetica degli immobili medesimi, si applicano le agevolazioni di cui all'articolo 1, comma 344, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 2. Alle persone fisiche proprietarie di immobili non più utilizzati per lo svolgimento di attività produttive e ricompresi nei progetti di cui all'articolo 9- bis , comma 2, che avviano, con spese a proprio carico, interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza degli immobili medesimi, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 16- bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 3. Alle imprese proprietarie di immobili non più utilizzati per lo svolgimento di attività produttive e ricompresi nei progetti di cui all'articolo 9- bis , comma 2, che avviano, con spese a proprio carico, interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza degli immobili medesimi, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 54, comma 2, ultimo periodo, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986 »; e all'articolo 12, i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: « Art. 12. – ( Rimozione dell'amianto e tutela dell'ambiente ) – 1 . Con decreto del Ministro della salute, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizioni, sono stabilite le norme relative agli strumenti necessari ai rilevamenti e alle analisi del rivestimento degli edifici, nonché alla pianificazione e alla programmazione delle attività di rimozione e di fissaggio di cui al comma 3 e le procedure da seguire nei diversi processi lavorativi di rimozione. 2 . Le imprese che operano per lo smaltimento e la rimozione dell'amianto e per la bonifica delle aree interessate debbono iscriversi all'Albo nazionale dei gestori ambientali di cui all'articolo 212 del decreto legislativo n. 152 del 2006. Le imprese di cui al presente comma sono tenute ad assumere, in via prioritaria, il personale già addetto alle lavorazioni dell'amianto, purché dotato dei titoli di cui all'articolo 10, comma 2, lettera h) , della presente legge »; f l'articolo 15 è sostituito dal seguente: « Art. 15. – ( Responsabilità penale e amministrativa ) – 1 . Chiunque immette sul mercato, commercializza, importa, esporta, produce amianto o prodotti contenenti amianto, estrae, utilizza, installa, tratta o lavora amianto fuori dei casi consentiti dalla presente legge, è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da 20.000 euro a 50.000 euro. Le pene sono aumentate nei confronti di chiunque contribuisca a determinare o ad anticipare in uno o più soggetti l'insorgenza di un mesotelioma. Se taluno dei fatti di cui al presente comma è commesso per colpa, le pene ivi previste sono diminuite da un terzo a due terzi. 2 . Chiunque non adotta misure idonee a garantire il rispetto dei valori limite di cui agli articoli 251, comma 1, lettera b) , e 254 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con le pene rispettivamente previste negli articoli 262, comma 2, lettera a) , e 263, comma 1, lettera a) , del citato decreto legislativo n. 81 del 2008. 3 . Per l'inosservanza degli obblighi concernenti l'adozione delle misure di sicurezza, previste dai decreti adottati ai sensi dell'articolo 6, commi 3 e 4, si applica la pena dell'arresto da tre a sei mesi o dell'ammenda da 2.500 euro a 6.400 euro. 4 . A chiunque operi nelle attività di smaltimento, rimozione e bonifica senza il rispetto delle condizioni di cui all'articolo 12, comma 4, si applica la pena dell'arresto da tre a sei mesi o dell'ammenda da 2.500 euro a 6.400 euro. 5 . Per l'inosservanza degli obblighi di cui all'articolo 9, commi 1 e 2, si applica la pena dell'arresto fino a sei mesi e dell'ammenda da 2.500 euro a 8.000 euro. La stessa pena si applica per l'inosservanza della disposizione di cui all'articolo 9, comma 4. 6 . La delega di funzioni per le attività previste dalla presente legge, ove non espressamente esclusa, è ammessa con i seguenti limiti e condizioni: a) che essa risulti da atto scritto recante data certa; b) che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate; c) che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate; d) che essa attribuisca al delegato l'autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate; e) che la delega sia accettata dal delegato per iscritto. 7 . Alla delega di cui al comma 6 deve essere data adeguata e tempestiva pubblicità. 8 . La delega di funzioni non esclude l'obbligo di vigilanza in capo al delegante in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. 9 . Il soggetto delegato può, a sua volta, previa intesa con il soggetto delegante, traferire specifiche funzioni alle medesime condizioni di cui ai commi 6 e 7. La delega di funzioni di cui al primo periodo non esclude l'obbligo di vigilanza in capo al delegante in ordine al corretto espletamento delle funzioni trasferite. Il soggetto al quale sia stata conferita la delega di cui al presente comma non può, a sua volta, delegare le funzioni oggetto della delega. 10 . All'articolo 25- undecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, dopo il comma 8 è aggiunto il seguente: “ 8-bis .