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La durata della validità dei certificati generati in base a guarigione è, invece, pari a 180 giorni (6 mesi) dalla data del primo risultato positivo del test. Il regolamento (UE) 2021/953 precisa che il certificato non è una precondizione per esercitare il diritto alla libera circolazione e non deve essere considerato un documento di viaggio. Per le eventuali restrizioni (che prevedano, per esempio, la quarantena o l'esecuzione di un test) adottate dagli Stati membri e valide anche per gli ingressi di soggetti in possesso di uno dei certificati in esame, si prevede che lo Stato membro informi di tali misure la Commissione europea e gli altri Stati membri almeno 48 ore, se possibile, prima dell'entrata in vigore delle medesime e che, come regola generale, esso renda pubblicamente disponibili le informazioni sulle stesse misure almeno 24 ore prima della suddetta entrata in vigore. In merito ai prodotti vaccinali, le norme europee prevedono che gli Stati debbano accettare i certificati di vaccinazione rilasciati dagli altri Stati membri a persone a cui sia stato somministrato un vaccino autorizzato dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA). Viene invece rimessa ad ogni Stato la scelta sull'eventuale accettazione dei certificati  rilasciati dagli altri Stati membri  relativi a vaccinazioni effettuate con altri prodotti, rientranti tra quelli somministrati legittimamente (in base alle norme europee) in uno Stato membro oppure tra quelliinseriti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nell'elenco per l'uso di emergenza. La proposta COM(2022) 50 in esame, anzitutto, proroga di 12 mesi del periodo di applicazione del quadro europeo sul certificato Covid dell'UE. Pertanto la nuova durata di applicazione della normativa è dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2023. La proposta prevede, inoltre, alcune modifiche di aggiornamento al regolamento (UE) 2021/953, con cui si ampliano i test SARS-CoV-2, per includervi, accanto ai test antigenici rapidi, anche i saggi antigenici eseguiti in un ambiente di laboratorio, basati sull'individuazione di proteine virali (antigeni). In particolare viene modificata la definizione di test antigenico rapido e si rimanda a una specifica lista di test antigenici, definita dal Comitato per la sicurezza sanitaria HSC ( Health Security Committee ), ai fini del rilascio dei certificati di test. Si prevede un chiarimento esplicito riguardante l'obbligo di menzionare, nei certificati di vaccinazione, il numero delle dosi somministrate al titolare, indipendentemente dallo Stato membro in cui è avvenuta la somministrazione, per garantire che tali certificati riportino esattamente il numero complessivo delle dosi realmente somministrate. Si chiarisce, inoltre, la possibilità di rilasciare un certificato Covid digitale dell'UE anche a coloro che partecipano a sperimentazioni cliniche per vaccini anti Covid-19 e la possibilità, per altri Stati membri, di accettare tali certificati al fine di non applicare restrizioni alla libera circolazione. La proposta COM(2022) 55 si limita a stabilire la medesima proroga di 12 mesi, fino al 30 giugno 2023, prevista dalla proposta COM(2022) 54, per quanto riguarda la normativa europea sul certificato Covid dell'UE applicabile ai cittadini di Stati terzi residenti stabilmente nel territorio dell'UE. Per quanto riguarda la valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, si osserva che la base giuridica delle due proposte è individuata nell'articolo 21, paragrafo 2, e nell'articolo 77, paragrafo 2, lettera c), del TFUE, che prevede la procedura legislativa ordinaria, per adottare disposizioni intese a facilitare l'esercizio del diritto alla libera circolazione e di soggiorno nel territorio degli Stati membri, e per stabilire le condizioni alle quali i cittadini dei Paesi terzi possono circolare liberamente nell'Unione. Il principio di sussidiarietà appare rispettato da entrambe le proposte, in quanto l'obiettivo della proroga del quadro normativo che ha istituito i certificati Covid digitali dell'UE, interoperabili tra gli Stati membri e relativi alle condizioni del titolare in termini di vaccinazione, Covid test e guarigione dalla malattia, può essere raggiunto solo mediante un intervento a livello di Unione, in quanto l'adozione di sistemi diversi da parte dei singoli Stati membri comprometterebbe l'interoperabilità, la sicurezza e la verificabilità dei certificati emessi. Anche il principio di proporzionalità appare rispettato, poiché le proposte si limitano a prorogare di 12 mesi il quadro normativo vigente, fino al 30 giugno 2022, nonché a prevedere alcuni aggiornamenti normativi volti a migliorare le condizioni per l'esercizio del diritto di libera circolazione, dei soggetti residenti nei Paesi UE, all'interno degli stessi. Le proposte sono attualmente all'esame di 12 Camere dei Parlamenti nazionali dell'UE, che non hanno finora sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Sulle proposte sono, inoltre, pervenute le relazioni del Governo, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritengono le proposte conformi all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e proporzionalità. Le proposte sono, inoltre, ritenute di particolare urgenza, per avere la base giuridica necessaria per poter poi mettere in atto quanto previsto, per tempo, in vista del periodo di estensione che inizia il 1° luglio 2022. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. IN SEDE CONSULTIVA AS 2564 Conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina DDL 2564 Conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina (Parere alle Commissioni 6 a e 10 a riunite. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 31 marzo. Il presidente STEFANO ( PD ), relatore, presenta uno schema di parere non ostativo sul disegno di legge in titolo, di conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina. Ricorda che il provvedimento reca misure di contenimento dei prezzi di gasolio e benzina, di sostegno alle imprese per l'acquisto dell'elettricità e del gas naturale, di sostegno alle imprese colpite dall'aumento dei prezzi energetici, di rafforzamento della sicurezza nazionale ( golden power ) e della cybersirurezza, e di potenziamento della capacità di accoglienza in seguito alla crisi ucraina.