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Il disegno di legge di delegazione europea in esame contiene la delega per il recepimento della direttiva sulla plastica, che prevede una serie di disposizioni che mirano a ridurne il consumo e trova un giusto bilanciamento tra la tutela dell'ambiente e la salvaguardia delle nostre realtà produttive. La direttiva indica la strada degli incentivi per sostenere la riconversione delle produzioni industriali: incentivi e non nuove tasse. Sia chiaro, le tasse non vanno aumentate, né trasferite, come invece vorrebbe fare il commissario Gentiloni con il gioco delle tre carte: dal lavoro alle cose, dal lavoro alla casa. La prima casa è un bene prezioso e non va toccata. Le tasse vanno diminuite; questa è l'unica strada per rilanciare l'economia e aiutare gli italiani stremati da questa emergenza che sembra non finire mai e che li sta portando alla disperazione. Nel testo è anche contenuta la delega per il recepimento della direttiva sul copyright . Si tratta di una direttiva importante cui hanno lavorato molto gli esponenti di Forza Italia anche al Parlamento europeo; la rete e i social sono un formidabile strumento di crescita, ma i giganti del web non possono continuare a saccheggiare le creazioni degli autori. (Applausi). Ho ritenuto doveroso quindi sottolineare la questione del giusto compenso per giornalisti, scrittori, musicisti e artisti, presentando un ordine del giorno che è stato accolto dal Governo, che si è impegnato a definire per loro una remunerazione adeguata. Ci auguriamo quindi che sia dato seguito in tempi rapidi all'impegno preso dal Governo accogliendo il mio ordine del giorno. Grazie all'approvazione di alcuni miei emendamenti abbiamo anche ridotto le sanzioni amministrative per le microimprese, in base al principio di proporzionalità, e migliorato la delega per l'attuazione del regolamento relativo al benessere degli animali, introducendo incentivi per chi sviluppa buone prassi di allevamento intensivo. Come ho detto ieri, non ci piace il fatto che la governance dei dispositivi medici sarà finanziata da chi dovrà controllare... (Brusio) . PRESIDENTE. Prego i colleghi di fare maggiore attenzione. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Non ci piace che la governance dei dispositivi medici sarà finanziata da chi dovrà controllare, cioè dalle imprese aggiudicatarie di gare d'appalto dei dispositivi medici stessi. Continuerò e continueremo quindi a lavorare perché questo evidente conflitto di interessi venga eliminato. Con la legge di delegazione europea votiamo oggi anche le relazioni del Governo sulla partecipazione del nostro Paese all'Unione europea. Su questo versante, colleghi della maggioranza e Governo, c'è veramente ancora molto da fare. Il Governo deve continuare a lavorare in Europa per un'equa armonizzazione fiscale, salvaguardando le nostre imprese dall'insopportabile fenomeno del dumping fiscale; Olanda, Lussemburgo e Irlanda fanno perdere all'Italia ben 8 miliardi di euro l'anno. Come denuncia il presidente dell' Antitrust , ogni anno sfuggono dalla tassazione del nostro Paese oltre 23 miliardi di dollari di profitti, che finiscono in giurisdizioni più favorevoli alle multinazionali. (Brusio). Prego anche i miei colleghi di Forza Italia di avere un minimo di delicatezza nei confronti del fatto che sto intervenendo. (Applausi). Signor Presidente, ogni anno sfuggono quindi dal nostro Paese oltre 23 miliardi di dollari di profitto. Non possiamo quindi più accettare che nell'Unione ci siano Stati che si comportano come veri e propri paradisi fiscali, attuando pratiche che danneggiano l'economia degli altri Paesi, compreso ovviamente il nostro. Forza Italia afferma da tempo che occorre una tutela maggiore del nostro made in Italy , ancor più in questo momento di crisi economica. (Applausi). Dobbiamo difendere il made in Italy in tutti i modi e in tutte le occasioni. Il segretario di Stato degli Stati Uniti Mike Pompeo, in visita in Italia, ci ha anche ricordato che siamo una democrazia liberale fondata sul rispetto di doveri e riconoscimento di diritti. In questo contesto mi sembra quindi anche doveroso sottolineare la necessità di un vero e proprio reset delle relazioni con la Cina: argomento scomodo, da mettere però necessariamente sul tavolo. Alla luce di ciò che sta accadendo nel mondo per responsabilità della Repubblica popolare cinese, non possiamo ancora fare finta di niente. (Applausi). Il rapporto dell'Italia e dell'Unione europea con Pechino non deve perdere di vista i nostri principi di riferimento. Dobbiamo pretendere dalla Cina il rispetto dei diritti umani, il rispetto delle regole a tutela dei lavoratori, anche a garanzia di una leale concorrenza economica, il rispetto della privacy a tutela della nostra sicurezza, il rispetto di norme igienico-sanitarie a salvaguardia di una comunità globalizzata e interconnessa, in cui le falle di un Paese si ripercuotono inevitabilmente su tutti gli altri. Il fatto che la Cina sia una potenza economica mondiale non può e non deve essere più un alibi a giustificazione del fatto che tutto le sia concesso. Serve un cambio di passo deciso e coraggioso da parte del nostro Paese e di tutta la comunità internazionale. Siamo molto preoccupati dalla deriva filocinese del Governo, come abbiamo detto più volte, e lo ribadisco in quest'Aula. Abbiamo di fatto ceduto - anzi, svenduto, come giustamente mi correggono i miei colleghi - a un gruppo cinese una parte consistente del porto di Taranto. Non possiamo continuare a piegarci a investimenti predatori da parte di Pechino. Voi avete un'enorme responsabilità nei confronti del futuro di questo Paese. Pechino, se vuole restare nel mercato globale, deve prima accettarne le regole. Serve il coraggio che non avete. Vi esortiamo a un cambio di passo e a farvi promotori, a livello comunitario, di iniziative volte a ottenere impegni precisi dalla Repubblica popolare cinese, a garanzia dell'economia e della salute di tutti noi. L'Italia, inoltre, deve ulteriormente lavorare affinché i nostri partner comprendano che le coste italiane corrispondono ai confini europei. Ci è stata presentata dalla Commissione europea una proposta di riforma del Regolamento di Dublino ma non mi sembra si sia compiuto alcun sostanziale passo in avanti. Ci attendiamo quindi che il Governo faccia sentire la sua voce affinché la riforma del regolamento di Dublino non sia solo uno spot ma venga fatta davvero. Se così non sarà, dopo la scellerata modifica dei decreti sicurezza e in particolare con il ripristino di quella che era una volta la protezione umanitaria, il nostro Paese sarà ancora più danneggiato da flussi che inevitabilmente si intensificheranno, alimentando le tensioni sociali che si susseguono sui nostri territori. PRESIDENTE. La invito a concludere. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Vi ricordo che i territori periferici soffrono già di gravi disagi. Signor Presidente, un ultimo appunto. Sappiamo che per diverse categorie messe in ginocchio il Governo sta ipotizzando ristori; chiedo ufficialmente al Governo di prevedere dei ristori anche per le famiglie e per le aziende dei pescatori che sono stati sequestrati in Libia. (Applausi) . Da due mesi queste famiglie attendono una risposta che non arriva dal Governo, che è sordo alle loro esigenze.