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l'occasione del "sisma bonus " avrebbe potuto quindi ammodernare le caratteristiche di anti sismicità dei fabbricati, esigenza, senza dubbio, di preminente interesse rispetto allo zelo interpretativo della Direzione regionale dell'Agenzia delle entrate; a giudizio dell'interpellante, basterebbe solo il buonsenso per ritenere ingiusta, sperequata e frutto di incomprensibile disparità di trattamento l'esclusione dei benefici per gli immobili che abbiano usufruito, storicamente, di contributi dallo Stato per la loro riparazione o ricostruzione dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980; al fine di non disperdere l'opportunità di un importante ed efficace adeguamento sismico per la provincia di Avellino, come per tutte le aree che hanno beneficiato della legge n. 219 del 1981, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda risolvere definitivamente la questione, chiarendo che non sussistono divieti di cumulabilità fra i benefici usufruiti ex legge n. 219 del 1981 e quelli concessi dalla legge n. 77 del 2020. Interrogazioni Atto n. 3-02482 PERILLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: da diversi anni l'ex ospedale "San Giacomo" di Roma è al centro di una questione particolarmente complessa, che non riguarda solamente l'amministrazione e il bilancio della Regione Lazio, ma anche l'organizzazione dei servizi sanitari e sociali per i cittadini residenti sul territorio di Roma capitale; la struttura ospedaliera, che da anni versa in stato di abbandono, è stata oggetto di alcune operazioni finanziarie da parte della Regione, con le quali si è predisposta la chiusura, la vendita e il riaffitto del bene, ma anche un'operazione di cartolarizzazione dei crediti connessi al pagamento dei canoni di affitto; con la determinazione del 22 novembre 2018, in attuazione della delibera di Giunta n. 662/2018, la Giunta regionale ha dato l'autorizzazione all'inserimento dell'immobile dell'ex ospedale all'interno del fondo "i3 Regione Lazio", gestito dalla InvImIt SGR S.p. A. (Investimenti immobiliari italiani) società partecipata al 100 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze, con l'obiettivo di valorizzare il complesso immobiliare; nello specifico, la Giunta regionale del Lazio ha confermato l'autorizzazione al trasferimento del citato compendio immobiliare, mediante apporto e vendita, al fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso i3- Regione Lazio, per un valore totale di 61.000.000 euro, secondo le seguenti modalità: 17.848.300,33 euro, pari al 29,26 per cento, mediante versamento di denaro nelle casse regionali al momento della sottoscrizione dell'atto notarile di apporto e vendita; 43.151.699, 67 euro, pari al 70,74 per cento, mediante sottoscrizione da parte della Regione di 62 quote del valore nominale di 695.995,156 euro ciascuna, certificato in base all'ultima relazione semestrale del fondo; preso atto che: dal sito web di InvImiIt SGR è possibile consultare alcuni documenti, tra cui la determinazione n. 236, in riferimento alla determina a contrarre n. 213 dell'8 marzo 2017, avente ad oggetto "selezione di un soggetto per un incarico di servizi finalizzato alla redazione di uno studio sul potenziale di mercato e di valorizzazione dell'immobile ex ospedale S. Giacomo sito in via Canova n. 29, via del Corso n. 493-496-499 e via di Ripetta n. 45-46-54-61 Roma (RM)", e la determinazione n. 1671 del 3 marzo 2021 (determina di avvio procedura) con oggetto "progettazione di fattibilità finalizzato alla riqualificazione dell'immobile"; nello specifico, risulta che la progettazione di fattibilità sia stata affidata ai sensi dell'art. 1, comma 2, lettera a) , del decreto-legge n. 76 del 2020 all'operatore economico Tétris Design & Build S.r.l. ; considerato che: l'immobile è da sempre soggetto al vincolo di destinazione d'uso esclusivo di ospedale per la cura dei malati, in quanto donato alla città di Roma dal cardinale Antonio Maria Salviati nel suo testamento del 1562, con la clausola della restituzione agli eredi se la struttura avesse cessato di essere luogo di cura, condizione confermata nel 1610 da papa Paolo V Borghese, il quale ratificava "il divieto assoluto di cambiarne la finalità, vendere, affittare, permutare, dare in enfiteusi, sotto alcun diritto o alcun Stato"; dopo quasi 13 anni dalla sua chiusura, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso degli eredi Salviati contro la chiusura dell'ospedale, e, con sentenza n. 2802/2021 pubblicata il 7 aprile 2021, ha dichiarato illegittima la decisione della Regione di chiudere la struttura sanitaria; nella sentenza il giudice amministrativo ritiene, al punto 2.1, che "Lo scopo della legge regionale era quello di sopprimere l'attività ospedaliera del San Giacomo per utilizzare l'immobile ed i beni correlati come mere rendite patrimoniali, mutando il fine e la destinazione di alto livello assistenziale dei malati. Viene, pertanto, denunciata la violazione degli artt. 32, 3 e 42 Cost., con riferimento all'uso esclusivo della proprietà privata, di cui viene sostanzialmente disposta l'ablazione, senza rispetto delle regole prescritte a tutela del privato che ha impresso una destinazione al bene, contestualmente alla sua donazione", si chiede di sapere quali misure di propria competenza intenda intraprendere il Ministro di indirizzo, ivi comprese tempistiche e modalità operative, al fine di garantire l'ottemperanza della recente sentenza del Consiglio di Stato. Atto n. 3-02483 ZAFFINI Al Ministro della salute Premesso che: con circolare del 30 novembre 2020 sulla "gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-CoV-2", il Ministero della salute ha fornito indicazioni operative per la presa in carico dei pazienti con COVID-19 in isolamento domiciliare asintomatici o paucisintomatici, prevedendo indicazioni di gestione clinica fra cui la vigile attesa e i trattamenti sintomatici, ad esempio con paracetamolo; con nota del 9 dicembre 2020 sui "principi di gestione dei casi COVID-19 nel setting domiciliare" l'Agenzia italiana del farmaco ha fornito alcune raccomandazioni sul trattamento farmacologico domiciliare dei casi lievi e una panoramica generale delle linee di indirizzo AIFA sulle principali terapie utilizzabili in ambiente domiciliare, prevedendo anch'essa tra le "raccomandazioni generali" la vigile attesa e trattamenti sintomatici ad esempio con paracetamolo; avverso la strategia della "vigile attesa" prevista nella circolare ministeriale e nelle raccomandazioni AIFA (consistente di fatto in un'osservazione degli eventuali miglioramenti o peggioramenti di un malato COVID presso le rispettive abitazioni), si sono mossi i "camici bianchi"; il TAR del Lazio ha infatti accolto l'istanza cautelare promossa dai medici del "comitato Cura domiciliare COVID-19" nei confronti del Ministero della salute e di AIFA, contro la richiamata nota AIFA, non ritenendola adeguata a tutelare la salute dei casi sospetti o dei casi lievi accertati;