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6 (Compiti dei dipartimenti di salute mentale in materia di prima accoglienza, c ontinuità nella referenza di cura, ascolto, sostegno e coinvolgimento dei familiari) 1 Le regioni, attraverso i dipartimenti di salute mentale, anche avvalendosi di operatori dedicati e degli UFE, che ivi prestano la loro attività, forniscono una prima accoglienza, pronta e attenta, centrata sull'ascolto, sulla fiducia, sulla cortesia e sul rispetto, a utenti e a familiari che si presentano nelle diverse aree operative, quale parte fondamentale dei percorsi di cura, nell'ambito di tutte le aree di intervento del dipartimento di salute mentale, a partire da quelle a maggiore valenza territoriale, nel rispetto dell'obiettivo di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b) . 2 Nelle diverse fasi del percorso di cura, il dipartimento di salute mentale assicura a ogni persona in carico la presenza di un medico psichiatra e, nelle situazioni di particolare complessità, di un operatore di riferimento che gestisca i rapporti con altri servizi socio-sanitari o soggetti coinvolti a vario titolo nel percorso medesimo, con funzioni di case manager . Il dipartimento di salute mentale informa l'utente e i familiari dell'individuazione dello psichiatra e dell'operatore di cui al presente comma, della facoltà di rivolgersi a loro e fornisce la garanzia per acquisire ogni informazione utile ad accompagnare il percorso di cura. 3 I dipartimenti di salute mentale si impegnano all'ascolto e al sostegno dei familiari, al loro coinvolgimento nei percorsi di cura e alla valorizzazione della loro esperienza personale sul caso. A tale fine prevedono le seguenti iniziative: a incontri con i familiari con finalità informativa e psico-educativa; b costituzione di gruppi di auto-mutuo-aiuto di utenti e di familiari, ai fini di un confronto e di uno scambio delle reciproche esperienze; c apertura di sportelli dedicati per l'ascolto di proposte e di reclami; d possibilità di partecipare ai corsi di cui all'articolo 7, comma 2, rivolti a familiari e utenti finalizzati alla formazione degli UFE. 7 (Disposizioni in materia di partecipazione attiva degli utenti e dei familiari sulla base delle pratiche del supporto tra pari) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definiti, in via sperimentale, modelli operativi che prevedano la partecipazione attiva degli utenti e dei familiari nell'ambito dei dipartimenti di salute mentale secondo le pratiche consolidate del supporto tra pari, basate sul riconoscimento delle esperienze personali sul caso di utenti e familiari e sulla promozione del loro impiego nell'ambito delle prestazioni erogate dai dipartimenti di salute mentale. 2 Per gli utenti e per i familiari che partecipano alla sperimentazione di cui al comma 1, le regioni organizzano corsi di formazione finalizzati alla valorizzazione del loro sapere derivato dall'esperienza e a fornire le necessarie conoscenze sull'organizzazione dei dipartimenti di salute mentale. 3 Gli utenti e i familiari che partecipano con esito positivo alla sperimentazione sono denominati « utenti e familiari esperti » (UFE). Gli UFE, sulla base degli indirizzi definiti dai dipartimenti di salute mentale, condividono il loro sapere derivato dall'esperienza con gli altri utenti e familiari assistiti dai medesimi dipartimenti, collaborando, altresì, con gli operatori, nel rispetto delle finalità e degli obiettivi della presente legge. Gli UFE sono formati per offrire prestazioni rivolte a utenti e a familiari in situazioni di disagio, al fine di promuovere il ruolo centrale degli utenti nei rispettivi percorsi di cura, nonché di promuovere un atteggiamento di fiducia e speranza verso i trattamenti e le prestazioni erogate dai dipartimenti. 4 Le regioni, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, prevedono che l'attività prestata dagli UFE ai sensi del comma 3 sia remunerata da parte dei dipartimenti di salute mentale interessati, ai sensi della normativa vigente e sentito l'Osservatorio nazionale di cui all'articolo 21. 8 (Patto di cura) 1 Il dipartimento di salute mentale, tenendo conto degli indirizzi forniti dall'Osservatorio nazionale e dagli Osservatori regionali e delle province autonome di cui agli articoli 21 e 22, definisce il patto di cura, fondato sulla condivisione tra utenti, familiari e operatori, nel rispetto delle finalità di cui all'articolo 1. 2 Il patto di cura, che costituisce parte integrante della cartella clinica dell'utente, è concordato tra l'utente, i familiari, gli operatori e altri eventuali soggetti indicati dagli stessi durante incontri periodici, a cadenza almeno trimestrale. 3 Il patto di cura si articola in sezioni per ciascuno dei seguenti elementi: a la qualità della relazione tra i partecipanti; b i desideri o gli obiettivi dell'utente; c le aspettative reciproche dei partecipanti; d gli obiettivi progettuali dell'utente; e l'assunzione dei farmaci; f i sintomi iniziali delle crisi; g i desideri in caso di crisi; h gli interventi finalizzati a garantire la consapevolezza e la condivisione del percorso di cura. 4 Per ciascuna sezione di cui al comma 3, ogni partecipante sottoscrive i propri impegni, che possono essere individuali o condivisi con gli altri partecipanti. 5 Il patto di cura è volto a stimolare la massima assunzione di responsabilità, la parità, la libertà di espressione in tutti i partecipanti e la centralità dell'utente nel percorso di cura. Il patto di cura è finalizzato a migliorare le relazioni tra utenti, familiari e operatori. L'attivazione del patto di cura può essere richiesta da ciascuno dei soggetti di cui al comma 2. L'adesione al patto di cura è su base volontaria. 6 I partecipanti al patto di cura nominano un garante esterno individuato tra soggetti esterni nell'ambito della sperimentazione di cui all'articolo 7, tra gli UFE, o tra quanti abbiano svolto attività di volontariato nel settore delle malattie mentali. Il garante è chiamato a tutelare gli aspetti qualificanti il patto di cura. Il garante non può esprimersi sul percorso di cura né su eventuali altri interventi connessi alla cura. 9 (Gestione delle situazioni di crisi a livello territoriale) 1 I dipartimenti di salute mentale assicurano con la massima tempestività, e comunque entro 24 ore dalla segnalazione, il proprio intervento, anche a domicilio, per la gestione delle situazioni di urgenza, emergenza o crisi dell'utente, avvalendosi di operatori dedicati del medesimo dipartimento e coinvolgendo attivamente lo stesso utente, i familiari, il medico di medicina generale e gli altri soggetti eventualmente interessati , compresi i servizi socio-sanitari già coinvolti nella situazione o di cui si ravvisa la necessità di un coinvolgimento, nonché le unità mediche di pronto intervento.