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Stavo dicendo che sono molto rattristata dal fatto che l' iter del disegno di legge sia stato rallentato dall'aver voluto introdurre sin dalla prima lettura il termine «biodinamico» all'interno del disegno di legge. È stato questo a rallentare l' iter ; è stato questo il motivo per cui oggi ci ritroviamo alla quarta lettura, altrimenti avremmo dato questa opportunità ai nostri agricoltori da mesi e mesi. Lo sforzo di rendere il provvedimento in esame coerente con un mercato moderno dell'agricoltura è stato molto grande e ancora adesso, nell'articolo 5 e nell'articolo 8 troviamo il termine «biodinamico», pur mancando all'articolo 1, addirittura, la definizione. Per la prima volta avevamo introdotto, all'interno di una legge italiana, un marchio registrato, che tra l'altro grava chi lo richiede di costi aggiuntivi. Voglio portare la voce degli agricoltori, che in questo momento soffrono molto, sia per la pandemia, sia per lo sconvolgimento internazionale. L'emergenza attuale è garantire agli agricoltori un prezzo equo per i prodotti agricoli. La Commissione agricoltura si sta occupando da tempo del disegno di legge sul prezzo minimo garantito agli agricoltori e invito quest'Assemblea a considerare che tutti noi, al di là delle chiacchiere, ci nutriamo poi di cibo vero, quello che producono gli agricoltori. Il rischio è che non ce la facciano più a portare il cibo sulle nostre tavole, se continuiamo ad approvare leggi che, anziché aiutarli, li gravano di ulteriori costi. Preannuncio sin d'ora naturalmente il voto favorevole del mio Gruppo sul provvedimento in esame che, ci tengo a precisare, garantisce il percorso verso un'agricoltura sostenibile e una riduzione dei pesticidi. Nello stesso tempo, chiedo di prestare attenzione all'ordine del giorno presentato dalla senatrice Cattaneo e da molti altri colleghi, con il quale si intende impegnare il Governo a eliminare finalmente l'aggettivo "biodinamico" da una legge seria, che avrebbe avuto bisogno di essere approvata molto più in fretta e che riguarda il destino del nostro ambiente e un settore importante come quello dell'agricoltura biologica, nonché la vita dei nostri contadini, dei nostri agricoltori, degli imprenditori agricoli. Invito tutti a votare a favore del disegno di legge e dell'ordine del giorno presentato per liberarci finalmente dall'esoterismo che spesso si associa per qualche motivo ad un'imprenditoria seria come quella agricola, non meno seria rispetto a tutte le altre attività dell'imprenditoria italiana. Dobbiamo finirla di guardare all'agricoltura come al mondo dei delfini, dei papaveri e delle viole, come spesso si dice, perché è un mondo nel quale ci sono degli imprenditori seri e preparati, che sostengono la nostra economia e il nostro Paese, portando sulle nostre tavole l'agroalimentare migliore del mondo. Ci vuole dignità e ci vuole la considerazione di questo settore come un settore imprenditoriale importante e difficile. Vorrei dunque non sentire più parlare, come capita spesso nelle diatribe politiche, di «braccia rubate all'agricoltura», perché l'agricoltura è l'attività più complessa, in cui ci vuole più competenza e preparazione, sia tecnica, che economica e imprenditoriale. Vi ringrazio e speriamo di discutere più spesso di agricoltura in quest'Aula, magari anche con maggiore attenzione e maggiore presenza. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zuliani. Ne ha facoltà. ZULIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, signor Sottosegretario, finalmente oggi siamo qui a votare definitivamente questo provvedimento che, parlando di imprenditori agricoli e di agricoltori, era tanto atteso nell'ambito dei lavori parlamentari. In questo periodo difficile in cui nella fase post -pandemia e nell'attuale fase bellica l'economia è in difficoltà, c'è bisogno di risposte. L'agroalimentare italiano è una pietra miliare della nostra economia (Applausi) e per questo va sostenuto. Esso sarà il traino futuro dell'economia; ci sarà bisogno di beni, ma, soprattutto di prodotti sani e genuini, che possano essere utilizzati per fare appunto da traino a tutta l'economia. All'articolo 1 viene definita la produzione biologica quale sistema globale di gestione dell'azienda agricola e di produzione alimentare basata sull'interazione tra le migliori prassi in materia di ambiente, azione per il clima e salvaguardia delle risorse naturali. Si tratta di un segnale molto atteso, ma deve essere chiaro che, come ho già avuto modo di dire in occasione della precedente lettura del provvedimento, alimentarsi e nutrirsi con prodotti biologici è una scelta, così come produrre biologico: è una scelta di principio, ma anche un'opportunità economica, vista la richiesta dei consumatori, sia in Italia che nel mondo. Non diventi, però, l'agricoltura biologica, l'antitesi dell'agricoltura con metodi convenzionali: sono due realtà che possono e devono coesistere. Tornando al testo del provvedimento, l'articolo 6 istituisce il marchio biologico italiano per caratterizzare i prodotti biologici ottenuti da materia prima italiana, contraddistinti dall'indicazione "biologico italiano", che è una tutela per gli agricoltori e per i produttori ed una garanzia per i consumatori, visto che certificherà prodotti biologici realizzati con materie prime al 100 per cento italiane. Al di là delle polemiche che sono nate anche in questi giorni, il mondo dell'agricoltura e dell'agroalimentare chiede risposte subito. È un segnale, in un provvedimento tanto atteso, non bisogna tergiversare perché è grazie a questo provvedimento che l'economia agricola e agroalimentare trarrà maggiori benefici da ridistribuire sull'economia del territorio e nel nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cattaneo. Ne ha facoltà. CATTANEO (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, gentili colleghi, intervengo in questa discussione generale perché vorrei ripercorrere con voi alcuni passaggi di questo disegno di legge che credo importanti e positivi e vorrei, con questo, anche anticipare a voi la presentazione di un ordine del giorno che poi verrà rimesso all'Assemblea. Vorrei partire dallo scorso 20 maggio, quando in quest'Aula presentai tre emendamenti sulla legge oggi in discussione, volti ad eliminare i riferimenti espliciti all'agricoltura biodinamica, soprattutto per quanto riguarda la sua equiparazione all'agricoltura biologica, al comma 3 dell'articolo 1. Devo dire che mi sentii in dovere, in quella giornata, di leggere in Aula una parte delle pratiche esoteriche che fanno parte dell'agricoltura biodinamica e mi ricordo che molti tra voi colleghi mi hanno riferito che quando il disegno di legge è arrivato in votazione non sapevano esattamente cosa fosse la biodinamica e, dopo averlo appreso, alcuni di voi mi hanno riferito di essersi chiesti come sia stato possibile menzionare certe pratiche nel testo finale di una legge dello Stato nel 2021, mentre la scienza veniva, come viene tutt'ora, esaltata da tutte le parti per il suo ruolo nel combattere la pandemia.