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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, recante misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio. Allegato MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE AL DECRETO-LEGGE 14 FEBBRAIO 2016, N. 18 All’articolo 1: al comma 3, le parole: «, sono introdotte» sono sostituite dalle seguenti: «sono inserite»; al comma 4, la lettera c) è sostituita dalla seguente: « c) dopo il comma 1, è inserito il seguente: " 1 - bis. In caso di recesso o esclusione da un gruppo bancario cooperativo, la banca di credito cooperativo, entro il termine stabilito con le disposizioni di cui all’articolo 37- bis, comma 7, previa autorizzazione rilasciata dalla Banca d’Italia avendo riguardo alla sana e prudente gestione della banca, può deliberare la propria trasformazione in società per azioni. In mancanza, la società delibera la propria liquidazione"»; al comma 5: all’alinea, le parole: «Dopo l’articolo 37 del decreto legislativo 1 o settembre 1993, n. 385, sono introdotti» sono sostituite dalle seguenti: «Nella sezione II del capo V del titolo II del decreto legislativo 1 o settembre 1993, n. 385, dopo l’articolo 37 sono inseriti»; al capoverso Art. 37- bis : al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunta la seguente: « c-bis) eventuali sottogruppi territoriali facenti capo a una banca costituita in forma di società per azioni sottoposta a direzione e coordinamento della capogruppo di cui alla lettera a) e composti dalle altre società di cui alle lettere b) e c) »; dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis . Le banche di credito cooperativo aventi sede legale nelle province autonome di Trento e di Bolzano possono rispettivamente costituire autonomi gruppi bancari cooperativi composti solo da banche aventi sede e operanti esclusivamente nella medesima provincia autonoma, tra cui la corrispondente banca capogruppo, la quale adotta una delle forme di cui all’articolo 14, comma 1, lettera a) ; il requisito minimo di patrimonio netto è stabilito dalla Banca d’Italia ai sensi del comma 7- bis »; al comma 3: alla lettera a) , le parole: «è attribuita» sono sostituite dalle seguenti: «sono attribuiti» ; alla lettera b) , numero 2), le parole: «ed eccezionali» sono soppresse; la lettera d) è sostituita dalla seguente: « d) i criteri e le condizioni di adesione, di diniego dell’adesione e di recesso dal contratto, nonché di esclusione dal gruppo, secondo criteri non discriminatori in linea con il principio di solidarietà tra le banche cooperative a mutualità prevalente»; al comma 5, dopo le parole: «richieste di adesione» sono inserite le seguenti : «, il recesso»; al comma 6, le parole: «Alle partecipazioni delle banche di credito cooperativo» sono sostituite dalle seguenti: «Alle partecipazioni al capitale della capogruppo delle banche di credito cooperativo e delle banche cui fanno capo i sottogruppi territoriali»; il comma 7 è sostituito dai seguenti : « 7. Il Ministro dell’economia e delle finanze, al fine di assicurare l’adeguatezza dimensionale e organizzativa del gruppo bancario cooperativo, può stabilire con proprio decreto, sentita la Banca d’Italia: a) il numero minimo di banche di credito cooperativo di un gruppo bancario cooperativo; b) una soglia di partecipazione delle banche di credito cooperativo al capitale della società capogruppo diversa da quella indicata al comma 1, lettera a) , tenuto conto delle esigenze di stabilità del gruppo; c) le modalità e i criteri per assicurare il riconoscimento e la salvaguardia delle peculiarità linguistiche e culturali delle banche di credito cooperativo aventi sede legale nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano. 7-bis. La Banca d’Italia, al fine di assicurare la sana e prudente gestione, la competitività e l’efficienza del gruppo bancario cooperativo, nel rispetto della disciplina prudenziale applicabile e delle finalità mutualistiche, detta disposizioni di attuazione del presente articolo e dell’articolo 37- ter , con particolare riferimento: a) ai requisiti minimi organizzativi e operativi della capogruppo; b) al contenuto minimo del contratto di cui al comma 3, alle caratteristiche della garanzia di cui al comma 4, al procedimento per la costituzione del gruppo e all’adesione al medesimo; c) ai requisiti specifici, compreso il requisito minimo di patrimonio netto della capogruppo, relativi ai gruppi bancari cooperativi previsti dal comma 1- bis »; al capoverso Art. 37- ter , comma 3, dopo le parole: «le banche di credito» è inserita la seguente: «cooperativo»; al comma 6, lettera b), capoverso, il secondo e il terzo periodo sono soppressi; al comma 7: alla lettera b) , le parole: «all’articolo 150- bis , comma 1,» sono sostituite dalle seguenti: «all’articolo 150- bis , comma 1»; alla lettera f) , capoverso 4- bis , primo periodo, la parola: «altresì» è sostituita dalle seguenti: «, in deroga ai limiti di cui all’articolo 34, commi 2 e 4, anche». All’articolo 2: al comma 1, primo periodo, le parole: «dalla presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «dal presente decreto» e le parole: «comma 7» sono sostituite dalle seguenti: «commi 7 e 7- bis » ; al comma 3, primo periodo, le parole: «comma 7» sono sostituite dalle seguenti: «commi 7 e 7- bis » e dopo le parole: «commi 1 e 2» sono inserite le seguenti: «del presente articolo»; dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti: «3- bis . In deroga a quanto previsto dall’articolo 150- bis , comma 5, del decreto legislativo 1 o settembre 1993, n. 385, la devoluzione non si produce per le banche di credito cooperativo che, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, presentino alla Banca d’Italia, ai sensi dell’articolo 58 del decreto legislativo n. 385 del 1993, istanza, anche congiunta, di conferimento delle rispettive aziende bancarie ad una medesima società per azioni, anche di nuova costituzione, autorizzata all’esercizio dell’attività bancaria, purché la banca istante o, in caso di istanza congiunta, almeno una delle banche istanti possieda, alla data del 31 dicembre 2015, un patrimonio netto superiore a duecento milioni di euro, come risultante dal bilancio riferito a tale data, su cui il revisore contabile ha espresso un giudizio senza rilievi. 3- ter .