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Tale numero è da considerarsi adeguato e necessario affinché la struttura di polizia locale sia in grado di svolgere l'insieme delle funzioni che è ora chiamata a svolgere. Qualora i comuni con meno di quindici operatori non provvedano ad associarsi, spetta alle regioni disciplinare le modalità di esercizio del servizio, eventualmente prevedendo l'attribuzione alla provincia di quelle funzioni di polizia locale che non possono essere adeguatamente esercitate dai comuni, previa stipula di apposito accordo fra il presidente della provincia e il sindaco del comune interessato. Della costituzione di tali accordi e della cessazione dei loro effetti è data tempestiva comunicazione al prefetto. La costituzione di Corpi è ora considerata obbligatoria anche per gli enti locali diversi dai comuni e dalle province e dalle città metropolitane, quali gli enti di gestione dei parchi e delle riserve naturali regionali (articolo 16). L'articolo 17, con l'intento di assicurare una sempre maggiore qualificazione dei comandanti di polizia locale, prevede che gli stessi debbano seguire e superare un corso di formazione organizzato dalle regioni e, al fine di garantirne una certa omogeneità di contenuti, disciplinato dalla Conferenza unificata. Con il superamento del corso si consegue l'idoneità all'iscrizione negli elenchi di evidenza pubblica istituiti da ciascuna regione. La disposizione prevede che l'incarico di comandante, ferma restando la disciplina per l'accesso al pubblico impiego di cui al decreto legislativo n. 165 del 2001, possa essere attribuito solo a personale di comprovata formazione ed esperienza con riferimento ai compiti specifici affidati, scelto tra coloro che hanno conseguito l'idoneità. L'articolo 18 introduce delle norme interpretative dei commi 132 e 133 dell'articolo 17 della legge n. 127 del 1997, che prevedono rispettivamente che i comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione, e pure che le funzioni di cui al comma 132 sono conferite anche al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone e che a tale personale sono inoltre conferite le funzioni di prevenzione e accertamento in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico. Le disposizioni prevedono che il comma 133 dell'articolo 17 si interpreta nel senso che al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone spettano le funzioni previste dal comma 132 del medesimo articolo per i dipendenti comunali e cioè le funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta e di fermata previste dal codice della strada (decreto legislativo n. 285 del 1992); è altresì previsto che detto personale può disporre la sanzione accessoria della rimozione del veicolo del trasgressore ai sensi dell'articolo 159 del codice della strada e può accertare e contestare violazioni relative alla circolazione lungo le vie e corsie riservate a determinate categorie di utenti, nonché alle fermate e alla sosta in aree riservate a particolari categorie di utenti come disciplinate dai regolamenti comunali in tema di occupazione di spazi e aree pubbliche. È previsto che il personale di cui al citato comma 132 appartenente a società di gestione dei parcheggi procede all'accertamento e alla contestazione delle violazioni in materia di sosta e di fermata limitatamente alle aree oggetto di concessione e alle parti di strada di immediata adiacenza delle aree in questione e viene precisato che, ai fini dell'applicazione del medesimo articolo 17, comma 132, della legge n. 127 del 1997, per aree oggetto di concessione si intendono le aree di circolazione, comunque limitrofe a quelle destinate al parcheggio. È infine previsto che il personale delle società di gestione dei parcheggi e il personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone dipende operativamente dal comandante della polizia locale e provvede all'accertamento e alla contestazione delle violazioni di cui sopra mediante la redazione e la sottoscrizione del verbale di accertamento nelle forme e con le modalità previste dal vigente decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e con l'efficacia probatoria di cui agli articoli 2669 e 2700 del codice civile. Il progetto affronta molti problemi pratici per l'effettivo e qualificato esercizio dell'attività di polizia locale proponendo una serie di disposizioni finalizzate a migliorare e a potenziare l'operatività della polizia locale. L'articolo 19 dispone la possibilità di rilevare gli incidenti stradali senza feriti ad altri soggetti professionalmente educati con corsi di aggiornamento professionale e qualifica rilasciata dalla locale prefettura onde sollevare gli organi di polizia stradale da ulteriori incombenze. In materia di armamento, all'articolo 20, il disegno di legge dispone che gli operatori di polizia locale portano le armi in dotazione senza licenza e senza limiti territoriali. L'annullamento dei limiti territoriali trova la sua ragione d'essere nel consentire una libertà di movimento agli operatori che, oggi, con sempre maggiore frequenza lavorano in realtà diverse rispetto a quelle abitative spostandosi fra territori di diversi comuni e spesso a cavallo fra regioni diverse. In questa previsione, gli operatori della polizia locale portano l'arma in via continuativa e sono soggetti agli obblighi di custodia (per cui anche fuori servizio) e quindi anche al di fuori del territorio in cui operano. Inoltre si consente una maggiore libertà di movimento in casi di interventi anche stagionali svolti a favore di enti di più piccole dimensioni ed in occasioni di particolare interesse pubblico. Mentre il permanere del limite territoriale sottopone gli operatori ad una lunga serie di autorizzazioni che non trovano idonea motivazione. L'articolo affronta inoltre il delicato tema degli strumenti di autotutela prevedendo espressamente che gli operatori di polizia locale ne possono essere dotati. Per strumenti di autotutela, che hanno scopi e natura esclusivamente difensiva, e dunque non classificabili come armi, si intendono, tra gli altri, il casco protettivo, il giubbotto antiproiettili, lo spray , il bastone estensibile e il cuscino per il trattamento sanitario obbligatorio. L'articolo 21 dispone sulla patente di servizio, obbligatoria per condurre i veicoli in dotazione ai Corpi di polizia locale, e sui veicoli in dotazione alla polizia locale, che sono identificati da speciali targhe di immatricolazione (con esclusione dei veicoli che per esigenze di servizio non portano segni identificativi visibili) e sono esentati dal pagamento delle tasse di immatricolazione ed automobilistiche e dal pedaggio autostradale. L'articolo 22 istituisce il numero telefonico unico nazionale per rendere omogeneo l'esigenza dei cittadini. L'articolo 23 detta disposizioni in materia di contrattazione e sancisce, dopo diciassette anni, il rientro della polizia locale nel contratto di natura pubblica con la modifica dell'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in cui, dopo il comma 1- ter è inserito il seguente comma 1- quater : in deroga all'articolo 2, commi 2 e 3, il personale, anche dirigenziale, della polizia locale è disciplinato secondo autonome disposizioni ordinamentali.