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Tralascio i dottorati di ricerca, che sono stati ridotti del 40 per cento negli ultimi anni. Si tratta di veri e propri investimenti a perdere se pensiamo che per ogni dottore di ricerca l'Italia investe 400.000 euro e poi solo uno su tre dei nostri dottori di ricerca può lavorare in Italia. Il Parlamento, però, è impegnato da tempo a invertire questa rotta e la legge che oggi stiamo approvando ha proprio lo scopo di semplificare l'abilitazione all'esercizio delle professioni rendendo le lauree abilitanti. Come è stato ricordato dai miei colleghi che sono intervenuti, in effetti già da inizio pandemia con il decreto cura Italia abbiamo reso abilitante la laurea in medicina e chirurgia perché in quei mesi avevamo bisogno di immettere risorse nel nostro Servizio sanitario nazionale, che era a corto di personale. (Applausi) . Oggi, dopo più di un anno dall'approvazione di quella legge, stiamo estendendo le lauree abilitanti ad altre discipline scientifiche quali, ad esempio, farmacia, chimica, tecnologie farmaceutiche, odontoiatria, medicina veterinaria, psicologia e diverse lauree tecniche in edilizia, in tecniche agrarie e forestali, tecniche industriali. Sono tutte lauree che già prevedono - questo è importante ricordarlo - un tirocinio di valore professionalizzante con un esame conclusivo del tirocinio, che da oggi costituisce anche l'esame di accesso all'esercizio della professione, proprio nel rispetto dell'articolo 3 della Costituzione e in continuità con la missione 4 del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Grazie a questa semplificazione stiamo riducendo quel periodo che andava da sei a dodici mesi tra la laurea e l'abilitazione e stiamo velocizzando l'accesso dei nostri giovani al mercato del lavoro. Parliamo di professionisti in aree tecniche che saranno funzionali in ambito economico, di innovazione tecnologica, di transizione ecologica, di superbonus, di efficientamento energetico, di protezione dal rischio sismico e di sicurezza alimentare che serviranno al Servizio sanitario nazionale. Era il quarto secolo avanti Cristo quando Diogene di Sinope diceva che le fondamenta di ogni Stato sono l'istruzione dei suoi giovani e, invece, per un decennio l'Italia ha ritenuto superfluo investire in istruzione. Il Parlamento, però, ha messo l'istruzione e la ricerca finalmente al centro dell'agenda politica. (Applausi) . In questi anni abbiamo lavorato su tre pilastri. Il primo è rafforzare il diritto allo studio: abbiamo innalzato la soglia ISEE al di sotto della quale non si pagano le tasse universitarie da 13.000 a 23.500 euro, per permettere a tutti gli studenti meritevoli di studiare all'università. (Applausi) . Abbiamo colmato l'imbuto formativo dei giovani medici: nel 2018 avevamo solo 6.200 contratti di formazione specialistica, mentre oggi ne abbiamo 13.400. (Applausi) . Stiamo lavorando alla riforma del dottorato di ricerca e ringrazio di nuovo la ministra Messa, perché le borse di dottorato sono passate da 9.000 a 20.000. Stiamo definendo un percorso pre-ruolo dei ricercatori, rendendolo finalmente meritocratico; infatti il disegno di legge n. 2285, in discussione in 7 a Commissione, è già stato approvato alla Camera. Stiamo lavorando alla riforma degli istituti tecnici superiori e in legge di bilancio abbiamo previsto ingenti risorse in ambito di università e ricerca, per stabilizzare finalmente i tanti precari storici della ricerca e per permettere a tutti i giovani che scelgono questa strada di poter avere dei fondi per svolgere progetti innovativi. Tutte queste misure sono indirizzate a realizzare quella visione di futuro che il MoVimento 5 Stelle ha ben chiara. (Applausi) . La visione di un Paese che valorizza i giovani, che permette a tutti, soprattutto a chi proviene da famiglie in condizioni economiche svantaggiate, di studiare, realizzare i propri sogni e mettere a frutto i propri talenti. (Applausi) . Un Paese che ha consentito a me, che sono figlia di un artigiano, grazie a borse di studio, di potermi laureare in medicina e oggi di sedere qui in Senato, dove difendo proprio il diritto allo studio e al riconoscimento del merito. (Applausi) . Un Paese, Presidente, che deve tornare a correre partendo proprio dagli investimenti in ricerca. Per tutti questi motivi, annuncio con orgoglio il voto favorevole del Gruppo del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno AIROLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signora Presidente, colleghi, il mio è un intervento significativo per tutta l'Assemblea. Desidero esprimere, qui nell'Aula del Senato della Repubblica, la mia e la nostra solidarietà a un giornalista che per il suo straordinario lavoro è stato ed è tutt'ora minacciato di morte dalla 'ndrangheta e dalle mafie del narcotraffico internazionale. La sua tutela è stata portata al massimo livello dalle Forze dell'ordine, ventiquattr'ore su ventiquattro. Sigfrido Ranucci, vicedirettore di Rai 3 e direttore e conduttore di "Report" (Applausi) , che ho conosciuto più di vent'anni fa, è sempre stato un giornalista caparbiamente determinato nella sua indagine, nella ricerca e nel raggiungimento della verità fattuale, con la massima onestà intellettuale e deontologica. Lo dimostrano - credo - i potenti e tanti nemici che oggi mettono in pericolo di vita lui e tutta la sua famiglia. Credo che possa essere di esempio per tutti e non solo per il giornalismo investigativo, così come lo sono tutti i giornalisti sotto scorta minacciati dalla mafia. Credo anche che «Report» possa essere valorizzato dall'azienda RAI e allocato in una più adeguata fascia oraria di primetime , visto che realizza uno share molto alto proprio per la sua qualità. Rivolgendomi all'amministratore delegato Carlo Fuortes e alla presidente Marinella Soldi, manifesto inoltre la preoccupazione espressa anche dai giornalisti delle rubriche d'informazione per la nuova piega che ha assunto la riforma votata appena ieri dal Consiglio d'amministrazione della RAI sulla nuova formazione di dieci aree di gestione dei contenuti per l'informazione (e non solo) e sulla nomina di dieci nuovi direttori, che avranno un grande potere che potrà anche limitare la libertà editoriale di programmi d'informazione importantissimi come «Report». L'appello è pertanto per la massima libertà di questi giornalisti e il massimo rispetto dell'informazione resa dal servizio pubblico italiano ai cittadini. (Applausi) . RUSSO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSSO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Giuseppe Gibboni, Alexander Gadjiev e Leonora Armellini: voglio che questi nomi risuonino in quest'Aula.