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Quasi il 4 per cento degli edifici italiani (oltre 550.000) si trova in aree ad elevata e molto elevata pericolosità da frana e più del 9 per cento (oltre 1 milione) in zone alluvionabili nello scenario medio. Per ciò che riguarda il patrimonio culturale, i dati dell'ISPRA individuano nelle aree franabili quasi 38.000 beni, dei quali oltre 11.000 ubicati in zone ad elevata e molto elevata pericolosità da frana. Tutto ciò appare ancor più preoccupante se si considera che molte delle aree precedentemente elencate come a rischio medio-alto si trovano anche all'interno della cesura longitudinale che taglia lo stivale: la faglia che corre lungo la dorsale appenninica e che sempre più sta isolando le aree interne. Quella della faglia non è una metafora casuale: è fuor di dubbio, infatti, che gli eventi sismici che si sono succeduti a partire dal terremoto dell'Aquila del 2009 abbiano contribuito in maniera determinante all'intensificarsi dello scollamento tra Italia costiera ed entroterra appenninico e al rischio di desertificazione di quest'ultimo. Per tale ragione occuparsi di prevenzione anti-sismica, gestione dell'emergenza e ricostruzione post-sismica non significa soltanto, come è doveroso, pensare alla sicurezza e al benessere delle popolazioni colpite: significa anche garantire il futuro di una rilevante porzione del nostro territorio. In quest'ottica, l'istituto della Commissione d'inchiesta è uno strumento assai utile che la Costituzione e il regolamento mettono a disposizione del Parlamento, giacché consente, con strumenti di analisi puntuali e con prerogative penetranti, oltre che con un'attività interamente dedicata, di operare una ricognizione su accadimenti passati, sulla situazione presente, sulla congruenza degli strumenti normativi e, di conseguenza, sui possibili indirizzi per il futuro. Non si tratta di porre in essere un'attività « inquisitoria », men che mai di imbastire speculazioni politiche su temi delicati e drammatici come quelli delle calamità naturali, ma al contrario di stimolare quello spirito di coesione e quell'attitudine costruttiva in grado di puntare all'obiettivo comune di ricerca di strumenti efficaci di prevenzione, nonché di soluzioni adeguate ai bisogni delle popolazioni colpite da eventi catastrofici. Si tratta di contribuire all'approfondimento e alla comprensione di fenomeni complessi e interconnessi, individuare in base a parametri oggettivi pratiche e norme rivelatesi efficaci o, al contrario, inadeguate rispetto alla gestione dell'emergenza, alla prevenzione idrogeologica e alla ricostruzione post-sismica, inquadrare i singoli accadimenti nell'ambito di un contesto più ampio e « multidisciplinare ». Tutto ciò al fine non solo di scandagliare il passato, ma soprattutto di contribuire alla definizione di un quadro di riferimento utile per eventuali auspicabili interventi normativi di portata strategica. L'articolo 1 del disegno di legge propone di istituire una Commissione bicamerale d'inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano, sull'attuazione delle norme di prevenzione e sicurezza, sullo stato di emergenza e della ricostruzione a seguito degli eventi sismici e alluvionali verificatisi nel corso dell'ultimo decennio e ne definisce la durata e l'oggetto. L'articolo 2 enumera nel dettaglio i compiti della Commissione e disciplina altresì le modalità con le quali la Commissione riferisce alle Camere sull'esito dell'inchiesta. L'articolo 3 definisce la composizione della Commissione e disciplina le modalità di assegnazione delle cariche interne. L'articolo 4 stabilisce le prerogative e le limitazioni attribuite alla Commissione nello svolgimento della propria attività. L'articolo 5 disciplina l'acquisizione di documenti, con particolare riferimento agli atti coperti dal segreto o attinenti a indagini in corso. L'articolo 6 sancisce l'obbligo del segreto per i componenti della Commissione, il personale addetto, i collaboratori e ogni persona che concorra al compimento di atti di inchiesta o ne venga a conoscenza. L'articolo 7, infine, regola l'organizzazione interna, il regime di pubblicità dei lavori e la dotazione finanziaria e operativa attribuita alla Commissione.. 1 (Istituzione e durata della Commissione) 1 È istituita ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, per la durata della XVIII legislatura, una Commissione parlamentare di inchiesta, di seguito denominata « Commissione », sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano, sull'attuazione delle norme di prevenzione e sicurezza, sullo stato di emergenza e della ricostruzione a seguito degli eventi calamitosi verificatisi a partire dal 2009. 2 La Commissione ha il compito di approfondire i fatti e fenomeni connessi: a alle alluvioni e inondazioni che hanno colpito Livorno nel settembre 2017, la Liguria e il Piemonte nel novembre 2016, il Lazio, l'Abruzzo e il Sannio nell'ottobre 2015, Piacenza nel settembre 2015, il Piemonte, l'Emilia-Romagna, il Friuli Venezia Giulia e la Toscana nell'ottobre 2014, il Gargano nel settembre 2014, Treviso nell'agosto 2014, Senigallia nel maggio 2014, la Liguria e l'Emilia-Romagna nel gennaio 2014, la Sardegna nel novembre 2013, la Puglia nell'ottobre 2013, la Toscana nel novembre 2012, Genova e Messina nel novembre 2011, La Spezia nell'ottobre 2011, Parma nel giugno 2011, le Marche nel marzo 2011, il Veneto nel novembre 2010, Genova nell'ottobre 2010, Salerno nel settembre 2010, Messina nell'ottobre 2009 e Belluno nel luglio 2009; b ai sismi che hanno colpito L'Aquila nel 2009, l'Emilia-Romagna, la Lombardia e il Veneto nel 2012, il Centro Italia, e in particolare Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, nel 2016/2017, Ischia-Casamicciola nel 2017 nonché agli altri eventi sismici nel periodo successivo al 2009, di seguito complessivamente denominati « eventi sismici », nonché allo stato della ricostruzione; c alle implicazioni economiche, sociali e demografiche delle suddette calamità con particolare riferimento alle aree interne, nonché alla prevenzione dei danni sismici e idrogeologici. 2 (Compiti della Commissione) 1 La Commissione, salve le competenze dell'autorità giudiziaria, ha il compito di: a verificare l'attuazione, l'efficacia e l'appropriatezza della normativa nazionale, regionale e degli enti locali vigente in materia di contrasto al dissesto idrogeologico e al rischio idraulico nonché al rischio sismico, indagando sulle principali difficoltà e farraginosità degli iter per l'apertura dei cantieri e l'esecuzione delle opere necessarie; b individuare eventuali carenze e difetti della normativa vigente in materia di microzonazione sismica, di messa in sicurezza del territorio nazionale e di difesa del suolo, anche valutando, a tale fine, le eventuali conseguenze negative derivanti dall'evoluzione e dai cambiamenti della stessa normativa e dei diversi soggetti di volta in volta competenti in materia;