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In via transitoria, in attesa degli esiti del monitoraggio disposto all'articolo 1, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92, i lavoratori di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria e che siano titolari di rapporti di lavoro formati ai sensi della normativa vigente anteriormente alla data di entrata in vigore della legge 28 giugno 2012, n. 92, ferme restando le tutele riconosciute dalla legislazione vigente, hanno diritto a: a) costituire associazioni e organismi sindacali; b) partecipare alle assemblee indette dalle rappresentanze sindacali all'interno delle unità produttive; c) concorrere all'elezione delle RSU. Art. 2. (Rappresentatività sindacale) 1. Ai fini della partecipazione alla contrattazione collettiva, si considerano rappresentative le organizzazioni sindacali che hanno una rappresentatività, nel comparto o nell'area contrattuale, non inferiore al 5 per cento del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro, considerando a tal fine la media tra il dato elettorale e il dato associativo, come determinati ai sensi dei commi 2, 3 e 4 del presente articolo. 2. Il dato elettorale è definito dalla percentuale dei voti ottenuti sui voti espressi. 3. Laddove siano presenti RSA ovvero non vi sia alcuna forma di rappresentanza, rileva il dato associativo degli iscritti ad ogni singola organizzazione sindacale. 4. Il dato associativo è riferito alle deleghe relative ai contributi sindacali conferite dai lavoratori. Il numero delle deleghe è certificato dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), tramite un'apposita sezione nelle dichiarazioni aziendali, predisposta sul modello convenuto tra le parti stipulanti l'accordo interconfederale tra Confindustria, CGIL, CISL e UIL del 31 maggio 2013, in attuazione dell’accordo interconfederale tra Confindustria, CGIL, CISL e UIL del 28 giugno 2011. I dati così raccolti e certificati, trasmessi complessivamente dalle confederazioni sindacali al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), sono ponderati con i voti assoluti espressi, per ogni organizzazione aderente alle Confederazioni firmatarie dei citati accordi, nelle elezioni periodiche delle RSU, da rinnovare ogni trentasei mesi. 5. Fino allo svolgimento delle prime consultazioni per l'elezione delle RSU ai sensi della presente legge, si considerano rappresentative le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. 6. I dati raccolti e certificati secondo le modalità di cui ai commi 2, 3 e 4 sono comunicati al CNEL, il quale provvede a determinare la capacità rappresentativa di ogni sindacato. In sede di prima applicazione, tale procedura deve concludersi entro e non oltre il 30 settembre 2013. Art. 3. (Efficacia del contratto collettivo nazionale) 1. Il contratto collettivo produce effetti per tutti i lavoratori appartenenti all'ambito cui il contratto si riferisce, qualora sottoscritto da una organizzazione sindacale o una coalizione di organizzazioni sindacali dotata di rappresentatività maggioritaria, come accertata ai sensi dell'articolo 1 della presente legge, nell'ambito contrattuale di riferimento. Agli accordi tra le organizzazioni sindacali suddette o a specifici accordi interconfederali è rimessa l'individuazione delle forme di preventiva consultazione dei lavoratori e di validazione del contratto. 2. Le organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi dell'articolo 2 della presente legge individuano, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la tipologia e le modalità di organizzazione della consultazione dei lavoratori di cui al comma 1 del presente articolo. Art. 4. (Efficacia e funzione dei contratti collettivi aziendali) 1. La contrattazione collettiva aziendale si esercita per le materie delegate dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria. 2. I contratti collettivi aziendali per le parti economiche e normative sono efficaci per tutto il personale in forza e vincolano le associazioni sindacali operanti all'interno dell'azienda, se approvati dalla maggioranza dei componenti delle RSU e secondo quanto disposto dal comma 5 del presente articolo. 3. In caso di presenza delle RSA costituite ai sensi dell'articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, i contratti collettivi aziendali esplicano pari efficacia se approvati dalle RSA costituite nell'ambito delle associazioni sindacali che, singolarmente o insieme ad altre, risultino destinatarie della maggioranza delle deleghe relative ai contributi sindacali conferite dai lavoratori dell'azienda nell'anno precedente a quello in cui avviene la stipulazione, rilevati e comunicati direttamente dall'azienda. 4. Ai fini di garantire analoga funzionalità alle forme di rappresentanza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, come previsto per le RSU, anche le RSA di cui all'articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, quando presenti, durano in carica 3 anni. 5. I contratti collettivi aziendali approvati dalle RSA secondo le modalità di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo, devono essere sottoposti al voto dei lavoratori promosso dalle RSA a seguito di una richiesta avanzata, entro dieci giorni dalla conclusione del contratto, da almeno una organizzazione firmataria degli accordi interconfederali di cui all’articolo 2, comma 4, o almeno dal 30 per cento dei lavoratori dell'impresa. Per la validità della consultazione è necessaria la partecipazione del 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto. L'intesa è respinta a maggioranza semplice dei votanti. 6. I contratti collettivi aziendali, approvati secondo le modalità di cui ai commi 2, 3 e 5, che definiscono clausole di tregua sindacale finalizzate a garantire l'esigibilità degli impegni assunti con la contrattazione collettiva, hanno effetto vincolante esclusivamente per tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori ed associazioni sindacali firmatarie operanti all'interno dell'azienda e non per i singoli lavoratori. 7. I contratti collettivi aziendali possono attivare strumenti di articolazione contrattuale mirati ad assicurare la capacità di aderire alle esigenze degli specifici contesti produttivi. A tal fine, i contratti collettivi aziendali possono definire, anche in via sperimentale e temporanea, specifiche intese modificative delle regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro, nei limiti e con le procedure previste dagli stessi contratti collettivi nazionali di lavoro. Ove non previste ed in attesa che i rinnovi definiscano la materia nel contratto collettivo nazionale di lavoro applicato nell'azienda, i contratti collettivi aziendali conclusi dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda, d'intesa con le organizzazioni sindacali territoriali di categoria, espressione delle Confederazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro, e secondo le procedure definite nella presente legge, al fine di gestire situazioni di crisi o in presenza di investimenti significativi per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale dell'impresa, possono definire intese modificative con riferimento agli istituti del contratto collettivo nazionale che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l'organizzazione del lavoro.