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considerato che è fondamentale garantire che le filiere di molti settori non vengano interrotte per la carenza di componentistiche che potrebbero comportare la sosta di importanti aziende nel settore della meccanica e dell'edilizia; considerato che una situazione di questo tipo può determinare conseguenze negative per il PIL e, quindi, per i posti di lavoro e considerando anche che si può sospettare che, proprio per i motivi succitati, i mercati delle materie prime possono essere oggetto di azioni speculative, pensiamo che il problema logistico marittimo abbia sicuramente influenzato i prezzi delle materie prime provenienti dall'Oriente, dall'Africa del Nord, dagli Stati Uniti, dal Nord e dal Sud dell'America e, quindi, pensiamo che per aiutare le imprese italiane sia importante rafforzare gli scambi con i partner europei. Per questo motivo chiediamo al Ministro, che è sicuramente a conoscenza di queste situazioni, che saranno oggetto di monitoraggio, quali azioni voglia attuare per rendere agibili le forniture nei tempi consueti. PRESIDENTE. Il ministro dello sviluppo economico, onorevole Giorgetti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. GIORGETTI, ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, onorevoli senatori, nel corso degli ultimi mesi è emersa una grande preoccupazione per l'aumento globale dei prezzi delle materie prime, per le imprese e per le famiglie. Le cause che caratterizzano questo fenomeno sono diverse, a seconda della tipologia di bene e di settore: si va infatti da tematiche geopolitiche a fenomeni meramente speculativi, con un dato ormai caratterizzante, che è rappresentato da un rapporto tra domanda e offerta che ha spinto i prezzi al rialzo. Si tratta in parte di fenomeni contingenti, motivati da picchi di domanda o da transitorie carenze di specifiche materie prime, ma il rischio di essere solo all'inizio di una fase di generale rincaro dei prezzi non è certo trascurabile. Di fronte a queste evidenze, occorre interrogarsi in primo luogo sugli strumenti a disposizioni per contrastare il fenomeno. In determinati casi, come nel settore dell'energia, si è intervenuti con specifiche disposizioni a livello nazionale: faccio riferimento al decreto-legge n. 130 del 2021, con il quale sono state adottate misure specifiche di contenimento dei prezzi nel settore energetico e del gas naturale. Si tratta tuttavia di interventi contingenti, a cui si devono affiancare misure più strutturali di lungo periodo, a carattere necessariamente strutturale, come anche di recente ribadito dal presidente del Consiglio, Draghi, con la necessità di una strategia a livello europeo che punti all'autonomia strategica dell'Unione su diversi temi, a partire dell'energia: di questo si è parlato recentemente nei summit che si sono tenuti a Roma. In altri settori, come quello dell'acciaio, uno dei nodi principali è costituito dal sistema di quote e dazi previsto dalla Commissione europea, variabile a seconda dei Paesi di importazione, inizialmente introdotti per tutelare gli interessi delle aziende europee, ma che allo stato rischiano di produrre un effetto dirompente, a cui occorrerà far fronte a livello di Unione europea, mediante un rapido ripensamento degli attuali limiti. Di questo probabilmente si potrà parlare, anche alla luce delle recenti dichiarazioni venute dalla controparte statunitense. Per altre materie prime il discorso è ancora più complesso: si pensi al rame, la cui domanda ha subito un'impennata, visti i settori ove il suo impiego è cruciale. Vi sono poi casi in cui l'aumento dei prezzi è almeno parzialmente l'effetto di politiche di incentivazione nazionale, come - ad esempio - nel settore dell'edilizia, dove i bonus hanno determinato quello che può essere definito un vero e proprio effetto doping , che, sommato alla carenza a livello globale di determinate materie prime, ha determinato oggettive criticità. In questo contesto, la rimodulazione del sistema incentivante e la ridefinizione di un adeguato sistema di prezziari sono interventi che, a livello governativo, appaiono necessari, ma che possono solo in parte arginare il fenomeno, che in questo caso assume comunque un carattere per lo più contingente. (Richiami del Presidente). Nota a tutti è poi la carenza di offerta dei semiconduttori, che non ha determinato solo un innalzamento dei prezzi, ma anche una vera e propria criticità a livello mondiale, che ha rallentato o bloccato intere filiere produttive. A livello europeo l'attenzione al tema dell'aumento dei prezzi è comunque altissima. Il Piano di azione sulle materie prime critiche è stato progressivamente ampliato e nella sua ultima versione, risalente però a settembre 2020, è stata aggiornata la lista di materie prime critiche ed è stato formulato un rapporto prospettico. Il Piano si sviluppa su diverse linee di azione e mira: a sviluppare catene del valore resilienti per gli ecosistemi industriali dell'Unione europea; a ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche primarie mediante l'uso circolare delle risorse, i prodotti sostenibili e l'innovazione; a rafforzare l'approvvigionamento interno di materie prime dell'Unione europea; a diversificare l'approvvigionamento dai Paesi terzi e rimuovere le distorsioni del commercio internazionale. Sono tutte materie che - lo ricordo - sono state trattate prima e che sono state e vengono pesantemente condizionate dallo squilibrio generale dei mercati, in conseguenza della pandemia. PRESIDENTE. Signor Ministro, le devo chiedere di concludere il suo intervento. GIORGETTI , ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, in conclusione ribadisco che è massima l'attenzione del Governo per evitare fenomeni speculativi e tutelare sia gli operatori che i consumatori. A tal fine, oltre all'utilizzo degli strumenti a disposizione dei Governi nazionali, è necessario promuovere un quadro europeo di interventi unitario, finalizzato a iniziative e soluzioni armonizzate, per garantire l'approvvigionamento di materie prime, materiali e prodotti di base e sostenere lo sviluppo competitivo delle imprese. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Grimani, per due minuti. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, mi ritengo soddisfatto della risposta che ha toccato tutti i punti nevralgici che volevamo in qualche modo evidenziare con l'interrogazione presentata. Ritengo la risposta esauriente perché ha messo in evidenza un approccio di analisi corretto per il fatto che si tratta di un fenomeno che presenta delle caratteristiche contingenti e altre che possono avere un carattere più strutturale che preoccupa in misura maggiore. L'approccio è giusto: mettere in campo azioni - come è stato fatto dal Governo - con l'obiettivo di frenare l'aumento dei prezzi. Penso - ad esempio - al cosiddetto decreto energia che in qualche modo è stato uno dei primi atti con i quali il Governo ha voluto tamponare il rischio di aumento del costo dell'energia, lavorando al contempo in sinergia con l'Europa, perché quello è lo scenario che ci può mettere al riparo per contrastare anche i rischi che arrivano dai rapporti internazionali. È stato citato il tema dell'acciaio e dei dazi, che è sicuramente la sfida che ci vedrà protagonisti nei prossimi mesi. Ringrazio pertanto il Ministro per la risposta. PRESIDENTE .