[resaula]

tuttavia, nell'ultimo periodo, anche per effetto del divieto dei licenziamenti voluto dal Governo per ragioni legate alla crisi pandemica da COVID-19, lo stabilimento di Tito ha continuato a svolgere l'attività industriale a favore del gruppo, ma il timore che non ci sia, davvero, alcuna concreta volontà di raggiungere una soluzione per garantire e salvaguardare la continuità produttiva ed occupazionale si fa sempre più reale; in conclusione, la chiusura dello stabilimento di Tito, con l'eventuale trasferimento dei lavoratori a Caserta, rappresenterebbe non soltanto il preludio al licenziamento dei lavoratori ivi occupati, ma comporterebbe anche drammatici riflessi sul tessuto economico e sociale delle aree coinvolte, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti, per individuare, senza ulteriore indugio, le possibili soluzioni per scoraggiare l'intenzione del gruppo Titagarh di cessare l'attività produttiva nello stabilimento di Tito, affinché siano definite, con maggior chiarezza, forme di incentivazione a sostegno della conservazione dello stabilimento stesso, nonché dell'intero comparto ferroviario lucano, anche per ravvivare esperienze produttive di alto profilo. Atto n. 4-05427 PEPE Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: nella complicata fase del passaggio societario da Auchan al gruppo Margherita-Conad, il sito di San Nicola di Melfi (Potenza) è ormai al centro di un acceso dibattito, che vede coinvolti, purtroppo, 126 lavoratori, i quali, proprio nel passaggio da Auchan a Conad, non hanno ricevuto alcuna forma di rassicurazione circa l'impegno nel mantenimento dei livelli occupazionali nel sito di San Nicola; a nulla sono valsi i numerosi presidi degli stessi lavoratori a seguito dell'ennesimo infruttuoso tavolo tecnico, che si è tenuto nelle scorse settimane presso l'Assessorato per le attività produttive della Regione Basilicata alla presenza delle segreterie regionali FILT CGIL, UIL Trasporti, i sindaci di Lavello e Melfi ed il rappresentante del gruppo Margherita-Conad; da alcune indiscrezioni sembra trapelare l'ipotesi che il gruppo, sebbene da un lato ribadisca il non interessamento al sito di San Nicola, dall'altro lascerebbe intravedere la possibilità di un potenziale interessamento ad un'azienda terza con la quale sembra essere in trattativa per il ricollocamento dei lavoratori; ad oggi, di fatto, sono molti i punti oscuri della vicenda, che lasciano intravedere la chiara volontà di abbandonare un sito logistico che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per il territorio, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se possano intervenire tempestivamente, con l'obiettivo di salvare il sito logistico di San Nicola per tutelare e garantire la continuità lavorativa, seppur in maniera ridotta, nel rispetto dei diritti di tutti i lavoratori coinvolti nella vicenda. Atto n. 4-05428 NUGNES FATTORI LA MURA Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: in data 16 maggio 2018 la commissione RIPAM bandiva due concorsi per le amministrazioni della Regione Campania, finalizzati al reclutamento di complessive 2.175 unità di personale a tempo indeterminato, da assumere da parte della stessa Regione e di altri enti locali del territorio regionale; la procedura concorsuale, nella sua forma di corso-concorso, rappresenta un unicum in quanto ha previsto ben 10 mesi di formazione sulle materie concorsuali, tenuti dal Formez PA, associati a 10 mesi di formazione-lavoro presso gli enti locali, sotto corrispettivo di una borsa di studio erogata con i fondi POR-FESR; l'ampia partecipazione, che ha fatto registrare l'invio di 1.255.457 candidature per i diversi profili da parte di 303.965 candidati, ha richiesto lo svolgimento di prove preselettive, che si sono tenute nel mese di settembre 2019; a seguito di lungaggini, ricorsi e l'insorgere della pandemia da COVID-19, le prove scritte per i singoli profili si sarebbero svolte solamente nei mesi di febbraio e marzo 2020; le prove, definite dagli stessi bandi "prove selettive scritte", hanno previsto ex lege soglie con sbarramento di punteggio minimo di 21 trentesimi, punteggio che concorrerebbe alla formazione della graduatoria finale al pari delle altre prove previste e, nel caso dei profili di categoria D, alla valutazione dei titoli; alla fase di formazione dei 10 mesi, come da bando, sarebbero stati ammessi un numero di candidati idonei pari al 120 per cento dei posti disponibili (più ex aequo ) per ogni singolo profilo; a seguito delle prove e degli scorrimenti dovuti a rinunce, il numero dei candidati ancora in concorso, a marzo 2021, sarebbe pari a 1.863 unità, ovvero già 312 tra i posti messi a bando risulterebbero non assegnabili, mentre sarebbero più di 500 gli idonei non ammessi nemmeno alla fase di formazione; a seguito della pandemia da COVID-19 e dell'assegnazione in enti di dimensioni e con disponibilità di personale più o meno sufficiente, nonché a causa dell'assegnazione in formazione di candidati in uffici non sempre afferenti al profilo concorsuale, tale fase si starebbe svolgendo in modo molto dissimile per i concorrenti; al termine di una lunghissima e iper selettiva procedura concorsuale (attualmente sarebbe ancora impegnato nel tirocinio lo 0,6 per cento dei candidati iscritti) si rischierebbe di non poter assumere personale già formato e, in molti casi, già divenuto essenziale per lo svolgimento delle mansioni degli enti locali coinvolti, nonché di veder proliferare ulteriori ricorsi; ai sensi dell'art. 10 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, recante "Misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da Covid-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-COV-2, di giustizia e di concorsi pubblici", sembrerebbe applicabile la procedura di semplificazione per la quale, essendo già stata espletata (come definita da bando) la "prova selettiva scritta", sarebbe possibile la chiusura del concorso al termine del periodo di formazione, senza lo svolgimento di ulteriori prove e conservando la graduatoria stilata dalla prima prova, aggiornata con la valutazione dei titoli nel caso dei profili di categoria D; in questi ultimi giorni sarebbe stato riaperto il concorso per Roma capitale, nel quale secondo quanto previsto dal suddetto decreto-legge n. 44 del 2021, verrebbe previsto l'espletamento esclusivamente di una singola prova scritta, cancellando sia la prova preselettiva, sia la prova orale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo risulti a conoscenza di quanto esposto; se intenda riferire circa le iniziative poste in atto per la conclusione delle procedure relative ai due concorsi banditi dalla commissione RIPAM in data 16 maggio 2018, per amministrazioni della Regione Campania per il reclutamento di complessive 2.175 unità di personale a tempo indeterminato, e se non ritenga opportuno disporre un'adeguata informativa per l'applicazione delle norme di semplificazione previste dal decreto-