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Il comma 8 ripete, invece, una disposizione già prevista (in tema di udienze presso la Corte di cassazione) e così il comma 9 (in tema di possibilità di svolgere le camere di consiglio da remoto). Ambedue le previsioni erano già dettate dall'articolo 83, commi 12- ter e 12- quinquies . Per la decisione sui ricorsi proposti per la trattazione a norma degli articoli 127 e 614 del codice di procedura penale si è previsto che la Corte di cassazione proceda in camera di consiglio senza l'intervento del procuratore generale e dei difensori delle altre parti, salvo che una delle parti private o il procuratore generale faccia richiesta di discussione orale. Al riguardo si è ritenuto di dettare una norma transitoria che riguarda due fasce di procedimenti, quelli per i quali l'udienza di trattazione ricade entro il termine di venticinque giorni dall'entrata in vigore del decreto e quelli per i quali l'udienza ricade tra il ventiseiesimo e il quarantesimo giorno. Per i primi le previsioni di cui al presente comma non si applicano. Per i secondi si applicano, ma la richiesta di discussione orale deve essere formulata entro dieci giorni dall'entrata in vigore del presente decreto. Per quanto riguarda le deliberazioni collegiali, invece, si è previsto che, sia nei procedimenti civili che in quelli penali, possano essere assunte mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia. Disposizione esclusa per il settore penale alle deliberazioni conseguenti alle udienze di discussione finale, in pubblica udienza o in camera di consiglio, svolte senza il ricorso a collegamento da remoto. Con il comma 10 si è espressamente ripetuta una previsione già dettata dal citato articolo 83 (comma 21), specificando che si applicano anche ai procedimenti relativi agli arbitrati rituali, alle commissioni tributarie e alla magistratura militare sia le norme ora previste che quelle dell'articolo 221 del citato decreto-legge n. 34 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77 del 2020, in quanto compatibili. Articolo 24. – (Disposizioni per la semplificazione delle attività di deposito di atti, documenti e istanze) Con l'articolo in esame si effettua un intervento diretto a ridurre la necessità di accesso agli uffici giudiziari. Infatti, per prima cosa, in deroga alla più complessa procedura di cui all'articolo 221, comma 11, del decreto-legge n. 34 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77 del 2020, già in vigore, fino alla scadenza del termine di cui all'articolo 1 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, è previsto che il deposito di memorie, documenti, richieste ed istanze indicate dall'articolo 415- bis , comma 3, del codice di procedura penale presso gli uffici delle procure della Repubblica presso i tribunali avvenga mediante deposito dal portale del processo penale telematico individuato con provvedimento del direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia e con le modalità stabilite nel decreto stesso. Inoltre è previsto che con uno o più decreti del Ministro della giustizia, saranno indicati gli ulteriori atti per quali sarà reso possibile il deposito telematico nelle modalità sopra descritte. Si prevede, inoltre, che gli uffici giudiziari nei quali sia reso possibile il predetto deposito telematico sono autorizzati all'utilizzo del medesimo portale senza necessità di ulteriore verifica o accertamento da parte del direttore generale dei servizi informativi automatizzati. In generale, poi, il comma 4 stabilisce che per tutti gli atti, i documenti e le istanze comunque denominati diversi da quelli il cui deposito avviene mediante portale individuato dal direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia, fino alla scadenza del termine di cui all'articolo 1 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, è consentito il deposito mediante posta elettronica certificata. È poi prevista una modalità di attestazione del deposito a cura della cancelleria per i depositi a mezzo posta elettronica certificata (PEC). Si prevede, infine, che per gli atti il cui invio è incluso nell'ambito di applicazione del provvedimento del direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia, l'invio mediante PEC non sia consentito e non produca alcun effetto di legge. Articolo 25. – (Misure urgenti relative allo svolgimento del processo amministrativo) La disposizione introduce misure urgenti in materia di giustizia amministrativa per consentire lo svolgimento dei processi amministrativi durante l'ulteriore periodo di proroga della dichiarazione dello stato di emergenza, con la previsione di strumenti processuali che consentano un esercizio della giurisdizione senza rischi per gli operatori interessati, salvaguardando, al contempo, il contraddittorio e l'effettiva partecipazione delle parti e del difensore. In particolare, con riferimento alle udienze pubbliche e alle camere di consiglio del Consiglio di Stato, del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana e dei tribunali amministrativi regionali che si svolgono dal 9 novembre 2020 al 31 gennaio 2021, si estende l'applicazione delle disposizioni dettate dall'articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 28 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 70 del 2020, che disciplinano la discussione orale nelle udienze camerali o pubbliche mediante collegamento da remoto, a richiesta di tutte le parti costituite o su disposizione del giudice d'ufficio. In alternativa alla discussione possono essere depositate note di udienza. Fino alla data del 31 gennaio 2021, si stabilisce che il decreto del Presidente del Consiglio di Stato previsto dal comma 1 dell'articolo 13 dell'allegato 2 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, che definisce le regole tecnico-operative per la sperimentazione e la graduale applicazione degli aggiornamenti del processo amministrativo telematico, si applichi a prescindere dai pareri previsti dallo stesso articolo 13. Nel periodo dal 9 novembre 2020 al 31 gennaio 2021, fatto salvo quanto previsto dal comma 1, si stabilisce, altresì, che gli affari in trattazione passino in decisione, senza discussione orale, sulla base degli atti depositati. Resta ferma la possibilità di definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, in esito all'udienza cautelare, omesso ogni avviso. Si prevede che il giudice deliberi in camera di consiglio avvalendosi, se necessario, di collegamenti da remoto. Restano comunque fermi i poteri presidenziali di rinvio degli affari e di modifica della composizione del collegio.