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il presidente del Consiglio comunale, ritenendo di non poter procedere nei sensi richiesti dal sindaco nel rispetto del regolamento del Consiglio comunale, non procedeva all'integrazione dell'ordine del giorno, atteso che anche la stessa notifica dell'avviso sarebbe stata difficoltosa da eseguire considerato che nell'aula non era presente nessun consigliere comunale, né della maggioranza, né dell'opposizione; la proposta di rendiconto nella seduta del 1° luglio 2019 è stata respinta con motivazioni di natura tecnica e politica; i consiglieri che hanno votato contro il rendiconto sono stati ricevuti dal prefetto di Salerno, al quale hanno rappresentato gran parte di quanto esposto, ricevendo dal prefetto la raccomandazione di portare all'esame del Consiglio comunale le nuove dimissioni del consigliere Pauciulo per la surroga. Il prefetto non ha ribadito la necessità di assecondare l'ulteriore richiesta del sindaco di riconvocare una terza volta il Consiglio per il terzo esame del rendiconto già bocciato due volte; per i fatti descritti il presidente del Consiglio comunale ha prodotto un esposto alla Procura della Repubblica di Salerno, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se ritenga che la Prefettura di Salerno abbia posto la giusta attenzione a quanto sta accadendo presso il Comune di Angri alle prese con una grave crisi politica ed istituzionale, che richiede la massima puntualità nell'applicazione delle leggi per non alterare il democratico e corretto funzionamento dell'istituzione più prossima ai cittadini. Atto n. 4-01921 TAVERNA CASTELLONE CORRADO TRENTACOSTE ROMANO LANZI SILERI FLORIDIA MANTOVANI PIRRO VANIN ROMAGNOLI RICCARDI DI PIAZZA VONO GAUDIANO ANGRISANI D'ANGELO LANNUTTI MONTEVECCHI ORTIS MATRISCIANO FEDE LEONE MOLLAME VACCARO GALLICCHIO LA MURA NOCERINO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: in data 2 luglio 2019 il dottor Paolo Longoni, amministratore delegato di Ama SpA Roma, società responsabile della raccolta e lo smaltimento di rifiuti nella capitale, audito in commissione Trasparenza al Comune di Roma, ha sottolineato come il problema principale della città risieda in un deficit di 300 tonnellate al giorno di indifferenziata, sostenendo, altresì, che "Il rifiuto non viene ritirato perché non ci sono le necessarie capienze negli impianti di trattamento o sono inferiori alle necessità quotidiane"; nella medesima giornata, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha inviato una lettera al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e al Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ribadendo con forza che "gli impianti regionali di smaltimento dei rifiuti devono essere obbligati a ricevere la spazzatura di Roma fino al massimo della loro capienza. Questo può farlo il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti con una apposita ordinanza"; il 5 luglio 2019, la Regione Lazio avrebbe emanato apposita ordinanza, ai sensi dell'articolo 191 del decreto legislativo n. 152 del 2006, recante norme in materia ambientale, che autorizza ad "emettere (...) ordinanze contingibili ed urgenti per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, (...) garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell'ambiente", tale che tutti gli impianti di trattamento dei rifiuti del Lazio garantiscano la massima operatività di discariche, impianti di trattamento meccanico e biologico (Tmb), inceneritori e tritovagliatori presenti sul territorio; già precedentemente il capo del Dipartimento ambiente di Roma capitale, Laura D'Aprile, in una lettera inviata al Ministro in indirizzo, come risulta da un articolo apparso su "il Fatto Quotidiano" del 2 luglio 2019, avrebbe richiesto un intervento della Regione che imponesse l'aumento della trasferenza, in quanto, "a fronte di una capacità di trattamento contrattualizzata da Ama Spa pari a circa 19.160 tonnellate a settimana (3.100 t/g), la capacità di trattamento effettivamente erogata dagli impianti sarebbe pari a 15.590 t/s (pari a circa 2.505 t/g) determinando - in linea con quanto dichiarato da Longoni -, un deficit di fabbisogno "pari a circa 300 tonnellate al giorno"; l'Agenzia regionale protezione ambientale (Arpa) del Lazio precisa sul proprio sito internet che "il sistema impiantistico regionale per la gestione dei rifiuti viene definito dalla Regione Lazio attraverso il Piano di gestione dei rifiuti"; tuttavia, l'ultimo piano è stato approvato dal Consiglio regionale il 18 gennaio 2012, sotto la guida di Renata Polverini, e indicava la suddivisione del territorio del Lazio in cinque ambiti territoriali ottimali (Ato) per la gestione dei rifiuti urbani: Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo; considerato che: il piano di gestione dei rifiuti rappresenta uno strumento indispensabile per ridisegnare le disponibilità degli impianti del Lazio, indicarne dei nuovi e consentire ai Comuni l'erogazione di un servizio indifferibile; ciononostante, il presidente della Regione non ha mai ritenuto doveroso in 7 anni varare un piano rifiuti, mentre pare agli interroganti che pretenda, con un'ordinanza, di ripulire la capitale in 7 giorni; dalla citata ordinanza sembrerebbe intendersi che 11 impianti, dei quali 9 al di fuori del comune di Roma, dovrebbero aumentare la volumetria dei rifiuti trattabili, al fine di consentire alla capitale di uscire da una situazione di criticità, come definita dalla Asl Roma 1, prima che se ne profili una di vera e propria emergenza; l'ordinanza risulterebbe vieppiù inapplicabile, sicché non apparirebbe di competenza regionale l'imposizione di una serie di adempimenti in capo ad Ama, chiedendo altresì al Comune di acquisire 300 cassonetti in tre giorni in deroga al codice degli appalti (di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016); così come non potrebbe esercitare poteri sostituivi del Comune di Roma, travalicando quanto consentito dalla legge. Si rammenta in proposito che la competenza della raccolta dei rifiuti spetta al Comune, mentre alla Regione competerebbe la questione degli impianti. Inoltre, la stessa presenterebbe una formulazione tale che, non prevedendo l'esplicita deroga alle norme del testo unico ambientale e stabilendo inoltre l'osservanza delle "Bat", migliori tecniche disponibili, apparirebbe in contrasto con l'aumento della volumetria dei rifiuti trattabili; in proposito la società Rida Srl, che gestisce alcuni impianti di trattamento rifiuti, avrebbe risposto negativamente alla richiesta della presidente dell'Ama, Luisa Melara, sostenendo "non solo l'impossibilità di fornire ulteriore supporto ad Ama e, dunque, alla città di Roma, ma addirittura riducendo i quantitativi dei materiali che saranno accolti dalla prossima settimana", come comunicato dalla stessa Ama; si apprende da fonti di stampa, che la Regione, peraltro, si sarebbe trovata a dover scrivere all'azienda di Aprilia, che lamentava errori nell'ordinanza per correggere il provvedimento con una nuova determina;