[pronunce]

La deroga introdotta con l'art. 26 della legge prov. Bolzano n. 5 del 2021 non troverebbe, pertanto, «alcun fondamento normativo nello Statuto di autonomia» e «invad[erebbe] le competenze legislative attribuite allo Stato in via esclusiva dall'articolo 117, comma 2, lettera l), della Costituzione in materia di "ordinamento civile"». 3.- Viene impugnato anche l'art. 33 della legge prov. Bolzano n. 5 del 2021, che introduce nell'art. 1 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 19 gennaio 2012, n. 2 (Promozione della banda larga sul territorio della provincia) i commi da 2 a 6, vòlti a definire le azioni necessarie a promuovere la banda larga nel territorio della Provincia. Il ricorrente riporta che la disposizione impugnata interferirebbe con «il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 aprile 2021 in esecuzione del Regolamento (UE) 2021/241, e segnatamente con la Missione 1 (C2, investimento 3)», dedicata alle reti ultraveloci e finalizzata a garantire «una connettività a 1Gbps per secondo per tutti e la piena copertura 5G delle aree popolate». Nel perseguire simili obiettivi - precisa l'Avvocatura generale dello Stato - il Comitato interministeriale per la transizione digitale avrebbe approvato la strategia italiana per la banda ultra-larga, con la quale sarebbero state individuate le azioni idonee a conseguire i risultati di trasformazione digitale indicati dalla Commissione europea. Gli interventi comprenderebbero il completamento del piano di copertura delle "zone bianche" e delle misure a sostegno della domanda, oltre a prevedere ulteriori piani per coprire le aree in cui l'offerta di infrastrutture e di servizi digitali ad altissima velocità sia assente o insufficiente. In particolare, secondo il ricorrente, il primo dei piani di intervento previsto dalla citata strategia - «Italia a 1 Giga», finanziato con le risorse stanziate nel Piano nazionale di ripresa e resilienza - mirerebbe a fornire «connettività ad almeno 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload alle unità immobiliari che, a seguito della mappatura delle infrastrutture presenti o pianificate al 2026 dagli operatori di mercato, sono risultate non coperte da almeno una rete in grado di fornire in maniera affidabile velocità di connessione in download pari o superiori a 300 Mbit/s». Tale obiettivo comprenderebbe anche il territorio della Provincia autonoma di Bolzano, in quanto la strategia adottata sarebbe quella di applicare la soglia di 300 megabit per secondo in modo omogeneo per tutti gli utenti, sì da rendere efficiente l'utilizzo di risorse pubbliche del PNRR. La scelta del modello di intervento da adottare per l'attuazione del piano in esame sarebbe strettamente correlata all'esito dell'attività di mappatura, che, dunque, dovrebbe essere unitaria, al fine di garantire il raggiungimento di economie di scala. Infine, il ricorrente riferisce che il piano dovrà essere completato entro la prima metà del 2026 a livello nazionale, sulla base di uno specifico cronoprogramma, di cui «si dovrà dare conto alla Commissione europea, nel rispetto delle scadenze intermedie previste nell'ambito del PNRR». 3.1.- Tanto premesso, l'Avvocatura generale dello Stato ritiene che l'art. 33 della legge prov. Bolzano n. 5 del 2021 andrebbe a interferire con le misure previste dal Governo, rischiando di compromettere il conseguimento degli obiettivi direttamente stabiliti dal regolamento europeo e di determinare la perdita delle risorse stanziate dall'Unione. Di conseguenza, la norma oggetto di impugnazione contrasterebbe con l'art. 117, primo comma, Cost., in quanto «- pregiudicando il raggiungimento degli obiettivi fissati in sede europea - comport[erebbe] una evidente violazione "dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario"». Per le stesse ragioni, l'art. 33 impugnato cagionerebbe un vulnus anche all'art. 117, secondo comma, lettera a), Cost. e agli artt. 8 e 9 dello statuto reg. Trentino-Alto Adige. 3.2.- Ricondotti gli interventi programmati a un servizio di interesse economico generale, il ricorrente dubita della legittimità costituzionale del citato art. 33 anche in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera m), Cost., che riserva la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali alla competenza legislativa statale esclusiva. 3.3.- In subordine, l'Avvocatura generale dello Stato ritiene che l'art. 33 della legge prov. Bolzano n. 5 del 2021 sia attinente alle materie «governo del territorio» e «ordinamento della comunicazione» e che l'attuazione della banda larga e ultra-larga non possa essere realizzata in modo parcellizzato, bensì spetti al legislatore statale in sussidiarietà (viene richiamata, in proposito, la sentenza di questa Corte n. 163 del 2012). Di riflesso, «considerata la rilevanza del progetto strategico di individuazione degli interventi finalizzati alla realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione da banda larga ed ultralarga e la sua diretta incidenza sul territorio e quindi sulle relative competenza regionali», l'Avvocatura ritiene che l'art. 33 impugnato vìoli anche gli artt. 117, terzo comma, e 118, primo comma, Cost., oltre che il principio di leale collaborazione, desumibile dagli artt. 5 e 120 Cost. 4.- Con memoria depositata il 23 aprile 2022, l'Avvocatura generale dello Stato illustra e sviluppa ulteriormente i motivi di ricorso già proposti. In particolare, in relazione all'art. 26 della legge prov. Bolzano n. 5 del 2021, il ricorrente ribadisce il carattere derogatorio della disciplina impugnata rispetto all'art. 103, comma 7, cod. contratti pubblici, senza che ciò trovi giustificazione nel comma 11 dello stesso art. 103. Quanto all'art. 33 della legge prov. Bolzano n. 5 del 2021, dopo aver ripercorso gli ultimi interventi statali in materia di banda larga e ultra-larga, l'Avvocatura afferma che «le disposizioni oggetto di censura interferiscono con l'ambito degli interventi programmati dal Governo e rischiano, quindi, di pregiudicare la strategia nazionale di copertura del territorio con reti ultraveloci», adottata in esecuzione del regolamento (UE) n. 241/2021, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza. 5.- La Provincia autonoma di Bolzano si è costituita in giudizio, eccependo l'inammissibilità e comunque la non fondatezza delle questioni. 5.1.- In particolare, rileva l'inammissibilità delle questioni promosse con riguardo all'art. 26 legge prov. Bolzano n. 5 del 2021, «in quanto la difesa erariale fa[rebbe] assurgere tutte le disposizion[i] del Codice dei contratti pubblici [...] indistintamente a norme fondamentali di riforma economico-sociale [...], senza tenere minimamente conto delle competenze attribuite alla Provincia».