[massime]

Unione europea - Primato del diritto dell'Unione - Condizioni per la sua applicazione in Italia (c.d. controlimiti) - Osservanza dei principi supremi dell'ordine costituzionale italiano e dei diritti inalienabili della persona - Eventuale contrasto in specifiche ipotesi normative - Necessità di dichiarare l'incostituzionalità della legge che ha autorizzato la ratifica dei trattati, per la sola parte in cui consente che tali ipotesi si realizzino.. Nel riconoscere il primato del diritto dell'UE, ai sensi dell'art. 11 Cost., la giurisprudenza costituzionale ha costantemente affermato che l'osservanza dei principi supremi dell'ordine costituzionale italiano e dei diritti inalienabili della persona è condizione perché il diritto dell'Unione possa essere applicato in Italia. Qualora si verificasse il caso, sommamente improbabile, che in specifiche ipotesi normative tale osservanza venga meno, sarebbe necessario dichiarare l'illegittimità costituzionale della legge nazionale che ha autorizzato la ratifica e resi esecutivi i Trattati, per la sola parte in cui essa consente che quell'ipotesi normativa si realizzi. ( Precedenti citati: sentenze n. 232 del 1989, n. 170 del 1984 e n. 183 del 1973 ).