[massime]

Reati e pene - Contravvenzioni in materia ambientale - Causa di estinzione del reato ai sensi dell'art. 318-septies cod. ambiente - Decorrenza - Inapplicabilità ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della Parte Sesta-bis del medesimo codice - Denunciata disparità di trattamento - Non fondatezza della questione.. È dichiarata non fondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata dal Giudice monocratico del Tribunale di Marsala in riferimento all'art. 3 Cost., dell'art. 318- octies cod. ambiente (d.lgs. n. 152 del 2006), che prevede che la causa estintiva del reato, di cui al precedente art. 318- septies , non si applichi ai procedimenti penali in corso alla data di entrata in vigore della Parte Sesta- bis , cod. ambiente, introdotta dalla legge n. 68 del 2015. L'articolata procedura messa in campo per gli illeciti contravvenzionali previsti nel codice dell'ambiente dalla legge di riforma citata assegna fondamentale e preminente rilievo alle prescrizioni imposte dall'organo competente, impartite subito dopo l'accertamento del reato contravvenzionale, che devono essere adempiute nei termini fissati dallo stesso organo accertatore; tale meccanismo si colloca necessariamente nella fase delle indagini preliminari, che assicura la realizzazione della finalità dell'istituto. Per tale ragione la mancata applicazione - disposta dall'articolo censurato - della più favorevole disposizione di cui all'art. 318- septies cod. ambiente ai procedimenti in relazione ai quali sia già stata esercitata l'azione penale alla data di entrata in vigore della disposizione stessa (29 maggio 2015), è pienamente ragionevole, non potendosi ipotizzare - senza smentire le ragioni di speditezza processuale alle quali anche è ispirata la norma - una regressione del processo alla fase delle indagini preliminari al solo fine di attivare il meccanismo premiale suddetto con l'indicazione, ora per allora, di prescrizioni ad opera dell'organo di vigilanza o della polizia giudiziaria. ( Precedenti citati: sentenza n. 76 del 2019; ordinanze n. 460 del 1999, n. 415 del 1998 e n. 121 del 1998 ).