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non possono, inoltre, rassicurare altre affermazioni, tra cui "abbiamo mobilitato risorse senza precedenti nella storia d'Italia, in due mesi, 80 miliardi in deficit, quello che solitamente si fa in 4 o 5 manovre di bilancio", mentre gli italiani riscontrano una realtà di pochi aiuti, senza somme a fondo perduto e con iter complicati che, mediante le banche, prevedono prestiti da dover restituire; il Ministro afferma, inoltre, di aver "chiesto che il Reddito di emergenza valesse per tre mesi e non solo per due", reiterando la volontà di perseguire politiche di assistenzialismo che insistono sulla precarietà di un sussidio a tempo e non prevedono alcuna forma di sviluppo e lavoro; infine, il Ministro "rivendica" che questo Governo "si è mosso per salvare il tessuto imprenditoriale ma anche quello sociale, e per la prima volta in una crisi di queste dimensioni, a pagare il prezzo non è stato il Sud"; volendo precisare anche qui che il Sud si è salvato da solo e non per merito dell'attuale Governo, si riscontra che l'Europa sino ad oggi non ha erogato nemmeno un euro per l'Italia e in questo contesto la soluzione dei problemi del Sud non può essere nemmeno la bozza del documento "L'Italia e la risposta al Covid", messo a punto dal Dipartimento di programmazione economica di palazzo Chigi, che ha ipotizzato, oltre a una "redistribuzione" dei fondi europei, anche l'eliminazione dal Fondo sviluppo e coesione della ripartizione percentuale delle risorse "80-20" tra Sud e Nord, nonché della clausola del 34 per cento quale quota minima di investimenti al Sud, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia in grado di riferire sulle previsioni aggiornate dei fondi che il Governo intende mettere a disposizione delle Regioni del Sud per la ripresa e dunque per il contrasto della crisi economica aggravata dall'emergenza COVID-19, precisando quali siano gli intendimenti definitivi sulle predette stime nell'ambito del Fondo sviluppo e coesione. Atto n. 4-03552 ALESSANDRINI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: "test sierologici, il contact tracing e i tamponi sono le tre frecce del nostro arco che dovremmo usare assai massicciamente, tre dei principali strumenti con i quali affronteremo la fase 2". Con queste parole il commissario per l'emergenza COVID-19, Domenico Arcuri, ha avviato la conferenza stampa del 18 aprile 2020; conclusa la gara fra 72 aziende per i test sierologici, il commissario Arcuri sottolinea l'importanza di partire con l'indagine sui primi 150.000 cittadini organizzati in un campione per anagrafe, zona e censo, per poter avere a disposizione elementi solidi per modulare meglio politiche e misure di contenimento e utili nella ricerca e nella valutazione epidemiologica della circolazione virale; la Lombardia ha il più alto numero di cittadini contattati, pari a oltre 30.000, e a seguire vi sono Veneto (13.000), Emilia-Romagna (12.000), Campania, Lazio e Sicilia (oltre 11.000) e poi tutte le altre regioni. All'Umbria sono stati assegnati 5.000 test sierologici, un numero davvero esiguo considerato che il documento di sintesi nazionale sulla sorveglianza integrata COVID-19 diffuso il 16 maggio evidenzia che in Umbria, in riferimento ai dati 4-10 maggio 2020, la classificazione è passata da bassa a moderata (livello 3), stesso livello della Lombardia; da un lato, quindi l'Umbria viene considerata a rischio (con le inevitabili conseguenze negative per una regione che sta invece cercando di risollevarsi puntando su una promozione del territorio) sulla base di un parametro che (per l'ampio intervallo di confidenza che include valori sotto e sopra ad uno e lo sfasamento temporale tra la data a cui si riferisce l'indicatore e la settimana di valutazione) rende il risultato incerto e poco significativo, e, dall'altro lato, vengono distribuiti solo 5.000 test , che non consentono certamente lo screening epidemiologico che il Governo dichiara di fondamentale importanza; la situazione diventa paradossale allorquando l'amministrazione regionale, per sopperire alle mancanze del Governo centrale ed offrire dati rilevanti e attendibili a livello statistico del contagio nel proprio territorio, si fa carico di anticipare l'acquisto dei test rapidi e il Governo nega il rimborso di tale spesa, si chiede di sapere quale sia la reale importanza, in questa fase dell'emergenza sanitaria, dell'effettuazione dei test sierologici sulla popolazione, chiarendo in che modo 5.000 campioni umbri possano essere considerati rappresentativi della situazione dell'intera regione e quali siano le motivazioni alla base del diniego da parte del Governo del rimborso della spesa sostenuta per i test aggiuntivi acquistati dalla Regione. Atto n. 4-03553 PRESUTTO GIANNUZZI VACCARO CASTELLONE PUGLIA LANNUTTI LA MURA PAVANELLI PIARULLI MARILOTTI TRENTACOSTE ACCOTO CASTIELLO LOREFICE LEONE LANZI SANTANGELO LICHERI MOLLAME SANTILLO FEDE RICCIARDI DELL'OLIO Al Ministro dell'interno Premesso che: il 20 maggio 2020 un pregiudicato è stato ucciso ad Acerra, nell'entroterra a nord di Napoli. L'uomo, Pasquale Tortora, 55 anni, fratello di un boss locale, è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco nei pressi della propria abitazione; l'omicidio è avvenuto in una strada centrale, stretta, trafficata ed a pochi passi dal duomo; considerato che: il grave episodio rappresenta solo l'ultimo atto di un' escalation di violenza che da più di un anno interessa la zona. Sono stati molteplici, infatti, gli agguati di stampo camorristico susseguitisi in breve tempo nella cittadina a nord di Napoli; il 16 marzo due killer in sella ad uno scooter hanno fatto fuoco contro un cittadino nigeriano, ferendolo gravemente e colpendo accidentalmente anche un operaio di passaggio; nel mese di febbraio 2019 ben due delitti hanno scosso la cittadina: quello di Vincenzo Mariniello, boss di 46 anni, e, poco prima, quello di un venditore ambulante in rapporto di parentela con un malavitoso di Scampia; considerato infine che atti del genere creano allarme e preoccupazione tra la popolazione, costretta a fare i conti tutti i giorni con la paura per la propria incolumità, si chiede di sapere quali misure intenda porre in atto il Ministro in indirizzo al fine di garantire un maggiore controllo del territorio, soprattutto nelle zone periferiche della cittadina partenopea, spesso teatro di episodi violenti con grave rischio per la popolazione locale. Atto n. 4-03554 DE PETRIS Al Ministro della salute Premesso che: il 26 aprile 2020 il Ministro dell'agricoltura dell'Olanda ha trasmesso all'Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE) un'informativa ai sensi dell'articolo 1.1.6.1 del codice di sanità per gli animali terrestri, per comunicare il documentato contagio da SARS-CoV-2 di visoni allevati per la produzione di pellicce; tra il 23 e il 25 aprile, infatti, sono stati rilevati un incremento della mortalità e una diffusione di problematiche gastrointestinali e respiratorie in due allevamenti olandesi di visoni.