[ddlpres]

e) alla descrizione dei principali algoritmi delle piattaforme online di dimensioni molto grandi e dei motori di ricerca online di dimensioni molto grandi, così come definiti e individuati dalla Commissione europea ai sensi del regolamento (UE) 2022/2065, senza compromettere i segreti commerciali e il mantenimento della sicurezza del servizio delle piattaforme e dei motori di ricerca, con l'obiettivo di: 1) divulgare le informazioni necessarie affinché cittadini, aziende e istituzioni possano massimizzare le opportunità e minimizzare i rischi derivanti da tali algoritmi; 2) confrontare gli algoritmi adottati dalle diverse piattaforme e dai diversi motori di ricerca per evidenziare similarità e differenze; 3) valutare la mediazione delle diverse piattaforme con gli utenti, i lavoratori e i fornitori coinvolti nelle transazioni digitali; f) alle segnalazioni da parte di imprese e consumatori italiani di eventuali pratiche sleali o che limitano la contendibilità e l'equità dei servizi digitali da parte dei cosiddetti gatekeeper , ovverosia i controllori dell'accesso, ai sensi del Capo III del regolamento (UE) 2022/1925, le quali, qualora rilevanti, sono trasmesse alla Commissione europea ai sensi dell'articolo 38 del Regolamento (UE) 2022/1925, predisponendo adeguate modalità di confronto con le associazioni di categoria, le associazioni dei consumatori e le parti sociali. Art. 10. (Legge annuale per il digitale) 1. Entro sessanta giorni dalla data di trasmissione al Governo della relazione annuale di cui all'articolo 9, il Governo, su proposta del Ministro dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico, presenta alle Camere il disegno di legge annuale per il digitale, tenendo conto delle segnalazioni contenute nella citata relazione annuale, nonché degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e di ogni altra iniziativa europea connessa all'innovazione digitale e alle politiche per la transizione digitale. 2. Il disegno di legge annuale per il digitale è finalizzato a: a) rimuovere gli ostacoli regolatori, di carattere normativo o amministrativo, allo sviluppo della transizione digitale; b) promuovere lo sviluppo delle reti e dei servizi digitali; c) garantire ai consumatori e alle imprese di accrescere l'innovazione, la partecipazione e l'accesso ai servizi digitali essenziali o comunque rilevanti per i cittadini; d) garantire uno sviluppo equo e sostenibile nell'adozione di tecnologie e servizi digitali e nell'applicazione di strumenti basati sull'intelligenza artificiale; e) mantenere dinamiche concorrenziali sui mercati digitali; f) promuovere un commercio elettronico equo, tutelare pluralismo, garanzie e diritti fondamentali dei cittadini nel web , nonché la sovranità dei dati personali e i diritti dei lavoratori in transazioni mediate da piattaforme digitali. 3. Il disegno di legge annuale per il digitale reca, in distinte sezioni: a) norme di immediata applicazione finalizzate a rimuovere gli ostacoli all'innovazione digitale e a promuovere lo sviluppo delle reti e dei servizi digitali, anche in relazione ai pareri e alle segnalazioni delle diverse autorità indipendenti e agenzie governative, nonchè alle indicazioni contenute nelle rispettive Relazione annuali; b) una o più deleghe al Governo per l'emanazione di decreti legislativi, ai medesimi fini di cui alla lettera a) , da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della medesima legge annuale; c) l'autorizzazione ad adottare atti normativi di rango secondario; d) disposizioni recanti i principi fondamentali, inerenti alle materie di cui al comma 2, che le regioni e le province autonome sono tenute a rispettare nell'esercizio delle proprie competenze normative; e) norme integrative o correttive di disposizioni contenute in leggi vigenti inerenti ai temi di cui al comma 2, con esplicita indicazione delle norme da modificare o abrogare. 4. Il Governo allega al disegno di legge di cui al comma 3 una relazione di accompagnamento volta a evidenziare: a) lo stato di conformità dell'ordinamento interno ai principi comunitari in materia di politiche digitali, nonché alle politiche europee in materia di concorrenza e di regolazione settoriale delle industrie a rete; b) lo stato di attuazione degli interventi previsti da leggi nazionali e da direttive e regolamenti europei, indicando gli effetti che ne sono derivati per i cittadini, i lavoratori, le imprese e la pubblica amministrazione; c) l'elenco delle segnalazioni e dei pareri delle autorità amministrative indipendenti presentati nel corso dell'anno, ai quali, in tutto o in parte, il Governo non intenda dare attuazione, indicando gli ambiti in cui non si è ritenuto opportuno darvi seguito.