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d) favorire operazioni di trattamento dei rifiuti urbani ai fini del riciclaggio e recupero degli stessi; e) favorire la realizzazione e l'utilizzo di impianti per il recupero dei rifiuti solidi urbani. 11. Sulla base di appositi accordi di programma stipulati con il Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, d'intesa con la regione, possono essere autorizzati, ai sensi degli articoli 31 e 33, la costruzione e l'esercizio o il solo esercizio all'interno di insediamenti industriali esistenti di impianti per il recupero di rifiuti urbani non previsti dal piano regionale qualora ricorrano le seguenti condizioni: a) siano riciclati e recuperati come materia prima rifiuti provenienti da raccolta differenziata, sia prodotto composto da rifiuti oppure sia utilizzato combustibile da rifiuti; b) siano rispettate le norme tecniche di cui agli articoli 31 e 33; c) siano utilizzate le migliori tecnologie di tutela dell'ambiente; d) sia garantita una diminuzione delle emissioni inquinanti". - L'art. 4, paragrafo 3, lettera a), punto ii), del regolamento 93/259/CEE, pubblicato in G.U.C.E. L 030 del 6 febbraio 1993, è il seguente: "3. - (Omissis); ii) Le disposizioni di cui al punto i) non si applicano nel caso di rifiuti pericolosi (quali definiti nell'art. 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE) prodotti in uno Stato membro di spedizione in quantitativi globali annui talmente limitati per cui sia antieconomico prevedere nuovi impianti specializzati per lo smaltimento in detto Stato". - L'art. 5 della direttiva 75/442/CEE, pubblicata in G.U.C.E. L 194 del 25 luglio 1975, così recita: "Art. 5. - Gli stati membri stabiliscono o designano l'autorità o le autorità competenti incaricate, in una determinata zona, di programmare, autorizzare e controllare le operazioni di smaltimento dei rifiuti".