[pronunce]

che le suddette disposizioni sarebbero state funzionali al riequilibrio finanziario dei conti dello Stato nell'ambito del percorso di risanamento della finanza pubblica nel suo complesso, cosicché il mancato rispetto delle stesse da parte della Regione si sarebbe posto in contrasto con l'art. 117 Cost. - là dove al secondo comma, lettera e), attribuisce alla competenza esclusiva dello Stato le materie «moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie», mentre al successivo comma 3 attribuisce alla legislazione concorrente la materia «armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario» - e con l'art. 119 Cost., secondo il quale «I Comuni, le Province, le città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio»; che per tali motivi il Presidente del Consiglio dei ministri ha chiesto che le norme impugnate siano dichiarate incostituzionali; che si è costituita la Regione Lazio in persona del suo Presidente pro tempore, chiedendo che il ricorso sia dichiarato inammissibile e comunque non fondato; che, a suo avviso, i rilievi mossi dal Governo avrebbero avuto a presupposto l'attuale vigenza del blocco della maggiorazione dei tributi regionali e locali, disposto dall'art. 1, comma 7, del d.l. n. 93 del 2008 e confermato dagli artt. 77-bis, comma 30, e 77-ter, comma 19, del d.l. n. 112 del 2008, nonché dall'art. 1, comma 123, della legge n. 220 del 2010; che, diversamente, l'art. 1, comma 7, del d.l. n. 93 del 2008 avrebbe disposto la sospensione del potere delle Regioni di stabilire aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato, subordinando la rimozione di tale vincolo alla definizione dei contenuti del nuovo patto di stabilità interno, in funzione dell'attuazione del federalismo fiscale; che, tuttavia, sarebbe rimasta ferma la facoltà delle Regioni di attivare la leva fiscale in aumento per esigenze di copertura dei disavanzi sanitari (art. 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2005», ed art. 1, comma 796, lettera b, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2007») o per fare fronte ad eventi calamitosi (art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, recante «Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile», come modificato dall'art. 2, comma 2-quater, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie», convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10); che tale sospensione sarebbe stata successivamente confermata dagli artt. 77-bis, comma 30, e 77-ter, comma 19, del d.l. n. 112 del 2008, nonché dall'art. 1, comma 123, della legge n. 220 del 2010, richiamandosi tuttavia, quale condizione per la rimozione del vincolo, l'attuazione del federalismo fiscale (e non più la definizione di un nuovo patto di stabilità interno); che l'art. 1, comma 11, del d.l. n. 138 del 2011, emanato successivamente all'approvazione del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 (Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario), e del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (Disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale), avrebbe espressamente previsto che la sospensione degli aumenti disposta dal d.l. n. 93 del 2008 - e confermata dalla legge n. 220 del 2010 - non si applichi dal 2012 all'addizionale comunale all'IRPEF; che il comma 10 dello stesso art. 1 avrebbe anticipato la possibilità di aumentare o diminuire l'addizionale regionale IRPEF dal 2012, senza tuttavia menzionare la stessa esplicita deroga al blocco prevista per l'addizionale IRPEF dei Comuni; che, da ultimo, l'articolo 13, comma 14, lettera a), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, avrebbe abrogato l'art. 1, comma 7, del d.l. n. 93 del 2008; che dal quadro normativo illustrato, secondo la Regione Lazio, si sarebbe dovuto desumere senz'ombra di dubbio che la disposizione statale che si assumeva violata, ovvero l'art. 1, comma 7, del d.l. n. 93 del 2008, non esistesse più, in quanto abrogata, e che l'ulteriore normativa invocata (gli artt. 77-bis, comma 30, e 77-ter, comma 19, del d.l. n. 112 del 2008, nonché l'art. 1, comma 123, della legge n. 220 del 2010), non producendo, per lo stesso dettato letterale, effetti novativi della disposizione "madre" del d.l. n. 93 del 2008, ma meri effetti confermativi della stessa, fosse da considerarsi implicitamente abrogata e quindi non potesse invocarsi come parametro di legittimità delle disposizioni regionali impugnate; che a riprova della fondatezza di tale tesi vi sarebbe stata la circostanza che l'art. 1, comma 11, del d.l. n. 138 del 2011, nel prevedere la deroga al blocco della maggiorazione dei tributi con riferimento all'addizionale comunale all'IRPEF, rinviasse espressamente al d.l. n. 93 del 2008, rubricando al contempo l'art. 1, comma 123, della legge n. 220 del 2010 a mera norma di conferma («la sospensione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, confermata dall'articolo 1, comma 123, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, non si applica, a decorrere dall'anno 2012, con riferimento al decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360»);