[resaula]

Chi sbaglia deve pagare, ma in presenza di un'autodenuncia o di una fattiva collaborazione con l'autorità giudiziaria viene riconosciuta, per alcuni delitti, una causa speciale di non punibilità a patto che prima delle indagini si forniscano indicazioni utili per assicurare la prova del reato e per individuare gli altri responsabili, si metta a disposizione quanto percepito, si forniscano elementi utili a individuare il beneficiario del profitto. È ampliato anche l'uso delle intercettazioni per i reati contro la pubblica amministrazione, riconosciute come efficace mezzo per scoprire l'attività criminosa. Anche la corruzione tra i privati è un fenomeno deplorevole. Si prevede pertanto che il delitto di corruzione tra privati e quello di istigazione alla corruzione siano procedibili d'ufficio. Tuttavia il problema più grande rimane quello di accertare i fatti di corruzione; per questo abbiamo individuato un valido strumento nell'estensione della disciplina delle operazioni di polizia sotto copertura e delle tecniche investigative speciali, già previste per i reati molto gravi dalla legge n. 146 del 2006, tutte estese alle fattispecie delittuose che configurano la corruzione. La stessa previsione di questa figura potrà essere un efficace deterrente rispetto alla commissione del reato da parte di chi non vuole correre il rischio di essere controllato e scoperto. Il disegno di legge prevede ancora che i detenuti per i reati di corruzione non possano accedere ai benefici premiali in sede di esecuzione della pena, a meno che non collaborino con la giustizia, così come i detenuti per i reati di mafia. Non possiamo infatti più nasconderci il fatto che i due fenomeni sono collegati: la mafia ora si occupa prevalentemente di concludere i suoi affari nell'ambito degli appalti pubblici. Concludo, signor Presidente, ricordando al PD che non è vero che in Commissione non abbiamo avuto un atteggiamento collaborativo. Mi chiedo però come si possa collaborare con una forza politica che soltanto nel 2016 aveva firmato un emendamento secondo il quale la prescrizione cessava di operare dopo la sentenza di primo grado, emendamento che il MoVimento 5 Stelle avrebbe voluto votare, mentre adesso contesta l'intero impianto di questa legge. Quanto a Forza Italia, invece, non posso che sorridere e ricordare ai miei colleghi senatori che prescrizione non significa impunità: non significa impunità per il finanziamento illecito ai partiti, per la compravendita di senatori, per il falso in bilancio all'epoca, per l'appropriazione indebita. Concludo veramente, signor Presidente, ribadendo che questo provvedimento, così come articolato, rappresenta una sfida ad ogni forma di abuso di potere rivolto contro l'interesse pubblico generale. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, molti colleghi sono già intervenuti su alcuni punti, ma io voglio tornare a sottolinearne alcuni, riflettendo poi sul ricorso al voto di fiducia e, quindi, anche sulla motivazione che ci porta convintamente a non votare la fiducia. Qualcuno già ha fatto accenno a questa vicenda dell'agente sotto copertura. Voglio chiarire, rivolgendomi anche ai colleghi che fanno inutili polemiche, che Forza Italia vuole che ci siano norme anticorruzione, ma norme vere. Ho visto ad esempio - e lo dico anche al Partito Democratico, che l'ha istituita - che l'Autorità anticorruzione a volte è stata motivo di rallentamento e di confusione, perché non si capisce che ruolo abbia, si sovrappone alla magistratura ordinaria e fa grida manzoniane. Alla fine, il troppo stroppia e gli intenti, ammesso che fossero nobili, non sono stati raggiunti. Ebbene, riguardo a questo agente sotto copertura, a me viene anche un po' da ridere, perché quelli che ora vogliono l'agente sotto copertura sono gli stessi che hanno messo alla gogna il generale Mori perché ha cercato notizie per arrestare Totò Riina! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E dove le doveva cercare? Al telegiornale o al bar? Le cercava da quelli che gliele potevano dare e Mori ha ragione: è stato assolto tante volte e una volta condannato. Quindi, adesso, voi, che siete gli stessi, voi e i vostri giornali che attaccano figure che noi consideriamo assolutamente integerrime, avete poco da dire. (Commenti del senatore Marco Pellegrini). Avete introdotto questa figura, che vedremo, se ci sarà, a quali rischi porterà, perché un conto è combattere la corruzione e un altro è istituire figure che rischiano di istigare a dei reati. La politica, per carità, è corrosa dai fenomeni di corruzione, ma così è anche per i magistrati e le Forze di polizia: ahimè, il virus è esteso ovunque, in percentuali più o meno alte e chi lo sa se poi qualcuno non si farà tentare da un agente sotto copertura e da qualche occasione, per infangare questo o quello. Sul piano, poi, della prescrizione, vado a leggere letteralmente l'articolo 111 della Costituzione, che è stato citato anche oggi, quando abbiamo tentato di votare delle questioni pregiudiziali che avrebbero meritato il voto segreto per il rispetto della coscienza dei parlamentari, ma non è stato possibile. L'articolo 111 della Costituzione recita: «La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata». Lei ricorderà, presidente Calderoli, perché eravamo già in Parlamento, quando si è svolta questa discussione sul giusto processo e sul cambio della Costituzione. È stata una discussione importante. Oggi, come hanno detto molti colleghi, questo principio costituzionale viene calpestato, perché questo processo durerà all'infinito. Anzi, i promotori del Governo non ne sono nemmeno consapevoli, quindi è inutile rivolgersi a loro, ma questa legge renderà eterni i processi, perché quando si abolisce la prescrizione, resta quella stessa magistratura che lascia evaporare il 70 per cento dei processi nella fase delle indagini, perché, come ha detto oggi il presidente Bernini e come ha detto il senatore Balboni, è in quella fase investigativa che molte volte la lentezza dei magistrati fa evaporare i processi. Ebbene, allungando i termini di prescrizione all'infinito, ci sarà una «fine mai» di questi procedimenti. E - voglio aggiungere un altro elemento di riflessione - chi ci rimetterà? Non soltanto quelli che devono essere processati: gli innocenti ancor di più, perché dovranno aspettare chissà quando, ma anche i cittadini, perché la condanna immediata del colpevole è anche un ristoro della coscienza popolare. Una condanna di un colpevole che arriva dopo dieci o vent'anni non risarcisce quei cittadini che vogliono una giustizia efficace. Ma lo sa, signor Presidente, chi ci rimette? Le vittime della criminalità, perché col processo che non finisce mai, non saranno mai risarcite! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questo è quello che fate con questa legge!