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Colleghi, il volume di voce molto elevato impedisce a chi sta parlando di svolgere l'intervento. Prego davvero di moderarvi. CALANDRINI (FdI) . Oggi è in atto una pandemia che non è cosa solo italiana. Secondo noi, ci sono modi e modi per gestire una pandemia. Qui continuiamo a inseguire il male: non si ragiona su ciò che sta accadendo; non abbiamo un orizzonte se non quello quotidiano. Le proroghe consentono e stanno consentendo una serie di decreti che sono molto spesso contraddittori tra loro. Da gennaio a oggi avete avuto poteri eccezionali con i quali un altro Governo non si sarebbe trovato nella situazione in cui oggi siamo tutti noi. Avete utilizzato tutti i poteri concessi dallo stato di emergenza per porre divieti, restrizioni e non per combattere il virus con le armi con cui andava combattuto e, cioè, con il miglioramento del Sistema sanitario nazionale. Presidente, sarebbe veramente molto curioso sapere come sono stati spesi i soldi dati alla sanità. Voglio ricordare che negli ultimi cinquanta anni mai come oggi sono state date risorse così importanti. Ma la risposta noi ce l'abbiamo: li avete spesi male e senza un piano programmatico in termini di prevenzione della salute pubblica dei cittadini italiani. Come molto spesso ha ricordato e ha chiesto a più riprese il nostro leader Giorgia Meloni, serviva una strategia politica che nell'emergenza immaginasse una via d'uscita; e l'uscita non può essere generica, ovvia, né tantomeno scontata. Con il decreto-legge in esame ci dite di mettere le mascherine, che oggi è come dire: «Respirate». Ma la domanda che a noi sorge spontanea è la seguente: cosa state facendo per tutto il resto, per esempio per il piano di vaccinazione? Gli altri Paesi, la Germania per prima, nell'emergenza predispongono le condizioni per uscirne; qui invece siamo allo stato di emergenza strutturale. Dove sono le nuove terapie intensive? Non ci appassiona la diatriba che c'è in questo momento tra Regione e Governo nazionale, perché noi dobbiamo occuparci della salute degli italiani, della vita dei nostri connazionali. Badate bene che è un problema non solo di sanità pubblica, ma anche di sanità economica e sociale. Lo stato di emergenza che invocate è niente, se poi non esiste una strategia per uscire dall'emergenza; e questa a noi di Fratelli d'Italia non risulta che ci sia da parte del Governo. Il centrosinistra governa questo Paese quasi ininterrottamente da oltre dieci anni. E cosa avete fatto in questi dieci anni? Avete chiuso ospedali in nome del risparmio, cancellando la sanità sul territorio. Avete declassificato i medici di base. Avete fatto dei pronto soccorso l'unica risposta plausibile al bisogno urgente di salute. Proroghiamo, continuiamo a prorogare, ma per fare cosa? Cosa avete fatto durante la fase emergenziale? Avete pensato di ridurre la capienza dei mezzi pubblici al 50 per cento, senza pensare che ciò non ha significato ridurre l'utenza: se non si aumentano le corse del trasporto pubblico locale, gli assembramenti sui mezzi pubblici continueranno a esserci, come ci sono stati fino a oggi, a prescindere dai DPCM emanati. Noi riteniamo che ogni problema, sia pure enorme come quello di questa pandemia, debba tradursi in atteggiamenti e cambiamenti duraturi. Ma questo voi fino a oggi non lo avete fatto e state riproponendo cose trite e ritrite. Ancora una domanda: come pensiamo di reperire i medici che abbiamo scoperto di non avere, gli infermieri che non ci sono, i posti letto che abbiamo appurato essere esauribili in pochi giorni? Di tutto questo, nella fase di emergenza che ci chiedete di prorogare, non avete fatto quasi nulla. Vedete, se prorogare lo stato di emergenza vuol dire prorogare tutte le misure scellerate che avete preso sino a questo momento, noi di Fratelli d'Italia vi diciamo che non siamo d'accordo. E il simbolo di questa sciatteria, del vostro modo di gestire l'emergenza, è stata senza dubbio la Calabria, che va di moda negli ultimi giorni: abbiamo assistito a un autentico disastro, con la nomina di un commissario straordinario alla sanità, Saverio Cotticelli, voluto dal Conte I e confermato dal Conte II, che ha scoperto per caso, solo durante un'intervista, che avrebbe dovuto predisporre il piano di contrasto al Covid della Regione Calabria. Noi su questo siamo molto critici, signor Presidente: nominare i commissari per ragioni politiche, piuttosto che per la loro competenza, non aiuterà ad affrontare l'attuale momento di pandemia. È ora di cambiare passo: affrontate il virus con la determinazione che questo richiede, e non con le misure illogiche che abbiamo visto sinora. La vera emergenza di questo Paese non è il coronavirus, ma è il Governo, che si è dimostrato inadeguato ad affrontare la situazione, pur avendo a disposizione 100 miliardi di euro; pur avendo a disposizione task force ; pur avendo a disposizione poteri straordinari. Affrontate il tema della pandemia: avete tutti gli strumenti per farlo, ve li siete presi, il Parlamento ve li ha concessi, non avete più scuse. E di tutto ciò che andava fatto, avete fatto poco o nulla, tranne tanta comunicazione sulla gestione del momento pandemico. Avete fatto così tanta comunicazione che, oggi, che siamo a novembre, ci troviamo nella stessa condizione in cui eravamo a maggio. Davanti, però, purtroppo abbiamo non più l'estate, ma un lungo inverno; davanti abbiamo l'influenza stagionale; davanti abbiamo una stagione molto fredda. È da mesi che vi chiediamo un confronto davanti a un problema di tutti, un confronto sull'Italia. Voi ci avete risposto con la gestione della paura contingente. Signor Presidente, noi non siamo negazionisti. Noi non vogliamo evitare le responsabilità, ma vorremmo costruire una prospettiva per questo Paese. Oggi, nell'emergenza, si deve fare quello che si deve fare, senza se e senza ma. Dobbiamo, però, anche decidere come vorremmo essere dopo questa fase pandemica e su questo noi non siamo d'accordo. Possiamo battere l'emergenza solo cambiando gli scenari. Altrimenti, li ripeteremo fino all'infinito e fino a che, ad un certo punto - speriamo - arriverà il vaccino. Ma dopo che sarà arrivato il vaccino, dell'Italia, probabilmente, avremo solo macerie. È per questo che il Gruppo Fratelli d'Italia voterà contro il decreto-legge in esame. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, il decreto-legge in esame, che, tra l'altro, come i due precedenti, è il frutto anche di una proceduralizzazione di tutto il sistema e dell'apparato normativo dell'emergenza, fa un atto assolutamente dovuto, che è la proroga dello stato d'emergenza fino al 31 gennaio. Ovviamente, nel decreto stesso, che non può non prorogare una serie di norme che, altrimenti, sarebbero scadute tutte il 15 ottobre, sono state inserite - giustamente - anche una parte riguardante la questione riscossione e, in Commissione, una serie di altre norme che hanno sostanzialmente lo scopo di prorogare i termini già scaduti, vista la situazione di emergenza.