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Atto n. 4-00702 PAPATHEU Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: le previsioni meteorologiche a fini di protezione civile hanno finalità di evidenziare situazioni potenzialmente dannose per persone o cose. Vengono elaborate dal Dipartimento nazionale della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e dalle Regioni, e vengono sintetizzate quotidianamente nel bollettino di vigilanza meteorologica nazionale; sulla base degli eventi meteo previsti, ciascuna Regione e Provincia autonoma valuta le situazioni di criticità idrauliche e idrogeologiche (come ad esempio allagamenti, frane, alluvioni) che si potrebbero verificare sul territorio. Queste valutazioni confluiscono nel citato bollettino di vigilanza meteorologica pubblicato a cura del Dipartimento. È compito poi delle Regioni e delle Province autonome diramare le situazioni di allerta per i sistemi locali di protezione civile, mentre spetta ai sindaci attivare i piani di emergenza, informare i cittadini sulle situazioni di rischio e decidere le azioni da intraprendere per tutelare la popolazione; il Dipartimento nazionale, mediante apposite comunicazioni di criticità ed allerta, consente di conoscere quali siano i luoghi dove sono previste criticità e se sia necessario attivare l'allerta legata a fenomeni meteo-idrogeologici e idraulici al fine di prevenire danni a persone e cose. Per conoscere preventivamente quali siano i potenziali effetti e i danni previsti collegati ai diversi livelli di criticità e allerta è pubblicata, inoltre, un'apposita tabella degli scenari, ed in questi casi viene emesso un comunicato stampa del Dipartimento con la quale informa delle criticità possibili in modo da allertare le istituzioni e la cittadinanza per scongiurare i danni possibili grazie alla previsione degli eventi meteorologici in arrivo sulle zone specificamente individuate; il bollettino di vigilanza meteorologica nazionale è quotidianamente pubblicato alle ore 15 sul sito del Dipartimento della protezione civile e contiene le previsioni meteo per i giorni successivi. Le criticità e le situazioni di allerta previste per la giornata in corso sono invece contenute nel bollettino di criticità nazionale e allerta, pubblicato ogni giorno, di norma, alle ore 16, e tale comunicazione comprende le criticità e le situazioni di allerta previste per il giorno successivo; il quadro meteorologico e delle criticità previste sull'Italia viene aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all'evolversi dei fenomeni, ed è pubblicato sul sito del Dipartimento, insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono invece gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento segue l'evolversi della situazione; l'utilizzo del sistema di "allerta meteo" ha consentito, sin da quando posto in essere, un intensificarsi delle azioni di prevenzione di rischi e danni a persone e cose nei centri abitati, mediante comunicazioni antecedenti in media anche 24-36 ore ai fenomeni meteorologici avversi attesi. Ciò ha determinato riflessi positivi ma anche problematiche gestionali ed operative che ad oggi rimangono irrisolte e rappresentano un vulnus nel sistema generale di valutazione della portata dei fenomeni atmosferici e nelle relative comunicazioni da dare alle istituzioni del territorio ed ai cittadini delle comunità interessate; infatti, il sistema in uso demanda, in particolare, ai sindaci, il compito di emanare ordinanze di chiusura o apertura dei plessi scolastici e di altri luoghi di pubblico interesse, a fronte delle comunicazioni di allerta meteo che rilevano criticità idrogeologiche e idrauliche. In diverse circostanze si sono verificati casi di Comuni e centri abitati che hanno adottato misure difformi. Ad esempio, in centri a distanza di pochi chilometri tra loro, se non addirittura confinanti, alcuni amministratori hanno deciso di chiudere le scuole per allerta meteo ed altri hanno ritenuto opportuno tenere aperte le strutture pubbliche. Risolvere casi come quelli citati, caratterizzati da un'identica informazione di allerta meteo, con una disomogeneità nelle valutazioni istituzionali può persino far correre il rischio, a seconda dei casi, di mettere in pericolo la popolazione o di determinare invece uno zelo eccessivo nell'adozione preventiva di cautele per evitare i rischi segnalati dal sistema. Si ritiene, inoltre, che tale situazione possa contribuire a creare sfiducia nei cittadini verso l'attendibilità e la credibilità del sistema di allerta meteo, con il rischio che il cittadino possa poi sottovalutarle e non attenersi alle disposizioni di protezione civile; ad avviso dell'interrogante, appare necessario riformare il sistema di gestione delle procedure di allerta meteo, individuando una cabina di regia che possa far interagire al meglio tutti gli organi istituzionali e le strutture competenti, valutando la necessità di una rimodulazione dei criteri e delle modalità di attivazione del sistema, valutando l'opportunità di adozione di ulteriori protocolli operativi e di governance per la protezione civile regionale, per le Prefetture, per i Comuni e per tutti gli enti interessati. In questo ambito, peraltro, tenendo conto in alcuni casi dell'oggettiva imprevedibilità delle condizioni meteorologiche che spesso non registrano inattesi rovesci temporaleschi, eventi quindi non adeguatamente segnalati per la loro effettiva pericolosità ma in grado di inondare la superficie del suolo con decine e centinaia di millimetri di acqua in qualche ora, si potrebbe avviare una migliore azione di prevenzione a contrasto dei fenomeni alluvionali, mediante la specifica adozione di una moderna rete pluviometrica, la quale, mediante appositi sistemi, consentirebbe agli organi preposti di allertare le aree urbanizzate con almeno alcune preziosissime decine di minuti di anticipo sull'eventuale arrivo di flussi d'acqua, fango e detriti. Un arco di tempo breve ma utile a liberare le arterie stradali a rischio, preventivamente individuate e tracciate, dalle persone in transito, mediante l'adozione di misure complementari contenute nei piani locali di protezione civile, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro in indirizzo non ritengano opportuno avviare un'opera di verifica tecnica per approntare un aggiornamento strategico dei livelli di funzionalità delle vigenti procedure di sistema di allertamento meteo-idrogeologico e idraulico, al fine di eliminare eventuali inefficienze, discrasie e anomalie procedurali, in modo tale che i territori possano rispondere in termini maggiormente efficaci; se abbiano già preso in considerazione l'opportunità e la necessità di adottare nuove procedure per ottimizzare le attività di prevenzione dei rischi connessi ai fenomeni alluvionali anche mediante l'utilizzo delle ulteriori strumentazioni necessarie e idonee a rendere più efficaci le misure poste a difesa della popolazione.