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Per superare il suddetto problema della reciprocità la norma proposta interviene innanzitutto sull'articolo 8, quinto comma, al quale è stata aggiunta la previsione che la condizione di reciprocità non trova applicazione per i veicoli immatricolati in uno Stato membro dell'Unione o in uno Stato aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo con il quale sussiste un adeguato scambio di informazioni. Analogamente la lettera b) del comma 1 modifica l'articolo 18 eliminando la condizione di reciprocità per la concessione dell'esenzione dal pagamento della tassa automobilistica a favore dei veicoli immatricolati in uno Stato membro o in uno Stato aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo con il quale sussiste un adeguato scambio di informazioni. L'articolo 9 modifica la legge 7 gennaio 2008, n. 10, di ratifica ed esecuzione dell'Accordo di associazione e stabilizzazione tra le Comunità europee ed i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Albania, dall'altra, con allegati, protocolli dichiarazioni e atto finale, fatto a Lussemburgo il 12 giugno 2006. Le modifiche consentono la cancellazione del diritto fisso e della tassa di circolazione per gli autotrasportatori albanesi, incompatibili con l'accordo citato. In passato l'accordo Italia-Albania del 5 aprile 1993, ratificato con legge n. 292 del 2003, in tema di regolamentazione reciproca dell'autotrasporto internazionale di viaggiatori e merci, già prevedeva la possibilità di concedere agevolazioni in materia di tasse automobilistiche, a condizione di reciprocità, a favore dei veicoli per il trasporto merci temporaneamente importati nei due Paesi. L'Albania, con legge del 2011 ha accordato, a condizione di reciprocità, tali agevolazioni. In base al nostro ordinamento, analoghe agevolazioni possono essere accordate tramite l'adozione di decreti ministeriali previsti dall'articolo 2 della legge n. 820 del 1973 per la tassa automobilistica e dall'articolo 2 della legge n. 1146 del 1959 per il diritto fisso su veicoli importati. L'articolo permette di superare alcuni profili di incompatibilità tra la normativa italiana e gli accordi comunitari che sono stati oggetto di discussione tra la controparte albanese e l'Unione europea in varie riunioni per l'attuazione del summenzionato Accordo di associazione, nonché di richieste formali di chiarimento da parte della Commissione europea, secondo la quale il mantenimento del diritto fisso sarebbe suscettibile di condurre ad una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, in quanto violerebbe l'articolo 59 del suddetto Accordo di associazione e l'articolo 13 del relativo Protocollo 5 sul trasporto terrestre. L'adozione dei decreti in questione comporta un onere finanziario e, pertanto, si rende necessaria una norma primaria che individui anche la relativa copertura finanziaria. L'adozione dei decreti agevolativi in questione, oltre che a rispondere a richieste pervenute dal Governo albanese, permette di eliminare una distorsione dei traffici commerciali segnalata dall'autorità portuale di Ancona consistente nel fatto che gli autotrasportatori albanesi preferiscano transitare per il porto di Trieste ove in base ad un decreto del 1960 non è dovuto il diritto fisso di importazione. L'articolo 10 innalza dal 4 al 10 per cento l'aliquota IVA applicabile alle cessioni di piante allo stato vegetativo di basilico, rosmarino e salvia destinate all'alimentazione. La norma è finalizzata alla chiusura del caso EU Pilot 7292/15/TAXU, nell'ambito del quale la Commissione europea ha rilevato l'incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione del numero 12- bis) della tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in base al quale alle cessioni in questione viene applicata l'aliquota super-ridotta del 4 per cento, in violazione dell'articolo 110 della direttiva 2006/112/CE, che consente di mantenere le aliquote inferiori al 5 per cento per le sole operazioni che al 1º gennaio 1991 già godevano di tale beneficio. La violazione è stata rilevata alla luce della circostanza che il numero 12- bis ) in questione è stato introdotto in data successiva al 1º gennaio 1991; in particolare, la novella attualmente vigente è stata approvata con l'articolo 6, comma 7, lettera b) , della legge 13 maggio 1999, n. 133. Pertanto, al fine di evitare l'apertura di una procedura d'infrazione, è stata predisposta l'abrogazione del numero 12- bis ) della tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 e l'integrazione del numero 38- bis ) della tabella A, parte III, allegata allo stesso decreto con una previsione con la quale si assoggetta all'aliquota ridotta del 10 per cento la cessione di basilico, rosmarino e salvia, freschi, destinati all'alimentazione. L'articolo 11 innalza dal 4 al 10 per cento l'aliquota IVA applicabile alle cessioni di preparazioni alimentari a base di riso (cosiddetti «preparati per risotti») classificate alla voce 21.07.02 della Tariffa doganale comune in vigore al 31 dicembre 1987, attualmente alla voce 1904.9010 della Nomenclatura combinata vigente. La norma è finalizzata alla chiusura del caso EU Pilot 7293/15/TAXU, nell'ambito del quale la Commissione europea ha rilevato l'incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea del numero 9) della tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nella parte in cui prevede l'applicazione dell'aliquota super-ridotta del 4 per cento ai prodotti in questione, ciò in violazione dell'articolo 110 della direttiva 2006/112/CE, che consente di mantenere le aliquote inferiori al 5 per cento per le sole operazioni che al 1º gennaio 1991 già godevano di tale beneficio. La violazione è stata rilevata alla luce della circostanza che il numero 9) sopra citato è stato modificato, per prevedere l'applicazione di detta aliquota, in data successiva al 1º gennaio 1991; in particolare, tale modifica è stata approvata con l'articolo 4, comma 3, lettera a) , del decreto-legge 2 ottobre 1995, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 1995, n. 507. Pertanto, al fine di evitare l'apertura di una procedura d'infrazione, è stata predisposta l'abrogazione della modifica a suo tempo apportata al numero 9) della tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. A seguito di tale abrogazione i prodotti in questione saranno assoggettati all'aliquota ridotta del 10 per cento per effetto di quanto previsto al numero 80) della tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, che contempla le «preparazioni alimentari non nominate né comprese altrove (v.d. ex 21.07)».