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Per l'effetto viene chiarito che nel caso di sequestro penale, trova applicazione l'integrale disciplina del codice antimafia, uniformando così la disciplina in materia di gestione e destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata ed evitando che nel nostro ordinamento esistano sequestri e confische compiutamente disciplinati (quelli di prevenzione e quelli penali per i quali si applicano le norme del codice antimafia) unitamente a sequestri e confische penali non puntualmente normati con evidenti disparità di trattamento e di disciplina.. 1 (Modifiche all'articolo 34 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economiche e delle aziende) 1 All'articolo 34 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3 . Con il provvedimento di cui al comma 1, il tribunale nomina il giudice delegato e l'amministratore giudiziario, il quale, tenuto conto delle direttive impartite dal tribunale, può sostituirsi ad ogni effetto di legge ai titolari dei diritti sui beni e sulle aziende oggetto della misura. Nel caso di imprese esercitate in forma societaria, l'amministratore giudiziario può esercitare i poteri spettanti agli organi di amministrazione e agli altri organi sociali secondo le modalità stabilite dal tribunale, tenuto conto delle esigenze di prosecuzione dell'attività d'impresa, senza percepire ulteriori emolumenti. I componenti dell'organo di controllo e dell'organismo di vigilanza, ove nominati, cessano le funzioni salvo che l'amministratore giudiziario, previa autorizzazione del giudice delegato, non subentri nel relativo rapporto ai sensi dell'articolo 56, comma 1 »; b il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5 . L'amministratore giudiziario adempie agli obblighi di relazione e segnalazione di cui all'articolo 36, comma 2, anche nei confronti del pubblico ministero. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai capi I e II del titolo III e al titolo IV del presente libro. L'amministratore giudiziario è remunerato secondo quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 2015, n. 177, e comunque osservando la vigente disciplina in materia di equo compenso ». 2 (Modifica all'articolo 34- bis del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di controllo giudiziario delle aziende) 1 All'articolo 34- bis del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo il comma 7 è aggiunto il seguente: « 7 - bis. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai capi I e II del titolo III e al titolo IV del presente libro. L'amministratore giudiziario è remunerato secondo quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 2015, n. 177, e comunque osservando la vigente disciplina in materia di equo compenso ». 3 (Modifiche all'articolo 35 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di nomina e revoca dell'amministratore giudiziario) 1 All'articolo 35 del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . L'amministratore giudiziario è scelto tra gli iscritti nell'Albo nazionale degli amministratori giudiziari secondo criteri di trasparenza che assicurano la rotazione degli incarichi tra gli amministratori, tenuto conto della natura e dell'entità dei beni in stato di sequestro, delle caratteristiche dell'attività aziendale da proseguire e delle specifiche competenze connesse alla gestione. L'amministratore giudiziario è nominato con decreto motivato. All'atto della nomina l'amministratore giudiziario comunica al tribunale se e quali incarichi analoghi egli abbia in corso, anche se conferiti da altra autorità giudiziaria o dall'Agenzia. Ai fini della nomina degli amministratori giudiziari, il tribunale tiene conto del numero degli incarichi aziendali in corso, della natura monocratica o collegiale dell'incarico, della tipologia e del valore dei compendi da amministrare, avuto riguardo anche al numero dei lavoratori, della natura diretta o indiretta della gestione, dell'ubicazione dei beni sul territorio, delle pregresse esperienze professionali specifiche nonché della particolare complessità dell'amministrazione o dell'eccezionalità del valore del patrimonio da amministrare »; b il comma 2- ter è sostituito dal seguente: « 2-ter . Fermo restando quanto previsto dall'articolo 41- bis , comma 7, l'amministratore giudiziario di cui ai commi 2 e 2- bis e il coadiutore di cui al comma 4 possono altresì essere nominati tra il personale dipendente dell'Agenzia, di cui all'articolo 113- bis . In tal caso l'amministratore giudiziario e il coadiutore dipendenti dell'Agenzia, per lo svolgimento dell'incarico, non hanno diritto ad emolumenti aggiuntivi rispetto al trattamento economico in godimento, ad eccezione del rimborso delle spese di cui al comma 9 »; c dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3-bis. Le disposizioni del comma 3 si applicano altresì ai lavoratori che abbiano concretamente partecipato alla gestione dell'azienda prima del sequestro e fino all'esecuzione di esso ovvero fino all'esecuzione del provvedimento di allontanamento per motivi di ordine pubblico di cui all'articolo 41, comma 1- novies »; d al comma 4, dopo le parole: « soggetti qualificati » sono inserite le seguenti: « che per tali fini rivestono la qualifica di pubblico ufficiale e ad ogni effetto di legge rappresentano l'amministrazione giudiziaria per le attività di custodia, amministrazione e gestione nei confronti dei terzi e verso la pubblica amministrazione ». 4 (Modifiche all'articolo 38 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di compiti dell'Agenzia) 1 All'articolo 38 del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modifiche: a il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3 . Con il provvedimento di confisca emesso in giudizio di appello, l'amministrazione dei beni è conferita all'Agenzia, che ne cura la gestione fino all'emissione del provvedimento di destinazione. L'Agenzia si avvale, per la gestione, di un coadiutore remunerato secondo quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 2015, n. 177, e comunque osservando la vigente disciplina in materia di equo compenso. Il coadiutore può essere individuato nell'amministratore giudiziario nominato dal tribunale, salvo che ricorrano le ipotesi di cui all'articolo 35, comma 7, o che sussistano altri giusti motivi.