[pronunce]

che - per quanto riguarda infine il parametro di cui all'art. 76 della Costituzione - l'affermazione secondo la quale la misura dell'aliquota sarebbe tale da violare il criterio direttivo rappresentato dalla riduzione del prelievo complessivo sui redditi di lavoro autonomo e d'impresa è, ancora una volta, del tutto apodittica ed indimostrata e non tiene conto, in ogni caso, del fatto che la stessa legge di delega prevedeva che l'aliquota base dell'imposta fosse inizialmente fissata «in una misura compresa fra il 3,5 ed il 4,5 per cento» (art. 3, comma 144, lettera e), della legge 23 dicembre 1996, n. 662). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi innanzi alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 53 e 76 della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Torino con l'ordinanza in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 1, lettera c), 8 e 16 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 53 e 76 della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Torino con la medesima ordinanza. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 ottobre 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Annibale MARINI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 18 ottobre 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA