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3 L'introduzione negli strumenti urbanistici vigenti e adottati del vincolo di inedificabilità di cui al comma 1, con le modalità prescritte al comma 2, non costituisce variante alla strumentazione urbanistica comunale e intercomunale e non è soggetta all'approvazione prevista dall'articolo 10, nono comma, e dall'articolo 16, undicesimo comma, della legge 17 agosto 1942, n. 1150, nonché dalle leggi regionali di riferimento. 4 (Classificazione dei viadotti) 1 I viadotti, in rapporto alla loro natura e alle loro caratteristiche, sono così classificati agli effetti dell'applicazione delle disposizioni di cui agli articoli da 5 a 8: a viadotti autostradali: viadotti autostradali di qualunque tipo; viadotti di raccordi autostradali riconosciuti quali autostrade e aste di accesso fra le autostrade e la rete viaria della zona; b viadotti per strade carrabili e ferrovie di grande comunicazione o di traffico elevato: viadotti di viabilità stradale statale e ferroviaria comprendenti itinerari internazionali; viadotti di viabilità stradale statale e ferroviaria di grande comunicazione; viadotti di raccordi autostradali non riconosciuti; viadotti di strade a scorrimento veloce; c viadotti di strade carrabili e ferrovie di media importanza: viabilità carrabili statali e ferroviarie non comprese tra quelle di cui alla lettera b) ; strade provinciali aventi larghezza della sede superiore o eguale a 10,50 metri; strade comunali aventi larghezza della sede superiore o eguale a 10,50 metri; d viadotti di interesse locale: viadotti di strade carrabili provinciali e comunali e di ferrovie non comprese tra quelle di cui alla lettera c) . 5 (Norme per le distanze) 1 Le distanze da osservare nell'edificazione a partire dalla proiezione verticale dei viadotti sono stabilite nei seguenti limiti: a viadotti autostradali: 60 metri; b viadotti per strade carrabili e ferrovie di grande comunicazione o di traffico elevato: 40 metri; c viadotti di strade carrabili e ferrovie di media importanza: 30 metri; d viadotti di interesse locale: 20 metri. 2 A tali distanze minime è aggiunta la larghezza dovuta alla proiezione di eventuali scarpate o fossi e di fasce di espropriazione risultanti da progetti approvati. 6 (Distanze in corrispondenza delle intersezioni di viadotti) 1 In corrispondenza di incroci e biforcazioni le fasce di rispetto determinate dalle distanze minime indicate dall'articolo 5 sono incrementate dell'area determinata dal triangolo avente due lati sugli allineamenti di distacco, la cui lunghezza, a partire dal punto di intersezione degli allineamenti stessi sia eguale al doppio delle distanze stabilite dal comma 1 dell'articolo 5, afferenti ai rispettivi viadotti, e il terzo lato costituito dalla retta congiungente i due punti estremi. 7 (Misure per la delocalizzazione degli immobili) 1 Gli edifici esistenti sulle aree assoggettate al vincolo d'inedificabilità assoluta di cui all'articolo 3 devono essere delocalizzati entro il termine di trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge al fine di osservarne il rispetto. 2 Gli immobili, legittimi o legittimati con il rilascio della concessione edilizia in sanatoria alla data di entrata in vigore della presente legge, realizzati sulle aree assoggettate al vincolo d'inedificabilità assoluta di cui all'articolo 3 beneficiano comunque di un incremento delle superfici lorde utili fino al 15 per cento, qualora la delocalizzazione di cui al comma 1 avvenga all'interno dello stesso lotto di pertinenza dell'immobile. 3 Qualora l'attuazione degli interventi edilizi di delocalizzazione degli edifici esistenti, legittimi o legittimati mediante il rilascio della concessione edilizia in sanatoria alla data di entrata in vigore della presente legge, non sia possibile all'interno dello stesso lotto di pertinenza degli edifici, i comuni individuano apposite aree per la loro delocalizzazione anche in deroga alla vigente pianificazione urbanistica. 4 Gli interventi di delocalizzazione degli edifici esistenti, legittimi o legittimati con il rilascio della concessione edilizia in sanatoria alla data di entrata in vigore della presente legge, sono realizzati a cura dei proprietari degli immobili con il contributo straordinario della Stato. 5 Il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, individua la tipologia dell'agevolazione di cui al comma 4, nonché i criteri e le modalità per l'accesso alla stessa. 8 (Incidenza sulle norme per la regolarizzazione delle opere abusive) 1 Gli edifici e le opere abusivamente eseguiti nelle aree di cui all'articolo 3 per i quali sia stata richiesta la regolarizzazione ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n. 47, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, in deroga all'articolo 33, comma 1, lettera d) , della legge 28 febbraio 1985, n. 47, non sono suscettibili di sanatoria qualora non sia stata rilasciata la relativa concessione edilizia alla data di entrata in vigore della presente legge. 2 Nel caso in cui, alla data di entrata in vigore della presente legge, sia già stata rilasciata la concessione edilizia finalizzata alla regolarizzazione delle predette opere abusive, all'immobile interessato si applicano le disposizioni sulla delocalizzazione previste all'articolo 7. 9 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .