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attività di insegnamento effettivamente e di fatto prestata, nel caso di specie segnalato all'interrogante, per ben due annualità consecutive e con ottimi risultati sul piano didattico; emergono elementi di incongruenza che richiedono, ad avviso dell'interrogante, una valutazione rispetto alla necessità di procedere ad un adeguamento: da una parte si rileva infatti il contrasto tra le previsioni di cui alla legge n. 601 del 1962 e l'ormai consolidato orientamento normativo e sociale, correttamente indirizzato verso la più ampia inclusione delle persone con disabilità sul mondo del lavoro, specie nel pubblico impiego; dall'altra, l'evidente incompatibilità con le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione oggi disponibili, sia di tipo multimediale che digitale, che hanno consentito di superare ampliamente i limiti posti dalle tecnologie precedenti alla facoltà anche per le persone colpite da disabilità della vista di insegnare materie tecniche, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo confermi la vigenza nell'ordinamento dei limiti all'insegnamento da parte dei cittadini privi di vista; in caso affermativo e alla luce di quanto esposto e considerata l'effettiva possibilità di insegnamento di materie tecniche già sperimentata da parte dei cittadini privi di vista, se non ritenga di valutare l'opportunità di una revisione della legge n. 601 del 1962 nell'ottica di un ampliamento dell'elenco delle materie rispetto alle quali è ammessa la partecipazione ai concorsi a cattedre per l'insegnamento da parte dei cittadini ciechi in possesso dei requisiti. Atto n. 4-01584 GINETTI Al Presidente del Consiglio dei ministri Visto il decreto-legge del 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, recante "Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo", pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2017; visto l'art 41- bis del decreto-legge, rubricato "Fondo per la progettazione definitiva ed esecutiva nelle zone a rischio sismico e per la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico", e in particolare il comma 2 "I Comuni comunicano le richieste di contributo al Ministero dell'interno entro il termine perentorio del 15 settembre per l'anno 2017 e del 15 giugno per ciascuno degli anni 2018 e 2019. La richiesta deve contenere le informazioni riferite al livello progettuale per il quale si chiede il contributo e il codice unico di progetto (CUP) valido dell'opera che si intende realizzare"; visto il comma 4 del medesimo articolo, che invece specifica che "Ferme restando le priorità di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del comma 3 per l'anno 2017 e alle lettere a), b) e c) del comma 3- bis per gli anni 2018 e 2019, qualora l'entità delle richieste pervenute superi l'ammontare delle risorse disponibili, l'attribuzione è effettuata a favore dei comuni che presentano la maggior incidenza del fondo di cassa al 31 dicembre dell'esercizio precedente rispetto al risultato di amministrazione risultante dal rendiconto della gestione del medesimo esercizio"; vista la circolare DPC VSN/0070192 con cui il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri ha approvato la proposta progettuale presentata dalla Regione Umbria inerente ai fondi di cui all'art. 41 del decreto-legge n. 50 del 2017 relativi alle annualità 2017 e 2018, si chiede di sapere: quali problematiche impediscano di dare esecuzione alla ricordata circolare DPC VSN/0070192, con cui il Dipartimento della protezione civile ha approvato l'elenco delle proposte provenienti dalla Regione Umbria per l'attribuzione dei fondi, di cui all'art. 41 del decreto-legge n. 50 del 2017 relativi alle annualità 2017-2018; quali provvedimenti il Presidente del Consiglio dei ministri intenda adottare al fine di consentire la concreta assegnazione delle risorse ai progetti presentati per garantire gli interventi urgenti e indifferibili nelle zone a rischio sismico e per la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico. Atto n. 4-01585 DRAGO GRANATO DE LUCIA PACIFICO RUSSO ANGRISANI LEONE FENU LANNUTTI ANASTASI GRASSI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la condizione in cui versa l'edilizia scolastica in Italia costituisce un'emergenza nazionale ed è tale da compromettere la sicurezza di alunni e insegnanti; a tal proposito in data 24 ottobre 2018 la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato un'interrogazione (3-00328) sulla realizzazione della scuola elementare "Teresa di Calcutta" nel comune di Tremestieri etneo (Catania), sottolineando che all'interno del lotto destinato alla costruzione dell'edificio e, nello specifico, al di sotto delle strutture portanti dello stabile, sembra esservi la presenza di una "faglia sismogenetica attiva". Vista la gravità della situazione, in data 11 febbraio 2019, l'interrogante si recava sul posto, unitamente ad altri colleghi, per verificare le condizioni dell'edificio ma l'ingresso al plesso scolastico veniva loro sostanzialmente vietato; considerato che: l'unica risposta finora pervenuta a tale atto è quella del capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, dottor Borrelli, che suggeriva di "eseguire delle analisi geoelettriche ERT e lo scavo della trincea esplorativa del terreno a sud della scuola stessa" (prot. n. DIP/0001004 del 9 gennaio 2019); a seguito della risposta, in data 10 aprile sono stati effettuati controlli da parte della protezione civile finalizzati all'installazione di sensori sismici a garantire la sicurezza dello stabile; durante i controlli si è verificato uno spiacevole incidente in quanto un tecnico è caduto da una scala ferendo tre studenti e rompendo un banco, come si è appreso da un post pubblicato alle ore 13.02 sulla pagina "Facebook" del Comune di Tremestieri etneo e dalle relative interazioni da parte dei genitori interessati. In particolare il post comunicava: "Monitoraggio del territorio ai fini della sicurezza. Oggi presso la scuola Madre Teresa di Calcutta si sono volte le opportune verifiche in ordine alla stabilità e alla sicurezza dell'edificio in caso di sisma. Grazie alla Protezione Civile che con sofisticate apparecchiature ha registrato le vibrazioni dell'edificio rispetto a fenomeni naturali come il vento, si è adesso in grado di calcolare su scala la resistenza della struttura a sollecitazioni di magnitudo elevata. Il monitoraggio costante è alla base della sicurezza"; a causa dell'urto i bambini sono stati portati al pronto soccorso con contusioni e refertati. L'orario di uscita degli studenti, visto l'accaduto, dalle ore 16.00 è stato anticipato alle ore 13.00;