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secondo la procedura aziendale quanto sopra risulta indispensabile e richiamato anche nel cosiddetto regolamento di scalo per la prevenzione degli infortuni ex decreto legislativo n. 81 del 2008; si aggiunge l'accusa di aver fatto fare 17 minuti di ritardo al volo Vueling, in data 2 settembre, per aver segnalato che il nastro trasportatore non aveva protezione di sicurezza laterale all'altezza della stiva e esponeva a rischio di caduta in alta quota; il documento sindacale continua riportando: "Nella lettera di licenziamento l'azienda contesta al dipendente di aver provocato un ritardo di circa 40 minuti nelle operazioni di scarico bagagli e nega le irregolarità nel sistema di sicurezza, fingendo di non sapere che esse sono state debitamente comprovate e documentate dal lavoratore in sede di contestazione aziendale"; il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha ricevuto un'informativa dal sindacato stesso, il cui contenuto recita: "La gravità di quanto deciso dalla società, tra l'altro prodotto da più lettere di sanzione e contestazione disciplinare arrivate nell'arco di tre (3) giorni, tra il 27 e il 30 settembre u.s., risiede nel fatto che non si è tenuto nella seppur minima considerazione il merito delle denunce effettuate, scegliendo invece di punire l'atto stesso di denuncia e di tutela della propria salute e sicurezza quale rifiuto di prestazione e un atto di insubordinazione; Riteniamo che tutto ciò sia in palese contrasto contro i più elementari principi di gestione, di prevenzione, di collaborazione e di buon senso che la questioni legate alla salute e alla sicurezza meriterebbero, tanto più in un contesto così particolare e complesso come quello delle operazioni aeroportuali. Ciò che emerge da questo licenziamento, invece, è la volontà da parte della società Aviation Services di dare un segnale molto forte ai lavoratori di guardarsi bene dall'essere attenti e scrupolosi rispetto tali questioni. Non può sfuggirvi come questo stato di cose vada in senso del tutto contrario rispetto i principi basilari che guidano i processi di sorveglianza e controllo per la salvaguardia della salute e sicurezza dei lavoratori e degli utenti in questo settore"; considerato che il regolamento di scalo, emanato dal gestore aeroportuale e approvato da ENAC, recita: "Norme generali di comportamento 5.1.1 Ciascun Soggetto operante nello scalo di Roma Fiumicino dovrà: a) svolgere la propria attività nel pieno rispetto di tutta la Normativa comunitaria e nazionale vigente e futura, di tutte le Ordinanze e le Disposizioni emanate e da emanarsi da parte da ENAC, anche nelle sue articolazioni periferiche e di ogni altra Autorità competente sullo scalo, nonché di tutte le Procedure, Regolamenti e Disposizioni Operative, vigenti e futuri, emanati da ADR nella sua qualità di Gestore Aeroportuale, in materia di sicurezza sul lavoro", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivare gli uffici competenti affinché si verifichi la regolarità dei dispositivi antincendio e del nastro trasportatore e come intenda tutelare il diritto al lavoro di un dipendente. Atto n. 4-02422 AIMI Al Ministro dell'interno Premesso che: da tempo il sindacato della Polizia Siulp di Modena chiede che la Questura di Modena sia elevata di fascia, poiché, anche a seguito dell'aumento dei fenomeni criminosi da fronteggiare, si rende necessario un sostanziale aumento di organico, sia per il capoluogo che per i tre commissariati di Carpi, Sassuolo e Mirandola; l'elevazione di fascia, infatti, avrebbe come effetto un automatico aumento di personale e di mezzi. Risulta che sia allo studio, da tempo, un piano del Ministero dell'Interno per elevare di fascia alcune questure, tenendo conto di diversi parametri; di recente il Siulp ha prodotto un'analisi dettagliata sulla sicurezza nella provincia di Modena. Negli ultimi 12 mesi, il sindacato ha conteggiato indicativamente poco meno di 700 servizi di ordine pubblico. Il che significa che dipendenti della Questura o dei commissariati di Carpi, Sassuolo e Mirandola, spesso affiancati da altri appartenenti alle forze dell'ordine, hanno lasciato il loro solito incarico per garantire la sicurezza in uno o più eventi pubblici di particolare rilievo e che richiamano migliaia di turisti e visitatori, nonché manifestazioni e proteste anche particolarmente gravose in termini di dispendio di energie e risorse umane; sul fronte della prevenzione generale e del soccorso pubblico, sempre relativamente alla città di Modena, i dati Siulp dicono che negli ultimi 12 mesi sono stati tratti in arresto circa 140 soggetti, la maggior parte dei quali per reati contro il patrimonio (furto, rapina, ricettazione), contro la persona e in materia di stupefacenti. Decisamente più alto, sempre per lo stesso periodo, sarebbe il numero di persone denunciate a piede libero, che sfiorerebbe le 1.000 unità. Inoltre, più di 26.000 soggetti sono stati sottoposti a controllo dalle volanti, molti dei quali a bordo di veicoli anch'essi controllati. A tali dati vanno aggiunti quelli relativi alle attività dei tre commissariati distaccati di Carpi, Sassuolo e Mirandola; particolarmente intensa appare anche l'attività investigativa. Si ricordano a titolo esemplificativo alcune operazioni dell'anno 2018: "Baby gang" che ha portato all'arresto di 5 minorenni accusati di lesioni, furto aggravato e rapine; "Express 2016" collegata a un rilevante traffico di stupefacenti; "Flipper" che ha consentito di eseguire tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e un arresto domiciliare di soggetti responsabili di numerose rapine, furti e violenza sessuale. Tra le più significative del 2019 c'è l'operazione "Fossalta" che ha fatto registrare 9 ordinanze di custodia cautelare e tre divieti di dimora nei confronti di una banda di albanesi, responsabili di tentato omicidio, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione; ancora, riferisce il Siulp, "negli ultimi due anni sono stati ben tre gli omicidi che la Squadra Mobile di Modena ha risolto, con successo, in tutti i casi nel giro di appena qualche giorno. Quella stessa Squadra Mobile che, con tutta probabilità, è stata la prima in Italia a scoprire e dimostrare, già dall'anno 1994, che nel nostro Paese esiste un fenomeno molto pericoloso che si chiama mafia nigeriana"; dagli anni '90 a oggi è inoltre esponenzialmente aumentata l'attività relativa al rilascio e al rinnovo dei permessi di soggiorno. A gennaio 1990, gli addetti di quello che allora si chiamava Ufficio stranieri erano in totale 6 e si occupavano di circa 5.000 immigrati. Attualmente, negli stessi uffici prestano servizio 35 operatori, mentre i cittadini extracomunitari regolarmente presenti nella provincia di Modena risultano essere quasi 75.000, con un carico di lavoro per gli addetti pressoché triplicato; per alcune province che hanno immigrati in numero similare a quello di Modena (Bologna) il numero di addetti è molto più elevato se non quasi il doppio di quello della Questura modenese;