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Una composizione così ampia, di cinquanta rappresentanti, servirà probabilmente a realizzare qualche equilibrio all'interno dei Gruppi, ma non dà efficienza né operatività alla Commissione antimafia. Tale Commissione, a mio avviso, dovrebbe comunque consacrarsi - secondo quanto contenuto nel primo articolo del disegno di legge - a due missioni fondamentali, la prima delle quali è l'interlocuzione con le Forze di polizia e la magistratura impegnata specificatamente nella lotta alla criminalità organizzata, per proporre al Parlamento interventi legislativi più efficaci, che possano essere adottati e utilizzati dagli organi competenti per combattere meglio la criminalità organizzata, che ha fatto molti passi avanti. La seconda missione sta nella propaganda della cultura della legalità, a partire dagli incontri all'interno delle scuole, perché è lì che dobbiamo insistere per preparare le nuove generazioni al rispetto della legge e della legalità. Dichiariamo il voto favorevole sull'articolo 1. (Applausi dal Gruppo FI-BP). GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, in 1ª Commissione alla Camera dei deputati sono stati stralciati dal testo unificato alcuni poteri della Commissione - dai commi 3, 4 e 5 del testo - che ritengo ancora oggi di fondamentale importanza e che erano contenuti sia nel disegno di legge n. 6, a mia firma, sia in quello depositato dal MoVimento 5 Stelle. Per questa ragione, Liberi e Uguali ha presentato sia alla Camera sia al Senato emendamenti che purtroppo - lo dico più da ex magistrato che da esponente dell'opposizione - sono stati respinti con parere contrario del relatore e del Governo. A mio avviso, abbiamo perso l'occasione di seguire le indicazioni che la Commissione presieduta dall'onorevole Bindi aveva suggerito nella relazione conclusiva della XVII Legislatura, approvata all'unanimità - lo sottolineo - e quindi anche dalle forze politiche che oggi sostengono il Governo. Nello specifico, al fine di valorizzare la funzione consultiva della Commissione nell'ambito del procedimento legislativo, si prevedeva la possibilità di richiedere al Governo una relazione di valutazione dell'impatto che specifici disegni di legge in discussione possono rivestire, con riguardo alle politiche di contrasto alle organizzazioni criminali. Analoga relazione poteva essere richiesta all'Autorità nazionale anticorruzione, con riferimento alle modalità di difesa degli appalti e delle opere pubbliche dai condizionamenti mafiosi. Un altro punto era riferito al fenomeno delle infiltrazioni mafiose negli enti locali. Si disciplinavano diverse forme di interlocuzione con il Governo, allo scopo di consentire un costante monitoraggio a livello parlamentare anche dell'azione di ripristino della legalità, svolta sia dai commissari che dalle Commissioni straordinarie che vengono nominate dalla Presidenza del Consiglio. Si definivano le modalità di collaborazione con la procura nazionale antimafia e antiterrorismo per l'accesso ai registri e alle banche dati, di cui all'articolo 117 del codice di procedura penale, limitatamente ai dati non coperti da segreto investigativo. Infine, si attribuiva alla Commissione il parere sulla proposta di nomina del direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione della destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e del commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura. Nonostante queste gravi perplessità, che limitano di fatto i poteri della Commissione, specialmente riguardo alle informazioni che essa dovrebbe richiedere al Governo sulle infiltrazioni della criminalità organizzata negli enti locali, che sono divenute sempre più pericolose, dichiaro il voto favorevole del Gruppo di Liberi e Uguali sull'articolo 1. (Applausi dei senatori De Petris ed Errani). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 2. GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, Governo, l'articolo 2 definisce la composizione della Commissione e le modalità di elezione dell'Ufficio di Presidenza. Crediamo fosse opportuno prevedere diversi e più ragionevoli criteri di composizione della Commissione rispetto a quelli attualmente proposti. In primo luogo, proponevamo una composizione più snella della Commissione limitandola, a non più di 20 senatori e 20 deputati, in luogo dei 25 proposti dal testo attuale. Un numero inferiore avrebbe facilitato lo svolgimento dei lavori, reso più agevole l'azione della Commissione. La riduzione dei componenti dovrebbe essere innanzitutto valutata alla luce della possibile contrazione del numero dei Gruppi parlamentari per effetto della nuova legge elettorale, ai fini del rispetto dei principi di cui all'articolo 82 della Costituzione sull'applicazione del principio di ripartizione proporzionale dei parlamentari in relazione alla consistenza numerica dei rispettivi Gruppi, garantendo al contempo un'adeguata rappresentanza dei Gruppi minori. Un altro aspetto importantissimo riguarda la composizione dell'Ufficio di Presidenza, attualmente disciplinato dai commi 3, 4 e 5 dell'articolo 2. Ancora una volta, noi di Liberi e Uguali avevamo recepito integralmente gli auspici della relazione conclusiva della Commissione antimafia della XVII legislatura presieduta dall'onorevole Bindi, e ricordo ancora una volta che la relazione fu votata all'unanimità; devo purtroppo constatare che i colleghi del MoVimento 5 Stelle e della Lega hanno frattanto cambiato opinione. Non vorrei che applicassero, come purtroppo sembra, due pesi e due misure. Le idee, soprattutto quando si tratta di battaglie che dovrebbero vederci tutti uniti, non dovrebbero cambiare, sia che si stia all'opposizione che nella maggioranza. Noi credevamo - e crediamo - che il Presidente della Commissione dovesse essere espresso da un'intesa tra i Presidenti delle due Camere, mentre l'elezione dei due Vice Presidenti e dei due Segretari potesse scaturire da un voto a scrutinio segreto in seno alla Commissione stessa. Questa nostra proposta l'abbiamo depositata il primo giorno della legislatura, cioè prima che l'Assemblea eleggesse i propri Presidenti e in questo modo volevamo sottolineare come tale orientamento avesse natura totalmente istituzionale e non fosse assolutamente soggetto a valutazioni politiche. La ragione, ancora una volta, è da ricercarsi in quella relazione conclusiva approvata non più di qualche mese fa. Cito: «Considerando che la nuova legge elettorale ha un impianto prevalentemente proporzionale, si potrebbe prendere in considerazione, in alternativa all'elezione in seno alla Commissione, il ritorno al sistema di nomina del Presidente della Commissione già adottato nelle legislature X, XI e XII, allorquando il sistema elettorale era su base proporzionale. In quel tempo, la scelta era affidata ai Presidenti delle Camere ai quali competeva la designazione, d'intesa fra loro, del Presidente tra i parlamentari di Camera e Senato, al di fuori dei componenti la Commissione».