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Il presidente Marcucci ha presentato un emendamento importante sulle responsabilità dei medici, poi trasformato in ordine del giorno e accolto in Commissione bilancio con il contributo peraltro di tutti i Capigruppo. Io lo voglio ringraziare, perché abbiamo introdotto in questo momento decisivo una questione cruciale. Non è un condono tombale quanto proposto per mettere in sicurezza i medici: abbiamo semplicemente suggerito una riflessione, che adesso chiediamo al Governo di chiudere in tempi rapidi. La riflessione è semplicissima: non stiamo parlando di condoni, di rinunciare alla responsabilità quando si è di fronte a dolo o a colpa grave. Stiamo parlando dell'esigenza di mettere in sicurezza il pilastro più importante e non possiamo rinchiudere i medici nei tribunali: devono stare negli ospedali per garantire il diritto alla salute dei nostri cittadini. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo intervento è indispensabile per il Paese, lo dico con grande forza, non possiamo farne a meno: non possiamo farlo, né economicamente, perché lo Stato non può permettersi di sostenere gli oneri di questo conflitto, né culturalmente, perché i medici e il personale sanitario sono fondamentali per una ripartenza, per riprogrammare le attività chirurgiche oggi sospese, oltre che per ripensare ad un sistema sanitario che ha proprio nella medicina territoriale la sfida più grande dinanzi a sé. Per fare prevenzione e cura non si può abbandonare il territorio e c'è bisogno di ripensarlo per intero. Questa è la ragione per cui il decreto cura Italia ha al suo interno importanti azioni per lo sviluppo economico e per dare una mano e una protezione sociale: 10 miliardi per coprire l'universalità degli ammortizzatori sociali. Sono fatti importanti e non capisco come si possa votare contro un'azione che garantisce per la prima volta tutti, anche i lavoratori autonomi, che fino ad oggi mai nella storia della Repubblica si erano trovati nella condizione di avere a disposizione un pilastro di assistenza e di coesione sociale per attraversare le emergenze. Insieme a tutto questo abbiamo anche voluto garantire - ed è un punto fondamentale dal quale siamo partiti - velocità alla generale liquidità per i lavoratori e per le imprese. Voglio sottolineare positivamente gli accordi fatti dal Governo con l'ABI per l'anticipo degli ammortizzatori. Dobbiamo prestare molta attenzione: le banche, che in molti casi sono state usate strumentalmente contro un partito e contro la politica, devono essere le nostre principali alleate per imprimere velocità, ruota e motore ai provvedimenti, affinché le risorse arrivino nelle tasche dei lavoratori italiani. Proprio per assicurare che le risorse siano tali da garantire alle imprese la liquidità necessaria per attraversare questa crisi, abbiamo bisogno di un accordo senza oneri e senza burocrazia proprio con il sistema del credito, che è il nostro principale alleato per assicurare velocità ai provvedimenti che il Governo ha impostato e che il Parlamento si appresta a convertire. Queste sono le ragioni, signor Presidente, e concludo. Abbiamo messo al centro alcune proposte e alcuni temi per il decreto-legge di aprile. Il Partito Democratico si è assunto la responsabilità di convertire questo decreto-legge per salvaguardare la velocità dei processi, dei provvedimenti e della liquidità per le persone, per le famiglie e per le imprese. Il turismo è tra le priorità da affrontare, perché si tratta del settore più stravolto e più coinvolto dentro questa trasformazione e questa crisi. Per questo gli impegni riguarderanno il Governo e per questo chiediamo al Governo di impegnarsi affinché la questione venga definitivamente affrontata. PRESIDENTE.Concluda, per cortesia, senatore Manca. MANCA (PD) . Il nostro è un sì convinto, e non solo per ribadire la nostra fiducia nei confronti del Governo; è un sì convinto per garantire ai lavoratori e alle imprese le risorse necessarie per attraversare la crisi. Sono tante risorse che hanno bisogno, attraverso meno burocrazia e più semplicità, di arrivare alle famiglie e alle imprese italiane per garantire un nuovo sviluppo economico. (Applausi dal Gruppo PD) . SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, parlo a lei, parlo ai colleghi, parlo a chi ha la pazienza di seguirci da casa. Ho ascoltato tutto e abbiamo ascoltato tutti. In questi giorni abbiamo lavorato in Commissione, proponendo tante misure, con il rammarico di non vederne accolta neanche una. Ci dicono: «Magari più avanti», ma forse non tutti hanno contezza del fatto che bisogna fare in fretta. Oggi «Il Secolo XIX» parla di un nonno suicida a Savona, gettatosi dalla finestra per la disperazione di non poter vedere i nipoti e i parenti. Un mese di sequestro inizia a essere lungo; è giusto e gli italiani lo stanno affrontando responsabilmente, però parliamo di provvedimenti economici e bisogna essere seri. Se il Governo fa qualcosa di buono è nostro dovere sottolinearlo e se il Governo, a nostro avviso, commette degli errori è nostro dovere evidenziarlo. Nell'intervento del collega del Partito Democratico ho sentito parlare di sindaci e medici eroi. Non c'è una lira per i sindaci e per i medici. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP-UDC) . Non basta dire che sono degli eroi. Noi abbiamo proposto come Lega e centrodestra un emendamento che non comportava centinaia di milioni di euro di spesa: proponevamo di detassare una parte dello stipendio di medici, infermieri e personale sanitario. Ci è stato risposto di no. Abbiamo proposto un altro emendamento che non costava niente allo Stato per sbloccare i fondi per i crediti di dubbia esigibilità da parte dei Comuni. Se ci stanno guardando, i sindaci sanno di cosa stiamo parlando. Sono miliardi di euro. Allo Stato costava zero, ma ci hanno detto di no. Lo dico agli amici: almeno non definiteli eroi. Chi sta rischiando la vita in prima linea da sindaco, da medico o da infermiere si sente dare in diretta televisiva dell'eroe, ma, a fronte di emendamenti della Lega e del centrodestra che lo aiutavano concretamente, si sente dire no dalla maggioranza. Vi chiedo, allora, di evitare di chiamarli eroi, per favore. ( Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az ). Spiegate loro perché non li aiutiamo sullo stipendio e poi ne riparleremo. Per quanto riguarda la burocrazia, qualcuno non ha capito che siamo in tempi di guerra. Siamo ancora ostaggio dei no dei sindacati. Stiamo allungando i tempi della cassa integrazione e lo dico oggi in Aula sperando di non essere accusato di disfattismo. La cassa integrazione per milioni di italiani non arriva il 15 aprile, come promesso dal Presidente del Consiglio. Do un suggerimento al presidente Conte: prima di promettere in televisione e illudere milioni di lavoratori e imprenditori, le cose si fanno; prima si fanno e poi si annunciano in diretta televisiva. ( Applausi dai Gruppi Lega e FIBP-UDC ). In caso contrario, imprenditori e lavoratori vanno in banca e si sentono dire che non c'è niente. Questo è un suggerimento.