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Da ultimo, un ulteriore comma aggiunto all'articolo 77 interviene, come accennato, per disciplinare i tempi di esame dei decreti-legge in caso di richiamo da parte del Senato, prevedendo che la richiesta di esame da parte del Senato delle Regioni dei disegni di legge di conversione dei decreti debba essere deliberata entro trenta giorni dalla loro presentazione all'Assemblea nazionale da parte del Governo e che il Senato debba pronunciarsi nei dieci giorni successivi alla trasmissione del testo da parte dell’Assemblea. Tale procedura è diretta a coniugare l'esigenza di garantire anche nel caso dei decreti-legge l'esercizio del potere di richiamo da parte del Senato e al contempo ad evitare che lo stesso possa essere attivato al solo fine di impedire la conversione in legge dei decreti. In caso di richiamo, l'Assemblea nazionale dovrà pertanto farsi carico della necessità di trasmettere al Senato il testo da essa approvato in tempi congrui. Un ulteriore importante intervento di razionalizzazione del procedimento legislativo riguarda l'articolo 127. Si prevede in particolare che le regioni possano promuovere le questioni di legittimità costituzionale su leggi o atti aventi forza di legge dello Stato per invasione delle proprie competenze solo se il Senato, nell'esame del provvedimento, abbia proposto all’Assemblea nazionale modifiche inerenti al riparto costituzionale delle competenze tra Stato e regioni, e queste non siano state accolte dalla stessa Assemblea in sede di approvazione definitiva. Obiettivo della norma è quello di disinflazionare il contenzioso costituzionale sulla legislazione statale che, a partire dalla riforma del titolo V della Costituzione approvata nel 2001, ha raggiunto valori elevati. Basti pensare che nel periodo 2006-2013 sono stati oltre 320 i ricorsi promossi dalle regioni avverso leggi dello Stato! La norma proposta interviene sul problema, valorizzando al contempo il Senato come Camera rappresentativa delle regioni. 3. Ulteriori modificazioni consequenziali Da ultimo, il disegno di legge reca una serie di modifiche puntuali alle disposizioni contenute nei titoli I, II, III e V della parte seconda della Costituzione, che sono ritenute consequenziali alle scelte di politica costituzionale sopra illustrate. In questa prospettiva, il disegno di legge, coerentemente con la tecnica legislativa sopra richiamata e con quanto disposto in relazione all'articolo 70, modifica alcune norme contenute nei predetti titoli per specificare la tipologia di competenza legislativa spettante alle Camere. A tal fine si prevede, anzitutto, che la legge in materia di definizione delle modalità di attuazione dei referendum , di cui all'articolo 75, quinto comma, della Costituzione, sia qualificata come legge bicamerale, oggetto dunque di approvazione da parte delle due Camere. Di converso, è prevista una modifica all'articolo 80 della Costituzione volta a mantenere l'attuale procedimento legislativo bicamerale in relazione alle sole leggi di autorizzazione dei trattati relativi all'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, ciò per gli stessi riflessi che da questi atti derivano sull'impianto costituzionale. Viceversa, si è inteso escludere la natura bicamerale delle altre leggi di ratifica dei trattati internazionali di natura politica, o che prevedano arbitrati o regolamenti giudiziari, o importino variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi, nel presupposto che questi atti, negoziati dal Governo italiano, debbano essere inclusi nel novero dei provvedimenti che implicano l'esercizio di attività d'indirizzo politico e che possono pertanto incidere sul rapporto fiduciario. Analogamente, si prevede una modifica al secondo e al quarto comma del nuovo articolo 81 della Costituzione -- le cui disposizioni troveranno applicazione a decorrere dall'esercizio finanziario relativo all'anno 2014, secondo quanto disposto dalla legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1, che ha interamente sostituito l'articolo al fine di introdurre in Costituzione il principio del pareggio strutturale di bilancio -- volta a chiarire, come accennato, che le leggi di bilancio e il rendiconto e la legge da approvare a maggioranza qualificata che autorizza all'indebitamento al verificarsi di eventi eccezionali, debbano essere approvate in via definitiva dalla sola Assemblea nazionale, in quanto strettamente connesse all'attuazione dell'indirizzo politico. Rimane, invece, soggetta all'approvazione con l'ordinario procedimento bicamerale e con la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera la legge «rinforzata» di contabilità di cui al sesto comma del nuovo articolo 81 che stabilisce il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l'equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni. Sotto altri profili, e sempre in una logica di stretta connessione sistematica e di coordinamento formale con quanto previsto in tema di riforma del bicameralismo, il disegno di legge reca altresì le seguenti ulteriori modifiche: a) all'articolo 48, terzo comma, è prevista una modifica formale correlata alla prevista soppressione dei seggi della circoscrizione Estero all'Assemblea nazionale; b) all'articolo 83, è abrogato il secondo comma, recante riferimento alla partecipazione dei delegati regionali all'elezione del Presidente della Repubblica: ciò in stretta connessione con la creazione di un Senato rappresentativo delle comunità territoriali di cui sono anche componenti di diritto gli esponenti dei vertici delle regioni e province autonome; c) all'articolo 85, oltre ad espungere anche in tale caso dal secondo comma il riferimento ai delegati regionali, si coordina la procedura di elezione del nuovo Presidente con il nuovo impianto costituzionale che prevede lo scioglimento e il rinnovo automatico ogni cinque anni della sola Assemblea nazionale e la configurazione del Senato quale organo permanente i cui componenti si rinnovano contestualmente all'elezione dei Consigli regionali e delle province autonome; d) all'articolo 86 si dispone che le funzioni del Presidente della Repubblica siano esercitate, in caso egli non possa adempierle, dal Presidente della Assemblea nazionale; e) all'articolo 87 sono apportate modificazioni di natura formale in materia di indizione delle elezioni; f) all'articolo 122 viene modificato il primo comma per chiarire che la legge che stabilisce i princìpi fondamentali in materia di sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale, nonché dei consiglieri regionali, ha natura bicamerale e che la stessa deve stabilire, oltre alla durata degli organi elettivi, anche i criteri per assicurare, a norma del novellato articolo 58, il collegamento tra l'elezione dei Consigli regionali e il sistema di elezione del Senato delle Regioni; le modifiche al secondo comma del medesimo articolo 122 hanno natura di mero coordinamento formale. Il disegno di legge modifica, inoltre, l'articolo 88 della Costituzione, mantenendo intatto l'attuale potere di scioglimento del Presidente della Repubblica con riferimento all'Assemblea nazionale e stabilendo, invece, che il medesimo potere possa essere esercitato nei confronti del Senato solo in caso di «evidente impossibilità» del suo funzionamento.