[resaula]

In prima battuta, i seggi sono assegnati alla lista negli altri collegi plurinominali della stessa circoscrizione in cui essa abbia riportato i più alti resti, procedendo secondo l'ordine decrescente. Qualora all'esito di tali operazioni residuino ancora seggi da assegnare, questi sono attribuiti ai candidati della lista non eletti nei collegi uninominali del collegio plurinominale originario o, in mancanza, della circoscrizione. Nei casi in cui anche tali operazioni non consentano di assegnare tutti i seggi, questi sono attribuiti alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia riportato i più alti resti nell'ambito del collegio plurinominale originario o, in mancanza, della circoscrizione. Come è ben evidente, la normativa elettorale non va ad individuare il seggio in altra circoscrizione regionale. Solo successivamente interviene la norma di chiusura prevista all'articolo 19 del citato testo unico per l'elezione del Senato. Il seggio che rimane vacante per qualsiasi causa, anche sopravvenuta, deve essere individuato, nel caso in cui una lista abbia già esaurito i propri candidati, secondo quanto stabilito dall'articolo 84, commi 2, 3, 4 e 5. Pertanto, si applicano i criteri appena esposti e, solo in ultima istanza, si individua il seggio in altra circoscrizione regionale, e precisamente quella in cui la lista abbia la maggior parte decimale del quoziente non utilizzata. L'articolo 19 rappresenta una norma di chiusura, finalizzata a evitare che un seggio rimanga vacante «per qualsiasi causa, anche sopravvenuta». Quest'ultima norma, dunque, realizza un bilanciamento tra i principi costituzionalmente garantiti dall'articolo 57 della nostra Carta, della formazione del plenum dell'Assemblea e dell'elezione dei senatori che avviene «a base regionale». L'elezione a base regionale è sempre garantita, fino all'ultimo, fin quando riesce a garantire il principio della formazione del plenum dell'Assemblea di cui all'articolo 57, secondo comma, della Costituzione. Tale bilanciamento fra principi si traduce, di fatto, in un'inversione dell'ordine dei criteri di attribuzione dei seggi previsti dall'articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957. Sicché, per le elezioni del Senato, il criterio previsto dall'articolo 84, comma 4, trova applicazione soltanto in ultima istanza, quando, in base ai criteri di cui ai commi 2, 3 e 5, richiamati dall'articolo 17 -bis , non sia possibile assegnare tutti i seggi all'interno della circoscrizione. Mi si potrebbe obiettare: se esiste la norma di chiusura, perché non è stata applicata dall'ufficio elettorale? Come rileva lo stesso ufficio, dalla lettura della disciplina di cui agli articoli 17 -bis , 18 e 19 del decreto legislativo n. 533 del 1993, si evince che il combinato disposto degli articoli 19, comma 2, del decreto legislativo n. 533 del 1993 e 86, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è destinato ad applicarsi solo successivamente alla proclamazione compiuta dall'ufficio elettorale regionale ai sensi dell'articolo 18 del medesimo decreto, presupponendo che, all'esito del compimento di tutte le operazioni elettorali, il seggio rimanga vacante per qualsiasi causa, anche sopravvenuta. In ogni caso, l'ufficio elettorale regionale rileva che spetta alla Giunta delle elezioni la competenza esclusiva in relazione alla risoluzione delle controversie riguardanti l'assegnazione dei seggi rimasti vacanti. Ritornando alla domanda iniziale: esiste una norma di chiusura nella legge elettorale vigente che consente l'attribuzione del seggio mediante la sua applicazione? Sì, e deve essere applicata. Signor Presidente, onorevoli colleghi, bisogna aver chiaro il ruolo della Giunta e il suo compito primario: applicare la legge. Nulla di più: nessuna tesi creativa del diritto né disapplicazioni di norme per presunta incostituzionalità delle stesse. È fin troppo semplice affermare ad oggi che nel nostro ordinamento spetta alla Corte costituzionale il vaglio di costituzionalità delle norme e non alla Giunta, tantomeno alla maggioranza parlamentare di cui faccio parte. Colleghi, quando sono in gioco questioni che riguardano le nostre istituzioni, le regole democratiche, le cosiddette regole del gioco, non vi è logica di maggioranza o di opposizione che tenga; non vi possono essere strappi istituzionali giustificabili a seconda della logica opportunistica. Tra l'altro, abbiamo analizzato e chiediamo di applicare una normativa elettorale, e in particolare una norma di chiusura, approvata nella scorsa legislatura da altra maggioranza, della quale alcuni componenti, che ora siedono tra i banchi dell'opposizione, ne criticano la costituzionalità o l'applicazione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Nella lettera del PD alla Presidenza si evidenzia che, con l'assegnazione del seggio, si rischierebbe di pregiudicare la legittimità di ogni futura deliberazione assunta dal Senato, in quanto la composizione del Senato sarebbe illegittima. Senza che sia sopraggiunta alcuna sentenza della Corte, state dicendo che la norma è incostituzionale. Eppure, abbiamo avuto Parlamenti i cui componenti sono stati eletti da una legge elettorale dichiarata incostituzionale, il Porcellum, e non mi sembra che le relative deliberazioni siano state invalidate. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). FERRARI (PD) . Quella legge l'ha fatta Calderoli! RICCARDI (M5S) . Come evidenziato dalla Corte costituzionale, le elezioni che si sono svolte in applicazione anche delle norme elettorali dichiarate costituzionalmente illegittime costituiscono, in definitiva, e con ogni evidenza, un fatto concluso, posto che il processo di composizione delle Camere si compie con la proclamazione degli eletti. Con terzietà e rigore istituzionale, al solo fine di garantire il bene dell'istituzione di cui ci onoriamo di far parte, chiediamo a tutti di evitare polemiche pretestuose. Compito della Giunta è applicare la normativa elettorale vigente. I richiami normativi ben evidenziati dal relatore Urraro evidenziano i passaggi da seguire per l'assegnazione del seggio. E noi intendiamo seguirli. Non c'è alcuna applicazione analogica, né tesi creativa del diritto, ma una mera applicazione del testo unico. Per tali ragioni, dichiaro il nostro voto favorevole. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla questione del seggio non assegnato nella Regione Sicilia ( Doc . XVI, n. 2). (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B) . (Applausi dal Gruppo M5S). Per consentire alla Giunta... (Alcuni senatori del Gruppo PD mostrano copie della Costituzione al grido di «Vergogna!»). Per favore, colleghi, fatemi proseguire.