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I Centri regionali sono tenuti a verificare i dati trasmessi a mezzo delle segnalazioni e, nel caso in cui ritengano che si debba procedere, convocano il soggetto per una visita diagnostica. 4 Nel caso in cui la visita diagnostica accerti che il soggetto è affetto da dipendenza patologica e questi non intenda avviare il programma terapeutico oppure nel caso in cui il beneficiario non intenda sottoporsi alla visita diagnostica, i Centri regionali ricorrono al giudice tutelare territorialmente competente affinché verifichi la sussistenza dei presupposti per l'apertura del procedimento di nomina di un amministratore di sostegno. Nel caso in cui il soggetto sia già assistito da un amministratore di sostegno, da un tutore o da un curatore, i Centri regionali ricorrono al giudice tutelare per la verifica dell'effettivo espletamento delle attività di assistenza e cura del beneficiario. 5 L'interessato o per esso il suo rappresentante legale prestano il consenso informato di adesione al programma terapeutico e socio-riabilitativo individuato dal Servizio per le dipendenze, alle modalità di realizzazione del programma ed ai risultati programmatici. 6 Nei confronti degli individui affetti da dipendenza patologica cronica o ad alto rischio di cronicizzazione, i Centri regionali coordinano le azioni dei servizi territorialmente competenti con particolare sollecitudine, garantendo il tempestivo avvio dei programmi terapeutici. 7 Nel caso in cui si tratti di soggetto sottoposto a restrizione della libertà personale in quanto detenuto, sottoposto a misure di prevenzione, sottoposto alla misura di sicurezza del ricovero in residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) ovvero sottoposto alle misure alternative alla detenzione, i Centri regionali sono contattati dal pubblico ministero su indicazione del magistrato di sorveglianza. 6 (Promozione e coordinamento delle attività di educazione e informazione atte a prevenire l'insorgenza delle dipendenze patologiche) 1 L'Osservatorio nazionale e i Centri regionali, in conformità con quanto stabilito dal titolo IX del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, agiscono di concerto con il Ministero della salute, il Ministero dell'istruzione e il Ministero dell'università e della ricerca per promuovere e coordinare le attività di educazione alla salute e di informazione sui danni derivanti dall'alcolismo, dall'uso delle sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché dalle patologie correlate alle dipendenze patologiche. 2 Le attività di cui al comma 1 si inquadrano nello svolgimento ordinario dell'attività educativa e didattica, attraverso l'approfondimento di specifiche tematiche nell'ambito delle discipline curricolari ed extracurricolari. 3 Il Ministero dell'istruzione e il Ministero dell'università e della ricerca approvano programmi annuali differenziati per tipologie di iniziative e relative metodologie di applicazione, per la promozione di attività da realizzarsi negli istituiti di istruzione di primo e secondo grado e nelle università, sulla base delle proposte formulate dall'Osservatorio nazionale. 4 L'Osservatorio nazionale, nell'espletamento della sua funzione di prevenzione, approfondisce, nella formulazione dei programmi scolastici, le tematiche: a della pedagogia preventiva; b dell'incentivazione di attività culturali, ricreative e sportive, da svolgere eventualmente anche all'esterno della scuola; c del coordinamento con le iniziative promosse o attuate da altre amministrazioni pubbliche con particolare riguardo alla prevenzione primaria. 5 Alle riunioni programmatiche dell'Osservatorio nazionale con il Ministro della salute, il Ministro dell'istruzione e il Ministro dell'università e della ricerca partecipa almeno un rappresentante per ogni Centro regionale presente sul territorio nazionale. Quando sono trattati argomenti di loro interesse, possono essere invitati il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della giustizia, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, il Ministro per le pari opportunità e la famiglia, il Ministro per il sud e la coesione territoriale, i rappresentanti delle regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano, dei comuni e degli enti del Terzo settore. 6 In sede di formazione di programmi di aggiornamento e formazione del personale della scuola è data priorità alle iniziative in materia di educazione alla salute e di prevenzione delle dipendenze patologiche. 7 (Trasparenza dei dati) 1 L'Osservatorio nazionale e i Centri regionali possono richiedere dati e informazioni a qualunque amministrazione statale e regionale, che è tenuta a fornirli, con l'eccezione dei dati che possono violare il diritto all'anonimato. Qualunque amministrazione statale e regionale può ottenere informazioni dall'Osservatorio nazionale e dai Centri regionali. 2 Le prestazioni erogate dalle strutture pubbliche e private convenzionate sono soggette all'obbligo di trasparenza, nel rispetto del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nonché del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016. 3 Le strutture pubbliche e private con funzioni di riabilitazione, diagnosi e cura per le dipendenze patologiche rendono disponibili, mediante pubblicazione nel proprio sito internet istituzionale, i dati relativi al numero di posti disponibili nonché i dati relativi alle diverse tipologie di percorsi terapeutici e riabilitativi svolti, previa verifica della loro congruità ad opera dei Centri regionali nell'ambito dell'esercizio della funzione di monitoraggio. 8 (Buone pratiche clinico-assistenziali e raccomandazioni previste dalle linee guida) 1 Gli esercenti le professioni sanitarie, nell'esecuzione delle prestazioni con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche e riabilitative nell'ambito delle dipendenze patologiche, nello svolgimento delle loro mansioni si attengono ai programmi terapeutici e socio-riabilitativi formulati dai Servizi per le dipendenze, alle raccomandazioni previste dalle linee guida pubblicate ai sensi del comma 3 ed elaborate da enti e istituzioni pubblici e privati nonché dalle società scientifiche e dalle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie iscritte in apposito elenco, istituito e regolamentato con decreto del Ministro della salute, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e da aggiornare con cadenza biennale. 2 Nel regolamentare l'iscrizione in apposito elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche di cui al comma 1, il decreto del Ministro della salute stabilisce: a i requisiti minimi di rappresentatività sul territorio nazionale; b la costituzione mediante atto pubblico e le garanzie da prevedere nello statuto in riferimento al libero accesso dei professionisti aventi titolo e alla loro partecipazione alle decisioni, all'autonomia e all'indipendenza, all'assenza di scopo di lucro, alla pubblicazione nel sito internet istituzionale dei bilanci preventivi, dei consuntivi e degli incarichi retribuiti, alla dichiarazione e regolazione dei conflitti di interesse e all'individuazione di sistemi di verifica e controllo della qualità della produzione tecnico-scientifica; c le procedure di iscrizione all'elenco nonché le verifiche sul mantenimento dei requisiti e le modalità di sospensione o cancellazione dallo stesso.