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Infatti, il CCNL che dà attuazione alle disposizioni del Memorandum di Intesa concluso il 12 maggio 1981 fra i rappresentanti di FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL e la Commissione di coordinamento delle Forze armate USA per il personale civile in Italia, che contiene le condizioni d'impiego concordate relative al personale civile italiano e cittadini di altri Stati dell'Unione europea, alle dipendenze delle Forze armate statunitensi in Italia, all'articolo 2, chiarisce che: "I Comandi intrattengono rapporti sindacali con FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL"; premesso, inoltre, che: la citata violazione degli accordi relativi alle assunzioni è stata già segnalata all'Ispettorato del lavoro di Pordenone; inoltre, nell'aprile 2018 è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pordenone; a quanto detto si aggiunga che, secondo quanto riportato dalle organizzazioni sindacali, i vertici Usaf avrebbero paventato la chiusura della base, in caso d'impossibilità ad assegnare posti ai civili americani, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali siano le loro valutazioni in merito; se non ritengano opportuno adoperarsi presso la Direzione del personale delle Basi Usa Jcpc, al fine di chiarire le modalità di assunzione del personale civile nelle basi militari USA sul territorio nazionale. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00485 PARRINI Al Ministro della giustizia Premesso che: la riforma dell'ordinamento professionale forense attuata con la legge 31 dicembre 2012, n. 247, recante "Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense", ha considerevolmente modificato composizione, durata e funzioni delle istituzioni forensi, determinando una molto marcata soluzione di continuità rispetto all'assetto previgente; la legge, infatti, ha ridisegnato la fisionomia delle istituzioni forensi, riscrivendone compiti e prerogative e nell'ambito della revisione dei procedimenti di designazione dei loro componenti, anche il regime d'ineleggibilità degli stessi; in particolare, l'articolo 34 della legge n. 247 del 2012, dispone che "Il CNF (...) dura in carica quattro anni. I suoi componenti non possono essere eletti consecutivamente più di due volte nel rispetto dell'equilibrio tra i generi"; in materia d'ineleggibilità è intervenuta successivamente la legge 12 luglio 2017, n. 113, recante "Disposizioni sulla elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi". A tal riguardo, l'articolo 3, comma 3, dispone che: "Sono eleggibili gli iscritti che hanno diritto di voto, che non abbiano riportato, nei cinque anni precedenti, una sanzione disciplinare esecutiva più grave dell'avvertimento. Fermo restando quanto previsto al comma 4, i consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi. La ricandidatura è possibile quando sia trascorso un numero di anni uguale agli anni nei quali si è svolto il precedente mandato"; in materia di regime transitorio l'articolo 17, comma 3, stabilisce che: "In sede di prima applicazione, la durata dei consigli dell'ordine, ivi compresi quelli eletti ai sensi dei commi 1 e 2, è stabilita comunque alla scadenza del 31 dicembre 2018, ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 3 della presente legge. Alle elezioni successive si applicano le disposizioni di cui all'articolo 28, comma 7, della legge 31 dicembre 2012, n. 247"; con la sentenza n. 32781/2018, la Suprema Corte di cassazione, a sezioni unite, ha statuito in merito alla questione della possibilità di computo dei mandati elettorali espletati antecedentemente l'entrata in vigore della legge n. 113 del 2017. Al riguardo le Sezioni Unite hanno stabilito che: "la norma a regime (art. 3, co. 3, secondo periodo) sia adeguatamente chiara nel senso di escludere la stessa eleggibilità di avvocati che abbiano espletato due mandati consecutivi, anche se sotto il regime dell'ordinamento della professione forense previgente alle riforme del 2012 (e, quanto alla disciplina elettorale, del 2017)". E che tale interpretazione "sia da estendere anche alle elezioni in sede di prima applicazione della legge 113/17"; a tal riguardo occorre rilevare come la nuova norma sull'ineleggibilità attribuisce, dunque, per il futuro, nuova rilevanza e considerazione, ora ostativa, a fatti passati, eretti a requisiti negativi od ostativi per l'accesso alle cariche elettive in ragione della considerazione di un loro sopravvenuto disvalore, conferendo, pertanto, ad un evento del passato una diversa rilevanza; pertanto, poiché manca un'espressa disposizione transitoria che identifichi i mandati ostativi con esclusivamente con quelli espletati successivamente all'introduzione dei nuovi elementi ostativi, la conclusione, da parte degli ermellini, della necessaria rilevanza dei mandati pregressi è imposta dall'esigenza di dare immediata operatività alle condizioni di ineleggibilità; rilevato che, a parere dell'interrogante: appare, quindi, di tutta evidenza la necessità di un intervento normativo volto a chiarire che il regime di ineleggibilità, di cui al combinato disposto degli articoli 34 della legge n. 247 del 2012 e 3 della legge n. 113 del 2017, si applica solo con riferimento ai mandati consecutivi svolti a seguito di elezioni celebrate ai sensi della legge n. 247 del 2012 o in alternativa della legge n. 113 del 2017 e durati più di due anni; tale intervento appare, inoltre, di assoluta urgenza dal momento che gli ordini circondariali hanno già avviato i procedimenti elettorali, volti al rinnovo delle compagini dei consigli dell'ordine e che è necessario che le ormai prossime elezioni si svolgano con regole chiare e senza incertezze interpretative su un tema, quello della eleggibilità, potenzialmente foriero di contenzioso elettorale, fatto che risulterebbe assai pregiudizievole per il corretto ed efficiente funzionamento delle istituzioni forensi, garanti, nell'interesse della collettività, di interessi di natura pubblicistica, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le sue valutazioni in merito; se non ritenga di intraprendere le opportune iniziative al fine di chiarire in maniera certa e univoca la platea cui applicare le nuove disposizioni in materia d'ineleggibilità nei Consigli dell'ordine forense e, in particolare, quale computo debba ritenersi valido in sede di applicazione delle nuove disposizioni di cui alla citata legge n. 113 del 2017; se, in particolare, non ritenga di farsi promotore di un'iniziativa legislativa in tempi celeri, al fine di introdurre una norma transitoria, che disponga l'applicazione delle nuove regole in materia di ineleggibilità dei consiglieri, locali o nazionali, dell'ordine forense solo a partire dalle prime elezioni dei Consigli dell'ordine forensi avvenute in osservanza delle disposizioni, di cui alla citata legge n. 247 del 2012. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01061