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19) teoria, tecnica e valutazione dei prodotti di sviluppo (afferente alla facoltà di economia e commercio). Art. 147. - La frequenza dei corsi e ad ogni altra attività didattica, nonché il superamento dell'esame sono obbligatori per gli insegnamenti del primo anno per un totale di dieci annualità, e per gli insegnamenti del secondo anno per un totale di tre annualità (due insegnamenti semestrali equivalgono a uno annuale) che lo studente deve scegliere, in accordo con il consiglio della scuola, tra quelli attivati con delibera del consiglio medesimo. Ogni insegnamento, a giudizio del consiglio della scuola, potrà avere durata annuale o semestrale. Alla fine di ogni anno accademico lo specializzando deve sostenere un esame teorico-pratico per il passaggio all'anno di corso successivo. La commissione d'esame, di cui fanno parte il direttore della scuola ed i docenti delle materie relative all'anno di corso, esprime un giudizio globale sul livello di preparazione del candidato nelle singole discipline e relative attività pratiche prescritte per l'anno di corso. Coloro che non superano detto esame potranno ripetere l'anno di corso una sola volta. Art. 148. - I doveri e gli adempimenti degli iscritti alla scuola in ordine al programma didattico, alla frequenza alle lezioni, seminari e attività pratiche devono soddisfare i seguenti requisiti: a) durante l'anno di corso vengono tenuti seminari, gruppi di studio, discussioni di casi sia con l'ausilio di simulazioni che con visite presso imprese, che costituiscono le attività pratiche; b) le attività didattiche e pratiche richiedono la frequenza nell'ambito della scuola; c) tenuto conto di quanto stabilito dal primo comma dell'art. 147, eventuali assenze dovranno essere di volta in volta giustificate e comunque non dovranno superare il 10% della durata dei singoli corsi né delle attività pratiche. Art. 149. - Superato l'esame teorico-pratico dell'ultimo anno, il corso di studio della scuola di specializzazione si conclude con un esame finale consistente nella discussione di una dissertazione scritta su una o più materie del corso. A coloro che abbiano superato l'esame finale viene rilasciato il diploma di specialista. Art. 150. - L'importo delle tasse e soprattasse dovuto dagli studenti della scuola è quello previsto dallo statuto dell'Università cattolica, determinato dal consiglio di amministrazione in base alle vigenti disposizioni di legge; i contributi sono stabiliti anno per anno dal consiglio di amministrazione. Art. 151. - Nella scuola è costituito un consiglio presieduto da un direttore. Il consiglio è composto dai docenti universitari di ruolo e dai professori a contratto previsti dall'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, ai quali sono affidate attività didattiche nella scuola, nonché da una rappresentanza di tre specializzandi eletti secondo le modalità di cui all'art. 99 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382. Il consiglio esercita le competenze spettanti, ai sensi dell'art. 94 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382/1980, al consiglio di corso di laurea in materia di coordinamento di insegnamenti. Il direttore viene nominato dal rettore, su proposta del consiglio della scuola tra i professori ordinari, straordinari o fuori ruolo che insegnino anche nella scuola stessa; dura in carica tre anni ed è riconfermabile. In caso di motivato impedimento la direzione della scuola è affidata a un professore associato che pure insegni nella scuola medesima. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 10 gennaio 1985 PERTINI FALCUCCI, Ministro della pubblica istruzione Visto, il Guardasigilli: MARTINAZZOLI Registrato alla Corte dei conti, addì 18 marzo 1985 Registro n. 15 Istruzione, foglio n. 400