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Dà quindi ulteriori dettagli sui contenuti dell'emendamento, evidenziando la palese contraddizione di permettere a persone esperte ma prive di laurea - gli Assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA - di partecipare al concorso ordinario in via di svolgimento ma di non consentire loro di concorrere a un riservato, un'opzione contemplata nell'intesa del 1 ottobre 2019, sottoscritta dal ministro dell'istruzione Fioramonti con le organizzazioni sindacali rappresentative della scuola. Dà quindi conto dell'appello che egli ha rivolto, insieme alla vice presidente della Commissione cultura della Camera, onorevole Giorgia Latini, al Capo dello Stato affinchè si presti attenzione alla situazione di questa categoria di personale della scuola. La relatrice GRANATO ( M5S ) si complimenta con il presidente Pittoni per esser riuscito a farsi interprete del complesso delle istanze di tutte le categorie del comparto; tuttavia, osserva come la funzione della scuola sia principalmente quella di elevare il livello culturale degli studenti: ciò richiede una selezione accurata dei docenti soprattutto in ingresso, considerata l'assenza di valutazioni successive, alla luce del principio di libertà dell'insegnamento, né può considerarsi sufficiente il servizio prestato, sia pure protratto nel tempo. Il provvedimento d'urgenza in esame non è esente da criticità, derivando da un'originaria iniziativa del ministro Bussetti, il quale - cambiando il proprio precedente orientamento - non ha provveduto a bandire il concorso ordinario, come prefigurato dalla legge di bilancio per il 2019. Il Movimento 5Stelle ha mantenuto, invece, una linea coerente, facendo proposte con l'accortezza e la ponderazione delle conseguenze che sono richieste alle forze che governano il Paese. In tema di mobilità occorre evitare le gravissime interruzioni di servizio e favorire la continuità didattica, non solo al Nord ma anche nelle zone disagiate del territorio nazionale, garantendo il buon funzionamento della scuola nell'ottica di tutelare i diritti di cittadinanza degli studenti e delle famiglie. Il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) replica che il vincolo di permanenza nella medesima sede per cinque anni va attuato con ragionevolezza, evitando di indurre comportamenti abusivi o elusivi suscettibili di creare danni diffusi e rilevantissimi. La soluzione avanzata con le sue proposte emendative indica una durata, tre anni, che considera ragionevole, rimettendo alla contrattazione l'ulteriore regolazione. Richiama i contenuti del contratto di Governo sottoscritto dalle due forze politiche che sostenevano il precedente Governo e l'impegno che in tal modo il Movimento 5 Stelle aveva assunto su una fase transitoria che consentisse di superare il problema del precariato storico. Quanto al percorso abilitante speciale (PAS), si tratta di un percorso selettivo, che consente una selezione di merito e non, come il TFA, una chiusura in ingresso con il numero chiuso, con il rischio di esclusioni di persone meritevoli; inoltre ribadisce la sua conformità al diritto europeo e alla normativa vigente, nonché l'assenza di oneri visto che i costi sono sostenuti dai partecipanti. Proprio quest'ultimo aspetto rappresenta, per la senatrice GRANATO ( M5S ) un motivo di contrarietà, poiché si rischia di creare una discriminazione a danno dei meno abbienti e una differenziazione tra i territori. La senatrice VANIN ( M5S ) obietta, in merito alla fissazione in tre anni del vincolo di permanenza, che i percorsi scolastici di tre anni sono esclusivamente quelli della scuola secondaria di primo grado. Il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) puntualizza, a sua volta, che la maggior parte dei percorsi scolastici si articola sul modello 2 più 2 più 1. La senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea la ratio che anima gli emendamenti presentati dalla sua parte politica: quella di superare il precariato storico, un'utopia, forse, ma comunque un obiettivo che è necessario perseguire. Il diritto alla continuità didattica è certamente un elemento di cui tenere massimo conto, senza però ignorare i diritti di coloro che lavorano anche da moltissimi anni e prevedendo, semmai, le attività di formazione che si ritenessero necessarie. Sull'esigenza di una selezione basata sul merito e l'impossibilità di sanare tutte le situazioni di precariato, richiamando anche la giurisprudenza costituzionale in materia di quote riservate nei concorsi pubblici, interviene la senatrice RUSSO ( M5S ), cui risponde il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) che richiama nuovamente il contratto di Governo del 2018 e sottolinea la piena conformità dei suoi emendamenti alle quote di riserva indicate dalla giurisprudenza costituzionale. Alla relatrice GRANATO ( M5S ) che interviene nuovamente precisando che l'accordo di Governo evocato non necessariamente conduce alle soluzioni prefigurate dagli emendamenti a prima firma Pittoni e sottolineando polemicamente come sia facile proporre, da una posizione di opposizione, soluzioni che poi non si è chiamati ad attuare, risponde il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) che rivendica la piena applicabilità delle proposte da lui avanzate e ne ribadisce la conformità alla giurisprudenza costituzionale. La senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ) comprende le difficoltà rilevate dalla senatrice Granato, ma evidenzia come gli emendamenti del suo Gruppo intendano individuare soluzioni nella consapevolezza della limitatezza delle risorse; sottolinea come il presidente Pittoni svolga sempre il suo ruolo con la massima imparzialità e come siano infondate i rilievi mossi alla durata delle audizioni. Il senatore CANGINI ( FI-BP ) ritiene che il distinguersi nel merito delle proposte appartenga alla normale dialettica tra maggioranza e opposizione e invita a evitare di considerare - come ha fatto la senatrice Montevecchi - le obiezioni politiche su un piano personale. Il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'emendamento 5.4, che dispone che per i contratti di formazione specialistica non stipulati con medici, deve essere reso noto l'impiego alternativo dei fondi residui. L'emendamento 5.5 dispone l'abrogazione della norma che attualmente stabilisce il divieto di contemporanea iscrizione a diversi corsi di laurea, impedendo così la creazione di percorsi formativi multidisciplinari fortemente integrati, come per esempio quello in medicina e chirurgia con quello in ingegneria biomedica, i quali, pur registrando numerose sovrapposizioni, non raggiungono la sovrapposizione dell'80 per cento dei settori scientifici disciplinari (SSD) e dei crediti formativi universitari (CFU) di entrambe le classi oggi richiesta per la creazione di un corso interclasse; richiama, al riguardo, analoghe iniziative in corso in Svizzera e nei Paesi Bassi, che hanno ottenuto ottimi risultati. L'emendamento 5.0.2 reca l'interpretazione autentica dell'articolo 6, comma 10, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario;