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Modifiche alla disciplina in materia di modalità di accertamento dell'eccesso di velocità mediante sistemi elettronici, di notificazioni dei verbali e di opposizione agli stessi, nonché di utilizzo dei proventi delle sanzioni per violazioni del codice della strada. Onorevoli Senatori. -- Le contravvenzioni per le violazioni al nuovo codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, irrogate attraverso l'uso di autovelox, ed altri apparecchi similari, costituiscono la fonte di un vero e proprio gettito supplementare per molti comuni italiani che, per far quadrare i loro conti, utilizzano tali sistemi per assicurare una fonte certa di entrate finanziarie. La relazione della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti locali -- esercizio 2015 -- dello scorso febbraio 2017, indica in 1.679,40 milioni di euro gli introiti derivanti dalle sanzioni per violazioni al codice della strada e una variazione percentuale annua pari al 45,69 per cento; i dati fanno riferimento alle sanzioni per tipologia di infrazione emesse dalla Polizia stradale, dai Carabinieri e dalle polizie locali. Il nuovo codice della strada, di cui al citato decreto legislativo n. 285 del 1992, prevede che le postazioni per il controllo elettronico della velocità, quali gli autovelox, i photored ed altri strumenti similari, debbano essere preventivamente segnalati in maniera chiara e visibile. In particolare il comma 6- bis dell'articolo 142 dispone che: «Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalità di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'interno». Tuttavia gran parte di tali apparecchi, oltre a non essere debitamente segnalati, sono spesso installati in luoghi poco visibili e non risultano in alcun modo individuabili da parte di chi percorre la strada. Il 7 agosto 2017 è stata emanata, dal Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, la circolare con le nuove regole per le multe con autovelox. La nota interpreta il decreto ministeriale 13 giugno 2017, n. 282, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2017, con cui il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha disciplinato l'obbligo generalizzato di taratura dei rilevatori di velocità a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 113 del 18 giugno 2015, recepito in buona parte dall'ultima direttiva del Ministero dell'interno sui controlli di velocità (circolare del Ministero dell'interno n. 300-A-5620-17-144-5-20-3 del 21 luglio 2017). In linea generale, la circolare del 7 agosto fa chiarezza sui vincoli per i controlli di velocità intervenendo sulla posizione (distanza minima e massima) dei cartelli di avviso di controllo della velocità, sulla segnalazione di altri segnali oltre al cartello di avviso da parte degli agenti di polizia, sulla visibilità della postazione di controllo, sull'obbligo di taratura e controllo della funzionalità dell'autovelox e sulla rimozione dei vecchi segnali. Tali specifiche vanno solo in parte incontro alle esigenze di trasparenza e legalità nei confronti degli automobilisti. Il principio per cui vengono installati tali sistemi di rilevazione della velocità, dovrebbe essere quello della garanzia della sicurezza stradale degli automobilisti e non, come detto precedentemente, quello di «fare cassa». Il comma 12- ter del citato articolo 142 del nuovo codice della strada, dispone che gli enti proprietari della strada su cui è stato effettuato l'accertamento, ai quali sono attribuiti i proventi delle sanzioni nella misura del 50 per cento, destinano le somme derivanti dall'attribuzione delle quote dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie, alla realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, ivi comprese la segnaletica e le barriere, e dei relativi impianti, nonché al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, ivi comprese le spese relative al personale, nel rispetto della normativa vigente relativa al contenimento delle spese in materia di pubblico impiego e al patto di stabilità interno. Tale vincolo, purtroppo, spesso non viene rispettato. Inoltre, l'installazione, la regolazione e la manutenzione degli apparecchi in questione viene spesso gestita da ditte private che hanno trasformato l'accertamento delle violazioni del codice della strada in un vero e proprio business con grave danno nei confronti della collettività costretta a pagare ingiustamente migliaia di multe. Numerosi sono i comuni che usano tratti di strada extraurbana per installare nuovi autovelox per coprire le spese correnti delle amministrazioni comunali ed evitare deficit di bilancio. L'attuale formulazione delle norme relative all'accertamento e riscossione delle sanzioni per violazioni del codice della strada, gravano sui singoli cittadini sia a livello economico che burocratico. Basti pensare ai costi da sostenere per il pagamento di notifiche e l'invio di raccomandate in caso di comunicazione dell'identità del guidatore a seguito di decurtazione di punti patente. Con il presente disegno di legge si intende dare una risposta a tale ingiusta situazione e soprattutto ad una esigenza di giustizia sociale di numerosi cittadini, che subiscono una lesione della loro posizione giuridica a causa degli abusi e dell'uso distorto fatto dai comuni delle norme contenute nel codice della strada; norme che, come detto in premessa, dovrebbero essere applicate ai fini di una effettiva prevenzione degli incidenti e per promuovere la cultura della sicurezza stradale. In particolare, l'articolo 1 del presente disegno di legge apporta una serie di modifiche al nuovo codice della strada di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992: -- il comma 1, lettera a), modifica l'articolo 126- bis, al fine di prevedere che l'obbligo di comunicazione dei dati del conducente, da evadere entro sessanta giorni, resti sospeso in caso di ricorso; -- il comma 1, lettera b), modifica l’articolo 126- bis , al fine di prevedere che il verbale di accertamento non solo debba riportare l'avviso dell'obbligo di cui sopra e la relativa sanzione in caso di omissione, ma lo deve fare con evidenziazione grafica; -- il comma 1, lettera c), modifica l'articolo 142, al fine di prevedere che le postazioni di controllo di rilevamento della velocità siano segnalate non solo con cartelli ma anche con dispositivi luminosi; -- il comma 1, lettera d) , modifica l'articolo 142, al fine di prevedere che la destinazione dei proventi da sanzioni sia dedicata in modo esclusivo alla realizzazione di interventi e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali; -- il comma 1, lettera e) , modifica il comma 201, al fine di prevedere che, relativamente alla notificazione delle violazioni, il limite di notifica del verbale scenda a trenta giorni;