[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito del rifiuto opposto dal Ministro della giustizia di dar corso alla deliberazione del Consiglio superiore della magistratura che conferisce l'ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo al dott. Adriano Galizzi, promosso con ricorso del Consiglio superiore della magistratura, notificato il 18 aprile 2003, depositato in cancelleria il 2 maggio 2003 ed iscritto al n. 16 del registro conflitto 2003. Visto l'atto di costituzione del Ministro della giustizia; udito nell'udienza pubblica dell'11 novembre 2003 il Giudice relatore Riccardo Chieppa; uditi l'avvocato Alessandro Pace per il Consiglio superiore della magistratura e l'Avvocato dello Stato Oscar Fiumara per il Ministro della giustizia.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ricorso del 23 gennaio 2003, depositato il 27 gennaio 2003, il Consiglio superiore della magistratura, in persona del Vice Presidente, a ciò delegato dal Presidente della Repubblica con decreto 1° agosto 2002, ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Ministro della giustizia, senatore Roberto Castelli, avverso la nota conclusiva del medesimo Ministro in data 25 ottobre 2002, chiedendo che la Corte - previa declaratoria di ammissibilità del conflitto - dichiari che non spetta al predetto Ministro il potere di rifiutare di dar corso alla deliberazione del Consiglio superiore della magistratura che conferisce l'ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo al dott. Adriano Galizzi. 2.- Nel ricorso viene ricostruita l'intera vicenda che ha dato luogo al conflitto secondo la seguente scansione temporale. 2.1.- Nella seduta del 9 ottobre 2001, la quinta Commissione del Consiglio superiore della magistratura deliberava all'unanimità di proporre al plenum del Consiglio stesso il conferimento dell'ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo al dott. Adriano Galizzi. Nella successiva seduta del 16 ottobre 2001 la medesima Commissione - dopo aver vagliato i curricula professionali dei diversi candidati "in fascia" ed aver accertato la maggiore idoneità del dott. Galizzi a ricoprire l'incarico direttivo- deliberava di proporre quest'ultimo per la nomina a Procuratore della Repubblica al Ministro della giustizia, per il previsto concerto. 2.2.- Con nota del 24 gennaio 2002, il Ministro della giustizia rappresentava che, essendo il fratello del magistrato proposto (dott. Paolo Maria Galizzi) Presidente di sezione presso lo stesso Tribunale di Bergamo, sussisterebbe una causa di incompatibilità ai sensi dell'art. 19 del regio-decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (Ordinamento giudiziario) "così come disciplinata dalla circolare n. 8160/4 comm. del 9 ottobre 1982 e successive modifiche". Veniva richiesto, pertanto, alla quinta Commissione di valutare detti profili. 2.3.- Nella seduta del 19 febbraio 2002 il relatore (dott. Gallo) comunicava l'avvenuta ricezione di una nota del dott. Adriano Galizzi con la quale questi si impegnava "in caso di nomina, ad eliminare ogni possibile incompatibilità con le funzioni esercitate dal proprio fratello". La quinta Commissione deliberava, quindi, di richiedere al Presidente del Tribunale di Bergamo un motivato e specifico parere, alla luce della citata circolare, in ordine all'eventuale sussistenza di intralci al regolare andamento del servizio che potessero derivare dalla presenza del suddetto vincolo di parentela. Il Presidente del Tribunale, con nota del 26 febbraio 2002, sottolineava la necessità di confermare il giudizio già in passato espresso dal Consiglio superiore della magistratura con delibera 16 febbraio 1998 in ordine all'insussistenza di qualsiasi ipotesi di incompatibilità derivante dalla suddetta parentela, anche perché detta incompatibilità si potrebbe prospettare, nel caso in esame, soltanto con riguardo all'intervento del PM nei processi civili innanzi alla sezione presieduta dal fratello del candidato. Anche in queste circostanze, sempre secondo il Presidente del Tribunale, si tratterebbe di un impedimento agevolmente superabile mediante l'attribuzione degli affari civili e della partecipazione alle udienze del Tribunale civile ad alcuni sostituti (così come fatto dal precedente Procuratore della Repubblica dott. Giorgio Brignoli). 2.4.- Nella seduta dell'11 marzo 2002, il relatore proponeva alla Quinta Commissione di confermare la iniziale proposta di nomina, dopo aver fatto presente che il Presidente del Tribunale di Bergamo aveva comunicato che in data 15 febbraio 2002 il dott. Adriano Galizzi aveva sottoscritto una dichiarazione con la quale faceva presente che, qualora gli fosse stato conferito l'ufficio direttivo in questione, avrebbe confermato in via permanente ed irrevocabile la delega per tutti i pareri e gli interventi in affari civili a due sostituti, allo scopo di eliminare ogni possibile incompatibilità con il fratello. 2.5.- La quinta Commissione, dopo due rinvii, nella seduta del 14 marzo 2002, deliberava di chiedere alla settima Commissione il numero delle sezioni esistenti presso il Tribunale di Bergamo e da quanti anni il dott. Paolo Maria Galizzi svolgesse le funzioni di Presidente di sezione presso il suddetto Tribunale. La risposta pervenuta (con la quale si comunicava la esistenza di tre sezioni civili e lo svolgimento dal 9 maggio 1995 delle funzioni di Presidente di sezione del dott. Paolo Maria Galizzi) veniva esaminata nella seduta del 18 marzo 2002. 2.6.- Nella successiva seduta del 27 marzo 2002, la quinta Commissione deliberava a maggioranza (con cinque voti a favore del dott. Adriano Galizzi ed un voto a favore del dott. Armando Grasso) di proporre al plenum del CSM il conferimento dell'ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica al dott. Adriano Galizzi. Nella seduta dell'8 aprile 2002, sempre la quinta Commissione, dopo aver nuovamente valutato i curricula dei candidati "in fascia" e aver escluso, alla luce dell'attività istruttoria svolta, la possibile sussistenza di situazioni di incompatibilità, anche tenuto conto dell'impegno assunto dal magistrato in esame, proponeva una seconda volta, con la medesima maggioranza della prima deliberazione, la nomina del suddetto magistrato. 2.7.- Con nota del 16 maggio 2002, il Ministro della giustizia, rappresentava che dagli atti sarebbe risultato che il dott. Adriano Galizzi non avrebbe adempiuto all'obbligo - sancito a pena di inammissibilità dalla circolare n. 8160 del 9 ottobre 1982 - "di rilasciare la dichiarazione circa eventuali situazioni di incompatibilità all'atto della domanda volta ad ottenere il conferimento dell'ufficio direttivo de quo". Nella nota si aggiungeva: