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Proprio alla luce di tale circostanza, non può fare a meno di rimarcare l'ennesima presa di distanza palesata dal Presidente della Commissione esteri del Senato, il quale, nelle stesse ore in cui si svolgeva la videoconferenza, poneva, per il proprio gruppo di appartenenza, la questione del sostegno e della fiducia all'attuale Governo. Si tratta, conclude l'oratrice, di una condotta che può essere considerata legittima solo a titolo personale, ma che diventa insostenibile quando si detiene la carica apicale dell'organo precipuamente preposto alla trattazione della politica estera del Paese, e che, in ultima analisi, pone i membri di tale Commissione in una situazione di profondo disagio. Anche secondo il senatore ZANDA ( PD ), occorre sottolineare l'importanza cruciale del decreto in disamina, che giunge in Senato proprio nella giornata in cui è stato sentito il Presidente di una nazione vittima di una aggressione ingiustificata. Il plauso unanime che è stato manifestato dalle Camere riunite nei confronti del Presidente Zelensky rende ancor più insostenibile, come già rilevato, la posizione del Presidente della Commissione esteri. Infatti, se ciascun parlamentare ha il diritto costituzionale di esprimere, senza alcun limite, le proprie opinioni politiche, occorre, tuttavia, rammentare che le regole della democrazia - sancite, nella fattispecie, nel regolamento del Senato, che prevedono la non decadenza delle cariche elettive - sono state poste a tutela dell'istituzione e non delle singole persone che, in un dato momento, ricoprono la carica presidenziale di quella determinata istituzione. A suo modo di vedere, il presidente Petrocelli ha ripetutamente violato questa fondamentale regola, dimostrando di non "meritare" la guarentigia che gli garantisce l'irrevocabilità del suo mandato, dal momento che, in molteplici occasioni, non ha mantenuto la dovuta equidistanza rispetto ad un evento, come quello dell'attacco russo all'Ucraina. Conclude rilevando che tale aporia è data riscontrare, peraltro, anche con riferimento alla prossima missione della Commissione esteri negli Stati Uniti, dove egli è chiamato a rappresentare le istanze dell'organo in quanto tale. Al senatore AIROLA ( M5S ) preme, innanzitutto, precisare che la discussione finora intercorsa non rileva assolutamente con il punto all'ordine del giorno che le Commissioni riunite devono esaminare. Ne consegue che è del tutto inopportuno, nella presente sede, muovere delle critiche al presidente Petrocelli, critiche che, peraltro, sono state già esposte presso l'Ufficio di Presidenza della Commissione esteri. Ciò premesso, egli, tuttavia, tiene a ricordare che, nei quattro anni finora trascorsi della corrente legislatura, il presidente Petrocelli, per riconoscimento pressoché unanime, ha sempre interpretato il suo ruolo nella maniera più imparziale, garantendo a tutti i punti di vista di esprimersi democraticamente. Passando, invece, a disaminare il provvedimento in titolo, richiama l'attenzione dei commissari sull'esigenza di riflettere in merito all'eventuale violazione dell'articolo 11 della Costituzione, ricordando, in proposito, anche il recente intervento del Pontefice, cui ha fatto riferimento anche il presidente Mattarella, sulla necessità di promuovere senza sosta l'opzione diplomatica, della mediazione e del raggiungimento di un cessate il fuoco tra le parti. La PRESIDENTE sottolinea che, nel rispetto delle legittime considerazioni politiche di ogni parlamentare, appare difficile sostenere che l'articolo 11 della Costituzione, che va letto nella sua interezza, sia stato derogato nel passato o dal provvedimento in esame. La senatrice RAUTI ( FdI ) interviene sull'ordine dei lavori, chiedendo che la discussione generale venga ricondotta al merito del provvedimento in esame. Il senatore CAUSIN ( Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)) ), raccogliendo l'invito della senatrice Rauti, sottolinea l'importanza del provvedimento, anche in relazione ai rischi per il comparto alimentare derivanti dagli sviluppi del conflitto in Ucraina. Sottolinea altresì l'importanza del decreto-legge in via di conversione, ricordando che anche la cessione di materiali di armamento non rappresenti una novità, visto il sostegno garantito in passato alle forze curde nel conflitto contro Daesh, sempre nel rispetto di una cornice definita di diritto internazionale. In questa circostanza, peraltro, si tratta di sostenere un popolo, quello ucraino, che ha subito un'aggressione inaccettabile e contraria al diritto. Ritiene quindi che l'Italia debba fare la propria parte. Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ), ritenendo convintamente che le Commissioni riunite possano dibattere anche di temi non iscritti formalmente nel calendario dei lavori, stigmatizza il fatto che ancora non sia stato possibile venire a conoscenza, per deliberata volontà del presidente Petrocelli, della comunicazione, all'Ambasciata russa a Roma, della denuncia del Protocollo di collaborazione parlamentare tra le omologhe Commissioni del Senato e del Consiglio della Federazione russa. Il senatore VATTUONE ( PD ) rimarca la capacità operativa dimostrata dalle Forze armate italiane nell'attuazione delle misure previste dal provvedimento in esame, misure che rappresentano importanti strumenti di deterrenza nei confronti dell'aggressore russo. Il presidente PETROCELLI ( M5S ), replicando agli interventi dei colleghi aventi per oggetto il suo status presidenziale, ricorda che, in più occasioni, ha condannato fermamente l'aggressione russa dell'Ucraina, quale atto ingiustificabile che viola ogni regola di civiltà. Pur sostenendo tale punto di vista, tuttavia, egli è sempre stato contrario alla decisione di inviare armi ad una delle parti in guerra, perché reputa tale determinazione prodromica ad una ulteriore escalation del conflitto e in contrasto non solo con la propria coscienza, ma, a considerare un serio sondaggio elaborato di recente, anche con il 55 per cento degli italiani, che non sono d'accordo con la fornitura di armamenti. Reitera, pertanto, la propria volontà di votare contro il provvedimento in esame, anche e soprattutto alla luce della fondamentale legge del 1990 sull'esportazione di armi. Sotto tale profilo, peraltro, rileva che la propria posizione non è affatto cambiata rispetto a quella che il Gruppo Cinque Stelle ha sempre sostenuto, soprattutto all'inizio della legislatura, quando, esattamente nel 2019, fu presentato un apposito disegno di legge, sottoscritto da numerosi appartenenti al Gruppo, che intendeva modificare, in senso ancora più restrittivo, la suddetta normativa risalente a oltre trent'anni fa. Relativamente alla prossima missione negli Stati Uniti, valuterà il da farsi interpellando eventualmente la Presidente del Senato ove gli altri componenti la delegazione decidessero di declinare la loro partecipazione. In replica al senatore Zanda, fa presente che in un contesto che può essere agevolmente definito "anomalo", come quello della attuale legislatura, che ha registrato il succedersi di tre Esecutivi, egli si è sempre premurato di rappresentare fedelmente le istanze della maggioranza di Governo.