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il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro dell'interno e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 21 gennaio 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 marzo 2021, n. 56, ha definito i criteri per la ripartizione dei contributi; l'articolo 5, comma 2, stabilisce che "qualora l'entità delle richieste pervenute superi l'ammontare delle risorse disponibili, l'attribuzione è effettuata, tenendo conto della quota riferita alla progettazione esecutiva e alle opere, a favore dei comuni che presentano un valore più elevato dell'indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM)"; il decreto del capo del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell'interno 30 dicembre 2021 ha approvato l'elenco dei progetti ammissibili relativi alle istanze validamente trasmesse dai Comuni, la graduatoria dei progetti ammissibili per un ammontare complessivo di 4.277.384.625,56 euro dei Comuni con un IVSM più elevato, e l'elenco dei progetti beneficiari per un ammontare di progetti finanziati pari a 3.399.271.176,95 euro; rilevato che: numerosi Comuni, in particolare nelle aree del nord del Paese, a seguito della pubblicazione del decreto 30 dicembre 2021, hanno constatato il mancato finanziamento dei progetti proposti, generando un diffuso e crescente malcontento tra i sindaci e le comunità locali a seguito della pubblicazione della graduatoria; nel Veneto, a fronte di 227 progetti presentati da parte dei Comuni, solo 24 (proposti dai Comuni di San Bonifacio, Lonigo, Monselice, Montebelluna e Conegliano) risultano finanziabili, pur essendo stati quasi tutti approvati, laddove la maggior parte dei progetti finanziabili secondo la graduatoria riguarda Comuni del Mezzogiorno. Analoghe situazioni si riscontrano anche nelle altre regioni del nord Italia e, in particolare, in Lombardia; l'ANCI, a seguito della pubblicazione del decreto 30 dicembre 2021, ha diramato un comunicato con il quale, senza mettere in dubbio l'efficacia di una misura che si è caratterizzata per modalità agevoli di assegnazione dei fondi, ha ribadito la necessità di integrare le risorse disponibili con un ulteriore stanziamento di circa 900 milioni di euro, al fine di finanziare tutti i progetti risultati ammissibili; il mancato finanziamento dei progetti di rigenerazione urbana risultati ammissibili precluderebbe la possibilità di realizzare opere rilevanti per lo sviluppo di interi territori, lasciando senza risposte le attese di tantissime comunità locali; il Ministro per i rapporti con il Parlamento, a seguito di sollecitazioni pervenute dai sindaci di tutto il territorio nazionale, avrebbe rassicurato che ulteriori 900 milioni di euro sarebbero stati stanziati per coprire le spese relative ai progetti dei Comuni che, a causa di un IVSM troppo elevato, non rientrano nella graduatoria dei progetti finanziabili con le presenti risorse; considerato che, ferma restando la necessità di dispiegare una quota consistente di risorse a beneficio dei Comuni del Mezzogiorno, come previsto anche dal PNRR, l'impiego dell'IVSM e di altri indicatori basati sul reddito pro capite rischia di penalizzare, come successo nel caso dei Comuni veneti, i soggetti attuatori più virtuosi e di escludere progetti meritori di finanziamento secondo lo spirito della normativa, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano che la realizzazione di un maggior numero possibile di progetti relativi alla rigenerazione urbana sia una priorità per il Paese, anche alla luce del forte impegno verso la transizione ecologica derivante dal piano nazionale di ripresa e resilienza; se non ritengano opportuno attivarsi per proporre lo stanziamento di ulteriori risorse, pari a 900 milioni di euro, al fine di consentire il finanziamento di tutti i progetti di rigenerazione urbana presentati dai Comuni e dichiarati ammissibili ai sensi della normativa richiamata. Atto n. 3-03008 RICHETTI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: la Corte suprema russa ha ordinato la chiusura di Memorial International, la più antica organizzazione per la difesa dei diritti umani russa, fondata nel 1989 dal premio Nobel per la pace Andrei Sakharov; il giudice Alla Nazarova ha ordinato la chiusura sia della struttura centrale che delle sedi regionali per non aver contrassegnato tutte le sue pubblicazioni con l'etichetta di «agente estero», come richiesto dalla legge. La dibattuta legislazione russa sull'«agente estero» definisce le organizzazioni che ricevono fondi internazionali come azioni contrarie agli interessi della Russia. Durante l'udienza il pubblico ministero ha anche sostenuto che Memorial «crea una falsa immagine dell'Urss come stato terrorista e denigra la memoria della seconda guerra mondiale»; la ONG ha annunciato che farà ricorso; come affermato dal Segretario di Stato americano Antony Blinker, la chiusura arriva in un anno in cui lo spazio per la società civile, i media e gli attivisti pro -democrazia in Russia si è ridotto; anche l'ONU, l'Unione europea e gran parte della comunità internazionale si sono espressi contro lo smantellamento dell'ONG; come dichiarato dalla direttrice di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale, «International Memorial è un'organizzazione per i diritti umani molto rispettata che ha lavorato instancabilmente per documentare le atrocità e la repressione politica compiute sotto il governo di Joseph Stalin e di altri leader sovietici» e la sua chiusura «rappresenta un attacco diretto ai diritti alla libertà di espressione e di associazione. L'uso da parte delle autorità della legge sugli "agenti stranieri" per sciogliere l'organizzazione è un attacco sfacciato alla società civile che cerca di offuscare la memoria nazionale della repressione statale, è un grave insulto per le vittime del Gulag russo e deve essere immediatamente annullata», si chiede di sapere quali iniziative di competenza, anche di carattere diplomatico, il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di esprimere la condanna da parte del nostro Paese in relazione alla chiusura della ONG Memorial International e al fine di garantire che l'attività svolta da Memorial di documentazione e denuncia dei crimini politici commessi nell'ex Unione Sovietica possa proseguire. Atto n. 3-03009 TARICCO PINOTTI NANNICINI D'ALFONSO COMINCINI IORI FEDELI ROJC BITI VATTUONE BOLDRINI ALFIERI LAUS PITTELLA D'ARIENZO ROSSOMANDO STEFANO VALENTE MARILOTTI MARCUCCI COLLINA MARGIOTTA FERRAZZI MANCA GIACOBBE Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: la peste suina africana (PSA) è una malattia virale che colpisce i suini domestici e quelli selvatici, causando livelli di mortalità fino al 100 per cento nelle popolazioni di suini colpite. La PSA è estremamente pericolosa per i suini in quanto risulta fortemente resistente nell'ambiente, così come nei prodotti contaminati;