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in data 3 maggio 2019 il sindaco di San Giuseppe Vesuviano (Napoli) ha ordinato la chiusura straordinaria, per motivi di ordine pubblico, di numerose scuole di vario ordine e grado presenti sul territorio comunale per il giorno 6 maggio, a causa di un comizio pubblico del Ministro dell'interno, Matteo Salvini, previsto per le ore 20; a seguito delle vive proteste portate dalla cittadinanza all'amministrazione comunale per tale provvedimento, considerata la non concomitanza temporale delle lezioni con il comizio elettorale, il sindaco ha dichiarato che la chiusura si era resa necessaria in quanto alcune classi effettuano orario prolungato; considerato che il sindaco di San Giuseppe Vesuviano non ha di fatto motivato il provvedimento contingibile e urgente, ai sensi dell'art. 54 del testo unico sugli enti locali (di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000) facendo unicamente riferimento a generici "motivi di sicurezza e ordine pubblico" a seguito di non meglio precisate "riunioni intercorse con le Forze dell'Ordine" e soprattutto non appaiono specificate le circostanze di ordine temporale e logistico che avrebbero impedito l'apertura delle scuole almeno durante le lezioni ordinarie in orario antimeridiano, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia informato del provvedimento assunto dal sindaco di San Giuseppe Vesuviano in ordine alla chiusura delle scuole presenti sul territorio comunale per il 6 maggio 2019, a causa del comizio pubblico del ministro Matteo Salvini previsto nella serata del medesimo giorno; se sia al corrente di analoghi provvedimenti assunti da altri sindaci italiani in occasione di comizi politici in questa o in pregresse tornate elettorali; se ritenga congruo, anche considerando i generici motivi di sicurezza addotti, l'ordine di chiusura degli istituti scolastici, mancando radicalmente il requisito della concomitanza dell'evento straordinario previsto per la serata con il normale orario di lezioni mattutine, e se pertanto si possa configurare una compressione del diritto all'istruzione sancito dagli articoli 33 e 34 della Costituzione, ovvero una immotivata interruzione di pubblico servizio; quali iniziative, anche mediante appositi atti di indirizzo e atti d'intesa con gli altri Dicasteri interessati o con gli organismi di rappresentanza istituzionale degli enti locali, ritenga di poter intraprendere, al fine di scongiurare il verificarsi di altri episodi analoghi, o addirittura l'instaurarsi di prassi di questo genere all'interno dei Comuni italiani, che di fatto pongono in una contrapposizione abnorme e pericolosa il diritto alla sicurezza dei cittadini con il diritto all'istruzione e alla frequenza delle lezioni. Atto n. 4-01650 PIRRO LANNUTTI PRESUTTO ACCOTO PELLEGRINI Marco MATRISCIANO PESCO LANZI AIROLA PISANI Giuseppe LOREFICE GALLICCHIO MORONESE ANASTASI DELL'OLIO SILERI LA MURA GAUDIANO RICCARDI MARINELLO NATURALE Al Ministro della salute Premesso che: con bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale , 5° Serie speciale n. 17 del 9 febbraio 2018, la Società di committenza regione (S.C.R.) Piemonte SpA ha indetto una gara europea, mediante istituzione di un sistema dinamico di acquisizione, ex art. 55 del decreto legislativo n. 50 del 2016, per la fornitura di farmaci ed emoderivati ai fini del consumo ospedaliero, distribuzione diretta e in nome e per conto e servizi connessi in favore delle aziende del servizio sanitario regionale del Piemonte e della Valle d'Aosta, suddivisa in 2.188 lotti, per un importo pari a presunti complessivi 3.200.000.000 euro; per l'approvvigionamento dei diversi fattori VIII della coagulazione contraddistinti dal codice ATC B02BD02, la stazione appaltante aveva previsto quattro lotti: n. 2164, n. 2165, n. 2167 e n. 2168; in particolare, i lotti n. 2167 e n. 2168 recano identicamente la dicitura "Fattore VIII ricombinante prodotto senza l'aggiunta di alcuna proteina esogena umana e animale in ciascuna delle fasi produttive, inclusa la formulazione finale"; il bando è stato annullato con sentenza del Tribunale amministrativo regionale (TAR) per il Piemonte (sezione prima) n. 01333/2018 limitatamente alla suddivisione in lotti operata per l'approvvigionamento dei diversi farmaci riconducibili alla categoria ATC B02BD02 (fattore VIII della coagulazione, lotti n. 2167 e n. 2168); la sentenza del TAR è stata pronunciata alla luce del parere richiesto all'Agenzia europea dei medicinali (EMA), ai sensi dell'art. 57 del regolamento (CE) n. 726/2004. L'EMA ha chiarito che "anche se tutti i prodotti considerati sono fattori VIII ricombinanti, non può essere da ciò automaticamente desunto che tutti i medicinali di questa classe contengano il medesimo principio attivo"; l'art. 15, comma 11- ter , del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, prevede che "Nell'adottare eventuali decisioni basate sull'equivalenza terapeutica fra medicinali contenenti differenti princìpi attivi, le regioni si attengono alle motivate e documentate valutazioni espresse dall'Agenzia italiana del farmaco"; nel caso di specie non è stato richiesto il parere dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e la procedura di gara è stata giudicata illegittima dal TAR Piemonte nella sentenza citata; la S.C.R. Piemonte SpA ha proposto appello. Con ordinanza n. 213/2019 il Consiglio di Stato ha sospeso l'esecutività della sentenza del TAR Piemonte n. 01333/2018, con conseguente ripristino dell'efficacia degli atti di gara relativi al fattore VIII della coagulazione. Nell'ordinanza il Consiglio di Stato ha dichiarato che "alla data di pubblicazione del bando, appariva non irragionevole l'accorpamento, nell'ambito del medesimo lotto, di farmaci aventi lo stesso codice ATC di V livello ed uguali indicazioni terapeutiche (…) fermo restando ogni approfondimento circa l'equivalenza terapeutica fra gli stessi farmaci"; considerato che: i farmaci a base di fattore VIII sono destinati alla cura dell'emofilia, malattia emorragica ereditaria legata al sesso (colpisce solamente gli individui maschi). Le persone che ne sono affette hanno un'errata coagulazione in caso di emorragie a causa della mancanza di una proteina del sangue, il fattore VIII; a seguito della citata sentenza del TAR Piemonte, la S.C.R. Piemonte ha sottoposto all'AIFA la questione concernente l'accertamento dell'equivalenza terapeutica dei fattori VIII ricombinanti. La Federazione delle associazioni emofilici (FedEmo) ha presentato istanza di partecipazione a detto procedimento ed è altresì intervenuta nel giudizio amministrativo pendente davanti al Consiglio di Stato. L'udienza pubblica è stata fissata il 9 maggio 2019;