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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 253 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente TAVERNA, del vice presidente ROSSOMANDO e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 11). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 1883 Conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1883. Ricordo che nella seduta di ieri i relatori hanno svolto la relazione orale ed è stata respinta una questione pregiudiziale. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, relatori e colleghi senatori, inizierò questo intervento sulla conversione del cosiddetto decreto semplificazioni dando lettura di quello che la Treccani riporta come definizione del termine: «rendere semplice o più semplice, rendere più agile e funzionale, facilitare, agevolare, alleggerire». Tra gli esempi indica: «semplificare un procedimento industriale; semplificare la contabilità di una ditta; semplificare l'amministrazione dello Stato» ed è su questo che mi soffermerò. Migliorare la vita dei nostri concittadini, rendere più agevole e, appunto, semplice la loro vita è la funzione principale del nostro ruolo parlamentare. Certo, c'è l'attività a tutela del nostro territorio; certo, ci sono i grandi temi indirizzati dalle diverse linee politiche dei vari partiti ma, se siamo qui su questi scranni, è proprio per emanare leggi come questa, ed è per questo che, nel rispetto del nostro datore di lavoro - il cittadino elettore - come Gruppo di senatori della Lega abbiamo profuso il massimo sforzo per integrare e migliorare un testo che - è corretto riconoscerlo - aveva più di uno spunto positivo e condivisibile. In Commissione è stato svolto un lavoro costruttivo, iniziato con più di cento audizioni e concluso con un serrato confronto durante gli ultimi dieci giorni per esaminare i quasi tremila emendamenti presentati. Anche grazie al contributo della Lega e ai nostri 37 emendamenti approvati, posso affermare che il testo uscito è sicuramente migliore di quello che avrebbe fatto da sola la maggioranza in tantissimi dei temi trattati. (Applausi) . Unica grave eccezione è l'articolo 10, quello sulle norme edilizie, decisamente peggiorato da un emendamento del Gruppo Liberi e Uguali che ha introdotto elementi di forte complicazione che non condividiamo e denunciamo a gran voce. C'è stato - come dicevo - un confronto intenso, a volte anche aspro, con tematiche sostenute con passione, ma sempre ben argomentate, e questo sicuramente è stato, in una fase storico-politica in cui è facile costume additare le istituzioni democratiche, un elemento utile a ridare dignità al ruolo del Parlamento, alla sua centralità e al riequilibrio dei poteri tra esecutivo e legislativo. È vitale questo fatto perché, se trasformate quest'Aula in un luogo in cui si ratificano solo decisioni prese altrove, non rendiamo un servizio al Paese, anzi lo mandiamo alla deriva. (Applausi) . I colleghi senatori della Lega, il cui intervento seguirà il mio, illustreranno nel dettaglio le singole tematiche: opere pubbliche, giustizia, trasporti, enti locali, digitalizzazione e innovazione, ambiente ed energia. Mi si permetta, però, di elencare alcuni degli interventi emendativi dalla Lega proposti e approvati: innanzitutto quello forse più importante, ossia la proroga fino al 31 dicembre 2021 del regime semplificato per gli appalti; e poi l'estensione anche al Centro-Nord del Paese della norma, prevista finora solo per il Sud, che eroga contributi a fondo perduto e mutui agevolati per i giovani agricoltori; lo sblocco degli esaminatori abilitati per smaltire l'enorme arretrato delle richieste di patenti; l'accelerazione per gli ammodernamenti degli stadi sportivi; il rinvio al termine dello stato di emergenza della conversione al digitale per i piccoli Comuni ora in forte carenza di personale; l'aumento della platea obbligata a fornire servizi web accessibili alle varie disabilità; le semplificazioni burocratiche per il mondo accademico; la proroga della legge Tremonti ambiente; norme per garantire l'efficienza e la tempistica dei servizi rivolti al pubblico che devono funzionare anche in regime di smart working . È giusto però ricordare anche cosa manca nel provvedimento. Mancano i voucher per i lavoratori dell'agricoltura e del turismo. Mancano una maggiore attenzione al mondo dei disabili, la lingua dei segni per i non udenti e aiuti a chi sfortunatamente deve muoversi con le carrozzine (Applausi) . Mancano gli appalti a chilometro zero per supportare l'economia dei territori e ridurre i gravami sull'ambiente. Manca una soluzione al problema di carenza di personale tecnico e segretari comunali negli enti locali. Manca la cancellazione dell'ormai inutile modello F23. Mancano misure concrete per lo sviluppo e la ricerca per favorire l'economia circolare. Manca una vera semplificazione delle valutazioni di impatto ambientale, poiché sono enunciati solo i soliti buoni propositi, ma non ci sono impatti concreti e attuabili. Manca infine la madre di tutte le semplificazioni, ossia il taglio delle tasse. (Applausi) . Con 100 miliardi impegnati per l'emergenza Covid, si potevano trovare i 15 miliardi necessari per attuare la flat tax e dare respiro strutturale al portafoglio di milioni di cittadini in difficoltà.