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Penso ad esempio alla sovrapposizione delle leggi, che si sono succedute in questi anni, tra cui anche le cosiddette leggi Bassanini, e penso anche a cosa è diventato intervenire nella pubblica amministrazione e alle difficoltà di mandare avanti gli appalti, perché molto spesso si ha paura di assumersi delle responsabilità. Abbiamo certamente la necessità di intervenire, ma non attraverso strumenti che - torno a ripeterlo - rischiano, nel migliore dei casi, di essere dei doppioni e, nel peggiore dei casi, di peggiorare la situazione. Alla fine, cosa diventeranno? Potranno servire come supporto di parere? Come fa un nucleo di tal fattezza, ad esempio, a mettere in circolo le buone pratiche? Come può introdurre elementi di miglioramento e di innovazione? Questo, francamente, anche durante la discussione in Commissione e nella replica - o nell'arringa - del Ministro, ci è sfuggito totalmente. Certamente abbiamo il problema della carenza di personale e quindi, ovviamente, vediamo bene la questione del turnover . Dobbiamo però anche capire esattamente come indirizzare la pubblica amministrazione, su quali professionalità, come facciamo ad immettere davvero innovazione ed efficienza e a rimodernarla. Concludendo, voglio citare un altro problema. La nostra Costituzione, come il Ministro sa perfettamente, dà un ruolo fondamentale alla pubblica amministrazione e anche alla sua imparzialità e terzietà. Questo è l'elemento su cui ancora dovremo lavorare e invece questo Nucleo della concretezza, ancora una volta, secondo me, mette proprio in discussione l'imparzialità e la terzietà, attraverso una forma di commissariamento. (Applausi dal Gruppo Misto) . PRESIDENTE. Invito i colleghi a lasciare liberi i banchi del Governo. La ringrazio, senatore Romeo. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, mi permetto soltanto di proporle alcune considerazioni, la prima delle quali è quella della cortesia. Signor Ministro, lei ha ringraziato la presidente dell'11ª Commissione Catalfo, che ringrazio anch'io pubblicamente del lavoro svolto e ha ringraziato il relatore della maggioranza - sono qui, Ministro! - ma le assicuro che la passione civile a cui ha fatto riferimento è stata garantita anche dalle persone che siedono ai banchi dell'opposizione. Quindi le chiedo ogni tanto di ricordarsi che è Ministro della Repubblica e che questa democrazia vive anche delle opposizioni. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Ministro, è un gesto anche solo di buona educazione: si ringraziano anche le opposizioni. Le assicuro che in queste giornate di lavoro - lei non era presente, era presente il suo Sottosegretario - abbiamo svolto il nostro compito con passione civile, non facendo ostruzionismo e proponendo miglioramenti al suo disegno di legge. Faccio una seconda annotazione: lei fa bene, signor Ministro, a non dare il nome a questa riforma. Ha ragione, è una riforma del nulla e quindi è giusto che lei non metta il suo nome su questa riforma. Accolgo dunque la sua sollecitazione. Passo ad una terza considerazione: signor Ministro, lei ha svolto un intervento che per certi versi condivido e ha illustrato gli scenari che vorrà percorrere nei prossimi mesi: ma queste cose non sono scritte nel testo. Lei sta evocando scenari e proposte che non sono scritte nel testo. Io la invito nuovamente a quell'esercizio, a quella virtù politica, a lei credo molto cara, che è il principio di realtà: dire cose che hanno riscontro, soprattutto qui in Parlamento, nelle cose scritte nel disegno di legge. Se non c'è questa concordanza, stiamo vendendo - mi permetta la battuta - un po' di fumo. Io mi attendo che lei faccia una proposta vera di riforma della pubblica amministrazione - chissà tra quando - e di questo parleremo quando sarà ora. Principio di realtà, signor Ministro. Lei parla di Nucleo della concretezza; io le rammento il principio di realtà: 53 persone, signor Ministro, a cui lei affida tutto lo scibile possibile dell'innovazione della pubblica amministrazione. Lei attiva funzioni poliziesche, signor Ministro, mi permetta di dirlo. L'articolo 1 discetta sulle procedure, prevede verbali a cui si deve rispondere entro tre giorni. I verbali vengono inviati dopo le visite ispettive: non è scritto nel testo, ma sono visite ispettive, no? Sono verbali che vengono inviati persino al Ministro dell'interno: oltre che alla Corte dei conti, legittimamente, oltre che al suo Ministero, vengono inviati al Ministro dell'interno. Le chiedo allora: con questo Nucleo della concretezza, questa propensione al miglioramento e al sostegno degli onesti, cosa c'entra il Ministero dell'interno, visto che questa funzione la svolge l'Ispettorato per il lavoro? (Applausi dal Gruppo PD) . C'è una contraddizione, signor Ministro, che voi avete annotato nel testo e che è stata annotata anche in un ordine del giorno della maggioranza, dove si rende evidente a questo tema. Peccato che lei ribadisca che la sovrapposizione non ci sia. Signor Ministro, lei ha valutato anche l'effetto del provvedimento del Nucleo della concretezza sugli enti locali? Lei ha addirittura introdotto una norma che prevede che il prefetto intervenga nell'attività delle pubbliche amministrazioni, ma le pubbliche amministrazioni hanno già il loro controllo, hanno già i segretari; abbiamo la giustizia amministrativa. I prefetti caricati di ulteriore compiti: vengono coinvolti anche nell'organizzazione della pubblica amministrazione. Signor Ministro, mi sta ascoltando? BELLANOVA (PD) . No, parla al cellulare. PATRIARCA (PD) . Non mi sta ascoltando, Ministro. PRESIDENTE. Prego il Governo di prestare attenzione al dibattito. PATRIARCA (PD) . Signor Ministro, lei non ha risposto a questa annotazione fatta ieri in discussione generale, quindi le chiedo (e per cortesia mi risponda): cosa c'entrano i prefetti riguardo al controllo delle pubbliche amministrazioni e degli enti locali? Si va a colpire un principio a lei molto caro. Lei appartiene alla Lega, contro Roma ladrona, contro il centralismo burocratico, e introduce un'altra variante: chiama all'appello i prefetti. Ma, mi consenta, cosa c'entrano i prefetti? E cosa c'entra il Ministro dell'interno nell'attività ispettiva? A questo le chiedo di rispondere. (Applausi dal Gruppo PD) . Infine, signor Ministro, perché ogni tanto non si prova a dire quello che lei ha detto e ribadito: ci sono gli onesti. Giustamente se ripete questa parola: «onestà, onestà». Ecco, i 3 milioni di cittadini attualmente impiegati nella pubblica amministrazione sono onesti. Allora, invece di colpire giustamente, come dice lei, e pesantemente i disonesti, ogni tanto dica qualcosa di positivo agli onesti, che sono numerosi nella pubblica amministrazione e che non si meritano questo articolo 1, di cui noi chiediamo la soppressione. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. DE VECCHIS, relatore .