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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 105 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 15,05. IN SEDE CONSULTIVA Doc. XXVII, n. 18 Proposta di 'Piano nazionale di ripresa e resilienza' Doc Doc. XXVII, n. 18 Proposta di "Piano nazionale di ripresa e resilienza" (Parere alle Commissioni 5 a e 14 a riunite. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 9 marzo. Il senatore Stefania CRAXI ( FIBP-UDC ), relatore, sottopone all'attenzione dei commissari una proposta riformulata di parere (allegata all'odierno resoconto) che tiene conto dei rilievi emersi durante l'ultima seduta. Il presidente PETROCELLI , considerando che le Commissioni di merito hanno ampliato il tempo di esame del documento in titolo, propone di rinviare alla prossima settimana la deliberazione finale della Commissione esteri, in modo da consentire ai commissari un eventuale ed ulteriore approfondimento del tema. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. IN SEDE REFERENTE Istituzione zona economica esclusiva DDL 2007 Istituzione di una zona economica esclusiva oltre il limite esterno del mare territoriale (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 9 marzo. Il presidente PETROCELLI , comunica che, alla scadenza del termine fissato per la relativa presentazione, ovvero le ore 12 di giovedì 11 marzo, non risultano pervenuti subemendamenti. Il senatore URSO ( FdI ) ritira gli emendamenti da lui presentati. Il presidente PETROCELLI , anche in attesa dei pareri delle Commissioni filtro, rinvia, quindi, il seguito dell'esame. A.S. 2065 Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulle infrazioni relative ai beni culturali, fatta a Nicosia il 19 maggio 2017 DDL 2065 Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulle infrazioni relative ai beni culturali, fatta a Nicosia il 19 maggio 2017 (Esame e rinvio) Il senatore MARILOTTI ( Europeisti-MAIE-CD ), relatore, dà conto del disegno di legge, d'iniziativa parlamentare, recante la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulle infrazioni relative ai beni culturali, fatta a Nicosia il 19 maggio 2017, e destinata a sostituire la Convenzione di Delfi inerente allo stesso tema, aperta alla firma nel giugno 1985, ma mai entrata in vigore per il mancato raggiungimento del numero di ratifiche necessarie. Ricorda che la Convenzione di Delfi, fondandosi sul concetto di responsabilità comune e di solidarietà nella protezione del patrimonio culturale europeo, mirava a proteggere il patrimonio culturale contro le attività criminali, impegnando le Parti a sensibilizzare il pubblico sulla necessità della protezione dei beni culturali, a cooperare nella prevenzione dei reati contro i beni culturali, a riconoscere la gravità di tali infrazioni, ad applicare delle sanzioni adeguate o a cooperare per il recupero di beni culturali sottratti. La Convenzione di Nicosia, viceversa, frutto di un lavoro preparatorio svolto in seno al Consiglio d'Europa ma con la collaborazione di numerose organizzazioni internazionali quali l'Unione europea, l'Istituto internazionale per l'unificazione del diritto privato (UNIDROIT), l'UNESCO e l'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNOD), è volta a prevenire e combattere il traffico illecito e la distruzione di beni culturali, nel quadro dell'azione dell'organizzazione per la lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata. Aperta alla firma di tutti gli Stati del mondo, sottoscritta ad oggi da 10 Paesi e ratificata da due - Cipro e Messico - la Convenzione è altresì finalizzata a promuovere la cooperazione nazionale e internazionale nella lotta contro i reati riguardanti i beni culturali, stabilendo diverse infrazioni penali, tra cui il furto, gli scavi illegali, l'importazione e l'esportazione illegali, nonché l'acquisizione e la commercializzazione dei beni così ottenuti. Il testo convenzionale riconosce, inoltre, come reati la falsificazione di documenti e la distruzione o il danneggiamento intenzionale dei beni culturali. Più in dettaglio, la Convenzione, composta da un preambolo e da 32 articoli, definisce innanzitutto scopo ed ambito di applicazione (articoli 1-2), riconducendoli alla prevenzione e alla lotta contro i reati relativi a beni culturali tangibili, mobili o immobili, che rientrano nella definizione di beni culturali anche ai sensi delle Convenzioni UNESCO in materia. Il Capitolo II (articoli 3-16) disciplina aspetti relativi alle norme di diritto penale sostanziale, obbligando gli Stati ad assicurare che il furto e le altre forme di appropriazione illegale della proprietà previste dal diritto penale nazionali si applichino anche ai beni culturali mobili (articolo 3), nonché a qualificare come reati lo scavo di terreni, la rimozione e la detenzione intenzionali e non autorizzati di beni culturali (articolo 4), l'importazione e l'esportazione illegali di beni culturali mobili (articoli 5-6), oltre che l'acquisizione e l'immissione sul mercato di beni culturali mobili rubati (articoli 7-8). Reati devono altresì essere considerati anche la falsificazione di documenti relativi ai beni culturali se volti a nasconderne la provenienza illecita (articolo 9), oltre che la distruzione e i danni intenzionali ad essi arrecati (articolo 10). Viene inoltre imposto alle Parti l'obbligo di disciplinare il concorso o il tentativo di commettere uno dei reati previsti dalla Convenzione (articolo 11), e di esercitare la propria competenza giurisdizionale per reati commessi sul suo territorio, su navi e aeromobili di bandiera, o da uno dei suoi cittadini (articolo 12). La Convenzione riconosce la responsabilità penale delle persone giuridiche per reati commessi da persone fisiche (articolo 13) e impegna gli Stati parte a punire i reati previsti con sanzioni e misure efficaci, proporzionate e dissuasive (articolo 14), a disciplinare circostanze aggravanti (articolo 15) e a prevedere la possibilità di considerare come precedenti le sentenze adottate da un'altra Parte (articolo 16). Il Capitolo III (articoli 17-19) disciplina aspetti relativi alle indagini, ai procedimenti e alla cooperazione internazionale in materia penale, mentre il Capitolo IV (articoli 20-21) reca disposizioni in relazione a misure di prevenzione nei riguardi della distruzione intenzionale, del danneggiamento e della tratta di beni culturali a livello nazionale ed internazionale.