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Tornando ai nobili annunci di questo Governo sull'economia green , le fonti rinnovabili, l'energia pulita, vi riempite la bocca di battaglie "gretine" e poi continuate a negare la cumulabilità dell'agevolazione fiscale prevista dalla Tremonti ambiente con gli incentivi del conto energia e questo soprattutto dopo che, a favore della cumulabilità, si sono espressi il Consiglio di Stato con proprio parere e il TAR con pronunce che hanno dichiarato illegittimo l'operato del gestore dei servizi energetici (GSE). In sostanza, vogliamo l'energia green , ma la lasciamo alla follia delle leggi che prima concedono e poi tolgono. Ma quale imprenditore può investire in un Paese così, che non dà certezze? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sono molto preoccupata per il tessuto economico del nostro Paese. La spinta giustizialista e criminalizzante di questo Governo verso le imprese e gli imprenditori è devastante e repressiva. Spero, quindi, che questa avventura finisca subito e si vada al più presto al voto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferrazzi. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, all'interno del decreto-legge in esame finalmente arriva quel provvedimento agognatissimo da molte aziende nel nostro Paese, da tutto il mondo dell'ambientalismo, dai cittadini più consapevoli: mi riferisco naturalmente all' end of waste , ossia quel provvedimento che finalmente, dopo tante chiacchiere del precedente Governo, consente a decine, a centinaia di imprese del nostro Paese di utilizzare i rifiuti come materia prima seconda, come si usa dire. Guardate, questo è un tassello fondamentale all'interno del green new deal , che, per non rimanere solamente chiacchiera, pure etichetta, ha bisogno di provvedimenti legislativi esattamente come questo. Lo scorso anno, in particolare con la sentenza del Consiglio di Stato del gennaio 2018, il Consiglio stesso ha riconosciuto un vuoto normativo nel nostro Paese e da quel momento il Governo ha rincorso una soluzione. Signor Presidente, in quattro provvedimenti il Governo precedente ha cercato di trovare una soluzione a tutto questo e non c'è riuscito. Nel frattempo, tutta l'economia circolare e del riciclo e un settore fondamentale come quello delle materie prime, cioè i rifiuti urbani e industriali (parliamo di milioni di tonnellate all'anno prodotte solo dal nostro Paese), erano bloccati. Ciò ha creato un problema enorme dal punto di vista economico per le aziende, che non avevano le nuove autorizzazioni, mettendo in difficoltà, tra l'altro, le stesse aziende che invece le avevano. Infatti, in alcune realtà gli enti locali hanno annunciato alle aziende che quelle autorizzazioni sarebbero state revocate: migliaia di posti di lavoro a rischio. Parliamo di aziende che, in questo anno di vuoto del Governo precedente, hanno avuto maggiori costi per 1.600 milioni di euro, perché il materiale da loro stoccato avrebbe dovuto o essere messo a discarica o mantenuto nella propria sede oppure mandato all'estero, agevolando, come ben sappiamo purtroppo, la drammatica realtà dell'infiltrazione criminale, spesso di stampo mafioso, in un settore che ha questi margini illeciti di guadagno. Mi rivolgo alla Lega, che era nella maggioranza del precedente Governo, che avrebbe dovuto risolvere tutto in quattro e quattr'otto (abbiamo visto che qualche Regione ora ha cercato di accelerare): ma se siete stati un anno e mezzo al Governo, amici della Lega, avreste potuto risolvere questo tema, sì o no? (Commenti L-SP-PSd'Az) . Ci avete provato in disegni di legge e nella legge di bilancio dell'anno scorso; poi avete trovato quella soluzione, meravigliosa a detta di tutti, all'interno del decreto-legge sblocca cantieri. Peccato che quel provvedimento, che avrebbe dovuto sbloccare i cantieri, abbia bloccato l'economia del riciclo del nostro Paese; perché questo è avvenuto. Nel frattempo, 56 organizzazioni, in rappresentanza di tutto il mondo economico e produttivo, dalla Confindustria, agli artigiani, a tutte le aziende del riciclo, alle associazioni ambientaliste vi hanno esortato a trovare la soluzione perché non abbiamo tempo da perdere, perché l'ambiente è importante, perché l'economia che si trasforma è essenziale, perché il green new deal non deve essere solo chiacchiere ma fatti, perché la criminalità deve essere fermata, togliendo l'acqua dallo stagno in cui sguazza. Ebbene, Presidente, la nuova maggioranza ha dimostrato che la serietà del Governo nel governare il Paese è possibile: ci siamo chiusi in una stanza e le forze di maggioranza di questo Governo hanno tutte raccontato le loro posizioni, abbiamo messo in tasca le bandierine personali o di partito e abbiamo trovato una soluzione. Abbiamo trovato non una soluzione tampone, ma strutturale, che è stata apprezzata da tutto il mondo dell'economia, da tutto il mondo green , da tutto il mondo della gestione del rifiuto, da tutto il mondo che lotta contro la criminalità organizzata. Questa è la serietà di un Governo e di una maggioranza che sanno sedersi attorno al tavolo e superare i conflitti, che ci sono sempre, nella logica del bene del Paese. Ora, signor Presidente, cosa è stato deciso? Cosa vede in quest'emendamento chi lo legge... PRESIDENTE. Chiedo alla collega De Petris di lasciare il Ministro libero di ascoltare. FERRAZZI (PD) . Naturalmente, quest'emendamento è un provvedimento vero e proprio, è molto articolato e complesso perché complessa era la questione da affrontare. Ebbene, signor Presidente, siamo felici di poter dire oggi in quest'Aula che, con il voto del provvedimento in esame e dunque dell'emendamento che abbiamo previsto e che è stato fatto proprio dal Governo all'interno del maxiemendamento, c'è la possibilità di coprire finalmente questo vuoto normativo, inserendo in un compiuto quadro istituzionale e politico l' end of waste , che così entra nell'ordinamento italiano e copre dunque la sentenza del Consiglio di Stato n. 1229 del 2018. Vi è il pieno recepimento delle normative europee, in particolare all'articolo 6, che dunque sono una norma quadro generale, che consente anche al nostro Paese di avere una genericità d'intervento, all'interno però di vincoli molto stretti e determinati dal punto di vista ambientale: riconosce l'autorizzazione caso per caso, conferisce alla Regione naturalmente il potere autorizzatorio, ma all'interno di un quadro generale che deve essere strettamente rispettato; fa salve le autorizzazioni in essere, quindi non compromettendo un'economia, quella del futuro, che - come dicevo prima - era entrata appunto in grande fibrillazione; risolve il nodo delle procedure semplificate, altra questione molto complessa, e ovviamente poi, a valle, costruisce tutto il sistema di controllo. È del tutto evidente infatti che si devono stabilire le leggi-quadro e dare la possibilità alle Regioni di scegliere; dopodiché, dal livello nazionale si fanno i controlli, quindi si verifica se tutto quello che era stato autorizzato risponde alle norme e alle leggi. Ebbene, un sistema ex post di controllo a campione verrà appunto esercitato da ISPRA e ARPA.