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Le ricchezze italiane sono motivo di orgoglio e tutto il mondo ce le invidia, nonostante non sempre, purtroppo, abbiamo saputo salvaguardare come avremmo dovuto questo grande straordinario patrimonio che noi abbiamo. Però con questo provvedimento stiamo facendo quel passo in più necessario e indispensabile in questo senso, come veniva ben spiegato poco fa dal relatore, senatore Mirabelli. Il disegno di legge che ci apprestiamo a votare, come sappiamo, è già stato licenziato dall'altro ramo del Parlamento ed è stato approvato, con modifiche, dalla Commissione giustizia del Senato. Come già sottolineato, lo scopo è quello di riformare le disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale che si trovano oggi contenute prevalentemente nel codice dei beni culturali, inserendole nel codice penale. L'obiettivo quindi è quello di operare una profonda riforma della materia, ridefinendo l'assetto della disciplina nell'ottica di un tendenziale inasprimento del trattamento sanzionatorio. Le modifiche, le integrazioni e le innovazioni sono certamente inserite all'interno del codice penale, nel titolo VIII- bis , dedicato proprio ai delitti contro il patrimonio culturale, rendendo più organica la materia, ma anche introducendo una nuova fattispecie di reato, sia aumentando le pene vigenti, sia introducendo aggravanti quando oggetto di reati comuni siano i beni culturali. Anche la collocazione di questo nuovo titolo mi sembra emblematica; le nuove disposizioni vengono immediatamente dopo il titolo VIII, dedicato ai delitti contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio, dunque in linea di continuità, nella più ampia ottica di una collocazione sistematica all'interno del codice. Il disegno di legge oggi in approvazione rappresenta secondo noi un tassello fondamentale nella politica di tutela e valorizzazione dei beni culturali, lo dico sia come componente della 7 a Commissione, ma soprattutto lo rivendico anche come rappresentante del Gruppo di cui mi onoro di far parte. Per noi la tutela e la valorizzazione dei beni artistici e culturali, che rappresentano una delle principali ricchezze del nostro Paese, non può essere messa in secondo piano, ma deve essere trattata come una priorità. Se, dunque, l'approccio che si vuole portare avanti - e mi auguro si porti avanti anche oggi in quest'Aula, approvando definitivamente questo provvedimento - è quello di considerare questi temi in via prioritaria, vuol dire che siamo chiamati a compiere uno sforzo maggiore. Non è sufficiente rispettare e tutelare la storia e l'identità del nostro Paese in un'ottica conservativa, ma dobbiamo impegnarci affinché quello che rappresenta un unicum nel panorama mondiale venga valorizzato nel miglior modo possibile, trasformandolo in una straordinaria opportunità di sviluppo e di crescita. Credo che il provvedimento in esame cerchi di andare in questa direzione, offrendo al nostro patrimonio artistico e culturale un impianto normativo di insieme, che sia in grado di apprestare misure organiche sia di prevenzione che di contrasto, a fronte di una costante crescita dei reati che interessano proprio il patrimonio artistico e culturale, peraltro in un contesto nazionale e internazionale che registra un aumento della presenza delle organizzazioni criminali e mafiose in questo campo e in certi casi anche delle organizzazioni terroristiche. I lavori delle Commissioni, portati avanti prima alla Camera poi in questo ramo del Parlamento, hanno introdotto alcuni ritocchi in un quadro sostanzialmente intatto del provvedimento. Ne esce perciò un rafforzamento di misure più incisive e sicuramente più efficaci contro il furto, l'appropriazione indebita, la ricettazione, il riciclaggio e la detenzione illecita dei beni culturali. Sul quadro di insieme c'è sicuramente una portata innovativa in tutto il sistema del disegno di legge, quindi credo che sia la formula migliore oggi per rispondere ad un reato in continua crescita. Diventa quindi fondamentale oggi approvarlo, soprattutto dopo i due capisaldi che abbiamo a livello sovranazionale e nazionale, e mi riferisco alla Convenzione di Nicosia. Mi avvio alla conclusione, signor Presidente, visto che il tempo è già scaduto, dicendo che è un tassello importantissimo, che mi auguro possa essere votato all'unanimità e quindi in modo trasversale, difendendo i valori, i beni culturali e le opere d'arte come identità del nostro Paese. Per questo motivo esprimo il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-PSI. (Applausi) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, il Gruppo Fratelli d'Italia voterà convintamente a favore del disegno di legge in esame, perché, come tutti sappiamo, l'Italia è il Paese che maggiormente al mondo subisce le conseguenze negative del traffico illecito e della tratta dei beni culturali, storici e artistici. Questo disegno di legge inserisce nel codice penale un titolo apposito, il titolo VIII- bis, con ben 19 articoli, dall'articolo 518 e seguenti, dal titolo: «Dei delitti contro il patrimonio culturale». Si tratta, quindi, di una sistemazione organica delle misure che vengono adottate contro il furto, l'appropriazione, il traffico, il riciclaggio, l'esportazione, l'importazione di beni artistici, recependo in gran parte la Convenzione di Nicosia che, come sappiamo, abbiamo approvato qui in Senato qualche settimana fa, ma attende ancora la ratifica da parte della Camera. Vorrei sottolineare, in particolare al Governo, che, per l'entrata in vigore della Convenzione occorre la ratifica di cinque Stati e attualmente solo quattro lo hanno fatto. Quindi se l'Italia ratificasse urgentemente la Convenzione, automaticamente entrerebbe in vigore. Sarebbe molto importante perché essa prevede accordi internazionali, misure e procedure di controllo per le importazioni e le esportazioni, una particolare attenzione soprattutto alle operazioni che avvengono su Internet, la condivisione e l'interconnessione di banche dati nazionali e tutta una serie di misure che, accompagnate a quelle di carattere repressivo che entreranno in vigore con la presente legge, consentirebbero certamente di contrastare questo grave fenomeno. Esso, come già ricordava la collega che mi ha preceduto, trova poi l'interesse anche della criminalità organizzata e di quelle che vengono definite archeomafie, che utilizzano molto spesso il traffico illecito di beni culturali anche al fine di riciclare i loro proventi illeciti. Da sottolineare a questo proposito una misura molto importante contenuta nel disegno di legge all'articolo 3, che consente l'attività sotto copertura anche ai fini del contrasto al traffico illecito dei beni culturali. Una misura molto appropriata perché chiaramente più si affina la capacità di delinquere della criminalità organizzata, più occorre mettere in campo strumenti adeguati per contrastarla. Quindi noi, cari colleghi, che siamo un partito di patrioti, abbiamo a cuore l'enorme patrimonio culturale di cui dispone l'Italia. Un patrimonio che, certamente se valorizzato e tutelato, potrebbe consentire un impulso importante anche alla ripresa e allo sviluppo economico, al richiamo turistico dal mondo intero perché le nostre bellezze storiche, artistiche e architettoniche ci vengono invidiate e sono ammirate dal mondo intero. Allora noi, che siamo un partito di patrioti e che abbiamo a cuore l'interesse nazionale, non possiamo che condividere queste misure e dare loro il nostro convinto sostegno.