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La Corte dei conti sulla questione ha rilevato che "sui rapporti potenzialmente dormienti è necessario dare vita, anche attraverso l'utilizzo dell'anagrafe tributaria, a una serie di action plan per rafforzare le attività di riscontro dei decessi e l'identificazione e ricerca dei beneficiari al fine di escludere l'ipotesi di 'dormienza'", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia attivato le opportune azioni di accertamento dell'ingente fondo transitato nella disponibilità di Stato e se siano state avviate le opportune azioni per l'utilizzo delle somme e quali esse siano. Atto n. 3-01078 PAPATHEU Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: le pubbliche amministrazioni hanno un patrimonio stimato in 476 miliardi di euro, costituito in larga parte di immobili ma anche di altre voci quali terreni ed armamenti; l'Agenzia del demanio ha avviato le procedure per la vendita 93 immobili ritenuti "importanti e di pregio" per un valore complessivo di 145 milioni di euro a base d'asta. Si tratta di tre bandi nazionali per case di Stato in vendita dislocate su tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud, di immobili dei Ministeri della difesa e della giustizia, di ville di pregio, di conventi con affreschi, di palazzi storici, di loft sui navigli e di aree industriali e terreni edificabili. Il tutto rientra in un più ampio piano di dismissioni del demanio e che fa seguito ad ulteriori bandi regionali già in essere da gennaio 2019 per l'alienazione di beni di "minor valore"; i bandi prevedono vari termini di scadenza dell'offerta: uno più ravvicinato, il 15 ottobre 2019, relativo a 50 beni, un termine più lungo, fissato invece al 15 novembre, per 37 asset più impegnativi dal punto di vista progettuale, in modo da garantire agli interessati un tempo congruo per effettuare due diligence e definire progetti di sviluppo immobiliare. Il terzo bando, anch'esso con scadenza al 15 novembre, riguarda 6 beni per i quali è possibile presentare sia un'offerta unitaria per più lotti, sia offerte per singoli lotti; a quanto risulta i tre bandi rientrano in un programma di cessione dei 420 beni inseriti nel piano straordinario di dismissione di immobili pubblici, che hanno un valore complessivo di 420 milioni e con questa iniziativa il Governo punta a realizzare almeno 1,2 miliardi di euro entro il 2021, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non reputi opportuno, in considerazione degli immobili di pregio che si intende vendere ai privati, fornire una relazione alle Camere con elenco dettagliato degli immobili e delle valutazioni fatte per ciascuno ai fini della vendita e se esista un piano economico con le stime previsionali di introito per lo Stato dal piano delle alienazioni. Atto n. 3-01079 PAPATHEU Ai Ministri per il Sud e dell'economia e delle finanze Premesso che: il Ministro per il Sud ha reso noto il 17 luglio 2019 di aver inviato, alle amministrazioni centrali, una lettera in previsione della nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, con la quale si ricorda loro che entro il 30 settembre dovrà giungere alla stessa amministrazione e al Ministero dell'economia e delle finanze, "una comunicazione di avvenuta ripartizione territoriale del volume complessivo annuale di stanziamenti, per ogni programma di spesa individuato nel Def"; in particolare si legge che "sugli stanziamenti ordinari in conto capitale, e su quelli che fanno riferimento al Fondo per il rilancio degli investimenti dello Stato e allo sviluppo del Paese", il ministro Lezzi ha comunicato che "deve essere rispettato il criterio del 34% da destinare al Sud, definito sulla base della distribuzione della popolazione sul territorio italiano, secondo cui il 34% degli abitanti vive nel Mezzogiorno". Al fine del riequilibrio territoriale del volume degli investimenti, pertanto, si ritiene che, in fase di programmazione economica, "tutti i ministeri tengano conto degli articoli di legge che prevedono una quota investimenti pubblici da destinare, nella misura del 34%, alle zone del Sud"; a tal proposito, ritenendo la percentuale del 34 per cento di investimenti per il Sud sia del tutto inadeguata e insufficiente per consentire una reale ripresa economica ed occupazionale nei territori; 4 su 5 delle regioni con il tasso di occupazione più basso in Europa si trovano nel Sud Italia con meno della metà delle persone tra i 20 e i 64 anni che hanno un lavoro a fronte del 73,1 per cento medio nella UE. La regione peggiore in graduatoria è la Mayotte francese (che si trova in Africa, vicino al Madacascar), seguita da Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. Al Sud (dati Eurostat) si conta la più alta percentuale europea di neet , ovvero le persone che non lavorano e non sono inserite in un percorso di studio o di formazione. In tale quadro la Sicilia è risalita al 41,8 dopo due anni di calo, superando anche la regione francese della Guyane scesa al 39,2 per cento, si chiede di sapere se siano state elaborate delle stime economiche relative allo sviluppo e alla crescita del Mezzogiorno a fronte dell'assegnazione di una quota del 34 per cento di investimenti. Atto n. 3-01080 FLORIDIA MORONESE ACCOTO ANASTASI ANGRISANI CAMPAGNA CORRADO D'ANGELO DONNO GRANATO GIANNUZZI LANNUTTI LEONE LOREFICE PRESUTTO TRENTACOSTE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che a quanto risulta agli interroganti: con decreto DVA- DEC - 2011 000042 del 14 febbraio 2011, integrato dal provvedimento di compatibilità ambientale DEC- 2011- 0000255 del 16 maggio 2011, la raffineria di Milazzo S.C. p.A. è autorizzata a svolgere l'attività di raffinazione per la produzione di combustibili, carburanti e materie prime per la petrolchimica; l'ultimo riesame dell'autorizzazione integrata ambientale della raffineria di Milazzo si è concluso con il decreto ministeriale n. 172 dell'11 maggio 2018; il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con nota prot. n. DVA/4204 del 20 febbraio 2019, avvia i procedimenti di riesame parziale delle AIA, affinché vengano adeguate al nuovo Piano regionale di tutela della qualità dell'aria approvato dalla Giunta regionale con DGR n. 268 del 18 luglio 2018, per tutti e tre gli impianti di raffinazione siciliani, in base all'art. 29- octies , comma 4, lettera d) del decreto legislativo n. 152 del 2006, fissando per la presentazione di tutta la documentazione necessaria per il riesame il termine ultimo del 30 aprile 2019; la raffineria è stata interessata da diversi episodi particolarmente rilevanti, come l'incendio di notevoli dimensioni sviluppatosi nel settembre 2014, a causa di un serbatoio contenente idrocarburi ed al recente sversamento di idrocarburi del 7 marzo 2018;