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Ciò in linea con i princìpi e i criteri direttivi dettati dall'articolo 2, comma 1, lettera m) , della legge 5 maggio 2009, n. 42, volti al superamento graduale, per tutti i livelli istituzionali, del criterio della spesa storica a favore del fabbisogno standard per il finanziamento dei LEP e delle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera p) , della Costituzione. Le lettere c) e d) del comma 1 dell'articolo 1 contemplano un diverso criterio della decorrenza dell'esercizio delle funzioni attribuite. In particolare è previsto che, qualora le funzioni concernenti le competenze legislative non siano correlate all'esercizio di funzioni amministrative e al corrispondente trasferimento di funzioni finanziarie, le stesse decorrano dalla data di entrata in vigore della legge di approvazione dell'intesa. Qualora, invece, dette funzioni legislative concernino competenze correlate all'esercizio di funzioni amministrative, le funzioni legislative decorrano dalla data di entrata in vigore del decreto di trasferimento delle risorse; la lettera e) prevede la facoltà da parte dello Stato, a garanzia della tenuta dei conti pubblici e considerati gli andamenti del ciclo economico, di stabilire con legge misure transitorie a carico della regione, con contestuale adozione di analoghe misure anche nei confronti delle regioni a statuto ordinario, allo scopo di assicurare, nel sistema regionale, la necessaria equità nel concorso al risanamento della finanza pubblica. Ciò anche in relazione al principio del coordinamento della finanza pubblica di cui all'articolo 119, secondo comma, della Costituzione; alla lettera f), al fine di realizzare una ordinata successione nel tempo tra norme statali e regionali, viene previsto che le norme statali vigenti nelle materie oggetto di richiesta di autonomia differenziata, ed attribuite alle regioni dall'intesa, continuino ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni che la regione interessata adotterà sulle materie medesime. A tal fine si è altresì ritenuto opportuno disporre che in apposito allegato all'intesa siano indicate le disposizioni di legge statale che cessano di avere efficacia con l'entrata in vigore delle norme oggetto della nuova disciplina legislativa regionale; alla lettera g) viene introdotto un meccanismo di revisione delle intese volto a garantirne gli eventuali adeguamenti che dovessero rendersi necessari nel corso del tempo. La norma dispone in particolare che lo Stato e la regione sottopongano a verifica l'intesa almeno entro il termine del decimo anno dall'entrata in vigore della stessa o nel più breve termine fissato dall'intesa stessa, che ne stabilisce altresì le modalità di revisione; a quest'ultima dovrà comunque procedersi ogni qualvolta vengano modificati o aggiornati i LEP. Si prevede inoltre che lo Stato e la regione potranno in ogni caso assumere in qualsiasi momento l'iniziativa per la revisione dell'intesa, secondo le modalità procedimentali previste dall'articolo. L'articolo 2 reca le norme procedurali che disciplinano il meccanismo di stipula e approvazione delle intese, distinguendo a tal fine i criteri che attengono allo schema di intesa preliminare rispetto a quelli relativi allo schema di intesa definitivo. In particolare il comma 1 dell'articolo regola il procedimento preliminare alla sottoscrizione dell'intesa, prevedendo una prima fase governativa, cui segue una seconda fase presso le Camere. Si stabilisce a tal fine che, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri (o, se delegato, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie), lo schema d'intesa preliminare sia sottoposto all'approvazione del Consiglio dei ministri e che lo schema medesimo venga sottoscritto con il Presidente della regione interessata. Effettuata la sottoscrizione interviene la fase parlamentare, nella quale si prevede che lo schema di intesa preliminare sia trasmesso entro i successivi dieci giorni alle Camere per le conseguenti deliberazioni parlamentari, che potranno essere assunte entro sessanta giorni dalla trasmissione dell'intesa stessa. Le deliberazioni parlamentari andranno trasmesse al Governo e alla regione interessata per le rispettive valutazioni, ai fini della definizione dello schema definitivo dell'intesa. Acquisite le deliberazioni parlamentari – ovvero decorso inutilmente il suddetto termine dei sessanta giorni – lo schema definitivo di intesa è sottoposto all'approvazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri o, se delegato, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie. A seguito dell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, il Presidente del Consiglio dei ministri – o se delegato, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie – è autorizzato a sottoscrivere l'intesa definitiva con il Presidente della regione interessata e, entro i successivi quindici giorni, delibera la presentazione alle Camere del disegno di legge di approvazione dell'intesa. Nel prevedere la trasmissione dello schema di intesa preliminare e del disegno di legge alle Camere, l'intervento normativo rimanda all'autonoma determinazione delle Camere stesse. Nel rispetto del medesimo principio, e al fine di addivenire ad una rapida definizione delle intese, sono previsti termini sollecitatori per la conclusione dell' iter procedimentale. È previsto infatti che decorso inutilmente il termine di sessanta giorni senza che le Camere abbiano espresso deliberazioni sullo schema preliminare di intesa, il Presidente del Consiglio dei ministri possa sottoporre l'intesa definitiva al Consiglio dei ministri per la successiva presentazione del disegno di legge di approvazione dell'intesa alle Camere. Allo stesso tempo, ed al fine di assicurare il più ampio confronto ed autodeterminazione del Parlamento, non è stato tipizzato l'atto con cui il Parlamento si esprime sullo schema preliminare di intesa, trattandosi di atti interna corporis, e non sono state previste specifiche modalità procedimentali disciplinanti l' iter parlamentare di discussione del disegno di legge di approvazione dell'intesa. Il sistema è quindi delineato in modo che, quando il testo del disegno di legge arriverà alle Camere, queste avranno già avuto modo di operare un esame attento pronunciandosi sullo schema di intesa preliminare, cosi consentendo al Governo e alle regioni, che sottoscrivono l'intesa, di conoscere anticipatamente le indicazioni del Parlamento, di cui viene valorizzato il ruolo sostanziale, al di là della forma in cui esso si esprime.. 1 (Obiettivi e previsioni per l'attribuzione alle Regioni di forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione) 1 Lo Stato, nella sottoscrizione delle intese di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, al fine di assicurare la tutela dell'unità giuridica ed economica della Repubblica, si conforma ai seguenti obiettivi e previsioni: a processo di attribuzione alle Regioni delle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, nel rispetto: 1 dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione e degli obiettivi di servizio ad essi correlati. A tal fine le funzioni relative a materie concernenti i LEP possono essere attribuite solo dopo la definizione dei LEP medesimi, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68;