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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 67 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. PISANI Giuseppe, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Discussione delle mozioni nn. 57, 61 e 62 sulla tutela del settore agroalimentare italiano (Procedimento abbreviato, ai sensi dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00057 , presentata dal senatore Romeo e da altri senatori, con procedimento abbreviato ai sensi dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento, 1-00061 , presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori, e 1-00062 , presentata dal senatore Taricco e da altri senatori, sulla tutela del settore agroalimentare italiano. Ha facoltà di parlare il senatore Vallardi per illustrare la mozione n. 57. VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, quella che mi appresto ad illustrare è una mozione che, a parer mio e del Gruppo della Lega, è sicuramente di grandissimo valore e va nell'interesse di tutta l'agricoltura del nostro Paese e di tutte quelle persone che dall'agricoltura ottengono un sostegno. Nel dettaglio, per raccontare i fatti che ci hanno portato a questa mozione, do lettura del percorso che parte dal luglio 2018, quando l'Organizzazione mondiale della sanità e l'ONU avevano dichiarato che nelle diete era necessario ridurre i grassi saturi, il sale, gli zuccheri e l'alcol, il cui consumo oltre misura potrebbe avere effetti dannosi per la salute. Questo al fine di ridurre di un terzo, entro l'anno 2030, i casi di morte per diabete, cancro e malattie cardiovascolari. L'obiettivo lo si voleva raggiungere inserendo sui suddetti prodotti, da un lato, una tassazione simile a quella dell'alcol e del tabacco e su altre sostanze nocive, e dall'altro apponendo sulle confezioni avvisi di pericolo, disincentivando l'uso di questi prodotti. A settembre di quest'anno, durante l'incontro ad alto livello delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili, venne discussa una bozza preliminare di risoluzione che prevedeva misure fiscali penalizzanti ed etichettature per disincentivare l'acquisto di alcuni prodotti del settore agroalimentare. Dopo un lungo negoziato, i Capi di Stato e di Governo dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite hanno approvato una dichiarazione politica in un testo che alla fine era molto più bilanciato, asciutto, di ampia portata e senza toni prescrittivi, in linea con gli interessi del nostro Paese di tutela della salute e delle eccellenze del made in Italy nel settore agroalimentare. Tuttavia, a novembre scorso il principio che era stato appena approvato e chiarito ai massimi livelli dei capi di Stato e di Governo all'ONU è stato rimesso in discussione, a causa della presentazione, alla seconda commissione dell'Assemblea generale dell'ONU, di una risoluzione da parte di sette Paesi, guidati da Brasile e Francia, contenente sostanzialmente misure punitive già proposte nella bozza preliminare di settembre. Queste misure - stiamo bene attenti a questo passaggio - se approvate, danneggerebbero pesantemente il made in Italy agroalimentare, le nostre tradizioni gastronomiche, il nostro export , la nostra agricoltura e, soprattutto - questo penso sia la cosa più importante, perché è il vero valore aggiunto della nostra agricoltura - la reputazione dei prodotti tipici italiani. Va detto che nel 2017 l' export agroalimentare italiano ha superato la cifra record di 40 miliardi di euro (quindi un valore notevolissimo), trainato soprattutto da prodotti della nostra tradizione quali vino, formaggio e salumi, vale a dire le categorie merceologiche che verrebbero colpite dai provvedimenti proposti dal gruppo guidato da Francia e Brasile. L'applicazione a livello globale dei provvedimenti proposti nella risoluzione condurrebbe a una forte contrazione delle vendite dei prodotti agroalimentari italiani all'estero (il che sarebbe inevitabile perché, se ne danneggiamo l'immagine, questa sarebbe la ricaduta attesa), con la conseguenza di ridurre i margini positivi della bilancia commerciale, nonché di mettere a serio rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro e la stessa sopravvivenza di tantissime piccole e medie imprese. Le produzioni italiane, per la loro intrinseca peculiarità, sono poste alla base della dieta mediterranea, riconosciuta dall'Unesco «patrimonio immateriale dell'umanità» quale modello alimentare sano ed equilibrato fondato su un consumo diversificato e bilanciato. Ma, soprattutto, le produzioni del nostro Paese hanno una tradizione che fonda le proprie radici nella storia. Conosciamo benissimo la storia millenaria dell'olio di oliva di cui se ne ha traccia fin dall'antichità (700-800 avanti Cristo). Mi riferisco anche al parmigiano di cui si hanno riscontri storici dal primo Medioevo. Quindi questi prodotti fanno parte della storia del nostro Paese e intere generazioni, a partire dai nostri antenati, sono cresciute alimentandosi con essi e sono sempre state benissimo. Quello che non capiamo è come mai oggi questi prodotti non vadano più bene. Mi riferisco in particolar modo alla Francia, che si è messa a capo di questa cordata. Mi viene da pensare alla favola della volpe e dell'uva: quando la volpe dice che l'uva non è buona, è perché non ci arriva. Probabilmente i francesi non sono capaci di fare i prodotti come i nostri e quindi tendono a denigrarli. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Torno dunque all'obiettivo della mozione, che si è resa necessaria e che, spero possa essere condivisa.