[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 17, commi 1 e 2, e dell'art. 20 della legge della Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste 12 dicembre 2002, n. 27 (Disciplina delle quote latte), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso notificato il 21 marzo 2003, depositato in cancelleria il successivo 31 ed iscritto al n. 36 del registro ricorsi 2003. Visto l'atto di costituzione della Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste; udito nell'udienza pubblica del 3 maggio 2005 il Giudice relatore Alfonso Quaranta; uditi l'avvocato dello Stato Oscar Fiumara per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avv. Giuseppe F. Ferrari per la Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.¾ Il Presidente del Consiglio dei ministri ha proposto questione di legittimità costituzionale – per contrasto con l'art. 2 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta), e con l'art. 1 del decreto legislativo 22 maggio 2001, n. 238 (Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Valle d'Aosta in materia di regime comunitario della produzione lattiera) – dell'art. 17, commi 1 e 2, e dell'art. 20 della legge della Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste 12 dicembre 2002, n. 27 (Disciplina delle quote latte). 1.1.¾ Il ricorrente premette che la legge regionale impugnata risulta, in via generale, conforme allo statuto valdostano, nonché alle norme di attuazione «specificamente dettate in materia di regime comunitario della produzione lattiera dal decreto legislativo 22 maggio 2001, n. 238», giacché quest'ultimo, nell'attribuire la materia de qua alla competenza regionale, «fa espresso riferimento all'assegnazione ed al trasferimento di quote», fermo restando, peraltro, «il rispetto dei regolamenti comunitari in materia». Le predette disposizioni impugnate stabiliscono, però, «una “compensazione regionale” e una “riserva regionale” non compatibili con la normativa comunitaria» che la Regione è tenuta a rispettare, le cui fonti il ricorrente identifica, ratione temporis, nel regolamento CEE n. 3950/92 del Consiglio, del 28 dicembre 1992, sul prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari e nel regolamento CE n. 1392/2001 della Commissione, del 9 luglio 2001, sull'applicazione del regolamento CEE n. 3950/92. 1.1.1.¾ Si evidenzia, invero, che – ai sensi dell'art. 2, paragrafo 1, del primo dei due regolamenti comunitari testé richiamati – il sistema della compensazione può operare «solo “a livello nazionale”». L'art. 17 della legge regionale impugnata, prosegue il ricorrente, «disponendo che il prelievo supplementare è dovuto “sull'eventuale eccedenza (…) rispetto alla somma dei quantitativi individuali di riferimento” prodotti nell'ambito regionale, presuppone una “compensazione a livello regionale” non prevista dalla normativa comunitaria, che la Regione è tenuta a rispettare ai sensi della normativa statutaria richiamata». 1.1.2.¾ Analogamente, sul presupposto che l'art. 5 del già citato regolamento comunitario n. 3950/92 «prevede solo una “riserva nazionale”, alimentabile o con una riduzione lineare dell'insieme dei quantitativi di riferimento individuali o con i quantitativi di riferimento non utilizzati», il Presidente del Consiglio dei ministri sottolinea come tale norma risulti violata dall'art. 20 della predetta legge reg. n. 27 del 2002. Quest'ultimo – nello stabilire che «entro il 30 settembre di ogni anno, la struttura competente ripartisce, fra i produttori che ne hanno fatto richiesta entro il 30 giugno, i quantitativi individuali di riferimento non utilizzati» – contempla, in sostanza, «la costituzione di una “riserva regionale”, anch'essa, come la compensazione regionale, non prevista dalla normativa comunitaria, che la Regione è tenuta a rispettare ai sensi della normativa statutaria richiamata». 2.¾ Si è costituita in giudizio la Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, con atto depositato presso la cancelleria della Corte il 17 aprile 2003, chiedendo – previa riserva di ulteriori deduzioni – di «rigettare in toto il ricorso del Governo della Repubblica, in quanto inammissibile, improcedibile e, comunque, infondato nel merito». 2.1.¾ Con successiva memoria, depositata presso la cancelleria della Corte il 30 marzo 2004, la Regione resistente ha affermato, da un lato, la propria competenza esclusiva «in ordine alla predisposizione della disciplina concernente le quote latte» atteso che, ai sensi del combinato disposto dell'art. 116 della Costituzione e dell'art. 2 dello statuto regionale, l'agricoltura è da annoverare «tra le materie rientranti nella potestà legislativa primaria della Regione»; dall'altro ha sottolineato che la «censura di illegittimità costituzionale promossa dal Governo della Repubblica trova fondamento esclusivamente in una erronea interpretazione della disciplina comunitaria all'uopo disposta dal regolamento CEE n. 3950/92», giacché, diversamente da quanto sostenuto dal ricorrente, la legge regionale impugnata sarebbe pienamente conforme a tale disciplina. 3.¾ In prossimità dell'udienza pubblica il Presidente del Consiglio dei ministri e la Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste hanno depositato memorie. 3.1.¾ L'Avvocatura generale dello Stato, in via preliminare, ha sottolineato come il thema decidendum non sia affatto mutato, quantunque, «per via dei più recenti interventi normativi in sede nazionale», la materia de qua abbia conosciuto una rinnovata sistemazione legislativa. Sebbene, infatti, il decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49 (Riforma della normativa in tema di applicazione del prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari), convertito, con modificazioni, nella legge 30 maggio 2003, n. 119, abbia «ridisciplinato l'intera materia», lo stesso – «in applicazione della normativa comunitaria già richiamata» – avrebbe lasciato invariata «la “compensazione a livello nazionale” e la “riserva nazionale”», donde, secondo la difesa erariale, «il persistente interesse alla decisione del ricorso». Su tali basi, quindi, l'Avvocatura generale dello Stato ribadisce «le conclusioni già assunte nel ricorso», chiedendo «che la Corte dichiari la illegittimità costituzionale» delle norme impugnate. 3.2.¾ La Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste ha insistito nelle difese già formulate. La resistente ha dedotto, altresì, di essere «soggetto di autonomia speciale, secondo quanto previsto dall'art. 116 della Costituzione», nonché «in base alle previsioni del proprio statuto», il cui articolo 2, primo comma, lettera d), le attribuisce «potestà legislativa esclusiva in materia di agricoltura».