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le Regioni chiamate al tavolo promosso dal Ministro hanno manifestato il loro apprezzamento per la proposta formulata di istituzione della società, ritenendola un elemento di innovazione e di uscita dalle difficoltà dell'ente rilevate negli ultimi anni; le Regioni interessate (Basilicata, Puglia, Campania) sono state protagoniste di tavoli nazionali e di richieste espresse e motivate di riforma dell'EIPLI che i Governi nazionali hanno nominalmente raccolto senza produrre un'effettiva variazione del quadro normativo e, quindi, funzionale dell'ente, si chiede di sapere: quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano intraprendere affinché si chiuda definitivamente la decennale fase di commissariamento dell'ente e si acceda a proposte di revisione complessiva delle funzioni e delle competenze integrate degli enti che regolano, nelle sue diverse accezioni, il bene "acqua", a livello tanto regionale che interregionale, che vadano nella direzione del recupero del proficuo lavoro svolto, finalizzato alla creazione di una società mista Stato-Regioni, nel solco amministrativo della programmata Società delle acque meridionali; quali iniziative di competenza intendano intraprendere affinché si proceda con celerità alla nomina di nuovo direttore generale dell'EIPLI, al fine di assicurare una guida tecnica che argini le attuali e già evidenziate carenze di governance dell'ente. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05422 PEPE Al Ministro della transizione ecologica Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: sono circa 50 i sindaci di Comuni in provincia di Salerno, nonché componenti di quattro Comunità montane campane, del parco nazionale Cilento-vallo di Diano-Alburni, dell'ente riserve regionale Sele-Tanagro, del Consiglio comunale di Buccino che da tempo ormai sono impegnati per dare vita ad un presidio permanente di monitoraggio ambientale, civile ed istituzionale, sulla questione delocalizzazione delle fonderie "Pisano", nella zona industriale di Buccino; è una battaglia, quella dell'area del cratere, contro la delocalizzazione delle fonderie, che prosegue nei tavoli istituzionali e continua nelle sedi giudiziarie ormai dal 2018; tanto che, dopo decine di delibere di contrarietà all'insediamento delle fonderie a Buccino, lo stesso Comune è arrivato anche ad approvare una variante al PUC, con la quale nel 2018 la zona industriale è stata trasformata in distretto agroalimentare; dunque, è una lunga querelle giudiziaria in corso, che vede ormai un "braccio di ferro" giudiziario tra il palazzo del Comune di Buccino da un lato e la famiglia Pisano e Confindustria Salerno dall'altro, sino ad arrivare al blocco delle concessioni edilizie per l'inizio dei lavori ai Pisano da parte del Comune; proprio sulla questione della zona industriale Buccino, il presidente della commissione regionale aree interne della Regione Campania ed il consigliere regionale di riferimento pochi giorni fa hanno audito in commissione tutti gli attori coinvolti nella vicenda e chiesto l'accesso agli atti presso il Comune e presso gli enti coinvolti per l'accertamento di eventuali responsabilità amministrative, contabili e penali, per fare chiarezza su quanto sta avvenendo sul territorio; di fatto, si tratta di un insediamento di industria pesante che rischia di compromettere l'equilibrio ambientale di quelle aree, e, pertanto, incompatibile con la vocazione agroalimentare di quei territori; sono stati interessati anche componenti del Consiglio regionale della Basilicata, affinché prendano una posizione netta di contrarietà alla delocalizzazione dell'azienda fonderie Pisano presso l'area industriale di Buccino, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se sia possibile istituire un tavolo tecnico con tutte le realtà territoriali ed amministrative coinvolte nella vicenda, per ribadire la contrarietà di tutta l'area alla delocalizzazione delle fonderie, perché si tratta di una scelta in grado di minacciare gravemente il territorio coinvolto a danno del patrimonio agricolo della comunità e dell'ambiente. Atto n. 4-05423 LONARDO Ai Ministri dell'economia e delle finanze, del turismo e della cultura Premesso che: fuochisti, installatori delle luminarie, giostrai, bande musicali, circhi, zoo e luna park versano in gravi difficoltà economiche in quanto costretti a non lavorare da più di un anno a causa della pandemia da COVID-19; duemila aziende solo del settore pirotecnico con oltre 10.000 lavoratori e un fatturato annuale di circa 600 milioni di euro rischiano di chiudere i battenti a causa delle norme restrittive, che continuano a vietare in qualunque forma le feste padronali e i grandi eventi estivi durante i quali l'arte dei fuochi di artificio la fa da protagonista; la categoria dei pirotecnici in particolare non ha beneficiato di nessuna "riapertura" neanche durante la scorsa estate, in cui era calato l'indice di contagio; investimenti e sacrifici su professionalità ed attrezzature non possono essere azzerati, anche perché consentono di rinnovare le tradizioni popolari e religiose in tante comunità italiane; sono già giunti invano al Governo diversi appelli, da parte della Federazione autonoma piccole imprese, con i quali venivano richiesti sostegni per queste attività messe in ginocchio dalla pandemia, si chiede di sapere: se e quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo ritengano di assumere al fine di evitare il fallimento di queste imprese costrette a non lavorare; se ritengano di varare un provvedimento che consenta alle imprese del settore pirotecnico di riprendere a lavorare nelle regioni a colorazione gialla con Rt sotto l'1 per cento; se non ritengano di assumere una decisione urgente al fine di prevedere dei ristori per queste attività e per i lavoratori impiegati; se non ritengano, infine, di tenere conto della situazione per il prossimo decreto "sostegni bis". Atto n. 4-05424 TOTARO Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della giustizia Premesso che: M. P., cittadino italiano, nato a Marsala (Trapani) ed attualmente residente a Marsala, esercita da diversi anni la professione di skipper e si trova, spesso, per motivi di lavoro, a soggiornare ed operare all'estero; in data 27 giugno 2017 il signor P. veniva tratto in arresto dalle autorità della Croazia (luogo in cui si trovava per ragioni di lavoro) in relazione ad una segnalazione dell'Interpol proveniente dalla Tunisia, emessa in data 16 dicembre 2010, concernente il reato di immigrazione illegale ed altri previsti dal codice penale della Tunisia; già in data 28 giugno 2017 il giudice istruttore del Tribunale conteale di Fiume disponeva il rilascio del signor P., non essendo stata presentata da parte del Paese richiedente l'estradizione la documentazione necessaria, ai sensi degli artt. 47 e 52 della legge sull'assistenza giudiziaria internazionale in materia penale, legge n. 178 del 2004; la vicenda non si è ancora conclusa, nonostante sia stata seguita dalla nostra ambasciata e da legali del posto.