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Atto n. 4-02335 DE PETRIS Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e per la pubblica amministrazione Premesso che da organi di stampa si apprende che nella giornata del 17 ottobre 2019 ci sarebbe stato un blitz della Guardia di finanza al liceo Gioberti di Torino, un'operazione durata 4 ore che si è svolta in sala docenti, creando allarme e sconcerto tra gli insegnanti; ai docenti sarebbe stato chiesto di mostrare un documento che attestasse la propria identità e di apporre un'ulteriore firma di presenza su un apposito elenco, nel pieno svolgimento delle lezioni; considerato che sempre da organi di stampa, si apprende che si tratterebbe di controlli a campione in tutte le città, nei luoghi dove ci sono dipendenti pubblici e che ne sono previsti 70 su tutto il territorio nazionale per il 2019; ritenuto che a parere dell'interrogante, gli istituti scolastici statali, avendo a che fare con la vigilanza e la tutela dei minori, sono già molto attenti ad eventuali assenze e organizzati per garantire la sorveglianza e il diritto allo studio, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano informati dei fatti esposti in premessa e se non ritengano pleonastiche verifiche di tale natura in una scuola statale. Atto n. 4-02336 FERRO BATTISTONI CALIGIURI LONARDO SERAFINI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: garantire la sostenibilità alimentare è uno dei doveri primari che ogni Governo dovrebbe perseguire nell'interesse generale dei cittadini, pena il rischio di crisi sociali ed economiche; recentemente, diversi canali televisivi hanno mandato in onda uno spot della Coop dove sarebbe stata messa in cattiva luce la reputazione dei coltivatori con messaggi fuorvianti e non in linea con gli standard qualitativi e di controllo che vengono raggiunti attraverso scrupolose verifiche durante tutto il processo di filiera dei prodotti agricoli; tali messaggi, oltre a ledere la credibilità degli imprenditori agricoli, che ogni giorno vengono messi a dura prova da una burocrazia asfissiante e da una pressione fiscale elevata, rischiano di trasmettere all'opinione pubblica un'immagine dell'imprenditoria agricola molto distante da ciò che realmente rappresenta: una comunità di piccole e medie imprese, molto spesso a conduzione familiare che quotidianamente, nonostante i problemi esposti si dedicano alla propria attività con passione e sacrificio; le imprese agricole sono, inoltre, esposte alla concorrenza di prodotti alimentari esteri, la cui origine spesso proviene da Paesi che non rispettano i più elementari diritti; definire in modo chiaro un sistema di tracciabilità del prodotto garantirebbe le imprese oneste e tutelerebbe il consumatore nella scelta consapevole dei prodotti da acquistare; il comparto è inoltre messo a dura prova dai paventati dazi, che il Governo americano vorrebbe applicare a molti prodotti alimentari italiani, che rappresentano il vero " core business " del sistema agricolo del nostro Paese; tutelare l' export di questi prodotti significa tutelare il "Made in Italy" e conseguentemente, migliaia di lavoratori che sono impiegati in questo comparto così importante per la nostra economia, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di tutelare l'immagine degli imprenditori agricoli e di tutti coloro che lavorano nel comparto agroalimentare italiano; quali misure intenda adottare, anche nella prossima legge di bilancio per il 2020, al fine di incentivare questo settore così importante per l'economia del nostro Paese. Atto n. 4-02337 CASTIELLO Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: nel nuovo piano aziendale del Policlinico Umberto I di Roma non compare il Centro senologico di Palazzo Baleani, sede distaccata del Policlinico medesimo, che ha sinora assicurato un accesso diretto a ecografia, mammografia e diagnosi, consentendo di tutelarsi tempestivamente dai rischi alla salute derivanti dagli estenuanti tempi di attesa delle strutture pubbliche da un canto e dai considerevoli esborsi richiesti dalle strutture private dall'altro; la chiusura del Centro senologico del Palazzo Baleani è stata contestata dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale; risulta che la Regione Lazio non abbia dato alcuna risposta ad organi di stampa che, raccogliendo le proteste del comitato "Palazzo Baleani", che associa le donne salvate dal Centro senologico, hanno chiesto precisazioni sulla sorte del Centro stesso; il tumore alla mammella risulta essere una delle forme più diffuse e inquietanti di malattia oncologica, il cui controllo è fondato essenzialmente sulla tempestività di cure preventive, per cui la disattivazione del Centro senologico di Palazzo Baleani comporta la perdita di un importante centro nazionale di prevenzione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza che il Centro senologico di Palazzo Baleani non compare nel nuovo piano aziendale del Policlinico Umberto I e se corrisponda al vero l'impegno, riferito da "il Fatto Quotidiano" del 17 ottobre 2019, annunciato dall'Assessore alla Sanità presso la Regione Lazio, Alessio D'Amato, di procedere alla costituzione di un Centro salute donna di altissimo livello da affidare all'Istituto Tumori Regina Elena di Roma, essendo, in tal caso, comunque necessario mantenere in vita il Centro Baleani fino all'entrata in operatività dell'istituto tumori, onde evitare perniciose interruzioni dell'attività di prevenzione. Atto n. 4-02338 LAFORGIA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che a quanto risulta all'interrogante: in località Passovecchio, a Crotone, è sito un supermercato "Carrefour" che conta 52 dipendenti i quali, in data 16 ottobre, hanno appreso la notizia del loro licenziamento attraverso un messaggio "whatsapp" inviato dal direttore del punto vendita; in data 17 ottobre l'entrata del supermercato è stata presidiata dalle lavoratrici e dai lavoratori, i quali hanno pubblicamente denunciato attraverso gli organi di informazione locali che Carrefour era chiuso al pubblico, in considerazione della cessazione della fornitura di energia elettrica, avvenuta il 16 ottobre e della progressiva mancata fornitura di merce; secondo i rappresentanti provinciali di Fisascat Cisl, Uil Tusc e Filcams Cgil, Salvatore Federico, Pino Palmieri e Vincenzo Zizza, «in questi mesi come sindacato abbiamo risolto diverse problematiche legate alla società del signor Perri permettendo di trovare soluzioni sul piano occupazionale. Su Crotone, invece, la proprietà non ci ha voluto incontrare neppure dopo un sollecito fatto attraverso la Prefettura»; va segnalato come, stando alle dichiarazioni dei dipendenti, dalla data del 16 ottobre, questi ultimi venivano messi in ferie, in attesa che fossero avviate le procedure per il licenziamento collettivo per opera del signor Perri, titolare della grande catena di distribuzione in Calabria; considerato che: la dignità della persona è un diritto garantito e riconosciuto dalla nostra Carta Costituzionale, pertanto risulta incomprensibile, a parere dell'interrogante, che un lavoratore possa essere licenziato attraverso un messaggio "whatsapp"; con l'approvazione del "Jobs Act" è stato abolito l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori;