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Art. 9 Nei casi di pensione diretta di privilegio contemplati dalla lettera c) dell'art. 26 della legge 6 luglio 1939, n. 1035, il trattamento è costituito dalle seguenti parti: a) dalle rendite vitalizie di cui alle lettere a) e c) del precedente art. 2; b) dalla rendita vitalizia prevista dalla lettera b) del predetto art. 2, calcolata considerando gli anni utili con l'aumento di cinque anni e la cui misura non sarà in nessun caso inferiore a lire 114.000 annue.((2)) Quando si tratti di lesione od infermità ascrivibili alla prima categoria della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, la rendita vitalizia di cui alla lettera b) è stabilita nella misura fissa di lire 304.000 annue. --------------- AGGIORNAMENTO (2) La L. 4 febbraio 1958, n. 87 ha disposto (con l'art. 8, comma 2) che "nei casi di pensione diretta di privilegio, contemplati al comma, primo dell'art. 9 della legge 11 giugno 1954, n. 409, le rendite di cui alle lettere a) e b) sono aumentate di un decimo. In nessun caso, però, l'importo risultante per la rendita di cui alla lettera a) può essere inferiore a lire 126.403 annue, e quello per la rendita di cui alla lettera b) ad un terzo della retribuzione annua differenziale, definita dall'art. 5, riferita alla data della cessazione dal servizio". La stessa legge ha inoltre disposto (con l'art. 27) che "la presente legge ha effetto dal 1 gennaio 1957. Le norme contenute negli articoli 1, 4, 5, 6, 7, 8, 10 e 21 si applicano per i casi di cessazione dal servizio a partire dalla data predetta"