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Questi criteri devono trovare applicazione nella fase di scelta del campione per garantire un adeguato livello di rappresentatività e quindi di legittimazione all'interno delle AC, garantendo anche la tutela delle minoranze. Grazie al supporto dei professionisti e degli esperti di settore che formano il segretariato, i cittadini sorteggiati che andranno a deliberare saranno stati in grado di conoscere la questione al loro esame. Tale livello di conoscenza non è nemmeno pensabile rispetto al 100 per cento degli elettori (ed, in realtà, nemmeno rispetto agli eletti). Riconoscendo al cittadino un ruolo attivo, si ottiene un'accresciuta propensione all'ascolto e aumenta la fiducia interpersonale, tanto tra cittadini quanto tra questi e i rappresentanti politici. Ne beneficiano parimenti il senso di appartenenza e la rappresentatività, quest'ultima garantita dalla selezione casuale nel rispetto dei sopracitati criteri, nonché il senso generale di responsabilizzazione. Il presente disegno di legge istituisce le « Assemblee dei cittadini » quale nuovo strumento democratico a supporto delle istituzioni repubblicane. I primi 7 articoli individuano chi può convocare le AC (Governo, Parlamento, Giunte e Consigli regionali e comunali, associazioni e gruppi di cittadini), gli atti di sua competenza (non solo proposte e raccomandazioni su tematiche di interesse generale ma anche valutazioni sui referendum previsti dalla Costituzione), gli organi di funzionamento, i criteri per il sorteggio dei partecipanti. È importante far notare il valore di raccomandazione delle deliberazioni dell'assemblea dei cittadini, che non ha la pretesa di essere vincolante sul modello della presunta democrazia diretta, che è ben noto quanto lontana sia da ogni vera democrazia. Ma queste raccomandazioni non saranno irrilevanti, in quanto l'eventuale non accettazione da parte delle assemblee rappresentative andrebbe motivato esplicitamente, così come andrebbe altrettanto chiaramente motivata la mancanza di tempi chiari e definiti di approvazione di leggi di iniziativa popolare e di altre forme analoghe di democrazia partecipativa o deliberativa. L'articolo 8 e seguenti del disegno di legge, inoltre, prevedono l'istituzione entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge della prima Assemblea dei cittadini, convocata sul tema della crisi climatica e della transizione energetica. Il cambiamento climatico, infatti, rappresenta ormai un'emergenza riconosciuta scientificamente e, dunque, una priorità politica. Se gli Stati non prenderanno provvedimenti per limitare l'emissione di gas serra, il riscaldamento globale potrebbe superare la soglia di 1,5 gradi già nel 2030, fra appena dodici anni. È questo lo scenario più grave tratteggiato dal rapporto dell'ONU- Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) « Riscaldamento globale a 1,5 gradi », preparato a Incheon in Corea e diffuso nell'ottobre 2018. Per affrontare questa emergenza, l'agenda europea e transnazionale si è dotata nel 2015 degli Accordi di Parigi e di nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile, definendo una serie di azioni orientate al contenimento del riscaldamento globale entro il 2030. Le azioni per il clima spaziano dal consumo energetico alle politiche alimentari, dallo sfruttamento di risorse idriche alla riduzione dell'uso di suoli, proponendo un variegato pacchetto di soluzioni. Tuttavia, a quasi cinque anni dalla loro adozione, possiamo affermare che questi obiettivi siano complessivamente lontani dalla loro attuazione. Gli ultimi anni hanno visto scendere in piazza milioni di europei in forma di protesta contro i cambiamenti climatici. In Italia, l'instabilità del sistema politico e l'evidente volatilità del consenso elettorale riducono la capacità delle forze politiche di elaborare soluzioni che guardino a un orizzonte di lungo periodo, come inevitabilmente le politiche climatiche richiederebbero. Per tali ragioni, un'Assemblea dei cittadini chiamati a individuare delle priorità di intervento e delle forme di bilanciamento tra interessi avrebbe la forza di superare l' empasse . Gli esempi di Assemblee dei cittadini su questo tema si stanno moltiplicando sulla scena internazionale. Dall'Irlanda alla Gran Bretagna, dalla Spagna al Belgio fino alla vicina Francia, dove il 26 aprile 2019 il Presidente Macron ha annunciato la creazione della Convenzione cittadina per il clima; un organo temporaneo e indipendente composto da 150 cittadini sorteggiati su base nazionale, che tra ottobre 2019 e gennaio 2020, per un totale di diciassette incontri suddivisi in sei fine settimana, si sono riuniti a Parigi per ascoltare esperti, dibattere e presentare progetti di legge su varie questioni relative a come ridurre del 40 per cento l'emissione di gas serra entro il 2030, al risparmio energetico, alla ristrutturazione termica degli alloggi, all'agricoltura, alla mobilità, alla tassazione ecologica e a qualsiasi altro argomento essi ritengano opportuno. Forte dello studio di questi casi internazionali, il movimento paneuropeo di iniziativa popolare Eumans insieme al comitato Politici per caso–Informàti per decidere ha cooperato con gli onorevoli sostenitori del presente disegno di legge nella costruzione della proposta di istituire nell'ordinamento italiano le assemblee dei cittadini, convocando la prima di queste sulle grandi urgenze della crisi climatica e la politica energetica.. 1 (Definizione) 1 Sono istituite le « Assemblee dei cittadini » quali strumenti democratici attivabili su iniziativa di cittadini, Parlamento, Governo, Giunte e Consigli regionali e comunali, col fine di rafforzare il dialogo tra istituzioni e cittadini e per il coinvolgimento diretto di quest'ultimi nella deliberazione su temi di interesse pubblico e generale. Ovvero sulle grandi opere, sui grandi temi etici, culturali e ambientali, sulle leggi e riforme concernenti le istituzioni, i poteri dello Stato, i partiti e la Costituzione. Il compito delle Assemblee è di offrire, dopo un adeguato periodo di formazione e riflessione, proposte alle istituzioni e rapporti alla cittadinanza tutta. 2 L'istituzione di una Assemblea dei cittadini su uno specifico tema a livello nazionale viene decisa dal Governo o da una delle Camere del Parlamento. Può essere richiesta anche da cinquemila cittadini attraverso la raccolta firme sulla proposta, da effettuarsi con modalità semplici e di facile certificazione, anche attraverso apposita piattaforma digitale per la partecipazione del Dipartimento della funzione pubblica e relativa sottoscrizione online . 3 L'istituzione di una Assemblea dei cittadini su uno specifico tema a livello regionale o comunale viene decisa dalla Giunta o dal Consiglio. Può essere richiesta anche attraverso la raccolta di firme su una proposta da parte di un numero di cittadini variabile su base regionale e comunale. 4 Nei comuni capoluogo di provincia, nelle città metropolitane e nelle regioni deve essere necessariamente indetta un'Assemblea dei cittadini che deliberi in occasione dell'elaborazione dei principali documenti di indirizzo, programmazione e pianificazione economica, finanziaria ed urbanistica.