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l'incendio più recente ha colpito la zona di Centocelle, nel pomeriggio di sabato 9 luglio. Questa volta a bruciare sono stati vari autodemolitori su viale Palmiro Togliatti, nel quadrante est della città. In base a quanto riferiscono i vigili del fuoco, il rogo sarebbe partito intorno alle 16.50 all'altezza di via Casilina, producendo una gigantesca nube nera visibile da gran parte della città; tramite notizie a mezzo stampa gli stessi vigili del fuoco avrebbero dichiarato che la carenza di circa 300 uomini su base provinciale, a fronte dell'ingente numero di incendi che stanno devastando la Capitale, avrebbe messo in crisi il dispositivo dei vigili del fuoco di Roma; tali numeri peraltro sarebbero stati ricavati con riferimento a vecchie piante organiche che andrebbero comunque riadattate alla luce delle nuove esigenze determinate dai cambiamenti climatici in atto; da notizie a mezzo stampa si è appreso altresì che lunedì 11 luglio si sarebbe svolto un vertice in Procura tra magistrati e tutte le forze dell'ordine impegnate in questi giorni sul fronte degli incendi a Roma, e sarebbe stato creato un coordinamento per rendere più veloce ed efficace lo scambio di informazioni tra gli inquirenti sia in fase di indagine che nell'ambito della prevenzione, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per colmare quanto prima le carenze di organico e di mezzi dei vigili del fuoco, e del Corpo forestale dei Carabinieri, con particolare riferimento all'area della Capitale, nonché quali iniziative intenda adottare per fermare quanto prima la spirale degli incendi in atto e prevenire il ripetersi di fatti analoghi. Interrogazioni Atto n. 3-03463 MALLEGNI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: di recente si stanno riscontrando problematiche nel diritto alla mobilità degli abitanti delle isole dell'arcipelago Toscano, dovute ad avarie più o meno gravi che sempre più spesso si verificano alle unità impegnate nei collegamenti fra la costa e le isole; la causa principale è la vetustà dei mezzi di trasporto marittimo impegnati, oltre alla mancanza di investimenti congrui per il mantenimento in efficienza delle unità; queste problematiche, inoltre, implicano la riduzione del trasportabile, sia in termini di passeggeri, che in termini di automezzi; l'inevitabile risultato è che gli isolani hanno serie difficoltà a muoversi alle quali, nell'immediato, si può ovviare obbligando tutte le compagnie di linea a mantenere un congruo numero di posti, sino a 10 minuti prima dell'orario previsto per la partenza, disponibili per i residenti, sia per i passaggi ponte che per i mezzi; tali disservizi si registrano in particolare all'isola d'Elba, ed oltretutto nei giorni scorsi si è appreso che, se le compagnie superano il numero dei passeggeri, non imbarcano più neanche i residenti, situazione mai verificatasi in passato, minando così la continuità territoriale; nonostante nei giorni scorsi l'assessore regionale per i trasporti avesse garantito che da sabato 9 luglio 2022 i disagi sarebbero rientrati, la situazione non è migliorata; al contrario risulterebbe che i passeggeri sono rimasti al porto 4-5 ore prima di poter partire; giova evidenziare che i maggiori disagi riguardano i passeggeri che devono spostarsi per motivi sanitari, di lavoro o d'urgenza, il trasporto marittimo è fondamentale per garantire la continuità territoriale ai cittadini che abitano sulle isole minori, nel rispetto del diritto alla mobilità; il perdurare di disagi derivanti dal trasporto marittimo influiranno in modo negativo e in maniera determinante sull'aspetto economico di questi territori ad elevata vocazione turistica, soprattutto considerata la forte crisi economica attuale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto; quali azioni intenda intraprendere affinché non si verifichi l'interruzione del servizio di collegamento marittimo tra l'isola d'Elba, le isole tutte dell'arcipelago Toscano e la costa; se ritenga di adottare ogni provvedimento utile per garantire un costante monitoraggio dei suddetti collegamenti marittimi. Atto n. 3-03464 ROMANO DE LUCIA Danila Al Ministro dell'istruzione Premesso che: lunedì 8 settembre 2022 le scuole riapriranno nel terzo anno di pandemia, senza che attualmente esistano linee guida dedicate, aggiornamenti sui protocolli di sicurezza e soprattutto investimenti sulla ventilazione meccanica controllata, a gran voce richiesta dal mondo medico-scientifico; entro il 20 marzo 2022, su proposta del Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell'istruzione, uno specifico decreto del Presidente del Consiglio dei ministri avrebbe dovuto definire le linee guida sull'adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di ventilazione, oltre a delineare gli standard minimi di qualità dell'aria negli ambienti scolastici, con l'obiettivo di affrontare con maggiore serenità l'anno scolastico 2022/2023; fino a pochi mesi fa la maggior parte di medici, virologi ed epidemiologi, ai quali la politica si è affidata, ha negato la trasmissione per via aerea di SARS-CoV-2, sostenendo che il contagio avvenisse solo attraverso droplets di grandi dimensioni a distanze ravvicinate, nonostante già nel 2020 fossero stati pubblicati i primi studi che dimostravano come il contagio via aerosol fosse dominante, in particolare in ambienti chiusi e senza ventilazione; la letteratura scientifica si è arricchita di mese in mese di nuove ricerche, che hanno confermato come la trasmissione aerea sia in realtà un meccanismo sempre presente per ogni agente patogeno respiratorio; l'Organizzazione mondiale della sanità ha ribadito come sia proprio la trasmissione aerea la modalità prevalente di contagio, che può essere contrastata con la ventilazione meccanica controllata, ovvero con ricambi d'aria adeguati al numero di persone in classe e alle dimensioni della stessa; considerato che: è fondamentale lavorare ora per adeguare i sistemi di ventilazione nelle scuole italiane al fine di garantire l'attività didattica in presenza, con soluzioni tecnologiche che possono consentire un salutare ricambio d'aria anche in ambienti normali; nonostante ci sia oggi un unanime consenso sull'importanza della ventilazione come azione di mitigazione della trasmissione aerea del virus , l'Italia non sembra abbia investito per migliorare la qualità dell'aria nelle scuole, mentre il Canada ha stanziato 32 euro a studente, gli Stati Uniti 30 euro, l'Olanda 21 euro, l'Irlanda 12 euro, Germania e Francia 8 euro; Canada, Stati Uniti e Irlanda stanno investendo fondi pubblici per migliorare la ventilazione meccanica controllata negli edifici scolastici, la Germania ha puntato sui purificatori portatili mentre Francia e Belgio si limitano per ora ad acquistare impianti di rilevazione di C02, che indicano quando è l'ora di aprire le finestre;