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Infine, appare significativo ricordare il vigente istituto del reddito di inclusione sociale, dove si prevede, con riferimento ai requisiti di residenza e di soggiorno, che il componente richiedente la misura debba essere congiuntamente: come prima condizione, cittadino dell'Unione europea o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno nell'Unione per soggiornanti di lungo periodo; come seconda condizione, residente in Italia in via continuativa da almeno due anni al momento della presentazione della domanda. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Ciriani, per due minuti. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, leggerò il testo scritto della risposta del Ministro, perché mi pare di aver inteso che nelle sue affermazioni finali in parte smentisca quanto detto all'inizio. Peraltro, le sentenze che il Ministro ha citato sono riferibili non al reddito di cittadinanza, cioè a una misura universale antipovertà, ma ad altre misure ulteriori del servizio sociale, che non sono assimilabili. Da questo punto di vista la giurisprudenza è abbastanza chiara. Il rischio che intravediamo, signor Ministro, è che, di fronte a un ricorso al TAR o al tribunale civile da parte di un cittadino straniero, il Governo sarà poi costretto ad aprire questa misura a tutti gli altri cittadini stranieri legittimamente e legalmente soggiornanti, come ha detto alla conclusione del suo intervento. Faccio telegraficamente riferimento a un'esperienza che conosco molto bene, quella della Regione Friuli-Venezia Giulia, dove è stato introdotto nel 2016 un reddito di cittadinanza: pensi che, pur essendo la popolazione straniera pari al 9 per cento di quella complessiva, essa ha goduto del 40 per cento delle misure sociali, perché le famiglie straniere sono di norma più numerose, non hanno patrimonio immobiliare e di norma accedono prima delle famiglie italiane ai servizi sociali. Quindi, si corre il rischio di avere non soltanto una misura inefficace dal punto di vista economico, ma anche una beffa per le famiglie italiane, operata da parte di un Governo che dice - e noi saremmo contenti se lo facesse - di voler agire innanzitutto e prima per le famiglie italiane. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Il senatore Mallegni ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00215 sulle risorse necessarie a finanziare le misure previste nel contratto di Governo, per tre minuti. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, faccio una breve premessa. L'economia italiana sta vivendo una situazione di incertezza - ma dirlo a lei, signor Ministro, è superfluo - e di possibile rallentamento congiunturale, in cui si evidenzia il forte aumento del rendimento che l'Italia è costretta a pagare per collocare i propri titoli di Stato, cosa che costituisce un costo immediato e concreto e al tempo stesso un dato molto indicativo. Si tratta di un rendimento ormai stabilmente superiore di almeno mezzo punto rispetto ai valori segnati fino alla primavera del 2018. Il confronto con gli analoghi tassi che ottiene la Germania, misurato con il cosiddetto spread , almeno 100 punti sopra la media del 2017, conferma che non si tratta di una tendenza internazionale ma, purtroppo, di un fenomeno tutto italiano. Negli ultimi giorni, il Ministro in indirizzo ha più volte dichiarato pubblicamente di voler mantenere - ovviamente - il programma di Governo entro i limiti di bilancio necessari per conservare la fiducia dei mercati finanziari - gliene dobbiamo dare atto - e, quindi, evitare l'instabilità finanziaria che porterebbe a un danneggiamento della crescita e renderebbe ancora più oneroso il costo del debito italiano, il famoso 1,6 per cento del rapporto deficit/ PIL, che lei ha ricordato spesso nelle ultime settimane. Destano peraltro preoccupazione le recentissime dichiarazioni dello stesso Ministro - le sue - che, a più riprese, ha definito la flat tax - uno dei pilastri anche del nostro programma di Governo di centrodestra - quella classica, a una sola aliquota, ormai «superata e tramontata». Con tale impostazione contrastano, tuttavia, le dichiarazioni di autorevoli esponenti del Governo, i due Vice Presidenti del Consiglio dei ministri, che si sono detti pronti ad approvare nella prossima legge di bilancio la cosiddetta flat tax , il reddito di cittadinanza, la riforma delle pensioni, anche mediante uno sforamento del vincolo europeo del 3 per cento. In questo scenario è fondamentale che l'azione di Governo non deteriori ulteriormente il livello di fiducia dei mercati e di credibilità internazionale. Tutte le principali istituzioni economiche, nazionali e internazionali, hanno recentemente rivisto al ribasso le stime di crescita del prodotto interno lordo italiano, sia per il 2018 che per il 2019. Tale revisione provoca automaticamente il peggioramento del rapporto tra debito e prodotto interno lordo, richiedendo al Governo ulteriori sforzi correttivi per mantenere gli obiettivi in grado di rassicurare gli investitori, peraltro concordati con l'Unione europea. La spesa per interessi sul debito rischia comunque di aumentare ulteriormente per via della cessazione del programma di quantitative easing della Banca centrale europea. Il Governo si è impegnato a impedire in qualsiasi modo l'aumento delle aliquote IVA previste dalle clausole di salvaguardia, e stamani abbiamo letto qualcosa di diverso. Insomma, signor Ministro, le chiediamo se non ritenga di chiarire attraverso quali iniziative e con quali risorse intenda attuare le misure citate in premessa alle quali, stanti le dichiarazioni degli altri componenti del Governo, sicuramente non si potrà derogare. (Applausi del senatore Vitali) . PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, professor Tria, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TRIA, ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, in riferimento all'interrogazione della senatrice Bernini e altri, si conferma che l'obiettivo del Governo è quello di assicurare la graduale realizzazione degli interventi di politica economica contenuti nel contratto di Governo compatibilmente con l'esigenza di garantire l'equilibrio dei saldi strutturali di finanza pubblica. Nell'attività istruttoria fin qui svolta, in stretto raccordo con la Presidenza del Consiglio dei ministri e con i colleghi di Governo, si sta operando nel pieno rispetto delle risoluzioni sul Documento di economia e finanza approvate da Senato e Camera nello scorso mese di giugno. Per quanto concerne le misure attraverso le quali si intende procedere alla realizzazione di detti obiettivi, nonché al reperimento delle risorse da destinare alla loro attuazione, il Governo procederà all'individuazione degli ambiti di intervento in sede di predisposizione della Nota di aggiornamento al DEF, che sarà presentata al Parlamento a breve, e comunque entro la fine del mese di settembre, e in quella sede provvederà a fornire il quadro delle diverse misure volte ad assicurare la realizzazione del contratto di Governo che troveranno concreta attuazione mediante la stesura del prossimo disegno di legge di bilancio e la manovra finanziaria per il 2019. PRESIDENTE.