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Parliamo ora dell'articolo 68 della Costituzione. Tutti i colleghi hanno richiamato i principi che sottendono all'articolo 68 della Costituzione. Sono principi di garanzia delle attribuzioni delle Camere e dell'autorità giudiziaria, che cercano di eliminare le reciproche interferenze. Questo lo afferma la Costituzione, e non un parlamentare della Repubblica o un Gruppo parlamentare: è la norma che lo afferma. Vorrei poi ricordare che questa norma costituzionale fondante dell'ordinamento giuridico tutela non il singolo parlamentare - e questo probabilmente dobbiamo ricordarlo a qualcuno che invece l'ha strumentalizzata - ma l'Assemblea parlamentare, e si tratta di un interesse molto più ampio di quello del singolo parlamentare. Preserviamo la funzionalità del Parlamento, l'integrità della sua composizione e l'autonomia decisionale. Se eliminiamo una di queste tre, non ha più senso sedere in quest'Aula. Dobbiamo sostenere questa norma, perché è la base per la libertà democratica. Noi qui rappresentiamo la libertà democratica e l'Assemblea la rappresenta, perché siamo espressione di un voto, di un popolo: la gente ci ha votato, ci ha mandato qui e noi dobbiamo rappresentarla. Ripeto però che, per rappresentarla, per esercitare degnamente e liberamente la funzione legislativa, dobbiamo sempre rispettare la Costituzione, ma devono farlo tutti: noi in primo luogo, ma anche tutti i poteri dello Stato, a cominciare dai principali. Se vogliamo davvero rispettare pienamente la norma costituzionale, dobbiamo ricordarci che la sua attuazione deve essere piena e nel rispetto di tutti i poteri. Su questo ho ascoltato il senatore Parrini dire che non bisogna buttare la questione - ovviamente sintetizzo - nella solita discussione tra politica e magistratura. Io sono tra quanti continuano sempre a sostenere che la libertà e l'indipendenza della magistratura devono essere tutelate; parimenti, però, devono essere tutelate la libertà e l'indipendenza della politica perché, se non le garantiamo, non garantiamo gli equilibri dello Stato. Ricordiamoci che la nostra Costituzione poggia su precisi equilibri e che è stata scritta dopo un periodo nefasto della nostra storia, dal quale abbiamo imparato tante cose. Dobbiamo quindi mantenere quegli equilibri. Non basta continuare a cercare facile consenso con l'antipolitica, come qualcuno si ostina ancora a fare. Noi abbiamo bisogno di politica vera, quella che ha caratterizzato la nostra storia e anche il movimento a cui appartengo, perché noi abbiamo sempre guardato alla nostra base, abbiamo sempre ascoltato la gente. Questo ci ha sempre caratterizzato e deve continuare a caratterizzarci. Non possiamo permettere che rinunciare o reinterpretare norme della Costituzione renda più fanciullesca la politica, perché più facile da raccontare. La politica è un'arte difficilissima e, proprio per questo, dobbiamo essere particolarmente attenti e oculati quando assumiamo siffatte decisioni. Al senatore Renzi si potrebbero dire tante cose. Alcune sue espressioni - glielo dico sinceramente - non le ho apprezzate particolarmente. Ma ovviamente la democrazia è bella proprio per questo: non possiamo essere d'accordo su tutto e non dobbiamo essere d'accordo su tutto. Ma ricordiamoci sempre le parole che sono state dette, come - ad esempio - che la velina della procura vale più di una sentenza. Ricordiamocelo sempre, anche quando magari ci sono degli attacchi sperticati, perché basta un avviso di garanzia per mettere in croce una persona. Cito, solo per contemporaneità, il fatto che oggi sia arrivata l'archiviazione al presidente della Regione Lombardia Fontana (Applausi) , che è stato crocifisso per un avviso di garanzia. Ricordiamocelo sempre, quando ci saranno altri passaggi di Giunta, perché ovviamente ce ne saranno di passaggi di Giunta. Cerchiamo di ragionare sul merito delle cose e sulle regole costituzionali, perché, se non le rispettiamo, la politica se ne va a farsi friggere - scusate il termine - e noi qua diamo ragione a chi fa antipolitica. Al contrario, qui noi dobbiamo fare la vera politica e tornare ai begli episodi di politica, come quelli che ci sono stati poco fa, quando abbiamo approvato all'unanimità un disegno di legge dal contenuto assolutamente meritorio. Cerchiamo di trovare quel contenuto della vera politica ed evitiamo di strumentalizzare i voti di Giunta, come è stato fatto in passato. Ricordiamo questo per il futuro; che rimanga agli atti e che ci sia memoria di questa cosa. Nel richiamare tutto questo, per far sì che tutti quanti hanno proferito oggi queste parole le ricordino anche domani, annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier alla relazione della relatrice, con le premesse che però ho fatto: non è un voto a favore del senatore Renzi, ma è un voto a favore del rispetto delle regole costituzionali e della libertà democratica di questo Paese. (Applausi) . CASTELLONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, oggi discutiamo se il Senato debba promuovere un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato innanzi alla Corte costituzionale con riguardo agli atti della procura di Firenze nei confronti del senatore Renzi. Anticipo con chiarezza che non consideriamo sufficienti gli elementi a disposizione per ritenere che tale conflitto possa essere sollevato. Ma su questo tornerò in seguito e di questo ha discusso bene in dettaglio il senatore Grasso. Il senatore Renzi, invece, e anche il senatore Parrini hanno detto poco fa che oggi in quest'Aula si discute di dignità della politica. E allora, Presidente, ritengo indispensabile portare il nostro punto di vista su cosa sia per noi la dignità della politica e su quale debba essere il ruolo della politica, anche alla luce del dibattito che si è sviluppato nel Paese intorno a questa vicenda, e su come secondo noi l'attività dei parlamentari, dei membri del Governo e in generale di chiunque, facendo politica, assuma decisioni per i cittadini sia e debba essere sempre sottoposta a una valutazione etica. L'etica, Presidente, è la responsabilità di rendere conto delle proprie azioni. Quindi, per un politico l'etica è rendere conto del proprio operato e delle proprie azioni ai propri elettori, in modo chiaro e trasparente, sempre. Il fine della politica deve essere perseguire il bene comune e individuare il percorso che serve per arrivare a raggiungere quel bene. Quindi il rapporto tra etica e politica è sempre positivo. Tuttavia, quando un politico non fa il bene comune, quel rapporto allora diventa negativo. (Applausi) . Signor Presidente, questa discussione rende certamente anche palese che, a trent'anni da "Mani pulite", il tema del finanziamento ai partiti è ancora un nodo irrisolto. Evidentemente non sono bastate le leggi finora approvate, poiché è chiaro che non può essere sufficiente spostare il finanziatore dal pubblico al privato, se poi quel finanziatore non ha un obbligo di trasparenza e oggi i soggetti di diritto privato, ovvero le fondazioni, non hanno obbligo di rendicontazione. In realtà, solo grazie alla legge "spazzacorrotti" e al nostro ministro Alfonso Bonafede, oggi le fondazioni che al proprio interno hanno degli esponenti politici sono equiparate a partiti. (Applausi) .