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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 72 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 14,35. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni Il PRESIDENTE ricorda che il primo punto all'ordine del giorno dell'odierna seduta reca l'interrogazione n. 3-01316 presentata dalla senatrice Garavini sulle pensioni dei contrattisti del Ministero secondo la legge locale olandese. Si tratta di una interrogazione a risposta orale, assegnata alla Commissione Affari esteri, ai sensi dell'articolo 147 del Regolamento del Senato. Per il Governo è stato chiamato a rispondere Ricardo Antonio Merlo, sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale. Ricorda all'interrogante che, secondo l'articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione del rappresentante del Governo, ella può replicare per dichiarare se sia o no soddisfatto per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti. Il sottosegretario MERLO, in merito a quanto richiesto dalla senatrice interrogante, osserva che la tutela previdenziale degli impiegati a contratto in servizio presso le rappresentanze diplomatiche all'estero è assicurata nelle forme previste dalla normativa locale. Così prevede il Decreto del Presidente della Repubblica, che disciplina l'organizzazione del Ministero degli Affari esteri, n. 18 del 1967, all'articolo 158. L'articolo 158 consentirebbe, nel caso la normativa non preveda forme di tutela previdenziale o statuisca in modo manifestamente insufficiente, di stipulare un'assicurazione presso enti italiani o stranieri. La Ragioneria Generale dello Stato ha, però, più volte ribadito che non è consentito stipulare trattamenti previdenziali diversi ove il sistema locale non consenta di sottrarsi al trattamento base in quanto obbligatorio. E questo è proprio il caso della pensione di vecchiaia statale olandese, che è obbligatoria. La Ragioneria Generale dello Stato potrebbe autorizzare il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale a pagare fondi pensionistici complementari, in aggiunta alla pensione di base olandese, solo se fosse dimostrata l'esistenza di una norma olandese imperativa in tale senso. I capitoli di bilancio per la tutela previdenziale sono, infatti, destinati unicamente a spese di natura obbligatoria. La Farnesina ha avuto conferma, tramite l'Ambasciata a L'Aja, della non obbligatorietà del trattamento integrativo riconosciuto dalla quasi totalità dei datori di lavoro olandesi, come del resto ricordato dalla Senatrice interrogante. Il Sottosegretario conclude rilevando che è in corso un approfondimento al fine di studiare ogni possibile soluzione alternativa che consenta, nel rispetto del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, della normativa olandese e delle condizioni imposte dagli Organi di controllo, di garantire a tale personale un trattamento pensionistico adeguato e soddisfacente. La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ) invita a proseguire sulla via prospettata dal Sottosegretario in maniera da trovare una soluzione adeguata per i suddetti contrattisti, considerato anche il numero esiguo delle persone direttamente interessate al problema. Successivamente il presidente PETROCELLI ricorda che l'ordine del giorno dell'odierna seduta reca anche l'interrogazione n. 3-01321, già 4-02643, presentata dalla senatrice Garavini, sulla tutela dei dipendenti a contratto delle rappresentanze italiane in Germania. Ribadisce che si tratta di una interrogazione a risposta orale, assegnata alla Commissione affari esteri, ai sensi dell'articolo 147 del Regolamento del Senato. Per il Governo è stato chiamato a rispondere il Sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Ricardo Antonio Merlo. Ricorda alla interrogante che, secondo l'articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione del rappresentante del Governo, ella può replicare per dichiarare se sia o no soddisfatta per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti. Il sottosegretario MERLO, in merito a quanto richiesto dalla senatrice interrogante, fa presente che il Regolamento CE 883/2004 sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale stabilisce che gli impiegati delle rappresentanze diplomatiche italiane negli altri Stati membri dell'Unione europea, nello Spazio Economico Europeo e in Svizzera, attualmente soggetti al regime di sicurezza sociale italiano, dovranno transitare al sistema del Paese in cui lavorano a partire dal 1° maggio 2020, interrompendo quindi l'iscrizione al regime INPS. Secondo il Regolamento, i dipendenti possono fare espressa opzione per rimanere soggetti al solo sistema italiano, anche oltre il termine del 1° maggio 2020. Per permettere tale deroga è tuttavia necessaria la conclusione di un accordo bilaterale tra l'Italia e il Paese dove prestano servizio. La competenza a stipulare l'accordo è del Ministero del lavoro. Al fine di facilitare la conclusione di tali accordi, e, quindi, esonerare i dipendenti a contratto iscritti INPS dall'imperativa applicazione del regime di sicurezza sociale locale, il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale ha avviato, a partire dal 2014, un dialogo con le competenti Autorità degli altri Paesi Ue, dello Spazio Economico Europeo e della Svizzera. Le autorità tedesche hanno sinora dichiarato la volontà di concedere ai contrattisti a legge locale la possibilità di rimanere iscritti all'INPS, oltre il 1° maggio 2020, solo per coloro che andranno in pensione entro il 30 aprile 2025. Per superare questo limite, l'Ambasciata a Berlino ha incontrato, il 17 gennaio scorso, il locale Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il Governo tedesco ha fermamente ribadito la propria posizione, confermando la possibilità di deroga solo ai dipendenti il cui pensionamento è previsto entro il 30 aprile 2025, con qualche limitatissima possibilità di ulteriori eccezioni nel caso in cui tale termine venga superato solo di qualche mese. Per quanto concerne, invece, la diversa posizione degli impiegati con contratto regolato dalla legge italiana, attualmente destinatari di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, nel 2015, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale inviò uno specifico quesito all'Avvocatura generale dello Stato sulla adattabilità dei loro contratti al sistema locale. L'Avvocatura confermò la possibilità per il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale di dare vita ad un contratto ibrido, modificando parzialmente il contratto a legge italiana, "...ivi introducendo clausole di sicurezza sociale disciplinate dalla normativa locale, in base a quanto previsto dalla normativa europea di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale...". I contratti a legge italiana degli impiegati che non dovessero rientrare nella deroga parziale concessa dalle autorità tedesche dovranno, quindi, essere adattati per recepire questa normativa. L'applicazione del Regolamento UE 883/2004 comporta spese inderogabili e obbligatorie, alle quali il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale farà fronte sulla base di quanto previsto dalla legge, attingendo al capitolo per il pagamento degli oneri sociali a carico dell'Amministrazione, a prescindere dalla quantificazione degli importi.