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Al riguardo non posso non evidenziare come si interviene, con l'articolo 2, soltanto sulle competenze, e non si interviene né sui crimini dei rifiuti, né per il Daspo ambientale, per i quali servirà sicuramente un'altra legge. Il decreto-legge, composto da soli 5 articoli, si occupa esclusivamente di riordinare le attribuzioni dei Ministeri proponenti. Il preambolo dell'atto normativo non presenta alcun riferimento all'interramento dei rifiuti tossici, né alle aree del Paese che, da Nord a Sud, sono interessate dal dramma dei roghi di rifiuti. I presupposti di straordinaria necessità ed urgenza, quindi, a nostro avviso, destano fortissime perplessità. Sul passaggio delle competenze in materia di coordinamento e monitoraggio degli interventi di emergenza ambientale, le cui funzioni sono attualmente esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e che con questo provvedimento andranno al Ministero dell'ambiente, vorrei chiedere al rappresentante del Governo: che fine farà la Protezione civile? Non è chiaro se nell'ambito delle misure di riordino di competenze e attribuzioni di nuovi compiti, il Ministero dell'ambiente avrà anche quello di gestire un capitolo così difficile come quello delle emergenze, delle allerte dei dissesti idrogeologici e delle calamità naturali in un Paese, come il nostro, ad altissimo rischio. Di fronte a questa prospettiva è assolutamente necessario fare chiarezza, affinché la struttura nazionale della Protezione civile e le strutture regionali e di supporto abbiano il massimo appoggio da parte delle istituzioni, nell'ambito della definizione di un quadro normativo certo e chiaro. In Italia non abbiamo un altro sistema pronto a subentrare a quello esistente e soprattutto migliore di quello attuale. Anche per questo il nostro sistema di protezione civile va rafforzato e rispettato nelle sue competenze e nella sua autonomia; al contrario, svuotandolo di responsabilità e di competenze, si rischia di creare una situazione di confusione che non porta da nessuna parte. Per quanto riguarda il passaggio delle competenze in materia turistica al Ministero delle politiche agricole, auspichiamo una maggiore attenzione nel corso della presente legislatura in favore di questo comparto che rappresenta in Italia una leva principale per la ripresa economica e che ha un indotto formidabile. Penso, ad esempio, alla tutela e alla valorizzazione del nostro made in Italy , soprattutto per quanto riguarda l'agroalimentare, che rappresenta un volano formidabile per la nostra economia, specie sul fronte delle esportazioni. Crediamo che il trasferimento delle competenze al Ministero delle politiche agricole possa promuovere e valorizzare il turismo italiano anche attraverso i prodotti delle attività primarie: come dicevo prima, attraverso le eccellenze del made in Italy al pari delle destinazioni turistiche. Auspichiamo fortemente che il Governo, nel settore turistico, aiuti i nostri operatori e ciò significa, ad esempio, tutelare i balneari dalla morsa della direttiva Bolkenstein o anche uniformare la tassa di soggiorno e far sì che i suoi proventi finiscano tutti in investimenti turistici. In definitiva, l'impianto normativo delle disposizioni previste dal decreto-legge e, in particolare, la decisione d'intervenire con tale strumento non ci convincono del tutto. Inoltre, il provvedimento, proprio a causa del susseguirsi di disposizioni tra loro eterogenee, è oggettivamente carente di una sua linearità strutturale, nel senso che le materie trattate non risultano sequenziali e unite da un nesso. Giova ricordare che la verifica del criterio di omogeneità costituisce uno dei perni fondamentali sui quali la Corte costituzionale fonda da sempre i percorsi argomentativi legati alla presenza o assenza del rispetto degli indispensabili requisiti di straordinaria necessità e urgenza, richiesti dall'articolo 77 della Costituzione per la legittima adozione dei decreti-legge. Il Governo ha infatti reputato, in modo non del tutto appropriato, che inserire nel titolo il termine «urgenti» sia motivo sufficiente per giustificare la necessità di emanare un decreto-legge. Il riordino delle attribuzioni dei Ministeri non rappresenta certamente un evento straordinario, considerato che la definizione delle attribuzioni dei Ministeri è riservata alla legge, come recita la Costituzione, all'articolo 93, terzo comma. Appare più che evidente, pertanto, che non vi è qui alcun caso straordinario di necessità e urgenza, visto che il riordino potrebbe essere avviato nello stesso lasso di tempo con il normale iter legislativo di un disegno di legge. Per questi motivi, Fratelli d'Italia ritiene che questo provvedimento contenga un impianto normativo composto da luci e ombre e che, proprio per questo, avrebbe meritato maggiore attenzione nell'esame delle norme, attraverso la presentazione di un disegno di legge d'iniziativa governativa. Pertanto, a nome del Gruppo Fratelli d'Italia preannuncio il voto di astensione alle proposte di questione pregiudiziale all'esame dell'Assemblea. (Applausi dal Gruppo FdI) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, il decreto-legge in questione è stato nominato «riordino dei Ministeri». Ora, a noi sembra si tratti solo di un grande disordine. Le rilevanti perplessità, sotto il profilo della legittimità costituzionale del provvedimento, sono state spiegate prima molto bene dal collega Ferrazzi. Io mi limiterò a sottolinearne ancora alcune, che mettono evidenza proprio il perché noi siamo contrari alle vostre scelte e culturalmente distanti dalle vostre impostazioni. Come è stato spiegato, non ci sono motivi perché queste misure siano state inserite in un decreto-legge: sarebbe stato più corretto il normale iter legislativo, ma per voi il Parlamento è un orpello - vi dà pure un po' fastidio - e questo orpello non deve lavorare. (Commenti dai Gruppi L-SP e M5S) . Infatti, in sessanta giorni abbiamo votato solo proroghe, mentre voi avete governato esclusivamente dai salotti televisivi, chiaramente senza contraddittori, e dalle pagine Facebook. Ma vi abbiamo seguito, abbiamo avuto tutte le informazioni: per voi la centralità del Parlamento era uno slogan buono per girare video in Aula quando qualcuno di voi sedeva sui banchi dell'opposizione e non sapevate leggere i provvedimenti. (Applausi dal Gruppo PD) . Oggi, purtroppo, ci accorgiamo che non li sapete neanche scrivere. Entriamo nel merito. Non ci avete spiegato in modo convincente - noi non siamo riusciti a capirlo, forse il problema è nostro - come mai nel Paese con il più vasto patrimoniale culturale e paesaggistico, il turismo venga scaricato al Ministero delle politiche agricole. Nell'analisi contenuta nella relazione tecniconormativa - leggo testualmente - dite semplicemente che si tratta di favorire un rapido avvio di «una politica integrata di valorizzazione del made in Italy »; forse intendete dire quello che recentemente il ministro Centinaio, parlando nel meraviglioso Castello sforzesco di Vigevano, ha così anticipato: secondo i suoi desiderata, il castello dovrebbe ospitare un bell'albergo, magari a cinque stelle, in onore degli alleati di Governo, sogno che non è riuscito a realizzare quando era assessore comunale a Pavia. (Applausi dal Gruppo PD) .