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In particolare, si fa riferimento all'attuazione dei meccanismi di solidarietà, incluso l'affidamento di compiti determinati ai gestori del sistema di trasporto e agli operatori del gas interessati. Questa è una misura importante perché introduce norme volte a far fronte ad un'eventuale carenza di gas causata da interruzioni nelle forniture o da una domanda straordinariamente elevata, per assicurare la continuità dell'approvvigionamento negli Stati membri e prevedere i rischi derivanti da uno dei problemi strutturali dell'Unione europea, cioè l'alta dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento energetico. Per tornare ad una riflessione politica sulla legge di delegazione che abbraccia l'intero sistema istituzionale europeo, si nota come sono sicuramente tante le tematiche affrontate, comportando una modifica ingente, forse troppo, del nostro ordinamento. Già durante la discussione generale, prima del voto sulla legge europea che si è svolta il 16 aprile scorso, avevo posto una riflessione che vorrei condividere di nuovo: a livello europeo - non solo italiano - il crescente numero di aperture di procedure di infrazione sono il sintomo di un'istituzione che è sempre più sinonimo di burocrazia. La mania di regolamentare a tutti i livelli e su tutte le tematiche rappresenta una delle principali cause di avversione e di insofferenza da parte degli Stati membri e dei cittadini nei confronti delle istituzioni europee. Il continuo cedimento di sovranità richiesto, ogni volta riguardante tematiche nuove, è un fenomeno, anzi una problematica, che dovrebbe trovare ampio dibattito politico e mediatico e riguardare chiunque abbia a cuore i nostri interessi nazionali. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Un'altra considerazione politica che vorrei portare alla vostra attenzione riguarda il funzionamento del potere legislativo interno all'Unione europea. Nell'analisi delle varie tematiche legate alla legge di delegazione si nota l'enorme potere della Commissione europea rispetto al ruolo del Parlamento. Deve quindi essere un imperativo dell'Italia cercare di cambiare questa evidente asimmetria di potere. E sono contenta di sottolineare come anche all'interno della risoluzione sulla relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea ci sia l'impegno a promuovere il rafforzamento della legittimazione democratica delle istituzioni europee tramite l'attribuzione al Parlamento europeo del potere di iniziativa legislativa. Connesso a questo, occorre la garanzia di una maggiore trasparenza della Commissione europea, troppo spesso influenzata da motivi politici che indirizzano le decisioni prese. In conclusione, sulla base di quanto detto anche dai miei colleghi del Gruppo, forte dell'importante lavoro svolto in Commissione e della rilevanza del provvedimento, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi, l'Assemblea è oggi chiamata a esaminare e ad approvare il disegno di legge di delegazione europea e le relative relazioni. È per noi sicuramente l'occasione per confrontare approccio e capacità di iniziativa di due Governi, quello passato e quello attuale. Partiamo dall'azione dell'Esecutivo in carica, che in Europa è riuscito in pochi mesi nella straordinaria impresa di fare peggio, se possibile, del precedente, che già si era caratterizzato per l'inspiegabile quanto inutile scelta di un Alto rappresentante per la politica estera della cui attività credo nessuno di noi abbia notizia da cinque anni a questa parte. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . A testimonianza di ciò è sufficiente provare a contare l'altissimo numero di procedure di infrazione ancora pendenti sulle nostre teste e che nessuno dei due Esecutivi è stato in grado di ridurre significativamente, ma noi confidiamo sempre nel Governo del cambiamento. Oggi, poi, con un Governo che ha come priorità quella di tenersi attaccato con lo scotch, abbiamo un'Italia calpestata, derisa e isolata nel contesto europeo, anche alla luce delle votazioni separate per la Presidenza della Commissione europea e che ancora non è riuscita a produrre una candidatura autorevole per un ruolo di Vice Presidenza della Commissione europea, che Forza Italia auspica fortemente per l'Italia, perché non avere neanche una Vice Presidenza sarebbe un'umiliazione che il nostro Paese francamente non merita. D'altronde, le recenti elezioni europee ci hanno consegnato uno scenario in cui le attuali forze di maggioranza sono e saranno assolutamente irrilevanti nel prossimo Parlamento. Tornando al tema dei nostri lavori, i distinti documenti in esame fotografano quanto è stato fatto e cosa l'Italia vorrebbe fare in Europa l'anno prossimo; un complesso articolato di norme all'apparenza generiche, che andrà invece a incidere concretamente, in maniera consistente e vincolante, sulle nostre attività economiche e sociali e, quindi, sulla vita dei nostri enti, delle nostre imprese e, a cascata, dei cittadini italiani tutti. Ci saremmo quindi aspettati un po' più di coraggio nell'apportare osservazioni e suggerimenti, soprattutto in tema ambientale, per realizzare quel new green deal efficiente ed efficace, alla luce del nostro essere tra i Paesi più preparati e più attivi in tema ambientale, nonostante la lentezza e la scarsa lungimiranza del Ministero e di questo Governo. Ciò avviene perché la viviamo dal punto di vista delle imposizioni e non dei benefici. Il lavoro di recepimento adeguato alle differenze tra Paese e Paese dovrebbe e deve essere il lavoro centrale del nostro Governo nelle interlocuzioni. Non abbiamo dubbi sul fatto che l'Unione europea sia necessaria - ha portato pace, stabilità e benessere - ma non può essere percepita esclusivamente come sistema di sole regole asettiche, come limitazione delle azioni dei Paesi membri che crea iniquità, bensì come una turbina per innestare un'accelerazione al motore economico e sociale di ogni singolo Stato. I dati e le statistiche parlano chiaro. Troppo spesso, anche da noi, l'Europa viene percepita come un'istituzione lontana, come altro da noi, mentre, al contrario, dovremmo sentirla come madre di ogni Stato e aggregatrice. Dobbiamo sempre tener ben presente la centralità della legge di delegazione, in quanto è costituita da una moltitudine di deleghe legislative che il Parlamento cede, trasferisce al Governo per adeguare l'impianto normativo agli atti europei. La normativa europea diventerà quindi legge in Italia e andrà a incidere su molti - forse troppi - settori, ma soprattutto - come dicevo - sulla vita quotidiana di tutto il sistema Paese. Ricordo a me stessa e a quest'Assemblea che in questo testo vi sono direttive che disciplinano, tra le altre cose: meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale, riduzione delle emissioni, attuazione dell'accordo sul lavoro nel settore della pesca, lotta alle frodi lesive degli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale, gestione dei rifiuti e quant'altro. A proposito della gestione dei rifiuti, non torno ancora una volta sulla questione dell' end of waste e della necessità di fare presto, presto, presto.