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Li vedremo su un'economia che è in recessione, un'economia e un rapporto con Bruxelles che voi credevate di aver affrontato a petto in fuori e che invece vi ha visti protagonisti, in modo miserevole, di una cedevolezza assoluta. Io avevo detto in quest'Aula al presidente Conte, di andare a Bruxelles a testa alta, magari di modificare qualcosa in quella manovra, ma di non farsela dettare da Bruxelles. Qual è stato il risultato, cari colleghi? Che mentre Bruxelles dettava elegantemente la manovra ai colleghi del Partito Democratico, a voi l'ha imposta arrogantemente, ridicolizzando questo Paese. Ecco quello che non ci sta bene; ecco ciò che Fratelli d'Italia e la destra non possono assolutamente accettare. Rimando al pomeriggio, a quando, in seguito alla presentazione del maxiemendamento del Governo, avremo qualche elemento certo e definitivo e dei dati certi sulla manovra, le ulteriori analisi. Per ora ho voluto inquadrare la politica che ha improntato tutto questo. Signor Presidente, mi conceda ancora un minuto. Voglio anche ricordare che c'erano tante possibilità di cambiare la manovra, perché noi non siamo coloro che criticano. L'opposizione patriottica della destra italiana (perché noi siamo la destra coerente, la destra che è da sempre italiana e per gli italiani) vi aveva fatto delle proposte nel merito. Ci era stato detto che le nostre proposte fiscali, avanzate durante il decreto-legge fiscale, sarebbero state valutate nel disegno di legge di bilancio; ma dinanzi al disegno di legge di bilancio ci è stato risposto che non c'era tempo: c'è stato tempo per fare assistenzialismo, per far arrabbiare gli imprenditori e i commercianti, ma non c'è stato tempo per rispondere alle proposte di crescita che Fratelli d'Italia, coerentemente con la propria vocazione, aveva fatto. Concludo, Presidente, ricordando che avevate a disposizione gli 80 euro, quegli 80 euro che voi per primi, insieme a noi, avete irriso e condannato perché avevano creato una discriminazione sociale tra lavoratori autonomi e dipendenti; avevate a disposizione quel denaro per fare anche crescita e non lo avete utilizzato, neppure quello. Ebbene, la condanna che voglio rivolgere alla politica che ha ispirato la vostra manovra finanziaria è assoluta e totale. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Manca. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, la manovra in esame certifica un grande bluff , il primo grande fallimento del contratto di Governo, che si poneva ambizioni nel cambiare il Paese, l'Europa, la società, l'economia. Nella realtà, quando uscirete da quest'Aula, anche dopo il voto di fiducia, capirete che questa manovra compromette il futuro e colpisce al cuore le speranze e le aspettative degli italiani. Tagliate le pensioni, bloccando l'indicizzazione delle stesse; aumentate le tasse per le imprese: sono tagli alla spesa, quelli che voi chiamate rimodulazioni, e sono nuovo gettito fiscale. Ma, inevitabilmente, queste due misure contrarranno i consumi e soprattutto gli investimenti. Spingete le famiglie italiane verso forme di nuova povertà e il tutto avviene, colleghi, all'interno di comunità più individuali, dunque più fragili e più deboli. Promuovete ogni giorno, culturalmente, con i vostri messaggi, il «me ne frego», anziché il «me ne occupo» tra i cittadini. (Applausi dal Gruppo PD) . Il «ci pensiamo noi», anziché il «facciamo insieme con l'azione di Governo». Separate il pubblico dal privato, la società dal mercato, il capitale dal lavoro, individuando ovunque nemici e avversari. Colleghi senatori, abbiamo idee e programmi profondamente alternativi e differenti sul piano valoriale e culturale. Abbiamo presentato, attraverso i nostri emendamenti, una manovra alternativa, dimostrando che si poteva, con il buon senso e la razionalità, coniugare una buona gestione dei conti pubblici con un più forte sostegno alla crescita e allo sviluppo. Infatti, senza spingere la crescita non ci sono le condizioni strutturali per ridurre le disuguaglianze, attraverso un nuovo investimento sui servizi, sul welfare , dunque sulle persone e sui diritti delle stesse. (Applausi dal Gruppo PD) . Avremmo orientato oltre 2 miliardi di euro verso il reddito di inclusione e avremmo modificato la legge Fornero in maniera selettiva, partendo dalle donne e dai lavori usuranti: avremmo fatto, cioè, quello che serviva all'Italia. Avremmo, principalmente e prima di tutto, costruito il primo vero e importantissimo investimento, necessario per produrre lavoro, crescita e sviluppo, ovvero avremmo ridotto il costo del lavoro, per aumentare i salari, garantendo alle imprese sgravi fiscali nell'assunzione dei lavoratori veri, delle persone. Questa sarebbe stata la misura fondamentale per attrarre crescita e sviluppo. La nostra contromanovra, però, non è stata affrontata e discussa. Colleghi, c'è un virus terribile che vi attraversa, che è quello di fare opposizione al passato. Ci siamo trovati di fronte all'umiliazione del Parlamento e vi siete anche trovati umiliati dall'Europa, che vi ha imposto una retromarcia, che tuttavia, colleghi, per la prima volta compiete senza il popolo. È infatti una retromarcia senza il popolo e onerosa per il popolo, perché è costata oltre 1,5 miliardi di euro solo per la gestione del debito, per la mania sovranista di aprire un conflitto per ragioni di consenso, senza alcuno sbocco e senza alcuna visione per il futuro dell'Italia e dell'Europa. (Applausi dal Gruppo PD) . Avete isolato l'Italia in Europa e avete tardivamente corretto questa impostazione. Avete portato voi, non noi, l'Italia a rischio di un'infrazione sul debito, grazie all'instabilità, all'arroganza e soprattutto al sovranismo, che vi impone un conflitto per mantenere il consenso. Avete scelto i sussidi, con una promessa per tutti: ai disoccupati avete promesso un reddito, agli evasori un condono, ai lavoratori l'abolizione della legge Fornero, ai cittadini italiani avete promesso di rimandare a casa propria i clandestini. È però tutto il contrario di quello che state generando. State generando infatti nuova solitudine e nuova indifferenza, state riducendo la propensione agli investimenti, state spingendo gli investimenti fuori dall'Italia. L'Italia, anche se muscolarmente appare solida e certa nelle mani del Governo, è in realtà più debole e più insicura e ci troveremo più clandestini e meno sicurezza. (Applausi dal Gruppo PD) . Agite sugli individui con la propaganda, dimenticando che esiste una comunità di persone che chiede, nella dignità, lavoro e crescita, ma soprattutto futuro e speranza per i nostri figli. Avete annunciato e festeggiato l'abolizione della povertà, senza una legge e senza un decreto. Un annuncio fine a se stesso, dimenticando che la prima misura universale per contrastare la povertà è il reddito di inclusione, che noi abbiamo realizzato e che voi trovate già nel bilancio dello Stato. In questa manovra cancellate, inoltre, l'aliquota ridotta dell'Ires in favore degli enti non commerciali.