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La dotazione organica consente al CONI di espletare i compiti relativi al proprio funzionamento e alle proprie attività istituzionali. Si prevede che il personale di Sport e Salute, già dipendente del CONI alla data del 2 luglio 2002, che alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame (30 gennaio 2021) presta servizio presso il CONI in regime di avvalimento, venga trasferito nel ruolo del personale del CONI, con qualifica corrispondente a quella attuale, determinata in base alla tabella di corrispondenza richiamata al comma 4. Un'ulteriore disposizione stabilisce che, espletata la procedura di trasferimento del personale verso il CONI o di opzione per la permanenza in Sport e Salute, il completamento della pianta organica del CONI avverrà mediante concorsi pubblici per titoli ed esami, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di assunzioni. Signor Presidente, per questa serie di ragioni, che correggono anomalie gestionali precedenti e sanciscono la primogenitura autodeterminativa e la preminenza autonomistica dello sport e dei suoi organi di rappresentanza, organizzazione e funzionamento, a nome dell'intero Gruppo MoVimento 5 Stelle dichiaro il voto favorevole su questo provvedimento. (Applausi) . NUGNES (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. NUGNES (Misto-LeU) . Signor Presidente, 17 febbraio 2021: fiducia bulgara senza un perimetro di area politica al Governo Draghi. Al Senato 101 voti in più rispetto ai 161 necessari: 262 voti a favore. Eppure, tre settimane dopo siamo già alla seconda questione di fiducia. Come mai? È necessario rivedere le dichiarazioni in Aula di quel giorno difficile. Tutti intenti a recitare il proprio e personale libro dei sogni, evocati, forse, dal nome fiabesco del neo Presidente del Consiglio. Anche un modesto osservatore come può essere la sottoscritta, però, non poteva che vedere in questo una pantomima. Siete stati messi tutti in un'arena dove lo scontro politico, inevitabile, non potrà che portare ad esautorare il Parlamento delle proprie prerogative e portarlo a non operare. Votiamo no alla fiducia che ci viene chiesta per la terza volta in tre settimane. Non sarebbe stato un no al provvedimento, perché è un atto dovuto, ma non sarebbe stato un no se la Commissione e il Senato avessero potuto essere chiamati ad esprimersi su questo e se avessero potuto contribuire a migliorare il provvedimento. In materia di prerogative parlamentari negate, a questo punto non posso esimermi dal denunciare anche il fatto che l'atto ispettivo, a prima firma della senatrice Fattori, che io ho sottoscritto, sulla vicenda che ha interessato la McKinsey, società di consulenza privata cui il Mef ha dato un mandato di collaborazione, è stato fermato in Presidenza, perché tema delicato, all'attenzione del Presidente del Senato. Il Parlamento è stato svuotato e lo dimostra anche il fatto che le Commissioni stanno faticosamente lavorando, da settimane, su un vecchio recovery plan che non è più attuale. Ben consci che i tempi, ma soprattutto la volontà, faranno sì che il Parlamento sarà chiamato solo per essere informato dal Governo sul documento finale... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE.Senatrice Nugnes, il suo è un intervento in dissenso. Pertanto, la invito a concludere. NUGNES (Misto-LeU) . Sì, signor Presidente. Non come una società internazionale di consulenza strategica manageriale, leader nel mondo per quote di mercato. CRUCIOLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, ancora una volta il Governo ha deciso di porre la questione di fiducia e di mortificare Parlamento. Lo ha fatto per evitare che si discutessero emendamenti che avrebbero potuto migliorare... (Brusio). PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto, non tanto per gli assembramenti, che non tocca a me sciogliere, ma per non disturbare il collega Crucioli, che invito a riprendere il suo intervento. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, come è stato evidenziato più volte, ancora una volta questo Governo ha deciso di porre la questione di fiducia, mortificando Il Parlamento. E lo ha fatto per evitare che il Parlamento discutesse e migliorasse un provvedimento sullo sport, che non migliora lo sport, non risolve i problemi dello sport, ma che trasuda la visione spartitoria di potere e di business che questo Governo e questa maggioranza hanno anche nei confronti dello sport. Il decreto aumenta i posti dirigenziali e non fa nulla per evitare che il Presidente del CONI possa ricandidarsi per più di due mandati. Per noi, lo sport è inclusione sociale, è superamento dei propri limiti, è gioia e possibilità di partecipare. per voi, è business e potere. Ma alla vostra visione un'alternativa c'è ed è per questo che noi voteremo no, anche a questa fiducia. (Applausi) . PARAGONE (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. PARAGONE (Misto) . Signor Presidente, vorrei dire una cosa al Governo, approfittando di questo decreto-legge: vi piace vincere facile. Non volete giocare le partite - ho più volte ascoltato il richiamo a De Coubertin - perché a voi non interessa giocare la partita o che qualcuno, anche debole, possa vincere lo scudetto. Nel 1970 il Cagliari vinse lo scudetto contro tutti e contro i pronostici, ma ebbe la possibilità di giocare la partita. Mettendo sempre il voto di fiducia, impedite al Parlamento di giocare la partita. Il rischio è quello di non avere una ricaduta degli emendamenti, alcuni dei quali erano anche positivi, propositivi e migliorativi, ma non date la possibilità di giocare (altro che De Coubertin). Qui siamo ormai alla violenza delle regole. Viene impedito l'equilibrio delle parti in partita, dei ruoli. L'opposizione è quasi soffocata in un ruolo marginale; siamo costretti a intervenire in dissenso, perché ci viene quasi impedito di organizzarci in maniera compiuta. Lo dico al Governo stesso: è un modo per rispettare non solo le istituzioni, ma anche un minimo di senso etico del gioco. Date la possibilità al Cagliari di vincere lo scudetto, datela al Verona; date la possibilità alle opposizioni di fare opposizione, esattamente come alle palestre di sopravvivere. Non c'è alcun'eco di sopravvivenza verso un mondo sportivo che da un anno continua a pagare affitti e bollette, perché le piscine devono essere comunque funzionanti e gli impianti devono continuare a funzionare. Si tratta di bollette, affitti e ristori degli abbonati. C'è un mondo, quello dello sport, che oggi viene guardato, e ce n'è un altro che, invece, viene buttato al macero. Attraverso questo decreto-legge invito il Governo, per piacere, e anche la Presidenza ad avere un po' più di rispetto verso le parti cosiddette deboli, verso le opposizioni. Dateci la possibilità di giocare la partita, basta con questi voti di fiducia. PRESIDENTE.