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L'articolo 8 stabilisce che, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, d'intesa con il Ministro della salute, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, siano definite le modalità di riconoscimento dei requisiti del prestatore volontario di cura. L'articolo 9 riconosce al prestatore volontario di cura contributi figurativi, equiparati a quelli da lavoro domestico, a carico dello Stato per il periodo di lavoro di assistenza e cura effettivamente svolto in costanza di convivenza, a decorrere dal momento del riconoscimento al familiare assistito di una delle condizioni di non autosufficienza. L'articolo 10 e l'articolo 11 riconoscono rispettivamente le tutele previste per le malattie professionali e la tutela assicurativa. L'articolo 12 dispone che con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, siano individuati i criteri per l'accesso ai benefici di cui agli articoli 9, 10 e 11. L'articolo 13 dispone in materia di valorizzazione professionale, accesso o reinserimento lavorativo del prestatore volontario di cura. L'articolo 14, infine, prevede che, su incarico della Presidenza del Consiglio dei ministri, l'ISTAT effettui indagini multiscopo mirate ad approfondire aspetti qualitativi e quantitativi rilevanti ai fini dell'adeguamento delle politiche in materia.. 1 (Finalità) 1 Lo Stato riconosce l'attività di cura non professionale e gratuita, prestata nei confronti di persone che necessitano di sostegno intensivo e a lungo termine a causa di malattia, infermità o limitazioni gravi, svolta nel contesto di relazioni affettive e familiari; ne riconosce il valore sociale ed economico in un'ottica di responsabilizzazione diffusa e di sviluppo di comunità e la tutela al fine di conciliarla con le esigenze personali di vita sociale, lavorativa e di relazioni del prestatore; previene le forme di isolamento familiare, l'abbandono e la marginalizzazione dell'attività lavorativa e delle relazioni sociali causate dall'attività di cura. 2 Le finalità della presente legge sono perseguite in coerenza con quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva dalla legge 3 marzo 2009, n. 18, in particolare alla lettera x) del preambolo e all'articolo 19, dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, in particolare agli articoli 5, 8, 9 e 39, nonché dalla legge 8 novembre 2000, n. 328, in particolare agli articoli 14, 16 e 22, in merito al diritto di ciascuna persona a vivere nel proprio contesto e a veder sostenute, supportate e valorizzate le persone che la sostengono e le forniscono un supporto per il mantenimento di un degno e adeguato livello di qualità di vita, nonché una piena partecipazione e inclusione sociale nell'ambito del proprio progetto personale di vita. 2 (Definizione di caregiver familiare) 1 Il comma 255 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è sostituito dal seguente: « 255. Il caregiver familiare è colui che volontariamente, in modo gratuito e responsabile, assicura sostegno intensivo e a lungo termine a persone che ne necessitano a causa di malattia, infermità o limitazioni gravi». 2 Il sostegno prestato dal caregiver familiare può caratterizzarsi in diverse forme. In particolare il caregiver familiare assiste e si prende cura della persona e del suo ambiente domestico, la supporta nella vita di relazione, concorre al suo benessere psico-fisico, la assiste nel disbrigo delle pratiche amministrative, si rapporta e si integra con gli operatori del sistema dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari professionali che forniscono attività di assistenza e di cura. 3 Nello svolgimento dell'attività di cui al presente articolo il caregiver familiare può avvalersi dei servizi territoriali e di assistenti familiari o personali. 3 (Riconoscimento del caregiver familiare) 1 Al riconoscimento formale della figura del caregiver familiare provvede, nel contesto del sistema integrato dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali, il servizio delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano competente per l'accoglienza delle richieste di valutazione multidimensionale delle persone in situazione di non autosufficienza o di disabilità, che necessitano di interventi sociali, socio-sanitari e sanitari, in applicazione di quanto previsto dall'articolo 4. 2 Nell'ambito della definizione del progetto personale della persona con disabilità, di cui all'articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328, il servizio di cui al comma 1 riconosce l'impegno di cura e le attività del caregiver familiare, nonché le prestazioni, gli ausili, i contributi necessari e i supporti che i servizi sociali e sanitari si impegnano a fornire al fine di permettere al caregiver familiare di affrontare possibili difficoltà o urgenze e di svolgere le normali attività di assistenza e di cura in maniera appropriata e senza rischi per sé o per l'assistito. 4 (Definizione delle prestazioni assistenziali da garantire in tutto il territorio nazionale) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano assicurano, nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, l'assistenza sanitaria e sociale ai soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, anche mediante l'integrazione tra le relative prestazioni e la collaborazione con i comuni. Nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia e dei vincoli di finanza pubblica, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano garantiscono, nell'ambito territoriale di competenza, i macrolivelli di assistenza ospedaliera, di assistenza territoriale e di prevenzione. Nell'ambito del procedimento di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e degli obiettivi di servizio di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, sono definiti i livelli essenziali delle prestazioni nel campo sociale da garantire ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, della presente legge, in tutto il territorio nazionale, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione. 2 Nelle more del completamento del procedimento di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, definisce con proprio decreto, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli obiettivi di servizio per le prestazioni da erogare ai soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, nei limiti delle risorse disponibili a valere sul Fondo di cui all'articolo 5.