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Disposizioni in materia di veicoli di interesse storico e collezionistico. Onorevoli Senatori. -- Nell’intento di tutelare incoraggiare e valorizzare la conservazione del patrimonio costituito dal veicoli di interesse storico e collezionistico, il presente disegno di legge individua talune linee di intervento primarie: la liberalizzazione dell’attività di certificazione dei veicoli di interesse storico-collezionistico, la riqualificazione del concetto stesso di tali veicoli ed infine una semplificazione della disciplina ad essi applicabile. Il primo intento è stato quello di qualificare correttamente il concetto di veicolo di «interesse storico e collezionistico», sì da attribuire ad esso una valenza che non si risolva in quella di veicolo meramente vetusto. Assegnando il giusto peso a ciascuno degli aggettivi in sé, ed all’uso della congiunzione «e», sono definiti tali i veicoli particolarmente rilevanti in ragione del significato che essi hanno assunto in un particolare periodo storico (come fenomeno di boom economico, come innovazione dell’ingegneria meccanica, come fenomeno di costume e sociale, eccetera) e che hanno, altresì, caratteristiche tali che li rendano interessanti per il collezionista, ed in primis il requisito della rarità e dello stato di corretta conservazione. In questa accezione, il dato della vetustà del veicolo assume una rilevanza marginale e secondaria, ponendosi quale necessaria derivazione dei principi precedenti. Si esprime infatti nei disegno di legge in commento la convinzione che solo una definizione così puntuale ed esigente può essere punto di partenza di ogni ulteriore riflessione in materia de qua , non essendo giuridicamente corretto, né di alcuna utilità ed interesse, risolvere il concetto di veicoli di interesse storico e collezionistico in quello di veicoli meramente vecchi. Solo in quanto si possa condividere questa impostazione di fondo, si potrà ravvisare una legittima ratio in quel complesso di norme che intendono disciplinare la circolazione di tali veicoli anche in deroga alle comuni prescrizioni dettate per gli altri. Alla categoria in parola afferiscono dunque non solo gli autoveicoli, ma anche motocicli nonché i tricicli e quadricicli cosiddetti «pesanti» (ovvero quelli qualificabili beni mobili registrati con esclusione di quelli tecnicamente definibili ciclomotori), che abbiano un’età non inferiore a 30 anni e che siano stati conservati in maniera appropriata e rispettosa dell’ambiente e In condizioni storicamente corrette: in analogia con la definizione apprestata dalla F.I.V.A., Federazione Internazionale Veicoli Antichi (articolo 3). Tali veicoli, che devono essere preventivamente contemplati in un elenco -- predisposto entro il 30 ottobre di ogni anno da apposita Commissione istituita presso il Dipartimento per i trasporti terrestri, concernente i modelli di veicoli che, individuati per marca ed anno di produzione e sulla base di predefiniti criteri oggettivi, risultino di presumibile rilevanza storica e collezionistica -- devono conseguire un certificato di interesse storico e collezionistico da parte di un’associazione riconosciuta. Altra novità saliente del disegno di legge in commento è la puntualizzazione dei contenuti del certificato di rilevanza storica e collezionistica del veicolo (articolo 4) che attesta, tra l’altro, la data di costruzione e modello del veicolo, le caratteristiche tecniche, con specifica indicazione di tutte quelle utili per la verifica di idoneità alla circolazione, la sussistenza ed elencazione delle originarie caratteristiche di fabbricazione, nonché specifica indicazione di quelle modificate o da modificarsi, la sussistenza ed elencazione delle modifiche o sostituzioni apportate al veicolo medesimo ed ogni eventuale ulteriore annotazione che valga a significare la rilevanza dello stesso sotto un profilo di valutazione storico-collezionistica. Ai fini della sussistenza del requisito della conservazione «in maniera appropriata e rispettosa dell’ambiente e in condizioni storicamente corrette», deve inoltre essere certificato lo stato di conservazione del veicolo, con eventuale riferimento al numero degli anni intercorsi dalla data di cancellazione dal PRA, alla causa della cancellazione medesima, al luogo di conservazione del veicolo ovvero al luogo di rinvenimento dello stesso, ed alle modalità di conservazione, che possono essere comprovate con perizia giurata di soggetto rappresentante legale dell’associazione (ovvero di altra persona che risulti stabilmente legata all’associazione, con conferimento di incarico scritto e specifiche funzioni di certificazione) ovvero da certificazione sostitutiva di atto di notorietà resa dal richiedente l’iscrizione del veicolo nel registro dell’associazione, corredata da documentazione almeno fotografica del veicolo nello stato precedente e successivo alla realizzazione di lavori di manutenzione e ripristino. Soggetti deputati a rilasciare tale certificato di rilevanza storico-collezionistica sono le associazioni di amatori dei veicoli di interesse storico e collezionistico (articolo 2), delle quali il disegno di legge in esame favorisce la libera costituzione, su base volontaria e senza vincolo di esclusiva, e per le quali è prevista la registrazione in apposito registro istituito presso l’Amministrazione dei trasporti. Sono tuttavia richieste condizioni e requisiti minimi: statuti e clausole associative delle associazioni devono garantire la trasparenza dell’attività e degli assetti associativi, la dialettica democratica tra gli associati e l’osservanza delle finalità associative; le nuove associazioni devono riunire non meno di 60 club o scuderie, ciascuno del quali con almeno 50 soci iscritti e devono avere una presenza e operatività in non meno di sei regioni italiane e da almeno tre anni nell’ambito delle attività di sostegno e tutela dei veicoli di interesse storico e collezionistico, nonché il riconoscimento da parte della F.I.V.A. Le associazioni devono avere presso la propria sede un registro nel quale attestano le caratteristiche tecniche e storiche dei veicoli posseduti dai propri soci o dai richiedenti, non associati, al quali hanno rilasciato la certificazione di rilevanza storico-collezionistica del veicolo. Per evidenti ragioni di tutela dei diritti acquisiti, nonché di conservazione di una professionalità ed esperienza specifica già consolidata, sono associazioni riconosciute ope legis i registri ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI. Le finalità di promozione di ogni iniziativa a tutela del patrimonio rappresentato dai veicoli de quibus è altresì perseguita attraverso l’individuazione di veicoli che, di età compresa tra i 20 ed i 30 anni, siano stimati meritevoli di tutela, perché potenzialmente di interesse storico e collezionistico, da parte della succitata commissione istituita presso il Dipartimento per i Trasporti Terrestri. Tali veicoli possono quindi essere radiati dal PRA per essere destinati alla conservazione in aree private, secondo modalità che saranno normate con decreto applicativo (articolo 5).