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Tale determinazione, suscettibile naturalmente di aggiornamenti in ciascun anno, oltre ad avere grande rilievo politico, avrebbe anche l'effetto di vincolare giuridicamente i successivi interventi legislativi, sia la legge di bilancio che le leggi di spesa adottate in corso di esercizio, salve naturalmente le decisioni di spesa rese necessarie per far fronte ad eventi eccezionali; questi ultimi verrebbero a coincidere con gli eventi al verificarsi dei quali ai sensi del secondo comma del nuovo articolo 81 della Costituzione è consentito il ricorso all'indebitamento, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti (secondo quanto specificato dalla legge di attuazione del principio del pareggio di bilancio per eventi eccezionali si intendono i periodi di grave recessione economica relativi anche dell'area dell'euro o all'intera Unione europea e gli eventi straordinari, al di fuori del controllo dello Stato, ivi incluse le gravi crisi finanziarie, nonché le gravi calamità naturali, con rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria generale del Paese). In proposito, va notato che l’introduzione di una tale previsione costituzionale risulterebbe in linea e perfettamente coerente con quanto da ultimo disposto dall'articolo 5 della legge costituzionale n. 1 del 2012 e dalla successiva legge «rinforzata» n. 243 del 2012 attuativa dei nuovi articoli 81 e 97 della Costituzione, che proprio al fine di assicurare l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito delle pubbliche amministrazioni, ha introdotto una specifica regola sulla spesa, stabilendo il principio generale in base al quale il tasso annuo programmato di crescita della spesa delle amministrazioni pubbliche non possa essere superiore a quello derivante dalle regole europee. Tale previsione richiama, come accennato, uno dei principi alla base della nuova governance economica europea, ossia il concetto di una politica di bilancio prudente basata su una regola di evoluzione della spesa -- da valutare rispetto al tasso di crescita di medio periodo del PIL potenziale del Paese – la cui funzione è quella di agevolare il percorso di convergenza verso l'obiettivo di medio termine. Allo scopo di assicurare il rispetto del vincolo alla crescita della spesa, la predetta legge rinforzata di contabilità dispone che i documenti di programmazione finanziaria e di bilancio debbano indicare, per il triennio di riferimento, il livello della spesa medesima, il cui monitoraggio è affidato al Ministro dell'economia e delle finanze, ed inoltre prevede che qualora, a seguito di tale monitoraggio, sia stimato il superamento di tale livello, il Governo sia tenuto a trasmettere una relazione alle Camere, che evidenzi le eventuali misure correttive da adottare al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi programmatici. Le disposizioni che qui si propongono, in quanto di rango costituzionale, non farebbero che perfezionare e rendere più stringente il predetto vincolo alla crescita della spesa, e contribuirebbero in tal modo ad evitare che in futuro gli sforzi per il risanamento finanziario e la riduzione della pressione fiscale siano vanificati da una moltitudine di «assalti alla diligenza», così come si è ancora una volta verificato nel corso dell'esame dell'ultimo disegno di legge di stabilità.. 1 (Modifiche all'articolo 81 della Costituzione) 1 All'articolo 81 della Costituzione, dopo il terzo comma sono inseriti i seguenti: «Le Camere non possono, senza il consenso del Governo, approvare leggi che comportano nuove o maggiori spese a carico dei bilanci delle pubbliche amministrazioni. Le Camere, in sede di decisione di programmazione economico-finanziaria, stabiliscono il livello massimo della spesa delle pubbliche amministrazioni al quale dovranno conformarsi sia la legge di bilancio, sia le leggi di spesa approvate successivamente, salvo che per le spese necessarie a far fronte ad eventi eccezionali».