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tale sistema di etichettatura mette in discussione i principi della dieta mediterranea che, riconosciuta dall'UNESCO "patrimonio immateriale dell'umanità", è un modello alimentare sano ed equilibrato, fondato su un consumo diversificato e bilanciato degli alimenti, l'unico ad avere dimostrato una reale capacità di prevenire le malattie cronico degenerative, promuovendo il consumo giornaliero in proporzione equilibrata degli alimenti; l'Italia con decreto del Ministro dello sviluppo economico, del Ministro della salute e del Ministro delle politiche agricole e forestali del 19 novembre 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale , serie generale, n. 304 del 7 dicembre 2020, ha adottato un modello di etichettatura, il "nutrinform battery", che attribuisce un punteggio alla presenza di grassi, zuccheri e sale rapportandoli alla dose giornaliera consigliata nell'ambito di una dieta salutare; il "nutrinform battery" appare il sistema più adatto a fornire chiare e trasparenti informazioni ai consumatori, rispondendo alla necessità di tutelare la qualità dei prodotti agroalimentari italiani alla base del modello della dieta mediterranea, espressione di antichi valori e tradizioni che caratterizzano l'enogastronomia italiana nel mondo; con l'impiego di modelli di etichettatura semplificati, come il Nutri-score, si rischia di sostenere modelli alimentari sbagliati che penalizzano fortemente i prodotti agroalimentari made in Italy , promuovendo stili di vita non salutari, a favore del consumo di cibi ultra processati e sintetici assolutamente inadatti a garantire il giusto apporto nutrizionale nella giornata alimentare e di conseguenza la tutela della salute pubblica; il mercato dei cibi sintetici è in espansione; da tempo diverse multinazionali dell'industria alimentare stanno indirizzando verso questo settore importanti investimenti. Soia, mais, semi oleosi hanno raggiunto cifre mai viste: la farina di soia è raddoppiata in un anno e i fagioli sono arrivati ad oltre i 550 euro a tonnellata, creando tensioni nell'intero comparto cerealicolo. Il forte incremento dei prezzi dei piselli da proteina nei prossimi anni, come evidenziato dall'istituto di ricerche "MarketsandMarkets", darà vita ad un mercato da 1.400 milioni di dollari, il doppio dei 745 milioni i dollari fatturati nel 2020. Secondo l'indice FAO anche la quotazione degli oli vegetali quest'anno è salita dell'otto per cento, raggiungendo il valore più alto degli ultimi dieci anni; in seno al Parlamento europeo si è aperto un dibattito sulla modifica dell'attuale disciplina che regolamenta la denominazione di "carne", prevedendone la possibilità di impiego anche sui prodotti di origine vegetale o sintetica, in modo tale da permettere, a titolo di esempio, di chiamare " hamburger " una polpetta di soia o "salsiccia" un prodotto ottenuto da sintesi; in Europa nel 2019 le vendite di carne sintetica hanno sfiorato il miliardo di euro, con 208 milioni di pezzi. Rispetto agli ultimi due anni precedenti il mercato è cresciuto del 38 per cento. Questa tendenza rischia di inficiare le politiche di tutela del made in Italy , screditando il sistema degli allevamenti italiani che risulta tra i più sicuri e sostenibili a livello mondiale, fino ad arrivare ad un eventuale condizionamento della posizione del Parlamento europeo nel negoziato con il Consiglio e la Commissione sull'assegnazione delle nuove risorse della PAC; alla frontiera dei cibi sintetici si è recentemente aggiunto il latte derivato dai piselli trasformati, ultimo lancio pubblicitario delle multinazionali del cibo, che invitano i consumatori a brindare con questa bevanda a base di vegetali processati, il cui sapore non è assolutamente paragonabile a quello del latte di origine animale, né tanto meno la sua qualità e genuinità. La bevanda a base di piselli gialli, fibre di cicoria, zucchero e olio di girasole, viene classificata con etichetta Nutri-score di livello A, ovvero come un buon alimento dal punto di vista dei benefici per la salute dei consumatori; sempre l'Europa, su proposta della Commissione, ha dato via libera all'uso alimentare dei vermi dalla farina, sostenendo che gli stessi facciano parte della strategia Farm to Fork per avviare la stessa Europa, entro il 2030, a sistemi alimentari sostenibili che identificano gli insetti come una fonte di proteine a basso impatto ambientale, utili per sostenere la transizione "verde" della produzione alimentare dell'Unione europea; riguardo al regolamento (UE) n. 2015/2283 del 1° gennaio 2018, relativo ai nuovi alimenti, tra cui insetti e larve, si stima che entro il 2025 la UE investirà 3 miliardi di euro per incoraggiare le imprese ad accelerare sulla produzione e per favorire la circolazione di un'ampia varietà di alimenti a prezzi concorrenziali. Ciò a discapito delle imprese italiane dove la maggioranza dei cittadini (54 per cento) considera gli insetti estranei alla cultura alimentare nazionale; i consumatori sono ignari del fatto che la maggior parte di questi cibi di origine non animale è prodotta in laboratorio e non ha nulla a che fare con l'agricoltura italiana, ed anzi, essendo prodotti assolutamente diversi da quelli agricoli, ma che richiamano ad essi, inducono in inganno gli stessi consumatori, rischiando di arrecare un grave danno alla salute dei consumatori e di inficiare la qualità dell'agroalimentare made in Italy . Rilevata la centralità dei controlli nell'intera filiera agroalimentare per porre l'alimentazione quale primo gradino della prevenzione, a cominciare dal fatto che sani alimenti sono l'architrave di un efficiente sistema immunitario; con il disegno di legge 1660 recante "Disposizioni volte ad incentivare il raggiungimento di standard qualitativi elevati dei prodotti agroalimentari italiani introducendo un sistema di rating per la certificazione di eccellenza e riforma del sistema di prevenzione, programmazione e controllo nella sanità pubblica veterinaria", si è inteso fare un ulteriore passo in avanti sulla trasparenza nell'etichettatura, con l'obiettivo di far conoscere le falle del Nutri-score e di correggerne le intrinseche storture, investendo in sanità pubblica veterinaria, prevenzione, controlli proattivi, formazione specialistica qualificata, lotta all'antimicrobico, resistenza e promozione delle produzioni di eccellenza, valorizzando la dieta mediterranea per l'appropriatezza nutrizionale della giornata alimentare del consumatore; è necessario che le istituzioni vengano sollecitate a promuovere sistemi che siano in grado di valorizzare le eccellenze del made in Italy attraverso l'adozione di un rating prestazionale degli operatori nelle filiere agroalimentari, capace di determinare azioni volte al raggiungimento di standard qualitativi elevati in ogni fase della produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti, garantendo così un nesso tra provenienza e qualità degli stessi e raggiungendo un livello di eccellenza, anche in ragione degli effetti positivi per la salute, secondo il rapporto tra la proprietà nutritiva e l'appropriatezza del consumo nella giornata alimentare, con particolare riferimento al contenuto di sale e di acidi grassi saturi;