[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 32 della legge 4 novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro) e, in via subordinata, dell'art. 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), promosso dal Tribunale ordinario di Siena, in funzione di giudice del lavoro, nel procedimento vertente tra GSK Vaccines srl e L. Q. e altri, con ordinanza del 1° gennaio 2024, iscritta al n. 18 del registro ordinanze 2024 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 9, prima serie speciale, dell'anno 2024, la cui trattazione è stata fissata per l'adunanza in camera di consiglio del 4 giugno 2024. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udita nella camera di consiglio del 5 giugno 2024 la Giudice relatrice Antonella Sciarrone Alibrandi; deliberato nella camera di consiglio del 5 giugno 2024. Ritenuto che, con ordinanza del 1° gennaio 2024, iscritta al n. 18 del registro ordinanze 2024, il Tribunale ordinario di Siena, in funzione di giudice del lavoro, ha sollevato, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 32 della legge 4 novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro) e, in via subordinata, dell'art. 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), nella parte in cui non contemplano, per il lavoratore a termine, la facoltà di richiedere l'indennità sostitutiva della reintegra nel posto di lavoro, riconosciuta al lavoratore illegittimamente licenziato; che, in punto di fatto, il rimettente, adito in sede di opposizione a precetto ai sensi degli artt. 615 e 618-bis del codice di procedura civile, riferisce di dover decidere la causa promossa da GSK Vaccines srl, datrice di lavoro opponente, contro L. Q., lavoratore opposto, a seguito della notifica di precetto intimante il pagamento della somma di euro 30.755,10 «quale importo dell'indennità sostitutiva (pari a &#8364; 2.050,34 r.g.f. x 15 mensilità)» oltre interessi legali e spese, il tutto per complessivi euro 31.309,51, unitamente ad analoghe opposizioni proposte dalla stessa società contro altri due lavoratori opposti, connesse parzialmente per soggetto e identità di questioni e diverse quanto a somme precettate; che lo stesso giudice a quo rappresenta che il titolo esecutivo fatto valere è il dispositivo della sentenza della Corte d'appello di Firenze, sezione lavoro, n. 388 del 2022, pubblicato il 19 maggio 2022, il cui contenuto è il seguente: «La Corte, definitivamente decidendo quale giudice di rinvio, ogni altra domanda ed eccezione disattesa, così dispone: (...) 2) Quanto alle posizioni dei lavoratori [M. M. e F.P. M.], dichiarata la nullità dei contratti di somministrazione in forza dei quali la prestazione di [M. M. e F.P. M.] è stata impiegata da GSK Vaccine s.r.l. (già denominata Novartis Vaccines and diagnostic s.r.l.) dal 9.6.2009 al 31.12.2009, dichiara l'esistenza in atto tra i lavoratori [M. M. e F.P. M.] e GSK Vaccines s.r.l., di distinti rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato a decorrere dal 9.6.2009 e condanna la società a riammettere in servizio i lavoratori. Condanna altresì GSK al pagamento, in favore di ciascuno dei due lavoratori, dell'indennità risarcitoria di cui all'art. 32 comma 5 della L. 183/2010 nella misura di dodici mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, maggiorato il dovuto di rivalutazione monetaria e interessi legali ex art. 429 c.p.c. dall'apparente cessazione dei rapporti di lavoro al saldo. Quanto alla posizione del lavoratore [L. Q.] dichiara la nullità del termine apposto al contratto a termine stipulato tra il lavoratore e GSK Vaccines s.r.l. (già denominata Novartis Vaccines and diagnostic s.r.l.), con originaria decorrenza 19.2.2009. Per l'effetto dichiara l'esistenza in atto, tra [L. Q.] e GSK Vaccines s.r.l., di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a decorrere dal 19.2.2009 e condanna la società a riammettere in servizio il lavoratore. Condanna altresì GSK al pagamento, in favore di [L. Q.], dell'indennità risarcitoria di cui all'art. 32 comma 5 della L. 183/2010 nella misura di dodici mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, maggiorato il dovuto di rivalutazione monetaria e interessi legali ex art. 429 c.p.c. dall'apparente cessazione del rapporto di lavoro al saldo. Condanna GSK alla rifusione delle spese dell'intero giudizio in favore dei lavoratori che liquida in &#8364; 12.087,00 oltre accessori di legge per il primo grado di giudizio, &#8364; 8.782,50 oltre accessori di legge per il grado di appello, &#8364; 9.212,50 oltre accessori di legge per il giudizio di Cassazione e in &#8364; 8.782,50 oltre accessori di legge per la presente fase di rinvio, somme queste complessive da ripartirsi in parti uguali tra i lavoratori. Dichiara compensate le spese processuali di pertinenza di Randstad Italia s.p.a. e Manpower s.p.a. Nulla sulle spese di (...) rimasta contumace. Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del 19.5.2022»; che, secondo l'opponente GSK, il precetto, intimante il pagamento di una somma a titolo di indennità sostitutiva ai sensi dell'art. 18 della legge n. 300 del 1970, sarebbe privo di titolo esecutivo fondante in quanto il dispositivo di sentenza - titolo azionato esecutivamente - contiene la sola condanna al pagamento dell'indennità risarcitoria ai sensi dell'art. 32, comma 5, della legge n. 183 del 2010;