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a) per la protezione del territorio mediante azioni di prevenzione o di contrasto del dissesto idrogeologico nel territorio nazionale, iniziando dalla mappatura degli insediamenti urbanistici nelle aree a più elevato rischio idrogeologico e dando priorità ai piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni di più elevato rischio idrogeologico, di cui all'articolo 67 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, redatti anche sulla base delle proposte delle regioni e degli enti locali e approvati dalle autorità di bacino; b) per la bonifica e la riqualificazione ambientali di aree urbane, rurali, produttive, industriali e militari; c) per il recupero, la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici pubblici, con priorità per quelli esposti al rischio sismico e dell'amianto; d) per la ristrutturazione degli ospedali pubblici al fine di rendere gli spazi e le strutture interne funzionali alle attuali tecnologie mediche e alle mutate pratiche terapeutiche; e) per il rafforzamento dei servizi socio-educativi per la prima infanzia al fine di incrementare la presa in carico degli utenti di tali servizi, di attenuare il forte squilibrio tra il Nord e il Sud del Paese e di favorire una complessiva crescita del sistema nazionale verso standard europei, realizzando nuovi asili nido pubblici e interventi di messa in sicurezza degli asili nido pubblici esistenti o di ristrutturazione di edifici pubblici da adibire ad asilo nido; f) per l'incremento, il recupero e la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico destinato o da destinare a prima abitazione e a iniziative di coabitazione e di condivisione del lavoro al fine di garantire su tutto il territorio nazionale i livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della persona umana; g) per incrementare l'efficienza e la prestazione energetica degli edifici pubblici e per la riduzione del consumo di energia dei medesimi edifici, anche nel rispetto degli obiettivi e delle disposizioni di cui al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, per una transizione verso edifici a energia quasi zero; h) per il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico, museale e archeologico, anche attraverso campagne di scavi; i) per il recupero di terreni pubblici incolti o abbandonati, nel rispetto degli ecosistemi esistenti, e per il ripristino della flora e della fauna tipiche, per la valorizzazione e l'incremento del patrimonio boschivo, nonché per la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento e per la valorizzazione dei fiumi, delle aree paludose, delle spiagge e delle coste attraverso il ripristino dell'ecosistema. Art. 3. (Istituzione dell'Agenzia nazionale) 1. È istituita, per il triennio 2014-2016, sotto la vigilanza congiunta dei Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle politiche agricole alimentari e forestali, l'Agenzia nazionale per il Green New Deal italiano, di seguito denominata «Agenzia». 2. L'Agenzia è diretta da un presidente nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri, coadiuvato da un consiglio direttivo composto da sei membri ciascuno dei quali è nominato da uno dei Ministri di cui al comma 1, nonché da un membro nominato dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. Il personale necessario all'Agenzia è trasferito dai Ministeri di cui al citato comma 1 senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il presidente e i membri del consiglio direttivo non percepiscono alcun compenso aggiuntivo per la loro attività. 3. L'Agenzia è costituita entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4. Per le spese di funzionamento dell'Agenzia è autorizzata la spesa annua di 3 milioni di euro. Art. 4. (Funzioni dell'Agenzia) 1. L'Agenzia svolge funzioni di organizzazione, programmazione, attuazione, indirizzo, controllo e coordinamento della realizzazione dei progetti del programma. 2. Con proprio provvedimento l'Agenzia, entro tre mesi dalla sua costituzione, stabilisce: a) la ripartizione regionale e per aree di particolare disagio occupazionale delle risorse del fondo di cui all'articolo 11 per il finanziamento del programma, prevedendo anche forme di consultazione con i soggetti proponenti; b) il trasferimento alle direzioni regionali o territoriali del lavoro delle risorse per le retribuzioni del personale impiegato nella realizzazione dei progetti; c) le modalità di presentazione e le caratteristiche a cui si devono attenere i progetti, nonché i criteri per stabilire le priorità tra i progetti, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 5; d) un contratto standard unico che i centri per l'impiego e le direzioni regionali o territoriali del lavoro sottoscrivono con i soggetti proponenti; e) la previsione di attività formative per il personale di cui all'articolo 6 impiegato nella realizzazione dei progetti e il trasferimento delle risorse necessarie ai centri per l'impiego; f) la definizione delle modalità con le quali l'Agenzia rendiconta annualmente, sulla base dei dati e degli aggiornamenti obbligatoriamente trasmessi dai soggetti proponenti, il lavoro compiuto nella realizzazione dei singoli progetti e degli obiettivi del programma; g) le modalità per la partecipazione dei soggetti interessati all'elaborazione e al controllo dell'attuazione dei progetti; h) le ulteriori disposizioni per l'utilizzazione di strumenti, attrezzature, mezzi meccanici e apparecchiature di proprietà delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento militare, delle regioni e degli enti locali ai fini della realizzazione dei progetti, nel rispetto di quanto disposto dal decreto di cui all'articolo 7, comma 1; i) le modalità di intervento delle strutture periferiche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti competenti per territorio; l) l'ammontare e i limiti degli importi riconoscibili ai proponenti i progetti per l'acquisto di beni strumentali, attrezzature, mezzi meccanici e apparecchiature. Art. 5. (Caratteristiche e presentazione dei progetti) 1. Per la redazione dei progetti i soggetti proponenti possono avvalersi del personale tecnico avente la qualifica e la professionalità richieste, impiegato presso di essi o individuato tra i soggetti di cui all'articolo 6, commi 4 e 5, assunti ai sensi del citato articolo 6, comma 3, o avvalendosi di strutture ed enti specializzati della pubblica amministrazione. 2. Il soggetto proponente elabora il progetto preliminare, recante le modalità per realizzarlo, compresi gli elaborati tecnici, grafici e descrittivi, nonché i calcoli e i computi metrici, i costi, la durata, il numero di lavoratori che si intende impiegare, le qualifiche e le competenze professionali richieste, i beni strumentali, le attrezzature, i mezzi meccanici e le apparecchiature necessari. 3.