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Atto n. 4-00184 DE PETRIS Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: l'area di forma triangolare in fondo a via del Casale Ghella a Roma rientrava nella lottizzazione F/2 "Volusia", fatta oggetto nel 2003 di compensazione urbanistica anche per causa del vincolo archeologico imposto con decreto ministeriale 19 dicembre 1985, che a tutela dell'intero complesso della villa romana di Casale Ghella vieta "ogni costruzione anche a carattere non permanente" pure nella sua fascia di rispetto; dalla cessione gratuita è stata esclusa l'area (divenuta poi di proprietà della Topazio Srl) che per metà circa della sua superficie ricade all'interno del vincolo archeologico indiretto e per intero è soggetta a due vincoli paesaggistici imposti nel 1986, a tutela dei quali le norme del piano territoriale paesistico n. 15/7 vietano "la ubicazione di nuovi edifici anche se con strutture e materiali precari"; il piano regolatore generale adottato nel 2003 e definitivamente approvato il 12 febbraio 2008 destina l'ex zona F/2 a "verde pubblico e servizi pubblici di livello locale", lasciandone però fuori l'area triangolare che è stata così destinata a "Città da ristrutturare - Tessuti nei Programmi integrati prevalentemente residenziali", malgrado i vincoli di inedificabilità prescritti anche dalla "Componente primaria A" della "Rete ecologica" individuata dallo stesso piano regolatore generale, per la quale le norme tecniche di attuazione dispongono che "sono vietati gli interventi diretti di categoria NE" (nuova edificazione); il 16 febbraio 2009 è stato chiesto il rilascio del permesso di costruire per un progetto di costruzione di 2 palazzine, progetto che, per ricavare un accesso carrabile dalla punta del triangolo che si affaccia su via del Casale Ghella, invade per un fronte di 6 metri una quota parte dell'area che ha fatto parte della cessione gratuita e che attualmente rientra nel parco Volusia aperto al pubblico (particella 1008 del foglio catastale 203); la quota parte illecitamente prevista dal progetto ricade anche all'interno della perimetrazione del parco di Veio, le cui misure di salvaguardia vietano la realizzazione di nuovi tracciati stradali; per l'approvazione del progetto è stata indetta per il 20 marzo 2012 una conferenza dei servizi a cui hanno partecipato esprimendo pareri favorevoli e nulla osta sia la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per il Comune di Roma (in data 1° agosto 2012) che la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma (in data 2 agosto 2012); i pareri favorevoli ed i nulla osta sono stati rilasciati senza motivare la deroga concessa ai divieti imposti dal decreto del vincolo archeologico e dalle norme di tutela dei due vincoli paesaggistici prescritte anche dal piano territoriale paesistico regionale del Lazio; il parere favorevole del 2 agosto 2012 è stato rilasciato senza tener conto della nota prot. n. 4261 del 4 aprile 1991 con cui la direzione generale dell'Ufficio centrale per i beni ambientali, architettonici, archeologici, artistici e storici aveva bocciato l'accesso da via del Casale Ghella al progetto della lottizzazione F/2, prescrivendo che "nella zona interessata da vincolo non potrà essere effettuato nessun intervento"; il 29 agosto 2012 la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio ha rilasciato il parere favorevole finale, a condizione che la strada di accesso sia realizzata in materiale biocompatibile e non in asfalto e che nella fascia di rispetto del vincolo archeologico non sia realizzato il parcheggio, per assicurare la visuale verso il complesso della villa romana, senza tener conto che il dislivello di quasi 9 metri tra la quota di via del Casale Ghella (109,70) e la quota tipo dell'area della "Topazio" (118,30) costringerà ad uno sbancamento del terreno tale da impedire qualunque visuale, considerando anche che sul ciglio dovrà essere realizzato un muro di cinta di 50 centimetri con sopra una inferriata di 150 centimetri; dalla conferenza dei servizi è stato escluso l'ente parco di Veio che avrebbe negato il nulla osta sulla quota parte di terreno ricadente dentro il parco Volusia; in data 28 agosto 2017 l'apposito ufficio del Dipartimento programmazione e attuazione urbanistica ha rilasciato il permesso di costruire n. 210, senza avere ancora acquisito i preventivi ed obbligatori pareri ed i nulla osta delle competenti Soprintendenze e della Direzione regionale; ai sensi del comma 5 dell'art. 21 del decreto legislativo n. 42 del 2004 i nulla osta rilasciati dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma sono scaduti, per cui il soprintendente o chi per lui "può dettare prescrizioni ovvero integrare o variare quelle già date in relazione al mutare delle tecniche di conservazione", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario ed urgente esercitare i controlli di competenza sui suddetti organi del suo Ministero, provvedendo comunque a garantire il rispetto del vincolo archeologico indiretto, dei vincoli paesaggistici e delle prescrizioni di tutela dettate dalle norme sia del piano territoriale paesistico n. 15/7 che dal piano territoriale paesistico regionale, oltre che dalle misure di salvaguardia del parco regionale di Veio.