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Istituzione del Parco archeologico culturale dei Cunicoli e dell'Emissario di Claudio. Onorevoli Senatori. – La tutela e la valorizzazione di specifici ambiti territoriali, caratterizzati dalla loro particolare impronta di carattere archeologico, storico, ambientale e monumentale, costituisce carattere imprescindibile della Repubblica che, nell'articolo 9 della Costituzione, ha individuato la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione tra i suoi compiti fondamentali, e nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ha definito tutte le attività al riguardo, organizzando le competenze ai vari livelli dell'articolazione dello Stato. Queste previsioni non esauriscono il compito dello Stato, che anzi deve essere sempre attento a dare la giusta rilevanza a situazioni concrete che meritano tutela rafforzata e uno sforzo maggiore per la valorizzazione e la promozione. Da questa ottica prende le mosse questo disegno di legge, che intende avviare, con iniziativa di carattere nazionale, la costituzione del Parco archeologico culturale dei Cunicoli e dell'Emissario di Claudio, per il suo intrinseco valore storico, archeologico, ambientale, monumentale e culturale, ma anche per il livello di attenzione che richiede un sito di tale valore. L'opera di prosciugamento del lago del Fucino resta infatti una delle più grandi imprese di ingegneria idraulica nella storia dell'umanità. Furono diversi i tentativi di prosciugamento prima della definitiva soluzione, arrivata solo il 1° ottobre 1878, quando il lago venne ufficialmente dichiarato prosciugato, cambiando per sempre l'economia, la cultura e la fisionomia del territorio. I primi tentativi di prosciugamento risalgono a epoche antiche ed è l'impresa dell'imperatore Claudio quella più nota, portata a compimento nel 52 d.C. con una grandiosa opera ricordata nelle opere di Tacito, Svetonio e Plinio il Vecchio che, tuttavia, consentì solo un parziale svuotamento del lago. Il Fucino era il terzo lago d'Italia per estensione, e caratterizzato dalla particolare circostanza di non avere emissari: questa particolarità lo rendeva gravemente condizionato dai fenomeni atmosferici, e di frequente interessato da esondazioni che danneggiavano i luoghi abitati e le coltivazioni limitrofe. Le repentine e frequenti variazioni del livello dell'acqua provocavano alternativamente inondazioni severe ma anche momenti di secca, che generavano acquitrini malsani e portatori di malaria. Per questa ragione, sin dai tempi antichi, il bacino era stato oggetto di lavori di regimentazione delle acque, ma senza che mai si fosse trovata una soluzione definitiva al problema. L'opera dell'imperatore Claudio, dunque, sebbene fosse riuscita solo parzialmente nella bonifica, fu un primo concreto tentativo di risoluzione del problema: furono impiegati 22.500 schiavi e ben 7.500 carpentieri per realizzare un canale collettore sotterraneo di circa 6 km e sei cunicoli serviti da 32 pozzi, per approvvigionamento e presa d'aria. Un'impresa storica per le tecnologie del tempo, celebrata con cerimonie e festeggiamenti altrettanto memorabili: furono liberati circa 19.000 uomini rinchiusi nelle carceri per dar vita ad una battaglia navale con circa 100 galee, celebrativa del prosciugamento, che sarà ricordata come una delle più celebri e delle più cruente della storia, svolta, per altro, alla presenza dell'imperatore Claudio, della moglie Agrippina e del figlio Nerone. Ma fu dopo la caduta dell'Impero romano che il decadimento dell'opera divenne inarrestabile e, durante l'epoca delle invasioni barbariche, l'Emissario e le opere a corredo si ostruirono: il livello delle acque tornò allo stato originario. Più precisamente fu tra il V e VI secolo che l'Emissario si ostruì definitivamente, e nel corso dei secoli successivi furono diversi i tentativi di ripristinarne la funzione: anzitutto Federico II di Svevia, poi Alfonso I d'Aragona e ancora successivamente Filippo I Colonna, Carlo III di Spagna e Ferdinando IV Re di Napoli, che abbandonò il tentativo dopo due anni di lavori nel 1792. Nel 1826 fu avviata nuovamente un'opera di ristrutturazione e di consolidamento, coordinato dal Commendatore Carlo Afan de Rivera, che terminò nel 1835, ma senza dare all'opera una soluzione definitiva, in quanto crolli e infiltrazioni continuarono a danneggiare i manufatti. Fu solo nel 1852 che venne disposta la restaurazione del canale collettore con regio decreto, che affidò ad una società anonima il compito di riottenere il prosciugamento del Fucino. Il compenso era in parte costituito dai terreni del bacino lacustre che si sarebbe prosciugato. Dopo una serie di accadimenti, il principale dei quali il ritiro di alcuni soci, fu la famiglia Torlonia a comprare le azioni e a divenire titolare esclusiva delle opere di prosciugamento e di bonifica. Questo ultimo sforzo tecnico ed economico ebbe inizio nel 1854 e termino nel 1877. A questa lunga e gloriosa storia, culminata con la definitiva bonifica, corrisponde un altrettanto profondo e importante mutamento dell'antropologia del territorio, della sua cultura, delle condizioni economiche e sociali delle comunità che lo vivono. Il complesso di quanto sopra esposto fa della vicenda e dei luoghi che ne sono teatro un grande patrimonio culturale e storico che va tutelato e valorizzato. Per queste ragioni il presente disegno di legge si incarica di dare un istituzionale riconoscimento a quanto già la storia ha riconosciuto all'opera di prosciugamento del lago, e alle vicende epocali che l'anno accompagnata. Dedicare una legge all'istituzione di un parco archeologico risponde ad un dovere di piena attuazione, per l'area in questione, di quanto previsto dal codice dei beni culturali, e colma un vuoto che per troppi anni non ha consentito il giusto riconoscimento ad una storia e ad un'impresa di ingegneria unica al mondo.. 1 (Finalità) 1 In relazione al notevole valore del patrimonio archeologico, ambientale, culturale rappresentato dai Cunicoli e dall'Emissario di Claudio, la presente legge tutela l'area dei Cunicoli e le emergenze archeologiche connesse alle opere di prosciugamento del lago del Fucino, e promuove la valorizzazione culturale, storica e la fruizione turistico-ambientale dell'area, ai sensi degli articoli 101, comma 2, lettera e) , 111 e seguenti, del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42 . 2 Ai fini di cui al comma 1, la presente legge definisce le iniziative di competenza dello Stato e attribuisce alla regione Abruzzo e agli altri enti interessati le relative competenze. 2 (istituzione del parco) 1 È istituito il Parco archeologico-culturale dei Cunicoli e dell'Emissario di Claudio, di seguito denominato « Parco archeologico culturale », che comprende l'area dei Cunicoli e dell'Emissario di Claudio, come individuata nella planimetria allegata alla presente legge. 2 Costituiscono elementi qualificanti del Parco archeologico culturale: