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Con riferimento al comma 4, si evidenzia che l'articolo 14, comma 35, del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, dava la possibilità ai comuni di affidare «fino al 31 dicembre 2013» la gestione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi ai soggetti che alla data del 31 dicembre, svolgevano, anche disgiuntamente, il servizio di gestione dei rifiuti e di accertamento e riscossione della TARSU, della TIA 1 e della TIA 2. Molti comuni ex TIA hanno ritenuto di affidare in prima battuta ai gestori dei rifiuti la sola riscossione ordinaria, e non l'attività di accertamento. Tale articolo 14 è stato abrogato, ed il comma 691 dell'articolo 1 della legge n. 147 del 2013 prevede la possibilità di affidare al gestore in essere al 31 dicembre 2013 sia l'attività di riscossione che di accertamento della sola TARI, «fino alla scadenza del relativo contratto». Si è venuto a creare, quindi, un vuoto normativo, relativamente all'attività di accertamento TARES 2013, che i comuni dovrebbero effettuare direttamente o affidare ad un soggetto terzo, iscritto all'albo dei concessionari, di cui all'articolo 53 del decreto legislativo n. 446 del 1997. Con la disposizione prevista al comma 4 si intende estendere anche all'attività di accertamento della TARES quanto previsto per la TARI. Il comma 11 dell'articolo 56- bis , del decreto-legge n. 69 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98 del 2013, prevede che in considerazione dell'eccezionalità della situazione economica e tenuto conto delle esigenze prioritarie di riduzione del debito pubblico, al fine di contribuire alla stabilizzazione finanziaria e promuovere iniziative volte allo sviluppo economico e alla coesione sociale, è destinato al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato il 10 per cento delle risorse nette derivanti dall'alienazione dell'originario patrimonio immobiliare disponibile degli enti territoriali. Tanto premesso, la disposizione del comma 5 prevede che per i comuni la predetta quota del 10 per cento è destinata prioritariamente all'estinzione anticipata dei mutui e per la restante quota secondo quanto stabilito dal comma 443 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228. Il comma 6 prevede che gli enti locali che hanno deliberato il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale possano modificare il piano di riequilibrio finanziario pluriennale, a seguito della concessione di liquidità derivante dal decreto-legge n. 35 del 2013, entro il termine del 31 dicembre 2014. Il comma 7 differisce al 31 dicembre 2015 il termine a decorrere dal quale le società del Gruppo Equitalia possono svolgere l'attività di riscossione, spontanea o coattiva, delle entrate degli enti pubblici territoriali, nonché le altre attività di cui al comma 4, lettera b) , numero 1, dell'articolo 3 del decreto legge n. 203 del 2005, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 248 del 2005, soltanto a seguito di affidamento mediante procedure ad evidenza pubblica. Relativamente al comma 8, si evidenzia che l'articolo 1, comma 568- bis , della legge 27 dicembre 2013, n. 147, nella vigente formulazione prevede che le pubbliche amministrazioni locali indicate nell'elenco di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, e le società da esse controllate direttamente o indirettamente possono procedere allo scioglimento della società o azienda speciale controllata direttamente o indirettamente, che se lo scioglimento è in corso ovvero è deliberato non oltre ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della predetta disposizione, gli atti e le operazioni posti in essere in favore di pubbliche amministrazioni in seguito o azienda speciale allo scioglimento della società o azienda speciale sono esenti da imposizione fiscale, incluse le imposte sui redditi e l'imposta regionale sulle attività produttive, ad eccezione dell'imposta sul valore aggiunto e che le imposte di registro, ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa. Tale disposizione persegue l'obiettivo di agevolare, attraverso la concessione di benefici fiscali, le amministrazioni locali nel percorso di razionalizzazione e ridimensionamento delle proprie partecipate. Il comma 8 estende le agevolazioni a fattispecie giuridiche diverse, quali i consorzi, con le quali molti enti locali esercitano le funzioni istituzionali. Il comma 9 chiarisce che i crediti risultati inesigibili riguardanti la tariffa igiene ambientale, la tariffa integrata ambientale e il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi rientrano tra le componenti di costo da considerare ai fini della determinazione della tariffa TARI. L’articolo 8 contiene disposizioni volte a incrementare il Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili e contributi in favore degli enti territoriali. In particolare, il comma 1 incrementa di 2.000 milioni di euro per l'anno 2015 le risorse della «Sezione per assicurare la liquidità alle regioni e alle province autonome per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari» al fine di far fronte ai pagamenti da parte delle regioni e delle province autonome dei debiti certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari maturati alla data del 31 dicembre 2014, ovvero dei debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine, nonché dei debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il riconoscimento alla data del 31 dicembre 2014, anche se riconosciuti in bilancio in data successiva. Le somme da concedere a ciascuna regione e provincia autonoma, proporzionalmente alle richieste trasmesse, a firma del Presidente e del responsabile finanziario, al Ministero dell'economia e delle finanze, sono stabilite con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 15 luglio 2015. La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano può individuare modalità di riparto diverse dal predetto criterio proporzionale. Il decreto ministeriale assegna a ciascuna regione e provincia autonoma anche l'eventuale dotazione aggiuntiva per il 2015 della «Sezione per assicurare la liquidità alle regioni e alle province autonome per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari», derivante da eventuali disponibilità relative ad anticipazioni di liquidità attribuite precedentemente, ma per le quali le regioni non abbiano compiuto alla data del 30 giugno 2015 gli adempimenti di cui all'articolo 2, comma 3, del decreto-legge n. 35 del 2013.