[pronunce]

dall'altro, disciplinando le attività amministrative di organizzazione e coordinamento delle imprese operanti anche all'estero (come peraltro previsto, in termini analoghi, da molte altre leggi regionali), non inciderebbe sugli obblighi internazionali di politica estera, con conseguente esclusione di qualunque lesione della potestà legislativa esclusiva dello Stato in detta materia. 4. – Con atto depositato in data 7 novembre 2007, l'Avvocatura generale dello Stato, in replica alle argomentazioni difensive della Regione, ha svolto considerazioni ulteriori a sostegno del ricorso, depositando, altresì, copia dell'estratto della delibera del Consiglio dei ministri recante la determinazione di impugnare la citata norma regionale, con allegata relazione del Ministro per gli affari regionali. L'Avvocatura generale osserva, in particolare, che la potestà normativa afferente all'organizzazione e al coordinamento dell'attività internazionale delle imprese impegnate all'estero risulterebbe già esercitata dal Comitato nazionale per il turismo – istituito dall'art. 12 del citato decreto-legge n. 35 del 2005 – con la conseguenza che la previsione di un'analoga attività da parte dell'ente regionale determinerebbe un'indebita sovrapposizione nelle competenze statali in detta materia. Sotto altro profilo, ad avviso del ricorrente, pur dovendosi ricondurre il «turismo» e «l'internazionalizzazione delle imprese» alla competenza, rispettivamente, residuale e concorrente della Regione, ciò nondimeno si tratterebbe di materie «tipicamente trasversali», non potendosi pertanto ammettere che, attraverso la loro disciplina, la normativa regionale incida anche sull'organizzazione statale, nonché sui rapporti economici internazionali. A conferma del proprio assunto, il ricorrente evidenzia che proprio dalla ricostruzione del quadro normativo citato dalla difesa regionale emergerebbe l'inammissibilità di iniziative unilaterali della Regione nel campo dell'«internazionalizzazione delle imprese», concernente non già l'esportazione dei prodotti locali all'estero, bensì lo «stabilimento delle imprese nazionali all'estero». Infatti, la collaborazione organizzativa fra Regione e organi statali operanti in detto àmbito e, in particolare, con lo Sportello unico regionale per l'internazionalizzazione delle imprese (SPRINT), istituito dall'art. 1, comma 3, della legge 31 marzo 2005, n. 56 (Misure per l'internazionalizzazione delle imprese e delega al Governo per il riordino degli enti operanti nel medesimo settore), nonché con l'Istituto per il commercio estero (ICE), secondo quanto previsto dall'art. 3, comma 3, della legge 25 marzo 1997, n. 68 (Riforma dell'Istituto nazionale per il commercio estero), risulterebbe delineata nelle forme specificate dalle relative leggi istitutive, senza consentire iniziative unilaterali e, tanto meno, vincolanti per lo Stato.1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato l'art. 2, comma 1, lettera d), della legge della Regione Marche 11 luglio 2006, n. 9 (Testo unico delle norme regionali in materia di turismo), per contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera g), della Costituzione, nonché con il quinto ed il nono comma dello stesso art. 117 Cost., in relazione all'art. 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3). 2. – Entrambe le questioni non sono fondate. 2.1. – Quanto alla dedotta violazione dell'art. 117, secondo comma, lettera g), Cost., deve osservarsi, infatti, che il tenore letterale della disposizione impugnata, secondo cui l'attività di organizzazione e coordinamento della Regione è svolta «anche in collaborazione con l'Istituto per il commercio estero (ICE), l'Agenzia nazionale per il turismo, altri enti pubblici», prevedendo una mera facoltà e non già un obbligo di collaborazione, esclude che il coinvolgimento di organi statali in detta attività regionale sia imposto unilateralmente dalla Regione. La disposizione censurata, pertanto, non determina alcuna alterazione delle ordinarie attribuzioni che i diversi organi sono chiamati a svolgere in seno agli enti di appartenenza, con conseguente insussistenza della dedotta violazione della potestà legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordinamento ed organizzazione amministrativa statale, a norma dell'art. 117, secondo comma, lettera g), Cost. (sentenza n. 30 del 2006). 2.2. – Sotto altro profilo, la previsione censurata prevede, sia pure in via facoltativa, forme di collaborazione che risultano discendere direttamente dalle norme statali che regolano la composizione, le attribuzioni e le funzioni degli organismi statali richiamati. In particolare, l'art. 48 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), nel trasferire alle Regioni le funzioni amministrative relative «all'organizzazione ed alla partecipazione a fiere, mostre ed esposizioni organizzate al di fuori dei confini nazionali per favorire l'incremento delle esportazioni dei prodotti locali» (comma 1, lettera g), nonché «alla promozione ed al sostegno finanziario, tecnico-economico ed organizzativo di iniziative di investimento e di cooperazione commerciale ed industriale da parte di imprese italiane», espressamente prevede che nell'esercizio di dette funzioni «le regioni possono avvalersi anche dell'ICE» (comma 2). Inoltre, con riferimento all'Agenzia nazionale per il turismo, l'art. 2 del d.P.R. 6 aprile 2006, n. 207 (Regolamento recante organizzazione e disciplina dell'Agenzia nazionale del turismo, a norma dell'articolo 12, comma 7, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80), individua proprio nella Regione uno degli enti destinatari dell'«attività di consulenza e di assistenza […] in materia di promozione di prodotti turistici», assegnando all'Agenzia medesima il compito di individuare «idonee strategie commerciali che permettano all'Italia di presentarsi in modo efficace sui mercati stranieri» (comma 1, lettera c). La norma regionale, pertanto, lungi dal disciplinare unilateralmente forme di collaborazione e di coordinamento obbligatorie che coinvolgono compiti e attribuzioni dello Stato (sentenze n. 322 del 2006, n. 30 del 2006 e n. 134 del 2004), opera all'interno delle funzioni già attribuite dallo Stato alle Regioni con il citato d.lgs. n. 112 del 1998. 2.3.