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Sono valutazioni che farà il corpo elettorale quando sarà chiamato a farlo, che faremo noi nelle discussioni parlamentari, nei Gruppi, che faranno le singole persone tra di loro. Sicuramente errori ci sono stati; ci sono stati sui trasporti come sulla sanità. Si sono fatti errori nel permettere che i concorsi pubblici andassero avanti, nel consentire le elezioni provinciali all'inizio del mese di dicembre, muovendo migliaia di persone. Su queste questioni vorremmo intervenire con il decreto-legge; è nostro dovere, è dovere del Parlamento. Io il precedente che i decreti-legge non si cambino non lo posso accettare. Non mi interessa però oggi analizzare gli errori: mi interessa guardare al futuro del Paese. E, per guardare al futuro del Paese, ho delle richieste da farle: le chiedo, signor Presidente, di valutare - lei, non altri, non gli opinionisti sui giornali - se i singoli Ministri siano adeguati all'emergenza che stiamo vivendo, perché questo è importante. Questo Governo deve andare avanti e deve avere le migliori donne e uomini che possano salvare il nostro Paese. Sempre a lei, signor Presidente, spetta la verifica - visto quello che si legge - della tenuta della maggioranza. Noi dobbiamo contare su una maggioranza parlamentare solida che ci permetta di governare bene il nostro Paese. (Applausi) . Signor Presidente, è sempre a lei l'onere - forse l'onore, ma soprattutto l'onere in una fase così difficile - di trovare il modo di coinvolgere le opposizioni. Ho chiesto di parlare tra i primi perché lo voglio dire alle forze di opposizione: certamente hanno posizioni diverse, di grande critica, e non devono essere distruttive; devono valutare, quando fanno un intervento e dicono una cosa, se quell'intervento e quella presa di posizione fanno bene al futuro del nostro Paese e alla comunità nazionale. Ma devono avere un luogo, che sta a lei individuare, che sia una Commissione parlamentare bicamerale, che sia un'altra struttura, dove si possano confrontare con il Governo e con la maggioranza, che sia un comitato di salvezza nazionale. Permettetemi un inciso di richiamo ai nostri amici francesi. Comitato di salvezza nazionale mi ricorda « liberté, égalité, fraternité »: solidarietà da parte di tutto il Parlamento agli amici francesi e al presidente Macron per quello che è successo nelle ultime ore. (Applausi) . Il coinvolgimento parlamentare, signor Presidente del Consiglio, è centrale. Il Parlamento rappresenta il Paese. I parlamentari tutti, di maggioranza e opposizione, hanno relazioni sul territorio. Il Parlamento va ascoltato, le istanze che provengono dal Parlamento sono un tesoro utile per l'azione di Governo. Ci avviciniamo alla legge di bilancio che, con i fondi aggiuntivi europei, sarà la chiave di volta di questa vicenda e di questa situazione. Non ci possiamo permettere di sbagliare, signor Presidente. Diamo la nostra disponibilità e chiediamo a tutti i colleghi e a tutte le forze politiche di collaborare. Se mostriamo di essere una comunità unita in questa fase e se saremo capaci, ognuno dalle proprie posizioni, di dare il nostro contributo, credo che usciremo da questa crisi, anche più forti e più capaci di dare speranza ai nostri cittadini. Questo è quello che oggi il Paese ci chiede: non polemiche, ma verità, responsabilità e futuro. Noi, signor Presidente, non possiamo sbagliare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Castellone. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, signor presidente Conte, colleghi, qualche tempo fa esistevano nell'Africa australe delle tribù che vivevano cacciando e utilizzando delle frecce imbevute di una sostanza velenosissima. A quelle tribù appartenevano tanti gruppi familiari diversi; eppure, ogni volta che bisognava decidere del destino di quel popolo, quelle tribù si sedevano a discutere. Per evitare che a qualcuno venisse in mente di usare quelle armi potentissime, avevano escogitato un metodo, in realtà molto pratico, che consisteva nel delegare un membro del gruppo a collezionare tutte le armi e nasconderle in un luogo sicuro fino a quando non fosse terminato il confronto. E così il gruppo si sedeva e discuteva anche per giorni, per notti, fino ad arrivare a una soluzione condivisa dei problemi. Oggi, il mio invito in quest'Aula è quello a deporre davvero ciascuno le proprie frecce, le proprie differenze, e a lavorare tutti insieme (Applausi) , per portare questo Paese fuori dalla più grande crisi dal dopoguerra ad oggi. Sono momenti difficili per tutti. Da giorni ricevo messaggi di tutti i miei colleghi medici, che mi raccontano di nuovo di reparti sovraffollati, di carenza di posti letto, di turni massacranti. Allo stesso tempo, proprio qualche ora fa ho ricevuto il messaggio di un imprenditore, preoccupato di non riuscire a ripartire, perché la sua attività è stata nuovamente chiusa, nonostante avesse investito i risparmi di una vita per metterla in sicurezza. Sembrano posizioni inconciliabili, ma il nostro compito deve essere proprio quello di riuscire a trovare un percorso, che - come ha detto, signor Presidente - metta in sicurezza la salute e l'economia. Per fare questo, però, abbiamo un alleato preziosissimo, che ogni giorno muove passi da gigante, ovvero la scienza. Quando sono arrivata per la prima volta in quest'Aula, due anni e mezzo fa, dopo vent'anni trascorsi a occuparmi di scienza e di ricerca biomedica, prima a Washington e poi a Napoli, mi chiedevo spesso come parlare di scienza e di ricerca in quest'Aula e come sensibilizzare i miei colleghi sull'importanza di investire in questi settori. Mai avrei immaginato che avremmo parlato così tanto di scienza e di ricerca, perché, per la prima volta nella storia, stiamo prendendo decisioni politiche seguendo un metodo scientifico e questo - a mio avviso - è fondamentale. (Applausi) . È solo grazie alla scienza se oggi riusciamo a intravedere una luce, al di là di questo buio. Come ha detto, signor Presidente del Consiglio, quando questa pandemia ci ha investito, non avevamo i mezzi e affrontavamo un nemico sconosciuto a mani vuote. Invece in questi mesi abbiamo messo a punto degli strumenti diagnostici, che ci consentono oggi di fare diagnosi tempestive; abbiamo dei protocolli che riescono a rallentare l'evoluzione clinica della malattia; stiamo mettendo a punto farmaci antivirali e anticorpi monoclonali e quindi non bisogna perdere adesso la rotta. È fondamentale che le Regioni mettano in atto tutte le direttive ministeriali di riorganizzazione della rete ospedaliera e della rete territoriale. (Applausi) . Signor Presidente, stiamo lavorando a una proposta di interventi, a breve e a medio termine, che le sottoporremo, come Gruppo MoVimento 5 Stelle del Senato, e speriamo possano essere un valido contributo, per affrontare le settimane difficili che verranno. Per noi infatti è fondamentale programmare, avendo le idee chiare, e in questa programmazione dobbiamo mantenere vivo il ricordo di quello che abbiamo vissuto, il ricordo dei medici bardati negli scafandri, il ricordo delle bare di Bergamo.