[normattiva_dump]

2.0. Per il riscaldamento, ammesso che la famiglia operaia provveda. a riscaldare un ambiente per 4 mesi all'anno, è risultato, da informazioni assunte, un fabbisogno teorico di legna di 10 quintali. Di fatto le assegnazioni sono minori nei grandi centri (q.li 3); e per quanto anche in questi si possa contare su una certa introduzione di legna al di fuori delle assegnazioni, il consumo non potrà raggiungere i 10 quintali calcolati. Per i centri minori ritenuto che le disponibilità siano più alte: perciò facendo una media è sembrato opportuno assegnare alla famiglia, per il riscaldamento di una sola stanza, q.li 5 di legna. Ragguagliato il consuino al mese, si è ottenuto: legna per riscaldamento kg. 42; Per cottura cibi: legna kg. 90; energia elettrica kwh. 60; gas me. 15. Per la cottura dei cibi, in base ai fabbisogni giornalieri gia indicati, occorrerebbero mensilmente, cucinando con sola legna, kg. 90 di legna; cuciniando con solo gas, me. 15; cucinando con sola energia elettrica, kwh. 60. Si suppone che effettivamente la famiglia-tipo ricorra, a tutte le tre fonti di energia e perciò nella tabella dei consumi, si introducono per le cucine quantità pari a 30 chilogrammi mensili di legna, mc. 5 di gas e kwh. 20 di energia elettrica. Per l'illuminazione si suppone che le ore di accensione siano in inverno 5 di sera e 1 di mattina e 2 serali in estate, cioè in media, 4: ore al giorno, che la famiglia usi lampade elettriche di 440 watt e che la lampada, resti accesa. per tutte le 4 ore in una stanza e per 2 ore in. una seconda, stanza. ; il consumo mensile risulta di kwh. 7,2. Nel bilancio di Milano con base 1928 = 100, si presumeva un consumo di kwh. 8,3. Il consumo presunto dalla Commissione si ritiene dunque attendibile. In complesso, per riscaldamento e luce, si ha un consumo totale di legna di kg. 72, di gas me. 5 e di energia elettrica kwh. 27,2. Per quanto riguarda le spese varie, la Commissione ha osservato che nei bilanci-tipo italiani le notizie statistiche disponibili sono per lo più sommarie e scarsamente attendibili. Perciò essa si è trovata nell'impossibilità di fare un elenco completo e si è limitata a scegliere un assortimento di beni e di servizi di più generale consumo, che si ritengono abbastanza rappresentativi. I generi e servizi scelti con i corrispondenti consumi medi mensili, sono elencati qui di seguito: corse tranviarie: n. 4 giornaliere (2 sole nel giorni festivi) pari a 110 al mese, di cui 50 a tariffa, ridotta, 50 a tariffa, normale e 10 a tariffa festiva ; giornali: n. 360 all'anno pari a 30 mensili; visite mediche a domicilio: n. 5 all'anno (non fornite dalla mutua), pari a 0,45 mensili; medicine: sale amaro, 1 purga al mese, gr. 25; cotone idrofilo. kg. 0,3 all'anno, mensili gr. 25; alcool denaturato, kg. 0,5 all'anno, mensili gr. 45; sciroppo ipofosfiti (tipo Fellow), 3 flaconi all'anno per complessivi gr. 600, mensili gr. 50; acido acetilsalicilico (tipo aspirina,), n. 4 tubetti all'anno, pari a 80 pastiglie, mensili 7 pastiglie; sapone: kg. 1,5 mensili lisciva: kg. 1 mensili; cancelleria: matite 12 annuali, 1 mensile; penne 6 annuali, 0,5 mensile; pennini 50 annuali, 4 mensili; quaderni 12 annuali, 1 mensile; fogli protocollo 80 annuali, 6 mensili; stoviglie: piatti 10 annuali, 0,4 mensili; bicchieri 5 annuali, 0,2 mensili; pentole 2 annuali, 0,16 mensili; sigarette: n. 6 al giorno tipo nazionale, mensili 180; cinematografo rionale, oppure di 2ª visione, 16 ingressi mensili. Per le località, ove il servizio tranviario cittadino non esiste, là voce riguardante le spese tranviarie verrà soppressa. La Commissione fa rilevare che il tesseramento non fornisce la totalità dei cibi previsti nella tabella dei consumi alimentari, né tutta la legna, né tutte le sigarette che sono state assegnate nei rispettivi capitoli di spesa. Pertanto detti con-suini totali dovranno essere mese per mese ripartiti dalle Commissioni locali in due categorie distinte secondo le assegnazioni effettive: e cioè consumi coperti col tesseramento e consumi soddisfatti con acquisti sul mercato libero o di borsa nera. Nel calcolo della spesa si moltiplicano le quantità acquistate con tessera, per i prezzi ufficiali e le quantità acquistate sul mercato libero per i prezzi liberi e di borsa nera. La spesa alimentare mensile complessiva risulterà così dalla somma delle spese parziali per acquisti mediante tessera e senza tessera. Altrettanto dicasi per la legna e le sigarette. La Commissione fa anche rilevare che in alcune città il gas non veniva distribuito nel mese di settembre 1945, cioè nel mese da adottare come base per il calcolo dei numeri indici. Per tali località nel mese di settembre si computerà un prezzo unitario uguale a quello del gennaio 1946. Inline nelle località che non godono di distribuzione di gas, si supporrà che la cottura dei cibi venga fatta usando in parti uguali legna ed energia elettrica. Per facilitare alle Commissioni delle province di Milano, Torino, Mantova e Rovigo, in un primo tempo e, successivamente, a tutte le altre Commissioni provinciali dell'Alla Italia, il calcolo della spesa per il bilancio familiare, giusto i criteri esposti in questa relazione, la Commissione ha creduto opportuno di far seguire un esempio di calcolo, avente semplicemente valore indicativo, per la città di Milano, con riferimento al mese di settembre 1945. È compito delle Commissioni provinciali di sostituire nelle varie tabelle ai prezzi unitari milanesi i prezzi locali, di eseguire moltiplicazioni per le quantità fisse per tutte le province e di sommarie i risultati. Seguono 2 allegati: a) allegato al Concordato per le perequazioni delle retribuzioni dei lavoratori dell'industria del Nord; b) esempio di calcolo. ALLEGATO a) ALLEGATO AL CONCORDATO PER LA PEREQUAZIONE, DELLE RETRIBUZIONI DEI LAVORATORI DELL'INDUSTRIA DEL NORD Parte di provvedimento in formato grafico ALLEGATO b) ESEMPIO DI CALCOLO-SPESA PER L'ALIMENTAZIONE Parte di provvedimento in formato grafico RELAZIONE DELLA COMMISSIONE PARITETICA CENTRALE PER IL CALCOLO DEL COSTO DELLA VITA A MILANO, TORINO, MANTOVA E ROVIGO La Commissione - composta dal Presidente dott. G. P. Mazzoleni e dai membri prof. Libero Lenti e Albino Uggè in rappresentanza della Confederazione degli Industriali e dal professione Marcello Boldrini e dott.