[resaula]

Nel mio intervento ho omesso numerosi aspetti importanti delle direttive che recepiremo per mancanza di tempo ma anche per la complessità e ampiezza delle tematiche ambientali coinvolte. La transizione energetica e quella della trasformazione dei rifiuti in risorsa, nella quale stiamo entrando, sono di fatto una transizione al nuovo modello economico globale che ci impone di agire su un orizzonte temporale di trenta anni ma con numerosi traguardi molto vicini tra di loro. È una sfida che ci impone di guardare al mondo superando i confini geografici e amministrativi e soprattutto di adottare nuovi stili di vita. In questa sfida, dal punto di vista di chi, come me, si occupa di ecosistemi naturali, il vero assente è la natura. Stiamo depauperando il capitale naturale e i suoi servizi ecosistemici, riducendo lo spazio di rigenerazione delle matrici biotiche e abiotiche della Terra, l'unica dove possiamo vivere, che sostengono la nostra economia. Dobbiamo ridurre fortemente la nostra impronta ecologica, ridurre il consumo e il depauperamento degli ecosistemi suolo, mare, aria. Il motore climatico è al massimo della sua azione ed è complicato rallentarlo per rendere ancora sostenibile la vita sulla terra. Presidente, concludo il mio intervento invitando il Parlamento e il Governo, ma anche i cittadini, a mettere insieme le forze per affrontare questa sfida. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale congiunta. Ha facoltà di parlare il senatore Bossi Simone, relatore sul disegno di legge n. 944. BOSSI Simone, relatore sul disegno di legge n. 944 . Signor Presidente, la mia replica sarà molto breve, perché farò solo due osservazioni. In primo luogo, vorrei dare un consiglio: i lavori della legge di delegazione europea - è vero - sono stati lunghi, forse troppo. Tuttavia, 26 articoli sono veramente tanti e, se si vogliono affrontare in modo corretto e si vogliono esaminare gli altrettanti regolamenti allegati con responsabilità, bisogna avere il tempo per leggere, approfondire e cercare di dare delle risposte alle persone che a casa non possono fare ciò. Questo è il nostro lavoro. (Applausi dal Gruppo M5S) . Penso che con leggerezza lo abbiano già fatto altri prima di noi e, quindi, noi abbiamo deciso di fare ciò con molta responsabilità. Detto questo, prima di tutto anch'io ringrazio l'intera Commissione per l'ottimo lavoro fatto e per l'approfondimento svolto. Dopo aver ascoltato tutti gli interventi di oggi mi sento in dovere di puntualizzare alcuni aspetti nella mia replica. Innanzitutto, in merito all'articolo 4, rispondendo alle minoranze voglio ripetere quanto già detto più volte in Commissione: un maggior coinvolgimento del Consiglio superiore della magistratura sarebbe a nostro giudizio superfluo, visto che è già previsto nel processo di nomina del procuratore nazionale. Ritengo invece che avrebbe dovuto avere un senso domandarsi come mai su dieci candidati possibili, di cui ben quattro italiani, ne siano stati scelti tre che sono un tedesco, un francese e una rumena. Già detta così sembra una barzelletta degli anni Ottanta, ma in realtà non c'è nulla da ridere perché parliamo della procura europea. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È certo che se a vegliare per noi in Europa c'è la Mogherini stiamo tranquilli e dormiamo sempre sonni sereni. Forse sarebbe stato meglio scrivere in modo diverso la direttiva oltre che il regolamento che oggi andiamo da approvare. Sempre alle minoranze vorrei ricordare che le procedure d'infrazione aperte nei confronti dell'Italia (è la storia che lo dice, non siamo noi) sono sempre state tra le 69 e le 80 circa; quindi averne 71 rientra più o meno nella media della storia del nostro Paese. Certo, se ce ne fossero di meno saremmo tutti più contenti; magari se le direttive fossero scritte in modo diverso o fossero sviluppate diversamente con qualcuno che le segue maggiormente, sarebbe sicuramente un altro lavoro. Vorrei ricordare che di queste 71 procedure d'infrazione aperte, 17 sono proprio sul tema ambientale e molte di queste proprio relative al tema dei fanghi. Pertanto, approvare in Commissione modifiche che andrebbero a compromettere tutto il sistema dei piani regionali, stravolgendolo al punto di compromettere lo sforzo enorme che le Regioni stanno facendo, lo trovo insensato e bizzarro. Allo stesso modo trovo bizzarro che chi ci fa la morale proprio su questi temi poi magari non si ricordi neanche di votare il proprio emendamento in Commissione (forse erano distratti, non lo so). Per quanto riguarda l'articolo 15, se vogliamo raccontare i fatti per quello che sono facciamolo con una semplice riflessione che desidero condividere anche con il Partito Democratico, perché la responsabilità in politica non è solo una bella parola: prima abolite le Province, poi proponete ai Comuni di porre veti rispetto ai piani regionali sugli impianti rischiando, con questa seconda mossa di alta qualità politica e amministrativa, di bloccare tutto il sistema, rendendo impossibile una programmazione da parte delle Regioni su un tema importante come quello dei rifiuti. In un mondo normale dovrei essere sorpreso di ciò, ma quando vi vedo qui così prevale sempre la rassegnazione. Del resto, avete cercato di abolire anche il Senato, invece vi vedo sempre comodamente seduti qui davanti, quindi penso che ulteriori commenti non si possano fare (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non può però bastare perché si è cercato di apportare modifiche all'articolo 23 con l'inserimento, che considero di facciata, del contrasto al lavoro minorile, di cui abbiamo discusso a lungo in Commissione. In primo luogo, l'ho trovato curioso, però questo lo prevede la legge, non noi; in secondo luogo, me ne domandavo le ragioni e riflettendoci mi sono chiesto come mai non si è pensato di estendere la misura anche ai disabili, alle categorie disagiate. D'altronde questa platea non è mai stata ricordata da voi; realmente sono persone che hanno bisogno e ogni tanto sarebbe utile ricordarsene. Sapete, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, proprio come diceva da questi banchi qualcuno che ora non c'è più. Noi pensiamo di aver fatto un buon lavoro e, in conclusione, signor Presidente, con l'emendamento sull' end of waste siamo sicuri di aver compiuto un grande passo in avanti che va in direzione delle aziende, di chi in questo Paese vuole lavorare, crescere e migliorare, perché è questo che si merita il nostro Paese. Quindi, c'è voluto tempo e vi chiedo scusa se per voi è stato troppo; per noi è stato il tempo necessario per lavorare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Lannutti) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la senatrice Giannuzzi, relatrice sui documenti LXXXVI, n. 2, e LXXXVII, n. 2. GIANNUZZI, relatrice sui documenti LXXXVI, n. 2, e LXXXVII, n. 2. Signor Presidente, prima di tutto una nota assolutamente personale: