[pronunce]

1.2.- Tanto premesso, il giudice a quo riferisce in punto di fatto di essere investito del ricorso proposto da alcuni operai forestali che, nei distretti di Nicosia e di Enna, avevano acquisito la garanzia occupazionale di centocinquantuno giornate lavorative in virtù del meccanismo previsto dall'art. 52 della legge regionale n. 16 del 1996. I ricorrenti avevano dedotto di avere agito in giudizio dopo avere rilevato che, mentre in sede di prima applicazione i lavoratori del contingente ad esaurimento erano stati inseriti in coda ai centocinquantunisti, successivamente, in occasione degli aggiornamenti semestrali della graduatoria, i lavoratori che, come essi ricorrenti, avevano beneficiato dello scorrimento dalla fascia dei centunisti a quella dei centocinquantunisti, erano stati costantemente collocati in coda agli operai appartenenti al contingente ad esaurimento. Essi avevano dedotto l'illegittimità della graduatoria permanente in vigore, con la richiesta che la stessa fosse rettificata in conformità a quanto stabilito dall'art. 54, comma 4, della legge regionale n. 16 del 1996, e che fosse conseguentemente ripristinata la priorità della propria collocazione nella graduatoria rispetto ai lavoratori del contingente ad esaurimento. Si erano costituiti nel giudizio, quali convenuti, sia l'Assessorato regionale al lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione della Regione siciliana e il Servizio ufficio provinciale del lavoro di Enna, sia numerosi lavoratori appartenenti al contingente ad esaurimento. Tutti i convenuti, nel chiedere il rigetto della domanda, avevano osservato che i lavoratori del contingente ad esaurimento erano stati inseriti in coda ai centocinquantunisti solo in sede di prima applicazione, mentre successivamente, in occasione dei vari aggiornamenti, essi erano stati interamente assimilati a questi ultimi, ai sensi dell'art. 54, comma 5, della legge regionale n. 16 del 1996 (secondo cui «Per quanto non previsto si applicano le disposizioni degli altri commi dell'articolo 53, nonché tutte le altre norme concernenti i lavoratori con garanzia occupazionale di centocinquantuno giornate annue»). Pertanto, la collocazione degli operai del contingente ad esaurimento in coda ai centocinquantunisti vincolava l'amministrazione solo in sede di prima applicazione della normativa, a meno di non intendere che gli stessi fossero costantemente posposti ai centocinquantunisti, con la conseguente preclusione dell'accesso alla stabilizzazione. I ricorrenti avevano replicato alle osservazioni delle parti resistenti sostenendo, in senso contrario, che nell'àmbito della legge regionale n. 16 del 1996, quando il legislatore aveva voluto che una disposizione si applicasse solo «in sede di prima applicazione» lo aveva espressamente stabilito. 1.3.- Quanto alla non manifesta infondatezza della questione, il rimettente premette che il comma 4 dell'art. 54 della legge regionale n. 16 del 1996 non spiega con quali modalità si applichi al contingente ad esaurimento - che, in quanto tale, non è soggetto ad aggiornamento periodico - il meccanismo di progressione previsto dall'art. 52 della stessa legge regionale, il quale si riverbera poi sulla graduatoria formulata, ai fini dell'avviamento al lavoro degli operai con garanzie occupazionali, a norma dell'art. 53 della medesima legge. A tale riguardo, il giudice a quo afferma che la «soluzione più razionale», adottata anche dall'Assessorato regionale, postula che i lavoratori del contingente ad esaurimento non debbano costituire uno scaglione a sé, intermedio tra i centunisti ed i centocinquantunisti, ma che essi, dopo essere stati inseriti, in sede di prima applicazione, in coda agli appartenenti a tale ultima categoria, entrino a fare parte, a tutti gli effetti, della stessa. Il medesimo rimettente asserisce che in base al comma 5 dell'art. 54 della legge regionale n. 16 del 1996, i centocinquantunisti ad esaurimento sono pienamente assimilati ai centocinquantunisti di cui all'art. 48 (recte: 46), comma 1, lettera b), della stessa legge, senza alcuna distinzione. Tuttavia, a norma del censurato comma 4 dell'art. 54, ai soli fini dell'avviamento al lavoro, i centocinquantunisti ad esaurimento, collocati in coda ai centocinquantunisti di cui al citato art. 46, comma 1, lettera b), sarebbero costantemente posposti se si applicasse il disposto dello stesso comma anche in sede di aggiornamento semestrale. Il rimettente conclude sul punto che «sarebbe come se essi fossero esclusi dal meccanismo di progressione ex art. 52». Se i centocinquantunisti ad esaurimento conservassero la posizione assunta all'atto della formazione della graduatoria di cui all'art. 53 della legge regionale n. 16 del 1996, dato il progressivo «assorbimento degli stessi nei ruoli dell'amministrazione regionale», l'avviamento al lavoro dei centocinquantunisti verrebbe sì ritardato, ma non del tutto precluso. A proposito di quest'ultima interpretazione, il rimettente afferma che essa «è l'unica che garantisce parità di trattamento ai lavoratori del contingente "ad esaurimento"». Ad avviso del giudice a quo, la stessa interpretazione è tuttavia preclusa dal «disposto inequivocabile» del censurato art. 54, comma 4. Il Tribunale ordinario di Enna ritiene che tale disposizione, «così come formulata», si ponga in contrasto con l'art. 3 Cost., in quanto introduce una disparità di trattamento fra i lavoratori che appartengono alla stessa categoria dei centocinquantunisti, disparità che, se può giustificarsi in sede di prima applicazione, diviene irragionevole se ripetuta anche in sede di successivi aggiornamenti. Secondo il giudice rimettente, la disposizione denunciata si pone inoltre in contrasto con l'art. 51, primo comma, Cost., «che costituisce la declinazione del principio di uguaglianza di cui all'art. 3 Cost. nella materia dell'accesso ai pubblici impieghi». 1.4.- Quanto alla rilevanza delle questioni, il giudice a quo, premessa la ricostruzione del quadro normativo di riferimento (riassunta al punto 1.1. ) e l'esposizione della vicenda di fatto a lui sottoposta (riassunta al punto 1.2. ) , conclude affermando che «Pertanto, la definizione della presente controversia dipende dall'interpretazione del combinato disposto dei commi 4 e 5 dell'articolo 54 della legge regionale n. 16/1996». 2.- È intervenuta nel giudizio la Regione siciliana, chiedendo che la questione sia dichiarata inammissibile o infondata. 2.1.- La difesa regionale ha eccepito l'inammissibilità della questione, in particolare, per la mancanza dei requisiti sia della rilevanza che della non manifesta infondatezza, atteso che il rimettente avrebbe avuto la possibilità di interpretare la disposizione denunciata in senso conforme alla Costituzione. A tale proposito, la Regione siciliana afferma che la ricostruzione fatta propria dal rimettente non può essere condivisa in quanto si fonda su di un presupposto interpretativo perplesso, che finisce per sovvertire la ratio dell'intervento normativo.