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Per questo motivo, avevamo invocato già in legge di bilancio il necessario potenziamento dell'assistenza domiciliare e, prima ancora che la pandemia aiutasse a superare alcuni tabù e resistenze, messo a fuoco il bisogno di valorizzare l'assistenza infermieristica di comunità per garantire la completa presa in carico integrata delle persone nell'ambito della continuità assistenziale e dell'aderenza terapeutica, in particolare per i soggetti più fragili. Oggi il potenziamento della sanità territoriale è finalmente al centro dell'agenda politica ed è punto focale del decreto-legge in esame, che a tal fine ha stanziato ingenti risorse. Non si può però pensare che tali risorse vengano riversate per consolidare un assetto che si è ampiamente dimostrato non all'altezza di espletare la funzione di filtro e presa in carico del bisogno di salute espresso dalla popolazione. Per realizzare un reale riordino dell'assistenza territoriale bisogna sostenere la creazione di strutture dedite all'erogazione di cure primarie intermedie, razionalizzare, ristrutturare e mettere in sicurezza i presidi di continuità assistenziale, potenziare la dotazione di strutture residenziali extraospedaliere e favorire il lavoro in team multidisciplinari e multiprofessionali, ricorrendo anche a strumenti di telemedicina. Tutto questo è previsto in parte nel provvedimento in esame e ci impegniamo a completare il disegno con i prossimi provvedimenti in arrivo o già in esame in Parlamento. Un aspetto fondamentale del decreto-legge in esame è inoltre l'aumento dei contratti di formazione specialistica in medicina, una battaglia storica del MoVimento 5 Stelle a cui mi sono dedicata in prima persona. Negli ultimi due anni, grazie al nostro tenace lavoro, siamo passati da 6.000 contratti nel 2018 a 9.200 nella scorsa legge di bilancio e adesso, con l'aggiunta di altri 5.200 contratti, i giovani neolaureati in medicina potranno concorrere a 14.400 posti, cui si aggiungeranno tutti quelli finanziati dalle Regioni per la formazione specialistica e la medicina generale. (Applausi) . Siamo riusciti a colmare in soli due anni quell'imbuto formativo che i Governi precedenti avevano creato e aggravato sempre di più e non molleremo. E non molleremo. Continueremo a lavorare per portare avanti i nostri disegni di legge già incardinati in Commissione, che riformano il percorso di formazione post laurea dei medici per renderlo sempre più professionalizzante e di qualità e sempre più omogeneo su tutto il territorio nazionale. L'esperienza drammatica che abbiamo vissuto ci ha cambiati; il dolore di perdere persone care, familiari, amici e colleghi ci ha fatto capire quanto sia importante avere il coraggio di perseguire le proprie idee, se indirizzate al bene comune. Avevamo provato a concretizzare molte delle proposte qui contenute già nell'ultima legge di bilancio e oggi, col senno di poi, mi chiedo quanto sarebbe servito nell'emergenza pandemica avere già strumenti di telemedicina per monitorare i pazienti a domicilio, e quanto la disponibilità nel territorio di strutture di cure primarie, di team multidisciplinari e un'assistenza domiciliare e capillare avrebbero permesso di fare diagnosi più tempestive. Ai 35.000 italiani morti di Covid-19, tra cui 172 medici e 40 infermieri, ai miei colleghi, che hanno lottato per salvare vite umane, alla mia più cara amica e collega di una vita, la mia maestra, anch'essa vittima di questa infezione, prometto di non abbassare la guardia (Applausi) e di vigilare perché si abbia il coraggio di cambiare questo Paese, superando le resistenze di lobby che, per mantenere il proprio potere, si oppongono con forza a ogni proposta di cambiamento. Costruiremo una nuova sanità, una sanità pubblica che in quella privata deve trovare una stampella, un sostegno e non una spugna che assorbe risorse senza prestare servizi. (Applausi) . Per tale ragione, già in questo provvedimento abbiamo vincolato le erogazioni a favore della sanità privata alla verifica delle attività effettivamente svolte e concordate e ai costi effettivamente sostenuti dalle strutture private. C'è nel decreto-legge anche un'altra nota di orgoglio personale cui tengo molto, soprattutto per il rapporto costruito negli ultimi mesi e anni con i diretti attori in campo, i precari della sanità. Conoscere le loro storie e la loro dedizione mi ha dato la forza di non mollare e sono fiera che con questa norma venga finalmente garantita una continuità lavorativa a tutti i precari che hanno lavorato nel Servizio sanitario per trentasei mesi al 31 dicembre 2020. Molti di quelli che chiamavamo eroi nell'emergenza rischiavano di perdere il lavoro tra qualche mese e invece vedono finalmente riconosciuto il proprio impegno. Il prossimo passo deve essere quello di rinnovare tutti i contratti del comparto salute e garantire a tutti i lavoratori della sanità uno stipendio dignitoso. Mi riferisco in particolare agli operatori del 118 che sono gli eterni dimenticati, sempre impegnati in prima linea, ma condannati a lavorare con contratti in scadenza e poco remunerativi, senza vedere ancora riconosciuta - ad esempio - la figura di autista soccorritore. Non abbiamo la pretesa di poter guarire tutte le ferite, né di cancellare le conseguenze di quanto accaduto con un colpo di spugna, ma con enorme senso di responsabilità abbiamo lavorato per porre basi salde affinché il nostro meraviglioso Paese possa vivere un futuro di rilancio, di rinascita, di competitività, di sicurezza pubblica, di tutela della salute e di diritti fondamentali per tutti. Per farlo abbiamo superato anche la discrepanza tra posizioni diverse, ascoltando tutte le parti in causa e facendo una sintesi coscienziosa che rappresenti i grandi risultati che si possono raggiungere quando a muovere la politica sono il bene comune e il senso di unità. Auspico infine che questa emergenza che - come ho ribadito più volte - ci deve spingere a scelte coraggiose, finalmente risvegli le coscienze anche di quella politica decisamente più distratta e slegata dalla realtà. Non possiamo attendere il prossimo evento disastroso per intervenire a riorganizzare quella ordinarietà che solitamente ci obnubila lo sguardo e ci fa dimenticare quanto il diritto alla salute dei cittadini passi innanzitutto per la garanzia di accesso alle cure. Ai nostri occhi, che guardano attraverso chi ha vissuto in prima linea questa tragedia, è chiara la direzione da perseguire ed è su quella strada che stiamo camminando. (Applausi) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 12,08) PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Lunesu. Ne ha facoltà. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Governo, colleghe e colleghi, il decreto-legge di cui discutiamo reca le disposizioni in materia di piani di assistenza territoriale per poter fronteggiare al meglio l'emergenza epidemiologica sul fronte della salute, del sostegno al lavoro, del sostegno economico e delle politiche sociali.