[pronunce]

Ad avviso del giudice a quo, tale disposizione, nella parte in cui non prevede che, con l'ordinanza che accoglie la domanda cautelare, il giudice amministrativo possa provvedere in via provvisoria sulle spese del procedimento cautelare, determinerebbe una palese diversità di trattamento tra la parte pubblica e quella privata (con conseguente violazione degli artt. 3 e 111, secondo comma, Cost.), tale da incidere sulla piena esplicazione del diritto di difesa di quest'ultima, precludendo (in contrasto con l'art. 24, primo e secondo comma, Cost.) la possibilità stessa di chiedere la condanna dell'amministrazione al pagamento delle spese relative alla fase cautelare. 2. – La questione non è fondata. L'art. 21, undicesimo comma, della legge n. 1034 del 1971 non contrasta con gli artt. 3 e 111 della Costituzione. La norma censurata mira a disincentivare un ricorso indiscriminato alla tutela cautelare, costituendo una remora alla proposizione di domande palesemente infondate. È chiaro che tale ratio non ricorre nel caso di accoglimento dell'istanza cautelare. Inoltre, in quest'ultimo caso, la parte privata ha interesse alla prosecuzione nel merito del giudizio (al fine di ottenere la conferma definitiva del provvedimento a sé favorevole provvisoriamente emesso dal giudice amministrativo), mentre non altrettanto può dirsi nel caso opposto. Essa, all'esito sfavorevole del giudizio cautelare, potrebbe non presentare l'istanza per la discussione del ricorso richiesta dall'art. 23 della legge n. 1034 del 1971 e determinare così la perenzione del processo ove nessun atto di procedura sia compiuto nel termine previsto dall'art. 25 della stessa legge n. 1034. In tal caso il procedimento si esaurisce con la decisione sulla domanda cautelare e, pertanto, non è privo di ragione prevedere la possibilità, per il giudice che non accolga tale domanda, di provvedere anche sulle spese processuali. Così ricostruita la ratio della norma censurata, quest'ultima appare il frutto dell'esercizio non irragionevole della discrezionalità di cui, secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte, gode il legislatore ordinario nel configurare gli istituti processuali. Non sussiste neppure la prospettata lesione del diritto di difesa tutelato dall'art. 24 della Costituzione, poiché la parte privata vittoriosa nella fase cautelare ben può ottenere il rimborso delle spese relative a questa fase ove risulti vittoriosa nel merito.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 21, undicesimo comma, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034 (Istituzione dei tribunali amministrativi regionali), introdotto dall'art. 3 della legge 21 luglio 2000, n. 205 (Disposizioni in materia di giustizia amministrativa), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, primo e secondo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale delle Marche con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 ottobre 2009. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Luigi MAZZELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 ottobre 2009. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA