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dei masseteri esterni ed interni, che devono essere tagliati parallelamente al mascellare inferiore in due sezioni, partendo dal margine sottomascellare inferiore fino all'inserzione muscolare superiore; del diaframma, la cui parte muscolare deve essere liberata dalla sierosa; delle superfici muscolari della carcassa direttamente visibili. B) La ricerca della distomatosi nei bovini, negli ovini e nei caprini, mediante incisioni sulla superficie viscerale del fegato, praticate in modo da interessare i dotti biliari e mediante un'incisione profonda della base del lobulo di Spigelio. 28) Nell'ispezione post mortem il veterinario ufficiale può essere coadiuvato da personale ausiliario non laureato ma particolarmente addestrato nella tecnica ispettiva. La responsabilità del giudizio finale sulla commestibilità delle carni spetta solo e comunque al veterinario ufficiale. VII. - Norme relative alle carni destinate al sezionamento e al disossamento 29) Un sezionamento più esteso di quello in mezzene o in quarti ed il disossamento sono autorizzati soltanto nei locali del laboratorio di sezionamento e disossamento. 30) Le carni destinate all'esportazione verso l'Italia allo stato di refrigerazione devono essere ottenute da animali macellati da non oltre cinque giorni. Dette carni, ad eccezione di quelle lavorate a caldo, devono essere portate dopo la macellazione: ad una temperatura a cuore compresa tra 0 °C e + 7 °C se destinate alla preparazione di pezzature con osso; ad una temperatura a cuore compresa fra 0 °C e + 2 °C se destinate alla preparazione di tagli disossati, condizionati sotto vuoto o non. Il sezionamento a caldo è ammesso a condizione che le carni siano trasportate senza rottura del carico, direttamente dal locale di macellazione al laboratorio di sezionamento e che siano immediatamente sezionate e disossate. Le carni destinate invece ad essere esportate allo stato di congelazione, in pezzatura con osso inferiori al quarto o disossate, devono essere portate dopo la macellazione a una temperatura a cuore compresa fra 0 °C e + 7 °C, fatta eccezione per quelle lavorate a caldo. 31) Le carni refrigerate destinate al sezionamento e al disossamento, dopo essere state portate alle temperature sopra indicate, devono essere, sino al momento della loro utilizzazione, depositate e mantenute nei locali di cui alla lettera b) del capitolo II dell'allegato A. 32) Ad eccezione che nella lavorazione a caldo, la temperatura interna delle carni non dovrà superare nel corso del sezionamento, disossamento, confezionamento e imballaggio, rispettivamente: a) i + 7 °C per le carni destinate alla preparazione di pezzature con osso refrigerate o di pezzature con osso o senz'osso congelate; b) i + 4 °C per le carni destinate alla preparazione di tagli disossati refrigerati, condizionati sotto vuoto o non. 33) Subito dopo la lavorazione, il confezionamento e l'imballaggio le carni destinate ad essere esportate: allo stato di refrigerazione, devono essere stoccate e mantenute sino al momento della spedizione nelle celle di cui alla lettera 1) del capitolo II dell'allegato A; allo stato di congelazione, devono essere congelate nei locali di cui alla lettera d) del capitolo II dell'allegato A e successivamente stoccate nelle celle di cui alla lettera e) del capitolo II del predetto allegato A. 34) Le carni bovine cotte congelate devono essere sottoposte ad un trattamento termico ad umido tale che una temperatura di almeno + 65 °C raggiunga tutte le loro parti e successivamente sottoposte a congelazione rapida. 35) Oltre l'osservanza delle norme igieniche di cui al capitolo III dell'allegato A, il veterinario ufficiale deve effettuare: a) il controllo, all'inizio di ogni fase di lavorazione, della pulizia e della disinfezione dei locali, degli impianti e delle attrezzature nonché dell'igiene del personale; b) il controllo all'inizio di ogni fase di lavorazione dello stato di conservazione delle carni destinate al sezionamento ed al disossamento; c) periodici controlli di laboratorio sulle carni, sui locali, sulle attrezzature e utensili, recipienti e acque di erogazione.