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l'INPS, nel fornire istruzioni e chiarimenti su quanto disposto ai sensi della citata legge n. 145 del 2018, ha incluso tra i requisiti per accedere al beneficio la cessazione dell'attività dopo il 1° gennaio 2019; la precedente proroga si era interrotta al 2016, erano rimasti dunque esclusi dal beneficio tutti coloro che avevano dovuto chiudere la propria attività commerciale tra il 2017 e il 2018, nonostante avessero contribuito al versamento della maggiorazione dello 0,09 per cento dell'aliquota contributiva; con l'articolo 11- ter del decreto-legge n. 101 del 2019, convertito dalla legge n. 128 del 2019, la possibilità di ricevere l'indennizzo economico è stata estesa anche a coloro che hanno cessato definitivamente la propria attività commerciale tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2018; con circolare n. 4 del 13 gennaio 2020, l'INPS ha fornito chiarito che a partire dal 3 novembre 2019, data di entrata in vigore della citata legge n. 128 del 2019, possono presentare domanda di indennizzo, ai sensi della legge n. 145 del 2018 e successive modificazioni e integrazioni, anche i soggetti che abbiano cessato definitivamente l'attività commerciale dal 1° gennaio 2017 purché, al momento della domanda, siano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 207 del 1996 e rinviando, per quanto riguarda requisiti, condizioni di accesso, modalità di presentazione della domanda, importo del trattamento ed incompatibilità, alle istruzioni già fornite con la circolare n. 77 del 2019; per una circoscritta platea di soggetti interessati questo significa che pur avendo essi conseguito i requisiti anagrafici nel 2017 ma avendo cessato l'attività lavorativa prima, ad esempio, nel 2016, sono comunque esclusi dal diritto all'indennizzo; l'indennizzo per cessazione definitiva di attività commerciale è una prestazione economica, cui tutti coloro che esercitano l'attività commerciale contribuiscono con il versamento di una maggiorazione, finalizzata ad accompagnare fino alla pensione di vecchiaia coloro che lasciano definitivamente l'attività; considerato altresì che della problematica è stato investito anche il Presidente del Consiglio dei ministri che si è impegnato a rappresentare al Ministro in indirizzo le criticità che questa categoria sta affrontando, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi affinché siano stanziati, nel prossimo disegno di legge di bilancio, i fondi necessari a risolvere la problematica. Atto n. 3-02835 SICLARI Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la località Cannitello di Villa San Giovanni (Reggio Calabria), a causa del fenomeno erosivo della costa, ma anche a causa di lavori di difesa della costa progettati o eseguiti male, si trova in elevatissimo rischio di catastrofe con il mare a ridosso delle abitazioni e quindi con gravissimo ed imminente pericolo per le persone e per le cose; durante la stagione invernale la zona è soggetta a violentissime mareggiate, come quella del 1981 che determinò la morte di 2 persone; l'intervento immediato, tempestivo e risolutivo del Governo per la messa in sicurezza dei residenti e dei caseggiati appare necessario, dovuto e improcrastinabile al fine di scongiurare tragedie; immediatamente dopo va predisposto un progetto in sinergia con gli enti competenti, Regione Calabria, Città metropolitana di Reggio Calabria e Comune di Villa San Giovanni, al fine di risolvere la problematica in maniera duratura, anche con la previsione di un'idonea struttura commissariale che agisca di fronte all'inerzia degli enti preposti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda predisporre ed attuare un intervento immediato, tempestivo e risolutivo per la messa in sicurezza dei residenti e dei caseggiati ed inoltre elaborare un progetto in sinergia con gli enti competenti, Regione Calabria, Città metropolitana di Reggio Calabria e Comune di Villa San Giovanni, al fine di risolvere la problematica in maniera duratura, anche con la previsione di un'idonea struttura commissariale che agisca di fronte all'inerzia degli enti preposti. Atto n. 3-02836 SICLARI Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, della transizione ecologica e per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: in riferimento alla situazione di criticità derivante dall'attraversamento di Villa San Giovanni (Reggio Calabria) da parte di mezzi pesanti, era stata emanata l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3296 del 19 giugno 2003, che prevedeva una serie di interventi, che però non hanno risolto l'emergenza che continua a permanere con grave danno alla salute dei cittadini villesi che sopportano i disagi del passaggio dal centro cittadino di circa 4 milioni di veicoli annui senza alcun indennizzo o vantaggio; da ultimo, con il trasferimento dei fondi residui al bilancio del Comune deve essere realizzato il "polmone di stoccaggio dei mezzi pesanti" nei pressi dello svincolo autostradale dell'autostrada A2, opera indispensabile per evitare, nel periodi di intenso afflusso, lo stazionamento di mezzi pesanti all'interno del territorio cittadino, e devono essere eseguiti i lavori per il completamento del parcheggio di via Mazzini destinato prevalentemente all'uso dei pendolari che attraversano lo stretto senza veicoli, nonché in presenza di economie all'installazione delle centraline per rilevare la qualità dell'aria; tuttavia, l'opera risolutiva della problematica sarebbe la realizzazione dei nuovi approdi a sud dell'attuale porto di Villa San Giovanni, così da consentire l'accesso al porto direttamente dalla bretella autostradale, unitamente ad una tassazione, a carico delle compagnie di navigazione, che "ristorasse" la popolazione residente della piccola cittadina di meno di 14.000 abitanti del passaggio di milioni di veicoli in termini di inquinamento ambientale, acustico ed atmosferico; tutto ciò in prospettiva della realizzazione del ponte sullo stretto;