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C'è una banca, con sede a Roma ma interessi in Sicilia, che ha avuto a che fare con i servizi segreti, anche per operazioni inconfessabili. Si chiama Banca Nuova ed è di proprietà della Banca Popolare di Vicenza, quella di Zonin, sul cui crack la procura di Vicenza ha chiesto la condanna a dieci anni. La banca, che ha mandato sul lastrico decine di migliaia di famiglie e di imprese, è stata protetta dalle autorità vigilanti, forse per proteggere anche gli affari segreti. Due bravi, bravissimi giornalisti hanno raccontato questa storia, facendo il loro dovere: raccogliere informazioni e raccontare i fatti, anche se scomodi, senza nascondere nulla, e poi mantenere l'anonimato delle proprie fonti, come fanno tutti i giornalisti e come viene loro ripetuto nel corso delle tante ore di aggiornamento etico il loro ordine professionale che impone ogni anno. L'articolo 1 del titolo I del testo unico dei doveri del giornalista, ovvero il codice di deontologia professionale, recita: «Giornalisti ed editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie». Sto parlando di Nicola Borzi, all'epoca reporter del quotidiano «Il Sole 24 Ore», e di Francesco Bonazzi, de «La Verità». Ebbene, il 22 aprile del prossimo anno, Borzi e Bonazzi verranno processati per violazione del segreto di Stato. Lo ha deciso il Giudice per le indagini preliminari: rischiano dieci anni di galera. Questa è una storia esemplare, signor Presidente e cari colleghi, di giornalisti che trovano notizie, dunque fanno il loro lavoro e, proprio a causa di ciò, finiscono nei guai, nei tempi bui del declino della libertà di stampa, del trionfo del precariato e della sostanziale indifferenza della categoria. Borzi e Bonazzi, infatti, non sono stati difesi dall'Ordine dei giornalisti, come accade con eccellenze del nostro giornalismo come Vittorio Feltri ed Emilio Fede. Questo perché Borzi e Bonazzi non sono stati difesi da nessuno dei loro colleghi, sempre pronti ad alzare barricate per chi i fatti a volte li nasconde e li omette. In Italia, i giornalisti che fanno il proprio dovere vengono messi all'angolo, perseguitati, calunniati e denunciati, come accade, quasi settimanalmente, ai giornalisti di «Report», come accade oggi a Borzi e Bonazzi. Signor Presidente, in conclusione, ciò che dovrebbe essere una virtù viene fatto passare per colpa nel Paese alla rovescia, con onesti e servitori dello Stato perseguitati e faccendieri e pregiudicati premiati. Questo è il Paese che vogliamo? Questa è la libertà di stampa di cui ci riempiamo la bocca? Questa è la giustizia che celebriamo? Mi rivolgo a voi, cari colleghi, a tutte le senatrici e ai senatori, e a lei, signor Presidente: ricordiamoci che, senza libertà di stampa, non c'è democrazia e che, senza conoscenza, non c'è libertà. (Applausi) . PRESIDENTE . Colleghi, a chi è rimasto in Aula e anche a chi li potrà cogliere da fuori, rivolgo tanti auguri di un buon Natale a voi e a tutte le vostre famiglie, sperando in un anno nuovo migliore. Il 28 dicembre dovremmo rientrare, quindi avremo ancora modo di incontrarci; intanto, però, mi faceva piacere augurarvi buon Natale. (Applausi) . Ordine del giorno per la seduta di lunedì 21 dicembre 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica lunedì 21 dicembre, alle ore 17, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 19,04) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Bossi Umberto, Calandrini, Cario, Castaldi, Castiello, Cattaneo, Cerno, Ciampolillo, Cirinna', Crimi, Crucioli, Dal Mas, De Carlo, De Poli, Di Marzio, Di Nicola, Di Piazza, Fazzone, Floris, Galliani, Giacobbe, Malpezzi, Mangialavori, Margiotta, Merlo, Messina Alfredo, Misiani, Monti, Napolitano, Ortis, Perosino, Pichetto Fratin, Renzi, Rizzotti, Ronzulli, Ruspandini, Saccone, Sciascia, Segre, Serafini, Sileri, Stabile, Sudano, Tiraboschi, Turco e Vanin. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Alfieri, D'Arienzo, Faggi e Testor. Governo, trasmissione di documenti Il Ministro dell'interno, con lettera in data 14 dicembre 2020, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, comma 2- bis , del decreto-legge 22 agosto 2014, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 ottobre 2014, n. 146, la relazione sul funzionamento del sistema di accoglienza predisposto al fine di fronteggiare le esigenze straordinarie connesse all'eccezionale afflusso di stranieri nel territorio nazionale, riferita all'anno 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . LI, n. 3). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento. Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Digitalizzazione della giustizia nell'Unione europea. Un pacchetto di opportunità (COM(2020) 710 definitivo), alla 2 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 1 a , 8 a e 14 a . Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 17 dicembre 2020, ha inviato la deliberazione n. 20/SSRRCO/INPR/20 del 16 dicembre 2020 con cui le Sezioni riunite in sede di controllo hanno definito la programmazione dei controlli e delle analisi della Corte dei conti per il 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 655). La Corte dei conti - Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato, con lettera in data 18 dicembre 2020, ha trasmesso la deliberazione n. 15/2020/G in merito alla relazione concernente "Il fondo per la tutela del patrimonio culturale". La predetta deliberazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente (Atto n. 656).