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Nel nostro sistema è previsto comunque, e lo è certamente per la procura della Repubblica quando - per esempio - chiede la proroga delle intercettazioni, o quando si chiede maggior tempo per motivare un provvedimento data la complessità dell'attività che si sta svolgendo. Mi sembrava pertanto davvero incredibile che questo non fosse possibile per le difese: allorquando ci sono procedimenti molto complessi è giusto e opportuno che si possa avere maggiore tempo. Infine, sperando mi sia concesso ancora qualche minuto, vorrei fare un'annotazione sull'opportunità - il presidente Romeo ne ha parlato ampiamente intervenendo sulla questione pregiudiziale - di estendere ai reati di cui agli articoli 600- bis , 600 -ter e 600 -quater del codice penale la possibilità di intercettare e utilizzare addirittura il trojan . Stando al rigore di norma - mi consenta davvero solo un minuto per poter concludere, Presidente - già la quasi totalità di quelle condotte che costituiscono reato sono intercettabili a tutto tondo. L'articolo 600 -quater riguarda la detenzione di materiale pedopornografico e già risulterebbe alquanto difficile capire che cosa significa intercettare un'attività di detenzione, posto che, tra l'altro, il captatore informatico al momento consente solo di intercettare suoni e non immagini. C'è invece un'attività immediata, che oggi già esiste, che è la perquisizione e il conseguente sequestro. Tra l'altro, intercettando gli altri reati più gravi, sempre attinenti alla pedopornografia, ovviamente nel caso in cui ci sia una detenzione, anche questo è acquisibile; per questo motivo, mi stupiva la contrarietà di chi ha caldeggiato tale estensione a vedere l'utilizzo di intercettazioni in procedimenti diversi. È argomento delicatissimo, e non lo nascondo: mi ascrivo alla cultura garantista ma, proprio per questo, non sono riuscita a capire le ragioni di un ampliamento, con riferimento a un reato che ha una pena edittale comunque bassa, senza alcuna utilità, perché appunto si può perquisire e sequestrare immediatamente. Allora, quando trattiamo reati così delicati che coinvolgono la sensibilità di tutti noi, bisognerebbe davvero fare uno sforzo che capisco essere gigantesco in quest'epoca: accantonare la propaganda e guardare all'utilità e a un sistema. Concludo davvero, signor Presidente, e la ringrazio per la sua cortesia: la prima questione che riguarda la cultura delle garanzie è avere un'ottica di sistema. È vero che abbiamo previsto doppi binari anche per reati molto gravi, ma occorre fare attenzione: penso che dovremmo stare molto attenti ai doppi e tripli binari. Se si cominciano a introdurre eccezioni, in un'ottica di sistema, è il terremoto della cultura delle garanzie. Siccome ogni epoca è attraversata da un'emergenza, da una sensibilità e da una sofferenza che emotivamente ci coinvolge, è esattamente quello che non deve fare il legislatore. Egli deve guardare a quest'ottica di sistema e non farsi travolgere dalle questioni, senza ovviamente rinunciare all'efficacia. In questo caso, per essere efficaci abbiamo l'attrezzatura: ci sono il sequestro e la perquisizione. Naturalmente nulla vieta di poter perfezionare, ma sicuramente non siamo sguarniti; anzi, rischieremmo di sguarnire altri presidi, se facessimo interventi maldestri. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, il decreto-legge in esame non va tanto più in là di quanto quest'Assemblea o la maggioranza di prima, soprattutto la summa teologica del MoVimento 5 Stelle, avevano individuato con lo spazzacorrotti, e cioè il sistema che avrebbe modificato e posto fine al male assoluto in Italia, la lotta alla corruzione. Mi verrebbe in mente una citazione di Karl Kraus: «l'origine è la meta», nel senso che la meta è la realizzazione di un fine? No: è la realizzazione di un altro inizio, un nuovo incominciamento che non è mai iniziato, perché voi siete ancora fermi lì. In questo decreto-legge - mi dispiace che il PD non esca, ma anzi si infili in questa corrente - in pratica inserite una modifica del corpus dell'articolo 266 del codice di procedura penale, il codice di rito, equiparando di fatto reati di gravità diversa, ossia quelli di cui all'articolo 51, commi 3- bis e 3- quater , del codice di rito, ai reati contro la pubblica amministrazione. Vale a dire che l'uso improprio del fotocopiatore è paragonabile praticamente a un reato di mafia, terrorismo o associazione a delinquere finalizzata all'estorsione o all'eversione dello Stato. Queste cose le hanno dette altri prima di me in modo molto più autorevole e assolutamente chiaro. È un principio fondamentale del diritto penale, e cioè il bilanciamento o meglio - dopo entreremo nella questione del bilanciamento degli interessi e dei diritti che vengono compresi e compressi dalle intercettazioni - il principio di offensività penale, che sta alla base del nostro sistema penale. Per cui la tipicità di un fatto deve sempre avere a che fare con la sua offensività e, quindi, con la tutela del bene giuridico che vogliamo tutelare e prevenire. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 20,40) ( Segue DAL MAS). E qui veniamo alla questione: da tempo discutiamo sull'efficacia dei nuovi mezzi di interpretazione. Le tecnologie cambiano il mondo evidentemente e ribaltano anche il rapporto tra uomo e mezzi. I mezzi definiscono quali sono i fini, talvolta, dell'uomo e in un certo senso questo ragionamento è trasponibile a quanto sta accadendo oggi con l'utilizzo dei captatori informatici, detti trojan horse , che di fatto sono strumenti che rappresentano una sorta di bulimia investigativa, alla quale non c'è freno e non c'è limite. Ciò pone all'interprete e all'operatore del diritto, al giudice, all'avvocato, al difensore e al cittadino nuovi ed inquietanti quesiti. Pone il problema del rapporto tra le tecnologie e l'uomo, tra le tecnologie e i diritti inviolabili dell'uomo. È evidente che dobbiamo garantire l'interesse dello Stato a poter utilizzare tutti gli strumenti che la tecnologia offre per impedire la commissione di delitti, ma con attenzione al bilanciamento dei diritti costituzionali di cui all'articolo 15, che assicura a ogni cittadino l'inviolabilità e la sicurezza della corrispondenza e di ogni forma di comunicazione, che possono essere limitate esclusivamente per atto motivato dall'autorità giudiziaria, nei casi consentiti dalla legge. E purtroppo questa legge che voi fate amplia a dismisura la possibilità, che diviene quindi infinita, di intercettare chiunque e dovunque, anche nelle camere da letto - come ha detto prima il collega Vitali - forse con un eccesso di enfasi, ma nella sostanza è così. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Allora la questione sta in questi termini: sotto quali categorie giudiziarie volete sussumere i nuovi strumenti investigativi? Quali beni giuridici vengono in gioco? Quali rimedi per superare i contrasti? Come il giurista deve trattare la prova acquisita mediante captatore? E qui c'è un problema di fondo.