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Signor Presidente, questo è il primo provvedimento su cui Fratelli d'Italia sta dimostrando, con coerenza, la posizione espressa sin dalla fiducia, cioè quella di un'opposizione patriottica, costruttiva e, quindi, collaborativa. Lo ha dimostrato anche, in questa sede, stamattina, quando in Commissione è stato approvato l'ordine del giorno che impegna il Governo a valutare la possibilità di prorogare il golden power per l'anno 2021 per il settore siderurgico. Nel decreto liquidità, sempre per iniziativa di Fratelli d'Italia, alla Camera era stata estesa la possibilità di porre il golden power anche al settore siderurgico, in via temporanea, fino al 31 dicembre dello scorso anno. Così, questa potenzialità esisteva. Ebbene, qualche giorno fa il neoministro per lo sviluppo economico, incontrando i sindacati e le rappresentanze istituzionali di Taranto in merito alla siderurgia e alla salvaguardia dell'Ilva, aveva detto che avrebbe posto, ove necessario, il golden power a tutela dello stabilimento. Evidentemente gli uffici non gli avevano detto che quello strumento era scaduto il 31 dicembre. Noi ce ne siamo accorti, non essendo tra i migliori ma certamente nemmeno tra i peggiori, e abbiamo suggerito al Governo di mettere un tampone: se vuole minacciare il golden power , è bene che abbia lo strumento per farlo. Pertanto abbiamo presentato un emendamento che non sarà approvato perché porrete la fiducia. Avete però accolto il nostro ordine del giorno per tamponare una falla: quella di dichiarare un'arma che invece non c'è più. Ci auguriamo che nel prossimo provvedimento recepiate il nostro emendamento. Con lo stesso spirito collaborativo vorrei far notare al Ministro dei rapporti con il Parlamento, che i giornali di oggi, e persino il principale giornale italiano, nel dare conto della delega all' intelligence conferita al prefetto Gabrielli, parlano di un doppio incarico: oltre alla delega all' intelligence avrebbe infatti un incarico - non si capisce bene - come consigliere per la sicurezza. Con lo stesso spirito collaborativo prima espresso, vogliamo far notare che la legge istitutiva prescrive esplicitamente che colui che ha la delega all' intelligence da parte del Presidente del Consiglio - delega particolare che non passa nemmeno dal Consiglio dei ministri - non può avere altra delega e altro incarico nell'ambito del Governo; solo in questo caso la legge prescrive che la delega all' intelligence sia esclusiva e prescrive che colui al quale viene conferita non possa avere altro incarico. Lo diciamo con spirito collaborativo, perché evidentemente i giornali italiani e il «Corriere della sera» si sono sbagliati: non esiste alcun doppio incarico perché non può esistere per legge. Infine, voglio far notare che la decisione di porre la fiducia per impedire al Parlamento di esaminare i provvedimenti può essere giustificata quando vi è una maggioranza risicata. Ma quando vi è una maggioranza che risponde all'appello del Capo dello Stato e che gode di una fiducia del 93-95 per cento del Parlamento, quindi molto larga, non si può porre la fiducia per coartare la maggioranza, tanto più che l'opposizione non farà mai azione ostruzionistica. In tal caso, porre la fiducia significa espropriare il Parlamento e quindi calpestare una minoranza che obiettivamente è talmente in minoranza che non deve essere calpestata in alcun modo, tanto meno da una coalizione che nasce dall'appello del Capo dello Stato e che si configura come larga intesa che racchiude oltre il 90 per cento del Parlamento. Proprio perché la maggioranza è così larga ed ha risposto all'autorevolezza del Capo dello Stato, non può proseguire nel porre la fiducia che, di fatto, espropriando il Parlamento lede i principi fondamentali della democrazia italiana. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Faggi. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, colgo l'occasione anche per congratularmi con la nuova compagine governativa, a cui auguro buon lavoro, affinché si possa finalmente arrivare a lavorare in modo costruttivo, perché fuori di qui i problemi sono tanti e assolutamente non possono più aspettare. Il decreto-legge in discussione prevede proroghe di alcune misure legate allo stato di emergenza che avevano scadenza il 30 aprile 2021. Ci sono sicuramente delle novità interessanti su molti fronti, dalla proroga del bonus vacanze alla digital tax ; non mancano sicuramente disposizioni relative al pacchetto scuola e università. C'è la cassa integrazione e ci sono sicuramente situazioni che riguardano i precari della pubblica amministrazione, a cui si dà un anno in più. C'è una proroga al 30 settembre della moratoria sulle concessioni per la ricerca di idrocarburi; c'è la proroga, molto importante, fino al 2023 del mercato tutelato per l'erogazione del gas e dell'energia elettrica a famiglie e piccole imprese. C'è inoltre la proroga del cosiddetto blocco degli sfratti: la sospensione dell'esecuzione di provvedimenti di rilascio degli immobili, anche a uso non abitativo, viene prorogata fino al 30 giugno 2021, anche se con dei limiti. Ci sono inoltre norme sugli esami di Stato in modalità semplificata, che tengono presente una categoria di interessati amplissima, fino al 31 dicembre 2021, e c'è un mini rinvio per la lotteria degli scontrini. Le proroghe sono tantissime. Questa è la parte che io ritengo positiva, perché, laddove ci sono delle situazioni che innescano ulteriori difficoltà per le persone, è necessario intervenire con misure urgenti che permettano a chi vive al di fuori di questo contesto istituzionale, al cittadino normale, di poter sopravvivere. Ci troviamo in un momento in cui la nostra non è vita, ma è sopravvivenza quotidiana, negli ospedali, nelle scuole, nelle imprese e nel lavoro. C'è chi non ha più neanche la possibilità di pensare a cosa farà dopo la pandemia, perché non sappiamo nemmeno quando questa finirà e in che modo. È pura sopravvivenza, è vivere alla giornata. Questo riguarda, però, coloro che sono fuori; noi che siamo dentro saremo chiamati a cercare di legiferare in maniera più strutturata, perché il senso di precarietà che si vive già quotidianamente non debba essere mutuato anche a livello normativo. E invece lo è. Con decreto milleproroghe si intende, nel lessico politico-giornalistico italiano, un decreto-legge del Consiglio dei ministri che contiene delle disposizioni urgenti da implementare entro la fine dell'anno in corso, magari posticipando l'entrata in vigore di disposizioni normative oppure prorogando l'efficacia di leggi in scadenza; è questo il caso di alcune delle disposizioni che ho appena elencato. Si sarebbe dovuto trattare di una misura eccezionale, che tuttavia è stata riproposta in Italia annualmente a partire dal 2005 fino al 2015 e poi nuovamente negli anni 2018, 2019, 2020 e 2021; per cui è diventata un'abitudine. Inoltre viene interessato un solo ramo del Parlamento, in maniera veloce; per cui manca quell'aspetto democratico che dovrebbe vedere coinvolti entrambi i rami del Parlamento in modo omogeneo.