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Lo ha ribadito ieri sera Loy in un'intervista al Tg2. Se un consiglio di vigilanza denuncia un fatto e non accade nulla, che vigilanza è? Tridico e Catalfo a casa subito! (Applausi) . Bugiardi! Hanno mentito e hanno derubato i lavoratori, che non hanno preso un euro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la storia recente del nostro Paese e dell'attività del Governo e del nostro Parlamento è stata talmente rapida e gli avvenimenti si sono talmente accavallati l'uno sull'altro che anche le cose di cui parliamo oggi, ovviamente, fanno ormai parte della storia, perché è passato un bel po' di tempo da quando queste norme sono attive. Continuiamo a ringraziare i camici bianchi e gli infermieri, ma devo dire che il Governo lo fa a parole e non ancora con i fatti, perché stanno ancora aspettando e, dopo che in tutta Italia si sono avviate le cause contro i medici, nessuno si occupa ancora della loro tutela e di quella degli operatori sanitari, almeno per quel che riguarda le cause legali e civili. Certamente la situazione non è ancora chiara, basta vedere cosa sta succedendo nel Lazio, in cui vediamo focolai. Il decreto-legge in esame, comunque, compie un passo in più rispetto a quello approvato un mese fa, quando il Parlamento era stato completamente esautorato dal proprio ruolo. Servono azioni concrete, così come i vari interventi, di cui è già stato detto. Sappiamo che il decreto del 17 maggio ha inciso profondamente sulle relazioni sociali e sul modo in cui i cittadini devono vivere i loro rapporti interpersonali. Questo sistema ha avuto però anche un impatto devastante sul tessuto economico e produttivo e le scelte del Governo sono state poco coraggiose e direi anche abbastanza superficiali per permettere non solo ai cittadini di ripartire in sicurezza nella fase 2 ma anche di far ripartire quella piccola cosa che si chiama «consumi». Come è stato appena detto, sono ancora migliaia gli italiani che attendono la cassa integrazione di marzo. Lo posso dire proprio per esperienza personale, perché una mia dipendente, che con lo studio chiuso per tre mesi ha percepito da marzo il proprio stipendio grazie a me (lo stesso vale per migliaia di altri datori di lavoro), non ha ancora visto "una lira" di cassa integrazione. In compenso leggevo che ieri il ministro Catalfo ha dichiarato che sono già 100.000 le domande evase dall'INPS per il bonus colf e badanti. È sacrosanto, ma vi siete resi conto che il bonus per collaboratori e badanti lo prendono anche le persone regolarmente assunte che hanno ricevuto regolarmente lo stipendio per tutto il periodo? (Applausi) . Lo sapete che questa è una cosa che chiede direttamente il lavoratore, non certo il datore di lavoro, perché deve dimostrare di non aver lavorato? Lo sapete che tanti hanno lavorato completamente in nero in quattro o cinque famiglie, uscendo di casa la mattina con lo scontrino del pane per far vedere che erano usciti a fare la spesa, magari con datori di lavoro compiaciuti, che li hanno licenziati, perché tanto "paga Pantalone", cioè lo Stato, ovvero noi. Vi do anche una piccola notizia, perché forse il Governo non è tanto informato di quello che succede nella vita reale: l'"avvocato del popolo", durante gli Stati generali, mi sembrava infatti Maria Antonietta che invita a mangiare le brioches . Per quel che riguarda la regolarizzazione dei 600.000 - diciamo - clandestini lo sapete che tanti di questi vanno ad offrire 2.000 o 3000 euro a chi si occupa del centro per l'impiego, chiedendogli di trovare un datore di lavoro che dica che ha lavorato in nero per lui per tre mesi, al fine di ottenere la sanatoria? Credo che qualcuno dovrebbe controllare queste cose, perché nella vita reale le persone e i cittadini lo sanno e siamo pronti a confermarlo con un esposto alla procura. Comunque sappiamo che senza welfare aziendale e pubblico in questa situazione lo Stato non avrebbe fatto granché. Non parliamo poi del tema delle donne, la cui vita è stata completamente stravolta. Si parla tanto di smart working , soprattutto nella pubblica amministrazione (e noi diciamo grazie a tutti coloro che nella pubblica amministrazione, come gli operatori sanitari, le Forze dell'ordine, i vigili del fuoco, gli autisti dei mezzi di trasporto, hanno rischiato e a volte hanno perso anche la vita) ma sappiamo anche che tanti, lavorando da casa, non lavoravano granché. Sono inorridita nel sentire che si parla di proseguire lo smart working fino al 31 dicembre di quest'anno. Bisogna essere veramente pazzi. Ma non sappiamo che diminuiscono i consumi e l'indotto? (Applausi) . Oltre al fatto che le donne lavorano tantissimo e vengono poi magari lasciate a casa, altro che tetto di cristallo! Ciò influirà sui licenziamenti perché se un'azienda, dopo sei mesi, vede che può fare a meno del 30 per cento dei suoi dipendenti che lavorano a casa li licenzierà. Ci saranno conseguenze anche sul settore immobiliare perché se diminuisce il personale, si lasceranno gli immobili e i contratti di affitto caleranno. Evidentemente queste cose non interessano al Governo o - ripeto - non so in quale pianeta l'Esecutivo sta vivendo. Quanto alla scuola, è già stato detto - ma anche ripetendolo non si sente nulla - che avete dimenticato completamente la scuola, l'università, i bambini e le famiglie mentre parlate di smart working . Sono giorni che non sentiamo parlare il ministro Azzolina. Sappiamo che, per fortuna, le interviste che rilascia sui giornali le vengono scritte e quindi va bene; quindi, da una parte, mi compiaccio del fatto che non parli perché evidentemente, dopo le continue manifestazioni in piazza di insegnanti e genitori, ha capito che è meglio stare zitta. Magari lasciasse il suo posto perché - di sicuro - qualcuno di più competente di lei si trova anche tra le forze di maggioranza. Non sappiamo ancora come e quando i nostri figli rientreranno in classe. Soprattutto, molti bambini non troveranno più la loro classe. Il mio riferimento è alle scuole paritarie, le più colpite dall'emergenza sanitaria, ma anche le meno tutelate dallo Stato, pur facendo parte, per Costituzione, di un unico sistema nazionale di istruzione. L'elenco delle chiusure provocate dal Covid si allunga con il passare delle settimane e se il Governo vuole andare a vedere basta consultare, ad esempio, il sito di suor Anna Monia Alfieri, promotrice anche del flash mob che giovedì scorso ha portato centinaia di rappresentanti delle scuole pubbliche non statali a manifestare fuori dalla Camera dei deputati, cui Forza Italia non ha fatto mancare mai il suo sostegno. Al momento sono state registrate 37 chiusure, per 1.901 studenti, che sono ormai considerati orfani della scuola. Cosa intende il ministro Azzolina quando dice che nessuno deve essere lasciato indietro? Lo sa che a settembre questi ragazzi non troveranno più la propria scuola e che il loro trasferimento nelle scuole statali costerà almeno 16 milioni di euro (ogni studente di scuola statale costa infatti 8.500 all'anno, mentre alle scuole paritarie vengono dati 500 euro per studente)? (Applausi) . E oltre al costo, dove li metterà?