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rilevato che, per quanto riguarda il termine per l'esercizio della delega, che verrebbe a scadere il 5 giugno 2020, esso è prorogato di ulteriori tre mesi, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 24 aprile 2020, n. 27, di conversione del decreto-legge "cura Italia" n. 18 del 2020, che ha prorogato tutti i termini per l'adozione di decreti legislativi con scadenza tra il 10 febbraio e il 31 agosto 2020, in considerazione dello stato di emergenza nazionale dovuto al Covid-19, e che, pertanto, il termine per l'esercizio della delega verrà a scadere il 5 settembre 2020; considerato che le modifiche disposte dagli articoli 2 e 3 della direttiva (UE) 2018/849, concernono le procedure di riesame da parte della Commissione europea e di emanazione di atti di esecuzione e atti delegati, la soppressione dell'obbligo di relazione triennale degli Stati membri, l'obbligo di trasmissione annuale dei dati sul riciclaggio, non più entro sei mesi, ma entro 18 mesi successivi alla fine dell'anno di riferimento, e l'introduzione della possibilità di prevedere, da parte degli Stati membri, misure economiche o di altro tipo per incentivare l'applicazione della gerarchia dei rifiuti; considerato che lo schema di decreto legislativo pur dando attuazione agli obblighi stabiliti dalla direttiva, come esplicita la relazione illustrativa, «non prevede norme di recepimento delle speculari disposizioni della direttiva che demandano agli stessi Stati la possibilità di ricorrere a misure atte ad incentivare l'applicazione della gerarchia dei rifiuti, sia in materia di pile, che di RAEE», ritenendo le attuali disposizioni vigenti già idonee a tal fine; considerato, inoltre, che l'articolo 14 della legge n. 117 del 2019 reca una serie di criteri di delega ulteriori, di cui lo schema di decreto legislativo non tiene conto, formula, per quanto di competenza, osservazioni non ostative con i seguenti rilievi: in riferimento alla facoltà degli Stati membri, prevista dalla direttiva (UE) 2018/849, sia per pile e accumulatori, sia per apparecchi elettronici, di "utilizzare strumenti economici e altre misure per incentivare l'applicazione della gerarchia dei rifiuti, come quelli di cui all'allegato IV bis della direttiva 2008/98/CE o altri strumenti e misure appropriati", valuti la Commissione di merito se la scelta del Governo di non prevedere nuove disposizioni in merito, nonché di non tenere conto dei pertinenti criteri di delega di cui all'articolo 14 della legge 4 ottobre 2019, n. 117, sia comunque idonea a garantire in modo efficace un corretto ciclo di fine vita di pile, accumulatori e RAEE (come ad esempio i moduli fotovoltaici a fine vita) nel rispetto della gerarchia dei rifiuti; si ritiene, infine, doveroso che il Governo eserciti le deleghe legislative tenendo pienamente conto degli indirizzi politici stabiliti dal Parlamento nei principi e criteri direttivi fissati nelle leggi di delegazione. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1786 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, considerato che il decreto-legge in conversione dispone misure in materia di amministrazione della giustizia e di tracciamento volontario delle persone, che si rendono necessarie in relazione all'emergenza epidemiologica da Covid-19; considerato, con particolare riguardo alle competenze della Commissione, l'articolo 6, relativo all'istituzione del sistema di tracciabilità dei contatti tra persone; tenuto conto, a tale riguardo, dei seguenti atti: - regolamento (UE) 2016/679, relativo alla tutela dei dati personali; - raccomandazione (UE) 2020/518, dell'8 aprile 2020, "relativa a un pacchetto di strumenti comuni dell'Unione per l'uso della tecnologia e dei dati al fine di contrastare la crisi Covid-19 e uscirne, in particolare per quanto riguarda le applicazioni mobili e l'uso di dati anonimizzati sulla mobilità", nell'ambito della quale la Commissione europea ha indicato l'obiettivo di sviluppare un approccio europeo comune per lo sviluppo degli strumenti in oggetto ed ha enunciato alcuni principi generali a cui essi dovrebbero essere improntati; - comunicazione della Commissione, del 16 aprile 2020, recante "Orientamenti sulle app a sostegno della lotta alla pandemia di Covid-19 relativamente alla protezione dei dati" (C(2020) 124). In base a tali orientamenti: l'installazione dei sistemi in esame dovrebbe avvenire su base volontaria, senza conseguenze negative per le persone che non vi aderiscano, e dar luogo alla generazione di identificativi tramite pseudonimi; i titolari del trattamento dovrebbero essere le autorità sanitarie nazionali; si raccomanda il ricorso a sistemi che traccino solo i dati di prossimità tra persone e non anche i dati di geolocalizzazione delle medesime; si formula il principio di cancellazione o trasformazione in forma anonima definitiva dei dati; - linee guida adottate dal Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) il 21 aprile 2020, sull'uso dei dati di localizzazione e degli strumenti per il tracciamento dei contatti nel contesto dell'emergenza legata al Covid-19. Il documento afferma, tra l'altro, che la disciplina europea sulla protezione dei dati reca "norme specifiche che consentono l'uso di dati anonimi o personali per sostenere le autorità pubbliche e altri soggetti, a livello nazionale e dell'UE, nel monitoraggio e nel contenimento della diffusione del virus SAR-CoV-2", e che il ricorso agli strumenti in esame per il tracciamento dei contatti "dovrebbe essere volontario e non dovrebbe basarsi sulla tracciabilità dei movimenti individuali, bensì sulle informazioni di prossimità relative agli utenti"; considerati, inoltre, gli articoli 1 (proroga dell'entrata in vigore della disciplina sulle intercettazioni), 2 (disposizioni in materia di detenzione domiciliare), 3 (disposizioni in materia di sospensione dei termini processuali), 4 (disposizioni in materia di giustizia amministrativa) e 5 (disposizioni in materia di giustizia contabile); valutato che non si rilevano profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime per quanto di competenza parere non ostativo.