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Art. 20 (Corsi professionali) 1. Ai fini dell'applicazione dell'art. 5, primo comma, n. 3, della legge, il corso professionale deve avere oggetto materie idonee al conseguimento della specifica qualificazione professionale, indicate nell'allegato 6 al presente decreto.(1) 2. Colui che abbia i requisiti previsti dall'art. 5, primo comma, n. 3, della legge ha titolo ad ottenere solo per l'esercizio dell'attività di vendita, all'ingrosso o al minuto, corrispondente al gruppo merceologico per il quale abbia superato il corso professionale e di cui al precedente art. 12, comma 2, fatto salvo il disposto del prefcedente art. 16, comma 1. 3. Il requisito di cui all'art. 5, lett. d), della legge 17 maggio 1983, n. 217, è posseduto non solo da chi ha superato l'esame di cui al precedente art. 19, ma anche da chi ha concluso con esito positivo, dimostrato dall'attestato di superamento di apposito esame, corsi di studio o di formazione professionale attinenti all'attività ricettiva riconosciuti dallo Stato o dalla o dalle province autonome di Bolzano e di Trento. 4. Il superamento dei corsi professionali riguardanti l'attività di vendita non è valido ai fini dell'iscrizione nel registro per l'esercizio dell'attività di somministrazione al pubblico di alimenti o bevande, né per l'esercizio dell'attività ricettiva, e viceversa. 5. Il programma di svolgimento dei costi di cui agli artt. 5 e 6 della legge deve essere portato preventivamente a conoscenza del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, che può richiedere modifiche e integrazioni. 6. Il corso si conclude con lo scrutinio finale al quale si procede sulla base di un colloquio con ogni candidato. 7. Il colloquio si svolge davanti ad una commissione alla quale partecipa un funzionario designato dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato. 8. Sono validi, ai fini dell'iscrizione nel registro, anche: a) i diplomi universitari o rilasciati da istituti di istruzione secondaria di secondo grado, purché i corsi di studio relativi agli uni e agli comprendano materie incluse fra quelle di cui all'allegato 6 al presente decreto. b) i diplomi diversi da quelli di cui al punto precedente. I diplomi di cui al punto a) del comma 7 sono validi per ottenere l'iscrizione per l'esercizio di qulsiasi attività di vendita, qualora le materie cui si fa riferimento siano incluse nel programma del corso professionale per il commercio, oppure per l'esercizio di qualsiasi attività di somministrazione, qualora tali materie siano incluse nel programma del corso professionale per la somministrazione; i diplomi di cui al punto b) sono validi per ottenere l'iscrizione per l'esercizio della sola attività che abbia ad oggetto prodotti al cui uso o alla cui conoscenza l'insegnamento impartito e prerdinato. ((10)) --------------- AGGIORNAMENTO (1) La Corte Costituzionale, con sentenza 9 - 29 marzo 1989, n. 165 (in G.U. 1ª s.s. 05/04/1989, n. 14), "dichiara:[...] con riferimento ai conflitti sollevati dalle Regioni Veneto, Sardegna, Umbria, Lombardia, Emilia-Romagna, che non spetta allo Stato indicare le materie dei corsi professionali di cui all'art. 5, primo comma, n. 3 della legge 11 giugno 1971 n. 426 e conseguentemente annulla l'ultimo inciso del primo comma dell'art. 20 del decreto ministeriale n. 375 del 1988 con l'allegato 6 dello stesso decreto". --------------- AGGIORNAMENTO (10) Il D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 ha disposto (con l'art. 26, comma 6) l'abrogazione del presente provvedimento "a esclusione del comma 9 dell'articolo 56 e dell'allegato 9 e delle disposizioni concernenti il registro esercenti il commercio relativamente alla attività di somministrazione di alimenti e bevande di cui alla legge 25 agosto 1991, n. 287, e alla attività ricettiva di cui alla legge 17 marzo 1983, n. 217".