[pronunce]

a) dell'art. 8, numeri 5), 13), 17), 24), e dell'art. 9, numero 9, nonché dell'art. 16 e dell'art. 52 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige); b) del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di urbanistica ed opere pubbliche), nonché degli articoli 2, 3 e 4 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il trentino-Alto Adige concernente il rapporto tra atti legislativi e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento); c) dell'art. 117 della Costituzione, in connessione con l'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche del titolo V della parte seconda della Costituzione). Afferma la Provincia ricorrente di avere competenza legislativa statutariamente garantita in materia di protezione civile, che è “trasversale” rispetto a diverse materie (quali l'agricoltura e foreste, la beneficenza pubblica nel suo attuale significato di protezione sociale, la viabilità, gli acquedotti e i lavori pubblici di interesse regionale, l'urbanistica e la tutela del territorio), nelle quali essa ha competenza legislativa (ex art. 8, nn. 5), 13), 17) e 24), nonché 9, n. 9 dello statuto). Detta competenza avrebbe carattere più ampio di quella riconosciuta alle Regioni a statuto ordinario nel nuovo testo dell'art. 117 Cost., trovando tale particolare autonomia fondamento anche direttamente nella disposizione di cui all'art. 52, comma 2, dello statuto speciale, ai sensi del quale spetta al Presidente della Giunta provinciale di adottare “i provvedimenti contingibili ed urgenti in materia di sicurezza e di igiene pubblica nell'interesse delle popolazioni di due o più comuni”, nonché - con un'applicazione ante litteram del principio di sussidiarietà - negli artt. 33 e seguenti delle relative norme d'attuazione (non modificabili dalla successiva legislazione ordinaria) di cui al d.P.R. n. 381 del 1974. Ciò premesso, dopo aver richiamato il contenuto dell'art. 5 del decreto-legge impugnato, che definisce le “Competenze del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di protezione civile”, la Provincia autonoma sostiene che le censure mosse ai commi 3-ter, 4, 4-bis e 4-ter - che non disciplinano poteri diversi da quelli già spettanti all'Agenzia di protezione civile - avrebbero carattere dichiaratamente cautelativo, ove si ritenga che la clausola di salvaguardia delle competenze ed attribuzioni delle Province a statuto speciale, di cui al comma 6 del medesimo art. 5, debba essere intesa in senso restrittivo, come riferita ai soli poteri “residuali” dell'Agenzia di protezione civile, trasferiti ai sensi del comma 6, e non anche a quelli già ad essa spettanti ma ora “ridisciplinati” ai commi sopra indicati. Viceversa, rispetto alle altre norme impugnate - ossia ai commi 1, 2 e 5 dell'art. 5, che introducono nell'ordinamento poteri che non hanno un preciso corrispondente in quelli già attribuiti all'Agenzia di protezione civile - non apparirebbe riferibile la clausola di salvaguardia di cui all'art. 5, comma 6. Ne conseguirebbe l'illegittimità costituzionale di tali norme, nella parte in cui i poteri statali da esse previsti interferiscono con i poteri e i compiti propri della Provincia di Trento; e ciò salvo che si ritenesse che le norme statali in questione debbano pur sempre intendersi nel quadro, e non in violazione, delle regole che riguardano i rapporti tra lo Stato e le Province autonome, sia nella specifica materia (con riferimento alle norme di attuazione di cui al d.P.R. n. 381 del 1974), sia in via generale (con riferimento agli artt. 2, 3 e 4 del d.lgs. n. 266 del 1992). Quanto ai motivi di illegittimità concernenti i poteri non corrispondenti a quelli già propri dell'Agenzia di protezione civile, nel merito la Provincia autonoma sostiene che: a) l'art. 5, comma 1, attribuendo al Presidente del Consiglio dei ministri il compito di determinare le politiche di protezione civile ed individuandolo come autorità che “detiene i poteri di ordinanza” in materia di protezione civile, provocherebbe una sovrapposizione con l'attività normativa di essa ricorrente; b) che l'art. 5, comma 2, avrebbe un contenuto che non si adeguerebbe, nella disciplina dei rapporti tra lo Stato e le Province autonome, alle regole statutarie, giacché gli atti da esso previsti, essendo atti di indirizzo, richiederebbero, ai sensi dell'art. 3 del d.P.R. n. 266 del 1992 e dei principi generali costituzionali, la deliberazione collegiale del Governo e dovrebbero produrre solo un vincolo di risultato; c) il comma 5 dell'art. 5 - in quanto implicante una posizione di “sovraordinazione” del capo del Dipartimento della protezione civile rispetto alla Provincia autonoma ed ai suoi compiti e poteri (anche di governo e di indirizzo degli enti ed istituzioni di ambito provinciale a subprovinciale) - sarebbe anch'esso al di fuori della disciplina statutaria dei rapporti tra lo Stato e la Provincia autonoma (ed in contrasto con l'art. 16 dello statuto e gli artt. 3 e 4 del d.P.R. n. 266 del 1992), salvo che le indicazioni cui fa riferimento si intendessero esclusivamente come finalizzate a mettere a disposizione dei competenti organi provinciali elementi informativi o mezzi altrimenti non disponibili, in tal caso assumendo il valore di manifestazione dei principi di sussidiarietà e di leale collaborazione. Con riferimento alle rimanenti norme impugnate, osserva in particolare la ricorrente che: a) il comma 3-ter risulterebbe lesivo dell'autonomia provinciale (per violazione dell'autonomia amministrativa provinciale, quale definita dall'art. 16 dello statuto e dagli artt. 3 e 4 del d.P.R. n. 266 del 1992, nonché, per la specifica materia, dagli artt. 33, 34 e 35 del d.P.R. n. 381 del 1974), stante la previsione della direzione unitaria e del coordinamento delle attività di emergenza da parte del Comitato operativo della protezione civile, che per giunta avrebbe il compito, pure illegittimo, di stabilire gli interventi di tutte le amministrazioni e enti interessati al soccorso;