[pronunce]

conseguentemente, non sarebbe richiamabile il parametro in esame, in quanto sarebbe insita nel principio di autonomia e nel federalismo fiscale, ex art. 119 della Costituzione, la facoltà di stabilire differenti discipline nelle diverse regioni. In ordine al secondo profilo di censura, la Regione Campania deduce che già nel testo originario dell'art. 119 della Costituzione i "principi di coordinamento del sistema tributario” erano riferibili non ad una disciplina di situazioni specifiche, bensì a leggi generali di coordinamento aventi lo scopo di impedire fratture tra la finanza statale e quella regionale e locale. Questa concezione sarebbe stata rafforzata dal nuovo testo della norma costituzionale, anche in considerazione della più ampia autonomia attribuita dall'art. 114 e confermata, per le entrate tributarie, dall'art. 119 della Costituzione. Infine, a suo avviso, sarebbe erroneo il riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, poiché la Corte costituzionale ha affermato che il limite del diritto privato, finalisticamente caratterizzato, legittima quegli adattamenti realizzati dalle norme regionali che siano in stretta connessione con la materia di competenza regionale e rispondano al criterio di ragionevolezza, così da salvaguardare il principio di eguaglianza (sentenza n. 352 del 2001). Si tratta, secondo la resistente di una concezione che offre la corretta chiave di interpretazione della materia "ordinamento civile” e, in ogni caso, il parametro sarebbe stato invocato erroneamente, in quanto la legge regionale si limita a disciplinare un termine di prescrizione riguardante un tributo regionale ed impropriamente stabilito da una legge statale. 4. — All'udienza pubblica le parti hanno insistito per l'accoglimento delle conclusioni rassegnate nelle difese scritte.1. — Il giudizio in via principale promosso, con il ricorso in epigrafe, dal Presidente del Consiglio dei ministri nei confronti della Regione Campania ha ad oggetto gli artt. 24, comma 2, e 49 comma 1, lettera f) della legge della Regione Campania 26 luglio 2002, n. 16 (recte, n. 15) (Legge finanziaria regionale per l'anno 2002) -pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania del 7 agosto 2002, n. 38- in riferimento agli artt. 3, 117, secondo comma, lettere l) ed e), (recte: s) e 119, secondo comma, della Costituzione. La prima delle due norme impugnate (art. 24, comma 2), stabilendo che "il termine scadente il 31 dicembre 2002 per il recupero delle tasse automobilistiche dovute alla Regione Campania per l'anno 1999 è prorogato al 31 dicembre 2003", secondo la difesa erariale, violerebbe i parametri costituzionali sopra indicati, in quanto realizzerebbe una discriminazione dei cittadini residenti nella Regione Campania rispetto alla totalità dei contribuenti, in contrasto con i principi di coordinamento del sistema tributario. Inoltre, modificando il codice civile ed interferendo nella disciplina della prescrizione, lederebbe la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile. La seconda delle due norme impugnate (art. 49, comma 1, lettera f) ha modificato l'art. 16, comma 1, lettera b) della legge della Regione Campania 10 aprile 1996, n. 8 (Norme per la protezione della fauna selvatica e disciplina dell'attività venatoria in Campania) nella parte in cui identifica le "specie cacciabili dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio", disponendo che "si sostituiscono le parole &laquo;al 31 gennaio&raquo; con le parole &laquo;al 28 febbraio&raquo; ". Secondo il ricorrente, questa disposizione, modificando il periodo entro il quale le specie contemplate dall'art. 16, comma 1, lettera b) sono cacciabili, violerebbe l'art. 16 (recte, art. 18) della legge 11 febbraio 1992, n. 157, che recepisce le norme comunitarie che disciplinano la materia della caccia, ponendosi altresì in contrasto con il principio primario -desumibile da quest'ultima legge- della protezione della fauna e realizzando una lesione della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, attribuita dall'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione alla competenza esclusiva dello Stato. 2. — In via preliminare va osservato che l'indicazione della legge recante le norme impugnate come legge della Regione Campania "n. 16/2002" appare un mero errore materiale -commesso in occasione della pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania, peraltro successivamente corretto- risultando inequivoco che la legge impugnata è la n. 15 del 2002, come ha precisato la stessa parte ricorrente, rendendo peraltro palese che tale errore non ha influito sulla corretta identificazione della legge e sul diritto di difesa della resistente. 3. — Entrambe le questioni sono fondate. 3.1. — La prima questione concerne l'art. 24, comma 2, della legge impugnata, il quale dispone la proroga al 31 dicembre 2003 del termine scadente il 31 dicembre 2002 per il recupero delle tasse automobilistiche dovute alla Regione Campania per l'anno 1999. In proposito, va ricordato che questa Corte ha dichiarato fondata con le sentenze n. 296 e 297 del 2003 una questione di legittimità costituzionale del tutto analoga relativa a norme sostanzialmente identiche della Regione Piemonte e della Regione Veneto, osservando che il legislatore statale, pur attribuendo alle regioni ad autonomia ordinaria il gettito della tassa unitamente ad un limitato potere di variazione dell'importo originariamente stabilito, nonché l'attività amministrativa relativa alla riscossione ed al recupero della tassa stessa, non ha tuttavia fino ad ora sostanzialmente mutato gli altri elementi costitutivi della disciplina del tributo. In questo quadro normativo quindi la tassa automobilistica non può oggi definirsi come "tributo proprio della regione" ai sensi dell'art. 119, secondo comma, della Costituzione, dal momento che la tassa stessa è stata "attribuita" alle regioni, ma non "istituita" dalle regioni. Si deve quindi ribadire che, allo stato della vigente legislazione, la disciplina delle tasse automobilistiche rientra nell'ambito della competenza esclusiva dello Stato in materia di tributi erariali. Pertanto, la norma regionale impugnata, che modifica la decorrenza dei termini fissati dalla legislazione statale per il recupero delle tasse automobilistiche, incidendo su un profilo che attiene alla certezza del rapporto tra cittadino e amministrazione finanziaria, viola la indicata competenza esclusiva dello Stato. 3.2. — Fondata è anche la questione relativa all'art. 49, comma 1, lettera f) della stessa legge regionale impugnata, nella parte in cui proroga al "28 febbraio" l'originario termine del "31 gennaio" per l'esercizio della caccia di diverse specie.