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se risponda al vero che il presidente uscente abbia vietato recentemente una collaborazione di prestigio con l'accademia di Santa Sofia di Benevento che avrebbe dovuto registrare dei CD con la nota violinista Anna Tifu, con grande imbarazzo della direzione del conservatorio, del consiglio accademico, di tutto il corpo docente e soprattutto degli studenti, desiderosi di rapportarsi con esponenti del panorama musicale internazionale; quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare per verificare la correttezza degli atti amministrativi posti in essere al conservatorio; se non ritengano di avviare un'azione di controllo, al fine di accertare eventuali responsabilità ove mai dovessero essere riscontrate delle irregolarità nelle assunzioni e nella gestione generale del conservatorio. Atto n. 4-06533 FATTORI NUGNES DE FALCO DE PETRIS Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: con il decreto-legge "cura Italia" era stato introdotto il blocco dei licenziamenti per far fronte alla crisi derivante dal periodo pandemico; nel tempo si sono susseguiti vari altri atti normativi a sostegno di aziende e famiglie ma il Governo ha deciso di non mantenere il blocco totale dei licenziamenti, ma solo di prevedere istituti parziali che scadranno ad aprile 2022; il blocco dei licenziamenti ha mitigato fortemente il fenomeno della disoccupazione e di conseguenza della disuguaglianza sociale; il periodo pandemico è ancora in corso e gli effetti economici e sociali sono ancora in atto; la pandemia ha altresì avuto l'effetto della crescita esponenziale in termini di fatturato di alcune case farmaceutiche coinvolte nella realizzazione e distribuzione dei vaccini anti COVID-19 che hanno peraltro usufruito anche di sostanziosi aiuti pubblici; considerato che: le sigle Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL hanno avuto un incontro con i vertici di Pfizer dai quali hanno ricevuto un piano di esubero di 130 unità per lo stabilimento di Catania; il piano prevede mancati rinnovi e tagli legati anche all'acquisizione di un nuovo macchinario che richiede meno personale; lo stabilimento di Catania è specializzato nella produzione di antibiotici parenterali di prima linea per uso ospedaliero, penicillinici e non penicillinici; già da molti mesi, da quanto si apprende da testimonianze dei lavoratori pubblicate a mezzo stampa, il processo di ridimensionamento produttivo è in atto; di contro, nello stabilimento di Ascoli Piceno, è iniziato il confezionamento della pillola Paxlovid, l'antivirale contro il COVID-19 del quale già 11.200 confezioni sono in distribuzione alle Regioni italiane e la catena produttiva è serrata sulle 24 ore; la fattispecie in questione non rientrerebbe nella proroga del blocco licenziamenti dell'ultima sessione di bilancio, in quanto non si parla di chiusura dello stabilimento, ma di riorganizzazione; considerato inoltre che: il valore di Pfizer nel 2021 è aumentato di oltre il 50 per cento con ricavi che hanno toccato i 57 miliardi di dollari, con un aumento del 91 per cento rispetto al 2020; questi numeri sono legati alla produzione e distribuzione del vaccino contro il COVID-19 che, si ripete, sono stati frutto di sostanziosi aiuti pubblici; una delle proposte che verrà fatta ai lavoratori di Catania è quella di spostarsi nello stabilimento di Ascoli Piceno, con evidenti conseguenze per le famiglie; Pfizer ha annunciato un investimento di appena 27 milioni di euro per i prossimi tre anni nello stabilimento di Catania, ritenuto irrisorio dai sindacati e segnale preoccupante; appare, a giudizio degli interroganti, quantomeno paradossale che sia proprio una multinazionale dagli introiti miliardari provenienti dalla crisi pandemica a fare un piano di esuberi per motivi "economici", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda e quali azioni intendano mettere in campo affinché non vi siano licenziamenti nella sede di Catania; quali siano le azioni che intendono porre in essere per non consentire più situazioni come quella descritta, come Whirlpool e altre analoghe, in cui si mettano a rischio intere famiglie e vite umane, per l'inadeguatezza dei piani industriali. Atto n. 4-06534 D'ARIENZO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: il progetto preliminare dell'intervento "collegamento ferroviario aeroporto di Verona", progetto RFI 0269, redatto e pubblicato da RFI nel 2003, concerne un tracciato ferroviario in variante che scostandosi dalla linea storica Verona-Mantova in prossimità dell'intersezione con la viabilità della A4, aggira ad ovest il centro abitato di Dossobuono, frazione del comune di Villafranca di Verona, e prosegue in direzione dell'area aeroportuale ove sarà prevista una nuova stazione a servizio dell'aeroporto e del territorio di Dossobuono. Successivamente la linea si ricollegherà alla linea storica. La variante ha un'estensione pari a 4,5 chilometri; l'intervento così come progettato aveva in origine un costo di 90,40 milioni di euro e aveva ottenuto il parere regionale di compatibilità ambientale (favorevole con prescrizioni, delibera di Giunta regionale n. 720/2004) e il parere regionale di assenso alla localizzazione urbanistica, sentiti gli enti locali (favorevole con prescrizioni, delibera di Giunta regionale n. 714/2004); il progetto preliminare è stato incluso nel primo programma infrastrutture strategiche (PIS) stilato nel 2001, delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001, accedendo quindi alle procedure autorizzative e ai finanziamenti previsti dalla "legge obiettivo" (legge n. 443 del 2001). Conseguentemente, il progetto ha ottenuto il parere favorevole di compatibilità ambientale e il parere regionale di assenso alla localizzazione urbanistica, vincolante ai fini dell'approvazione dei progetti in sede di CIPE; mentre il progetto preliminare del collegamento ferroviario dell'aeroporto di Venezia, con iter identico a quello di Verona, è stato approvato dal CIPE con la delibera n. 69 del 27 maggio 2005, quello riguardante il collegamento ferroviario dell'aeroporto di Verona è rimasto in sospeso a causa della mancanza di finanziamenti; in occasione della discussione sul disegno di legge di stabilità per il 2016 il Governo ha approvato un ordine del giorno con il quale si è impegnato a riesaminare il collegamento ferroviario Verona-aeroporto "V. Catullo" al fine di riavviare le previste procedure per attualizzare la progettazione e i possibili finanziamenti; nei mesi di febbraio e marzo 2019, i Comuni di Verona, Villafranca e Sommacampagna, interessati dal tracciato, hanno rispettivamente approvato una delibera di Consiglio comunale (Verona n. 21 del 28 marzo 2019; Sommacampagna n. 12 del 27 febbraio 2019 e Villafranca n. 20 del 28 febbraio 2019) con le quali hanno richiesto alla Regione Veneto e ad RFI di: