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IL MINISTRO DELLE POSTE E DELLE TELECOMUNICAZIONI Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed in particolare gli articoli 3, 14, 17 e 20; Visto il decreto legge 1 dicembre 1993, n. 487, convertito dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71, recante "Trasformazione dell'amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni in ente pubblico economico e riorganizzazione del Ministero"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 marzo 1995, n. 166, recante il regolamento per la riorganizzazione del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni; Visto il decreto ministeriale 4 settembre 1996, n. 537, concernente il "Regolamento recante norme per l'individuazione degli uffici di livello dirigenziale del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni e delle relative funzioni"; Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, concernente "Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri"; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 338; Visto il decreto ministeriale 2 gennaio 1997, registrato alla Corte dei conti - Ufficio controllo p.t. il 22 gennaio 1997, registro n. 1, foglio n. 132, con cui ai sensi dell'articolo 3 -quater del decreto legge 12 maggio 1995, n. 163, convertito dalla legge 11 luglio 1995, n. 273, è stato provvisoriamente costituito l'organo di controllo interno presso il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni destinato a svolgere le sue funzioni nelle more dell'adozione del presente regolamento; Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59; Attesa la necessità di emanare il regolamento del servizio di controllo interno nell'ambito del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, previsto dall'articolo 20, comma 7, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni; Udito il parere del Consiglio di Stato, reso nell'adunanza generale del 13 febbraio 1997; Ritenuto di aderire parzialmente alle osservazioni contenute nel punto d) del parere reso dal Consiglio di Stato il 13 febbraio 1997 in quanto i soggetti addetti al servizio per il controllo interno sono chiamati a svolgere compiti diversi da quelli attribuiti agli uffici di diretta collaborazione all'opera del Ministro che, pertanto, rimangono immutati fino all'emanazione del regolamento governativo previsto dall'articolo 13 della legge 15 marzo 1997, n. 59, che dovrà procedere al riordino degli uffici stessi e delle loro competenze secondo i criteri ivi previsti; Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, effettuata a norma dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con nota GM / 102660 / 4403 / DL / PON dell'8 aprile 1997; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 Istituzione del servizio di controllo interno 1. È istituito il servizio di controllo interno sull'attività del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni. 2. Il servizio opera in posizione di autonomia e risponde esclusivamente al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Il testo degli articoli 3, 14, 17 e 20 del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, come modificato ed integrato dal decreto legislativo 18 novembre 1993, n. 470, e dal decreto legislativo 23 dicembre 1993, n. 546, è il seguente: "Art. 3 (Indirizzo politicoamministrativo funzioni e responsabilità). - 1. Gli organi di governo definiscono gli obiettivi ed i programmi da attuare e verificano la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle direttive generali impartite. 2. Ai dirigenti spetta la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, compresa l'adozione di tutti gli atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane e strumentali e di controllo. Essi sono responsabili della gestione e dei relativi risultati. 3. Le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica, adeguano i loro ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e gestione dall'altro. Nell'ambito della mobilità della dirigenza, nelle università e negli istituti di istruzione universitaria l'incarico di direttore amministrativo è attribuito ai dirigenti della stessa università o di altra sede universitaria, ovvero di altra amministrazione pubblica, previo nulla osta dell'amministrazione di appartenenza. L'incarico è a tempo determinato e può essere rinnovato. Gli statuti dei singoli atenei determinano le modalità per lo svolgimento dei concorsi, per l'accesso alle qualifiche dirigenziali, da attuare anche tra più atenei, sulla base di appositi accordi". "Art. 14 (Indirizzo politicoamministrativo). - 1. Il Ministro esercita le funzioni di cui all'art. 3, comma 1. A tal fine, periodicamente e comunque ogni anno entro sessanta giorni dall'approvazione del bilancio, anche sulla base delle proposte dei dirigenti generali: a) definisce gli obiettivi ed i programmi da attuare, indica le priorità ed emana le conseguenti direttive generali per l'azione amministrativa e per la gestione; b) assegna, a ciascun ufficio di livello dirigenziale generale, una quota parte del bilancio dell'amministrazione, commisurata alle risorse finanziarie, riferibili ai procedimenti o subprocedimenti attribuiti alla responsabilità dell'ufficio, e agli oneri per il personale e per le risorse strumentali allo stesso assegnati. 2. In relazione anche all'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, i consigli di amministrazione svolgono compiti consultivi. 3. Gli atti di competenza dirigenziale non sono soggetti ad avocazione da parte del Ministro, se non per particolari motivi di necessità ed urgenza specificatamente indicati nel provvedimento di avocazione, da comunicare al Presidente del Consiglio dei Ministri". "Art. 17 (Funzioni di direzione del dirigente). - 1. Al dirigente competono nell'esercizio dei poteri e delle attribuzioni di cui all'art. 3: a) la direzione, secondo le vigenti disposizioni, di uffici centrali e periferici con circoscrizione non inferiore a quella provinciale o di particolare rilevanza;