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c) dalla categoria III alla IV: 3 anni; d) dalla categoria IV alla V, dalla V alla VI, dalla VI alla VII e dalla VII all'VIII: 4 anni". Si riporta il testo del D.M. 2 aprile 1990: "Art. 1. - 1. Con effetto dal 1› maggio 1990 sono istituiti, per ciascuna qualifica funzionale, i contingenti centrali e regionali del personale dell'esercizio UP e UL dell'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni, come risulta dagli uniti prospetti (Allegati dal n. 1 al n. 20) che costituiscono parte integrante del presente decreto. Art. 2. - 1. Il personale in servizio alla data del 1› maggio 1990 è inquadrato rispettivamente nei contingenti centrali ed in quelli regionali a seconda dell'ufficio di assegnazione, seguendo l'ordine del ruolo nazionale di anzianità, distintamente per il personale dei ruoli tradizionali e degli Uffici locali. 2. Il personale distaccato presso organi ed uffici dell'Amministrazione P.T. diversi da quello di assegnazione può, a domanda, da presentarsi entro il 30 aprile 1990, essere inquadrato nel contingente regionale del personale U.P. od U.L. avuto riguardo al compartimento da cui dipende l'ufficio presso il quale è distaccato. 3. Per le qualifiche funzionali, in cui si verifichi una situazione di eccedenza fra il numero degli amministrati e quello dell'assegno definitivo vigente in ambito regionale, o centrale, l'inquadramento del personale in esubero è effettuato in soprannumero. In corrispondenza dei posti soprannumerari l'Amministrazione centrale indica in quali contingenti deve essere lasciato scoperto un pari numero di posti della stessa qualifica. I posti in soprannumero sono riassorbiti con le cessazioni ovvero con le variazioni di assegno riguardanti la medesima qualifica. 4. L'inquadramento, nei contingenti centrali e regionali, è disposto, rispettivamente, con ordinanza del Direttore centrale del personale e del Direttore compartimentale. 5. Le ordinanze di cui al comma 4 sono inviate per il visto e la registrazione all'ufficio di controllo della Corte dei conti sugli atti del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni. Art. 3. - 1. Le variazioni dell'assegno di personale di ciascun ufficio della direzione compartimentale o dell'Amministrazione centrale sono effettuate sulla base delle disposizioni recate dall'art. 5 della legge 9 febbraio 1979, n. 49, dall'art. 5 della legge 3 aprile 1979, n. 101, dall'art. 5 della legge 22 dicembre 1981, n. 797 e dall'art. 11 della legge 29 dicembre 1988, n. 554, e sono stabilite con ordinanza del direttore compartimentale per il contingente UL nel rispetto della procedura prevista dal terzo comma dell'art. 15 della legge 12 marzo 1968, n. 325, ovvero dal Direttore centrale per il personale per gli altri contingenti. 2. Le ordinanze di cui al comma 1 sono inviate per il visto e la registrazione all'ufficio riscontro p.t. della Corte dei conti o la delegazione regionale della medesima Corte a seconda che riguardino i contingenti UP od UL. 3. Le direzioni compartimentali sono tenute a trasmettere entro il 31 dicembre di ciascun anno alla direzione centrale UL copia di tutti i provvedimenti di variazione degli assegni adottati nel corso dell'anno muniti del visto di registrazione da parte della delegazione regionale della Corte dei conti. 4. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, sulla base delle ordinanze dei direttori compartimentali e del direttore centrale del personale, determina con proprio decreto per ciascuna qualifica e categoria la dotazione organica complessiva alla data del 31 dicembre di ogni anno. Art. 4. - 1. Le norme del presente decreto non hanno effetti in ordine all'espletamento dei concorsi interni per titoli professionali per il passaggio a categoria superiore con decorrenza 1› gennaio 1985, 1› gennaio 1986, 1› gennaio 1987, 1› gennaio 1988, 1› gennaio 1989 e 1› gennaio 1990. Art. 5. - 1. Dalla data del 1› maggio 1990, i trasferimenti interregionali, distintamente per il personale dei ruoli tradizionali e degli uffici locali, e fra l'Amministrazione centrale e le regioni, limitatamente al personale dei ruoli tradizionali, sono disciplinati dall'art. 200 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, sulla base di apposito accordo decentrato nazionale aziendale, fermo restando il disposto dell'art. 33 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1970, n. 1077. Art. 6. - 1. Sino al 31 dicembre 1990 si applica, ai fini della mobilità in ambito nazionale, la normativa contenuta nella circolare n. 4/ ter dell'11 marzo 1987 emanata in attuazione di quanto stabilito alla lettera b) dell'art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 1984, n. 53, e di quanto previsto dagli accordi tra le Aziende dipendenti dal Ministero delle poste e delle telecomunicazioni e le organizzazioni sindacali nazionali nonché dalle relative ordinanze applicative del Direttore centrale per il personale UP e del Direttore centrale per il personale UL del 1› febbraio 1990. 2. I movimenti di personale di cui al comma 1 sono attuati con la procedura prevista dall'art. 200 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3. Art. 7. - 1. Sulla base delle ordinanze di inquadramento di cui all'articolo 2, l'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni, ai sensi del 5› comma dell'art. 55 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, provvede a pubblicare i ruoli di anzianità del personale inquadrato nei contingenti centrali e regionali secondo la situazione alla data del 1› maggio 1990 e, successivamente, al 1› gennaio di ciascun anno. 2. Per il personale inquadrato nei ruoli regionali, la competenza in materia di fascicolo personale e di stato matricolare, prevista dall'art. 55 del D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, e dal relativo regolamento di attuazione approvato con decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1957, n. 686, è demandata ai direttori compartimentali. Art. 8. - 1. Le aliquote percentuali di posti riservate dalla vigente normativa agli appartenenti a categorie protette si calcolano sulle dotazioni organiche dei singoli contingenti centrali e regionali, fermo restando quanto disposto dall'art. 135 del decreto del Presidente della Repubblica 9 agosto 1967, n. 1417. 2. Per le eventuali situazioni di esubero di personale appartenente alle categorie protette rispetto all'aliquota spettante per ciascun contingente centrale e regionale l'Amministrazione centrale indica in quali contingenti e qualifiche deve essere operata una pari riduzione di disponibilità. Art. 9. - 1. Il contingente della regione Valle d'Aosta è compreso in quello della regione Piemonte. Art. 10. - 1.