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a settembre 2018, con sentenza del tribunale di Catania, sono stati posti sotto sequestro beni appartenenti a Mario Ciancio Sanfilippo, editore del quotidiano; la situazione di grave crisi della testata, dunque, che aveva già causato il ricorso a prepensionamenti e ammortizzatori sociali con effetti precarizzanti delle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti, è stata ulteriormente aggravata dall'inchiesta giudiziaria in corso; il tribunale di Catania ha successivamente nominato due amministratori giudiziari, i quali hanno affidato la gestione de "La Gazzetta del Mezzogiorno" al direttore generale, dottor Franco Capparelli, persona di fiducia dell'editore Ciancio Sanfilippo; gli stipendi di settembre e ottobre sono stati pagati con significativo ritardo e dal mese di novembre i dipendenti de "La Gazzetta del Mezzogiorno" continuano a lavorare senza percepire alcuna retribuzione; a ciò si aggiunga che negli ultimi sei anni i poligrafici e i giornalisti del quotidiano hanno accettato di contribuire con le loro risorse ad un auspicato risanamento dell'azienda, con prepensionamenti e contratti di solidarietà; in data 25 settembre 2018, in occasione della conferenza stampa sul sequestro-confisca ai beni dell'editore Ciancio Sanfilippo, il sostituto procuratore di Catania, Antonio Fanara, ha dichiarato che «a differenza degli imprenditori noi abbiamo dei fini sociali, l'occupazione è il valore sociale dell'impresa per noi è importante nelle misure di prevenzione. Noi dobbiamo riportare le aziende da un lato a un utile, dall'altra parte a produrre un bene socialmente utile». E che, nonostante una situazione complessa, si sarebbe fatto il possibile per «rilanciare il gruppo imprenditoriale, nell'ambito della piena libertà di editoria e di pensiero»; nonostante queste dichiarazioni e sebbene i giornalisti e i poligrafici della testata abbiano più volte, nei mesi scorsi, sollecitato gli amministratori giudiziari a fornire informazioni sul piano di rilancio dell'azienda che si intende attuare, da questi non è pervenuta alcuna risposta che potesse rassicurare i dipendenti in ordine al loro posto di lavoro; ad oggi, infatti, "La Gazzetta del Mezzogiorno" non è stata oggetto di alcun progetto di risanamento e rilancio a medio e lungo termine che possa risollevarne le sorti; per di più, gli amministratori giudiziari hanno riferito di un taglio del 50 per cento dei costi del lavoro al fine di "garantire la sopravvivenza" dell'azienda, anche se, come detto in precedenza, non è chiaro quali costi possano essere tagliati, considerato il fatto che i dipendenti della testata già non percepiscono lo stipendio da mesi; nonostante le pessime condizioni di lavoro, i giornalisti e il personale poligrafico de "La Gazzetta del Mezzogiorno" continuano a lavorare per garantire la pubblicazione quotidiana della testata; negli scorsi mesi, inoltre, la Regione Puglia, nella persona del suo presidente, ha provveduto a istituire un tavolo di crisi per individuare soluzioni adeguate a salvaguardare "La Gazzetta del Mezzogiorno" e i suoi dipendenti; tutte le vicende descritte ledono irrimediabilmente il prestigio del quotidiano, una delle colonne portanti dell'informazione libera e democratica del Sud Italia, simbolo e patrimonio imprescindibile del Meridione, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere, per quanto di loro rispettiva competenza, per verificare l'operato dei commissari giudiziari, affinché forniscano ai dipendenti de "La Gazzetta del Mezzogiorno" le legittime informazioni inerenti alle retribuzioni non pagate e al piano industriale di rilancio della testata; se ritengano, infine, di intraprendere, per quanto in loro potere, azioni volte a salvaguardare il futuro della storica testata e a tutelare i diritti dei lavoratori coinvolti. Atto n. 4-01117 IANNONE Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno Premesso che: la stazione ferroviaria di Pisciotta (Salerno) è un'infrastruttura di riferimento del Cilento per i lavoratori pendolari e, d'estate, per tanti turisti che raggiungono mete balneari da sogno; negli ultimi giorni la stazione ha subito gravi atti vandali: ad essere prese di mira sono state le auto parcheggiate all'esterno della stazione e il bar annesso; le autovetture sono state saccheggiate ma anche date alle fiamme, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di questi gravi fatti e se intendano realizzare presso la stazione di Pisciotta un impianto di videosorveglianza per garantire la sicurezza dell'utenza; se ritengano di impegnarsi nel dare risposte ai pendolari, che protestano anche per il funzionamento a scartamento ridotto della biglietteria e per il sistema di illuminazione carente. Atto n. 4-01118 DE BERTOLDI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: come pubblicato da numerosi articoli di stampa e dal centro studi di SNA, il Sindacato nazionale agenti professionisti di assicurazione, da alcuni anni nel nostro Paese la vendita di prodotti assicurativi su internet è inferiore alla media europea, nonostante il dinamismo e gli investimenti milionari in atto nel comparto; la quota di mercato della vendita di polizze on line sul totale non supera infatti il 3 per cento (mentre il canale tradizionale della distribuzione assicurativa in Italia, quello degli agenti professionisti, supera abbondantemente la quota dell'80 per cento nella vendita di polizze RC auto, sfiorando in molte regioni il 90 per cento, e la quota del 75 per cento nella vendita delle polizze non auto) appare pertanto evidente come il consumatore medio preferisca il rapporto personale diretto con il professionista, intermediario del settore, per essere consigliato, guidato nella sottoscrizione di una polizza assicurativa, che rimane un contratto assai complesso, di difficile interpretazione ed adattamento alle specifiche esigenze di ciascun consumatore; l'interrogante evidenzia, ciononostante, che attualmente operatori senza scrupoli, incuranti di leggi e regolamenti, riescono a truffare migliaia di consumatori, proponendo polizze assicurative a costi ribassati (che alla prova dei fatti si dimostrano poi inesistenti) operando dei veri e propri raggiri informatici; nella sostanza l'utente, che in buona fede acquista la polizza, ad esempio RCA, su internet , pagando il corrispettivo pattuito, subisce un danno economico rilevante, che spesso si concretizza nel sequestro del veicolo (che peraltro risulta sprovvisto di idonea copertura obbligatoria), in una pesante sanzione amministrativa e, addirittura (in caso di incidente con lesioni gravi), nell'esposizione dell'intero patrimonio personale del guidatore, causate dalle richieste risarcitorie della persona investita o dei suoi eredi;