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Art. 38 Fondo vitto 1. Per il funzionamento delle mense obbligatorie di servizio, è costituito un fondo vitto, che viene somministrato dalle prefetture, dai commissariati del Governo nelle provincie di Trento e Bolzano e dalla presidenza della giunta regionale della Valle d'Aosta, a carico degli accreditamenti disposti sull'apposito capitolo di bilancio. 2. Per le mense non obbligatorie di servizio, il fondo vitto è costituito dai versamenti effettuati, ogni mese, dai conviventi a mensa e calcolati sulla base delle presenze presunte per il mese successivo, nonché, ove spettanti, dai contributi previsti dall'art.64 della legge 1 aprile 1981, n.121, ed erogati sull'apposito capitolo di bilancio. 3. Qualora il dipendente ammesso per la prima volta alla mensa di cui al comma 2 non disponga della somma necessaria per la costituzione del fondo vitto, si provvede d'ufficio, mediante anticipazione dal fondo scorta. La somma anticipata viene recuperata con ritenuta sullo stipendio del mese successivo. 4. Il fondo vitto è amministrato dall'ufficio, reparto o istituto presso cui la mensa è istituita. Nota all'art. 38: - Si trascrive il testo dell'art. 64 della legge 1 aprile 1981, n. 121: "Art. 64 (Obbligo di permanenza e di reperibilità). - Per esigenze di ordine e di sicurezza pubblica o di pubblico soccorso può essere fatto obbligo agli appartenenti ai ruoli della Polizia di Stato di permanere in caserma od in ufficio, ovvero di mantenere la reperibilità, secondo le modalità stabilite dal regolamento di servizio di cui all'art. 111. Il personale che esplica funzioni di polizia ha l'obbligo di alloggiare presso gli istituti od i reparti durante i corsi ed il periodo di addestramento, salvo diversa normativa stabilita nel regolamento di cui al comma precedente. Per il mantenimento delle mense non obbligatorie di servizio verrà concesso un contributo nella misura stabilita per le mense di eguale natura delle Forze armate dello Stato".