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la ferita è troppo profonda perché tutto finisca così. Rispetto il Presidente del Senato e so che è stata eletta per tutelare e difendere le prerogative della nostra Assemblea e il prestigio dei senatori, ma so anche che solo il presidente del Senato può intervenire non chiedendo, ma pretendendo con la sua autorevolezza che il Senato non venga offeso, umiliato e mortificato. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi senatori, che contiamo così poco, non possiamo fare un granché; solo il presidente del Senato può dare battaglia dall'alto della sua carica, a favore non di una parte ma dell'intero Parlamento, ricordando a Governo e maggioranza che le istituzioni possono, anzi debbono essere riformate, ma bisogna farlo a viso aperto e non così, spolpandole surrettiziamente come un carciofo, un giorno sconvolgendo le prassi parlamentari e un'altro stravolgendo l'istituto del referendum , oppure trattando la riduzione del numero dei parlamentari non come una misura di riqualificazione del Parlamento, ma come uno dei tanti paragrafi della riduzione dei costi della politica. E avete capito bene. VOCE DAL GRUPPO L-SP-PSd'AZ. Basta! PRESIDENTE. Va bene, la ringrazio, senatore Zanda. ZANDA (PD) . Mi scusi, Presidente, mi faccia finire. PRESIDENTE. Le ho già dato un minuto e mezzo in più. La ringrazio, senatore Zanda. Tra l'altro, credo che la sua argomentazione fosse comprensibile e completa. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . È iscritta a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, sull'umiliazione del Parlamento abbiamo detto molto in questi giorni e in queste ultime ore. Abbiamo detto della sua mortificazione, che però vorrei dire qui - e spero che anche il senatore Zanda mi ascolti - purtroppo, è una mortificazione le cui radici si sono insinuate, come un male oscuro, da molto tempo. Forse non siamo stati in grado di capire che era necessario mettere in campo gli anticorpi per ridare forza alla democrazia parlamentare. La tentazione di mettere in disparte i corpi intermedi, di costruire un rapporto diretto tra il capo e il popolo è stata avvertita ed è stato denunciato da molti di noi negli ultimi tempi. Il punto - lo dico al ministro Fraccaro e gliel'ho detto anche prima - non è contrapporre la democrazia diretta alla democrazia parlamentare, perché rafforzare gli istituti di partecipazione serve non per sostituire la democrazia parlamentare, ma per rafforzarla. Rafforzare gli istituti di partecipazione significa ridare forza e voce alla società e ai corpi intermedi e soprattutto rafforzare il Parlamento: esattamente il contrario di quello che abbiamo visto in questi giorni e in queste ore. Qualcuno ha parlato di sconcio o di mortificazione, ma è come se avessi sentito quasi un fastidio diffuso e continuo da parte del Governo, anche e soprattutto della maggioranza, a voler discutere e esercitare il proprio ruolo. Lo dico ai colleghi del MoVimento 5 Stelle: quando protestavate per le tante fiducie - protestavo anch'io e continuo a farlo - avevate promesso anche questo ai cittadini, nella battaglia referendaria in difesa della Costituzione, quando avevate fatto un tour , e avevate tenuto comizi per dire che bisognava ridare forza alla Costituzione. Noi di Liberi e Uguali siamo rimasti fedeli a quella battaglia costituzionale e ribadiamo qui che la Costituzione si difende sempre, non solo quando si sta all'opposizione o quando si scambia la discussione o una battaglia referendaria ampia e istituzionale solo per una battaglia politica. Dico questo nel momento in cui questo Parlamento e quest'Aula del Senato, che noi abbiamo difeso strenuamente anche nella battaglia referendaria, sono stati assolutamente umiliati. A proposito di umiliazione, è stato umiliato anche il nostro Paese, perché la battaglia sovranista, fatta guardando solo alla propaganda, invece che alla sostanza, ha prodotto il fatto che invece di costruire alleanze in Europa per mettere in discussione quelle regole del rigore che ci hanno strozzati e che hanno prodotto tanta sofferenza in Italia, voi alzate i toni, provocate, non costruite alleanze, forse perché i vostri alleati erano solo e unicamente quelli che erano più rigoristi degli altri. Non avete costruito una strategia - non c'è il senatore Bagnai questa sera, ma in qualche modo lui l'ha detto ieri nel suo intervento - anche nel momento in cui era possibile costruirle, queste alleanze, perché c'era uno scontro aperto tra i vari Paesi. Voi siete riusciti nel miracolo di farli unire tutti contro il nostro Paese. Tutto questo ha portato a un esito disastroso. Volevate fare una prova di resistenza, ma in realtà il cedimento è stato strutturale. La prova di resistenza ha prodotto un cedimento strutturale e l'elemento simbolico più eloquente è l'ordine di Bruxelles di ritardare l'intervento di Conte in Aula perché ad annunciarlo dovevano essere Dombrovskis e Moscovici. Per questo parlo di umiliazione. L'Italia oggi è più subalterna che mai e, soprattutto, siete riusciti nel miracolo di farci legare le mani più di quanto non fosse a settembre e la Commissione ha fatto in modo che fosse assolutamente chiaro. L'Italia sarà d'ora in poi un sorvegliato speciale, tenuto costantemente sotto tiro dalla Commissione con le verifiche - i due miliardi di caparra, tra l'altro, stanno a significare questo - a gennaio e a luglio. Invece voi continuate. Soprattutto i leader di 5 Stelle e Lega ci hanno ripetuto che le clausole di salvaguardia imposte dall'Europa non significano niente. È una bugia, come dimostra lo sforzo che si è dovuto fare quest'anno per sterilizzare l'aumento dell'IVA. È questa la voce che pesa più e per questo dicevo che siamo legati per tre anni: perché la vecchia clausola era di 13 miliardi, la nuova clausola per il 2020 è di 23 miliardi e per il 2021 è di 28 miliardi. Questo, con il deficit strutturale a zero virgola qualcosa, sapete cosa significa? Che noi, per tre anni, altro che manovra espansiva! Questo è il miracolo che siete riusciti a fare. Particolare significativo è che l'Italia l'anno prossimo non potrà ricorrere al deficit, avendo già portato il deficit a zero, né alla flessibilità, avendo già usato quest'anno quella possibile per il triennio. L'accordo capestro con l'Europa ha salvato la vostra propaganda di Governo. È significativo il giochino del 2,4 per cento diventato poi 2,04 per cento, pensando che gli italiani siano tutti non in grado di comprendere e avendo detto che sul 2,4 per cento di deficit non sareste mai tornati indietro. Questo accordo ha salvato la vostra propaganda, ma solo in cambio di una ghigliottina pronta ad abbattersi di nuovo sul nostro Paese e sui cittadini. Il tentativo di far credere che si possano fare le stesse cose con circa 10 miliardi in meno, altri 2 miliardi congelati per il prossimo anno e oltre 30 miliardi in meno nel triennio, è ridicolo ed è un insulto all'intelligenza degli italiani. Poi, magari, il ministro Tria ci spiegherà come si potranno fare questi miracoli.