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Decorsi inutilmente i termini di cui al periodo precedente, il comune può disporre la chiusura della struttura o di parte di essa e, se necessario, provvede alla sistemazione degli animali presso le strutture più vicine, previa verifica dell'idoneità delle stesse ad assicurare un'adeguata sistemazione. 4. I comuni, singoli o associati, e le comunità montane favoriscono la ristrutturazione dei canili e dei gattili esistenti e la realizzazione di oasi rifugio per cani e per gatti attraverso l'individuazione di terreni e di aree da destinare alla loro realizzazione, in particolare nelle zone dove tali strutture risultano più necessarie in base al numero degli animali presenti nel territorio comunale. 5. I comuni, singoli o associati, e le comunità montane assicurano l'osservanza delle leggi e dei regolamenti relativi alla tutela e al benessere degli animali presenti nel rispettivo territorio, compresi quelli accuditi da privati, anche attraverso l'adozione di specifici regolamenti comunali, e predispongono le necessarie azioni amministrative volte alla tutela, al ricovero, alla custodia, al mantenimento e all'erogazione delle cure necessarie. Art. 4- bis . – ( Caratteristiche dei canili ) – 1. Gli animali ospitati nei canili, nei rifugi o nelle strutture sanitarie devono essere identificati, iscritti all'anagrafe canina e felina nazionale di cui all'articolo 2- ter e sottoposti a visita clinica, a trattamenti profilattici e alla sterilizzazione, salvo che per tale ultimo intervento vi siano controindicazioni di natura sanitaria certificate dal medico veterinario. 2. I canili pubblici e privati devono garantire adeguati livelli di tutela e di benessere agli animali ospitati assicurando la presenza di: a) almeno un addetto all'accudimento degli animali e alla pulizia delle gabbie, nonché di un educatore cinofilo ogni cinquanta animali, ogni giorno; b) un medico veterinario negli orari di visita e di controllo e, a turnazione, un medico veterinario di pronta reperibilità 24 ore su 24 per tutta la settimana, ai quali, durante l'orario di servizio e di reperibilità, è vietato esercitare attività di consulenza privata; c) un custode in servizio anche di notte e nei giorni festivi. 3. I canili pubblici e privati devono avere requisiti minimi tecnico-strutturali e gestionali adeguati alle esigenze etologiche e fisiologiche degli animali ospitati. In particolare: a) sia per le aree dotate di box sia per le aree libere recintate i cani devono essere suddivisi in gruppi compatibili per caratteristiche, indole e abitudini, al fine di favorire la socializzazione e prevenire il rischio di aggressioni tra i cani stessi; b) ogni area box deve essere dotata di un box singolo per ogni tre box collettivi, destinato ai cani mordaci o aggressivi. Tutti i box devono essere numerati, avere dimensioni minime di 7 metri quadrati per cane, con un'altezza da 1,90 metri a 2,60 metri, ed essere provvisti di pedana e di cuccia impermeabili, lavabili, disinfettabili e disinfestabili; c) ogni struttura deve garantire adeguato ricovero al fine di proteggere i cani dalle intemperie, dal freddo e dal vento; d) ogni struttura deve prevedere apposite aree, sia al chiuso che all'aperto, da destinare ai cani non affetti da malattie trasmissibili e apposite e distinte aree, sia al chiuso che all'aperto, da destinare ciascuna ai cani affetti dalla medesima malattia cronica trasmissibile. 4. Fermi restando i requisiti minimi stabiliti dalla presente legge, con decreto del Ministro della salute o con legge regionale possono essere previsti ulteriori requisiti tecnico-strutturali e gestionali delle strutture di cui al presente articolo e all'articolo 4- ter . Qualora, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, del decreto o delle leggi regionali di cui al periodo precedente, si riscontri la mancata conformità ai requisiti ivi stabiliti, le strutture interessate sono tenute ad adeguarsi, in caso di requisiti tecnico strutturali, entro un anno e, in caso di requisiti gestionali entro novanta giorni. Trascorsi inutilmente tali termini, si applica la sanzione di cui all'articolo 5, comma 6, e il comune può revocare l'affidamento della gestione. 5. Gli animali ospitati nei canili pubblici e privati devono essere accuditi quotidianamente, assicurando loro le necessarie cure sanitarie e un adeguato livello di benessere fisico ed etologico, consentendo un'adeguata possibilità di esercizio fisico. Deve essere, inoltre, garantita loro la possibilità di sgambamento nelle aree comuni e, con il contributo dei volontari appartenenti alle associazioni animaliste e zoofile riconosciute, anche al di fuori della struttura per periodi di tempo limitati. I mangimi bilanciati, differenziati per età, per stato fisico o per eventuali patologie, devono essere somministrati singolarmente e giornalmente in quantità tale da assicurare il mantenimento degli animali in buona salute. 6. Oltre al personale addetto ai controlli previsti dalla legge, il libero accesso alle strutture di cui al presente articolo è sempre consentito, anche al di fuori degli orari di apertura al pubblico, ai volontari delle associazioni animaliste e zoofile riconosciute, per le attività di promozione delle adozioni, di vigilanza e controllo, nonché di cura del benessere degli animali. 7. I comuni possono affidare la gestione dei canili pubblici, mediante procedure ad evidenza pubblica, ad associazioni o a soggetti privati che abbiano manifestato interesse in merito alla relativa gestione, purché dimostrino una comprovata capacità di gestire tali strutture e non siano inseriti nell'elenco di cui all'articolo 2- quater , comma 1; in caso di associazioni o di persone giuridiche quest'ultimo requisito deve essere soddisfatto sia dai titolari delle cariche sociali sia da tutti i membri o soci. Coloro che sono iscritti solo nella sezione di cui all'articolo 2- quater , comma 3, secondo periodo, possono partecipare alle suddette procedure, ferma restando la penalizzazione del punteggio prevista dal comma 4 dell'articolo 4- quater . 8. I canili privati possono essere gestiti da soggetti privati o da persone giuridiche, in possesso delle necessarie autorizzazioni, purché il nominativo dei soggetti privati o, nel caso di persone giuridiche, dei titolari delle cariche sociali, dei membri e dei soci non sia inserito nell'elenco di cui all'articolo 2- quater , comma 1. 9. La gestione dei canili pubblici e privati deve essere improntata a criteri di trasparenza relativamente al numero di animali presenti nelle strutture, al numero dei decessi avvenuti, al numero delle nuove entrate, alla scheda sanitaria di ogni animale, al numero delle adozioni effettuate, agli esiti dei controlli periodici svolti in ordine all'andamento di tali adozioni nonché alla tariffa media giornaliera per il mantenimento di un cane. Il gestore del canile è tenuto a inviare al comune competente per territorio una relazione annuale sull'applicazione di tali criteri presso la propria struttura. 10. È fatto obbligo a ogni gestore di canile, pubblico o privato, di pubblicizzare le adozioni degli animali ospitati anche mediante il costante aggiornamento del sito internet della struttura e ogni altra forma di pubblicità. 11.