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tale risalto mediatico, invece, non è paragonabile alle successive fasi dell'inchiesta, quelle ovvero ben più importati, che hanno dimostrato l'insussistenza delle accuse sollevate; rilevato che: la disparità di trattamento tra le iniziali notizie di accusa e le successive fasi processuali mostra la profonda distorsione che inerisce al sistema mediatico italiano, evidenziandone i contorni meno garantisti, nonché le disfunzioni in termini di credibilità e ricerca della verità; a tal proposito, risulta fortemente incoerente che il medesimo risalto mediatico utilizzato nei mesi dello scorso anno e avente ad oggetto i reati contestati contro la fondazione Open non sia stato impiegato anche per i successivi risvolti che hanno determinato l'insussistenza delle accuse, spingendo ad una profonda riflessione sul delicato ruolo assunto dal sistema di informazione del Paese ed alla credibilità delle istituzioni e del sistema politico, nonché, per quello che concerne il caso specifico, rispetto alla demarcazione tra organizzazione partitica e altri tipi di organizzazioni, elemento che rischia di minare le fondamenta e la stabilità del sistema democratico, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano i suoi orientamenti in merito all'intera vicenda; se ritenga giustificato l'utilizzo così consistente delle forze dell'ordine impiegate nelle operazioni di perquisizione rispetto alle contestazioni in essere; se e con quali tempistiche intenda chiarire i costi che le complesse operazioni di perquisizione utilizzate nell'inchiesta "Open" abbiano comportato in termini di mobilitazione delle forze dell'ordine e di impiego complessivo delle risorse, inchiesta su cui, durante lo scorso anno, è stato dato fortissimo riscontro mediatico, e di cui tuttavia le recenti risultanze giudiziarie hanno dimostrano l'infondatezza. Atto n. 3-02021 FARAONE Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il pronto soccorso pediatrico dell'azienda "ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello" di Palermo è un'unità operativa complessa allocata presso il presidio "Cervello" e svolge la sua attività prevalentemente a favore dell'utenza del bacino Palermo-Trapani e della parte occidentale dell'area metropolitana di Palermo; a causa del riscontro della positività al COVID-19 di un operatore sanitario, il pronto soccorso pediatrico è stato chiuso in data 17 marzo 2020, gli operatori trasferiti in altri reparti, e i locali sono stati occupati dal pronto soccorso per adulti, che logisticamente è allocato vicino al pediatrico; il 20 maggio il pronto soccorso pediatrico è stato riaperto, operando con un numero di accessi ridotto a causa dell'epidemia, ma incrementando notevolmente le prestazioni in emergenza; in data 15 settembre, l'Assessorato per la salute della Regione Siciliana, con nota prot. 39586, ne ha disposto nuovamente la chiusura, per consentire alcuni lavori di ristrutturazione di uno dei padiglioni del presidio, con il conseguente trasferimento del personale presso l'ospedale privato "Giglio di Cefalù" per l'assistenza al punto nascita, carente di personale. A tale disposizione non si è dato più seguito a causa della illegittimità del provvedimento; in data 25 settembre, con nota prot. 23827/1, la direzione strategica dell'azienda "Villa Sofia-Cervello" ha notificato al prefetto, al sindaco di Palermo e ai direttori generali delle aziende sanitarie nuovamente il provvedimento di chiusura e trasferimento del pronto soccorso pediatrico del Cervello presso il presidio pediatrico "Di Cristina" dell'ARNAS Civico, allegando il protocollo d'intesa firmato dai due direttori generali con il quale venivano definiti i vincoli dell'accordo. In particolare, il trasferimento non riguardava tutti i dirigenti medici del pronto soccorso, l'ortopedia e la traumatologia pediatrica, con cui il pronto soccorso lavora a stretto contatto e in rapporto di interdipendenza; in data 28 settembre, la direzione strategica del presidio pediatrico "Di Cristina" ha trasmesso una nota indirizzata all'assessore Razza, al direttore generale dell'Assessorato La Rocca e al direttore generale Messina, con la quale sono state sollevate alcune perplessità in merito alla chiusura del pronto soccorso pediatrico e all'eventuale trasferimento di alcuni operatori al presidio pediatrico Di Cristina, poiché l'attuale disponibilità di risorse strutturali e tecnologiche non permetterebbe un potenziamento del pronto soccorso tale da reggere l'impatto di accessi che si verrebbe a generare a seguito della chiusura del punto di pronto soccorso del Cervello, con conseguente ripercussione sull'efficienza e sicurezza dei percorsi di assistenza pediatrica; considerato che: in data 16 ottobre, con nota prot. 44242, l'Assessorato per la salute nella persona dell'assessore Razza, del direttore generale La Rocca e del commissario per l'emergenza COVID Costa, ha firmato un nuovo provvedimento di trasferimento del pronto soccorso pediatrico al policlinico "Paolo Giaccone" di Palermo, nei locali dell'ambulatorio di neurologia; il presidio pediatrico Di Cristina e il policlinico "Paolo Giaccone" sono situati a circa 700 metri l'uno dall'altro e operano entrambi nel bacino orientale della città e della provincia di Palermo; l'eventuale trasferimento del pronto soccorso pediatrico del Cervello lascerebbe del tutto scoperti dal supporto di emergenza pediatrico la parte ovest della città e i paesi afferenti al bacino occidentale Palermo-Trapani, rendendosi necessario, anche in condizioni di emergenza, percorrere diversi chilometri per raggiungere il pronto soccorso, con un timing di inizio delle eventuali manovre rianimatorie che risulterebbe inevitabilmente tardivo; il trasferimento riguarda esclusivamente il pronto soccorso pediatrico, che si troverebbe logisticamente staccato dalle altre unità operative del dipartimento materno-infantile con cui è funzionalmente collegato, determinandone un allontanamento anche dall'unità di pediatria, che invece rimarrebbe nel presidio Cervello, e cioè dalla parte opposta della città, insieme agli altri reparti del dipartimento a cui il pronto soccorso dovrebbe inviare i ricoveri urgenti, in contrasto con quanto indicato nei "Requisiti e standard di fabbisogno indicativi per le UUOO pediatriche" del decreto ministeriale 24 aprile 2000; il trasferimento comporterebbe l'impossibilità dello svolgimento delle attività assistenziali in emergenza-urgenza, in quanto la sede individuata non possiede i requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi per l'accreditamento delle aree di emergenza, come previsto nel decreto ministeriale n. 70 del 2015, con grave rischio per la sicurezza dei pazienti; pur riconoscendo lo stato di attuale emergenza, non si può prescindere dal garantire ai piccoli pazienti l'assistenza medica in emergenza; da quanto descritto, sembrerebbe che la chiusura o il trasferimento del pronto soccorso pediatrico risponda a criteri che nulla hanno a che vedere con la logica di efficienza sanitaria e di governo del rischio clinico, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a a conoscenza dei fatti esposti e quali siano gli orientamenti in merito;