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Per l'assegnazione dell'incarico di giudice di pace nei territori ladini della provincia di Belluno deve essere riconosciuta priorità assoluta a coloro che dimostrino la conoscenza della lingua ladina davanti ad un'apposita commissione. L'articolo 8 provvede ad assegnare agli uffici di cui all'articolo 6 personale che dimostri di conoscere il ladino, con priorità assoluta nell'ambito di procedure di trasferimento o di assegnazione. L'accertamento della conoscenza della lingua ladina è operato a cura di un'apposita commissione. L'articolo 9 introduce la possibilità di usare la lingua ladina negli organi elettivi negli interventi sia orali che scritti, con la relativa verbalizzazione sia in italiano che in ladino. L'articolo 10 prevede l'adeguamento delle indicazioni toponomastiche e della segnaletica stradale dei comuni e frazioni di essi individuati all'articolo 4, compresi le insegne pubbliche e i gonfaloni. L'articolo 11 disciplina le scuole pubbliche in lingua ladina, stabilendo che il ladino diventi materia di insegnamento obbligatorio, con le opportune eccezioni per gli alunni provenienti dalle altre scuole. A tale fine il disegno di legge prevede che per la copertura dei posti vacanti, nonché per i trasferimenti e i passaggi di ruolo nelle scuole di ogni ordine e grado delle località ladine, siano assunti con priorità assoluta insegnanti che dimostrino di conoscere la lingua e la cultura ladine davanti ad un'apposita commissione. L'articolo 12 istituisce uno speciale ufficio per le questioni riguardanti l'insegnamento del ladino presso l'ufficio scolastico regionale del Veneto. Il comma 3, in particolare, istituisce la commissione scolastica regionale per soddisfare le esigenze di autonomia dell'insegnamento in lingua ladina. L'articolo 13 prevede, ove possibile, che i gestori di servizi pubblici, che prima del 1993 erano affidati allo Stato, assegnino o trasferiscano, nelle sedi delle località ladine, personale che a richiesta abbia dimostrato la conoscenza del ladino, prevedendo anche che in caso di eventuali carenze di personale o in occasione di assunzioni sia assicurata la precedenza assoluta a coloro che dimostrino di conoscere la lingua ladina. L'articolo 14 prevede la trasmissione di programmi televisivi in lingua ladina nei territori dei tre comuni ladini, anche mediante apposite convenzioni da stipulare tra il Ministero dello sviluppo economico, i comuni interessati e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Gli articoli 15, 16 e17 promuovono le attività, le iniziative culturali, nonché la tutela del patrimonio storico e artistico e degli interessi socio-economici e ambientali della minoranza ladina attraverso il sostegno della regione Veneto e della provincia di Belluno. L'articolo 18 dispone circa la copertura finanziaria per il raggiungimento delle finalità previste dalla legge; l'articolo 19, infine, detta le disposizioni transitorie e finali.. 1 (Riconoscimento della minoranza linguistica ladina) 1 La Repubblica riconosce e tutela i diritti dei cittadini italiani appartenenti alla minoranza linguistica ladina presente nella provincia di Belluno, a norma degli articoli 2, 3 e 6 della Costituzione, in conformità ai princìpi generali dell'ordinamento e ai princìpi proclamati nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, nelle convenzioni internazionali e nei trattati sottoscritti dal Governo italiano. 2 Ai cittadini italiani appartenenti alla minoranza linguistica ladina si applicano le disposizioni della legge 15 dicembre 1999, n. 482, salvo quanto espressamente previsto dalla presente legge. 2 (Adesione ai princìpi della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie) 1 Le misure di tutela della minoranza linguistica ladina previste dalla presente legge si ispirano, oltre che alla convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali, fatta a Strasburgo il 1º febbraio 1995 e ratificata ai sensi della legge 28 agosto 1997, n. 302, ai seguenti princìpi affermati nella Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, fatta a Strasburgo il 5 novembre 1992: a il riconoscimento delle lingue regionali o minoritarie come espressione di ricchezza culturale; b il rispetto dell'ambito territoriale di ciascuna lingua; c la necessità di una risoluta azione di affermazione delle lingue regionali o minoritarie finalizzata alla loro salvaguardia; d la promozione della cooperazione transfrontaliera e interregionale anche nell'ambito dei programmi dell'Unione europea. 3 (Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza linguistica ladina) 1 Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentiti i comuni di Cortina d'Ampezzo/Anpezo, Livinallongo del Col di Lana/Fodom e Colle Santa Lucia/Col, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito il Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza linguistica ladina, di seguito denominato «Comitato», composto da dieci membri, di cui almeno cinque appartenenti alla minoranza linguistica ladina. 2 Fanno parte del Comitato: a tre membri nominati dai consigli comunali di Cortina d'Ampezzo/Anpezo, Livinallongo del Col di Lana/Fodom e Colle Santa Lucia/Col; b tre membri nominati dal Consiglio dei ministri, dei quali uno di lingua ladina, sentite le associazioni più rappresentative della minoranza linguistica ladina; c due membri nominati dal consiglio provinciale di Belluno, dei quali uno di lingua ladina, da individuare con voto limitato, sentite le associazioni più rappresentative della minoranza linguistica ladina; d due membri nominati dal consiglio regionale del Veneto, da individuare con voto limitato. 3 Il Comitato ha sede a Cortina d'Ampezzo/Anpezo. Con il decreto di cui al comma 1 sono adottate le disposizioni per il funzionamento del Comitato. 4 (Ambito territoriale di applicazione) 1 Le misure di tutela della minoranza linguistica ladina previste dalla presente legge si applicano, alle condizioni e con le modalità ivi indicate, nei comuni di Cortina d'Ampezzo/Anpezo, Livinallongo del Col di Lana/Fodom e Colle Santa Lucia/Col, e loro frazioni, in cui la minoranza è tradizionalmente presente. 2 Ai cittadini residenti nei territori individuati ai sensi del comma 1 del presente articolo è comunque garantito l'esercizio dei diritti di cui all'articolo 9 limitatamente ai rapporti con gli enti sovracomunali già operanti secondo le modalità previste dal comma 5 dell'articolo 6. 3 Nel censimento generale della popolazione è rilevata, in forma anonima, anche la consistenza della minoranza linguistica ladina. 5 (Nomi, cognomi e denominazioni ladini) 1 I cittadini appartenenti alla minoranza linguistica ladina e residenti nei territori di cui all'articolo 4, comma 1, hanno il diritto di dare ai propri figli nomi ladini. Essi hanno inoltre il diritto di avere il proprio nome e il proprio cognome scritti o stampati in forma corretta secondo l'ortografia ladina in tutti gli atti pubblici. 2