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Anzi, dobbiamo arrivare a fare un ordine del giorno congiunto, perché tutto quello che è scritto nelle tre mozioni è completamente condivisibile, almeno dal nostro punto di vista. Dobbiamo, però, istituire una sensibilità nazionale non sulla primazia della razza italiana piuttosto che un'altra, ma sulla primazia della necessità di andare in direzione e incontro alle persone che non vivono adeguatamente, che non stanno bene, che vivono nella povertà, che hanno delle grosse problematiche. È evidente che prima guardiamo a quelli che abbiamo intorno e poi, piano piano, più risorse abbiamo a disposizione, più allarghiamo il raggio. Questa si chiama civiltà. È quanto noi dobbiamo fare. Ho contato 31 centri di accoglienza e non accoglienza sul territorio nazionale, in tutto il Paese. Dobbiamo metterci l'occhio e metterci il naso. Bisogna verificare cosa si fa. Bisogna svolgere una funzione premiale dello Stato nei confronti di coloro che frequentano e vivono nel nostro Paese, che rispettano le regole, i princìpi, i valori, mandano i figli a scuola. Noi dobbiamo sostenerli, perché è l'integrazione che evita quello che qualcuno chiama razzismo; razzismo che credo che non ci sia, o auspico sempre che non esista, almeno nei cuori delle persone che conosco, e sicuramente nel mio nel nostro. Il Giorno della Memoria deve servire a questo e noi dobbiamo svolgere una funzione. Mi rivolgo al Governo - non a questo Governo, perché sarebbe facile - a tutti i Governi che, dal 2000 in avanti, hanno deciso, dopo averlo stabilito normativamente, di prestare attenzione agli investimenti fatti per far visitare ai ragazzi quegli spazi, in Germania e in tutto il territorio europeo, dove esistono ancora oggi i campi di concentramento. Dobbiamo investire, dunque. E qual è l'avamposto che decide dove vanno indirizzate e spese quelle risorse? Sono i Comuni; i Comuni che hanno una stretta relazione con gli istituti delle scuole medie e superiori e possono consentire ai ragazzi, sempre di più, di vivere una tale esperienza. Noi abbiamo delle limitazioni, infatti. Come Comune di Pietrasanta, abbiamo iniziato ventitré anni fa, a far fare ai ragazzi quei viaggi con l'autobus. Ma c'è sempre la selezione delle selezioni, perché le risorse non sono sufficienti. Istituiamo, allora, coralmente questo tipo di opportunità e facciamo in modo che il 27 gennaio, Giorno della Memoria, serva non soltanto a ricordare la Shoah, ma anche a far sì che quell'evento sia un monito per tutto ciò che oggi accade nel nostro Paese, in Europa e nel mondo, perché le situazioni, purtroppo, non sono cambiate come qualcuno pensa. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto tecnico industriale «Giuseppe Armellini» di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione delle mozioni nn. 208, 211 e 212 PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare la senatrice Fedeli per illustrare la mozione n. 212. FEDELI (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, dobbiamo riflettere. Tra le funzioni di un'Assemblea parlamentare c'è anche quella di far vivere i valori di convivenza, di rispetto e di libertà, che sono a fondamento di ogni democrazia. Occuparsi di antisemitismo nel 2020 in Italia è, allora, stare esattamente nel solco dei nostri doveri e delle nostre responsabilità, che ci derivano esattamente dall'essere rappresentanti dei cittadini all'interno delle istituzioni, a rispetto dei valori costituzionali. Noi abbiamo una responsabilità grande. Abbiamo bisogno di rinsaldare in cittadine e cittadini la memoria, il ricordo e la piena consapevolezza non solo di ciò che è successo nel passato, ma anche di come ci si è arrivati a quei tragici crimini contro la dignità di donne e uomini. Questa è infatti la condizione perché quei fenomeni non tornino e abbiano tutto il contrasto necessario. Non dobbiamo pensare di essere distanti da quella furia dissennata che ha permesso a degli esseri umani di costruire una fabbrica della morte per altri esseri umani. C'era una strategia: si è pensato, si è ragionato, si è costruito; non è stato un episodio semplice. Soprattutto, dobbiamo essere consapevoli, in un momento in cui i rigurgiti di odio, di antisemitismo e di violenza tornano a macchiare pesantemente le nostre comunità nei contesti sociali, sul web ed anche - lo voglio sottolineare - nelle interrelazioni politiche. È un momento nel quale l'opinione pubblica stessa segna un preoccupante calo di consapevolezza, come dimostra quel 15,5 per cento di italiane e italiani convinti che la Shoah non sia mai esistita - come emerge dal Rapporto Italia 2020 di Eurispes - con una crescita, tra l'altro, drammaticamente esponenziale rispetto al 2,7 per cento di negazionisti del 2004. Quello che sta accadendo quotidianamente alla senatrice Segre, che non ringrazieremo mai abbastanza per aver voluto concedere la sua storia, il suo dolore e la sua vita per insegnare qualcosa a tutte a tutti noi in quest'Aula come in ogni luogo che ha visitato in questi mesi, a partire dalle scuole, è l'esempio più vivibile e sconvolgente di antisemitismo che abbiamo potuto osservare. Purtroppo, di episodi gravi ce ne sono stati tanti, decisamente troppi, per non accendere una luce di allarme vero e serio rispetto alla nostra comunità. Bene dunque - lo voglio dire in quest'Aula - che lo scorso 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, il Consiglio dei ministri abbia ribadito l'impegno a promuovere e a rafforzare la memoria dell'Olocausto e a contrastare l'antisemitismo in tutte le sue forme, indicando la professoressa Milena Santerini come coordinatrice per la lotta contro l'antisemitismo ed assumendo (anche questo è un punto politico rilevante), in coerenza con la risoluzione sulla lotta contro l'antisemitismo adottata dal Parlamento europeo il 1° giugno 2017 e con le conclusioni del Consiglio europeo del 13-14 dicembre 2018, la definizione di antisemitismo formulata dall'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto: «L'antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Manifestazioni verbali, scritte o materiali di antisemitismo sono dirette contro i singoli ebrei o la loro collettività o le loro proprietà, ovvero contro le istituzioni o le strutture religiose ebraiche». Stiamo dicendo che nessuno è immune se non ragiona su questo. Dobbiamo sapere che ciò che è accaduto è replicabile, e lo stiamo purtroppo vedendo. Gli unici vaccini in grado di contrastarlo sono la conoscenza, la cultura, l'educazione, l'istruzione. È su questi aspetti che dobbiamo puntare sostenendo tutto il sistema di istruzione, educazione e formazione. Il Ministero ha fatto già molto in questi anni, come è stato ricordato anche negli interventi precedenti.