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Il DUP indica sia le finalità istituzionali che eventuali nuovi obiettivi, precisando le risorse umane e finanziarie necessarie per realizzarle: a tal fine, esso deve indicare, per la parte delle entrate, le fonti di finanziamento necessarie per la realizzazione delle strategie, evidenziandone anche l'attendibilità ed i vincoli di acquisizione e, per la parte delle spese, le principali voci di impegni che debbono essere previste nel periodo preso a base della programmazione. Vengono altresì indicati i documenti che danno conto del complessivo processo di pianificazione, programmazione e budget , articolati in sei diversi prodotti, costituiti dal documento unico di programmazione, dal bilancio pluriennale, dal bilancio di previsione, dalla tabella dimostrativa del presunto risultato di amministrazione, dal budget complessivo dei budget dei centri di responsabilità, nonché dal piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio. Ultimo e rilevante elemento delle disposizioni generali dettate dal provvedimento, in quanto costituente la struttura di riferimento per la predisposizione dei documenti contabili previsti dal regolamento, è il piano dei conti integrato. Questo va adottato dalle amministrazioni per consentire la rilevazione delle entrate e delle spese contestualmente in contabilità finanziaria e dei proventi/ricavi ed oneri/costi in contabilità economico-patrimoniale. Passa poi ad illustrare il bilancio di previsione, la gestione economico-finanziaria a la rendicontazione (Titolo II, articoli da 11 a 24), che individua quale principale documento di pianificazione e programmazione delle risorse ai fini della realizzazione dei programmi di spesa, il bilancio di previsione (articolo 11), che è predisposto dal direttore generale e deliberato dal competente organo di vertice dell'amministrazione pubblica entro i termini previsti dall'articolo 24 del decreto legislativo n. 91 del 2011 e richiamati dall'articolo 5, comma 2, del presente schema, vale a dire entro il 31 dicembre dell'anno precedente per le pubbliche amministrazioni ed entro il termine del 31 ottobre dell'anno precedente per gli enti vigilati, i cui bilanci sono sottoposti ad approvazione da parte dell'Amministrazione vigilante. Agli articoli 12-14 viene disciplinato il preventivo finanziario, che si distingue in decisionale e gestionale. Agli articoli 15-16 viene disciplinato il preventivo economico, costituito dalla somma dei budget economici dei centri di responsabilità, che a loro volta sono elaborati come sintesi dei budget economici di tutte le unità organizzative in cui possono essere organizzati i singoli centri di responsabilità amministrativa. Gli articoli 17-19 individuano i documenti allegati al bilancio di previsione. Gli articoli da 20 a 22 disciplinano i fondi di bilancio per spese impreviste e per oneri di personale. L'assestamento di bilancio è disciplinato all'articolo 23; l'esercizio provvisorio all'articolo 24. Gli articoli da 25 a 30 disciplinano le fasi della gestione delle entrate; gli articoli da 31 a 38 recano la disciplina delle fasi attraverso cui si attua la gestione delle spese. La rendicontazione della gestione è disciplinata dagli articoli da 39 a 51. La gestione patrimoniale (Titolo III) è disciplinata agli articoli 55 e 56; le spese delegate, la resa dei conti e gli uffici decentrati (Titolo IV) sono disciplinate agli articoli da 57 a 67. Il sistema di scritture (Titolo V) è disciplinato agli articoli da 68 a 73, mentre i sistemi di controllo (Titolo VI) sono disciplinati agli articoli da 74 ad 80. Le disposizioni particolari (Titolo VII) sono recate dagli articoli 81 ed 82, che, per quanto concerne gli enti previdenziali ed assistenziali pubblici, introducono modifiche volte a rendere più stringente l'obbligo di predisporre il bilancio tecnico (articolo 81). Le disposizioni contenute nell'articolo 82 (erogazione di spese su aperture di credito erariali) ricalcano esattamente la normativa vigente recata dal decreto del Presidente della Repubblica n. 97 del 2003. In particolare, permane l'obbligo di erogazione e rendicontazione delle somme che, in base a particolari disposizioni, sono affidate in gestione all'ente per conto dello Stato mediante aperture di credito, secondo la normativa vigente in materia di contabilità dello Stato, con la precisazione che gli eventuali fondi erogati da altri enti pubblici anche comunitari o sovranazionali devono essere gestiti e rendicontati osservando le norme in base alle quali l'erogazione viene effettuata e in carenza di esse devono essere osservate le disposizioni vigenti in materia di contabilità generale dello Stato. Le disposizioni diverse e finali (Titolo VIII) sono recate dagli articoli da 83 a 90. L'articolo 90 riguarda l'entrata in vigore del decreto, disposta per il 30 settembre successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Inoltre, le disposizioni si applicano con riferimento al bilancio di previsione e al rendiconto generale relativi al primo esercizio successivo alla data di entrata in vigore. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto è abrogato il regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica n. 97 del 2003, salvo che per gli adempimenti contabili e per il rendiconto generale relativi alla gestione dell'esercizio in corso alla predetta data. Come ricordato in precedenza, rammenta che lo schema di regolamento consta, oltre che di 90 articoli, di 16 allegati. Come previsto, sullo schema di decreto è stato acquisito il parere della Corte dei conti e del Consiglio di Stato. Per un'analisi puntuale del contenuto del provvedimento per ambiti tematici, con evidenza delle principali modifiche rispetto alla normativa vigente, rinvia al dossier n. 138 dei Servizi studi della Camera e del Senato. In conclusione, evidenzia come l'atto in esame rientri in un filone normativo derivante dalla necessità di rispettare i vincoli finanziari europei già applicati agli enti locali. In particolare, esso si applicherà ai cosiddetti "enti residuali", quali l'INPS e l'INAIL, dei quali reputa opportuno procedere ad apposita audizione. Il PRESIDENTE, nel ringraziare il relatore, invita i Gruppi a trasmettere, entro la giornata di lunedì 8 luglio, all'Ufficio di segreteria della Commissione, le eventuali proposte sui soggetti da audire, prospettando lo svolgimento della procedura informativa nella settimana dal 15 al 19 luglio, in sede di Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi. La Commissione prende atto. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 12,25. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 86 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato lo schema di decreto in titolo e acquisiti gli elementi istruttori forniti dal Governo, preso atto che: - il principio dell'accomodamento ragionevole richiamato dall'articolo 3 rientra già nel vigente ordinamento giuridico, risultando quindi non suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;