[pronunce]

a) l'articolo 1 della suddetta delibera legislativa, nello stabilire particolari forme di assunzione nei ruoli del servizio sanitario regionale, lederebbe gli articoli 3, 51 e 97 Cost., poiché, pur prevedendo la necessaria copertura finanziaria, consente l'assunzione, con procedure extra ordinem, di personale già dipendente di case di cura private; b) l'art. 10, comma 2, nel fare conseguire la qualifica di dirigente di terza fascia a personale già assunto ed inquadrato in una diversa categoria, determinerebbe una ingiustificata disparità di trattamento e attribuirebbe un privilegio non sorretto da adeguate motivazioni, né da idonee procedure di selezione, compromettendo pertanto il buon andamento della pubblica amministrazione, tutelato dall'art. 97 Cost.; c) l'art. 10, comma 11, sarebbe lesivo degli articoli 3 e 97 Cost., in quanto consente la presenza di un pedagogista nei reparti ospedalieri di pediatria, in alternativa allo psicologo, senza che vi sia corrispondenza tra le suddette figure professionali; d) l'articolo 15, nel prevedere la trasformazione dei contratti di lavoro a tempo determinato degli appartenenti all'area artistica della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, in contratti di lavoro a tempo indeterminato, in palese contrasto con quanto stabilito dall'art. 1, comma 595, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Legge finanziaria 2006), sarebbe lesivo dell'art. 119 Cost.; e) l'art. 17, nel consentire l'estensione delle previsioni dell'articolo 9 della legge della Regione Siciliana 29 novembre 2005, n. 15 (Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo), alle «iniziative private», comprometterebbe l'autonomia dei competenti organi comunali nella gestione e programmazione del proprio territorio, esercitata attraverso l'adozione degli ordinari strumenti urbanistici, e lederebbe l'art. 9 Cost., in quanto non offre idonea tutela all'ambiente; f) l'art. 19, comma 1, attribuisce benefici, a fini pensionistici, ad una determinata categoria di dipendenti regionali, determinando una ingiustificata disparità di trattamento rispetto alla generalità dei dipendenti regionali; g) anche l'art. 19, comma 2, darebbe luogo a disparità di trattamento e sarebbe , altresì, lesivo dell'art. 97 Cost.; che, successivamente alla proposizione del ricorso, la delibera legislativa impugnata è stata promulgata e pubblicata come legge della Regione Siciliana 6 febbraio 2006, n. 9 (Riproposizione di norme in materia di personale e di misure finanziarie urgenti), con omissione di tutte le disposizioni sospettate di illegittimità costituzionale. Considerato che il Commissario dello Stato per la Regione Siciliana ha proposto questione di legittimità costituzionale – in riferimento agli articoli 3; 9; 51; 97; 81, quarto comma; 97; 114; 117, secondo comma, lettera o); 119 Cost., distintamente evocati, nonché in relazione ad «interferenza» nelle materie «diritto civile» e «penale» – della delibera legislativa adottata dall'Assemblea regionale siciliana il 20 gennaio 2006 (disegno di legge n. 1095 – stralcio XIII), recante «Riproposizione di norme in materia di personale e di misure finanziarie urgenti», ed in particolare degli articoli 1; 2; 4; 5; 6; 7; 8; 10, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 10, 11, 12, 14, 15, 16, 17, 18 e 19; 11, commi 1, 2 e 4; 12, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6; 13; 14, commi 1 e 3; 15, nella parte in cui consente la trasformazione dei contratti di lavoro a tempo determinato in contratti di lavoro a tempo indeterminato dei lavoratori appartenenti all'area artistica della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana; 16, commi 1, 2 e 3; 17; 19, commi 1 e 2; che, successivamente all'impugnazione, la predetta delibera legislativa è stata promulgata e pubblicata come legge della Regione Siciliana 6 febbraio 2006, n. 9 (Riproposizione di norme in materia di personale e di misure finanziarie urgenti), con omissione di tutte le disposizioni oggetto di censure; che, secondo la giurisprudenza di questa Corte, «l'intervenuto esaurimento del potere promulgativo, che si esercita necessariamente in modo unitario e contestuale rispetto al testo deliberato dall'Assemblea regionale, preclude definitivamente la possibilità che le parti della legge impugnate ed omesse in sede di promulgazione acquistino o esplichino una qualsiasi efficacia, privando di oggetto il giudizio di legittimità costituzionale» (sentenza n. 351 del 2003; cfr. altresì, ex multis, ordinanze numeri 204 e 147 del 2006, numeri 403, 293 e 169 del 2005); che si è determinata, pertanto, la cessazione della materia del contendere.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara cessata la materia del contendere in ordine al ricorso di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 ottobre 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 27 ottobre 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA