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Possono chiedere la qualifica di centro culturale ibrido di prossimità i soggetti che destinano almeno il 50 per cento del totale delle attività della propria struttura alla promozione, alla diffusione, all'accesso e alla fruizione culturale, creativa e artistica anche mediante la programmazione o la messa in scena di spettacoli e produzioni creative e culturali, artistiche, delle arti performative dal vivo contemporanee, sperimentali e innovative. I centri destinano un'area dedicata e adeguatamente attrezzata allo svolgimento, all'esecuzione o alla messa in scena di rappresentazioni, iniziative, attività, esibizioni di carattere creativo, culturale, artistico o di spettacolo o delle arti performative e devono essere in regola con il pagamento delle retribuzioni e dei compensi dovuti ai propri dipendenti e collaboratori e agli artisti, interpreti ed esecutori, alle compagnie, ai gruppi musicali o alle orchestre, nonché con il pagamento dei relativi oneri previdenziali, assicurativi e fiscali. Il comma 5 stabilisce la documentazione da produrre da parte dei soggetti interessati per l'iscrizione nell'elenco. L'articolo 7 stabilisce le misure di sostegno pubblico indiretto riconosciute ai soggetti che, iscritti nei corrispondenti elenchi, hanno ottenuto le qualifiche di live club , di piccolo teatro di prossimità e di quartiere o di centro culturale ibrido di prossimità. Il comma 1 prevede l'esenzione dall'imposta sugli intrattenimenti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, in ragione della natura culturale, e non di intrattenimento, delle attività svolte dai soggetti interessati. Il comma 2 istituisce un credito d'imposta nella misura del 40 per cento delle spese complessivamente sostenute per la realizzazione di nuovi spazi, luoghi o sale o il ripristino di spazi, luoghi o sale inattivi, indipendentemente dalla proprietà pubblica o privata degli stessi, nonché per la ristrutturazione e l'adeguamento strutturale e tecnologico, per l'installazione, la ristrutturazione o il rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi accessori per i soggetti proprietari, possessori, detentori, gestori o concessionari di spazi, luoghi e sale in forza e per effetto del relativo titolo giuridico. Tale credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) ed è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di sostenimento della spesa o in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. In alternativa, il credito d'imposta può essere utilizzato: 1) per un contributo, come sconto sul corrispettivo dovuto e fino a un importo massimo pari al credito d'imposta spettante al beneficiario, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d'imposta di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari; 2) per la cessione di un credito d'imposta di pari ammontare agli istituti di credito e agli altri intermediari finanziari con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti. La copertura finanziaria e le modalità attuative di tali disposizioni sono definite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Il comma 4 istituisce un credito d'imposta della misura del 50 per cento degli oneri annui relativi agli affitti o ai canoni, risultanti e certificati dai relativi titoli giuridici per la locazione, la concessione, la conduzione o la gestione, e sostenuti per i luoghi, gli spazi o le sale destinati allo svolgimento delle attività. Tale credito d'imposta è riconosciuto a condizione che gli importi a esso corrispondenti siano reinvestiti nelle attività di cui all'articolo 1. Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'IRAP ed è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di sostenimento della spesa o in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997. In alternativa, il credito d'imposta può essere ceduto, con facoltà di successiva cessione, ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. La copertura finanziaria e le modalità attuative di tali disposizioni sono definite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Il comma 5 istituisce un credito d'imposta sulle sponsorizzazioni di carattere tecnico, puro o misto, per la realizzazione e la promozione di manifestazioni, eventi, spettacoli e rappresentazioni organizzati dai live club , dai piccoli teatri di prossimità o di quartiere e dai centri culturali ibridi di prossimità. Allo sponsor è riconosciuto un credito d'imposta del 65 per cento dell'importo o del valore della sponsorizzazione utilizzabile tramite compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997. Il credito non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP. La copertura finanziaria e le modalità attuative di tali disposizioni sono definite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Il comma 6 prevede che le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli altri enti territoriali riconoscano i soggetti beneficiari di cui al comma 1 quali spazi o luoghi della cultura e della creatività e che possano stabilire tariffe agevolate dei tributi locali a loro favore. L'articolo 8 modifica il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, recante l'istituzione e la disciplina dell'IVA, in materia di regime agevolato dell'IVA al 10 per cento per le attività di natura creativa, culturale e artistica. In particolare, il comma 1, alla lettera a) , introduce un nuovo comma nell'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 che stabilisce il nesso di funzionalità delle prestazioni accessorie ai fini del riconoscimento della medesima aliquota dell'IVA ridotta al 10 per cento tra le attività principali svolte dai soggetti beneficiari delle norme di legge e la cessione di beni e servizi attinenti e connessi agli allestimenti tecnici, alla messa in scena, all'organizzazione e alla realizzazione degli spettacoli di cui alla tabella A, parte III, numero 123); alla lettera b) , numero 1), è modificato il numero 119) della citata tabella A, parte III, riconoscendo l'applicazione dell'aliquota dell'IVA ridotta al 10 per cento, oltre che per i contratti di scrittura artistica anche ai casi in cui il rapporto tra committente o datore di lavoro e lavoratore o professionista o prestatore d'opera venga regolato tra le parti mediante tipologie di contratto diverse dalla scrittura e contemplate e regolate dalle normative vigenti in materia di lavoro nel settore creativo, delle arti performative e dello spettacolo.