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come evidenziato dai risultati di un vasto studio, pubblicato nel 2012 dal "British medical journal", che ha coinvolto oltre 14.000 donne con tumore al seno per 10 anni, l'introduzione di team multidisciplinari aumenta la sopravvivenza del 18 per cento a 5 anni dalla diagnosi. È inoltre ampiamente dimostrato che le donne in trattamento presso le breast unit , rispetto a quelle che si rivolgono a strutture non specializzate, hanno anche una migliore qualità di vita, si chiede di sapere: quale sia l'effettivo stato di attuazione e diffusione delle breast unit sul territorio italiano; quali siano le azioni programmate per limitare fino ad eliminare ogni difformità territoriale e regionale nell'attuazione; quale sia l'effettivo stato dell'arte circa l'operatività e le attività di competenza del tavolo di coordinamento dei centri di senologia e di ogni altro presidio di monitoraggio; se sia stata considerata, allo stato dell'arte, l'opportunità di costituire un organismo permanente di monitoraggio che possa garantire il vero raggiungimento dei risultati territoriali prefissati; se sia stata considerata la possibilità che il tavolo di coordinamento preveda al suo interno, a livello permanente, la presenza di una rappresentante del mondo associativo e di Europa Donna Italia come sostenitori degli interessi e istanze delle donne e pazienti con tumore al seno. Atto n. 4-05856 DURNWALDER Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la recente notizia che un camion che trasportava rifiuti ed alcune sostanze chimiche dalla Toscana all'Olanda ha preso fuoco sull'autostrada del Brennero, in località Colle Isarco, ha destato allarme e preoccupazione e riproposto la questione dell'efficacia dei controlli sulle fasi della miscelazione dei rifiuti e del loro trasporto all'estero; una questione resa attuale, nella sua gravità, anche dalla recente denuncia di un traffico illecito di rifiuti dalla Campania verso la Tunisia, oggetto di indagini giudiziarie, sia in Tunisia che in Italia, e che ha già portato all'arresto del Ministro dell'ambiente tunisino; il traffico illecito di rifiuti pericolosi è già stato oggetto di articolate interrogazioni e interpellanze presentate sia in sede europea (E-001736/2021) che al Parlamento italiano (Senato n. 3-02403 e Camera n. 2-01180) con scrupoloso richiamo a quanto previsto dalla Convenzione di Basilea, approvata con decisione 93/98/CEE sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento; con il presente atto s'intende richiamare l'attenzione delle autorità competenti sulla delicata e complessa fase della miscelazione dei rifiuti destinati all'esportazione; l'art. 183, comma 1, lettera f) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, alla definizione di produttore di rifiuti, recita: " (...) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti"; considerato che: la miscelazione dei rifiuti classificata R12 (così intesa anche in accordo con quanto previsto dalle line guida della commissione UE datate 2012; "Guidance on the interpretation of key provisions of Directive 2008/98/EC on waste"), cioè miscela destinata al recupero prodotta dal trattamento meccanico dei rifiuti non destinati al mercato interno identificati con il codice CER 191211 (pericolosi) o CER 191212 (non pericolosi) è un'operazione complessa e delicata; l'intera filiera del trattamento, con il passaggio da un impianto all'altro, intermezzato dall'operazione di miscelazione, rende poco agevole agli organi di controllo la tracciabilità dall'origine dei rifiuti e quindi la corretta identificazione della natura del rifiuto destinato all'esportazione e i maggiori rischi di inquinamento illegale del prodotto finale da esportare si annidano proprio in questi passaggi, si chiede di sapere: come si intenda intervenire al fine di garantire la possibilità di un controllo dei rifiuti dall'origine sino alla destinazione finale, considerato che l'attuale tracciabilità affidata a formulari, registrazioni e altro, non sembra sufficiente e affidabile e comunque non in grado di garantire la conformità del rifiuto esportato ai requisiti di legge; se, inoltre, non sia il caso di rivedere l'intero meccanismo del codice CER 19000, dove spesso si annidano vere e proprie zone grigie, in cui troppo spesso le attività legali si confondono con quelle illegali. Atto n. 4-05857 IANNONE Ai Ministri per la pubblica amministrazione e dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: il direttore generale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, con determinazione direttoriale n. 341753 del 5 ottobre 2020, ha indetto un concorso pubblico, per esami, per il reclutamento di complessive 766 unità di personale, di terza area, fascia retributiva F1, con vari profili professionali da inquadrare presso gli uffici centrali e periferici dell'Agenzia; con determinazione direttoriale n. 341773 del 5 ottobre 2020 ha indetto anche, per esami, per il reclutamento di complessive 460 unità di personale a tempo pieno e indeterminato, da inquadrare nella seconda area, fascia retributiva F3, con il profilo professionale di assistente doganale, presso gli uffici centrali e periferici dell'Agenzia; come previsto dal bando di concorso, sono state predisposte le prove preselettive, individuate le date di espletamento delle stesse e pubblicate le banche dati di 5.000 quesiti, dalle quali sarebbero state estratte le domande da somministrare in ciascuna seduta d'esame; per il profilo F3 le prove preselettive si sono svolte dal 30 giugno al 6 luglio 2021, mentre per il profilo F1 le preselettive si sono tenute dal 12 al 15 luglio 2021; nei giorni precedenti alle prove preselettive ed anche durante le stesse, con ripetute rettifiche (si sono contate ben 8 rettifiche), la banca dati dei quesiti da 5.000 è stata ridotta a circa 3.500 quesiti, in quanto sono stati progressivamente espunti i quesiti erronei che risultavano essere ben oltre il 20 per cento dell'iniziale banca dati; le prove preselettive sono state svolte mediante l'utilizzo di un moderno tablet nonché attraverso il riconoscimento del candidato e l'accoppiamento di quest'ultimo al suo elaborato attraverso qrcode ; pertanto, tale modalità di esecuzione delle prove dovrebbe garantire un'immediatezza dei risultati; infatti, banali principi di trasparenza dovrebbero richiedere che alla fine di ogni singola sessione ogni candidato conosca immediatamente il risultato della propria prova e che, immediatamente dopo la conclusione delle prove venga stilata una graduatoria degli ammessi; in realtà, tutta l'attività di controllo delle risposte dovrebbe essere totalmente automatizzata e, dunque, disponibile in tempo reale; invece, pur essendosi concluse da parecchio tempo le prove per entrambi i profili, i candidati non conoscono il proprio risultato; il permanere di tale situazione, oltre che ingiusta e lesiva dei principi di immediatezza e di trasparenza, pone in grave rischio i risultati della prova in quanto al momento sono tutti " in cloud " ed è arcinoto come nessun file informatico sia completamente al sicuro;