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Alcune norme si riferiscono solo agli IRCCS di diritto pubblico, perché per quelli di diritto privato vale il principio dell'autonomia giuridico-amministrativa, come prevede l'articolo 12, comma 1, dello stesso decreto legislativo. L'attuale disegno di legge delega punta a rafforzare la qualità della ricerca sanitaria del Servizio sanitario nazionale, in un'ottica prevalentemente traslazionale, che privilegia l'applicazione clinica attraverso il potenziamento delle politiche di ricerca del Ministero della salute, il che presuppone una profonda e solida sintonia tra gli orientamenti scientifici identificati dal Ministero e le scelte concrete dei vari IRCCS, con la possibilità che siano gli stessi IRCCS a proporre al Ministero progetti scientifici di alta qualità. Risulta comunque fondamentale rispettare l'autonomia giuridico-amministrativa degli IRCCS di diritto privato e il principio di invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica. Il potenziamento del ruolo degli IRCCS previsto dalla legge delega punta in via prioritaria all'eccellenza in materia di ricerca preclinica, clinica, traslazionale, clinico-organizzativa e quindi all'innovazione e al trasferimento tecnologico, con particolare attenzione ai compiti di cura e di assistenza nell'ambito di quelle aree tematiche riconosciute a livello internazionale secondo le categorie diagnostiche principali, senza però perdere di vista quelle specializzazioni disciplinari che non sono direttamente collegate alle MCD, perché affrontano temi e problemi anche di nicchia e per le quali esistono appositi programmi di coordinamento nazionale, come ad esempio i diversi piani nazionali previsti per aree specifiche. Penso al piano nazionale delle malattie rare, che, come ben sa il Governo, non è stato ancora pubblicato, al piano nazionale per l'oncologia, recentemente pubblicato, che però si discosta ancora fin troppo dal piano europeo per l'oncologia; penso al piano nazionale per la disabilità, a quello per la cronicità e a molte altre cose. In altri termini, se al centro dell'attenzione degli IRCCS ci sono quelle patologie che hanno un maggiore impatto sulla popolazione, resta alta l'attenzione rivolta anche a patologie altamente specialistiche. L'attuale legge delega richiede che la revisione dei criteri utilizzati per il riconoscimento, la revoca e la conferma del carattere scientifico degli IRCCS e quindi della loro qualifica avvenga ogni quattro anni rispetto agli attuali due anni. Il perché è facilmente intuitivo, dal momento che ottenere risultati certi sia sul piano clinico che scientifico, opportunamente confermati da una serie di successive sperimentazioni, richiede un tempo ragionevolmente commisurato agli obiettivi che si vogliono raggiungere. Il criterio prioritario per essere inseriti e per essere confermati tra gli IRCCS resta comunque definito dal livello di eccellenza dell'attività di ricovero e cura svolta negli ultimi anni e dal contributo tecnico-scientifico fornito attraverso un'attività di ricerca biomedica riconosciuta a livello nazionale e internazionale. È importante sottolineare che il carattere di eccellenza deve riguardare contestualmente sia l'attività assistenziale che l'attività di ricerca, svolta nella specifica disciplina assegnata. Nella valutazione dell'eccellenza rientrano anche i criteri di governance , le modalità di finanziamento e la valutazione delle reti degli IRCCS, l'osservanza dei princìpi di flessibilità organizzativa e gestionale, la qualità della semplificazione operativa, la condivisione delle conoscenze e lo sviluppo di infrastrutture e piattaforme tecnologiche condivise. Queste ultime devono essere aperte alla collaborazione con gli altri enti del Servizio sanitario nazionale, con reti o gruppi di ricerca anche internazionali, con partner scientifici e industriali, nazionali e internazionali. Tra i criteri di eccellenza c'è sempre la partecipazione alle diverse reti di ricerca clinico-assistenziali a livello nazionale e internazionale, evitando in ogni modo forme di isolamento autoreferenziale e condividendo sempre più protocolli, materiali, metodi, risultati, eccetera. La legge delega distingue tra gli IRCCS monotematici, che hanno ricevuto il riconoscimento per un'unica specializzazione disciplinare e quelli politematici, che hanno invece ricevuto il riconoscimento per più aree integrate. L'obiettivo è valorizzare tutti e due i modelli, senza mai perdere di vista l'eccellenza, misurata secondo standard internazionali. I nuovi riconoscimenti degli IRCCS, relativi ai policlinici universitari, possono prevedere anche più aree, purché complementari e integrate. La delega considera fra i criteri di primario interesse per la valutazione non solo l'area tematica oggetto del riconoscimento, ma anche la collocazione territoriale dell'IRCCS, per ottenerne un'ampia distribuzione nel territorio nazionale, e il bacino minimo di utenza di ognuna delle aree tematiche, nel pieno rispetto della programmazione sanitaria regionale, soprattutto per ciò che riguarda gli aspetti di natura economico-finanziaria. Un altro punto interessante dell'attuale legge delega riguarda il coordinamento tra la direzione generale e la direzione scientifica degli IRCCS, che implica un coinvolgimento concreto del direttore scientifico nella direzione strategica dell'istituto e nell'assegnazione di obiettivi condivisi, per garantire il necessario raccordo tra attività di ricerca e attività di assistenza nelle aree tematiche oggetto di riconoscimento e in coerenza con gli indirizzi di politica sanitaria regionale e nazionale. (Il microfono inizia a lampeggiare). Suppongo che il tempo a mia disposizione si stia esaurendo e pertanto concludo in due parole, sottolineando l'elemento che può essere di maggiore interesse per tutti i colleghi. Gli IRCCS oggi rappresentano il raccordo tra ricerca scientifica di eccellenza, attività clinico-assistenziale di eccellenza e modelli organizzativo-gestionali di eccellenza. Non c'è dubbio che dietro a questi tre nodi, ognuno di noi è in grado di riscontrare tutto ciò che non funziona negli ospedali di oggi, quando l'attività clinico-assistenziale non è eccellente e basta l'insoddisfazione dei pazienti a confermarlo, quando la ricerca in quei campi non raggiunge gli obiettivi di innovazione necessari e quando il flop è legato non tanto alla carenza di competenze o di dedizione dei clinici o dei ricercatori che si dedicano a questo, quanto piuttosto alla disorganizzazione e alla frammentazione dei servizi per i pazienti (lo vediamo nel tema delle file prolungate e dei ritardi). Quindi, scommettere sugli IRCCS oggi significa scommettere non su una nicchia, ma su una parte da cui potrebbe riprendere e ricominciare un ripensamento totale di quella medicina "ospedaliera", a cui si ispirano ormai anche tanti modelli universitari, che può cambiare la qualità della vita e l'assistenza, pubblica e privata, di tanti pazienti in Italia. PRESIDENTE . Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, la discussione generale non avrà luogo. BINETTI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole su tutti gli ordini del giorno. In particolare, l'ordine del giorno da me presentato è semplicemente la raccolta e la messa in fila di tutti gli impegni proposti dai colleghi. L'obiettivo è molto specifico ed è stato spiegato anche stamattina; ormai il nostro sistema parlamentare procede a Camere alternate. Questo disegno di legge è stato già approvato dalla Camera e quindi il margine di manovra che abbiamo per modificarlo è prossimo allo zero;