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In conclusione una tale auspicata riforma porterebbe una migliore regolamentazione del settore, con il beneficio di procedure amministrative più facili e rapide, rendendo il settore del recupero del credito al passo coi tempi ed improntato su principi di garanzia, liceità e correttezza nei rapporti con i debitori, così come avrebbe dovuto essere fin dal principio.. Art. 1. (Definizioni e regime giuridico e fiscale) 1. I servizi per la tutela del credito consistono nella consulenza, nella gestione, nell'incasso, nel sollecito e nel recupero in via epistolare, telematica, telefonica e domiciliare per conto di terzi di crediti insoluti; essi si concretizzano nel contatto e, ove occorra, nella ricerca del debitore anche con la consultazione dei pubblici registri, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di protezione dei dati personali, nonché nell'espletamento delle attività connesse e strumentali, ivi compresi il ritiro dei beni, la consulenza per la valutazione della recuperabilità e la redazione delle relazioni negative in ipotesi di mancato successo nell'attività di recupero. 2. I servizi di cui al comma 1 si concretizzano anche mediante l'acquisto pro soluto , ai sensi dell'articolo 1260 del codice civile, di crediti considerati irrecuperabili dal cedente, esclusivamente con mezzi propri ovvero senza ricorrere al credito. Non costituisce attività di concessione di finanziamenti: a) l'acquisto dei crediti di imposta sul valore aggiunto relativi a cessioni di beni e servizi nei casi previsti dalla normativa vigente; b) l'acquisto a titolo definitivo, da banche o intermediari finanziari sottoposti alla vigilanza della Banca d'Italia di crediti classificati in sofferenza, da parte di società titolari della licenza di cui all'articolo 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, a condizione che: 1) la società acquirente non abbia ricevuto finanziamenti per un ammontare superiore al patrimonio netto; 2) il recupero del credito acquistato avvenga senza la stipula di nuovi contratti di finanziamento con i debitori ceduti, la novazione di quelli in essere, la modifica delle condizioni contrattuali. 3. Le dichiarazioni di inesigibilità del credito emesse in favore dei creditori dagli esercenti i servizi per la tutela del credito assumono efficacia probatoria qualora siano rispondenti ai princìpi individuati dall'articolo 101 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. Art. 2. (Registro degli esercenti servizi per la tutela del credito) 1. Per lo svolgimento dei servizi di cui all'articolo 1 è richiesta l'iscrizione al registro, istituito presso il Ministero della giustizia e alla cui tenuta e gestione provvede l'organismo di cui all'articolo 4, che rilascia apposita autorizzazione allo svolgimento delle attività. 2. Il registro è tenuto in formato elettronico ed è pubblico e liberamente consultabile attraverso il sito istituzionale del Ministero della giustizia. Art. 3. (Addetti alla tutela del credito: attività, formazione e qualifica professionale) 1. I soggetti o le imprese muniti dell'autorizzazione di cui al'articolo 2, comma 1, anche per il tramite di propri addetti, in qualità di lavoratori autonomi, parasubordinati dipendenti, svolgono le seguenti attività: a) ricerche presso banche dati pubbliche, accessibili al pubblico o accessibili in regime di convenzione, e rintraccio telefonico, telematico e domiciliare dell'obbligato; b) attività di sollecito e recupero dei crediti che comporti qualsiasi rapporto, telefonico, epistolare, telematico, domiciliare o altro, con l'obbligato nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di protezione dei dati personali; c) delega transattiva e incasso per conto del creditore mandante; d) redazione della relazione negativa in ipotesi di mancato successo nell'attività di recupero utilizzabile, anche per fini di deducibilità fiscale. 2. I soggetti o le imprese operanti nel settore dei servizi per la tutela del credito di cui all'articolo 1 e i loro addetti, di cui al comma 1, sono tenuti a seguire periodici corsi di aggiornamento e qualificazione professionali sulla base di percorsi formativi definiti dall'organismo di cui all'articolo 4, al fine di garantire la conoscenza, il rispetto della normativa vigente e dei provvedimenti in materia di tutela del credito, in particolare della normativa antiriciclaggio e della normativa sulla gestione dei sistemi di informazione creditizia, nonché dei principali provvedimenti finalizzati alla tutela della riservatezza del debitore. Art. 4. (Organismo nazionale pluralistico per la regolazione dei servizi di tutela del credito) 1. Al fine di garantire parità di accesso al mercato dei servizi di gestione del credito e di assicurare il progressivo adattamento alle evoluzioni del settore è istituito l'organismo nazionale pluralistico per la regolazione dei servizi di tutela del credito, di seguito denominato «organismo» e sottoposto alla vigilanza del Ministero della giustizia. 2. L'organismo è costituito da un componente indicato dal Ministero della giustizia, che lo presiede, da due componenti designati dal Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU), da un componente designato da Confindustria e da Rete Imprese Italia in rappresentanza delle società che maggiormente acquisiscono servizi di gestione del credito, da un componente in rappresentanza delle associazioni di imprese finanziarie e bancarie e da due componenti indicati dalle organizzazioni di categoria che rappresentano le società esercenti, tutti nominati per una durata di tre anni, non rinnovabili. 3. L'organismo opera sulla base di principi di autonomia organizzativa, tecnico-operativa, gestionale, di trasparenza e di economicità e persegue gli obiettivi di efficacia, efficienza, imparzialità, semplificazione e partecipazione dei cittadini e delle imprese. 4. Con decreto del Ministro della giustizia è approvato, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, lo statuto dell'organismo. Lo statuto definisce la composizione e le modalità di nomina degli organi e i principi generali di funzionamento dell'organismo. In particolare lo statuto stabilisce le modalità di convocazione e di approvazione degli atti dell'organismo, le modalità di gestione del registro di cui all'articolo 2, i limiti e i criteri per il contributo annuale di funzionamento e le modalità di nomina e composizione dell'organo deputato alla revisione dei conti. Art. 5. (Funzioni dell'organismo) 1. Sono funzioni dell'organismo la regolazione del mercato dei servizi di tutela del credito e la vigilanza sul rispetto dei requisiti minimi di erogazione dei servizi e sui livelli minimi di competenze e qualificazioni professionali degli addetti. L'organismo è preposto alla registrazione, alla sospensione e alla cancellazione dal registro di cui all'articolo 2. 2. In particolare sono funzioni dell'organismo: a) stabilire le condizioni minime di qualità dei servizi, con particolare riferimento alla riservatezza e alla conservazione dei dati, alle modalità di interazione verso il debitore, alla sicurezza delle dotazioni tecnologiche e degli accessi alle informazioni e ai dati messi a disposizione del cliente;