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Atto n. 4-00935 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che nella parte conclusiva della XVII Legislatura la Regione Veneto ha avviato negoziati con il Governo per arrivare a un'intesa sull'attribuzione di un'autonomia differenziata in più materie, come previsto dall' art. 116, terzo comma della Costituzione, a seguito dei quali sono stati sottoscritti accordi preliminari che hanno individuato i principi generali, la metodologia e un primo elenco di materie in vista della definizione dell'intesa; considerato che l' iter conclusivo del percorso per l'attivazione del regionalismo differenziato, avviato su iniziativa della Regione Veneto, terminerà con la redazione dei disegni di legge governativi che recepiscono l'intesa sottoscritta con la Regione, da sottoporre all'attenzione del Parlamento, si chiede di sapere se sia nelle intenzioni del Governo dare inizio, in tempi brevi, all' iter legislativo dei disegni di legge da sottoporre all'esame del Parlamento, al fine di dare una positiva e rapida risposta alla richiesta di autonomia avanzata dalla Regione Veneto e confermata dall'esito del referendum consultivo indetto per acquisire l'orientamento dei cittadini. Atto n. 4-00936 MINUTO Al Ministro della difesa Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in data 6 novembre 2018 è apparso sul portale "Infodifesa" un articolo dal titolo "Il dual use della Marina Militare: rimozione del Guano in caserma. Guai disciplinari per un graduato preoccupato per la salute dei colleghi"; in tale articolo si evince che nel mese di ottobre 2018, nel comprensorio della Marina Militare denominato Santa Rosa (che fornisce supporto logistico al comando in capo della squadra navale), i graduati ivi destinati sarebbero stati comandati ad eseguire rimozione di guano di piccioni di enormi quantità (diversi sacchi della spazzatura); tale materiale è considerato rifiuto speciale e, da quanto si apprende, non ci sarebbero state, durante le operazioni di rimozione le giuste precauzioni, sia riguardo ai dispositivi di protezione individuale, sia riguardo all'indottrinamento per svolgere tale attività; risulterebbe, addirittura, che un delegato Co.Ba. R. avesse sollevato tale questione e che sarebbe stato addirittura sottoposto a procedimento disciplinare con conseguente punizione; lo stesso Co. Ce. R. Marina, con la delibera 6/XII, in data 29 ottobre 2018, ha sollevato il problema della sicurezza sanitaria del personale e della trattazione dei rifiuti speciali (come ad esempio il Guano), si chiede di sapere: se al Ministro in indirizzo risulti che l'attività svolta di pulizia e rimozione di tale guano sia stata disposta con apposito ordine di servizio scritto e cosa esso prevedeva; se risulti che tale eccezionale attività, che esula dalla normale attività professionale dei graduati, sia stata svolta dopo un apposito addestramento ed una apposita certificazione; come sia stato smaltito e dove sia stata verbalizzata e tracciata la distruzione di tale materiale rientrante nella fattispecie di rifiuti speciali; se il Ministro intenda revocare il provvedimento disciplinare nei confronti del delegato Co.Ba. R. che ha sollevato legittimamente il problema; se per il futuro intenda provvedere alla pulizia di tali rifiuti tramite ditte specializzate; quali provvedimenti intenda prendere in merito agli spiacevoli eventi descritti; se voglia attivarsi, a tutela dei delegati della rappresentanza della Marina, considerando che tali atteggiamenti nei confronti di un rappresentante dei militari potrebbero configurarsi come una limitazione del mandato. Atto n. 4-00937 PAPATHEU Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la rete stradale siciliana si compone di oltre 20.000 chilometri di arterie, con 570 chilometri di autostrade, 3.591 chilometri di strade statali e altri 16.660 gestiti da Comuni ed ex Province. Il sistema viario è gestito, in particolare, da due enti di riferimento, Cas (Consorzio Autostrade Siciliane) e Anas, che si occupano delle vie di grande comunicazione regionale e delle infrastrutture di penetrazione nelle aree interne; molteplici report e statistiche indicano come le strade siciliane risultino, dal punto vista qualitativo, e quantitativo nelle retrovie del sistema nazionale e la gran parte delle autostrade e dei tracciati interni necessitino di interventi, pericolosi per l'utenza o inagibili. In Sicilia, inoltre, sono a rischio 540 tra ponti, viadotti, gallerie e cavalcavia; gli importi pagati dai siciliani con i pedaggi non sono serviti ad ammodernare le autostrade, ma per pagare numerose cause nate a seguito di gare di appalto. Anche per questo, il Governo regionale sta lavorando alla fusione Cas-Anas, al fine di costituire un nuovo soggetto giuridico, a cui trasferire la gestione dell'intera rete autostradale dell'isola. La Sicilia risulta, inoltre, al 13° posto nazionale per densità della rete ferroviaria (27,2 chilometri per 100.000 abitanti), confermando, inoltre, un inaccettabile ritardo sul fronte tecnologico, con una percentuale di binario non elettrificato nettamente superiore rispetto alla media nazionale (41,9 contro 28,2 per cento), mentre rimane addirittura ancora ferma a zero la rete di km ad alta velocità. Un divario che, secondo Rfi, potrebbe alleviarsi nell'arco futuro di un decennio con investimenti per 14 miliardi di euro; il territorio siciliano detiene il deprecabile primato di interruzioni dovute a lavori in corso, inizio e completamento dei lavori, manutenzione ordinaria e straordinaria e sensi unici alternati. Nel 2017 si sono verificati in Sicilia 11.056 incidenti stradali che hanno causato 208 vittime e il ferimento di altre 16.457. Il numero di vittime della strada è aumentato dell'8,3 per cento, in misura superiore al dato nazionale (2,9 per cento). In Sicilia, il 57,4 per cento degli incidenti stradali si concentra nei poli urbani, considerando anche le aree di cintura, che comprendono i comuni più prossimi ai poli urbani, si arriva al 76,5 per cento del totale. Nei comuni delle aree interne, caratterizzate da distanze superiori ai 20 minuti di percorrenza dai poli urbani, gli incidenti rappresentano invece il 23,5 per cento del totale regionale. Gli incidenti, in parte dovuti anche alle condizioni precarie dei tracciati stradali, comportano costi sociali con oneri economici che, a vario titolo, gravano sulla società: in Italia tale costo è stimato in 17,4 miliardi di euro, 286,8 euro pro capite, e la Sicilia incide per il 6,4 per cento sul totale del territorio nazionale (1,1 miliardi di euro - 219,4 euro pro capite ); il 19 e 20 novembre 2018, il Ministro per le infrastrutture, Danilo Toninelli, si è recato in Sicilia ravvisando una "situazione da Terzo Mondo", e asserendo, a seguito di sopralluoghi nei cantieri Anas e Rfi, tra le varie considerazioni che "occorre ci sia più Stato, più Anas, nella gestione soprattutto delle strade provinciali che sono dissestate", parlando di "scempio delle strade siciliane" e assicurando che "lo Stato è tornato";