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La riconversione in chiave ecologica dell'economia risulterà decisiva per determinare nuova occupazione e nuova crescita, così come l'impegno dello Stato nel processo di digitalizzazione del nostro territorio aprirà una fase nuova per il nostro Paese e per il nostro sistema economico. Abbiamo fatto tutto questo mettendo al primo posto il diritto alla salute. Promuovere la qualità del sistema sanitario e programmare i necessari investimenti per caratterizzare il nuovo volto della medicina territoriale non è utile solo per rispondere al primario diritto alla salute, ma ci consegna un nuovo significato del termine «pubblico». Lasciamo così nel passato la contrapposizione tra pubblico e privato, tra lo Stato e il mercato, tra il lavoro ed il capitale. Portiamo nel futuro una nuova funzione dello Stato e dell'intero sistema pubblico. Credo che si possa dire che potremo mettere fine ad un'inutile e strumentale contrapposizione politica verso tutto ciò che è pubblico e ricollocare il ruolo dello Stato dentro le dinamiche economiche. In modo particolare, vediamo nel rafforzamento del ruolo della Cassa depositi e prestiti una soluzione positiva per provare ad orientare il nostro Paese verso dinamiche economiche indirizzate all'innovazione, alla digitalizzazione, all'università e alla ricerca, indispensabili per costruire una nuova agenda economica nel nostro Paese. Tutto questo avviene, Presidente, all'interno di dati e numeri che non possono lasciare alcun dubbio rispetto alla qualità della risposta che il nostro Paese ha dato e il nostro Governo ha individuato per attraversare la crisi. Il tema non è solo quello della qualità del lavoro del nostro sistema sanitario, che chiaramente ha dato prova di essere un sistema sanitario universale frutto del lavoro e dell'intelligenza del sistema pubblico più prezioso e più importante che, insieme alla scuola, abbiamo a disposizione. Sono i dati dell'Istat a confermare le misure importanti introdotte dal Governo, perché dopo un secondo trimestre molto negativo, il risultato del trimestre che va da maggio a luglio ci incoraggia verso una nuova ripartenza: più 12,1 per cento in valore assoluto sul PIL, più 11,5 in termini reali. Questo è il confronto rispetto al trimestre febbraio-aprile del 2020. Possiamo avere idee diverse, avremmo magari messo in campo mezzi, azioni e iniziative alternative tra le diverse forze politiche, ma non è corretto denunciare l'assenza di un progetto e la debolezza delle misure che abbiamo introdotto. Le misure per rilanciare la crescita nelle sue diverse articolazioni, per favorire la liquidità alle imprese, per proteggere il lavoro e per garantire attraverso le moratorie nuovi prestiti alle imprese sono state individuate in tempi e in modi diversi, con 100 miliardi di indebitamento netto; tempi e modi diversi in stretta relazione con le dinamiche europee e con le scelte importanti che la Banca centrale europea ha compiuto nell'interesse dell'Europa. Insomma, abbiamo costruito questa risposta in stretta sintonia con un nuovo volto europeo. Non c'è campo né per il sovranismo, né per inutili polemiche all'interno delle nuove sfide economiche che abbiamo di fronte. Il decreto-legge n. 104 muove sui 25 miliardi di indebitamento netto che il Parlamento ha autorizzato; 32 miliardi è il saldo netto da finanziare. Sono 100 miliardi di euro la risposta dell'Italia alla crisi pandemica, che rappresentano 6 punti percentuali di PIL, e altri 200 miliardi ovviamente di saldo netto da finanziare. Il decreto guarda oltre l'emergenza, spinge il Paese verso la ripresa delle produzioni e dell'occupazione. Voglio soffermarmi su quattro questioni che ritengo cruciali e fondamentali per il futuro del nostro Paese. La crisi pandemica ci restituisce innanzitutto la centralità del lavoro: sono 8,5 miliardi di euro, 12 in termini di saldo netto da finanziare che abbiamo utilizzato per rafforzare gli ammortizzatori sociali, rendendoli più selettivi, e per incentivare la ripresa dell'occupazione con sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato e per chi fa rientrare i lavoratori dalla cassa integrazione. Per le aziende che hanno utilizzato gli ammortizzatori e non li richiederanno abbiamo previsto l'esonero dei contributi previdenziali a loro carico per i prossimi quattro mesi, entro il 31 dicembre. Insomma, restituire centralità al lavoro, favorire la buona e la piena occupazione sono interventi utili che vanno al di là della crisi pandemica e restituiscono centralità e dignità alla straordinaria questione che il lavoro rappresenta. Ovviamente anche le imprese che assumono lavoratori subordinati a tempo indeterminato entro il 31 dicembre vengono escluse dal versamento dei contributi previdenziali per sei mesi dall'assunzione. Insieme alla proroga della NASPI, sono misure molto importanti e qualificanti del nostro lavoro. La stessa questione riguarda la filiera dell'economia: tre miliardi di euro. Sono interventi certamente più selettivi rispetto ai decreti precedenti, ma tendono ad affrontare le criticità dei sistemi economici più deboli, dal turismo all'agricoltura, alle piccole e medie imprese ed insieme, ovviamente, al potenziamento e alla moratoria sui prestiti alle piccole e medie imprese fino al 31 gennaio, danno un contributo rilevante alla crescita. Ricordo anche gli interventi a favore degli enti territoriali. Mi riferisco al necessario contributo che dobbiamo dare a sostegno dell'attività dei Comuni, perché la ripartenza avviene insieme ed è un pezzo importante del decreto al nostro esame. Se a questo aggiungiamo gli 1,3 miliardi alla scuola, con assunzioni di personale e con adeguate strutture per programmare la ripartenza, credo che siamo in presenza di un provvedimento importante, utile a restituire centralità al nostro Paese, alla ricostruzione e alla ripartenza di un'economia che ha bisogno di restituire dignità e credibilità al lavoro e all'impresa. Le misure che abbiamo introdotto sono quindi funzionali alla ripartenza e sono un ponte verso la nuova programmazione europea. (Applausi) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Senatore Augussori, se vuole intervenire dovrebbe scendere al banco dei relatori. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei segnalare l'assenza del rappresentante del Governo. PRESIDENTE . Sono stati avvisati e so che stanno arrivando velocemente. Sospendo comunque la seduta in attesa dell'arrivo del rappresentante del Governo. (La seduta, sospesa alle ore 15,16, è ripresa alle ore 15,25) . Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Errani. ERRANI, relatore . Signor Presidente, colleghe e colleghi, come ha già detto il senatore Manca, in una situazione molto difficile abbiamo fatto un lavoro che si è basato sostanzialmente sul concetto di provare a dare un ruolo al Parlamento; certo, non su tutto; certo non abbiamo cambiato la struttura del decreto-legge, tuttavia per questo lavoro ringrazio tutti i colleghi della Commissione, in particolare quelli dell'opposizione, che con pazienza hanno lavorato insieme a noi per cercare delle risposte. Ripeto che non è tutto e non intendo in alcun modo rovesciare il ragionamento in relazione al rapporto tra maggioranza e opposizione, però un passo lo abbiamo fatto e io credo che questo sia molto importante. Su questioni sensibili, dal turismo, alle terme, ai lavoratori fragili, abbiamo raggiunto intese che hanno portato a riformulazioni comuni di tutti gli emendamenti.