[pronunce]

che neppure si ravvisa «un problema di possibilità di abusivo "ampliamento" delle possibilità difensive dell'attore», essendogli consentito di fissare l'udienza in giorni non di calendario e, quindi, di allungare i termini della propria risposta alle eccezioni di parte, alle domande riconvenzionali e così via, il che porrebbe «problemi di compatibilità costituzionale con riferimento ai principi sanciti negli artt. 3 e 24 Cost. in combinato disposto con il principio di parità delle parti - art. 111 Cost.»; che, invero, a prescindere dal carattere meramente eventuale della violazione di detti parametri, la previsione di congrui termini per comparire (art. 163-bis cod. proc. civ. ) consente, comunque, alle parti una adeguata preparazione e lo svolgimento di un regolare contraddittorio, sul quale non incide il differimento dell'udienza di comparizione ai sensi dell'art. 168-bis, quarto comma, cod. proc. civ. , che può derivare da qualunque motivo, anche fortuito e indipendente da ragioni organizzative dell'ufficio o del giudice; che, peraltro, se dai principi del giusto processo discende il diritto ad un equo vaglio giurisdizionale, ciò non toglie che il processo debba essere governato, per esigenze di certezza, da scansioni temporali, nella cui fissazione il legislatore gode di ampia discrezionalità, nel rispetto del principio di ragionevolezza; che non sussiste, dunque, la violazione degli invocati parametri costituzionali. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale) e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 166 del codice di procedura civile, sollevata, con riferimento agli articoli 3, 24, 111 della Costituzione e al principio di ragionevolezza, dal Tribunale ordinario di Tivoli, in composizione monocratica, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'1 luglio 2013. F.to: Franco GALLO, Presidente Alessandro CRISCUOLO, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 4 luglio 2013. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI