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Le finalità di questo disegno di legge sono, pertanto, da un canto, quella di dare immediata attuazione al principio che afferma pari dignità tra uomo e donna, anche nella scelta del cognome; dall'altro canto, di eliminare finalmente il contrasto tra i principi giuridici di matrice europea ed internazionale, che con la novella dell'articolo 117 della Carta fondamentale, hanno assunto il rango di norma costituzionale a cui tutte le norme interne devono uniformarsi. Giova tra l'altro segnalare che tale disparità di trattamento tra uomo e donna, è stata ampiamente superata dagli Stati europei con i quali la nostra Nazione condivide una spiccata sensibilità in materia di evoluzione dei diritti umani. Ed infatti, gli ordinamenti interni di Spagna, Francia, Inghilterra e Germania prevedono l'applicazione di norme che garantiscano, con meccanismi differenti, una parità tra uomo e donna in materia di scelta del cognome da assegnare al proprio figlio; non vi è, dunque, traccia di alcuna ingerenza dello Stato -- se non in via del tutto residuale -- sulla scelta del cognome. Segnalati gli ordinamenti sopra elencati, la scelta è ricaduta, per motivi di equilibrio, su quello francese, il quale nella trasmissione del cognome non prevede alcuna distinzione tra la madre o il padre ed il figlio può ricevere il cognome di uno o dell'altro genitore o entrambi i cognomi affiancati. Il presente disegno di legge è strutturato in quattro articoli, anche di modifica di quelle disposizioni normative ordinarie, per le quali potrebbe configurarsi una questione di legittimità costituzionale. Con il primo articolo si intende riconoscere la parità di trattamento ad entrambi i genitori, in quanto il figlio potrà ricevere il cognome di uno o dell'altro genitore. Si tratta di una statuizione di principio con la quale lo Stato riconosce pari dignità ad entrambi i genitori nell'assegnazione del cognome. Il secondo articolo, all'interno del libro del codice civile dedicato al diritto di famiglia, interviene con l'articolo aggiuntivo 143- bis .1, prevedendo l'ipotesi in cui i genitori riconoscano contemporaneamente il proprio figlio. In questo specifico caso l'attribuzione del cognome verrà decisa di comune accordo dai genitori, i quali potranno scegliere il cognome di uno o dell'altro o entrambi i nomi, affiancati secondo l'ordine di loro scelta per un massimo di un cognome per genitore. Ai genitori verrà richiesto di presentare una dichiarazione congiunta davanti all'ufficiale di stato civile, ed in assenza di una dichiarazione congiunta il bambino acquisirà i cognome di entrambi i genitori in ordine alfabetico. Il criterio scelto nell'ipotesi in cui non vi sia l'accordo di entrambi i genitori è coerente con l'innovazione proposta, in quanto impedisce a ognuno dei genitori di vietare l'inserimento del cognome dell'altro e prevede l'inserimento comunque di entrambi i cognomi. In riferimento all’ordine di assegnazione si è preferito il criterio dell'ordine alfabetico, ritenuto imparziale ed impersonale. Lo stesso articolo, al suo quarto comma prevede che i genitori possano scegliere il cognome solo per il figlio primogenito, e tale scelta sarà applicata anche agli altri figli della coppia. Sarà, infatti, l'ufficiale di stato civile ad attribuire lo stesso cognome agli altri figli che risultino generati dalla stessa coppia. Il terzo articolo prevede una riformulazione dell'articolo 262 del codice civile. Con l'articolo novellato si intende ridisegnare l'ipotesi normativa del riconoscimento di un figlio naturale anche alla luce delle ultime modifiche intervenute in materia di filiazione. La nuova formulazione della norma prevede l'applicazione della stesso meccanismo di scelta del cognome, da assegnare al figlio sia nel caso in cui il riconoscimento successivo venga esercitato dalla madre che dal padre. Al fine di rafforzare il principio di pari dignità previsto dall'articolo 1 del disegno di legge, viene coerentemente utilizzato il termine genitore, anziché i termini «padre» e «madre». Il quarto articolo aggiorna conseguentemente anche l'articolo 299 del codice, relativo ai figli adottivi. Con l'ultimo articolo si intende applicare il principio di pari dignità anche all'articolo 33 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 396 del 2000, il quale dispone l'ipotesi di assegnazione del cognome di un figlio legittimato. In questa specifica ipotesi al figlio andrà assegnato il cognome scelto dai genitori e non quello del padre. In ragione delle considerazioni sin qui esposte ed anche alla luce della più recente giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani, si auspica un celere e positivo esame del presente disegno di legge.. 1 1 Lo Stato riconosce ad entrambi i genitori lo stesso diritto di assegnare al figlio il proprio cognome. 2 1 Dopo l'articolo 143- bis del codice civile è inserito il seguente: «Art. 143- bis .1. - (Cognome del figlio) . -- Nel caso in cui il figlio sia riconosciuto contemporaneamente da entrambi i genitori, questi, di comune accordo, possono scegliere il cognome di uno o dell'altro o entrambi i cognomi, affiancati secondo l'ordine da loro scelto, per un massimo di un cognome per genitore. I genitori devono presentare una dichiarazione congiunta davanti all'ufficiale di stato civile, che comprovi l'accordo di cui al primo comma. In assenza di una dichiarazione congiunta dei genitori, l'ufficiale dello stato civile attribuisce al figlio i cognomi di entrambi i genitori in ordine alfabetico. Ai figli successivi al primo, generati dai medesimi genitori, l'ufficiale dello stato civile attribuisce d'ufficio lo stesso cognome attribuito al primo figlio. Il figlio cui sia attribuito il cognome di entrambi i genitori può trasmetterne al proprio figlio soltanto uno». 3 1 L'articolo 262 del codice civile è sostituito dal seguente: «Art. 262. - (Cognome del figlio nato fuori dal matrimonio). -- Il figlio assume il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto. Se il riconoscimento è stato effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori il figlio assume il cognome scelto dai genitori. Si applica l'articolo 143- bis .1. Se la filiazione nei confronti di uno dei genitori è stata accertata, o riconosciuta successivamente al riconoscimento da parte dell'altro genitore, il figlio può aggiungere il cognome di quest'ultimo anteporlo o sostituirlo a quello del genitore che lo ha riconosciuto per primo». 4 1 All'articolo 299 del codice civile il quarto comma è sostituito dal seguente: «Se l'adozione è compiuta da coniugi si applica l'articolo 143- bis .1». 5 1 All'articolo 33, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, le parole: «del padre» sono sostituite dalle seguenti: «scelto dai genitori».