[resaula]

Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti da 7.1 a 7.5. BERGAMINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.1, presentato dal senatore Mallegni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . MALLEGNI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ritiriamo gli emendamenti 7.3 e 7.4. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.5, presentato dai senatori La Russa e Totaro. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 8 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. GRIMANI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 8.1 e parere favorevole sull'ordine del giorno G8.1. BERGAMINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.1, presentato dai senatori La Russa e Totaro. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G8.1 non verrà posto ai voti. Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 10 del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. GRIMANI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 10.1. BERGAMINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.1, presentato dai senatori La Russa e Totaro. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. GRIMANI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, l'approvazione di questo disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 22 è uno di quei passaggi che appaiono rituali e frequenti nel momento in cui si costituiscono nuovi Governi. Spesso si tratta di provvedimenti che generano polemiche, ma poi, approfondendo il contenuto degli stessi, si valuta come servano a ridefinire il profilo dell'azione di Governo, come in questo caso. Sono quindi provvedimenti che hanno l'obiettivo di ricostituire la struttura del Governo, secondo precise scelte politiche e secondo priorità che il Governo intende darsi. È quindi una rivisitazione legittima dell'assetto del Governo, corrispondente sicuramente ai bisogni che oggi si avvertono per quanto riguarda le risposte che occorre dare alla società a fronte delle richieste avanzate, per soddisfare quei bisogni e soprattutto per essere conseguenti nelle difficili scelte che ci attendono. Con la conversione di questo decreto-legge prepariamo il Paese alle sfide future, a partire da quella del recovery plan . Si dà, infatti, una struttura al Governo, ridefinendo gli assetti ministeriali sulla base di alcuni importanti principi, soprattutto dando alla struttura dei Ministeri una connotazione politica attraverso le parole chiave che vengono inserite nelle diciture che li identificano. Transizione ecologica, mobilità sostenibile, innovazione tecnologica, turismo, sviluppo economico: sono questi i temi che emergono nella nostra attività di conversione del decreto-legge. Si parte proprio dal tema della transizione ecologica, che è sentito dalle forze politiche, alcune delle quali hanno su questo una predisposizione e un impegno politico maggiore di altre. Ad ogni modo tutto il Parlamento è sicuramente interessato e impegnato sul tema della transizione ecologica. In questo senso, anche Italia Viva ha svolto un proprio lavoro di approfondimento e di condivisione, attraverso un emendamento che è stato approvato alla Camera, che ha previsto la possibilità di far partecipare il Ministro della transizione ecologica al Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, proprio partendo dalla considerazione che si tratti di un Ministero che sarà al centro delle politiche strategiche di investimento e di sviluppo. È, tra l'altro, una scelta necessaria, perché sappiamo bene che le competenze di questo nuovo Ministero avranno ricadute pesanti sul tema della sicurezza e del sistema energetico nazionale. Si spiega così la ragione per la quale è stato proposto che il Ministro avesse la possibilità di partecipare al Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica. Il provvedimento in esame, come ho detto in precedenza, vuole ridefinire la struttura del Governo, soprattutto per dare risposte alle domande che saranno più frequenti nelle prossime settimane e che già ora sono ricorrenti. Il provvedimento mira a ricostruire la struttura del Governo per dare risposte in una fase politica e sociale complicata, quella post pandemica, anche se gli effetti della pandemia non sono sicuramente da considerare esauriti, ma sono ancora importanti. È chiaro che dobbiamo dare delle risposte perché serve una pubblica amministrazione preparata, organizzata, all'altezza della sfida che anche l'Europa ci ha posto con i 200 miliardi del recovery plan . Ci vorrà una pubblica amministrazione che sia in grado di rendere quegli investimenti rapidi e fruttuosi perché è ciò che il Paese si aspetta. È chiaro che la riorganizzazione della struttura del Governo non esautora il Parlamento; questo è un tema che ci dobbiamo assolutamente porre nel nostro dibattito. Troppo spesso in questo ultimo anno abbiamo aperto una conflittualità tra Governo e Parlamento; ricordiamo tutti la fase dei famosi DPCM, che poneva all'attenzione un contrasto tra il potere decisionale del Governo e la capacità di incidenza del Parlamento. Dobbiamo superare quella contrapposizione; ci deve essere una dialettica costruttiva. Chiaramente, rafforzando il Governo, si deve rafforzare anche la capacità del Parlamento di influire nelle scelte e di dare segnali rilevanti al Governo. Tra l'altro, la scelta dell'Esecutivo di varare decreti-legge, come avvenuto con il testo esaminato in Commissione affari costituzionali e come avverrà nelle prossime settimane con il provvedimento che sancisce le prime riaperture a partire dal 26 aprile, si è scelta una strategia di maggiore coinvolgimento del Parlamento, che dovrà convertire quei decreti-legge. Quindi, non ci sono più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri all'attenzione del Parlamento.