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250 milioni imputabili ai diritti di sorvolo e infine 100 milioni imputabili ai costi per il sistema di prenotazione e vendita dei biglietti. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 18,15) ( Segue CIRINNÀ). Tra i costi evidenziati, questi numeri che vi ho letto, questi otto elementi di costo, gli unici che per incidenza si trovano ad essere in linea con gli standard europei di tutti gli altri Paesi, sono quelli relativi al personale e ai diritti di sorvolo, i diritti aeroportuali. Tutte le altre voci di costo sono palesemente lontane da ogni logica reddituale. Esaminiamo adesso la prima voce, quella più spropositata di tutte, il costo del carburante che incide addirittura sul costo pieno per circa il 20 per cento. Considerando il numero di aerei in flotta, la loro tipologia, i percorsi e le ore volate nell'esercizio relativo all'anno 2015, risulta che Alitalia abbia pagato per il carburante intorno al 20 per cento in più rispetto ai valori di mercato. Altra voce da tenere presente è quella dei costi relativi al leasing degli aeromobili. Alitalia ha i peggiori contratti di leasing mai negoziati in aviazione moderna e non solo per il rateo mensile riferito al nolo degli aeromobili che è di circa il 15 per cento maggiore della media di mercato, ma anche per condizioni economiche relative alle riserve di manutenzione e alle condizioni di riconsegna che sono assolutamente spropositate, totalmente fuori da ogni logica di mercato e gravano sui conti della compagnia per centinaia di milioni. Se ciò non bastasse, dovete sapere che Alitalia noleggia alcuni aeroplani secondo una formula definita Wet Lease o ACMI che è l'acronimo con cui si definisce un modello di noleggio che comprende, oltre l'aeromobile ( aircraft ) anche l'equipaggio ( crew ), la manutenzione del velivolo ( maintenance ) e l'assicurazione dello stesso ( insurance ). Questa formula di noleggio è assolutamente antieconomica e venne istituita solo per dare la possibilità alle aerolinee di potere far fronte ad eventuali avarie di un aeromobile della propria flotta, sostituendolo per un periodo limitato con un aeromobile operato da altra compagnia soprattutto allo scopo di tutelare la carta dei diritti del passeggero in materia di riprotezione del volo. Alitalia invece, facendo un grave errore, utilizza questa formula di noleggio con Ethiad regional (che altro non è che la compagnia regionale svizzera Darwin) operando tratte che invece potrebbero essere operate in proprio con i componenti della propria flotta con notevoli risparmi. Viene da pensare che forse occorreva aiutare la compagnia svizzera nell'impiego degli aeromobili, nell'interesse esclusivo del socio Ethiad che altrimenti avrebbe dovuto coprire anche le copiose perdite di Darwin, oltre quelle di Air Berlin. Veniamo ad un'altra voce di spesa sempre piuttosto importante che è quella relativa ai costi della manutenzione degli aeromobili. Alitalia, dal 2008 in poi, inizia un processo di esternalizzazione della manutenzione che è una delle cause primarie dei successivi dissesti dell'aerolinea. Chi di voi frequentava i lavoratori dell'aeroporto - Presidente le chiedo un attimo ancora - si ricorderà quali e quanti erano gli hangar di manutenzione, quale immenso lavoro si faceva sui motori, sulla componentistica e sulla parte interna degli aerei. Bene, quegli hangar di manutenzione non esistono più, sono stati interamente smantellati. È stato fatto un accordo con una compagnia israeliana. Alcuni motori vengono caricati sui cargo e spediti in Israele per essere aggiustati, smantellando non solo tutta la parte degli hangar ma anche l'immensa ed infinita competenza dei nostri lavoratori. Aggiungo velocemente che se Alitalia avesse puntato su Alitalia Manutenzione, curandone lo sviluppo e la crescita, invece di farla miseramente fallire, avrebbe potuto performare in casa la manutenzione dei propri motori e allo stato è costretta invece a mandarli in differenti parti del mondo. Signor Presidente, visto che non voglio abusare del mio tempo, sorvolo sui costi relativi alle operazioni di scalo e chiedo di poter depositare questa parte del mio intervento perché venga allegata al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE. Sorvoli pure, si tratta anche di Alitalia! CIRINNA' (PD) . Signor Presidente la sua ironia è sempre meravigliosa, ci fa sempre tornare il sorriso. Sono sempre contenta quando la vedo. Consegno agli atti anche la parte relativa ai costi relativi al sistema di prenotazione biglietti. Ho bisogno solo di un minuto per concludere sui punti più importanti. Come potremmo, davanti all'ipotesi di approvazione di questo decreto-legge che allunga i tempi, ottenere dei risparmi? Alitalia risparmierebbe circa 150 milioni di euro annui rispetto ai costi di manutenzione, come vi ho detto; verrebbero ad essere reimpiegate migliaia di unità lavorative oggi in cassa integrazione; verrebbero ad essere reimpiegati anche hangar e numerose strutture; verrebbe restituita dignità professionale a ingegneri aeronautici, meccanici e professionisti; Alitalia potrebbe vendere a terzi i servizi di manutenzione prodotti in casa; si potrebbe ottimizzare la flotta in relazione alla soglia dimensionale e strategica di questo network . Concludo, signor Presidente, nel dire che la politica manageriale attuata in questi anni ha cercato solo di scaricare sui lavoratori Alitalia e sui contribuenti il susseguirsi di errori strategici e ha prodotto solo disastri, risultati sempre peggiori, in un clima interno che contribuisce non poco alla decrescente redditualità della società. Alitalia certamente necessita di una rivisitazione dell'organizzazione interna, ma lo sforzo deve essere quello di ricollocare le risorse in essere nelle caselle a loro congeniali, iniziando con il valorizzare le competenze e la qualità professionale che caratterizzano non pochi soggetti all'interno della compagnia. Si pensi, ad esempio, al ritorno in termini economici (e non solo) che si potrebbe ottenere nel ricostituire una scuola di volo in Alitalia, certamente considerata la qualità e la tradizione dei piloti italiani. Potrebbe diventare un punto di riferimento di molte compagnie del mondo, a iniziare da quelle cinesi e dei Paesi emergenti come i Paesi arabi, che necessitano costantemente di competenze. Con un po' di coraggio, signor Presidente , e votando a favore della conversione in legge di questo decreto-legge, noi potremmo ridare respiro a una grande compagnia, al nostro territorio, a migliaia di lavoratori. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Laniece) . PRESIDENTE. Senatrice Cirinnà, la Presidenza l'autorizza a consegnare la restante parte dell'intervento affinché venga allegata al Resoconto. È iscritto a parlare il senatore Siclari. Ne ha facoltà. SICLARI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge che siamo chiamati oggi a convertire in legge detta misure urgenti per assicurare il completamento delle procedure di cessione dei complessi aziendali facenti capo ad Alitalia. In particolare, esso differisce al 31 ottobre 2018 il termine per l'espletamento di tali procedure di cessione e proroga al 15 dicembre 2018 la durata del finanziamento a titolo oneroso di 900 milioni di euro, sopprimendo le disposizioni che ne prevedevano la restituzione entro il termine dell'esercizio.