[ddlpres]

Rigenerazione urbana e uso sostenibile del suolo. Onorevoli Senatori . – È ormai improcrastinabile un intervento normativo che inquadri a livello nazionale la materia della rigenerazione urbana con un approccio sistematico. La rigenerazione urbana rappresenta un elemento essenziale per il miglioramento della qualità delle nostre aree urbanizzate e si declina nel raggiungimento di due obiettivi fondamentali: da un lato nella rivitalizzazione di tessuti urbani degradati mediante il loro riutilizzo volto a un migliore impiego e, dall'altro, nel ridimensionamento del fenomeno del consumo e della impermeabilizzazione del suolo che, dal dopoguerra a oggi, continua la sua inesorabile marcia distruttiva causando l'alterazione dei sistemi ambientali. Nell'ambito della materia del governo del territorio, la rigenerazione urbana e la limitazione del consumo e dell'impermeabilizzazione del suolo costituiscono gli strumenti finalizzati sia al recupero del patrimonio costruito per migliorarne la qualità, la sicurezza sismica e idrogeologica, l'efficienza energetica e idrica, favorendo la coesione sociale, sia alla promozione di politiche urbane e territoriali integrate e sostenibili, orientate al perseguimento della salvaguardia e al ripristino delle funzioni eco-sistemiche del suolo, alla tutela dell'ambiente e del paesaggio, garantendo la dotazione tecnologica di strumenti necessari per conseguire, entro il 2050 l'obiettivo europeo di azzeramento del consumo di suolo. Il rapporto dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'agenda ( sustainable development goals -SDGs) 2030 del 2022 evidenzia che il consumo di suolo torna ad accelerare: nel 2021, le superfici rese impermeabili dalle coperture artificiali registrano un incremento medio di 17,4 ettari al giorno, contro i 15,9 dell'anno precedente, raggiungendo il 7,2 per cento del territorio nazionale. Nel rapporto del 2023 purtroppo il dato risulta invariato. Anche il Rapporto « Il consumo di suolo in Italia 2023 », pubblicato dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), conferma che il processo del consumo del suolo ha raggiunto la velocità di 2,4 metri quadrati al secondo, avanzando, in soli dodici mesi, di altri 77 chilometri quadrati, oltre il 10% in più rispetto al 2021. L'impermeabilizzazione del suolo rende le città sempre più calde: nei principali centri urbani italiani, la temperatura cresce all'aumentare della densità delle coperture artificiali, raggiungendo nei giorni più caldi valori compresi tra 43 e 46 °C nelle aree più sature. Il suolo cementificato trattiene e restituisce calore anche nelle ore notturne rendendo l'ambiente urbano malsano e contribuendo al fenomeno delle isole di calore. Ma il consumo di suolo incide anche sull'esposizione della popolazione al rischio idrogeologico, considerato che in un solo anno sono stati impermeabilizzati ben 900 ettari di territorio nazionale in aree a pericolosità idraulica media. Purtroppo assistiamo pressoché inerti al susseguirsi, con un ritmo sempre più incalzante, di eventi atmosferici abnormi che stanno diventando ordinari e che cagionano gravi danni soprattutto laddove il suolo è maggiormente cementificato e impermeabilizzato e non riesce a drenare verso il sottosuolo l'eccesso d'acqua, che tra l'altro si disperde invece che andare ad alimentare le riserve di acqua dolce costituite dalle falde acquifere profonde . Quindi la rigenerazione urbana, ponendosi come alternativa al consumo e all'impermeabilizzazione di nuovo suolo, si colloca tra quelle politiche di protezione dell'ambiente che, in attuazione degli articoli 9 e 41 della Costituzione, possono guidare l'intervento dello Stato nelle attività economiche pubbliche e private. Per affrontare consapevolmente e seriamente il tema della rigenerazione urbana quale elemento essenziale per garantire la qualità delle nostre aree urbanizzate anche in funzione della necessità di tutelare il suolo, occorre ricostruire una solida e preparata sensibilità ecologica. La politica deve riuscire a rappresentare questa urgente questione ambientale e a dare delle risposte, proponendo soluzioni efficaci ed efficienti. Il presente disegno di legge in materia di rigenerazione urbana e di governo del territorio, tenuto conto dell'importanza della tutela dell'ecosistema del suolo e della riduzione del rischio idrogeologico, si prefigge il raggiungimento dei seguenti obiettivi: favorire il riuso edilizio di aree già urbanizzate edificate e di aree produttive con presenza di funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti, nonché dei complessi edilizi e di edifici pubblici o privati, in stato di degrado, di abbandono, dismessi, inutilizzati, in via di dismissione o da rilocalizzare, incentivandone la riqualificazione fisico-funzionale, la sostenibilità ambientale, la sostituzione e il miglioramento del decoro urbano e architettonico complessivo, senza impermeabilizzazione e senza consumo di nuovo suolo; aumentare la superficie permeabile del suolo nel tessuto urbano, nel rispetto del principio dell'invarianza idraulica, mediante il riuso e la riqualifica dell'edificato esistente, la de-impermeabilizzazione, la rinaturalizzazione, la conservazione delle aree verdi e permeabili esistenti, anche ai fini di incrementare l'assorbimento di CO2 e di consentire l'infiltrazione delle acque; nell'ambito del governo del territorio e della rigenerazione urbana, favorire il riequilibrio ambientale e la sostenibilità ecologica incrementando la presenza di aree di verde profondo, il rimboschimento, la biodiversità negli ambiti urbani; mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e degli eventi meteorologici estremi nelle città per prevenire il dissesto idrogeologico e per ridurre il fenomeno delle isole di calore, anche intervenendo con soluzioni tecnologiche, architettoniche e ingegneristiche per l'efficientamento energetico e per la sicurezza sismica; privilegiare interventi di densificazione urbana per il miglioramento della fruizione dei servizi pubblici, anche allo scopo di ridurre al minimo la impermeabilizzazione e il consumo di nuovo suolo; nell'ambito del governo del territorio, associare al criterio del « saldo zero » del consumo di suolo, quelli del pareggio di bilancio dei servizi eco-sistemici, di invarianza idraulica, di rinaturalizzazione, de-impermeabilizzazione e bonifica del suolo già consumato e già impermeabilizzato; innalzare il livello della qualità della vita, nei centri storici come nelle periferie, con servizi di prossimità, integrando funzionalmente aree a verde profondo e spazi naturali, residenze, attività economiche, servizi pubblici e commerciali, attività lavorative, tecnologie e spazi dedicati al lavoro comune, cosiddetto coworking , e al lavoro agile, servizi e attività sociali, culturali, educativi e didattici, nonché spazi e attrezzature per il tempo libero, per l'incontro e la socializzazione, con particolare considerazione delle esigenze delle persone con disabilità, senza consumo e impermeabilizzazione di suolo; tutelare i centri storici e i siti di interesse culturale, ambientale e paesaggistico nelle peculiarità identitarie, dalle distorsioni causate dall'incontrollata speculazione edilizia, dalla pressione turistica, dall'abbandono;