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è stato palese, perché il PD e il MoVimento 5 Stelle hanno votato contro. Questo sicuramente non va bene. Voi vi siete anche arrogati l'appellativo del Governo dei migliori, ma giorno dopo giorno ci rendiamo conto che invece siete il Governo dei miglioristi. Quindi, va rimosso, signor Ministro, l'illogico stop alle nuove estrazioni che portano, appunto, nell'alto Adriatico. E poi non ha detto nulla, signor Ministro, in merito a una situazione assurda, quella della Croazia, che approfitta del nostro immobilismo e riesce a fare tutto. Noi non siamo soddisfatti della sua risposta, perché, signor Ministro, la differenza tra noi e il resto del mondo è - secondo noi - la priorità data alla difesa degli interessi degli italiani. Quindi continueremo questa battaglia perché, se le risposte vengono date in questo modo, chiaramente non saremo mai soddisfatti. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Il senatore Ferrari ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03392 sulla grave siccità del bacino del Po, per tre minuti. FERRARI (PD) . Signor Ministro, parliamo della gravissima crisi che sta vivendo il bacino idrico del Po. L'ondata di calore combinata alla continua siccità che ha investito l'Italia nell'ultimo mese rappresenta solo la coda di un annata metereologica estremamente complicata per il nostro Paese, che sta avendo con tutta evidenza ripercussioni gravi sull'ambiente e sull'agricoltura, in particolare proprio sul bacino idrico del Po, il più importante del Paese, anche per il susseguirsi di una serie di eventi e di fenomeni eccezionali: per esempio, un accumulo nevoso ai minimi storici per tutto il periodo da gennaio ad oggi; il livello idrometrico dei laghi costantemente prossimo ai minimi; una conseguente depressione della falda. Il lago Maggiore, per esempio, a fronte di una capacità di invaso di 150 centimetri, è ora a soli 15 centimetri. I dati raccolti dalle associazioni di categoria agricole, agroalimentari e ambientaliste confermano l'eccezionalità della situazione e prevedono, peraltro, con l'approssimarsi dell'estate, un ulteriore peggioramento. Analogamente, indicano questa rotta anche i bollettini mensili dell'osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del distretto idrografico del Po in termini di portata delle acque, dei livelli idrometrici, di pioggia, di temperature, di intrusione salina, di accumuli nevosi e accumuli di acqua nei laghi e negli invasi montani; così come, ancora, uno studio specifico sulla genesi della siccità del 2020, elaborato da Confagricoltura Pavia, con uno sguardo sugli effetti che tale siccità ha verso il sistema agricolo padano. Lo stesso osservatorio permanente sulle crisi idriche, convocato a fine maggio e poi ancora il 10 giugno dalle autorità di bacino distrettuali del fiume Po, ha dichiarato che la gravità degli attuali livelli di siccità, di fatto, ci porta a vedere che quella attuale è la peggiore crisi da settant'anni ad oggi. Insomma, questa è la realtà, una realtà molto chiara nella sua gravità, ed è altrettanto chiaro che servono iniziative subito ed eccezionali. Pertanto, le chiediamo se sta valutando di proporre l'adozione dello stato di emergenza, garantendo anche lo stanziamento di opportune risorse per fronteggiare i danni all'ambiente, alle imprese agricole e alla produzione agroalimentare; se intende costituire un tavolo di gestione dell'emergenza che sia rivolto, oltre agli altri Ministeri coinvolti, anche all'autorità di bacino del Po, alle Regioni, agli enti regolatori dei laghi prealpini, alle associazioni nazionali dei consorzi di bonifica, alle associazioni agricole e via dicendo; se sta valutando, infine, opportune iniziative per favorire l'adozione di specifiche deroghe sulle concessioni di derivazione d'acqua pubblica o altre urgenti iniziative volte a prevenire l'ulteriore temuto aggravarsi della situazione. (Applausi del senatore Verducci). PRESIDENTE. Il ministro della transizione ecologica, professor Cingolani, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CINGOLANI, ministro della transizione ecologica . Senatore Ferrari, la situazione idrometeorologica a livello nazionale - come può immaginare - in questo momento è monitorata con molta attenzione dagli osservatori permanenti sugli utilizzi idrici, che sono stati istituiti presso le Autorità di bacino distrettuali con i protocolli d'intesa interistituzionali, insieme alle amministrazioni centrali e locali competenti. Gli osservatori operano anche da cabina di regia per la previsione e la gestione degli eventi di carenza idrica e siccità, le cui attività sono definite, a seconda dei vari scenari di severità idrica, secondo un criterio di proporzionalità ed efficienza. Certamente - come diceva lei - questo è uno degli scenari peggiori che si possa prevedere. Gli osservatori forniscono il supporto informativo e operativo per contribuire alla definizione delle decisioni per la gestione dell'eventuale emergenza da parte degli organi della Protezione civile nazionale, a cui compete questa azione, e delle altre autorità competenti coinvolte. Proprio nel caso di scenario di severità idrica alta, malgrado l'adozione di tutte le misure preventive, si possono verificare stati critici che non sono prevedibili, nei quali la risorsa idrica non è sufficiente a evitare danni al sistema; su questo bisogna intervenire con misure speciali. Attesa l'importanza di queste strutture, stiamo potenziando il monitoraggio sulla questione della scarsità idrica. È stato costituito il Comitato di coordinamento nazionale degli osservatori, deputato a garantire l'azione effettiva ed efficace sull'intero territorio nazionale. Per rispondere specificatamente alla sua domanda, stiamo costituendo il tavolo politico-istituzionale di altro profilo alla presenza di tutte le Autorità di bacino nazionali, per cogliere tutte le opportunità e le proposte di intervento a livello nazionale e fare un quadro di insieme sulla scala dell'intero Paese. In tema di azioni per il contrasto dei fenomeni di siccità e di scarsità idrica, le posso garantire che l'attenzione è costante. Ci sono iniziative più strutturali, come il potenziamento degli strumenti gestionali di bilancio idrico a supporto degli osservatori e delle Autorità idrauliche distrettuali o gli investimenti in opere infrastrutturali sia all'interno del PNRR che attraverso lo strumento del Piano nazionale degli interventi nel settore idrico, attualmente di competenza del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e che è stato inglobato, per evitare sovrapposizioni, proprio nel PNRR. Qui prevediamo interventi finalizzati a incrementare la sicurezza dell'approvvigionamento idrico di importanti aree urbane, la sicurezza e la resilienza delle reti, compresi l'adattamento ai cambiamenti climatici e la capacità di trasporto della risorsa. Due esempi significativi sono un forte investimento per la riduzione delle perdite, che superano il 40 per cento su 24.000 chilometri di pipeline (quindi sono sostanziose), e un potenziamento della collezione di acque piovane, creando un certo numero di bacini. Credo che lei sappia meglio di me che c'è un'incapacità di collezione dell'acqua piovana che è endemica e che dobbiamo risolvere;