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una decisione che non soffocasse la discussione del Senato, ma, soprattutto perché si tratta di Costituzione, la lasciasse svolgere... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE . Non ho l'abitudine di togliere la parola, ma vorrei che rispettaste i tempi. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, vorrei ritirare l'emendamento 1.105 e mantenere invece l'emendamento 1.106, facendo direttamente riferimento all'articolo 6 della Costituzione: «La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche». La minoranza slovena è l'unica delle tre minoranze storiche linguistiche italiane che non ha una norma elettorale che possa garantirne la partecipazione e la presenza ai lavori del Parlamento. FANTETTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FANTETTI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo come cofirmatario dell'emendamento 1.2, anche per replicare all'argomentazione doppiamente fallace del relatore Calderoli circa la circoscrizione Estero. È stata fatta menzione del principio del « no taxation without representation» che gli americani hanno utilizzato nei confronti dei colonialisti inglesi. Faccio notare che noi non l'abbiamo recepito nella Costituzione italiana: quello censitario, come la razza, il sesso, la religione e la residenza, non sono criteri di discriminazione della cittadinanza italiana. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Faccio anche notare che il volume delle rimesse degli italiani all'estero è stato nella storia - e continua a essere - molto rilevante ai fini del fisco italiano. Così come faccio notare che gli italiani all'estero sono gli unici che pagano l'IMU sulla prima casa: una discriminazione che esiste solo per noi. Quindi, se vogliamo parlare di entrate, facciamolo. Se vogliamo parlare di cittadinanza, possiamo farlo: ne abbiamo proposto la modifica dei criteri varie volte, ma non è questa la sede. Faccio invece notare al relatore un altro punto più politico: lo scorso marzo 2018 la forza politica che lei rappresenta si è presentata con noi di Forza Italia all'estero chiedendo la fiducia di centinaia di migliaia, milioni di italiani all'estero, ricevendola sulla base di un programma condiviso che credeva negli italiani all'estero. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quegli italiani ci hanno dato fiducia non per essere discriminati, annullati ed esautorati alla prima occasione che si presenta, come in questo caso. Voi state commettendo un'atrocità, nel momento in cui l'emigrazione è scoppiata e i numeri crescono. Da tutte le parti d'Italia, in particolare dal Sud, si emigra e in questo momento voi volete fare al Senato della Repubblica una rappresentanza degli italiani all'estero di 5 milioni e mezzo di persone in capo a quattro persone, tra cui un senatore che rappresenterebbe - Dio non voglia mai - 3,3 milioni di italiani. Immaginatevi chi può essere il candidato che si presenta per un collegio di 3,3 milioni di italiani. Questo è censitario. Questa è discriminazione censitaria, perché immaginatevi chi può affrontare una campagna del genere. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . C'è poi un problema di costituzionalità: c'è un principio di proporzione, stabilito dalla Corte costituzionale, di congruità tra i mezzi e i fini. Non è possibile stabilire una congruità tra il fine di rappresentare dei cittadini in Parlamento e il mezzo di farli votare tra 3,3 milioni di persone. Non c'è alcuna rappresentatività, si viola la stessa natura democratica. Il provvedimento di modifica costituzionale in esame sarebbe palesemente incostituzionale, e su questo non ho alcuna preoccupazione. La preoccupazione che ho è che politicamente stiate commettendo un suicidio alle spalle di poche persone che qui sono rappresentate da pochi di noi, che però ancora possono parlare. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, io mi devo scusare con lei e con i colleghi Capigruppo, perché durante la Conferenza dei Presidenti di Gruppo non ho fatto presente che stasera alle ore 20 era già stata convocata la riunione del nostro Gruppo proprio per prendere decisioni conseguenti rispetto al provvedimento sul quale stiamo dibattendo. Nel chiederle scusa, quindi, anche se ci sono molti precedenti di decisioni che sono state prese durante i lavori della nostra Assemblea, io chiedo che si rinviino le votazioni sugli emendamenti e sull'articolato alla seduta di domani mattina. Questo non provocherà ritardi nell'approvazione del provvedimento in termini di giornata, perché nella mattinata verrà comunque concluso, visto il numero molto ristretto, ulteriormente ristretto dopo le notizie che ci ha dato. Chiedo quindi a lei e ai Capigruppo di maggioranza e di minoranza di aderire a questa nostra richiesta. FAZZOLARI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, sempre riguardo alla rappresentanza dei nostri connazionali residenti all'estero, il senatore Calderoli è stato molto chiaro nelle sue parole, dicendo di essere da sempre contrario alla legge Tremaglia; che ha consentito, dopo lunghe battaglie della destra, di dare finalmente il voto ai nostri connazionali all'estero. È un momento di chiarezza. Noi di Fratelli d'Italia rivendichiamo quell'eredità, rivendichiamo quella legge e siamo fieri che oggi, al Senato e alla Camera, ci siano dei rappresentanti dei nostri connazionali all'estero grazie a una battaglia di Tremaglia, che rivendichiamo e della quale andiamo orgogliosi. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Questo, in realtà, è un concetto molto più profondo di quello che oggi stiamo dicendo. Sempre il senatore Calderoli ha affermato che non ci può essere alcuna rappresentanza senza tasse pagate. Questa è una visione della nostra comunità nazionale che non mi stupisce provenga da chi - lo dico senza polemica - non è mai stato né un nazionalista italiano, né un patriota italiano, al contrario di noi che consideriamo nostri connazionali chi ha origini italiane, chi è di nazionalità italiana, a prescindere financo dalla cittadinanza che ha. Per noi il concetto di Nazione va oltre il concetto di confini nazionali, certo al 100 per cento per chi ha la cittadinanza italiana e vive all'estero, ma - dico di più - per noi anche per chi non ha la cittadinanza italiana, ma è di nazionalità italiana. Ciò è un qualcosa di talmente estraneo alla visione di questo Governo, che si autodefinisce sovranista ma che nulla ha di sovranista, che non riesce a capire come dovrebbe - ad esempio - tutelare le proprie comunità nazionali venezuelane anche se di passaporto venezuelano, perché quelli sono italiani a tutti gli effetti, paghino o non paghino le tasse, abbiano o meno il passaporto italiano. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Qui, invece, stiamo parlando addirittura di italiani con cittadinanza italiana ai quali viene contratto il diritto di rappresentanza alla Camera e al Senato, perché parrebbe che non pagano le tasse. Anche questa però è una inesattezza: è stato ricordato che i nostri connazionali all'estero pagano le tasse perché pagano l'IMU;