[resaula]

Ho appreso proprio personalmente un commento relativo al fatto che si attende la seconda telefonata prima che si possa intervenire nei confronti di chi chiede aiuto, e questo è assolutamente discutibile. Concludo semplicemente evidenziando che nel corso dell'audizione del presidente del CNOAS Gazzi in 7 a Commissione, si è messa in risalto l'importanza del tirocinio. Ebbene, dovete sapere che oggi il tirocinio viene svolto da volontari o a volte - risulta da segnalazioni - da professionisti radiati. Quindi, se vogliamo implementare la formazione, come è già in molti casi, e l'equiparazione della laurea magistrale, prima della legge n. 270 del 2004, dobbiamo intervenire colmando questo gap - come vi dicevo era questo l'obiettivo dell'emendamento - che riguarda gli articoli 22 e 23 della legge n. 328 del 2001, permettendo l'esame e di completare lo studio dei tre anni. Altrimenti i laureati in scienze politiche, che hanno la loro formazione, anziché vederli, come nostri collaboratori o tra i nostri scanni, li vedremo fare gli assistenti sociali, senza averne la formazione adeguata. In conclusione, il Gruppo Fratelli d'Italia, per la prospettiva che ho esposto in precedenza, volta a dare attenzione al mondo dei giovani, così come ha fatto Giorgia Meloni nell'altro ramo del Parlamento, voterà a favore del provvedimento in esame. (Applausi) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, dovremmo definire il provvedimento al nostro esame come rivoluzionario e indubbiamente strategico. Abbiamo tante volte ascoltato i dati che indicano lo stato dei laureati in Italia e anche l'occupabilità dei nostri ragazzi che hanno una laurea. Questi dati non sempre si parametrano con i livelli e con i dati europei e dunque occorre provare a capire quali strategie poter mettere in atto per invertire questa tendenza. Per tanto tempo l'Italia è risultata un fanalino di coda a questo proposito e sappiamo che ci sono stati e ci sono anche problemi strutturali per quel che riguarda l'accesso all'università, ad esempio con riferimento al discorso delle tasse universitarie. Conosciamo inoltre il lavoro fatto nel corso di tutti questi anni, per migliorare e offrire maggiori possibilità. In Italia mancavano però altri tasselli - li stiamo costruendo e quindi ora li avremo anche noi - per completare il quadro relativo al percorso di studi dei nostri ragazzi, che dopo il diploma scelgono appunto di proseguire gli studi. Da oggi si troveranno infatti un'opportunità in più: per alcuni percorsi, una volta laureati, avranno infatti la possibilità di inserirsi immediatamente nel mondo del lavoro. Prima invece, la presenza di tirocini, praticantati e diverse formule, li portava ad avere percorsi e tempistiche disomogenei e indubbiamente una maggiore difficoltà rispetto al resto dei loro "cugini" europei. Il provvedimento oggi in esame e l'arrivo delle lauree abilitanti consentono dunque ai nostri ragazzi di avere un percorso chiaro, per l'accesso ad una serie di professioni. Tra l'altro trovo sia molto bello che questo percorso di crescita non solo offra la possibilità di raggiungere un ruolo e una figura professionalizzata - quindi, come si diceva una volta, di avere un mestiere in mano - ma che esso venga svolto fianco a fianco ai professionisti e agli ordini professionali. È dunque positivo che ci sia una sorta di collegamento, molto proficuo, tra il mondo dell'università e il mondo delle professioni. Si tratta di una cosa non così scontata in Italia, che è stata sperimentata tanti anni fa e che poi era rimasta lì; penso dunque che, coraggiosamente, il nostro Governo l'abbia voluta riprendere in mano, rendendola davvero strutturale, ampliando le opportunità e garantendo questo tipo di passaggio. Avremo quindi ragazzi che scelgono di avere una determinata professionalità e che, al termine del loro percorso di studi, se lo vedono riconoscere come abilitante all'esercizio della professione, accorciando quindi una parte del loro percorso complessivo, che viene svolta precedentemente, attraverso la bella collaborazione con il mondo delle professioni e del lavoro. Ritengo che questa sia dunque una ricchezza. Sono contenta che questo ramo del Parlamento si trovi oggi ad affrontare, a poter votare, a rendere definitivamente legge questa opportunità per i nostri ragazzi. Sono altresì contenta che, nella prossima tabella di marcia, proprio questo ramo del Parlamento si troverà ad affrontare anche il percorso degli istituti tecnici superiori, che rappresentano un altro tassello fondamentale per poter avvicinare i nostri ragazzi al mondo del lavoro. La ministra Messa, che vedo in Aula, ha già segnalato che, là dove in questo provvedimento, grazie al lavoro che la Commissione ha fatto, siano state segnalate piccole criticità, queste potranno essere recuperate quasi nell'immediato, con provvedimenti successivi che armonizzeranno tutto il sistema, mantenendo però la specificità dei percorsi che la legge che noi oggi votiamo in questa sede garantisce e struttura, ripeto, unendo il mondo dell'università al mondo delle professioni. Vi chiedo solo di consentirmi una piccola nota di natura personale. Il Gruppo Partito Democratico già nella scorsa legislatura aveva provato ad affrontare questo tema; avevamo provato ad affrontarlo alla Camera con un disegno di legge sulle lauree professionalizzanti e abilitanti per i geometri: era una sorta di sperimentazione che già esisteva nel Paese e che noi volevamo rendere abilitante. Questo percorso è stato seguito, nella sua stesura in quegli anni, da una persona che è stata anche senatore e che abbiamo commemorato in quest'Aula, perché ci ha lasciato da qualche mese: Luciano Modica. Penso quindi che questa giornata sia significativa, perché un uomo che ha amato così tanto l'università, che è stato un innovatore e che ha voluto portare degli elementi nuovi nel sistema universitario, provando a essere un po' pioniere, sia anche lui parte di questo risultato che, grazie al lavoro della Ministra, del Governo e delle Commissioni, riusciamo a portare a casa. (Applausi) . CANGINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANGINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ministro Messa, colleghi senatori, è di questi giorni il confronto, piuttosto vivace, tra il Governo e i sindacati sulla riforma delle pensioni, con i sindacati che, come è noto, avendo la prevalenza dei propri iscritti tra i pensionati, difendono la categoria e cercano di anticipare il più possibile il passaggio dal mondo del lavoro alla pensione e il Governo che si preoccupa necessariamente di tenere in equilibrio il sistema previdenziale e di creare le condizioni per colmare il gap dell'occupazione giovanile. Sappiamo, per esperienza diretta (non che non fosse prevedibile quando la norma è stata varata), che quota 100, oltre ad aver avuto un impatto enorme sui conti pubblici (11 miliardi), non ha onorato l'impegno di creare quel vuoto di lavoratori in là negli anni perché fosse riempito in pari misura da giovani neoassunti. I dati dell'OCSE ci ricordano che la disoccupazione giovanile in Italia è superiore al 33 per cento (33,8 per cento). Allarme nell'allarme: