[resaula]

Altrettanto importante è il nostro emendamento, con cui si estende il regime di tassazione separata anche alle due federazioni di associazioni sportive della provincia di Bolzano, VSS e USSA. In questo modo si riconoscono queste associazioni sportive come enti erogatori di servizi sportivi. Bene poi l'approvazione della nostra proposta per la costituzione di fondi interprofessionali per la formazione continua, non solo a livello nazionale, ma anche a livello territoriale. Si favorisce così un miglior coordinamento su scala locale delle iniziative di formazione, con una più ampia visione strategica rispetto alle trasformazioni dell'economia e del mercato del lavoro. Tra gli altri nostri emendamenti ci tengo poi a ricordare la proroga a tutto il 2022 dell'esenzione dell'imposta di bollo per i tirocini formativi e l'interpretazione autentica in materia di imposta di registro, nel caso di trasferimento di proprietà di aree destinate alla costruzione di alloggi di edilizia agevolata, da assegnare a cooperative e a singoli privati. Ringrazio il Governo e la Commissione, con cui c'è stato un proficuo confronto, così come c'è stato sugli altri temi a valenza generale, dove non abbiamo fatto mancare il nostro contributo, dalla rimodulazione dell'IRAP ai bonus edilizi. In particolare sul 110 per cento è stato giusto mitigare la trasformazione normativa, per non penalizzare famiglie e imprese che avevano già programmato gli interventi. Oggi siamo chiamati a chiudere bene la stagione del 110 per cento, una misura cioè con un approccio anticiclico, ma che non può e non deve trasformarsi in una misura strutturale, per i costi ingenti, per il rischio frodi e per l'aumento dei prezzi che è davvero troppo alto. Merita invece una dimensione strutturale la platea degli ecobonus tra il 50 e il 65 per cento, che per il tipo di interventi hanno rischi minori e garantiscono slancio agli investimenti e alla modernizzazione del Paese. Bene anche la proroga del canone unico patrimoniale, con la proroga dei versamenti al 31 marzo, ma credo che si sarebbe potuto fare qualcosa di più: gli ambulanti, gli esercizi commerciali e la gastronomia sono quelli che per primi risentono dell'andamento della pandemia. Per come si stanno mettendo le cose, spero che si intervenga nuovamente per una proroga almeno fino al 30 giugno. Signor Presidente, con questa legge di bilancio si conclude un anno in cui la nostra economia ha dimostrato una grande voglia di ricominciare; e lo ha fatto anche nei momenti in cui l'ondata pandemica tornava a colpire duramente. È un lavoro che, come sappiamo, non si conclude qui. C'è da far partire velocemente i progetti del PNRR; c'è la legge sulla concorrenza, che può dare un ulteriore impulso sul terreno della competitività e del dinamismo del nostro sistema produttivo; e c'è, naturalmente, la necessità di accompagnare tutte le imprese su cui pende la vitale questione della mancanza di liquidità. Tutte partite che si possono vincere a condizione che si vinca quella contro la pandemia. I dati di questi giorni sulla tenuta dei vaccini rispetto alle nuove varianti ci inducono a un cauto ottimismo. Forse non ne stiamo uscendo, come speravamo di poter dire qualche settimana fa, ma non ci devono essere dubbi sul fatto che la strada è quella della scienza e dei vaccini. Tutto il resto, quindi, dall'uso dei tamponi e delle mascherine all'aperto, ad eventuali nuove restrizioni, deve ruotare attorno a questo perno: terze dosi ed una seria riflessione sulla necessità del 2G anche per i luoghi di lavoro, se non addirittura di 1G, ossia delle terze dosi. Di questo si dovrà discutere nelle prossime settimane: viene discusso a livello europeo e io penso che possa essere la vera possibilità per debellare questo virus. Il 2022 sarà un anno molto importante. Esso richiede la stessa determinazione e la stessa unità di intenti. La legge di bilancio che approviamo oggi è un tassello di grande importanza: la strada è ancora lunga, ma è sicuramente quella giusta. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Renzi. Ne ha facoltà. RENZI (IV-PSI) . Signora Presidente, signor Ministro, signori rappresentanti del Governo, quando si vota e si discute di una legge di bilancio, ci sono molti modi di guardare al testo. C'è chi fa il bilancio dell'anno: è un anno importante e positivo. L'Italia chiude il 2021 con una crescita di più 6,3 per cento: era stimata più 4 per cento. L'Italia è di nuovo protagonista in Europa: non più tardi di oggi il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato un articolo importante con il presidente francese, Emmanuel Macron, sulle regole del futuro del Patto di stabilità. Più in generale, il nostro Paese è tornato protagonista. Un anno fa eravamo in crisi, un anno fa chiedevamo una svolta e la svolta c'è stata. Dall'altro lato c'è la possibilità di guardare ai provvedimenti di merito. Per noi lo ha fatto la collega Conzatti molto bene, ma ancora il collega Steger qualche istante fa ha detto cose che condividiamo. Tuttavia, signora Presidente, limito il mio intervento perché resti agli atti, per esprimere un garbato, ma civile dissenso sul metodo che questo Governo ha utilizzato per il disegno di legge di bilancio. Onorevoli colleghi, in quest'Aula poche persone come me possono essere considerate persone che non hanno fatto mancare in questo anno il consenso al Governo. Io penso che il Governo Draghi sia stato, sia e sarà una benedizione per l'Italia. Tuttavia, amicus Plato, sed magis amica veritas : non si fa una legge di bilancio così. Lo abbiamo detto negli anni del presidente Conte e lo diciamo oggi qua. Non è accettabile che la legge di bilancio diventi la legge di bilancio delle due notti: una notte in Commissione, una notte in Aula. Non è accettabile, ma non per le motivazioni contenute nelle norme. Noi condividiamo la stragrande maggioranza dell'impianto normativo della legge e voteremo con convinzione a favore della questione di fiducia. Non è però accettabile che il Parlamento sia costantemente - sottolineo costantemente - ignorato nell'azione di Governo. (Applausi) . È un punto che riguarda tutte e tutti. Io in questa Aula guardo in faccia chiunque quando dico che bisogna superare il bicameralismo. Io ho perso il mio incarico perché volevo superare il bicameralismo. Quest'ultimo però si supera con una riforma della Costituzione, non con uno strappo istituzionale e non si fanno così le leggi di bilancio. Se non lo dicessi non sarei serio con quella che è stata la mia posizione del passato, del presente e del futuro. Allora parliamoci chiaro: non so se sia il Governo dei migliori, per me è uno dei migliori governi. Questa legge di bilancio, come metodo, è una delle leggi peggiori nel corso della storia repubblicana, per come è stata fatta. L'ho detto perché restasse agli atti e perché il signor Ministro dei rapporti con il Parlamento prenda atto di una critica pesante sul punto di metodo che abbiamo avanzato e lo dico anche perché dagli errori si possa imparare per il futuro. Ci sono infatti delle considerazioni che il Parlamento lascia al Governo e alla discussione istituzionale. Sono settimane che diciamo che sulla terza dose bisogna fare di più e meglio. Sulla prima e la seconda dose siamo stati i più bravi di Europa.