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IMPUREZZE BOTANICHE. 1. Le impurezze botaniche nei mangimi semplici non possono essere superiori al 5%. Sono considerate impurezze botaniche: a) le impurità naturali, ma innocue (per esempio la paglia e i pezzetti di paglia, i semi di altre specie coltivate, i semi delle erbe spontanee); b) i residui innocui di altri semi o frutti oleosi provenienti da un processo di lavorazione precedente, purché la loro percentuale non superi lo 0,5%. 2. Nei mangimi composti è ammessa la presenza delle suddette impurezze botaniche in quantità corrispondente alla percentuale dei mangimi semplici di origine vegetale impiegata. Nei mangimi composti è tollerata anche la presenza, nel limite del 2% di mangimi semplici che siano residuati negli impianti di fabbricazione a seguito di precedenti lavorazioni.