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Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, annuncio il ritiro dell'emendamento 4.22 e voglio che venga messo agli atti. Chiedo un minuto per illustrare l'emendamento 4.8 che riguarda la questione della cedolare secca, della quale si occupano anche altri emendamenti. Il Gruppo di Forza Italia ha inteso sollecitare il Governo su un tema che noi pensiamo - ma di questo siamo certi tutti - interessa l'intero popolo italiano, cioè l'agevolazione fiscale per gli affitti che avvantaggia sia i locatori, cioè i proprietari di immobili, sia gli affittuari. Noi pensiamo che questo beneficio debba essere prorogato nei termini perché avvantaggia e sicuramente rilancia anche il mercato immobiliare. PRESIDENTE. Senatore, l'emendamento 4.22 è già stato dichiarato improponibile. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, essendo il secondo firmatario degli emendamenti 4.11, 4.12, 4.13 e 4.14, li illustro brevemente. Qualcuno, Presidente, potrebbe pensare che ci si affezioni agli argomenti perché interverrò, ancora una volta, sulla direttiva Bolkestein. Noi, in quest'Aula, abbiamo approvato tutti insieme una risoluzione, che è stata affidata al presidente del Consiglio Conte, relativa alla risoluzione della questione Bolkestein che vede coinvolte 30.000 aziende, un milione di persone che lavorano nell'indotto e più di 150.000 ambulanti che operano in aree di suolo pubblico. Con questi emendamenti abbiamo cercato di andare incontro a quella risoluzione, approvata da tutti con il parere favorevole del Governo, spostando la questione non più al 2020 ma dando ampia disponibilità e discrezionalità: dieci anni di proroga, oppure trenta, oppure quaranta, oppure sessanta. Insomma, individuiamo un periodo congruo per consentire al Governo di poter lavorare, operare e a tutti noi di fare la nostra proposta e togliere le aziende balneari e gli ambulanti su suolo pubblico dalla problematica della Bolkestein. Ebbene, cosa è successo? In Commissione questi emendamenti, che non hanno nessun riscontro di tipo finanziario né di tipo economico per lo Stato, ma lo hanno per le imprese e per le famiglie, sono stati bocciati. E finché li bocciava il Partito Democratico, come ho detto ieri in Commissione, la cosa non ci sorprendeva affatto. Ma quando a bocciarli sono stati anche i nostri amici e colleghi della Lega, con i quali abbiamo condiviso battaglie, momenti difficili e quant'altro, questo ci ha sinceramente preoccupato. Io vorrei da parte loro, se fosse possibile, un guizzo di riscatto per continuare con noi questa battaglia a favore delle imprese balneari e degli ambulanti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . MARSILIO (FdI) . Signor Presidente, illustro l'emendamento 4.9 a prima firma del senatore La Russa che interviene su un tema già illustrato dal senatore Pagano, cioè la questione della cedolare secca. Credo che il Governo e la maggioranza abbiamo perso un'occasione per prorogare la vigenza di un provvedimento che favorisce la locazione a favore delle fasce più deboli della popolazione. Infatti si tratta di prorogare la cedolare secca al 10 per cento per coloro i quali invece di affittare gli immobili a prezzo di mercato, quindi con un lucro certamente maggiore, accettano di affittare a canone concordato, cioè ai canoni che le associazioni e i sindacati rappresentativi degli inquilini concordano insieme agli enti locali per calmierare il mercato. È una misura sociale, una misura che tutela da un lato le classi più povere e disagiate e dall'altro la proprietà edilizia che, in maniera virtuosa, mette i propri immobili anche a disposizione di categorie e fasce sociali più deboli. Da questo punto di vista, voglio sperare che quando andremo alla votazione di questi emendamenti, ci sarà da parte della maggioranza, e forse anche del Governo, un ripensamento rispetto all'opportunità di approvare questa proposta di modifica. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, illustro brevemente l'emendamento 4.0.2, che riguarda la possibilità di poter finalmente sbloccare i fondi per le emittenti televisive locali, vicine al territorio, che nel corso degli anni hanno avuto delle difficoltà. Queste risorse esistono. Si tratta solo di inserire questa proroga per far sì che non ci siano problemi nell'erogazione, alla luce anche di tante questioni burocratiche. Quindi, ringraziamo il Governo per essersi impegnato in questa direzione. Non è una cosa da poco, perché si evita il licenziamento per 5.000 dipendenti. Quindi, alla faccia di chi dice che del lavoro non ci interessiamo. Pertanto, condividiamo anche la riformulazione fatta insieme alla maggioranza e ringraziamo il Governo per questo impegno importante. Sul tema della Bolkestein, faccio la dichiarazione sull'altro emendamento, noi siamo assolutamente d'accordo per una proroga, ma non posso pensare che il senatore Mallegni, molto esperto, non sappia che le proroghe vengono fatte quando ci sono delle urgenze. Essendo già prorogato al 2020, ci sarà senz'altro l'occasione più giusta per poter procedere in quella direzione. Quindi, la tranquillizzo: la pensiamo alla stessa maniera. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, volevo anche io intervenire sull'emendamento di cui ha ora parlato il collega Romeo, essendo stato presentatore con gli altri colleghi del Partito Democratico di analogo emendamento, poi approvato dalla Commissione con un testo 2. Si tratta di un emendamento molto importante perché consente di evitare un rischio di blocco di fondi per le emittenti locali. Nella scorsa legislatura abbiamo molto operato per una vera e propria rivoluzione, nel senso di una riqualificazione del settore dell'emittenza radiotelevisiva locale, decidendo, attraverso l'introduzione di alcuni parametri meritocratici, che i fondi per tali attività dovessero essere destinati e ripartiti sulla base dell'effettivo servizio di qualità svolto da molte emittenti, in alcuni casi quasi a livello, se non addirittura migliore, del servizio pubblico della RAI. Su questa strada, l'altro giorno, in audizione presso l'8 a Commissione, il ministro Di Maio ha per la verità detto di voler continuare, apprezzando il lavoro che il Partito Democratico ha messo in atto nella scorsa legislatura. Perché ciò avvenga, adesso bisognerà che nella finanziaria il Governo predisponga un finanziamento congruo del fondo. Ma questo sarà discorso dei prossimi mesi. Nel frattempo, l'emendamento era importante, lo abbiamo presentato, è stato approvato in Commissione e di ciò siamo soddisfatti. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, anche noi ci associamo a quanto già detto da alcuni colleghi intervenuti prima di noi su questo emendamento. Anche noi lo abbiamo presentato a prima firma del senatore La Russa. Questo dovrebbe essere un emendamento condiviso da tutti i Gruppi, perché, da una parte, salva migliaia di posti di lavoro e, dall'altra, incide notevolmente sulla priorità dell'informazione.