[sommcomm]

con riferimento al medesimo articolo 11, occorre evitare che la continuità didattica, pensata per tutti i gradi di scuola, possa poi esplicarsi, con il riferimento allo specifico articolo 12 e quindi alla specializzazione per il sostegno didattico nella scuola dell'infanzia e in quella primaria, solo a questi ordini di scuole; rispetto poi alle previsioni del comma 3 del medesimo articolo 11 che riguardano la continuità con insegnante di sostegno precario, occorre garantire anche la continuità didattica pure con docenti non precari, secondo quanto espressamente previsto dall'articolo 1, comma 181, lettera c), numero 2), della legge n. 107 del 2015; con riferimento all'articolo 12, contenente le modifiche dell'articolo 15 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante l'Osservatorio permanente per l'inclusione scolastica, si evidenzia la carenza della rappresentanza di associazioni di insegnanti impegnati e operanti nelle scuole; con riferimento all'articolo 13, contenente modifiche all'articolo 15-bis del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante misure di accompagnamento, si prevede la composizione di un comitato per la direzione e il coordinamento delle misure di accompagnamento, inutile e, di fatto, un doppione, poiché delle misure di accompagnamento, per la formazione in servizio e per il supporto alle singole Istituzioni scolastiche, possono farsi carico le scuole-polo, già deputate per tale compito. Se ne chiede pertanto l'abrogazione; con riferimento all'articolo 14, contenente modifiche all'articolo 16 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante l'istruzione domiciliare, si evidenzia come il servizio di istruzione domiciliare richiede la presenza di "un docente" presso la sede abitativa dell'alunno interessato, presenza subordinata alla disponibilità da parte del docente e/o dei docenti coinvolti i quali, contrattualmente, effettuano la prestazione lavorativa presso le sedi delle Istituzioni scolastiche. con riferimento all'articolo 15, contenente modifiche all'articolo 19 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante decorrenze e norme transitorie, la decorrenza dal 1° gennaio 2019 per la sostituzione della diagnosi funzionale e del profilo dinamico-funzionale con il profilo di funzionamento è del tutto irrealistica. Non si può certo ipotizzare che le nuove commissioni di accertamento delle condizioni di disabilità in età evolutiva ai fini scolastici possano essere istituite nei prossimi 50 giorni e che abbiano già anche delle linee guida da seguire (che sono ancora allo studio del Ministero della salute e devono seguire, prima della loro concreta approvazione, un lungo iter ). Tra l'altro, il mantenere il termine del 1° settembre 2019, potrebbe anche ingenerare qualche dubbio interpretativo circa quale PEI e processo inclusivo applicare per quegli alunni che da metà settembre 2019 dovessero iniziare un nuovo grado di scuola. Pertanto va previsto un altro termine verosimile.