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In questo ambito si sottolinea la recentissima sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea (causa C-131/12 Google Spain SL, Google Inc. / Agencia Española de Protección de Datos; 13/05/2014), in materia di gestione dei dati da parte dei motori di ricerca e di privacy e diritto all'oblio, che, al di fuori degli aspetti più problematici che questa ha sollevato, pone la necessità di una regolamentazione delle attività degli Over the Top . Si tenga anche presente che nuovi diritti in materia di digitale stanno lentamente emergendo in tutti gli Stati democratici. Ciò comporta che, se un domani si dovesse realizzare la situazione per cui l'Italia sia l'unica, o una tra le poche nazioni, che non ha riconosciuto questi diritti, di contro ad altri che invece l'hanno fatto, si darebbe nuovo impulso a quello che è stato definito «turismo dei diritti», ossia la tendenza dei cittadini, ma anche di imprese e società, di spostarsi in quei paesi in cui una determinata situazione, più favorevole, sia riconosciuta e tutelata. Il fenomeno del turismo dei diritti, tramite un meccanismo di relazione e di rapporto con gli altri Stati, fa dello Stato che semplicemente rimane inerte uno Stato meno «civile» e quindi favorisce la concreta possibilità che i suoi cittadini sfuggano ai condizionamenti del proprio luogo, quando il confronto con altri luoghi fa percepire come un diritto quel che in casa propria viene negato. Logica conseguenza sarebbe che: se fosse l'Italia a costituzionalizzare il diritto di accesso ad internet per prima ciò attirerebbe imprenditori, e quindi capitali e investitori stranieri, e costituirebbe anche un'enorme ritorno d'immagine per l'Italia che per prima raggiungerebbe un nuovo livello di civiltà e di tutela dei diritti democratici. L'enorme attenzione che a queste tematiche stanno dedicando gli Stati dell'America latina dimostra come ciò di cui si espone nella presente relazione non è fantascienza, anzi è il presente di iniziative concretamente realizzabili. E così il Brasile ha da poco approvato (22/04/2014) il c.d. Marco Civil da internet o, come è stata anche definita, la Carta dei diritti di internet , che «stabilisce principi, garanzie, diritti e doveri per l'uso di internet in Brasile» (art. 1) e che disciplina tematiche come l'accesso ad internet , la libertà di espressione, la net neutrality , la tutela della privacy e politiche di inclusione sociale. In conclusione, sarebbe opportuno disciplinare internet perché ogni libertà ha sempre bisogno di un quadro istituzionale che le consenta di proteggersi da attacchi di varia natura. Attacchi che potrebbero derivargli, più o meno consapevolmente, anche dall'ordinamento stesso. In genere è meglio regolamentare un fenomeno (quanto meno in via di principio) che lasciarlo al vuoto legislativo, costringendo i giudici a un procedimento di integrazione delle lacune col rischio che questi possano sconfinare nel ruolo di creatore del diritto. Costituzionalizzare internet inoltre, significa dare ad un nuovo mezzo di comunicazione la sua specifica disciplina, evitando così di dover applicare la disciplina di altri mezzi, magari incompatibile col nuovo. Si darebbe così attuazione a quelle pronunce della Corte costituzionale e alle tesi di quella parte di dottrina che ritiene che internet necessiti di una disciplina ad hoc . Inoltre come i costituenti hanno sentito il bisogno di mettere al riparo da insidie la stampa, in quanto era il mezzo di comunicazione di massa più potente e influente dell'epoca, la stessa esigenza si potrebbe avvertire oggi per la Rete e quindi bisognerebbe costituzionalizzarla per proteggerla da usi distorti e dannosi della stessa. Il diritto di accesso ad internet costituisce una concreta e imperdibile occasione per l'Italia di uscire dalla crisi e abbandonare gli ultimi posti che occupa nella varie classifiche tra Stati, in quanto otterrebbe nuove e migliori condizioni di vita a fronte di una riduzione delle tensioni sociali. Il presente disegno di legge costituzionale, propone quindi l'inserimento nella Costituzione della Repubblica italiana dell'accesso ad internet .. 1 1 Dopo l'articolo 34 della Costituzione è inserito il seguente: «Art. 34- bis. – Tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete internet , in modo neutrale, in condizione di parità e con modalità tecnologicamente adeguate. La Repubblica promuove le condizioni che rendono effettivo l'accesso alla rete internet come luogo ove si svolge la personalità umana, si esercitano i diritti e si adempiono i doveri di solidarietà politica, economica e sociale».