[ddlpres]

Regime delle incompatibilità di cariche presso gli enti pubblici nazionali. Onorevoli Senatori. -- La disposizione proposta attribuisce al Governo una delega amministrativa all'emanazione di successive norme regolamentari dirette a introdurre un regime di incompatibilità in quanto riferito ad alcune cariche istituzionali ritenute di particolare rilevanza. A tal fine si introducono una serie di criteri diretti a chiarire quali siano gli enti a cui detto regime di incompatibilità si riferisce, e nel contempo i soggetti destinatari della disposizione in esame. Detti criteri possono essere così riassunti: a) si sancisce un regime di esclusività della carica di presidente, amministratore o componente di altro organo di indirizzo degli enti pubblici nazionali, questi ultimi individuati sulla base di alcuni criteri ritenuti idonei a definire gli enti di maggiore rilevanza. Nell'ambito di applicazione della disposizione in questione sono ricompresi anche gli enti pubblici economici; b) il regime di incompatibilità sopracitato viene altresì esteso all'esercizio di attività professionali o di consulenza, laddove queste ultime vengano svolte in materie connesse con l'ambito di competenza dell'ente presso il quale si riveste la carica di presidente o di altro organo di indirizzo; c) si prevede un regime autorizzatorio per gli ulteriori incarichi e le attività di carattere temporaneo in tutte quelle materie compatibili con le attività svolte da ciascun ente nell'ambito del quale i soggetti sopracitati si trovano ad operare; d) viene introdotto un termine perentorio non superiore a venti giorni entro il quale il soggetto che rientri in una delle fattispecie di incompatibilità sopra definite è obbligato a cessare detta situazione di incompatibilità, pena la decadenza dalla carica rivestita; e) si stabilisce l'immediata applicazione del regime delle incompatibilità anche agli incarichi in corso alla data di entrata in vigore dei regolamenti che verranno successivamente emanati; f) si attribuisce all'Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche il potere di vigilare sulle disposizioni di cui alla presente normativa. La disposizione in esame va ad integrare la disciplina già vigente in materia di incompatibilità di cui al decreto legislativo n. 165 del 2001 e al decreto legislativo n. 39 del 2013, in quanto riferita ai soggetti ricompresi nell'ambito di incidenza delle normative sopra richiamate. Con il terzo ed ultimo comma si conferma l'applicazione della disciplina, anch'essa già vigente e di cui al decreto legislativo n. 33 del 2013 in materia di trasparenza, agli enti pubblici economici. Analogamente, per risolvere conformemente al dettato normativo originario alcune prassi (ad esempio invalse per i Presidenti delle camere di commercio) viene confermata l'applicazione delle disposizioni in materia di trasparenza e, in particolare, quella di cui all'articolo 14 del decreto legislativo n. 33 del 2013, che si riferisce ai soggetti titolari di incarichi politici di carattere elettivo di livello statale, regionale, locale.. Art. 1. 1. Al fine di evitare situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi, con uno o più decreti del Presidente della Repubblica, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono introdotte disposizioni in materia di incompatibilità di cariche presso gli enti pubblici nazionali, secondo i seguenti criteri: a) previsione di un regime di esclusività della carica di presidente, di amministratore o di componente di altro organo di indirizzo degli enti pubblici nazionali, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, individuati come di maggiore rilevanza, in relazione alla dimensione dell'organizzazione territoriale, all'ambito non settoriale delle competenze, al numero dei dipendenti, all'entità delle risorse finanziarie gestite, alla natura dell'interesse pubblico perseguito; b) previsione di un regime di incompatibilità della carica di presidente, di amministratore o di componente di altro organo di indirizzo degli enti pubblici nazionali, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con l'esercizio di attività professionali o di consulenza, ivi incluse le funzioni di sindaco o di revisore, in materie connesse con l'ambito di competenza dell'ente interessato, tenuto anche conto della sua rilevanza; c) previsione di un regime autorizzatorio per gli ulteriori incarichi e le attività a carattere temporaneo che risultano compatibili con le specifiche attività svolte da ciascun ente; d) previsione di un termine perentorio, non superiore a venti giorni, per la cessazione delle situazioni di incompatibilità, con previsione di decadenza dalla carica in caso di mancata rimozione della medesima situazione nei termini previsti; e) previsione dell'immediata applicazione del regime delle incompatibilità di cui al presente articolo anche agli incarichi in corso alla data di entrata in vigore della disciplina regolamentare; f) previsione dell'attribuzione delle funzioni di vigilanza sul rispetto delle disposizioni di cui alla presente legge all'Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 5 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125. 2. Resta ferma la disciplina dettata in materia di incompatibilità dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e dal decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39. 3. Agli enti pubblici economici continuano ad applicarsi gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Resta altresì ferma per gli enti pubblici di cui al comma 1 l'applicazione del decreto legislativo n. 33 del 2013, ivi compreso l'articolo 14 per quanto riguarda gli organi di indirizzo politico.