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L'esigenza, sebbene in modo differenziato, non riguarda solo le prefetture delle sei regioni dove il fenomeno emergenziale è più acuto (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Liguria), nelle quali operano complessivamente 3.095 unità di personale. Si autorizza la spesa di euro 133.000 per la copertura delle maggiori prestazioni di lavoro straordinario per trenta giorni a decorrere dall'entrata in vigore del decreto-legge. Il comma 4 reca la copertura finanziaria. Articolo 23 – Misure urgenti per personale medico e infermieristico La norma proposta è finalizzata a consentire, nelle regioni e nelle province individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell'articolo 3 del decreto-legge n. 6 del 2020, il conferimento di incarichi di lavoro di tipo autonomo a personale medico e infermieristico in deroga alle vigenti disposizioni e, segnatamente, alle norme di cui all'articolo 5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e all'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che prescrivono, rispettivamente, sia il divieto di conferire incarichi al personale già in quiescenza che il divieto di conferire incarichi libero professionali per assolvere ad attività di tipo ordinario per garantire i livelli essenziali di assistenza. Ciò premesso, la norma in esame è finalizzata, al fine di fronteggiare l'emergenza da Coronavirus-19, a consentire alle predette regioni e province di conferire al personale medico e infermieristico già collocato in quiescenza incarichi di lavoro di tipo autonomo, di durata non superiore ai sei mesi, e comunque entro il termine dello stato di emergenza, nel rispetto dei vincoli previsti dalla legislazione vigente con specifico riferimento agli oneri per il personale del Servizio sanitario nazionale. Articolo 24 – Disposizioni per il personale impegnato nelle attività di assistenza e soccorso La disposizione in oggetto mira a potenziare il ruolo speciale tecnico-amministrativo del personale dirigenziale di prima e di seconda fascia della protezione civile, che viene incrementata di un posto di prima fascia e di un posto di seconda fascia, e permette la proroga fino al 31 dicembre 2021 degli incarichi dirigenziali conferiti dal Dipartimento della protezione civile, in essere ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in deroga ai limiti percentuali previsti dalla medesima disposizione. Articolo 25 – Fondo garanzia PMI L'intervento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese ricalca quello già posto in essere per il terremoto del Centro Italia (articolo 19 del decreto-legge n. 189 del 2016), prevedendo l'intervento a titolo gratuito e nella misura massima oggi consentita dalla normativa nazionale e dalla disciplina dell'Unione europea (80 per cento in garanzia diretta e 90 per cento in riassicurazione). In considerazione dei maggiori oneri (sia per mancate commissioni di accesso in conseguenza della gratuità, sia per maggiori accantonamenti connessi alla deroga delle misure di copertura della garanzia di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 marzo 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 157 del 7 luglio 2017) e della presumibile maggiore rischiosità delle operazioni in questione è stato previsto un rifinanziamento del Fondo per 50 milioni di euro per il 2020. Articolo 26 – Estensione del fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa La disposizione riguarda il fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa (cosiddetto « Fondo Gasparrini ») e aggiunge una nuova causale a supporto della richiesta di sospensione del pagamento delle rate del mutuo prima casa erogato da istituti di credito. Articolo 27 – Fondo Simest Per contrastare gli effetti economici negativi derivanti dalla diffusione del Covid-19, si rende necessario potenziare gli strumenti a sostegno delle imprese esportatrici. Tra questi strumenti riveste particolare importanza il « fondo 394 », istituito dall'articolo 2, primo comma, del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394. Il « fondo 394 » è finalizzato a sostenere programmi di penetrazione commerciale all'estero, mediante la concessione di finanziamenti a tasso agevolato ad imprese esportatrici, nei limiti e alle condizioni previsti dalla vigente normativa europea in materia di aiuti di importanza minore (« de minimis » ) e comunque in conformità con la normativa europea in materia di aiuti di Stato (articolo 18- bis del decreto-legge n. 34 del 2019). Nell'ultimo quinquennio il fondo ha erogato finanziamenti agevolati a 1.800 imprese, di cui l'86 per cento sono state piccole e medie imprese. L'incremento del fatturato complessivo è stato pari a oltre 2 miliardi di euro, grazie anche ad una riduzione del peso degli oneri finanziari sul margine operativo lordo dal 14,6 per cento all'8,2 per cento (confronto tra un campione di imprese che si sono avvalse del « fondo 394 » e un campione di imprese che non se ne sono avvalse). La dinamica della domanda da parte delle imprese nel 2019 può così riassumersi: Disponibilità impegnabili a inizio 2019 242 Impegni autorizzati e previsti entro il 31.12.2019 296 Rientri e impegni cancellati 77 Commissioni, spese legali e di funzionamento 7 Disponibilità a fine 2019 16 Articolo 28 – Rimborso titoli di viaggio e pacchetti turistici In considerazione dello stato emergenziale da COVID-19 di cui al decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6, e successivi provvedimenti attuativi, la proposta normativa è finalizzata ad assicurare il ristoro degli esborsi economici per l'acquisto di titoli di viaggio o di pacchetti turistici da soggetti che, in ragione degli eventi emergenziali, versano nell'impossibilità di usufruire delle correlate prestazioni. In coerenza con il prevalente orientamento giurisprudenziale di legittimità, la proposta emendativa prevede la possibilità di invocare, ai sensi dell'articolo 1463 del codice civile, la risoluzione contrattuale ed attivare i conseguenti rimedi restitutori. Al riguardo, la Suprema corte di cassazione ha precisato che la risoluzione per impossibilità sopravvenuta della prestazione dedotta in contratto può essere invocata non solo nel caso in cui sia divenuta impossibile l'esecuzione della prestazione del debitore, ma anche nel caso in cui sia divenuta impossibile l'utilizzazione della prestazione della controparte, quando tale impossibilità sia comunque non imputabile al creditore e il suo interesse a riceverla sia venuto meno, verificandosi in tal caso la sopravvenuta irrealizzabilità della finalità essenziale in cui consiste la causa concreta del contratto e la conseguente estinzione dell'obbligazione (si vedano le sentenze n. 26958 del 2007 e, da ultimo, n. 18047 del 2018).