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Nei comparti sopracitati, in alcuni casi, le perdite economiche sono gravissime, fino a toccare l'80 per cento del raccolto e, a volte, anche il 100 per cento. Non avendo limitatori naturali specifici nel nostro continente, questa cimice si sta diffondendo velocemente in nuove aree, attraverso un progressivo incremento. Ci giungono notizie che vengono addirittura invase anche le case. La lotta diretta con insetticidi per la protezione delle colture non risulta agevole, sia per il fatto che non tutte le sostanze attive risultano efficaci, sia per la necessità di rispettare gli interventi di sicurezza dei formulati usati e, infine, per l'elevata mobilità di questi piccoli insetti adulti. Spostandosi velocemente tra ambienti naturali, comprese piante forestali e spontanee e colture agrarie, la cimice riesce a sfuggire in parte agli interventi insetticidi, per poi ricolonizzare nuovamente le coltivazioni trattate. Si tratta, dunque, di un insetto particolarmente fastidioso e dannoso, oltre che per le colture agrarie, anche per orti e frutteti famigliari. C'è però un nemico formidabile: la vespa samurai. La Commissione agricoltura del Senato ha approvato all'unanimità, ad aprile, una risoluzione che impegna il Governo a dare la massima priorità nell'adozione di un decreto ministeriale per l'immissione in Italia di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni. E, nel testo, si raccomanda, in particolare, di accelerare quanto più possibile le altre fasi dell' iter autorizzatorio, anche in considerazione dell'ampia sperimentazione già condotta sulla vespa samurai. Originaria dell'Asia orientale, ma ormai presente in Europa e in America, anche a causa delle variazioni climatiche, la vespa samurai - così nominata per l'origine giapponese e l'aggressività degna dei leggendari guerrieri del Sol Levante - sconfigge l'avversaria alla radice, depositando le uova direttamente in quelle della cimice e uccidendole appena le larve si sviluppano. La cimice asiatica è solo l'ultima delle tante specie alloctone che hanno preso la residenza nel nostro Paese e devastato l'ambiente, dalla Xylella alla coccinella arlecchino. Se la vespa alloctona non troverà, a sua volta, dei predatori naturali, potrebbe finire con l'estinguere non solo le cimici, ma anche altri insetti, innescando una sorta di effetto domino nel ciclo della vita: una reazione a catena sull'ecosistema. Bisogna quindi evitare che specie alloctone diventino invasive quando, cioè, nei territori in cui è stata introdotta, si espande rapidamente (rispetto ai tempi dell'evoluzione naturale), creando impatti tangibili su altre specie ed ecosistemi. L'ordine del giorno G1, da me presentato, ha proprio questo scopo: far valutare al Governo, nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e con particolare riferimento all'azione di contrasto alla cimice marmorata asiatica mediante la cosiddetta vespa samurai quale antagonista naturale, la previsione di una specifica azione di monitoraggio con cadenza annuale al fine di garantire una periodica informazione circa le condizioni di inserimento della vespa samurai nel territorio nazionale e un controllo dello stato di emergenza fitopatologica scongiurando eventuali effetti pregiudizievoli agli habitat naturali, alla flora e alla fauna. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Avverto che al testo della risoluzione della 9 a Commissione permanente è stato presentato l'ordine del giorno G1, a firma della senatrice Abate e di altri senatori, il cui testo è in distribuzione. Ha facoltà di parlare il relatore. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, intervengo brevemente per ringraziare tutti i componenti della Commissione agricoltura per il lavoro svolto. Fin da subito si è instaurato un clima positivo. Sono tutti stati comprensivi circa la necessità e l'urgenza che la direttiva habitat potesse arrivare a compimento quanto prima. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 17,31) ( Segue VALLARDI, relatore ). Il mio invito e il mio ringraziamento lo estendo anche al sottosegretario Gava che è venuta in Commissione e assieme abbiamo predisposto questa risoluzione. Termino il mio intervento con un accorato appello al ministro Costa affinché prenda necessariamente visione dell'urgenza e della necessità di poter quanto prima recepire la direttiva habitat , liberare la vespa samurai che, come il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria ha già verificato, è assolutamente compatibile con il nostro ecosistema. Vi è grande attesa da parte di tutti gli agricoltori di questo Paese, che si vedono distrutte le proprie coltivazioni, e anche di tutti i cittadini del Paese, che si vedono invase le loro case da questo dannosissimo insetto. Rivolgo, quindi, un accorato appello affinché il ministro Costa prenda visione dell'urgenza e della necessità che si arrivi alla conclusione di questo iter legislativo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP) . PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, che invito anche a pronunziarsi sulla risoluzione già approvata dalla 9 a Commissione permanente e sull'ordine del giorno presentato. GAVA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, il parere del Governo sull'ordine del giorno G1 è favorevole con riformulazione: propongo di sostituire le parole «a prevedere una specifica azione di monitoraggio» con le parole «a valutare l'opportunità di una specifica azione di monitoraggio». PRESIDENTE . Passiamo alle votazioni. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, è evidente che negli ultimi tempi - e questo era anche il senso del recepimento della direttiva habitat - a causa della globalizzazione, del commercio internazionale, della poca prudenza e anche di errori grossolani compiuti nell'immettere una serie di specie alloctone nel nostro sistema, nonché dei cambiamenti climatici, ci troviamo sempre più spesso ad affrontare delle emergenze. In questo caso stiamo parlando della cimice asiatica, ma potremmo citare purtroppo non solo la Xylella, ma anche tanti altri insetti che stanno producendo situazioni molto serie per la nostra agricoltura. Con riferimento al passato, il collega Bruzzone è sempre molto appassionato, ma potremmo citare cosa è accaduto con l'immissione, per esempio, di cinghiali non autoctoni nelle riserve di caccia o potremmo parlare di quanto accaduto nei laghetti sportivi con l'immissione del pesce siluro. Ci sono stati, quindi, errori umani e contemporaneamente, a causa della globalizzazione e dei commerci internazionali, il mondo è cambiato. Sono avvenuti, inoltre, dei cambiamenti climatici, perché in altri tempi, con altre temperature, questo tipo di insetti non avrebbero avuto la possibilità di sopravvivere. La Commissione, nell'ambito dell'affare assegnato e con le audizioni svolte, ha certamente svolto un lavoro di approfondimento, che ho potuto seguire e grazie al quale mi sono potuta documentare, tuttavia invito tutti quanti a valutazioni molto prudenti e per un motivo semplice.