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la disponibilità in tempi celeri di risorse per gli interventi di messa in sicurezza e ricostruzione risulta essere sempre più indispensabile, sia in ragione del peggioramento in atto per alcuni dei danni sul territorio, sia in relazione alle sollecitazioni degli enti locali e dei cittadini, sempre più in sofferenza per aver anticipato le spese per gli interventi di somma urgenza o bloccati da danni che non riescono ad assestare e che peggiorano di giorno in giorno, si chiede di sapere quale sia lo stato dell'arte circa il riconoscimento delle risorse prioritarie a favore di enti locali, privati e attività produttive per far fronte ai danni causati in Piemonte dai fenomeni di maltempo verificatisi negli anni 2019 e 2020, nonché se sia stato definito un piano di interventi per far fronte alle necessità del territorio in relazione a tali fenomeni. Atto n. 4-05132 LAUS Al Ministro del turismo Premesso che: l'articolo 3, comma 4, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, recante misure urgenti disposizioni urgenti per l'economia, stabilisce che possono essere istituiti, con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, distretti turistici, su richiesta delle imprese del settore che operano nei territori interessati, previa intesa con le Regioni interessate, con gli obiettivi di riqualificare e rilanciare l'offerta turistica a livello nazionale e internazionale, di accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori dei distretti, di migliorare l'efficienza nell'organizzazione e nella produzione dei servizi, di assicurare garanzie e certezze giuridiche alle imprese che vi operano con particolare riferimento alle opportunità di investimento, di accesso al credito, di semplificazione e celerità nei rapporti con le pubbliche amministrazioni; l'articolo 3, comma 5, prevede che la delimitazione dei distretti sia effettuata dalle Regioni, d'intesa con il Ministero e con i Comuni interessati, previa conferenza dei servizi, che è obbligatoriamente indetta se richiesta da imprese del settore turistico che operano nei medesimi territori; in data 9 giugno 2020, la Regione Piemonte ha annunciato la convocazione, d'intesa con la Città di Torino, della conferenza dei servizi per effettuare la delimitazione del distretto turistico della Città di Torino; dopo alcune sollecitazioni da parte della Città di Torino, la Regione ha avviato l' iter di istituzione del distretto turistico e ha convocato una conferenza dei servizi decisoria ai fini della delimitazione del distretto stesso, in data 24 settembre 2020, durante la quale le istituzioni e i rappresentanti delle imprese turistiche hanno espresso la loro adesione unanime alla proposta di delimitare il distretto turistico ai confini amministrativi comunali; considerato che il provvedimento non comporta oneri a carico del bilancio regionale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente, ai fini di consentire il rilancio del comparto turistico a Torino, duramente provato dalle misure di contrasto al COVID-19, procedere all'istituzione del distretto turistico ai sensi del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, dando seguito a quanto deciso dalla Regione. Atto n. 4-05133 CALANDRINI Al Ministro della salute Premesso che: con l'ordinanza n. 1557/21, il TAR Lazio ha accolto l'istanza cautelare presentata dai medici del "comitato Cura domiciliare COVID-19" presieduto dall'avvocato Erick Grimaldi e affiancato dalla collega Valentina Piraino contro il Ministero della salute e l'AIFA per una nota relativa al trattamento domiciliare dell'infezione da coronavirus; per i casi lievi, e per quelli solo probabili, durante i primi giorni di malattia l'AIFA ha raccomandato infatti la sola "vigile attesa" in associazione a trattamenti sintomatici, ad esempio attraverso il paracetamolo. È stato inoltre indicato il non utilizzo di tutti i farmaci impiegati ormai da mesi, a loro dire con successo, da molti medici di medicina generale. Una limitazione contro la quale il comitato ha presentato ricorso, vedendolo accolto; il contenzioso risale all'inizio del mese di dicembre 2020, quando l'agenzia regolatoria nazionale rese disponibile sul proprio portale il documento "Principi di gestione dei casi Covid-19 nel setting domiciliare", contenente le raccomandazioni "sul trattamento farmacologico domiciliare dei casi lievi e una panoramica generale delle linee di indirizzo Aifa sulle principali categorie di farmaci utilizzabili in questo setting". Per casi lievi, ha specificato l'AIFA, si intendono tutti i pazienti che presentano sintomi alla stregua di febbre (temperatura superiore ai 37 gradi centigradi), tosse, cefalea, dolori muscolari (mialgia), diarrea e perdita dell'olfatto (anosmia) e gusto (ageusia) non altrimenti spiegabili. Si è poi specificato che i pazienti non devono presentare alcun segno di difficoltà respiratorie (dispnea), disidratazione, alterazione dello stato di coscienza o sepsi. In questi casi, infatti, si sarebbe trattato di pazienti non lievi; fatta questa premessa, l'AIFA ha specificato che per tali pazienti "possono essere formulate le seguenti raccomandazioni generali": vigile attesa, trattamenti sintomatici, quali il paracetamolo, idratazione e nutrizione appropriate; non modificare terapie croniche in atto; non utilizzare supplementi vitaminici o integratori alimentari; non somministrare farmaci mediante aerosol se in isolamento con altri conviventi, per il rischio di diffusione del virus; può essere considerato un approccio "attendista", quello dell'agenzia regolatoria, una sorta di "non protocollo" criticato da molti medici, alla luce dei successi terapeutici conseguiti trattando subito i sintomi con farmaci adeguati e bloccando così la malattia prima dell'aggravarsi della situazione, evitando quasi sempre il ricovero; i giudici amministrativi del Lazio, nella valutazione propria della fase cautelare, hanno ritenuto fondato il ricorso dei medici del comitato, in relazione alla circostanza che i ricorrenti "fanno valere il proprio diritto/dovere, avente giuridica rilevanza sia in sede civile che penale, di prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza, e che non può essere compresso nell'ottica di una attesa, potenzialmente pregiudizievole sia per il paziente che, sebbene sotto profili diversi, per i medici stessi". Da qui l'ordinanza di sospensione con effetto immediato dell'efficacia del protocollo AIFA, rinviando la trattazione del merito al prossimo 20 luglio; risulta evidente che il COVID-19 sia una malattia che debba essere affrontata ai primi sintomi nella propria casa, evitando così in molti casi un peggioramento verso una forma più grave che costringa al ricovero in ospedale; sarebbe da stabilire un protocollo nazionale di cura domiciliare e sarebbe necessario che fosse rafforzata la medicina territoriale, anche attraverso la creazione in ogni Regione delle unità mediche pubbliche di diagnosi e cura domiciliare del COVID-19 USCA (unità speciali di continuità assistenziale) previste dalla legge nazionale ma istituite solo in alcune Regioni. Chiaro è che l'epidemia si affronta a casa prima che in ospedale;