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Vale evidenziare che, trattandosi di Fondi-FSC, l'attività sinora posta in essere dal prefetto ha consentito di rispettare il termine del 31 dicembre 2022 per l'assunzione delle obbligazioni giuridicamente vincolanti (cfr, articolo 44, comma 7, lettera b) , del decreto-legge n. 34 del 2019 come modificato dall'articolo 11- novies « Interventi finanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione » del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87). In ragione di quanto sopra, la norma consente l'avvio dei lavori da parte delle ditte già risultate aggiudicatarie e, dunque, permette di completare i lavori nei tempi programmati. Dal punto di vista ambientale, i lavori appaltatati si rendono necessari per implementare – e dunque evitare il rischio di diffusione della contaminazione in falda – i sistemi di messa in sicurezza della falda in esercizio (barriera idraulica e impianto di trattamento delle acque di falda), proseguendo altresì l'attività di smaltimento dei rifiuti attualmente stoccati nello stabilimento. La mancata proroga delle funzioni prefettizie previste dall'articolo 12 del decreto-legge 29 marzo 2019, n. 27, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2019, n. 44, comporterebbe il venir meno di una parte contrattuale e l'impossibilità di disporre delle necessarie risorse finanziarie per la prosecuzione dei lavori giacenti sulla contabilità speciale intestata al prefetto di Genova. Tale situazione di incertezza comporterebbe, oltre che prevedibili contenzioni, anche lo stallo dei lavori e, quindi, un inevitabile ritardo nella bonifica dello stabilimento. 3. L'adeguamento della discarica Molinetto per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi attualmente stoccati presso lo stabilimento in deroga Il Commissario straordinario è stato autorizzato, sin dall'origine della sua istituzione, all'utilizzo delle volumetrie disponibili della discarica Molinetto attraverso i poteri straordinari sanciti dall'ordinanza ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3554 del 5 dicembre 2006. L'attuale articolo 12, comma 1, del citato decreto-legge n. 27 del 2019, in continuità con le previgenti disposizioni extra ordinem , dispone che « il Prefetto ha facoltà di avvalersi dei volumi residui disponibili presso la discarica di Molinetto, previo aggiornamento dell'istruttoria tecnica per la verifica preventiva dei volumi accoglibili, limitatamente ai rifiuti conferibili nella discarica nel rigoroso rispetto dei limiti di cui alla normativa vigente, da parte dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) nonché degli altri enti, anche avvalendosi del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente di cui alla legge 28 giugno 2016, n. 132, procedendo anche mediante occupazione di urgenza ed eventuali espropriazioni delle aree occorrenti per l'esecuzione delle opere e degli interventi ». L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), con nota prot. n. 41488 in data 20.7.2022 ha trasmesso al prefetto di Genova la relazione inerente alla valutazione dei volumi residui e disponibili della discarica, dalla quale emerge un volume complessivo di metri cubi 118.000. Sono in corso di valutazione le attività amministrative necessarie all'utilizzo di tali volumetrie per il conferimento dei rifiuti ad oggi in deposito in deroga alle disposizioni vigenti. In merito si evidenzia che l'articolo 12 del citato decreto-legge n. 27 del 2019, in continuità con quanto previsto dalla citata ordinanza del Presidente del consiglio dei ministri n. 3554 del 2006, attribuisce al prefetto il potere « di adottare provvedimenti derogatori circa i rifiuti pericolosi in deposito presso il Sito di interesse nazionale (SIN) Stoppani, limitatamente alla loro gestione all'interno del perimetro del SIN stesso ». Attualmente sono in stoccaggio (in deroga) presso lo stabilimento rifiuti pericolosi provenienti dalle attività di demolizione e bonifica attuate dal Commissario. In particolare, dalla relazione del Commissario riferita al 2020, risulterebbero posti in deposito 50.000 metri cubi di rifiuti pericolosi (circa 100 tonnellate) conferibili nella discarica di Molinetto (oneri presunti 7.000.000 euro, oneri fiscali esclusi, oltre oneri di gestione appalto). Lo smaltimento presso altri impianti avrebbe un costo presunto di 30.000.000 euro (oneri fiscali esclusi, oltre oneri di gestione appalto). La situazione attuale dei rifiuti depositati in deroga alla normativa è descritta nell'ultimo decreto prefettizio n. 1 del 2022 di cui si riporta il dispositivo. In mancanza della richiesta di proroga il regime derogatorio dell'attuale gestione del deposito dei rifiuti speciali pericolosi, previsto dall'articolo 12 del citato decreto-legge n. 27 del 2019, verrebbe meno con conseguente, istantanea mancanza di copertura normativa alla citata gestione in deroga, la quale, in via ordinaria, non sarebbe consentita. 4. Il Fallimento e la restituzione dei beni agli aventi diritto In seguito alla dichiarazione di fallimento della Immobiliare Val Lerone S.p. A., proprietaria del complesso immobiliare, con decreto n. 1838 del 12 febbraio 2015 il tribunale di Milano, in sede di giudizio di riassunzione disposto dalla Corte di cassazione con sentenza n. 5705 del 7 marzo 2013, ha ammesso il Ministero dell'ambiente e il Commissario delegato per l'intero ammontare richiesto, pari ad euro 1.607.212.755,31. Tuttavia, con istanza del 24 giugno 2020, il curatore ha reso noto di volere abbandonare ex articolo 104- ter del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, il compendio immobiliare in esame, stante la sostenuta invendibilità in concreto del bene in ragione delle passività ambientali. Il curatore ha motivato l'istanza osservando che « il credito per cui è stato definitivamente ammesso il Ministero a titolo di costi di bonifica e danno ambientale costituisce un onere reale a norma dell'articolo 253 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, tale per cui il terreno di cui si discorre non hanno praticamente alcun valore economico stante l'abnormità del credito ». Il giudice delegato, in data 2 luglio 2020, anche in ragione dell'interesse a pervenire ad una rapida e sollecita chiusura della procedura fallimentare, stante la risalente durata della stessa e visto il principio di ragionevole durata del processo, nonché l'assenza di altro attivo da liquidare, ha preso atto « dell'avvenuta autorizzazione da parte del comitato dei creditori, che consente al curatore di abbandonare e rinunciare alla liquidazione del bene immobile/terreno in Cogoleto in oggetto », « con l'esplicito avviso che in deroga all'art. 51 LF potranno iniziare azioni esecutive e cautelari sui beni rimessi nella disponibilità del debitore ».