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Art. 34 Disposizioni transitorie 1. Le condizioni richiamate nell'art. 10, comma 1, non rilevano nei casi in cui il matrimonio sia stato celebrato successivamente alla sentenza di scioglimento del precedente matrimonio di uno dei due coniugi pronunciata a norma della legge 1 dicembre 1970, n. 898, ma non oltre il 31 dicembre 1975. 2. I soggetti già ammessi a pensione ordinaria alla data dell'8 novembre 1985 e aventi i requisiti per godere della pensione speciale di cui agli articoli 11, 13 e 15 possono richiederne il riconoscimento entro il termine dell'8 novembre 1990 a pena di decadenza, con decorrenza dei benefici economici dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda e dei relativi documenti. 3. Nel determinare la durata dell'esercizio utile a pensione non è dedotto il periodo di tempo durante il quale il notaio: a) fu cancellato dal ruolo per effetto della legge 29 giugno 1939, n. 1054; b) fu rimosso dalle funzioni per i motivi di cui al regio decreto-legge 6 gennaio 1944, n. 9. 4. A favore del notaio che a causa dello stato di guerra ebbe assegnato, ai sensi dell'art. 3 del decreto legislativo luogotenenziale 20 luglio 1944, n. 209, un termine per l'iscrizione a ruolo l'esercizio utile al conseguimento della pensione decorre dal novantesimo giorno successivo alla data della Gazzetta Ufficiale o del Bollettino del Ministero di grazia e giustizia nel quale venne data notizia della registrazione del decreto di nomina. 5. Non è computato in deduzione, ai fini della determinazione della durata dell'esercizio utile a pensione, il periodo di tempo durante il quale il notaio, posteriormente all'8 settembre 1943 e fino a novanta giorni dopo la cessazione dello stato di guerra, non prestò assistenza alla sede notarile, qualora tale interruzione non sia dai competenti consigli notarili ritenuta ingiustificata. Note all'art. 34: - Per la legge n. 898/1970 si veda nelle note all'art. 20. - La legge n. 1054/1939 disciplinava l'esercizio delle professioni da parte dei cittadini di razza ebraica. - Il R.D.L. n. 9/1944 reca: "Riammissione in servizio degli appartenenti alle amministrazioni dello Stato, degli enti locali e parastatali e controllati dallo Stato, aziende che gestiscono servizi pubblici o di interesse nazionale, già licenziati per motivi politici". - Si trascrive il testo dell'art. 3 del D.L.L. n. 209/1944, recante norme per la riammissione nell'esercizio professionale di notai colpiti da disposizioni di carattere razziale o dispensati dall'ufficio per motivi politici e modificazioni all'ordinamento del notariato: "Art. 3. - Agli effetti dell'art. 24 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, il Ministro per la grazia e giustizia può, con proprio decreto, assegnare, per gli adempimenti di cui agli articoli 18 e 24 della detta legge, un nuovo termine non superiore a giorni centoventi ai notai, che, per gravi difficoltà dipendenti dallo stato di guerra, non abbiano potuto provvedervi nei termini di cui al primo e secondo comma del citato art. 24. Detto termine può, per gravi e giustificati motivi, essere ulteriormente prorogato dal Ministro per la grazia e giustizia di altri centoventi giorni, ed eccezionalmente, per i notai cui fosse stata assegnata una sede che si trovi in territorio occupato dai tedeschi, di un più lungo periodo. Per la presentazione delle istanze dirette ad ottenere la concessione di cui al primo comma è assegnato il termine perentorio di giorni sessanta dall'entrata in vigore del presente decreto. Tale termine per i notai internati o prigionieri di guerra e per quelli che si trovano in territorio occupato dal nemico, decorrerà dal giorno successivo a quello in cui rientreranno in territorio amministrato dal Governo italiano".