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La produzione base dello stabilimento Luigi Stoppani SpA era costituita dal bicromato di sodio, dal quale si ottenevano altri derivati del cromo, quali acido cromico per l'industria galvanotecnica e per l'impregnazione del legno, nonché salcromo per l'industria conciaria. Lo stabilimento ha cessato la sua produzione nell'anno 2003. Con l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3554 del 5 dicembre 2006, è stato dichiarato lo stato di emergenza in relazione alla grave situazione ambientale e sanitaria nello stabilimento ed è stato nominato il commissario delegato per il superamento dello stato di emergenza. Con il comma 1 si prevede che il Ministero dell'ambiente individui le misure, gli interventi e le relative risorse finalizzate alla conclusione delle attività dall'ordinanza del 2006 e alla riconsegna dei beni agli aventi diritto. Al prefetto sono attribuiti i poteri quali l'adozione di provvedimenti in materia di tutela ambientale e paesaggistica, di tutela del patrimonio storico, artistico e monumentale. In merito alla utilizzazione del personale della Immobiliare Val Lerone SpA, attuale proprietaria del sito, è stata introdotta una modifica volta a prevedere il mantenimento in servizio del medesimo personale assunto a tempo pieno e determinato, assicurando il trasferimento dello stesso alle dipendenze dei soggetti a cui sarà affidata l'esecuzione degli interventi di caratterizzazione, di messa in sicurezza e di bonifica. Il comma 2 consente al prefetto di Genova di individuare, d'intesa con il Ministero dell'ambiente e con il Presidente della Regione Liguria, un soggetto attuatore, cui sono affidati specifici settori di intervento sulla base di direttive impartite dal medesimo prefetto. Il comma 5 prevede l'intestazione di apposita contabilità speciale al prefetto di Genova, cui attribuire le risorse del Ministero dell'ambiente destinate al finanziamento degli interventi necessari urgenti a favore dello stabilimento Stoppani per il superamento dello stato di emergenza. Il comma 5-bis autorizza, per l'anno 2019, una spesa straordinaria aggiuntiva pari a 5 milioni di euro, al fine di sostenere gli interventi di bonifica, di messa in sicurezza e di riutilizzo delle aree del SIN Stoppani, e in particolare quelli relativi al trattamento delle acque di falda. Il presidente GIROTTO ringrazia il relatore e dichiara aperta la discussione generale. Il senatore BIASOTTI (FI-BP) ricorda che, oltre ai fenomeni atmosferici eccezionali verificatisi in Puglia nel 2018, ve ne sono stati altri in alcune zone del Nord Italia che non hanno ricevuto finanziamenti nel provvedimento in titolo. In merito alla vicenda dello stabilimento Stoppani, fa presente che l'azione di bonifica ambientale non è stata ancora avviata nonostante sia stato dichiarato lo stato di emergenza già nel 2006. Il senatore RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) si associa alle considerazioni del senatore Biasotti sulla vicenda dello stabilimento Stoppani e si dichiara sin d'ora favorevole alle misure stanziate in favore delle imprese agricole in crisi. Il seguito dell'esame viene quindi rinviato. Conversione in legge del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici DDL 1248 Conversione in legge del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici (Parere alle Commissioni 8ª e 13ª riunite. Esame e rinvio) Introduce il provvedimento il senatore ANASTASI (M5S), che reca norme in materia di contratti pubblici, di accelerazione degli interventi infrastrutturali e di rigenerazione urbana, nonché disposizioni relative agli eventi sismici della regione Molise, dell'area Etnea, dell'Abruzzo e del centro Italia negli anni 2016 e 2017. Soffermandosi sugli aspetti di competenza della Commissione, illustra l'articolo 2, che sostituisce l'articolo 110 del Codice dei contratti pubblici in tema di affidamento dei lavori ad impresa soggetta a procedura concorsuale, anticipando i contenuti della riforma prevista dal recente decreto legislativo n. 14 del 2019 (Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza), in vigore dall'agosto 2020. Le innovazioni più importanti previste dal Codice riguardano le modifiche agli articoli 80 e 110 del Codice degli appalti; in particolare si conferma che il curatore della procedura di fallimento, autorizzato all'esercizio provvisorio dell'attività imprenditoriale dal giudice delegato, può eseguire i contratti già stipulati dall'impresa fallita; conseguentemente, previa autorizzazione, l'impresa fallita potrà eseguire i contratti già stipulati ma non partecipare a nuove gare. Inoltre, è consentito all'impresa che ha fatto domanda di concordato con continuità di partecipare alle gare. Il comma 2 chiarisce l'ambito temporale di applicazione della riforma: la nuova formulazione dell'articolo 110 del Codice degli appalti si applica alle procedure di affidamento lavori in cui il bando è pubblicato tra il 19 aprile 2019 e il 15 agosto 2020. Il comma 4 modifica due disposizioni della legge fallimentare; in particolare, il curatore fallimentare può eseguire i contratti pendenti solo con l'autorizzazione del giudice delegato e si precisa che l'esecuzione del contratto prosegue non solo in caso di concordato con continuità aziendale, ma anche in caso di concordato liquidatorio quando il professionista attesti che l'esecuzione del contratto è necessaria alla migliore liquidazione dell'azienda. Inoltre, è individuata nel tribunale l'autorità giudiziaria competente ad autorizzare la partecipazione dell'impresa in concordato a procedure di affidamento lavori. L'articolo 5 reca alcune modifiche al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 (testo unico in materia edilizia) volte a favorire la rigenerazione urbana, la riqualificazione del patrimonio edilizio e delle aree urbane degradate, la riduzione del consumo di suolo, lo sviluppo dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili e il miglioramento e l'adeguamento sismico del patrimonio edilizio esistente. L'articolo 19 prevede per il 2019 e il 2020 la concessione di un contributo ad alcune categorie di imprese, insediate nei comuni ricadenti nella città metropolitana di Catania, a condizione che le stesse abbiano registrato, nei tre mesi successivi agli eventi sismici, una riduzione del fatturato annuo in misura non inferiore al 30 per cento rispetto a quello calcolato sulla media del medesimo periodo del triennio precedente.