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Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.0.9, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 21.0.10, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 21.0.11, identico all'emendamento 21.0.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.0.11, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 21.0.12, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 21.0.13 a 21.0.16 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 21.0.17, identico all'emendamento 21.0.18, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.0.17, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 21.0.18, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 21.0.21, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 21.0.21, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano, fino alle parole «territorialmente competente». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 21.0.22 e 21.0.40. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 22 del decreto-legge, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare. *VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, presenterò tutti i nostri emendamenti, che riguardano la ricostruzione del Centro Italia e che ricalcano la proposta di legge organica, che abbiamo presentato a marzo, per sbloccare il vostro immobilismo, per rimettere al centro un'idea di sviluppo dei paesi delle aree interne, che in questo anno avete cancellato dall'agenda politica. Avete utilizzato il decreto-legge in esame come un pretesto - uno dei tanti - per regolare i conti tra di voi. Avete rinviato per settimane, perché interessati solo alla campagna elettorale, a insultarvi dalla mattina alla sera, sui social media o in TV, e a fare teatrino. Avete sprecato tempo e giorni: per voi un giorno non è niente, ma per un'impresa o per un lavoratore che aspetta, un giorno può essere tutto. Di questo parlano i nostri emendamenti, di come sostenere strumenti per creare e difendere lavoro e servizi, visto che voi non aggiungete un solo euro a quanto stanziato da noi nella scorsa legislatura. Si tratta di emendamenti su come trovare le ragioni per rimanere nei nostri territori, per ripopolarli, per difendere servizi vitali come l'istruzione. Chiediamo che venga confermato l'intervento per le scuole dei piccoli Comuni del cratere, affinché non perdano insegnanti e affinché non chiudano. Questo è il bisogno dei bambini, delle famiglie, di chi vive là dove tutto è più difficile, dove una pluriclasse non significa solo identità condivisa, ma significa un luogo in cui progettare il proprio futuro. Durante tutti questi giorni, i sindaci, con le fasce tricolori, non hanno mai smesso di protestare, mentre facevate l'ennesima sceneggiata e non hanno mai smesso di far sentire la propria voce, per provare a riaccendere quei riflettori, che in tutti questi mesi avete spento. Un sindaco mi ha detto: per loro il sisma non merita neanche il titolo di una legge. Ha ragione, non potete negarlo. Vi abbiamo chiesto un provvedimento ad hoc , specifico sul Centro Italia, che dovrebbe essere il più grande cantiere d'Europa, ma che voi per un anno avete tenuto paralizzato per indifferenza e presunzione. Avete infamato le nostre leggi, ma sapete perfettamente che i decreti adottati hanno permesso di proteggere il reddito e la tenuta morale, perché nessuno è stato lasciato solo e nessuno è stato lasciato indietro, sono stati investiti miliardi e - per la prima volta - è stata prevista una copertura totale anche per le seconde case. Soprattutto, la ricostruzione è stata legata a un progetto economico sociale più ampio per pensare il ruolo delle aree appenniniche per i prossimi decenni. Da parte vostra, invece, non ci sono un'idea, né una strategia e anche il provvedimento di oggi è assolutamente insufficiente. Sottosegretario Crimi, vedo che è impegnato al telefono, ma dov'è il decreto shock di cui si è vantato? Non può essere questo, perché avete ignorato la quasi totalità delle richieste delle Regioni votate in sede di Conferenza unificata, nonostante ben due volte su due fosse assente il ministro Toninelli. Servivano micro accorgimenti tecnici per velocizzare un impianto normativo che funziona; si tratta di accorgimenti senza oneri, ma non li avete inseriti nel provvedimento. Allo stesso modo, non ci sono strumenti per far rientrare la delocalizzazione delle attività produttive, né la possibilità di utilizzare i risparmi di spesa per proseguire i contratti di lavoro negli uffici speciali per la ricostruzione e nei Comuni. Da un anno vi chiediamo un intervento per affrontare criticità che nel 2016 non potevamo conoscere, ma non lo avete fatto e avete trasformato la ricostruzione in un'ulteriore emergenza. È vero, signor Presidente, nella nostra impostazione c'erano rigidità eccessive, dettate però da un'esigenza che ha un forte valore politico, ossia evitare infiltrazioni criminali e stoppare tentativi illeciti che, in altri casi, hanno bloccato i lavori e fatto danni enormi. Noi diciamo guai ad abbassare la guardia anche oggi, perché ne va della tenuta delle nostre comunità. Per questo motivo abbiamo presentato un'interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri sull'opportunità di norme più trasparenti e sulle importantissime donazioni di solidarietà e beneficenza dei privati, anche alla luce delle indagini della magistratura che riguardano il Comune di Visso. Signor Presidente, signori del Governo, provate a parlare con i sindaci del cratere: vi diranno che nell'ultimo anno sono stati abbandonati e che questo clima di distacco tra Comuni e Governo crea umiliazione e frustrazione tra i tecnici, nel personale e tra i cittadini, che invece dovrebbero essere spinti a reagire. Vi diranno che parlare con il commissario Farabollini è come parlare a vuoto con un muro di gomma. Alcune cose che oggi, con ritardo, inserite noi le abbiamo chieste per mesi e oggi le sosteniamo, anzi le rivendichiamo anche come un nostro merito.