[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito del decreto del Direttore generale dello sviluppo produttivo e competitività del Ministero delle attività produttive emanato il 31 luglio 2002, avente ad oggetto la «Revoca dell'autorizzazione alla certificazione CE, rilasciata all'organismo I &amp; S, Ingegneria e Sicurezza S.r.l. , in Bolzano», promosso con ricorso della Provincia autonoma di Bolzano notificato il 21 ottobre 2002, depositato in cancelleria il 31 ottobre 2002 ed iscritto al n. 41 del registro conflitti 2002. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 25 gennaio 2005 il Giudice relatore Guido Neppi Modona; uditi gli avvocati Roland Riz e Salvatore Alberto Romano per la Provincia autonoma di Bolzano e l'avvocato dello Stato Glauco Nori per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso notificato al Presidente del Consiglio dei ministri il 21 ottobre 2002 e depositato il successivo 31 ottobre, la Provincia autonoma di Bolzano ricorre per conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato in relazione al decreto del Direttore generale dello sviluppo produttivo e competitività del Ministero delle attività produttive, emanato il 31 luglio 2002 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 agosto 2002, serie generale n. 196, avente ad oggetto la «Revoca dell'autorizzazione alla certificazione CE, rilasciata all'organismo I &amp; S, Ingegneria e Sicurezza S.r.l. , in Bolzano». La Provincia premette che il Ministero afferma la propria competenza a revocare l'autorizzazione alla certificazione CE sulla base del rilievo che l'attività di verifica esercitata dall'organismo notificato sarebbe formalmente e sostanzialmente consistita in una verifica straordinaria ai sensi dell'art. 14 del d.P.R. 30 aprile 1999, n. 162 (Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio), a cui l'organismo sarebbe abilitato per effetto dell'autorizzazione alla certificazione CE rilasciata dallo stesso Ministero, ex art. 9 del d.P.R. citato. Secondo il Ministero, il richiamo fatto dall'organismo notificato all'art. 2, comma 5, del decreto del Presidente della Giunta provinciale della Provincia di Bolzano n. 7 del 1999 a sostegno della legittimità dell'attività di verifica esercitata non sarebbe perciò pertinente, in quanto la normativa provinciale «regolamenta esclusivamente l'attività di manutenzione dell'impianto di ascensore e le relative verifiche di sicurezza». Ad avviso della ricorrente la competenza a rilasciare e a revocare l'autorizzazione alla certificazione CE spetterebbe invece alla Provincia a norma degli artt. 9, primo comma, numero 10, e 16 dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige (d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670), che riconoscono la competenza legislativa ed amministrativa concorrente in materia di igiene e sanità, e degli artt. 1 e 3, primo comma, numero 10, del d.P.R. 28 marzo 1975, n. 474, recante norme d'attuazione dello Statuto per la Regione Trentino-Alto Adige in materia di igiene e sanità, nonché dell'art. 117 della Costituzione, in relazione all'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. In particolare, a norma dell'art. 3, primo comma, numero 10, delle norme di attuazione citate, gli organi statali sarebbero competenti soltanto per l'attività di omologazione di macchine, di impianti e di mezzi personali di protezione e fra dette attività non rientrano la verifica e il controllo di macchine, impianti e mezzi installati nella Regione. Ne consegue che la disciplina dell'installazione, della messa in esercizio, della manutenzione e della verifica di impianti di ascensore spetterebbe alla Provincia autonoma di Bolzano, che ha dato compiuta attuazione alla direttiva CE n. 16 del 29 giugno 1995 (a norma dell'art. 9, commi 1 e 2, della legge 9 marzo 1989, n. 86, come modificato dall'art. 13 della legge 24 aprile 1998, n. 128), dapprima con la legge provinciale 15 maggio 1996, n. 9 (Semplificazione di procedure amministrative per l'impianto e l'esercizio di ascensori) e relativo regolamento di esecuzione di cui al decreto del Presidente della Giunta provinciale 28 novembre 1996, n. 46, quindi con il decreto del Presidente della Giunta provinciale 2 marzo 1999, n. 7 (Macchine, impianti ed apparecchi soggetti a verifiche periodiche). La competenza della Provincia ricorrente risulterebbe «rafforzata ed integrata» dalla riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione, giacché la materia igiene e sanità sembrerebbe da ascrivere alla competenza generale e residuale di cui al quarto comma dello stesso art. 117, «salvo eventualmente i profili riconducibili alla materia 'concorrente' della 'protezione civile'». Inoltre, in forza del quinto comma dell'art. 117 Cost. alla Provincia autonoma di Bolzano spetta di provvedere all'attuazione e all'esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite dalla legge dello Stato, che deve disciplinare altresì le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza. Anche a prescindere dal considerare che la disciplina dell'allegato VII alla direttiva 95/16/CE, «asseritamente violata dalla provincia ricorrente», non si riferisce affatto alle verifiche periodiche o straordinarie degli ascensori, ma esclusivamente all'espletamento delle procedure di valutazione della conformità di cui all'art. 8 della direttiva stessa, al direttore generale dello sviluppo produttivo e competitività del Ministero delle attività produttive non spettava perciò in alcun modo disporre la revoca dell'autorizzazione alla certificazione CE disciplinata dalla direttiva in questione. In conclusione, la Provincia autonoma di Bolzano chiede che la Corte costituzionale dichiari «che non spetta allo Stato revocare l'autorizzazione alla certificazione CE rilasciata dalla Provincia autonoma di Bolzano alla Società Ingegneria e Sicurezza, e annulli di conseguenza il decreto impugnato». 2. – Si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che il ricorso sia respinto. In primo luogo l'Avvocatura rileva che il Ministero aveva comunicato alla società l'inizio del procedimento finalizzato alla revoca dell'autorizzazione al rilascio di certificazioni CE e che la Società aveva replicato sostenendo la legittimità del suo operato sulla base di un parere dell'Avvocatura della Provincia.