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Da quasi un anno il Ministero dell'istruzione ad avviso dell'interrogante nega ogni trasparenza su questo concorso; la partecipazione a questo concorso di un Ministro in carica rende ancora più inquietante la citata fuga di notizie dalla camera di consiglio del Consiglio di Stato, che sta decidendo in merito ai ricorsi presentati dagli esclusi proprio al medesimo concorso; camera di consiglio che, per legge, dovrebbe essere segreta per assicurare equilibrio nella decisione, scevra da qualsiasi condizionamento esterno; al contrario, secondo quanto riportato dal quotidiano, l'informatore avvertirebbe il gruppo con le seguenti parole: "messaggi che io ricevo e che chiaramente sono in via riservata e non li posso dire", specificando che lui non parla "con l'ultimo arrivato, eh?" e che le sue fonti sarebbero "il capo dipartimento" e "l'avvocato che segue il ricorso da parte dell'Avvocatura"; insomma i vertici della pubblica amministrazione e l'avvocato dello Stato, i diretti avversari dei ricorrenti, "loro vedono la cosa in senso positivo: hanno avuto segnali di fumo..."; l'informatore suggerisce prudenza, ma avverte che "i segnali sono positivi", invitando tutti alla riservatezza, "perché ci sono un sacco di nemici", ma spiega che "al Ministero stanno tranquilli, Chiaro? Non posso andare oltre, mi sono già spinto molto soltanto per tranquillizzarvi"; se queste dichiarazioni dovessero corrispondere al vero, costituirebbero un'incredibile fuga di notizie. Proprio la sesta sezione del Consiglio di Stato, nel luglio 2016 (sentenza n. 3303), ha stabilito che "il principio di segretezza esclude che le parti abbiano il diritto di essere informate non solo del contenuto, ma anche delle modalità di svolgimento della decisione, sotto il profilo temporale o del numero delle camere di consiglio che si rendono necessarie per completare la deliberazione" e che "la segretezza evidentemente vale non solo nei confronti del pubblico, ma soprattutto nei confronti delle parti, al fine di assicurare la libertà della decisione", si chiede di sapere: se quanto descritto corrisponda al vero; se così fosse, se il Governo non ritenga che ci si trovi di fronte ad una fuga di notizie illecita; se non ritenga che tutta la procedura concorsuale e i suoi risvolti amministrativi e giudiziari siano stati svolti con una metodologia ben lontana dal principio del "buon andamento e imparzialità dell'amministrazione", tutelato dall'articolo 97 della Costituzione; se l'atteggiamento poco collaborativo tenuto dal Ministro dell'istruzione fino ad oggi, in merito all'accesso agli atti di una procedura alla quale lei stessa ha partecipato, oltre ad evidenziare un pesante conflitto di interessi e a ledere il principio della buona amministrazione, non danneggi l'intera politica governativa di cui il Presidente del Consiglio dei ministri è responsabile e, per questo, sarebbe auspicabile valutare soluzioni alternative per la guida di tale dicastero. Atto n. 4-04291 FREGOLENT DE VECCHIS AUGUSSORI BERGESIO CAMPARI ZULIANI ALESSANDRINI PIANASSO VALLARDI MONTANI DORIA PISANI Pietro RUFA RICCARDI ARRIGONI FERRERO Al Ministro della salute Premesso che: il decreto del Ministro della salute 17 settembre 2018 ha istituito l'anagrafe nazionale vaccini, disciplinandone il funzionamento, con l'obiettivo di garantire la corretta valutazione delle coperture vaccinali nazionali; l'anagrafe è intesa a consentire il monitoraggio dell'attuazione dei programmi vaccinali in atto su tutto il territorio nazionale, coerentemente con il calendario vaccinale nazionale vigente, e di fornire informazioni agli organi nazionali, comunitari ed internazionali nell'ambito dello svolgimento di funzioni e compiti correlati alla tutela della salute, anche mediante l'elaborazione di indicatori a fini comparativi; come annunciato dal Ministero della salute, nella primavera 2019 era prevista una fase di sperimentazione dell'anagrafe nazionale vaccini per consentire l'avvio della registrazione, partendo dai nuovi vaccinati; il decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, identifica i dati da registrare nella medesima anagrafe e specifica le funzionalità che le anagrafi vaccinali regionali devono mettere a disposizione e, sulla base di quanto stabilito al piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019, individua il "data set minimo" di informazioni che le Regioni devono trattare per la realizzazione delle anagrafi uniche a livello regionale, requisito indispensabile per la corretta alimentazione dell'anagrafe nazionale; al fine di garantire l'aggiornamento delle anagrafi vaccinali regionali, l'anagrafe nazionale mette a disposizione delle Regioni e Province autonome le informazioni relative alle vaccinazioni effettuate in una regione o in una provincia autonoma diversa da quella di residenza, sia che si tratti di prestazioni occasionalmente effettuate al di fuori della propria residenza, sia nel caso di cambio di residenza in un'altra regione o provincia autonoma; con il decreto del Ministero della salute 15 luglio 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° ottobre 2019, sono stati ripartiti i fondi a livello regionale per l'istituzione dell'anagrafe; considerato che: il Ministero della salute ha dichiarato che "non è esclusa una co-circolazione" di virus influenzali e Sars-Cov-2, e che pertanto un'ampia vaccinazione antinfluenzale risulta rilevante per verificare in anticipo i sintomi del COVID, ridurre il carico di malattie su tutta la popolazione e quindi sul SSN; la pandemia da COVID-19 ha drammaticamente messo in evidenza l'importanza di contare su un'estesa copertura vaccinale a livello nazionale e soprattutto ha evidenziato la problematica relativa all'incerta disponibilità di dosi del vaccino antinfluenzale per tutti coloro che ne fanno richiesta, oltre ai soggetti vulnerabili, si chiede di sapere quale sia l'effettivo stato di funzionamento e di operatività dell'anagrafe nazionale vaccini, anche alla luce dei relativi fondi stanziati. Atto n. 4-04292 FREGOLENT DE VECCHIS FUSCO RUFA TOSATO BERGESIO CAMPARI ZULIANI ALESSANDRINI PIANASSO VALLARDI MONTANI DORIA PISANI Pietro RICCARDI FERRERO CASOLATI BAGNAI Al Ministro della salute Premesso che: nelle ultime settimane il numero dei contagiati dal COVID-19 è tornato drammaticamente a salire con un preoccupante trend di crescita; si assiste quotidianamente ad un numero sempre maggiore di cittadini che si recano nei punti di pronto soccorso di molte strutture sanitarie, anche "non COVID", con sintomatologia da coronavirus; ne consegue che, in molti casi, i pazienti con sintomi da COVID e i COVID positivi si trovano a stazionare nei punti di pronto soccorso di ospedali "non COVID" in attesa di trasferimento in strutture dedicate; agli interroganti giungono diverse segnalazioni circa la mancanza, nelle strutture sanitarie, di percorsi segnalati ed identificati per i malati COVID, così come di protocolli per gli altri malati, inclusi i pazienti chirurgici non trasferibili, che necessitano di essere operati in urgenza; considerato che: