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Informo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha comunicato che, occorrendo provvedere, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, all'attribuzione del seggio resosi vacante nella Regione Lazio a seguito delle dimissioni del senatore Marco Marsilio, ha riscontrato, nella seduta odierna, che il candidato che segue immediatamente l'ultimo degli eletti nell'ordine progressivo della lista alla quale apparteneva il predetto senatore è Nicola Calandrini. Do atto alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di questa sua comunicazione e proclamo senatore Nicola Calandrini. (Applausi) . Avverto che da oggi decorre nei confronti del nuovo proclamato il termine di venti giorni per la presentazione di eventuali reclami. Un benvenuto al senatore Nicola Calandrini. Ripresa della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Monti. Ne ha facoltà. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 16,45) MONTI (Misto) . Signor Presidente del Consiglio, ascoltarla sulla politica europea dell'Italia è un piacere crescente di volta in volta, perché lei acquisisce dimestichezza sempre maggiore, e soprattutto è un sollievo, dopo le picconate che i suoi Ministri danno a quella politica tra un Consiglio europeo e l'altro. Questo è penoso per lei e per il Paese, perché è uno schema che ormai conosciamo bene, secondo il quale suoi Ministri "rompono ma non pagano", anzi lucrano o pensano di lucrare in termini di consenso, mandando in frammenti una politica europea dell'Italia costruita nel tempo e i "cocci" non sono loro ma sono suoi, e nostri come cittadini italiani, perché malgrado i suoi sforzi - lo dico sinceramente - molto lodevoli, mai è stata così in basso e così incompresa la politica estera del nostro Paese, in particolare in Europa. Mi trovavo a Berlino la scorsa settimana, invitato a un'audizione al Bundestag su un documento che avevo preparato per incarico delle tre istituzioni europee sul bilancio settennale dell'Unione e ho visto poi varie personalità che conoscevo da tempo e anche nuove, come la nuova Presidente della CDU, e inevitabilmente la conversazione andava anche sull'Italia, anche se io davo considerevoli colpi di freno, perché non era quello l'obiettivo della mia missione a Berlino. Ho però proprio constatato il loro totale sconcerto, che probabilmente quando si incontrano con lei, essendo, come lei, uomini e donne di mondo, riescono abbastanza a mascherare. C'è una situazione veramente molto delicata, che mal si concilia con le presentazioni che lei ci fa e che, come ha detto il presidente Casini, sono coerenti - non diciamo convenzionali - ed in linea con l'europeismo dell'Italia. Vorrei concludere chiedendomi come potremmo noi aiutarla a trasformarsi in architetto progettista della politica estera europea dell'Italia da quel restauratore ex post della politica europea dell'Italia che è costretto ad essere oggi. Ebbene, forse non è impossibile. Io già mi ero permesso qui, in una recente occasione, Presidente, di ricordarle l'articolo 95 della nostra Costituzione, che lei conosce benissimo: guardando agli ultimi sei-otto mesi - e siamo ancora prima dell'infuocarsi dei dibattiti per le elezioni europee - la politica estera dell'Italia e quella europea sono state teatro del trionfo dell'incompetenza. La linea è stata fissata da estemporanee uscite verbali - o digitali - di questo o quel membro del Governo, meglio se impreparato nel merito e incompetente nel ruolo. Lei e il Ministro degli esteri, in più occasioni, siete stati smentiti da questo o quel Vice Presidente del Consiglio, in altre occasioni avete abbozzato e rammendato, ma sono gli interessi e la considerazione dell'Italia ad andarci di mezzo. Ora che a mio giudizio - e credo a giudizio di molti - il Presidente del Consiglio appare rafforzato e apprezzato - le faccio una proposta innocente che le sembrerà burocratica - forse potrebbe diramare ai media nazionali ed esteri un breve comunicato del seguente tenore: «Il Presidente del Consiglio ricorda che ogni dichiarazione di membri del Governo, inclusi i Vice Presidenti del Consiglio, che non riguardi le materie di loro rispettiva competenza, non rappresenta la posizione del Governo italiano. Se tali dichiarazioni vengono rilasciate da esponenti di partiti, questi dovranno indicare che la dichiarazione viene rilasciata a tale titolo. Si invitano in particolare le sedi diplomatiche a non considerare le dichiarazioni di cui sopra come espressione di posizioni della Repubblica italiana». Di fronte a una tale innocenza cristallina voglio vedere chi potrebbe divergere da lei nel Governo che lei presiede. Questo è scolastico e velleitario, ma scusi, Presidente, perché noi italiani dovremmo accettare che il nostro Paese e la nostra bandiera vengano imbrattati e spesso coperti di ridicolo proprio da politici che ogni giorno richiamano noi ai valori della Nazione, della patria, della sovranità? Lei, a mio avviso, è sulla buona strada per mettere fine a questa fiera della incoerenza e del disprezzo degli italiani - si invoca «prima gli italiani», ma prima gli italiani nel senso del ridicolo, spesso - per dare dignità, coerenza e di nuovo rispetto alla politica estera ed europea dell'Italia. Anche in questo lavoro, signor Presidente, buona missione a Bruxelles e, poi, a Pechino. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Abate. Ne ha facoltà. ABATE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, in queste settimane si discute molto di clima e aumento delle temperature e dei risvolti negativi, ambientali e sociali del problema. Una relazione speciale dell'IPCC, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, ha mostrato come una delle conseguenze negative del riscaldamento globale sarà il calo della produzione di cibo nel mondo a fronte di un aumento della popolazione. Il documento riporta chiaramente dei possibili rischi legati proprio alla scarsità di cibo e alla possibilità che si verifichino conflitti dovuti a un aumento delle persone che soffrono la fame e la sete. Le aree più colpite saranno quelle dove già insistono ed esistono problemi di sicurezza alimentare. Da diverse analisi è emerso come il Mediterraneo sia un hot spot del cambiamento climatico, dove saranno più evidenti le variazioni di temperature e regime idrico. Per quanto riguarda l'agricoltura, i dati dimostrano che ci saranno problemi di approvvigionamento: per ogni grado di riscaldamento il raccolto dei cereali (riso, mais, grano) calerà dal 3 al 10 per cento. Ne deriverà una riduzione del quantitativo di mangimi per gli allevamenti con riduzione di carne, uova e latte. Ci sarà, inoltre, un incremento di malattie e parassiti e il pescato calerà del 10 per cento. Considerato ciò, il percorso verso un'agricoltura a misura d'uomo è la chiave necessaria per affacciarsi su un futuro nel quale la tutela di ambiente e salute e il rispetto dei diritti primari delle comunità devono tornare ad avere la priorità che spetta loro nella nostra scala di valori.