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Istituzione dell'anno ovidiano e celebrazione della ricorrenza dei duemila anni dalla morte di Ovidio. Onorevoli Senatori. -- Sulmona (anticamente Sulmo, Sulmòne in abruzzese) è la terra che, duemila anni fa, ha dato i natali a Publio Ovidio Nasone nato il 20 marzo del 43 a.c. da una famiglia facoltosa, appartenente alla classe equestre. Publio Ovidio, più comunemente conosciuto come Ovidio, rappresenta ancora ad oggi uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi con la sua vitalità intellettuale inesauribile. Il medioevo lo considerò non inferiore a Virgilio e un'intera stagione della letteratura medievale volgare e mediolatina può essere considerata anche come un «rinascimento ovidiano» (XIII sec. ) . In Italia, Francia e Germania, fu soprannominato il «chierico d'amore». Brunetto Latini scrisse di lui: «e in un ricco manto -- vidi Ovidio Maggiore -- che gli atti de l'amore -- rassembra e mette in versi». Ebbe inoltre notevole influenza su Chaucer, così come su tutta la poesia umanistica italiana e sullo stile dotto e sui carmi dei filologi franco-olandesi. A soli dodici anni Ovidio si reca a Roma con il fratello Lucio, poi morto prematuramente. Qui scoprì nella poesia la sua vera vocazione rinunciando presto alla possibilità di intraprendere la carriera politica che gli era offerta dall'appartenenza al rango equestre. Frequenta lezioni di grammatica e retorica dei più insigni maestri della capitale, in particolare Marco Aurelio Fusco e Marco Porcio Latrone. Il padre lo vorrebbe oratore, ma Ovidio si sente già più portato per la poesia. Più tardi Ovidio si reca, com'era costume ormai da un secolo, ad Atene, visitando durante il viaggio di ritorno le città dell'Asia Minore; visita l'Egitto e per un anno soggiorna in Sicilia. Tornato a Roma, Ovidio intraprende in un primo momento la carriera pubblica. Non aspira al Senato romano e, contro la volontà di suo padre, si dedica completamente agli studi letterari. Entrato presto in contatto con i più famosi letterati dell'epoca, Ovidio si mise immediatamente in luce con la pubblicazione (a soli venticinque anni) dell' Ars amatoria , guadagnando così un'ampia notorietà. Inizialmente ha contatti con il circolo di Messalla Corvino (filorepubblicano), che lo stimola a dedicarsi alle lettere; più tardi invece entra nel circolo di Mecenate (filoaugusteo), conoscendo i più importanti poeti del tempo: Orazio, Properzio e, per poco tempo, Virgilio. Tale ambiente aiuta Ovidio a ritrovare la serenità e l'incentivo necessario per esprimersi e produrre, consegnando alla storia opere come gli Amores , le Heroides , i Remedia Amores , di argomento mitologico come le Metamorfosi e i Fasti. Siamo nel periodo storico della pax augustea e i costumi di Roma tendono a rilassarsi, c'è una concezione più libera e rilassata della morale che arriva dall'influenza ellenistica. Ovidio è il più giovane dei poeti elegiaci e si differenzia in gran parte da loro. Se questi rifiutavano il mos maiorum (le tradizioni degli avi) ma ne desideravano i benefici, Ovidio rifiuta questa contraddizione, improntando un carattere nuovo allo stile dell'epoca. Si può parlare anche di relativismo, poiché rifiuta i valori fissi e rigidi della vecchia società romana per aprirsi alle mode del tempo, cercando di assecondare il gusto del pubblico. Nell'8 d.C., caduto in disgrazia presso Augusto, Ovidio viene relegato nella lontana Tomi (oggi Costanza), nella Scizia, un piccolo centro sul mar Nero, nell'attuale Romania. Nell'opera Tristia , egli scrive: « Perdiderint cum me duo crimina, carmen et error alterius facti culpa silenda mihi » -- «Due crimini mi hanno perduto, un carme e un errore: di questo debbo tacere quale è stata la colpa» (Tristia 2, l, v.207 sg.) Da qui continuò a scrivere altre opere memorabili come le Epistulae ex Ponto e, appunto i Trista . Nonostante il grande fervore letterario, l'autore non riuscì ad ottenere, sino al termine della sua vita, il tanto desiderato ritorno in patria; si rivelarono difatti inutili i suoi tentativi di convincere l'imperatore (prima Augusto e poi Tiberio). Ovidio morì a Tomi intorno al 17 d.C. senza aver più avuto la possibilità di rientrare nella sua terra natia. È quindi importante che l'Italia ricordi questo grande scrittore e compositore poetico che ha dato lustro alla penisola in tutto il mondo, combattendo duramente quelle prese di posizione d'oltre oceano che hanno visto lo scrittore giungere ad essere vietato nelle scuole e nelle università. È il caso del comitato che si occupa di vigilare sul multiculturalismo dell'università che, per il tramite di un editoriale sul Columbia Daily Spectator , ha definito l'opera del poeta latino «un testo che, al pari di molti libri del canone occidentale, contiene materiale offensivo e violento che marginalizza le identità degli studenti nella classe». La storia di un popolo passa anche dalla protezione e valorizzazione della propria cultura che, con il presente provvedimento, si cerca di tutelare consegnando ai posteri la prestigiosa figura dell'autore sulmonese. Nel merito, l'articolo 1 designa le finalità del presente disegno di legge teso a salvaguardare la promozione del patrimonio culturale, storico, artistico e letterario di Publio Ovidio Nasone. A questi fini istituisce l'anno «ovidiano» per rimarcarne l'importanza storica. L'articolo 2 elenca in modo dettagliato i diversi interventi da intraprendersi al fine di promuovere la figura dell'autore, finanziando progetti negli anni 2017 e 2018, di promozione, ricerca, salvaguardia, e diffusione della conoscenza della vita, dell'opera e dei luoghi legati alla figura di Ovidio. Si istituisce con l'articolo 3 il Comitato promotore delle iniziative di cui alla presente legge, presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, prevedendo al suo interno la presenza di un Comitato scientifico. Il Comitato promotore si compone inoltre di figure sia di rappresentanza regionale e locale che di esperti studiosi della vita è delle opere dell'autore. Viene dato risalto anche alla componente studentesca tramite la previsione di un Comitato dei 50 i cui componenti sono scelti tra i migliori studenti della Valle Peligna. Nei confronti di questi ultimi si prevede la possibilità di prevedere borse di studio per viaggi all'estero volti ad approfondire lo studio dell'autore. A questi fini il Comitato promotore promuove e valorizza, anche con l'ausilio di soggetti privati, la conoscenza della figura e dell'opera di Ovidio attraverso uh programma di celebrazioni e di manifestazioni culturali, nonché di interventi strutturali per la tutela, conservazione e valorizzazione dei luoghi ovidiani. Infine l'articolo 4 prevede lo stanziamento del contributo straordinario di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 al fine dell'attuazione delle iniziative culturali, informative, scientifiche ed educative approvate. L'articolo 5 si occupa della copertura finanziaria.. 1 (Finalità)