[pronunce]

che, in merito alle esigenze cautelari, l'Avvocatura dello Stato sostiene che l'istanza di sospensione non è assistita da imperiose esigenze di tale natura, dal momento che i pregiudizi paventati dalla Regione possono essere superati ricorrendo a «meccanismi di sostituzione interinale ovvero attraverso l'esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato, che non produrrebbe effetti definitivi, tenuto conto del potere di revoca attribuito al Presidente della Giunta dall'art. 122 Costituzione»; che la Regione Campania ha depositato, il 4 novembre 2011, una memoria che ribadisce le ragioni già sostenute nel ricorso, chiedendo l'accoglimento dell'istanza cautelare e la sospensione dell'efficacia della sentenza del Consiglio di Stato, sezione V, n. 4502 del 27 luglio 2011; che l'Avv. Annarita Petrone ha depositato - il 7 novembre 2011 - atto di intervento, in qualità di diretta interessata alla decisione che ha provocato il conflitto, al fine di resistere al ricorso presentato dalla Regione Campania e di chiederne il rigetto; che nell'atto di intervento si sostiene l'infondatezza del ricorso della Regione Campania poiché «l'atto di nomina della giunta non è atto politico in senso proprio, perché non ne sussistono i relativi indici di qualificazione (né sul piano oggettivo né su quello soggettivo)». Nel caso in esame - sostiene l'Avv. Petrone - la sussistenza di un preciso riferimento costituzionale e statutario escluderebbe l'insindacabilità dell'atto, pur rimanendo estremamente ampia la discrezionalità che connota la nomina degli assessori in capo al Presidente della Giunta. Considerato che il periculum in mora prospettato dalla ricorrente non può ritenersi concretamente sussistere, visto che resta fermo il potere del Presidente della Giunta di modificare le deleghe attribuite agli assessori in carica, ai sensi dell'art. 46, comma 5, dello statuto regionale, anche trasferendo ad altro componente dell'esecutivo regionale o assumendo in prima persona le deleghe precedentemente conferite all'assessore la cui nomina è stata annullata, come risulta essere avvenuto nei fatti; che, inoltre, resta impregiudicato il potere del Presidente della Giunta regionale di nominare un nuovo assessore, ai sensi dell'art. 122, quinto comma, della Costituzione e degli artt. 46 e 50 dello statuto della Regione Campania; che, di conseguenza, la misura disposta dal Consiglio di Stato, oggetto del ricorso per conflitto, non determina alcuna interruzione o paralisi delle attività regionali e, dunque, non si ravvisa alcun concreto e attuale pregiudizio per le competenze regionali; che fa quindi difetto il requisito delle «gravi ragioni» richiesto dall'art. 40 della legge 11 marzo 1953, n. 87, poiché l'atto impugnato non è idoneo a produrre irreversibili effetti pregiudizievoli nei confronti dell'azione della Giunta; che pertanto, fatta salva ogni valutazione sull'ammissibilità e sul merito del conflitto, l'istanza di sospensione proposta dalla Regione Campania, in assenza di uno dei suoi presupposti, deve essere respinta.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE rigetta l'istanza di sospensione della sentenza del Consiglio di Stato, sezione V, n. 4502, depositata il 27 luglio 2011, proposta dalla Regione Campania con l'atto indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 novembre 2011. F.to: Alfonso QUARANTA, Presidente Marta CARTABIA, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 10 novembre 2011. Il Direttore della Cancelleria F.to: MELATTI