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garantire quanto contenuto nell'accordo, dunque, oltre ad un'ottimale presa in carico del paziente emofiliaco, condurrebbe a una sicura razionalizzazione e a un più efficace controllo dei costi, oltre che ad interventi di politiche sociali che facilitino un loro inserimento professionale adeguato alle loro capacità e competenze. Infatti i traguardi terapeutici raggiunti hanno portato l'aspettativa di vita del paziente con emofilia ad essere paragonabile a quella della popolazione generale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi di verificare la reale applicazione dell'accordo e di conseguenza adoperarsi al fine di garantire un'adeguata ed uniforme presa in carico del paziente affetto da malattie emorragiche congenite su tutto il territorio nazionale, riducendo differenze ed iniquità di accesso alla diagnosi, alle cure e ai trattamenti ottimali, in base alle evidenze scientifiche e tenendo conto degli indirizzi esistenti per la definizione di percorsi regionali o interregionali di assistenza per le persone affette da malattie emorragiche croniche. Atto n. 3-00811 PINOTTI MARGIOTTA Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: il 28 aprile 2019 il Ministro in indirizzo, intervenuto al teatro municipale di Casale Monferrato (Alessandria), in occasione delle celebrazioni della giornata mondiale delle vittime dell'amianto, ha dichiarato che alcune tratte della futura linea ferroviaria Torino-Lione, che tagliano le colline, presentano problemi amiantiferi; l'Arpa Piemonte nel corso del 2017 ha portato avanti l'attività di accompagnamento ambientale del progetto esecutivo del cunicolo esplorativo de La Maddalena della nuova linea Torino-Lione, in linea con le prescrizioni di cui agli artt. 19 e 101 della deliberazione CIPE n. 86 del 2010, rilevando che, sulla base dei dati disponibili, per la "fase 3" dell'opera, non sono stati rinvenuti minerali riconducibili a pietre verdi all'interno del cunicolo; considerato che: il progetto definitivo approvato dalla delibera CIPE prevedeva che la lunghezza del cunicolo esplorativo fosse di 7.500 metri. Il 20 gennaio 2017 è stato ufficialmente concluso lo scavo del cunicolo esplorativo di Chiomonte, raggiungendo 7.020 metri dall'imbocco, che sono stati sufficienti a raccogliere tutti i dati geologici, idrogeologici, geomeccanici e di scavo; già per quanto riguarda la fase di scavo della galleria, la delibera CIPE prevedeva che venisse posta particolare attenzione all'assetto geologico-strutturale dell'ammasso, all'ubicazione ed estensione dei livelli di rocce potenzialmente contenenti minerali d'amianto, per meglio definire il piano operativo per il contenimento dei rischi connessi; nel corso del 2017, presso il sito de La Maddalena, l'Arpa Piemonte ha eseguito una serie di controlli, mediante sopralluoghi e verifiche documentali, finalizzati alla verifica della presenza di amianto nel cantiere; i valori riscontrati dall'Arpa sono risultati ampiamente al di sotto del limite di allarme di una fibra per litro stabilito dalla delibera CIPE del 2010. La contestuale analisi delle terre e rocce estratte non ha rilevato la presenza di amianto e non si è rilevata, sempre secondo i risultati Arpa, una tendenza all'aumento dei valori di concentrazione di amianto nell'aria; la conclusione dello scavo e l'attivazione della fase 3 hanno reso necessaria la stesura di un nuovo piano di monitoraggio ambientale (PMA) adeguato alle nuove attività di cantiere e in funzione alle trasformazioni necessarie per la realizzazione della tratta internazionale; tenuto conto che: la delibera CIPE n. 86 del 2010 prevedeva che nell'area di cantiere, nel caso di presenza di amianto, si dovesse far riferimento ai limiti indicati nel decreto ministeriale 6 settembre 1994 per quanto riguarda preallarme ed allarme ed alle conseguenti procedure da seguire; sempre la delibera CIPE prevedeva la predisposizione di un protocollo operativo in caso di presenza di pietre verdi sul fronte di scavo e l'adozione di procedure qualora si verifichi la presenza di amianto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei dati esposti derivanti dall'attività di monitoraggio svolta da Arpa Piemonte nel corso del 2017 nel cantiere de La Maddalena per la verifica della presenza di amianto; se non ritenga che le dichiarazioni rilasciate lo scorso 28 aprile in merito alla presenza di amianto in alcuni cantieri della Torino-Lione, tenuto conto dei dati Arpa Piemonte che rilevano un'assenza di amianto nel sito de La Maddalena, possano generare un ingiustificato allarmismo tra i cittadini delle zone interessate e i lavoratori dei cantieri. Atto n. 3-00813 D'ARIENZO Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: a causa di condizioni atmosferiche avverse, nel corso della giornata di domenica 5 maggio 2019 il lago di Garda è tracimato in diversi punti; gli attuali livelli delle acque, stabiliti nel lontano 1965 dal Ministero dei lavori pubblici, sono stati una delle cause del moto ondoso, che oltre ad allagare le passeggiate delle località lacuali che presentano quote inferiori, provoca la sistematica erosione delle spiagge e del territorio e la difficoltà nella defluizione delle acque piovane attraverso i canali esistenti; il lago di Garda è da sempre considerato il bacino idrico a sostegno dell'agricoltura intensiva del territorio mantovano e da ciò discende la volontà di mantenere i livelli in linea con questa esigenza, normalmente più alti del livello minimo; per la salvaguardia dell'ambiente ed in ragione del fatto che l'area del Garda si è arricchita d'insediamenti per il tempo libero occorre una riconsiderazione del sistema lacuale revisionando i livelli operativi minimo e massimo e riducendo il limite di erogazione media; in questa direzione, le proposte avanzate nel tempo dalla comunità del Garda appaiono idonee a garantire lo scopo: la codificazione del principio di proporzionalità, nel senso che "gli apporti a monte del Lago devono supportare le esigenze idriche del lago nei periodi di magra" e, correlativamente, le erogazioni a carico del lago devono essere proporzionali alle disponibilità; la razionalizzazione dei sistemi d'irrigazione, così da evitare o almeno ridurre gli sprechi; un'opportuna regolamentazione dei rilasci d'acqua dai bacini idroelettrici a monte del Garda; il riordino delle utenze irrigue; la limitazione dell'apertura dello scolmatore Adige-Garda esclusivamente ai casi di assoluta necessità per eventi di piene straordinarie; interventi infrastrutturali di canalizzazione dell'acqua del fiume Adige nel Mincio e nel sistema irriguo, senza passare attraverso il lago; la revisione delle colture agricole e privilegio per quelle meno "idrovore";