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Orbene, alla luce delle misure di semplificazione introdotte successivamente dal decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, in materia di procedure di valutazione di impatto ambientale, finalizzate a ridurre la tempistica dei relativi procedimenti nonché dirette a semplificare e accelerare il relativo iter istruttorio, si ritiene che le previsioni di cui al comma 1 del citato articolo 51 del decreto-legge n. 76 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 120 del 2020, possano ritenersi superate e, pertanto, possano essere abrogate. In particolare, in considerazione di quanto disposto dall'articolo 18 del citato decreto-legge n. 77 del 2021 si ritiene che la procedura prevista dal citato articolo 51 possa ragionevolmente ritenersi assorbita nella procedura disciplinata dal citato articolo 18, che introducendo il comma 9- bis all'articolo 6 del decreto legislativo n. 152 del 2006, prevede che: « nell'ambito dei progetti già autorizzati, per le varianti progettuali legate a modifiche, estensioni e adeguamenti tecnici non sostanziali che non comportino impatti ambientali significativi e negativi si applica la procedura di cui al comma 9 ». n. 4 (abrogazione del comma 3 dell'articolo 3 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66) Viene abrogato l'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c) , della legge 13 luglio 2015, n. 107, secondo il quale, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, sono adottati uno o più regolamenti, su proposta del Ministro dell'istruzione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, recanti criteri di definizione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) e parametri di riparto dello stesso alla luce della presenza di bambine e bambini, alunne e alunni, studentesse e studenti con disabilità certificata iscritti presso ciascuna istituzione scolastica. I criteri cui fa riferimento la norma sono già presi in considerazione nella circolare annuale di assegnazione del contingente ATA. Pertanto, il Ministero già da tempo attua in via amministrativa quanto prescritto dalla disposizione in argomento. n. 5 (abrogazione del comma 468 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145) La norma dispone che, a partire dal 2020 e con frequenza biennale, siano attualizzati gli standard organizzativi delle strutture e dei percorsi degli istituti tecnici superiori, nonché i criteri di valutazione dei piani di attività realizzati con « decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con l'Autorità politica delegata per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione e i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera b) , del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 ». Al riguardo, preme evidenziare che in data 20 luglio 2021 è stata approvata alla Camera dei deputati la proposta di legge atto Camera n. 544 recante ridefinizione della missione e dell'organizzazione del sistema di istruzione e formazione tecnica superiore in attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza, ora all'esame del Senato (atto Senato n. 2333). Il disegno di legge reca una riforma complessiva del sistema degli istituti tecnici superiori, ragione per la quale la necessità dell'adozione dei decreti attuativi di cui all'articolo 1, comma 468, della legge n. 145 del 2018, è ormai superata. Per le ragioni esposte si abroga l'articolo 1, comma 468, della legge n. 145 del 2018. In ogni caso, anche in assenza della nuova disciplina, non si viene a creare alcuna lacuna normativa in quanto la scelta di accorpare gli istituti già esistenti o di ridisegnarne gli standard organizzativi rientra nella discrezionalità della Amministrazione. n. 6 (abrogazione del comma 7- ter dell'articolo 74 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27) La norma che viene abrogata prevede l'aggiornamento della disciplina regolamentare vigente in materia di reclutamento e di accesso alla qualifica dirigenziale e agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni. Con il decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021, n. 113, si è intervenuti sulla disciplina del reclutamento dei dirigenti introducendo diverse novelle al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Si tratta, in particolare, delle misure di cui all'articolo 3, commi 3, 3- bis e 4, del decreto-legge n. 80 del 2021, che introducono modalità e procedure nuove, sia sotto il profilo del metodo che del contenuto, che rendono superflua l'adozione del regolamento nei termini in cui era stato previsto al momento (seppure recente) della sua introduzione. n. 7 (abrogazione del comma 146 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160) Si abroga l'articolo 1, comma 146, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, in quanto l'adempimento ivi previsto è stato superato dalle modifiche introdotte con il decreto- legge n. 80 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 113 del 2021 e, precisamente, dall'articolo 1, commi 3, 4 e 17- bis. Tali norme prevedono che i bandi di concorso per il reclutamento siano pubblicati come documenti in formato aperto e organizzati in una base di dati ricercabile in ogni campo sul portale del reclutamento di cui all'articolo 3, comma 7, della legge 19 giugno 2019, n. 56. Tale metodologia comporta una nuova modalità operativa del portale del reclutamento che assorbe e supera l'adempimento in questione. n. 8 (abrogazione del comma 51 dell'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107) Si prevede l'abrogazione della disposizione che demanda ad un regolamento ministeriale la definizione dei criteri per il riconoscimento, da parte delle singole università, dei crediti acquisiti dagli studenti a conclusione dei percorsi realizzati dagli istituti tecnici superiori. La disposizione si è rivelata di difficile attuazione in considerazione della sua sostanziale incompatibilità con il quadro ordinamentale di riferimento, anche in relazione ai seguenti principi di rilievo costituzionale e di derivazione sovranazionale.