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La Tabella 2 elenca i traguardi e gli obiettivi che dovevano essere conseguiti ai fini della rata del 31 dicembre 2021, suddivisi per amministrazione titolare. Per quanto riguarda i profili di interesse della 8 a Commissione, segnala in primo luogo che nella tabella sono inseriti due traguardi che attengono a una delle riforme abilitanti - la semplificazione e revisione delle procedure per gli appalti - e che sono di titolarità del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il primo traguardo richiede di semplificare il sistema degli appalti pubblici grazie all'adozione almeno delle seguenti misure urgenti: fissare obiettivi per ridurre i tempi tra pubblicazione del bando e aggiudicazione dell'appalto; fissare obiettivi e istituire un sistema di monitoraggio per ridurre i tempi tra aggiudicazione e realizzazione dell'infrastruttura; richiedere che i dati di tutti i contratti siano registrati nella banca dati anticorruzione dell'ANAC; attuare e incentivare meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie in fase di esecuzione dei contratti pubblici; istituire uffici dedicati alle procedure di appalto presso Ministeri, regioni e città metropolitane. Secondo la relazione, il raggiungimento del traguardo è stato assicurato attraverso l'adozione del decreto-legge n. 77 del 2021, che prevede misure riferite in parte a tutti i contratti pubblici e in parte alle sole opere PNRR. Il secondo traguardo prevede l'adozione di una serie di azioni dirette a rafforzare il quadro amministrativo nel campo degli appalti. In particolare: dotare la cabina di regia, prevista dall'articolo 212 del codice dei contratti pubblici, di un organico e risorse finanziarie per assicurarne la piena operatività; adottare una strategia professionalizzante per la formazione dei dipendenti pubblici in materia di appalti; garantire la disponibilità e l'adeguamento dei sistemi dinamici di acquisizione; assicurare che l'ANAC completi l'esercizio di qualificazione delle stazioni appaltanti; garantire l'operatività del sistema di monitoraggio dei tempi tra aggiudicazione dell'appalto e realizzazione dei lavori infrastrutturali. La relazione riferisce che per attuare tale traguardo sono state intraprese varie attività, tra cui la riattivazione della cabina di regia, con la nomina dei componenti, e l'adozione del rapporto contenente la strategia professionalizzante e i piani di formazione in tema di appalti pubblici. È stato anche approvato il rapporto sullo stato di attuazione del Sistema dinamico di acquisizione-SDAPA, gestito da Consip, che dimostra la piena operatività dei sistemi, ampiamente utilizzati dalle amministrazioni e i dati quantitativi sui benefici conseguiti, in termini di accelerazione ed efficienza degli appalti, attraverso tali strumenti. Sempre ai fini del conseguimento del traguardo, il Governo e l'ANAC hanno siglato il "Protocollo d'intesa per l'attuazione del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza e ulteriori profili di collaborazione". Il protocollo contiene la definizione dei criteri di qualificazione, che riprendono le categorie stabilite dall'articolo 38 del codice dei contratti pubblici, e delle modalità operative, che consistono nell'adozione di linee guida da parte dell'ANAC, nell'attuazione di meccanismi di verifica e check-list , nella predisposizione di relazioni sul monitoraggio e nell'operatività di un tavolo tecnico composto da rappresentanti della Presidenza del Consiglio e dell'Autorità. Il conseguimento di entrambi i traguardi è condizione necessaria per l'attuazione della riforma organica della disciplina degli appalti pubblici, attualmente all'esame della 8ª Commissione (A.S. 2330). La relazione ricorda che l'Italia si è impegnata a far sì: che il disegno di legge suddetto sia approvato definitivamente dal Parlamento ed entri in vigore entro il 30 giugno di quest'anno; che i decreti legislativi attuativi entrino in vigore entro il 30 marzo 2023 e che gli ulteriori atti attuativi che verranno previsti (ad esempio, regolamenti di esecuzione, linee guida) siano predisposti nei successivi tre mesi. Per quanto riguarda le riforme settoriali, la relazione afferma che il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ha raggiunto i seguenti 7 traguardi. Con riferimento all'obiettivo di introdurre procedure più rapide per la valutazione dei progetti nel settore dei sistemi di trasporto pubblico locale con impianti fissi e nel settore del trasporto rapido di massa, ricorda che l'articolo 44, comma 1- ter , del decreto-legge n. 77 del 2021 ha previsto che, al fine di accelerare la realizzazione degli interventi relativi ai sistemi di trasporto pubblico locale a impianti fissi, in deroga al codice dei contratti pubblici, il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici è obbligatorio esclusivamente con riguardo agli interventi il cui valore, limitatamente alla componente "opere civili", è pari o superiore a 100 milioni di euro. Sono state inoltre introdotte disposizioni volte ad accelerare i tempi di espressione del parere stesso. Con riferimento all'obiettivo di diffondere e promuovere la trasformazione tecnologica della filiera legata alla produzione di autobus, al fine di espandere la capacità produttiva e migliorare l'impatto ambientale, il decreto ministeriale 29 novembre 2021 stabilisce che le risorse complessivamente disponibili per il sostegno alla trasformazione verde e digitale dell'industria degli autobus al fine di produrre veicoli elettrici e connessi ammontano a 300 milioni di euro. Con riferimento all'obiettivo di accelerare l' iter di approvazione del contratto di programma tra MIMS e RFI e dei suoi aggiornamenti, l'articolo 5 del decreto-legge n. 152 del 2021 ha modificato la procedura di approvazione del contratto di programma. Con riferimento all'obiettivo di accelerare l' iter di approvazione dei progetti ferroviari, la relazione afferma che le modifiche normative approvate ridurranno l' iter di approvazione dei progetti da 11 a 6 mesi. Ricorda, in particolare, che l'articolo 6 del decreto-legge n. 152 del 2021 ha previsto che l'affidamento della progettazione ed esecuzione dei lavori relativi alle infrastrutture ferroviarie possa avvenire anche sulla base del progetto di fattibilità tecnica ed economica. In tali casi, la conferenza di servizi è svolta dalla stazione appaltante in forma semplificata e la determinazione conclusiva della stessa approva il progetto, determina la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera e tiene luogo dei pareri, nulla osta e autorizzazioni necessari ai fini della localizzazione dell'opera, della conformità urbanistica e paesaggistica dell'intervento, della risoluzione delle interferenze e delle relative opere mitigatrici e compensative. Con riferimento all'obiettivo di attuare il processo di valutazione del rischio di ponti e viadotti esistenti, è stato adottato il decreto ministeriale n. 493 del 2021, recante le nuove linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti.