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5) a perseguire, sia a livello nazionale, sia a livello europeo, politiche a sostegno della qualità e delle caratteristiche intrinseche delle produzioni agroalimentari nazionali nonché dell'esattezza e della veridicità dei dati riportati nell'etichetta; 6) ad intensificare, specie in un'ottica preventiva, la lotta contro le frodi alimentari, al fine di garantire la parità di condizioni economiche per gli operatori del settore; 7) ad incoraggiare azioni per la conoscenza e la divulgazione di una corretta educazione alimentare e per la promozione e la diffusione della dieta mediterranea, quale modello sostenibile e traino per la salvaguardia della biodiversità e per il sostegno di politiche a tutela del lavoro agricolo. Atto n. 1-00382 BERGESIO CALIGIURI CANTU' GALLONE MANGIALAVORI RUFA SBRANA VALLARDI ZULIANI - Il Senato, premesso che: il settore dell'agroalimentare italiano, simbolo di eccellenza del made in Italy , rappresenta un'importante leva competitiva e strategica per il Paese, che ha dimostrato la propria forza anche nei momenti più duri della crisi innescata dalla pandemia, garantendo la continuità del sistema di approvvigionamento di cibo; con oltre 522 miliardi di euro la filiera del cibo, dalla terra alla tavola, rappresenta oltre il 25 per cento del PIL nazionale. Nel 2020 il totale delle esportazioni agroalimentari italiane è stato di 46 miliardi di euro, di cui 39,1 miliardi di prodotti alimentari, bevande e tabacco, in crescita dell'1,9 per cento rispetto al 2019, e 6,9 miliardi di euro di prodotti agricoli; secondo i dati ISTAT, il 55 per cento delle esportazioni agroalimentari made in Italy è diretto verso l'Unione europea, dove i principali clienti risultano essere la Germania e la Francia, rispettivamente con 7,73 miliardi e 5,08 miliardi di euro di export ; se è vero che i prodotti italiani sono conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo, è altrettanto vero che essi sono sottoposti ad un costante attacco in termini di contraffazione. Il fenomeno, noto come Italian sounding permette di evocare l'origine italiana attraverso simboli, nomi, marchi, immagini, che richiamano in modo ingannevole l'italianità di un alimento che è privo di qualunque legame con il nostro Paese; l' Italian sounding rappresenta una grave minaccia al made in Italy agroalimentare e va prontamente contrastato; il mercato del falso vale oggi più del doppio del fatturato regolare, determinando un danno complessivo per il sistema Paese di circa 100 miliardi di euro; è necessario tutelare con determinazione le eccellenze alimentari italiane, proteggendole dai continui tentativi di sopraffazione. Contraffazione, applicazione di misure protezionistiche, etichettature ingannevoli e fuorvianti, sono evidenza di un costante attacco all'agroalimentare italiano ed allo sconfinato patrimonio di tradizioni e tipicità che esso rappresenta; la scelta operata della Commissione europea, con l'approvazione del "Piano d'azione per migliorare la salute dei cittadini europei", di prevedere la cancellazione dei fondi per la promozione di carne, salumi, vino e l'inserimento di etichette allarmistiche sulle bottiglie per scoraggiarne il consumo, colpisce gravemente i prodotti simbolo del made in Italy ; appare fondamentale in questo contesto mettere a disposizione dei consumatori un quadro informativo chiaro e trasparente riguardo l'origine e la provenienza dei prodotti agroalimentari, in modo che i consumatori stessi possano operare scelte di acquisto più consapevoli ed appropriate, anche nel rispetto della propria salute; il marchio made in Italy rappresenta una vera e propria infrastruttura immateriale che rende l'Italia uno dei Paesi con il maggior grado di attrattività e per tale motivo occorre profondere ogni sforzo per individuare strategie che mirino a rafforzare il nostro Paese sul piano competitivo a livello europeo e mondiale; le recenti indicazioni e misure restrittive della Commissione europea relative ad alcuni tra i prodotti agroalimentari simbolo del made in Italy , tra cui il vino, penalizzerebbero fortemente il mercato italiano con pesanti ricadute su tutta la filiera agricola e le perdite economiche che ne deriverebbero; la difesa dei prodotti italiani di eccellenza è una priorità non solo per la tenuta sociale ed economica dei nostri territori, ma anche per salvaguardare il nostro tessuto produttivo e per continuare a garantire la loro qualità nel mondo; il regolamento (UE) n. 1169/2011 sull'etichettatura degli alimenti, adottato per rispondere alle esigenze di chiarezza e tracciabilità per il consumatore, ha previsto alcune disposizioni accessorie tra le quali, in particolare, all'articolo 35, le nuove disposizioni "nutrizionali" sul fop ( front of packaging ) e le modalità applicative dell'etichettatura degli alimenti, anche in riferimento all'origine; l'etichettatura nutrizionale front-of-pack ( fop ) aiuta i consumatori nelle loro scelte alimentari fornendo informazioni sui valori nutrizionali ed è vista come uno strumento a supporto delle strategie per la prevenzione delle malattie legate all'alimentazione; nella strategia della Commissione europea "Farm to Fork", pubblicata nel maggio 2020, la Commissione ha chiarito l'intenzione di proporre entro fine del 2022 un'etichettatura nutrizionale armonizzata e obbligatoria a livello europeo, ipotizzando di adottare, tra le varie tipologie di etichettatura alimentare sperimentate e sviluppate all'interno dell'Unione europea, il cosiddetto Nutri-score; Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, nel mese di febbraio, hanno dato vita al coordinamento "pro nutriscore", al fine di convincere l'istituzione europea ad adottare il sistema che, di fatto, penalizza i prodotti, eccellenze del made in Italy in quanto, al momento dell'acquisto, difficilmente il consumatore esegue un confronto tra elementi equiparabili e sostituibili tra loro, preferendo, piuttosto, prodotti che, ad esempio, hanno un costo inferiore; il Nutri-score è un modello di etichettatura sviluppato in Francia che, utilizzando l'immagine di un semaforo assegna un colore, dal verde al rosso, per la classificazione di ogni alimento in base al livello di zuccheri, grassi e sale, calcolati su una base di riferimento di 100 grammi di prodotto; il Nutri-score risulta fondato su valutazioni parziali e fuorvianti, in quanto si basa sull'impiego di algoritmi per un giudizio nutrizionale del singolo prodotto, senza tenere conto del suo inserimento nel quadro di una dieta complessiva varia e bilanciata; durante l'audizione del 16 marzo 2021 presso la XIII Commissione permanente (Agricoltura) della Camera dei deputati, il Ministro in indirizzo ha definito quale "pericolo reale" per il made in Italy agroalimentare il sistema del Nutri-score, respingendone l'uso;