[resaula]

Colleghi, il voto di quest'Assemblea arriva proprio nelle ore in cui si tiene la ventiseiesima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che, purtroppo, dobbiamo ricordare, rischia ancora una volta di deludere le aspettative di milioni di giovani che si dimostrano molto consapevoli dei problemi che il mondo deve affrontare, ben più di quanto noi stessi a volte sembriamo immaginare, e arriva a poche ore dalla conclusione del G20, che anch'esso non è riuscito nell'obiettivo di unire i grandi della Terra sulla data per le emissioni zero del 2050. Eppure, da quest'Aula arriva un segnale di visione e concretezza, quello che oggi diamo. Ci accingiamo infatti a dare alla nostra Costituzione, che ci guida ogni giorno, un rinnovato spirito di modernità e di servizio alla causa collettiva, non solo italiana. Possiamo dire che con l'approvazione di questa proposta di modifica della Costituzione, la politica e le istituzioni intercettano e danno attenzione a quello che nella storia della filosofia tedesca si chiama Zeitgeist , lo spirito del tempo, e pongano un punto fermo per il nostro Paese, dal quale non si potrà più tornare indietro. Per quanto riguarda l'andamento dell'esame in prima deliberazione, ricordo che la Commissione affari costituzionali del Senato ha svolto, a partire dal mese di ottobre 2019, una lunga e accurata istruttoria, che ha permesso di trovare una sintesi condivisa tra otto diverse proposte, la maggior parte delle quali presentate e abbinate nel corso dell'esame. Il testo approvato dal Senato e dalla Camera si compone di 3 articoli, che intervengono sugli articoli 9 e 41 della Costituzione. In particolare, l'articolo 1, aggiungendo un comma all'articolo 9 della Costituzione, attribuisce alla Repubblica la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, con un riferimento espresso all'interesse delle future generazioni. Introduce inoltre una riserva di legge statale che disciplina i modi e le forme della tutela degli animali. All'articolo 2, con una modifica al secondo comma dell'articolo 41 della Costituzione, si stabilisce che l'iniziativa economica privata non possa svolgersi in danno alla salute e all'ambiente, premettendo questi due limiti a quelli già vigenti, ovvero la sicurezza, la libertà e la dignità umana. Un'ulteriore modifica investe invece il terzo comma dell'articolo 41, riservando alla legge la possibilità di indirizzare e coordinare l'attività economica, pubblica e privata, non solo a fini sociali, ma anche a fini ambientali. Infine, nel corso della discussione nell'Assemblea del Senato, è stato aggiunto l'articolo 3 che prevede una clausola di salvaguardia per le autonomie speciali con riferimento alla legge sulla tutela degli animali. Concludo dicendo che questo è un passo estremamente importante e per una volta possiamo e dobbiamo essere orgogliosi del grande lavoro di concertazione svolto, per il quale ringrazio di cuore tutti i colleghi e le colleghe di maggioranza e anche di opposizione. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Toninelli. Ne ha facoltà. TONINELLI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, stiamo per tagliare il traguardo della terza di quattro tappe parlamentari verso il fondamentale inserimento della tutela dell'ambiente e degli animali tra i principi fondamentali della nostra Costituzione, un traguardo straordinario che non deve trovare ostacoli nell'ultima lettura alla Camera. Detto questo, è anche importante ricordare che tutti i principali Stati europei nelle loro Costituzioni presentano disposizioni in materia di salvaguardia dell'ambiente, che peraltro sono presenti anche nei principali trattati europei. In alcuni casi sono presenti dall'origine delle Costituzioni, mentre in altri sono stati inseriti successivamente. Il progresso industriale degli ultimissimi secoli ha causato la crisi climatica che oggi sta provocando disastri ambientali devastanti: uragani, inondazioni, incendi boschivi, scioglimenti di ghiacciai, temperature oltre ogni record. Non possiamo più sottrarci alle nostre responsabilità. Ci sono illustri studi scientifici che ci ricordano cosa potrebbe accadere nei prossimi decenni, non nei prossimi millenni: Venezia potrebbe finire sott'acqua entro la fine del secolo; già oggi in alcune zone del Pakistan e degli Emirati Arabi si sono raggiunte temperature ritenute incompatibili con la sopravvivenza umana. Entro cinquant'anni 3 miliardi di persone vivranno come si vive oggi nel deserto del Sahara e si stima che entro il 2050 circa 250 milioni di persone migreranno per cause legate al cambiamento climatico; 250 milioni di migranti, altro che le poche migliaia o decine di migliaia che arrivano oggi dalla Libia. (Applausi) . Gli ultimi sette anni sono stati i più caldi mai registrati e il nostro pianeta sta andando verso un futuro ignoto e pericoloso per le prossime generazioni. Veniamo ora alle cause di questo cambiamento climatico e a quanto sia importante per questo Paese cominciare subito a fare la propria parte, concretizzando il nuovo principio costituzionale della tutela dell'ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e anche degli animali, proprio perché la tutela degli ecosistemi e della biodiversità sono obiettivi che non si possono raggiungere se non attraverso la tutela delle specie animali. L'impatto ambientale degli allevamenti intensivi è devastante: dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo. Secondo il World wildlife fund (WWF) gli allevamenti intensivi producono il 14,5 per cento dei gas serra totali e sono la causa del 75 per cento delle malattie emergenti (tanti animali ammassati in spazi ristretti sono l'ambiente ideale per il proliferare dei virus ), inoltre occupano circa il 20 per cento delle terre emerse come pascolo e il 40 per cento dei terreni coltivati per la produzione dei mangimi. Le prime venti aziende zootecniche del mondo sono responsabili di una maggiore emissione di gas serra di quanto ne producano da sole Stati come la Germania, la Francia o il Regno Unito. In Brasile, che è il più grande esportatore mondiale di carne bovina, gli allevamenti intensivi e i macelli industriali sono responsabili di oltre l'80 per cento della deforestazione del polmone verde della Foresta amazzonica. Anche per questo lasciateci dire che ho trovato vergognoso l'abbraccio di ieri tra il presidente Bolsonaro e un politico che fa parte della maggioranza di questo Governo (Applausi) . In Italia, signor Presidente, il 76 per cento degli animali è allevato in gabbia per un totale di 45 milioni: a Brescia ci sono più suini che persone. Questi 45 milioni di animali producono gas serra e consumano le risorse del territorio, tra cui tonnellate di acqua potabile. Siamo il diciassettesimo Paese in Europa per allevamenti virtuosi; ai primi posti, invece, a differenza nostra, ci sono Paesi come Svezia e Germania, con solo il 12 e il 15 per cento di animali allevati in gabbia. Dobbiamo avere il coraggio di spostare la produzione di carne e derivati dalla carne verso una produzione di alimenti più sostenibili per il pianeta (Applausi) . Nella tanto auspicata transizione ecologica, voluta fortemente dal MoVimento 5 Stelle, e in parte ancora oggi purtroppo rimasta solo sulla carta, ci sono molte delle soluzioni al degrado del nostro pianeta.