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Per garantire le suddette esigenze, la disposizione, ai commi 1 e 2: a) prevede l'istituzione, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, di un fondo con una dotazione di 1,3 milioni per l'anno 2022, di 500.000 euro per l'anno 2023, di 6,4 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026 e di 4,4 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2036, per assicurare la funzionalità dei servizi di istituto dell'organizzazione territoriale delle Capitanerie di porto – Guardia costiera; b) prevede che la spesa è autorizzata ai fini della realizzazione di interventi da eseguire in un arco temporale ultradecennale per: la costruzione di immobili demaniali in uso alle Capitanerie di porto – Guardia costiera con le annesse pertinenze, l'acquisto dei relativi arredi al fine di garantirne l'immediata fruibilità da parte dei comandi periferici delle Capitanerie di porto – Guardia costiera; la ristrutturazione, l'ampliamento, il completamento, l'esecuzione di interventi straordinari, l'efficientamento e la riqualificazione energetica, il miglioramento antisismico di quelle già esistenti, comprese quelle confiscate alla criminalità organizzata. L'elenco degli interventi, predisposto dal Comando generale del corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera relativo, tra l'altro, all'individuazione e alla localizzazione degli interventi da eseguire e ai parametri progettuali da rispettare, è approvato con decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti il Ministero della difesa e l'Agenzia del demanio (tenuto anche conto dell'esperienza e delle competenze maturate dalla citata Agenzia nell'ambito delle verifiche di vulnerabilità sismica degli immobili del demanio e dei conseguenti interventi di adeguamento), entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto ed è comunicato alle competenti Commissioni parlamentari entro trenta giorni dalla sua approvazione; c) stabilisce i criteri da seguire per la predisposizione del citato programma, finalizzati a contenere gli oneri economici e a garantire la rapida realizzazione degli interventi, prevedendo che si debba ricorrere preferenzialmente: a stabili demaniali che potranno essere abbattuti e ricostruiti sullo stesso sedime; alla rifunzionalizzazione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, indicando esplicitamente la possibilità di abbattere e ricostruire tali edifici qualora economicamente più vantaggioso; all'accasermamento nel medesimo stabile di reparti di diverse organizzazioni funzionali, anche ai fini del conseguimento dei risparmi di spesa di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177; all'acquisto, tramite l'Agenzia del demanio, di immobili privati tra cui quelli già sede di presidi territoriali delle Capitanerie di porto-Guardia costiera in regime di locazione con conseguente adeguamento; nonché l'acquisizione di aree o immobili di proprietà dei comuni interessati, anche mediante permuta con aree o fabbricati di proprietà dello Stato, evitando così il « consumo del suolo » rifunzionalizzando edifici esistenti con mirati interventi di recupero urbanistico; d) ai fini dell'utilizzo delle risorse del fondo: ribadisce che le opere edilizie previste dal suddetto programma sono considerate opere destinate alla difesa militare di cui all'articolo 33, comma 1, della legge 1° agosto 2002, n. 166: estende alle opere di cui al suddetto elenco l'applicabilità delle misure di semplificazione previste per i contratti pubblici di cui al Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Piano nazionale per gli investimenti complementari dai titoli III e IV della parte II del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108; dispone che le funzioni di stazione appaltante possano essere svolte, anche in relazione alle tipologie di intervento, dall'Agenzia del demanio, dai competenti provveditorati alle opere pubbliche e dagli enti locali, sulla base di specifici accordi stipulati tra le pubbliche amministrazioni interessate, ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241; stabilisce che l'approvazione dei progetti delle opere previste dalla legge equivale a tutti gli effetti a dichiarazione di pubblica utilità nonché di urgenza e indifferibilità delle opere stesse ai fini di favorire eventuali provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. Il comma 3 stabilisce che l'elenco degli interventi di cui al comma 2, approvato con decreto ministeriale, riporta il codice unico di progetto (CUP) per ogni singolo intervento. Si prevedono inoltre le modalità di monitoraggio sullo stato di attuazione dei richiamati interventi e di verifica dell'utilizzo dei finanziamenti concessi nei tempi previsti, a tal fine rinviando al sistema previsto dal decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229. Il comma 4 reca la relativa copertura finanziaria. Il comma 5, lettera a) , apporta mirate modifiche all'articolo 1, comma 475, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 (recante « Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024 »), che ha istituito un fondo di investimento pluriennale per il finanziamento di interventi di potenziamento e ammodernamento del patrimonio immobiliare dell'Arma dei carabinieri su tutto il territorio nazionale. Ciò al fine di prevenire incertezze in sede interpretativa e di assicurare maggiore flessibilità ed efficacia agli interventi infrastrutturali da realizzare. Più nel dettaglio, la disposizione è volta a: estendere la portata dell'intervento normativo, nel limite delle risorse stanziate dalla stessa norma, agli immobili in uso governativo all'Arma dei carabinieri di tutte le organizzazioni funzionali dell'amministrazione, disciplinate dagli articoli 169 e seguenti del codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, mediante l'espunzione del richiamo, riduttivo, alla sola organizzazione territoriale e del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari; sostituire i richiami al « programma » (di interventi) presenti nel testo vigente con il più generico riferimento a « elenchi di interventi », allo scopo di distinguere l'oggetto della norma in esame dai programmi biennali degli acquisti di beni e servizi e dai programmi triennali dei lavori pubblici di cui al codice dei contratti pubblici; evitare possibili antinomie normative, in coerenza con quanto già previsto al comma 476 della medesima legge 30 dicembre 2021, n. 234 – che disciplina il piano di interventi pluriennali di ammodernamento del parco immobiliare del Corpo della Guardia di finanza – individuando nel Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (e non nel Presidente del Consiglio dei ministri) l'autorità competente ad approvare con proprio decreto l'elenco degli interventi di cui alla lettera e) della medesima norma.