[ddlpres]

Nuova normativa speciale per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna. Delega al Governo in materia di assetti e competenze istituzionali lagunari. Onorevoli Senatori. -- La salvaguardia di Venezia e del suo ambiente lagunare costituisce ormai da decenni un obiettivo di qualità non solo a livello nazionale, ma addirittura mondiale. Più che la specificità, l’unicità di Venezia avevano determinato il legislatore a dettare norme appunto uniche. Sono passati quasi cinquant’anni dalle prime, specifiche e articolate normative, volte alla tutela prioritaria di Venezia e della sua laguna. In particolare, dopo l’alluvione e l’acqua alta eccezionali del 1966, che misero a repentaglio città e ambiente lagunare e che colpirono fortemente l’opinione pubblica internazionale, si è venuto formando un corpus normativo speciale, che mostra però i segni del tempo. Da allora, infatti, molta acqua è passata sotto ai ponti e un intero ambiente e un’intera società sono profondamente mutati. Come sono profondamente mutati i suoi abitanti e le attività economiche, imprenditoriali, industriali, sociali e culturali dell’intero bacino lagunare. Si impone, pertanto, una rivisitazione anzi una nuova visione normativa, che consenta alla città di Venezia e alla sua laguna di mettersi al passo con i tempi, eliminando intoppi e difficoltà amministrativi e burocratici, pur tenendo sempre presente la necessità di salvaguardare un ambiente umano e naturale particolarmente delicato. Nel corso della XVI legislatura erano stati presentati una serie di disegni di legge, sia alla Camera dei deputati che al Senato, miranti appunto alla approvazione di norme adeguate ai tempi. Per accordo tra le due Camere, l’esame della materia veniva affidata al Senato e in particolare alla sua Commissione Ambiente, la quale disponeva tutta una serie di audizioni, anche in occasione di una trasferta a Venezia, dei rappresentanti istituzionali, sociali, economici e politici della realtà territoriale lagunare. All’esito, prendendo come base il disegno di legge atto Senato n. 2487 (sen. Casson, Garavaglia più 25), la Commissione Ambiente e il suo relatore predisponevano un testo base unificato, che dopo la discussione concordamente veniva utilizzato per l’ulteriore fase, quella emendativa. Peraltro, l’assenza del parere della 5ª Commissione Bilancio e in particolare della relazione tecnica governativa determinava il rinvio delle votazioni. Si giungeva così al termine della XVI legislatura, senza che si potesse votare alcunchè. Ora, all’inizio di questa XVII legislatura, si propone un nuovo disegno di legge su Venezia e la sua laguna, adottando come testo di riferimento il testo-base già adottato dalla Commissione Ambiente della XVI legislatura, pur integrato da alcuni suggerimenti ed indicazioni emersi nel frattempo. In tale ottica, va comunque ribadito l’impianto principale e cioè va innanzitutto superato il centralismo pressoché assoluto della vigente normativa e va riconosciuto il ruolo fondamentale che in tale materia e settore spetta alle autorità locali, soprattutto in questo periodo storico, in cui si parla molto -- alle volte a vanvera -- di federalismo istituzionale e finanziario. Inoltre, non c’è dubbio che l’ iter del presente disegno di legge sarà lungo e articolato, necessitando dell’intervento diretto e accurato, oltre che di tutte le forze politiche, pure delle varie categorie e associazioni, di qualsiasi natura, presenti sul territorio. E ciò proprio al fine di approfondire realmente le vere necessità di Venezia, della sua laguna e dei suoi abitanti, al di fuori e al di là di ogni ottica emergenziale, proponendo politiche della residenza e politiche produttive, che siano al contempo al passo con i tempi e rispettose dell’uomo e del suo ambiente. Per quanto concerne la parte finanziaria, si segnala che per la realizzazione degli interventi è stata predisposta una copertura che coniuga contemporaneamente una visione di rigore nella gestione dei conti pubblici con la possibilità di effettuare interventi per lo sviluppo dei territori. Parte delle risorse necessarie alla realizzazione del piano generale degli interventi sono recuperate infatti tramite la riduzione di spese inutili e sprechi della pubblica amministrazione. Per la restante parte, sono recuperate attraverso le entrate a bilancio dello Stato (dazi e IVA) derivanti da attività svolte all’interno del porto di Venezia. Il disegno di legge si compone ora di diciassette articoli. L’articolo 1 definisce la salvaguardia di Venezia e della sua laguna quale obiettivo di preminente interesse nazionale, da perseguire mediante il piano generale degli interventi del sistema lagunare veneziano. L’articolo 2 istituisce il Comitato istituzionale per la salvaguardia di Venezia, al quale sono demandati l’approvazione del piano generale degli interventi, la fissazione dell’ammontare delle risorse finanziarie da destinare annualmente sulla base delle priorità definite nel piano e l’approvazione della composizione di un Consiglio superiore di cui all’articolo 3. Il presidente del Comitato, ovverossia il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, deve inoltre trasmettere ogni anno al Parlamento una relazione consuntiva dell’attività svolta e dei risultati raggiunti, su cui le Commissioni parlamentari competenti esprimono parere. L’articolo 3 prevede l’istituzione del summenzionato Consiglio superiore di Venezia e della sua laguna e ne definisce funzioni, composizione e modalità operative, precisando che ne è presidente il sindaco del comune di Venezia pro tempore . L’articolo 4 delega il Governò ad adottare, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, un apposito decreto legislativo per il trasferimento delle funzioni e degli uffici del Magistrato delle acque di Venezia al Consiglio superiore di Venezia e della sua laguna. L’articolo 5 e l’articolo 6 introducono una serie di disposizioni attuative per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna, attinenti, tra l’altro, alla tutela della laguna, al disinquinamento, al risanamento degli edifici pubblici e privati, agli incentivi alle aziende, al patrimonio artistico e culturale, alle attività portuali, alla ricostruzione demografica e sociale. L’articolo 7 prevede norme relative alla redazione del piano per l’area di Porto Marghera e per le bonifiche. L’articolo 8 contiene norme di attuazione in materia socio-economica con particolare riferimento agli incentivi per le aziende, alle attività nautiche anche da diporto, al commercio e al turismo. L’articolo 9 prevede in particolare che gli interventi di cui al piano generale previsto dal disegno di legge siano esenti dall’IVA e siano considerati fuori dai limiti del patto di stabilità, e prevede altresì la regolamentazione dei flussi turistici. L’articolo 10, nel definire princìpi e criteri direttivi, delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi recanti una disciplina della circolazione acquea del traffico, nonché delle relative autorizzazioni nell’ambito della laguna di Venezia. Per la manutenzione delle città di Venezia e di Chioggia e per la rivitalizzazione socio-economica dell’area veneziana, all’articolo 11 si elencano le aree sdemanializzate e cedute gratuitamente ai comuni dell’area.