[pronunce]

il piano può prevedere la retrodatazione giuridica dall'anno scolastico 2010-2011 di quota parte delle assunzioni di personale docente e ATA, sulla base dei posti vacanti e disponibili relativi al medesimo anno scolastico 2010-2011, fermo restando il rispetto degli obiettivi programmati dei saldi di finanza pubblica». In attuazione di tali disposizioni, ed all'esito del negoziato concluso con la stipula del contratto collettivo sottoscritto in data 4 agosto 2011, con D.M. 3 agosto 2011 (Programmazione triennale di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente, educativo ed ATA, per il triennio scolastico 2011-2013), è stato adottato il piano triennale che prevede l'assunzione per l'anno scolastico 2011/2012 di 36.000 unità di personale ATA, da autorizzare con le procedure previste dall'art. 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica), cui seguiranno, tenendo conto dei pensionamenti e dell'attuazione a regime del processo di riforma previsto dall'art. 64 impugnato nel presente giudizio, ulteriori 7.000 assunzioni per gli anni scolastici 2012-2013 e 2013-2014. 3.4.- Un secondo intervento legislativo ritenuto rilevante dall'Avvocatura si desume dall'art. 19, commi da 4 a 7, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, che dispone (al comma 4), che a decorrere dall'anno scolastico 2011-2012, «la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la seguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado», e che tali istituti comprensivi, «per acquisire l'autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche». Inoltre, al comma 5 dello stesso art. 19, si esclude la possibilità di assegnazione di dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato alle istituzioni scolastiche con un numero di alunni inferiore a 500 unità, e il comma 7 prevede: «A decorrere dall'anno scolastico 2012/2013 le dotazioni organiche del personale docente, educativo ed ATA della scuola non devono superare la consistenza delle relative dotazioni organiche dello stesso personale determinata nell'anno scolastico 2011-2012 in applicazione dell'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2088, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, assicurando in ogni caso, in ragione di anno, la quota delle economie lorde di spesa che devono derivare per il bilancio dello Stato, a decorrere dall'anno 2012, ai sensi del combinato disposto di cui ai commi 6 e 9 dell'articolo 64 citato». Nella memoria si sottolinea, in particolare, che quest'ultima disposizione, facendo specifico riferimento alla consistenza delle dotazioni organiche del personale ATA, non sembra lasciare dubbi sull'intento del legislatore di introdurre, a decorrere dall'anno scolastico 2012-2013, un limite all'organico nazionale di tale personale - così come di quello docente - determinandone la consistenza in base agli esiti applicativi dell'art. 64 impugnato nel presente giudizio. Il richiamato ius superveniens dovrebbe comportare la restituzione degli atti al giudice a quo. 3.5.- L'Avvocatura solleva una seconda eccezione preliminare, osservando che nel giudizio a quo sono stati impugnati una serie di provvedimenti che, ad esclusione del d.P.R. n. 119 del 2009, hanno ormai esaurito i loro effetti. In tal senso, si afferma che il d.m. 5 agosto 2010 (Disposizioni concernenti la definizione dei criteri e dei parametri per la determinazione degli organici del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (ATA), delle istituzioni scolastiche e educative e la consistenza della dotazione organica per l'anno scolastico 2010/2011), con il quale si è provveduto alla determinazione delle dotazioni organiche nazionali del personale della scuola, era riferito esclusivamente all'anno scolastico 2010-2011, così come altri due decreti avevano riguardato, rispettivamente, gli anni scolastici 2009-2010 (d.m. 20 luglio 2009, n. 65), e 2011-2012 (d.m. 29 luglio 2011 n. 66). Dalla rilevata conclusione del processo di attuazione delle disposizioni impugnate, deriverebbe il venir meno dell'interesse dello SNALS - CONF.SAL all'annullamento dei provvedimenti impugnati nel giudizio a quo. 3.6.- Sotto un diverso ed ulteriore profilo, l'Avvocatura rileva l'inammissibilità della questione di costituzionalità nei riguardi del gruppo di lavoratori che si sono costituiti, affiancando lo SNALS - CONF.SAL nel giudizio innanzi al Tribunale amministrativo regionale per il Lazio. Nella memoria si contesta l'affermazione, contenuta nell'ordinanza di rimessione, secondo la quale la legittimazione a ricorrere dei lavoratori si fonda sul «proprio interesse, e alla conservazione del posto di lavoro, e alla conservazione della qualità del lavoro che assumono minacciata dall'aggravamento dei compiti derivante dalla riduzione dell'organico». Questa motivazione non sarebbe convincente, dal momento che, in assenza di allegazioni da parte degli interessati, non chiarisce se qualcuno dei lavoratori ricorrenti abbia effettivamente perso il posto di lavoro in conseguenza dei provvedimenti impugnati nel giudizio a quo, e comunque, se ciò fosse realmente accaduto, i lavoratori coinvolti avrebbero dovuto adire il giudice ordinario al quale è devoluta la cognizione delle controversie riguardanti i pubblici dipendenti interessati dalla "privatizzazione" del rapporto di lavoro. Pertanto, anche l'insufficiente motivazione sulla rilevanza giustificherebbe la restituzione degli atti al giudice a quo, che avrà il compito di verificare la legittimazione degli istanti mediante la specifica analisi dei riflessi dei provvedimenti impugnati nella loro sfera giuridica e la persistenza del loro interesse all'annullamento degli atti censurati in presenza del descritto ius superveniens. 3.7.- Infine, l'Avvocatura ribadisce le argomentazioni a sostegno della richiesta di dichiarazione di inammissibilità e infondatezza delle questioni sollevate già esposte nell'atto di intervento. 4.- Si sono costituiti in giudizio il sindacato SNALS - CONF.SAL e alcuni collaboratori scolastici, parti del giudizio a quo, con due separati atti di identico contenuto.