[massime]

Appalti pubblici - Norme della Regione Sardegna - Procedura di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi in attuazione della direttiva 2004/18/CE del 31 marzo 2004 - Previsione di una più ampia sfera di applicabilità della regola della esclusione automatica delle offerte anomale per gli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria - Difformità rispetto alla normativa statale, con incidenza negativa sul livello minimo di concorrenza che deve essere garantito - Illegittimità costituzionale in parte qua - Conseguente applicazione della disciplina statale.. E' costituzionalmente illegittimo l'articolo 20, comma 8, della legge della Regione Sardegna 7 agosto 2007, n. 5, nella parte in cui prevede che «per gli appalti di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alla soglia comunitaria, le stazioni appaltanti possono prevedere nel bando la procedura di esclusione automatica delle offerte risultate anomale», in quanto in contrasto con la normativa statale di cui all'art. 122, comma 9, nel testo modificato dall'art. 1, comma 1, lettera bb ), n. 2, del d.lgs. n. 112 del 2008 (il quale dispone che «per lavori d'importo inferiore o pari a 1 milione di euro quando il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso, la stazione appaltante può prevedere nel bando l'esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia»), che, riducendo l'ambito di applicabilità della regola dell'esclusione automatica, è strumentale ad incrementare la concorrenza; sicché, siffatta disposizione reca una prescrizione che, prevedendo una più ampia area di applicabilità della regola dell'esclusione automatica, è suscettibile di incidere negativamente sul livello minimo di concorrenza che deve essere garantito.