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Governare con lo scambio e quindi pensare a provvedimenti di Governo nella modalità «un giorno tocca a me, domani tocca a te», io credo che sia un elemento e un modo di governare profondamente sbagliato, proprio per quello che dicevo poco fa: perché non ci consente di ragionare organicamente. E quando si ha a che fare con la Costituzione, questo diventa ancora più grave. Pertanto non si immagina una riforma organica, e lo ricordo anche ai colleghi di Forza Italia che si apprestano a votare favorevolmente a questo provvedimento: anche voi avete presentato una riforma organica della Costituzione; noi abbiamo presentato una riforma organica della Costituzione. Questa, invece, non è una riforma organica della Costituzione, ma uno spot del MoVimento 5 Stelle, perché poi dovremo sorbirci Fraccaro che andrà in piazza o a Montecitorio o davanti a Palazzo Madama coi palloncini gialli a gridare: «evviva, abbiamo tagliato i parlamentari». Dopodiché, cosa cambierà per noi, cosa cambierà per il funzionamento di questa democrazia, non è dato saperlo. Quando abbiamo ragionato sulla riforma costituzionale, ad esempio, abbiamo pensato a differenziare le funzioni delle due Camere. Invece qui non cambia nulla. Quando abbiamo pensato alla riforma costituzionale, abbiamo ritenuto di dover rivedere i referendum , abbiamo pensato a una funzione diversa e ad una rappresentanza maggiore delle autonomie. Avevamo pensato anche alla modalità di voto del Presidente della Repubblica, e che la platea che elegge il Capo dello Stato fosse più ampia rispetto a quella che avremmo se dovesse passare questa riforma. Invece no, si prosegue sempre con il ragionamento dello scambio. Ho sentito Salvini dichiarare poco fa che avrebbe querelato chiunque avesse immaginato che si trattava di uno scambio tra il voto, che ci sarà a breve, sull'autorizzazione a procedere nei suoi confronti e i lavori per la Tav. Mi quereli pure, perché io credo che quello scambio si praticherà e si sta praticando in Parlamento. (Applausi dal Gruppo PD) . È lo stesso scambio che, in questo momento, stanno mettendo in campo la Lega e il MoVimento 5 Stelle sul provvedimento in esame e su quello che si voterà in Consiglio dei ministri il prossimo 15 febbraio, quando si discuterà di secessione mascherata. Infatti, se ne parla ancora poco, ma noi stiamo già pagando la regionalizzazione della sanità. Credo che regionalizzare l'istruzione sia un fatto grave, perché sottintende l'idea che le Regioni più ricche possano andare più spedite e utilizzare meglio le risorse derivanti dalle proprie tasse rispetto a quelle più povere, con ciò impendendo che tutte le Regioni partano dallo stesso punto e con le stesse potenzialità. Quella che si sta mettendo in campo nel Paese è una secessione mascherata. Lo si sta facendo silenziosamente, molto più di quando la Lega gridava a noi terroni del Sud, ma - al tempo stesso - non riusciva a praticare la secessione. Oggi magari grida meno, perché le interessano i nostri voti, ma - al tempo stesso - ha trovato un compagno di Governo che le consente questa secessione mascherata. (Applausi dal Gruppo PD. Brusio) . PRESIDENTE. Senatore Faraone, scusi se la interrompo, ma c'è brusio in Aula. Prego i colleghi presenti tra i banchi di Forza Italia di abbassare il volume della loro conversazione. Prego, senatore Faraone. FARAONE (PD) . Noi pensiamo che, anche in questo caso, la Lega abbia trovato un compagno di Governo che le può finalmente consentire di praticare quello che finora non era riuscita a fare negli anni passati. Tra l'altro, c'è un aspetto veramente surreale, che si collega alla titubanza espressa nei confronti della riforma costituzionale da noi pensata nella passata legislatura. Io sono convinto di quell'impianto che, paradossalmente, avrebbe probabilmente consentito al MoVimento 5 Stelle di governare da solo in questa legislatura e avere una maggioranza per poter approvare le riforme speditamente, in una Camera soltanto. Quindi, di fatto, se fosse passata quella riforma costituzionale che noi avevamo immaginato, pensando alla democrazia e al suo funzionamento, al di là di chi avrebbe governato il Paese in quel momento, paradossalmente oggi avremmo dovuto sopportare il MoVimento 5 Stelle al Governo da solo. Sarebbe però stato un percorso democratico che avrebbe portato alla vittoria e sarebbe quindi stato corretto che il MoVimento 5 Stelle potesse poi governare speditamente e approvare i provvedimenti che più ritengono utili per questo Paese. Invece, grazie al loro no, oggi dobbiamo sopportare gli esponenti del MoVimento 5 Stelle che ci dicono che sono stati costretti al contratto, perché abbiamo adottato una legge elettorale che non ha consentito loro di avere la maggioranza. No, colleghi, vi ricordo che se il referendum fosse passato, probabilmente avreste avuto la maggioranza e avreste potuto governare. Dobbiamo sopportare anche Salvini che dice che, se fosse al Governo da solo, avrebbe fatto altro, mentre così deve regolarsi con il MoVimento 5 Stelle ed è condizionato. Se fosse passata quella riforma costituzionale, con il bicameralismo differenziato e - accanto - una legge elettorale maggioritaria che avrebbe consentito alla forza politica arrivata prima di avere una maggioranza (una riforma costituzionale che allora avete considerato una deriva autoritaria e un pericolo per la democrazia), probabilmente oggi non avremmo bisogno del Governo dello scambio, che mette in piedi i provvedimenti e li reputa utili soltanto se portati avanti da un Ministro verde o giallo. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi pretendiamo almeno le scuse, Presidente. In quel momento non si stava discutendo di deriva autoritaria o di qualcosa che non aveva a che fare con la democrazia: in quel momento si stava discutendo di riforma costituzionale. Piaccia o meno, era una riforma costituzionale seria. (Applausi dal Gruppo PD) . Dunque, mentre stiamo ragionando del Bignami di quell'autorevole riforma costituzionale, anziché stare sui tetti, siamo qui a discutere con voi, perché noi siamo diversi da voi, caro ministro Fraccaro. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi stiamo discutendo infatti del Bignami di una riforma che non porterà nessun vantaggio al Paese, se non la possibilità per lei, ministro Fraccaro, e per i colleghi del MoVimento 5 Stelle di far volare i palloncini gialli. (Applausi dal Gruppo PD) . Credo che il Paese e la nostra Costituzione abbiano necessità di un rispetto maggiore di quello che, invece, ci si sta propinando. Concludo, Presidente, chiedendo alle forze di maggioranza, perché ancora siamo in tempo e noi siamo ancora convinti che ci sia bisogno di quella riforma costituzionale, di avere l'ambizione - anche approfittando del fatto che qui ci sono delle persone responsabili, non persone che stanno sui tetti - di pensare un'altra volta una riforma costituzionale insieme, in modo da rendere utile questa legislatura. Sono convinto che questo sia indispensabile. Quindi, se si riuscisse a ragionare di riforma costituzionale tenendo dentro tutti i profili realmente utili, penso che ognuno potrebbe svolgere la propria parte.