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Tutto ciò accadrà entro il 2026. Bene ha fatto il Governo a inserire risorse importanti per raggiungere questo risultato. Ecco il quadro nel quale la Commissione ha lavorato e mi permetto un sincero ringraziamento, non scontato e neanche dovuto, a tutti (quindi ai colleghi della Commissione, al Governo e ai funzionari tutti), perché credo non ci siano esperienze simili per cui in pochi giorni dall'emanazione del decreto-legge si sia portato a termine, almeno in questo ramo del Parlamento, il primo passaggio utile per l'approvazione definitiva. Siamo di fronte a una scelta emergenziale, per mancate scelte o per errori che sono stati fatti in passato. Ormai, però, è inutile guardare all'indietro; guardiamo in avanti, nella speranza che questi provvedimenti portino al risultato sperato, in particolare quello di salvaguardare la laguna di Venezia, la sua storia, la sua morfologia e tutto quello che conosciamo. Come dicevo, è un provvedimento impattante e doloroso per l'economia e per i lavoratori. Abbiamo lavorato su un complesso bilanciamento di interessi tra la salvaguardia della laguna, Venezia e l'UNESCO, da una parte e i lavoratori, l'economia e l'indotto, dall'altra (parliamo infatti di diversi miliardi di euro di fatturato). Nel lavoro di Commissione, i colleghi di tutti i Gruppi, come ho potuto vedere dagli emendamenti, hanno lavorato per cercare le soluzioni migliori sui tanti problemi che da questo decreto-legge e dalle nostre scelte deriveranno. Ritengo, signor Presidente, che l'impegno sia stato proficuo, perché, pur senza stravolgere i pilastri del decreto-legge (non era possibile), l'abbiamo integrato con alcuni elementi positivi. Spesso diciamo di averlo migliorato, ma non è vero: non l'abbiamo migliorato, ma abbiamo cercato di lavorare per rendere sempre più compatibile quella scelta strategica con le varie situazioni che si determineranno all'interno della laguna. Mi riferisco, ad esempio, all'aver stabilito che i primi approdi debbano essere pronti entro la stagione crocieristica del 2022, che potrebbe coincidere con i mesi tra marzo e aprile, proprio per evitare quanto più possibile che la ripercussione su questo aspetto possa perdurare per chissà quanto tempo. Abbiamo lavorato perché sia coinvolto l'attuale concessionario - che è uno di quelli che subiranno il primo impatto della scelta che è stata fatta - attraverso un complesso sistema che passa dalle mani del commissario, anche nella gestione degli approdi temporanei, perché vi sia una continuità non solo per il lavoro, ma anche per sfruttare il knowhow che si è ormai creato in quella società e in quei lavoratori, affinché possa essere posto a disposizione delle navi da crociera e ovviamente di tutti coloro che hanno deciso di visitare il nostro Paese attraverso Venezia. Abbiamo salvaguardato la laguna, decidendo che tutte le scelte siano ancorate al protocollo dei fanghi e al piano morfologico. Abbiamo chiesto la possibilità di integrare e ampliare ulteriormente gli studi, per fare in modo che vi sia una salvaguardia sempre più forte del territorio. Abbiamo chiesto la certezza dei procedimenti - che spero confermeremo con il voto dell'Assemblea - per tutto ciò che sarà necessario fare, con tempi certi (oserei dire anche i più tempestivi possibili), per raggiungere gli obiettivi temporali che ci siamo posti. Passando alla conclusione della presentazione, signor Presidente, evidenzio che abbiamo deciso di incrementare i già cospicui fondi stanziati dal Governo per i ristori e le compensazioni per le compagnie di navigazione, per l'indotto, per l'attuale concessionario e anche per i lavoratori. È un segnale di attenzione - e ringrazio tutti coloro che l'hanno reso possibile, anche a livello di Governo - che la Commissione aveva chiesto, per corrispondere anche alle tante preoccupazioni ed esigenze che ci erano state manifestate da coloro che avevamo audito (sindacati e rappresentanti delle compagnie di navigazione, come la Venezia Terminal Passeggeri), che ritenevano che i fondi non fossero sufficienti per affrontare questo difficile momento. Abbiamo integrato anche quella parte e di questo penso che tutti quanti dobbiamo essere orgogliosi. Per quanto ci riguarda, continueremo a seguire la situazione, perché abbiamo inserito nel testo, con un emendamento che spero sia confermato dall'Assemblea, la previsione che entro il 31 marzo di ogni anno ci sia mandata una relazione, attraverso il Ministero di riferimento della Commissione, per capire a che punto sono i lavori. Questo ci consentirà di seguire ciò che sta avvenendo e di vedere se c'è corrispondenza tra la decisione e ciò che accadrà sul territorio. Concludo ringraziando di nuovo tutti coloro che hanno reso possibile il risultato odierno, nel bilanciamento degli interessi ai quali ho fatto riferimento (il patrimonio dell'UNESCO, la storia di Venezia, il Paese, i lavoratori e le economie). Penso che abbiamo svolto un ottimo lavoro - quello possibile, perché quello impossibile non riesce a nessuno - nella consapevolezza che quegli interessi possono convivere: il fatto che Venezia possa essere visitata, che vi sia lavoro e che ci sia futuro per essa e per tutto il Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Floris. FLORIS, relatore . Signor Presidente, onorevoli membri del Governo, colleghe e colleghi, riguardo ai profili lavoristici del presente decreto-legge, si rileva in primo luogo che i commi 1 e 4 dell'articolo 3 prevedono la possibilità di riconoscimento di ulteriori tredici settimane di trattamento ordinario di integrazione salariale, con causale Covid-19, per alcune imprese industriali. La possibilità è ammessa per una durata massima di tredici settimane, cioè fruibile fino al 31 dicembre 2021. Questa possibilità consente naturalmente ai datori di lavoro, in generale, di non pagare le prestazioni all'INPS per le cessazioni dal lavoro o per la riduzione dei propri lavoratori. Nell'allegata relazione tecnica, che poi presenterò all'Assemblea, il disegno di legge di conversione del presente decreto-legge indica come l'intervento normativo, di cui all'articolo 3, sia stato adottato al fine di consentire il riconoscimento dei trattamenti in esame a circa 4.000 lavoratori dipendenti dell'Ilva e ArcelorMittal. Si ricorda che per i trattamenti ordinari di cassa integrazione con causale Covid-19 non è dovuto da parte del datore di lavoro alcun contributo addizionale. Gli emendamenti identici 3.1 (testo 2), 3.2 (testo 2) e 3.0.1 (testo 3), approvati in sede referente, propongono l'introduzione di un nuovo comma 4- bis all'articolo 3. Le disposizioni in esame autorizzano l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa SpA (Invitalia) a sottoscrivere ulteriori apporti di capitale e ad erogare finanziamenti in conto soci nel limite massimo di 705 milioni di euro per assicurare la continuità del funzionamento produttivo dell'impianto siderurgico di Taranto della società Ilva SpA. Inoltre, Invitalia SpA viene autorizzata alla costituzione di una società con capitale sociale determinato, nell'ambito di un limite massimo pari a 70 milioni di euro, al fine di condurre le analisi di fattibilità finalizzate alla realizzazione e alla gestione di un impianto per la produzione del cosiddetto preridotto.