[ddlpres]

1 Al capo V del titolo II del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, alla sezione II in materia di banche di credito cooperativo sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 33, comma 1- bis , le parole: « L'adesione a un gruppo bancario cooperativo è condizione per il rilascio » sono sostituite dalle seguenti: « L'adesione a un gruppo bancario cooperativo o a un'aggregazione bancaria cooperativa è condizione per il rilascio »; b all'articolo 35, comma 2, dopo le parole: « nonché ai poteri attribuiti alla capogruppo ai sensi dell'articolo 37- bis » sono inserite le seguenti: « e al ruolo attribuito all'ente gestore ai sensi dell'articolo 37- quater »; c all'articolo 36: 1 il comma 1- bis è sostituito dal seguente: « 1-bis . In caso di recesso o esclusione, previamente autorizzati dalla Banca d'Italia, da un gruppo bancario cooperativo, la banca di credito cooperativo, entro il termine stabilito con le disposizioni di cui all'articolo 37 -bis , comma 7, previa autorizzazione rilasciata dalla Banca d'Italia avendo riguardo alla sana e prudente gestione della banca, può deliberare la propria trasformazione in società per azioni ovvero può deliberare la propria adesione a un'aggregazione bancaria cooperativa ai sensi dell'articolo 37- quater . Nel caso in cui la richiesta di adesione all'aggregazione bancaria cooperativa riceva un diniego da parte della Banca d'Italia, la banca di credito cooperativo resta a tutti gli effetti aderente al proprio gruppo bancario cooperativo originario di appartenenza e mantiene la licenza bancaria individuale. In mancanza, la società delibera la propria liquidazione »; 2 dopo il comma 1- bis è inserito il seguente: « 1-ter. In caso di recesso o esclusione, previamente autorizzati dalla Banca d'Italia, da un'aggregazione bancaria cooperativa, la banca di credito cooperativo, entro il termine stabilito con le disposizioni di cui all'articolo 37- bis , comma 7, previa autorizzazione rilasciata dalla Banca d'Italia avendo riguardo della sana e prudente gestione della banca, può deliberare la propria adesione a un gruppo bancario cooperativo ovvero la trasformazione in società per azioni. Nel caso in cui la richiesta di adesione al gruppo bancario cooperativo riceva un diniego da parte della Banca d'Italia, la banca di credito cooperativo resta a tutti gli effetti aderente all'aggregazione bancaria cooperativa originaria di appartenenza e mantiene la licenza bancaria individuale. In mancanza, la società delibera la propria liquidazione »; d all'articolo 37- bis , dopo il comma 1- bis è inserito il seguente: « 1-ter . Le banche di credito cooperativo non aventi sede legale nelle province autonome di Trento e di Bolzano hanno la facoltà di adottare il modello di aggregazione bancaria cooperativa di cui agli articoli 37- quater e seguenti »; e dopo l'articolo 37- ter sono aggiunti i seguenti: « Art. 37- quater. – (Definizione di aggregazione bancaria cooperativa e obblighi dell'ente gestore) – 1. Si definisce “aggregazione bancaria cooperativa” il complesso strutturato e organizzato di banche di credito cooperativo e di un ente gestore istituito mediante un contratto di adesione e che costituisce un sistema di tutela istituzionale, ai sensi dell'articolo 113, paragrafo 7, del regolamento (UE) n. 575/2013. L'aggregazione bancaria cooperativa ha lo scopo di garantire il raggiungimento delle finalità mutualistiche e dell'operatività territoriale e localistica delle banche di credito cooperativo aderenti nonché la sana e prudente gestione delle stesse e i necessari requisiti di liquidità, solvibilità e funzionalità. Ad essa partecipano: a) le banche di credito cooperativo che, previamente autorizzate dalla Banca d'Italia, hanno sottoscritto il relativo contratto di adesione e recepiscono le conseguenti clausole statutarie; b) un ente gestore, che è una società per azioni in possesso dei requisiti e delle autorizzazioni per l'esercizio dell'attività bancaria, con patrimonio netto pari ad almeno 500 milioni di euro e il cui capitale è detenuto esclusivamente dalle banche di credito cooperativo aderenti all'aggregazione bancaria cooperativa. Può svolgere il ruolo di ente gestore anche una capogruppo di un gruppo bancario cooperativo già costituito e operante. 2. La Banca d'Italia, ai fini del rilascio dell'autorizzazione ad aderire all'aggregazione bancaria cooperativa, valuta in capo alla singola banca di credito cooperativo la sussistenza dei requisiti di sana e prudente gestione. La Banca d'Italia valuta inoltre che in capo all'aggregazione bancaria cooperativa sussista la capacità di garantire i requisiti di liquidità, solvibilità e funzionalità delle singole banche aderenti e dell'ente gestore. 3. Ottenuta l'autorizzazione della Banca d'Italia di cui al comma 2 per l'adesione a un'aggregazione bancaria cooperativa, la banca di credito cooperativo comunica alla capogruppo del gruppo bancario cooperativo al quale aderisce e alla Banca d'Italia il recesso dal contratto di coesione sottoscritto. Il recesso opera di diritto all'atto del ricevimento della relativa comunicazione e la banca di credito cooperativo resta obbligata verso il precedente sistema di garanzia per i successivi dieci anni. 4. Il contratto di adesione, in conformità a quanto previsto dall'articolo 113, paragrafo 7, del regolamento (UE) n. 575/2013 e previa autorizzazione della Banca d'Italia, stabilisce i compiti dell'ente gestore in tema di indirizzo, di controllo e classificazione dei rischi nonché di interventi preventivi, ispirati al principio di proporzionalità, sull'operatività delle singole banche di credito cooperativo per limitare i rischi di liquidità e di solvibilità. 5. L'ente gestore è tenuto a: a) garantire il raggiungimento delle finalità mutualistiche e del carattere localistico dell'operatività delle banche di credito cooperativo aderenti all'aggregazione bancaria cooperativa quale sistema di tutela istituzionale; b) salvaguardare la liquidità, la solvibilità e la corretta funzionalità delle banche di credito cooperativo aderenti e del relativo sistema di tutela istituzionale; c) pianificare e applicare metodologie di controllo per valutare, con criteri chiari e standardizzati, i rischi sul capitale e sulla liquidità, allo scopo di definire le necessarie misure di sostegno per le banche aderenti; d) classificare e ripartire in categorie le banche aderenti all'aggregazione bancaria cooperativa sulla base della situazione di rischio ai sensi dell'articolo 113, paragrafo 7, lettera c) , del regolamento (UE) n. 575/2013, definendo le modalità di contribuzione al fondo di garanzia istituzionale e) dotarsi di un sistema informativo idoneo a esercitare le proprie funzioni, anche di controllo interno sulle singole banche di credito cooperativo comprese nell'aggregazione, ricorrendo all'esternalizzazione laddove necessario o da queste richiesto;