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Salvo che il fatto costituisca reato, l'AGCM, nel caso di mancata trasmissione delle dichiarazioni entro i termini previsti, ovvero nel caso in cui accerti l'incompletezza o la non veridicità delle dichiarazioni trasmesse, applica ai soggetti interessati una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 10.000 euro ad un massimo di 250.000 euro. Si prevede, inoltre, in applicazione del principio di trasparenza, che le dichiarazioni rese dai titolari della carica di governo siano rese pubbliche e di facile accessibilità mediante pubblicazione nel sito internet dell'AGCM, in apposita sezione dedicata al conflitto di interessi. All'articolo 7 è prevista una norma di chiusura che configura un generale obbligo di astensione: in tutti i casi in cui può verificarsi una situazione di conflitto di interessi, il titolare della carica ha l'obbligo di astenersi dal compimento di qualsiasi atto che riguardi l'interesse in conflitto. Su tale obbligo di astensione vigila l'AGCM che, a tal fine, verifica e controlla l'azione del titolare della carica di governo. Nel caso in cui accerti la sussistenza delle situazioni di conflitto di interessi, l'Autorità, con proprio provvedimento, invita l'interessato ad astenersi dal compimento di qualsiasi atto che possa compromettere la cura esclusiva degli interessi pubblici ad esso affidati e a rimuovere, entro dieci giorni, la situazione di conflitto. Nel caso di inottemperanza all'invito o di mancato rispetto dell'obbligo di astensione, si prevede un complesso impianto sanzionatorio che va dalla sanzione amministrativa pecuniaria nei confronti del titolare della carica alla nullità degli atti posti in essere, e contempla altresì l'applicazione di una sanzione di carattere reputazionale. L'AGCM può infatti applicare al titolare della carica una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 50.000 euro a un massimo di 500.000 euro. La stessa Autorità dispone che la notizia delle misure adottate sia pubblicata dagli organi di stampa, mediante inserzione su almeno tre quotidiani a diffusione nazionale e venga divulgata in apposito spazio informativo inserito nel corso dei notiziari delle emittenti radiotelevisive pubbliche nelle fasce di massimo ascolto. In tal caso, la pubblicazione e la trasmissione avvengono a spese dell'interessato. In ogni caso, gli atti compiuti dal titolare della carica di governo in violazione dell'obbligo di astensione sono nulli. La nullità si estende anche alle deliberazioni degli organi collegiali, nonché alle attività preparatorie e consequenziali e ad ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo. L'articolo 8 disciplina, inoltre, le funzioni e le attribuzioni dell'AGCM, che le esercita nei confronti dei titolari di cariche di governo statale e regionali (articolo 8, comma 1). L'ANAC esercita, invece, le medesime funzioni in materia di conflitti di interessi nei confronti dei membri di governo locale e del presidente e i componenti delle autorità indipendenti. Le funzioni dell'ANAC sono definite con il decreto legislativo di cui all'articolo 13. Quanto all'AGCM, si prevede che definisca, con proprio regolamento, le disposizioni volte a garantire il rispetto dei princìpi del contraddittorio e del giusto procedimento nelle procedure svolte. Viene inoltre posto uno specifico obbligo di motivazione dei provvedimenti adottati dalla medesima Autorità nell'ambito del procedimento in materia di conflitto di interessi. Avverso gli atti di accertamento e i provvedimenti dell'AGCM è ammesso ricorso al giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva, ai sensi dell'articolo 135, comma 1, lettera b) , del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. Per le sanzioni amministrative pecuniarie si prevede che vengano applicate, in quanto compatibili, le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689. Quanto alle funzioni dell'Autorità, viene mantenuta quella di riferire al Parlamento mediante la trasmissione di una relazione semestrale sull'attuazione delle disposizioni in materia, con riferimento all'attività effettuata e alle eventuali sanzioni applicate. Sono stati invece considerevolmente ampliati i compiti di indagine, verifica, accertamento e controllo dell'Autorità. In particolare, si prevede che quest'ultima possa chiedere a qualsiasi organo della pubblica amministrazione e ad ogni altro soggetto pubblico o privato gli elementi di informazione ritenuti utili per l'espletamento delle funzioni ad essa attribuite, disporre ispezioni al fine di controllare i documenti e di acquisirne copia, nonché perizie, analisi economiche e statistiche e la consultazione di esperti in ordine a qualsiasi elemento rilevante ai fini del procedimento stesso. Per l'espletamento dei propri compiti di indagine, verifica, accertamento e controllo, l'Autorità può avvalersi di tutte le banche dati pubbliche e private esistenti, incluse le banche dati del sistema informativo della fiscalità, nonché, ove occorra, può servirsi, senza oneri per la finanza pubblica, della Guardia di finanza e degli altri Corpi di polizia dello Stato e della collaborazione di amministrazioni e di enti pubblici. Gli atti di accertamento e i provvedimenti adottati dalla medesima Autorità sono resi pubblici e di facile accessibilità mediante pubblicazione nel sito internet della stessa, in apposita sezione dedicata al conflitto di interessi. Per l'espletamento delle funzioni ad esse attribuite, l'AGCM e l'ANAC sono autorizzate ad una rideterminazione della dotazione organica nel limite massimo di incremento di dieci unità di personale ciascuna. Gli articoli 9 e 10 stabiliscono poi un apposito procedimento per l'accertamento preventivo della sussistenza di cause di incompatibilità. In particolare, secondo quanto previsto dall'articolo 9, nel caso di incompatibilità di carattere generale, entro trenta giorni dalla scadenza dei termini per la trasmissione delle dichiarazioni, e comunque durante l'intera durata della carica di governo, l'AGCM procede all'accertamento d'ufficio della eventuale sussistenza della medesima causa di incompatibilità e ne verifica l'effettiva rimozione. Ove sia accertata la mancata rimozione, l'interessato è dapprima invitato a cessare, entro dieci giorni, dall'incarico, dalla funzione o dall'esercizio dell'attività incompatibile con la carica di governo. Qualora l'interessato non ottemperi, la stessa Autorità applica nei confronti dell'interessato una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di 100.000 euro ad un massimo di 1.000.000 di euro. L'articolo 10 prevede poi che, nel caso di situazioni di conflitto di interessi derivanti da incompatibilità di carattere patrimoniale, l'interessato può scegliere tra il mantenimento della posizione incompatibile ovvero il mantenimento della carica e il conferimento del patrimonio ad una società fiduciaria mediante mandato irrevocabile disciplinato dall'articolo 11. Nel caso di mancato esercizio dell'opzione entro il termine prescritto si intende che l'interessato abbia optato per la posizione incompatibile con la carica di governo. Nel caso in cui, invece, l'interessato abbia optato per il mantenimento della carica di governo, l'AGCM assegna al soggetto in posizione di conflitto un termine entro il quale provvedere all'attuazione delle misure di cui all'articolo 11.