[pronunce]

Pertanto, ricorrerebbe la stessa situazione che ha indotto la citata sentenza n. 269 del 2017 a dichiarare inammissibili le questioni per difetto di motivazione sulla rilevanza. 5.2.- Le questioni sarebbero in ogni caso non fondate. 5.2.1.- L'art. 14, comma 7, del d.lgs. n. 164 del 2000, oggetto d'interpretazione autentica, sarebbe formulato in modo tale da non consentire la protrazione a tempo indeterminato del rapporto concessorio, perché non solo porrebbe una precisa cadenza temporale obbligatoria per l'avvio della procedura di gara, ma contemplerebbe un'esecuzione in forma specifica di tale obbligo attraverso l'intervento della Regione, anche con la nomina di un commissario ad acta, per rimediare all'eventuale inerzia degli enti locali. Qualora il suddetto rimedio non dovesse andare a buon fine, il gestore in prorogatio non sarebbe tenuto a continuare a pagare il canone originario e ben potrebbe ottenere lo scioglimento dal vincolo contrattuale, oltre al risarcimento del danno subito in conseguenza dell'inerzia della pubblica amministrazione nella conclusione della nuova gara. Si tratterebbe, quindi, di una disposizione che non solo non prevedrebbe una proroga a tempo indeterminato degli impegni contrattuali, ma neppure la consentirebbe, sancendo un preciso obbligo a carico degli enti locali di non procrastinare la prorogatio sine die e apprestando un rimedio stringente per garantirne l'adempimento. Il giudice rimettente non avrebbe tenuto minimamente conto di tale disciplina della successione nella gestione del servizio, la quale corrisponderebbe a una scelta legislativa del tutto ragionevole, che si collocherebbe in un punto di equilibrio tra l'interesse pubblico alla continuità del servizio di distribuzione del gas e l'interesse del gestore uscente a non subire un'illimitata prorogatio dei suoi obblighi contrattuali. 6.- Sono stati depositati ulteriori atti d'intervento, tuttavia oltre il termine previsto dall'art. 4, comma 4, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, pari a venti giorni dalla pubblicazione dell'ordinanza di rimessione, avvenuta nella Gazzetta Ufficiale del 9 settembre 2020, n. 37. 6.1.- In particolare, con atto depositato il 30 aprile 2021, sono intervenuti in giudizio, ad opponendum, i Comuni di Inveruno di San Giorgio su Legnano, di Bernate Ticino, di Cuggiono, di Marcallo con Casone, di Busto Garolfo, di Peschiera Borromeo e il Comune di Nerviano. 6.2.- Con atti depositati rispettivamente il 18 e il 19 ottobre 2021, inoltre, sono intervenute in giudizio, ad adiuvandum, l'IGAS Imprese gas, l'Assogas - Associazione nazionale industriali privati gas e servizi energetici, l'Utilitalia - Federazione delle imprese ambientali, energetiche ed idriche, la società Sei - Servizi energetici integrati srl (già Tea Sei srl) e la società 2i rete GAS spa. 7.- In prossimità dell'udienza sono state depositate numerose memorie. 7.1.- In primo luogo, l'Avvocatura generale dello Stato insiste sull'eccezione d'inammissibilità per aberratio ictus, in quanto le censure avrebbero dovuto essere rivolte contro la norma oggetto di interpretazione autentica (l'art. 14, comma 7, del d.lgs. n. 164 del 2000) e non contro la norma interpretativa (l'art. l, comma 453, della legge n. 232 del 2016). 7.1.1.- Nel merito, lo Stato sottolinea che, come più volte affermato da questa Corte (sono richiamate le sentenze n. 103 del 2013, n. 74 del 2008, n. 234 del 2007, n. 274 del 2006, n. 282 del 2005, n. 374 e n. 29 del 2002, n. 525 del 2000, n. 229 del 1999 e n. 397 del 1994), sarebbe sostanzialmente sotto il profilo della ragionevolezza che bisognerebbe valutare l'idoneità di una norma a disciplinare anche situazioni pregresse. L'obbligo di pagamento del canone di concessione da parte del gestore del servizio risponderebbe proprio a un criterio di ragionevolezza, che consisterebbe nel conservare, anche durante il periodo di proroga, il preesistente rapporto sinallagmatico voluto dalle parti, considerato che anche in tale periodo il gestore uscente continuerebbe a percepire gli introiti contrattualmente previsti e quindi non vi sarebbe ragione di modificare i rapporti economici tra le parti a tutto vantaggio dell'impresa. Né ci si troverebbe innanzi a una proroga potenzialmente illimitata, in quanto la norma oggetto di interpretazione autentica porrebbe una perentoria cadenza temporale per l'avvio della procedura di gara, il cui rispetto sarebbe garantito da una sorta di esecuzione in forma specifica di tale obbligo, attraverso l'intervento della Regione, anche con la nomina di un commissario ad acta, per rimediare all'eventuale inerzia degli enti locali. Si tratterebbe, quindi, di una scelta legislativa che bilancerebbe in modo equilibrato e ragionevole l'interesse pubblico alla continuità di un servizio essenziale per la collettività e l'interesse imprenditoriale del gestore uscente. 7.2.- In secondo luogo, il Comune di Urgnano ha depositato una memoria ribadendo la propria legittimazione a intervenire nel giudizio, nonché le ragioni d'inammissibilità e non fondatezza delle questioni. 7.3.- I Comuni di Montevarchi, di Cavriglia e di Figline e Incisa Valdarno, nelle proprie memorie, ricostruiscono in modo più dettagliato il quadro normativo. 7.3.1.- Ai sensi dell'art. 46-bis, comma 2, del d.l. n. 159 del 2007, come convertito, le gare per l'affidamento del servizio devono avvenire per ambiti territoriali minimi (Atem), individuati dai Ministri dello sviluppo economico e per gli affari regionali e le autonomie locali, su proposta dell'AEEGSI e sentita la Conferenza unificata. Sono così stati individuati dall'art. 1 del decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per i rapporti con le Regioni e la coesione territoriale, 19 gennaio 2011 (Determinazione degli ambiti territoriali nel settore della distribuzione del gas naturale) 177 Atem e l'art. 1 del decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per i rapporti con le Regioni e la coesione territoriale, 18 ottobre 2011 (Determinazione dei Comuni appartenenti a ciascun ambito territoriale del settore della distribuzione del gas naturale) ha inserito i Comuni di Montevarchi e di Cavriglia nell'Atem Arezzo e il Comune di Figline e Incisa Valdarno nell'Atem Firenze 2.