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Disposizioni concernenti le funzioni degli enti locali in materia di pubblica sicurezza, l’organizzazione dei corpi di polizia locale e il coordinamento delle politiche integrate per la sicurezza. Onorevoli Senatori. -- Quello che si propone di seguito è un ambizioso intervento normativo, il cui obiettivo fondamentale è quello di potenziare, nel pieno rispetto degli equilibri delineati dalla Costituzione, la strumentazione a disposizione delle autonomie locali per contribuire al mantenimento dell'ordine pubblico e della sicurezza sul territorio, rendendo contestualmente più efficace e puntuale l'azione di prevenzione e repressione del crimine, a costi relativamente modesti. Dall'attuazione del provvedimento deriverebbe infatti un limitato aggravio degli oneri a carico del bilancio dello Stato modesto, in ogni caso sensibilmente inferiore a quello che occorrerebbe sostenere se si cercasse di espandere il sistema di sicurezza pubblica rafforzando soltanto le Forze di Polizia dello Stato. Il disegno di legge consta di 23 articoli raggruppati in tre capi. Il primo capo contiene le disposizioni dedicate alla struttura del sistema locale di pubblica sicurezza e sicurezza urbana di cui si prospetta la creazione. Comprende i primi nove articoli del provvedimento. Il primo delinea gli obiettivi della legge. Il secondo definisce i concetti basilari di «pubblica sicurezza», «ordine pubblico», «polizia amministrativa» e «sicurezza urbana». Gli articoli 3 e 4 elencano quindi attribuzioni e prerogative del sindaco in materia di pubblica sicurezza e sicurezza urbana, razionalizzando l'esperienza maturata nel nostro ordinamento nel corso di questo scorcio del XXI secolo. L'articolo 5 specifica i poteri spettanti ai comuni in materia di localizzazione di esercizi pubblici e commerciali, con particolare attenzione ai cosiddetti call centers , nonché sotto il profilo della disciplina della loro attività riguardo ai criteri da rispettare sotto il profilo igienico-sanitario e sotto quello degli orari. L'articolo 6 prevede la possibilità che le regioni incentivino forme di esercizio associato di funzioni nel campo della sicurezza da parte di più comuni, istituendo un fondo all'uopo dotato di 4 milioni di euro all'anno, a decorrere dal 2016. L'articolo 7 specifica le competenze spettanti alle province nella sfera della sicurezza, che sono tanto di natura primaria, quanto residuale, autonoma ed ausiliaria. L'articolo 8 trasforma in norme l'esperienza delle politiche integrate per la pubblica sicurezza, prevedendo importanti forme di collaborazione tra le polizie locali provinciali e municipali e le forze di polizia dello Stato. L'articolo 9, infine, istituisce la conferenza regionale per la sicurezza, con funzioni peraltro meramente consultive e propositive. Il secondo capo, che si estende dall'articolo 10 all’articolo 21, è invece dedicato all'organizzazione ed alle funzioni specifiche dei corpi di polizia locale e si apre con l'elenco delle competenze affidate alle polizie provinciali e municipali. L'articolo 11 dettaglia le qualifiche spettanti in particolare al personale delle polizie locali municipali, ai cui agenti ed ufficiali si attribuiscono rispettivamente gli status di agente ed ufficiale di pubblica sicurezza, oltre al diritto di portare armi, in servizio e fuori dal servizio, senza limitazioni territoriali. L'articolo 12 stabilisce una più ampia equiparazione delle polizie locali alle Forze di polizia dello Stato. Il successivo articolo 13 dispone alcune novelle all'articolo 57 del codice di procedura penale, allo scopo di adattarlo alla realtà dell'equiparazione funzionale e di status sopradescritta. L'articolo 14 contiene norme ulteriori sul personale delle polizie locali, attribuendo alle regioni il compito di concorrere alla loro determinazione con proprie leggi e regolamenti, per omogeneizzarle sul territorio di competenza. Sono inoltre istituiti i cinque ruoli dei comandanti, dei funzionari, degli ispettori, dei sovrintendenti e degli agenti. L'articolo 15 introduce il principio dell'equiparazione nel trattamento economico, previdenziale ed assistenziale spettante al personale delle polizie locali e a quello delle Forze di polizia statali, inclusa l'indennità di pubblica sicurezza. L'articolo 16 contempla la possibilità di distacchi temporanei di personale appartenente alle Forze di polizia dello Stato in favore delle polizie locali, a richiesta degli interessati e senza pregiudizio nella progressione della carriera di coloro che ne usufruiscano. L'articolo 17 novella la legge 7 marzo 1986, n. 65, per adeguarla alle nuove disposizioni prospettate per l'armamento in dotazione al personale delle polizie locali, così come fa l'articolo 18 in relazione alla legge 1º aprile 1981 n. 121. L'articolo 18 affida alle regioni il compito di curare la formazione e l'aggiornamento del personale delle Polizie locali, istituendo apposite scuole permanenti. Gli articoli 20 e 21 contengono norme comportamentali e disciplinari, regolando altresì i criteri da seguire nell'adozione degli emblemi di riconoscimento destinati al personale ed ai suoi mezzi. Si ammette altresì la sponsorizzazione a titolo oneroso di autoveicoli e motoveicoli in uso alle polizie locali. Il terzo capo, infine, raccoglie altre disposizioni residuali in materia di pubblica sicurezza e sicurezza urbana. L'articolo 22 è dedicato alla disciplina delle «ronde», di cui viene evidenziata la valenza ausiliaria di riserva a disposizione del sindaco, riducendone i compiti alla mera segnalazione alle Forze di polizia dello Stato o locali di eventi ritenuti suscettibili di danneggiare la sicurezza urbana o situazioni di pericoloso disagio sociale. L'articolo 23, ultimo articolo, impone infine a province e comuni di procedere alla mappatura delle attività criminose che interessino i propri territori di competenza. Attesa la grande valenza sociale del provvedimento, e la necessità di aprire un dibattito più approfondito sulla questione del mantenimento e ripristino dell'ordine pubblico sul territorio, se ne auspica la rapida approvazione.. I SISTEMA LOCALE DI PUBBLICA SICUREZZA E SICUREZZA URBANA 1 (Obiettivi) 1 La presente legge detta disposizioni per il conferimento e l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di ordine pubblico e sicurezza da parte delle autonomie locali. 2 Conformemente a quanto stabilito dall'articolo 117, secondo comma, lettere d) , h) e p) , della Costituzione, non rientra nell'ambito di cui al comma 1 quanto attiene: a alla polizia amministrativa locale; b alla difesa nazionale e alla sicurezza dello Stato; c alla normativa concernente la disciplina applicabile ad armi, munizioni ed esplosivi; d alle funzioni fondamentali di comuni, province e città metropolitane. 3 Nell'ambito di cui al comma 1, la presente legge promuove il coordinamento degli interventi statali, regionali e locali per la realizzazione di politiche integrate per la sicurezza delle persone e della comunità. 4 Ai sensi dell'articolo 118, terzo comma della Costituzione, la presente legge disciplina altresì forme di coordinamento fra Stato e regioni nella materia di cui alla lettera h) del secondo comma dell'articolo 117 della Costituzione.