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Allegato II Requisiti per gli impianti di caricamento e scaricamento presso i terminali. 1. I vapori da spostamento, provenienti da una cisterna mobile in fase di caricamento, devono essere riconvogliati, tramite una linea di collegamento a tenuta di vapore, verso un dispositivo di raccolta degli stessi, per il recupero presso il terminale. Nei terminali con una quantità movimentata inferiore a 25.000 tonnellate/anno, il deposito temporaneo dei vapori può sostituire il recupero immediato dei vapori presso il terminale. Il serbatoio adibito esclusivamente a tale uso deve essere chiaramente identificato. Nei terminali in cui la benzina è caricata su navi, può essere adottato un sistema di combustione dei vapori, se ogni altra operazione di recupero dei vapori è pericolosa o tecnicamente impossibile a causa del volume dei vapori di ritorno. Alle emissioni in atmosfera provenienti dai sistemi di recupero dei vapori nonché dalle unità di combustione si applicano i valori limite di emissione, i metodi di campionamento, analisi e valutazione delle emissioni e le prescrizioni tecniche dettate nei decreti emanati ai sensi dell'art. 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203. 2. Ai vapori emessi dai dispositivi di recupero si applicano inoltre i seguenti valori limite di emissione espressi come media oraria: 10 g/Nm3, per i dispositivi autorizzati a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto; 35 g/Nm3 per i dispositivi già autorizzati alla data di entrata in vigore del presente decreto, detti dispositivi si adeguano al valore limite di emissione di 10g/Nm3 entro il 31 dicembre 2001. Al fine della verifica del rispetto dei valori limite, i valori misurati devono essere corretti per eventuali diluizioni dell'effluente gassoso come prescritto dall'art. 3, comma 3, del decreto ministeriale 12 luglio 1990. Le misurazioni devono essere effettuate per un'intera giornata lavorativa (minimo sette ore) in condizioni di normale movimentazione. Le misurazioni possono essere continue o discontinue. Le misurazioni discontinue devono essere rilevate almeno quattro volte ogni ora. L'errore totale di misurazione dovuto alle attrezzature utilizzate, al gas di taratura e al metodo applicato, non deve superare il 10% del valore misurato. L'apparecchiatura utilizzata deve essere in grado di misurare almeno concentrazioni di 1 g/Nm3. La precisione deve essere almeno pari al 95% del valore misurato. Il rispetto di tali limiti va controllato, ai sensi dell'art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 203/1988 alla messa in esercizio e successivamente con frequenza semestrale. 3. Il responsabile del terminale è tenuto ad istituire e mantenere procedure di controllo periodico delle linee di collegamento e dei sistemi di tubazione onde prevenire perdite, conformemente a quanto previsto nella seguente appendice 1. 4. In caso di perdita accidentale di vapore, le operazioni di caricamento devono essere immediatamente arrestate a livello della torre di caricamento. I dispositivi automatici di arresto devono essere installati sulla torre. 5. In caso di caricamento dall'alto di cisterne mobili non modificate come previsto all'art. 6, comma 5, l'uscita del braccio di caricamento deve essere mantenuta vicino al fondo della cisterna mobile, per evitare spruzzi di benzina, ed il braccio di carico deve essere dotato di un dispositivo di captazione dei vapori. Allegato II - Appendice 1 1. Requisiti di tenuta del sistema di trasferimento dei vapori. Prove di tenuta del sistema di trasferimento. La seguente procedura è tratta dalla UNI 7131-72 [1]. Le tubazioni di convogliamento del vapore, devono essere provate, prima della messa in servizio dell'impianto, al fine di verificarne accuratamente la tenuta: prima di allacciare le apparecchiature, l'impianto deve essere provato con aria o gas inerte ad una pressione di almeno 100 mbar; la durata di prova deve essere di almeno 30 minuti; la tenuta deve essere controllata mediante manometro ad acqua od apparecchi di equivalente sensibilità; il manometro non deve accusare una caduta di pressione fra le due letture eseguite all'inizio ed al termine del secondo quarto d'ora di prova; se si verificano delle perdite, queste devono essere ricercate con l'ausilio di una soluzione saponosa; le parti difettose devono essere sostituite e le guarnizioni rifatte; non si devono riparare dette parti con mastici, ovvero cianfrinarle; eliminate le perdite occorre rifare la prova di tenuta; le prove di tenuta precedenti devono essere ripetute con frequenza triennale; se i sistemi sono assemblati con collegamenti fissi (es. saldati, cementati), essi devono essere testati su tutto l'assemblaggio, con la stessa modalità di prova del punto precedente. Collegamento delle apparecchiature e messa in servizio dell'impianto. Effettuato il collegamento delle apparecchiature alle parti fisse, ad allacciamento terminato, dovrà essere controllata, mediante soluzione saponosa od altro idoneo equivalente mezzo, la perfetta tenuta dell'impianto, con particolare riguardo ai collegamenti. Avviamento dell'impianto, verifica del buon funzionamento delle apparecchiature e degli eventuali dispositivi di sicurezza. Manutenzione periodica: per gli impianti in oggetto, la manutenzione da parte del responsabile del terminale consiste nel frequente controllo dello stato di efficienza delle tubazioni e dei collegamenti, con particolare riguardo per i tubi flessibili e le guarnizioni. Le parti difettose devono essere sostituite. Il monitoraggio in servizio dovrà comprendere un esame visivo del sistema per verificare eventuali danneggiamenti, disallineamenti o corrosioni del sistema di tubazioni e nei giunti. Deve essere eseguito un esame visivo delle tubazioni flessibili usate per collegare contenitori mobili al sistema di tubazioni di raccolta del vapore, al fine di individuarne eventuali danneggiamenti. Gli esami visivi devono essere ripetuti con frequenza almeno trimestrale. Procedure di notifica da seguire in caso di mancato funzionamento dell'impianto di recupero dei vapori. Il responsabile del terminale, deve informare l'Amministrazione competente, prima di un pianificato spegnimento di un impianto di recupero vapori che comporti una fermata superiore ai tre giorni. Deve inoltre specificare la data, il periodo previsto ed il motivo dell'arresto. Nel caso di un arresto non pianificato, il responsabile del terminale deve informare l'amministrazione competente della causa dell'arresto, dei provvedimenti attuati al fine di riportare in operazione l'unità e del probabile periodo di non funzionamento. L'amministrazione competente dispone i provvedimenti necessari ai sensi dell'art. 3, comma 14, del decreto ministeriale 12 luglio 1990. Il responsabile del terminale deve adoperarsi per assicurare che l'unità sia riportata in operazione il più rapidamente possibile, contemporaneamente deve informare l'amministrazione competente qualora l'arresto si prolunghi per un periodo di tempo superiore a quello originariamente previsto e comunicato all'amministrazione stessa. Il responsabile del terminale provvederà ad annotare su di un apposito registro i periodi di inoperabilità dell'impianto di recupero dei vapori. È fatto salvo il potere di verifica dell'amministrazione. Riferimenti: [1] UNI 7131- 72: "Impianti a gas di petrolio liquefatti per uso domestico non alimentati da rete di distribuzione".