[pronunce]

esso costituirebbe invece «la disposizione – sovraordinata alle leggi regionali, in armonia con quanto dispone l'art. 123 Cost. – la quale fissa la competenza in materia regolamentare degli organi regionali»; che il Tribunale amministrativo regionale conclude chiedendo che l'art. 43, comma 3, della legge della Regione Veneto n. 27 del 2001 sia dichiarato illegittimo; che, con memoria depositata il 13 dicembre 2004, è intervenuto in giudizio il Presidente della Giunta regionale veneta chiedendo che la Corte rigetti, «in quanto irrilevanti e infondate», le eccezioni proposte nei confronti dell'art. 43, comma 3, della legge regionale n. 27 del 2001; che, in particolare, la difesa regionale ritiene che, sebbene la legge regionale impugnata impieghi espressamente il nomen iuris “regolamento”, la delibera della Giunta n. 2652 del 2001 non sia tale, e costituisca piuttosto un provvedimento amministrativo, di cui assumerebbe i caratteri sia formali che sostanziali; che, secondo il Presidente della Regione, la delibera richiamata non presenterebbe, a differenza dei regolamenti, «i contenuti della generalità ed astrattezza intesi come indeterminabilità dei destinatari […] e come capacità di regolare una serie indefinita di casi», né avrebbe «carattere integrativo o innovativo dell'ordinamento giuridico inteso come capacità ad immettere nuove norme nel tessuto ordinamentale»; che, dal punto di vista formale, la difesa regionale rileva come, nel caso di specie, non siano state osservate le regole poste dalla circolare 14 febbraio 2002 (Circolari del Presidente e regolamenti regionali) per l'esercizio della potestà regolamentare; che la delibera in questione, pertanto, rientrerebbe tra i provvedimenti amministrativi i quali, ai sensi dell'art. 32, secondo comma, lettera g), dello statuto veneto, sono attribuiti alla Giunta regionale come «meri provvedimenti di attuazione di leggi»; che, come ricorda il Presidente della Regione, il Consiglio regionale, a seguito della sentenza n. 313 del 2003 di questa Corte, ha provveduto con la legge 26 novembre 2004, n. 23 (Modificazioni di leggi regionali in materia di potestà regolamentare) a modificare alcune leggi regionali che disponevano l'approvazione di regolamenti da parte della Giunta, sostituendo, tra l'altro, proprio l'art. 43, comma 3, della legge regionale n. 27 del 2001, oggetto dell'odierna questione di legittimità costituzionale: la norma, come modificata dalla legge n. 23 del 2004, stabilisce che «La Giunta regionale disciplina i procedimenti di iscrizione, di cancellazione e di revisione» del registro regionale delle associazioni di promozione sociale; che la difesa regionale conclude rilevando che la norma sottoposta a questione di legittimità costituzionale è stata sostituita dalla nuova legge regionale e che «della stessa non è stata mai fatta applicazione, non avendo in realtà la Giunta regionale emanato alcun regolamento», con la conseguenza che la questione di costituzionalità sarebbe «comunque irrilevante ai fini della decisione della causa e del presente giudizio». Considerato che il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, terza sezione, dubita della legittimità costituzionale dell'art. 43, comma 3, della legge della Regione Veneto 13 settembre 2001, n. 27 (Disposizioni di riordino e semplificazione normativa – collegato alla legge finanziaria 2001), nella parte in cui stabilisce che i procedimenti di iscrizione, di cancellazione e di revisione del registro regionale delle associazioni di promozione sociale sono disciplinati dalla Giunta regionale con «un apposito regolamento»; che, successivamente all'ordinanza di rimessione, la norma censurata è stata sostituita dall'art. 5 della legge della Regione Veneto 26 novembre 2004, n. 23 (Modificazioni di leggi regionali in materia di potestà regolamentare), il quale, pur mantenendo la competenza della Giunta a disciplinare i suddetti procedimenti, ha eliminato il riferimento ad «un apposito regolamento»; che, pertanto, è necessario restituire gli atti al giudice rimettente per una nuova valutazione della rilevanza e della non manifesta infondatezza della questione alla luce dell'intervenuto mutamento del quadro normativo.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, terza sezione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 luglio 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Gaetano SILVESTRI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 14 luglio 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA