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Signor Presidente, la scomparsa di Maria Romana De Gasperi penso tocchi molto l'opinione pubblica del nostro Paese, che non la ricorda soltanto per il suo cognome importante, ma anche come una grande donna, una personalità esemplare per doti morali, qualità civili e per un rilevante spessore culturale, che abbiamo conosciuto anche nelle tante cose che ha scritto; emergeva, spesso, per la assoluta riservatezza del suo comportamento: una dote che apprezziamo in modo particolare in questo nostro tempo - diciamo la verità - spesso tanto sguaiato. Maria Romana era figlia di Alcide De Gasperi, figlia e collaboratrice stretta dello statista cui più di chiunque altro noi dobbiamo la nostra democrazia, l'impostazione di quella politica di sviluppo che ci ha portato a diventare la settima potenza economica del pianeta da Paese distrutto da una guerra mondiale, terribile, persa. Lo statista che ha determinato la collocazione internazionale dell'Italia in Europa e nella NATO. Maria Romana completa la figura del padre Alcide, non solo perché è stata sua stretta collaboratrice, ma anche perché ha mostrato con chiarezza quanto il ruolo della famiglia di un grande leader possa pesare nella stessa storia del Paese. Va ricordata, quindi, per le sue qualità personali, intellettuali e morali e per la grande discrezione con cui è vissuta, ma anche per la forza civile e democratica, che Alcide De Gasperi ha ricevuto dalla sua famiglia, a cominciare proprio dalla moglie Francesca e dalla figlia Maria Romana. Dobbiamo riconoscere quindi anche a Maria Romana De Gasperi parte del merito per la grande dignità con cui l'Italia è uscita dal fascismo. (Applausi) . PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, di recente mi è capitato di rivedere una miniserie televisiva riguardante la figura di Alcide De Gasperi - «De Gasperi - L'uomo della speranza», con la regia di Liliana Cavani. In questa bella opera filmica emergeva la figura di Maria Romana (leggiamo tanto, ma quando poi ci sono le immagini che ce lo testimoniano, le cose sono più vicine a noi) e quanto la primogenita di Alcide De Gasperi abbia partecipato alla vita di suo padre. È infatti Maria Romana ad assistere De Gasperi, Presidente del Consiglio dei ministri, come segretaria privata senza stipendio ed è lei che lo accompagna nella difficilissima Conferenza di pace di Parigi e descrive quell'attimo importante dicendo: io c'ero e ricordo il silenzio assordante dopo il suo intervento. Era lei negli Stati Uniti, nel 1947, accanto ai giornalisti con il padre. Così Maria Romana è diventata una memoria storica del Novecento, come titola il quotidiano «Avvenire» di oggi, con i suoi saggi, i suoi scritti, la sua storiografia, l'attività della Fondazione, di cui era Presidente, e la sua raccolta documentaria. Ripensavo, nello stesso tempo, alla sua vita da bambina e ai racconti che lei faceva, con una grande tenerezza. Racconta che quando il padre fu arrestato dalla polizia fascista, si sentiva sicuro che lo avrebbero liberato perché, in fondo, era un deputato che criticava il Governo, mentre lo condannarono a quattro anni. La madre racconta che non era riuscito neanche a piangere. Un altro episodio che Maria Romana raccontava è di un regalo che il padre le fa nel 1927, con dei pezzetti del «National Geographic», visto che non c'erano altre risorse. Immaginavo quale esempio di rettitudine, etica, morale e spiritualità Maria Romana De Gasperi abbia avuto. Ci lascia una donna importante, testimone del Novecento. Abbiamo perso un'osservatrice scrupolosa degli eventi e una paladina di valori ideali, ma conserviamo tutto quello che ci ha voluto donare e tramandare, tutte le vicende che hanno portato alla ricostruzione del nostro Paese. Lo ha ricordato adesso il senatore Zanda: nei tempi difficili che stiamo vivendo, mai come adesso abbiamo il dovere di raccogliere il suo testimone e, se c'è momento nel quale la storia è magistra vitae, dalle cose che ci ha tramandato e lasciato Maria Romana dobbiamo imparare molto. Partecipiamo ovviamente al cordoglio della sua famiglia, dei suoi amici e di quanti l'hanno amata. (Applausi) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, per un trentino ricordare la figura di Maria Romana De Gasperi è motivo non solo di particolare onore, ma anche di riflessione e commozione. Per tutti coloro che sono nati in Trentino la famiglia De Gasperi e il padre Alcide hanno rappresentato da sempre un riferimento culturale, ideologico e comportamentale. Quando pensiamo a Maria Romana De Gasperi ci riferiamo a una figura tutt'altro che secondaria nella storia della nostra democrazia. Nel renderle omaggio ed esprimere il più profondo cordoglio, a nome del Gruppo Fratelli d'Italia, vogliamo ricordare quanto importante sia stata Maria Romana: una figlia che ha saputo essere al fianco e in certi momenti all'ombra del padre e una persona che ha saputo non ricercare il protagonismo, ma proprio per questo essere protagonista della vita culturale e politica del nostro Paese. Dobbiamo a lei tanti momenti culturali. Lei è stata la fondatrice e la presidente onoraria, fino alla sua morte, della Fondazione De Gasperi, una fondazione che ha raccolto tutta la documentazione sulla storia culturale e politica di Alcide De Gasperi, un uomo dell'altro secolo, che ha vissuto non solo a cavallo di epoche, ma anche a cavallo di una realtà storica che ha visto il nostro territorio passare dall'appartenenza all'Impero asburgico, austro-ungarico, allo Stato italiano. De Gasperi ha vissuto da protagonista nelle due fasi dell'appartenenza del Trentino a mondi diversi e a realtà storiche diverse. Vorrei ricordare la figura di Maria Romana come testimone di tutti i momenti della vita del padre, ad esempio dei momenti nei quali il padre ha rappresentato la rinascita di questo Paese, la sua rinascita democratica e liberale. Egli ha rappresentato una barriera fortissima di fronte alla deriva del comunismo nel Dopoguerra, che ha rischiato di portare l'Italia in una situazione certamente non consona ai desiderata degli italiani. De Gasperi negli anni del Dopoguerra è stato la barriera al comunismo; ha rappresentato i valori liberali e cattolico-democratici che hanno portato il nostro Paese agli anni dello sviluppo e del boom economico. Il lavoro di Maria Romana è stato quanto mai apprezzato da noi tutti, perché ha saputo testimoniare il ruolo che il padre ha avuto per la nostra Nazione, per i nostri cittadini e per i valori che noi oggi tutti vogliamo incarnare nella nostra attività politica e nella nostra vita quotidiana. Vorrei anche sottolineare l'impegno di Maria Romana nel ricordare la figura di De Gasperi come protagonista di un'autonomia che - mi sia permesso di dire - è stata in parte tradita dopo la sua morte. De Gasperi ideò l'autonomia regionale, quell'autonomia della Regione Trentino-Alto Adige che doveva dare delle prospettive a un territorio periferico di montagna, che aveva certamente anche dei problemi di convivenza. E gliele ha date, perché la prospettiva regionale di De Gasperi, conseguente anche agli accordi De Gasperi-Gruber (mi avvio la conclusione), è stata determinante per il nostro Trentino.