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La costituzione del CIPR e dell'Agenzia chiariscono la catena decisionale, palesano le responsabilità politiche e operative, e rendono snelle e tracciabili le decisioni in materia di ricerca, sviluppo ed innovazione, che, ricordiamolo, coinvolgono l'allocazione di soldi pubblici, per i quali è necessario assicurare un meccanismo di controllo e monitoraggio di ogni singolo passo. Con questo disegno di legge si istituzionalizzano gli organismi e gli attori in gioco, attribuendo a ciascuno precisi ruoli, responsabilità e rendicontabilità, e allineando il nostro paese alle migliori pratiche internazionali. Tuttavia, anche le migliori norme sarebbero del tutto efficaci se non immettiamo nel sistema le risorse per farlo funzionare. Stante il basso livello di investimento in ricerca e sviluppo in rapporto al PIL nel nostro Paese in confronto ad altri Paesi europei ed extraeuropei, la costituzione di organismi aggiuntivi quali quelli proposti in questo disegno di legge perderebbe di efficacia, quando non risultasse addirittura di impedimento, se non fosse accompagnata da un piano di investimento stabile e dedicato, che preveda un aumento di risorse rispetto alla situazione esistente. Il piano non deve solo prevedere una dotazione appropriata per l'Agenzia, ma anche i necessari investimenti strutturali in personale, laboratori e funzionamento delle università e degli enti pubblici di ricerca, per riportare gli eccessivi livelli di precariato a valori più consoni e creare condizioni di lavoro attraenti per i giovani italiani e stranieri che intendano intraprendere nel nostro Paese un percorso di studi ed un'attività lavorativa nel settore della conoscenza.. 1 (Programmazione della politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica e costituzione del Comitato interministeriale per le politiche della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione) 1 Il Governo, nel Documento di economia e finanza (DEF), determina gli indirizzi e le priorità strategiche per gli interventi a favore della ricerca scientifica e tecnologica, definendo il quadro delle risorse finanziarie da attivare e assicurando il coordinamento con le altre politiche nazionali, nel rispetto dell'articolo 33 della Costituzione e assicurando il coinvolgimento della comunità scientifica nelle fasi propositive e consultive della definizione delle politiche di settore. 2 È costituito il Comitato interministeriale per le politiche della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione (CIPR). Il Comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri ed è costituito in via permanente dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca che ne è vicepresidente, dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, dal Ministro dello sviluppo economico, dal Ministro dell'economia e delle finanze, dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dal Ministro della salute, dal Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nonché dai Ministri delegati per gli affari europei, per la coesione territoriale e per gli affari regionali, quest’ultimo in qualità di presidente della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonché dal presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, o un suo delegato, in rappresentanza della Conferenza stessa. 3 Ai fini dell'espletamento delle funzioni di cui al comma 1, ferme restando le competenze del Consiglio dei ministri e subordinatamente ad esse, il Governo si avvale del CIPR, il quale opera di concerto con il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE). A tale scopo, il CIPR provvede: a a formulare, preliminarmente all'approvazione del DEF da parte del Consiglio dei ministri, lo schema degli indirizzi di cui al comma 1; b all'elaborazione del Programma nazionale della ricerca (PNR) di durata triennale da sottoporre all'approvazione del Consiglio dei ministri, sulla base degli indirizzi di cui al presente comma, delle risoluzioni parlamentari di approvazione del DEF, di direttive del Presidente del Consiglio dei ministri, dei piani e dei programmi di competenza delle amministrazioni dello stato, di osservazioni e di proposte delle predette amministrazioni nonché del Consiglio strategico della ricerca di cui al comma 8, del Consiglio universitario nazionale (CUN) e del Consiglio nazionale dei ricercatori e tecnologi (CNRT) di cui all'articolo 12. Il PNR, con riferimento alla dimensione europea e internazionale della ricerca e tenendo conto delle iniziative, dei contributi e delle realtà di ricerca regionali, definisce gli obiettivi generali e le modalità di attuazione degli interventi alla cui realizzazione concorrono, con risorse disponibili sui loro stati di previsione o bilanci, le pubbliche amministrazioni, ivi comprese, con le specificità dei loro ordinamenti e nel rispetto delle loro autonomie e attività istituzionali, le università e gli enti pubblici di ricerca. Gli obiettivi e gli interventi possono essere specificati per aree tematiche, settori, progetti, agenzie, enti pubblici di ricerca, anche prevedendo apposite intese tra le amministrazioni dello Stato. Il PNR è approvato previo parere delle competenti Commissioni parlamentari; c alla stesura di un «programma obbligatorio» di finanziamento della ricerca libera (o curiosity-driven ) il cui ammontare in percentuale sul finanziamento totale per il settore di ricerca e sviluppo è stabilito annualmente nel DEF al di sopra di un valore minimo di soglia fissato al 5 per cento della missione Ricerca e innovazione del bilancio dello Stato; d all'assegnazione delle direttive generali all'Agenzia nazionale della ricerca di cui all'articolo 2, intese alla concreta realizzazione degli obiettivi e degli interventi programmati, all'attuazione del PNR, e alla promozione e al coordinamento a tale scopo dell'attività della pubblica amministrazione e degli enti pubblici; e all'esame, ai sensi della legge 27 febbraio 1967, n. 48, degli stanziamenti per la ricerca delle amministrazioni pubbliche; f alla verifica e valutazione annuale del raggiungimento degli obiettivi del PNR. 4 Le regioni, con il concorso degli enti locali territoriali, determinano propri obiettivi programmatici in tema di ricerca e sviluppo in riferimento ai programmi regionali e in armonia con gli obiettivi programmatici del PNR. 5 Sono chiamati a partecipare alle riunioni del CIPR altri Ministri quando sono trattate questioni riguardanti i settori di rispettiva competenza. Sono altresì chiamati i presidenti delle giunte regionali e i presidenti delle province autonome di Trento e di Bolzano quando sono trattati problemi che interessano i rispettivi enti. Partecipa alle riunioni del CIPR, con funzioni di segretario, un Ministro o un sottosegretario di Stato, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Alle sedute del CIPR possono essere invitati ad intervenire il presidente della conferenza dei rettori e il presidente della conferenza dei presidenti degli enti pubblici di ricerca. 6 Per l'esame dei problemi specifici il comitato può costituire nel suo seno sottocomitati.