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Coglie l'occasione per ribadire l'importanza di aprire un dibattito serio sulla concessione della cittadinanza, introducendo dei limiti al fine di evitare che il nostro Paese - attraverso politiche troppo lassiste sulla concessione della cittadinanza - finisca come la Francia o la Germania: tutti luoghi dove il fallimento delle politiche integrazioniste ha comportato scontri sociali violenti tra varie frange di giovani immigrati di seconda generazione, cresciuti all'ombra di valori che nulla hanno a che fare con i valori tipici della società occidentale. La senatrice ROSSOMANDO ( PD ) individua venature ideologiche negli interventi dei colleghi che l'hanno preceduta, assai più che nel testo proposto dal Governo: questo riconosce l'importanza di distinguere la prevenzione dalla protezione. Essendo necessario partire dall'analisi dei dati, si rileva facilmente che la mancata predisposizione delle misure cautelari, a salvaguardia degli ordini dati dal giudice, è causa dell'eccessivo numero di femminicidi. Ricorda come l'adozione di misure di controllo preventivo, quali il divieto di avvicinamento collegato all'uso del braccialetto elettronico, possano statisticamente diminuire la probabilità di realizzazione di eventi nefasti. Varie e diverse sono le ragioni in base alla quale risulterebbe un numero elevato di provvedimenti di archiviazione: sono giustificati dalla difficoltà del raggiungimento della prova in una tipologia di procedimento, particolarmente delicato come quello che scaturisce da una denuncia di violenza di una donna nei confronti del coniuge o del compagno. Si dice infine favorevole all'utilizzazione di misure cautelari alternative al carcere ed a misure di sostegno e di recupero psicologico per gli uomini violenti. Chiusa la discussione generale, la correlatrice UNTERBERGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) replica agli intervenuti denunciando come - nonostante l'adozione del "codice rosso" - si sia ancora in presenza di una vera e propria piaga sociale, di un'emergenza di ordine pubblico dovuta all'ingente numero di femminicidi. Il nostro sistema penale - lungi dal porre rimedio ovvero offrire una pronta risposta dissuasiva - è caratterizzato da un eccessivo formalismo e da un garantismo esasperato, che finisce con l'assicurare l'impunità. Questo si riverbera sulle statistiche producendo l'effetto di un numero elevato di procedimenti di archiviazione: ricorda come spesso sia difficile il raggiungimento della prova della colpevolezza dell'imputato, in procedimenti che vanno ad indagare la sfera più intima della vita di una donna; i provvedimenti di proscioglimento che si leggono nelle statistiche possono, quindi, essere la conseguenza di fattori eterogenei e non sempre riconducibili ad una piena non colpevolezza dell'accusato. Condivide nel merito il provvedimento del Governo, che dovrebbe subito essere assunto a testo base; invita i colleghi ad apportare ulteriori miglioramenti al testo con l'attività emendativa, fissando il prima possibile il relativo termine. Il correlatore CUCCA ( IV-PSI ) interviene ricordando come - nella quasi totalità dei casi - il fenomeno della violenza familiare riguardi vittime femminili, seppur non sia negabile l'esistenza di un numero minimale di ipotesi in cui ad essere maltrattati siano gli uomini; non condivide le critiche della correlatrice in merito al processo penale italiano, che dovrebbe necessariamente essere ispirato ai principi del giusto processo. Essendo contrario all'adozione di misure custodiali, condivide nel complesso il disegno di legge governativo, anche se si riserva di esercitare un ruolo migliorativo esaminando le proposte dei colleghi in fase emendativa. La sottosegretaria MACINA rinuncia alla replica sostenendo di aver già risposto alla richiesta di dati avanzata nella precedente seduta dal senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ), che invece dichiara che la rappresentante del Governo non ha offerto alcun chiarimento in merito all'utilizzazione dei braccialetti elettronici: informazioni più dettagliate occorrerebbero in merito alla questione delle relative disponibilità per coloro che sono costretti a scontare la misura cautelare in carcere - invece che fuori dalla struttura carceraria - a causa della mancanza dei braccialetti elettronici. Il PRESIDENTE chiede ai Gruppi se vi siano osservazioni alla proposta dei correlatori di adottare a testo base, per la successiva fase emendativa, il disegno di legge n. 2530. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) interviene osservando, in contrario avviso rispetto ai correlatori, che dovrebbe essere valutata la possibilità di assumere a base anche i testi proposti dalle senatrici Conzatti e Lunesu: invita, pertanto, i relatori ad un supplemento di riflessione prima di decidere quale testo proporre, perché in caso contrario la Presidenza dovrebbe procedere indicendo formale votazione. Il senatore MIRABELLI ( PD ) si dice favorevole ad un rinvio che consenta ai Gruppi e ai Correlatori di meglio valutare la questione. Il correlatore Cucca accoglie il suggerimento e pertanto chiede un rinvio di 24 ore. Il PRESIDENTE , preso atto dell'orientamento dei Gruppi, rinvia il seguito della discussione congiunta, per cogliere l'occasione offerta dell'imminente seduta dell'Ufficio di Presidenza integrato in sede di programmazione dei lavori. IN SEDE REFERENTE 1438 e conn. - Magistratura onoraria DDL 1438 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria DDL 1516 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, recante riforma organica della magistratura onoraria ed altre disposizioni sui giudici di pace, nonché disciplina transitoria relativa ai magistrati onorari in servizio e introduzione delle tutele previdenziali DDL 1555 Modifiche alla legge 28 aprile 2016, n. 57 e al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di tutele dei magistrati onorari ed efficienza degli uffici giudiziari del giudice di pace e del tribunale DDL 1582 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di riforma della magistratura onoraria e attuazione del principio di ragionevole durata del processo DDL 1714 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 21 giugno. Il PRESIDENTE chiede al Governo se e quando intenda offrire il necessario supporto ai Correlatori nell'elaborazione di un nuovo testo unificato, da sottoporre alla Commissione come base per l'attività emendativa. La sottosegretaria MACINA ribadisce che - ferma restando la sua piena disponibilità a ricevere i Correlatori in qualunque momento - il Dicastero è tutto proiettato nell'esercizio delle deleghe processuali civili e penali. Non prevede pertanto di dare una risposta prima della pausa estiva. Prende atto la Commissione. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.