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c) provvedono alla somministrazione di una corretta formazione al personale sanitario e socio-sanitario di settore, alle partorienti e alle loro famiglie circa i benefici derivanti dal parto fisiologico, dalla raccolta e dalla conservazione del sangue di cordone ombelicale e dalla possibilità di cure attraverso il trapianto di cellule staminali emopoietiche e mesenchimali. Art. 3. (Parto fisiologico e modalità assistenziali) 1. Per favorire la partecipazione attiva della donna al parto, nei luoghi di cui all'articolo 5, compatibilmente con le indicazioni mediche, deve essere evitata l'imposizione di procedure e di tecniche non rispondenti alla volontà della partoriente. 2. Le modalità assistenziali garantiscono: a) il pieno rispetto delle esigenze biologiche e fisiologiche della donna e del nascituro; b) il rispetto dei ritmi fisiologici del travaglio e l'eliminazione di ogni pratica non supportata da precise indicazioni cliniche, per ognuna delle quali deve essere fornita una corretta informazione in grado di consentire la formazione di decisioni consapevoli da parte della donna in stato di gravidanza; c) la promozione e la diffusione di metodi e tecniche naturali e farmacologiche per la gestione del dolore durante il travaglio, il parto e dopo il parto; d) un ambiente confortevole per il puerperio nel rispetto dell'intimità della donna e del neonato; e) la promozione dell'allattamento al seno immediatamente dopo la nascita e nei primi mesi di vita del bambino; f) la formazione delle tecniche di rianimazione cardio-polmonare neonatale; g) la valorizzazione e la sensibilizzazione circa l'importanza delle cellule staminali emopoietiche e mesenchimali provenienti dal sangue di cordone ombelicale, le formule di raccolta del sangue di cordone ombelicale e il suo utilizzo. Art. 4. (Formazione del personale sanitario, socio-sanitario, della partoriente e della famiglia della partoriente) 1. Al fine di consentire lo sviluppo professionale del personale sanitario e socio-sanitario e il perseguimento delle finalità che la presente legge individua, le aziende sanitarie locali e le strutture private accreditate presso il Servizio sanitario nazionale dotate di un punto nascita, nell'ambito delle proprie risorse umane e finanziarie, organizzano ed erogano corsi di formazione e di aggiornamento, nelle modalità e nei tempi che ritengono più opportuni, ai quali il personale sanitario e socio-sanitario di settore è tenuto a partecipare. 2. Le aziende sanitarie locali e le strutture private accreditate presso il Servizio sanitario nazionale dotate di un punto nascita, nell'ambito delle proprie risorse umane e finanziarie, organizzano ed erogano corsi di accompagnamento alla nascita e di assistenza al puerperio, nei modi e nei tempi che ritengono più opportuni, rivolti alla partoriente e alla coppia. 3. I corsi di cui al comma 1 e al comma 2 devono comunque prevedere: a) ogni nuova pratica assistenziale riferibile alla gravidanza; b) ogni nuova pratica riferibile al parto fisiologico; c) ogni nuova pratica riferibile al puerperio e all'allattamento al seno; d) ogni attività professionale clinica, terapeutica e di tecnologia medica, eseguita dall'esercente la professione medica debitamente abilitato, allo scopo di promuovere la salute, prevenire le malattie, effettuare diagnosi e prescrivere cure terapeutiche o riabilitative riferibili al parto fisiologico. 4. In caso di trasferimento del personale sanitario e socio-sanitario di settore presso una struttura sanitaria pubblica o privata accreditata presso il Servizio sanitario nazionale dotata di un punto nascita, quest'ultima è tenuta a valutare la necessità di implementare la formazione specifica del personale sanitario e socio-sanitario di settore trasferito. Art. 5. ( Luoghi per il parto fisiologico) 1. Al fine di rendere non traumatici il travaglio e il parto fisiologico, garantendone la totale sicurezza e riservatezza, il parto fisiologico deve svolgersi in: a) strutture sanitarie pubbliche o private accreditate presso il Servizio sanitario nazionale dotate di un punto nascita; b) case di maternità; c) abitazioni private. 2. Le regioni, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, definiscono le modalità di coordinamento e collaborazione fra le aziende sanitarie locali e le strutture di cui al comma 1, lettere b) e c) , affinché sia assicurata la tempestiva ospedalizzazione in caso di eventi patologici sopravvenuti. 3. A ogni nato nell'ambito delle strutture di cui al comma 1 deve essere assicurata l'assistenza da parte di personale sanitario e socio-sanitario con competenze specifiche, nonché la conformità dell'assistenza medesima ai requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici stabiliti dai progetti obiettivo in materia materno-infantile individuati dal Piano sanitario nazionale ai sensi dell'articolo 1, comma 11, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e nel rispetto delle disposizioni di cui alla presente legge. Art. 6. (Assistenza gravidanze a rischio) 1. Per una tempestiva e adeguata assistenza in caso di gravidanze, parti e condizioni neonatali a rischio, nei luoghi di cui all'articolo 5, comma 1, lettere a) e b) , sono previsti posti letti di terapia intensiva neonatale. L'assistenza di cui al primo periodo deve essere prestata da personale sanitario e socio-sanitario con competenze specifiche. 2. Nei casi di cui al comma 1, è assicurato il servizio di trasporto d'emergenza, con l'impiego di un'unità mobile attrezzata per le cure intensive da prestare in corso di trasferimento. Art. 7. (Attività di monitoraggio) 1. Le aziende sanitarie locali e le strutture private accreditate presso il Servizio sanitario nazionale dotate di un punto nascita effettuano attività di monitoraggio annuale dei dati statistici concernenti le diverse modalità di parto verificatesi nelle proprie strutture, nonché circa le ipotesi di gravidanza a rischio. 2. Le regioni, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, definiscono gli strumenti e le modalità di raccolta dei dati, le tipologie degli stessi, anche ulteriori rispetto a quelli previsti dal comma 1. Art. 8. (Relazione annuale del Ministro della salute) 1. Il Ministro della salute presenta alle Camere una relazione annuale sullo stato di attuazione della presente legge. Art. 9. (Disposizioni finanziarie) 1. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione della presente legge nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 10. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .