[pronunce]

- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, in data 22 maggio 2012, ha notificato la dichiarazione di rinuncia parziale al ricorso n. 31 del 2012, depositata il 29 maggio 2012, previa delibera del Consiglio dei ministri dell'11 maggio 2012. 21.1. - Tra le varie disposizioni impugnate è stato censurato l'art. 2, comma 15, che ha inserito l'art. 36-bis nella legge prov. Bolzano n. 14 del 1987, il quale prevede l'istituzione da parte dell'associazione dei cacciatori di un fondo di garanzia da utilizzare per indennizzare ogni danno arrecato alle colture agricole e forestali dalla fauna selvatica cacciabile. In particolare nell'articolo citato è disposto che il fondo venga alimentato da un «contributo finanziario annuale o d'ospite nella misura compresa fra il cinque ed il dieci per cento della tassa di concessione annuale per la licenza di porto di fucile per uso caccia». 21.2. - Rileva l'Avvocatura dello Stato che così disponendo, il legislatore provinciale si poneva in contrasto con le disposizioni che sospendono il potere delle Regioni e degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni delle aliquote dei tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato. Tali disposizioni, contenute inizialmente nell'art. 1, comma 7, del decreto-legge n. 93 del 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 126 del 2008, abrogato dall'art. 13, comma 14, lettera a), del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 214 del 2011, sono state nei fatti riproposte nell'art. 77-bis, comma 30, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito dalla legge n. 133 del 2008, nonché successivamente reiterate con l'art. 1, comma 123, della legge n. 220 del 2010. 21.3. - L'Ufficio legislativo-finanze del Ministero dell'economia, con nota del 7 marzo 2012, ha fatto presente che, per effetto dell'entrata in vigore dell'art. 4, comma 4, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento), ai sensi del quale sono abrogati l'art. 77-bis, comma 30, e l'art. 77-ter, comma 19, del decreto-legge n. 112 del 2008, nonché l'art. 1, comma 123, della legge n. 220 del 2010, le Regioni e gli enti locali possono, ad oggi, deliberare l'aumento di tributi, con salvezza dei provvedimenti nomativi in tal senso, emanati prima dell'approvazione del decreto-legge n. 16 del 2012. 22. - Per il suddetto motivo il Presidente del Consiglio dei ministri ha rinunciato parzialmente all'impugnazione della legge prov. Bolzano n. 14 del 2011, limitatamente all'art. 2, comma 15, della medesima. 23. - Con delibera della Giunta provinciale del 2 luglio 2012, n. 1024, depositata in cancelleria il 12 luglio 2012, la Provincia autonoma di Bolzano ha accettato la suddetta rinuncia parziale. 24. - Con memoria depositata in data 16 ottobre 2012 la resistente, in ordine alle questioni di legittimità costituzionale delle diposizioni dell'art. 2, commi 1, 2, 3, 5 e 11, della legge prov. Bolzano n. 14 del 2011, premette che la Provincia autonoma di Bolzano è titolare di una competenza legislativa primaria in materia di «caccia e pesca» e «parchi per la protezione della flora e della fauna» (art. 8, n. 15 e n. 16 dello statuto speciale), oltre alle correlate funzioni amministrative (art. 16 dello statuto speciale). In attuazione di tale competenza, la Provincia e lo Stato si sono accordati tramite il d.P.R. n. 279 del 1974 sulle relative modalità d'esercizio. Le disposizioni censurate si inserirebbero allora proprio in questo contesto normativo, in quanto, intervenendo a modifica della legge provinciale n. 14 del 1987, regolerebbero e specificherebbero nel dettaglio l'attività di abbattimento di determinate specie di animali ed i particolari contesti temporali e spaziali relativamente all'esercizio dell'attività di caccia nel territorio altoatesino e non sarebbero destinate a regolare, in via generale ed indistinta, la tutela di specie animali, indipendentemente dall'esercizio della caccia e dalla disciplina dei parchi naturali (sentenza n. 151 del 2011). Ne conseguirebbe, secondo la Provincia, la palese infondatezza della violazione della competenza legislativa statale in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema di cui all'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., in quanto le disposizioni impugnate non conterrebbero prescrizioni di carattere generale per la protezione dell'ambiente. 25. - Aggiunge la resistente che ai sensi dell'art. 10 della legge costituzionale. n. 3 del 2001 le disposizioni del titolo V della parte seconda della Costituzione si applicano alla Provincia autonoma di Bolzano soltanto ove contengano «forme più ampie di autonomia rispetto a quelle già attribuite» (sentenze n. 226 del 2009, n. 314 del 2003 e n. 103 del 2003). 26. - Osserva la Provincia che la doglianza statale concernente il mancato rispetto da parte del legislatore provinciale, nell'esercizio della propria competenza legislativa primaria, delle disposizioni della legge n. 157 del 1992, in quanto norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica, in forza del combinato disposto degli artt. 8, primo comma e 4 dello statuto, sarebbe innanzitutto manifestamente inammissibile, in quanto la deliberazione del Consiglio dei ministri del 3 febbraio 2012 di autorizzazione a stare in giudizio non conterrebbe alcuna argomentazione relativa ad una presunta violazione di tale limite, richiamando solamente il rispetto degli standards minimi ed uniformi di tutela posti in essere dalla legislazione nazionale ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., oltre che il rispetto della normativa comunitaria di riferimento (direttive 79/409/CEE, 92/43/CEE, 88/22/CEE;