[massime]

Elezioni - Elettorato attivo - Elettori residenti stabilmente all’estero - Esercizio del voto per corrispondenza - Disciplina legislativa e regolamentare - Conflitto di attribuzione su ricorso di promotori di 'referendum' abrogativo, nei confronti del parlamento, del governo e della commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi - Prospettato cattivo uso del potere normativo esercitato, con violazione del principio di segretezza del voto - Delibazione preliminare sull’ammissibilità - Insussistenza dei requisiti prescritti - Inammissibilità del ricorso - Assorbimento dell’istanza di sospensiva.. E’ inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, promosso da alcuni promotori e presentatori della richiesta di ‘referendum’ popolare indetto per il 15 giugno 2003, per l’abrogazione della servitù coattiva di elettrodotto, in relazione alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, al d.P.R. 2 aprile 2003, n. 104 ed alla deliberazione della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi approvata il 16 aprile 2003. La Corte, infatti, si è già pronunciata in modo analogo con ordinanza n. 195 del 2003, a causa di “molteplici motivi di inammissibilità” relativamente al requisito oggettivo, prescindendo, peraltro, dai requisiti soggettivi in relazione alla legittimazione di due soli presentatori e promotori del ‘referendum’ popolare a rappresentare il comitato promotori. Non sussistono, pertanto, ragioni che possano condurre ad un mutamento della precedente decisione. Resta assorbita la richiesta sospensione degli atti oggetto del conflitto. - Precedente specifico: ordinanza n. 195/2003.