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Il rischio di dispersione scolastica per circa 34.000 studenti è altissimo. Partivamo nel 2009 con una dispersione scolastica a livello nazionale del 20 per cento, che abbiamo recuperato nel 2018, raggiungendo il 14 per cento. Sappiamo benissimo però di non avere un'equa distribuzione di questi dati sul territorio nazionale e che il Sud è altamente danneggiato da ciò, anche perché la DAD non è possibile ovunque, in quanto penalizzata dalla mancanza di collegamento alla rete in moltissime parti del territorio nazionale e dal fatto che, moltissime famiglie non hanno possibilità di sostenere gli abbonamenti. Bisogna inoltre tener conto del fatto che molto lavoro viene svolto in casa. Occorre prendersi cura ed investire su tutto questo. Leggo però che nel cosiddetto quinto decreto-legge ristori, che adesso si chiamerà sostegno, con un'eco alla scuola, si richiedono almeno 4,5 miliardi di euro per le piste da sci e si investiranno solo 800 milioni per il trasporto locale, anche se sappiamo che è a causa della carenza del trasporto pubblico locale che le scuole non possono assicurare la sicurezza sanitaria. Decidere quindi su cosa investire è fondamentale per sapere che tipo di futuro vogliamo avere. Mi auguro pertanto che il Governo, cui pur non ho dato la fiducia, mi sappia sorprendere in tal senso. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, le misure contenute nel decreto-legge che oggi andiamo ad approvare recano ulteriori provvedimenti in materia di contenimento e di prevenzione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. La ratio che guida ancora una volta i provvedimenti e i contenuti deriva sempre dalla necessità di arginare il più possibile la diffusione del virus e la risalita dell'indice dei contagi. Il messaggio chiaro e deciso trasmesso, che deve arrivare ai cittadini, coinvolgendoli in modo attivo in un'adesione convinta e partecipata alle misure adottate, risulta essere sempre quello di rimarcare l'importanza fondamentale dei corretti comportamenti da tenere da parte di tutti, la necessità comunque di sacrifici e di limitazioni, la priorità di preservare in tutti i modi possibili la salute individuale e della collettività, considerandola bene inalienabile, a prescindere dalle complesse problematiche e dalle profonde ripercussioni che ciò comporterà sugli equilibri sociali e sulle attività economiche e commerciali. Casomai occorre considerare che la maggiore difficoltà, come in tutte le cose, è riuscire a ottenere il giusto equilibrio tra la prevenzione sanitaria e la tutela della salute, da un lato, e, dall'altro, la necessità di mantenere e riprendere attività e strutture che sono in grossa sofferenza economica e la decisione di riaprire i musei, i teatri, i cinema e le stesse scuole, aperte o chiuse in maniera disomogenea su tutto il territorio nazionale, in virtù dei provvedimenti attuati dai governatori. Tutte queste ultime strutture rappresentano non solo punti di aggregazione sociale, ma spazi in cui avvengono momenti importanti della crescita culturale globale di una collettività. Tutto ciò si dovrà realizzare, ovviamente, nel rispetto delle norme di sicurezza e del distanziamento sociale. Il rapido diffondersi delle varianti del virus su tutto il territorio nazionale non deve e non può essere assolutamente sottovalutato da nessuno. Le diverse varianti, come ormai dimostrato, hanno una maggiore e più alta contagiosità e capacità di diffusione, coinvolgendo rapidamente e progressivamente in particolare le persone più suscettibili della nostra comunità. Non è con la paura e le fobie o, al contrario, con l'incurante ostentazione di sicurezza, né con le parole inutili, che si fa il bene di tutti, ma con i fatti concreti e con i comportamenti responsabili, anche stigmatizzando atteggiamenti inaccettabili e denunciando con forza tutti gli eccessi e gli abusi che cittadini poco responsabili compiono, incuranti dei tanti sacrifici, non solo economici, e delle innumerevoli privazioni, anche affettive, che la stragrande maggioranza della comunità, in maniera responsabile, attua ogni giorno e costantemente. La strada maestra per combattere la pandemia, capace di portarci finalmente a vedere la luce in fondo al tunnel , è stata già tracciata dal Governo precedente, pur tra le tante difficoltà e alcune criticità legate alla lentezza della macchina burocratica, a una struttura organizzativa farraginosa e agli interventi decisi, spesso in controtendenza, e attuati dai diversi governatori regionali, a volte non in sintonia con le direttive governative, cosa questa, peraltro, che ovviamente è consentita dal Titolo V della nostra Costituzione. Fondamentale sarà un migliore coordinamento con le strutture regionali e territoriali: solo una maggiore armonizzazione e un miglior collegamento di tutti gli organismi coinvolti nei processi decisionali permetteranno di ottenere risultati via via più concreti, in tempi più rapidi e sempre più efficaci, nella lotta al coronavirus, che consentiranno di non vanificare gli sforzi e i sacrifici di tanti. Finora abbiamo dovuto rincorrere il virus; ora, grazie alla potente arma del vaccino, che la scienza e la ricerca, con grande sforzo, impegno e competenze, sono riuscite a realizzare, mettendola a disposizione della comunità internazionale, si è riusciti a realizzare un punto fermo ed efficace, capace finalmente di capovolgere i ruoli e di contrastare l'impatto e la violenza del virus sullo stato di salute di tutti noi, soprattutto delle persone più fragili e deboli. Occorre ora fare presto e bene, proseguire e implementare in maniera decisiva la campagna vaccinale, accelerare in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale la distribuzione delle dosi vaccinali, razionalizzando la struttura organizzativa e l'utilizzo degli operatori sanitari, permettendo così di raggiungere fasce sempre più ampie della popolazione, nel rispetto delle priorità e delle necessità stabilite. Si tratta della più grande e impegnativa campagna di prevenzione sanitaria mai attuata, non solo nel nostro Paese, ma nel mondo. Più rapida, massiccia e inglobante sarà l'immunizzazione di massa, minore possibilità si darà al virus di mutare e di far sentire i suoi effetti. Mentre sempre più persone si vaccineranno, riuscendo a raggiungere in tal modo percentuali di vaccinati tali da permettere di garantire l'immunità di gregge, è indispensabile per ora ridurre il più possibile la circolazione e la diffusione del virus. Per ottenere ciò, come sappiamo, occorrono l'adesione e la partecipazione di tutti alle misure previste, alle raccomandazioni di protezione individuale e, purtroppo, anche a chiusure temporanee o a un uso contingentato di spazi, strutture e attività che possono facilitare, in modo involontario, ma scientificamente dimostrato, assembramenti o comportamenti che favoriscono la circolazione del virus e la possibilità di contagio. Il ricordo del dolore profondo che ha colpito tutti noi, segnando in maniera indelebile migliaia di famiglie nei sentimenti più intimi per la perdita dei loro cari, e la vita, il fisico e l'animo dei tanti cittadini italiani che hanno subito direttamente il virus dev'essere un monito continuo a non abbassare la guardia e ad andare avanti, pur nelle difficoltà, nelle rinunce e nei sacrifici, con tanta forza d'animo e spirito di coesione.