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-- Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio il quale, nell'esercizio delle funzioni o del servizio, istiga altro pubblico ufficiale o altro incaricato di un pubblico servizio a commettere il delitto di tortura, se l'istigazione non è accolta ovvero se l'istigazione è accolta ma il delitto non è commesso, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni ». Art. 2. Art. 2. Art. 2. (Modifica all'articolo 191 del codice di procedura penale) (Modifica all'articolo 191 del codice di procedura penale) (Modifica all'articolo 191 del codice di procedura penale) 1. All'articolo 191 del codice di procedura penale, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: Identico Identico « 2- bis. Le dichiarazioni o le informazioni ottenute mediante il delitto di tortura non sono comunque utilizzabili, salvo che contro le persone accusate di tale delitto e al solo fine di provarne la responsabilità penale». Art. 3. Soppresso (Modifica all'articolo 157 del codice penale) 1. Al sesto comma dell'articolo 157 del codice penale sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché per il reato di cui all'articolo 613- bis ». Art. 3. Art. 4. Art. 3. (Modifica all'articolo 19 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) (Modifica all'articolo 19 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) (Modifica all'articolo 19 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) 1. All'articolo 19 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1- bis. Non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi dei diritti umani». 1. Il comma 1 dell’ articolo 19 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, è sostituito dal seguente: « 1. In nessun caso può disporsi l'espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali o oggetto di tortura, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione o dalla tortura ovvero da violazioni sistematiche e gravi dei diritti umani». 1. All ’articolo 19 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1- bis . Non sono ammessi il respingimento o l’espulsione o l’estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell’esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani ». Art. 4. Art. 5. Art. 4. (Esclusione dall'immunità diplomatica. Estradizione nei casi di tortura) (Esclusione dell' immunità dalla giurisdizione . Estradizione nei casi di tortura) (Esclusione dall 'immunità diplomatica . Estradizione nei casi di tortura) 1. Non può essere riconosciuta l'immunità diplomatica ai cittadini stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati per il reato di tortura in altro Stato o da un tribunale internazionale. 1. Nel rispetto del diritto internazionale , non è riconosciuta l’immunità dalla giurisdizione agli stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati per il reato di tortura in altro Stato o da un tribunale internazionale. 1. Non può essere riconosciuta l’immunità diplomatica agli stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati per il reato di tortura in altro Stato o da un tribunale internazionale. 2. Nel rispetto del diritto interno e dei trattati internazionali, nei casi di cui al comma 1, il cittadino straniero è estradato verso lo Stato richiedente nel quale è in corso il procedimento penale o è stata pronunciata sentenza di condanna per il reato di tortura o, nel caso di procedimento davanti ad un tribunale internazionale, verso lo Stato individuato ai sensi della normativa internazionale vigente in materia. 2. Nel rispetto del diritto interno e dei trattati internazionali, nei casi di cui al comma 1, lo straniero è estradato verso lo Stato richiedente nel quale è in corso il procedimento penale o è stata pronunciata sentenza di condanna per il reato di tortura o, nel caso di procedimento davanti ad un tribunale internazionale, verso il tribunale stesso o lo Stato individuato ai sensi dello statuto del medesimo tribunale . 2. Identico. Art. 5. Art. 6. Art. 5. (Invarianza degli oneri) (Invarianza degli oneri) (Invarianza degli oneri) 1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. Identico Identico Art. 6. Art. 7. Art. 6. (Entrata in vigore) (Entrata in vigore) (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Identico Identico (*) Criteri grafici usati per i raffronti tra i testi: nel raffronto tra la colonna di sinistra e la colonna di centro, le parti soppresse o modificate sono in neretto ; nel raffronto tra la colonna di centro la colonna di destra, le parti soppresse o modificate sono sottolineate .