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Alcuni Comuni, come ad esempio il Comune di Genova, accetterebbero le DAT solo in presenza del fiduciario, a Bologna, invece, il fiduciario, anche se non presente, andrebbe indicato inderogabilmente all'atto di registrazione. Infine, a Milano le DAT andrebbero consegnate già controfirmate dal fiduciario; a ciò si aggiungono le difficoltà nel rapporto con i medici e il fatto che anche le Regioni che adottano modalità telematiche di gestione della cartella clinica o il fascicolo sanitario elettronico, o altre modalità informatiche di gestione dei dati del singolo iscritto al Servizio sanitario nazionale, non avrebbero provveduto all'inserimento delle DAT nelle banche dati ai sensi del comma 7 del citato articolo 4 in materia di registrazione; rilevato che: l'articolo 4, comma 6, dispone che «Le DAT devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata ovvero per scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l'ufficio dello stato civile del comune di residenza del disponente medesimo, che provvede all'annotazione in apposito registro, ove istituito, oppure presso le strutture sanitarie, qualora ricorrano i presupposti di cui al comma 7. Sono esenti dall'obbligo di registrazione, dall'imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto e tassa. Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, le DAT possono essere espresse attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. Con le medesime forme esse sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento. Nei casi in cui ragioni di emergenza e urgenza impedissero di procedere alla revoca delle DAT con le forme previste dai periodi precedenti, queste possono essere revocate con dichiarazione verbale raccolta o videoregistrata da un medico, con l'assistenza di due testimoni»; l'articolo 1, commi 418 e 419, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020", dispone che «È istituita presso il Ministero della salute una banca dati destinata alla registrazione delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) attraverso le quali ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un'eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Per l'attuazione del presente comma è autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2018. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali, sono stabilite le modalità di registrazione delle DAT presso la banca dati», si chiede di sapere: se il Ministro dell'interno non ritenga di intraprendere le opportune iniziative al fine di uniformare presso gli uffici dello stato civile di tutto il territorio nazionale la procedura di cui all'articolo 4, comma 6, della legge n. 219 del 2017; se il Ministro della salute non ritenga opportuno provvedere, con propri atti, a dare piena effettività alle disposizioni di cui alla legge n. 205 del 2017, provvedendo, inoltre, a stabilire le modalità di registrazione delle DAT nella banca dati istituita presso il proprio Ministero; se i Ministri in indirizzo non ritengano, altresì, di adoperarsi al fine di veicolare anche attraverso opportune e adeguate campagne informative le previsioni normative in materia di disposizioni anticipate di trattamento. Atto n. 3-00036 BOLDRINI Al Ministro della salute Atto n. 3-00037 FARAONE BINI BOLDRINI Al Ministro della salute Premesso che: secondo quanto riportato dal quotidiano "la Repubblica" del 21 giugno 2018, il sottosegretario di Stato per la salute, Armando Bartolazzi, dovrà rispondere ai responsabili amministrativi dell'azienda ospedaliero-universitaria "Sant'Andrea" di Roma in merito a un debito maturato nei confronti dell'azienda, pari a 101.784 euro; Bartolazzi è anatomopatologo e oncologo e svolge attività libero-professionale intramuraria nelle cliniche convenzionate con il Sant'Andrea; secondo "la Repubblica", la cifra di 101.784 euro corrisponderebbe all'importo di denaro incassato da Bartolazzi, tra gli anni 2007 e 2017, nello svolgimento della sua attività di medico intramoenia , importo che avrebbe dovuto essere trasferito all'azienda ospedaliera; i medici che svolgono la loro attività intramoenia devono dare il denaro ricevuto come corrispettivo delle prestazioni libero-professionali intramurarie all'azienda sanitaria, che, dopo aver trattenuto quanto stabilito (come il necessario per il pagamento dell'Irap) versa il rimanente, pari circa all'80 per cento del totale, nella busta paga del medico; secondo l'azienda sanitaria, che in questi mesi ha controllato l'attività privata di tutti i medici, Bartolazzi sarebbe tra i primi 10 posti in un elenco di 130 medici debitori nei confronti del Sant'Andrea; Bartolazzi si difenderebbe da queste accuse affermando che si tratterebbe di un errore dovuto probabilmente al fatto che molti pazienti si avvalgono di assicurazioni che pagano direttamente la clinica e che "È verosimile che i soldi di qualcuna possano mancare ma faccio il patologo, non il commercialista. E comunque è più quello che devo avere, visti i tempi che si perdono nel passaggio tra assicurazioni, cliniche e ospedale, di quello che devo dare. (...) Anzi, sono io che devo avere dei soldi e per questo ho pure incaricato un avvocato"; premesso inoltre che: il Ministro in indirizzo con una circolare del 14 giugno 2018, avente ad oggetto l'aggiornamento del piano nazionale di governo delle liste di attesa e la richiesta di elementi informativi, ha chiesto, agli Assessorati per la sanità delle Regioni e delle Province autonome, quali siano state, con riferimento all'annualità 2017, le modalità e i criteri individuati dai piani aziendali "per la determinazione dei volumi di attività istituzionale e dei volumi di attività libero-professionale intramuraria, con riferimento alle singole unità operative, al fine di garantire, da un lato, il rispetto dei tempi massimi di attesa e, dall'altro, il principio della libera scelta del cittadino"; mentre il Ministro si propone di realizzare un controllo puntuale del corretto svolgimento della libera professione da parte dei medici, il sottosegretario Bartolazzi cercherebbe giustificazioni per non pagare i debiti contestatigli dall'azienda sanitaria Sant'Andrea, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti esposti; quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di fare chiarezza su una vicenda, a giudizio degli interroganti a dir poco imbarazzante, per chi ricopre l'incarico di sottosegretario, nel rispetto del prestigio del Ministero e di chi lo rappresenta.