[ddlpres]

a restituzione ai titolari di assegno pensionistico superiore a tre volte il trattamento minimo INPS sul quale ha operato il blocco della perequazione disposto dall'articolo 24, commi 25 e 25- bis , del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, di una somma una tantum , esclusa dall'imponibile fiscale, in cinque rate annuali di identico importo, da corrispondere entro il mese di dicembre di ogni anno a decorrere dell'anno 2021, come di seguito determinata: 1 euro 2.000 netti per i titolari di assegno pensionistico compreso tra tre e quattro volte il trattamento minimo; 2 euro 2.500 netti per i titolari di assegno pensionistico compreso tra quattro e cinque volte il trattamento minimo; 3 euro 3.000 netti per i titolari di assegno pensionistico compreso tra cinque e sei volte il trattamento minimo; 4 euro 4.000 netti per titolari di assegno pensionistico compreso tra sei e nove volte il trattamento minimo; 5 euro 5.000 netti per titolari di assegno pensionistico superiore a nove volte il trattamento minimo; b previsione, ai fini della corresponsione delle somme di cui alla lettera a) a soggetti di età superiore ai settantanove anni: 1 per coloro i quali hanno compiuto l'ottantesimo anno di età alla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, che la corresponsione degli importi dovuti sia effettuata in due rate annuali di identico importo, da corrispondere nel mese di dicembre dell'anno 2021 e nel mese di dicembre dell'anno 2022; 2 per coloro i quali hanno compiuto l'ottantacinquesimo anno di età alla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, che la corresponsione degli importi dovuti sia effettuata in un'unica soluzione nel mese di dicembre 2021; c previsione, per chi abbia iniziato a percepire la pensione successivamente al 1° gennaio 2013, che le somme di cui alla lettera a) siano ridotte proporzionalmente tenendo conto del minor pregiudizio subito per effetto del blocco della perequazione; d ricalcolo degli assegni pensionistici spettanti a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1 nel rispetto dei princìpi affermati dalle sentenze della Corte costituzionale che, anche per le pensioni più elevate, non ammettono un blocco perequativo eccessivamente prolungato, con applicazione: 1 degli indici di rivalutazione automatica ai sensi dell'articolo 34 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e dell'articolo 69 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, per gli anni 2012 e 2013; 2 degli indici di rivalutazione automatica ai sensi dell'articolo 34 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, dell'articolo 69 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e dell'articolo 1, comma 483, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, per gli anni dal 2014 al 2018; 3 degli indici di rivalutazione automatica ai sensi dell'articolo 34 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e dell'articolo 69 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, per gli anni 2019 e successivi; e abrogazione esplicita dell'articolo 1, comma 260, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e delle altre norme incompatibili con le previsioni della presente legge. 2 1 Lo schema del decreto legislativo di cui all'articolo 1, comma 1, è trasmesso al Consiglio di Stato per il parere, che è reso nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione dello schema, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema del decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di quaranta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Se il termine previsto per il parere cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 dell'articolo 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. 2 Con uno o più decreti legislativi da adottare entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui all'articolo 1 possono essere adottate disposizioni correttive e integrative di quest'ultimo, nel rispetto dei princìpi e dei criteri direttivi e delle procedure stabiliti dalla presente legge.