[ddlpres]

Invece il monitoraggio della spesa farmaceutica territoriale si realizza sulla base della spesa per medicinali erogati secondo la disciplina convenzionale, registrata nell'ambito delle Distinte contabili riepilogative (DCR), acquisite dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) e trasmesse periodicamente all’AIFA, a cui si aggiunge la spesa per medicinali erogati in distribuzione diretta e per conto, comunicata dalle regioni al Ministero della salute, ai sensi del citato decreto ministeriale 31 luglio 2007. Tuttavia, con riferimento agli anni 2013 e 2014 non è stato possibile definire i predetti ripiani, per effetto dell'annullamento, da parte del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, delle determinazioni AIFA del 30 ottobre 2014, nonché dell'intero procedimento finalizzato al ripiano della spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera per l'anno 2013. Conseguentemente, le aziende farmaceutiche non hanno provveduto a ripianare integralmente lo sfondamento del tetto nazionale della spesa farmaceutica territoriale e del tetto nazionale della spesa farmaceutica ospedaliera accertato dall'AIFA per l'anno citato. Per quanto riguarda l'anno 2014, l'AIFA ha sospeso il relativo procedimento e, quindi, non ha ancora provveduto a richiedere il ripiano dello sfondamento accertato del tetto nazionale della spesa farmaceutica ospedaliera, in quanto dall'annullamento dei provvedimenti del 30 ottobre 2014 è derivata anche l'illegittimità degli eventuali provvedimenti conseguenziali di ripiano adottati sulla base degli stessi criteri già giudicati illegittimi dal Tribunale amministrativo regionale per il Lazio. A ciò aggiungasi che le aziende farmaceutiche, con separati ricorsi, hanno impugnato anche l'attribuzione dei budget provvisori e definitivi della spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera per l'anno 2014, che costituiscono atti presupposti della manovra di ripiano. È importante precisare che la citata sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha accolto i ricorsi delle aziende farmaceutiche, i cui motivi attenevano, in sintesi, alla ritenuta erroneità dei dati utilizzati per l'assegnazione delle quote di ripiano e al mancato rispetto dei principi di trasparenza e partecipazione procedimentale, in quanto le aziende medesime non sarebbero state messe nella condizione di verificare l'esattezza dei dati. L'esigenza di recuperare le somme derivanti dallo sfondamento del tetto di spesa farmaceutica per gli anni citati, comporta, dunque, la necessità di ripetere le procedure di ripiano, peraltro, già avviate. Tuttavia la loro conclusione implica tempi incompatibili con la necessità di garantire che le regioni possano iscrivere già nei bilanci 2015 le somme a titolo di ripiano per gli anni 2013 e 2014. Tale urgenza appare ancora più stringente, ove si consideri che, in mancanza di tale iscrizione, la situazione contabile e finanziaria di talune regioni sarebbe tale da farle entrare in piano di rientro dal disavanzo sanitario. Pertanto la norma proposta, nelle more della conclusione da parte dell'AIFA delle procedure di ripiano dell'eventuale sfondamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera per gli anni 2013 e 2014, per garantire in ogni caso gli equilibri di finanza pubblica, prevede, al comma 1, una procedura finalizzata a consentire alle regioni di iscrivere nei bilanci 2015 il 90 per cento delle somme riportate nella tabella di cui all'allegato A al presente decreto, al netto degli importi eventualmente già contabilizzati, a titolo di ripiano per ciascuno degli anni 2013 e 2014. Tali somme si basano sul monitoraggio della spesa farmaceutica per gli anni 2013-2014, approvato dal Consiglio di amministrazione dell’AIFA, rispettivamente nelle sedute del 24 giugno 2014 e 30 aprile 2015, calcolate sulla base della procedura prevista dalla normativa vigente. Si precisa, inoltre, che in base al suddetto monitoraggio è emerso che per l'anno 2014, la spesa farmaceutica territoriale si è chiusa al di sotto del tetto dell'11,35 per cento, quindi, non è stato registrato lo sfondamento. La previsione dell'iscrizione in bilancio di tali somme nella misura del 90 per cento e non per intero è motivata da ragioni di carattere prudenziale. Il comma 2 disciplina le modalità di conguaglio delle somme iscritte a seguito dell'adozione, da parte dell'AIFA, delle determinazioni conclusive delle predette procedure di ripiano dell'eventuale sfondamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale e del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera per gli anni 2013 e 2014; in tal caso le regioni procedono alle relative regolazioni contabili ai sensi di quanto disposto dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Sulla base di quanto sopra rappresentato, la disposizione consente la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica già previsti per il settore sanitario a legislazione vigente con riferimento agli anni 2013 e 2014. Articolo 3. La disposizione mira ad estendere il campo di applicazione delle misure straordinarie di gestione, sostegno e monitoraggio di imprese nell'ambito della prevenzione della corruzione stabilite dal decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114. Tali misure trovano attualmente applicabilità per le imprese che operano in rapporto con stazioni appaltanti attraverso i contratti di appalto di cui al codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Con la modifica di cui al presente decreto l'applicazione viene estesa anche alle imprese che erogano prestazioni sanitarie per conto del Servizio sanitario nazionale in ragione degli accordi contrattuali di cui all'articolo 8- quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, che le regioni o le loro aziende sanitarie possono stipulare con le imprese accreditate ai sensi dell'articolo 8- quater del citato decreto legislativo. In tali casi si prevede, inoltre, che, ove sussistano le condizioni per disporre la gestione straordinaria e temporanea dell'impresa, ai sensi dell'articolo 32, comma 1, lettera b) , del citato decreto-legge n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114 del 2014, alla nomina degli amministratori straordinari si provveda con decreto del prefetto, di intesa con il Ministro della salute, e si precisa, altresì, che la nomina debba essere conferita a soggetti in possesso di qualificate e comprovate professionalità ed esperienza di gestione sanitaria. Ciò, in ragione della peculiarietà e delicatezza che caratterizzano il settore sanitario, che implicano la necessità, da un lato, di assicurare che la scelta degli amministratori straordinari avvenga tenendo conto del quadro programmatorio sanitario nazionale e regionale, con particolare riguardo all'esigenza di garantire l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza e, dall'altro, di garantire che gli amministratori stessi siano dotati di comprovate competenze gestionali in ambito sanitario.