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Si evidenzia che un'analoga norma è stata inserita, per il sisma Abruzzo 2009, all'articolo 1, comma 773, della legge n. 197 del2022, recante « Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio triennale pluriennale per il triennio 2023-2025 ». La deroga si rende altresì necessaria per consentire il rinnovo dei contratti scaduti alla data del 31 dicembre 2022 e non prorogati in ragione dell'assenza di una specifica norma derogatoria alla proroga contrattuale. Essa è, inoltre, necessaria in ragione della riapertura, disposta dalle modifiche introdotte dal comma 761 dell'articolo 1 della legge n. 197 del 2022 (legge di bilancio 2023), delle procedure di riparto del fondo istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze per il concorso agli oneri derivanti dalle stabilizzazioni autorizzate dall'articolo 57, comma 3, del decreto-legge n. 104 del 2020. La riapertura dei termini per le comunicazioni da parte degli enti interessati delle unità di personale da assumere a tempo indeterminato deve necessariamente coincidere con la proroga dei contratti sottoscritti dai medesimi. Si evidenzia, al riguardo, che l'articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 prevede che le amministrazioni possono stabilizzare il personale precario in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni e fino al 31 dicembre 2023. L'articolo 4 riguarda il Fondo regionale di protezione civile. Tale Fondo è previsto dall'articolo 45 del codice di protezione civile, di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, al fine di contribuire al potenziamento del sistema regionale di protezione civile e concorrere agli interventi diretti a fronteggiare esigenze urgenti conseguenti agli eventi di cui all'articolo 7, comma 1, lettera b) , del medesimo decreto legislativo, corrispondenti alle emergenze che possono essere affrontate a livello regionale, senza la necessità della deliberazione dello stato di emergenza nazionale ai sensi dell'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo n. 1 del 2018. Il Fondo, anche a seguito dell'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 luglio 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 231 del 3 ottobre 2022, recante « Criteri di riparto e modalità di trasferimento delle risorse del Fondo regionale di protezione civile », è stato da ultimo rifinanziato per 10 milioni di euro per l'anno 2022 con l'articolo 5 del decreto-legge 3 dicembre 2022, n. 186. Allo scopo di assicurare la proficua prosecuzione delle azioni sostenute sul territorio con il Fondo regionale di protezione civile e allo scopo di garantire l'operatività futura di tale fondamentale strumento, la disposizione de qua ne prevede il rifinanziamento per l'anno 2023 per l'importo di 10 milioni di euro. Ai sensi del successivo articolo 5, al fine di fronteggiare le conseguenze degli eventi alluvionali verificatisi nel mese di settembre 2022 sul territorio della regione Marche, sono state rese disponibili specifiche risorse finanziarie mediante la previsione di cui al comma 730 dell'articolo 1 della legge 29 dicembre 2022, n. 197. Tali risorse sono destinate all'attuazione di tutte le tipologie di interventi previsti dall'articolo 25, comma 2, lettere a) , b) , c) , d) ed e) del codice di protezione civile, di cui al decreto legislativo n. 1 del 2018. Tale comma, oltre all'individuazione delle necessarie risorse, prevede che l'approvazione degli interventi relativi alle citate tipologie avvenga con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile, in cui il Commissario delegato verrebbe solamente « sentito ». Tale regime comporta una rilevante criticità operativa spogliando il Commissario delegato di compiti e funzioni a lui pertinenti in conseguenza del combinato disposto dell'ordinario assetto delle competenze regionali, delle disposizioni contenute nel medesimo articolo 25 del codice della protezione civile e delle ordinanze di protezione civile già adottate. Tali compiti e funzioni, pienamente coerenti con il quadro costituzionale di ripartizione delle competenze istituzionali, già prevedono in capo al Commissario delegato la responsabilità di pianificazione e il coordinamento degli interventi regolati con ordinanze di protezione civile. Si tratta di interventi che, tra l'altro, abbracciano l'intera gestione emergenziale, dalla fase di soccorso già svolta e in fase di ricognizione e rendicontazione, a quella di contribuzione a concorso del ristoro dei danni pubblici e privati occorsi in conseguenza degli eventi in questione. L'articolo 1, comma 730, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, determinerebbe una insolubile duplicazione di funzioni, sollevando anche problemi di concreta applicabilità, in ragione del fatto che le informazioni e i fabbisogni conseguenti alla gestione concreta della situazione emergenziale sono nella esclusiva conoscenza delle autorità territoriali e, quindi, del Commissario delegato che le esprime e rappresenta. Pertanto, l'articolo 5 prevede la soppressione di tale regime speciale, previsto nell'ultimo periodo dell'articolo, 1, comma 730, della legge 9 dicembre 2022, n. 197, al fine di consentire e velocizzare il proficuo impiego delle risorse finanziarie disponibili.. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 11 gennaio 2023, n. 3, recante interventi urgenti in materia di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi e di protezione civile. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . I MISURE URGENTI PER GLI EVENTI SISMICI VERIFICATISI NELLA REGIONE ABRUZZO NEL MESE DI APRILE 2009 E NEI TERRITORI DELLE REGIONI ABRUZZO, LAZIO, MARCHE E UMBRIA A FAR DATA DAL 24 AGOSTO 2016 1 (Accelerazione e semplificazione della ricostruzione pubblica nelle aree colpite da eventi sismici del mese di aprile 2009 nella regione Abruzzo)