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Eppure, dalla scure della riforma della geografia giudiziaria è derivato in Italia un sistema totalmente irragionevole e disfunzionale, che ha prodotto l'abbandono del presidio di legalità rappresentato dai tribunali di alcuni territori finiti poi in balia delle infiltrazioni mafiose. Dopo il fallimento del tentativo della scorsa legislatura, sono rimasti inalterati gli abnormi effetti della revisione della geografia giudiziaria di quel decennio: ad esempio Sala Consilina è passata sotto il circondario di Corte d'appello di Potenza, Vigevano è stata soppressa come sede giudiziaria, Rossano Calabro resta senza un presidio di legalità importante e Chiavari vede un edificio, già completato e latistante rispetto al carcere, del tutto inutilizzato. Occorrerebbe invece una verifica non solo degli scostamenti demografici, ma anche delle ripercussioni della revisione delle circoscrizioni giudiziarie sull'efficienza della giustizia italiana: insiste affinché il Governo fornisca dati statistici che consentano di valutare l'impatto - che la precedente riforma della geografia giudiziaria può aver prodotto - sull'allungamento dei tempi e quindi sui disservizi al cittadino nella amministrazione della giustizia; scoprendo dove i processi sono diventati più lenti, si potrebbe individuare meglio dove offrire una soluzione, diversa dalla mera soppressione dell'ufficio giudiziario. Il senatore MIRABELLI ( PD ) apprezza la valenza conoscitiva della verifica testé richiesta, ma ricorda che almeno quattro disegni di legge tendono ad una puntuale riapertura di uffici giudiziari: rispetto a questo tipo di proposta, il disegno di legge invocato dalla relatrice D'Angelo segue un diverso schema di riorganizzazione non meno interessante. In ogni caso, auspica che si giunga alla approvazione di un testo condiviso, con criteri che consentano di riorganizzare con maggiore logicità e ragionevolezza le sedi giudiziarie. Il presidente OSTELLARI prende atto che per il momento non vi è il consenso unanime per una congiunzione dei disegni di legge, pur rimanendo scettico sullo strumento della delega: ciò sia per gli argomenti espressi dal senatore Giarrusso, sia perché essa osterebbe ad un passaggio alla sede deliberante. Quanto all'onore di firma, il testo unificato non lo pregiudica, ma anzi consente l'inserzione di proposte innovative come quella avanzata dal Consiglio regionale abruzzese. La seduta termina alle ore 16,15.