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Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 139 (testo 2), presentata dai senatori Marilotti e Nisini e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . (Il senatore Rampi si avvicina ai banchi del Governo e consegna una radio al sottosegretario Santangelo. Applausi ironici della senatrice Malpezzi). Informo l'Assemblea che il già previsto Consiglio di Presidenza convocato per le ore 14 si intende convocato per le ore 14,30. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno BINETTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, vorrei richiamare l'attenzione di tutti sul caso drammatico che si è verificato pochi giorni fa, domenica scorsa, in Olanda, con la morte di una diciassettenne che aveva subito violenza a undici anni, poi ancora a dodici anni e nuovamente a quattordici. Da tutto questo cumulo di fatti si era ammalata con una sindrome che potremmo dire di anoressia, accompagnata da una grave forma depressiva, che di fatto l'ha condotta alla morte, in un contesto in cui le sono mancati gli aiuti reali che avrebbero potuto aiutarla a uscire dalle prime violenze subite, scongiurando il passaggio a una patologia così grave e diffusa in questo momento, com'è l'anoressia, ed evitando di farla piombare in una crisi come la depressione, che secondo l'OMS è la seconda causa di malattia al mondo. C'è stata tutta una serie di step in cui la ragazza ha chiesto aiuto e non lo ha ottenuto. Sappiamo che a Natale aveva pubblicato un libro, «Vincere o imparare», in cui descriveva la situazione delle strutture sanitarie e sociosanitarie in Olanda, descrivendone con straordinaria chiarezza l'inadeguatezza a rispondere ai bisogni. In tutto questo a me sembra che, proprio mentre il Parlamento si appresta a riflettere e a discutere - per il prossimo 24 settembre - un provvedimento sull'eutanasia, ci sia una chiamata alla responsabilità assoluta rispetto a cosa facciamo per le donne che subiscono in qualche modo violenza sessuale; come le accompagniamo; qual è il servizio di supporto psicologico che mettiamo a loro disposizione; come cerchiamo di evitare di dire «non ci pensare più», ma piuttosto: «come puoi elaborare questo lutto»; come prendiamo in considerazione i casi in cui si creino questi disturbi del comportamento alimentare, come l'anoressia. Presidente, voglio segnalare che in Commissione sanità il disegno di legge sui disturbi del comportamento alimentare ha già concluso il suo iter - siamo nell'attesa di alcuni pareri, che non so da dove debbano venire - e potrebbe aiutarci a prenderci cura di queste persone e, successivamente, dei casi di depressione. Abbiamo un cammino in cui la metafora è molto nota in psicologia, che è il complesso di Pollicino: questa ragazza ha lasciato una serie di tracce, ognuna delle quali era una richiesta di aiuto. Mi chiedo cosa facciamo noi. Non vorrei arrivare al 24 settembre con qualcuno che si alza in piedi per dire che la cosa più semplice, a questo punto, è l'eutanasia, una bella morte di Stato, servita e riverita. Credo che abbiamo bisogno di intervenire prima, di prendere in considerazione prima tutti gli strumenti necessari - insisto - a cominciare dalla violenza che subiscono anche le adolescenti e le bambine, con l'accompagnamento psicologico e psicoterapeutico prolungato nel tempo. Urge che la nostra legge, a prima firma della collega Rizzotti, sui disturbi del comportamento alimentare venga approvata quanto prima e solo successivamente ci potremmo chiedere che cosa abbiamo fatto noi per questa persona, soprattutto per evitare la drammatica e superficiale conclusione di chi, alla fine, dice che non c'era altro da fare. C'erano molte cose da fare, molto prima, e non sono state fatte. Mi auguro che il Parlamento impari e legiferi punto per punto con tutta la serietà, la responsabilità e la solidarietà di cui siamo capaci. (Applausi). BELLANOVA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BELLANOVA (PD) . Signor Presidente, alle tante vertenze dimenticate di questo Paese, utilizzate solo per passeggiate elettorali dal Ministro del lavoro e dello sviluppo economico e dai suoi colleghi, in questi ultimi giorni si sono aggiunti fatti gravissimi per la vita dei lavoratori, delle lavoratrici e del sistema produttivo. Mi riferisco al Mercatone Uno: 1.800 dipendenti, più i lavoratori dell'indotto, hanno appreso del fallimento dell'azienda e del relativo loro licenziamento dai social . Sono lavoratori umiliati due volte, per la perdita del posto di lavoro e per non aver avuto l'opportunità di confrontarsi sul perché del loro licenziamento. Come è potuto accadere? Come è potuto accadere che i lavoratori informassero il Ministro del fallimento? Come è potuto accadere che di una procedura che non è immediata il Ministro non fosse a conoscenza? Cosa ha fatto il Ministro in un anno, per capire se si stavano facendo gli investimenti? E adesso, il Ministro, ha chiesto al tribunale di Bologna, visto che ci sono migliaia di lavoratori senza stipendio e senza cassa integrazione, che i 55 punti vendita rientrino nell'amministrazione straordinaria per poter attivare la cassa integrazione straordinaria? Whirlpool con lettera alle RSU comunica il licenziamento, per cessazione dell'attività del sito di Napoli, per 450 lavoratori. Il ministro Di Maio in questo anno ha ascoltato l'azienda e le organizzazioni sindacali sugli investimenti, sull'andamento di mercato, sulle innovazioni che si dovevano fare? Ieri, all'ex ILVA-Mittal, 1.400 lavoratori di Taranto sono stati collocati in cassa integrazione ordinaria. Quanti incontri il Ministro ha fatto nell'ultimo anno? Il Ministro si fida così tanto dell'azienda da cancellare gli incontri di monitoraggio, dove le organizzazioni sindacali, gli enti territoriali e l'azienda si confrontano e decidono se apportare delle innovazioni? Ha fatto incontri riservati e ha omesso di informare i rappresentanti dei lavoratori? Signor Presidente, tramite lei, noi chiediamo, come ha già chiesto il presidente Marcucci nell'ultimo Ufficio di Presidenza, che il ministro Di Maio venga in Aula o in Commissione - decida lui - perché deve sapere che noi non ci facciamo incantare dai toni alti, dalle minacce e da qualche parolaccia. Questo suo comportamento è teatrino di pessimo livello. Quali strategie il Ministro intende adottare per risolvere i problemi e dare serenità ai lavoratori? Venga a dirci se è autonomo, nelle sue scelte, dall'azienda o è informato e non dice alle persone quali sono le situazioni sulle quali lui produce le intese. Perché non risponde alle nostre interrogazioni? È bene che il Ministro sappia che la sua funzione non è quella di fare tappezzeria, ma è quella di risolvere i problemi degli uomini e delle donne, a partire da quelli che più hanno difficoltà. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . GINETTI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GINETTI (PD) .