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(Applausi dal Gruppo PD) Come è stato ricordato, si tratta di una violazione della legge elettorale, perché è espressamente vietata l'attribuzione di un seggio spettante ad una Regione, prendendolo dall'esito elettorale di una circoscrizione territoriale regionale diversa, ai sensi dell'articolo 57 della Costituzione e dell'articolo 17 -bis della legge elettorale. In questo modo la Giunta e l'Assemblea si attribuiscono un potere, che va oltre le proprie attribuzioni, configurando, come ho già sottolineato, un eccesso di potere che va anche oltre l'autodichia e che potrebbe essere sottoposto alla Corte costituzionale per verificare la fattibilità dell'esercizio di questi poteri, che ci stiamo attribuendo, ma che non ci competono. In questo momento stiamo dunque sancendo una verità politica, che però viola la nostra Costituzione. Quindi vi richiamo, in questa fase che precede il voto, ad un esame di coscienza, affinché, in questa XVIII legislatura, non lasciamo alla memoria storica della vita politica del Parlamento un precedente pericolosissimo. (Applausi dal Gruppo PD) . Lo chiedo, al di là della parte politica cui apparteniamo e del gioco che caratterizza il rapporto tra opposizione e maggioranza. Ci sono momenti in cui il senso delle istituzioni è dovuto, anche per recuperare la fiducia dei cittadini nella politica, che sta venendo meno. Voglio usare un termine molto importante: qui si rischia un voto eversivo, antisistema e anti‑istituzioni. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Caliendo). MALPEZZI (PD) . Brava! GINETTI (PD) . Vi chiedo quindi, colleghi, massima attenzione e coscienza nel voto che andremo ad esprimere. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti del senatore Airola). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G2, presentato dalla senatrice Ginetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento G3, presentato dal senatore Bonifazi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G4. CUCCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (PD) . Signor Presidente, intervengo per una brevissima dichiarazione di voto. Il Partito Democratico voterà convintamente a favore di quest'ordine del giorno, che tenta di riportare l'attività di quest'Assemblea nei canoni che dovrebbero essere propri di ogni nostra attività. La collega Ginetti ha usato il termine eversivo e, effettivamente, un po' di preoccupazione dobbiamo averla. Noi, ancora una volta, non stiamo prendendo in considerazione il contenuto reale della legge elettorale. Per addivenire alla decisione di assegnare il seggio in Umbria abbiamo preso la legge elettorale e l'abbiamo letta a spizzichi e bocconi: quello che ci fa piacere lo teniamo da conto, quello che non ci piace lo mettiamo da parte. Ha ragione il senatore Patuanelli quando ha detto che questa legge elettorale presenta dei difetti e a questi difetti bisognerà metter mano, ma con una lettura organica della legge elettorale e con l'auspicio di correggere immediatamente queste lacune, per evitare di trovarci, ancora una volta, in questa posizione estremamente imbarazzante nella quale ci troviamo questa sera. (Applausi dal Gruppo PD) . È vero, è stato commesso un errore, forse per fretta, forse per qualsiasi altro motivo. Noi sappiamo, avendolo visto in Giunta, dove più volte abbiamo dovuto controllare le schede, a quali errori sono stati portati i membri dei seggi elettorali, che hanno commesso degli errori anche molto grossolani, proprio per un difetto interpretativo. È stato estremamente difficile, infatti, portare a termine anche le operazioni di spoglio, proprio per la lacunosità della legge. A questo punto, però, non si può fare a meno di dire che la lettura avrebbe dovuto essere una lettura organica ; lettura organica che, seguendo i vari passaggi, non può che condurre inevitabilmente, come è scritto nell'ordine del giorno che ci apprestiamo a votare, a dire che non è possibile assolutamente accogliere la proposta del relatore, ma è necessario muoversi nel rispetto del contenuto della legge elettorale. Quindi, in base all'articolo 17- bis , comma 2, anche con i vari rimandi che ci fanno triangolare il contenuto, non è possibile attribuire i seggi non assegnati ai candidati di una circoscrizione a una circoscrizione di un'altra Regione. Pertanto, noi voteremo favorevolmente a questo ordine del giorno. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G4, presentato dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5, presentato dalla senatrice Ginetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6, presentato dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi riporto alle dichiarazioni già fatte e quindi, il mio voto sarà contrario, coerentemente con quello che ho dichiarato rispetto alla proposta approvata a maggioranza con delibera della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, il risultato clamoroso, inaspettato e, a mio giudizio, irripetibile che ha ottenuto il MoVimento 5 Stelle in Sicilia ha prodotto, come conseguenza non voluta, un grave vulnus; anzi, più di un grave vulnus . Ha prodotto un grave vulnus al principio di rappresentanza politica, perché la Sicilia si trova con un senatore in meno di quelli che le assegna la Costituzione e ha prodotto un grave vulnus anche a questa Assemblea, perché in quest'Aula c'è un senatore in meno di quelli che la Costituzione prevede. È un grave vulnus non dovuto alla pur pessima legge elettorale che noi di Fratelli d'Italia, infatti, non abbiamo votato, a differenza di altri che oggi la criticano dopo averla votata. (Applausi dal Gruppo FdI). Questo vulnus non è però dovuto alla legge elettorale, ma allo stesso MoVimento 5 Stelle che, come molti hanno osservato durante il dibattito, ha presentato meno candidati di quelli che avrebbe potuto presentare. È chiaro che se un movimento politico presenta meno candidati di quelli che la legge gli consente, non può poi lamentarsi se ha meno eletti di quelli che gli elettori gli avrebbero conseguito. Ma attenzione, cari colleghi: