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Sono ristori che noi, attraverso l'allargamento dei codici Ateco, abbiamo incrementato per ulteriori 20 milioni di euro anche nel percorso di conversione del decreto stesso. Altri 10 milioni sono stati destinati alle aree del sisma, per prorogare l'esenzione dell'IMU per gli immobili non utilizzati. È stato fatto un lavoro importante anche nel miglioramento sul piano normativo del decreto, dalla proroga dei termini per la comunicazione della cessione del credito o sconto in fattura alla rimessione in termini per la rottamazione- ter e saldo stralcio. Sono state previste misure importanti per le Unioni, per i Comuni, per le Regioni nella flessibilità dell'utilizzo degli avanzi; misure urgenti per la cultura, dal fondo emergenza spettacolo al cinema, agli audiovisivi; misure importanti anche per le imprese in materia di sospensione temporanea del costo delle immobilizzazioni materiali e immateriali; misure importanti per rafforzare l'azione dei Confidi in favore delle piccole e medie imprese. È un provvedimento pensato a gennaio per contenere gli effetti dell'aumento dei prezzi delle principali fonti energetiche. Colleghi, parliamo di aumenti dei prezzi che purtroppo stanno trascinando in alto l'inflazione, con il rischio che si trascini in alto anche il costo degli interessi dei nostri mutui, dei mutui per le famiglie e le imprese. Il 3 per cento di inflazione in più registrato a ottobre è un segnale molto delicato e importante che va tenuto sotto controllo. Ovviamente l'inflazione sottrae alle famiglie risorse nell'acquisto di beni e servizi, frenando così la risalita dei consumi privati. Signor Presidente, l'insostenibile incremento dei costi energetici e la contemporanea e brutale invasione militare della Russia in Ucraina aprono inevitabilmente l'esigenza di un salto di qualità nella dimensione europea. Dobbiamo partire da qui. Questa deve essere la nostra consapevolezza fondamentale: la sfida è l'Europa. Non c'è spazio per le ambiguità: o di qua per un'Europa politica, economica e sociale capace di favorire nuovi investimenti, o di là, nei nazionalismi, negli Stati, nelle barriere e nei confini che ci separano. (Applausi) . Lo dico ai colleghi di Fratelli d'Italia, nel rispetto delle legittime prerogative delle opposizioni, anche riconoscendo loro una responsabilità nella gestione dei decreti economici nella loro conversione. Colleghi, uscite dall'idea che questa crisi si possa risolvere nel conflitto tra opposizione e maggioranza in quest'Aula o, peggio ancora, all'interno dei confini nazionali. Sia per aiutare le imprese, sia per sostenere le famiglie, sia per incidere nelle iniziative diplomatiche per mettere fine da subito a questa terribile guerra serve una nuova Europa politica, dal macro al micro. È indispensabile favorire la costruzione di una nuova Europa politica; pensate che, anche per prorogare le moratorie, abbiamo bisogno di nuove norme europee per sostenere il credito delle imprese e delle famiglie italiane. (Applausi) . Non c'è spazio alle ambiguità. Per cortesia: uscite dall'ambiguità di un presunto nazionalismo in contrapposizione con una nuova Europa politica, che deve andare oltre la pure importante Unione monetaria, avviandosi sempre più rapidamente, perché il tempo è prezioso, verso una comune politica europea, sia sul piano economico e sociale, che sul piano fiscale. Non ci può essere nemmeno una difesa comune europea in assenza di una comune visione dello sviluppo economico e sociale dell'unione monetaria: è decisivo tutto questo. Agli esorbitanti costi dell'energia si sommano anche quelli delle merci, delle commodity non energetiche, dai metalli all'argilla, ai cereali, agli olii vegetali, in crescita vertiginosa per via del blocco delle produzioni e delle estrazioni, sia in Ucraina, ma anche per l'incertezza che riguarda gli approvvigionamenti dalla Russia. Bene le dinamiche energetiche che sono state qui affrontate, ma non abbiamo tempo. Si sta scatenando nel nostro Paese una tempesta sulle imprese e sulle famiglie italiane, che non va sottovalutata. Abbiamo bisogno di un Governo che intervenga tempestivamente in questa fase proprio nella dimensione europea. È una crisi che va affrontata perché sappiamo bene che la prima cosa è salvaguardare il lavoro. Quando si azzerano i profitti e si interrompono le produzioni per salvaguardare il capitale e gli investimenti di un'impresa - come sta avvenendo nel settore ceramico e nei settori ad alta intensità energetica - se non si agisce rapidamente, non solo sono necessari nuovi ammortizzatori sociali per tutelare la coesione sociale, garantire un reddito ed evitare conflitti, ma si rischia anche nel 2023 che quel mercato venga meno, che ci siano altri interlocutori che assumono un ruolo di leader nel mondo su settori fondamentali sul piano industriale per il Paese. Una ceramica chiusa non ha bisogno solo di nuovi ammortizzatori; ha bisogno di capire subito quando saremo nelle condizioni di mettere un tetto all'energia, per ripartire, perché quel mercato rischia di essere sostituito da altre imprese. Nel 2023 potremmo trovarci con problemi rilevanti sulle filiere produttive della manifattura (anche nel nostro Paese), dell' automotive , di settori e di filiere fondamentali, che hanno bisogno subito di nuove politiche europee capaci di rappresentare un'idea di speranza e di futuro alla crescita. Ho finito, Presidente. Il Gruppo Partito Democratico con il voto odierno non solo ribadisce la fiducia nei confronti del Governo, ma esprime anche un voto per sostenere e stimolare il Governo nella dimensione europea. Lo dico con grande chiarezza, citando David Sassoli, il quale spesso diceva che era bello sentirsi italiani senza spirito nazionalista, che è quello che ti fa essere separato e diviso dagli altri. L'Europa, alla fine dei cantieri, saranno le nostre città e solo a quel punto noi sapremo da che parte prendere il mondo per aiutare a crescere le famiglie e le imprese italiane. Questa visione è ancora la visione che deve accompagnare in queste ore il Governo italiano nella difficile sfida europea, per costruire gli spazi economici senza ulteriore debito a carico dei giovani e delle famiglie italiane e per aiutare le famiglie e le imprese in questa difficile transizione. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signora Presidente, dico subito che il Gruppo LeU-Ecosolidali voterà convintamente la fiducia. Dato che abbiamo pochi minuti, questo è o era l'impegno nelle dichiarazioni di voto. Mi associo alle parole dette dalla sottosegretaria Sartore, dalla sottosegretaria Bini e dai relatori, che hanno giustamente sottolineato le notevoli modifiche che abbiamo apportato al provvedimento in Commissione. Naturalmente resta fermo il fatto che questo decreto-legge - come tanti hanno sottolineato - nasce in una fase profondamente differente, ma qualcosa abbiamo fatto, di positivo e di importante. Ora mi voglio soffermare su un punto, che riguarda ciò che dobbiamo fare. Abbiamo presentato un ordine del giorno importante e impegnativo. Vorrei sottolineare che siamo di fronte a una situazione di crisi ben più significativa rispetto alla crisi del Covid.