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«Tenuto conto che il popolo italiano, nel 1989, con un referendum di indirizzo approvato con procedura costituzionale straordinaria, ha dato mandato al Parlamento europeo di “redigere un progetto di Costituzione europea al fine di procedere alla trasformazione delle Comunità europee in una effettiva Unione, dotata di un Governo responsabile di fronte al Parlamento”, che tale proposito, basato sui princìpi ispiratori dell'Europa dei popoli, non ha avuto effettiva attuazione, e che, a vent'anni dal Trattato di Maastricht, l'Unione europea si è ridotta solo ad un'area monetaria dominata dalla logica degli Stati, dagli accordi tra Stati e dalla tecnocrazia, ritenete voi che il Parlamento Europeo debba redigere un progetto di revisione degli attuali trattati europei (Trattato sull'Unione europea e Trattato sul funzionamento dell'Unione europea), da sottoporre alla definitiva approvazione degli organi competenti, che preveda un'Unione europea intesa come Unione democratica e federale dei popoli e delle regioni e non come mera associazione di Stati e la ridefinizione dei parametri necessari per l'adesione e la permanenza nell'area euro limitandola ai territori che hanno conseguito l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, e che il Parlamento italiano debba modificare la carta costituzionale al fine di coinvolgere il popolo nella fase di approvazione dei nuovi trattati?». 2. Il referendum è approvato se nel referendum ha votato favorevolmente ai quesito la maggioranza dei voti validi. Art. 3. 1. La propaganda relativa allo svolgimento del referendum previsto dalla presente legge costituzionale è disciplinata dalle disposizioni contenute nelle leggi 4 aprile 1956, n. 212, 24 aprile 1975, n. 130, nonché nell'articolo 52 della legge 25 maggio 1970, n. 352, come modificato dall'articolo 3 della legge 22 maggio 1978, n. 199. 2. Le facoltà riconosciute dalle disposizioni vigenti ai partiti o gruppi politici rappresentati in Parlamento e ai comitati promotori di referendum sono estese anche agli enti e alle associazioni aventi rilevanza nazionale o che comunque operino in almeno due regioni e che abbiano interesse positivo o negativo verso la formazione dell'unità europea e il sostegno e la promozione dell'Europa comunitaria. Tali enti e associazioni sono individuati, a richiesta dei medesimi, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il Ministro dell'interno, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. 3. La ommissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi formula gli indirizzi atti a garantire ai partiti, enti ed associazioni di cui al comma 2, la partecipazione alle trasmissioni radiotelevisive dedicate alla illustrazione del quesito referendario, entro i termini stabiliti per le elezioni di cui al comma 1 dell'articolo 1. Art. 4. 1. La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale successiva alla sua promulgazione.