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a seguito della citata evidenza pubblica è stata acquisita la manifestazione di interesse della Restart Consulting S.r.l. ; da notizie di stampa dei giorni scorsi, si apprende che l'AdSP della Sicilia orientale ha reso noto la realizzazione del deposito di stoccaggio di gas naturale liquefatto (GNL) mediante terminal galleggiante di capienza minima pari a 400 m3 e un massimo di 1.200 m3 da costruire all'interno del porto Megarese (Augusta), destinato principalmente ai mezzi di trasporto navali ed ai mezzi di trasporto terrestri; in particolare, la realizzazione dell'opera dovrebbe sorgere in un'area fortemente sismica e soggetta a possibili maremoti, ubicata a pochissima distanza dalle torce e dagli sfiaccolamenti delle vicine raffinerie del polo petrolchimico di Priolo ed a poca distanza dal centro abitato di Augusta, in provincia di Siracusa; come è noto, il GNL, nel passaggio dallo stato liquido a quello gassoso, incrementa di ben seicento volte il proprio volume e se dovesse sfuggire un solo litro di gas a contatto con l'aria diventerebbe di seicento litri e, essendo il GNL più pesante dell'aria, la nuvola resterebbe a mezza aria in balia dei venti; inoltre, se la nuvola, sospinta dai venti, raggiungesse le fiaccole degli impianti si avrebbe un disastro con relativo effetto domino che coinvolgerebbe anche altri centri abitati posti nelle vicinanze del territorio di Augusta; al riguardo, alcune associazioni ambientaliste avrebbero depositato nel 2019, un esposto alla Procura della Repubblica di Siracusa sui potenziali pericoli relativi alla costruzione del deposito di GNL; considerato che: secondo il Rapporto 2020 di Legambiente, sullo stato di salute delle falde dei corsi d'acqua e delle porzioni di mare inquinati dai Siti d'interesse nazionale (SIN), viene messo in evidenza come l'inquinamento chimico avrebbe impattato le acque superficiali, le falde e le zone costiere e sarebbe stato evidenziato un nuovo tipo di inquinamento dove sono presenti pesticidi e sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), che avrebbero reso inutilizzabili le acque di falda di intere province ed in particolare nei territori di Gela (provincia di Caltanissetta), Augusta, Priolo, Gargallo (provincia di Siracusa) e Milazzo (provincia di Messina) in quanto le falde sarebbero contaminate da sostanze organiche, cloruri, petrolio, metalli pesanti, esaclorobenzene, policlorobifenili (PCB) e molto altro; peraltro, le acque marine e i sedimenti della rada di Augusta, della penisola di Magnisi, nonché del Porto Grande e Porto Piccolo di Siracusa, sono stati principalmente contaminati da metalli pesanti, petrolio, idrocarburi pesanti, sostanze che hanno causato, tra le altre cose, fenomeni di eutrofizzazione diffusa e alterazione nella catena alimentare; rilevato che gli impianti industriali operanti nel settore petrolchimico, ubicati nell'area, sono assoggettati dal decreto legislativo n. 105 del 2015 "Attuazione della direttiva 2012/18/UE", relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose (cosiddetta "Seveso III") e secondo quanto riportato nell'inventario degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante della Regione Sicilia, aggiornato nel gennaio 2019, nell'area in questione operano sedici stabilimenti a rischio incidente rilevante, di cui undici di questi superano la soglia limite della quantità di sostanze pericolose consentita dalla normativa vigente, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dell'imminente realizzazione dell'impianto di stoccaggio di gas naturale liquefatto (GNL) all'interno della rada di Augusta, in un'area ad elevata sismicità e ad elevatissima concentrazione di impianti industriali a rischio di incidente rilevante; se siano a conoscenza del gravissimo incremento del rischio di incidente rilevante determinato dalla installazione del deposito di GNL all'interno del porto di Augusta; quali azioni intendano mettere in atto, nello specifico, nei limiti delle proprie attribuzioni , al fine di valutare la compatibilità della realizzazione dell'opera con i principi della sostenibilità e della tutela dell'incolumità pubblica e delle eventuali violazioni della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose; se non ritengano opportuno adottare, a tale scopo, adeguate iniziative volte a salvaguardare la salute degli abitanti che vivono nelle aree interessate, stante la collocazione dell'impianto in ambito portuale interno all'abitato di Augusta. Atto n. 3-02202 GIARRUSSO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: la disciplina inerente all'attività professionale prestata da personale medico in servizio su navi battenti la bandiera nazionale italiana è regolamentata dal decreto legislativo n. 165 del 2001; in particolare, il medico di bordo che presta servizio su navi battenti bandiera nazionale può essere, oltre che cittadino italiano, cittadino di uno degli Stati membri UE, a condizione che sia iscritto in albo professionale italiano, condizione comunque necessaria per accedere alle sessioni idoneità (medico di bordo abilitato) o iscriversi negli elenchi dei medici di bordo supplenti e, ovviamente, deve figurare nei relativi elenchi. A bordo di ogni nave nazionale sulla quale sia previsto uno o più medici di bordo deve essere garantita la presenza di un medico di cittadinanza italiana che possa ricoprire la funzione di ufficiale sanitario di Governo in ottemperanza alle norme vigenti; si apprende da informazioni riservate che la società tedesca Carnival, gestore del marchio "Costa Crociere", richiederebbe espressamente al personale medico italiano da imbarcare sulle navi battenti la nostra bandiera nazionale, oltre ad un'ottima conoscenza della lingua inglese, altresì un'analoga conoscenza della lingua tedesca, mentre non richiede pari requisito inerente alla conoscenza della lingua italiana per il personale medico di altra nazionalità; considerato che a seguito dell'introduzione della figura di hospital advisor , con funzioni esclusive di assistenza linguistica, sarebbero state, in più occasioni, accertate da parte dalla Guardia costiera violazioni alla normativa vigente, in quanto tale figura professionale avrebbe svolto de facto funzioni di assistenza medica e, a parere dell'interrogante, ciò costituisce esercizio abusivo della professione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia conoscenza dei fatti esposti e se intenda intervenire con urgenza al riguardo; se non intenda, nell'ambito delle proprie attribuzioni, attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, per appurare se risultino pienamente osservate, sulle navi nazionali italiane, di proprietà della società tedesca "Carnival", tutte le disposizioni normative a tutela del personale medico italiano e delle competenze nazionali italiane; quali iniziative intenda assumere, ove risultassero violazioni della normativa vigente, al fine di applicare in concreto le attribuzioni connesse alla nostra sovranità nazionale nelle navi in questione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04712 CARBONE Al Ministro della salute Premesso che: