[pronunce]

strada - non soltanto la disposizione del comma 9-bis dell'art. 186 (con la discrasia che forma oggetto di censura, rispetto alla corrispondente fattispecie di guida in stato di alterazione psico-fisica conseguente all'uso di sostanze stupefacenti commessa dai medesimi soggetti), ma anche quelle dei commi da 2-ter a 2-octies dello stesso art. 186. I risultati sarebbero, peraltro, irrazionali e sistematicamente incoerenti. Prescindendo pure dalle disposizioni sulla competenza del tribunale in composizione monocratica (comma 2-ter) e sulle modalità di esecuzione del sequestro del veicolo (comma 2-quinquies), resterebbero infatti inoperanti le disposizioni che prevedono che le sanzioni accessorie si applichino anche nel caso di applicazione della pena su richiesta delle parti (comma 2-quater), nonché quelle che prevedono e disciplinano la ricordata circostanza aggravante ad effetto speciale del fatto commesso in ora notturna (commi 2-sexies, 2-septies e 2-octies). Sarebbe, peraltro, illogico che le disposizioni da ultimo indicate - volte ad irrobustire il regime sanzionatorio del reato di guida sotto l'influenza dell'alcool del conducente "comune" - restino inapplicabili allorché si discuta della guida sotto l'influenza dell'alcool da parte di soggetti maggiormente "a rischio", rispetto ai quali il legislatore, con il nuovo art. 186-bis cod. strada, ha inteso specificamente irrigidire la risposta punitiva, in considerazione della maggiore pericolosità del fatto. 6.- La tesi del giudice a quo appare contraddetta anche dal disposto del comma 3-quater dell'art. 219 cod. strada (aggiunto anch'esso dalla legge n. 120 del 2010), in tema di revoca della patente di guida. La formulazione della disposizione ora citata è, infatti, tale da rendere palese che, nell'idea del legislatore, la norma incriminatrice della guida sotto l'influenza dell'alcool, anche quanto ai conducenti "a rischio elevato", è quella dell'art. 186, comma 2, cod. strada, e non già quella dell'art. 186-bis, comma 3 («La revoca della patente di guida ad uno dei conducenti di cui all'art. 186-bis, comma 1, lettere b, c e d, che consegue all'accertamento di uno dei reati di cui agli artt. 186, comma 2, lettere b e c, e 187, costituisce giusta causa di licenziamento ai sensi dell'articolo 2119 del codice civile»). Pare evidente, in effetti, che se l'art. 186-bis, comma 3, cod. strada prevedesse realmente fattispecie autonome di reato, e non già circostanze aggravanti, il legislatore avrebbe dovuto fare riferimento ai reati previsti da tale norma, anziché a quelli previsti dall'articolo precedente. Né giova opporre che nel comma 3-ter dello stesso art. 219 cod. strada viene richiamato, a fianco degli artt. 186 e 187, anche l'art. 186-bis («Quando la revoca della patente è disposta a seguito delle violazioni di cui agli articoli 186, 186-bis e 187, non è possibile conseguire una nuova patente di guida prima di tre anni decorrenti dalla data di accertamento del reato»). Il richiamo all'art. 186-bis si giustifica con l'esigenza di comprendere anche l'illecito amministrativo di cui al comma 2 di tale articolo, che, punendo la guida da parte dei conducenti "a rischio elevato" con un tasso alcoolemico pari o inferiore alla soglia minima di 0,5 grammi per litro, rappresenta - esso sì - una fattispecie autonoma, priva di riscontro nell'art. 186 in rapporto ai conducenti "comuni". 7.- Contrariamente a quanto mostra di ritenere il rimettente - che fa di tale argomento il punto di forza della sua prospettazione - le considerazioni dianzi svolte non risultano inficiate dalla disposizione del comma 6 dell'art. 186-bis cod. strada, oggetto di censura, e, in particolare, dal fatto che tale disposizione richiami espressamente, in rapporto alla guida sotto l'influenza dell'alcool dei conducenti "a rischio elevato", solo alcuni dei commi dell'art. 186 (precisamente, i commi da 3 a 6, 8 e 9). La disposizione censurata reca, infatti, la disciplina dell'accertamento del tasso alcoolemico. Riguardo ad essa, l'esigenza di uno specifico richiamo alle disposizioni dell'articolo precedente appare giustificabile con la preoccupazione di non lasciare "scoperto", su detto versante, l'autonomo illecito amministrativo che - come già ricordato - è previsto in rapporto ai conducenti "a rischio elevato" dal comma 2 dell'art. 186-bis. Dunque, dalla norma denunciata non può trarsi - come pretende il rimettente - un argumentum a contrario, alla cui stregua il legislatore avrebbe voluto escludere l'applicabilità alla fattispecie criminosa considerata di tutte le disposizioni dell'art. 186 cod. strada non espressamente richiamate (ciò è vero unicamente in rapporto al comma 7, che prevede le sanzioni per il rifiuto di sottoporsi all'accertamento del tasso alcoolemico, giacché il comma 6 dell'art. 186-bis contiene una disciplina specifica al riguardo). 8.- Alla luce di quanto precede, si deve quindi concludere che il vulnus costituzionale denunciato dal rimettente non sussiste, per la dirimente ragione che - una volta qualificate correttamente come circostanze aggravanti le ipotesi di guida sotto l'influsso dell'alcool dei conducenti "a rischio elevato", delineate dal comma 3 dell'art. 186-bis in riferimento all'art. 186, comma 2, lettere b) e c), cod. strada - esse restano, di per sé, soggette alla disciplina valevole per la fattispecie base (quella dell'art. 186), anche per quanto attiene alla possibile sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità ed ai benefici connessi allo svolgimento positivo di tale lavoro (comma 9-bis). La questione va dichiarata, pertanto, non fondata, in quanto basata su un erroneo presupposto interpretativo.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 186-bis, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), aggiunto dall'art. 33, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120 (Disposizioni in materia di sicurezza stradale), sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 27, terzo comma, della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bolzano con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 giugno 2012. F.to: Alfonso QUARANTA, Presidente Giuseppe FRIGO, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 27 giugno 2012. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI