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nel contratto di programma tra Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e RFI sono previste risorse complessive per circa 17 miliardi di euro per investimenti di potenziamento e sviluppo infrastrutturale delle ferrovie volti a garantire una connettività "a rete" su tutte le principali direttrici interpolo lungo i corridoi chiave della rete TEN-T, in particolare è previsto anche il potenziamento e la velocizzazione della linea tirrenica, si chiede di sapere: quando sarà pronto il progetto, quante e quali risorse dovranno essere impiegate per chiudere l'opera stradale tirrenica e quali i tempi di ultimazione; quando sarà pronto il progetto sulla ferrovia tirrenica, per trasformarla in alta velocità, e se nel frattempo non si intenda sostituire l'attuale "pendolino" con in nuovo ETR1000, così almeno da garantire la dignità dei passeggeri, seppur mantenendo la media-bassa velocità. Atto n. 3-03018 BRUZZONE BERGESIO Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, della transizione ecologica e della salute Premesso che: dopo i numerosi avvertimenti lanciati da agricoltori, allevatori, associazioni di categoria e dai cacciatori sul rischio di diffusione in Italia della peste suina africana, ad Ovada (Alessandria), è stato trovato il primo caso di cinghiale morto per peste suina, e proprio in queste ore ne stanno emergendo di nuovi, questi ancora da confermare, come già successo in Germania e nell'est Europa; il rischio è che la malattia, non trasmissibile all'uomo, possa diffondersi tra la specie dei cinghiali ed arrivare a contagiare i suini, per i quali risulta invece mortale; è evidente come il proliferare incontrollato della fauna selvatica possa aumentare il rischio di diffusione della peste suina africana, aumentando il rischio sanitario e compromettendo una parte rilevante del fatturato prodotto dalla suinicoltura italiana, a cui si aggiunge tutta una parte di indotto legata al mondo venatorio, il quale subirebbe una grave limitazione per effetto della diffusione della malattia; si tratta ormai di una vera e propria emergenza che, come più volte denunciato dagli interroganti, poteva essere affrontata con l'attuazione di più efficaci misure di gestione, controllo e contenimento della diffusione della specie dei cinghiali; le associazioni venatorie fin da subito hanno manifestato la loro disponibilità ad aiutare le attività di gestione dell'emergenza, anche alla luce della loro esperienza sul territorio; la 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato, in data 30 giugno 2021, ha approvato una risoluzione (Doc XXIV n. 46-A) sulle problematiche legate all'eccessiva presenza di fauna selvatica, che si ripercuotono su molteplici piani. In particolare, dal documento emerge la necessità di ripensare il modello di controllo delle specie dannose, prevedendo la possibilità di procedere anche con piani di abbattimento attuati dalle Regioni sotto il coordinamento della Polizia provinciale, e di puntare alla "prevenzione efficace", con un piano straordinario di riequilibrio della specie mirato alla sostenibilità ambientale, prevedendo al riguardo che le Regioni possano autorizzare, in qualsiasi periodo dell'anno, i cacciatori e gli altri soggetti abilitati, i proprietari o i conduttori dei fondi interessati al controllo dei cinghiali; si auspica che il documento possa essere quanto prima esaminato dall'Aula per far sì che il Governo possa rapidamente adottare le indicazioni in esso contenute e provvedere ad una revisione organica della materia, a partire dalla legge n. 157 del 1992, dando inoltre risposte alle questioni legate al tracciamento della filiera e della commercializzazione della carne di cinghiali abbattuti, si chiede di sapere: quali azioni immediate i Ministri in indirizzo intendano adottare per arginare la diffusione della peste suina africana sul territorio e se non ritengano ormai prioritario rivedere il quadro normativo di riferimento, a partire dalla legge n. 157 del 1992; se non ritengano utile avvalersi in questo momento emergenziale dell'opera di volontariato gratuita messa a disposizione dal mondo delle associazioni venatorie, alla luce della loro esperienza sul territorio; quali azioni intendano adottare, anche di natura finanziaria, al fine di ristorare le aziende, ivi incluse quelle faunistico venatorie e agroturistico venatorie, per i danni loro causati dalle inevitabili misure restrittive, che via via verranno adottate per arginare la diffusione della malattia. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06434 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, in data 30 dicembre 2021 sono stati individuati i Comuni beneficiari del contributo previsto dall'articolo 1, commi 42 e seguenti, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, e dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2021, da destinare ad investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale; l'ammontare del contributo attribuito a ciascun ente è stato determinato a favore dei Comuni che presentano un valore più elevato dell'indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM) come previsto dall'articolo 5, punto 2, del richiamato decreto 21 gennaio 2021. In particolare, per gli anni 2021-2026 i contributi, confluiti nell'ambito del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), ammontano complessivamente a 3.400.000.000 euro; inoltre, in base all'art. 7 -bis , comma 2, del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, in materia di assegnazione differenziale di risorse aggiuntive, viene stabilito che il volume complessivo degli stanziamenti ordinari in conto capitale sia almeno proporzionale alla popolazione residente nel territorio delle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna; sono state già ammesse 2.325 opere per 1.784 delle quali è già stato approvato il relativo finanziamento; considerato che: l'indice utilizzato per l'assegnazione dei fondi ha di fatto penalizzato miriadi di Comuni virtuosi, soprattutto nelle regioni del Nord, ammessi alla graduatoria, ma esclusi per mancanza di finanziamento; come previsto dal decreto 21 gennaio 2021, sono stati esclusi da queste importanti risorse anche i Comuni con popolazione al di sotto dei 15.000 abitanti, si chiede di sapere: se il Governo non reputi opportuno rivedere l'indice di vulnerabilità utilizzato e in base al quale, paradossalmente, i Comuni più virtuosi del Veneto vengono discriminati ed esclusi dal contributo; se non ritenga di proporre un'integrazione delle risorse per finanziare i 541 progetti ammessi ma rimasti esclusi dai fondi PNRR con l'obiettivo di garantire ai Comuni che si sono distinti per aver amministrato con oculatezza ed efficienza l'accesso ai fondi da destinare a progetti di rigenerazione urbana, già pronti e cantierabili;