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3 Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i dati sulle frane e sulle alluvioni raccolti e ricavati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri sono trasmessi al CENPSU che li elabora con le banche dati pedologiche nazionali per valutare, tramite opportuni modelli e cartografie, la perdita di funzioni ed i servizi ecosistemici dei suoli in base al livello di degrado causato da frane ed alluvioni ed alle diverse tipologie di suolo. I criteri per valutare la perdita attuale e potenziale di funzioni e di servizi ecosistemici dei suoli in base al livello di degrado sono individuati nelle linee guida. 4 I CERPSU, in coordinamento con gli uffici regionali competenti in materia di difesa del suolo e con le autorità di bacino, definiscono i programmi d'azione obbligatori per ripristinare, ove tecnicamente possibile, le funzioni ed i servizi ecosistemici dei suoli soggetti a degrado da frane ed alluvioni. Nel caso di suoli che non consentano il ripristino delle funzioni e dei servizi ecosistemici si opera per mitigare il danno. 18 (lmpermeabilizzazione) 1 Le aree a diverso grado di impermeabilizzazione da urbanizzazione ed i relativi indici di valutazione sulla quantità e qualità del consumo di suolo e sull'integrità del tessuto rurale sono individuati secondo le linee guida. 2 Il CENPSU, con la collaborazione dei CERPSU, provvede alla prima individuazione ed al successivo aggiornamento delle aree impermeabilizzate di cui al comma 1, in conformità a quanto disposto dalle linee guida, allo scadere del primo, del secondo e del terzo anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3 Ogni quattro anni, il CENPSU con la collaborazione dei CERPSU, aggiorna l'elenco delle aree impermeabilizzate di cui al comma 1 per tenere conto di eventuali cambiamenti o di fattori non previsti al momento della precedente individuazione. 4 Entro tre anni, e successivamente ogni cinque anni, dalla data di entrata in vigore della presente legge per le zone individuate ai sensi dei commi 1, 2 e 3, le regioni, sulla base delle indicazioni delle linee guida, definiscono programmi d'azione obbligatori, che includano tecniche di gestione sostenibile dei suoli, per la tutela e la protezione dei suoli potenzialmente soggetti a fenomeni di degrado a causa dell'impermeabilizzazione delle aree circostanti. 5 Entro tre anni, e successivamente ogni cinque anni, dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Comitato tecnico-scientifico di cui all’articolo 5, con la collaborazione dei CERPSU, determina ed aggiorna le linee guida e le procedure per il riutilizzo del suolo agricolo o forestale asportato per infrastrutture e opere edilizie. Ciò al fine di garantire e promuovere un suo reimpiego per i ripristini ambientali e la deimpermeabilizzazione di altre superfici. 6 I programmi di azione e le procedure definiti ai sensi dei commi 4 e 5 sono attuati, senza possibilità di deroga, entro l'anno successivo a quello della loro predisposizione. 7 I dati sulle aree impermeabilizzate ed i relativi indici di valutazione del consumo di suolo nonché i dati sulle funzioni e sui servizi ecosistemici dei suoli da sottoporre ad impermeabilizzazione devono essere obbligatoriamente tenuti in conto sia per ogni trasformazione delle coperture e usi dei suoli previste nei piani urbanistici e di settore, a qualsiasi scala, sia per la valutazione ambientale strategica connessa ai predetti piani. 8 Lo Stato, le regioni, le province e i comuni, nella progettazione delle opere infrastrutturali, nella redazione dei nuovi strumenti di pianificazione urbanistica e nelle modifiche o aggiornamenti degli stessi, tengono conto dei dati sulle funzioni e sui servizi ecosistemici dei suoli e sull'impermeabilizzazione degli stessi, ai sensi del comma 7, in un'area più estesa rispetto al sito direttamente coinvolto. Ciò al fine di ridurre al minimo l'impermeabilizzazione, soprattutto quella dei suoli migliori dal punto di vista delle funzioni e dei servizi ecosistemici. 9 Nel definire le destinazioni d'uso del territorio, tutti gli strumenti di pianificazione urbanistica sono redatti effettuando verifiche preventive e preferendo sempre le alternative mirate a non aumentare il grado di impermeabilizzazione locale. Nei casi in cui non vi siano alternative all'uso di suolo libero, tale condizione è motivata con apposito documento da sottoporre alla valutazione del CERPSU. 10 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, tutti gli strumenti di pianificazione urbanistica vigenti sono adeguati a quanto prescritto dal comma 9. 11 Le regioni possono definire ulteriori criteri finalizzati al contenimento del consumo di suolo tenendo conto del grado di impermeabilizzazione già raggiunto dal territorio regionale. 12 I dati rilevati ai sensi del comma 2 sono pubblicati annualmente nelle relazioni sullo stato dell'ambiente prodotte dalle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente e sono trasmessi entro il 31 dicembre di ogni anno dal CENPSU. 19 (Valutazione globale delle aree a rischio di degrado del suolo e rischio di desertificazione del suolo) 1 La valutazione globale delle aree a rischio attuale e potenziale di degrado del suolo sono individuate secondo le linee guida. Le linee guida tengono conto anche degli effetti dei cambiamenti climatici e della loro interazione con i processi di degrado del suolo e con l'uso agricolo e forestale. 2 La valutazione globale delle aree a rischio attuale e potenziale di degrado del suolo deve essere obbligatoriamente tenuta in conto dalle regioni e dalle Autorità di bacino per valutare, in accordo con il citato decreto legislativo n. 152 del 2006, la presenza, sul territorio di competenza, di aree vulnerabili soggette o minacciate da fenomeni di degrado del suolo e da processi di desertificazione. 3 Il CENPSU, con la collaborazione dei CERPSU, provvede alla prima individuazione ed al successivo aggiornamento delle aree a rischio di degrado del suolo sulla base di una valutazione globale dei singoli rischi in conformità a quanto disposto dalle linee guida, allo scadere del primo, del secondo e del terzo anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4 Ogni quattro anni, il CENPSU con la collaborazione dei CERPSU, aggiorna l'elenco delle aree a rischio di degrado del suolo sulla base della valutazione globale dei singoli rischi di cui al comma 3, per tenere conto di eventuali cambiamenti o di fattori non previsti al momento della precedente individuazione. 5 Entro tre anni, e successivamente ogni cinque anni, dalla data di entrata in vigore della presente legge per le zone individuate ai sensi dei commi 1, 3 e 4 le regioni, sulla base delle linee guida, definiscono programmi d'azione obbligatori che includano tecniche di gestione sostenibile dei suoli, per la tutela e il risanamento delle aree a rischio di degrado del suolo, sulla base della valutazione globale dei singoli rischi. 6 I programmi di azione definiti ai sensi del comma 5 sono attuati, senza possibilità di deroga, entro l'anno successivo a quello della loro predisposizione. 20 (Copertura finanziaria) 1 Per l’attuazione della presente legge è autorizzata la spesa di euro 500.000 a decorrere dall’anno 2014.