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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI (8ª) 215 COLTORTI La seduta inizia alle ore 15,25. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE In considerazione dell'elevato numero di schemi di decreto legislativo che sono stati assegnati contemporaneamente alla Commissione e sui quali essa è tenuta ad esprimere il proprio parere in tempi brevi, il PRESIDENTE propone di procedere nella seduta odierna all'incardinamento di tutti gli atti all'ordine del giorno, in maniera tale da poter poi valutare il seguito dell'esame, contemperando le esigenze di rapidità con quelle di approfondimento dei temi. Propone quindi che tutti i senatori interessati sottopongano tempestivamente ai rispettivi relatori, ove possibile già entro la fine della settimana corrente, eventuali proposte di osservazioni da inserire negli schemi di parere, ferma restando la sua disponibilità a chiedere al Governo di attendere il parere della Commissione, anche oltre lo scadere dei termini attualmente previsti, per quegli atti per i quali emerga la necessità di un supplemento di istruttoria. La Commissione conviene. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO n. 268 - telepedaggio stradale Doc n. 268 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/520 concernente l'interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale e intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sul mancato pagamento dei pedaggi stradali nell'Unione (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 1 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Esame e rinvio) Il relatore CORTI ( L-SP-PSd'Az ) illustra lo schema di decreto legislativo in esame, predisposto sulla base della delega contenuta nella legge di delegazione europea 2019-2020 (legge n. 53 del 2021), con il quale si procede al recepimento della direttiva (UE) 2019/520, che detta norme volte a garantire l'interoperabilità dei sistemi di telepedaggio sull'intera rete urbana ed interurbana stradale dell'Unione europea e ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sul mancato pagamento dei pedaggi. L'obiettivo della direttiva, che sostituisce la precedente direttiva 2004/52/CE e rifonde disposizioni contenute in ulteriori atti europei, è quello di facilitare la diffusione, negli Stati membri e nei Paesi limitrofi, di sistemi di telepedaggio che siano affidabili, efficienti e adeguati allo sviluppo futuro della politica di tariffazione e che consentano ai fornitori del servizio europeo di telepedaggio (SET) di accedere al mercato in maniera più semplice e non discriminatoria. La relazione illustrativa evidenzia che lo schema in esame - composto da 28 articoli, raggruppati in 9 Capi, e da 4 allegati - tiene conto anche dei regolamenti integrativi ed attuativi della direttiva già adottati a livello europeo e che esso procede al riassetto della disciplina interna vigente in materia di interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale, contenuta in atti sia di natura normativa che amministrativa. Come indicato nel Capo I del provvedimento, l'atto è volto dunque a stabilire le condizioni necessarie per garantire l'interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale sull'intera rete stradale e autostradale di competenza statale o degli enti territoriali e su altre strutture, come tunnel, ponti e traghetti. L'ulteriore finalità è quella di agevolare lo scambio transfrontaliero dei dati di immatricolazione dei veicoli, con riferimento a quelli per i quali si è verificato un mancato pagamento dei pedaggi stradali nell'Unione. L'obiettivo dell'interoperabilità è assicurato tramite un Servizio europeo di telepedaggio (SET), complementare rispetto ai sistemi di telepedaggio nazionale e definito quale "servizio di pedaggio fornito in esecuzione di un contratto in uno o più settori del SET, da un fornitore del SET ad un utente del SET". Viene precisato che la disciplina relativa al SET, contenuta negli articoli da 3 a 20 del testo in esame, non si applica ai sistemi di pedaggio piccoli e strettamente locali, per i quali i costi di adeguamento alle prescrizioni sarebbero sproporzionati rispetto ai benefici, nonché ai sistemi di pedaggio stradale che non rientrino nella definizione di telepedaggio quale "sistema di riscossione dei pedaggi in cui è previsto l'obbligo per l'utente di pagare il pedaggio esclusivamente in correlazione al rilevamento automatico della presenza del veicolo in un determinato luogo attraverso la comunicazione remota con l'apparecchiatura di bordo all'interno del veicolo o il riconoscimento automatico delle targhe". La disciplina sul SET, inoltre, non si applica alle tariffe di parcheggio (articolo 1). Sono poi indicate le tecnologie sulle quali devono essere basati i nuovi sistemi di telepedaggio stradale, che richiedono l'installazione o l'uso di apparecchiature di bordo, messi in servizio a decorrere dal prossimo 19 ottobre, data di entrata in vigore della direttiva (UE) 2019/520 (articolo 3). Le disposizioni del Capo II definiscono nel dettaglio la procedura e i requisiti richiesti per l'iscrizione dei fornitori del SET nell'apposito registro elettronico nazionale istituito presso il MIMS ai sensi dell'articolo 19 dello schema (articolo 4). Esse inoltre indicano i diritti e gli obblighi, rispettivamente, dei fornitori del SET, degli esattori di pedaggi e degli utenti del SET (articoli 5, 6 e 10). Disciplinano poi il diritto dei fornitori del SET ad una remunerazione da parte dell'esattore di pedaggi (articolo 7) e, ai fini della determinazione del regime da applicare a un determinato veicolo, stabiliscono che, in caso di discrepanza, prevalga la classificazione dei veicoli fornita dall'esattore di pedaggi rispetto a quella utilizzata dal fornitore del SET (articolo 8). Dettano infine norme sulla contabilità dei servizi di pedaggio (articolo 9). Con il Capo III presso il MIMS viene istituito l'organismo di conciliazione, volto a facilitare la mediazione tra gli esattori di pedaggio e i fornitori del SET (articolo 11). Al Capo IV vengono introdotte talune disposizioni tecniche, finalizzate a: disciplinare le modalità con le quali il servizio SET deve essere erogato agli utenti; regolare le interazioni tra utenti del SET, esattori di pedaggio e fornitori del servizio; disciplinare, anche ai fini dell'interoperabilità, l'introduzione di nuovi sistemi di telepedaggio stradale sul territorio nazionale (articoli 12, 13 e 14). Il Capo V definisce le procedure di salvaguardia alle quali può ricorrere il MIMS nel caso in cui vengano immessi in commercio e utilizzati componenti di interoperabilità che non soddisfano le prescrizioni vigenti e impone obblighi di trasparenza sulle decisioni adottate (articoli 15 e 16). Il Capo VI reca disposizioni amministrative per la disciplina degli organismi notificati, incaricati di accertare la conformità alle prescrizioni dei componenti di interoperabilità da usare nell'ambito del SET;