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Il problema si pone anche per le persone ultraquarantacinquenni, perché quello è un altro momento difficile nella vita, in particolare in una fase così problematica dal punto di vista socio-economico. Ci sono persone che dopo i quarantacinque o i cinquant'anni perdono il lavoro, e si ritrovano ad affrontare serie difficoltà economiche che talvolta non consentono alle famiglie di andare avanti. E qualcuno cosa fa? Affoga questi dispiaceri in una praticità di recupero di sostanze stupefacenti. Concludo, Presidente, chiedendo un impegno del Governo - e spero di tutti i colleghi che si ritengono contro la legalizzazione della droga - ad emanare urgentemente, a seguito di un parere espresso dal Consiglio superiore di sanità, un provvedimento per la sospensione immediata della commercializzazione di tutti i prodotti e della cosiddetta cannabis light ; ad attivarsi con urgenza prevedendo una regolamentazione più stringente delle modalità di coltivazione e commercializzazione della canapa; a valutare l'opportunità di destinare in altro modo le risorse economiche di cui al comma 1 - perché gli diamo anche 700.000 l'anno a questi per andare a fare drogare i nostri figlioli (Commenti del senatore Mantero) - e ad emanare urgentemente un decreto ministeriale, come prescritto dall'articolo 5 della citata legge, per definire i livelli massimi di residui di THC ammessi negli alimenti; a verificare se le condotte della addirittura nota come Cannabis business school siano conformi alle prescrizioni di legge. Insomma, in una parola: chi è a favore delle droghe voti contro; chi è contrario voti a favore della nostra mozione. (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI) . MANTERO (M5S) . Ignorante! PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la senatrice Bini per illustrare la mozione n. 89. BINI (PD) . Signor Presidente, anzitutto una battuta: credo che il senatore Mallegni abbia sbagliato legge; probabilmente si è confuso e ne ha letta un'altra. La legge n. 242 del 12 febbraio 2016, recante disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa, prevede tra le proprie finalità il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera della canapa quale coltura in grado di contribuire alla riduzione dell'impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del consumo dei suoli e della desertificazione e alla perdita di biodiversità, nonché come coltura da impiegare quale possibile sostituto di colture eccedentarie e come coltura da rotazione. La legge sostiene e promuove la coltivazione, la trasformazione e lo sviluppo delle filiere finalizzate alla produzione di prodotti tessili, di semilavorati da impiegare nella bioedilizia, nella componentistica, di prodotti alimentari (principalmente semi, oli e farina). Se l'utilizzo della canapa quale prodotto tessile appare piuttosto problematico per gli alti costi, altri settori risultano particolarmente interessanti per le prospettive di realizzazione di margini economici rilevanti, che permetterebbero all'agricoltore di ottenere prezzi superiori per la materia prima rispetto a quelli attualmente riconosciuti ad altre produzioni. La legge non prevede, tuttavia, l'istituzione del tavolo di filiera che, come avviene per altre colture, ha il compito di definire le attività da intraprendere per il sostegno del settore, a partire da un'analisi del comparto che ne metta in luce le potenzialità e i punti di debolezza, individuando le linee di ricerca che risulta più urgente perseguire, favorendo lo scambio di informazioni di natura tecnica e scientifica, indirizzando al contempo l'utilizzo delle risorse a disposizione. Il sostegno al settore della canapicoltura e alla strutturazione delle filiere si sostanzia nella norma finanziaria prevista dall'articolo 6 della legge, secondo la quale il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, compatibilmente con la normativa europea in materia di aiuti di Stato, destina annualmente una quota delle risorse disponibili a valere sui piani nazionali di settore di propria competenza, nel limite massimo di 700.000 euro, per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa e una quota delle risorse iscritte annualmente nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, sulla base dell'autorizzazione di spesa di cui alla legge n. 499 del 1999, può essere destinata, con decreto del Ministro dell'agricoltura, al finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo per la produzione e i processi di prima trasformazione della canapa, finalizzati prioritariamente alla ricostituzione del patrimonio genetico e all'individuazione di corretti processi di meccanizzazione. Considerato che attualmente, in Italia, i negozi grow shop dedicati alla vendita della canapa con bassi livelli di THC e prodotti derivati sono più di 400 e ricordando che l'articolo 18 -quater del decreto-legge n. 148 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, ha disciplinato la produzione e la trasformazione di cannabis per uso medico, prevedendo che la canapa a uso terapeutico può essere prodotta solo ed esclusivamente dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze che provvede allo sviluppo di nuove preparazioni vegetali a base di cannabis per la successiva distribuzione alle farmacie, che le dispensano dietro ricetta medica non ripetibile, la rimborsabilità è a carico del Servizio sanitario nazionale ed è subordinata alle indicazioni delle singole Regioni. Questa importante disposizione è stata introdotta con il determinante contributo di numerosi Gruppi politici di maggioranza e opposizione nella XVII legislatura, al fine di consentire alle persone malate di questo Paese il diritto all'uso terapeutico della cannabis . Considerato, infine, che è compito di un Paese civile dare risposta ai problemi con la certezza della scienza e senza i falsi timori derivanti da pregiudizi senza alcun fondamento scientifico (come, purtroppo, a volte è avvenuto in quest'Aula), abbiamo presentato la mozione in esame, che impegna il Governo su quattro punti ben precisi. In primo luogo, impegna il Governo ad assumere le iniziative necessarie al fine di provvedere alla riorganizzazione organica della materia relativa alla filiera agroindustriale della canapa per garantire a tutti gli operatori del settore una normativa certa cui attenersi, nonché ad adottare le iniziative necessarie a confutare falsi timori in materia, derivanti da pregiudizi senza alcun fondamento scientifico. In secondo luogo, la mozione impegna il Governo a definire, con decreto del Ministero della salute, i livelli massimi di residui di THC ammessi negli alimenti, così come previsto dall'articolo 5 della legge 2 dicembre 2016, n. 242, ponendo così fine ai margini di incertezza per un compiuto inquadramento della tematica. In terzo luogo, la mozione impegna il Governo ad adottare ogni iniziativa utile alla costituzione ufficiale del tavolo di filiera, al fine di favorire il reale sviluppo di intese per quanto riguarda le produzioni sia alimentari, che tessili, che impiegate nel settore della bioingegneria. In quarto e ultimo luogo, la mozione impegna l'Esecutivo ad adottare ogni iniziativa finalizzata all'assegnazione delle risorse individuate dalla citata legge n. 242 per le finalità dalla stessa indicate. (Applausi dal Gruppo PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE .