[ddlpres]

Qualora l'accordo appaia in contrasto con l'interesse dei figli, il tribunale convoca i genitori e i loro difensori, chiedendo chiarimenti sulla procedura partecipativa di cui al primo comma, indicando eventualmente le modificazioni da adottare nell'interesse dei figli, e in caso di inidonea soluzione può rifiutare l'omologazione dell'accordo. Al ricorso devono essere allegati la convenzione relativa alla procedura partecipativa di cui al primo comma e l'accordo sottoscritto dalle parti e dai rispettivi difensori. La certificazione dell'autenticità delle firme e l'attestazione che il contenuto dell'accordo corrisponde alla volontà delle parti avvengono ad opera e sotto la responsabilità professionale degli avvocati che hanno partecipato alla procedura regolata dalla convenzione». 4. Alla legge 1º dicembre 1970, n. 898, sono apportate le seguenti modifiche: a) all'articolo 4, dopo il comma 13 è inserito il seguente: « 13- bis. La domanda congiunta di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio sottoscritta dai coniugi e dai rispettivi difensori, che riporta il contenuto dell'accordo raggiunto tra gli stessi a seguito dell'espletamento di una procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato, con indicate le condizioni inerenti alla prole e ai rapporti economici patrimoniali tra le parti, è proposta con ricorso al tribunale in camera di consiglio. Il tribunale, senza sentire i coniugi, aquisito il parere del pubblico ministero, verificata l'esistenza dei presupposti di legge e valutata la rispondenza delle condizioni all'interesse dei figli, decide con sentenza. Qualora il tribunale ravvisi che le condizioni relative ai figli sono in contrasto con gli interessi degli stessi, emette sentenza non definitiva relativa allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio, nonché agli eventuali accordi economico-patrimoniali tra i coniugi contenuti nel ricorso e raggiunti con la procedura partecipativa, e con ordinanza convoca le parti e i rispettivi difensori, chiedendo chiarimenti sulla procedura partecipativa, indicando eventualmente le modificazioni da adottare nell'interesse dei figli; in caso di inidonea soluzione, si applica la procedura di cui al comma 8. Al ricorso devono essere allegati la convenzione relativa alla procedura partecipativa e l'accordo sottoscritto dalle parti e dai rispettivi difensori, con l'esplicita dichiarazione degli avvocati delle parti di aver esperito senza successo il tentativo di riconciliazione dei coniugi. La certificazione dell'autenticità delle firme e l'attestazione che il contenuto dell'accordo corrisponde alla volontà delle parti avvengono ad opera e sotto la responsabilità professionale degli avvocati che hanno partecipato alla procedura regolata dalla convenzione»; b) all'articolo 9 è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 5- bis. Il ricorso congiunto per la revisione delle disposizioni conseguenti alla pronuncia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, concernenti la prole e relative alla misura e alla modalità dei contributi da corrispondere ai sensi degli articoli 5 e 6, sottoscritto dalle parti e dai rispettivi difensori, che riporta il contenuto dell'accordo raggiunto a seguito dell'espletamento di una procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato, è proposto al tribunale, che, senza sentire le parti, aquisito il parere del pubblico ministero, provvede con decreto all'omologazione dell'accordo. Qualora l'accordo delle parti relativamente all'affidamento e al mantenimento dei figli sia in contrasto con l'interesse di questi, il tribunale convoca le parti e i loro difensori, chiedendo chiarimenti sulla procedura partecipativa, indicando eventualmente le modificazioni da adottare nell'interesse dei figli, e in caso di inidonea soluzione può rifiutare l'omologazione dell'accordo. Al ricorso devono essere allegati la convenzione relativa alla procedura partecipativa e l'accordo sottoscritto dalle parti e dai rispettivi difensori. La certificazione dell'autenticità delle firme e l'attestazione che il contenuto dell'accordo corrisponde alla volontà delle parti avvengono ad opera e sotto la responsabilità professionale degli avvocati che hanno partecipato alla procedura regolata dalla convenzione». Art. 15. (Interruzione della prescrizione e della decadenza) 1. La prescrizione è interrotta con la sottoscrizione della convenzione o con l'invito di cui all'articolo 13. Ogni termine di decadenza è sospeso con la sottoscrizione della convenzione o con l'invito di cui all'articolo 13 e inizia nuovamente a decorrere alla scadenza del termine previsto nella convenzione o decorso il termine di trenta giorni di cui al medesimo articolo 13, comma 1. La sospensione feriale dei termini non si cumula alla sospensione prevista dal presente comma. Art. 16. (Obblighi dei difensori e tutela della riservatezza) 1. Nella procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato gli avvocati e le parti hanno l'obbligo di comportarsi con lealtà e tenere riservate le informazioni ricevute e i documenti acquisiti dalla controparte, purché non conosciuti o non conoscibili; la violazione di tale obbligo è deontologicamente sanzionata per gli avvocati. L'avvocato designato come negoziatore può svolgere la difesa in sede giurisdizionale di chi lo ha designato, fermo restando quanto previsto al comma 3. 2. I difensori non possono essere nominati arbitri ai sensi dell'articolo 810 del codice di procedura civile in una questione avente il medesimo oggetto della procedura partecipativa di cui al comma 1 del presente articolo o allo stesso direttamente connessa. 3. Le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite riservatamente dalla controparte, e in precedenza non conosciute o non conoscibili, nel corso di una procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato non possono essere utilizzate, dalla parte che ne è venuta a conoscenza nel corso della procedura, nel giudizio avente anche parzialmente il medesimo oggetto, iniziato, riassunto o proseguito dopo l'insuccesso della procedura. Della violazione di tale obbligo il giudice informa il competente consiglio dell'ordine degli avvocati. 4. Il difensore della parte e tutti coloro che partecipano alla procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato non sono tenuti a deporre, sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nel corso della procedura, davanti all'autorità giudiziaria o altra autorità. 5. A tutti coloro che partecipano alla procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato si applicano le disposizioni dell'articolo 200 del codice di procedura penale e si estendono le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell'articolo 103 del medesimo codice, in quanto applicabili. Art. 17. (Invito del giudice ad avviare una procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato) 1.