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Disciplina e organizzazione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale DDL 2225 Modifiche al testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, in materia di servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale DDL 2232 Modifica all'articolo 49 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, in materia di organizzazione della società concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale DDL 2234 Modifiche al testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, in materia di servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale (Discussione congiunta e rinvio) Il PRESIDENTE , in qualità di Relatore, illustra i provvedimenti in esame che introducono disposizioni per la modifica del quadro normativo in materia di servizio pubblico radiotelevisivo. Il disegno di legge n. 1415, d'iniziativa del senatore Di Nicola e altri, riproduce il contenuto di due disegni di legge presentati nella scorsa legislatura prima dell'approvazione della legge di riforma della RAI (legge n. 220 del 2015) e quindi assorbiti nel corso dell'esame parlamentare di tale provvedimento: l'A.S. 1855, d'iniziativa del senatore Cioffi e altri, e l'A.C. 2922, d'iniziativa del deputato Fico e altri. Il provvedimento riduce a cinque il numero dei membri del consiglio di amministrazione della RAI e prevede che essi siano scelti dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni tramite sorteggio, nell'ambito di una procedura di selezione mediante avviso pubblico, nella quale sono coinvolte anche le competenti Commissioni parlamentari, chiamate ad esprimersi sui candidati proposti. Viene inoltre stabilito che non possano presentare la propria candidatura coloro che nei cinque anni precedenti alla nomina abbiano ricoperto cariche di governo, cariche politiche elettive e incarichi o uffici di rappresentanza nei partiti politici. La scadenza della concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale alla RAI è poi fissata al 6 maggio 2028. Ulteriori novità riguardano la vigilanza sull'adempimento degli obblighi e delle finalità del servizio pubblico radiotelevisivo, con la soppressione della Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI e il trasferimento delle sue funzioni all'AGCOM. Contestualmente al potenziamento del ruolo dell'Autorità, vengono precisati i requisiti richiesti ai suoi componenti, che devono essere scelti tra coloro che abbiano avanzato la propria candidatura nell'ambito di una procedura di selezione mediante avviso pubblico. Una procedura analoga è prevista anche per la scelta del Presidente dell'AGCOM. Il disegno di legge n. 2011, d'iniziativa della senatrice Fedeli e altri, riprendendo i contenuti di disegni di legge presentati nelle scorse legislature, propone un nuovo modello di governance , nel quale il servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale è affidato - mediante una concessione che dura 12 anni ed è rinnovabile - ad una Fondazione, che lo svolge per il tramite della RAI-Radiotelevisione italiana Spa e delle società da questa controllate, sulla base di un contratto di servizio, che individua i diritti e gli obblighi della società concessionaria. La Fondazione - alla quale viene trasferita la proprietà della RAI - ha il compito di garantire l'autonomia del servizio pubblico radiotelevisivo dal potere politico ed economico; di verificare il valore pubblico della programmazione; di assicurare la gestione efficiente di RAI Spa e di tutte le società controllate e di svolgere ogni altro compito o attività prevista dallo statuto ai sensi della legge. Viene individuato il patrimonio della Fondazione, totalmente vincolato al perseguimento degli scopi statutari, ed è disciplinato nel dettaglio il consiglio di amministrazione della Fondazione stessa, composto da dieci membri, al quale sono affidate funzioni di indirizzo strategico nei riguardi della RAI, di individuazione degli obiettivi generali e di verifica del loro conseguimento. La RAI è chiamata dunque a realizzare le attività di servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, con poteri di proposta nei confronti della Fondazione. Sono poi disciplinati, in maniera analoga a quanto previsto dalla legislazione vigente, i poteri attribuiti al consiglio di amministrazione della RAI, composto da sette membri nominati dal consiglio di amministrazione della Fondazione, nonché le funzioni dell'amministratore delegato, scelto al suo interno dal consiglio di amministrazione della RAI. Conseguentemente alla riforma introdotta, viene infine disposta l'abrogazione dell'articolo 21 della legge n. 112 del 2004, con la quale è disciplinata la procedura di dismissione della partecipazione dello Stato nella RAI. Il disegno di legge n. 2210, d'iniziativa del senatore Gasparri, elimina la figura dell'amministratore delegato - la cui introduzione aveva costituito una delle novità più rilevanti della riforma della RAI attuata nella scorsa legislatura con la legge n. 220 del 2015 - e ripristina quella del direttore generale. La relazione illustrativa sottolinea che, con il trasferimento dei poteri di gestione all'amministratore delegato, a quest'ultimo è stata conferita un'autonomia decisionale più ampia di quella precedentemente riconosciuta al direttore generale e che tale aumento dei poteri, giustificato all'epoca della riforma dalla necessità di maggiore efficienza nella gestione aziendale, appare oggi eccessivo. Nel ribadire la centralità del Parlamento nel governo del sistema radiotelevisivo pubblico e il suo ruolo come editore sostanziale della RAI - in linea con la giurisprudenza della Corte costituzionale richiamata dettagliatamente nella relazione illustrativa - il disegno di legge in esame procede dunque a novellare la disciplina vigente, per sostituire la figura dell'amministratore delegato con quella del direttore generale, al quale vengono attribuite le funzioni che aveva prima della legge del 2015. Al direttore generale, nominato dal consiglio di amministrazione, d'intesa con l'assemblea, sono affidati quindi la responsabilità della gestione aziendale nonché il compito di sovraintendere all'organizzazione e al funzionamento dell'azienda nel quadro dei piani e delle direttive definiti dal consiglio di amministrazione. Tra gli altri compiti che egli è chiamato a svolgere, la relazione illustrativa sottolinea, in particolare, quello di proporre all'approvazione del consiglio di amministrazione gli atti e i contratti aziendali di importo superiore a 2.582.284,50 euro. In base alla normativa vigente sono invece sottoposti al consiglio i contratti di importo superiore a 10 milioni di euro. Il disegno di legge n. 2223, d'iniziativa del senatore Faraone, in maniera analoga a quanto previsto dal disegno di legge n. 2011, stabilisce che il servizio pubblico sia affidato ad una Fondazione, che lo svolge per il tramite della RAI-Radiotelevisione italiana Spa e delle società da questa controllate. Diversamente dal disegno di legge n. 2011, il provvedimento prevede che le linee generali dello svolgimento del servizio pubblico - del quale introduce una nuova definizione - nonché i compiti e gli obblighi della concessionaria siano stabiliti in una carta del servizio pubblico, adottata dalla Fondazione.