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E allora anche l'uso delle telecamere serve da parte dello Stato per impedire l'uso strumentale e parziale di alcune immagini che vengono utilizzate - basta cancellarne alcune - per far vedere il carabiniere o il poliziotto cattivo che invece si sta difendendo e sta garantendo la sicurezza e la libertà di tutti. Non vogliamo alcun eccesso; nessun eccesso ci deve essere, ma neanche alcuna resa dello Stato alle ragioni della legalità e dell'ordine. (Applausi). Si può e si deve manifestare, questo è un Paese libero dove ognuno deve poter esprimere la sua voce, ma secondo le regole, che poi, in questi anni di condizione sanitaria difficile, sono state inevitabilmente - ahimè - più stringenti. Anche la politica, anche noi vorremmo fare riunioni nei teatri, nelle sale e nelle piazze, come abbiamo sempre fatto. E allora, vigili su quel che può non aver funzionato, si conceda a chi vuol protestare ovviamente di farlo, ma non si faccia una strumentalizzazione contro le Forze di polizia, a cui vanno dati gratitudine, riconoscenza, mezzi economici, assistenza materiale e morale. Grazie, quindi, agli studenti che vogliono esprimere le loro idee pacificamente, ma grazie al popolo in divisa che rischia e ogni giorno viene aggredito per la tutela della libertà di tutti i cittadini. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Casolati. Ne ha facoltà. CASOLATI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, Ministro, siamo in quest'Aula perché il Parlamento ha ritenuto urgente che lei venisse a riferire su un'ulteriore vicenda dalla quale emerge una netta critica al suo operato. Ministro, lei sa bene che noi della Lega non abbiamo mai fatto e non faremo sconti a nessuno quando si parla di sicurezza e ordine pubblico, quando viene in qualche modo messo in discussione il lavoro delle Forze dell'ordine. La prima analisi che dobbiamo fare per approcciarci al tema in modo costruttivo e scevro di strumentalizzazioni è che ciò che tutti noi abbiamo visto non sarebbe dovuto accadere. Signora Ministro, lei è chiamata a coordinare le prefetture, a organizzare la gestione dell'ordine pubblico con lungimiranza; è chiamata a valutare i rischi di situazioni che possono diventare esplosive e a comprendere fin da subito come la sicurezza dei manifestanti vada tutelata evitando che frange violente possano infiltrarsi e lavorare da dentro, per raggiungere obiettivi che nulla hanno a che vedere con le pacifiche rivendicazioni sociali giustamente portate in piazza. Non permettiamo che una cattiva gestione possa essere lo strumento per attaccare le donne e gli uomini delle Forze dell'ordine nel compimento del loro lavoro. (Applausi). È chiaro che nella gestione della manifestazione di Torino, che per giunta era stata autorizzata come presidio statico, le cose non hanno funzionato nel modo giusto: è stato permesso che frange violente dell'insurrezionalismo anarchico e facenti capo ai centri sociali si siano infiltrate tra gli studenti. È ovvio che tutto ciò è stato programmato ed organizzato nel tempo, da quanto emerge dalle immagini questi movimenti erano ben inseriti all'interno della manifestazione e avevano organizzato nei minimi dettagli le modalità di provocazione per arrivare allo scontro. La squadra mobile chiamata a gestire l'ordine pubblico della manifestazione ha capito fin da subito la pericolosità di ciò che stava accadendo e come avrebbe potuto degenerare se non si fosse intervenuti in tempo per contenere i manifestanti. Prevenire che certi fenomeni possano accadere richiede una guida attenta e un'attività di intelligence che va strutturata e strutturata bene. (Applausi) . Dopo i noti fatti di Roma, culminati nell'aggressione violenta della sede della CGIL, ci saremmo aspettati un'attenta valutazione dei rischi della manifestazione di Torino, anche perché a Torino abbiamo dei professionisti dello scontro, antagonisti con esperienze plurime e pluriennali di attacco alle Forze dell'ordine maturate per lo più in Val Susa, ma non solo. Senatrice Fattori - che ora non vedo - altro che agenti provocatori: Askatasuna non poteva mancare all'appuntamento di piazza Arbarello, mai perdere un'occasione per attaccare le Istituzioni fisicamente, era una situazione troppo ghiotta. Ovviamente, si è presentata arrivando equipaggiata di bastoni, mattoni e altri oggetti contundenti che hanno provveduto a lanciare al momento opportuno per scatenare la reazione della Polizia. La garanzia della sicurezza dei cittadini e la gestione dell'ordine pubblico si ottengono con il lavoro quotidiano, significa intuire, addestrare e formare gli uomini e le donne delle Forze dell'ordine, dotarli dei giusti mezzi, valutare quali siano i mezzi di difesa più idonei e soprattutto monitorare e reprimere gli ambienti dove la violenza contro lo Stato si annida. Da quando abbiamo assunto la responsabilità di Governo, come Lega abbiamo sentito il dovere di stare al fianco delle Forze dell'ordine, di garantire loro la massima dignità nello svolgimento dei propri compiti, abbiamo lavorato per potenziarne l'organico e per acquistare nuove dotazioni che ne facilitino i compiti, come ad esempio il taser e la bodycam. (Applausi) . Non affrontiamo quanto accaduto con superficialità, ve lo chiedo per cortesia, cari colleghi. Sapete tutti quanto il nostro Paese è stato ferito profondamente dagli scontri ideologici, dalle guerre di parte, dal terrorismo rosso e nero. Quando si banalizza riferendosi all'accaduto, parlando di manifestazioni di studenti, ci si dimentica come le pagine buie della contrapposizione politica sfociata nel terrorismo e nella violenza sono state scritte proprio partendo dai movimenti studenteschi. Proprio oggi ricorre l'anniversario della morte di un giovane ragazzo, Paolo Di Nella: era il 9 febbraio del 1983, l'ultimo atto di quell'orribile stagione degli anni di piombo, quando un giovane studente fu ucciso a bastonate da frange violente armate dall'odio di parte. Facciamo attenzione a quando si svuota il contenuto di quanto accaduto a Torino, facciamo attenzione a criminalizzare le Forze dell'ordine. Basta poco per far sì che una scintilla si trasformi in un incendio. Noi della Lega siamo per l'assunzione delle responsabilità, sia chiaro. Se un poliziotto sbaglia, deve pagare come chiunque altro. Andranno approfonditi i fatti, andranno riviste le immagini, bisognerà capire nei minimi dettagli cosa è accaduto. Questo deve essere assolutamente fatto in tempi brevi. I giovani studenti e i loro genitori, che si sono ritrovati in modo inconsapevole in una situazione di alto rischio, devono avere delle risposte, devono poter sapere quali errori e soprattutto da chi sono stati commessi. Ministro, mi creda, siamo consapevoli del periodo storico che stiamo attraversando. Comprendiamo quanto sia difficile garantire il rispetto delle regole e come sia complicato arginare le manifestazioni violente che ardono sotto la cenere delle restrizioni e delle sospensioni delle libertà costituzionalmente garantite dovute alla gestione dell'evento straordinario e senza precedenti della pandemia. Ministro, mi creda quindi quando le dico che per queste ragioni la sicurezza e l'ordine pubblico devono essere una priorità per il Governo. (Applausi) .