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Lo stesso dicasi per le regole di base sull'indossare le mascherine, sulla distanza di sicurezza, sui divieti di assembramento, sull'importanza che nei luoghi di lavoro si rispettino le norme di sicurezza. Penso che noi dobbiamo avere la consapevolezza di quanto sia importante stare alle regole e ribadire che ci sono sanzioni per chi non sta alle regole e si comporta in maniera tale da mettere a rischio la propria e l'altrui salute. Ma, al di là di questo, trovo convincente l'impostazione generale dell'intervento del Ministro, che ci ha ricordato come la nostra linea di prudenza ragionata e ferma e di massima allerta in tutte le fasi dell'emergenza ci ha consentito di rispondere con i fatti a chi ha rivolto critiche poco fondate all'azione del nostro Governo. Nel corso delle settimane, man mano che l'emergenza si evolveva, abbiamo visto gli autori delle critiche e i sostenitori di linee diverse smentiti e screditati dalla realtà. Penso che questa linea di prudenza ragionata e ferma debba proseguire e credo che non ci sia da preoccuparsi della polemica, a mio avviso poco fondata, di chi sparge accuse di mancato rispetto della Costituzione, di misconoscimento delle prerogative del Parlamento, di volontà di scavalcare le prerogative e le attribuzioni di organi fondamentali dello Stato e di minare l'equilibrio dei poteri. Mi pare davvero una polemica fuori luogo e fuori misura. Le parole del Ministro sono state estremamente rassicuranti ed estremamente chiare e io credo che possiamo affrontare questa seconda fase dell'emergenza, che è senz'altro una fase di rischi meno acuti, pensando che non è finito il tunnel, ma che sicuramente la fine del tunnel pare essere più vicina. Penso che nella gestione delle misure che debbono essere prese per evitare rischi si possa adottare un principio di proporzionalità e riconoscere che, in circostanze diverse, i margini per un coinvolgimento in primo luogo preventivo, ma anche successivo e di valutazione a consuntivo del Parlamento sono più ampi di quelli che c'erano fino a poche settimane fa. Accolgo quindi con estremo favore l'impegno del Ministro a far sì che il Parlamento sia protagonista delle settimane che stanno di fronte a noi, perché penso che dobbiamo adottare questo approccio. Siamo in una fase contrassegnata da grossi interrogativi e da grosse incertezze. Speriamo di aver imboccato una strada che ci porti rapidamente fuori dal pericolo, ma non possiamo dirci sicuri di questo. In una situazione del genere non si deve fare niente di più di quello che è necessario in termini di prevenzione, ma nemmeno niente di meno. Credo che il Governo debba tenere questa linea, nel pieno rispetto del Parlamento e mantenendo l'impegno a un'informazione preventiva quando si dovranno approvare degli atti importanti. Ritengo anche convincente il fatto che sia in corso una valutazione sul tipo di strumento più appropriato da adottare per fronteggiare i nuovi rischi che abbiamo davanti. Non dividiamoci in fazioni e in dispute ideologiche che oggi riguardano lo stato di emergenza e domani un'altra cosa: cerchiamo di ragionare per obiettivi; fissiamo l'obiettivo, definiamo la necessità e poi scegliamo tutti insieme, senza escludere nessuno e senza violentare le prerogative di nessuno, lo strumento più appropriato. Credo che se seguiamo questa linea potremo continuare a ottenere risultati importanti. Ovviamente, anche in questo caso, è necessario sottolineare che per l'ottenimento dei risultati il senso di responsabilità dei cittadini e la grandissima passione e dedizione al lavoro di decine di migliaia di operatori sanitari sono stati fondamentali, insieme alla lucidità di chi ha dovuto prendere le decisioni più delicate. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, quanto esposto dal Ministro finora è il frutto di ciò che in questi mesi egli ha ripetuto in quest'Aula e nei suoi interventi alla stampa: prudenza e cautela perché il virus miete ancora vittime e contagia nel mondo centinaia di migliaia di persone. È vero dunque che la battaglia non è vinta e il virus continua a circolare, ma in considerazione del fatto che i virologi di cui si fida sostengono che il virus sarà sconfitto solo quando avremo il vaccino, mi chiedo se è intenzione sua e del Governo prorogare le misure che ci ha appena elencato fino a quando non arriveremo a tale soluzione: saremmo l'unico Paese al mondo. Sa bene quanto per Forza Italia sia importante la tutela della salute dei cittadini e degli operatori sanitari, che non smetteremo mai di ringraziare e che ancora oggi sono in prima linea negli ospedali; conosce altresì la nostra disponibilità alla collaborazione, ma da politico a 360 gradi non crede ci si debba fidare un po' di più degli italiani e molto meno di chi in questi mesi ha rocambolescamente cambiato idea troppe volte? Ci aspettavamo che nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri appena illustrato ci sarebbe stata la possibilità di aprire, di allargare, perché se continuiamo a restare chiusi le nostre città muoiono, i cittadini soffrono la mancanza di lavoro e la libertà di poter percorrere le nostre strade senza dover pensare di essere sempre penalizzati per colpa dell'incuranza di altri. Ci saremmo aspettati che si fidasse un po' più del politico che è in lei piuttosto che, ancora una volta, del comitato tecnico-scientifico, che continua a dare comunicazioni discordanti su quello che bisogna o non bisogna fare, o dell'Organizzazione mondiale della sanità, confusa a giorni alterni su come avviene il contagio o sui guanti (se vadano usati o buttati via). Ci saremmo aspettati che lei potesse decidere, naturalmente con coscienza e seguendo i tecnici, ma pensando anche a come comportarsi per il bene del Paese. È vero, i messaggi che arrivano dal Governo fanno pensare, soprattutto negli altri Paesi europei, che l'Italia continui a essere a rischio, perché noi sappiamo anche che la risalita dell'indice di contagio è dovuta in primo luogo a una mancanza di controllo anche dei migranti che arrivano dalla rotta dei Balcani: sappiamo che in Emilia-Romagna e nel Lazio sono aumentati per tutti i contagi dei lavoratori rientrati dal Bangladesh. La politica del massimo rigore l'abbiamo apprezzata certamente quando i nostri ospedali erano stracolmi di pazienti in terapia intensiva, ma forse adesso è il caso di applicare quel massimo rigore per la tutela della salute ai confini delle nostre coste. Quali protocolli, quali controlli sono previsti per queste navi in arrivo? Cosa pensa dell'allarme lanciato dai servizi segreti italiani sul possibile sbarco sul nostro territorio di almeno 20.000 immigrati provenienti dalla Libia? Continuate a permettere alle organizzazioni non governative di farli sbarcare e agli scafisti di guadagnarci? Abbiamo le strutture idonee a contenere il contagio con la popolazione residente o dobbiamo aspettarci che nelle Regioni del Sud, che per fortuna non hanno avuto picchi altissimi di pazienti Covid, si riempiano gli ospedali e le terapie intensive?