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Dall'altro, è previsto l'ampliamento della platea di soggetti ammessi a fruire del regime in oggetto, con l'obiettivo di incrementare l'offerta fiscalmente agevolata di credito anche da parte di soggetti non residenti, anche non bancari, quali imprese di assicurazioni e organismi di investimento collettivo del risparmio, e delle società di cartolarizzazione, che possono raccogliere la provvista sul mercato dei capitali mediante l'emissione di strumenti finanziari. I commi 3 e 4 consentono alle imprese di assicurazione italiane di svolgere l'attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, esclusivamente nei confronti delle imprese. Questa apertura è volta a consentire a tali soggetti, che possono svolgere un importante ruolo di investitori di lungo periodo, l'accesso diretto al mercato del credito. Ad oggi, le imprese di assicurazione possono investire in crediti, ma è loro preclusa l'attività di concessione diretta di finanziamenti. In linea con la positiva esperienza maturata in altre giurisdizioni europee, la norma in questione intende aprire a tale opportunità di investimento. La Banca d'Italia disciplinerà i termini e le modalità per la trasmissione da parte delle compagnie di comunicazioni periodiche (ci si riferisce, segnatamente, alle cosiddette segnalazioni statistiche), di ogni altro dato o documento richiesto e della loro partecipazione alla centrale dei rischi. L'IVASS invece stabilirà le condizioni e i limiti operativi per la concessione dei finanziamenti, prevedendo in particolare che i prenditori dei finanziamenti siano individuati da una banca o da un intermediario finanziario iscritto all'albo previsto dall'articolo 106 del cosiddetto «testo unico bancario (decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385)», che dovranno trattenere un significativo interesse economico nell'operazione di finanziamento fino alla sua scadenza. Il comma 5 e il comma 6, lettera a), introducono la possibilità anche per le società di cartolarizzazione di concedere finanziamenti alle imprese, nel rispetto di condizioni analoghe a quanto previsto per le compagnie di assicurazione. L'apertura ai veicoli di cartolarizzazione si pone in continuità con l'apertura data dal nostro ordinamento agli investitori istituzionali esteri e all'investimento di capitali di credito tramite lo strumento della cartolarizzazione. La legge n. 130 del 1999 ha mostrato grande flessibilità operativa, coniugando le esigenze di flessibilità degli investitori con la necessaria presenza di una banca o di un intermediario vigilato che -- svolgendo il ruolo di soggetto incaricato dei servizi di cassa e pagamento (cosiddetto servicer ) -- assicura un presidio pubblico e di trasparenza in ottica di riduzione dei rischi sistemici. Le disposizioni del comma 6, lettera b) , sono volte a chiarire che rientrano nel patrimonio separato di ciascuna operazione di cartolarizzazione (e, pertanto, non assoggettabili ad azioni da parte di terzi diversi dai portatori dei titoli), oltre ai crediti vantati nei confronti dei debitori ceduti, qualsiasi credito maturato dalla società di cartolarizzazione in relazione alla specifica operazione di cartolarizzazione, nonché la cassa generata dagli incassi dei crediti ceduti e le attività finanziarie acquistate dalla società di cartolarizzazione nel contesto della medesima operazione. Queste misure mirano a fugare possibili incertezze interpretative e a irrobustire la struttura delle operazioni estendendo il regime della segregazione anche a eventuali investimenti realizzati con i proventi dell'incasso dei crediti, in modo da agevolare una migliore e più efficiente gestione della cassa. Le disposizioni del comma 6, lettera c) , sono volte a salvaguardare i pagamenti previsti in un'operazione di cartolarizzazione, garantendo la libera e immediata disponibilità degli incassi generati nell'ambito dell'operazione medesima. A tal fine viene stabilito che i conti correnti utilizzati nel contesto di una operazione di cartolarizzazione non sono assoggettabili ad azioni da parte di soggetti diversi dai portatori dei titoli della specifica operazione nonché che l'eventuale apertura di una procedura concorsuale nei confronti del depositario non comporta la sospensione dei pagamenti a valere sulle somme accreditate sui conti aperti presso lo stesso depositario, anche in relazione a somme che vengano depositate su tali conti nel corso della procedura. È previsto, infatti, che tali somme siano immediatamente disponibili, senza necessità di specifiche domande agli organi della procedura. Le disposizioni del comma 6, lettera d) , condividono le medesime finalità di quelle della lettera b) , ovvero salvaguardare i pagamenti previsti in un'operazione di cartolarizzazione, garantendo la libera ed immediata disponibilità degli incassi generati nell'ambito dell'operazione medesima. Pertanto, viene stabilito che i conti correnti utilizzati dai soggetti incaricati della riscossione dei crediti ceduti e dei servizi di cassa e di pagamento di un'operazione di cartolarizzazione non sono assoggettabili ad azioni da parte di creditori degli stessi, se non nei limiti di eventuali somme depositate in eccesso rispetto a quanto dovuto alla società di cartolarizzazione. Inoltre, in linea con quanto previsto dalla lettera b) , viene stabilito che le somme depositate su tali conti correnti siano immediatamente disponibili per essere trasferite alla società di cartolarizzazione anche nell'ipotesi di apertura di una procedura concorsuale, senza necessità di specifiche domande agli organi della procedura. La successiva lettera e) mira ad ampliare l'ambito di applicazione della norma, consentendo alle imprese di assicurazione l'utilizzo di qualsiasi titolo emesso nell'ambito di un'operazione di cartolarizzazione (e non solamente dei titoli emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione dei cosiddetti mini-bond) quale attivo ammesso a copertura di riserve tecniche. Tale modifica dovrebbe aumentare l'interesse da parte delle imprese di assicurazione all'acquisto di titoli emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione. Le disposizioni della lettera f) sono volte a regolare la possibilità, per le società disciplinate dalla legge n. 130 del 1999, di concedere credito anche sotto forma di finanziamento. La norma pone le basi per consentire a tali società -- che rappresentano un punto di collegamento tra le imprese finanziate e gli investitori istituzionali -- la concessione di finanziamenti e l'emissione di titoli a fronte dei finanziamenti concessi. In ottica di tutela degli investitori, della riserva di attività bancaria e di riduzione dei rischi sistemici, i titoli emessi a fronte delle operazioni realizzate tramite la concessione di un finanziamento possono essere acquistati solo da investitori qualificati ai sensi dell'articolo 100 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Il comma 7 abroga la norma di interpretazione autentica dell'articolo 111 della legge fallimentare, di recente introdotta in sede di conversione del cosiddetto «decreto Destinazione Italia» (decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9), in quanto in netto contrasto con gli interventi di riforma della disciplina del concordato preventivo che si sono susseguiti a partire dal 2005.