[ddlpres]

1 È istituita la qualifica di Guida professionale turistica di pesca sportiva e ricreativa. Essa promuove il patrimonio naturalistico degli ambienti acquatici, attraverso la valorizzazione anche turistica dell'attività di pesca sportiva e ricreativa. Istruisce i pescatori sulle regole e sulla normativa vigente in materia di pesca e fornisce supporto tecnico e cognitivo per praticare l'attività alieutica. 2 La qualifica di Guida professionale turistica di pesca sportiva e ricreativa è riconosciuta dal CONI, per il tramite della Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee (FIPSAS), che rilascia idonea attestazione di frequenza e superamento del corso di formazione con esame finale. 3 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo istituisce l'Albo nazionale delle Guide professionali turistiche di pesca sportiva e ricreativa, al quale può iscriversi chi è in possesso della qualifica di cui al comma 2, e definisce modalità di organizzazione dei corsi tenuti dal CONI, tramite la FIPSAS, nonché condizioni e termini per avviare l'attività di Guida professionale turistica di pesca sportiva e ricreativa non contenuti nella presente legge. 4 Il corso di formazione per le acque interne deve prevedere almeno le seguenti materie: fondamenti di ecologia ed ecologia applicata, diritto ambientale, norme sulla sicurezza e la navigazione in acque interne, turismo sostenibile, normativa sulla pesca in acque interne nazionali e regionali e tecniche di pesca. 5 Il corso di formazione per le acque marittime nonché di abilitazione al charter fishing deve prevedere almeno le seguenti materie: fondamenti di biologia marina, diritto della navigazione, diritto ambientale, norme sulla sicurezza in mare, turismo sostenibile, normativa sulla pesca in acque marittime nazionali e internazionali e tecniche di pesca. III CONCESSIONI A SCOPO DI PESCA SPORTIVA E RICREATIVA 10 (Affidamento delle acque in concessione o gestione alle associazioni piscatorie) 1 La concessione o la gestione di ambiti fluviali e lacuali, ai fini del miglioramento della pescosità, della difesa dell'ecosistema acquatico, della promozione della pesca sportiva e del contrasto al bracconaggio ittico, può essere richiesta esclusivamente dalle associazioni di pesca iscritte all'Albo nazionale, regionale o della provincia autonoma di cui agli articoli 6 e 7, a seguito di domanda alle regioni o alle province autonome di Trento e di Bolzano, secondo modalità e programmi da esse predisposti. 2 Nella domanda l'associazione interessata deve presentare un preciso piano programmatico ed economico delle attività ittiogeniche e delle attività obbligatorie di sorveglianza con propri agenti giurati. 3 Nelle acque affidate in concessione o gestione, la pesca è consentita, previa autorizzazione dell'associazione affidataria, con il possesso di regolare licenza di pesca rilasciata a norma dell'articolo 3. L'associazione deve garantire la copertura assicurativa ai pescatori da essa autorizzati all'esercizio della pesca. Le acque sono concesse o affidate in gestione attraverso apposito provvedimento amministrativo. Per garantire idonea pubblicità, il provvedimento è trasmesso a tutti i comuni nel cui territorio insistono le acque affidate. Questi hanno l'obbligo di pubblicarlo tempestivamente nei rispettivi albi pretori ed esso entra in vigore, nei singoli comuni, decorsi quindici giorni dalla sua pubblicazione. In caso di inadempienza dei comuni, il provvedimento entra comunque in vigore entro un mese dalla trasmissione. Il disciplinare di concessione o di gestione può prevedere l'apposizione, a carico del concessionario o gestore, di idonee tabelle lungo lo specchio d'acqua; la mancanza di tabelle non può comunque costituire motivo di mancata conoscenza della concessione o gestione da parte di chi vi esercita la pesca. 4 L'attività di concessione o gestione delle acque non può essere esercitata a scopo di lucro. Il concessionario o gestore ha la facoltà di chiedere agli utenti, a titolo di contributo per le spese sostenute, il pagamento della tessera associativa o del tesserino autorizzativo. 5 Il concessionario o gestore ha la facoltà di modificare, in restrizione rispetto a leggi e regolamenti vigenti, previa autorizzazione della regione o della provincia autonoma di Trento o di Bolzano, le norme inerenti ad attrezzi, modalità, tempi, luoghi, esche naturali e artificiali, specie pescabili, misure minime e quantitativi dei pesci catturabili. 6 Per le domande di affidamento in gestione presentate da soggetti diversi che interessano gli stessi tratti di corpi idrici, sono prescelti i richiedenti che presentano i migliori programmi di gestione e la garanzia di una loro migliore e più sollecita attuazione; allo scopo è decisiva l'affiliazione a organizzazioni piscatorie riconosciute in campo nazionale. 7 L'affidamento delle acque in concessione o gestione è concesso gratuitamente dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano. 8 Il concessionario o gestore decade dalla concessione o gestione in caso di mancata esecuzione degli adempimenti previsti nel disciplinare o per l'inosservanza di disposizioni legislative e regolamentari in vigore e in tutti gli altri casi previsti da leggi e regolamenti. 11 (Classificazione delle acque) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano effettuano la classificazione di tutte le acque interne pubbliche, che possono essere classificate in quattro tipologie: a acque pregiate (tipo A); b acque ciprinicole (tipo B); c acque principali (tipo C); d acque alterate (tipo D). 2 Le acque pregiate o di tipo A sono quelle prevalentemente popolate da fauna ittica di specie pregiate, che possiedono elevate o comunque buone caratteristiche di purezza e qualità e sono parte di un ecosistema ancora sufficientemente integro e conservato. 3 Le acque ciprinicole o di tipo B sono quelle popolate prevalentemente da specie appartenenti alla famiglia dei ciprinidi autoctoni. 4 Le acque principali o di tipo C sono le uniche dove può essere autorizzata anche la pesca professionale. Possono essere classificati di tipo C esclusivamente i tratti terminali dei corsi d'acqua prima dello sfocio in mare, le lagune e alcuni laghi dove è già esercitata la pesca di professione in forma cooperativa e tradizionale. 5 Le acque alterate o di tipo D sono tutte le acque in cui la presenza, totale o in percentuale prevalente, stabile e naturalizzata, di popolazioni di specie alloctone rende impossibile o non sostenibile il ripristino delle condizioni originarie, considerata la regione biogeografica di riferimento. In tali acque possono essere sempre autorizzate le immissioni con specie di fauna ittica anche alloctone purché non invasive. 6 Nell'effettuare la classificazione, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano considerano che: a non necessariamente in una provincia devono esistere tutte e quattro le tipologie di acque; b nello stesso corpo idrico è da prevedere la possibilità che vi siano tratti di differenti tipologie. IV VIGILANZA E IMMISSIONI 12 (Sorveglianza ittica e ambientale) 1