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Al contrario, la presenza di tali organismi negli stessi territori in cui la mafia opera e quindi la conseguente e più penetrante opera di indagine e di conoscenza delle attività criminose renderebbero meno probabile il mancato riconoscimento dei reati di associazione mafiosa, come purtroppo è accaduto molte volte anche nel recente passato. Tali valutazioni trovano infine ampio consenso da parte della cittadinanza – che chiede legalità, giustizia e sicurezza – e da parte degli enti locali. A tale ultimo proposito, il consiglio provinciale, prima, e, poi, ben trentasei comuni della provincia di Foggia, che rappresentano l'85 per cento circa della popolazione residente in provincia – pungolati e coinvolti dal comitato di volontariato «Appelliamoci!» (di cui è stato presidente il primo firmatario del presente disegno di legge) – hanno deliberato, tutti all'unanimità, a partire dal mese di maggio 2017, in merito alla richiesta di istituire a Foggia sezioni distaccate della corte di appello e della DDA di Bari, nonché una sezione distaccata del tribunale per i minorenni di Bari e infine una sezione operativa dislocata della DIA. Le compagini mafiose rappresentano un estremo pericolo per la collettività e costituiscono un elemento di elevata distorsione del complesso delle attività economiche. È quindi necessario che lo Stato risponda a queste minacce con l'istituzione a Foggia di presidi idonei a contrastarle adeguatamente, sia sotto il profilo della prevenzione e sia sotto l'aspetto della repressione. Risponde a tale esigenza l'istituzione di una sezione distaccata della Direzione distrettuale antimafia che, come è noto, è realizzabile solo dove esista una corte di appello. Per tale motivo, il presente disegno di legge prevede la modifica dell'articolo 51 del codice di procedura penale. Altro aspetto di cui tenere conto riguarda il tribunale per i minorenni, la cui mancanza a Foggia, unitamente alla mancanza di adeguate strutture per la rieducazione dei minori, causa notevoli disagi alle famiglie – spesso poco abbienti – nonché agli stessi minori a cui, di fatto, a causa della distanza dalla sede di Bari, viene precluso un sistema relazionale con le famiglie di provenienza e quindi un più efficace percorso rieducativo. La presente proposta, oltre che necessaria, è del tutto coerente con pregresse modalità di intervento già adottate dal legislatore il quale, in sede di emanazione di decreti legislativi, ha operato interventi mirati per specifici territori, laddove le circostanze ne giustificassero l'adozione. È opportuno rimarcare che la Corte costituzionale, chiamata a giudicare la legittimità delle norme aventi per oggetto la geografia giudiziaria, mai ha contestato la legittimità delle disposizioni sol perché limitate ad un singolo territorio. Inoltre il Giudice delle leggi mai ha posto in dubbio l'ammissibilità di disegni di legge volti ad incidere sull'assetto complessivo o su un frammento di dislocazione sul territorio, dell'organizzazione degli uffici giudiziari di primo e di secondo grado. Infatti con le pronunce n. 237 del 2013, n. 15 del 2014 e n. 232 del 2016, la Corte ha ribadito la ragionevolezza dell'impianto complessivo e generale di riforma realizzato con la legge n. 148 del 2011 e con il successivo decreto legislativo n. 155 del 2012, chiarendo che la riorganizzazione del sistema giudiziario deve essere coordinata e ispirata ad una visione globale. Con la sentenza n. 5 del 2015 la Corte ha inoltre statuito l'inammissibilità di quesiti referendari aventi ad oggetto l'abrogazione dell'intero testo di riorganizzazione della geografia giudiziaria, nel presupposto che qualora ciò si fosse determinato, non ne sarebbe discesa la reviviscenza della previgente organizzazione, derivandone al contrario un insostenibile vuoto di disciplina. È appena il caso di sottolineare tuttavia che questi orientamenti del giudice costituzionale, che pure possono intendersi come pronunce legittimanti i criteri ispiratori della riforma degli uffici giudiziari del biennio 2011-2012, non pongono preclusioni ad interventi di correzione e di modifica quale quello recato dal presente disegno di legge; non a caso, esso resta motivato da puntuali presupposti ed esigenze di politica criminale, di contrasto alle organizzazioni delinquenziali e di garanzia dell'effettività dei diritti fondamentali della cittadinanza. Non stride neanche nel merito, peraltro, con i criteri direttivi e i principi alla base della legge di delegazione del 2011 che ha riarticolato sul territorio le risorse e gli uffici giudiziari. Da tutte queste considerazioni prende corpo il presente disegno di legge, che sottoponiamo alla vostra cortese attenzione, per l'istituzione a Foggia di una sezione distaccata della corte di appello di Bari, di una sezione distaccata della corte di appello di Bari in funzione di corte di assise di appello, di una sezione distaccata del tribunale per i minorenni di Bari e infine di una sezione distaccata della Direzione distrettuale antimafia Per tutto quanto sopra evidenziato, auspichiamo un esame e un'approvazione in tempi brevi del presente disegno di legge.. 1 1 È istituita in Foggia una sezione distaccata della corte di appello di Bari, con giurisdizione sul circondario del tribunale di Foggia. 2 È istituita in Foggia una sezione distaccata della corte di appello di Bari in funzione di corte di assise di appello, nella cui circoscrizione è compreso il circolo della corte di assise di Foggia. 2 1 È istituita in Foggia una sezione distaccata del tribunale per i minorenni di Bari, con giurisdizione sul territorio di cui all'articolo 1, comma 1. 3 1 All'articolo 51 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 3- bis è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ove il distretto comprenda una sezione distaccata di corte di appello, quando si tratta di procedimenti per i delitti previsti dal presente comma, le funzioni indicate nel comma 1, lettera a) , sono attribuite all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo della sezione distaccata nel cui ambito ha sede il giudice competente»; b al comma 3- ter è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La stessa facoltà, se ne fa richiesta il procuratore che esercita le funzioni nella sede della sezione distaccata della corte di appello, è attribuita all'avvocato generale presso la sezione della corte di appello». 4 1 Il Ministro della giustizia, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede a determinare, con proprio decreto da adottare di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, la pianta organica e il personale dipendente necessario al funzionamento delle sezioni di cui agli articoli 1 e 2 della presente legge e il contestuale trasferimento delle risorse umane e strumentali da altre sedi, ridefinendo le dotazioni organiche delle stesse. Dal precedente periodo non devono derivare nuove o maggiori oneri per la finanza pubblica.