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valutato che l'art. 5, comma 9 del decreto-legge n. 95 del 2012, cosiddetta "legge Madia", come modificato dall'art. 6 del decreto-legge n. 90 del 2014 e poi l'art. 17, ultimo comma, della legge n. 124 del 2015, vieta ai percettori di pensione di ricoprire incarichi direttivi retribuiti, si chiede di sapere: quale norma legittimi l'attribuzione di un compenso pari a 140.000 in favore di Rosanna Purchia, quale commissario straordinario e sovrintendente della Fondazione Teatro Regio di Torino, a fronte della gratuità degli incarichi degli altri commissari straordinari delle fondazioni lirico sinfoniche; quale norma legittimi l'attribuzione del doppio ruolo di commissario straordinario e sovrintendente in favore di Rosanna Purchia, peraltro in quiescenza e titolare di pensione di vecchiaia, a fronte di quanto disposto dalla legge Madia, e successive modifiche, tanto più che la stessa Purchia, in merito al sovrintendente da nominarsi dopo la sua uscita di scena del 26 ottobre 2021, avrebbe dichiarato alla stampa: "Non posso esserlo io, me lo impedisce la legge Madia" (si veda "Finisce l'Era Purchia da Lunedì il Regio Senza Sovrintendente - Torino" su "torinoggi"); quale norma abbia legittimato la permanenza di Rosanna Purchia in qualità di commissario straordinario della Fondazione Teatro Regio di Torino fino a lunedì 26 ottobre 2021 a fronte della cessazione del periodo di proroga alla data dell'8 settembre 2021 e a fronte di quanto disposto dal decreto legislativo n. 367 del 1996, che prevede una durata dell'incarico dei commissari straordinari nominati dal Ministero non superiore a sei mesi, con possibilità di una e una sola proroga; quale sia l'importo effettivamente percepito da Rosanna Purchia a titolo di rimborsi spese connessi con l'incarico di commissario straordinario e da chi i relativi costi siano stati autorizzati; se al Ministro in indirizzo risulti che l'Autorità nazionale anticorruzione si sia attivata, al fine di verificare il rispetto degli obblighi di pubblicazione dei rimborsi spese da parte dell'ente in questione; se il Ministro sia a conoscenza dell'esposto presentato dai dipendenti della Fondazione Teatro Regio di Torino e quali atti intenda adottare per accertare i profili di responsabilità connessi ad atti di propria competenza e assumere gli opportuni provvedimenti finalizzati al rispetto delle norme in materia di tutela dei diritti dei lavoratori, che sarebbero stati gravemente violati. Atto n. 3-02899 FERRARI MIRABELLI Al Ministro della giustizia Premesso che: l'articolo 101, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, dispone, in deroga alle disposizioni dei regolamenti di ateneo, la proroga al 15 giugno 2020 dell'ultima sessione delle prove finali per il conseguimento del titolo di studio relative all'anno accademico 2018/2019; successivamente, l'articolo 6, comma 3, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, ha ridotto a 16 mesi la durata del tirocinio di cui al capo i del titolo IV della legge 31 dicembre 2012, n. 247, per questi laureati; il combinato disposto della proroga dell'ultima sessione delle prove finali e della riduzione della durata dei tirocini professionali è finalizzato a consentire a tali laureati di essere ammessi all'esame per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato in tempi tali da recuperare il ritardo accumulato per cause non imputabili agli stessi; l'articolo 6, comma 7- bis , del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, ha prorogato al 15 giugno 2021 la sessione delle prove finali relative all'anno accademico 2019/2020, analogamente a quanto disposto dal citato articolo 101, comma 1, del decreto-legge n. 18 del 2020; considerato che: tali disposizioni sono dovute alle note difficoltà dovute al diffondersi dell'emergenza epidemiologica da COVID- 19 in cui sono incorsi i laureati in giurisprudenza a partire dalla primavera del 2020, ivi incluse le ricerche bibliografiche, il sostenimento degli esami, l'impossibilità di incontrare in presenza il relatore di tesi e di assolvere velocemente alle pratiche amministrative previste dall'università; le medesime difficoltà sono state riscontrate anche dai laureati nel successivo anno accademico 2019/2020, stante il perdurante stato di crisi epidemiologica, tuttavia non è stata introdotta per i medesimi alcuna disposizione volta a ridurre la durata dei tirocini, al pari di quanto disposto dall'articolo 6, comma 3, del decreto-legge n. 22 del 2020, al fine di consentire ai laureati di essere ammessi all'esame per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato già nel 2022, dovendo, invece, attendere il 2023; come di tutta evidenza la diversa scelta operata ha comportato innegabili ricadute negative di ordine professionale per studenti che, come già evidenziato, sebbene laureatisi il successivo anno, si sono trovati a vivere le medesime difficoltà, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario, alla luce del perdurante stato di crisi epidemiologica, intraprendere le opportune iniziative al fine di garantire l'ammissione all'esame di abilitazione alla professione di avvocato previsto nel 2022 a tutti i laureati in giurisprudenza nell'anno accademico 2019/2020, valutando, pertanto, l'ulteriore proroga della riduzione della durata dei tirocini professionali. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02900 PAPATHEU Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il maltempo che da giorni imperversa in particolare sulla Sicilia orientale, ma anche su altre aree dell'isola, a causa delle precipitazioni pari a quelle che si registrano in 6 mesi, sta causando fiumi di fango, crolli ed esondazioni; come emerge dal report della protezione civile regionale, la situazione resta critica anche per la giornata di domani 27 ottobre 2021; a Catania le violente piogge hanno provocato diversi danni e allagamenti e anche nella provincia etnea è esondato il fiume Simeto; gli elementi più drammatici sono il ritrovamento a Scordia, nel catanese, in un agrumeto, di uno dei due dispersi per i quali erano state avviate le ricerche ieri e la morte a Gravina di Catania, in via Etnea, di un 53enne annegato nel fiume in piena creato dal nubifragio che da ore si abbatte sul capoluogo etneo e in provincia; le violente piogge hanno provocato l'esondazione di alcuni corsi d'acqua che hanno in breve occupato le strade. Sempre a Catania è stato allagato lo storico mercato della Pescheria ed è stata invasa la fontana da cui emerge per un tratto il fiume sotterraneo Amenano, nonché il pronto soccorso pediatrico dell'ospedale "Garibaldi"; oltre agli ingenti danni descritti, per alcune ore, nel centro storico si è verificato un black out che ha colpito anche il municipio.