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Per questo motivo, signor Presidente, chiediamo il suo intervento nei confronti del Governo e del Presidente del Consiglio, affinché l'Esecutivo ne risponda al Parlamento e il tema venga portato nelle Aule parlamentari e costituisca oggetto di un voto parlamentare, perché è un voto parlamentare che ha indicato la TAV come opera essenziale per lo sviluppo del nostro Paese. Ci associamo, pertanto, alla richiesta che il Governo venga urgentemente a riferire in Parlamento e si facciano le opportune valutazioni. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . NENCINI (Misto-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (Misto-PSI) . Signor Presidente, mi rivolgo a lei sul punto sollevato dal senatore Margiotta per due questioni. Temo che, sulla questione del rapporto costi-benefici consegnato dal ministro Toninelli al Governo francese, si sia di fronte a una lesione del diritto parlamentare. La pregherei di verificare, ma, se non ricordo male, nell'accordo italo-francese ratificato dal Parlamento nel 2013 era previsto che le Commissioni venissero primeramente informate sullo stato di avanzamento dei lavori e quant'altro. Se il Governo in carica ha consegnato un lavoro relativo alla comparazione tra i costi e i benefici al Governo francese senza informare il Parlamento, né la Commissione parlamentare preposta di Camera o Senato, indifferentemente, temo che si sia di fronte a una lesione del diritto parlamentare, salvo verifica (e mi fido naturalmente della sua competenza, signor Presidente), e, in particolare, degli impegni assunti dal Governo con questo Parlamento. Ciò genera una condizione di imbarazzo che si aggiunge alle tante situazioni particolarmente difficili e complicate che si sono succedute nel corso delle ultime settimane. AIROLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, la questione, come abbiamo già ribadito da tempo, è legata all'analisi costi-benefici, in base alla quale valuteremo, con i nostri contraenti di Governo, la fattibilità dell'opera. Voglio ricordare che alcune questioni che si continuano a ripetere, come per esempio il fatto che i soldi siano tutti europei, sono false, perché l'Italia ha circa 11 miliardi da investire in un'opera che incide per due terzi sul territorio italiano e per un terzo sul territorio francese. I francesi, più o meno, hanno la stessa cifra da pagare. Di quest'opera non è stato scavato un centimetro, perché soltanto le discenderie, cioè i tunnel geognostici, sono stati fatti per verificare cosa c'era nella montagna, peraltro con risultati ambientali inquietanti, perché all'interno delle montagne della Val Susa sono presenti in quantità notevole sia amianto che uranio che, se stanno sotto le montagne, non fanno nulla, ma se vengono portati fuori con lo sfriso per una galleria di più 57 chilometri, immaginate quanto materiale può produrre e quanto inquinamento può derivarne. La storia che dovremmo pagare delle penali è falsa perché, anche con l'ultima ratifica dell'accordo tra Italia e Francia in questo Parlamento, del 2017, è stato ribadito un punto fondamentale: noi non dobbiamo restituire nulla a TELT, è TELT che chiede, eventualmente, dei soldi, ma noi non siamo obbligati né rispetto a chi farà i lavori, né rispetto all'Europa, che ci dovrebbe dare le risorse. Ribadisco che il coordinatore speciale europeo già nel 2013, a proposito di tutte le infrastrutture europee di viabilità su ferrovia, affermava l'inutilità di quest'opera. Questa è infatti un'opera - lo ricordiamo per la milionesima volta - che va ad affiancarsi a una linea esistente che è sfruttata per il 13-16 per cento e che può portare attualmente già tir con sopra container ; ma non è conveniente. Vogliamo allora aspettare l'analisi costi-benefici e smetterla di parlare di mozioni, che saltano fuori in questa legislatura perché è cambiato il Governo? Questa è un'opera che già dalla stessa Corte dei conti francese nel 2013 (ci sono i documenti) è stata definita troppo costosa e inutile ed è l'ennesimo soggetto che la definisce troppo costosa e inutile. Guadagnare venti minuti nel portare delle merci a Lione o a Parigi, in un tunnel con l'alta velocità (la chiamano TAC), considerando che non si possono fare sicuramente 200 chilometri all'ora in un tunnel di 10 o 20 chilometri (quanto saranno i segmenti del tunnel), ritengo che sia assolutamente una follia, soprattutto dal momento che non è vero che all'Italia non costa nulla. All'Italia, che ha già speso 1,8 miliardi fino ad oggi, toccano altri 2,8 miliardi e poi altri miliardi, fino al raggiungimento di 11 miliardi. Questa è la verità: tutto il resto sono chiacchiere. (Applausi dal Gruppo M5S) . TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, desidero intervenire solo su questa questione per dire che ci va bene la comunicazione, però... PRESIDENTE. No, mi scusi, senatore Taricco: il suo Gruppo ha già parlato. TARICCO (PD) . Volevo solo ribadire, da senatore piemontese, che ritengo abbiamo bisogno di una comunicazione ufficiale del Governo. PRESIDENTE. L'ha già detto il senatore Margiotta, che ha parlato per il suo Gruppo. Seguito della discussione dei disegni di legge costituzionale: Doc 214 Modifiche alla Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari QUAGLIARIELLO. - Doc 515 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica CALDEROLI e PERILLI. - Doc 805 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori PATUANELLI e ROMEO. - (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) Approvazione, con modificazioni, in un testo unificato, con il seguente titolo: Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione dei disegni di legge costituzionale nn. 214, 515 e 805, nel testo unificato proposto dalla Commissione. Ricordo che nella seduta di ieri si è conclusa la discussione generale e hanno avuto luogo le repliche del relatore e del rappresentante del Governo. CALDEROLI, relatore . Signor Presidente, sugli emendamenti all'articolo 1 il relatore esprime parere contrario e formula un invito al ritiro al senatore Bressa rispetto alla proposta emendativa 1.106 perché, pur comprendendo i problemi legati alla minoranza slovena, la ritiene inopportuna. All'articolo 56 della Costituzione, infatti, non vi sono riferimenti ad alcun tipo di minoranza, mentre resta in vigore l'articolo 6, che è assolutamente presente e operante. FRACCARO, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . Signor Presidente, il Governo si rimette all'Assemblea. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.1. DE PETRIS (Misto-LeU) .