[resaula]

la logica conseguenza è che, seppur in possesso di tutti i requisiti per ottenere un trasferimento di sede, il militare si troverà, comunque, nelle condizioni di non essere movimentato perché, in caso di automatismo, le amministrazioni militari otterrebbero un eccesso di personale nelle basi del Meridione con corrispondente riduzione in quelle del Nord, che porterebbe a rendere queste ultime poco o per nulla efficienti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda implementare la presenza delle infrastrutture e del personale militare nel Mezzogiorno del Paese, con conseguente riduzione di quelli attualmente presenti al Nord, con particolare riferimento a quelle unità, i cui compiti non derivino da una motivazione strategica o operativa, per la quale si renda necessaria una specifica allocazione geografica. Atto n. 3-00213 CIRIANI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che : sono allo studio del Governo le misure da inserire nella legge di bilancio per il 2019; le forze di maggioranza non hanno ancora definito, né con riferimento alle modalità, né con riferimento alle risorse disponibili per sostenerle, le annunciate misure in favore delle politiche per la famiglia e la natalità e gli strumenti di sostegno al reddito (reddito di cittadinanza, pensioni di cittadinanza, servizi di asilo nido in forma gratuita); il Ministro del lavoro e dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, promette quotidianamente l'introduzione del reddito di cittadinanza, e delle pensioni di cittadinanza come strumento di lotta contro la povertà; secondo i dati Istat il numero delle famiglie in povertà assoluta è in crescita: nel 2017 c'erano in Italia 158.000 famiglie povere in più rispetto all'anno precedente, con un'incidenza che si mantiene più contenuta tra le famiglie di soli italiani (5,1 per cento), mentre si attesta su valori decisamente più elevati tra le famiglie straniere (29,2 per cento, con il Mezzogiorno che supera addirittura il 40 per cento); l'incidenza della povertà rispetto all'anno precedente cresce di più per le famiglie straniere (con un aumento di 3,5 punti percentuali) contro il 0,7 per cento delle famiglie italiane: i dati Istat del 2017 confermano chiaramente che per le famiglie costituite di soli stranieri (1,6 milioni) il rischio di essere in povertà assoluta continua a rimanere di sei volte più elevato rispetto a quello che pende sui 23,8 milioni di famiglie italiane; nel «Contratto per il Governo del cambiamento», ai paragrafi 18 e 19, si specifica espressamente che destinatari delle misure citate saranno le famiglie e i cittadini italiani "al fine di reinserirli nella vita sociale e lavorativa del paese"; considerato che: con una recente pronuncia, la Corte Costituzionale, che si è occupata più volte della materia concernente l'uguaglianza nell'accesso al welfare , non ha escluso che il legislatore possa prevedere il possesso di specifici requisiti, anche di natura residenziale, attestanti il radicamento del soggetto interessato, a condizione che ciò avvenga in aderenza ai principi costituzionali espressi all'articolo 3, nonché della disciplina europea (il caso riguardava il riconoscimento di un cosiddetti bonus affitti); la Corte di giustizia dell'Unione europea, con una sentenza del 2012, ha stabilito che il diritto dell'Unione europea osta ad una normativa nazionale che, nell'ambito della distribuzione dei fondi destinati al sussidio per la casa, riservi ai cittadini di Paesi terzi un trattamento diverso rispetto a quello dei cittadini dello Stato membro ove essi risiedono; anche nel 2014 la Corte di giustizia dell'Unione europea ha ritenuto discriminatoria e illegittima l'esclusione di stranieri regolarmente soggiornanti da prestazioni sociali familiari (il caso riguardava proprio un cittadino tunisino regolarmente soggiornante in Italia), si chiede di sapere se le misure di welfare familiare e di sostegno al reddito di cui in premessa saranno effettivamente riservate alle sole famiglie e ai cittadini italiani, come espressamente scritto nel contratto di Governo, e, in caso positivo, se ciò sia compatibile con la normativa europea e non presenti piuttosto aspetti discriminatori. Atto n. 3-00214 STEGER UNTERBERGER DURNWALDER LANIECE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: attualmente, le associazioni sportive dilettantistiche ricorrono, nella quasi totalità dei casi, al regime agevolato di cui alla legge n. 398 del 1991, che non prevede particolari esclusioni per quanto riguarda l'applicazione dell'imposta sulle operazioni commerciali attive, ma si limita a dettare specifiche modalità di determinazione dell'IVA a debito, nonché agevolazioni procedurali per quanto riguarda la gestione documentale; nello specifico, l'articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, richiamato dall'articolo 2 della legge n. 398 del 1991, prevede che i soggetti rientranti nel regime agevolato siano esonerati dall'obbligo di fatturazione, ad eccezione, tra le altre, delle operazioni di sponsorizzazione, confermando in tal modo la rilevanza commerciale di questo tipo di prestazioni; diversamente, il decreto legislativo n. 117 del 2017, recante il codice del terzo settore, prevede che gli organismi di volontariato, tra i quali rientrerebbero le associazioni sportive dilettantistiche, rispettando alcune previsioni del codice medesimo, non siano soggetti passivi IVA, qualora decidano di applicare il "regime forfettario"; il regime forfettario è disciplinato, in particolare, dall'articolo 86 del decreto legislativo n. 117 del 2017 e prevede che gli organismi di volontariato (e le associazioni di promozione sociale) non siano tenute ad applicare l'IVA qualora l'ammontare dei ricavi commerciali conseguiti nel periodo d'imposta precedente non abbia superato in totale i 130.000 euro; l'efficacia dell'articolo 86 è, tuttavia, subordinata al via libera da parte della Commissione UE, sia sotto il profilo dell'imposta sul valore aggiunto, sia per quanto riguarda la questione relativa agli aiuti di Stato, potendo pertanto divenire effettivamente applicabile solo a partire dall'esercizio successivo a quello in cui l'approvazione da parte della UE sarà effettivamente ottenuta;