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Poi mi ha scritto, e ha fatto una battuta, su Facebook: «Dite che l'Italia sta invecchiando, che è un Paese ormai vecchio e ci chiedete di far figli. Bene. Io ne ho 6 ma non posso camparli». (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Da questa grande tragedia impariamo che, già da adesso, lo Stato deve porre rimedio a questo deficit tecnologico. Oggi dobbiamo farlo. Oltretutto, mi permetto di farvi osservare che bisogna preparare adeguatamente i docenti. Molti non sono in grado, per carità, non per colpa loro, di fare formazione a distanza. Bene avrebbe fatto il Governo a stanziare fondi da destinare unicamente alla formazione di tutti i formatori. E arrivo qui a quello che più mi ha fatto soffrire in questi giorni: parlo delle piccole e medie imprese. Dobbiamo intervenire presto: hanno fitti, mutui da pagare, mentre le attività sono inattive. Le normative sanatorie sono in contrasto con la vita reale. Ripeto: le normative sono in contrasto con la vita reale. Penso, ad esempio, al pizzaiolo, che dimezzerà i posti a sedere nel suo locale e, di conseguenza, incasserà meno, da non riuscire a coprire i costi di gestione, dopo aver comunque licenziato il proprio personale, che diventerà, a sua volta, disoccupato. Lo Stato deve far fronte oggi a questa esigenza, immettendo liquidità. Lo Stato deve adoperarsi con interventi pubblici, dare ossigeno al tessuto che rende vivo il nostro Paese. Vi voglio ricordare che il 70 per cento delle piccole e medie imprese forma il nostro territorio. Abbiamo presentato un emendamento, signori colleghi, che non era un emendamento della senatrice Minuto o un emendamento del Gruppo Forza Italia. Era un emendamento che parlava di liquidità da dare a quel tipo di aziende, che avevano già esteso una linea di credito con le banche e quindi non erano moratorie. E se a quel tipo di piccole imprese si dà un minimo di ossigeno, se a queste aziende, che avevano un credito di 100, si dà un credito di 150, oggi hanno la saracinesca chiusa, ma domani riapriranno e si rimetteranno in piedi. Anche quell'emendamento, che, lo ripeto, non era mio e non era del Gruppo Forza Italia, ma era un emendamento che rispondeva a quello che il territorio ci chiedeva, lo avete bocciato, così come quello dei fitti: avete bocciato anche quello dei fitti, signori, presentato perché, in quel momento, la gente, se il primo mese era riuscita a pagare, dopo non è riuscita più. La gente è esausta. E che cosa succede? Ve lo anticipo: iniziano già i contenziosi. I locatori pretenderanno, finita la pandemia, di avere i fitti. PRESIDENTE. Senatrice Minuto, la invito a concludere. MINUTO (FIBP-UDC) . Sì, signor Presidente. Quindi, i locatori chiederanno quello che non è stato loro pagato e, in quel momento, inizieranno i contenziosi. E qui che facciamo? Lasciamo i giudici e i magistrati a risolvere questa questione? È sbagliato. È qui che oggi lo Stato non deve e non può permettersi di fermarsi: deve decidere e imporre; anzi, lo Stato deve essere oggi capace di risolvere il problema. Abbiamo dato ossigeno alle banche tramite lo Stato e oggi le banche hanno il dovere di ammorbidirsi nei confronti degli imprenditori. Anche in questo caso lo Stato deve disciplinare e non deve surrogare ad altri. Presidente, concludo. PRESIDENTE. Concluda! Colleghi, ho fatto quattro conti: se va bene, la discussione generale finisce dopo le ore 21 e dopo ci sono le repliche. MINUTO (FIBP-UDC) . Presidente, le chiedo un attimo. La prego perché in questi giorni abbiamo sofferto un po' tutti. PRESIDENTE. Resta alle ore 21 ugualmente. Vorrei concludere anche il suo intervento. MINUTO (FIBP-UDC) . Le vorrei leggere cosa scrive la signora Morena, che dal 10 marzo, per il decreto, decide di chiudere spontaneamente il centro estetico: «Per senso di responsabilità e attaccamento allo Stato lo faccio. Resto a casa, come da decreto. Passano i giorni, ma mi arrivano le bollette». PRESIDENTE. Concluda o sono costretto a farle spegnere il microfono. La autorizzo a depositare il testo. MINUTO (FIBP-UDC) . Concludo. Alla signora che aveva questo centro estetico l'altro giorno il commercialista ha detto: preparati a chiudere. «Ho pianto per un giorno intero. Dove sono i fondi?». PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cioffi. Ne ha facoltà. CIOFFI (M5S) . Signor Presidente, stiamo lungamente disquisendo e parlando di questo scostamento di bilancio che, come tutti sappiamo, cuba 55 miliardi di euro. Lo scostamento di bilancio dovrebbe trovare - credo - tutti i parlamentari, ma di più, tutti i rappresentanti delle istituzioni, ma di più, tutti i cittadini coesi nel capire che questa azione che il Governo e le istituzioni devono fare deve trovarci tutti a remare dalla stessa parte. Nel 1835 Giuseppe Mazzini definì la Nazione come un insieme di persone che riconoscono lo stesso principio e si avviano sotto la scorta di un diritto comune al conseguimento di un medesimo fine. Forse dovremmo ripartire da cosa vuol dire «nazione», da cosa significa senso di appartenenza a una comunità nazionale per capire ciò che abbiamo di fronte e l'azione che deve compiere il Governo. Quando, per esempio, parliamo di questo scostamento, sappiamo che il Governo si sta assumendo l'onere di indebitare ulteriormente le prossime generazioni. È un onere molto forte perché, per esempio, io, come tantissimi di noi, ho dei bambini piccoli e, quando li guardo, penso che avranno un debito ancora più grande. Forse dovremmo anche ragionare su come attutire questo impatto verso le prossime generazioni. Bisognerebbe forse pensare a sistemi basati sulla progressività temporale, coerentemente con l'articolo 53 della Costituzione. Quando sentiamo che l'Unione europea ha previsto la sospensione del Patto di stabilità e crescita, dovremmo chiedere all'Unione europea che questa sospensione non duri un anno o due, ma il tempo necessario per affrontare la crisi e per immettere liquidità nel sistema per fare in modo che la crescita economica sia concreta, reale e duratura. Per quanto riguarda la BCE, non si poteva parlare di modificarne lo statuto, come veniva ricordato prima. Lo statuto della BCE deve essere modificato per inserire le politiche di piena occupazione. Questo significa far diventare la BCE prestatore di ultima istanza, parallelamente a quello che già fa la Fed. Queste cose, però, non si potevano dire, perché sembravano un'eresia fino a quando non è arrivato questo maledetto coronavirus. È un momento incredibile quello che dobbiamo affrontare; è il momento in cui la comunità nazionale deve stringersi intorno all'azione che lo Stato deve fare per i suoi cittadini. I cittadini e le istituzioni devono essere all'unisono; devono vibrare con la stessa intensità e la stessa nota. Questo lo devono fare prima di tutto coloro che siedono al Parlamento. Siamo noi che più di tutti dobbiamo fare questa azione. Vediamo ciò che sta succedendo.