[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 2, del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 265 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in ordine all'insegnamento in lingua tedesca nel conservatorio di musica di Bolzano), promosso dal Tribunale di Bolzano, nel procedimento vertente tra B. G. e il Ministero dell'università e della ricerca scientifica, con ordinanza del 30 maggio 2008, iscritta al n. 385 del registro ordinanze 2008 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 50, prima serie speciale, dell'anno 2008. Udito nella camera di consiglio del 1° aprile 2009 il Giudice relatore Sabino Cassese.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Il Tribunale di Bolzano ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 265 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in ordine all'insegnamento in lingua tedesca nel conservatorio di musica di Bolzano), nella parte in cui prevede che il personale docente con funzioni di bibliotecario del conservatorio di Bolzano presti l'orario di servizio previsto per il personale amministrativo del conservatorio, con riferimento agli articoli 3, 36, 70 e seguenti della Costituzione, nonché all'art. 107 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige). Il Tribunale rimettente riferisce che il ricorrente nel giudizio principale, docente con funzioni di bibliotecario nel conservatorio di Bolzano, ha convenuto in giudizio il Ministero dell'università e della ricerca scientifica, dolendosi di essere stato assoggettato, fin dal momento della sua assunzione, avvenuta nel novembre del 2001, all'orario di servizio settimanale di 38 ore, previsto per il personale amministrativo del conservatorio, anziché a quello di 12 ore settimanali, previsto per tutti i docenti di conservatorio, inclusi i docenti bibliotecari, dall'art. 15 del regio decreto 11 dicembre 1930, n. 1945 (Norme per l'ordinamento dell'istruzione musicale ed approvazione dei nuovi programmi di esame). Il ricorrente nel giudizio a quo, secondo quanto espone il rimettente, riconosce che tale deteriore trattamento è previsto dalla norma censurata, di cui tuttavia egli eccepisce l'illegittimità costituzionale, chiedendo di conseguenza la condanna del Ministero al pagamento delle ore di lavoro svolte oltre le 12 settimanali, a titolo di compenso o di risarcimento, nonché il risarcimento del danno per perdita di chance ed esistenziale. Il giudice a quo riferisce, inoltre, che si è costituito nel giudizio principale il Ministero convenuto, chiedendo il rigetto del ricorso sulla base, da un lato, della vigenza della disposizione legislativa censurata e, dall'altro lato, della circostanza che la contrattazione collettiva dapprima avrebbe elevato, nel 1999, il limite di 12 ore settimanali di cui all'art. 15 del r.d. n. 1945 del 1930 e, successivamente, con il contratto stipulato il 16 febbraio 2005, avrebbe disapplicato quest'ultima disposizione. 2. – Il giudice a quo ritiene che la questione di legittimità costituzionale della norma censurata sia rilevante e non manifestamente infondata. In ordine alla rilevanza, il rimettente osserva che la dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma censurata determinerebbe l'accoglimento della domanda del ricorrente nel giudizio principale. Per contro, se la norma censurata dovesse essere ritenuta legittima, il giudice a quo ritiene che non potrebbe concludersi se non nel senso che il Ministero convenuto ne ha fatto giusta applicazione, con conseguente rigetto del ricorso. In ordine alla non manifesta infondatezza, il Tribunale rimettente ritiene che la norma censurata si ponga in contrasto con diversi parametri costituzionali. Innanzitutto, essa violerebbe l'art. 3 Cost., introducendo una evidente disparità di trattamento, in materia di orario di lavoro, fra i docenti bibliotecari del conservatorio di Bolzano, soggetti allo stesso orario di servizio del personale amministrativo, e i docenti bibliotecari che prestano servizio negli altri conservatorii nazionali, soggetti all'orario di 12 ore settimanali per 27 settimane l'anno, previsto dall'art. 15 del r.d. n. 1945 del 1930. Risulterebbe leso, in secondo luogo, l'art. 36 Cost., avendo la norma impugnata elevato l'orario di lavoro dei docenti bibliotecari del conservatorio di Bolzano senza introdurre un corrispondente incremento della loro retribuzione, che, di conseguenza, non potrebbe ritenersi proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato, considerato anche che, per la stessa retribuzione, i docenti bibliotecari degli altri conservatorii svolgono attività qualitativamente identica ma quantitativamente inferiore. La disposizione censurata si porrebbe in contrasto, inoltre, con la disciplina sulla formazione delle leggi, di cui agli artt. 70 e seguenti Cost., essendo stata adottata secondo il procedimento previsto per l'attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige senza che il suo oggetto effettivamente attenga all'insegnamento in lingua tedesca nel conservatorio di Bolzano o a «qualsiasi altro ambito dello statuto che necessiti di attuazione». Vi sarebbe violazione, infine, anche dell'art. 107 del d.P.R. n. 670 del 1972, in base alla cui procedura di attuazione dello statuto è stata adottata la norma impugnata, il cui oggetto è tuttavia estraneo all'esigenza di assicurare, in attuazione del medesimo, l'insegnamento in lingua tedesca nel conservatorio di Bolzano.1. – Il Tribunale di Bolzano ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 265 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in ordine all'insegnamento in lingua tedesca nel conservatorio di musica di Bolzano), nella parte in cui prevede che il personale docente con funzioni di bibliotecario del conservatorio di Bolzano presti l'orario di servizio previsto per il personale amministrativo del conservatorio. Secondo il giudice a quo, tale disposizione violerebbe, innanzitutto, l'art. 3 Cost., introducendo una disparità di trattamento fra i docenti bibliotecari del conservatorio di Bolzano e quelli degli altri conservatorii nazionali, soggetti all'orario di 12 ore settimanali previsto dall'art. 15 del regio decreto 11 dicembre 1930, n. 1945 (Norme per l'ordinamento dell'istruzione musicale ed approvazione dei nuovi programmi di esame). Essa si porrebbe in contrasto, in secondo luogo, con l'art. 36 Cost., perché la retribuzione dei docenti bibliotecari del conservatorio di Bolzano, comparata alla identica retribuzione percepita dai docenti di altri conservatorii, a fronte di un più limitato orario di servizio, non sarebbe proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato.