[pronunce]

che la questione sollevata in relazione agli artt. 3 e 24 Cost. sul rilievo che il citato art. 33, comma 2, non ragionevolmente, «sacrifica il diritto a due gradi di giudizio di merito», è manifestamente infondata, poiché, secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte, il doppio grado di cognizione di merito non è riconosciuto dalla Costituzione quale necessaria garanzia di difesa (sentenze n. 433 del 1990; n. 301 del 1986; n. 198 del 1984; n. 78 del 1984; n. 22 del 1973; ordinanza n. 585 del 2000; v. anche ordinanze n. 107 del 2007; n. 84 del 2003).. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 33, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287 (Norme per la tutela della concorrenza e del mercato), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., dal Giudice di pace di Ottaviano, con l'ordinanza in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 33, comma 2, della legge n. 287 del 1990, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal medesimo Giudice di pace, con la stessa ordinanza. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 ottobre 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Giuseppe TESAURO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 ottobre 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA