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Senatori presenti 225 Senatori votanti 224 Maggioranza 113 Favorevoli 191 Contrari 33 Il Senato approva. (v. Allegato B). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 4. Sospendo la seduta, che riprenderà al termine della Conferenza dei Capigruppo. (La seduta, sospesa alle ore 15,28, è ripresa alle ore 15,32) . Su una videoconferenza con il Presidente dell'Ucraina PRESIDENTE . Comunico all'Assemblea che martedì 22 marzo, alle ore 11, avrà luogo nell'Aula di Montecitorio un incontro informale in videoconferenza con il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky, alla presenza di deputati e senatori. Non sono previsti interventi da parte dei parlamentari. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno LANNUTTI (Misto-IdV) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (Misto-IdV) . Signor Presidente, colleghi, porto all'attenzione una questione che riguarda il collaudato sistema delle revolving door , ossia porte girevoli, in particolare tra pubblico e privato, e viceversa. Alti dirigenti della pubblica amministrazione, di Ministeri, ex Ministri e direttori generali, dopo aver completato il mandato ed essersi occupati di istituti di credito che avevano il compito di vigilare, sono diventati subito dopo consulenti, vicepresidenti e perfino presidenti di grandi banche d'affari italiane ed estere. Per tentare di attenuare questa pratica legale - ma per me immorale - avevo presentato una proposta di legge i primi di novembre, dal titolo «Disposizioni in materia di limiti all'assunzione di incarico presso gli enti vigilati», volta a evitare il repentino passaggio dalle cariche pubbliche alle aziende private, limitando cumulo di incarichi e impieghi: mai discussa. Oggi vi parlo di un paio di casi: Filippo Arena, fino al 30 dicembre 2021 segretario generale dell'Antitrust e avvocato dello Stato, è passato allo studio legale Gatti Pavesi Bianchi Ludovici come partner responsabile del dipartimento di diritto pubblico dell'economia. Nel corso della sua attività professionale avrebbe rappresentato lo Stato italiano davanti alla Corte di giustizia europea in sede di domande di pronunce pregiudiziali e di procedure di infrazione, utilizzando una di queste porte girevoli: da controllore a controllato. Lo stesso discorso vale per Walter Caizzone, anche se in questo caso si tratta del percorso inverso: prima di andare all'Antitrust ha lavorato per Confcommercio, nel ruolo di rappresentante del settore commercio, imprese per l'Italia e, all'epoca in cui Caizzone vi lavorava, ha svolto iniziative con Federconsumatori. L'attività svolta da Caizzone, i rapporti e le conoscenze dallo stesso maturati durante il suo rapporto di lavoro con Confcommercio non possono che sollevare dubbi sulla posizione di imparzialità che egli sarebbe chiamato a osservare nell'esercizio delle sue funzioni. Ciò si chiama pantouflage : accade quando un dipendente pubblico passa a lavorare per un soggetto privato. La legge italiana valuta negativamente i dipendenti pubblici che negli ultimi tre anni di servizio hanno esercitato potere autoritativo o negoziale per conto delle pubbliche amministrazioni e che poi passano nei privati controllati da quegli enti e viceversa. Eppure, queste cose accadono lo stesso. Le vicende di Arena e Caizzone ne sono la prova. Concludo, signora Presidente, dicendo che è il momento di dire basta al sistema delle porte girevoli, perché la democrazia per cui tanto ci stracciamo le vesti non è solo avere il diritto di voto, ma è anche permettere ai cittadini di essere trattati tutti allo stesso modo e non, come in questo caso, averne alcuni che hanno dei privilegi rispetto ad altri. PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, intervengo per annunciare che abbiamo depositato una mozione, grazie a tutto il Gruppo MoVimento 5 Stelle e anche ai colleghi del Gruppo della Camera che ci hanno dato una mano, sul caro bollette elettriche. Ieri, durante l'informativa del ministro Cingolani, abbiamo acclarato che il prezzo delle bollette non è riferito al prezzo che il fornitore paga per comprare il gas che poi viene venduto agli utenti, ma è basato su un prezzo stipulato in Olanda in una piattaforma che si chiama TTF ed è frutto di speculazione, di prezzi spot , di condizionamenti da parte della guerra e della pandemia, quindi un prezzo che non c'entra nulla con quello pagato dai fornitori. Ieri l'Istat ha parimenti acclarato e poi dichiarato che il prezzo spot è almeno tre volte tanto quello dell'importazione, cioè quello pagato dai nostri fornitori e quindi chiediamo una cosa molto semplice: l'ARERA deve decidere una volta per tutte di sganciare il prezzo che noi paghiamo in bolletta dal prezzo TTF delle quotazioni olandesi riferendolo invece a quello veramente pagato dai nostri fornitori. È una cosa molto semplice che può essere utile ad abbassare il costo delle bollette senza dover intervenire dando soldi agli italiani per pagare le stesse bollette. (Applausi) . CORRADO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, è mia ferma opinione che il ministro Franceschini si debba dimettere. Non lo dico per spirito di opposizione, ma perché il 23 febbraio un organo autorevolissimo dello Stato, la Corte dei conti, ha dichiarato fuori legge - e non solo metaforicamente - il Dicastero che l'incauto presidente Draghi lo ha chiamato a guidare per la terza volta. Mi spiego. Il Vittoriano e Palazzo Venezia sono riuniti in un unico Istituto al quale il Ministero della cultura ha concesso autonomia speciale; a dicembre 2021 la direttrice generale di quel museo Edith Gabrielli ha stipulato una convenzione con la società in house del Ministero della cultura per ottenere 16 unità di personale tecnico-amministrativo non reperite mediante interpello. Senza utilizzare lo strumento del comando nella mobilità tra pubbliche amministrazioni, il Ministero si è rivolto direttamente ad ALES SpA e quella ha presentato la sua offerta non soggetta alla valutazione di congruità imposta dal codice dei contratti pubblici. Avete sentito bene: le società in house degli altri Ministeri non possono farlo, scatterebbe l'accusa di violazione degli articoli 3 e 41 della Costituzione. Evidentemente la legge è uguale per tutti, ma alcuni sono più uguali degli altri. Non basta: ciascuno dei 16 lavoratori ALES costerà in media al Ministero della cultura (cultura con la c minuscola, vi ricordo, per una scelta che a questo punto era premonitrice) oltre 66.000 euro annui, mentre i dipendenti ministeriali con ruoli assimilabili arrivano a costare al massimo 35.000 euro. In altre parole il Ministero della cultura, che detiene il 100 per cento di ALES, presta a sé stesso lavoratori che gli costano il doppio dei dipendenti interni o di più ma che, a leggere i loro CUD, guadagnano meno dei colleghi inquadrati nella pubblica amministrazione, e che gli ALES diano a quelli un mero supporto tecnico-amministrativo e contabile a carattere temporaneo ed eccezionale, come vuole la norma, è una favola.