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Il Fondo per il rientro dalla disoccupazione, amministrato dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, ha la finalità di promuovere la creazione di occupazione, in particolare nei territori del Mezzogiorno di cui al testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, e a beneficio delle categorie per le quali è più accentuato il fenomeno della disoccupazione, mediante il finanziamento o la partecipazione al finanziamento dei piani o progetti di investimenti, di cui al comma 3, che presentano elevata intensità di nuova occupazione e con priorità per quelli attinenti alla tutela del'ambiente, alla manutenzione e valorizzazione dei beni culturali, alle attività di consulenza e assistenza per il risparmio energetico e per i progetti finalizzati delle amministrazioni pubbliche. 3. Le disponibilità del Fondo sono utilizzate per i piani ed i progetti di investimento dello Stato, degli altri enti pubblici e delle aziende, approvato dal Consiglio dei Ministri, dal CIPE o dai comitati istituiti nel suo ambito sulla base degli elementi di cui al comma 4, lettera a), ed istruiti in conformità alle disposizioni di cui ai commi 4 e 5, con priorità per quelli immediatamente eseguibili. 4. Sentita la commissione centrale per l'impiego, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, d'intesa con i Ministri competenti: a) stabilisce i requisiti dei piani e progetti d'investimento di cui al comma 3 rilevanti per la valutazione dei parametri occupazionali, sotto il profilo quantitativo e, soprattutto, sotto quello qualitativo, con particolare riguardo all'efficacia formativa ed alla capacità di sviluppare l'innovazione tecnologica; b) definisce, con riguardo alla materia occupazionale, gli schemi di convenzioni attuative dei piani e progetti d'investimento. 5. Gli schemi di convenzione di cui al comma 4, lettera b), devono prevedere specifiche clausole volte a determinare puntualmente gli obblighi che vengono assunti in materia di occupazione. 6. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale d'intesa con i Ministri competenti, verifica il grado di rispondenza dei singoli piani e progetti d'intervento agli indirizzi e criteri di cui al comma 4, lettera a). 7. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, d'intesa con il Ministro del tesoro, provvede, con proprio decreto, alla determinazione delle modalità di erogazione dei finanziamenti, alla cui eventuale assegnazione ai capitoli di spesa, anche di nuova istituzione, degli stati di previsione dei Ministeri interessati si provvede con decreto del Ministro del tesoro, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale. 8. È istituita, presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, una commissione composta da sei membri in rappresentanza delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro e presieduta dal Ministro o da un sottosegretario di Stato da lui delegato. La commissione ha il compito di concorrere ad individuare gli obiettivi prioritari del Fondo e di esprimere preventivo parere, non vincolante, sulle decisioni che il Ministro assume nella gestione del predetto Fondo. Ogni sei mesi il Ministro riferisce alla commissione sul funzionamento del Fondo e sui risultati occupazionali conseguiti. 9. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale riferisce annualmente alle Camere sul funzionamento del Fondo e sui risultati conseguiti. 10. All'onere di lire 533 miliardi, derivante dall'attuazione del presente articolo per l'anno 1988, si provvede mediante corrispondente utilizzo dello stanziamento iscritto al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per il medesimo anno, all'uopo parzialmente utilizzando l'apposito accantonamento. Le somme non impegnate nell'anno 1988 possono esserlo negli esercizi finanziari 1989, 1990, 1991 e 1992. 11. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio". - Il testo del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 31 gennaio 1989 (Determinazione dei criteri per i progetti ed i piani predisposti ai sensi dell'articolo 6 del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, recante istituzione del Fondo per il rientro dalla disoccupazione) è il seguente: "IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE Visto l'art. 6 del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertico, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, con cui si istituisce il Fondo per il rientro dalla disoccupazione; Visto in particolare il comma 4 nel quale è previsto che il Ministro del lavoro e della previdenza sociale d'intesa con i Ministri competenti, stabilisce i requisiti dei piani e progetti d'investimento di cui al precedente comma 3 rilevanti per la valutazione dei parametri occupazionali, sotto il profilo quantitativo e, soprattutto, sotto quello qualitativo, con particolare riguardo all'efficacia formativa ed alla capacità di sviluppare l'innovazione tecnologica; Sentita la commissione centrale per l'impiego; Sentita la commissione di cui al comma 8, art. 6, del citato decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160; Sentite le amministrazioni centrali competenti ai sensi del quarto comma dell'art. 6; Decreta: Art. 1 (Finalità del Fondo per il rientro dalla disoccupazione). - Il fondo ha la finalità di promuovere la creazione di occupazione in particolare nei territori del Mezzogiorno di cui al testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218 e a beneficio delle categorie per le quali è più accentuato il fenomeno della disoccupazione. I piani ed i progetti di cui al comma 2 del citato art. 6 del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86 convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, hanno l'obiettivo principale di contribuire a rinnovare ed innovare i servizi pubblici e le infrastrutture con interventi anche di manutenzione straordinaria. Tali interventi, una volta esaurito, entro un arco di tempo predeterminato l'apporto del Fondo di cui in premessa, possono venire assorbiti dalle amministrazini ed enti competenti nei loro bilanci ordinari. Ciascun intervento deve essere parte di piani e progetti che comportano un costo finanziario totale non inferiore a cinque miliardi. Nell'ambito di ciascun piano e progetto il costo di ogni singolo lotto funzionale non deve essere inferiore ad un miliardo e mezzo. Art. 2 (Lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate). - L'assunzione di nuovo personale - in numero da specificare sia per la fase di avviamento operativo o di cantiere che per quella di regime - deve avvenire prevalentemente nell'ambito delle seguenti categorie: a) lavoratori in possesso del diploma di scuola media superiore o dell'attestato di qualifica con età non superiore a 32 anni iscritti alla prima classe da almeno un anno o che abbiano conseguito il diploma o l'attestato di qualifica da almeno dodici mesi;