[resaula]

Nel caso di condanna per i delitti di cui ai commi da 1 a 4, si applicano all'ente le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non superiore a due anni. Art. 25- duodevicies . - ( Riciclaggio di beni culturali e devastazione e saccheggio di beni culturali e paesaggistici). - 1 . In relazione alla commissione dei delitti previsti dagli articoli 518 -sexies e 518 -terdecies del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da cinquecento a mille quote. 2. Se l'ente o una sua unità organizzativa viene stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei delitti indicati al comma 1, si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività ai sensi dell'articolo 16, comma 3 ». Art. 4. (Modifica alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, in materia di aree protette) 1. Il comma 3 dell'articolo 30 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, è sostituito dal seguente: « 3. In caso di violazioni costituenti ipotesi di reati perseguiti ai sensi del titolo VIII- bis del libro secondo o dell'articolo 733 -bis del codice penale, il sequestro di quanto adoperato per commettere gli illeciti ad essi relativi può essere disposto, in caso di flagranza, anche dagli addetti alla sorveglianza dell'area protetta, al fine di evitare l'aggravamento o la continuazione del reato. Il responsabile è obbligato a provvedere alla riduzione in pristino dell'area danneggiata, ove possibile, e comunque è tenuto al risarcimento del danno ». Art. 5. (Abrogazioni) 1. All'articolo 635, secondo comma, numero 1, del codice penale, le parole: « o cose di interesse storico o artistico ovunque siano ubicate » sono soppresse. 2. Sono abrogate le seguenti disposizioni: a) il secondo periodo del secondo comma dell'articolo 639 del codice penale; b) gli articoli 170, 173, 174, 176, 177, 178 e 179 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Art. 6. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione delle disposizioni della presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 7. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE Modifiche al codice penale in materia di istigazione alla violenza, all'autolesionismo e al suicidio (2086) ARTICOLI DA 1 A 5 NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE Art. 1. (Introduzione dell'articolo 414- ter del codice penale) 1. Dopo l'articolo 414- bis del codice penale è inserito il seguente: « Art. 414- ter. - (Istigazione alla violenza o all'autolesionismo in danno dei minori) - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compia l'istigazione o l'apologia, diretta o diffusa attraverso strumenti informatici o telematici o con qualsiasi altro mezzo di comunicazione, riguardo alla commissione di atti di violenza o di autolesionismo da parte di minorenni, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. La pena è della reclusione da cinque a dodici anni se l'atto di violenza o di autolesionismo da parte di minorenni si verifica. Nei casi di cui al comma precedente, chiunque, pur non essendo l'autore dell'istigazione o dell'apologia, intenzionalmente la diffonde o ne agevola in qualsiasi modo la diffusione è punito con la reclusione da uno a cinque anni ». Art. 2. (Modifica all'articolo 580 del codice penale) 1. All'articolo 580 del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente comma: « Le pene sono aumentate da un terzo alla metà se il fatto è commesso mediante strumenti informatici o telematici. Art. 3. (Obblighi in capo ai titolari del trattamento e ai gestori di piattaforme digitali ) (Obblighi in capo ai titolari del trattamento e ai gestori di piattaforme digitali ) 1. Il minore che abbia compiuto gli anni quattordici offeso da taluna delle condotte di cui agli articoli 414- ter , poste in essere mediante strumenti informatici o telematici, o 580, terzo comma, del codice penale, come introdotti dagli articoli 1 e 2 della presente legge, nonché il genitore o tutore o curatore del medesimo minore, può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore della piattaforma digitale un'istanza per l'oscuramento, la rimozione o il blocco delle immagini, dei video o delle registrazioni audio, previa conservazione dei dati originali per nove mesi a fini probatori, e per l'adozione di idonee misure tecniche volte a impedire l'identificazione diretta dell'offeso. 2. Qualora, entro le ventiquattro ore successive al ricevimento dell'istanza di cui al comma 1, il titolare del trattamento o il gestore della piattaforma digitale non abbia comunicato di avere assunto l'incarico di provvedere all'oscuramento, alla rimozione o al blocco richiesto ed entro quarantotto ore successive non vi abbia provveduto, o comunque nel caso in cui non sia possibile identificare il titolare del trattamento o il gestore della piattaforma digitale, l'interessato può rivolgere analoga richiesta, mediante segnalazione o reclamo, al Garante per la protezione dei dati personali, il quale, entro quarantotto ore dal ricevimento della richiesta, provvede ai sensi dell'articolo 58 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, e degli articoli 143 e 144 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Art. 4. (Modifica all'articolo 7 del codice penale) 1. All'articolo 7 del codice penale, dopo il numero 5 sono aggiunti i seguenti: « 5- bis . delitti di istigazione alla violenza o all'autolesionismo ai danni di minorenni; 5- ter . delitti di istigazione, eccitazione o aiuto al suicidio mediante strumenti informatici o telematici ». Art. 5. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 882 e sui relativi emendamenti La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione,esaminato il testo proposto all'Assemblea dalla Commissione di merito per il disegno di legge in titolo, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo.