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a) il direttore dell'istituto, il capo dell'ufficio o del servizio che abbia notizia di un'infrazione commessa da un dipendente, per la quale sia prevista una sanzione più grave della censura, informa il provveditore regionale competente per la sede in cui lo stesso presta servizio, qualora l'infrazione comporti la sanzione della pena pecuniaria o della deplorazione; informa l'autorità centrale competente, qualora l'infrazione comporti la sanzione della sospensione dal servizio o della destituzione. 2. Le predette autorità, ove ritengano che l'infrazione comporti l'irrogazione di una delle predette sanzioni, dispongono che venga svolta inchiesta disciplinare affidandone lo svolgimento ad un funzionario istruttore che appartenga ad istituto, ufficio o servizio diverso da quello dell'inquisito e che sia di livello dirigenziale, qualora l'infrazione comporti la sanzione della destituzione, della carriera dei funzionari del Corpo di polizia penitenziaria, negli altri casi, purché avente qualifica superiore a quella dell'incolpato. 3. Per il funzionario istruttore valgono le norme sulla astensione e sulla ricusazione dei componenti i consigli di disciplina. 4. Egli provvede, entro dieci giorni, a contestare gli addebiti al trasgressore, invitandolo a presentare le giustificazioni nei termini e con le modalità di cui all'articolo 14, e svolge, successivamente, tutti gli altri accertamenti ritenuti da lui necessari o richiesti dall'inquisito. 5. L'inchiesta deve essere conclusa entro il termine di quarantacinque giorni, prorogabili una sola volta di quindici giorni a richiesta motivata dell'istruttore. 6. Questi riunisce tutti gli atti in un fascicolo, numerandoli progressivamente in ordine cronologico e apponendo su ciascuno foglio la propria firma, e redige apposita relazione, alla quale allega tutto il carteggio raccolto, trasmettendola all'autorità che ha disposto l'inchiesta. 7. Detta autorità, esaminati gli atti, se ritiene che gli addebiti non sussistono, ne dispone l'archiviazione con provvedimento motivato, ovvero li trasmette, con le opportune osservazioni, all'organo competente ad infliggere una sanzione minore. 8. Qualora gli addebiti sussistano, trasmette il carteggio dell'inchiesta, con le opportune osservazioni, al consiglio di disciplina competente in base al disposto degli articoli 3, 4, 5 e 6. ". "Art. 21 (Riesame delle sanzioni della sospensione dal servizio e della destituzione). - 1. Avverso le sanzioni della sospensione dal servizio e della destituzione è ammesso rivolgere istanza di riesame al Ministro della giustizia. 2. L'esito del riesame è fatto risultare da decreto ministeriale. ". - Si riportano gli articoli 5, comma 4, 6, comma 6, 20, commi 1 e 2, 22, commi 2 e 3, e 23, comma 1, del citato decreto legislativo n. 449 del 1992, come modificati dal presente decreto: "Art. 5 (Sospensione del servizio). - 1. - 3. (Omissis). 4. La sospensione dal servizio è inflitta con decreto del Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, previo giudizio del consiglio centrale di disciplina. 5. (Omissis).". "Art. 6 (Destituzione). - 1. - 5. (Omissis). 6. La destituzione è disposta con decreto del Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, previo giudizio del consiglio centrale di disciplina. ". "Art. 20 (Riesame delle sanzioni della pena pecuniaria e della deplorazione). - 1. Avverso le sanzioni della pena pecuniaria e della deplorazione è ammesso rivolgere istanza di riesame al Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria. 2. L'esito del riesame è fatto risultare dal decreto del Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, adottato in conformità della deliberazione del consiglio centrale di disciplina di cui all'articolo 13. 3. (Omissis).". "Art. 22 (Riapertura del procedimento disciplinare). - 1. (Omissis). 2. La riapertura del procedimento è disposta dal Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, su relazione del Direttore generale del personale e delle risorse, ed il nuovo procedimento si svolge nelle forme previste dal Titolo II. 3. Il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, qualora non ritenga di disporre la riapertura del procedimento, provvede con decreto motivato, sentito il consiglio centrale di disciplina. "Art. 23 (Effetti della riapertura del procedimento). - 1. In caso di riapertura del procedimento, ove le circostanze lo consigliano, il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria può disporre la sospensione degli effetti della sanzione già inflitta. 2. - 4. (Omissis).".