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in tale circostanza, già particolarmente gravosa, si inserisce quella che all'interrogante appare l'assurda decisione, comunicata il 6 marzo nelle "FAQ" consultabili dal sito del Dipartimento dello sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, del divieto di praticabilità per gli eventi agonistici organizzati, nelle zone rosse, dagli enti di promozione sportiva, ancorché precedentemente inseriti nello specifico calendario CONI delle attività di preminente interesse nazionale; paradossalmente, e nonostante applichino le medesime misure di profilassi preventiva e distanziamento, tale decisione non ha riguardato gli eventi organizzati dalle federazioni sportive nazionali, creando così una inspiegabile ed illogica disparità di trattamento sia per gli atleti interessati che per gli organi organizzatori; tutti gli enti di promozione sportiva italiani riconosciuti dal CONI hanno protestato e tuttora protestano contro questo inconcepibile arbitrio, che peraltro non solo non trova riscontro alcuno nella ragionevolezza, ma non raggiunge neanche il teorico fine che si prefigge, in quanto gli atleti che volessero continuare ad allenarsi e partecipare a competizioni possono comunque tesserarsi alle rispettive FSN; in sostanza, a giudizio dell'interrogante, appare evidente un meccanismo di aggressione nei confronti degli enti di promozione sportiva, non sorretto da nessun criterio razionale e per ciò stesso insensato e discriminatorio, assunto che lo status di atleta agonista, sia federale o appartenente a un ente di promozione sportiva, è identico dal punto di vista delle misure da adottare per la prevenzione e la sicurezza, si chiede di sapere se il Governo intenda o meno porre definitivo rimedio all'incresciosa situazione di disparità descritta. Atto n. 3-02405 PAGANO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: l'associazione "Azione, ricerca e sviluppo" ha recentemente rappresentato la situazione che si è determinata in merito all'inclusione del progetto di velocizzazione della tratta Pescara-Roma nel piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR); la situazione infrastrutturale in cui versa la regione Abruzzo ed il semi-isolamento causato dal grave ritardo nello sviluppo della rete connettiva intermodale producono effetti devastanti sul sistema imprenditoriale e su tutta la comunità regionale; il progetto di velocizzazione della linea Roma-Pescara, che comporta un impegno economico di circa 1,5 miliardi di euro, era stato inserito da RFI nel contratto di programma con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Con le leggi di bilancio per gli anni 2017, 2018 e 2019 è stata data copertura ai primi 350 milioni di euro; il 20 marzo 2020 è stato sottoscritto a Roma un protocollo d'intesa tra il Ministro delle infrastrutture, il presidente della Regione Lazio, il presidente della Regione Abruzzo e l'amministratore delegato RFI, avente ad oggetto le fasi operative per il miglioramento del servizio, la stima dei costi, per 6,5 miliardi di euro, la durata dei lavori per 7,5 anni e le quattro fasi di avanzamento del programma; il 1° aprile 2021, a conclusione dell'esame della relazione delle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell'Unione europea sulla proposta di piano nazionale di ripresa e resilienza, le assemblee del Senato e della Camera dei deputati hanno approvato la proposta di risoluzione di maggioranza; la suddetta linea ferroviaria, sebbene annoverata nella prima versione del PNRR tra le opere da realizzare, non risulta indicata nella seconda. Tuttavia, l'importo previsto, pari a 620 milioni di euro in 5 anni (il costo totale dell'intera opera è di 6,4 miliardi), è del tutto irrisorio rispetto alle aspettative e agli impegni che erano stati assunti dai rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali; nei prossimi giorni il Governo esaminerà il contenuto delle risoluzioni approvate dal Parlamento e valuterà eventuali modifiche al PNRR; ad avviso dell'interrogante sarebbe auspicabile e opportuno che in questa fase si consideri la necessità della realizzazione di un'opera di straordinaria importanza per l'Abruzzo, il Lazio e il sistema Paese; la camera di commercio Chieti-Pescara ha avuto un ruolo attivo nella vicenda, tanto da promuovere nel dicembre 2019 la sottoscrizione di un protocollo d'intesa tra la Regione Abruzzo e l'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, per l'inserimento di tutti i porti del mare Adriatico centrale nella rete core , proprio in forza dell'inclusione della rete viaria e ferroviaria adriatica nel corridoio Adriatico-Baltico; da informazioni pervenute all'interrogante, sembrerebbe che la ragione per la quale è stato previsto un finanziamento di soli 620 milioni di euro risieda nel fatto che il " recovery fund " prescrive che i progetti candidabili debbano essere completati entro il 2026. Se questa motivazione venisse confermata, si è nella precisa condizione di dimostrare che tale scadenza potrà essere rispettata con la realizzazione di un progetto ben più importante di quello ipotizzato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di adoperarsi affinché si valutino sia il reinserimento dell'infrastruttura altamente strategica sia maggiori risorse per la velocizzazione della tratta Roma-Pescara, considerata linea prioritaria e strategica per il territorio nazionale. Atto n. 3-02406 CROATTI LANZI LANNUTTI VANIN RICCIARDI TRENTACOSTE DONNO SANTANGELO MAUTONE CORRADO ROMANO DI GIROLAMO PAVANELLI PUGLIA GUIDOLIN Ai Ministri dello sviluppo economico e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: le fiere italiane sono un comparto di grandissima importanza per l'economia italiana, in quanto ogni anno richiamano circa 200.000 espositori e 20 milioni di visitatori in 1.000 eventi fieristici e impiegano circa 120.000 lavoratori totali. L'Italia è il quarto Paese al mondo per superficie espositiva coperta, dopo Cina, Stati Uniti e Germania; le fiere costituiscono un potente mezzo per la promozione del made in Italy e un volano per la nostra economia, visto che sono in grado di generare, ogni anno, affari per circa 80 miliardi di euro e che il 50 per cento dell' export nasce da contatti originati dalla partecipazione a manifestazioni fieristiche; nel 2020, a causa delle misure di contrasto e contenimento della diffusione del virus COVID-19, nel periodo tra il 23 febbraio e il 31 luglio, sono state annullate 88 manifestazioni internazionali e 93 nazionali, mentre, tra il 26 ottobre e il 24 novembre, sono state annullate 13 manifestazioni internazionali e 46 nazionali; il sistema fieristico è il comparto che ha subito il maggior tasso di perdita nel 2020, il fatturato è calato dell'80 per cento, passando da un miliardo di euro a soli 200 milioni; inoltre, è stato distribuito soltanto il 4 per cento delle risorse destinate agli operatori del settore, in particolare dei 408 milioni di euro risultano erogati o in fase di liquidazione 7,5 milioni, a cui si aggiungono 9 milioni di euro di finanziamenti e che comunque, per effetto del regime " de minimis ", potranno ristorare i beneficiari per un massimo di 1,8 milioni di euro; considerato che: