[resaula]

Mi riferisco al fatto che progressivamente alcune quote già nel Fondo sanitario nazionale e già destinate agli stipendi dei medici vengono sottratte progressivamente negli anni, con un meccanismo complesso che chiaramente non riesco a spiegare qui. Se questa erosione continuerà nel tempo, sarebbe inutile da parte nostra permettere, da un lato, di continuare la stagione contrattuale da un punto di vista normativo e, dall'altro, di continuare questa sottrazione di risorse agli stipendi del personale medico. Quindi, se vogliamo avere un contratto per i medici e i dirigenti sanitari - quindi anche biologi, chimici e altre professionalità - che realmente sia in grado di mantenere le incentivazioni a restare nel Servizio sanitario nazionale, dobbiamo porre fine a questo meccanismo e a ciò è finalizzato l'emendamento in esame. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.0.13, presentato dal senatore Vitali e da altri senatori, fino alle parole «1º gennaio 2019.». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 11.0.14. Gli emendamenti da 11.0.15 a 11.0.23 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 11.0.24, identico all'emendamento 11.0.25, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.24, presentato dai senatori Parrini e Collina, identico all'emendamento 11.0.25, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.26, presentato dai senatori Parrini e Collina, identico all'emendamento 11.0.27, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.28, presentato dai senatori Parrini e Collina, identico all'emendamento 11.0.29, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11.0.30, identico all'emendamento 11.0.31, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.30, presentato dai senatori Parrini e Collina, identico all'emendamento 11.0.31, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti 11.0.32 e 11.0.33 (testo 2) sono improponibili. L'emendamento 11.0.34 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.35, presentato dalla senatrice Rossomando. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 11.0.36 a 11.0.38 sono improponibili. L'emendamento 11.0.84 è stato ritirato. Gli emendamenti da 11.0.39 a 11.0.61 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 11.0.62, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.62, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 11.0.63 a 11.0.78 sono improponibili, a eccezione degli emendamenti 11.0.66, 11.0.70 e 11.0.76 che sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.79, presentato dal senatore Barboni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 11.0.80 è stato ritirato. Gli emendamenti da 11.0.81 a 11.0.93 (testo 2) sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.94, presentato dal senatore De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Comunico che i subemendamenti 11.0.43 (testo 4)/406, 11.0.43 (testo 4)/407, 11.0.43 (testo 4)/408 e 11.0.43 (testo 4)/409 sono da considerarsi proponibili e pertanto ammessi alla votazione. Passiamo all'emendamento 11.0.43 (testo 4)/404, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta,procediamo alla votazione. MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, intervengo su questo perché - come sarà chiaro nel corso del mio intervento - è il primo subemendamento relativo al cosiddetto emendamento trivelle, diventato noto - più o meno tristemente, a seconda dei punti di vista - negli ultimi giorni. Si tratta del vero motivo per cui il provvedimento in esame ha avuto un iter tanto travagliato, con imbarazzanti e imbarazzate continue richieste di rinvio. Bisognava che le due forze di maggioranza trovassero un accordo sulla materia: l'hanno trovato, ne hanno discusso a lungo, avranno anche un po' litigato e - come capita spesso in questi casi - hanno fatto un accordo al ribasso, un compromesso di bassissimo profilo, un bluff clamoroso, che adesso provano a vendere come un grande risultato. Invece non è nulla, se non un totale e insignificante accordicchio. Ne è esempio il fatto che in Basilicata i 5 Stelle hanno fatto la campagna elettorale dicendo che, appena arrivati al Governo, sarebbero stati in grado di bloccare le trivellazioni e le coltivazioni di idrocarburi nella Val d'Agri: è assolutamente falso. L'emendamento che voteremo fra poco non blocca assolutamente nulla, sotto questo profilo. Siamo al solito film: dovevano bloccare la TAP e le trivelle e fare sfracelli sull'Ilva, ma non sta succedendo; ugualmente, mi auguro che non riusciranno a bloccare la TAV, ma qui vedremo se la Lega, per una volta, terrà fede alle sue parole. Il ministro Di Maio aveva promesso di innalzare le royalty che vanno alle Regioni e ai territori locali e invece no: aumentano i canoni concessori, che vanno esclusivamente allo Stato centrale, per fare cassa, per i motivi noti, che conosciamo. Attenti, però, perché questa cassa è assolutamente incerta e rischia anzi di diventare un buco nel bilancio dello Stato, a causa dei contenziosi che si svilupperanno. Non bloccate alcun procedimento in atto.