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Voglio partire da uno di essi, che secondo me è ancora trascurato e che invece va valorizzato: parlo della sanità. Se stiamo affermando che la prima misura economica consiste nel garantire il diritto alla salute ai nostri cittadini e dunque deve consistere nell'assicurare a loro e alle generazioni che verranno una protezione di fronte a nuove pandemie, noi dobbiamo avere un'accelerazione. Non mi interessa discutere per il momento della quantità di risorse; vorrei discutere di come ricostruiamo il volto della medicina territoriale, di come mettiamo in sicurezza i territori, di come siamo in grado di garantire i servizi ai cittadini. (Applausi) . Discutiamo prima di questo, altrimenti tutto ciò non ha senso nel rapporto con la nostra comunità. Questo vale anche per la digitalizzazione e per la riconversione in chiave ecologica della nostra economia. Su questi punti serve un'accelerazione; il Partito Democratico ne è consapevole, ha le sue proposte e mantiene la propria identità nella responsabilità di portare l'Italia fuori dalla crisi. (Applausi) . BERNINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori Ministri e Vice Ministri, signor Sottosegretario, onorevoli colleghi, sento, in questo momento, di dover dedicare il nostro intervento al Presidente del Consiglio, che sta parlando in contemporanea con noi. (Applausi) . Egli sta, giustamente, facendo la sua conferenza stampa di fine anno, nel posto giusto al momento giusto. In fondo, chi siamo noi? Noi siamo solo il Senato della Repubblica! (Applausi) . E che cosa stiamo facendo di importante? Stiamo solo approvando una legge di bilancio che non ci è neanche stato concesso di leggere! È giusto che il Presidente del Consiglio sia dov'è. Abbiamo sbagliato noi. Non abbiamo chiesto la diretta televisiva. Lo sanno tutti: no telecamere, no Conte! (Applausi). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho molto apprezzato gli interventi di opposizione dei colleghi Renzi ed Errani. Io non credo di poter fare lo stesso. Non credo di poter essere così veemente. Non credo di potermi spingere così avanti. Vorrei, però, a nome del mio Gruppo parlamentare, dire la mia, non solamente su questa legge di bilancio, ma sul modo in cui questa fase è stata affrontata. Noi stiamo vivendo una fase difficilissima da governare. Sappiamo che la questione di questa fase pandemica è terribile. È una sfida terribile, ma è una sfida che voi avete perso, per il vostro piglio arrogante di infallibilità, per la vostra incapacità di ammettere i vostri errori e dire che avete sbagliato, per la vostra incapacità di vedere il mondo reale. (Applausi) . Ma voi le vedete quelle 390.000 imprese che stanno sparendo, che, anzi, sono già sparite? Quelle 390.000 imprese che hanno spento le luci per sempre? Li vedete quei 5 milioni e mezzo di poveri, ma poveri veri, di cui 2 milioni poveri da Covid-19? (Applausi) . Otto milioni di persone hanno visto precipitare drammaticamente il loro tenore di vita. E sapete chi sono? Gli artigiani e i commercianti, quelle partite IVA, quegli imprenditori, che vi stanno chiedendo da tanto tempo di essere aiutati, ma non con i DPCM, con gli Stati Generali, con il comitatismo e con gli show mediatici. (Applausi) . No, non serve tutto questo. Non servono le vostre liti interne quotidiane, che sono culminate nella rissa di capodanno sul recovery plan e nei vostri mirabili interventi di opposizione, che però, mi sembra di capire, non esiteranno un voto contrario alla manovra. O sbaglio? Tutto questo, in che modo può servire a un Paese allo stremo? A un Paese che sta veramente chiudendo le luci delle proprie fabbriche? Un Paese che sta chiudendo la porta dei negozi con la paura di non riaprirla più? Dietro quei banconi, dentro quelle cucine, ci sono delle vite, delle passioni, delle famiglie, delle storie. Costoro sono, con la loro creatività, con il loro sacrificio e con la loro capacità di rialzarsi sempre, sono l'unica speranza di far rialzare l'Italia, se noi li aiuteremo. (Applausi) . Noi ci abbiamo provato. Abbiamo costretto la maggioranza ad approvare una decontribuzione delle partite IVA, una decontribuzione che è poca cosa. Come è poca cosa l'incentivazione dei trasporti; come è poca cosa la valorizzazione della disabilità nelle scuole paritarie; come è poca cosa l' automotive ; come è poca cosa quanto abbiamo dato a medici e infermieri, che meritano tanto di più; come poca cosa è quanto abbiamo dato alle Forze dell'ordine. È poca cosa e noi chiediamo scusa per voi, per non avere fatto di più. Perché voi non siete capaci di chiedere scusa. (Applausi) . Non siete capaci di ammettere i vostri errori e con una mano date uno e con l'altra mano prendete dieci. Avete decontribuito 3.500 euro per le partite IVA e dal primo gennaio fate partire 31 milioni di atti dell'Agenzia delle entrate (Applausi) - cartelle, accertamenti e avvisi - che colpiranno il cuore produttivo di questo Paese, quelli che vi dicevo prima, quelli che tengono in piedi l'Italia, perché non siamo noi a tenere in piedi l'Italia, sono loro e noi li dobbiamo rappresentare ed aiutare. Questa è la nostra funzione, non fare finta di non vederli, non dire che la formula Italia è la migliore del mondo, non dire che va tutto bene, non fare inutili conferenze stampa autocelebrative mentre il Paese soffre. (Applausi) . Tutto questo non serve a niente, serve solo a prendere in giro il Paese e noi non lo vogliamo fare. Noi crediamo a quanto abbiamo fatto, siamo convinti che il nostro Paese abbia una grande opportunità, se riusciremo a dirci la verità, se riusciremo a farci dire la verità da voi. Per esempio, che cosa succederà il 7 gennaio? Le scuole riapriranno? (Applausi) . Quanto tempo ancora dovrà passare prima di saperlo? Il ministro Speranza parla del 50 per cento della capienza, quello stesso ministro Speranza che ieri diceva che era tutto a posto, che avremmo avuto sicuramente il vaccino AstraZeneca e sarebbe stato un trionfo. (Applausi) . Come diceva giustamente la collega Rivolta, sembra l'Istituto Luce, comunicazione propaganda. (Applausi) . C'è un mondo virtuale che è quello dei nostri strumenti e mezzi di comunicazione e c'è un mondo reale che è quello che il Paese conosce molto bene. Cosa succederà? I nostri ristoratori, i nostri esercenti, i nostri impianti sciistici riusciranno a riaprire? Quelli che hanno perso le loro scorte, quelli che hanno dovuto subire il disagio dell'incertezza. Forse per chi non ha mai lavorato non è un problema (Applausi) , ma l'incertezza per un imprenditore è il peggiore dei mali. Non poter programmare, non poter sapere se deve fare contratti, se deve chiedere qualcosa ai fornitori, come programmare i propri bilanci futuri; non si può vivere di incertezze. Che cosa succederà? Riapriranno?