[resaula]

Non so se siamo davanti ad una nuova divisione del mondo in sfere di influenza che veda, come dicevo prima, da un lato le democrazie e dall'altro i sistemi non democratici (la Cina, la Russia), tra modelli di vita diversi che non so fino a che punto potranno convivere. Non so fino a che punto la globalizzazione, che pure ha tolto molta gente dalla fame, riuscirà a garantire questo. Consentitemi di congedarmi con una citazione credo profetica di Victor Hugo, che nel 1849 disse: verrà un giorno in cui Francia, Inghilterra, Germania, Italia e Russia, senza perdere la loro gloriosa tradizione, si fonderanno in una superiore unità. Verrà un giorno in cui si vedranno questi due gruppi immensi, Stati Uniti d'Europa e Stati Uniti d'America, posti l'uno di fronte all'altro, che si terranno la mano al di sopra degli oceani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Abate. Ne ha facoltà. ABATE (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Signor Presidente, ci troviamo qui a discutere l'ulteriore provvedimento denominato "aiuti", ma che purtroppo nulla contiene per le famiglie e per le piccole medie e imprese, nulla contiene per superare questa gravissima crisi nella quale sono state trascinate. Dico che sono state trascinate perché da un'analisi di ciò che è avvenuto in quest'ultimo anno e mezzo, vediamo che le politiche attuate in quest'ultimo periodo hanno fatto di tutto per porre in essere questa gravissima condizione economica e sociale. Infatti, tutti i provvedimenti che sono stati emanati vanno nella direzione di entrare nel conflitto nel cuore dell'Europa, quello fra Ucraina e Russia, inviando armi - non quindi strumenti per agire con mezzi diplomatici, ma armi per continuare questo gravissimo conflitto - e applicando sanzioni alla Russia. Ebbene, studiando un poco la storia si poteva ben sapere che tali sanzioni e tali scelte politiche sarebbero state pagate - come poi è avvenuto - dal popolo, abbandonando così ogni possibilità di porre fine con azioni diplomatiche a questo gravissimo conflitto. Naturalmente, voglio concentrarmi sulla fattispecie di cui mi sono occupata in questi quattro anni e mezzo, vale a dire agricoltura e pesca. Ancora una volta, sono state assolutamente trascurate le richieste che arrivano da questi due comparti e che io avevo tradotto in emendamenti al provvedimento al nostro esame. Avevo chiesto la moratoria finanziaria, un bonus per cercare di alleviare le grandi difficoltà in cui si trovano le aziende a causa del caro gasolio e anche il rinnovo della cambiale agraria, considerato che la misura Ismea U35, approvata con il precedente provvedimento, viene inficiata da un tasso al 5 per cento. Le banche, infatti, anziché agevolare le aziende in questa terribile situazione con un finanziamento garantito al cento per cento da un istituto pubblico qual è l'Ismea, chiedono il 5 per cento di interesse. Tutti questi emendamenti naturalmente sono stati bocciati. Nel provvedimento in discussione continuiamo a trovare la cessione del credito, che era stata concessa con il precedente provvedimento che a nulla serve alle aziende: ne è stata testimonianza l'applicazione che ne è stata fatta, pari quasi a zero, nel primo triennio del corrente anno. Abbiamo purtroppo visto che, a causa delle misure adottate, ben 70.000 aziende agricole sono state già chiuse. Naturalmente tutto questo è avvenuto e avviene con il benestare di tutti i partiti che formavano la maggioranza. A nulla serve adesso, in fase di campagna elettorale, andare nelle piazze e dire «io non do più la fiducia a Draghi», perché sono state date ben 58 fiducie che hanno ridotto le piccole e medie imprese e le famiglie sul lastrico. QQQuindi sostenere di non far più parte della maggioranza che appoggia questo Governo è una grandissima falsità, perché lo si è sostenuto per anno e mezzo, facendo arrivare l'Italia sull'orlo del baratro. Ancora una volta, anche in questo provvedimento non troviamo nulla per le partite IVA, per la piccola e media impresa e per l'agricoltura, la quale si ritrova ad avere non solo esposizioni bancarie ma anche l'accesso da parte dell'ufficiale giudiziario. Ciò premesso, il voto del mio Gruppo e il mio in particolare di agricoltori e pescatori, su questo provvedimento sarà contrario. Considerato che questo è il mio ultimo intervento, e non solo in questa legislatura, perché non mi sono ricandidata (anche se non mi sono mancate le occasioni), vorrei dire alle persone e in particolare a tutta la categoria degli agricoltori e a quella dei pescatori che continuerò a portare avanti le loro battaglie, insieme a loro, insieme ad agricoltori e pescatori, nelle piazze, nei campi, sulle darsene dei porti. Da lì ci faremo ascoltare e da lì la nostra voce arriverà in questi palazzi che ho ben conosciuto per quattro anni e mezzo, con la speranza che ci sia qualcosa di buono e che ci sia un ascolto. Ma temo che la situazione andrà sempre peggio. Ringrazio tutti coloro che mi hanno accordato la loro fiducia sin dall'inizio e che non mi hanno fatto mancare il loro sostegno in tutto l'arco del mandato. Con loro sono rimasta in contatto; sono rimasta in contatto con le persone e con i territori. Li ringrazio per l'onore che mi hanno concesso facendosi da me rappresentare in quest'Aula. Rimetto nelle loro mani il mio mandato. Sarò con loro, al loro fianco, nelle loro battaglie, in primis per il riconoscimento del costo di produzione in agricoltura e nella pesca. Concludo dicendo: viva i cittadini onesti di questa Nazione e viva ogni Governo che andrà a tutelare i cittadini onesti di questa Nazione. Grazie ancora a tutti. Ringrazio i colleghi, che saluto con rispetto e alcuni anche con stima. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romani. Ne ha facoltà. ROMANI (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Signor Presidente, discutiamo oggi un provvedimento importante, necessario ed anche urgente, che non sarà però un intervento sufficiente. Sappiamo già che servirà una terza tranche di aiuti e che finché non interverremo in maniera definitiva sul prezzo dell'energia, rischieremo solo una continua rincorsa. Il ministro Franco ha fatto presente che fiscalizzare una parte del costo dell'energia, come stiamo facendo in misura crescente da un anno a questa parte (5 miliardi nel 2021 e 33 miliardi nel 2022, attraverso bonus , crediti d'imposta, riduzione delle accise, la sterilizzazione degli oneri di sistema e il bonus da 200 euro), è sicuramente importante per l'effetto contenitivo sull'inflazione, ma non può essere un meccanismo da ripetersi all'infinito, perché avrebbe costi elevatissimi senza mai riuscire a coprire l'onere per famiglie e imprese. È dunque necessario intervenire sui meccanismi di formazione del prezzo dell'energia elettrica a livello nazionale e del gas a livello europeo in maniera determinante e decisiva. Questo vuol dire prima di tutto comprendere questi meccanismi. Perché, ad esempio, sta aumentando molto il prezzo del gas e perché si riflette sulla bolletta energetica?