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Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 13 gennaio 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 13 gennaio, alle ore 15, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 18,50) . Parere espresso dalla 5ª Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1944 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1222 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1958 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 1222 Signor Presidente, colleghi senatori, la ratifica che ci apprestiamo a votare tocca un tema di rilievo nella nostra attualità, quello dell'ambiente e, in particolare, di tutto ciò che ruota intorno al mondo ittico, compresi il mercato e le implicazioni economiche della pesca. Italia e Svizzera condividono un comune patrimonio nelle acque dei laghi Maggiore, di Lugano e del fiume Tresa. La convenzione bilaterale del 1986 era stata sottoscritta proprio per assicurarne una gestione ottimale, ma, a quasi quarant'anni di distanza, è doveroso rivederla, anche alla luce delle sopraggiunte esigenze di carattere ambientale e climatico, per contribuire alla difesa e al miglioramento dello stesso ambiente acquatico. In un momento economico così delicato, è opportuno che si potenzi uno strumento come questo, tenendo a mente un ulteriore obiettivo: favorire lo sviluppo delle categorie che operano nel settore della pesca professionale e delle attività di pesca sportiva. Lo Scambio di note che oggi votiamo, quindi, ha il merito di adeguare la Convenzione alle mutate situazioni ambientali, all'accresciuto corpo di conoscenze scientifiche, all'emergere di nuove problematiche e all'esigenza di rendere più agile l'ordinamento previsto dalla stessa Convenzione. Il rispetto e la tutela dell'ambiente è il principio cardine intorno al quale si muovono questo Scambio di note e tutte le modifiche alla Convenzione. Grazie a questo testo, frutto di un intenso confronto nell'ambito della Commissione italo-svizzera per la pesca, si consentono una precisazione dei limiti territoriali di applicazione, una ripartizione più funzionale dei compiti della Commissione italo-svizzera e delle materie affidate al Regolamento di applicazione, oltre all'eliminazione di norme relative all'uso di attrezzi e sistemi di cattura ormai superati. Infatti, il rapido evolversi degli attrezzi di pesca professionale e sportiva e soprattutto le modificazioni del popolamento ittico nei due laghi richiedono un'attenzione continua sulla normativa comune, che deve mantenersi costantemente aggiornata per garantire un'effettiva tutela del patrimonio ittico. Il merito di questa Convezione sta quindi anche nel rendersi conto che l'adeguamento dell'aspetto legislativo è fondamentale anche per il rispetto dell'ambiente. Inoltre, le proposte di modifica non cambiano l'impianto normativo precedente, al contrario: lo migliorano, perché riorganizzano quelle tematiche la cui regolamentazione aveva mostrato carenze e difficoltà applicative. Sono degne di nota, inoltre, le proposte di ampliamento degli interventi, dalla ricerca scientifica alle pratiche ittiogeniche e di ripopolamento. Con questi interventi si intende infatti intervenire in merito alle profonde lacerazioni subite dalla comunità ittica del lago Maggiore in seguito alle gravi emergenze che lo hanno interessato nel corso dell'ultimo decennio. Pensiamo solo all'inquinamento da DDT, con i conseguenti divieti e riduzioni della pesca. Le modifiche alla Convenzione avrebbero quindi il merito di perseguire un recupero equilibrato del popolamento ittico, orientato alla gestione delle semine di materiale ittico e della pesca, mediante criteri fondati su oggettive conoscenze scientifiche. Parallelamente, si migliora anche l'accuratezza delle prescrizioni riguardanti la protezione dell'ambiente in relazione agli interventi vietati o da sottoporre a preventiva autorizzazione, agli obblighi ittiogenici e di ripristino ambientale e alle semine, subordinate, con queste modifiche, alla conformità rispetto a un apposito regolamento. ln sintesi, signor Presidente, con queste modifiche si tutela l'ambiente, difendendolo anche - ahimè - dalle conseguenze dell'azione dell'uomo. e si proteggono le professioni e le categorie interessate dal settore ittico. Per questo, annuncio il voto favorevole di Italia Viva. Dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 1958 Presidente, colleghi senatori, la ratifica all'ordine del giorno dei nostri lavori oggi è particolarmente rilevante perché interviene sul funzionamento della Corte europea dei diritti dell'uomo, cioè interviene sull'operato della Corte di Strasburgo che è un prezioso pilastro per la nostra libertà, perché con il suo lavoro rende possibile la tutela dei diritti umani anche quando sono gli stessi Stati a non concederla. È quindi un avamposto fondamentale, per la tutela dei diritti soprattutto in tempi come questi troppo spesso caratterizzati da populismi esasperati e sovranismi che inneggiano all'antidemocrazia. Ecco che in una fase storica in cui - in particolare nell'Est Europa, ma non solo - i diritti umani e civili vengono calpestati e sembrano un orpello inutile è ancora più importante proteggere l'istituzione che li difende al grado più alto, ossia la Corte europea dei diritti dell'uomo. E difenderla vuol dire anche metterla nelle condizioni di operare al meglio; riformare se necessario - come è necessario in questo caso - i meccanismi che sono alla base del suo operato. Ecco perché questa ratifica non rappresenta un voto banale qualsiasi. Con questo documento si persegue un obiettivo chiaro: garantire una maggiore interazione fra le autorità giurisdizionali nazionali e la Corte; così come rispondere in maniera concreta - ma senza concessioni nella direzione di un indebolimento di Strasburgo - a quegli Stati del Consiglio d'Europa che chiedono un rafforzamento del principio di sussidiarietà, che hanno lamentato una presunta tendenza da parte dei giudici della Corte ad invadere settori di competenza dei tribunali nazionali (primo tra tutti il Regno Unito). Ecco che non dobbiamo lasciare alibi a chi avanza queste tesi. E, allo stesso tempo, è giusto anche stimolare una maggiore efficienza e rapidità nei lavori della Corte; tutti obiettivi che verranno raggiunti attraverso la ratifica che noi oggi adottiamo. Ricordiamo quanto previsto all'articolo 2 in materia di selezione dei giudici, con la previsione che i candidati abbiano meno di sessantacinque anni;