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Né la possibilità di esercitare il controllo sull'attività amministrativa del Governo attraverso mezzi d'indagine propri della funzione ispettiva può, inoltre, considerarsi fatto ostativo al riconoscimento del diritto di accesso nei termini anzidetti, atteso che analoghi strumenti di controllo e di informazione sono previsti anche per i consiglieri comunali e provinciali e che l'accesso ai documenti amministrativi rappresenta uno strumento diverso, con proprie e specifiche modalità di esercizio e di utilità. Peraltro può, ad esempio, accadere che l'atto di sindacato ispettivo non sia satisfattivo, non potendo, perciò, considerarsi come elemento sostitutivo rispetto alla richiesta di accesso documentale che è il principale strumento con cui si realizza il principio della trasparenza della pubblica amministrazione, trasparenza che, com'è stato rimarcato da autorevole dottrina (Abbamonte), serve a rendere visibile l'imparzialità della Pubblica amministrazione e che è, quindi, garantita dall'articolo 97 della Costituzione. Resta inteso che, in ossequio al divieto di aggravamento di cui all'articolo 1, comma 2, della legge n. 241 del 1990, l'istanza ostensiva dovrà essere quanto più specifica e dettagliata possibile recando l'esatta indicazione degli estremi identificativi degli atti e dei documenti o, qualora non siano noti tali estremi, almeno degli elementi che consentano l'individuazione dell'oggetto cui si richiede l'accesso. Infine, si osservi come il Parlamento abbia già discusso e risolto positivamente la questione, approvando una delega al Governo per l'adozione, tra gli altri, di decreti legislativi per la « definizione, in relazione alle esigenze connesse allo svolgimento dei compiti istituzionali e fatto salvo quanto previsto dall'articolo 31 della legge 3 agosto 2007, n. 124, e successive modificazioni, dei diritti dei membri del Parlamento inerenti all'accesso ai documenti amministrativi e alla verifica dell'applicazione delle norme sulla trasparenza amministrativa, nonché dei limiti derivanti dal segreto o dal divieto di divulgazione e dei casi di esclusione a tutela di interessi pubblici e privati », recata dall'articolo 7 (Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza), comma 1, lettera f), della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante « Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche ». In conformità con quanto suesposto il presente disegno di legge prevede, altresì, che il Governo modifichi l'articolo 2 del regolamento recante disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 2006, n. 184, introducendo specifica disposizione regolamentare in forza della quale i membri del Parlamento esercitano il diritto di accesso a tutti i documenti amministrativi della Pubblica amministrazione utili all'espletamento del proprio mandato istituzionale, essendo all'uopo sufficiente corroborare la richiesta ostensiva con dichiarazione resa dal deputato o dal senatore, sotto la propria responsabilità, di esercitare un interesse non privato e personale, bensì pubblico, connesso al suo mandato.. 1 (Integrazione dell'articolo 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di diritto di accesso ai documenti amministrativi) 1 All'articolo 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 7-bis . I membri del Parlamento hanno diritto di accedere ai tutti i documenti amministrativi utili all'espletamento del loro mandato istituzionale, previa semplice richiesta alla pubblica amministrazione contenente dichiarazione resa dal deputato o dal senatore, sotto la propria responsabilità, di esercitare un interesse non privato e personale, bensì pubblico, connesso al mandato ». 2 (Ambito di applicazione della disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi) 1 Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo provvede a modificare l'articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 2006, n. 184, recante disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi, prevedendo che i membri del Parlamento esercitano il diritto di accesso ai tutti i documenti amministrativi ritenuti utili all'espletamento del loro mandato istituzionale e che ai fini dell'accoglimento della richiesta è sufficiente la dichiarazione resa dal deputato e dal senatore, sotto la propria responsabilità, di esercitare un interesse non privato e personale, bensì pubblico, connesso al mandato.