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Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, approfitto di questi pochi istanti a conclusione dei lavori odierni per sollecitare la risposta all'interrogazione 3-00972 , che avevamo presentato dopo che, il 7 giugno, presso il Ministero del lavoro si era concluso negativamente l'incontro tra il Ministero, le Regioni e Grancasa, sui licenziamenti che questa impresa intendeva portare avanti. Chiediamo in sostanza al Ministero del lavoro che si muova velocemente su questo tema, anche perché - è notizia di queste ore - sembrerebbe che stiano ricominciando ad arrivare le lettere di licenziamento ai lavoratori. Stiamo parlando di oltre 110 lavoratori, che poi parrebbe siano stati ridotti a un centinaio. Nel solo territorio di Ceva, su 31 occupati sono sette quelli che potrebbero ricevere la lettera di licenziamento, più altri quattro tra Cairo e Carmagnola. Chiediamo appunto al Ministero una forte attenzione nei confronti di questa impresa, perché è localizzata in ambiti territoriali nei quali già troppe sono state le imprese colpite da licenziamenti e chiusure. Crediamo serva una maggiore attenzione, anche perché parrebbe che, all'incontro presso il Ministero in cui l'azienda ha annunciato di non voler recedere dall'orientamento al licenziamento, fosse presente per il Ministero soltanto la funzionaria incaricata, che - per carità - avrà fatto anche tutto il possibile; tuttavia crediamo che questa procedura non possa essere ricondotta a un'osservanza burocratica degli impegni assunti in questa occasione. Pertanto, chiediamo al Ministro di porre maggiore attenzione al problema, perché per territori come i nostri 100 licenziamenti sono tanti; essi riguardano persone e famiglie che rischiano veramente di essere messe sulla strada. (Applausi dal Gruppo PD) . LANNUTTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (M5S) . Signor Presidente, vorrei portare all'attenzione una questione sollevata da «Panorama» il 15 maggio scorso, dal titolo eloquente: «Gli uomini d'oro di Bankitalia», a firma di Francesco Bonazzi, dal quadro inquietante. Si parla dei fiduciari di Bankitalia pagati dalle banche in crisi e chiamati a risolvere la crisi delle banche, che operano in maniera arbitraria, discutibile e dannosa per gli utenti, come nei casi di Igea Banca (ex Banca Nuova), Banca popolare di Spoleto, CariChieti, Cassa di risparmio di Ferrara, Banca Carige, Bene Banca, Banca Tercas, Banca popolare di Vicenza, gruppo Delta di San Marino. I commissari straordinari sono sempre gli stessi fiduciari, che agiscono nell'ombra, ignorando i diritti di risparmiatori e cittadini per tutelare gli esclusivi interessi degli amici del sistema. I loro compensi, fissati dalla Banca d'Italia, sono sempre segreti, anche se a pagarli sono le banche vigilate, quindi i poveri correntisti, spesso frodati e saccheggiati. Faccio alcuni nomi, come Gianluca Brancadoro, ex commissario della Banca popolare di Spoleto, ex consigliere dell'Isvap e promotore della sfortunata Banca del Mezzogiorno o Bruno Inzitari, ex commissario di CariFerrara, Banca Marche, eccetera - ricordo che nello studio Inzitari lavora Anna Maria Paradiso, che ha guidato il commissariamento del Banco emiliano romagnolo e che si occupa ora delle banche di San Marino - la cui consorte, Tiziana Togna, è capo della divisione Consob, che vigila sugli intermediari finanziari: una vigila, l'altro risolve. Cito poi Giambattista Duso, ex Monte dei paschi di Siena e Marzotto Sim, società partecipata dalla Banca popolare di Vicenza e Nicola Stabile, ex ispettore della vigilanza, che ha partecipato a una delle tante inutili ispezioni proprio alla Banca popolare di Vicenza. Nel 2013, Stabile viene inviato a commissariare la Banca popolare di Spoleto, insieme a Brancadoro e a Giovanni Boccolini, per consegnare la banca al Banco Desio, eseguendo i desiderata di Bankitalia. Ricordo ancora Francesco Bochicchio e Salvatore Immordino, fiduciari di Bankitalia, inviati a Carichieti e indagati per bancarotta dalla Procura di Chieti, per aver svalutato e venduto crediti a prezzi di saldo e Riccardo Sora, ex commissario della Cassa di risparmio di Rimini (Carim) e della Cassa di risparmio di Teramo (Tercas), eccetera. Signor Presidente, è necessario che Bankitalia chiarisca e faccia pulizia al suo interno, essendo intollerabile che non risponda ad alcuno del suo operato. Lo dobbiamo alle migliaia di risparmiatori truffati ed espropriati con il concorso di Consob e Bankitalia, che il Governo di MoVimento 5 Stelle e Lega risarcirà con 1,5 miliardi di euro. Concludendo, signor Presidente, non può esistere un Paese senza una banca centrale trasparente e virtuosa. La politica, che ha delegato poteri enormi a cleptocrati e oligarchi, deve riprendere la sua sovranità e dare un segnale forte, mandando in galera i responsabili dei crac e i loro complici collusi. ( Applausi dal Gruppo M5S) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 11 luglio 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 11 luglio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 15,54) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 126- bis , comma 2- bis , del Regolamento, sul disegno di legge n. 1312 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 126- bis , comma 2- bis , del Regolamento, e sentito il rappresentante del Governo, osserva che il termine del 31 gennaio indicato dall'articolo 7, comma 2, lettera f ), della legge n. 196 del 2009, per la presentazione dei provvedimenti collegati alla manovra di finanza pubblica, non è stato rispettato, in quanto il disegno di legge in titolo risulta presentato alla Presidenza del Senato il 29 maggio scorso, ma che tuttavia il predetto termine, sulla scorta di numerosi precedenti, può considerarsi di carattere ordinatorio. Rileva quindi che il disegno di legge, articolato in due disposizioni recanti, rispettivamente, delega in materia di spettacolo e delega in materia di beni culturali e del paesaggio, corrisponde a quello indicato nella Nota di aggiornamento del DEF 2018.