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f) Si stabiliscano, nei limiti dell'opportunità, rapporti e confronti con avvenimenti e correnti di pensiero dei nostri giorni, con i contenuti di altre discipline scolastiche, con l'esperienza cristiana che gli alunni conducono nella scuola, in famiglia, in parrocchia, nella società, al fine di guidare un'interpretazione di tale esperienza in rapporto con Cristo e con la Chiesa. 7. - Indicazioni programmatiche per il secondo periodo. Agli alunni del secondo periodo si propone come tema generale: "La vita dell'uomo in Cristo e nella Chiesa". Facendo perno sull'uomo, cui Cristo ha proposto Se stesso e la Sua Chiesa come mistero di salvezza, e opportunamente orientando e consolidando la "opzione morale" del giovane per tale mistero, si descrive l'itinerario cristiano come risposta responsabile all'opera di Dio, con riferimento ai seguenti contenuti: I) L'"uomo nuovo", nella luce di Cristo e della Chiesa: a) l'uomo è creatura fatta a immagine di Dio. Egli è chiamato a conoscere e amare il Suo Creatore, sulla scorta dei dati della ragione e della Rivelazione; b) nell'unità della persona e nella distinzione di anima e di corpo, egli sviluppa i suoi doni con libertà e responsabilità; c) in Cristo e nella Chiesa, egli scopre la sua dignità di Figlio di Dio, decaduto e redento, chiamato a preparare nella Chiesa pellegrina nel mondo, il suo incontro eterno con Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. II) La vocazione dell'uomo in Cristo e nella Chiesa: a) il cristiano realizza la sua vocazione, per opera dello Spirito Santo, che raduna i credenti nella Chiesa e attua in essi il mistero pasquale di Cristo, attraverso i Sacramenti e i molteplici doni della volontà salvifica del Padre; b) la collaborazione di ciascuno all'opera dello Spirito Santo si svolge nella carità, che ha le sue espressioni fondamentali nella vita di grazia, nell'adempimento della volontà divina e nell'esercizio delle virtù cristiane; c) la vita di grazia e l'esercizio delle virtù cristiane caratterizzano l'azione quotidiana del battezzato, illuminando e orientando nelle varie direzioni i rapporti morali del singolo con Dio, con se stesso, con il prossimo, con il mondo; d) procedendo coerentemente nel mistero della carità, ciascuno sviluppa in senso pieno la sua vocazione, si conforma a Cristo e contribuisce, secondo le sue specifiche competenze, alla edificazione del Regno di salvezza nella comunità temporale. In particolare agli alunni dell'ultimo anno si propone come tema generale: "La presenza del cristiano nel mondo". Dai documenti più recenti del Magistero (es.: la "Mater et Magistra", la "Pacem in Terris", la "Ecclesiam Suam", la costituzione Pastorale "Gaudium et Spes", la "Populorum Progressio", ecc.) emergono le indicazioni più luminose per il docente e per gli alunni. Sono particolarmente indicati, per l'approfondimento, alcuni temi fondamentali: problemi specifici riguardanti la persona umana, la sua dignità e libertà; i grandi temi dell'amore, dell'amicizia, del matrimonio e della famiglia; problemi particolari riguardanti la vita della Chiesa e il suo dialogo con il mondo (La Chiesa e le civiltà umane l'ateismo; la libertà religiosa; la cultura; la pace); i diritti e i doveri del cristiano nella comunità temporale e i problemi di ordine sociale; il bene comune, la giustizia sociale, il lavoro, la proprietà, la comunità politica, ecc.; la testimonianza cristiana e l'apostolato dei laici (con particolare riferimento ai problemi della morale professionale e della spiritualità laicale). 8. - Indicazioni di ordine metodologico e didattico per il secondo periodo. a) Le mete dell'insegnamento della religione nel secondo periodo sono comuni a tutti gli anni di insegnamento. Pertanto, quelle suggerite dal tema specifico di ciascun anno devono essere inquadrate nel piano delle mete complessive di tutto il corso scolastico, in modo che gli alunni siano costantemente aperti a una visione organica e integrale dei valori cristiani. b) Particolare cura si abbia nell'impostare di volta in volta le varie questioni, muovendo specialmente dagli interrogativi e dalle situazioni concrete dell'uomo di oggi. c) Con riferimento alla opzione morale fondamentale per Cristo e la Sua Chiesa, che veniva indicata come meta, sotto il profilo apologetico, per gli alunni dei primi due anni si presentino agli alunni degli anni successivi criteri sempre più chiari di credibilità, educandoli ad atteggiamenti spirituali di onestà e di amore per la verità, esercitandoli e quasi "attrezzandoli" per la costante ricerca dei valori cristiani. d) L'insegnante sappia muoversi opportunamente secondo i grandi principi della filosofia perenne e su una linea di teologia sistematica, indispensabili per la formazione e la maturazione della mentalità e della vita cristiana dei giovani che seguono i corsi di studi superiori. In pari tempo, abbia cura di presentare agli alunni la vitalità del messaggio cristiano in tutta la sua ricchezza e attualità, traendo costantemente dalla Sacra Scrittura, dalla Sacra Liturgia, dalla Tradizione, dal Magistero, dalla Storia della Chiesa, dalla letteratura cristiana le linee del disegno di Dio. e) Anche negli anni conclusivi, l'insegnante trovi modo di impegnare gli alunni, singoli o riuniti in gruppo, nell'assimilazione e nell'espressione personale, guidandoli a stabilire rapporti e confronti nelle varie direzioni dell'ambiente storico, socio-culturale ed ecclesiale. Più che ad esaurire la serie de confronti, si tenda a creare abitudini e a suggerire criteri di ricerca validi a favorire, nel rispetto della verità, il progresso spirituale. f) Nell'ultimo anno, è lasciata all'insegnamento di religione maggiore libertà di scelta nel piano didattico; esso può prevedere lo svolgimento approfondito dei temi indicati e l'esame di altri temi non indicati nei presenti programmi. Ciò perché non si deve tanto mirare a esaurire le questioni, quanto piuttosto ad orientare le convinzioni cristiane degli alunni, educandoli alle responsabilità e al metodo dell'approfondimento, della assimilazione e della espressione dei valori cristiani. Si tenga tuttavia presente che i temi indicati per l'ultimo anno sono suggeriti da una provata esperienza e che altre scelte vanno fatte responsabilmente, con riferimento non ai gusti e alle competenze dell'educatore, ma alle esigenze spirituali degli alunni. 9. - Indicazioni metodologiche per i vari tipi di istituto scolastico. Le presenti linee programmatiche e metodologiche sono sostanzialmente normative per tutti gli Istituti di istruzione secondaria di secondo grado, articolati in corsi di cinque anni e anche per gli istituti diversamente articolati, con le specifiche indicazioni proposte per ciascuno di essi. Il piano didattico va, tuttavia, curato in rispondenza alla natura e alle mete proprie di ciascun Istituto: a) Nei primi due anni di tutti gli Istituti, l'insegnamento della religione contribuisca a consolidare i fondamentali elementi di cultura religiosa, che sono parte integrante della formazione degli adolescenti, guidando sapientemente gli alunni nella graduale e decisiva scoperta degli orientamenti vocazionali;