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Ovviamente il provvedimento fa riferimento non solo ai prodotti, ma anche a tutto il ciclo della trasformazione: è e può rappresentare uno strumento importante e un'occasione per qualificare le produzioni dei piccoli imprenditori agricoli e soprattutto facilitarne la conoscenza sul mercato locale. Per questo motivo, bisogna saper gestire bene i marchi per evitare che vi sia troppa confusione. Sono certamente positive anche le semplificazioni e l'introduzione di facilitazioni burocratiche, per l'utilizzo - ad esempio - dei locali aziendali o della propria abitazione come laboratorio di produzione; possibilità oggi gravata da una serie di adempimenti igienico-sanitari spesso insostenibili per il piccolo agricoltore, che negli anni - vorrei dire - hanno rappresentato di fatto un ostacolo a poter continuare la produzione di alcuni prodotti molto di nicchia e tradizionali. Il successo di questo lavoro - lo dico al relatore e a tutti coloro che hanno contribuito all'elaborazione del disegno di legge in Commissione agricoltura - è in gran parte legato alla capacità che poi dimostreranno le Regioni e il Ministero delle politiche agricole di pubblicizzare adeguatamente il marchio, per evitare confusioni e abusi, e soprattutto farlo riconoscere ai consumatori. È una questione decisiva in quanto - torno a ripetere - noi siamo già pieni di marchi di qualità di tutti i tipi, spesso difficilmente comprensibili per il consumatore stesso. È una proposta importante perché fa i conti con le nostre agricolture: in Italia non vi è infatti una sola agricoltura, vi sono tante agricolture che, per fortuna, sono assolutamente legate al territorio, alle identità locali - e a queste debbono essere ancor di più collegate - e quindi può aiutare anche la sopravvivenza delle piccole aziende agricole. Ciò però certamente non risolve, come il relatore sa perfettamente, una crisi che ancora rimane profonda, su cui bisogna mettere in campo una serie di strumenti, e che riguarda un po' tutto il sistema agricolo. Serve altresì una politica assolutamente decisa in questo senso da parte del Governo per le aree interne e marginali. Queste realtà sono strategiche per l'assetto ambientale del Paese. In questi giorni e in queste ore, mentre a New York si sta svolgendo il Summit sul clima, ricordiamo che in casa nostra intervenire e preservare contro l'abbandono e il dissesto, per la valorizzazione e la rivitalizzazione delle aree interne, è una battaglia assolutamente decisiva anche per la lotta ai cambiamenti climatici. Nelle realtà delle aree interne e marginali, che sono in qualche modo, anche un po' per i nostri paesaggi, per la nostra cultura e per le nostre tradizioni, forse la vera Italia, l'abbandono delle terre, dei borghi e dei paesi prosegue, con costi assolutamente pesanti per tutta quanta la collettività e che paghiamo tutti. Ciò non ci permette di fare in modo che il Paese possa davvero fare un grande passo in avanti. Per concludere, voteremo convintamente a favore del provvedimento, ma serve accompagnarlo con un'azione forte delle Regioni e soprattutto un'azione forte da parte del Governo d'investimento sulle tante nostre agricolture: sulle piccole agricolture, sulle piccole aziende e soprattutto sulle aree interne che rischiano davvero l'abbandono. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU e del senatore Nencini) . LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli membri del Governo, esattamente un anno fa in Commissione agricoltura è cominciato l' iter per l'approvazione del provvedimento oggi al nostro esame, con lo scopo di permettere ai tanti imprenditori agricoli e ittici di poter incrementare il loro reddito con la produzione e la vendita di piccole quantità di prodotti provenienti dalle coltivazioni o allevamenti delle loro aziende. Oggi, finalmente, dopo tanti rinvii approda al Senato per l'approvazione finale. Un disegno di legge di buon senso, condiviso e votato all'unanimità in Commissione, a testimonianza del fatto che, da una parte, il provvedimento è condiviso ma, dall'altra, che non esistono steccati ideologici quando si tratta di legiferare nel merito delle produzioni agricole ed agroalimentari. Colleghi, non è cosa da poco. Nonostante cambino le maggioranze, mi auguro che lo spirito che in questo anno e mezzo ha guidato il lavoro in Commissione rimanga lo stesso. Per questo colgo anche l'occasione per ringraziare tutti i colleghi della Commissione per il lavoro svolto e, in particolare, il presidente Vallardi per come ha svolto fino a oggi il suo ruolo, che spero possa continuare a svolgere anche in futuro. Sicuramente su temi più generali abbiamo opinioni diverse e su alcuni posizioni anche distanti, ma continueremo con l'atteggiamento avuto fino ad oggi. Voteremo e sosterremo tutti gli atti che riteniamo validi, mentre contrasteremo quelli che riteniamo inutili per il comparto agricolo. A questo proposito, auspichiamo che a breve possa tenersi un incontro con il neoministro Bellanova - che purtroppo non vedo in Aula - per capire quali saranno le linee della politica agricola di questo nuovo Governo. Non ci sono piaciute alcune dichiarazioni lette sulla stampa, riguardanti la volontà del neoministro di aprire agli OGM e il totale apprezzamento del CETA (Comprehensive economic and trade agreement). Sia ben chiaro: Fratelli d'Italia è favorevole, in linea di principio, ad accordi di libero scambio, ma a condizione che tutelino il made in Italy e convengano alla nostra Nazione. (Applausi dal Gruppo FdI). Credo che nel merito di entrambe le questioni, quindi, debba esserci un dibattito approfondito per declinare meglio la posizione: non possiamo lanciare a mezzo stampa ipotesi o conclusioni senza prima aver fatto passaggi negli opportuni luoghi di discussione istituzionale. Torniamo però al merito del provvedimento che ci accingiamo a votare oggi. È un provvedimento di buon senso e, se ben applicato e ben declinato nelle varie realtà territoriali, permetterà ai piccoli imprenditori agricoli e ittici non solo d'incrementare il proprio reddito, ma anche di conservare prodotti particolarmente tipici del territorio non riproducibili in scala industriale. Tutto questo permetterà di tutelare le tradizioni e l'identità di tanti territori, soprattutto montani e svantaggiati, e di mantenere prodotti e piatti dell'agroalimentare che rappresentano la specificità e la bellezza della nostra Nazione. Il provvedimento ha quindi l'obiettivo di promuovere i prodotti locali con la creazione di una specifica indicazione in etichetta che si baserà su alcuni principi fondamentali: la sicurezza igienico-sanitaria del prodotto; una sua limitata produzione, finalizzata all'incremento del reddito; una commercializzazione del prodotto solo in ambito locale e derivante esclusivamente dalla diretta produzione delle materie prime; la possibilità di commercializzare solo prodotti tipici ben identificati.