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Se nella dichiarazione dei redditi il canone derivante dalla locazione di immobili adibiti ad uso abitativo non è indicato o è indicato in misura inferiore a quella effettiva, si applicano in misura raddoppiata, rispettivamente, le sanzioni amministrative previste dall'articolo 1, commi 1 e 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. In deroga a quanto previsto dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, per i redditi derivanti dalla locazione di immobili adibiti ad uso abitativo, nel caso di definizione dell'accertamento con adesione del contribuente ovvero di rinuncia del contribuente all'impugnazione dell'accertamento, si applicano, senza riduzione, le sanzioni amministrative previste dall'articolo 1, commi 1 e 2, e dall'articolo 13, comma 1, del citato decreto legislativo n. 471 del 1997. 6 . Il reddito derivante dai contratti di cui al presente articolo non può essere, comunque, inferiore al reddito determinato ai sensi dell'articolo 37, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 7. Quando le disposizioni vigenti fanno riferimento, per il riconoscimento della spettanza o per la determinazione di deduzioni, detrazioni o benefici di qualsiasi titolo, anche di natura non tributaria, al possesso di requisiti reddituali, si tiene comunque conto anche del reddito assoggettato alla cedolare secca. Il predetto reddito rileva anche ai fini dell'indicatore della situazione economica equivalente (I.S.E.E)». 10 (Applicazione dell'imposta municipale unica agli immobili non venduti) 1 Il comma 9- bis dell'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è sostituito dal seguente: «9- bis . A decorrere dal 1° gennaio 2018 ai fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati, si applica l'imposta municipale propria nell'aliquota determinata dal comune interessato pari a quella applicata agli alloggi non utilizzati come prima casa o con regolare contratto di locazione registrato». 11 (Modifiche all'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, in materia di tassa sui servizi indivisibili) 1 All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 639, le parole da: «a carico sia del possessore che dell'utilizzatore dell'immobile» fino a: «e A/9» sono sostituite dalle seguenti: «a carico del possessore dell'immobile, escluse le unità immobiliari destinate ad abitazione principale dal possessore e dal suo nucleo familiare, a condizione che il loro valore immobiliare, accertato dall'Osservatorio del mercato immobiliare istituito presso l'Agenzia delle entrate, non ecceda i 500.000 euro e che le stesse unità immobiliari non siano classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9»; b il comma 669 è sostituito dal seguente: « 669. Il presupposto impositivo della TASI è il possesso, a qualsiasi titolo, di fabbricati e di aree edificabili, ad eccezione, in ogni caso, dei terreni agricoli e dell'abitazione principale, come definiti ai sensi dell'imposta municipale propria di cui all'articolo 13, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, a condizione che il loro valore immobiliare, accertato dall'Osservatorio del mercato immobiliare istituito presso l'Agenzia delle entrate, non ecceda i 500.000 euro e che le stesse unità immobiliari non siano classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9». 12 (Abolizione dell'imposta municipale unica sugli immobili di edilizia residenziale pubblica) 1 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge l'imposta municipale unica non si applica alle unità immobiliari di proprietà di enti gestori di edilizia residenziale pubblica. 2 Gli enti gestori di edilizia residenziale pubblica utilizzano le maggiori risorse disponibili derivanti dal comma 1 per realizzare interventi di manutenzione straordinaria, di risparmio energetico e di abbattimento delle barriere architettoniche. 3 Le minori risorse ai comuni derivanti dall'attuazione del presente articolo sono compensate da trasferimenti di pari importo agli stessi da parte del Ministero dell'economia e delle finanze a valere, in quota parte, sulle maggiori entrate previste dall'articolo 8 della presente legge. 13 (Osservatorio della condizione abitativa) 1 All'Osservatorio della condizione abitativa, istituito ai sensi dell'articolo 59, comma 1, lettera d) , del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sono, altresì, attribuiti compiti di elaborazione di proposte per l'adeguamento dei programmi di edilizia residenziale pubblica. 2 Fanno parte dell'Osservatorio della condizione abitativa i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e della salute, nonché cinque rappresentanti della Conferenza delle regioni e delle province autonome, cinque rappresentanti dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, tre rappresentanti della Federazione italiana per la casa, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia più rappresentative a livello nazionale firmatarie degli accordi di cui all'articolo 2, comma 4, tre rappresentanti delle associazioni nazionali delle cooperative soggetti attuatori dei piani di intervento pubblico-privato definiti a livello nazionale e tre rappresentanti delle associazioni nazionali operanti nella protezione e nell'inserimento sociale dei migranti. 3 Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di funzionamento dell'Osservatorio della condizione abitativa. 4 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 3, sono istituiti, con apposite leggi regionali, gli osservatori della condizione abitativa delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, composti dai rappresentanti a livello regionale e delle province autonome dei soggetti indicati dal comma 2. 5 La partecipazione all'Osservatorio della condizione abitativa e a quelli istituiti ai sensi del comma 4 non dà diritto a gettoni di presenza né a rimborsi spese o a indennità da parte delle amministrazioni pubbliche. 6 Con cadenza annuale, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti convoca una Conferenza nazionale sulle politiche abitative sulla base di un rapporto predisposto dall'Osservatorio della condizione abitativa. 7 Ai fini dell'attuazione del presente articolo è istituito un apposito fondo presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con una dotazione non inferiore a 10 milioni di euro, la cui quantificazione è definita in sede di approvazione della legge annuale di bilancio. 14 (Modifiche alla legge 9 dicembre 1998, n. 431) 1 L'articolo 2 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, è sostituito dal seguente: