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«la BCE riconosce che incentivare le transazioni per mezzo di strumenti di pagamento elettronici per l'acquisto di beni e servizi allo scopo di combattere l'evasione fiscale» - e qua ci ritorno - «può, in linea generale, costituire un "interesse pubblico" che giustifichi la disincentivazione e la conseguente limitazione dell'uso dei pagamenti in contanti». In pratica, nella stessa lettera ritorna sui suoi passi, cioè dice che si potrebbe anche fare. Però qui c'è un appunto da fare a beneficio di chi ci segue, ma soprattutto di coloro i quali hanno scritto questa mozione, perché l'hanno costruita incentrandola sulla lotta all'evasione fiscale che per loro è il perno del cashback . Quando il MEF ha inviato ad ottobre 2020 il regolamento del testo in esame, oltre a tutte le varie indicazioni (relazione tecnica, analisi tecnico-normativa), ha inviato anche l'Analisi dell'impatto della regolarizzazione, la cosiddetta AIR, che dice che, in linea di principio, la nuova disciplina avrà un impatto sistemico importante in termini di utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici da un lato, di trasparenza e tracciabilità delle transazioni in denaro dall'altro. Si prevedono effetti diretti positivi sulla finanza pubblica in termini di diminuzione del costo del denaro contante e - attenzione - potenzialmente di riduzione e contrasto all'economia sommersa. Su quattro parametri, il quarto è quello della riduzione dell'economia sommersa e si dice anche «potenzialmente»: quindi è qualcosa di non ricercato, né quantificato. Quindi, ridurre il cashback a una misura per la lotta all'evasione fiscale significa non aver compreso la misura stessa. Ma siamo qui per spiegare e far capire se il cashback ha raggiunto gli altri obiettivi, ossia i primi tre. Di certo gli operatori bancari ultimamente hanno rilasciato un po' di indicazioni. Chi utilizza la carta di credito e aderisce al cashback la usa il 22 per cento in più di chi ha la carta di credito in tasca ma non aderisce al programma. Inoltre, il numero di transazioni di chi partecipa al cashback è aumentato del 34 per cento nella fascia compresa tra 0 e 10 euro, del 33 per cento in quella tra 10 e 25 euro e del 20 per cento in quella tra 25 e 50 euro. Ciò significa che sono aumentate le transazioni e, quindi, la spesa verso i piccoli commercianti, che sono proprio coloro che dobbiamo cercare di supportare con un rilancio dell'economia e non solo con il ristoro di quanto perso. Quanto alla critica ai cosiddetti furbetti, la notizia è stata già riportata e non mi soffermo sulle famose transazioni da 10 centesimi, anche perché si tratta dello 0,2 per cento del totale, quindi una cosa minima. Torniamo alla lettera di Mersch, che è molto interessante e si conclude con una meravigliosa difesa dell'utilizzo del contante, affermando che la possibilità di pagare in contanti rimane particolarmente importante per taluni gruppi sociali che, per varie legittime ragioni (non dice quali e sorvoliamo sul perché), preferiscono utilizzare il contante, piuttosto che altri strumenti di pagamento. Mersch scrive inoltre che il contante riveste particolare importanza in caso di interruzione della corrente elettrica. Ciò è stato richiamato dal senatore Romeo, al quale ricordo, senza fare pubblicità, che esistono sistemi di pagamento con la carta di credito che funzionano tranquillamente senza energia elettrica perché si avvalgono di strumenti che non ne hanno bisogno. La Banca centrale europea non ha probabilmente letto bene il documento perché si è incentrata solo sull'aspetto fiscale, che - ripeto - è al quarto punto. Quindi è favoloso il commissario Mersch che alla fine ci dice qual è il punto di passaggio dalla convenienza nell'utilizzo del contante alla plastica. Lo dice lui e senza neanche aver verificato le motivazioni. È poi uscito l'articolo del forum Ambrosetti, secondo cui l'utilizzo per due anni del cashback genererebbe extra consumi, extra gettito per 23 miliardi di euro ed extra gettito fiscale per 5,3 miliardi di euro, di cui 1,2 di sommerso; inoltre nel periodo compreso tra il 2020 e il 2025 genererebbe, fra recupero IVA e sommerso, circa 9 miliardi di euro. I colleghi di Fratelli d'Italia hanno utilizzato una serie di dichiarazioni giornalistiche, sostenendo che le risorse del cashback potrebbero essere destinate a tutte quelle attività costrette alle chiusure, in quanto tutelare il lavoro è un dovere dello Stato, così come lavorare è un diritto del cittadino. In realtà, non avete fatto altro che confermare che il cashback è un'ottima misura, in quanto supporta proprio il rilancio di tutti quegli operatori che oggi, con il solo ristoro, non farebbero altro che coprire parte dei costi sostenuti, mentre con anche il cashback si genera una spesa aggiuntiva che li aiuterà a ritornare a una vita normale. (Applausi) . E sappiamo benissimo che, in questo periodo, il risparmio in Italia è cresciuto proprio perché non si spendeva. L'applicazione IO, su cui si basa il sistema gestito da PagoPA, è una soluzione innovativa che amplia le possibilità per i cittadini, le imprese e gli enti locali. Più i cittadini saranno presenti su quest'applicazione, più i Comuni potranno fornire servizi in modalità totalmente nuova, a vantaggio delle necessità del Comune stesso e dei cittadini. Tra l'altro - lo ricordo un po' per tutti - nel PNRR abbiamo inserito anche il concetto di fisco in un' app proprio per migliorare il rapporto fra Agenzia delle entrate e cittadini, semplificando l'accesso al fisco e la sua gestione. In conclusione, il cashback sta modificando le abitudini di pagamento: gli utenti sono passati da 6 a 8,3 milioni, è aumentato l'utilizzo della carta (22 per cento in più rispetto a prima) verso consumi nei negozi di prossimità (ad esempio il 56 per cento per gli alimentari) e si è abbassata la soglia di utilizzo (è pari al 51 per cento la soglia delle transazioni sotto i 20 euro). Certo, come per ogni misura, dopo un periodo di applicazione, è sicuramente corretto verificare i parametri e i risultati e capire se è necessario orientare meglio gli sforzi in una direzione o in un'altra al fine di massimizzare i risultati. E sebbene abbia senso pensare di farlo anche per il cashback , con gli ottimi risultati finora raggiunti, è chiaro che si debba pensare certamente a dei miglioramenti, ma non alla sua interruzione come misura. Per i motivi indicati, annuncio pertanto, a nome del MoVimento 5 Stelle, il voto contrario alla mozione presentata dal senatore Ciriani e il voto favorevole all'ordine del giorno della maggioranza. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 317, presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1, presentato dal senatore Dell'Olio e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . (Commenti). Sospendo la seduta fino alle ore 18. (La seduta, sospesa alle ore 16,40, è ripresa alle ore 18,24) .