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il "sistema Torino", in specie, appare oggi imperniato, oltre che sulla gestione dell'urbanistica a fini speculativi, proprio sui finanziamenti alla cultura, intrecciato con le fondazioni di origine bancaria e con l'antico patto dei produttori, posto che gli industriali hanno reagito alla rarefazione dell'industria buttandosi, dagli anni '90 in avanti, sui profitti della cultura; valutato che: le fondazioni bancarie piemontesi, attive anche attraverso la partecipazione ad associazioni di enti intermedi, sono da anni molto interessate al sistema delle 22 (11 a Torino e 11 intorno alla città) Residenze Reali sabaude, dichiarate sito seriale UNESCO nel 1997, e particolarmente attive appaiono la Fondazione Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT (legata ad Unicredit), che talvolta agiscono in modo complementare su più d'una; a causa di quanto detto, tra le pressioni politico-finanziarie cui sono state e sono soggette le Residenze Reali sabaude, i più avvertiti annoverano, e leggono come prova di un'accelerazione, anche la citata nomina ad interim della direttrice dei Musei Reali di Torino alla guida della Direzione regionale musei (oggetto di un recentissimo atto di sindacato ispettivo della prima firmataria), esempio del nuovo modello d'impronta privatistica di dirigente ministeriale; nella stessa ottica sembrano porsi le manovre del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude (sodalizio pubblico-privato che riunisce il Ministero per i beni culturali, la Regione Piemonte, la città di Venaria Reale, la Compagnia di San Paolo e la sua Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura), promosso nel 2017 da Venaria Reale, previa modifica dello statuto della reggia, e tanto caro al suo artefice, ma ormai ex direttore, dottor Mario Turetta, messo in discussione dal consiglio di amministrazione nel 2018 e oggi a capo della Direzione generale educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero; non diversamente, a Racconigi, si potrebbe valutare l'accordo che, alla luce della convenzione firmata dal Ministero nel 2017 con l'associazione di enti locali "Le Terre dei Savoia", legata a Fondazione CRT, "per la valorizzazione del complesso monumentale Castello e Parco di Racconigi e per la promozione dei territori limitrofi ad esso interconnessi e dei Comuni associati a Le Terre dei Savoia", intenderebbe ora, oltre agli spazi che la suddetta occupa a titolo gratuito nel castello, affidarle anche l'apertura di un "percorso di visita complementare"; lo Stato si riserva, inoltre, una royalty pari al 20 per cento dei ricavi che l'Associazione trarrà dal merchandising e un'altra, analoga, sui proventi delle vendite effettuate nel bookshop , si chiede di sapere: se, in merito a quanto si prospetta nel Castello e Parco di Racconigi, il Ministro in indirizzo non ravveda, più che un accordo di valorizzazione, ex artt. 112 e 115 del decreto legislativo n. 42 del 2004, una cessione di attività spettanti al Ministero, poiché un'offerta alternativa a quella ordinaria gestita dal personale del Ministero stesso, ma comprensiva anch'essa degli spazi più rappresentativi del Castello, potrebbe generare una sorta di concorrenza pubblico-privato all'interno dello stesso monumento, con l'aggravante di caricare sul pubblico tutti gli oneri di custodia, pulizia, manutenzione; se intenda adoperarsi perché vengano investite somme adeguate per restaurare, manutenere e promuovere l'intero circuito delle Residenze reali sabaude, assurto dal 1997 ai vertici dell'offerta culturale nazionale e internazionale, anche nel rispetto dell'articolo 9 della Costituzione, favorendo la fruizione di un bene pubblico di valore inestimabile da cui i cittadini devono poter ricavare un incremento del proprio sviluppo culturale. Atto n. 3-01637 STABILE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la situazione epidemiologica dovuta al COVID-19, che negli ultimi mesi sta interessando anche il nostro Paese, è stata dichiarata dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale; facendo seguito alle note circolari n. 1997 del 22 gennaio 2020 e n. 2302 del 27 gennaio 2020, che contenevano indicazioni sulla gestione dei casi nelle strutture sanitarie, l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario e le precauzioni standard di biosicurezza, è stata emanata in data 22 febbraio 2020, una circolare ad integrazione delle precedenti, rivolta a tutti, compreso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, Trenitalia e Italo; in generale, anche a seguito delle restrizioni imposte dal Governo, il traffico ferroviario si è molto ridotto, soprattutto in alcune zone del Paese; in particolare, il Friuli-Venezia Giulia ha visto la sospensione dei treni Frecciarossa, Frecciargento e Intercity diretti a Roma e Milano; con l'avvio della cosiddetta "fase 2" lo scorso 4 maggio, Trenitalia non ha ripristinato alcun collegamento diretto dal Friuli-Venezia Giulia, nonostante Trenitalia e Regione avessero assicurato un puntuale e tempestivo adeguamento delle caratteristiche dell'offerta, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo possa intervenire con urgenza promuovendo, in vista dell'imminente apertura dei confini regionali, il ripristino in sicurezza dei treni soppressi, che circolavano prima dell'emergenza sanitaria, al fine di consentire anche ai cittadini del Friuli-Venezia Giulia di poter usufruire di una migliore qualità dei servizi e dei tempi di percorrenza. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01633 TOFFANIN PICHETTO FRATIN FLORIS GALLONE RONZULLI DAMIANI BARACHINI MALLEGNI FERRO MOLES Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'articolo 77 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, modifica l'articolo 43 del decreto-legge n. 18 del 2020, in materia di contributi alle imprese e agli enti del terzo settore per la sicurezza e il potenziamento dei presìdi sanitari, prevedendo che il trasferimento dell'importo di 50 milioni di euro, da parte dell'INAIL ad Invitalia, sia erogato non solo alle imprese, come originariamente previsto, ma anche agli enti del terzo settore, per l'acquisto di dispositivi e di altri strumenti di protezione individuale; in particolare, l'articolo 43 ha lo scopo di sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese e, in base alla modifica proposta dalla norma in esame, delle attività di interesse generale degli enti del terzo settore, di cui all'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del terzo settore).