[resaula]

(Applausi) . Ci sono ponti fragili che hanno bisogno di manodopera; lo segnalavano ieri anche i colleghi dell'opposizione, nelle interrogazioni alla ministra De Micheli. Dobbiamo farci ridere dietro dal mondo intero? Quando finalmente chi prende queste decisioni si renderà conto che quei miliardi ci servono per altro? L'hanno già certificato tutti quelli che dovevano farlo; mettiamo fine a questo scempio e a questo sperpero. (Applausi) . FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, intervengo semplicemente per una precisazione. Ho avuto modo di leggere attentamente il Resoconto stenografico della seduta di ieri e volevo lasciare agli atti che, laddove a pagina 38 viene genericamente richiamato che è stata richiesta la controprova, io sono una delle persone che lo ha fatto in maniera più vigorosa. Abbiamo ormai capito, in queste ultime ventiquattro ore, che in quel momento era difficile comprendere, magari anche dietro la mascherina, da chi provenissero esattamente le richieste. Però volevo lasciare gli atti, perché era importante che fosse agli atti, che il Partito Democratico ha chiesto la controprova sul voto per il non passaggio all'esame degli articoli. PRESIDENTE. Mi avevano detto che era stato lei, senatore Ferrari. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, chiedo scusa, non è mia abitudine parlare a fine seduta, ma sono stato raggiunto dalla notizia che nel corso della seduta odierna, era stata avanzata, in maniera devo dire non proprio corretta secondo me, un'ipotesi da parte della senatrice Taverna su una mia scorretta richiesta di sostituzione dall'ufficio di Presidenza al fine di tentare di non avere il numero legale. Questo avveniva in un quadro di polemica con il senatore Gasparri, a cui naturalmente io sono del tutto estraneo e credo che questo non sia in dubbio. Ho trovato veramente fuori da ogni regola e fuori da ogni logica l'intervento della collega, che mi ha accusato apertamente (ho sentito la registrazione). Per cui chiedo un giurì d'onore, dal momento che è pacifico, cara senatrice Taverna, come gli uffici potranno testimoniare, che io avevo chiesto la sostituzione due giorni prima, perché vi era un vertice di centrodestra, che le agenzie di stampa hanno riportato, a cui partecipo insieme all'onorevole Meloni. In ogni caso, non sarebbe stato molto elegante il suo intervento nei confronti di un altro Vice Presidente, ma l'eleganza non è un obbligo. La verità sì, però. E la verità è che, tramite i miei uffici, io avevo chiamato l'ufficio competente e il funzionario di turno già martedì; mercoledì avevo poi accennato al Segretario generale e al dottor Toniato la necessità di ottenere la sostituzione per la giornata di giovedì, perché non sapevo quanto sarebbe durato questo vertice, che difatti è stato rinviato e rimpallato diverse volte. Sarebbe bastata una sua telefonata per informarsi con me. Abbiamo anche una chat in comune. Siccome è questa la verità, le chiedo delle pubbliche scuse. Se lei non ritiene di dovermele dare, credo che il Regolamento consenta che ci sia qualcuno che accerterà questa sicura verità. Lo dico senza iattanza e senza arrabbiarmi. Capisco la vicenda che l'ha coinvolta, con l'errore tecnico; l'ho appena detto a un'agenzia: mi hanno chiesto se, secondo me, lei l'avesse fatto apposta e ho risposto che credevo di no; mi hanno chiesto se a me sarebbe successo e ho replicato che credevo di no. A me, magari, non sarebbe successo, ma chi può dirlo? Non si può sapere. Magari sarebbe successo anche a me. Quindi, chiedo delle pubbliche scuse, altrimenti, Presidente, le chiedo formalmente di procedere secondo quanto prevede il Regolamento. Mi pare di avere un tono sereno. Sto semplicemente chiarendo che da parte mia la richiesta di sostituzione alla senatrice Taverna non era motivata perché non poteva esserlo, visto che in quel momento nessuno ancora sapeva quanto sarebbe successo, men che meno io che mercoledì ero a Verona per partecipare ai funerali di un collega morto. TAVERNA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TAVERNA (M5S) . Signor Presidente, intervengo con la stessa calma con la quale il senatore La Russa ha esposto i suoi fatti. Ovviamente io ho tirato nella discussione il senatore quando sono stata chiamata a rispondere di cose che non potevano essere attribuite alla Presidenza, che, come continuo a sostenere, è informale perché ero in sostituzione del senatore La Russa. Laddove la sostituzione non fosse, come poi purtroppo si è palesato in Aula, una volontà, ma un'esigenza, questo non potevo saperlo e mi scuso a posteriori se ho attribuito un'intenzione che così non era. Vero è che il Gruppo del senatore La Russa, come poi è accaduto, si è assentato, come si sono assentate le opposizioni nella loro legittima azione di opposizione, al fine di creare ciò che poi purtroppo si è verificato. Presidente, tengo a rimarcare in questa sede che ho tirato nella discussione il senatore La Russa perché oggettivamente lo stavo sostituendo, ma sicuramente il problema nasce dalle dichiarazioni del senatore Gasparri, che la prego di verificare perché non mettono in discussione la senatrice Taverna, ma l'onorabilità e la realtà di quanto accade nell'Aula del Senato. (Applausi) . Se si accusa, infatti, della mia persona la mistificazione di un risultato, Presidente, lei sa benissimo che non sono io, lì, a poter gestire il risultato di una votazione; io sono lì a onorare l'istituzione del Senato e, quindi, l'azione del senatore Gasparri, nel mettere in dubbio la mia persona, mette in dubbio lei, in qualità di Vice Presidente, e il Senato tutto come Camera alta, l'istituzione e l'imparzialità e la verità di quanto accade qua dentro. Ribadisco, pertanto, che, se l'indicazione o il mio pensiero che potesse esserci una unità di intenti tra la richiesta della sostituzione e la mancanza del numero legale non corrisponde a verità, mi scuso con il vice presidente La Russa. Laddove vengo ingiuriata, chiedo a lei di prendere le difese non della vice presidente Taverna, ma del Senato. (Applausi) . PRESIDENTE . Prima di dare la parola al senatore Perilli, vorrei specificare che lei fa continuamente riferimento a una trasmissione. Purtroppo, la sera lavoro e non ho tempo di guardare la televisione. Quindi, lei ha fatto riferimento a quanto detto dal senatore Gasparri, ma forse ieri sera è stata una giornata particolare, dato che stavamo avviando tutte le procedure per la convocazione di questa mattina. Quindi, far riferimento a qualcosa che forse qualcuno non ha visto, non mi pare proprio...: mi riferisco al dire alla Presidenza una cosa di questo tipo, facendo riferimento a una trasmissione che, forse, qualcuno neppure ha visto. Nessuno ha messo in dubbio la sua onorabilità, perché ho fatto un riferimento preciso ad un errore non imputabile a nessuno, imputabile esclusivamente al sistema informatico. L'ho detto tre volte, scusandomi anche con il Senato.