[ddlpres]

Legge quadro per lo spettacolo dal vivo. Onorevoli Senatori. -- Il titolo V della parte seconda della Costituzione, in particolare l'articolo 117 (come modificato dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), apre la strada ad un necessario adeguamento della disciplina in materia di spettacolo. Il presente disegno di legge parte da questi princìpi ispiratori. L'orientamento federalista dell'articolo 117 della Costituzione e il nuovo assetto dei rapporti tra Stato e regioni trovano adeguato riscontro nella formulazione con cui il disegno di legge è articolato, avendo come obiettivo la semplificazione, l'armonizzazione e la razionalizzazione del panorama legislativo dello spettacolo dal vivo quale bene culturale e strumento indispensabile di consociazione civile e di affermazione dell'identità nazionale. Dopo l'emanazione della legge 30 aprile 1985, n. 163, istitutiva del Fondo unico per lo spettacolo (FUS), provvedimento di carattere economico che rinviava a leggi successive, mai varate dal Parlamento, la regolamentazione dei diversi settori dello spettacolo, il presente disegno di legge vuole essere un organico e snello strumento normativo, di princìpi e di indirizzi, che guarda non più solo agli operatori culturali, bensì la collettività, quale unica destinataria dell'intervento pubblico. Scopo del presente disegno di legge è dunque, quello di colmare i vuoti normativi ed allo stesso tempo di armonizzare il panorama legislativo stratificatosi negli ultimi decenni, anche per corrispondere all'esigenza di definire un assetto istituzionale che dia seguito, come già detto, alla riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione del 2001 e alle sollecitazioni della Corte costituzionale. Lo spettacolo va considerato un'opportunità e una risorsa per l'economia, la coesione sociale e l'immagine del nostro Paese, un valore aggiunto di una identità, di una storia e di una tradizione da valorizzare in un contesto globalizzato ed altamente competitivo a livello internazionale, nel quale l'Italia ha sempre saputo inserirsi con grande professionalità, ma purtroppo con poche risorse. Muovendo da tali presupposti, si intendono richiamare i princìpi sanciti dall'articolo 9 della nostra Costituzione e non meno da quelli della Convenzione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, adottata a Parigi il 17 ottobre 2003 dalla XXXII sessione della Conferenza generale dell'UNESCO, ratificata e resa esecutiva dalla legge 27 settembre 2007, n. 167, ma anche la necessità di valorizzare il pluralismo e la libera espressione della creatività. Una legge quadro non può che essere di princìpi, snella ed essenziale, rinviando a successive fasi l'attuazione e gli adempimenti tecnici. Tra i princìpi, si vogliono in questa sede evidenziare: a) il prioritario interesse nazionale a una politica nazionale dello spettacolo dal vivo, con forme di intesa e di coordinamento istituzionale tra Stato, regioni, province, aree metropolitane e comuni; b) la diffusa presenza sul territorio dello spettacolo dal vivo per favorire pari opportunità di accesso alla sua fruizione anche da parte dei meno abbienti e disagiati; c) la promozione dei nuovi talenti e dell'innovazione artistica e imprenditoriale; d) l'azione in favore delle strutture dello spettacolo dal vivo, essenziale momento di aggregazione sociale e di fruizione multidisciplinare della proposta; e) la promozione dell'insegnamento delle discipline artistiche e della conoscenza dei diversi settori dello spettacolo dal vivo nell'ambito del sistema scolastico; f) la formazione del personale artistico, tecnico e amministrativo; g) la sensibilizzazione e la promozione del pubblico e del prodotto artistico attraverso l'editoria e gli strumenti più diffusi e moderni di comunicazione di massa; h) la tutela sociale degli operatori del settore attraverso gli strumenti del welfare ; i) il contrasto di oligopoli e di posizioni dominanti che influenzano la libertà del mercato e la libera concorrenza; l) la garanzia di adeguate risorse pubbliche e la promozione dell'apporto privato a sostegno delle attività del settore, salvaguardando l'efficacia e l'efficienza degli investimenti; m) la cadenza triennale dei finanziamenti a valere sul FUS, inteso come fondo di investimento. Individuate le competenze della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, dello Stato e del sistema delle autonomie locali, si individuano e si introducono nuovi strumenti per sostenere la riorganizzazione e lo sviluppo del settore, e in particolare ci si riferisce: 1) alla semplificazione dell'articolazione strutturale e organizzativa dello spettacolo dal vivo, con nuovi presupposti e requisiti per l'accesso all'intervento pubblico; 2) all'istituzione della banca dati professionale che censisce, in base ad autocertificazione curricolare soggetta alla verifica della pubblica amministrazione, le persone fisiche che presentano presupposti e titoli per svolgere attività manageriale artistica ed organizzativa nel settore; 3) alla funzione individuata per la Scuola superiore della pubblica amministrazione di concorrere alla formazione di manager per la gestione delle istituzioni culturali dello spettacolo; 4) alla regolamentazione dell'avvicendamento alle sovrintendenze e alle direzioni degli enti e degli organismi, attraverso pubblici bandi di concorso per titoli ed esami, al fine di favorire il ricambio delle esperienze artistiche e professionali; 5) alla disciplina della professione di agente per lo spettacolo dal vivo; 6) all'utilizzo dell'Istituto per il credito sportivo per la costituzione di un apposito fondo di garanzia destinato a ridimensionare gli effetti del Trattato di Basilea 2 e a favorire l'accesso al credito; 7) all'adozione della detassazione degli utili reinvestiti, cosiddetta « tax shelter », di crediti di imposta, della detassazione di entrate e proventi finalizzati alla gestione delle attività dello spettacolo dal vivo, sia per gli operatori che per gli esterni al settore; 8) all'esenzione dalle imposte degli avanzi di gestione reimpiegati; 9) ai crediti di imposta per gli investimenti effettuati dalle imprese del settore per il sostegno di nuovi autori, interpreti, musicisti, cantanti e ballerini; 10) alla semplificazione, razionalizzazione e omogeneizzazione dei trattamenti fiscali, con estensione delle agevolazioni previste per le piccole e medie imprese; 11) alle agevolazioni fiscali in favore dei professionisti del settore per le spese di vitto e alloggio correlate allo svolgimento dell'attività. Uno specifico richiamo è previsto al mondo del lavoro e al welfare , con misure volte a controllare l'andamento del mercato del lavoro e la valutazione delle politiche del lavoro, a subordinare il diritto alla pensione di vecchiaia, per tersicorei e ballerini al compimento del quarantatreesimo anno di età per gli uomini e del quarantesimo anno per le donne, a consentire versamenti volontari per il raggiungimento del numero minimo annuo di giornate lavorative necessarie ai fini pensionistici, ad estendere ai lavoratori del settore le tutele dell'Istituto nazionale di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL).