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la ragione per la quale il MoVimento 5 Stelle è nato è aprire il Parlamento come una scatola di tonno, far uscire tutto il marcio che c'è, ridurre il numero del parlamentari, togliere i vitalizi. Questa in discussione la chiamate riforma costituzionale, ma lo è solo perché tocca e lambisce 3 articoli della Costituzione e il procedimento di revisione costituzionale di cui all'articolo 138 della Carta, ma non ha il rango di riforma costituzionale perché non c'è un ragionamento costituzionale, non c'è un ragionamento che minimamente si rifaccia al pensiero dei nostri Padri costituenti quando nel 1947 e poi nel gennaio del 1948 la Costituzione italiana ha visto la luce. Infatti, quanto voi oggi state proponendo è un puro e semplice taglio lineare, nulla di più: non incidete sui poteri veri, li lasciate inalterati, anzi cercate di andare a braccetto con i poteri veri. Abbiamo visto cosa sta succedendo in questi giorni con la magistratura e voi siete silenti, anzi complici di questo sistema, perché probabilmente pensate di dare inizio alla cosiddetta Terza Repubblica attraverso il taglio lineare dei parlamentari, non vi accorgete che questo è il momento in cui bisogna costruire la seconda Repubblica dei giudici, perché questa ancora non c'è stata. Anzi, ci proponete riforme come quelle sulla giustizia (lo spazza corrotti) che incidono sulle libertà fondamentali dei cittadini; penso alla prescrizione, che dal 2020 ci consegnerà processi infiniti. Questo è il livello delle vostre riforme, cari amici del MoVimento 5 Stelle e cari amici complici della Lega. Se dovessimo fare un ragionamento, sono più di quindici anni che si parla di revisione della Costituzione. Ci abbiamo provato noi nel 2005, come ricordava prima il senatore Malan. Poi un referendum ha fermato quella revisione della Costituzione, che aveva un senso: indicazione del Premier e Senato federale delle Regioni, perché quello voleva allora la Lega. Lo stesso tentativo fatto da Renzi, benché maldestro nella forma, nella sostanza conteneva degli elementi rispetto ai quali il Paese era messo nelle condizioni di riflettere intorno a un impianto che non era certamente in sé di modesta portata quanto lo è questo attuale, dove il taglio è prettamente orizzontale e non c'è nulla di più. Voi modificate la rappresentanza anche per le piccole Regioni, come ha detto bene la senatrice Lonardo, che mi ha preceduto; togliete il diritto di tribuna. Io vengo da una Regione, il Friuli-Venezia Giulia, che è una Regione autonoma a Statuto speciale e che attualmente a esprime sette senatori. Per effetto del taglio arriverà a quattro senatori, ma in realtà saranno tre più uno, perché un senatore sarà espressione della minoranza linguistica slovena. Quindi non è vero che il taglio è del 38 per cento; esso in realtà è del 50 per cento. Questo significa, dal punto di vista numerico della rappresentanza, che se ad oggi, nella mia piccola Regione di 1.200.000 abitanti, la proporzione tra abitanti ed eletti è di 200.000 abitanti per ogni eletto, per effetto di questa riforma arriveremo a un rappresentante ogni 400.000 abitanti. In un simile collegio, la funzione del parlamentare viene di fatto mortificata. Ma a voi i parlamentari non servono, perché il Parlamento verrà chiuso nella prospettiva politica delineata dal combinato disposto di questa riforma costituzionale e dell'introduzione del referendum propositivo. Con il referendum propositivo è evidente che la piattaforma Rousseau ci dirà come dovremo fare le leggi; indicherà quali sono i temi da trattare e di conseguenza la funzione parlamentare viene meno. Noi siamo in una Repubblica democratica fondata sul bicameralismo perfetto. Avrei pensato e mi sarei aspettato un risveglio di entusiasmo e anche di energia da parte di due forze politiche. Una, che in questo momento è la più vecchia, è il partito della Lega Nord; l'altra, che dice di rappresentare il nuovo e il cambiamento al Governo, riduce invece drasticamente i diritti fondamentali. Lo abbiamo visto e lo ripeto, perché questo per me è un fatto gravissimo in materia di giustizia: consegnerete ai cittadini italiani processi infiniti (fine processo mai). Bene, questa riforma attiene al taglio lineare e nulla ha a che vedere con il rango di riforma costituzionale, perché non c'è un ragionamento, se non la pura e semplice espressione della riduzione e del taglio. Dopo ci sarà il taglio dei vitalizi, ovviamente; questo è un refrain e un mantra che viene fuori ogni giorno. Nella sostanza guardatevi intorno, cari amici del MoVimento 5 Stelle: cosa avete consegnato dopo un anno al Paese? Avete consegnato il debito di cittadinanza; questo è quanto avete fatto. Questo resterà negli annali della storia della vostra esperienza governativa ma purtroppo, devo dirlo, ne sono complici anche gli amici della Lega, che un tempo avevano delle buone idee e oggi le hanno smarrite intorno ad un progetto di Governo. Infatti, cari amici della Lega, non illudiamoci, al di là dell'aver posto in modo chiaro, limpido e netto il problema dell'immigrazione irregolare, non c'è un problema che avete risolto, e di fiducia ve ne abbiamo data tanta noi di Forza Italia, e di attenzione ve ne diamo quotidianamente e insieme a voi governiamo molte Regioni importanti di questo Paese. Aggiungo una considerazione conclusiva: poc'anzi mi è venuto in mente che c'è una importante riforma sulla cosiddetta autonomia differenziata che coinvolge circa 20 milioni di abitanti - le Regioni ricche del Nord - e un Governatore, il Governatore del Veneto, che pretende che tutte le materie elencate nell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione diventino automaticamente di competenza regionale. Ebbene, la riduzione dei parlamentari, il rafforzamento potente, attraverso questi meccanismi, dei poteri regionali, all'interno di uno Stato regionale, pone non solo un problema di tenuta rispetto all'articolo 5 della Costituzione ma anche un problema di bilanciamento dei poteri. Rispetto a questo voi siete complici di un sistema che porta allo sfascio questo Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Aimi. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, colleghi, confesso che questa Carta costituzionale non mi ha mai fatto innamorare per una ragione molto semplice, perché nasce come frutto di un compromesso tra le forze che avevano partecipato alla guerra civile in Italia, in particolar modo la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista. Dobbiamo riconoscere, però, che quei lavori hanno portato a realizzare un documento importante, che ha tenuto in piedi il nostro sistema legislativo e dato un indirizzo fondamentale. Personalmente sarei contento se si arrivasse ad una riforma vera e organica della Costituzione, e quindi anche ad una terza Repubblica, ma immagino tale terza Repubblica come una Repubblica presidenziale, una Repubblica che abbia al suo interno anche la difesa dell'autonomia e il rafforzamento dei poteri, e anche - lo voglio dire con grande forza - una spinta autonomista in un equilibrio di garanzia statale. Questa è la vera riforma.