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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, il disegno di legge al nostro esame, che ci arriva dalla Camera e che - come ha adesso riferito il presidente della Commissione affari costituzionali - alla fine abbiamo deciso, tutti quanti insieme, di portare avanti senza intervenire con ulteriori modifiche, è un provvedimento la cui importanza a mio avviso non bisogna sottovalutare. Fa parte di una serie di interventi che provano a rispondere ad alcune - non a tutte - questioni assolutamente fondamentali per l'agibilità - diciamolo - del lavoro dei sindaci delle amministrazioni delle Giunte dei Comuni. Vorrei ricordare qui il dato sui Comuni fino a 5.000 abitanti, che costituiscono - come il Sottosegretario sa - praticamente il 70 per cento dei Comuni italiani. Al di là del numero stesso, sappiamo che essi rappresentano l'identità del nostro Paese; spesso lo dimentichiamo, quando parliamo dell'importanza delle aree interne e del lavoro dei territori e delle comunità. Dovremmo invece ricordare che rappresentano davvero a mio avviso l'ossatura importante, lo scheletro del nostro Paese. Perché intervenire su una questione, quella del terzo mandato, già discussa tante volte? Il motivo è che a mio avviso - se ne è discusso spesso anche nella scorsa legislatura - questo mette nelle condizioni di rispondere alle esigenze delle amministrazioni, quindi anche della buona gestione e del buon governo all'interno dell'amministrazione. Perché siamo intervenuti ad esempio - è un argomento che fino a qualche tempo fa poteva sembrare scabroso - in legge di bilancio sulla questione dell'indennità? Abbiamo un problema che chiunque faccia o abbia fatto l'amministratore locale in piccoli Comuni - in quest'Aula ce ne sono molti che continuano a fare i sindaci di piccoli Comuni - tocca con mano ogni volta: non solo la difficoltà di applicare norme sempre più complesse, ma anche la grande responsabilità e la vicinanza. Non dovete mai dimenticarlo: un conto è fare il sindaco con tanti problemi, grandi e complessi (ho fatto l'assessore in una grande città, Roma, quindi so bene qual è la difficoltà e la complessità di un'azione amministrativa e del governo di una grande città), ma nei piccoli Comuni il rapporto con la comunità è continuo e costante. Questo dà grandi responsabilità in una situazione di notevole difficoltà, spesso anche a causa delle norme. Si tenga poi conto delle difficoltà di risorse e di personale: incautamente - lo dico al sottosegretario Scalfarotto che c'era anche nella scorsa legislatura - si è messo mano, a mio avviso con un pochino di leggerezza - voglio usare questo termine -, su alcune questioni che invece andavano meditate: non soltanto quella delle Province su cui dovremo tornare, ma anche su altre. Penso anche alla questione dei segretari comunali e a tanti aspetti che sono però la vita stessa di queste Amministrazioni. Abbiamo quindi norme complicate, scarse risorse non solo economiche, ma di personale: abbiamo i segretari comunali e i responsabili degli uffici tecnici spesso "a scavalco", come si dice in gergo (perché devono coprire altri Comuni). E a tutto questo si aggiunge una difficoltà a trovare i candidati a sindaco, perché spesso sono stati costretti in tante situazioni a farsi carico con le loro indennità della soluzione di una serie di problemi anche di ordine sociale all'interno dei Comuni. Quella questione l'abbiamo affrontata e questa riguarda il terzo mandato, prima previsto per i Comuni fino a 3.000 abitanti: a mio avviso, era assolutamente fondamentale intervenire. Per quanto riguarda il controllo di gestione, non si possono avere le stesse modalità di controllo di gestione dei Comuni più grandi in quelli piccoli, con le difficoltà che ho sottolineato. Si tratta di interventi esaustivi? No, sono interventi che cercano in qualche modo di risolvere le questioni più eclatanti e fare in modo che i candidati a sindaco ci siano e che le persone accettino di candidarsi a fare il sindaco e amministrare la propria città e il proprio Comune. Siamo in attesa - e il Sottosegretario lo sa perfettamente - della riforma del TUEL; a questo ognuno darà il proprio contributo e credo sia assolutamente indispensabile intervenire sotto tanti profili, che si stanno affrontando e spero che si arrivi entro la fine della legislatura ad approvare tale riforma. I profili sono molti e stiamo affrontando anche altre questioni su un altro campo: penso al disegno di legge sulla Corte dei conti. Su una serie di questioni credo che stiamo provando a sciogliere alcuni nodi. Sulle Province ho l'impressione che dovremo fare molte più riflessioni, perché credo che il superamento dell'elezione diretta abbia creato molti problemi che non sono risolti; inoltre - me lo lasci dire anche a colleghi che magari nella scorsa legislatura erano convinti di quella riforma - ha prodotto a mio avviso una situazione non di maggiore trasparenza, ma di maggiore opacità e difficoltà di governo delle aree più vaste, in un momento in cui invece bisogna accelerare molto sul meccanismo di governo del territorio affinché ci sia più cooperazione. Pensando anche al PNRR, ritengo sia assolutamente necessario avere enti che sappiano assicurare una gestione con efficacia, efficienza ed assoluta trasparenza. Il presente disegno di legge lo può garantire, perché ognuno risponde quando viene eletto e certamente le elezioni di secondo livello, da questo punto di vista, non sono una buona prova né di democrazia né di trasparenza. In conclusione, anche il presente disegno di legge, che noi della componente Liberi e Uguali-Ecosolidali del Gruppo Misto voteremo con convinzione, è un altro tassello che aggiungiamo a un lavoro che speriamo possa presto avere un respiro più ampio, attraverso l'arrivo nelle Aule parlamentari della riforma del testo unico degli enti locali. PEROSINO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, intervengo con molto piacere su questo argomento e sintetizzo brevemente i contenuti del mio intervento. La inconferibilità prevista all'articolo 1 prevede che a chi è stato condannato, anche con sentenza non passata in giudicato, ai sensi di alcuni articoli del codice penale concernenti i reati contro la pubblica amministrazione, non possono essere conferiti incarichi di vertice nell'amministrazione pubblica e neanche negli enti di diritto privato in controllo pubblico. Vi è poi un altro argomento passato un po' sotto traccia, ma molto importante, perché è una norma di grande semplificazione. Si modifica, infatti, l'articolo 196 del testo unico degli enti locali, secondo il quale gli enti locali sono tenuti al controllo di gestione, prevedendo che i Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti non sono più soggetti al controllo di gestione. Il Ministero ha calcolato che, per 6.000 Comuni fino a 5.000 abitanti, il controllo di gestione, che comunque viene fatto in forma diversa, comporti dieci giorni lavorativi, che è una mole di lavoro grandissima in un contesto in cui il personale è molto scarso. Il controllo di gestione viene svolto ugualmente: lo fa il sindaco, lo fa la Giunta, lo fa il segretario;