[ddlpres]

attestato che misura il livello di salubrità, qualità e le caratteristiche chimico-fisiche-pedologiche della coltre superficiale e del substrato dei terreni classificati come agricoli sulla base degli strumenti catastali, secondo modalità definite con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previa acquisizione dell'intesa in sede di Conferenza Stato-regioni, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge; s « aree libere »: tutte le aree libere non consumate, comprese le superfici agricole, indipendentemente dalla classificazione formale definita dagli strumenti urbanistici; t « superficie agricola totale » o « suolo agricolo »: tutte le aree non urbanizzate, utilizzate o utilizzabili per attività agricole o silvo-pastorali, indipendentemente dalle classificazioni formali definite dagli strumenti urbanistici. Tali aree sono anche quelle intercluse nel tessuto urbano o ai margini urbani; u « superficie naturale e seminaturale »: le altre aree libere diverse dalla superficie agricola non impermeabilizzate o non compromesse da interventi o azioni di cui alla lettera l) , indipendentemente dalle classificazioni formali definite dagli strumenti urbanistici; tali aree sono anche quelle intercluse nel tessuto urbano o ai margini urbani; v « località abitata »: area più o meno vasta di territorio, conosciuta di norma con un nome proprio, sulla quale sono situate una o più case raggruppate o sparse. Si distinguono tre tipi di località abitate: centro abitato, nucleo abitato e case sparse; z « area urbanizzata »: parte del territorio costituita dalle aree edificate, entro e fuori terra, di qualsiasi destinazione e dalle relative aree di pertinenza, dalle aree infrastrutturate per la mobilità, nonché dalle aree inerenti alle attrezzature, servizi, cave, discariche, impianti sportivi e tecnologici; aa « agglomerato urbano di valore storico »: bene culturale di insieme, nucleo identificato nell'insediamento storico quale risulta dal catasto del 1939; costituisce la più ampia testimonianza materiale e immateriale, avente valore di civiltà, di patrimonio culturale della nazione, nelle plurali identità di cui si compone, finalizzato ad assicurarne la conservazione e la pubblica fruizione anche al fine della valorizzazione e promozione; bb « programma di rigenerazione urbana sostenibile »: programma, previsto a livello di piano territoriale regionale (PTR) nei piani paesaggistici e di pianificazione comunale generale e attuato tramite i piani di recupero (PdiR) sulla base della banca dati del riuso, suddivisa in sezioni regionali, del patrimonio immobiliare esistente e delle aree dismesse da riutilizzare, che persegue l'obiettivo di soddisfare le esigenze insediative e infrastrutturali tramite il riuso, il recupero, la ristrutturazione, la sostituzione, il costruire sul costruito, la rigenerazione. Il programma prevede un insieme coordinato di interventi urbanistici, edilizi, socio-economici, tecnologici, ambientali e culturali, che non determinino consumo di suolo, tramite la riqualificazione dell'ambiente costruito secondo criteri che utilizzino metodologie e tecniche relative alla sostenibilità ambientale, alla salvaguardia del suolo, anche mediante azioni di rinaturalizzazione dei suoli consumati in modo reversibile, di bonifica, di innalzamento del potenziale ecologico-ambientale e della biodiversità urbana, di riduzione dei volumi esistenti, di deimpermeabilizzazione, di contenimento dei consumi idrici ed energetici, di rilancio della città pubblica, attraverso la realizzazione di adeguati servizi primari e secondari, abbattimento del troppo costruito liberando spazi urbani, contrasto al degrado e al disagio urbano, ambientale e sociale, con politiche che contrastino la trasmigrazione delle popolazioni residenti e di miglioramento della qualità e della bellezza dei contesti abitativi. Il programma prevede anche interventi volti a favorire l'insediamento di aree verdi con destinazione a giardini, parchi urbani, infrastrutture verdi e reti ecologiche, nonché a facilitare l'insediamento di attività di agricoltura urbana mediante la creazione di orti urbani, didattici, sociali o condivisi, nonché di giardini e boschi urbani, finalizzati alla tutela delle aree naturali e seminaturali ancora presenti in ambito urbano; cc « servizi ecosistemici »: benefìci forniti dagli ecosistemi al genere umano e a supporto della biodiversità, così come definiti dall'ISPRA: 1 « servizi di fornitura o approvvigionamento » : servizi che forniscono i beni veri e propri, quali cibo, acqua, legname, fibre, combustibile e altre materie prime, nonché materiali genetici e specie ornamentali; 2 « servizi di regolazione »: servizi che regolano il clima, la qualità dell'aria, immagazzinando carbonio, le acque, la formazione del suolo, l'impollinazione e l'assimilazione dei rifiuti, oltre a mitigare i rischi naturali quali l'erosione e gli infestanti; 3 « servizi culturali » : servizi che comprendono benefìci non materiali quali l'eredità e l'identità storico-culturale, l'arricchimento spirituale e intellettuale e i valori paesaggistici, estetici e ricreativi; dd « pareggio di bilancio non economico dei servizi ecosistemici »: recupero dei servizi ecosistemici persi a causa di opere che determinano consumo di suolo, attraverso il ripristino delle funzioni ecologiche di un'altra porzione di suolo, in maniera pari o superiore, con obbligo dell'invarianza idraulica e idrogeologica; ee « area urbana degradata »: territorio che presenta un indice di disagio sociale (IDS) e un indice di disagio edilizio (IDE) pari o superiore all'unità. L'indice IDS risulta dalla media ponderata degli scostamenti dei valori degli indicatori dai rispettivi valori medi nazionali, rilevati dal censimento ISTAT, secondo la nota formula del disagio sociale e occupazionale. L'indice IDE compara lo stato di conservazione degli edifici dell'area urbana degradata con il valore medio nazionale. Gli indicatori possono essere rilevati anche a livello di territorio infracomunale, attraverso l'aggregazione di particelle censuarie contigue con riferimento ai dati rilevati dal censimento 2011; ff « bilancio ecologico »: stima degli impatti complessivi sulla qualità dell'ambiente di un'opera di antropizzazione del territorio, pubblica o privata, attinente le procedure di valutazione d'impatto ambientale (VIA) e di valutazione ambientale strategica (VAS) o comunque autorizzative di un'opera pubblica. 2 All'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, la lettera v-quater) è sostituita dalla seguente: « v-quater) suolo : lo strato più superficiale della crosta terrestre situato tra il substrato roccioso e la superficie; è costituito da componenti minerali, materia organica, acqua, aria e organismi viventi; è l'interfaccia tra terra, aria e acqua, ospita gran parte della biodiversità, costituisce habitat unici, insostituibili e irripetibili, bene comune, risorsa non rinnovabile, limitata, vulnerabile e strategica per la sovranità alimentare;