[pronunce]

Nel caso all'esame, emerge evidente, dal tenore dell'intero ricorso, la volontà del giudice confliggente di porre rimedio, attraverso lo strumento del conflitto, alla asserita lesione delle proprie attribuzioni giurisdizionali da parte delle deliberazioni di insindacabilità approvate dalla Camera il 2 maggio 2007. 3. - Il ricorso è, comunque, inammissibile. 3.1. - Questa Corte, con la già ricordata sentenza n. 267 del 2005, concernente la vicenda, analoga alla presente, riguardante i senatori Vito Gnutti e Francesco Speroni, concorrenti nei medesimi reati contestati ai deputati ai quali si riferiscono le deliberazioni attualmente impugnate, ha dichiarato inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal medesimo GUP del Tribunale di Verona avverso le deliberazioni di insindacabilità del Senato della Repubblica 31 gennaio 2001, per non aver il ricorrente assolto all'onere «di una enunciazione esaustiva “delle condotte poste in essere dagli imputati” che prescinda dalla tecnica adottata nella formulazione del capo di imputazione e dalla sussistenza dei requisiti minimi di indicazione del “fatto” prescritti dal codice di procedura penale». Di qui, l'impossibilità, in radice, di «stabilire se quella ascrivibile a ciascuno dei due parlamentari sia la realizzazione di un comportamento di carattere materiale o la manifestazione di una opinione, rimanendo così preclusa la possibilità di valutare se ricorrano le condizioni per l'operatività della prerogativa di cui all'art. 68, primo comma, della Costituzione». 3.2. - Con il presente ricorso per conflitto, il GUP del Tribunale di Verona, anzitutto, individua i fatti materiali addebitati ai deputati Borghezio, Bossi, Cavaliere, Chiappori, Pagliarini, Vascon, Maroni e Calderoli in forza di quanto indicato dal capo di imputazione che li riguarda e cioè quello attinente al reato – l'unico residuato dopo la sentenza di proscioglimento per i reati di cui agli artt. 241, 283 e 271 cod. pen. , non più previsti dalla legge come tali a seguito della declaratoria di incostituzionalità recata dalla sentenza n. 243 del 2001 di questa Corte e della successiva novella legislativa 24 febbraio 2006, n. 85 (Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione) – previsto dall'art. 1 del d.lgs. n. 43 del 1948, che punisce la promozione, costituzione, organizzazione, direzione e partecipazione ad associazioni di carattere militare, le quali perseguano, anche indirettamente, scopi politici. Nel ricorso vengono individuate anche le singole cariche asseritamente ricoperte da ciascun parlamentare nell'ambito della “associazione paramilitare”, delineandone, sommariamente, i compiti; viene, altresì, descritto il contenuto dello “Statuto” della “Guardia Nazionale Padana” e rammentati, brevemente, i risultati delle indagini condotte dagli inquirenti, segnatamente quanto al lavoro di reclutamento ed impiego degli appartenenti all'associazione, alla struttura organizzativa della stessa ed agli obiettivi che con essa ci si prefiggeva di realizzare, ipotizzandosi un collegamento tra siffatta ricostruzione e le singole posizioni interessate dal conflitto. Tuttavia, anche nel caso all'esame, il ricorrente non si sottrae alla tecnica descrittiva dei comportamenti oggetto di incriminazione tramite il mero rinvio al capo di imputazione, che rappresenta, essenzialmente, il riferimento privilegiato da cui poter attingere gli elementi individuativi dei fatti ascritti ai deputati investiti dall'imputazione medesima. Peraltro, non può sottacersi che, proprio sotto il profilo descrittivo, il capo di imputazione oggetto della presente delibazione appare, tra gli altri che originariamente hanno riguardato anche le posizioni dei senatori Gnutti e Speroni, quello che maggiormente mira a delineare, più che i singoli apporti dei concorrenti nel reato, gli aspetti organizzativi ed il modus operandi complessivo della struttura denominata “Camicie Verdi”, poi confluita nella più articolata organizzazione denominata “GNP (guardia nazionale padana)”. Ne deriva che la stessa indicazione della carica ricoperta da ciascun parlamentare in seno alle “camicie verdi”, essendo disgiunta dalla puntuale indicazione dei concreti compiti e funzioni, non può soddisfare l'esigenza di specificità ed autosufficienza del ricorso sotto il profilo della descrizione dei fatti oggetto delle deliberazioni di insindacabilità impugnate. Ne è conferma, infine, il fatto che il contenuto dello statuto, su cui invece si sofferma il ricorso, assume, però, una valenza neutrale rispetto alla anzidetta esigenza di puntualizzazione delle condotte ascritte a ciascun parlamentare, posto che essa rimane sul piano dell'astrattezza degli obiettivi che l'organizzazione partecipata dai deputati interessati dal conflitto si è proposta. Del pari, opera soltanto in astratto la evidenziazione dei risultati delle indagini condotte dagli organi inquirenti, non trovando esse, nella narrativa dell'atto introduttivo del presente giudizio, una specifica riconduzione a concrete e puntuali condotte tra quelle oggetto di addebito. 3.3. - In definitiva, l'esposizione dei fatti contenuta nel ricorso non consente di valutare quale sia l'effettiva condotta ascrivibile a ciascun parlamentare e in che termini la stessa si atteggi e venga a modularsi in relazione al complessivo tenore del capo di imputazione, impedendo così una delibazione in ordine alla sussistenza delle condizioni per l'operatività della prerogativa della insindacabilità di cui all'art. 68, primo comma, della Costituzione.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Verona nei confronti della Camera dei deputati ed indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 luglio 2009. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 17 luglio 2009. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA