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c stima delle colture viticole e dei loro prodotti; d consulenza tecnica d'ufficio (CTU); e consulenza tecnica di parte (CTP); f predisposizione dei piani di autocontrollo alimentare (HACCP). III REGISTRO NAZIONALE E FORMAZIONE CONTINUA 5 {Registro nazionale dei tecnici del settore vitivinicolo) 1 È istituito, presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il registro nazionale dei tecnici del settore vitivinicolo, di seguito denominato « registro ». 2 Al registro possono iscriversi i soggetti in possesso dei seguenti requisiti: a cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell'Unione europea; b maggiore età; c possesso di uno dei titoli professionali di cui agli articoli 1 e 3; 3 Il registro è ripartito in due sezioni, recanti: a l'elenco degli enologi; b l'elenco degli enotecnici. 4 L'iscrizione al registro abilita i soggetti in possesso di uno dei titoli di cui agli articoli 1 e 3 all'esercizio dell'attività professionale di enologo e di enotecnico, nel rispetto di quanto previsto dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4. 5 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sentite le associazioni di categoria degli enologi ed enotecnici, sono stabilite le modalità di istituzione del registro, nonché le norme relative all'iscrizione e alla cancellazione dallo stesso. 6 (Formazione professionale continua) 1 Al fine di garantire la qualità e l'efficienza della prestazione professionale e per conseguire l'obiettivo dello sviluppo professionale, ogni professionista iscritto al registro è tenuto a curare un continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale, ai sensi del presente articolo. 2 La formazione continua di cui al comma 1 avviene tramite la frequenza di appositi corsi di formazione o di attività di aggiornamento organizzate dalle associazioni inserite nell'elenco delle associazioni professionali tenuto presso il Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4, cui aderiscono i professionisti iscritti al registro, o da altri soggetti qualificati nella formazione professionale nel settore vitivinicolo accreditati a livello regionale. 3 Le associazioni di cui al comma 2, con proprio regolamento interno, disciplinano: a le modalità e le condizioni per la frequenza ai corsi di aggiornamento professionale degli iscritti e per la gestione e l'organizzazione delle attività di aggiornamento; b i requisiti minimi dei corsi e delle attività di aggiornamento; c il valore del credito formativo professionale quale unità di misura della formazione continua. 4 Con apposite convenzioni stipulate tra le associazioni di cui al comma 2 e le università possono essere stabilite modalità per la partecipazione degli iscritti a corsi universitari per il conseguimento di crediti formativi professionali. L'attività di formazione continua, quando è svolta dalle associazioni di iscritti al registro può essere realizzata anche in cooperazione o in convenzione con altri soggetti. 5 Le regioni, nell'ambito delle potestà a esse attribuite dall'articolo 117 della Costituzione, possono disciplinare l'attribuzione di fondi per l'organizzazione di corsi ed eventi di formazione professionale continua nel settore vitivinicolo. 7 (Attribuzione del codice ATECO) 1 L'Istituto nazionale di statistica, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce una specifica classificazione merceologica per l'attività professionale di enologo nonché per l'attività professionale di enotecnico ai fini dell'attribuzione dei rispettivi codici per la classificazione delle attività economiche (ATECO). 2 I soggetti che svolgono l'attività professionale di enologo o di enotecnico, entro sei mesi dalla data di pubblicazione dei codici ATECO di cui al comma 1, provvedono alla rettifica del rispettivo codice tramite l'invio di una comunicazione, non soggetta all'imposta di bollo, all'Agenzia delle entrate e al registro delle imprese. 8 (Disposizioni finali) 1 La legge 10 aprile 1991, n. 129, è abrogata a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui all'articolo 5, comma 5.