[massime]

Ambiente - Caccia - Norme della Regione Liguria - Fissazione dell'orario giornaliero del prelievo venatorio - Possibilità di esercitare la caccia da appostamento fisso o temporaneo alla selvaggina migratoria fino a mezz'ora dopo il tramonto, in deroga a quanto stabilito in via generale dalla legge n. 157 del 1992 - Violazione della competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema - Illegittimità costituzionale.. È costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s ), Cost., l'art. 1, comma unico, della legge della Regione Liguria 29 settembre 2010, n. 15, che, nel fissare l'orario giornaliero dell'esercizio venatorio, fa salvo quanto prescritto dall'art. 34, comma 7- bis , della legge regionale n. 29 del 1994, il quale, a sua volta, prevede che la «caccia di selezione agli ungulati è consentita fino ad un'ora dopo il tramonto. La caccia da appostamento fisso o temporaneo alla selvaggina migratoria è consentita fino a mezz'ora dopo il tramonto». Premesso che, ai sensi dell'art. 18, comma 7, della legge n. 157 del 1992, la caccia è in generale consentita da un'ora prima del sorgere del sole fino al tramonto, con la sola eccezione della caccia di selezione degli ungulati, permessa sino ad un'ora dopo il tramonto; la censurata disposizione, in quanto consente la caccia da appostamento fisso o temporaneo alla selvaggina migratoria ancora per mezz'ora dopo il tramonto del sole, oltrepassa il limite ordinariamente fissato per questa dalla citata legge n. 157 e costituente livello minimo di tutela ambientale stabilito dal legislatore statale nell'esercizio della sua competenza esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema. Sull'ascrivibilità della disciplina statale che delimita il periodo entro cui è consentito l'esercizio venatorio al novero delle misure indispensabili per assicurare la sopravvivenza e la riproduzione delle specie cacciabili, rientrando nella materia della tutela dell'ambiente, vincolante per il legislatore regionale, v. le citate sentenze n. 233/2010, n. 193/2010, n. 272/2009 e n. 313/2006.