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La modifica intervenuta all'articolo 1, comma 3, ha di fatto eliminato l'esplicita equiparazione dell'agricoltura con metodo biodinamico a quella biologica, lasciando una generale possibilità di equiparazione con il metodo biologico a quelle forme di agricoltura che ne seguono i protocolli disciplinari. Ringrazio il senatore Taricco per il grande lavoro fatto e per lo spirito di verità che ha messo nel suo intervento e nelle sue precisazioni puntuali, quali quelle sui regolamenti comunitari sul biologico, recepiti da decreti ministeriali, che già dal 1991 - quindi da trenta anni - consentono l'uso di preparati biodinamici nei metodi biologici. Abbiamo accolto l'ordine del giorno della senatrice Cattaneo, perché, pur espungendo ulteriormente il biodinamico da questa normativa, nei fatti il biodinamico resta nel biologico a pieno titolo. La seconda modifica è intervenuta sull'articolo 21, estendendo anche ai decreti legislativi di attuazione delle disposizioni previste dal disegno di legge la loro applicabilità alle Regioni a Statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano. Il testo nel suo complesso costituisce una legge di riferimento per l'agricoltura biologica, invocata da diverso tempo, la cui stesura ha richiesto molteplici accorgimenti, per rispondere alle tante istanze giunte dagli operatori del settore. Si tratta di un tema importantissimo, in quanto occupa posti di rilievo in Europa e nel mondo, sia per superficie coltivata, sia per numero di imprese che operano nel settore. Tutto ciò avviene in un contesto nel quale l'Unione europea, con il green new deal e con il Farm to fork, si pone l'obiettivo di arrivare, nei prossimi anni, al 25 per cento di superficie coltivata ad agricoltura biologica, investendo oltre 40 milioni di euro nella sua promozione, perché ravvede in questa tipologia di agricoltura uno strumento per la lotta ai cambiamenti climatici, per la tutela e la salvaguardia della biodiversità e per un'agricoltura più sostenibile. Lo farà con un piano d'azione che punta a sostenere i consumi e ad aumentare la produzione e la conversione su tutto il territorio d'Europa. Tutto questo si inserisce quindi all'interno di un quadro generale di politiche agricole e ambientali, che punta alla riduzione del 50 per cento dell'utilizzo di fitofarmaci, del 50 per cento della perdita di nutrienti nei suoli e del 50 per cento dell'utilizzo di antimicrobici nella cura degli animali. Il provvedimento che oggi approveremo definisce il concetto di agricoltura biologica, in gran parte mutuandolo da regolamenti comunitari. Si definisce il ruolo che svolgeranno le Province e le Regioni, si prevede l'istituzione di un tavolo tecnico e l'istituzione di un marchio dell'agricoltura biologica, per un messaggio chiaro, che generi valore ed economia, che parli di rispetto della natura e della salute, di semplicità, di ritorno alla genuinità e alle tradizioni, di attenzione in ogni fase della lavorazione. Si prevede un piano d'azione nazionale, sia per la produzione biologica che per i suoi prodotti, adottato a cadenza triennale, con l'obiettivo di favorire la conversione al metodo biologico e sostenere la costituzione di forme associative, che aiutino le imprese agricole, anche favorendo nuovi insediamenti e migliorandone il sistema di certificazione e di controllo. È previsto anche un piano nazionale delle sementi biologiche, sostenendone la ricerca, come per tutte le pratiche innovative. È fondamentale, per l'agricoltura biologica, che non si tratti di un tema di singole aziende, ma sia esteso ai territori: da qui l'istituzione dei distretti biologici, al fine di snellire le certificazioni, considerandole a livello di territorio. Viene affrontato tutto il tema del riconoscimento e della disciplina delle filiere, caratterizzandole proprio su questo tipo di aziende. Riguardo alla questione importante dei controlli è data delega al Governo per la revisione, l'armonizzazione e la razionalizzazione delle normative. Abbiamo nelle nostre mani una vera e propria legge quadro, che crediamo possa mettere in condizione il settore di raggiungere obiettivi ambiziosi, per ridurre l'utilizzo di fitofarmaci, per aumentare la resistenza delle colture agricole e la fertilità del suolo e, quindi, per una maggiore resilienza al cambiamento climatico che stiamo vivendo. Lavorare dunque la terra con il metodo biologico significa utilizzare una tecnica di coltivazione e un modo di produrre cibo che rispetti i cicli vitali naturali. Dopo anni di utilizzo di sostanze chimiche e di sintesi, ci troviamo con pochissima sostanza organica nei suoli e con una preoccupante presenza di residui di fitofarmaci nelle acque. Sono quindi indispensabili norme rigorose di produzione, che contribuiscano al rispetto dell'ambiente, da cui deriva la qualità dei prodotti, nonché il benessere degli animali. Il consumatore vuole mangiare sano e in modo etico ed è un valore anche l'italianità del prodotto. Tutto il mondo invidia la nostra cucina e le materie prime che crescono nei nostri campi, maggiormente se contraddistinte da marchi di garanzia e di qualità a tutela del consumatore. Se c'è davvero una nuova consapevolezza sull'importanza del suolo agricolo e del suolo naturale, oltre che di un ambiente nel suo complesso non inquinato, è ora di dimostrarlo con politiche indirizzate a questi scopi. L'agricoltura biologica è una delle possibilità concrete che abbiamo. Per questo, per le ragioni che ho illustrato, dichiaro convintamente il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno DRAGO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DRAGO (FdI) . Signor Presidente, può un'azienda con un fatturato di oltre 8 miliardi di dollari permettersi il taglio al personale? Purtroppo in Italia pare di sì. È quanto sta succedendo a Catania, in Sicilia, e l'azienda interessata è una multinazionale conosciuta in tutto il mondo per la produzione dei vaccini anti-Covid: parliamo della Pfizer, di concerto con la BioNTech. Su questa tematica come Fratelli d'Italia abbiamo depositato un'interrogazione lo scorso 15 febbraio, ma è urgente un intervento. Il prossimo 4 marzo i lavoratori e i sindacati locali faranno una manifestazione chiedendo chiarezza, perché non hanno certezza delle prospettive. Parliamo di esuberi per 130 lavoratori a tempo indeterminato, per 50 figure interinali e per altre 60 posizioni da qui ad agosto, fino a quando non verrà installato un macchinario semiautomatico che ridurrà di almeno il 50 per cento il personale necessario. La sede di Catania è una sede storica, del 1954, che ha raccolto il plauso anche dalla multinazionale americana Pfizer, è una sede che ha avuto un riconoscimento per l'elevato livello delle competenze dei lavoratori e lavora nell'ambito delle produzioni asettiche.