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Sono conti che neppure tornano, perché prima ancora dell'approvazione della manovra di bilancio il ministro Gualtieri già parla di correttivi che devono modificare un disegno di legge che addirittura non è ancora stato approvato. Questo è il senso dei vostri errori e stanno tutti all'interno di questa manovra di bilancio. Atteso che lo stato di emergenza oramai è in piedi da quasi un anno, ci saremmo aspettati tutt'altro atteggiamento da questa maggioranza. Ci troviamo, quindi, ad approvare una manovra economica che segue formalmente tutti i decreti-legge che si sono succeduti, quindi il cura Italia, il decreto-legge rilancio, il decreto-legge liquidità, il decreto-legge agosto, il primo, il secondo, il terzo e il quarto decreto-legge ristori; sono tutti provvedimenti che hanno una stella polare, quella dell'assistenzialismo spinto unito ai bonus, di cui effettivamente pochi sentivano il bisogno. Ho sentito parlare del bonus rubinetti, in un momento drammatico della vita del Paese, del bonus occhiali, del bonus smartphone; sono misure che in un altro commento storico avremmo anche potuto accettare, ma in questo momento penso che agli italiani interessi più il proprio posto di lavoro. Io penso che gli italiani in questo momento interessi più il rilancio economico e produttivo del sistema Paese per far sì che l'economia possa davvero ricrescere, rinascere, ripartire, per dare una speranza di futuro ai nostri giovani. Non possiamo accettare questa manovra, perché continuiamo a finanziare una misura che è la più assistenziale che possa esistere, cioè il reddito di cittadinanza. Lo scorso anno impegnammo per finanziare questa misura oltre 7 miliardi di euro; quest'anno continuiamo a impegnare oltre 4 miliardi di euro. Un Governo serio si sarebbe messo una mano sulla coscienza e avrebbe preso atto dell'insuccesso della misura. Voi, invece, imperterriti, continuate a fare finta di nulla, pagando con risorse pubbliche gli spacciatori, i mafiosi e persino gli assassini. (Applausi) . Non possiamo consentirvi tutto questo, perché voi della maggioranza non avete il senso dello Stato e nel vostro DNA politico non avete l'orgoglio di una Nazione. I numeri di questa manovra dimostrano, purtroppo, che state lavorando senza una prospettiva; come si usa dire in gergo, lavorate alla giornata, giorno dopo giorno, senza una visione politica. Voi non sapete programmare l'oggi, né il domani né il dopodomani. Caro ministro Gualtieri, invece di salutare, ascolti gli interventi che facciamo. Le voglio ricordare che dopodomani, quindi tra due giorni, sono pronti 31 milioni di cartelle esattoriali. Abbiamo detto a più voce e in tutte le lingue di bloccare la partenza di queste cartelle esattoriali, ma dal Governo non abbiamo avuto alcuna risposta. Pertanto, l'auspicio è che lei, attraverso il cosiddetto decreto milleproroghe, nei prossimi giorni possa differire il termine per l'invio di queste cartelle esattoriali. Oggi, infatti, gli italiani non sono nella condizione di poter pagare questi importi, anche perché si parla di pace fiscale e di un'ulteriore rottamazione. Differite il termine per l'invio di queste cartelle, per consentire - poi - con più serenità di valutare quali possono essere gli scenari futuri. Abbiamo apprezzato quello che il nostro leader Giorgia Meloni e il nostro partito, insieme a tutto il centrodestra, hanno proposto attraverso la presentazione di alcuni emendamenti che, in qualche modo, sono stati presi in considerazione da questa maggioranza e che riguardano, in particolare, la previsione di 800 euro al mese, per sei mesi, a favore di chi subirà cali di fatturato e potrà quindi godere di una sorta di cassa integrazione. Allo stesso modo, siamo soddisfatti del bonus del 110 per cento, anche se si poteva fare molto di più, perché serve più tempo per dare respiro all'economia nazionale. Non basta quest'ulteriore differimento al 31 dicembre 2022. Le misure positive sono quindi poche e per tutto il resto la bocciatura nei confronti della manovra è sonora e completa. È sonora perché, come hanno detto anche alcuni miei colleghi, vi abbiamo affidato 140 miliardi di euro in poco più di sei mesi per dare modo al nostro Paese di non affondare. Li avete sperperati e continuate a farlo, come dimostrano le ulteriori mance e bonus che continuate a dare anche con questa manovra di bilancio. La verità è che al Paese sarebbe servita una manovra diversa, che però sarebbe stata possibile solo se in questo Paese ci fosse un Governo diverso da quello che voi oggi rappresentate nella realtà quotidiana. Noi chiaramente non abbiamo mai nascosto la gravità del momento che stiamo vivendo, ma, al contempo, attraverso tutte le nostre proposte abbiamo cercato di difendere gli interessi nazionali. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 10,54) ( Segue CALANDRINI). Il futuro di un Paese non è mai di una sola parte politica o di una sola maggioranza, piuttosto che dell'opposizione. Il futuro è di tutti e solo chi sa costruirlo con tutto il popolo italiano rimarrà impresso nella storia della Nazione. Noi abbiamo fatto la nostra parte, ma non saremo mai complici dei vostri disastri. Per darvi la nostra fiducia avremmo avuto bisogno di comprendere la vostra credibilità politica che, purtroppo, oggi come ieri, non c'è mai stata. Per questo motivo, il voto del Gruppo Fratelli d'Italia sarà contrario alla manovra di bilancio. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, la straordinarietà del processo di approvazione di questo bilancio è evidente a tutti ed è di per sé un problema oggettivo. Non possiamo, però, dimenticare la pandemia, la situazione del tutto straordinaria in cui ci siamo mossi: almeno quattro manovre in un anno. E vorrei ricordare a chi non lo ricorda bene che, prima del Covid, il primo bilancio di questa legislatura fu approvato con un maxiemendamento - il bilancio del 2,4 per cento, poi diventato 2,04 del Governo gialloverde - votato il 23 dicembre, alle ore 2:37, approvato poi alla Camera il 30 dicembre. Non dico questo per negare il problema che abbiamo di fronte; dico, però - e mi rivolgo ai colleghi della Lega - che non c'è da sorprendersi dicendo che è la prima volta. Non è la prima volta. (Applausi). Lo avete fatto voi per primi. (Commenti) . Come? Terza lettura? No, sono ferrato. Attenzione, il maxiemendamento che presentaste qui - e non ci fu neanche il tempo di pubblicarlo - cambiava radicalmente il bilancio approvato alla Camera. (Applausi) . Ragazzi, onestà intellettuale per onestà intellettuale. Non volevo polemizzare su questo; volevo, invece, fare un altro ragionamento. C'è un problema che riguarda la qualità della democrazia e il funzionamento delle istituzioni; è indubbio, e viene da lontano. Dobbiamo interrogarci: è un compito che spetta a questa Assemblea e a tutte le forze parlamentari.