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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 27 Presidenza del vice presidente TAVERNA, indi del vice presidente CALDEROLI e del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier: L-SP; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,30). Si dia lettura del processo verbale. PISANI Giuseppe, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Disegni di legge, annunzio di presentazione PRESIDENTE . Comunico che, in data 25 luglio 2018, è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri «Conversione in legge del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative» (717). Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: DDL 675 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2018, n. 73, recante misure urgenti e indifferibili per assicurare il regolare e ordinato svolgimento dei procedimenti e dei processi penali nel periodo necessario a consentire interventi di edilizia giudiziaria per il Tribunale di Bari e la Procura della Repubblica presso il medesimo tribunale (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 675, già approvato dalla Camera dei deputati. STANCANELLI (FdI) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghe e colleghi, leggendo la rubrica del decreto-legge oggi in discussione mi ero quasi congratulato, perché si parla di interventi di edilizia giudiziaria per il tribunale di Bari e la procura della Repubblica presso il medesimo tribunale. Il mio primo pensiero è quindi stato che il Governo inizia con un'attività importante, quella dell'edilizia giudiziaria. E devo confessare ai colleghi che ho provato anche un po' di invidia, perché a Bari si sarebbe proceduto a interventi di edilizia giudiziaria, mentre il palazzo di giustizia della mia città, Catania, non è in queste condizioni (forse perché la sua costruzione è iniziata nel 1937), e sicuramente "scoppia" anche per quella situazione imbarazzante derivante dall'eliminazione di tutte le sezioni distaccate dei tribunali e dei tribunali del territorio. Questo momento di invidia mi è passato immediatamente appena sono andato a leggere il decreto-legge, in cui si parla di tutto tranne che di edilizia e prevede invece l'interruzione della prescrizione. Non mi attardo sulle questioni di incostituzionalità, perché sono intervenuto ieri, le abbiamo illustrate tutte e l'Assemblea ha ritenuto che la pregiudiziale di costituzionalità non fosse fondata, quindi entrerò nel merito del provvedimento non potendo però sottacere il fatto che la sospensione della prescrizione rappresenta un grave vulnus al nostro ordinamento giuridico. L'ho detto ieri e desidero ripeterlo: la prescrizione non è un termine processuale, ma è diritto sostanziale strettamente collegato alla potestas che ha lo Stato di punire e la punibilità è strettamente collegata alla prescrizione. Lo Stato ha cioè il diritto di punire, ma ha un tempo entro cui può esercitare questo potere; scaduto quel tempo, non è più possibile punire. L'articolo 25 della Costituzione sul principio di legalità è molto chiaro in proposito. Se poi la sospensione della prescrizione è dovuta a responsabilità dello Stato si verifica il paradosso: come è stato anche detto dal relatore, alcune volte nel nostro ordinamento si è verificata la sospensione della prescrizione, ma per motivi non derivanti dalla inadempienza dello Stato. Faccio riferimento, per esempio, ai casi in cui c'è stato un evento naturale non prevedibile come il terremoto. Tuttavia, il fatto che a Bari la situazione tragica illustrata anche ieri in quest'Aula si protragga da più di dieci anni e che a un certo punto i problemi della giustizia di quella città si risolvano con la sospensione della prescrizione, penso che sia abnorme. Se a questo si aggiunge che tutte le realtà della giustizia di Bari, che sono quelle che hanno sofferto e che soffrono questa situazione, si sono espresse nel corso delle audizioni presso la Camera dei deputati in maniera assolutamente negativa sul provvedimento in esame, è evidente il paradosso per cui da un lato il signor Ministro tenta di recuperare le difficoltà che gli sono state illustrate quando è andato a Bari, dall'altro risponde con un provvedimento che è in contrasto con le richieste di tutti gli attori della giustizia di Bari. Penso dunque che qui vediamo il paradosso di una giustizia malata, che non trova la possibilità di un riscontro da parte del Governo. Pur tenendo infatti presente che, ovviamente, l'attuale Governo non ha alcuna responsabilità in relazione alla situazione degli edifici giudiziari e del palazzo di giustizia di Bari, un intervento in questo senso non risolve alcun problema. Mi chiedo cosa faremo il 30 settembre: faremo una nuova proroga? La verità è un'altra, ovvero che il Ministro si era impegnato a risolvere il problema, ma non si assume la responsabilità che gli è stata proposta da tutte le opposizioni. Sono infatti stati presentati in Commissione giustizia degli emendamenti con cui si proponeva di affidare i pieni poteri - chiamiamoli così - attraverso un commissariamento straordinario in capo al Ministro, per risolvere, nel modo da lui ritenuto più opportuno, questa problematica, che incide molto sulla giustizia e sul tribunale di Bari. Ecco perché ritengo che il decreto-legge e il disegno di legge di conversione al nostro esame siano una offesa alla richiesta, che proviene dagli attori della giustizia barese. Non so cosa succederà dopo il 30 settembre: so soltanto che i vertici della magistratura di Bari hanno detto e ribadito che questa sospensione produrrà ulteriori effetti negativi. Infatti per riprendere tutta l'attività con almeno 60.000 notifiche - questo è quello che è stato indicato nella relazione - e recuperare tale arretrato ci vorranno dieci anni: