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L'Italia, con 14,33 miliardi di euro versati su 125,4 miliardi sottoscritti, è il terzo contributore, dietro a Germania e Francia. Il MES dispone di poteri superiori a qualsiasi Stato sovrano quali immunità giudiziaria, fiscale e penale, ed è, ad avviso degli interroganti, incompatibile con qualsiasi ordinamento democratico; la discussa riforma del MES proposta nello scorso autunno, nata dal patto franco-tedesco, era quella di replicare lo schema dei consueti programmi della Troika (o memorandum ) già collaudato con il "golpe" greco, per aggredire i Paesi con il debito pubblico più alto e costringerli a ristrutturarlo a condizioni capestro. Il disegno (o la trama se si preferisce) è lo stesso della banca statunitense JP Morgan nel famoso documento di 16 pagine del maggio 2013, che, per sopravvivere alla crisi del debito sovrano, imponeva anche all'Italia di liberarsi al più presto delle costituzioni antifasciste. Alle pagine 12 e 13 di quel documento c'è l'ossessione di cancellare lo stato sociale, modificando le Costituzioni dei Paesi europei, con particolare riferimento alla loro origine e ai contenuti: "Quando la crisi è iniziata era diffusa l'idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica (…). Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell'area europea"; nel solco della dottrina totalitaria neo-liberista, una tigre di carta che ha messo a nudo tutta la sua fragilità con la crisi sanitaria pandemica esplosa con il Covid-19, che ha sostituito gli Stati coi Trattati, la Giustizia con gli arbitrati e che impone di cancellare le Costituzioni democratiche ad alcuni Paesi del sud Europa, considerate un intralcio all'agire economico, traslata di sana pianta nelle direttive e nell'ordinamento dell'Europa, prona agli esclusivi interessi di banche e di fondi più potenti degli Stati come Black Rock, multinazionali, finanza derivata, la riforma del MES ha l'obiettivo prioritario di aggredire la ricchezza privata delle nazioni e realizzare vendite di asset pubblici a prezzi di saldo, come sperimentato con successo in Grecia; nei giorni scorsi si è registrato l'appello di 67 economisti all'Europa e contro il MES, per archiviarlo definitivamente, per non consentire di stringere un nodo scorsoio al collo dell'Italia e dei Paesi del sud Europa, così replicando l'infamia europea abbattutasi sulla Grecia e sul suo popolo, strozzato e ridotto in miseria ed all'indigenza, con vecchi e bambini impossibilitati ad accedere al cibo ed alle cure minimali, gettati consapevolmente in condizioni di vita disperate, si chiede di sapere: se il Governo, accertata la veridicità dei fatti, non intenda avanzare formale protesta per i canali ufficiali, non essendo consentito ad alcuno, tantomeno a Klaus Regling, di offendere l'Italia trattandola alla stregua di una colonia tedesca, subordinata agli interessi di MES e Troika, con gratuite e spregevoli offese verso l'intero popolo italiano; se non abbia il dovere di accogliere l'appello rivolto da 67 economisti contro il MES per la creazione degli eurobond ed una totale abolizione del MES; se non sia arrivato il tempo di difendere tutti insieme i diritti dell'Italia e non del Re di Prussia, dopo aver inconfutabilmente acclarato che il MES, da creditore privilegiato analogamente al FMI, nella concessioni dei prestiti a condizioni capestro finalizzati a ben precisi programmi di austerità e smantellamento dello stato sociale e dei diritti umani delle persone, coi prestiti senior emessi per l'Italia trasformerebbe il resto della massiccia mole di bond circolanti in titoli junior , ossia junk (spazzatura), determinando il crollo del loro valore ed enormi difficoltà nel rinnovare i BTP alla scadenza, con una svalutazione che aprirebbe - tra l'altro - crisi profonde e crepe consistenti negli asset e nei bilanci delle banche italiane; se il Governo, pur rispettando i vincoli dell'Unione europea, non abbia il dovere di difendere prioritariamente i diritti dell'Italia, invece di accedere a forche caudine e programmi autoritari imposti dall'Europa matrigna e dalla Troika tramite il MES, nel filone della dottrina totalitaria neo-liberista, che ha già sostituito, con l'entrata in vigore del TTIP, gli Stati coi trattati e la giustizia con gli arbitrati. Atto n. 4-03066 LUCIDI VESCOVI FAGGI PIANASSO BRIZIARELLI LUNESU PUCCIARELLI ZULIANI PISANI Pietro Al Ministro della giustizia Premesso che: il gruppo Novelli è un'azienda in concordato fallimentare dal 2013, periodo durante il quale ha accumulato circa 60 milioni di euro per una massa debitoria complessiva di 120 milioni di euro; agli interroganti risulta che in data 5 dicembre 2016 i commissari giudiziali del Tribunale di Terni abbiano espresso parere favorevole su una proposta di acquisto fatta da "Fattorie Greco Srl", denunciando l'assenza delle note trimestrali e i rapporti riepilogativi semestrali, documenti previsti nel decreto di omologa; agli interroganti risulta ancora che nel pomeriggio del 5 dicembre 2016 il consiglio d'amministrazione del gruppo Novelli abbia preso atto della decisione dei commissari giudiziali, deliberando la cessione completa degli asset aziendali in favore della proposta del gruppo Greco e Fattorie Greco; in data 12 dicembre 2016 il giudice delegato di Terni ha rigettato il parere espresso dai commissari giudiziali; in data 22 dicembre 2016 l'azienda viene ceduta per 1 euro alla società Alimentitaliani Srl neocostituita il precedente 5 dicembre 2016, a valle di questo atto avverrà poi dichiarato il fallimento di entrambe le società, il Gruppo Novelli (il 26 aprile 2017) e la nuova società Alimentitaliani Srl (il 22 dicembre 2017); risulta agli interroganti che in data 24 gennaio 2017, i commissari giudiziali del Tribunale di Terni abbiano inviato al giudice delegato per il fallimento una nota dalla quale si apprende che il cash flow necessario per il pagamento dei debiti concordatari risultava inesistente (per il 2014 - 900.000 euro, il 2015 2.800.000 euro e il 2016 - 2.800.000 euro); risulta ancora agli interroganti che sarebbero state pagate correttamente le parcelle al Tribunale di Terni, previste dal concordato fallimentare almeno nelle due tranche del 2013 e 2014, ciascuna dell'ammontare di circa 300.000 euro per un totale di oltre 600.000 euro; preso atto che nel documento di chiusura delle indagini per bancarotta della società Alimentitaliani Srl il 25 febbraio 2020 verrebbe richiamato il parere dei commissari giudiziali di Terni che si espressero positivamente in favore della cessione a Fattorie Greco, in ragione anche dell'impegno a finanziare l'operazione con 1,5 milioni di euro;