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Su queste inquietanti e gravi vicende, fra i mesi di febbraio e maggio 2019, il gruppo del Partito democratico del Senato ha presentato tre interrogazioni, due a prima firma del senatore Parrini e una del senatore Stefano, ritenute inammissibili dalla Presidenza del Senato e, di conseguenza, mai pubblicate, poiché in base alle direttive della Presidenza del Senato comunicate nel corso della seduta dell'Assemblea n. 34 dell'11 settembre 2018 sui criteri di redazione degli atti di sindacato ispettivo e sulle conseguenti improponibilità non è più possibile chiedere al Governo ciò che riguarda l'attività dei partiti politici, e quindi anche nei casi in cui i fatti censurati riguardino la sicurezza nazionale, l'indipendenza del nostro Paese da quelli che appaiono come inaccettabili condizionamenti esterni, la garanzia di libere elezioni e la stessa credibilità delle Istituzioni. Infine, è necessario ricordare come l'articolo 1, comma 12, della legge 9 gennaio 2019, n. 3, recante misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici (cosiddetta legge « spazzacorrotti »), prevede il « divieto » per i partiti e movimenti politici « di ricevere contributi, prestazioni o altre forme di sostegno provenienti da governi o enti pubblici di Stati esteri e da persone giuridiche aventi sede in uno Stato estero non assoggettate a obblighi fiscali in Italia ». Il 5 novembre 2018, in sede di esame in prima lettura del suddetto provvedimento, il gruppo della Lega-Salvini Premier della Camera dei deputati presentò un emendamento, a prima firma dell'onorevole Bordonali, soppressivo del comma 12. Ciò che emerge dai fatti riportati, aldilà dei profili giudiziari di rilevanza penale, è che occorre sottolineare l'influenza che questi fatti possono avere avuto sugli assetti geopolitici dell'Italia, sulla sua collocazione europeista e transatlantica, nonché sulla politica economica, estera ed energetica del Governo, sullo svolgimento dell'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia svoltasi il 26 maggio 2019 e, di conseguenza, sulla vita democratica e sull'indipendenza dell'Italia da condizionamenti esterni, sui sistemi di alleanza internazionali di cui l'Italia è parte dalla fine della seconda guerra mondiale e sulla sua credibilità e affidabilità all'interno degli stessi. È necessario capire la strategia politica sottesa a questi fatti, al fine di influenzare la collocazione geopolitica dell'Italia a livello europeo e il suo rapporto con le Istituzioni europee, nonché la collocazione geopolitica dell'Italia a livello internazionale, anche in relazione ad analoghe vicende avvenute in altri Stati appartenenti all'Unione europea e negli Stati Uniti.. 1 (Istituzione e durata) 1 È istituita, per la durata della XIX legislatura, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sulle trattative intercorse tra esponenti del partito Lega per Salvini Premier e persone di nazionalità russa, fra cui esponenti di una società pubblica, al fine di ottenere finanziamenti anche per lo svolgimento della campagna elettorale per l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia, svoltasi il 26 maggio 2019, di seguito denominata « Commissione ». 2 La Commissione presenta alle Camere, annualmente e prima della conclusione dei lavori, una relazione sull'attività svolta e sui risultati dell'inchiesta. Sono ammesse relazioni di minoranza. Il presidente della Commissione trasmette alle Camere, dopo sei mesi dalla costituzione della Commissione stessa, una relazione sullo stato dei lavori. 2 (Composizione) 1 La Commissione è composta da venti senatori e da venti deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno un ramo del Parlamento. 2 Il Presidente del Senato della Repubblica e il Presidente della Camera dei deputati, entro dieci giorni dalla nomina dei componenti, convocano la Commissione per la costituzione dell'ufficio di presidenza. 3 L'ufficio di presidenza, composto dal presidente, da due vicepresidenti e da due segretari, è eletto dai componenti della Commissione a scrutinio segreto. Nell'elezione del presidente, se nessuno riporta la maggioranza assoluta dei voti, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. 4 La Commissione elegge al proprio interno due vicepresidenti e due segretari. Per l'elezione, rispettivamente, dei due vicepresidenti e dei due segretari, ciascun componente della Commissione scrive sulla propria scheda un solo nome. Sono eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto il più anziano di età. 5 Le disposizioni dei commi 3 e 4 si applicano anche in caso di elezioni suppletive. 3 (Competenze) 1 La Commissione ha il compito di verificare: a l'eventuale influenza dei fatti di cui all'articolo 1, comma 1, sugli assetti geopolitici dell'Italia, sulla sua collocazione europeista e transatlantica, nonché sulla politica economica, estera ed energetica del Governo; b l'eventuale influenza e gli eventuali effetti dei fatti di cui all'articolo 1, comma 1, sullo svolgimento dell'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia svoltasi il 26 maggio 2019 e, di conseguenza, sulla vita democratica e sull'indipendenza dell'Italia da condizionamenti esterni; c l'eventuale influenza e gli eventuali effetti dei fatti di cui all'articolo 1, comma 1, sui sistemi di alleanza internazionali di cui l'Italia è parte dalla fine della seconda guerra mondiale e sulla sua credibilità e affidabilità all'interno degli stessi; d la strategia politica sottesa ai fatti di cui all'articolo 1, comma 1, al fine di influenzare la collocazione geopolitica dell'Italia a livello europeo e il suo rapporto con le Istituzioni europee, nonché la collocazione geopolitica dell'Italia a livello internazionale, anche in relazione ad analoghe vicende avvenute in altri Stati appartenenti all'Unione europea e negli Stati Uniti d'America. 4 (Attività di indagine) 1 La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. 2 Ferme restando le competenze dell'autorità giudiziaria, per le audizioni a testimonianza davanti alla Commissione si applicano le disposizioni degli articoli 366 e 372 del codice penale. 3 Alla Commissione, limitatamente all'oggetto delle indagini di sua competenza, non può essere opposto il segreto d'ufficio né il segreto professionale o quello bancario, fatta eccezione per il segreto tra difensore e parte processuale nell'ambito del mandato. Per il segreto di Stato si applica quanto previsto dalla legge 3 agosto 2007, n. 124.