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Signora Presidente, signori del Governo, non ho alcuna obiezione da fare sulle misure che sono previste e che oggi discutiamo e approveremo in Aula. Vorrei però sottolineare un aspetto e mi rivolgo al Governo in modo particolare: queste misure devono essere ritenute definite e conclusive dal punto di vista temporale. Lo dico perché, se ci abituiamo all'idea, la DAD che oggi viene fatta, così com'è stata concepita, cioè in assenza di una qualsiasi esperienza nell'insegnamento, non si fonda e non può vantare, salvo in casi molto particolari, un sostegno in forme di insegnamento innovative tali da poter veramente educare alla conoscenza le ragazze e i ragazzi delle nostre scuole. Al di là della bontà delle misure, che vanno nella direzione di proteggere l'insegnamento e la famiglia di chi vi è soggetto, non possiamo immaginare durevolmente una condizione del genere. Quello che serve, al di là di un provvedimento come quello di cui stiamo discutendo stamattina, è la messa in ordine di un sistema che consta oggi (in passato abbiamo visto quante difficoltà abbia avuto a crescere e ad andare in ordine) soprattutto di tre fattori. Il primo è la vaccinazione estesa all'intero mondo scolastico. Il secondo è il luogo dove i focolai si accendono, e ripetutamente, che è tutto il comparto trasportistico. Naturalmente dobbiamo prepararci, sì, per la fine di questo anno scolastico, ma in modo particolare - e cito il terzo caso, cioè la stabilizzazione perlomeno di una parte dei docenti precari - per evitare che l'anno scolastico 2021-2022 possa iniziare con le lacune e con le carenze che ha vissuto l'anno scolastico 2020-2021. Sottolineo questo aspetto perché la scuola né in Italia, né in altre parti del mondo ha mai risposto completamente al criterio dell'uguaglianza dell'educazione; chi proviene da una famiglia migliore è in grado di fornire un servizio di conoscenza migliore alle proprie figlie e ai propri figli. Con la DAD questa forbice tende ad allargarsi. Se la DAD e quindi la mancanza dell'insegnamento in presenza persistono, dopo una parte dell'anno scolastico 2019-2020 e dopo larga parte del 2020-2021, allungandosi con la sua ombra anche sull'anno scolastico 2021-2022, rischiamo di consegnare parte di una generazione decisiva a una diseguaglianza acostituzionale e a una ulteriore tra Nord e Sud rispetto a quella esistente, che può accendere un'ulteriore frattura nella storia straordinaria di questo Paese. Dobbiamo quindi abituarci a gestire una transizione lunga non soltanto con misure di sostegno alle famiglie, ma anche mettendo le mani in maniera organica e strutturale sui fronti della vaccinazione, della stabilizzazione dei precari e dei trasporti. Concludo ricordando una misura della quale stiamo discutendo proprio in queste ore: il curriculum dello studente, una sorta di carta d'identità di ciascuno dei nostri figli o nipoti, che rischia di essere la fotografia delle disuguaglianze. Mio figlio infatti, signora Presidente, per il reddito del padre, è nella condizione di godere di una serie di vantaggi che quello del mio più caro amico, per la condizione di disoccupazione del padre, non può assolutamente godere; quello che non si può fare è fissare in norma una disuguaglianza. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Maffoni. Ne ha facoltà. MAFFONI (FdI) . Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, rappresentanti del Governo, la situazione pandemica di straordinaria gravità ci ha portato a vivere e a doverci confrontare con scenari nuovi e inimmaginabili fino a pochi mesi fa. Uno di questi, di certo tra i più complessi da affrontare, è quello legato alla didattica a distanza (DAD), non solo per le conseguenze che questo strumento ha sugli studenti, ma anche sul mondo del lavoro e sulle famiglie. Credo sia necessario un distinguo: durante la prima ondata pandemica della primavera del 2020 con lockdown totale, le scuole non erano ben attrezzate ed erano poco pronte a offrire una didattica a distanza. Contestualmente, buona parte delle attività lavorative era ferma e le famiglie sono state in grado di reggere uno scenario, per quanto difficile e preoccupante, compatibile con la vita quotidiana. Tuttavia, negli ultimi mesi, il quadro è profondamente mutato e, se, da una parte, abbiamo assistito ancora a problemi di organizzazione nel sistema scolastico, dall'altra, abbiamo visto come, giustamente, il mondo lavorativo si sia ben organizzato, offrendo possibilità di lavoro in modalità remota per alcune categorie di lavoratori, mentre altre hanno dovuto riprendere in sicurezza la propria attività dal luogo di lavoro. È noto che questa situazione ha comportato molteplici problemi per diverse famiglie italiane, che non erano in grado di assistere i propri figli a casa. Le misure adottate dal Governo, che hanno permesso che ciò avvenisse con alcuni strumenti legislativi, hanno tamponato una situazione complessa. Vanno bene quindi lo smart working per chi ha figli con meno di sedici anni, il congedo retribuito e i bonus per supportare l'attività dei propri figli. Tutelare le lavoratrici e i lavoratori è una priorità, unitamente al diritto dei minori di essere accompagnati in questa fase di ripresa che, in alcuni rari casi, prevede ancora la didattica a distanza. Non possiamo però non soffermarci, gentili colleghi, su alcuni limiti emersi da questo strumento, non tanto sugli effetti didattici, che non dobbiamo affrontare oggi in quest'Aula, ma su quelli legati al mondo del lavoro. Molte categorie sono state penalizzate e non sufficientemente sostenute; mi riferisco, in particolar modo, proprio al mondo degli autonomi che oggi, come non mai, paga in modo pesante questa difficile situazione economica. Sono molte infatti le categorie che hanno lamentato difficoltà di gestione tra la propria attività lavorativa e quella familiare, poiché, come noto, non è sempre possibile tramutare le proprie mansioni in attività compatibili con il lavoro in modalità remota. Ecco perché, gentili colleghi, il nostro compito è pensare a loro e trovare strumenti adeguati che possano compensare queste categorie per le difficoltà che hanno dovuto affrontare nei mesi scorsi. Infine, sarà compito della politica iniziare a concentrarsi in modo serio sul tema di come conciliare la didattica a distanza, il lavoro da remoto e le esigenze familiari. Siamo tutti certi che con il piano vaccinale andremo incontro a riaperture certe per il mondo scolastico. Ciononostante, non potremo arrivare impreparati ad affrontare un tema così delicato come questo, che ha conseguenze non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche sociale ed economico. Sono sfide importanti, alle quali però, cari colleghe e colleghi, non possiamo assolutamente sottrarci. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grimani. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, la conversione del decreto-legge al nostro esame chiude una fase di emergenza molto sentita e pesante per i cittadini. Sappiamo bene che contiene i provvedimenti ulteriormente restrittivi che hanno riguardato la fase dal 15 marzo al 6 aprile e le chiusure che si sono protratte fino ai giorni di Pasqua, quando tutta l'Italia fu chiusa all'interno di una grande zona rossa.