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ho sentito anche le parole del senatore Vitali, devo dire molto diverse da quelle dei suoi colleghi alla Camera, della collega De Petris e anche del collega del PD sulla possibilità di ripensare questo aspetto che, dal punto di vista costituzionale, è un abominio. Peraltro, dal punto di vista della cortesia istituzionale, da parte del Governo non doveva essere fatto uno sgarbo del genere a una parte della maggioranza. Mi dispiace dover dire al senatore Paragone che anche i centristi moderati draghiani sono stati trattati esattamente con la stessa falsa moneta da lui evocata. Tuttavia, signor Presidente, proprio per questo, in considerazione delle parole ascoltate in quest'Aula, noi di Italia al Centro ci asterremo nel voto di fiducia e metteremo alla prova i colleghi che qui hanno criticato questa scelta del Governo affinché si torni quanto prima su questa decisione. (Applausi) . PRESIDENTE . Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2653, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 maggio 2022, n. 41, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Ciascun senatore chiamato dal senatore Segretario dovrà esprimere il proprio voto passando innanzi al banco della Presidenza. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore De Vecchis). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore De Vecchis. (Il senatore segretario Durnwalder fa l'appello) . Dichiaro chiusa la votazione. Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'articolo unico del disegno di legge n. 2653, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 maggio 2022, n. 41, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 221 Senatori votanti 220 Maggioranza 107 Favorevoli 180 Contrari 33 Astenuti 7 Il Senato approva. (v. Allegato B). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 41. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno DAMIANI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi senatori, siamo alla vigilia del voto sulla modifica dell'articolo 33 della Costituzione. Il caso ha voluto che, proprio nella giornata di oggi, 28 giugno, lo sport facesse ingresso nella nostra Costituzione, quindi nella legge fondamentale del nostro Stato. È una data simbolica, particolare ed importante per il nostro Paese, perché settanta anni fa, nella mia città, Barletta, e lo dico con grande orgoglio, nasceva un campione mondiale dello sport, non soltanto nazionale, ma internazionale, cioè Pietro Mennea. Pietro Mennea oggi avrebbe compiuto settant'anni (Applausi) ; purtroppo, egli non potrà gioire in una giornata così importante, perché ci ha lasciato troppo presto, nove anni fa. La coincidenza delle date, però, è molto importante e volevo evidenziarla in quest'Aula, per ricordare le sue importanti gesta sportive. Egli ha portato il nostro Paese, l'Italia, sul tetto del mondo. Basta ricordare il record di 19.72 secondi nei 200 metri piani, come anche la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Ma egli non è stato soltanto questo. È stato un uomo importante, dai valori importanti. Credeva nello sport, nello sport pulito, ed infatti ha sempre combattuto contro il doping . Voglio poi anche ricordare il suo impegno, le quattro lauree, e soprattutto l'impegno politico. Non dimentichiamo, infatti, che egli è stato parlamentare europeo. Quindi, oggi sarebbe sicuramente contento di questa iniziativa ed è per questo che ho voluto celebrarlo in quest'Aula. (Applausi) . FERRARA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, anche quest'anno ricordo che il 29 giugno 2009 a Viareggio c'è stata una strage ferroviaria dove sono morte 32 persone. Ma cosa successe a Viareggio? Perché vi fu una strage? Di certo, non fu uno spiacevole episodio, come affermò l'allora amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. Ciò che successe fu che l'asse del vagone di un treno che trasportava 14 cisterne piene di GPL si è rotto e, come appurato dalla magistratura, questo è successo per mancanza di manutenzione. No, non fu uno spiacevole episodio. La cisterna si capovolse, ci fu uno squarcio, fuoriuscì il GPL e poco dopo si verificò una enorme esplosione. Erano le 23,48 del 29 giugno 2009. Potrà sembrare un paradosso, ma quello che è accaduto nel 2009 avrebbe potuto diventare una ecatombe ancora più grande se, come hanno spiegato i tecnici dell'Università di Pisa, quella notte il vento, dopo l'esplosione, avesse spinto il fuoco verso le altre 13 cisterne. Ci sarebbe stata una serie di esplosioni a catena che avrebbero generato un inferno di fuoco per almeno un chilometro; sarebbero state migliaia le vittime, compreso il sottoscritto che fu uno dei primi ad arrivare in stazione. Come ho più volte ripetuto, ciò che è successo dopo è la rappresentazione del peggio della cialtroneria made in Italy : il cavalierato a Moretti, la latitanza dello Stato, il tutelare i poteri forti invece che i familiari; la codardia e la mancanza di dignità di chiedere scusa dinanzi a tanto dolore. L'ultimo episodio è l'uscita del Comune di Viareggio come parte civile dal processo bis ancora in corso in corte d'appello a Firenze. Signor Presidente, colleghi, io non ho parole se non forse una: vergogna! (Applausi) . Dicendola credo di rappresentare tutta la mia comunità di Viareggio, perché non esiste cifra che possa giustificare l'abbandono del proprio Comune come parte civile da un processo su di una strage che ha lasciato una cicatrice sul volto della nostra bellissima città. La strage di Viareggio, come tante altre nel nostro Paese, si poteva e si doveva evitare, se si fosse investito in manutenzione e non pensando solo al profitto.