[ddlpres]

Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, concernenti l’uso terapeutico della cannabis. Onorevoli Senatori. -- Le virtù terapeutiche dei derivati della cannabis sono note da tempo. Durante i tempi più bui dell'ultima war on drugs, pazienti per diverse patologie, da quelle neurologiche a quelle oculistiche, si sono scambiati suggerimenti su dosi e modalità del consumo di marijuana necessarie al fine di alleviare le proprie sofferenze e migliorare le proprie condizioni di salute. Poi, mano a mano, il muro proibizionista si è andato sgretolando e la legittimità dell'uso terapeutico della marijuana (insieme con le strategie di riduzione del danno) è stata la prima forma di riconversione delle politiche in materia di droghe. In America, sono già ventuno gli Stati dell'Unione che consentono l'uso terapeutico dei derivati della cannabis ; e anche in Italia qualche passo positivo è stato fatto. Dopo che nel 2007 il Ministro della salute Livia Turco aveva autorizzato l’utilizzo in terapia del THC, il principale principio attivo della cannabis , neanche un anno fa l'allora Ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha inserito i «medicinali di origine vegetale a base di cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture)» tra le sostanze psicoattive autorizzate a fini medici. E nel frattempo alcune regioni (Puglia, Marche, Liguria, Veneto, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sicilia, Umbria) ne hanno disciplinato le modalità di distribuzione a carico del Servizio sanitario nazionale. Ciò nonostante, l'uso terapeutico della marijuana è ancora molto limitato nel nostro Paese ed è ancora lontanissimo dal rispondere in maniera adeguata alla domanda di pazienti e medici. Pesano vincoli legali e burocratici nella produzione, distribuzione e prescrizione dei farmaci. Di conseguenza, è utile un ulteriore passaggio legislativo, che semplifichi le procedure e faciliti l'offerta dei preparati a base di cannabinoidi. È questa la ratio del presente disegno di legge che intende riformare il regime di uso e somministrazione, a fini terapeutici, di derivati della cannabis, superando le farraginosità e gli ostacoli normativi che, di fatto, privano di cure adeguate ormai troppi pazienti, così violandone il diritto fondamentale alla salute e contravvenendo agli obblighi assunti dall'Italia con la ratifica della Convenzione unica sugli stupefacenti, adottata a New York il 30 marzo 1961, e della Convenzione sulle sostanze psicotrope, adottata a Vienna il 21 febbraio 1971. Il presente disegno di legge -- sulla scorta di riferimenti di diritto comparato quali, in particolare, il Marijuana Legal Access Act adottato in Canada nel 2011 e in base all'esperienza maturata in sede regionale, con particolare riguardo alle iniziative toscane e pugliesi -- intende, in primo luogo, semplificare e agevolare il regime di produzione, importazione, prescrizione e dispensazione di farmaci a base di cannabis. In particolare, l'articolo 1: a) legittima espressamente la coltivazione di tali piante di cannabis per farne uso personale, in relazione ad esigenze terapeutiche proprie, dei propri congiunti o conviventi; b) promuove, attraverso il Ministero della salute, una specifica attività di informazione, rivolta agli operatori sanitari, con l'obiettivo di far conoscere l'impiego appropriato dei medicinali contenenti i princìpi attivi della pianta della cannabis ; c) semplifica notevolmente le modalità di consegna, prescrizione e dispensazione dei farmaci contenenti cannabis, consentendo in particolare che la prescrizione possa comprendere il dosaggio o le preparazioni comunque necessarie per una cura di durata fino a sei mesi. L'articolo 2: a) in conformità ai princìpi costituzionali in materia penale, del diritto penale minimo, rimodula il trattamento sanzionatorio di alcune fattispecie previste dal testo unico, prive di reale offensività verso terzi, abrogando il reato di proselitismo e istigazione e limitando la punibilità all'induzione all'uso di stupefacenti da parte di minori o incapaci; b) rimodula, conformemente al principio di proporzionalità tra gravità del reato e sanzione, il reato di prescrizione abusiva, la cui attuale formulazione, inducendo timore nei medici, ha fortemente limitato il ricorso a terapie a base di sostanze quali, tra gli altri, i cannabinoidi. L'articolo 3 intende rendere concretamente disponibili preparazioni medicinali a base di cannabis per i soggetti che necessitino di simili terapie, attraverso l'emanazione di un regolamento volto alla creazione di aree coltivabili e all'individuazione di aziende farmaceutiche specificamente legittimate alla produzione del fabbisogno nazionale di preparazioni e sostanze vegetali a base di sostanze stupefacenti, in base a indicazioni rese dal Ministero della salute, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, e d’intesa con l'Agenzia italiana del farmaco e il Comando generale della Guardia di finanza, per quanto di competenza. L'articolo 4 prevede, infine, l'istituzione -- senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica -- di una commissione di esperti che dovrà stilare un rapporto sullo stato delle conoscenze medico-scientifiche relative ai cannabinoidi naturali e di sintesi. Il presente disegno di legge è stato elaborato con il contributo dell'avvocato Federica Resta.. 1 (Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, per la semplificazione del regime di prescrizione, distribuzione e dispensazione dei farmaci contenenti derivati della cannabis ) 1 Al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 26, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Il Ministro della salute può autorizzare enti, persone giuridiche private, istituti universitari e laboratori pubblici aventi fini istituzionali e di ricerca, alla coltivazione di piante di cui al comma 1 per scopi scientifici, sperimentali, didattici, terapeutici o commerciali finalizzati alla produzione farmacologica»; b all'articolo 28 è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 3- bis. Le sanzioni di cui al presente articolo non si applicano a colui che coltivi piante di cannabis in numero non superiore a quello indicato con specifica autorizzazione, in relazione a patologie da cui è affetto egli stesso, un prossimo congiunto o persona con la quale conviva. L'autorizzazione di cui al primo periodo è rilasciata da una apposita commissione ministeriale di esperti, istituita secondo le modalità previste con decreto del Ministro della salute non avente natura regolamentare, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione»; c all'articolo 38 è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 7 -bis. Il Ministero della salute promuove, d'intesa con l'Agenzia italiana del farmaco, la conoscenza e la diffusione di informazioni sull'impiego appropriato dei farmaci contenenti princìpi naturali o sintetici della pianta della cannabis »;