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1) clinica delle malattie infettive (II anno); 2) malattie tropicali; 3) legislazione sanitaria delle malattie infettive; 4) farmacologia e terapia delle malattie infettive. Le sopraelencate materie di insegnamento afferiscono alla facoltà di medicina e chirurgia. La frequenza ai corsi è obbligatoria. Alla fine di ogni anno accademico lo specializzando deve sostenere un esame teorico-pratico per il passaggio all'anno di corso successivo. La commissione d'esame, di cui fanno parte il direttore della scuola ed i docenti delle materie relative all'anno di corso, esprime un giudizio globale sul livello di preparazione del candidato nelle singole discipline e relative attività pratiche prescritte per l'anno di corso. Coloro che non superano detto esame potranno ripetere l'anno di corso una sola volta. La frequenza alle lezioni, esercitazioni e seminari è obbligatoria per tutti gli iscritti. La frequenza è obbligatoria durante i quattro anni del corso presso la clinica delle malattie infettive o presso gli altri servizi o reparti di degenza affiliati alla scuola. Ai fini della frequenza e delle attività pratiche va riconosciuta utile, sulla base di idonea documentazione, l'attività svolta dallo specializzando in strutture di servizio socio-sanitario attinenti alla specializzazione anche all'estero o nell'ambito di quanto previsto dalla legge 9 febbraio 1979, n. 38, in materia di cooperazione dell'Italia con i Paesi in via di sviluppo. Verranno ammessi a sostenere gli esami di passaggio da un anno di corso all'altro e al conseguimento del diploma, gli studenti iscritti che avranno un numero di presenze alle lezioni e alle esercitazioni cliniche e di laboratorio superiori ai due terzi del totale. Superato l'esame teorico-pratico dell'ultimo anno, il corso di studio della scuola di specializzazione si conclude con un esame finale consistente nella discussione di una dissertazione scritta su una o più materie del corso. A coloro che abbiano superato l'esame finale viene rilasciato il diploma di specialista. L'importo delle tasse e soprattasse dovute dagli iscritti alla scuola è quello previsto dalle vigenti disposizioni di legge; i contributi sono stabiliti anno per anno dal consiglio di amministrazione. Per ciascuna scuola di specializzazione, anche se comprendente più indirizzi, è costituito un unico consiglio presieduto da un direttore. Il consiglio è composto dai docenti universitari di ruolo e dai professori a contratto previsti dall'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, ai quali sono affidate attività didattiche nella scuola, nonché da una rappresentanza di tre specializzandi eletti secondo le modalità di cui all'art. 99 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382. Il consiglio esercita le competenze spettanti, ai sensi dell'art. 94 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382, al consiglio di corso di laurea in materia di coordinamento di insegnamenti. La direzione della scuola è affidata a professore ordinario o straordinario che insegni anche nella scuola stessa. In caso di motivato impedimento la direzione della scuola è affidata a professore associato che pure insegni nella scuola medesima. Scuola di specializzazione in urologia Art. 205. - È istituita presso l'Università di Ancona la scuola di specializzazione in urologia che conferisce il diploma di specialista in urologia. La direzione della scuola ha sede presso l'istituto di patologia dell'apparato urinario. La scuola ha lo scopo di preparare medici specialisti in urologia. La durata del corso è di cinque anni e non e suscettibile di abbreviazioni. Il numero degli iscritti è di cinque per ogni anno e complessivamente di venticinque per l'intero corso di studi. Alla scuola sono ammessi solo laureati in medicina e chirurgia in possesso del diploma di abilitazione all'esercizio professionale rilasciato dall'autorità competente. Per l'ammissione alla scuola è richiesto il superamento di un esame consistente in una prova scritta che dovrà svolgersi mediante domande a risposte multiple, integrata eventualmente da un colloquio e da una valutazione, in misura non superiore al 30% del punteggio complessivo a disposizione della commissione, dei seguenti titoli: a) la tesi nella disciplina attinente la specializzazione; b) il voto di laurea; c) il voto riportato negli esami di profitto del corso di laurea nelle materie concernenti la specializzazione; d) le pubblicazioni nelle predette materie. Il punteggio dei predetti titoli è quello del decreto ministeriale del 16 settembre 1982. Sono ammessi alla scuola di specializzazione coloro che, in relazione al numero dei posti disponibili, si siano collocati in posizione utile nelle graduatorie compilate sulla base del punteggio complessivo riportato. Le materie di insegnamento sono le seguenti: 1° Anno: 1) anatomia sistematica e topografica dell'apparato urinario maschile; 2) fisiologia dell'apparato urinario e genitale maschile; 3) batteriologia in urologia; 4) semeiotica funzionale e strumentale dell'apparato uro-genitale I. 2° Anno: 1) semeiotica funzionale e strumentale dell'apparato uro-genitale II; 2) le nefropatie mediche; 3) anatomia chirurgica dell'apparato urinario e genitale maschile; 4) patologia dell'apparato urinario e genitale maschile I; 5) radiologia dell'apparato urinario e genitale maschile I. 3° Anno: 1) patologia dell'apparato urinario e genitale maschile II; 2) radiologia dell'apparato urinario e genitale maschile II; 3) le affezioni cutanee e veneree nei riguardi della urologia; 4) andrologia. 4° Anno: 1) anatomia e istologia patologica dell'apparato urinario e genitale maschile; 2) farmacoterapia delle affezioni urogenitali; 3) anestesia e trattamento pre-post operatorio del malato urologico; 4) nefrologia chirurgica; 5) clinica urologica I; 6) procedimenti di chirurgia endoscopica I; 7) interventi e procedimenti operatori sull'apparato urinario e genitale maschile I. 5° Anno: 1) clinica urologica II; 2) patologia e clinica urologica infantile; 3) urologia ginecologica; 4) procedimenti di chirurgia endoscopica; 5) la chirurgia dell'intestino; 6) chirurgia vascolare; 7) interventi e procedimenti operatori sull'apparato urinario e genitale maschile II. Le sopracitate materie di insegnamento sono afferenti alla facoltà di medicina e chirurgia. La frequenza ai corsi è obbligatoria. Alla fine di ogni anno accademico lo specializzando deve sostenere un esame teorico pratico per il passaggio all'anno di corso successivo. La commissione di esame, di cui fanno parte il direttore della scuola ed i docenti delle materie relative all'anno in corso, esprime un giudizio globale sul livello di preparazione del candidato nelle singole discipline e relative attività pratiche prescritte per l'anno di corso. Coloro che non superano detto esame potranno ripetere l'anno di corso una sola volta.