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Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. MASINI, relatrice sul disegno di legge n. 2481 . Signor Presidente, signor Sottosegretario, onorevoli colleghi, discutiamo oggi in Assemblea un importante provvedimento legislativo che rappresenta uno dei cardini nel rapporto tra le istituzioni italiane e le istituzioni europee. Il disegno di legge in esame è particolarmente importante per due ordini di motivi. Innanzitutto, esso consente all'Italia di adempiere agli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione europea, rispondendo all'obbligo di dare attuazione alle direttive e ai regolamenti, evitando così l'apertura di nuove procedure di infrazione nei confronti dell'Italia. Il provvedimento è importante anche dal punto di vista del merito, perché tratta di ambiti che interessano direttamente la vita dei cittadini italiani e delle imprese. Il lavoro che abbiamo svolto in 14 a Commissione è stato il più possibile trasversale ed inclusivo proprio per tenere conto delle diverse istanze provenienti da tutti i Gruppi parlamentari, di maggioranza come di opposizione. Personalmente, nel ruolo di relatrice, sul provvedimento ho cercato di accogliere il più possibile i contributi emersi durante l'esame mediando tra le diverse posizioni, comprese quelle del Governo, per recuperare proposte su cui inizialmente non vi era convergenza. Mi riferisco ad esempio a quelle relative all'articolo 4 in materia di tutela dei consumatori, o a quelle dell'articolo 17 sui medicinali veterinari. Ma diverse altre questioni hanno impegnato la Commissione nell'esame del provvedimento, come per esempio quella sulla trasmissibilità delle malattie animali connessa con l'importazione e detenzione di specie esotiche; o ancora quella sull'annoso e odioso problema del ritardo nei pagamenti della pubblica amministrazione, su cui vi è già stata una sentenza della Corte di giustizia europea e su cui si rischia una seconda condanna dell'Italia, questa volta con sanzioni pecuniarie. I lavori sono stati purtroppo rallentati dal concomitante esame della legge annuale sulla concorrenza, in cui è stato inserito il tema dell'infrazione europea sulle concessioni balneari, che a mio avviso avrebbe dovuto avere come sede naturale quella della legge di delegazione europea, ove infatti è stato presentato un emendamento in merito. Nel complesso, esprimo la mia soddisfazione per il lavoro svolto su un provvedimento che ora consente di dare attuazione a quattordici direttive di cui tre con criteri specifici di delega, a ventidue regolamenti e a una raccomandazione europea. Il disegno di legge si compone di venti articoli, in cui l'articolo 1, come di consueto, reca la norma di delega per l'attuazione degli atti citati nell'articolato e nell'allegato A e il richiamo ai termini, alle procedure e ai principi e criteri direttivi generali, di cui agli articoli 31 e 32 della legge del 24 dicembre 2012, n. 234. Il comma 3 rinvia la copertura degli oneri alla fase dell'elaborazione dei decreti attuativi attingendo al fondo per il recepimento della normativa europea, di cui all'articolo 41- bis della citata legge n. 234 del 2012, o a provvedimenti legislativi ad hoc . L'articolo 2 delega il Governo all'adozione, entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della legge in esame, della disciplina sanzionatoria per le violazioni di direttive recepite in via regolamentare o amministrativa, o di regolamenti pubblicati fino alla data di entrata in vigore della legge stessa. La delega è esercitata fatte salve le norme penali vigenti e nel rispetto dell'articolo 33 della legge n. 234 del 2012 e dei principi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 32, comma 1, lettera d) , della medesima legge. L'articolo 3 reca i princìpi e criteri specifici di delega per l'attuazione della direttiva n. 2121 del 2019, che modifica la direttiva n. 1132 del 2017 per quanto riguarda le trasformazioni, le fusioni e le scissioni transfrontaliere. L'articolo 4 detta i criteri specifici per l'attuazione della direttiva n. 2161 del 2019, che modifica quattro precedenti direttive, ai fini di una migliore applicazione e della modernizzazione delle norme dell'Unione relative alla protezione dei consumatori. In tale ambito la Commissione ha approvato all'unanimità (opposizione compresa) un emendamento volto a evitare il cosiddetto gold plating . È stata infatti soppressa quella parte della lettera e) che prevedeva l'estensione della disciplina sanzionatoria anche ad aspetti ulteriori, non richiesti dal regolamento europeo, sulla tutela dei consumatori. L'articolo 5 detta i criteri specifici per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento europeo n. 1503 del 2020, relativo ai fornitori di servizi di crowdfunding per le imprese. È stato eliminato il riferimento alla direttiva europea n. 1504 del 2020, che modifica la direttiva europea n. 65 del 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari, poiché essa ha già trovato attuazione in altra sede. L'articolo 6 reca una specifica delega per l'attuazione, entro dodici mesi, della raccomandazione del Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS) del 22 dicembre 2011, n. 3, relativa al mandato macroprudenziale delle autorità nazionali e all'attuazione degli articoli 23- ter, paragrafo 7, e 28, paragrafo 2, del regolamento europeo n. 1011 del 2016. L'articolo detta anche criteri specifici a cui il Governo si deve attenere, oltre a quelli generali di cui all'articolo 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234. Con due emendamenti sono stati migliorati i criteri di delega relativi ai piani che devono essere predisposti dagli enti creditizi in caso di variazione del benchmark , ovvero gli indici di riferimento da questi utilizzati. L'articolo 7 reca una delega al Governo, con criteri specifici, per l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento europeo n. 23 del 2021, relativo a un quadro di risanamento e risoluzione delle controparti centrali, intermediari essenziali, dei mercati finanziari. L'articolo 8 delega il Governo ad adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento europeo n. 557 del 2021 in materia di cartolarizzazione e instaura un quadro specifico per cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate, al fine di sostenere la ripresa della crisi derivante dalla pandemia da Covid-19, dettandone i criteri di delega. L'articolo 9 delega il Governo per il compiuto adeguamento della normativa nazionale al regolamento europeo n. 1939 del 2017, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea (EPPO), già recepita con il decreto-legislativo 2 febbraio 2021, n. 9, modificando la disciplina della competenza prevista dal codice di procedura penale, in modo da concentrare negli uffici giudiziari distrettuali la trattazione dei procedimenti per i reati che offendono gli interessi finanziari dell'Unione europea in ordine ai quali la Procura europea può esercitare la sua competenza, indipendentemente dalla circostanza che detta competenza sia esercitata.