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(Percorsi studio-lavoro) Nel corso del triennio di indirizzo, al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all'articolo 5, comma 3, di agevolare le scelte professionali future degli studenti e delle studentesse mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, dell'università e della ricerca, le scuole superiori di tutte le aree organizzano percorsi studio-lavoro con finalità formative e di orientamento. I percorsi studio-lavoro possono prevedere sia l'intervento di esperti in classe, sia l'inserimento del singolo allievo o allieva nella realtà di lavoro e di ricerca convenzionata. Hanno una durata compresa tra le due e le tre settimane e si effettuano nel corso dell'anno scolastico, sulla base di apposite convenzioni stipulate tra le scuole e le realtà lavorative pubbliche e private del territorio di riferimento, quali aziende, cooperative, laboratori di ricerca, biblioteche, musei, agenzie di controllo del territorio e simili. Sono esclusi dalle convenzioni i centri e gli enti di formazione professionale e le agenzie regionali per l'impiego. Gli interventi di esperti sono progettati appositamente per la classe su argomenti e tematiche specifiche correlate con l'indirizzo di riferimento; si svolgono in orario curricolare e in compresenza con i docenti o le docenti. Gli inserimenti dei singoli allievi o allieve nelle realtà di lavoro sono progettati in modo che siano funzionali al percorso di apprendimento complessivo. I soggetti promotori hanno l'obbligo di garantire la presenza di un responsabile didattico-organizzativo delle attività, che a conclusione dei percorsi deve documentare quanto svolto dallo studente o dalla studentessa in una relazione scritta. La scuola è tenuta a verificare con lo studente o la studentessa la veridicità di quanto dichiarato dal tutore e la validità dell'esperienza, richiedendogli o richiedendole di descrivere in forma scritta le attività svolte e di esprimere un giudizio nel merito, anche attraverso la formulazione di questionari elaborati dall'istituto. L'organizzazione dei percorsi studio-lavoro è obbligatoria per tutte le scuole, nel rispetto di tutte le disposizioni del presente articolo, ma la frequenza, per quanto concerne l'inserimento nella realtà di lavoro o di ricerca convenzionata, è a discrezione dello studente o studentessa. ABROGAZIONI (Abrogazioni) Sono o restano abrogati: la legge 28 marzo 2003, n. 53; il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59; il decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286; il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76; il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77; il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226; l'articolo 68 della legge 17 maggio 1999, n. 144; l'articolo 3 della legge 17 ottobre 1967, n. 977; il regolamento di cui al decreto Presidente della Repubblica 12 luglio 2000, n. 257; l'articolo 48 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276; i commi 4 e 7 dell'articolo 22 e l'articolo 70 della legge 28 dicembre 2001, n. 448; l'articolo 91 della legge 27 dicembre 2002, n. 289; il comma 3 dell'articolo 40 della legge 27 dicembre 1997, n. 449; il comma 1 dell'articolo 37 del decreto del Ministro della pubblica istruzione 24 luglio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 264 dell'11 novembre 1998; i commi 128 e 129 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311; l'articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; l'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; l'articolo 2 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, della legge 30 ottobre 2008, n. 169; l'articolo 7 del regolamento di cui al decreto Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122; il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81; il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 119; il regolamento di cui al decreto del Ministero dell'istruzione, dell’università e della ricerca del 10 settembre 2010 n. 249; il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89; il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87; il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88; il regolamento di cui al decreto Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89; il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2012, n. 263; l'articolo 50, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35; il decreto del Ministero dell'istruzione, dell’università e della ricerca 16 gennaio 2009, n. 5; il comma 5, dell'articolo 19 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111; il comma 7, dell'articolo 19 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n° 111; il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80; ogni altra disposizione incompatibile con la presente legge.