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Disposizioni per la tutela e la salvaguardia dei manufatti e delle macchine per la pesca tradizionali esistenti sul demanio marittimo, lacuale e fluviale. Onorevoli Senatori . – Si pone all'attenzione di quest'Aula e del legislatore un fenomeno sociale che è sorto nei secoli e che abbraccia vari interessi sociali, culturali, storici e ambientali. Potrebbe essere un esempio di demarchia, come la definisce la dottrina più avvertita, cioè un tipico esempio di fenomeno storico e socioculturale che « stimola » il legislatore prima e poi l'interprete, inteso in senso lato, ad occuparsi delle vicende giuridiche che ne conseguono. Tale approccio pare possa mettere insieme frammenti aviti di una sorta di diritto naturale nato dalla necessità con il più recente modello della demarchia (Feliciano Benvenuti) che bene si inserirebbe nel processo di costituzionalizzazione del principio di sussidiarietà orizzontale, segnando un notevole progresso verso una rinnovata concezione del cittadino nella società, ispirata al dichiarato intento di difendere e promuovere il pieno sviluppo della persona umana in consonanza con i valori e i princìpi fondativi del nuovo assetto costituzionale. Entrando in medias res , si tratta di rivisitare e precisare uno statuto dei manufatti e delle macchine da pesca presenti in determinate e peculiari zone e contesti ambientali particolari, già sottoposti a vincoli conservativi ovvero certamente meritevoli di tutela e salvaguardia, come espressione della tradizione e dell'opera d'ingegno di determinate popolazioni che, attraverso i secoli, spinte anche dalla necessità di soddisfazione di esigenze primarie, hanno pensato e realizzato questi manufatti e macchine da pesca. Essi si trovano in molte parti del territorio nazionale e, a seconda dei luoghi e della tipologia di manufatti, vengono denominati trabocchi (Abruzzo), trabucchi (Molise e Puglia garganica), caliscendi (Porto di Giulianova-Abruzzo), bilancini (lungo i maggiori fiumi e laghi italiani) o i bilancioni e i capanni da pesca delle valli di Comacchio. Da ultimo, la Slow Food Editore ha pubblicato un volumetto illustrativo della storia e della geografia dei trabocchi abruzzesi, ai quali è correlata la cosiddetta « cozza dei trabocchi » e le cultivar per la produzione di olio EVO (olio extravergine di oliva) delle Colline frentane sovrastanti. È evidente che la specifica ricostruzione è ben presente e può valere per le altre tipologie di manufatti e macchine da pesca presenti sul demanio marittimo, lacuale e fluviale e sulle aree di tutto il nostro territorio italiano, come sopra ricordato, ovviamente con le variabili locali sociali, storiche, culturali e ambientali che impongono interessi generali e non meramente economici. Anche sulla base di tali oggettive premesse, così sintetizzate, il fenomeno meriterebbe uno statuto peculiare ed un regime amministrativo regolatorio, per favorire la valorizzazione coniugata con la conservazione di un peculiare e unico patrimonio sociale, culturale e ambientale formatosi nei secoli. Un esempio virtuoso in tal senso viene dalla legge della regione Abruzzo n. 7 del 2019, che racchiude disposizioni relative al recupero, alla salvaguardia e alla valorizzazione dei trabocchi della costa teatina, nonché di quelli da molo, anche detti caliscendi o bilancini, della costa abruzzese. La norma più recente è stata adottata a completamento di un percorso avviato mediante la legge regionale n. 93 del 1994 con la quale la regione ha inteso « perseguire una puntuale tutela del patrimonio storico-culturale e ambientale rappresentato dai trabucchi della costa abruzzese e promuove un recupero e una utilizzazione dei beni stessi non contrastanti con la loro naturale destinazione, né pregiudizievoli per i valori estetici, tecnologici tipici e paesaggistici degli stessi ». Con ulteriore precisazione che i trabocchi e « il loro intorno, compreso il tratto di mare che concorre a formare il “quadro d'insieme” » sono considerati e tutelati « quali beni culturali primari ». L'impostazione generale di tale corpus legislativo regionale, parzialmente ripreso in questa sede, è stata avallata dalla Corte costituzionale con sentenza n. 138 del 2020, la quale ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 1, lettera c) , della citata legge della regione Abruzzo 10 giugno 2019, n. 7, promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento agli articoli 9 e 117, secondo comma, lettera s) , della Costituzione e in relazione agli articoli 3, 5, 6, 21, 133, 134 e 146 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Tra l'altro, nella sentenza, oltre a ribadire l'obbligo di « conformarsi alle prescrizioni statali relative agli ambiti edilizio, igienico-sanitario, sicurezza e antincendio », la Consulta ha precisato che « La destinazione ad attività di ristorazione [...] non si pone in contrasto con il principio generale della tutela del patrimonio storico-culturale, essendo piuttosto rivolta alla sua valorizzazione in funzione di un richiamo turistico appositamente regolamentato in modo appropriato ». Evidentemente si tratta di una precisazione del più generale principio di osservare le regole che disciplinano le attività consentite e compatibili con la conservazione e il rispetto del quadro d'insieme ambientale che caratterizza la storica ubicazione di tali manufatti e macchine da pesca che, di regola, sono un numerus clausus , cioè un numero ben preciso e definito a livello locale e non incrementabile. Per concludere al riguardo, la stessa Rete ferroviaria italiana (RFI) ha istituito la cosiddetta Trabocchi line (come fa ad esempio per Tropea line in Calabria), con servizio di trasporto per biciclette e corse dedicate in relazione alla presenza sulla Via Verde, la pista ciclabile della Costa dei Trabocchi collegata al progetto nazionale, sul cui tracciato si è svolta la cronometro di partenza del Giro d'Italia 2023, che è stata oggetto di attenzione mediatica internazionale, con oltre 80 milioni di telespettatori. Ciò posto, lo scopo del disegno di legge è quello di armonizzare con l'ordinamento nazionale e dell'Unione europea il concetto di valori sociali, culturali e ambientali tradizionali e tipici di determinati territori e della popolazione nativa, con ampie e variegate ricadute sul piano sociale, culturale, economico e ambientale, che potremmo sintetizzare dando contenuto al concetto di sviluppo sostenibile, collegato alla possibile attivazione di forme di economia circolare. Il concetto è riferibile al particolare fenomeno che ha assunto caratteri di peculiarità ed unicità a livello internazionale tanto da suscitare anche interesse come patrimonio immateriale dell'umanità, così come è avvenuto per il fenomeno storico, sociale ed economico della transumanza perticata in Abruzzo.