[massime]

Presidente della Repubblica - Immunità - Esternazioni - Responsabilità civile - Sentenza della Corte d'appello di Roma, emessa in sede di giudizio di rinvio, di condanna del Presidente della Repubblica cessato dal mandato al risarcimento del danno morale per dichiarazioni rese quando ricopriva la carica - Ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato - Denunciata lesione della prerogativa dell'irresponsabilità presidenziale - Deduzione di errori di giudizio - Inammissibilità del ricorso.. E' inammissibile il conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato proposto dal senatore Francesco Cossiga, in qualità di ex Presidente della Repubblica, in relazione alla sentenza della Corte d'appello di Roma del 23 settembre 2004, n. 4024. Premesso che i conflitti intersoggettivi aventi ad oggetto atti di natura giurisdizionale non possono risolversi in mezzi impropri di censura del modo di esercizio della funzione giurisdizionale, perché avverso gli errori in iudicando di diritto sostanziale o processuale valgono i rimedi consueti riconosciuti dagli ordinamenti processuali delle diverse giurisdizioni, nella specie il ricorrente, il quale, con la sentenza impugnata - resa in sede di rinvio a seguito di annullamento da parte della Corte di cassazione di precedente sentenza della stessa Corte d'appello di Roma -, è stato condannato al risarcimento del danno morale in relazione a dichiarazioni rese quando ricopriva la carica di Presidente della Repubblica, si duole del mancato rispetto, da parte della Corte d'appello, dei princípi di diritto stabiliti dalla Corte di cassazione, e chiede quindi alla Corte costituzionale di sostituirsi al giudice di legittimità nel controllo della corretta applicazione dei princípi di diritto enunciati dallo stesso giudice. - Sui limiti all'ammissibilità dei conflitti di attribuzione in relazione ad atti giurisdizionali, v. le citate sentenze n. 27/1999, n. 154/2004, n. 2, n. 150, n. 222 e n. 223/2007.