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La disposizione di cui al comma 4, in vista dei flussi di pellegrinaggio e turistici previsti in occasione delle celebrazioni per il Giubileo della Chiesa cattolica per l'anno 2025, risponde all'esigenza di assicurare che vengano rimosse le situazioni di emergenza, connesse al traffico e alla mobilità, derivanti dalle condizioni delle strade. A tal fine, si prevede che, fermo quanto previsto dall'articolo 1, commi 422, 423, 426 e 427 della legge 30 dicembre 2021, n. 234, per l'attuazione degli interventi per la messa in sicurezza e la manutenzione straordinaria delle strade comunali di Roma capitale, nonché per lo sviluppo e la riqualificazione funzionale delle strade di penetrazione e di grande collegamento di Roma capitale e della città metropolitana di Roma capitale, i predetti enti, tenuto conto di quanto previsto nel programma dettagliato degli interventi di cui al citato comma 422, sono autorizzati a sottoscrivere, nell'ambito dei rapporti di collaborazione con lo Stato di cui all'articolo 24, comma 6, della legge 5 maggio 2009, n. 42, apposite convenzioni con la società ANAS S.p. A., in qualità di centrale di committenza, per l'affidamento di tali interventi. Per tali finalità, limitatamente agli affidamenti di importo inferiore alle soglie comunitarie previste dall'articolo 35 del codice dei contratti pubblici, la disposizione prevede che la selezione degli operatori economici da parte della società ANAS S.p. A. può avvenire, nel rispetto del principio di rotazione, anche nell'ambito degli accordi quadro previsti dall'articolo 54 del citato codice, da essa conclusi e ancora efficaci alla data di sottoscrizione delle convenzioni e in relazione ai quali non è intervenuta alla medesima data l'aggiudicazione degli appalti basati sui medesimi accordi quadro ovvero non si è provveduto alla loro esecuzione secondo le modalità previste dal citato articolo 54, commi 2, 3, 4, 5, e 6. Si stabilisce, infine, che agli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma si fa fronte utilizzando le risorse assegnate alla città metropolitana con il decreto di cui all'articolo 1, comma 406, della medesima legge n. 234 del 2021, nonché con le risorse dei rispettivi bilanci che Roma capitale e la città metropolitana intendono destinare a tale finalità. Il comma 5 autorizza Roma capitale e la città metropolitana di Roma capitale a riconoscere ad ANAS S.p. A., per specifici interventi ricompresi nelle convenzioni di cui al comma 4, a valere sulle risorse di cui al medesimo comma, una quota, entro il limite di cui all'articolo 36, comma 3 -bis , del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sulla base delle risultanze della contabilità analitica sulle spese effettivamente sostenute da parte dell'ANAS S.p. A., per le attività di investimento. Il comma 6 prevede che le risorse destinate agli interventi di competenza della città metropolitana di Roma possono essere utilizzate per gli interventi di viabilità comunale in continuità con quelli della medesima città metropolitana. Articolo 2 – (Misure urgenti in materia di costruzione, manutenzione e messa in sicurezza delle dighe, nonché di controllo sul loro esercizio) Al fine di ridurre i tempi di approvazione dei progetti relativi agli interventi afferenti alla costruzione, alla manutenzione e alla messa in sicurezza delle dighe, in coerenza con le previsioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nonché di rafforzare l'attività di vigilanza sul loro esercizio, al comma 1 si apportano modifiche all'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 8 agosto 1994, n. 507, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1994, n. 584, con l'obiettivo precipuo di semplificare la procedura di adozione del regolamento per la disciplina del procedimento di approvazione dei progetti e del controllo sulla costruzione e l'esercizio delle dighe. Al riguardo, si rappresenta che il decreto-legge 8 agosto 1994, n. 507, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1994, n. 584, recante disposizioni urgenti in materia di dighe, ha previsto all'articolo 2, comma 1, l'emanazione, nella forma di cui all'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici e con il Ministro dell'ambiente, del regolamento per la disciplina del procedimento di approvazione dei progetti e del controllo sulla costruzione e l'esercizio delle dighe, individuando (lettere da a) a m-bis ), i contenuti del provvedimento, tra cui: le modalità e i termini delle domande e delle relative istruttorie per l'approvazione tecnica dei progetti, il riparto di competenze fra uffici centrali e uffici periferici del Servizio nazionale dighe, le modalità di acquisizione del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, il contenuto dei provvedimenti dell'amministrazione, disposizioni sul potere dell'amministrazione di emanare atti generali contenenti norme tecniche, sui poteri ispettivi dell'amministrazione nonché sul potere di prescrivere interventi di manutenzione e di adeguamento e altri interventi finalizzati a migliorare le condizioni di sicurezza. Nel corso dell' iter di adozione del regolamento, e in considerazione del lungo tempo trascorso, l'evoluzione della normativa tecnica di settore in materia di costruzione e di esercizio delle dighe, di quella in materia ambientale, nonché alla luce del riparto delle competenze di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, concernente il « Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali » ed in particolare gli articoli 89, 90 e 91, hanno determinato la necessità di aggiornare e semplificare l'adozione del regolamento di cui all'articolo 2, comma 1, del citato decreto-legge 8 agosto 1994, n. 507, modificandone al contempo i contenuti alla luce delle nuove disposizioni. Per quanto attiene alla normativa tecnica di settore in materia di dighe, si citano, a titolo esemplificativo, i seguenti provvedimenti adottati successivamente all'entrata in vigore del richiamato decreto-legge 8 agosto 1994, n. 507: la legge 1° agosto 2002, n. 166, recante « Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti »; il decreto del Presidente della Repubblica 24 marzo 2003, n. 136, recante « Regolamento concernente l'organizzazione, i compiti ed il funzionamento del Registro italiano dighe – RID, a norma dell'articolo 91 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 »; la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 febbraio 2004, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'11 marzo 2004, recante « Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile »;