[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 43, comma 3, del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, recante «Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)», convertito, con modificazioni, nella legge 29 giugno 2022, n. 79, promosso dal Tribunale ordinario di Roma, sezione quarta civile, ufficio esecuzioni immobiliari, nel procedimento vertente tra M.T. G. e altri e la Repubblica federale di Germania e altri, con ordinanza del 1° dicembre 2022, iscritta al n. 154 del registro ordinanze 2022 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 1, prima serie speciale, dell'anno 2023. Visti gli atti di costituzione di R. S. E. G. C., di M.T. G., nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 4 luglio 2023 il Giudice relatore Giovanni Amoroso; uditi gli avvocati Joachim Lau per R. S. E. G. C., Salvatore Guzzi per M.T. G. e gli avvocati dello Stato Diana Ranucci e Giancarlo Caselli per il Presidente del Consiglio dei ministri; deliberato nella camera di consiglio del 4 luglio 2023.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 1° dicembre 2022, iscritta al n. 154 del registro ordinanze del 2022, il Tribunale ordinario di Roma, sezione quarta civile, ufficio esecuzioni immobiliari, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 43, comma 3, del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, recante «Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)», convertito, con modificazioni, nella legge 29 giugno 2022, n. 79. Il giudice a quo riferisce, in punto di fatto e di rilevanza, che la procedura esecutiva è stata promossa, in forza di una sentenza passata in giudicato, nei confronti della Repubblica federale di Germania, pignorando beni di tale Stato situati sul territorio italiano, dagli eredi di A. G. per il trattamento disumano subito da quest'ultimo, durante il secondo conflitto mondiale, dalle forze militari tedesche e che, nella stessa procedura, è intervenuto un altro creditore, D. C., anch'egli in virtù di un titolo esecutivo giudiziale, in qualità di erede, per il risarcimento dei danni subiti da G. C. per la cattura, la deportazione e l'internamento in un campo di concentramento. Il giudice rimettente evidenzia, altresì, che, in data 22 maggio 2022, è intervenuta nel giudizio principale anche la Regione Sterea Ellada, sulla scorta della pronuncia di condanna della Repubblica federale di Germania resa in data 30 ottobre 1997 dal Tribunale greco di Livadia, per il risarcimento degli eredi delle vittime della strage compiuta il 10 giugno 1944 dalle forze armate tedesche a Distomo, pronuncia munita di exequatur dalla Corte d'appello di Firenze, con decisione divenuta definitiva a seguito di conferma da parte della Corte di cassazione. Nella medesima procedura, riferisce per altro verso il Giudice dell'esecuzione del Tribunale di Roma, in data 2 maggio 2022, la debitrice esecutata Repubblica federale di Germania ha chiesto la declaratoria di estinzione della procedura a fronte dell'emanazione dell'art. 43 del d.l. n. 36 del 2022, come convertito, ribadendo la medesima istanza a seguito della conversione della norma in legge ad opera della legge 29 giugno 2022, n. 79, recante «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, recante ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)». Nella procedura esecutiva immobiliare in questione è, inoltre, intervenuta l'Avvocatura generale dello Stato, nell'interesse della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in un'ottica di collaborazione istituzionale, chiedendo l'estinzione della procedura esecutiva considerato che, proprio in forza del predetto art. 43, la Corte internazionale di giustizia aveva rinviato la decisione sulla concessione in favore della Repubblica federale di Germania di misure cautelari volte a impedire il compimento di procedure esecutive su beni di proprietà della stessa sul territorio italiano, in virtù del mancato rispetto delle statuizioni contenute nella sentenza della stessa Corte in data 3 febbraio 2012, che aveva affermato la sussistenza del principio dell'immunità dalla giurisdizione in relazione ai danni derivanti da atti bellici compiuti nel corso del secondo conflitto mondiale dalla Germania. Rappresenta, ancora, il Tribunale rimettente che, a seguito dell'emanazione dell'art. 43 del d.l. n. 36 del 2022, come convertito, il creditore procedente ed il creditore intervenuto D. C. hanno chiesto, in primis, la sospensione del procedimento ai sensi dell'art. 624-bis del codice di procedura civile e, in subordine, il rigetto dell'istanza di estinzione della procedura esecutiva. Sotto quest'ultimo aspetto, tali creditori hanno osservato, in particolare, che l'estinzione ex lege delle procedure in corso renderebbe il predetto art. 43 incompatibile con gli artt. 2, 3, 24 e 77 della Costituzione anche in relazione ai principi espressi dalla sentenza n. 238 del 2014 di questa Corte nell'analoga vicenda. Il giudice a quo evidenzia che, quanto alla Regione Sterea Ellada, la stessa ha dedotto la tempestività del proprio intervento nella procedura rispetto alla data di entrata in vigore del predetto art. 43, poiché tale norma troverebbe applicazione nei soli confronti dei cittadini italiani e, in subordine, ha eccepito l'illegittimità costituzionale della stessa per contrasto con gli artt. 2, 3, 24 e 42 Cost. Il Tribunale di Roma, nel delineato contesto processuale, ha ritenuto, innanzi tutto, di poter decidere sull'istanza di alcuni dei creditori di sospensione concordata della procedura esecutiva solo all'esito dell'accertamento dell'avvenuta, o no, estinzione ex lege della stessa sulla scorta dell'art. 43 del d.l. n. 36 del 2022, come convertito. Ha, in particolare, ricordato che tale norma, rubricata «Istituzione del Fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime di crimini di guerra e contro l'umanità per la lesione di diritti inviolabili della persona, compiuti sul territorio italiano o comunque in danno di cittadini italiani dalle forze del Terzo Reich nel periodo tra il 1° settembre 1939 e l'8 maggio 1945», ha previsto, a fronte dell'istituzione di detto fondo (da ora: Fondo; o anche: Fondo "ristori"), che le procedure esecutive fondate su titoli aventi ad oggetto la liquidazione dei relativi danni non possono essere iniziate o proseguite e i giudizi di esecuzione eventualmente promossi sono estinti.