[resaula]

la Airport Handling SpA, controllata al 70 per cento dalla società Dnata e partecipata dal Comune di Milano, ha garantito la prestazione di tutti i suddetti servizi negli scali aeroportuali di Milano Malpensa e Milano Linate a partire dal 1° settembre 2014, occupando per tali finalità oltre 1.600 dipendenti; la decisione di Alitalia SpA, seppure di natura temporanea secondo quanto dichiarato dalla stessa società, ha immediatamente sollevato forte preoccupazione per le conseguenze occupazionali su centinaia di lavoratori della Airport Handling SpA e per le ricadute su altrettante famiglie che vedrebbero perdere la fonte di sostentamento economico in una fase di criticità connessa alla profonda crisi del settore, a seguito della pandemia COVID-19; secondo quanto sostenuto dai sindacati, la società Airport Handling SpA, in conseguenza della decisione di Alitalia SpA, sarà costretta a ricorrere alla cassa integrazione per numerosi lavoratori, in aggiunta a quelli che già da marzo 2020 lo sono, a seguito della quale, in assenza di novità sostanziali, si troverà costretta a procedere al licenziamento dei dipendenti in esubero; i sindacati, oltre a contestare la scelta, hanno recentemente evidenziato che la stessa Alitalia è stata costretta ad assicurare i suddetti servizi facendo ricorso all'assunzione di personale precario, nonché all'impiego di personale con base a Roma Fiumicino, in ragione del numero non sufficiente di personale già in servizio nello scalo aeroportuale di Milano Linate; la decisione assunta da Alitalia SpA per la gestione in proprio dei servizi relativi alla partenza e all'arrivo dei passeggeri presso l'aeroporto di Linate risulta in netta controtendenza rispetto a quanto avviene nel resto del continente europeo, dove nessuna compagnia aerea gestisce in proprio negli scali aeroportuali tali servizi, e in particolare quelli di terra, che al contrario risultano affidati, non solo per ragioni economiche, a società specializzate, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano attivare al fine di tutelare i lavoratori di Airport Handling SpA, che rischiano il licenziamento in conseguenza della decisione di Alitalia SpA di gestire in proprio tutti i servizi relativi alla partenza e all'arrivo dei passeggeri, ivi compresi quelli di check in , imbarco e rampa, nell'ambito dello scalo aeroportuale di Milano Linate; quali iniziative intendano assumere per garantire una maggiore tutela degli interessi di tutti i lavoratori degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa, in vista della costituzione e dell'avvio operativo della nuova società Alitalia; se intendano istituire un apposito tavolo, con la partecipazione dei rappresentanti del Comune di Milano, della Regione Lombardia, di Alitalia SpA, di Airport Handling SpA e dei sindacati, finalizzato a trovare una soluzione condivisa alle problematiche esposte e per la definizione di un complessivo piano strategico per il rilancio del sistema aeroportuale di Milano. Atto n. 3-02062 LA PIETRA NASTRI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: le operazioni di svaso della diga di Pavana, situata sul fiume Limentra, al confine fra la Toscana e l'Emilia-Romagna, rese necessarie per ottemperare all'ordine di adeguamento sismico richiesto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al gestore della diga, Enel Green Power, hanno cagionato un gravissimo danno ambientale, di incalcolabili proporzioni e di inaudita portata, a causa della fuoriuscita di tonnellate di fango sedimentate negli anni sul fondo del bacino, che hanno invaso il fiume provocando una moria di pesci e la distruzione di un ecosistema; purtroppo gli effetti devastanti non possono ritenersi esauriti, dal momento che ad oggi risultano coinvolti dal fenomeno anche 20 chilometri del fiume Reno; la causa di quanto accaduto parrebbe riconducibile ad un cedimento durante la fase conclusiva dello svuotamento di materiale sovrastante limitrofo, che avrebbe reso necessario il mantenimento della completa apertura dello scarico di fondo della diga con conseguente eccessiva fuoriuscita di sedimento lungo l'alveo a valle della diga; questo tratto fluviale non è nuovo a simili episodi, dato che già negli anni 1993 e 1997 si verificarono, sempre a causa di simili operazioni, disastri di questo tipo con danni inestimabili al patrimonio floro-faunistico della zona; già nei mesi precedenti all'inizio dei lavori alla diga di Pavana, anche le associazioni dei pescatori avevano lanciato l'allarme alle autorità competenti circa il potenziale rischio ambientale derivante dalle operazioni e la necessità di attuare tutte le misure necessarie al fine di prevenire possibili danni alla fauna ittica presente nel bacino di Pavana e nel fiume Reno, anche spostando i pesci in altri corsi d'acqua prima di aprire la diga, sottolineando la mancanza, contrariamente al passato, di una commissione ittica di zona, che avrebbe potuto occuparsi della salvaguardia del fiume monitorando costantemente la situazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se non intenda attivarsi urgentemente al fine di verificare le ragioni dell'accaduto ed accertare eventuali responsabilità, constatando se siano state preventivamente adottate tutte le misure necessarie a garantire la messa in sicurezza e la tutela ambientale dell'area; se ritenga di verificare le ragioni per le quali non siano stati disposti interventi adeguati di preservazione della fauna ittica in relazione all'intervento da espletare, quali interventi ritenga che debbano essere adottati ai fini delle operazioni di rimozione e smaltimento dei pesci morti in sicurezza e conformemente alle norme igienico-sanitarie e quali interventi ritenga di adottare ai fini del risarcimento dei danni cagionati all'intero ecosistema. Atto n. 3-02063 MODENA Ai Ministri per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il 3 novembre 2020, 600.000 cittadini sono rimasti ore in attesa per chiedere il contributo chiamato " bonus bici"; per l'intera giornata il sito internet "buonomobilità", progettato e realizzato da Sogei, la società informatica del Ministero dell'economia e delle finanze, è stato il simbolo dell'incompetenza digitale; ogni volta che in Italia c'è stato un clic day legato ad un'erogazione di denaro, come in precedenza per i 600 euro dei possessori di partite IVA, il caso di "ImpresaSicura", il bando ISI dell'INAIL, i siti sono crollati; ciò dipende dal meccanismo del clic day che si adopera quando le risorse sono scarse e si decide di dividerle solo fra i primi che le richiedono; il concetto di fila on line è qualcosa che solo in Italia ed in altri Paesi particolarmente arretrati si è visto; dopo varie ore di attesa gli utenti per accedere alla richiesta di bonus dovevano registrarsi con "SPID", il sistema di identità digitale pubblica già in possesso di 12 milioni di italiani e gestito da 12 aziende private (ma Poste italiane da sola gestisce oltre 10 milioni di utenze), che ovviamente non ha funzionato creando un ingolfamento digitale spaventoso, si chiede di sapere: