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Lancio comunque questo grido d'allarme perché non possiamo abbandonare tribunali così importanti come il tribunale di Monza, lasciando sostanzialmente la giustizia così come l'aveva lasciata il predecessore del ministro Cartabia che, nonostante i ripetuti appelli e le ripetute richieste, non ha sostanzialmente fatto nulla. Confido che il Ministero possa muoversi e agire affinché questo tipo di carenza venga meno e, quindi, il diritto e la giustizia possano trovare piena attuazione anche sul territorio monzese. (Applausi) . ANGRISANI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ANGRISANI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, dal primo luglio, a seguito dello sblocco dei licenziamenti, in varie zone d'Italia sta accadendo quello che temevamo: molte aziende stanno chiudendo e le maestranze sono abbandonate a sé stesse. Dopo i casi di GKN e Gianetti, oggi è toccata alla Whirlpool di Napoli. Sulla crisi dello stabilimento napoletano rimbombano ancora gli annunci sui social da parte dell'ex Ministro e del suo successore, che garantivano soluzioni che non sono mai arrivate, temporeggiando a più non posso per camuffare quello che ad oggi, con i licenziamenti sopraggiunti in questi giorni, appare come un bluff. Dalle chiacchiere della politica alle promesse della Whirlpool siamo presto giunti al tristissimo epilogo del licenziamento collettivo di ben 350 dipendenti della multinazionale appena terminato il blocco dei licenziamenti, termine che il Governo non ha voluto prorogare. La decisione della Whirlpool di chiudere il sito di Napoli il 31 dicembre 2020 per delocalizzare la produzione dove i salari risultano più bassi, nonostante un accordo con il Governo italiano e 50 milioni di euro di sovvenzioni pubbliche percepite dal 2014, rende drammatica la condizione degli operai che erano coinvolti direttamente nella produzione e quella di circa 1.000 lavoratori dell'indotto. Questo accade in concomitanza con la crisi causata da Covid-19, passata da emergenza sanitaria a emergenza sociale, che ha aggravato il quadro economico già precario di un territorio come quello campano, già fortemente depresso sul piano occupazionale. Nel frattempo dobbiamo ricordare che, mentre i Ministri trattavano con i vertici dell'azienda, nel bilancio del gruppo di fine 2018 erano già scritte a chiare lettere le intenzioni della Whirlpool in Europa e in Italia. In quel documento contabile, infatti, l'azienda, che aveva appena siglato l'accordo per tutti gli altri siti italiani, chiariva espressamente che avrebbe avviato forti azioni di recupero dei costi nell'area dell'Europa, del Medio Oriente e dell'Africa. Ma veniamo ora agli errori odierni di questo Governo, che sapeva che, non prolungando il blocco dei licenziamenti, avrebbe innescato una crisi sociale senza precedenti, proprio in un momento di profonda crisi per tutta l'economia nazionale e mondiale. Come si può fare una cosa del genere? Davvero, colleghi, si è perso del tutto lo spirito della solidarietà e della salvaguardia sociale? Mi auguro che l'Esecutivo si impegni veramente al più presto per intervenire con misure straordinarie a favore di quei lavoratori, dal punto di vista non solo del sostegno economico, ma anche del reinserimento nel mondo lavorativo. A voi, cari lavoratori, va tutto il mio sostegno. PRESIDENTE . Colleghi, sospendiamo i nostri lavori in attesa dei risultati dello scrutinio che si sta svolgendo nella sala Pannini. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 19,47, è ripresa alle ore 20,08) . Risultato di votazione PRESIDENTE . Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana SpA: Senatori presenti 259 Senatori votanti 259 Hanno ottenuto voti: Igor De Biasio 102 Alessandro Di Majo 78 Giampaolo Rossi 20 Dispersi 12 Schede bianche 13 Schede nulle 34 Proclamo eletti Igor De Biasio e Alessandro Di Majo, ai quali rivolgo i migliori auguri di buon lavoro. (Applausi). Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 15 luglio 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 15 luglio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 20,09) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE DISCUSSO AI SENSI DELL'ARTICOLO 44, COMMA 3, DEL REGOLAMENTO Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità (2005) PROPOSTE DI QUESTIONE SOSPENSIVA Integrazione all'intervento del senatore Barbaro nella discussione generaledel disegno di legge n. 2005 È in atto una pericolosa deriva autoritaria. La "rivoluzione social " avrebbe dovuto rappresentare la più grande e formidabile occasione di pluralismo, di libertà di informazione e di comunicazione senza filtri né censure, tanto è vero che i regimi totalitari cercano in tutti i modi di limitarne l'accesso ai propri cittadini. Pur tuttavia i padroni delle piattaforme e delle loro regole decidono chi può parlare e chi no. È accaduto ad un Presidente in carica degli Stati Uniti d'America, ad intere compagini politiche, a decine di migliaia di utenti. Nello stesso solco si colloca il provvedimento in esame. Il Gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia si oppone a questa misura, quindi, non perché sia pregiudizialmente contrario alla omosessualità, come maliziosamente e perniciosamente la propaganda LGTB lascia intendere: per quanto ci riguarda le preferenze sessuali sono affare privato fra adulti consenzienti e né lo Stato né la Legge devono curarsene. La motivazione del nostro voto contrario è invece generata dalla difesa della libertà di opinione ed espressione, che intendiamo proteggere dalla attitudine censoria, repressiva e illiberale del provvedimento. Ribadiamo che non sia né giusta né tollerabile alcuna forma di discriminazione o, peggio, di violenza, basata su ragioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, siamo però sicuri della puntualità dell'ordinamento giuridico già vigente nel prevedere pene e aggravanti per chi abbia commesso reati ispirato da ragioni discriminatorie. Non vi è motivazione giuridica di approvare questa legge, mentre vi è una comprensibile ragione per respingerne l'approvazione: continuare a garantire la libertà di parola e di espressione in un tempo caratterizzato già da fenomeni pericolosi come la cancel culture , le censure sulle piattaforme sociali e l'accondiscendenza verso il cosiddetto pensiero unico di molte istituzioni, come ad esempio la stessa Unione europea: