[ddlpres]

c) compilazione e aggiornamento dei piani di bacino, svolgimento di studi, rilevazioni o altro nelle materie riguardanti la difesa del suolo, redazione dei progetti generali, degli studi di fattibilità, dei progetti di opere e degli studi di valutazione dell'impatto ambientale delle opere principali; d) approfondimento delle conoscenze geologiche, geofisiche, geotecniche, geotermiche, geomorfologiche, idrogeologiche e geochimiche del territorio e delle risorse idriche dei bacini idrogeologici; e) realizzazione di banche dati e quadri conoscitivi inerenti alle caratteristiche morfodinamiche degli acquiferi da cui scaturiscono le sorgenti e i corsi d'acqua; f) effettuazione di una mappatura completa, sulla base dei dati cartografici geologici e idrogeologici alla scala 1:50.000 e di relative banche dati alla scala 1:25.000, in essere e da realizzare, delle sorgenti captate e non captate, dei bacini idrogeologici che contengono gli acquiferi da cui scaturiscono le sorgenti, dei bacini idrografici che alimentano gli invasi naturali o artificiali, le cui acque sono utilizzate per fini potabili, dei bacini imbriferi, delle aree di ricarica della falda nonché degli acquiferi costieri sfruttati per la captazione, tramite pozzi, di acque per fini potabili, così come presenti nel territorio di competenza; g) effettuazione di ricerche idrogeologiche finalizzate all'approvvigionamento di risorse idriche per uso umano, con particolare riferimento all'uso potabile, ivi inclusa la valutazione delle capacità di stoccaggio temporaneo per valutare la resilienza delle acque sotterranee all'aumento temporale del pompaggio per l'identificazione di risorse strategiche per gestire e adattarsi alla siccità, che può aggravarsi in caso di cambiamento climatico; h) indicazione delle prescrizioni necessarie per la conservazione e la tutela della risorsa idrica, la gestione del patrimonio delle acque sotterranee, delle risorse geotermali, geotermiche e di geoscambio, idroelettriche e paesaggistiche, nonché il controllo delle caratteristiche qualitative delle acque destinate al consumo umano; i) garanzia di una migliore tutela delle funzioni ecosistemiche delle sorgenti vulnerabili, dei sistemi acquatici naturali fragili e caratterizzati da processi morfodinamici veloci e complessi, quali laghi, fiumi, fiumare, lame, gravine, lagune, stagni, zone umide; l) salvaguardia dello stato ecologico dei corpi idrici e, in particolare, tutela della biodiversità dell'ecosistema delle acque di alveo e sub alveo, della plurifunzionalità dei paesaggi e delle componenti, nonché dei sistemi naturali fragili o delicati, in particolare laghi, lagune e zone umide; m) garanzia che le acque destinate al consumo umano non contengano sostanze, microrganismi e parassiti in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana e comunque garanzia della salubrità delle acque da inquinanti chimici, quali PFAS, nitrati, fitofarmaci, nutrienti, geni di resistenza ad antibiotici sintetici e semisintetici, interferenti endocrini, metalli pesanti, contaminanti emergenti quali microplastiche, nonché il rispetto dei requisiti minimi di cui all'allegato I, parti A, B e D, della direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020; n) realizzazione di sistemi di allertamento del livello idro-pluvio-metrico dei corpi idrici e dei relativi fenomeni di dissesto geologico-idraulico; o) garanzia della funzionalità idrologica, idrogeologica ed ecosistemica delle acque, e divieto di attività che comportino processi di degrado, quali il prelievo indiscriminato di materiale litoide, l'erosione e l'impermeabilizzazione del suolo; p) garanzia di una elevata qualità delle acque presenti nelle reti acquedottistiche, promuovendo progetti per il sostegno a buone pratiche in campo agricolo e forestale, sostenendo progetti per l'utilizzo dei reflui urbani affinati per fini irrigui, disincentivando lo spargimento dei fanghi sui suoli e realizzando opere infrastrutturali strategiche per il territorio, connesse ai processi di tutela delle acque potabili da inquinanti chimici, quali PFAS, nitrati, fitofarmaci, nutrienti, geni di resistenza ad antibiotici sintetici e semisintetici, interferenti endocrini, metalli pesanti, nonché contaminanti emergenti quali microplastiche; q) realizzazione di impianti di depurazione efficienti e verifica della corretta funzionalità di quelli esistenti; r) garanzia della corretta gestione delle risorse idriche, anche attraverso il ripristino integrale della rete idrica nazionale, il potenziamento delle reti di approvvigionamento idrico esistenti e la realizzazione del mercato unico digitale dei servizi idrici; s) promozione della conoscenza della risorsa idrica, superficiale e sotterranea, riconoscendo la sua importanza da un punto di vista ambientale, paesaggistico e sociale attraverso campagne di divulgazione e programmi di educazione scolastica, corsi di formazione inerenti alle conoscenze geologiche, geotecniche, geotermiche, geomorfologiche e idrogeologiche, finalizzati alla prevenzione del rischio geologico, idrologico e geochimico, nonché attività di promozione, comunicazione e divulgazione delle tematiche relative alla risorsa acqua superficiale e sotterranea ». 6 (Modifica dell'articolo 71 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152) 1 L'articolo 71 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente: « Art. 71. – (Attuazione degli interventi) – 1. Le funzioni di studio, monitoraggio, progettazione, tecnico-organizzative e di attuazione degli interventi attribuite alle Autorità di bacino distrettuale possono essere esercitate anche da soggetti pubblici o privati in possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità e adeguatezza, in conformità alla disciplina di cui al codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e alle direttive impartite dalla conferenza istituzionale permanente di cui all'articolo 63, comma 3, del presente decreto. 2. Le Autorità di bacino distrettuali, nello svolgimento delle funzioni ad esse attribuite, nei limiti di legge e secondo le proprie disponibilità finanziarie, possono instaurare rapporti di collaborazione, consulenza, assistenza, servizio, supporto e promozione con il Servizio nazionale della protezione civile, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), le Agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA) o le Agenzie provinciali per la protezione ambientale (APPA) di competenza, il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri, il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), gli enti locali, le università e gli altri enti di ricerca. 3.