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L'articolo 5 «Nazionalità italiana delle opere» indica gli elementi che devono ricorrere per ottenere la nazionalità che, a sua volta, costituisce il presupposto essenziale per poter accedere ai benefici della legge (fatta eccezione per i crediti di imposta per la realizzazione di opere cinematografiche in location italiane). L'articolo 6 sulla «Nazionalità italiana delle opere in coproduzione internazionale» stabilisce i presupposti per il riconoscimento della nazionalità italiana delle opere cinematografiche in regime di coproduzione con imprese straniere anche con riferimento alle coproduzioni nel settore dell'audiovisivo, per la prima volta disciplinate da una normativa di settore. L'articolo 7 sulla «Tutela e fruizione del patrimonio cinematografico e audiovisivo -- Cineteca nazionale» prevede l'obbligo di deposito presso la Cineteca nazionale, anche in formato digitale, di una copia dell'opera pena la decadenza dai benefici ricevuti. Sono regolate alcune deroghe alle norme sul diritto d'autore in riferimento alle proiezioni delle copie depositate a scopo culturale e didattico. Per favorire la collaborazione e promuovere le attività destinate alla valorizzazione del patrimonio filmico e alla diffusione della cultura cinematografica un emendamento approvato in Commissione ha inserito un comma aggiuntivo che stabilisce altresì che si proceda alla costituzione di una rete nazionale delle cineteche pubbliche. L'articolo 8 introduce misure volte alla valorizzazione e alla conservazione del patrimonio rappresentato dalle sale cinematografiche prevedendo esplicitamente un importante vincolo di destinazione per le sale storiche dichiarate di interesse culturale. Con emendamento in Commissione sono state esplicitamente menzionate le sale d' essai , sedi essenziali per lo sviluppo della cultura cinematografica e audiovisiva. L'articolo aggiuntivo 8- bis prevede specifiche disposizioni a tutela delle minoranze linguistiche relative alla distribuzione delle opere cinematografiche e audiovisive. L'articolo 9 è dedicato all'organizzazione dell'amministrazione statale e definisce le attribuzioni e le competenze del Ministero che vanno dal coordinamento delle attività di sviluppo e promozione all'internazionalizzazione delle opere cinematografiche italiane fino alla modernizzazione delle sale cinematografiche. Tra le varie integrazioni apportate in Commissione particolare valenza assume la previsione relativa alla promozione di programmi di educazione all'immagine nelle scuole di ogni ordine e grado, con riferimento, in particolare, al potenziamento delle competenze nei linguaggi audiovisivi, sia sul piano dell'acquisizione delle conoscenze e delle capacità critiche sia in relazione all'utilizzo delle relative tecniche, attività di formazione specifica nelle discipline del cinema e del settore audiovisivo negli istituti e nelle scuole di alta formazione. Si tratta di competenze collegate agli interventi per la scuola finanziati con l'articolo 25 a cui si rinvia. In questo ambito si deve segnalare l'introduzione in Commissione dell'articolo 9- bis che prevede la costituzione presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, del «Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo» organismo consultivo del Ministro con funzioni propositive e di valutazione degli effetti degli interventi di sostegno finanziario. È stato così possibile recuperare, almeno parzialmente, quanto previsto nel disegno di legge n. 1835, dove, ispirandosi al modello francese, si proponeva la creazione di una agenzia autonoma rispetto al Ministero per la distribuzione delle risorse. L'ampio dibattito in Commissione ha portato infatti alla previsione della costituzione, presso il Ministero, di un organismo formato da figure di grande rilievo del settore ed esterne, in grado di dare un significativo contributo nell'esercizio delle competenze del Ministro con pareri sui criteri di distribuzione delle risorse basati su una valutazione puntuale e sistematica dell'efficacia degli interventi. Si tratta di un importante contributo per assicurare decisioni trasparenti ed efficaci, in un'ottica costruttiva e propositiva. Il Consiglio potrà rappresentare una sede di dialogo con gli operatori del settore e con i diversi livelli di governo avendo al suo interno una componente indicata sia dagli operatori del settore sia dalla Conferenza unificata. L'articolo 10 apre la parte dedicata alle misure di finanziamento e alla fiscalità. L'articolo specifica ulteriormente gli obiettivi e indica le tipologie di intervento. In particolare, la Commissione, ha approvato, d'intesa con il Governo, una riformulazione di alcuni commi tesa a meglio esplicitare i criteri che i decreti attuativi dovranno seguire. L'articolo 11 istituisce il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo con dotazione minima di 400 milioni di euro annui (a fronte degli attuali circa 260 milioni allocati su diversi fondi) il cui complessivo livello di finanziamento è parametrato annualmente all'11 per cento delle entrate IRES e IVA del settore. Ove crescesse il mercato è previsto che si abbia un aumento dei parametri di riferimento per ridefinire coerentemente le risorse nella manovra annuale di bilancio. Il Fondo è ripartito tra le varie tipologie di intervento con decreto del Ministro ma con una quota a partire dal 15 per cento e non oltre il 18 per cento obbligatoriamente destinata ai contributi selettivi di cui agli articoli 24 e 25, come specificato con emendamento in Commissione. Si tratta di circa 70 milioni di euro che la Commissione e il Governo hanno voluto assicurare a garanzia dei progetti diretti prioritariamente ai giovani, alle opere prime e seconde, ai film d'essai e, in generale ai contenuti di qualità nonché alle attività di promozione della cultura cinematografica e audiovisiva quali festival, programmazione d'essai , circoli di cultura cinematografica e comunità ecclesiali. L'articolo 12 definisce i requisiti di ammissione delle opere cinematografiche e audiovisive ai benefici prevedendo una serie di esclusioni. Gli articoli dal 13 al 18 contengono la nuova disciplina delle sei tipologie di credito di imposta, cosiddetto tax credit , già presenti nell'ordinamento vigente ma ricondotte in un quadro unitario. Gli articoli in questione individuano i destinatari, le spese ammissibili e le diverse percentuali di credito riconosciuto che variano, a seconda dei casi, dal 15 per cento al 40 per cento rispetto alle spese sostenute. Anche in questo caso saranno dei decreti a consentire, in fase attuativa, una corretta modulazione degli interventi, ma nell'ambito di indicazioni di legge che l'attività emendativa ha consentito di puntualizzare. Le fattispecie di credito di imposta sono nello specifico: -- credito di imposta per le imprese di produzione (già articolo 1, comma 327, lettera b) , della legge n. 244 del 2007); -- credito di imposta per le imprese di distribuzione (già articolo 1, comma 327, lettera b) , della legge n. 244 del 2007). In Commissione è stato introdotto uno specifico caso per la distribuzione di opere prodotte in lingua diversa da quella italiana per potenziare l'offerta cinematografica nelle regioni italiane dove risiedono minoranze linguistiche riconosciute ai sensi dell'articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n.482; -- credito di imposta per le imprese dell'esercizio cinematografico, per le industrie tecniche e di post produzione -- per adeguamento strutturale e tecnologico (già articolo 1, comma 327, lettera c) , della legge n. 244 del 2007);