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Ho sentito un collega affermare che l'adozione di questi provvedimenti - sottolineo che sono provvedimenti che ci stanno ora copiando altri Paesi anche vicini, come l'Austria o la Germania, che ci ha fatto i complimenti; ho letto un'agenzia di qualche minuto fa in cui è scritto che la comunità scientifica tedesca sta affermando che l'adozione del certificato verde sarà una necessità anche per quel Paese - avrebbe addirittura reso più deboli e meno autorevoli il nostro Paese, lo Stato e le istituzioni. Io penso l'esatto opposto. Penso che, invece, il nostro Paese, con l'adozione di questi provvedimenti abbia ovviamente stimolato i cittadini italiani e si sono raggiunte percentuali di vaccinati ai vertici mondiali. Siamo infatti il terzo Paese in Europa come numero di vaccinati, abbondantemente sopra la Germania e anche la Francia e il Regno Unito, che - guarda caso - adesso devono affrontare una serie di provvedimenti causati dalla nuova diffusione e da una possibile quarta ondata di virus Covid-19. Tutto questo ha rafforzato l'autorevolezza di questo Governo anche a livello internazionale. È l'esatto contrario di quanto è stato affermato oggi in Aula. Io resto stupito per aver ascoltato in discussione generale in Senato così tante voci critiche su un provvedimento che, invece, tutela la salute degli italiani, tutela l'economia di questo Paese e la rilancia. (Applausi) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 12) Non dimentichiamo che stiamo arrivando al 6,3 per cento di crescita e ciò era impensabile soltanto poco tempo fa. (Applausi) . Concludo dicendo che mi auguro che chi ha criticato questo decreto lo abbia fatto a parole, ma poi voti a favore. Se tanto mi dà tanto, infatti, dovrebbe essere bocciato: per quello che ho sentito dire, per l'enorme e incredibile quantità di critiche che è stata pronunciata in questa Aula nei confronti del testo. Sappiate che questo mi spaventa. Io affermo di votare sì al decreto green pass 4, dopo aver già votato a favore dei precedenti tre decreti sul green pass , ribadendo che la penso esattamente come l'80 per cento degli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romano. Ne ha facoltà. ROMANO (M5S) . Signor Presidente, ci accingiamo a convertire in legge un decreto certamente necessario a fronteggiare efficacemente l'emergenza pandemica che affligge, ormai da quasi due anni, il mondo intero e sembra non dare tregua; un decreto che ha esteso l'uso del green pass ai luoghi di lavoro pubblici e privati e che ha prodotto un dibattito spesso svilito, contaminato, immiserito da atteggiamenti faziosi e intolleranti, che hanno fatto perdere di vista il fulcro vero della discussione, ossia la ricerca di un equilibrato punto di caduta tra le politiche di prevenzione sanitaria, tese a proteggere la salute dei cittadini, e altri diritti fondamentali, come quello alla tutela del lavoro e della produzione economica, posti in un rapporto di integrazione reciproca. Il percorso parlamentare, reso maturo e costruttivo dal confronto che ne è nato, ha colmato alcuni squilibri dettati dalla non celata esigenza di persuadere i nostri connazionali a intraprendere la strada della vaccinazione come percorso non obbligato, ma pressoché indispensabile, allo stato delle evidenze scientifiche sperimentali, per tutelare la propria e l'altrui salute, favorendo l'uscita definitiva dal tunnel della pandemia. In particolar modo, persistendo la libertà di scelta rispetto alla volontà di usufruire del vaccino, l'esigenza era ed è quella di non produrre occasioni di discriminazione che non risultino strettamente necessarie a preservare la salute collettiva e la tenuta del Sistema sanitario. Su questo fronte, come MoVimento 5 Stelle, abbiamo prodotto una serie di emendamenti, alcuni dei quali sono andati a buon fine, come quello sulla non sanzionabilità dei lavoratori il cui green pass venga a scadere durante lo svolgimento della prestazione lavorativa: una previsione di buon senso, che contribuirà a dare maggiore serenità e fluidità alla complessa gestione dei luoghi di lavoro soggetti all'obbligo della certificazione verde; ancora, un emendamento sulla campagna di informazione e sensibilizzazione, tesa a sviluppare quella consapevolezza e quel senso di responsabilità che sono elementi indispensabili di coesione sociale e di contrasto alla diffusione della malattia. Ricordo poi l'emendamento sulla ulteriore calmierizzazione del prezzo del tampone per le fasce deboli, cui segue la richiesta di esonerare dall'obbligo coloro che lavorano all'aperto o in modalità isolata, ovvero in tutti i casi in cui l'esigenza di rendere il rischio di contagio prossimo allo zero di fatto non sussiste, perché non esiste una occasione di contatto interpersonale; emendamenti questi che poi sono stati trasformati in ordini del giorno. Il green pass è dunque un utile strumento, che ha permesso al nostro Paese di procedere sulla strada della ripartenza, rilanciando la crescita e consentendo di ritrovare la socialità quotidiana, violentata e compromessa dalla pandemia. Abbiamo condotto una campagna vaccinale storica, che ci pone in una condizione di moderato ottimismo. Non possiamo fermarci, né vanificare gli sforzi, ma non dobbiamo neanche assumere le vesti di un principe che vive di certezze. Noi siamo legislatori e il nostro compito è quello di trovare soluzioni che rispondano all'esigenza di un ragionevole e proporzionale bilanciamento degli interessi in gioco, tenendo conto che ogni scelta di merito non può mai essere del tutto discrezionale, ma dovrà muoversi nel solco di un equo contemperamento dei diritti e delle libertà fondamentali. È per questo che chiari, certi e trasparenti devono essere i criteri di valutazione che giustificano la ragionevolezza e la proporzionalità delle misure di prevenzione sanitaria in atto, rispetto a una situazione epidemiologica e a un percorso vaccinale in continuo divenire. Non dobbiamo dimenticare che la libertà di scelta rispetto al diritto di vaccinarsi, in linea con quanto raccomandato dall'Unione europea, ci impone di orientare i cittadini verso decisioni consapevoli e informate, ma anche di calibrare adeguatamente ogni strumento di precauzione rispetto alle reali esigenze di emergenza, senza cadere nella trappola dell'antagonismo, che alimenta le resistenze ideologiche, l'ignoranza superstiziosa e il menefreghismo individualista. Mi sia consentita un'ultima digressione. Per sgomberare ogni dubbio sul paventato tornaconto economico legato alla pandemia e non scaricarne sui cittadini la gestione, due sono gli obiettivi da perseguire con forza e determinazione: la sospensione dei brevetti sui vaccini e una maggiore trasparenza sui dati e sulla ricerca. (Applausi) . D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, la discussione generale è stata molto interessante e approfondita e rispetto ad essa sono possibili delle riflessioni anche in previsione della Conferenza dei Capigruppo che si terrà alle ore 15,30. Con l'accordo di tutti i Capigruppo, si chiede pertanto una sospensione dei lavori dell'Assemblea fino al termine della Conferenza dei Capigruppo, per favorirne un ordinato svolgimento. PRESIDENTE .