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Disposizioni generali in materia di concessioni demaniali a carattere agricolo. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ("Disposizioni generali in materia di concessioni demaniali a carattere agricolo"), in materia di sfruttamento dei terreni sottoposti al regime del demanio, si impone alla luce della profonda crisi economica che sta investendo tutti i comparti produttivi del Paese a partire da quello agricolo. L'attuale quadro economico, infatti, penalizza maggiormente un settore, quello agricolo, dove le rendite derivanti dalla commercializzazione delle materie prime difficilmente copre i relativi costi di produzione. Una simile copertura, infatti, può essere raggiunta unicamente attraverso l'impiego di ingenti capitali e fattori produttivi, non sempre facilmente possibile. A fare le spese di una tale situazione, ovviamente, sono le nuove generazioni che si affacciano al mercato del lavoro in generale, ed a quello della imprenditoria agricola in particolare. Il costo delle superfici agricole da lavorare, molto più altro di quello registrabile in altri Paesi dell'Unione europea, aggrava ulteriormente la situazione, impedendo ai giovani che vogliano cimentarsi nell'imprenditoria di tipo agricolo di poter essere competitivi sul mercato nazionale ed europeo. Per ovviare a questo deficit , ormai tralatizio, del settore in parola, ciò che si propone è un complesso di misure volto a permettere a giovani imprenditori di ottenere in concessione terreni agricoli appartenenti al demanio e di sfruttare la produttività ai fini commerciali. Un simile intervento ha due immediate finalità: la prima, già illustrata, è di permettere a giovani imprenditori agricoli di immettersi nel mercato agricolo in modo competitivo; la seconda, da non trascurare, è di mettere a reddito una enorme mole di terreni appartenenti al demanio, i quali pesano sulle casse dell'erario senza essere in alcun modo di beneficio per la comunità; la terza è di recuperare dette aree, spesso incolte ed in stato di grave ammoloramento, con delle colture realizzare con tecniche ecosostenibili e compatibili con l'assetto geo-morfologico delle zone interessate. Il disegno di legge, oltre ad individuare i requisiti necessari per essere ammessi a concorrere per l'affidamento di detti terreni e a prescrivere i criteri in base ai quali incardinare le procedure concorsuali di affidamento, prevede anche una delega al Governo affinchè censisca tutti i terreni potenzialmente interessati da un simile intervento ed elabori un piano di valutazione degli stessi al fine di determinare i canoni che i concessionari dovranno corrispondere allo Stato. Si precisa, infine, che il presente provvedimento non comporta oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato ma, come già detto, solo eventuali benefici derivanti dalla riscossione dei canoni.. Capo I AMBITO DI APPLICAZIONE Art. 1. (Oggetto) 1. La presente legge ha l'obiettivo di promuovere e di valorizzare l'imprenditoria giovanile nel settore agricolo, affidando in concessione ai giovani agricoltori che non hanno ancora compiuto i quaranta anni lo sfruttamento dei terreni agricoli sottoposti al regime del demanio statale, regionale, provinciale o comunale. 2. Per «concessioni demaniale a carattere agricolo», di seguito denominate «concessioni», si intendono le concessioni relative ai beni demaniali di cui al comma 1 ed alle loro pertinenze. Le concessioni sono rilasciate al fine dell’esercizio delle seguenti attività agricole: a) realizzazione di insediamenti imprenditoriali agricoli; b) miglioramento dei fondi; c) esercizio della pastorizia; d) servizi di natura diversa da quelli di cui alle lettere a) , b) e c) , complementari alle attività agricole. 3. Il decreto legislativo di cui all'articolo 24 può individuare ulteriori attività di carattere agricolo ad integrazione dell'elenco di cui al comma 2 del presente articolo. Art. 2. (Finalità) 1. La presente legge, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere a), e), m) ed s) della Costituzione, è finalizzata a garantire, nel pieno rispetto degli obblighi in materia derivanti dall'ordinamento dell’Unione europea, la tutela della concorrenza secondo condizioni di pari opportunità tra i soggetti potenziali concessionari, l'efficace gestione del patrimonio demaniale interessato, la tutela dell'ambiente, nonché la tutela dei consumatori-utenti finali dei prodotti agricoli in esso coltivati. 2. Le regioni esercitano la potestà normativa nelle materie oggetto di competenza concorrente nel rispetto dei princìpi fondamentali contenuti nelle norme della presente legge. Art. 3. (Soggetti affidatari delle concessioni) 1. Possono essere affidatari delle concessioni i giovani agricoltori di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a), b), c), d), e), della legge 15 dicembre 1998, 441, i quali si impegnino per almeno cinque anni al mantenimento delle condizioni previste in materia dalle norme europee, nazionali e regionali, e che al momento della presentazione della domanda stessa non abbiano superato i quaranta anni di età. Art. 4. (Limiti alla possibilità dell’affidamento in concessione) 1. Non possono essere oggetto di concessione i beni sottoposti a vincoli ambientali, economici, a tutela della difesa nazionale, nonché ai vincoli eventualmente individuati dal decreto legislativo di cui all'articolo 24 o ad ulteriori vincoli di carattere generale previsti dalla legislazione vigente. Art. 5. (Limiti all’utilizzo dei beni affidati in concessione) 1. È fatto divieto al concessionario dei beni di cui all'articolo 1 di utilizzare i medesimi per finalità non strettamente connesse all'esercizio di attività agricole e di miglioramento del fondo. Art. 6. (Quota destinata a soggetti non-profit ) 1. Le regioni e i comuni attribuiscono una quota non inferiore al 5 per cento del totale dei terreni demaniali attribuibili in concessione per il tramite di bandi di gara dedicati esclusivamente a soggetti, pubblici e privati, senza scopo di lucro, aventi fini di beneficenza o altri fini di pubblico interesse. Art. 7. (Soggetti esclusi) 1. Non possono essere affidatari di concessioni le seguenti categorie di soggetti: a) condannati con sentenza passata in giudicato per reati di carattere finanziario o tributario; b) condannati con sentenza passata in giudicato per reati di tipo associativo; c) condannati con sentenza passata in giudicato per i delitti di truffa, insolvenza fraudolenta, corruzione; d) condannati con sentenza passata in giudicato per reati che incidano sulla moralità professionale; e) società, associazioni, enti i cui legali rappresentanti, membri o amministratori si trovino in una delle condizioni di cui alle lettere a), b), c) e d) ; f) soggetti che si trovino in stato di fallimento, di liquidazione, di cessazione di attività, di amministrazione controllata, di concordato preventivo; g) soggetti non in regola con gli obblighi previsti dalla normativa vigente in materia contributiva, previdenziale, assistenziale, nonché in materia di sicurezza sul lavoro. Capo II PROCEDIMENTO PER L’AFFIDAMENTO DELLA CONCESSIONE Art. 8. (Princìpi in materia di affidamento delle concessioni) 1.