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Disposizioni per la definizione di ruoli, funzioni e organizzazione nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado per garantire la dimensione collegiale e democratica prevista dalla Costituzione. Onorevoli Senatori. -- Dopo anni di riforme della scuola inutili o dannose, con il presente disegno di legge si vuole proporre al Paese un nuovo modello di scuola, migliore, basato sui princìpi di statualità, pubblicità e gratuità, che sia effettivamente democratica, aperta, inclusiva e innovativa. La situazione di criticità delle istituzioni scolastiche e, in generale, nella società, rappresenta l'indice di un evidente processo di trasformazione dei bisogni. Il fenomeno della fuga dalle istituzioni scolastiche risulta in deciso aumento. Tra i Paesi dell'area Ocse, l'Italia può vantare un primato poco invidiabile: è l'ultimo Paese per istruzione dei giovani. La media nazionale, infatti, è del 52,8 per cento contro la media degli altri Paesi Ocse che si attesta sul 73,7 per cento. Lo stesso può dirsi della perdita di riconoscimento della funzione di mediazione compiuta dalle istituzioni scolastiche le quali dovrebbero essere, al contrario, referenti riconosciuti e legittimi, posti a tutela e soddisfacimento dei bisogni della collettività. Il bisogno di nuove forme di autogestione e condivisione avanzano ovunque, come nel caso di gruppi di acquisto o del cohousing , e i modelli di transizione previsti dal presente disegno di legge, come i gruppi educativi autogestiti, lo rendono uno strumento utile a dare risposte ai problemi detti, perché capace di interagire in modo flessibile e dinamico con le istanze che provengono dalla società. In una società che non ha tempo, la sempre maggiore sintomatizzazione e medicalizzazione degli studenti, afflitti da disturbi di apprendimento, deficit di attenzione, iperattività, è un chiaro segnale del più generale disagio soggettivo vissuto nella scuola statale e nelle istituzioni che dovrebbero essere preposte all'aiuto. La realtà fattuale a noi tutti nota dimostra quanto ciò sia vero e per questo motivo la problematica è stata affrontata prevedendo l'istituzione del ruolo del pedagogista scolastico e, dove necessario, dello psicologo scolastico. Le istituzioni scolastiche pubbliche hanno necessità di mantenere un dialogo e uno scambio con quanti in esse operano in modo critico e attivo, nonostante forme sempre più massicce di controllo e omologazione messe in atto. Si ritiene sempre valida l'affermazione che, anche in contesti istituzionali, è necessario ed opportuno costruire rapporti significativi e fecondi. Ciò appare al proponente una opzione sempre possibile ed un'eventualità da salvaguardare e sostenere in ogni modo possibile. A partire da tale riflessione, questo disegno di legge è volto a riconoscere e divulgare quanto è stato fatto, e quanto si farà ancora e meglio, nelle scuole. Ciò è possibile grazie ad alcune esperienze che hanno saputo garantire un buon funzionamento e numerosi risultati grazie alla capacità di apertura a forme di sperimentazione e ricerca in campo educativo. Ciò è stato particolarmente utile, studiato e qui proposto in via generale, per dare la migliore soluzione in tutte quelle esperienze che non sono risultate efficaci e funzionali al miglioramento della qualità del percorso offerto. Il fine intrinseco è anche quello di contrastare i meccanismi di autoreferenzialità, burocratizzazione e verticismo, considerati inopportuni, per rispondere ai bisogni reali degli studenti, a partire dalla prima infanzia, offrendo a tutti una continuità metodologica nell'intero percorso formativo. In questo modo si pone l'attenzione sui cambiamenti significativi che si producono nelle relazioni sociali e familiari. Senza voler sminuire la funzione dell' homeschooling, si ritiene opportuno ribadire la centralità di un percorso scolastico vissuto con una relazione sociale e comunitaria, che garantisca il formarsi e lo svilupparsi di interazioni tra pari, aiutando a costruire la trasformazione dei saperi in abilità e competenze pratiche, nonché aiutando la naturale attitudine umana alla dimensione sociale della vita, mediante la scoperta di valori fondanti come la solidarietà, la responsabilità, la condivisione, la compartecipazione, il rispetto, l'autostima e l'autocontrollo. Innovativa la parte nella quale si propone una flessibilità organizzativa anche nel ciclo didattico delle scuole superiori, proponendo dinamiche strutturate al fine di favorire l'inserimento di attività laboratoriali, gruppi tematici di approfondimento o di rinforzo, nonché la possibilità di coinvolgere liberamente e gratuitamente le disponibilità dei genitori che offrono la propria competenza per sviluppare percorsi formativi in collaborazione tra scuola, famiglia e società. A tal fine è necessaria un'opera di valutazione e coordinamento, da realizzarsi attraverso appositi incontri tra tutti i soggetti interessati e con la presenza della figura professionale del pedagogista scolastico, al fine di definire le linee prioritarie di indirizzo. Si propone ciò per ottenere una costante riflessione collettiva su quali compiti e quali gruppi man mano debbano essere promossi ed attivati, predisponendo l'organizzazione di spazi e tempi adeguati. Ciascun ruolo, ed in particolare quello del dirigente scolastico, è concepito e proposto per favorire il lavoro in équipe , considerato il metodo migliore perché in grado di garantire ottimi risultati didattici, evitando quindi posizioni sovraordinate, spesso neanche supportate dalla necessaria autorevolezza, perché ciò può essere garantita solo dal confronto continuo, dal dibattito libero nel quale emerga spontanea la soluzione ottimale. Per essere ancora più espliciti, riteniamo che il personale amministrativo, tecnico e ausiliario svolga un'indispensabile funzione di supporto necessaria al buon esito del processo di formazione cognitiva. In questa ottica ogni ruolo è ben distinto, ma non separato, poiché il risultato finale dell'opera pedagogica è il frutto di un lavoro democratico e condiviso collettivamente. In questo modo la forza delle idee prevale sull'organizzazione gerarchica, senza giungere a risultati massimalisti e non voluti, che di fatto potrebbero rendere il ruolo del dirigente scolastico un mero involucro, privato di ogni effettività dirigenziale. Si sottolinea quindi che l'innovazione proposta deve misurarsi con la realtà fattuale per essere di aiuto e non prevaricare in alcun modo i veri protagonisti del processo di apprendimento e insegnamento: gli studenti. Il percorso qui delineato necessita di un cambio del paradigma valutativo fino ad ora adottato nelle scuole, garantendo una effettiva integrazione sostanziale dei metodi di valutazione. In funzione degli obiettivi e necessità emerse, sarà necessario creare un osservatorio delle esperienze in atto, in particolare delle proposte didattiche di alternanza scuola-lavoro, quale veicolo di una reale offerta di conoscenza e capacità di sviluppo delle proprie attitudini, da impiegarsi al termine del ciclo formativo. In conclusione, si ritiene che il maggior pregio della presente proposta sia individuabile nella capacità di salvaguardare le migliori esperienze del passato, cogliendone il legame con le profonde trasformazioni che attraversano la contemporaneità e facendone una sintesi virtuosa, che consenta di garantire a noi tutti e alle future generazioni una società aperta, libera e inclusiva per tutta l'umanità..