[pronunce]

che, pertanto, il legislatore ha introdotto la possibilità di definizione agevolata anche per le liti fiscali pendenti innanzi alla Corte di cassazione; che la modifica della norma censurata è successiva al deposito dell'ordinanza di remissione della sezione tributaria della Corte di cassazione (r.o. n. 328 del 2003); che, conseguentemente, con riferimento al giudizio promosso con la suddetta ordinanza, si impone la restituzione degli atti al giudice a quo affinché verifichi la perdurante rilevanza della questione; che tale modifica normativa non è stata tenuta presente dalla quinta sezione civile della Corte di cassazione, benché precedente al deposito dell'ordinanza di remissione (r.o. n. 551 del 2003) ; che, conseguentemente, la questione introdotta con la citata ordinanza deve essere dichiarata manifestamente inammissibile per difetto di motivazione sulla rilevanza. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti alla Corte di cassazione - sezione tributaria (r.o. n. 328 del 2003) ; dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 16 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Legge finanziaria 2003), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dalla Corte di cassazione - sezione quinta civile con l'ordinanza indicata in epigrafe (r.o. n. 551 del 2003). Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 febbraio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 2 marzo 2004. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA