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Misure in favore dei territori interessati da eruzioni vulcaniche nell'area etnea. Onorevoli Senatori . – È giunta l'ora che l'intero Paese prenda coscienza della grave calamità che l'Etna sta provocando in Sicilia e che sta affliggendo, in particolare, centinaia di migliaia di cittadini dei paesi pedemontani del versante ionico siciliano e precisamente i territori di Giarre, Riposto, Archi, Torre Archirafi, Carruba, Altarello, Petrulli, Milo, Fornazzo, Sant'Alfio, Praino, San Giovanni Montebello, Zafferana Etnea, Santa Venerina, Pozzillo, Stazzo e Mangano. L'eruzione dell'agosto scorso è l'ennesima delle decine di eruzioni del Cratere di Sud-Est dell'Etna che si sono susseguite dal mese di febbraio 2021 ad oggi, ricoprendo tetti, strade, auto, fino ad entrare inevitabilmente nelle abitazioni e nei negozi dei comuni interessati. Le case dei cittadini che vivono alle pendici del vulcano sono state letteralmente invase dalla cenere, non soltanto sabbia vulcanica, ma spesso grossi lapilli che hanno creato tra l'altro parecchi disagi alla circolazione, provocando incidenti stradali soprattutto per i mezzi a due ruote. Dal febbraio scorso l'Etna ha eruttato in modo costante anche se non regolare, con un breve periodo di tregua tra aprile e maggio, dando luogo ad un fenomeno che non può più considerarsi sporadico, né può essere gestito conseguentemente come emergenza occasionale. Solo nel comune di Giarre tra febbraio e marzo si sono depositate circa 12.000 tonnellate di cenere e complessivamente nel territorio, già a fine luglio, le tonnellate ammontavano a circa 300.000. È di tutta evidenza il disastro economico causato dalla continua attività eruttiva del vulcano che ha creato anche problemi enormi alle produzioni agricole – fonte principale dell'economia di molti comuni del territorio – e costretto amministrazioni e privati a sostenere ingenti costi per ripulire strade, piazze, scuole, edifici di ogni sorta, tetti e grondaie intasate dalla cenere. Senza considerare un'ulteriore preoccupazione sul piano sanitario, per la nocività delle polveri sottili prodotte che non è ancora stata accertata dall'Istituto superiore di sanità. Dalle prime eruzioni del 2021 ad oggi i sindaci dei paesi coinvolti hanno continuato a invocare l'intervento del Governo affinché venisse dichiarato lo stato di emergenza e per ricevere fondi spendibili nell'immediato, dopo aver impegnato in questi mesi grosse cifre di denaro per la pulizia straordinaria di strade ed edifici pubblici. Nel luglio scorso, a seguito del vertice tra Governo nazionale e Regione siciliana, era stato assicurato lo stanziamento di cinque milioni di euro, con provvedimento della protezione civile, ma di quella somma ai comuni coinvolti non è arrivato un solo centesimo. L' iter burocratico è troppo lungo per paesi che vivono in continua emergenza e il territorio invece ha bisogno di risorse spendibili nell'immediato. Basti pensare che da febbraio ad oggi i comuni etnei hanno ricevuto da parte della Regione siciliana solo il 30 per cento delle richieste delle singole amministrazioni (un contributo relativo esclusivamente agli eventi parossistici di inizio anno), una parte evidentemente esigua anche in considerazione del fatto che la frequenza del fenomeno non fa prevedere una tregua definitiva, rendendo necessario uno sforzo ulteriore e diverso da parte del Governo, con un relativo impegno a dare una risposta strutturale agli abitanti di questo territorio, che devono poter tornare gradualmente ad una normale quotidianità. Resta aperto inoltre il problema dello smaltimento. Con la modifica alla normativa sul trattamento delle ceneri vulcaniche introdotta dal cosiddetto « decreto semplificazioni » (decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108), la cenere non è più trattata come rifiuto ma come risorsa in ambito agricolo ed edilizio. Allo stato le amministrazioni hanno individuato aree provvisorie dove i cittadini, armati di sacchi trasparenti, depositano la cenere raccolta ma nessuno conosce le modalità di rimozione, raccolta, stoccaggio e conferimento negli appositi centri di trattamento degli inerti, né questi ultimi sanno come ricevere e trattare la cenere vulcanica, non essendovi una regolazione di attuazione che fornisca ulteriori chiarimenti sull'applicazione concreta della citata disciplina. È questa, in sintesi, la ratio del presente disegno di legge che riconosce un contributo in favore dei territori colpiti dagli eventi vulcanici al fine di sostenere le spese relative alla rimozione del materiale piroclastico nonché supportare l'acquisto o il noleggio di mezzi e attrezzature per lo smaltimento della cenere. Allo stesso modo, l'articolo 2 istituisce un fondo con una dotazione di 25 milioni di euro per l'anno 2021, finalizzato alla concessione da parte dei comuni di una riduzione della TARI. Onorevoli colleghi, l'Etna non ci sta dando tregua e secondo gli esperti i fenomeni non si fermeranno. È esplosa la rabbia alle pendici del vulcano tra i cittadini e nei comuni che si trovano a fronteggiare da soli le spese dei danni ricevuti. È dovere delle istituzioni e di chi le rappresenta dare risposte efficaci alla nostra comunità, un riscontro concreto che risolva il problema e che consenta al più presto di tornare ad una situazione di normalità.. 1 (Misure in favore dei territori interessati da eruzioni vulcaniche) 1 Al fine di sostenere le spese relative alla rimozione del materiale piroclastico nonché supportare l'acquisto o il noleggio di mezzi e attrezzature per lo smaltimento della cenere, è riconosciuto un contributo in favore degli enti locali per l'assistenza alla popolazione dei territori colpiti dalle eruzioni vulcaniche che hanno interessato l'area etnea a decorrere dal 15 febbraio 2021. Per le finalità di cui al presente articolo, presso il Ministero dell'interno è istituito un fondo con uno stanziamento di 15 milioni di euro per l'anno 2021. 2 Le modalità di attuazione del presente articolo sono stabilite, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 1, con decreto del Ministero dell'interno, da adottare di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, sentito il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri anche al fine del coordinamento con altri eventuali interventi in corso di realizzazione nelle medesime zone. 2 (Agevolazioni per la TARI) 1 Al fine di attenuare l'impatto finanziario sulle categorie economiche interessate dalle eruzioni vulcaniche dell'Etna, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell'interno, un fondo con una dotazione di 25 milioni di euro per l'anno 2021, finalizzato alla concessione da parte dei comuni di una riduzione della tassa sui rifiuti (TARI), di cui all'articolo 1, comma 641, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, o della tariffa corrispettiva, di cui all'articolo 1, comma 668, della medesima legge n. 147 del 2013, in favore delle predette categorie economiche.