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Un'ulteriore altorilievo in bronzo, posto nella cappella di sinistra, ricorda il sergente aviatore Arturo Dell'Oro: aviatore italiano, pilota da caccia dell'83ª squadriglia durante la prima guerra mondiale, il quale fu decorato con Medaglia d'oro al valor militare alla memoria per il coraggio dimostrato in combattimento. In un'altra cappella una targa rievoca le gesta dell'avvocato Jacopo Tasso: avvocato bellunese che contribuì alla difesa della Repubblica veneziana del 1849 inviando a Venezia volontari bellunesi e per questo fucilato dagli austriaci il 10 aprile 1849. Il Sacrario germanico di Quero è un mausoleo in cui riposano le spoglie di 3.232 soldati austroungarici e di 229 soldati appartenenti al Corpo alpino germanico ( Alpenkorp ), morti nelle battaglie sul Massiccio del Grappa tra il novembre del 1917 e l'ottobre del 1918; tra di essi, 2.596 caduti sono senza nome. Il Sacrario, i cui lavori iniziarono nel 1936 su progetto dell'ingegnere tedesco Robert Tischler, si erge in modo imponente e ben visibile da tutti i paesi della conca del Piave, sulla sommità del Col Maor, un piccolo rilievo delle Prealpi Bellunesi vicino al corso del Piave, dove si trovava un avamposto asburgico. Il punto più importante del mausoleo è la sala d'onore, in cui al centro è posto un pesante blocco di marmo di Svezia che sorregge due libri di metallo con incisi i nomi dei caduti. Sulle pareti, invece, si trovano dei preziosi mosaici raffiguranti dodici soldati afflitti per la perdita dei propri commilitoni, e la fratellanza tra gli uomini. Immerso in mezzo alla splendida natura che circonda la cittadina di Feltre è presente il Cimitero germanico di San Paolo, il quale ospita le salme di 273 Alpenkorps bavaresi, morti in questa zona durante le battaglie sul Monte Grappa. Questo spazio della memoria è nato nel 1939, poco dopo il vicino Mausoleo di Quero. Si tratta di una semplice area verde, recintata da un basso muro in mattoni, su cui sono state collocate in maniera ordinata, e senza distinzioni fra i caduti, 273 croci in porfido rosso. Per accedervi si oltrepassa una piccola cappella. Nel vano d'accesso al cimitero, si trova la lapide in cui sono stati trascritti i nomi di coloro che riposano nel cimitero. All'interno del cimitero civile di Feltre è collocato un altro luogo legato alla memoria della Grande Guerra, ovvero l'Ossario italiano e il Cimitero austro-ungarico. In questa area sono ospitati quasi 5.000 salme di giovani soldati, morti perlopiù nell'ultimo anno di guerra quando sul Massiccio del Grappa si verificarono alcune delle battaglie più cruente di tutto il conflitto. La cupola della chiesetta dell'Ossario è ben visibile ancora prima di entrare all'interno della recinzione del cimitero. Per raggiungerla è necessario attraversare il viale centrale fino al grande porticato che taglia in due il camposanto. Lungo il cammino è possibile ammirare il Monumento ai caduti di tutte le Guerre in cui, sopra una colonna, compare l'opera bronzea intitolata «La resurrezione dell'Eroe», ideata nel 1920 dallo scultore cadorino Annibale De Lotto. L'Ossario, costruito nel 1936, è composto da quattro pareti che formano una sorta di vestibolo all'aperto e su cui si trovano le lapidi dei 1.072 soldati italiani riconosciuti. Nella chiesetta interna invece ci sono i due loculi che racchiudono i resti dei 370 combattenti privi di generalità. Quest'ultimo luogo sacro è impreziosito da un dipinto murale di Romano Ocri. Alle spalle dell'Ossario si apre un grande spazio in cui sono state collocate le salme di 3.550 soldati austro-ungarici. Le croci sono 1.550 e riportano il nome del caduto ed il suo grado all'interno dell'esercito. Al centro del prato un monumento in marmo, formato da tre semplici blocchi, custodisce i resti dei 2.000 soldati privi di un nome. Va ricordato come tra queste tombe vi sia anche quella dell'asso dell'aviazione austro-ungarica Kurt Gruber, 4 volte medaglia d'oro al valor militare, abbattuto con il suo velivolo il 4 aprile 1918 a Primolano (VI), in Valsugana. Questi sono otto luoghi simbolo che testimoniano la memoria di tante vite stroncate dalla follia della guerra, rievocando le gesta eroiche di molti valorosi che hanno dato la vita per la loro Patria. Il riconoscimento a monumento nazionale di questi luoghi, dove riposano complessivamente le spoglie di quasi trentacinquemila persone, permette di valorizzare il nobile sacrificio di quei tanti soldati caduti per la libertà ed esaltare, in particolare nelle nuove generazioni, lo spirito di unità nazionale e la fratellanza nonché il rispetto tra i popoli.. 1 1 Il Sacrario militare di Pian di Salesei e il Sacrario militare germanico al Passo Pordoi nel comune di Livinallongo del Col di Lana, il Sacrario militare di Pocol nel comune di Cortina d'Ampezzo, il Cimitero militare monumentale Bodoni nel comune di Santo Stefano di Cadore, la Chiesetta di Mussoi nel comune di Belluno, il Sacrario germanico di Quero nel comune di Quero Vas, il Sacrario germanico di San Paolo, il Sacrario ossario militare italiano e il Cimitero austro-ungarico nel comune di Feltre, sono dichiarati monumento nazionale.