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La direttiva introduce, poi, un criterio di consequenzialità logica tra le risultanze delle ispezioni di sicurezza stradale e le necessarie attività da porre in essere riferite alla sicurezza stessa, e si introduce la nuova attività ispettiva sui tratti della rete stradale contigui alle gallerie, le quali sono oggetto della direttiva 2004/54/CE. Si stabilisce la nuova definizione di "utenti della strada vulnerabili", quali in particolare ciclisti, pedoni e motociclisti, che hanno costituito, nel 2017, il 47% delle vittime di incidenti stradali nell'UE e che pertanto richiedono una particolare attenzione nell'applicazione delle procedure previste dalla direttiva. Sono previste nuove attività sulla segnaletica stradale orizzontale e verticale al fine di una migliore riconoscibilità sia per i conducenti umani che per i sistemi automatizzati di assistenza alla guida. Infine, la direttiva stabilisce che gli Stati membri presentino relazioni quinquennali, la prima delle quali entro il 31 ottobre 2025, sulla classificazione della sicurezza dell'intera rete, valutata secondo la nuova procedura di "valutazione della sicurezza stradale a livello di rete". Lo schema di decreto provvede, quindi, a dare attuazione alla direttiva (UE) 2019/1936 mediante le opportune modifiche al decreto legislativo 15 marzo 2011, n. 35, che aveva dato attuazione alla direttiva 2008/96/CE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. La seduta termina alle ore 14,10. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 280 La 14ª Commissione permanente, considerato che lo schema di decreto legislativo è volto a dare attuazione alla direttiva (UE) 2019/633, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, è composto di 14 articoli ed è stato predisposto, in particolare, in base all'articolo 7 della legge n. 53 del 2021 (legge di delegazione europea 2019-2020); ricordato che la direttiva (UE) 2019/633 prevede l'introduzione di un livello minimo di tutela comune a tutta l'Unione europea, comprendente un elenco di pratiche commerciali sleali vietate e un elenco di pratiche che saranno autorizzate solo se concordate in termini chiari e univoci al momento della conclusione dell'accordo di fornitura; valutato che il termine per il recepimento della direttiva è scaduto il 1° maggio 2021 e che la Commissione europea ha aperto la procedura di infrazione n. 2021/0267 (lettera di messa in mora ai sensi dell'articolo 258 del TFUE) per mancato recepimento nei termini previsti; valutato che lo schema di decreto legislativo dà attuazione alla direttiva (UE) 2019/633, oggetto del recepimento, e alla norma di delega di cui all'articolo 7 della legge di delegazione europea 2019-2020, e che la procedura di infrazione è destinata ad essere conseguentemente archiviata, formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli, con il seguente rilievo: con riferimento all'articolo 10, comma 7, va verificata l'esattezza della formulazione, posto che si prevede un raddoppio della sanzione di cui al comma 6 (pari nel massimo al 3 per cento del fatturato), mentre viene fissato anche un tetto del 10 per cento. Allegato