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Tuttavia, dai fallimenti che si mettono in categorie - e in questo ci deve aiutare l'università - si può apprendere a non commettere altri errori nel futuro. Pensando al mondo economico e delle imprese, occorre che l'università lavori in maniera stretta ed integrata con le aziende; addirittura dico che nelle università dovrebbero poter insegnare anche gli attori dello sviluppo e della crescita economica: i manager, i professionisti, i funzionari, coloro che sono a contatto con l'evoluzione repentina e talvolta imprevedibile del nostro mondo, di questo nuovo ciclo economico. Quindi capite che se si va in questa direzione, dobbiamo rompere gli schemi del passato, perché non si adeguano più, assolutamente, alla situazione attuale. Voglio fare un'altra osservazione nel merito: oggi, nelle comunità universitarie, bisogna cercare di favorire i talenti rivoluzionari, cioè coloro che hanno genio, innovazione, creatività e capacità di innovazione, ovvero, come si dice, coloro che sanno pensare out of the box , che non necessariamente sono i più meritevoli, anche se sono selezionati secondo criteri meritocratici estremamente rigorosi. Anche se avrei voluto dire qualcosa di più, concludo con un'ultima osservazione, che è anche una critica all'organizzazione che si sta dando il Governo sui Ministeri: avrei unito le competenze del Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione con quelle del Ministro dell'università e della ricerca. Se infatti il compito di tale Ministro è solo quello di governare le tecnologie, in un ambito democratico, badando alla giustizia, all'equità e ad una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita economica e sociale, va bene come compito del ministro Pisano. Se però il ministro Pisano, come che ho letto, vuole lanciare "Made.it", ovvero un portale evocativo delle startup , sono profondamente contraria. Questa attività sarebbe dovuta infatti stare all'interno del Ministero dell'innovazione e della ricerca, per fare in modo che finalmente si possa agevolare quell'ecosistema, capace di dare un impulso importante al venture capital e al private equity , che in Italia sappiamo essere ancora molto acerbi. Dunque, una fotografia importante, corretta e puntuale delle startup dovrebbe stare all'interno dell'università, che devono lavorare insieme alle imprese. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, oggi stiamo discutendo un provvedimento che il Gruppo Italia Viva-P.S.I. considera assolutamente importante e necessario. Sappiamo che negli ultimi trent'anni l'istruzione ha subito, purtroppo, diversi momenti di divisione e poi di unificazione e, in particolare negli ultimi anni, ha visto l'alternanza di vari Ministri, che sono stati addirittura quattro negli ultimi cinque anni. È evidente che, per un settore strategico e prioritario come quello dell'istruzione, della conoscenza, del sapere, dell'università e della ricerca c'è invece la necessità non solo di fare presto, ma soprattutto di avere stabilità. A mio avviso è dunque importante soffermarsi su alcuni temi, che riguardano il riordino dell'istruzione e dell'università, suddividendo quindi i due Ministeri. C'è la necessità, come è stato detto assolutamente bene da colleghe e colleghi che mi hanno preceduto, di investire, in termini di risorse finanziarie e soprattutto di risorse umane. Mai come in questo momento abbiamo la necessità di fare un investimento sul sapere e sulla conoscenza. Ne abbiamo parlato in occasione dell'esame di altri provvedimenti, ma, riprendendo le parole delle colleghe che mi hanno preceduto e della relatrice, mi vorrei soffermare anche su alcuni dati, che sono veramente impressionanti e drammatici. Pensiamo, ad esempio, al tema della dispersione scolastica, nella fascia di età tra i diciotto e i ventiquattro anni e anche in quelle precedenti: stiamo parlando di 600.000 ragazzi, che ogni anno abbandonano la scuola, molti dei quali addirittura durante la scuola dell'obbligo. Sappiamo anche che abbiamo una delle percentuali più basse in Europa per quel che riguarda il numero dei laureati. C'è un gap troppo alto, come evidenziato anche nei giorni scorsi dallo stesso ministro per le pari opportunità e la famiglia Bonetti, nella scelta di indirizzi su materie scientifiche tra ragazze e ragazzi. Credo che il nuovo assetto dei due Ministeri sia una condizione imprescindibile e che abbiamo la necessità di operare una riorganizzazione generale delle aree funzionali - mi rivolgo al Governo in modo particolare - in tempi brevi perché siamo già alla fine di febbraio e rischiamo di essere, come purtroppo ogni anno, in ritardo con il nuovo anno scolastico. È necessario approvare presto il provvedimento e, soprattutto, applicarlo. Penso alla questione degli ordinamenti scolastici, allo stato giuridico del personale, inclusa la definizione dei percorsi di abilitazione e specializzazione di tutto il corpo docente e anche dei titoli di accesso. Valutiamo positivamente la ripartenza finalmente dei concorsi. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 18,06) ( Segue SBROLLINI). C'è da definire l'organizzazione della rete scolastica, gli obiettivi formativi nei diversi gradi di istruzione e un'organizzazione dei servizi del sistema educativo di istruzione e di formazione su tutto il territorio nazionale. Oggi sappiamo purtroppo che alla piaga drammatica della dispersione scolastica si aggiunge una piaga drammatica di frammentazione della nostra società; ci sono una crisi sociale e una povertà educativa enorme nel nostro Paese perché permangono troppe differenze tra le varie aree del Paese, tra zone ricche e povere dell'Italia. C'è la necessità di attivare l'edilizia scolastica e, in modo particolare, di investire sulla sicurezza dei nostri edifici scolastici, cioè il luogo più importante dove i nostri figli, dopo la famiglia, passano la maggior parte del loro tempo. Ecco perché servono investimenti e risorse finanziarie e di personale. C'è la necessità di una formazione permanente del nostro corpo docente a tutti i livelli e infatti non mi riferisco soltanto ai gradi di scuola superiore e di università; mi riferisco al fatto di investire in questo settore perché facciamo crescere e formiamo la personalità dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze fin dai primi servizi educativi, che devono essere uniformi - oggi non lo sono - in tutto il Paese, a iniziare dai luoghi dell'infanzia, del nido e della materna, su cui sappiamo che c'è ancora molto da lavorare, fino ad arrivare a un assetto complessivo per la valutazione dell'intero sistema formativo, anche in materia di istruzione superiore e di formazione tecnica superiore. C'è poi il tema del nuovo Ministero dell'università e della ricerca. Molte linee di indirizzo sono state già date dai ministri Azzolina e Manfredi e credo che questa sia anche la direzione giusta. Penso all'ulteriore necessità di fare promozione, ma anche di attivare un sistema della formazione italiana nel mondo e, quindi, anche qui ricerca, sperimentazione, innovazione e titoli di studio e riconoscimento dei nostri titoli di studio in ambito europeo. Parlo, quindi, di politiche mirate all'istruzione e alla formazione permanente che non siano soltanto relegate al sistema italiano, ma europeo.