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Tuttavia, è proprio grazie alle organizzazioni sovranazionali che abbiamo fatto un passo in avanti notevole nell'estensione dei diritti civili e politici e nella civilizzazione della nostra società. All'interno di tale Convenzione ci sono alcuni passaggi che prima sono stati richiamati anche dalla senatrice Rauti: per la prima volta la violenza contro le donne viene considerata una violazione dei diritti umani; per la prima volta il tema di essere liberi dalla violenza viene scritto in un atto europeo. Non è una concessione, ma un diritto e il tema della parità di genere è strettamente correlato e legato a quello della violenza. Quindi, se agiamo sul tema della parità di genere, creiamo una società più aperta e più libera, in cui finalmente si possono in qualche modo affermare quelle libertà che possono sfondare il soffitto di cristallo che ancora tarpa le ali ai talenti femminili. ( Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Papatheu) . Figli di quella Convenzione sono l'evoluzione normativa sullo stalking , la legge sul femminicidio, il Piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere - guardo all'allora ministro pro tempore Fedeli, che si è spesa tanto sul tema del piano nazionale, con un'impostazione innovativa, multidisciplinare, che integra l'azione dei diversi Ministeri - fino ad arrivare alla legge innovativa sugli orfani dei crimini domestici: partimmo in ritardo nel 2013, ma nel 2018 concludemmo il nostro lavoro, primi fra i Paesi europei per questo tipo di provvedimento. (Applausi dal Gruppo PD) . Insomma, si è fatto molto e questo approccio disciplinare ha portato a stanziare ad esempio nella scuola - guardo sempre al ministro Fedeli - 9 milioni di euro in progetti di sensibilizzazione, perché è dalle scuole che si parte, dai centri antiviolenza e dalla formazione degli operatori. C'è stato poi il lavoro fatto nella sanità, con le corsie preferenziali per le donne che hanno subìto violenza; il lavoro nell'ambito della magistratura, con le nuove linee guida del Consiglio superiore della magistratura. Apro una parentesi, ricordando al ministro Salvini, che ieri parlava della grande innovazione del codice rosso, che esso si trova già nella legge sul femminicidio, portata avanti dai Governi di centrosinistra. (Applausi dal Gruppo PD) . Lo stesso vale per la memoria corta di chi ieri, ancora una volta, sentivo accalorarsi contro il jobs act , senza ricordare che nel jobs act c'è il congedo per le donne che hanno subìto violenza e che sono impegnate in un percorso di protezione. (Applausi dal Gruppo PD) . Quindi, attenzione, cerchiamo sempre di trovare l'equilibrio quando diamo un giudizio su quello che è successo. Lo stesso vale per la riforma della pubblica amministrazione e il trasferimento delle donne che hanno subito violenza. Certamente c'è molto ancora da fare e nel dispositivo della nostra mozione lo diciamo chiaramente: occorre mantenere le risorse. Ho letto con attenzione il contratto di Governo tra Lega e MoVimento 5 Stelle: ebbene, colleghi, mantenete le promesse che sono scritte lì, perché se andiamo a vedere lo strumento di bilancio ci accorgiamo che il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità viene tagliato di mezzo milione di euro, che il Fondo per le misure anti-tratta viene tagliato in maniera simile e che i fondi destinati a chi subisce violenza e agli orfani di crimini domestici vengono tagliati. Lo voglio dire in maniera molto chiara: se vogliamo essere conseguenti e se vogliamo che quello che scriviamo oggi nelle mozioni sia davvero portato avanti, giù le mani da quei fondi! (Applausi dal Gruppo PD) . Completiamo il lavoro sulla Convenzione di Istanbul, a partire dall'articolo 17, sulla comunicazione. Esso investe i media e il modo e il linguaggio che mettiamo in campo per raccontare la violenza contro le donne. Attenzione a non usare espressioni che possano giustificare comportamenti e in qualche modo avallare e dare una sponda. Oggi sappiamo quanto il linguaggio dei politici possa influenzare anche il clima entro il quale portiamo avanti le nostre iniziative politiche. Poi ci sono i social media , su cui ci vuole un intervento, che deve essere fatto in maniera bipartisan . Soprattutto quando si parla di donne, infatti, all'interno dei social parte il rancore più esasperato ed è ancora più grave quando ci sono casi di femminicidio. Lo voglio dire in questa sede, soprattutto per le donne che fanno politica: capisco che la difficoltà sia doppia e so quanto sia difficile per loro accettare di essere attaccati e non già per le loro idee, per i progetti e per i provvedimenti che portano avanti ma molto spesso per il loro aspetto fisico, per il modo in cui si truccano o per il loro essere donna (Applausi dal Gruppo PD) . Per me è inaccettabile e quindi esprimo la solidarietà del nostro Gruppo a tutte le donne, a prescindere dalla collocazione politica. Questo è un punto importante, su cui noi maschietti dovremmo tutti "darci una regolata". Arrivo alla conclusione, parlando del coordinamento fra processo penale, civile e tribunale per i minorenni. Qui si può fare ancora un passo in avanti: ho parlato prima della corsia preferenziale, secondo le nuove linee guida del Consiglio superiore della magistratura. Lo voglio dire anche per quel che riguarda il disallineamento che a volte si trova: come sanno i tanti avvocati che siedono all'interno del Senato, è importante che una causa che va avanti sul versante penale non venga disallineata rispetto a una causa di separazione o di affidamento dei figli. Chiedo dunque, da questo punto di vista, un'attenzione e un equilibrio quando si legifera sull'affidamento dei figli e ogni riferimento il disegno di legge di Pillon non è puramente casuale. (Applausi dal Gruppo PD) . Concludo invitando a riprendere la strada tracciata e il lavoro fatto dai precedenti Governi, con la certezza che questa è una battaglia culturale prima ancora che politica e con la speranza che l'intensità del nostro impegno sia all'altezza della sfida, sia quando facciamo le dichiarazioni pubbliche che nella sfera privata, e con la consapevolezza che l'arma più importante che possiamo mettere in campo non passa da qui, ma passa dal racconto che facciamo ai nostri figli, dalle relazioni con le donne della nostra vita, dalla gentilezza dei nostri pensieri, delle nostre parole e dei nostri comportamenti. (Applausi dai Gruppi PD, M5S e Misto e della senatrice Gallone. Congratulazioni). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la senatrice Toffanin per illustrare la mozione n. 53. TOFFANIN (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, non è la prima volta che in quest'Aula viene presentato un provvedimento contro la violenza sulle donne, non è la prima volta che viene affrontato questo tema. Se oggi ci troviamo nuovamente a votare una mozione su questa, che è una vera e propria piaga, significa che il problema continua purtroppo ad essere diffuso e di estrema attualità. Nei primi nove mesi del 2018, infatti, il numero delle donne uccise ammonta già purtroppo a 94 casi, ben 32 dei quali sono stati riconosciuti dalla polizia come casi di femminicidio.