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in caso di urgenza, trascorsi cinque giorni, provvede autonomamente in via provvisoria. 2 Rimangono ferme le competenze del Ministro dello sviluppo economico e dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per quanto riguarda i controlli e l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge 6 agosto 1990, n. 223, e dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28. 37 (Cessioni patrimoniali a congiunti e a società collegate) 1 Si applica la disciplina di cui agli articoli 31 e seguenti anche in caso di cessione a terzi dei cespiti e delle attività patrimoniali intervenuta dopo il conferimento della carica di Governo o nei dodici mesi antecedenti, quando il destinatario della cessione si trovi, riguardo al titolare della carica di Governo o ad impresa di sua pertinenza ai sensi dell'articolo 30, comma 1, in una delle seguenti condizioni: a coniuge, parente o affine entro il quarto grado; b società collegata ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile; c persona interposta allo scopo di eludere l'applicazione della stessa disciplina ovvero società o altro ente comunque costituito o utilizzato allo stesso fine. 38 (Imprese in concessione) 1 La violazione degli obblighi e dei divieti di cui agli articoli 30, 31, 32 e 33 e all'articolo 36, comma 1, da parte del titolare della carica di Governo in relazione a impresa di sua pertinenza ai sensi dell'articolo 30, comma 1, comporta in ogni caso la revoca dell'atto di concessione o di altro atto di assenso di amministrazioni statali comunque denominato, cui sia subordinato l'esercizio della relativa attività economica. 2 Le imprese di pertinenza del titolare della carica di Governo ai sensi dell'articolo 30, comma 1, non possono ottenere dalle amministrazioni statali concessioni o altri atti di assenso comunque denominati cui sia subordinato l'esercizio della relativa attività. Non possono, inoltre, stipulare contratti con le amministrazioni statali, né instaurare con esse alcun altro rapporto giuridico inerente o connesso all'esercizio della attività propria o di società controllata, controllante o collegata. 39 (Procedure istruttorie e tutela giurisdizionale per gli atti dell'Autorità garante) 1 L'Autorità garante, per l'espletamento delle funzioni ad essa attribuite dalla presente legge, può chiedere a qualsiasi organo della pubblica amministrazione, e ad ogni altro soggetto pubblico o società privata, nei limiti di competenza consentiti dall'ordinamento, i dati e le notizie concernenti la materia disciplinata dalla legge stessa, avvalendosi dei poteri ad essa attribuiti dalla normativa vigente. 2 Per l'espletamento delle indagini, delle verifiche e degli accertamenti che ritenga opportuni, l'Autorità garante può avvalersi della collaborazione di amministrazioni ed enti pubblici. 3 Con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentita l'Autorità garante, sono stabilite le disposizioni che garantiscono al titolare della carica di Governo e al gestore di volta in volta interessati la piena conoscenza degli atti istruttori, il contraddittorio e la verbalizzazione nei procedimenti di accertamento e di applicazione delle sanzioni previsti dagli articoli 30, 31, 32 e 34. L'Autorità garante comunica al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Presidenti delle Camere, che ne informano le rispettive assemblee, i provvedimenti adottati per i casi di inottemperanza di cui all'articolo 31, comma 3, e all'articolo 32, comma 3. Analoga comunicazione è rivolta alla Consob, nonché eventualmente anche alle autorità di garanzia e regolazione di settore competenti. 4 Ogni provvedimento adottato dall’Autorità garante in applicazione della presente legge è motivato. 5 Gli atti di accertamento e i provvedimenti adottati dall'Autorità garante ai sensi della presente legge sono impugnabili esclusivamente dinanzi alla corte d'appello di Roma, che decide in camera di consiglio entro sessanta giorni in collegio composto dal primo presidente e da due giudici estratti a sorte tra i magistrati della corte. La decisione della corte d'appello è impugnabile con ricorso alla Corte di cassazione, che provvede entro trenta giorni in sezione composta dal primo presidente e da quattro giudici estratti a sorte tra i magistrati della Corte. V INDENNITÀ PARLAMENTARE 40 (Indennità parlamentare) 1 Ai fini di una piena applicazione dell'articolo 69 della Costituzione, qualsiasi utilità economica, comunque denominata, a favore dei membri del Parlamento è stabilita con legge o atto avente forza di legge. 41 (Divieto di cumulo) 1 L'indennità parlamentare non è cumulabile con assegni, indennità, retribuzioni, compensi, medaglie, gettoni di presenza, rimborsi spese o qualsiasi altra utilità comunque denominata, derivanti in ogni caso da incarichi di carattere amministrativo, conferiti dallo Stato o dalle amministrazioni e dagli enti pubblici compresi nell'elenco ISTAT di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, o da società da questi partecipate. VI DISPOSIZONI FINALI 42 (Procedimento elettorale preparatorio) 1 Sulla base dei criteri direttivi di cui all'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per introdurre la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nelle controversie concernenti atti del procedimento elettorale preparatorio per le elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, mediante la previsione di un rito abbreviato in camera di consiglio che consenta la risoluzione del contenzioso in tempi compatibili con gli adempimenti organizzativi del procedimento elettorale e con la data di svolgimento delle elezioni. 2 Si applica l'articolo 14, comma 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Tutti i termini ivi previsti sono ridotti a dieci giorni. 43 (Abrogazioni espresse) 1 Sono abrogati: a la legge 15 febbraio 1953, n. 60; b gli articoli 7, 8, 9 e 10 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361; c gli articoli 1, 2, 3, 4 e 5 della legge 20 luglio 2004, n. 215.