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Il Piano, da un lato, individuerà strategie generali per il miglioramento globale del sistema, ma, dall'altro, porrà particolare attenzione alle categorie a rischio, con obiettivi e strategie specifici. Il Piano dovrà inoltre essere redatto tenendo conto delle tendenze attuali, quali: l'introduzione progressiva della guida automatica, l'invecchiamento della popolazione, l'aumento del traffico merci nelle città legato al commercio elettronico, la diffusione di modelli basati sulla condivisione ( sharing economy ) e la diffusione di nuovi modi di trasporto (ad esempio, la micromobilità). Il documento evidenzia che le infrastrutture stradali nel sistema extraurbano e nell'ambiente urbano dovranno essere verificate ed eventualmente riconsiderate in funzione dei rischi che emergeranno a seguito della graduale diffusione di nuove tecnologie e nuovi modi di trasporto e delle altre tendenze citate. Il Piano dovrà infine contenere indicazioni specifiche su come effettuare il monitoraggio dei risultati e meccanismi che incentivino o obblighino le amministrazioni beneficiarie a farlo, in quanto, come è stato anticipato, in passato tale attività è stata in molti casi condotta in maniera non adeguata dagli enti beneficiari che, non disponendo di professionalità e risorse pertinenti, hanno spesso presentato al Ministero dati incompleti e di non elevata qualità. Il documento si sofferma poi sugli obiettivi del Piano 2030 che, come si è detto, si distingueranno in obiettivi generali, riferiti al livello di sicurezza dell'intero sistema stradale e rappresentanti l'obiettivo finale che ci si prefigge di raggiungere in termini di riduzione del numero di morti e feriti gravi, e obiettivi specifici, definiti per le categorie di utenza che hanno evidenziato maggiori livelli di rischio in termini di numero di morti e feriti e di criticità nella loro riduzione. Il documento sottolinea che l'introduzione di obiettivi di riduzione dei feriti gravi costituisce una novità del Piano 2030 rispetto ai piani precedenti. In concreto, in linea con la direzione intrapresa dalla Commissione europea, l'Italia si pone l'obiettivo generale di dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2030 rispetto ai valori del 2020. L'intento è dunque quello di passare dalle 3.029 vittime della strada del 2020 (dato tendenziale, poiché quando è stato redatto il documento in esame il dato definitivo per il 2020 non era ancora disponibile) a meno di 1.515 nel 2030. A ciò si aggiunge l'obiettivo generale di dimezzare entro il 2030 anche il numero dei feriti gravi. Per quanto riguarda gli obiettivi di riduzione del numero dei morti per le categorie a maggior rischio, le riduzioni percentuali attese sono del 45 per cento per i ciclisti, del 55 per cento per pedoni e motociclisti, del 60 per cento per gli anziani e del 100 per cento per i bambini. Agli obiettivi generali e specifici si aggiungono poi gli obiettivi intermedi, che definiscono i target da perseguire nella riduzione del numero di incidenti, morti e feriti in un orizzonte temporale intermedio rispetto a quello di attuazione del Piano 2030. Vengono poi declinate le linee strategiche, anch'esse distinte tra linee strategiche specifiche, indirizzate alle categorie a maggior rischio, e linee strategiche generali, in grado di agire sull'intero sistema. Queste ultime sono suddivise in cinque pilastri: gestione della sicurezza stradale (che ricomprende digitalizzazione e raccolta dati, coordinamento e ricerca); infrastrutture stradali; veicoli più sicuri; utenti più sicuri e post-incidente. Il documento chiarisce che la scelta delle linee strategiche generali è basata sia su un'analisi preliminare delle problematiche peculiari dell'incidentalità in Italia, che verrà poi approfondita nel Piano, sia sulle indicazioni strategiche della Commissione europea. Il Piano perfezionerà e dettaglierà le linee strategiche in azioni specifiche e assocerà a ogni azione una priorità e una tempistica di attuazione. Il documento si sofferma, infine, sul processo attuativo del Piano 2030, sulla stima dei costi, sulle procedure di monitoraggio, sulla valutazione dei risultati e sull'aggiornamento del Piano. La stima preliminare del fabbisogno minimo è quantificata in circa 1,4 miliardi di euro. Considerando una quota di cofinanziamento statale media del 70 per cento, si stima un contributo statale pari a 980 milioni, mentre i restanti 480 milioni saranno a carico degli enti locali. Stime più dettagliate verranno condotte nell'ambito della redazione del Piano. In conclusione, in considerazione dell'importanza del tema, auspica che possa avere luogo un ampio dibattito e si dice pronto a valutare tutte le sollecitazioni che emergeranno nel corso dello stesso. Si apre la discussione. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) osserva che dovrà essere valutata attentamente l'opportunità di confrontare il numero delle vittime della strada del 2030 con quello del 2020, considerato che, per una parte significativa del 2020, sono state in vigore restrizioni alla circolazione causate dall'epidemia da Covid-19, che presumibilmente avranno inciso in maniera significativa sull'andamento dell'incidentalità. La senatrice DI GIROLAMO ( M5S ) si associa a quanto segnalato dalla senatrice Pergreffi, tanto più che il dato relativo al 2020 riportato nel documento in esame è già un dato tendenziale e non effettivo. Chiede poi al relatore di verificare la possibilità di acquisire le valutazioni espresse sul documento stesso dai Ministeri dell'interno, dell'istruzione e della salute. Il senatore CORTI ( L-SP-PSd'Az ) concorda con la senatrice Pergreffi e suggerisce che forse potrebbe essere impiegato come parametro il 2019, al posto del 2020. Propone poi di inserire nello schema di parere un riferimento specifico alla necessità di prevedere l'installazione di barriere salva-motociclisti. Il senatore CAMPARI ( L-SP-PSd'Az ) chiede che nel parere siano inseriti riferimenti alle caratteristiche specifiche delle strade di montagna e all'opportunità di prevedere incentivi per l'installazione di dispositivi di sicurezza sulle auto. Il PRESIDENTE propone di fissare a giovedì 18 novembre, alle ore 12, il termine per l'indicazione, da parte dei Gruppi, dei nominativi di eventuali soggetti da audire. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE comunica che la seduta notturna prevista per oggi, alle ore 20, è sconvocata e preannuncia che - laddove la Conferenza dei capigruppo, attualmente in corso, dovesse rinviare alla prossima settimana il termine entro il quale le Commissioni dovranno trasmettere alla Commissione bilancio i rapporti sul disegno di legge di bilancio per il 2022 - sarà sconvocata anche la seduta di domani, 17 novembre, alle ore 8.30, e l'esame in sede consultiva del disegno di legge di bilancio per il 2022 avrà inizio nella seduta già prevista, sempre nella giornata di domani, alle ore 13.30 o alla sospensione dei lavori d'Aula, se successiva. La Commissione conviene.