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quali valutazioni intenda esprimere in relazione alla vicenda, in cui la lettera minatoria rappresenta un ulteriore e grave episodio di violenza nei riguardi del consigliere regionale di Fratelli d'Italia, la cui attività politica da lui liberamente esercitata appare gravemente minacciata da soggetti intenzionati a diffondere odio e insulti; quali iniziative urgenti di competenza il Ministro in indirizzo intenda infine assumere, al fine di individuare l'autore della lettera inviata ad Urzì e prevedere di conseguenza adeguate e severe misure sanzionatorie nei riguardi dell'autore del grave gesto. Atto n. 4-05156 AIMI MALAN RIZZOTTI BARBONI PAGANO CALIENDO DAL MAS TOFFANIN FERRO GASPARRI PEROSINO TIRABOSCHI Al Ministro dell'interno Premesso che: le ex Officine meccaniche reggiane, nella città di Reggio Emilia, sono una parte importantissima della storia cittadina e con essa hanno un profondo legame storico e culturale: fondate nel 1904, operarono per oltre 90 anni e in vari settori produttivi, come quello ferroviario, agricolo, aeronautico, alimentare. Nel 1941 arrivarono a contare oltre 11.000 dipendenti, occupando un'area di 600.000 metri quadrati a nord della città. Per anni sono state il cuore pulsante di Reggio Emilia: dal 2012, inoltre, risulta depositato, presso il polo archivistico di Reggio Emilia, l'archivio storico delle Officine reggiane. Si tratta di uno degli archivi industriali più importanti a livello nazionale, che testimonia il lavoro e l'opera di questi stabilimenti nel corso dei decenni; purtroppo, da diversi lustri, le strutture che un tempo ospitavano le ex Officine sono ormai in stato di totale abbandono e preda del più totale degrado. Tutta la zona è da tempo tristemente nota per violenza e criminalità comune; di recente, l'inviato della trasmissione televisiva "Striscia la Notizia", Vittorio Brumotti, si è recato alle ex Officine per documentare il terribile stato di abbandono dell'area. Arrivato qui è stato "accolto" con insulti, minacce, lanci di sassi e bottiglie da parte di persone recatesi ai piani alti degli stabilimenti in disuso. Solo l'intervento della polizia ha posto fine all'aggressione; nell'area, da tempo, vivono numerosi extracomunitari di origine africana, non solo spacciatori, in condizioni di povertà estrema, in una situazione sconcertante e molto pericolosa anche dal punto di vista sanitario; appare agli interroganti davvero assurdo e illogico che a distanza di anni non si sia ancora trovata una soluzione adeguata per le ex Officine reggiane e per le persone che ci vivono, nonostante la situazione sia ampiamente nota alle istituzioni. Ciò vale ancor più in questo periodo di pandemia, durante il quale dovrebbero essere ridotti al minimo i rischi sanitari; le ex Officine reggiane ad oggi appaiono dunque come una "cittadella di nessuno", preda dello spaccio, del degrado e della povertà: le istituzioni hanno il dovere di intervenire con urgenza anche a fronte di quanto messo in luce dal citato servizio giornalistico; l'area andrebbe indubbiamente restaurata e riqualificata: al suo interno potrebbe essere realizzato un museo, oltre a luoghi di studio e di progettazione, anche in virtù della gloriosa storia che caratterizzò questo complesso, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali misure intenda adottare, con urgenza, per risolvere i gravissimi problemi di spaccio e criminalità della zona delle ex Officine reggiane, per identificare le persone ivi residenti e trovare percorsi e soluzioni che possano permettere loro di uscire dalla condizione di estrema povertà; se siano previsti investimenti di competenza per la riqualificazione degli stabilimenti delle ex Officine reggiane e se, a tal fine, sia stata avviata un'interlocuzione con la Regione Emilia-Romagna. Atto n. 4-05157 BARBARO Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'Autorità di sistema portuale del mar Ligure occidentale, attraverso una missiva a mezzo PEC del Servizio concessioni e licenze ufficio licenze demaniali-commerciali incardinato presso il "Ports of Genoa", ha comunicato a tutti i club , i circoli, le associazioni e le realtà balneari che occupano porzioni di suolo marittimo demaniale i nuovi adempimenti richiesti per la concessione delle aree, così come previsto dall'articolo 100, comma 4, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104; nello specifico l'amministrazione portuale ha inteso applicare la misura del canone minimo per l'anno 2021, commisurando l'importo annuo del canone concessorio in 2.500 euro da versare tempestivamente in un'unica soluzione anche per quanti avevano precedentemente usufruito di canoni inferiori; nella medesima comunicazione, l'amministrazione portuale ha per giunta stabilito che entro il 30 aprile 2021 i destinatari siano tenuti al versamento di un nuovo deposito cauzionale o all'integrazione del deposito cauzionale già esistente, a garanzia degli obblighi nascenti dalla concessione, ai sensi dell'art. 17 del codice della navigazione, quantificato in misura non inferiore a 5.000 euro; ne consegue che molte delle realtà in indirizzo, che in alcuni casi operano in forme di volontariato no profit nell'interesse della comunità, non siano in condizione di adempiere alle richieste, considerando inoltre che, a causa delle restrizioni anti COVID, esse non svolgono attività, non incassano le quote associative, né hanno introiti per i servizi resi ai propri soci da ormai più di un anno; a parere dell'interrogante, questo accanimento nei confronti delle realtà associative e di promozione sportiva o sociale comporterà la desertificazione dell'area dalla rete sociale: si cita, per tutti, l'esempio dello storico Club Vela Pegli, esistente da quasi 100 anni, che rischia di non reggere alla vessazione fiscale e burocratica dopo un anno di inattività, si chiede di conoscere se i Ministri in indirizzo, ognuno per le proprie competenze, abbiano intrapreso o intendano intraprendere iniziative al fine di tutelare e proteggere il patrimonio di attivismo e di promozione sociale e sportiva rappresentato dalle reti sociali ed aggregative operanti nell'area, altrimenti destinate a chiudere le proprie attività. Atto n. 4-05158 PARAGONE Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del turismo e della cultura Premesso che: nella classifica delle 50 città costiere più inquinate al mondo da emissioni di navi da crociera, Venezia è al primo posto fra le città italiane. Nella laguna, infatti, stazionano 68 grandi navi per quasi 8.000 ore con i motori accesi, emettendo 27.520 chili di ossidi di zolfo (20 volte la quantità prodotta dalle automobili nell'intera area comunale, Marghera e Mestre comprese), 600.337 chili di ossidi di azoto e 10.961 chili di particolato. Queste navi sono alimentate da olio combustibile pesante, un prodotto di scarto della raffinazione, vietato sulla terraferma e in moltissime parti del mondo, poiché emette fumi tossici durante la combustione. Non è un caso che le navi da crociera inquinino 20 volte più di tutte le auto circolanti in Europa: