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Signor Presidente, per quanto riguarda l'inserimento nel calendario dei lavori delle comunicazioni del ministro Speranza e della discussione sullo scostamento di bilancio in concomitanza con la Camera dei deputati, siamo in linea con quanto detto dai colleghi di Forza Italia e Lega. Vorrei invece approfondire il ragionamento per quanto riguarda l'intervento del ministro Gualtieri. Come è già stato detto, è arrivata la disponibilità da parte del Ministro a intervenire in Parlamento per informarci sulla riunione dell'Eurogruppo che si svolgerà lunedì prossimo sulla riforma del MES e l'introduzione del dispositivo di sostegno al Fondo di risoluzione unico. Se posso permettermi, stamattina in Commissione abbiamo notato un certo tipo di imbarazzo da parte della maggioranza, perché la sensazione emersa nella riunione della Conferenza dei Capigruppo di questo pomeriggio è che, molto probabilmente, la lettera arrivata dal ministro Gualtieri sia stata un po' un fulmine al ciel sereno per la maggioranza, che non ha saputo bene come gestire. Non per altro, ci risulta che questa lettera sia arrivata ieri sera sul tardi, dopo la fine della riunione della Conferenza dei Capigruppo. Anche in questo caso la maggioranza ha dato il messaggio di non sapere bene, certe volte, cosa fa la mano destra rispetto alla sinistra. Anche in questa ultima conferenza diversi interventi hanno cercato di spostare lo svolgimento dell'informativa dall'Assemblea del Senato alle Commissioni. Si è trattato di interventi più che legittimi dei membri della maggioranza, ma che di fatto nascondevano l'imbarazzo nel voler portare in Assemblea la discussione. Come ha già detto il capogruppo Romeo, noi non ci nascondiamo. Il MES è sicuramente un argomento su cui sono diverse le posizioni all'interno sia della maggioranza che dell'opposizione. Tuttavia, ciò non significa che questa sia la sede ideale per poter discutere tale argomento. Addirittura, c'è stato anche chi, durante la riunione della Conferenza dei Capigruppo - lei, signor Presidente, sicuramente avrà sentito - ha detto che la relativa discussione in quest'Aula potrebbe dar luogo a un circo mediatico. Questo non è un circo mediatico: è il luogo preposto per le discussioni politiche di argomenti che riguardano la Nazione e gli indirizzi che questo Governo dovrà avere all'interno della Commissione europea e dell'Eurogruppo. Mi taccio, sarò brevissimo. La nostra proposta è che il Ministro venga in Aula, in base anche alle sue disponibilità. Possiamo sicuramente fare in modo che venga domani. Per quanto ci riguarda, siccome abbiamo sempre dimostrato la nostra volontà di lavorare nell'interesse della Nazione, se non ci fosse la disponibilità del Ministro per domani mattina, noi proponiamo che venga venerdì mattina, in maniera tale da non rimandare ulteriormente alla prossima settimana l'informativa del Ministro. La maggior parte dei senatori sarà presente qui a Roma anche domani, perché abbiamo in discussione lo scostamento di bilancio e, quindi, è possibile rimanere a lavorare anche venerdì mattina, se non è possibile farlo giovedì mattina. (Applausi) . FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, credo che questa discussione sul calendario dei lavori sia importante, perché sta nascondendo un non detto che io invece vorrei esprimere fino in fondo. Se uno ascoltasse soltanto le parole del senatore Romeo, si chiederebbe per quale ragione la maggioranza non accorda la possibilità di fare una seduta d'Assemblea per discutere di un tema così importante. Vorrei però dire all'Assemblea e anche al senatore Romeo che la discussione non verte sull'utilizzo o meno del MES, ma sulla riforma del MES, che è un'altra storia rispetto alla questione su cui maggioranza e opposizione si sono divise e si dividono al loro interno. Il problema è un altro, signor Presidente. Qui c'è una forza politica - lo dico soprattutto a Forza Italia e a Fratelli d'Italia - che sta sistematicamente lavorando per interrompere ogni forma di dialogo fra maggioranza e opposizione e per impedire di discutere di qualunque provvedimento che riguarda il Paese e l'emergenza sanitaria ed economica in cui si è cacciato. Questa forza politica è la Lega. Lo dico perché è dalla Conferenza dei Capigruppo di ieri che la Lega e Massimiliano Romeo, in particolare, cercano il pretesto per interrompere ogni discussione che ci veda lavorare insieme. Romeo ha abbandonato la Conferenza dei Capigruppo quando ancora i senatori Capigruppo della maggioranza stavano intervenendo. Non ha dato la possibilità di fare nemmeno una proposta, scegliendo di abbandonare la Conferenza dei Capigruppo e di condizionare la scelta che gli altri Gruppi dell'opposizione avrebbero fatto, tant'è vero che la discussione sull'intervento del Ministro in Aula o in Commissione era aperta, signor Presidente; lei era lì a presiedere la Conferenza dei Capigruppo e lo sa bene. Ora non è lecito affermare in quest'Aula che si sarebbe voluta fare la seduta d'Assemblea con l'informativa, mentre la maggioranza ha imposto l'intervento del Ministro in Commissione, perché chi ha partecipato fino alla fine alla Conferenza dei Capigruppo - lo dico a Forza Italia e a Fratelli d'Italia - sa benissimo che le forze politiche di maggioranza hanno dato disponibilità per la seduta d'Assemblea, per lo svolgimento dell'informativa con Gualtieri. Il problema è che Romeo non vuole sentir parlare di dialogo e di trovare insieme dei percorsi per andare avanti, nel merito e nel metodo. Quando sente parlare di dialogo, gli viene l'allergia: il tema è questo. Egli ci impedisce di dialogare e impedisce alle forze parlamentari di svolgere un percorso unitario in un momento in cui l'unità delle forze politiche dovrebbe essere prioritaria. (Commenti) . Chiedo a Forza Italia e a Fratelli d'Italia, che sono testimoni del fatto che il senatore Romeo ha abbandonato la Conferenza dei Capigruppo, di non assecondarlo. È stato lui ad alzarsi e ad andar via quando la maggioranza ha dato la propria disponibilità a fare una seduta con l'informativa. Se non si fa seduta con l'informativa, è perché il senatore Romeo ha abbandonato la Conferenza dei Capigruppo e non ha ascoltato neanche le proposte che venivano dalla maggioranza! Pertanto, signor Presidente, ristabiliamo la verità. A noi interessa il dialogo. Interesserebbe, da ieri, votare insieme almeno il calendario. In quest'Aula non si riesce neanche a votare insieme il calendario, perché il senatore Romeo e la Lega ce lo impediscono. È ridicolo! Sul calendario dovremmo trovare unità di intenti; sullo scostamento dovremmo trovare unità di intenti; sui provvedimenti dovremmo sforzarci di trovare unità di intenti. La Lega lo impedisce. L'invito e l'appello che rivolgo a Forza Italia e a Fratelli d'Italia, che - lo ripeto - sono stati testimoni dell'impedimento messo in campo dal senatore Romeo, è di dire altro rispetto a quanto la Lega, strumentalmente, mette in campo. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Faraone, lei è intervenuto sul calendario, ma non ho sentito avanzare alcuna proposta di modifica. FARAONE (IV-PSI) .