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Tali somme sono destinate, oltre che ai fini di cui all'articolo 14, anche al mantenimento dei ministri di culto, alla realizzazione e manutenzione degli edifici di culto e dei monasteri, a scopi filantropici, assistenziali e culturali, da realizzare anche in Paesi esteri. I rendiconti sull'utilizzazione delle somme percepite devono essere trasmessi annualmente al Ministero dell'interno. L'articolo 16 prevede che l'eventuale revisione del sistema delineato dagli articoli 14 e 15 sia sottoposta alla valutazione di un'apposita commissione paritetica. L'articolo 17 stabilisce che gli assegni corrisposti dall'Associazione, dalle cappellanie e dalle congregazioni per il sostentamento totale o parziale dei ministri di culto siano equiparati, ai soli fini fiscali, al reddito da lavoro dipendente. L'articolo 18 riconosce gli effetti civili ai matrimoni celebrati in Italia, secondo il rito anglicano, davanti a ministri di culto della Chiesa d'Inghilterra in possesso della cittadinanza italiana e residenti o domiciliati in Italia, previe pubblicazioni nella casa comunale, con il nulla osta dell'ufficiale dello stato civile e a condizione che il relativo atto sia trascritto nei registri dello stato civile. L'articolo 19 sancisce che con l'entrata in vigore della legge di approvazione dell'intesa cesseranno di avere efficacia e applicabilità, nei riguardi dell'Associazione e degli enti confessionali che ne fanno parte, la legge n. 1159 del 1929, recante disposizioni sull'esercizio dei culti ammessi nello Stato, e il relativo regolamento di attuazione. L'articolo 20 dispone che siano promosse opportune intese tra le parti in caso di modifiche dell'intesa e in caso di iniziative legislative concernenti le materie disciplinate dall'intesa stessa. L'articolo 21 stabilisce che ogni eventuale modifica dello statuto dell'Associazione sia tempestivamente comunicata alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero dell'interno. Infine l'articolo 22 prevede la copertura finanziaria degli oneri derivanti dal provvedimento. La Commissione bilancio ha posto due condizioni ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Con una di esse si chiedeva di sostituire l'articolo 22, non presente nel testo dell'intesa, ma solo nel disegno di legge, aggiornando la copertura finanziaria, con decorso dal 2022 e non più dal 2021, e soprattutto premettendo un nuovo comma recante una clausola di invarianza finanziaria generale formulata nei termini consueti. Su questa modifica non si poneva alcuna questione, anche alla luce di vari precedenti, ed è stato approvato un emendamento che la ha accolta. L'altra condizione discendeva dalla prima e aveva una natura di coordinamento, poiché sopprimeva, all'articolo 5, le parole « senza oneri per lo Stato », rese ridondanti dalla clausola di invarianza, di portata generale, introdotta nell'articolo 22. Non avrebbe presentato, perciò, problemi di natura sostanziale. Si aggiunga anche che la norma, in materia di istruzione religiosa, avrebbe inciso a ben vedere su di una clausola posta nell'interesse dello Stato e non della controparte. Tuttavia l'articolo 5 del disegno di legge, su cui si sarebbe intervenuto, riproduce letteralmente l'articolo 4 dell'intesa ed emendarlo avrebbe significato introdurre una discrepanza, ancorché meramente formale, tra i due testi. Si è perciò ritenuto preferibile non procedere a questa modifica nel rispetto del contenuto vincolato del disegno di legge. Sulla scorta di questo caso specifico si potrebbe riflettere sull'opportunità, per il futuro, di modificare la struttura dei disegni di legge che regolano i rapporti con le confessioni religiose, limitando l'articolato a quanto non contenuto nel testo dell'intesa, che invece potrebbe essere approvata sotto forma di allegato.. DISEGNO DI LEGGE DISEGNO DI LEGGE D'iniziativa del Governo Testo proposto dalla Commissione Art. 1. Art. 1. (Rapporti tra lo Stato e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra ») Rapporti tra lo Stato e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra ») 1. I rapporti tra lo Stato e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » sono regolati dalle disposizioni della presente legge, sulla base dell'allegata intesa stipulata il 30 luglio 2019. Identico Art. 2. Art. 2. (Autonomia e libertà confessionale) (Autonomia e libertà confessionale) 1. La Repubblica, in conformità ai principi della Costituzione, riconosce che le nomine dei ministri di culto effettuate secondo lo statuto dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » (presbiteri, cappellani e diaconi), l'esercizio del culto, l'organizzazione ecclesiastica e gli atti in materia spirituale e disciplinare si svolgono senza alcuna ingerenza statale. Identico 2. È garantita ai singoli fedeli e alle organizzazioni e associazioni in Italia appartenenti all'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » piena libertà di professione e pratica religiosa, di propaganda e di esercizio del culto in pubblico e in privato, nonché di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. 3. Le affissioni e la distribuzione di pubblicazioni e stampati relativi alla vita confessionale dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », effettuate all'interno ed all'ingresso dei luoghi di culto, nonché le collette ai fini ecclesiastici, avvengono senza autorizzazione né altra ingerenza da parte degli organi dello Stato. Art. 3. Art. 3. (Ministri di culto) (Ministri di culto) 1. I ministri di culto, liberamente nominati in base allo statuto dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », compresi in un elenco comunicato al Ministero dell'interno, godono del libero esercizio del loro ministero. Identico 2. Essi non sono tenuti a dare ai magistrati o altre autorità informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragione del loro ministero. 3. Nel caso di ripristino del servizio obbligatorio di leva, i ministri di culto hanno diritto, su loro richiesta, ad essere esonerati dal servizio militare o, nel rispetto delle norme sull'obiezione di coscienza, a essere assegnati al servizio civile. 4. Ai fini dell'applicazione del presente articolo e degli articoli 4 e 18 della presente legge il rappresentante legale dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » rilascia apposita certificazione della qualifica dei ministri di culto. 5. Ai soli fini dell'applicazione dell'articolo 4 della presente legge il rappresentante legale dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » rilascia apposita certificazione della qualifica dei religiosi. Art. 4. Art. 4. (Assistenza spirituale) (Assistenza spirituale) 1. L'appartenenza alle Forze armate, alle Forze di polizia o ad altri servizi assimilati, la degenza in strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali, la permanenza negli istituti penitenziari non possono dar luogo ad alcun impedimento in ordine alla fruizione dell'assistenza spirituale.