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In ragione dei vincoli di impiego delle stesse risorse, che non possono essere utilizzate su posizioni tenure , si è individuata la inedita forma di chiamata diretta come ricercatore a tempo determinato cosiddetto junior (RTDa), comunque omogenea ai profili di giovani studiosi che si trovano nella fase appena successiva al conseguimento del dottorato di ricerca. Alla luce dell'inquadramento in posizione da ricercatore a tempo determinato, il secondo periodo della disposizione esclude l'applicazione del terzo periodo del comma 9 dell'articolo 1 della legge n. 230 del 2005, escludendo quindi il nulla osta ministeriale e il parere della commissione di abilitazione scientifica nazionale, così da agevolare la più celere conclusione delle procedure. L'ultimo periodo del comma 1 estende la misura anche agli enti di ricerca, con specifico riferimento alle procedure di chiamata, comunque a tempo determinato, di cui all'articolo 20, comma 3, del decreto legislativo n. 127 del 2003. È opportuno sottolineare che l'applicazione della disposizione appena menzionata è estesa a tutti gli enti pubblici di ricerca (e dunque non solo a quelli vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca) in forza di quanto disposto dall'articolo 23, comma 8, del medesimo decreto legislativo. La possibilità anche per gli enti pubblici di ricerca di reclutare per questa via coloro che sono stati insigniti del Sigillo di Eccellenza all'interno delle azioni Marie Skodowska-Curie nei Programmi quadro Horizon 2020 ed Horizon Europe potrà concorrere al raggiungimento degli sfidanti target numerici previsti dal PNRR per questa linea di intervento dell'investimento 1.2. Le disposizioni di cui al comma 2 intervengono in attuazione del medesimo investimento 1.2 della Missione 4, Componente 2, del PNRR, con l'obiettivo di attuare una diversa linea di azione ivi prevista, finalizzata ad incentivare una specifica fattispecie di chiamate dirette di cui allo stesso articolo 1, comma 9, della legge n. 230 del 2005. In particolare, l'intervento si riferisce specificamente alle chiamate – in qualità di ricercatore a tempo determinato di cui all'articolo 24, comma 3, lettera b) , della legge n. 240 del 2010, nonché di professore di prima o di seconda fascia – di studiosi, italiani o stranieri, che siano risultati vincitori, in qualità di principal investigator (PI) dei bandi dello European Research Council (ERC) nelle procedure di « ERC Starting Grant », « ERC Consolidator Grant », « ERC Advanced Grant », programmi che sono già inclusi nella lista di programmi di ricerca di alta qualificazione eleggibili a tal fine, in quanto indicati all'articolo 4 del decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 28 dicembre 2015, attuativo della base legislativa richiamata. Si tratta quindi di studiosi aventi livelli diversi di anzianità ed avanzamento di carriera (nello specifico: per la partecipazione agli starting grants è richiesta una distanza massima dal momento di conseguimento del dottorato di ricerca di 7 anni; per i consolidator grants la distanza sale a 12 anni; per gli advanced grants non esiste limitazione temporale in tal senso), tutti comunque vincitori, all'interno di bandi competitivi, di fondi di ricerca di rilevantissima entità. Ci si riferisce, dunque, ad una platea già ricompresa nella citata disciplina delle chiamate dirette di cui alla legge n. 230 del 2005, in relazione alla quale viene ad emergere la necessità di introdurre misure meramente incentivanti per le università, anche al fine di traguardare gli sfidanti target , in termini numerici, indicati dal PNRR. La procedura per la chiamata resta, dunque, quella di cui all'articolo 1, comma 9, della legge n. 230 del 2005. La finalità dell'intervento, agendo su procedure già vigenti e su figure che già potrebbero accedere ad esse, è perciò quella di incentivarne il ricorso, attraverso un utilizzo combinato di agevolazioni derivanti direttamente dal PNRR o da ulteriori misure adottate dal legislatore nazionale nell'ultimo periodo. In particolare, al fine di attrarre profili di così alta qualificazione, l'investimento 1.2 riconosce per ciascuna di tali chiamate, fino ad un massimo di 300 unità complessive, un contributo individuale medio di 1 milione di euro, da computare a seconda del tempo residuo previsto per la conclusione del progetto. Tali risorse potranno essere utilizzate per sostenere attività di ricerca, brevi periodi di mobilità per attività di ricerca o didattica in altre sedi in Italia o all'estero e trasferimento tecnologico. Potranno accedere a tali procedure tutte le università, pubbliche e private, nonché le scuole superiori ad ordinamento speciale. Per i soggetti pubblici, come ulteriore incentivo al ricorso a tale procedure, è prevista una deroga ai limiti derivanti dalle facoltà assunzionali, cui si potrà far fronte anche con le specifiche risorse a tal fine già appostate con l'articolo 1, comma 297, lettera c) , della legge n. 234 del 2021. Il comma 3 contiene misure finalizzate a conseguire gli stessi obiettivi del comma 2, ma con riguardo agli enti pubblici di ricerca. Per gli enti pubblici di ricerca non è prevista una disposizione del tutto analoga all'articolo 1, comma 9, della legge n. 230 del 2005, ossia la possibilità di procedere alla chiamata diretta per coloro che siano risultati vincitori di specifici programmi di ricerca, con il rimando a una individuazione già effettuata dei grants ERC come fonte requisito per l'accesso alla procedura. È invece presente una procedura generale per studiosi « di altissima qualificazione scientifica negli ambiti disciplinari di riferimento, che si sono distinti per merito eccezionale ovvero che siano stati insigniti di alti riconoscimenti scientifici in ambito internazionale », disciplinata dall'articolo 16 del decreto legislativo n. 218 del 2016. La valutazione dei requisiti necessari ai fini di questo tipo di chiamate è rimessa a un meccanismo di valutazione, descritto al comma 3 di detta disposizione, che – ai soli fini delle chiamate di cui al presente provvedimento (ossia, da effettuare durante il periodo di attuazione del PNRR e al fine di beneficiare del contributo individuale di cui all'investimento 1.2 della M4C2) – è assorbita dall'avvenuto conseguimento dei grants ERC specificamente individuati dal comma 3 dell'articolo che si illustra. Si procede anche, sempre limitatamente al periodo di attuazione del PNRR e limitatamente alle assunzioni in parola, alla neutralizzazione dei vincoli quantitativi previsti in generale per la procedura di riferimento, permettendo così anche a queste assunzioni negli enti pubblici di ricerca di contribuire agli sfidanti target numerici previsti dal PNRR per questa linea di intervento dell'investimento 1.2. Le opportune specificità delle procedure di cui all'articolo che qui si illustra saranno delineate da un decreto del Ministro dell'università e della ricerca, previsto dal comma 4, che potrà dettagliare come il nulla osta ministeriale previsto dalla normativa vigente potrà fungere da raccordo tra la manifestazione di interesse delle università ad accogliere ricercatori secondo la procedura descritta e la volontà dei ricercatori di partecipare in modo da favorire l'incontro tra domanda ed offerta di tali posizioni con meccanismi procedurali innovativi, e diversi da quelli attualmente previsti.