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370 Oltre ai delegati dei Membri ed agli osservatori di cui ai numeri 259 a 262 della presente Convenzione, i rappresentanti di ogni ente o organizzazione che figurano nella lista appropriata di cui al numero 237 della presente Convenzione, possono partecipare alle assemblee delle radiocomunicazioni ed alle commissioni delle conferenze di normalizzazione delle telecomunicazioni e delle conferenze di sviluppo delle telecomunicazioni. 6. Presidenti e vice-presidenti delle sotto-commissioni 371 Il presidente di ciascuna commissione propone a quest'ultima la scelta dei presidenti e dei vice-presidenti delle sotto-commissioni da essa costituite. 7. Convocazione alle sedute 372 Le sedute plenarie e quelle delle commissioni, sotto-commissioni e gruppi di lavoro sono annunciate, sufficientemente in anticipo, sul luogo di riunione della conferenza. 8. Proposte presentate prima dell'inizio della conferenza 373 Le proposte presentate prima dell'inizio della conferenza sono suddivise dalla seduta plenaria tra le commissioni competenti costituite in conformità con le disposizioni della sezione 4 del presente Regolamento interno. Tuttavia, la seduta plenaria può trattare direttamente qualunque proposta. 9. Proposte o emendamenti presentati durante la conferenza 374 1. Le proposte o emendamenti presentati dopo l'inizio della Conferenza sono consegnate al presidente della conferenza, al presidente della commissione competente o al segretariato della conferenza a fini di pubblicazione e di distribuzione come documento di conferenza. 375 2. Nessuna proposta o emendamento scritto può essere presentato se non è firmato dal Capo della delegazione interessata o dal suo sostituito. 376 3. Il presidente della conferenza, di una commissione, di una sotto-commissione o di un gruppo di lavoro può presentare in ogni tempo proposte miranti ad accelerare il corso del dibattito. 377 4. Ogni proposta o emendamento deve contenere in termini concreti e precisi il testo da esaminare. 378 5. (1) Il presidente della conferenza o il presidente della commissione, della sotto-commissione o del gruppo di lavoro competente decide, per ciascun caso, se una proposta o un emendamento presentato durante la seduta, deve essere oggetto di una comunicazione verbale o se deve essere depositato a fini di pubblicazione e di distribuzione alle condizioni previste al numero 374 precedente. 379 (2) In generale, il testo di ogni proposta importante che deve essere oggetto di una votazione, deve essere tempestivamente distribuito nelle lingue di lavoro della conferenza, in modo da poter essere esaminato prima della discussione. 380 (3) Inoltre, il presidente della Conferenza, che riceve le proposte o emendamenti di cui al numero 374 precedente, li trasmette, a seconda dei casi, alle commissioni competenti o alla seduta plenaria. 381 6. Ogni persona autorizzata può leggere o domandare che sia letta in seduta plenaria ogni proposta o emendamento da essa presentato durante la conferenza e può esporne i motivi. 10. Condizioni richieste per ogni esame, decisione o voto concernente una proposta o un emendamento 382 1. Nessuna proposta o emendamento può essere introdotta nel dibattito se non è appoggiata, al momento del suo esame, da almeno un'altra delegazione. 383 2. Ogni proposta o ogni emendamento debitamente appoggiato deve essere presentato per esame e poi per decisione, se del caso a seguito di una votazione. 11. Proposte o emendamenti omessi o rinviati 348 Se una proposta o un emendamento è stato omesso o se il suo esame è stato differito, spetta alla delegazione che ha patrocinato tale proposta o emendamento, di accertare che si proceda in seguito al suo esame. 12. Svolgimento dei dibattiti in seduta plenaria 12.1 Quorum 385 Affinchè una votazione effettuata durante una seduta plenaria sia valida, devono essere presenti o rappresentate alla seduta oltre la metà delle delegazioni accreditate alla conferenza ed aventi diritto di voto. 12.2 Ordine della discussione 386 (1) Le persone che desiderano prendere la parola possono farlo solo dopo aver ottenuto il consenso del presidente. In linea di massima, esse debbono innanzitutto indicare a che titolo esse parlano. 12.3 Mozioni e punti d'ordine 387 (2) Ogni persona che ha la parola deve esprimersi lentamente e distintamente, separando accuratamente le parole ed scadendo i tempi di pausa necessari affinchè tutti possano comprendere bene il suo pensiero. 388 (1) Durante il dibattito, una delegazione nel momento che ritiene opportuno può presentare una mozione d'ordine o sollevare un punto d'ordine, che daranno immediatamente luogo ad una decisione, adottata dal presidente in conformità con il presente Regolamento interno. Ogni delegazione può appellarsi contro la decisione del presidente ma quest'ultima rimane valida nella sua integralità se la maggioranza delle delegazioni presenti e votanti non vi si oppone. 389 (2) La delegazione che presenta una mozione d'ordine non può, nel suo intervento, trattare nel merito la questione dibattuta. 12.4 Ordine di priorità delle mozioni e punti d'ordine 390 L'ordine di priorità da assegnare alle mozioni ed ai punti d'ordine di cui al numero 388 precedente è il seguente: 391 a) ogni punto d'ordine relativo all'applicazione del presente regolamento interno, comprese le procedure di voto; 392 b) sospensione della seduta; 393 c) scioglimento della seduta; 394 d) rinvio del dibattito sull'argomento in discussione 395 e) chiusura del dibattito sull'argomento in discussione 396 f) ogni altra mozione o punto d'ordine che potrebbe essere presentato e la cui priorità relativa è stabilita dal presidente. 12.5 Mozione di sospensione o di scioglimento della seduta. 397 Durante la discussione di ogni argomento, una delegazione può proporre di sospendere o di togliere la seduta, indicando i motivi della sua proposta. Se tale proposta è appoggiata, la parola viene data a due oratori che si esprimono contro la mozione ed unicamente su questo argomento, dopodiché la mozione è messa ai voti. 12.6 Mozione di rinvio del dibattito 398 Durante la discussione di ogni argomento, una delegazione può proporre il rinvio del dibattito per un periodo determinato. Nel caso in cui la mozione sia oggetto di una discussione, vi possono prendere parte solo tre oratori oltre all'autore della mozione, uno a favore della mozione e due contro, dopodiché la mozione è messa ai voti. 12.7 Mozione di chiusura del dibattito 399 In qualunque momento, una delegazione può proporre che il dibattito sull'argomento dibattuto sia dichiarato chiuso. In tal caso, la parola sarà concessa solo a due oratori sfavorevoli alla chiusura, dopodiché tale mozione sarà messa ai voti. Se la mozione è adottata, il presidente chiede immediatamente che si voti sull'argomento che è oggetto del dibattito. 12.8 Limitazione degli interventi 400 (1) La seduta plenaria può se del caso limitare la durata ed il numero degli interventi di una stessa delegazione su un determinato argomento. 401 (2) Per quanto riguarda la procedura, il presidente limita la durata di ciascun intervento a cinque minuti al massimo. 402 (3) Quando un oratore supera il tempo di parola che gli è stato concesso, il presidente ne informa l'assemblea e chiede all'oratore di concludere rapidamente il suo intervento. 12.9 Chiusura della lista degli oratori 403 (1) Durante un dibattito, il presidente può dare lettura della lista degli oratori iscritti;