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Il titolare di licenza per l'esercizio venatorio in possesso del tesserino regionale ha diritto di esercitare l'attività venatoria nei confronti della selvaggina migratoria in tutti gli ambiti territoriali di caccia costituiti entro i confini della provincia di residenza venatoria. 5-ter. Le regioni garantiscono l'accesso a tutti gli ambiti territoriali di caccia costituiti nel territorio regionale ai cacciatori che vi abbiano la residenza venatoria per la caccia all'avifauna migratoria per un numero di venti giornate complessive a livello regionale nell'arco di ogni annata venatoria, secondo i parametri di accesso stabiliti ogni tre anni con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentito il Comitato tecnico-faunistico-venatorio nazionale»; b dopo il comma 10 è inserito il seguente: « 10-bis . Nel quadro della pianificazione venatoria possono essere istituite aree convenzionate tramite accordi o convenzioni tra i conduttori dei fondi e le associazioni di cacciatori interessate, al fine di ottenere una particolare gestione del fondo medesimo, destinata a un miglioramento ambientale, alla realizzazione di zone umide, a coltivazioni a perdere, alla realizzazione di siepi e di boschetti nonché ad aree di rifugio per la fauna, che possono aumentare e migliorare una presenza faunistica anche a fini venatori. Tali interventi sul territorio sono concordati, anche sul piano economico, in chiave di valorizzazione della multifunzionalità dell'impresa e del suo cambio di gestione del territorio, da agricolo a faunistico. Dall'attività di gestione del fondo gli agricoltori devono trarre beneficio economico»; c il comma 16 è abrogato; d dopo il comma 17 è aggiunto il seguente: « 17-bis . Per quanto concerne la definizione delle aree di ripopolamento e cattura, la relativa perimetrazione è concordata con le organizzazioni agricole maggiormente rappresentative del territorio interessato». 8 1 All'articolo 18 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1 è sostituito dai seguenti: « 1. L'esercizio dell'attività venatoria è consentito esclusivamente nei confronti delle specie indicate al comma 1.1 . La stagione venatoria è articolata per periodi e per specie; inizia la prima decade di settembre e termina nella terza decade di febbraio di ogni anno. All'interno di tale arco temporale, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano determinano con propri provvedimenti, in conformità al citato comma 1.1 , i periodi in cui si articola la stagione venatoria e i tempi in cui è consentito il prelievo di una o più specie cacciabili. 1 . 1 . Ai fini dell'esercizio venatorio è consentito abbattere esemplari di fauna selvatica appartenenti alle seguenti specie e nei periodi di seguito indicati: a) specie cacciabili dalla prima decade di settembre alla terza decade di febbraio: quaglia (Coturnix coturnix) ; tortora (Streptopeia turtur) ; marzaiola (Anas querquedula) ; volpe (Vulpes vulpes) ; cornacchia nera (Corvus corone) ; cornacchia grigia (Corvus corone cornix) ; ghiandaia (Garrulus glandarius) ; gazza (Pica pica) ; taccola (Corvus monedula) ; alzavola (Anas crecca) ; beccaccino (Gallinago gallinago) ; frullino (Lymnocryptes minimus) ; piccione selvatico (Columba livia) ; b) specie cacciabili dalla prima decade di settembre alla terza decade di gennaio: germano reale (Anas platyrhynchos) ; canapiglia (Anas strepera) ; c) specie cacciabili dalla prima decade di settembre alla seconda decade di febbraio: porciglione (Rallus aquaticus) ; fischione (Anas penelope) ; codone (Anas acuta) ; mestolone (Anas clypeata) ; moriglione (Aythya ferina) ; moretta (Aythya fuligula) ; combattente (Philomachus pugnax) ; folaga (Fulica atra) ; gallinella d'acqua (Gallinula chloropus) ; oca granaiola (Anser fabalis) ; oca selvatica (Anser anser) ; beccaccia (Scolopax rusticola) ; pettegola (Tringa totanus) ; d) specie cacciabili dalla terza decade di settembre alla terza decade di febbraio: cesena (Turdus pilaris) ; tordo bottaccio (Turdus philomelos) ; tordo sassello (Turdus iliacus) ; pavoncella (Vanellus vanellus) ; allodola (Alauda arvensis) ; colombaccio (Columba palumbus) ; e) specie cacciabili dalla terza decade di settembre alla terza decade di dicembre: starna (Perdix perdix) ; pernice rossa (Alectoris rufa) ; pernice sarda (Alectoris barbara) ; minilepre (Sylvilagus floridanus) ; lepre italica (Lepus corsicanus) ; lepre sarda (Lepus capensis) ; coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) ; lepre comune (Lepus europaeus) ; f) specie cacciabili dalla terza decade di settembre alla terza decade di gennaio: fagiano (Phasianus colchicus) ; cinghiale (Sus scrofa) ; g) specie cacciabili dalla prima decade di ottobre alla terza decade di novembre: pernice bianca (Lagopus mutus) ; fagiano di monte (Tetrao tetrix) ; coturnice (Alectoris graeca) ; camoscio alpino (Rupicapra rupicapra) ; capriolo (Capreolus capreolus) ; cervo (Cervus elaphus) ; daino (Dama dama) ; muflone (Ovis musimon) con esclusione della popolazione sarda; lepre bianca (Lepus timidus) »; b il comma 2 è sostituito dai seguenti: « 2. I termini di cui al comma 1.1 possono essere modificati per determinate specie in relazione alle situazioni ambientali delle diverse realtà territoriali. 2-bis . Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano autorizzano le modifiche di cui al comma 2 previo parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale o, se istituiti, degli istituti regionali per la fauna selvatica e delle province autonome. 2-ter . I termini di cui al comma 1.1 devono essere comunque contenuti tra la terza decade di agosto e la terza decade di febbraio. 2-quater . L'autorizzazione regionale e delle province autonome di Trento e di Bolzano è condizionata alla preventiva predisposizione di adeguati piani faunistico-venatori. Le regioni e le province autonome, sentito il parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, o, se istituiti, degli istituti regionali per la fauna selvatica e delle province autonome, possono, sulla base di adeguati piani di abbattimento selettivi, regolamentare il prelievo di selezione degli ungulati appartenenti alle specie cacciabili anche al di fuori dei periodi e degli orari di cui ai commi 1.1 e 7»; c al comma 3, le parole: «comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «comma 1.1 » ; d il comma 4 è sostituito dai seguenti: « 4.