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Inoltre, attraverso il testo esitato in Commissione, estendiamo la punibilità anche a chi commette questo reato attraverso intermediari, per evitare la vergogna che abbiamo visto con la vecchia norma di vedere politici - dobbiamo dirlo - assolti dal voto di scambio politico-mafioso e condannati, invece, i loro portaborse. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il secondo comma del nuovo testo dell'articolo 416- ter , poi, sottopone alla stessa pena colui che promette di procurare voti e, quindi, il soggetto appartenente alle cosche che si accorda con il politico o con l'intermediario per commettere il reato. Il terzo comma del medesimo articolo, inoltre, prevede una fattispecie che provoca l'aumento della pena della metà. È un aumento importante, non è una semplice aggravante: è una fattispecie autonoma. La pena viene aumentata della metà perché in quel caso, ossia qualora il politico venga eletto, si realizzerebbe l'obiettivo delle cosche previsto dal terzo comma dell'articolo 416- bis : muore la democrazia quando un politico viene eletto con i voti dei mafiosi! (Applausi dal Gruppo M5S) . Lo dobbiamo ricordare in quest'Aula, dove Governi si sono retti con il voto di un solo senatore, per giunta successivamente accusato di essere stato prezzolato per quel voto. Voi immaginate che danno possono produrre le mafie portando in Parlamento anche un solo senatore o un solo deputato, che può determinare le sorti del nostro Paese. Per questo è prevista una pena seria, grave, importante. Inoltre, nel corso del dibattito è emersa la necessità, proprio su questo punto, di precisare che l'elezione deve avvenire ovviamente per quella tornata elettorale in cui i voti sono stati scambiati tra il politico e le cosche. È stato quindi presentato un emendamento a mia firma proprio per specificare questo punto. Io ringrazio il Presidente e i membri della Commissione giustizia per l'ottimo lavoro che siamo riusciti a fare nella stesura di questa norma, ponendo, a mio parere, le basi per avere finalmente nel codice uno strumento che possa recidere, una buona volta, i rapporti fra la politica e la mafia, mettendo paura a chi si voglia accordare con i mafiosi per averne il voto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Noi dovremmo cominciare la discussione generale sul provvedimento, ma in realtà sta iniziando esattamente in questo momento la riunione dei Presidenti dei Gruppi e quindi, come è prassi e vista anche la specifica richiesta avanzata da un Presidente di Gruppo, sospendo la seduta fino alla conclusione dei lavori della Conferenza dei Capigruppo. (La seduta, sospesa alle ore 17,01, è ripresa alle ore 18,01) . Presidenza del vice presidente TAVERNA DAL MAS (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, il disegno di legge in parola che ci occupa oggi vede sicuramente un protagonista nell'esegesi della storia anche recente di questa Repubblica e che ha un nome ben preciso, Giovanni Falcone, oggi in realtà eccessivamente tirato per la giacchetta dal relatore, benché io comprenda - e di questo sono testimone, per l'impegno che ha dimostrato in Commissione - che la questione lo appassioni particolarmente. E sebbene gli abbia portato anche degli argomenti vincenti, sinceramente il fatto che si tenti da parte del MoVimento 5 Stelle di dire che loro sono i continuatori del pensiero di Giovanni Falcone mi sembra qualcosa di esagerato. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Noi stiamo parlando dell'articolo 416- ter del codice penale che viene modificato da questo disegno di legge e allora come oggi - dico allora riferendomi alla precedente legislatura, in cui non c'ero - se andiamo a vedere i risultati e l'evoluzione di questo disegno di legge, gli schieramenti sono gli stessi: da una parte i giustizialisti e dall'altra i garantisti. Poi dirò perché siamo davanti al paradosso dell'eterogenesi dei fini: mi riferisco ai risultati non intenzionali rispetto a quelli che evidentemente il senatore proponente Giarrusso intendeva ottenere con questo disegno di legge. Ma andiamo per ordine. Innanzitutto, stiamo parlando di una modifica ad un articolo del codice penale introdotto nel 1992 dal decreto-legge Martelli-Scotti, poi modificato e novellato nel 2014. La differenza tra un giustizialista e chi giustizialista non è, perché appartiene ad un'altra categoria, sta evidentemente nella distinzione tra chi utilizza l'enunciazione del sospetto e la cultura del sospetto per farne non solo argomento indiziario, ma argomento di prova. È tutto lì. Per noi le prove si formano in tribunale su fatti; evidentemente qui abbiamo utilizzato ampiamente questa premessa: il sospetto come semplice promessa elettorale e già argomento di prova. Questo è pericoloso, come dimostreremo dopo nel corso del dibattito e dell'illustrazione... (Brusio). PRESIDENTE. Chiedo cortesemente ai colleghi di abbassare il tono della voce, per consentire al collega di concludere il suo intervento. DAL MAS (FI-BP) . ...degli aspetti, come dire, incongruenti e dell'eterogenesi dei fini che si propone il nostro relatore. Al di là di tutto questo, per i garantisti una norma di tal fatta presuppone quantomeno maggiore attenzione, soprattutto nel momento in cui si presuppone e si richiede da parte nostra che vi sia la prova dello scambio, che altrimenti rende tutto vago, tutto incerto e tutto impalpabile e quindi assolutamente discrezionale. Ciò è dimostrato nella prassi per cui talvolta una dichiarazione di un picciotto o di un boss è stata sufficiente per incrinare alcune carriere politiche, magari denunciando un fatto avvenuto chissà dove e chissà quando. Il senatore Giarrusso ha fatto una ricostruzione puntuale dal suo punto di vista, però nel 2013 mi sembra che il primo testo approvato alla Camera dei deputati - lei mi correggerà certamente - recava una dicitura che era più affine ad una prossimità ai fatti. Nella norma approvata in prima lettura alla Camera dei deputati, che ottenne in quel caso un ampio consenso - stiamo parlando del 2013 e non di un'era geologica fa - si diceva: «Chiunque accetta consapevolmente il procacciamento di voti con le modalità previste dal terzo comma dell'articolo 416- bis … del codice penale». In pratica ci si riferiva al metodo mafioso, che voi oggi andate ad espungere, a togliere dalla normativa. È questo il punto, caro senatore Giarrusso, perché quella norma, che in quel momento ebbe un ampio consenso, poi fu modificata al Senato, sulla base di una non limpida competizione che c'era allora tra voi e il Partito Democratico e che portò all'attuale formulazione, che oggi nuovamente riformulate, dell'articolo 416- ter . Rispetto a quella formulazione, per noi accettabile, avete tolto l'avverbio «consapevolmente» e avete introdotto l'inafferrabilità della promessa e cioè chiunque accetta la promessa di procurare voti è ipso facto colpevole. Vedo che sto per finire il tempo a mia disposizione e quindi sono costretto ad accelerare per giungere alle conclusioni, ma ci sono due cose di assoluta evidenza, nella proposta che oggi discutiamo, che sono veramente singolari.