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le disfunzioni gestionali dell'acquedotto, a fronte di questo impegno abbandonato, sono state ora invocate paradossalmente dei medesimi enti responsabili al fine di ottenere il consenso della Regione Toscana all'installazione del dissalatore, non solo senza alcun costrutto, ma a chiaro danno degli stessi presunti beneficiari; l'interrogante rileva la necessità, rispetto alle molteplici considerazioni esposte, di valutare l'opportunità di effettuare un supplemento di riflessione in ordine alle istanze rappresentate dagli enti controinteressati, vagliando le possibilità attuative di un progetto ecologico già esistente, finalizzato a rendere l'isola d'Elba autonoma nell'approvvigionamento idrico, fonte primaria indispensabile per il turismo del territorio che rappresenta la sua unica risorsa economica, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo considerino percorribile una possibile soluzione alternativa rispetto all'installazione del dissalatore, tale da tutelare l'erogazione di un servizio di vitale importanza come quello dell'acqua alla popolazione, sospendendo i lavori volti alla realizzazione di un dissalatore la cui utilità non è condivisa unanimemente dalle istituzioni territoriali e anzi è considerato potenzialmente dannoso per l'economia dell'Elba; se, nell'interesse locale e nazionale, non valutino l'opportunità di promuovere delle iniziative di controllo della spesa pubblica per evidenziare in che modo sono state impiegate le ingenti risorse finanziarie pubbliche dedicate alle modifiche dell'acquedotto dell'Elba. Atto n. 4-03836 RUOTOLO DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che: la città di Torre del Greco (Napoli), di circa 85.000 abitanti, ha rinnovato il Consiglio comunale nella tornata elettorale del giugno 2018; le elezioni amministrative hanno destato enormi polemiche per fatti inerenti a presunta compravendita di voti effettuate da più soggetti che hanno partecipato direttamente e indirettamente alla competizione elettorale; i presunti fatti di compravendita di voti sono stati documentati da vari servizi della testata giornalistica "fanpage", come quello "Elezioni amministrative, così si controllano in provincia di Napoli: 'Fotografa la scheda'", da cui si evinceva che fuori dai seggi venivano comprati voti per un candidato che oggi siede in Consiglio comunale; per quanto risulta agli interroganti, a seguito delle indagini scaturite dall'inchiesta giornalistica di "fanpage" e dalla denuncia dei candidati delle altre coalizioni, come rivela un articolo de "Il Mattino" dal titolo "Voti 'comprati' a Torre del Greco, carabinieri testimoni contro poliziotto", un consigliere eletto è stato condotto a processo per rivelazione di segreto perché secondo l'accusa avrebbe rivelato, sempre all'interno delle maglie della compravendita dei voti, l'arrivo dei suoi colleghi poliziotti e, in seguito, è stato allontanato dal territorio cittadino per diversi mesi e sospeso dal ruolo elettivo nel Comune di Torre del Greco, divieto di dimora concluso a maggio 2020; per quanto risulta, a seguito delle indagini aperte dalla Procura di Torre Annunziata un consigliere comunale, dimessosi a seguito del suo arresto, e un suo sostenitore, già assessore di Torre del Greco, sono condannati con sentenza definitiva per i reati inerenti al voto di scambio come documentato dal quotidiano "Metropolis" nell'articolo "Voto di scambio a Torre del Greco, l'ultima mazzata per i politici: rischio ritorno in carcere"; per quanto risulta, la Procura di Torre Annunziata, oltre che sui fatti appena descritti, starebbe lavorando anche su altri filoni che vedrebbero coinvolti ex politici locali (comunque legati all'attuale amministrazione), dipendenti comunali e imprenditori con l'accusa di corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio, come documentava lo scorso 26 giugno il giornale "la torre 1905" con l'articolo dal titolo "Due anni di Palomba tra scandali e gestione tragicomica", si chiede di sapere quali iniziative intenda intraprendere il Ministro in indirizzo, per quanto di sua competenza, affinché si faccia piena luce sui fatti esposti, e se non ritenga necessario attivare, ai sensi dell'articolo 143 del testo unico degli enti locali, ogni opportuno accertamento, promuovendo l'accesso presso il Comune di Torre del Greco, con la nomina una commissione d'indagine. Atto n. 4-03837 MARTI Al Ministro della giustizia Premesso che: il sistema penitenziario in Puglia risulta un "pianeta" abbandonato a sé stesso e, nonostante i preannunciati pericoli concreti di eventi straordinari, nulla si è mai mosso; nella totale sordità di chi ha responsabilità dell'amministrazione penitenziaria, 37.000 poliziotti penitenziari in Puglia vivono uno stato di malessere per un lavoro che oramai è soltanto eccessiva responsabilità, rischio continuo di ripercussioni penali o disciplinari nelle proprie azioni, prospettive di carriera pressoché inesistenti; nella maggioranza le strutture penitenziarie (Bari, Turi, Lucera e casa reclusione femminile di Trani) versano in uno stato di fatiscenza senza alcuna manutenzione ordinaria e straordinaria; le norme sulla sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro non risultano rispettate in alcun senso, molti sono gli ambienti privi di servizi igienici e, laddove esistenti, difettano del materiale necessario a garantire alle più elementari condizioni d'igiene personale; in molti reparti detentivi gli uffici dei "preposti" non sono minimamente arredati, né sono dotati di personal computer per la tenuta della conta della popolazione detenuta o per la registrazione dei movimenti giornalieri fuori dal reparto, cose che vengono sì fatte, ma scrivendo ancora a mano e utilizzando montagne di registri; in altri istituti vi sono postazioni di servizio in mezzo ai corridoi delle sezioni detentive; in altri istituti ancora, per la mancanza di fondi, non si riesce neanche più a sostituire i neon esausti; sotto il profilo della sicurezza va accelerato il ricorso all'uso della tecnologia, a cominciare dall'automatizzazione delle porte e dei cancelli, poiché nella maggioranza delle sedi detentive un solo agente deve ancora provvedere manualmente ad aprire e chiudere dai 2 a 6 cancelli; la maggior parte dei sistemi di allarme e di videosorveglianza necessita di essere sostituita perché mal funzionante, e, inoltre, in più istituti il servizio di sentinella non viene più garantito perché mancano le unità necessarie, in altri casi perché le mura di cinta sono pericolanti; la grave carenza d'organico incide pesantemente sui carichi di lavoro del personale del Corpo per il quale sono progressivamente aumentati i compiti istituzionali mentre l'organico è stato drasticamente ridotto con il decreto ministeriale dell'ottobre 2017.