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Il conferimento dei rifiuti nucleari presenti nel sito del CCR di Ispra al Deposito nazionale italiano si effettuerà entro il 2028, secondo un calendario da concordare in considerazione della disponibilità del deposito stesso e secondo la disponibilità finanziaria della Commissione. 2.2. Al momento del conferimento dei rifiuti di proprietà del CCR di Ispra al Deposito nazionale, la Commissione europea corrisponderà un importo per lo stoccaggio e smaltimento dei rifiuti nucleari, calcolato secondo le tariffe ufficiali applicabili agli esercenti pubblici italiani di cui alla lettera e), comma 2, dell'articolo 13 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. I rifiuti del CCR di Ispra non saranno trattati in modo differente dai rifiuti provenienti dalle installazioni di ricerca sul ciclo del combustibile nucleare in via di disattivazione. Il trasferimento sarà preceduto da un contratto specifico tra il gestore del Deposito nazionale e la Comunità europea dell'energia atomica, fra cui verranno definiti tra l'altro l'importo finale e le modalità di pagamento. I rifiuti saranno consegnati franco Deposito nazionale. 2.3. All'atto del conferimento al Deposito nazionale, i rifiuti radioattivi depositati divengono di proprietà del Governo italiano. Qualora alla data del 2028 non fosse disponibile il Deposito nazionale, la proprietà di tutti i rifiuti nucleari presenti nel sito del CCR di Ispra, condizionati conformemente ai «Waste Acceptance Criteria» italiani, è trasferita al Governo italiano dal 1° gennaio 2029. Dalla stessa data il Governo italiano si farà carico dei costi dello stoccaggio temporaneo dei rifiuti ed a tal fine verrà stipulato un apposito accordo che definirà altresì l'importo da corrispondere al Governo italiano per lo smaltimento dei rifiuti e per lo smantellamento delle strutture del deposito del CCR di Ispra. 2.4. Qualora il CCR non completi il programma di disattivazione del sito di Ispra ed il relativo condizionamento dei rifiuti entro il 2028, quanto previsto al punto 2.3 viene ad applicarsi al termine di dette attività. Qualora non sia completato il conferimento per indisponibilità di fondi comunitari da parte della Commissione entro la sopradetta data del 2028, la proprietà dei rifiuti diverrà italiana alla data del conferimento dei rifiuti stessi. 3. Criteri di accettazione dei rifiuti (WAC) al Deposito nazionale, clausole riguardanti il rischio economico derivante da una loro eventuale modifica. 3.1. Il CCR procederà al condizionamento dei rifiuti radioattivi secondo gli standard nazionali ed internazionali riconosciuti e nel rispetto delle condizioni stabilite negli atti autorizzativi. 3.2. Qualora una eventuale modifica dei WAC successiva al condizionamento dei rifiuti comporti un ricondizionamento degli stessi, il Governo italiano provvederà all'effettuazione del ricondizionamento. 3.3. Il CCR, a fronte degli oneri connessi ad un eventuale ricondizionamento a carico del Governo italiano, riconoscerà un importo complessivo, riferito alla quantità totale dei rifiuti da conferire, pari a 6M€2009 , a prescindere dall'effettuazione del ricondizionamento e dalla quantità complessiva da conferire. Tale importo sarà corrisposto al momento del conferimento dei rifiuti al Deposito nazionale a seguito della conclusione di uno specifico accordo. 4. Contratti specifici. 4.1 Le Parti, prima di iniziare le attività previste dal presente Accordo transattivo, ed in particolare le attività descritte al punto 1. e di volta in volta secondo le circostanze, possono concludere contratti specifici che descrivano in dettaglio lo scopo delle attività previste, ogni necessario aspetto tecnico, legale (incluse le responsabilità di ciascuna Parte) e gli aspetti finanziari. In caso vi sia un conflitto fra le clausole dei contratti specifici e questo Accordo transattivo, prevarranno le clausole dell'Accordo transattivo, a meno che non sia esplicitamente concordato nei contratti specifici. 5. Legge applicabile e risoluzione delle controversie. 5.1. Il presente Accordo transattivo è soggetto al diritto comunitario, integrato, ove necessario, dal diritto italiano. 5.2. Fermo restando il punto 5.3, per qualsiasi controversia risultante dalla interpretazione o l'applicazione del presente Accordo transattivo che insorga fra le Parti, e nel caso tale controversia non venga risolta con una negoziazione, le Parti possono concordare di sottometterla ad una mediazione. Se una Parte comunica per iscritto all'altra Parte che intende iniziare una mediazione e l'altra Parte ne conviene per iscritto, le Parti dovranno nominare assieme entro due settimane dalla comunicazione sopradetta, un mediatore accettato da entrambe. Se le Parti non riescono a nominare un mediatore entro i termini prescritti, ogni Parte può rivolgersi al Tribunale di prima istanza della Corte europea di giustizia per la nomina del mediatore. La proposta scritta del mediatore o la sua conclusione scritta in cui dichiara che nessuna proposta di mediazione è possibile deve essere redatta entro due mesi dall'accettazione, trasmessa per iscritto, dalla seconda Parte ad iniziare la mediazione. La proposta o la conclusione del mediatore non sono vincolanti per le Parti, che si riservano il diritto di sottoporre la controversia alla corte citata nel punto 5.3. Entro due settimane dalla data di notifica della proposta da parte del mediatore, le Parti possono concludere un accordo scritto, debitamente firmato da entrambe, basato su tale proposta. Le Parti condivideranno in pari misura i costi del mediatore, i quali non dovranno includere ogni altro onere da esse sostenuto a causa della mediazione stessa. 5.3. Ogni controversia fra le Parti risultante dalla interpretazione e dall'applicazione del presente Accordo transattivo che non potrà essere risolta amichevolmente sarà sottoposta alla Corte di giustizia delle Comunità europee. 6. Comitato misto di gestione. 6.1. Alla firma del presente Accordo transattivo, le Parti istituiscono un Comitato misto di gestione allo scopo di controllarne l'attuazione ed, in particolare, per gestire le interfacce tra le attività di disattivazione di cui al punto 1. e le altre attività del CCR di Ispra. Il Comitato dovrà riunirsi almeno ogni tre mesi per valutare le attività pregresse, sviluppare piani dettagliati per le attività future e discutere ogni altra questione riguardante l'esecuzione del presente Accordo transattivo. A questo scopo il Governo italiano e la Commissione designeranno tre rappresentanti ciascuno, di cui uno di essi svolgerà la funzione di coordinatore ed avrà la responsabilità del funzionamento del Comitato. I coordinatori saranno liberi di nominare ogni altro membro per rappresentarli o per partecipare alle riunioni. Le riunioni del Comitato saranno preparate dai coordinatori. 6.2. Il coordinatore per la Commissione è il direttore responsabile per la gestione del CCR di Ispra. 6.3. Il coordinatore per il Governo italiano è nominato dal Ministero dello sviluppo economico. 6.4. Tutte le notifiche e la corrispondenza nel quadro del presente Accordo transattivo dovranno essere inviati ai coordinatori. 6.5. Le Parti dovranno comunicare per iscritto tra di loro ogni modifica riguardante i coordinatori sopra menzionati.