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d autorizzare l'effettuazione di operazioni simulate di traffico illecito di rifiuti, ovvero di operazioni simulate di trasporto, smaltimento, trattamento o riutilizzo illeciti; e visitare gli istituti penitenziari e ottenere l'autorizzazione per colloqui investigativi con detenuti, internati e collaboratori di giustizia; f richiedere, previa autorizzazione del pubblico ministero procedente, all'Autorità giudiziaria l'autorizzazione a compiere intercettazioni preventive di conversazioni telefoniche o di comunicazioni tra presenti; g acquisire informazioni concernenti la pericolosità sociale e l'attualità dei collegamenti tra soggetti detenuti e gli ambienti criminali esterni di appartenenza; h avvalersi dei sistemi di telerilevamento aereo e satellitare disponibili. 7 (Responsabilità degli enti locali e diritto di rivalsa) 1 Ricevuta segnalazione dalla DIAS del verificarsi di situazioni che possano arrecare pericolo o danno all'ambiente o alla salute, gli enti locali, in ottemperanza alla loro funzione di tutela del territorio e della pubblica incolumità, si attivano, entro trenta giorni dalla segnalazione, per predisporre, previa diffida ai sensi dell'articolo 192 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, l'eliminazione della causa d'inquinamento, la rimozione di rifiuti, il corretto smaltimento degli stessi, la messa in sicurezza ovvero la bonifica, salvo e impregiudicato il diritto di rivalsa nei confronti dell'effettivo responsabile. Ciascun ente locale attiva nel proprio sito internet ufficiale un'apposita sezione «criticità ambientali» nella quale pubblica in tempo reale tutti i dati relativi allo stato di inquinamento delle situazioni critiche riscontrate nel territorio di propria competenza. 2 Le risorse impiegate per l'attuazione degli interventi di cui al comma 1 non sono computate ai fini del rispetto del patto di stabilità interno dell'ente locale interessato. 3 L'inadempimento degli obblighi previsti dal comma 1 costituisce grave violazione di legge ai fini dell'applicazione di quanto previsto dall'articolo 141, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 8 (Funzioni di Polizia giudiziaria) 1 I funzionari del ruolo organico del personale tecnico delle ARPA e dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali, che non abbiano carichi pendenti e non siano stati sottoposti a procedure disciplinari, addetti alle attività di controllo e verifiche, previo corso di formazione presso la prefettura competente per territorio, assumono le funzioni di polizia giudiziaria. 9 (Siti ad alto rischio ambientale) 1 Qualora, a seguito dei procedimenti condotti nell'ambito delle materie di competenza della DIAS, anche anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, sia accertata l'esistenza di siti particolarmente esposti a rischio ambientale o per la salute, ovvero oggetto di sversamenti illeciti di rifiuti o sostanze nocive, di seguito denominati «SARA», la DNAS provvede all'attivazione presso la più vicina prefettura di una sezione locale interforze della DIAS per le attività operative di comando e coordinamento degli interventi con modalità di pronto intervento, al fine di potenziare il monitoraggio ed il controllo dei fenomeni criminali nell'area interessata e di tutelare l'ambiente e la salute. 2 Concorrono all'individuazione dei SARA i seguenti elementi: a elevato numero di denunce presentate e di procedimenti avviati nel biennio precedente all'individuazione del sito; b dati rilevati da agenzie ambientali indipendenti e accreditate ovvero dalle ARPA, che attestino la presenza di fonti di inquinamento diffuso incidenti sulle matrici ambientali; c elevato numero di segnalazioni alle amministrazioni pubbliche competenti rese da associazioni di protezione ambientale e comitati di cittadini. 3 I comuni ricadenti nei SARA, fermo restando quanto previsto dall'articolo 7, comma 1, e dalla legislazione vigente per l'accertamento delle responsabilità del soggetto che ha commesso il reato ambientale ed il conseguente risarcimento dei danni arrecati anche in relazione ai costi sostenuti per la corretta gestione delle sostanze nocive ovvero per il corretto conferimento e smaltimento del rifiuto nonché per il ripristino ambientale, provvedono in ogni caso alla rimozione della sostanza nociva o dei rifiuti abbandonati entro trenta giorni dalla segnalazione, curandone il corretto trattamento o smaltimento presso siti idonei, nonché alla messa in sicurezza e alla bonifica dei luoghi, con onere a carico del trasgressore. 4 Al fine di ottemperare agli obblighi previsti dal presente articolo, in ossequio al superiore interesse pubblico alla protezione delle persone, degli animali e dell'ambiente, le risorse impiegate per la corretta gestione, la rimozione, il corretto smaltimento e la messa in sicurezza o bonifica delle aeree incluse nei SARA, eventualmente anticipate dall'ente locale territorialmente competente, non sono computate ai fini del patto di stabilità interno dell'ente locale stesso. 10 (Divulgazione di atti d'interesse pubblico in materia sanitaria e ambientale) 1 Tutti i dati ambientali e sanitari, compresi quelli tecnici relativi agli accertamenti di situazioni comportanti rischi per l'ambiente o per la salute, ad esclusione di quelli per i quali siano in corso indagini investigative, raccolti dalla DNAS e dalle DDAS, dalle amministrazioni dello Stato, da altri enti pubblici e società concessionarie, devono essere tempestivamente trasmessi all'ISPRA, che ne cura la pubblicazione nell'ambito della rete del sistema informativo nazionale ambientale (SINAnet), in apposita sezione «rischi ambientali e sanitari». Tali dati sono altresì pubblicati nel sito istituzionale della regione territorialmente competente. Di essi deve essere garantita la piena accessibilità e fruibilità anche da parte di soggetti non tecnici, attraverso brevi sintesi esplicative da allegare ai dati tecnici e individuazione in mappa. L'ISPRA provvede, in collaborazione con le ARPA e le aziende sanitarie locali, a coordinare tutte le informazioni ambientali al fine di effettuare il controllo ed il monitoraggio delle criticità ambientali e sanitarie e di coadiuvare gli enti pubblici nella realizzazione dei propri compiti specifici di prevenzione, pianificazione e attuazione delle politiche ambientali. 11 (Esenzione dal pagamento del contributo unificato) 1 All'articolo 10 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3 -bis. Il contributo unificato non è dovuto per i ricorsi previsti dall'articolo 25 della legge 7 agosto 1990, n. 241, avverso il diniego di accesso alle informazioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, di attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale». 12 (Esclusione da incentivi e finanziamenti pubblici e divieto di partecipazione a gare)