[resaula]

infine, sono trascorsi più di 17 anni dall'ultima conferenza nazionale sulla salute mentale, tenutasi nel gennaio 2001, e, per tutte le ragioni descritte, si rende necessaria una nuova convocazione, impegna il Governo: 1) ad adottare iniziative per rimuovere qualsiasi forma di discriminazione, stigmatizzazione ed esclusione nei confronti delle persone con disagio e disturbo mentali, nonché promuovere l'esercizio attivo dei diritti costituzionali e delle libertà fondamentali da parte degli stessi; 2) a valorizzare le attività e le iniziative volte a promuovere la prevenzione del disagio e del disturbo mentali, con particolare riferimento ai fattori sociali determinanti, allo stile di vita, all'ambito familiare, al lavoro, alla scuola, agli ambienti di lavoro e alla comunità; 3) ad aggiornare, al fine di garantire l'effettiva tutela della salute mentale quale componente essenziale del diritto alla salute, i livelli essenziali di assistenza di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, privilegiando percorsi di cura individuali in una prospettiva di presa in carico della persona nel complesso dei suoi bisogni, per una piena inclusione sociale secondo i principi della " recovery ", e sulla base di un processo partecipato; 4) ad adottare, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, un piano nazionale per la salute mentale, prevedendo interventi, azioni e strategie finalizzati alla promozione della salute mentale, alla prevenzione del disagio e dei disturbi, al contrasto della discriminazione e delle violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali; 5) a promuovere la seconda conferenza nazionale per la salute mentale per un confronto vero, dal quale uscire con un rinnovato impegno per attuare i principi della legge n. 180 del 1978, a partire dal diritto alla tutela della salute mentale e dai diritti di cittadinanza, così come indicato dall'articolo 32 della Costituzione; 6) ad adottare iniziative per ricostituire la commissione ministeriale salute mentale quale tavolo di confronto permanente tra il Ministero della salute, le Regioni e la società civile che rappresenti, a livello nazionale, gli interessi delle persone con problemi di salute mentale e delle loro famiglie; 7) ad adottare iniziative per verificare il rispetto della normativa in materia trattamento sanitario obbligatorio, in modo tale da offrire ogni tutela possibile contro l'illegittimo ricorso a forme di restrizione della libertà personale nei riguardi delle persone con disturbo mentale nonché eliminare ogni forma di trattamento degradante, a partire dalla contenzione meccanica e dalla segregazione; 8) ad adottare iniziative per assicurare, in collaborazione con le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito della programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, la risposta ai bisogni di cura, di salute e di integrazione sociale attraverso un approccio multisettoriale e intersettoriale al fine di favorire l'inclusione nelle attività del territorio; 9) ad adottare iniziative per considerare le Rems, in continuità con il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, solo come extrema ratio evitando un loro utilizzo in modo improprio, considerando, invece, il progetto terapeutico-riabilitativo individuale quale strumento per adottare misure alternative alla detenzione come previsto dalla legge n. 81 del 2014 e richiamato dalla delibera del Consiglio superiore della magistratura 19 aprile 2017; 10) ad adottare iniziative per definire adeguate risorse, in sede di riparto delle disponibilità finanziarie per il servizio sanitario nazionale, visti anche i livelli essenziali di assistenza, da destinare alla tutela della salute mentale. Interrogazioni Atto n. 3-00479 L'ABBATE ANGRISANI COLTORTI CORBETTA DI GIROLAMO DRAGO FENU GAUDIANO LA MURA LEONE MININNO MORONESE NUGNES ORTOLANI PIARULLI QUARTO ROMANO SANTILLO TURCO URRARO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: la discarica Martucci è sorta nel 1982, all'interno dell'agro di Conversano (Bari), in passato l'area era nota come "conca d'oro" per la fertilità delle terre. Tra la fine degli anni '70 e gli inizi degli anni '80 il territorio tra Mola e Conversano è stato interessato dall'escavazione non autorizzata di terreno destinato all'agricoltura, smisurate voragini, spesso riempite abusivamente da ogni tipo di rifiuto; l'Ufficio tecnico del Comune di Conversano il 10 luglio 1982 verificava che un ampio tratto della strada comunale "esterna Pozzovivo", in contrada Martucci, era stato completamente distrutto dall'attività di una cava abusiva, con un'ampia voragine profonda 10 metri. Da allora, quella strada è scomparsa; considerato che, risulta agli interroganti: la discarica Martucci è sorta ufficialmente il 5 agosto 1983. Inoltre, con decreto del presidente della Giunta regionale n. 292 del 15 maggio 1984 veniva autorizzato l'esercizio provvisorio di una discarica di rifiuti solidi urbani in una cava sita in agro di Conversano, in contrada Martucci. Il Comune approvava il 31 maggio 1985 il progetto di adeguamento della discarica del signor Lombardi, che prevedeva un notevole ampliamento della superficie e lo sbancamento di circa un milione di metri cubi di terra rossa, e concedeva l'autorizzazione edilizia. Nell'agosto 1986 Lombardi presentava alla Regione Puglia il progetto di adeguamento della discarica, per ottenere l'autorizzazione definitiva, e prevedeva ai lati del primo lotto in esercizio altri due lotti, per complessivi 20 ettari. La Giunta regionale pugliese approvava il 14 ottobre 1986 il progetto di adeguamento e ampliamento della discarica in contrada Martucci; nel 1987 la discarica occupava così un'area molto vasta; in quell'anno risultava che smaltisse 100.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani, di cui circa 10.000 provenienti da Mola. Nell'aprile 1988 la discarica Lombardi ospitava anche rifiuti provenienti da Firenze e da alcune città dell'Italia settentrionale; nei decenni successivi molteplici sono stati gli ulteriori interventi di ampliamento, le proteste da parte di cittadini e associazioni, le contestazioni circa le modalità di gestione della discarica, che conducevano l'autorità giudiziaria a effettuare i primi sequestri; in data 24 aprile 2007 il Nucleo operativo ecologico (NOE) dei Carabinieri disponeva il sequestro preventivo della discarica della "Lombardi Ecologia" per una serie di irregolarità rilevate nella sua gestione. Il presidente pro tempore della Regione Puglia, Nichi Vendola, prometteva che la discarica (III lotto) avrebbe chiuso entro il 31 dicembre 2009 ("Vendola chiude Martucci. Finalmente", in "Conversano Web - La voce del paese", del 7 novembre 2009), seguivano invece una serie di proroghe.