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2 Possono altresì esercitare l'attività di mediazione familiare coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono in possesso di un titolo di mediatore familiare riconosciuto dalla regione di residenza. 3 Le competenze necessarie nel percorso formativo del mediatore professionista comprendono i seguenti ambiti: a aspetti psicologici della coppia e dei suoi conflitti; b aspetti sociologici dell'evoluzione della famiglia; c aspetti psicologici dello sviluppo del minorenne; d aspetti pedagogici delle relazioni genitoriali; e impatto e ripercussione della separazione sulle dinamiche familiari e in particolar modo sui figli; f funzionamento economico della famiglia e mantenimento dei minori; g quadro legale della separazione e del divorzio, dei professionisti coinvolti e del loro rapporto con i mediatori familiari; h tecniche di comunicazione e di risoluzione dei conflitti. 4 La formazione relativa alla mediazione familiare è affidata a: a docenti universitari specialisti nell'ambito delle discipline psicologiche, pedagogiche, giuridiche o economiche con comprovata esperienza nel campo delle problematiche della famiglia e dei minori; b mediatori familiari professionisti in attività. 5 Al fine di facilitare l'accesso alla mediazione familiare e di garantire l'accertamento dell'esistenza dei requisiti di cui ai commi 1 e 2, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni istituiscono specifici elenchi pubblici degli organismi di mediazione familiare, pubblici e privati, e dei mediatori familiari liberi professionisti in possesso dei requisiti di cui ai citati commi 1 e 2. 4 (Introduzione dell'articolo 706- bis del codice di procedura civile in materia di mediazione familiare) 1 Dopo l'articolo 706 del codice di procedura civile è inserito il seguente: «Art. 706- bis. – (Mediazione familiare). – Qualora vi siano figli minorenni e vi sia disaccordo nella fase di elaborazione di un affidamento condiviso, la parte ricorrente o le parti congiuntamente hanno l'obbligo, prima di adire il giudice e fatti salvi i casi di assoluta urgenza o di grave e imminente pericolo per l'integrità psico-fisica dei figli minorenni o del ricorrente, di adire un organismo di mediazione familiare, pubblico o privato, o un mediatore familiare libero professionista ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4, nonché di partecipare ad almeno tre incontri volti a fornire sostegno alla genitorialità nella separazione e al raggiungimento di un accordo sulla nuova organizzazione familiare, nell'esclusivo interesse del figlio o dei figli. La parte istante comunica al convenuto il luogo e la data del tentativo di mediazione almeno dieci giorni prima dell'incontro fissato con il mediatore. Ove la mediazione familiare si concluda positivamente le parti presentano al giudice il testo dell'accordo raggiunto. In caso di insuccesso il presidente adotta i provvedimenti di cui all'articolo 708, terzo comma, previa acquisizione di un attestato dell'organismo di mediazione familiare o del mediatore familiare comprovante l'effettuazione del tentativo di mediazione. Qualora al primo incontro di mediazione familiare una parte non si presenti, il mediatore provvede a redigere in tale seduta attestazione di avvenuto tentativo di mediazione con esito negativo». 5 (Mediazione familiare nella procedura di negoziazione assistita) 1 Nella procedura di negoziazione assistita per la separazione personale dei coniugi di cui all'articolo 6 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, e in presenza di figli minori di anni quattordici, i coniugi hanno l'obbligo, prima del raggiungimento dell'accordo, di adire un organismo di mediazione familiare, pubblico o privato, o un mediatore familiare libero professionista ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4, nonché di partecipare ad almeno tre incontri volti a fornire sostegno alla genitorialità nella separazione e al raggiungimento di un accordo sulla nuova organizzazione familiare, nell'esclusivo interesse dei figli. 2 Dell'avvenuto tentativo di mediazione familiare è dato atto nel testo dell'accordo da trasmettere al procuratore della Repubblica del tribunale competente ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162. 6 (Servizio di mediazione familiare) 1 In ogni azienda sanitaria locale, di preferenza presso i servizi dei consultori familiari, ove esistenti, è istituito un servizio di mediazione familiare, ad accesso libero e gratuito, idoneo a soddisfare i criteri e le finalità di cui alla presente legge nonché a svolgere il tentativo obbligatorio di mediazione familiare previsto dalle disposizioni di cui agli articoli 5 della presente legge e 706- bis del codice di procedura civile, introdotto dall'articolo 4 della presente legge.