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lo stesso incontro tenutosi all'interno del dipartimento di Sociologia era stato in precedenza annullato a causa delle vibranti e inaccettabili rimostranze da parte del collettivo universitario "Refresh", che continua indisturbato ad impedire la libertà di pensiero all'interno dell'università, luogo che dovrebbe in realtà costituire una sede d'insegnamento e di libera espressione; le ingiurie e gli slogan nei confronti del giornalista e delle persone interessate all'incontro sono state concesse, a parere dell'interrogante, anche grazie all'estrema tolleranza da parte del rettore Paolo Collini e del direttore generale dell'università Alex Pellacani, i quali, anziché evitare l'ingresso all'interno dell'aula all'aula "Kessler" degli individui violenti (che da anni, oramai, agiscono, nella più completa libertà, nel compimento di atti di estrema prepotenza e intolleranza, non solo all'interno dell'università, ma anche nel territorio cittadino), hanno consentito che gli anarchici prendessero parte all'incontro, conclusosi in maniera incresciosa; l'episodio si lega ad un altro atto d'intimidazione e di violenza, avvenuto lo stesso 30 ottobre, all'istituto "don Milani" di San Giorgio a Rovereto (Trento): un acceso diverbio che ha visto coinvolti due studenti della scuola ed il genitore di uno di questi, dirigente cittadino di Fratelli d'Italia, i quali sono stati aggrediti da uno studente che, in una sorta di delirio di onnipotenza, ha provocato ferite e inveito contro i due, che hanno successivamente fatto ricorso alle cure ospedaliere; l'episodio di bullismo, che ha richiesto l'intervento degli agenti di polizia e di un'ambulanza, peraltro non nuovo nella città di Rovereto, evidenzia, a parere dell'interrogante, una condizione di palese disagio e difficoltà esistente non soltanto a Rovereto, ma (come dimostra anche la vicenda di Trento) anche a livello regionale, in cui i livelli di presidi e tutela nei riguardi della comunità trentina appaiono insufficienti a garantire un pacifico svolgimeno della quotidianità; rapide misure, finalizzate ad assicurare il rispetto delle leggi e dei regolamenti, la sicurezza urbana e l'osservanza delle norme di comportamento in materia di convivenza civile, vivibilità e decoro (considerando gli avvenimenti che, con estrema frequenza stanno caratterizzando negativamente lo svolgimento della vita sociale trentina: dai cortei di protesta degli anarchici, che terminano in devastazione di vetrine di negozi e deturpazione e imbrattamento di strutture pubbliche, agli atti di protesta e di intimidazione che avvengono all'università di Trento), risultano a giudizio dell'interrogante urgenti e necessarie, in relazione agli avvenimenti di reiterata violenza, in corso da tempo nella regione, si chiede di sapere: quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; se siano a conoscenza degli episodi di violenza avvenuti all'università di Trento e alla scuola don Milani di San Giorgio a Rovereto; se non convengano sulla necessità di intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di prevedere adeguate misure volte a potenziare i livelli di sicurezza e di tutela nei riguardi della comunità trentina e del territorio, nonché provvedimenti disciplinari in grado di assicurare il massimo rispetto e l'osservanza dei regolamenti all'interno dell'università. Atto n. 4-02449 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della giustizia Premesso che: le ingenti risorse finanziarie pubbliche che la Rai - Radiotelevisione italiana SpA destina alla società controllata Rai Cinema, per l'acquisto dei diritti delle opere cinematografiche e la relativa distribuzione commerciale, effettuati tramite la "01 Distribution" (casa di distribuzione cinematografica italiana, specializzata nella distribuzione di film italiani ed internazionali e dell' home entertainment ), i cui risultati conseguiti in termini di redditività e di successo aziendale evidenzierebbero da diversi anni scarsi e preoccupanti risultati in termini industriali, impongono, a giudizio dell'interrogante, urgenti misure d'intervento finalizzate a verificare il corretto utilizzo di tali finanziamenti; secondo la documentazione in possesso dell'interrogante (nonché dal contenuto dell'atto di sindacato ispettivo 4-01983, del 18 luglio 2019, ancora in attesa di risposta) emergerebbe che Rai Cinema, attraverso investimenti di svariati milioni di euro, avrebbe acquistato nel corso degli anni film da trasmettere successivamente sulle reti Rai (molti peraltro mai effettivamente andati in onda) a costi esorbitanti, ai quali si sommerebbero ulteriori costi per la distribuzione di proventi da destinare a soggetti "vicini" alla società 01 Distribution, senza che tale percorso di vendita commerciale sia stato in realtà regolato da una previsione di ritorno economico positivo e concreto, con le conseguenze che il 90 per cento dei titoli distribuiti non sarebbe riuscito a coprire neanche le spese sostenute, mentre al contrario ha determinato (da tempo) una perdita secca per l'azienda pubblica; l'interrogante evidenzia ancora come all'interno della società Rai Cinema emergerebbero ulteriori profili di criticità e di dubbia osservanza della normativa in materia di anticorruzione, in relazione all'inosservanza dei principi di rotazione degli incarichi dirigenziali, in considerazione che il signor Paolo Del Brocco, ai vertici dell'azienda addirittura dall'anno 2007, prima come direttore generale e successivamente, dall'anno 2010, come amministratore delegato, e il signor Giuseppe Sturiale, attualmente direttore generale e in carica dal 2010, non sono mai stati avvicendati all'interno dell'azienda medesima, disattendendo pertanto quanto disposto dalla legge n. 190 del 2012 che obbliga le pubbliche amministrazioni, in particolare quelle ad elevato rischio di corruzione, alla rotazione di dirigenti e funzionari con qualifiche di elevato profilo, al fine di garantire un'efficacia preventiva; secondo quanto risulta inoltre dalla documentazione in possesso dell'interrogante, anche ulteriori società controllate dalla stessa Rai conseguirebbero risultati negativi e deludenti: Rai Pubblicità SpA, il cui considerevole spreco di risorse pubbliche è da addebitare anche alla pianta organica dei dipendenti, reputata sproporzionata (oltre 360 unità, fra i quali numerosi dirigenti, che non contribuiscono evidentemente al miglioramento dei conti aziendali) che determina in realtà, con il proprio infruttuoso operato, una raccolta pubblicitaria con un trend in perdita; Rai Com, le cui risultanze sfavorevoli si evincono anche dalla decisione della stessa Rai di internalizzare le attività, istituendo al suo interno una direzione commerciale per ottimizzare il processo e ridurre le inefficienze; tale quadro, a parere dell'interrogante, ove fosse confermato, sarebbe inquietante ed inaccettabile in relazione ad uno spreco di risorse pubbliche ingenti (senza rigorosi sistemi di controllo nella gestione di tali importanti risorse finanziarie) e delinea altresì una scarsa attenzione anche da parte delle autorità competenti nella verifica gestionale e nel corretto impiego di tali stanziamenti pubblici;