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Poi siamo scesi nel merito della follia ancora più grande del provvedimento, cercando di analizzarlo punto per punto, nonostante venisse voglia veramente di buttare tutto all'aria. Abbiamo quindi presentato emendamenti che vanno nella direzione delle piccole e medie imprese. Abbiamo cioè proposto di ridurre il numero dei lotti, per fare in modo che le nostre piccole aziende possano partecipare; di mantenere - perché lo volete cancellare? - il rito superaccelerato, che è un fatto positivo; portare la procedura negoziata fino a un milione di euro, misura importante, perché altrimenti i lavori si bloccano perché nei territori non ci sono le strutture (alle volte mi chiedo veramente se voi il territorio lo conosciate e la risposta è no). Ancora, abbiamo auspicato l'eliminazione del sorteggio (oggi le aziende vengono sorteggiate sulle ruote dell'Enalotto), la filiera corta, per consentire alle aziende regionali o provinciali di partecipare almeno per il 50 del valore degli appalti, al togliere il minor prezzo e inserire sempre l'offerta economicamente più vantaggiosa. Le centrali di committenza sono state ampliate, ma bisogna fare attenzione ai piccoli Comuni, perché non hanno neanche il geometra che possa fare le gare per i lavori pubblici. La centrale di committenza va quindi riunita: non vanno bene quelle metropolitane, stiamo attenti a fare quelle con Comuni da 300 abitanti. L'eliminazione di irregolarità fiscali è stata approvata e poi travolta prima dall'emendamento Pergreffi e poi dall'emendamento di maggioranza, che veramente distrugge un'ipotesi che poteva essere positiva. Penso inoltre all'innalzamento delle soglie della società organismi di attestazione (SOA), alle opere di manutenzione del verde con l'offerta economicamente più vantaggiosa e non al minor ribasso, che per i Comuni sono elementi fondamentali. Il subappalto, che è deleterio per le piccole e medie imprese, è stato reinserito per il 40 per cento, mentre secondo me doveva essere innalzata ancora di più la soglia, perché ci sono le scatole cinesi: le aziende arrivano da ogni parte d'Italia vuote di contenuti, vuote di operai, vuote di macchine operatrici, fanno le gare d'appalto, poi appaltano e subappaltano e strozzano le piccole aziende che sono sui territori e le portano al fallimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Come si fa a non capire? Sul ritardo dei pagamenti alla pubblica amministrazione, va bene il regolamento, ma dovevamo essere più espliciti sul rapporto tra ANAC e territorio: ci sono funzionari, dirigenti, segretari comunali, sindaci che non fanno più un atto perché l'ANAC è diventata il centro decisionale di ogni tipo di attività. Voglio vedere quando arriverà questo regolamento, perché non vorrei facesse la fine di quello che doveva arrivare il 30 aprile scorso sulla direttiva Bolkestein per gli stabilimenti balneari, circa la sdemanializzazione e la facile o difficile rimozione, i canoni pertinenziali, i pareri inutili come le dogane, per cui ogni volta che qualcuno sposta una sedia a sdraio servono diciotto pareri per dare l'autorizzazione. Questa è la situazione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quanto allo split payment , abbiamo già detto che è stato inefficace nel rapporto con le imprese. La distanza da fabbricati, definita dal famoso decreto ministeriale n. 1444 del 1968: sapete cosa dicono i sindaci e gli operatori ad ogni riunione che si fa con gli amministratori locali? Dicono che in Italia cambia tutto, meno che il decreto ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968. È allucinante: tutto cambia eccetto quel decreto ministeriale, è incredibile. Quel provvedimento va cancellato, perché non ha alcun senso! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mi avvio alla conclusione, sulle tasse per le imprese. Ieri sera ero in una trasmissione televisiva e ho sentito il vice ministro Garavaglia annunciare che nel decreto-legge crescita sarà inserita la deducibilità dell'IMU al 100 per cento. È una proposta di Forza Italia, quindi va bene; tuttavia, finché non vedo non credo, perché con voi neanche san Tommaso avrebbe la possibilità di avere un futuro, perché neanche mettendo il dito nella piaga si può portare a casa un risultato di verità. Pertanto, noi non possiamo far altro che essere delusi, rammaricati, non per noi stessi, non per Forza Italia, bensì per il territorio che ci guarda e chi sostiene che questo è un provvedimento eccezionale, o mente o non lo ha letto; di conseguenza, noi voteremo contro. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo statale linguistico e di scienze umane «Eleonora Pimentel Fonseca» di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1248 PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, mi scuso preventivamente perché un ingegnere che parla di codice degli appalti è una delle cose più noiose che possa succedere in un'Aula parlamentare e il vuoto attorno a me già dimostra che i miei colleghi hanno capito quello che sta per accadere. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Credo però che alcune notazioni preminentemente tecniche saranno necessarie per rispondere ad alcune affermazioni profondamente sbagliate che ho sentito in quest'Aula. Consentitemi tre minuti scarsi - probabilmente meno - per alcune premesse. Intanto vorrei ringraziare l'amministrazione del Senato per la gestione di questi giorni di sedute d'Assemblea certamente complicati. Dico «grazie» perché non trovo parole più adeguate. È un grazie che dico con il cuore. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . L'eccellenza degli Uffici dell'amministrazione del Senato si è dimostrata ancora una volta un valore assoluto per questa Assemblea e per questa istituzione. Dico grazie anche per il senso di responsabilità delle forze politiche tutte nei lavori di Commissione, lunghi e certamente interrotti in alcuni passaggi per alcune situazioni che si sono venute a creare, ma che hanno dimostrato che si può riuscire ad affrontare un decreto con 1.400 emendamenti uscendo dalla Commissione con una settantina di emendamenti approvati, molti anche delle opposizioni, avendo concluso quel lavoro, per poi arrivare in Aula e continuare a migliorare un testo uscito comunque bene dalle Commissioni. Quindi, ringrazio tutte le forze politiche per questo tipo di atteggiamento anche nella gestione dei lavori di Assemblea. Lo snodo fondamentale è stato tra il venerdì di due settimane fa e il passaggio in Aula, perché c'è stata una volontà, mia personale, del Gruppo e poi della maggioranza, di tutelare il lavoro delle Commissioni. Non è vero che quello che è stato fatto nelle Commissioni è sparito per il subemendamento al testo 2 dell'emendamento della collega Pergreffi, perché quel lavoro di Commissione è stato tutelato.