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Anche laddove gli incendi hanno provocato un danno apparentemente irreversibile, anche se si prevedono trenta, quaranta, cinquant'anni per ripristinare il patrimonio boschivo che c'era un tempo, noi dobbiamo applicarci subito e fare in modo che le procedure, le lungaggini, i problemi che la burocrazia talvolta pone siano assolutamente evitati e che i contributi economici per restituire il patrimonio forestale preesistente, attraverso la nuova piantumazione, siano erogati immediatamente. Analogamente, nel proteggere e costituire riserve integrali anche in zone urbanizzate, stiamo attenti, perché il fatto di non curare un bosco, come accaduto, per esempio, nel caso della riserva di Pescara che citavo prima, la Pineta dannunziana, ha rappresentato certamente una delle concause che ha provocato l'incenerimento di 90.000 ettari di bosco autoctono, che erano un patrimonio - ripeto - non solo ambientale, ma anche culturale per la città di Pescara. Diamoci, quindi, da fare, anche attraverso contributi che consentano di sanare ferite così gravi inferte al nostro patrimonio forestale, ma anche culturale. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, la discussione odierna verte sulla conversione in legge del decreto-legge n. 120 del 2021, contenente disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile. In quest'Aula spesso si è discusso sulla sussistenza dei requisiti che sono presupposto fondamentale per i decreti-legge. Si è disquisito sulla mancanza degli stessi, sulla inopportunità che il Governo - a detta di qualcuno - delegittimi il Parlamento abusando di uno strumento in qualche caso senza avere, secondo i critici, i requisiti per adottarlo. In sostanza, la scelta della strada della decretazione d'urgenza è sempre stata molto discussa, a ruoli invertiti, a seconda del ruolo che si ha nel Governo. Comunque, periodicamente, ogni volta che ci troviamo a convertire un decreto-legge, la discussione quasi sempre verte sull'inopportunità della scelta o sulla mancanza dei requisiti. La brevissima discussione che c'è stata fino adesso - che, però, ha visto comunque pronunciarsi anche un rappresentante dell'opposizione - per la prima volta nella mia esperienza di parlamentare non ha eccepito la mancanza del requisito della necessità e dell'urgenza; questo, a mio avviso, perché tutti abbiamo chiaro in mente quanto è successo questa estate: il dramma vissuto in tutta la nostra Penisola, i danni enormi, la sofferenza di animali e persone. Tuttavia, nel dubbio che qualcuno ancora non sia convinto dell'opportunità di questa scelta, voglio ricordare alcuni titoli di giornale: «Incendi e desertificazione. Andati in fumo 150.000 ettari di bosco». «Il 2021 è l'anno peggiore dal 2008: superato il record del 2017». «Incendi: +256% di roghi nell'estate 2021». «Danni per un miliardo». «Andati in fumo 158.000 ettari di bosco». Volutamente, nel ricordare gli articoli, mi sono limitato esclusivamente a quelli che hanno fatto riferimento alle aree, perché non volevo strumentalizzare la sofferenza che abbiamo visto in tantissimi animali, letteralmente bruciati vivi, negli occhi delle persone, vittime, anche loro, della tragedia che ci ha colpito quest'anno, e delle aziende distrutte da questi eventi, messe in ginocchio e in qualche caso addirittura piegate definitivamente, tanto che probabilmente non potranno più riprendersi. Senza considerare la sofferenza di tutti coloro che si sono impegnati attivamente per cercare di limitare i danni di questo dramma. Tutto questo a dimostrazione del fatto che questo provvedimento è non solo opportuno, lecito, legittimo e necessario, ma anche urgente. È per questo che non capisco perché una parte dell'emiciclo e della maggioranza ha cercato di creare degli ostacoli nell' iter di approvazione di questo provvedimento. Quello che mi lascia perplesso a dir poco, per usare un eufemismo, è l'emendamento 1.52 (testo 2), che in una discussione così importante, su un tema così rilevante, cerca di introdurre a latere il divieto di caccia. Per carità, non sto sindacando sulla sua legittimazione ideologica e non mi sto pronunciando prendendo posizione, perché non è mia volontà farlo ora, ma ritengo sia stato sbagliato introdurre tale tema in questa discussione. So perfettamente che nei dieci minuti che ho a disposizione non potrei convincere nessuno su un tema tanto sentito e radicato nella mente di tutti noi; quindi, non sto parlando del merito, ma del metodo sicuramente, perché l'opportunità di accelerare l' iter approvativo di conversione di un provvedimento così importante, a mio avviso, già da solo avrebbe dovuto escludere la volontà di qualunque intento divisivo di questa maggioranza. Tuttavia voglio ricordare la presa di posizione sull'argomento non della Lega, di un partito politico o di un'associazione specifica di settore, ma di due associazioni che rappresentano centinaia di migliaia di agricoltori, grazie ai quali quotidianamente abbiamo il cibo sulla tavola e grazie ai quali siamo giustamente e legittimamente famosi in tutto il mondo per la qualità delle nostre produzioni: parlo di CIA e Coltivatori diretti, che si sono espressi perentoriamente contro questo provvedimento. Lascio a loro il giudizio di merito, ma nel metodo evidenzio di nuovo l'inopportunità di un provvedimento che oggi in Commissione ha avuto come esito undici voti contrari e otto voti a favore, questi ultimi da parte del Gruppo Misto (sostanzialmente LeU e altri) e dei colleghi del MoVimento 5 Stelle, con l'astensione del Partito Democratico. Quindi, su un provvedimento condiviso al 99 per cento, ritenuto da tutti necessario e non vi è dubbio alcuno sulla necessità di cercare di arrivare alla sua approvazione nel tempo più veloce possibile, si è arrivati ad una votazione di undici-otto a tre. Questo, a mio avviso, dimostra in maniera chiara e inequivocabile quanto poco fosse opportuno cercare di dividere la maggioranza su questo tema. Evidenziata l'unica nota dolens , l'unico aspetto per me negativo della discussione attuale, voglio entrare nel merito del provvedimento: un provvedimento - come ho già detto - importante, a mio avviso ben fatto, che però come sempre è migliorabile. Tutto è migliorabile; grazie però alla volontà largamente maggioritaria dell'Assemblea e quindi di tutti i colleghi di arrivare al risultato migliore possibile in parte questo è stato già fatto, grazie ai molti emendamenti presentati, alcuni dei quali a mia prima firma, che hanno ottenuto l'assenso della Commissione, e in altra parte - immagino - verrà fatto dall'Aula. Questo provvedimento, a mio avviso, già nell'articolo 1 contiene un elemento fondamentale: la creazione di una sinergia tra varie forze dello Stato. Oggi è il 26 ottobre e voglio aprire una parentesi che dimostra quanto sia fondamentale la realizzazione di questa sinergia tra forze dello Stato. Esattamente cinque anni fa ero sindaco del mio Comune, Visso, uno dei tre Comuni che dà la denominazione allo sciame sismico del 2016, che appunto si chiama di Amatrice, Norcia e Visso: la prima scossa era stata alle ore 19, la seconda alle ore 21.