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l'articolo 1- bis , comma 1, del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 461, ha avviato le procedure per la ridefinizione di una nuova rete stradale di interesse nazionale finalizzata a eliminare nel tempo le disuguaglianze territoriali e garantire, a tutto il territorio nazionale, l'accessibilità alla rete autostradale e alle reti europee; il 3 agosto 2017 la Conferenza unificata ha sancito l'intesa sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la revisione delle reti stradali di interesse nazionale e regionale ricadenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Toscana e Umbria; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 febbraio 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 aprile 2018, suddivide per regione le strade provinciali per le quali si prevede il trasferimento di gestione all'Anas, per complessivi 3.523 chilometri; l'intesa, per quanto riguarda l'Abruzzo, comporta il trasferimento di circa 453 chilometri di strade provinciali alla competenza statale, che saranno pertanto gestite dall'Anas SpA (186,917 chilometri L'Aquila, 169,964 chilometri Chieti e 96 chilometri Pescara), mentre è totalmente esclusa la rete delle strade gestite dalla provincia di Teramo; considerato inoltre che: la Provincia di Teramo ha la competenza sul maggior numero di strade di interesse provinciale in Abruzzo, per un totale di 1.630 chilometri, una parte delle quali attraversa territori colpiti sia dal maltempo sia dal terremoto, in maniera più rilevante rispetto ad altre province abruzzesi, con strade chiuse o interrotte per alcuni tratti a causa di frane e crepe; per le condizioni in cui l'intero territorio teramano versa, a causa degli eventi sismici, delle eccezionali nevicate e delle frequenti alluvioni, è indispensabile includere nella citata riclassificazione anche alcune strade ex statali della Provincia; le gravi difficoltà economiche che hanno colpito il teramano, e in particolare alcuni distretti economici come la val Vibrata, possono essere superate soltanto garantendo condizioni minime di ripresa delle attività economiche prevalenti quali, ad esempio, collegamenti stradali efficienti che rendano possibile e incentivino il turismo e la ripresa degli insediamenti produttivi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto; quali iniziative intenda assumere al fine di riequilibrare del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 febbraio 2018 ed in particolare di attribuire un maggior numero di strade della provincia teramana all'Anas che, disponendo di una dotazione finanziaria più importante, potrebbe concentrare le poche risorse disponibili in maniera più efficace; se non ritenga necessario sollecitare alla stessa Anas nuovi "piani stralcio", che consentano l'assegnazione di risorse, sia economiche che umane, per il ripristino delle strade a seguito dei danni sismici; se non ritenga opportuno mettere in atto con urgenza un intervento economico straordinario per consentire il ritorno alla normalità, anche viaria, di un territorio provato da grandi difficoltà. Atto n. 4-00385 CASTIELLO Al Ministro dell'interno Premesso che: il Cilento è un'area geografica che si estende a sud della provincia di Salerno su una superficie di 2.400 chilometri quadrati nella quale sorgono più di 100 comuni, dei quali 82 ricadono nel perimetro del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni riconosciuto dall'Unesco, dal 1987, come patrimonio mondiale dell'umanità; sono presenti i siti archeologici di Paestum e di Elea-Velia, la certosa di Padula, la necropoli lucana di Rocca gloriosa, due aree marine protette (Santa Maria di Castellabate e costa degli Infreschi e della Masseta), oltre a numerosi beni culturali costituiti da opere d'arte di eccezionale valore che, per questo, esigono adeguata tutela contro furti e atti vandalici; la fascia costiera del Cilento, tra le più suggestive e rinomate sotto il profilo turistico, insignita ogni anno del riconoscimento della "bandiera blu" di Legambiente per l'eccezionale pregio, esige, a sua volta, un'adeguata protezione contro reati ambientali che violano le preziose risorse paesaggistiche e ambientali; nell'esecuzione delle varie opere pubbliche che hanno interessato il territorio, tra cui la costruzione della strada a scorrimento veloce "Cilentana", si è registrata la presenza, tutt'altro che infrequente, di infiltrazioni criminali che, con fondato sospetto, è da ritenere che abbiano illecitamente occultato rifiuti pericolosi, che danneggiano l'ambiente del quale la Costituzione esige la tutela siccome valore primario meritevole di adeguata protezione (art. 9, comma 1 e 117, comma 2 lett. s) ), tanto che, stanti l'assenza di scarichi industriali nell'atmosfera e il modesto traffico automobilistico e, quindi, la scarsa presenza di agenti inquinanti, la diffusione delle malattie oncologiche raggiunge livelli superiori rispetto a quelli che ragionevolmente ci si attenderebbe; nelle ultime relazioni semestrali della Direzione investigativa antimafia risulta evidenziata la circostanza che il Cilento è divenuto una zona di interesse per il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, concentrandosi qui le attenzioni di organizzazioni criminali interessate all'espansione delle zone di influenza (nella relazione del Ministero dell'interno al Parlamento gennaio-giugno 2017, p. 137, è detto chiaramente che il Cilento "risulta esposto agli interessi dei clan napoletani"), così come pure subisce le infiltrazioni delle cosche dell'alto Jonio e Tirreno cosentino, come è dimostrato, tra l'altro, dall'operazione conclusa nel luglio 2016 dall'Arma dei Carabinieri nei confronti di numerosi indagati per associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, rapina, usura ed altri gravi delitti; negli ultimi anni il numero dei reati è lievitato anche a causa della presenza incontrollata di stranieri irregolari provenienti dagli sbarchi nelle vicine regioni della Calabria e della Sicilia, senza che l'esiguo numero degli appartenenti ai Carabinieri e alla Guardia di finanza sia in grado di svolgere adeguate azioni di contrasto. Si aggiunga il notevole incremento della presenza di spacciatori di sostanze stupefacenti che ha avuto luogo, negli ultimi tempi, a causa degli accresciuti flussi turistici, attirati dal richiamo, di crescente intensità, del paesaggio cilentano; il comune di Vallo della Lucania, capoluogo del Cilento e sede di Tribunale e di casa circondariale, per la sua collocazione geografica e per i servizi esistenti, è la sede più idonea ad accogliere un commissariato della Polizia di Stato che interagisca con le altre forze già presenti (Arma, Carabinieri forestali, Guardia di finanza, Polizia stradale, Polizia penitenziaria), per le occorrenti sinergie indispensabili a un'incisiva azione di controllo dei fenomeni malavitosi; a Vallo della Lucania è disponibile un immobile di proprietà del Comune idoneo e pronto ad ospitare il commissariato, tanto che il sindaco, con nota prot. 0011575