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Istituzione della Commissione nazionale per la promozione e la tutela dei diritti umani. Onorevoli Senatori. -- Il disegno di legge proposto rappresenta il punto d'arrivo di un lavoro per l’istituzione di una Commissione nazionale indipendente per i diritti umani, avviato nella XVI legislatura ma che non è riuscito a completare il suo iter , nonostante le buone intenzioni del Governo e persino gli appelli del Presidente della Repubblica, tra cui quello durante la visita al Consiglio per i diritti umani ONU di Ginevra il 4 marzo 2011. Due testi simili fra loro furono presentati nella scorsa legislatura dal presidente della Commissione diritti umani senatore Pietro Marcenaro (Atto Senato n. 1223, Istituzione della Commissione italiana per la promozione e la tutela dei diritti umani) e dalla senatrice Barbara Contini (Atto Senato n. 1431, Istituzione dell'Agenzia Nazionale per la promozione e la salvaguardia dei diritti fondamentali). Confluivano politicamente sul progetto di istituire una Commissione nazionale per i diritti umani il gruppo del Partito Democratico e del Popolo della Libertà, sotto le cui insegne era stata eletta la senatrice Contini. I disegni di legge furono esaminati congiuntamente dalla 1ª Commissione (affari costituzionali) del Senato. La svolta il 5 maggio 2011 con la presentazione del disegno di legge n. 2720 da parte del Ministro degli affari esteri (Frattini), di concerto con il Ministro dell'interno (Maroni), il Ministro della giustizia (Alfano), il Ministro dell'economia e delle finanze (Tremonti), il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca (Gelmini), il Ministro per le pari opportunità (Carfagna), il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione (Brunetta), e il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale (Fitto). Con una tale «potenza di fuoco» il provvedimento non poteva che marciare spedito. Un emendamento in commissione per l'istituzione di una Commissione bicamerale per i diritti umani lasciò il posto a un ordine del giorno in Aula, in realtà non un atto di indirizzo al Governo, ma un auspicio rivolto alle nuove Camere. Il 20 luglio 2011 viene approvato all'unanimità da parte del Senato un testo unificato. Passato alla Camera, dopo l'assegnazione alla Commissione affari costituzionali, fu rapidamente adottato un testo base. Poi il parere della Commissione affari esteri sollevò dei problemi rientrati in un primo momento, successivamente riaffiorati su un nuovo testo (v. seduta III Commissione Camera 10 novembre 2011 e 3 ottobre 2012). Altre difficoltà sorsero con riferimento alla copertura finanziaria. La nota tecnica del Ministero dell'economia tardò. Nel dibattito in Commissione bilancio, (il cui parere è obbligatorio e vincolante in ordine ai profili di copertura finanziaria), emersero dubbi financo sull'opportunità di istituire l'organismo, espressi in una missiva del presidente della commissione al suo collega della Commissione affari costituzionali. Infine venne approvato un parere favorevole con osservazioni che consentì alla Commissione affari costituzionali di proseguire l’esame. Il 18 dicembre 2012, la Commissione affari costituzionali, tra mille rimpianti, approvò un testo per l'Aula, dove il provvedimento non sarebbe mai potuto arrivare, considerata l'imminente conclusione della legislatura. Il presente disegno di legge intende dare attuazione alla risoluzione n. 48/134, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 dicembre 1993, che impegna tutti gli Stati firmatari ad istituire organismi nazionali, autorevoli ed indipendenti, per la promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. L'Italia ha una consolidata tradizione nella tutela dei diritti umani, ha promosso e fatto proprie le più importanti convenzioni internazionali per la tutela dei diritti umani, ha posto a fondamento della propria Costituzione il rispetto dei diritti umani e della dignità della persona e, anche recentemente, ha svolto un ruolo importante nella battaglia contro la pena di morte e per l'istituzione della Corte penale internazionale; però è fra quei Paesi che ancora non hanno un organismo appositamente dedicato a questo scopo. La citata risoluzione n. 48/134 del 1993 detta precisi criteri – che gli organismi nazionali per la tutela dei diritti umani devono soddisfare – comunemente denominati «Princìpi di Parigi», e così sintetizzabili: indipendenza ed autonomia dal Governo (operativa e finanziaria), pluralismo, ampio mandato basato sugli standard universali sui diritti umani, adeguato potere di indagine e risorse adeguate. Il presente disegno di legge ha dunque come obiettivo quello di dotare l'Italia di un organismo di tutela dei diritti umani, pienamente rispondente ai Principi delle Nazioni Unite quanto ad autonomia e indipendenza denominato «Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani», con il compito di promuovere e vigilare sul rispetto, in Italia, dei diritti umani e delle libertà fondamentali così come individuate dalle convenzioni delle Nazioni Unite, dal Consiglio d'Europa, dall'Unione europea e tutelate dalla Costituzione italiana. La Commissione ha competenza su tutto il territorio nazionale per quanto riguarda la tutela e l'attuazione dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Può intrattenere relazioni anche a livello internazionale, collaborando con gli organismi preposti alla tutela dei diritti umani delle Nazioni Unite, del Consiglio d'Europa e dell'Unione europea e con gli omologhi organi istituiti da altri Stati. In ottemperanza alla risoluzione n. 48/134, la Commissione opera in piena autonomia operativa e finanziaria, con indipendenza di giudizio e di valutazione. Tuttavia, pur nella sua autonomia, la Commissione svolge anche un ruolo consultivo per il Governo presentando analisi, proposte, pareri e configurandosi come una vera e propria risorsa per l'azione governativa. La struttura del nuovo soggetto istituzionale, improntata a garantire informazione reciproca tra Stato e società civile nel campo dei diritti umani, nonché a garantire il pluralismo di opinioni, è composta dalla Commissione, organo collegiale di cui fanno parte due membri eletti, rispettivamente, dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei deputati con la maggioranza dei due terzi dei componenti, e dal Presidente designato congiuntamente dai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati; vi è inoltre, il Consiglio per i diritti umani e le libertà fondamentali, che si configura quale organo consultivo e di indirizzo per la Commissione e rappresentativo della società civile, composto da non più di quaranta persone; infine, è previsto un Ufficio della Commissione, che costituisce la struttura operativa e amministrativa di supporto alla sua attività. Gli articoli 1 e 2 prevedono l'istituzione della Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani, come enunciati dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali; essa gode di piena autonomia ed indipendenza operativa, finanziaria e funzionale. A tal fine è previsto un ampio potere di autoregolamentazione;