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posto che noi riteniamo assolutamente indispensabile che il Governo, per farci capire che sta lavorando seriamente, la prossima settimana faccia uno scostamento di altri 50 miliardi per fare in modo che le famiglie, i lavoratori e le imprese abbiano quello che sta promettendo e che noi vogliamo abbiano; posto che sarà necessario mettere altri 25 miliardi su questa crisi, perché purtroppo essa non finirà ad aprile - noi lo sappiamo, gli italiani lo sanno, e li dobbiamo rassicurare e mettere in sicurezza - posto tutto ciò, siamo tutti ugualmente consapevoli che non ci salviamo da soli, non ci salviamo solo con i soldi italiani e i nostri soldi che abbiamo messo in Europa devono essere finalmente messi a frutto. Tutti i soci del club europeo stanno ugualmente in difficoltà, purtroppo - e lo dico con grande dispiacere - a partire dalla Spagna, dalla Germania e dal Regno Unito. E per chi rimarrà ancora nel club europeo, i Paesi europei o si salvano insieme o l'Europa perderà non solamente di consenso, ma anche e soprattutto di ruolo. Tutto ciò premesso, noi sappiamo che esiste uno strumentario che va dalla Banca centrale europea, che sembra andare nella giusta direzione dopo qualche tentennamento costatoci qualche miliardo di euro e qualche piccola gaffe della presidente Lagarde, costataci qualche miliardo di euro. Grazie a Dio, abbiamo rimediato. Posto che esiste la Banca europea degli investimenti che può fare da leva e moltiplicatore dell'acquisto dei titoli del debito sovrano e delle garanzie che dobbiamo dare alle nostre imprese perché garantiscano il lavoro e si realizzi la profezia di Gualtieri, secondo cui nessuno deve perdere il lavoro per colpa del coronavirus; posto che esiste il famoso MES - il fondo salva Stati, il salvadanaio degli Stati membri dell'Unione europea in cui tutti noi abbiamo messo danaro - e che tutti avremo bisogno pro-quota di una porzione dei soldi messi: rispetto a tutto questo strumentario europeo e alla necessità di fondi in Italia, ci dica il Presidente del Consiglio che cosa ha intenzione di fare. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Ci sembrava una domanda molto legittima. A ciò la maggioranza ha risposto con un non possumus e il Governo ha detto che non ci sono le condizioni. Il presidente Conte era qui fino a cinque minuti fa. Per quale motivo non avete accolto la nostra proposta la settimana scorsa? Era una proposta molto sensata su cui si fondano - ripeto - tutte le azioni e le programmazioni del Governo da adesso in poi perché, se non ci sono i soldi, sono solo fatti e non parole. Questo noi non ce lo possiamo permettere. Per questo motivo abbiamo chiesto un voto sul calendario su cui Forza Italia si asterrà. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC). MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, sono sorpreso che oggi il primo gesto dopo il passaggio parlamentare del Presidente del Consiglio sia quello di dividerci sul calendario. Il motivo della divisione sul calendario è dovuto al fatto che alcuni Gruppi chiedevano con forza in Conferenza dei Capigruppo la presenza del presidente Conte, che in realtà stamani ha informato correttamente il Parlamento non solo sull'emergenza sanitaria, ma anche sul quadro economico e sulle iniziative che sta portando avanti a livello europeo. Ho difficoltà a comprendere. Il mio intervento pochi minuti fa aveva lo spirito di chiamare tutti alla collaborazione e al senso di responsabilità. Si è deciso di evidenziare in realtà, su una cosa oggettivamente marginale come il calendario, un'esigenza politica di divisione e di distinguo; lo capisco francamente molto poco. Credo che il Paese si debba dimostrare unito a fianco del proprio Governo in un momento così difficile. Prendo, però, atto della situazione. Il Partito Democratico e tutte le forze di maggioranza voteranno con senso di responsabilità a favore del calendario. (Applausi dal Gruppo PD) . RAUTI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, in questi giorni, a riprova del senso di responsabilità e di collaborazione che le opposizioni hanno dimostrato in ogni circostanza e occasione, abbiamo partecipato a interminabili riunioni e Conferenze dei Capigruppo, talune anche precedute da incontri informali, proprio per cercare di risolvere alcuni nodi che vanno dalle modalità di voto in Aula fino alla questione degli emendamenti e alle questioni più politiche. Fratelli d'Italia, nella Conferenza dei Capigruppo svoltasi ieri, ha aderito e sostenuto la proposta elaborata dalle opposizioni di chiedere al presidente Conte di svolgere delle comunicazioni in Aula (non un'informativa) che avessero per oggetto il MES (il fondo salva Stati), le misure economiche contenute nei successivi provvedimenti - quelli che andremo poi a discutere ad aprile - e le risorse economiche che si pensa di stanziare. Qualche ora dopo il presidente Conte in Aula alla Camera ha indicato una cifra ma, mentre discutevamo, questo non era ancora successo. In ogni caso, c'è bisogno anche di sapere quale impegno economico si intende mettere in questa operazione, che richiederà molto tempo, e quali sono le nostre interlocuzioni con l'Europa. Dopo le dichiarazioni di ieri della cancelliera Merkel sul MES e dopo la presa di posizione dell'Olanda il giorno prima, noi riteniamo questo un nodo fondamentale e non marginale di ogni approccio e discussione politica, oltre che economica, su tutta l'immensa faccenda che riguarda l'Italia e l'Europa. Non intendo fare qui un secondo intervento, ma credo sia importante sottolineare la nostra richiesta di comunicazioni del presidente Conte, che - vorrei essere chiara - non coincidono con quell'appuntamento che Presidente del Consiglio ha fissato ogni quindici giorni con le Camere - cosa che naturalmente salutiamo con soddisfazione - che non è la stessa cosa. Ed è per questo che ieri abbiamo definito e insistito su questa proposta. Voglio anche dire, rispetto all'atteggiamento di Fratelli d'Italia in termini di discussione in Commissione, che il Governo deve anche comprendere che, al di là del fatto che si cerchi un punto di incontro, abbiamo incardinato in quella sede un provvedimento che non lascia spazio ad alcuna manovra economica. Quindi, tutti gli emendamenti non troveranno spazio, a meno che non sostituiscano altri. Anche qui, la richiesta che noi abbiamo fatto è di un impegno da parte del Governo - un impegno che sia però ufficiale - a trasformare alcune delle proposte emendative in ordini del giorno che impegnino il Governo e possano diventare misure da inserire nei provvedimenti successivi. Ci tengo anche a dire che da parte nostra non c'è mai stato, né mai ci sarà, un atteggiamento ostruzionistico, che sarebbe in questo momento di killeraggio, che non ci appartiene e non appartiene all'amore che abbiamo nei confronti della Nazione. È questione non di ostruzionismo, ma di dare risposte ai territori e alle tantissime richieste che ci sono pervenute - come sono pervenute immagino a tutti - per colmare un decreto che - ci si deve dire - è una prima misura, un primo passo. Noi attendiamo anche di sapere cosa è previsto per il dopo e, soprattutto, dopo il primo passo emergenziale, qual è la visione, la prospettiva, il progetto verso il quale stiamo andando per la rinascita dell'Italia. PRESIDENTE .