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In merito - ad esempio - al conferimento di incarichi dirigenziali, si crea un'irragionevole disparità di trattamento in violazione di un principio di uguaglianza tra medici specializzati e in corso di specializzazione. Si tratta di diseguaglianze tali per cui saranno senza dubbio presentati ricorsi da parte dei soggetti coinvolti, con un'ulteriore spesa per la comunità e per tutti noi. Alla luce di tutte queste diseguaglianze, riteniamo che ci siano davvero i margini per una pregiudiziale di costituzionalità. Per tale ragione, signor Presidente, colleghi senatori, chiedo all'Assemblea il voto favorevole alla questione pregiudiziale per non procedere all'esame di un decreto-legge che non è nient'altro che propaganda. (Applausi dal Gruppo PD) . SICLARI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SICLARI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, siamo esattamente a un anno da quando noi di Forza Italia abbiamo denunciato l'emergenza sanitaria calabrese per la prima volta in quest'Aula, davanti al Governo che si presentava al Senato della Repubblica, il 5 giugno del 2018. Proprio un anno fa abbiamo raccontato e illustrato al Governo che in Calabria c'era un'emergenza, quella sanitaria, problema che oggi pensate di iniziare a risolvere con il provvedimento in esame, che invece - a nostro avviso - peggiora la situazione. Quel 5 giugno illustrammo i problemi che vivevamo in quei giorni in Calabria e che tutti ricorderete bene, perché furono uno scandalo a livello nazionale: sei ascensori su sei non funzionavano in un ospedale, per cui i pazienti venivano portati sulle spalle dai medici, e le medicine mancavano al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria per carenza di risorse. Da allora, noi di Forza Italia abbiamo fatto una battaglia per la Calabria, terra dimenticata spesso da tutti e forse anche dai calabresi, o almeno da alcuni. (Brusio). A voi della maggioranza chiedo rispetto per i calabresi e di ascoltare cortesemente: stiamo parlando del decreto-legge sulla situazione sanitaria della Calabria che avete presentato a quest'Assemblea. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Senatore Siclari, ho già richiamato l'Assemblea a un maggiore ascolto. Prosegua il suo intervento. SICLARI (FI-BP) . Con questo decreto-legge state calpestando l'articolo 32 della Costituzione: ecco perché è incostituzionale. Quell'articolo, infatti, è uno dei pochi in cui è presente l'aggettivo «fondamentale», che trova attuazione nel Servizio sanitario nazionale, il quale ha compiuto quarantuno anni, ma - ahimè - negli ultimi quindici mesi è a rischio sostenibilità, dato che non avete fatto altro che ridurre le risorse ad esso destinate. Adesso mettete in discussione anche i principi su cui si fondano l'articolo 32 della Costituzione e il Servizio sanitario nazionale, ovvero l'equità, l'uguaglianza e l'universalità delle cure. Colleghi, in Calabria siete venuti qualche mese fa, dopo che abbiamo presentato ventiquattro interrogazioni parlamentari sull'emergenza sanitaria di quella Regione e oltre cento agenzie nazionali, una ogni tre giorni, per informarvi di quanto lì accade e dell'emergenza che viviamo sulla nostra pelle. Siete venuti in Calabria a dire che avreste risolto il problema e ora venite in Aula con un decreto-legge che parla non di assistenza sanitaria, ma solo dell'occupazione di poltrone. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il decreto-legge in esame promuove uno strumento che ha fallito in Calabria per dieci anni, il commissariamento della salute, che ha aumentato il debito pubblico e la mobilità, né è riuscito a garantire i piani di rientro. I calabresi che si curano fuori sono ogni anno di più, anche sotto la gestione commissariale imposta dallo Stato, e non certo da loro stessi, e voi venite in Aula a presentare la soluzione di supercommissariare la Calabria. Quale scienziato avete pensato di mandare in quella realtà a risolvere il problema che non è riuscito a risolvere nessun commissario negli ultimi dieci anni? E non si trattava di commissari calabresi. Vogliamo conoscerlo, e non credo si tratti di Cotticelli, persona che stimo, sicuramente qualificata e adeguata per il nostro territorio. Serviva davvero un decreto-legge per nominare un nuovo commissario, sollevando un tale polverone? Servivano tanta propaganda e demagogia? Bastava nominare Cotticelli al posto dell' ex commissario Scura, senza annunciare un decreto-legge che non ha nulla di nuovo, non parla di assistenza sanitaria e non prevede un solo euro per l'assistenza sanitaria calabrese. Anzi, qualcosa di nuovo c'è: esiste la possibilità di chiedere il dissesto delle ASP (Azienda pubblica di servizi alla persona), per ripartire così da zero. Mi verrebbe da dire - come farebbe il mio collega Mallegni - che siete dei fenomeni. Mandare in dissesto le ASP significa distruggere le aziende sane che da due anni e mezzo aspettano di essere pagate e non vedranno un euro! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Manderete a casa quei dipendenti sani che lavorano da venti o venticinque anni in aziende sane, perché la magistratura da noi è attenta e accorta e, quindi, lavora e vigila con estrema cura sul territorio. Le aziende che oggi in Calabria lavorano da circa trent'anni sono state e tuttora vengono controllate puntualmente dagli inquirenti e dalla magistratura, che svolge un nobile lavoro in quella Regione, per i calabresi e per garantire la democrazia e i nostri diritti. Le aziende sane che vivono in un contesto difficile non vanno punite con un dissesto. Abbiamo quindi presentato un emendamento con il quale chiediamo di considerarle come creditori privilegiati e di pagarle. Proprio in quanto sane e non infiltrate dalla criminalità organizzata in un territorio difficile, devono essere premiate dal Governo. Anche i nostri procuratori dicono che la politica deve incentivare le aziende sane, soprattutto nei territori difficili, e non punirle, perché voi ritenete, partendo da zero, di risolvere il problema della Calabria: partiamo da ciò che è sano e tuteliamolo. Voi, con il vostro decreto-legge, colpite tutti, per cui chi ha lavorato e vissuto onestamente viene trattato come chi truffa lo Stato e ha collusioni con la criminalità organizzata. Fate un esame di coscienza perché, quando chiederete e accetterete il dissesto della ASP di Reggio Calabria, già arrivato al commissario di quella città, le aziende che non vengono pagate da due anni e mezzo chiuderanno tutte. Ricevo telefonate ogni giorno da persone disperate, che hanno dato la vita alle loro attività e non hanno mai avuto problemi con la giustizia, pur in un territorio difficile come quello calabrese, perché sane. Il decreto-legge in esame invece, oltre all'articolo 32 della Costituzione, calpesta la dignità di tutti i calabresi. Avrebbe dovuto essere un decreto-legge sull'assistenza sanitaria, mentre sembra certificare che questo Governo guarda i calabresi come criminali. È questo il problema: il provvedimento in esame guarda i calabresi come fossero dei criminali.