[ddlpres]

Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e alla legge 14 agosto 1991, n. 281, in materia di tutela degli animali. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge introduce norme più stringenti relativamente alla tutela degli animali, di fatto, inattuata, sia in ragione della esiguità delle pene previste per i reati in danno degli animali, sia dell'inesistenza di qualsivoglia forma di controllo da parte delle Forze dell'ordine sul fenomeno. Il testo, complesso ed articolato, è il risultato di una lunga ed intensa attività istruttoria, anche in collaborazione con diversi esperti. « Le persone che commettono un singolo atto di violenza sugli animali sono più portate a commettere altri reati rispetto a coloro che non hanno abusato di animali. Come segnale di un potenziale comportamento antisociale – che include ma non si limita alla violenza – atti isolati di crudeltà nei confronti degli animali non devono essere ignorati dai giudici, psichiatri, assistenti sociali, veterinari, poliziotti e tutti coloro che incappano in abusi sugli animali durante il proprio lavoro ». ( The Web Of Cruelty : « What animal abuse tells us about humans », di Arnold Arluke). L'FBI (il Federal Bureau of Investigation ) ha classificato i dati relativi agli abusi sugli animali come « crimini contro la società », in ragione dell'associazione di tali reati con altri crimini violenti. Sulla base dei dati precedenti rilevati, il 46 per cento degli assassini seriali, durante l'adolescenza, ha maltrattato degli animali, mentre l'86 per cento delle donne vittime di abusi aveva segnalato violenze nei confronti dei propri animali. I soggetti in grado di compiere maltrattamenti sugli animali possono manifestare verso la componente più fragile della società i medesimi comportamenti. Questi costituiscono ulteriori motivi per i quali non può non apparire opportuno uscire quanto prima dal rigido paradigma della pietas nei confronti degli animali, elevando la tematica in esame ad argomento ben più articolato e complesso, quale di fatto è, che esplica le sue conseguenze su un panorama ben più ampio nella nostra società. È possibile affermare, infatti, che il contrasto alla crudeltà sugli animali possa costituire, in generale, un efficace strumento di prevenzione del crimine. È parallelamente fondamentale, dunque, l'approccio che le Forze dell'ordine dovrebbero assumere nelle indagini sui casi di maltrattamento di un animale, da considerarsi quali pericolosi campanelli d'allarme relativamente alla violenza che esiste in un determinato contesto – spesso familiare – e che meritano di essere esaminati in maniera adeguata. L'esercizio della violenza sugli animali – a parere dei proponenti – è stato finora scarsamente contrastato e arginato, purtroppo, per l'esiguità delle sanzioni previste, che non prevedono quasi mai il ricorso al regime detentivo, e per la lentezza dei processi che hanno determinato la prescrizione dei reati. I dati sono inquietanti, ad esempio quelli diffusi dalla Lega anti vivisezione (LAV): i procedimenti per reati a danno degli animali sono aumentati del 3,74 per cento (7.100 fascicoli nel 2022 contro i 6.844 nel 2021); il reato più contestato è quello relativo al maltrattamento di animali (il 31,19 per cento del totale dei procedimenti), con un aumento delle inchieste del +3 per cento. È un dato che fa ben sperare su un aumento della sensibilità nei confronti degli animali, con più persone disposte a denunciare. Aumentano anche i fascicoli aperti per uccisione di animali (il 30,91 per cento del totale, l'1,72 per cento in più). Crescono in maniera consistente i reati venatori, il 17,18 per cento del totale, +6,82 per cento rispetto all'anno precedente. Seguono l'abbandono e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura (14,67 per cento di tutti i reati, con un aumento del 12,84 per cento); uccisione di animali altrui, traffico di cuccioli, organizzazione di combattimenti tra animali e competizioni non autorizzate, spettacoli e manifestazioni vietati. La violenza può essere intenzionale e diretta, oppure indiretta e derivante dalle condizioni innaturali di vita alle quali è costretto l'animale. Ci sono inoltre maltrattamenti che assumono profili di maggiore gravità in quanto più strettamente collegati alla malavita organizzata e alla circolazione di denaro per scommesse illegali, come i casi di combattimenti clandestini, di corse illegali di cavalli, e i canili, i rifugi e il traffico di animali. Con la presente proposta si apportano modifiche al codice penale, al codice di procedura penale nonché alle disposizioni transitorie per il codice penale in materia di tutela degli animali. La ratio delle modifiche consta nel rafforzamento della tutela giuridica dell'animale sotto diversi profili. Premesso che l'esigenza di una maggiore tutela dell'animale trova la propria giustificazione non unicamente nel fatto che gli animali sono ormai riconosciuti, anche a livello giuridico, quali esseri senzienti, ma anche nella circostanza già citata che i soggetti che compiono violenze e maltrattamenti sugli animali sono quelli che possono manifestare violenza nei confronti della componente più fragile della società. È evidente, peraltro, che i reati commessi in danno agli animali siano presumibilmente maggiori rispetto a quelli denunciati ed accertati, talvolta anche per la difficoltà che il denunciante incontra rivolgendosi alle Forze dell'ordine. È infatti spesso rappresentato il disagio dei denuncianti per la difficoltà di intervento legata alla carenza di organico o di risorse. Tutto ciò considerato, il presente disegno di legge apporta una serie di puntuali modifiche alle disposizioni sanzionatorie – volte al loro inasprimento – e rende maggiormente severe anche le pene accessorie, di natura generalmente interdittiva; integra, inoltre, il catalogo degli illeciti penali, tanto con la previsione di nuovi reati, quanto con l'ampliamento dell'ambito di applicazione delle fattispecie vigenti. In dettaglio, l'articolo 1 della presente proposta interviene sul codice penale al fine di inasprire le pene attualmente previste per i reati commessi in danno di animali; ampliare l'ambito di applicabilità di fattispecie penali esistenti; introdurre nuove fattispecie penali e nuove aggravanti; prevedere la punibilità di alcuni delitti contro gli animali anche quando commessi per colpa; introdurre nuove pene accessorie. In particolare, il comma 1 subordina la sospensione condizionale della pena alla prestazione di attività non retribuita a favore di enti e strutture che si occupino di tutela per gli animali. Il comma 2 interviene sul titolo IX- bis del libro secondo del codice penale che, dedicato ai delitti, prevede delitti contro il sentimento per gli animali (articoli da 544- bis a 544- sexies ). Rispetto alla normativa vigente, il disegno di legge modifica la rubrica del titolo IX- bis , eliminando il riferimento al sentimento per gli animali, in modo da precisare che oggetto della tutela penale sia direttamente l'animale e non più l'uomo, colpito nei sentimenti che prova per l'animale. In ragione di tale previsione si prevede un generale inasprimento dell'impianto sanzionatorio per i più gravi delitti contro gli animali. Tra le modifiche di maggiore interesse, di seguito si segnalano: