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Che cosa davvero deve accadere affinché si intervenga per garantire alle famiglie italiane un'esistenza libera e dignitosa, come viene sancito dall'articolo 36 della nostra Costituzione? Negli altri Paesi europei il salario minimo c'è già e questo fatto dimostra che la ricchezza distribuita aumenta e non certo diminuisce; aumentano i consumi e il benessere generale. A proposito di dignità, noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo fortemente voluto il decreto dignità e quindi vogliamo che si ritorni a quello spirito e all'obiettivo di promuovere i contratti stabili, perché senza stabilità non esistono prospettive di vita per i giovani; non esistono progetti di famiglia e di figli, senza i quali ogni anno ci troviamo a fare conti drammatici con il calo demografico, salvo poi organizzare, per lavarsi la coscienza, ipocriti family day . I contratti di lavoro devono essere stabili e, quando non lo sono, devono essere affidati alla logica della causali. Sul reddito di cittadinanza ho ascoltato parole indecenti e false, fra l'altro. Dovrebbero essere sufficienti i dati ufficiali dall'Istat e non quelli del bar, dei programmi televisivi trash o dei social . (Applausi) . I dati ufficiali ci dicono che, grazie al reddito di cittadinanza, in Italia c'è un milione di poveri in meno. (Applausi) . L'efficacia di questa misura è stata, tra l'altro, certificata anche da chi è storicamente impegnato nel contrasto alla povertà e alla marginalità. Mi riferisco a organizzazioni come Caritas, Save the Children, Comunità di Sant'Egidio, a importanti economisti e anche all'OCSE: tutti sono concordi nel ritenere che il reddito cittadinanza sia una misura che ha segnato una svolta nel contrasto alla povertà. Anche i dati sulle politiche attive sono incoraggianti. I dati dell'ANPAL - io mi riferisco sempre ai dati ufficiali e non a quelli del bar o dei programmi televisivi - ci dicono che i percettori del reddito cittadinanza hanno firmato contratti in numero superiore a 700.000. In un periodo di crisi come quello attuale, segnato dalla pandemia e dalla guerra, bisogna essere soddisfatti di questo risultato. Certo, si può fare sempre di più. I centri per l'impiego potrebbero funzionare meglio e le Regioni, cui la Costituzione assegna la competenza su questa materia, hanno fatto poco o nulla. Anzi, sette Regioni su venti non hanno assunto nemmeno un addetto, nonostante le provvidenze del Governo. (Applausi) . Segnalo che cinque di queste sette Regioni sono governate dal centrodestra che, un giorno sì e l'altro pure, attacca questa misura. Concludo con un accenno rapido al superbonus. Noi ci aspettavamo un vero sblocco dei crediti proprio per mettere in salvo le migliaia di imprese che si sono fidate dello Stato e che ora hanno i cassetti fiscali colmi di crediti fiscali. Questa norma, invece, non è arrivata e, quindi, corriamo il serio rischio che quelle aziende falliscano e si perdano centinaia di migliaia di posti di lavoro. (Applausi) . Chiediamo ancora una volta al Governo, al ministro Franco e al presidente Draghi, a cui evidentemente questa misura non piace - l'hanno dimostrato in tutti i modi - di intervenire in maniera coraggiosa perché noi siamo seduti su una bomba sociale. Bisogna intervenire sul superbonus . Concludo sottolineando che il provvedimento in esame contiene una norma che - mi spiace, ma devo dirlo - sembra davvero provocatoria. Mi riferisco alla norma sull'inceneritore, che non c'entra nulla con la materia degli aiuti e che noi avevamo responsabilmente proposto al Governo di stralciare e inserire in qualsiasi altro vettore normativo, ma ci è stato risposto di no. (Applausi) . Questo vuol dire da parte di qualcuno continuare irresponsabilmente a tirare la corda. Noi invece vogliamo continuare a occuparci degli italiani e proporre ogni giorno soluzioni che vadano nel loro esclusivo interesse. Continuiamo a essere fiduciosi che il Governo e questa maggioranza ci ascoltino. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2668, di conversione del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 50, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, passiamo alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2668, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, un anno e mezzo fa il nostro Gruppo rispose all'appello del presidente Mattarella per un Governo di unità nazionale per fronteggiare la pandemia. Bisognava sviluppare la campagna vaccinale e si dovevano mettere a terra i progetti del PNRR. Nel frattempo è scoppiata una guerra che ha strappato le regole di ingaggio a livello internazionale, mostrato la nostra fragilità energetica e determinato una crisi economica ancora più profonda. Contestualmente, le conseguenze del riscaldamento globale, tra siccità e incendi, stanno entrando a gamba tesa nella nostra vita quotidiana. Come se non bastasse, la pandemia ha ripreso a colpire duramente e i prossimi mesi sono ancora una volta un punto interrogativo. Davanti a una situazione così delicata, noi siamo tra coloro che chiedono al Governo non di cambiare marcia, ma di andare avanti con la stessa convinzione e la stessa determinazione che ha dimostrato dalla sua nascita. Agli occhi delle Cancellerie straniere e dei mercati (dove viene finanziato il nostro debito), ma soprattutto dei cittadini, che ogni giorno perdono potere di acquisto, e delle imprese, che scontano problemi di aumento dei costi e di accesso alle materie prime, una crisi di Governo apparirebbe come un fatto assurdo e incomprensibile. Lo sarebbe ancora di più se questa crisi nascessi attorno a un provvedimento pensato per aiutare chi soffre. Vi sono 16,5 miliardi per finanziare interventi come il bonus energia di 200 euro a favore dei redditi medio-bassi, per il credito di imposta anche per le imprese non energivore, per gli aiuti per il settore dell'autotrasporto, per le semplificazioni per il settore delle rinnovabili, per i fondi e le garanzie per imprese in crisi di liquidità, per le misure a contrasto del caro materiali, per la messa in sicurezza delle opere connesse al PNRR.