[pronunce]

All'articolo 73, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, le parole: «del Collegio» sono sostituite dalle seguenti: ", e alle parole "e le parole: «dei candidati nel collegio uninominale e» sono soppresse."; art. 6, comma 29, limitatamente alle parole: "29. All'articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni: "; art. 6, comma 30, limitatamente alle parole: "30. All'articolo 75 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni: "; art. 6, comma 31, limitatamente alle parole: "31. All'articolo 79 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni: "; art. 6, comma 32, limitatamente alle parole: "32. All'articolo 81, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, le parole: «dei candidati nei collegi uninominali e» sono soppresse. "; art. 6, comma 33, limitatamente alle parole: "33. All'articolo 104, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, le parole: «dei candidati nei collegi uninominali e» sono soppresse. "; art. 6, comma 34, limitatamente alle parole: "34. All'articolo 112, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, le parole: «dei candidati nei collegi uninominali e» sono soppresse. "; art. 6, comma 35, limitatamente alle parole: "35. Il decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 536, recante «Determinazione dei collegi uninominali della Camera dei deputati» è abrogato. "; art. 8, comma 1, limitatamente alle parole: "1. All'articolo 2 del decreto legislativo n. 533 del 1993 sono apportate le seguenti modificazioni: "; art. 8, comma 2: "2. Alla rubrica del Titolo II del decreto legislativo n. 533 del 1993 le parole: «circoscrizionali e» sono soppresse."; art. 8, comma 3: "3. L'articolo 6 del decreto legislativo n. 533 del 1993 è abrogato. "; art. 8, comma 4, limitatamente alle parole: "4. La rubrica del Titolo III del decreto legislativo n. 533 del 1993 è sostituita dalla seguente: "; art. 8, comma 5, limitatamente alle parole: "5. All'articolo 10 del decreto legislativo n. 533 del 1993 sono apportate le seguenti modificazioni: "; art. 8, comma 6, limitatamente alle parole: "6. All'articolo 12 del decreto legislativo n. 533 del 1993 sono apportate le seguenti modificazioni: "; art. 8, comma 7, limitatamente alle parole: "7. All'articolo 13 del decreto legislativo n. 533 del 1993 sono apportate le seguenti modificazioni: "; art. 8, comma 8: "8. L'articolo 15 del decreto legislativo n. 533 del 1993 è abrogato"; art. 8, comma 9: "9. L'articolo 16 del decreto legislativo n. 533 del 1993, come sostituito dall'articolo 4, comma 7, della presente legge, è incluso nel Titolo VI e il Titolo V è conseguentemente abrogato"; art. 8, comma 10, limitatamente alle parole: "10. All'articolo 18 del decreto legislativo n. 533 del 1993, al comma 1 è premesso il seguente: "; art. 8, comma 11: "11. Il decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 535, recante «Determinazione dei collegi uninominali del Senato della Repubblica» è abrogato". Per tale richiesta sono state depositate dai presentatori 1.184.447 sottoscrizioni. Di queste, il Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione ha verificato 563.241, accertando la regolarità di 531.081. L'Ufficio centrale ha attribuito al quesito il n. 2 e il titolo «Elezioni Politiche - Abrogazione delle norme specificamente indicate della legge 21 dicembre 2005, n. 270, contenente modifiche alle norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica». 2. - Il Presidente della Corte costituzionale, ricevuta comunicazione dell'ordinanza, ha fissato, per la conseguente deliberazione, la camera di consiglio dell'11 gennaio 2012, disponendo che ne fosse data comunicazione ai presentatori delle richieste di referendum e al Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'art. 33, secondo comma, della legge 25 maggio 1970, n. 352. 3. - I soggetti presentatori della richiesta di referendum, componenti del Comitato Referendario per i collegi uninominali - Co. Re. C.u. , hanno depositato presso la cancelleria di questa Corte memorie di costituzione e illustrative in entrambi i giudizi, chiedendo che i quesiti siano dichiarati ammissibili. Nelle memorie sono evidenziate le «irrazionalità» e «la pluralità di motivi» di «illegittimità costituzionale» che caratterizzerebbero la legge n. 270 del 2005, in quanto essa «esclude i voti della Valle d'Aosta ai fini dell'attribuzione del premio di maggioranza», «prevede sbarramenti variabili in ragione della partecipazione o meno ad una coalizione», «aggira il principio del suffragio universale e diretto attraverso il meccanismo delle liste bloccate» e «ammette la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni». 3.1. - Con riguardo al quesito n. 1, i soggetti presentatori hanno depositato una memoria illustrativa in data 30 dicembre 2011. La difesa del Comitato sostiene l'ammissibilità di tale quesito in quanto il fine intrinseco della richiesta - il recupero della legislazione elettorale della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica anteriore alle modifiche introdotte dalla legge n. 270 del 2005, della quale ultima si chiede l'abrogazione - sarebbe incorporato nella richiesta stessa in modo evidente e perché, in caso di approvazione della proposta, sopravvivrebbe una normativa di risulta idonea a garantire la continuità degli organi elettorali. Ad avviso della difesa dei presentatori, proprio la struttura della legge n. 270 del 2005 consentirebbe di «dare una risposta affermativa al quesito indipendentemente dalla discussa problematica della reviviscenza», perché «con l'eliminazione delle modifiche, delle sostituzioni e delle stesse soppressioni di parole, che hanno determinato nei confronti della legislazione previgente al più fattispecie di abrogazioni implicite, si realizza l'espansione delle disposizioni sostituite o modificate, con il ritorno testuale alla formulazione anteriore alla legge n. 270 del 2005 degli originari testi unici». Secondo la difesa dei presentatori la possibilità che norme abrogate da disposizioni meramente abrogatrici possano tornare a rivivere è effetto che può discendere non solo da abrogazione legislativa, ma anche referendaria.