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c) coordinamento delle emanande disposizioni con quelle contenute nel testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, adottando l'esenzione dall'imposizione ordinaria degli utili distribuiti da una società figlia di uno Stato membro della CEE alla società madre italiana, fermo restando il potere dell'Amministrazione finanziaria di disapplicare o revocare i benefici fiscali in caso di frode o abuso, anche con riguardo al regime della ritenuta alla fonte previsto dalla lettera d). Ai fini della maggiorazione di conguaglio i predetti utili si aggiungono all'importo distribuibile senza applicazione della maggiorazione stessa; d) modifiche alla disciplina del regime della ritenuta alla fonte per adeguarla al trattamento esonerativo previsto dalla direttiva, tenendo conto delle condizioni ivi stabilite; e) disciplina del criterio e delle condizioni di deducibilità degli oneri relativi alla partecipazione e delle minusvalenze risultanti dalla distribuzione degli utili della società figlia; f) emanazione di disposizioni, comportanti disapplicazione o revoca dei benefici fiscali, intese ad evitare frodi ed abusi". Note all'art. 1: - Si trascrive il testo vigente dell'art. 96 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. n. 917/1986: "Art. 96 (Dividendi esteri). - 1. Gli utili distribuiti da società collegate ai sensi dell'art. 2359 del codice civile non residenti nel territorio dello Stato concorrono a formare il reddito per il 40 per cento del loro ammontare, ma si computano per l'intero ammontare ai fini delle disposizioni relative alla maggiorazione di conguaglio di cui agli articoli 105, 106 e 107. 1- bis. La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli utili distribuiti da società collegate residenti in Paesi non appartenenti alla Comunità economica europea aventi un regime fiscale privilegiato individuati con i decreti del Ministro delle finanze, di cui al comma 7- bis dell'art. 76. 1- ter. Nel caso in cui abbia trovato applicazione l'art. 76, comma 7- bis, gli utili distribuiti non concorrono a formare il reddito per l'ammontare corrispondente alle spese e agli altri componenti negativi non ammessi in deduzione". - L'allegato alla direttiva n. 435/90/CEE del Consiglio del 23 luglio 1990 concernente il regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di Stati membri diversi, è il seguente: "ALLEGATO ELENCO DELLE SOCIETÀ DI CUI ALL'ARTICOLO 2, LETTERA A) a) Le società di diritto belga denominate 'societè anonyme/naamloze vennootschap', 'societè en commandite par actions/commanditaire vennootschap op aandelen', 'societè privee à responsabilitè limitèe/besloten vennootschap met beperkte aansprakelijkheid', nonché gli enti di diritto pubblico che operano in regime di diritto privato; b) le società di diritto danese denominate 'aktieselskab', 'anpartsselskab'; c) le società di diritto tedesco denominate 'Aktiengesellschaft', 'Kommanditgesellschaft auf Aktien', 'Gesellschaft mit beschrankter Haftung', 'bergrechtliche Gewerkschaft'; d) le società di diritto greco denominate 'anvnymh etairia '; e) le società di diritto spagnolo denominate 'sociedad anonimà, 'sociedad comanditaria por acciones', 'sociedad de responsabilidad limitadà, nonché gli enti di diritto pubblico che operano in regime di diritto privato; f) le società di diritto francese denominate 'societè anonymè, 'societè en commandite par actions', 'societè à responsabilitè limitèè, nonché gli stabilimenti ed imprese pubblici a carattere industriale e commerciale; g) le società di diritto irlandese denominate 'public companies limited by shares or by guaranteè, 'private com- panies limited by shares or by guaranteè, gli enti registrati sono il regime degli 'Industrial and Provident Societies Acts' o le 'building societies' registrate sotto il regime dei 'Building Societies Acts'; h) le società di diritto italiano denominate 'società per azionì, 'società in accomandita per azionì, 'società a responsabilità limitatà, nonché gli enti pubblici e privati che esercitano attività industriali e commerciali; i) le società di diritto lussemburghese denominate 'sociètè anonymè, 'societè en commandite par actions', 'societè à responsabilitè limiteè; j) le società di diritto olandese denominate 'naamloze vennootschap', 'besloten vennootschap met beperkte aansprakelijkheid'; k) le società commerciali o società civili di forma commerciale, le cooperative e le imprese pubbliche costituite conformemente al diritto portoghese; l) le società costituite conformemente al diritto del Regno Unito". - Il testo dell'art. 7 della legge n. 1745/1962 (Istituzione di una ritenuta d'acconto o di imposta sugli utili distribuiti dalle società e modificazioni della disciplina della nominatività obbligatoria dei titoli azionari) è il seguente: "Art. 7. - Le società, entro il 15 febbraio di ciascun anno, devono comunicare allo Schedario generale dei titoli azionari, relativamente ai soggetti che risultano possessori dei titoli sui quali hanno pagato gli utili nell'anno solare precedente o titolari di diritti reali sui titoli stessi, gli elementi indicati nell'art. 5, primo comma. Le disposizioni di cui sopra si applicano anche a coloro, persone fisiche o giuridiche, che in rappresentanza del possessore del titolo, ne hanno riscosso gli utili. Le comunicazioni di cui al primo comma: a) devono essere eseguite, per ogni distribuzione di utili, mediante elenchi conformi ai modelli approvati con decreto del Ministro per le finanze e redatti in tre copie, una delle quali viene restituita con visto di ricevuta alla società; b) devono indicare, per ciascun nominativo, il numero delle azioni, precisando la data dell'ultima girata, se avvenuta dopo il precedente pagamento degli utili e se i giratari dei titoli non sono persone fisiche, e l'ammontare degli utili su di esse complessivamente pagati, al lordo della ritenuta prevista dall'art. 1. Se la ritenuta è stata omessa a sensi dell'art. 1, quarto comma, debbono essere altresì indicati gli estremi del certificato prodotto; c) devono essere sottoscritte dal rappresentante legale della società oppure da un amministratore o dirigente incaricato con apposita deliberazione del Consiglio. Le società che nell'anno solare precedente non abbiano deliberato la distribuzione di utili devono comunicare allo Schedario gli elementi indicati dal primo comma relativamente ai titoli azionari che sono stati depositati ai fini dell'intervento all'assemblea ordinaria ai sensi del secondo comma dell'art. 4. Quando l'incarico di pagare gli utili è stato conferito ai soggetti indicati nell'art. 6, primo comma, alle comunicazioni previste dal primo comma devono provvedere, per conto della società emittente, i soggetti medesimi. Le comunicazioni possono essere eseguite anche dalle singole sedi e filiali delle aziende o società incaricate e sono sottoscritte, in tal caso, dai rispettivi direttori".