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c delle procedure di accertamento di conformità attivate ai sensi dell'articolo 36 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, che hanno ad oggetto la realizzazione o la modifica di coperture o di facciate vetrate continue degli edifici che richiedono manutenzione, ad esclusione degli interventi sulle coperture degli edifici dotate di sistemi di protezione collettiva permanenti per la protezione dei bordi e delle eventuali superfici non praticabili. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e previa acquisizione del parere del Consiglio di Stato, che è reso nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Gli schemi dei decreti legislativi sono successivamente trasmessi alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia, da rendere nel termine di sessanta giorni, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Se il termine previsto per il parere delle Commissioni parlamentari scade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega o successivamente, quest'ultimo termine è prorogato di sessanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni si esprimono sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere emanati. 3 (Princìpi e criteri direttivi) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 2 il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a definire o adottare i termini tecnici e le definizioni comuni proprie del settore di intervento; b definire i contenuti dell'elaborato tecnico del sistema anticaduta (ETSA), contenente le indicazioni progettuali, le prescrizioni tecniche, le certificazioni di conformità e ogni altro documento necessari per le finalità di cui all'articolo 1; c definire gli adempimenti relativi all'ETSA; d definire, per gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b) , del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, fatta eccezione per i casi in cui ricorra l'articolo 90, commi 3 e 4, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e fermo restando quanto previsto dall'articolo 111 del medesimo decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, la procedura da adottare in regime semplificato nonché i contenuti del documento a carico del committente o del responsabile dei lavori del soggetto avente titolo di concerto con il datore di lavoro dell'impresa o lavoratore autonomo appaltatori ed esecutori dell'intervento, che attesta la conformità alle finalità di cui all'articolo 1; e definire i criteri di verifica dei sistemi anticaduta esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, in particolare garantendo che il sistema sia dotato di ETSA o di altro documento redatto in conformità, nonché di certificazione di avvenuta verifica ispettiva come previsto dalla normativa tecnica; f definire i criteri generali di progettazione, al fine di eliminare o ridurre al minimo il rischio di caduta dall'alto nel rispetto dei criteri di cui al presente articolo e delle norme tecniche di riferimento, fatti salvi i princìpi generali di tutela di cui all'articolo 15 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, con particolare riferimento alle misure preventive e protettive finalizzate a mettere in sicurezza il percorso di accesso in quota, l'accesso in quota, il transito e l'esecuzione dei lavori in quota, alle prescrizioni tecniche per percorsi, accessi e sistemi di protezione, distinguendo in temporanei o permanenti, sistemi personali o collettivi, nonché al coordinamento della sicurezza in cantiere, tra stazioni appaltanti e tra proprietà; g definire i contenuti del corso di formazione e addestramento per i lavori in quota, prevedendo i criteri per l'individuazione dei soggetti formatori, il sistema di accreditamento, l'individuazione dei requisiti per i docenti, gli indirizzi e i requisiti minimi dei corsi, i percorsi formativi, le metodologie didattiche, il programma dei corsi da erogare, i moduli di aggiornamento, il riconoscimento della formazione pregressa. 4 (Comitato tecnico-scientifico) 1 Nelle more dell'esercizio della delega di cui all'articolo 2, presso il Ministero dello sviluppo economico è istituito un Comitato tecnico-scientifico, di seguito denominato « Comitato », con lo scopo di definire le linee guida e la metodologia per le finalità di cui all'articolo 1. 2 Il Comitato dura in carica due anni ed è composto da rappresentati del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da rappresentati delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli enti locali per le materie di loro competenza e da rappresentanti dell'Ente nazionale italiano di unificazione (UNI) e del Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI). 3 Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, adottato entro sessanta in giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di funzionamento del Comitato. 4 Alle funzioni del Comitato si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. La partecipazione al Comitato non dà luogo a compensi, rimborsi spese, gettoni di presenza o emolumenti comunque denominati. 5 Il Comitato invia annualmente una relazione sul proprio operato al Parlamento e redige una relazione finale a conclusione del suo mandato. 5 (Disposizioni finanziarie) 1 Dall'attuazione della presente legge e dei decreti legislativi da essa previsti non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono ai relativi adempimenti nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.