[ddlpres]

g) mantenimento delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nonché, al fine di favorire l'emersione degli imponibili, previsione di un'imposta opzionale e sostitutiva delle imposte sui redditi, per i due periodi di imposta successivi al passaggio dal regime forfetario di cui al citato articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, al regime ordinario, per i contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni che, nell'anno precedente, hanno conseguito ricavi o hanno percepito compensi non superiori a una soglia da determinare con i decreti legislativi di cui all'articolo 1 della presente legge, con l'individuazione di meccanismi applicativi idonei a evitare comportamenti elusivi, che tenga conto di un prelievo progressivamente crescente al crescere delle basi imponibili; h) attuazione del principio di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b) , con specifico riferimento alle modalità di versamento dell'IRPEF dovuta dai lavoratori autonomi, dagli imprenditori individuali e da tutti i contribuenti a cui si applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale di cui all'articolo 9- bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, mantenendo l'attuale sistema di calcolo del saldo e degli acconti anche previsionale, prevedendo, senza penalizzazioni per i contribuenti rispetto alla normativa vigente, una più equa distribuzione del carico fiscale nel corso del tempo, anche attraverso un meccanismo di progressiva introduzione della periodicità mensile degli acconti e dei saldi e l'eventuale riduzione della ritenuta d'acconto, senza maggiori oneri per la finanza pubblica, nonché la possibilità per il contribuente di optare per la trasformazione della ritenuta in credito d'imposta utilizzabile in compensazione. 2. Ai fini dell'applicazione del comma 1, lettera a) , del presente articolo, si intendono per aliquote medie e marginali effettive quelle derivanti dall'applicazione dell'IRPEF senza tenere conto né dei regimi sostitutivi né delle detrazioni diverse da quelle per tipo di reddito. Art. 4. (Principi e criteri direttivi specifici per la revisione del cuneo fiscale e contributivo sui redditi da lavoro) 1. Ai fini della revisione complessiva dell'imposizione personale sui redditi di cui all'articolo 3, nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo osserva, oltre ai principi e ai criteri direttivi generali fissati dal medesimo articolo 1, e ai principi e criteri direttivi specifici disposti dal citato articolo 3, anche i seguenti principi e criteri direttivi specifici per la revisione del cuneo fiscale e contributivo sui redditi da lavoro: a) rendere progressivi i contributi previdenziali, riducendo l'aliquota contributiva per indennità vecchiaia e superstiti (IVS), nel caso di rapporto di lavoro dipendente, dall'attuale 33 per cento ad almeno il 20 per cento per i primi 8.700 euro di retribuzione; b) ridefinire la ripartizione della quota contributiva tra datore di lavoro e lavoratore dipendente; c) stabilire il salario massimo di applicazione della riduzione contributiva, nella misura di almeno 25.000 euro; d) allineare le aliquote contributive per indennità vecchiaia e superstiti previste per la gestione dei lavoratori parasubordinati a quelle dei lavoratori dipendenti; e) potenziare la detassazione e decontribuzione del valore dei beni e servizi erogati ai lavoratori dipendenti nell'ambito di piani di welfare aziendale, provvedendo al riordino e alla razionalizzazione della disciplina vigente. 2. Gli interventi normativi disposti per attuare la revisione del cuneo fiscale previsto al comma 1 garantiscono in ogni caso il giusto equilibrio tra le parti al fine del raggiungimento della piena tutela del trattamento salariale minimo complessivo, avuto riguardo altresì alla tutela dei salari dalla perdita del potere d'acquisto dovuto a fenomeni inflattivi. Art. 5. (Princìpi e criteri direttivi specifici per la revisione dell'IRES e della tassazione del reddito d'impresa) 1. Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo osserva, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali fissati dal medesimo articolo 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici per la revisione dell'imposta sul reddito delle società (IRES) e della tassazione del reddito d'impresa: a) semplificazione e razionalizzazione della tassazione del reddito d'impresa, finalizzate alla riduzione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese, anche attraverso un rafforzamento del processo di allineamento tra valori civilistici e fiscali, con particolare attenzione alla disciplina degli ammortamenti, degli accantonamenti, delle rettifiche di valore, delle erogazioni liberali e alla revisione dei costi parzialmente e totalmente indeducibili; b) revisione della disciplina delle variazioni in aumento e in diminuzione apportate all'utile o alla perdita risultante dal conto economico per determinare il reddito imponibile, al fine di adeguarla ai mutamenti intervenuti nel sistema economico, anche allineando tendenzialmente tale disciplina a quella vigente nei principali Paesi europei; c) tendenziale neutralità tra i diversi sistemi di tassazione delle imprese, per limitare distorsioni di natura fiscale nella scelta delle forme organizzative e giuridiche dell'attività imprenditoriale; d) introduzione di una IRES ridotta da determinarsi in misura tale da garantire un differenziale sull'aliquota ordinaria non inferiore a 4 punti percentuali, a beneficio delle imprese che adottano sistemi di gestione certificati a favore dell'ambiente che destinano tale risparmio fiscale, anche sotto forma di crediti di imposta trasferibili, ad incremento del lavoro altamente qualificato; e) istituzione di una mini IRES, da determinarsi in misura tale da garantire un differenziale sull'aliquota ordinaria non inferiore a 8 punti percentuali, a beneficio delle grandi imprese che mantengono un rapporto, tra il salario più basso riconosciuto e lo stipendio complessivo del primo dirigente più alto in grado, non superiore a 1 su 50, destinando tale risparmio fiscale all'aumento dei salari minimi o all'incremento delle politiche attive per il lavoro; f) riconoscimento di agevolazioni fiscali, sotto forma di crediti d'imposta, cedibili o trasferibili con sconto in fattura, per le società di capitali che reinvestono l'utile prodotto in interventi di digitalizzazione dei processi aziendali, di ammodernamento tecnologico, impianti altamente tecnologici, innovativi, di energia rinnovabile o in efficienza energetica, riciclo dei materiali e in politiche attive del lavoro; g) nell'ambito della programmazione di cui all'articolo 1, comma 85, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, eliminazione dei sussidi fiscali ambientalmente dannosi a favore delle imprese a forte consumo di energia elettrica di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 dicembre 2017, della cui adozione è stata data comunicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 27 dicembre 2017. Art. 6. (Princìpi e criteri direttivi specifici per il graduale superamento dell'imposta regionale sulle attività produttive) 1.