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Quale difesa offrite a queste donne? Avrei un po' di pudore, ma non posso resistere dal chiedermi quale giubbotto o felpa il Ministro dell'interno e il Ministro della giustizia consigliano di indossare a queste donne. Quale pensano di indossare per difenderle? Quale sarà il giubbotto o la felpa di occasione? Chi andrà a trovare queste donne? Come farà a trovarle nella loro solitudine, nel loro silenzio, nella loro invisibilità. Tutto ciò è veramente inspiegabile e tuttavia ritroviamo una coerenza nella vostra intenzione di respingere questo emendamento. Ritroviamo la coerenza delle norme manifesto, della distrazione dai problemi che affliggono le persone, quella di un approccio verso le vittime di violenza, verso la violenza di questa società che non ci piace, ma rispetto alla quale vogliamo soprattutto offrire un'alternativa. Non è vero che per difendersi dalle violenze bisogna individuare qualcun'altro con cui prendersela, c'è un'altra strada. Oggi lo vogliamo dire con grande chiarezza agli italiani e alle italiane, a tutte le persone, perché noi ci rivolgiamo alle persone. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Senatrice Rossomando, avendo lei recepito il parere della Commissione bilancio, l'emendamento diventa identico all'emendamento 2.578 (testo 2). Ha chiesto di intervenire il rappresentante del Governo, sottosegretario Cominardi. Non si replica, dopo lei può aprire il dibattito. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, intervengo per fare un po' di chiarezza. C'è tutto l'interesse da parte di questo Governo a tutelare le donne vittime di violenza. Però, nello specifico di questo emendamento, non si tiene conto che in realtà, pensando di fare una cosa buona, si rischia di fare una cosa non buona. Ciò oltre al fatto che è stato anche espresso parere contrario da parte della Commissione bilancio. Ma il tema è che, se si toglie quella parte di reddito che va al nucleo familiare, in caso di una sola denuncia su qualcosa che magari non è accertato o reale, paradossalmente si va a danneggiare tutto il nucleo familiare, che magari è fatto anche da minori. Quindi l'emendamento, formulato in questo modo, non porta benefici nemmeno a chi eventualmente potrebbe essere soggetto a questo tipo di violenza. ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, ruberò solo un minuto. Bisogna sempre leggere bene le norme prima di parlare. In questo caso non si toglie al nucleo familiare, ma si esclude l'autore della violenza. Il testo è stato scritto più volte esattamente per trovare la soluzione migliore. Del resto, quando l'idea è giusta, ci si può applicare tutti per trovare la soluzione migliore, altrimenti l'alibi è troppo facile. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.703 (testo 3), che recepisce una condizione posta dalla 5 a Commissione, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 2.578 (testo 2), presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.516, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, identico all'emendamento 2.517. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.516, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, identico all'emendamento 2.517, presentato dalle senatrici Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.518, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . AUDDINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUDDINO (M5S) . Signor Presidente, in realtà volevo intervenire in dichiarazione di voto sull'emendamento 2.518. PRESIDENTE. L'abbiamo testé approvato, senatore. AUDDINO (M5S) . Signor Presidente, io avevo fatto segno di voler intervenire prima della votazione. PRESIDENTE. Allora cancelliamo la votazione. Intervenga pure per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. AUDDINO (M5S) . Grazie, signor Presidente. Il motivo della mia insistenza è legato al fatto che si tratta di un emendamento molto importante, quindi rubo qualche minuto all'Assemblea solo per dire che esso prevede di escludere il beneficiario del reddito cittadinanza nel caso in cui costui si sia dimesso volontariamente. Ciò vale per i dodici mesi successivi alle dimissioni. Ma è importante sottolineare che tale emendamento esclude dal beneficio del reddito di cittadinanza solo colui che si è dimesso e non il nucleo familiare, che quindi continuerà a percepire il reddito per la parte spettante. Era importante sottolineare questo aspetto perché nella formulazione attuale del testo del provvedimento non è così. Ripeto, l'emendamento 2.518 interviene per escludere solo colui il quale si è dimesso, escludendo ovviamente i casi per giusta causa. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.518, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti da 2.519 a 2.525. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.526. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, l'emendamento 2.526 chiede di escludere dalla platea dei beneficiari tutti coloro che abbiano riportato condanne penali per delitti non colposi particolarmente gravi. In particolare, si chiede di escludere coloro che hanno conseguito, con una o più condanne, una pena complessiva non inferiore a due anni. Da più parti si è sottolineato come il reddito di cittadinanza, in realtà, sia un incentivo al lavoro nero. Da più parti si è sottolineato - e con giusta ragione - come il reddito di cittadinanza sia un modo per demotivare chi è senza lavoro nella ricerca di un'occupazione. Da più parti - e di questo si occupa questo emendamento - si è sottolineato come il reddito di cittadinanza verrà conseguito da persone che vivono di malaffare, da delinquenti, da ladri, da sfruttatori della prostituzione, da spacciatori e quant'altro. Troviamo semplicemente assurdo sottrarre risorse a poveri per bene, per darle ai delinquenti. (Applausi dal Gruppo FdI). Con i vostri requisiti avranno diritto al reddito di cittadinanza anche pluricondannati per spaccio, per rapina, per sfruttamento della prostituzione e coloro che si sono resi responsabili di furti seriali in appartamenti e così via; persone che vivono in modo illecito avranno anche l'aiuto di Stato. Per questa ragione, chiediamo che quantomeno l'Assemblea escluda dal beneficio coloro che hanno conseguito gravi condanne.