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In tal senso, molto importante è anche l'impegno per la semplificazione normativa del dibattito pubblico, uno strumento strategico per aiutare le amministrazioni a focalizzare punti di forza e di debolezza, rischi e opportunità di opere pubbliche ad alto impatto sui territori. Occorre incentivarne l'utilizzo abbassando l'importo economico dell'opera per cui sono obbligatori attualmente 50 milioni di euro; bisogna soprattutto sollevare da qualsiasi contenzioso le opere che vi hanno fatto ricorso, seguendo in questo il sistema francese. Questo perché - e qui arrivo al punto più importante - il grande tema è quello di evitare rallentamenti nella realizzazione delle opere, cosa più che mai necessaria rispetto a quelle finanziate dal PNRR, che nel 2026 dovranno essere completate. In tal senso, la legge delega stabilisce altri punti degni di nota, come il dialogo competitivo, il partenariato e le procedure competitive con negoziazione. Importante sarà poi lo snellimento delle procedure di verifica, che troppo spesso rallentano i progetti, introducendo ad esempio ancora di più il principio del silenzio-assenso nel rapporto con la pubblica amministrazione. Signor Presidente, penso si sia fatto un buon lavoro e ringrazio a questo punto in primis i due relatori in Commissione e il rappresentante del Governo. La Commissione, che con il Governo ha intrapreso un rapporto dialettico serrato, è riuscita ad apportare una serie di migliorie, a riprova ancora una volta dell'importanza del lavoro parlamentare nell'esame di provvedimenti così delicati e complessi. La normativa sugli appalti pubblici merita un'armonizzazione anche rispetto alle indicazioni europee e alle modifiche intervenute in questi anni, che hanno reso incerto e confuso l'intero piano normativo. L'armonizzazione dev'essere ispirata al principio della semplificazione, ossia alla riduzione complessiva della mole normativa. Questa riforma è nevralgica non solo per il PNRR, ma per il processo complessivo di modernizzazione del Paese e di uso delle risorse pubbliche per la crescita e lo sviluppo, per la centralità del tessuto imprenditoriale. Il Governo agisca velocemente, spero senza alcuna funzione di supplenza di altri organi, perché non sarebbe un precedente di cui andare particolarmente orgogliosi. È con questo auspicio che annuncio il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie. (Applausi) . EVANGELISTA (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (IV-PSI) . Signor Presidente, oggi ci troviamo ad approvare un provvedimento cruciale almeno per due ragioni. In primo luogo, si tratta di un intervento che si è reso necessario per adeguare la normativa interna al diritto europeo ed evitare così le procedure di infrazione. Si badi bene: è un adeguamento che non è una mera questione astratta, ma ha importanti conseguenze pratiche. Sono molti, infatti, i problemi applicativi sorti a seguito dell'approvazione del codice degli appalti del 2016 e delle relative disposizioni integrative e correttive dei vari provvedimenti legislativi che nel tempo, anche se ispirati dall'esigenza di assicurare la coerenza dell'ordinamento nazionale con quello comunitario, hanno in parte derogato - in alcuni casi, anche in maniera permanente - alla disciplina contenuta nel codice dei contratti pubblici. La perdita progressiva dell'omogeneità dell'iniziale intervento del 2016 non ha fatto che acuirsi con l'emergenza epidemiologica e con i successivi interventi normativi, spesso d'urgenza, che si sono susseguiti nel corso di questi ultimi due anni. Dunque, lo scopo della legge delega che ci apprestiamo a votare ha questa ratio complessiva: restituire alle disposizioni codicistiche semplicità e chiarezza di linguaggio, riducendo e razionalizzando le norme sul punto. La seconda ragione dell'adozione di questa riforma rientra a pieno titolo tra gli impegni recentemente assunti dal Governo con il PNRR e che necessitano di interventi celeri e contingenti nel tempo. In sintesi, Presidente, tre sono le linee direttrici seguite dalla legge delega in materia di contratti pubblici: intanto, norme più semplici e chiare per assicurare efficienza e tempestività nell'affidamento, nella gestione e nell'esecuzione di contratti e concessioni; in secondo luogo, tempi certi per le procedure di gara per la stipulazione dei contratti e la realizzazione degli appalti, comprese le opere pubbliche, che dovranno essere sempre più orientate all'innovazione e alla sostenibilità; infine, rafforzamento della qualificazione e specializzazione del personale operante nelle stazioni appaltanti. Si tratta di obiettivi ambiziosi, ma imprescindibili per l'efficiente realizzazione delle infrastrutture e il rilancio dell'attività imprenditoriale del nostro Paese, e irrinunciabili, se si vuole concretamente garantire la piena ripresa dell'economia italiana dopo la pandemia da Covid-19. In Commissione lavori pubblici abbiamo cercato di concentrare il nostro lavoro su poche, ma mirate modifiche. Voglio precisare che si tratta di interventi che hanno trovato una sinergia condivisa fra le diverse forze di maggioranza, a testimonianza del fatto che il lavoro parlamentare può e dev'essere un arricchimento migliorativo. Ringrazio per questo i relatori, il senatore Cioffi e la senatrice Pergreffi, nonché la vice ministra Bellanova ed il ministro D'Incà per la disponibilità al dialogo dimostrata durante tutto il corso dei lavori, ma anche per le integrazioni e le modifiche concesse. Tra le modifiche più rilevanti, voglio ricordare l'attenzione mostrata al tema della sostenibilità ambientale. Abbiamo approvato misure volte a garantire il rispetto dei criteri di responsabilità energetica e ambientale nell'affidamento degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, attraverso la definizione di criteri ambientali minimi da rispettare obbligatoriamente e differenziati per tipologia di importi di appalto. In merito al tema della sostenibilità sociale, invece, abbiamo predisposto misure che favoriscono la partecipazione delle piccole e medie imprese alle procedure d'appalto. Ricordo, in particolare, la previsione della possibilità di procedere alla suddivisione degli appalti in lotti e del divieto di accorpamento artificioso. Di enorme importanza, sempre grazie al lavoro emendativo, è la norma che impone alle stazioni appaltanti l'obbligo di inserire nei bandi di gara un regime obbligatorio di revisione dei prezzi al verificarsi di particolari condizioni di natura oggettiva e non prevedibili al momento della formulazione dell'offerta. Si tratta di una modifica significativa e indispensabile. La pandemia ci ha dimostrato come il quadro economico e sociale di un Paese possa mutare rapidamente da un momento all'altro. Significa prestare attenzione all'equilibrio contrattuale, soprattutto in un settore cruciale come quello dei contratti pubblici. Il lavoro in Commissione è andato anche in un'altra direzione, quella dell'attenzione verso il lavoro e la tutela dei lavoratori. Abbiamo predisposto misure che escludono la possibilità di effettuare - in sede di offerta - ribassi relativamente ai costi della manodopera e della sicurezza, prevedendo l'applicazione delle medesime tutele economiche e normative per tutti i lavoratori impiegati nell'esecuzione dell'appalto, siano essi in subappalto o dipendenti dell'appaltatore.