[resaula]

quanto sopra è conseguenza del fatto che dal 2007 non si espletano presso il Ministero concorsi per nuovi dirigenti, mentre gli attuali diminuiscono inesorabilmente di numero, per pensionamento o premorienza; sempre più spesso uno stesso dirigente deve accollarsi più di una soprintendenza, anche quando non abbia partecipato all'interpello che metteva a bando quella sede, e talvolta anche il segretariato regionale; altre volte l'amministrazione ricorre a dirigenti ministeriali provenienti da direzioni generali diverse dalla soprintendenza o, persino, a soggetti esterni al dicastero se non all'intera pubblica amministrazione, come nel caso citato della direttrice dei musei reali di Torino, uno degli istituti dotati di autonomia speciale; considerato inoltre che: altro aspetto critico è la ripartizione del personale nelle sedi delle diverse soprintendenze del Piemonte: a Torino, oggi, l'organico ammonta a poco più di 90 unità (quindi è leggermente in soprannumero rispetto alla pianta organica), mentre gli uffici con sede a Novara e ad Alessandria, benché coprano ben 7 province, pari al 70 per cento del territorio piemontese, contano insieme, oggi, circa 35 persone, perché dopo un iniziale periodo di collaborazione in cui diversi funzionari hanno operato a scavalco tra più sedi, tutti i dipendenti che prima della riforma coprivano l'intera regione sono rientrati nel capoluogo e oggi si occupano solo della provincia di Torino; la soprintendenza per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, in specie, dovrebbe avere 54 unità ma ne ha solo 14 a fronte di un territorio che, per estensione e numero di comuni, non differisce molto da quello torinese: 6.605 chilometri quadrati contro 6.821 e 318 contro 316; la situazione anomala descritta è anch'essa una conseguenza diretta della riforma, perché nessun dipendente di Torino ha voluto spostarsi su Novara o Alessandria, né poteva essere trasferito d'ufficio ad una distanza superiore a 50 chilometri dal proprio domicilio; nelle due nuove SABAP piemontesi sono stati incardinati, perciò, quasi solo funzionari usciti dall'ultimo concorso, ovviamente penalizzati dal mancato passaggio di consegne con i "predecessori" a fronte di un territorio assai variegato, ricco di laghi, montagne e altre zone di pregio paesaggistico (come Monferrato e astigiano), dove i vincoli specifici sono moltissimi e l'entità del lavoro cospicua; non meno rilevanti ai fini dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità dell'azione amministrativa ma comuni alle nuove soprintendenze SABAP del Piemonte e delle altre regioni sono la mancanza di una biblioteca, dell'archivio storico, di laboratori di restauro, di depositi archeologici (rimasti a Torino), di auto di servizio per le missioni da svolgere sui territori a fini di tutela e di controllo dei cantieri in corso, siano essi archeologici, di restauro eccetera; a fare difetto sono soprattutto i fondi per il funzionamento ordinario degli uffici: restano scoperte le utenze elettriche non meno di quelle per il riscaldamento, i saldi dei fornitori non meno dei pagamenti delle missioni dal 2018 ad oggi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di prendere atto delle disfunzioni create ai dipendenti non meno che agli utenti dalla riorganizzazione del dicastero da lui stesso voluta e se, previa assunzione del personale che sarà reclutato con i concorsi banditi dal suo predecessore ma finora non espletati, nonché indizione di un nuovo concorso per dirigenti, che ne assuma ben più dei 65 oggi previsti (di cui solo 4 archeologi), non reputi necessario restituire alla macchina amministrativa la capacità di svolgere i propri compiti istituzionali. Atto n. 3-01679 CORRADO PAVANELLI ANGRISANI PISANI Giuseppe PRESUTTO MORRA TRENTACOSTE GIANNUZZI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico Premesso che: risulta agli interroganti che, in relazione alla centrale del Mercure, nel parco nazionale del Pollino, riconvertita alla produzione di energia elettrica a biomassa, le Regioni Calabria e Basilicata, l'ente parco nazionale del Pollino, Enel produzione SpA, i Comuni di Castelluccio inferiore e Castelluccio superiore (Potenza), Laino Borgo, Laino Castello (Cosenza), Lauria (Potenza), Mormanno e Papasidero (Cosenza) e le segreterie regionali calabrese e lucana delle organizzazioni sindacali abbiano sottoscritto, in data 14 ottobre 2014, un accordo di compensazione; l'accordo, siglato a valle delle attività del tavolo di confronto istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il 5 giugno 2013 tra i soggetti citati e ai sensi del documento di intenti del 23 settembre successivo, tra le misure di compensazione e riequilibrio ambientale calibrate su ciascun settore, prevedeva, in materia di "tutela e salvaguardia ambientale e della salute e sicurezza delle popolazioni", l'istituzione di un osservatorio ambientale; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: nell'accordo si stabilisce (art. 5) che l'osservatorio ha "natura giuridica di associazione senza scopo di lucro", è coordinato dall'ente parco ma finanziato da Enel in quanto proprietaria dell'impianto (cui è subentrata dallo scorso anno la Mercure Srl, facente capo al fondo F2i sgr), con 100.000 euro all'anno per i primi 8 anni; il consiglio di amministrazione dell'osservatorio è costituito da rappresentanti di enti con i quali Enel ha stabilito elargizioni di somme considerevoli: a cominciare dall'ente parco del Pollino, destinatario di un totale previsto di 4 milioni di euro e il cui presidente, Domenico Pappaterra, è anche presidente del consiglio di amministrazione. Inoltre il presidente del parco è pure presidente dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria (Arpacal); le citate elargizioni riguardano anche i Comuni di Castelluccio inferiore, Castelluccio superiore, Lauria, Laino Castello, Mormanno e Papasidero per una somma complessiva di 8.800.000 euro (1.100.000 euro all'anno), mentre Laino Borgo, sede dell'impianto, percepisce 400.000 euro all'anno; le Regioni Calabria e Basilicata hanno ricevuto, una tantum , 750.000 euro ciascuna; valutato che, a quanto risulta: sono assicurati dai finanziamenti anche i compensi del responsabile scientifico dell'osservatorio che, "specificamente finalizzato alla promozione di ricerche e studi in campo ambientale, a cura di esperti indipendenti, di provata competenza tecnico-scientifica, individuati dall'osservatorio stesso", ha tuttavia prodotto fin qui ben poco e, sembrerebbe, di qualità scientificamente scadente; il report sulle emissioni della centrale reso noto di recente, ancora in forma preliminare e incompleta, aspramente criticato sotto il profilo metodologico e scientifico da associazioni ambientaliste e non solo, si aggiunge, infatti, ad un solo precedente: quello commissionato alla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, facente capo ad Edo Ronchi, che annovera tra i soci la stessa Enel;