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2 I dipendenti pubblici o privati, all'atto dell'assunzione del mandato parlamentare o delle cariche di cui all'articolo 2, sono collocati in aspettativa o nell'analoga posizione prevista dagli ordinamenti di provenienza, senza pregiudizio della propria posizione professionale o di carriera. 3 La titolarità di cariche di Governo statali, regionali e locali è altresì incompatibile con: a l'esercizio di attività professionali o di lavoro autonomo, anche in forma associata o societaria, di consulenza e arbitrali, anche a titolo gratuito; b l'esercizio di attività imprenditoriali, anche per interposta persona o a mezzo di società fiduciarie, salvo che si tratti di piccolo imprenditore di cui all'articolo 2083 del codice civile. 4 In ragione dello svolgimento di attività professionali o di lavoro autonomo possono essere percepiti, dopo l'assunzione di una carica di Governo, soltanto i proventi riferiti a prestazioni svolte prima dell'assunzione della carica, purché il loro ammontare sia determinato in misura fissa da disposizioni di legge o regolamentari o sia già stato pattuito con atto di data certa antecedente all'assunzione della carica. 5 L'imprenditore individuale, che non rientri nella definizione di piccolo imprenditore ai sensi dell'articolo 2083 del codice civile, salva l'applicazione degli articoli 7 e 8 della presente legge, istituisce in ogni caso un trust o provvede alla nomina di uno o più institori ai sensi degli articoli da 2203 a 2207 del medesimo codice civile. 6 I titolari di cariche di Governo statali, regionali e locali non possono, nei ventiquattro mesi successivi alla cessazione dalla carica: a ricoprire le cariche di cui al comma 1, lettera c); b assumere impieghi o svolgere lavori pubblici o privati diversi da quelli per i quali erano stati collocati in aspettativa o nell'analoga posizione prevista dagli ordinamenti di provenienza all'atto di assunzione della carica; c svolgere attività professionali o di lavoro autonomo, anche in forma associata o societaria, di consulenza e arbitrali, anche a titolo gratuito, inerenti a settori nei quali hanno esercitato le loro funzioni pubbliche; d svolgere, anche per interposta persona o a mezzo di società fiduciarie, attività imprenditoriali inerenti a settori nei quali hanno esercitato le loro funzioni pubbliche, salvo che si tratti di piccoli imprenditori ai sensi dell'articolo 2083 del codice civile. 7 Le situazioni di incompatibilità dei membri del Parlamento sono accertate ai sensi dell'articolo 66 della Costituzione dalla Camera di appartenenza, secondo le norme del rispettivo Regolamento, sulla base delle dichiarazioni di cui all'articolo 4 della presente legge. 8 Le situazioni di incompatibilità dei titolari di cariche di Governo sono accertate dall'Autorità, sulla base delle dichiarazioni di cui all'articolo 4, entro trenta giorni dal ricevimento delle stesse. Nel caso in cui l'Autorità rilevi l'esistenza di una situazione di incompatibilità, essa invita l'interessato ad esercitare l'opzione nel termine di venti giorni, decorso il quale senza che la causa di incompatibilità sia stata rimossa, si intende che il titolare della carica di Governo abbia optato per il mantenimento della carica che ha dato luogo all’incompatibilità. L'Autorità comunica al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei deputati e al Presidente del Consiglio dei ministri l'invito all'opzione e, trascorso il termine per la stessa, la decisione assunta dal titolare della carica di Governo o il mancato esercizio dell'opzione, anche per l'eventuale adozione dei provvedimenti conseguenti. 6 (Obbligo di astensione) 1 Entro trenta giorni dal ricevimento delle dichiarazioni di cui all'articolo 4, l'Autorità accerta se i titolari delle cariche di cui all'articolo 2 si trovino in una situazione di conflitto di interessi. 2 Nel caso in cui l'accertamento di cui al comma 1 dia esito positivo, ferma restando l'applicazione delle misure per la prevenzione dei conflitti di interessi, di cui agli articoli 7 e 8, l'Autorità determina, con proprio provvedimento, le specifiche ipotesi in cui il titolare di una delle cariche di cui all'articolo 2 è tenuto ad astenersi dall'adottare o dal concorrere ad adottare atti o provvedimenti o dal partecipare a deliberazioni collegiali. 3 In caso di violazione dell'obbligo di astensione determinato dall'Autorità ai sensi del comma 2, l'Autorità informa l'autorità giudiziaria e, tenuto conto della gravità della violazione, applica una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra 50.000 euro e 500.000 euro, disponendo altresì la pubblicazione del provvedimento sanzionatorio in almeno tre quotidiani a diffusione nazionale, nonché la divulgazione in apposito spazio informativo inserito nei notiziari delle emittenti radiotelevisive pubbliche nella fascia di massimo ascolto. La pubblicazione e la trasmissione sono eseguite a spese dell'interessato. 7 (Individuazione delle situazioni di conflitto di interessi di natura patrimoniale e relativi strumenti di prevenzione) 1 Qualora, entro trenta giorni dal ricevimento delle dichiarazioni di cui all'articolo 4, l'Autorità accerti, nei confronti del titolare di una carica di Governo di cui ai commi 2, 3 e 4 dell'articolo 2, la sussistenza di una situazione di conflitto d'interessi ai sensi dell'articolo 1, commi 2 e 3, rispetto alla quale, in relazione alla natura o alla consistenza del patrimonio, risulti inadeguata la previsione dell'obbligo di astensione ai sensi dell'articolo 6, essa dispone che siano adottati gli strumenti preventivi di separazione degli interessi di cui al presente articolo. 2 La sussistenza di una situazione di conflitto di interessi ai sensi dell'articolo 1, commi 2 e 3, tale da richiedere che siano adottati gli strumenti preventivi di separazione degli interessi di cui al presente articolo è in ogni caso presunta quando il titolare di una carica di cui ai commi 2, 3 e 4 dell'articolo 2 ha la proprietà, il possesso o comunque la disponibilità, anche per interposta persona o per il tramite di società fiduciarie, di rilevanti partecipazioni in imprese operanti nei settori della difesa, dell'energia, del credito e del risparmio, delle opere pubbliche di preminente interesse nazionale, dei servizi pubblici erogati in regime di concessione o di autorizzazione, della pubblicità, a meno che l'Autorità non accerti, con provvedimento motivato, sentite eventualmente le competenti autorità di settore, la posizione marginale dell'impresa nel relativo settore. 3 Ai fini della presente legge, si considerano rilevanti le partecipazioni di controllo o che partecipino al controllo ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile e dell'articolo 7 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, nonché le partecipazioni superiori al 3 per cento del capitale sociale, nel caso di società quotate in mercati regolamentati, o al 9 per cento negli altri casi.