[ddlpres]

6 (Riconoscimento di tartufaie controllate e coltivate) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, insieme alle associazioni riconosciute di tartufai e tartuficoltori nonché alle università e agli enti di ricerca del settore, disciplinano le modalità e le procedure per il rilascio e la revoca dell'attestazione di riconoscimento della tartufaia controllata o coltivata, con particolare riferimento alla certificazione dell'impresa vivaistica relativa all'avvenuta micorizzazione e a quanto disposto ai sensi dell'articolo 4, comma 2. 2 Il rilascio dell'attestazione di cui al comma 1 del presente articolo consente l'apposizione delle tabelle delimitanti le tartufaie stesse e il conseguente esercizio del diritto alla ricerca e alla raccolta riservata, ai sensi dell'articolo 7. 3 La singola tartufaia controllata non può superare la superficie di tre ettari per ciascuna azienda agricola o altra persona fisica o giuridica. Tra una tartufaia controllata e l'altra deve essere previsto un corridoio di almeno 500 metri. 7 (Proprietà sui tartufi e delimitazione delle tartufaie controllate e coltivate) 1 I soggetti che conducono le tartufaie coltivate o controllate hanno diritto di proprietà sui tartufi prodotti. Tale diritto di proprietà si estende a tutti i tartufi, di qualunque specie essi siano, purché vengano apposte apposite tabelle delimitanti le tartufaie stesse, ai sensi del comma 2. 2 Le tabelle di cui al comma 1 devono essere poste ad almeno 2 metri di altezza dal suolo, lungo il confine del terreno, ad una distanza tale da essere visibili da ogni punto di accesso e in modo che da ogni cartello sia visibile il precedente e il successivo, con la scritta a stampatello ben visibile da terra: «Raccolta di tartufi riservata» e l'indicazione del numero e della data di rilascio o di rinnovo dell'attestazione di cui all'articolo 6, comma 1. 3 Le tabelle sia nei fondi singoli sia in quelli consorziati non sono sottoposte a imposta di registro. 8 (Consorzi volontari) 1 I titolari di aziende agricole e forestali o coloro che a qualsiasi titolo le conducono possono costituire consorzi volontari per la difesa, la raccolta e la commercializzazione del tartufo nonché per l'impianto di nuove tartufaie controllate. 2 Nel caso di contiguità dei fondi dei consorziati, le tabelle delimitanti di cui all'articolo 7 possono essere apposte sul perimetro del comprensorio consorziato purché nel rispetto di quanto previsto all'articolo 6, comma 3. 3 I consorzi possono usufruire delle agevolazioni fiscali e creditizie previste per i singoli conduttori di tartufaie. 4 Qualora le aziende consorziate interessano il territorio di più regioni o province autonome tra loro confinanti, le stesse regioni o province autonome possono stabilire, d'intesa tra loro e per quanto di rispettiva competenza, apposite norme per garantire l'uniformità legislativa e regolamentare dell'attività del consorzio. II RACCOLTA DEI TARTUFI 9 (Disciplina della raccolta dei tartufi) 1 La ricerca e la raccolta di tartufi sono libere nei boschi, nei terreni non coltivati, nei terreni demaniali e lungo i corsi d'acqua. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano la ricerca e la raccolta libere di cui al comma 1 e istituiscono un registro in cui annotare annualmente la quantità di prodotto commercializzato nell'anno e raccolto nel proprio territorio, distinto per generi e specie. 3 Nelle tartufaie controllate o coltivate delimitate dalle tabelle previste dall'articolo 7, il diritto di ricerca e di raccolta è riservato al conduttore del fondo che lo detiene, ai coadiuvanti membri della propria famiglia, ai lavoratori dipendenti regolarmente assunti per la coltivazione del fondo, nonché, per i terreni condotti in forma consorziata, ai membri dei consorzi che conducono la tartufaia. 4 La ricerca deve essere effettuata con l'ausilio del cane a ciò addestrato, in numero massimo di due per raccoglitore. Lo scavo per la raccolta deve essere eseguito con l'apposito attrezzo, il vanghetto o la vanghella, e deve essere limitato al punto ove il cane lo abbia iniziato. 5 È in ogni caso vietata nelle operazioni di raccolta e di ricerca: a la lavorazione andante del terreno, ad eccezione degli interventi di conservazione per la gestione delle tartufaie controllate o in progetti autorizzati di conservazione e manutenzione delle tartufaie naturali; b la raccolta dei tartufi immaturi; c la mancata riempitura delle buche aperte per la raccolta; d la ricerca e la raccolta del tartufo al di fuori degli orari e dei periodi previsti nei calendari di raccolta di cui all'articolo 12; e la ricerca e la raccolta dei tartufi senza l'ausilio del cane, o con più di due cani compresi quelli in addestramento. 10 (Abilitazione a praticare la ricerca e la raccolta) 1 Il raccoglitore di tartufi deve essere munito di un apposito tesserino di idoneità che ne abilita e autorizza la ricerca e la raccolta. Il tesserino di idoneità è rilasciato agli aspiranti raccoglitori che hanno frequentato un apposito corso e superato un esame. Sono esentati dalla prova d'esame coloro che sono già muniti del tesserino alla data di entrata in vigore della presente legge. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano il rilascio, a seguito dell'esame di cui al comma 1, nonché il rinnovo del tesserino di idoneità. Sul tesserino devono essere riportate le generalità e la fotografia del titolare. 3 L'età minima dei raccoglitori è fissata a sedici anni. 4 Le autorizzazioni di ricerca e raccolta di cui al comma 1 hanno valore sull'intero territorio nazionale. L'efficacia dell'autorizzazione è subordinata al pagamento dell'imposta stabilita dalla regione, o dalla provincia autonoma, ove si intende praticare la raccolta. Qualora il raccoglitore intende praticare la raccolta in più regioni, è tenuto a pagare ciascuna delle imposte stabilite dalle regioni, o dalle province autonome, in cui intende praticare la raccolta. 5 Il tesserino ha una validità pari a sette anni. 6 I raccoglitori di tartufi su fondi di loro proprietà non sono soggetti agli obblighi di cui al presente articolo. 11 (Disposizioni in merito alla tracciabilità del prodotto) 1 Il raccoglitore, al fine di consentire il controllo e il monitoraggio da parte delle autorità preposte, annota alla fine della giornata di raccolta su una scheda predisposta dalla regione, o dalla provincia autonoma, a cui allega copia del tesserino di cui all'articolo 10, la zona territoriale, la data, la quantità e le specie di tartufi raccolte. 2 Entro il 31 gennaio di ogni anno il raccoglitore invia alla regione o alla provincia autonoma competente la scheda di cui al comma 1 relativa all'anno precedente. 3 In caso di mancato adempimento della disposizione del comma 2, la regione provvede a comunicare al raccoglitore la riduzione dei giorni previsti per esercitare l'attività di ricerca e raccolta di tartufi.