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sia le parole del nostro Presidente del Consiglio sulla spesa per gli armamenti, sia le azioni del Ministro della difesa come implementazione di una direttiva ministeriale sulla politica industriale della Difesa segnano un importante punto di rottura con il passato, un punto di svolta e un'inversione della rotta che ci rendono ottimisti. Su questo la politica sia unita. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Piarulli. Ne ha facoltà. PIARULLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento di cui discutiamo oggi in quest'Aula ha avuto un iter molto lungo, nonché particolarmente complesso e travagliato. È un disegno di legge nato a seguito di previsioni normative a livello sia nazionale sia internazionale, nonché di importanti interventi giurisprudenziali: la sentenza n. 120 del 2018 della Corte costituzionale ha sancito infatti l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1475, comma 2, del codice dell'ordinamento militare, che impediva ai militari di costituirsi in associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali. Questa sentenza prevede invece che i militari possano costituirsi in associazioni professionali a carattere sindacale, alle condizioni e con i limiti fissati dalla legge; non possono aderire invece ad altre associazioni sindacali. L'articolo 39 della Costituzione sancisce il fondamentale principio di libertà sindacale: «L'organizzazione sindacale è libera e non può essere imposto ai sindacati altro obbligo se non la loro registrazione (...)». Partendo da questi presupposti e dalla mia precedente professione di direttore di carcere, responsabile capo delle contrattazioni decentrate dei tavoli nell'ambito della direzione con organizzazioni sindacali di polizia penitenziale, ho fatto questa precisazione in quanto ho contezza di cosa sia il sindacato, del suo sviluppo e, soprattutto, delle opportunità che può rappresentare per una pubblica amministrazione. Il sindacato è parte integrante del nostro sistema, frutto di battaglie culminate appunto nell'articolo 39 della Costituzione. Qualsiasi conflitto possa esserci, anche il più acceso, tra datore di lavoro e lavoratore, pur prendendo atto delle specificità, può rappresentare un momento costruttivo per entrambi. Proprio per questi motivi avevo presentato un disegno di legge che mutuava le normative della Polizia di Stato e della Polizia penitenziaria, risalenti rispettivamente agli anni Ottanta e Novanta, ma che già prevedevano il limite secondo il quale i sindacati tutelano gli interessi della categoria, senza interferire nella direzione dei servizi e nei compiti operativi. La precisazione di questo limite è molto importante, proprio perché dimostra che il diritto sindacale non può essere esercitato in maniera indiscriminata: piuttosto, si affievolisce nel momento in cui bisogna tutelare un'attività prevalente di interesse pubblico, come per esempio la carenza di personale, le missioni all'estero o l'esigenza di sedare sommosse. Questi erano i limiti all'esercizio del diritto sindacale, che quindi non viene esercitato in dispregio di norme e di tutti i diritti, ma piuttosto ha questa regola rilevante. Nonostante non ci sia stata la recezione in toto di tali norme già collaudate e sperimentate, questa legge è fondamentale, perché introduce istituti quali il diritto di assemblea, la possibilità di utilizzare locali per esercitare tale diritto, il numero totale di distacchi, i poteri negoziali nella contrattazione nazionale e soprattutto la previsione delle pari opportunità anche negli incarichi sindacali (proprio perché sappiamo che le donne in quest'ambito rappresentano ancora oggi una minoranza e hanno esigenze particolari), nonché la trasparenza e la possibilità di comunicazione all'esterno, rappresentando le proprie problematiche, sempre nel rispetto dei diritti. Questa legge, anche se interviene con decenni di ritardo ed è migliorabile, sicuramente rappresenta un momento fondamentale, perché mira a tutelare i diritti sociali e civili dei militari: come MoVimento 5 Stelle, pertanto, non possiamo che esserne contenti. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Il relatore non intende intervenire in sede di replica. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. PUCCIARELLI, sottosegretario di Stato per la difesa . Signor Presidente, gentili colleghi senatori, permettetemi di ringraziare tutti i nostri militari impegnati nei teatri operativi sia in patria sia all'estero. (Applausi) . Desidero cogliere quest'occasione per ringraziare tutti per il grande lavoro svolto in relazione al testo di legge in esame. Da oltre quarant'anni il tema del dialogo e del confronto costruttivo tra comandanti e personale militare di ogni ordine, grado e livello di responsabilità ha sempre avuto massima attenzione nel comparto difesa e ha trovato nel sistema della rappresentanza militare, istituito con la legge n. 382 del 1978, uno strumento attuativo capillare ed efficace ancora oggi oggetto di trasversale apprezzamento da parte dei nostri militari. La sentenza n. 120 dell'11 aprile 2018 della Corte Costituzionale ha eccepito sulla legittimità costituzionale dell'articolo 1475, comma 2, del codice dell'ordinamento militare, con cui si vietava ai militari di costituire associazioni professionali a carattere sindacale. Il discendente impegno dimostrato dalla Commissione, dal suo Presidente e dal relatore nello sviluppo del disegno di legge n. 1893 ha continuato a dare evidenza di quanto siano alte la cura e l'attenzione nell'individuare la migliore sintesi possibile tra un argomento sentito nel tessuto sociale e la salvaguardia dell'operatività di una componente istituzionale di cruciale rilevanza, com'è il comparto militare. Rinnovo pertanto il mio plauso per aver lavorato coralmente al raggiungimento di un obiettivo dettato da una sentenza della Corte costituzionale, che determina una nuova prospettiva per l'associazionismo sindacale militare. È una realtà, quella delle associazioni professionali a carattere sindacale tra militari (le cosiddette APCSM), che a questo punto diventa parte integrante del sistema militare e pertanto assume anch'essa il dovere di contribuire al miglior funzionamento di questa peculiare organizzazione. All'interno della discussione sono stati evidenziati diversi punti sui quali occorre lavorare. Mi riferisco, ad esempio, al tema della specificità, alla questione legata al pensionamento e al tema della tutela sanitaria e legale. Le nostre Forze armate meritano tutto il nostro appoggio, perché sono comunque il nostro fiore all'occhiello in ogni scenario e teatro operativo. Sono il nostro orgoglio italiano! (Applausi) . PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. La Presidenza dichiara improponibile, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità di materia rispetto al contenuto del disegno di legge, l'emendamento 9.22. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge n. 1893, nel testo proposto dalla Commissione.