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la X Flottiglia MAS (dal 1° maggio 1944, con l'unificazione di vari battaglioni, rinominata in Divisione fanteria di marina X, anche se è meglio nota semplicemente solo e soltanto come X MAS) è stato un corpo militare indipendente, ufficialmente di fanteria di marina della Marina nazionale repubblicana della Repubblica sociale italiana, attivo dal 1943 al 1945; la X Flottiglia MAS al nord, al comando del capitano di fregata Junio Valerio Borghese, in seguito all'armistizio di Cassibile, strinse accordi di alleanza con il capitano di vascello Berninghaus della Marina da guerra germanica; il reparto della Repubblica sociale fascista si distinse con continue e feroci azioni di rastrellamento di partigiani e di elementi antifascisti in genere, talvolta in stretta collaborazione con i nazisti, azioni che di solito si concludevano con la cattura, le sevizie, la deportazione e l'uccisione degli arrestati; considerato che: la legge n. 645 del 1952 sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche; è vietata perciò la ricostruzione del PNF, del PFR e del NSDAP; ogni tipo di apologia è punibile con un arresto dai 18 mesi ai 4 anni; la norma prevede sanzioni detentive anche per i colpevoli del reato di apologia, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampa; la pena detentiva è accompagnata dalla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici; è compito delle amministrazioni comunali l'esercizio del controllo e della verifica sugli esercizi pubblici, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza difatti riportati in premessa e come intenda dare piena applicazione alla legge Scelba ed alla Costituzione italiana. Atto n. 4-01421 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: in una lettera inviata il 7 marzo 2019 al Ministro in indirizzo, il consiglio nazionale forense, il consiglio del notariato e quello dei dottori commercialisti e esperti contabili, in relazione al bando di selezione pubblica (promosso dal Dipartimento del tesoro, Direzione IV) presieduto dallo stesso Ministero, per l'affidamento di incarichi biennali di consulenza "a titolo gratuito" aventi per oggetto "tematiche complesse attinenti al diritto, nazionale ed europeo, societario, bancario e/o dei mercati e intermediari finanziari", evidenziano come tali mandati riguardino tematiche economico-giuridiche particolarmente complesse, per le quali è necessaria significativa competenza e professionalità, come peraltro confermato dai requisiti professionali richiesti ai partecipanti nel bando medesimo; al riguardo, gli stessi consigli degli ordini professionali rilevano che per quanto consapevoli che l'articolo 6, comma 7, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, abbia imposto a tutte le pubbliche amministrazioni limiti stringenti di spesa annua per studi e incarichi di consulenza, tale per cui essa non può essere superiore al 20 per cento di quella sostenuta dalla stessa amministrazione nel 2009, ciononostante risulterebbe che la suddetta Direzione non sia altrettanto consapevole che, con la legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio per il 2018), è entrato in vigore il principio dell'equo compenso, in forza del quale è fatto preciso obbligo ad una serie di "contraenti forti" (tra cui le pubbliche amministrazioni) di garantire al professionista incaricato un compenso commisurato alla quantità e alla qualità del lavoro richiesto ed effettivamente svolto; a tal fine, gli ordini dei professionisti evidenziano che, poiché non è concepibile che l'osservanza di una previsione di legge che attiene al contenimento della spesa pubblica sia assicurata attraverso la palese violazione di un'altra norma di legge, che attiene al rispetto della dignità del lavoro, rilevano la necessità che lo stesso Ministero intervenga presso la Direzione interessata, affinché ritiri il bando, provvedendo ad inviare idonee istruzioni a tutte le articolazioni e che simili episodi non abbiano a ripetersi; gli stessi consigli nazionali al riguardo confermano altresì che, in un'ottica di positiva collaborazione tra istituzioni, la professionalità da loro svolta risulta certamente pronta a supportare l'attività della pubblica amministrazione, attraverso le proprie strutture ed i propri centri studi, in una logica di confronto e approfondimento di tematiche complesse che rientrano nell'oggetto proprio della professioni di cui sono espressione, senza nulla pretendere, se non il riconoscimento della predetta adesione; quando tuttavia si esce dalla dinamica istituzionale tra pubbliche amministrazioni e corpi intermedi, per entrare in quella individuale dell'affidamento di incarichi di consulenza specifici a singoli professionisti che prestano la propria opera come qualsiasi altro lavoratore, a giudizio dei consigli dei professionisti non è accettabile che proprio le pubbliche amministrazioni sviliscano, aggirino e in definitiva violino quel principio di civiltà che è l'equo compenso, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa; se non convenga che le criticità espresse da parte dei consigli nazionali forense, del notariato e dei dottori commercialisti e esperti contabili, in relazione al bando di selezione pubblica, promosso dal Dipartimento del tesoro, Direzione IV, siano giustificate e condivisibili, in particolare in relazione alla violazione della norma sull'equo compenso; in caso affermativo, quali iniziative urgenti e necessarie intenda intraprendere, al fine di porre rimedio al bando di selezione pubblica, ed evitare, oltre alla violazione delle regole, che i professionisti interessati possano essere lesi nell'esercizio della loro attività. Atto n. 4-01422 MOLLAME ABATE NATURALE PUGLIA AGOSTINELLI QUARTO ORTOLANI GALLICCHIO PIRRO ACCOTO GAUDIANO FATTORI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: sono di competenza dello Stato le funzioni amministrative concernenti l'ordinamento e la tenuta di registri di varietà e di libri genealogici, dei relativi controlli funzionali, quando è richiesta la unicità per tutto il territorio nazionale (art. 71, lett. d) , del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616);