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Disposizioni per la tutela della dignità dei lavoratori attraverso l'istituzione del marchio etico del lavoro di qualità. Onorevoli Senatori . – La finalità del presente disegno di legge è quella di favorire la promozione e la tutela dei diritti dei lavoratori, attraverso una certificazione delle imprese che garantisca ai consumatori l'eticità dell'intera filiera produttiva. In base alle stime dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), il tasso di lavoro regolare tra gli addetti all'agricoltura è il più elevato tra tutti i settori economici, attestandosi al 24,2 per cento nel 2018, con un'incidenza del lavoro irregolare tra i lavoratori dipendenti pari al 34,9 per cento. Applicando il tasso di irregolarità al totale dei lavoratori dipendenti nel settore agricolo nel 2018 (circa 470.000 lavoratori), si ottiene una stima di lavoratori irregolari di circa 164.000 unità, che non tiene conto però dei lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno. Le stime del Ministero dell'economia e delle finanze indicano che l'evasione fiscale contributiva per i lavoratori dipendenti irregolari nel solo settore agricolo nel 2016 si attestava tra i 642 milioni e il miliardo di euro. Questo torbido mondo sommerso rappresenta un contesto ideale per i business delle attività criminali, che gestiscono, attraverso i caporali, le fasi di intermediazione, reclutamento e organizzazione della manodopera, in aperta violazione delle disposizioni normative in materia di orario di lavoro, minimi salariali, contributi previdenziali, salute e sicurezza sul lavoro, nonché in materia di diritti umani e civili, laddove vengono imposte ai lavoratori più vulnerabili condizioni di vita disumane e degradanti. Secondo la relazione del Ministero dell'economia e delle finanze sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale contributiva riferita al 2019, la gestione illegale della domanda e dell'offerta di lavoro e le infiltrazioni mafiose nella filiera agroalimentare muovono in Italia un'economia illegale e sommersa di oltre cinque miliardi di euro. In Italia però questo sistema criminale di intermediazione e sfruttamento del lavoro non riguarda solo il settore agricolo ma anche quello dei trasporti, delle costruzioni, della logistica e dei servizi, e non coinvolge solo i migranti provenienti dai diversi continenti, ma con notevole frequenza anche i cittadini europei, ivi compresi quelli italiani. Il rispetto dei diritti dei lavoratori rappresenta l'unica condizione in grado di consentire il passaggio da un modello economico ultraliberista incentrato sulla logica del profitto, che produce le condizioni per lo sfruttamento e la schiavitù, a una nuova economia sociale di mercato in cui le aziende si considerano eticamente responsabili delle risorse umane e del benessere dei lavoratori. Poiché l'impresa deve essere tutelata come bene d'ordine del Paese in quanto produttrice di benessere e sostegno sociale della comunità, si ritiene indispensabile l'introduzione di un nuovo modello di controllo delle relazioni economiche, commerciali e finanziarie. In quest'ottica, l'istituzione del « marchio etico del lavoro di qualità » intende accompagnare gli imprenditori convenzionali nella conversione a modelli etici e sostenibili, attraverso l'incentivazione e la promozione delle realtà produttive rispettose di alti standard di sicurezza e qualità del lavoro. Attraverso la certificazione etica del lavoro sarà infatti possibile attestare la conformità del sistema organizzativo-gestionale delle imprese a parametri di stabilità e durata del lavoro, sicurezza nei luoghi di lavoro, valorizzazione professionale dei lavoratori e promozione di un modello partecipativo di relazioni sindacali. La trasparenza in ordine al comportamento e alle procedure attivate dai datori di lavoro per ottenere un risultato rappresenta un elemento fondamentale del percorso che si propone per questa variazione di strategia comportamentale, nel quale il consumatore, al quale oggi nulla viene detto sull'eticità della filiera produttiva, diventa finalmente protagonista in quanto consapevole. La certificazione etica della filiera produttiva intende colmare questa lacuna, perseguendo l'obiettivo di valorizzare pienamente la qualità del lavoro, perché un prodotto garantito come etico acquista un valore e un'attrattiva superiore sul mercato mondiale rispetto agli altri prodotti presenti. Il presente disegno di legge si rivolge alle aziende che vorranno distinguersi dal punto di vista della qualità del lavoro, garantendo ai consumatori l'eticità di una filiera conforme ad elevati standard di qualità, prevedendo agevolazioni fiscali per le aziende che attraverso il marchio etico del lavoro di qualità garantiscono il valore aggiunto dei propri prodotti realizzati senza alcun tipo di sfruttamento dei lavoratori.. 1 (Istituzione del marchio etico del lavoro di qualità) 1 La presente legge ha lo scopo di favorire la promozione e la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, riducendo gli ostacoli che impediscono la realizzazione della persona nel lavoro, nonché di garantire la protezione dei consumatori attraverso la piena e corretta informazione in ordine al ciclo produttivo delle merci e dei prodotti, attraverso l'istituzione del marchio etico del lavoro di qualità, di seguito denominato « marchio etico ». 2 Il marchio etico è rappresentato da un segno distintivo da apporre su merci e prodotti realizzati dalle aziende produttive italiane che, avendo aderito a uno specifico regime di controllo di elevati standard di qualità del lavoro, garantiscono l'eticità dell'intero ciclo produttivo e il rispetto dei requisiti stabiliti dalla presente legge. 2 (Organismo indipendente di valutazione della qualità del lavoro) 1 La titolarità del marchio etico spetta all'Organismo indipendente di valutazione della qualità del lavoro, di seguito denominato « Organismo », istituito presso il Ministero dello sviluppo economico. 2 L'Organismo è costituito da un ufficio di presidenza e da un comitato consultivo. 3 L'ufficio di presidenza è composto da un presidente e da due membri scelti tra persone di comprovata indipendenza, competenza ed esperienza nelle materie giuridiche, economiche e sociali. I componenti dell'ufficio di presidenza durano in carica tre anni, possono essere confermati per una sola volta e non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza nel campo della certificazione SA 8000. 4 Il comitato consultivo dura in carica tre anni ed è composto da: a i componenti dell'ufficio di presidenza; b un rappresentante dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro; c un rappresentante dell'Ispettorato nazionale del lavoro; d un rappresentante dell'Istituto nazionale della previdenza sociale; e tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale; f un rappresentante delle associazioni imprenditoriali; g un rappresentante delle associazioni dei consumatori; h un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico; i un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 5 L'Organismo: a cura la registrazione del marchio etico ai sensi dell'articolo 11 del codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, e dell'articolo 74 del regolamento (UE) n. 1001/2017 del Parlamento europeo, del 14 giugno 2017; b adotta tutte le iniziative necessarie per ottenere la tutela internazionale del marchio etico presso Paesi terzi, ai sensi delle norme vigenti in materia;