[resaula]

negli ultimi anni la Thales Alenia Space, la maggiore società produttrice di satelliti in Europa, presente in Italia sin dal 1988 e specializzata nei settori della sicurezza, dei trasporti, della difesa, dell'aerospazio e dello spazio, sta vivendo una situazione di difficoltà determinata da una forte compressione del mercato aerospaziale ; Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67 per cento) e Leonardo (33 per cento), opera in Italia attraverso Thales Alenia Space Italia e conta circa 2.300 addetti dislocati presso i siti di Milano, Torino, Roma e L'Aquila; nell'ultimo decennio, il settore dei satelliti per telecomunicazioni ha vissuto una drastica contrazione, come denota il fatto che nel 2010 furono ordinati ben 29 satelliti, mentre nel 2018 il numero è sceso sino a 9; la situazione è aggravata dalle recenti vicende interne al gruppo, a motivo delle scelte operate dalla dirigenza francese, che hanno condotto ad alcuni licenziamenti individuali, senza che il gruppo dirigente italiano di Thales Alenia Space Italia abbia opposto alcuna resistenza; nei giorni scorsi è stata organizzata una manifestazione davanti alla sede romana dell'azienda, al fine di manifestare solidarietà ai dipendenti licenziati; all'iniziativa di protesta hanno preso parte anche diversi ingegneri e tecnici, sventolando tricolori e bandiere italiane proprio per rimarcare il fatto che l'azienda è anche italiana, in virtù della joint venture avviata tra il gruppo Thales e il gruppo Leonardo; è del tutto evidente che, ancora una volta, un'azienda straniera scende in Italia, non con l'intento di collaborare, ma di determinarne le sorti in modo autoreferenziale, in questo caso in un settore strategico anche per la difesa, quale quello aerospaziale, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo stiano valutando di assumere, al fine di salvaguardare i posti di lavoro degli operatori di Thales Alenia Space Italia e porre un argine ad operazioni industriali mascherate da accordi, in modo da tornare ad avere autonomia sotto il profilo gestionale delle aziende di eccellenza con profili di interesse pubblico, come la Thales Alenia Space, per un vero rilancio aziendale e industriale. Atto n. 4-02872 AIMI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 3 febbraio 2020, l'Alta Corte del Sindh ha deciso per la validità del matrimonio di una 14enne cristiana, Huma Younous, con il suo rapitore di religione musulmana. Si è trattato del primo caso arrivato in tribunale grazie ad "Aiuto alla Chiesa che soffre": i giudici del Pakistan, tuttavia, hanno deciso in base alla legge della sharia e non alla legge formale, che vieta il matrimonio con minorenni; in altre parole, il riferimento normativo non è stato il "Child marriage restraint act", la legge che vieta i matrimoni con minori entrata in vigore nel 2014 nella provincia del Sindh e finora mai applicata. L'avvocato della ragazza, Tabassum Yousaf, in tale circostanza ha dichiarato: "Evidentemente in Pakistan queste leggi vengono formulate e approvate soltanto per accreditare il Paese agli occhi della comunità internazionale, chiedere fondi per lo sviluppo e commerciare gratuitamente i prodotti pakistani nel mercato europeo"; Huma era stata rapita il 10 ottobre a Karachi, capitale del Sindh, da un gruppo di adulti musulmani e poi "presa in moglie" da un uomo chiamato Jabbar. Al processo la giovane, ancora sequestrata dal "marito", non si è potuta presentare; è evidente che tale sentenza costituisce un precedente pericolosissimo sul fronte della tutela dei minori e delle donne in Paesi che, solo in apparenza, sembrano voler operare una transizione positiva verso la democrazia e verso il riconoscimento dei diritti umani. Ogni anno, come riportano fonti di stampa, sono oltre mille le ragazze, cristiane e indù, che vengono rapite, violentate, costrette a convertirsi all'Islam e a sposare un musulmano; a parere dell'interrogante, occorre adottare iniziative urgenti e non più rinviabili per mettere il Pakistan di fronte alle proprie responsabilità: tra queste, la sospensione degli aiuti allo sviluppo o del sistema tariffario agevolato grazie al quale il Paese può commerciare con l'Europa in condizioni di favore, si chiede di sapere: quale sia la posizione del Governo in merito alle gravissime vicende esposte; quali iniziative di carattere normativo si intenda assumere, affinché cessino tali barbarie; quali azioni si intenda mettere in campo per condannare definitivamente l'applicazione della sharia nei Paesi come il Pakistan dove le leggi laiche e democratiche vengono sistematicamente superate; in che modo il Governo intenda agire per rivendicare con fermezza il rispetto dei diritti umani universalmente riconosciuti in quei Paesi con i quali l'Italia intrattiene rapporti commerciali ed economici; se in Italia sia monitorato il fenomeno delle spose bambine, se esistano report ufficiali al riguardo o se si intenda promuovere tali indagini, anche al fine di intensificare i controlli e mettere in campo azioni a tutela delle vittime. Atto n. 4-02873 IWOBI CENTINAIO ARRIGONI VESCOVI LUCIDI PELLEGRINI Emanuele CANDURA MALAN Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e della salute Premesso che: per cercare di contenere nuove infezioni da coronavirus le autorità italiane hanno sospeso i collegamenti con la Repubblica popolare cinese; su disposizione del Ministro della salute l'Enac ha provveduto a sospendere tutti i collegamenti aerei tra l'Italia e la Cina fino al 28 aprile 2020; l'Enac ha esteso arbitrariamente tale divieto, oltre a Hong Kong e a Macao, anche alla Repubblica di Cina (Taiwan), non avendo il Ministro della salute fatto comunicazione in merito e nella consapevolezza che Taiwan è un'entità territoriale con propria personalità giuridica internazionale diversa dalla Repubblica popolare cinese come specificato in una nota, dell'ottobre 2009, dal capo dell'unità per il contenzioso diplomatico; Taiwan non è una provincia cinese ma è un Paese con una propria sovranità e un proprio Governo democraticamente eletto; dal 2011 i cittadini taiwanesi entrano nei Paesi dell'Unione europea senza visto per soggiorni entro i 90 giorni, e tale esenzione vale anche per i cittadini dei Paesi dell'Unione europea che si recano a Taiwan e, inoltre, il passaporto taiwanese è esentato di visto da oltre 140 Paesi del mondo, a differenza di quello della Cina continentale esente per solamente 70 Paesi; dal 2012 anche gli Stati Uniti d'America hanno abolito il visto d'ingresso per i cittadini di Taiwan, che è divenuta così il quinto Paese asiatico a cui Washington ha concesso questa importante liberalizzazione; la sospensione è stata decisa verso Taiwan, che presenta solo un caso in più della Germania o di altri Paesi europei; mentre per altri Paesi limitrofi alla Cina continentale, con casi accertati di contagi da coronavirus molto superiori, non è stata presa nessuna assicurazione; il numero di casi di coronavirus registrati a Taiwan è uguale alla Germania (10) e inferiore all'Australia (12), e i voli per questi due Paesi continuano regolarmente; Taiwan è una libera democrazia di quasi 24 milioni di cittadini che godono di tutti i diritti politici, civili, religiosi e sociali.