[ddlpres]

Disposizioni in favore delle attrici e degli attori professionisti e delle produzioni teatrali, nonché istituzione del liceo delle arti e dei mestieri dello spettacolo. Onorevoli Senatori . – Con il presente disegno di legge si intende realizzare un riconoscimento giuridico della professione di attore, in quanto aspetto indispensabile per qualsiasi tipo di tutela previdenziale, lavorativa e assicurativa. A tal fine è fondamentale definire con precisione gli elementi significativi a caratterizzare lo status di attrice e di attore, distinguendo così tra attività professionale e attività occasionale o secondaria e creando lo strumento, da sempre ritenuto imprescindibile, per il successo di ogni rivendicazione, per la creazione di una coscienza di categoria e per la riconoscibilità istituzionale della stessa. Il riconoscimento giuridico passa inevitabilmente dalla definizione dello status di attore e dalla creazione del « registro nazionale delle attrici e degli attori professionisti » in base ai requisiti individuati, condivisi e riconosciuti dalla categoria stessa. Il fine della compilazione di questo registro, che non sarà certo definitiva perché rappresenterà un elenco dinamico, aggiornato progressivamente con i nuovi artisti che matureranno i requisiti, vuole essere quello di indicare quale debba essere il confine di appartenenza o meno alla categoria di « attore professionista », di chi cioè vive di questa professione. Ciò al fine del riconoscimento dei diritti correlati. La realizzazione di questo registro non vuole, e non potrebbe mai, mirare ad escludere dall'esercizio della professione chi non vi rientrasse. Le produzioni resteranno sempre libere di assumere anche un assoluto debuttante. Né mira a sancire chi è attore e chi no. Mira a dare forza e identità alla categoria di chi del lavoro di attore ha fatto una professione su cui contare. Inoltre, sappiamo tutti che al cinema e nell'audiovisivo non esiste un contratto nazionale di lavoro, per cui non sono considerati lavorativi tutti i giorni dedicati alle prove trucco, alle prove costumi, alle prove con il regista, allo studio e alla preparazione di un ruolo, né tutti i giorni di disponibilità (non retribuita) quando si è sotto contratto. Ci sarà chi nel 2019 ha avuto problemi di salute senza essere sotto contratto, quindi è rimasto fuori da ogni tutela, proprio perché a tutt'oggi non esiste uno status di attore con relative salvaguardie. Il presente disegno di legge intende fissare, all'articolo 1, il principio che deve ritenersi rientrante nella categoria degli attori professionisti colui il quale, per un periodo di almeno cinque anni, ha percepito più del 50 per cento del proprio reddito complessivo da questa attività artistica. L'articolo 2 istituisce, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il registro nazionale delle attrici e degli attori professionisti, fermo restando che il registro non costituisce, in alcun modo, un albo professionale e la mancata iscrizione allo stesso non preclude in alcun modo la possibilità di esercitare la professione di attrice e di attore. Con l'articolo 3, si interviene sul decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 182, in materia di regime pensionistico per i lavoratori dello spettacolo iscritti all'INPS, apportando una modifica al nuovo regime pensionistico del settore operato dalla riforma Dini. In Italia, un milione di persone sono occupate nell'industria della cultura per un valore aggiunto di 59 miliardi di euro, pari al 4 per cento del PIL italiano. Nel 2019 si contano 327.000 lavoratori nel settore dello spettacolo. I lavoratori provengono dall'ex Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo (ENPALS), quello che era il Fondo dello spettacolo ora confluito nell'INPS. Dai dati INPS forniti nel corso di un'audizione alla Camera del Presidente Tridico, l'11 dicembre 2020, nell'ambito dell'indagine conoscitiva in materia di lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo, risulta che per il Fondo dello spettacolo solo nel 2019 ci sono state entrate per 1,3 miliardi di euro contro prestazioni per 936 milioni di euro, nel complesso il Fondo registra un avanzo di 5,4 miliardi di euro. Una delle ragioni di questo avanzo si trova nel modo in cui i lavoratori dello spettacolo maturano la pensione. Il gruppo A è la fetta di lavoratori dello spettacolo più fragile, ai quali sono richieste 120 giornate lavorative all'anno per maturare un anno di anzianità. Le 120 giornate sono probabilmente un numero eccessivo: per la maggior parte degli artisti le retribuzioni sono basse e quindi è difficile maturare l'anzianità retributiva e, pur maturandola, i contributi restano molto bassi e così, di conseguenza, la pensione. Una seconda ragione è che i lavoratori autonomi dello spettacolo non accedono ad assegni familiari, maternità o alla nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego (NASpI). Il requisito di 120 giornate lavorative per il gruppo A per ottenere l'anzianità retributiva è stata una modifica del 1997; fino a quel momento il requisito era di 60 giornate annue. Quest'ultimo requisito riteniamo sia da reintrodurre. Con l'articolo 4 si fissa il principio che all'attore professionista con contratto di lavoro subordinato, che risulti iscritto al Fondo pensioni per i lavoratori dello spettacolo (FPLS), spetta l'indennità di malattia corrisposta dall'INPS; inoltre se ne stabiliscono i criteri per la corresponsione e gli importi. L'articolo 5 istituisce l'indennità di disoccupazione per la categoria, applicando la NASpI, che viene riconosciuta agli attori in stato di disoccupazione, che possano far valere, nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, almeno dieci settimane di contribuzione e dieci giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione, ivi incluse le giornate di lavoro per le prove. Con l'articolo 6 si stabilisce che, date le enormi difficoltà causate dalla pandemia da COVID-19 che ha letteralmente azzerato la possibilità di lavoro nel settore, per gli anni 2020 e 2021 è riconosciuto alle attrici e agli attori un bonus pari ai contributi previdenziali nominali necessari al raggiungimento del numero di giornate lavorative annuali necessarie per maturare il diritto al trattamento previdenziale. Con l'articolo 7 si ritiene importante dare la possibilità, oltre che al cinema anche al teatro, di poter beneficiare dei crediti d'imposta per le produzioni teatrali, cedibili dal beneficiario a intermediari bancari, finanziari e assicurativi in compensazione dei propri debiti d'imposta o contributivi. L'articolo 8 istituisce il liceo delle arti e dei mestieri dello spettacolo, di durata quinquennale sull'esempio anglosassone. Infine l'articolo 9 prevede la necessaria copertura finanziaria del complesso degli interventi che si auspica vengano condivisi più largamente possibile, ai fini dell'attuazione di misure attese da anni dalla categoria.. 1 (Riconoscimento della qualifica di attrice e di attore professionista) 1 La qualifica di attrice e di attore professionista è riconosciuta a coloro i cui redditi derivanti da tale professione, o da altre professioni dello spettacolo, comprese consulenze, direzioni artistiche, insegnamento della recitazione, costituiscono più del 50 per cento del reddito complessivo da lavoro, per l'intero periodo della vita professionale e che sono in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti: