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Si punta all'assegnazione di punteggio per titoli e non anche per esperienza maturata. In ogni caso, anche in questo contesto viene istituita una commissione ad hoc . Meno male - e lo sottolineo - che questo doveva essere il Governo del cambiamento: come diciamo sempre, e purtroppo, cambiamento sì, ma in peggio. Nel disegno di legge concretezza si parla anche di rimborso dei buoni pasto ai dipendenti pubblici della società emettitrice fallita Qui!Ticket. Per fortuna, grazie a un emendamento di Forza Italia, è stato inserito l'obbligo di fideiussione che le società emettitrici devono ora garantire ai titolari degli esercizi convenzionali, ma non sono stati previsti aiuti per i pubblici esercizi che hanno subito un danno economico grave per il fallimento. Come potete continuare a girare la testa dall'altra parte davanti a chi rischia, tra l'altro, per responsabilità non proprie? Non vi è una ratio con cui si porta avanti una visione organica della pubblica amministrazione che si vuole e che verrà. Dovrebbe essere un piano di ristrutturazione adeguato alle pubbliche amministrazioni locali. Al contrario, risulta un provvedimento centralista. In questo passaggio, non solo permangono le criticità evidenziate in prima lettura. Anzi, in qualche caso si sono apportate modifiche peggiorative, tali per cui le già scarse risorse destinate vengono spalmate su una platea più vasta. Si afferma che le piccole e medie imprese beneficeranno in maniera indiretta del provvedimento, perché avranno rapporti con un'amministrazione più efficiente, dando per scontato che le norme in esso contenute saranno funzionali per l'obiettivo. Ma abbiamo già visto come questo sia irrealistico. Certo, l'efficienza della pubblica amministrazione è obiettivo lodevole e condivisibile, ma perseguendola - nel contesto attuale italiano - con le modalità del disegno di legge concretezza, è chiaro che queste norme rimarranno, nella migliore delle ipotesi, attuate a macchia di leopardo, lasciando, quindi, la situazione inalterata dal punto di vista dell'efficienza. Ancora una volta, molto rumore, molta propaganda per nulla! Cominciamo, invece, una buona volta a pensare a uno sgravio degli adempimenti burocratici, ormai indifferibile, che da solo costituirebbe un vero risparmio in termini di tempo e di costi per tutti. Tutto questo non c'è, né qui, né negli altri provvedimenti che riguardano la pubblica amministrazione. Il Governo non ha saputo cogliere le priorità: è un bel pacchetto di inconcretezza! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, Fratelli d'Italia non può che ribadire quanto già detto nel corso delle precedenti letture al Senato e alla Camera, dove abbiamo votato contro un provvedimento che, di concretezza, ha soltanto il titolo. Noi ci saremmo aspettati che si mettesse mano a una reale riforma della pubblica amministrazione, per fare in modo che i cittadini e le imprese potessero trovare una burocrazia amica, uno Stato in grado di aiutarli e che dia quei servizi che, in molti casi, sono completamente e tragicamente negati al cospetto di tasse molto esose versate nelle casse dello Stato. Invece, ci troviamo sostanzialmente di fronte a un provvedimento spot , che dice che, attraverso il riconoscimento biometrico, vengono identificati, e magari puniti, i cosiddetti furbetti del cartellino. Ebbene, noi vogliamo dirlo senza ambiguità e infingimenti: i furbetti del cartellino vanno puniti in maniera severa, perché chi ha la fortuna di avere un impiego non può offendere e mortificare le tante persone, soprattutto giovani, che non hanno una tale possibilità. Ma questo non deve comportare la mortificazione del ruolo di persone che fanno il proprio dovere, anche di alta professionalità, che hanno scelto di servire lo Stato quando avrebbero potuto svolgere un ruolo di manager in attività private, anche con stipendi molto elevati e importanti. La verità è che il problema va affrontato dove esiste; va colpito chi si rende colpevole di condotte che naturalmente devono essere stigmatizzate e affrontate con provvedimenti mirati, seri e severi, che - a nostro avviso - possono portare fino al licenziamento in tronco. Tutto questo però non avviene. Si pensa di affrontare il problema con la creazione di un nucleo centralizzato, per il quale si spenderanno circa 4 milioni di euro, una spesa assolutamente inutile perché l'organismo sarà l'ennesimo che si andrà a sovrapporre a coloro che hanno già compiti di ispezione. Avevamo auspicato, come Fratelli d'Italia, che il comparto della scuola venisse escluso dal riconoscimento biometrico perché siamo convinti che la nobile funzione dell'insegnamento non potesse conoscere un'ulteriore caduta di autorevolezza. Bene: il comparto della scuola è stato escluso, ma ci troviamo nell'assurdo che i dirigenti scolastici sono sottoposti invece al riconoscimento biometrico. È come dire che chi è sottoposto alle dipendenze funzionali del dirigente non viene controllato, mentre il capo sì. Peraltro - come hanno ben detto i colleghi che mi hanno preceduto - i dirigenti scolastici svolgono una funzione a copertura di più plessi, un ruolo di relazione con gli enti e le istituzioni del territorio. Risulta pertanto davvero incomprensibile la volontà di sottoporli a identificazione. Il mio Gruppo aveva presentato in Commissione l'emendamento 2.4, che è stato incredibilmente respinto. Riteniamo che dare una risposta ai dirigenti scolastici avrebbe dovuto essere una questione di buon senso. Ricorriamo, in ultima via, all'appello che l'Associazione nazionale dei dirigenti pubblici e delle alte professionalità della scuola (ANP) ha inoltrato alla Presidenza del Senato, chiedendo la soppressione dell'articolo 2 del cosiddetto disegno di legge concretezza perché sono sottoposti davvero a una discriminazione inaccettabile. Facciamo nostro tale appello, anche se non siamo fiduciosi, perché abbiamo riscontrato un capovolgimento del principio "punirne uno, per educarne cento". Qui si finisce per punire tutti e non educare nessuno. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli senatori, membri del Governo, consentitemi di fare una riflessione molto attuale. Qualche giorno fa ho parlato con il sindaco di un piccolo Comune del mio collegio, oggetto di cronaca per la sparatoria di un tabaccaio nei confronti di un uomo che si era introdotto nella sua proprietà privata, che mi ha chiesto perché il Governo non dà maggiori risorse ai Comuni per controllare i territori, soprattutto quelli facenti parti di amministrazioni piccole, dove esistono delle attività commerciali che sappiamo essere importanti per presidiare la vivacità del territorio.