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Esame e rinvio) Il senatore DI MICCO ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge in titolo, di ratifica dell'accordo che istituisce un partenariato per rafforzare il regolare dialogo politico tra l'Unione europea e l'Afghanistan, per migliorare le relazioni fra le due Parti e per sviluppare la cooperazione in molteplici settori, fra cui la sicurezza, lo sviluppo sostenibile e il commercio, anche al fine di promuovere la collaborazione in ambito multilaterale e incoraggiare l'inserimento dell'Afghanistan nel sistema economico internazionale. L'Accordo prevede anche la cooperazione fra l'Unione europea e l'Afghanistan nella lotta contro il terrorismo, la corruzione, il riciclaggio di denaro, il crimine organizzato e il traffico di sostanze stupefacenti, così come nella gestione delle migrazioni. L'Accordo stabilisce inoltre un'importante piattaforma di dialogo per la promozione e il sostegno di valori quali il rispetto dei princìpi democratici, lo Stato di diritto e la pace, contribuendo anche al sostegno dei diritti umani e delle libertà fondamentali, fra cui la parità fra uomo e donna. Con l'Accordo, oggetto di ratifica, viene codificata e disciplinata la cooperazione tra l'Unione europea e l'Afghanistan iniziata nel 2001 e inclusa nella strategia dell'Unione europea a favore dell'Afghanistan per il periodo 2014-2016. L'Afghanistan è, altresì, incluso nel programma indicativo pluriennale 2014-2020, nell'ambito dello strumento di cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea. La vasta gamma di materie trattate, sia di competenza dell'Unione, sia di competenza dei Paesi membri, inserisce il documento in quelli che sono definiti "accordi misti" e che, pertanto, necessita della sottoscrizione sia dell'UE che dei singoli Stati membri. Va evidenziato, tuttavia, che le parti di competenza dell'UE, sono già applicate in via provvisoria a decorrere dal 1° dicembre 2017, mentre le restanti, di competenza statale, verranno applicate quando l'accordo sarà ratificato da tutti gli Stati membri (avviso pubblicato sulla GUUE L 273 del 24 ottobre 2017). L'applicazione provvisoria avrà effetto a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo alla data di ricevimento della notifica dell'Unione europea relativa all'espletamento delle procedure necessarie a tal fine, e del deposito dello strumento di ratifica, da parte dell'Afghanistan, conformemente alle sue procedure e alla sua legislazione applicabile. L'Accordo è valido per un periodo iniziale di dieci anni ed è automaticamente prorogato per periodi consecutivi di cinque anni, a meno che una delle Parti notifichi per iscritto sei mesi prima della scadenza della sua validità, la propria intenzione di non prorogarlo. Come precisato anche nella relazione tecnica allegata al provvedimento in esame, i costi derivanti dall'attuazione della cooperazione rafforzata, dal funzionamento del Comitato Misto e dall'organizzazione di dialoghi settoriali sarà interamente a carico dell'UE. Il provvedimento, infatti non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il relatore presenta quindi uno schema di parere favorevole, allegato al resoconto di seduta, considerato che non sussistono profili di criticità in ordine alla compatibilità del disegno di legge con l'ordinamento dell'Unione europea. Interviene la senatrice BONINO ( Misto-PEcEB ) per conoscere il numero dei Paesi che hanno già provveduto alla ratifica dell'Accordo, esprimendo perplessità in relazione ai recenti sviluppi interni all'Afghanistan che non lasciano prefigurare un'evoluzione positiva in termini di valori democratici e civili, e di attuazione degli obiettivi posti dallo stesso Accordo. Il relatore DI MICCO ( M5S ) rassicura sul fatto che l'Accordo non entrerà in vigore in via definitiva se non dopo la ratifica di tutte le Parti firmatarie. Il PRESIDENTE , in base ad informazioni reperite sul sito internet del Consiglio UE, informa che hanno proceduto alla ratifica ad oggi i seguenti Paesi: Afghanistan, Bulgaria, Repubblica ceca, Germania, Estonia, Spagna, Ungheria, Croazia, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Malta, Portogallo, Romania, Finlandia e Slovenia. Manca ancora la ratifica di Belgio, Austria, Cipro, Danimarca, Francia, Regno Unito, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Svezia, Slovacchia e della stessa Unione europea. Il senatore LOREFICE ( M5S ) chiede un rinvio al fine di svolgere un approfondimento. La senatrice FEDELI ( PD ), per converso, dichiara che avrebbe espresso un voto favorevole. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. TUTELA VITTIME VIOLENZA DI GENERE DDL 1200 Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere (Parere alla 2ª Commissione. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 9 maggio. Il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, illustra uno schema di parere favorevole, pubblicato in allegato al resoconto, in cui, preliminarmente richiama la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), la proposta di decisione del Consiglio del 4 marzo 2016 (COM(2016) 109), relativa alla conclusione da parte dell'Unione europea della Convenzione di Istanbul, e la risoluzione del Parlamento europeo del 12 settembre 2017. Evidenzia quindi come vengano in rilievo l'articolo 2 e l'articolo 3, paragrafo 3, secondo comma, del TUE (parità tra uomini e donne), gli articoli 8 (parità tra uomini e donne) e 19 (lotta alle discriminazioni basate sul sesso) del TFUE, gli articoli 21 (non discriminazione) e 23 (parità tra uomini e donne) della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nonché la legislazione dell'Unione europea vigente in materia di ordine di protezione europeo (direttiva 2011/99/UE), diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato (2012/29/UE), sfruttamento e abuso sessuale dei minori (direttiva 2011/93/UE), asilo e migrazione (direttiva 2004/81/CE). Nelle osservazioni, rileva che la Convenzione di Istanbul include, al Capitolo V ("Diritto sostanziale"), specifiche clausole convenzionali di interesse penalistico volte a sancire obblighi di penalizzazione di condotte costitutive di fattispecie di violenza, ovvero lesive di diritti fondamentali e discriminatorie. Tra le condotte nelle quali può sostanziarsi la violenza di genere la Convenzione annovera anche le mutilazioni genitali femminili (articolo 38) e il matrimonio forzato (articolo 37). Andrebbe, quindi, valutata l'opportunità di inserire tali fattispecie, previste nell'ordinamento italiano, rispettivamente, dall'articolo 583- bis c.p. (Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili) e dall'articolo 558- bis c.p. (Costrizione o induzione al matrimonio), come introdotto nel disegno di legge in esame, nel catalogo dei reati contro la violenza domestica e di genere, al fine di assicurare anche a questi delitti la particolare disciplina prevista dal disegno di legge.