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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 15 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 14,30. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Proposta di indagine conoscitiva sui profili internazionali del commercio delle armi Il PRESIDENTE riferisce sui contenuti della proposta di indagine conoscitiva in titolo, osservando che essa è primariamente finalizzata a fornire un approfondimento conoscitivo ed un contributo di riflessione sull'eventuale impatto, in termini geopolitici, nelle aree di crisi e di conflitto, dell'esportazione dei materiali di armamento da parte del nostro Paese. Ricorda, in proposito, che la Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, predisposta ai sensi dell'articolo 5 della legge 9 luglio 1990, n. 185, rappresenta un indispensabile strumento per consentire al Parlamento di esercitare il suo controllo. L'ultima di queste relazioni (Doc. LXVII, n. 1 relativa al 2017), comunicata alla Presidenza del Senato lo scorso 4 aprile, offre una dettagliata ed approfondita ricognizione sulle autorizzazioni relative agli scambi dei materiali d'armamento da parte delle industrie italiane nel 2017 e consente altresì un approfondito confronto rispetto al recente passato sui Paesi di destinazione e sui volumi del materiale transitato. La Relazione, in particolare, informa che, nel 2017, il valore complessivo delle autorizzazioni per movimentazioni di materiali d'armamento è stato di 10,72 miliardi di euro, di cui 10,34 miliardi per movimentazioni in uscita dall'Italia (in decremento del 30,70 per cento rispetto all'anno precedente) e 387 milioni di euro per movimentazioni in entrata in Italia (- 45,70 rispetto all'anno precedente). La stessa relazione informa come si sia registrato un aumento nel numero dei Paesi destinatari delle licenze di esportazione nel 2017 (85 rispetto agli 82 del 2016), a fronte di un numero medio di Stati destinatari delle vendite nei quinquenni precedenti nettamente inferiore (78 nel periodo 2011-2015, 62 nel periodo 2001-2005 e 56 nel periodo 1991-1995). Rispetto ai 9,5 miliardi del 2017, il valore medio delle autorizzazioni individuali alle esportazioni nei medesimi quinquenni considerati è stato rispettivamente di 4,4 miliardi di euro, 1,2 miliardi di euro e 1 miliardo di euro. Nel 2017, 2 Stati, Qatar e Regno Unito, sono risultati destinatari di licenze di valore complessivo superiore al miliardo di Euro; 11 Paesi (erano 7 nel 2016) con valori compresi tra 100 milioni e 1 miliardo di euro e 24 con valori compresi tra 10 milioni e 100 milioni. Nel 2017, inoltre, il valore dei trasferimenti intracomunitari e delle esportazioni, rispettivamente nei Paesi UE e NATO, è stato pari al 42,5 per cento del totale, il rimanente 57,5 per cento nei Paesi extra UE/NATO. Fra i primi 10 Paesi di destinazione, in particolare, 7 sono Paesi NATO, dei quali 5 UE, l Paese arabo, l africano e 1 asiatico. Questi aspetti e le loro implicazioni, in termini di proiezione internazionale dell'Italia, potrebbero essere ulteriormente approfonditi attraverso una mirata indagine conoscitiva, avente l'intento di valutare la piena compatibilità della vendita dei prodotti bellici dell'industria nazionale con gli interessi della politica estera del Paese. Il senatore Stefania CRAXI (FI-BP) è dell'avviso che, in questo particolare momento della vita nazionale, emergono altri generi di priorità che non quello riguardante il commercio internazionale delle armi. Una di queste priorità è rappresentata sicuramente dal drammatico rientro di numerosi connazionali dal Venezuela, indotti a rimpatriare a causa dell'aggravamento delle condizioni economiche e sociali in quel Paese. Condivide tale rilievo il senatore AIMI (FI-BP), preannunciando il voto contrario della propria parte politica all'avvio dell'indagine conoscitiva, sottolineando, nel merito, come la proiezione internazionale dell'industria italiana della difesa costituisca un settore d'avanguardia dell'export nazionale. Anche secondo il senatore ALFIERI (PD) la proposta di indagine in titolo non risulta prioritaria, e non è stata precedentemente inclusa tra i temi di approfondimento condivisi, in seno alla Commissione tra i vari Gruppi. Esprime perplessità sull'espletamento della suddetta indagine il senatore URSO (FdI), il quale, tuttavia, preannuncia il voto di astensione della propria parte politica, a condizione che l'indagine medesima non si trasformi in uno strumento propagandistico volto a penalizzare un settore strategico, peraltro a forte componente pubblica, dell'economia nazionale. Interviene, quindi, il presidente PETROCELLI , il quale, tenendo a rassicurare i colleghi, ribadisce come la predetta indagine abbia un ambito assai circoscritto, mirando ad approfondire solo le ricadute internazionali della produzione di armamenti, al solo scopo di permettere al Parlamento di ponderare i diversi profili e le diverse dinamiche sottese a tale commercio. Ricorda, infine, di aver sempre permesso, fin dall'inizio della legislatura, nella determinazione degli orientamenti della Commissione, un'ampia condivisione delle scelte, coinvolgendo tutti i Gruppi parlamentari, come avvenuto, ad esempio, nella definizione dei due affari assegnati riguardanti la Russia e il Corno d'Africa. Conseguentemente, non rilevando ulteriori interventi, propone di richiedere al Presidente del Senato, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, l'autorizzazione a svolgere un'indagine conoscitiva sui profili internazionali del commercio delle armi. La Commissione conviene. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LVII, n. 1-bis Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018 Doc Doc. LVII, n. 1-bis Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018 - Allegati I, II, III e IV - Annesso (Parere alla 5ª Commissione. Esame. Parere favorevole) Il senatore PUGLIA (M5S), relatore, introduce la Nota di aggiornamento in esame che reca un nuovo quadro programmatico di finanza pubblica, prevedendo: un incremento del PIL (in termini reali e non nominali) pari all'1,2 per cento per l'anno in corso, all'1,5 per cento per il 2019, all'1,6 per cento per il 2020, all'1,4 per cento per il 2021 (il Documento di economia e finanza 2018, che recava esclusivamente un quadro tendenziale, prevedeva un tasso di incremento pari all'1,5 per cento per l'anno in corso, all'1,4 per cento per il 2019, all'1,3 per cento per il 2020 e all'1,2 per cento per il 2021);