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I criteri e le modalità di attribuzione e di utilizzo della carta, nonché l'importo da assegnare (pari a 290 milioni di euro per l'anno 2016), sono stati disciplinati con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 settembre 2016, n. 187; l'articolo 1, comma 626, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio per il 2017), ha confermato l'assegnazione della carta elettronica anche ai giovani che hanno compiuto 18 anni nell'anno 2017, estendendone la possibilità di utilizzo all'acquisto di musica registrata, nonché di corsi di musica, di teatro o di lingua straniera; la legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), ha confermato il cosiddetto bonus cultura per coloro che compiono 18 anni negli anni 2018 e nel 2019 (si tratta, rispettivamente, di 592.000 e 581.000 giovani); premesso inoltre che: lo strumento "18App" ha prodotto fino a questo momento acquisti per circa 268 milioni di euro; circa 220 dei 268 milioni di euro (pari quindi a circa l'80 per cento del totale) sono stati destinati all'acquisto di libri; il 10 per cento al settore musicale e il 7 per cento all'acquisto di ingressi al cinema; oltre 764.000 ragazzi nati nel 1998 e nel 1999 hanno usufruito dei 500 euro; gli acquisti sono avvenuti nel 55 per cento dei casi sulle piattaforme on line e per il restante 45 per cento direttamente nei circa 4.000 esercizi commerciali accreditati; la misura, partita in via sperimentale, ha registrato nel tempo un aumento progressivo delle registrazioni e un netto miglioramento dei meccanismi digitali; premesso altresì che in un'intervista resa al "Corriere della sera" del 16 giugno 2018, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Bonisoli, rispondendo a una domanda in merito alle risorse ottenute dal Ministro pro tempore Franceschini, ha affermato "In alcuni casi era meglio spendere diversamente i soldi. Penso alla 18App, i 500 euro in buoni da far spendere ai diciottenni. Vale 200 milioni (...) Meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe"; considerato che: il 15 giugno 2018, Marco Polillo, presidente di Confindustria cultura Italia, ha dichiarato: "Sulla base dei risultati concreti che ha portato sul piano dei consumi culturali e creativi confidiamo che l'atteso decreto attuativo della 18App per i nati nel 2000 possa essere presto adottato dal Governo e reso operativo prima dell'estate. (...) Per un Paese che - secondo i dati ISTAT - è molto indietro sul piano dei consumi culturali e dei prodotti creativi, ci sembra un segnale incoraggiante, perché oltre alle necessarie politiche di incentivazione dell'offerta, è fondamentale una progettualità di sostegno alla domanda. Tant'è che altri partner europei stanno valutando l'ipotesi di mutuare la nostra esperienza con modelli simili. È del tutto evidente che si può fare sempre di più e meglio ma senza cestinare le esperienze che stanno, numeri alla mano, producendo risultati concreti sul piano dei consumi culturali. Confidiamo quindi che, dopo un primo anno sperimentale con le difficoltà connesse a uno strumento inedito e le problematiche relative all'accesso alla piattaforma web , si continui a lavorare insieme in questa direzione"; Riccardo Franco Levi, presidente dell'Associazione italiana editori (AIE) ha difeso la misura sostenendo che "Il bonus cultura 18App ha aiutato le famiglie italiane dimostrandosi un investimento utile che ha contribuito alla crescita culturale del Paese. Il bonus per i diciottenni è stato in massima parte utilizzato dalle famiglie per acquistare libri di testo per l'università. (...) I libri e la lettura si sono rivelati il prodotto culturale più apprezzato (...) non dimentichiamo l'importanza del valore intrinseco del libro e della lettura nell'istruzione e formazione lungo tutto l'arco della vita"; anche in Francia, si sta per introdurre uno strumento simile alla 18App: ad annunciare la misura è il primo ministro francese Édouard Philippe dando seguito a quanto promesso in campagna elettorale dal Presidente della Repubblica Emmanuel Macron; considerato altresì che: nell'adunanza di sezione del 7 giugno 2018, la sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato ha esaminato lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente ulteriori modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 settembre 2016, n. 187, recante i criteri e le modalità di attribuzione e di utilizzo della carta elettronica; con parere interlocutorio del 10 maggio 2018, la sezione aveva chiesto alla Presidenza del Consiglio dei ministri elementi volti a chiarire la fonte normativa legittimante l'adozione del decreto; a tale richiesta, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha risposto con una nota del 29 maggio 2018 in cui, come si legge nel parere n. 1546 del Consiglio di Stato depositato il 15 giugno 2018, "ha rappresentato che le disposizioni relative allo stanziamento di risorse finanziarie per gli anni 2018 e 2019, contenute nella Tabella n. 13 dello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Sezione II, della legge di bilancio 27 dicembre 2017, n. 205, sono effetto della nuova impostazione dello schema normativo di finanza pubblica delineato con la legge 4 agosto 2016, n. 163; si è passati dal tradizionale documento fondato su due distinti provvedimenti (legge di stabilità e legge di bilancio) ad uno schema basato su un unico provvedimento (legge di bilancio) che incorpora i contenuti della legge di stabilità ed è articolato in due Sezioni che indicano, la prima, in particolare, gli obiettivi programmatici di finanza pubblica, e, la seconda, le previsioni di entrata e di spesa, formate sulla base della legislazione vigente. Una parte dei contenuti già propri della legge di stabilità trovano ora collocazione nella Sezione II della legge di bilancio, in particolare per quanto riguarda la possibilità di disporre il rifinanziamento, il definanziamento e la rimodulazione delle disposizioni previste a legislazione vigente"; a ciò la Presidenza del Consiglio dei ministri ha aggiunto che "con la legge di bilancio per il 2017, si era intervenuti sulla Sezione I, in considerazione della necessità di apportare modifiche anche di natura sostanziale all'autorizzazione di spesa in oggetto, mentre lo scorso anno si è intervenuti solo sulla Sezione II, in quanto si trattava di assegnare maggiori risorse per il potenziamento di un intervento compreso nell'ambito della finalità già prevista dalla disposizione previgente"; pertanto, secondo la Presidenza del Consiglio dei ministri era chiara l'intenzione del legislatore di rifinanziare lo strumento nei confronti di coloro che avrebbero compiuto i 18 anni negli anni 2018 e 2019.