[pronunce]

si pone, comunque, in evidenza come l'eventuale protrazione di detto periodo costituirebbe pur sempre un'eccezione giustificata dalla necessità di porre in essere operazioni volte ad accrescere le dimensioni dei soggetti gestori ed a realizzare l'ingresso di capitali privati nelle società in mano pubblica per consentire a queste ultime di aumentare le proprie dimensioni ponendosi sul mercato in posizione di parità con le grandi aziende europee. 10.5.4. - In ordine all'assunta violazione dell'art. 3 della Costituzione l'AMGA osserva che, qualora fosse stata prevista una applicazione immediata del nuovo regime, si sarebbe compromessa la stessa sopravvivenza delle società miste con evidenti difficoltà di reinserimento nel mercato; incidendo, così, ulteriormente sulla loro posizione già pregiudicata dalla risoluzione anticipata degli affidamenti in atto senza rimborso per il "mancato profitto". La disposizione transitoria sarebbe, pertanto, ragionevole, non introducendo alcuna ingiustificata discriminazione che sussisterebbe, di converso, se si consentisse la partecipazione alle gare soltanto ad imprenditori privati. 10.5.5. - In ordine all'assunta violazione dell'art. 41 della Costituzione la difesa della società - dopo avere premesso che la norma costituzionale tutela allo stesso modo l'iniziativa pubblica e privata - afferma che la predetta violazione sarebbe ravvisabile soltanto qualora "alcuni operatori economici (sia pubblici che privati) venissero esclusi da determinati settori in modo ingiustificato"; la norma impugnata, invece, consentirebbe "l'accesso al mercato a tutti gli operatori, previa gara e quindi in condizioni adeguatamente paritarie, senza sacrificare la possibilità, per alcuna delle imprese del gas, di svolgere la propria attività economica". Né si può ritenere che le società miste godano, rispetto agli altri imprenditori, di una situazione privilegiata, non beneficiando (a differenza delle aziende speciali) della possibilità di ripianamento di eventuali "deficit" con oneri a carico del Comune, né di agevolazioni fiscali essendo le stesse cessate al 31 dicembre 1999, ex art. 3 della legge n. 549 del 1995; viene richiamata, in proposito, fermo restando quanto sostenuto, la decisione della Corte di giustizia CE, sez. VI, 7 dicembre 2000 (in causa C-94/1999, ARGE e Bundsministerium für Land), secondo cui l'eventuale esistenza di vantaggi a favore di alcuni organismi partecipanti ad un appalto pubblico di servizi non violerebbe il principio di parità di trattamento nelle pubbliche gare. 10.5.6 - In ordine, infine, all'assunta violazione dell'art. 76 della Costituzione si deduce che il legislatore delegato avrebbe: disciplinato nel medesimo modo imprenditoria pubblica e privata; introdotto l'obbligo del confronto concorrenziale per qualsiasi soggetto aspirante al servizio. Si sarebbe, inoltre, dettata una disciplina in linea con quanto contenuto nella direttiva CE 98/30 che espressamente prevede la possibilità che gli Stati membri introducano deroghe temporanee al sistema "a regime".1. - La questione di legittimità costituzionale sottoposta all'esame della Corte dal Tribunale amministrativo regionale della Liguria, con ordinanza depositata il 22 gennaio 2001, investe l'art. 15, comma 10, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164 (Attuazione della direttiva n. 98/30/CE recante norme comuni per il mercato interno del gas naturale, a norma dell'articolo 41 della legge 17 maggio 1999, n. 144), nella parte in cui consente senza limitazioni - da intendersi, secondo il giudice a quo, come territoriali o funzionali e per un periodo transitorio che potrebbe protrarsi oltre i cinque anni previsti in via generale - alle società che gestiscono "servizi pubblici locali in virtù di affidamento diretto o di una procedura non ad evidenza pubblica", la partecipazione alla gara per l'affidamento del servizio pubblico locale di distribuzione del gas naturale. Viene denunciata la violazione: a) degli artt. 3 e 41 della Costituzione, per contrasto della norma censurata con il "principio della parità di condizioni tra i possibili concorrenti e della stessa uguaglianza di trattamento tra posizioni potenzialmente simili", in quanto le predette società sarebbero, nella loro posizione di "affidatarie dirette", destinatarie di rilevanti agevolazioni fiscali e vantaggi economici; b) dell'art. 76 della Costituzione sotto il profilo della inosservanza dei principi e criteri direttivi dettati dall'art. 41, lettera c), della legge 17 maggio 1999, n. 144, recante "Misure in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi all'occupazione e della normativa che disciplina l'INAIL, nonché disposizioni per il riordino degli enti previdenziali", in quanto il decreto delegato non avrebbe eliminato "ogni disparità normativa tra i diversi operatori nel sistema del gas", al fine di garantire condizioni e trattamenti non discriminatori a favore delle imprese. 2. - Preliminarmente deve essere dichiarata la inammissibilità dell'intervento della Confservizi (Confederazione nazionale dei servizi) e della Federgasacqua (Federazione italiana delle imprese dei servizi idrici energetici e vari), in quanto soggetti estranei al giudizio a quo (cfr. sentenza n. 289 del 1999; ordinanza n. 262 del 2002) e non titolari di un interesse qualificato, né tantomeno pubblicistico (sentenza n. 171 del 1996), non potendo vantare una partecipazione a convenzioni o intese, con conseguenti riflessi giuridici diretti sull'attività espletata (v. sentenza n. 67 del 1998) o un legale potere rappresentativo (cfr. sentenza n. 235 del 1997). 3. - Deve essere precisato che la questione di legittimità costituzionale è stata sollevata soltanto in ordine all'art. 15, comma 10, del d.lgs. 23 maggio 2000, n. 164, che prevede esclusivamente una deroga (transitoria) al divieto di partecipazione alle gare indette a norma dell'art. 14, comma 1, consentendo la partecipazione "senza limitazioni" ai soggetti titolari degli affidamenti e delle concessioni "in essere alla data di entrata in vigore" del d.lgs. n. 164 del 2000 (art. 14, comma 5). La durata del regime transitorio di mantenimento di detti affidamenti e concessioni è variamente determinata in base al combinato disposto dei commi precedenti al decimo (commi da 4 a 8 per i casi di concessioni e affidamenti avvenuti senza gara). Pertanto, rimangono estranei alla norma denunciata (e quindi devono ritenersi al di fuori della questione di legittimità costituzionale sollevata) sia i termini di durata del regime transitorio e la effettiva temporaneità della deroga, sia le possibilità di incrementi o di sommatorie di durata del regime transitorio (del resto, queste ultime possibilità non sono state neppure enunciate come rilevanti ed attuali). 4. - L'ordinanza del Tar ha offerto una interpretazione plausibile della norma denunciata fornendo una giustificazione, egualmente plausibile, della rilevanza della questione proposta.