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dal silenzio assenso ai termini procedimentali, che vengono opportunamente valorizzati e riportati pienamente alla loro funzione di garanzia del cittadino e dell'interesse pubblico, della trasparenza e dell'efficienza dell'azione amministrativa. Il testo che stiamo discutendo contiene un assunto semplice e fondamentale: senza digitalizzazione non può esserci semplificazione. L'opzione del digital first rappresenta un passo in avanti per un diverso rapporto fra cittadini e imprese, da una parte, e pubblica amministrazione dall'altra. Questo nuovo rapporto si fonda sulla certezza delle regole e sulla semplicità delle procedure, a partire dalla modulistica. Il decreto-legge contiene anche norme che semplificano, procedure per l'università, per la cittadinanza digitale, per il potenziamento e la razionalizzazione dei sistemi informativi, per il trattamento economico degli appartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il decreto si chiude con le norme dedicate all'ambiente: dalla razionalizzazione delle procedure di valutazione ambientale agli interventi per la diffusione e il consolidamento di un sistema energetico sostenibile, alla prevenzione e al contrasto del dissesto idrogeologico. L'approfondito esame del testo, svolto dai colleghi delle Commissioni di merito, cui va il ringraziamento di tutta l'Aula, ha consentito di apportare modifiche e integrazioni, grazie agli emendamenti presentati da tutti i Gruppi. Tra questi voglio sottolinearne alcuni, frutto del lavoro svolto dal mio Gruppo, Italia Viva-PSI, che si aggiungono all'impegno e all'azione politica esercitati affinché il testo del decreto-legge approvato dal Governo recepisse, fin da subito, le norme di quello che, per noi, era ed è il cosiddetto piano shock per sbloccare cantieri già finanziati. Con gli emendamenti vengono semplificate le norme sulla risoluzione dei contratti d'appalto, permettendo, in caso di crisi o di insolvenza dell'esecutore, di vagliare preventivamente se non vi siano, all'interno del raggruppamento designato, altre imprese in possesso dei requisiti di qualificazione idonei per eseguire i lavori che residuano. Viene semplificata la consegna dei lavori e delle forniture e dei servizi in via d'urgenza. Vengono consentiti il riesame e l'adozione in tempi rapidi dei singoli atti di assenso oggetto di rilievi del giudice, senza bloccare le procedure di opere complesse. C'è la norma per rendere i processi di riscossione degli enti locali ancora più snelli ed efficienti, attraverso l'accesso alle informazioni presenti nell'archivio dei rapporti finanziari. C'è la semplificazione nell'accesso ai servizi di bigliettazione elettronica dei Comuni e degli enti locali. Si interviene, semplificandola, sulla procedura per l'esportazione all'estero di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. Si agisce sul sistema dei controlli delle imprese agricole. Viene semplificata una serie di norme per favorire, da parte dei Comuni, la mobilità sostenibile. Infine, voglio segnalare l'emendamento sblocca stadi, finalizzato a semplificare e facilitare la ristrutturazione degli impianti sportivi destinati ad accogliere competizioni agonistiche di livello professionistico, che produrrà benefici al mondo dello sport e all'economia dei territori coinvolti. Ci apprestiamo, dunque, a votare un provvedimento che, nella sua complessità, segna un punto importante nel processo di ripresa e sviluppo del Paese. Come ho già richiamato nell'intervento, si tratta di un punto di partenza, non certo di arrivo. Governo e Parlamento dovranno sempre più operare nella direzione di sbloccare procedure, cantieri, opere già finanziate, semplificazione dei procedimenti amministrativi, responsabilizzazione della dirigenza pubblica, orientamento all'obiettivo. Il percorso è appena iniziato, ma dobbiamo far ripartire il Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Collina. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, ho ascoltato molti interventi, all'interno dei quali sono state dette varie cose, alcune sicuramente significative, ma vorrei ricordare a me stesso il contesto nel quale abbiamo lavorato a questo decreto semplificazioni. Ci troviamo all'interno di un periodo gravato dall'emergenza della pandemia e le conseguenze negative dal punto di vista economico, tralasciando per un attimo quelle dal punto di vista sanitario, hanno portato l'Europa a prendere un orientamento significativo, che io definisco anche storico. Il patto europeo, in questo momento di così grande difficoltà, ha saputo infatti non solo rinsaldarsi, ma anche individuare delle piste di investimento, delle dinamiche di trasformazione della comunità europea, dei popoli europei, degli Stati europei che insieme decidono di iniziare un percorso di transizione che li porti a raggiungere degli obiettivi nuovi, forse condivisi sulla carta, ma che questa emergenza ha portato a diventare una necessità impellente, qualcosa da raggiungere concretamente. E ciò vale uno sforzo significativo, uno sforzo di unità, uno sforzo economico, una capacità di farsi carico in modo solidale dei bisogni e delle esigenze dei Paesi che hanno avuto più necessità, che hanno registrato molti danni e hanno subito con maggiore forza gli esiti dell'emergenza. A partire da questo, sono stati definiti dei filoni che determinano questa transizione e che - da una parte - modernizzeranno i nostri Paesi e - dall'altra - aiuteranno a sviluppare in modo diverso i nostri Stati e daranno uno sviluppo sostenibile, finalmente concretamente attuato. Quali sono i filoni del recovery fund , andando sul concreto? Sono l'ambiente, il sociale e il digitale, come ci ha detto pochi giorni fa Gentiloni in audizione. Se le risorse che l'Europa ci mette a disposizione devono essere impiegate su questi tre filoni, con questo decreto semplificazioni ci attrezziamo per poter essere capaci di spendere bene, di fare i progetti prima, di capire quali sono gli investimenti, e poi di mettere a terra in modo più deciso, significativo e sostanzialmente più concreto le risorse messe a disposizione. Questo è l'obiettivo, questo è il contesto nel quale approviamo il decreto semplificazioni; poi ci sono tutte le questioni che sicuramente riguardano il nostro Paese, le arretratezze, le difficoltà, le situazioni complesse che in tanti avete sollevato, ma questo è l'obiettivo, il goal che dobbiamo seguire come Paese. Ci vengono messe a disposizione delle risorse che sono destinate a degli obiettivi: con il decreto semplificazioni ci mettiamo in condizione di poterli raggiungere, di far sì che gli investimenti diventino opere concrete, e lo vedremo. Se tra qualche mese non ci saranno le opere, non verranno raggiunti gli obiettivi, non avremo i progetti, non saremo capaci di mettere a terra quelle risorse: allora vorrà dire che non abbiamo semplificato, che non ci siamo messi nelle condizioni di essere oggettivamente efficienti in questa situazione. Questo è l'obiettivo. Poi si possono fare tutti gli emendamenti in tutti i campi, non è un problema: l'Italia è ricca di aspetti che devono essere semplificati. Questa può essere una battuta. Ma questo è l'obiettivo del decreto semplificazioni.