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1 Ciascuna scuola istituisce, anche in raccordo con i servizi di valutazione di competenza regionale e con l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), di cui al decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, un nucleo di valutazione dell'efficienza, dell'efficacia e della qualità complessive del servizio scolastico, composto da docenti superiori e da non più di due membri esterni, secondo modalità definite con il regolamento d'istituto che ne prevede anche il compenso. Le valutazioni espresse annualmente sono assunte come parametro di riferimento per l'elaborazione del piano dell'offerta formativa e del programma annuale delle attività dell'istituzione scolastica. Le valutazioni espresse sono messe a disposizione delle famiglie con modalità stabilite dal regolamento d'istituto. 11 (Partecipazione alle attività dell'istituzione scolastica da parte delle famiglie e degli studenti) 1 Nell'ambito della propria autonomia didattica e organizzativa, le istituzioni scolastiche promuovono, incentivano e valorizzano la partecipazione alle attività da parte degli studenti e delle famiglie, garantendo l'esercizio dei diritti di riunione e di associazione, anche attraverso il reperimento e la messa a disposizione di spazi idonei all'espletamento di specifiche attività. 2 Il regolamento d'istituto disciplina le modalità di partecipazione da parte degli studenti e delle famiglie, le relazioni con gli organi di programmazione, di indirizzo e di gestione dell'istituzione scolastica, nonché con gli organismi di partecipazione di altre istituzioni scolastiche riunite in rete. II LIBERTÀ DI SCELTA EDUCATIVA DELLE FAMIGLIE E AUTONOMIA SCOLASTICA 12 (Servizio pubblico di istruzione) 1 L'istruzione è un bene pubblico garantito a tutti i cittadini attraverso il servizio pubblico d'istruzione con oneri a carico del bilancio dello Stato. Le regole generali che presiedono all'istituzione e al funzionamento di tale servizio sono definite con legge dello Stato, garantendo la pluralità di opzioni dell'offerta formativa e la libertà costituzionale della scelta educativa degli studenti e dei genitori, a cui sono riservati il diritto e il dovere di educare i figli. 2 Il servizio pubblico d'istruzione è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali, che rispondono ai requisiti quantitativi e qualitativi definiti a livello nazionale e che dimostrano di mantenerli nel tempo. 3 Lo Stato fissa il limite di spesa annuale a copertura dei costi d'istruzione e di formazione di ciascuno studente a seconda del ciclo di studi e assegna a ciascuna regione i fondi corrispondenti in misura proporzionale al numero degli studenti residenti nel territorio di competenza. 4 Al fine di garantire la libertà di scelta nell'ambito del diritto all'istruzione e alla formazione, le regioni, a integrazione dell'importo erogato dallo Stato ai sensi del comma 3, destinano appositi finanziamenti alle famiglie degli studenti, in relazione alla scuola dell'obbligo, all'istruzione superiore e alla formazione professionale e continua. 5 I finanziamenti regionali di cui al comma 4 sono utilizzati esclusivamente per la frequenza di un istituto scolastico statale o paritario e non sono alienabili o trasferibili. Può comunque essere prevista una quota aggiuntiva in favore dell'istituzione scolastica per coprire i maggiori costi connessi alla frequenza di studenti in particolari situazioni di disagio. 6 Il servizio pubblico d'istruzione prevede: a l'istituzione di un sistema nazionale di valutazione; b l'ammissione nella prima fase delle scuole statali e paritarie già esistenti, a esclusione di quelle che risultano non idonee e non in possesso dei requisiti richiesti in sede di controllo e l'ammissione, nella seconda fase, delle scuole statali e paritarie di nuova istituzione; c la riqualificazione del personale docente, mediante l'attuazione di corsi di aggiornamento, con concorso alle spese da parte dello Stato e delle regioni, in modo da consentire un migliore equilibrio tra domanda e offerta di lavoro e l'acquisizione di competenze professionali di elevato profilo. III PROFESSIONE DOCENTE 13 (Riconoscimento e obiettivi della professione docente) 1 La Repubblica riconosce l'importanza prioritaria della professione docente quale fattore di sviluppo della società, ne valorizza lo svolgimento, ne assicura la libertà e ne garantisce la qualità attraverso una formazione specifica iniziale e continua, un efficace sistema di reclutamento e un sistema di avanzamento di carriera e retributivo basato sul merito. 2 La professione docente ha come obbiettivo primario l'educazione dei giovani all'autonomia personale e alla capacità di effettuare scelte responsabili e di perseguire idonei e certificati livelli di competenza culturale, tecnica, scientifica e professionale nel rispetto delle specificità e delle differenze individuali. I risultati educativi costituiscono oggetto di specifica responsabilità professionale del docente. 3 Ai docenti è altresì assicurata l'autonomia professionale, quale strumento di pluralismo educativo e di qualità ed efficacia della prestazione professionale. 4 Ai docenti è riconosciuto ogni dieci anni il diritto a un anno di aspettativa retribuita, frazionabile, per partecipare, anche all'estero, ad attività di ricerca e di formazione. 14 (Articolazione della professione docente) 1 La professione docente è articolata in tre distinte fasce funzionali, non ordinate gerarchicamente: docente associato, docente esperto e docente superiore. A ciascuna fascia corrisponde un distinto riconoscimento giuridico ed economico in relazione alla professionalità maturata. 2 Alla fascia di docente esperto si accede, previa domanda, a seguito di una procedura di selezione per soli titoli espletata a livello regionale. Ai docenti esperti possono essere attribuite dal collegio dei docenti specifiche funzioni connesse all'attuazione del piano dell'offerta formativa, nonché riguardanti attività di formazione iniziale e di aggiornamento degli altri docenti. 3 Alla fascia di docente superiore si accede, a domanda, mediante concorsi pubblici per titoli ed esami espletati a livello nazionale. Ai docenti superiori possono essere attribuite dal collegio dei docenti funzioni complesse, quali il coordinamento di dipartimenti o di gruppi di progetto, la valutazione interna ed esterna, nonché ulteriori funzioni stabilite mediante accordi di contrattazione sindacale. 4 L'attività del personale appartenente alle fasce di docente associato e di docente esperto è soggetta a valutazione periodica, effettuata da un comitato di valutazione costituito all'interno dell'istituzione scolastica. La valutazione attiene all'efficacia dell'azione didattica e formativa e, per i docenti esperti, anche all'esercizio delle funzioni eventualmente attribuite ai sensi del comma 2. Le valutazioni periodiche costituiscono credito professionale documentato utilizzabile ai fini della progressione di carriera e sono riportate nel fascicolo personale del docente. 5 Il comitato di valutazione è composto da due docenti superiori eletti da collegio dei docenti, da due docenti eletti dal consiglio d'istituto e da un docente superiore designato a livello regionale dall'organismo tecnico rappresentativo che svolge funzioni di presidente. Il comitato è rinnovato ogni cinque anni.