[massime]

Circolazione stradale - Violazioni del limite di velocità - Rilevamento mediante apparecchiature elettroniche - Omessa previsione di verifiche periodiche di funzionalità - Denunciata irragionevole disuguaglianza rispetto agli strumenti di misura nelle transazioni commerciali, nonché violazione del diritto di difesa e del principio di parità delle parti processuali - Erronea individuazione della norma indicata come 'tertium comparationis' - Non fondatezza della questione.. Non è fondata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 45 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), nella parte in cui non prevede che le apparecchiature destinate all'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità, poiché, avendo il giudice rimettente erroneamente individuato come tertium comparationis il decreto ministeriale 28 marzo 2000, n. 182, che prevede la revisione solo per gli strumenti di misura per la determinazione della quantità o del prezzo nelle transazioni commerciali, e avendo omesso di sperimentare l'applicabilità della legge 11 agosto 1991, n. 273 (Istituzione del sistema nazionale di taratura), la quale si riferisce anche alla velocità quale unità di misura «derivata», non è ravvisabile la denunciata irragionevole diseguaglianza di disciplina tra gli strumenti di misura utilizzati nei rapporti commerciali e gli strumenti di rilevazione della velocità, né può affermarsi che la mancata previsione di tarature periodiche di tali ultimi strumenti, date anche l'irripetibilità dell'accertamento e l'impossibilità di verificare successivamente il corretto funzionamento dell'apparecchio, comporti violazione del diritto di difesa e del principio della parità tra le parti processuali.