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Nel caso di recesso unilaterale da un contratto trascritto, il notaio che riceve o che autentica l'atto è tenuto, oltre che agli adempimenti di cui all'articolo 1986- ter , secondo comma, a notificarne copia all'altro contraente all'indirizzo indicato dal recedente o risultante dal contratto. Nel caso di cui al numero 3) del primo comma, il contraente che ha contratto matrimonio deve notificare all'altro contraente e, se l'atto è stato redatto in forma pubblica o autenticato ai sensi dell'articolo 1986- ter , secondo comma, anche al notaio che ha rogitato il contratto, l'estratto di matrimonio. Nel caso di cui al numero 4) del primo comma, il contraente superstite o gli eredi del contraente deceduto devono notificare al notaio l'estratto dell'atto di morte. Il notaio provvede ad annotare a margine del contratto originale l'avvenuta risoluzione del patto e a notificarlo all'anagrafe del comune di residenza». 2. All'articolo 458 del codice civile, dopo le parole: «dagli articoli 768- bis e seguenti» sono inserite le seguenti: «nonché dall'articolo 1986- sexies, primo comma, numero 4)». 3. Con regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge su proposta del Ministro della giustizia, sono adottate le disposizioni di attuazione della disciplina sui contratti di convivenza e solidarietà, introdotta dal comma 1 del presente articolo. Art. 2. (Diritti nell'attività di impresa) 1. Al libro primo, titolo VI, capo VI, sezione VI, del codice civile, dopo l'articolo 230- bis è aggiunto il seguente: «Art. 230- ter. - (Diritti del convivente). -- Al convivente che da almeno cinque anni abbia stipulato un contratto di convivenza e solidarietà e presti stabilmente la propria opera all'interno dell'impresa dell'altro convivente spetta, salvo diversa disposizione contenuta nel contratto, una partecipazione agli utili commisurata al lavoro prestato. Il diritto non spetta qualora tra i conviventi esista un rapporto di società o di lavoro subordinato». Art. 3. (Successione nel contratto di locazione dell'alloggio) 1. Al primo comma dell'articolo 6 della legge 27 luglio 1978, n. 392, le parole: «ed i parenti ed affini con lui abitualmente conviventi» sono sostituite dalle seguenti: «i parenti ed affini con lui abitualmente conviventi ed il convivente che abbia sottoscritto un contratto di convivenza e solidarietà da almeno cinque anni e vi abbia stabilmente convissuto». Art. 4. (Agevolazioni) 1. Gli atti contenenti il contratto di convivenza e solidarietà di cui al libro quarto, titolo III, capo XXVI- bis, del codice civile, introdotto dall'articolo 1 della presente legge, le sue modifiche e la sua risoluzione, anche con divisione di beni comuni, sono soggetti all'imposta fissa di registro. 2. Per la stipula dell'atto o per l'autentica della scrittura privata costitutivi o modificativi del contratto di convivenza e solidarietà spetta al notaio l'onorario in misura fissa minima, calcolato secondo le procedure previste dalla legge 5 marzo 1973, n. 41. 3. I beni ereditari devoluti, per contratto o per testamento, al convivente superstite sono soggetti all'imposta sulle successioni e donazioni prevista dall'articolo 2, comma 47, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e successive modificazioni, nella misura del 5 per cento del loro valore complessivo netto eccedente 500.000 euro. Art. 5. (Norme applicabili) 1. Al contratto di convivenza e solidarietà di cui al libro quarto, titolo III, capo XXVI- bis, del codice civile, introdotto dall'articolo 1 della presente legge, si applicano le norme contenute nel libro quarto, titolo II, del medesimo codice civile e le disposizioni delle leggi speciali in materia contrattuale, in quanto compatibili. 2. Dopo l'articolo 30 della legge 31 maggio 1995, n. 218, è inserito il seguente: «Art. 30- bis. - (Contratti di convivenza e solidarietà). -- 1. Ai contratti di convivenza e solidarietà disciplinati dal libro quarto, titolo III, capo XXVI- bis, del codice civile si applica la legge nazionale comune dei contraenti. Ai contraenti di diversa cittadinanza si applica la legge del luogo di registrazione della convivenza. 2. Ai contratti di convivenza tra cittadini italiani oppure ai quali partecipa un cittadino italiano, ovunque siano stati celebrati, si applicano le disposizioni della legge italiana vigenti in materia. 3. Sono fatte salve le norme nazionali, internazionali ed europee che regolano il caso di cittadinanza plurima».