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Atto n. 4-01937 CIRIANI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la società Com Srl è la società operante a Montereale Valcellina (Pordenone), nel campo della produzione di impianti di irrigazione, di proprietà della Alfred Kärcher SE & Co. KG che la controlla per tramite di Kärcher Italia Spa; come si apprende da fonti stampa, oltre che da numerose segnalazioni giunte all'interrogante, la società Kärcher, nell'ambito di un piano di profonda ristrutturazione delle attività che sta effettuando sul territorio nazionale, dal 1° settembre 2019 assorbirà, con un'operazione di fusione per incorporazione, la Com Srl; secondo notizie riferite all'interrogante, tale operazione, nelle more del processo riorganizzativo in atto, dovrebbe comportare la chiusura dello stabilimento di Montereale e, proprio a decorrere dai primi giorni del mese di settembre, il trasferimento delle relative attività nello stabilimento di Quistello (Mantova); in particolare, ai 35 lavoratori dell'azienda friulana, sarebbe stato offerto di trasferirsi presso la nuova realtà produttiva: opzione difficilmente praticabile, specie con riguardo alla composizione del personale, rappresentato in larghissima parte da lavoratrici, molte delle quali madri: circostanze che renderebbero proibitivo il trasferimento della sede di lavoro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti; se ritenga di intervenire con urgenza, al fine di tutelare i lavoratori e le famiglie interessate dal processo ed evitare che l'operazione societaria determini conseguenze drammatiche per la vita lavorativa e familiare dei dipendenti della Com Srl. Atto n. 4-01938 SAPONARA Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il caldo dell'ultimo periodo e l'abbassamento del livello dei corsi d'acqua ha messo ancora più in evidenza la necessità di realizzare grandi invasi per trattenere l'acqua e distribuirla quando c'è bisogno; l'Autorità distrettuale del Po ha già lanciato l'allarme per l'esigenza di assicurare l'irrigazione che a causa delle alte temperature, superiori di 3-4 gradi della media stagionale, diventa ancora più impellente; la situazione di emergenza idrica è destinata a perdurare nei prossimi anni a causa dei cambiamenti climatici e l'alternarsi di periodi di grande siccità con periodi di piogge torrenziali; in Emilia-Romagna, l'amministrazione regionale sta promuovendo il progetto della realizzazione di una cassa di espansione del torrente Baganza, in località Casale di Felino alle porte di Parma, finalizzata a proteggere dal rischio di esondazioni il torrente; tuttavia, vari soggetti del territorio, fra cui amministrazioni locali e associazioni, sostengono una seconda ipotesi progettuale, che prevede la realizzazione di un bacino ad uso plurimo più a sud, presso la stretta di Armorano; tale soluzione, secondo l'interrogante, creerebbe una riserva idrica utile per scongiurare i danni da siccità, purtroppo sempre più frequenti, e avrebbe il vantaggio di mettere in sicurezza non solo la città capoluogo e il territorio a valle ma anche i territori a monte dei comuni di Berceto, Calestano, Felino e Sala Baganza. Il bacino plurimo sarebbe più efficace contro le inondazioni grazie alla capienza stimata tra i 20 i 40 milioni di metri cubi d'acqua, a seconda dell'altezza della diga, rispetto alla cassa di espansione, che, invece, avrebbe una capienza massima di 4,7 milioni di metri cubi e, inoltre, non rappresenterebbe una soluzione efficace per il rischio inondazione nei territori a monte; inoltre, da anni sul territorio si discute della diga di Vetto, tornata di attualità solo negli ultimi anni, a fronte dell'emergenza siccità; si tratta di grandi investimenti che sarebbero ripagati nel tempo dai benefici economici recati alla collettività, stimati in 32 milioni di euro all'anno per i primi 25 anni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza degli studi di fattibilità che indicano le ipotesi progettuali per i due grandi invasi, con la realizzazione delle due dighe di Armorano e di Vetto, che rappresenterebbero soluzioni più efficaci per il territorio, contro la siccità e contro le inondazioni, e se intenda valutare la possibilità di convocare un tavolo di lavoro tra i tecnici del Ministero, la Regione Emilia-Romagna e gli enti locali interessati per poter approfondire con la dovuta attenzione i due progetti. Atto n. 4-01939 VANIN GAUDIANO LA MURA PESCO LANNUTTI ANGRISANI MONTEVECCHI GRANATO DE LUCIA CORRADO RICCARDI ABATE Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per i beni e le attività culturali Premesso che: su numerosi quotidiani locali è stata recentemente riportata la notizia della concessione temporanea, con procedura bandita con avviso pubblico dalla direzione regionale del Veneto dell'Agenzia del demanio, dell'ex caserma "Pepe-Bellemo", ubicata in località San Nicolò del lido di Venezia e attualmente in disuso, a una onlus denominata Fispmed, il cui presidente risulta essere il signor Roberto Russo, dipendente del Comune di Venezia con qualifica di funzionario dell'assessore per i lavori pubblici e segretario del gruppo consiliare "Progetto Civico" facente capo al consigliere Paolino D'Anna; la onlus Fispmed è stata preferita alla Biennale Urbana, concessionario uscente che ha rilanciato gli spazi e si è ripresentata alla procedura aperta per dare continuità al progetto culturale già avviato, offrendo un canone di affitto mensile di 5.000 euro contro i 4.000 euro di Biennale urbana; si tratta di un edificio il cui recupero appare indispensabile e cruciale data la sua importanza strategica, situato nelle vicinanze dell'aeroporto "Nicelli" e dell'ex "Ospedale al mare" in via di riuso a fini turistici; in data 15 giugno 2011 (prot. 251519) il Comune di Venezia ha presentato un programma di massima di valorizzazione della struttura finalizzato all'acquisizione ex art. 5, comma 5, del decreto legislativo n. 85 del 2010, che tuttavia non è mai stato integrato con studi dettagliati e con un preciso cronoprogramma, come si può leggere su "La Nuova Venezia" del 21 maggio 2019; la richiesta, evidentemente solo formale, del Comune di Venezia ha cristallizzato la situazione e consente solo usi temporanei, compromettendo gravemente lo stato di conservazione del monumento; considerato che a parere degli interroganti: sarebbe necessario fare chiarezza e indagare approfonditamente sulla procedura di assegnazione dell'ex caserma ai fini di verificare la trasparenza dell'operato degli enti coinvolti e l'esistenza di potenziali conflitti di interessi; dalla lettura dei citati giornali e delle dichiarazioni di amministratori pubblici riportati, sorgono evidenti perplessità per le palesi opacità sulle finalità, gli scopi, le tempistiche del progetto della onlus , assegnataria della concessione, non realizzabili nell'arco temporale ristretto della concessione;