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per molti esercenti, inoltre, le nuove misure di sicurezza (non più di una persona per 40 metri quadri), comporteranno il ridursi del fatturato con probabile licenziamento di dipendenti, se non addirittura con la chiusura definitiva dell'attività, si chiede di sapere se il Governo non reputi assolutamente indispensabile rivedere il decreto e apportare le modifiche che consentano anche al comparto degli acconciatori ed estetisti, dei ristoratori e gestori bar, qualora riescano a garantire nel loro negozio le norme di sicurezza, di riprendere il prima possibile la loro attività e che li mettano in grado di fronteggiare l'impatto devastante che questa crisi sta generando, anche al fine di evitare che, se costretti, cessino la loro attività, con conseguenze nefaste per l'occupazione di migliaia di lavoratori. Atto n. 4-03276 PUCCIARELLI CAMPARI CENTINAIO BOSSI Simone CANDIANI CASOLATI TOSATO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'emergenza globale legata al virus COVID-19 ha bloccato decine di migliaia di cittadini italiani all'estero; ci sono tuttora migliaia di italiani che desiderano rientrare nel loro Paese, ma che risultano impossibilitati a farlo a causa delle soluzioni predisposte dal Ministero; per quanto risulta agli interroganti, e per quanto riportato da diversi organi di stampa, i voli proposti per il rientro in Italia dal Ministero degli esteri sono estremamente costosi, e in alcuni Paesi risulta costoso anche l'atto stesso di raggiungere il luogo di partenza per il rimpatrio, date le grandi distanze da coprire e il trasporto interno bloccato; considerato che, inoltre, migliaia di italiani hanno già speso innumerevoli fondi per comprare voli privatamente che sono stati in seguito cancellati senza possibilità di rimborso; valutato infine che: il Meccanismo di protezione civile europea (UCPM) ha un budget di 368 milioni di euro, e tra i suoi scopi c'è quello di fornire una risposta comune alle catastrofi; per essere attivato, il regolamento dell'UCPM prevede che i governi nazionali debbano presentare le domande per i rimpatri; a fine marzo 2020 la Commissione europea aveva proposto di dotare il Meccanismo di ulteriori 75 milioni, proprio per favorire i processi di rimpatrio; secondo quanto si apprende da fonti giornalistiche, al momento, dei 52.000 cittadini europei rimpatriati con fondi dell'UCPM, 28.031 sono cittadini tedeschi, 4.700 sono francesi, 3.198 spagnoli, mentre i cittadini italiani che hanno beneficiato di un volo cofinanziato dall'Unione sono stati solamente 860; dei 216 voli operati dall'Europa all'interno del meccanismo, solo uno ha interessato l'Italia, quello del 21 febbraio 2020 proveniente da Tokyo, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per effettuare i rimpatri per i cittadini italiani ancora bloccati all'estero offrendo condizioni adeguate; quali siano le ragioni del mancato utilizzo dei fondi del Meccanismo di protezione civile europea. Atto n. 4-03277 STABILE Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: secondo un articolo apparso sul quotidiano "Il Piccolo" del 28 aprile 2020, una nave ospiterà a Trieste i pazienti COVID-19, anziani attualmente ricoverati dalle case di riposo in cui risiedono; si tratterebbe di un traghetto di Grandi Navi Veloci, varato nel 1987, con 471 cabine che presentano dimensioni assai limitate, con il locale bagno in proporzione, con perenne rumore di fondo e vibrazioni, determinati dai generatori in funzione 24 ore su 24; le condizioni degli anziani affetti da COVID-19, ospiti in piccole case di riposo che trovano collocazione in stabili condominiali, dove vi sono quindi altri e diversi alloggi familiari, sono state in queste settimane al centro del dibattito politico; molti, infatti, sono stati i decessi all'interno di varie case di riposo, a causa dell'elevato livello del contagio, e in alcuni casi la magistratura inquirente ha aperto delle indagini in merito; come riportato dal citato articolo, nonostante l'Azienda sanitaria regionale abbia già avviato le procedure di assunzione di infermieri e OSS, sembrerebbe che i tempi stimati per predisporre la nave siano ancora incerti, considerato che la Protezione civile nazionale deve ancora autorizzare la spesa che si aggira intorno ai 700.000 euro al mese per il solo nolo della nave; risulta all'interrogante inoltre che alcune strutture alberghiere di Trieste che si sarebbero offerte ad essere temporaneamente adibite ad ospitare pazienti COVID-19, potendo offrire una qualità logistica e residenziale migliore di una nave, avrebbero trovato ostacoli insormontabili da parte dell'amministrazione regionale; la decisione di trasferire dalle case di riposo gli anziani sarebbe stata presa dopo l'ispezione dei Carabinieri del NAS, che evidentemente ritenevano inidoneo il soggiorno in tali condizioni, e quindi verosimilmente il trasferimento andava eseguito nel più breve tempo possibile; la soluzione alberghiera avrebbe consentito un intervallo molto più breve per il trasferimento degli anziani, che nell'attesa continuano ad essere esposti al rischio di contagio e non è noto quanti di essi siano stati nel frattempo infettati; desta preoccupazione il fatto che non siano stati presi in considerazione i rischi connessi al muoversi su una nave, soprattutto per anziani con disturbi cognitivi, oltre ai rischi relativi alle operazioni di soccorso in caso di intervento di emergenza e trasporto in ospedale, soprattutto in caso di pazienti barellati, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali siano le loro valutazioni; se non ritengano di dover verificare le modalità tecniche, operative e sanitarie che regoleranno l'attività della nave che raggiungerà Trieste per essere adibita a residenza sanitaria assistenziale per isolare anziani positivi a COVID-19 provenienti da case di riposo; quali siano i criteri che hanno portato all'individuazione del mezzo scelto, i costi dell'intera operazione e se non ritengano, fosse più conveniente, confrontando i costi, oltre che strutturalmente più adeguato, individuare per lo stesso scopo strutture alberghiere nella stessa città di Trieste. Atto n. 4-03278 MARILOTTI PACIFICO FERRARA PRESUTTO ANGRISANI GRANATO PIRRO TRENTACOSTE LICHERI MORONESE LANNUTTI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: a livello locale e nazionale è più volte emersa la necessità di assicurare anche nei piccoli centri, in particolare quelli geograficamente più difficili da raggiungere e distanti dalle grandi città, il diritto all'istruzione, che deve essere garantito in modo capillare ed uniforme su tutto il territorio nazionale; il mantenimento di un presidio scolastico in un piccolo comune rappresenta uno strumento fondamentale per garantire il diritto allo studio, nonché una garanzia per assicurare la sopravvivenza e la valorizzazione dei territori con minor popolazione che rivestono, comunque, grande importanza in merito alla gestione delle risorse naturali, alla qualità territoriale e alla coesione sociale;