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«di cui all'articolo 202, comma 4,» con le seguenti: «di cui all'articolo 202, comma 1». Sull'emendamento 1.15 sì ribadisce il parere di semplice contrarietà. L'esame resta sospeso sui restanti emendamenti. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, sulla proposta 2.21 (testo 3), parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione della parola: «annualmente», nonché all'inserimento, dopo le parole: «del comma 5,» delle seguenti: «derivanti da economie di gara accertate a seguito dell'avvenuto collaudo dell'opera,». II parere è non ostativo sui restanti emendamenti approvati dalle Commissioni riunite 8 a e 11 a , nonché su tutte le altre proposte emendative trasmesse dall'Assemblea. Testo integrale della relazione orale del senatore Floris sul disegno di legge n. 2329 Riguardo ai profili lavoristici del presente decreto, si rileva, in primo luogo, che i commi 1 e 4 dell'articolo 3 prevedono la possibilità di riconoscimento di ulteriori settimane di trattamento ordinario di integrazione salariale con causale Covid-19 per alcune imprese industriali; la possibilità è ammessa per una durata massima di tredici settimane, fruibili fino al 31 dicembre 2021, e nel limite complessivo di spesa di 21,4 milioni di euro per il 2021. La nuova possibilità concerne le imprese con un numero di lavoratori dipendenti non inferiore a mille e che gestiscano almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale. Per i datori di lavoro che presentino la domanda per la nuova prestazione, i commi 2 e 3 prevedono, fino al termine del periodo di relativa fruizione, fatte salve alcune fattispecie, l'esclusione sia dell'avvio di nuove procedure di licenziamento collettivo sia della possibilità di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo. Alla copertura dell'onere corrispondente al suddetto limite di spesa si provvede (comma 4 citato) riducendo in misura corrispondente (sempre per il 2021) il Fondo sociale per occupazione e formazione. La relazione tecnica allegata al disegno di legge di conversione del presente decreto indica che l'intervento normativo di cui all'articolo 3 è stato adottato al fine di consentire il riconoscimento dei trattamenti in esame a circa "4.000 lavoratori dipendenti da Ilva-Arcelor Mittal". Si ricorda che per i trattamenti ordinari di integrazione salariale con causale Covid-19 non è dovuto (da parte del datore di lavoro) alcun contributo addizionale. Gli emendamenti identici 3.1 (testo 2), 3.2 (testo 2) e 3.0.1 (testo 3), approvati in sede referente, propongono l'introduzione di un nuovo comma 4- bis all'articolo 3. Le disposizioni in esame autorizzano l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa SpA (Invitalia) a sottoscrivere ulteriori apporti di capitale e ad erogare finanziamenti in conto soci, nel limite massimo di 705 milioni di euro, per assicurare la continuità del funzionamento produttivo dell'impianto siderurgico di Taranto della società Ilva SpA. Inoltre, Invitalia SpA viene autorizzata alla costituzione di una società, con capitale sociale determinato nell'ambito di un limite massimo pari a 70 milioni di euro, al fine di condurre le analisi di fattibilità finalizzate alla realizzazione e alla gestione di un impianto per la produzione del cosiddetto preridotto. L'emendamento 3.0.8 (testo 2), approvato in sede referente, propone di destinare, nell'ambito delle risorse già stanziate per il programma denominato Garanzia di occupabilità dei lavoratori (GOL), 10 milioni di euro per il 2021, in favore dell'accesso ai servizi di supporto per la ricollocazione professionale da parte dei lavoratori dipendenti di aziende che siano state poste in procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria o che siano stati collocati in cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione dell'attività aziendale. Si demanda ad un decreto ministeriale la definizione delle relative modalità attuative. L'emendamento 3.0.11 (testo 4), approvato in sede referente, propone alcune modifiche retroattive alla disciplina transitoria sugli accordi provinciali di riallineamento retributivo nel settore agricolo e sui relativi verbali aziendali di recepimento. L'intervento, in primo luogo, è inteso a far salvi gli effetti dei verbali aziendali di recepimento che, riguardo al profilo della rappresentatività del datore di lavoro, pur non essendo stati sottoscritti anche da quest'ultimo, siano stati sottoscritti dall'associazione imprenditoriale alla quale sia iscritto il medesimo datore (purché la medesima sia anche firmataria dell'accordo provinciale). In secondo luogo, si consente, con effetto retroattivo, che i medesimi verbali aziendali, purché sottoscritti entro il termine del 17 ottobre 2001, potessero prevedere inizialmente anche un periodo parziale di riallineamento, con successiva integrazione da parte di un accordo sottoscritto prima dell'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Resta fermo che gli accordi provinciali in oggetto potessero consentire diverse modulazioni di recepimento da parte dei verbali aziendali o anche demandare a questi ultimi la definizione del programma di riallineamento, purché i verbali fossero o siano sottoscritti (entro la suddetta data di entrata in vigore) dalle stesse parti firmatarie dell'accordo provinciale. Il successivo articolo 4 estende al 2022 una disciplina, già posta per gli anni 2020 e 2021, che concerne le società in procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria e che riconosce uno sgravio contributivo, su richiesta e previa autorizzazione dell'INPS, nel caso in cui esse usufruiscano o abbiano usufruito, nell'anno precedente a quello suddetto di riferimento, di specifiche ipotesi di trattamento straordinario di integrazione salariale. Lo sgravio consiste nell'esonero sia dal versamento (al Fondo di tesoreria dell'INPS) delle quote di accantonamento per il trattamento di fine rapporto, relative alla retribuzione persa a causa della riduzione oraria o della sospensione dal lavoro, sia dal pagamento all'INPS del contributo di cui all'articolo 2, commi da 31 a 35, della legge 28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni (contributo inerente alle interruzioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato). L'estensione temporale in oggetto viene concessa nel limite di spesa complessivo di 16 milioni di euro per il medesimo anno 2022, limite che viene posto a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione; si ricorda che, per ciascuno degli anni 2020 e 2021, la normativa in esame già stabilisce un limite di identico importo, disposto a carico del medesimo Fondo e che essa prevede una procedura di monitoraggio finanziario da parte dell'INPS, la quale ora si applica anche per il limite relativo al 2022.