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Il disegno di legge, rifacendosi anche ai precedenti in materia, disciplina altresì il caso speculare a quello del conflitto di interessi, e cioè l'ipotesi in cui non sia il titolare di una carica di governo ad agevolare particolari imprese per interesse personale, ma siano determinate imprese, operanti nel settore delle comunicazioni, ad agevolare chi si candida a ricoprire cariche pubbliche, potenzialmente di governo. Entrando ora nel merito delle misure apprestate dalla proposta di legge occorre distinguere gli istituti volti alla prevenzione delle situazioni di conflitto di interessi dagli istituti volti alla risoluzione di situazioni insorte. Quanto alle misure ex ante , la proposta prevede che i titolari di cariche, entro venti giorni dall'assunzione della carica, rendano al Giudice delegato dichiarazioni circa le cariche di cui sono titolari e la consistenza del proprio patrimonio (articolo 3). Sono quindi elencate le situazioni di incompatibilità rispetto alle cariche di governo (articolo 4, comma 1): titolarità di cariche, svolgimento di impieghi, esercizio di attività professionali (lettere a), b), c), d) , e) ); proprietà di un patrimonio superiore a 30 milioni di euro la cui natura configura ipotesi di conflitto di interessi (lettera j) ) ; proprietà, collegamento o controllo di un'impresa che svolga la propria attività sulla base di qualunque titolo abilitativo rilasciato dallo Stato [lettera g) ] ; possesso di partecipazioni rilevanti in settori strategici (lettera h) ). Il Giudice delegato accerta le situazioni di incompatibilità entro trenta giorni dal ricevimento delle dichiarazioni di cui all'articolo 3 e invita l'interessato a comunicare, entro i trenta giorni successivi, l'opzione tra il mantenimento della carica di governo e il mantenimento della posizione incompatibile (articolo 5, comma 1). Nel caso di mancato esercizio dell'opzione si intende che l'interessato abbia optato per la posizione incompatibile e pertanto decade dalla carica stessa (articolo 5, comma 5). La proposta prevede inoltre che il titolare di cariche che, in ogni caso, venga a trovarsi in situazione di conflitto di interessi ai sensi dell'articolo l, ha l'obbligo di astenersi dalla partecipazione a qualunque decisione che possa specificamente incidere sulla situazione patrimoniale propria o del coniuge non legalmente separato o di altri soggetti a loro legati da rapporti di interesse, recando ad essi un vantaggio economico rilevante e differenziato rispetto a quello della generalità dei destinatari del provvedimento (articolo 6, comma 1). È comunque prevista la possibilità che il titolare di una carica possa investire il Giudice delegato della questione (articolo 6, comma 2). Il Giudice delegato stabilisce linee guida sui casi di possibile astensione oltre a pronunciarsi in concreto sui casi sottoposti ad essa dal titolare di cariche (articolo 6, comma 3). Esso deve pronunciarsi entro i cinque giorni successivi al ricevimento della richiesta, trascorsi i quali l'interessato può ritenersi esente da ogni obbligo di astensione (articolo 6, comma 4). Quanto alle misure ex post è prevista la diffida all'impresa facente capo al titolare di cariche di Governo la quale ponga in essere comportamenti diretti a trarre vantaggio da atti adottati in conflitto di interessi (articolo 7); il caso in cui opera il silenzio assenso del Parlamento è l'unico idoneo a scavalcare le procedure di cui all'articolo 66 della Costituzione. Sono infine previste sanzioni in caso di violazione dell'obbligo di dichiarazione di cui all'articolo 3 (articolo 8), dell'obbligo di astensione di cui agli articoli 5, comma 3, e 6, commi 1 e 4 (articolo 9), e in caso di inottemperanza alla diffida (articolo 10).. Art. 1. (Nozione) 1. I titolari di cariche pubbliche, nell'esercizio delle loro funzioni, sono tenuti a operare esclusivamente per la cura degli interessi pubblici a loro affidati. 2. Ai fini della presente legge, sussiste conflitto di interessi in tutti i casi in cui il titolare di una carica politica o di una carica di alta amministrazione è anche titolare di un interesse economico privato tale da poter condizionare, o che appaia poter condizionare, l'esercizio delle funzioni pubbliche a lui attribuite. 3. Sussiste altresì conflitto di interessi in tutti i casi in cui il titolare di una carica cui al comma 2 è preposto, in qualità di rappresentante, amministratore, curatore, gestore, procuratore o consulente o in un'altra posizione analoga, comunque denominata, alla cura di un interesse economico privato tale da poter condizionare, o che appaia poter condizionare, l'esercizio delle funzioni pubbliche a lui attribuite. 4. Sussiste inoltre conflitto di interessi in tutti i casi in cui il coniuge non legalmente separato o i parenti o gli affini entro il secondo grado del titolare di una carica di cui al comma 2 o la persona con lui stabilmente convivente non a scopo di lavoro domestico sono titolari di interessi economici privati o sono preposti, in qualità di rappresentante, amministratore, curatore, gestore, procuratore o consulente o in un'altra posizione analoga, comunque denominata, alla cura di interessi economici privati, che possono condizionarlo, o apparire condizionarlo, nell'esercizio delle funzioni pubbliche a lui attribuite. 5. In funzione della prevenzione ed emersione del conflitto di interesse, la pubblicità e trasparenza delle situazioni reddituali e patrimoniali attengono ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione, ai sensi dell'articolo 29, comma 2- bis , della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. Art. 2. (Ambito soggettivo di applicazione) 1. Agli effetti della presente legge, per cariche pubbliche si intendono le cariche politiche e quelle di alta amministrazione. 2. Per titolari di cariche politiche si intendono: a) il Presidente del Consiglio dei ministri, i Vicepresidenti del Consiglio dei ministri, i Ministri, i vice ministri, i sottosegretari di Stato e i commissari straordinari del Governo di cui all'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400; b) gli altri titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale, regionale e locale, di cui all'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. 3. Per titolari di cariche di alta amministrazione si intendono i soggetti di cui all'articolo 15, comma l, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. 4. L'articolo 76 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è abrogato. Le risorse finanziarie relative al funzionamento dell'anagrafe ivi prevista sono trasferite all'anagrafe di cui all'articolo 3. Art. 3. (Anagrafe dei titolari di cariche pubbliche) 1.