[resaula]

il 2 ottobre 2013 con decreto n. 1863 venivano apposti una serie di vincoli di natura paesaggistica e storica dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania, per tutelare la Reale Tenuta di Carditello sull'area in cui risiede il sito di compostaggio di San Tammaro; successivamente all'apposizione del predetto decreto n. 1863, sono sorti nella stessa zona un impianto di produzione biogas da reflui zootecnici della potenza di 1MW terminato nel 2016 ed in gestione al consorzio Agrorinasce ed un centro di educazione e documentazione ambientale anch'esso in gestione al consorzio Agrorinasce; considerato, infine, che: l'impianto di compostaggio previsto dalla Regione Campania nel comune di San Tammaro sarebbe dovuto essere di tipo aerobico ed avrebbe dovuto trattare una quantità di rifiuti umidi pari a circa 30.000 tonnellate all'anno; a giudizio degli interroganti tale impianto di compostaggio potrebbe essere di importanza strategica per una gestione corretta della frazione umida dei rifiuti nella provincia di Caserta, per la sua tipologia impiantistica (aerobico) e per la sua posizione, la sua mancata ultimazione potrebbe portare anche a ulteriori sanzioni dal punto di vista contabile o a nuove sanzioni di tipo europeo, in quanto la struttura esistente, ma mai entrata in funzione, è stata realizzata con fondi europei, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano informati dei fatti esposti; se sull'area nella quale insiste il sito di compostaggio ancora non completato di San Tammaro esistano vincoli paesaggistici o di qualsiasi altra natura, che ne impedirebbero la sua ultimazione; se intendano adoperarsi, nei limiti delle proprie attribuzioni, affinché sia sollecitato il completamento dell'impianto di compostaggio aerobico previsto nel Comune di San Tammaro, visto l'impiego di danaro pubblico fino ad oggi utilizzato per detto sito e considerato che, come illustrato in premessa, già nel marzo 2017 il Ministero dell'ambiente dichiarava essere prossimo all'ultimazione. Atto n. 3-00786 ZAFFINI Al Ministro della salute Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00766 LONARDO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il vice ministro dell'economia e delle finanze, Laura Castelli, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella mattinata del 4 aprile 2019 in Campidoglio, con il sindaco Virginia Raggi, ha annunciato la chiusura, dal 2021, della gestione commissariale del debito di Roma capitale, affermando che, grazie a una norma che sarebbe stata inserita nel "decreto-legge crescita", approvato, con la formula salvo intese, nel Consiglio dei ministri del 4 aprile, lo Stato si farà carico di una parte dei debiti finanziari compensando con una riduzione minima del contributo statale destinato ogni anno al commissario; tale manovra consentirà di mettere in sicurezza il piano di rientro del debito fino al 2048, dando, nel contempo, piena copertura ai 12 miliardi di euro di debiti in essere, che verranno pagati in parte dalle casse pubbliche e in parte dai romani; quindi, come ha affermato lo stesso vice ministro, "lo Stato si accolla una parte del debito finanziario e riduce i costi che dà alla gestione commissariale"; a parere dell'interrogante, tale decisione da un lato appare inverosimile e ingiusta nei confronti dei cittadini che, in questa fase di persistente recessione, continueranno ad essere ulteriormente penalizzati; dall'altro, l'assunzione da parte dello Stato dei debiti di Roma capitale e non anche delle situazioni deficitarie di altri Comuni, che versano nelle medesime condizioni, reca in sé profili di incostituzionalità, si chiede di sapere: quale sia la reale situazione debitoria del Comune di Roma e in che modo lo Stato, e quindi i cittadini, si farà carico della stessa; quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare rispetto ad analoghe situazioni di tanti Comuni italiani dissestati, che rischiano di non sopravvivere. Atto n. 3-00778 COMINCINI MARCUCCI MALPEZZI MIRABELLI VALENTE STEFANO COLLINA FERRARI BINI CIRINNA' ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BITI BOLDRINI BONIFAZI CERNO CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FEDELI FERRAZZI GARAVINI GIACOBBE GINETTI GRIMANI IORI LAUS MAGORNO MANCA MARGIOTTA MARINO MESSINA Assuntela MISIANI NANNICINI PARENTE PARRINI PATRIARCA PINOTTI PITTELLA RAMPI RENZI RICHETTI ROJC ROSSOMANDO SBROLLINI SUDANO TARICCO VATTUONE VERDUCCI ZANDA Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 8 aprile 2019 il Consiglio comunale di Calolziocorte, in provincia di Lecco, ha approvato una delibera con la quale si prevede l'adozione del nuovo regolamento comunale sulle strutture di accoglimento per migranti, al quale è allegata una planimetria contenente l'individuazione di "zone sensibili"; l'articolo 2 del regolamento prevede che al fine di "favorire processi di integrazione condivisi con i residenti e ritenuto fondamentale che il Comune possa programmare e supervisionare eventuali insediamenti di centri di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo vengono individuate alcune zone dette "sensibili" così come da planimetria (...). In particolare le zone segnate in rosso (stazione ferroviaria e scuole) si intendono vietate e quelle in blu (biblioteca e oratori) necessitano di nulla osta. Tra centri di accoglienza e zone sensibili dovrà esserci una distanza minima di 150 mt, misurata calcolando il percorso pedonale più breve. Per zone sensibili si intendono la superficie occupata dall'immobile e le aree limitrofe ad uso pubblico"; l'articolo 3 prevede che "i privati, anche sotto forma di associazioni/cooperative, che volessero ospitare rifugiati/richiedenti asilo presso strutture di proprietà o di cui abbiano godimento a qualsiasi titolo, ubicate all'interno di una delle zone dette 'sensibili blu' dovranno far pervenire agli uffici competenti idonea richiesta preventiva di nulla osta, al fine di verificarne la compatibilità. Il comune si impegna a dare risposta entro 30 giorni dalla richiesta. In tutti gli altri casi, cioè nelle zone non considerate 'sensibili', va data comunicazione al comune dell'insediamento almeno 30 giorni prima, fornendo tutta la documentazione necessaria"; l'articolo 4 prevede sanzioni in caso di violazione delle disposizioni previste; considerato che a giudizio degli interroganti le disposizioni richiamate dal regolamento approvato dal Consiglio comunale di Calolziocorte sono fortemente discriminatorie e contrarie ai principi costituzionalmente garantiti dal nostro ordinamento, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato e quali siano le sue valutazioni a riguardo; se non ritenga opportuno e doveroso intervenire, coordinandosi con la Prefettura, affinché il regolamento sia immediatamente sospeso, in modo da scongiurare l'attuazione di vere e proprie misure di apartheid in un comune del nostro Paese.