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il programma ufficiale dell'evento riporta anche l'intervento di Theresa Okafor, un'attivista nigeriana tra le proponenti della legge del 2014 che criminalizza le relazioni tra persone dello stesso sesso, lo scambio di effusioni in pubblico e la frequentazione di locali e associazioni LGBTI; il programma ufficiale dell'evento riporta anche l'intervento di Lucy Akello, Ministro ombra per lo sviluppo sociale in Uganda, che nel 2018 ha chiesto di riportare in discussione in Parlamento e approvare la legge antigay del 2014, anche nota come "Kill the gays bill", che prevedeva originariamente la pena di morte per «omosessualità aggravata»; il programma ufficiale dell'evento riporta anche l'intervento del presidente moldavo pro Putin Igor Dodon che nel 2017, dopo che la polizia aveva disperso una manifestazione della comunità LGBTI, ha detto: «non ho mai promesso di essere il presidente dei gay, avrebbero dovuto eleggere il loro presidente», si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri sia a conoscenza del coinvolgimento ufficiale del Governo in una manifestazione che promuove politiche discriminatorie nei confronti delle donne e delle persone LGBTI, distorsive dei principi costituzionali fondamentali di non discriminazione e di uguaglianza; se stia valutando la possibilità di revocare il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri alla manifestazione; se il patrocinio implichi un impiego di soldi pubblici a sostegno della manifestazione; se siano in corso iniziative volte a tutelare il diritto all'integrità di tutte le famiglie italiane, in particolar riguardo alla condizione dei figli delle coppie omogenitoriali e al recente dibattito aperto da alcuni sindaci in merito all'iscrizione di entrambi i genitori nei certificati di nascita. Atto n. 4-01198 DE BERTOLDI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che a quanto risulta all'interrogante: nel 2018 l'INAIL ha rilevato complessivamente 641.261 denunce di infortunio sul lavoro, dato molto elevato, peggiorato dalla circostanza che (contrariamente a quanto sarebbe lecito attendersi) il numero delle denunce dell'anno appena trascorso risulta superiore rispetto a quello registrato nel periodo compreso tra gennaio e dicembre 2017; secondo i dati dell'INAIL, inoltre, sono aumentate sia le denunce di infortunio in itinere (con un più 2,78 per cento), sia quelle di infortunio in occasione di lavoro (più 0,59 per cento), mentre il dato che preoccupa maggiormente è che le denunce di infortunio con esito mortale, riferite al periodo gennaio-dicembre 2018 risultano il 10,11 per cento in più rispetto all'anno precedente; risulta pertanto evidente, a giudizio dell'interrogante, alla luce dei dati numerici esposti, come nel nostro Paese i luoghi di lavoro siano ancora poco sicuri ed inoltre, in molti di essi, non vengono applicate le principali norme di sicurezza; a tal fine, il Governo Renzi aveva ritenuto di poter far fronte a questa insostenibile situazione, istituendo l'Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, denominata «Ispettorato Nazionale del Lavoro», prevista ai sensi del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149; ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 2016, n. 109, l'I.N.L. ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotato di autonomia organizzativa e contabile, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e al controllo della Corte dei conti; a tal fine, l'interrogante rileva che l'intervento normativo contenuto nella più complessiva riforma in materia di lavoro meglio nota come "Jobs Act", istituendo l'I.N.L. ha inteso accorpare in un unico ente direzioni territoriali e attività relative alle politiche sociali di INPS e INAIL, con l'intento di razionalizzare le risorse e i controlli ispettivi e con l'obiettivo finale di evitare sprechi economici; appare evidente, a giudizio dell'interrogante, che l'attività quotidiana dell'I.N.L. (e conseguentemente degli ispettori del lavoro sul territorio), rappresenta, o dovrebbe rappresentare, la linea più avanzata della lotta alle morti sul lavoro ed agli infortuni sul lavoro più in generale, ma ciononostante da numerose segnalazioni pervenute dal Sindacato nazionale agenti professionisti di assicurazione (SNA), (corredate da specifica documentazione) sembrerebbe che ingenti risorse dell'I.N.L. (attraverso l'attività di alcuni ispettori del lavoro concentrati in alcune aree geografiche), siano state destinate ad interventi ispettivi presso micro aziende italiane (che storicamente applicano fedelmente le norme sul lavoro), le quali non sono mai state segnalate per sfruttamento di lavoro nero e da sempre sono caratterizzate da un numero pressoché irrilevante di incidenti sul lavoro; al riguardo, l'interrogante si riferisce alle agenzie assicurative in gestione libera, quasi 13.000 micro aziende, che versano regolarmente i contributi, pagano le tasse, in quanto i loro compensi sono certificati dalle grandi imprese di assicurazione per le quali operano, garantendo lavoro a circa 25.000 lavoratori dipendenti, ed a circa 200.000 collaboratori autonomi; a tal fine, si evidenzia che il 90 per cento delle aziende citate applica il contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritto da SNA, al cui sindacato aderisce la quasi totalità degli agenti iscritti ad una rappresentanza, con CONFSAL, una delle sigle sindacali dei lavoratori dipendenti comparativamente maggiormente rappresentative in Italia; ciononostante, secondo quanto denunciato dalle rappresentanze sindacali, alcuni ispettori del lavoro avrebbero contestato, in fase ispettiva, la regolarità dell'applicazione, invero del tutto legittima, del CCNL, dando così modo all'INPS di emettere cartella per il maggior onere contributivo calcolato sull'ipotetico differenziale retributivo, prendendo come base imponibile, la retribuzione di un CCNL concorrente, nello specifico il CCNL firmato dall'associazione datoriale denominata Anapa, della quale non si conoscono i bilanci, né il numero degli iscritti paganti, né la struttura territoriale, che appare carente sotto il profilo della oggettiva rappresentatività; i suddetti atti di accertamento ispettivo, elaborati sembra senza alcun supporto statistico o documentale, stanno causando decine di vertenze civili, senza considerare che finiscono con impegnare i titolari delle micro imprese agenziali, i loro avvocati, con conseguenti costi economici per le aziende e per l'intera collettività, anche in termini di oneri di giustizia e di intasamento dell'attività giudiziaria, anziché occuparsi di questioni ben più rilevanti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda intervenire affinché l'opera degli ispettori del lavoro e più in generale dell'Ispettorato nazionale del lavoro sia indirizzata e valorizzata verso obiettivi coerenti con la politica del Governo in materia di contrasto agli infortuni sul lavoro, evitando di impiegare risorse in attività apparentemente estranee agli obiettivi suddetti;