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in particolare, riguardo alla situazione all'interno dell' hotspot di Taranto, e? stata anche inviata una nota del cartello dei sindacati di Polizia composto da SIULP-SAP- SIAP-FSP, al Ministro dell'interno, al direttore generale della pubblica sicurezza, al prefetto e al questore di Taranto, nonché alla Direzione centrale dell'immigrazione del Ministero, nella quale sono state evidenziate gravissime criticità correlate alla gestione della struttura e agli ambiti operativi delle forze di polizia ivi impiegate, con particolare riguardo sia agli aspetti sanitari che della sicurezza e salute sul posto di lavoro (tutelata dal decreto legislativo n. 81 del 2008) anche collegata all'emergenza da COVID-19; difatti, ad oggi, sul sito dell'ambasciata d'Italia a Tunisi si osserva che l'autorità di governo, pur stabilendo drastiche misure di distanziamento sociale e di confinamento, non e? riuscita a contenere i contagi da coronavirus e non e? stata decretata la fine della pandemia; già al questore di Taranto sono state ribadite tali osservazioni e chiesto di individuare i livelli di responsabilità e ridefinire i ruoli e le competenze in ordine alla gestione dell' hotspot , necessita? da lui ampiamente condivisa; l' hotspot e? stato realizzato nel 2016 per ospitare temporaneamente gli immigrati sbarcati, pertanto la struttura e? stata realizzata in maniera tale da consentire una loro rapida identificazione, registrazione e fotosegnalamento e per un trattenimento nel centro di massimo 72 ore; pertanto, la struttura non e? dotata di tutti i servizi e non e? idonea per sostenere una permanenza cosi? lunga di un numero significativo di persone, a maggior ragione se poi si considerano le ragioni di ordine sanitario esposte; inoltre, rispetto ad altre classificate come hotspot , la struttura di Taranto sin dalla sua apertura ha rivelato numerosi problemi ed e? diversa, poiche? si compone di tensostrutture e di moduli prefabbricati in uso al personale della Polizia di Stato ed e? perimetrata da una recinzione la cui altezza e? pressoché pari a due metri, facilmente valicabile, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare in merito all' hotspot di Taranto ed in particolare se intenda istituire al suo interno un presidio medico permanente, e quali garanzie intenda assicurare anche al personale del XV reparto mobile di Taranto e di altri reparti aggregati che concorrono nei servizi al suo interno relativamente alla dotazione di dispositivi di protezione individuale (tute, mascherine FFP3, mascherine chirurgiche, guanti e visiere). Atto n. 4-03664 DE VECCHIS Al Ministro dell'interno Premesso che: il deposito dell'ATAC adiacente al campo rom di via Candoni, a Roma, è spesso preso d'assalto da alcuni nomadi del campo che, con i loro atti delinquenziali, hanno provocato danni per centinaia di migliaia di euro con furti di gasolio e di batterie delle vetture, sottrazione della corrente elettrica e solo pochi giorni fa sono stati incendiati 7 autobus; i responsabili di tutto questo sarebbero stati identificati dagli stessi nomadi del campo in alcuni ragazzi che appartengono a famiglie ricche e che stanno mettendo a rischio tutta la comunità, che non denuncia per paura di ritorsioni; è intollerabile che esistano luoghi della capitale (in questo caso un deposito di un'azienda di trasporto pubblico) completamente abbandonati dalle istituzioni e lasciati in balia di vandali e delinquenti che agiscono nell'indifferenza generale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto che il deposito dell'ATAC è sistematicamente scenario di atti vandalici ed episodi di microcriminalità, che sembrerebbero essere commessi sempre per mano delle stesse persone, e come intenda intervenire prontamente per ripristinare la sicurezza e l'ordine pubblico in questa zona periferica della capitale. Atto n. 4-03665 DE VECCHIS Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: l'ex colonia "Vittorio Emanuele" di Ostia (Roma) è una struttura occupata abusivamente da anni, in cui i problemi legati alle condizioni igienico-sanitarie e dell'ambiente si sommano ai problemi di ordine pubblico e sicurezza riconducibili ad episodi di spaccio di droga e alla presenza di soggetti con precedenti penali e ragazzi minori, già segnalati al Tribunale per i minorenni; l'emergenza sociale, sanitaria e di pubblica sicurezza che persiste nell'ex colonia rende improcrastinabile un intervento risoluto per sgomberare in modo definitivo la struttura ed offrire assistenza ai nuclei familiari presenti, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere nell'immediato per mettere fine ad una situazione abusiva, che si protrae da anni, al fine di riportare la legalità e la sicurezza nel quartiere e per restituire il bene alla pubblica utilità della cittadinanza. Atto n. 4-03666 VALLARDI Ai Ministri dell'università e della ricerca, della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: il Governo ha impugnato la legge della Regione Veneto che istituisce il corso di laurea in Medicina e chirurgia a Treviso, frutto della collaborazione tra ULSS 2 Marca trevigiana e università di Padova; il presidente della Regione ha annunciato che intende proporre ricorso contro questa decisione del Governo, per difendere la legge regionale; anche il sindaco di Treviso è critico con la decisione del Governo, visto che la normativa è stata adottata nel pieno rispetto della legge nazionale e delle competenze, al fine di creare nuove opportunità per il territorio; il progetto è stato portato avanti e definito in totale collaborazione con l'università e il rettore Rizzuto e con la sua prestigiosa scuola di Medicina, presieduta dal professor Merigliano. Un'operazione, tra l'altro, in linea perfetta con l'importante intento di rafforzare la formazione in sanità, emersa con tanta evidenza nel corso dell'emergenza COVID-19; appare inspiegabile che l'impugnativa sia stata chiesta dai Ministeri della salute e dell'economia e delle finanze, si chiede di sapere se il Governo intenda riconsiderare la decisione ed istituire un tavolo di confronto con la Regione Veneto, evitando così l'impugnativa e il ricorso conseguente annunciato dalla Regione medesima, il tutto al fine di scongiurare che venga negato, ad un intero comprensorio, un polo universitario d'eccellenza, che si tradurrà in maggiori cure per i cittadini. Atto n. 4-03667 BARBARO Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: con la riapertura, dopo mesi di lockdown , sabato 13 giugno 2020 del museo del Tesoro di san Gennaro, si riaffaccia il tema del decoro urbano e del degrado nel centro di Napoli; il museo è un progetto finanziato da aziende private, da fondi europei e dalle istituzioni locali, completato sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica e realizzato anche attraverso l'impegno della deputazione della reale cappella del tesoro, istituzione fondata nel 1601;