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dall'inizio del conflitto russo-ucraino, l'intensificarsi di azioni di guerra ha comportato la perdita di vite umane non solo tra i militari, ma soprattutto tra i civili, provocando un esodo di profughi verso i Paesi dell'Europa; le principali convenzioni UNESCO coinvolte nella salvaguardia e tutela dei beni culturali materiali sono la Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato del 1954 (Convenzione de L'Aja), la Convenzione per la protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale del 1972 e la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003; la Convenzione sui diritti dell'infanzia del 20 novembre 1989 dell'UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia) si basa su principi di non discriminazione (art. 2), di superiore interesse (art. 3) e di diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6: "gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione internazionale"); l'Italia si è attivata con importanti azioni di solidarietà nei confronti dei profughi e il Ministero della cultura sente il bisogno di dare un segnale concreto per il sostegno al futuro soprattutto dei giovani ucraini, la protezione del loro patrimonio culturale e il recupero dello stesso una volta finita l'aggressione armata. Tali attività, rivolte alla preservazione delle testimonianze della storia e del patrimonio culturale, sono ritenute essenziali per l'integrità dell'identità ucraina; considerato che: l'Ucraina ha sul suo territorio i seguenti beni iscritti nella lista del patrimonio mondiale (convenzione del 1972): antica città di Chersoneso Taurica con la Chora (2013); Kiev: cattedrale di Santa Sofia e edificio monastico; Kiev: Pecers'ka Lavra (1990); Leopoli: complesso del Centro storico (1998) ; residenza dei metropoliti bucovini e dalmati (2011); arco geodetico di Struve (2005); Tserkvas in legno della regione dei Carpazi in Polonia e Ucraina (2013); antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d'Europa (2007, 2011, 2017, 2021) e siti iscritti nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità (convenzione del 2003): pittura a fiori del villaggio di Petrykivka come espressione dell'arte popolare ucraina folcloristica. (2013); tradizione delle ceramiche dipinte di Kosiv (2019); Ornek, una decorazione ornamentale tipica dei tartari della Crimea (2021); sito iscritto nella lista di salvaguardia urgente del patrimonio culturale immateriale: i canti dei cosacchi della regione del Dnipr (2016); l'UNESCO ha dichiarato di essere in contatto permanente con tutte le istituzioni pertinenti per valutare la situazione e rafforzare la protezione dei beni culturali. Sono stati inoltre stabiliti contatti con la società civile, i professionisti e gli esperti di patrimonio vivente in merito all'impatto della crisi sulla situazione degli artisti e delle istituzioni culturali; l'organizzazione è in contatto con le autorità ucraine per contrassegnare siti e monumenti culturali con l'emblema distintivo "blue shield" (scudo blu) della convenzione de L'Aja del 1954 per evitare danni intenzionali o accidentali. I siti iscritti nella lista del patrimonio mondiale, come i complessi monumentali della cattedrale di Santa Sofia e il monastero delle Grotte di Kiev ("Kiev: Cattedrale di Santa Sofia e edificio monastico; Kiev-Pecers'ka Lavra") sono considerati una priorità. Il processo di marcatura del sito è iniziato questo fine settimana presso il sito di "Leopoli: complesso del centro storico"; l'UNESCO e l'UNITAR (Istituto delle Nazioni Unite per la formazione e la ricerca) analizzano anche le immagini satellitari al fine di monitorare lo stato dei siti prioritari che sono in pericolo e di valutare i danni dei siti già colpiti; l'UNESCO sta incontrando i professionisti della cultura ucraini ( manager dei siti patrimonio dell'umanità, direttori di musei e professionisti responsabili del patrimonio) al fine di identificare bisogni urgenti. A tal fine, l'UNESCO mobiliterà i partner internazionali durante una riunione di coordinamento della risposta alle emergenze: UNITAR, il Centro internazionale per lo studio della conservazione e del restauro dei beni culturali (ICCROM), Blue shield international, il Consiglio internazionale dei musei (ICOM), l'International council on monuments and sites (ICOMOS) e ALIPH; considerato altresì che il conflitto e la conseguente crisi umanitaria rischiano di avere conseguenze a lungo termine sul Paese, soprattutto sui giovani. Questa tremenda ferita nelle loro vite interrompe spesso percorsi formativi avviati e rischia quindi di compromettere gravemente il loro pieno sviluppo professionale e umano una determinando un'emergenza educativa, impegna il Governo ad adottare tutte le azioni necessarie a: 1) sostenere l'UNESCO nelle azioni di salvaguardia del patrimonio storico-artistico ucraino e di formazione delle giovani generazioni; 2) mettere a disposizione la task force italiana "UNITE4HERITAGE" costituita da esperti del Ministero della cultura e da militari altamente qualificati del comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale (TPC), per intervenire in aree colpite da emergenze per salvaguardare i siti archeologici, i luoghi della cultura ed i beni culturali; 3) consentire la prosecuzione dei percorsi formativi presso gli istituti di formazione del Ministero di giovani profughi attraverso l'istituzione di borse di studio destinate a giovani artisti ucraini che potranno accedere agli istituti di alta formazione artistica, quali i conservatori, le accademie di belle arti, gli istituti coreutici; 4) istituire borse di studio e ulteriori iniziative di sostegno all'educazione e la formazione dei profughi minori in Italia in accordo con le convenzioni UNESCO e in segno di sostegno al futuro del Paese. Atto n. 1-00470 BINETTI GASPARRI GALLONE PEROSINO RIZZOTTI VONO PAPATHEU GIAMMANCO STABILE - Il Senato, premesso che: è sotto gli occhi di tutti il fatto che l'Europa rischia ogni giorno di più la temutissima terza guerra mondiale. Nel secolo appena concluso, ci sono state ben due guerre mondiali che, a distanza di pochi anni l'una dall'altra, non più di venti, hanno fatto milioni di vittime sul nostro continente. Questa volta la guerra potrebbe scatenarsi per lo scontro delle potenze nucleari presenti in Europa e nei Paesi confinanti; ed è facile allora immaginare quale ecatombe si rischi tutti indistintamente; proprio per questo si ritiene necessario che la UE, in questa drammatica guerra tra Russia e Ucraina, che rappresenta una minaccia per tutti e un potenziale principio di terza guerra mondiale, apra urgentemente un tavolo di dialogo delle superpotenze per il disarmo nucleare e sostenga la necessità di una conversione dell'energia nucleare degli ordigni di guerra in energia utile per la vita sociale ed economica di tutta l'Europa, in particolare nei Paesi poveri, promuovendo concreti progetti di pace e di sviluppo integrale;