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La controprestazione spettante all'Austria deve essere inoltrata all'Ufficio di Amministrazione Forestale di Villaco tramite quello di Tarvisio. La controprestazione per i 35 metri cubi di legname da fabbrica, risultanti dal conguaglio per, il minore onere in legna da ardere, spetta alla Azienda di Stato per le Foreste Demaniali. 6) Dopo l'anno 1922 vennero consegnati da parte dell'Austria solo metri cubi 1227 di legname da opera e metri cubi 332 di legna da ardere, quale acconto sulle spettanze. I diritti maturati sulle foreste austriache ammontano invece complessivamente, dal 1922 alla fine del 1953, a metri cubi 2080 di legname da opera e a metri cubi 8032 di legna da ardere. Detratti per tanto gli acconti, si accertano gli arretrati in metri cubi 853 di legname da opera e metri cubi 7.700 di legna da ardere. Dal momento che, per ragioni selvicolturali, la corresponsione di arretrati di tali entità non può effettuarsi in una sola volta, si fissa in 5 anni il tempo utile per l'assegnazione delle spettanze arretrate. È consentito un maggiore assegno di legname da opera in sostituzione di legna da ardere. Per conguaglio, limitatamente alle spettanze arretrate, è ammessa la corresponsione di 1 metro cubo di legname da opera per ogni 4 metri cubi di legna da ardere. L'assegno degli arretrati viene fatto direttamente a favore di quelli aventi diritto che tutt'ora non hanno percepito acconti o il cui acconto non ha raggiunto i diritti maturati. L'Ufficio Amministrazione Forestale di Tarvisio darà comunicazione a quello di Villaco dell'esatto ammontare delle spettanze arretrate, compilando una apposita Vista nominativa. È peraltro da tenere presente che gli arretrati dovranno essere corrisposti a coloro che al momento dell'accertamento della spettanza annua, per tutto il periodo 1922-1953, risultano a norma dei registri tavolari legali proprietari dei fondi dominanti. Per quanto riguarda le modalità di assegno viene osservato quanto già fissato al punto 4) del presente Accordo. Anche la rinuncia a metà della spettanza di legname da opera onde sottrarsi alla controprestazione, rimane in facoltà degli aventi diritto. 7) I diritti di cuocere calce, cavare sabbia e pietrame, raccogliere strame e frascame, quali risultano dai documenti originari di regolazione, vengono ripartiti fra i territori gravati in Italia ed in Austria nel rapporto di 1.698,5: 166,5. 8) I diritti di pascolo sui territori gravati da servitù rappresentano un esercizio complementare al pascolo sulla proprietà degli stessi aventi diritto. Il pascolo potrà pertanto essere esercitato nella misura usata fino ad oggi, salvo sempre l'osservanza delle norme di polizia forestale. 9) La presente Convenzione non esclude un eventuale successivo riscatto dei diritti di servitù nel loro complesso, previ accordi tra i due Governi. Il riscatto di singoli diritti con pagamento in danaro è ammissibile in qualunque momento, qualora l'avente diritto lo desideri e fra lui e i proprietari dei fondi serventi si sia raggiunto un accordo sull'entità del prezzo di riscatto. Tale riscatto necessita del consenso dei due Governi italiano ed austriaco, a norma dell'articolo 12 dell'Accordo del 24 giugno 1925. 10) Dato che il diritto di servitù è destinato a soddisfare i bisogni domestici del fondo dominante, l'esbosco del legname oltre frontiera non rimane vincolato ad alcuna speciale autorizzazione o pagamento di tributi. Agli aventi diritto spettano tutte le facilitazioni del traffico di frontiera. 11) I diritti di servitù in argomento devono essere riportati sui registri tavolari austriaci nell'entità di quanto precisato col presente Accordo. Avv. Cesare ARIAS Dott. Alberto HOFMANN Dott. Antonio SPEROTTO Fritz SCHWARZACHER Wolfram HALLER Josef RESSMANN Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri FANFANI