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Grazie al lavoro dei colleghi che nelle scorse legislature hanno fatto parte della Commissione in oggetto, l'inchiesta sul ciclo dei rifiuti ha efficacemente risposto all'esigenza di provvedere alla situazione precaria in cui versano molte Regioni del Paese, ossia quelle che si servivano di impianti non a norma e non autorizzati ed esportavano molti dei loro rifiuti. Posso dire ciò con cognizione di causa, perché da siciliana eletta in Sicilia ho potuto verificare quanto fatto in precedenza per far emergere la situazione dei rifiuti. Quanto ottenuto in Sicilia è stato possibile ricorrendo a missioni specifiche nel territorio ed effettuando sopralluoghi presso le discariche che presentavano le situazioni più critiche. Pertanto, ritengo utilissimo ribadire la nostra competenza a svolgere indagini sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, verificando se vi siano organizzazioni coinvolte, quali siano e, soprattutto, conoscere il ruolo che la criminalità organizzata svolge in questo settore. L'istituenda Commissione è poi necessaria per individuare le connessioni tra le attività illecite nel settore dei rifiuti e le altre attività economiche; le attività lecite, infatti, sono spesso inquinate da quelle illecite. Ciò è particolarmente utile per conoscere quali traffici di rifiuti avvengano tra le diverse Regioni del Paese o verso altre Nazioni. Analogamente, se quest'Aula vorrà con il proprio voto istituire nuovamente la Commissione (cosa che auspico fortemente), essa potrà svolgere specifiche verifiche sulle attività illecite transfrontaliere. Occorre vigilare sui rifiuti pericolosi, in particolare su quelli che transitano nei nostri porti verso Paesi stranieri; ciò consentirà anche una migliore cooperazione diretta con le autorità di inchiesta degli Stati destinatari dei rifiuti. In questo modo saremmo noi stessi a lavorare per individuare le attività illecite che vengono lucrosamente effettuate per immettere nel mercato nazionale beni e prodotti realizzati attraverso processi di riciclo dei rifiuti, dannosi ovviamente per la nostra salute e per l'ambiente. Si tratta infatti di un prodotto che già in passato si è dimostrato utile. L'esperienza ci ha dimostrato come tale traffico sia stato consentito anche mediante il coinvolgimento di apparati pubblici; quindi la Commissione svolgerà un controllo su eventuali comportamenti illeciti commessi nell'ambito della pubblica amministrazione. Più in generale, la Commissione si occuperà di siti inquinati, delle attività di bonifica, della gestione dei rifiuti radioattivi, della gestione degli impianti di depurazione delle acque reflue, della verifica dello stato di attuazione delle bonifiche dei siti inquinati e della verifica della corretta attuazione della normativa in materia ambientale e in materia di delitti contro l'ambiente. I cosiddetti ecoreati saranno quindi al centro della nostra eventuale azione. Avremo un ruolo centrale per prevenire i disastri ambientali, per verificare l'inquinamento ambientale, per ostacolare il traffico e l'abbandono di materiale ad alta radioattività e per opporci alle ecomafie. Termino con un dato economico: il giro d'affari delle ecomafie cresce quattro volte più del PIL dell'Italia e il settore dei rifiuti è al secondo posto tra quelli dove si concentra la più alta percentuale di illeciti, con forti ripercussioni anche sulla crescita dei reati nel settore agroalimentare. Per tutte le ragioni esposte, ritengo che l'istituzione della Commissione di inchiesta sia necessaria, oggi ancora di più visto il rapporto sulle ecomafie ricevuto 24 ore fa, dove in effetti questo dato si arricchisce del 10 per cento. Purtroppo l'ambiente, che nel nostro immaginario era l'ambiente dove pensavamo di trascorrere gioiosamente la nostra infanzia e (si pensava felicemente all'ambiente), oggi richiama in ogni sua accezione concetti che ci riconducono alla criminalità e agli illeciti, oggi estesi ad altri settori, quali quello relativo agli animali o all'amianto (che grazie al collega è stato introdotto tra le attività future della Commissione in questa legislatura). Tutto ciò ci costringe oggi a varare nuovamente l'istituzione di questa Commissione, come una delle primissime iniziative, di questa legislatura appena iniziata. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 6. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole della componente Liberi e Uguali e di tutto il Gruppo Misto, vorrei qui ricordare alcuni dati, che sostanziano l'importanza di dar vita ancora una volta alla Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Proprio questi dati dimostrano quanto sia stato utile il lavoro svolto nella scorsa legislatura e quanto sia ancora assolutamente necessario procedere con l'istituzione di una nuova Commissione. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 12,42) ( Segue DE PETRIS). Nell'articolo 1 del disegno di legge, intitolato «Istituzione e compiti della Commissione», sono ben delineati non solo i campi su cui la Commissione deve continuare a svolgere il proprio ruolo di inchiesta, ma anche le questioni che troviamo ancora aperte nel nostro Paese e quelle connesse alla criticità del sistema del ciclo dei rifiuti. Circa mezz'ora fa abbiamo approvato l'istituzione della Commissione d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e, purtroppo, le due Commissioni, come è stato dimostrato in tutti questi anni, sono nei fatti strettamente connesse. La criminalità organizzata è presente in moltissime aree del Paese, ma occorre pensare anche alla rilevanza odierna dei traffici transfrontalieri dei rifiuti che sono ancora, di fatto, nella piena gestione della criminalità. Bisogna dare atto e riconoscere il merito del lavoro svolto dalla Camera dei deputati e dal Senato per l'approvazione della legge che ha introdotto i reati ambientali, dopo tanti anni nel codice penale, nonché l'impegno profuso da tutte le forze politiche e il lavoro svolto dalla Commissione sul ciclo dei rifiuti in tal senso. Tale introduzione ha segnato in qualche modo una svolta. Nel 2016 abbiamo assistito infatti ad un'inversione di tendenza, perché già nel 2016 sono stati 25.889 i reati ambientali accertati su tutto il territorio e ancora di più nel 2017, in cui vi è stato un vero e proprio boom di arresti per crimini contro l'ambiente e di inchieste sui traffici illegali di rifiuti.