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non si comprende, inoltre, chi abbia coordinato l'azione contemporanea presso le strutture della parrocchia di Vicofaro di personale della Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia locale, personale della Asl competente, dell'Ispettorato del lavoro e dei Vigili del fuoco e a chi abbiano riferito rispetto all'esito dei controlli effettuati; tenuto conto che: il parroco don Massimo Biancalani è stato ripetutamente vittima di offese, minacce e messaggi intimidatori da parte di alcune persone per il lavoro di accoglienza dei migranti, che mettono a rischio la sua stessa incolumità e quella delle persone ospitate presso le strutture della parrocchia di Vicofaro; la situazione di particolare attenzione nei confronti delle iniziative del parroco è emersa alle cronache anche a seguito di un post su "Facebook" del Ministro dell'interno, pubblicato a fine agosto, nel quale si annunciavano "tempi duri" per il parroco; le lamentele della cittadinanza residente nella zona intorno alla parrocchia, che sarebbero confluite in un esposto presentato nei giorni scorsi, evidenziano in realtà un'insufficiente azione nelle politiche di integrazione e di controllo del territorio anche da parte dell'amministrazione comunale di Pistoia, che ha lasciato il parroco privo di ogni riferimento nella gestione della situazione e scaricando su di lui e sui migranti ogni responsabilità rispetto al sentimento di crescente insicurezza nelle aree intorno alla parrocchia di Vicofaro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda chiarire le ragioni dell'utilizzo di un così elevato numero di personale delle forze dell'ordine, tipico di operazioni speciali contro la criminalità, per controlli presso la parrocchia di Vicofaro nella città di Pistoia e se non ritenga del tutto sproporzionato tale utilizzo rispetto alla situazione in essere presso le strutture della parrocchia; se intenda chiarire chi abbia coordinato l'azione contemporanea presso le strutture della parrocchia di personale delle forze dell'ordine, della Polizia locale, della Asl, dell'Ispettorato del lavoro e dei Vigili del fuoco e a chi abbiano riferito rispetto all'esito dei controlli effettuati; quali misure intenda adottare al fine di salvaguardare le iniziative di accoglienza dei migranti adottate, nel rispetto della legge, da don Massimo Biancalani e dalle altre realtà cattoliche e laiche che a Pistoia si occupano dell'accoglienza dei migranti; quali misure intenda adottare al fine di garantire l'incolumità di don Massimo Biancalani e dei migranti ospitati presso la parrocchia di Vicofaro a fronte delle offese, delle minacce e dei messaggi intimidatori ricevuti nel corso degli ultimi mesi; se intenda chiarire quali iniziative abbia finora adottato l'amministrazione comunale di Pistoia a sostegno delle iniziative di accoglienza e integrazione dei migranti e per migliorare la situazione di sicurezza nel proprio territorio; se intenda attivarsi per garantire maggiori risorse in favore dell'amministrazione comunale di Pistoia da destinare al miglioramento delle politiche di integrazione dei migranti, di sicurezza e decoro del territorio comunale e alle tante realtà cattoliche e laiche che si occupano dell'accoglienza dei migranti. Atto n. 3-00309 MARCUCCI MALPEZZI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: il 15 ottobre 2018 si è svolta a palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei ministri n. 23, al termine della quale il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i vicepresidenti e ministri Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il Ministro dell'economia e delle finanze, Giovanni Tria, hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare i provvedimenti adottati; nel comunicato diramato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, viene dato ampio risalto ai contenuti dei decreti-legge contenenti le disposizioni urgenti in materia fiscale e in materia di semplificazione, nonché al disegno di legge di bilancio per l'anno 2019; in data 17 ottobre 2018, il Ministro dello sviluppo economico ha diramato, tramite "Twitter", un comunicato nel quale ha denunciato che: "È accaduto un fatto gravissimo! Il testo sulla pace fiscale che è arrivato al Quirinale è stato manipolato. Nel testo trasmesso alla presidenza della Repubblica, ma non accordato dal Consiglio dei Ministri, c'è sia lo scudo fiscale sia la non punibilità per chi evade" e che: "Non so se una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perché non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato!"; successivamente a tali dichiarazioni, la Presidenza della Repubblica ha diramato un comunicato nel quale ha smentito di aver ricevuto il decreto-legge contenente le disposizioni urgenti in materia fiscale; la vicenda evidenzia diversi aspetti critici nell'ambito della compagine di Governo che minano la credibilità delle nostre istituzioni nel contesto internazionale, mettono in luce un mancato coordinamento all'interno dell'Esecutivo e gettano discredito sui funzionari e i dipendenti pubblici, si chiede di sapere: se nel Consiglio dei ministri del 15 ottobre 2018 sia stato esaminato e approvato un testo definitivo e se questo sia stato trasmesso alla Presidenza della Repubblica; se, alla luce delle dichiarazioni del Ministro dello sviluppo economico e degli altri componenti dell'Esecutivo, sia prassi del Governo approvare nel Consiglio dei ministri provvedimenti i cui contenuti non sono ancora definiti nel dettaglio; se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga che l'approvazione in Consiglio dei ministri di un testo provvisorio, suscettibile di cambiamenti successivi prima dell'invio alla Presidenza della Repubblica, rappresenti una modalità di gestione anomala dei provvedimenti di legge da inviare all'esame del Parlamento che rischia di non garantire gli indirizzi e la volontà del Governo e la credibilità delle istituzioni coinvolte di fronte ai cittadini; se intenda assumere impegni di fronte al Parlamento e ai cittadini al fine di garantire che i fatti di cui in premessa non si ripetano nei prossimi Consigli dei ministri. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00719 GARAVINI Al Ministro dell'interno Premesso che: con le sue inchieste, la giornalista de "la Repubblica", Federica Angeli, ha scoperchiato il sistema malavitoso dei clan Spada, Fasciani e Triassi, operante a Ostia e sul litorale romano. Il suo lavoro è stato riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica, che il 21 dicembre 2015 le ha conferito il titolo di Ufficiale dell'ordine al merito della Repubblica italiana per il suo impegno nella lotta alle mafie; dal 17 luglio 2013 Federica Angeli vive sotto scorta permanente per le minacce di morte ricevute a causa delle sue inchieste sull'occupazione mafiosa del litorale. Nel febbraio 2017 coloro che l'avevano minacciato sono stati condannati in primo grado per concussione con il riconoscimento dell'aggravante mafiosa; nell'aprile del 2017 è stata incendiata a Gaeta (Latina) l'auto del legale di Federica Angeli; il 25 gennaio 2018 sono state arrestate 32 persone appartenenti al clan Spada a Ostia, con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.