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Il rischio di subire denunce e processi strumentali potrebbe inoltre disincentivare e demotivare l'azione delle Forze dell'ordine, privando i soggetti preposti all'applicazione della legge dello slancio necessario per portare avanti al meglio il lavoro, con conseguente arretramento dell'attività di prevenzione e repressione dei reati e uno scoraggiamento generalizzato dell'iniziativa operativa da parte delle Forze dell'ordine. Infine le pene previste per il reato sono chiaramente sproporzionate rispetto ai reati che puniscono nel codice attualmente tali condotte (percosse, lesioni, minaccia, eccetera) e ingiustificate dalla situazione dell'andamento criminale in Italia. Non risulta infatti che ci sia una recrudescenza di reati e di abusi in genere commessi da appartenenti alle Forze dell'ordine nell'esercizio della loro funzione tale da giustificare l'introduzione di un nuovo reato. Per tutelare adeguatamente l'onorabilità e l'immagine delle Forze di polizia, che ogni giorno si adoperano per garantire la sicurezza pubblica rischiando la loro stessa vita, e per evitare le pericolose derivazioni che l'applicazione delle nuove ipotesi di reato potrebbe determinare, si presenta il presente disegno di legge con cui si dispone: – l'abrogazione dell'articolo 613- bis del codice penale (Tortura) e dell'articolo 613- ter del codice penale (Istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura), vista la genericità e l'indeterminatezza delle fattispecie incriminatrici vigenti, che ledono il principio di legalità, di tassatività o sufficiente determinatezza e di offensività; – l'introduzione, all'articolo 61 del codice penale, di una nuova aggravante comune per dare attuazione agli obblighi internazionali discendenti dalla ratifica della CAT. A tal proposito si ricorda che la proibizione della tortura per mezzo di sanzioni penali adeguate alla gravità del fatto, sancita dall'articolo 4 della CAT non impone di per sé l'introduzione di una figura autonoma di reato, ma solo che sia assicurata la punibilità, anche attraverso altre ipotesi delittuose, delle condotte individuate dall'articolo 1 della CAT, al di là del nomen iuris del reato in cui esse possono essere sussunte e della rigorosa consonanza tra gli elementi costitutivi delle fattispecie integrate e la terminologia utilizzata dal trattato. L'ordinamento penale italiano contempla già una sufficiente «batteria di norme repressive»: percosse (articolo 581 del codice penale), lesioni personali (articolo 582 del codice penale), ingiurie (articolo 594 del codice penale), sequestro di persona (articolo 605 del codice penale), arresto illegale (articolo 606 del codice penale), indebita limitazione di libertà personale (articolo 607 del codice penale), abuso di autorità contro arrestati o detenuti (articolo 608 del codice penale), perquisizioni e ispezioni personali arbitrarie (articolo 609 del codice penale), violenza privata (articolo 610 del codice penale), minacce (articolo 612 del codice penale), stato di incapacità procurato mediante violenza (articolo 613 del codice penale). Si tratta di fattispecie penali che unite alla nuova aggravante andrebbero a comporre un'adeguata costellazione punitiva. Conseguentemente viene sostituito il comma 2- bis all'articolo 191 del codice di procedura penale, che stabilisce l'inutilizzabilità delle dichiarazioni o informazioni ottenute mediante il delitto di tortura salvo che contro le persone accusate di tale delitto e al solo fine di provarne la responsabilità penale.. 1 1 Gli articoli 613- bis e 613- ter del codice penale sono abrogati. 2 1 All'articolo 61 del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente numero: «11- septies ) l'aver commesso il fatto infliggendo a una persona dolore o sofferenze acuti, fisici o psichici, segnatamente al fine di ottenere da questa o da una terza persona informazioni o confessioni, di punirla per un atto che ella o una terza persona ha commesso o è sospettata di aver commesso, di intimidirla o esercitare pressioni su di lei o di intimidire o esercitare pressioni su una terza persona, o per qualunque altro motivo basato su una qualsiasi forma di discriminazione, qualora tale dolore o tali sofferenze siano inflitti da un funzionario pubblico o da qualsiasi altra persona che agisca a titolo ufficiale, o sotto sua istigazione, oppure con il suo consenso espresso o tacito». 3 1 All'articolo 191 del codice di procedura penale, il comma 2- bis è sostituito dal seguente: « 2 - bis . Le dichiarazioni o le informazioni ottenute mediante delitti aggravati ai sensi dell'articolo 61, numero 11- septies ), del codice penale non sono comunque utilizzabili, salvo che contro le persone accusate di tale delitto e al solo fine di provarne la responsabilità penale».