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È inevitabile, inoltre, citare lo straordinario apporto delle donne e degli uomini della Difesa nei primi drammatici mesi dell'emergenza pandemica, durante i quali hanno svolto un ruolo fondamentale nell'assistere il personale sanitario, nonché nel riportare al sicuro in Italia i cittadini bloccati all'estero in quei primi giorni del febbraio 2020, missione alla quale ha partecipato per primo, al fianco dei nostri soldati, il nostro collega Pierpaolo Sileri. Le Forze armate, dunque, non svolgono più soltanto l'antica funzione di protezione dei confini e degli interessi nazionali attraverso lo strumento militare, ma anche un ruolo civile di primo piano: un fattore, quest'ultimo, che rende il personale della Difesa sempre apprezzato dai cittadini, valenza che trova peraltro conferma anche fuori dai confini nazionali grazie alle indiscusse doti delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi nel portare avanti le azioni comunemente note di peacekeeping e peace enforcing . Da questi elementi, dunque, nasce la proposta di revisione del modello delle Forze armate, frutto della sintesi di cinque proposte di legge diverse: una sintesi per la quale, Presidente, è opportuno ringraziare anche in questa sede il lavoro dei colleghi della Camera, in primis del relatore, onorevole Aresta. Vale la pena citare alcuni punti fondamentali raggiunti in questo provvedimento. In primis , dopo un'accorta e ragionata valutazione sulla consistenza numerica del personale della Difesa, anche alla luce degli sconvolgimenti geopolitici recenti, si è convenuto sullo slittamento, dal 2024 al 2033, per quanto riguarda la riduzione del personale. Si sono inoltre sancite direttive e principi di una delega al Governo per la riorganizzazione interna dei gradi e per l'eventuale assunzione di personale tecnico specializzato, una componente di importanza sempre maggiore per il funzionamento delle nostre Forze armate. Il nuovo provvedimento introduce anche nuove procedure di reclutamento e consentirà di ristabilire il periodo di ferma per l'accesso al servizio permanente dagli attuali undici anni a sei anni, nonché di ridurre i limiti di età per l'ingresso alle carriere iniziali. Questo permetterà di ammodernare il modello di difesa rispetto alle nuove esigenze di sicurezza nazionale, nonché di avvicinare le necessità di arruolamento di Marina, Esercito, Aeronautica e Carabinieri a quelle dei giovani desiderosi di servire la Patria, permettendo loro inoltre di acquisire conoscenze professionali che saranno in seguito appetibili sul mercato del lavoro. Un ulteriore aspetto da considerare è la valorizzazione dei reparti operativi e delle loro professionalità, su cui il Governo sarà chiamato a ridefinire la consistenza del personale. Ciascuna Forza armata, quindi, verrà dotata di un organico determinato sulla base degli obiettivi strategici che la Nazione deve perseguire. Mi lasci sottolineare, signora Presidente, prima di concludere il mio intervento, che il provvedimento che andiamo a votare oggi si inserisce in un contesto che dal 24 febbraio è mutato completamente. L'invasione criminale dell'Ucraina da parte della Federazione Russa ha sconvolto l'Europa e impone a noi rappresentanti il dovere di responsabilità e unità. L'Europa dei popoli liberi è oggi compatta nella condanna alla Russia e all'operato del suo Presidente, come dimostra la scelta di Svezia e Finlandia di aderire alla NATO. L'ammodernamento e la riorganizzazione delle Forze armate, dunque, non sono una mera azione amministrativa, bensì un fondamentale passaggio che richiede serietà e unità da parte delle istituzioni. La posta in gioco, signora Presidente, colleghi, è la sicurezza della Repubblica, salvaguardata ogni giorno dai valorosi componenti delle nostre Forze armate, cui va tutto il nostro ringraziamento e la nostra gratitudine. Annuncio pertanto il voto favorevole del Gruppo Insieme per il futuro-Centro Democratico. In ultimo, Presidente, mi permetta di ringraziare tutti i componenti della Commissione difesa, che in ogni momento hanno dimostrato unità e compattezza, nonostante le diversità di vedute politiche. Voglio ringraziare altresì la presidente Pinotti per aver tenuto botta, come si suol dire, anche nei momenti difficili che ci hanno accompagnato in questa legislatura. Desidero poi ringraziare, ma non per ultimi, i componenti della segreteria della Commissione difesa e il dottor Petrangeli, che con la loro competenza ci hanno accompagnato dal primo all'ultimo giorno dei lavori. (Applausi) . GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signora Presidente, onorevoli colleghi, prima la pandemia e adesso la guerra ci stanno costringendo a cambiare le politiche perseguite dal nostro Paese, non solo in campo sanitario e ambientale, ma anche dal punto di vista della difesa. Il mutato scenario geopolitico porta alla necessità di rivedere scelte che erano già state prese, a partire dalla dotazione organica delle nostre Forze armate, che stavano subendo una riduzione in virtù della cosiddetta legge Di Paola, con la quale si prevedeva di portare a 150.000 unità il personale militare delle tre Forze armate e a 20.000 il personale civile della difesa, riduzioni sulle quali oggi invertiamo la rotta. La legge Di Paola risale infatti al 2012, un'era geopolitica fa. All'epoca poteva avere una sua ratio, perché cercava di razionalizzare i costi delle amministrazioni pubbliche, anche se al prezzo di tagli lineari spesso non condivisibili. Oggi ci troviamo, invece, di fronte all'esigenza di interrompere la progressiva riduzione degli organici delle Forze armate, anche alla luce dei nuovi impegni richiesti nelle missioni internazionali, ma anche - ahimè - per fare fronte ad emergenze quali quella della pandemia, ad esempio, una necessità sulla quale convergono tutte le forze politiche. Il testo fa slittare al 2033 il termine per il raggiungimento del massimo organico del personale militare e le misure adottate rispondono all'esigenza di ridurre l'età media dei militari, di valorizzare le competenze e anche di evitare forme di precarietà. Si prevede, tra l'altro, un incremento organico di personale militare ad alta specializzazione (medici, sanitari, ingegneri, logisti dei trasporti, informatici, esperti in cybersicurezza), tutte professionalità che serviranno a reagire ad esigenze di pubblica calamità o a situazioni di straordinaria necessità. Il mondo e la società cambiano; è necessario che il nostro personale militare vada a sua volta di pari passo con le esigenze nuove, dotandosi di professionalità ed esperti nei campi più sensibili, come il sanitario e il digitale. In conclusione, signor Presidente, si tratta di un provvedimento di grande importanza che mira a mettere in sintonia le nostre Forze armate con le attuali esigenze di sicurezza e con i nuovi compiti attribuiti al comparto della difesa. Per tutti questi motivi e anche perché anche questo è un modo per esprimere gratitudine nei confronti delle donne e degli uomini delle nostre Forze armate, e poiché crediamo nella necessità di potenziare il nostro comparto difesa così da rispondere alle nuove esigenze globali, annuncio il voto favorevole del mio Gruppo. (Applausi) . RAUTI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.