[resaula]

gli interventi insetticidi, a base di neonicotinoidi (4,2 milioni di litri di insetticida per 700.000 ettari circa di territorio), si effettueranno dal mese di maggio al mese di agosto e proseguiranno fino al mese di dicembre, su tutto il territorio agricolo compreso tra l'Adriatico e lo Ionio, da Martina Franca (Taranto) a Locorotondo (Salerno) e Fasano (Brindisi) fino al capo di Leuca (Reggio Emilia); sia l'aria che i prodotti alimentari pugliesi saranno potenzialmente contaminati dagli insetticidi, neurotossici per insetti impollinatori, molto tossici per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata (con codice H410); gli interventi di aratura o diserbo, meccanico o chimico, di tutti i campi urbani ed extraurbani, previsti dal decreto, in un periodo di piena fioritura come i mesi di aprile e maggio, provocherà la sicura decimazione (o estinzione) degli insetti pronubi in gran parte della regione Puglia, e della biodiversità delle piante selvatiche da cui provengono gli ortaggi destinati al mercato alimentare; le pratiche agricole imposte dal decreto citato, cioè l'uso indiscriminato di insetticidi nicotinoidi, unito alle lavorazioni meccaniche (arature) e chimiche (erbicidi), stanno causando un danno incalcolabile e dalle conseguenze non prevedibili, come sostenuto dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), in quanto la decimazione degli insetti impollinatori, oltre a provocare il crollo di produzione di frutti di alberi, legumi e ortaggi allogami, causerà l'estinzione delle piante definite "infestanti", ma che costituiscono la fonte di biodiversità da cui deriva la nostra attuale alimentazione vegetale; nel solo Sud Italia esiste il 30 per cento di biodiveristà europea; l'emergenza fitosanitaria che da anni colpisce gli ulivi del Sud Italia, e in particolare della Puglia, ha assunto dimensioni gravi senza precedenti, con conseguenze drammatiche sul piano economico, ambientale e sociale; il decreto ministeriale ha sollevato vibrate proteste in tutta la regione e la gravità del problema sta allarmando fortemente le imprese agricole dell'intero territorio pugliese, con il rischio di alimentare la già devastante crisi economica che attanaglia il settore agricolo; per tali motivi, a parere degli interroganti, gli interventi imposti dal decreto ministeriale 13 febbraio 2018, finalizzati al controllo dei vettori di Xylella fastidiosa, dovrebbero essere proporzionati e volti a promuovere una sana gestione agronomica; sarebbe più opportuno intervenire a tutela del settore in modo tempestivo e prioritario, per evitare il grave impatto economico ed occupazionale che questa prolungata situazione comporterebbe, nonché le inevitabili ripercussioni sulla salute umana e sull'ambiente; la direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009, recepita con il decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, ha istituito un quadro per realizzare un uso sostenibile dei pesticidi, riducendone i rischi e gli impatti sulla salute umana e sull'ambiente e promuovendo l'uso della difesa integrata e di approcci o tecniche alternativi, quali le alternative non chimiche ai pesticidi, si chiede di sapere: se siano allo studio misure volte a una soluzione definitiva della diffusione della Xylella fastidiosa, e se siano svolte attività ulteriori di ricerca per il superamento della situazione di criticità; in caso affermativo, se il Ministro in indirizzo non ritenga di fornire gli ulteriori riscontri; considerate le gravi perdite che gli agricoltori stanno subendo ancora una volta, se ritenga di adottare misure urgenti per compensare i costi aggiuntivi da loro sostenuti e le perdite subite, per garantire la ricostituzione del potenziale produttivo delle aziende agricole danneggiate e per salvaguardare l'ambiente e i comparti agricolo e produttivo agroalimentare. Atto n. 4-00115 BARBARO Ai Ministri dello sviluppo economico e per la coesione territoriale e il Mezzogiorno Premesso che: la centrale termoelettrica di Rossano (Cosenza), costruita nel 1971 e ripotenziata nel 1989, si compone di 4 unità termoelettriche a vapore con caldaie alimentate a gas metano o olio combustibile per una potenza installata di 320 Megawatt ciascuna, e da 4 turbogas per una potenza installata di 115 Megawatt. L'impianto è inoltre dotato di un deposito di oli minerali, costituito da 6 serbatoi da 53.700 metri cubi ciascuno e di un impianto di trattamento di acque reflue; nel 2005 Enel ha presentato un progetto di riconversione dell'impianto che prevede la demolizione delle 4 sezioni a vapore e la loro sostituzione con una nuova caldaia alimentata a carbone e biomassa, integrata con un impianto solare termodinamico, per un investimento di 1,2 miliardi di euro; il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nell'aprile 2010, ha dato parere consultorio negativo alla procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) presentata da Enel, e, nonostante la trasmissione di alcune integrazioni al progetto, nel 2012 il procedimento di VIA è stato archiviato, e con esso il progetto di riconversione della centrale; dopo i necessari lavori di adeguamento, due unità turbogas sono attualmente in assetto di "conservazione", mentre le restanti sono poste definitivamente fuori servizio. Per quanto riguarda le sezioni a vapore, un'unità è disponibile, una è in assetto di "conservazione", mentre due unità sono state poste fuori servizio; nell'ottobre 2015, è stato organizzato un incontro con tutte le parti interessate per la costituzione di un "tavolo di lavoro", finalizzato ad individuare soluzioni per la valorizzazione ed il riutilizzo del sito. Il presidente della Regione e l'azienda hanno manifestato, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, la disponibilità a supportare, anche con l'impiego di fondi regionali ed europei, un accordo di programma quadro, per l'attuazione delle iniziative necessarie al raggiungimento dell'obiettivo; il 22 marzo 2016 è stato sottoscritto da Enel produzione SpA ed il Comune di Rossano, rappresentato dal commissario straordinario per la provvisoria gestione del Comune, un accordo di programma (deliberazione n. 105) per "l'iniziativa volta ad individuare la migliore proposta progettuale per la riqualificazione del sito della centrale termoelettrica sita in Rossano località Cutura". Tale accordo recepisce un protocollo di intesa dove sono previsti "impegni" dell'Enel e quelli del Comune; nel luglio 2016, l'Enel ha lanciato "Futur-E", ovvero una proposta concorsuale di idee e di progetti per la riqualificazione e la contemporanea vendita del sito Rossano, tra cui figurava il progetto Tecn-E, che prevedeva una serie di attività produttive con annessi laboratori di ricerca e sviluppo, senza alterare l'attuale destinazione d'uso del sito, ma dotandolo di infrastrutture tecnologiche e produttive idonee allo sviluppo locale, strategiche per l'economia regionale e nazionale;