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Il comma 7 stanzia 5 milioni di euro per l'anno 2021 per il potenziamento dei servizi sanitari militari, anche al fine di migliorare l'approvvigionamento di dispositivi medici e presidi igienico sanitari per incrementare le attuali capacità di prevenzione, diagnostiche, di profilassi, di cura e di supporto al piano vaccinale. Il comma 8 proroga al 30 aprile 2021 l'utilizzo delle 753 unità di personale aggiuntive delle Forze Armate, per lo svolgimento dei maggiori compiti connessi al contenimento della diffusione del COVID-19. Al comma 9 si prevedono le risorse aggiuntive necessarie a garantire suddetta proroga. Aggiunge una considerazione sull'opportunità che il Governo valuti, in questa fase emergenziale, di integrare in aumento le ore di straordinario remunerabile per il personale delle Forze Armate impiegato nell'operazione di Strade Sicure. Il senatore VATTUONE ( PD ) interviene in discussione generale per esprimere apprezzamento per il lavoro della relatrice e per sottolineare con favore l'opportunità di sollecitare un aumento delle ore di straordinario per il personale delle Forze Armate impiegato nell'operazione Strade Sicure. Il senatore GASPARRI ( FIBP-UDC ) sottolinea l'interesse diffuso e condiviso fra le diverse forze politiche sull'operazione, condividendo l'indicazione formulata dalla relatrice ed auspicando l'adozione di iniziative comuni finalizzate al raggiungimento dell'obiettivo. Annuncia la presentazione di un emendamento in tal senso alla Commissione di merito. Anche la senatrice RAUTI ( FdI ) condivide la proposta della relatrice, preannunciando la presentazione di un apposito emendamento anche da parte del suo Gruppo. Sottolinea l'importanza di mettere a sistema l'operazione Strade Sicure, ricordando il fattivo e meritevole impegno del personale delle Forze Armate in essa impiegato. Il sottosegretario di Stato per la difesa Stefania PUCCIARELLI sottolinea con favore l'osservazione preannunciata dalla relatrice. La presidente apprezza l'ampia condivisione tra le forze politiche del sostegno all'operazione Strade Sicure. Il seguito dell'esame è rinviato. AFFARI ASSEGNATI (n. 423) profili della sicurezza cibernetica attinenti alla difesa nazionale Doc n. 423 Profili della sicurezza cibernetica attinenti alla difesa nazionale (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 17 marzo. La presidente PINOTTI ricorda che su tale Affare assegnato, che ha destato molta attenzione anche al di fuori delle Aule parlamentari, la Commissione ha svolto un corposo ciclo di audizioni. Dà quindi la parola al senatore Ortis, relatore del provvedimento, ringraziandolo per il lavoro svolto. Il relatore ORTIS ( Misto ) espone i principali aspetti della bozza di risoluzione (pubblicata in allegato) da approvare a conclusione dell'Affare assegnato in esame. Precisa come essa contenga molte delle riflessioni emerse nel corso del ciclo di audizioni e ponga delle indicazioni al Governo, riferibili non solo al Ministero della Difesa. Sottolinea in particolare come da tempo le Relazioni sulla politica dell'informazione per la sicurezza pongano particolare attenzione sulla minaccia cyber , che è in continua evoluzione, capace di adattarsi all'innovazione tecnologica e di sfruttarne gli sviluppi. Le caratteristiche più significative di tale dominio sono l'ubiquità e l'asimmetria della minaccia, la velocità di trasmissione, l'assenza di confini geografici e politici, la difficoltà di individuare chi conduce l'attacco. Il rapido progresso nel settore informatico, sebbene da un lato sia ormai un irrinunciabile punto di forza per ogni Paese, dall'altro espone al potenziale rischio da attività malevola condotta nello spazio cibernetico, che sfrutta sia le vulnerabilità di cui possono essere affetti gli strumenti informaticiin uso , sia la limitata sensibilità degli utenti, spesso inconsapevoli del rischio o poco inclini ad adottare le misure minime di sicurezza. Nel prossimo futuro, peraltro, non è difficile prevedere un'ulteriore esponenziale estensione del dominio cibernetico e, quindi delle possibilità di attacchi (anche in seguito all'espansione, tra l'altro, di criptovalute, c.d. "internet delle cose", intelligenza artificiale, ecc.). Sottolinea altresì come la recente emergenza COVID-19 abbia poi dimostrato che un uso maggiore degli strumenti informatici e delle connessioni in rete amplifichi le occasioni di attacco. Come si legge nella Relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza 2020,infatti "la pandemia è stata un evento determinante anche in termini di impatto sulla società, sulle tecnologie in uso alla popolazione, sulla digitalizzazione di attività e servizi nonché sul conseguente ampliarsi della superficie di rischio cibernetico per l'individuo e per l'intero Sistema Paese" . Dà quindi conto delle linee di tendenza quantitative e qualitative della minaccia. In base alle caratteristiche e al grado di offensività, gli attacchi informatici vengono tipicamente divisi in diverse tipologie, all'interno delle due grandi categorie della sicurezza cibernetica e della difesa cibernetica. La prima riguarda in generale la sicurezza delle infrastrutture, di interesse nazionale o comunque strategiche, pubbliche o private, che possono essere oggetto di attacchi e intrusioni esterni o soggetti a incidenti. Per difesa cibernetica, invece, si intende lo spettro delle competenze dello Stato di natura prettamente militare. Proprio le caratteristiche della minaccia, però, rendono spesso arduo operare nette distinzioni tra sicurezza interna e sicurezza esterna, così come tra i profili civili e quelli più propriamente militari. Se in altri domini il carattere militare della minaccia è facilmente distinguibile, nel dominio cibernetico, viste le sue caratteristiche ibride, tale distinzione è meno agevole. Gli effetti di un attacco informatico possono del resto essere devastanti, anche maggiori di quelli di un attacco convenzionale, e possono danneggiare o paralizzare il funzionamento di organi vitali dello Stato, ma anche impedire il corretto funzionamento di infrastrutture critiche (ad esempio nei settori dell'energia, dei trasporti, delle cure mediche, della produzione di beni essenziali). Dà poi ampiamente conto dell'evoluzione della strategia nazionale per la sicurezza cibernetica. Sottolinea inoltre come il campo cibernetico sia stato da tempo individuato come teatro di possibili scontri militari, qualificato di conseguenza, in ambito sia NATO che di Unione europea, come il "quinto dominio di scontro", oltre a quelli tradizionali della terra, dell'aria, del mare e dello spazio. In ambito militare la minaccia cibernetica è attuale e immanente, considerando che, come ricordato dal generale Graziano nel corso della sua audizione, "circa il 70 per cento degli equipaggiamenti e dei sistemi d'arma ha componenti tecnologiche che potrebbero essere degradate o inabilitate da attacchi cibernetici". Di conseguenza "è indispensabile agire subito. Le minacce di conflitti tradizionali sono potenziali, mentre il confronto cibernetico è fattuale, avviene ogni giorno: