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Ciò posto, un duplice ordine di ragioni impone di rinviare ancora l'avvio del regime ordinario, differendo al 30 giugno 2023 l'applicazione del regime transitorio – di cui all'articolo 10, comma 1, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 settembre 2021, n. 126, e all'articolo 5, comma 5, secondo periodo, del decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130 – che prevede che potranno essere impiegate guardie particolari giurate che non abbiano ancora ottenuto la relativa abilitazione purché in possesso del previsto requisito di partecipazione a missioni internazionali, attestato dal Ministero della difesa, per un periodo di sei mesi, quali appartenenti alle Forze armate. Da un lato, non è affatto scontata la fruizione dei corsi organizzati dalla Marina militare; dall'altro lato, in particolare, si è appreso, attraverso un sondaggio informale, che molte delle guardie giurate abilitate ai cennati servizi sono impegnate all'estero, cosicché non potrebbero, di fatto, partecipare ai corsi organizzati dalla Marina militare e si troverebbero, da gennaio 2023, nell'impossibilità di prestare i servizi antipirateria, con inevitabili ripercussioni sull'industria nazionale. Commi 7 e 8. La disposizione di cui al comma 7 consente al Commissario delegato per il coordinamento delle misure e delle procedure finalizzate alle attività di assistenza nei confronti dei minori non accompagnati provenienti dall'Ucraina, di cui all'articolo 2 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 876 del 13 marzo 2022, di fruire delle risorse finanziarie, già stanziate ai sensi dell'articolo 31- bis del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 2022, n. 51, per assicurare, fino al 3 marzo 2023, data di cessazione degli effetti della decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio, del 24 marzo 2022, i rimborsi ai comuni per i costi sostenuti per l'accoglienza dei suddetti minori in strutture autorizzate o accreditate a tal fine, ovvero per l'affidamento familiare degli stessi, nonché di continuare ad avvalersi, fino alla predetta data, della struttura di supporto di cui all'articolo 31- bis , comma 1, del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 2022, n. 51, disciplinata dall'articolo 1 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 898 del 23 giugno 2022. Il comma 8 quantifica gli oneri derivanti dall'attuazione del comma 7 e reca la relativa copertura finanziaria. Il comma 9 reca la copertura finanziaria degli oneri derivanti dal comma 2, lettera c) . Articolo 3 (Proroga di termini in materia economica e finanziaria) Comma 1. La norma proroga al 30 giugno 2023 il termine attualmente fissato al 31 dicembre 2022, previsto dall'articolo 35, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2022, n. 122, per la presentazione della dichiarazione IMU da parte degli enti non commerciali, relativa all'anno 2021. Tale proroga si rende necessaria in quanto il modello dichiarativo, che deve recepire le novità in tema di « Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19 », e successive modifiche, è in via di ultimazione e, conseguentemente, sarà disponibile per i contribuenti solo a partire dai primi mesi dell'anno 2023, diversamente da quanto è accaduto per il modello dichiarativo IMU 2021 – enti commerciali e persone fisiche (di cui al comma 769 dell'articolo 1 della legge n. 160 del 2019), approvato con decreto del direttore generale delle finanze del 29 luglio 2022. Comma 2. La disposizione introdotta, al fine di garantire la tutela dei dati personali nelle more dell'individuazione di specifici sistemi di fatturazione elettronica per i soggetti che effettuano prestazioni sanitarie nei confronti di persone fisiche, modifica il comma 1 dell'articolo 10- bis del decreto legge n. 119 del 2018, prorogando anche per l'anno 2023 il carattere transitorio del divieto di fatturazione elettronica da parte degli operatori sanitari tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria. Comma 3. La disposizione consente agli operatori sanitari tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria (quali, ad esempio, le farmacie, gli ottici, eccetera) di continuare a gestire i flussi informativi verso il Sistema tessera sanitaria con le stesse modalità utilizzate dal 2014 ad oggi, evitando onerosi interventi tecnici sui software gestionali e sui registratori telematici. Comma 4. L'articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 95 del 2012, allo scopo di contenere la spesa per locazioni passive da parte delle amministrazioni pubbliche, aveva originariamente disposto, per il triennio 2012-2014, il « blocco » dell'adeguamento alla variazione degli indici ISTAT dei canoni dovuti sia dalle pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione (come individuate dal predetto Istituto ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge n. 196 del 2009), sia dalle autorità indipendenti (inclusa la Consob) per l'utilizzo di immobili in locazione passiva di proprietà pubblica o privata. Tale blocco è stato successivamente esteso, per le medesime finalità di razionalizzazione della spesa pubblica per locazioni passive, agli anni 2015, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022 ad opera, rispettivamente, dei decreti-legge nn. 192 del 2014, 210 del 2015, 244 del 2016, dalle leggi nn. 205 del 2017 e 145 del 2018, e dai decreti-legge nn. 162 del 2019, 183 del 2020 e 228 del 2021. Tanto premesso, a fronte della perdurante esigenza di contenimento della spesa pubblica per l'utilizzo di immobili in locazione passiva da parte delle predette amministrazioni pubbliche, si ravvisa la necessità di estendere anche all'anno 2023 l'ambito di operatività dell'articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 95 del 2012 Comma 5.