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Oltre a questo, desidero affrontare un altro capitolo spinoso, quello del reddito di cittadinanza, rispetto al quale abbiamo condotto una battaglia. Pensavamo che potesse essere in qualche modo non dico stravolto, ma almeno cambiato; purtroppo questo non è accaduto. Il reddito di cittadinanza, come sapete, secondo noi, avrebbe dovuto essere una misura di reintroduzione al lavoro, ma non ha funzionato, perché sappiamo che solo un terzo dei percettori del reddito di cittadinanza è occupabile. Questo non lo diciamo noi, ma la Corte dei conti, che attesta che solo il 25 per cento dei percettori ha trovato lavoro, per lo più con contratti a tempo determinato, e solo il 15 per cento ancora oggi è occupato. Se vogliamo entrare nel merito, per quanto riguarda altri temi che hanno affrontato i colleghi, come i bonus edilizi, rispetto al testo iniziale effettivamente c'è un miglioramento. I lavori parlamentari sono riusciti, in questo caso specifico, a migliorare quanto era inizialmente previsto per il superbonus, eliminando dei paletti che il Consiglio dei ministri aveva messo nello schema di bilancio, che limitavano a tutto il 2022 la proroga del bonus per i lavori sulle case unifamiliari effettuati da persone fisiche. Effettivamente oggi con gli emendamenti vengono eliminati tutta una serie di paletti che creavano notevoli incertezze a questa misura. Ma, nonostante questo, va segnalata una tendenza che frena gli investimenti. Mi riferisco all'abitudine di cambiare le carte in tavola. Il superbonus, dalla sua entrata in vigore a oggi, ha già subito numerosi correttivi, che hanno in parte scoraggiato famiglie e imprese nello sfruttarlo per l'incertezza della sua validità, legata anche alle scadenze previste da una serie di misure. Rispetto ad altri temi contenuti nella legge riteniamo di essere in presenza di una manovra che non dà risposte né alle imprese, limitandosi a prorogare interventi già adottati negli anni passati, e neppure ai contribuenti, che continuano a essere perseguitati dall'Agenzia delle entrate. Voglio ricordare, una per tutte, le cartelle esattoriali, cioè le rate della rottamazione- ter del saldo e stralcio, che il 14 dicembre sono scadute; nessuno ha avuto il coraggio di intervenire almeno per rinviare, in un momento delicato, questa misura così particolare. Proprio per questo dal Governo dei migliori c'era da aspettarsi una legge di bilancio ben diversa; non dovevamo certamente scomodare il presidente Draghi. Per quanto ci riguarda, questa è una manovra senza una visione politica, essendoci una maggioranza così eterogenea, che rinvia le scelte fondamentali e che dimentica totalmente la crescita. Un iter accelerato e allo stesso tempo frenato dai continui rinvii e dalle continue tensioni tra le forze di maggioranza ha evidentemente impedito di incidere e di migliorare questa manovra. Con questa breve relazione - chiaramente mi riserverò in dichiarazione di voto di fare un intervento prettamente politico - ho voluto motivare la valutazione contraria al testo approvato dalla Commissione. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Barbaro. Ne ha facoltà. BARBARO (FdI) . Signora Presidente, devo preliminarmente sottolineare alcuni aspetti che hanno caratterizzato la discussione su questa manovra. Nell'andare a sottolineare alcuni aspetti di metodo, voglio anche riallacciarmi a quanto detto poc'anzi dalla senatrice Rauti, che molto elegantemente ha rinviato a un altro momento qualsiasi tipo di ragionamento sul modo attraverso il quale si è arrivati oggi a discutere questa manovra di bilancio. Mi ha fatto piacere - lo ha sottolineato poc'anzi anche il collega Balboni - il riconoscimento che ci è pervenuto, da parte del senatore Errani, sul ruolo responsabile che Fratelli d'Italia ha saputo svolgere all'interno di questo contesto. Ma il fatto che ci sia stata riconosciuta questa dignità di opposizione responsabile non ci esime dall'esercitare la responsabilità anche nei confronti dei nostri elettori. Questo significa denunciare con forza il metodo adottato: mi riferisco ai continui rinvii che hanno caratterizzato la discussione di bilancio. La scorsa settimana la Commissione è stata convocata tre volte e tre volte quotidianamente è stata sconvocata. Siamo arrivati alla prima e unica riunione della Commissione bilancio, quella che si è svolta questa notte, che ha concluso i lavori e ci ha permesso finalmente di arrivare in Aula. Questo significa l'ennesima mortificazione nei confronti del Parlamento (Applausi) , l'ennesima mortificazione nei confronti dell'unica opposizione presente in Parlamento, l'ennesima mortificazione nei confronti delle aspettative che tanti italiani avevano riposto negli emendamenti che Fratelli d'Italia ha presentato in Commissione bilancio. Il fatto che ci sia riconosciuta questa dignità di opposizione responsabile non solo ci fa piacere, ma la rivendichiamo anche nel modo attraverso il quale il Gruppo si era organizzato, un modo che almeno personalmente ho condiviso e che credo, anzi ne sono sicuro, abbiano apprezzato tutti i colleghi parlamentari, perché siamo stati coinvolti tutti, a prescindere dai componenti della Commissione bilancio appartenenti al Gruppo Fratelli d'Italia. Permettetemi di esprimere dunque un sentito ringraziamento nei confronti del capogruppo Ciriani, del capogruppo in Commissione bilancio, senatore Calandrini, ma anche e soprattutto nei confronti dei colleghi parlamentari che hanno partecipato con attenzione, rigore e competenza a tutta la discussione preliminare che si è svolta all'interno del nostro Gruppo, che però non hanno avuto possibilità di esprimersi. Grazie anche al lavoro del gruppo legislativo e di tutta la segreteria del Gruppo parlamentare, abbiamo messo in campo una squadra vera che ha espresso o meglio avrebbe potuto esprimere in termini di competenza, un lavoro serio e approfondito. Questo non c'è stato consentito, perché i tanti rinvii susseguitisi non ci hanno permesso di illustrare gli emendamenti e di spiegare la ratio di ogni singola proposta emendativa presentata. Questo per quanto riguarda il metodo, ma ovviamente ci sono anche alcuni aspetti di merito che caratterizzano la nostra delusione. Mi riferisco in particolare a un comparto che non solo non è stato attenzionato nei giusti modi e termini, ma è stato addirittura vessato da un provvedimento in particolare, che ha comportato all'interno del mondo dell'associazionismo una serie di misure negative che andranno a caratterizzare fortemente questo mondo. Ricordo che esso rappresenta all'incirca 20 milioni di italiani, con una percentuale importante del PIL sia per quanto riguarda il mondo dell'associazionismo riferito al sociale, sia per quanto concerne lo sport, e che non è stato degnato della dovuta attenzione in questa manovra. In particolare c'è un provvedimento che grida vendetta, che è stato corretto in maniera parziale, andando a lasciare irrisolti i problemi che andrà a creare. Mi riferisco alla misura introdotta nel decreto fiscale, che andrà a modificare il campo di applicazione dell'IVA per quanto riguarda il mondo associazionistico. Un provvedimento pesantissimo, che è stato corretto solo parzialmente, utilizzando a mio avviso un modo di fare piratesco.