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"L'ipotesi di tassare le SIM ricaricabili preoccupa molto sia noi 5 Stelle che le aziende di telecomunicazioni, nonché i consumatori, anche per il grave impatto che avrebbe sullo sviluppo del settore e sul livello occupazionale. " "Anche le proposte alternative di tassare ulteriormente la clientela business - ha proseguito -, da più parti sollevate, trova la nostra ferma contrarietà. Saremo fermi su questo"; mentre i due partiti di maggioranza del Governo ancora una volta prospettano iniziative discordanti tra loro, il tema della possibile tassa alle SIM telefoniche preoccupa molti italiani, ai danni dei quali rischia di materializzarsi un'altra assurda imposta, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda fare chiarezza sulla vicenda e se sia intenzione del Governo introdurre nella prossima legge di bilancio per il 2020 la tassa sulle Sim telefoniche. Atto n. 4-02298 LANNUTTI GAUDIANO FENU NOCERINO CORBETTA MOLLAME ROMANO PAVANELLI ACCOTO Al Ministro della salute Premesso che: l'Agenzia europea del farmaco ha dichiarato che c'è il rischio che alcuni farmaci possano contenere sostanze potenzialmente cancerogene; secondo la Società europea di oncologia medica, in Italia, in un anno, nel 2017, la spesa per i farmaci oncologici è aumentata di 659 milioni; oggi un ciclo di terapia con i nuovi medicinali antitumorali può arrivare a costare 100.000 euro e tale prezzo non ha alcun rapporto reale con il costo di produzione e ricerca delle sostanze immesse sul mercato; considerato che: Codacons ha pubblicato la lista dei medici italiani, delle fondazioni, delle università, delle aziende ospedaliere e degli istituti di ricerca finanziati dalla casa farmaceutica Glaxo-Smith-Kline, così come diffuso dalla Efpia (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations); la Glaxo-Smith-Kline ha reso pubblici gli elenchi dei medici italiani che nel 2015, 2016 e 2017 hanno ricevuto finanziamenti (a titolo di servizi, consulenze, eventi vari), per un totale di oltre undici milioni nel 2015, oltre tredici milioni nel 2016 e quasi quindici milioni nel 2017; l'Istituto superiore di sanità, nel 2017, ha ricevuto 125.660 euro nel 2016 e 93.940 euro nel 2017 per «servizi e consulenze» dalla Glaxo; inoltre, a quanto risulta agli interroganti: la Glaxo non è l'unica azienda farmaceutica a sviluppare una simile politica. Sempre secondo Codacons, la attuano anche Abbvie, Almirall, Merck, Msd, Hospira, Pfizer, Pfizer Italia, Pierre Fabre Pharma, Pierre Fabre Italia; su una ricerca della fondazione "Gimbe" nel febbraio 2019 dal titolo "Trasferimenti di valore dall'industria farmaceutica a operatori e organizzazioni sanitarie", si legge: «Le analisi sono state effettuate sui trasferimenti di valore di quattordici aziende farmaceutiche che, insieme, rappresentano il 51,5% del fatturato totale di settore nel 2017, queste hanno trasferito complessivamente 288 milioni di euro, dei quali quarantasei milioni (15,9%) sono stati destinati a operatori sanitari, centoventicinque milioni (43,3%) a organizzazioni sanitarie e centodiciassette milioni (40,7%) alla ricerca e sviluppo»; su "il Manifesto" del 9 settembre 2018, il giornalista Andrea Capocci, citando una ricerca del 2016 pubblicata su Bmj Open, ha scritto che il 65 per cento delle associazioni mediche italiane è sponsorizzata da società farmaceutiche, anche se solo il 6 per cento di esse inserisce questi fondi nel proprio bilancio annuale; in altre parole lo specialista, al quale si affida la cura della propria salute, potrebbe aver ricevuto un compenso economico da una delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo. L'ospedale superspecializzato, dove ci si è recati, potrebbe anch'esso aver ricevuto fondi dalla stessa multinazionale. Come anche varie facoltà di medicina e le stesse società scientifiche che avrebbero il compito di aggiornare le linee guida, indicando le migliori terapie per ogni patologia. Per arrivare perfino all'Istituto superiore di sanità e all'organismo scientifico del Ministero della salute, che avrebbero il dovere di controllare le sperimentazioni in atto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questi fatti; se non intenda intervenire per accertare eventuali abusi di potere e fenomeni corruttivi; se intenda garantire la totale trasparenza dei finanziamenti ai medici e alle strutture sanitarie, di ricerca e di controllo, rendendo obbligatorio il palesamento dei finanziamenti provenienti dalle case farmaceutiche a tutti i pazienti, che fanno ricorso a qualsiasi livello al Servizio sanitario nazionale. Atto n. 4-02299 AGOSTINELLI Al Ministro della giustizia Atto n. 4-02300 ARRIGONI Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'11 maggio 2017 presso il Cara di Mineo, in Sicilia, si sarebbe tenuta una riunione, mai resa pubblica, tra le autorità italiane e quelle libiche con l'intento di avviare negoziati per interrompere le partenze di immigrati dalla Libia; sempre secondo quanto emerso dall'inchiesta giornalistica del quotidiano "Avvenire", tra i delegati delle autorità libiche partecipò all'incontro anche Abd al-Rahman al-Milad, conosciuto col nome di Bija, il quale è stato più volte indicato dall'ONU come uno dei più efferati trafficanti di esseri umani e ritenuto a capo di una vera e propria organizzazione criminale con ramificazioni in ogni settore politico ed economico dell'area di Zawyah, in Libia; già dal 2015, ossia ben due anni prima del suo arrivo in Italia e della sua partecipazione all'incontro presso il centro di Mineo, una serie di reportage e inchieste giornalistiche, anche nazionali, nonché investigazioni internazionali avevano reso note e denunciato le numerose attività criminali di Abd al-Rahman al-Milad; solo l'anno prima, ossia nel 2016, pare che in alcuni articoli, sia "Panorama" che il quotidiano "il Giornale" avessero indicato quest'ultimo "quale uomo chiave del traffico di esseri umani" ed ancora il 14 febbraio 2017 "The Times" abbia diffuso un video, nel quale si vede un uomo, identificato con Abd al-Rahman al-Milad per la sua menomazione ad una mano, picchiare selvaggiamente un gruppo di migranti su un gommone; nonostante quanto detto, quest'ultimo nel 2017 pare sia riuscito, comunque, ad ottenere un visto dalle autorità italiane per entrare nel nostro Paese e partecipare all'incontro a Mineo e che, altresì, sia stato addirittura accompagnato a studiare «il modello Mineo»; difatti, raccontano le fonti contattate da "Avvenire", i componenti della delegazione libica, di cui Abd al-Rahman al-Milad faceva parte, «avevano grande interesse anche per i costi di gestione e i finanziamenti che sarebbero stati necessari dall'Italia e dall'Europa per analoghe strutture in Libia», tanto da visitare non solo il Cara di Mineo, ma anche altri due centri di accoglienza; pare che in una lunga nota l'Organizzazione internazionale delle migrazioni (OIM) abbia attribuito specifiche responsabilità al Viminale per aver coinvolto nei negoziati un noto trafficante di esseri umani, nonostante le numerose informazioni in possesso già all'epoca dei fatti;