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Quando si parla di legittima difesa nel primo comma, cioè l'attuale testo dell'articolo 2044, è chiaro che ci si riferisce a tutte le ipotesi lecite di legittima difesa. Non può essere condiviso poi il terzo comma, in cui si parla di un indennizzo. Nel momento in cui si dice che la vittima, il soggetto che ha subito la violazione della propria privacy , dei propri affetti, del proprio modo di essere, della propria casa con i propri familiari e con i propri figli, pur avendo reagito legittimamente, deve rispondere di un indennizzo dei danni riportati dall'aggressore, vi rendete conto che si dice qualcosa che, non solo è contrario ad una norma di diritto, ma al comune sentire? Tutto questo è contrario a qualsiasi norma di diritto; non so da che cosa sia nata questa proposta. Ho sentito alcuni dei colleghi del Movimento 5 Stelle e della Lega che sono d'accordo sul fatto che, dal punto di vista tecnico giuridico, si tratta di un errore. Credo che vada fatta dunque una riflessione seria prima di arrivare ad un voto che può mettere in forse una realtà: badate bene, se non facciamo norme chiare, la gente non ha la percezione di un'effettiva tutela della sicurezza collettiva. (Applausi dei senatori Dal Mas e Fantetti) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, riflettendo sul provvedimento in esame, mi chiedevo se, di fronte alla legittima e motivata domanda di sicurezza che viene dai cittadini, serva davvero questo disegno di legge, se davvero serva enfatizzare il tema della legittima difesa. È davvero questo che dobbiamo fare per dare più sicurezza ai cittadini? Colleghi, stiamo enfatizzando una questione in una fase storica in cui da anni diminuiscono le rapine e gli omicidi, dando la priorità ad un tema che non è sicuramente né prioritario, né centrale, se vogliamo davvero portare avanti la lotta all'illegalità. Ho sentito che si raccontano casi - sicuramente veri - di persone che sono venute a trovarsi in condizioni difficili, che si sono difese, che hanno subito dei disagi, che si sono sentite lasciate sole dallo Stato nel momento in cui hanno esercitato la legittima difesa. Tutto giusto, tutto vero, ma il problema è che stiamo parlando di sette processi nel 2015 per abuso di legittima difesa e di quattro processi nel 2016 per legittima difesa: stiamo parlando di questo e dobbiamo sapere di che cosa parliamo. Parliamo di questo, non di un fenomeno di massa. Dopodiché, come diceva anche un collega poco fa, penso che le persone che subiscono delle ingiustizie non vadano lasciate sole, che è giusto anche pensare a legiferare per garantire che nessuno subisca dei torti. Non voglio sottovalutare, tant'è vero che mi pare che anche in Commissione il nostro Gruppo abbia sostenuto la necessità di garantire le spese processuali a chi ha subìto un processo per essersi difeso e viene assolto. State affrontando questo tema, però, dando dei messaggi sbagliati, non veri. L'ho sentito anche in quest'Aula - e invito ad approfondire - che si sta lasciando intendere che vi sia una sorta di depenalizzazione, che non ci saranno più processi, né in sede civile, né in sede penale. Non è questo che fa questo provvedimento. Non è così, giustamente non è così. L'azione penale è obbligatoria, i giudici interverranno, com'è giusto che sia, ogni volta che c'è un fatto di sangue. Ho l'impressione che agitiate la questione a prescindere dalla realtà e a prescindere dal contesto. È una questione reale che però si inscrive in un contesto molto diverso da quello che descrivete. Voglio dire che con questo ragionamento si rischia di fare dei danni, di far passare un messaggio dannoso, secondo il quale il Parlamento sta facendo una legge che dice ai cittadini, al di là del merito, perché questo state comunicando, che devono difendersi da soli, perché lo Stato non è in grado di garantire la sicurezza. L'insistenza con cui si attribuisce una sorta di valore simbolico e risolutivo a questo provvedimento è sbagliata. Dire di difendersi da soli perché l'unica cosa che può fare lo Stato e lasciar fare è sbagliato. Insieme al decreto recente, quello che raddoppia i modelli di armi che è possibile acquistare, comprese le armi militari, e il numero di proiettili che è possibile detenere, si crea un mix : si sta correndo verso un modello preciso. Io non so che cos'è il far west e non mi interessa, ma si sta correndo verso un modello che nasceva così: lo Stato non è in grado di difenderli e quindi i cittadini si difendono da soli e lo Stato consente di avere qualunque tipo di arma per difendersi. E si arriva a questo modello, cioè al modello americano, un modello che - bisogna saperlo - comporta dieci volte i morti ammazzati che ci sono in tutto il resto dei Paesi OCSE. Questo è il modello che, se continuate a enfatizzare in questo modo il tema della legittima difesa, rischiamo di riprodurre. Questi provvedimenti, in realtà, non danno più sicurezza. Servono più ad enfatizzare un tema che sicuramente esiste, a cavalcare le paure ma non a rendere più sicuri i cittadini. Perché qualcuno dovrebbe essere più sicuro o sentirsi più sicuro, se gli si spiega che deve difendersi da solo perché lo Stato non è in grado di farlo? Perché dovrebbe sentirsi più sicuro - e lo discuteremo nel cosiddetto decreto sicurezza - quando si accorge che lo Stato gli dice che promuove la legittima difesa perché ha a cuore la sua sicurezza e poi, nel decreto sicurezza, non c'è una norma che garantisca il controllo del territorio, non c'è un euro per la videosorveglianza. E non prendetevi il merito delle assunzioni nelle Forze dell'ordine, perché di quelle 10.000 assunzioni che voi raccontate, 7.500 le ha decise e le ha finanziate il Governo precedente, a proposito di cose che non abbiamo fatto, per cui non siamo qui a dare lezioni senza aver fatto niente nella scorsa legislatura. Badate, l'attuale legge, quella che state cambiando, non proibisce la difesa delle persone e della proprietà. Non è questo il punto, non è questo che mettiamo in discussione, e neanche mettiamo in discussione il riconoscimento delle condizioni di disagio e di turbamento che vive chi è aggredito e chi vede messa a repentaglio la propria incolumità, la propria proprietà e quella dei propri cari. Tutto questo lo riconosciamo, ma pensiamo che lo Stato debba stare vicino ai cittadini prima che siano messi nella necessità di difendersi da soli. Lo Stato deve stare dalla parte delle vittime dopo e punire i colpevoli, non promuovere la difesa fai da te. Ecco, voi fate questo. È questo che ci preoccupa. Parlate di legittima difesa, ma non ci sono provvedimenti, neanche nel decreto-legge sicurezza, che servono a garantire più sicurezza ai cittadini sul territorio. Questo provvedimento non serve a far sentire i cittadini più sicuri, anzi, questo provvedimento non dà più sicurezza ai cittadini, ma è una resa dello Stato, che ammette la propria incapacità. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà.