[ddlpres]

Dall'altro, si prevede l'istituzione di Zone economiche speciali (ZES) all'interno delle aree protette al fine di incentivare l'insediamento di nuove attività economiche e di rilanciare lo sviluppo economico, demografico e occupazionale. Le misure sono riservate alle micro, piccole e medie imprese di nuovo insediamento o già presenti sul territorio del parco. Per le nuove attività si prevede l'abbattimento del 50 per cento di tutte le imposte (IRES, IRAP, IMU, TARI o altre tasse locali) per dieci anni e la decontribuzione al 50 per cento sulle nuove assunzioni per cinque anni. Per le imprese già presenti nel parco la riduzione delle stesse imposte è prevista nella misura del 50 per cento per tre anni e del 30 per cento per i successivi sette anni. Le imprese devono mantenere la loro attività per almeno un quinquennio, pena la revoca retroattiva delle agevolazioni. É inoltre prevista l'istituzione di un fondo apposito, con uno stanziamento iniziale di 500.000 euro annui per tre anni, il cui finanziamento dovrà essere però sostanzialmente incrementato con le prossime leggi di bilancio. L'articolo 7 prevede la razionalizzazione degli organi direttivi degli Enti Parco prevedendo una composizione variabile da tre a cinque membri (oggi sono nove) in proporzione all'estensione dell'Ente e al numero di comuni che fanno parte del parco (fino a venti o oltre venti). La scelta del Presidente è effettuata nell'ambito di una terna di candidati proposta dalla Cabina di regia, previo parere dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade il parco e delle Commissioni parlamentari competenti. Attraverso questo nuovo meccanismo si fa prevalere un criterio di competenza tecnica in luogo dell'appartenenza ad albi i cui metodi di selezione sono apparsi poco chiari negli ultimi anni. Il ruolo di Presidente deve essere svolto a tempo pieno, e per questo è incompatibile con qualsiasi altro incarico di natura pubblica o privata. La scelta degli altri componenti del Consiglio direttivo è effettuata per metà dal Comitato degli amministratori degli enti locali presenti nel parco e per metà su proposta della Cabina di regia. Le candidature devono rispondere al requisito di comprovata esperienza professionale e scientifica nel settore della tutela e della gestione delle aree protette e dello sviluppo socio-economico sostenibile. Si prevede inoltre un Revisore unico dei conti, invece che un Collegio di revisori. Il direttore del parco non sarà più nominato dall'alto (dal Ministro dell'ambiente) bensì scelto attraverso un bando pubblico sulla base di requisiti tecnici e professionali molto stringenti. I primi tre classificati nella selezione pubblica verranno esaminati da una commissione di tre esperti formata da un membro della Cabina di regia nazionale, un rappresentante dell'ISPRA e un delegato del Comitato degli amministratori locali) e il vincitore sarà nominato dal Presidente del parco. Nell'articolo 8 si prevede la partecipazione diretta, con pareri obbligatori e vincolanti, alle decisioni del Comitato direttivo del Parco da parte degli amministratori locali dei comuni, unioni di comuni, comunità montane e regioni nel cui territorio è situato il Parco, riuniti in un organo consultivo denominato Comitato degli amministratori locali. Negli articoli 9 e 10 la nuova disciplina del regolamento del parco e del Piano del parco prevede che questi vengano modellati al fine di divenire efficaci strumenti di programmazione e pianificazione e di sviluppo socio-economico del parco, con l'obiettivo di coniugare la crescita economica con la tutela del territorio e la sostenibilità ambientale. Si prevedono controlli capillari per valutare l'attività e i risultati gestionali derivanti dal Piano, nonché per correggere eventuali inadempienze (vi sono casi in cui i Piani non sono stati approvati per decenni condannando il territorio all'immobilismo). Per questo si prevede la possibilità, in caso di mala gestione o inadempienze, di attivazione del potere sostitutivo dello Stato, e in particolare della Cabina di regia nazionale, che può far decadere gli organi direttivi e commissariare l'Ente. Infine, si prevede una disciplina di buonsenso per regolamentare le azioni volte al contenimento dei danni da fauna selvatica, prevedendo la possibilità di apertura, in periodi circoscritti, dell'attività venatoria mirata alla salvaguardia degli equilibri ecologici del territorio del parco. Tale regolamentazione è demandata all'Ente parco, previo parere del Comitato degli amministratori locali. L'articolo 11 prevede la semplificazione e la velocizzazione delle procedure burocratiche per il rilascio di concessioni o autorizzazioni relative ad interventi, impianti e opere all'interno del parco, anche di natura edilizia. L'articolo 12 prevede che l'ente gestore, al fine di favorire la promozione turistica, economica e sociale del parco, possa concedere in gestione servizi ed attività economiche, nonché l'uso del proprio nome ed emblema. L'articolo 13 contiene disposizioni in materia di entrate finanziarie degli Enti parco attribuendo loro la facoltà di applicare di applicare un contributo a carico dei visitatori, di imporre canoni di gestioni per beni demaniali concessi in uso a terzi o corrispettivi per l'utilizzo del marchio e di stipulare contratti di sponsorizzazione con soggetti pubblici e privati.. 1 (Modifica dell'articolo 1 -bis della legge n. 394 del 1991) 1 L'articolo 1 -bis della legge 6 dicembre 1991, n. 394, è sostituito dal seguente: «Art. 1- bis. - (Programmi nazionali e politica di sistema). –1. La Cabina di regia nazionale per le aree protette, di cui all'articolo 3 della presente legge, promuove accordi di programma con le regioni e con altri soggetti pubblici o privati per lo sviluppo e l'implementazione di azioni economiche sostenibili nel territorio delle aree naturali protette, con particolare riferimento ad attività agro-silvo-pastorali tradizionali, dell'agriturismo, dell'artigianato e del turismo. 2. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, individua le risorse finanziarie, nazionali ed europee, impiegabili per l'attuazione degli accordi di programma di cui al comma 1». 2 (Modifiche all'articolo 2 della legge n. 394 del 1991) 1 All'articolo 2 della legge n. 394 del 1991 sono apportate le seguenti modificazioni: a i commi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti: « 1 . I parchi nazionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali e da eventuali estensioni a mare che contengono uno o più ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici, una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, di rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere l'intervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future. 2 .