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se, considerati i numerosi tavoli di crisi ancora aperti, stante la riacutizzazione dell'emergenza sanitaria e, con essa, il progressivo peggioramento della situazione economica del nostro Paese, non ritenga di realizzare in tempi brevi un piano efficace di ripresa nazionale, partendo dal rinnovo e dall'estensione del provvedimento cosiddetto 4.0, mettendo in atto le strategie alternative più idonee a favorire la ripresa del sistema produttivo italiano, nel breve e nel medio e lungo periodo anche con l'utilizzo del recovery fund; quali azioni intenda intraprendere e quali soluzioni stia prospettando per far sì che le risorse economiche siano effettivamente impiegate per sostenere le imprese nei piani di sviluppo e innovazione e nelle situazioni di crisi al fine di salvaguardare e consolidare i livelli occupazionali e produttivi. Atto n. 3-02087 ANASTASI SANTILLO CROATTI LANZI ANGRISANI MORONESE DI GIROLAMO DONNO D'ANGELO PISANI Giuseppe ABATE LA MURA MININNO CORBETTA VANIN ROMANO VACCARO PAVANELLI LANNUTTI BOTTO GIROTTO L'ABBATE ACCOTO FERRARA Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la pandemia del COVID-19 ha colpito il mondo come un meteorite, spingendo l'economia globale nella peggiore recessione dai tempi della seconda guerra mondiale, danneggiando consumi, investimenti e paralizzando un numero crescente e inimmaginabile di attività, settori e mercati; anche l'economia italiana è stata duramente colpita dall'emergenza sanitaria ancora in corso e, proprio in considerazione del perdurare della pandemia, risulta particolarmente complesso stabilire, con certezza, quali effetti si dirameranno nel medio e nel lungo periodo; è certo, invece, che ci si trova davanti a una grande sfida, che impone di realizzare politiche adeguate a sostenere e rilanciare l'economia e il livello di vita delle collettività; considerato che: in questo contesto il Governo, nell'avviato percorso del green new deal , si è impegnato a stimolare la ripresa consentendo all'economia di continuare a creare valore, puntando su un pilastro portante come il settore dell'edilizia; per dare nuovo impulso all'edilizia privata, grazie al Movimento 5 Stelle, il Governo ha recentemente introdotto la ben nota misura del " superbonus " al 110 per cento, uno strumento di rilancio e di sviluppo sostenibile che consente di effettuare lavori di miglioramento antisismico e di efficientamento energetico, ottenendo una detrazione fiscale superiore alla somma spesa per i lavori; per rendere ancora più efficiente ed efficace il " superbonus ", ai fini del rilancio dell'economia, il contribuente può optare per lo sconto totale in fattura ovvero, in caso di impossibilità del committente di usufruire interamente della detrazione fiscale, la misura prevede la cedibilità di un credito di imposta di pari importo a qualsiasi altro soggetto, intermediari finanziari inclusi, e ancora la sua messa in circolazione senza limitazione numerica dei passaggi; da un'analisi compiuta da Unioncamere-Infocamere a livello nazionale è emerso che tra luglio e settembre 2020, grazie a questa misura, sono nate 4.971 nuove imprese edili, per tre quarti costituite da piccole realtà individuali, specialisti nelle attività di impiantistica, finitura degli edifici, posatori di infissi, espressione di una piccola e media impresa che è la spina dorsale del sistema produttivo italiano; Unioncamere ha ribadito che il " superbonus " al 110 per cento sta giocando un ruolo cruciale sulla vitalità del settore delle costruzioni che, sempre tra luglio e settembre, ha avuto un incremento dello 0,6 per cento su base trimestrale, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2019, generando vantaggi enormi, sia per le persone che ristrutturano casa che per le aziende che effettuano i lavori; da un sondaggio commissionato da "Facile.it", più di 21 milioni di italiani, l'equivalente di oltre 9 milioni di famiglie, hanno intenzione di utilizzare il superbonus , numero idealmente suscettibile di un ulteriore aumento in considerazione dei 14 milioni di famiglie che vivono nel milione di palazzi condominiali stimati sul nostro territorio nazionale; dai dati rilevati emerge che il fermento in atto non si fermerà a questi numeri, poiché l'applicazione dell'agevolazione è appena cominciata; la misura suscita enorme interesse non solo nel nostro Paese ma anche in tutta Europa, talché i mercati finanziari europei si stanno organizzando per partecipare attivamente nella "compravendita" del credito fiscale che si sta generando dalla realizzazione di interventi grazie al " superbonus "; il comparto imprenditoriale, la popolazione interessata dal possibile utilizzo del " superbonus " al 110 per cento e gli istituti finanziari e di credito avvertono la necessità di avere garantito un arco temporale maggiore per il riconoscimento del credito fiscale e per la sua cessione, specie nel caso di interventi di miglioramento antisismico, le cui procedure autorizzative potrebbero fortemente inficiare la sua reale attuazione, si chiede di sapere: se siano state avviate iniziative per estendere la durata del provvedimento oltre l'attuale scadenza di dicembre 2021, al fine di stabilizzare e rendere duraturi i benefici della misura sui territori; se si intenda ampliare la possibilità di misura anche ad altri casi di protezione dell'ambiente, quali la riduzione di classi di rischio idrogeologico e misure volte al risparmio, riuso e riciclo della preziosissima risorsa idrica; se sia in programma l'allargamento della platea dei beneficiari anche alle strutture ricettive e alberghiere, fra le più colpite dalla pandemia, per permettete al settore del turismo una ripresa vivace e pronta, attraverso una riconversione green dell'edilizia. Atto n. 3-02088 FARAONE CARBONE MARINO GARAVINI MAGORNO SUDANO GINETTI VONO CUCCA SBROLLINI PARENTE Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il 31 ottobre 2020 lo stabilimento Whirlpool di Napoli ha cessato la propria attività: i 355 impiegati della fabbrica continueranno a ricevere gli stipendi fino al prossimo 31 dicembre, data al termine della quale il loro destino è, ad oggi, ancora incerto; la chiusura del sito produttivo era stata già annunciata negli scorsi mesi dalla multinazionale, la quale ha così disatteso gli impegni assunti il 25 ottobre 2018 nell'ambito dell'accordo quadro firmato con le parti sociali e l'Esecutivo, avente ad oggetto il piano industriale con investimenti pari a 250 milioni di euro e, tra l'altro, il rientro di alcune linee produttive in Italia; l'interlocuzione tra il Ministero dello sviluppo economico e la multinazionale, protrattasi per ben 18 mesi con l'obiettivo di individuare una soluzione di compromesso tra le esigenze della produzione e le istanze portate avanti dai sindacati, non ha evidentemente portato i risultati attesi: il caso Whirpool di Napoli, a dispetto anche dei buoni risultati economici conseguiti dall'azienda negli ultimi trimestri, è uno dei tanti casi in cui una grande impresa internazionale decide di lasciare il nostro Paese. Da anni, infatti, l'Italia è uno dei Paesi europei maggiormente soggetti alla delocalizzazione;