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E', inoltre, statuito che il Governo invii al Parlamento, in aggiunta alla già esistente relazione consuntiva sull'implementazione della legge, una relazione previsionale che indichi l'orientamento governativo in materia da sottoporre al parere obbligatorio ma non vincolante delle competenti commissioni parlamentari. L'articolo 1, comma 1, lettera r) , concerne poi i trasferimenti intracomunitari di materiali d'armamento, per i quali si trasforma in obbligo la facoltà di richiedere garanzie circa l'impiego di tali materiali, ivi incluse le certificazioni di utilizzazione finale. Si prevede, nel dettaglio, la creazione di un nucleo interforze che dovrà controllare il rispetto della legge da parte di tutti i soggetti coinvolti anche attraverso visite a sorpresa nelle sedi legali, negli stabilimenti di produzione e nei siti di spedizione. Esso, composto da personale della Guardia di finanza, dell'Arma dei carabinieri e della Polizia di Stato, dovrà essere istituito entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge modificata, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con i Ministeri degli affari esteri, della difesa, dell'interno e dell'economia e delle finanze. Conclude rilevando che l'articolo 2 del disegno di legge ripristina il Comitato interministeriale per gli scambi di materiali di armamento per la difesa. Lo scopo - quale definito dalla relazione illustrativa - è fare in modo che le autorizzazioni alle esportazioni non dipendano solo da funzionari amministrativi ma siano subordinate anche a un controllo politico che tenga conto di più ampie considerazioni geopolitiche, economiche e sociali. Il Comitato, nel dettaglio, è presieduto dal Presidente del Consiglio e di esso fanno parte i Ministri degli esteri, della difesa, dell'economia e dello sviluppo economico. Si apre la discussione generale. Al senatore FERRARA ( M5S ) preme precisare, in qualità di presentatore del provvedimento in titolo, che l'intento ad esso sotteso è essenzialmente quello di aggiornare una disciplina normativa riferita ad un settore cruciale per il Paese, che, tuttavia, nella sua impostazione, risale a circa trenta anni fa. Si rende, quindi, necessario prevedere nuovi meccanismi di controllo, sia a livello governativo che parlamentare, soprattutto allo scopo di evitare che l'Italia sia implicata nella vendita di armi verso Paesi in conflitto che non rispettano i diritti umani basilari. Il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ), nel preannunciare una richiesta di rimessione in Assemblea del disegno di legge in parola, chiede, in primo luogo, che, con riferimento ad un atto legislativo di ampia portata come quello in esame, sia previsto un calendario di audizioni in maniera da approfondire adeguatamente l'intera problematica dell'industria della difesa in Italia, la quale, a suo modo di vedere, lungi dall'essere convertita, dovrebbe essere opportunamente incentivata. Fa presente, inoltre, che le linee guida in tema di export italiano di materiali per la difesa e la sicurezza sono già contenute in una conferente risoluzione approvata all'unanimità dalla Commissione difesa del Senato lo scorso 3 luglio. Nel rilevare criticamente l'ulteriore profilo negativo - paventato in alcune disposizioni dell'Atto Senato in disamina, che si sostanzia, de jure condendo , nella richiesta di autorizzazione alla vendita di armi posta in capo a determinate organizzazioni internazionali - l'oratore richiama, infine, l'attenzione dei commissari sulla esigenza prioritaria di supportare l'industria nazionale della difesa, che occupa un comparto nevralgico, anche dal punto di vista dell'innovazione tecnologica, del sistema economico. Il senatore CAUSIN ( FIBP-UDC ) segnala che anche il proprio Gruppo ha aderito alla richiesta in itinere di riassegnazione del disegno di legge in sede referente, per garantire un esame approfondito del testo, e un esame in Assemblea che non si limiti alla sola votazione degli articoli approvati in sede decentrata. Nel merito, ricorda che l'Italia è un Paese rispettoso del diritto internazionale e possiede un'industria militare d'avanguardia, che garantisce anche importanti ricadute economico-sociali. Per questo, eventuali modifiche della legge n. 185 del 1990 devono essere esaminate e valutate con attenzione, al fine di non recare danno a un settore industriale particolarmente importante per la competitività italiana nel mondo. Al riguardo, già con la attuale normativa sussistono, infatti, alcune penalizzazioni, come dimostrato dalle vicende legate alla commercializzazione dell'elicottero NH-90. Il senatore VATTUONE ( PD ) ricorda che la tematica oggetto del disegno di legge è particolarmente delicata ed è stata affrontata dalla Commissione difesa nell'ambito dell'Affare assegnato "Sulle prospettive dell' export italiano di materiali per la difesa e la sicurezza". Tale attività si è conclusa con una risoluzione, approvata all'unanimità lo scorso luglio, con il quale si sosteneva la necessita di introdurre nel nostro ordinamento gli accordi "governo-governo". Ricorda che tale impegno è stato recepito dal governo nel decreto fiscale appena approvato dalla Camera e in corso di approvazione al Senato. Un ponderato esame di merito del provvedimento si rende pertanto necessario, anche in ragione della particolare valenza industriale del settore (che vanta importanti realizzazioni, come da ultimo le fregate FREMM). Secondo il senatore AIROLA ( M5S ) occorre, tuttavia, prendere atto che, nell'implementazione quasi trentennale della legge n. 185, sono state riscontrate non poche aporie, oltre a vere e proprie violazioni dello spirito stesso della legge. Pertanto, proprio perché, come è stato fatto notare dal collega Causin, l'Italia è un Paese democratico, non occorre temere l'approntamento di più efficaci metodi di controllo della vendita di armamenti, modificando, di tal guisa, la citata legge. La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ) si associa alla richiesta di avviare un ciclo di audizioni, al fine di valutare adeguatamente gli interventi da effettuare sull'impianto delineato dalla legge n. 185 del 1990. Le audizioni dovrebbero, a suo avviso, coinvolgere i vertici dell'Associazione delle industrie del settore (AIAD), l'Autorità nazionale per le autorizzazioni dei materiali di armamenti (UAMA), istituita presso il Ministero degli esteri e altri soggetti che si riserva di proporre. Il senatore VESCOVI ( L-SP-PSd'Az ) esprime il forte auspicio che il Parlamento non produca, malgrado le buone intenzioni di molti, una riformulazione della legge del 1990 che, di fatto, vada contro gli interessi delle aziende italiane di settore. Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ) si associa alla richiesta, precedentemente esposta dai colleghi, di svolgere una nutrita e mirata serie di audizioni in maniera da ricavare un quadro updated e olistico delle problematiche connesse all'esportazione e alla vendita di armi. Anche ad avviso della senatrice RAUTI ( FdI ) la materia affrontata dal provvedimento è particolarmente delicata e complessa. Precisa che anche il proprio Gruppo ha aderito alla richiesta di riassegnazione in sede referente, in modo da garantire un articolato dibattito.