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È meglio riaprire con le regole piuttosto che far finta di niente e avere giovani che si auto-organizzano e sicuramente fanno più "danni" che divertirsi in modo sano, sicuro e protetto. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Sbrollini, per due minuti. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro e reputo la sua risposta soddisfacente, perché va nella direzione che indicavo anche nell'introduzione del nostro question time . Infatti, per far ripartire la nostra economia bisogna partire dal turismo e lavorare tutti insieme nella stessa direzione affinché non ci siano nuove restrizioni e nuove chiusure. Il nostro Gruppo è sempre stato per le riaperture ma, purtroppo, abbiamo visto in questi giorni degli episodi poco edificanti, dovuti all'irresponsabilità di alcuni. Dobbiamo lavorare affinché il green pass sia uno strumento davvero importante. Penso che, da una parte, sarebbe opportuno valutare sicuramente quello che sta facendo la Francia in questo senso e, dall'altra parte, sostenere il turismo e i borghi abbandonati, che sono borghi storici meravigliosi, facendo tutto il possibile per aiutare un settore straordinariamente importante per la ripartenza del nostro Paese. PRESIDENTE . Il senatore Stefano ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02701 sull'effettiva destinazione al Sud dei pertinenti fondi del PNRR, per tre minuti. STEFANO (PD) . Signora Ministro, è convinzione condivisa che il PNRR rappresenti un'occasione unica per avviare il rilancio del Mezzogiorno e per la ripresa del processo di convergenza con le aree più sviluppate del Paese. Abbiamo lavorato molto di concerto perché il PNRR mettesse a disposizione delle otto Regioni del Mezzogiorno risorse quantificate in almeno il 40 per cento delle risorse territorializzabili e, quindi, parliamo di circa 82 miliardi, incluso il Fondo nazionale complementare al PNRR. Questi sono dati contenuti in un'apposita tabella pubblicata dal Governo nel suo sito, in cui sono ripartiti e definiti tra le sei missioni gli 81,55 miliardi di euro destinati al Mezzogiorno. Eppure, diversi organi di stampa ed emittenti televisive nei giorni scorsi hanno sollevato un allarme che ha avuto una grossa eco, soprattutto nel Mezzogiorno; un allarme sulla base di alcune rielaborazioni fatte da alcune università sul dossier elaborato dai servizi studi delle due Camere circa l'effettiva destinazione al Mezzogiorno delle risorse del PNRR: si lamenta che quasi 35 miliardi su 82 abbiano effettiva destinazione territoriale al Sud, mentre per gli altri la destinazione territoriale sarebbe rimessa a scelte successive ancora non note. Considerato che la coesione sociale e territoriale rappresenta uno dei pilastri fondamentali su cui poggia la programmazione dell'intero PNRR e la mancanza di chiarezza sul punto della localizzazione territoriale degli interventi rischia di alimentare preoccupazioni e incertezze nei cittadini del Mezzogiorno, sono qui a chiederle se corrisponda al vero che gli 81,55 miliardi destinati al Mezzogiorno siano realmente tanti e non solo 35 e quale sia, in concreto, la quota esatta di risorse ripartita nelle singole missioni e nelle singole componenti; come pure quale sia la quota a valere sulle risorse a fondo perduto e quale sui prestiti. Con queste domande, signora Ministra, conoscendo peraltro la sua sensibilità, le chiedo di rassicurarci e rassicurare il Mezzogiorno. Non è una questione di campanile: è una questione di Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro per il Sud e la coesione territoriale, onorevole Carfagna, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CARFAGNA, ministro per il Sud e la coesione territoriale . Senatore Stefano, la riduzione dei divari territoriali è uno degli obiettivi fondanti - come lei ha ricordato - del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Grazie agli investimenti che abbiamo programmato e indirizzato al Mezzogiorno, per la prima volta dal Dopoguerra ad oggi, si produrrà una significativa convergenza delle due aree del Paese con una crescita del prodotto interno lordo del Sud superiore rispetto a quella del resto del Paese. L'impatto di investimenti e risorse produrrà una crescita al Sud del 24 per cento a fronte di una media nazionale del 15 per cento e una crescita dell'occupazione femminile giovanile rispettivamente del 5,5 per cento e del 4,9 per cento. L'obiettivo di investire almeno 82 miliardi di euro del PNRR nei territori del Mezzogiorno non è una promessa o un impegno generico, ma è il frutto di un attento lavoro di analisi, missione per missione, componente per componente, linea di intervento per linea di intervento, che abbiamo realizzato con gli uffici del MEF e delle altre amministrazioni competenti. L'importo finale dell'analisi, il famoso 40 per cento, è un risultato credibile e robusto. Non lo abbiamo detto noi, ma lo hanno detto gli stessi uffici della Commissione europea che, in fase di approvazione del PNRR, sulla base delle verifiche, delle simulazioni e dei controlli condotti, hanno confermato l'avvenuta assegnazione al Sud di una quota di risorse non inferiore al 40 per cento degli investimenti. È chiaro che raggiungeremo quest'obiettivo a due condizioni: che investimenti e riforme siano effettivamente realizzati nelle forme e nei modi che abbiamo puntualmente stimato e che saremo in grado, come sistema Paese, di accompagnare gli enti territoriali meridionali a progettare e a partecipare ai molti i bandi di gara previsti dal PNRR. Per sostenere questo enorme sforzo non ci siamo limitati soltanto alla fase di programmazione, che di per se è stato complicato realizzare in sole otto settimane, ma stiamo già lavorando concretamente alle attività di attuazione e monitoraggio della quota Sud. Stiamo per presentare un emendamento al decreto-legge governance per garantire che le amministrazioni centrali titolari di interventi previsti nel PNRR assicurino in sede di definizione delle procedure di attuazione degli interventi, l'allocazione alle Regioni meridionali di almeno il 40 per cento delle risorse. Questo implica che, oltre agli interventi infrastrutturali già esplicitamente destinati al Mezzogiorno, almeno il 40 per cento delle risorse allocabile tramite bandi sia indirizzato al Sud. È un vero e proprio vincolo di destinazione territoriale fissato con una norma; le risorse ci sono e oggi ci sono anche gli strumenti di tutela della loro effettiva destinazione territoriale. In conclusione, Presidente, spero che le tante discussioni e polemiche dei mesi e delle settimane scorse, le giuste preoccupazioni ma anche le strumentalizzazioni - incomprensibili per il momento straordinario che stiamo vivendo, che impone a tutti di lavorare per costruire e migliorare anziché alimentare sfiducia - lascino ora il passo a un impegno comune e condiviso. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Stefano, per due minuti. STEFANO (PD) . Signora Ministro, la ringrazio delle rassicurazioni e anche degli impegni che ha voluto qui ribadirci per sostenere con forza la fase che ci attende, che è la più impegnativa: quella in cui devono essere spese le risorse. Abbiamo dinanzi un tema grande, quello di offrire, anche nel Mezzogiorno, servizi, infrastrutture e diritti universali alla stessa stregua delle altre aree del Paese.