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Il servizio è onorario, quindi, in quanto prestato in modo occasionale, così come confermato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 103 del 1998 (a proposito della legittimità costituzionale delle norme dell'Ordinamento Giudiziario che allora prevedevano la figura del vice pretore onorario, poi cancellata dalla Legge Carotti). Interessa, in particolare, il passo della motivazione in cui, richiamando una precedente pronuncia (sentenza n. 99 del 1964), si ribadisce che occorre tenere ben distinte «...la nomina dall'assegnazione precaria e occasionale, qual è nella sostanza la supplenza, che non può, e non deve, incidere sullo "stato" del magistrato tanto da trasformare l'incarico temporaneo in un sostanziale incardinamento in un ufficio; con il rischio dell'emergere di una nuova categoria di magistrati». Ne deriva che, secondo il dictum del Giudice della legge, può dirsi magistrato onorario, solo colui che esercita le funzioni giudiziarie in modo occasionale e temporaneo. Autorevole dottrina aveva già cercato di illuminare il legislatore de iure condendo . In un articolo pubblicato dieci anni or sono sulla rivista «La Magistratura»: «Il diritto comparato e la storia ci insegnano che la giurisdizione onoraria [...] (ha), alcuni presupposti fondamentali, così da rispettare il dizionario e l'etimologia. È la società civile che dà in prestito all'amministrazione della giustizia [...], cittadini in possesso di requisiti di rappresentatività e/o autorevolezza. Con due fini principali [...]: attribuire loro compiti che non richiedano un'approfondita specializzazione, ma anche, e soprattutto, organizzarli in modo da mantenere intatto il rapporto con la società civile derivante dall'attività di origine, così da poter fruire di tutti i benefici effetti che per la giustizia minore sono sottesi ad una bella espressione di origine francese: giustizia di prossimità. Per ottenere questo secondo fine è ovvio che il cittadino deve essere impegnato a tempo parziale, anzi, molto parziale, con la conseguenza che l'impegno può essere svolto a titolo gratuito. Solo così, volendo giocare con le parole, l' onus sarà più che compensato dall' honor » (v. S. Chiarloni). La necessità che le funzioni onorarie siano prestate non come attività professionale, ma come «una partecipazione spontanea che esce dalle normali occupazioni della propria vita», discende anche da un'interpretazione sistematica delle norme fondamentali interne e delle fonti europee. La Costituzione, infatti, consacra il principio di indipendenza, imparzialità e terzietà della magistratura agli articoli 101 e 104. A livello europeo il principio è stabilito dall'articolo 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'Uomo («ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge»). Non va trascurata nemmeno la Raccomandazione n. 12 del 2010 del Comitato dei Ministri agli stati membri sui giudici adottata in occasione della 1098ª riunione dei Delegati dei Ministri il 17.11.2010 ed avente per oggetto i tre pilastri di una buona giustizia: indipendenza e responsabilità di chi giudica e efficacia delle decisioni (il memorandum esplicativo spiega che essa si applica anche agli organi requirenti, nei paesi, come l'Italia, in cui l'organo dell'accusa è indipendente dall'esecutivo). Da tali principi discende che il magistrato onorario può ritenersi indipendente, imparziale e terzo, solo se: -- essendo un magistrato «a termine», alla scadenza del mandato abbia un'attività professionale da cui continuare a trarre il proprio reddito; -- non avendo le garanzie proprie del lavoratore (previdenza, assistenza per malattia, ferie, maternità), tragga il proprio reddito da altra attività professionale. Si badi che l'effettivo rispetto dei principi di cui sopra, attraverso una disciplina che garantisca l'esercizio delle funzioni onorarie da parte di soggetti che non si mantengono con il compenso riconosciuto a ristoro del servizio prestato, è fondamentale per la tenuta del sistema. Le osservazioni che precedono hanno dettato il decreto legislativo, a partire dall'articolo 3, comma 2, lettera b) , che esplicita il principio guida della natura occasionale e temporanea nel demandare il compito di disciplinare la riforma al legislatore delegato. Le previsioni dettate da quanto premesso sono le seguenti: -- articolo 3, comma 3: indicando i titoli preferenziali, assicura la nomina di soggetti che svolgono attività professionale (non pubblica, al fine di non stornare energie da altri settori della pubblica amministrazione ed evitare situazioni di incompatibilità di difficile individuazione generale); -- articolo 3, comma 4, lettera a) : prevede che l'incarico del magistrato onorario ha durata pari a tre anni, con facoltà di rinnovo per un solo ulteriore triennio in caso di domanda di conferma cui abbia fatto seguito il giudizio di indoneità da parte del consiglio giudiziario. Al termine del periodo di rinnovo viene stabilito il divieto di proroga o di ulteriori rinnovi; -- articolo 3 comma 4 lettera b) : specifica le modalità di impiego del magistrato onorario indicando il criterio della semplicità di trattazione e delle questioni da trattare (assicurando la durata minima dell'impegno), e la frequenza dell'impiego (un giorno alla settimana, salva eccezionale deroga disposta con provvedimento motivato, sulla base di particolari esigenze urgenti e straordinarie, dal presidente del tribunale o dal procuratore della Repubblica); -- articolo 3 comma 7: amplia le competenze dell'ufficio del giudice di pace quale giudice di prossimità limitandole alle controversie di facile risoluzione ed estendendo i casi di decisione secondo equità; -- articolo 3 comma 6 e articolo 3 comma 9: nel prevedere l'inserimento dei magistrati onorari nell'ufficio del processo, individua le attività che essi possono svolgere in ragione del criterio della semplicità; -- articolo 3 comma 10: individua i procedimenti in cui le funzioni di pubblico ministero possono essere svolte dal vice procuratore onorario, tra quelli di maggiore semplicità; -- articolo 3 comma 11: prevede il riconoscimento di un'indennità, che, in ragione della sua misura e della frequenza con cui viene liquidata (per ogni giornata di impegno nel servizio), rappresenta un mero ristoro; -- all'articolo 3 comma 1 lettera b) : prevede che la dotazione organica dei giudici onorari di pace onorari e conseguentemente la pianta organica di ciascun ufficio del giudice di pace, sia stabilita tenendo conto del principio di cui all'articolo 4 lettera b) (la pianta organica deve consentire un carico individuale di lavoro tale da non impedire lo svolgimento dell'attività professionale da cui il magistrato onorario trae le fonti di reddito). Le disposizioni sopra elencate consentono un impiego della magistratura non solo in conformità con le fonti normative citate, ma anche con l'impiego che si osserva nel panorama europeo.