[pronunce]

Con riferimento, poi, ai canoni di licenze e concessioni, l'ANAS si sarebbe limitato a censire le posizioni amministrative irregolari, e costituire in mora i contravventori, riscuotendo le somme dovute per il solo periodo precedente il trasferimento delle funzioni delegate. Infine, con riferimento al problema della inadeguatezza degli importi destinati ai lavori trasferiti, l'Avvocatura rileva che tale valutazione della provincia non sarebbe suffragata da alcun elemento probatorio. Del resto, osserva la difesa dello Stato, i lavori di cui si tratta sono sostenuti da provvedimenti di finanziamento generali, decreti di impegno delle somme, contratti che costituiscono l'esito delle procedure per l'affidamento, fatti salvi ulteriori oneri rilevati in corso di esecuzione. Tutti i lavori sono suffragati, aggiunge l'Avvocatura, dalla documentazione attinente al procedimento dell'appalto pubblico. In definitiva, i rilievi mossi dalla provincia ricorrente sul punto sarebbero di dettaglio e risolvibili sul piano degli ordinari rapporti tra enti. 5. - Nell'imminenza della data fissata per la pubblica udienza, la difesa della provincia autonoma di Bolzano ha depositato una memoria, con la quale insiste per l'accoglimento dei ricorsi, sottolineando la principale propria doglianza, che riguarda il mancato rispetto, da parte dell'ANAS, mediante i comportamenti omissivi e attivi individuati nei ricorsi, delle procedure partecipative predisposte dalle norme di attuazione dello statuto di autonomia, e, in particolare, delle disposizioni relative alla previa intesa per la redazione degli elenchi descrittivi dei beni strumentali, inerenti al demanio stradale, trasferiti alla provincia. Si fa presente nella memoria che la posizione passiva ed attendista dell'ANAS contrasta con il significato e la funzione delle intese. La provincia ricorda poi, che non si fa questione di vindicatio rerum essendo la proprietà dei beni di cui si discute già passata ope legis alla stessa, e contesta la eccezione di inammissibilità formulata dall'Avvocatura generale dello Stato per la presunta mancanza di un formale atto amministrativo, osservando che l'attitudine a produrre conflitto di attribuzione va riconosciuta a qualsiasi comportamento che effettivamente possa significare invasione dell'altrui sfera di competenza, e ricordando, al riguardo, alcune sentenze della Corte costituzionale. Né può sostenersi, rileva la provincia, che l'inammissibilità deriverebbe dal fatto che gli atti e comportamenti contestati risalgono all'ANAS e non allo Stato, in quanto detto ente è quello che sotto l'alta vigilanza ministeriale esercita tutti i compiti di gestione delle strade ed autostrade di proprietà dello Stato.1. - Con un primo ricorso per conflitto di attribuzioni (r. confl. n. 22 del 1999) la provincia autonoma di Bolzano contesta che spetti allo Stato, e per esso all'ANAS - senza aver attivato procedure di cooperazione ed avere effettuato le prescritte previe intese con la provincia autonoma di Bolzano - dare unilateralmente esecuzione al decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 320 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige, recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381, e delega alle province autonome di Trento e Bolzano di funzioni amministrative dello Stato in materia di viabilita), ed in particolare, che spetti allo Stato: - non procedere alla redazione di un eventuale elenco integrativo dei beni trasferiti alla provincia, e di non consegnare alla stessa beni già di appartenenza statale esistenti sul territorio provinciale con la relativa documentazione; - mantenere nel territorio provinciale il compartimento ANAS di Trento con sede in Bolzano, sia pure con la nuova denominazione di Ente nazionale per le strade - ufficio di Bolzano; - continuare a riscuotere canoni per concessioni ed autorizzazioni su strade statali oggi di competenza provinciale; - non consegnare e trattenere la documentazione relativa alle occupazioni di terreni non ancora espropriati, nonché quella relativa ai procedimenti espropriativi non ancora esauriti o definiti; - non consegnare la documentazione relativa agli appalti di lavori pubblici aggiudicati o affidati dall'ANAS precedentemente alla data del 1° luglio 1998; - non procedere alla quantificazione circa il rimborso spettante alla provincia autonoma di Bolzano delle somme corrispondenti ai lavori relativi agli appalti da eseguirsi a decorrere dal 1° luglio 1998. 2. - Con un successivo ricorso per conflitto di attribuzioni (r. confl. n. 39 del 1999) la provincia autonoma di Bolzano contesta che spetti allo Stato, e, per esso, all'ANAS: mantenere operante in Bolzano l'ufficio ANAS, contrariamente a quanto stabilito dall'art. 28, ottavo comma, del d.P.R. n. 381 del 1974; istituire, presso la sede del suddetto ufficio, anche una sezione staccata dell'ufficio Autostrade di Bologna; e, in subordine, che spetti ad esso istituirla al di fuori di procedure collaborative con la provincia autonoma di Bolzano. 3. - Stante l'evidente connessione oggettiva e soggettiva i due ricorsi possono essere riuniti e decisi con unica sentenza. 4. - In via preliminare, deve essere esaminata la eccezione, proposta dall'Avvocatura generale dello Stato, di inammissibilità dei ricorsi, in quanto non rivolti direttamente nei confronti di atti dello Stato, ma nei confronti di atti dell'ANAS. Ai fini della dimostrazione della infondatezza della eccezione è sufficiente rilevare che gli atti impugnati provengono da un ente strumentale dello Stato, al quale lo stesso Stato aveva in precedenza affidato la gestione delle strade statali e di tutti i rapporti relativi alle stesse nella provincia di Bolzano, e al quale competeva l'esercizio delle funzioni da trasferire e la disponibilità dei beni e della documentazione da mettere a disposizione della provincia, nonché la responsabilità immediata del trasferimento. In altri termini, gli atti ed i comportamenti significanti, dotati di efficacia e rilevanza esterna e diretti ad esprimere in modo chiaro ed inequivoco la pretesa di esercitare una data competenza (v. sentenza n. 211 del 1994), asseritamente menomativi delle competenze provinciali fondate sulla delega, che si ricollega alle competenze attribuite dallo statuto speciale in materia di espropriazioni, comunicazioni e trasporti, provengono da ente facente parte del sistema ordinamentale statale; pertanto sono - sul piano dei rapporti Stato-provincia autonoma - imputabili allo Stato, che ne mantiene la titolarità, e sono suscettibili di essere impugnati con ricorso per conflitto di attribuzione. Inoltre deve essere sottolineato che il ricorso, nel suo nucleo fondamentale, si duole della violazione del c.d. statuto della delega, regolato da norme di attuazione dello statuto speciale, deducendo l'inosservanza della disciplina fissata per regolare anche proceduralmente i rapporti tra Stato e regione (o provincia autonoma) costituzionalmente garantiti. 5. - I ricorsi sono fondati, solo parzialmente, nei limiti appresso precisati. Innanzi tutto i profili dei due ricorsi attinenti al mantenimento o alla istituzione di un ufficio in Bolzano dell'Ente nazionale per le strade, quale ne sia la denominazione, sono privi di fondamento, in quanto attengono ad un potere di organizzazione statale.