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È anche di tutta evidenza che, come ha chiarito all'ANSA il presidente del dipartimento protezione civile della rete associativa, Claudio Cugusi, a fronte di questo rischio di sanzione, i volontari della cooperativa Budoni Soccorso non saranno più in grado di fornire aiuti di prima necessità agli sfollati alla frontiera polacca o in Ucraina; sul caso è intervenuto anche il portavoce di ANAS Italia, Antonio Lufrano, dichiarando che: "Non possiamo restare inerti davanti alla vergognosa vicenda del tir della nostra affiliata, inseguito e multato in Austria dalla società di gestione dell'autostrada per 'aiuti umanitari non autorizzati'", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano al corrente dei fatti esposti e se siano stati loro forniti i dovuti chiarimenti da parte delle autorità austriache; quali iniziative intendano intraprendere nelle opportune sedi diplomatiche, affinché non si verifichino ulteriori episodi tali da compromettere la sicurezza delle future missioni a sostegno dei cittadini travolti dalla guerra in Ucraina, anche al fine di tutelare il prezioso lavoro svolto dalle associazioni umanitarie di volontariato del nostro Paese. Atto n. 4-07089 GIROTTO PAVANELLI Emma LANZI ANASTASI CROATTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della transizione ecologica Premesso che: a maggio 2018, la Commissione europea ha presentato la proposta di regolamento sulla "tassonomia verde europea", al fine di fornire una definizione univoca rispetto alle tipologie di attività economiche e di investimenti che possano essere definiti "ecosostenibili". Il regolamento è stato approvato dal Consiglio europeo il 10 giugno 2020 e dal Parlamento europeo il 18 giugno, con il titolo "Regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020, relativo all'istituzione di un quadro per favorire gli investimenti sostenibili e recante modifica del regolamento (UE) 2019/2088"; ai fini dell'attuazione del regolamento, la Commissione si è impegnata ad adottare atti delegati, contenenti specifici criteri di vaglio tecnico, al fine di integrare i principi sanciti e stabilire quali attività economiche possano considerarsi attività recanti un contributo a ciascun obiettivo ambientale; a seguito dell'adozione di un primo atto delegato, relativo agli aspetti climatici della tassonomia UE, del 6 luglio 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea il 10 dicembre 2021 e applicabile a partire da gennaio 2022, la Commissione ha avviato un'ampia discussione in ambito europeo sull'inclusione delle tecnologie relative all'energia nucleare e al gas naturale tra quelle che possano essere definite sostenibili; in occasione della risposta all'atto di sindacato ispettivo 3-02713, svoltasi il 21 luglio 2021 presso la 10a Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) del Senato, il sottosegretario per la transizione ecologica Vannia Gava, nel commentare i possibili contenuti dell'atto delegato e la posizione dell'Italia, ha affermato che: "il Ministro, in occasione di incontri bilaterali, ha espresso contrarietà sulla possibilità di comprendere l'energia nucleare tra le fonti sostenibili, ricordando anche i due referendum con i quali l'Italia ha fatto una scelta diversa e evidenziando il vantaggio competitivo del quale andrebbero a beneficiare i Paesi che fanno uso di energia nucleare. Su questi temi è stata trovata ampia convergenza con la Ministra tedesca, aprendo la strada anche ad iniziative congiunte in sede europea"; con riferimento alla posizione assunta fino a quel momento, il sottosegretario Gava ha infine dichiarato che non c'era ancora stato nessun posizionamento ufficiale; gli aspetti critici sull'opportunità di riconoscere le attività relative all'energia nucleare e al gas naturale come sostenibili sono stati esposti in due mozioni presentate in Senato dal gruppo Movimento 5 Stelle: la mozione 1-00413, pubblicata il 5 agosto 2021, e la mozione 1-00447, pubblicata il 12 gennaio 2022; considerato che: in data 2 febbraio 2022, la Commissione europea ha approvato in principio un atto delegato che include specifiche attività relative all'energia nucleare e al gas naturale nella lista di attività economiche incluse nella tassonomia UE. A seguito della formale adozione in tutte le lingue dell'Unione in data 9 marzo 2022, l'atto delegato è stato trasmesso al Consiglio europeo e al Parlamento europeo il giorno seguente, affinché essi possano opporre un veto all'adozione entro 3 mesi, eventualmente prorogabile di un ulteriore mese, dunque entro il 9 luglio 2022; come riportato da numerose agenzie e fonti di stampa nazionali e internazionali, tra le quali "Tassonomia: Germania si oppone al nucleare green", pubblicata dall'agenzia di stampa "Ansa" il 16 maggio 2022, il Governo tedesco ha ufficialmente comunicato che voterà contro l'approvazione dell'atto delegato. La motivazione alle base di tale voto è la contrarietà all'inserimento dell'energia nucleare tra le fonti di energia considerate ecosostenibili, si chiede di sapere se il Governo, nell'ambito del Consiglio europeo, esprimerà voto contrario all'approvazione dell'atto delegato sul nucleare e sul gas naturale presentato dalla Commissione e se intenda sostenere tale opposizione in ogni opportuna sede. Atto n. 4-07090 LANNUTTI ANGRISANI Luisa Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, con il regolamento (UE) n. 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021, è stato istituito il dispositivo per la ripresa e la resilienza per complessivi 191,5 miliardi di euro, di cui 68,9 sotto forma di contributo a fondo perduto e 122,5 in prestiti. La clausola preliminare (40) del regolamento prevede che l'attuazione del dispositivo dovrebbe essere effettuata in linea con "il principio della sana gestione finanziaria". La clausola preliminare (53) del regolamento stabilisce, tra l'altro, che "Laddove il piano per la ripresa e la resilienza non sia stato attuato in misura soddisfacente dallo Stato membro interessato, o nel caso di gravi irregolarità, vale a dire frode, corruzione e conflitto di interessi in relazione alle misure sostenute dal dispositivo, o di grave violazione degli obblighi derivanti dagli accordi relativi all'assistenza finanziaria, dovrebbe essere possibile procedere alla sospensione e alla risoluzione degli accordi relativi al sostegno finanziario, nonché alla riduzione e al recupero del contributo finanziario". Inoltre, l'articolo 18, comma 4, lettera r), del regolamento UE stabilisce che il PNRR contenga "una spiegazione riguardo al sistema predisposto dallo Stato membro per prevenire, individuare e correggere la corruzione, la frode e i conflitti di interessi nell'utilizzo dei fondi forniti nell'ambito del dispositivo e le modalità volte a evitare la duplicazione dei finanziamenti da parte del dispositivo e di altri programmi dell'Unione"; visto che: con il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, è stabilita una "Governance del PNRR e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure".