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il suo luogo di esistenza è "un altro mondo"; enti pubblici e Comuni dovrebbero essere di supporto ai modelli laboratoriali di educazione che lavorano per l'espressione di bisogni legati ai passaggi e alle ritmicità e ritualità della crescita e per il contrasto all'impoverimento e standardizzazione dell'immaginario infantile; l'antropologo Marc Augé ha sostenuto che uno spazio diventa "Luogo" quando è "Relazionare", "Storico", "Identitario". Le leggende, i miti, gli spiriti che delle culture popolari abitano un "Luogo" che pur avendone le caratteristiche (identitarie, relazionali e storiche) non può corrispondere a un "Luogo" fisico che ne prenda la "Nominazione" come "Paese della Befana"; la "Nominazione" è uno degli atti con cui l'uomo "prende possesso" di uno spazio-luogo, sottomettendolo a un rapporto ecosistemico (nel migliore dei casi) di regolamentazione, identificazione, utilizzo (quando non sfruttamento) che viene poi definito territorio; definire paesi o luoghi come "Paese della Befana" significa prendere possesso di una dimensione immaginifica, antropologica, culturale, spirituale che abita un mondo-luogo dell'alterità. Questa dimensione è per l'uomo percepibile solo sotto forma di figure antropologiche, di credenze, archetipi e miti che si traducono in usanze, riti, tradizioni: gli spiriti trapassano i luoghi, in un passaggio che simboleggia la loro natura ciclica, ancestrale di per sé indefinita e ne sanciscono l'identità; in ultima istanza, i simboli che abitano i miti e riti sono strettamente legati alla dimensione emotiva e psicologica dell'essere umano e delle società: in questo, si radicano nell'infanzia, albergano l'immaginario personale e collettivo, aiutano al passaggio verso l'adultità, creano ponti con la dimensione del sogno e nella fantasia. Calarli e forzarli in un contesto come un "Il paese di ..." significa depauperare sottilmente questa necessaria dimensione psicologica infantile, sottoponendola a logiche estranee (di appropriazione culturale, turistiche, economiche, pubblicistiche) e privando l'infanzia, ma anche la società, di questo rapporto creativo e salvifico con l'alterità, il mistero, il non-conosciuto. "Non-luoghi" secondo la definizione di Walter Benjamin: luoghi senza identità, di spaesamento, mercificazione e globalizzazione, pensati solo per il passaggio e l'accelerazione di uomini e merci, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo condivida le considerazioni esposte e quali iniziative intenda porre in essere per sostenere e sviluppare l'inappropriabilità dei luoghi dell'immaginario. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06396 DE BONIS Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'economia e delle finanze Premesso che: in un articolo odierno di Dario Dongo su "Great Italian food trade" viene esposta, in tutti i suoi particolari, la vicenda riguardante l'indagine per tentata estorsione nei confronti del segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, che celerebbe, in realtà, la disastrosa gestione dei Confidi (la rete dei Consorzi per la garanzia collettiva dei fidi in agricoltura) da parte di Coldiretti; secondo la notizia, il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma avrebbe richiesto al giudice per le indagini preliminari la proroga del termine per la conclusione delle indagini nei confronti di Gesmundo, in un procedimento che scaturirebbe dalla denuncia presentata a marzo 2021 dal suo ex collaboratore Enrico Leccisi che era stato nominato liquidatore delle due cooperative di garanzia collettiva fidi AgriConfidi Centro Nord e AgriConfidi Centro Sud (per mandato unanime delle rispettive assemblee) su proposta dell'ex presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo. Nell'esercizio di tale incarico, il liquidatore aveva segnalato gravi ammanchi nelle gestioni anteriori al suo insediamento; il segretario generale di Coldiretti, anziché rendere conto delle maggiori passività e ammanchi emersi nell'analisi del liquidatore, nell'ordine di 18 milioni di euro, lo avrebbe minacciato, il 4 dicembre 2020, per costringerlo ad abbandonare l'incarico, ma senza successo, poiché a febbraio 2021 l'assemblea dei soci ha invece confermato la propria fiducia nei confronti del professionista. Per questo, Coldiretti avrebbe scatenato una controffensiva nei confronti del liquidatore, accusandolo presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere di avere sottostimato il valore di alcuni cespiti; in tutta la vicenda, la Coldiretti avrebbe omesso numerose verità, tra queste che Enrico Leccisi (dottore commercialista presso l'ordine di Roma, revisore legale del Ministero dell'economia e delle finanze, commissario liquidatore del Ministero dello sviluppo economico, consulente tecnico d'ufficio al Tribunale di Roma, tra i numerosi incarichi) è stato anche direttore generale di CAI, la società consortile Consorzi agrari d'Italia, dal giugno 2015 al dicembre 2020, e che non è stato allontanato dal suo incarico, bensì si è dimesso il 31 dicembre 2020 da CAI S.p. A. (ossia Federconsorzi 2), non a caso, forse, dopo le dimissioni del presidente del consiglio di amministrazione di CAI S.p. A. Rainer Masera, già Ministro delle finanze); considerato che: nel 2011 Coldiretti aveva deciso di riorganizzare le attività dei suoi numerosi consorzi di garanzia collettiva dei fidi, operanti sull'intero territorio nazionale, attraverso la loro fusione per incorporazione dei medesimi in un'unica società cooperativa per azioni, CreditAgri Italia S.C.p. A., la cui gestione, nel periodo 2013-2018, sotto la guida diretta di Vincenzo Gesmundo, è stata, per quanto risulta all'interrogante, letteralmente disastrosa. Le perdite d'esercizio, nel quinquennio, hanno raggiunto 19,95 milioni di euro, come risulta dai bilanci pubblicati al registro delle imprese di Roma. Su tale gestione la Banca d'Italia, con verbale ispettivo del 18 giugno 2018 (prot. 19556) , esprimeva un giudizio molto sfavorevole sulla situazione economica, patrimoniale e organizzativa della società, prescrivendo immediate azioni di ricostituzione del capitale; stigmatizzando la sistematica assenza nelle adunanze formali del consigliere Vincenzo Gesmundo; segnalando la carenza nei controlli del collegio sindacale; sottolineando la scarsa redditività della società; evidenziando la carenza di rilevazione del rischio, nel sistema amministrativo contabile, l'errata classificazione delle sofferenze, ed il rischio liquidità, oltre al deterioramento delle garanzie e l'erosione del capitale, azzerato dalle perdite già dal 2018. Ne chiedeva per questo la ricostituzione; nella seconda ispezione di Banca d'Italia, il verbale ispettivo del 22 febbraio 2019 (prot.