[ddlpres]

Istituzione del Parco archeologico culturale del Tuscolo. Onorevoli Senatori . – La tutela e la valorizzazione di specifici ambiti territoriali, caratterizzati dalla loro particolare impronta di carattere archeologico, storico, ambientale e monumentale, costituisce carattere imprescindibile della Repubblica che nell'articolo 9 della Costituzione ha individuato la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione tra i suoi compiti fondamentali e nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ha definito tutte le attività al riguardo, organizzando le competenze ai vari livelli dell'articolazione della Repubblica. Questa previsione non esaurisce il compito dello Stato, che anzi deve essere sempre attento a dare la giusta rilevanza a situazioni concrete che meritano tutela rafforzata e maggiore sforzo per la valorizzazione e la promozione, nella convinzione di innalzare il livello culturale delle nostre popolazioni, ma anche di avviare meccanismi positivi di sviluppo locale legato al turismo culturale e ambientale. In questa ottica prende le mosse questo disegno di legge, che intende avviare, con iniziativa di carattere nazionale, la costituzione del Parco archeologico culturale del Tuscolo, per il suo intrinseco valore storico, archeologico, ambientale, monumentale e culturale; ma anche per il livello di attenzione che richiede un sito di tale valore. La città di Tusculum, che la leggenda vuole fondata da Telegono, figlio di Ulisse e della maga Circe, sorse sul promontorio costituito dal limitare della cerchia esterna Tuscolano – Artemisia del vulcano laziale, oggi pertinente amministrativamente ai comuni di Frascati, Grottaferrata, Montecompatri e, in misura maggiore, Monteporzio Catone (in allegato uno schema con il relativo inquadramento territoriale – allegato A). Studi recenti – che la comunità montana dei Castelli romani e prenestini, proprietaria dell'area, ha affidato alla Scuola spagnola di storia e archeologia in Roma – stanno mettendo in evidenza il grande valore scientifico e archeologico del sito e hanno fatto riemergere ingenti opere di terrazzamento e di edificazione risalenti già all'VIII e al VII secolo a. C., segno dell'esistenza di un'urbanizzazione già precedente, risalente con ogni probabilità fin dall'età del bronzo. Il suo nome deriva quasi sicuramente proprio dal periodo di dominazione etrusca, che trasformò il precedente agglomerato spontaneo in un centro cittadino di grande importanza strategica nel cuore del territorio dei latini, di cui Tuscolo guidò la lega, capeggiata da Ottavio Mamilio, genero di Tarquinio il superbo, contro le pretese espansive di Roma. Chiusa la contesa latino-romana con la battaglia del lago Regillo, la storia di Tuscolo si intreccia intimamente con quella di Roma, soprattutto nelle guerre contro gli Equi e i Volsci. La definitiva supremazia di Roma consente ai tuscolani, cittadini del primo municipio con suffragio, di acquisire un ruolo di primaria importanza nella strategia e nella cultura della nascente potenza. Spiccano particolarmente personaggi come Marco Porcio Catone, noto con il titolo di Censore, e il suo discendente detto l'Uticense, come M. Fulvio Nobiliore, protettore del poeta Ennio, il padre della letteratura latina. Con il crescere della potenza di Roma, Tuscolo diventa luogo di amministrazione di un territorio ad eminente vocazione residenziale, a partire dal I secolo a.C. nella fase finale della repubblica e nel periodo imperiale. La città acquisisce in questa fase i suoi monumenti più belli, come il teatro all'interno della cinta urbana, il foro con la basilica e la curia, nonché il santuario extraurbano e l'anfiteatro del I secolo d.C. Tutti i personaggi di primo piano della politica e della cultura di Roma – Silla, Cicerone, Lucullo, Tiberio, Matidia, tanto per citarne alcuni – ebbero la loro dimora a Tuscolo. Vogliamo menzionare, tra tutti, il più famoso: Cicerone amava con particolare predilezione questo sito e si ritirava qui per scrivere le sue opere filosofiche e giuridiche. Una di esse assume il titolo proprio dal nome della città: Tusculanae disputationes . La crisi dell'impero e la sua caduta trasformano ancora il destino di Tuscolo, che diviene luogo di signoria e rocca imprendibile, arbitro delle sorti nelle lotte tra papato e impero. I Conti di Tuscolo assurgono ad un potere eccezionale in tutto il periodo dell'alto medioevo, condizionano l'elezione del Papa o lo fanno eleggere all'interno della propria famiglia. Tuscolo diventa con loro anche sede papale e accoglie le visite di sovrani, come Luigi VII re di Francia, e imperatori, come Federico I Barbarossa. La rocca, che nel periodo romano aveva una vocazione eminentemente monumentale e religiosa, si trasforma così in un maniero imprendibile. Ma il mutare delle condizioni politiche porta i conti di Tuscolo all'isolamento e alla marginalizzazione e Tuscolo, rimasta ormai senza difensori, viene conquistata dalle truppe del comune di Roma il 17 aprile 1191 e rasa al suolo e la popolazione sparsa nei nascenti comuni limitrofi (Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca Priora, Rocca di Papa, Grottaferrata, allora solo sede abbaziale, e Colonna). Di Tuscolo si perde anche la memoria che non scompare tuttavia nelle opere letterarie. Sulle sue pendici, nei secoli XVI e XVII, utilizzando spesso le piattaforme strutturali delle ville di epoca romana, le nobili famiglie romane realizzano splendide ville (in allegato schema di localizzazione in relazione al sito di Tuscolo – allegato B). L'acquisizione da parte di Luciano Bonaparte delle proprietà dell'area di Tuscolo avvia la prima attività di scavo con il rinvenimento di non poche opere, che prendono rapidamente la via dei musei d'Europa. Più organicamente lo scavo archeologico riprende nella metà del secolo XIX, ad opera della regina Maria Cristina di Savoia che affida i lavori all'architetto Canina. Tutti i rinvenimenti dell'epoca sono trasportati a Torino e utilizzati per abbellire e impreziosire il castello di Agliè e fanno mostra di sé, in parte, nella sala Tuscolana. Scavi importanti, questi, perché permisero di individuare il sito e la struttura urbana dell'antica città, ma anche scavi di carattere depredativo, perché tutti i reperti emersi dai lavori hanno preso destinazioni diverse, depauperando il territorio di un'opportunità estremamente significativa. Con l'acquisizione dell'area da parte della comunità montana dei Castelli romani e prenestini, nel 1992, ha avuto corso un nuovo impulso di ricerca archeologica, che è stata affidata alla scuola spagnola di storia e archeologia in Roma, che ogni anno, con la collaborazione scientifica della Soprintendenza competente, conduce una o più campagne di scavo archeologico indirizzato ad un approfondimento scientifico di alta qualità, di cui sono testimonianza le notevoli pubblicazioni che hanno riportato Tuscolo all'attenzione del mondo scientifico internazionale.