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Quell'ordine del giorno per il prossimo decreto impegna la maggioranza ad adottare misure per le imprese ad alta intensità di lavoro, ad affrontare i temi di erogazione del credito alle piccole e medie imprese con proroghe, con moratorie ulteriori e poi ancora interventi sulla Tari, che certamente deve essere sospesa per chi non può pagare una tassa su rifiuti che non ha prodotto per la chiusura delle attività. Ci sono i temi dei lavoratori stagionali, delle fiere, dei minori, della cultura, che comincia ad avere qualcosa, ma non è abbastanza. Voglio anche ricordare la mozione che è stata approvata ieri alla Camera sui temi bancari, come anche l'ABI ha chiesto, perché interventi fondamentali che riguardano la crescita economica, come quello sull'ACE, possono essere rimodulati perché ci si confronti in maniera decisa con l'Europa, con l'EBA e con tutti i soggetti che ci devono aiutare ad avere tempi più lunghi per il rimborso dei prestiti, tassi ragionevoli e un sostegno vero all'economia reale. Guardiamo quindi molto anche al futuro, alle risorse che serviranno per la sicurezza ed anche per un capitolo che è stato trascurato, ovvero il ruolo di Roma Capitale. Anche sulle moratorie, la tesi che abbiamo illustrato e che per il prossimo decreto invitiamo a valutare - vedo il vice ministro Pichetto Fratin - è che, accanto ad erogazioni a fondo perduto, prestiti di lunga durata a basso tasso di interesse aiutino le piccole e medie imprese italiane e che si utilizzi meglio lo scostamento di bilancio. Sono proposte che abbiamo avanzato e che all'interno del Governo e della maggioranza faremo valere anche nei prossimi provvedimenti. Pensiamo ancora alla difesa del 110 per cento. Colleghi, lo diciamo con chiarezza: la legge in discussione sulla rigenerazione urbana è fondamentale e va riscritta (Applausi) , perché deve servire a realizzare innovazioni nelle città, non a musealizzare ciò che invece va rivisto. I musei e i centri storici vanno salvaguardati, i quartieri degradati vanno rigenerati. Stiamo dicendo la nostra e continueremo a dirla anche su quel provvedimento. Ci vogliono poi altri obiettivi che Forza Italia in queste ore ha ribadito: l'obiettivo di una riforma fiscale, semplificazioni, abolizione dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), incentivi a chi investe, la pace fiscale. I nostri Ministri stanno agendo in queste direzioni: il ministro Gelmini, con un dialogo con i territori che ritengo molto migliore di quello del passato; il ministro Brunetta, con l'obiettivo di una riforma della pubblica amministrazione, obiettivo epocale collegato anche al recovery plan ; il ministro Carfagna, con il rilancio della questione Sud che era stata cancellata dall'agenda degli ultimi Governi e che invece deve tornare nel dibattito politico e parlamentare. Vorremmo che questo triplete si realizzi e che il Governo trovi delle risorse. Ci sono infatti poi altre questioni di fondo per finanziare la ripresa. Quando io leggo che in Europa Amazon ha 44 miliardi di entrate e paga zero euro di tasse dico che anche qualche rapper , invece di fare il testimonial di Amazon, potrebbe occuparsi della iniquità fiscale e sociale (Applausi) , che alcuni giganti della Rete e re dello sfruttamento stanno realizzando; sono però troppo in alto per rendersene conto e non parlano con il popolo. Credo quindi che nei mesi futuri ci sia da lavorare anche su questi versanti, tutelando il mondo del lavoro, le aziende, le imprese, ma anche il mondo delle professioni e delle partite IVA. Questo è lo spirito con cui noi partecipiamo - senza essere subalterni a nessuno, ma consapevoli di una fase di emergenza - a questo momento che condividiamo come uno sforzo nazionale, come hanno detto i nostri colleghi che sono intervenuti nel dibattito, che hanno lavorato in Commissione, con la certezza che la svolta di Governo sia stata essenziale per fare rispettare di più l'Italia in Europa, per cominciare a rivedere i meccanismi di quel triplete : più vaccini, più quattrini e più aiuto alla popolazione reale con un'azione efficace e incisiva del Governo. Per tali ragioni voteremo la fiducia al Governo Draghi, esprimendo un voto favole sul provvedimento al nostro esame, per intraprendere un percorso che riporti l'Italia, con le riaperture e con la ripresa, a una stagione di rinascita per tutta la Nazione. (Applausi) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, giunge oggi al termine una vicenda legislativa che è nata in un clima economico e politico completamente diverso, sul quale varrà forse la pena di spendere qualche parola proprio per motivare il voto favorevole che ci accingiamo ad esprimere. Vorrei intanto cominciare ringraziando i colleghi delle Commissioni riunite che mi hanno accompagnato nel percorso di conversione del decreto-legge; un percorso che, con un garbato eufemismo, mi permetto di definire accidentato. In un periodo in cui le regole - le cosiddette regole - che poi sono quelle che a sinistra una volta si sarebbero chiamati i rapporti di forza, si stanno sbriciolando - come da noi più volte auspicato e preconizzato - lasciatemi dedicare un commosso pensiero di solidarietà al Regolamento, che invece spero resti saldo a tutela di tutti, soprattutto a tutela di quel bene prezioso che, se purtroppo è veramente razionato dalla natura, è il nostro tempo. Tempestività non fa rima con frettolosità e nemmeno con arbitrarietà, ma scordiamoci questa esperienza. Il percorso del provvedimento nasce il 15 gennaio scorso, quando il precedente Presidente del Consiglio presentò alle Camere una relazione ai sensi della legge n. 243 del 2012, chiedendo uno scostamento di bilancio da 32 miliardi. Il presupposto dell'intervento era l'introduzione di nuove misure restrittive che erano state prese a dicembre e poi consolidate con il decreto-legge n. 2 del 2021 e con il DPCM del 14 gennaio. La finalità era quella di fornire un ulteriore sostegno alle categorie colpite dalle misure restrittive, che si riteneva sarebbero state relativamente transitorie. Sappiamo poi quali vicissitudini abbiano ritardato la spesa di quelle risorse. La crisi di Governo ha portato a emanare il decreto-legge sostegni solo il 22 marzo scorso; sappiamo anche che le misure restrittive sono proseguite e sono ancora in vigore, con diversi gradi di intensità. La Lega, scegliendo con senso di responsabilità di sostenere questo Esecutivo non di unità ma di salvezza nazionale, è riuscita imprimere a questo provvedimento la sua cifra di buon senso e di concretezza. Se da qualche mese non sentiamo più parlare di codici Ateco, è perché questo provvedimento accoglie, fra le altre, una nostra specifica richiesta più volte espressa in queste Aule (Applausi) . Anche l'innalzamento del tetto di fatturato da 5 a 10 milioni, pur con i limiti che l'arbitrarietà di qualsiasi soglia definita porta con sé, ha contribuito ad allargare la platea dei beneficiari e segue una nostra richiesta.