[pronunce]

Nell'intento di superare la precedente disciplina (regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, recante «Approvazione del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato», e legge 6 dicembre 1971, n. 1034, recante «Istituzione dei tribunali amministrativi regionali»), in vista della «necessità di unificare i ruoli dei magistrati amministrativi [...] anche al fine di uniformare ai principi costituzionali l'assetto organizzativo e lo stesso status giuridico dei nuovi giudici regionali» (come risulta dalla relazione illustrativa al disegno di legge n. 20 del 1979, comunicato alla Presidenza del Senato il 20 giugno 1979), il legislatore ha tenuto conto della diversa provenienza delle componenti del Consiglio di Stato. Per questo motivo ha stabilito una diversa ripartizione fra le componenti delle quote di posti vacanti, come emerge dallo stesso art. 19, e ha operato una diversa valutazione dell'anzianità anche ai fini del conferimento delle qualifiche direttive, tra consiglieri di TAR e consiglieri di Stato (art. 21, quarto comma, della legge n. 186 del 1982, per il conferimento della qualifica di presidente di tribunale amministrativo regionale). Tali diversità - questa Corte ha sostenuto - si basano su presupposti non irragionevoli, data la disomogeneità delle funzioni (sentenza n. 273 del 2011). A fronte di un simile eterogeneo sistema di regole sul reclutamento e sulle carriere dei consiglieri di Stato, il giudice rimettente, nel richiamare la sentenza n. 272 del 2008, non svolge argomenti volti a dimostrare il concreto pregiudizio derivante dalla posposizione nel ruolo, ma si limita a sostenerne, in maniera apodittica, l'autonoma lesività. In questa prospettiva, è carente la motivazione addotta dal collegio rimettente in ordine all'interesse a ricorrere. Deve, pertanto, essere dichiarata inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 19, primo comma, numero 3, della legge n. 186 del 1982.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 19, primo comma, numero 3, della legge 27 aprile 1982, n. 186 (Ordinamento della giurisdizione amministrativa e del personale di segreteria ed ausiliario del Consiglio di stato e dei tribunali amministrativi regionali), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 dicembre 2017. F.to: Paolo GROSSI, Presidente Silvana SCIARRA, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 dicembre 2017. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA