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La dichiarazione di accettazione della candidatura per l’elezione alla carica di membro del Parlamento europeo, senatore o deputato o agli organi elettivi delle regioni da parte di magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari è corredata di una dichiarazione sostitutiva in conformità a quanto previsto dal comma 2. 2. La dichiarazione di accettazione della candidatura per le elezioni, a suffragio universale, agli organi degli enti locali, da parte di magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, è corredata di una dichiarazione sostitutiva attestante l'insussistenza delle condizioni di incandidabilità di cui alla presente legge, resa da ciascun candidato ai sensi dell'articolo 46 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni. Sono comunque fatte salve le violazioni di natura penale. 2. L'accertamento dell'incandidabilità è svolto, in occasione della presentazione delle liste dei candidati ed entro il termine per la loro ammissione, ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235. 3. Identico. Art. 4. Art. 4. ( Status dei magistrati in costanza di mandato o di incarico di governo) ( Status dei magistrati in costanza di mandato o di incarico di governo) 1. L'aspettativa è obbligatoria per l'intero periodo di svolgimento del mandato o dell'incarico di governo sia nazionale che locale e comporta il collocamento fuori ruolo del magistrato. I magistrati in aspettativa conservano il trattamento economico in godimento, senza possibilità di cumulo con l'indennità corrisposta in ragione della carica. È comunque fatta salva la possibilità di optare per la corresponsione della sola indennità di carica. Il periodo trascorso in aspettativa è computato a tutti gli effetti ai fini pensionistici e dell'anzianità di servizio. 1. L'aspettativa è obbligatoria per l'intero periodo di svolgimento del mandato o dell'incarico di governo sia nazionale che regionale o locale e comporta il collocamento fuori ruolo del magistrato , fermo restando quanto disposto dall’articolo 58, secondo comma, del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3 . 2. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituita nel sito internet istituzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, anche attraverso il collegamento ai siti internet istituzionali dei rispettivi organi di autogoverno o di rappresentanza in un’apposita sezione all’uopo dedicata, un’unica banca dati, consultabile pubblicamente, da aggiornare con cadenza semestrale, nella quale è pubblicato l’elenco dei magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari nonché degli avvocati e procuratori dello Stato collocati fuori ruolo in relazione al conferimento degli incarichi anche in posizioni non apicali e semiapicali previsti dall’articolo 1, comma 66, della legge 6 novembre 2012, n. 190. In tale elenco sono indicati per ciascun magistrato, in modo chiaro e leggibile, i seguenti dati: titolarità e durata dell’incarico fuori ruolo attuale ; elenco degli incarichi fuori ruolo precedentemente svolti, riportante, per ciascuno, la durata e la funzione svolta; computo complessivo degli anni trascorsi fuori ruolo nell’intera carriera. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli organi di cui al presente comma conformano i propri siti internet istituzionali alle disposizioni del presente comma, includendovi tutte le informazioni di cui al medesimo comma nonché le informazioni di cui agli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 35. 3. Ai fini dell’attuazione del comma 2 è autorizzata la spesa di 20.000 euro annui a decorrere dall’anno 2017. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorenti variazioni di bilancio. Art. 5. Art. 5. (Ricollocamento dei magistrati candidati e non eletti) (Ricollocamento dei magistrati candidati e non eletti) 1. I magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, candidati e non eletti al Parlamento europeo o al Senato della Repubblica o alla Camera dei deputati, sono ricollocati nel ruolo di provenienza, ma, nei cinque anni successivi alla data delle elezioni, non possono esercitare le funzioni , né essere a qualsiasi titolo assegnati ad un ufficio con competenza ricadente nel territorio della regione compresa , in tutto o in parte, nella circoscrizione elettorale in cui hanno presentato la candidatura. 1. I magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, candidati e non eletti al Parlamento europeo o al Senato della Repubblica o alla Camera dei deputati, sono ricollocati nel ruolo di provenienza, ma, nei due anni successivi alla data delle elezioni, non possono esercitare le funzioni inquirenti né essere a qualsiasi titolo assegnati ad un ufficio con competenza ricadente, in tutto o in parte, nella circoscrizione elettorale in cui hanno presentato la candidatura. 2. I magistrati di cui al comma 1: a) se già in servizio presso i collegi giudicanti della Corte di cassazione, del Consiglio di Stato, della Corte dei conti centrale e della Corte militare d'appello possono essere ricollocati presso l'ufficio di provenienza soltanto alle condizioni di cui al comma 4; b) se già in servizio presso le Procure generali presso gli organi di cui alla lettera a) , nonché presso la Procura nazionale antimafia sono ricollocati presso uno degli organi collegiali di cui alla lettera a) per almeno cinque anni e non possono ricoprire incarichi direttivi o semidirettivi per un periodo di cinque anni. 2. I magistrati di cui al comma 1 , se già in servizio presso gli uffici della Corte di cassazione, del Consiglio di Stato, della Corte dei conti centrale e della Corte militare d'appello , nonché presso le rispettive procure generali, possono essere ricollocati presso l'ufficio di provenienza. I magistrati di cui al comma 1, se già in servizio presso la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, possono essere ricollocati presso la procura generale presso la Corte di cassazione, ove in possesso dei requisiti previsti per l’esercizio delle funzioni di legittimità. 3. I magistrati candidati e non eletti alla carica di presidente della provincia, di sindaco, di consigliere provinciale, comunale o circoscrizionale sono ricollocati nel ruolo di provenienza e non possono esercitare per un periodo di cinque anni le loro funzioni nel distretto di corte di appello con competenza ricadente nel territorio della provincia o del comune per i quali hanno presentato la candidatura. 3.