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7 La forma associata di gestione del corpo della polizia locale, denominato «Corpo di polizia locale dei comuni» seguito dai nomi dei comuni o dal nome geografico della zona, deve prevedere l’istituzione dei seguenti organi: a consiglio dei sindaci, formato dai sindaci o assessori delegati dei comuni associati che deliberano le direttive politiche da assegnare al corpo e gli stanziamenti per il raggiungimento degli scopi prefissati, approvando il bilancio; b presidente del consiglio dei sindaci, che può essere un sindaco o un assessore delegato dei comuni associati, eletto ogni tre anni dal consiglio dei sindaci, con il compito di eseguire le delibere del consiglio dei sindaci e riferire al consiglio medesimo dell'andamento del corpo; c il comandante del corpo, che risponde del proprio operato direttamente al presidente del consiglo dei sindaci. 8 Nel caso di gestione in forma associata del corpo di polizia locale, il consiglio dei sindaci e il suo presidente svolgono altresì, rispettivamente, le funzioni attribuite al consiglio comunale e al sindaco relativamente alla polizia municipale. 9 Si applicano alla forma associata di gestione del corpo di polizia locale le disposizioni previste per le unioni e le associazioni di comuni. 10 I comuni che svolgono le attività di polizia locale nella forma associata di cui al presente articolo ovvero facenti capo alla provincia, destinano come responsabili del distaccamento il responsabile del servizio o il comandante che coordinava in precedenza la loro polizia municipale. 14 (Utilizzazione del volontariato) 1 L'utilizzazione di forme di volontariato, ai fini della presente legge, è ammessa solo nel rispetto dei princìpi e delle finalità fissate dagli articoli 1 e 2 della legge 11 agosto 1991, n. 266, e solo se sono rispettati i termini minimi delle assunzioni nella polizia locale sugli standard essenziali stabiliti obbligatoriamente dalla regione. Tale utilizzazione è volta a realizzare una presenza attiva sul territorio, aggiuntiva e non sostitutiva rispetto a quella ordinariamente garantita dalla polizia locale, con il fine di promuovere l'educazione, il rispetto delle regole della convivenza civile, il dialogo tra le persone, l'integrazione e l'inclusione sociale. 2 I volontari, individuati dalle amministrazioni locali anche sulla base di indicazioni provenienti dalle associazioni di volontariato, possono essere impiegati a condizione che essi: a operino sulla base delle indicazioni del comandante della polizia locale e in maniera subordinata a quest’ultimo o ad altro operatore della polizia locale da esso formalmente incaricato; b non abbiano subito condanna a pena detentiva per delitto non colposo o non siano stati sottoposti a misure di prevenzione, ovvero destituiti o licenziati per giusta causa o giustificato motivo soggettivo da pubblici uffici; c abbiano frequentato, con profitto, uno specifico corso di formazione professionale disciplinato dalla regione; d siano adeguatamente assicurati. 3 I volontari rivestono la qualifica di incaricato di pubblico servizio nel casi previsti dalla legge dello Stato. 4 I comuni e le province possono stipulare convenzioni con le associazioni del volontariato, con sole finalità di supporto organizzativo agli associati che svolgano le attività di cui al presente articolo, a condizione che dette associazioni non prevedano nell'accesso e nei propri fini forme di discriminazione per sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali o sociali. 15 (Istituti di vigilanza privata) 1 Gli istituti di vigilanza privata, fatti salvi i presupposti e i limiti individuati dalla legge dello Stato per l'esercizio della loro attività, possono essere utilizzati dagli enti locali ad integrazione dell'esercizio delle funzioni di polizia locale, e in particolare ai fini della tutela delle persone, a condizione che essi: a svolgano funzioni di mera vigilanza, aggiuntive e non sostitutive a quelle ordinariamente svolte dalla polizia locale, finalizzate unicamente ad attivare gli organi di polizia locale o statale; b operino sulla base delle indicazioni del comandante della polizia locale e in maniera subordinata a quest’ultimo o ad altro operatore della polizia locale da esso formalmente incaricato. 16 (Cooperazione tra Forze di polizia statali e locali) 1 Le Forze di polizia statali e le Forze di polizia locale cooperano, nell'ambito delle rispettive competenze, ai fini della sicurezza della città e del territorio. A tal fine, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 20 della legge 1º aprile 1981, n. 121, il questore competente per territorio, in qualità di autorità di pubblica sicurezza, convoca periodicamente incontri di lavoro con i comandanti delle polizie locali e con i comandanti delle altre Forze di polizia statali. 2 I responsabili delle Forze di polizia statali e delle Forze di polizia locale possono comunque richiedere all'autorità di pubblica sicurezza competente per territorio la convocazione di specifici incontri al fine di coordinare i rispettivi interventi, anche in attuazione degli accordi di cui all'articolo 4. 3 Il coordinamento tra le polizie municipali e provinciali si effettua secondo le disposizioni stabilite dalla legge regionale. 17 (Disciplina del'armamento e delle uniformi degli agenti e ufficiali di polizia locale) 1 Gli agenti, i sottufficiali, gli ufficiali e i comandanti di polizia locale portano senza licenza le armi in dotazione. 2 Con regolamento adottato dal Ministro dell'interno, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa intesa con la Conferenza unificata, ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, si provvede alla modifica del decreto del Ministro dell’interno 4 marzo 1987, n. 145, e sono stabiliti: a i requisiti psico-fisici richiesti per l'affidamento delle armi; b i casi in cui l'abilitazione al porto delle armi è sospesa di diritto; c gli obblighi generali degli enti locali e del personale in ordine alla consegna, alla tenuta e alla custodia delle armi e munizioni; d le tipologie di armi di cui la polizia locale deve essere dotata, anche in relazione alla qualifica attribuita ai sensi degli articoli 9 e 11 della presente legge, prevedendo un modello ed un tipo di pistola, fra quelli iscritti nel catalogo, uguale per il personale maschile e femminile. 3 Gli operatori di polizia locale sono inoltre dotati: a di una sciabola per i soli servizi di guardia d'onore in occasione di feste o funzioni pubbliche; b di un'arma lunga comune da sparo, in particolare per l'esercizio di controllo dell’attività ittico-venatoria; c di ausili tattico-difensivi a basso deterrente visivo; d di un bastone estensibile; e di spray anti-aggressione a base di peperoncino naturale; f di manette; g di giubbotti antitaglio; h di giubbotti antiproiettile; i di cuscini per il trattamento sanitario obbligatorio; l di casco antisommossa; m di altri strumenti atti alla tutela dell'integrità fisica dei lavoratori. 4 Ai fini di cui al presente articolo, si applicano i criteri generali per l'addestramento all'uso delle armi e l'accesso ai poligoni utilizzati dalle Forze di polizia statali.