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Riforma organica della magistratura onoraria e disposizioni in materia di ufficio del giudice di pace. Onorevoli Senatori. -- L'articolo 245 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 (come modificato dall'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228) stabilisce che le disposizioni dell'ordinamento giudiziario che consentono l'utilizzo di giudici onorari di tribunale (g.o.t.) e di vice procuratori onorari (v.p.o.) si applicano fino a quando non sarà attuato il complessivo riordino del ruolo e delle funzioni della magistratura onoraria, e comunque non oltre il 31 dicembre 2013. La necessità di procedere alla revisione delle vigenti disposizioni di ordinamento giudiziario che regolano l'impiego dei magistrati onorari costituisce l'occasione per una più ampia rimeditazione del ruolo e delle funzioni della magistratura onoraria che coinvolga anche la figura del giudice di pace, tenendo conto dell'esperienza maturata in oltre un decennio di attività svolta da questa particolare categoria di magistrati onorari, ai quali è stata attribuita nel corso degli anni una sfera di competenza giurisdizionale sempre più ampia. Il disegno di legge in oggetto persegue pertanto l'obiettivo di attuare una riforma organica della magistratura onoraria, muovendosi lungo tre direttrici fondamentali: 1) predisposizione di uno statuto unico della magistratura onoraria, applicabile ai giudici di pace, ai giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari; 2) rideterminazione del ruolo e delle funzioni dei giudici onorari di tribunale; 3) riorganizzazione dell'ufficio del giudice di pace (attraverso un intervento analogo a quello che nel 1989 ha portato alla trasformazione delle preture mandamentali in sezioni distaccate delle neo costituite preture circondariali). Sotto questo profilo, l'intervento normativo proposto prosegue il percorso di razionalizzazione già avviato dalla legge 18 giugno 2009, n. 69 con riguardo al processo civile, essendo finalizzato a contenere la durata del processo entro il termine di ragionevole durata imposto dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali ratificata ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, attraverso una migliore organizzazione e gestione delle risorse umane e strumentali disponibili. Lo statuto unico della magistratura onoraria Con la previsione di uno statuto unico della magistratura onoraria si introduce una disciplina omogenea dei requisiti per l'accesso alle funzioni giudiziarie onorarie, del reclutamento, della formazione professionale, della durata dell'ufficio, degli illeciti disciplinari. L'intervento normativo proposto mantiene inalterato il tradizionale carattere onorario e temporaneo dell'esercizio delle funzioni di giudice di pace, giudice onorario di tribunale ovvero vice procuratore onorario, nonché la reciproca autonomia delle rispettive funzioni giudiziarie onorarie. Vengono invece rimodulati i criteri per il conferimento di tali funzioni, al fine di incentivare il reclutamento dei migliori tra i giovani laureati in giurisprudenza, a cui nelle more del definitivo inserimento nel mondo lavorativo attraverso il superamento di un concorso pubblico o il consolidamento della propria attività professionale -- lo Stato offre la possibilità di svolgere una preziosa esperienza professionale, previo un adeguato periodo di formazione mirata all'esercizio delle funzioni giudiziarie onorarie. La rideterminazione del ruolo e delle funzioni dei giudici onorari di tribunale L'articolo 43 -bis del vigente ordinamento giudiziario (di cui al regio-decreto 30 gennaio 1941, n. 12) stabilisce che «I giudici onorari di tribunale non possono tenere udienza se non nei casi di impedimento o di mancanza dei giudici ordinari». Ai giudici onorari di tribunale è pertanto assegnata una funzione di mera supplenza del magistrato ordinario impedito (perché ha un concomitante impegno processuale, ovvero si è astenuto o è stato ricusato) o assente (perché trasferito o applicato ad altra sede), e sempre che non sia possibile provvedere alla sua sostituzione mediante ricorso alle tabelle infradistrettuali, ad applicazioni extradistrettuali o all'impiego di magistrati distrettuali. Viene conseguentemente esclusa la possibilità di affidare al magistrato onorario un ruolo autonomo di cause (si veda la delibera del Consiglio superiore della magistratura del 16 luglio 2008 sui criteri di assegnazione degli affari ai giudici onorari di tribunale). Al fine di razionalizzare l'impiego dei giudici onorari di tribunale è opportuno superare la concezione tradizionale del magistrato onorario come mero supplente del magistrato ordinario impedito o assente, individuando alcuni presupposti oggettivi (carico di lavoro che supera la media del carico di lavoro esigibile da ciascun magistrato ordinario; vacanze o assenze di magistrati ordinari in misura superiore ad una certa percentuale dei posti in organico; cause pendenti davanti al tribunale da un tempo che supera la durata ragionevole del processo secondo i parametri enunciati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo) al verificarsi dei quali può essere affidata ai magistrati onorari addetti al tribunale la trattazione di alcuni procedimenti selezionati per legge ratione materiae . Al tal fine è necessario contestualmente rimuovere le incertezze che hanno condizionato in passato l'impiego dei magistrati onorari di tribunale a causa della scarna disciplina contenuta nell'articolo 43 -bis dell'ordinamento giudiziario, rimettendo alla legge il compito di stabilire quali siano le cause (in materia civile e penale) che non possono senz'altro essere affidate alla trattazione del magistrato onorario, perché necessitano di una trattazione da parte di un giudice professionale. Il disegno di legge si compone di tre capi, che contengono -- rispettivamente -- le nuove norme che disciplinano la magistratura onoraria (capo I), le norme in materia di ufficio del giudice di pace (capo II), le norme di coordinamento, transitorie e finali (Capo III). Articolo 1 Definisce l'ambito di applicazione del nuovo statuto della magistratura onoraria, che si applicherà ai giudici di pace, ai giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari, con esclusione delle altre categorie di magistrati onorari previste dalle leggi in materia di ordinamento giudiziario (esperti del tribunale e della sezione di corte di appello per i minorenni; esperti che compongono le sezioni specializzate agrarie ; giudici popolari), per i quali è necessario mantenere in vigore la vigente disciplina in considerazione delle specifiche funzioni da essi esercitate. Articolo 2 In primo luogo vengono stabiliti i requisiti necessari per essere nominati giudice di pace, giudice onorario di tribunale ovvero vice procuratore onorario (tra cui la cittadinanza italiana; un'età compresa tra venticinque e sessanta anni; il conseguimento della laurea in giurisprudenza). In secondo luogo vengono previsti alcuni criteri preferenziali -- incentrati sul possesso di un elevato livello di preparazione giuridica -- ai fini della formazione della graduatoria tra coloro che sono in possesso dei requisiti necessari per la nomina.