[pronunce]

Peraltro, la legge regionale impugnata non riaprirebbe né consentirebbe di riaprire i termini per le domande di condono edilizio, che, là dove presentate, dovrebbero essere comunque rigettate dai comuni interessati. 2.2.- Quanto alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 della legge reg. Abruzzo n. 14 del 2021, la difesa regionale sostiene che i principi di carattere generale, contenuti nella legge n. 394 del 1991, lasciano un margine alla disciplina regionale di dettare le modalità ed i limiti entro i quali il parco, attraverso lo statuto, regola la propria forma organizzativa. Pertanto, nel rispetto dei suddetti principi, la competenza legislativa regionale può legittimamente spingersi fino ad adottare una disciplina di dettaglio sugli organi e sulle regole di funzionamento degli stessi. Dopo aver richiamato la sentenza di questa Corte n. 134 del 2020, la resistente rileva che, nel presente giudizio, la disciplina organizzativa dell'ente parco non è contenuta in una legge regionale di carattere generale quale quella ligure di riordino delle aree protette (dichiarata costituzionalmente illegittima con la sentenza citata), ma in una legge ad hoc, specifica per il parco naturale regionale Sirente Velino e che peraltro tiene conto delle peculiarità e caratteristiche del territorio, anche con riferimento alla situazione attuale di commissariamento. Pertanto, la revisione organizzativa si sarebbe resa necessaria al fine di consentire l'uscita dell'ente parco dal commissariamento e di superare le problematiche che non hanno consentito allo stesso di operare efficacemente per la gestione del relativo territorio. La difesa regionale conclude sottolineando come altre regioni abbiano approvato normative simili a quella qui in esame senza che siano state impugnate dal Governo. 2.3.- Infine, la Regione non replica sulle censure mosse all'art. 8 della legge reg. Abruzzo n. 14 del 2021. 3.- All'udienza, le parti hanno insistito per l'accoglimento delle conclusioni rassegnate nei rispettivi atti.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questioni di legittimità costituzionale degli artt. 2, 3 e 8 della legge reg. Abruzzo n. 14 del 2021, in riferimento, complessivamente, agli artt. 2, 3, 9, secondo comma, 97 e 117, secondo comma, lettere g), h), l), m) ed s), Cost., in relazione: agli artt. 9, commi 8-bis e 9, 22, comma 1, lettere a) e c), 23 e 24, comma 1, della legge n. 394 del 1991; all'art. 6 del d.lgs. n. 152 del 2006; alla direttiva 2009/147/CE; alla direttiva 2001/42/CE; all'art. 6, comma 3, della direttiva 92/43/CEE, come recepito dall'art. 6 del d.P.R. n. 120 del 2003, che ha sostituito l'art. 5 del d.P.R. n. 357 del 1997; agli artt. 135, 140, comma 2, 142, comma 1, lettere c), d), f) e g), 143, commi 1, lettera c), e 9, 145, commi 3 e 5, 167, comma 4, e 181 cod. beni culturali; alla legge n. 47 del 1985; all'art. 32, comma 27, del d.l. n. 269 del 2003, come convertito; agli artt. 55 e 57, commi 1 e 2, cod. proc. pen.; agli articoli da 133 a 141 TULPS e all'art. 254 del regolamento di esecuzione TULPS. 1.1.- La legge reg. Abruzzo n. 14 del 2021 ha novellato una serie di disposizioni della legge reg. Abruzzo n. 42 del 2011. In particolare, per quel che rileva in questa sede: l'art. 2 della prima legge regionale ha sostituito l'art. 2 della seconda; l'art. 3 della prima ha modificato l'art. 3 della seconda; l'art. 8 della prima ha sostituito l'art. 12 della seconda. In merito a quest'ultima disposizione, è necessario precisare che l'impugnato art. 8 si compone di un solo comma; pertanto, la censura rivolta dal Presidente del Consiglio dei ministri ai commi 2 e 3 dell'art. 8 della legge reg. Abruzzo n. 14 del 2021 deve intendersi riferita all'art. 8 della legge reg. Abruzzo n. 14 del 2021, nella parte in cui ha sostituito il comma 2 e introdotto il comma 3 dell'art. 12 della legge reg. Abruzzo n. 42 del 2011. La legge regionale oggetto dell'odierno giudizio reca - come si evince già dal suo titolo - una nuova disciplina del parco naturale regionale Sirente Velino, apportando, tra le altre, due innovazioni di rilievo: per un verso, la riperimetrazione del parco, con riduzione della sua area di circa 6.400 ettari (art. 2); per altro verso, una nuova disciplina degli organi di governo dell'ente parco (art. 3). Su tali due profili si appuntano due dei tre gruppi di censure mosse dal Presidente del Consiglio dei ministri. Il terzo gruppo attiene invece alla qualifica di agente di polizia giudiziaria che la legge impugnata assegna alle guardie del parco (art. 8). 1.2.- Sempre in via preliminare, si impone una breve ricostruzione delle vicende che hanno riguardato il parco naturale regionale Sirente Velino. L'area protetta de qua, oggetto di disciplina da parte della legge impugnata, costituisce, in Abruzzo, l'unico parco regionale, che si colloca accanto ai tre parchi nazionali insistenti sul territorio regionale (il parco d'Abruzzo Lazio e Molise, istituito nel 1923, il parco del Gran Sasso e il parco della Maiella, istituiti entrambi nel 1991). Le prime proposte per l'istituzione del parco naturale regionale Sirente Velino risalgono già alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso. Solo alla fine degli anni Ottanta è stata però approvata la legge della Regione Abruzzo 13 luglio 1989, n. 54 (Istituzione del Parco Naturale Regionale del Sirente-Velino). Nel 1996 il legislatore abruzzese ha approvato la legge della Regione Abruzzo 21 giugno 1996, n. 38 (Legge-quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo per l'Appennino Parco d'Europa). I confini del parco sono stati modificati una prima volta nel 2000 con la legge della Regione Abruzzo 7 marzo 2000, n. 23 (Parco naturale regionale «Sirente-Velino»: adeguamento alla L.R. 21 giugno 1996, n. 38 e revisione dei confini). Infine, il legislatore abruzzese è nuovamente intervenuto sulla disciplina del parco con la legge reg. Abruzzo n. 42 del 2011, sul cui tessuto normativo si innestano le modifiche operate dalla legge regionale oggetto dell'odierno giudizio. Da quanto riferiscono le parti, si apprende che nel 2015 l'ente parco è stato commissariato.