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Sappiamo benissimo che cosa sta facendo questo Governo per provare a trovare risposte in campi che ci hanno visto in sofferenza, ma che oggi possono trovare un percorso differente. Glielo avevamo già ricordato l'altra volta: siamo molto contenti che questo Governo sia stato e continui a essere in prima linea e tra i primi ad aver sollevato la questione del grano bloccato dai russi in Ucraina. Noi siamo in prima linea nell'attesa di quell'intesa in sede ONU, dove si sta lavorando alla risoluzione per sostenere la missione navale. Sappiamo che cosa significa quell'attenzione e il fatto che l'Italia sia attenta a questo deve renderci oltremodo orgogliosi, perché significa guardare oltre anche i nostri confini e la situazione che stiamo vivendo e mantenere lo sguardo anche sul resto del mondo. Stabilità, solidità, affidabilità: presidente Draghi, il suo Governo le sta manifestando in molti ambiti, in questo soprattutto. Con questo voto, vogliamo darle un mandato forte, convinti che la credibilità e la sicurezza internazionale dell'Italia derivino proprio dalla solidità della nostra posizione nello scenario geopolitico. La nostra unica bussola dev'essere l'interesse nazionale e chi, come noi, ha quest'unica bussola come punto di riferimento sicuramente si impegnerà per rafforzare l'azione del suo Governo. Buon lavoro, presidente Draghi. (Applausi) . BERNINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, anche io mi unisco ai ringraziamenti per una gestazione molto - troppo - faticosa e per il senso di responsabilità che deve animare tutti noi in questo momento. Desidero premettere una cosa a nome di tutti i colleghi del Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC. Anche noi, signor Presidente del Consiglio, la sosterremo oggi, così come abbiamo sempre fatto, a partire dal 1° marzo scorso, perché da allora nulla è purtroppo cambiato. (Applausi) . Allo stesso modo nulla è cambiato da quando, con il cosiddetto decreto Ucraina, per ragioni comprensibili sotto il profilo istituzionale e costituzionale (il Governo, non a caso, si chiama Esecutivo), abbiamo dato al Governo il potere di rappresentare il nostro Paese per l'emergenza Ucraina nel Consiglio dell'Unione europea e in tutti i possibili consessi internazionali. (Applausi) . Non credo, presidente Draghi, che le renderemmo un gradito servizio se la costringessimo durante un summit a dire: alt, chiedo scusa, fermi tutti, questa è una decisione troppo importante, devo andare a chiamare il Parlamento della Repubblica italiana. È evidente, signor Presidente, che noi saremo consultati e che, come avvenuto fino ad ora, il Parlamento sarà coinvolto secondo le normative vigenti in questa drammatica emergenza Ucraina. È altrettanto evidente, presidente Draghi, che, come al primo punto della risoluzione approvata il 1° marzo scorso, ciò che noi perseguiamo come obiettivo primario è la pace. (Applausi) . Siamo tutti costruttori di pace, ma siamo pacifisti del fare. Senza la difesa dell'Ucraina, la pace non si raggiungerà mai. Signor Presidente, anche noi usiamo una frase che Papa Francesco, nella prospettiva di guarire un mondo malato, ha utilizzato in piena pandemia: nessuno si salva da solo. (Applausi) . Quale malattia è più mortale della guerra? Una guerra che apre lacerazioni terribili nel cuore delle persone e delle ragioni del mondo; una guerra, come questa, di aggressione e conquista, che ha aperto una ferita nel cuore dell'Europa? Presidente Draghi, lei ci ha descritto, avendola vista con i suoi occhi, la devastazione della guerra. Non facciamo fatica a crederle. Questa è una guerra combattuta sul territorio, ma è anche una guerra mediatica, di informazione e disinformazione (o "disinformatia", che dir si voglia). È una guerra che noi tutti dobbiamo vivere nella piena consapevolezza che - lo ripeto - nessuno si salva da solo. La difesa dei confini dell'Ucraina e gli aiuti umanitari economici e militari corrisposti all'Ucraina sono un atto di altruismo ed egoismo insieme, perché la difesa dei confini di quel Paese è la difesa dei confini dell'Europa e del nostro Paese. (Applausi) . Signor Presidente, il sacrificio è grande. Tutti abbiamo paura della guerra, ma noi non vogliamo fare demagogia facile e spicciola. È ovvio che le persone abbiano paura della guerra e quando c'è bisogno di sopravvivere, perché le bollette sono troppo alte, perché si fa fatica - scusate l'eccesso di demagogia - a mettere insieme il pranzo con la cena, perché le imprese hanno difficoltà a fare i conti con un aumento energetico eccessivo per le loro capacità produttive, è ovvio che la guerra faccia ancora più paura. Ma noi, che dobbiamo ragionare con la testa e non accondiscendere ad una demagogia pericolosa, dobbiamo spiegare che solo contrastando la guerra si può arrivare alla pace, a una pace duratura, a una pace che, come dice lei, sia mutuamente soddisfacente, che soddisfi le istanze dell'Ucraina. Altrimenti non sarebbe pace e non sarebbe una pace vera. Signor Presidente del Consiglio, noi vogliamo darle - ma sul serio - quello che le abbiamo dato fin dall'inizio, cioè un mandato forte e coeso. Lo ripeto, per noi non è cambiato nulla dal 1° marzo. Non mi risulta, purtroppo, che la Russia abbia smesso di bombardare (Applausi) e non mi risulta, purtroppo, che si siano aperti palesi tavoli di negoziato per la pace tra la Russia e l'Ucraina. Anzi, ricordo sue dichiarazioni, signor Presidente del Consiglio, in cui, a fronte di sue sollecitazioni, Putin le rispondeva che non è ancora tempo. Se non è ancora tempo, noi europei e l'Occidente tutto dobbiamo metterci in condizione di difenderci da un'aggressione che - lo ripeto - non è solamente di tipo militare per una definizione di confini tra due regioni del mondo che non ci riguardano. Noi, anche a causa di questa guerra - lo ha ricordato anche lei, presidente Draghi - stiamo entrando nell'emergenza umanitaria e nella crisi alimentare più grande degli ultimi settant'anni (Applausi) , e le siamo grati per essere andato a Kiev a tentare di sbloccare la via del grano. Sappiamo quanto è difficile uscire dalla strategia del terrore che sta mettendo in atto la propaganda bellica russa. È ovvio che il gas e il grano vengono utilizzati come un'arma di guerra, un'arma a cui noi italiani siamo particolarmente sensibili, soprattutto per quanto riguarda il grano e i cereali, perché una drammatica emergenza alimentare in Africa produrrebbe un immediato effetto rebound sui flussi migratori che si ribalterebbero sul nostro Paese (Applausi) . Quindi grazie per averlo capito prima e meglio di altri. A questo proposito, proprio perché pure l'emergenza del gas, l'emergenza energetica e una politica energetica comune europea non sono sole parole vuote, ma hanno anch'esse un percorso, siamo felici che lei sia d'accordo con la linea che Forza Italia ha sempre promosso, e cioè di mettere un tetto al prezzo del gas, un price cap (Applausi) .