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Infatti, le sollecitazioni pervenute da molte categorie per ottenere la proroga con riferimento all'obbligo della fatturazione elettronica per i distributori di carburanti - ricordiamo - sono giunte non solo dalle stesse federazioni della distribuzione di carburante, ma anche dalla Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, dall'Istituto nazionale tributaristi e dall'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dalla Federazione nazionale associazioni agenti e rappresentanti di commercio. Le sollecitazioni erano più che comprensibili, atteso che alla categoria dei distributori di carburante è stato applicato nell'ultima legge di bilancio (con il comma 920 e dintorni dell'articolo 1), una sorta di esperimento, dato che quella categoria è stata proposta sostanzialmente come cavia per la verifica dell'operatività del sistema di fatturazione elettronica, i cui scopi sono ben chiari e condivisibili e sono: la lotta e il contrasto all'evasione dell'IVA e delle altre imposte che gravano sul sistema di distribuzione dei carburanti. È facile comprendere che le sollecitazioni pervenute al Governo e che noi oggi siamo chiamati a valutare si muovono dalla ovvia considerazione che la macchina informatica messa a disposizione dall'Agenzia delle entrate (che pure pare abbia fatto parte del suo dovere) ma soprattutto la strutturazione stessa della rete distributiva... (Brusio) . Presidente, non è che quello che sto dicendo sia di alcuna importanza, ma vorrei chiedere, se è possibile, per me e per chi seguirà negli interventi, se si potesse avere un attimo più silenzio. PRESIDENTE . Ha ragione, senatore Buccarella. Il collega non riesce a svolgere a pieno il suo intervento perché c'è un brusio di fondo decisamente con decibel più alti del normale. Se non siete interessati alle dichiarazioni di voto, nessuno vi obbliga a stare in Aula, potete tornare al momento della votazione. Chi decide di restare in Aula è pregato di ascoltare. Può proseguire, senatore, il tempo perso non le verrà conteggiato. BUCCARELLA (Misto) . La ringrazio, Presidente, mi avvio verso la conclusione. Il dato oggettivo che non possiamo ignorare e che è stato rappresentato è che una parte rilevante del sistema distributivo del carburante è costituito da piccoli chioschi. È facile quindi comprendere che, nel dover approntare la strumentazione tecnica per l'invio telematico per l'adozione di protocolli FTP, come si chiamano in gergo informatico: file transfer protocol (e chi ha confidenza con l'informatica di dieci anni fa sa di cosa stiamo parlando), quella categoria è la più debole, evidentemente, la meno organizzata e abbia potuto lamentare e abbia temuto l'applicazione con sanzioni, dal primo luglio scorso. Il provvedimento appare pertanto del tutto ragionevole nell'adeguare la disciplina della fatturazione elettronica per quella specifica categoria rispetto a tutta la platea che, dal primo giugno 2019, verrà coinvolta in questo nuovo sistema, che noi confidiamo abbia una applicazione generale ed efficiente, sia dal lato della amministrazione pubblica, sia dal lato delle persone fisiche o giuridiche dotate di partite IVA. Pertanto, a nome delle componenti del Gruppo Misto dichiaro il voto favorevole al disegno di legge di conversione in esame. (Applausi dal Gruppo Misto) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, il tema è stato bene espresso anche dai colleghi. Io torno a ribadire che sono rammaricato del fatto che si sia fatto un piccolo passo quando se ne poteva fare uno molto più grande. Certamente, i distributori di carburante ottengono una proroga di sei mesi, ma tutti gli altri, i subappaltatori e le altre realtà che operano con la pubblica amministrazione nel settore dei carburanti, sono penalizzati e, addirittura, come abbiamo visto pochi minuti fa, l'Assemblea non ha approvato nemmeno il tentativo di bloccare le sanzioni. Svolgo comunque, in sede di dichiarazione di voto, una considerazione più generale e parto dall'audizione del ministro Tria, che a queste stesse richieste da noi avanzate ieri in Commissione, ha risposto sostanzialmente appellandosi alla certezza del diritto. Sostanzialmente, ci ha detto: c'è questa necessità di dare a tutte le imprese una certezza, la certezza, appunto, che dal 1° gennaio 2019 bisogna applicare la fatturazione elettronica. Al Ministro e a quest'Assemblea vorrei ricordare che ci sarebbe un'altra certezza che sarebbe importante considerare: la certezza del buon senso. La norma va applicata, certamente, ma la norma deve anche tener conto dei problemi delle categorie che la devono subire. Quindi, come dissi ieri, dei problemi degli anziani, che dovranno scaricare la fattura dell'Enel piuttosto che della luce, dell'acqua e del gas da una piattaforma Internet, perché non arriverà più loro una fattura cartacea, se non a pagamento; i problemi del piccolo artigiano e delle piccole imprese, che saranno costretti a portare tutto sul digitale e, di fatto, saranno costretti a rivolgersi a società, a professionisti, a strutture che, ovviamente, si faranno pagare per fare la doppia fatturazione che si renderà necessaria. A quel punto, infatti, ci sarà l'artigiano che farà la fattura cartacea, il professionista o la società di servizi che la trasformerà in fattura virtuale e, quindi, dopo si dovrà ristampare per la terza volta la fattura elettronica. E tutto questo a beneficio di chi? A beneficio delle software house che prendono da 10 a 30 centesimi a fattura. Quindi, questo è il business che c'è intorno alla fattura elettronica. Allora, posto che comunque in quella direzione si vuole andare, almeno ci si vada con buon senso, come dicevo, e quindi con gradualità. Questa nostra istanza non è tanto e non è solo l'istanza di Fratelli d'Italia, della quale siamo fieri di essere portatori, ma è anche un'istanza che è emersa ascoltando le categorie, da Rete Impresa Italia al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, di cui, purtroppo, quest'Assemblea, o meglio questo Governo, non ne ha preso atto. Mi sembra tanto, dalle parole del ministro Tria, che egli abbia letto troppe volte il Principe di Lampedusa: tutto cambi perché nulla cambi. Questo richiamarsi alla certezza del diritto mi sembra tanto un voler modificare un qualche cosa senza, in realtà, cambiare il senso dell'approccio del Governo ai problemi dei cittadini. Noi vogliamo che l'approccio cambi. Vogliamo che dei problemi dei cittadini, dei problemi delle imprese, dei problemi degli anziani venga tenuto conto. È per questo che Fratelli d'Italia dischiara il voto di astensione sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, questa dichiarazione di voto naturalmente si collega agli interventi svolti in precedenza, sia in Aula, sia in Commissione, ed è una dichiarazione di voto riguardante, nei fatti, il secondo decreto-legge;