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Ne consegue che il pieno riconoscimento del diritto al rispetto del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere, senza che da esso derivi una ingiustificata emarginazione sociale o una lesione della propria libertà, sicurezza e integrità fisica, appare davvero necessaria e non ulteriormente rinviabile. Inoltre, tali forme di intolleranza costituiscono un problema sociale, evidenziando una volta di più l'esigenza di una tutela penale per contrastare le aggressioni fisiche o l'incitamento alla discriminazione o alla violenza a danno di persone che siano o appaiano essere omosessuali o transessuali. La tutela penale va ad affiancarsi agli interventi realizzati, ma tanti restano ancora da realizzare, in altri ambiti, a partire dalla necessità dell'ordinamento di garantire una positiva educazione alla conoscenza e all'incontro con l'altro, a prescindere da differenze personali di qualunque tipo. Nel corso della XVIII legislatura il Parlamento ha tentato, senza raggiungere gli auspicati risultati, di legiferare sulla materia de qua . La dialettica parlamentare si è arenata di fronte ad ostacoli che le diverse visioni politiche dei Gruppi hanno frapposto all'approvazione del testo. Il presente disegno di legge mira a ricomporre la dialettica parlamentare sul tema, avendo eliminato i temi considerati maggiormente divisivi, auspicandone una pronta approvazione. Nello specifico è stato espunto dal testo in esame nella scorsa legislatura l'articolo 1 relativo alle « definizioni ». Non appare, infatti, opportuno normare con legge temi sottoposti alla continua evoluzione giurisprudenziale, legandone quindi l'evoluzione a concetti cristallizzati in via legislativa. L'articolo 1 del presente disegno di legge, invece, novella l'articolo 604- bis del codice penale per aggiungere ad alcune condotte ivi richiamate (propaganda di idee o istigazione alla violenza, o commissione di atti di violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi) i motivi di discriminazione fondati sul sesso, sull'orientamento sessuale sull'identità di genere o sulla disabilità, tra i moventi dei reati annoverati dal citato articolo, al fine di tutelare il rispetto della dignità umana e il principio di uguaglianza sostanziale, mediante la punizione di qualsiasi condotta di istigazione o commissione di discriminazione o violenza. Pertanto, chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione fondati su tali fattispecie è punito con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro. La norma interviene anche sulla disposizione che punisce chi istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza fondati sulle suddette fattispecie punendolo con la reclusione da sei mesi a quattro anni. In fine, interviene sulla disposizione prevista all'articolo 604- ter integrando l'aggravante di discriminazione con i motivi fondati sul sesso, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità. Rispetto al precedente testo esaminato nella scorsa legislatura, si è inteso espungere il riferimento al « genere » in consonanza anche con quanto disposto dalla legge sull'ordinamento penitenziario al fine di addivenire ad un consenso pressoché unanime in Parlamento. Si è convenuto di espungere dal testo anche il riferimento all'articolo 4 del testo esaminato nel corso della XVIII legislatura in quanto foriero di interpretazioni contrastanti. Infatti, il richiamato articolo, rubricato « Pluralismo delle idee e libertà delle scelte » altro non era che il richiamo esplicito all'articolo 21 della Costituzione. L'articolo 2 prevede, nell'ambito della sospensione del procedimento con messa alla prova dell'imputato e ai fini della richiesta della sospensione condizionale della pena, l'ammissione del soggetto ai lavori di pubblica utilità per lo svolgimento, in via prevalente, di attività di ripristino e di ripulitura di luoghi pubblici o ad attività lavorativa in favore di organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, in particolar modo operanti a sostegno delle vittime dei reati sopra menzionati. L'articolo 3, rimasto invariato rispetto al testo della XVIII legislatura, modifica l'articolo 90- quater del codice di procedura penale. In particolare, si prevede che la valutazione della condizione di particolare vulnerabilità della persona offesa sia determinata anche dall'aver subito reati previsti dalle disposizioni dell'articolo 604- bis del codice penale. L'articolo 4 istituisce la Giornata nazionale contro le discriminazioni determinate dall'orientamento omosessuale, bisessuale o dall'identità di genere, nella stessa data in cui tale ricorrenza è celebrata a livello internazionale. Il 17 maggio, infatti, assume un particolare significato simbolico per tutti coloro che combattono le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere, in quanto nel 1990, in tale data, l'Organizzazione mondiale della sanità ha eliminato l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Rispetto al testo esaminato nella scorsa legislatura, è stata espunta la dibattuta questione della promozione in ambito scolastico della citata Giornata. Tale valutazione è stata effettuata non fondandosi su di una questione di inopportunità bensì su una scelta meramente politica al fine di ammorbidire il dibattito e stroncare sul nascere qualsiasi tipo di obiezioni pretestuose sul testo del disegno di legge. L'articolo 5 integra il catalogo delle competenze dell'Ufficio per il contrasto delle discriminazioni della Presidenza del Consiglio (UNAR) al fine di prevenire e contrastare l'insorgere di fenomeni di violenza e discriminazione fondati anche su motivi relativi all'orientamento sessuale e all'identità di genere. L'articolo 6 modifica il cosiddetto « decreto Rilancio » sostituendo la denominazione dei centri contro le discriminazioni motivate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere con il richiamo alle vittime dei reati di cui all'articolo 604- bis commessi per motivi fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere della vittima, ovvero di un reato aggravato per le medesime ragioni ai sensi dell'articolo 604- ter del codice penale. Offrendo quindi una visione onnicomprensiva delle discriminazioni subite dalla persona offesa dal reato. L'articolo 7 demanda all'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) lo svolgimento di indagini sulle discriminazioni, sulla violenza e sulle caratteristiche dei soggetti più esposti al rischio, al fine di verificare l'applicazione della riforma e implementare le politiche di contrasto delle discriminazioni per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, oppure fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere. L'articolo 8 include l'ammissione della persona offesa dai reati summenzionati tra le fattispecie ammesse al patrocinio a spese dello Stato. L'articolo 9 reca la copertura finanziaria del provvedimento.. Art. 1. (Modifiche al codice penale) 1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 604- bis : 1) al primo comma, lettera a) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « oppure fondati sul sesso, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità »;