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Quindi, come istituzioni abbiamo il dovere di garantire l'accesso alle cure e la gratuità delle stesse. (Brusio). PRESIDENTE.Colleghi, per cortesia, non siamo al bar. Va bene, dobbiamo votare il calendario, ma siamo in discussione generale e vi chiedo un minimo di rispetto per chi è iscritto a parlare. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Grazie, signor Presidente. Dicevo che, come istituzioni, abbiamo il dovere di garantire l'accesso alle cure e la gratuità delle stesse a tutti i cittadini, controllando la spesa e l'impiego delle risorse. Ogni singolo centesimo, infatti, deve essere impiegato in modo corretto e questo possiamo farlo solo con un sistema di tracciamento della spesa che garantisca la massima efficacia e responsabilizzazione. Siete davvero convinti che questo sia avvenuto negli ultimi due anni? Se - da un lato - è aumentato il fondo sanitario forse - dall'altro - vanno incrementati i controlli della spesa e degli impieghi. Tra l'altro - non so se ve ne siete accorti - ma, nonostante l'aumento del fondo, le liste delle visite specialistiche si allungano, gli screening non vengono fatti e gli interventi rinviati, con un danno inimmaginabile per chi si trova in condizioni di bisogno. In questa legge di bilancio, per fortuna, sono state approvate delle proposte emendative presentate in modo trasversale da tutte le forze politiche in tema di sanità: voglio ricordare la proposta sulle malattie retiniche, quella sul registro per la sclerosi multipla e molte altre che hanno visto tutte le forze partitiche lavorare nella stessa direzione. Non c'è infatti solo il Covid, ma ci sono tutte le altre patologie - non solo quelle oncologiche - che non si fermano e non è più possibile procrastinare degli interventi di sistema. Tuttavia, si poteva e si doveva fare di più. Servono risposte vere e urgenti. Signor Presidente, le persone che saranno curate in ritardo vedranno compromessa la loro qualità di vita e, se non cambierà l'approccio, i costi sociali ed economici saranno inaccettabili e graveranno tutti sulle future generazioni. Su una manovra da 30 miliardi al Parlamento è stata data la possibilità di incidere per circa 600 milioni, briciole sostanzialmente. Poi c'è stata la tagliola degli emendamenti segnalati, per cui quelli troppo onerosi vanno cassati. Urge dunque una seria riflessione, perché in una Repubblica parlamentare le istanze raccolte dai parlamentari sono quelle degli italiani, mentre negli ultimi anni siamo stati trattati come acefali, chiamati a ratificare decisioni già prese. (Applausi) . Parlando di salute, signor Presidente, voglio soffermarmi su un emendamento che non è stato considerato, né nel decreto fiscale, né nella legge di bilancio, non sicuramente per demerito dei colleghi, ma perché comporta costi. Ad oggi chi è immobilizzato a letto e ha necessità di personale non specialistico per i propri bisogni quotidiani, per bere o mangiare, non può portare in detrazione le relative somme sostenute. Come Lega abbiamo chiesto che, almeno per i soggetti che hanno una disabilità compresa tra l'80 e il 100 per cento, tali somme fossero detraibili, ma devo dire che il deserto dei Tartari forse è più popolato in termini di risposte rispetto a quelle che abbiamo avuto in questa legge di bilancio. È un emendamento che costa, certamente. Ma ditemi, se voi foste bloccati a letto dal collo in giù, che cosa vi aspettereste dalle istituzioni? Sono due anni che è stato approvato un nostro ordine del giorno che impegnava il Governo a risolvere il problema, ma ad oggi si sono dimostrate tutte promesse da marinaio. È stato invece approvato un emendamento da 5 milioni per la sterilizzazione dei cinghiali. Siamo davvero sicuri che la sterilizzazione di questi mammiferi sia una priorità? (Applausi) . E soprattutto, colleghi, se questa è una priorità per il Parlamento, siamo davvero sicuri che, così com'è stata adottata, questa sia la misura più efficace? Altro tema è il reddito di cittadinanza, che è stato finanziato in questa legge di bilancio per 8,4 miliardi complessivi, nonostante le continue truffe giornaliere che riempiono le cronache. Sicuramente è importante aiutare chi soffre, chi è più sfortunato, chi sta attraversando un momento difficile, ma perché non utilizzare quelle risorse per le aziende in crisi e per creare posti di lavoro? (Applausi) . Presidente, sappiamo tutti che trovare un lavoro nel Mezzogiorno è difficile, ma il presidente Draghi in questa Aula ha dichiarato che il 40 per cento delle risorse andrà al Sud. Si parla di 82 miliardi, cui si aggiungono i fondi delle risorse del React-EU, oltre ai 5 miliardi che andranno in buona parte alle politiche del lavoro e all'inclusione sociale. Inoltre, al Mezzogiorno andranno altri 60 miliardi dei fondi strutturali e per lo sviluppo. È una valanga di soldi. Noi come Lega vigileremo affinché tutti vengano utilizzati in modo corretto, perché non si può solo chiedere; è fondamentale utilizzarli bene, perché coloro che dovranno restituirli sono i nostri figli. Presidente, siamo un Governo di unità nazionale. La legge di bilancio rispecchia le diverse sensibilità e come Lega abbiamo avuto un occhio di riguardo per le bollette, l'Irpef, l'IRAP, il superbonus, l'APE sociale, la disabilità, cioè famiglie, partite IVA e aziende, ma per altri interventi siamo davvero lontanissimi. Lo sappiamo che rappresentiamo una spina nel fianco del Parlamento. I nostri emendamenti hanno sempre una strada in salita. Gli uffici ministeriali hanno difficoltà a fare le nostre relazioni tecniche, ma pensate veramente con questi mezzi di fare un dispetto alla Lega? Lo fate ai cittadini italiani e noi, che da sempre li mettiamo al primo posto, continueremo a proporre i temi vicini alle esigenze della gente e decisamente lontani dagli interessi dei palazzi dove tanti di voi si trovano ormai a proprio agio. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quarto. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, le caratteristiche geografiche, geologiche e antropiche del nostro Paese lo rendono particolarmente vulnerabile ai rischi naturali, all'inquinamento delle matrici ambientali, al depauperamento del paesaggio e della biodiversità. Le sole alluvioni ogni anno mietono mediamente una ventina di sacre vite e generano danni per circa due miliardi e mezzo di euro. All'atavico elevato rischio idrogeologico si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico, che rende più intensi e frequenti gli eventi meteo estremi. I terremoti poi sono come una spada di Damocle che statisticamente ogni quattro o cinque anni si abbattono violentemente sui nostri tanti territori a elevata pericolosità sismica e vulnerabilità. Solo negli ultimi tre grandi terremoti (L'Aquila, Emilia e Centro Italia) hanno cessato di battere 628 cuori e ci sono stati 44 miliardi di danni. Si rilevano, inoltre, 620.808 frane, valanghe, erosione costiera, emissioni di gas pericolosi, 158.000 ettari di bosco andati in fumo nell'ultima torrida estate, inquinamento delle acque e dell'aria.