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Al riguardo, giova evidenziare che le norme contenute nel decreto incidono per lo più su materie (protezione civile, governo del territorio, sicurezza del lavoro e dell'economia, eccetera) che nell'attuale quadro costituzionale sono devolute alla competenza concorrente di Stato e regioni (articolo 117, comma 3, della Costituzione); ovvero su una materia, la tutela dell'ambiente e dei beni culturali, che, pur essendo devoluta all'esclusiva potestà statuale (articolo 117, comma 2, lettera s) , della Costituzione), è notoriamente qualificata -- alla stregua della giurisprudenza della Corte costituzionale in materia -- come «trasversale», e quindi destinata a coinvolgere profili e aspetti di competenza regionale. Il coinvolgimento delle regioni interessate dagli interventi di ricostruzione, peraltro, viene assicurato già a livello di governance , con la già ricordata attribuzione ai Presidenti delle stesse della qualifica di vice commissari (articolo 1, comma 5). Sul piano della gestione dell'attività commissariale, poi, l'articolo 3 prevede l'istituzione di appositi uffici speciali con compiti istruttori e di supporto agli enti locali, che di fatto rappresentano anche articolazioni sul territorio della struttura commissariale. L'ufficio in questione, costituito nel pieno rispetto dell'autonomia organizzativa regionale sulla base di un solo modello di convenzione-tipo predisposta dal Commissario, ha un ruolo nevralgico in vari ambiti anche gestionali. In particolare, cura l'istruttoria delle pratiche ed esercita il ruolo di soggetto attuatore, assegnato alle regioni. Strettamente correlata è anche la previsione della obbligatoria presenza al suo interno di uno Sportello unico pe le attività produttive (SUAP), con la consueta finalità di creare sinergia tra ricostruzione e recupero di vitalità economica del territorio. Si riportano, a mero titolo di esempio, le disposizioni che, in vario modo, attestano il coinvolgimento delle Regioni nelle scelte strategiche di competenza del commissario: -- cabina di coordinamento della ricostruzione, con il compito di concordare i contenuti dei provvedimenti da adottare ed assicurarne l'applicazione omogenea in ciascuna regione (articolo 1, comma 5); -- comitato istituzionale, che, nell'ambito di ogni singola regione, coinvolge «a cascata» i Presidenti delle province e i sindaci degli enti territoriali interessati, nelle scelte dei Presidenti delle regioni medesime (articolo 1, comma 6); -- Uffici speciali per la ricostruzione che si occupano, tra le altre cose, delle attività di pianificazione (articolo 3, comma 3); -- Conferenza permanente e Commissioni paritetiche, connotate dalla partecipazione di regioni e comuni interessati, destinate a intervenire in tutte le fasi amministrative di programmazione, gestione ed esecuzione degli interventi (articolo 16). Anche per le attività di erogazione di contributi e provvidenze, sulle quali il Commissario straordinario per evidenti ragioni si è riservato una più stretta vigilanza, è stato contemplato l'apporto essenziale dei vice commissari nella fase di quantificazione e riconoscimento dei contributi per la ricostruzione privata (articolo 12). Nella norma sulla contabilità speciale, di cui all'articolo 4, si prevede espressamente un apposito ambito («apposite contabilità speciali») per ciascun presidente di regione (comma 4). Altra previsione di carattere generale è contenuta all'articolo 4, che istituisce un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, su cui confluiscono le risorse da destinare agli interventi e alle misure disciplinati dal decreto; con lo stesso articolo sono istituite apposite contabilità speciali, intestate al Commissario straordinario ed ai vice commissari, per la gestione delle risorse provenienti dal fondo suindicato (commi 3 e 4). Su tale contabilità speciale è altresì previsto che affluiscano le risorse rivenienti dalle donazioni ricevute attraverso le iniziative di solidarietà attivate dopo il sisma, da utilizzare nel rispetto di appositi protocolli d'intesa, convenzioni o provvedimenti atti a regolare l'utilizzo di siffatte risorse (comma 5); correlativamente, è stabilito che il comitato dei garanti costituito sulla base di tali atti sia integrato con la partecipazione di un rappresentante del Commissario straordinario (comma 6). Viene, infine, precisato il regime fiscale delle donazioni effettuate mediante la campagna dell'SMS solidale, atteso che tale regime è già previsto per le donazioni effettuate mediante versamenti sul conto corrente appositamente istituito dal Dipartimento della protezione civile. Il titolo II costituisce il cuore della disciplina del presente decreto, contenendo in distinte disposizioni le misure per la ricostruzione dei beni danneggiati e le misure per il sostegno e il rilancio delle attività economiche nei territori colpiti dal sisma, oltre alle disposizioni «di chiusura» in materia di tutela dell'ambiente e di trasparenza e legalità. Cominciando dal capo I, dedicato agli interventi di ricostruzione, nell'ambito di esso vanno distinte le norme sulla ricostruzione privata da quelle relative agli interventi su immobili e servizi pubblici danneggiati dal sisma. In particolare, gli articoli da 5 a 10 nonché 12 e 13, riguardano la disciplina degli interventi su immobili privati; gli articoli 14 e 15 riguardano la disciplina degli interventi su immobili pubblici. L'articolo 11, infine, fa da cerniera, perché si occupa della pianificazione urbanistica nei centri storici e nei centri e nuclei urbani e rurali. L'articolo 5 demanda al Commissario straordinario di adottare provvedimenti nei quali, da un lato, dovranno essere individuate le modalità dei diversi interventi di riparazione, di ricostruzione con adeguamento sismico, ma anche di semplice ripristino con miglioramento sismico in relazione all'entità dei danni riscontrati, nonché le tipologie di immobili e i livelli di danneggiamento cui questi afferiscono; dall'altro definiti i parametri per la perimetrazione dei centri e nuclei storici o urbani danneggiati o distrutti su cui intervenire, oltre a quelli per la determinazione del costo degli interventi cui commisurare i contributi (comma 1). Inoltre sono analiticamente elencate le tipologie degli interventi in relazione alle diverse tipologie di beni immobili, mobili e attività produttive che potranno fruire di contributi, ove sia documentata la sussistenza di nesso causale fra la loro distruzione o danneggiamento e gli eventi sismici del 24 agosto 2016 (comma 2); in quest'ultima disposizione è anticipata la scelta di riconoscere un contributo per quanto possibile pari al 100 per cento dei costi sostenuti negli interventi. Come già chiarito, solo nei casi di contributi a non residenti non riconducibili alla finalità di recupero generale del borgo o agglomerato, la percentuale degli stessi si attesta sul 50 per cento, come meglio specificato nell'articolo successivo e con le eccezioni ivi indicate (articolo 6, comma 5). In altre parole, le disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 5 vanno lette in combinato disposto, per avere il quadro chiaro delle scelte effettuate, con quelle di cui al menzionato comma 5 dell'articolo 6.