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Modifiche al codice civile, alle disposizioni per la sua attuazione e al codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, concernenti la determinazione e il risarcimento del danno non patrimoniale. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge è volto a disciplinare il risarcimento del danno non patrimoniale (modificando a tal fine il codice civile, le relative disposizioni di attuazione e il codice delle assicurazioni private nonché introducendo in allegato una serie di tabelle per la determinazione del risarcimento), uniformandone il quadro normativo ed assicurando in tal modo maggiore omogeneità nelle liquidazioni attraverso il recepimento per via legislativa degli orientamenti della Corte di cassazione, che ha introdotto il principio della necessità di applicare su tutto il territorio nazionale un unico criterio di liquidazione, da ritenere equo, costituito dalle cosiddette «tabelle di Milano», con la sentenza della III sezione n. 12408 del 7 giugno 2011. Una proposta che riprende, con minimi aggiustamenti, il testo base approvato, durante la scorsa legislatura, dalla Commissione giustizia della Camera dei deputati in seguito ad un approfondito esame, caratterizzato dalla costituzione di un comitato ristretto e da un'accurata indagine conoscitiva, svoltosi nel corso di un triennio sulla base dell'originaria formulazione della proposta di legge Bonafede atto Camera n. 1063. Testo che aveva raccolto vasti e trasversali consensi da parte di studiosi ed operatori della giustizia per le utili soluzioni che venivano proposte ad annosi problemi interpretativi e giurisprudenziali, e che risultano del tutto disattesi, se non traditi, dal testo licenziato dalla Commissione giustizia (atto Camera n. 1063-A). Operando un rapido excursus giuridico-normativo, ad oggi l'articolo 2059 del codice civile si limita a prevedere che il danno non patrimoniale debba essere risarcito nei soli casi previsti dalla legge. La predetta disposizione non fornisce quindi una precisa definizione del danno in questione con riferimento al rapporto tra il danno biologico – considerato come danno alla salute in senso stretto – e il danno morale ed esistenziale. Tale insufficiente determinazione della definizione del danno non patrimoniale ha di pari passo generato una pluralità di criteri ai fini della quantificazione dello stesso. Pertanto la liquidazione del danno non patrimoniale (che, in quanto equitativo, si presta ontologicamente a interpretazioni difformi) è stata costantemente caratterizzata da una notevole diversità dei criteri di valutazione da parte degli uffici giudiziari sul territorio, con il risultato sia di un'estrema incertezza nell'individuazione di parametri oggettivi di riferimento sia di un'applicazione della legge lesiva della parità di trattamento tra i cittadini. Come ricordato, al fine di contrapporre uniformità di giudizio alle indicate disparità valutative, è intervenuta più volte la Corte di cassazione. Il percorso della giurisprudenza di legittimità, avviato nel 2008, è culminato con la citata sentenza della III sezione n. 12408 del 2011, che ha introdotto il principio della necessità di applicare su tutto il territorio nazionale un unico criterio di liquidazione, da ritenere equo, costituito dalle cosiddette «tabelle di Milano», adottato come tale dalla giurisprudenza della Corte. Concretamente la proposta alternativa, oltre a riformulare la definizione del danno non patrimoniale, determina i criteri di quantificazione del risarcimento e fornisce rilevanza normativa alle «Tabelle di Milano», conseguentemente adeguando le previsioni risarcitorie per RCA contenute nel codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo n. 209 del 2005, segnatamente agli articoli 138 e 139. L'articolo 1 modifica il codice civile disponendo la riscrittura dell'articolo 2059 (danno non patrimoniale) e l'aggiunta dei successivi articoli 2059- bis (risarcimento del danno non patrimoniale derivante da lesione del diritto alla salute) e 2059- ter (risarcimento del danno non patrimoniale derivante da lesione di altri diritti). Il nuovo articolo 2059 sancisce che la risarcibilità si configura quando il fatto illecito abbia leso interessi o valori della persona costituzionalmente tutelati. E che quindi il risarcimento del danno non patrimoniale ha ad oggetto sia la sofferenza morale interiore sia l'alterazione degli aspetti dinamico-relazionali della vita del soggetto leso. Conseguentemente l'articolo 2059- bis dispone che la risarcibilità del danno non patrimoniale – derivante dalla lesione temporanea o permanente all'integrità psicofisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito – sia determinata in base alle tabelle (di Milano) allegate, inserite al successivo articolo 84- bis (si veda l'illustrazione dell'articolo 2) delle disposizioni per l'attuazione del codice civile, e che la sofferenza morale possa essere liquidata – se provata – in una percentuale dello stesso equitativamente determinata dal giudice. Conclusivamente l'articolo 2059- ter precisa che il risarcimento per danni diversi dal diritto alla salute è determinato dal giudice secondo criteri previsti dalla legge o, in mancanza di essi, per via equitativa. L'articolo 2 (alternativo all'articolo 1 del testo licenziato dalla Commissione nella XVII legislatura) introduce il menzionato articolo 84- bis delle disposizioni attuative del codice civile riferite all'articolo 2059- bis e ne indica il risarcimento in base alle «Tabelle di Milano». Al secondo comma, stabilisce direttamente, in caso di morte del danneggiato, un risarcimento del danno non patrimoniale da quest'ultimo subito – per il periodo intercorso tra l'evento lesivo e la morte – quantificato nell'80 per cento di quello indicato nelle tabelle per le lesioni permanenti. Risarcimento (da danno «tanatologico») che si aggiunge a quello cui hanno diritto gli eredi per la perdita del congiunto e separatamente liquidato (si veda l'illustrazione dell'articolo 3). In base al terzo comma del nuovo articolo 84- bis , il giudice può aumentare o diminuire il risarcimento previsto dalle tabelle – apprezzate le condizioni soggettive del danneggiato – quando la menomazione accertata abbia inciso, tra la lesione e la morte, «su specifici aspetti dinamico-relazionali personali» della vittima. Al quarto ed ultimo comma l'articolo 84- bis , a fini di uniformità risarcitoria dei danni non patrimoniali alla salute (articolo 2059- bis) e lesivi di altri diritti (articolo 2059- ter ), prevede che il Ministero della giustizia provveda alla pubblicazione, nel gennaio di ogni anno, delle sentenze in materia emesse nell'anno precedente. L'articolo 3 detta la disciplina del risarcimento del danno non patrimoniale derivante da perdita del rapporto parentale, che dovrà essere determinato in base a una tabella contenuta nell'allegato 2 al disegno di legge. L'allegato riproduce fedelmente l'ammontare dei risarcimenti per la perdita di un congiunto stabiliti dalle tabelle di Milano. Il giudice può altresì ricomprendere nel risarcimento anche altri soggetti conviventi non compresi nella tabella.