[ddlpres]

Tale articolo prevedeva divieti matrimoniali tra cittadini di razza ariana e persone «appartenenti ad altra razza» . La norma, in passato simbolo di discriminazione, può ora divenire simbolo opposto, della fine di essa in un altro, millenario, settore, sancendo il superamento dei pregiudizi prima imperanti. 5) Cognome della moglie e dei figli Il superamento dell'articolo 143- bis del codice civile, per effetto del quale la donna sposata aggiunge al proprio il cognome del marito, pone fine ad una palese violazione del principio di parità dei coniugi nel matrimonio e prende atto del costume sociale, che tale norma ha ormai disapplicato. Il superamento dell'articolo 262 pone fine al privilegio maschile di esclusiva attribuzione del cognome ai figli. In passato l'attribuzione del cognome paterno costituiva una garanzia per la donna e per i figli stessi. Attualmente essa rappresenta una tradizione, non conforme al principio costituzionale di parità. Il sistema disegnato dal progetto di riforma prevede l'attribuzione al figlio dei cognomi di entrambi i genitori ed attribuisce allo stesso il diritto di stabilire quale di essi egli voglia, a sua volta, trasmettere. In caso di mancato esercizio di tale facoltà, l'ufficiale di stato civile è abilitato a procedere a sorteggio. In tal modo, tutti i cittadini nati dal momento dell'entrata in vigore della riforma avranno un doppio cognome e potranno scegliere quale trasmettere. Il sorteggio salvaguardia coloro i quali non vogliano operare tale scelta. Tutti i figli nati dai medesimi coniugi dovranno avere lo stesso doppio cognome. 6) Rapporti tra separazione e divorzio Attualmente chi voglia sciogliere il proprio matrimonio ha l'onere di instaurare due successivi giudizi, l'uno di separazione e l'altro di divorzio, affrontando i relativi costi, sia economici che psicologici. Per il peso di essi molte coppie, pur intenzionate senza alcuna esitazione a chiudere definitivamente il loro rapporto, dopo aver ottenuto la sentenza di separazione non chiedono divorzio, restando in una situazione di «limbo» dal punto di vista giuridico ed assumendo comportamenti divorzili «di fatto». Oltre a ciò, l'esistenza di due normative che si sovrappongono ha costantemente causato problemi interpretativi, nonché successive decisioni, da parte di organi diversi, in relazione alla medesima fattispecie. Tutto ciò può essere evitato sciogliendo il nodo del legame tra i due istituti. Attualmente la separazione è un passaggio obbligatorio per giungere al divorzio. Con la Riforma, essa diviene istituto diverso ed autonomo, utilizzabile per chi voglia meramente separarsi e non divorziare. Coloro i quali, invece vogliano interrompere definitivamente il loro rapporto, non sono obbligati a percorrere i due «gradi» (ognuno di essi con possibile giudizio di appello e cassazione e, quindi, con una moltiplicazione abnorme di cause), ma possono direttamente chiedere il divorzio. Nel nuovo sistema qui proposto, la separazione è disciplinata dall'articolo 154. Il divorzio dagli articoli 143 e seguenti. La barriera, che oggi impedisce di accedere al divorzio se prima non si è percorsa la trafila della separazione e che alcuni vogliono mantenere in piedi per rendere più difficile e gravoso il divorzio e in qualche modo dissuadere coloro che vorrebbero ottenerlo, viene abolita. 7) Mediazione familiare La mediazione familiare è già realtà in altri Paesi europei. In Italia si è cercato di inserirla con la legge n. 54 del 2006 sull'affido condiviso dei figli nella separazione (di cui essa era parte integrante e fondamentale), ma nel corso dei lavori parlamentari è stata quasi totalmente soppressa. La mediazione è invece un elemento indispensabile per passare, in questi delicati procedimenti, dalla logica del conflitto a quella del dialogo e della ricerca di soluzioni condivise. I coniugi che stanno per separarsi non possono utilizzare i medesimi strumenti posti a disposizione di chi deve contendere in una causa ordinaria, ma hanno bisogno di strumenti specifici, che tengano conto dei profili psicologici e della necessità di ricerca di soluzioni concordate. La presente riforma, come avviene in altre materie (es. lavoro) ove è prevista una fase conciliativa che preceda il giudizio vero e proprio oppure (es. giudizi penali) sono previsti meccanismi idonei a ridurre il numero delle procedure che arrivano al giudizio (eterodirettivo) del giudice, prevede, prima del divorzio, il passaggio presso un centro specializzato di mediazione familiare, ove opera un' équipe specializzata. Il disegno di legge prevede altresì la composizione di questi centri, i meccanismi per la loro attivazione e le procedure di spesa. Come è stato detto, svolgere un procedimento di separazione o divorzio senza la mediazione familiare è come operare un paziente senza anestesia: una pratica in passato diffusa, ma in futuro non più accettabile. 8) Assegnazione della casa familiare La presente riforma (con l’articolo 145 del codice civile) propone alcune modifiche al regime di assegnazione della casa familiare in sede di divorzio, ponendo fine sia alla prassi (sostenuta dall'attuale normativa) per la quale i coniugi senza figli, ove vogliano avere disposizioni provvisorie per l'uso della casa familiare, devono instaurare contemporaneamente un'altra causa, al di fuori del giudizio di separazione o divorzio, sia all'impossibilità di assegnare temporaneamente la casa stessa al coniuge più debole, come parte del mantenimento. Viene modificata anche la norma che, volendo punire il genitore che instaura un nuovo rapporto togliendogli la disponibilità della casa, penalizza invece i figli. 9) Modifiche all’affido condiviso Le modifiche alla legge sull'affido condiviso, che ha determinato una vera rivoluzione copernicana affermando il principio di bigenitorialità e realizzando l'interesse del minore di non perdere il rapporto con una delle figure genitoriali e con i nonni, è oggetto, nel progetto di riforma, solo di ritocchi. Viene chiarito il rapporto tra l'articolo 155 e l'articolo 155- bis , ponendo rimedio ad una disarmonia frutto delle ultime affrettate modifiche avvenute al momento dell'approvazione della legge, nonché viene chiarito il concetto di mantenimento diretto del figlio. Altri punti modificati riguardano l'audizione del minore, da compiersi con ogni cautela e con forme di ascolto protetto, le cui modalità vengono specificate. 10) Solidarietà post matrimoniale La solidarietà post matrimoniale, attualmente regolata da leggi speciali, viene inserita nel codice, dove ha pieno titolo per essere regolata, costituendo un principio importante, da considerare corollario della solidarietà familiare e di quella sociale. Per quanto riguarda le quote della pensione di reversibilità, in caso di concorso tra ex coniuge e coniuge superstite, il periodo di convivenza è equiparato al periodo matrimoniale. In tal modo si pone fine all'anomalia, oggi esistente, per effetto della quale l'ex coniuge aggiunge alla propria quota quella del periodo di separazione, anche se, nel corso di esso, il dante causa abbia convissuto con il nuovo partner , poi divenuto coniuge.