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Quando dico queste cose, lo faccio con grande rammarico, signor Presidente, perché ai cittadini viene chiesto spesso di affidarsi a una politica seria, a una politica dibattuta anche duramente. Stiamo parlando di un decreto-legge ristori che dovrebbe fare gli interessi della comunità imprenditoriale e delle famiglie. Ho sentito i relatori che con grande buona fede si sono espressi in quest'Aula, ma comprendo la loro difficoltà. Ringrazio il Sottosegretario, che è qui presente in pianta stabile, ma il Governo è totalmente assente. C'è un rapporto di supponenza nei confronti del Parlamento, che è l'origine del Governo. Invece qui si ragiona completamente alla rovescia, della serie, come dico spesso: siamo un orpello che dà anche un po' fastidio. Tutte queste persone che si alzano e parlano: una noia mortale per il Presidente del Consiglio e per i suoi Ministri. Del resto, quello che dico è provato dai numeri: dei circa 18 miliardi che è la somma dei ristori, il Parlamento si è accapigliato per un tozzo di pane, ossia circa 600 milioni di euro. Due settimane di lavoro, "picchia e mena", nottate intere e dichiarazioni del tipo «abbiamo lavorato», «grande impegno del Parlamento», «abbiamo accolto le vostre proposte». Chiedo scusa ma, di 18 miliardi di euro, 600 milioni sono stati distribuiti in Parlamento. (Applausi). Mi fate quasi non dico pena, perché nessuno mi fa pena, ma provo un po' di pietà anche per gli amici della maggioranza, che hanno da dimostrare anche a chi sta fuori di qui. Dico la verità, signor Presidente, e non per mancarle di rispetto: io parlo più che altro per chi ci guarda, perché qui dentro le parole che ci diciamo cadono nel nulla; ognuno si fa gli affari suoi e tre quarti non ci sono; poi interrompono in maniera garbata. Ho sentito delle sciocchezze, ma sono stato zitto tutta la mattina. Si ragiona in questo modo e voi siete tutti felici e contenti: una cosa meravigliosa. Addirittura ci si preoccupa dell'ostruzionismo e qualcuno ha definito «becera» l'opposizione. Ma almeno fateci dire qualcosa. Voi vi date tutte le mattine delle martellate sulle dita per stare zitti e per non dire cosa pensate realmente di questa maggioranza e di questo Governo; almeno fatelo dire a noi. Forse vi siete dimenticati di cosa sta succedendo fuori. Vi do due numeretti, se vi interessano: il 41,8 per cento delle imprese - è un dato di questa mattina - ha fatto ricorso alla cassa integrazione, che non è che paga qualcun altro: paghiamo noi ovviamente. Il 15 per cento delle imprese a fine anno chiuderà e non riaprirà. Ripeto, il 15 per cento: con 4 milioni di partite IVA, fate voi il conto. Da fine gennaio, quando salterà il blocco dei licenziamenti, ci sarà un milione e mezzo di disoccupati in più, che si vanno a sommare banalmente a quei 15 milioni di disoccupati che già ci sono nel nostro Paese. L'altra notizia è che le imprese che resteranno aperte hanno perso due terzi del fatturato. Per chi non ha mai lavorato un minuto, probabilmente quella che dico è una cosa banale; ma per chi nella vita deve fare i conti con il fine mese, con gli stipendi da pagare e con le responsabilità nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori, mi sembra una cosa seria. Però voi avete fatto veramente un'azione importante: vi siete addirittura spesi per una bella marchetta da 5 milioni per i bus scoperti di qualche amico vostro. Ora io dico che bisogna anche essere bravi. Vi devo fare i complimenti perché andare a scovare 150 autobus sui 25.000 bus turistici e schioccargli una bella fiche da 5 milioni è da applauso, quindi chiedo ai colleghi del Gruppo Forza Italia la cortesia di fare un applauso a voi della maggioranza perché siete stati eccezionali. (Applausi) . E non vi vergognate neanche, probabilmente perché non ve lo avevano detto. Lo ha detto ieri un collega della Lega e ve lo dico io oggi. Però avete recuperato alla grande, infatti ho provato una certa soddisfazione, sulla questione dei 1.000 euro agli stagionali, un bel popolo di persone che ne hanno giusto diritto. Poi abbiamo scoperto che chi ha la Naspi e chi percepisce la disoccupazione, come se fossero persone ricche che girano per il mondo, non ne hanno diritto. Volevo ricordare - l'ho già detto più volte in quest'Aula - che, per quanto riguarda gli stagionali, chi lavorava nove mesi ne ha lavorati quattro, chi ne lavorava quattro ne ha lavorati due e chi ne lavorava due non ha lavorato. Ora, non pensate forse che chi ha lavorato quattro mesi e percepisce un piccolo assegno di disoccupazione abbia risolto il problema dell'anno? Infatti chi lavora quattro mesi a 1.200 euro al mese, percepisce poi la disoccupazione per sessanta giorni. Ricordate la famosa riforma dell'amico che oggi non c'è, che viene ogni tanto, dice due cose, e poi se ne va? Ve la ricordate? Ecco, oggi queste persone muoiono di fame. Pensate di avere fatto un capolavoro? Le persone sono arrabbiate, ed è normale. Ovviamente avrete pensato che tanto ci pensa il reddito di cittadinanza. Ecco, vi do una notizia: questi signori non hanno diritto neanche a quello. Poteva essere un'occasione per cui speravo che si potesse dire che finalmente ce l'avevamo fatta e invece no, non hanno diritto neanche a prendere il reddito di cittadinanza. Ristoranti, bar, hotel, negozi, la questione dei balneari è una vergogna assoluta e il Governo fa finta di nulla. Quando gli parli dei balneari si gira dall'altra parte. (Applausi) . È veramente imbarazzante. Mandate in giro deputati - non parlo di senatori - che vanno alle riunioni delle associazioni di categoria importanti, e alla domanda dell'umile senatore della Repubblica che vi parla, che diceva che Forza Italia avrebbe votato ovviamente per l'abrogazione dell'articolo 49 del codice navigazione e per il riconoscimento della Carta di Nizza, rispondono - essendo del PD - che non possono parlare a nome del proprio Gruppo. Ma allora perché partecipano alle riunioni? Per perdere tempo? (Richiami del Presidente) . In conclusione, non parlo dei codici Ateco perché la questione sarebbe diventata veramente ridicola se non coinvolgesse imprese che non prenderanno un centesimo, nemmeno quelle che hanno preso qualcosa prima. Vorrei dare dei numeri, anche se qualcuno penserà che li abbia dati fino adesso, ma credetemi ho cercato sempre di essere aderente alla realtà. Ho sentito nel dibattito dell'altro giorno, di fronte al Presidente del Consiglio, illustri esponenti della maggioranza che si sono lanciati in avvertimenti al Presidente del Consiglio: «Stai attento, perché io non voterò se non farete ... non brigherò se non dirai ...». Ebbene, vi do una notizia: stamani mi sono fatto aiutare da mia nipote che fa le medie, perché da solo non ci arrivavo, e ho contato fino a 163, che è un bel numero. Sono i numeri che avrebbe un Governo di centrodestra con qualcuno di quelli della maggioranza che probabilmente ha detto: «Perché io farò ...». Noi ci siamo. Siamo pronti.