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Tra l'altro, è paradossale, perché l'Europa loda questo strumento, altre Nazioni lo copiano, lei col suo stesso Governo l'ha copiato come misura di sostegno per gli energivori - per carità, va benissimo -, ma rischia di non essere utilizzabile, perché - lo ripeto - le banche sono sature e quelle pochissime che operano, lo fanno a condizioni che non sono assolutamente tollerabili e sono praticamente monopoliste. Non possiamo permettere questo e non possiamo permettere il blocco delle cessioni del credito, che significa blocco del superbonus 110 e blocco delle stesse misure che ha appena messo in atto; questo sarebbe un danno insopportabile. Oltre a ciò, sul quale la prego vivamente di verificare e poi di agire di conseguenza, non posso non puntualizzare anche il fatto che la misura portata sulle rinnovabili, che ne ha fissato un prezzo politico e che è praticamente retroattiva, ha minato pesantemente la credibilità dell'Italia davanti agli investitori. La credibilità e l'affidabilità - inutile che glielo dica io - sono il fondamento su cui si basa qualsiasi mercato imprenditoriale. Abbiamo quindi sofferto un durissimo colpo anche su questo. Nell'ultimo decreto, lei ha inserito anche le prime disposizioni sugli extraprofitti delle fossili e alcune misure per contrastare le speculazioni. Lodo vivamente l'articolo 7, che dice che ARERA finalmente può andare a leggere i contratti a lungo termine delle società fossili. Ben fatto, assolutamente ben fatto, adesso assolutamente portiamo a termine il progetto concretizzandolo. Signor Presidente del Consiglio, devo anche parlarle, come avranno fatto sicuramente altri, della questione del famigerato indice TTF, il famoso indice di Bruxelles che di fatto determina il costo del gas, che è preda da novembre di forti manovre speculative. Presidente, vogliamo utilizzare questa crisi per bandire finalmente il mercato speculativo dal mondo reale? (Applausi) . Da qualche anno l'Unione europea ha rotto il tabù e parla esplicitamente di finanza sostenibile. Allora ribadisco, visto che lei è un superesperto di questo: vogliamo finalmente impedire, rendere la vita mostruosamente difficile non al mondo reale, ma agli speculatori della finanza virtuale che fanno il prezzo? Non è possibile che la finanza virtuale faccia il prezzo per il mondo reale. Dopodiché, bisogna rendere consapevoli tutti delle soluzioni disponibili; abbiamo tanti strumenti possibili. Sono due anni che sto girando per parlare delle comunità energetiche, che sono uno strumento per ridurre strutturalmente i costi energetici, ma i cittadini non le conoscono, non sanno che possono risparmiare. Le chiedo quindi, presidente Draghi, di attivare una campagna di informazione e di promuovere sui canali della televisione pubblica (Applausi) , con il supporto di ENEA e GSE, questi strumenti soprattutto agli enti pubblici, oltre che a cittadini e imprese, perché abbiamo tanti strumenti ma non li stiamo utilizzando, ed è veramente paradossale. Va fatta un'ultima misura, che era stata tentata sia in legge di bilancio sia nel decreto-legge cosiddetto sostegni- ter , che è un fondo di garanzia dedicati alle comunità energetiche. Abbiamo i 2 miliardi del PNRR, ma quelli sono dedicati solo ai Comuni sotto i 5.000 abitanti. Bisogna mettere a disposizione un fondo di garanzia che non costa molto, perché poi con la leva moltiplica gli investimenti, per tutto il resto del territorio. La prego quindi di considerare un fondo di garanzia per le rinnovabili in generale, a scopo di autoproduzione e autoconsumo, e le comunità energetiche in particolare. L'ultimo sforzo - anche questo lo state portando avanti, ma va proseguito - è quello di velocizzare e snellire le autorizzazioni degli impianti rinnovabili. Abbiamo apprezzato la semplificazione sui tetti, ma siamo convinti che sia necessario intervenire ulteriormente sulle aree industriali, anche sulle aree agricole che circoscrivono le aree industriali, per renderle impiegabili anche per la produzione di energia rinnovabile. Vanno invece circoscritti i poteri soggettivi delle soprintendenze, che devono negare le autorizzazioni solo per ragioni oggettive previste dalle norme. Queste leve ci consentirebbero di attivare immensi capitali. Ora noi acquistiamo gas, carbone, uranio, petrolio e altre fonti da tanti Paesi e ne siamo dipendenti. Solo con le rinnovabili possiamo proteggere i nostri cittadini e le nostre imprese, liberandoli dai rischi del mercato internazionale delle fonti fossili, che - come lei ha detto - sono destinate a non essere più utilizzate in futuro. Parliamo di Ucraina, ma non solo, come ha ricordato anche il collega Cioffi, perché ci sono tante guerre in giro per il mondo. Così facendo toglieremmo proprio il combustibile alle guerre, che molto spesso sono legate al possesso delle fonti energetiche fossili. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garavini. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signora Presidente, signor presidente Draghi, componenti del Governo, onorevoli colleghi, sono 117 i bambini ucraini uccisi fino ad oggi sotto le bombe e non è un numero definitivo, purtroppo, così come sono ancora destinati a crescere i circa 2 milioni di profughi attualmente in fuga dall'Ucraina. Ce lo ha detto ieri il presidente Zelensky, chiedendoci di fare il possibile pur di mettere fine a questa maledetta guerra. È un appello che facciamo nostro, signora Presidente: bisogna dire basta a tutta questa sofferenza, basta alla morte di bambini, di donne e di uomini innocenti. Allora, ogni tentativo di mediazione è benvenuto ed è bene che ce ne siano già alcuni in atto. Noi ci auguriamo che sia soprattutto l'Europa ad attivarsi per la pace e che arrivi un messaggio netto da parte del Consiglio europeo. È per questo, presidente Draghi, che le chiediamo di portare un impulso all'incontro di domani, affinché il Consiglio europeo si prodighi per arrivare ad un immediato cessate il fuoco in Ucraina. È nostro dovere essere al fianco di un popolo che si sta battendo contro un'aggressione ingiustificata, che non è rivolta soltanto contro l'Ucraina, ma contro la democrazia tutta. Ecco perché c'è bisogno di politica, c'è bisogno che l'Unione europea e la NATO indichino una personalità terza che funga da mediatore tra le parti in causa e induca a sospendere le ostilità. Una personalità che sia in grado di indurre la Russia a trattare seriamente, così da poter pervenire ad un accordo, perché non si può tollerare ulteriore spargimento di sangue. Contemporaneamente, è un bene che si acceleri la costruzione di un'Unione europea della difesa. Questo conflitto infernale rende ancora più evidente la necessità che, come Unione europea, ci assumiamo maggiori responsabilità in ambito di sicurezza.