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Qualora emergano contraffazioni o alterazioni, è obbligato a denunciare l'interessato in sede penale e a rifiutare il riconoscimento della cittadinanza italiana. 8. In caso di esito positivo delle verifiche di cui al comma 7, l'ufficio di stato civile, nell'ottica di ridurre al minimo i tempi di conclusione del procedimento, provvede: a) alla consegna diretta della certificazione, fissando un secondo appuntamento entro i tre giorni successivi, con relativo slittamento se il termine cade in un giorno festivo o pre-festivo; b) o, in alternativa, entro sessanta giorni, alla spedizione della certificazione presso la residenza del richiedente, a mezzo posta raccomandata a carico del comune. 9. Con tale certificazione l'interessato, entro i novanta giorni successivi al riconoscimento, deve fare richiesta di iscrizione all'anagrafe degli Italiani residenti all'estero (AIRE) presso la rappresentanza diplomatica italiana di riferimento, come previsto dalla legge 27 ottobre 1988, n. 470, anche al fine di esercitare il diritto di voto. 10. A beneficio del comune presso il quale è instaurato il procedimento è previsto il versamento dei diritti di stato civile pari a 500 euro, da corrispondere: a) quanto ad euro 300 assieme all'invio della richiesta preliminare secondo le modalità indicate dal comune medesimo, a pena di inammissibilità della richiesta; b) quanto ad euro 200, ove compiuta positivamente la fase preliminare, assieme alla presentazione in Italia della richiesta definitiva e della documentazione in originale. 11. Nel caso l'istanza preliminare sia rigettata, i diritti di stato civile di cui al comma 10 non possono essere restituiti. 12. Gli importi derivanti dalla riscossione dei diritti di stato civile sono destinati: a) all'ufficio di stato civile, per un importo pari al 15 per cento dei versamenti corrisposti in fase di richiesta preliminare di cui al comma 10, lettera a) ; b) per le finalità di cui all'articolo 42, primo comma, della legge 8 giugno 1962, n. 604, per un importo pari al 10 dei versamenti corrisposti in fase di richiesta preliminare di cui al comma 10, lettera a) , e per un importo pari al 10 dei versamenti corrisposti nella fase di richiesta definitiva di cui al medesimo comma 10, lettera b) ». 2 1 Alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 1, dopo il comma 1, è inserito il seguente: « 1 -bis. Sono cittadini: a) la donna cittadina italiana per nascita che ha perduto la cittadinanza a seguito di matrimonio con uno straniero contratto prima del 1º gennaio 1948; b) il figlio della donna di cui alla lettera a) , anche se deceduta, e anche se nato prima del 1º gennaio 1948; c) i figli di padri o di madri cittadini italiani, anche se nati prima del 1º gennaio 1948»; b all'articolo 4, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . Lo straniero o l'apolide, del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana»; c l'articolo 13 è sostituito dal seguente: «Art. 13. -- 1 . Chi ha perduto la cittadinanza la riacquista se dichiara di volerla riacquistare. 2 . Non è ammesso il riacquisto della cittadinanza a favore di chi l'abbia perduta in applicazione dell'articolo 3, comma 3, nonché dell'articolo 12, comma 2. 3 . Il riacquisto della cittadinanza non ha effetto se viene inibito con decreto del Ministro dell'interno, per gravi e comprovati motivi e su conforme parere del Consiglio di Stato. Tale inibizione può intervenire entro il termine di un anno dal verificarsi delle condizioni stabilite»; d all'articolo 17, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . Chi ha perduto la cittadinanza in applicazione degli articoli 8 e 12 della legge 13 giugno 1912, n. 555, o per non aver reso l'opzione prevista dall'articolo 5 della legge 21 aprile 1983, n. 123, la riacquista a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente disposizione se effettua una dichiarazione in tale senso». 3 1 Dopo l'articolo 17- ter della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è inserito il seguente: «Art. 17- quater. -- 1. Per ottenere il riconoscimento della cittadinanza ai sensi del comma 1- bis dell'articolo 1, gli aventi diritto presentano una dichiarazione in tale senso al sindaco del comune di residenza o alla competente autorità consolare o, limitatamente ai casi di cui alle lettere b) e c) del medesimo comma 1- bis , al comune di origine dell'ascendente che emigrò all'estero o a un comune della stessa regione ai sensi dell'articolo 7- bis . La dichiarazione è corredata della documentazione prevista da un apposito decreto del Ministro dell'interno, adottato di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale». 2 Il decreto di cui all'articolo 17- quater della legge 5 febbraio 1992, n. 91, come introdotto dal comma 1 del presente articolo, è adottato entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.