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Disposizioni per il recupero e la valorizzazione delle città e dei nuclei di fondazione in Italia. Onorevoli Senatori. – Le «città nuove», sorte in Italia nel periodo storico tra le due guerre mondiali, hanno rappresentato e rappresentano tuttora un esempio di urbanistica e stili architettonici che il mondo intero ci invidia. Esse infatti hanno avuto il raro merito di saper coniugare tradizione e di modernità, sviluppo del territorio e salvaguardia dell'ambiente, in un quadro di organico connubio tra presenza antropica e paesaggio. Le città di fondazione, oggi come allora, possono considerarsi tra le più significative realizzazioni dell'architettura del Novecento. In esse troviamo tutte le declinazioni della ricerca architettonica maturata tra le due guerre mondiali come lo stile Novecento, il Razionalismo italiano, il Futurismo. Ognuna di queste espressioni contribuì a realizzare un sapiente eclettismo dal sapore metafisico che trovò proprio nelle città di fondazione una sintesi unica nel panorama architettonico internazionale, fornendoci un repertorio linguistico capace ancora oggi di essere sia testimonianza storica, sia spunto di riflessione per le nuove ricerche architettoniche e per la formazione nelle accademie di architettura. In questo scenario si riuscirono a coniugare alcune delle più ardite intuizioni di un'intera generazione di giovani e geniali architetti, da Mazzoni a Petrucci, passando per Calza Bini e Piccinato. Ogni edificio fu dimensionato, per forma, contenuto e proporzioni, alla funzione civica che gli era assegnata. Lo stesso genio, la stessa ispirazione, la stessa volontà di intervenire sul territorio trovarono espressione un po’ ovunque, dal Lazio alla Sardegna, dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia, e anche fuori dall'Italia. Basate su un accorto equilibrio fra lucida espressività del volume architettonico e forza simbolica della decorazione, del fregio, dell'affresco interno, le città di nuova costruzione ispirarono lo sforzo congiunto di artisti mirabili, da Cambellotti a Sironi. Non per niente a decine, anzi, a centinaia, docenti e studenti di architettura si recano a Latina e a Sabaudia per ammirare dal vivo, nonostante i danni arrecati dall'irresponsabile abusivismo edilizio degli anni Sessanta e Settanta, questi capolavori dell'architettura italiana. Con il presente disegno di legge si intende pertanto promuovere il recupero e la valorizzazione delle città e dei nuclei di fondazione concepiti con un progetto unitario tra gli anni Venti e Quaranta del XX secolo, ancorché realizzati in epoca successiva. Dal momento che il primo presupposto della conservazione è la conoscenza, si rende necessario intraprendere ogni idonea iniziativa, anche sul piano legislativo, per diffondere questo importante patrimonio storico-artistico italiano. Solo in questo modo, infatti, è possibile recuperare le testimonianze di una delle più pregevoli stagioni dell'architettura e dell'urbanistica e, nello stesso tempo, mantenere l'identità culturale del territorio. In particolare, il disegno di legge – composto di otto articoli – prevede lo stanziamento di fondi per il recupero, la salvaguardia e il restauro dei beni architettonici delle città e dei nuclei di fondazione, nonché del patrimonio edilizio esistente. A ciò si accompagna un riconoscimento per i progetti di sviluppo locale che contribuiscono al rilancio turistico, produttivo ed economico delle aree interessate (articolo 5). L'attività di valorizzazione culturale delle città di fondazione si esplica essenzialmente tramite una serie di attività che vanno dalla realizzazione di studi e di ricerche nel campo urbanistico e architettonico alla promozione di eventi, mostre e convegni, dall'istituzione di laboratori, centri di documentazione o cantieri scuola all'elaborazione di progetti mirati al potenziamento dei servizi culturali già presenti sul territorio (articolo 6). A tale fine sono previste erogazioni a favore di soggetti pubblici e privati. Le città e i nuclei di fondazione – il cui patrimonio è dichiarato di preminente interesse nazionale – sono individuati in un apposito elenco allegato al disegno di legge (tabella A). Tale inventario – arricchito di ulteriori elementi aggiuntivi – è frutto di un lavoro di diverse personalità accademiche e ha trovato un particolare contributo nell'attività svolta dal Centro studi architettura razionalista e in due testi quali «Città di fondazione italiane 1928-1942» e «Metafisica costruita: le città di fondazione degli anni trenta dall'Italia all'Oltremare», la cui mostra venne realizzata con la partecipazione della regione Lazio, la quale ha anche emanato una propria legge in materia. L'articolo 2 individua i centri urbani che possono fregiarsi del titolo di città o di nucleo di fondazione; tra questi, Latina è dichiarata capitale delle città di fondazione italiane (articolo 3). La definizione degli interventi avviene a cura del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che ha il compito di predisporre un apposito piano pluriennale sulla base delle proposte formulate dai comuni d'intesa con le soprintendenze competenti (articoli 4 e 5). L'articolo 7 prevede l'istituzione del Museo delle città e dei nuclei di fondazione, con evidenti finalità di conservazione e di valorizzazione del patrimonio degli stessi. L'articolo 8 infine contiene le disposizioni finanziarie. In conclusione, alla luce di quanto premesso e nel ribadire la grande importanza che le città e i nuclei di fondazione rivestono per il nostro Paese da un punto di vista storico-artistico e culturale, si auspica una rapida approvazione del presente disegno di legge.. 1 (Finalità e oggetto) 1 La Repubblica promuove la conoscenza, il recupero e la valorizzazione del patrimonio architettonico e urbanistico delle città e dei nuclei di fondazione e ne dichiara il preminente interesse nazionale in funzione della grande importanza storico-artistica che essi rivestono per l'Italia, per la sua cultura e per la sua identità. 2 La presente legge, in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione e in conformità alle risoluzioni del Consiglio dell'Unione europea sulla qualità architettonica dell'ambiente urbano e rurale, disciplina gli interventi per la salvaguardia, il recupero e il completamento delle città e dei nuclei di fondazione, nonché le attività relative alla loro valorizzazione culturale e turistica. 3 È disposto altresì l'avvio della procedura necessaria all'inserimento delle città e dei nuclei di fondazione nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO. 2 (Definizione) 1 Ai fini della presente legge, si definiscono e possono fregiarsi del titolo di città di fondazione i centri urbani concepiti con un progetto unitario tra gli anni Venti e Quaranta del XX secolo, ancorché realizzati in epoca successiva, inclusi nella tabella A allegata alla presente legge. 2 Si definiscono nuclei di fondazione i quartieri, i borghi o le frazioni dei centri urbani coevi agli insediamenti di cui al comma 1, sorti anche a seguito di eventi bellici o calamitosi o di trasferimento dell'abitato in altra sede definita, con conseguente progettazione urbanistica unitaria omogenea allo stile architettonico dell'epoca. 3 (Città e nuclei di fondazione) 1 L'elenco delle città e dei nuclei di fondazione è aggiornato ogni anno a cura del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, sulla base delle indicazioni che i comuni sono tenuti a fornire dopo avere censito il proprio territorio.