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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 113 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 12,10. IN SEDE CONSULTIVA ddl 1437 - d.l. 53/2019 Ordine e sicurezza pubblica DDL 1437 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica (Parere alla 1 a Commissione. Esame e rinvio) Il PRESIDENTE relatore, illustra il provvedimento in titolo, già approvato dalla Camera dei deputati, che prevede la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica. Su tale provvedimento la Commissione giustizia è chiamata a rendere parere alla Commissione affari costituzionali. Passando al merito, illustra l'intero decreto-legge, come modificato nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, dando conto, in modo più approfondito, del contenuto delle disposizioni di diretta competenza della nostra Commissione. Più nel dettaglio l'articolo 1, integrando l'articolo 11 del testo unico sull'immigrazione, prevede che il Ministero dell'interno possa limitare o vietare l'ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica, e in caso di violazione della Convenzione di Montego Bay del 1982, ossia in caso di inosservanza delle leggi vigenti in uno Stato in materia di immigrazione; il provvedimento è adottato di concerto con il Ministro della Difesa e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, e ne viene informato il Presidente del Consiglio. L'articolo 2, invece, interviene sull'articolo 12 del testo unico sull'immigrazione, prevedendo che: in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane, al comandante della nave si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di euro da 150 mila a un milione (rispetto al testo vigente del decreto legge la Camera ha inasprito la sanzione, originariamente fissata in una somma da 10 a 50 mila euro); è disposta la responsabilità solidale dell'armatore (si tratta di una modifica apportata dalla Camera, a ben vedere, nel testo vigente del decreto- legge la sanzione è imputata al comandante, all'armatore e al proprietario); è prevista sempre la sanzione accessoria della confisca della nave mediante immediato sequestro cautelare del natante (nel testo vigente del decreto-legge la confisca è limitata alle ipotesi di reiterazione del reato). Nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento sono state introdotte ulteriori modifiche all'articolo 2. In particolare si è previsto che il prefetto possa affidare le navi sequestrate, su richiesta, agli organi di polizia, alle Capitanerie di porto e alla Marina o ad altre amministrazioni per usi istituzionali. Divenuto inoppugnabile il provvedimento di confisca, la nave diventa patrimonio dello Stato e può essere assegnata all'amministrazione che la ha già in uso oppure, su richiesta, può essere affidata a pubbliche amministrazioni, oppure venduta anche per parti separate. Le navi invendute e impiegabili dopo due anni vengono distrutte. I proventi derivanti dalle sanzioni amministrative su richiamate e dalla vendita delle navi confiscate confluiscono in un apposito fondo da istituire nello stato di previsione del Ministero dell'interno per essere utilizzate, su richiesta delle amministrazioni interessate, quale concorso agli oneri di custodia e gestione delle navi assegnate o delle spese di distruzione. L'articolo 3 interviene sull'articolo 51 del codice di procedura penale, relativo alle indagini di competenza della procura distrettuale per estenderne l'applicazione anche alle fattispecie associative realizzate al fine di commettere il reato di favoreggiamento non aggravato dell'immigrazione clandestina. Conseguentemente, sarà inoltre possibile svolgere intercettazioni preventive per l'acquisizione di notizie utili alla prevenzione di tale delitto. Nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento è stato introdotto l'articolo 3- bis , che modifica la disciplina dell'arresto obbligatorio in flagranza di reato, per prevederlo anche nei confronti di chiunque sia colto in flagranza di un delitto di resistenza o violenza contro nave da guerra, in base all'articolo 1100 del codice della navigazione. L'articolo 1100 punisce con la reclusione da 3 a 10 anni il comandante o l'ufficiale della nave che commette atti di resistenza o di violenza contro una nave da guerra nazionale. La stessa disposizione riduce la pena da un terzo alla metà per coloro che sono concorsi nel reato. L'articolo 4, poi, reca la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'implementazione dell'utilizzo delle operazioni di polizia sotto copertura, quale strumento investigativo delle forze di polizia, anche con riferimento al contrasto del delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'articolo 5, nel testo modificato dalla Camera dei deputati, prevede che per i soggiorni non superiori alle ventiquattro ore la comunicazione delle generalità delle persone alloggiate da parte dei gestori di alberghi e strutture ricettive, alle questure debba avvenire, entro 6 ore dall'arrivo. L'articolo 6 interviene sulla legge del 22 maggio 1975, n. 152, la cosiddetta legge Reale, con particolare riguardo al regolare svolgimento delle manifestazioni in luogo pubblico e aperto al pubblico. In particolare, la lettera a) del comma 1 interviene sull'articolo 5 della citata legge, che vieta l'uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo e, in ogni caso, in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico. In particolare, se l'uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona avviene in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico, la pena è inasprita ed è determinata nell'arresto da 2 a 3 anni e nell'ammenda da 2 mila a 6 mila euro. La lettera b) del comma 1 dell'articolo 6 inserisce un nuovo articolo, il 5- bis , ai sensi del quale è punito con la reclusione da 1 a 4 anni chi, nel corso della manifestazione in luogo pubblico o aperto al pubblico, lancia o utilizza illegittimamente, in modo da creare un concreto pericolo per l'incolumità delle persone, razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile o in grado di nebulizzare gas contenenti principi attivi urticanti, ovvero bastoni, mazze, oggetti contundenti o, comunque, atti ad offendere. Nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento è stato aggiunto un ulteriore periodo all'articolo 5- bis , in base al quale, quando il fatto è commesso in modo da creare un concreto pericolo per l'integrità delle cose, la pena è della reclusione da 6 mesi a 2 anni.