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Ci possono sempre essere delle crisi dovute a improvvise calamità naturali o ambientali ma criticità in assenza di situazioni eccezionali rappresentano distorsioni che possono essere previste ed evitate con interventi concertati e condivisi rapidamente dal sistema pubblico e privato. Ci chiedono anche se le criticità non risolte siano imputabili solamente a scelte poste in essere dai Governi o risieda in una certa misura anche ad un mondo agricolo frazionato in una miriade di associazioni, che talvolta dimostrano di non condividere le stesse idee, e anche nei produttori. Cioè mi domando se il sistema dell'agroalimentare abbia anch'esso qualche responsabilità. Se il sistema pubblico può come soggetto decisionale creare quelle condizioni che permettono al sistema privato di poter esprimere le proprie potenzialità, mi chiedo se debba essere il soggetto chiamato sempre a redimere qualsiasi criticità o problema che il privato incontra e che il privato potrebbe risolvere se ben organizzato e strutturato. Talvolta talune criticità si manifestano per mancanza di analisi e valutazione preventiva. Per tale ragione reputo che il Governo dovrebbe chiedere alle associazioni agro alimentari di incoraggiare i loro associati all'uso di nuove tecnologie intelligenti per il clima, compreso i software che consentono un accesso più rapido e più facile ai dati meteorologici più recenti per mitigare i danni alle colture a causa di instabilità climatiche. Si apprezza l'attenzione del Governo sulla questione da noi sollevata della fauna selvatica e sulla necessità di istituire un fondo nazionale che vada a coadiuvare i fondi regionali per riuscire a far fronte agli ingenti danni che taluni animali arrecano all'agricoltura. Danni per condizioni atmosferiche. Con riferimento ai danni causati dal maltempo non sempre le coperture per proteggere l'ortofrutta sono efficaci e spesso le produzioni vengono danneggiate in modo gravissimo. Questo necessita di interventi immediati da parte delle strutture tecniche preposte che devono provvedere alle verifiche tempestivamente in quanto ritardi possono risultare dannosi ai fini della richiesta dello stato di calamità e del risarcimento dei danni. Servono verifiche accurate, rapide e meno burocrazia. Xylella. Con riferimento alla Xylella e al Piano straordinario per la rigenerazione del settore olivicolo della Puglia mi chiedo se sarebbe stato possibile prevedere un reimpianto nelle medesime particelle di almeno un numero pari di ulivi che sono stati riconosciuti resistenti al batterio. Come sappiamo, per il Salento e per tutta la Puglia gli ulivi secolari rappresentano quel territorio e lo caratterizzano. In quei territori colpiti da Xylella, come una nostra collega alla Camera ha ricordato, è come se fosse avvenuto un terremoto, un evento disastroso che ha deturpato la storia, la cultura, la tradizione e l'economia di quei posti. Apprezziamo che il Governo abbia dimostrato interesse verso un ordine del giorno che chiede che in sede di redazione del decreto applicativo dell'articolo 6- bis del provvedimento in esame di valutare l'opportunità di consentire l'accesso ai fondi ivi previsti anche ai frantoi pugliesi che abbiano visto un decremento del fatturato rispetto al valore mediano del corrispondente periodo 2016-2018, a causa della riduzione della produzione generata dal batterio della Xylella. Giovani. Pongo all'Assemblea e al Governo un aspetto di criticità che valuto importante per il futuro dell'agroalimentare e che auspico le Camere ed il Governo affrontino quanto prima, nuovamente, a fronte di ulteriori dati già acquisibili: quella relativa all'occupazione giovanile e il ricambio generazionale, che sono temi fondamentali dell'attuale e anche della futura politica agricola comunitaria e riguardano la formazione di capitale umano, la consulenza e il trasferimento di innovazione. Malgrado l'intenzione di aiutare i giovani, pare vi siano ostacoli che frenano l'ingresso dei giovani nella costruzione di un'impresa agricola: gli elevati prezzi della terra, i costi iniziali di impianto, la forte selettività delle politiche esistenti, una legislazione e burocrazia ancora troppo complessa e lunga come tempistica penso, per il passato, ad esempio ai tempi di emanazione di decreti attuativi). Per sostenere il nostro futuro è da valutare quindi l'opportunità di ampliare, anche attraverso lo strumento dell'indagine conoscitiva, il ventaglio di misure di settore utilizzabili nel pacchetto a favore dei giovani, e di conoscere se le misure e gli incentivi fiscali disponibili risultino realmente efficaci. Molti giovani sono attratti dall'agricoltura, anche come stile di vita: un lavoro certamente impegnativo, ma vicino alla natura, stimolante e con possibilità di essere realmente redditizio. Il mondo agricolo è mutato in questi decenni: i giovani che si avvicinano, o che continuano l'attività di famiglia, lo fanno con forte taglio imprenditoriale, molto spesso con studi superiori universitari in economia e in gestione d'impresa. Molti di loro viaggiano, si confrontano con altre realtà, anche all'estero, fanno rete per creare sinergia con altre imprese o per posizionare i loro prodotti nei supermercati, nei ristoranti, nelle strutture alberghiere. C'è la volontà del giovane di affermare un prodotto di qualità ed un marchio. C'è la volontà di distinguersi e di emergere. E noi dobbiamo ragionare su come poter aiutare i giovani a fare qualche cosa in cui credono e possono fare bene. Dobbiamo agevolare in termini di tassazione perché non possiamo chiedere, e questo vale per tutte le aziende, che ai costi di avviamento, per il personale, per i macchinari, per l'inserimento in un mercato, si sommino prelievi fiscali tali da dissuadere molti giovani a fare impresa in Italia. Infatti, è bene essere chiari: gli interventi sino ad ora fatti dai Governi negli ultimi venti anni per frenare l'esodo verso altri Paesi dove le competenze dei giovani vengono valutate positivamente anche in termini di remunerazione si sono dimostrate totalmente inefficaci. Concludendo, pur riconoscendo che le risorse finanziarie disposte dal Governo non sono poche, rimane il fatto che il Governo si è concentrato unicamente su alcune situazioni mentre permangono delle criticità di fondo per rafforzare il sistema agricolo, ad esempio i costi di produzione che spesso sono superiori al prezzo di vendita, o le considerevoli importazioni di agrumi mentre i nostri rimangono invenduti, o la perdita di quote di mercato dell'olio italiano. L'Italia ha ben 822 prodotti tipici a certificazione di origine garantita da valorizzare, promuovere e commercializzare in maniera adeguata. Permangono le criticità burocratiche per far fronte ai danni causati dal maltempo, che continua ad interessare pesantemente le Regioni del Nord e del Sud. Non vi sono interventi efficaci per sostenere l'acquisto di nuove tecnologie che sono oramai necessarie per migliorare la qualità delle produzioni e la loro salvaguardia da condizioni atmosferiche avverse, incentivi che potrebbero sostenere soprattutto i piccoli imprenditori. E così accade che mentre in alcune aree del Paese la tecnologia è poco e assolutamente non utilizzata da anni in altre aree si usano trattori guidati da Gps, anche senza una guida umana, che permettono di posizionare le piante a distanza regolare, tracciando linee perfettamente regolari che migliorano l'efficienza della coltivazione.