[resaula]

se, alla luce di nuove verifiche, non ritenga opportuno rivalutare le modifiche organizzative del lavoro e degli orari di servizio, per il personale di Polizia penitenziaria della casa reclusione di Orvieto. Atto n. 4-03483 CALANDRINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 9 maggio 2020 è stata diffusa la notizia della liberazione, avvenuta in Somalia, della giovane milanese Silvia Romano, dopo un lungo sequestro durato ben 536 giorni ed avvenuto il 20 novembre 2018 in un minuscolo villaggio kenyota; stando alle ricostruzioni della cronaca, la giovane cooperante, recatasi Kenya, in una località a 80 chilometri da Malindi nella zona di Chakama, per conto di una sconosciuta onlus di Fano (Pesaro Urbino), sarebbe stata rapita e venduta ai jihadisti somali di al-Shabaab, fazione islamica violenta e fanatica che imperversa nel sud della Somalia; sebbene sia da un lato riconosciuta la capacità delle autorità italiane nel gestire con grande efficacia l'operazione sul territorio, è al contempo doveroso porsi degli interrogativi su questa vicenda, che di fatto non è che l'ultimo di una serie di rapimenti di cooperanti in terre straniere, specie africane, con particolare riguardo ai collegamenti di tali crimini con il terrorismo di matrice islamica e ai mutevoli risvolti delle modalità di gestione dei sequestri di persona e delle operazioni di ricerca e liberazione; al riguardo l'interrogante ravvisa l'urgente necessità di avviare una riflessione rigorosa sul mondo della cooperazione italiana all'estero, cosicché tali pur importanti attività possano essere svolte, gestite e organizzate, in futuro, solo da strutture adeguate e certificate, e comunque in un contesto di sicurezza sia per i collaboratori che per i volontari; attualmente infatti è possibile verificare con chiara evidenza, anche da semplice consultazione dei siti web di piccole organizzazioni onlus e organizzazioni non governative dedite al volontariato in Africa, come le stesse procedano al reclutamento di risorse umane mediante generiche richieste di volontari, molto spesso senza particolari competenze, che vengono poi inviati in Africa per non meglio precisati scopi o per portare non definiti aiuti umanitari; in molti di questi casi, i volontari sono generalmente sottoposti ad un breve periodo di formazione prima di partire per viaggi che possono durare settimane o mesi, e, fatta eccezione per grandi e affermate realtà (ad esempio, "Save the Children"), sembrano non essere richieste particolari qualifiche professionali, siano esse di tipo medico, educativo o formativo, ingegneristico o altro: con il risultato che tali organizzazioni sembrano più incoraggiare una sorta di "turismo del volontariato", che non contribuire ad aiutare concretamente la popolazione locale; ad alimentare maggiormente il dibattito sviluppatosi in Italia nelle ore immediatamente successive alla diffusione della notizia della liberazione della giovane Silvia Romano è stata l'ipotesi, rimbalzata sui media e corroborata da fonti accreditate, dell'avvenuto pagamento, da parte dell'Italia, di un riscatto in favore dei jihadisti somali di al-Shabaab: tale circostanza, chiaramente, non ha mancato di generare un'ondata di preoccupate reazioni, sia in seno all'opinione pubblica nazionale che sul piano delle relazioni, sia a livello europeo che in seno alla comunità internazionale; al riguardo, appaiono rilevanti le dichiarazioni dell'Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Unione europea, Joseph Borrell, che ha affermato chiaramente, in videoconferenza da Bruxelles, che il presunto pagamento del riscatto da parte delle autorità italiane per la venticinquenne milanese rappresenta un "enorme problema per l'Europa intera", mentre analoga irritazione è trapelata sul versante dei rapporti con gli Stati Uniti; l'interrogante condivide le preoccupazioni degli alleati euroatlantici dell'Italia in Europa e negli Stati Uniti, che ravvisano nelle operazioni concluse con pagamento di riscatto gravi rischi, tali da compromettere le operazioni di contrasto al terrorismo internazionale, rivelandosi tali pagamenti suscettibili e idonei a rafforzare le capacità finanziarie ed accrescere le risorse materiali dei gruppi terroristici, incentivando inoltre le bande armate a perseverare nelle operazioni di sequestro di altri occidentali in Africa e nelle zone in cui si svolgono le diverse forme e operazioni di cooperazione internazionale; non si può infine trascurare che il rischio di rapimento, a fronte di un simile precedente, è particolarmente reale (e oggi maggiore) e tende ad accrescersi in misura progressivamente più estesa per gli italiani in Africa, come per ogni Governo che ha la reputazione di essere pronto a pagare chiunque per liberare i propri concittadini, si chiede di sapere se e con quali modalità il Ministro in indirizzo intenda intraprendere azioni concrete, anche di proposta legislativa, sul mondo della cooperazione in Italia, tali da far sì che in futuro le attività svolte in questo contesto possano essere svolte solamente da strutture adeguate e certificate, senza mettere in pericolo chi lavora o presta opera di volontariato per le stesse, al fine di evitare il ripetersi di nuovi casi di rapimenti di cooperanti che possano poi concludersi con pagamenti di riscatti, che finiscono per finanziare bande armate e organizzazioni terroristiche. Atto n. 4-03484 LA PIETRA BALBONI CALANDRINI FAZZOLARI IANNONE MAFFONI PETRENGA RAUTI RUSPANDINI URSO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: la difficile fase emergenziale conseguente all'emergenza sanitaria da COVID-19 ha determinato, tra i tanti blocchi e interruzioni, anche la sospensione delle corse ippiche, sia di galoppo che di trotto, su tutto il territorio nazionale; poiché i cavalli necessitano di irrinunciabili cure quotidiane, negli ippodromi e centri di allenamento le attività di preparazione dei cavalli e le attività di mantenimento e cura stanno continuando regolarmente, pur assicurando la sanificazione degli ambienti e in ottemperanza di tutte le prescrizioni in ambito di sicurezza degli operatori; l'attuale stato di blocco e sospensione dello svolgimento delle corse ippiche ha prodotto il totale azzeramento dei ricavi e messo in grave crisi l'intero indotto, che già versava in una grave situazione di incertezza e di difficoltà; il comparto ippico nella sua filiera comprende e coinvolge migliaia di operatori, le cui attività oggi sono seriamente a rischio di sopravvivenza e senza più alcuna possibilità o prospettiva di ripresa, con una conseguente ricaduta negativa sulle condizioni economiche delle attività sportive, ludiche e di intrattenimento a livello nazionale; allargando il campo d'osservazione all'Europa è possibile constatare come, nel medesimo settore, attualmente non vi sia un'uniformità di approccio, mentre è invece possibile verificare come altri Paesi (come Francia, Germania, Svezia ed altri) sono già in piena attività con programmazione e date certe per la ripartenza; è auspicabile una ripartenza delle attività che avvenga in tempi brevi, in modo da organizzare al meglio gli ippodromi e gli operatori, dando un indirizzo chiaro a tutta la filiera, dimostrando, una volta tanto, alle istituzioni europee (con particolare riguardo a Unione europea del trotto e Comitato Pattern) che le istituzioni italiane si applicano con il dovuto impegno ed interesse alla sopravvivenza del settore ippico;