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3 Il personale delle pubbliche amministrazioni, assegnato agli uffici che svolgono attività di vigilanza, non può prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale, attività di consulenza. 4 L'importo delle somme che l'ASL, in qualità di organo di vigilanza, ammette a pagare in sede amministrativa ai sensi dell'articolo 21, comma 2, primo periodo, del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, integra l'apposito capitolo regionale per finanziare l'attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolta dai dipartimenti di prevenzione delle ASL e gli insegnamenti universitari in materia di salute e sicurezza sul lavoro, tra i quali medicina del lavoro. II OBBLIGHI E MODALITÀ DI ADEMPIMENTO 6 (Disposizioni generali) 1 Il datore di lavoro deve garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle altre persone legittimamente presenti sul luogo di lavoro in tutti gli aspetti connessi con il lavoro. 2 Qualora un datore di lavoro, ai fini della prevenzione, ricorra a competenze esterne all'impresa, egli non è per questo liberato dalle proprie responsabilità in materia, fatte salve le responsabilità dei professionisti di cui si è avvalso. 3 Gli obblighi dei lavoratori in materia di salute e sicurezza durante il lavoro non intaccano il principio della responsabilità del datore di lavoro, fatto salvo quanto previsto dai commi da 4 a 7. 4 La responsabilità penale e civile del datore di lavoro è esclusa nel caso in cui siano intervenuti fatti dovuti a circostanze a lui estranee, eccezionali e imprevedibili, o a eventi eccezionali, le cui conseguenze sarebbero state comunque inevitabili, nonostante il datore di lavoro si sia comportato in modo diligente. 5 Il datore di lavoro è tenuto altresì a vigilare in ordine all'adempimento degli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro da parte dei propri lavoratori. Tale vigilanza si esplica attraverso un’articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, la valutazione, la gestione e il controllo del rischio, per mezzo dei dirigenti e dei preposti e attraverso idonee procedure, ivi comprese quelle disciplinari. 6 La responsabilità penale del datore di lavoro è esclusa in caso di infortunio occorso a seguito di grave negligenza del dirigente, del preposto o del lavoratore, ove sia dimostrato il diligente comportamento del datore di lavoro, consistente nell’adozione ed efficace attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge e di cui alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro. 7 Le posizioni di garanzia del datore di lavoro, del dirigente e del preposto gravano su chiunque, indipendentemente dall'investitura formale, eserciti di fatto le corrispondenti funzioni nell'ambito dell'organizzazione aziendale. 7 (Adempimento e certificazione degli obblighi di salute e sicurezza) 1 Il datore di lavoro adempie ai propri obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro adottando e efficacemente attuando le migliori soluzioni tecniche e organizzative disponibili, contenute nelle pertinenti «norme tecniche», «linee guida» o «buone prassi» o nelle indicazioni delle associazioni professionali competenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, purché validate dalla Commissione nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro. L'adempimento di cui al primo periodo si considera ottemperato in caso di adozione ed efficace attuazione di un modello di organizzazione e gestione della salute e sicurezza sul lavoro. 2 Per un periodo di tre anni successivo alla data di entrata in vigore della presente legge il datore di lavoro può dimostrare, in tutto o in parte, di avere adempiuto ai propri obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro attuando le disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e ai relativi provvedimenti di attuazione. 3 Il datore di lavoro può chiedere a un medico del lavoro o a un professionista competente in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in possesso dei requisiti di cui al comma 5, di certificare l'avvenuta effettuazione della valutazione dei rischi e l'efficace attuazione delle misure di prevenzione e protezione da essa previste. 4 Il datore di lavoro può chiedere a un medico del lavoro iscritto nell'elenco nazionale, in relazione alle materie di competenza del medesimo, o a un professionista competente in materia di sicurezza del lavoro, in possesso del requisiti di cui al comma 5, di certificare l'adozione e l'efficace attuazione di ciascuno degli obblighi previsti dalla presente legge. La certificazione è resa dai soggetti di cui al precedente periodo unicamente in relazione alle materie di rispettiva competenza ed ha efficacia limitata esclusivamente agli obblighi in ordine ai quali viene prodotta. La certificazione rilasciata, in relazione agli aspetti relativi alla tutela della salute negli ambienti di lavoro, da persona non in possesso dei requisiti per lo svolgimento delle funzioni di medico del lavoro o da un professionista competente in materia di salute e sicurezza non inscritto all’elenco di cui al comma 5 è inefficace. È altresì inefficace in ogni caso la certificazione resa da un certificatore che non disponga di specifica e comprovata esperienza e competenza, ai sensi del comma 5, in ordine agli obblighi per i qual ila certificazione è rilasciata. 5 Sono abilitati al rilascio delle certificazioni di cui ai commi 1 e 2 unicamente gli iscritti all'elenco nazionale dei professionisti competenti in materia di sicurezza del lavoro, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. L'elenco nazionale è composto da sezioni riservate ai medici del lavoro e ad altri professionisti appartenenti ad ordini professionali e da sezioni riservate ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione e ad altri professionisti non appartenenti ad ordini professionali. I criteri per l'iscrizione all'elenco, che devono comprendere il possesso di adeguata esperienza professionale, per un periodo non inferiore a tre anni, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, e per il mantenimento dell'iscrizione sono definiti con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 6 All’elenco di cui al comma 5 possono essere iscritti i possessori di laurea magistrale nelle classi di Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione (LM/SNT4) e di Ingegneria della sicurezza (LM26). Possono inoltre chiedere di essere iscritti nell'elenco nazionale dei professionisti competenti in materia di sicurezza del lavoro, ove il loro curriculum dimostri un’adeguata esperienza nel campo della sicurezza del lavoro, i possessori di una laurea magistrale nelle seguenti classi o di titolo ad essa equivalente: a LM-17: lauree magistrali in Fisica; b LM-22: lauree magistrali in Ingegneria chimica; c LM-23: lauree magistrali in Ingegneria civile; d LM-28: lauree magistrali in Ingegneria elettrica; e LM-30: lauree magistrali in Ingegneria energetica e nucleare; f LM-33: lauree magistrali in Ingegneria meccanica; g LM-54: lauree magistrali in Scienze chimiche; h LM-71: lauree magistrali in Scienze e tecnologie della chimica industriale.