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4 Sono abilitati all'esercizio delle funzioni di GSU, senza necessità di ulteriori percorsi formativi: a i possessori di un diploma di laurea in scienze agrarie o forestali, in medicina veterinaria, in scienza delle produzioni animali o in scienza delle tecnologie alimentari, ovvero di un diploma universitario nelle stesse aree; b i possessori di un diploma di istituto tecnico agrario o professionale con indirizzo agrario; c gli imprenditori agricoli professionali, di cui al decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99. 5 I comuni, qualora il numero dei GSU non sia sufficiente a coprire il fabbisogno del territorio, possono istituire corsi di formazione, anche di concerto con le associazioni di categoria degli agricoltori o con la regione competente per territorio. 6 Il comune redige un elenco dei GSU, che pubblica nel proprio sito internet istituzionale e che aggiorna ogni anno. 7 Il comune esegue una mappatura delle aree nelle quali è utilizzato il compostaggio e la mette a disposizione del pubblico tramite il proprio sito internet istituzionale. 12 (Finanziamento delle operazioni di compostaggio) 1 Le regioni, all'atto della stesura o della prima revisione utile dei piani di prevenzione dei rifiuti di cui all'articolo 199, comma 3, lettera r), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, provvedono ad adeguarsi a quanto disposto dalla presente legge e stanziano le risorse necessarie, eventualmente ricorrendo anche a fondi dell'Unione europea. 2 I comuni e gli enti locali possono destinare risorse per il finanziamento delle attività di prevenzione, anche attingendo a fondi dell'Unione europea e, in particolare, ai fondi stanziati per il Programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020. 3 I comuni e gli enti locali possono destinare al finanziamento delle operazioni di compostaggio di cui alla presente legge i risparmi derivanti dai minori costi sostenuti per la gestione dei rifiuti organici. 13 (Gestione dei rifiuti derivanti dalle attività di compostaggio) 1 I sottoprodotti organici suscettibili di produrre percolato sono stoccati in un'area coperta, munita di adeguate canalizzazioni per il convogliamento in una vasca dalla quale, con le modalità stabilite dall'articolo 7, comma 2, sono prelevati dei campioni e sono analizzati per disporne l'utilizzo ovvero il trasferimento al gestore dei rifiuti urbani competente per territorio. 2 Il rifiuto eventualmente prodotto dall'attività di compostaggio è classificato come rifiuto urbano ed è trasferito al gestore dei rifiuti urbani competente per territorio. 14 (Gestione dei rifiuti e dei conferimenti impropri) 1 Nel caso in cui i sottoprodotti contengano rifiuti di natura separabile e non pericolosa, tali rifiuti sono separati e consegnati al gestore dei rifiuti urbani competente per territorio. 2 Il GSU segnala la presenza dei rifiuti all'utente intestatario del contenitore adibito alla raccolta dei sottoprodotti organici. In caso di reiterazione dei conferimenti impropri, il GSU commina le sanzioni di cui all'articolo 15. 3 Nel caso in cui in un contenitore adibito alla raccolta dei sottoprodotti organici vi siano rifiuti di natura non separabile o pericolosa, in via precauzionale l'intero contenuto è avviato al gestore dei rifiuti urbani competente per territorio, ovvero restituito all'utente che lo trasferisce al citato gestore dei rifiuti. 4 Il GSU può disporre, in via alternativa o aggiuntiva, l'analisi di un campione o dell'intero contenuto non conforme, al fine di valutare la percentuale d'impurità. 5 Nel caso i rifiuti non siano immediatamente identificabili o separabili, ma risultino da successive ispezioni o analisi chimico-fisiche, il GSU valuta l'eventuale impatto ambientale e dispone, certificandolo, l'utilizzo come compostaggio ovvero il trasferimento al gestore dei rifiuti urbani competente per territorio. 15 (Sanzioni) 1 Il comune che non provvede ai controlli di cui all'articolo 11 è soggetto a una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 1.000 euro per la prima infrazione e pari a 5.000 euro per le successive. 2 L'effettuazione da parte del GSU in modo improprio del compostaggio domestico o, comunque, difforme dalle modalità o dalle condizioni stabilite dalla presente legge comporta l'applicazione, da parte del comune competente per territorio, al GSU di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 300 euro per la prima infrazione e pari a 600 euro per le successive e fino alla decima, oltre alla cessazione del diritto di riduzione a partire dall'anno di accertamento dell'infrazione stessa, ferme restando eventuali ulteriori sanzioni previste per altre violazioni al regolamento per l'applicazione della tassa sui rifiuti. All'undicesima infrazione il comune dispone la revoca della licenza e la sua tempestiva riassegnazione a un altro soggetto iscritto nell'elenco dei GSU di cui all'articolo 11, comma 6. Le contestazioni emerse da accertamenti e controlli sono notificate mediante consegna di copia del verbale al GSU interessato il quale può, nei quindici giorni successivi alla notifica, ricorrere contro la contestazione presentando le proprie motivazioni scritte al comune. In caso di mancato ricorso la sanzione è automaticamente comminata. 3 I primi due conferimenti impropri a carico della medesima utenza comportano la segnalazione ai sensi dell'articolo 14, comma 2. A partire dal terzo conferimento improprio a carico della medesima utenza, il GSU applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 30 euro a 150 euro. 4 Gli importi delle sanzioni di cui al presente articolo sono versati al comune competente per territorio, che li utilizza per lo svolgimento dei compiti di cui all'articolo 5. 5 Nel caso di accertata miscelazione di fanghi o digestato con compostaggio ovvero di accertato spandimento di fanghi o digestato nelle aree destinate al compostaggio, è disposta la revoca immediata dell'autorizzazione al GSU, fatte salve ulteriori sanzioni derivanti dall'eventuale gestione illecita di rifiuti. 16 (Norme transitorie e finali) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni provvedono ad adottare un regolamento con il quale è disciplinato il passaggio, entro un anno, al nuovo regime di gestione dei sottoprodotti organici ai sensi della medesima legge. Qualora i comuni siano già provvisti di un regolamento sui sottoprodotti organici, essi provvedono al suo adeguamento nei termini di cui al periodo precedente. 2 Nel caso non sia già previsto dal vigente regolamento della tassa sui rifiuti, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni provvedono ad adeguare tale regolamento prevedendo sgravi fiscali in favore delle utenze che praticano l'autocompostaggio e il compostaggio di comunità relativamente a gruppi di cittadini residenti in aree urbane con spazio insufficiente per l'autocompostaggio domestico.