[resaula]

Infine, due note in merito ai fondi di riserva, l'uno obbligatorio, quello della legge n. 145 del 2018 per la riduzione dei trattamenti pensionistici superiori a determinati importi, che quindi va a costituire uno specifico fondo di risparmio, e l'altro riguardante le spese di natura previdenziale, in applicazione della riforma del 2018 per la riduzione dei vitalizi, istituito in maniera prudenziale e precauzionale in attesa che termini l' iter processuale interno agli organi di giustizia; mi sembra anche questa una scelta intelligente nella gestione finanziaria. Volendo brevemente entrare nel merito delle singole voci, mi soffermo unicamente su un aspetto. Si evidenzia come i principali scostamenti rispetto alle previsioni dell'anno 2020 siano il frutto di un aumento dello stanziamento resosi necessario per l'istituzione di nuove Commissioni d'inchiesta, per le quali, come sappiamo, le norme istitutive hanno previsto il relativo stanziamento di spesa a carico del Senato della Repubblica. Mi preme sottolineare questo importante aspetto, perché la giustificazione dello scostamento, in questo caso, risiede proprio nelle ragioni di interesse pubblico richiamate espressamente dal dettato costituzionale, all'articolo 82. Consentitemi un'ultima osservazione. Lo sblocco del turnover , che avevamo tanto auspicato lo scorso anno, si è effettivamente verificato, pur nelle difficoltà che hanno caratterizzato le procedure concorsuali in questi mesi di pandemia. Mi permetto dunque di auspicare un'accelerazione di nuove assunzioni, affinché il personale dei nostri uffici venga supportato al più presto in modo adeguato e sufficiente a garantire una lineare attività per l'esercizio delle funzioni che ci sono assegnate, quindi per dare il massimo dell'autorevolezza ai compiti che il Senato è chiamato a svolgere. Concludo il mio intervento con i ringraziamenti al presidente Casellati, al collegio dei senatori Questori. Ci tengo a ringraziare la dottoressa Serafin, che svolge il suo lavoro di Segretario generale con passione e dedizione, senza risparmiarsi mai, come anche i Vice Segretari generali del Senato. Desidero altresì ringraziare il dottor Sassoli per il suo prezioso e sempre attento contributo ai lavori dell'Assemblea. Un doveroso ringraziamento va anche ai direttori dei Servizi, ai funzionari di Commissione e soprattutto, in questo particolare periodo, al dottor Marini, che ci ha sostenuto con la sua professionalità nei difficilissimi mesi di pandemia. Un ringraziamento va anche ai Vice Presidenti che ci assistono sempre con pazienza. Infine, un grazie affettuoso a tutti i dipendenti e alle dipendenti del Senato per l'alto livello di professionalità con il quale quotidianamente ci supportano e, io dico, "ci sopportano" nelle nostre attività. (Applausi) . COLLINA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, siamo qui come tutti gli anni per una verifica del lavoro che facciamo in Senato dal punto di vista organizzativo e funzionale. Veniamo da una riflessione che è partita lo scorso anno, quando abbiamo iniziato a fare i conti con i primi passi necessari per affrontare la pandemia, adottando quei comportamenti con i quali abbiamo cercato di continuare a dare il nostro apporto al Paese, facendo quello che dovevamo fare. Credo che ci siamo riusciti in modo molto soddisfacente, grazie all'impegno del Collegio dei senatori Questori, oltre a quello dello staff del dottor Marini, che insieme hanno provveduto a individuare le procedure che ci hanno consentito di frequentare in sicurezza il Senato. Spesso, quando parliamo della pandemia, ripetiamo la frase: «Niente sarà come prima». Mi chiedo allora come cambieranno il Senato e il nostro lavoro in Senato dopo la pandemia. Credo infatti che non dobbiamo ragionare solo in termini organizzativi, ma, dopo questa esperienza, anche per valutare la qualità del nostro lavoro. La pandemia non ci ha solamente costretto ad entrare nei luoghi chiusi con il green pass , a farci misurare la temperatura, a disinfettarci le mani e a tenere la mascherina, ma ci ha portato a vivere un periodo di impegno istituzionale molto diverso e straordinario, perché il Senato - come tutto il Paese - è stato sottoposto ad un'attività di decretazione d'urgenza da parte del Governo che ha sostanzialmente modificato i tempi di lavoro della nostra istituzione e quelli dei senatori e dei Gruppi. Non so se mi spiego: non è solamente una questione di organizzazione e di come stiamo dentro al Senato, ma anche di qualità del lavoro che qui svolgiamo. Dopo l'esperienza del Covid-19, dobbiamo guardare con criteri differenti al nostro lavoro dentro al Senato e capire quali sono le condizioni che ci consentono di fare un lavoro istituzionale, parlamentare e politico di qualità in questa Istituzione. Da una parte c'è il tema della modernizzazione, della rifunzionalizzazione e della digitalizzazione, cioè di tutti quei presidi nuovi e dei dispositivi che dobbiamo mettere in campo per affrontare le nuove sfide della partecipazione e della rappresentanza all'interno delle istituzioni; dall'altra parte, c'è da fare un ragionamento sulle condizioni che dobbiamo garantire per dare qualità al nostro lavoro. Il criterio dei risparmi forse è arrivato in fondo alla sua declinazione acritica e direi quasi dogmatica. Oggi dobbiamo misurare i costi in funzione della qualità del lavoro. Ritengo che le risorse che dovranno essere destinate ai Gruppi nella prossima legislatura non potranno essere inferiori; so che è già stato aperto un tavolo di confronto con i Questori, perché abbiamo risorse umane e competenze. Una logica di riduzione dei costi e del numero dei parlamentari non può determinare una perdita di qualità e della capacità di dare qualità al nostro lavoro. Sottolineo questi aspetti, perché il lavoro che è stato fatto in questi anni è stato importantissimo e decisivo per dare credibilità, nel tempo che abbiamo vissuto, all'Istituzione nella quale siamo. Quindi, rivolgo un grande ringraziamento per il lavoro svolto al collegio dei Questori, alla presidente Alberti Casellati, al Consiglio di Presidenza, al segretario generale Serafin, ai vice segretari Toniato e Sandomenico e a tutti i dipendenti del Senato, perché senza la loro collaborazione questo percorso, se non condiviso, difficilmente sarebbe potuto arrivare in fondo. Invece, il lavoro svolto ha consentito di mettere a valore la condivisione degli obiettivi, che insieme sono stati raggiunti. Ora però dobbiamo fare un salto di qualità: uscire dal binario del criterio della riduzione dei costi e passare su quello della qualità del lavoro che dev'essere svolto dal Senato, in condizioni anche difficili. Quest'anno abbiamo vissuto ritmati dall'uscita dei decreti-legge, avevamo tempi inferiori e spesso non abbiamo potuto sviluppare un'attività parlamentare normale, legata al bicameralismo (che vi ricordo esisterà anche nella prossima legislatura). Quindi, abbiamo funzionato, come spesso risuona in quest'Aula, con la formula del mono cameralismo alternato. Credo ci dobbiamo dare le risorse e l'organizzazione per lavorare qualitativamente in modo migliore, anche rispettando il dettato costituzionale nella dinamica del rapporto che ci deve essere tra le due Camere. Non so quanto durerà il Covid, ma spero poco.