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All'organizzazione politica che presenta le liste compete la compilazione delle stesse, redatte a compimento di un processo di elezioni primarie che consentano al corpo del partito (e non solo ai suoi vertici) di selezionare i candidati. Siamo confortati in quest'opinione dalla convinzione che il deteriorarsi del sistema partitico abbia trovato origine nell'affievolimento dei meccanismi di democrazia interna. Un altro aspetto che abbiamo preso in considerazione è l'equilibrio di genere nelle candidature. Suggeriamo che ogni partito o movimento presenti un'unica lista contenente circa metà candidati e metà candidate e ogni elettore esprima due voti, scegliendo un candidato e una candidata, segnando il loro nome in due distinte schede di diverso colore. Ogni elettore sarà indotto a scegliere entrambi i candidati nella lista presentata dal partito di riferimento assicurandogli così i due voti di cui dispone ma, ove il partito di riferimento non dovesse presentare uomini e donne che si confanno ai criteri di scelta dell'elettore, egli potrà anche scegliere di votare un candidato di una lista e una candidata di un'altra. Ciò dovrebbe indurre a evitare il ripetersi del fenomeno dei candidati «riempi lista» e a scegliere tutti candidati che abbiano un buon livello anche di riconoscibilità sul territorio. La scelta di impiegare due schede distinte per i candidati e per le candidate evita anche la possibilità che si votino coppie di candidati che facilitino la riconoscibilità del voto. Altro elemento di opacizzazione del rapporto tra elettori ed eletti è la presentazione di candidature multiple, fenomeno che non solo impedisce agli elettori di scegliere con sicurezza un rappresentante ma lascia al pluricandidato sia il vantaggio di più possibilità di elezione sia la facoltà di scegliere, tra più candidati arrivati secondi, chi dovrebbe surrogarlo. Rispetto alla definizione di soglie percentuali minime di voti perché una lista ottenga seggi in Parlamento si mantengono forti perplessità, considerato che la scelta di fissare soglie minime impedisce la rappresentanza di posizioni politiche presenti nel Paese. Laddove questo si intenda come modo per semplificare il quadro politico il metodo appare tanto imposto da essere improduttivo, specialmente in una società così frammentata come quella italiana, tenendo conto soprattutto del fatto che la governabilità sarebbe assicurata dal meccanismo del premio di maggioranza. La soglia sarebbe quindi una coercizione non adeguatamente motivata, ancor più se fissata ad una percentuale del 3%, tale da impedire l'ingresso in Parlamento di formazioni tanto rappresentative da avere i numeri per costituire un gruppo alla Camera dei deputati, sulla base del regolamento vigente.. 1 (Modifiche alla normativa per l’elezione della Camera dei deputati) 1 L'articolo 1 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, di seguito denominato «decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957», è sostituito dal seguente: «Art. 1. -- 1 . La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale, con voto diretto ed eguale, libero e segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti in collegi plurinominali, con espressione di preferenze distinte per genere. 2 . Il territorio nazionale è diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella tabella A allegata al presente testo unico. Per la presentazione delle candidature e per l'assegnazione dei seggi ai candidati, ciascuna circoscrizione è ripartita in collegi plurinominali. Salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e fermo quanto disposto dall'articolo 2, l'assegnazione dei seggi alle liste nel territorio nazionale è effettuata dall'Ufficio centrale nazionale, a norma degli articoli 77 e 83, con l'eventuale attribuzione di un premio di maggioranza, a seguito del primo turno di votazione qualora una lista abbia conseguito un numero di voti validi pari almeno al 45 per cento del totale nazionale, ovvero a seguito di un turno di ballottaggio ai sensi dell'articolo 83». 2 All'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 1-bis . La circoscrizione Trentino-Alto Adige è costituita in otto collegi uninominali determinati ai sensi dell'articolo 7 della legge 4 agosto 1993, n. 277. La restante quota di seggi spettante alla circoscrizione è attribuita con il metodo del recupero proporzionale». 3 L'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente: «Art. 3. -- 1 . L'assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni, di cui alla tabella A allegata al presente testo unico, è effettuata, sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto nazionale di statistica, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, da emanare contestualmente al decreto di convocazione dei comizi. 2 . Con il medesimo decreto di cui al comma 1 è determinato, per ciascuna circoscrizione, il numero di seggi da attribuire nei collegi plurinominali sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto nazionale di statistica. 3 . Salvo quanto disposto dall'articolo 2, i seggi spettanti alla circoscrizione ai sensi del comma 1 del presente articolo sono assegnati in collegi plurinominali, nei quali è assegnato un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei, fatti salvi gli eventuali aggiustamenti in base ad esigenze derivanti dal rispetto di criteri demografici e di continuità territoriale». 4 All'articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, le parole: «da esprimere su un'unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista», sono sostituite dalle seguenti: «da esprimere su due schede, di colore differente, per l'attribuzione della preferenza per genere, recanti i contrassegni di ciascuna lista e uno spazio per esprimere una sola preferenza». 5 All'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Il decreto stabilisce che l'eventuale ballottaggio dovrà tenersi nella seconda domenica successiva a quella di convocazione dei comizi». 6 L'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente: «Art. 13. -- 1. Presso la Corte d'appello o il Tribunale nella cui giurisdizione è il comune capoluogo della regione è costituito, entro tre giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi, l'Ufficio centrale circoscrizionale, composto da tre magistrati dei quali uno con funzioni di presidente, scelti dal Presidente della Corte d'appello o del Tribunale». 7 All'articolo 14, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo le parole: «liste di candidati» sono inserite le seguenti: «nei collegi plurinominali»; b le parole: