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secondo quanto riferito dal sottosegretario di Stato Merlo in 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) del Senato a marzo 2020, "di fronte all'emergenza Covid, alle ordinanze locali contro gli assembramenti, e al fatto che diversi docenti si trovavano temporaneamente fuori dal Paese o erano stati posti in quarantena dalle autorità eritree, l'Ambasciatore italiano ad Asmara aveva semplicemente disposto l'interruzione delle attività in presenza, con prosecuzione della didattica con altri mezzi"; in realtà, la chiusura disposta, pur necessaria a causa dell'emergenza da COVID-19, ha tuttavia generato una serie di "incomprensioni", probabilmente dovute al fatto che avrebbe dovuto essere portata a conoscenza e condivisa con le Autorità eritree con la delicatezza che una decisione simile avrebbe meritato, anche in ossequio ad un rapporto storico tra Italia ed Eritrea; al di là delle modalità con le quali la nostra Ambasciata ha ritenuto di voler comunicare la chiusura della scuola, è evidente che occorre immediatamente attivare iniziative diplomatiche serie e convinte per il ripristino dell'importante relazione bilaterale; l'Eritrea, infatti, oltre al legame storico con l'Italia, rappresenta, oggi più che mai, dopo la fine delle tensioni con l'Etiopia e la pace nell'area, un interlocutore privilegiato nel Corno d'Africa; la chiusura della scuola rischia, invece, di interrompere un percorso di vicinanza al Paese e al Corno d'Africa per il quale, nonostante la disattenzione in tal senso da parte del Governo, alcune istituzioni e imprese italiane si sono spese e si spendono quotidianamente contando solo sulle loro forze; il Corno d'Africa e l'Africa tutta più in generale, sono Paesi target della programmazione europea che ha destinato ingenti risorse proprio nell'ottica di consolidare le relazioni diplomatiche e commerciali; è inoltre utile evidenziare come la questione relativa alla gestione amministrativa della scuola di Asmara sia già stata oggetto di un precedente atto di sindacato ispettivo, d'iniziativa della senatrice Isabella Rauti (4-03918, pubblicato il 29 luglio 2020, nella seduta n. 246), rivolto al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, rimasto però senza risposta, si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda attivare per avviare immediatamente un Tavolo di confronto che possa portare alla riapertura della Scuola e al ripristino dei rapporti di collaborazione tra Italia ed Eritrea, oltre che a porre rimedio ad un'incresciosa situazione di tensione nei rapporti con il Paese che rischia di pregiudicare il ruolo dell'Italia nel Corno d'Africa e quindi i nostri interessi nazionali. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01899 ZAFFINI IANNONE RAUTI URSO GARNERO SANTANCHE' LA PIETRA MAFFONI NASTRI RUSPANDINI TOTARO CALANDRINI DE BERTOLDI Ai Ministri della salute e dell'interno Premesso che: nei giorni scorsi, Walter Ricciardi, professore di Igiene dell'Università Cattolica e consulente del Ministero della salute, esprimendosi in merito alla rapida risalita della curva epidemica, ha affermato che abbassare la guardia ora potrebbe essere controproducente tra due o tre settimane per la diffusione dei contagi, con il rischio così di mettere a repentaglio gli sforzi di contenimento post lockdown , anche in vista del voto del 20-21 settembre; Ricciardi, come riportato dalla stampa nazionale, ha affermato: "dobbiamo mettere sotto controllo questa curva epidemica che si è rialzata. Da noi si è rialzata poco. Ma in altri Paesi come la Spagna e la Croazia si è rialzata moltissimo. Ecco, in quei Paesi oggi non si potrebbe votare. In Italia ancora sì. A maggior ragione si potrà votare se tutte le fasce di età, specie quella tra i 20 e i 40 anni, rimodificano positivamente i propri comportamenti. Se questo viene fatto, sicuramente si potrà andare a votare e riprendere la scuola. Se invece questo non succede e la circolazione del virus riaumenta, ci troveremo nelle condizioni, come in altri Paesi, in cui queste attività sono messe a rischio. Speriamo di no"; al riguardo preme ribadire la necessità di garantire agli elettori l'inalienabile diritto a esprimersi nei tempi stabiliti; garantire tale diritto, compatibilmente con l'andamento dell'epidemia, non significa contemplare l'ipotesi di rinviare per la seconda volta l' election day , ma predisporre tutte le misure necessarie per consentire lo svolgimento della consultazione elettorale in totale sicurezza, al pari di quanto già fatto per la riapertura e la ripresa di tutte le attività del Paese e per garantire l'esercizio del diritto di voto a tutti gli elettori, ivi compresi quelli sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario per COVID-19; in recepimento di quanto disposto dall'articolo 1 -ter del decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, il Governo ha predisposto un "Protocollo sanitario e di sicurezza per lo svolgimento delle consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2020" e ha emanato un apposito decreto-legge (il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 103) concernente "Modalità operative, precauzionali e di sicurezza per la raccolta del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2020"; il Protocollo sanitario individua, tra l'altro, le condizioni necessarie per garantire l'accesso in sicurezza ai seggi prevedendo, in particolare che: non sia rilevata la temperatura corporea, perché il CTS non lo ritiene necessario; sia rimesso alla responsabilità di ciascun elettore il non recarsi alle urne in caso di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5°C o si è stati in isolamento domiciliare o quarantena nei 14 giorni precedenti; elettori e rappresentanti di lista debbano indossare le mascherine, mentre per i componenti dei seggi, si specifica che debbano indossare la mascherina chirurgica; il decreto-legge n. 103 del 2020 prevede, tra l'altro, il voto domiciliare per chi sia in quarantena o in isolamento domiciliare, ma impone, a carico degli interessati, nonché dei Comuni e delle ASL, una serie di adempimenti, come il rilascio/ottenimento dei certificati di quarantena e isolamento, cui né gli uni né gli altri saranno in grado di far fronte; considerato che: la misurazione della temperatura per l'accesso ai locali che ospitano i seggi è indispensabile, al pari di quanto avviene per l'accesso nei luoghi di lavoro: sebbene la permanenza dell'elettore all'interno dei locali sia relativamente breve, l'elevato numero di accessi nel medesimo ridotto spazio dei seggi rende necessaria la rilevazione della temperatura corporea all'ingresso; il divieto di accesso ai locali dei seggi in caso di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5°C o di quarantena o isolamento domiciliare nei 14 giorni precedenti o di contatto con persone positive negli ultimi 14 giorni non può essere rimesso all'esclusivo buon senso dell'elettore;