[massime]

ORD. 215/05 B. PROCEDIMENTO CIVILE - INTERVENTO DEL TERZO IN GIUDIZIO - PRECLUSIONE IN DANNO DELLE PARTI ORIGINARIE DEL PROCESSO ALLA PROPOSIZIONE DI NUOVE DOMANDE ED ECCEZIONI E ALLA PRECISAZIONE DI ECCEZIONI O CONCLUSIONI GIÀ SPIEGATE - DENUNCIATA IRRAGIONEVOLEZZA, LESIONE DEL DIRITTO DI DIFESA, VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITÀ DELLE PARTI - QUESITO CHE PROSPETTA DUE SOLUZIONI ALTERNATIVE - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLA QUESTIONE.. E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 268, secondo comma, del codice di procedura civile, «nella parte in cui in caso di intervento volontario principale o litisconsortile non attribuisce al giudice il potere dovere di fissare – con il rispetto del termine di cui all'art. 163-bis, cod. proc. civ. – una nuova udienza, non meno di venti giorni prima della quale le parti originarie potranno depositare memoria e di disporre che sia notificato a queste ultime il provvedimento di fissazione», ovvero «nella parte in cui non prevede che, ferme per le parti le preclusioni ricollegate alla prima udienza di trattazione, il termine eventuale di cui all'ultimo comma dell'art. 183 è fissato dal giudice istruttore nella udienza di comparizione del terzo, e i termini di cui all'art. 184 decorrono con riferimento alla udienza successiva a quella di comparizione», sollevata in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione. Infatti l'irrisolta formulazione alternativa (e non già subordinata) delle due diverse auspicate soluzioni riguardanti la medesima norma è prospettata con identici dubbi di costituzionalità.