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ALLEGATO V RISERVATEZZA DELL'IDENTITÀ CHIMICA DI UNA SOSTANZA (articolo 14) PARTE A Informazioni che devono figurare nella richiesta di riservatezza Note introduttive: A. L'articolo 14 precisa a quali condizioni il responsabile dell'immissione sul mercato può avvalersi della riservatezza. B. Per evitare più dichiarazioni di riservatezza relative alla stessa sostanza utilizzata in preparati diversi, è sufficiente un'unica richiesta di riservatezza se alcuni preparati hanno: le stesse componenti pericolose presenti nella stessa gamma di concentrazione; la stessa classificazione e la stessa etichettatura: gli stessi stilizzi. Per non rivelare l'identità chimica della stessa sostanza presente in tutti i preparati in questione, deve essere utilizzata un'unica denominazione alternativa. La richiesta di riservatezza deve comprendere tutte le informazioni previste nella richiesta qui di seguito, senza dimenticare il nome o la denominazione commerciale di ciascun preparato. C. La denominazione alternativa utilizzata sull'etichetta deve essere la stessa che figura nella rubrica 2 "Composizione/informazioni sugli ingredienti" dell'allegato al (( decreto del Ministro della Sanità )) del 4 aprile 1997, e successivi aggiornamenti. Questo implica l'uso di una denominazione alternativa che fornisca sufficienti informazioni sulla sostanza per garantire una manipolazione senza pericolo del preparato. D. Nel presentare la richiesta di utilizzo di una denominazione alternativa, il responsabile dell'immissione sul mercato deve tener conto della necessità di tornire informazioni sufficienti a garantire che siano prese le necessarie precauzioni per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro e che possano essere ridotti al minimo i rischi derivanti dalla manipolazione del preparato. Richiesta di riservatezza A norma dell'articolo 14, la richiesta di riservatezza deve obbligatoriamente comprendere le informazioni seguenti: 1. Nome e indirizzo completo (compreso il numero di telefono) del responsabile dell'immissione sul mercato all'interno della Comunità (produttore, importatore o distributore). 2. Indicazione precisa della/e sostanza/e per la/e quale/i è richiesta la riservatezza, e della denominazione alternativa. ===================================================================== Numero CAS | Numero EINECS | Nome chimico secondo |Denominazione | |nomenclatura interna- |alternativa | |zionale e classifi- | | |cazione (allegato I | | |della direttiva | | |((67/548/CEE)) del | | |Consiglio o classifi- | | |cazione provvisoria | ===================================================================== a) | | | b) | | | c) | | | --------------------------------------------------------------------- N.B.: Per le sostanze classificate provvisoriamente, bisogna aggiungere le informazioni (riferimenti bibliografici) che dimostrano che la classificazione provvisoria è stata effettuata tenendo conto di tutti i dati pertinenti e disponibili relativi alle proprietà della sostanza. --------------------------------------------------------------------- 3. Motivazione della riservatezza (probabilità - plausibilità). 4. Norme/i commerciale/i o designazione/i del/i preparato/i. 5. La denominazione o il nome commerciale sono gli stessi in tutta la Comunità: SI [] NO [] In caso negativo, precisare il nome o la denominazione commerciale utilizzati negli altri Stati membri: Austria: Belgio: Danimarca: Germania: Grecia: Finlandia: Francia: Spagna: Svezia: Irlanda: Italia: Lussemburgo: Paesi Bassi: Portogallo: Regno Unito: 6. Composizione del/i preparato/i (come definita nel punto 2 dell'allegato al ((decreto del Ministro della Sanità)) del 4 aprile 1997, e successivi aggiornamenti. 7. Classificazione del/dei preparato/i a norma dell'articolo 3 ((...)). 8. Etichettatura del/dei preparato/i a norma dell'articolo 9 ((...)). 9. Utilizzi previsti del/dei preparato/i. 10. ((Scheda informativa in materia di sicurezza a norma del decreto del Ministro della sanità 4 aprile 1997 e successivi aggiornamenti.)) PARTE B Guida lessicale per stabilire le denominazioni alternative (nomi generici) 1. Nota introduttiva Questa guida lessicale è basata sulla procedura di classificazione delle sostanze pericolose (ripartizione delle sostanze in famiglie), quale riportata nell'allegato III del ((decreto del Ministro della Sanità)) dell'11 aprile 2001 e successivi aggiornamenti. Possono essere utilizzate denominazioni alternative a quelle basate sulla seguente guida. Tuttavia, le denominazioni scelte devono fornire in ciascun caso informazioni sufficienti a garantire che il preparato possa essere manipolato senza rischi e che possano essere prese le necessarie precauzioni per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro. Le famiglie sono definite nel modo seguente: sostanze inorganiche od organiche che hanno in comune l'elemento chimico più caratteristico che determina le loro proprietà. Il nome della famiglia è dedotto dal nome dell'elemento chimico. Queste famiglie sono numerate come all'allegato I in base al numero atomico dell'elemento chimico (da 001 a 103): sostanze organiche che hanno in comune il gruppo funzionale più caratteristico che determina le loro proprietà. Il nome della famiglia è dedotto dal nome del gruppo funzionale. Queste famiglie sono numerate in base al numero convenzionale di cui all'allegato I (da 601 a 650). In alcuni casi sono state aggiunte sottofamiglie che raggruppano le sostanze che hanno in comune caratteristiche specifiche. 2. Determinazione del nome generico Principi generali La determinazione del nome generico avviene secondo la seguente procedura generale, in due tappe consecutive: i) identificazione dei gruppi funzionali e degli elementi chimici presenti nella molecola; ii) presa in considerazione dei gruppi funzionali e degli elementi chimici più significativi. I gruppi funzionali e gli elementi identificati presi in considerazione sono i nomi delle famiglie e delle sottofamiglie definiti al punto 3 seguente, il cui elenco non ha tuttavia carattere esclusivo.