[pronunce]

Del resto, che la disciplina regionale denunciata riguardi lo storno, non più ammesso al prelievo venatorio dal momento dell'entrata in vigore del citato decreto di variazione degli elenchi delle specie cacciabili, risulta in termini espliciti dalla stessa memoria di costituzione della Regione; che la delibera denunciata sia diretta a consentire una forma di controllo la caccia di selezione ad opera della generalità dei cacciatori - non consentita dall'art. 19 della legge quadro e dal comma 2 dell'art. 36 della legge regionale, che ne riproduce il disposto, risulta poi dalla circostanza che, per l'esecuzione di piani di abbattimento degli storni nel rispetto dei principi fondamentali della legge quadro, può ritenersi del tutto adeguata la disciplina già contenuta nell'art. 19, comma 2, della legge quadro e nell'art. 36, comma 2, della legge regionale n. 29 del 1994. E ciò, indipendentemente dalla modifica che l'impugnata delibera legislativa intende apportare, con l'aggiunta del comma 2-bis che, agli invocati fini di controllo faunistico, risulterebbe comunque superfluo. Quanto precede impone di dichiarare l'illegittimità costituzionale della delibera legislativa recante "Ulteriori modificazioni alla legge regionale 1° luglio 1994 n. 29 (Norme regionali per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio)", riapprovata a maggioranza assoluta dal Consiglio regionale della Liguria nella seduta del 26 gennaio 1999, nell'identico testo rinviato dal Governo con atto del 15 gennaio 1999, per contrasto con l'art. 117 della Costituzione, in relazione all'art. 19 della legge quadro 11 febbraio 1992, n. 157.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara l'illegittimità costituzionale della delibera legislativa recante "Ulteriori modificazioni alla legge regionale 1° luglio 1994 n. 29 (Norme regionali per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio)", riapprovata, a seguito di rinvio governativo, dal Consiglio regionale della Liguria il 26 gennaio 1999. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 maggio 2001. Il Presidente: Santosuosso Il redattore: Contri Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 17 maggio 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola