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Il successivo esame, tuttavia, fu rallentato a seguito della presentazione e della successiva approvazione di un emendamento finalizzato all'inclusione delle lingue delle minoranze Rom e Sinti fra quelle soggette a tutela. L'emendamento, in particolare, vide il parere contrario del Ministero dell'Interno e comportò per la Commissione esteri una pausa di riflessione ed il conseguente rallentamento dell'iter di approvazione della legge. Il Ministero dell'Interno motivò in quella circostanza il parere contrario in ragione del fatto che secondo la legislazione italiana le comunità Rom e Sinti non rappresentano delle minoranze e che, conseguentemente, le loro lingue non potrebbero essere oggetto di tutela ai sensi della Carta Europea delle lingue minoritarie. Peraltro, anche la Commissione bilancio della Camera dei deputati rilevò come, a fronte dell'aggiunta di ulteriori due lingue minoritarie fra quelle da tutelare, fosse ipotizzabile un aggravio di spesa, ed invitò la Commissione esteri "a valutare l'opportunità, qualora intendesse confermare la predetta estensione, di richiedere essa stessa la predisposizione di una relazione tecnica e di procedere conseguentemente ad individuare, d'intesa con l'Amministrazione competente, la copertura finanziaria che si rendesse necessaria". Peraltro, la fine anticipata della legislatura non consentì la prosecuzione dell'esame del provvedimento. Anche nel corso della XVII legislatura, vennero presentati in Senato sei disegni di legge di iniziativa parlamentare recanti la ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, gli Atti Senato n. 51 (Zeller e altri), n. 560 (Palermo e altri), n. 784 (Stucchi), n. 1433 (Pegorer e altri), n. 1674 (Uras e altri) e n. 2393 (Nunziante Consiglio). L'esame dei provvedimenti in sede referente, da parte delle Commissioni riunite Affari costituzionali ed Esteri, avviato nel febbraio 2015 e portato avanti dopo un breve ciclo di audizioni di associazioni ed esperti di settore, si concluse, nell'agosto del 2017, con l'adozione di un testo base (l'Atto Senato n. 560) e con l'approvazione di alcune proposte emendative, alcune delle quali a firma dei Relatori. Il testo base adottato, che riproponeva in larga misura l'impianto complessivo del disegno di legge governativo della precedente legislatura, prevedeva la tutela delle lingue indicate nella legge n. 482 del 1991, a cui venivano aggiunte, "per quanto applicabili", le lingue delle minoranze Rom e Sinti. Il successivo iter di esame nell'Assemblea del Senato, tuttavia, non poté concludersi a causa della fine della legislatura. Prende, quindi, la parola il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), relatore per le parti di competenza della 1 a Commissione, il quale svolge preliminarmente una disamina e un quadro di confronto dei contenuti dei disegni di legge di ratifica in esame, ricordando come lo scopo della Carta non sia la tutela delle minoranze linguistiche, bensì della funzione culturale delle lingue, come strumento per il mantenimento e l'arricchimento della tradizione. Si tratta perciò della tutela di un imprescindibile diritto individuale senza alcuno svantaggio o pregiudizio rispetto alle lingue ufficiali e alle sovranità nazionali, rivolto alle lingue debolmente o per nulla protette. A tale riguardo, ritiene che sia di particolare importanza procedere alla ratifica e all'attuazione della Carta anche nel nostro ordinamento. In particolare, l'Atto Senato n. 10, d'iniziativa dei senatori Steger, Unterberger e Durnwalder, che riproduce i contenuti dell'Atto Senato n. 51 della scorsa legislatura, composto di 6 articoli e di un Allegato, ripropone l'impianto complessivo del disegno di legge governativo della XVI legislatura, differenziandosene, peraltro, per l'inclusione di un articolo aggiuntivo (articolo 5) teso ad introdurre una norma di salvaguardia a tutela delle eventuali disposizioni nazionali vigenti più favorevoli e per la modifica dell'Allegato A attraverso la dicitura bilingue "Alto Adige/Südtirol", conformemente al dettato costituzionale. L'Atto Senato n. 711, d'iniziativa dei senatori Testor e altri, composto di 8 articoli e di un Allegato, ripropone nella sostanza il testo del disegno di legge di ratifica approvato nella scorsa legislatura dalle Commissioni riunite affari costituzionali e affari esteri. L'Atto Senato n. 842, d'iniziativa dei senatori Marilotti e altri, che consta di 8 articoli e di un Allegato che specifica le modalità di applicazione delle disposizioni della Carta, è - come evidenziato dalla stessa relazione introduttiva - sostanzialmente analogo per portata e contenuto ai disegni di legge già presentati nelle due scorse legislature. Infine, l'Atto Senato n. 979, d'iniziativa delle senatrici Rojc e Garavini, composto di 7 articoli e di un Allegato, riproduce il testo approvato dalla Commissione affari esteri della Camera dei deputati nella seduta del 16 ottobre 2007 (Atto Camera n. 2705 e abb.). Il Relatore passa, quindi, a evidenziare le principali differenze tra i quattro disegni di legge in esame. Gli Atti Senato nn. 10, 711 e 842 introducono nell'Allegato al disegno di legge la dicitura bilingue "Alto Adige/Südtirol", conformemente al dettato costituzionale. Con riferimento all'elenco delle lingue protette: i disegni di legge nn. 10 e 842 richiamano, direttamente, le lingue minoritarie di cui alla legge n. 482 del 1999; i disegni di legge nn. 711, 842 e 979, oltre alle lingue previste dalla legge n. 482 del 1999, aggiungono le lingue delle minoranze rom e sinti e l'Atto Senato n. 711 anche quella dei camminanti; il disegno di legge n. 711, inoltre, tende ad assicurare alcune forme di tutela anche alle popolazioni germaniche parlanti il mocheno e il cimbro. Riguardo alle misure di protezione di ciascuna lingua, le differenze tra i vari testi sono evidenziate nell'allegato A, che costituisce il cuore della ratifica e che indica quali misure di garanzia sono previste per ciascuna lingua, ovvero quali paragrafi della Carta l'Italia intenda applicare per ciascuna lingua. Per esigenza di sintesi, il Relatore pone in rilievo alcuni profili: l'insegnamento prescolastico (articolo 8, paragrafo 1, punto a ) della Carta) è accordato da tutti i disegni di legge in esame a tutte le lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo e, con riferimento all'Atto Senato n. 711 anche alle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti e all'Atto Senato n. 979 alle popolazioni Rom e Sinti;