[pronunce]

che, una volta esclusa la premessa della piena identificazione funzionale tra le due figure, cade, con essa, la conseguenza della necessaria piena identificazione di status che il rimettente vorrebbe far derivare dalla disposizione censurata, la quale, nel contesto più ampio che sopra si è sintetizzato, si configura anch'essa come norma particolare, di (ulteriore, per l'ambito temporale che prende in considerazione) estensione dei compiti didattici propri dei ricercatori ai tecnici laureati dell'area medica, come del resto lo stesso TAR del Lazio rileva nella propria ordinanza; che a contraddire le conclusioni raggiunte non possono valere, infine, le specifiche disposizioni legislative di settore, menzionate dal giudice a quo, concernenti i tecnici laureati dell'area medica: non l'art. 6, comma 5, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (come sostituito dall'art. 7 del decreto legislativo correttivo 7 dicembre 1993, n. 517), il quale si limita ad attribuire le funzioni assistenziali al personale in questione, nella logica, più volte sottolineata da questa Corte, della stretta compenetrazione tra l'attività di assistenza ospedaliera e la funzione didattica (da ultimo, sentenze n. 71 del 2001, n. 136 e n. 134 del 1997) e con una disposizione di sanatoria di situazioni di fatto, come tale valevole solo de praeterito (tanto da disporre contestualmente l'esplicito divieto, de futuro, di assumere nel profilo del funzionario tecnico socio-sanitario i laureati in medicina e in odontoiatria); non gli artt. 73, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (che consente al personale in questione l'iscrizione negli ordini professionali), e 1, comma 6, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (che estende allo stesso personale la disciplina sull'attività extra-muraria), trattandosi di disposizioni di contorno sorrette dalla medesima compenetrazione tra assistenza e didattica; che in conclusione deve escludersi la possibilità di seguire il ragionamento del TAR e di addivenire, tramite una pronuncia additiva, all'inquadramento automatico nella categoria dei ricercatori della distinta categoria degli ex-tecnici laureati, difettando di tale richiesta il presupposto, sia alla stregua dell'art. 3 della Costituzione, per le sopra rilevate diversità di disciplina e di compiti tra l'una e l'altra categoria, sia alla stregua dell'art. 97 della Costituzione, invocato in modo improprio in vista della mera attribuzione di miglioramenti di trattamento normativo e retributivo (per tutte, sentenza n. 273 del 1997); che la questione di costituzionalità sollevata deve pertanto essere dichiarata manifestamente infondata.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 10, della legge 19 ottobre 1999, n. 370 (Disposizioni in materia di università e di ricerca scientifica e tecnologica), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 giugno 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Gustavo ZAGREBELSKY, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 giugno 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA