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Modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, recanti disposizioni in materia di formazione specialistica dei medici. Onorevoli Senatori . – La modalità di formazione specialistica medica è oggi disciplinata dal decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, che recepì le direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli, introducendo una vera e propria rivoluzione rispetto al precedente modello, che fino ad allora considerava ancora i medici specializzandi dei meri studenti, con ricadute evidenti sul piano del riconoscimento giuridico ed economico del lavoro da loro svolto nei policlinici universitari. Tuttavia l'applicazione del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, ha lasciato alcune ombre e alcuni aspetti irrisolti, soprattutto in merito alla selezione dei ragazzi e alla certezza della qualità della loro formazione. Il buon funzionamento del sistema di formazione specialistica medica è requisito essenziale per la sopravvivenza del nostro sistema sanitario nazionale e pertanto, oggi, si ritiene necessario risolvere le criticità che ne mettono a rischio la qualità. Innanzitutto va affrontato il problema legato alla modalità di selezione dei giovani medici; ogni anno sono numerosissime le borse di studio non assegnate in quanto non considerate « attrattive » e troppo alto il tasso di abbandoni durante il primo anno di corso. Inoltre, il concorso attuale non tiene conto delle legittime aspettative dei ragazzi e non premia l'impegno specifico che un giovane laureato può aver profuso nella scelta della disciplina oggetto della sua tesi di laurea. Con il presente disegno di legge ci si propone di avviare una riforma del sistema di formazione specialistica apportando le necessarie modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, riscrivendo, a tal fine, gli articoli da 36 a 41. Il nuovo testo proposto dell'articolo 36 mantiene il sistema di selezione nazionale e la suddivisione della prova di ammissione nelle tre aree, chirurgica, medica e dei servizi clinici, che si svolgerà in una medesima data per ogni area, simultaneamente sul territorio nazionale; gli aspiranti specializzandi avranno la possibilità di concorrere per tutte e tre le aree, indicando all'interno di ciascuna al massimo tre scelte; i punteggi delle prove saranno attribuiti secondo parametri oggettivi, tenendo conto del voto di laurea e dell'attinenza della tesi con le specializzazioni per cui si concorre. Per ovviare al problema dell'inquadramento giuridico ed economico del lavoro assistenziale svolto dai medici specialisti in formazione, il disegno di legge prevede che all'atto dell'iscrizione alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, il medico stipula uno specifico contratto con l'ateneo della scuola di specializzazione scelta, che deve riconoscere giuridicamente, laddove previsto dal piano formativo della scuola, un impegno lavorativo di tipo assistenziale dei medici specialisti in formazione negli enti o nelle aziende sanitarie facenti parte della rete formativa della scuola di specializzazione, in virtù dell'apposita convenzione che l'ateneo deve stipulare con esse, in analogia a quanto previsto per i professori e ricercatori universitari dagli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517. Il contratto cessa alla data di scadenza del corso legale di studi. Il contratto è finalizzato all'acquisizione delle capacità professionali inerenti al titolo universitario di specialista, mediante la frequenza programmata delle attività didattiche formali e lo svolgimento di attività assistenziali e pratiche nelle strutture facenti parte della rete formativa della scuola a cui è assegnato durante il corso di specializzazione, funzionali alla progressiva acquisizione delle competenze previste dall'ordinamento didattico delle singole scuole, in conformità alle indicazioni dell'Unione europea. Il contratto non dà in alcun modo diritto all'accesso ai ruoli del Servizio sanitario nazionale e dell'università o ad alcun rapporto di lavoro con gli enti predetti. Viene poi previsto che, in caso di risoluzione anticipata del contratto, il medico rinunciatario non potrà partecipare nei successivi dodici mesi ad alcuna prova nazionale di ammissione alle scuole di specializzazione, ciò per ovviare al fenomeno dell'abbandono frequente tra gli specializzandi del primo anno, i quali lasciano volontariamente il loro posto (che verrà così definitivamente perso dalla scuola, a scapito della necessaria pianificazione e programmazione) per ritentare nell'anno successivo il concorso e l'assegnazione ad una scuola più congrua alle proprie aspettative. Viene, piuttosto, consentito il trasferimento dalla scuola di specializzazione prescelta ad altra scuola di specializzazione, anche di disciplina differente, entro e non oltre il primo anno di studi, purché in presenza di posti vacanti nella scuola di destinazione all'interno della medesima area chirurgica, medica o dei servizi, senza che ciò comporti rinuncia al contratto né penalizzazione nella durata della carriera. Il numero massimo di specializzandi iscrivibili in ogni scuola viene determinato ogni tre anni dal numero di interventi e procedure effettuati dalla rete di cui al successivo articolo 37 e dal numero di interventi e procedure che gli specializzandi devono eseguire nel loro percorso formativo. Tuttavia nell'assegnazione dei contratti per ogni rete, dovrà essere valutata anche la reale capacità formativa della scuola, in termini di procedure o interventi eseguiti personalmente dagli specializzandi, registrati sull'apposito libretto personale di cui all'articolo 38, comma 5, e di corretta rotazione tra le varie sedi della rete, di cui all'articolo 37. Il nuovo articolo 37 proposto regolamenta l'organizzazione delle scuole di specializzazione in reti formative, cui possono partecipare con egual dignità atenei e strutture del Servizio sanitario nazionale. Le reti devono essere costruite tenendo conto della completezza e omogeneità del percorso formativo di ogni medico specialista in formazione e le strutture sanitarie di cui sono composte devono essere ritenute idonee, come sede formativa, da un giudizio qualitativo espresso anche dal Ministero della salute in relazione ai volumi e alla tipologia di interventi e procedure eseguiti. Le reti si costituiscono tra l'ateneo sede della scuola e le varie strutture ospedaliere con apposite convenzioni che regolamenteranno le attività assistenziali dei giovani medici. Il fine della rete è quello di dare allo specializzando le migliori opportunità in termini di formazione, poiché gli offre la possibilità di lavorare in ambienti con specifiche competenze diverse e quindi di acquisire esperienze complementari alla sua formazione. Si prevede, infine, che ciascun medico specialista in formazione deve ruotare nelle varie sedi della rete per almeno sei mesi e che il numero di specializzandi in ogni sede deve essere stabilito in funzione del numero di interventi eseguiti, onde evitare periodi di inattività. Il successivo articolo 38 regolamenta la modalità di erogazione della didattica e lo svolgimento delle attività assistenziali necessarie al percorso formativo degli specializzandi, con l'intento di migliorarne la qualità e allinearlo agli standard degli altri Stati europei. Tutti i medici specialisti in formazione saranno resi edotti all'inizio del loro percorso degli obiettivi formativi e dei percorsi ritenuti necessari dal consiglio della scuola per raggiungerli.