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1.3.2. Terreni L'erosione dei suoli e la desertificazione sono tra i problemi più gravi della regione. L'agricoltura e lo sfruttamento forestale indicano un declino di produttività il quale a sua volta, contribuisce ad aggravare i problemi sociali della regione. La preservazione ed il riassetto dei terreni rappresentano l'obiettivo principale. Le attività verteranno su: ù la valutazione e la sorveglianza della situazione dì degrado dei terreni, mediante indicatori appropriati e pertinenti; - l'elaborazione di politiche, di strategie e di programmi concreti comportanti studi cartografici e misure, di sorveglianza e di protezione per prevenire e arginare le perdite di terreno e la desertificazione; - l'applicazione a livello nazionale delle suddette misure nonché delle decisioni pertinenti adottate a livello delle istanze internazionali interessate come la FAO, l'UNEP e l,UICN, privilegiando le disposizioni dellà Convenzione sulla lotta contro la desertificazione ed in particolare la parte ivi contenuta relativa alla regione mediterranea. 1.3.3. Risorse marine viventi Data la 'situazione critica di numerose specie ittiche, occorre agire senza indugio a vari livelli (comunità di pescatori, organizzazione di peschiere, governi), 'rafforzando innanzitutto le strutture esistenti, in modo da arginare le attuali tendenze al degrado delle risorse e degli habitat. L'obiettivo, a livello sia regionale che nazioanle, 6 la gestione durevole delle risorse marine viventi. Le principali attività mirano a: - migliorare l'informazione disponibile sullo stato delle risorse ma- rine viventi, ed incoraggiare la ricerca sugli effetti del degrado dell'ambiente e le incidenze sulle attività della pesca; queste informazioni. sono indispensaibli per lo sviluppo delle politiche di gestione di tali risorse; - definire politiche comuni per la gestione delle risorse, ispirate ad un principio di precauzione; - istituire, attraverso il Consiglio generale della: pesca nel Mediterraneo (CGPM), il quadro giuridico di un approccio cooperativo per la protezione e la preservazione delle risorse marine viventi al di là delle acque territoriali; - provvedere all'applicazione del Codice di condotta per una pesca responsabile elaborato- dalla FAO, dall'Accordo per favorire, da parte dei pescherecci in alto mare, il rispetto delle misure internazionali di preservazione e di gestione e delle decisioni prese nell'ambito della Conferenza delle Nazioni Unite sulle specie miste, e sulle specie di pesci grandi migratori. - promuovere un'acquicoltura rispettosa dell'ambiente. 1.3.4. Foreste e manto vegetale Il degrado delle foreste 1 e del manto vegetale suscita preoccupazioni crescenti per la regione mediterranea. Leccesso di pascolo, l'uso abusivo di legno da riscaldamento nonché gli incendi e l'urbanesimo sono le principali cause della disboscazione. Per far fronte a questi problemi, la FAO ha elaborato il "Piano d'azione per le foreste mediterranee" con, il quale il PAM stabilirà dei collegamenti, coordinandone le attività. Questo programma si fonda su un appoggio integrato e pluridisciplinare, essenziale sia per il quadro concettuale d'insieme, sia per la sua attuazione in ciascun paese. In particolare le attività del programma mirano a: - intraprendere, in ciascun paese, una sollecita valutazione dello stato del manto vegetale naturale e definire le priorità; - istituire, in ciascun paese, dei piani direttivi per il manto vegetale naturale, vertenti in particolar modo sulla loro protezione, gestione durevole e utilizzazione polivalente; - rafforzare la cooperazione e lo scambio d'informazioni tra i paesi. 1.4 Gestione integrata delle regioni costiere Le strategie di gestione. delle regioni costiere mediterranee devono vigilare affinchè le risorse fragili e limitate siano utilizzate in modo durevole grazie ad una pianificazione e ad una regolamžntazione che garantiscano la preservazione del loro valore ecologico, nonché lo sviluppo di attività e la qualità di vita delle popolazioni costiere. Ai fini della gestione integrata delle regioni costiere è essenziale la comprensione delle relazioni intercorrenti tra le risorse costiere, il loro uso e gli impatti reciproci dello sviluppo e dell'ambiente. Gli obiettivi della protezione e della gestione integrata delle regioni costiere sono i seguenti: - preservazione della diversità biologica negli ecositemi litoranei; - pianificazione del litorale per risolvere i problemi di concorrenza tra urbanizzazione, industrializzazione,turismo, trasporti, agricoltura e acquicoltura, e per preservare gli ecosistemi per le generazioni future; - controllo delle pressioni demografiche sull'uso delle risorse costiere; - realizzazione degli obiettivi ambientali ed economici a costi accettabili per la società; - prevenzione ed eliminazione, in tutta la misura del possibile, degli inquinamenti di origine urbana, industriale, turistica, agricola e acquicola, dei rifiuti solidi e liquidi, e dei rischi naturali e tenologici; - partecipazione delle popolazioni e delle loro associazioni, in vista di fare appello al sentimento civico per far fronte a queste nuove sfide. ; - sviluppo delle capacità istituzionali e delle risorse umane per far fronte a questi molteplici obiettivi incrociati e spesso concorrenti. La gestione integrata delle zone costiere dovrebbe gradualmente divenire l'approccio normale per trattare i problemi di gestione del litorale mediterraneo. A tal fine, a livello nazionale e se del caso sub-nazionale, dovranno essere elaborate legislazionipertinenti e dovranno essere create o rafforzate le capacità istituzionali. Converrà inoltre elaborare e e attuare strumenti appropriati come sistemi di telerilevamento, d'informazione geografica, di analisi sìstemica e studi dell'impatto sull'ambiente nonché strumenti economici. Queste legislazioni dovrebbero incoraggiare la protezione di una parte importante della fascia litoranea, evitare una continua urbanizzazione ed industrializzazione della facciata litoranea,stabilire regole relative all'identificazione degli spazi naturali da proteggere, e organizzarè la compatibilità degli usi della frangia litoranea. A livello regionale saranno organizzate attività di cooperazione per: - elaborare di comune accordo le metodologie di pianificazione più adatte; - svolgere attività di formazione, di scambio d'informazioni e di trasferimento di conoscenze; - incoraggiare e facilitare la cooperazione con le istituzioni internazionali suscettibili di sostenere le politiche di gestione delle regioni costiere. 1.5. Elementi di una strategia mediterranea Le preoccupazioni relative allo sviluppo durevole, sottolineate dalla CNUED, derivano dai complessi rapporti tra sviluppo socioeconomico e ambiente i cui meccanismi vanno chiariti per definire una strategia mediterranea e strategie nazionali di sviluppo durevole. Al centro degli sforzi da spiegare a livello mediterraneo deve esservi la preoccupazione di integrare la gestione durevole delle risorse naturali. in uno sviluppo economico, stabile.