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nel rapporto viene sottolineato come a pesare, oggi, sia soprattutto "l'antisemitismo di matrice islamica, la cui origine affonda nell'odio religioso e si nutre dell'ideologia islamista"». Ben più importante è il "Rapporto sulle tendenze e gli episodi di antisemitismo del 2017", presentato dal ministro israeliano della diaspora Naftali Bennett, il quale durante la Giornata della Memoria ha dichiarato: «La popolazione di rifugiati in Europa è diventata un fattore di rischio per la comunità ebraica» e «oltre il 50 per cento dei rifugiati nell'Europa occidentale sostengono opinioni antisemite». Infine, «come sottolineato dal "Rapporto sulle tendenze e gli episodi di antisemitismo nel 2018", presentato dal Governo israeliano il 27 gennaio 2019, il fenomeno dell'antisemitismo vede anche una sorta di patto tra l'integralismo islamico e frange dell'estrema sinistra, "i cui interessi sono apparentemente incompatibili, ma che cooperano contro Israele e gli ebrei"». Mi avvio alle conclusioni, richiamando sempre il contenuto della mozione e l'impegno al Governo ad adottare tutte le opportune iniziative. Il Gruppo Fratelli d'Italia continua a pensare che il modo migliore per ricordare l'atrocità dell'Olocausto sia chiamare le cose con il loro nome e riconoscere l'antisemitismo in tutte le sue forme, senza omertà o calcoli politici. Per i motivi che ho appena citato, dichiaro a nome del Gruppo Fratelli d'Italia il voto favorevole al disegno di legge in esame. (Applausi) . VERDUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, desidero innanzitutto ringraziare la relatrice, senatrice Saponara, e tutti i colleghi che hanno sostenuto questa proposta di legge e in particolare la sua prima firmataria, la senatrice Daisy Pirovano, con la quale condividiamo responsabilità importanti nella Commissione contro ogni discriminazione e contro l'istigazione all'odio, fortemente voluta da Liliana Segre. Con la senatrice Pirovano, più volte in questi mesi abbiamo parlato di questa legge, del suo valore e del suo significato nel tempo che viviamo. Il Gruppo Partito Democratico ha da subito sostenuto con forza questa proposta di legge, che oggi finalmente è approdata nell'Aula del Senato, volta ad istituire un fondo da destinare ai viaggi della memoria, che permetteranno a sempre più ragazze e ragazzi delle nostre scuole di visitare luoghi emblematici, luoghi di martirio e di abominio, luoghi sacri alla nostra coscienza civile di italiani e di europei. Nei campi di sterminio nazisti venne compiuto il crimine assoluto e fu un crimine politico, pianificato e messo in atto con efferata meticolosità. La shoah fu l'abominio della volontà di potenza e di sopraffazione che diventa volontà di sterminio di un intero popolo, il popolo ebraico. In quei campi morirono milioni di ebrei, rom, sinti, deportati politici, omosessuali, internati militari. In quei campi è morta l'umanità intera e noi abbiamo il dovere di sapere e di ricordare quello che è stato. Nel pensare a tutto questo, ci coglie una vertigine di fronte a un orrore che sembra indicibile, quello della shoah , un'enormità che lascia atterriti. Invece noi abbiamo il dovere di trovare le parole e le azioni per riscattarci da quell'orrore. Abbiamo il dovere della memoria. Perché la memoria rende liberi, ha detto Liliana Segre, racchiudendo in questo monito la sua scelta di vita e di testimonianza ed un precetto morale e civile per ognuno di noi, per ogni persona. Penso, Presidente, che i numeri tatuati sul braccio di Liliana non siano incisi solo sul suo corpo, ma siano ferite aperte anche per ognuno di noi. La memoria è un legame tra le generazioni e a questo serve questa legge. È un legame che costruisce identità, appartenenza, senso di comunità. La nostra democrazia ha bisogno della memoria storica e politica, che è consapevolezza e cittadinanza. Nel nostro Paese, c'è stata a lungo una sorta di rimozione di quel che è stata la shoah , di quel che fu la vicenda italiana nella dimensione più vasta della shoah . Le leggi razziali e razziste del 1938 furono il punto più infimo della nostra storia, ci fu una complicità nella shoah ed è la più drammatica tra le responsabilità storiche del fascismo. È un passato e una responsabilità che ci riguarda. L'Italia seppe risollevarsi dalle macerie materiali e morali del Fascismo con la riscossa civile della Resistenza, con la scrittura della nostra Costituzione repubblicana, che ha come fondamento i principi di eguaglianza, di non discriminazione, di rispetto inviolabile della dignità umana. Non sono principi astratti; è vita quotidiana, è possibilità di emanciparsi, di esprimersi, di realizzare il proprio progetto di vita, qualunque sia il colore della pelle, il credo religioso, l'idealità politica, l'orientamento sessuale. Viviamo - nel tempo di oggi - una recrudescenza dei discorsi di istigazione all'odio, con una pervasività legata alla capacità di propagazione nella rete; un linguaggio d'odio indirizzato contro le minoranze che, il più delle volte, prende avvio da campagne organizzate; ed è un veleno che corrode la nostra democrazia, la convivenza, la coesione, e che non ha nulla a che fare con il conflitto sociale né con il dibattito politico, anche aspro, che invece sono il fulcro della vitalità democratica. Presidente, l'antidoto a tutto questo è la memoria, la conoscenza della storia che insegna a distinguere torti e ragioni, a non disperderli in un qualunquismo indistinto, perché un Paese senza memoria è un Paese che non ha futuro, ed è nelle aule di scuola ogni giorno che si impara la democrazia; è lì che si impara a vivere, anzitutto nella consapevolezza del rispetto dell'altro, della reciprocità. Non può esserci alcuna zona franca né in rete né fuori dalla rete, per insulti o violenze verbali, perché sono l'anticamera della discriminazione, perché portano il veleno sottile della consuetudine e della banalizzazione dell'odio, che è quanto di più pericoloso perché fa riemergere stereotipi, pregiudizi e false narrazioni che alimentano ad arte risentimenti. Il caso dell'antisemitismo è quello più paradigmatico. È riemerso violentemente in questi mesi di pandemia, in un crescendo di falsità, di complottismo, di cospirazionismo. Abbiamo assistito a situazioni inaccettabili: la messinscena no vax con l'accostamento tra la deportazione e il green pass è un caso di scuola di banalizzazione della shoah , di negazionismo, di capovolgimento della realtà, di derisione. C'è sempre un punto di congiunzione tra la manipolazione e la discriminazione, e l'antidoto è la memoria, una coscienza civile condivisa: la consapevolezza che nasce nel sentirsi parte di un destino collettivo e non solo individuale. Presidente, nei sotterranei della stazione centrale di Milano, accanto a quello che era un deposito postale, c'è il Binario 21, da dove in migliaia vennero condotti con la forza nei treni piombati, e da quei convogli poi tradotti nei campi di sterminio, mandati a morire.