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La corruzione mina l'economia nel profondo, toglie trasparenza alle transazioni e agli appalti, privilegiando e favorendo i corruttori a danno degli onesti e dei più capaci. La corruzione disperde risorse, rallenta lo sviluppo, è tra le cause della mancata crescita economica. Senza contare i suoi costi indiretti, difficili da quantificare ma ugualmente rilevanti. Un terreno di coltura ideale perché la corruzione si diffonda e si trasformi in qualcosa di ancor più grave: l'accettazione che non vi siano alternative, la resa delle coscienze. Da procuratore nazionale antimafia chiedevo al legislatore l'inserimento del reato di corruzione tra quelli di competenza delle Direzioni distrettuali antimafia, perché in questo modo avrebbero potuto usare tutti gli strumenti di contrasto previsti per il crimine organizzato. Avevo già da allora chiara la situazione sistemica e di stretta connessione, in certe Regioni italiane, tra organizzazioni criminali, potere politico, pubblica amministrazione e settori dell'economia e dell'imprenditoria. Si potrebbe dire, in sintesi, che ai mafiosi oggi convenga molto di più corrompere che sparare o intimidire; e le evidenze investigative lo dimostrano in maniera evidente. Dobbiamo tenerne conto. Un passo importante è stato compiuto, nella scorsa legislatura, con l'introduzione delle norme a difesa del whistleblower , cioè chi segnala un'irregolarità sul posto di lavoro. Ma con questo disegno di legge sull'anticorruzione si fanno, ebbene sì, due passi in avanti, a mio avviso. Il primo è la previsione di una causa speciale di non punibilità per chi denuncia. Ho ben chiaro che il miglior risultato plausibile di questa norma sarà quello di insinuare un fattore di insicurezza che diminuisca la forza dell'accordo tra corruttore e corrotto: nessuna delle parti potrà più fare affidamento certo su un comune interesse a tacere e si determinerebbe quindi una sorta di deterrenza preventiva, un elemento che dissuada dall'entrare in un patto di carattere corruttivo. Questo è già un grosso passo in avanti. Il secondo è l'estensione ai reati contro la pubblica amministrazione della disciplina delle operazioni sotto copertura, di cui ho ampiamente parlato in discussione. Ricordo che nel nostro ordinamento giuridico le operazioni sotto copertura sono già previste per molti altri delitti, dalle estorsioni al sequestro di persona, dall'usura al riciclaggio, dai delitti contro la libertà sessuale al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, dal traffico di stupefacenti al traffico di rifiuti e - pensate - anche alla contraffazione di marchi e brevetti. (Brusio) . PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Grasso. Invito i colleghi che sono impegnati in conversazioni private a farlo con un tono di voce che non disturbi il senatore che sta intervenendo. Vi ringrazio. GRASSO (Misto-LeU) . Se non parlassero sarebbe ancora meglio. PRESIDENTE. Sarebbe chiedere troppo. GRASSO (Misto-LeU) . Grazie per il tempo che mi farà recuperare. Non credo che la corruzione sia meno grave della contraffazione dei marchi. Si dice che questo istituto serva per i terroristi e che serva per i mafiosi. Non è vero: è stato già esteso a tutti questi reati dalla nostra legislazione vigente. La riforma della prescrizione andava inserita in un progetto organico di riforma del processo penale, che ora promettete di fare in pochi mesi. Io ricordo a tutti noi che, per riformare il processo, un insigne giurista come Giuliano Vassalli ci lavorò per dieci anni. Che ora voi ci mettiate dieci mesi, per una riforma, come voi dite, a 370 gradi, mi sembra onestamente difficile. Con rammarico, avendo voi messo la fiducia, non è stato nemmeno possibile discutere gli emendamenti che ho proposto come pacchetto tempi-giustizia. Del resto, a voi non interessa risolvere i problemi, ma avere medaglie di latta da esibire sui social e soprattutto prevenire ogni possibile dissenso che già forte serpeggia all'interno dei vostri Gruppi. Amici della maggioranza, a proposito di fiducia, ho letto che sulla vostra piattaforma Rousseau è stata inaugurata una pagina per le denunce e le delazioni contro quelli che tra di voi tradiscono i princìpi del MoVimento. Complimenti. Complimenti per l'idea di democrazia che state dimostrando. Lasciatemi fare allora la prima delazione, qui, pubblicamente: tutti voi, sia al Governo che in Parlamento, state tradendo quanto avete predicato per anni, nessuno escluso, né chi sta zitto e obbedisce, né chi rilascia dichiarazioni e interviste e poi si adegua, né chi critica, sempre a tempo scaduto, quando le decisioni sono state prese altrove. Sta diventando un'abitudine quella della fiducia; quando si inizia - è già successo ai vostri predecessori - è difficile smettere. In fondo, è molto più semplice costringere che convincere. Chiedetevi però quanto tempo potete durare, se già dopo pochi mesi ogni voto segreto vi terrorizza? Quanto a lungo pensate possano ancora funzionare le vostre finte liti sui giornali? Mi sembra invece una realtà che siete piuttosto uniti quando si tratta di occupare qualche poltrona. Quanto pensate che il gioco delle parti potrà durare, tra finti giustizialisti da un lato e veri inquisiti dall'altro? Urlavate in piazza: «Onestà e trasparenza!». Ora vi limitate a chiedere di minimizzare l'attenzione su indagini del valore di milioni di euro. Vale lo stesso per i colleghi leghisti. Oggi io, che sono a favore della sospensione della prescrizione e di quei rimedi per la corruzione, sarò obbligato a votare contro la fiducia al Governo, perché delle politiche di questo Governo non condivido praticamente nulla, a parte quello che ho appena detto. Voi invece, per contratto, voterete a favore. Non sentite l'ironia della cosa? Se non ricordo male, un vostro esponente, l'allora ministro Roberto Castelli, ricopriva l'incarico che oggi ricopre il ministro Bonafede, quando il Gruppo della Lega votò compattamente la legge ex Cirielli, che andava esattamente nella direzione opposta, accorciando i tempi della prescrizione, dopo che il Parlamento aveva inserito all'articolo 111 della Costituzione la ragionevole durata del processo, senza però prendere nessuna iniziativa per accorciare i tempi del processo stesso. Questo significa votare la fiducia per voi: coprire con un obbligo ipocrita qualsiasi contorsione politica, rispetto agli ideali che avete sempre difeso e sostenuto. Su questi temi io non cambio idea, a differenza vostra. Avrei voluto discutere nel merito e avrei voluto, a mio modo, aiutarvi a migliorare il testo. Alla fine, come ho dichiarato ieri su un quotidiano, avrei anche votato a favore, ma con l'apposizione della fiducia e con l'impossibilità di intervenire, lo avete reso impossibile. Si tratta di un'altra occasione sprecata, a causa della vostra debolezza al Governo, nel Parlamento e presto - credetemi - nel Paese. Per questi motivi, con dispiacere, dichiaro il voto contrario sulla fiducia da parte della componente Liberi e Uguali del Gruppo Misto. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . VALENTE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.