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L'approvazione degli interventi di rigenerazione urbana, anche tramite accordo di programma, comporta la dichiarazione di pubblica utilità agli effetti del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, fatte salve le disposizioni regionali in materia. 2. All'articolo 12, comma 1, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 327 del 2001, la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) quando l'autorità espropriante approva a tale fine il progetto definitivo dell'opera pubblica o di pubblica utilità, ovvero quando sono approvati il piano particolareggiato, il piano di lottizzazione, il piano di recupero, il piano di ricostruzione, il piano delle aree da destinare a insediamenti produttivi, il piano di zona ovvero quando è approvato un piano di rigenerazione urbana sostenibile ». 3. Nel caso in cui gli interventi di rigenerazione urbana previsti dalla presente legge, ivi inclusi quelli di cui all'articolo 7, comportino un aumento del carico urbanistico correlato all'incremento volumetrico o di superficie o alla modifica della destinazione d'uso, e ricadano: a) nelle zone omogenee A e B del decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, la dotazione incrementale di standard al servizio degli stessi va computata al 50 per cento di quella minima prevista dall'articolo 3 del medesimo decreto e può essere monetizzata anche integralmente qualora vi sia l'impossibilità di reperimento di aree disponibili da cedere al comune; b) nelle altre zone omogenee di cui al citato decreto n. 1444 del 1968, diverse dalle zone A e B, la dotazione incrementale di standard deve essere assicurata integralmente e può essere monetizzata fino a un massimo del 70 per cento qualora sia dimostrata l'impossibilità di reperimento totale delle aree da cedere al comune. 4. Nei casi di cui alle lettere a) e b) , prima dell'avvio dei lavori, i soggetti interessati sono tenuti alla corresponsione al comune di una somma a titolo di monetizzazione determinata in base agli atti del proprio ordinamento e, in assenza di questi ultimi, in misura equivalente al valore medio di mercato nella medesima zona degli spazi non reperiti, determinata in base alle tariffe dell'Osservatorio del mercato immobiliare (OMI) o, in assenza, con perizia giurata di tecnico iscritto all'albo degli agenti immobiliari. 5. La percentuale di riduzione della dotazione obbligatoria di parcheggi può essere elevata fino al 90 per cento nelle aree servite da snodi del trasporto rapido di massa. Le somme corrisposte per tale finalità sono destinate dal comune all'implementazione della mobilità collettiva e leggera. Art. 13. (Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001) 1. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 2- bis , comma 1- ter , l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: « Nelle zone omogenee A di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, gli interventi di demolizione e ricostruzione sono consentiti esclusivamente nell'ambito dei piani urbanistici di recupero, di riqualificazione e di rigenerazione urbana particolareggiati, fatte salve le previsioni legislative e degli strumenti di pianificazione paesaggistica e urbanistica vigenti e i pareri degli enti preposti per legge alla tutela »; b) all'articolo 3, comma 1, lettera d) , le parole da: « gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti » fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: « gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia diversi da quelli disciplinati dal successivo articolo 10 soltanto ove siano mantenuti sagoma, prospetti, sedime dell'edificio preesistente e non siano previsti incrementi di volumetria »; c) all'articolo 10, comma 1, lettera c) , le parole da: « e, inoltre, gli interventi di ristrutturazione edilizia » fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: « e, inoltre, gli interventi di ristrutturazione edilizia che comportino la demolizione e ricostruzione o il ripristino di edifici crollati e demoliti situati nelle medesime zone omogenee A, ovvero in aree tutelate ai sensi degli articoli 136, comma 1, lettere c) e d) , e 142 del medesimo codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in entrambi i casi ove siano previste modifiche della sagoma o dei prospetti o del sedime dell'edificio preesistente oppure siano consentiti incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana »; d) all'articolo 23- bis , il comma 4 è abrogato; e) all'articolo 23- ter , comma 3, le parole da: « Salva diversa previsione da parte delle leggi regionali » fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: « Salva diversa previsione da parte delle leggi regionali e degli strumenti urbanistici comunali limitatamente alle grandi strutture di vendita, il mutamento della destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito ». Art. 14. (Copertura finanziaria) 1. Agli oneri relativi all'istituzione del Fondo, pari a 50 milioni di euro per l'anno 2023, 100 milioni di euro per gli anni 2024 e 2025, e 300 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026 e fino al 2036, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.