[pronunce]

che, ad avviso del rimettente, la legge regionale n. 16 del 1996, nell'impianto originario descritto, aveva il fine di assicurare la progressiva stabilizzazione del personale forestale a tempo determinato attraverso il suo successivo inserimento nelle fasce a maggiore garanzia occupazionale, sino al possibile ingresso nella graduatoria dei lavoratori a tempo indeterminato; che tale progressione - sempre secondo il rimettente - dipendeva sostanzialmente dall'anzianità di iscrizione nelle graduatorie, secondo un sistema di scorrimento dalle fasce con minore garanzia occupazionale a quelle con garanzia occupazionale maggiore (sono citati, al riguardo, anche gli artt. 53 e 54 della stessa legge regionale); che la ricostruzione del quadro normativo prosegue, nell'ordinanza di rimessione, con l'esame della legge della Regione siciliana 14 aprile 2006, n. 14 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 "Riordino della legislazione in materia forestale e di tutela della vegetazione". Istituzione dell'Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura - A.R.S.E.A.), il cui art. 43 ha aggiunto alla legge regionale n. 16 del 1996 l'art. 45-ter, che ha istituito un «Elenco speciale dei lavoratori forestali», articolato su base provinciale, al quale erano iscritti, a domanda, tutti i lavoratori già utilmente inseriti nelle graduatorie distrettuali (di cui si è detto) o che avessero espletato compiutamente, a partire dall'anno 1996, almeno quattro turni di lavoro di cinquantuno giornate lavorative ai fini previdenziali alle dipendenze dell'amministrazione forestale nel periodo di vigenza della legge regionale n. 16 del 1996, ovvero almeno due turni nel triennio 2003-2005 (comma 2); che, inoltre, i lavoratori aventi titolo erano inseriti nell'elenco provinciale dell'art. 45-ter «per fascia di garanzia occupazionale di appartenenza, diviso per graduatorie formulate secondo i criteri previsti dall'articolo 48, comma 1 e dall'articolo 49, comma 2» (comma 6); che l'art. 44 della legge regionale n. 14 del 2006 stabiliva, altresì, che «[p]er favorire il processo di progressiva stabilizzazione del personale operaio impiegato dall'Amministrazione forestale non è consentito l'ulteriore avviamento di lavoratori non inseriti nell'elenco speciale di cui all'articolo 45-ter della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, come introdotto dall'articolo 43 della presente legge»; che, ad avviso del rimettente, con queste modifiche e integrazioni il legislatore aveva sì introdotto un sistema di avviamento unico, sia per gli operai con garanzia occupazionale, che per quelli «fuori fascia», escludendo i lavoratori di entrambe le categorie che non fossero iscritti nel nuovo elenco speciale, ma aveva anche conservato il sistema delle diverse graduatorie e dei diversi criteri di inserimento, e segnatamente i criteri dell'art. 48 della legge regionale n. 16 del 1996 per gli operai con garanzia occupazionale e dell'art. 49 della stessa legge per quelli «fuori fascia», utilizzati per il completamento delle altre categorie; che il giudice a quo, così ricostruito il quadro normativo di riferimento, osserva che con la norma denunciata il legislatore ha inteso unificare alle dipendenze di un unico ramo dell'amministrazione regionale tutti i lavoratori già iscritti nell'elenco speciale di cui all'art. 45-ter della legge regionale n. 16 del 1996, sia quelli impiegati nel servizio di antincendio boschivo, che quelli addetti alla manutenzione del patrimonio forestale, al dichiarato fine di «migliorare l'efficienza del lavoro attraverso la riorganizzazione delle risorse umane del settore forestale [...]»; che così facendo il legislatore avrebbe però anche disposto - continua il rimettente - l'unificazione delle graduatorie, in modo tale che ciascun lavoratore, pur risultando sempre inserito nella propria fascia di appartenenza, progredisca nella graduatoria unica non più in base ai diversi criteri prima vigenti per le diverse categorie, ma solo in base ai criteri dell'art. 49 della legge regionale n. 16 del 1996, applicati in precedenza ai lavoratori «fuori fascia»; che, ad avviso del rimettente, un'interpretazione della norma denunciata letteralmente e logicamente diversa da quella da esso proposta non sarebbe nemmeno immaginabile, «attesa la completa infungibilità dei diversi criteri di inserimento prima vigenti, l'uno basato sull'anzianità (sicché la collocazione in graduatoria avanzava in virtù della maggior risalenza dell'anno di iscrizione), l'altro sul punteggio, calcolato in base al numero di rapporti di lavoro intrattenuti con l'amministrazione forestale», con la conseguenza che «ogni possibilità di una loro applicazione congiunta (riservando il primo criterio ai lavoratori di cui all'art. 47 (recte: art. 48) e l'altro ai lavoratori di cui all'art. 49) non farebbe che perpetuare la distinzione delle due graduatorie, risultato che il legislatore regionale, unificando la graduatoria de qua, ha invece con evidenza voluto superare»; che da quanto esposto consegue, secondo il rimettente, che l'art. 12, comma 1, della legge regionale n. 5 del 2014 avrebbe tacitamente abrogato l'art. 48 delle legge regionale n. 16 del 1996, imponendo di seguire, ai fini della formazione della graduatoria unificata, il solo criterio dell'attribuzione di un punteggio per ogni rapporto di lavoro già intrattenuto dal dipendente, in luogo dell'anzianità di iscrizione nella fascia di appartenenza, quanto ai lavoratori con garanzia occupazionale; che sulla base dell'interpretazione accolta il giudice a quo attribuisce alla norma denunciata efficacia retroattiva, quantomeno a far data dall'inserimento di ogni lavoratore nella fascia di appartenenza, e quindi nella relativa graduatoria, sicché essa contrasterebbe con l'art. 3 Cost., per lesione dei principi di ragionevolezza e di tutela dell'affidamento, e con l'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 6 della CEDU, per assenza di motivi imperativi di interesse generale, che giustifichino tale efficacia; che l'estensione retroattiva a tutte le categorie di lavoratori forestali a tempo determinato di un criterio di inserimento in graduatoria prima previsto per una sola di esse (quella dei lavoratori «fuori fascia») non troverebbe adeguata giustificazione nel perseguimento di interessi di rango costituzionale, nemmeno sotto il profilo della semplificazione dell'azione amministrativa, astrattamente riconducibile al principio di buon andamento ex art. 97 Cost., in quanto la norma non sembra in grado di realizzare questo obiettivo, come dimostrerebbero le difficoltà che l'amministrazione regionale, convenuta nel giudizio principale, ha riconosciuto di avere incontrato nella sua applicazione;