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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª) 205 MORONESE La seduta inizia alle ore 14,35. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° marzo 2021, n. 22, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri DDL 2172 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto- legge 1° marzo 2021, n. 22, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri (Parere alla 1ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 15 aprile. La relatrice PAVANELLI ( M5S ) illustra uno schema di parere favorevole con osservazioni (pubblicato in allegato). Il sottosegretario GAVA invita la relatrice a valutare, nell'ultima delle osservazioni della proposta di parere, l'espunzione del seguente inciso: "in fase di conversione del decreto, o". Il senatore FERRAZZI ( PD ) esprime perplessità su quanto osservato dal rappresentante del Governo, in quanto la riformulazione riserverebbe l'attribuzione della tutela della resilienza del sistema energetico esclusivamente ad un provvedimento futuro. Il sottosegretario GAVA, preso atto di quanto rilevato dal senatore Ferrazzi, propone quindi l'espunzione del seguente inciso: "- in fase di conversione del decreto, o in un prossimo provvedimento utile -". La relatrice PAVANELLI ( M5S ), nel recepire le ultime osservazioni del rappresentante del Governo, dà quindi conto di un nuovo schema di parere favorevole con osservazioni (pubblicato in allegato). Il senatore FERRAZZI ( PD ) preannuncia il voto favorevole della propria parte politica. Il senatore NASTRI ( FdI ) preannuncia invece il voto contrario del proprio Gruppo, osservando che il decreto-legge procede ad una mera riformulazione terminologica dei dicasteri senza, per contro, recare misure rilevanti in ordine alla definizione delle competenze e allo sviluppo della green economy . Anche ad avviso della senatrice NUGNES ( Misto-LeU ) il decreto-legge in titolo sembra operare una mera riformulazione terminologica. L'oratrice osserva inoltre che la vecchia definizione di "Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare" meglio rispondeva all'esigenza di dare concretezza a specifiche garanzie costituzionali, laddove il concetto di "transizione ecologica" sembra invece trascurare proprio i profili di tutela poc'anzi menzionati. Conclude annunciando la sua astensione. La senatrice L'ABBATE ( M5S ), nel preannunciare, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto favorevole, si esprime positivamente sull'istituzione del Ministero per la transizione ecologica. Lo scopo è infatti quello di raggiungere un nuovo equilibrio tra le necessità dell'economia e la conservazione dell'ambiente, al fine di favorire una quanto mai opportuna transizione da un modello tecno-centrico di società ad uno bio-centrico. La senatrice GALLONE ( FIBP-UDC ) osserva che istituzione del nuovo dicastero appare quanto mai necessaria per governare efficacemente l'innovazione tecnologica e per fornire alle imprese un efficace sostegno nella riconversione a soluzioni ecologiche. Essa si colloca peraltro in maniera più che coerente nel quadro del green new deal delineato a livello europeo. Conclude annunciando il voto favorevole della propria parte politica. Il senatore LANIECE ( Aut (SVP-PATT, UV) ), nell'associarsi alle osservazioni svolte dalla senatrice Gallone, preannuncia, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto favorevole. Poiché nessun altro chiede di intervenire, la presidente MORONESE , previa verifica del numero legale, pone ai voti lo schema di parere come da ultimo riformulato dalla relatrice, che risulta approvato. Documento di economia e finanza 2021 e annessa relazione predisposta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 Doc Doc. LVII, n. 4 Documento di economia e finanza 2021 e annessa relazione predisposta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 (Parere alla 5ª Commissione. Esame e rinvio) La relatrice PAPATHEU ( FIBP-UDC ) illustra il documento in titolo, che, insieme con l'annessa relazione, reca un aggiornamento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica. Nel dettaglio, l'aggiornamento prospetta uno scostamento finanziario dai precedenti obiettivi, per il quale è necessaria l'autorizzazione a maggioranza assoluta da parte di ciascuna Camera. Il nuovo quadro programmatico quindi prevede: un incremento del PIL (in termini reali e non nominali) pari al 4,5 per cento nell'anno in corso, al 4,8 per cento nel 2022, al 2,6 per cento nel 2023 e all'1,8 per cento nel 2024 (si ricorda che il Documento programmatico di bilancio per il 2021, approvato dal Consiglio dei ministri il 18 ottobre 2020, prevedeva un incremento pari al 6 per cento nell'anno in corso, al 3,8 per cento nel 2022 ed al 2,5 per cento nel 2023); un tasso di disoccupazione pari al 9,6 per cento per l'anno in corso, al 9,2 per cento per il 2022, all'8,5 per cento per il 2023 ed all'8 per cento per il 2024 (il Documento programmatico di bilancio per il 2021 prevedeva un tasso pari al 9,8 per cento per l'anno in corso, al 9 per cento per il 2022, e all'8,2 per cento per il 2023); un tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni (in rapporto al PIL) pari all'11,8 per cento per l'anno in corso, al 5,9 per cento per il 2022, al 4,3 per cento per il 2023 ed al 3,4 per cento per il 2024 (il Documento programmatico di bilancio per il 2021 prevedeva un tasso pari al 7 per cento per l'anno in corso - a cui però occorreva sommare l'ulteriore indebitamento autorizzato dalle Camere il 20 gennaio 2021 e pari, in valori assoluti, a 32 miliardi di euro in termini di indebitamento netto -, al 4,7 per cento per il 2022 e al 3 per cento per il 2023). Riguardo invece all'indebitamento netto strutturale delle pubbliche amministrazioni (nel quale sono escluse dal computo le misure una tantum e le variazioni imputabili alla congiuntura economica), il nuovo quadro prevede un tasso (sempre in rapporto al PIL) pari al 9,3 per cento per il 2021, al 5,4 per cento per il 2022, al 4,4 per cento per il 2023 ed al 3,8 per cento per il 2024 (si ricorda che la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2020 prevedeva un valore pari al 5,7 per cento per il 2021, al 4,7 per cento per il 2022 e al 3,5 per cento per il 2023).