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Questo provvedimento - lo diceva il relatore prima - è stato inoltre presentato come uno strumento indispensabile per realizzare lo sblocco del turnover dal 2019. Siamo contenti, è importante, ma è una legge già esistente: anche se questa normativa fosse approvata entro la fine dell'anno, lo sblocco del turnover era già previsto dall'ordinamento vigente, sulla base di una norma del Governo Renzi, all'articolo 3 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90. Del resto, anche il Servizio del bilancio del Senato afferma che gli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni in esame si iscrivono nell'ambito dei soli effetti già contemplati nei tendenziali di spesa; quindi è una previsione già esistente. L'articolo 4 prevede assunzioni per il ricambio generazionale. Bene, questo è molto importante, peccato però che questa norma, con la fretta con la quale volete approvarla, non si coordina con una non definizione ancora della quota 100 e quindi noi non sappiamo quali saranno le uscite dal pubblico impiego (si presume molte) e quindi dovremo rifare un'altra norma. Non basta assumere (questo è il cuore della nostra intenzione di cercare di migliorare questo provvedimento). I nuovi fabbisogni organizzativi del capitale umano richiederebbero un grande piano di formazione, di riqualificazione e di aggiornamento del personale in servizio e anche per l'accesso alle selezioni c'è bisogno di valorizzare i dipendenti interni. Noi abbiamo proposto con un emendamento che i 35 milioni che destinate a questa misura siano dedicati a questo: ad un grande piano di formazione. Noi dobbiamo far crescere la cultura del valore del servizio pubblico, rafforzare cultura amministrativa, spirito di corpo, educare al culto della dimensione pubblica, all'integrità. Quindi è indispensabile un investimento forte, sistematico e consapevole sulle singole persone al lavoro, che formano la burocrazia e consentono di trasformare le affermazioni di principio in fatti concreti, come voi dite. La pubblica amministrazione deve porsi un obiettivo strategico, sfidante, di alto profilo e di lungo periodo, che impone di dotarsi di funzionari qualificati e corretti. La pubblica amministrazione deve dotarsi di buoni funzionari, che agiscono il valore dell'integrità nella pratica professionale e dovrebbe prevedere processi di selezione del personale basati su competenze e merito e assicurare una formazione continua. Insomma, è necessaria una formazione mirata al senso di appartenenza per tutti e, per i dirigenti, al senso del progetto. Di questa cura del personale della pubblica amministrazione non c'è traccia nel provvedimento in esame. Al contrario, nell'articolo 2, che si intitola «Misure per il contrasto all'assenteismo», si preferisce controllare piuttosto che motivare. La motivazione, a mio avviso, sarebbe l'unico potente antidoto anche contro l'insoddisfazione e la frustrazione che provocano l'assenteismo. Nella relazione di accompagnamento, anche qui senza giustificazioni, si parla di gravità e di diffusione del fenomeno dell'assenteismo e si introducono sistemi di verifica biometrica e di videosorveglianza, in sostituzione di quelli di rilevazione automatica già presenti adesso. Riteniamo che questo sia un intervento sbagliato, fondato sul presupposto che milioni di lavoratrici e lavoratori - più di tre milioni - impiegati su tutto il territorio nazionale, dai piccoli Comuni ai grandi, dalle scuole ai Ministeri, siano potenzialmente dei fannulloni. Con un emendamento approvato ieri dalla maggioranza, persino i dirigenti, la cui attività professionale è vincolata al risultato e all'obiettivo, rientreranno nelle misure di sorveglianza. Non è bastato e non è servito a nulla anche il monito del Garante per la protezione della privacy , che invitava e incitava noi legislatori al rispetto del criterio della proporzionalità, in ossequio alla normativa europea e alla nostra Costituzione. Si tratta di un principio che dovrebbe essere accompagnato anche dal buon senso: mi chiedo come si fa a decidere di impiegare in tal modo queste risorse, che non basteranno, perché 35 milioni di euro per tutti gli uffici pubblici non basteranno. Ma, anche se bastassero, come si fa a pensare che bisogna introdurre questi doppi controlli - videosorveglianza e controllo digitale o con l'iride - che sono sistemi invasivi della nostra delicata identità personale? Concludendo, signor Ministro, lei è una donna di legge. A questo punto, visto che abbiamo aumentato la platea di chi deve essere sottoposto a controlli, perché escludiamo dalla verifica dell'orario il personale contrattualizzato in regime di diritto pubblico? Non si può aumentare ancora di più la distanza tra classi sociali e lavorative. Lo potevamo tollerare quando c'era il badge , ma non possiamo continuare con questa disparità, se entriamo in un sistema biometrico, che interviene così pesantemente sui dati personali e sull'identità. Penso che quello in esame non sia un buon provvedimento, soprattutto per il mancato coinvolgimento delle persone che prestano il loro servizio nell'amministrazione pubblica. Signor Ministro, lei è a capo di tutto questo, in questo momento della storia repubblicana e il personale dell'amministrazione pubblica è il bene più prezioso che abbiamo. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Floris) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza, senatrice Toffanin. TOFFANIN, relatrice di minoranza . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, il lavoro dell'Assemblea oggi è dedicato ad un argomento importante e da tempo atteso, ma che proprio per la sua complessità e la sua rilevanza avrebbe necessitato di un lavoro più approfondito della Commissione e del Parlamento. Invece, anche in questa occasione il lavoro dell'opposizione è stato reso superfluo ed è netta la sensazione di voler andare nella direzione di svilire e di annichilire la democrazia, considerate appunto le modalità con cui sono stati votati finora tutti i provvedimenti. È velleitario poi pretendere di sviscerare efficacemente questo disegno di legge dedicato al lavoro della pubblica amministrazione - ripeto, pubblica amministrazione - in poco più di una settimana di tempo. Si tratta di un provvedimento che - lo ricordo - riguarda lo sblocco del turnover delle assunzioni, l'obbligo di implementazione di strumenti di videosorveglianza e di biometria, pure lo sblocco dei salari accessori, ed ancora il rimborso dei buoni pasto ai dipendenti pubblici della società emettitrice fallita Qui Ticket, ma anche - lo cito per ultimo, ma è il punto principale di tutto il provvedimento - la costituzione di un Nucleo di controllo per la pubblica amministrazione. L'articolato del disegno di legge in oggetto si estrinseca quindi in un insieme eterogeneo di disposizioni, per di più applicabili solo ad una parte limitata del vasto complesso della pubblica amministrazione, a prescindere dai diversi contesti. Non si intravede una visione organica, che pure sarebbe doverosa visto che ci è stata disegnata come primo tassello di un più ampio piano di riforma di tutta la pubblica amministrazione. Prima di parlare di assunzioni, signor Ministro, forse si dovrebbe definire la riorganizzazione del lavoro, la semplificazione, la sburocratizzazione, da cui poi si capiscono le competenze e le risorse necessarie per la sua realizzazione. Qui invece si va a ritroso: