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Il primo dei due Trattati in esame, quello in materia di estradizione, fatto ad Abu Dhabi nel settembre 2015, integrato da uno scambio di note il 27 novembre 2017 e il 17 gennaio 2018, e composto da 24 articoli, è finalizzato a consentire l'estradizione obbligatoria, secondo le norme e le condizioni indicate, di persone ricercate che si trovino nel territorio di uno dei due Paesi per dare corso a un processo penale o al fine di consentire l'esecuzione di una condanna definitiva. Il testo prevede che l'estradizione sia concessa quando il fatto per cui si procede o si è proceduto nello Stato richiedente sia previsto come reato anche dalla legislazione dello Stato richiesto, secondo il principio della «doppia incriminazione». Tale principio trova tuttavia un temperamento in materia fiscale, laddove viene previsto che l'estradizione possa essere accordata anche quando la disciplina dello Stato richiesto, in detta materia, sia differente da quella dello Stato richiedente. L'estradizione processuale richiede, inoltre, che il reato per cui si proceda sia punito da entrambi gli Stati con la pena della reclusione per un periodo di almeno un anno, mentre l'estradizione esecutiva richiede che la pena residua ancora da espiare corrisponda a un periodo minimo di sei mesi. Il testo disciplina altresì i motivi obbligatori per opporre un rifiuto all'estradizione, prevedendo, fra l'altro, oltre ai casi ormai consolidatisi nelle discipline pattizie internazionali, anche quelli relativi a reati puniti dallo Stato richiedente con pene proibite dalla legge dello Stato richiesto, o quando vi sia fondato motivo di ritenere che la persona richiesta possa essere sottoposta, per il reato oggetto della domanda di estradizione, a tortura o a trattamenti illegali e disumani. Viene inoltre previsto un rifiuto obbligatorio anche nel caso in cui il reato per il quale venga chiesta l'estradizione sia punibile con la pena di morte secondo la legge dello Stato richiedente, salvi i casi in cui la pena capitale non sia inflitta nei confronti della persona richiesta, ovvero, qualora già inflitta, lo Stato richiedente assuma l'impegno di non darvi esecuzione. A tal riguardo lo scambio di note fra i due Paesi risalente al novembre 2017 e al gennaio 2018 ed allegato al Trattato, prevede, conformemente alla giurisprudenza della Corte costituzionale in materia, che resti esclusa del tutto la possibilità di dare luogo a estradizione nei casi in cui sia prevista la pena di morte, a meno che la parte richiedente non adotti una decisione irrevocabile che commuti tale pena in una pena diversa, nel pieno rispetto dell'ordinamento della parte richiesta. Il Trattato indica inoltre i motivi facoltativi per opporre un rifiuto all'estradizione, riferibili ai casi in cui lo Stato richiesto rivendichi la propria giurisdizione sul reato oggetto della richiesta di estradizione o abbia in corso un procedimento penale riferibile al medesimo illecito penale, o a valutazioni di carattere umanitario in relazione all'età e alle condizioni di salute della persona da consegnare. Il testo, dopo aver individuato nei rispettivi Ministeri della giustizia le autorità centrali preposte all'attuazione del Trattato, disciplina le modalità e i documenti necessari per la presentazione di una richiesta di estradizione, pone un generale divieto di riestradizione della persona consegnata, fissa le procedure per la consegna della persona e stabilisce che la composizione delle controversie interpretative o applicative fra le parti avvenga mediante consultazione in via diplomatica. Il secondo Trattato oggetto del presente disegno di legge di ratifica - quello relativo alla mutua assistenza giudiziaria in materia penale - si compone di 25 articoli ed è finalizzato a disciplinare l'assistenza giudiziaria penale bilaterale. L'adozione di tali norme è stata imposta dalla progressiva estensione dei rapporti economici, commerciali e finanziari tra i due Paesi, aspetto che inevitabilmente reca con sé anche lo sviluppo di fenomeni criminali che coinvolgono entrambi gli Stati e che rendono necessaria la predisposizione di strumenti idonei a garantire una reciproca ed efficace collaborazione bilaterale. Il testo esplicita l'impegno delle parti a prestarsi la più ampia assistenza giudiziaria in materia penale - ed espressamente anche in relazione a reati tributari e fiscali - prevedendo fra l'altro la ricerca e l'identificazione di persone, la notificazione di atti e documenti, la citazione dei soggetti coinvolti a vario titolo nei procedimenti penali, l'acquisizione e la trasmissione di atti ed elementi di prova e di informazioni relative a conti presso istituti bancari e finanziari, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni, lo svolgimento e la trasmissione di perizie, l'effettuazione di attività di indagine, l'esecuzione di perquisizioni e sequestri, il sequestro, il pignoramento e la confisca dei proventi del reato e delle cose a esso pertinenti. Il Trattato, che prevede anche lo scambio di informazioni su procedimenti penali e condanne di cittadini, nonché la possibilità di dar luogo a qualsiasi forma di assistenza che non sia in contrasto con la legislazione dello Stato richiesto, disciplina quindi le modalità per la formulazione delle domande di assistenza, nonché i casi per l'opposizione di un rifiuto a tali richieste. Di particolare rilievo, a tal proposito, la previsione secondo cui l'assistenza non possa essere rifiutata esclusivamente in ragione del segreto imposto da banche e simili istituzioni finanziarie, ovvero in ragione del fatto che il reato si consideri anche di natura fiscale. Ulteriori articoli definiscono le modalità per l'esecuzione della domanda, per la notifica degli atti, per l'assunzione di testimonianze o dichiarazioni, per il transito di persone in stato di detenzione, per l'effettuazione di perquisizioni e sequestri relativi a una procedura penale. Il disegno di legge di ratifica dei due Trattati si compone di 4 articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all'autorizzazione alla ratifica, all'ordine di esecuzione, alla copertura finanziaria e all'entrata in vigore. Gli oneri economici per l'Italia derivanti dall'attuazione del provvedimento sono valutati in 40.000 euro annui, a decorrere dal 2018. I due Trattati in esame non presentano profili di incompatibilità con la normativa nazionale esistente né con altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Giacobbe. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, cari colleghi, il provvedimento in esame riguarda due Trattati tra l'Italia e gli Emirati Arabi Uniti in materia giudiziaria. I due Trattati si inseriscono nel contesto degli strumenti finalizzati alla regolamentazione dei rapporti di cooperazione fra l'Italia e Paesi non appartenenti all'Unione europea, allo scopo di migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace il contrasto alla criminalità.