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Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge riprende il testo dell'atto Senato n. 1461, presentato nella scorsa legislatura, a prima firma della senatrice Nocerino, esito, condiviso da tutti i Gruppi parlamentari del Senato, dei lavori del Comitato ristretto chiamato ad esaminare i diversi disegni di legge in materia di caregiver . Assistere una persona cara non autosufficiente ed esserle di aiuto nelle difficoltà di gestione della vita quotidiana costituisce una funzione cardine delle relazioni di convivenza, basate sulla libera scelta e alimentate da motivazioni affettive e sentimentali. Ci sono situazioni in cui questa funzione di aiuto assume connotati di impegno tali da rendere necessari ed opportuni interventi di sostegno da parte delle istituzioni pubbliche, in favore delle persone che si trovano nella condizione di assistere una persona cui sono legate per motivi affettivi o di parentela, quale che sia la loro età, perché affette da patologie invalidanti, anche croniche o degenerative. Nella XVII legislatura, in Senato, si sono mossi i primi passi in riferimento a questa problematica. Nella XVIII legislatura era cominciato l'esame in Commissione del citato atto Senato n. 1461, unitamente ad altre iniziative legislative in materia di caregiver familiare. L'Italia, infatti, risultava uno dei pochi paesi in Europa dove non era stata riconosciuta e dove non è, ad oggi, tutelata anche da un punto di vista previdenziale la figura del caregiver familiare. Con il termine « caregiver familiare » si designa colui che si prende cura di una persona cara in condizioni di non autosufficienza. Il caregiver familiare deve farsi carico dell'organizzazione delle cure e dell'assistenza, nonché di ogni altro atto, anche amministrativo, che la persona assistita non è più in grado di compiere; può trovarsi, dunque, in una condizione di sofferenza e di disagio riconducibile ad affaticamento fisico e psicologico, solitudine, consapevolezza di non potersi ammalare per le conseguenze che la sua assenza potrebbe provocare. Il sommarsi dei compiti assistenziali a quelli familiari e lavorativi determina frustrazione e possibili problemi economici. Elizabeth Helen Blackburn, premio Nobel per la medicina nel 2009, rilevava nei suoi studi come l'aspettativa di vita per i caregiver familiari possa ridursi anche di 17 anni. Per questo la figura del caregiver familiare deve essere valorizzata e sostenuta dallo Stato. Nel dicembre 2017 la figura del caregiver familiare è stata individuata con l'articolo 1, comma 255, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), nella persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell'altra parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della citata legge n. 104 del 1992, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18. Con il comma 254 dell'articolo 1 della medesima legge n. 205 del 2017 è stato istituito, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale del caregiver familiare. Successivamente, con il comma 483 dell'articolo 1 della legge n. 145 del 30 dicembre 2018 (legge di bilancio per il 2019), il Fondo in parola è stato incrementato di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Pertanto, la rimodulazione complessiva della dotazione del Fondo era di 25 milioni negli anni 2019, 2020 e 2021. La disponibilità del Fondo – sebbene sussista costantemente la necessità di incrementarla e di renderla strutturale – ha permesso di avviare alcune prime importanti misure di sostegno per i caregiver familiari. Già a partire dal previsto dal decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 97, recante disposizioni urgenti, tra le altre, in materia di famiglia e disabilità, la gestione del Fondo è stato attribuito alla Presidenza del Consiglio dei ministri ovvero al Ministro delegato per la famiglia e le disabilità, che ne definisce i criteri e le modalità di utilizzo, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 28. Quello che è mancato al legislatore è stato il tempo, che non ha permesso la puntuale definizione di norme atte a collocare la figura del caregiver familiare nell'ambito di un quadro giuridico di riferimento, idoneo a garantire e a tutelare – sotto il profilo del riconoscimento dell'attività svolta, ma anche sotto quello della formazione – diritti soggettivi da esso derivanti. Pertanto, risulta fondamentale il seguente disegno di legge, il quale apre ad una prima fase di normazione, finalizzata al riconoscimento e alla tutela del lavoro svolto dal caregiver familiare, che rappresenta un valore sociale ed economico per il Paese. È, dunque, nostro dovere, nell'interesse della collettività, prendere atto del lavoro compiuto nelle due legislature precedenti e formulare con il presente disegno di legge, in attesa del riordino complessivo della disciplina vigente in materia di disabilità, una prima serie di norme imprescindibili per rendere pieno ed effettivo il riconoscimento del caregiver familiare. Il testo si compone di 11 articoli. L'articolo 1 del presente disegno di legge prevede il riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura e di assistenza svolta dal caregiver familiare quale risorsa volontaria dei servizi socio-sanitari e sanitari locali di assistenza alla persona e di valorizzazione dell'assistenza domiciliare della persona. L'articolo 2 reca la definizione della figura di caregiver familiare modificando la definizione contenuta nell'articolo 1, comma 255 della legge 27 dicembre 2017 n. 205. In particolare, si precisa che l'attività di caregiver familiare sia a titolo gratuito. L'articolo 3 stabilisce che la qualifica di caregiver familiare, come definito dall'articolo 1, comma 255, della legge n. 205 del 2017, può essere riconosciuta limitatamente ad un familiare per ogni assistito. L'articolo 4 elenca nel dettaglio i requisiti necessari per accedere ai benefici previsti dalla presente legge.