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Inoltre, abbiamo anche protetto le risorse interne alla pubblica amministrazione: abbiamo fatto benissimo, perché tanti ingegneri, architetti, geometri e geologi vorrebbero progettare, ma temono e si chiedono chi li protegge nel caso di un errore progettuale. Per questo abbiamo inserito una polizza assicurativa a carico dell'amministrazione appaltante, quindi a carico dell'ente pubblico, che copre i rischi professionali del professionista. Abbiamo garantito la centralità di questo Parlamento. Come è stato detto da tanti colleghi che mi hanno preceduto, il Governo deve ascoltarci. Noi porremmo delle condizioni, se servono. Se il Governo non le vuole accettare, ci deve venire a spiegare il perché. (Applausi) . Mi sembra veramente una presa di posizione importante da parte di questo Parlamento, troppe volte tartassato e superato da decreti-legge. Infine, forse uno dei punti più importanti - sicuramente lo è per me - riguarda il perseguimento della transizione ecologica. Abbiamo detto chiaro e tondo che negli appalti bisogna rendicontare l'obiettivo energetico ambientale e che vi è l'obbligo di inserire i criteri ambientali minimi. Questo è un passo chiaro, certificato, messo nero su bianco, nel senso della transizione ecologica. Colleghi, adesso dobbiamo sostenere un ultimo sforzo facendo in modo che questa normativa sia il più possibile stabile e strutturata nel tempo. Bisogna intervenire poco o niente. Bisogna lasciare che gli operatori del settore possano organizzarsi al meglio per fare - e bene - queste opere. Pertanto, siamo sicuri che dobbiamo unirci tutti insieme per vincere la sfida del Piano Nazionale di ripresa e resilienza. Per tali motivi, preannuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle al provvedimento in esame. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno BONINO (Misto-+Eu-Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà, senatrice Bonino. Visto che oggi è il suo compleanno, la Presidenza le fa gli auguri, sicuramente condivisi da tutto il Senato. (Applausi) . BONINO (Misto-+Eu-Az) . La ringrazio, signor Presidente e colleghi. Mi spiace contraddirla, signor Presidente, ma gli anni sono non settantaquattro, ma quarantasette. (Applausi) . PRESIDENTE. Non avevo dato alcun numero, senatrice. BONINO (Misto-+Eu-Az) . In un Paese, dove una mia amica dice che non si studia la matematica, succede anche questo. Vorrei informarvi che ieri la Commissione per i diritti umani del Senato, con l'adesione della Commissione affari esteri e del gruppo senatrici solidali con le donne afghane, ha promosso in Senato l'incontro con Shaharzad Akbar, che è fuggita il 15 agosto scorso, prendendo l'ultimo aereo possibile, da Kabul e oggi vive in esilio a Londra e fa un tour per aiutarci a non dimenticare. Viaggia con un marito e un bambino, è incinta di sette mesi - quindi che fatica sopporta - e oggi è a Milano, per poi essere a Venezia. Ha molto apprezzato la solidarietà che ha trovato in Italia. Credo che dovremmo ascoltare gli uomini e le donne della diaspora, che ovviamente - come potete immaginare - sono in una situazione piuttosto difficile. Vi ringrazio ancora per gli auguri. Sarei più contenta fossero dieci anni di meno, ma la vita va così. (Applausi) . Capiterà anche a voi, non vi preoccupate. Non siate invidiosi perché vi capiterà e, quindi, preparatevi. (Applausi) . PRESIDENTE. Grazie, senatrice Bonino, e ancora auguri per i suoi quarantasette anni. ABATE (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ABATE (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, prendo la parola per portare in quest'autorevole Aula la voce dei pescatori della storica marineria di Marina di Schiavonea, nella mia città, Corigliano-Rossano. Porto anche la voce dei pescatori di Cariati, Crucoli, Cirò Marina e Crotone e di tutti i pescatori calabresi e italiani. Raramente i pescatori chiedono o si fermano. Loro, il popolo del mare, sono abituati alle difficoltà e alle tempeste, quindi se in questi giorni si sono fermati e manifestano è per una ragione sacrosanta. L'aumento esponenziale del carburante non consente più ai pescatori italiani di uscire in mare, come si dice in gergo, attendere e proseguire la loro attività che costituisce il primo anello fondamentale di un'importante filiera per tutta l'economia nazionale e che dà lavoro a tantissime famiglie. Gli armatori non ce la fanno più a sostenere le spese del gasolio, che è aumentato quasi del 60 per cento, e andare a pescare in questo momento accumulerebbe solo debiti e non guadagni. Tutto questo ha come conseguenza la perdita di reddito di tante e tante famiglie. E allora, presidente Draghi, ascolti le ragioni e le esigenze dei pescatori e le sostenga con strumenti che lei, grande esperto di economia e finanza, saprà ben trovare, saprà ben definire, e saprà ben aiutare, con tali strumenti, i pescatori che in questo momento invocano aiuto. Pensi ad un necessario scostamento di bilancio se è il caso, perché siamo in una situazione estrema, siamo in guerra, in un momento in cui aumenta il prezzo delle materie prime. Al ministro Patuanelli e al sottosegretario con delega alla pesca Battistoni dico di non girare più la testa come sta avvenendo in questi ultimi tempi: difendete e sostenete i pescatori nella loro legittima e seria richiesta d'aiuto. I pescatori, con la dignità e la riservatezza che li ha sempre contraddistinti, non possono e non devono essere abbandonati a se stessi. Mi auguro che presto ci saranno riscontri positivi per rivedere i nostri pescherecci solcare di nuovo il mare. (Applausi) . GAUDIANO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GAUDIANO (M5S) . Signor Presidente, un ennesimo femminicidio ha macchiato di rosso le pagine di cronaca di questi giorni, a Pontecagnano, in provincia di Salerno. Questa volta la vittima si chiamava Anna Borsa e aveva appena trent'anni. Stava lavorando Anna, nella parrucchieria dove era impiegata, quando il suo assassino l'ha raggiunta e le ha sparato a sangue freddo un colpo alla tempia. La giovane donna è morta immediatamente e in un attimo tutti i suoi sogni sono stati spazzati via. Ancora una volta ad uccidere è un ex fidanzato che non accetta la fine della relazione. Ancora una volta ad uccidere le donne sono uomini che hanno bisogno di imporsi con la violenza, uomini che dicono di amarle e invece le ammazzano. I casi di violenza sulle donne in Italia raggiungono ancora numeri allarmanti.