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il comparto delle cartiere che in Italia conta complessivamente 150 stabilimenti, con un fatturato di 8 miliardi di euro nel 2021, in crescita del 28 per cento rispetto al 2020, è a rischio di default a causa dell'impennata dei prezzi dell'energia; in provincia di Padova, a Carmignano di Brenta la Pm3 e a Camposampiero la Progest sono costrette a cessare momentaneamente l'attività non potendo sostenere gli alti costi del gas, riservandosi la possibilità della cassa integrazione per i dipendenti se la situazione attuale dovesse perdurare; nella memoria del 14 febbraio 2022 depositata da ARERA presso la 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) del Senato l'Autorità rileva che "l'impennata dei prezzi all'ingrosso dell'energia nel 2021 ha registrato un aumento di quasi il 500% per quanto riguarda il gas naturale e del 400% circa per l'energia elettrica"; pur con gli interventi straordinari messi in atto dal Governo, nel primo trimestre 2022 sul primo trimestre 2021 si è registrato un aumento del 131 per cento per il cliente domestico "tipo" di energia elettrica e del 94 per cento per quello del gas naturale, si chiede di sapere: quali misure urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare per attenuare gli effetti dell'improvvisa impennata dei prezzi nel mercato dell'energia; come intendano sostenere i consumatori e l'industria; se non considerino assolutamente urgente attuare una serie di misure a medio e lungo termine per evitare volatilità dei prezzi in futuro; se non reputino fondamentale prevedere l'uso e il funzionamento dello stoccaggio del gas in tutto il mercato europeo, potenziando gli appalti congiunti per l'acquisto di stock di gas da parte degli Stati membri. Atto n. 4-06718 FREGOLENT BAGNAI Al Ministro della salute Premesso che: in poco più di due anni di pandemia lo Stato e le altre amministrazioni pubbliche italiane hanno indetto più di 14.000 bandi con l'obiettivo di acquistare beni e servizi necessari a fronteggiare l'emergenza; sinora sono stati messi a bando importi per oltre 19 miliardi di euro, se si escludono gli accordi quadro, vale a dire le procedure che prevedono un affidamento diretto all'impresa. Di questo volume di risorse pubbliche, somme pari quasi a 4 miliardi di euro sono state bandite per i vaccini e forniture concernenti le vaccinazioni anti COVID-19; l'Italia non è autonoma nell'approvvigionamento di vaccini, ma insieme agli altri Paesi membri della UE ha aderito alla strategia vaccinale europea. Secondo questo piano alla Commissione UE è attribuita la negoziazione con le aziende farmaceutiche produttrici di vaccini, mentre agli Stati è devoluta l'attuazione delle politiche di vaccinazione; invero, la Commissione si occupa di stipulare gli accordi preliminari, attualmente conclusi per 6 tipi di vaccino, mentre gli Stati nazionali procedono all'acquisto delle dosi, in base alla ripartizione europea prevista negli accordi; le somme bandite dalle amministrazioni pubbliche italiane nel comparto vaccinazioni ammontano a quasi 4 miliardi di euro. Si tratta di 300 lotti pubblicati tra l'11 giugno 2020 e il 6 dicembre 2021; ad oggi non sono stati pubblicati ancora i contratti tra la Commissione europea e le aziende, fatta eccezione per Astrazeneca, il cui contratto, stipulato nell'agosto 2020 e reso pubblico nel febbraio 2021, contiene una serie di omissis che non permettono di visionare i prezzi delle dosi concordate; i costi dei farmaci anti COVID, infatti, sono informazioni strettamente riservate e la Commissione europea non ha mai confermato né smentito le cifre in circolazione. Tuttavia, a fine 2020 la segretaria di Stato al bilancio del Governo belga ha pubblicato su "Twitter" il prezzo di ogni dose applicato ai Paesi UE, salvo poi cancellare il post pochi minuti dopo (quando ormai era stato già riportato da numerose testate); la fase emergenziale ha sicuramente richiesto una rapidità nelle decisioni e una celerità di azione che ha messo in secondo piano altri principi che solitamente governano l' agere pubblico. Ad oggi, però, che non ci si trova più nella fase acuta dell'emergenza, è doveroso garantire un reale processo di trasparenza, poiché il tema concerne l'impiego e la gestione di ingenti risorse pubbliche nonché la salute della popolazione. È necessario, dunque, che le istituzioni interessate forniscano dati certi e precisi in ordine alla politica di acquisto e di gestione dei vaccini, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno e urgente fornire i dati relativi agli accordi di fornitura dei vaccini, l' iter per la richiesta di nuovi lotti, l'impiego delle eventuali scorte inutilizzate, la verifica della scadenza dei lotti, nonché informazioni in ordine alla futura pianificazione del programma vaccinale in particolare in previsione della cessazione dell'emergenza, individuata nella data del 31 marzo 2022. Atto n. 4-06719 DE POLI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: il Governo ha approvato nei giorni scorsi il "decreto energia" (decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17) che contiene anche alcune misure per il comparto dell'autotrasporto con un primo immediato sostegno pari a 80 milioni di euro per compensare parzialmente l'aumento dei costi di gestione delle imprese di autotrasporto; a detta degli operatori del settore le misure previste sono insufficienti a contrastare i danni subiti dall'impennata del prezzo dei carburanti, si chiede di sapere: quali provvedimenti urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare per sostenere il comparto degli autotrasportatori; se non reputino opportuno prevedere la sospensione, almeno temporanea, delle accise sul carburante che sta portando all'aumento spropositato del prezzo dei carburanti; se abbiano intenzione di costituire un tavolo con i rappresentanti delle categorie degli autotrasportatori, per giungere a soluzioni che pongano un freno all'aumento esponenziale del prezzo dei carburanti che sta causando effetti devastanti su cittadini, famiglie e imprese. Atto n. 4-06720 NENCINI Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale Premesso che: la Telecom Italia Mobile (TIM) è una società leader nel campo delle telecomunicazioni che nasce nel 1995; recentemente ci sono stati avvenimenti che hanno condizionato molto la società, quali l'interesse manifestato dal fondo di investimento KKR e l'andamento negativo dell'azienda, dovuto in parte alla pandemia ed in parte ad azioni strategiche decise dai vertici che non hanno avuto buon esito; a causa di ciò, il 3 marzo 2022 è stato presentato un nuovo piano industriale, che prevede la divisione di TIM in 2 macro contenitori; il nuovo piano prevede un percorso di trasformazione basato sulla creazione di due contenitori distinti: NetCo (dove verrà collocata la rete e Sparkle, l'azienda che si occupa di collegamenti internazionali) e ServCo (dove confluiranno consumer , vendita, marketing e Tim Brasil). ServCo, con 12.000 dipendenti, sarà suddivisa in: