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Il tema dei rilasci in alveo, nel periodo estivo, diventa fondamentale al fine di poter implementare le colture agricole, come previsto dalla modifica, sui terreni a riposo della PAC per circa 200.000 ettari in più per il nostro Paese. Abbiamo approvato proprio in quest'Aula il 26 aprile scorso - e ringrazio i colleghi - una risoluzione della Commissione agricoltura per chiedere una proroga dell'entrata in vigore di questo provvedimento così restrittivo. Come Gruppo Lega, abbiamo presentato un emendamento all'articolo 21 per far sì che dalla risoluzione si passasse ad una norma cogente, che potesse entrare in vigore prima del periodo estivo, molto caro anche alla nostra agricoltura. L'emendamento ha avuto il parere favorevole della Commissione. Il delicato momento geopolitico che stiamo vivendo richiede misure destinate a far fronte agli effetti economici della crisi internazionale in atto, tenendo conto delle necessità agroalimentari, soprattutto delle produzioni. Sono quindi importanti le sperimentazioni, ma bisogna che entro il 2025 questo non entri in vigore, perché creerà sicuramente dei problemi alla nostra agricoltura. Altre misure sono state introdotte su questo tema, fra cui alcune importanti anche per la filiera suinicola, per l'abbattimento dei costi, per implementare il progetto del decreto legislativo sulle pratiche sleali. Stiamo assistendo a forti tensioni sul mercato delle commodity , dettate soprattutto dal ruolo che l'incertezza genera rispetto agli scenari dell'approvvigionamento alimentare. Lo straordinario picco dei prezzi delle materie prime ha peggiorato anche le condizioni di vita delle fasce più deboli della popolazione mondiale, limitandone l'accesso a risorse indispensabili come cibo ed energia. L'impennata dei prezzi in questo ultimo arco temporale è stata la più alta degli ultimi decenni per intensità e durata. Pensate che il picco raggiunto nel primo trimestre 2022 è superiore ai picchi 2007-2008 e anche al livello toccato negli anni Settanta del secolo scorso in piena crisi petrolifera. Uno degli aspetti da evidenziare è che c'è un andamento quasi identico tra cereali, petrolio e zucchero, perciò l'incertezza regna su tutte le commodity . Questa incertezza impatta sulle aziende agricole e le porta a dover ragionare in modo più ampio e anche in modo diverso, in modo più efficiente ed efficace. Il settore primario deve familiarizzare da subito con strumenti finanziari nuovi e mutualistici, per accedere alla stabilità dei redditi, che diventa fondamentale. Occorre che non perdiamo ulteriore tempo per intervenire ancora sia sulle semplificazioni che sui sostegni, per dare risposte certe ad una filiera come quella agroalimentare che sicuramente, alla luce del ruolo strategico che riveste per l'economia del Paese, merita risposte immediate e concrete da questo Parlamento. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 18,10) LANZI (M5S) . Signor Presidente, solo pochi giorni fa intervenivo in quest'Aula nell'ambito della discussione generale sul decreto energia, che ha preceduto in termini di misure introdotte il contenuto del decreto oggi in discussione, che risulta già in parte superato dal nuovo decreto aiuti di recente licenziato da Consiglio dei ministri. Così come per la pandemia, e anzi anche in misura maggiore, un conflitto armato nel cuore dell'Europa e il caro energia rappresentano delle emergenze da fronteggiare senza esitazioni. Siamo stati i primi a dover dare delle risposte di fronte a una pandemia globale di cui non si conosceva ancora nulla e credo che in quell'occasione il Governo guidato dal presidente Conte si sia mostrato risoluto e vicino ai problemi dei cittadini. Lo ha fatto non con le parole, ma con provvedimenti concreti, finanziati attraverso diversi scostamenti di bilancio che hanno salvato migliaia di imprese e permesso a milioni di cittadini di superare un momento di estrema difficoltà. (Applausi) . Ma non ci siamo limitati soltanto a questo, perché contro lo scetticismo generale siamo riusciti a portare le difficoltà che stava attraversando il nostro Paese nei tavoli europei, dove sono grazie alla perseveranza del MoVimento 5 Stelle abbiamo portato a casa il recovery fund. Anche quella che stiamo fronteggiando in questi mesi è una situazione senza precedenti. Per alcuni settori, anzi, la situazione è decisamente peggiore rispetto a quella generata dal Covid. Eppure - la mia constatazione non è priva di rammarico - non vedo la stessa solerzia da parte del Governo nel cercare in tutti i modi di risolvere i problemi che affliggono imprese e cittadini. Certo, in questo decreto, così come nel decreto che l'ha preceduto, ci sono molte misure degne di nota, ma di certo non sufficienti. La situazione che stiamo attraversando ci impone misure ed interventi straordinari. Fortunatamente, dopo una prima fase in cui forse si era sottostimato il rischio economico per il nostro Paese, il Governo ha deciso di ascoltarci e di adottare misure via via sempre più straordinarie, arrivando al recente stanziamento di 14 miliardi contenuto nel decreto aiuti, senz'altro un passo in avanti molto importante ma ancora insufficiente, soprattutto in considerazione dell'assenza di misure strutturali che possano renderci più autonomi dal punto di vista energetico. Alcuni obietteranno che è semplice dare giudizi a posteriori . Vedete, colleghi, quello che noi sosteniamo oggi riguardo alla politica energetica nazionale, lo sostenevamo anche tanti anni fa: sono anni che parliamo dell'importanza di puntare sulle energie rinnovabili, avviando un progressivo abbandono delle energie fossili. Se solo avessimo iniziato questo percorso sin da quando il MoVimento 5 Stelle ha portato questo tema in Parlamento, posso assicurarvi che oggi non saremmo di certo in questa situazione. (Applausi) . Quanto al merito del provvedimento oggi in discussione, non nascondo la grande soddisfazione per l'approvazione dell'emendamento a mia prima firma che istituisce un sistema di interscambio di pallet. Sebbene si tratti di una tematica poco conosciuta per i cittadini, vi assicuro che per il settore logistico-alimentare rappresenta una vera e propria rivoluzione, che proverò a spiegare brevemente. Le merci destinate alla grande distribuzione vengono trasportate su bancali di legno chiamati pallet, che rappresentano un costo aziendale non indifferente, soprattutto se moltiplicato per la mole di merce inviata. Nella consegna delle merci, tale asset finiva sempre più spesso distrutto, disperso o trafugato, con ingente danno economico sopportato dai proprietari precedenti che spesso, in qualità di parte contrattuale debole nel rapporto di fornitura, si ritrovavano a dover sostenere questa perdita. Notevole era anche l'impatto ambientale di un sistema in cui si aveva poco interesse a recuperare un pallet non di propria proprietà. Grazie alla nuova disciplina introdotta all'interno del presente decreto-legge, l'azienda cessionaria, salvo espressa dispensa del proprietario o del committente, è obbligata a restituire l'eguale ammontare di pallet ricevuti, oppure ad emettere un voucher attestante il debito che, trascorsi sei mesi dall'emissione, dovrà essere saldato.