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L’individuazione della «cintura verde» è parte integrante del Piano del verde e delle aree libere di cui all’articolo 4, e garantisce la realizzazione dell'insieme dei valori naturali e culturali, universali e identitari che rappresentano i beni comuni del territorio in esame. 5 Fino alla realizzazione della perimetrazione di cui al comma 2 e alla individuazione della cintura verde è sospeso ogni intervento di trasformazione del suolo. 6 Al fine di garantire la funzione strategica delle aree naturali protette, nazionali, regionali e interregionali, dei parchi urbani e delle altre aree soggette a regime speciale di protezione, in termini di gestione del territorio e rigenerazione del sistema naturale, ambientale, di difesa degli ecosistemi e della biodiversità, della mitigazione dei cambiamenti climatici e della salute del pianeta, gli enti di governo delle suddette aree devono realizzare l'obiettivo di garantire la limitazione massima di consumo di suolo ai sensi della presente legge. 4 (Piano del verde e delle aree libere nel centro edificato) 1 Al fine di favorire la rigenerazione dei tessuti urbani, soprattutto di quelli degradati, di riqualificare le periferie, di ridurre l'inquinamento, di offrire una migliore qualità della vita dal punto di vista della salubrità, del clima, della socialità e dell'integrazione, nonché di migliorare la qualità estetico-formale dell'ambiente urbano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ciascuna regione, con propria legge, definisce criteri e modalità di realizzazione del Piano del verde e delle aree libere nel centro edificato, che deve essere adottato da parte di ciascun comune. La legge regionale assicura che gli strumenti urbanistici già adottati o approvati si adeguino alle nuove disposizioni prescritte nel Piano del verde e delle aree libere. 2 Nel rispetto dell'articolo 117, secondo comma, lettera s) , della Costituzione, le regioni assicurano che il Piano del verde e delle aree libere: a attribuisca a ciascuna area libera una destinazione d'uso che non comporti nuove edificazioni e impermeabilizzazioni del terreno; b preveda la realizzazione o il completamento di corridoi ecologici, aree destinate all'agricoltura urbana e periurbana, aree pedonali, piste ciclabili, percorsi per disabili e il soddisfacimento degli standard urbanistici comunali e sovracomunali di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e loro adeguamenti previsti dalle leggi regionali e dalle norme dei piani comunali; c censisca i soggetti vegetali significativi esistenti ed in particolare individui, ai fini della loro tutela, gli elementi che rappresentano e rivelano tracce di storia del territorio e caratteristiche specifiche della singola area; d preveda la piantumazione di piante e masse arboree anche nelle aree di proprietà privata; e crei fasce di pertinenza di fiumi e torrenti e di aree sensibili di particolare valenza paesistica, ambientale e culturale; f tuteli e valorizzi le aree naturali, gli ecosistemi, le aree incolte che possono rappresentare aspetti di storia del territorio a causa di presenze vegetali e morfologia; g definisca criteri e contenuti minimi ai fini dell’individuazione della cintura verde di cui all'articolo 3, quale parte integrante del Piano del verde e delle aree libere. 3 La legge regionale di cui al comma 1 stabilisce modalità e criteri con i quali i comuni provvedono al censimento cartografico degli spazi pubblici e privati inedificati o inutilizzati, interni al perimetro di cui all'articolo 3, comma 2, prevedendo che in esso siano indicati lo stato di diritto, la consistenza, l'uso del suolo e la destinazione urbanistica cui l'area è soggetta. I dati del censimento devono essere accessibili e adeguatamente pubblicizzati. 5 (Realizzazione di infrastrutture) 1 Nella programmazione e realizzazione di autostrade e strade, comunque classificate, linee e impianti per il trasporto su rotaia, elettrodotti e oleodotti, infrastrutture civili, industriali, commerciali, è vietata la frammentazione degli ecosistemi. Essa può essere autorizzata esclusivamente nel caso di comprovate esigenze, purché sia di impatto ridotto, garantendo la predisposizione di misure di compensazione e mitigazione che assicurino la connettività biologica. 6 (Trasformazione ecosostenibile dei tessuti edificati) 1 Nei processi di trasformazione urbana, in particolare quelli che interessano aree caratterizzate da attività produttive dismesse e aree demaniali edificate, la nuova destinazione d'uso attribuita dal piano urbanistico generale del comune deve essere compatibile con il tessuto edificato circostante e non deve aggravare la condizione del traffico urbano. 2 Nell'area oggetto di intervento di cui al comma 1, devono essere garantiti: a la permeabilità di non meno del 65 per cento della superficie complessiva dell'area; b il mantenimento o la realizzazione di prato boscato pubblico su quota consistente della superficie permeabile di cui alla lettera a) ; c la destinazione di non meno del 15 per cento dell'area a servizi pubblici di quartiere e urbani. 3 Le regioni possono fissare ulteriori parametri di ecosostenibilità nelle trasformazioni urbanistiche dei tessuti edificati, con particolare riguardo al risparmio energetico degli edifici ricostruiti, ristrutturati e di nuova costruzione e alla riduzione delle superfici impermeabili esistenti, nonché negli interventi di ristrutturazione urbanistica, favorendo l'integrazione dello sviluppo urbano con cablaggi, impianti di depurazione delle acque e trattamento dei rifiuti. 7 (Ecoquartieri) 1 Le regioni ed i comuni favoriscono la realizzazione di ecoquartieri nelle aree urbane in trasformazione e in particolare in quelle caratterizzate da condizioni di degrado ambientale, sociale, economico, edilizio, urbanistico 2 Gli ecoquartieri devono garantire il superamento delle condizioni di degrado urbano, il miglioramento della vivibilità delle aree interessate, nonché delle aree esterne all'area soggetta a trasformazione. 3 Gli ecoquartieri devono essere dotati dei seguenti requisiti minimi: a sostenibilità energetica e uso delle risorse rinnovabili edilizie ed impiantistiche; b raccolta delle acque piovane e fitodepurazione delle acque reflue; c uso di materiali biologici non inquinanti e riciclabili; d utilizzo di materiali riciclati; e corretto smaltimento dei rifiuti di cantiere anche provenienti dalle demolizioni di manufatti esistenti; f limite di consumi energetici e sostenibilità ambientale anche durante la fase di cantierizzazione; g mobilità sostenibile; h accessibilità dei mezzi pubblici di trasporto; i dotazione di alloggi in locazione e di edilizia residenziale pubblica; l assenza di barriere architettoniche; m recupero di elementi naturali preesistenti, quali la vegetazione o i corsi d'acqua, e di manufatti che preservino la memoria storica del luogo; n presenza di negozi di vicinato, di botteghe e di servizi pubblici di quartiere; o ampia superficie di terreno permeabile destinata a prato e a macchia boscata, atta a garantire l'assorbimento dell'acqua piovana senza deflussi nelle aree circostanti;