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L'articolo 11 e l'articolo 12 intendono dare attuazione all'articolo 46 della Costituzione, prevedendo il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione delle imprese, con l'istituzione di comitati di sorveglianza partecipati dai lavoratori eletti direttamente. L'articolo 13, infine, delega il Governo ad applicare il principio espressamente previsto dall'articolo 38 della Costituzione della Repubblica italiana e a portare a compimento il processo di ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, già avviato dalla legge 9 marzo 1989, n. 88, attraverso la rigorosa separazione contabile delle erogazioni riconducibili alla funzione assistenziale, che sono a carico della fiscalità generale, dai trattamenti di natura previdenziale, finanziati dai contributi versati dai lavoratori e dai datori di lavoro.. 1 (Disposizioni in materia di accesso al trattamento pensionistico secondo il regime antecedente al decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214) 1 All'articolo 24, comma 14, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, le parole: «4 dicembre 2011», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2011». 2 Ai sensi del comma 1 del presente articolo, l'accesso al trattamento pensionistico secondo il regime antecedente al decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è consentito a tutti i lavoratori ai quali si applicano accordi individuali o collettivi che prevedano la cessazione del rapporto di lavoro in assenza di contestuale erogazione del trattamento previdenziale, sottoscritti sia in sede ministeriale sia in qualunque altra sede negoziale entro il termine stabilito dall'articolo 24, comma 14, del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, come da ultimo modificato dal comma 1 del presente articolo. 2 (Tutela previdenziale per i giovani lavoratori discontinui) 1 Allo scopo di garantire agli iscritti alla Gestione separata istituita presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) ai sensi dell'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, un trattamento previdenziale pari ad almeno il 60 per cento della media delle retribuzioni percepite negli ultimi cinque anni di lavoro, è istituito a decorrere dall'anno 2016 presso l'INPS il Fondo per la copertura della contribuzione figurativa dei periodi di inoccupazione o dedicati ai compiti di cura. 2 Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i criteri per l'impiego del Fondo di cui al comma 1. 3 Per gli anni dal 2016 al 2018, ai trattamenti pensionistici corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie si applica il limite massimo di 10 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti presso l'INPS. Gli importi eccedenti tale limite sono versati all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo di cui al comma 1. I risparmi derivanti dalle misure di contenimento della spesa adottate, sulla base del principio di cui al primo periodo, dagli organi costituzionali, dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, nell'esercizio della propria autonomia, anche in riferimento ai vitalizi previsti per coloro che hanno ricoperto funzioni pubbliche elettive, sono versati all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo di cui al comma 1. 4 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali istituisce un tavolo di confronto con le parti sociali al fine di predisporre una riforma organica e sistematica del sistema previdenziale ispirata a criteri di maggiore equità e solidarietà interna del sistema stesso, in particolare in favore dei giovani lavoratori discontinui, delle donne e di coloro che svolgono lavori di cura nonché dei titolari di trattamenti pensionistici integrati al minimo. I lavori del tavolo di confronto si concludono entro sei mesi dal loro inizio. Entro i successivi tre mesi il Governo adotta le iniziative, anche di carattere normativo, per il conseguimento delle finalità di cui al primo periodo. 5 Qualora la riforma del sistema previdenziale prevista dal comma 4 non sia stata attuata entro il 31 dicembre 2018, decorso tale termine l'efficacia delle disposizioni di cui ai commi da 1 a 3 è prorogata automaticamente per periodi annuali fino all'attuazione della riforma medesima. 3 (Misure per la creazione di nuovo lavoro) 1 È istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un Fondo per il finanziamento dei contratti di solidarietà espansiva, che prevedano la riduzione stabile dell'orario di lavoro nelle imprese con la contestuale assunzione di nuovo personale, ai sensi dell'articolo 41 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148. La dotazione del Fondo di cui al primo periodo è stabilita annualmente dalla legge di stabilità. 2 Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinate le modalità e le procedure per l'impiego del Fondo di cui al comma 1. 3 La riduzione dell'orario di lavoro e della contribuzione, nei riguardi dei lavoratori in possesso dei requisiti per accedere al pensionamento entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è ammessa subordinatamente alla contestuale assunzione di giovani con contratto di apprendistato, con invarianza degli orari complessivi delle singole prestazioni lavorative. 4 I lavoratori impiegati con regime orario ridotto hanno diritto di integrare i versamenti contributivi senza alcun onere fiscale e contributivo aggiuntivo, sino a concorrenza dell'importo corrispondente all'orario normale previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicabile. 4 (Banca delle ore) 1 I contratti collettivi nazionali per i lavoratori pubblici e privati e i contratti aziendali possono prevedere l'istituto contrattuale della «Banca delle ore», nella quale confluiscono ore di lavoro straordinario accantonate, utilizzabili in costanza del rapporto di lavoro per anticipare il termine della prestazione lavorativa impiegando l'intera quantità delle ore accantonate nel corso del rapporto di lavoro. 2 Le ore accantonate sono liquidate sulla base del costo orario lordo. Qualora esse siano utilizzate per le finalità di cui al comma 1, l'importo degli oneri sociali dovuti per esse a carico del datore di lavoro e del lavoratore è ridotto del 33 per cento. 3 L'utilizzazione delle ore accantonate per le finalità di cui al comma 1 è consentito esclusivamente nel caso in cui le ore di prestazione lavorativa mancanti a causa dell'utilizzo degli accantonamenti siano compensate, nell'arco dell'anno successivo, da prestazioni orarie di almeno pari entità effettuate da giovani assunti con contratto di apprendistato, con contestuale comunicazione alla direzione territoriale del lavoro ed eventuale restituzione dei benefìci ottenuti ai sensi del comma 2 in caso di mancata assunzione degli apprendisti.