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Per quattro anni e mezzo - compresa questa fase - siamo stati un'opposizione costruttiva, seria, che ha cercato di non fare mai ostruzionismo, ma di migliorare il più possibile la produzione normativa di quest'Assemblea, in Aula come nelle Commissioni. Ovviamente ci saremmo aspettati di più anche da questo decreto-legge. Dal Governo che è stato chiamato dei migliori - e penso che questo aggettivo probabilmente verrà ormai usato molto raramente - ci saremmo aspettati una qualche visione strategica. Ci saremmo aspettati, magari, signor Presidente, che, accanto ai dovuti e doverosi bonus e aiuti alle imprese e ai cittadini, peraltro ovviamente non sufficienti - ma aspettiamo di vedere anche il prossimo provvedimento - ci fosse qualche accenno di politica energetica. Ci saremmo aspettati delle risposte in relazione ai giacimenti di gas nazionale. Sono mesi che Fratelli d'Italia sta alle costole del Ministero e del Governo chiedendo che si riparta con l'estrazione di gas nazionale: nulla di nulla neanche in questo decreto-legge. Lo stesso discorso può valere in merito ai termovalorizzatori. Manca il benché minimo accenno a qualunque prospettiva anche sul nucleare pulito. In sostanza, vediamo doverosi - lo ribadisco - contenuti immediati, ma nulla di strategico, di quella strategia della quale ha tanto bisogno questo Paese. Sicuramente, se gli italiani ce ne daranno la possibilità, sapremo dimostrare, nei primi giorni della prossima legislatura, che porteremo avanti percorsi di strategia e di politica energetica e industriale per la crescita del Paese. Per quanto riguarda, invece, il tema del superbonus, Fratelli d'Italia ha manifestato apprezzamento - come ho detto anche nel mio intervento precedente - dopo aver incalzato per quasi un anno la maggioranza nelle Commissioni e nelle Aule parlamentari, dicendo che non aveva senso impedire la libera circolazione dei crediti di imposta e limitare la moneta fiscale, che è tutt'oggi e per il futuro una delle strategie per evitare l'indebitamento del Paese. Ebbene, lo abbiamo detto e ripetuto per mesi e finalmente, in questo decreto-legge che nasce in campagna elettorale, l'intero Parlamento di fatto si è accodato alle richieste di Fratelli d'Italia. Magari, se ci avessero dato ascolto un po' prima, se magari coloro che sostenevano il Governo dei migliori ci avessero dato retta, oggi avremmo meno imprese in crisi e meno cantieri bloccati. Alla luce di tutto questo, avrei apprezzato da parte del Governo che, a fronte di questi gravi errori, avesse almeno concesso una proroga - oggi al 30 settembre - per il conseguimento del termine del 30 per cento dei lavori nelle case unifamiliari. Era dovuto proprio per quel blocco ai crediti che hanno paralizzato il sistema. Il Governo doveva dare una proroga e, nonostante le nostre pressioni, non l'ha concessa. Fratelli d'Italia - lo ribadisco - è stata costruttiva, ha portato il proprio apporto, ma per le ragioni anzidette non può che astenersi di fronte al decreto-legge in esame. (Applausi) . COMINCINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, il decreto-legge aiuti- bis che ci apprestiamo a convertire in legge ha previsto interventi straordinari contro carovita ed energia. Da agosto scorso ci sono più fondi per calmierare le bollette; per prorogare lo sconto benzina; per ampliare il taglio del cuneo fiscale da luglio a dicembre; per estendere il bonus 200 euro; per rafforzare il bonus sociale elettrico e gas per il quarto trimestre 2022; per anticipare la rivalutazione delle pensioni e sono previste molte altre misure specifiche. In totale, al pacchetto di misure sono stati destinati 15 miliardi, a cui si aggiungono altri 2 miliardi di euro per interventi di lungo periodo. Il Senato della Repubblica, però, nonostante la straordinaria condizione politica e la particolarità del momento che viviamo, in queste settimane ha saputo mettere da parte le potenziali criticità e frizioni legate alla campagna elettorale e concentrarsi sulla ricerca di soluzioni aggiuntive a quelle messe a punto dal Governo Draghi, in qualche caso grazie alla dialettica politica e al potere di indirizzo del Parlamento, andando a modificare posizioni assunte dall'Esecutivo che parevano inscalfibili. Siamo stati così in grado di trovare soluzioni mediative alte e utili ai bisogni del Paese. Per lo sblocco della cessione dei crediti del superbonus, abbiamo individuato soluzioni idonee per le famiglie e per le imprese senza rinunciare all'esigenza di non lasciare impunito chi ha truffato lo Stato, con una posizione quindi certamente responsabile. Lasciatemi dire una parola sul gioco delle tre carte, quasi da prestigiatore provetto, che è stato messo in atto in questa ultima settimana da parte dell'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e anche da alcuni colleghi del MoVimento 5 Stelle, cercando di trovare una soluzione che potesse rappresentare una sorta di condono tombale per tutte le questioni sia per chi aveva operato in maniera corretta, sia per chi aveva operato delle truffe. (Applausi) . L'emendamento che era stato proposto escludeva completamente la responsabilità in solido senza distinguere tra chi aveva operato in maniera corretta e chi invece aveva truffato lo Stato. In questa settimana non ci si è spostati, invece, dalla posizione politica di mediazione raggiunta già una settimana fa, e cioè quella di distinguere tra chi aveva operato correttamente e chi non l'aveva fatto. E, dopo una settimana, anche il MoVimento 5 Stelle ha dovuto riconoscere che non c'era possibilità di andare avanti diversamente, e quindi si è trovata la soluzione su questo punto. (Applausi) . Oggi attaccare il PD e il suo segretario Enrico Letta è veramente squalificante e fuori luogo, perché è cambiata non la posizione del Parlamento, ma la vostra posizione su tale tema. (Applausi) . Questo decreto, con le modifiche approvate, ha trovato anche una soluzione alla controversa questione del docente esperto, evitando certamente ogni rischio di perdere la terza tranche del PNRR, ma al tempo stesso senza rinunciare alla consolidata legislazione italiana, che pone in capo ai contratti collettivi nazionali di lavoro l'onere di definire i percorsi di carriera. Su questo tema sarebbe stato molto meglio vedere i Ministeri più attenti e aperti al confronto, perché la mediazione trovata in ultimo - di fatto è quella che il PD andava proponendo da un mese, trovando però porte sbarrate nell'alta burocrazia dello Stato - avrebbe potuto fare ancora di più e meglio se avessimo avuto il tempo e la necessaria, adeguata collaborazione. Abbiamo trovato risorse per lo sviluppo della produzione di chip nel nostro Paese, tema delicatissimo e fondamentale per lo sviluppo economico e digitale in questo quadro geopolitico certamente complicato; ci sono inoltre proposte sulle misure di lavoro agile per i lavoratori fragili; una risposta ai malati di talidomide, per i lavoratori dello spettacolo; una prospettiva lavorativa per i funzionari assunti dallo Stato per l'attuazione del PNRR e ancora altre misure importanti come il piano regolatore del sottosuolo.